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Laboratorio 



LA. PS M.S. 

Laboratorio progettuale degli 
studenti universitari di storia 

info@Uboi-atoHol3p5US.it 

www.IabofatoHoUpsus.it 



// 



LA STRATEGIA DELLA TENSIONE 



Fonti e strumenti per la ricerca storica." 



Lezione 8 



I document! dei servizi d'informazione 



Relatore: Giuseppe De Lutiis 



Storico e Sociologo 



Indice: 



doc. 1: I servizi segreti (a cura di Giuseppe De Lutiis) p. 2 



Dispensa Lezione 8: I documenti dei servizi d'informazione 

LA STRATEGIA DELLA TENSIONE: FONT! E STRUMENTI PER LA RICERCA STORICA 



www.laboratoriolapsus.it 



doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 



DOCIJMENTO 1 



Servizi Segreti 

a cura del prof. Giuseppe De Lutiis 



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LA STRATEGIA DELLA TENSIONE: FONTI E STRUMENTI PER LA RICERCA STORICA 



doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 



Servizi Segreti 

a cura del prof. Giuseppe De Lutiis 



Che cosa e un servizio segreto? Esso potrebbe essere definito un organismo legale, che opera in maniera 
riservata o occulta, talora nella legalita, talora ai limiti della legge, talvolta - in casi estremi - violandola, nel rispetto 
di un'altra esigenza superiore, quella della tutela della sicurezza dello Stato e dei suoi organi. 

Torneremo piu avanti, e diffusamente, sui limiti che devono pur esserci alle attivita extralegali dei servizi 
segreti, poiche questo e uno dei punti principali di contrasto nelle dispute sull'attivita dei servizi italiani dalla fine 
della seconda guerra mondiale in poi. 

Qui possiamo anticipare che le eventuali violazioni della legge devono sempre essere preventivamente 
autorizzate (salvo casi di emergenza) dai dirigenti dei servizi stessi e che e necessario che le linee generali di queste 
attivita extralegali devono essere preventivamente approvate dall'autorita politica (Presidente del Consiglio), 
assistita adeguatamente da consulenti qualificati. Inoltre esse devono sempre essere commisurate al vantaggio che 
ne possono trarre lo Stato e la comunita dei cittadini: per semplificare, un agente segreto potra incendiare un'auto 
(e poi rimborsare il proprietario) se questo puo facilitare il suo inserimento in un gruppo terroristico, ma il fine 
ultimo deve essere la neutralizzazione del gruppo stesso e l'arresto dei suoi adepti. In nessun caso egli potra 
compiere attentati cruenti. 

Sui limiti da porre all'attivita dei servizi segreti, peraltro, quasi nessun paese ha una normativa precisa. In 
linea di massima l'omicidio, almeno ufficialmente, non e compreso tra le azioni autorizzate. Ed in realta nessun 
governo ammette che propri agenti abbiano questo diritto, sia pure in circostanze particolari. 

Vi sono, peraltro, vistose eccezioni: dopo la strage perpetrata dai palestinesi alle Olimpiadi di Monaco del 
1972 1, uomini dei servizi segreti israeliani rintracciarono, nel corso di anni, tutti i responsabili di quell'eccidio nei 
vari paesi dove essi si erano rifugiati per sfuggire alia prevedibile vendetta israeliana e li uccisero A 

Vi sono stati poi, nel corso dell'ultimo cinquantennio, alcuni attentati la cui esecuzione e stata attribuita, dalla 
stampa e da alcuni studiosi, a servizi segreti di vari Paesi. Sono attribuzioni non suffragate da prove certe e talora 
sono destinate a restare insicure anche per decenni, poiche difficilmente ordini di questo tipo vengono trasmessi 



1 
Alle 4,30 del mattino del 5 settembre 1972 un commando di terroristi di "Settembre Nero", un gruppo estremista palestinese, fece irruzione, aN'interno del 

villaggio olimpico di Monaco di Baviera, nella palazzina che ospitava gli atleti israeliani sequestrando atleti e personale. Per dimostrare la loro 

determinazione, essi uccisero subito un ostaggio. Fu intavolata una trattativa che si protrasse per 20 ore. La loro richiesta principale era di avere a 

disposizione un aereo con il quale raggiungere un luogo sicuro insieme con gli ostaggi. Le autorita tedesche acconsentirono, sperando di poter intervenire 

con agenti speciali al momento del trasferimento in aeroporto. 

Qui, I'intervento dei tiratori scelti causo la reazione dei terroristi e vi fu una strage. Diciassette persone - 11 israeliani, quattro terroristi, un agente e un pilota 

di elicottero - persero la vita; alcuni di essi furono colpiti per sbaglio dagli agenti speciali tedeschi. 

Le autorita di Israele, guidate dai primo ministro Golda Meir, decisero segretamente nei giorni successivi, di formare una squadra di agenti speciali, con il 

compito di rintracciare ed eliminare, ovunque fossero, i principali responsabili di quella strage, e di altre avvenute in precedenza. 

La missione si protrasse per anni, durante i quali tutti gli obiettivi furono raggiunti e eliminati. 

La storia di questa operazione, con tutti i risvolti, e narrata in: George Jonas, Vendetta. La storia vera di una missione dell'antiterrorismo israeliana, Rizzoli, 

Milano, 1984. 



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per iscritto e dunque anche l'apertura di archivi a distanza di molti anni dai fatti puo non portare chiarezza. Alcuni 
di questi attentati hanno visto coinvolti, come vittime, anche capi di Stato e di governo. 



Compiti dei servizi segreti 

In linea di larga massima i compiti di un servizio segreto militare dovrebbero essere due: lo spionaggio, cioe 
l'acquisizione del numero piu elevato di informazioni possibile sulle forze armate dei paesi potenzialmente nemici, 
sulla loro capacita offensiva, il loro grado di preparazione; e il controspionaggio, che cerca di impedire ad emissari 
dei Paesi potenzialmente nemici di raccogliere informazioni sulla nostra capacita offensiva e sul nostro grado di 
preparazione. 

Poiche l'attivita di un servizio segreto e, come dicevamo, per sua natura spregiudicata - pur entro determinati 
limiti - taluni considerano che faccia parte dei suoi compiti: "disinformare, su indicazione superiore, diffondendo 
con vari mezzi, informazioni false o in parte false e in parte vere ma rielaborate, alio scopo di ridurre l'efficienza di 
chi cerca informazioni, provocare nella controparte situazioni di malcontento, disorientamento, sfiducia, 

demoralizzazione, discredito, indurre gli altri a decidere in modo errato oppure a decidere in un certo senso"^. 

Questo e quanto afferma un ex ufficiale dei servizi segreti, che ha scritto un libro sull'argomento. La sua 
posizione e condivisa generalmente da una parte di coloro che hanno lavorato o lavorano in questi ambienti, ma 
non puo essere apprezzata da chi considera i servizi segreti degli organismi che operano, si, in maniera riservata e 
talora ai limiti della legalita, ma pur sempre all'interno di una normativa precisa e con fini strettamente 
istituzionali. In questa ottica, l'affermazione che tra i compiti di un servizio vi e anche quello di "disinformare [...] 
diffondendo con vari mezzi informazioni false", sia pure su autorizzazione superiore, non puo essere condivisa, se 
non in casi di grave emergenza, come una guerra. Sarebbe molto grave se un servizio segreto svolgesse tale attivita 
in tempo di pace ai danni di paesi amici o, ancor peggio, se tale tecnica fosse utilizzata per danneggiare una parte 
politica a vantaggio di un'altra. In Italia tale attivita e stata svolta - come vedremo piu avanti - da persone che 
svolgevano formalmente attivita giornalistica, ma che in realta lavoravano a stretto contatto e su ispirazione di 
servizi segreti. 

Diversa e la valutazione se tale attivita e svolta in tempo di guerra. II Sim, il servizio segreto militare italiano 
che opero durante la guerra, porto a termine una perfetta azione di disinformazione nel 1941, facendo pervenire a 
due divisioni jugoslave un falso dispaccio cifrato del loro comandante supremo con l'ordine di ripiegamento, nel 
pieno di una fase offensiva. 

Vi e inoltre chi considera tra i legittimi compiti di un servizio segreto quelli di: 

"- sovvertire l'avversario sia sostenendo gruppi o elementi di opposizione esistenti oppure da costituire nel 
suo campo, sia disseminando fermenti sovversivi generici capaci di svilupparsi in manifestazioni autonome piu o 
meno violente (destabilizzazione); 

- sabotare l'avversario limitatamente, in tempo di pace, alia fase preliminare e di preparazione (ricognizione e 
riconoscimento degli obiettivi, costituzione di gruppi d'azione e di centri di appoggio); 



Ambrogio Viviani, Servizi segreti italiani. 1815-1985, Adnkronos libri, Roma 1985, p. 19 



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- terrorizzare l'avversario con atti violenti al fine di dimostrare l'inefficacia o l'inefficienza di parte dei suoi 
organi, provocare un rallentamento dei Poteri che favoriscono determinate correnti, discreditare determinati 
gruppi o individui ecc; 

- operare a mezzo di squadre speciali (eliminazione fisica occulta, creazione di scandali indiretti, ricatti per 
esigenze speciali, ecc."^ 

Anche per queste attivita vale la separazione tra lo stato di guerra e il tempo di pace, durante il quale azioni di 
questo tipo sono da considerare assolutamente illecite, in particolare se attuate all'interno del Paese, per fini politici 

occultP. Esse sono state purtroppo svolte in Italia nel quarantennio successivo alia fine della guerra mondiale sia 
da parte del servizio segreto militare che da parte di uffici riservati dipendenti dal ministero dell'Interno. Queste 
attivita, ed altre ancora piu illegali, sono state chiamate comunemente "deviazioni", anche se questo termine, come 
vedremo, e da considerare improprio. 



Cenni storici sullo spionaggio e sui primi servizi segreti 

Lo spionaggio e una attivita antichissima: con una punta di malizia e stato definito "la seconda professione piu 
antica del mondo". Gli antichi Egizi adoravano, tra gli altri, il dio Arpocrate, protettore del segreto, che era 
raffigurato con un dito sulle labbra. Nell'antica Cina lo stratega Sun-Tzu, o Sun-Tse, vissuto nel sesto secolo avanti 
Cristo, scrisse quello che viene considerato il piu antico trattato di strategia militare, L'arte della guerra, nel quale 
specifiche sezioni erano dedicate alio spionaggio all'estero e agli aspetti psicologici dello stato di guerra. Egli 
sottolinea la necessita di avere informazioni sulla forza e la capacita del nemico, affermando che chi ha una precisa 

conoscenza del proprio avversario puo vincere qualsiasi battaglia". Egli individua cinque categorie principali di 
spie: le spie locali (gli abitanti del posto), le spie interne (funzionari del nemico), le spie convertite (spie del nemico 
che hanno disertato), spie condannate (spie con informazioni false volutamente fatte catturare dal nemico) e spie 

sopravvissute (che portano informazioni dal campo nemico)' . 

II servizio informativo piu efficiente dei secoli scorsi viene considerato quello della Repubblica marinara di 
Venezia; e anche attraverso questo strumento che la citta lagunare riusci a controllare il suo "impero" disseminato 
in decine di isole della Dalmazia, e a portare a termine proficui traffici nel Mediterraneo. 

La struttura informativa della Repubblica di Venezia fu ideata e guidata da colui che viene considerato i 
primo grande crittoanalista occidentale: Giovanni Soro. Egli riusci a decodificare quasi tutti i dispacci inviati agli 
ambasciatori stranieri residenti a Venezia, al punto che la sua straordinaria abilita divenne nota in tutta Italia, e 
papa Clemente VII lo prego di decifrare un messaggio inviato da Carlo V a un suo corrispondente di Roma e poi 

una lettera del duca di Ferrara al suo ambasciatore in Spagna". La fama e l'abilita di Soro erano tali che il governo 



4 A. Viviani, cit., p. 19 



Naturalmente la penetrazione in ambasciate straniere anche in periodi di pace per acquisire informazioni da utilizzare in caso di guerra e una di quelle 
attivita che molti servizi hanno esercitato a titolo preventivo e che possono essere considerate ai limiti della legittimita, ma nell'elenco sopra descritto si va 
ben oltre e sono evocate alcune attivita assolutamente illegittime. 

Sun Tzu, L'arte della guerra, Ubaldini, Roma, 1990. Vedi anche Mario Del Pero, Lo spionaggio nella storia, in: Luigi Calcerano, Giuseppe Fiori (a cura di), Una 
storia di spie, La Nuova Italia, Firenze, 1997. 

Ibidem. 

Q 

D. Kahn, The Codebreakers, The story of Secret Writing, Mac Millan, New York, 1967. Ripreso anche in: M. Del Pero, cit. 



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della Repubblica veneta istitui una scuola per la formazione di esperti in crittoanalisi, la prima di cui si abbia 
notizia . 

Una struttura piu complessa e articolata fu costituita nel 1565 dal primo Zar di Russia, Ivan il Terribile. Era 

costituita da circa seimila agenti, che avevano le scopo principale di eliminare i nemici interni dello Zar^^. 
Successivamente sciolto e poi ricostituito, il servizio fu ampliato e ammodernato da Retro il Grande nel 1697 con il 
nome di ufficio Preobrazhensky. 

