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Full text of "The Adventures of Hajji Baba of Ispahan"

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ANNALI UNIVERSALI 



M E D I C I N A. 



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ANNALI UNIVERSALI 



M E D I C I N A 



DAL SIGNORDOTTORR 

ANNIBALE OMODEI. 

ANNO 1819. 
Gennajo , Febhrajo , Marip. 



MILANO 1819 

Fresw Giuseppe Buocbek Librajo, 

Cantr. S. JUarg^rila H." jioS. 



D,a,l,zc.bvG00gIe 



Oalla Btani^rla ii Pioto Emilio Givarr, 

iMa eonarada di S. MarghtrUa,, ai N. iiift « ii* 
aU' Iiuegna do' ClatticL 



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ANNAJLI UNIVERSALI 



FASCICOLO XXV. 



GsifN^ja i8ig' 



ESPERIENZE stdla tessitura organica 
■ delle ossa , Jalte da Michele Msnci , 
pubblico prqfessore di Jisiologia nella 
Pontificia Untversild di Bologna e me- 
dico ordinario dello Spedale Maggiore. 

( O^iucoH BdentiGd di Bologiu , rol. Vm ) 



fiSTRATTO del dottor fi$ico Caklo S»iAin\ 
c»n anrtotmioni dtl medesimo. 



Di, 



/iversfr mai lempre furODO , malgrado 1e molte 
e belle osservadoui Eatte da uominl illustri , Iq 
dvtduie jutorao la . teiiiitura ' organica delle ossa. 
Domenico Gagliardi , il quale tra i primi spiegi 
<ruc»t». parte H .iuica animale , anunbe neile ossa 



3956i>i 



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due soslanze , nna estenia , densa ed assai dura ) 
r alfra ioterqa. spUngoga e di minwe durezza , U 
quale coatiene U midolla. La parte 'esierna viene 
Hbrmata da squametle , o lamioe , 1e quali nelle 
divenc ossa del corpo Bono variamente dispone , 
eiscndo dules« e piane nelle ossa piatte , piegate , 
e di quasi cilindrica figura nelle lunglie : ogouna 
delle quali e dalla nature composta di fibre con- 
giunte per mezio del lucco osseo. E peiche 1e la-^ 
ISiPe abbiano fra di loro un'ta aderenia da poters 
costruire corpi duriMini , m«o' fortemente tennte 
stretie da certi ossicini cbiamaii d»\ Gagliardi, chio- 
deiii, cbe in diverae dimioni le trapusano. 

Divcrsamente scrisse il sapientissimo Malpig^i, il 
quale, dopo d' avere ctposLo nella sua bellissima 
Notomia delle piante , come si formi e cresca' il 
tronco degli alberi sviluppandosi il suo accresci- 
mento da aUovi strati fibrosi , afTerma che la ua- 
tura opera la stessa cosa nella formazjone delle 
otsa , da cui risnlta cbe, tulta quanta la sostanza 
owea sia interna, o estema , e composta da diveni 
■trati a foggia di reie , i cui vani e fibre vengona 
dal rocco iissco riemplie e gotlfiatc.. 

Nan piacendo a Clapton Savers i molliplici 
cbiodetti del Gagliardi, ue gli strati reticolari del 
Malpighi , stabill che le ossa sono da teuersi per 
organi format! taota nell' interDo cbe nell' eitemo 
da molli strati gli uni agli altrt sovrapposti, i 
qnali ' occupano esaitaincnte ogni luogo dell'osso; 
di maniera the se fosse possibile disiaccarli intfri , 
ciascuno di es'si , parlando delle Msa cillDdriche , 
presentcrebbe la fijura di uq lubo chiiup da ogni 



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t 

banila. Ammette poi nelle osta dv qoalunipe genen 
due specie di pori, gli uni insvenali , I «|uali 
traforaodo le lamine passano dal ccntro alia luper* 
ficie t git ahri longitudioaU , i quali Korrono &i 
le lamine , e diriganti iWe estremitk. Si gli oni 
cfae gli altri aono dotinati a ricerere dall' ioterno 
dell' 05M 1' olio middlare , e tratFerirlo a tutti i 
panti deir ouea sostaoza. 

Opioione da qnesta non mollo direrM estern& 
Reichel , il quale invesligando la leisitani organica 
<lel1e«sM, DOI& che le lamine di cni aono composts 
le oisa appariscoDO qna e U perforate da poii . e da 
lolchi. 

Hon volendo qnivi Tilliistre fisiologo di Bologna 
per brevity etpone U dottrine di quegli scriltori 
che ammiKro nelle otsa struttura laminoia , si li- 
mit* ad additare, a wlo oggeito di appagare raltrni 
dotta curiosita, le disseftaiioni AxDukamel, e Ija Sone 
inserite nella Sloria delf Accadcmia Realc delle 
Scienze di Parigi , pib libri di Haller ed i ptinci- 
pali Iraliati di osteotogia. E mentte i citati scril- 
tori non conveugono oello stabilire, come Ic fibre 
si dispoDgono e si atteggiaDo per cotnporre le la- 
mine, come le lamine Ticenderolmente si congiun- 
gouo , e se le lamine trovansi in ugoal numera in 
tuttc le parti delP osso , insorgono con dottrine di 
un genere aflatio nuovo Bvhmer , Kemme , e piii 
di tutti il sempre celebre italiano prafessore Scarpa, 
lume cbiarissimo della moderna anatoinia , il qnala 
abbandonale le antichc opinion! delle fi^re e della 
Umine , insegna con bellissinie esperienie sinteticbe 
ej aualiliche che tutta la sottaauk delle ossa altro 



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w>D e clia an ttssnto reticolato o^cellulMO. E cod^ 
templandoiafaiti quel gnode apatotnico tutte.le 
mu^iuoni che st^avrengono alle osga del pulcino 
per tutto il tempo della coYatura,.ha scoperto che 
leoua di qoesti, nei primi giorni catiilaginee e peU 
lucide, divCJitano a poco a poco rugoie, giallognole, 
opacbe, indi niDstrauo un bdi te$MUo rcticolato, o 
cellulose , il quale dal centro delle ossa n esleude 
verio le ^stremita , ed in ceguito perdoQO esse la 
di loTO mollexu, dl modo cfae fioito il tempo della 
covaiuca, ed uscito il putcino dall'ovo , hanno le 
Qicdesime gi^ acquistata ossea duieiza. Simili feno- 
nicni coufenno pure il noD niai abbasianza lodato 
mio pre{:ettore, auche nelle otsa dell' enibriooe uma- 
DO. £ passando potcia alle sperieoze aualiliche , 
spoglib le o5$a tanLa cilindriche, quanto appianate, 
delU loro parte terrea , e le convetti in un lessnto 
evidenteiuente spugnoso e reticalato astai denso , e 
Ctto ndia BCDiza delle ossa, diateso c raro presso il 
cavo midoUare e nelle ^stremitk 

Da quesie . dottrine argooaenlando il profetsore di 
Bologna essere luttora discord! gli anatomid e fisio- 
logi su qucsto punto di fisica an i male , lrovo5&i 
Decessitato pec bea sincerarsi del fatto, di ricorrere 
a nuove osservazioni , e cimcntare nuove esperienze 
alUne di conoscerc quale sia la tessitura organica 
HOD solo delle ossa umane , nia ben anco di qucllo 
degli altri adimali. 

. Per giungece con maggior sicurezza a questo 
scopo egli si propose di rilevace in primo luogo , 
te nelle o«sa dell' ^omo e dci var| bruii esistana 
laminej in secondo luogo esistendo queste , in quale 



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9 

ioittitn siano cong^mite; \n Khi Inogo couesiatio 
lotesiiute le lamine stetsK 

Onde aasicurani il botogaese fisiologo della prima 
proposizione,-imtDerse nell' acido mariatico allungMO 
- con acqua ud pnzo di omero umano finche fosse 
divenuto molle e pfeghevole: il quale macferato 
gradia gradi, e lentamente rammollito, vinneespo< 
s(o ai raggi del sole per essere pene'tralo da vivti- 
sima luce. EsammaDdo poscla col mezzo di lenli 
qmesto pezzo cosi preparato , crede il nostro antOK 
di potere con fondameDto agserire , non euere la 
tessitura delle pared di quest* osso, cellnlosa , come 
affertnano i modernl cbiariesimi aatori, molto meoo 
poi laminosa nel senso ,degli aniichl. Tuttavia egK 
crede che si accosti piti a qaesta che a quella. 
Poiclie scbbeDfi quest' osso non k Teramente forma to 
da larghe ed estese lamine tolalmente wvrapposle le] 
une alle altre,.pure la sua parte esterua si e se- 
parata dalla interna mostrando uno strato pinttosto 
grosso , dove ;distaccalo irregolarmenie , e dove in 
maniera da dare origine a certe squame j o scaglie 
di fonna diversa, ma che per altro nelte loro 
parti superior! vanoo tulte a stringersi in appendici 
acute, code qaali si addossano alia portione infe- 
riore delle squame o scaglie superioci. E cosl eia- 
ninaio qnest^ osso nella sua parte interna , ovo 
eiiste il cavo midollare , faa scoperta la medeaima 
organica tessitara. Anzi qneste squame e scaglio 
interne sono disposte nella aieasa maniera, con cui 
vengono disposte le foglie di un fiore che sta sbuc- j 
eiandosi : e siccome le medesime inperano in lun- 
ghezza U di loro (rossezia, cosi ritiene il &tolo|o 



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a Bologna clie puiano aenu diflScoltii chianunl 
col Dome di itrati o lamine. E qairi riflettcDdo 
il Doitro profeuore non trovani oelle oua nmane 
qoel testulo cellulare , o spungoio , cioi il tomen- 
turn , o gossypium veduto da alcuqi dottiulmi mo- 
derni MMfvetori , lebbeoe abbU egli usati i medc 
*imi loro,artific| , onde ccoprir* V intima itrottora 
organica' dalle 'o«sa ; lospeita che tale divertitk lia 
nata o dall' acjdo Uoppo forte stalo adoperato , 
da uDB macerasioDG fatta con acido debole , ma 
continuato oltre il dovere, per cui lo ttato naturale 
delle osia aiast alterato e diObrmatD , o troppo 
scomposta la di loro tessitara. A distruggere questo 
^ sDipeito, infuso ud nuovo pezzo di omero umano 
oeir acido nuriaiico hod allungato coq acqua , op- 
pore laaciato imueno soverchiameale nell'acido stesto 
alluDgato , la sostanm dell' osio , lungi dal preien- 
tare tquame , o lamine, si coaver^ Jn una tpecie 
di borra, o bambagia rappretentanie il tomenlum, 
gostypium descritto dai modemi osiervatori. 

Passando poi il nostro auiore aU'esame delle ossa 
di diveni animali , rivoUe le sue prime cure a 
quelle del cane e del gaito. Immersa pertanto nel- 
1' acido mnriatico conreoientemeute allungato coo 
acqua la metU inferiore di un femore, e di una 
scapola iatera di un cane, ed ottenuto il neceuaiio 
ramiuellimsnto, attesta di avere vednto che la parie 
esterna e ptii data , ossia U corticate , i composta 
di lamine le une alle altre eiaitamente lovrapposle, 
1' esleriore delle quali i aisai tenue , tratparente , 
lacilissima a lacerani cd a alaccarsi dalla sottopo- 
Ha, la quale e piii soda, piii gra»a, ed aderisce 



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cAn quafclie' teucitil rila ^arle: innfma. '^uesta, 
Msia h sostama Mleroa non lolo alf oCchiO nndo, 
ma BBcbe all« pifa ecatc lenii, si & monraU com- 
posia di fasoctt! fibrosi assai 6tsi exontoni; mentrd 
r interaa, la quale OCCnpa il caro midolUre i re- 
ticolata, cellulosa e somigliante ad iua sponga. 

Tii satto diveno tspetto lonosi preseotatb le osaa ' 
dl gaUo trattatc coi medesirai artiiicj , facendo 
particolarmcDte riflettere, come cosa degna di mag- 
gior atteDEiane , <;jbe lauto net femore di cane cbe 
in quello di gatto, il lesmto laminoM i tnolto >ot- 
tile in qaella parte di s6 che drriva all' estremitk, 
e v'a a poCo a poco in'grossandosi Dell' av vie inarsi 
a1 centro delte ossa : laddove la loetatna fibrosa i 
lie) centro piit sottile , 'e va acquis'tando maggior 
grossezza qnanto pid si accosta alle estremilk; sem- 
brando in tal niodo cbe le' doc lostanie , lamioosa 
e fibrosa , tengbioo un' opposta dimione. Tentale 
ancora le ossa di coaiglio , di lepr^ , di majale e 
della scimia , asserisce die le parieti ossee sono for- 
mate da una lamina piuttosto grossa , la quale 
abbraccia. e circonda tutta quanta la juperficie del- 
Y osso. Cosl la parete ostea del metatarsO di una 
lepre vide composta di due strati, e quella della 
tibia di un majate poteva separarsi in quattro la^ 
miae. 

In seguito a queste esperienze si delennin^ il 
noitro autore ad tnvestigare la tessitura organica 
delle ossa det grandi mammiferi , servcndosi dt 
quelle del bue', del ginmento e del cavalloi Ram- 
mollito quindi nil femore bovino neU'acido muria- 
lico allungato cod molt'tcqua^ e poicia per qiulche 



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' tempo fitacenio , atm tiiucl difficile Ai leptane U 
■ua parte esteriore in tre lamine, e continuaado 
rimmenioDe nell' acqaa , anche la parte ioteraa 
deir iuo »i diviw in quattrO kmine , ceplicando 
piii Tolie )« nwdesima esperienu , e aenipre col 
medetimo tnccetso, e chiamand* in coiiferma della 
proprie ouervazioni quelle del celebte L. M. Aw 
Caldani comprovanti agaalmenie la letMtura lami- 
DMa delle oua bovine. Segato poi 1^ o»o di aa 
meiatano di ud ^iomentOi e ridotto alia debita 
mollezza, ostervJt cbe tntta qaanta la grotacExa del- 
V oiMn parete oel luogo del segameoto era se^oata 
di linee, fra le qnali cercando di penetrare con 
adattato istromento, apprete cbe le ste»e linee erano 
aUretianli segni di lamine esistenti ncll' osso . le 
quali poid leparare con qnesio semplicissimo arti- 
ficio. Le quali medesime cose usaerv!) ugualmepfe 
nelle a*sa di un metatano di un cavallo. 

Ni le owa degli aliri animaUfurooo esenti dalla 
investigaiione del noslro aaiore. Un femora della 
gru c del falco separaronst in due strait o lamia'c : 
I'omero della gallina si mostro compoito di due 
lamine, e quello di un falco di noa lamina sola. 
II uedeiimo fenomeno presento il femore di una 
rana , ei] an lungo osso del tonno , apparve nelU 
sua parte esteriore fumito di tessitura laminosC 
' Ma queste lamine sono unite fra di lore per 
nezzo dei chiodetli del GagUardi o delle appendici 
filamentose del Malpighi, o Af\ succo osseo, di cui, 
hanno parUto tanti aulori? Non i probabile, dice 
il liiii^ogo di Bolo|>na , affenalrc cosa , la quale 
convenga ugnalmcate a tutte le wsa. ' Poicb^ iu 



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i8 
Blcune caia piane 1< lamine sono coiigiunte da 
nn tessiilo cclluloso ail esse inlerposto : in altre ci- 
]ui'!iiche credesi prodotta da (ihiT pih o meno nu> 
meiose attaccate alia superflcie delle lamiae fra cai 
trovansi , come osservasi nelle ossa dell' uomo. e del 
cavallo. Nelte ogga pero degli'uccelti, sembra, che te 
lamintt si coDgiungano fra loro per semplice aderi- 
mento della loro luperficie. 

Volendo poi determinare in quale maniera le la- 
mine osBee cono tntessate, ba assoggeUato ad un 
certo grade di macerazione gli strati ossei , dalla. 
quale risulta noa avere sempre luogo la stessa cosa : 
tilcune lamine infatli emergono da fibre unite in- 
sieme : tali sono le squame , o scaglie 'del)' omero 
uraano , del femore canioo : le quali fibre lebbene 
non tiano dispostc in direzjone l»ngitudinale , nom 
meritano percib il nome di fibre. E veramente 
quelle .brevi llae^tte, le quali it distanie cortissime 
ad altre si congiungono forraando dlrersi angoli , 
e le quali sono ammesae da qnei nredesimi scrittori 
che negano le fibre alle osiia ,' cosa mai sono, t 
coss mai possono essore ae non vere fibre f T'A 
chiaramente poi ba egli veduta la tessitura fibrosa 
negli strati componenti le ossa del giuraento e con 
uaggiore evidenza ancora nelle ossa del cavallo , 
gli strati del quale a1 solo occhio nudo e natnrale 
■i presentano composti di filamentf paralelli, che si 
possono per lungo traito segufre ed agevolmente 
diridere. Ma nelle oisa degli uccelli e del raajal^ 
- noQ osservasi alcun indizio di lessnto fibroso , sem- 
brando le lamine di queste ossa formate pluttosto 
di uno strato di gostaoza celluloea molto compatta, 
olaitiiia e trasparente. 



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Dalle quali MperienEc isiilirite per conoscere la 
teisitura organica delle ossa deduce il nt»tro aatoce 
i BCgueati risultali : 

I." Che le pa re ti delle ossasooao intecamentet 
o in parte composte di lamine ; 

3* Che la (oslanza corticale dclle oua louU 
mente lamiaoia 2 piii facilmente s«pacabile in lamine 
cbe r inierna ; 

3.° Che le lamine (ogo unite fra di loro o da 
tostanta cellulare . o- da appendici filamentase , « 
da tcmplice adesione delta loro superficie ; 

,4." Che la tessitura delle laoiiDe e in alcuHe 
ftsa fibrosa , ed in altre celtulosa ; 

5." Cbe la ponione non lamioosa delle pareU 
■embra rJsultare piutiosio da an denso testulo fibro- 
(o, anri cbe da vera fostMua celliUare; 

6." Che uelle ossa evvi >empre. la presenia do) 
tessuto celluloso , il quale costttuisce o tuua > o 
ana ponuone delle ettreinita. 

Id faixa di questi argomenli trorasi il nostra 
sutgre disseotiente d^'^^ hcUe dottrine sostenute da 
nn celebre Tireata scritlore , il quale ha arrtccbita 
la notomia , la Gsiologia e 1' inlera medicina di 
nolti ed utjli ritrovameoti (i). 



(t) Ella i cosa , a dir vero, ttrava^aaie , comn 
in teguito alU luminost asperienie ed ittserfotioni 
del grands anatomico Uatiatio suU' intima struttura 
delle ossa, rtconosciute ed accetidte da tuite le 
colte nazionit si cerchi in oggi daW illustre prqfes- 
sore hologneSK di far quasi risorgere la risoatdata 



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i5 
fmtaiia del ronuaio professore, il qmale immagind 
di vtdere delte portentose ^gure nelle fibre deUe 
OSta , le opinioni di ClaploD Hkveis , altorcke si 
aecinn a notomizzare le Ofsa per via secca , dc 
ditcendo le piA erronee corueguenze , di Caurtial i 
U quale iegui Oagliardi, di Nesbit , che cercb di 
confutare 1' opinione di coloro che supponefono la 
ona note dalle cartilagini , opinione richiamata in 
itguHo'tuichu da Davide Herisiant. 

Sichiamando pertaato ad esame ranalisi tentata 
datl' iilustre fisiologo di Bologna , onde scoprire 
t inlima natura delle oua, non mi sembra potersi 
accordart che la forza pi& o meno dccomponerue 
degli acidi minerali ahhia a disiruggere le luminose 
Otservationi del sommo amuomico ilaliano , quati 
che non avetse questi baslanlemente esperimeniata 
la diitrta fond degli acidi siessi^ pu^ o tneno 
eoncentrati ne^ tuoi replicati cimenlL 

V azione principal degli acidi minerali suite 
ossa si i di rammolUre la di loro tessitura , e 
disiruggere le particelle lerree in esse esistenti : ma 
per simile operasione rum si pud preeisamente de- 
terminare sino a qitol panto .abbia ad etsere di- 
tuilo V acido stesso, e quanta tempo sia necessaria 
at suo rammoUimenlo, « Adalli hominis ( scrive il 
» mio venerato precellore ) libiarum osta in acido 
M muriatico aqua diluio tamdiu demersa servaui , 
» quamdin opus fuit ad terreas particulas de ilUs 
V ossibus elieiendos. « Da eib risulta che I' eiitd 
delta operazione dipende dalla sotrnna dlligema 
dell' operatore nello spogUare le ossa delle parti- 
ctile terrose, e dalla macerazwne ptii-o meno pro* 



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seguUa fjeii* acqua limpida 'detle ossd ntedesime , 
le quail ti ridiHiono alto slalo di Jlessile carlUagine 
per indi convurUrsi in un vera tessuto celluloso. 
« Diutina aatem solertia ( prosegue it grande ana- 
r> tomico) to deveni, ut tandem tibia ddultikomi- 
*> nis durissimum corticeni in tomehtositm reticular 
w turn lexiunt converterem. » Ni solamente le ofsa 
cUindricke, ma le plane ancora, eome quelle deila 
frame , del sincipite, delT occipUe , spogliali' delta ' 
iosianxa terrea , furono convertite col nteszo della 
Tnacerazione in un tessuto celluloso. Dalla quale 
diiigenlissima analisi dedasse cfie i medesimi principj 
concorrono alia formatione delle ossa tamo nel- 
V adulto, quanta neW embrione , e eke tutle le 
ossa anche le piu dure non sona. in aripne che un 
reticolo celluloso. • Sed non externam {sono sue 
*> parole) modo ossittm superficiem , quad sub 
w oculis uniuscujusque facile eadii, sed etiam nui- 
K ximam partem toiius osteoe naturce reticulalam , 
M vel cellutosam esse prtenuncio , alqae affirmot. » 
J^a non si potrebbe d' altronde supporre eke o 
un acido troppo debole , o una maceraeione non 
ahbastaaza- proseguita^ ^bia altetato lo stato deUe 
ossa cimemate daW illustre fisiplogo di Bologna , 
scomponendo t intima loro .tessitura a tal segno 
di rappresentare una siato ben diyerso dal natura- 
le , dando in tal modo origine aUe diverse lamlne 
o squame ossetvate e detcritu nei di lui esperi- 
menli 7 E quand' ancke la ma^ort , o minor 
forza degli acidi mintrati, o della piA o men 
lunga macerazione ayesse a poriare qualche seiSti- 
bile varieti lulla decorhposizione delCintima so- 



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IT 
ttaiua delU otsa messe alia prova dot sommo 
Mnatomico di Pavia ( U che non i ammissUtile 
tenia distru^ere le btminose di hU osservazioni ) , 
corAe mat potti ^uegU apporsi at saggi slnlHichi 
fatti, onde conoscere I' inlima ttruttura delle ossa 
medesime; saggi dv' ^uali va laato fasrosa I' optra 
sua, ed a cut . tutte le colte nazioni facenda eco 
rendono U piit soddu/acenU ortta^io ! B rimto- 
pondo primieramaite U ceUbre profisiore di PavUt. 
i curiasi etptrimettti del grande Hallero iuUa for- 
mazione delle osta tanto nelpoUo ineovato, quamo 
nei tenero embrione umano , ^ual vasto campo di 
utili ^siolagici tiiuliali non ci preienia tendenti 
lutti afar conoicere, che i pitt teneri principj del- 
V ossiJiea*ione, coatemplati dnooracon discrete hndi 
preseatano in ogni sua parle non ^d una fibrosa 
aatura , ma relicolare , cellutare e tomenfoia unita 
intieme con brevissimi Iratii o portioni insiem* 
eoncorreali.ad angolo tuuto ; la ifuale reticotare 
softanza dopo alcuni porni si reade visible ancora 
aW ocdUo nudo. « Osse femo.ris ( cosl egli dice ^ 
» ( die XV. ab Incubatiow ) b^iariam ■ secanduin 
y> longitudinem secio , reperfum est cum iniernam , 
» turn externam fistula osseae partem reliaulato 
D o^Mre eeijue confiatam fitisse , turn vera parietet 
3> (u&( ouei pee totam ip/orum attitadinem unditjue 
f> tomentosos, et gossypiaaeas esse, nulla velexiguo 
y> in sectione eorum parietum OfiporaUe tabulato- 
M rum , Off laminOrum sibtmet superimpositarum 
» vestigia. !» S^^tjual pravU turn i piUconvenitnte 
per dimoiir^e la.CfmfenioiK della osaa nel pri- 
stino stato^ cellulasa , che V esperSmatto instituilo 
Ajwau. rot. IX. a 



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i8 

tulF tMsiruUe ¥wenu .' Apr'i il grande oaervaton la 
tibia di Min.cane tho aW interna cofitd di ettd, « 
diiiruUa mediante yno sptcilio ta midolla , rianpl 
di filaccie introdoUe con fprta lo aieuo cavo dtUa 
' tibia. Nel glomo t^fuaue si ganfib la gahtba inte' 
ra , a verso il settimo giomo , cotando abbondante 
wtarcia. dai laago vuinerato , si appauitono It vi- 
eint parti nfolli j I' oato delta tibia dlvenne astOi 
gonfio a. stgaa ehe gtomalmente crescmd* preteatd 
w capo, a. quaitania, giorni una grandt esottosL 
'Ammoifota in.tegiato il cane, a tagHato f osfo 
in liutgo , UiUa la corteccia delta tibia erasi con- 
vertita in Wl ttts*M> celluloro , di maniera che le 
parti laief:ati delta tibia, eke appena eorrispondf 
taao ia tjuel cam alia grastena di tout tnma 
Uaea-y presenlananb un legato- eetifdoto mofgiaf^ 
di lei Uaee. Un' altm prova nam menO manifetia 
dot patsaggio dell' ossea tostanza in' tessmio cellu- 
loto rircontrasi nella terriiile m^tattia in^te, eioi 
la rachifide, nella quale U ossa piA dure spogliale 
4elle parUcelh ttrree actfuistano una mollexaa si- 
mile, alia cara, noa tfllnmaiui eke se fossero slate 
(ratlMt cogU.acidi nineraU e coUa maceratione. 
Le.0uadi qiiesti\ ester i infMei .tOgUnte In Ikngo , 
td immerse neW alia di terebitt^ , Iratpariscono in 
Jarma di- gilaiina , a rappeeteiHMo ia ogni- parte 
la d^ 1°*^ inUma iiruUura rokolata e celhhta. 
Che se I' illastf* fisiologo di Bologna hd portato i 
suoi Atperimenti sul varj generi di animalt- ad bg- 
getio di eonfimparek lamitie e \to scaglie da esso 
vedute aelle ossa umane , allr^lanto piU estesA 
tono le inestimabili osserrationl del sommo anato-. 



^cbvGooglc 



>9 
jntca italiano suite osat delta balena', dii delfino , 
detla Ualuggine marina , dei reltUi e dti pesci. 
Ant* neUe rane , e negU altri at^ntatt ' dl ttmil ge- 
tierg i k di bid aisa sono dolatt dl poea ijiuaaiti 
di terra, pik risibUe apparvelm di loro tattUurd 
' reticolaia. Co stesso avvenne dei pesci tqaamoti, 
k 'os3a de' cfuaii -, »(fcnr suino molio duhe e do- 
tau di aibondauit terra i pure diniottraao in ogrd 
parte mta manifesta fdHhricd celialbta. '■ ' 

Che ie V iUtutre fisiologo di ArfogM ammetu 
' eheit^tte d*tife$ktt sempre Id pnesOtsa del tetsuttf 
oeHuloso y U^aale cauiiuixe ptii'd meno le esire- 
mitA deHf osta mederime , ed occapa fu^lia il 
cava mi^oUare,' pe'rchi' ffuesfo testuio celtuloso deve 
essere solianto • limiuuo idta Jbrmazione detk estre^ . 
mitd , e noit gtd dalJa' resta/M porziane deSe oisa, 
quando che ~ uniforme tuendo la provida natura 
nelle sue optrOiionl, tdeaiica pure il' origine delU 
ane e deUe ahre? Ami q.a»lta tpongioUtd che 
maggior^ si osserva neUe estremUct deUe ossa spe* 
aiitlmente cUindriche^, appartiene totalmekie alia 
primordiale tostansa, e da dltro non viene formata 
fiiorchi dot medesimo tfssuto ceSidoio di^enuto 
pik espania 'i gonfio- non' alirimeitU che una ipttgiur 
mh^rostji 

Oitrepasserei i litUiti dt uM amnotasione , se 
esporre soUanio notetst t principalt argomenti che 
eoncorrono a coftftrmare f opInitiHe del grande 
anatomico suW intima siratturu deUe Ossa; opinione 
4ippoggiata ad' uim serif di prixiose dirtuMtroiioni , 
ai lumtAosi espiieihiaM itttiaitisulta fitrmaxiotie delie 
msta ntgU emBriont - e negS antnkiit' adutti; ticM 



^cb, Google 



ehe aiU morhote c^ezioni deUe otsa mtdesime , 
dui compleuo dielU ^uali chiarameate riUvttsi eke 
V intima fahhrica di ^uesti dtirissimi organi non i 
dwer$a daUo struttura e propriety del tetsuto eel- 
luloto t aveiido anti: am quetia an' origins co- 
.mune. 

Ma il eelebre prafettore di Pavia m>n fia certa^ 
mettle alcua hito^io ehe un infimo scriUore mio 
pari , che tolo si-^oria d" etsa-e tteao luo ditce- 
polo I si aeciaga a sostenere la temria da lai pro- 
posta e difesa tuWinlima siruUura delle ossa , 
perchi fibbasumza riconosciuta, apphtudtta, e con- 
fertnata non solo dagl' itaiiant , ma dneora dag^ 
stranieri otservaiori. Prom ne sia la bella Memoria 
reeenlemtnie stampaia nelh lyansationi taedico- 
chiruppehe dl Ixmdra deW iUustre Howifaip, « 
resa cogaita alt fialia pvzie alU cure del dottor 
Omodei , nalla qual Memoria Z* ingfese ostervatore 
eon una seri* di esperienze ed osseryatioai isUtuHe. 
suUe ossa detl' uomo , dei qaadrupedi , degti uc- 
celli e dei cetaeei dimostra ad evidenza che it tet- 
auto fondamenlale delle ossa non i lamelloso , ma 
retieolaio , e sebbene per . la maggior compattesza 
necessaria alle oita dei ^uadrupedi , P ultima loro 
struttura non apparisca si prontamenle , negli iic> 
eelli perb , in eui le .ossa sotio costrutte eon mag- 
giore delicatezza , queHo modo di ordinamento i 
perA batievolmente ovrio per poterfene assicurare 
in gualunque periodo. 

DipendenUmenle dalle pranesm osserrauoni st- 
pt(6 franemnenu asserire che la doUrina protnessa. 
d»lP iUmlre fisiologo di Boh/gna , al quale tebbene 



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lUtcorde ^optnior,e, prt^esso vmerittlaru e stiavt, non 
i sufficiente 4 distru^re emche nella piit piccola 
parte la Imninosa Uoria del f^vnde aaatomico 
italiano, il sempre celebre professon Scarpa, suW in- 
tima struUura delle oita. 



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•STORJA dt nn tmtero epiplocele ^crotale 

StroZZafO, del dolt. ANARGlSd ^TRACCHI, 

'di Jitene; . " 



1' tmttotari Batista, di Scaldacole, d'aoDi veotU 
tra, colono , di robosta costitaiione corporea e di 
flotido upeito, erafino daU' infanzU incomodato da 
un'emiascFoiale congenita nel laio tinistroj la quale 
di quando in quaodo ricompariva bensi volutninoia , 
COD alcDDi maneggi per& venira facilroente minorata e 
ripoata. Trovandmi il gtomo 3i di genn3)Q di que 
•to anno occupaW in lahorion ruslicl eKrcixj , ed 
. aveodo impiegato un considerevoU (forzo di. tutlo 
il Ironce per alsare mi enonne peco , vc&ne tutto 
ad uo tratto atulilo da molestiisimo dolore al bauo 
venue accompagoato da tumore volnminoso all' in- 
guine sinistro. Da qiul momeDto non poti pib 
ptoMnaire nel latoro , . fu cosiretta a piegare il 
troBco all' avanti , ed a portare una mano snl tu* 
more, che riscooiro di un genere per lui nuoro. A 
mala pena strascinatosi alia propria cata . postosi a 
letto , comparretn in iKena vomilo, singhiozio , 
nuUpazione del ventre e febbre. I dolori ehe gik 
esiMeVano li fecero piii acerbi durante la notte. 

La mattina del gEorno suwcguente (32 gennajo ) 
fu Titiialo dal cbirurgo del paete , il quale , rico* 
uosciuta la loalattia |>er un' ernia , tenti col tdxit 
di ridurla ; ma nOn cssendovi rincito, cou>ijgli6 il 
maluo a portarai a quetio o«piiale , ove di fatio 
giunto alle ore cinque pomeridianc delT ittesso giorno 



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ta ct^locatO' nftUa elinica cliinirgica dBGAatz al ehit> 
rbsimo prof.- foipU 

Furaiio Rubito posti in pnttica tutti i mctti nig- 
^erili datl'aru, onde tvnure il ridociiiMnto dei 
vuceri (iaomicitt ; tna ni H bagno lispido universalej 
ne i mollitivi locali , ai i ripetnti nlisteri ammol- 
lienli > 116 da nltimoU XxxX* -farorito da- naa adai- 
tata pmizioiie prodAsiero del vaotaggio. Vednu I'intf 
tiliik di qu««ti mcKiti gladioi Bccesurio ii rlcor- 
rere seosa frapporre- alcna liUrdtt alFopeiveiiDne. 

Rasi i peli thila ptKc,- C callocato I'aDHnalaW 
mlla apoada dattnf del' iMlOi don un biitnrioo « 
taglio coDrauo poub il profuteeaiy incisioiiedeglt 
integHmeati da an mexto pollke ciroa al di wpra 
del inargiae 'catenw -dell' anello inguidaltf y nn* al 
wna inferiore d«llo scrota sulLa lla«a media loogi- 
tndiHale dal tntnore «fmi«eo. Sallevo <gll in itguita 
celle pioieue la gualaa falU dal rousoolo cnma- 
tiara ,' e cotr ituno biatoriiw 4a recipe ; cotl parc^ 
fees Deirjocidere gli strati wtto^ui di odlulow , ' 
cd il sacco erkiwio, ^e in qnasto caio , per eiaett 
1* eraia congeoiw , en lappnteoiaio dalla vaginal* 
del lesliGoIo. 

Fatto in qststo nodo as piccolo torft aella parw 
pilt basta del ncco Crniario, loril in quakbe cOph 
del siera alquaato giallognolo. Si apfvofilti del tbo- 
meBio, in cui deno lortiva per ia'troduire i&' quel 
piccolo foro una londa scailaalata a plinta ntiua , 
lungo la qiialg colic forbid li incise di tanlo il 
lacco emiarlo j' qnanto basti alia introduzione d<A 
diio iadice deiU mano ttnistra. Lnngo )a di loi 
guida si spitccb il sa^co da un nicifo polli«e al di 



t,CoogIf 



»4 

lotU) delV anello iBgniiule iido al luiigo dove'tef 
minaya in basio la ferita degf ialegnnenli. 

Apeno in isl' modo il tnmore li preseolj) .una 
graiifk maiM Ai cteento lunga ua buon palmo, di 
un. colore: rouo^upo , diuemioata d.' ianumerev'Qli 
TBii variCHMi turgidiacimi di sangue , ed in ua grado 
mrineote. infiammiU ', la quale coprirj .una . etUsa 
ania intestinale fatta dall' ileo , che avolta dall' o> 
■hbu si travjt ipana di forte aoggellazioiie di uq 
colore livtdo4catico con una maochia gangieoota. 
Lo stranamcDio era fatio peril tralttt di un bnon 
pdlice dal collo del lacco ; a toslieie it: quale si 
jntrodutM tra, eiio ad i vitceri una wnda alau , e 
Inngo la di lei tcannalalura un btilorinb ' retto bot* 
tonnlo. Ci2i laito >i tir& airiofuori alcan poco TaiiM 
inietlinale per* awicurani, ae I'- alteraaioue di eaia 
Soue limitaia alia parte fnoniaciu > o (i ei^ndetae 
andifl air iniii , ae esttteUero delle adereoM , o te 
T) fofie qualche altro cingolo, Niente <U tntto. qn^ 
do M rinvenne , ma invece ouerrosai che I' iaU- 
ftino erasi Kirepolato , e precitamaBle nel centro 
della inacchia gangrenosa , per cui aortl piccoh 
qnanlitii di "^n umore giallattro aisai fetente, Ci& 
nulla oaUnio , avnto rignardo alia piccolezza della 
aerepoUiura j ed. a ci& che natura opera in timiU 
circostanu , il profeuore ripoee nel rentte V inlcsti- 
no, ialrodu<9ndo per 1' ultima la pormone di esio 
fhe era foraU , in mamera per& che rettane dirim- 
o air anello inguinale , e quella straordinaria 
la di omenta venne quindi' coa alouiii colpi di 
ici recita alia distuua.di ben dae pollici 4al 
gine dcir anello. 



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a6 
Noa tomparre aU'i^unU'rinuTckerole p^iu dl 
UBf;ae, e tiocome lo scopo, cui mirava il profeisota 
- imI taglio dell' omefeto , come si dirk, in aegu>to> 
era lo sgorgo «aogQigQO , cost ebbe egli liguardo . 
nel fare la medicaiiope di non t^porsi ad et^) 
perdi coprl la Cerita salianto con una faJdelU spaU 
mau (K ungnenio d' olio e cera^cBn alcuae poche 
GTa ] alcune compnase , ed una lascia. appena ap> 
pena cooientiva. . 

iBleraamente prese rammalato ogni due ore dite 
cucchiajate d'una mistnra di quattro once d'olio di 
ricino e d'altrettanta emuliione arabica, e perbevanda 
g)i gi diede uaa decoiiofie di radice di cioorea , la cui 
amarezca disguslando 1' ammalato • moderava la vo- 
glia' frequent^ di bere , ed impediva cosi che per 
Je .Mverchie bevande lo ttnmaco diggik adegnato ^ 
non. foue inviuto al votnilo. ,Ogni due ore paii- 
inentt .ricevera nn cliitere di quattro once di de-* 
cotto dl malva, e due di olio di olivo; contempo- 
ranqameDte ti.facevano tuiraddome le imbrocazloni 
coJroJto de'semi di lino, lu cui i fonenti ammollienti. 
11 professore , quantunqne non avesse veduto 
«norragia. di wrta dcU' Uto Jell' operaiione dalU 
parte deH'omento, pure prevedendo )a di lei van- 
taggioia comparsa, ordini> che li tenesse sempre sot- 
t' occbio V ammalato , non g^ per sopprinwrla , al' 
lorchS conqiaiiGse, ma per calcolare-precisamfnte la 
qiuvtilk di ^ngue che ne sarebbe sojrlitaj ed arr^ 
■laria quando. lo si aveue g^udicato convanienie. 
L' enao^agia. di. £iito tr& ore dopo 1' pperaziooe 
comparve , adaccono il profeuore, che in queito 
•paiio di: tempo: nOn, avcva quasi mai abbandonqto 



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V amnulato , ivuto r>guat<l» alia «MtitatioDe del 
wggptto. Mo stato in cut li trorara 1' onentai ai 
dolori di venire, ai poiti tut, duri, latcio che 
dessa continnaue fino a taoto che i poki diYennera 
iiMiis te«i e mcno ccthtratii , la (iioaonuB del ma- 
lato si cambib , le labbra impallidiroDO , si preten* 
larotto gli ibadigli ed ima carta tsMiua, indiij tntti 
di un noQ lontaao deliquia Altora si peDt6 ig\i 
ad arresiarla, ed oitenne di' leggier) V iBteaio me- 
diante 1* applicaiioDe di filacce imberute iti acqoa 
fredda. 

Eravi luogo a liHingarri cbe qacMa BOttraaions 
di sangae calcolaU di circa >ei libbre, laUto di ar- 
lerioao e di Teaofo fotse riiiscita sufiBci«ate onde 
abbaiiere 1' csisieate iDfiammazione. Ma bea altri- 
meoti andb U cos» , mcoue nelU noUe dopo di 
avere per un liugo tratto di tempo riposalo, fa 
a&ialito da dolori di Teotre piattoslo forti , e da 
gagliarda euoerbazione febbrile , i poUi >i lieccita- 
roDO, si fecero t«i ancora e vibrati, per- cui I'at- 
tento asiisteDte sul fur del giorno gli levb da un 
braccio- otto once di sangue. Nno . avendo avotn 
eracuazione alvina di sorta , , ed altronde non es- 
■endo gran fatto teso il ventre « conUnab ne' pre- 
scritli rimedj. 

Darante la giomau { 25 gonujo ) ebbe qaaUra 
scaric^e di mat«ne ptJtacee, gi^llaitre, fetentiMime, 
eenza cbe- itiln ferita, a notivo della screpolatura 
dell'inteiliDO, nulU usciue di 'fecale, I dalori con 
tutlo cib contiauavano,' i poUi >i raaDteneraBO an- 
cora duri e tesi, cominnava pur« lisentita la feb- 
bre, cd il Mogoc atratto 'merc^ il wImso prvMU.-* 



^cb, Google 



tava colenna sulla supcfficie del crassamento , per 
le queli cose «i tevarooo altre otto once di sangue. 
Ad oDU dellactHEanca nellVoso d) rilfalto ener- 
gico meiAdo (tniiAogfttka e debiliUnte, ^tifauartAi* 
g\i accrnnntt siiKomi anche nella notu ; eit nSser^ 
Vandosi cSie nou cedevino, v«niie tstilullO' vVrso la 
tuasa iioM unteno iaUtso dt lei tfnce di saiiguei 
Nella Kguealtf mattiDEr ' ( :<4 geRnu|a ) seDonda 
dalP opVraEione, si (rov6 cbe ta febbre era nitf , i 
pbbi metio irtitati, i dolori prcssoche svantti , il 
venire molle, e le acaricbe fecali frequcod. Id q'nCJ 
m> stBto Isdevnle di cose si coofiaud a far Uso <to 
gli stmti rimedl int'erni. Sulla sera oj^ervosti qual- 
cbe esacerbatione febbrile, -1 dOlori di ventre' ricom' 
jMTiMno , il sbcena si rfiiuse, i poUi di 'nnoVn lesl 
e Tibrali si fecero. Si pratic& nn quarto salasso di 
cinque ohce, e i' inlcttarono a nfidor disianca di 
-prima i tlisieri ammolUenti; 

Herci I' nso di questi "i^edi I" itifermo 'evacuft 
mohe feccie poliacee, dopo di die prtee un poc4 
di riposo lin verso la nmcanOtte , nel qnal tempo 
dl nuovo inquietato dai dolori di Venire, obbliga- 
rono r assisiente a levargK altre cinqiip once di 
nngue, da cal Un pronto sol^ro, metitre betatOsto 
i dolori mitigatisi , riposo fino alia mattina ( iS 
gennajo ) ,' terza daU'operaztone. Esaihinati i poisi y 
ritcontrati'dess! resisletili ancora e vibrati, il sanguc 
estfatto col salksso cotennoM , ed accatando' I'am-' 
malato dolori alh feriu ed al v^entre^ ordiirii U 
profenore una .niMra misritnie di Mngae ; niiHr 
cambiamenlo nell'tet^uo odesierao trattatnenio. Si 
IvraroDo soliaaio dall' apparsocbio dHla putt ope- 



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cau le compresse r e quelle fiiacck che bcilmeata 
(i staccirabo, soprapponendovi im catapUima am* 
tDbllieDK da camlnani ogai tre ore, onie facili- 
lune il duucco, e calmare i dolori cite 1' infermo 
prorava nella ferita. 

II giorno 36 di gennajo tuUo ptogredira beaif 
simo} apeito era il Mceuo, i ioloii di reotre svf 
aiti ] i pobi molli e tranquiili. Si levaromf dalla 
feriu quelle fila chf nel precedente giorno fort^ 
nente ri aderivano ; la piaga era ud poco inftam- 
mau , e 1' ofouiu) si era ritirato nel ventre per ua 
buon poUice. Si medicit la ferita con una &ldella 
ipalmata di nogueoto cerato sovrapponendori ilca- 
taplaama di pane e latte. L' luo iiUetao dell' olio 
di ricino, i clitleri, le fomeatazioni li cDotin^arono 
sJQO al giorOo 3i di gennajo e nano dall'operaxione. 

Nel decimo ( i Cebbraio ) ti toitituirono al cala- 
plasma ammolliente le fontentaiioni d'acqna vegeto- 
ihinerale; si tralasci& pnre I'uio dell' olio di ricino, 
credendo che pouue baitare qualchii clistere a Dian- 
tenere obbediente il ventre. 

In undicesima ( 2 febbrajo ) si osserrit che quel 
monconetto dell' omento si copriva di . bottoncini 
carnei ; ed essendo quesU I'epoca opporluna per 
cominciare la di lui cauterizzaEione , lo li aiperse 
di polvere di precipitato losso, misto all'alume ab- 
bmciato J sovrapponendovi una laldeletta spalmata 
di unguento semplice. L' escara noa si iiaccit che 
dopo tre giorni, il giormo 5 cioi difebbrajo, ed al 
di lei disucco si vide uiw abbondante e bnoni^ suppu* 
raiioae in un con una notabite diminusione deU'cMoeDr 
to. La piaga fu iodi medicata colle fila asciutte fino 
al giomo dtciottetiinp daU' opecazione ( 9 febbrajo ) 



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S9 
11 giorno sussegaente si fece di nuoTo tuo del 
|»ecipitau> roslo-, il quale talora solo, talora misto 
air alume fu adoperalo per molti snccestivi giomi. 
Finalmente con qaelcbe strisciata di pietra infernale, 
e la medicatUra asciatta, nel cinqdaatesimo quinto 
giorno dall' operazione (i8'marzo) la guarigione 
fu SI compita da nou abbisogiiare quasi di cinto 
onde preveoire la lecidiva. 

Ri/lessionL 
La liaea media longitudinale del tumonc eraiosa, 
tMttaadou di ernia scrotalCj i la strada }& pOi si- 
can, cfae pcrcoirer possa il ckinirgo ncl peDetrare 
col laglienU oode acoprire le viycere conteonteTi 
II cordone spcTmalico alcuna volta nelle ernie an- 
Ucbe e Toluminoie'si decompone^ td i snoi vasi li 
portano succeHivamente ai Uli , e fiu ancfae aulla 
fiaccia anteciore del tumore , per ciu te si deviaisD 
dall' aGC«iaau strada , si corrcreUw rischio d* intac- 
carli. Questo fu il motivo per cui nel cMo nostro 
si e owervaU e 'costantementc osservasi scn:^oaa-> 
nUDte qnesu regola dal nostro esperUssuiio «linica. 
Accade quakhe volta che nel sacco erniario nan 
si trovi acqna; il pib delle volte perb eua nan 
nunc*. Nel prioao caso , se il chimrgo nan operti 
COB grande prccaozione e con mano sospesa , pab 
facilmenU oflendere i visceri sottopoiti , perch^ il 
ttceo erniario sta con eisi in immediato contatto. 
Ma afiCatto al sicnra-^li non offendere le parti ncl 
facGo conlenale non i sempre 1' t^ratore ancbe 
qiuHidD evri acqna nel sacco. Se egli lo incide in 
alio , K I'acqua e poca, pub trovar tubito di sotto i 



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3o 
Titceii, pcrclio- 1' scqua si e porUU nel (badodel 
lumore , non coi't quaodo ve oe .ha luojlu » trovaor 
4(ueDe in allora non tola uelta parte pOi bassa del 
ucco, ma ben ^nco nella superiore, e le pareU 
di questp vcDgano in dal modv aUaaUnate coi coa> 
tenativi viactri. In (jiieslo cato b«n (L polrebbe U- 
glure il. aacco itDpuaenimte andie in alio ^ ma sic* 
come non i cosa di liev? momsDM, ami impoiUi 
bile il precisare la quantiih del fluido Del sacco 
contcRuto ; COS! e |yadenz3 ancbe qiiando si hanDO 
iadisj, cbe re nd tiamolto, V ia^iMlo. nella lua 
ptnrte ua poco inferiove, e que»ta k- appuvlta \» con* 
dotta lequ(a nelta presenU osservKdone « quella 
dte viene da 1 n astro clinico racconandata. 

Si e dutto: cbe il sacco erniarJo il»n veaae spac- 
cato fina al macgioe dell' anello ingamale) ma ub 
poUice circa distante da eito. Rilef^tHsimi vaa< 
taggi emergerM da -qacsta pratlca ; pvlmitvamaiM 
si ha. una gnida per <brig«re il dilo, oode scoprire i» 
csislODo adcrtiMc tra U parte ptu alia del sacco ed 
i-..visceiii ; in.seooado- luogo , quando ^si-deve pas- 
tarc.a tagliere-lo stUBUunenl«,tioiisi i imbaraa- 
zato neU'iDtrodurre la. »nda aWa^ai'ii oorre ri- 
achio di iniH>duda Ira il GoUo:digl taoep e Him^o, 
e di incidcne qnost»; nel qual C3io> m Iq strouaoaanux 
& fai;.o dot. coU« del sa<;cs , deuo nop si loglie* 
Gooaervando all' mcoQlro na peoaa di aacco non 
incisQ si inttodiuioao can sicaresnt gli stromentt 
tia a co\W del sacco a le visoere, c! si HberanA 
^editaraeote d^o stroOamentoj tanto fih poi «e bassi - 
r avverisnaa tanto inculcata dal oostro cspenissimo 
clinico di trarre in fuori alqoanta i leinbi dell' a- 
perto sacco. 



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Siixome accade in praiica di ouervare clie ma- 
laliie , 1e qnali apparicngoao ad un tal geaeK , 
non sempre si preMOtino lotto I' uLeaeo- punM di 
vista e cogli slessi fenomeni mofbogi, coei ne vieoe 
per legittima conseguenza, cbe i metodi adop«rati 
per la comune di quelle , non saranno applicabili 
alle kiro varied. Ub liuninoso eiempio di queita 
verit^ lo abbiamo nel preseote cua, s\ riguardo alU 
esndinonii nolle quali si trovava 1' onentOj conw 
rapporto al di lui trattat&enta diverW da qoelld 
che avtebbe DseritatOi se « toate presentato Oelh} 
ttato, in cni tforasi' ctHpunemeilU neHe etnie di 
qnetlo- genere. 

L' etpertisgims nmiro dinico quando aoh con* 
viene , 6 noo i potsibile iolrodurre 1' •mcnto nel 
veittre (i), lo laKia nel tacco erniari&i, e- ccduti i 
•fntoini f iofiamtDazkiae della feriia e dell' •ooMnloi 
prcsentaDdoii:qaetW coperio di granulazlone , lo 
alt«coa> cogli eacarotioi , ed in qneiio mtxht lo di> 
Strugs Ma in quictto caio , le quella stiaordiparit 
maata d' oraeDto ami goiflo ed infiaramato si fosi* 
aUiaiMlasala n«L aacco efniario avVoIla o no in an 
p«iin«UnO'Bpalinaio di uogutnto ceratoi com sartbbt 
accadutor L'inflanimazioDe veemtnte tanto deir«mcnt» 
ftionucito 1 quaoto di quello- cbe em nel venttet 
■KHi cfae qnelU dal ventncolo ,'cha i cod etBO is 
iilreltisaimo i^poito , e degli iuleilitii , non la- 



(t) Volpi , Saggio di Osserv- e di Esper. r9» 
dico-chirurgi , voh I. JUiUmo ■presto . Siaspeny e 
Buocker, fSii ' 



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rebbe stau frenau dalle Mttraziooi languigne, uni' 
Tcrsali e locali, ne da tuui gli allri debititaati , e 
r amnwlato nel primo ca^o segnaumente >ard>beti 
sicnrBinente pen) a to. 

Scmbrera fane a talnoo qnesta proposisione al' 
qnauto avaiuaU; eua noo i per& seaza appoggio; 
« se iiD coUl poco appena vorratsi rifiettcre tul 
caw coDcreto , non si UrderJi a rilevare , che sc i 
■tato' ttifficile i1 combattere coi salaui e «Dgli altri 
debilitanli la tempre, direi quasi, ripullulanie infiam- 
maiione, bencbe si fosscro perdute circa. sei libbre 
di sangae, di cui la maggior parte arterioso ; difSpi- ' 
lissioao e fon'-anco impossibile sarebbe ttato senu 
di qutfiu il lalrare 1' infermo. All'opposto, siccome 
dalla recisione dell' omenta ti era iicnri d' nna ■!>• 
bootknte emorragia a motiro della dilatazione non 
naturale de' suoi vasi , cosl sf potera sperare di 
■pegaerc I' inrendiu iufiammatorio , cbe era gii ia 
curso. Mi si dirk forse cbe I'trriiazione portata ddl-' 
r inciiiode avrebbe potiito accrescere 1' infiamma- 
sione. Ne convengo pienaoaebtc , se segueado il 
coniiglio di Richer e di lUonte^a, si AMsero im- 
mediaUmente legati o toccati cdd qaalche fttltico i 
vaii cbe' gettavan saogue ^ qia siccome 1o scopo 
del nostro' clinico , ncU' esportare 1' omen to silii 
di dcttare medianie tale ferita una salatare emor- 
ragia, cotl 1' irritazione dal taglio prndotta, vetme 
riparala act usura dall' abbondantc perdita di saa- 
gue, che siciirameate ne doveva essere ova conse- 
gOenza. 

Si poleva forse temcre che qaesU emorragia si 
&ce*se ml ventre, se libero 1' omento dalla stroz- 



t,CoogIc 



33 
utura e niente ader«nte al sacco , dtetro cjualchet 
movimeulO'deirammalato, e segnatameote di ere- 
zione del troaco , si foue retratto nelV addome. 
Calcolato .per6 atiche qnfcsto possfbile %ccidente , si 
laspiarono due biioni pollici di easo fiiori d^U'anel- 
1o, oode qualaaque retruione awenissene restasse 
fuori il Umbo cnienlo. N£ solo per guarentini da 
queslo possibile infortuDia si e eseguita in queiLo 
modo T' operasione , ma eziandio perche il lembo 
cmento dell' epiploon essendo net (acco, nen i cosl 
ficile che ad esso aderisca , quhidi pah pA facil- 
tnente retrarsi successivamenle , inentre tU' opposlo 
vcaendo taglialo raiente 1' anello con maggiore fa- 
cilita e piu presto adcnsceaidi luimargini, quiodj 
la retraziooe dell'.omento e minore, per cui inco- 
modi ulvolta De vengono al malato per lo slira- 
mento ia basso delio stomaco e dell'intestioo colon 
trasverso. 

Alloraquandp si oiseryii che i polsi si alffaastavano, 
la fisonomia del lualaM cominciava a Jeprimersi , 
le labbra impallidivano , ed i frcquenti sbadigti 
annuQciaraDo un noa IoqUoo; deliquio , si gindicb 
doversi jircestare 1' emorragia. I mezii proposti ad 
UB .tal fine , come la legalura , gli stittici ec non 
erano convenienti al caso , perchi avrebbero potnto 
colla loro irritazione in qualche pane benche pic- 
cola distruggere i di lei cITeiLi beoelicij per la qual 
cosa limilossi il nostro cHnico ad applicare sull' o- 
meoto delle lilaccie bagnate nella sempljce acqua 
fredda , e mediante una tale applicuione semplicis- 
sima vennc la comuoe aspettazione coiii|deUmente 
soddisfatta. 

Afbau. rol. IX. '- 3 



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Si ikse cbe 1' iDtestino (crepolA nel ceotro di 
qitclla macchia che ciudkoui gangrenosa , e ctie 
Tcnne desin' nnUa otunte istrodotw nel ventre, 
iaWa ■cfopolttiin fvi dirraiq>eito all' aperlura del* 
ranello, ai1)nG&i< lie imaurie fecalt liberadiente fa#ri* 
d«I renlre Qamtto, in CMO.cfae per eue vi irMrai- 
aeio iin facile pauagglo. ITieDte peri -di fecale nel 
to^tto luoceaMvo del tiatLanaenia esienda . dalla fe- 
YtU Mirtito^ e Una i1 uippomi che 1' iafiamdasione 
ittnujcbeproimrtt il facile diitacco dell' escareita 
gangrentM, abbia fiUo ia quel luogo aderire I'in^ 
testiDO , all' inKammalb omenio cbe gli sUra a 
coDtalU, e coal sian maateData la conliBirilk del 
tabo alimenUre. 

Pacni dal liii qui eaginslo poteni^ dedurre, che 
ocwrrono nelU pratica dei Caii, nei qurii i pre' 
ottU abbeocb^^ dalU eiperieaae MnaoMiti , non s«d« 
■empre anuniuibilij e che >i i appunto .jo qnettt 
fran^emij dove fa biaogip che il ^imrgo aia im- 
bevuto di f ani priaci[^ , poMegga un rftfliaato cri< 
Mrio ,'t aia pronto « oello luaio tampo fermo di 
mente e di qhdo per Mper*. al<fnomeato appi^i^rai 
il pUl opportaoo etpedieate, onde non ve^gA mesn 
ia pericolo, in tm colli riu dell'operaus la ripnta* 
■itine d«U* opcniore. 



^cb, Google 



STORJyd e rogionam^nto intomo al ua- 

juolo UTTiano fhe ha regnato ne2' i8i6 

. nel tUslretto di P'iqiana, ui confronto 

del vaccina; di Os VjiLkzzvfl , dotttor^ 

. di medicina e chimrgia ec,' 



vJoninciova appena qnett' anao, cbe moiti mor)»i 
dantenutici iQonugioM , dopo atoahi ntostrati va- 
gamente nell'antio decorao, inoffero atia'ccrado 
pericolOsaiBeDte molli jadividai , ed alcuni anche 
uninazcHiidone. *. 

(ill accatlooi , cbe ia molio numero Mcscro id 
qucsi'.aono ad iaondare le uottre piaanre, c« gli 
avraa fois« arrecMi , e ,fon' aoco pottati ci farono 
diii varj popoti straofieti , die nella noitra Italia 
trassero le vicendb di goerra , la quale vieae aeiQ- 
pre , ^1 dire d^ ua pratico illuJlre , in c«nipa> 
gaia, od k foriera di molte e desolanti taorbwe' 
affeziooi, ^ 

"^i funiDO ^ mviiii, credo, dbpotti a rlcereKe 
le loro prave inapresiioni dalla condirioMe Biinotfe- 
rica ^uk ehe mai venat^le in qoeii' anno , « fone 
tiicora dal gaHnciaiio , da cmi tMnun povera in 
iipecie ne andii eseiHc. In qnatunqiie BKido ^gna- 
Muo, cil impenreEtarMie eni, e'ffa e»i legQ&j ed 
ipiperyeraf) yure I'ambo Tajuole, cAnu(A4 li na> 
triaca eruui gcnerajt ^nnaaioDeobe potetae dalls 
vaccina euefc nlegato- nel norero 4> qiu^ norbi , t 
quali per nient'ahca a oei wn noli, ae .noa perclie 
di eHi oe fa menuone alcuu antieo tcrittore. ' 



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36 

Cosiftato iiiaipe(Ula avvenimcnto iiDprime nef' 
I' aititso a tuiti molta inquietudine. Si alterano, 
si accresrono e si canfondono i fatii , alia scorta 
de' quati piiii) spto la. vcriUi risplendere. I nepttci 
di codetta avv^turata operaxione, 'cbe Te ne furoDO 
pur tempre , alUmente declamano coniro di essa, 
alcuni tra i iuqi faulort noa Mano p'iii sottenerla , 
il Tolgo inlUuorito ricuta |con mag^r penricaccia 
la sua prole. alU vaccinaEione, e la scoperla,di 
Jennar li^tanto la ^& imporumte e la pih ulile al 
geoere lunaos, h nwssa in dnbbio rJspetto alio scope 
edalfetito, e ne riceve leosibile e grave detriments 
In tale slato di cose deve ad ogni boon medic» 
correre il debilo di ricbiamare a serio esame t' av 
TfiDuto , scoprire , ^r ffnanto sia possibile , la ve- 
rity i e qaindi nu4a senxa prereiitione presentdfla 
a qiietle Msgislratare , cbe dal GovernO sons alia 
prosperilk pubblica dcstinate. Dal canto mio , pe- 
netrato dalf impot'tanza di questo dorere , mi sono 
fB|lo a ridercace ; per quanto le mie' foize il per- 
mettevBBo, come abbia il vajnolo- umano fra di noi 
lerpeggiato , e quali ne fiiroini' i motlvi , quaqti , 
e quali siaao veramente gl' indivi^i cbe ne rima- 
Kra affetti. Se io abbia propriaminte toccaio lo 
SQopo cbe mi aono preiitso , pasauido a rassegna i 
fetli e le ragioui die espongo, lo' giiidicbedt la 
Commiuione Sauitftria ProTJociate, a cai umilio 
codesio mio qiialuDque siasi Ikboto. A me certa- 
aKOte sembra di riscontrare .rerit^ nelle mie ncer- 
ehei * ™' leokbra ancbra ,che da esse emani onore, 
anzl cht ducrediio alia vaccinaziooe. 



i,z<..t,CoogIc 



»7 
Eravaitai) pbco oUtt k meUi H maito qmndo 
comparve il rajuolo natnrale a san Uatteo (i) , 
una delle pifi lontane fraziooi di questo dislretto. 
Attaccb dapprlnu due faDciulU Saccani della Bar- 
tia, che puato non erano ttati vcccinati:, e qiiindi 
per C(Hi dire, portato tulle ali deH' aUnotfeca , si 
difftue rapidameDte a iiio)ii. altri mdirtdni, alcuni 
de'quali molto loDtani e aenza apparenli rapporti 
di cooutiDi/ o dL- comuotcazione coi ptrimi. Pi!i 
di vcnti ipdividiu vennero in. meno di qaindici 
giorni attaccati dal vajuol« ,naturttle,*e ;ie la vacci- 
nauQiie, la quale ■> esegul dal dottor Orii di Ciezalo 
COD la pi!t gi^ode, soD^cimdine, non avesse tolto 
a codesto morbo il luogo ove posarsi , avrebbe 
as»i piu dilaiati i suoi coQfiai. La raaggior parte 
-^degli afletti oltrepaisava 1' ^ik ApW adategceUza , ed 
atcuni pochi avevaufi paniao 1' ela maggiore di 
treat* anni ; segno e prova la piu sicura, cbe la 
vaccinazione in queiio, paeie er^ stata assai trwcu- 
lata per Id addieU<9. Quattro fra eui , due altri 
Saccani cio^ , e due Negriui, vennero altaccatl dal 
vajuolo Btabo tecminato appena la vaccina, la quale 
•rati moUo (iacca in essi mbstrata , ed avcva per- 
corso le sue fasi costiluzionali assai leotamente; Si 
appicctt pure il vaJHalo a certo Rondellij in cui li 



(i) Appcna comparso il rufuolo in quesio luogo 
fui cold spedito dalla cessala Mutticipalitd,onde 
verijict^t la cosa , c dare le opportune provvidente. 
Ehbi dunque campo e debito di raccoglierc le no* 
tiiie le pill positive in propotito. 



^cb, Google 



3» ' 

rinTenaero appaienti tracce di soUertaTaninaiione; 
tofferu , come egli atseritra ^ dieci anni addieiro. 
Gone il v^nolo natural* in genera assai benigna- 
laeute, ttn il corio di,esao ne' vaeotnati fu bltre- 
fBodo benigao e corto, piecipilando le faii de' Nioi 
iladj , ft flmisimfr qtnlla- ^ell* e^skcaiione. -NeasuD 
ijnortD vi ebbe, ed In neuntiti ri&HHTO tracce mor- 
boM o defloHni delta praceduta pustulaEioae. 

Ciib lia delto e di vein ri^tt6 »\ vajaolo natu- 
rale di sab Matte<D,'dove regni iti un mtido molto 
pih epide|nJcB*cfae itt altro tfto. 

Finiva io in aprile la TacdnarioUc A. Gaialetto , 
picciola frazione di Vilk SalJna , e vKcinava con 
eiito pifeno tra i molti uq' iirtera famigtia di sette 
figli, quartdo in ana gioranetjla della ilMM.fami- 
glia , che per afiari domettici }i era pocbi giomi 
prinu ddt'innesto trasCerila A lan Matteo, ed in 
cdi U vaccino-, swza etiera *pario , £iito arev^ un 
Gono duai lento , appaiVe lul finke di qnesto il 
valuolo nmano precednio da tre gtei^i ciKceHin 
di lenu febbre. Compl egli il mo giro in nt^no di 
otto giomi, ed efaicci piecipiloiamentft La puitu- 
lazione fu rara ,« cotanto benigna, che la giovine 
iafenna Mb giacqVe appena due giomi a le(tO. 
Da ena non li diffuse.)) marbo a neMOtto. de' snoi 
fratelli , comedii per mio ordjne foswro con essa 
in costante comunicazione. 

'Taeqae ^ tfllora in poi il rajitolo nnuno nel 
noitro ctrcondario tins at ctfminciar del mese di 
laglio, in otii'ricomparve in lUi' fenciullo di settc 
anni a Viadana. Siocoue qAeslo gioyanAlo, che 
si cbiama Giovanni Mauini , h orftrno , ed i it 



,zc.bvGoogIe 



proieutoBc pitocco ,- c6A lMini(^o afTatto esiten<]« it 
Va(uolo , pati a iim piaoimento gjrovagare per 
molto tempo nel paese e fuori> prima che li praticat- 
tera a 'mo rigoarda quelle misaK che tenelono ad 
impedire la diffiuioDC del jD6ri>o. 

Qaindici (^otbi dopo renae pmo da vainolo an 
gloTiDouo dflU' ctk di mntldus anin, gartone del" 
■'orloUno Gradella, che dene la »na aMtazione 
nello stesto quani^e , in cui eailte pore la stalls 
dovm d'. ordhaai'io ricoverara il pitocchetto MaMini. 
CnraiQ Godest» infenno dal itaio eollega doltor Sdr- 
torio t moil inopiDalBmoate Bel settJrao gioroo di 
»ahttt«. 

Quiadi ammali di vaiuolo Laigi Pe»ci , aliMante 
ID un caMinaggio della ponocchia di Cogono. Fu 
tniltato e- gnaiiie dal uio c^legD dottor Gaxzapi- 
iw , n quale ni anicufa c^e la nalattia cone in 
Msalni asiai benigDtmmte , c mi asaicura anco'ra , 
ehe vaccinaii nel Mmpe slesao due di UifratelU 
minori, rMtEtrooo flKvi ditl contagra vdjuolmo, seb> 
hi^n per qnalche tempo nel la atesta stanEa co^i- 
tuWro. Ma da emo pert) si altaoc^ al ^giovane suo 
padrone, tignore 2<anet(i di Gicogaara, (^ fti ou- 
rato dal Aoii«tvGhid4ttta. Nannno kli codeiii ultimi 
qaaUro lofermi,' lo asacriano di ecrto, wa ilste 
preccdentcmvtiM TBCCtRaio. ' 

' Ecco la- Kri« mmerica frattatKa del faiii so- 
Traesposti. 

Viebbero JB qaest* aano nel nouro vatto cir- 
condario Tenlinore infermi di vajuolo arabo, quasi 
tmil oltreJMsaUi arcodo fetk delta fanciHiletza. 
VenlUre fra «Mi , da quanto risnlta dalle piii ac- 



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curate e ticurf iodagini , into er>DO stat) in alcna 
modo , ne in algan tempo vaccinati : cioqiie si 
ammalarono At vajuolo arabo appena termioato i( 
corso della vacciaa , la quale , come 'gia diss! ^ 
•rati in e*si motto leau ibostraU , e ad uno fiaal- 
meote si attacc^ il V^uolo naiotale, sebbcne asse- 
ritse di etsere stato dieci , o dtidici antii addietn* 
vaccvnalo , facendode ' rimarcare in ambd Ip braccia 
"tracce viaibili, « sicure. 

A bea rifleUere isttmio a ccxletti fotti j parmt 
die i primi di essi nou %i prestino ad alcuna raw 
dica rideuione * se noa cbe sembra die .questi mal 
avv^uti infermi , i quati per delle viste mescbine 
o superstiziose I souosi sottratti alia vaccinatiooe , 
tiano stati poi' dal vajuolo mnano riceh^ti; e tro^ 
vatr qua e 1^ traiqmtzzo all' iauaensa turiia dei vac- 
cinati, onde se^ipTe piii dimostrar* Ate F umana 
razza deve in un modo , o nfiU' allro pagfare il 
debito, cbe da assai lungo tempo ba contfatio 
verso codesto morbo,. ed inducono in pari tempo a 
dobiiare.cbe mancando forse ;a codesta malallia il 
luogo ore poiarsi non avrebbe dessa fbne mai pi& 
fra di noi allignato. , 

Intorno poi ai cinque, i quali vennero attaccqti 
dal vajunio arabo J appena idte la Taccina aveva 
in CBSoloro terminaio il sua cono, molte e varie 
generali riSesiioni mi ricorrono alia mente cbe 
Te'rr& mano mano additando in ordine , ed in ra- 
gione d^lla. forza di pfrsuasione cbeaopra di me 
stesso ^etcitano. Des»e si riferiscono alia preesi-. 
■tenca, b coeuslenza del ,vaju^ umaqo col vac- 
cino in bni di eprdemico pr^ominio , elta poisi- 



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bile attnaW alteraiitme ', o illegittimitb del ptu vac- 
cino^ in cono, e finalfnent« atl' tmporfslto ptrtar- 
b'amealo o mutazione del sistenurtaniniale ; in fbru 
di cui non poteva che ia parte enere esclpsa 1' in- 
vulnerabilitk del titietn* itesso all'aEione «oatagi<Ma 
di sioiil genere. ; 

' E primamenlb io credo dte il vajuolo 'nman* 
che regDAva coititaiionalinente fosse gi<t nel s*to 
stadio di deliiescenza in codeiti indiridai , pria di« 
a loro >' iniiestaBse it vajuolo' vaccino , il quale se 
DOD poU iinpediu intterameDte lo sviluppo del 
prinao, poti alS^ifo mioorarne di molto il vigoret 
Deve ad' ogni buon medico esier nolo', dopo . 
qiuDlo tn Daiato da Sydhmam,-6t che sia capacc il 
pFedomlnio epidemico di un mprbo qdalunque nelle 
ahre morbose tporadicbe alTeiioDi, sebbene di genio e 
di forme aflallo diverse. Ove una malattia regni 
epideinica Mmbra cbe i di lei principj costitucDii , 
o meglio ancora le cause geqerali cbe la produsse- 
ro,''impriaiaiin nel sistema animale una certa tal 
quale attitudine , in foiza della quale le attre ma- 
lailie che a caio licorrODO , factlmente ne veitono 
la forma , e ne assimioao. lalvolta persiao la base, 
cbe che siatene detto recentemente da un celebre 
rooderno scrittore, Una gastro - irritaiira che ora 
doniitiH epidemka tra di noi presta di modo la sua 
forma alls aulunnali intermillenti cbe intercorrooo, 
che arriva penino a sovvertire o albieno a masCbe- 
rarue tl loro regolare periodico andaiAenlo. Qual 
maggior prora e piii chiara al mio assunto ! E ri- 
snlta poi in laodo indubitalo nel caao noatro che 
il principio coata'gioio del vajuolo uniano fosie gik. 



^cb, Google 



4> 

dsKtescente nell' econamia aninule H coJetti Ctnqiie 
infermi , dappMch^ eisi , teconio le indagini fatte 
da aic , e dal doUtor Oni di Ciaolo , erano g}\ di 
Hial BiBon e di mal mttrt, qmttro o cintjue giornt 
prima deH'iaiietto vaccino. Seni^ questa idea- di 
epidemico pred«niaio, e quindi pnesistcBEa del 
rajuolo umaiio, mal iaprebbesi reodtr tagione-, ovt 
' non li voglia far cam di akmii altri motivi che 
accetmerb pi& lotlo, del'percbi fra cento raccinati 
due o tre >oli , per eMnipio, siasb quei^ anno ti-^ 
masti attaccati dat rajoolo ymano, 6 ptEi prcdaameaie 
ftl nmtra propoiito pertiit fra lette rratetli e Mcdle 
che ebbero bnono e vigaroso vaccino una tola gia 
sUta attaccata dalt iimano , ed appobto qnalla lol- 
tanio , la quale qualcbe giorno inaanzi dell'innesio 
erisi recara dove costimrioDalmentC r^nava il va- 
joolo uniano. 