Nel 1880, infine, Alessandro II costitui VOchrana, sezione speciale della Polizia, che aveva una eccezionale 
capacita di infiltrazione nei gruppi politici estremisti e terroristi . 

Un altro servizio abbastanza articolato fu quello istituito intorno al 1750 col nome di "Segreto", dal re di Francia 
Luigi XV, che ne assunse personalmente ed esclusivamente la direzione, tenendolo nascosto anche alia corte e ai 
funzionari di governo. Di questo organismo non si conosce molto, ma sembra che abbia ottenuto buoni risultati 
informativi in direzione delle altre potenze europee. 

Negli Stati Uniti, durante la guerra d'indipendenza (1776-1783), il presidente George Washington organizzo 
un servizio spionistico, guidato dal maggiore Benjamin Tallmadge, che condusse in porto numerose operazioni ai 

danni degli inglesi, spendendo la somma, a quell'epoca faraonica, di 17 mila dollari^. E da rilevare che in quella 
occasione il Congresso decise di considerare l'intelligence un'attivita di esclusiva competenza del presidente degli 
Stati Uniti. II principio di affidare al capo dell'esecutivo, che negli Stati Uniti coincide con il capo dello Stato, la 
responsabilita della condotta dei servizi segreti, e un principio che, pur con i suoi rischi, e stato ormai accettato in 
molti Stati ed e alia base della riforma recentemente varata in Italia (Legge 3 agosto 2007, n. 124) 



II ruolo dei servizi segreti nel XX e XXI secolo 

I servizi segreti militari sono stati costituiti nei principali Paesi nella seconda meta dell' Ottocento, ma la loro 
funzione e notevolmente cambiata nel corso del tempo. Mentre, all'epoca della loro costituzione, essi avevano quasi 
esclusivamente il ruolo di organismi di spionaggio e controspionaggio militare, e gli appartenenti al servizio 
segreto erano tenuti abbastanza ai margini dagli stessi vertici militari, dalla fine della seconda guerra mondiale in 
poi essi hanno assunto, in tutto il mondo industrializzato, un ruolo ed un'importanza sempre crescenti. Ancora 
all'epoca di Caporetto, il capo del servizio segreto non era ammesso alle riunioni dello Stato Maggiore, e le sue 
informative erano tenute in scarsissima considerazione, come denuncera il colonnello Douhet, che fu condannato 
ad un anno di reclusione per aver inviato ad alcuni ministri una memoria critica su questo argomento: "Si leggono 
i bollettini dell'Ufficio Informazioni e dell'Ufficio Situazione: nonostante l'addensarsi delle truppe austriache nel 
Trentino si comincia ad escludere la minaccia e si finisce con l'ammettere che possa essere una finta. Si sa che vi 

sono da 14 a 18 divisioni e credesi alio scherzo." *-3 



Ibidem. 
10 C. Del Pero, op. cit. 

Vedi in appendice: "II caso Azev". 

1 3 

A. Karalekas, History of the Central Intelligence Agency, Aegean Park Press, Laguna Hills, 1977, p.l; W.M. Leary, The Central Intelligence Agency. History 

and Documents, University of Alabama Press, Alabama, 1984, pp. 1-3. 

Giulio Douhet, Document'! a complemento della relazione d'inchiesta per Caporetto, Roma, 1919. 



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E con la fine della seconda guerra mondiale che i servizi segreti assumono un ruolo sempre piu centrale nella 
vita politica dei vari Paesi. In molte nazioni, al termine del conflitto, le strutture informative militari non vengono 
smobilitate o ridimensionate, come era invece avvenuto al termine della prima guerra mondiale. A questo 
proposito e emblematico il caso degli Stati Uniti. Mentre nel 1929 il segretario di Stato Henry L. Stimson aveva 
sciolto la "camera nera", cioe la sezione di decifrazione del Dipartimento di Stato, affermando: "I gentiluomini non 

leggono la corrispondenza degli altri"14, ne l 1947, invece, l'Office of Strategic Services, Oss, il servizio segreto 
militare dell'epoca di guerra, era stato si formalmente sciolto, ma fu immediatamente sostituito da un servizio 
altrettanto efficiente di intervento politico clandestino all'estero, la ben nota Central Intelligence Agency. Fu lo 
stesso presidente Truman che sciolse l'Oss "sostenendo che tattiche belliche come le operazioni paramilitari, la 

guerra psicologica e la manipolazione politica non erano giustificabili in tempo di pace"!^. Contemporaneamente, 
pero, lo stesso Truman espresse l'esigenza di creare un'organizzazione permanente che provvedesse a "coordinare 

e analizzare tutto il materiale informativo raccolto dai vari ministeri e organismi governativi"!". Fin dal momento 
della creazione della Cia, Allan Dulles, che alcuni anni dopo ne sarebbe divenuto il direttore, fece includere nella 
legge istitutiva del nuovo organismo una clausola con la quale essa era autorizzata a svolgere "altre funzioni e 
compiti nel campo delle informazioni in conformita alle eventuali direttive del Consiglio per la sicurezza 

nazionale"!' . Fu questa clausola che avrebbe poi permesso alia Cia gli interventi illegali negli affari interni degli 
altri Paesi, che hanno caratterizzato l'arco della sua attivita, fino alia caduta del Muro di Berlino. 

La "guerra fredda" aveva accelerato un processo che comunque era gia in atto, il passaggio cioe dall'epoca 
artigianale della polizia segreta a quella dei servizi di informazione e di "sicurezza". Le strutture inizialmente molto 
modeste, attrezzate per combattere forme assai circoscritte di contestazione politica, come il movimento anarchico, 
si trasformarono, nei moderni Stati industriali, in organismi molteplici e complessi: non piu il servizio segreto, ma i 
servizi, o meglio i servizi di sicurezza. Essi si adeguavano, anzi in un certo senso precedevano la diversificazione e 
la complessita della societa attuale. Ormai, infatti, erano chiamati ad operare in settori - come lo spionaggio 
industriale o il traffico internazionale delle armi - nei quali i vecchi agenti della polizia segreta si sarebbero trovati 
notevolmente a disagio. 

II primo ufficio informativo militare dello Stato unitario fu costituito nel 1863, presso lo Stato Maggiore 
dell'Esercito, sotto la guida del colonnello Edoardo Driquet. L'ufficio fu, pero, soppresso nel 1866, dopo le sconfitte 
italiane a Custoza e Lissa nel corso della terza guerra d'indipendenza, poiche si ritenne comodo scaricare 
sull'ufficio informativo le responsabilita della sconfitta. 

L'ufficio informazioni fu ricostituito nel settembre del 1900, sotto la guida del colonnello Felice de Chaurand 
de Saint Eustache. L'ufficio aveva un organico molto limitato, ma il suo successore, colonnello Vincenzo Garioni, 
nei suoi tre anni di presenza alia guida del servizio (1902-1905), istitui per la prima volta ufficiali informatori 
destinati ad essere distribuiti lungo le frontiere. Un ulteriore ampliamento dell'attivita si ebbe con il nuovo capo del 
servizio, il colonnello Silvio Negri (che diresse l'organismo dal 1905 al 1912). Durante la sua gestione, per la prima 
volta, ci si avvalse dell'aiuto di noti geografi che, nel 1911, si recarono in Libia per spedizioni "scientifiche"; in realta 
essi prepararono le carte topografiche del paese in vista dello sbarco militare che il governo stava progettando. In 
quegli stessi anni inizio la sua collaborazione con il servizio anche Cesare Battisti, gia autore di varie pubblicazioni 
geografiche, che allora era cittadino austriaco, poiche il Trentino era ancora sotto la giurisdizione dell'impero 



1 4 

Cfr. David Wise, Thomas B. Ross, Servizi segreti, Milano, Longanesi, 1969, p. 394. 

15 Cfr. Victor Marchetti, John D. Marks, CIA, Culto e mistica dei servizio segreto, Milano, Garzanti, 1976, p. 42. 



16 



Ibidem. 



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austro-ungarico. Battisti esegui varie ricognizioni sul terreno in provincia di Trento, inviando i propri rapporti ad 
un ufficio del servizio che operava a Verona . 

Con l'inizio della prima guerra mondiale il servizio amplio le sue strutture e apri sette uffici distaccati presso 
la frontiera nord-est. Contemporaneamente, pero, inizio la proliferazione dei servizi informativi, facenti capo al 
ministero dell'Interno (dove sin dal 1880 era stato costituito un Ufficio riservato), alia Presidenza del Consiglio, al 
ministero degli Esteri, al ministero della Guerra, al Ministero della Marina e al Comando Supremo. "Cosi, le poche 
forze veramente utili andarono disperse e la loro attivita fu in gran parte spesa in rivalita, concorrenze e gelosie, 

con grande scapito dell'interesse del Servizio". " 

Nel settembre 1916 il servizio informativo ebbe la sua prima riforma: negli anni precedenti era stato costituito 
un Ufficio Situazione e operazioni di guerra che faceva capo al Comando Supremo ed erano sorte incomprensioni e 
rivalita tra i due uffici. All'Ufficio Situazione fu affidato il settore delle informazioni presso le truppe operanti, 
mentre il Servizio informativo, che assunse la denominazione di Servizio Informazioni, conservo il settore delle 
informazioni all'estero, nelle zone italiane non coinvolte dalla guerra, e il controspionaggio. Fu quest'ultimo 
settore, il controspionaggio, che comincio a svolgere illegali attivita di controllo politico interno, che provocarono 
un duro intervento dell'onorevole Treves alia Camera: "Va denunciata l'esistenza, accanto ad una polizia civile, di 
una polizia militare, la quale non limita le sue investigazioni contro lo spionaggio militare, ma le estende alle 
opinioni politiche e alia condotta politica dei cittadini, costruisce le sue fiches agendo in piena indipendenza da 

ogni potere governativo" *■". 

Nel frattempo, nel 1880 era stato istituito al ministero dell'Interno il primo Ufficio Politico nell'ambito della 
Direzione Generale di Pubblica Sicurezza. Nel 1906 esso aveva assunto il nome di Ufficio Riservato. Nel 1919 tutto 
il settore fu riordinato e fu creata la Divisione Affari Generali e Riservati, al cui interno successivamente sorse 
l'Ufficio Affari Riservati, che sopravvisse fino al 1974. Nel 1927 la divisione fu riorganizzata in tre sezioni: 
Movimento sovversivo, Ordine pubblico, Stranieri. Dalla prima sezione, oltre al Casellario Politico centrale, dove 
erano le schede di tutti coloro che mostravano tendenze politiche diverse da quelle del governo, dipendevano 
l'Ufficio confino politico e l'ispettorato di polizia, comunemente denominato Ovra, che persegui le iniziative 

antifasciste . 

A partire dal 1930, nuovo capo della Divisione Affari Generali e Riservati fu nominato Carmine Senise, mentre 
alia guida della polizia era stato chiamato fin dal 1926 Arturo Bocchini, che sarebbe rimasto in quel posto per quasi 
quindici anni. II suo arrivo al Viminale coincise con un eccezionale aumento dei fondi segreti a disposizione della 

Polizia, che, secondo alcune fonti^, passarono da 3 milioni a 50. Anche se la cifra appare poco credibile - il 
corrispondente aumento dei fondi del servizio segreto militare da 2 a 4 milioni fu salutato come una strepitosa 
vittoria del suo direttore, il generale Roatta - e certo che l'Ovra ebbe a disposizione fondi ingentissimi per retribuire 
le migliaia di suoi confidenti. 



Odoardo Marchetti, Cesare Battisti nel Servizio Informazioni, Quaderno della rivista "Trentino", n.ll, Trento, 1931. 

1 9 

Luigi Capello, Note di guerra, vol. I, p. 26 

Camera dei Deputati, Comitati segreti sulla condotta della guerra, verbale della seduta del 25 giugno 1917 

21 

II riordino del settore avvenne con la legge di delega al Governo del 31 dicembre 1925, n. 2318; poi, il 6 novembre 1926, fu approvato il regio decreto n. 
1848 che promulgo un nuovo Testo unico di Pubblica Sicurezza. 

Cfr. Romano Canosa, La Polizia in Italia dal 1945 a oggi, Bologna, II Mulino, 1976, p. 78, che riprende Cesare Rossi, Personaggi di ieri e di oggi, Milano, 
Ceschina, 1960, p. 217. 



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Anche il servizio segreto militare fu riorganizzato in quegli anni. 

II 15 ottobre 1925, con Regio Decreto n. 1809, fu costituito il Sim, Servizio Informazioni Militari. Alia sua guida 
si avvicendarono figure minori, fino al gennaio 1934, quando alia sua direzione fu chiamato il generale Mario 
Roatta, che, come abbiamo visto, ottenne il raddoppio dei fondi a disposizione. Egli strinse amicizia con Galeazzo 
Ciano, ambizioso delfino del Duce, del quale aveva sposato la figlia Edda. Da questo sodalizio nacque l'idea di 
assassinare l'esule antifascista Carlo Rosselli. II delitto avvenne, per mano di intermediari, il 9 giugno 1937 in un 
paese della Norman dia dove l'esule viveva, e coinvolse anche il fratello Nello. 

II crimine fu solo uno degli anelli di una lunga catena di operazioni "speciali" che prevedeva anche la 
possibilita di far scoppiare una epidemia a Barcellona (cioe nel territorio della repubblica spagnola, che aveva un 
governo di sinistra) ed altri crimini, alcuni dei quali poi non attuati. In appendice riportiamo un rapporto interno 
del Sim su questi delitti, preparato dal colonnello Emanuele, responsabile della sezione che studio ed esegui gli 
attentati, e uno speciale tariffario nel quale erano elencati i compensi dovuti per ciascun tipo di azione "speciale" e 
le somme che sarebbero state devolute alle famiglie degli agenti che fossero incorsi in spiacevoli incidenti nel corso 
di queste operazioni, come l'arresto o il ferimento, o anche la morte. II 31 dicembre 1945, il Sim fu sciolto e fino al 1 
settembre 1949 opero solo un Ufficio informazioni dello Stato Maggiore dell'Esercito. 

II documento istitutivo del nuovo servizio segreto della Repubblica Italiana e soltanto una disposizione 
interna del ministro della Difesa, n. 365 del 30 marzo 1949. Non vi fu, dunque, una nuova regolamentazione 
legislativa, adeguata alia nuova realta democratica nella quale i servizi erano chiamati ad operare, ne, tantomeno, 
vi fu un dibattito parlamentare. L'attivita dei servizi, dunque, continuo ad essere disciplinata dalle norme interne 
emanate successivamente al decreto del 1927. Non e casuale che i servizi siano stati ricostituiti solo in 
concomitanza con l'adesione dell'Italia al Patto Atlantico, l'alleanza militare che legava i paesi del blocco 
occidentale. Piu in dettaglio i fatti si svolsero cosi: il 30 marzo, come gia detto, vi fu la disposizione interna che 
poneva di nuovo i servizi alle dipendenze dello Stato Maggiore Difesa, e non dello Stato Maggiore dell'Esercito; in 
aprile fu firmato il Patto del Nord Atlantico e fu creata la Nato, cioe l'organizzazione militare del Patto; e il 1° 
settembre comincio a operare il nuovo servizio, che prese il nome di Sifar, Servizio Informazioni Forze Armate. 
Esso era suddiviso in tre uffici, che poi avrebbero assunto il nome di reparti: 1' ufficio "D", (difesa), che si occupava 
di sicurezza interna e di controspionaggio, 1' ufficio "R" (ricerca) per lo spionaggio vero e proprio all'estero, e 
l'ufficio "S" (situazione) che analizzava e rielaborava le informazioni provenienti sia dall'ufficio D che dall'ufficio R. 
L'ufficio D e quello che per sua natura era maggiormente coinvolto nella ricerca di notizie riguardanti la realta 
italiana, e quindi anche quella politica; l'ufficio R e invece quello dal quale dipendera, a partire dal novembre 1956, 
la ben nota struttura "Gladio", della quale si parla piu avanti. 



I Sios 



Nel 1949, contemporaneamente al Sifar, furono costituiti anche i Sios (Servizio Informazioni Operative e 
Situazioni) delle tre forze armate, l'Esercito, la Marina, l'Aviazione. L'attivita dei Sios era finalizzata ad un controllo 
ravvicinato dell'affidabilita dei militari, sia sul piano di possibili intelligenze (cioe complicita) con elementi di 
servizi segreti di paesi ostili, sia nel senso della loro affidabilita democratica. In pratica i Sios avevano il compito - 
insieme al Sismi, il servizio per le informazioni e la sicurezza militare - di controllare che non vi fossero ufficiali 
italiani che vendevano a servizi segreti di paesi non alleati informazioni riservate sulla consistenza, la dislocazione 
e l'armamento delle nostre forze armate, e avevano anche il compito di impedire che germi antidemocratici, sia di 
estrema destra che di estrema sinistra, penetrassero nelle nostre forze armate. In realta, come hanno dimostrato 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 9 

decine di inchieste giudiziarie, negli anni della guerra fredda e della strategia della tensione vi furono colonnelli e 
generali che prepararono piani antidemocratici in accordo con aderenti ad organizzazioni di estrema destra, e i Sios 
ne erano perfettamente consapevoli e talora partecipi: il generale Miceli stabili contatti con i neofascisti che stavano 
preparando il cosiddetto "golpe Borghese" fin dai primi mesi del 1970, quando egli era capo del Sios Esercito, e li 
prosegui dopo che, nell'ottobre dello stesso anno, era stato nominate) capo del Servizio segreto militare. Dopo la 
riforma del 1977 (vedi oltre), la sfera di attivita dei Sios e stata meglio precisata ed e limitata all'attivita informativa 
relativa alle rispettive Armi. I Sios, peraltro, svolgono, come attivita istituzionale, anche compiti informativi 
all'estero. Si legge infatti in una relazione del Comitate parlamentare per i servizi di informazione: "II Sios Esercito 
e chiamato a definire il potenziale militare di un determinate paese, il Sios Marina a controllare la situazione 
marittima complessiva, non solo militare, nell'area del Mediterraneo, il Sios Aeronautica ad occuparsi, tra l'altro, 

dell'autorizzazione al sorvolo di velivoli che transitano o fanno scalo sul territorio nazionale"^. Questa attivita 
non si sviluppa a senso unico ma attraverso un continuo interscambio con il Sismi. Ai Sios compete infine il rilascio 
dei nulla osta di sicurezza, oltre che per i militari, anche per i civili e il personale ausiliario che lavorano nelle forze 
armate e per i civili che lavorano per ditte che effettuano lavori o assicurano forniture di materiale di rilevanza 
strategica. 



L'Ufficio Affari Riservati 



Per quanto riguarda i servizi informativi del ministero dell'Interno, nel 1948 fu ricostituita la Divisione Affari 
Generali e Riservati, e la sua direzione fu assunta dal questore Gesualdo Barletta, il quale nei primi anni di guerra 
aveva guidato la nona zona dell'Ovra, che aveva giurisdizione sul Lazio tranne Roma, e che gia nel 1946 era stato 
chiamato a guidare il Sis (servizio informazioni speciali), poi inglobato nella divisione Affari Riservati. La nomina 
di Barletta avvenne nell'ambito di una ampia opera di restaurazione iniziata dal ministro Romita e continuata dal 
suo successore, Scelba. Nell'ambito di questa operazione fu chiamato al Ministero anche il generale Giuseppe 
Pieche, gia capo di una sezione del Sim e collaboratore dell'Ovra, che durante la guerra era stato inviato in 
Jugoslavia alia guida di una missione militare italiana presso il sanguinario dittatore croato Ante Pavelic, per 
costituirne la polizia politica. Nel 1948 a Pieche fu affidato un incarico che, sotto l'etichetta di direttore generale dei 
servizi antincendi, in realta prevedeva una attivita informativa e di provocazione politica volta, tra l'altro, a 
favorire la costituzione di gruppi neofascisti e di organizzazioni anticomuniste. Si sospetta poi che, nonostante il 
parere contrario del Parlamento, egli abbia costituito una organizzazione di "difesa civile" a fini anticomunisti. 

La divisione Affari Riservati fu guidata per dodici anni dal questore Gesualdo Barletta, affiancato da un altro 
ex funzionario della polizia politica fascista, Domenico Rotondano. Le conoscenze storiche sull'attivita dell'ufficio 
in quei dodici anni che coincisero con il periodo piu cupo della guerra fredda sono quasi inesistenti. Recentemente 
dalla liberalizzazione degli archivi americani e emersa l'esistenza di un piano, che sarebbe stato preparato da 
Barletta, che avrebbe portato all'arresto di migliaia di militanti comunisti. II piano, entusiasticamente sponsorizzato 

dall'ambasciatore degli Stati Uniti, signora Clare Boothe Luce, era stato preparato all'insaputa del Governo^. 



TO 

Senato della Repubblica - Camera dei Deputati. Relazione del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato. 
Prima rapporto sul sistema di informazione e sicurezza, comunicata alia presidenza il 6 aprile 1995, Doc. XXXIV, n.l, p. 31. 

Mario del Pero, Anticomunismo d'assalto. Lettere di Indro Montanelli all'ambasciatrice Clare Boothe Luce, in "Italia Contemporanea" n.212 del settembre 
1998, p.638. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 10 

Nel 1958 Barletta lascio la guida della Divisione. Al suo posto il ministro dell'Interno Fernando Tambroni 
chiamo Domenico De Nozza, che aveva guidato la polizia italiana di Trieste nel periodo in cui la citta e la sua 
provincia erano state erette a Territorio Libero dagli Alleati. Durante quel periodo De Nozza aveva stretto contatti 
con Robert Driscoll, all'epoca vice capo della stazione Cia in Italia. Fu Driscoll a suggerire a Tambroni di nominare 
De Nozza all'alto incarico. II questore porto con se tre commissari e una quarantina di collaboratori con i quali 
istitui una polizia parallela che aveva sedi proprie e svolgeva, del tutto illegittimamente, attivita di indagine, 
interrogando persone e controllando telefoni. L'attivita del gruppo era finalizzata principalmente ad una 
penetrazione capillare nel Pci in tutta Italia. Queste azioni furono svolte all'insaputa del Sifar, il servizio segreto 
militare, che peraltro ne venne autonomamente a conoscenza. Da documenti forniti nel 1996 dal Sismi al Reparto 
Operativo Speciale dei Carabinieri, e provenienti dagli archivi del vecchio Sifar, risulta che per l'istituzione di 

questa rete segreta il questore De Nozza fu destinatario di cospicui finanziamenti da parte della Cia^^. La 
compenetrazione tra Divisione Affari Riservati e Cia era tale che esistevano uffici in comune. Nel 1959 un settore 
della Polizia, che faceva capo ad avversari politici di Tambroni appartenenti al suo stesso partito, scopri l'attivita 
del gruppo. Ne sorse uno scontro politico all'interno della stessa Democrazia Cristiana, al termine del quale il 
ministro dell'Interno fu costretto a sciogliere il gruppo. Dopo la gestione De Nozza, la Divisione Affari Riservati 
entro in un lungo periodo di apparente eclissi: alia sua direzione si avvicendarono sette questori nel corso di 
quattordici anni, fino alio scioglimento dell'ufficio decretato dal ministro dell'Interno Taviani nel giugno 1974, 
all'indomani della strage di Brescia. Anche su questo periodo di attivita della Divisione le conoscenze storiche sono 
molto scarse. Solo sugli anni successivi al 1968 abbiamo maggiori informazioni, poiche la magistratura ha indagato 
sull'ufficio in relazione alia strage di piazza Fontana a Milano. Vi e, tra l'altro, una dichiarazione del neofascista 
Vincenzo Vinciguerra, che da anni fornisce alia magistratura un contributo alia comprensione di tutti gli eventi 
legati alia cosiddetta strategia della tensione, dichiarazione che getta un'ombra pesante sull'operato di Elvio 
Catenacci, capo della Divisione Affari Riservati dal settembre 1968 al luglio 1970, dopo essere stato questore a 

Venezia.^" 



Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, Annotazione sulle attivita di guerra psicologica e non ortodossa compiute da organismi di intelligence 
statunitensi in Italia tra il 1969 e il 1974 attraverso I'Aginter Press, 23 luglio 1996. 

Questa e la deposizione di Vinciguerra: 
"Posso dire che un episodio centrale a riprova dei collegamenti fra elementi di Ordine Nuovo del Veneto e apparati dello Stato e rappresentato 
daN'arruolamento di Delfo Zorzi da parte dell'allora questore di Venezia, Elvio Catenacci, cosi come me lo ha raccontato Cesare Turco. Delfo Zorzi, a dire di 
Turco, venne nel 1968 richiesto da un amico di detenere per una sola notte in casa sua, a Mestre, un certo quantitative di esplosivo. Zorzi cedette alle 
insistenze dell'amico e trattenne I'esplosivo presso la sua abitazione. Nella notte subi una perquisizione da parte della Polizia che rinvenne I'esplosivo e lo 
trasse in arresto. Successivamente lo stesso Zorzi venne convocato dal questore Catenacci in persona, che gli illustro l'attivita anticomunista svolta 
dall'apparato del ministero dell'Interno e la necessita, per coloro che avevano a cuore la difesa dei valori dell'Occidente, di aderirvi. Catenacci gli spiego 
quindi che il suo arresto era dovuto ad una azione preordinata da parte della Polizia per dimostrare alio stesso Zorzi I'onnipotenza della medesima, che 
poteva decidere, ove lo avesse voluto, il destino delle persone. Catenacci chiese quindi a Zorzi di scegliere se aderire a questa battaglia anticomunista alle 
dipendenze di un apparato dello Stato oppure no." (Tribunale di Milano. Ufficio Istruzione, interrogatorio di Vincenzo Vinciguerra dinanzi al giudice istruttore 
Guido Salvini del 3 marzo 1993). 

E da rilevare che Delfo Zorzi e stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Milano con accuse pesantissime in ordine alia strage di piazza Fontana del 12 
dicembre 1969. 

La dichiarazione di Vinciguerra cosi prosegue: 

"Dagli avvenimenti successivi e ovvio constatare che Delfo Zorzi, pur restando ufficialmente un militante neonazista, si inseri nell'apparato informativo del 
Ministero dell'Interno. Ricordo, a questo proposito, la sua conoscenza con il viceprefetto Sampaoli e il ricordo che di lui ha dimostrato di possedere il 
prefetto Federico D'Amato". 