Eesterabbe ora, ritenend« per ioconcuHe le leggi 
che legnono i mlatini aM' intaccare I' annnatc w>o- 
nomia, a riceroare ed a dire, peridii poi il va- 
}uolo nmano , che era ia giro in codeiti infermi , 
non abbia impedito to irilnppo del vaccino , ov- 
vero perchi quett* ultimo non abbia ■U'Oiialo it 
primo , H quale , come >i dine , non era per anco 
divepnto in eui .costituiionale ? 
Come ognnn vede di leggiert, le ricerche a questo 
iropoiito riesdr devuao aiiai' difficili e icobroM , a 
;uanto *i potrebbe 'dire non oltrcpaiieria la sfera di 
ante ipoteii cbe >i tcristero e si icrivono su cocals 
rgomenlo. Cib che vi ba di cerlo in cotesOKoicu- 
iuimo negoxia ti i , che la foraa rispettiva coota< 
[i«a dovette reciproCamente eKdcrti percorrcndo 



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48 
m corfo' fiaccn il vaccina , eJ no corfo liravissimtf 
1* arabo vajuolo che sopraggiunae. A qnesta iosaffi' 
cieote imperftitta aziuie <)ei doe riipcuivi -coBlagtj 
attribuisco io, come si.veiM piil chiuo Id tegnito, 
fih die a tiil[*altro la ■optavveaieaia di una di 
essi , e mi compiaccio di coDsiderare cadesia feno- 
mcno cQme un scgaito della statu aiioDe morbosa , 
o , per dir fih chiarameUle , la proluiigttzioitc della 
stessa malallia. Eswndo dcboli kifatti le riapetlive 
azioDi dei due contagi suit* ecanomia asimale , vi 
Voteva,.H qsaSlo parlii , U cooperatione d' en- 
traniM per indurre net Eistiema caun«0 ( giaccb^ 
Hon dere essere che T oigano cutaneo cbe si presia 
a cootinili allerazioni } qaella late mtttatiene , o 
qael lal perCctto tHfbameaio (i) , in vinh del 
quale I' animalc viene protetio da no nnova con-- 
lagioio atiacca di timil (jericife. 

A ginsUmente ponderare U co|a per&, aocbe in 
codeite acontro d' aaioDe , il r^^solo' arabo dorette 
euere socCombeste , ceihito aveudo la pftttiinenza d{ 
sviluppo al vacciuo , s^bene ¥ ullimo arrirato piii 
tardi in campo. Che U forza del vaccioo poi »ia preva> 



(i) Cota tia codetta muia^one o perlurbamenlo 
to fuM lo so di oerto , come non arriverA a sa- 
perh colui, cui non foue per piacere cadestamia 
idea. Intendo <f iadicare con codesto vocabolm tfuella 
tale aiierazione che indUcooo nella macchina aU 
eani contagi, merei la ^uate la macckina si rfttde 
m seguito itwulncrabiU all' azione delio tUsso prii\- 
clpio coiUagiosoi 



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ft 

4eqte in confroBto A quella del' naturale , vieno 
dimottEato in un modo awai chiaro da una espe- 
rienu non ha gitari da me iotrapresa. Av^ndo ri- 
mntato una pari quantitk di pus v^ccino e d'uma- 
no, r inCBrma.che fu coo codesta mijccia innestata 
non soffene ^che on lento e poco pronuociato Vac 

Ecco ciit A' to peaio intOTDO a1 predominio epi- 
deuiico ,' contagioso delle malatlie ^ e quindi piii 
precUameble iDlorno alP isflueDte preesiitenza del 
vajuolo arabo col vaccino.TDisceDdo ora ad esporre 
alcuD« altre generali nflessioat , le quali Don solo 
possono aver rapporto ai cinqne falti leiti pijesi in 
esame, ov« k anzidette ragioni don fosserb sofli- 
cteoti , ma ancora ai nolti altri che si vanmt pei- 
ogni dove su codesto ar^meoto susurrando, i quali 
meriiano pure ad ogni modo quakhe oredeuza. 

Mi si presenta per prima alle mte ^ ricerche 1' at- 
tuale qnalitk inlrinseca del vaccino ia'confronio 
della primitiva. Tanto se io voglio aver riguardo 
agli effeui che non motto iufrequenlemente oca 
produce , quaato se pongo mente alle cagioDt che 
possono avervi oonlribuito , io credo d* aver delle 
buDDe ragioni per lospettare chr. codetta qnalita 
intrinseca del pus vaccino sia in qualcb^ modo, ora 
alterata. Se li riguardano infatti i risullamenti che 
la vaccina altuate produce sul gistema animate vi- 
venle , credo che ogni vaccinatore di buona fedc 
Torrk di baoQ grado concedermi e»ere eglino motto 
Hiversi dai primitivj. -Chi vorr^ negare che 1' inne- 
sto vaccinico non vada ora molto piit spesso fallito 
di quel che solera, e che piii iactle e piu frequcnle 
BOD DC risulti on la spuria vaccina 7 



t,CoogIc 



■ 45 

E Fispetlo alle caaie , e opinione comune , dopo 
qnanto -venne scrifto da Sydhenam, che alcuoe po- 
tenze miasmatiche considerate in genere Bceroano 
nella loro azione iipecifica , p li alterano Col lango 
andare del tempo. II virus reoereo, U yajuoloso, e 
qnello ancora del morbillo e della petecchia hanno 
d) molto infievoliu )a loro aiioae , di modo che 
non praducoDO essi , com« per lo addietro , queglt 
efTetU che < erano soliti produrre. Non i fuoridi 
luogo adunqae che in torza di codetta riatnrale 
tendenta che hanno i miasmi md allerarti -abbia 
anche il raccino legnite le steste leggi , tanto pi& 
per esser' egli uno di que'contagi, che da una 
^ecie di animali li' trasferisce all* altra ; passaggio 
che importa s^mpre, come fu detto da Marc e da 
Prielif , , minoramento od alteraiioiie net modo di 
agire del contagio , appunto pcrchi esso lone nop 
vi pasiain tntta la ina toulitJi e con tuite le sue 

Si nota , e si osteira tuttogiorno dall' agricola 
veramenle osiervatore, che le semenii esotiche trai- 
portate nei nostri campi dopo aver dati buoni ed 
abbondanti frutti per alcuni anni , vanno mano 
mano dcgenerando, e finiscono finalm^nie, come 
dicono gli agricoli , coll' imbaitardire. Olire a que- 
1 sU tale tendenza J da cui souo portaii i mia>mi,ad 
infievolire , o ad alterani , potii per avvenlura far 
degenerare pi& presto codesta poienza contagiosa la 
propagazione di vaccina spnriOj o di quell' altra 
specie lenta , la quale ita , per cosl dire , tra lo 
spurio ed il vera , ma che ad ogni modo non ar- 
riva ad indurre nelf economia animale^aft pwfetta 
e regolare muusioiie. 



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46 

L^ vaccina spuria particoIarmeaLe deve piti spfiiso 
di quello. che »' immagiaa, eitere propagau per vera, 
per maucaoiaj o per ioesaUezza di osservazione. 

Di45i cbe )) vaccino nei ciqque , a cui ibpraf- 
giuDM dappol'I' nmano va}uolo aeoia portar eoo ti 
carartleri , che lo potessera pec iipurio qualiGcare , 
falto avera -ua cono lento c beaiguo. Uaa simile 
ipe^ie <ti Taccina ,' che da me fu ouervata atsai 
•peiso , c che dere eiMrc pur frequentc, pih di 
quelle che vien* ct' ordinario rimarckta, induoeudo 
eel (istenia un' tispetfetta ed iraegblare mstaBione 
BOQ d«re se aoO obe ' imperfcttasiente logliere &lla ' 
macchliia 4a susceltibilita di contraire il vajutflo 
arabo, c fofse toltanto per un eecto tempo, e sol to 
rioiliivuza di certe e date circoslaiue. Sotto quests 
categoria cade pUre , i qdel ch' ia pen&o, iL nu> 
mero scarso dcUe pustule vaccipiche che s' innestabo 
d' ordiuario. Fu detto che anche una sola puslola 
noteva benissimo soddisfare ^lo scopo , purche ossa 
filcegse un'Corso regolare: Ha io credo che il leuD , 
I'et&i la condizione orgaoica oc poMano , e d^b- 
bano importare delle variazioni, e credo ami fcr- 
mamente ehe in multi uda sola pmtola ed anche 
due Don arriviacf a soddisOtre perfettaaunte alio 
•copo. Se egli e vero diiTatlo che 1' a^ione delle 
potenie mprbiMie , o medicameotoie viene piii o 
Skene lentha dalla fibra auiroale in ragioue appunt*' 
dellt lest* JinQunciate circostanzc j e quindi che 
gli eOetti che ne risaliano ^no talvolta varj ed 
inipecfettij •* egli' i ver6 ch« ii vaccino ^urio , o 
lesto DOB soddisTa alio scope, pevchfc appunto per 
povecia , o ifrcgoUritik d* aztooe o«n perviene ad 



.tvGooglf 



t7 
indarre ael sistema una inutazione perf«lla , deve 
esser vero del pari 'die una sola o due piuioU 
vacciniche , »vv\o riguardo alle cii'costanie M>pn 
flspKise in tnoUi casl , nou poMoa« , ncr deyon* 
eisere saf&citnli. 

Mi accorgo b«Dissimo che codesta teoria d' loi- 
perfclto od irregolare periurhamento non sark bett 
KDtiu -da que'.pcatici d' aUronde illuslri , i qa»\t 
■crivDDo , a sostengono che i miasmt una volta dw 
abbiano intacca^o reconomia aaimalc ioducou sem- 
pre iDiUscetiibilitk a nuove simili afTeiioni, sia che 
essi agisoono foriemente o benigsaqieDle (i). Se ti 
vori^ peri) prendflre io serio esame la cosa, si vedil 
che la mia prop^iiione non i tenia fondamebto , 
e che a cubilire codesta teoria vi «qno Mato con- 
dotto dair OBsArazione. 

Ansi a codesta delBcienaa , o irregolarilk di per- 
turbamenlo io atttJbuisco di buon grado e la rin* 
novazione di alcune malattie contagiose , le quali 
atuccata oaa volta la macdiiiia animale ne la ren- 
devano in seguito alia loro tteiaa potenza invnloe- 
rafaile, e la topraTyenienM acceonata da molti del 
vajuoloarabo in coloro cbe ana volta antecedenK- 
BMate 1' aveano lolferto. 

La storia medica faa noUto in piii ludghi il fatto 
senza pnnto accenname le Gagioni. II dire che <]ue> 
sto ienomeno non luccede che auai di rado, egU i 
il dir co(9 aenia tignificato ; ma il dire che cii sia 



{[) Rubini ■, Sijlestioni tui ,conia^ in ganv'e , 
fOf, 144. 



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48 

■nccesso, perciie il prima atUcco vajuoloso in Ibna 
di alcune incogoiite cagioui noa inducei^o suffi- 
ciente perturbameDtOi indusse meno nell' ecoDomia 
■nimale nna perfetU e dutevole insuscettibilitk a 
nuova vajuolosa affezione , egli i, a dir .cosa ragto- 
iMYole e veriMimile, che le cio noa tnccede UDto 
di frequeate at vajuolo arabo deve essere.in rsgiotne 
della minor facilila cb' cgti ha di altera ni lln para- 
gone di quella del vaccino. 

QuesU deve etiere itata, e non altra la caglone 
delfa sopravvenienta d«l vajuolo arabo net Roa- 
dcUi , il quale ofTre dei segni ficuri , come si i 
detto, di gofferta vacciii^sione , 'te nan die forte 
GOD numcro ua po' scarso di puit^le ed ua.po'lenia 
uel suo corto. A maggior prova pouo ia intanU 
produrre no caso cbe dimostra, ed appoggia la 
veriU del roio atsunto, cioi che ud' imperfetta mu* 
tazione indotta da un nucnero soverchiaiileate scares 
di pustole vacciniche non vale cbe a preservara 
imperfeltamenlc da nuovi vajuolosi attacchi. 

Fra Ire sordle della faniglia Tosi di Foisa Ca- 
prara, circondario di Casalmaggiore, una fu vac- 
cifata quatir' anni £a ;con cinque buone piuLole, le 
quali fvcero lutle un regulate andamenlo. ^lla se- 
conda non fu attaccata- cbe una sola pujiola, la 
quale anch' essa fece un corso vigocoso e regolare, 
« la terzi ti evaae dall' operazione. 

Nella GOttituzione di vajuolo arabo di quetl'anno 
cbe ha regnato in questa villa auai epidemicameu- 
te , la prima rett& iutieramente illesa. La seconda 
fu pi;esa da vero vijuolo arabo, che fece in lei un 
couo a precipizio, ed cs«icc&' iutieramente ncl setto 



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49 , 
gibrntr di sua coMiparsa, e U lena ebbe vajnolo 
arabo. discrete , ma di a»ai langa durata. 

Quests faua , te non.travedo, spande ^ure mol- 
ta tuce ^ . e proya da 9^ solo che- 1' inaesto'vac-' 
cJDO legitiimo e propoixionalo, prcMrva fedelmente 
r ecoDomia aaiiiiale delV uomo dal vajuolo arabo , 
cbe Don ammalaDoJacilmente d! vajuolo arabo se 
not].(|uelli cbe non furend Kgolarmenle vaccinati', 
e cbe UD imperfette od irregolare periutbameDto 
indotto nelia maccbina da qualnoque liati dell* 
|)reacceDnate cagioni , non ' togiie cbe impcrfetta- 
mesle la siucettibilitk a duove simtli .tafeaioQi. 

11 modo di esfiguir J'iDDesto liDaliiieDte, eTistro- 
menlo con cui si eieg^hce , neritaao non poca 
riieuione come quelli,<^e rendono iijiperfeiu 1' o^ 
perazipne, oe distriiggona , ne scemano , od almeno 
ne aluraoo ^ li «fietli. L' inueatare alia ^nuniera di 
alcani J alUoade maeBiri vaccinatori , i quali si 
avriaano chie il - miglior modo sia quello cK fare 
■correre oriaaoaulmente I' ago tra la cole e la cu- 
ticola , guardandosi bene dall' arrecare dolore , ^ 
pi& aoeora di uoa ritrarre dalla- puntura il l^ro 
iitromeato insaaguioato , non pub esser e , in mio,- 
aeqso, il modo piii perfetto e piu si^iiro. Fa osiers' 
vare it celifbre pcBfessor Rubmi_ nella gik ci^ta sua 
opera suv coatagi in genere , cbe i miasmi proprj; 
di uoa daia specie d'anifUjiU non passano all' altia 
■e non succede una profooda stiacciatura dell' «pi- 
dermide. Vi faa fofsa bisogno di ua certo tal qaal 
grado d' irritaziaoe oade attivare r^golarmente le, 
fone animal i cd imlurle a prestani ad uoa migliore 
e piii perfetta elaborazioae di quel priocipio cmiu- 
Ahnau. ^oL IX. 4 



^cb, Google 



5a 
gioso, che craaio , per cdsi dire, da una so^i 
■p«cie cTi aninuK, dere MtU' ahra portare e spicgare 
la prgpria sHOoe. Qaanio pih grave e piii profenda 
e la laCersione che il cane opera adU'uvmo, riesce 
allreUanto pib-Acile e-siciiro il pauaggio M re- 
leooidrolbbicodalPaiio all'altro. lo d' altroode pocso 
auicurare che quasi senipre il primo modo di ope- 
rarfe mi k rluiciio imperfelto, e che quello iDvece 
di approfondire un po' piii 1' ago nella caie , pio- 
dtuw Mmprt feiki riiultamenti >ia onta che dalk 
ferlta iDTlltse qualdie gocdola.di ungue; accidente 
che wmon coubto , ma che pure spesso incontwano 
i vaccinatari eleganti, ' ■ 

Sulla specie e anlla figara degl' istromenli che si' 
kdoperaDo ii«Ua vaccinaiiDne ', ti i giii disoorto ab^' 
baiUHEa, ne V{ai giBrerebbe tl ripeUrlOi toaat 
loro stato pur troppo facile di ossidaaone nMniBO 
ha posit) mente , comechu potetido egli Allerare la 
quali^Si intriuseoa del piu 'vacciao, ne h> pmia 
aoche rendere iaetto ad esercitare otioue sufKcienu 
e regolare. 

IJ* illustre cbiinico ffunoU > pre«isando i priocipj^ 
ciOslituenti II poa Vaccina, ha fatto rinatcan Ui 
Acilitk , coo cui esM Jiita<M:a' alcune soitauze metal-«' 
liche , ed in pari tempo la ma gmde aflSaitlt pei' 
r ossigeno, per m6d6 che noB vi ba neHun mexio- 
taitio facile ad alUr«rla, qnanto 1' esposizione di 
euo all' ariu atmosfiarica. Cib {i««t6 niento di pi& 
facile che metto e te'nutn per qualebe irtanie a 
contatto di nn- ossido^ in foira di mag^iore affiolilt' 
TCDga ad appropriarsi egji fo un tratto dell' os>- 
sigeoo' deU' ouidAo> meUllo, « quindi nt reitf 



^cbvCoOglc 



' 5c 

alteraU la stia qualilk iatrinseca a segno di uoa" 
produrre cfae uo imperfelto perturbameDto'. 

Cadauna dj codette precedent! generali rifleuioui 
conducoDo, se Htm .erro, alloscoprimento dt qnellc 
varie cause che produssero nei rispettiiTi casi il va-' 
juolo. arabo nbt vacctnali (<), i quati appwato per- 
che o circatagse ^k in loro il vajuolo umano oel 
•uo primo stato di delitesccRia, o pcrctie ionestati 
con vaccioa di specie illeginioia , o perch^ fiaal-' 
menle in , fi>R4 delle- {^reacceonatfr circosUiIte natl 
fosM'oaio io essoloro clie un' imperfetta mutaziooe ,' 
dio non ioglie, come venue guperiormente dJmo-' 
itrato, del lutto la snscetlibilitii a truova vajuolosa 
iofetione , si dcvoDo e si possono tiAnsiderare come 
non raccinati.' 

Ci6 posto manifesta ne risulta, e lunilnos'a p6r- 
lanto la validity del vero vaccino nel preaervare U 
tchiatta omana dal va^aolo arabo , ed i fatti acceo- 



(i) Che il vajuolo arabo abhia oNoccato atcuni 
vacdnati i /aito_ non gii solo da me acceaaato, 
Dovevasi dunque rintracciarnc la ragione, ed i 
tid appunto che per me si i cercalo nel modo il 
pVk plausihUe. Ove le additate rtflessioni non siano 
per a^adire ad alcunoi lard d' uopo che (juesti ne 
terchi e ne eaponga delle migSori , a Theno the 
non volesse eoitut negare P autentkitd dei falli , 
ovvero aceutare di c^assa ignoranta coloro da cui 
furano astervali , tupponendo per avveniura ch'esti 
non fassero ca/taci di diitingnere il vajuolo arabo 
d(U rayagUo^ei e la rera vaccina dalta spuria. 



:.bvGoo'gIf 



5a 
nati', mi gioW ripeurlo, amicbe screditarft, come 
■embravft a prima viita, U vaccinazioae , ne )a 
onoraoo di mollo ; imperocche meOa alia pi-ova At 
eonfronio col vajuolo umatio lappc eoH ecceltente- 
toeoie retiitervi. 

CosilTatta mU altina auenione viene validameitte 
fiaocbeggiaU daUa«ragioa j)ei cbntrarj. Se la vac- 
cina veramente legiuima niw aveue goduto la fa- 
Golik pretervativa , il rajuolo arabo , cbe gra da 
quaii quattro liulri piit non > scrpeggiava tea di 
noi, favorito, come appare dai fatti lopraccennaii , 
dall« clrcotUnze propizie alia di- lui ptopagasione 
di quest' anno , avrebbe unza dnhbio rinnovalo le 
lultuose epidemie di Para, di Loodra, della nuova 
IngbilUrra , di Roma cnc. nietendo ud imtneaso 
numero di viltiine , e laaciando innumerabili tracce 
norbose della sua fanesta preeinteoza. 

I popoli ed i tnedici di qin^ tempi , spaveatati a 
ragione dalle stragi faocsie cbe il vajuolo eserciiava 
nel genere omaao , si crederaao asgai fariuaati di 
Icovare nell' innesto del vajuolo itesso il modo di 
rattemprare alquanto il - morbifero vigore di euo ; 
ma al giorao d* oggi pare cbe alcuni sdeguino an- 
cbe Godeilo vactaggio , il quale qoanto e vero e 
reale, e altrelUiDto I' ultimo cbe ci abbia atrecato 
1' avveoturata scoperta delta vaccinaiioae. 

Crederei affatto inutile codesio lavoro te a lui 
Qon ficeui per avveotura tener dielro alcune ditci- 
pliiie , le qnali emaaano direttaniente dalle preac- 
cenoate rifleuioui, e che io credo preaeatenience 
necettarie non ostante che a qaesto propoiito r« 
nc abbia giii ua bnon numero. Mi e noto ch' esM 



^.bvGooglo 



ftbu pAssdno pbrUr leco il mento H essere iatiera- 
tneate adottate , sapendo quante eccezioni posiona 
incontrire dai lami profondj' d' arte degli onorevalt 
membri delh Sanitaria HagJstratara , e dalle vUu 
ecoaofnico-amiDiDistrat.fVe del Gorerno. Nulla meno 
ripeterA la senteiua delP illastre Gtan Giacomo : 
Se non v* ha d' uopo Ax annoverarle, le Aon v'ha 
alcnno che abbia neeeuilk di ndirle, io hbbisogno 
di dirle. 

SareUM in prinio laogo ne<:e3sario , che siccome 
la vaccinaKniDe i opera esc Insiv amen te benefica del 
Govenio, Tcniue in ogni Idogo assistita da uao 
de' sooi rappresentanti preso (ra le Cnngrcgasioni 
Muoicipali ^ o fra le Deputaiioni Comnnali. Ver- 
rebbe a dani per tal meztn maggior decoro all'ope- 
raiione , e qaindi eUa rioscirebbe piii facile , meno 
tomuUaoM e piii regolare; 

3.** Oltre a questu parmi sarebbe <F uopo no« 
minare ub medico delegato alia vaccinacione per 
ogni distretto , al quale incumbesse I'obbligo di 
corrispondere sul propo&ito con la Commissione Sa- 
nitaria della provincia , di ricevere e di diramare 
•il pus ai medici e chirur^hi vaccinatori , di diri- 
gere ed animare ovunque I' operazione, e di racco- 
gliere finalmeate con la maggior possibile precisione 
le esservazioni piti imporianti intorno a colale ar-> 
gomento ; 

3° Air oggetto di togliere qualnnque dubbio 
lulla legittimitk dell' attnale pus racuino , sarei dt 
parere di sospendere intierameote la vaccinaiiona 
in corso , per quindi rinuovarla al cominciar delta 
bella stagione con vera pui raccino preso intmc- 
diatanuntc dalla vacca^ 



^cb, Goggle 



54 
4 ° I^ preaecennUa openuaone verrebb* ad esMii 

inolto pill fkcile stabilendo ud d^»ito vaccina b«1 
capp-luogo d' ogni proviacia , ed awumendone la 
direzione la stessa Commi}stone Sanitaria ;. 

5." Fmu upa geaerale e tcia^alnf^imi vacci- 
iiazion«j veqiue succ«uiyavtente iotpqtto -iri pareoli . 
di pregfentare la loro prole , prima ch' eni compia 
Y anno. 'Verrebbe con cib di inoUo (ceimala la fetica 
e r imbarazco dei vaccinatori, assai tacilttaU I'ispt^ 
tione el' osservazione sui vaccioati , e 1' auove del 
put vaccino veriebbe a spiRgant p\ii regolarmente 
bh Godet^ esscf i , in cui reconomia animaU non 
trovaii per anco penrerttta da alcanna prava •ibi- 
tudine } , 

6." Sfccome la vaccinazioae tende ad accre*i»K 
le riccheaze dello itato anmcntandone indicettamente 
la popolazione j non sarebbe cosl fttor di; luogo il 
ifetribnire ai delegati ed ai vaccinatiori qualcbe 
compenso , riteneiidft cbe lebb^e dagli nomini ai 
ferchi iHnpve di alterarae o di mascberarne il aeaso^ 
i pur troppo vera e naturale quail' attiDma: Che 
ogni amore , ed ogni interesumenlo per le . cosa 
yien. dair mile. 



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•S5 
Memoire sur le begaieneotca — Jtfemoria 
suUa bal^uzie f del signer It Am, mtilico 
del soriii-muti (_t). 

{Joumat utiifersel des sciences med.) ■ 
( balbutiei , luesitatio Uhgox dei Latini ) 



J^a balbuije ^ una ^i quelle lesioai jd«Ue fun- 
zioni cl«l)a macchina nmapa, suHa quale lei pereone 
tIelFarte non haopo giammal lissata seriamente la 
loro atteDiione , eueodo die veoiie dessa , fra le 
□aitre iDfermita, posta sui confioi del domiDio me- 
dico. Su qacsio puntD toao g^rili le ricclie prcidti- 
siool dell* anlica tnedicina. Gift c]ie haDDO rdetto 
Jppocraie , AristotiU- 9 Galeno noD r^lla pena d* 
csiere ^itato , ed il laro fil^iizio sol balbettare seii> 
J>ra aver coadaiioato i|ucslo viiio ad. una awalitU 
incurabilita. Ma^jgiore dtbb'etsere la gtupoie, qNsndo 
rifletiasi cbe siffatta incomodita doveva cssere bee 
piu ' af&iggeDte pre&so i popoll , ore 1' arte dd pac- 
lare in pnbblico , era intiniauieate uaita alia fornta 
del loro gorerno, ed apriva la via agli onori ed 
alle prime dignitk dello siafo. Puoui pure notare 
che quell! cbe ti troravaoo in una simil disgracia, 
preodevano coosiglio pi& da) loco genio cbe dalta 



(i) dri. com*n. dal doUor A. Galli, medico ec^ 



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66 
medicioa , cwne lo >i vede dalta manieri con cut. 
Demostene , secondo Plutarco , perfeuoii& la suft 
proDuiuia. Leggeti io Erodolo, che Batio, capo di 
una coIoniB di Terr«i, audh con'sultare sulla propria 
balbmie 1' oramlo di Delfs , e che ne ricerettc il 
consiglio di tratportare i >uoi penaii totto il cielo 
■rdeute delU Libia, 

SuUa (erapeulica della balbuzie oon abbiamo ora 
idee pill chiare di quelle n' aveisero i Piti due 
mila anai fa. AlCune osiervazioni di aoatomia pa- 
lolvgica racGolte da autori moderni , lungi dallo 
qwrgere lume iu di 'quest' afTeEione, ci hann<^azi 
■Tiati dalla vera manieia di iiiedicaila lacendoci 
Gonriderare la balbuzie came il-prodotto di alcune 
lefioni organiche, siccome, per esenpio, sobo qoelle 
dei dae condotti accidentali, che al rifcrir'e di SanIO' 
rio, H troraTano praticad nel meoo della valu pala* 
lina o ddla separaiione dell'ugola riacoDtrata da DeUo 
( Act. not. carios. t. 8.° ) , o di qaakbe difetio di 
coDforanasione dell' otto ioide , n credesi- a ffdbi 
{Cfmmteiv. litter, 1766). Morgagni ha coiuacraio 
alcuDi paragrKfi dclle lue Lettere X , XI , Li alia 
ttiologia della balbuEie , ma preeiiamente non i di 
qoeiU che ci paiia. Nqn (i fa ivi mmiioae che di 
qoegl' imbaraxzi della lingua , che sono ordinarie 
coDiegoenae dell' apopleuia , o che spesio prece- 
dono 1' inrssione di quesU fnlmiDanle malaitia. Dob- 
biamo a De Haen cinque o tei istorie di balbmie 
parimenle sioiomatica, prodglta da coagealioui del 
polmone, e massime da vomiche, ed accompagnata 
da gintomi di emiplegia dovuta alia medesima ca- 
gtone, DitgraituUiBcme siflatte oucrvaztoDi coiBe- 



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5? 
gnMe Degli OpuscoU inediti Ai qdest* illastre prati* . 
vo , sano molto itiGompUte ed afFalto mal presents- 
te. Cib non pertaolo ae rfiutu ua fatto merkevote 
di essere Dolato,*ed e, che a ire di quesli malati , 
air espettorazione delta vomica ne mi$eguil<> la 
BparizioDe della balbuiic e dell' emiplegia. 

fltenjoly Fick , Serger che hanno^ pubblicato al- 
cnne -disserUzioai sal balbettare , haono moltiplicattt 
le divistoni , e confuso con questo vizio della pa- 
Tota altre imperfeeioni dello stesso organo , seuza 
indicare alcus mezzo raiioDale di gnarigiooe. •S'au- 
ragei , cbe nella sua nosologia ha copiato Menjot , 
merita lo ctesso rimprovero, Cio ' non di mcno e 
d' uopo riconogcere, ch' egli ha giadtcato sanamcnte 
della Datura di quest' incomodo, cbnsidcrandolo come 
una debolexza, e collocandolo, in coasegneoza, nella .. 
clasM delle dyicinesie. Cosa meravigliosa i per& , 
com' egli , dopo cib , abbia potuto coiuprendere 
come altrettante specie appartenenii alia stessa afte- 
zione ,' la Ltllazione , '\\ mogilalismO , il jotacuttfo 
cd altri viz} della pronuazia che spettano a cause 
afifutlo dilTerenli. 

Tale e lo st»to altuale -della icienta «opra queslo 
punto: Yediamo c\b che le mie riflessioni e le inie 
sperieaze vi han no potuto aggiuogere. 

La bdbuzie c, come e noto , un'esitazione d«gli 
organi vocati che fa pronunciare difHcilmeDte , a 
ripeterc per iscosse certi suooi , certe siltabe cMo 
etigono nn'azione piii o meao marcata degli organi 
della voce e della paroU. Non si scopre un tal 
difetto di pronunzia nei fauciulli, se non allorquanda 
p^rveoDii esiendo all' eta , in cui la paroU' diviene 



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58 
netia e faoilej continu^no ;■ mottr^re ^eU' iocer- 
tezza e dell' imbarafzo oell' anicolazione dei tuoni. 
Nod fa d' uopo che uu poco di attenzione per ac- 
corgeTsene aoche neji primi aniii«delia vita , ^ di- 
fliaguere quelle imperfelte articolazioni de' suoni, 
quelle parole Gemf-fotmate che costituiscono il lin- 
guaggio faociulletcD , da quelle ripetiiioni diCettote 
lAi un monosillabo , cottlttienti la balbueie ; ma sia 
dispr^zo Delia natuca di cotal difelto ,. sia speranza 
.di vederlo svanire, non vi ei fa una seria atten- 
zione che ver&o il seltimo o ottavo anqo ; epoca 
in cui siCTatta iocomoditk invece di diminvire ii 
maoifesU maggionnente , a niptivo della timidiUi 
del fancinllo, ed aumenta fiuo ollre I' epoca ifUa 
pubertk; ma ^vapzandosi nelt' eta maturt) , d' ordi- 
iiario diminuisce nolahilraente , < spari5c« »peu!> 
all' avvicinani detlt vecchieua. Si vidQ ulvoUa 
una nalatda aci^ta diuiparlo per sewpre. Timeo 
ilCasus ntedicutaUs) dk T iitiwia di un lanciullo 
balbettaale, clxe dietro una febbre quotidiana ricu- 
p<>r& il libero uso ■ delta parola verso gli undioi 
anoi. Una cosa ben degna di coniidera^ioae si ^ , 
che la balbuzie i molto rara presso le donne ; ed 
(^ le crederei atfatto esenti se ne giudicassi dalle 
mie osservazioni , che non mi ihanno giamnui pre- 
■enuto alcuaa doiana alflitta da cotesta disgrazia. 

Onde 'detennlnxre la caaia della balbuzie bwia' 
iennarsi. iln istante >ui principali fenomeni che 
V accompagoaoo. Noi posstamo specialmeole rifleitere, 
cite ci& che , distingue qnesia lesione delle funzioni 
vocali dalle .allre , si ^ di eawre loltoposta a va- 
ciaz^oni d' intensilit dipendenli dallo tUto morale , 



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5, 
e clie fanno il precipao caraitere idle deboleue 
nerrose. Aggiungasi che fra tutii i noslri organi , 
non ve n' ha alcuno che sia si intimameate soita 
la dipendeoza dei movimeatl [delt'animai quanta 
gli organ! della voce.e delU paroU, e che p«c 
coDseguenxa le loro aflezioni spasmodicbe debbuno 
cssere eccitate dal miDimo turban^ento dei sensi 
ioterni , ed ^ dh che precisamenle ha luogo nella 
batbuzie. Quelli che Qe lono aggrediti ne soro piJi 
sensibilmenle in<»ii>odati ia mezzo alia «oc)etk , ia- 
aanzi ud' assemblea impODeote , in un movimento 
di collera , d' impazienia ed aaco in un traspprt? 
di gioja. {d seno alia lor famiglia , o nella caliua 
della totUudine, parlano essi molto piu liberameaie. 
II difetto dimiauUce pure , ed anco iparisce , se la 
parola st esercita in ud lono difTerenle da quello 
della conversazione , liccome nella declamazione c 
nel canto. Nell' anno XI , fui comuliato da nn bal- 
buziente, il quale mi signiftcb ch' eglt cessava di 
balbettire in un' adunanza nlimcrosa a) cader del 
giorno, le , al sopravvenire dell' oscuritk , fi lar- 
dava a dimandar lume , in modo che non potesM 
e»er vednto dagV inleclocutori. Nella lUA gioventCi 
i di lui parcRli avevano voluto metter a profitio 
qne*l' ouervazion^ col beadargll gli occhi , ma ^otv 
ebbe alcun lucceuo. 

Nello >iato ordinaiio I'etitazione della lingua si 
fa pariicolarmenie sentire nell' articolazione delU 
consonantt it, t, g, /; ma quando per una delle 
cause , or ora menzionaie , lo spasimo dell' orgao* 
vocale Tiene ad aumentarsi , la difficolta d* artico- 
lare ettendgsi ad un maggior numer* di ccnsoQaati , 



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6o 
le labbiali, le linguali , Ic nuali , sonft parimeiii^ 
ripeiute » i saoni eziandio che non rJcbiedoao che 
una semplice emissioae di voce , sono , id ijualcbe 
liiodo, strouati nella larioge, e lo spasmo convul- 
livo , dopo d' eueni impadroaito <U tuiti i niiucolt 
che gervono alia voce ed alia parola , assale nna 
parte di quelli della faccia , e 11 la conlorpere nel 
mode pib peDoso. 

In alcuni indiridui i muscoU anco delia respira* 
zione , massine quelli che operano I' inspirazione ■ 
partecipano per inUrvalli a qaetti movimenti con- 
vulsivi i ci& che produce un gran numero di suoni 
aspirati che precedono, o troncano spiacevolmenie 
i vocaboli pib facili da pronunziare. Egli e senza 
dubbitt per alludere a queito modo di balbettire , 
che CatuUo in uo epigiamma coduo un cecto Arria 
ha delto : 
Chommoia (i) dicebat, si quando commoda velUt 

Dicere, ei hinsidias^ Arrius insidias. 

(i) Lo studio di questi vitj della pronunzia nelle 
9pere degU aiuichl , pud solo formrci qaalcke lame 
salla maniera con cut articolavivto esst i nomt , o 
per meglio dire, salia d^erenza che esiste fra la 
nostra pronuntia e la loro. Cosl dal prima di 
quesU due yersi , vedesi che i Laitnl faaevano sen- 
tir I'h anche allora che era posta fra il c ed una 
vocale , mentre , secondo il nostra metodo , eUa 
viene ignorata dalT orecchio, perchi noi pronanzia- 
mo uptalmeate la prima sillaba di cborus e di 
coram. 



^cb, Google 



6i 
£gli k itnpasstbile di. doq ravrisare in questi 
fenomeni della bal^une , ud' aflezioue spasmodica , - 
e in quest' aflezione spasmodica il rUuUameato di 
iin^ debolezza 6t\le. potenze motrici della liagua e 
della laringe. Ma non i punto nei movim^nti piii 
ma^jfesLi ed estesi di cotai'miucoti che stifatta de- 
bolezza pu& essere ricoaosciuta. Ho aoKomesso la 
lingua di ua balbeltaote a delle miDutitsime eipe- 
rieqze , coU' inteozione di assicuraimi se i saoi mo- 
vimenti sensibili eraiio meno liberi , meno estesi , 
meno energici di quelli , per csempio , della mia , 
e noa vi trorai alcuita dilTerenza. Non e che nei 
snoi movimenti dilicati , imp<rcetUbili , che qucsto 
organo mobile maoca della forza, o per meglio dire, 
dell' equilibrio necessario per eseguirli con precisiooe. 
Vi ha qui un fenomeno che piu manifestamente 
osservasi in alcuoi organi motori , Ic cui j'unzioDi 
cadono piti facilmente sotto i aostri sensi. I nauscoli 
/delle dita , per esempio , possono essere dotati di 
guella contrattilit^ energica che cos(itui«ce ci& che 
volgaTmenle appellaji no pugno vigoioso, e lasciar 
redere nello stesso tempo , in que' leggieri movi' 
menti di coiitruione e di rilassamenio cbe richiede 
un lavoro delicato, sicGome quello di acriverc, 
y esiUzioue ed il tremore appartenenti agli organi 
deboli. 

Cib non osunte nei casi di balbuzie soprawennU 
accideotalmente in conseguenca dell' apoplessia, o 
d' una febbre adinamica , liegl'- imped i menti forieri 
di qualche affezione cerebrale, tuiti i mtfvimeati 
della lingua so do visibilmente affievoliti. Se per 
farae UQ miglior giudizio la si fa teaere , per ai- 



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6* 

cani secondi , fuori delta bocca , !a si vede vacil- 
lare , tremolare, e cedere a dei movimeoti inro-. 
lontarj cagidnali da una posizione divcrsa da quella 
cbe vuoUi farle manteDere, e netla qaak non > vi 
lU che ton esitatioiie. Id questo stesto caso puosri 
ancora fur riflesso , che 1' alto delta masticaztorve e 
deUa deglutuione H piii lento e veramente labo- 
rloso. Del resto , il carattere compiutamente aste- 
nlco die pteEeDiano le balbuzie accidentali, le qnali 
*ono tutte nanifestamebte dipendeati dalla parali- 
lia , nlostra ad evidenza la natnra della balbuzie 
congenita , e mi senibra clie non si possa dubiure 
cfae la lor causa* prossina non sia la medesima , 
eccetto alcune modlficazioni : la debolezza del ntu- 
fcoli. Ma eiflatta debolezza e dcssa essenzrale o sin- 
tomatica? o per ispiegarmi con maggior cbiarezza , 
risiede ella nei muscoli della parola , ovvero non i 
dia che una conseguenza di quUcbe allra lesione? 
lo la crddo ess'enziale nella balbuzie dalla nascita ; 
hirece cbe qaando sopravviene snbitamenle, od • 
poco a poco nel decoreo della vita , sembra dipen- 
dere da qualche allezioae dell' encefalo, o da qtial- 
che lesione organica degl' istromenti delta voce t 
delta panli , come da lumori cresciuti alia base 
detia lingaa, osul tragiito del nfervo grand ipogtosso 
( River io ). 

La balbnzie e dessa suscetliva di guarigione ? Io 
non ne diibtto pnnlo , e ci& che losto dir& par- 
lando delta cura, servirk a puntellare qnesto pro- 
nostico. Molte petsone, aflliite da codesta imperfe- 
2ioDe sentendo vivamentc tutti i dispiaceri da cui . 
i aficpmpagnata , ed il bisogno di libcrarsene , vi 



..f, Google 



soao pei'venute con degl* inJefessi esercbj , masiime 
se erano assec«nilaii dall' Ctk che tende a diminuire . 
un tal difetto , sia collo scemare qtiel timore di 
ricscire spiacev^Ie , prAdolto ddlla timiJiUi , sia col 
foriificare i muscolj che servono all' emmione ed 
air articolazione dei suoni. Uno dei ptesidenti delU 
Convenzione, celebre pel sua eroico sangue freddo, 
e la sua eloqucpza imponente in mexao ad una 
icena tforrore , era nato halbettante , ed avera 
loitato »\ vantaggiosamente contro quest' impedi' 
memo della paroia clie giunse a superarlo. Conosco 
qualcbe altro fatlo, egiialmente incoraggiante. Cqd 
maggior fondamento itncora si potrk sprrare di to- 
gliere questo difetto , se la balbozie osserVasi in un 
fanciullo cbe ha parlato piil tardi deU'ordinario, sia' 
per debolezxa generate , sia per seguito di an' affe- 
zione verminosa Gpesso riprodotta , o lungo lerapo' 
prolitngata. In lai casi I' epoca della ptdicrik lia 
possentemente conUibuito alia guarigione, rendeodo 
piil forte la cosliluzione, e dando maggior fermezza 
agli organi della voce e della paroia. Tntte le 
volte, pei'unto, che 1' impedfmento della lingiia 6 
coQsiderabile , ravvicinam della puberta £ insaffi- 
ciente per disri^arlo, e conviene far ricorso ai' 
procfessi curativi che ora indicheVemo. 

I mczzi atti a correggere la balbuzie variano se- 
condo r origioe sua pih o ineno autJca , e secondo 
la- sua intemitk. Se viensi consuliato da un fan- 
ciullo nel quale qaeslo difetto sia complicato ceii 
una gran volubilitk della lingua , con un* arlicola- 
' zione generalmente confusa e difeltosa, si procurer^ 
COD quakhe meizo , di mettet dei Ihuili a quesfo 



^c.b, Google 



«4 . 

uso immoderftio delU parob , \o si fara compitare , 
Icggere ad alu voce e posauipeate , obbligandola^ 
a ritoraare ipesto all' acUcolaiione di qoslle silUbe 
per la cui pronunm prova la maggior difGcolla. 
Coteslo meuo per6 dod ha la siesta efGcacia di 
quello di cui mi sano serrito due valw con pie«« 
■ucceuo; ed e di confidare eicliuivanaente il faa- 
ciullo ad uq' aja straaiera, che non gapendo parlare 
cbe la lingua del suo paese , cottnnge il auo al- 
lievo ad impararla leatamenie , ed a rinnnxiare per 
alcuni aaui a quellaf il.cui eierciiio rieicivagli u 
crucciosD. Una' volta bo aggiunto a questo consiglio 
quello di lasciar riposare iatieramente, nel sileniio, 
durante un anno, gli organi delUi parola, che dcllc 
esitazioni continue , delle ripetizioni involontarie e 
' faticoie mi fecero riguardare come innanei tempo 
incaricati d' una funiione taperiorc alle loro loizci' 
Coteiti mcui non producono che pochi cangia- 
menti , quaitdo V individuo ha pauato V ^Ut della 
adoletceii£a. A quest' epoca )o studio delta decjama- 
tione gli sata di gran vantaggio. Egli dark priuci- 
pio da quella, che ben diverta euendo dal tuono 
della cuuversasione , esige maggiore lenteua e pre- 
cuione nei movimeoti della lingua , .una voce piii 
elevata, piii tostenuta, liccome il ricbiedono la ira- 
gedia e la predicazioue.. Paisera in appretso alia 
declamaiione piit familiare , in fine alia lettura di 
una commedia in prosa , facendo cotesti esercizj « 
piu che gli sark pouibile , arauti ad una numeroM 
tocietk. 

Id tutti i casi importa molto , per giungere cob 
mctodo alia guarigione ^lU balbozie , di distln- 



:.bv Google 



65 
g^uere ci& che vi faa di fondamenUle ,' 6 di perma- 
ucnte io aiffdtto difetto , di quello che U preven- 
lioiie e r apprensioae vi aggiungono quando trat-' 
tasi di parlare in sociel^ od io pubblico; poich^ se 
la balbuzie e c&st^ntemente la stessa , ci& che e 
asMi rara, o poco susceiLira di vanazioDe , baster^ 
eaercitare frequentemente gli org:tni della parola 
air ariicoiaziotie dei saoni dilHcili , onde far dile- 
gaare ud tal difetto. Colai esercizj , gi utili nev casi 
di cui parliatno, lono toutili in alcuni, e non 
posso moLto racccHnaadarli. Ma' per procedere cod 
metodo , i d' aopo conoscere foadamentalmeDle la 
teoriea de' suoDi rocali , tanto semplici che artico- 
latt. Egti e ud punto sul quale le opere di" Tf^allis, 
di Ammaan , dell' abate di Lepie , saranoo accaca- 
tameote consnltate , e fer questa ragione mi di- 
■penSD dal trattarue in questa Memoria. Agghingeii 
solo ai precetLi di queati autori nn consiglio im- 
portante di cui alcuno di essi non fa parola : 
ed £ , che non basta punto , per abituar la lingua 
air articolasione de' luoni , ,dt studiare il meccani- 
smo di qnett' articolazione , e di sottometierla a 
delle ripetizioni frequenti , ma fa d'nopo ancora 
esercitarsi io questi stetsi suoni articolati in tutte 
)e combioaztoai possibili. 

Quelta sillaba che si pronnnzia francamebte , se 
e preceduta da ua' aUra che lascia la lingua in 
una jituazione favorevole per superare la difficolcli , 
offrira minor facility se e^aa, riene dopo qualch^ 
altra che non presenta qnesto vaotaggio , o se ella 
forma il principio di una parola , o d' nda frase ^ 
di modo che una consonante aark piit spesso, opili 
Anhau, f^oL IX. S 



t,CoogIc 



66 

JTortemeate balbututa kcouJo tbi: $;>Tii csta Icgalv 
piuttofilo con una rocale clie coa na'allta, il cbe 
d' ordinario si ouerva colU letura c , clie. i balbo- 
sieoti [trominzlani} pib dtfGcilmenteallorche i sai- 
teguita da ua a , che allorqusado ella precede 
OD o. 

Ma qaando la balbuiie i tanxUira d* aamentare, 
e cbe percrf> I' impedimento esLendesi a grao nu- 
inero di eillabc, ed anche a tuoni scmplici , noa 
basu punlo di renders pi& conetta e piii facile 
1' arlicoluEionc de' suoni ; ma e d' uopo con mezzi 
xneccanici applicati agl' islromenti detlu parola, cer- 
carc d' accrescere la forza lora , onde distruggere 
la suscetlivil^ spasmodica. 

Gonvieu fare pei muicoli destinali alia foi'mazione 
della parola cib che si pralica pei musc<rfi servcnli 
alia Idtomozionc , ed at qnali d»si tanto mnggiot 
ec[tiilibno ed unione, quinto piti vcngono impiegaU 
ad esercisj divers! e faiicosi , siccome quetli delta 
danza e delU K^berma. Da questa coDsideraziuae 
nou meno cbe per otlenere -dai muscolt dellu lingua e 
delle labbra aa esercino analogo, son uso di render!; i 
loromorimenti pi&diflicili, piti laboriMi, col mezEo 
di Mtaooli posti nella bocca, e omlgrado I' inco- 
modo eBtremo cbe ca^ionano fa d' uopo esercitarsi 
dt rreqnen'le a parlare , a gridare , a, eanlare , a 
znffolare ec. In suite -prime ciik non riescc ; ma a 
capo ad alcuni giorni, ed a forza di sforzi , t mu- 
scoli sapeiando siChtto in comedo , riacquistano i 
loro motinienti non goto , ma li riacqaistano piii 
^ sjcuri. Affiae di pcodurre un (al felice effelto faccio 
nso di Uao del piu Kmpttci ntrementi. Egli i una 



DolizccbvGoOglf . 



67 
S[»ecie di piccok forca di pUtino , o d' oro , chq 
t' innalza dal ccntro concavo di no manico piatto 
e curvo , compotio dello sieiso metalla , ed appli- 
cato colla lua luperficif convessa alia concavitk 
dell' area alveolare d«lla mascella inferiore. La for- 
clietta unita a qiust' area meUllico ha circa un 
pollice di lunghezu ; colloqaia ia una situazione . 
orizEoatale dirimpetto al fraoo della lingua , ^t& 
riceve cotesia briglia membranMa ndla »ia biforca- 
uone , e va ad appoggiani coll' etiremitk del due 
Buoi rami, lermindti ciatcuoo da an bottone ap> 
pianato della grossezza di Una fava, alia gnperficie 
iaferiore della lingua neH'aDgolo ch' clla fonna 
unendosi alia pareie iaferiore delb bocca. 

Appena un Biffatio iitromeDto e mesio in poiio , 
che s' inteode , citme bo gia detio , una voce coo-' 
fusB ed iotbarauaU, mollo analoga a quella chs 
caratterizza rerosiona, o la diviiioue coageniia del 
velo paiatiao , ma cib che i da notarai , i afTatto 
esente dalla balbusie. Le sillabe le pi!i difficili toao 
stentatamente atlicolaie, ma dod pertanto rip^tutcj 
e questo iavorevole cangiameuto periiste aneo allorA 
che accoitumati al toggiomo dell'istromcata , ^gti 
organi della parola hanno riirovaU la lifaerlk dei 
Ipro movimenti, • fanno udire de* suoni chiara- 
mente arlicolati. Se per6 (i ha troppa fretia di 
togliere alia -lingua quesl' appoggto Bcccaoico , la 
halbuzie ricompare come prima. Biaogna aduoqne 
manieuer pet lungo tempo ub tale appaveccbio , 
ed allorchi si i obbUgati di toglierlo (ci^ che: 
nOQ i ^empve aecewaii* ) , sia per mangiare , si« 
pet dotmice , debbefi attenerii [igan»aiii«i>te <kl - 



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parUre. Iv non saprci ^ire prccisamoate il irmpa 
necesMfio , non pateado citare ancoca che due os- 
fiervaiioni di guarigioD« dovuta a siffatta processo. 
II soggetto dell' una era un uomo di 20 atmi. Egli 
cODservo questa specie di morso durante un auao 6 
mezzo, e vi si era talmente. assueDatlo che negli 
nltimi meai non lo levava nemmeno per mangiare. La 
perseveranza colla quale >i sottomise al taitidio di 
qaesC appareccbio , aveva no' motivo che in qiiesia 
ctk fa tnlto intraprendere e tullo topportare , la 
•peranza At piacere ad una giovane persona di cut 
n* era viramcnte affezioDuto , e dei rigori delta 
quale non accusava che la spiacerole sua balbuzie. 
Non avyi dubbio cbe quest' incomodit^ fosse una 
delle piii forti , e soggetta a delle esacerbaiioni 
couTuUive dei muscoli della bocca , del naso t 
delle palpebrej per, cui la funsione della parola 
riesciva si stenlata per questo uomo , quanta di- 
ipiacevole per gli astanti. II successo fu compiuto. 
II soggetto della mia aeconda nsaervazione era 
un faaciullo di apdici anni che non poteva avere 
gli siesti molivi di cosianza. Egli non .sopporiava 
cbe con molta impazteoEa 1' impedhnenlo di questo 
appsreccbio, e lo cacciava dalla bocca ogni volta 
che poteva tfuggire la sorvegli^nza dei parent! e 
del precettore. Ci& non Mtaote otto mesi dopo che 
tl fanciullo mi fu condotto , la balbuzie era consi- 
derevolmente diminuita; e sebbene con abbta avuto 
notizie niteriori , sono quasi certo che alcuni mesi 
ancora avraoDO conopiuta la gnarigione: Nel mo- 
mento in cut scriro , nn giovine che ba pouato 
y etk di So anni, chiamato per la toa nascita a 



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6, 
prender pwtn nn giorao nella Camera <lei Pari , si 
i soUomeuo alio stesso moda di tratUmfnlo coa 
■na cogtaDsa ed una fona di volon^ inspirata dai 
pill nobili motivi. Avendo gta seniibilmente mn 
glioraio a capu di alcune settimaDe , mi fa credere 
cbe Qon avrlt punto intrapreso invano di raddriz- 
>aK qucsto torio della natara, L'istroroeaU che ho 
bito eteguira per qaesto gioviDC h molto fuii perfetto 
di quelli che aveva precedentemente impiegati. Ne 
soDo debitore alia dettrezia - indiulriosa del deotisu 
Pemet. Dei rami di ricambio piti o men lunghi , 
piii o men dirergeati , permettooo d' aumentare la 
pressione dei mmcoli della lingua, e di variare t 
puDti d* appoggio. Ho atsecoodato g)i eiTettI di 
queato mezzo meccanico con dei gargarismi lonici 
fatii con una tintura alcoolica di china-china, di 
cantaridi , di aaaro. 

Vi sono pochi caii di balbuzie in cui quest' ul- 
timo procesEO curativo non possa esiere vantaggio- 
samente impiegalo. Debbo tuttavia ecceltuare quella 
specie di balfauzie, rarissima in vero , nella quale 
gli organi della voce, ben piu che qucllt della 
parola, sembrano essere la sede di queir esitazionc 
gpasmodica che ad un tratto sospende la fotmazione 
della paiola. Si scopre da ci& cbe i Buoni pajono , 
in qnatche modo , arrestati nella larioge , e se 
n' ha la prova , ae la stcssa dilKcotlk si riproduce 
laceodo emeiiere con nn poco di preslezza , uua 
lunga gerie di rocali. In questo ca»o si trari^ mag- 
cior vantaggio dallo studio della musica vocale , q 
masstme da quell' eserciiio della voce che consiite 
' nel fare dei ttilll Cotesti meui igicnici potrauiiB 



^cbvGooglf 



7» 
ttteie cooperali Aa slcUne Bedicaaoni toniche ap* 
plicate localnente. La moxa ai lati della larin^e « 
iitt' osgo iaide p«trd>be etKre di gran beaeficio. 
L'bo taggeriu una volta in una balbuEie di quesu 
■pecie ; ma quesio comiglio •partrnii la Kniibilitk 
del coDsultanie , e qod fa puotv impiegato. Pre- 
•crivendo cMesu manieta di eccitamenlo mi era 
Ibtidato t\^ Celici eCfeui che ho, cpeVs, otteniiti 
neirafonia cronica, della mDtezza etaeaiiale ed altre 
Jetioni della voce e della parola che feranno il 
toggelto di una nneva Mmioria. 



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1' 

A Treatise on the natu^ and cure of Gout 
and Rbeumatism ec* — Trattato sulla 
nahira e sulla cura della gotta e del 
Teurnatismo, con generali considerazioni 
sullo stato morboso degU organi dige~ 
Sim, sulla dietti, e con osservazioni 
praliahe sulla renellq; di Carlo Scuda- 

■ MOHE , M. D. Memhro del collegio reale 
rfe' medici , della socUtd iHedko-chirur- 
gica di Londra ec. — Londra, .1817. 
Seconda edizione. 



Cjoi 



Jon quest' opera , di cui in un 90I0 anno si ^ 
spacciata la prima edizipne, 1' a more si e propoeta 
di diniottrare: che la goita alterando realmente la 
cosiitiuioDe generate del corpo, e distrug^eado for- 
ganizEazione delle parii cbe atucca, tendc, con que- 
st' unita iDflueiua , ad accorciare ed amareggiare la 
vitaj ch'essa sla totio tl poiere dulla mediciaa come 
ogni altra grave malatiia ; che I' arte pui tnitigaro 
immediaiameiite i sintomi dolorosi dell' accesso , eil 
abbreviaroe la durata ; che curita in tempo gi pu6 
prevenire la piit parte delle oaturalr sue cattive 
consegueiize, e finalmente, die tatti questi vantaggi 
si possouo ottenere con mezzi , che rimorcndo Is 
malattia , icadono a rUtsurare la cosiiiuiioae. 



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72 

L' aalore disttogiie la gotta , in acuta , cronica 
I retrocedente , e di ciascuna 'ipecJe o Tarfetk ne 
etpoue mioatamenle la sioria , le cagiooi , U dia- 
gnoii, la prognosi e la cura. Noi to seguircmo nelle 
lue ricerche coUa latitudine coaciliabile oo' limiti di 
un giornale. 

uLa goUa , dice il dottoK Scudamore, e una 
iq^lattia costitiuioDale che produce ud' iofiamoaa- 
zione esteroa locale di genere ipecjfico , la cui su- 
ficettivita procede sovenii da ereditaria coaforma- 
zione e costitiizione del corpo , ma h piit spe«a to- 
talmente acquisita. Esm doq natce mai prima del- 
r etk detla puberUi , rare volte di lotto a vepticin- 
que anni , e pib. frequeslemeDte tea i :5 e 35 ; i 
piii lamiliare al sesfo maschile e segnatameoie alle 
perfODe di petto ampio. e di abito pletorico ; nel 
primo asccMO investe gcneralmente un tolo piede , 
t di wlito la prima giuntura del diio groiso del 
piede , ma negli incalti (ucceMivi ambidoe i piedi. 
le mani , le ginocchia , i gomiti , non solamente 
nelle articolazioni, ma eziandio nelle altri parti ap- 
partenenii alle forze motrici; e ci& ora altaccando 
divene parti a un tempo , ora snccessiramente ; so- 
Tenti i accompagnala da febbre infiammatoria sin- 
tomatica con disliute esacerbazioai notturne e re" 
miuioni.mattutine, a si riproduce facilmente a in- 
tervalli periodici , soventi con aegni prodromt. n 

GoUa acuta. — a Inriammarione e dolore di una 
parte nrticoUre , teadinosa o delle bone^, fi»antesi 
generalmeote a una parte soltanio uel medesimo 
tempo, ma negli insnlti succetjivi a diverse parti 
insiemetnsnu , coo pretematnrale turgesceuza delle; 



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73 . 
Venn adiaccati,' e, in certe situazioni, con enfiagionc 
edcnaalosa degl' iQlegutnenii, sopravregaente in a j a 
48 ore dull' invasione dell'acceMO. Avvi rosaezia vi- 
vace della superficie , che si fa ulrolla rilucente , 
coo totale immobilitb delU parte affetta, e con par- 
Ijcolari seosazioni di bruciore , di palpitameuto , di 
pizzicore , di peso. L' itdoae - mor)>osa varia pronia-' 
mente di sede spontaneanieDte o per lievt cagioni, 
e termina quasi sempre senza suppurazione, e gene- 
ralmente con indicazjoni critiche. » 

Gotia erotica. — « Infiammaaione e dolore piti 
leggierO] piu irregoldre e vagante che nell' acuta; 
possezza piti debote del)a super6cie ; distensionc delle 
parti piii permanenle, o continuo edema^ forca mo- 
trice alterataj terminazioDe noD annunciata da in- 
dtr^zioni critiche ; staio morboso degli organi dio 
gestivi ; circolazione langaida ed oppresta, e mag- 
gior irritazione nervosa nel sistema. » , 

Gotta retrocedfrtie, — « Metagtasi o Irasposizione 
deir azione gottosa nel parossismo , da una parte 
esterna a qualche visceia intefna. « 

A questedefinieioni, ceriamcDte preferibili a quelle 
di CuUen, I' autore - fa juccedere la storia di cia- 
scuna varieUi , che noi ommetteremo per non ripe- 
lere cose universalmente cogaite. Delle parli del 
corpo le prime ad essere iaveftite dalla malaitia , 
in MO'] individui U dottore Scudamore ha notal* 
quacto segue: 



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,4 

Dilo groifo At un lolo plede !....» 
.... di ambidae i piali . . . . » 
Dilo grouo e coUo del piede ,....» 

Lalo eiwmo di un piede » 

CalcagDO di ogni piede, maao e goroito . » 
Caviglia di un lolo piede , ,^ . , . . n 

Ambedue le cavigli« n 

Caviglia di un piede e dito grouo deU'altro, 

la caviglia primieramenie .» 

Caviglia e collo di un piede 9> 

Dito grouo, collo e cariglia di un piede. » 

Collo di un piede » 

Collo di ambo i piedi n 

Collo di un piede primieramente , indi ambo 

le ginocchia, polsj, cubito e spalle . . » 
Calcagno di uo piede ....,,.». 

Calcagno di ambidae i piedi » 

Ambo i piedi e mani . < » 

Pollice delta twiao destra, indi il dito grosto 

del piede ..,....,...» 

Giaocchio deitto m 

. _. ,. . (iniitro » 

Bfano e polio » 

Dono di una mano » 

. . . . di ambedue le mani » 



Da queita tavola si raccoglie, cbe il dito gtosso 
i piedi i piit sottoposto ad essere atlaccato da 
eita malattia nel prirao insulto > she ogni alira 



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75 
parte clel corpo nella pn^nione di t a a6 all'in- 
circa, e cte di loo penone, 78 corrono pericolo 
di avere per la prima volta inretlita questa parte. 

Quanto alia natara ereditaria della gotta, da una 
tavola prodotla dall' autore , emerge , che i casi di 
gotta confermata, M ne' qiiali non si e potnto sco< 
prire relasione di famjglia si comportaroDo come 58 
a 55 , e ne' casi dubbitui , con qucgli immediatiw 
nenlB ereditari , come 58 a ^4- " 

La tavola segnenle rappresenla 11 periodo del 
primo parossismb ip 100 casi: 

All' etk di iS anni . . « t 

Tra veati e venticinque n 11 

3$' e 3o . V a 

3o e 95 , w 19 

35 e 40 " 33 

40. e 45 ♦> 4 

45 e So » ti 

, 5o e 55 '. . . . " 4 

55 e 60 " 5 

60 e 65 » 2 



Dal che risulta, clie il periodo delta vtriliti, otsia 
da aS a 4o anni, quando il corpo .^, o dovrebbA 
essere >. nel suo maggior vigore , e appunu il piu 
soggeito a queiia malattia. Da an' altra tavolg li 
roccoglie, che di 1S6 gottosi le ne sono trovati di 
graadi e oorpulenti 56, di piccioli e corpulenii af|; 
1 grandeoa e grosieua 35^ di media grac- 



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7« 
draza e nuf^ri 3; di gruodi e cli.mezzana oorpuleDia 6\ 
di piccioli e di media corpulenza lo; di piccioli 
e magri ii. — Sccondo I'autore la golta e piii fa- 
miliare agli uonjlni che alle donne, perch« i primi 
sono piik esposti aile sue rimote cagioai, come toao 
gli ecceui d' ogni maniera. — OUre it setso , I'eta , 
e la -condinoDc orgaoica del corpo , il doltore Scu- 
damore anaovera tra le cauje preditposeiili i pa- 
temi d' animo deprimenti , ,ta pfolungata appUca- 
lione della mente , ^a dieia animate , le bevande 
spiritoae , la pletora « I' abuso della venere. Egli 
opont piullOfto prolistamenU' la relaEioae che ha 
la condtzione morbosa degli orgatii digettivi colla 
gotta, e partaodo dello tiato dell'orina, preleade , 
ch< la gravita specifica di quest' umore in istato di- 
salnte slia tra i,aio e i,oi5 , mentre iu istato di 
malatlia e loveoti maggiore di i.oSo e qualche volla 
di i,a4o. — Cause ecciiauli del parossismo , sono a 
gindizio dell' autore , l' eccesso nel maagiaie e oel 
bere , gli acidi aelle prime strade , t' esuberanza 
della bile, il freddo , le olTese eslerne , purche ab- 
biavi forte predisposiziooe morbosa nell' iodividuo , 
e le passioDi d" animo. 

Causa prossima, Sarebbe superfluo seguire 1' au- 
tore nel ragionamento , con che combalte 1' opi- 
nione degli anticbi, che ripoaevano la causa pros- 
sima della malattia in una materies morbi, diversa- 
raenle ricordata co' nomi di fiemma , di acidUd 
del seme , di umor hUioso b mucosa , di sale di 
tarlaro od orinoio, di etere , di aleali volatiU ec. 
Fill importanli sono le ricerche del dottor Scuda- 
more soil' oriaa de' gottosi , per dtaiMtrare che er- 



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77 
Tonea c'pure Topinione ii que* moderai icrittori (i), 
cbe ne hanoo fatto coasistere la' causa prossima nelU 
sovrabboadaoza d'acido urico o de' saai elemeBti nelU 
macchina; opinione che pareva euersi guadagnato* 
non poihi fa u tori , non Eolamente-u per la natura . 
detle concmioni gotlose , risultanti principalmente 
di questi acid! , ma aocora pel sedimento lateriiio 
o di crUtalli rossicci ( coiDuaemeute chiamato re- 
nella ) che geoeralaieDte s' iDcontra nell' orina degli 
iodividiii attaccati da paroMi&mi gottosi. » 

Effli e noto cbe il piu comone sedimento del- 
r orina k quello volgarmeiite cbumato sedimento 
color di came o lateritio , e la renella ; ed e pur 
note che Proust ha coniiderato il ledimento latemio 
qual acido dlitinlo , cui diede il Dome di acido 
rotacico. II dottor Seudamore combatte qnett' opi- 
nione , dicendo, cbe da' suoi iperimenti, confetmati 
in appre^so dal dottoc Front , ha potato ricono- 
icere , che il sedimeDto laterizio e la renella risul- 
tano priDcipalmenie d' acido urico , colla diffelenza 
che nel ledimcolo laterizio I'acido urico sembra tro- 
varsi combinalo con una materia animale o muco ; 
circostania cfae t sembra , dictf Prout , citato dal- 
r antore , dorersi aver in conto di ud laggio pi'ov 
vedimeoto della natura; dappoich^ w I'acido urico 
venisse separato in istato di pnrezza nella quantity, 
cai I'economia animale lotto certe ctrcostanze sembra 



(i) Forbes , Treatise on the Gravel and Goui. 
London i']8-], e Parkinion, on the nature and cure 
of Gout. London , i8o5. 



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,8- 
ricercare, iiAa potrebbe rsser tenuto ia toliuioee 
neir orjna. » 

II deposito di crittalli areooii m non vuol esure 
' coDtiderato qual prova d' eccesso d' acido ucico , ma 
pinttotto qual sepataaioae di questo priocipio daU 
r orkiia , o qual nuova combimsioDe coa qualche 
altro d«' suoi elementi. » £ quesi' orioa , contiiuia il 
doltore Scadamore, cbe depone abbondaate tcdimento 
laRrizio o colot di came, e che giiuta le tnie spc- 
tienze, e Mmpre di gravita specifica atsai rilevanU, 
mi ha coiiantemeDte samministralo maggior.quan* 
litk totaie di acida urico, cbe 1' oriaa di gravila 
■pecifica' mediocre. » Da queste ed altre otiervazionii 
r autore coucbiude , £be « la quantita relatira di 
acido uricOk nell' ocioa , sta in particolare relazioao 
colla laa gravitk speciGca, e eke e un errore il snp* 
pone potersi delta quamita argomealare da'caratleri 
esterni come si e volula far credere da alcuoi. » 

QuaDtunque quesli setlimenti occorrano conauDe« 
mente uell'otiaa delle persone altaccate da parossiuni 
gottosi, giova aandimeuo « ptcadere in comidera- 
zionej dice 'Scadamore, che uli tediflaeati non moo 
feooineni nec^isaci oe regoUri del parossiuDo goiloso, 
e che, siccome bo aniecedeatemeole mostrato, a'in- 
conirano iii'aUre malattie accompagaate da altera* 
zinue nelle fuazioni chilopoietiche. II presentarsi 
que«ti fenombai dall' oriaa, sU uaicanaente id rela-r 
eione coll' ewere la goiia piii o meno asiociata a 
disotdine delle predette fuozioni, e non altrimentu » 

L'erinadimotu gravkk speciii«a,.si« d'individui 
fotlosi o d'altri, contiene ud eccess* d' acido nrico ' 
11 bene cbe di tutti gli altri principj geaeralmeate 



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79 
contenuti ia ^eslo liquore, come iicido fosforico , 
solforico e murialico, urea, cc. L' auloie esppae 
minutameate una lunga terie di sperimenti fatti al-- 
I'oggetto di esarainare ropiaioDe di BeriolUt u che 
I'orinu degli iadividui atlaccati da gotla e da reu- 
mHtismo contengn nacaralmente minor quanllla d'a- 
cido fosforico, dell'Drina delle'penoae sane, e clie , 
alt' approssimarsi def parossismo, noa meno che du' 
lante i) medesimo , I'acido fosforico li fa piJl ab- 
bondante, che nOD e negli individui di robiuta co- 
stituzione , e nei gotiosi medesimi uel loro malo 
ordinario (i). »1I dottore Scudamorf ha cercalo di 
detenninare la qaaniith di scido fosforico , produ- 
cendo nail' orioa na precipitato col mezzo del ni' 
trato di piontbo ; il qual precipitalo , diseccaLo e 
boUilo nell* acqna distillila tino a perfelta svapora- 
tione, venne esposto al calore iocaadescrate, e quindi 
ribollito con acido. nitrico alluDgato. Separate ora 
il precipitalo; coll' aggiunta dcU' ammoniaca net 
fluido rigchiarito , oilenne un precipitato di foifato 
di piombo, del quale determinb la quaotit^ d'actdo 
fotforico colla scala looeteetiica di ffollaston. Da 
queiii tperimenli , che' faroDO fatti coU' orina del ' 
mattino , e moltipUjeati in diverse maniere, si rac- 
coglie , che daraote il parossitmo, 1' orina ,de' got- 
tosi, contiene beasi maggior quaatith d'acido fosfo- ' 
rico di quando mqo eui ia istalo di salnte, ma che ' 



(>) Berthollet (Ortwne cfte V acido Uhero dell'o- 
riaa , i acido Jb^wico ; errore cfie venne rileoato 
da Berxelius. 



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<questo fenotneao non^, come si e detto dnteceden- 
tcmente , escluiivo ali'orJDa de' gottosi , ma £ fone 
comime ad ogai orina di moUa gravii^ ipecificaj 
in coi qu«[a secroione non k morbosa per qualiik, 
come Del diabele, ec. Rispelto all' ffpiniooe di Ber- 
thoUet , cbe nelle penone atUccate da gotta o da 
TeumaiUnio, 1' orina contenga naturalmenie miaor 
quantitk d' acido fosforico che nelle pe^sone sane, 
r antore dice , m enterger da' luoi esperimenii n»a 
doveni troppo precipitotameate cavare sifTutia con- 
clusione. » — Segne una letie d'alire sperienze per 
aiostrare « che due giorni prima del parossismo , i 
reni si ralleDt^rono (were deficient) nella tumioae 
di rimuovere dal langue materia escrcmentizia; » e 
che formuto il paroMis[no,qnejti orgaoiugi mostrarono 
eccitati ad aumenlo di azione escretoria. » — II cod- 
teadere , dice Scudamore , « fino a qua) ' grado la 
previa rilenzioae nel lislema degli elcmenti dell' a- 
cido fosforico , o degli atlri principj da elimiaarsi 
col mezzo de' rcni , possa stare ir.^TclazioDe di caiua 
ed effetto colU gotia , ci condurrebbe ad ipoiesi ; 
1' eccesao di escretione durante il parossisDio i perJr 
nn falto generate incomes labile. » Da queste ower- 
razioni 1' autore concbiude che u i snoi esperimenti 
Tendono manifefta I' attirita dei renl qual organo 
Balulare di esctezione , e qual agente materiale che 
la natara sorente impiega per liberare il sistema 
da principj einberanti ; » ma che enronea i V an- 
tica nozione dei patologi lanoristi , che I' esistenia 
di queste escrezioni morbose nella maccbina costi- 
tuiKB la materies morbi , ossia la causa della ma- 
Uttia.' ' 



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8i 
Segue Taoalisi delf opimo«e di Barihez, cfae Tau- 
tore dichiara appoggiata ad alcune vsgbe ipotesi 
degli atnicbi , ed oscura per modo da oon potent 
ben comprendere ; e quanto al dottore Sutton , che 
catiw prossima delta gotta coDsidera una secresione 
parlicotare nel canale iateatinale « qnuntunque mile 
per.la pratica a cui conduce, mi sembra, dice I'au- 
tere , nou solamente gramita in teorica , ma bea 
anco troppo circoscritta ne' suoi fiai. » L' opinioaa 
del doltore Parry , che fa derivare questa- malattia 
da certe condizioni del sislema circolatoHo , e pure, 
a senso del dottore Scudamore, assai imperfetta; 
per cui egli concfaiude a essere tutlora indeterminata 
la questione circa il sapere quule condizione par- 
ticolare del sistema produca riufiammaziooe specifica 
dclla gotta. » 

Ratio tymptomatum. Dall' etame delle circostanze 
che accompagnano 1' in vast one della malattia, I'au- 
tore coQcbiude, che la gotta dipende « da sorrab> 
boodansa di stngiie rispettivamenle alia forza di 
circolazione , alteraote , particolarmente il ilttema 
della vena porta e le uuseguenti fanzioni del fegatOj 
_ od accompagoata da morboia atierazione nelle fuDZJoni 
secerqenti del tubo alimeDtare in generale, e dei real 
in particolare. n La dispessia , I' irritabililk nervo- 
■a ec dei gottost si apiegano facilmeote da cib che ai 
k detio. 11 dottore Scudamore inclina a credere, che 
quando si formano delle concrezioni gotlose , i vasi 
capillari della papte afletta dalla gotta, preodoDO 
TufEzio dei vasi aeceroenti dei reni; ed in conferma 
di quest' opinione, osserva, cfae in due casi dove 
eranvi concrezioni calcari, noa si k trovato ch« po- 
Akhali. VoL IX. 6 



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8i 

chissimo acido arico nell' orinii. L' uuinrc nou che 
r infill mm uz) one gotloia'Doii produce quasi mai tra* 
sudamento di Imfa platttca, e dice di ooa aver ve- 
- ddlo che un solo esempio di gotta terminala in 
sapparaEJone , nel quale ha rimarcato la singolaritSt 
t di una McrezioDS di urato di soda. » La sede pri- 
maria delta f^otu sono probabilmente i legameoti , 
Ic borae roucose , le guaiae dei tcndini , e le apc^ 
curosi inuscolaci. II senso di calore bruciante del 
partusumo , sembra esiere in gran parte illasorio , 
e ooa corrispoodeute al erado di calore dinolalo 
da) termomeiro; dagU sperimenti deirautore si rac- 
co^ie peri, che it calore della parte sofTrente e di 
UD grado a una e mezzo piu forte che nelle parti 
saDe. 