Ove le dichiarazioni di Vinciguerra fossero suffragate da prove, sarebbero di una eccezionale rilevanza, anche alia luce delle accuse che la magistratura 
milanese ha elevato contro Zorzi. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 1 1 

E auspicabile che in sede processuale venga definitivamente chiarito il possibile ruolo dell'Ufficio affari 
riservati nella strategia della tensione. D'altro canto la testimonianza di Vinciguerra non e Tunica dalla quale 
emergerebbe una possibile responsabilita degli uffici del ministero dell'Interno, piuttosto che dei servizi segreti 

militari^' . 

L'Ufficio, nel frattempo, aveva cambiato nome, assumendo quello di Servizio Informazioni generali e 
sicurezza interna (Sigsi). Dopo una breve direzione di Ariberto Vigevano, uomo di transizione, la guida della 
divisione fu assunta da Umberto Federico D'Amato, che era da tempo la figura piu rappresentativa dell'ufficio, 
anche durante le direzioni di Catenacci e Vigevano. Dietro l'apparente bonomia di un napoletano gaudente, 
DAmato e stato, nel bene e nel male, il piu autorevole uomo d'intelligence dei primi quarant'anni della storia della 
Repubblica, ed anche dopo. 

La sua camera era cominciata nell'immediato dopoguerra, quando il capo dell'Oss in Italia, James Angleton, 
aveva aperto un ufficio a Roma, che DAmato frequentava quasi quotidianamente. Tuttavia molte ombre si 
addensarono su di lui e sul suo ufficio negli anni settanta; la principale accusa contro di lui - mai pero 
concretizzatasi in un'imputazione giudiziaria - fu quella di aver avuto contatti con Stefano Delle Chiaie, il 
neofascista coinvolto a vario titolo nelle istruttorie su molti eventi della strategia della tensione, istruttorie dalle 
quali e sempre uscito con sentenze assolutorie. II 30 maggio 1974, due giorni dopo la strage di Brescia, DAmato fu 
destituito dal ministro dell'Interno Taviani, e l'intero Sigsi fu sciolto. La sua destituzione, tuttavia, fu piu apparente 
che reale, infatti egli fu nominato capo del servizio di polizia stradale, di frontiera, ferroviaria e postale: dalla 
direzione di un organico di 9 funzionari e un centinaio circa di sottufficiali, egli passo a dirigere ventimila uomini, 
circa un quarto, e i piu selezionati, dell'intero organico della Polizia. Dal nuovo incarico egli ebbe modo per dieci 
anni, fino al suo collocamento in pensione, di controllare tute le frontiere dello Stato. 

Al posto del Sigsi, e in accordo con DAmato, fu creata una struttura che si chiamo Ispettorato per la lotta 
contro il terrorismo. Alia sua guida fu chiamato Emilio Santillo, un questore con grande esperienza operativa, che 
dovette accettare che quasi meta dei dirigenti dell'Ispettorato provenissero dal Sigsi. La struttura, che nel frattempo 
aveva cambiato nome assumendo quello di "Servizio di Sicurezza", opero attivamente nel contrasto sia del 
terrorismo di destra che dei nascenti Nuclei Armati Proletari (Nap), una organizzazione terroristica di sinistra che 
affianco per qualche anno le Brigate Rosse. 

Quando, nel 1978, furono creati i nuovi servizi segreti, Emilio Santillo era il candidato naturale alia guida del 
Sisde, ma in quel periodo le forze armate e parte del mondo politico erano sotto l'influsso diretto dei vertici della 
loggia massonica P2, guidata da Licio Gelli, e anche la guida del Sismi e del Sisde fu assegnata a due ufficiali 
aderenti alia loggia, i generali Giuseppe Santovito e Giulio Grassini. Emilio Santillo fu "promosso" alia carica poco 
piu che onorifica di vice capo della Polizia e partecipo molto marginalmente alle attivita investigative sul sequestro 
e l'assassinio di Aldo Moro. I seicento uomini che avevano operato con lui all'Ispettorato Antiterrorismo prima e al 
Servizio di Sicurezza poi, furono assegnati in gran parte ad attivita non informative, disperdendo cosi un prezioso 
patrimonio di uomini e di esperienze. Di conseguenza, nei mesi nei quali maturo e fu eseguito il sequestro Moro, 
venne a mancare il contributo di uomini di grande esperienza professionale. Cio fu casuale o vi fu chi ebbe 
interesse che cio si verificasse? Le notizie, emerse negli anni novanta, circa l'appartenenza a societa riconducibili al 
Sisde e piu in generale al ministero dell'Interno, di molti appartamenti del palazzo di via Gradoli 96, lo stesso ove 



27 

Antonio Cipriani, Gianni Cipriani, Sovranita limitata. Storia dell eversione atlantica in Italia, Edizioni Associate, Roma 1991, p. 121-122. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 1 2 

era la centrale operativa delle Brigate Rosse, durante il sequestro Moro^", getta una pesante ombra sulle strutture 
di sicurezza del ministero dell'Interno dell'epoca. 



La struttura Gladio 

Dal novembre 1956 al novembre 1990 e esistita in Italia una organizzazione segreta, denominata "Gladio", 
simile ad altre analoghe strutture costituite negli anni cinquanta in pressoche tutti i Paesi dell'Europa Occidentale. 
Esse sorsero in un periodo di forte tensione internazionale, successivo alio scoppio della guerra in Corea (aprile 
1950), e avevano lo scopo istituzionale di addestrare gruppi di persone pronte a organizzare nuclei di resistenza nei 
territori eventualmente occupati da truppe nemiche in caso di invasione militare del Paese. 

Non si tratta, pertanto, di strutture assimilabili tout court ai servizi segreti ma esse hanno comunque fatto parte 
per vari decenni della comunita dei servizi di intelligence; appare dunque opportuno ricostruire in questa sede - 
nei limiti delle attuali conoscenze - la storia della struttura. 

L'iter istitutivo di questa organizzazione inizio nei 1951, quando il capo del Sifar, generale Umberto Broccoli, 
invio al capo di Stato Maggiore della Difesa un promemoria nei quale proponeva la costituzione di una struttura 

con "carattere clandestino ed ordinamento cellulare tale da restare ignorata"^". 

In quel periodo la Gran Bretagna aveva gia costituito una struttura simile sul proprio territorio e in Olanda e 
Belgio, mentre il servizio francese aveva predisposto organizzazioni analoghe, oltre che in Francia, anche nei 

territori tedesco e austriaco, "con ramificazioni nella Germania orientale e in Polonia"^. Nei suo promemoria, 
Broccoli affermava, tra l'altro, che gli Stati Uniti avevano "tentato di organizzare, a nostra insaputa, qualche cosa 

del genere in Italia settentrionale"^!. Superato questo periodo di incomprensione, il servizio americano si era detto 
disponibile a collaborare "attivamente e formalmente" alia costituzione della struttura, "abbandonando tentativi 

diretti compiuti per il passato e non concordati col servizio italiano"^. Nei 1951, dunque, inizio una stretta 
collaborazione tra servizio italiano e l'omologo statunitense in vista della costituzione della struttura Stay behind 
italiana. Nei 1953 si passo alia fase operativa con l'acquisizione di terreni in Sardegna sui quali costituire una base 
segretissima per l'addestramento degli uomini. Furono individuati terreni sulla costa tra Alghero e Bosa, nei pressi 

di Capo Marrargiu. I lavori di costruzione iniziarono intorno alia meta del 1955^^. 

II servizio prese possesso dei locali nell'estate del 1956^ e il 26 novembre fu costituita ufficialmente la 
struttura, che prese il nome convenzionale di "Gladio". All'inizio del 1958 si svolsero le prime attivita 
d'addestramento. Furono arruolati alcune centinaia di uomini provenienti da un'altra struttura occulta che aveva 



Sergio Flamigni, II covo di Stato. Via Gradoli 96 e il delitto Mom, Kaos edizioni, Milano 1999. 

no 

Stato Maggiore della Difesa, Sifar, Promemoria per il Capo di Stato Maggiore della Difesa, 8 ottobre 1951, p. 3. 

30 Ibidem, p.l. 

Relazione del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato sulla "Operazione Gladio", presentata alle 
Presidenze il 4 marzo 1992. 
32 



Stato Maggiore della Difesa, Sifar, Promemoria, cit., p. 2 

Stato Maggiore della Difesa, Sifar, Ufficio "R", sezione "Sad", documenti "Sad-I" del 22 ottobre 1959, p. 2. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 1 3 

operato negli anni cinquanta, l'organizzazione "O" , integrati da elementi che, durante il periodo della Resistenza, 
avevano militato nei reparti dei cosiddetti partigiani "bianchi", cioe quelli aderenti alle formazioni vicine ad 
Edgardo Sogno, di ispirazione monarchica e liberale. 

Alia fase costituente della Gladio parteciparono in prima persona il ministro della Difesa dell'epoca Paolo 
Emilio Taviani e il generate Raffaele Cadorna. Con minor grado di certezza, si ritiene che abbia contribuito anche 
Enrico Mattei. Un ruolo primario fu svolto anche dal generale Giovanni de Lorenzo, capo del Sifar dal 1955 al 1962. 

Non e ancora possibile tracciare un profilo storiograficamente attendibile dell'attivita della Gladio nei suoi 34 
anni di esistenza (novembre 1956 - novembre 1990), poiche i soli documenti disponibili (circa 105 mila pagine) 
provengono da un sequestro ordinato nei dicembre 1990 dalla Procura di Roma nei locali della VII Divisione del 
Sismi, che sovraintendeva all' atti vita della struttura. Altri documenti (circa 80 mila pagine) furono posti a 
disposizione della stessa Procura dalla direzione del Sismi nei 1995, ma non un solo documento e stato reso 
consultabile dagli altri organi governativi che potrebbero esserne in possesso. 

In linea di massima si possono individuare due fasi nei lungo arco di attivita dell'organizzazione. Nei primo 
periodo, quello relativo agli anni immediatamente successivi alia sua costituzione, la struttura fu prevalentemente 
finalizzata alia formazione di nuclei di guerriglia da utilizzare dietro le linee in caso di invasione dell'Italia 
settentrionale da parte di eserciti appartenenti al Patto di Varsavia. E una fase in cui l'utilizzazione prevista era piu 
aderente ai compiti istituzionali per i quali la Gladio stata costituita. L'arruolamento avvenne prevalentemente tra 
gli uomini che avevano esperienza di guerra partigiana, soprattutto coloro che avevano militato nelle formazioni 
anticomuniste. Un ulteriore criterio di selezione fu l'appartenenza agli strati medio-bassi della popolazione, piu 
resistenti ad una eventuale attivita alia macchia; in questa fase furono escluse le donne. 

Nei corso degli anni sessanta, gli scopi della struttura divennero anche e forse prevalentemente informativi, 
allontanandosi dunque dai fini istituzionali; di conseguenza il reclutamento fu effettuato tra persone culturalmente 
piu qualificate, e furono accettate anche le donne. 

Peraltro il carattere anticomunista della struttura emerge chiaramente gia dalla prima fase. In un documento 
del 1959, relativo al reclutamento degli organizzatori di zona e dei capi nucleo si legge, per la prima mansione, che 
"dovra essere scelto tra quelle persone che in atto godono di ottima posizione economico-sociale e che abbiano il 
timore di perdere tali benefici in caso di occupazione comunista" , e, per quanto riguarda i capi nucleo, si precisa che "la 
sua collaborazione deve essere basata esclusivamente su motivi ideologici (anti-comunismo, spirito di avventura). 
Deve avere una ottima situazione finanziaria che gli consenta una indipendenza economica e tale che da essa 

tragga interesse ad opporsi al comunismo" ^" . 

Da alcuni dei documenti a suo tempo sequestrati sembra inoltre emergere una continua pressione dei servizi 
statunitensi affinche la struttura svolgesse attivita di contro-insorgenza, cioe di intervento attivo contro gli aderenti 
ai partiti di sinistra. 



or 

L'organizzazione "0" era una struttura di guerra non ortodossa esistita nella seconda meta degli anni quaranta e nei primi anni cinquanta sulla quale si 
hanno poche e frammentarie notizie. Essa prese il nome da una analoga formazione, la "Osoppo", che fu costituita nei gennaio 1946, riassumendo il nome e 
parte degli uomini di una preesistente formazione partigiana. La decisione di riarmare la "Osoppo" fu presa alia luce dei ripetuti episodi di violenza accaduti 
nelle zone di confine con la Jugoslavia. Nell'aprile 1950, sulla base di direttive dello Stato Maggiore dell'Esercito, la "Osoppo" (che nei frattempo aveva 
cambiato nome, assumendo quello di "Volontari Difesa Confini Italiani VIII") fu trasformata in una organizzazione militare segreta denominata appunto 
"organizzazione 0". Nell'azione di contenimento dell'espansionismo jugoslavo furono compiute numerose violenze ai danni di cittadini italiani di origine 
slovena. Cfr: Naz, Gli anni bui della Slavia. Attivita delle organizzazioni segrete nei Friuli orientale, Societa Cooperativa Editrice Dom, Cividale del Friuli, 1996. 

36 Documento Gladio 49 del 5 giugno 1959, pp. 5-6. Atti proc. pen. N.219/A/86 e n.l329/A/84 R. G.G.I. Tribunale di Bologna. 