Diagnoslica. La malattia piit comuue con cai si 
pu& confondere la gotta , i i) reuoutimto , dal 
qaalc e perb cosa facile il distingucrla arendo ri- 
gnardo alia storia della matatlia , alia sua situa- 
ieione e ad altre particotarita. Nessuna diflicoitk 
s' incontra ncl discernere la gotta dalla risipala flem- 
monosa e dal fiemmoDe comune. 

Progno$tieo. It prima iasulto tcrmina quasi aem* 
pre (avorevotiBeDie. Cruickshank tostiene die << 1" in- 
diiio pill perfetto della terminazione del parossi- 
•mo, e un copioso scdimento laterizio, e che quando 
questo subitamente svanisce, e nello siesso tempo 
1' orina somminislra un precipitato col muriato di 
Toercurio, e da aspettani ud vkino insulto , o la 
-"^cadata. m Contra qaesta aentenza 1' aniore ooia 
iustamente die ogni specie di orina, tranoe ove 
a asMi diluta , da seinpic ua predpitato coll' os- 



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83 

simarialo di meccurio , e cbe il sedimeuto lateri* 
liot come SI e detto aDiecedentemente, accompagoB 
generatmeate diverse afTetioni dcgli organi digesti- 
vi , e noa neceuariameDte le afCezioai morbose del 
fegato, toBDO poi esclusivanKDte lo scirra , cooMt 
ha supposlo CriuchshanK u II ledimeBlo laleriiio , 
dice Scudamore f comiocia c prosegue nell' acceuo 
or« abbiavi disordine oegU organi digestivi e qiul> 
die grado di eccitameato iDfiaiamatoria ocl titUma] 
erroDeameoU perb si e deito da talitno dinoUr «s«o 
la terminazioae del parossismo ; la sua pretenia i 
piutloslo iadizio del contrario. Se pero , Cseendo 
scomparso , si fa esso di nuovo Vedere,^ 6^no si- 
curo che le funsiooi iaterae -- nan sono Tittabilite 
alia misura delta taoita , e per coDsegtiema che si 
ha da aspeltare la ricaduta. n — Segni faroievoli 
sono le £dCQl(a digestive poco disordinate , il noa 
deporsi dall' orina sedinaenio, e nello flesio teitipo il 
perdece essa 1' alta sua graritk specifia , il ricom- 
porsi all'ordiae del sistema nerroso, e lo aciogliersi 
deir inGaDimarioDe senza looairare indinazione ad 
aitaccare altre parti. 

Curtt Contra i prodromi' dell' iosulto pu^ giovop 
I'uso del salasso-gencrale o locale, secondoil grado 
dellit diatesi flogistica . detla cangestione al capo, 
al fegato ec. Alia ctntipauone ^el Tcntre si provvede 
col cdomelano , caUa coIoqAf ntide , ^ceUa polvere 
(intirooniale } e in sppresw ciA solfato di mugnetia. 
L' emetico ytA esiere Jodicaio dalia nausea e dalla 
lingua sporca, Se le feocie e le orine coaikiuantva 
mostnni «otLo aipeU* oMrboso , uiili pauanne ' 
ritscire ifi picciole dosi di luercunali cogli aperitiyi 



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ainari. Non occorrc accentiure In neccs^ita tlctl'eser' 
cJEio moderato , dell' online nella maoiera del vi- 
vere c della tranquiHilk dell'animo. > 

Lo itcHO metodo vuol ewere tmpiegato nel ptf 
rouiimo. La sanguignn non e sempre necetsaria ; 
corente co' purgativi e Co' diuretic! si riesce ad 
abbattere la pletora del sistema. L' aiitore ha tro- 
vato meno utUi le lang^aunghe di una lavanda 
compoita di ua terzo di alcoole e dae teni di 
mistura canforaia , appljcata , piacevolmenie calda , 
alia parte inliaininata. Colla svaporazione , qnesta 
lavaada riDfresca il membra ammalato cenza scossa, 
o pericolo di metast^si. Scudamore disapprova alta- 
mente I' am dell' acqua fredda. — Ollre i purgativi 
raccomaudaii contro i primi foueri d«l Inorbo , 
J' ftutore collauda , qual diuretico, una dramma , 
od una dramma e roezu di aceio di cokhico. Egli 
vuole chc siano ministrale all' infermo delie 'gocce 
. di queslfr medicamento e, di tollato di magnesia 
ogni quattro , lei , od otto ore « linch^ I' inAum- 
mazione gottosa sia diuipata , e linchi Torina, cbe 
csce la orima^ mattino, ritiene un* alta gravity 
specifica ; osiia , per valeni di una regola di appli- 
casione pi& facile , finchi depone sediinento. Le 
jtpetizioni del medicamento ti andranno scemando 
di due o tfe volte in ventiquattc' ore , in ragtone 
che si dark a divedere migliorameato fb di queui 
pUDti, ma UOD si avianno mai a intralasciare tino 
a che 1' ittfiamroazii»De non lia stata vinudeltuito, 
che le feccie e I'orioa abbiano acquittato i carat- 
teri di sanith, e la lingua siui fatu netta cd 
vmidk » 



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- II douore Scudamore disapprove 1' oso del mer- 
curio in dose da produfra la febbre mercuriale, « 
dichiara di aver piii volte veduto pessimi efteui 
dall' eou mrdicinaU , quaatunque provvedaU at 
magaziiDO. Dove ha tembrato giorare, lo stesio 
beusGcio tX sflTebbe potuto Qttenete con altri rimedj. 
Egli ha analizzaio i diversi medicament i che solto il 
nome di specifici corrooo in logbilterfa ; ma dalla 
loro antdisi aon ha potuto scoprire che Xeau midi~ 
cinaU lia composta di colchico , al quale del resto 
non accorda alcuna virtilt specifica. L' nnione del 
laudaoo colla tintura di ejeboro' bianco, non ha 
corrisposto aH'aspettativa che. le gratuite asserzioni 
di aicuni aveaoo inspirato. — Rimossa' la dJatesi 
infiammatoria , e ripnrgati gt' inteslini , il dotlore 
Scudamore per sedac il dolore raccomanda 1' oppio 
crado , che stima piii efRcace d'Agni altra sua pre- 
parazione , combinato per& con una piccola dose di 
polveVe antimoniale. te Conviene, die' egli , .prov- . 
vedere I' Jofertno di dodici pillole, ciascuna di na 
grano d' oppio crudo, e mezzo grano di polve^e 
antimoniale. Nell' andare a letto , egli oe prenderk 
pet prima dose, una, due ed ancbe ire , ovc assai 
liero sia.'il dolore , e ne.tiunovera una ngni ora> o 
due , tecondo il grado di dolore ; questa eiaendo la 
■ola regola risguardante la quantila da impiegvsi , 
quando non abbianvi contra-indicaziusi. » In que- 
at' occasions 1' autore espoae la ricetia deile cosl 
delte black drops ( gocce nere ) , arcano aisai com- 
meudato in Ingbilterra, e che si compone come 
segue ; Prendi meua libbra d' oppio , tre piate di 
accto di poma, ua' oncia c lUczzo di noce moscata, 



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e mezs'.onda di lafferano ; fa boUire il tutto in- 
■iotne, «il aggiunlovi un quarto Ai libbra di kuc- 
caro y col in«zo di fo^ata fiduc! il miscuglio a 
fermeotare. A caiM di aei setlimaoe lascialo pre- 
scitigare all' aria cino alia contislenza di sciloppot 
c [HiHalo'indi per'fehfo. La fottn di quesio prepa- 
raio, ila all' ordinaria tinturad' oppio come S a i. 
Foco rantaggio ItatM Y antore dall' hyofcyamus e 
dair humtUus lupulus ; ptu mile trav(> il sucoo 
disecchto a) lote della lactuea sativa, cut dil la 
prefercHM su quello della lactuea virdsa. L' autoM 
parla-dellfl (tramonto, della belladontia « detV aco- 
nita soltanlo per etpcrienia attrni. 

IViicralraenle importa tenere il malalo a parca 
dieta.. — M'Tranne il caio di ^soluta impotpaza , 
f inrermo dovr^ Ogni matliaa laeciar il letlo pel 
ietlicciuolo, o la ledla, coif avverleaza di tenere la 
gambe aollevate e lostenute in comoda positura ; e 
in Vagione del declinare della flogon e del dolore , 
prcndcre gradatatnentc quell' eserci2ii> che jitmerh 
piii atto a sedare che ad accreicere 1' irritamenio. 

M Doratite la convalescenta , ottre al d^ito ri- 
goardo alia dieta, all' emrctzio ed alf aharsi per 
tempo, cgli arrk cura di thanienere ben ordinate la 
Becrezioni dell' addome , ove sia d' nopo , con ape- 
litivi tonici, con picciole doii di pillole merciirialt, 
per esempio , di cinque grani ogoi seconds notte. 
Se prevale semplice dcbole>!Ea , i maraiali , come la 
tinlura dt ferro ammoniacalc , sono generalmente 
baslevoli al ■ biaogno. Le prcparazioni piii solubili 
di ferro, sono altresl le piii attive e pifi utilt. 
Giovevoli sono pure la eortecoia di araocio i di 
cascaiilla , di Colombo, c il rabarbaro. 



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»7 
» Viat« totalmcate I' infiaminaziune , importa fat 
pocUre una £uc ia>l malato di calico d di flannel- 
la, e raccoDtandargU di larare «gqi nalttna le 
parti c6n acqua galafa liepida t che dovra Btteota- 
meole prosciugare , e quindi strofSnare ben beno, 
Ove imassima toate la debolcua- locale , si potra far 
U30 di un linimeDlo Btimolante di tintura di lilta , 
iranfora e linim«nto laponaceo oompasto. n 

II dottore Scadamore convalida 1' cfGcooia, di 
qucito metodo con piti ^torie di nwUti , '< che 
•ono sparae qua g lit di osaervazioai snll' oriDa. Cosl 
1' flatore , in opposfrione al- si^oor Craickshattk , 
dice, cbc ne' suoi sperimeiKi I'orina di salute ha 
sonpre dato pcecipitati coll' ioFusione di galla, xol- 
f ossrmuriaio di mercurio e coU'alDme; i quali 
precipiULi hod difTe^ivauo da qucgli attcanti dallti 
onaa morbosa di gravita spacifica assM alta,, tmniM 
neir essete meno abbondanli. Quesii precipiuti non 
pemona quindi indicare stato di malaitix, conie si 
e luppmt*. II douore Scudamore ha vedtUo cUI> 
I'oriaa sierosa d^porie Kediiuciito color di earns; 
Itia osserra che . quando la m'alerta alliumiFioia k 
abbondtBte , ha tr^ato una nolcvole defictettia ^ 
urea, di acido unco e peraino dei soliti principi 
salioi; per cui conchiude u-die questo prinaipis 
albumtnoso - conaiaie ptincipalmeaie in und modifi- 
castoae delta materia animale ,- che i r«ui separano 
i> ogai tempo 4al sangiie , e noo floverai porcio 
riiguardare BeGessatiamente quale slriordinario scolo 
di siero dalla ciicolazioae , come , ginsta la teoriai 
domiaante suU' argomenlo ,. %\ itoLrebfei datalnno 
coniiderarc » Per riooaoscere la quantita di iter* 



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nclt' oritui raccomanda di diluiie quests cod detef 
minate quanlita d' acqua , tins a che 1' acicio ni* 
trico produca oDicaraente un immtdiato sensibUe 
precipHato. A qoealo punto , Scudamore si accerli) 
COD ripeluti tperimeDii , che,l'orina cosl alluagata 
coDliene circa una pule di siero 3t>pra ciaqueceDlo 
d' acc{iid ; da^ cbe si raccpglie che dalla quantitk 
d' acqua aggiunt^ si pn!i detemtiDare la proporzioDc 
del siero coDtenuto nell'oripa^ U actdo oitrico (di 
gravitk tpecilica t,oa8 all'iDcirca) vuol essere ag- 
giunto neila propOraiejie di i/S. L' aatore differisce 
da) douor BiachtUl , rispetlo alia cauia dell' orina 
fiierota. .« Taoto DeH'oriDa dcgl' idi'opici , come di 
ahri iadividai , che io , dice Scudamore , ho , tro* 
vato piu o meno albumiausa ; pareva che i ren4 
fosse roio iilato d' irritamcDto , ipoiche , il mala to , 
orinava seinpre assai di trequeate « coo irritazione, 
e in alcnoi casi in {{raude abboodainza. » II dottore 
Scudamore riporia questa alteraiione dell' orina , 
come Intte le altre specie , a qualche errore nelle 
fuDzioDi degli organi digeslivi. la ua caso , 1' ori- 
na, quantunqne acida, depositava graa copia dl 
fosCali ; fatto ricordalo dall* autore in uoa parte 
antacedeme dell' opeia come incoDsistcnie coHe teo- 
rie daminaa'ti sulV argomento. 

Qaanto alia profilassi della gotta ^ (uttocifi cbc 
teade a coiuervare 1' aomo in salute , tend« pnre a 
pieservailo da questa malattio. L'-aii» pura, se 
pu^ essere tollerala , piutcosto che il clioia lempe- 
rato, che h tuttavia iadispensabile ^ qualcuDO, I' c- 
sercizio moderato, il levarsi di buoD ora , la costao- 
te occapanone aliena da_ cure , una dieta Dutritiva 



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»9 

ina Bon Inssnreggiante , il debits riguardb alia 
quaniita e qnalitk dellcf evacuazioni aWiiie , 5000 i 
grandi retjoiiiti coslilinuonali per guardarsi dalU 
gotta. L* antore raccomanda caldameote qual topico 
ausiliario, di lavare con una spugna tuUa la super- 
ficie del pie<te ^ non omraesso lo spasio intermedio 
alls dita , e le .ginocchia , ore queste siano state 
altaccate dalla gotta, con acqua liepida galata, 
come si e de^o antecedeDtemente , stropicciaodole 
in appretso diligentemeate colla mano • colla spas* 
iota. Per femiliarizeare 1' infermo alle vatiaiioni di 
temperalura , cfae soao frequentissima cagione dei 
parossismi gottosi ; 1' aulore consiglia {I malato di 
lavare ogni mailina il capo con tina ruida salviettB 
imbevuta d* acqna ffedda. — Seguoso alcuni gene- 
rali avvenimenti intomo alia scelta dei cibi , sa 
cui noteremo soltanto, che, quaoto alle bevande fer- 
tnentaie, Scudamore vorrebbe cfae noa se ne facesse 
USD geaeralmente ; non accordando, id alcuni casi 
. speciali, che pochi bichieii di vino d' Oporto, o di 
vin bianco. — Id qnesto luogo I'antore ba Ira- 
scritto le osservasioni di Astley Cooper sulla com- 
parativa digeribititb di diverse sostania alimentose-. 
che abbiamo partecipato per esteso ai leggitori al- 
irove (i). 



(i) V, Annali univers. 1818, 1^. VI pag. ii4- 



{sarA conlifuiato) 



I 



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9" 

Notltie sulla. ttumiera dl curare il mal ve- 
nerea col mezzo delta fame , quale si 
pratica in Isvezia dal doiiore Osbeck ; 
raccolte dal signor ScHwEigger di Ko~ 
nisherga (i). 

{_HufeUmd's und Harles, }ouin. det praci. Heilk.) 



Jl sigDor Otleck, allre volte cbirurgo d'uti pic 
Colo tpedale dl v«nepci a Wadstena, aveva vedul^ 
a Copealugea , cbe tl profeuore JVinslow curaru 
i silililki' con una dieta ngorosa, e con 1' eslraito 
di ciauU. Ooarinlo dell' efiicacia di^queilo inelodo 
in alcuni caai cbe naeaiioDer^mo in appiesso, egU 
ha ripetuto in Daniniarca quetl' operienae su di al- 
cuni ammalati cbe gli.andavan capiiando, e quiodi 
neir ospedale di Wiidstena in Isveua ^ se noa die 
invece d'impiegare rettralto di cicuLa, egli si serv'i 
dell' estrallo . di chaerophiUnm silvestrei mo&so a 
code»4a preferenza dal)' aver egU osservato che gU 



("i) Quelle notizie servono di seguito alle osserva- 
zioni sullo ttesso argomento di diversi medtci di 
Svezia , riferite a carte 5gt , del vol. Vtl, di que- 
Ui AnnalL Ife' fascicoli seguenti faretno conoscere 
per transunio le Oiservazioni di Hamilton, Currie ec. 
circa la cura del mal ventreo lensa mercurio. [L'Ed^ 



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9* • 

speiiiili di Copenba^en raccoglievano corannemenlft 
il chaerophillum siWeslre invece del conium macula- 
turn. Persuaso che alia |)nma ii qneste piantc si 
avess^ro ad aiiribuirA i tuccnsi che-it erano ottenuti, 
richiese che venisse creata una commissione per 
verificaFti, promettendo di far conoseere , mediante 
una ricompeflsa, questo rimedio che fin allora nvca 
tenuto sCgreto. AccODSenlilosi alia dorliand^ H dot* 
tore Osheck pabbMch il suo metodo in un libric- 
tiuolo scritlo in svedese e tradotto in franceie col 
' titolo di Esposizione del mttodo di guarire le malat- 
lie veneres degenerate del sigaor Osbeck ; Storolms " 
1811; nel quale il sig. Osheck iion fece punto mcii- 
Rionc del suo maestro , il sig. ffinslow. 

La parte cssenziate delta cura ctinsistc, sccondo 
Osheck, neirusb dell'eslratto.-di ckaerophillam e di 
china dolcc, e n«lla diets rigorosa, Quantnnque con 
questi mezzi si possono curare tulle le afTczioni .re- 
neree recenii' o' inveterate , piii vaniaggjosi si sono 
tultavia trovali dore il mercurio era stato adoperalo 
seDza surcesto, c dove vi arevn compltcazfonc scro- 
folosa, o arlritic.-i, e nclle aflcziooi artritiehe rccenti. 
La dieta delf aminalalo durante le prime sei settl- 
mane J deve consisterc g(orn«Imente in 5 once 6i 
came magra arrostita, tenia salsa, ed in 6 once di 
pane bianco inZiippato nelfacqua. Si dU la metk di 
quesia raiione a mezzogiorno , e 1' allra s sera. Se 
r ammulalo vuol far colazionc si divide la racione 
in 3 parti. Qnando la fjine diventa insopporUbile 
si aggiunge un' oUcia di came, c , in qnalche caso 
straordinario , si ooitijncia con 6 once. In appressn 
«i va crescendo la raaione d' u«' oncia 1* settimana. 



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92 

Ogni aluo nutrimeato vuol eisere vietato, e ai pro* 
cede a qoetu di«ta, seiiia che V infermo abbia tii- 
■ogao d'estervi predicpoilo cod antecedente pcepa- 
rtuQoe. La beranda deve coBsister* in una deeozkine 
prepaiau eon due once di radice di china dolce bol- 
lita iu quatiro )ibt>re d'acqua, siDO alia riduiipne 
di ua poco pih della metk ; la tjuat dose di circa 
due Itbbre e mezzo , vuol essece coniumata in 34 
on, aggiungendo, ove al malato non JwUtte. del- 
I'acqua, ovvero facende ribolUre la radice una se- 1 
conda voUa. A quesio regiooe si aggiuage I' uso del- 
1' eslratto di chaerophitlum , alia dose di lei grani 
ntatliDa e.tera in fonna di pilloledidue gcani cia- 
scuna , che dopo ire settimane si riducono act una 
mattina e lera, (ommioistFandosi ora una piltola di 
tublimato, preparala secondo la larmacopea svedese* 
Verso la setlima lettimana si comiacia a fat prendere 
aH' ammalalo la dieta abituale, e gli li concede di 
uieire di casa, raccomandandogU d'asienersi dalle 
bevande spirilote. Si coulinua in questo metodo per 
tre setlimane, finite le quali si riprende la cura 
come nelle prime tre settimace, che or si prosegue 
per altre tei aettimane. Se 1' ammalato ha ulcere 
assai esteie e di cauivo cacattere ( le picciole non^ 
merilando veiun atlenzione ) si copiono di filaceicbe 
bagoate in una soluzionc preparata con un grosso 
di mercurio dolce in una libbra d'acqua di calcc. 
Le ulcere che vanno netlandosi ,, si medicano col|a 
decosione di radice di china dolce, avralorata con 
un' oncia di mirra per ogni libbra di decQtlo. Quando 
le nkeri teudono alia guarigioneV si aggiunge a una 
libbra di decozioae un' ona'a di csiratto di faturtio. 



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93 
II pieno elTelto che si ottenne con qnesto mctodo, 
impiegato, sotto l' immediata diretione del collegio 
di mediciua , su di. alcuni mal^tti dello spedale di 
DoDTikeo, presso Stocotma, ha fatto creare Hua com- 
missMDe per vetificarlo cqd eiperimenti nello spedals 
reale di san SeraJioo di Stocohna^ il cui risultammto 
■i legge in una Distertazione inaugurale, scrilta, con- 
iro I'uso, in lingua tvedese, ma preceduta dal se- 
goente titolo lat'iao i Obseryaliones in diwtam par- 
cam, yulgo Svaelkur; prcettde Tkunberg aucior » 
Schuh , i8i4- Da questa DiwerUziune si raccoglie, 
che di 16 individui con largbe ulcere, curati la que- 
sto modo dal 37 di lagtio i8i| , sino al 3t otr 
tobre Busseguente, dteci eraoo guariti compleUmente 
a quest' epoca. In due altri le alcere'si riaprivano; 
it che fik attribuito alia eudiceria , ed alia ratdezxa 
delle ve»ti che irritavano le cicatrici appena con- 
solidate. Due altri avevano ancora delle esostosi, lua 
molto pi!i piocole di prima; ed una di questi avera 
in ollre una carie, Una donna cheat principio ddia 
cura prorava dci dolori osteocopi fieriMimi, con gOn- 
fiamento doloroio delta braccia, e con an tnmorQ 
rosso, molle e grosso at piede sinisiro , «i trovi» 
sensibilmente totlerata. loGne un'altra doona aCTctta 
da nn cancro al naso^ trovavas.i mollo megUo al 
principle delta cnra, lorchi una fd>bre interlnittente 
soprerveDuta , oon permtse di cootin^arla. Otteck 
avea considerato il mercurio, quat rimedio non as- 
solulameDte neceisario, ed infatti li trovi, che sopra 
16 ammalati, lo stalo di i3 eroii gik migliorato con- 
giderabilmenre dopo la lena settimana : per conse- 
guensa prima che si impiegaasero le ptilole di »u- 



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94 
blimalQ. Le ulcsri teadevano alia guarigiooe , ■ d<^ 
lori osleocopi eraao <li molto diniiouili. lu quaicbo 
ammalato , il mercurio fece inaiprire i siQtoini,. cbe 
H aodaroDO iccnuiido lorcbd ne veane tospeto I'uso. 
CioDonostante an giuvinetto di i^ aaai , il quale, 
oltre pib ulccri , arera un largo caocro al palato , 
p«ggior6 al. prmcipiare della cura ,. e non si pot& 
guarirlo se non coll' uso del mercurio. 

II giudjsio della commiisipne porta, che U aug- 
gior .parte degU ammalati curati.da Osbeck , erano 
indiTidui cbevavevaoo avato troppo mercurio^ e che 
altri aoa erano afleiti che da ulceri acrofola^e , nil 
che ti succetco- iqcoatrastabile del metodo del eignor 
Oibeck, in certt caii, mcritava <te li accordasse una 
ricampensa a qtiuto cliinicgo.Epper& il ugnoc Osbeck 
•tteone diffatU 3ooo scudi di Sveua , e una pea- 
)ioDe annnalc di 5oo scudi; U quak ricgmpensa 
pnbblica. fece cbc altri ripeleiMro le Mpefieme, le 
quali pero in generale itoa comeDlirono Co' risul- 
tameoli prootessi da Osbeck, ticcome si pui> rilevare 
dfti sQguealA traaiuDto di dette iperienie : . 

I." L'ettratio di chaergphiUum, impiegato senza 
quelk rigonn dieta a cui si soltDmetteraBo i ve- 
nerei, nan ha- quasi prodotto alciut effclto. II me- 
dico di oorte, aigitor SchuUi di Sduilgenfaeimt che 
malgrado la sua vecchi^ua accoglie con. intecesse, ed 
csamjjia cftn_ipaputialJl^ liitte Ic nuove scoperte , 
ha lalto cu di ^k Hcsso delle esperieniie con que- 
st' estraUo ( piendendo due valu il giomo 1-4 
|ullole iavece di 3 prescritte da Oshtck, e aa altro 
medico , il -dottore Lefrea ,■ ne preie la da prima , 
due volte il giorno, e and^ fiu« a 60. Ma ah I'un* 



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95 
ne I' altro noUTono ulcim' azione sensibile. Da ci& 
che succede in on soggeito sano, mal sicnro garebbe 
perb it concbiudere cio chc fuh awenire in uc in- 
dividuo i cui orgaoi siaoo resi irriiabilissimi da udx 
fame pxoluagata. II primo chirurgo del re, il aigaor 
Blerken, ha anicnralo il lignor Sckwei^r di n«n 
averdato ai maUti che subivaao la cura 'del signor 
Oibeck, aUro cbe pillole di tnolltca di pane, e aver 
su loro osserrato i mcdcsimi efCelti , che osservato 
Bvea in coloro cur faceva. premiere Teslralio in que- 
■tiaife; 

3," E'generalmente riconosciuto oggidl che la 
icoperta del signor Osbeck non i'Dnova, e ch' egli' 
non ha altro dierito che d* aver fatto conoscere in 
Isvezia il mctoda di THUnshw , poich^ qaello del- 
I'diio non diflecisce essenzialmente dalf altro, tranne 
nci punti aegaenti: 

Ji. Osbeck lua 1' estcatto di -.chaerophUluia 
silvestre inrece dell' eslratto di conium macuUutan; 

B. Osbeck dk per hevanda ^a decozione di 
radice di china dolce; fVinslovf la prescriv« egual> 
mente, ma preferuce per le persone agiatc la radice 
di aarsaparilla o l» scorea di sassafrasso ; 

C. Air epoca delta terta settimaua Otbeck 
impiega i mercuriali , dai quail se ne astieae il si- 
gnor f^'inslow; 

D. Osbeck sotlomette 1' ammaraloa una se- 
Gonda cura ddpo nn' interriuione di 3 Bettimmie. 
Wiiulow non segue lo 9te«so andamento;. 

E. FiDalineol& Osbeck pernKtt^ ' agli amma- 
lali pib cibo che ^.inflow. = Genttntncifa e da-ntu 
iare che nella cHata Diuertaiione si tegge -I'-esemrf 



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pio d' an renereo guarilo in Francia nel 1779 c«I 
taeao della lanicj dal cbe emerge essere que&to me- 
todo piii anlico che bod si e creduto, e di e^ase- 
gitenza hod aver il dotiore Osbeck meritato il premio 
cbe gli fu compartito. Egli pare in efFetto che lo 
KOpo prJDcipale di queita ricompensa foue ^i fissar 
r attenzione dei tnedici lu di 4piesto metodo, e di 
precisare in modo piit parlicolare i casi ip cui 
il melodo di Osbeck poiesse giovare ; 

i." Da'lutte quMle osservazioni risulta positi- 
Vainente, che la guarigione i ataU un effetto quasi 
csclusivo della fame, e che glj altri mezzi, all' ec- 
cezione detmercutio in alcuni caii, sono ntsolutamente. 
inutiti, od almeno doversi variarli secondo lo stato 
deU' ammalato. Ed iniatti T^inslow non ricori'eva a 
neuun mezzo determinatOj e guariva i auoi malali 
seoza mercurio. II signor Osheck qualtfica di speci- 
fico la decozione di radice di china dolge; ma il 
tignor Bierken h^ impicgato la decozione di radice 
di gramigna o qualunque altta analoga collo steiso 
fnccesso ; 

4.'* La maggior parte de' raedici sredesi limi- 
lano it motodo.di Osbick ai casi . ne' quali il virus 
yenerco e gia stato in gran parte disirutto dall' a- 
ziooe del mercurio o di quaUiasi altro . mezzo , op- 
pure a quclli cui 1' uio smoderato del mercurio ha 
pcodotto delie ulceri. 

In quettt ultimi casi , la cnra della fame e torn- 
mamente eiBcace, come lo provaao gli attestati di 
molti medici "^d' oipitale ; al primo svilupparsi del 
mal venereo, dove Osbeck-io propone egualmente, 
k deata perJi piu nociya che utile; e cib perchi I'a- 



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97 
sorbimento esseado necessarismcDte aumentato, il vi- 
rus si spande pi!i facilraeoie nell' organismo. II pro 
fessore Gadelius , di Slocolma , nel cadavero d'aa 
tiomo mortO du^antfi la cars, delta fame, irovb tre 
tofi cjvt al <li d^Dtro. Un ammalato cbe aveva an' 
ulcera Don venerea, ina con labbra quasi cart tlagi- 
nose, fu guarito colla fame. In teorica si comprendci 
cbe, quando il mal venerco, nan e cbe locale, I'a.- 
Stiaeuza ddgli alimenti dcve facilitare la propaga- 
ziooe del virus nel corpo, e per tal awdo rendere 
cos tituzion ale I'afTeiioDe; e ci& sembra convenire al- 
tresi cdir es'perienz^> Vero e, cfac. sovcnii I'limmalato 
pareva andar migliorando, comeche I'alTeiiooe locate 
si fosse, scematu; ma ben presto raffezione generale 
direiiiva piii sensibilc , a mcno chc I' tiso anteriore 
del mercurio non avesee distrulto il virus , o cbe 
Tammalalo fosse gia abbastansa ristabilito percbe il 
virus non avesse pih foraa di operave con cnergia 
guile parti, e che diveoisse allora piii facile ^i de- 
comporlo coll' uso dei mercunali. Osheck ba troppo 

. generalmente raccomanclalo.il suo metodo contra le 
aflezioni veoeree, poichc egli non lo giudica contro- 
indicato che nei tUici, e negli individui edematosi. 
Paragonando le espericnZe pro e contro t'applica- 
xione di queslo meiodo , si trova cb' esso e indi- 
cato nei casi seguenti: 

I," Quando r utTeziQne locale e di tal natura, 
cbe r a u men to dcU' as«orbimento uon puh produrre 
r afTcziooe generate. Tali sono i tofi , gli ulceri , i 
dolori esteocopi ec. e lorch^ non hanuovi che pocbc, 
o ucssune tracce di virus. In tatti i casi contrari, 

.la cura colla fame i quasi senjipre stata nociva. 
Atsam. VoL IX. 7 



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f 

a." Quando I' eoevgia vitale dell' amtnalalo ci 
lascis sperare che le iostanzc rod assimilate saraano 
faciltnenie eliminate. Per quesw ragionc il metodo 
d'Oj'&ecft diviene titiliisimo oelle aHeEioQi mercurial!, 
c per la ragione mcdesima si puh npiegare la gua- 
rigione di akuni venerei di coslitato robustisiinlo. 

3° Quando i neceuario aumenture h suscetri- 
Tita deir aiamalato alte impressioDi esierae , per 
dare una maggiorattiviik a piccole dosi di medica- 
menti. 8( *i>no vedute delle persone , neJle quali 
-graadi dosi di mercurio non avcvano ptodotto al- 
CUD effeun, rilrarre granditsimo sollievo da picr.iole 
dosi di queito metallo somministrato durante la cura 
delta fume. Una sola friiione c slata talvolla suffi- 
ciente per prodarre, in alruni casi, la salirazio'ne. 

Le tre indicazinai dr ora stabilile , coDcorrono 
quatche voha a favcrir il melodo Ai Osbeck, dove 
il ma) venereo gi trasmette per cqntatto di pcrsone 
infette o delle loro yesti, ma nan per via di com- 
mcrcio aensuale. 

fVinslow ha goreati guarito di tali malati censa 
mertiuno, e tolamente colla fame. U virus vencreo 
-cte H cdmunica in questa modo, t\ limita ipesso per 
lungo tempo a un' aiione locale, ed e freqnentemente 
elimiaato datla sola altivitli degli orgaai. La malat- 
tia s' anhuncia dapprima con macchie nere o color 
■ di rame sul corpo , oppnrfe con 'picciole scahrosit^ 
alia pelle , che s' infiammano a poco a poco , for- 
niaudo degli ulceri d'un cattivo i:aratterej azzurricce 
con laUira biancbe. Non i raro di vedere quest! ul- 
ceri guarirc spomaneamenle , lasctando aUora udk 
cicatrice lucente, simile a qoella d' ua cancro, altre 



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volte, nascono nuove ulccrij 1« parli gtoiiali noo- 
soQo pero mai sede di tjueste affezioDt.'Questi iilwri 
Gompajono alle voile scuta sijKomi precunori al pa- 
lato, cfae ordiuariamente i la parte piii ailelta \a 
■ simili casi. L' ammal^lci pasib g»$'i due, tre e sncbe 
piti auui, senza che le Tone diroifiuiscaiio sensibil- 
mente^ ma tnlioc KOf^avvcnfjono delle esoslosi, dci 
tofi, dui dolori ositocopi inaoffribili ^ le ulcere si 
fanno piu graodl e piii profcHide; ne tusee le carU 
t 1' am mala to a poDO-a poco diviene oiico. ' 

Quests degeoeraiiona della malatlia venerea, pt& 
cotnuitein NorvegU, e luago le coste delta Svezia, 
e cbiamata radefyge dai Cmeii , denominazionc 
tuitatapure lq Isvezia , doVe <Ial' yolgo si uhtama 
tuitayia piu opmuaemeiitc^iufo. i^ sale ( traduzione 
kllerale )l. La stesaa malattiu si vinviehe nc.Ua Sco- 
zia sotlo il noine di- ji£&eni .( yaws ) , e s' iDCaitlfH 
altresi in alciiiie parll della Prussia, seuza cHe quivi 
«ia distivta con un name apposite. Si assicora cfa'essa 
e aocor piu ctnnuue in GuHiindia ed in Uvonta; 

La guarigjone g' ouieue , egli e vera;, co' ilerca- 
riali, ma biso^K somniDistrarlr per si lungo tempo 
ed a do&i m fqrii ch' essi produ^no geoerahneale 
.altri caltivi etfettL La cura per la lame , qiiaodo k 
ajutata dali' dw dei mcrcuriali , esercita tattavia 
anclie oicl ntassimo grado di malatua , effetli cMt 
beneK;:*, cbe 11 gQTerns Svedase b^ areduto di Fob* 
■ dare ud ofpitale , ove qMiti xmmalaU wa6 CMtati 
dai sigiwf Oabef:k tecondo il : «iio inetodd. Oskeck 
non ha-di»tiiito neUa hii spen qoetia malatija- dal 
mal y^oereo .prapBUUMnte d«Ho ; e h Oissertazfoae 
.calata piu jopia J be fa lippefla quakbe nenitDBr, 



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percb^ I'utiiit^ deWa cura eolta f»hie'nc1 radefrgc 
vo* k «uia ben coDOSciAta, c}ic dope la piibblica- 
zione di quetta DiMertazione. II signor Sckwei^er 
si dichiflra debiiore di qucste ultime notizie princi- 
palmenie n) tignor Becker, primo medico dello spe- 
dalo di san Sfrafino. 

Quest' ospedale pertanlD , aCSdato alia direiione 
de) MgDor Osbeck^ h destinato a ricevere 6* amina- 
lali , preferibilmentc contadini. Ogni camera aoo ^ 
abitaia cbe da tre oquattro ammalati che li ten- 
goDO acca rata men le tibiusi. La Cura non vapa dal 
metodo lopra deserilto. II mercurto k quati sendpre 
impiegato in frizioni. AU'arrivo del ii^wyt Schweig- 
ggr in qneslo ospitale , efjU non irovit che la dm- 
malati, poiche a quell' epoca, i paessai, euendo oo 
copati nei lavoH cempestri , eviiaiw' il pift cbe 
jMr loro si \mb di tOggtornatvi.'Tra quetti is am- 
malati , eravi un giovinetto di la annij affctto giJt 
da tre aoni di radefyg^ , e che aveva tvtt non per» 
taoLo coniervato nn aspetlo di talnie. Un^.giovane 
cbe Ha 5 anni aver^ delle ulcvre, ^ cite entto net* 
1' ofpitale con mta febbre Icnta , seotivasi sensibil- 
meaie sollevaU , e 'le piaghe '^lavino per cicatriz- 
zarsi. Altri enno 'ioticramente ' rJslabiKti , e le loro 
cicairici mostravano qaapto )e ulceri erano 'itate 
citese. On ^Bmalato di i6'anni, ehe non no dimo- 
rtrava perit piit di S o lo, era com pie tame nte gna- 
rito da) rad^ge , 'ma troraTasi a tal gegn» dima' 
grato, che niui visi vedeva quisc traccia'di mu- 
scoli , e la pelle sembrava attaceata Mle. ossa. 

Dopo alcaDe'aUteconBiderazioai 'i\ lignor Schweig- 
.ger aggiHSge, che a Copenhagen la cur^per la fame, 
HOC i pill cosi di moda come alcuni aimi addietro. 



:.bv Google 



Noiizia sopra il catvso , operazione chi~ 
' Turgica usata nelle isole Tonga del mare 

del Sad, partecipata al Signor Richerand 

da EvERARD Home (i). 

( Journal aniyeriel dcs sciences mid. ) 



J.1 cawso (a) e un't^razioDfl che procura TiuciU 
del sangue travasaio nella cavita del torace in «e- 
guito a feritlB} ella si pratica ptirc per estrarrc 
peizi di frecce rocte nelle medesime j ma non si 
crede poterla impiegare per ne^ua altro caso. ^U 
atromenti di cui si servono per questa operaiione , 
tono un pezzo di bambou ed una sckeggia di coo- 
chiglia; qualche , volta ri aggiungono una sonda 
fa (ta call a parte media del cocco. 11 sig. Mariner 
vide un gran numero di pcrsone cbe aveano subito 
quest' operazi<>ne, e che godevan* la migUor salute. 



(i) Arlic. cpmunic. dal tig. dott. Desimoui. 

(3) Quesle notizie concernenti < /' operazione ana- 
loga a (fueUa eseguita da Richerand ( V. Atinali uni- 
versali, .vol. VII; pag. a44 ) > ^ono state cai^e 
da Everard Home 3 doll' opera che porta per litolo 
An account of the nation of the Tonga islands in 
the south pacific Ocean , compiled from the ohser- 
vations of M, fViUiam Mariner , several yeart 
resident in there islands , vol. II , pag. 239. 



^cbyGoogJe 



egli rha veduU [>»ticare in due casi. La prima 
che deprive venne istiluiia ropra Fagy, natiyo di 
quelle iso.le , cbe ric«relle un colpo di freccia net 
fianco deftro tra )a quiiita e la sesta coMa, non 
nclla liaea relta al dUotto dclla mamntella , ma 
alia diUansa di un pollice in dielro. La freccia 
erasi rotia ire pollici diarate dalla punta, e per il 
conlinuo molo nd' abbassamento e d'- elevazione delle 
coste neir atlo della respirazione , riesciva impoui- 
bile di scorgerlii all' esterno. Le barbe e la pvnta 
non formavano che un sol pezto col ruto del gambo 
della freccia (i>. 

Un compatriolta del ferilo i* olfene per I* opera- 
zione , ma questo *Don voile fidarii die J* un sno 
arnica nalivo di Varaoo , nOn per difetto di Confi- 
densa nell' abiliU del primo , ma petch^ avea piii 
Tolte Tedulo il ^econdo openre nelle iiole Fiji. II 
mutato fu ctillocato sul dorso, ed uO poco inclinato 
a tiniitra nella posizionc piii favorevole per I'ope- 
razione. La temperaiura era calda , il tempo sere- 
no ; le foue stato piovotp ed oicuro , o le il ma— 
lato avetse provato del freddo, si. tarebbe acceso 
del faoco nella capanna e tenuta ana fiaccola al 
suo flanco per rilassate grintegamentie rendere con 



(i) Le freccie cold si /anno ■ di legno -e solliti 
pin eke sia possibile , {rffittchi poisano introdursi 
facitmenle , e roatperti nella fefUOi he harhe di 
tfuella cfie it trtuia , aveano un diametro trasverso 
d' un quarto di polUce, ed un ottaro di tsiensionii 
il gambo al diiotio delle barbe. 



i 



^cbvGooglc 



iq3 . 
simili mezzi pik accessibile la feriu agli stramenti. 
La fetita era accaduta il giorno prima , e uon vi 
St poteva . ricoDOScere 1' esisteoza ilelU freccia in- 
fraota , >e non per Testremo Colore ecdlato dalU 
pressioDe delle dita. 

L* operatore xgnh con ud peuo di carboae il 
fiito e la lunghezza dell' iacisiope da farsi, la quale 
era di pollici due uon iqcuo , e la 'piccola ferita 
fatta dalh freccia trovarasi jiel ceniro. Gl' integu- 
inenli furono tirati in alto finche la linea uera 
eiiecdevasi paralella alia costa superiore; uii aju- 
tanLe vi poie le mauij I' una al disopra, i' attra al 
disotio della linea per rcndere gl'iDtegumenLi fermi 
e tesi. h' operatore avendo allora pcesa un pezzo 
di bambou, cominciJ) T incijioae approfoDiiandola fiuo 
fiU'ossoj e la conipi con cinque o $ei movitnenii 
di mano, coadiuvuti da ragguardeyole pmsiope. Si 
pennise in seguito agl'integuRieDti di riprcqdcre la 
loro naturale posizione ; poscia conliquossi 1' iaci' 
»one col mezzo d' unq scheggia di couchiglia fra 
lo spazio di una coata e I'altra, divldendo i mu- 
Bcoll intercosiali in tutta quasi 1' estensione dcUa' 
Ceriia esterna, in modo che si poiesse inlrodurrc 
I'indice ed il pollice per afferrarc la freccia, lu di 
cui estremita M fece in allora visibile duranle cia- 
scuna etpirazione. L' operatore , anerraia coll' indice 
e col pollice della mano sinistra la freccia , colla 
destra prolungaya 1' incisi9ne da ciatcun lalu per 
avere una presa piit forte e piii profouda , ed 
abbrancare , sc era possibile , il secondo oi-dine di 
barbe della freccia e facilitarc V operazione. Fece 
allora pasiare un nodo di cordicella intoruo allQ 



:c'b,GoogIe 



io4 

batbe, cite prege ira le dne S'na , eA avendolo bea 
fissato , tirJ> a ae la cordicella con tutta qaelU 
forza che la pnideoia gli permetteva , lollevando 
nello itcHO tempo alquaal» la costa superiore ; in 
tal guita impedi alia freccia di rientrare sotto cia- 
scuna inipirazione. L' inci*ione de' muscoli interco- 
Stali e della pleura si coDtinuIi ancora oade poter 
tDtrodnrre 1* tadice ed il pollice delta mano destra, 
colla quale 1' operatore cerc6 di allodlanare cih cbe 
polera intfattenere le barbe , c colle dita delta 
liniitra aflerrf>fl'esiteiD>ta della freccia, volgendola 
dolcemente da un lalo e dall' altro in maniera di 
saperare qaegli ostacoH che togliere non poteva 
coir altra mano. Ebbe pure 1' avvertcnza di non 
- darle degli urti , che potessero iDfrangcm le barbe; 
e con qilesto metodo , nello spazio di due , o tre 
minuti, ritrasse la freccia, che porti> seco una pic- 
cola po^ioue di sostaDza polmonare da cui non si 
era potuto disimpegnare. 

Durante questa operazione 1* ammalato parvc in- 
MDMbile ; egli era gostcnuto du quei cbe lo circon- 
darano in mado di prevenire tutti' gli accidenii 
che potevano nascere dai violenti strepiti che faceva 
di tempo in tempo. L'operatore csamin^ gubito coa 
attenzione la freccia , e soddigfat^o di vedece che 
le barbe di cui era fornita trovavansi intere , or- 
dinj> che gi cellocasse il malato dolcemente sul 
fianco destro per rendere cosl la ferita declive. 
Affioe di meglio arrivare a quegto inteato gi sotto- 
pose alle gpalle ed al bacioo una certa quantiia di 
gtuuoo , il che fece si che la feiita trorossi nella 
parte piit incliaata del torace. La teasibilitk del 



t,CoogIf 



1o5 
malato essendo in allora pcrfettatnenle rtaveiiau , 
desideri) 1' opcraiore di fatgli fare ana forle inspi- 
razione per conoscere se gli occasiotiava molto do- 
lore , e lestificando 1' infermo e»sere a ' lui questo 
atto riuscito Eopporiabil^ , gl' impose di ^jripeterla 
di tempo ia tempo , e qualche volta di smovere 
dolcemente il corpo j i quali mezzi diedero luogo 
ad uif* abbondunte uscita Ji sangue. Alcune ore 
dopo r operazione intradusse tra le cosie un rotolo 
di foglie di banani vipiegate molte volte e unte 
con olio di ooci di cocco , il tutio a forma di 
piumacciuola per tenere aperta la ferita. Ordina 
BH'ammalato di rimiiDersene quieto e di Don parla- 
re; non voile che la cua mente fosse disturbata 
da alcun oggetto ; venne mcsso principalmente a 
diela vegetabile , cod poca came di porco , ma 
noD grassa. Per bevaDda ebbe htte di noci di 
cocco a piacere. 

La prima none fu molto penosa, la lete intensa 
e popo il soDDO ; il giorbo segueote trovossi me* 
glio, uaa grande 'quaotila di sangue sort) dalla 
fcrila , Delia quale s' introdusse un nuovo piumac- 
ciuolo che rinnovossi ogni matting , fincbe rimasti 
quulchc idea di scoto. Cessata tolalmeDte I' evacua- 
zioDe del (luido , il cbe accadde a capo di nove 
o dieci giorni , I' operatore si assicuco colla sonda ' 
cbc la cessazione dello scolo non riconosceva gik 
per causa, qualche inopporluno olturamento ; con- 
tenloisi allora d' applicarvi un piumacciuolo piii 
snperficiale per impedire che 1' orificio esterno si 
cicatritiasse troppo presto. A quest' epoca si permiie 
air amnialato di caogiar leggiermcnte di posiiionCf 



t,CoogIf 



r66 

ei a misun clie s' incatmnmava veno U,guarigi»ne 
gU fa pennesso un po' piu di alimeoto , tranne la 
■ cava (i), che gli fu iaterdetta finauntocbe trovossi 
meglio. La ferila cicatriziossi oello gpazio di sei 
letUmaDe Knia verun accideate , V amthalato fu 
obbligato di guardare la cata per due mesi , t nop 
fa perfetiameDle risubilito che alia fine dell' anno, 
cpoca nella quale sembrfi si forte. c robusto che 
giammai ebbe a provare verun accesso di tosse. 
,La ferila fu ritenuta come assai perii;i>losa , e giu- 
diziosameDte curala. 

II signor Mariner nan ha poiiito scoprire le questi 
isolani aressero nn'esatta coaoscenia della ailuaiione 
e delt' etisienia delle arteric iniercostali. 

Accade soTente che le freccie non esseado hasco- 
ste nella feriu si fitirano seaza grande difficolla, c 
,cbe il chirurgo credeado a propoiito di praticare 
r operazioae del cawso , non 'con ingrandjre la fe- 
lita ialta dalla freccia, ma coll' istituirne uu' altra a 
.qualche distanza ; sceglie la parte che giudica piii 
Goayenevote all' uopo. Tutti quo' soggctli che a co- 
.gnizione del signor Mariner avevano subito il caw- 
so , I'operaiione era stata praticata nell'istesso lalo 
del caso sopra descritto. 

NeU'esempio precedenle la ferita non era stata 
lavata, e si pu& qni osservare che in tutte le ferile 
considerevoli prodoUe da stromenli pungenti , non 
si pennetie all' am mala lo ne di lavarsi , ai di ta- 

(i) Bodice, daUa quale gli ahitaaU di ifueW isol* 
ne traggotiQ ua umort motto graio e spiriioso- 



.tvGooglf 



>*7 
gliare 1e ungbie, od t capelU fiache noa liano 
bene riiiabiliti. Avvi opinione che queite opernioni 
po9saD» prodarre la gba ( tetano ) , '^■ando la si-v 
tuazione e la nalura d<lle ieriie sono tali da noa 
pQiersi mantenere afTatlo aperte ; pralica la quale 
aDoDUna ogni timoce d' un si giAva accidtnte. II 
tignot Mariner noa vide oiai letani prodotli da 
quesle cause , nia conobbe un grao numero di per-> 
Booe ch« r assicurarano d' aver ouervato alcuai , i 
qsali per euere uaciti troppo preiio alF arift libera, 
furooo lorpresi da alcuni ipasmi , a- cni i tucceduia 
la morte. Hanno egaalmenie osserralo che Ic ferite 
d«lle ettremit^ , e parlicolarmentc quelle dei piedi 
« delle ataoi , souo snsccttibili d{ produrre il te- 
tano in maniera iparentevole. 

Questi isotani aon ' proibiscoBO gia ai feriti di 
quetto genere di Tedere delle feiaraine , coll' idea 
che il semplice ttiinolo venereo posM auneataic A 
pericolosa affcEioae ; ma per encf* sttti treqaenli 
volte tettimoDJ dei cattivi risirftati prodotti da cause 
tanto semplici , qaali lono tl taglio delle uaghie e 
de' capelli^ motiro -ptt cni rietano lofo qocste cure 
di nettezza. Fa^ stette olto meii leoca aharsi e 
scaza farsi tagliare le iiB(;tiie od* i capa}li. 



:.bv Google 



io8 
Medico - CBirurgical Trauiiactioas ec. — 
' Transazioni della SocietA medico -chi- 
rurgica di Londra. Vol. VIII v par. I. 

{Segaiio della pag. 38 1 del col. VIII ) 

.Osservazioni mlla struttura morhosa delle 
ossa , can tin ientativo per ordinare le 
loro malattie; di John Hoitship, Esqa, 



\^ueite MservazioDi sulle maUuie delle ossa j 
servono di continauiotie alle licerche 4ello susso 
antore salla ttruUura delle cMsa in .utalo dl salute, 
ehe noi abbiamo partecipata . a<gli aDtecedenti fa- 
scicoli (t). — Premeaso che le scarce nwioiii inlarno 
alia patologia delle ossa , sono derivate dall' avere 
gli autori trascurato di studiare la struttura di 
.qoeste parti id istato di sanita ; ioDaDzi procederc 
all' esposisione del luo sbtetna nosologico , tl dottof 
Sbwskip comincia dal coafutare ropinione ge;iera- 
le, e segnaiamente il dottoc Russel, il quale avea 
supposto , H che la materia purulenta circomposta 
air osso accclerasse nella necrosi la solutione dei 
aetpiestri mediaole la sua forza solveate ; » diccndo 
che^la icomparsa di qualunque siasi porzione d'ouo 



(i) F. p-oLy^pag. aSi. 



..f, Google 



10} 

El effeltna unicameote ed immediaiamente col raezco 
ddl' assorbimeato. u In aUnoe afleziovi delle 'osM 
bo perb scoperto-, cfae i miDuti can&H longitudinaU 
si faono equabilmenle piti lar^hii ritencndo la [tixv 
pria superficie polita e levigatai mentre in altre 
sono mcno cquabilmeQte alldrgati , e k pareti de)l« 
loro cavitk presenUno ud Ospetlo « pro fed ine^aal<. 
Da cio ho coucfaiiuo, cfae per opera di alcane nu^ 
laltie , le menibraoe df' questi caoali acqiiisiaBA 
forza sorbeUie senza perdere la' loro naturale ..poliU 
tessitura, e per inflMtna' di allre nan (olamenle 
divbntano piii gmae e piu vascolari , ma prendo^ 
una stnittura graneltosa eMemamiinte , laddove U 
Etapetlicie auorbcDte opera sail' osso circompocto > e 
quantUuque quetli fald sienb uuovi , essi noil aoua 
■ per& stDgolari, ivppTbAaiando essi preciiamenteici^ 
the awiene in altre parti so(topo$te ad e^ciu^ 
mento. Comunque cuijosa pona sembrare la cir- 
costania del'divenlare uua levigata supcrficie mem- 
brannsa atta ad ssntrbire ud osso ; qa«U> ' iaito 
non e per& giabitito uaicamente sopra oaseiVasiont 
i:aiudH. Altrore (Praciical abserfOtioiis in surgery 
_ahd morbid anatomy)- ho riporiato un esempio 
dove la superficie detladura ttadre fo veduta mcbv 
cilare quesf ufficio j o rispetto' . a) : prendtftl Aallfe 
membrane comprese' dentro canali , la 'Jok'ma Ai 
grane'llazioni preparatofie alia loro incipianie acioBie 
di' A^sorbimfeDto, e cHi appuHo che veggiamo avf 
vcoirc Del pdrlosbeo ^'^uando- 6 ^oAo' 'Souo 'ctrco- 
stylize atte a'farlo atto ad bMorbimento. » i ' 

Il.daitor Howthip ris'guardti fesist^nza d«i viwi 
liiifatici nelle ossa ^ qual DOiiOae foildaM- mica- 



:.bvGoogIf 



ncDW lulU graUiiia piopctsiziooe graeialmepis ri- 
cevuta u f:he,(lere vi sooo vasi sanguigai che lu- 
Worano aiU ioaaaxiaot def;1i organi , abbbno ad 
avcrvi aoca dei vafi iusorbeatij per riassorbire. » 
Vero egli.e, p^osegae 1' auti>re , che nop possiumo 
• Kd sokeqlire, ue dimottrare la Wo ^sisteoztt iQ 
quote part) ; ma ragioD vuole cIk su di qu»l« ^ 
V^aMttta. si p^nga^o cerii lirui^ ^lla nostra fede. Se 
ci wHtMBio a conuderarp c|ie il jnedio diametrv 
M oaKtli loagUudintili neM' ossa uod ottrc|ia^a la 
dnocalfisiina ^ ;irle -di ud ^lollke , e cbe ^uello dei 
vau ia eai scorreot,! ^I^.angai'ii piii iticgolo }. e s^ 
Ai piu fiQc[iUrao .al ben aotv aiuioaia ,. the la na- 
tura in -lutte le sue opera^oni praferitce la sfiqpljip 
«t<^ alia. Gompjicaiicme; k afaqniq cqia torainainept^ 
firobabiki che Iq mitfUite, raoufiwziinii detle .reoe 
•who in quwli soLMIissMni caoali d^liaau alia fua- 
■cioofl deir.auprbinMiitO'; «|itiyoae chc e aluonde 
«ppoggi«lli agli <p<;nmBou diSalUr e di Cruick- 
^hdoA „ meccu cui c picuamefita d'fnostrata I' ori- 
gine dei vasi aisorbenti dalle ntrita d^'le ycne,, 
coir essQni inf<!(tati deiti vasi pqr vfa di queste. f 
I Assai varie sooo If ppinfoui cfr«a la condizioaf 
a cnisi uova ridotl« I' vs^o, pi'lma di cateife assM;- 
■JjiWk QuamtUDqi^e. Hunter dicesse che non contuffvjt , 
.di qaul niaitiera facevajii qifesi' operazione , credev^ 
VUtAViai'du gli aiiiOrbeDti d^lle pacU viye cJrcom- 
poste fosseio, cap^i.,4J^ prolungvsi.f di asso^birp 
X oMp vaatXo, Cruic^t/iaif^ djce; pufi da»i che pre- 
Ti^metite air aH9'bHneplf» d^. ui^ loJido , je.^parli 
.1^ dcbboDO esKXe Jton^ediatameDte assorbite ridu- 
TfiMJ tR. niiiuzz^i,, (i rimescalaao iosicmej ed 



i;,CoogIf 



anco u conreriano ia ftuidb. » II daiior Bbop» 
GOQBidera V ulBnitk di aggregarione qual rappresen- 
lante piu analogo 4i quella specie di coesione i 
nierc^ qui le parliaelle terrose uell'ossb sono teinite 
assieme; e « gli e^pentnenti del ngnor Carlo Hat- 
chett, non qacno the i miei proprj , aggiuage Fau- 
lore , dimostrano cbe le pariicelle terrose nell' dsh) 
poiseggoDo certamcnte una medium aniiRale , uut 
materia gelalinosa rolicolata; la qual' iotima strut- 
tura reticotata , sebbenc non abbia potuto disiiDla^ 
mente vederia cbe nelle ossa dei giovani uccelli; 
dal risultamento delle operazioni da me ioipiegaU 
pnr ispogliare delh materia animate le-ossa di vaij 
animali , mv soao noDdimeno convinlo che la di- 
((VibuEioDe di questo principio , k base costauie di 
ogni osKificattone. » A giudiEio dell' autore « in 
ogni asgorbimento d'osso, il processo comineia dal- 
1' opcrazione di qiialbhe foraa che «i esercita diret- 
lamente dal sangue circolante nella parte , m««i 
cut viene cangiato 1o stato del p'rifleipib animalev 
e ie paHScdle terrose si sciolgono in modo da ■«- 
sere due all' assorbimento. » La lAinuttssima' cireo^ 
laiione cbe fas iuoga nelle parli piii interne delle 
(M$3 , va soggetta , come in tutti ^U altri sistemi 
unitl al corpo , a variare e Modificare 1' azione Ata. 
suoi vasi in una maniera partictilare a s^ stnsa, c 
secondo queste diltereAEe" d* azione nel vast sangul- 
gni , anco le psrtkolari df&HiUt or VeftgOno favou- 
rite , ora'rilardate. u E ^ur cbiii Sommamente'pi'O- 
babile, che T influenza galVanica', cui , per atcuni 
recenti eirpcrtmeDti, si ^ trovata esettitare nna fvnk 
quanlo singolare altrcttanio inaspetlaia , aeU'ordr- 



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11* 
iiare b scparare fM eleoMnli cMtitBtiri dei SuttU 
HDimali , ti sviiuppi nel sangue, dall' aiioae d«i 
Tui •ull« nuterie ia e«i GODteDHle , e che T ordi- 
naDKato particolart! d«i rasi, regoli la retbteaxa e 
il liipto del tangiK ' iu que) tal modo cbe valga • 
Biefflio aMicnrare; lo sviluppameuto 4elU preci» 
muura di dettricitk neceuaria a pfodaira e disporra 
nuore camlMDaEioBi. » 

Premeasa , nello aUio impcrfcllo delle nostre at- 
taali Gognisioni , la d'lScoltk di beae ordinare U 
niiJaLtie d«ll« osia , il dcuor ffowshtp propone 
la legiWDte clafsilicaiioae fondaU ini caratleri piu 
ovvi di ogni bilezwae indiTiduale. 
^.J. AUeratione dalla forma eslerhre , non proct- 

ttenie da ingrossametUo genafale , rna piu comw 

ntmtnie da dtpoiito di maier-ia ossea nuovammte 

formalati alia luperficie dett otto. 

Solto questo capo 1' autore compreade tutte le 
«)rgaBiEzuii,OD) nodose > e quelle raccolte di materia 
oued che corrono eoiio- il nome di esostosi , e che 
gsneraliaeDte pro<^oiio da imitainetito o da ecci- 
Unieolft oella circolaziooe del periosteo , ia forza 
41 Gui il uwalo proprio della membcaaa- soggiace 
a cecti progT«uivi cangiameoU , menlri; le . arterie ' 
.cipillari dGpoDgoqo la materia ossea , Ja cui qusn- 
titk e dispmiziooe etterDa e regolata dalla partico- 
lare nalura, dell' ecciumenlo dal quale ha avnto 
origJDe. A questo capo appanengono altresi le alte- 
raxltfDi prpdoue dalla formuzione di naove giunture, 
r OMificazioiie cbe ha luogo nel periosteo in seguito 
alia necTOH, e le irregoUriia di supecficie susseguenti 
liooe delle oua fratturate. ' 



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n3 
$ 11. Ingroisamenio per mfiagione MU sostama 
pfopria dell' osso. 
A quests cla>^ » riferisoono ■ 1« ilivene altera- 
zipni die vangono pradotte <M)a spina ventosa ; 
afieztone n^lla quale le materie contenute net tu-> 
more «oqo per la mauima parte fonnata dalle se* 
cresioni natarali. La celefiib odd coi in qsesti caii 
r osio cede, si spiega in paite dair eccUamento od 
infianiiDapsione ' pradomiDinte nelle inembraae Cht 
ves(oa4 i casali delta Kwtansa 3olida:deir<mo, noil 
meao cbe n^Ue etpanatOnJ membranogie cdntenata 
netla c^viU mltlollare ; in foba dt'CuJ la' pVemioBe 
cbe fa dilatar I'osttt opera coUa. iMUsinva ^ffiMionet 
i^ercioccM, mentre la-tnawa gttictale delle nw- 
terie in esjeiconiMinle soMmie. an grodo di pre>- 
•i«ae verfo i) di.fobrij'Ie panctt dell' ouo sooo-, 
in ragioae yia^piii crMCente , indstte - ad aispUani 
per eQjetto dello steuo principio eiMso a tutti ff\i 
ianumerevvli eapali che peaetrano le partipiti sode 
della soitama piMa. Qnesta ai&cloiu sembtano pre* 
cedere da unq parlic^ttre aodificatiDae' dell* azioofc 
■crofolosa. 

S IIL Iitgrogsamenio deU* osso , . aecompagmuo da 

accrespiuto.depofiu di mtUeria otsea nelt inler- 

not.merci cm U .t/^suto dmime piA denso * 

piii cOntpattQ f^ no" ^ nalwattneKte-, comii 

awiem neU' iafiaiimimione salvtare dtUe ossa.^ 

....it QuetU suddtviuooe . CQmprende :tatte U affii- 

zioDi accompagnate Ja salatare o AemmoaMa io- 

fi|BUKUsioiie dell'wio, alia cni origioe, liccome 

ricercatt. ua gndo . raggoapderole di foisa <coMitii* 

.Biooalei co^ ^Ua piii comuoeinenta t in«or|^.'dopo 

Amiju. yol. IX, 8 



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Mi 
T acomtrininto ^Mtfelto <deil' individuo. Ut qni il 
{terch^ gli in grots amen ti scrofolosi occorrana piu 
freqifmtmMute iwl fior dell' etk. Le dlUrazvoni che 
si producoDO da qiMii* -iafiininaxioiie, laao regolate 
dal grad«- di eaergui delle ferae vitali , non meaa 
cho dftlh DUan panicolare dell' irritamento locak. 
Gli agcoti <^ranti in qunlf caii toao le gaaiii« 
Ineinbraoose che valoOa i i:aaaU lAngitudinali del- 
I'asso^ied' io i:redo di nOnT iDgdnnarmi diceodo di 
poter diutMUare^, che hi Etffeirte toRgimilare eMen6 
ciercitans (onu tvrbente >m meno tifae fa'raa secer^ 
neiit» maUt'ia m«M. La parliooiare [trepondeian^i 
dd)' uMA ddl'aUra di queste anioni, ^ causa dell'in- 
fiail'a VatietU de' Cecoioeni che ' «i risconlrano selt^ 
parti ove liuao iBtBDUmente esamintte. Ed iafalti ota 
si \rpva. gfdtldb all«ngamdnlo deJ catfali ctm pbtb St- 
MH^menuH, e lUiaare dcpoiiio di materia ossea ncFle 
idcUvJe; ora .MMDO. diflpwiaifrae alf iagro^smenld "dil 
canali , Mn maggior depmito dj -tttbteifii otsca ; ^ 
ora si tnta.flbe l^axloiie taliatainAtOria si i liinitata 
(otalatenU' ad an lata lAel vtRodto dbll* ossO^ prodo^ 
cendo quivi ingrossamenio e coDSolidamento, quando 
i' oppoHo lato e rimMtO' liiitltritiitd; In alcani cati 
delV ultiina> ^ecie occonv'ttdrolia di vederethe 
■ioYp Y etcitiwaaita ■ i' daHto IhngameiKe -senza'-'Bc- 
cedere .cnti iimti , tla cavil! nh'dblbre, coDe materiy ' 
in eua-xoiiteimt^ i-sltta nfwco t.pocb traspoitata 
daUa [tarM jceotrale deH'osto ial lalit pih loiatano 
dalla~ae4e del^aBiane iiifi3miAat<>ri8. » 
5 IV. Ingronamehio pt& o ntmv teiaibSe y c6ft"di'- 

■ . sposuione eM' astorbimetaa ed a8d JXsorganitta' 

■ xiotK d^ otto i era oi>trand9di^ihtid»UAitainia 



^cb, Google 



'9 midoUare , aUarcki U pqrti deW osso sdnb 
. arate tt poco a.poce separate td atsorbite , ora 

Operaado dalla superjicie esterna-, mtdiattte suc^ 

cestive esfogliaxioni iuperfieiitlL - 

LoiY:|ii U parti iDteme ddl' ouo sono tolte vift 
da ^uesi0 pcvcewo, I'irnlaaone lembra scaturiTt, 
dalU cavila midoUave , ed t^wrare dal di dentnt 
al di fu«ri , come da ttn paulo centrale. Quests 
i^FitazioDe , e il .rauegnente iacfemento di secret ' 
%\(tae , afffllUao priraieramente le menibraae di qu^ 
percfaio di canali. Ungitndinati aitoato piik' vtciaa 
alia caritk middlare , oelle parti toJide delt' osto. 
£ iiccome col creicere della qi»aiiti di materia 
iwdollare separata nei canali iBBgitadhiali , va puf 
,C[CScendo iJ f^nAo di pretsiose^' CMi lo iptiio vieo 
bentiHlQ allaTgato. La .resistenta d peril minore verM 
la caviU nidollara.;' la massQ sotlile di Riateria 
Qssea iDt^cposta tra iL canalc e la caviU generate 
verii duaqae gradatamente 'spwta al dj dentro ; ^ 
ficcome quetto pnoono va prosegaenda , cost la 
•fera d' itriiazioue li uUnder^^ all' anello pi^ pros'- 
simo di caoali , le cni pareti rase pare cederoli , 
I) assotligHeranno in propamflne della loro -espaa« 
woncad cosi GenttaiHiido gl'-jntaccbi dei saccessrH 
anelli . le lamelle ripotiate le prime , rese sottilis- 
time 1 ..verMMiBO .iiecidintalmeate rimowe per Tia 
dell' aasoibimeato. Qaando ^eMo processo i stato 
condotto a 11114, ocpta eatenriivDe, le ossa tooa ridolte 
•U'aapeUD'di Mmplici fiqnane, e antrttlgliate ia 
jLcuni cast cMue la caru. — Dove per6 1' aetone 
mod>OM colpisce la .parte '«lema delt'omo; 'il cbe 
lu)cade|ien^radD*Ble^ -ft'pcr awwHo, » per altro 



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tamoK nato nelle parti molli circompotte ; la sfera 
d'imUuone va tlloia dilataadiMi per "oieizo del 
periotteo, fioo a che 1' affeiione abbia raggiunto la 
parte esterna dell' orao. Sotto qneste circostaoce 
dall' ouo dutaccasi ana (quama che si lascia vedere 
in fondo dell! ascesto; conliouando il ■ processo di 
egfo(;liazioD« pik o meno, a norma delle circostanze. 
Naicendo quesle affesiooi il pib delle volte mditfe 
Del corpo opera iu (jualche , pnnto il vicio scrofbloto, 
vuol ragione che ti creda- euere questo processo 
neceuariamenu conneuo coUo aialo scrofoloso delU 
costitiuioae. w 

J v. jtstarbimmto tenza iitgrotsamento , procedentt 
da particolare eccitamento morboeo, piU o meno 
40itfo nelta struHura generate delie otta piane , * 
UndenU a indebolire It loro pareli e renderle 
. atte ajraiotrarsi per metwme cagionu ■ ■ 

, L'autore preteade che le affestoDi appartencnti a 
questo capo , siatio itue awai geneTalAeiile mal 
comprese, dii^arando cuere cadut) in errore colofo 
che dalle appareniB esteriori , o dagit accidenii che 
talvolta riiuluno , le hanno ia alcuni easi attri- 
buite a carie,.e.iB altri a preteKnattirafe fragilitk 
dell' osio. u t^ cariCj dice Howskip, itnpUca sem- 
pre la morte dell' Otso a£{eu«,,e U fragility pu& 
unicameoic prjocedere dall'ar^ I' osio tofferto qiial' 
che cangiafneiUo . tie' laoi princip) ceslitutivi ; ora 
Del caso pre$eQle noa aVrri segoo veraoo che I'ohO 
abbia perdula la viuliU. o la ana coftituiione di 
salttte» *) ■•- L'autore crede^dte I'aMorbimeDto del- 
\' o»o sia ia quests malattU il ienta rituluto 
« deir ecciumeoto nelle nembmAue goqioe dei 



^cbv'Googlc 



uoali IvBfttndiitall ; le qdali jmentre depotitano 
dalla loro interna superficie una maggior quantiik 
di materia midftllare , acquutai^o dalla superficie 
««teraa forzi auorbeate , per cui i canali tnedesimi 
>i allarg>a.i> J il qaal allargameata aiccome i pro- 
gre»ivo, coi'i le levigate auperficie di alcnai di 
questi cuiali fonnano in Sne degli apaij , nei quail - 
>i pub sempre distinguere diiaramenie le tracoo 
degti slrdmenti chc lianno prodotta la cavjtii, *« 
Qucsto procesw , accompagnato da nodi e da altce 

- alterazioni delle ' oua , occorreado freqnentemeatfl 
negV iadividai Infetti d> lue > ^ ckuM , aggiuiig» 
V autore , cbe questa malattia sia considerata qnale 
conseguenia di mal venereo. 

% VI. Cangiamento dijignra <UW otto adulto, per 

assorbimenio eke successivamente toglie le parti 
. pin intone della ttnutftra, ne indebolisee ht Jab- 
: hrica fenerale , e la rende per gradi incapace 

di sostenere U peso del corpo o I' asione dei 

muscoli. 

Questa divitione comprende le alterazioni pro- 
dotte dalla mallitui ostium; malfiltJa che varia tut 
luoi eOetti in differenli casi , e , nel cato medesi- 
' mo, in dificrenti parti del corpo. » Qualche voltft 
dal colore , dall' aspetio e dall' odore di qneite 
osaa, e segnatameate dat restriogersi talvolta asiai 
nel diieccarsi, h presumibile che troppo grande 

- sia la proportione delta materia animale ; in tutti 
pecJ) la specie particolare di assorbimento , de- 
tcritto al S V 1 sembra essere stata 1' agente priaci,- 
pale cbe ba indotto nell' osto lo slato di deboleua; 
questo processD avendo , in tutli i c»si da me wa> 



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. ii8 

■Moaii , mO' n cilindro del femore <faui tottilv 
qooato il cttrione. « 

S Vli, Mone paniaU , O necrosi dtW osso , qual- 
che tMtUa ejftlto d' iiifiammazione o d' an ascesto 
nt^ osto , piU comunemenle perd conseguenta 
di maiauia dellt parti molli circompotie. 
La necrosi, diceTautore, e geneEalm^te elTetto 
di malaltia nelle parti molll ; e dove - la porzione 
BCOroMta e di ragguardevole CEteDiione, segnata- 
aieale quando 1' afFetione ha luogo In un ouo ci- 
lindiico , d& origine a quella particolare acione del 
perioileo, che sbbiamo ricotdata al J I. Insorge nn 
certo grado di eccilamenta , che product una se- 
cretione di materia ossea che vitfne depftsitala net 
lefsalo cellalcMO della membrana ; e siccome la 
qu^litk di materia ouea va cretCendo , cod il tcs* 
■ato celtulare \a cni e deposta , Tiene ' successi- 
Ttmente rimotso dairauorbimento, in modo cha 
a capo di qualche. tempo vi' si forma un» forte 
. e compaita forma di ouo nuovo che abbraccia pib 
o meno compiutamente 1' omo vecchio. La tiuovft 
&U)rica deve necesiariamente etsere riunita alle 
Mtremitk vive dell' ouo originario ; poichi separaa- 
doti la materia osjea nel tessnto del periusteo, eua 
seguiik Faadamento e la diipoiiiionc di qneita 
membrana , in modo che ore le forze della costi- 
tnzioae siano adequate , sara talvolta condotta oltre 
i-confini della parte cbe dev* euere separata, co- 
munque estesa ella sia. » 

% Vltl. Cangiamenlo de figura deW OSSO duranie it 
sua accreicimertlo , procedente da assorbimenta 
pii o meno perfeito del fosfato di caice dot su» 



bcbvGoogIc 



"9 
teMOio i Inalurfiia reHondo net resto \l' orgaiuz^ 
' xatione deW osso. . . 