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Nel verbale di una riunione tenutasi il 26 gennaio 1966 tra dirigenti della VII divisione (che allora era 
denominata V sezione dell'Ufficio "R" del Sifar) e funzionari dei servizi segreti statunitensi si legge: "In 
connessione con l'attuale situazione internazionale [il rappresentante del servizio americano] propone che il 
progetto comune "Gladio", pur assicurando la conservazione e l'efficienza dell'organizzazione raggiunti, orienti la 
sua attivita ad un programma che possa dar frutti sin dal tempo di pace e che offra attuali possibilita di 

valorizzazione quale quella che potrebbe ispirarsi alia dottrina della "insorgenza e controinsorgenza""^' . 

£ da rilevare che tra il 15 e il 24 aprile 1966, cioe pochi mesi dopo la riunione, si svolse a Trieste una 
esercitazione di counter-insurgency, che partiva dal presupposto che, in alcune zone dell'Italia settentrionale, gruppi 
di estremisti, guidati e sostenuti dall'esterno, promuovessero una situazione che appariva "contenere tutti i germi 

di una possibile piu vasta azione di insorgenza"^". Nel corso di tale esercitazione era prevista l'attuazione di una 
serie di simulati atti terroristici con finalita intimidatorie, come il lancio di bombe a mano contro sedi del Pci a 

Trieste, e atti di provocazione, come pestaggi di sacerdoti e militari italiani , da attribuire alia sinistra, e quindi 
idonei a suscitare un'artificiosa tensione politica. L' "Operazione Delfino" prevedeva quale suo fine ultimo quello di 
provocare un intervento delle "Special Forces" Usa a Trieste e zone limitrofe, al fine di ripristinare l'ordine. 

Non sono state rinvenute, negli archivi della struttura Gladio, documenti su altre esercitazioni con 
connotazioni cosi marcatamente politiche, ma e logicamente ipotizzabile che una esercitazione di questo tipo non 
possa essere rimasta unica nell'arco di 34 anni. E opportuno ricordare che le indagini e le perizie hanno evidenziato 
una incompletezza della documentazione rinvenuta. 

Negli ultimi mesi del 1972 i rappresentanti statunitensi tornarono a porre con forza il problema della 
utilizzazione di Gladio in funzione di contenimento di sovvertimenti interni, lasciando chiaramente intendere che, 

in caso contrario, i finanziamenti sarebbero stati sospesi^. Al termine della riunione il vice capo del Sid, generale 
Terzani, affermo enigmaticamente: "Sono pienamente d'accordo che il mancato finanziamento non significa 

diminuzione del vostro interesse verso la Gladio''^!. Sembra dunque che si possa ritenere credibile quanta 
affermato in piu occasioni dal generale Serravalle, che allora comandava la struttura, cioe che, di fronte al diniego 
dei dirigenti italiani della Gladio di utilizzare la struttura in funzione informativa interna, la Cia abbia fortemente 
contratto i finanziamenti. Diverso era stato, come abbiamo visto, il comportamento italiano nel corso di una 
analoga riunione tenutasi nel gennaio 1966. 



37 

Citato in: Commissione parlamentare sulle stragi, Relazione sull inchiesta condotta suite vicende connesse all'operazione Gladio, comunicata alle 
Presidenze [delle Camere] il 22 aprile 1992, p. 19. 

Atti Procura Militare della Repubblica di Padova. "Esercitazione Delfino", p. 537. II documento e anche in: Archivio Commissione Parlamentare sulle stragi. 

Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Padova, L'operazione Gladio, documento senza data a firma dr. Sergio Dini e dr. Benedetto 
Roberti. 

A questo proposito e di interesse I' "appunto" per il capo servizio del 4 dicembre 1972. In esso si parla di una riunione con gli americani fissata per il 15 
dicembre e si afferma: "Essa costituira veramente I'occasione per dissipare dubbi annosi circa gli intendimenti Usa e per conoscere le condizioni operative 
che condizionano gli aiuti finanziari". (Appunto per il capo servizio del 4 dicembre 1972 n.05/3297/72) 

Dal verbale stenografico della riunione del 15 dicembre emerge che il rappresentante della Cia affermo: "Vi e I'esigenza di avere agenti dello Sb (Stay Behind) 
che raccolgano le informazioni molto prima che queste siano necessarie; presumibilmente contro quegli elementi delle comunita che in tempo di guerra 
potrebbero collaborare con il nemico. In Italia cio e complicato" (Verbale stenografico della riunione tenuta il 15-12-1972 con il servizio americano. Atti 
procedimenti penali n. 219/A/86 e n.l329/A/84 R. G.G.I. Tribunale di Bologna) 

Verbale stenografico della riunione cit. del 15-12-1972. Atti proc. pen. cit. 



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Nei mesi e negli anni successivi alia rivelazione dell'esistenza della struttura si sviluppo una forte polemica 
sulla sua legittimita, anche perche essa somigliava ad una organizzazione evocata da alcuni imputati nel corso 
dell'istruttoria padovana sul gruppo eversivo denominate) "Rosa dei Venti". E inoltre da segnalare che Gianfranco 
Bertoli, il sedicente anarchico responsabile dell'attentato al ministro degli Interni Rumor del 17 maggio 1973, e 
risultato, da successive indagini, informatore del Sifar e del Sid. Nel 1991 il magistrate scopri inoltre che un ufficio 
periferico del Sismi, nonostante fosse in corso una istruttoria giudiziaria sul Bertoli, aveva distrutto "col fuoco" 
tutto il carteggio antecedente al 1° gennaio 1976, compresa la documentazione sulla collaborazione del sedicente 
anarchico con il Sifar e il Sid. 

Nel corso delle indagini emersero anche sospetti collegamenti con la struttura Gladio. Una persona di nome 
Gianfranco Bertoli figura infatti tra i gladiatori "negativi", cioe tra coloro che furono presi in esame dalla VII 
Divisione per un eventuale arruolamento, ma che non furono accettati per vari motivi. Per quanto riguarda Bertoli, 
i dirigenti della struttura hanno a lungo parlato di omonimia, fornendo il nome e l'indirizzo di un giovane, 
residente a Portogruaro, che pero ha escluso contatti di qualsiasi genere con il servizio segreto militare o con 
apparati di sicurezza. Da questa testimonianza e da altri dati accertati dal giudice Casson sembra emergere un 
maldestro tentativo del servizio di allontanare i sospetti da una possibile identificazione dell'autore della strage con 
il gladiatore, sia pure "negativo". Elementi di sospetto sorsero anche a proposito di altre persone che figuravano 
negli elenchi dei gladiatori ufficialmente non arruolati. 

In conclusione, si puo concordare con quanto affermato dal presidente della Commissione parlamentare sulle 
stragi, senatore Giovanni Pellegrino, quando, in una sua "Proposta di relazione" depositata nel dicembre 1995 in 
sede di Commissione parlamentare sulle stragi, prospetta due opposti pericoli: "l'errore di individuare in Gladio la 

chiave interpretativa di tutte le vicende della strategia della tensione e delle stragi in Italia"^ e "quello di una 
considerazione del tassello avulso dal contesto in cui lo stesso e destinato ad inserirsi; di una considerazione, cioe, 
di Gladio come una monade isolata, con effetti di volontaria o anche involontaria minimizzazione"^. Se infatti da 
un lato e doveroso riconoscere che la struttura Stay behind - alio stato delle nostre conoscenze - non risulta coinvolta 
direttamente negli eventi di strage, dall'altro sono emersi, dall'analisi dei documenti giunti in possesso della 
magistratura, una serie di ambiguita, di ombre che autorizzano il sospetto che molto vi fosse da nascondere e 
molto sia stato occultato o distrutto^. 

In particolare, sospetti circa possibili attivita illegali possono essere riferiti al periodo 1950-55, durante il quale 
opero l'organizzazione "O", sulla quale ogni documentazione appare, alio stato, distrutta o occultata. E inoltre 



Commissione parlamentare sulle stragi, // terrorismo, le stragi e il contesto stohco-politico, Proposta di relazione redatta dal presidente della 
Commissione, senatore Giovanni Pellegrino, XII legislatura, p.48. 

43 Ibidem. 

A questo proposito e significativo che vi siano state quattro ondate di distruzione di documenti: nel 1965, a meta degli anni settanta, nel 1984 e nel 1990. 
Non sembra casuale che la prima ondata di distruzioni sia avvenuta poco dopo il progettato tentativo pre-golpe che va sotto il nome di piano "Solo" e nel 
quale evidentemente la struttura era coinvolta piu di quanto non sia apparso dalla documentazione pervenutaci. Una seconda distruzione avvenne a meta 
degli anni settanta. Essa ebbe luogo in coincidenza con una ristrutturazione dell'archivio della sezione Sad, ma anche con le prime rivelazioni fatte da due 
imputati della "Rosa dei Venti", Roberto Cavallaro e Amos Spiazzi al giudice Giovanni Tamburino su una struttura parallela militare. La terza ondata di 
distruzioni avvenne nell'agosto 1984, due mesi dopo - annoteranno i magistral lonta, Salvi e Saviotti della Procura di Roma - che il neofascista Vincenzo 
Vinciguerra aveva cominciato a rilasciare dichiarazioni circa le coperture di cui, a suo avviso, avrebbe goduto dopo aver commesso la strage di Peteano. 
L'ultima ondata di distruzioni avvenne nell'estate del 1990, in evidente connessione con I'audizione del presidente del Consiglio Andreotti in Commissione 
stragi nel corso della quale egli accenno per la prima volta all'esistenza della struttura occulta. In quegli stessi giorni, alia base di Capo Marrargiu furono 
distrutti "col fuoco" tutti i quaderni di appunti di tutti i gladiatori arruolati nei 34 anni di esistenza della struttura. Un patrimonio inestimabile di conoscenza 
dal quale avremmo potuto finalmente apprendere I'esatto nome e numero dei gladiatori e il contenuto delle "lezioni" impartite. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 16 

emerso che nel 1963-64 il colonnello Renzo Rocca del Sifar arruolo volontari da utilizzare come gruppi 
fiancheggiatori nel caso fosse scattato il cosiddetto piano "Solo" predisposto da settori dell'Arma dei carabinieri. E 
ipotizzabile che questi gruppi siano stati addestrati nella base segreta di Capo Marrargiu, anche perche i cosiddetti 
"enucleandi", cioe le persone che sarebbero state arrestate nel caso il piano fosse scattato, sarebbero state trasferite 
coattivamente in Sardegna, con ogni probabilita proprio in quella base. E anche ipotizzabile che dopo il 1966, e 
presuntivamente fino al 1973-74, siano esistite una o piu strutture illegali con compiti eversivi. Una di queste 
strutture, secondo quanto emerso nelle indagini sulla "Rosa dei Venti", potrebbe aver fatto capo alia catena 
informativa all'interno delle Forze Armate. La stessa, o una terza formazione, secondo indizi emersi in altra 
istruttoria, sarebbe stata denominata "Nuclei per la Difesa dello Stato". Ove l'esistenza di queste organizzazioni 
venisse definitivamente confermata, appare legittimo ipotizzare che sia esistita una qualche forma di collegamento, 
o quanto meno di coordinamento, con la struttura Gladio. 



II ruolo dei servizi segreti dopo la seconda guerra mondiale 



Esaminando la storia dei servizi segreti italiani - ed anche stranieri - negli ultimi quaranta anni ci potremmo 
chiedere se la tendenza ad occuparsi di attivita che mal si conciliano con quelle istituzionali sia sopravvenuta in 
certe condizioni storiche o non sia piuttosto connaturata con l'essenza stessa dei servizi segreti, cioe se la 
"deviazione" non sia una condizione permanente, inscindibile dall'essenza stessa dei servizi. Se cioe quella che a 
noi appare una deviazione, non sia, agli occhi dei dirigenti e degli agenti dei servizi, una condizione fisiologica. 

II Sim, nonostante l'uso spregiudicato che ne aveva fatto Roatta, aveva conservato una professionalita di buon 
livello, che gli permise, nel periodo immediatamente precedente l'entrata in guerra, e anche durante il conflitto, di 
ottenere una serie di risultati nella piu pura tradizione dello spionaggio militare, come la violazione notturna di 
alcune ambasciate straniere a Roma, con l'apertura delle relative casseforti, la fotoriproduzione di cifrari e altri 
documenti segreti, lasciando poi tutto in perfetto ordine, al punto che per mesi - e a volte fino al termine del 
conflitto - nessuno sospetto nulla. A quell'epoca il Sim era guidato da Cesare Ame, la cui operazione piu brillante 
fu l'invio da Roma di due fonogrammi ad altrettante divisioni jugoslave con l'ordine di ritirarsi, utilizzando il loro 
cifrario e con la firma del generale Simovic, capo di Stato maggiore generale. Per due giorni i comandi delle 
divisioni non si resero conto della beffa e attuarono un ripiegamento che favori le operazioni militari italiane. 
Peraltro, nel corso della guerra il servizio italiano ando incontro ad una serie di insuccessi, come ad esempio 
l'errata valutazione delle possibility di reazione greche all'aggressione italiana dell'ottobre 1940, la 
sopravvalutazione delle forze britanniche in Africa settentrionale e nel Medio Oriente, l'incapacita di prevedere il 

luogo e le modalita dello sbarco Alleato nel Mediterraneo nell'estate 1943 . Infatti proprio il 9 luglio 1943, giorno 
dello sbarco alleato in Sicilia, il Sim redasse un'informativa nella quale prevedeva si uno sbarco imminente, ma 
erano individuati diversi possibili obbiettivi dell'operazione, sia in Italia che in altri Paesi del Mediterraneo, tranne 

la Sicilia^". 