A questo capo appartiene I'afTeEianc che geoeral> 
mMte si deKrire sotto il nome di rwhitide , nelU 
cjuule le ossa diven^no preternatiualmeate moUi e 
perdpDo ptii o meno d«Ua loro opaciU • aoliditk , 
is iflodo che ia alcuot casi u lasciano piegare ia 

S IX. Perdita di soUtfiii' con astorbimeitto > disor- 

ganizzdiiaae deW otto, Indoita da depravatione 

costituzioaale , qualche vblta assai anatoga afia 

deprayoiione scorbutica , ed itccompagnala da 

decomposizione delta gelatina delta struttwa nssea. 

Pofhi esempi di sifTatU alteraziooe sono ricordatt 

dagli autori, e di que' pochi, quasi nesguna ragioue 

El e $api|ip darne/ Ne' suoi progretsi nondimeno , 

dice r autore, si e trovato talvolta se^uire \o stetso 

andameoto che ael modo d' assorbimeDto descritto 

al paragr«ia JV, ed in uli casi si sono troTati dei 

franunedti di tquane esl^me d'osso qua e lit attac- 

cate al periaslw). Dall' esiune patologico , non neno 

cbe da' sintomi presentati dagli iodividni durante la 

viU] avvi ragume di credere, che qu^ta malaitiz 

sia analoga ai|o scttrbulo. 

L' autore prooede ora ad etamioare le malatlie 
COK>pr«sf nel primo capo , ossiano le aUerazioai 
deri^anli o da pt^zUtte ingrossantenio delV oisO, o 
da deposito di nuova materia ossea alia sua super- 
. fcie ; alleraziopi cbe Uascer possooo da cagioni aisai 
svariftte , talvolu da roerbo apccifico, ^eneralmenta 
TeD«reo , e t^vdlu da violeoza estema. <« Qualche 
Yolta pero per minime cagioai aceidenulJi alferauti 



^cbvGooglc 



Ja Eiraoluione ncl perioiteo, ntuce in qnuU mem' 
brana un' ■ffeEioae accompagntfta da abbondante 
Kcreziooe di materia oatea, che in qualcbe raro caso 
degenera in nalattia incurabilc » ^ — Quanio aink' 
^rossamerUO parziale delV estema tuperficie deWosso, 
coDOsciuto generalmetfte sotto il nome di eiostosi ; 
tutti i praiici sanno variare grandemeDte quesfi . 
tjumori, di <consisteiiEa ; gli uni essendo moUl , leg- 
gieri , ceHnlosi , gU aliri duri quanto la slruttura 
ordiaaria deH'oiso, ed altri sommanenLe duri e 
cmnpatti quanto I'avorio. II dottor Hovthip dichiara 
noQ avere veruno asritlore indicati finora i diverai 
' modi d'azione prodacenti queste diflerenze nelte e$o 
stosi , per conotcere )e quali, preserve egli , «• ho 
tcelto r eMMtoti situate lul corpo di varie ossa , a 
notivo che se non tutte , la piu* parte di AifTatte 
■Iteraiioai uoite immediatamenie alle giunture, pO> 
Uebbero impirar dubbio del nascer etleno.dnU'afle- 
uone d^ legamenti delle anicolazioni , e per conK- 
gueua del non procrdere rigorosamente da cangia^ 
ncnto S aiione nella tostanza del^osio, o Del pe- 
itocteo che lo circonda. » — « Queste afTezioni delle 
Msa, continua eglij mi sembrano il riaaltato di quakhe 
eilema cagione applicata o sotto fonna di pressione 
o di ammaccatura. Elleno sembrano, la conseguensa 
di qualche stato del- periotteo delta parte , e delle 
membraue dei canali dell' osso , certamente diverso 
dallo itato di perletla salute nia peril non sensibil- 
mente motto diffcrente ; iii alcnni caai non alierante 
le funzioni di salute di queste membrane , oltre la 
prima o seconda serie di canali loagitudinali ; ed 
anco in quieste scrie operantc uuicamente ad un 



DiailizaibvGoOgle 



piccolo o limitato ^zio , n6a causaote ititri feno* 
meni , Iranae quelli cbe sappiamo naiceiee dall' ac- 
>cresciuta attivit^ delle azioni di salute del sUtema 
VBscotare dell' osso. — Qualche volta petb V impres- 
tione si cstende a tutta la soitauza di uu !ato del 
cilindio deir osso , ^oducendo un tumore esteiuo , 
la aii strutlara non diflerisce per nessuo rispetto 
da quelU dell' osso sano , quantunque la figura ge- 
Derale della massa gia cangjata. ' — Id alcDoi cati 
V alterazioDa puii nnicamente Hggnardarsi qual risul- 
tato del progressivo aiimeDto di secmionc della ma* 
teria raidollare' nei canali |IoDgitudinali ; mentre ia 
altri essa e evidentemente 1' elTelto dell' accreiciuU 
McreEJODC della materia oisea , la quale, i per altro 
depOEitata alia stessa raaniera cbe nello slato di sa- 
lute ; imperctocch^ nella parte afTetta del|' osso noti 
si nou altra alteraEione, che T iagrossanMnto , 
piuttojto il prolungamenlo di quella ponione di ci* 
lindro. » L'autore Convalida quesle diverse forme di 
esostosi colla minuia docriKione di ciascnna specie, 
da lui diligenlemeDte esaminate mediante il micro- 
scopic solare, e acgnatamente per provare cbe le 
esostosi dipendono talvolta da mCTa dilatasioD* par- 
liule de' canali lon|[itudiDali prodoita da aumenio di 
secrczione d«Ua sostanxa midollare , e percio, noa 
sempre da secrezione esuberante di materia ossea , 
citandone esempi altres) dall' opera di Sandifart , 
nei qual i pure la parte d'osso proturberante non dif< 
feriva dalla struitura naturale , tranne nejl' allar- 
gamento de' predelti canali loDgitiidinali. 



^cbvGooglc 



Detr azhne ottificanfe dei wui del periotteo net 

Jbrmar nodi ed et{fstoti. 

La moltjplicita delle forme cbe si prendono dai 
Vasi del p«riosteo nella seciYiionc delta materia os- 
tificaute, e la rariota delle cagioni atle a deterroinare 
fiOatU MCteiione, rendooo qqasi impouibile il dUcln- 
guere Ije alterationi procedenti da azione specifica su 
delta menabraaa da quelle che possoao derivare da ca< 
gioDi tmnnpi, od.accidentali. L'aulore si limita prr ora 
ad etaminare doe i^pecie di conformaEioQe di esostosi : 
wV una,, che riiulta dall' azione osiificaate che ha 
depOKta luia sola lamella d' osso sulla supcfficie na- 
turale; aiione che soveqli e accompagnata da cerla 
grado di maqifetto iogrosaameoto, da stato doloro^o, 
« probabilmcate inGammato del periosteo, e che qual- 
che volu .tembr^ risuttare da affeiioDe di ipecilica 
oatura. 1J altra , accomJjMgaaU da graade iagrossa- 
neDto del p«ri<Mleo,. ed auai prababilmcnle effetto 
di uoo Stato di malattia piii o meno petfeito di 
quesla membraaa ; la quale membraiia coDtinuando 
a crescere di volume col progredir del male, assume 
Ruori caratteri, p determina la specie e la quan- 
titJt della secresione ossificante , conforme all' eta 
e alia costituzioue individualc, » Quautuaque il 
doitor HofAfsHp. dica di aret falte qweste sne os- 
fecvaziooi nclla state del iSi'i, non lascia tutlavia 
di avvertire, che la prima Yarietk d> esostosii c staia 
egregiameiite descritta dal.si^pr Delpeck, nel suo 
Pricis etimentaire des maladies chira^icalef , (. 3, 
p. 57a, dove dice « che nella seconda forpia di eso- 
Stosi , ua osso sano e naturale sotto ogo* altro n- 
speito , preseata ua tumore circo»Grilto pia o meno 



:.bv Google 



voluminoso , U cni stnitlura e diversa da quelk 
del teaauto delV osw primitivo , e che tembra so- 
vraggiunto. I pezxi anatomici, su cui ri puo siu- 
diare quest' ultima specie, mentre raff«zioii« e an- 
cor poco avauEata , preBentano infiatti uqs lamella 
ossea piu o meno groiia , fissata alia s^MrGcie 
eiterna dell' osso primitivn, cbe la maceraxioao e una 
Inoga etposizioue all' aria possono distaccare , e al 
di solto dclla quale si trora TorgaQO aottoposio 
eseote da ogai alleraiioge. n Quetta fivma di eso- 
ftosi , che conviene perfeltamente colk ouefV||cioai 
del ncMiro autere, fub, dkfi Howskip, nascere alia 
tuperficie di qualunquc (h£o, ove- da una qualunque 
aiast cagione venga attcrata I'ecoaomia regolare delta 
circolazione nel periosteo, si^come c ptovato da iu- 
fi^iiii peui paiologici conietvali nel museo del si- 
gnor Heaveside. Id alcunli bag) qaesto (irocesio sem* 
Lra estere nato unicamenle per la diviiione del pe- 
riosteo nell' amputazitsie , in altri per addi^ionala 
irritamento di qualche parte dell' estremit^ divisa 
deir osso cadoto in ntortificazione , ed in aliri da 
ragguardevole parte d' osso caduto in mortificazionc 
e che andb ioggetlo ai cangiamenti prodolti dalla 
nccrosi. « Nel prima di questi tre cati 1' eccilameato 
sembra cNtni limiiato ad uaa piccola tuperficie, s 
1' ingrouamento si bene che il deposito , & stato 
poco ragg Hard e vole; nel Kecoudo Testeniione ddia 
poraione d'osso che li e separata, sembra avere regolatv 
laviolenia dell'eccitaiMnto e il sasseguente dsposito 
nel perioUeo; e oel tens La quantity ed estessiooe del 
deposito osseo, i in alcuni caii coasiderevole , il 
proceiso di secreiimie in quesit casi apprQwimaDdost 



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13$ 

d'atsai «-qUe1lo in cni la cottituzione - forma tm 
nuovo osM, col fine detenainalo di prevenire 1« 
caiUre cooseguenEe cbe altrimenti leguirebbero nelle 
TBSte necroti. » 

L' auiore viette ora a coasiderare quello state mor- 
boto dfl periosteo, nel quale riagrostainonto di que- 
>ta membrana, acconipagii^to da abbondante jecre- 
zione di materia ou[ficante,'prodiice « queiraifezione, 
cui da alcunl tcrittori i itato knposto il noine di 
etostosi, e da altri quello di oueth-sarcdma. » Qiieili 
tumori pruentano la siagateritk , cbe in ud caio 
comiaciano e raano creieendo liao a che direnga 
necesiaria, rampHtmioae del membro, tepia indurre 
dolore n^ altro tnromodo, traone quello procedente 
dal peso e dal volume ; mentre in an altro, I'infer* 
mu e liu dal principio del male incettaotemeuta 
tomtenuto dal dolore e dairirritamcDto prodotli dal 
tumore, e ci& « quantanque coiraalomia si irovi il 
tnmore , tanto per rispetto alia atruttura, qudnto 
per la sede del male , nell' udo e nell' altro caso 
perfettameate ideutico. »I1 dottore Hotvthip con- 
gettiira , che quesia diversita di fewnmeni di una 
malatiia che ha la medesima aede , derivar possa 
dall* eiiere ia direni individni ii periosteo, e tutie 
le altre parti membranose e molK , dotate di ana 
diversa miaura d* irritability,* per cui in uno ti lol- 
leva al grado di dolore la scnsaiione che in altri 
riesce iadiflGerenie. L' autore descrive parecchi pKZt 
patologici, ad oggetto non tolo di moitraic cbe la 
malatiia nasce e »i propaga nell' omo da ud centro 
d'imtamento, ma ancora per dtlncidare i feoooieni 
ehe si liKooirauo nelle parti cosl alterate. In an 



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135 

peZEo cbe ei conterva . nella colleeione dello spedale 
At san Bartolonimeo^ e che sta riposto nello spirilo di 
vino, si vede, diet Howship , ft ^ qual eaorme vo- 
lume puj). creicere la coscia per quesU malaltiaj 
cfae, Del caso pretente, dur& diverei anni, senza 
mai essere accompagnata da dolore o da irrltameDlo.n 
In un altro preparato, che si conjerva presso il 
signor dottor Aberneihy , il femore in tutta la 
lunghezza ha una circonferenza non minore di tre 
piedi. In altri pezzi patologici , conservati nel mu- 
Beo del dottor HeODeside , T ingTossamento parziale 
. del femore i salito al volume di an grosjo melone ec. 
Esamtoati qnesti tumori diligentemente hanno mo- 
■trato una struttura pnramente lamellosa o fibroia, 
che procedeva in fbrma divergente dal pnnto cen- 
trale delU malattia ; riguardaia essa col microscopio, 
si h trorato cbe u il primo strato di materia ossea 
prendeva la forma di picciole masse granellose ir- 
regolari , che dalla siuseguenie asione delle parti 
molli comprese nella malattia, assnmevano la forma 
lamellosa o Ibgliuta. » U dottore Howslup crede 
cbe la materia Osse^ ne' subi element! , «i& general- 
mente analoga a quella dell' osso sano , senza per& 
latciar di nolare cbe talvolta predomina la materia 
lerrosa, e che ncl caso descritto dal signor Chevalier, 
Ja sosUDza terrosB si trovava deposftata sotto forma 
crislallina in frammenti grossi quanto i gcani di 
senape. 

Noi ritorneremo su qiietto argojoienta , si tosto 
cbe il si^or Howihip avrk pubblicaio il resto delU 
Memoria. 

( iori contimtato ) 



.tvGboglf 



IMP. REQfO GOFtRAO DI MILANO. 
N O T I F I C A Z I O N E. 

Jj ordine dell' Imperiale Regia Camera AuUca 
gtneraie delle Fiiutme , poriato da suo Decreio 'xS 
agosto p.". p^, n." S-jiiH-aii^ reiia prescritio eke 
^uei Cenijicati d'inftrmitA , o permanatU o tempo- 
rarj , rilasciati da Medici e Chirurgi ordinarj 'per. 
dUunque possa trovarsi'in circostanza di produrlt 
a Dicaswi tanto civili che militari, per foggetta di 
ottenere o pentioni od abri anahgfii assegnamenii 
in via di graeia , non verranno dai predetti Deca- 
tteri accHtati le non quatora i Cerlffieati medesimt 
ti troveraano munili della vidimaziont o del Pro^ 
lomedicQ o dei Medici de^i ^ffi<i sapUarj delle 
ritpttkfe Provmcie , o di altro gi/iratQ indiriduo 
di saititA rhetliio delta facoUh neceasaria. Coil 
finche , restano avvertiti lutti i Medici ,■ Ckirur^ 
ed altri individui di sanitA , che nbbtdno ad es- 
lere ben cauti e circospelU neW emeilere Certificati 
della aaiura suddetia, non dovendo (n esa etporre 
che la nuda verixi, e reiiando egtino stessi costiitati 
risponsabili di quanta avranno eiposto. 

Tutto cib si deduce a piAUica aotizia per eo' 
mune irUelligema e diresione^ 

Mitano , U 4 gennajo 1819. 

It conle di STRASOLDO , presidepte. 
Oaicciardi, Ticepresidente. 

Tordoii , tegreiorio. 



t,CoogIf 



NOtlZlE BIBLIOGRAFICBE. 

TfE CONTAGI c doIU cara de' loro effetti, leiioni 
medtctfpratjotie , del cavaliere Vihsvtaa Leiet 
BuERA , coDsigKere di governo di S. M. 1. R. A. 
profeuore P. O. di lerapia speciale e di cKnici 
medica nelf I, R> University, e direttore dello 
sptMe civile di Padova , tnembro del Geureo- 
Refiio liiiiuto, uno de' quaranta detia «ociet^ ita- 
liana delle scieoze, socio dell' I. R. aecadeiiua 
medieo-chirutgica Giuseppina di Vienna ec ec 

Volumi due, eke si pubhUeano per associaiione. 



U opera sard divisa in due volitmi in oltavo 
grande , carta fina e caraiteri nuovi , e niiidi, che 
intieme risulieraano di ^B in 5o fogli , compreii 
gf indici delle maierie e de' signori asiociaii. Pgr 
ma^ior comodo delle spedizioni sard divisa in sei 
fascicoU , ed incominciando dal corrente geitnajo , 
se ne pubbliekerd uno ogni rnese firm al son aam- 
pimento, cheavrd effetio net prassimo venluro giugno. 

I signori Asiociaii riceveranno ogni fascicoh 
franco di porto in tutto il Regno Lombtrrdo-feneto; 
ed ugualmmte tranco fino ai co^fmi gli esleri, Amait' 
do quetti ultimi di tviiare le spese poslali ne' loro 
stati, potranno indicare un ricapito nel Regno Lorn- 
hardo-Veneto , cui consegnare i fascicoU a mitura 
che saranno pubblicaii. 

II pretzo dell' associazione i if' italiaoe lire dodlci, 
che si pagkeranno anticipatWMente aU' atto che rerri 
richiesta. 

Le -asiociaUoni si ricevono in Padora dal signor 
Enrico Axi , impicgatn Delia biblioteo* dell' 1. R. 
UoiversiU , e dal signor ABtonio Tiiato , librajo 
nella conirada di saa Carlo, ai quali sono i signori 
AssociiUi invitati di dirigersi per metio d^ rtspet- 
livi u0iz} postaii} inyiando franco di porto it grup- 



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petta contenente it prezxo dell" associazione, e V in- 
dieazione- cktara delnome, cognome, tfuidijlcazione 
t'luoga di dimQra (i) di cki chiade I' asiocifaiona. 
Qutiora la spedizionefianca del gruppatto nonjasse 
permessa negli stati esieri, vi U aggiagnerd. V etfj/ir 
valente, che pud esser calcolaio ad altra lira 'italiMia. 
■ U associationt rimarrd chiusa al pubblicarii del 
tecando fascicolo nel p. v. fehhrajo , e in altora 
I' opera non sard rilasciata che in ragione di 3a 
ceniesimi per fogliq , non compreso il porto , che 
■ rimarrd a caripo escliutvo degli acquirenti. 



Historic atque Ichnogropbia Horli Botanici Ti- 
cineosis. Auctore Dotttato Nocca, Imp. Reg. Bo- 
tiinices prof, plutiuin Academinrum sodali. Ticiai 
Kegii, 1818. // titolo indica il so^elto che ha im- 
preto a Irattara il henemerito autore. 



Polizia giudizaria far maco-clii mica, del signor Tf, 
H. G. BiMEK, douorc in mediciaa, profewore nel- 
]' uaiversit^ - di Koennisberg , dJrettore dell'istituto 
chimico ec, Tradtuione di G. Cwiappari, proCes^rs 
di cbinirgia nello >peda)e di Milano. Milano preistt 
Gio. Sitvettri, 1818. Im traduzione di qiust'opaa, 
sehbeae falta suUa traduzione /ifincese , non mem- 
cherd d'essere ben accetta agli Italiani , segnautf 
menie per le importanti giunie falte alle giu/tte della 
traduzione francese daW egregio sig. prof, Cbiappari. 



(i) Si raccomanda la possibile etaiteua nel tra- 
scrivere i\ falte indicauoui , onde eviiare gli errori 
Delia sUmpa ddl' elenco de' signori Auodaii , cho 
avti luogo JD fine del volume secondo. 



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ANNALI UNIVERSAL! 



FASCICOLO XXVI. 



Febbrajq 1 819. 



MeMcina legale secondo lo spirilo delle 
leffgi cifili , e penali i^eglianti nei.go- 
verni d' Italia ^ del duttor GiACOMO Bar- 
ZELOTTi , pubblico pro/essore di Medi- 
cina, Pratica nell' Imp. e R. Unwersild 
di Pisa. — Pisa i8i8 (i). 



Xl'profeswrc BaneUoai, gi& noto per ritre eni- 
dite e dotte produzioni , presentasi ora a) pubblico 
COD un completo tiattato di Medicina legale , il 
quale tra i moltissini che possediamo , lembra nie> 
litare la preferenza ]^ e per la cfaiareua con cui 
veagono tiattate 1e materie, t per I'ordine total- 
meute qqovo , con cui sodo distribuite le Tarie e 
mottiplici iiuestioni medico-foreosi , la cui s' ag- 
gira questa parte ianportante degli stud) tnedici. 



(1) Ariic. comunic. dal sig. prof. Bofigtovanni, 



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xSo 

Per queste ragioni , e per molte altre, che nello 
svol^re (jueM'epeifi cbiars emergeranooin segttito , 
si i giudicato cosa certamente ullle T etibice un 
breve IransuBto JelU medetima ad UlTuzioo^ e 
vaotaggio jeUa (tndiosa giovent^ 

INTRODUZJONE. 

La mediciaa legale con occbio filaioiico coDstde- 
rata e piti arte che scienza. Composta ddia Riedicina 
e delta giuriiprudeazA , che 1' una dei fatti , e 
I'altra dei diritti le impreiia , nel cfaiarire gli 
nut , e nel convalidare gli ahri , di praiiche pint- ' 
tosto , che di dommi e priacipj li KTve. £ di 
queata asseniooe feciii ne sono le prove e convin- 
centi. Imperoccb^ sia , che la medicina legale pro- 
pongaai di reriiicaye dietro le inchiette del foro 
r epoca della puberiJi , e quJndi la capaciA o in- 
capacita al coagreaso venereo cd alia generazione; 
la regqlaritk di numero e di itruttura di quote 
parti per lo acvpo indicato j lo staio verginale , »\ 
quello di conceeione acpaduta ; di aboito , a di 
parto lucCeuo e limili : sia ch« si voglia asiicurara 
che ne))' uomo apparentemente morto ai cela lotto 
tali sembianze la vita , o ft veramente diitratta ■ 
■ia che t«sA\axt6 detideri lo stato dello spirits : 
sia che tcoprire si proponga gli attific) impiegati 
per distruggere tDsidiosamente la vita , o Talutar 
voglia M liano stati valid! qnelli sdo^nti palesa-i 
mentc per toglierla^ in tmti questi casi di loa 
compeienza dod altro adopra cbc pratiche, di nou 
allro fa oso che dt stromeati, cbe toglie ad im- 



t,CoogIf 



prestito dalla noUimia, ila'lla chirnrgia, dairoste- 
tricia, o di taezzi, e reagent! , cfae le toinminislra 
la chimica e la farmacia ; onde a buon diritto 
Mmfara che la medicina legale , arte scientiGca pi^ 
cfae icienza debba appellani, 

Dell' eccellcnca della modkina legale, e della- 
necessi^ che qnesta veoga esatUroente studUta dalle 
persone dell' arte e del foro ne parl& abbastanza il 
dolto autore ia altro scritto ; ma ee quivi aggionger 
par altra prova si dovesie dell' eccellenza di essa , 
trascarare noa si dorrebbe qaella dell' importanza 
delio Bcopo , cai mira e loddisfa allordi^ il fatto 
col diritto , o il vero col gtusto paragona , e il 
premio, q la pena prepara all' iDnocenle, ed al reo. 
Figlia quest' arte della medicina e della giurispru- 
deaia, di entrambe ne rianisce i vantaggi cd il 
pregio : e DOn talva diffailo iiuieme la vita e 
I'oDDre, le proprieta, la liberta ai citladini inno- 
centi imputati di delilto, ed estirpa come nietnbri 
infetti dalla sttcieik qaegli icellerati j che attentano 
alia vita ed alle aosunee altrui per mille modi 
insidioii, coi quali maKherar vorrebbero il delittof 
Ella i ahrctl lanto anlica , qnanio SDlicbi gono i 
Tiz] ed i difetti inercnti alt' umana natura : gli 
Ebrei , i Gieci ed i Komani 1* ebbero in onore ; 
questi ce la tramandarooo , ed in leguilo moiti 
Dumini dotti impiegarono i loro talenti ad ampliarla 
e dilucidarla ; ma rcca peri> meraviglia e stupore , 
che una acienza cotanto neceuaria ed imponnnte, 
Don abbia cosiiluito pane del pubblico inlej^na- 
mento te non ic in questi ultimi tempi. Era cosa 
troppo indbpensabile che pubblici profettari insc 



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i3i 

goassera quest' :arle . difScDs , .di cui , al dire del 
nostra dollo airtore, tenia molta perizia di colui 
clie 4a esercila, o che dovrk esercitarla, o non 
bene ecorgonsi tutti i lapporti , o non si fa retta 
ai)pIicazioae di quelle regole , lulle quali riposa , O 
quelle deduzioni non ae vengono, cbe il vero in 
ogni sua pdrte dinuMtrano. E d' uopo che tal perizia 
>la estesa alia notomia , alia fisica organka delle 
fuDzioni per conoscere to staio sano e ntorboso 
dctr uomo ; alia medicina per ravvisare le aberra- 
zioni dello spiriio; alia chimica medica per ticono- 
Ecere , e mettere a nudo i principj venefici che 
insidiosatntnle si adoprano per togliere la viia } 
alia chirurgiu ed ostetricia per determinare la fona 
eel imporlanza delle affese , e se cause suIKcienti 
siano di omicidio per I' uomo c pel feto. laoltre nellV 
serciziu delli medicina legale non trattandosi che di 
casi che iuteressaoo la pubblica e la privata oneslfa, 
la vita degl' inuQcenti, 1' on ore delle famiglie; alle ' 
Gopra iodicate indispensabili cognizioni richiedesi 
nel pertto un'altra importante qualita, cio£ la pro> 
bita, quella virlii che gli uomini fa camminare 
pel sentiero del vero e dot giusto. lofatti un peiito 
di mala fede quanto mule arrecar non potrebbe 
•ra DC* Buoi rapporti travisando i fatti , e le cose 
da quello che sodo ^ ora cod parale indiscrete di- 
yulgando ct& che Del pilt lenebroso silenzio rimaner 
deve sepoUo; or maligaaodo sopra di alcnoc per 
ifcherzo , o per odio ; or prezzolando la sua mala 
fvde per accreditare un' inrentata impostara ; ora 
creando Delia sezioDe dci cadaveri - a bello studio 
feriie per mascberare la rera causa della morte j 



..tvGooglf 



i33 

' ora per isperanza di Incro giudicando sauo di roeote 
Ha pazto 'od un imbecille , faciliu eJ i cagione 
che pingui ereditk siano trasmea'se e. tolte a vicenda 
a cU Don eran dovnte, o a chi si competevano j or 
nascondendo il corpo del delitto Dei veneiic) ; or 
net referti paliaado i pericbli degli olfeii al foro , 
o aggravaadoliji o immagiDandoli , e cos) or favo- 
reggiarc i rei, o grinnocenti compromettere. Dietro 
Goieito quadro , pur* troppo veridico , aoa avea 
quindi ragiooe T aDtichilk di esigcre che il perito 
fosse di prohaite artis ei fidei , e chc quando 
I'una, o 1' altra maDchi, o sia difettosa, che desso 
sia escliuo dal ,foro , e per nalli abbiaDsi i tuoi 
parerii i suoi referti, e per fino j suoi giurameotif 
Esseodo perunto cosa molto ardua la scelta di un 
probo e dotto perito , e non dovendosi io cib in- 
tieramems affidare alia pubblica opinione, il DOstro 
autore vorrebbe che il |giudicc fosse perfeltamenie 
istrutto nella mediciDa legale , perche inullora il 
. perito tark piu esatto e circospetto , qualunque sia 
TopinioDeche di esso siabbia; e se entrainbi saraDno 
doHi ed onesti iDsieme , sarii remotissJmo e quasi 
impossibilt il caso che I' ingiustizia, o allre piu 
basse passioni pCDelrino Del foro. Que«lo ottiino e 
rettissimo desiderio del nostro autore siamo per ora 
bea luDgi di vedeilo iu Ogni sua parte soddis&lto. 
La mediciua legale costituita di casi , .o di fatti 
disparati ed eterogeDci , in prattche agirasi , come 
gik si disse , pmttosto che in dommi e dottrine , 
onde snscettibile non senbra di sistematica ordina- 
zioDe in corpo di gcientifica dottrina , per Io cite 
r antorc deviando dal comuoc sentiero abbracciji U 



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i34 
partito ncllo tcrivere. qae*U sna pr^teroliuiiita 
opera di fom^are altrettanttt qaesttoni , quanli sorio 
i casi iioUti cV eMa pretenla. 

Coteslo inetodo sembra vantaggiogo in ciit cbc 
ogni caso preienu alio ttudioso di nvedicina legale, 
o el perko ttna qncttione , ed Ognt questione an 
problcna a iisolv«rsi o diluctdani. • L' cftpcrienza ha 
coDviDto il dotto aulore , che la gioventh inuiala 
negli (tudj a«dioi e chinirgici trova lacite e dilet' 
terole quMto studio a lante qnestioni ridotto, per- 
ch^ ha la regola applicata al caio particolare , e 
quindi compendiau la sua fatka , e perche molto 
iDtercsie piglia oClla proposta del problema a ri- 
scdvere , ed avidameaie ne percorre col peosiero 
tutti i meni di aolinioBe , contento di avera trion- 
lato sovenie di quelle difficoltk ch'esM preseotava , 
e ,che a prima giunta le avrebbe crednte irreiohibill 
In tale diviiaineDto ba seguito come modello 1' im- 
mortale nostro Zacchia, ben degnamente pero; poichi 
le sne questioni medico-legali cosliluisono il radrce 
universale per tanto tempo in («tti i tribunali , itt 
tulte le scuole e presso tutte le nazioni. 

Ma 1% roente umana e come la naftira , ama 
I'ordiiie ed il gistema nelle cognizioni che acqnista , 
onde 1' anlore per ajuto della meiaorie ti studii di 
dame uno alle aue questioni medico-legali ; e qnc* 
■to ordine lo cercb , e trovi Delia legge , o nel 
diritto. Tutli i casi o questioni riguardale pel- loro 
fine lono in diritto del foro civile, o dl quello 
criminate; ma poicbd alcune possono intereisare 
tatito il fofo civile, che il erimitialei altre le 
leggi di poliiia, altfc le sole leggi criminalij per 



.tvGooglf 



as 

(al ih^tivo Bvformo pirnpie orJiaii o libri , sot- 
topose ciascaa onjiqe ad un titoto , ed aaoauciA 
ID esso la disposiziooe delle leggi stesse iu lati 
qui subilita. Poof nel primo Ubro, >oUo il titolo 
di afrodisioJogia ] lutti i caiti medico - forenii , che 
rigiiardjno la generpziotte ,»>Uo. I* iuflueQza per lo 
pill delle leg^ cirili. OrdiDa nel fecpodo , lotto il 
tiiolo di embiologia , tutti quelli cbe ri^uardauo he 
yita Bo$pesa> o distriUta, ctie aotto la discipUiu 
delle leggi di polizia sobo per lo piii ripoiti. Di- 
stribaisce nel terzo col, titolp di p^rana|ogiaj o 
stato di alienazioni di mente, qaei casj cl)e da una 
aflexioDe dell' organo, ove ba tcde il pensiero, 
procedoDO , e cbe sta sotla , il ligore dellQ leggi 
civili e pcnali per que! che simubre, o disaimularc 
quetto stato volesscro. II quarto libro, sotio il lilolo 
di tossicologia , tratta di . tutti i casi di avvelejia- 
mento sollo il rigpr dqlle leggi penali riposto. Nel 
qninto fioalmente, sottu il litalo di cbirurgia fo- 
xente > classifica i casi dj f<:riineiiti e di ,_ wnicidi 
sotto le, stesse leggi pcnali variamente modificate 
ripwti , e cost compie jl cerchio sistenatico dri 
casi medico-legali , o delle question! di medicuia 
forecsf. It dotio autnre ba falto di piti , ba adat- 
lalA Ic sue questioni medico -legali alle leggi at- 
tuali del foKO civile e crtminalc d'llaUa, giaccbe 
qnesie leggi vi ,soao . ed esislono per la aatione 
italiana. Se ne poirebbe . per avreattira dnbitare 
percbd deua e divisa jn varj goverai ? Non mai. 
Quelle leggi cbe la.Grecia ifnprestara a Roma ; 
che la ragioae. poKia e I' esperiema modificava , 
correggera ; miglioraTa ; che nello splendore dcl- 



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1' impero tonuno forouvBiio il cadtce di qaella 
gran naiione ; she riunivano di coitomi e d' iote- 
ressi taoii popoU , e tante naaiom , per clinii , per 
liogue , per marl e per monti divite ; che dopo 
la dtvuione dell'iDipero, e dopo la sua caduta 
rispettaroDo il tempo ed i barbari; e- che dlveooera 
tta'-altra volta il codice aniversale d' Europa , in 
mezzo alia pib florida (ua civilizEazioae, la norma, il 
modello, lo ipirilo di tutii i codici odierni, queste 
leggi soDO pur quelle modlficale che regolano anco 
oggidl la naEioae ilaliana, e dietro cui I'autore ha 
tnodellato questo eccelieute di lui icritto. 

LI BR O I. 



Afrodisiologia, o yenere forense. 

NeUa ipecie nmana 1' apparata geneiativo in ambi 
i se»i h deciio e manifetto. La tendenza dell' ac- 
coppiamenio k reciproca, e la fecondazioue, o pro- 
creazione degi' individni della nostra ipecic e aem- 
pre il risuliato dell' accoppianieato , o congresso 
Tenereo. Le leggi civili hanno regolaio questi con- 
greui dirigeadoli veno il loro vero ed importante 
■copo, e fu chiamata in soccorso la religione perchS 
li rendcsse sacri co' suoi riti , facesse piii (oavi e 
meno pesanti qnoti legami , e meoo freqnenti le 
contra vveazioni. Stretto cosl il vincalo matrimo- 
niale , legittimata ne Teniva la lucceuione , o la 
prole; quindi k passato iu legge di tutti i popoli 



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il csDone del diritto roraimo , cioe cite il padre 
delta prole concepita nel matriqponio e sempte il 
Bisrito. ^e le^gt civiii'e sacra bannu subiltto , che 
iadividni di aetso direrso-non aniti la"tnatrlmoD)o 
tecondo i canoni , dod posjooo IfegitHmanie'aie ac- 
CQ^piarsi e procuare senza commettere ua delicto 
degii(>-4U castigo ginsta i codici penali di divem 
pacsi. Cresce'poi seoza misnra il reato, se uao del 
due faccia violenEa 4d ftltraggio al pudore dell'al* 
tro;,coiiie anehe^chi per nascovderc i suoi tmcani 
abbia tentalo o procurato ¥ aborto ; abbia abbando- 
nato an f«lo senu toccotso , o lo abbia privato is 
^■aluaque modo di vita ; abbia atteataio a quelU 
delia madre e .. del figljo , o al propno ne aUiia 
sostituito un sitro. Ma poiob^ in faccia alle leggi 
civili e criminati di tutii i popoli nan esiatono 
viz) fkici da rendeiv iavalido il legame sacra del 
tDatrimonip-, nop etistono trasgregtinni , deliui , o 
misfatli in cose d} oneUa, diTiolato, od oltraggiaio 
pad«re , di concezione illegittima , di aborto pro- 
curato , di parto ^ccadnto , mataro od immattiro e 
simili , se per fatti chiari e manifesti non appati- 
■cono nel foro , poiche desso non pnit senia il soc- 
corso della medicina liconoscerli in tutta .1' esteo- 
none, e con tmte le pariicolaritk , quiadi tocca a 
quests sctenza-S stabilire i dati fisici piii certi e 
sicnri , eel al foro esibirli , onde possa essere in 
grado dl verificare , o rifintare il (upposto delilto 
cnmulandone tutte le [vore- 



t,CoogIf 



.3» . 

Cafito&O' i. 

^JaesEkme i.* Se pasta staUlirtt per ^trnie ^del fpro 

■ V inconthtclameato aCU Urwdha- di quei period! 

■^ deUq viitt, in cti-le persoiu iUltwio t ddl' aitro 

sesto»aono atie al coUo< ad iUIa gener0tiotK , « 

pereid.anco cOpact per tale o^ettodideliaquere. 

La natara' ha delcnmaBto i* tutti-gH animali, 
« cmV usir uomo md' epoca, in ,c«i» gl' iiidijridiii. 
di KI30 divens pouooo accoppianii^ geixtara « 
tnoltipliGani. II liiico ed il mMalfl , e \a. fane e 1a 
v«loBt& ouDCQirano wf elfeltaare quest' atlo , peraia 
k d' uapo che le one naao tvliiLppate , ,e 1' alira 
capace di' atU determinati. J>el^"^tuf|» epoche 
della vita , la. pabertk e la virililk boao }o piit 
opporlune alU generatione , laddore'' I'iq^anzia e 
la vccchiaja , o sia i due estremi, ne fboo quasi 
«ffatl« incapaci. Sta bene adunque per lame del 
fbro il preciiare. la prima e 1' ultima ed.j.in cut 
pu& accadere 1* accoppiameato , t tfuindi il tempo 
di deliDqiwre per tat »og;getto, preparaodo atxha 
in tal nafido la aoWidne del problemadella oapacilk 
pel matrtmonio. 

Lmaicha , come le fetsmine, poueno piii pregi^, 
o pill taidi del tempo fisaato divAiir pnberi , ed 
eSMre capau del couf^reaso venereo ^ deila conce- 
xione, e pare che la natnra abbia Voluta piil indi- 
vidualmente , che in tutta la ^lecje fiuare 1' epota 
pieciia della pubertk. Ha la malizia' tjlvolta ha 
■applito all'etk aaticipando deglt appetiti, che na- 
tui^meate in altro tempo si sarc&bcrb lisvegliati. 



t,CoogIc 



*^9 

II temp«ra!nent« nbnsio , 11 ^btK>o nntrimanto , la 
ipirito vivnce'.e precoce cobtribuiscoao dod poco 
air acceleratneoio dsUa pubwtk, come »r ritardo 
dell' inifioteflta lenilc. S« a ^ette usturali dMp9si- 
zioDi aggiuDgtf qualobe com la corrotta morale , i 
la suggesLiou« dei visiosn , e I'infiuenza del clima, 
«gli i oerto ebe hub lal «|M)ca pu& cisere di molio 
Koticipata. In mow a tale incerlezz^ la uatura Ua 
«appli(o cpa tegiH speciali p«r awenire che I'indir , 
viduo ■ deir uno a deiralutt s«uo e divennto pi^re. 
Lo sviltippo dei' peli ael saaschio , la ^utaxioDC 
d^lla -voce,, rincrenento della macChina, reiieDiione 
delle fact^tk intelleilnali, e noa di rado I'apparizione 
spontanea, dell' nnior prolifico nel Hiiin« : lacompartt 
delle mammelli vella femitaitiai qnetia dei mMlnii , 
quella dei peli ai pudendi, sono legni che 1' uno e 
r altra sonp giiiaii alia puberta. Devesi perft av^ 
vertire per lume del foro, cbe la deficienza d'akuno 
o anco di quasi tutti qucsii segni-, non esclude che 
gl' individni dell' nno e dell' altro setso possoao 
accoppiani e prodnrre prole. Quuu per& noa ^a- 
tcbbe che una rara ecceiione alls' regola generale. 
Le l^gi civili aflidaie ai sopraindicati dati .certi 
hauDO determiu^to it tempo del Batnmonio, e. le 
Tomiitae, cbe lorao divenute qtelU di tut^ ipopali, 
lo faanno fiasafo tri quattordici aoni contpiti per 
r uomo, ed ai dodici compiti per la donnai Le ] 
leggi cauoniche lo accordano talrolu agli tmdici ] 
anni per qnesta ,- ed anco ai tredici per qoeJIo. Le 
civili ed eccletiaiticbe leggi nott faaono ataegnato 
un termine pel matrimonio oltre la ririliUi, quttn- 
tunque noa sia raro peri., che gi&uto 1' noma 



^cb, Google 



'J* 

' all' etk maton, mal ginjicht deHe propcie (one , « 
che 1' impotetiia al ccrito ed alia geaerarione lia il 
risullato'Ji qacsti tardivi aecoppiamenti , i quali 
dai)no' uberiosa materia di scandaloac questieai nel 
Ibro. Risalta quindi , che te le leggi haono deter- 
minata vd'epoca [HvcUa pel matrimoiiio , non 1* ba 
delenninata la aatura pfr 1' accappiamenlo e per 
la generaziotte-pn le eaposte ragioni , onde pui> 
r uoiBo, come la donna, nell'ona e nelL'sltra eti^ , 
■e la somma maggtore dei reqtiisiti e aegni Id- 
ditati in ciascuno dt- essi si riubisca , eisere ca- 
pace di accoppiamento e di conc^one , e quindi 
enlrarobi atti a violare )e leggi del pudore e della 
onestk , e rei^enii rei di trasgressioni , o di deliiti 
contro quelle del maltimofio , e fdar materia di 
questioni at\ foro. 

ClPlTOI.« 11. 

Qneitione a.' Sf al^ epoca della pulertd mostraii' 
dosi non ordtnarie e fiziose conformazioni negU 
organi della generations degl' individui detr una 
«' dett altro setio * ambiguilA di sesto , o an- 
drogenismo , potsa dot periii dell' arte stabilirn 
petfora una norma ceria per I' ammissioAe. di 
etsi al matrimonio, o per dicldarante F invalidity 
contratlo che tia. 

L' inlegrit& degli organi geniuli nell' nao e nel- 
r altio setso i assolutamente eiieDziale pel coito e 
per la fecondazione. TuttavoUa dod pochi sono gli 
asempi della' mancatua , od imperfezioae «r del- 



t,CoogIc 



i4i 
r iiaa , or delf^Ura di qnesie parii, Queiti lif], o 
difelti sono apparenti o khIi , superabili , od i^vin- 
cibili , e r arte deve impiegar* i snoi mezii prima, 
che siano dichiar&li al foro iMUtabili , e perci&, 
cause sa(Sci«nli per non ammettere ai matrimonio « 
• per dicfaiurarto invatido. contratLo . che lia. Ls 
mancanza aasolu^ della verga all' epoca della pu- 
bertk i causa impedienie , come dirimente il ma- 
Uiqianio. La mancaDza del teiticoH , qiundv DOU 
sU reflelto della castrazione , non rende 1' indiri- 
duo inetto alia generaiioae > sapendosi beaissimo cha 
desM lalrolta rimangono nella reg ion reoale , agli 
ingainif oA altrove, e dod diiceadono nello icroio 
che tardi , o mai, senia che la loro azioiW venga 
minimaroebte seoacerLata. L'autore ne riferisce molu 
etemp) , e quindi dice : ma a che perdeni nel 
moliiplicarli laddove il fatto pnit decidete la q^ieslio- 
ne? Un eiperimento che canduca cottoro alia prova 
dell- ejaculazioue dell' umor fecoodaata, latk il piu 
valido argomeoto per >osteotfe oel fofo che qucsti 
sono atti al coilo ed alia generazfone , e che dod 
pub esser proibilo loro 1' ammogliani , n4 essere 
tentato dalle mogli il divonio per cosiffatta man- 
^anza. Ma un coaiflatto aperimento j cbiamerei io 
al nosiro aulore, come, quando , ed in qual modo 
potrk easere istituito perch4 poasa esiere autentico , 
e noa leda al pudore ed alia deceiua ? Questo ta- 
Tebbe uua cosa simile al congresto, che una volia 
accoslumavaii nella fraaccse giurisprudenza. Poco 
gioverebbe per 1' effetlo della generazione 1' esi- 
iienza del testicoli sJa occulta , sia manifesia , la 
r umore da eui elaborato qod potesse neir atto 



t,CoogIf 



«4» 

eucre espalio , e diretto per Is vagiaa alia boccf 
dell' Mero. Par queit* efTetlo i necMsana la buona 
■truttara della vsrga, e la posiiione idonea e pervia 
delT aretra. Totti 'I ri^ adnpquS di quette parti 
come pure nna pret^maturale anguttia, od obblite- 
famento della ragina- iDaup^eraUli dall'arte, po»oni> 
enere caose impedienti, O dirinunti il matrimonio. 
Alcttni difetti delU verga , o dell' uretra che li' 
flppoiigoao alia fecondaiiooe ', non fuoDO mUcoIo 
talroUa al congreuo Venereo , e gH uoinini poa- 
wno cottimettere ^elle traggressioni in cote d'onesia 
da richiam^re 1* atttfozione del foro. Qualche volta 
T orificio raginale i perclmo da imene forte , e 
quasi cardlagiaeo , da tumori poliposi , o camosi , 
da prolassi di vagina j o di utero , da ernie', da 
adetioni e simili ; ma in tali casi T arte ha sapnlo 
Tincere e trtonfare di^ quest! ostacoli , e la donna 
£ 4iveDUta feeonda e niadre. La 5te»a bocca del* 
Tuteto scirroA', qnando ab^iavi probabilitk di gua- 
rigfone , Ma pu& «s>ere causa diritnente il matri-' 
uoaio. Vi >ono de^li enti. cbe fino dal Ipro nascere 
mettoAtf dei .due 5e»i ap- 

partengot no androgtni gli 

anf j e g che ncu ave^ero' 

■iao alia se di ^onna che 

le parti i ]i masf bia ihe )e 

femmiDili Lura bannp dato 

materia di cUinoroie diicotsieni nel foro, ed faanno 
richiama^ fattenzioue dei Glosofi , dci magiftrati e 
delle persone piii distinte dell' arte. V aatdre eon 
fitti degni di fcde ed incontr^tabili *coipproTa cbe 
fesbtoQo v^'i ermafroditi nellar ^ccie ' upi,ana , cioi 



t,CoogIc 



la coesUtenia degH organi -delP niio e ' dell' altro 
testa in aa - medeslmo individuoj ma si dovranno 
poi ammettere tpxei casi ciferiii da alcuai (crittori 
di certi ermafroditi , cho aTerano potuto &r tuo 
dflle fiarti maschie e di quelle ^mumno a piaci- 
mento^ e diTenire on pB4ri ed on madci? L» 
ragione, anatomica, la qoala esclnde , at dire di 
Sailer , la timaltanellk' degli ' organi dell' uno a 
delt' altro sesso in un mcdesinM pclvi , ed i ^faitt 
dall'aotore riporuti, ^IgODO'in cio ogni diibbieiaa , 
e confuUno TitloriosBiDeDte lifTatte grMnite, aiiep- 
eioni. Bisogna danqae concludne cbe ^ nat^ra Ti 
■ono degli erm^roditi , nei quali atuimo dei do* 
seaif i iviluppato aflatto t capace, o udo dei dua 
■olamenie prevale per gli efEeiti ii procreare e di 
generare. Vengono tnscitate iiel fo^ delle queiUoui 
euir ambiguitk di stssa , ouia solla mala coofonna- 
zione delle parti geniuli , le quali meiiti«coiio ora 
r uno , ora 1' altro sesao. Ifa tali call It perito dew 
euerc canto ne' sue 
pn& , r epoca delta 
proQunciasi il vero 
duo , come d^ tifei 
parere inlla capacitl 



t,CoogIf 



: Caiitol* IIU 

Qnestione 3.' Se posta la perfeita e rtgolM-e^ corti- 
fannazione delle parti sessuaU, e speciabnent^ 
del maschio , posta darsi in esse un' asfotiiut 

• ifnpoienxa al coito , e se paella relativa debba 
reputatsi vaiida cagioiie dirimente il matritio- 
nio , b outpace ia eerti cati di assolnere dalLz 
paternitd. 

Atnnieuiamo per nn momento, dice it' dotio 
aatore, che |i pnssano dare, c si diano dei cati 
d' impotenu. auoluta permanente fin dalta oascita : 
cbe si possano dare, e si sieno dati dei casi d'fm- 
poienta assoluia temporaria nelle vaiie epoche della 
rita ; ammettiamo in fine che si possano dare , e si 
tiena dati nei maschi alcuni casi d' impotenaa rda- 
tiva tale, cioi, cbe riconosca una cagioQe piii ai<y 
rale che fisica,' percbi derivanle spesse volte da in> 
compatihjlitk di «arattere e maocaiiKa di geniali 
trasporti. Cib posio sta bene lo sviluppare le circo- 
■tanza di queiti casi probabili, che djeci sec«li di sforzi, 
dice uuo >scrittoie , di conlenzioni e di ricercbe 
non ne hanoo fatta. ancora che una suppojizione , 
che un uomo cioe sarebbe stalo prodotto senza aver 
ricevuio dalla natura la facoltk di produrre. Per 
negare un' impotenzs assoluta nelle parli generative 
del maschio , bisognerebbe negaria in altre parti 
del Gorpo, le qnali talvolta mancano delle loro 
apecifiche facolta ,- o le perdono , o le hauDO inerti. 
Tali «ono gli esempj di paralisi ingenite. Ora la 
Ttrga virile anche bfu conformata pub audare sog- 



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145 
getia a qneste stesse aiTerioai fin dalla Dasdla. 
InoUre V iiopofenta i stata osserrata gra- perma- 
nente , ora lemporaria nei tempecameDti di fibra 
lajsa , di color* pallida, di' animotriste, o insen- 
■ibile^ di voce ' esile , designaii dagli aniictu col 
nome di temperamenti frigidi , quaalunqne gli or- 
([ani genitali fossero nella loro ' integriU. Avvi an- 
cora nn' altra impotent dipeadenic da insufficienle 
tnrgesceDza dei corpi. cavernosi e del glasde , il 
quale, teslaado flacido sotio il prepuiio, diriene ia- 
■ensibile agli stimoli del piaceie. Risalla adunqae 
cbe si dii ua' impotenza assolata natarale di tale 
esteosiooe nel tenniiie come nel fatto da non per- 
metterc' cht alio scopo si giunga del matrimonitf. 
Ma saraono questi difetti 'scmpre. permanenti ? Per 
quanlo ardua sia la rlsposta, sembra perb al oo- 
Etro auiore cbe non lo uano certameDte , appog> 
gtandosi aH'osiervaEione dell' economia animale , 
per cui veggonsi parii naturalmeote paraliuatc npi- 
gliare il loro vigore e ritoniare aite al fiDe cui la 
natura le ba desUnate : sarebbe qnindi una mo- 
. struosiUi , che eststesse una legge del divorzio iba- 
daia lu delle incertraie. Percii non lia gnari l<f 
leggi di ana nazione rigeltavaDO qiialunque Asica 
impoten/a , e oircoscrivevano Ic ragioni , per le 
quali potera euere ammesso il divorzio, togliendo 
per lai guiu qnel sistema [foco decente , se non 
Jscabdaloso, e sempre iuconcludente , adottab^ dalle 
legsi anlicbe civiK e iacre , di assoggettare tali in- 
dividui a delle prove hod meno inutili cbe illuso' 
rie, a delle visite e verificazioni cbe oflendevaao la 
decenza ed il pudore. Se hod e causa dirimente 



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i4fi 

I' impotenit awoluU natunic permMentc , tsnlo 
nwHio lo lurk quelta cbe accadc ael cono dcUa 
vita , f che dicesi Mfcidnule, naU. cioe da maUt- 
lie universali , o paraiali delle BMDibra , da abiuo 
di vcnere, da velcDO venereo s da qiuliuqiM liiMi 
sUra cagione , poichi dilegaale, o ceuate tali cau* 
■e t *■ dileguarto purt a ceuano i loro dbtti , ora 
piii presto, ed ora piii Urdi, oade i clif le leggi 
giuJaicbc hnnoo troppo HmitaM quella ddla nam- 
ra , accordaodo alle donnc I' indugio di aoli tei 
taeti per vedere se per opra di natura, o di arte, i 
tnariti direnuti impolenti, fouero in grada di liac- 
Goppiarii validanKnte , coacalendo ad esM dcI cats 
contrario il ripndio. II Codice Cirile dei Franceti 
■aggi^imeote hob aminette questa impotenM, came 
3a priniH. Ma che dovri pensani deir inapotenza 
relntiva , di qnella incapacity rifiertU all' antipatia 
di carattere e di laataaia? Quaati Mempj nan vi 
•000 di mariii, cbe congiunti' oon donne di loro 
maMim^ (oddi>rasione aono itati p«r anni ed aani 
aiTaiio incapaci al coito , e cbe ipoatancamcDU 
poi , e per tola opera detl^ natura aono ritoroati , 
capaci di accoppiani con tutW il aucceuo, ed aver 
prote. Qualche volia i anche accaduto cbe uoa in- 
dispotizione , o nulatlia ha riavegliato id persone 
impotenti la facolU al coito ed alia generaziOue. 
Di cib ne tono ana prova il cato di Avenaoar^ 
medico illujtre tra gli Arabi , e quetlo rifcrito dt 
Zac<ikia, Dovera perciJ) la legge illuminata da qua- 
•li ed altri motti •tmili cati rigettare ana cagionc 
dirimpnte inaddietro il matrimooio j percb^ spesio 
tempor^ria e aaperabile j laddore amtnetteodola pa< 



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'it 

teva Cftera un adattal* pntota pu medicare uh 
male augurato peDlimento. L' auUre per& dub om 
negare che iu atcuni pochi mdividui per etk Msniloj 
o per vizj di parii vinli , o per morale imbecilliili 
possa-ammelteKsi rimpoteoza, ed ewere dalle leggt 
civili e canaaiche come valida cagioae dirimenU 
il matrimonio cottiiderata, Conlinua peril ad ^nsi- 
atcre , che se I' impateoza assoluta , e relativa m 
fdcilmeote ammeHB , pu& di leggieri saccedere cbe 
r uomo amareggiato dat nnor» stato, abbia raoairato, 
ovvero oileDli impoteoia net talamo , meotre noa 
i se noil ciie Sglia del pentinffoto j oppure mal 
KKidi^fitUa dei primi genJali traaporti abbia conce- 
pita avveni*Be per la sua eonsprte > e simali , o 
finga irapotenu relaMvft per e»tt i oppure io fine 
dopo di aver volnto contrarre il munmonio coa 
lull' altro scopo che quelle della palernila, conse- 
guilo r inlcDto, ha cetcalo , o cerca di sciogliere 
i legami acciuaodo. od ostenlando iptpolenza al 
congrewo r^nereo. Sar4 fprs^ fqcile til medico , o 
al perito j lo sark at foi9 di icoprire la frode « 
1' ingaauo in colui cbe studiosantenie ri^o^e simularc 
iiupolenia P Karauao fone sufficienti tutte le prati- 
cbe della prudenza , quelle dell' arte lalutare per 
KsicurvM (fa)il4 toril^e icaprirc I' iog^nuQp I fatit 
dci tonpi pawaii rtipoBdono di no, Noa ha avitio 
a<lkiaque loria il Codice Civil* da' f raupe^i di \n- 
iciirace tuUe le came £>iche d' impotepza i)ell'»9iao, 
tulte le praUche volttle djU. diritt» coauju.^. e ca- 
Bonico adopraU per vei^ificarlo , dicbiarando che la 
prujf coQcepka nel matiimooio, ^Mia nM^mre il 
marilo ha coabilato coHa moglie , sciua arere ac- 



^cbvGooglc 



cusata in tempo 'debilo impolenca ne) foro, ■(! t»o 
appartenga e per legittima debba repuUni. Cod- 
chiutle percib- 1' autore, che in una materia ii tantsi 
impftrtaiiza c meglio allucinarsi dietro g)i eiempi' 
della natufa, che rarisiime volte mostrano una vera 
impoienta a^otuta , e tone mai rdativa , che la-' 
■ciarsi abbagtiare datla impostura , o datia maltkia ,- 
che adopra tutli gli artifizj per mottrar freqnente e 
I'liDa f/ )' altra impotenta. Le steue ragioni alle- 
gate coiiirQ I'irapotenia fisica dell' norno potrebbero 
applicani alia donna , le le di lei parti geaerativff 
godeiwro di una attivilb, ed energta nel congretso 
come quelle di euo :.'qttindi non puossi dall' uomo 
tceusare la donna d' impotenza per allri fisici di- 
fttti, che per qnelli di conformaztone ingenita e 
morbosa disopra indicati. 

ClPITOLO IV. 

Questione 4-* '^<: possa siahilirsi in che cosa con- 
sista Jiiicdntenie la verginiti , se per stgiti ctrti 
si ricoAosca, st per' dati stcuri si giunga a sosie- 
nere nel foro , eke essa esiste, o che i tiata tolta 
senza violensa, o can Jorza oUraggiando it pudore. 

Se la ' verginit^ si fosse cercata pib nella puritk del 
cnore, che nel fisico delle parti, molt i leili ntuiali 
nOD* aarebbero stati amareggiati di pianti c di peb- 
timentij non si sarebbe ofTerto alia maliiia un mezzo 
per caluaniare rinnocenza, e alia reitii an compenso 
per fuggire la .petia di violato pndore ; non si sa- 
lebbe infine rivelato e disnuso nel foro , a |ran 
danno dei coitumi e della deceoia, ci& che dovrebbe 



byGoOglf 



■49 
lu^oadtsre nel piu iBtimi pen«traU 'U,,pudore e 
r ODetUt Ma taU soup gli eHetti. dellc umaoe pas- 
nooi, che sagrj&caao quasi Kempre 1' ooesto; e, tali 
WHO pur auco i oosLri caslumi da dover ceicarc 
Del male istesw ud. rimedio ad ua male peggiore^ 
&i e quiudi lecjamaio suila rergioitk nel foro da 
caloro, che geloti del primo &ore, credono che 
anticipatsmeate tia suto involalo i. da quelle che 
per avveotuca arendolo. perdulo, torp giDva soste- 
nerlq per comprovare V impotent dd marito . o 
per provare contro il marito, ,che role&te per tal 
ra^one ripudiarle, essere esse intaite. Si reclama 
pure suUa rergiuita da quelle, che,, 'per, jsperaiua 
Ui matrimooio , o di dote, bench£ iatatte siano 
veramente, mettono iaaanzi essece .loco ^tata tolu 
da alcuno. Si. e recUmato iofiue , e si reclama coa 
giustizia e veritk eulla vergiaitk da quelle, cui e 
stau tolta coa .forza,. e violenza , oade ioapumto 
non rimaaga ua alleiitato fatto. all' onesta . ed , al 
pudore. Ma si pu!> egli stal>ilir« che cosa sia la 
vergiaitk fistca nelle ^arii owliebri iBserv^enti. alia 
geaerazioue ? La defiaizioae di essa , es^re .cio^ la 
vergiuitik udo 'Stato naturuU delle parti etteriori. 
della generazione nou, mai auoggettate all' aziouQ 
delta, vcrga virile, oitre noa di meno un. pro^etna 
di difficile risoLuzioacFraitaoioiuia cosiaatCv ^s^r- 
vaziope }ia provaio , che itf, i| numero dcUe pafti 
muliebii noa vi -e che 1' imeiie , che ora vi esista 
natural meate, ed ora mai sia esistit^ ^aj'^siitecua 
di questa membraoa ora circolare, gra,&l<Hitaj ora 
aemiluoare, ora irregglare , i sempre contproviata ^ 
qoaado pill aoa eiiite inutta , dagU ayaozi.di eua 



:.bv Google 



i5o 
deiti carnoeole mirlifonni. QuJndi K dalU wla ttt* 
slenia ^i questa manlbrana dedam si dovviM la 
verginit!i , facile ne sarebbc U prmr* ; conw pi& 
facile larcbbe ancora il giudictiK delta perduU Vef^ 
giniUi, allorcbe in vece di ecsa mtonibnina se he 
travauen) ^li avanci. Ha qalnle voltfc rod i atc^ 
tluto, che malgrado T Miuenia di eAa intatiiuimi 
le donne abbjano concepila , e che sia conveoalo 
incideria per togltcrc I'oslacolo da nsa appMto alia 
torlita del fcto ? Qnante altrti non i sdcceuo , che 
la fiacidiU di tale mcAibraRa ha ceduto nlla dila- 
tatione sema rompersi? Dietro simili eteiDpj,-ed 
altri molti, che la sioria medica tomministra, le >i 
- Tolcue decidere della verginttk per T esiilenza dcl- 
t imeae , noi ci trovcremnio aoveDte ad asserire es- 
Bcrc Tcrgini le une scbbene corrotte, e le altre cor- 
TDlte quantUB^ne vergtni e caste. Che se ptb txvon- 
Vole icmbra rargomenio couiro la ret^nila appoggiato 
alia Dan eststeoza deirimcne, ed alia presema delle 
caruncole mtrtirormi, bisognerebbCj perchenale fosse 
veramente, ctte alire casionj natnrali, o accidentali 
valeroli non fosscro a lacerarla e distroggerla , o 
agiiscm in modo divcrsO da qtttillo che fare potrefabe 
la verga virile, onde subilire dalla divenJtk degli 
effelti qnetU par anco delte cagioni. E noto che 
Timene li tacera per isfonl di macdtina, per troppa 
tensione, o irritarione di parti, per isColo di ne- 
■trai acri t pobgentl , {>er floor albo abitnale , per 
prolauo di ntero, e tal fisu aocfte meccanicameote 
per opera deHe stCise fanctulle; coil Dt«nte pub 
flabilini df eerto anco in qoetto caso, ed il pro- 
blena rimane iisesolubile. Sarebbe forje piEi facile 



..tvGooglf 



tlEipranra V niMoBU dtJlt TcrginiA , » U tntn- 
canu di tMX IB i{DelIe lanciune , aclk - qiuli-l'i- 
mene aoa i mat MJitito, o in qKe)l«, che per r«A > 
essendtui contraAo i del talto 'tparito T No ceru- 
Ibeote, ed i periti poUeU>eri> confendere agevol- 
■lentf U pi& para cattillt' colli pib tfteBiU lvpeta»-, 
percib per Ood rampramettere 1' OQore del Mtso , o 
la qniete d^lte lanuglie uon saranna ia£ canti ab- 
basunaia dispreuaodo tuito cib ohe non i. c«no ed 
evidente , -e tuuo qwllo che pal> dar 1uo|{a adin-- 
lei^reiutoni o coDgetlftre. Nor h danque tnll* eti> 
atemza ,' o uon etisteutd d«ll' imene (obmeote , cul 
devesi appoggiare un giudiito lulla verglDit^, vA 

, fame Consblere in esia V eiseitia , ma heoA fopra 
lo staio natnrale di tutte le parti csteme delta ge- 
AeraEione; La comparatioae dei scgni plii certi dei 

, da* •tati oppMti , m cai travar si poiMiio tali parti 
coadarrit a qdlelltt prAva , cui ai pnii ginogcM ^t 

• decidere deH' eiisienca', o non eiisienza delta vergi- 
a\\k. E provato safficientemeDte, die faao eooti- 
naaio del' coiio induce una aeiuibile e rinarcberole 
^inntasione n^lle parti imervienti alia geBeraziom , 
per cui prtientano una notabilifiima diflferenxa; aaa 
qaetta hon e d' ahronde •eiuibile' le 41 coito lin 
stalo iuterrollo', perchS Mvente oelle giormi laU 
parti riacquistaao U lorn claniciU , vi^rc e Colo- 
rito naturale. Arri par anco ah' altta ciraMtania , 
per cat il paralella pu& bod reggere iaiifenflieDte ,' 
quclta fliai di uoa sola copula rece&te, "la quale 
non toglitn^ .il color natntale alle parti , non pa&' - 
■indttrre MmarcheToli matadaoi.' Ma h in qneito staK> 
appuDto che la natnra ha Tolnto luflicare.coa segni 



t,CoogIc 



i5» 
JoTM mCno) eqai'yoei., «1* il fioreideUfl rhgtBitY^ 
siata toli^ , 4pargen^ le*{iartt di uwgae sotto gli 
sConi della verga virile,- rcndendole lunude,' ed.ia 
uoff staM dr ereuiima. institiMndo '^ydi ('■esame noa' 
maltodopo U copula, ddq ti poi andar,granfjUtQ4avgt 
dal vfTo- oel giudiure dalla' perduta verginit^, sin • 
die 1' inene et»U' intaito, lia cha euO'siii tiHMsto 

> laCerato .e (Jhtrutto. Tmscorso parb. quajche tempo 
depo quest' atto , dill&cile aarebbeil decidere aa a\a 
«tBU'toUa U'vergiuila. Chi noa.vede quiodi quanta 
^vccse circoilanze dsiraQO <*D|C«ri»re per,^forai«e 
un retta ed tdeqaato giudizhr ? Non vplendo i4P- 

. nett^ delle ptvbabiUta, o verosimigliaDze che Ig. 
leggo nop ftpprezza, perchi sevemte distanti •gual- _- 
xneute dal)' ecraije e 'dalia rerita , ci Umiteremo a 
risplrpre it problema ,della vergijuU co'le par^ 
deir egriegio Zacchia^ ci«e chenoii.u cUdbo itgni 
oeai e pjktoguomonici della reigipit^;, tf]ie non. si 
jHu!) judubitalamenu .astetire- ptfi quafiiaii leguo , 
iodicante deflovjzioqe . che d^sfti sia aoMidulii per ' 

. e^D» del]} vergft 'virile ; che j^ifipe /{ual|ti]qae si 
sieuo i Mgui indicaali \o tUito ' verginale, noa si 
pui asteluNUeme sostfnere lo staio di yerginila. ' * 
AUroade qmnda decidere. si dere -dj ^iupr«, pur- 
"iAi rewme; di UU parti non sia falto troppo Ucdi, 
alloiB i dqli, su cui si appoggia il giudizio unto . 
pih maniCBiii, perch^' U gi;aDdi « i (e piccole labbcai 
r iment , r,o[ificio deUa vagioa^ e )a vagina stessa ' 
ti.ltovvn vipleatemeate- diitratte ,"lace(au,' coa- 
tiue, asperw di sangue , fsulcecate ; ^ F ioKanma- 
zione saccedaqea a qnes^ ■ rioletOe fiirnieraimo col- 
iMlirameni^ la Jliit totle presunzione , -ch^ t4 de- 



...Google 



* r»5 

1*1(0. e iUli>..CWiiunuto. La sproponione deflc- partii 
Jell'etk , AeXlt Sotzt,^ U .temperamento deU'.i^ssiiliU 
devodo vaUtarsi dai pcriti, pei' cui ne nasce soveote 
una {['rave iBfiammazioiie . aon mlo , ma la paraHsi 
, pure del le estremit^ iafcriori, e noa dl rado la 
morte. II dotto oostro • autore poteva pure ag^un- 
gen, j:Iifi se 1' assaKtore sara infetto di goDorrea , 
o dt alceri veneree, la s^uprata ne preseaierk i se- 
' gni., Le leggi remane baono wlutn puhire non tola 
qualtiaque.oUr^ggiD fetlo a) pudorc, Aa graduare 
la p«ga. cod proporzionata sevsrita. Lc leggi del 
codicfi' penaFc del Regoo lomb ardour eneto propon- 
gono )e sfesse peoc , , t^ft esigono appanto dai pe- 
liti iioa circottanziata dichiarazione dell' e(a > del 
lempeiaiaeito^ dcllo st^to infine, in cui si ttovano 
. le parti offii»e,ODde'potefe <oa giusta rqis^ra ap- 
plicare la meriuta pcatf. Che* se fa otfore ira' entt 
' ragiaaevoli ooteMct'delittay iin altro ve n' lu ancof 
fiii detestabile confeiUplato e puuito seyeranfente 
dalle leggi.'sptcialiiMiWe *e,can»mcsso tull? .peijon^ 
di un feaeiallo. al'dijtf^tla fl^reljt 4' aniji q.uindici 
conpiti. SaapMj chfc tajdelitto sia ftato cqiDRiesjio 
di recenie^ facile sap licoao^qevlo e Eta^li^l<^ per le 
laceraxJOM t le covWuiobi; e ragadi., p^er V ^ffusio^c 
del sanguer edalleraUAOe. ^i. (ultele; , parti, adjoi- 
ccnti . wa p&^ specialfQente.per - la yiofeo^ f^U^ 
alio .latere deir anQ,,RassatO' j{U4]clie,tefDpo jriucQ 
difficiU il polerloi deieoniafve, voli^^fii, d^diirr« 
dalla . sola pr«vd. .fi^ca- la veriftcaziope ,di> aa talc 
' delitto. Se il de|iti«[U(;me*e afTftfo ^^.niaji venerci, 
r egiitenza* di quesii nella parU vialent^ta puo sta- 
Lilice una prova del delicto apche ael caio, che 



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s(a poMBia qtlalclie tempo, da che jr itiiUi Coi^itiMMa, 
Fa (Paopo peii arrertlre che le ulceri, 4e escoria- 
siosi , ^ anco le fi>t«le , pcorehgono talroUa da 
umori acri deleroutiati al podice, lo ehe si dere de-' 
. durre e dalle malale pregrcMe, e dal lenpetamento. 

ClflTOLO V. • 

Queslione 6.* ^ posta' simularti , o dl/timularst 
ta gravidaiua, se per tegnC 'cent, ed in tulte le 
epodhe at essa posstr'desamerfi , e se'pef Segni 
■specfficki si rixsca distinguerta dalla falsa gnwi- 
danta , o da iallre affeziont uterine indipdndetUi 
daUo sviiuppo di un germe neU'ulero. 

Pno gimnlare la donna di etiCre gnvidt {wr lo 
pi!i allora quaodoe itata delnia dal*>iio amante , 
sperando" con tal meuo a di rtchianarlo at "tuo do- 
Vere per fartene no marilo, o (fintenUrle ma 
vendetta , e fone anno uItoIu per isfnggire nm 
meritato catfigo. Pub farlo aocont euendo vedova 
coa fine di dod perdere, o -di coategaire on'ere- 
dilk, Al coQirario pit& dittinularA di eHcrlo, o per 
Icoprin agli ocdii dei ||eniieri , del pareMi e del 
pidtfalico la ana vwgognar , h (otte col no diiegno 
di farae del portato la vUtinu di eua.' Ha vi 
•ono del Mgni ceni di gravidaosa e di nan 'jfrari- 
dania, per en! d pa«a dbtingnere malgrado la 
fincione o la occnitaxiooe per parte della gravida f 
In lutte le epoche di eua al maDtleita per quetli 
aegni? Fostooo eui ejiere'ewmuni ad altre afletioni 
aterine da dod confanderb con quettei o coila lalsa 
gravidanuF Ti *ono iwomma del legnt certi e 



t,CoogIf 



i55 

specifici per desi^merla seiiza C(|iiivoco e Mtita «rr<ire7 
Qiicsto e cio die dal foro si richiedc ai peritr*, e 
chc vorta pariiumente risolto in questo capitoto. , 
BUa^oa riteDcre, come gi!i ii Aiisc, cbe non prima 
iei 12 anni, be dopo i S« pet ordtnario le donne 
net SosUo clima sono aUe alia conceiioae. Uni 
gravidan^ta Delia prima ed ultima epoca delta *i(a 
della donna richiederk una ipeciale atlenzione per- 
chi esce dalla generaliU. Nelle epeche iiit«rmedie, 
prove pib forti cercar si derono net scgni esteriori 
desunti dall' atteraiione del viicere , delle parti' e 
deJIe funzioni degli organi appartenenti alia genc- 
razione. MelF esame di eise dev'esser lolta prima 
ogni frode esteriore , oon cui le scaltre donne so- 
gliodo «ovent« imporne Si tUedici edostetcici meno 
avvednti , perci& la doaaa de'v' etsere coricaia Dudk 
sdl letio. Dopo di cxh conviene riscontrare lo itato 
deir utero col mezzo dell' esploraiiiMie addamina1« c 
vagioale. Ma i imposiibile, tecondo il dotta' auii>- 
re, di accorgersi del variaio volume di euo in una 
doDOa c1i6 aVeSse concepito da pocM giornt , ed 
anche da un inese; Che st il fisco richieda dai pe- 
riti . prima dri lerio niese compito, la verificaeionc 
ddla gravidania , essi aon posjono far meglio' il 
lora dovere, che col doo decidere nulla di posilivo 
(ino a (jueir epoca j che le in eisa 1* utero nOn ten- 
tesi al pub« col latio esploratore si pu6 rispondere 
fraacaueate che la graridanza e falsa e mcollta. 
Questo termine divisato, )' autore , Id chianierebbe 
volontieri T epoca dellft verificasione legale, perchi 
Y niero che si presta al tatto delh mano csplora- 
Irice, indica cbe \a es»o e accadula una matationc. 



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i56 
dalla ' quale p«to pon pnosti arguire clie sla opefd 
di lid genae cfae, si sviluppa nella sua caritk. Po* 
t«niia raccogliere dalle iat«rrogazioni faltc che la 
donna abbia perso il luo ordiaario appetito , o cbe 
>i tenia chiamata.a cibarsi di cose noa ordinarie al 
•uo vitlo; che qbbia propelisione al vomito , o 
naiisea talvulta periodica; che ora si faccia smort^, 
cd ora iafi«nfluU in viso j che n^i. luoghi anguMi, 
e dove riunite li troVaQO moU^ persone sentasi delle 
sofTocaiioni,. o ch< non ti trovi bene se noo seduta, 
qu(«li segni possQuo dar^ uo forte iodjzio per so- 
stenore, iquando il volume dell'utero sia accresciuto 
che la d'>tiua sia iiiciaia. Le mamnieUe sovente nelle 
graride partecipano: della, .rivotuziooe accaduta al- 
1' utero { s' iotiifgidisooao sul -, fine del terao mese , 
i capeEzoll e le areole canj[iano di colore , e ge- 
nono 9 latte, o una materia che molto le atsomi* 
glia. Se totti questi segn! si nuniscoao , cresce in 
allgra 4a [WobabilUa che la donna sia gravida, ma 
uon ne natce una certeua assotula essendo taluui 
di essi comuiii a cene afliraion^ d^jl'utei^ non gra- 
vido. I .segni speciGci o pat4^nomiini(:i sareI>bero 
quellij cui dovret^iesi appoggiare il 'giudizio della' 
vera o faba gravidaozs, o di altre ^terine aflezionij 
se la pratica gli avesse decisivamentc stabiliti. Ma 
pur troppo la sclensa e mancante per questa parte, 
lo che awerte i periti di quella ctrcojpeiione chq 
war deggiono nel pronun9iare i loro giudizj. Non ' 
ve ne sarebhe uno pii certo per detemunare 1a 
vera gravidaiua^. airepoca dtvisata, d^i imovimpnli 
che le gcavide risentQuo nell' niero. Ma la donna 
che viwle naKoodere la gravidaoEa non, gli.qccusa. 



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■ 6i 
e quclU &ir oppbilo che tuoI mentirta gli accuM 
quantunqtie da lutt' altra causa derivanti. Li tinf 
paoitide uteriaa da Sydhenam e da altri au'lori 
gravi onervata , ha spesse volte Con tali movinienti 
indotto in errore i piii esperti oslelricaQti. Nello 
icirroeoe) caacro dell'utero, «i semono dalle donne 
egnalmente dei movimbnti che possono simular gra- 
ridanza ; ma il dolore cotlaDteniente accompa'gna 
sifTalti movimenti. U 'movimento detto ballatlamento 
dagli ostetrici, sara , contiaaa il nostra autore , il 
piii forte degli indiij per rilevare la gravidanza ia 
qiwUe che la occultano, e qiiesto potrk tisvegliani 
ponendo airimprovriso nna mano bagoata nell'acqtu 
fredda sulla regione dell'utero allorquando la donna 
i cocicala. Se la jnatrice coatiene aria e son un 
germe , se I' afTeztope k marboia , non avra luogo 
alcun movtotento , ma piuttosto on setnplice bor- 
boTigmo, o ua puro dolore. Nella complicazione 
della gravidanza coll' atcite , qnando le acque , in ' 
cui naota il feto gono In troppa abbondansa, ■ no- 
minati morimenti non (i percepiscono dalla donna , 
ne scoprire si possono dai perili col mezzo divitato; 
allora i facile che la donna nacconda la gravidanza, 
e che i periti s' ingannino. In cotcato errore souo 
incorsi i piii valenti professori dell' arte , e per- 
sino 1' Ildano nella propria mogtie. L' arresto del 
sangue mestruQ uell" atero per imeue imperforata , 
od altra causa qualuoque, occaEionando turgescenza 
del ventre , tumidexsa .delle mammelle , nausee , 
vomilo, dolore di ventre e di lombi , pu!i dar st>- 
tpetto di gravidanza nelle fandulle, e preslar p,i- 
Bcolo alia maldiceom- Noa le Eo]e_ roalattie jtroprie 



^cbvGooglc 



daU'ntem- fOuemo iadiutc ia erron i petili ia lati. 
giadizj; u sriluppano pure neU'utefo del corpi che 
pouono- iliKi ntrancf ad cmo , come ie mole , le 
idatidi , i polipi, Sia dx le loole procedaao dtdU 
dbtrorioDc dei reri getmi ; lia che nascano da sao- 
gUG aggrumattt ft decomposto ; sia. ctie naultioo da 
■no tviluppe ^ ponione di placenta rimaita ael- 
Tatero, eue li anuuuziano con aegni molto Eimili 
atla Ten gravidania, con cm rinaugoiio lul prin- 
cipiv c«Dfuw. Benil reno il lennine delh vertlica- 
uone legale il ventre lisviluppa con molta celerjia 
in gain, cbe all'cpoca del letzo me*e ba un dqp- 
pto volume, li aiTacciano allora dei sintomi proprj 
e particobru Gti scoli memaali che nelle gravide 
qaaii tulle ceuaoo , in quelle che outrono in teoo 
una mala p^ lo pih CMnpariKono , i doloti sono 
frequcBli, ed accadc loveiUe (]ii:ilche leggieia emor- 
ngia uieiioa; .le pazieptj li launo di colore pallido 
c anaorla , ed una cooiidefabile perdiu per ordiaii- 
rio precede la (ortila di ^ue^c maue iaibrml L« 
idatidi ■MDtiscoB0 aoch c»e ncl loro iviluppo U 
vera gravidauu , tna per lo piti iono una complix- 
canu d^lla vera e fklia gravidauxa. L'aulore dq 
reca un eaenpio luatinoMk I pOlq>i cjbe si svilup- 
pano neir utcro producoa* le iteate appareiue ; 
questi carpi ora camosi, ora veacicalsri, aiiaccati a 
qualche puuiw delle pareti inlcnM per un pedun- 
colo. quando sodo divennti voluminoti urianocontro 
iw bocca deir utero , lo dilatano e tortuoo qualcb* 
volta da es&a ; deati poco dtfleritcoiio dalle mol« , 
e la loro estraiione e tntta opera deU' arte , p«i'ci6 
di rado formcraDR* oggeuo di niediciaa legftle. 



DiaUizc^bv Google 



BaccagKnido qiiu^ li« «i|MHiO. U doU4 aalore ia 
questo capitolo, rnnlla che i- c«« Qialto difficile il 
rijevare 4ai segoli topra (nunciati, -cha La donna lia 
gravida TArameoU, oMi aolaaieate qnando U vere' 
condia,o il mal aniroo di mm la iadocono a natGon* 
deria, ma ben aoco quando lia da etu lUiua an- 
tMniiata , percbi le c«inplicanK di cua coUe tna- 
kuie literine t con i carpi eiuanei pouono rendecU ' 
Citretaitmente difficile a cooascersi e dcterminani. 
Oud* i che i periti «i dorranno tagolare colU mai- 
■ima prudenxu nelle lo^ dtciuouii ineitendo aempta 
della dubbioia fino alf ep4X» delta TCrificaitoDt 
legale , e pii» anoora $e i Mgni .ddla JHOplice • 
genaina gravidaiua nan aieno c«rti e iicurL Ai tC' 
gni patogsomOBici , e cerii della vera gravidania 
enuDciali dal duto nottro aulore, ai poUrebliero «g- 
ginagerc ancora qoelU che li denmoKO d&l|e mn- 
taiieni dell* aUro grarido , i quali* liccMiw ialemi, 
ai vanno a cetcate, e >i rimarcano col difo etplo- 
ratore. .La precipna diAcmua dell' utero |;raTido 
dkl Don gravida, ai i, th» il calla di cho o« 
primi tro aiesi della gravidanaa cala sempre pib ' 
basso nella pelvi, e li incontra aH'iiidietro (empra 
pill prouinw all'eatraU della vagina , quindi anche 
il venire pate na tal tempo uo poco pib abbaitato. 
Tali apparenae per& posiooo Ul fiata apparlenere « 
qualche niortiuta diipMizione. II cono ioferiore del 
colU deir atero, eioe la di iui ponioae vngiaale 
Dcit' incominciata gravidanaa acquiita luhito noU- 
bilmente in naua , e mllo atesso tempo perde di 
durezui Attfaveno il fimdo delU vagina tentesl 
nella pareu pottcriore del nonuoato tegmenlo del 



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i6a 
collo "dell' litero, Teno" iV term mete, una gnneixtr 
molle emisferiCA , cheat diW esploratore soniiirinUu»> 
an indizio noa meno tnnii^ di gmid^nza. 11' lab- 
hrti anteriAfe d«lla bocca dfeiruMo, dtrt k piii . 
lungo de) poiteriore Irovasr a queito' tempp raccd^ 
ciata' a segno tale, cfae le dne labbr^ (oHq^ano Ait 
pi^no egnafe. II piii sicuro segno ppib dell' at^uale 
gravidanza si e il cangiamento de)H' fessura trasver-- 
■ale della bocca dell' ulero. in ■fiaa forma circolare. 
Emo annuncia non solo' la prtioa gravid'anea , n»a 
le stnseguenti ancora. I movlmenti lennbili del ttlo- 
nell' ntero palest per di fuori , e che risvegliare 
A possotw coH'todicalo esperimento dell' ap pi tea - 
stone della raan^ fredda sulla regione merfaa , for- 
mano par* ana prova incootrattabile dt rera gca- 
vidanza. I nMriinenti di batlottamento, come dicono 
gli Dstetricanti, ne sodo uba molto equiroca, inrti- 
cando bensl esiilare n«irnien> uoa massa, on corpo-' 
qualuiic[ite J ma non la wra e genaina gravidanza. 
Ifegli nlliini mesi poi delta graridanaai in lubgo 
deir eniisfertca molle promineoEa , cbe dianzi ten- 
tivasi, presenlasi al -tatto tsploratore la teita 'dek 
felo , o qaalche altra luo merabro. 



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Questione 6,* Se I' aborto palese po'ssa riferirsi a 
cagfOni naiurali, o artijiciali^ e se occulta possa 
rUevarsi nelle itnputale per legai certi e sicuri 
che e acatdato. 

La natura in tufte )e specie di animali, come 
sella specie umana , Iia stabilita un' epoca pi^ o 
meno lunga , ma sempre determinata per it per- 
feuo sviluppo dei gcimi prima che vengano alia 
luce I apa di rado p«ra avriene, che per cagioni 
iaerenti all' orgaaizsauone, o per malizioso ariifiziOj 
questi esscri anticipatamenie soao espuHi dall' utero 
esiiatif o too viia cosi debole da con potere so- 
stcnere I» luce che" per brevi isunti. Tali esscii « 
chiamaDO aborii , o quasi non nati , ed una tale 
azioQe dell' ulero dicest abotLira , o fruslanea alio 
acopo della genetazione e successione. Nella specie 
ntnana pUo limiiarsi il titolo di aborto a quei fell 
che non sono reputati vitali , a quelli cio^ che ■ 
vengono alia luce primrdel sesio mcse compito , e 
che le ieggi , cotnuni riguardano come incapaci di 
Gsisleuza, L'espulsione di questi feti perb sara sempre 
criminosa se «ia staU provocata con mezzi anificiali. 
£ sebbene le leggi generalmcDtenon qualifichmo per 
omicidio la distruzione di questi esseri nonancQruomi- 
i^i] quantunque in pieno sviluppo per divepirld.pure 
le pene comminaie conlro la donna , coutrp i suoi 
complici , e sopra tlillo contra i professori dell'ar^ 
saliitare, si estendouo, dalla reclusione fino ai lavort 
pubbljci a tempo J .e se il parLo sia matuio vieu 
AknaLi. yoL IX. II 



D,a,l,zc.bvG00gIf 



CODsiderato come oOlkutia e pUnito Cblla inorl«. 
Ora skcome urcbbe contrario alia ttatura ,ed alia 
(Dcuita cfae rinmeMero impuniti coiiflaui dilitti", 
CM) farobbe cootiw all' umanilk cbc >i rigaardawera 
come 4etittuoai quegK ab«ni che aocadeDO lenta 
colpa della gravida, 9 di alire pcftoBc Conviene 
percio cbe i perili ittituiccano ud ben cauto esapie 
far rilevara 1« Twe cagioni di ult avrenimenti , 
oode ialnur«e il fitco tenia flquivoco, Ptima di 
UilM>, (WDvivo lk^^fDiaare in ([ual modo «i poua 
dittiaguere k nn Stto sia abortivo , o matmo: 
Su quMta diUinzione, le leggi fondaqo in lali casi 
la kiro satuione per gli efleiti civili dell« tucces- 
ikioi. Aveodo la nalitra imprcMo dei ^ratleri mar- 
cMi in lotie le epoch* dello sviluppo del feto , 
mm vi.^^ECgola pi& ceria per fare tale dntinzioue 
aei ca<i dobkj, cbe <pMl1a fim^a Milbi perfettone 
« InpacfcuaaO dell* hic Mentbca , • Aello svilappo 
delle (lis forze e fi*icbe facohk Eau previeoe lutti 
gl' JDCMxveaieBli die powono deri¥«T« dall'arbitrio, 
peicbK »o&tUui(ce ad cuo , cwne dice Mafum , una 
KgoU Wfaplke e ^KMitiva, Ora le ai mtetji un feto 
colle membra iinpevteiie, con ■ oapcgli acani , tio' 
ghie poco coDtiitenii a corte , diii informi o con- 
fiui , occhi. toGcbiuei del tntto , o poco rftevati , 
DuWicazioae in9lle, poco avanaau emodcllata, fon- 
taaellc ampliisiine , e qiriadi solute motto din'ie , 
colore.'della poll* rosw lesco ; ttn felo di tal latta 
c imperCetU , e dod pu& esiere vitale , e dave 
perci& fiontidc^n csme aborto, $« a ci6 si ag- 
ginnga la voce >debole , - il pjanio langaido , F im- 
moliilitii qttaai tolale delle membra, essmdo vivo il 



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i6» 

fiito , la proTa della sua iiascita precoce cKvien« 

piu conviBCGDte, ed un euere di tal £itta, cbe noit 

pno campare la vita, non dove tampoborpartecipare , 

dei diritti di tittedioo , « oel foro civile vienit 

giustameDte coesiderato come noa nato. Se qnest« 

«Mere imperfetto non gode dei Aritii cirili , nod 

deve perdeK peri) io taoci* Mt tcggi qu^lli natu- 

ralt d«ir esisienia , e desK devono vendicare 1' ol- 

traggio fatto alia natura se 1' aborto sia stato pro* 

curato con ariilicio , \o ohe incomb« ai perJli di 

ligeroMmenle provare. II prioio csame cadtr derfi 

•ulla Gostitusione di> eorpo, e dr Kmperaftienta 

deir impufata, Nelle donne d^oli e Qacide gli 

aborti sobo fre(|iKnii dopo ii tcrso mese ; una par- 

aiale deboleaia dell' atero pub produrre 1' aborto. Sti 

a qaeate naturali cagioni altre ve ne sono di acci- 

dentali , come psara , nn vomito violcnto , un 

flusso di ventre precipitoso , nn' emorragia aponta- 

nea, una c»dsta o pereossfi accideaiale, unH sincope, 

pu& di leggieri aver Inogo Y aborts Moza ittalizia , 

ni peccato delhi donna. Tal fiata 1' aborto procede 

da DD eccenivo ooAcoraa di san^ut aff ntero , e 

tal atlra da drfetto di questo umore necessarto alto 

tvilupp* del teta. Questo fenomenO ii dS ad osser- 

vare oei fasi di malMlie della gravida sppartencnli 

air nna o all^ altra diatesi. Le malatlfe rtesse del 

feto ntfll' utero geOerrino per* niolee fa jtOni , ^ in ' 

dtverai moA Io ttesso effelto seoza la mi n Inn' col pa 

della donna. EsgIum pertanie qfteste cause riMufali 

ed accidentali , i p«rici deroBo ricercare quelle che 

la maliiiapu^ avere tuggerite; queete ' sbno U ci* 

vata di sangoe (atta ton abboadania , I* emetico , i 



^cbvGooglf 



•■64 

pnrgnBii 'dnntid , gli erriiif tbrti , V mo delle cose 
fortemeyte stimolanti , e (one un poco' nieritre , 
come la jabiaa , il nier'cario , le <K lui prepara- 
oioni, I'antimoBie ed tiltre meuHicke prcparaiiani : 
^aodo i periii saranno accrrlaii cbe tali cose sono 
•Ute ad»pfiraie dalle' gravide , cui vl i sticcesso 
I'abarto, «Mi potranoo Mr qualche Terigiinif^liHiizK 
sUbilirc cfae tali mem ae abbiaoo data motiro ; 
dicesi con verid mi glioma, perch^ moUe vohl^ I' mo 
di queite uesse cote, e pcriiao Ja reiteratamissioiie 
di saogue , il bag»o univeraale cootinuato non 
haono prodoito aleuao elfett* ni tull'uiero ; o& 
•ut feio. Ma se difficile riesce lo st^bilire quali 
tieno -le cagiou pnsitive dell' aborto patese , altret- 
UDtO malugdvole rimanea determioare se una donns 
BuppoBt^ gravida abbia 'abortilo , allora quando il 
S/eto i italo occultato da etsa, loltratto alle ricerrhe 
drila giustiEia ed all* iipexioce dei periti. La prora 
allora deve tmia ttcercarsi , e trovarei nella donna 
imputata. Arduo cimeuto per i periti , ed impreaa 
■Mnmameate delicata e difficile gopra tutto , se ci6 
«a succesBO nei primi tempi della gravidaDia. Non 
etKDdoyi fino allora itata diitentione net rentre , 
vi aumenio nelle isammelle , 1' uaico segno cbe 
potrebbe ettervi , ti^bbe quello del floHo dei loc- 
chi. QuMto segno pn& peri conroodeui collo icolo 
mcnsiu.ile, vd una donna imputata >api4 valersene 
per allucinare i' periti ed i giudici. M^ se oltrc 
alio scoio enuaciato li pu& lapere cb' ella abbia 
falto U90 di qualcbe meuo abortivo , se si lappn 
tb". abbia soITerto dei dolori, cbe abbia avaU qual- 
che piccoU o graade emorragia , allora la presun- 



^cb, Google 



KS5 
ciDTie dell'aboi^ avA qualcbe fondamento per met- 
lere il foro in Fospetto , onde possa dielro aliri 
iad'u^ dediirla. Hoo cosi dtlBcile riesce la cota in 
quelle che Hvaraoo dali indi^ anttcipait di gravi- 
danza^ i qusli poi ttiiti ad un tratto sodo spariti. I 
segai allora soQo doppiameuie c<m'clHde)]li,>perche i 
negativi, qaelli cio£ che ndfticaao, gervoDO d* appoggio 
a qaelli che eMsterana , come a quelU che' soprar- 
Teugena, e tanlo tnaggiormeme quanlo piti 1' im- 
{Hiiata erasi iaaUrata verso il termine del setto 
tnese. Il/latte che dUtende le mammelle, i loccbi 
che scolano , la'flacidezza e ragcMilk del veDtre , le 
parti esterne della generazione, la vagina e la bocca 
ddl' ouro diliitate e flosce , ii di tui volume m.tg- 
giore det naturMe, formeraano il coiapl-sso di tutle 
le prove che ne indurranno a sosteuere nel fbro che 
r aborto vcrisimilmeDle e accariuto. Tanto pA gitt- 
sta e rugionevole sarli U conclusfene dei perili $e 
il detto esame suit' Jmpauta veit^'iMituita recite-' 
itieale , perche irascorao un certo lermine, ne inunco 
tanto luDgti, Ic parti riacqui»taiK> , neMe giovani 
specialmcnte , la fona loro e robuitezzu , e male si 
avviserebbero i peril! ed i giudici', se dopo un t-il 
tempo rinvenire voUssero i segni dell' aborlo suc- 
ces9o, Bisogna peri fare la necessaria diniatione , 
quando i) feto vieae occuliato, fra esso ed una 
mola, od un gruino di stn^ae-' lo che' noo d tanto 
facile a luccedere-, ^lerch^ le doanti Don hanoo al- 
cun intecesse per oascondere questi corpi', come lo 
hanno p^r aascondete un leto che -le coMituisce 
detinquenti , potendo quel)! in qualche modo gin- 
stilicare la loro onesta , laddove .un feto non e che 
un tcstimone parlante del loro errore. 



Doiizccb, Google 



Capitolo VII. 

QuMlioae 7/ Se U pcrto precoce riguardato come U' 
gittimO datle Uggi dopo cettto ouania giornifino at 
HOve meii, dehhasi riputare nataraU, o non piutto* 
tlo V effttto M cauie aecidtttuii, o mazti twlifi'^ 
cioiammu impkgati; t^se it pario serotino J^ii' 
maio daUe leggi dentra i tre eento giarni deiba 
cndtni piutlosto teffetto di causa merhiHe, che 
un Induf^ deOa matura. 

La l«ggB romana, che hi MViBxteBie consuliatA 
la natura e 1' ecoQqmia umana intorno all' epocs 
del parli i che b^ tae«so in bilancia i latti ri|;aar< 
danti Tepoca atetfa .piijt geDerole e le ^riattoni 
cbe la iBcd(C>iia e t'oitetricia in tnui i tempi hanno 
raceolu; «hc ha fltuminate le ragiani, t U teitinio- 
qfavu tavareroli e caatraris ai caa controversi, ha 
atabilito che un.feto nato dentr» i cento ouania 
giorni dalla cottbitaaiane del marito colla moglio e 
dai peril! difihiaraio vitale e figlio legiitinao del 
ntatTimoBio , e gli si competono tatti J diritti del 
padre. La legge iiteua, dictro la compiovau eipe- 
ntaut, ha legittimato un 6gUo nato denlro i tre- 
cento giomi dalk coabitaiione del marita colU 
moglie , aU esao tparito vivo o moit« , preaente o 
aaaente. Ma mentre la legge civile addotta in mas* 
sima 1b Qaacite precoci eMqrcLive ^tro le namiaate 
epocke, la leglge criviiiale ricsrca poscia dai periti che 
si determini rigoardo ^It^perfwiQiB^nu^He quettc 
aascile aleno natarf^i. cioe h siawt eff^tua>^ dalla 
fona orgaoica eipnltiva dell'ulero apont^nemeDto 



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e nel modo, concui ai nove mest soccede ; oppnre 
Be per cause sccideptali , o artificio^e tiasi risve- 
gliala I'auone dj esso , p«r cui ne acCada it parto 
aaticipataoieti^ , o deiio sia 'ritardalo. Prima pero 
d' indugaK le cagioni dei parti . precoci e serotini 
la d' uopo determinare i eoralleri della vitalila di 
nn feto , cut la legge taunnne li 'Bppoggia Unto 
p«r gli effetti cirili , quunto per pruporaionare le 
peoe pei cui di delitto, le qaali sono maggiori m 
il feto Don appartenga piii all'aborto, ma sia pie- 
natnente sviluppato e vitale. Om i cacattert oppoui 
a queHi cbe si EitconUaiio ia un (iu riwrtivo^ 
doe la perfezi«ne delle membra , Jo sriliippo dei 
capelli , la cocuiitent^ delle uaghie , nei mMchi la 
diacesa dei teslicoti, nelle femmioe il piena e raai^ 
cato svilappo dei pudendi , il colore della pelle 
son tanto rosio foeca , il pianto riientito e ga- 
gliardo, il poqo sonno , i) bisogno cfae mostra e la 
capacity di racchiare il latte, formano ii cample- ' 
mento de' tegoi. della vilalila di an feto. Altroode 
un fetO' bene iviluppato neH' utero' matcmo pait 
noD csaere vitale benche nato entro i tennini pre- 
acritti dalla legge romana ; I' owervazione costante 
ei mostra che pachiwinii sono t feli , i qiiali cam- 
piao la vita se la loro nasctta lia accadata prima 
del compimento del leiliroo mete ; ed ancor piit 
scarso i il, numero di quelli cho soprawivono ve« 
nuti alia luce dopo il nooo meie « e dentro tntlo' 
ii decjmo fiuato dalla legge oomiine per legitti- 
mani. Senia meltere adiioque in qaettione , coati- 
naa 11 dottiwimo nostro awtore , come >i h fatw 
tin qui dagli anatomici, medici ed ostetricanti i >e 



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(i diano vemneiite le nasciie pracoci e Urdive , 
pill utile >i i ammettcndole di porre ia cbiare le 
cagioni , per ciii esse accadaao , e nabilire *e que- 
Bti parti aieno natuAli, ovvero accidental men t* 
prorocati , ,o soipesi per cagioni eifranre all' econo- 
mia amaoa. E per far uio coi celebre Zacckia di 
Inila' U forza del ragion^ento d'altronde ai fafti 
appoggiato, ai 6kv« dire, che il tempo della. gesta- 
sione del feto DcU'utero enendo quello preciiamente 
dei nove inesi solan compiti, perch^ nella piii 
parte del cui a queir epoca le donoe •■ igravano 
e con pi& felicitji , ed i feti vengono alia Ince pih 
forti , pill vigoroti e piit vitall, la natnra manche- 
rebb« al suo fioe te prima di ^quett' epoca ne acce- 
lerasse la nasciia , &■ dopo di eiaa la ritardasse j 
poiche ID entranbi i casi queite variazioni sareb- 
bero a tarico o delta lalutCj o della viU del £eta 
isieuo, e cODsegaentemenle. verrebbe conlrariato il 
■110 icopo, onde se ci6 accade aoa dalla f Datura , 
ma da qualche accidentalita dip^nda. " Debemiu ex 
„ inde jure concludere quod naici lupra , vel infra 
',, hunc terminum , ab accideuli sit, et Don a na." 
„ tnra , et conseqnenter a morbo. „ Fiuato adun> 
que cbe H parto precoce ed il serotino non lono 
parti natnrali , Ca d" nopo conoKerae le cagioni : c 
Iraitandoii del parto pcecoce tntte le cause naturally 
o morbose capaci di produrre I' aborio saranno va- 
levoli pur anco a produrre 1' acceleramenlo del 
parto prima dei nove mesi compiti. A queste si 
pu& anco aggiuDgere la morle del feto, la quale pn6 
eisere beniHirao una causa . occasiqnale dell' aotici- 
pata Bua sortiU dall' utero ; le malaitie del Icto , 



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1 6$ 
tome qneRe d«lla Uiadlre islessa , e qudlv pure del 
Bominato vUcere possono aoticipare il parto senia 
colpa della madre , oude i die i periti j massima- 
m«nte nelle donne imputate , devDoo coa iscrupolo 
esamioaTe se talooa delie deite cttase o iDorUttsa , o 
acctdentale abbia esistito. Parimeute deggiono essere ' 
guardiDgbi sni dati che Ir donoe mettono innatiei 
sul coocepimeato di tali part) precoci , poicbe ni 
il flusM) mestruo , ni it volume del ventre possoao 
gran fatto convalidare le toro aiserzioni , onde non - 
da ;UB solo segao , ma dalla somma di tuui si 
dovdi raccogliere la verita , e stabitire se una na- 
scjla sia staia vcramente precoce setiza cotpa della 
donna , o m per efietto di cagJoni maltzioiamente 
impiegate Ua la maldicenza e 1' JucreduHta, banno 
maggiore apparenia di fond^imeDto iniorno ai parti 
lerolioi , malgrado la Icgge che ti legittima > 
perchc piil rari , e perche sgraziatamente soao con- 
templati in. quelle- donne cbe hanno perduto jl ma* 
rito , o che da esso si trovano lontane , o con cui 
kanno fatto divorzio, in quelle, in una parola , 
□elte qualt e In pericolo laloro onestb, e la legit- 
timaziooe del loro portato , cui possono esaere iu* 
terdelti quci diritti che dal padre derivanor Favtv* 
revole la legge all' indugia della natura legitii' 
ma i iigli Dili dentro i jtrecento giorni, ma esclude 
tutte quelle gravidunze pih tardive di tnidici , di 
dodici, di quhidici e piu mesi che in aliri tempi 
a seconda della creduHta dei profeisori sr ammet- 
tevano. 

Nel realizzare questo benefieio della legge i periti 
devono euerc tnolto occulaii , perch^ se e favorevole 



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t')0 

alh nntura', potrebbe euerlo ^1 pafi al viiio ed 
* bIU disotteit^. Ricerchiamo periaoto le cagioni piti 
probabili che posiono dar luogo a qu«t' iodagio 
delb'natura. Bisogm in primo liMg* doo curare 
tuiio cfuelle cagioni attribnite al marito procedcnli 
dalla qnalita del li<{uore prolifico qtlui che (out 
debole e 6acco come .ii«i yecchi. E»e tono inam* 
misiibili , malgrado 1' aulorita di Teychmeyer e 
di altri , perchi >i yedono ve<ohi mariti generarf! 
£gli utai roboni. e venire alia luce al uono 
mese , come dei mariti giorani generare Bgliooli 
deboli , e Dascere olue il nooo mew della con- 
cetiooe. Non deve pure valutarsi la gracile e de- 
bole costilnzione del padre , perchi m deua |>uSi 
iofluire sulla costituEione del figlio , non lo pub in 
alcana maniera iniomo all' epooa della ana geata- 
cione e sortita dair.utero, e inai , ginita II iani»si* 
mo paterc dell' autare , deroRsi ^nel ma«diio ricer* 
care le cagioni di cos) oieuro fenomeno. La cocti' 
tozione della donna i quella che puJ> contribuire 
al pralnogamenlo delU gravidanaa ed al ritardd 
del ptacto. Una cosliluzione debole e fiacca , pingue 
e GOtpuleuta, nna otiusa seniibiliU,' e langnida ir-i 
ritabilit^ delF lUero posiono a' sufficienza spiegnre il 
fitardo del parto , ed a dare ad easo tnita 1' appa* 
renea di Terit^ *. che se a qneste prouime cagioni 
St Bggiungano le malattic precedute nella gravida, 
le perdite, o una oontinnala meslruasinae , la acoto- 
leocoroico , gli Kioglimenti di ventre , 1' enuKia- 
cione, o la tisicbezza della donna, creacerk la vc 
liaimtglianza dell'indnglo del parto neU'isteua pro* 
poruoue che le cauie cootrarie pouooo iofliiire a) 



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di tui acceleramento. Tutti quesli argomenii tax 
patti lerolini sono applicabili pttit alle sole gravi- 
,danze uterine. QuelU dellc evaje , delle trombe e. 
^el basso ventre siccome efletluar non si possono 
. n«turi1iiKnte e s«nza un' operazione per estr^rre il 
feto. Qnetti casi, chc non taano ecceziooe alle teggi 
dells natura , devons essere amnnesti , Mcondo 1' av- 
viso deiraulore, al baneScio della legge civile sp 
dentra il tennine da etsa pregcritto i feti siano pec 
measo dell' arte traiti alU luce * e come parti sero- 
!(« liconoKinli. * 

cawtolo vm. 

Qneuiona 8.* Sa dehba ammeltersi la ioperfetasiotie 
neicasidl parti gtm^i trigenulU, tjuadrigemdli 
per grU eJfMi civiU deUe succession* >; b se potsa 
darsi una norma ticura per determinarcad at- 
euao di easi ntl tempo del porta la compttenza 
di ma^iorama. 

II dirUto. romano parifira totti i figli naii ia nn 
^edeiinto parto per gli eCCelli civili delle succes- 
»mi, aveodo i figli di uno steiw padte prima, o 
pescia che naficano , cguale dicitto alU di lui ere- 
dilk : pure per la succesiione ai maggiorascaii , e 
ad altae ereditk legate paircjibeai oggidl dar luogo 
a disgtutote qoeattooi a cbi si competa fra i nati 
in uiw ateaso psno il diritta di maggioranza. E 
ticQbow tali questioni poasono spingersi fino alia 
ricerca della cooceeibae di qnesti esseri, perci^ sla 
bene di eumiaare s< sei casi di gravidsnia , a 



t,'CoogIc 



parto di pi!i feti debba amibetteni la toperfelaztone. 
£ la juperlelazidne'un concepimento sapra un altro 
succeui Tame Die operato. AfSnchd accada qnetta se- 
condaria coDcezione i necptsario in prima cbe la 
.bocca 'deir ntera , dopo ch'esso rilieae ud geiHH; 
^ia fecondato , tia apeita per V introiluzioiie del 
seme maschile i in oltre cfae sia libera il passaggio 
4i esso dal food o dell' utero ia unadelle iW ovaje-, 
e, potcia che il secondo germe fecondato ritrori 
potto per coUocani e iviluppsKii. La maggior parte 
degli'anatomici e degli ostetricanti credono di«tro 
Tautorila d' Ippocrate , cbe 1' utero diveuuto gra- 
vido si chiude itrettamenle al suo orifizio : per 
altra parte Ippocrait medesimo sosliene la snperfe- 
tazione in quelle donne, belle qnali 1' utero '^ravi do 
noD si chiude del tutlo. Somnii mcdici' ed' anSlo- 
mici ; come jlrveo, BarloUno e Rutschio U lo- 
stCQgDM del pari^ e te i vero, come sembra indu- 
bitabile, quel fatto riferito da Buffon di nna donna 
della Carolina meridionale , e quell' altro regiBlfato 
nelle Trangazioni anglicane di ana signora delta 
Guadalupa, le.quali parlorirono due feti an bianco 
e r altro nero , la prova delta tuperfetBzione non 
pare piii da revocarsi in diihbio. Che I* lUero non 
si chiuda intieramenie in alcune gravide e special* 
meote , poteva il nostra aulore aggitingere ', in 
quelle che gik hanno altra volta ligliato , lo coui- 
prova r osservazione frequenle ohe in molte di essa 
coniinua la mcstruutione' fino al terzo t qn^ito ' 
. mete , onde se sorte il sangue , pu& pur entrairi 
V umore setQinale. Pranoa crede inposBibile la ia- 
' perfeiazioue percbe snpponc lempre retta la iroiiit>a 



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, '7^ 

Eilloppiima nelle graviJe , tS" iacapaoe percib di 
piegani , abbracciare rovajii, deporvi i I seme pro- 
lifico , caricarsi del germe e rccarlo fecondalo nel- 
r utero. Oswrvazioni di simil fatta instituite nelle 
gravide marie nulla prorano per sapere. qual dire- 
tiooe ed attiuidiae esse pigliao nell' alto del coita 
mentre le' gravide sooo vive. Qaelto tbe dk maggjor 
grado di probabiliia allc snperfetazioni sono gli 
sviluppi di pill germi aell' utero coUe tecondine 
separate e disiinie ; I' ineguagliaaca di dimeasioae 
Dei ieii $e dessi son» espuUi in udo stesso p^rto; e 
molto piii se ulto di essi sorta id un parto coa 
taiti i siioi iitvolucri , e t' altro veaga alia luc« 
ajicc^ivamente con i proprj in un secondo. Ma 
poicb^ la superfdtazioae si osserva frequentemenie 
nei bcuti cbe banno I' utero bicorne , cotl coa piii 
ragioae potra ammettersi nclla specie umana in 
quelle doone che hanno Tuiero doppio^ o-bipattito 
da DD tetio : si pu6 duoque concedere dietro una 
late strutlura la superfetaEione non solaiiMflk nei 
primi trenta giornt della gravidanza , idMlna ai 
sessanta , ed anco ai qtiattro niesi> Bisogna per& 
riflettere, cbe con piii faciUtk pah succedere la su- 
perfetazione nei primi giorni dopo la concezione, e 
piix liberamente svilupparsi due genni di quello 
che guccedendo piJi lardi perch^ il Volume del 
primo concepito pub togliere all' altro aim spazio 
capace e necessario pel di lui sviluppo. D* altroade 
le dppoggiar si volesse tutta la prova di super£eta- 
zione alia diversitii sottanto di dimensione cbe ap- 
pacitce in pili feti nati nello stesso patio , si an- 
drebbe non peco Innji dal v.ero. Quanti feti ge> 



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ndli e trigeoMlli preMniailO iDegualiwim» Jtmeo* 
\ aioai Ira l^ro ? Baudeloqut ue riferUce due casi 
molto ittruUtvi; q quaoti altri non se lie teggooo 
■cgli Mrittori dt ostetricla. Abibimm )a luperfcu- 
sioBc Biccome iacilraente pH& confoDdem coi parli 
^ntiiai gemelli , ce«i la rcgola applicabite a^lt unt 
per dichiat^re la naggioraiua dovr^ ettere csnmna 
' aDche agli ahri lempreche i leLi staao vitali. QUetta 
regpla la dk la natnra Ute»a, la quale se pu& aver 
confiuo il tempo dello iviluppo , non pub ctSaioD- 
dere quello delta nasciu, doveodo i fell cortin 
dalla caritk dell' utero « venire alia luce id due 
tempi dbtiati. Nei casi, ove D»n ti pmenu eke tu> 
iieto alia volta all'oijticio dell* utero il primo piueat^tA 
iilhe devesi dal profcsaore coutcaHegnarcseDaBCa prima 
o poi , ginita la regola legale . k lenta dubbio.il 
naggiore. QiKita regola ha pur anco forza net caso 
due ffiooja' la madfe , o che li instituisca la 'serione 
cesarea ewendo dena ancora vivente porehe deveii 
dare bHwggioraDsa a quello cbe il primo ai pre- 
■enta 9|P mano del chirorgo dopo ohe- ttA Caglio 
k penetrato nell' utero.- Queita regola basata vera- 
mente al caso, e meno casuale , ed ingiinta di 
quella , la quale »rabili«c« che ai . dabba diebiarare 
maggiore dei due feti il piii aviluppalo , smo e 
robuslo lia cha nasca dopO. di qnello' mena svilup- 
^o e IBOD aatio pecch^ 1' efCstlo del mitMre svi- 
Inppo i opera aoveote di cause esteriori, dr cui por- 
tare trou dave wna doppia pena il feto iaoocetite. 
logiaste ed arbitraris »i a la r^^ls teaata dagli 
Ebrei, presto i ^uali net caio di parto gcmeHo la, 
Biadrei'ed in difetlo di qneata T oelelricsDte' ha 



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■75 
dirittQ dt diehiarare primogenito Centra i primi 
fctte giorni quello clie piit le place, passati i quali 
on SI fatto diriLto « devotuto al padre, Ni U legge 
peri , ne la medicina iaprd>bero dare una giusta 
r^ola ed esatta in quei casi oei quali si presentaiiD 
alia bocca dell* utero ora ambidue le teste dei ge- 
hmUi , ora due piedi , ora due maui, ora due na- 
ticbe apparteoenti uno ad un feto, ed udo ad ua 
altro t e siccome in tai casi il solo scbitrio , o la 
predilezioae polrebbero dichiarare la maggioranza , 
cosi per evitars 1' uno e 1' al(ra si polrebbe cod 
Boemero ammettere la regola del pi& svtTuppalo, 
giacchi VI sard>be nua certa presdnzione di altri- 
bnire un diritto a quello che ha favorilo la natdra. 
Non cade queitjone pert) quando trattast di super- 
fetazione, e cbe il feto posieriormeDte geoerato 
cotnpte nelV utero il sno sviluppo dopo la sortita 
del prima'; n^ tampoco quando in uno stesso parts 
uno di quest! fett venisse alia luce picciolissimo , e 
mancante di piii mesi al suo intiero sviluppo , po-' 
tendo anco in tal caso esse re considerato oomc 
aborto, e perci& hod vitale. 



( Sard continaato. ) 



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1^6 
Memorla storico-critica ml vera ^modn 
(Tagire. del miasma iifoide e confiUa-. 
zione della dlatesi irritatipa. ; scritta da 
FfiRDrNANDO Mattioli, dottore in me- 
dicina. — Parma , dalla slamperia Paga- 
ntno , i8i8, di pag. 301. 



X^Tcndo data occasione at dotbo aiilore di pub- 
blicare le sue idee che gia da qualclie tempo , sic- 
come egU dice, aveva io peosiero di mauifetiare sul 
polere e tugli effelti che il miasmk tiToidco produce 
c genera sul ptiacipio sensilivo, e sulla fibra vi- 
Tcnte la noo k molto tetmiitata epidemia lifica . 
enira in materia cotla sioria detla malattia , o&sia 
colla detcrizione dell' apparato f^nomenotogico che 
che gti hoDDo pre«cataLo i molii cui di febbre avuti 
a curare in diverei comuoelli della pretura di Tra- 
verietolo, dull' oltobre iSi6 all' agosto iBij; e 
dalla medesima, nella quale cam peggia molia dili- 
genza ed a^ur^itezia , paua I'aulore alia defiruzione 
delta malaitia che dichiara per Jebbre contagiosa 
tifoidta, E liccttme , cgli dice^ per beo tra.itare una 
roalatiia qualunque qoil basu saperae il Dosologico 
caraltere, ma vi abbisogaa la vera cognizione della 
diatesi; edall'altra parte oon poteadoAi quetta avere 
I se non conQsccudo le cause che la produsscro, I' in- 
dole. di quesie 1 e la ]oro mauiera d'agire, cosi di- 
■cnde I'autore a ticctcare quale eia la causa vera 



t,CoogIf 



tie genera U tifi> eontagioto , di qttat nai»ra tia 
la sua imprtssione suU'organismo^ e qudle f tffellO! 
tuir energia vUait, 

E prima li lajna pCrchi la comune de' iqedici . 
•otio il geoerico lumie di tifo, abbia^ a Sparer sao ^ 
confiue tame altre malattie , e per natura , e per 
genio difTerentiuime , derivaiido da ci& la lanu 
▼■rietk nelle opioioni, le ripngaaote nei fatti, Tin- 
CMUDU iteua della pratica o*«ervazione au quMU 
inlemiitii ; quiadi il pevdii ri sia dubiuto deir in- 
dole ua coDtagio*a , le poua o no iataccare pifc 
^luu volta ; qnindi il perchi aiaii creduto ch' ella 
proceda da forti pateroi d'animo , da vitto urappo. 
•cano o cattivo , dalla tiU tedrauria , da tmodate 
eracaazioni , dall' ecceuira venere , dalF atmotfera 
calda ed nmida , da piogge loQerle, dalle dure vi- 
ccade dei tempi , dalle faticlie ecceuiye , da{;li ef- 
floT) animali, e vegeUbili* nuntre I'aotore sUbiliice 
coi pib (ani pratici die il tifo sia, come II vajaolo ec., 
nu malattta stu generis, la quale qnando vi maa- 
caao i mezzi di difTitaioDe, rtmane iporadicaj e qvanda 
una coititiuione aUnuferica , la miieria , 1' affolla'- 
mento delle penone , od altre circoitanae ae faci- 
litano la diffatione, >i teode epidonica; qaiadi che 
indnbiutamente dipeoda da tia' altn canaa eitranea 
sid generis , da una pecaliate nut«ria che ricevnt^ 
per meno del conUtto, lotio Ic <q>p9rtane condi- 
sioBi , nel notiro sistema, coUa lua partvcolare 'ope> 
razione morbota vi genera di si medeuma una fonte 
«be durante la malattia u traunette, e si comunica 
a qnelli cfae Ti sono dispotti. Snlla quale verity fatto 
solamcnte cenQo, ctd ricordare diverse epidemie tt< 
Anuu. FoL IX. is 



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.,8 
fiche eke impnarond , bM« i medid a riipettaria 
nelle ciklk, negli ipedali, nelle carceri , n^le vatr. 
xjali campagne e nelle particolari famiglie , vieiw. 
Vantort al principale fcopo detla lua Hemoria , che 
i di far coiioKflra la rant eagione dd contagio 
l^bideo, la diateri originaria t ed il veto , e pii 
sicitro metodo curatiiti. 

Prima del Guani, egU dice, Basori, BuAtai • 
Tommasini, non a' erano. aacoca fiitt« indagiiii sulla 
Ten azione dei miasmi. Ha 1' opinione di queati 
dotti maettri della acieiiza lalatare e diviia , cd 
anii contraria. L' antare metteDdosi dal Uto di 
Basoriy e Tommasini ctede ijuasi tutii i contagi , 
o miasmi, tante poienxe tiimolamti capaei non soh: 
iTalterare la, condiziont organica, ma d'iatenstare 
tmcora lo steua tccUamento , e prodarvi tnoLuiie 
di diateti iperslenica uguaimente aUe altre potataa 
indtatii'e e stimotanti: quindi ai oppose a Guani, 
9 Bubini che cocsideraoo i miaaini dotati d' ua 
potere distinto , e tntt' aflatto differente dall' atiooae 
delle comani poicnte, e cos\ analiiza le loio n- 
gioni, * 

Coairo 1' idea , che ti adduce in appoggio del- 
I'azione irritativa At? mianai, del poier essi prodnm 
i lore dfelti auUa fibra eccitabils senza la browoiana 
pred j^HMieione , « invadere craMgnentemeate tamo 
F ipersteaico , come Fipottenico » riflette prima di 
tutlo con Tommasini, che cii> farebbe lolUnio re* 
dere che qneate potenze ponoo morbcsamente inte- 
re55aie f ecdtamento a tegao di eludere nn' t^poata' 
diatesi ; in lecondo luogo che queste atUccar mtli 
ioduliataneou quaodo la forsa dell' agente atari)o<o 



^cbvGooglc 



e gagliftrdisiinia compete ancora, egli dice , a quasi 
tmii gli ordioarj iocitaoti, giaccbe ub colpb di sale, 
una dose ecce»tva d'.oppio, di liquOri spirilosi, in- 
lennano iadistintameo^e senza tbe valga predispo- 
srrione alcana. D' ahra parte, riflctte pur auto cfae 
I'esperieoza ha fatte , e luttQgiorno fa toccar coa 
nwn», che non tutU vengono aitaccati dal tifo, cbe 
moiti vanno ewnti da) vajuolo, "clK non pochi sooo 
riiparmiati ' dal morbillo , cbe la tosM convulsiva , 
la rogna non invade tutte le penone indistintamenLe. 
£ per qual altra ragione, soggiupge, piii plausiliile 
spiegheremo noi i fafli di tante persona le quail 
ad onta del piti pericoloso contatto reslarono illese 
dallo stifiiolo tifoide, je non per la mancanza di 
predisposisioac , o di oppoctunit^ (i) 2 

la aeguito il nosiro autore. ammelte coi suoi'arr 
veruri che il tifo infetti appunio una sola Tolta ; 
na si limita ad ai«erire che ciii non porta a (on- 
liderare aei miasmi un divofso modo d' aperarf 
in confronto aUe altre potente i/icitaati , perchi i 
miasmi come incUanli, posspno, come tulle le altre or- 
dinarie potenze, morbosamenie inieiessare VeccUamen- 
to qualora »^ abbiano le opportune circostanze, e pntf. 
durre cot loro violento potere malattie iperstenicha 
tutte le voUe eke la loro azioae esercUaao sul vivO 
tistema , colla diflerenza che le malattie cbe ne ri- 



(i) Ma <jutsii opportunilk i ella 'veramente la 
prediiposiuone hrowaiana , ossUi cio che neila <eo- 
rica delle diatesi intendesi per questo vocabolo 2 
A hen esaminare la cota , pare che no, G. 



^cb, Google 



lie 
■ii1(ao9 dopo la prima volta non aano pHi coniagiosei 
t ah appoggia al fatlo di perMue che avoto una 
Tolu il lifa la p«ite , in tanpo di tma' seconda 
tpidemia o if altra c9»iagioia ■ cirooitaHzd si tona 
nuovamaiie ammalati di Jebbre , o d' altra ^tnU^ 
nica affaione. Ma queata seeonda , lerta o ^uarta 
ii^ermitd aon i coniagiosa , non i t^o , mom i pf 

RiconoBce pate i) tlottor MatiioU iniuuiitcati gli 'al> 
Ui due caraiieri ainoi«*si da tatuno come proprj del 
Gontagio; qnello cioe di nan potere dne divene ma- 
Jattie coDtagioie coetitten; in uno atewo loggetto , 
nentre la pratica ouervazione ci addka, cbe la ro- 
gna cotnbioui alia ligoa , la tigna at tifo , i) lib 
-alia migliaiev KatlatliaSi la totse convuUiva t\ 
vaj Job «c., e I'altro che le divine class! dei miaamt 
hanno dei rappocti coJIe varie specie d' animalii 
mostrando In contrano come divene malattie con* 
tagiose che si credono proprie di certi aBiroali , si 
coniraggano pnre in date opportuns circosUDie da 
motti di tatt' altra s(i«cie< 

Finahnente il caratiere attribuito aj contagi d'in^ 
domabilria dai rimedj finora conosciuti , dichrara 
pure il nostro autore nctn solo erroneo, ma ancora 
peco valerole per cscludcre qneste poieoze <iilla 
Cbsse degli ordinar} incJianti , c rilcnerli incapad 
pet qqesto d* intaccare 1' incilaipealo. Percio ricordj 



(i) Percki dunque voitr immaginare che queitu 
qualimque a^mitd sia prodotta dal t 
demiCQ ? G. 



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Come i iitlfuri , ed i mercariaU ^idaito Id JbnA 
del contagio psorico, P ammoiuaca , tl veleno ddid 
vipera , ii mercurio U celtico c»ntagio ec. Indt op^ 
pOTtaDanente dimostra nob euere poi verisiimo che 
le malaltie ^onUgiose sieao indomabiU. L'esaceifaarsii, 
egli dice, del tifo, il larii, confluei^te il rajaolo, tt 
diventar mottale le roMole, la tcarlattiaa ec, totto 
un contrario metodo cnrativo incitante, Don parlanO 
fane battantemente che queste infermiU sono pat 
cue malattie d' eccilamento , e che v'faa nn metoda 
cbe ,Ie rallenU e guarisce.'iyaltrande, sogginnge, 
«na ceru -iDdoaubilitk noa cmipete anefae ad altr^ 
HOD coDiagioie aCTesioDi? Ann quel certo periodo 
^on. ahbrev labile del tifo, il Dosth) aiuore, giudica pro< 
vcfiire da niun' allra coea cbe dat proceiso flogistico 
che per nn' elettiva acione del miasma tilbide viens 
acceso t ed otdtto tul nenrilema , aui nerVii e da 
qnelU sUasa causa per cui anche nelle flogosi pro^ 
dotle da ^stimDlT dilTusivi , da came unirenali i dt 
potenie cosi dette ritali, tocca (ate un oerto cono 
che I'arte non pufi miti^re o loipcndere qaanda 
■iano itaie gik noD lievemente ordite ancorchi piii 
noa eiittano i loro promolori. 

Altro argoftiealo aggiunge \A appoggio /delta ink 
propdnzione e conuo la dialesi irritatiTa del tifoa 
e delle ahte malattie miasniatidie, detunto dai meizi 
cnrativi. Dtttm hen ponderato eutmeditutU i me- 
lodi , tanto net tifo , quanto net morhiUo t vt^uolo 
e tcatlattii^ usatiitulti si riducono alio tiimolarei 
td alio cotttrostimolare. Ora le <[aelle malattie, cgli 
dice , non consisteisero che in un irritamento , in 
uB penccrtimeilto organicoi in ana parola, fouertf 



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i8a 

di diatni irrCtativft , qnesli mrtii Bon Jovrebbero 
jisere yalevoti a guarirle, e invece sarebbeto ne- 
AMiarj .rfei rimedj contra irritanti eke avessero il 
potere di levare la causa perlurhante , di neutfa- 
Utsarla e' di ricompofre it perveriimenio deltasione 
viutle (i). Jggiunge inolire , se le malaitie contO' 
giote pmgredisiero', e terminassero ugualmente , 
qualunque sid lo staio delC eccttamehto ; se I' ecci- 
tamento noa venisse nel sua decorso ifteressato e 
fimanesse netto'stato di prima, i rimedjuniversaU, 
seeraho dehiUtanti, non dovevano recitr aicun van- 
taggio, anzi doveuano essere dannosi , se eccedcntt 
la forza costilazionate di ijualartque indtuiduo . . . 
3e quest' orgasmo, quest' altermione universale josse 
tin semplice contrasto detf impeiuai facicds , delta 
incdicauit naturae (Giiani); se fbsserd movimenti, 
e scOneerti sOlulari per togliere' alt organitmo it 
toniagio , i rimedj eccitaali soltanto dovevano es- 
sere raccomanddti , perchi tuttocib che indehoUsce 
i snerva, deve precipUare assolulam^te Ift nialatlia 
tolf infermo , snervStdo cosl le forte • della nalura 



(i) Cio^ sarebhe un' ottima cosa che not posse- 
dessimo questi mezzi; ma per tsrentura ci mancano 
ancorn; e se ne itbhiamo alcuni pochi, ci diventano 
tnutiU quando i contagi hanno gid eaerciiaia la loro 
azione morbosa sulla macchina animale, e ne i nata 
la malattid, perclie non iono allora 'pit a portata 
^essere da' medicl attaccati. Ma chi per altro so- 
prd vedere in cib' un valevole atgorriento in fayore , 
del nostra auiore P O', • 



^cbvGooglc 



M 

4a cut tuHo dipeade il contfasto , V aUarme , pat 
ttUonianare le per fuori spingere cot mezto degli 
emuntorj una causa vea^ca indomabile, micidia- 

<»(■)■ , 



(i) Ma i medi£i eke in quest' ultima .mantera 
ia pensanOf ritponda-aimo al signifr dottor Mattioli 
c&e ad oUenere appunto quetto effetto e siato aaxi 
ficonoiciuto fino dalla piU rimata^ itnliclutA che lo 
saervare, af^evoUre, mpderare le Sone della natara, 
o meglio i movimenti oi^aaici che la malfUtia co- 
UituisconOi non solo non fa sempre precipUare I'in- 
fermo , ma ansi per lo piU si rende .indispentabiU 
per condurlo a saU-amento, e cid perchi, quantun- 
gae la legge or^anica iull' irritazione en^t^cu^ia da 
itn modemo scrittore ( vtdi Geromini sagglo suU'i- 
drope , annotazione 8. ) eke stabilisfe t morimenii 
irPUaiivi ^lla parte Moffereiue come lendenlt ad aU 
lontaaare^ tt4 oilundere ,1a causa ledente, sia rera* 
fitente iaconcufsa, ed Mui una vcrd, espressione gf 
jUTale deifeiUi, pure, ftccome lalvolta anche con 
iftteU'effetIo, prima ehe veaga ad ouenerti,.quei 
ntedesimi movimenti in ragione dcOa gravezza detla 
causa irritante e della particolare condizione orga~ 
nica della parif ponrto poruwe tale morboto eam- 
biamento nella maeckina animale', o in eerie, di lei 
parti la cui intepiti i piti essenziale , da rendere 
ittcompatibile V esercizio delle funzioni cui e attac- 
Cttta la Vila , cosi ecco jtetla necessild di condurli 
a quel desideraio talutare effetto, impedendo aliresl 
ehe questi gaasti apporiino , U perche sia sempre 



^cb, Google 



Ma i SMtenitori della dialcii irritaiira del lifo , 
e majattie miasmiUiche, uon negando che posia altred 
ttHOciamsi una o ralicA delle diaieti brmniiane, di- 
chiarano che la coniitenza della diatesi stenica , od 
aitenica >ia tutl' aOatto dipendente dal cqncorto 
d'aUre polente unatrsalmente eeciumti oppur de- 
hiUtoMi, U quali od agiron prima deir iitfezione o 
pure eontemporaneamenie at contagh'. A I che cod 
riiponde il dotior lUatthli. Se la diatetl coeststente 
Ron i effetto del. miasma ttfoide , petchi qtitslo 
eontagio a tt a cca ndo ua uomo perfeltamente sano , 
rohusto e hen nulrito, cade nuU'osiante gravemmte 
injermo d" un lifii accompagjuao dalla diatesi la piU 
bnponeitte, la quale satto una bat adattatd cura 
untitrsale . viene mttipua e vinta ? . . . Zacontrando 
it miaima un miserable, tin debate, O non dofeva 
T eccitamento restore t^fetto , oppure se nel deeorso 
del mate una diatesi vi si fosse astociaia, dttveva 
sicurfimenie etsere I ipottenica. Eppure t'esptrieiUa 
An. ins^aaio ed iasegna , eke anche in' questi am- 
. malati vi esiste its' originaria diatesi ugudte a qiietla 
che H triiuppa in un ammalato tifico tl piCi rohusto, 
il piA ben eondUionato ed U pm rieco> E qoi il 
■igDor dotior Jtfattioli gik si aQDUncia del parere di 
quelli che ammetiono il tiSo d'ana tola diami (i^i^ 
■tentca ). Conclode peitanio che i miasmi siano 
anct^estl patmte ivtlide ad int^estar f eccitamenlOt 



stato riconosciulo necetsarim^ dt regolare qu^ mede- 
timi mofimenti con i meXti eke T osierfazione ka 
a eOt dimostrati capaei. G. 



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185 
e che llano captici prreio ii ^entran nutlauie tU 
atetiche at pari e nella stetsa tnanUra di tant'altre 
toslame iacilanii, 

Nou eadnde per& uei miaimi uo' alUa aziiiDe 
cVegli poi chiama trrifuitU; anxij riccome coiuidera 
in talte le potenie , cbe )a loro attivitk esercitano 
■nI principio inuitivo degli eueri ffrganiisati nm 
poUre conpcwto' di due forze, ana cb'egli dice ge- 
nerica ed indtatiya, e i cuL effetii sono depritnece 
o accrc«oer« recciumento, Talira paniaU, ipecifica, 
eleiiiva e per la ^uale viene Ktmceruia la viia 
organkOt Vaccorio normale, V intima misttoat e 
la coetion delU parti , e fa si ohe aleuni agenti 
direttamerUe opermo suUa vescica e non tulcervetlo, 
altri tu certi punii deUa macchina , sopra ua dato 
organo immancabUmeate piuttoito che $opra an altro, 
COH ^lieft' ultima asione riconoiceado pur ne' con- 
lagi, alia medetima attribuiice qudV dtttivo potere 
pel quale dalf mno la cute resta lolamente impret- 
sionata , daW altro i nervi sono toprattuttp male 
^eiti, e Ttuia^ettano quei fenomeni idenOci sanprc 
caratteritiici, pel quali U yajuolo, per esempios si fa 
sempre conoteere dot morbUlo, la rogna dalla lue 
tenerea, la scarlaitina dal tifo, il tyb dal morhiUo 
mentre coUa loro forza generica ed incitaliva tn- 
tareisana la vita universale , oitia I' ecciiamento 
per cui viene Ottaccala la diatesi , da cui conclude 
the i contagi esercitano un' azione irrttante local' 
menie tulF organitmo > ed un' incitoiiva sul tuto. 

ProvaUk teeondo 1' aniore , cbe il tifo i niu ma*- 
-laitia dialcttca, accode a mostiante la natura cho 
am dnbiitt di didiianiTe Ktnpre ttenica dMwnfiailDte 



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1° AA suni linlomi pib comiraj e loro oalogU can 
^uelli d'altre affeehHii di indubiUU ipcntenU; 3.* dalle 
infiamm^tioni viscerali e membranote, cfac ipcHO si * 
trihippaoo oel dtcono del tifo ; 3." dal lavori flo- 
gitlici che >i rinvengono ne' nwrti di tifo.; 4" ^'^~ 
I'ntflitb del melodo- cnrallvo debilitanu confeMaia 
dai piii graodi oMervatori , che atleiUiio d'altra 
parte ■ dannosi eflelt) delta cara ^molante nel liibi 
Si opppoe inoltre a qnei medici, i quali quaniunqne 
ODtuiderino il tifo 'id genere cone ip^menico, am- 
nieUoao poi cbe twl decorso piui all'oppostadiateiit 
a percii ai occupa a dimottrare che i cm\ dettvsia- 
tomi di abbatlimeDto , dai quali questo scaiubio di 
diaiMJ deiuineci, non lono im eflfetto di una vera 
ipostenia, ma una giusta conieguienza . di grave ipei> 
■tenia non yinta a tempo , o f aboto di atimoli. ha 
sopprjfuioDe delle forze, egli dice, la atnpidith, I'nni^ 
vertak ipoMameRto dor i un reale eOietlo di debo- 
Hat, non un vero langnotc d'eccitamento j tutlo 
^MtO] prosegne, i cansato dall' abbandono , dalla 
Cessanone di qiMll' incilamento eiuberaule riHvegliato 
e MRtenote datU fona del miasuu , o da qualcbe 
proAiso di'^irio diffusibile, acceso snl nenrilema, e 
In qualche allro puoto della niacchtna , il qnal« 
lostA cbe eetw o per benigna xitolnxione, o per 
^alcbe allro proceuo, latcia 1' infenno in no ab- 
bandono di forze, atmpido a ind<deBte, ed in an lan~ 
guore pi& o meno grave ; e inMriM ai sintomi oosl 
deiti- nervMi , 1 siusolti a> (endini cioi , i tremori 
agH art! J le coivuliionii il singhiono, jdichiafa di 
riguirdarli conw del latto provejaiepti da gueU'tin- 
prftihnt eke dttiivamtnte ttd mituma t^oidt enr- 



^cbvGooglc 



187 

cita stil sisiema nervosa , da ^ueW alterazione par- 
iiale , alia ijuale va bicontro al newiUma sotto 
to stiJnolo di quetto contagio, in una parola da una 
vera neunlide ; in appoggio di che fa venire 1' at- 
servaiioae di buoiri pratici i quali appunto nel pe- 
tiodo cosl detto nervoso del tifb haono tisaio del 
metodo debiliiante col pifi felice Hfccesso. Conim 
quegli icrittori poi che dichiarano etwere risultatn 
▼antaggioso Y iiso dei toDici nella cura del tifo, e 
Invece dannoso il cmtante metodo debilitante, ri- 
flette prima di luUo eiser'l'abuso di quest* metodo 
che puJ> far nascere il bisogoo di aiimolare, e dar 
teotivo a certi medici di dubJtare delta diatesi ori- 
ginaria delta malattia , e in secoado luogo cbe pui 
benilsimo non essere giovevolej bencbe dob coniro 
hidicato, quando noatia itato luato a tempo, o in 
circostanze cbe la malattia era per li sictM irrcmis* 
sibilmenie mortals, o in ana do*e inaulficiente, in- 
cjpace cioS di correggere il male, e d'impedire qaei 
lavori cbe mettono a morte il malato, non ommet- 
tendo d'altra parte di far osservare altreel cbe il 
tnetbdo ttimolante usato sin tfra nel tifo, o no* i 
tale, oppure i aOattoUnconoludeote , e 'cbe ta pro- 
miscuitii dc^ rtmedj rende dubbia , e contraddittcrria 
la pratica ostetVaiiooe. 

' Termina il dottor Mattioli la saa emdJIa Meno- 
fia "CoH* ennnciare' le basi alte^uali deve essere ap- 
{loggiato il traltamenta del tifo , doi 1." nelt al- 
lontandre e togliere tulte' quelle cause che eccitando 
possono- in un col contagio prodarre la fxA ppri^ 
colosa iperStenia; 2." nel deprimere, abbatleni fre- 
tiare , e rincere quel jnorhoso etiergico vigore , che 



Donzccb, google 



i88 
il raiiocinio > ed Si fatlo ne hanno diamstrato ii 
miasma tifoidto produrre sul sisiema da Idi tm- 
pressionaiOi af/inchi si postano a (fuesio risparmiare 
qaegli tconcerti , quei risubati , lavori i procetsi 
che indispensahilmtnte, te col non /renare il troppo 
eialtato eccilamenlo non sono prevenuti , correUi o 
vinii , precipiiano C infermo nelV ultimo faiale de- 
stino ; 3" bisogna in cib fare serhar ntodo , doe 
noi dohhiamo debilitare , e controsiimolare.) mm 
tanto in rtUuiOne del grado deUa diatesi, ma in 
quanta al caratiere delf infermitd (t) , ed aUa 
natura, alia condieione , ed alio sUUo di predi- 
spoiitione del soggetto ammalalo ,- 4-'* "oi dohbiamo 
infine continuare il metodo deprimente o contro 
eeciiante con qaeUa forta che le circostanLe abM- 
tognano Jina alia guarigione , i/ualunque sia I' ap- 
parensa de' sintomi , purcht non venga it tistema , 
per averlo piU del necessario indehoiito, ridotio ntUa 
diatesi ipostenica. 



{■) Questo cmiUn dell' inrcnniia tific^ , e sU 
wti in altro luogo ( p. 694 ) <!osl si esprime, » io 
w ricottosao nel tifo una certa differensa dalle ma- 
„ tattie dipendenti dalt incongruo uso degli ind* 
„ tanti vitali > morbosi sotianio per quantity, e ca- 
u pad if aggiuffiere ' ttimoU al nostro sisiema . la 
„ qual d^erenza, a mio avviso, astolutamenie ad- 
„ domanda al medico un* ben ragionala prudeiua 
„ neBe curative prescrixioni , y non sarebbe appunto 
quel cuattete , queUa difiereiu« che U signor dot' 
lore Mattioli con quests luo tcriuo cerea di com^ 
bature? O. 



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EgU i pertanto a qnejte regole, cui il sign<y dol* 
tor Mauioli assicura esseie sempre stato (crupolo- 
tameote aitaccato, clie egti deve I'asserito veramente 
feliciiiimO successo (se d'oUoceato quiodici infermij 
ventiire soli ne sono morti ) <lelle sue cure neU'oc- 
casioDe detl' epidemia tiGca che fomift la parte no* 
ficft d«lla sua Mcmoria. ' 

G. G. 



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I9V , 

Storm di una epatitidc, con anassarca, artri- 
tide, peripneumonia^ pericardite, ed idro- 
torace stenico; del dottore Malusi, medico 
dl BresceUo. 



^e la medicina lia ia ogoi tempo prHenULo sto- 
rie di -malaltie complicatissime, doq senibrera straua 
ed esagerata quella malattia di cui io imprendo a 
teuere la storia , per le molteplici neumorTosi a 
cui soggiacque, tuaBtmendosi sempre il Koggetlo in- 
feimo ia uno siato di eccesdvo eccitamento in-qua- 
luaquc'CaDgianieiito di forma morbosa. 

Vn nomo d' anni S^, figlio di padre -motto per 
auna umorale, di corpo bene coaSotxasAa, di costi- 
tiuione atletica, di temperamento itenicOj padre di 
quattro figli, fornajo di mestiere, godettc perTetta 
^salate fino all' eUi di 33 aunU Non curando qaeiti 
la iraBpiraziohe accresciata nell' esercitare il suo me- 
siiere in luogo baiso ed umido , comiacitt a fare! 
ascitico, e I' idrope paraiate si aranzji unto, cbe si 
fece generale, e CosV diveoDe egli anasjarcatico. Chiesto 
il medico ajuto, inotilt a lui riescirono tutti i rimedj, 
come le fu inuiile il cangiar paese, ed eleggere ud 
locale ^sciutto ed alio; si mantennc anassarcatico fiao 
S quett' epoca, ed all' anassarca li associb I'artcilide, 
cbe noD risparmio vcrima arlicolasione. Net dicem- 
bre del 1817 , trorandmi a Guastalla, veniva alia 



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sera tsialito da dispnw , toae ostinaU, con upati 
Miigaigiii 1 quali a arrestarono tosio i che ebbe la- 
aciato quel mestiere troppo laborioso per lui. Mera- 
▼iglia non dere recare se queslo iufernia venne Jra- 
Vagliato da emoftoc ; perche i fornai , come ricorda 
il celefare Jtamazzini nelia sat aacta opeiidemorbu 
artijtcum , cop. Xlt , soggiacioDO pifi fucilmente 
d'ogni altro ai mali di pelto, fra i qualt si anuo- 
Tera anche Vemofioe. 

Bestituitosi egU nel iSi!), ia seno delta di lai 
jamiglia, coa(inui> ad esscre affetto da anauarca ed 
artritide, e cosl li maoicnne per dodici giorni. tlopo 
il qual tempo esseodole ilaio suggerilo 1' u^o ve- 
■pertiDO deir olio d' ulrvo, veane id seguito di que- 
sts rimedio aggredito il i6 febbraja da dolore ql- 
1* ipocondrio de*tro , cbe .gi esteodcva alia rcgioDQ 
epigaslcica , ed ali' ipocondrio sinistra con vooiito 
biKoso , che si rinnovava ogni vilta che prendevs 
qnalcbe cosa di caldo , o beveva vino; per quattro 
.giomi Btette in queslo stato senza domandace I'ajuto 
medico, lo che li delibero fare soltanlo il giorno ao, 
>■ cut visitatolo riscontrai aaassatca, artritide gene< 
rate , grand' ansielk , tumore notabile e ddlore lan- 
cinante fissa al fegato, che si csacerbava al latto e wtto 
la tosse, il romito e t'espirazione, si estendeva alia, 
scapola deslra, ed impediva di poier decombere sul 
lato affetlOj con senso continuo di ardore alia regione . 
epigastrica , vomito ora bilioso , ora sanguigDO, 
sete grande , lingna paoiata in giallo , inappetensa, 
cute arida ed urente , pohi piccolijsimi e molto 
frequent!, abdome teso, alvo da Ire giorgi costipalo^ 
orioe icarte e molto colorile, Non esitai peicii » 



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i9> 
caratteriiure queita malattia^wr una febbre bilion 
con inGammazhine alia parte concava ddfegato; ed' 
il vomito di langne, efCEttcid«lf apertura delle boc- 
ciu^ dei picuflt rami delta coronarJa stomatica, e 
delle gastricbe sotto i conati dd vomilo. Onde ii> 
mediare in qualdie rnodo at linlomi pi!i imponeoti, 
arrettare ii vomito e promovere le aeparazioni ente* 
riche , conveDivBDO in qaetto i miti purgantl iac« 
comandati da Sauv^es, CulUn, Quarin, Buekan^ 
Borsieri , Frank , Clark , ed in iipecie qnelli cod 
detti acido-doki , fra i qaali sceUi il decelto dl 
tamafiado, e par bevaada camune I'acqua limonata, 

* oltre i fomenti risolventi alia parte doleBts. i cli*- 
ateri ammollienii, ed una dieta tenue e vegetaijilff y 
con queBti ritne^ si arrest6 il vomito bilioio e las*. 
guigno, diminui la febbre, icemti la lele, il dolorc 
e tumore all' ipocondtio destro ; KOmparve il aens* 
d'iocendio alio acrobicolo del caore, ivanl la gon- 
fieua dell' abdome, ebbe' capioK acariche di materi* 
bilioie, ed orine abbondanti con jedimenlo latmuiOk 
Bimatto libera dalla tebbre il giffmp a:, colla tia> 
tnra acquoaa di nbarbaro , rimolio utiliasimo net 

' mali del fegalo'e raccomandato dai snllodati maeiUi 
della medtcina , tvanl un leggar dolore cbe le re- 
atava all' iftocondrio destro. 

Vinta qaeita raalattia, direui, li z3 , le mie me* 
dicbe cure all' idrope geaerale , il qnale, come bo 
detto, af&iggeva da molii aDniqiiesl'iDfeUce.Dubiui 
poler euere secondaria di qoalcbe localiili ai visceri 
abdomiuali, ed in ispecie al legato, e vnoli eipe^ 
rimeotare le fraioni all' istenio delle cmcie colh 

ponau digitale pai^urea, da fani due Tolte il gionio^ 



t,CoogIf 



193 

ti iDternamente il decotto di graraigna; ma qneste 
continuata per tredici giorai non corrisposero agli 
elogi fattiad esse AaAUbert, e mantenendosi lali quaH 
eraao prima delle frizioni i sintomi detl'aiiassarca , 
prescrissi il 7 marzo la gomma gotta due volte il' 
giorso, quale rimedio raccomandato ia qiiesto casv' 
da Broktesby, Sydenham, Lieulaud, Buchan, Frank, 
Clark e da moki ahrf. Con qnesto cat^rtico esibilo 
alia doM di sei grani, abbenche al|a mattiuft quasi! 
lemprerestituita per epiesi, I'alvo si fece diarroi^o,' 
cessb di molestare la lete , l' oriae flufrono copvosa- 
mentCj icomparve la disftnea, e dovetti soipendetto 
dopo sei giorni, Ingnandosi I'infunno di uaa grande 
deboltfzza di stomaco , e d' estrema 'prostraziooe .di 
forae. Tre giorni dopo avere abbandooato V uso del 
saddetto GBtartico, I'alvo di nuovo costipossij scdr- 
■e si fecero 1' oriae , comparve 1' abdonie goDfio , 
restremita inferiori molto edematose, massime versa . 
aera-, i polsi forti, e qaalcbe passeggiero dolore fe- 
cesi sentire agli omeri e ginocchia, per cpi nel gior- 
no 16 , prescrissi mezi' oncia di sale amaro con 
tre dramme di oiiratodi potassae mezza dramma di 
iciarappa da prendersi in molt' acqua interpolata- 
mente fra it giomo , e con questa bevanda cbbe 
molte dejezioni, copiosissime orine, svanirono tutti 
i sintomi d' idrope , ed i ijoUi si fecero fik deboli. 
'Freso avendo anche questo male buona j)iega gli 
ordinai Je fregagioni all' esiremita , concetsi una 
dieta stimolanle, c'per ntcimo gli permisi qualchc 
passeggiala net dopo pranzo, purche la $tagioQe(iR 
quel mesa incostaute-J glielo coocedesse. 