Nel 1944, quando Roatta fuggi dal liceo Virgilio, allora trasformato in ospedale militare, dove egli era in stato 
di detenzione, fu aiutato da ufficiali del servizio che erano stati alle sue dipendenze. II Sim del periodo badogliano 



Carlo Di Risio, Generaii, servizi segreti e fascismo. La guerra nella guerra 1940-1943, Milano, Mondadori, 1978, pp. 33-47 
Frederick William Deakin, Storia della Repubblica di Said, Einaudi, Torino, 1962, p. 369. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 17 

e, a sua volta, probabilmente responsabile dell'uccisione di Ettore Muti, ex segretario del Partito Nazionale Fascista, 
uccisione che sarebbe stata voluta da Badoglio e da personaggi del suo entourage. 

Dal 1944 entriamo in un periodo che dura circa quindici anni, del quale sappiamo pochissimo. In questo arco 
di tempo l'evento piu grave e certamente la strage di Portella della Ginestra, del 1° maggio 1947, ma la regia di quei 
fatti sembra piu ascrivibile ad ambienti della mafia, della massoneria e del ministero dell'Interno, piuttosto che ai 
servizi segreti militari. E comunque da rilevare che l'eccidio sopravvenne nel periodo in cui piu alta era la 
domanda di partecipazione politica da parte di settori sociali fino ad allora emarginati. La strage avvenne pochi 
giorni dopo una inaspettata vittoria elettorale delle sinistre nelle elezioni regionali siciliane il 20 e 21 aprile 
precedente. II 31 maggio successivo vi fu l'allontanamento dei partiti di sinistra dal governo, che peraltro avvenne 
soprattutto per motivi internazionali, cioe per l'acuirsi dello scontro fra Stati Uniti e Unione Sovietica e l'inizio della 
cosiddetta "guerra fredda". 

Alia fine degli anni cinquanta, con l'esaurirsi della formula politica centrista, l'ltalia entro in una fase di 
instability politica nella quale si facevano sempre piu forti le spinte per una apertura verso sinistra. Per contrastare 
queste spinte si attivarono sia gli uffici riservati del ministero dell'Interno che i servizi segreti militari. Nelle pagine 
precedenti abbiamo parlato delle illegittime iniziative prese dal questore De Nozza in accordo con il vice capo della 
Cia in Italia, Robert Paul Driscoll. Anche nel Sifar, il servizio segreto militare, negli stessi anni l'attivita di controllo 
illegale dei cittadini ebbe una rapida crescita a partire dal 1959, per impulso del direttore del servizio, generale 
Giovanni de Lorenzo, e dei suoi piu stretti collaborator!. Una Commissione parlamentare d'inchiesta, istituita nel 
1969, avrebbe poi scoperto che in pochi anni erano stati creati 157 mila fascicoli, dei quali 34 mila illegali, poiche 
intestati a parlamentari, sindacalisti, sacerdoti, giornalisti. L'attivita del Sifar, strettamente legata a quella dell'Arma 
dei carabinieri, culmino nell'approntamento del cosiddetto piano "Solo", un piano dettagliato per l'occupazione di 
tutti i luoghi di interesse politico e strategico, come prefetture, sedi di partito, di giornali ecc. Non sono mai stati 
individuati con certezza gli ambienti politici e finanziari che certamente incoraggiarono de Lorenzo 
nell'approntamento del piano, anche se e certo che il Presidente della Repubblica Antonio Segni era tra gli 
estimatori di De Lorenzo. Tre anni dopo, il 21 aprile 1967, una pianificazione simile fu attuata in Grecia, portando 
al potere un gruppo di colonnelli di ispirazione neofascista. II piano, denominato "Prometeo", era tra gli 

approntamenti preventivi della Nato in caso di rischio di conquista del potere da parte delle sinistre^' . In Grecia, 
le elezioni erano previste per il maggio successivo e molti osservatori ritenevano che le sinistre si stessero avviando 
verso la vittoria. 

Nell'estate 1966, il Sifar cambiava nome e diveniva Sid, Servizio Informazioni Difesa. Anche questa volta il 
cambio di denominazione non fu accompagnato da nessun provvedimento che ridefinisse i compiti del servizio, ne 
vi fu una diversa regolamentazione del segreto, ne, tanto meno, fu prevista una qualche forma di controllo sulle 
spese. Non vi fu nessun dibattito parlamentare, ne una vera e propria legge istitutiva. II 1° luglio il Sid comincio a 

funzionare, sulla base di una semplice circolare del ministro della Difesa . Al paragrafo 5, tra l'altro, la circolare 
stabiliva: "Gli uffici e il personale del Sid non possono compiere indagini che non riguardino la difesa militare o la 
sicurezza nazionale [...] ne possono fornire notizie a uffici, enti o persone diversi dalle autorita sopraindicate". Una 
puntualizzazione molto importante, alia luce degli abusi perpetrati dai dirigenti del Sifar, ma assolutamente 
inutile, visto che i capi del Sid si macchiarono di reati e di illegalita ancora piu gravi. D'altro canto, un fatto del 
genere era ben prevedibile, dal momenta che gli uomini del Sifar erano rimasti tutti al loro posto. Ancora una 



C. L. Sulzberger, sul New York Times del 3 maggio 1967. 



AQ 

Circolare segreta del ministro della Difesa Tremelloni, in data 25 giugno 1966, declassificata il 13 dicembre 1977. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 18 

volta, alia richiesta proveniente da alcune forze politiche e dalla stampa di fare pulizia nei servizi segreti, il 
governo aveva risposto modificando soltanto la sigla. 

Alia guida del servizio fu posto Eugenio Henke, un ammiraglio cresciuto politicamente all'ombra di Taviani. 
Sotto la sua direzione vi fu la strage di piazza Fontana, la prima delle stragi che insanguinarono gli anni settanta. II 
servizio segreto avrebbe dovuto aiutare vigorosamente i magistrati impegnati nella ricerca dei responsabili. Invece 
inizio quell' atti vita, che fu poi chiamata di "depistaggio", volta a disorientare gli inquirenti. E peraltro corretto 
precisare che il servizio segreto militare non agi da solo in questa attivita, anzi e doveroso aggiungere che l'Ufficio 
Affari Riservati del ministero dell'Interno, sotto la guida del prefetto Elvio Catenacci prima e di Umberto Federico 
D'Amato poi, opero ancora piu fattivamente per impedire che la giustizia individuasse i veri responsabili. 

Nell'ottobre 1970 l'ammiraglio Henke fu sostituito, alia guida del servizio segreto militare, dal generale Vito 
Miceli, un bersagliere con un passato giovanile di fervente fascista, che aveva guidato dapprima la divisione 
corazzata "Centauro" e poi la "Ariete"; successivamente era divenuto capo del Sios Esercito fino alia nomina alia 
direzione del Sid. La magistratura avrebbe poi accertato che fin dal 1969 egli aveva avviato contatti con i congiurati 
del gruppo che faceva capo al principe Junio Valerio Borghese in vista di un possibile golpe. II tentativo eversivo fu 
avviato e poi, in piena notte, misteriosamente fermato la sera del 7 dicembre 1970. Miceli fu dapprima accusato di 
essere partecipe del tentativo eversivo, poi l'accusa fu derubricata in favoreggiamento. II generale ammise di aver 
avuto incontri con alcuni dei congiurati, ma affermo che essi avevano lo scopo di controllare il fenomeno eversivo. 

Al processo, che si concluse il 14 luglio 1978, Vito Miceli fu assolto con formula piena. Nel novembre 1984, 
quattordici anni dopo i fatti, si svolse un frettoloso processo d'appello: la corte assolse "perche il fatto non sussiste" 
tutti gli imputati, anche coloro che avevano partecipato al tentativo golpista. Nel 1995 il giudice istruttore di 
Milano, Guido Salvini, avrebbe invece definitivamente chiarito che "in ogni parte d'ltalia erano mobilitati cospicui 
gruppi armati: centinaia di uomini a Venezia, centinaia di civili e militari a Verona, decine di uomini addirittura 
nelle sperdute localita intorno al Trasimeno. Era garantito l'appoggio in forze delle organizzazioni storiche della 

criminalita organizzata, mafia e 'ndrangheta, incaricate a Roma come in Calabria dei lavori piu "sporchi"" . 
All'interno del servizio si era nel frattempo sviluppato un duro scontro tra Miceli e il capo dell'Ufficio "D", generale 
Gian Adelio Maletti. II contrasto fra i due si inseriva in una divaricazione a livello mondiale che si delineo in quel 
periodo tra due scuole di pensiero all'interno dei servizi segreti occidentali, una che intendeva continuare ad 
utilizzare frange di estrema destra per alimentare una strategia del terrorismo e delle stragi, e un'altra, che 
intendeva attuare una strategia piu raffinata, tendente a portare al potere una destra politica moderna, tecnocratica, 

che poteva inserirsi piu facilmente nel contesto internazionale^. 

Rientrano in questo quadro sia la decisione del ministro della Difesa, Andreotti, di incaricare il generale 
Maletti e il reparto "D", da lui guidato, di svolgere un'accurata inchiesta sui tentativi golpistici degli anni settanta, 
che la concomitante decisione dello stesso ministro, di sostituire il capo del SID, generale Miceli. Al suo posto fu 
nominato l'ammiraglio Mario Casardi, sotto la cui gestione (1974-1978) il servizio segreto militare visse un periodo 
di apparente tranquillita. II nuovo direttore garanti la continuita nella delicata fase in cui maturarono in 
Parlamento i tempi per la riforma, che fu varata il 24 ottobre 1977 con l'approvazione della legge n.801. 



Tribunale di Milano, Ufficio Istruzione, Sentenza-ordinanza 24 marzo 1995, p. 347. 

In questa prospettiva gli Stati Uniti ritirarono l'appoggio ai governi fascisti in Grecia e Portogallo, favorendo, in quest'ultimo paese, I'awento del generale 
De Spinola. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 19 

Nel periodo della gestione Casardi e da segnalare l'incenerimento dei 34 mila fascicoli illegali costituiti negli 
anni sessanta dal Sifar, dei quali il Parlamento aveva disposto la distruzione fin dal maggio 1971. La disposizione 

era rimasta inapplicata per tre anni e venne soddisfatta il 9 agosto 1974^1. 

Nel periodo 1976-1977 vi fu, in sede parlamentare, un ampio dibattito che riguardo, oltre al tema del riordino 
dei servizi segreti, anche una nuova disciplina del segreto di Stato, dopo che la Corte Costituzionale, con sentenza 
n.86 del 24 maggio 1977, aveva dichiarato l'illegittimita costituzionale degli articoli 342 e 352 del codice di 
procedura penale, nelle parti riguardanti il segreto politico-militare. Sia alia Camera che al Senato furono 
presentate numerose proposte di legge da parte dei parlamentari di vari settori politici. Nell'aprile 1977 alia 
Camera fu istituita una "Commissione speciale concernente istituzione e ordinamento del servizio per la 
informazione e sicurezza". La commissione, presieduta dall'onorevole Pennacchini, esamino le proposte e i disegni 
di legge presentati, e concluse i suoi lavori con una relazione di maggioranza, firmata dallo stesso presidente, e due 
relazioni di minoranza, rispettivamente a firma degli onorevoli Vito Miceli (Msi) e Emma Bonino (Partito 
Radicale). II primo e piu importante nodo da sciogliere riguardava l'unicita o duplicita dei servizi: la commissione 
voto a larghissima maggioranza per la seconda ipotesi. II disegno di legge fu approvato definitivamente nella 
seduta del 20 ottobre 1977. 

Divenuta legge dello Stato il 24, la nuova normativa demandava al presidente del Consiglio l'alta direzione, la 
responsabilita politica generale e il coordinamento della politica informativa e di sicurezza (Art.l). 

Alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio era istituito il Comitato esecutivo per i servizi di 
informazione e sicurezza (Cesis) che aveva, tra l'altro, il compito di fornire al presidente del Consiglio tutti gli 
elementi necessari per il coordinamento dell'attivita dei servizi (Art. 3). Era inoltre istituito un Comitato 
parlamentare composto da quattro deputati e quattro senatori eletti sulla base del criterio di proporzionalita, che 
esercitava il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla stessa legge (Art. 11). 

II Comitato, che sulla carta rappresentava l'aspetto piu innovativo della riforma, nacque in realta con poteri di 
controllo molto limitati e se, negli anni successivi, e potuto entrare parzialmente nel merito di alcune attivita dei 
servizi, cio e potuto accadere solo grazie alia buona disponibilita dei vari direttori dei servizi stessi e non in base ad 
un diritto legislativamente sancito. L'evidente carenza legislativa fu probabilmente dovuta al fatto che, all'epoca, 
una forma di controllo sull'attivita dei servizi segreti rappresentava comunque una novita rilevante e il legislatore 
non ritenne opportuno spingersi oltre. 

Nel gennaio 1978 il governo nomino i direttori del Sismi (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare) e 
del Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica), che si affiancarono al segretario del Cesis, gia 
nominato. I servizi iniziarono concretamente a operare, sia pure in condizioni molto diverse. Infatti, mentre il Sismi 
non ebbe alcuna difficolta di avvio ne sul piano logistico ne per quanto atteneva alle attrezzature e all'organico, 
poiche eredito interamente uomini e strutture del Sid, il Sisde fu costituito ex novo, assorbendo solo una minima 
parte del disciolto Servizio di Sicurezza del ministero dell'Interno e incontrando difficolta e incomprensioni negli 
ambienti del servizio segreto militare per quanto atteneva alia ripartizione delle strutture e della documentazione. 

Nonostante la legge prevedesse una forma di controllo delle linee generali dell'attivita dei servizi segreti 
mediante l'apposito Comitato parlamentare, negli anni successivi emerse che nel triennio 1978-1981 i vertici dei 
due servizi, e in particolare il Sismi, avevano compiuto atti censurabili che sconfinavano nell'illegalita. 



r-l 

Peraltro, nel corso di successive vicende giudiziarie, sarebbe poi emerso che a suo tempo erano state fatte ampie sintesi di ciascun fascicolo affidate al 
generale De Lorenzo e mai piu rinvenute. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 20 

Nell'estate del 1981, dopo la scoperta delle liste dei presunti appartenenti alia Loggia massonica P2, fu 
intrapresa dal governo un'azione volta ad allontanare dai vertici militari tutti gli ufficiali i cui nomi figuravano in 
quegli elenchi. Tra essi erano i capi del Sismi e del Sisde, generali Santovito e Grassini, che furono sostituiti 
rispettivamente dal generale Ninetto Lugaresi e dal prefetto Emanuele De Francesco. Questi ultimi, a loro volta, 
provvidero ad epurare i rispettivi servizi dalle persone a vario titolo coinvolte nella vicenda. 

Pur cosi emendati, gli organismi di intelligence continuarono a fornire uno scarsissimo aiuto a chi indagava su 
stragi e terrorismo di destra. Essi tornarono alia ribalta della cronaca nell'autunno del 1990, quando il presidente 
del Consiglio Giulio Andreotti decise di rendere nota l'esistenza, dal 1956, di una struttura occulta anti invasione 
denominata "Gladio", di cui abbiamo parlato nelle pagine precedents Si ipotizzo uno stretto collegamento tra la 
struttura e le stragi avvenute in Italia negli anni settanta, ma le indagini degli anni successivi non confermarono 
questa ipotesi, pur restando varie zone d'ombra sul numero degli aderenti alia struttura e sugli scopi di essa. Nel 
1993 fu invece il Sisde ad essere investito da uno scandalo di vaste proporzioni: si scopri che il servizio versava 
somme ingenti ad alcuni uomini politici e inoltre che vari suoi dirigenti avevano illecitamente accumulate enormi 
fortune, sottraendo denaro dai fondi riservati del Sisde. Piu in generale si evidenzio una gestione clientelare e 
nepotistica dell'intero servizio. 

E da rilevare che nei decenni precedenti, pur essendo emerse gravissime attivita di depistaggio e di protezione 
di terroristi ed eversori, non era mai stata individuata, tra gli uomini dei servizi, una attivita illegale di 
appropriazione indebita di denaro. 

Negli anni 1994-1996, furono scoperti in piu occasioni indizi di una illecita attivita di fascicolazione da parte 
del Sisde. Fu accertata una illegale raccolta di informazioni a danno del Dr. Antonio Di Pietro e degli altri 
magistrati del pool investigativo sui reati finanziari del Tribunale di Milano, ma e da presumere che l'attivita 
informativa sia stata molto piu vasta. 

Nell'autunno del 1996, infine, fu scoperta l'esistenza - a Roma, in un capannone periferico di proprieta del 
ministero dell'Interno - di un enorme archivio segreto, in totale abbandono. Accanto a molti documenti 
regolarmente protocollati, ve ne erano altre decine di migliaia privi di protocollo; furono rinvenuti persino alcuni 
reperti relativi agli attentati ai treni dell'agosto 1969, sottratti pertanto alia magistratura. L'esistenza di questi 
documenti era stata taciuta a tutti i magistrati e alle commissioni parlamentari che nel corso degli anni avevano 
avanzato richieste di accesso agli archivi del ministero. 

Successivamente le indagini condotte dalla Procura di Roma non portarono all'emissione di provvedimenti 
restrittivi, anche perche eventuali reati erano caduti in prescrizione, ma e indubbio che la scoperta dell'archivio 
costitui la prova che uffici riservati del ministero dell'Interno avevano continuato per decenni a svolgere la loro 
attivita informativa senza porne al corrente la magistratura. La conferma giunse nell'aprile 1997, quando il giudice 
istruttore di Venezia, Carlo Mastelloni, opero un nuovo sequestro al ministero dell'Interno, che porto alia scoperta 
di documentazione relativa a 250 persone, definite dalla stampa "superinformatori" del prefetto D'Amato. II 
giudice chiari successivamente che squadre periferiche composte da sottufficiali della Pubblica Sicurezza, 
all'indomani dei piu gravi eventi eversivi, compivano accertamenti dei quali la magistratura non era posta al 
corrente. Le scoperte del giudice Mastelloni confermano che l'attivita svolta dall'Ufficio Affari Riservati del 
ministero dell'Interno non fu meno deviante di quella dei servizi segreti militari. 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 21 

Stragi e servizi segreti 

Man mano che il trascorrere degli anni ci permette di guardare agli eventi del quindicennio racchiuso tra la strage 
di piazza Fontana (1969) e quella del treno Rapido 904 (1984) con una prospettiva di piu ampio respiro, il dato che 
emerge con maggiore evidenza e la protezione che e stata accordata - da parte dei servizi informativi, ma anche di 
alcuni settori della Polizia, dei Carabinieri e del mondo giudiziario - ai responsabili delle stragi; protezione che si e 
dimostrata molto piu tenace, efficace e duratura di quella accordata alio stesso terrorismo nero in senso stretto, il 
quale - quando ha assunto forme di terrorismo selettivo come quello dei Nar - e stato in gran parte neutralizzato. 

Le indagini sulle stragi hanno invece incontrato sul loro cammino una serie di ostacoli, di controiniziative, che 
le hanno bloccate e depistate, che hanno manipolato e inquinato prove facendo comparire testimoni falsi e sparire 
documenti importanti, agevolando la fuga all'estero di testimoni e possibili imputati, talvolta precostituendo 
reperti destinati a portare i magistrati verso piste inesistenti. II fallimento delle indagini sulle stragi non e dunque 
imputabile ad una supposta inefficienza di alcuni apparati dello Stato, ma ad una risposta lucida ed efficiente - 
anche se occulta - che ha in vario modo sabotato le istruttorie e che costituisce un aspetto della stessa strategia delle 
stragi. E possibile anzi individuare i momenti salienti di questa attivita, che copre temporalmente tutte le fasi che 
precedono, accompagnano e seguono l'attuazione degli eccidi. E cioe possibile individuare una strategia in piu 
tempi, che si esplica dapprima nella protezione dei gruppi destinati a compiere l'attentato prima che esso avvenga, 
poi nel depistaggio delle indagini nella fase immediatamente successiva all'evento delittuoso, e infine nel 
salvataggio dei presunti responsabili, allorche la magistratura li individua. 

La prima fase, quella della protezione dei gruppi destinati a compiere attentati, viene attuata soprattutto 
impedendo che indagini troppo tempestive possano condurre all'individuazione e all'arresto di persone che 
stavano preparando atti eversivi. II caso piu clamoroso fu quello del commissario Pasquale Juliano, capo della 
Squadra mobile di Padova, il quale aveva individuato fin dal giugno 1969 un gruppo di estrema destra legato in 
vario modo a Franco Freda. Se le indagini fossero andate a buon fine, con ogni probability si sarebbero estese al 
gruppo di Freda, e forse la storia del nostro Paese sarebbe stata del tutto diversa, a cominciare dalla strage di 
piazza Fontana. Invece il commissario - accusato dagli stessi neofascisti sui quali stava indagando di aver loro 
consegnato dell'esplosivo per comprometterli - fu sospeso dall'incarico e solo due anni dopo fu reintegrato in 
servizio ma trasferito a Ruvo di Puglia, mentre veniva istruito un regolare processo a suo carico. Egli subi 
l'umiliazione di sedere in tribunale come imputato sullo stesso banco dei suoi accusati-accusatori; alia fine una 
ambigua sentenza mando tutti assolti per insufficienza di prove e chiuse, sul piano giudiziario, il caso. Nel 
frattempo, pero, la cellula fascista veneta aveva avuto modo di condurre a termine la sua missione di morte. 

Quello che abbiamo esemplificato e solo un tipo di protezione preventiva che si rende necessaria quando un 
settore investigativo che non e coinvolto in attivita illegittime giunge casualmente ad indagare su un gruppo 
eversivo protetto. A volte la protezione preventiva e molto piu diretta ed esplicita, nel senso che l'input per la 
stessa attivazione del gruppo eversivo proviene direttamente dal servizio segreto; e il caso, ad esempio, dei nuclei 
aderenti alia "Rosa dei venti": il giudice Tamburino scopri che l'attivita del gruppo aveva avuto inizio dopo una 
telefonata che un ufficiale del Sid avrebbe fatto - secondo alcune testimonianze - da una caserma dei Carabinieri di 
Conegliano Veneto. Poi, come e noto, l'indagine fu trasferita a Roma e in quella sede non si attribui a questo 
fondamentale indizio l'importanza che forse avrebbe meritato. 

II secondo capitolo, quello delle protezioni che si esplicano attraverso opportuni depistaggi di magistrati 
preposti alle indagini, ha visto decine di esempi nel corso di quindici anni. Una delle operazioni piu gravi fu quella 
condotta nel gennaio 1981 dal generale Musumeci e dal colonnello Belmonte facendo scoprire, su un treno 
proveniente da Taranto e diretto a Bologna, un carico di esplosivo e molti indizi predisposti per orientare le 
indagini sulla strage del 2 agosto 1980 verso una pista tedesca (o comunque internazionale). 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 22 

La fase successiva a quella del depistaggio si esplico nel salvataggio dei responsabili quando la magistratura, 
nonostante tutti i tentativi di condurla fuori strada, riusci a individuare i possibili responsabili; il caso piu 
clamoroso fu quello relativo alia fuga all'estero di Guido Giannettini, all'epoca indiziato per la strage di piazza 
Fontana. La fuga fu promossa e organizzata dal Sid nel 1973, ma certamente il numero delle persone coinvolte nelle 
stragi e aiutate dai servizi segreti ad allontanarsi dall'Italia e molto piu alto. Ricordiamo che nel 1973-74 il numero 
dei neofascisti rifugiati in Spagna e in Grecia era di varie decine, quasi tutti coinvolti a vario titolo in episodi 
terroristici molto gravi; essi hanno vissuto, per decenni, in una piu o meno tranquilla latitanza. 

E peraltro da rilevare che se per proteggere imputati di strage alcuni generali misero a repentaglio carriere a 
volte prestigiose, evidentemente cio fu determinato da ordini superiori. E emblematico, a questo proposito, il caso 
del generale Maletti: e figlio e nipote di generali, il padre fu insignito di medaglia d'oro per un gesto di eroismo 
compiuto nel 1940 in Africa nel corso del quale trovo la morte. II capo dell'Ufficio "D" veniva insomma da una di 
quelle famiglie di antica tradizione militare nelle quali il buon nome familiare era un valore di grande peso. Poiche 
nel 1969 egli non era al Sid, non poteva avere dirette responsabilita nella strage, quindi nessun interesse personale 
a proteggere Giannettini. Cio nonostante, egli dispose atti illegali che poi nel 1976 lo portarono in carcere. Perche lo 
fece? In uno dei primi interrogatori a Catanzaro si lascio sfuggire un'ammissione grave: "Siamo stati indotti a 

comportarci in questo modo da un servizio segreto amico"^. 

Dall'esame di questa attivita si possono trarre due considerazioni di ordine generale. Una e che in nessun caso 
gli atti illegali furono attuati da soli subalterni. In tutti gli episodi venuti alia luce il direttore del servizio era, a 
vario titolo, coinvolto. L'altra considerazione e che la scoperta delle cosiddette "deviazioni" dei predecessori non ha 
mai dissuaso i nuovi dirigenti dal commettere ulteriori illegalita, che poi sarebbero state a loro volta scoperte 
qualche anno dopo. Cio e avvenuto nel 1968, quando uomini legati ai servizi segreti cominciarono a preparare la 
stagione delle stragi proprio mentre era piu violento lo scontro sul Sifar di de Lorenzo, e di nuovo nel 1973 quando 
altri uomini dei servizi attivarono l'organizzazione eversiva "Rosa dei venti" mentre infuriava la polemica sulle 
responsabilita per la strage di piazza Fontana. Infine, nel 1978, i dirigenti dei servizi riformati, chiamati a emendare 
i vecchi organismi, attuarono nuove gravi forme di illegalita. Da queste considerazioni, anche alia luce di precise 
ammissioni di imputati e testimoni, si puo trarre una sola conclusione: le attivita illegali svolte dai servizi segreti 
negli anni sessanta, settanta e ottanta, non avvennero in conseguenza di "deviazioni" dei dirigenti dei servizi dai 
propri compiti d'istituto, ma tali atti furono realizzati prevalentemente in conseguenza di ordini ricevuti da catene 
di comando anomale, di natura internazionale, legate alia divisione del mondo in due sfere d'influenza e alia 
forzata subalternita dei nostri servizi; cio non esclude che possano essersi verificate anche iniziative di singoli 
dirigenti, magari collegati a centri di potere piu o meno occulti. Nell'aprile 1995 il Comitato parlamentare, all'epoca 
diretto dal senatore Massimo Brutti, individuo quattordici casi esemplari, in riferimento ai servizi segreti militari, 
di "deviazioni" specifiche. Alcuni di questi casi sono riportati nell'appendice documentaria di questo volume. 