Aknali. Vol,' IX. j3 . - 



:.Bv Google 



.,4 

Trovandosi egli in baoa sUto H ulute , toIU . 
Bcl giorno 17 andare al pais«ggio id un luogopro- 
minente, ed euendo U giornau molto vcntota ri- 
tarob a caia l^gsan^i di ud leggero dolore al de- 
■tro lato del torace Ira Ja qninU e U lesta ccuu 
vera, con ta<«e secca, diipnea e febbra; per faciliuire 
1' eipettorazioDe, promovere la diaforesi, e rimediaK, 
alia fe)ibre, gli ptescrissi I'autto salino col keniie» 
ninerale da prendersi alia doie di an cucchUjo ogni 
metz'ora: non li calmarono i detlt tiiitoini con que- 
ito. rimedio , e rivedutolo il giorno 18 , lo ri>rovai 
con grande smaniai insofTribite calore iotetpo, acu« 
liisimo dolora nel lato destro tra )e ultiipe COsU- 
▼ere che si esacerbava nell' iDspirauone , leuso gra- 
vativo a tutto il torace 1 impossibilitit a potere de- 
combere lul lato affetUt , reipiraziwie difficile , an- 
sielk 1 tosie fcequente ed asciutta , dolore al icapo « 
lingita arida, alro costipato, oriuie molto colorite, 
calore urente a talto il corpo , poisi duri e molto 
ftaqoenti , aiun dolore agli oqieri e giiioccbia , 
linto'nii che m' rndicarono essere quest' uomo afleito 
da peripneumonia, cagionata « dall' avere respirato 
nn' aria ricca di principio tlimolaaie, che pui avers 
cccitato pill del solilo i polrnoni gia disposli ad 
ammalarst , cssendo siato queit' infenno, come ho 
dettoj emoftoico, e prodotta sDcbe dell' artritide^ 
che avendo lasciato le ginocchta e gli omeri e pas- 
aata al pclto, in ^denham, Musgravio, Ojfman, 
riscoDtransi easi di peripneumonia indotte da ariri-. 
tide ripercossa. Llndicazi^ne curativa eMendo qaella 
di deprimere il ttivercbio -ecciiamonto, feci uso della 
tanguigna , del tarlaro emetico iciolto nell' acqua 



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19^^ 
diidllata, del vescicante at laio aftetto; ed ia tegailo 
del Lermet nuaerale , e del clbleri irriunti ont cot 
■ale caiartico , on col Urtaro siibiato ; cod questo 
metoda la tosie si fece umida «oa escreaii copiosi , 
■triati di-aabgue, 1' abdome trattabile , Talro ob- 
bedienle; nuUadineno nel gmrno 30 i sintomi infiaro- 
matori infieriroDO. « vi si agsocii vagUa ostinata, c 
delirio , pec cni fummi d' uopo' ripetere uu' altra 
aanguigaa di libbra , e conliouare nell' aso ora del 
tartwo em^tico, ed ora del kennes minerale col 
nitra, II gaogae estratto mi sE mostri motto fibri- 
iiosOj « cotenooso piii del primo, ritrovai nel giorno 
21 riofermo oon polsi piu motlij cod dolore al lato 
dettro mollff dimiauitOj decubito difficile aul dettro 
lato, e facile sut stnbtroj la respicazioDe difScile , 
r alro GOsUpato , igcuria completa , ed aumealai la 
doie del kermee, e quelU del uitro , oltre la pre- 
KcinoHe di on diitere irritante col tartaro emeiJco, 
ed i fomeoli ammollienti al pube j eitbe in seguiio 
due scaricbe di materie Auide , ma continual nel 
giorno 33 riscuria, il dolore al lato deatro si estese 
ancfie al sinistro con grandc palpitauone e senso di 
fiamma al cuore, grandc dispnea, toste secca e fre- 
qoente, amaDia, per cui allontan& da se I'apparec- 
cbio che copriva il Tescicantci in^ossibililk a poture 
•tare coricato , deltqui, pohi celeri e piccolissimi , 
bauo -ventre teso, e credetti cbe alia peripoenmonia 
vi ibsae auqiciata anche la pericardite; gli prcacrissi 
perci& tre ventOK lagliate al lato stnistro del toracc, 
iodi gli feci spplicarc alcune sanguisugbe oltre I'uso 
intemo del kermes con maggior qaantiiEi di oitro , 
cd un clistcre irritante cot tartaro emetico ; non 



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196 
fivendo anlecedenteoiente dai suddetti rimedj Mte" 
nato aleun rantaggio Delia notce, gUordinai la lerza 
sanguigDa, 11 sangue fa malto cotcnnoso , e nienta 
eieroM), nel giorno 2$ il dolore al cuore si face piii ' 
leggero , il respiiv piii libero , la tosse ptii rara « 
con gpuli salivali, nella- notte avea dormito qualcfae 
poco, e contiaaando I'iscuria gli feci applicare al pabe 
fempiaftro di cipolla cotU, ed intecDam£tale gli pre- 
•crissi ogni meu' ora no cucchiajo di mistura com- 
posU di ouimiele templice e scillitico. Essandosi nel 
giorno a4 esacerbato i) dolore al lato siuiitro d«t 
torace con difBcohk' di petere decsmbere sopra i latt, 
falla la tosse pili freqaenle con spnti salirali , ac- 
cresciuta la smania e la dispnea, i polsi piii forii « 
frequenii, e contiauando I'iscuria, per vieppiu' ab- 
battere la diatesi onirersale e togliere la locality 
capatbia ai salassiy cd allri deprimenti, gli prescrisn 
ogni ora un cucchiajo di tintura acqaosa di digitale 
purpurea con un pqco d'osstmiele scillilico, e dc^o 
r uso di quesia diffarti diminul eiquanto il dolore 
lancinanle at lalo iinistro del petto, non che la 
cmania , e coniparvero copiose I' oriae; la tossO' peW> 
persbtendo ancora coi sputi lalivali, la dispoea , 
difficile il decubilo sui lati, e nonavendo ecaricato 
I'alvo, continual t'uso deUa suddetta tintuA di di- 
gitale, e gli pregcrissi un cliftere irritaaie ; a poco 
a poco andb sceraandosi a\ dolore al lalo sinistro , 
fiicile sr rese il decubilo sa d'ambi i lati , la tosse 
pill tara , cesso la smania, coniparvero I' orine in 
abbonddoza, naturali si f«cero Ic dejezioni , e nel 
giurnn 3^ lo rinvenni apiceticp, Accusando egli ua 
leggier doloro al destro lato del pcttOj e la dispnea 



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'97 
Bolto la toUe con escreati mucost e icarai, pei' faci- 
litare r Upettoraziooe e la diaforesi, net giorno 38 
gli .prescriiH'o'gni ora un cucchiajo Ai mUtura com- - 
posla di ossimiele semplice e sdllitico , rob sambu- - 
cino, kennel niiiieralc, ed acqua digtilUta di viole, ' 
colla.qualo infatti calmossi la tosse, o >i rete^piii 
facile , e piu concotto I'escreaio. 

Accusando quest' aoiiiiilato il 3i, df&pnea, che si 
faceva maggiore nel salire Ic icale, e nel GammiDarCj 
difKcoltk Qcl ^cere sjil kito Giaisiro con un geuao 
di peso che L' oppriitaera, tnolu tete , iknposjibilitk' 
a po^ere stare in letlo, toase secca ancora, ed aveodb 
molt' acqua nella cavilk abdoulinale, pochissiine orioe, 
ed edema all' esirenait^ iaferiori , gilidicai die oltrC' 
I'assile vi fosse anche Tidrotorace, per cui ^U ordinal 
la sciLU recente tanto decaatuu ia~ questi casi da 
Pitucordh , Lieutaud , Buchan, Quaein, Bonier i, 
Titsot, Fr*ak ec. Contiaoando net giorno 1 .apri- 
le la tosse, sete, e di»paea, eisendo V alro cosiipaioi 
e scane I' orine 1 gli ordiaai una tnistura composts 
di oisimieW semplice e scillitico. d'estraito di bacclie 
di ginepro e d'aoqua distillau di viole^ olire il de- 
cotto di'gfssiigaa per beranda comune, ed un cli- 
stete iffitante col sale catarlico ; anche in seguito 
dell' uso di detta mistura conliouj) la tosse, la dispoea 
e la sets , noa ,cedette 1' opprcssione al petto , noa 
s* atiinentarODo 1' orine , nan diminul la goafiezza 
deir abdome ,' e, nel giorno 5 ricorsi alia digitale 
purpurea, colla quale poi crebbero 1' oriae , dimi- 
nuirooo i sintomi d'idrotorace e d'ascite, e vi i:est6 
■0I0 una tosse secca, per cui gli esibii noa sotuzione 
a tartaro eueiico coa I'ossimiele sempUce,' mcdiaDie 



^cbvGooglc 



■9» 
r luo tMla qtial« infalti icemo la toue, gli apatt -ti 
lecno c^urrali. LagoBDclosi questo loggslU) il giorno 
19 di t^a opprestione al patto con dolora a tictia 
parte, /feci applicare doe seaapiuni al tocaca, dia 
tolsera aflatto il dolore graraiivo che ropprimeva. 
Per faeilitare vieppib'i' espeltorauone, accrescere la 
qnantitk dcIF otioe , e cotl toglnre la tone « la 
diipnea e l' idrope, dal giorao i4 fitio al ai , con- 
tinual r tuo deir estniio di Bcilla col kennea mine- 
ni^, Abbencfai icemaiEe cop dftti rimed) la to«M , 
fosM facile il respiro, edil docabitq tul latb sinistio, 
ancora esMudo scomparso il dolore oppresnvo in ifpttai 
parte, fWero cretciute le orine, I'alvd nollameno si 
costip6 nuovamente , e coatinui la dispoea , e mi 
. risolai di dargli nel giorno 23 la gomma fotta alia 
dote di quaitro'grani due volte il giorno, la quale 
ad ODta cbe alia maitioa venitse restituita per emesi; 
rose uall' mtante V alvo diarroico , abboDdaniiwime 
]' orine, e miapre la dispnea. In segnito per togliere 
ogni tetidao d' idiope , ttimai conreniente ripeler»' 
1* uso della digitale purpurea raocoinaodata in con- 
simili casi da parecchi dottisstmi medici, ed in iipe- 
cie daU'egregio clinico di Bologna, sigMr professor 
Tomittasini , quale bo eiibito ( gradataroente cre- 
scendo) fino a doe grani tre volte al giorno ora 
sola , ora col kermes minerale , ora cot Urtrito aei- 
dulo di potassa, e per ultimo sono pauato alle pol* 
veri di icilla col nitro e cremore di tartaro, e dopo 
arere qucsto soggetlo con coraggio sottcnnto una 
hioga lotta colla morte, ne ba riportata la meritaia 
viUoria col ' riacquistare alia fine di maggio la- tant* 
tospiraia aalnte. 



/tvGooglf 



199 
« Dal (in qui espotto diiaramente si vedc che 
„ quegto soggefto era dtsposto a malattie benil di 
„ aipello direno', m^ Kmpre dWdiateti ipentenici} 
„ che V idrotorace ed ascitc , qoali mostraiomi ia 
„ Mguilo della petipDeumooia e pericardiie doq fu* 
„' rono efletto di astenJa Aetif Iioccucce del vaii die 
M trovansi atla lapcrGcie dei polmooi, plenra, cuore, 
„ pericardio , peritoaeo ec per • abuso del metodo 
„ coBirostimolaate , come alle volte snccede , nut 
u tenri fiuoDo ttna consegneDsadell'euudazroae od ef* 
u fusimie tiertua, ano degli esiti dell' infiammasionei 
„ quale conserri I'iitetsa diateri dell' iaCammanone 
,; primaria , come ho avuto campo di verificare col 
„ praticsto metodo di cara control timol ante. Che Fi* 
„ drope poi possi esaera ancbe di diatesi aaienica , 
„ oltre r averlo confermato molti illiutri pratici » 
>, ho arsto occatione di verificarlo nello acono io- 
„ vsroo in una vecchia affelta da idrotorace ed accite 
M .gturitf ,coll' oppio , .ijiisa • piepanziteii anuiio- 
i, Qucdi. P 



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OsservazioTii iidle malattte del midoUo spi- 

nale ; <&' J. Abercombie,. jI:/^ ^- Membra 
del Collegia del chirurghl d^Edinhurgo. 

( The Edinhurg Medical and lurg^eal Journal' 
Januarj' 1818. ) 



irrazioDi si postono, a giuito titido, 
I ottimo (upplimenio alt' opera aul 
del doLtor Copeltmd , che abbiuno 
per transunlo in altro luugo (i). 
itiogne le malattie del miduUo spi- 

I. Infiammasione e suppurazione. — Un 1 uotiv> 
di 28 aooi andava da piti anni sogg;etto ad inter- 
correnti dblori agli orecchi'> con iscolo di marcU 
quasi continuo. Lasciate lei'orecchie, i doloti >t 
irasscro alia nuca j e di qui tcesero a poco a poco 
lungo la colonna vertebcale ', fincbi si fissarona alia 
sua estremitk inferiore. L' ammalato provava diCG- 
colta d' orioare , e i dolori che in questo paato si 
eran gik fatii piii gagliardi ed esundevansi alU 
parti Ticine, crebbero a tale, che I'infetmo, Don 
potendo piu soppwtare la giacitora in letto , era 
costretto di passeggiare nella stanza ddd senia gran- 
dissimo stento. A nulla avendo giovato i bagni 
caldi , le missioni di sangue , ed altri ritnedi ^ si 
intrttmisero .dei movimetiti coaTuIsivi, snprarrenne 



(i) v. Annali Univ. vol. IV, p. 66 e teg. 



t,CoijgIf 



tl sopore e la morte. — Aperts il cadavefo , tra il 

■lidollo spinale e le sue memtirsne si trov^ un'«b^ 

bMidantc Mccolta di marcia , K^aiamente all'in- 

toroD del Foramen magnum, nel mezzo delle rer- 

tdire doisali f eA al|e vertebre lombali ioferiori. II 

UidollO'Bpi&ale era atraondiuariameate molle, ed in 

«lci>ni. puati separato in fibre. — Da qnesta osier- 

vaaione, e da molte altce analoghe, 

chiude esser questa mklaltia carattei 

volgitnepto A' acchi , convuUiODi de 

faccia, difficoltk pel parlace e perdiu 

contrazioDe delta masceUa isferiore ci 

e deglutizioae di^Gci^e : sovente da p 

Hnso di oppressione al cuore , da ( ' 

lorosa al dbframma,. coa respiro dilficile , vomito, 

• dolori agl' intestini , diarrea , tenesmo , riteneione , 
^d involontaria uscita deU'oriaa, e qualche volta 
da Gonvulsioni e paralisie. 

II. EJfusioni sierose, — Quegte hanDO ordinaria- 
jnenle sede sotto la dura madre del midolla spi- 
nale , ed il pit! delle volte sono effetto dVinfiam- 

, .maiioae. L'osservazione seguente dichiara i sihtomt 
totlo cat sogUono comuitemeate prAentacsi. Ua no- 
laa di 4o anni era Icavaglialo da ' dolori e da lin 
senso di peeo alia regjone delle vertebre spinali 
infenOTi, II dolore era forte ed esieadevasi a tutta la 
colonna donale. Undici giociii dopo, venue egli col- 
-pito da paralisia alia destra coscia, che fu sus- 
seguita, dopo 3 giorni, da ritemioae : H oriaa. II 
dolore al dorso era si forte che 1' ammalato non 
poteva pill stare coricato. Sopravvenne il vomito , 
COD difficollk di respiro e movinienti coDvulsivi 



i^bvGooglc 



10* • 

delle membra inperiori t del corpo ; il braodci *U 
nistro si fece pmlitico e t' ammalato motl d' na 
celpo. ColPantouiia m Xxmh ttoTto' fluids tra il mt- 
dolKt spiaale t le <tR membnntt. 

III. Effitsiont g^latiiiosi. -^ Un glovnietu di ifji 
aimi , per ralpo ricevuto alle vertebra donali , n«l 
caderk i rovmcio auir angclo d* ma tedia , noa 
ebbe dkpprincipio a patire lintoriai rilerinti; dol^ 
vasi per^ al petto lorcbd Tvl«ra tollevare la teiU, 
e porUva il meDto cbinalo verso il lorace. Poche 
■ettimane dopo, le membra ioferiori diventarono 
paraliticbe ; le feccie aibbene cbe 1' orina uscivaao 
iovoloDUriam^ate ; e Kone altre due o tre setti- 
nane, »\ fecero paraliiicbe anco le membra aape- 
tiori , ni r infermo fn piit in istaio di mvovere la 
teita. Egli morA il giorao seguente con ptena codih 
acenia di si Bteuo. ^ Qnantonqne durante la malattit 
si tosse scmpre lagaato di affaniio e di dolor! lanci- 
nanli at petto; la teziooe del cadavcro ba lasciato 
Korgere lattavia sane tutte le viscere del toracf eguat 
mcnte che delt' addome. Nell' aprire il capo flui an 
po' di tiero sanguigno ; ,11 cervello era peih una 
Gran eopia di 'siero sanguigno si riavenae peri* 
tra le oesa e le membrane del inidollo spinale. Nel 
panto , dell' offeia eniri una sosiaura molle, lunga 
quattro poUicij cbe lasciavasi tciogliere Jn gran 
parte nail' acqaa J ed una consiniile soatanta erasi 
insiunata tra i processi apinosi e traiversi , avendo 
da ambo i lati ddle veriebre donali formate delle 
piccole ciiti Le vertebre donali' e il midoUo ipi-* 
nale erano lani. 



t,CoogIf 



IV. IndaTommto del mid^h spiaale. — la qae- 
sio Ttwgo r antore riporu la itoria d' an maUlo, 
fik riferiu in PoruUi e nel quale il ibbIb eraii 
daio a direclere con un senso Ji pagnimeDM atle 
lUtt del piede e della mano del lato destro, cfie a 
pDco a poco and6 prohmgandOTi al braccio ed allai 
l^amba. Le parti appasiirono , divennero fredde e^ 
inieniibili , ma lenza perdyra tl moto ; il' pecchd 
]' amnialato , coirajuto di una graccia, poteva sor- 
nggeni c passeggiare. Kitnato in qnesto stato im 
anno, ebbe il ainUtro lata colto alia slessa maniera, 
per cni, privato F iofermo della forza motrice . 

' Venne condannato a .guardare sempre il letto. StOaF- 
' ritasi in appreiso la vista e 1' udito , e , dopo noa 
melto, la farella e la Ibrza d* inghiottire , in un 
subilo mor'i. II polso e il respiro che sin poco pri- 
ma della moTle erano rituasti oaturali , or »i feceri> 
lenti, in modo che il polso non dava piu di 56 n 
4o 'bailute nel minulo. — Aperto il cadavers si 
trov& la poraione di midolla tpiaale riacbiusa ndle 
vertebre cervicali , alfatto indurata. Le membrane 
erano in queito punto di color rouo, come iafiam- 
mate. 

V. fngrossamenlo delle membrane. — II conle 
di Lordat nell' etsere rovesciato di carro^a ebbe 
Kn' ofleta al coUo. Un leggiero dolore che sentira 
alia parte tinistr^ del collo svanl a capo di alcunt 
giomi Sei meti dopo comiocib a provare qualcha 
difficollk net parlare, ed a sentir debole il braccio 
sinistro. Pauato quasi mtto I' anno in quests stato, 
il braccio DOB tard& a dimagrare e a direntare in- 
•ervibile. La facolUi del farellare quasi tvtalmente 



t,CoogIc 



ceui) ;. it :m$Uto, c}te da qnando a ^ndb Tettifa 
agitato da moti conruUivi di tulto il cotpo, ebbe,. 
poco dopo, paraltuaioil braccto destro; il respiro ij 
fet^p v.ieppiii difficile^ ed a^sai slentaU la deglbtiEJone. 
II corpo era molto dimagratq, il' secceuo freqUeat^< 
e nalaiate la i«cr«iioDe dell'oriqa. Morto iiaptovvi-' 
kameate circa quattro anni dopo 1' aqcideate , co)la 
wtion* del cadavero , $i scopri il midollo spiaale 
coUe membrane , dove e compresa dalle vertebce 
cerviceli, straordinariameBte duro. La midolla oblua* 
gata era piu grossa del naturale^ la pia madre ,t.ro-, 
vavasi iogrossala e qua e la cope^ta di marcia; i, 
uerri lingufli e bracchiali erano alia loro origine 
del tutio iadurati. 

VI. Dislrutione d' una parte del midollo ipi- 
nale. — Up uomo travagliato da paralisia alle 
ettremitk ia^erion, coo .difBcoltk, e talvolta con to- 
tale soppressione d' orina, lagoavaei di una seaia- 
ziooe .moleata aualoga a.quella che avrebbe aentila 
te ayeue avuto ttrettp il veatre da una eiaghia. 

Qoesti accidenti eraoo nati iu lai pec aver mI- 
levato un peso. Tre mesi dopo, 1e partt genitalt 
91 fccero cancrenose , e 1' ammalato morL ^ Colla 
autossia li trorarono sane l4 vertebre. , ma Ira la 
ultime vertebce dorsati e le -prime lombali , man' 
cava una ponione di midoUa spinale bea' oltte la 
lungbezza di due pollici. 

Vlh^angite travasMo. — Un uomo morto quat- 
tro ore, dopo aver ricevuto un colpo alia regioQO 
delle Ire ultime verlcbre lombali, lascift . icorgcre, 
coir apertura del cadavero del laugue travasato nel 
midollo spioale. Le vertebre e la tioMauza del mi- 
dollo erano Moe. 



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VIIT. Tumori e idatidi. — Una ^onaa , che da 
Ire anni andava soggeita ad iasulti epUetiici , (us- 
Mguitl in origibe-a forte spavento , fatu« coina- 
tosa , cinqne giorni dope mor'i. — Le glandule 
~»mcose coDteDevano od umore roniccio , e tra tl 
midolto spinale e le sue membrane ^i rinveone 
gran copia di idatidi. 

'IX. Ossijtcatione delte membrane del midolto 
spinale. — In una donna che aveva sofferto 1' epi- 
lepsia per cinque anni, il doti. EsquiroU u-avh le 
membrane del midolla spinale Coperie in'direni 
punti di materia ossea. . 

X. Escretce^ze fungose. —r Ua giovine caduto 
da un sccendo piano , quantunque non avesse ti- 
portato ae lassazione , se frattura alle vertebre , 
era p<:r& obbligato a cumminare col corpo chinato 
in avanii. Circa tre anni e meizo dopo T accidente, 
fa colio improrrisamenle da forli dolori al dorso , 
ed alle estrcmitk. inferiori , e di I) a noa molto 
nacijuc alia regione dell» vertelve lombali uo tu- 
more che ■ andii rapidamente crescendo. -La pan« 
piti prominente del tumore. era .straordinariamente 
rossa, c le vene superficial! erano assai turgide. 
Dalla punta del tumore acatarirano fnNjoenLi etaor- 
V ragic. Nacque ^a paralisia di tulti i moscolij le 
ieccie e t' orina uscivano inroIontariamenlG; e il , 
malatp , ridotto quasi scheletto, mori circa soi anni 
dopo T'offesa. — Tagtiato il cadavero , si trovi 
che il lumore risnliava di una gran massa tpngn«sa 
che avea inoltissima analogia colla soslania roidol- 
lare del cervclloj la qual massa traeva origine dal 
nidollo finale, ed estendevasi dalla tcrza vertebra 



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3*6 

donale lioD ttlPom cocige. Diverw rertebre lom- 
hk\i « denali erano cariate, ed alcune ieWe prime 
qiUlH tMalmente icomparK. 11 corpo delle verlebre, 
il (aero e. V ilio erano preternataralmerite moUi. 

'Ki.Strigainutito del canale verfebrale — L'au- 
(OK ri^rta qiutto tatto paMlogico sulU fede del 
4otL Pwtai. 

XIL Ingrostmtiento pretenutturale del vast del 
midoUo spinale e delle tue membrane, "—Va uonio 
moiM di peripneumotiia , avea avato daraate U 
inalaWia , la paralisia delle eitremii^ iaferiori. Nri 
«adavero si Irorarono i vasi delta potziooe lombale 
del midollo apinale turgidi di langue, come fossero 
•tali iafeUaU. 

V autffre icende n-a a parlare delle malattie 
4ella coloona ipinale. I. Commotlotu. tin uoma 
caduto in una fossa, ebbe a patire si lorte conuno- 
siene alia coloiiDa apioale, che divenne poco stante 
paralitico delle ettrcmitii iaferiori. CoIF antocsiji oon 
ei i- pouuo scopriro alcuna alteraxione organica. — 
U. Matt delle vertehre. La loHailone ptt6 noa ei- 
s^re iiuieguita da paraliiia , e ore pure 1' nm al-. 
r altra succedeste , pu& ceisare la paraligia e rima'- 
iiere la liusazione. Quaodo la paralisia i prodott^ 
da carie, la prima procede dall* infiammazioDe, ^ 
Malauie del procetto denttUo. ■-) Questo proceuo 
pu& venir attaccalo da*carie e col tempo rompersi 
coUa morte dell' individiio ; a.) euo pu^ venire 
■logato da diyene cagioni coIU morte immediata ; 
3) i HOi legainenti possono a poco a poco prolun- 
garii, e col tempo condorre a morte 1' iadiYidno. 
— Finalmente 1' aatore BOta , che diverse malatUe 



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ao7 

■unno TeratimilmcDte , o per le loi^o eagioni o p«i 
loro eOetti f in jstrelu leluioae c(^ ^idollo sp^ 
Dale , e segaat^ep^ )e conmltioDi , I9 eoUica 
pictonum, , la febbre 1 1* epMewU c 1' idroCubil. < 



The anatomy of the humad ear, tUustrated 
by a series of engravings of the natural 
AJze ec. — ^natomia deWorecchio umano 
Ulustrata con tauole in rame di ffran- 
dezza naturale ; aggiuntovi un irattalo 
suHe malaiUe fit quest* brgano , e suite 

' cagioni e euro delta- sorditd ; opera po- , 
stiana <U John Casningham Saukdees , 

^ giA dimostratore di anatomia pratica 
.alto spedale di son Tommaso, /ondatfij-e 
€ chirtirgo delt infermeria di Londra 
per la cura delte matattie degti occfii- 
Secunda Edizione. — Londra 1617. 



. Vy mmctBi t ire pTimi capitoli cbc v^rtoop in- 
UrsmeDte iiHIa descriiione analomica 4ell' or«ccbiq 
esterno ed ipierno, ci laremo a parlare de' seguenti 
che si .aggiraoo »ulle malaUie di queit' organo, — 
Le cagioni della sordaggine cd^Ua perfetta A>rditH 
sono si iDolteplici cd mcure cbe non ne coacitcianiQ, 
dice I'autore, che pochiiiime. Le aDatomiche inre- 



^cbvGooglf 



^•8 

Bliguioni, che UDia luce faaano ipam lulle malat- 
fi«"*degli altri organ!, non hanno che di poco cod- 
tribmto a rtsehiarare la natnra delle infetitiitk del- 
V oreochio , per le mohe diflScoli^ ' che ' a sil^ue 
iadagini opppne la strutlura parlicolare dclle sue 
parli. E^ iafat(i,-l« memerie che troviamo conse- 
gnat« nelle opere di^li auatomici aono in gran 
parl« dovqle ^1 caM ; otire la descrizione dei'feno- 
neai paioiogici, in esse bod trovaodosi fatto cenno 
deir origine e dei progresH della roalatlia. A cib 
si vaol aggiungcre, che i maK dclV orecchie rada 
volte divenendo mortal), aKcnano gU analomicL 
dalF inveiligarli nei cadaveri ; che durante la vita ' 
la situazione deli'orgiiiio h di ostacolo ad ua esatlo 
esarae; e che i sordi, imbaraziati ad Mprimere con 
chiaretca i loro incomodi , non posjoDO tomnuni- 
■trare al medico che toesatte nozioiti per condarla 
alia diagnoslka dei loro mali j difficilmente a ci& 
tiastando )c relazioni scritle, ove it malalo abbia 
pure la capacillt di esporre i proprj sentimeiiti colls 
penna.* — Toc'catc queste ed altre dilScoltk oppo- 
Df^ntiai alia ricerca delle catue e Datura dei mali 
deir orecchio , I' aulore tcende a parlare delle ma~ 
laitie del condotto udiiivo estemo, e primieramenie 
deir injiammazione , la qaale , a motivo della du- 
rezza e resisteuza delle perti, e quivi accompagnata - 
da fierissimo dolore e da grave eccitamento univer- 
sale, e vuol cssere earata con largo metodo anlifio- 
gislico. Degeocraodo in aacesso , il doit. Saunders 
ba notato aprirsi esso' generalmente tra la CODca e 
il -processo maslbideo , oyvero nel meato uditivo ; 
nel qnal ultimo cuso , 1' apertnra e tempte piccioU 



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• 4*9 

t coperu da alcresceiae t»agoae AVen'ti ua aipMto 
poiiposo. Siccoma qiint' aperiora torente ai chiud«, 
e per rtinp«ditio>"scolo {i-toffrir al mHlato fieriuimi 
dolori i cmI 1' amttre consiglw- di fare, int' inciMODS 
tra il proccMO naastoideo c I' orecchio esteroo ; di- 
cendo , che ore noo facciaii ^ua^i* inciuODe , auai 
difrequenti'avTiene 1' eifogliazioae del ntmtv extern 
nut deli' OS temporU , a delta lamina Mleina del 
proceuo masloideo. 

A) tra forma di male dtfl attaoea la eoDca od 
•recchio e il meato etteroo , e un' ei^iione .di »& 
t€ri erpeti^ie, a cui socoede aempre I'iagroiuaienM 
degl' iategnmeoti eatenii j die soveatc & -diiadecc 
il m«ato . a segno di^.produit'A an ceriO'-grado di 
■ordit^i. L' icon aepafaia' dalle ulcencioni , addeo- 
saadosi. ottnra il meata nditivo , ed acquitta an 
iB*ofinbile putxor*. L' aatore tiporU la tt^ria di 
ptii BuUli guariti da quest' aluraiioae Goll' luo del 
calomelaiio, colle iaiezioni di . sublitoalo uell' acqu 
di c^Ice, e call' w^uenl. hydrarg. niir. ' 

Le etcreKenie del meaio udiiiro eiUnM aoo* 
generalmeoie cbiamaW polipi. L' autoTe ha aotatv 
IB «BM grandiuima analogia coi porriflchi , ni I* 
ha vednte nasoete ae non cod .allezioBe delta mem- 
brana del tinpano, e segaatameate eon que|lo sUlo 
aorboto id fofta di cui ella aecerne utt umore pii? 
tulento. L' eitirpazioiie colle tanagU* 4a polipi , i 
i\ DMuo pUt Goaveaiente da impieganii, pec iadi 
paware all' uio de' caustici , coll* avverteoca di do« 
esteodecJi alia membraaa del timpano^ — TalvolU 
il meaiO' ndiiivo eitemo e cbiiuo da una pretem*' 
IQrale membrana^^, cbe piocede da morboao piolun- 
Ajwau. FoU IX, if 



t,CoogIf 



»■• • 

guBCBlo dellk eiltt. II dott . Saun^trt dice «T«r 
Teduto pib volu qaeita ^Hiri« organinadoae hic« 
cederc alle mpptiimioai , t canfimsa il fttio coiU 
sMrii di BD nakUt*. — Cboln U racoolu di cem- 
me, q«al cagtoae di nrdill, iMMnandale inje* 
aoai d" acqiu Uvpidi. 

ZlaUe moJl^uie ddla membnma del timpamK 

' II dolL .Cdurulerfiwflaprinueranieale dclla Merw- 
(iofw /hwImM ^etfa manhraaa del timpano, uells 
qnale lo koIo & ulrolu tinto di taagae, cd ha U 
•ingobre prt^rietk di eolorire in gUUo 1* ■rgentOt 
Id ranione delTateni la nulatUa pi!i o dicdo Mt*> 
n , « deirsren diitmtu bbs porcione pih o meoa 
graode di membrana , ne aegue un rario grado di 
wrdid, ebe ri concHCCfl procederc da siSitUa altc- 
twioae dair aicir dell* aria fuori dalla orecchie al 
■ofiUre dd raaUto , teDendo chiota la bocca e la 
narici. L' autora ha reiificato ooll'auUwia, che tat> 
Tolu r infiammaziane , accompagnante qnetta Mcra< 
clone della membrana del timpaao , li eitctidc alU 
tromba d' EiMtachio , c ne la diiude. — Ordiiu- 
riamenie queMa m^lattia luocedc alia pantBia degli 
oncchif per f inSamniasione che ri propaga aUa 
membrana del tirapaoa ; Mventa- naace in MgaiM 
delta icarlaltina maligoa, L' ikfianiinanoD* e cant- 
icrizuu di acutiuini dolori aegli orec^i e nelU 
tesia, e talvalla' da leggiero delirio. I dalori negli 
inRuUi lono an^loghl al d<Aon dc^deaii, ora forti > 
on kggieri. — Nella' cura di qnuta idfiamikiauonc 
unrieiie procedere coniggiouiaeaie ncH* luo del 



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netodo mliflogistico , • pan latciani ibtgotlhe.dal 
jiregiadisia rolgare die fa injpiegarc gU spiritosi e 
i riscaldaoti- UaranU t' iotuUo iofiqiuiuatorio , 1' in- 
ienao i Uaragliato dalla aordiu, -che iranuce il 
tMio' che la lioia tratudaU h ataU ri^uorbiU; 
awtrbiineiita, che Sawtdert stina assai verosinule » 
Civdendo', che a diver^i caii d' Infiammazioae delU 
aiCDibrana del limpatto > non lardibe rimasa U . 
•onJiti, ae il inedi<» aveue avuto cnra di proouio- 
vere I' auoibimento. Se in legaito all' infiaraniaaione 
•i forma sella men^aiu del timpama una nccolta 
4i pas, I'autore preferitcev di aprir 1' aMoM con 
una piccola incieiaae , anricU i|U>aiidoiianM i' eva> 
vuasiooe alU Datura. — Coauoemente 1' iofiatBina* 
zione i di catatteM -lento ed accalto; U nalato 
viene tonneatato di quando in quanda da leggieri 
insuUi , accompagnati da dolore , e lanainanU coo 
poco icolo f &akUi la lecTeiioae pundenU va a 
poco a poco fi»mai)doii compiuUioeDte. L' anion 
eombalte I'opinipDe.di coloro che oontideraiio que* 
»u malauia quale afTeauMia ^iiuigiiifiaute, egoaU 
aaeale che di quelli che la riiguardano perioolosia- 
aima , si tosto che il aaalato >i rir^ge tX raedicoL 
E»>a £ ceriamente awai perkoloia per rndite , rade 
volte cetsaado pritua.Jarer tolalmente dittrutu U 
membraiu del timpano e cauiau la pecfaua lordiUu 
.Que*ta inalattia pNteoU tre gradi; la scolo >«m- 
pltoe puialasta, )a teulb pundeBto coo ttcrascetiae 
foagose o poUpose i lo 4Colo pandenlo con carie 
deUa eavith del timpano. Noa i aanpre com facile 
dctermiDare 'qoando qiuati gradi patiane I'lfpo oeU 
Taluo^ ID aknai f^U pauaggio 1 fipido, at 



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3It 

allri {Ati l«nio.-L'tBb>r« pretende, ctie lo icolo pn* 
rifonne sii ana iciuplice aCTezione locale noo avente. 
mai tvlauone con vino generale deHa emtituzione ; 
cota a G«i uoa pouiamo aawntin , arendo anco 
«g^dl lOtto gli acdi ana aignora, la qna\t vk tra- 
ragliau da siffatto auAore per Tizio probabilmentft 
artritios in modo che allbictifBaraioceuare'delle dcf 
gUe alle articDlaiioai, si idmano o cessaDO altreil i 
•inUHui d* hifiamnittuoae delta OHimbrana del tim- 
pano. Ed inlatti, k per canta' artritica o scn^olota 
a* infiaminano di fretjsenti le palpebre , non i' in- 
lende pctdii per la atessa cagione inGammar uaa 
ti pOMano gli oracchi 

Cwa, 11 don. Smmdert fa caiuUtere il piano 
cnratiro principaliBeale nell' uio di rimedi locali , 
•effnatamMHe dei YeMicaoti , dei Mtoni , per fare 
ana derivanone, e dice averii impiegati utvente con 
buoa sdceesto; L' arte rieice a cooservare 1' udito , 
pnrdii lappia aopprimere lo icolo oel primo e m- 
eondo grado ,- in on periodo cioi , ' nel quale la 
mieadwana del timpano non -i ancora ailatto diatntt* 
ta. Nel terio grado peri» 1' udito 'k irrimissibtlmmto 
perduto.-aggiuagendosi alladistruiiane della mem- 
brana-del timpano la pardita degli oitetti dell'orec* 
chio. Se in alcani cui il malato rUiene la ^cott^ 
di udire an- co^l' poco ; ci^ s«nbra proc«dere da 
piu rac.»lto cfae serre di meao; pe^ propagare lo 
oacillasioai dell' aria ai ^tervi acastici, w. II meiodo 
di cnra rnole del rettb vwiaro lettondo i gradi 
della mriattia. Nel primo e aeGondo gradb, quando 
•bbiavi^ni:ora inGammaxioDe , iV AtM. 'Saunders (» 
wo^^di porgauti, e localmeute di fooMnLaxioui. Negli 



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•hr! casii ittgiclgii -tosto le injeuoni prepuaite con 
ana solnzione di sine, vitriolat. Qoalche toIu lia 
Uorato utiliuimo 1' acqua satamiDa. Qaaodo' nlo- 
stnraiui delle etcreiceBEe polipate, ouia nel u»l 
detto lecoado grado del male , il dotu Saunders t 
eHirpava primierameDU i polipi c«Ue taaaglie, e 
([Hindi adoperava i canstici, (egnaumenie \' ar^ru. 
nitrat., orrtn la aolmione alumioosa od altri Mtriti- 
genti. Le quattro storie riferite dairautore, danna 
a diredere che anco cjuetto grado di male non 
h iempre incurabile. 

11 dott. Saunders procede a parlare detlVoUura- 
meato detia Crenba d' Eusuchitt , che i freqaentif 
aima cagione di lorilit^in, due casi ha verificato 
coir antMiia , che, dopo fouuranteDto delta tromba. 
taccede F auarbimento dell' aria conteoota nella ca> 
▼itk del limpano, che si riempie di moco. Cagioni "> 
fretpieatiteime di quett' afEeiione sono gli alceri re- 
nwei alia gola ', i polipi del na>o , le toasille in- 
grtMMte, ela cinaoche maUgva. L' iiatore non fa 
meniione del catarro , che pur soreaif produce va 
leggier grado d* ostnnione delta tromba : liccome 
Bon ricorda I' ottBramento che alcunt pretendono 
cMer oalo da iperostoei. Conauaemeote. 1' ottrorione 
ha sede nella poraione cartilaginota della tromba; 
qoando aiiacca la ponione otiea h di andamento 
pib lento. *— Mancaii tutlora di aegni certi di 
queit' ottoramenio t m it oialato, chiase avendo Ic 
narici e la bocca , non prora, in espirando fanata- 
mente, qnella particolace lenuiione del lendCTsi 
della membraoa deli limpano, ti arrii foodata ra- 
gione per congeiturare 1' ottoramento di qu«tlo M* 



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Dale; contn del qa«le non altM pub Farte lujge- 
lire , che h perfsrasioDC della tdembrana del lioi- 
paao,_praticaU negU aoni pawati da Ast!^ Caopn-t 
nw riiDOfdata (in dal 169/1 <ta Riolanof operazione , 
che nde volie ^ {Mr& corritptuu da buoa lacccMO, 
a molivo della faciliU coil cui 1' apertnra utificiaU 
della nembrana del timpaoD *i chiii4e< U dolhMC 
Saunders ripMU ua caso net quale 1* operasione en 
■ riuaciu talicemeote , e d&ve « capo di tre gioml , 
eMendoti ohiuu mtavamente , i' ritornau la coi* 
dilJk 

Ofcnriuimi • quut aSatto •cvDOacisti ci wiw 
taltora qmati mali ; it che pa& in pacts proceden ' 
dal provmir la lorditli da cattira condizioiM del* 
1' Aqvi^A Cotiauti , come in quel lordo-niato datln 
DBciu ricordato da CHae , nel qnale quest' umore 
crii coDTCrtito in una maua cateoM} e in part* 
dal non iic^rini call' autoatia veruna altcMUDits 
ndle parti, aiccome doe Tolle i arrenuto alio aleaM 
SttmJert ; it quale tppunlo per qneita ragione^ 
cbiama mtvom (!() la to'dkd cbe dipende da af- 
fesione deli' orecdiio intonio. — Seguono dircns 
■tone di malati comti da qneata ipecie di lordilb 
Incipiente, col metodo antiflogiitico, col cahmelano^ 
• ct/TacicBBtL — Ommetliamo la deKriaone dell* 
laToledn n^nMeniami latte le dirent partt del- 
t wecdiio Mlemo cd iatenML 



.tvGooglf 



A Treatise on the nature ah^ cnwuif tioul 
and Rlieuihatism ec. — Tratlato sulla 
natura e sulla cura tiella gotla e del 
reumati'smn^ con generali considerazhni 
sullo stato morboso degii organi digC' 
sUvi, sulla dieta , e con . osseivaziord 
pratickt sulla renella; di Carlo Scuda- 
MORE, M. D. Memhro del coliegio retde 
«fe* medici, delta societa medicf*-chirur^a 
di,Ldndra ec.--- Londra, 1817. Seconda 
ediztone. 

( Segatu dt3Ja, pmg. 89 di quetto voL ) 

Goua cronica. 

■Lja gotta cnnica i genenliiMbte 'Ik cons^nenia 

finale della gotu acnjU, dando«i a divedere qiKntto 

- il parowitiAo non ha fvmnto crisi regolare , s 

quaado ripetuti attacclii faatlpo indebolita la gd(U> 

tiuion«. 

« La gotta cronka i pi& cMntmemPBte aceoin* 
liaguata da doloti vAghi che I' ncuU , e qneiti do- 
,Iori vestoDo ulwlta >1 caratiere reumatic*, e tal* 
^lu la farma nervoia. In alcimi caii ai mMtn in 
■ndiTidui non ancora itati tscchi da cotu mU* 
ibrma acuta> e qoeiti caii, rispettiraracDle afsai raii^ 
Mtw luU -geMtaliM»le*'lMiaU ndle Aaaiae. Smo ■. 



^cb, Google 



fpetto nodp d*%tUe(H>, ra^ yaU« arvlmc die il 
dito jgrc»sa del piede sia la pitrte affetta ; ma una 
lubila eofiagione con dolure, noa del tutto analega 
al caraltere regolare delF ioGafflmazioDe gottosa , >i 
fiita di preferenia alia mana , al pugno , a lato 
del piede , o nella circoafiereiua delU^vigKa. 

» Quando la gotta croaica i una conKgoenza 
^11' acuta., 1e diverie fiarti. cbe iono state iafiam- 
isate durante il parouUmo , continojano ad esseroe 
atlaccale alternatiYamente , o insiememeDte. Ci^ cbe 
iegue pu& servire di niteriore detcrizione dei tinto- 
ui- locaK e OMtitDBionali in ambedoe U fwine or 
ora riconlate , cioi di gotta originale e di gotta 
cODseoutiva. — Le aenuiiooi della parte -atfetta (Ono 
pinttotto Si calore e di fieddo allernanti, cbe di quel 
pereiitente bruciore earatieriftico della (brina acnta del 
male ; ma come nell' acuta , cosl Delia cronica , la 
inotte i il periodo del maggior dolore. L* infenno 
ri duole di frequente torpidezza, e di nn lenio 
agraderole di pienezza e di peso. I miucoli , i ten- 
diai, i legamenti »\ mottrano, per deboleoaj inetti 
alle loro funzioni.; e il' crampo , maMime alle 
ntnmila inferiori «q)raTvtene , di gioroo, tebbene 
pih di speuo alia nolle , quando 1' infeniio tta per 
prendere il primo lonno. Se alia auperiicie delle 
parttdolenti li b redere delta roiKBU, ella i'qaesta 
.di un color patlido , e geoeralnienie paaieggiera ; 
qualohe Tolta la cwu ai la di color leggieraiente 
pOTporino, ma pi& »ovente ritiene )1 color naturalo. 
Le borse e le guaine dei tendini lono aede j^& di 
frequente della golla croaica che del^ acnta* le 
^■•li parti per la coDlinM dittduiona .ed enfiagio- 



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.11? 

.me , "^Toiacoto al pngBo e a. lato iM ]pi6i)e , quel 
lenso di Btandiezjia che ho antecedediemente ricot* 
dato. Se le par^ inrestite sano di ttnittura pi& 
celluloM , iMH:e I' edenia accompagnato da preler- 
naturalo piencta delle vene adiaceuii La (ensiWIiU 
delle parti alia prestionfl.; i doldri lancioaBti, dci 
divetri nefTi; la dolorosa difficoldi del moio, la 
total e niaucaoza di eaetgia nelle : membra', solto 
ogDt ifoMo della voload, app^rtengooo pure alia 
ddmlezza locale prodotla dalla malattia, Nella gDIU 
crooica la cwtiliuione preseata siatomi svariatisiimi, 
«be soao modi&^ati dal tempeianeBia e dali'abito 
dell' infermo , dalla siludsiane e gcado dell' afle- 
«*ne locAle, n«n meno che dalla sede e naiura 
dtl ^aordiae ddle viicere ialerne. Ed in vtto, in. 
AtCalio (tato di deutinrata ' salute, emergtmo tante 
anomalie , in parte dipendeati da cagiOQi interne , 
t in parte dalla condizione degli orgaoi afl^Ui , 
che probabilmeDte Detsuna descrizJone potrebbe esat-< 
tamente conprendere tutte le forme ^i limpatia > 
da r^preseniarne an qoadro perCttlo. , 

H L' infermo i frequentemente traragliata da 
grave diipeuia, ed ha lo itomaco tormentato da 
diverse spiacevoli sensazioni. Sovente la naiuea al- 
tenia eoa an ardeaie deiiderio di ciboj e nel mas- 
aimo grado di (f**?**^) ^*^^ ^> ipesso^ all' uia 
iacanto dl qualcbe alimenlo , succede I' oppr«Mion« 
c la diitensionc fl^luosa , cui oi pu& aggiagaere it 
brucior di stomaco , e , la alcani , una freddeiM 
di Teatrtcolo'di paciicolare natura ed intcotitb ; t 
miuGoli deir addome a I« costole lono atlaccatedtt 
spasimi passei^gieri , ni lascia il crampo di tormen- 
tare nel modo pi^ pcnoso c contiDoato. 



.f, Google 



». Qoaiido r sppeUlo MnAn naturals , f inferm* 
USD ricere dal cibo quel - letiM parficolare di b«D 
ciiera , che prov« ¥ nomo laoo *. e >e il cibo i di 
nalnra stimaiatite,, I' JTriumento indaMn dal diugio 
locale, M mDcm al grada di uioam rsbl>rilc. La 
tempra ibdividtude h coaUoMCgnaU da irriubiliU 
esuberaifte j la mente i ipocondriaca ; nuli imnia* 
finarj tnriMno il giudino , « cagtdni di lievc mo> 
menu rendono vacillaDie la rUolnuoae. 11 cnore i 
agitato da palpitastoni j le fugaci Muaaioni ante- 
cedcDtetBenle ricordate , « pel dslore o pel mal 
•Here , si ianao vieppib freqoenti , e il Mttno h 
tnrbato • non ralonmto. 

» Nd caii piii gravi « >* introOMtte ana cachesiUi 
genarale , ovvero V aatecedoate focma di ulotc di> 
Tiene paniale, uKolta le membn niferiori been* 
doti icame « ddwii , mentre faddorae acqniita 
ttraordinario Tslume* Le tecrerioni aono pi& o nwno 
altenie ; gf Intesliai or troppo rilamti , or Iropp* 
coittpali, a la Mcrenone bilioaa deficiente o mal lana. 
Sovente dolgono le vene eoMtrroidali, raandando ul- 
volu iangiM( on Tcnoio , ora arterioso, ma Tenow 
genenlmaite e di color otcuro ore lia in gran eopia. 
Auai Tiriabile A rerioa, ewendo eiaa influenula da 
molte eirootunze. Qualche volta i narca e moho 
concentrata, e qualclie toIu abbondante e diluta. In 
qoella del nuttino, arri generalmente pih depoiiui 
KucoM, mestre ecciute il mtema aangnifero o dal 
male , • dalla dieta , quasi castantciliente depone 
■edinaenle nrim , mi* il ^cdintalo color di cutm, 

lalerisioh 



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•'9 
M La goiui cronica Q«a i itrMrAiurlmiieiite tars, 
« in alcuni casi & pure di nalura. primaria; p)& 
soreote perJ) i totafanente sintomatica « dtpeitdentc 
via viuo degli organi digestiri. Altra forma di 
|0tU cronica i queila in cui le Fonziani naturalt 
nan geiab^iino deviare cbc pochisiiidB dall' anda- 
mmlo naluralc , e dove d«lle doglie irregalari , 
una puieggiera infiammasiane alle sedi ordiaaric 
della oulaitia, con snueguente totpidecca. coatitui- 
■cano gl' incomodi principal! de]l' inJHnio, „ 

Nella diagnoitica I'autore si limita qiuni uaica- 
ueale all' indicaxJone dv* »egui dai qinli'dislinguera 
la gotta cronica dal crouico reutnntiimo ; i fiuali 
ngni ion« per6 e«po«tf in modb da nor itpandere 
«he pocbiuima luce sul nOme da darsi al male al 
too primiero iviluppani. 

Neir imprendere la cura , Jmporta .coniideran t 
I * se la gc^ta cronica e nala ~in persona doUU dl 
gr^e predisposiiione gottota , non aveate per6 sut 
fictente enCrgia per produrre la (omw acuta; ibrTna 
che viene particolarmente diMinta da dolore , ta« 
inwe, ligidtik « tarbameoto delle funzioni inlamef 
3* «e essa i effinto di ripetuti parouismi -di gotta 
•otto forma acvia , in forta de' quali 1' enei^a 
della costituzfonie , e la circolazione si trovino in- 
Serolite , le funiioni interne stand piik o m«no 
dUordinate , ed alterato il siitema nervosa ; %.* st 
cna i conteguenza di ripetnti astalti di gotta acu* 
ta , merci cui liaosi formate delle alterazioni localt 
organidie ; caso nel quale il listeraa nerroso i 
•entibiliirimo alle im^reuiooi esteme , mentre le 
funiioai lutarali procedoao ia grao parte regolar- 



^cbvGooglc 



•a* 

Ntl prima auH impotU tree ftarticoUre rigiMrcIa 
■f ri«Cflri cUlDpoiMtci, niaado pnrganU e diucetici* 
e alia ten delle pkciole doii di narcotici , legaa- 
tsmente il gtnsquiamo per ledare i dolori. Gli iti' 
moli tcHia il plii delle volte nocivi , t; rolendo 
adoperarne, conviflua fempre cgngiungerli a rimedi 
dotati di aziorie ipeciale >ul fegato e >agl' iatestini. 
L' autDiB loda alumente una meMwIanza di tinctunt 
bmtctt ■ eomfkuila colla magnesia, — Nel Hcooda 
^aM i\ roglioDO impiegare a pid larga mano i pur- 
gativi dinretici , preCcdali > oVc abbianvi aegni di 
congeattooe uDgnigoa al fegaia od agV ioteatini , 
dalla miasiooe topica di sangue. Se la gotta prova 
difficoltk ad «*ternarai , il medico dovrk acconteatarsi 
di regolare le foDiioni delle viscere - chilopoietichft ' ' 
con appcopriati medicameDti , eueudo perinoloio lo 
danaxii di. richiamarla cob rimedi atimotanti , i 
tpiali, dice I'autonti iavece di corrispondere all*tti- 
tento, sono loveciie cagioae di apopleuia. «- Nel 
terto caso it dattora Scudamore li ripvomette ai- 
■aiuiino dalU polvere d' ipecacoaoa composta , e da 
una mUoela di tir^mmoifiuin ' e lactaeariuthi e 
quindi dal bagno caldo i dai hagni di mare. Contra 
le CQUcretioni arlicolari recenti ,' egli fa uso local- 
m^nte d^ ana specie di Ijaimento cooi^to di parii 
•guali di liquor kali od olio di mandorle , aommi- 
■tiatyfo. iatemamente, qnalche. mistura con dose coD- 
Tenienu di .magnetia. Se q«eite concrezioni panano. 
ia ittppuraNQne , conTtene riperrece alia chirurgia. 



^cbvGooglc 



* 'AnhriUt retroeedetti. ■■ 

Qanmftorm^ h preceduu da goUa acaU o crp- 
Bica ; lOHtraDdofi nel pritno - cho con siDtoDii plik 
▼iqlenti clie nel Mcando. Genentlmente auacca.lo 
■tomaco e gV inttistini , cantaado romiio j ■paitma , 
fiecissimo dolore ed enteriiide graiiMJuu. Se prends 
il cervello, ne* succede 1' apaptcisia. Ella auacca 
pur^ di ipesto i polmoni ; K autore dice di aon 
aver mai veduto la gotu aualireil cuorei tuttoqhi, 
per altrui teitimooiaiUQ. , accordi aon ^dar quentt 
viscera immuae da insaUo gottoi6. *— Fra le ca- 
gioni delta retrocesiione annovera il freddo appU- 
caio alle membra durante il pirouitmo t i rimeili 
^0^0 stimolaDti , gli errori dietetici e le vtolenti 
passioni dl animo. . 

La cnta tuoI etstn- variata Hcondo la natura 
apaimodicB od infiamioatoiia degli acGideoti, Nel 
C prirao caso la compressione fa Mandire il dolore -, 
e giorano gtiiatispaunodicL Se la letrocettione^i 
itata caiuata da errore dietelico , imponta toveoto 
miiiistrare un enictico d' ipecacuana , e qoisdi cio-, 
-que o dieci graoi di <:aIotiielaao , e . k lo a|omac0 
lo comporta, V iafiui JoU smote coa.magntlsia tutpk, 
^tiKctura arommica. Noa cMundo il dalare dopv 
}« evacoasioni , li fa prendere all' infermp da m/- 
santa a cento gtxce di tiiftura of^iaim-y ripuut$ 
ogni died o venti miiwti , porgendo conteEnpora- 
neamenle delle piltole di calomelano , coloquiotida 
e tapone. Ove peri la relroceisione delta gotw 
feue siiMegniU all^imprenioDe del freddo, naicfin^ 
done gencraloMnte ua'afieaioiie infiawiaataria j vonji 



^cbyGodgle 



I3» 

questa etttn e/atafai oot BeiOifo anUflogltiico pro-' 
porzioiiiito al grado del male; aegiutigeii''1o I'usa 
A^ tenftplMRi , delle fommtarioni calde ec^er uq- 
tite di ricbiaMare U g«Ua alia primitirft a4d«. Alia 
apopl«tMa si ripara eol bagno ireddo alia teAa e 
«flt mIumo , ^Mw lasciaadMi tb^ouire, circa all' ul- 
tima lunldio , da) pregindiiia Tolgare che tiei (;ol- 
tmi condanna I' mo dclla UBCetta. '— - Tra le ma- 
lattie pih Cimigliari • gottou,.»otKtvera 1' apo^lei' 
■ia , la QUI predispmiviooe th creKeoda in ragione 
dw va gcervfindon la prediipotuloae alta gotta j le 
Ditrnrioni del ft^to, 1' itteriEta , la diole'n , la 
dispeuia , h emorraidi , f aima , I' idrotorace , T »« 
■cite , tatvalta la xenella, rariHime volte la pietra^ 
la rtsipola , 1' orticaria ed ogni raaaiera di inala|tif^ 
■pasmodiche; ueUa cura delle qnali inferniik vuobt 
Will aver il debito rigoardo alia gotta , ma uon 
Iralasciar V mo di idtri rinedi quaodo foisero indi- 
cati , coom; il lalauo «c. * 

Nella NEioae iatHolau Coaiidfozbmi genenUi 
tiiilo tiato mnt^oio dtf^ organi digettivi , eon oi' 
tertiatioat pratiehe Midia rtndla * il dottore Seudif 
more MamlaB i priocip) di HamUum ed jibernethy, 
Kceanaads giadiii(»ameiue la oecessitk di i^odifi- 
earli o cocdbiaarii aegoDdo varie circoitaRse^ even- 
tmli. Naievale i qnaoiodice ini pili comimi aedi- 
4imti dall'oriiM, che, coma u u, mnio di doe 
•paeie t ctoi di color di came o di Mattone ,- * di 
feifaii terrou. " Nella coagcitione del listenia delU 
«*tia porta, bo fcmpre trovato nelTorina, dies 
Vaatore, un ccccho d* urea e di tntU gli altrt 
priwHpi ; « pOHo auicaran che V aUwDJaBte dcpaa 



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lilo color di carue^o lateririo, p«& pi«ndersi qoal 
•ccellente prova prciitativa di quetta talio, a , di 
coDsegueius , qaal «rgorAesto di gimU indicanona 
per Ctr tuo dei purganti diuretici, e di an pianq 
correttiro di tenpeutica e di . dieu. la quato cbm 
nda voile si posMoo imjiiegare i tonici ' kbu 
dannoi „'-**' ^ *'' aedidiehto ritnlu di fi»sfait 
lerroti ,. h generaliBenle neceuario di coa^nare il 
metodo riitonote col metpdo purganta e correlllTo; 
avendo Kinpre sotto tali circotUnze osaerrato , <Ax» 
I'infermo aoETre piii e meno di debulezza e d'Jrri* 
tatione nervosa , e che ' nelF aadameoib dt un pa- 
rouisina gottogo , o dell' ioGammaxione cronica del 
fegato nan accompagnaU da gotta',- kt atalo dd 
aiuema nervoa? dk origjne a qoesti (intomi piii d 
meno notevolmenle, quando i componenii del aedi* 
Dteato da urali ti conreftono in fosfali. „ 

Segaono alcuoi aperioKnll circa la compantiv* 
delicatezza delf acido muriatioo edi ua peuo dt 
pannoliao, iiapiegati quai mcraci per iicoprire te 
abbiavi bile neirorina ; ed il riinltamento i a fu- 
rof» ddl'acido, il quale, oome e nolo, ha la pro- 
prielk di ^are alia bile un bel color veide. — 
L'autor* combatte in acguito f opinione di Rose e 
di Hairy, cbe nell' epatitide non eiJita uraa nel- 
I'orina; dicendo che in Kicaii di ^wtilide, inrec* 
di diCetto ba trovaio ua ecceuo dt queato prin^ipto. 
Parlando delta cara , il dottore Scuditihon notn 
che qnando 1' alteraziooe degli organi ^igeitivi i 
accompagnata dalla' Krofbla , i mercuriali lono ge* 
Deralmenie fla eritani. In que$ti caii di digpeasia e 
di ^iBralrt di dig«irc> tgli raoconnBda fuaft In- 



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ml, 

terno a tat tntan MlimotH di ctorina ndfacqiiSt 
tlU dsse di ana o dae drancM al giono, con una 
dramma di Uitct. chin, allangate c9q uq ordinario 
bicdiiere d* acqua. A di tai giadizio quwtD acido 
not! dugnsU lo ilonwco , opera generalmente come 
dJHtvlico, « qualche Tolta come pnrgante, e tk 
ricreicers rafMdamente le fone. Datf luo citenitt 
di quuro rioMdio , recenteeaeDie precuniauto da 
Seott (i);'per espcrimenti fatii an di ti stesao e 
aopra allri, il dottore Scudamorr afferna noa avec 
mai veduto alcim singolnre cQistto , tranne quello 
che M'larebbe otlenntoda qvalnnque allra rinaedio 
Mterno capaca di ecciure I' energia dei vw cutanei 
« di accrettere il calore alk eitreinitk; circoRUmfr 
ynh, cbe aogliono generalroeole maacare aegl' iadi^ 
vidtti Invagliati da vizio oel sistema epatico. EgU 
itmmette cbe nelU persoue dolale di pells dtlicata, 
di graa limpatia-tra la cute ed iL tubo iiua«l»- 
nale , la cloriaa, possa fone tinapaticamenle operare 
sulie vucere del baaao rentce , ma n^ga affatto 
r auorliiin«nto dell'acido. 

QaaDio atla leorica e cura delta renelUi I'auWre 
pretfnde di arer notato , atidar i goitosi soggeCli 
alia, renella geDeralmeDie innanai - il primo parouU 
•m«, e perdeni ella di buovo oe' snccsMivJ insulti; 
il ohe egli vorrebbe dilucidare dal separarsi 3 du- 
rante il parouitmo gotioio , a motiro delle pertur- 
bs fupiioni del tubo ialbstinaltf, ana certa quau- 
tiU di .muco cbe >i oppone alia arisUllusaaioM 

(1) f^fd. Ana^ Uniws, , ml VI« pa^ a&k . 



t,CoogIf 



deir acijo nrico, e <|auidi alia formanonedeUft. 
renetla. U dottore Scuddmore- si.^ assicurato con . 
egperienze, cbe Unto I'oriaa cae loscia precipitar 
renella, quanto quel la cbe lajoia depori« ledunento 
latciiiioj noo cottteDgoDo piii copia di acido uiJco di 
ogai altra oriaa dotata di specifica gravity cguale. 
— L' anlore combatte 1' opinione di molti scrittori, 
e segnatamentedi Brands, cbe la oatura cbimica dei 
calcoli var) secondo i siti dove si ranno formaado ; 
diceodo cbe i jfosfati urrosi non .si prepipiuno 
dall'oriaa, le dod mediaote il riposo. II doitore 
Scudamore condaana , come troppo irritaiUi , le 
injezioni ia v«cica per disciogliere i calcoli, e 
disapprova I' uso iutecno de' medioameoti cui si 
ascrive virtli, di, decomporlL Egli' c di fermo av- 
viso, cbe la magnesia ttoa si oppoaga per forza 
propria alia focBiaxioae dell' acido ur ico , ma cbe, 
oye produce quest' «Cretto , ci6 etia faccia mediante . 
I'azioD su» sul tubo intestinale cbe fa tiordinare la 
secrezioae dei reni. A di lui senna, la magnesia 
noil opera per qualiia neutral izzaaie gli acidi , ma 
solameiue qual cimedio' dotato di virtii purgativa; 
, ne vuol essere dessa impiegata troppo generalmente, 
dapppich^ la reuella , come la gotta , so do manife- 
Stazioni di uu' 'altra malallia , vale a dire di uno 
Gtato morboso degli orgaoi digestivi , contra cui 
gi vuole appuoto dirigere la cura. Lo stesso vale 
degli acidi , cbe raoiti banno raccomandato contra 
i calcoli di fosiati terrosij^ le coucreziooj di.questa 
specie essendo ,<]tmsi sempre accompagnate da atooia 
muscolare e da sensibitilk morbosa del sistema ner- 
Toso, se gli acidi miaerali glovano a blandirc 
Asniu. P'ol, IX. , i5 



.tvGooglf 



YattnioM calcolota, i eou uisi probate c&e ci& 
etsi producano co^ ui^liorare 'o suto generate deHa 
macchioft. InBomma i rimedi pih luttali, eterciUno 
aiione lintotritica sotamente in lagione ■dell'aver 
cgUno Tirth {ii!i o in«Dft ^r&tu di rifirdinare lo 
funuoDi degK oi^fni HeWi dig^stioRe, mercd cai 
yiene a sogpeodeni la lecreiioae mOTbosa dei reni. 
Qnindi 1 purgauti , i tonici e gli alteranti , c le- 
goaumenie ud bea regolato meipdo diefeiicOf toao 
i raezii princtpali con cut combaitere la renelta, 
Aagli alcali e dagli acidi, imphgati gituta teoriche 
chimicbe , V antore vide piattoiU> daooa che Taii> 
isggip; ed al coatrario utilissimi troriy i ripetuti 
purgaati, il carbooato di 5oda , la magaetia e 3 
iolf^to d» magoEsia preso cod sugo di limooe nel- 
Faito deU'efiervesceoza, ^Iternaiirameute co' bUndi 
«*iidi mercnciali, col gapone e col rabarbara Con. 
uilatii lossicli' i il pi& delle volte rimciio air aa- 
tora di migliorare peraaaaentemeate la socrezioiio 
dei reni, e'di ri»tabilire perCettamente (a salute col 
meuo di lonicr sinnatici. Gli oppiati , qtiantimqne 
inditpensabili per tedare i Tiolenti dolori^ sonoper& 
sempre dannosi , scemanda etsi la aecrezione dei 
reni; meao nocivi, e a un tenipo piii ef&caci^Sona 
mi ove sienq mioistrati per clistere. 

' Jteumattsmo, 

. M I teuuti fibrosi del corpo , dice Satdamore , 
lono la vera sede del reumatismo* il ^iiale piii co- 
munemeqte ailacca le parii di struttura tendinosa. ** 
-— M II dolore che sotlo alcuae fanne di rettma li 



t,CoogIf 



117 
tente nnicamente dcI dar moio ad im mascolo, ti 
pah dilncidar? colU congettnn cha deuo prt^Mgau 
dalte nisarxioni'tendiaose lungo F andamcnto d^e 
fibre , orvcro, dte essendo affetta 1' apaaenrosi, nel 
disUndeni di qnesta, nasce il dolott e la motexlivael 
moto , daodo alle seniaztoni dell* inf<wnio V idea chc 
la parte carnosa del moscelo au la tede del male. „ 
— ct La definkioK del dott. Carmichael Smyth i 
■che A reumaiiimo ' acuto i an' tnfiaitoinaiioBe d«Ue 
fibre mnseohiri, i troppo circoscritta nel siibbietbi, 
ae noB k emtnea. L'eiame dtligente e'ripeinlo del- 
r iatero corso di ua miucolo rimaso attaccato da 
fiero renmattsma , median te il tatto; mi ha piena- 
mente convinto cbe la aede del male non istk punM 
nella itrutlara fibrosa interna. £ rispetto al carattere 
Tago dell' infiammazione reupiatica , all' imraedisto 
•nuegoeaie licomparire dell'azione mntcolaM e alia 
natnra permanente de' aiatoiai cbe sembrado duio^ 
tare aao &tato morbojo delle fibre di ud muacoto; 
da siffatti casi particttlari ^ccaduti alia nia ooterva- 
xione ^ soo6 stalo iodotto a conchindere , che qoa- 
hinque proceiso infiammratorio , cbe per reumatisnia 
accidentalmente iatrodacasi netla fibra mu«:o|ar«, i 
desH> pnramente una rimota consegueiiEa , raa nQn' 
carattere primario della malattia. » 

Da qaesle premesse , che sede esclusiva ^el rea- 
matismo tiano le parti tendinose, e che i legamenli 
capiulari e le cartilagini non ne ven^no attaoGattt 
ae non per propaA^aaione dell'aEione reumaiiea fissa- 
. tasi primieramente nelU parti teadinote , ed apo- 
nenrotiche a loro perlioeati'^ I'auterc conchiude-cbc 
aaco le membraoc sicrose nea lodroDo infiuisnia- 



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aa8, 
lioae reumatica » n«B per traMiuooe della «tei»a 
proecHO dalle parti -fibroie ckcompotte; per esempio, 
1' areCDDidea per renma della dura madre , il peri- 
cardio per 1' afCesioae medeuma delle pard tendi- 
Dote del cnore. La tcialica Berrosa, dice Scada* 
more , diniMtra per& chc anco i nervi isolaumeate 
pouono aodar lottopMii a reomatUmo. 

Segue f eapesizipne de' sJDtatni del reunuiiimo 
acato, cbe per brevitk passeremo (OttA iHeiuio. Ri* 
ipetto all' etk , ijueita malattia noa msA s' incootra 
^ima del- decimo , e rarissime volte oltfe . il cin- 
quanteeimo amio. Essa non k ereditaria , sebbeoe 
paja endemics in alcnne &miglie. — Cagioni pre- , 
disponcDlt aono lutto ci& che pn^ indebolire la mac* 
cbiaa; il disardine nelle funiioni degli organi di- 
gettivt; le alleraaioai {iiraoBferiche ; gli errori die- 
tetici, e I'eGGessira traspiraziooe ; e cagione . ecci- 
tante, le vicissitudini del tcmpi^ Rispetto alia ca- 
gione prouioM , 1* autsre h di avvtso , cbe il reur 
maOsino , nel suo primarta carattere , «a piattosto 
mna malattia locale che geserale , e cbe k.febbre 
naaca tolametue per cEfetta deU' infiananazione lo- 
cale, e Don, come Bella gotta, essa abbia fonda- 
nento ia. un* aHEetione universale, ma quesla a lei 
■olamente succeda ; per cui conchinde doveni il 
reamalismo definire quale tpecie parlioolare if in- 
fiamnuEioBe, che attacca le parii fibrose ', e di prc- 
ferenza le membrana siooviali , produceado un' aX- 
fezione secondaria di tnito il corpo con febbre di 
tipo infiammatorio ; propotizione che potrebbe cer- 
tamente dar laogo a molH comment^ 



:.bv Google 



a!i9 
^Parlan^o delU cnra, 1' autore annovera partiU", 
tnonte i rimedi *piii comubi , come il salassb che !• 
Vuole impie^atD golunto qdando abbiavi tnfiamma- 
lione di qUalche visceta nobile, o febbre gagliarda, 
ma lempre con circospetioHe , al medesimo segiiir 
tando facilmente bdo stato cronico. Mancando la 
Aeceuitk della langnigDa , prima medicameiUo h 
V emeti^ , , eke nan giova tanto per 1' eracHaiione 
vhe pt-omaove^ qoanta pel salutare SCHOtimente ,'e 
per r azione cfae esercita sbIU pelle. Vantaggioii 
sou pare i pnrganti cone derivativi e mttioraiivi 
della feU>re ; ma poco atUi i diaforelici ^ gegaau- 
siente per la deboleiza che sovente dietro traggoao 
COD seco. Tra i sedativi, tl pifi eccellente k I'oppio 
che ri Tiiol p«r6 usare col debito riguardo alio 
■Uto degli intestini , dei reni , della cute, e so- 
prattutto alia violeou della febbre. Mancando la. 
prima coDtra-iDdicanSne , e la febbr« etiendo leg- 
giera.e consegaenza del dolore, I'oppio e quasi ri* 
medio infallibile. La china aon k da praticarsi' che 
nella coavalesceoia e'combiaata cogli acidi jnineralJ. 
L' aiitore ammette net reumatismo . cronico ana 
infiammazione attira e passiva , e lo. distingue dal- 
1' acuto solamente dalla sede e dal minor grado di 
male. Sotto qnesta forma attacca di preferenia Ic 
membrane mncose f i testnti legamentosi e tendt- 
nosi; raffezione reumatica dei nervi i lempre d'ia- 
dole cinnica^ -y- La cuta dere variare secondo la 
sfde. Ore un nervo sia ttato , per azione di fred- 
do , colpito da infiammazione , saranno necessarj il 
<ala«so locale I i vescicanli , i purganli ec.; mentrs 
^fioreranno (li ecciUnti , « baa anco i ledaiiri se 



li, Google 



•Ob 

a male nrii nato a poco a poco ; iceglteafl^ oa i 
prini T elctiricitk , i liniinenti e'i ceroui, . itimo- 
bati , il'cdor aecco , il moi» , e inuraameate it 
gaajaco , gli ctcri , 1' aHnoniaca , la tnmcstiea e 
«ow •imili; e tra i tecondi , i bagni e 1e fanienLa- 
tiooi calde, la tintars oppiata fregata alia parte, 
il xipoM , ed inteniamentc i narcedci ed i blandi 
•diafbretici L' antora .ha in akani cul oltnratfr ot- 
timi eSetti dal Lienor anenicatit j egli ka trorato 
i^mri fonpre. tr^po riacaldaoia la Tinotura guajmci 
volatiiis, e per lo conlrario utUinnna la nescolaoBa 
deHo Strammaaium col Lacutcariam. St il reuma- 
lismo ba lede nei legamenli >ij{)er6ciali , auai gi»- 
vevoli laranito le freg^gioai colla Mixt. camphorMa 
ed alcoole ; ae la lede i pi^ profonda , oonverHi , 
■econdo la duraU del malCi dar di piglio agli aU- 
molanti od ai wdativi, o ad ambidne imienenteMe. 
L'iDfiammasione reumatica delle manbrane tinoviali 
Taol caiete corau afTatto aatiflogisticanienie ; ed 
adoprani il loercuri*, dore il reiiiaatiiaio lia oalo 
per fceddo durante la cnra meTCHriale, ed aUuari 
taltoca iwpetto di laieaie lifilide. Ndla lonriMggiiie. 
^aale aSexiooe reamatica delle apODeami che ve- 
stono i mnKoli , giorei^ far luo dei pittgativi di 
calomelauo, delf antimoiiioj d;ella cdsqiuDtide , dei 
lali ncHtri . e qaiadl delV oE^io ooU* ipecacukna , 
ova il male tia recente ; in caio direno , a ^etti 
tinedi giovei^ aggiiia|;erc le Trizion itimdanti coUa 
nwtmr. Liaa « V eq«Haaione. 



^cb, Google 



Sur Pusage des preparations arsenlcales eo 
m^decitte. — Sull' uso delle preparazioni 
fP arsenico in medidna; del sig. F. E. 
Fodere', professors in Medicinz a Stras- 

, burgo Ci> 

'( y<tttrntd Complementaire du diclhnnaire det rcietf 
■ ees mideeaks, JV.? a. ) 



Oe molli farono > sio qtit , i mediei cbe preco- 
sizzarono 1' anenico siccome na rimedio utile , per 
cui ne raccomaDdarono I' uso ia pareccfaie matattie, 
in ispecie, nel cancro e ti«lle jebbri iotermitteDti; 
bea in maggior niunero forono qoelli die \o cre- 
dettero, atui lo liscontraroao nocerolisttmo \ e di 
■1 fatali coBse^enES per cojoro che ne facevano 
vso , che alumenM dedamar^no ic^ntro di esso , e 
ae proclatnarons I'eailio perpef^o datia materia me- 

. dic^ la meau a sil&tto con&itt^ d' opinioni gorge 
ora. il S^Bor I^eri coU'enunciata Memoria a nao* 
Taooen^e ecoitare 1' Btteuxione dei praiici suU' effica- 
f:ia ,d> quetfo metallo ia Biedicina. lo eisa sonvi 
.foui 11 simerMi > ragionanunti si tolidi , che per 

. noAFO MpBOi 1' araeniCQ eembra aver oramai diritto 
di -loceapare un potto , ed aoco distialo , aella te- 
xapeuticai 

(i) 4rt. commtctao 4^ tigitor 4ott. Galli dl 
ifovarv. 