Vi furono inoltre episodi altrettanto inquietanti nel campo della conduzione dei giudizi penali. II processo 
d'appello per il golpe Borghese si svolse quattordici anni dopo i fatti e si concluse con una generale assoluzione. 
Qualcuno fece in modo che il dibattimento non si svolgesse finche l'atmosfera politica e d'opinione pubblica non 
era tale da consentire una assoluzione di tutti gli imputati? Si potrebbe ravvisare in questo ritardo un episodio di 



Cfr. "L'Espresso" dell'll aprile 1976. 
Interrogate dalla Commissione parlamentare sulle stragi, a Johannesburg il 3 marzo 1997, Maletti confermo l'episodio e affermo: "Si trattava del 
servizio spagnolo, che allora seguiva determinati orientamenti". (Senato della Repubblica - Camera dei Deputati - Commissione Parlamentare 
sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Resoconto stenografico della audizione del generale 
Gian Adelio Maletti (Johannesburg - 3 marzo 1997), p. 298) 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 23 

quella piu ampia strategia di cui si e fatto cenno. D'altro canto, vi sono ormai prove che la strategia delle stragi ha 
goduto anche di collusioni, se non di input, internazionali. 

Emerge insomma un superpotere che ingloba al suo interno i neofascisti come esecutori materiali, ma ha 
certamente complicita di rilievo nei servizi segreti, nei vari corpi di polizia, nella magistratura, e addentellati 
all'estero. Questo sistema di forze per un quarto di secolo e stato in grado di garantire l'immunita ai mandanti ed 
agli esecutori, in un quadro di azione politica non occasionale, ma continuativa e coerente. 

Condizione necessaria perche questa attivita si sia potuta esplicare e stata ovviamente la piu assoluta 
segretezza. II segreto assume quindi una connotazione diversa da quella ufficialmente affermata. Non e finalizzato 
a una condizione di maggior efficienza del servizio stesso; e la condizione necessaria per l'attuazione di questo 
particolare tipo di attivita. Operazioni del genere, infatti, possono essere note solo a coloro che conoscono le reali 
motivazioni di destabilizzazione e stabilizzazione politica che sono alia base di determinati atti. 

Se dunque il segreto ha una funzione fondamentale per l'attuazione delle attivita illegali, appare evidente che 
una sua limitazione e essenziale per contenere e possibilmente eliminare queste attivita. Viviamo in un'epoca nella 
quale i segreti fra Stati, proprio per l'azione incrociata dei servizi e dei reciproci infiltrati, si sono notevolmente 
ridotti rispetto ad altri periodi storici. Nei confronti dei cittadini, invece, sono rimaste vastissime aree di segreto e, 
paradossalmente, proprio in un'epoca di grande circolazione delle informazioni, tende ad approfondirsi il divario 
fra chi conosce i retroscena degli eventi e chi non li conosce. Molto pertinente appare, a questo proposito, una 
osservazione di Enzensberger: "II segreto di Stato e divenuto uno strumento di dominio di prim'ordine. II numero 
dei segreti di Stato che uno conosce diventa la misura del suo rango e dei suoi privilegi in una gerarchia 
sottilmente graduata. La massa dei dominati e senza segreti: non ha cioe nessun diritto di partecipare al potere, di 
criticarlo e di sorvegliarlo."^ 



Dopo la caduta del Muro di Berlino si pose l'esigenza di varare una riforma dei servizi segreti che li adeguasse alle 
nuove esigenze. Si ritenne, anche a livello internazionale, che il potere dei servizi segreti andasse ridimensionato, 
anche alia luce del fatto che si sperava che la situazione internazionale si sarebbe avviata in direzione di una 
minore tensione. In questo senso, nei 1993 e nei 1997, furono presentate proposte di legge che prevedevano un piu 
penetrante controllo politico sull'attivita dei servizi. Ma le divergenze tra le forze politiche erano ancora forti, e non 
si raggiunse un accordo. Gli eventi dell'll settembre 2001 fecero tramontare queste speranze e solo nei 2007 si 
riusci a varare una riforma che contemperasse le esigenze di riservatezza dei servizi e la necessita di porre un freno 
a quelle attivita che furono chiamate impropriamente "deviazioni", che avevano caratterizzato tragicamente gli 
anni Settanta e Ottanta. 

La legge 3 agosto 2007 conservo la bipartizione tra due servizi, ma non piu tra servizio militare e servizio 
antiterrorismo: fu introdotta la diversificazione tra servizi segreto che operava all'estero e servizio interno, 
bipartizione che caratterizza i servizi di molti Paesi. E' trascorso troppo poco tempo per poter giudicare nei fatti 
l'utilita di questo cambiamento, anche se la correttezza di chi svolge un incarico cosi delicato dipende soprattutto 



Hans M. Enzensberger, Politica e terrore, Savelli, Roma, 1978, pp. 148-149 



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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 



24 



dalle scelte fatte a monte, nelle nomine dei capi da parte del potere politico, e nella selezione del personale da parte 
dei dirigenti. 



Capi dei servizi segreti militari 



in carica 



dal 



al 



Col. Edoardo Driquet 

Col. Felice De Chaurand de Saint Eustache 

Col. Vincenzo Garioni 

Col. Silvio Negri 

Col. Rosolino Poggi 

Col. Giovanni Garruccio 

Col. Odoardo Marchetti 

Col. Camillo Caleffi 

Col. Attilio Vigevano 

Col. Carlo Barbieri 

Col. Luigi Toselli 

Col. Mario Vercellino 

Col. Vittorio Sogno 

Col. Mario Roatta 54 

Col. Paolo Angioi 

Col. Donato Tripiccione 

Gen. Giacomo Carboni 

Gen. Cesare Ame 

Gen. Giacomo Carboni 

Col. Pompeo Agrifoglio 

Gen. Giancarlo Re 

Gen. Umberto Broccoli 

Gen. Ettore Musco 

Gen. Giovanni De Lorenzo 

Gen. Egidio Viggiani 

Gen. Giovanni Allavena 

Amm. Eugenio Henke 

Gen. Vito Miceli 



1863 

settembre 1900 
luglio 1902 
luglio 1905 
ottobre 1912 
ottobre 1915 
7 settembre 1917 
dicembre 1919 
febbraio 1921 
maggio 1926 
luglio 1927 
luglio 1929 
gennaio 1932 
6 gennaio 1934 
1 ottobre 1936 
1 luglio 1937 

I settembre 1939 

II giugno 1940 
19 agosto 1943 
ottobre 1943 
ottobre 1947 
22 marzo 1951 
1 ottobre 1952 
28 dicembre 1955 
16 ottobre 1962 

6 giugno 1965 
12 giugno 1966 
16 ottobre 1970 



1866 

giugno 1902 
giugno 1905 
settembre 1912 
ottobre 1915 
6 settembre 1917 
dicembre 1919 
febbraio 1921 
aprile 1926 
giugno 1927 
giugno 1929 
dicembre 1931 
gennaio 1934 
30 settembre 1936 

30 giugno 1937 

31 agosto 1939 

10 giugno 1940 
18 agosto 1943 
ottobre 1943 

31 dicembre 1945 
21 marzo 1951 
30 settembre 1952 
27 dicembre 1955 
15 ottobre 1962 
5 giugno 1965 

11 giugno 1966 
5 ottobre 1970 
30 luglio 1974 



54 



Come spiegato nel testo, Roatta continuo ad essere capo del Sim fino al giugno 1937, mentre il vice capo Angioi ne assunse l'interim durante 
a sua assenza dall'Italia. 



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Amm. Mario Casardi 
Gen. Giuseppe Santovito 
Gen. Ninetto Lugaresi 
Amm. Fulvio Martini 
Gen. Sergio Luccarini 
Gen. Luigi Ramponi 
Gen. Cesare Pucci 
Gen. Sergio Siracusa 
Amm. Gianfranco Battelli 
Gen. Nicolo Pollari 
Amm. Bruno Branciforte 



311uglio 1974 
31 gennaio 1978 
12agosto 1981 
5 maggio 1984 
febbraio 1991 
luglio 1991 
agosto 1992 
luglio 1994 
ottobre 1996 
ottobre 2001 
dicembre 2006 



30 gennaio 1978 
11 agosto 1981 
4 maggio 1984 
febbraio 1991 
luglio 1991 
luglio 1992 
luglio 1994 
ottobre 1996 
settembre 2001 
dicembre 2006 



Capi dell'Ufficio affari riservati del Ministero dell'lnterno nel dopoguerra 



in carica 



dal 



al 



Dr. Gesualdo Barletta 
Dr. Domenico De Nozza 
Dr. Uldarico Caputo 
Dr. Efisio Ortona 
Dr. Savino Figurati 
Dr. Giuseppe Lutri 

(interim) 
Dr. Elvio Catenacci 



16 giugno 1946 
20 settembre 1958 
1 novembre 1959 
20 marzo 1961 
20 novembre 1963 
20 giugno 1967 
31 gennaio 1968 
10 settembre 1968 



6 settembre 1958 
1 novembre 1959 
20 marzo 1961 
1 novembre 1963 
20 giugno 1967 
30 gennaio 1968 
9 settembre 1968 
3 luglio 1970 



Servizio informazioni generali e sicurezza interna 



Dr. Ariberto Vigevano 

Dr. Federico Umberto D'Amato 



4 luglio 1970 

20 novembre 1971 



19 novembre 1971 
2 giugno 1974 



Ispettorato generale per I'azione contro il terrorismo 



Dr. Emilio Santillo 



3 giugno 1974 



31 luglio 1976 



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26 



Servizio di sicurezza 



Dr. Emilio Santillo 



311uglio 1976 



12 gennaio 1978 



Ufficio centrale informazioni generali operazioni speciali 



Dr. Antonio Fariello 
Dr. Gaspare De Francisci 
Dr. Alessandro Milioni 
Dr. Francesco D'Agostino 



1 febbraio 1978 
5 giugno 1978 

2 febbraio 1983 
23 luglio 1984 



4 giugno 1978 
1 febbraio 1983 
22 luglio 1984 
16 ottobre 1984 



Direzione centrale della polizia di prevenzione 



Dr. Francesco D'Agostino 
Dr. Umberto Pierantoni 
Dr. Luigi Bonagura 
Dr. Carlo Ferrigno 
Dr. Ansoino Andreassi 
Dr. Arnaldo La Barbera 
Dr. Carlo De Stefano 



16 ottobre 1984 
6 febbraio 1987 
1 gennaio 1992 
19 aprile 1995 
29 aprile 1997 
gennaio 2001 
agosto2001 



5 febbraio 1987 
31 dicembre 1991 
18 aprile 1995 
24 aprile 1997 
gennaio 2001 
agosto 2001 



Direttori del Sisde 



in carica 



dal 



al 



Gen. Giulio Grassini 
Pref. Emanuele De Francesco 
Pref. Vincenzo Parisi 
Pref. Riccardo Malpica 
Pref. Alessandro Voci 
Pref. Angelo Finocchiaro 
Pref. Domenico Salazar 



gennaio 1978 
luglio 1981 
aprile 1984 
febbraio 1987 
agosto 1991 
agosto 1992 
agosto 1993 



luglio 1981 
aprile 1984 
gennaio 1987 
agosto 1991 
luglio 1992 
luglio 1993 
luglio 1994 



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27 



Gen. Gaetano Marino 
Pref. Vittorio Stelo 
Gen. Mario Mori 
Dr. Franco Gabrielli 
Gen. Giorgio Piccirillo 



luglio 1994 
ottobre 1996 
ottobre2001 
dicembre 2006 
giugno 2008 



ottobre 1996 
settembre 200 1 
dicembre 2006 
giugno 2008 



Segretari generali del Cesis 



dal 



al 



Pref. Gaetano Napoletano 
Pref. Walter Pelosi 
Pref. Orazio Sparano 
Gen. Giuseppe Richero 
Amb. Francesco Paolo Fulci 
Pref. Umberto Pierantoni 
Pref. Francesco Berardino 
Pref. Fernando Masone 
Pref. Emilio Del Mese 
Gen. Giuseppe Cucchi 
Pref. Gianni De Gennaro 



gennaio 1978 
maggio 1978 
luglio 1981 
maggio 1987 
giugno 1991 
luglio 1994 
ottobre 1996 
giugno 2000 
luglio 2003 
dicembre 2006 
giugno 2008 



aprile 1978 
luglio 1981 
maggio 1987 
giugno 1991 
aprile 1993 
ottobre 1996 
maggio 2000 
giugno 2003 
dicembre 2006 
giugno 2008 



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LA STRATEGIA DELLA TENSIONE: FONT! E STRUMENTI PER LA RICERCA STORICA 



doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 31 

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doc.1 : I servizi segreti di Giuseppe De Lutiis 32 

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Rodriguez Maria, Segreto di stato e servizi di sicurezza nella legge di riforma, in "Diritto e societa", 1978 

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Inzerilli Paolo, Gladio. La verita negata, Bologna, Ed. Analisi, 1995 

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