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33l 

11 signOT Foderi da principio'a queita lua Me> 
noria con iatraiienerci sulla graft diflerenza del< 
rnotno BBDO e dell' uomo malato , quiodt suUa gran 
diveriit^ degli ageDti esteroi ncIl' uno e nelt' allro 
alato. Se gU alimepti uello auto sano conserraiio 
le lorze , nello stato malato , die' egli , invece la 
aflievolUcono J nel primo stalo le sojtanu non atte 
alia nutnzione divengono veteni ,' eccetto i' casi di 
idioiincrasie e di abitadine : quegli stesSi farmaci 
creduii iunocenti , perche non presi , le noa dal- 
r uomo malato , riescono . dannosi in istalo dl la- 
]ute, giusta le esperienze di Hahnemann falte sopra 
sk stesso , giccome sono la Valeriana , 11 rabarbaco , 
la manna , la cammomilta e& u All' opposto nello 
M stato di malattia , ed in' una malattia alia quale 
n. coDvenga tale, o tal altro medicamento , queslo 
p diverrk un elemeaio di conservazione ' perfeft^ 
« mente eguale in potenza ed in virlii-ad una ge- 
M latina, ad an Imon: bicchiere di vino per ud aomo 
» in salute cfae senle -bi^jogno di nnlrirsi. m 

Futte cot«sie' coasiderazioni , F autore 'memiona 
le esperienz^ da lui islituite nel- 1806, 1807,- 1808 



coUe preparaEioai d' arsenico nelle febbri intermlt- 
tenli , inrece della cblna, edi'FeIki effettf . ottennti ~ 
senza alcuna fatale conteguenza , ciV che venne 
fii pubblicaio- in sua operetla- stan^ata a Marrit- 
glia nel i8io avente- per tKolo : Kecherches espe- 
rimentales sur Us Jievres d' accis et sur hi succe~ 
danis du tjuinrjuina. Della qi^ Mefnoria il signor 
dolt Desgranges ,- che ne rese conto nel Journal 
^htiral de midecine, attestJT piire I'lnnocnitk e I'n* 
lilitk di qoeslo rimedioj <[Qando venga Binittrat* 



.tvGooglf 



a35 
t6b prudenta.'Ma due aatii dopo il stgnor Cadet 
'de G'aaicourt, all' articolb arsenico del diEioDBcio 
delle scieiue medice torn. II, p, Stf^, 'facendo meo- 
tione delle preparuiotai d' arfenico itsate- dal pro£ 
Fbderi jr.nAeiie d' assicurart e render* aTverlitii 
medict « che noti si pAb stafulW ctonffonto tra H 
modo d' agire del subliibalo corrosivto, e quelto del- 
1' acido anenico ; che i malati gtiariti coll' anenteo 
■ono poi morti alcuni mesi dopo, lia di lUii sia 
c^ JoftammazloDi crvnicbe delle membAoe mucoie 
dello' sloniaco , o ' degr-intesdiii , giusU le osserva- 
zionij dic'egli, di parecchi clinici degni di fede, St* 
i quali cita il signor SrousstUs; inoltre che Y acqua 
tofjana uoa e altra cosa che uria pr^aniti«ae d'ar- 
'senico'', nelta quale 1' acido arsenico vi e si bene 
unito ,' ed id (i piccola dose , che ucctde tenia lo- 
sciar tra'cCia di vekno lensibik ai reatttyi cfaimici , 
'cd alVantosara cadaverica. » :- ' . - 

If sigDor Foderik non ha stimato dl qdivi intrat- 
' tenersi luagamente a ccHnbattere le prt^ositioni del 
' tV^ttta ' Cadet de' Gassicouri ; ma seaza' rUevare le 
-ildtilte contraddirioiii in cui'i incorso, it acconlenta 
di Ticordate ci& che in proposito, rispose ji. Sout- 
her , medico a Botd-saint-Menence al signor Cadet 
de ' Gassicourt [ Journal giniral de midecine tom. 
XLVIII , pag. a4<> ) ■' quale , « nella tai Lettera 
» Bull' luo delle preparaziont d* arjfeaico , riferuce 
» d' avere miAisfrato durante il mese di.dicembre 
w 1811, e qaellidi gennajo, fehbrajo emaczo 1813, 
n la aohizione d' arsenico a ^ecento malati , e di 
' ^ 'BTere riconotcinto una virtti fehbrifiiga che sem- 
■a> bn DdD cgderU per nalla a quella dclla china. 



.tvGooglf 



!l34 
„ Aggnnge- chc H Btto Cftllefa etl.nDM^.il doilw* 
„ Gate, medico della ^n4' WKM|tft> Q^ >y^B egnal- 
„ meiite faUo nto prima 4* jui negli' oipitaU di 
H Daitiica ooUo st«HO lucce^a. Ni 1' odo , d^ f a1- 
„ tro noD •vev^Do puerriito alcuno jdi i-qiiegl' in* 
M coDvenKUli cbe paventaiio coIoeo che ncta ai-oc-* 
„ CDpaao della uedi^iDa che nc} gabineito. » 11 
signw Poderh dichiara che lo fc«po suo i. di ray- 
virpre faUemione dei ntedici sopca no medicamcauo 
da Ini d«tlo prezioso , di cm ba nnlU a lagaarsi , 
•ebbeoe uano i4 anot dacche ne fa uio, e. nal 
tempo iteiio di prerenire ogai accidente che naacer 
{HHreb1>e datb sua inlempettiva ammii^ttrvioiie, di 
cai ne Mrebbe esso inedesimo rimprovttato, «e ve- 
■iMe impiegalo dietro l;t aua taccomandazioae: "H» 
„ ecaminato, diceegli* qnetio oggeUo coa tatu U 
„ pmdcDza di cui tono capace ; malgrodo che > «l 
M preiente, non abbia piii il merito , cVewo ar^ 
t, durante 1' awedio cojitiaenlale , egli i dell' insU- 
„ biliA delle . cow umane , it rilornare di - quapdo 
M ip qnando ingti itcsti itnbara»i ; conriea adnaqqe 
„ prMema^ ai p^rer^t che yan tempre craceado, 
M aa rimed^ eflScace cbe oon coau uidia « ed ai 
„ fapcialli nn mezio di gaarirli dalla iebbce lenn 
ft cbe K ne aceoi^ano; altronde i impwtanie per 
„ la pcienxa di esteadere pib die ai pti& il <)(V>irio ' 
J, della .materia inedica , e di alloalanare ,ogni api- 
M rito di preveBzitme dal giudiuo cbe ddibeni fitre 
M rjgwwdo l'.asioDe dei diversi coipi <|elU uiturt 
„ MV^V noroo in salute id in mulauia. „ V tntorc 
Jm difUibuito la lua diucriyime oei ae^oeati acli- 



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aSS 
S I. JiidoM eoa^ianaiva tUltanmtc» t del auhUmat* 
suf^ wnori ani^aJl. 

U auore Ja sftUre in qnegt' uiioolo la ben di* 
vena prdprie^ &lf uoo e deU' altro, rappvrto sgli 
Bmori animali. I) tuUinato , idi (aUi , vertato nel- 
Tacqua albummoia, ed ia (utte le sostanie animali^ 
vi produce all' istaote , nn precipitato bianco fioc- 
COSO 1 compiHto d' albumioa clorata , e di muriato 
di mercurio al minimurn ; all' opposto gciogliendo 
nelle ateue KMlante 1' acido arsenioco, in lutu le 
propoiziaiii , non vi ppodoce la menooaa MDiibUe at 
terazione, siccome pure nnito al the, al caflei a! 
vino , ed alle decocioni delle piaote , 1' aaalUi cbi> 
adca dtscopre 1' anenico inalterato , e colle iteue 
-■oe propmia caiaueriatitie. Da ci& 1* antorc ne 
'deduce : " s.^ che 1' arsenico i nn veleno per ec- 
>t «eUeaia beo- piii pec6do del . (ublimato , percdiH 
„ urn si altera per alcnnamescolaiuaj mentre que- 
1^ tl! nltimo k lempre in parte decoibpMo, laaciaO' 
-„ dMi per< tal inodo sempre ricoDMcere ovnnqne 
.„ egli ti trota , cA che i di gna vantaggio oella 
-„ medicina legale; 2." che le niolec<d« dell' arw 
„ nlco coBtraggano an' unione il fotte cogli umori 
„ animali che noa alteraoo ai il colore, ni la 
^ consistenta; propriety che mentre .ella fa del- 
„ I'anenioo nn veleno ben pih altivo , quando viep 
„ portato in qnantitk nclla drcolaziom , lo rende 
M wi' medicamento eaergicii , allorchi lo li intro- 
„ dace a piccoie dosi , a doii mediohe. „ ' 

Dk fine 1' aotore a qoesi'articolo cod dire che 
taUMBC il rablimalo, a ranenico abbiano aubidae 



t,CoogIf 



2i6 

la proptleu di co'menrare'i cadareri unza diiuog' 
gere i loro te9stiti , Dulladiioeno egU i d" avi^uoi 
cbe il lublimato sia pib conservatore dell' anenico , 
avendo ottervalo che le (olnzioni di idblimato in- 
dHrano maggionneDie it loco teisutbj oiei^re qoeU* 
d'oTKoico lo mantengoBO ad ud* ttaggioi nKJlosat 

$ n. Modo d' atione dell' arsenico 
sugli organi viventL 

■ II sigaor Pbderi si gone qnj a coniidenre 1* ai> 
WDJco MttO'a due puMi -di vista, come veleno 
cioi, e come medicamento. , - 

Parlaodo delta prima . conditioae di silfatto far- 
maco, ii fa I'autore ad enuRciare i precipui siDtomi 
indicanti V- aiione sua deleteria , e le lesiMii orf»^ 
niche dei visceri da etso prodottc: ma siccome qaa- 
ao qaadro si e gi^ preseatato all« pag. 344*^4^ 
del fasc IX anno 1816 degli Annali di Mediciok 
-Straniera , coil affine di evitare una ripeiizione , ci 
' arresteremo suUa propriety dell' arsenico gik oasei^ 
' vata da Brvdie , e coaferntau dallo stesso Foderi j 
-vale a dice, di nccidere senzo produnre alcDna le- 
lione organica. COt avviene , giasU 1' autore , spe- 
cialmente qnando 1' anenico ed il siibliraato a' io' 
- trbducoDO ^ella macchina perfettammte sciolti , ed 
a gran doti, le quali accidono btaot^neamente senza 
lasciar Iraccia d' inGammazione ,. mentre le piccole 
non maoifettando cbe leniamenie gli effetti gene- 
rali dei releni^ cagionano:dci cambtamenti orgaoici 
molto appareoli oello etpoiaco ;- quindi e che 1' au- 
tore ccede di x—'—'- itabilire, dietro moliiuiiiu 



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>5j 
fatUfCbe glieCtetti localinonHmoaemprepropoixioDati 
tlla quaniH^ di veleno introdotto, che spesee volte 
piii i siotomi g«neraU sono graadi', meno confide- 
rabili toon i cangiamenti organici. Quando non ri- 
. scoDtrasi traccia della preseou del veleao , egU i 
Jierch^, dice ]'ai]tore, lavilalili esseodo sUia proD- 
tamente estinta dalla prt^rJetk specifica del veleno, 
noD ha avato tempo suCGciente per manifestaf la 
propria aifeeione con fcoomeai infiammaiori. In 
cotal aorta di casi i patimenii del malato «oni> molto 
■opportabili, e talora.anco non si manifesuno. L'au- 
tore riferisce, di fatto, la storia d'nna giovine da- 
ma che nell' anno i8i3 essendbsi uccisa con due 
once d'aVseoico, fu (rovaia dopo alcune ore come 
presa da. sonno triiiiquillo ia lelto , nell' attituttinft 
ordinaria , senta che i di lei pareoti si fossero ac- 
corti delV acctdente ; nello stomaco non si riscon- 
traroDO che alcune maccbie nerc. A questa storia 
ne segue an' altra di una liglia di aS anni, che ai 
33 di giugno del -^817, arenitD prcso una droga 
per abortire, ottenne, in faito, relFetto al a4> ''^ 
al a5 del mattino eia morta. Nell' apertura del 
corpo si vtda che " \o siomaco conteneva ancora . 
„ pill di menxA dramma d'anenico In grosai grani; 
_„ il ventricolo eta perfornto , e *1* utero tutlo can-* 
„ crenato) cio nondimeno la figlia noa avera mol- 
„ tiuima sotFerto , e ben altro ricbiederasi perchc 
„ le sue angoscie fosscro prDponionate alia quao- 
„ litSi di veleno cbe aveva ibgbiottito. „ 

Dalla' propri^i^ dell' arsenico di occidere col aoIo 
aanallare il principio costitueote la vita , . dedi^ce 
r auto re cbe possa pur anca avere quella di,tis^- 



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3M 

liilire la talaie qniid* i wtnidiiai Hel corp* , a 
poco X poco , ed a pKcioIfisime dosi. Eel eccoci « 
pariant d«lf meaicv nella sua qaalita medkameiito* 
■a. Le ouervasioni £ttte dall* aiitoK a qnetto pTO- 
posito SODO le segnenti : 

1.%* L'oKcrvaiioDe pibgenerdle del ^t»i.Foderi 
intomo al modo tf agire A»VC anenico selle febbri 
intennittenti , e quella che degio produce nt^Xt. in- 
lervalU della 'Csbbre una gras frequenu di polso, 
che tahrolta (:ontinna per alcont giomi, dopo gna- 
rita 4a febbre ; almcnA gmI ba veduto negli amsia- 
lati delVoipiule di Mardgnea, nientre nella cKnica 
iotecna delta Facolt^ di'Strasbarga j areztdo curati 
coll' anentco due febbricttanti , ubd di^qEesti i 
lUciM perfettamente guarilo dallo ipedale , snua 
aver priuentatO' il poc' anzi detto carattere ; e 1' al- 
tro, quasi alia vigilia dcUa sua gnarigione , non la 
pretcnt& cbe dopo aver preso la 24.'^ dose. Attii- 
bailee I'antore siffaita differenu alia dtvenitik dd 
clima; r aria dl Martigoet k oluemodo aecca* • 
qoella 41 Sua«burgo i molto amida. 

a.* " CoteHo rimedio riaDinu 11 sistema di^ 
u itivo, riitabUisce rappetito, e nella beDissimD k 
„ lingna sensa die aiavi biiogno di far ricotso ni 
M agli eracnanlit'Di agli anari. t, questo na fatto 
„ uil quale vanno d* accordo la maggior parte de* 
u gU antori' che haano parlato d6lle propriety feb> 
„ brifoghe dell'anentca lo f ho coBtantemente no- 
„ tato neir ospiule di Hartignes , come pure negli 
„ altri hioghi oVe feci mo del medicamenco , e 
„ tatti gli stadenti V osslervano ogni giarao cob 
9. DM alia ditticK di Straibutgo. 



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„ S .' E^i agisce «ai reni e jriNMnuove )a. le- 
„ crezione e 1' escreziono tf niiK graddissima t^uaa- 
„ tiU d' orins, ordinariamente cfaiara e biaocastra } 
„ talvolu detcnnina im' abboodaiue traspifaziooe , 
f, e A^ sodori asui copiosi ; e0ietto da die osservata 
„ in tntti i ]}acsi ore I'ho uniAiButrato. Egli k ye- 
„ rosimtle che it rimedio lorta per quwte doe vi»j 
„ « pacticolarnwate per le orioe.. 

.„ 4*'' La respiraai*De , Fungi di faiti difficile, 
„ (embra all' opposio direnir piii libera aoUo 1' a> 
„ Eioae delle prepatazioni d'arienico, e la per^ 
„ apiratione potmonare riene da esse aaiuentata. 
„ . Non ne rimarremo sorpreii di- qucsio effetlo , 
„ qaando' cODsiderasi che V aMenico , alio stesso 
„ modo di partcchie ailtt sostance, vJene ^ seoM / 
„ dubbio , trasportato nella cii-colazione polmonarei 
„ cio che mosLra»i ai^cora piii eTidealeineaie negli 
„ arrelenamenti , ia coi. mediatite 1' aatossia veg- 
„ gonsi cosumtemcDte i poIm6ai appauUi ed alt«- 
„ rati net loro tessuto. ^ 

S.° Per ulttmoj t'aaiore, dopo, aver fatttf no^ 
tare cbe t' arsenico al par degli altri metallf iioii 
e tuscettiva di raiigiarsi uei noitri prnpfj mnori 
dopo essere stafo atiarbito e mesctilato col sangue , 
e che COD qucsto circala come corpo Utraniero, isti- 
tuisce di naoTO ud paragone fra 1' arsenico- ed it 
murcuria Se non si pab oegare, dic^egU, Boa pro- 
prietk specifica al mereurtb dt dutniggflre alcurii 
virus , perche 1' arsenico pure noa potrit goderne di 
una simile ? Se ^oclti graiti di- aobltmato sooo suf- 
ficiemi a guarire la slfilide confemlata, ana qaan- 
titk infiitiuiriieata piii picc«U d' araeaic* cbe i ns 



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a4* - - 
veieDO piii auivp , batieik a iare. (Cfttiipaiire parec* 
cbie oialatiie. Di Sufa , se jicbieclonsi ..dalU i8 ai 
36 gcani di i^^abliniBtO per gnarire la mal^tHa prin- 
cipale coDtto, cui impiegati; un grano solo.d' arse- 
nico puj» guarire una.febbre terzaoa— 

Da cib concliiade-rautOre che fra tuiti i matallii 
V arsenko e queUo-cfafr agisce piU jMteatemente snl- 
-1' ecoDomia animale. 

S III. DelU maUnie neUe tjuali Cagsenica 
i rfficaci. 

Id quest' ariicy>lw il signer Fbderi jinaUce gran 
nmsero di proprie, ed altrai oHefvuzioui.,sull' efli- 
cacia dell' afsftiico. in, noo pocho maUttie. Ma alle 
proprie la precederele altrui tratte dfii torn. Vlt . 
VIII, X, XV, XVI, XVII ec. degli Annali <U 
Medicbut Straniem..c\ie stantpavansi non, a guar! 
a.Oand. Cgli vien quindi citando il d6tb>r Fo- 
wUr, che id Inghilterra fu udo dei primi ad 
uiare la sua soluzione famoia nelle febbri intermit- 
teDti; il signor HUl, cliirurgg a (better, che in una 
meiDoria pubblicata nel i8oS, dopo tantt> aver detto 
a favore Sell' arsenica , dicbiara che a piccole dosi 
i un rimedio licuro, ed utile contro le febbri d'ac* 
cesso , e lo raccomaDda nella lehbra , n^lla sifilide 
degeaerata, neHe ulcere fagedeniche , nella len- 
denza alia, diaieai, <^nceroBa e& ; i signari Thomas 
Moriton, Everard jTome ,.ed il compilatare degli 
Annali] dei qudli ij primo ha gaarito mediantc 
r arsenico pareccbie ulceri reneree ; il sec«ndo fa 
elogi de' saoi- buoni ef^tti tanto all' estera? , che 



.tvGooglf 



^4' 

air iatemo , contro le ulceri di tutte le parti del 
corpo dette noli me tangere; e 1* ultimo lo riscontr^ 
atto a guarire detle ulceri maligne situate «u di- 
versi puati della faccia. 

A queste testimonianzc, aggiunge i) doUor fVU- 
lan ed il signor Thomeu Girdlesione , che ambidue 
[ireconi2zaroiu> 1' arsenico in varie malattie della 
pelle , ma apecialmente nella lebbra ostiuala. U 
■ignor GirdlesUme amminiatrava' la solnzione mine" 
lale del Fowler, nei primi giorni , alia dose di 4- 
a 6 gocce per giarno , e quindi »\ao a dodici , tre 
voile al gtoriio. £gti la raccomandava del pari ali 
r eiteruo. combioau a piccole dosi d' oppio , allor- 
che il mercono non vi fa piii nulla, e dice che U 
dott Beddoe.1 gli raccoato " di dovere alia soluziooe 
„ miuerale la comervazione del rimaueate di una 
„ famiglia di tistci aggredtti da take metenterica.^ 
II sigDor Kluitkens, compilatore, aggiunge d' avere 
goarito un delirio melancolico , rcfrattario a tutli 
gli allri rimedi , colla stessa soluziooe data aU« 
dose di oito gocce tie volte al giorao. 

Ma qui uncor doq si ferma t' autore ; per viep^ 
piit comprovare la benefica azione dell' arsenico in 
parecchie malattie ci pone sott' occhio varj fatti ri' 
portati da altri rinomati auiori. Coil il dott. Joha 
Redman-Coxe, nelle lue Siflessioni sulC iiso dell'ar' 
tenico lette innanzi al Liceo medico di Filadel^ n&l 
]8 1 2 , riporta la singolare storia d' una dsma leb- 
brosa da i4 anni , la quale noa avendo tratto al- 
cun profitto dai piu euergici .rimedi, guari coU'uso 
della soluzione arsenicale alia dose di 5o gocce, 
tre volte al giorno , nel tenoine di due auni e 
AsHiu. fol. IX. x6 



^cbvGooglc 



»4> 

meczo. Qaando la mdaU itava per toccar la salute 
presentSTa qouto di particolare , cioi che Don.po- 
tea gopportare la toliuimie ^ oltre le cinqae gocce, 
tre Tolte a) gionio , aenia prarare an' ea&agione 
alia faccia , delle nausee , la perdita dell' appetito , 
UD peso agli ocdii e alia Uita. li datL Ouo H 
FiUdellia guacl con tal rimedio Ue lebbrasi refcat- 
tari alio solfo, alPantimoaio , al sublimata ed alia 
nlivBiKuia. I ligaori LeodbrMor ed Hill pttrlano' 
dl pareechie afFeziont tpasmodicbe guaritecollo tteuo 
mesu). ll dett. Samuel Argent Bardely , medico 
dell' Mpitale di Haochester, nai Rapporti medki 
delle esperienze ed osserratioai ec pubblicati a 
Loadra Del 1807 , cita tre caii di reainatisino cro- 
nico nei quali renne con lucceMO adoperato I'atse- 
itico, due dei qaali furono ostervati da euo iteMo, 
a 1' altro comuDicatogli; ed aggiunge che si usa Del 
detto spedale I* arsenico contro le malaitie cntaoee } 
avverteodo peri di not) coutioaarDe troppo a lunga 
1' UM, meatre senbragli , che come le preparaiioni 
di piombo , si accumula nell' ecoaomia animale ; 
prodnceodo ia fine dei tristi effetti. Ma rispetto a, 
coicste accamulaaioai metallicfae net cotpo umaao , 
H sigaor Fodtre fa osservare , che sebbeae *ia co- 
■tretlo a crederne la posiibitidi, maMime dacehe ha 
Tednto nel musea della Facoltli di Strasburgo, il 
cranio <f ud veaereo lutto cribrato e pieno di gla- 
buli mercuriali , tuttavia petua avrenir ci& ben di 
rado, 

Finalmente ci ricorda I'aatore, che il dott. San* 
mons in Una Dissertcaione suW usa deW arsenico 
Oanco nel cancrq, riporta alcuni fatU comprovanti 



^cbyGoQgle 



3<{5 

I' eOicacia delU^ soluzione miaerale delVarsenico alia 
dose di 13 gocce Ire volte al giorno; cbe Dei 
meoEiunati Aaaali di Gand ( tom. VII, pag. i-jtt e 
seg. ) mnovi numerosissinis esperienze fatte nello 
epedale di Gand , dimostranii U facoltii febbrifuga 
deir anenice ; cfae netl' Ailemagna si fa dell' arse- 
nico un uso' esteso, giusta a quanto eipone il dollar 
ffarks nella saa opera ex professo : ( de arsenic* 
usu in mediciaa. Norinberg 1811.) 

Rifevite tutte coteste osservazioai 1' aulore paua 
ad esporci ci& ch' egli stesio ha ouervato. inlorno 
all' aneatco , protestando primieramente di doo di»- 
limulare i casi , nei quali aon rieicl ; " poiclii ^ 
„ die' egli , noi noa travagliamo punto per vana- 
,, gloria, od a favore d'un pari i to ; egli h delle 
„ nostre fuiuioni e del nostro carattere di dire la 
t, veriUi , e di dirla intieramente. „ 

I." La propriety piEi manifesta h , giiuta fan- 
tore, quella di guarire le febbri d' aocesso. Siifatta 
propriela , sembra all' aulore , cbe si a itata sco- 
perta gik da tnollo tempo , mentre neli* opera di 
Hxrtes, e negii atti dell' accadelnia de' curiosi delU 
natora , leggesi che verso il principio dell' ultimo 
passato secolo, Delia Prussia e Sassoata atcuni cbi* 
rurgbi dou gervivansi cbe di questo timedio aellt; 
febbri intermilteuti. Da Gi6 prende argomento 1' au- 
tore per far rifleilere al lettore, cbe coDsiderati 
anc* cotesti chirurghi , od audaci > od ignoranti , 
noD i pnnlo verosimile , die' egli , cbe volessero 
osiiaarsi a (ervirsl sempre di un cotal rimedio , te 
nan oe avestero iralto profitto , ed a fortiori le 
^veuero avuto dei (iaistri accideDii 



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!>44 

X* ZKetro a ule «fAeacia dell* arsettico neTTe 
febbri d' accesso , crede V autore eisere dcsio uiile 
ID tut ti i mall con tipo periodico, e c'indica qaindi 
la fua upera pabblicata a Haniglia , in cni eonovi 
le'relaiioni di molte malattie periodiobe guarite 
coif araenico, sebbene non fouero accompagoate da 
febbre. 

3* in questo paragrafo Tautote paria dei gran 
vantaggi che I'anenica reca nelle malattie cntaoee, 
nella lebbrs , cioi , e nelle impetigini ribelli ; e 
dopo avere indlcato la diciottesima osierrazioiie della 
•ua Memoria , nella quale vedesi il somnto profitto 
che da queste prepacaxioai ba ouenuto tin oerlo 
Simon Farain di fitroltes , appatrtenente ad una 
famiglia lebbrota , ed ttto stesto affetl« da lebl^ra , 
riporta qoattro ogserrazioni mguardanti qaattro' ui- 
dividui aggrediti da inapetigini refrattarie da pa- 
recchi anni ad un trattamento metodico , aU' anti- 
monio , ed al ntercario , e che cedettero all' arae- 
nico. Ma , a dir breve , ecco co»' avvi di nota- 
bile in lifliitte ouervazioai. Due di eue riguardano 
due giovani femmjae . e le altre due uomioi „ 
del pari giovani, Tutti e qualtro ottenneio la gua- 
rigioae mediante maggiat o minor doie d" anenico. 
La prima delle temmine guar) dopo aver preso 
cento pillole d' arMoico , delle quali vedrem in ap- 
preMO la formula j e gliene veDoero poi ministraie 
altre trecento per maggior licureua : ma eiiendo tal 
fe'mmina amenorroica da molto tempo , non fu poe- 
■ibile di renderla menitruata, come sperara I' au- 
tore. Air oppOElo nella seconda osservazione coo- 
cei iiente 1' altra donna , it prima . effelio delle pil- 



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24^ 

lole ti f u ili riordinare la di let irregolare menstrua* 
khme^ quesU malata, durante il trattamento arse- 
nicate venne presa da affezioae dt petto , scompa'- 
reado peih ad uu tempo U impeligini , per cui 
veune mspeso 1' luo dell' anenico ; ma guarita di 
«]uest' ultiBoa malattia ricomparre il male cutaaeoi 
«d avendo di nuovo prese le pillole d' anenico , 
portate al numero di i5«, trorossi la malaia netlo 
stato Batuiale. Per ultimo diremo che >i esamina- 
rono chimicamente le otine del giovine nomo, so^ 
getto della quarta osservasione , appena dope aver 
preso un ao] grano d' arseniato di soda, e che 
col mexio del nitraio d'argento, e d' una soluzione 
vli ga^ idro-soliorico si vide produni un precipitato 
d'ua bianco no po' raaciato, ed aumentato il colot 
giallo delV orina : cib che prova , a giudizio del- 
I'autore, che lifiatta sriaa conteneva gik delle tracce 
arsenicali. 

Al coatrario non n felice lu V aulore . quaodo 
adopeio 1' arsenico ael . cancro. In alcuni casi in 
cui egli r mi> , dovette soapenderlo. Cred' egli cbe 
non fossero veri cancri quelli che qnatche autore 
asserisce d' aver guarito coll' argenico , ma che foe 
„ ien> Inmori non cancerosi confusi cot rero caacro, 
„ diein L' antica idea che ogni infiammazione po- 
„ lease tecminare cotlo scirro, o col cancco non 
„ ulcerate ; idea rovescinla dai progress! dell' ana-~ 
„ tomia patologicaj che dimostra che i tumori di 
„ iiffatta natura aono d' an' organiziazione bea d\r 
„ vena da quella de* semplici induramenti. „ 

Ma sempre fedele il «igDor Foderi alia sua pro- 
tetta d' imparsialitii j stiou di £ir nuovamcnte pa- ' 



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246 

rola delta prepriet3> fobbrffuga dell' anenico , bn^ 
avvertirci die oon in tutU It febbri fu proficuo. 
Osservb, di fat to , I' auto re cbe rietc) meglio aelle 
febbri autuanali cbe in quelle dt primaTer a ; meglio' 
ne* laoghi palndoai , cbe nei climi pi& fre^dl Coal 
a Straabargo conveiiira prolangare 1' luo dell''arse- 
nicd, moUo di pih cbe a MartigUu, per ottenerDe' 
succeiso. 

• ( L' ossenrazione che or ora abbiamo accennaU 
del rignor Foderi, aembrerebbe , a nostro giudixia, 
moitrare cbe le febbri. nelle quali riesc) piii efBca- 
cemeDie ranenico^ fouero di oatura nervosa , aate- 
nica ec. , e qaindi cbe 1* anenico sia dotato di virtb 
. eccitante^ stimolante ec. In vero sarebbe questo pn 
panto, tnl qnale importerebbe molto che facessero 
altenta ouervazione tutti que' pnttici cbe fanno mo 
delP anenico > onde poiesKro ben determinare la 
•peciale lua azionef la clasie cnl spetia ; e coA si 
ceuerehbe dal mgoardare 1' arsenico come semplice 
speci£co, e dal fame on oso empirico, ci6 cbe pifi 
non regge coi progreisi fatti dall'odiema medicina.) 
Finalmente 1' autore cfajude qaest* anicolo coa 
dire che da imto quello cbe vten dal riferire si 
acoTgeii, egli spera , di non aver maggior eninsia- 
■mo per qoetto rimedio cbe per on altro : che m 
egli Be paria " n k per disiipare alcune preven- 
„ zioni ingimte contro di euo , e non laictar can- 
si cellare dalla materia medica un mezzo semplico , 
„ cbe non cotta nulla, od al piii nn centeiimo p^r 
„ presa , e che alF occasione vale quanta un altr* 
M die luebbe molto coiuxo. ,, 



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^ tT. DeUe dWefie pl^MtrOtlonl d' artenico. 

tunanzi di parltre di coteste preparuioni l'aa» 
tore si fa ad aTvertite che le sostaoie aromatiche , 
cbe si sono sempre unite alte prepatblioni anesi' 
cali , non valgono pnnto a catte^^en Ic propriety 
natefiche dell'anenico; che I'additione pib utilsi 
qoando siavi spasimo e grandiwima Miuibilitk nw 
Tosa , li k quella dell'oppio; che il punto pi& es< 
seiuiale , a luo' parere , li e quel! o di ben 'determi- 
nare la dose del medicamento, alHne di miBiitrams 
al malaio prefiisamente quella quadlitk gitidJcata 
conveniente ; cii> <Ae , a suo dire, ai ottiene col- 
I'aneniato di soda, e coll' arsehico bian'co io pillole, 
e non colU snluzione minerale del Fooler e col- 
I* anenialo di potassa. Ora ecco le formolc delle 
pfeparazioni d' aTseiiico le piEt usiUte ; e gindl- 
cando noi cosa bea itnportante it conoscere esatu- 
mente la coinpO">zioae di sifTatte prepnrazioui e le 
•aggie Ti Session i aggiunte dal-signorFwfdn^, daremo 
per intiero ci& ch'egli dice sn tat proposito. 

« La piii aniica preparaiiooe e qnella che potta 
„ il Dome di Fowler , sdibene mollo attteriore a 
„ qaesto medico. La si prepara nel modo aegoentei 
„ Prendete arsenico bianco ridollo in polrere finif 
„ lima , e cariMiiiato di potasss purifieaio , di cia* 
s, scuno 64 giani; acqua disltllataj meiza libbraj 
„ mettete a digerire a bagno disablnii iii'DB tna- 
„ triccio sino a che I' anenico sia ditcioko; allora 
i, lasciale raOreddare , poi aggiimgete mezaf •tacia 
„ dl spirito di lavanda; e dsil' acqua distillata, 
M circa m&» lib^a^ di iBf>d» «b« vwk la Ml** 



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MS 
„ zione non sU di« una libbra , vile a dirr, H 
„ lb once e meuo che forma la libbra inglese. 

„ Rualu da quetl« propoRioDJ che roneia delU 
„ (olozione miaeirale coatietM lio quattra graiti di 
„ ancnicoj omU oito grani d'anenito di potaus, 
„ Supponendo cbe eua dia ottocenlo goccc , misura 
t, (Onpre ioegaaliulma , e che per le febbri m 
„ De facciano prendere > giuita la prati<;a , dodici 
^ gocce 1 Ue volte per giocn* , qaattro grani vcr- 
„ niiDO coosntnati io venti gionii -. le aumentasi 
u la iote, come I'abbiamo veduio precedentemeatSy 
u e cbe la li porli a i5o gocce per yiorno, i 
„ qnatuo graai taraano itnpiegati io K) giomi ; 
„ progratione troppo ardita , e che io non coosi- 
„ glierei giammai d' imitare. 

„ La preparazione di cui il tullodato dott. Bout- 
„ tier , ha coi tantemente faUo mo , i poco preuo 
u la iteiRa delta solozioae di Fowler ; solamente 
„ cbe invece di 64 gr di ciatcuno, d' artenico 
„ bianco e d' alcali , la lua fonnola uon ne cod- 
„ tiene cbe 54; ed iDvece di ipirito di lavaoda, 
^ vi *i aggiuoge dello spirita d' angelica compotto; 
„ ma la maua intiera non deve pesare che dodici 
„ once, in luogo di i5 e meoa Una dranuna di 
„ qaetU (oltuione contiene due tetzi di grano di 
„ anenico , ed il «igDor BouUier dice che qaesu 
„ doM venne tninittrata per giorno da qnalche me* 
„ dico, e che ne wultarooo de' tiaiitri efCetti; 
„ quaoto.a luij la sua dose ordinaria era di do- 
„ did gocce icJolte in una dramma d' acqua di- 
„ itillata , ci& che fa uo noreiimo di grano fer 
Mifiomo: talvolta fu portau tino a 24 gocce, s 



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n non si e permcsso , eg non- ben dt rado d'andare 
„ siao allc trentasei. Con tale pfudente riserva > 
, congiuntameiite ad alcune allre precaozioni, e 
„ ad una attenzione religiosa nelV osservazione del 
, maUli , que) medico ebbe de' success) reali aeaza 
„ provare que' muli di cui si accusa silTatta medi- 
„ caEJone. Ho detto nella mia Memotia ( pag. 109) 
, che il grado d' ossidaiione dell' arsenico bianco , 
, od acido arsenioso essendo molto vario, i suoi gradi 
, d' affioith, di combinazioae, ed anco di disgoluziooe 
,, oeir acqua puca , dovcvano del pari oltremodo 
., variare ; la potassa stessa , cooibinata con un 
., acido imperfeito si precipita facilmeate nell' acqua 
„ della dissoluziooe per subire una nuova cambiDa- 
, zionej cio.cbe debbe rendece la soluzione mine- 
, rale ordinaria una preparazione pochissiuio sicur^. 
, Leggesi ia una Memoria del signor Pource/ot 
, lulle medicbe proprietk dell' arsenico inserita nel 
, lotn. XXXIV del Giortude generate di ntedicina , 
, che i soggetti della prima e terza osservazione ,' 
, che uiavano della unione dell' arsenico bianco 
, colla potassa^ ebbero delle coliche , delle nausec 
, e delle scaricbe abbondanti , e tutto cio vennc 
, poi tolto coll* addizione del laudano. La stessa 
, cosa k or ora awen,uta nella clinica, colla stessa 
, preparazione. A vua present to dell'arseniato di soda 
, a due malati; eglino soHrin^o. alia prima dose 
, dei dolori e delle gravezze di stomaco che si riu- 
, novarono alia seconda dose. Sorpreso da un ac- 
j cidente che non mi era ancor airivalo , rimontai 
, alia lorgente , e vidi che si avea loro da(o del- 
poUwa che fernara «na soluzione 



t,CoogIf 



„ bianchlccia, e che avea precipitato : f^Ci tosto lA* 
„ itituire dell'aneniato di loda , e non abbiam piii 
„ oMerrato alcun ineoDVADJente. L'anenico, in fattoy 
)t allorche i direauto perrettamente acido, nan can-> 
„ gia piii neltc' lue preparazioai, e combinato colla 
„ toda colla qnate >i tatara iotieramente , e cbe^ 
„ gimU alcune ouerraEioni faite all' instituto poli-* 
„ clinico di Berlino , avrebbe eua medeeiina qoaU 
M che proprieta febbrifuga , aa risulta uti lal oeu^ 
„ tro perfetto che puoasi ^ ad arbiirio , graduare , e 
„ di cui le proponioni d' arsfnico gono sempce le 
J, st«fse. Attnalmente poogo un grano tli queslo 
,, mU in i6 once d'acqua diitillata di cui ne faccio 
„ prendere un' oncia mattina e sera , vale a dire 
„ an ottavo di grano di m) neutto, ci!> cbe ia 
„ circa un vent! qua ttreiinio d'acido araenico, amto 
„ riguardo afla soda ed all' acqua di cristaUtzzaaio- 
„ ne ; dose che continuata per otbo o diect giomi , 
„ basla benissimo per guarire la febbre, se pur dessa 
„ debba cedere ad nn tal mezzo. Riguardo alia pre- 
„ parazione dell' aneniato di soda v'eggasi atla pa- 
„ gina ii3 della nia Memoria in cui trorerassi 
„ la foimota che renne poscia inserita in uno dei 
„ Bollettini di farmacia del iSii o i8ix 

„ Beniamino Barton , medico degli Stati-Unili , 
„ ha tnolto impiegalo la seguenle composiiiooe di 
„ cui io me ne sono parimenti serritO.Prendi ar- 
^ senico bianco un granq; oppio ottagrani, lapone 
„ bianco qaanlo basts per tar sedici pillole, delle 
„ quali se ne fa prcndere agli aduiti due per gior> 
a, CO, ana alle mattina e I'altri alia sera nel temp* 
^ dell* apiressia ; ed una lolamenU aifanciulli, di- 



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i, visa in 6ae. Ministmi, in taT nioJo , on oUavA 
„ di gratio A' ai-senico per gjorno , ed ^ raro che 
» le tedici pillole dod siano sufRdenti, Una talb 
„ preparazione la preferirei ancora all' arseniato di 
„ potaua perche si conosce cib cW si dk^ nulladi- 
„ msDO I'ho di rado impibgata , stanteche ha mag- 
„ gtOT confidenza nell' arsenUlo di soda col tjuale 
3, non mi i giammai arrivato alcan atcidente. 

„ EccQ la Gompotiziane delle pillole da me usat« 
„ contra le mulattie della petle , ed' alle qaali ho 
„ dato il nome di pUlole asiatiehe in onoie dell'o- 
„ pera datla quale ho ricarata la formola , e del 
„ paese, ove esse sono in voga. Frendele anenico' 
„ bianco recente, cento cinque ^ani ; pepe aei- 
„ cento trenta grani ; peltate in un morlajo di ferro 
M per quattro gidmi, ad interValli; allorcbe la mc- 
„ scolanza d ridotta in polvere impalpabile, pone- 
„ tela in un mortajo di marmo ; aggiugnetevt del- 
j, V Bcqua per gradi siao a che abbiate formato una 
f, mwsa pillolare. Fattene delle pillole in nutnero 
„ di oitocento , i:he debboasi coaserrare all'ombra, 
„ in luogo secco , ed in una bottiglia di creti. Da' 
,j priacipio non si' ministra che una di queste pil- 
„ lole per giorno, di poi se ne ansnalnistreDo due 
„ una alia matlina e 1' altra alia sera senza oltre- 
„ passare questo numero, Sembrerebbe che un coial 
„ mezzo doresse esaere piEi energico dell'arseniato 
„ contra le ntalattie ribelli: ne feci nso sdpra un 
„ povero Giudeo cfae, non ha moito, mi si lUOstra 
„ coperto per tutto il corpo da ua* orrtda lebbra , 
i, ben degno delle precanzioni che Moti arew pre 
„ scritto conuo liCTatta aulattia, „ 



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25> 

$ y. Detle precaatiani da prendefii 
neW amministrare le 'praparazhni d* anenioo, 

II (ignor Foderi prima d'indicarci cotali precan- 
^oni , ci pmenta i UDtomi coi qu'ali si conosce 
quando 1' arteaico diriea nocerole, e tono: la naa* 
sea, il dolore, un lenso di costrigDimento alio sto- 
nuco, delle oripilazioai, la sete , la lingua e U 
gola teccbe, ed impaniate , per tiUima delU lensa- 
zioni in lulto 11 corpo d' una natura difficile a de- 
scriversi. Ne' faaciulli , iocapaci di render coaio di 
ci!» che stntooo , si icorgoDo i cattivi effetti dct 
nedicameato, per mezzo della nausea che saccede 
Eubito dopo averlo preso, e del pallore delle labbra, 
della sonaoleaza e dell' unuditii della petlei in fine 
dei vomiti , o delle dejezioni alrine. 

Dopo ciit I'autore si fa a darci, intorno al mada 
d' amministrare il rimedio in discorso, le seguenti 
aTvertenie : 

i.° Nod Gonviene 1' arseaico in que' caii , nel 
quali awi orgasmo , od ipersteaia del listema ar- 
terioso e necvoto , stanhi che non si farebbe che 
aumentare l' irriUmento, e conrertire la febbre in- 
termitteote in continua. 

s,? Neppure coaviene in que' casi, in cui avvi 
gik grande afSevolimento , percbi sarebhe come ac- 
celerare la morie del malato, non essendo lalora 
la febbre intermittente che un sintoma dell' ultim* 
grado deir alterazione di na organo. , 

3." Hon debbesi del pari confidara in tal ri- 
medio, in quelle febbri accompagnate da un sinto- 
mo pericoloso che farebbe peric il malatfti te tosta 
non si arrestasse la febbre. 



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a53 
l^.^ T^oQ si debbe eisere Mtiaati a mntinuare 
il medicBineDto, quaado non iscorgesi alcun buoa 
efletto ( ne aumentame tuccessivameate la dose , 
coll' idea che non se ne dia una sufficiente quaOtil^ 
II signor Foderi dk fine a queit' ariicolo , ed alia 
Memocia stessa, facendoci noto che nel ministrarQ 
I'aneniato dt soda coniro le febbri ne tospese sem- 
prel'iuo, giunto alia dose di due grani , oode 
termtnare la £ura colla china china : " ai e in tal 
„ modo , die' egli , che non ho Mierrato nulla .di 
„ funesto , e che ho il piacere , dopo nore anni , 
„ di vedere mia moglie godere d' una perietta »- 
„ lute , seUtene nel 1609 noa abbia polulo goa- 
„. riria che in sifiatta maoJera ( vegg. la cento de- 
„ cima osservazione della mia Memoria ). „ 

Avendo I'autore, dopo che ebbe terminata qnesta 
Meinoria, contiouato nell' ueo delle preparazioni di 
arsenico , vi ba fatto nn' appendice per aggiugnera 
le Duove sue osservazioni ; delle quali ragguaglian- 
doci egli stesso assai brevemente , noi le eiporre- 
TOo perctb colle stesie sue parole 1 

" L'arseniato di soda dato ad un giovine dopo 
„ il sesto parostbmo di febbre tereana, loke la £eb- 
„ bre neir ottavo giorno. 

„ Lo stesBo medicamento fu ministrato ad una 
i> giovane aggredita da febbre tenana. La febbre 
„ erb ridotia a poca cosa nel dodivetimo giorno 
. „ Mtto 1' (nfluenca del rimedio , il malato premu- 
„ roto essendo di guarire , bo terminata la cura 
„ COD un'oncia di china, 

„ Due operaj attaccati da imp«tigins sono suti 
„ goariti con questo $olo medicamento , Impiogato 
f, e internamente, ad esternamtpte. 



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.354 

„ Una figlia, Aa me tratuta; per ma tenia, e 
„ che in teguito prese nelle sak uim f-ibbre quod- 
„ diana , & lucita perfettamente guarila fnediante 
u y aneniato di toda. 

„ .Una donna ed un noma attaccati da edema, 
.\, n^i <{uali le orine colavano difficilmente , taao. 
„ ftaii evidentemente sollevati con quesio rintedio , 
„ e le orine lono ricompane in abbondanza. 

„ L' bo fatto preodere come ausiliario ad an 
a uomo aggredilo da lifilirfe anlica , di gia inde- 
„ bolito dal mercurio, e ch' io irattai col metodo di 
„ Clarki ; 1' arseniato , di cui questo malato ne ha 
„ pieto circa quattro gran), d slato qui utiliuirao, 
„ ed ha prodotlo delle orine critiche in abbondan- 
„ zj. Quest' uomo uad dalla cUoica ben rislalnlitOi 
„ almeno in apparenia. 

„ Avendo oiteonto dall* amminisirazioae degli 
„ oapizj nn luogo piii grandcj ed un maggior du- 
n meio di letti , per tratUR degli epilettici e dei 
t, cottvukiouarj , laccio prendere , da veoti giomi, 
u a due nomini epilettici , e ad nna donna aasaliU 
ai ds41a iteMa malattia, delle pillole asiaiiche alia 
„ dose di due grani per giorno. Quesli malali sono 
M bene , e gli accessi nella donna lono di gii visi- 
-„ bilmente ritardati. CootinuerJi sino alle Tacanze e 
f, nndei^ conto de* risnltati. 

„ 11 3p gingno / il giomo dopo, in cui area 
f, dimoitrato prulicamente, nel mio cono di Mcdi> 
tt cina Legale, i mezzi'^di ricoasscere I'arsenico, 
„ ripeiei alia clinica, sulle orine di quetli epilet- 
(, tici , le steise espeiienze cbe avera fatte nella 
ti TigiUa p c lutli gli allievi ytdero , con istupoic. 



t,CoogIc 



„ ctie le ease Vranh h ufc^enme'. masiime caU 
„ V acqua carica di gas acido idr(HS<Jforico. Dun- 
„ que r an^nico ' paasa Del saDgne e vien pDrUit» 
„ fuori dalle orlne. . . 

„ Ora soltometto ancora due lebbricitaati aU 
„ I'azione del medicamento : tia qui sod mi arriYV 
u' alcuD accidente/ » 



Del Marbo merctuiale ostia Ricerdie. stilla staria ■p 
natura della malitttia prodotta oell' umaaa costl* 
tuzione dalf usd del mercurio, cod OsservazioBi 
iittorno alia -sua connesBione colla lae Tenerea>; ' 

' di Andrea Mathias y Chirnrgo straordiDario dettci 
persona e della casa <di 5; -M. la Begioa d* Id- 
gbiltwra, reiideate nello tpedaledi Wesimiuiter, 
e Membro del R. Collegio dei chiiargbi 4i Loa- 
dra. VersioDe italiana del dotl. Tommaso Geif 
tana.. Socio corrispoDdenie della R. Accademift 
delle (cienie di Torino, Membito della Society 
M«dico*chirargica 4i Paima -, dell' Aleneo medioo 
di Parigi e<x . ' 

Milano t8i8. Protco Paolo Emilio Gimli a'taoipa- 
tore-librajo nella contrada di lants Margheriu ai 
N." 1118 e 1120, all' imegoa de'Glassici. 

;Di que»t' opera tt ne dark na Traotuoto Degli Ad- 
Dali. 



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L* 1. ft. Xt&MGAZlOtiE PAOVlNCUt£ 



■]U Con^e^iioDe Jnanicipale di Milaoo, 
agl' a. KR. Cancellieri tkl <CaiM. 



Milano. U tS gmnajo iSi^ 

o. ^- /■ A' con venerata Rholutione i3 novemhre 
p. p. comimicata daW I. R. Govemo' aon TUspaccta 
Al giorno 9 deicort'aUe gennajo, n." Si^^&'t'ji^, 
,ti i degnata-di ordi»are eke qualora giovani me- 
■dici deiiderastero di- frequentare in qaalUA di aluimi 
an dipariimeiHO presao qualche DicasUro senza 
tupirart ad emoUtmeiUi o future contempUuioni , 
Is relaUve isiame debbaao di auo in ctuo etterle 
aisQ^ettat* aon apposito consuUivo rapporio. 
■ ■ Si rtndonoquindi intese tanto la Coagreffcttione 
manicipale di quesia cittd , quanta gV 11. RA - 
Cancellieri del Censo di tale Sovrana determina~ 
sione , t^nchi perveaendo loro simili iitanze , le 
trasmetlano a questa I. R. Deli-gaxione per indi 
Occompagnarle alTI. R. Governo «oWatiaiogf> paren. 

V I. R. DELEGATO , 

Marchese DEL MAYNO. 

1* 1. S. MGUTlBtO , 

Come ROYIDA. 



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jLuIua 



ANNALI UNIVERSALI 



FAseieoxo xxyn. 



Marxo iSig- 



X>elle prmcipaU fehbn Ufiche dt Vdijienet 
xecelo XVI , e (P una operetta del dott. 
Dacuno, con (ftialdie cenp<t sul tifo. pe-^^ 
itcehiale del 1817. — Lottare del vQ.b-. 
'signor conte Gv B; Cav. Stravko,' I. -^Evt 
' Viceddegato' drfia pfovincia del PriuK , 
'. e diF.'M.' MARCOLtNi, M^'F"- — "Vene- 
zia iBiy- 

fM eottiUuioHe Jei' tifi di Udine »ei -due iMmi 
' (juartaU del 1S17 <U F. M. MMrcoIiot' «»', ^e* 
■ neztd i8i8 (1). 

iJtfpa le one, cbe nell' illinuwe i traragM del 
trqiuuti oullon de' mediei itudj poMro noa pochi 



(1) Art. comunictUo dot sigtutr prt^. RamalU, 



t,CoogIf 



^ ■ 

pon parera probabile, cbe la itorU delta medicina 
B^ limfv ■^. ipamtoi poiMe laa^ hxa .afcuoft- 
oaova ed imporUnh; conquUta. C& per aliro, che 
mal li nrdtbe potuto suppom , vgli i par qnello 
&BiUoto, Uiv' non ba ^ukri Interreone > e eke 
Btuao viorrii mettnre in dubbio , or« piacciagli di 
■Tolger le pagine del primo dei libri che abbiamo 
anuDciato. i 

Gamn gik T anno decimoiettimo del secole de- 
clUooiKio , e , DOS chB ahrore , i^orarasi nelU 
•Mssa proriocia del Frwlifche ci fo»se vistuts nal 
secolo decimoMtto un medico cogDomiaato Dacut- 
no •' quando, scorrendo alcune memorie ttoricbe ad 
eua «petuati , il signor conte e caraliere GuUn&afr 
liffa Aruiko, I;-R. VicedaUgato sella nadeaiiiu . 
gukiaa & raWQgliera , die< njta par Titn.in Odiae 
neir<u)^d(U» wcolo U latntOTato Dtflaao, ma 
che ooDtribul gtaadimeDte a por freno ai conUgioii 
makni cha di que' tempi codeiu cink arevaao af- 
iitu, vi dtvnlg6 on Irailato aoprtt i medetimt. 
Lielo d' una ule icoperu cone egli beDlixto in 
taaeeia dii oadealo laroio j.ed anoAr pt^ liei* d%aT 
verb .trflFrala, ne fe' aotteeitameqte pactecipe il 
dottor Marcoliiti, medico coadotto di Udinaigen- 
tilmente inviundolo a volerae appreoare il ralore. 

A «1 ooareTole.inTito non etii& il dotto modica 
kdiDcae a ooumpoqdere con -non minor geniilcsa ; 
• pareodo a am «he il conWnnta della atia H^Mita 
meriterole lia dell' attenxioae de' nostti leltori , ci 
techiamo « dorere di oiTcirne lor« un brev« traot 
tnnww '■■'■■ • ..-.V • ) 



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t^i tiella' n»d«>«ia>«'4tteviM ratiiila ocQhiau ali« 
liOMtliuiAii lefWt M W a& B c)m t^vogturoao XSiUmn n«t 
sicolo -decfiaosMlo. Sa >dt^fae, ptrntrauo' fWMati 
tir^Ro ate«n dubbiA- lulf i^inotae ^ ciAoto che >olo 
ID tal lecola opinaao cominciauero in Italia • Cftm^ 
parlr le (Mtecchlc-, ci' ft bOM FauwK c<ntie, ttasda 
ti Muni di alcnni Mo^ici , a nleiiie meno di dt- 
Jeiotto Atf^daao le ef^deuile pestlleHEiali durante 
-ft'inedtriUo tvlluppatni ' in lMiDe.'Non ignt>F«td* 
p^h egli 4)aA)te poOD precise fMMr« te idee d«t 
-medid di qa«^tei»^[ intorno a tal maU,'li accoa> 
tenta di darraae per indubitabili qaattro } doc pt- 
teeddali negli anni 1^3 e iS6o , e due rerace- 
me'nte ft»&anJcAlr iiegli'aAni' i556 e i5']'2. ' ' 

Wod pago di arerle' indicate , voile purti sofTer- 
tMani I'atitore a ricordarci le cate piii nouASi di 
codeite epidemie. Nulla pcrb a noi aembra che di 
Tcramente Mtabile ci dbbia et rtTetat«,'se gib noa 
vnolsi ri^uardw conie tale la notitia , che aleune 
di tsse fitrono preeedute ed accompagnate daBa 
mortoHid del b<n-iiti e da sirepicosi rtmareabl&stme 
meteore e vicUiUudUti atmOsfericke. 

C.ib premeuo, procede il dottor MarcoUni t ria* 
tracciare fepoca e il luogo della nascita di DaciO' 
no , e le sue civili e polhiche vicende. Per quanto 
' stndio peri abbia' eglr adoperato per rinrenire la 
prima, nulla di c^ito gli vcnne' fatto di rioavarne. 
'Bensl dallie sue ticertihe'ha egli potato raccogliera, 
cbe nacqne euo in Tolmeizo ; che poveri furono i 
aUoi gebitori ; che con pubblici loccorsi pervenne 
id ottenor la laurea in medicina^ che per pitl -anni 



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.a6* 

vTirer lut> d>be moUi. .e .fOUnli. mmtci cke.lo Imv 

iamM vUi"b»'BntnU e iiaa df tk Mt -ma etisUjf^i 
.e, per tiltuMt. die. wwc^tivm ndU« aMtw^ciuJi 
Ml 167*1 : . -■.■!■.. ■ 

A qaeMi tiofmGci oeaoi lieagoii,dietn», sella Letr 
tera. respowiva del ' dptior^ MmMfiMt:* 4* Ettnif* 
deU'.opera det Oacianp , «d alcun* Cojuidertitioni 
NiUa medaimB* E qui niuiitt pfr:arre«bipL:ii ,aTr 
vicii cde noa ad altia mu ridncau .«he 4IU Motm 
di. akuivi dslle epidemie ^jtw^wt. II Daqigno \oStii 
in eua a' iww coeUnei' aieote nunadi qn TVatMfp 
(ie/fi) pttit e deUe peteechia , ael quok t' i/ueffi(i 
U vera ntodo che si de* ,Unerp per presfn^ti e 
. curare ^iasabio oppreuo 4*^. faii. ii^ntiiid^ uauata 
che vide. U low veil' anmq ii^ €41 .c^^ e^lf di vif 

rei*, , 

rto> npn. ugujrem pwa<pa»o il dottpc pianeU^i 
mI-auo Estratto e ttellesae CoHsidfrt^ifinf. Din^ 
> libbene, che aodrebbe a gran pesaa iogaonqio dM 
- cseote ^iuiicaue U Haciapo dagJi errori.. a' tfiiigi 
suoi domiaantij direino aiizt, che dob ve ue 1^ 
. (pfte UA ><>l9 clu; tjJ sw'x cqitteinporaiiei, ngQve- 
. bUk d& 4MQ divUo. 

pi^ nqn aia qnetu uit'^ffgiitsU aafei^on^ Qgnuno 
ne verck d' iiccoTdd cov . n^ii , ove sappi]) , che U 
pate, a sap dire, deiiya d^ljp^ f:orriuio.ne deU'am 
prodotu dalU coDgtiiDtijiii]. di Saturno ocn HuUt ; 
^bi; nelU aola putreTazioQ^.degli umori ^ prorocft(a 
dalla corruzione stetia d^llVia> rawitar vuoUi X'm- 
mediau c^ictae t\ di ewa <;he delle petqcfh^j g^e 



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la.^iriaBwi poseleile «na virtJi tpscifica cwitrb dt m^ 
cr<che grandUsitDX' ti i pur 1' efficacU cfa« '«OB«ro 
tai msH pMsiedooo le pietre prauose. ' 
L' Ni cerumeoLe noi uppian cmventre col douot 
3farcoliHi , chs eMttrt li fonero ^leiti comuni ai. 
medici ttttti di quel secolo in cui viveva il Dacia- 
BO, Vmero pucein qndUecolQ W^eriuBq, il 'Don~ 
t^imi-y'iXMatsarid , V jiiigenio, il Seli^ico e it' 
MHa^eUoL Ma, per poco. che ullri sb' versato nelLa 
9torid' (kfla medicida , doa puh certo ignoEare cbA 
A'^enuiiio ed il DoAzeliini , limgi dal (c^ire i 
precetti delto Ga)ciii6a aeuala intornio all' niologt^ 
delta. p(tt« V apeitaibente insoneTO coiaUo di esti > 
e fratuoaaente nief^roRo che derivor ti potesse da 
iocruticlBe id' oiDDri j . iaprfcrsema dal>bio , cfae ' il 
Mauaria.'e V Augtnto vivhniealb si oppotero alia 
pNtcin iaflnenaa degli 'SMri nella gencrarioit^ jella 
pMtfl ; e non taragU' ignoio nepporc , che chtmeri- 
ehe fannt: gik ^rodaoaaie dal Selraiiee e dal il/Mn-' 
dtila le:vuLti di qbe' giorni alle gemmt asiegnnte. 
Se aofl .puoisi do^o •£■& rarvitarit uel Daciano ua 
aooM superiOfe at pregibdi^ : del proprio sccoio, 
Ron.puowi a meno ptii> di ficoiwucerc in euo uno 
de' pi!t n^gwardevoli. le. bemniefiti fra gli sctiUari, 
«Ml''eM« si oa«ra. Non: vi bft :fbtse akun? veriU 
importantc intorno ai Ruji>^;di PBI pcoM a UatUrej 
cbeiti mfSEO agU trroci tqst& mentbvati ooii UovLsi 
li|»arfp nelll opera sovr' eesi dat \m divuljgatt^ , 
' B contaciaDda dalla loro cagrioni, se aon sepgQ 
ailflneni dall' ili)Uagio.aTfie At false , .fipa.. tuuadt 
pur di rimarcarne la vera ; vogliam dire il ciuiU^ 
gio pestileniiale e petecchiale. £ chi rorii contra- 



..f, Google 



ifir 
•twglL'td gloria >e oon numcb pW & qfOtare^clie 
prapagBvansi pec lo piii per oonlaUo pffr ■■'rim 
delle massemie e do' ^e«d agl' in&Ui aUin^li, e 
tc Don Bianci di rimaicaEe aiaodio, che conveBhra 
orerw uaa indMtb*ale tiucettiUktA par veninie at< 
uccati'?' ■ 

NoiU. cgli , per vero dire ,■ agginf w a- qa>tl» 
che gik DOto (ia da'suoi ten^i Jt era aiiUa dUgBOH 
delU pel Le e delia pdtecobia. Ma numo iren idegU* 
di loi dinoftrau 1' entnnal differenza, v^ts Van* 
daH' altra dittiDgoa codesie dne farme moi'boae. 'IA 
doTe in fatti i beta lontano dal repntare iiidrnri-( 
hili cooipagni della peteccbia i bnliotii e gli anira- 
ci, iniepar^ili ei g]i stima ognor dalla p<Me^ 

Dopo le preci, i digtuni e tuuo ci& Qheinat 
pnote giovare a placar 1' ira dal ctelii , la proibi> 
siona 4> qualiivoglia commercio tra i aadii-c (^-in« 
fetti, e quetla dtlla v«ndiU- e del traiportft di' ipi«» 
hinque maniera di merci, noncbe Verezione di afn 
lauaretto deatinaio a ricever gl'in&rmi] di aB'«t» 
tro a ricoverare i aoipetti , « di an teno raerbtto 
a dar ricctto ai queatvanti : stm U pubblidie piov* 
irideace> cbe doraaie k peite tuggeriMeil SiMtia* 
no. Foggir 1' aria iafotta-; ' vntax il cootatlo degli 
ammoriiati e quel d^ lie robe cho con essi «bbero 
qoalche comraerclo ; ouerrare un booao e sCropo> 
loM> Rgime rigiiardo a tiitte - 1« eoift,' cfae^ impro* 
priamente ai dicoao mm- naturali : ecco'i conli^ 
(tf d {Ktrge a ehhoqae' ama difen^etal 'd«"Co<Uate 
flegeHo.' AIli tan fo»e darceno M ikigliori i no- 



t,CoogIf 



s63 

Non it connKoderole , omns (a di Ui pnfiliui j 
fi i cerumeste ta sua antipetttlciuiali! «d antipe* 
tecchial terapiaj ed.a noi- Moibra che 'dUU-tcbel 
rezza del patria ODoro liati lasdato acdecare il ta* 
lente sno commentaiore, chianuDdd 4 lUO^'ioMffft** 
menti su quutb proporito dMni, ^ wttani^ ' <!•& 
quelli che ce ne vennero recentemente poi^|«»dE> i 
Brera, i Rabini, i Tbmnuucni, i FrcMA. glt-.-.tfiMU^ 
i Batari e gli Hildenhrand. Gat co§a pa^»«ai avs 
di comone con qiiella da qo^ti tnoderni {itMgtiaUci, 
ana terapia , in cui si prescrive di nfrigerare e di 
corrobaran ad ua tempo T iDfertnA , ii eittceOM 
td eracuare gii umort peccanii, di prepdrar qatndi 
« digerir la materia che sard riniasTd dopo la 
purga , per radicabnenle efocuarta Aa>fip<A , c d* 
oUitno rimediar particolarmente a tutit i tinlOtni 
che ui morbi acbompagnaao f Che coSa pab mai 
arer di comaii« colla pratica di codesti modertli 
qiiella di ua; roedtce, che non solo amniniiiBtra agU 
Inlenni qaali anUdoti antipetlilenziali ta triacca, la 
pietre preaioie e le perle , ma nel OKdesinlo 'ted^ 
H ingoliare ai medesilni or emeiici e purgaiivi, oc 
canfdra e lAiHiit^ eardiache^ che a dir brkve,'n6ii 
ta t6ecare il line della malattia sema aver hiein 
in corpo air ammalato qnsnti mai fartaiaci Vha net 
barauoli dello tpeiialeP 

Ma le la terapia del Daciano ofo^ pni ' Msere 
pT^ mottniof a 9tAi<> HI sao fanna(ieild«o M|ktlo , 
non pub essere pi&"0iadiiiotli tigtittdi) ii pMsidj 
chimrgici e dietetici. E'qinnid at {<fidij^'-^i!t'^aigge 
DMt poubob tntxt", a parer nostra, t« ivgoU icli*ci 
y diede intonwAlik DiiiiiaM A «agiiie^>'fti ^ik 



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56^ 
CM)fi>rBiia<<|ulbU: 1' opecMOu ci BaMtr6 f\k Mm 
vcoieDte io [irogKUo. E^i k bea lonuno dal to« 
leria MClma dalU cura ^lla peite e delle p«tec* 
chiet raa vnole, che aisfw circoipeUo lia il siedico 
twir impitfgarla. Ovnoque poi non veiiga dall' ak , 
dal tompMttmeiUo aperumeate riehicsu la tangAJgu 
gMMflri^., pie£triice ad .ma ogoor la locale ; e d 
F anav che F allra ritiena tanto, pib ptofitteroli , 
qnaotitr^ii losto vrngati deue prescritte. 

Non -Mil forso il aiutere, come alcnni modemi 
T«rEeU>onle , le dieiettdie nonne , cbe agli appe-, 
ataii fed aj peucchioti , pmcrire il Daciano. Sodo 
peri qnelW , che in geoeralp piii opportune >i aoa 
riareDute ne'-wmpi a' luoi poueriari. AUe aole be* 
rande KqueCi a qualche brodo a panatell^ ,riduce 
egli la dieta da ouervani da eui ae' primi period! 
delta lor malatlia^ ed allora soIuiDto, che v'abbion 
segni di gran difctto di feeze riuli concede loro a 
tal fftoca q^fkhe sono di vino. Ove poi a^clel^it-. 
lima >ia la fete, onde son divwati, nou di^sente 
cbe >i procaccmo alcnn reftigerio tranguggiando 
^uai copiote e fredde le aniidette berande; Penaette 
jieri.tgli ai mede&imi le cami iHaoche verco il, fin« 
del fnorbo.; ed autoriua il medico ad allargarc la 
nano qell'uso del tido dop^ U qoartodecimo gionio 
di malattia. 

• Son qucst^ t preceUi, cbe:. iotornq alia peiM ed 
aUe petecch^Q di«de a'.^uoi iCijBt^Bei. Giot^ Da- 
fiatiQ^i ,e qnfiii^. , f 009 i ^^i, .che (Bi. medesinii 
Boi ci ij^Bio.avvfntHniti ,di /ai^, Majnop fon qoer 
Aiy eifi.fijUl^'^ 9 iRtotfio a cui u^Kiwept^ 'i ^UK^ 



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a6& 
Jkuuva. al dottor lUOrcolbii V wei in eua appicn; 
•oddisfalta laerndita curioiiU del nbbil uomo,- cher 
gli aveva inviato 1' aimdeltO' Traltato. V<4le agll' 
eiiandio soggiugnergli alami emni suHa l^caico-- 
jiiuaione , che al pari di - molt' itltce parti dMtalia 
alHiggera net iBij il suo paeseii ' . 

FaHoat in essi a vlntnicdanie' intMuiri 'trailo 1' <h> 
Bgine , t sanhbe a^vote, dte'egU, a Udine, comet 
parre iu Lombardia-, in Piemonlt ed ahrove, ripe»: 
tele da ua individuo - lolo il famite 'feontagioso , e 
■Uiiilire che qneati daU'ospedale<di'1rieUe, giunlOi 
CMiv^esceate appena, lo c6maiiicaBae:(miiia alia in'a 
ftmiglia, e ad'altri poscia da e^ja tl conlagio tificoi 
■i'difTmdBue.i,, M^ » /perCorse , «i soggiogne, ue-' 
glk abni icorti qna «'lk ua' epidemta di bovJni: 
atravaganU fu I'andaawDto nel 1816 deUe meteore: 
naddero pioggic copienssime nelL'.attaleL edautaUDo 
dMorsi pli laotolto (a scano oltmmodo j il pceaz6 
dei'gcani ecoedeiltei.*'.fli>nHMtT&- lb' f4iDtL'prtou,;iih 
que' paesi il cui prodotio ordioAiiw>eM« ; loret , noo- 
baau . . . OgBh' geoiMe di privwM)l]A ,.,di- eruccio.r 
dispatemi d' atwmo .-«idM dtrentHnentH . ocigiiM ia> 
trgni rdirersa con^ione . . . Venae oella f mbc -ad 
amB«MamT.il.,,inuMeK> 1 dei delitii-j':cd a..pOpol*f>i 
qtdndt .ccdedeatfti««iite..le carceri. m Laoadfii: apzif 
eke per la ■rii-tmiAMa.i per.il.efmtorsa '.jmUpno. 
di qutsle circostanze, ei conchiude, si svilupparaao 
«'»' aeO€$9M'if»iedt-tfma * lA. i fiimdti-ittmltigioaL 
■■\ Di' t&l modo dafimu,!' origine . .d^Jja-iifioa. c««U9 
Maione di Udjinti atmaata il d(itt,«r,JCWolHH', come 
jii tio csDt^io pQchitumo ^iQwibile i«Me i MeL si)» 
ynmo appaiirc:. • cMw mottsaMe «ll<h..u]i||,i««a£- 



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a6* 
abBC' evLdcBtocMMe inbvaktoiia ncU' inireKio e4 
is priiiuirera.J(s pifc ^iffiuihUe u nue an ttt coll■'^ 
t*gio in AUM, c Is GMtitusknt aasidcHa aNuntB 
tr a\ epocaL la^irita. vera 'de'-'tj^ qatttOgltti preci* 
mU Appumo i/.tU'HUdenbniMi ■ ' 

M 1 giovaai , i rtAud , i pletMfd ,' ' gli (d>fu , 
qaeUi'Che leranoi bea- nutiiti,, fWr«no i fili.iMBnta* 
mente atUcaatd , « conero doowta la- ntdesinuuB 
ntaggiori peiicolij I ^cchi , i Bigowi pentiiv lucoa*, 
trarono -fiordtDiti* il gixdo 'gmre «d. siiemmim 
dslla naUuia i i muerabili fitfono inf asi dal mifft 
Vcouo aache;pmc«lt* dal coatai^io it jbiw iAaM)»-> 
Kao to una sorrappropotsitHao couiAerabUe. wpra 
r altro ddle .grazie. Pochi vacdli cd. ud bqdwtd 
mioore.di.f^DGinlli ebbeto ad «s(ere .lonneMaU , e 
t' iacappJr dolo no qiulcbe nacilcnttt. » 

Dair acionaf aziene delle caate preditppneati iCMi- 
dendo a ra^oDSN drif iodole del tifo di Udioe, 
abia; if doMor MareolM che i feBomeai morboti 
dttaiHsU «<1 fnimo teittBario, riccome altrove^ 
•nno pdra^Q 'tTdisegli irtUmtvo-ii^antmatorj f ■mti 
cbe tMOf^feraao . akOMiM aftrave, iri pun i ^m^ 
WMJ. ael MOMido, 6' pill imponenti "si rendcvaDS qcI 
taiatv'.'Njim ' Tiscere aodava 'oaKiiiaiiinitfl iBunoBa 
da-'BorMw- ttaraglia; tna'il Dervelto, i polmoifi 
«d^41 'Uib*' i&Mntaile> wprannltO' Ke> Tenivaoq t^ 

fellij ■ V: ■ ■ - '' - 

' ■k't4ua«tfmiitiftc»M tiioMnv'vi>''**t*vdiveraiaap«tt^ 
ei^K^cM 'MntpUtre onlinariaaitata dtdlnqokita' alia 
mdttcrma gi«n^ia.' II piii''- AffMuta. ' pet^ era>eoaM 
awnri di-palce' app«iniati nri iduftsfo, e oR&fliMati'h 
che irtDdttVano (cabM > «np«<U>i«> cutana^ , , .-Cony 



:.bvGoogIe 



'parivano , soonpuirtno qaeite . £r«fe Sornw cnut* 
tenuAkhs, fA ^vvioeiulavano nello ttmto individuoti 
e rtcoilipMiwtao Haeota aenu detenniiMre una de-; 
ciwt i^fcunii Nitf andanuDto della maUuu, o il 
grvdo df^fenomeni morbosi. La parte lupeiiore. inr' 
tenia dtgli *mm'i il pMto. rirto le atcaUe, la 
ickiena, i knibi ^ locoaci*, gl!>i«faim 'crano- ir 
liHlgM pib'topcrti dagli etaDtcni mcdninai. . . Uft 
ridi'uH oagoi-^ictiytaa»n,.in-ciU.oltK'laUoUeiMpo. 
1* smttiabmt aumt' la /acdai caSaa fi p- copartm- daiUk 
€t/mteiHU,' chi timhwa quatt un morbillof td tin 
aUro, U qtuiitiar»a lutlv il lata dmtroy compma 
la pttrte tuptriete tbeOaimMo'-e delU dita , leiiti' 
liato di minntUslme peteccklttti pmiure rotu, tjaatdo 
topra' U siitisiro 'r»ii fit ptusibile di rimtenime vf 
runa ... 

u Indbbrerjabili' net >uo cMso <{tieste malattiv ooim 
tagioie sf'decidflrano dempre con qudehe critica 
niutaiioa«. DiffictlttMBte accadera oi^ prima dalli 
qoartaclecim*, (orente tolo alia. mitinieiiaM 'glue* 
ftata > e 41 pib Ax- ffcqaenii conlnciaftuio ■ tai :oiid 
IcnUttBEDtc , « pFOK^ivao* pec gridt..:.!) avdoM 
praftBtf , ViKtiioM , untivcnale caa odaae atidb «» 
>iiiaiv« bicrltl pi& ovria. Nodi mncarono duIW 
metrt'tfi Mser «rilkhe in^alcuai ca>i^ • la ttmtvht 
alrin? bilioae con eitermioio df lomliricindi , « la 
orine toAMk' tedinKalou , . . Cht perivs po< dava 
segnl- sbA dfdtb} o d' nna patolegioK' xtMdinnK 
diioi^BitcaU t O' dfrma orhi incomplcla a &m 
Hoti aiai prOmows^ » < ' - .r .<> 

- Qtiaiito al nieiedo cnrattn ei aMicora X antsc* 
«b« akurU tifi mid | 



:.bv Google 



iAcic eepiosei -id append can '^mMu, eatarJic^ 
od tmettao ;■ Aa ci Miicoia . ad an. tcnpo, che it* 
repambUmaDtc |wriraDO gl' individui a£fi^ ;da tifo. 
gtave ed anomalo , >e -ia tampo mm. yvaWvo. tme*- 
cam. . ■ .- 

n Mlauo , tton. c&t la. mignatte.-pia.o la«lio,q»r 
merme > ' vanivaa dal noatro autore adoptate pel pri'^ 
mb' tettetunv ovanqoe li preseniauato. le bircost4n<i 
ie,'iii cui dai pt!i M^gl dinici wa . coou^liEUi., 
£ parevaAii dic'.egU, dte centdhoiua, 4 sgamibrare 
i viscari mioacciaii , a . correggete . U sAodjiimu pi' 
U^giche'dei mcdeubir, ed a procnrvre un c«rn> 
pi& legolaK <! pfii mile a tuUa \» ibalattia. 
' « -Gli.emeticij le preptrazioni antimooiali , i de'. 
CDlti. di teOierJiido , grami^a , cicoria dlveatre , 
il larlrita acidulo di poUssa , I' acetalo di potaua , 
la limonaU , V otticralo , 1' acqna semplica cc^iofa- 
meole bev^ita , quakhe distere catmindtiVo * pocbt 
reicicanli a senapisml, fonuarano Tappatato comu- 
Be , pioaegne cgli * de* oilei riaiadL L' arnica > la 
vaWiana 1 1* aceiato ammoDiacale,i troVaTWo luoga 
alcana tdIu ncl aacooido « tcno aettviano. Cf»l U 
cpralUaa oacaiaaiUi ilaeme-^uQUniic^^ al ,«a«o di 
venninanone , t^ ndle gcari concidenM.iwrwaei la 
eai^ara « U muathio . tax < .•eii)l»an>o» . veriincOU 1 
e^U dice, ia de' pcodig}...** , . . -. 

KoD ii citoda Mo (iitM> cib, «h^ J'aiitoie ravviii 
■w-icadMlX oiMCMle«c« aenmte on d|^g<HaeBl9 di Jf' 
Inlflua. Pare par .lo p«nirari« al medetim* . che 1« 
or mentovale due aostanaei la caofatia a .if n>'fsc)>><>> 
dait agijoano io u- »tt»fi9i.:piu:tieQhre jpprd U si' 



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PtOonditoindol0.y« ^ttiete, Nelia qiMle »puiio(ie unio 
piji ' M mrfiiiiaii I nniiiiiii efae il miiKiliio venno 

!.Wili uult ia- oomimili'. aaj da fifri adoprUo , e 
lar canfisn UiulUKn^e od ttliri lariMci q sopnUuUo 
■I kproMi mipfantlo ed a\ lublinMlo coirwivo , . (u 

-da etaofan troMUrf>n6Gciu in icau di graW :turbe 
nnvoM , di TMH&Bttiooe e di •UiicitL perttoBce. 
LaKi^iBa alU'iagacitli An let4«ri T^prwcare il 

>in ^i -compwidiuL Diremo, b«a^-, cbe il dottoi 
■MarcoHni , Ooa cootpnto d> ^wi., voile eiaifrir )• 
materia. icUtivVt' 4}!' vpidemia ^niidetfa;) facendo.di 
p^tblico diritto jl Itbro ip MCond« luogo luperifw- 
mente da moi ^tnsaciatpi TOgKaoi dire, la cost^~ 
taziome tftf* t^ 4i Cirfl'W y^* ('('^ idtimi ijuartaU 
del 1^(17.. Erpcpche V ar gluten Ifl; BOp puJ) a.raeno 
d' inspfarare ' i<rt«i'f3«c «i notCri Uitari , non aark lor 
|[raTC} obo per poco d) e»ci pib gli accupiumo. 

Noa iV losto P recaaiiio a perccirrvfe *pXilo 
nnovo lavoro d«l Af>u.fa 'MofcoUid , cfae colla.piu 
gcan caiBpiacenaa otibimo a nievare, etMr egli tuto 
a pHbtolicarJo. tosfUDlo d"llf> tifsingt di giorare a)la 
Ki^»a deir uiuana suliiie qierci 11114 nuda etpoti- 
%ione ingenua de' faiti , scevri 4«l mtto dot pcm- 
poto- at ilt^Ofifi, apparato di spesto grronce -t^- 
riehe. E.aop >i. toslo I'ebbtmQ pcfinMoro percor&o, 
che ci siam 'per>Haii uoa eavft egli lUlo Mtconae- 
guente;.del tijUo a si tlcno. 

KoD pujt oegqai fhe non mIo dei fatti, ma dei 
^U dcgni di. irovar posio jie' clinici aoaali ci ab- 
b>a oglj annunfi^tj, svelandoci; cbe, mono a mono 
^ (ft« mftonffa it Ufa inforz^ iat^mirtt ed in diffitsi- 



^cb, Google 



'VfO 

hOUd, rieomfiatiMim U maUutie pnprU Jdta ttA* 
gione e tUlaai fU otmi*, r iatiu m e rtmtr U ortU- 
narie bro diviae , ttma- tatBUtrH--itnmcitmu» ncf 
■ torftnte epideml^o-comtagioto i dtt, /laM*v« Ml 
primo teflieAre la- dtinae ed i vecclq «ruM riipac- 
tniali thl ti^, Mstri piix degli uMrintie dei'^vk- 
ni,'il bel kho moltopHi hcikn en te ■ ne- vniixK 
colpito' baI Mcotrdo kdiwitFe > ed 4n naggior au- 
inero lotto'i tuoi c«tpi cadevano'j v«CGb}-t'd>* d» 
-Hum tl fatio perrado'la nrAinSbidiw tfwpKMimntaie 
i lombricotdi comptlcavaolo il piii delie toIm ; e 
iho' anai di' twlo- Jit quella vece ri- ti atMciavano 
la pleuritidb' o (a peripamtdaoDia , « «ei p«»oUa*i>ai 
CM\ , in cut ti effeiirano , erait>4«iH &gKi. 
'^^'&)ci)no non poli^ pn* metten ia ddbbi*, -die 
^dei falli Taotaggiosi alia Kitnaa ci #fabia~ DoliGcati 
r anlore , rigirificandoci -. che , ad OMa deHa qoaii 
linivf rsal negligenza! nelF adempire \e prftvidC' pe^ 
scriiioat dal' goverav emanate onde por freno ai 
progress! del - ttfo , par iion BiaBc6 di proMguire 
HaUa miaordtioM dl grado a qaeUu tU mttmero » 
*e pressDcU onninaniente si spenscveno lafaie del- 
r anno. Hi nMtio imperlante si & la notiiia die da 
lui ci fa data, annunciandoci , che un blando m*-' 
fodo d^ilitadte riiueira in generic il pfh' oppev* 
luno , e die I' acqua sempliM basiava a guarirae 
gl* infernli qdaudo il male era assar mite. 

De' materiali utili per la itorta del tifo del 1847 
nluDO potra pate 'a meno di rawiaare nrile noiirief 
cbc 1' anlore si diede cura di porgercr iiAomo sJla 
mortalitli da esso cagionata nel sno paese.-'GK' ri 
^Uk Impertaoto sapere boon grado, tUe ' «i idibla 



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•gU -j^lM. coBEttMK ,:' che ia - eompkHf UriiiMttidiW 
anudeCU na Mceia ivi al aS. 8it^pc». iwg ; :fliccotB« 
itiJthftii upergU busn .grade cbkt ciaUia laco&U^tOk 
(die il male noa maacJi ivi di recidivar., -^alehe 

VlUta.. .-r... ^i . ■■-. r ,:.; :; -^]c. t!>.;i ;■ /. 

■ [ Ma noi novabpiieiiMna' indnvHufe k:qllil ifwo 4Ufi 
cgU.data la brigmdi-isiniitaDMikte ndiiiMFcl le .varie 
viccodei -Guiidnraiile' il nKntovBto trupetut* v>8r 
giaaqne c^ .V^aimntfcra.i Idwuaio.. ^i :>i alfid&: di 
tvovar ia. esM is ^aspairtc la stegeale :de|la.ti^» 
jBpidenuaj di eui ^reie » trattare. Pu f;ilt dfi hm^ 
tbvapa oiserralo, ciie il lifo u iviluppa Ulora solU 
la pill MgoUre coitituaioDC' atmoi&rica} ed .ove.n 
limembri, chc talei sppanto li fii in geneoale quella 
pdcU' anBO liti , e che ben poco. MfjaifieaoU soao 
le anomalie <metearologic}ie dullo riouo Marcolini 
notata, converr^^ con^Mre, che indebita si e 1* im* 
fvrtanu, che alle medesinie da'lui Venne data. 

Noi Hon igDoiiamb che nna diaieti c r>AchilIe 
delte odierne niedicfae Kiiole e sopraUutto di qucKe 
d' Italia. Ma piuoo ha siooc dinaostrato, che la dio' 
test, ncL aenso in cui suolsi oggigiorno accettare , 
costiluisca V eascnia del life; e mollo meao si i 
dioaostrato »e una sola, o piii diatesi si debbano 
aminettere come sue imoiediate cagioni. Ci& potto, 
luDgi dal riconoscervi 1' espressione di alcun nudo 
fatto, not ciediomo di poter intaalo aficrmare, che 
Doa si riducoDo che ad altrettantc petiziooi di pcin' 
cipio, o direm meglio ad una scolastico gergo tulte 
le cose, che su tal punio non esit& ad aranzare 
V autorc. Per lo meno niuno Torra accotdargli che 
UQ nudo fatto ei ci rivelasse alloLch^ dissc , cb« la 



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mimBm,:fri UHfprii F ipla-ttmticat-Q sm^Ui; • 

^iMuaftia:- ■■ -i ; .. -■ 

Noi noa biuimennwi d<l letio 1' satore , porcU 
i«»bipi«|i igUrirfBt^flfK tttnicoynmr iano^ mi etem- 
■^Itt'di al«MCi'lrai<Ml«t "laedefni-KriUftii, a iueor- 
litre varie-^imtuiDi ju. Tirj .pnati dt ' puslogik cpi* 
' demic(^K^oiIU^9■&• uuwdl lytoMtmlL iBS» noa oi 
tsfemliKi, cb«'R«nd«Ddb ia linil^ area* iMiia egtt 
iMMtrato il .yalok-e, ' •:fae moataloYa ^k dagii'iUlet^ 
.'cbe ha votiMo cmnlare. Pareadbci ami, cba daUe 
>di lui -diieMMOw BOB ne lia tonisto ilbencb^ me* 
'Damn TaaWggia'aUa-tetMca^' ci aMerrema dal no- 
derna crartpiai-Donr^ Idlorij -e fatem fina piattoato 
'a1t'artic«lw, 'dw aqiusti anoi acritti ci piacqoa di 
coniecraK , rinMrcando , cbe la medesiaw noa d 
aembrano qnaUe che ci doreMimo upetUre da ap 
uamo che pioleaU di CMcn aliano dot pomtfioio arf 
' i^uoria 'Ofpmvio nJi spesso aronea teoricie. 



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teitera del signor eafol. professore An- 
tonio Scarpa al dottore signor Carlo 
Spbhanza , autore delta critica anno* 
iazione sidle esperienze intomo alia 
tessitura organica delle ossa , faiie dal 

.. signor pro/e^sqre Medici di Bologna (i). 



iyXi h liato di g>aM >orpr«a il trovare iaMrite 
aell' uhimo iucicolo del Giornale di Omodti le 
voatre ififleHioni sull' opinione del lignor Medici ,• 
coqtrofiiL' alU nia inlorno all'intiinq struttara delle 
os», A«*M <^ortunaiiieaU voi avete chieito all'au- 
tore ,.p4Ecli£. avendo io ia quelle ricerche impie- 
gal^ f antdili-e la tinteti, egli nel confutarmi, liaii 
teoiua aolialito all' analisi ! Se il signor Medici 
•vetse iiidagatv ed onervato attentamenLe nel pul> 
CtDO ,. neir uavo aotto cora'tura , non cbe nell' eni' 
brione umano, ia qual moda Datura ordisce e teu« 
le a»a, ci«^ soito forma ab^eolare o reticolare, egli 
noa avrebbe potuto a meno che di dubitare detia 
cooTeniCnui e verita de' tuoi csperimeDti analilici, 
Hon fu «be dopo replicate e numerose oHervazioDi 
sul printo (viluppo delle ossa, che io presiai fede 
a cii) che mi moitrava la dura corteocia delle ossa nel- 
I'uomo aduUo spogliatadi loalato di calce, e poscia 
BtaoeraU nell' acqua para , e aiccome quella che io 



(i) F". la pag. 5 di tfuesto vol, 4egU Annalt. 
Ahniu. Fol. IX' i8 



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*1* 

trvvava in perfelU oorrisponilenza coi primi rudi- 
n<«ti AlU ossificazjonfl .- infuiii sarebbe stato un 
asMirdft >1 dire vhe la tutun iabbrica le ossa nel- 
r eiQbrione e nel feto a modo di leituto raicolare 
per rifoniiarle poi a lamine e strati nelt'adulto. 

Seiua pceteadere di detrarre punto all' abitilk 
e diligenza del signer Medici nella diffici) arte di 
sperimeatare, panni ch'egli non doveva di leggieri 
n^ ommettere V indagine sinitlica , nd conUre per 
nulla J come ha fatto, le prtparazioni dimo^rimti 
le vttiik da me aiwrite in ppoposho-, te qtu6 pre- 
plraaioni esistono in ^aeAo GaUdetU dl'Mtomis 
' in rdationc dalle Uvole annesw aU'opera'} le tjuali 
pteparuioni egli avrebbe potnto esaniaare utllmente' 
prima di pconuaoian deGaitivaaienie sulfaccnratecEft 
a veritk delle sue i»serv4eieai <, e ¥■ iBiiaanttta ■ v 
folia appareoza dells nle. -Flocli^ egli -nM s^ testi 
megli* addeuratfr in qoette indagini, dotteraj a-ftf 
nr. mio , aotioporre a dtumina-' le^oua. d«i< tcneri 
Animali , e oun (jnelli ' dei bnHi di TUta «oifiora^ 
tnra;, siccome il bii« ed il cavallo ^ ne^ qnili Is 
«ifta per. 'esstrre aisai conopatle, cd 'dinroee, Mndono 
fommamente difficile ' U Moprire per neoco d«Ma 
maccwioae negli qcidi, « con akrimeari Kiairttfi 
loro tuaitura. E m io non erro grandemeate, qu^ 
Mo e il DMtiw per cui le maiieraiiotti isHtuilb dal 
■ignor Medici non gUkanno marirat» nulla dippiii> 
o<a aD' dipresM, di qaanto ci nffre la calctntHfoBe^ 
per- oKszo della quale , cone ognun sa , le o«aa fa^ 
cilmente d separano in lamiae ed iu istrali: speri- 
mento fallacissimo , ed insufficiente a deienninare la 
Tera- intima tessitura delle dua. N^ .pdssoBo, ailri- 



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»75. 
buirii, eke alia imperfuioiie ed ioinlScienza iti; 
teatativi falti dal signor Medici le coDcegudiize in* 
deiermioate e confuse, che egli ha tratte d^i jne- 
dMiqii, diceado : t-he Ir iandne foao unite fra di 
loro o dfz softanxa cellidare, o da appendiei JUo: ' 
nentost, o da scnplice .ad^sione delta ,loro tuper- 
figie : similmeaie : che i" alcune ossa la lestiturm 
delfe lamine e ^brosa , in aUre cellulosa.. K^aetX^. 
SBQipalic noa wio couformi al modo Mmplice a 
costanie' di .Dperare .delta naiura. Le miQiqie parU 
dell' osso, secopdo il.signor Medici, fpoa fibrosa 
o cellvtote, ed il tiuto dbpQsto ia lamiiu e strati 
coan^s&\ insieme in tre diverse man^ere , ,iiMlicaiui 
u|i coinposto iaforve, Lascio da parte la prova cbe 
Y ofso e formato di lamioe e di strati , perch^ ia* 
tcoducendo la RHDta jdi an coltello iq qwalche lea- 
ditura di qtso i i# ,n« I* sal^r via -delle .GcagM^.;. ' 
, OUre .tuti;9 9J>,^ .il jignoc .Medici pdma di pro- 
nunciare conlro la mia aueniuoe, doveva farsi ca- 
fico di esatninare .gli ,argoineiiti cbe ^o ho desonta 
<^a1lo staio patologifo delle oua, imde cqiqprovare 
r intuma lorp , na^arale teuitura. DovevA aitenta- 
'meiite osiervare e seaza prevenzione le p»a anw 
Hfol.litef c tra&parenti ncU' olio di terebinto 4^1 ra- 
chitic!, spogli;^te t)oa dallVarte, ifa dalla natura , 
del'Tosfato di caloe, nelle ^aali la tessitiKa. delta 
(Oi'Uc^iiv.,0 manifestaip^it^e alyeolare. o ^etifioltm^i, 
poveva valutare cbe ID alcuoe .malattie di^ug^ 
trici delia inAiraa cupetftcie dejie oua lun^, t» 
ua^uva' vieoe al riparo tvolfeDda , «4 ^WR'^^^ 
la, dura corteccia CTierna-dellVosso itea**^, ^(pny,^- 
t^dola, per cou dire^ come ^r^ .qe' ^uo^ jirjjjfpff^. 



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^^6 

in aaa masia dlveolare tpugnota , la quale a modo 
^i gaa)iia iachinde la iinnione iaterna dell* o»o 
male afletto, e quindi lo rende cnpace di sottenere 
il' pesA d«l corpo e gli sfont della mtucolatura. Ha 
egli mail il tignor Mtdici, esaminalo il Inogo in 
cui an osiD i stato franto, e poscia coiiaolidato f 
Ha eglt institnita la sesione di on' esostosi moite b 
dura che foiseF ha egli giammai veduto negli ia- 
fermi nn otio ipogliato di fuslato di calce , e con- 
vertilo in nn fungo moUe e rosseggiante ! Qoeiti 
fimomeni peiJt non dovevkno essere iraicnrati da 
ctsoj ticcome quellt che provano Intf altro, cbe le 
oua ftono formate di itrati lovrappmti gli nai agll 
altri , e ooaneui intieme a un dipresso , come le 
corieccie degli alberi. lo trovo al cootraiio in co- 
ddle pi& dure parti del corpo animale una mira- 
bile analogia col lestuto cellulare delle parti molli, 
e siccome . qneit' nliimo striDgendoii in li iietso, 
ed addeniandoii, forma le membrane , le apoaeo- 
losi, i tendioi, cosl il primo ttringcDdoii pure in 
ge stcMO forma V eiteriore dura corteccia' delle osh. 
ImperocchS , qiianto al restante di cii> che compooe 
le oua, nessnno dubiu che lia una teitftura alveo- 
lan, ceUulosa, per vedere la quale non si richiede 
che di fendere le osta iteste venicalmeote. 

Se net tranare queit' argomenlo, io tono ttato 
indotto- in errore , la meraoria del lignor Medici 
non tiA lembra lale da farmi cangiare d' opinione. 
E nolto meno mi trovo ditposto a fare ah dopo i 
risiiHameiiH delle sperienze ed otserrazioai del va- 
lentfe anatomitb gignor SbwiHtp da voi citato- . 
eom^toV&titf '^ua'tito io ar^a aiaerito sslF intiiiHt 



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■truUnra ddle ossa. Ho toll' occhio le di Ini liw- 
morie inserfte nalU Med. Gfairur. Transactiom , 
vol. VI, pag. 387, vol. VIU, p. I, pag. 68 ndlts 
quali leggesi:,<< That the uttimaie tV^Umi ofboiie 
■> ia not lameUaied., bat reticulated i the ipbee^iate 
u oi lime. being d^poiited as. an interstitial ign^la» 
» ee^ tin, although froib :die greater com^Bdeneai 
» necessary to the bouce of quadrupcde, ithe ulli^ 
M mate structureis not in them <o rexdiljr traced , 
» yet in Uie more delicately conitructed bones of 
n birds , this mode of arrangement is safficiently 
» obvious, and may, at any time be readiJyas cer> 
» tened. This opinion agrees perfectily with that 
» lately given by Scarpa (i)- » 

Nella spiegazione della Fig. H lo stesso anlore 
■oggiunge 1 ■ This view displais the reticulated 
» structure so clearly as scaiMly to require as 
•a explanation. » 

(i) £' intima slruttura delle ossa non i fatia di 
laminc, ma reticolata. Il/osfato di calce ne rient' 
pie gt' interyaUL La gronde densitA e dureita delle 
ossa necessaria net tjuadn^edi , i la cagione pff 
cui non si pud distinguere I' intima tessitura di 
esse: perd in ^uegli animali, nei quail le ossa sono 
meito compatte e dart , sicceme negli uccelli , it 
tessulo cellulare si riconosce/acUmente. Questa opi- 
nione i perfettamente d' accordo con quella del 
prof. Scarpa. 

Ftg, IL Qaeiia figura rappreserua la striUtura 
leticolare delU ossa cosl chiarammu , c^ non 
abbiiogna di tpiegweiotu. 



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- Fiduco' oJ: fitrM i mid' nn^ruuniMti UMtf-ptr 
la- JVdea dM avetc £iRo ■ bII* estiallo delli Hemom 
M ii^bt Medici^ qaanto per U ciprafioai aiti' 
flheyoK.ib Toi luai* ■ mio riguardo. 11 redcniii 
i i i wdn Ji ) t9 da illievi di nalto merlto ,- ■«! Bameni 
^•i qoaliTol licUv mi £t un.^iawre infinltdj « 
■i OMBpvma Ucgamente dd.!Kudori"ClM hO- ^muho 

SoDo coo distiau coniiderazioae «il onicitiai' 



A. Scarpa. 
Pavik a febbtsio tfti9. ' ' 



^cbvGooglf 



'^knuni ceimi sul 4uhbu> .^sso di un in- 
lUvidiio -wnano vivente, del do^ore Tom* 
MASo TAkozzi, madico eondoito di Ustiano 

con' P'oldngo: ' •'•'■■•'■ 

Usliidio li'Sb gennajo 1819! 



di Vqlongp, pcMa pn>vipc»a.;i^;W«>tora5 VwcoTgK, 
di avere oel suo comune. ,)i^ i^Qgg^ttOj cht aveva 
alcua« defonqilk nqlle p^fti ,.dejHi| gqq^r^nviuv .^gli 
mi rende avvertito, e yica decUo di aodare aHiaiae 
a vederla. , . 

Mi si presenta in^oatm npa gi^rw^ fuersona , ve- 
Slila da daona , alia foggia , de' Mnudiai , d' anoi 
dieciotiOj a^tto il noma di Afargheriu ^occa, figlia 
del fu Giacvmo e dj Li^cia Scotti,' ia atto acbivo e 
vececoqdo , restia sulle pEioa^ alle noure inchieMe'j 
indi si arreie e soggiacque ad a»a visiUu 

Ella « di sutura mediocT^ <f«bilo di mrpo smco 
e scarno: ha la. faccia obl^aga, il colfttito palUdft 
e bruno , la fiioapqiia diagustevole , e sqbiU jieto 
sul mqpio e, sidle guapciv, U laaugme appc^a dp- 
sceraibile sul l^bro superipre^ II di lei collo k hutgo 
c tottile colU Kutifarme. caEtilagine al4}ufiib)' rile- 
vaia. Non havvt in ,liei visnina , iqcwbidQiaa dt pau«. 
A colpo d'occbio le.ti pcorge UD.tagUo. di rita iDtl 
gai^ato, i ^acbi dspies^i, le naticbe tistr^ite, p^r 
cni i lenuii^ili ucedi mal vi t\ addofuiu)- II baew 
ventre k niente tondeggiante j le coscie magte e 
mmcolose e gli aTti poco pastosi e piuttgsio graciti. 



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28« 

.Paisai act onervata le parti genitali, e vidi H 
pube poco prominente e coperto di irsnti pelt , le 
grandi bbbra iporgeatij rigopfiate e di peli sparse. 
Nel maneggiare quetta targida Mutanu ti si fcorge 
per entro una carita, contenente, come in una bona, 
nn corpo ovale a guiaa di lelticcdo , chc per cia- 
■cheduna parte vien ritenato da rispettivo cordooe , 
il qoale >i dirige al soliio per disoiio la cute al- 
1' BDello inguinale. Qaeste due graodi labbra o Mue- 
Bte borse cotaibaciandosi ntl loro lato intertao; cbiu- 
doBO la feuara M pudenda. Divaricate le quali si 
pretenta all' angelo Buperioire di tale vertical fendi- 
tura la cliloride dell' ordiuaria forma e bene svilup^ 
pata: al ditotto della quale non iscorgesi liheamcnto 
alcDDodelle ninfe, ni il foro dell' uretra, nella na* 
forale sua aituaxione. Una sottil cute liscia rubiconda 
veste queata parte fifao all'sngolo inferiore, il quale 
estefionnente vien riufcAiato da una dupplicatura 
dt cute trasvenale' , rialxantcsi rasenie f angolo per 
ben meezo polHee , e conn«ttendo auierae le eiire- 
mitk inferiori - delle Ittkbra scrotE-lormi , ed £ ciik 
cin cos'tituiKc il cosi detto freno della vulva. Di- 
rinpetto atf interior parte di questo freuulo, corri> 
spandememeiite at punto , ove dovrebbevi essere 
fapettura delta vagina; riscontrasi a dlr vero un 
infofsamtinto,' clie nc/ dk I'indizio, ed introdoitovi 
on dito , innollrare niM si pu& al di Ik d' an 'pol- 
lice. Scandagliandone ben bene il foudo a cbiara 
luce vi si scorgono due fori vicinbsimi, I'uno sopra 
Fsllro: I' inferiore piceioHssimo poco 'percetti bile. 
Gi& ^ qaanto lilevammo in qaetta prima esplora- 



..tvGoDglf 



Premeva sommamente' a questa conudioa di la- 
pere'j ie atta fosse al matrimonia , e perci^ aolo n& 
mvitb a ritoroare da lei' un' altra volu ; diue-di 
noQ vDler akun mio coinpagao, perchi meno il di 
lei pado're avesse a sofTrii-De. Id ^uesu seconda vi- 
sita, die Tune' primi gioroi del prossimo icoTio di^ 
cembre', le di«di lujinga, cbfe con piccola opejJnione 
si potrd>be renderla idonea a matrtarsi. lutromisi 
allora uno specillo in uno de* fori suinmenlDVatr, nel 
superiore piti vtsibile, ed ebbi prova indubilua, cite 
io percorreva il catiale dett' aretPa. EstrattoU-aoitile 
itromeiito le inlilai toito nel fof^lino dimtto , e 
d(^ alcuae riprove, entrb lo specilla in no own- 
dotto ove dentro vt si app^road^ per varj^oltici, 
epareva 'cfae giungesse fin verso il centro del basiA 
Tenne. Dietro il cilindrico specilletto vi ftritciai 
una g ra cite scan nellata sondai che di guida servl al 
bistorino, col quale feci un taglio uasveraale di ouo 
linee circa , parte a dettra , partie a sinistta , taglio 
che fa di esecuzione un po' imbarazzante , raancan- 
domi nn coadiutore : per la qual cosa le grand! 
labbra pendenti, ponderose,'- lesticolaie ni cadeVano 
tnl tagliente , e mi ci^rivano la parte, clie mi ilo* 
veva essere visibite. Levati gli -istramenti , colant 
dalla ferita del sangue, e metfire mi disposi ad eaplo- 
rarla col dito , la giovune batz6 in piedi, *e ae 
fuggi e mi lasci& solo in casa , noa aveado ' volato 
essa presente neppnr ua indirldno.di propria &- 
tniglta. 

Scorsa una seUimana, andai per la teru ▼«Iu:a 
rivederla. Nello spasin dilatato dal coltello misi den- 
tro un dito , col quale penctmro comodamente' m 



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im caaale qual^oal eattn qaello di uoa. reia.va* 
fffia maliehre : all' alcesza pef^ di ti^ pfillici, circa, 
ipentn, coir apice , del - dito , apdava riattiicciaadOf »e 
fni rittKiva di rbcootrare la bo/xa. dell' utero, urtat 
in ve^o in una sod^ briglU. cutanea cporgeute ed 
pltura^ie in parte il lume di queito vaginal cour 
datt^ e queita rip^egatun di, cutp ^emilniure natce 
^alla pareto poiUriore della' vagina , dlrjgendQ le 
tof .conu a MmicetclMO .Wio. la parete aoMriote , 
bh le qoali coroa riifvieDsi im fofo di circa tre 
liaee , che condtfce ia an' altra sup^iate caYLta, > 
nella qmie il dMo per la riitrettezza de^' orificio 
HOB po(^ inuoltrarviti.; 

. Oltinamente rividi ila giorane Rocca il jiorao 
19 gewiajo Gorrente, Era ella tutta gaja» rideate e 
giojota : ni voboc incontro, .mi pre(te inidisparte 
per: comunicanDi, cod tntto r.inureiuineatp, clie nei 
dse ^omi antefledeoti ayeva ovuto i,siioi ipestruali 
ripurg^i. Queita voltfi si moitr6. apche piii con- 
piacente d^ solito, ed ebbi campo di fare nuQve 
indagini. Eairai all' usitato modo coa un dito nel 
BMalo vaginale ,■ e dopo aver percor&o lungh' cmo 
caoale, sino alia sepiilaDace cutanea briglia lu. no- 
wnala, inveitigai minHtamoite q^uata. patte col 
tocco del dito neU'alto della vagina, onde com- 
pvendere w preMntava i caratteri tegolari di utero, 
BB turn polei riiucire di (corgere distintamenie la 
covice no 1« uterine laUira. Quetto fenno cutaneo 
rialio quasi percludeoie la superior eitremitk del 
dutio / Ytginalcf laKia.^ome piu lopta dissi, di^cer- 
nere on foro snbitlondv , dentro cni la cima del 
dito vi (i imbocca a cappeilo, lenza piil olue qy^m 



t,CoogIc 



Ea^i.'Vi giddN'-'tonamenle per cirtro' 4o stcuu pecr 
iD^io ua citindrtlto di piu pollKi, d'oaio dL:balen% 
con pbnia ottnsa j e queito 'peneiri leoia' ><MUo<rfk 
oltre rorificfo'^r pHi 'd'-im poTlioe, 'fidoiehe-giitiBf 
cdntra nua' emteft re»i»ieaU ivoltx^ Aei ccmipft il 
fondo-perfetto ^E 'tale piii bHb oivita; ^Miitooi-tl 
qu^rftmdo-^D^I^do con-ua- poco' di "ferae i|.pio 
ciolo osseo araesey la ligliajae ^i(rivtt A^lone^ Lb ii 
lei prime purgagioni Doa erana del ttiNa (^ule^ 
laonde faHfi.vititA 16 specillo d^OMO^icIten imto 
di saDgne'tneJinifh Dal qui •eapotU>'ti»'d«dade ibke 
n-cavo foVrappMto Eilla raglna- >UM>'ii«ti ^ chela 
carita dr utrbterd di nan perfctto 'itfUUppainenla^ 
ciOe nn»'irta(tT<e senza t^n dislibguijnie «<lilo, eooa 
tan orificio od-utia hoeca stttta'ie'htti prodotLe lab^ 
bra. Caine indavioare »i puii qusle iHpetiiasioai siu> 
siEteranno' in qdi^e ahre parti' tudney che non 
cadon<> sottb fep^ione, se non nel iaw di antauia? 
PrinMJ cbt fesse tolta col ferro I'iniperieua atrena 
Tagiaale i hod ^bbi! -mai b giovaneoKocca. legnale 
alcnno di mbsthlftigloB^ ,' e ' <ial manoaRza diOD ipr»- 
ddsse meaeina'^ altUaftlone ntllo i atuo- di pr^ria 
salute. -,:>■■ H .: j.:i:: ..-,;, 

Essa li' tovviene , vhe iiell4^ sootaft ettate ttdtonta 
il tetticolare o lesticoliforme ' ootpatM dclla tioittra 
parte diicne al Mo poMa-Bel <sao pantioolart scroto, 
' eccitandovi sulle 'prime iitta,loaklsi'dolente'iiifiainr 
matcnift* ttU^esctuKa', che c<dl« topiche ap[Jioaztani 
mollitive, fti in ' breve peifettaoienu guarita j ael 
mentre cfae nel desHO corri^oncteaU labbro a bofsa 
vi era gik <:ollocatO'il testicolo da tsn^, di cui 
no* cooserrara meneria. Qowtv ortlt cdrpi gtam- 



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aS4 

[ tittkri-ivi eaUo riBchuii , sono poco ReasjhiU agU 
Wti, agti ichkccianenti . alle cvmitntuioai * a dif- 
Arettta'del vero Mitioolo virile, in cui la, piii lieTe 
peroMM ni«l' titTe^Kare un viv4 4<>^rQ* 

... Da quel d'jdla. dice, pan,.ch« ^9S M.H°^ >»- 
klioata per eloua muo a prefepeDia ;, ma afferma 
HDD peHMBlo,, che il maggiocfua c«it(|rlMmenio 
^ aofms , fa tetiipre qucllo di credeni^ ia^apace a 
{inodcr BMrito,, 

rSe li.lia.rigiMrdo a\ compiuM sviLwppo de'.lesti- 
«oli di mole' oiduiaria , tfgli specmiiliqi cocdoai di 
varj ditiinci filetti foroutU , cUe ,0f! attiraov aegli 
jngvini i itttticoliatwH, ,,ar ti. )atc^a(> cadece nel 
proprio lor leperato Kroio : se si pone meate al- 
r atao del.pube e at ventre depresii , alia pelvi ri- 
•tretta, aUecoacie e natiobetoro^e.e piqcole, ad un 
contomo di corpo magro e Tinlmeme deljoaaio: k 
si cmriderano .le .poppe .oieate svili^paie ^ .la cri- 
coidea . car^qgine alquaoto {notubetanie , il lungo 
moicolosD ccJlo,. il lungo e grouo naso, la bocca 
grande, gU archi.BigDinatici p^minentt, le, guincie 
atirMe;saU' fata, la tmte soidt eci, si .i^yrebhe te- 
nere la deoominata Margherita Rocca per un^iodi- 
viduo appartenenfc .al .a^so maschiL^a .. il quale a 
senso degli autori, wrabbe ad essere -della specie 
degli androgioi erautfr^ditJi , vale ^ dire, di. quei 
maschi cha hanno' le parti geniiali. .pocp, o mala- 
mente sviluppate. Nempe corppris habi{iu,. mammqf 
graciles , pectus axcarne , irstei. pfvtpeffdenift -et iii- 
pdnibut adhcerenlef! hoc omnia tnifutraff quidaa 
pravaleatiam sexut yirills ...... Jfnum aut duos 

tattes habere cmtspinum- est eruifftf figftftm mascu- 



^cbvGooglc 



tint texus. If ovu ' ZoccMat, I sept. tH.l.de monstr. • 
^ucest. Vl. 

Neiraiino 1802, in qu«sta isieua proriBcia lOtto 
la comune di Bovfrbclla", fu veduio un jJiro iodi- 
viduo , ch'e pres^utava un caso walogo a guesM- 
turrifeHto , di cui una depntmione medico-chilur> 
gica deir accademia Virgiliana di Manlova, b« fecQ 
una minulissinia e ragionata ■ relazione, ctampsucon 
tarole in rame. Quegli qnivi deicritto, aveva un 
tenue pene cbe marcava I'indiaio deiruneutt: tene-^ 
va parimeuti due testicoli in Mparatefbonej ma erv 
mancante affatlo di vagina. 

La nostra contadina di Yolongo: sente non di 
rado delle voluttuose commoziooi , e dice id quel 
tempo di effundere a poco a poco e incessantemente 
un umor acqueo, tratparente, alqoanto tenace, attac- 
catitxio. Suole anche farsi intendere , che ticcoin« 
il suo pt!i forte rammarico dipendera dal timort 
clie le vcnisse proibito di maritani , coti adeiso U 
■ua niaggiore consolazione si i qnetla di riputani 
abiKtaia al colto cod persona maachile. 

Tuttocbe per le man Mate coDsiderazioni, tiUnere 
>i dovrebbe la giovane Volougete, per un e»ere 
virile ; nulladimeno si avrebbera , pami piii validi 
argomenti per caralterizEarlo di fetnmineo sesso. Se 
infatto si rifiette aUMndole timida ed. irreipluU 4i 
questo soggetto, ad una ceru- tmaniosa propeo- 
deniB a &rsi spoia ^ alia voce di toao debole , « 
piuttosto acttto cbe grave, alle mestraali pargaziooj, 
se si riguardano le goande imberfoi, U leno pudendo 
beu cttnformato; giacchi il clttotide i regoUnnentf 
jpistitnitft', il bncb delV ureUa 11 p riakuo ed ha 



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fttto l> laa nsturaV sittaaakwe t dopo -jriie ,Ucbiii^ 
snra della vagina fu viola col tagliente :. \f grandi 
laBbra non nMncaflo, eA la forchetta.o trtno del* 
F^ai^ola ioferiore^ rinane vi era ratido e r«>MKiiW 
CompDnflnte r UBperforazione vagioale., C[4a vagina 
■t«ssa ritrovau di gh»U conionnazione e , - inisfira, 
Se si prendfl id coDtidetasiione cbe 1' ettremita ih- 
periore del vaginal coadalto abbraccia una matricc 
non'ioerte,<«he' promeile dinondefrapfl^^.^e'suoi 
laaari tribati : aa si aUeade ad oueryara le parti ses- 
•uali di apparcnea nuttGoliii* maocanti afCatto dt pene. 
principal membra del nuwhio , e se vi si.roeUono 
in coalroiilo i fcnuniiiifi gen i tali , cbc tUlU pteseu- 
tano ana certa perEtuone dt tuuaeio e di fonna , 
fino a rendere attiitiino alia coput* .con -maixihiQ 
]' indiVjdno in qae^tione ; se tutt* .qneslo si sotu- 
pMM a nutura diiamina , s«nibn fuv di .dubbiut 
eke Mai^herita <4i ' Volongo debba eCfetliKameDie 
esser riguardata per una femmlna ] cbe d^iioae&tri 
deir arie nstcmatieaineote verrebbe BqQoveraU fr^ 
gli ermafrodili gitiaadri : cosl denoute sodo iquelle 
lemmiae ehe meattscsna il aesHv mascbile', per ci& 
cbe hanno la cliiaride ii^roHaU e ptndule, le lab- 
bra della vulva, e ohinto 1' oscnlo della 'yagioa. 
' £ benverocfae 1 tssiicoli diMarglw^la^ icotre^ 
voli Belle< lor- bor^ y ^ovaili di:;forina;: di:£(K»ueU 
iRole,,doUti' di bca disliBgnibilc cordone j pajono 
essi inconpatibili :in an eucre. viveate uinaao di-^ 
dilarato di leiso femnineo i ma coouderaodo ch« 
q'uesli corpi glaadnlari noQ Uuciano evideDiemente 
•corgere unepididtmo, che non separano nn.v«ra 
•penna, e souo poco seeiieoti agli utl esteinii. po» 



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trflkb^ro mettere in smpetto, cbe nienti^ aliro fogsero^ 
che due iuorganici tumori ricioi ( come nola Tor- 
tosa Delia - cua iBedicioa . forense al capo lY ) od 
altrini<fnte' si polrebb«^ sqppopre , cbe quegli btessi 
corpetti a foggia di testicoli, fossero le Waja mu- > 
' liebri solitamenta posle'aelle appeodici laterali del* 
I' |itero , le quali per error di luogo nella giorane 
Volongbese veaissero ad essere situate agli inguini, 
ed abbarbicato fecsero ad im pvplungato pleiso, pam- 
piniforme, cbe pure avesse tennto la via Don sua, 
cioS quella del vero cordone spermatica mascbile. 
Hi faccia stnpore una <t^e siippotizione, dappoicbi 
la storia medica fa meozioae di somiglievoli scberzi, 
cbe la natura prodnttrice suole qnalcbe rolta tn 
vedera. Natura ludit .anche per ^berrazion di, sitOj 
ut in illit , quibus partes quadam mIw loco sitae 
sunt. SiVora, Consp. med, legal, pars II, cap. VIII. 
II Tortosa nell' opera ciuta ove tratta de'inoitri 
accenna , cbe si videro de' feti , cba averano come 
i cidopi un occbio in mezzo alia fronte , ed attri , 
ne' quali le parti interne del petto e dell' addome 
erano situate al rovescio ;, per cut con qualclte ta- 
gione si pWt dire cbe cantasse an poeta : 

Ifii ntrutn si utorinos servat in inguine testes 
Ftemimti dum vidimus viscera yertajort.. 
OVTWO 

HU mirum, mulkr si sayat in inguine testes ; 
Vidimvs inttrdum viscera versa fore. 



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Mtdicma legale seoendo to spiriio deli* 
leggi civilif e penali tiegUanti nei go- 
vemi (P Italia ; del dottor GiAcOMO Bab- 
ZELOTTi , pubblico prqfessore di Medi- 
cina Pratica neW Imp. e JR. UniuersUd 
di Pisa, 



OavitolO IX. 

Qaiitione 9.* Se nei parti lahoriosi e diffScUi , 
' in CHI semhra compromesia eguaimente la vita 
delta madre e del feto , sia Ucito senz' ambta di 
d^iitto in faccia atte leg^ [di cimentare la viia 
deir ana per sfUvare quelta ddt altro. 



N.. 



NonTiipbrie delU medictnaj che pAieiiti nno 
■capo pi!i utile dell' mietricia. Eua li propont ttt- 
Tcote di salvare due, ed anche piit individui alU 
▼olta. Ma vi lono delle circosunze, aelle' quaK noa 
■empre la madre ed U figlio >perimenlaoo con eguale 
esteasione i benefici effetti di quest' arte , uoo po- 
tendoti da eisa mettere in lalvo la Vita dell' una , 
KOEa cotDpromettere piU o oieOD quella dell* altro. 
Nei caio per esempio di angustia estrema dell'aper- 
fora della pelvi, reudeti iodispeDiabile, se il felo k 
yiroj an' opetozioae, onde Ttocece con eii& ua osia* 



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■ alo iDiuperllbiU al . ho < pasMfgio', e4 e - ^erdii ,\. 
che s<; la fli lui vita bob e comproraessa, id grikD 
cimeoto ai'pone ^elladelU madre. Ua eveoto dis- 
g^CDSiato ' di tale operazionc nod pui ascriverei a 
delitto del profeuore m eglt abbta oper^io .$e«oodo 
)e piif sciitpo|<ue regole dell' ^rie,, Sarebbe altronde 
ripreiHibile, ed anco degno di caatigo;, se in ua 
colla madre perisse pure il feto, onde in t^i cdsi 
non .potendo talvare U vita ad entiambi , almanco 
la salvL ad aao dei dae^ e tappia §cegHere qnello, 
a favore del quale- aia maggiore questa ptobabilit^. > 
Le legg*' antiche. qon penoettevf^na nella doiina 
gravida, viva alcuaaope^atione ad oggcuo di ertrarre 
il feto nel trav-aglio del p'arto.per altre vie fuorch^ 
quelle liaturali, e. {tbio era accordala nelle donoe 
motte per la aalveiza del poriaU). Tale operazione 
fa cbiamata cesarea ^ ed ui% prova dell' antichit^ 
di eua si e la legge di fjuma Pompilio, secondo re 
di Roma. Laxpersoasiotie degli abtichi medici , che 
le ferite dell' utcro foasero a^lutamente letalij dava 
luogo soveoie alia motte della madce, e flel fi> 
glio : ma dopo die Elyetio, FrobeniOj ed altn fra 
i. moderni hanno inatituita aea^ alcuD pcricolopCr 
le madri, e colt a satveua del feto T operaiimie ce^ 
sarea , uoo si qn^stiona piu nelle scuole »e dessa 
possa .praticarsi aulla donna viva, esseado paw&U) 
ia canone , che qjiando. il caso esiga veramente 
quesia, e non altrii operaiione« esia possa e .df bba 
farsi. Dicesi, queSta J e noa ^tra, perchd dopo il. 
fclice ritrovaio del forceps , de)la leyaj e della sio- 
fisiotomia deve preferirsi in datvcasi talnno di esu 
al. taglio cesareo; Prima di determioafe quel ca&i. 



.tvGooglf 



nn' ,quUi r^uia opcrationk sia AlL'altra da aiile|K>r(i. 
come di $labi,lii« i vantaggi dell' una tu quelli d«]- 
r altn., i d'uopD avvenire, cbe mal si crederebba 
dai poco «sperii incapace U natura ad elTetluare an 
pvttt nelle diiDiie bcp cottniite e formate, quantan- 
qHe MDobri a priina giunu , die la teita del feto 
inpegaaUi nella strelto deL ptlvi , « come in tsto 
iocluodaU, Don duceoda sotto gli sfoni dell' utero. 
fiovente .1' iodugio, o ns deMe •occono delta nud« 
mano produce la lortiia del feto , benchi di mole 
mm. ordinatia; e perci6 Boao uWolu initituite pe- 
ncoloK operaziani, impiegando airouerati senia bi- 
Mgm> , « coD'graadiuimo danoo delle parlonenti, 
e dei fetL Queito inseiupto coniiglio b proprio delU 
giove6tb poco etpinta nell'arte dei iparti, la quajp 
ccrca. d> iarsi no nome con opertiaioni iautili. Se la 
legge non punisce uo aelo cott nwl conaigliato , h 
salaveate percbi non pn& pretomerlo diretin ad un 
omicidio j quiodi e che deve ligoardaui come la 
parte pill ftieiuiaU dell' arte oitetricia fjueila, che 
fa conoscer^ te la natnra po«ia da se ifeaaa ctegntre 
I'.eipttlsiooa di^l feto, o le richieda veramente soc- 
corao dair^arte. DiiCorre quindi saggiameatc I'aatore 
sopra le.cagioni, diQ.si.oppoBgoBO al pario, salla 
sUultura e caaformaaonie delle oim della pelvi, 
c<»ne suite dimeosioai della cavitSi; dt etia, pei ore 
deva paasare il feto. Dietro i rapporti proporzionali 
d«i diametri de'bt teiu del feto coa quelli delta 
pelvi si dere eleggere o la sinfisiotomia, o U taglio 
ce»Feo , .opersuoni aoibedue ddta pifi graodc ipo.- 
portanza pei profeuori j e d' uo Mifo quaii aempre 
iacerto per la ucateua della madre # del Gglia. 



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A bAe eteUrmiiMma la coiivenienn bisogtut far tM 
del . pelvtmetro o del dilOj onde misurarti <»n ftef 
cition« il diumetro BOtero-posteriore deUa {kIvIj m 
desfo non ha piu. di du« poUici e meseo di eiten- 
siooey I' nperaEioQe cewrea i p^fett^mente indiijataj 
Vn profeuore , che praferitse , senu q^etto Aame , 
la aiBfuiotomia, cadnbbe la gravKsint; errore, p^r- 
che e oramai prorato dai fatti'e dalle aijePvazionf, 
che- quand' anchecol mezzo detla setipae- dd pobe 
te ossa delta pelrii- si aHontanasMrs due |follici a 
mezzo, che e i) manimo.; il picoMto^ diamfftfo iida 
gaadagoereUte al piii' ae ooo an Jiaee , guadagao 
assolnianMiite intuflicienu pei ripar^re a li gm di- 
teito; e ai farebbe reo e colpevole o in taeoia la 
k^ge, fr oella sua cotcienza se I' uoo dc! due pe* 
rise:!, e niolto pib- se« come, accade, peritcano 'en— 
trambi- Qaesto pericolo di irintilitk delU sidfisioto- 
nia nei casi di rilevaote difetio nei diaioetrr dell^ 
piccola pelvi , dorrebbe sempre &r prcCerira 1* ope" 
razioDe cesarea, si perchi questa assicura inliera- 
eneste la ItbaratioQe del < fcto , ii perchi fatta se- 
condo tutte 1«. regele delt^arte, qualunqne ne sia 
I'esito, il pHtfessore iion.pa& essenie giaridic«DedW 
iacolpato. Altronde . te la pelvi noaf-ch* legged 
mente Ttziota »e' tuoi diameUi, e cbe il viuo'DMg- 
giore eiista Dal teto , c'toi cbe la t^k" (1> bsso lia 
assai volumiDow (t par ooafbrftiaaoae o per inalattiK 
contratta nell' utero j coone ridrocefalo, dllora se 
]' 1190 delta lbva» d«lla naao, del foroeps, cona stati 
inutili, del pari >cbe l« v«Jide coDbKiimi deH'BWfO, 
per cut jMSsa Uaterai la di l«i irottBra, altora i coMi 
piji che pcadcnia.e necBMaria di iiutitjuire la'sin- 




firiotomia , OM cni aeqniiusdori cicCi l« ui ^inee. 
nel diametro piii corto , este toao tufficienli a fa- 
ciliUre la Mrtita ,del feto, DiHro ci6 (cmbKrebbe 
aU'uitorc H daver (tabilire in mauinu, cfae comb 
nei via) 'ximarcabili della pelvi i da preferini fApe* 
rscione ceiana, coA nei vizj contidecabiti delta teila 
del Ceto aia da antcponi la ainfisiotomia , teiua pe- 
ricolo di euera redargaiti qaaluoqae oe aia la con* 
aegoenuiL'aulore non ba aeoiDnaio, che tra i vi^ 
rimarcidiili della pelvi noo y« n' ha che ricbied* 
tttolataineote la ainfiiioUimia a prefereaia del taglio 
ceaano , e quetto vieio i quello, cfae coraprende il 
diamcUro tratvenal^ della pelvi , rendendolo tcbiac- 
ciato o da un law tolameaie oda ambedae, poJchi 
in allora colic lei tinee che u guadagnano calla 
operaaione , ai aitiene di- efieubaae il parte aoa fa- , 
ciliUi. L'nna e I'altra delle nominate vperazioni in- 
tdtuite anHa donna vivente Imddo per itcopo direito 
di aalrare pib la vita del feto. che qoella della madre : 
percii il profeuore, atcttto dalle circoatanK, dev^ 
s^>ere icegliere fra le due operasioni quella, che 
meglib aden^ie ai fini dell' arte, i qoali soao la 
talvena di eotcamlri, oppnre aappia lalvere quello 
dei due i cut vi i uaggiare - probabilitit di conser- 
vare la -vita; ed a tale effetlo it dotto nostro antore 
patia ad ua^i^are god esatteoa quale delle doe 
operazioDi lia.pii pencoloaa per la madre e pel fi- 
glio. 1 fatti' pafly pjti che i ragioiiamenti devono 
KTvire di Dorma; deaai baano provato, ebe di dieci 
doone operate col taglio ceiareo , una lola icampa 
la vita, laddove di dieci operate colla sinfisiotomia 
«iica leita ai lalvan*. Qnaato «i feti poi, ^uc' dieci 



t,CoogIc 



«(Hirati col taglio cesareo , ti salvano quaii tatti j 
laddore qaegli opetati eolla divitione del palM , se 
ne conierra appena la lerza parte: p«r consegnebM 
dietro ai fatti stessi seml^, che ropetsEione ceiarea, 
doreado scegliere fra i due , sia tenipre preferibile 
alia aiDfisiolomia per fa lomnia maggiore degli in- 
diridui , clie cotr e»a ii aalrano. Rigaardo all' iuo 
del fbrcepi si pu5 contare le non sopra a cit(» 
qaattro linee dt dimioDnone - di. Toturae per mezxo 
della compreuioiie del due pari«tali colle branclie 
di eMO i e tale compreuione ponata a qneeto ntas- 
■ituo i ordiaariameale' .fatale al feto; pereib se son 
oei diietti leggier! di due'o tre linCe, non deve 
«ii/er« adoperato, piercbi inotile per I'eitratione del 
feto e pecnicioco alia- di lai vita , «d il p«rfet*oi« 
potrebbe. eu«re redarguito dalle penone dell' arte, « 
poaito dalle l^ggi >c gli fowe fatto ua serero ain- 
dacato. Holto direna i la coudotta da teneni cpiao- 
do A feto sia morto. Se il parto non si affettna 
BBfDralmente , I'^uto^eUa leva, 1' applieazione del 
forceps J I'liso degli uncini , e fiualmaiite Vanbrio* 
tonua, soDO quei compemi, che Parte snggerisca 
per ottaoete qneato intento. Ma it> Uemo, quando 
penso , che talvolta tonosi adoperati nncini e fern 
laglienti per forare la tasta, ampatare le braoEia « 
1« gambr, mettere in pemi e smembrare dei feti 
crcduti mftrti, e che pure erano viventi Moa lareb- 
JMto. queAi delitti puailuli sereratnente . dalle leggi 
. pari aH'omicidio se non volontario, aloaeno pec 
ignoraiua o ^i imperisiaP Lo saranno semprc ae 
1' arte sommiiristri legni bastantemeote sicnri per 
conmcere lo stato del £ebr nell' nttra, «onie Te4raBio 
pi^ sotto ttel Ubro tecondo. 



^cb, Google 



posta deUrminarsi ptr lume dtt^ 
6 capapiid di ua feto nato , o 
ro materno dopo i cento otttatta 
re la vita, e tjuindi assicarare ad 
'. successione. 

Determinau dall« leggi cfvili la legittimiUi dei 
fif^i nUi oel mBtrimoAio e cifcoscritta fra i cento 
ottanU , «d i tre cento giorni , dovevano esM assi- 
curarsi ahroods,' die at' monMnto , in ctii facevi)!' 
«1 feto it diritto alia pateiVia o maieroa ereditk , 
MM Don solo fosie in rila, ma capace eziandio di 
prolungarU. Quetta gelosa parte delle loro sancionl 
i siBia nnta ' qnanta devotnta alia medicina. Per 
diKlder* M an feto Teonto alia Intie natnralmente 
o cof mean dell' arte deotro; 1' epoca legale sia in 
vita e capaiae di ^amparvela e'cODServarla , bisogna 
divldere )a qoeitione in due parti , la prima delle 
qoali tiguarda la ptova della vita e X allra ^uella 
della Titatttli • oapacilSt di menafe e conservare la 
vita. Tal divisione i confotitte alle leggi- coranUi i 
Ife qnali' net' feto considerano una vita pKcaria e 
paueggiera, ed una suMettibile di prolungamealv. 
« di darata, e percii legale; la prima nulla e I'altrx 
capace pe^ 1^ racceuioni. Nbn i malagevole t) de- 
tenoinare ¥ etistenta della vita in iin feto; il raato 
del cnore, la puhaziooe delle arterie « qaindi la 
tin:olazioDe del latigae,' la iJtitiizhue d^e partf t 
pocbe 'iecre«6nf costitulscoiia nell' utero la vitt del 



..f, Google 



^5 
ieto } se questo viene slla fnce coif eferdzio delle 
rtesse fanziMi -niuno polii negare , che desso nan 
ria vivo , nd rifiuUre ad eiio la vita; 6 quindi in- 
diCr«reate, che qneita vita dentro o fuoti deU'utero 
io tal guisa meiiata, si voglia chlamare con alcuni 
vegetafiva o pure animate. Altronde se il feto ve^ 
niise alia luce anco a quell' epoca dalle leggi di- 
diiaraia di maturity, in uno staio diveno'da qnfelto 
in cni rive nell' ntero , cioi aenza moto di CQore e 
di arterie, e pereib wnca la circolazione del sangue, 
in tal caso potrebbmi con 'ragiose qaestionare sul- 
Fesistenza della vita anuora qaaodo mancassero i segnt 
certi delta morte. Ma' poiclii la' vita talora ri cela lotto ' 
le appareme di morte, quin^ incombe ai professori 
deir arte di impiegare per un tempo debtto^tutli I 
mem proposti , approvati- e ' pih- Bicnri per richia* 
mare'Vesercitio delle funzioni delta' vita in qnnli 
ftti, cbe nascono in istato di asfissia; e se per opers 
di tali presidj la vita o il moto- del cnore e delle 
arterie ri>orge,'«llora il feto devesi chiaraar vivo, 
ed essere-^ BOggetlo alle Stesse Aspwiiioni civili, 
oome quelli', che vengono a-lla Itice con segni evi- 
deati di vita. Dati' questi legai nillhi pnb opporst 
al pcrito percb^ oon dichiari ' vhale un feto, e per 
tale- it foro nbn lo riconosca. Se il moto del petlcr 
o la respiiazione non ai unisce ed innota a qnelto 
del CDOre , dira«i aocora , coVne pbtritoaisoste'' 
aersi,^he it feto h vivo imienie e vi^lef lo ten* 
Hrit di provtra , dice il doito nostro'BOtore , come 
un feto poasa; dicbiararsi vitale , liencbi iini sola- 
delle da« principeli ftftazioAi - della vita si eserciti, 
e come la manctfiHa delle altre Timzioni ' dell' orga- 



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' nlosEione non ciclada* la posaibitit^ almcno , eh« 
il tela pMsa inenare la vita. E quanta alia priom 
prora delta vitality del feio, meittre nan i in ti* * 
gore cbe la.circolarifHte del langne c poche altre 
■obalterne fuDsiooi , nibno. aeghera , che te per 
feterciii'O ii qnesta sola faoxioDe si i mantenala 1« 
vita per sette meii nell' utero maiemo ; delta noir 
pah riciMioKere ana Huova. eiisteata dalla retplra- 
nooe BOn ancora in attirilk dopo vtouto al'a luce, 
e clie pob seuu d^ «aia manteoersiv por alcpiaDbo 
tempo la vita. Ora *e niaa viaio esista nei polAooi, 

• oella traclMa,. per cni I' aria posaa in «ui preoi- • 
pitarc e tnitenderli; ninno negli or gani delta seoia- 
zioni ; cfai Hii , ehe vori^ negare -at feto la'capa- 
cita alia vita, tvende tutti i requiriii neceuarj por 
aisumeme iL pieuo esercizio e conserrarla? La man* 
canza , li ritponde^ ancora , delta retpiraaione. Mi^ 
cki pittrk auerira , emendone sani ed iatatti gli or- 
gaoi, clie quaala nan potia risvegliani?Noo e tone 
pi& difficile, cite un feto aifittico, od un-uomo ca- 
dato in lincopa,' is cat tutte le funcioni delta vita, 
e delta organivaiione stesia tono ecctiisate, riloroi 

• vivere ed a canpare la vtta, cha noo il feto ia 
qnestione, in cni una delte due priocipali facoliA 
ft aempre in un permanenta nercizio ? Ora liccome 
vn feto D IW1Q0 atfittico ba tntta la stucettibitii^ a 
vivere, « qaindji it dirilia,,liao a Cbe la vera morte 
Don i iiccadata, a conaerrare t pn^r) areri, cost 
at puA aaierire , che an .feto , in cui oon vi aiano - 
fiiici impedimenti nell' organinatione per eaercttare 
le funzioni tutte vital), ed «iociare at moto det 
cuore eaiitente, ^neUo*della reipiraaioiM , poua « 



^cbvGooglc 



'd«bb^ acqniMaK ifat' :difiui,'€b«'a tutti i ciMadipr 
li..c«InpeIo□o. Ma per cunvalidare Mmpre piii qqeit* 
prova si pu& richiamare alU considerazione 4ei mer 
diet e dei giurisperiti I' iadip«D<leiua di ambidue le 
fuQzioiii viuli fra ktro, quantanque cospiranti al 
maDtenimeDto <d alia conterrazione delU vita. Ed 
ip r«ro, sje la vita,iinaiitiw*i_i>ell^itero aetua r$tpi- 

. .ranon^} >e deua jmo mancare nell' atero prima del- 
I'aziofic dei polmoni ; qual colpa vorrasti dare alU 
noQ siucitata respiraii«tie. dopo {he il feio e venuto 
alia luce c coBiiderarla irreparabiie cagioqe di mortc* 
nientro il cuore eserciu pienameiue lesue fuosioni^ 
e per tale inazioae de' polmooi dichiarare il tfio 
noa vitale? Qu;uiti apoplelici ed asfittici aon^iacqui- 
itono essi 1' esercixio- dei.polmaoi e delle aUre fua- 
utini? £ perche voriebt^n^i i f«ti soli bene organize 
xati e vivi, dichiararsi nan vitali t privarli del- 
I'ereditk, cbe it diritto di natura e.di diicendeiua 
Ipro tfpnparte, laddoye a tatti gJi alui ifi peggiori 
condiziopi aituati $i concede? Piu : non tono pochi 
i caii di feti, ^che nascono e vivon* laDgam^nte , 

. seoza che k lacolt^ menuli li siano avilagpatei'ai 
quali, non si nega , oe ai e negata. mai la succcs- 
stane loro dovuU : nou aoop pochi ,' ami frequenti 
i caii di qnelli, che perdono per.malaltie ,o ,per etk 
si latte Cicolth, ai k per quetto, che ipogliati sijuto 
dei loro averi. Perci& . , concbigde TauLore, nop 
ricbiedersi nel caso in questiope I'eseicizio di tutte 
le funzioni dell' organizzazione petcbe sia dicbiarato 
il feto vivo e vitale, e baata aolo Teserciiio' di una ' 
priocipal fuDzione delia vita e la capacilk nsgU 
organi per asgnioere I'eierdti^ delle allre, percbe 



^cb, Google 



iule «k' ripnUtA AMtai '^inJi moltl tMtm^ il 
glodiq A>reiui jntonio a tale argomento, per corra* 
btfan U wa opinione. 

GiiVivoLO XI. ' 

Q^tioDc II.' iSe nef cOsi <fi io^tfriiifoM , sottrtt- 

zione, smarrimento o lAnga dUtenza di fdnciulll, 
' poua it perito tomminUtntr lumi si^cientt m 
' 'Ji>ro per regoUiretU giuditio di recognitione. 

t. celebre il fatto ddle due madri, le quali- eon* 
traitavaptt on fiRlio, « che diede l«ogo al gtudisia 
di Salomone. Casi qimili sonosi' frequentemente rin- 
novaiti nella socieUt, rare voile per6 per opera delle 
madri , piti ipeiso deHe kvatrici e di alttv persone 
per pib e dirersi fini Ona madre pu& commeiLere 
qaeito delitto maneatale la propria pnde , o mat- 
GOBtenia di eua, sia delle sue fitiohe faColU f^cOmt 
dell^indole' morale : bisogoa per& che 11 cuore sia 
guasto e cbrroRo , perchi giunga a tale ecaoso.' 
Una uattice pib faGtIiaeiite'pu& comnaetlerlo, o per 
aostitntre un migliore allievo a- quello affidatogtt, «' 
forte per fare una forluna alia propria, o alia prote 
di un aliro, cfae le sia ears. Pub andie farlo sedotia 
da peraooe iatereuate a quetto cambio, e laoio pib 
impnaemente , qnanto >piii luagi dagH occ^i ddU 
madre lo nalra e govemi. Altronde ana madre, 
che lungi abbia tenato il proprio figlio a balia, pu& 
net rivederlo dopo alqoaato tempo , non ravVisarlo 
tale quale impretso lo areva nella meDiee nel cuore, 
ed accusare la Dutrice'di cverlo scambiatoi, ed un ditro 



:.bvGoogIf 



a\ tao sDstiinitoi Fao'aec9i]«rie lo smaMmento di un 
bambino, e paif raccedere che unbambina ad traft 
tal epoca veugs iitvolalo per fiai piarttcoUri ; pa& 
cambiare di domicilii} e dopp molti anoi ric^mpa- 
rire per e&sere riconosciuM per qnelloi cbe-e di iatto; 
pub infinA tanio un altro somigliare, cha )' ijnQ pep 
I'-altro posaa essere saambiatoii e-che ip forse«i mettf 
H «uo stato e lama eondizioue. In tiitM qupstt casi 
che $9D0 Tnolu fiate accaduti e chc- jK»toito anbora 
accadere, noa derono le leggi cauteloisi amicipa' 
tamente. per poterli con giastiEJa riiolvere, onde 
chiarire !a verilik e far valere i dir4tti di ciascua 
cittadino'f S«pza -dubbio. Pure i- codjci antichi non 
hannO' fatta alcuna particolare disposizione a qaesto 
rignai^o. I progressi dei luiRr hanno ' sommiiiistrato 
in leguito on qualche rimedio, *e la dichiaraxione di 
nascila addotUta dal codice civile de' Fraocesi sem^ 
bra che ae^ sia ' uao Ira i migliori. Ma »e le leggi 
possono garantire in gran parte dall' effelto di que* 
sti incoDVenienti o'dditti, non posion.o per altro 
prevenirlij quiodi'la dichiaraziooe sola bod s»A a 
cib ^ufficientK 'Oresce poi la occessiik ddl' iafloeofa 
de' periti, se tal diehiarazione manehi per qual si 
Voglin ragioae aia ttata imperfetta. XJuelle prove , 
cbe U legge ncerca nei teitinkonj cosiituisCoBosol- 
tanto le morali, e possono. easere Mggelte all' in r 
fluensa delte passioni. La sola natuta luaand > che 
devesi sempre consultare , « eonterva nel suo tipo il 
fdndo di una prova pi& stabile, .cfaee la'fiiica, non 
soggetta ad essere ' preveouta dall' iateresse e dalla 
malizia. Quindi I , dhe savciite sono, consuUate le 
persona deU' arus « specialmeats. quelle, die hann* 



itvGooglf 



5*0 , 

■niilito « qiiri pwtt , « percA gtt oiutrlc&nti « I* 
laratrici, Mbo qudii che nendouo ai giudici in- 
t««sMiiti serrigj. Dba particobritk ottervati neHa 
■trntton d«lle parti * nn neo, una macckia qna- 
Kmque ; una MtU pih o meno -volonriocHa , gli ar> 
tiofli ptk o nieao ioCHrrati , ' ^ik o meno tunghi ; 
la ipina retta , o cootona ; F akeiza delle ipalie 
diiaguali ; un dilo di piit o di meno ; il «aio utluafr 
ciaio o prolnngato, gU occki protuberanti o de- 
preui ; ¥ iride' pl& o meno fbua e talrolta mac- 
chiau; le parti gcnilall nial confermaie, ana fiio- 
Boinia di famiglia o di genitori , pouono preitare 
dei validt iodizi per appbggiare on gtndisio tnlla 
indentitk del aoggetto, e conoscere a quale dtii g& 
nitoii poisa appartmere tl fancinllo in fqaesiione. 
Talvolta on' epoca comune di nawita , una QerL* (al 
^nal aomigliaDMC , Ae non di rado ^ incontra nei 
bambini, 'pu& motto' imbarazcare i.giiidi>»cd i pro- 
festori per iseoprire fra due' madri qn«Ua , die lo 
ha portato. nel tench E per qnanto la diuimilitadine 
della voce e del pianto , pouano lervire di gnida 
per non aodar troppo lungi dal veto, tortia l>ene 
percii in tali casi di convalidare la prova metlead* 
a cimenlo' la tenerema mauraa , la qiule non pub* 
ti^ularsi , Ai rimanere cclata. Queita pu6 divenire 
•e non nna prof a certa , almeno nn forte iodizio. 
Ma il materno aJIetta i lovente iaganaer<^ e noit 
sicoro gindica cenamant^ II fatto di Mii^ele Noiseatt 
riferito dair antort , distnganBa abbastama quatun^ 
que siasi pattlggiaao della prova, oode riconoacerc 
nn'^BCiullo, detunta da]la uvereiza materaa. Speste 
▼olte si i iafU valere come prova fiiicB'e morale, la 



.tvGooylf 



ioi 
tomigliaDza di luioiiwuiaj di ttahutfdi ^ifjliatun^ di 
etlt, di boccB e di occhi, e d> alire particolaritfc per 
rilevare oeglt adolti in mancania degH atti civili, s9 
appartenevano a quelle date faroiglie , che eisi vo- 
levano rapprtseatare. Sdvetite alcuni impastori dot* 
tati di laluna delle nominate quaUt& loiioii spacciaji 
per persone di alto lignaggio e di gran aome , ed 
hanna potuto^momentaoeaaieote per6, oitenera delle 
ricche eredita. E nolo il fatto di qiiel liberto, it 
qbale pec una certa tomigliania ' coU' imperatore 
Ncrone, mite in rivdlta a Su6 favore quasi tutlo. 
rOtiente; come pare queiraltro di Crofilo ai tempi di 
Sill a , che ebbe la sfrontalezEa di dichiararsi. figtio ' 
di ^sinio Diobe , aomo coniolare , perche rassoovi- 
gliava alquanto al di lui figlio. Soreate alcuni ip> 
nocenti hanuo sublto delle mortificaiioni dalla giu- 
■lisia e dei castigbi per iomigli«re •gcaziatamente 
alcnni repuiati rei. Terribile i il ' caso di un tal 
Saronet, il quale ebbe a subire molte peripecie dalU 
giiuiizia, e noaju rimeaio al pouetso d^ auoi diritU, 
de' suoi beni, e del ino decoro te non per, opera del 
cel«bre Louis , ossia pel lumi, cbe diede al foro la 
scienza. Molti altri esemp) d'ogni genere si potreb- 
bero qui riferire per ptovare, che; se I'arte salutare, 
^me 'dice il suUodato Lmiis, presta agli oomini una 
causa giovevole nelle loro malaltie , l^a ua' applica- 
noue non meno utile ,DeU*ordine morale, poichi 
pab loyente rendere lo stato , la fortuoa , 1' onore 
ed ancora la vila ai cittadini, che possono essere 
loro tolti per V iiinattenuoae o per I'^errore- di co- 
loro che hanno il diritto di pspnunxiace sulla sorts 
^i loro rimili. 



t,'CoogIc 



AVUEStlSICE AL LIBfiO L 



I profeMOri deli' arW laluure divengono periii 
nel for© , allor quaado copcorrono al giudizio dei 
giudici sopra c^si mrdici di cqmpetensa di csso, 
Nen vi concorrono peri se, ttoa pec mezzo di atti 
wUentioL. Queili UXi auieotici o giuridici, che di- 
ccvjnst BDi tempo rapporti, dal verbo latino re/a-o , 
n'fecire , possono esfei^ p»^ precisamenle enunciati , 
giiuta le cose , cljc ttsx devooo comprendere e de- 
■igpate. Cofil il tju>tQ di rapporta pare cqasacralo 
negliu % t-istrelto bl solo primo libro , percbe trat- 
undo esso A* mat^ie risguardunii la gcncrazione . 
devesi il perito limitare alia narrativa di ease , ed 
iaMrporvi on semplice giudisio. Meglio conyionsi 
•U'buo legale fatut wpca '\ eadaveii notomizzati > 
Aode investtgare \a, causa della morce, il tilolo di 
iipezione anatomica o di vistint et repeiftum come 
dicono i legali, petcb^ iniatli quesi' alio e limi- 
Ulo ivlamente a tale Kopo. II titolodi parere k 
piu adattaio ad e^ptimere e precisare quell' atlo , 
cbe emettono. i medici pel foro oella dubbiez- 
t» delle fucollV dell'aoiDio, percb^^ verameute non 
pai> il profeaspre pronutaHare, cbe una oplnioae 
■opra alcuni dati appoggiata*' Quell' atto ordinaio , 
per metiere in cbiaro m aia suto propinatp un 
v,eleao ;' pcrjcbe noo puh . e»ece cseguito , c(»e con 
especieiue , >analisi e processi , so beoe cbe sia de- 
signato col Qome fli. .pertstd , la quali; e»pripie prer 
cisamente le scopo' diexa. U.titolu di. ivfemt coa- 
Hcnto dalla , chirUrgia in tiuti i- leinpi pec la dei 



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5o», 
ODi- ec, 

seinbra pniprlo a desigoare r atio legale per quetto 
HfCezioai solamente. Sono pertanto ([ueui aUi o ^bq- 
lli rapporl|, cbe mettoag 1 giudici io casa «ti pro- 
Duiizidre il giudisio sulle materie civiUjO I'asiola- 
Eionc o la condanna uelle Crintiuali, e quindisoiio , 
Tauetlo, cbe uuisce iminediauineiite la msdicina 
a)h giurispi'udeuza , il tume f la guida , il pernio 
della ^iustiua. Inaporta iao\t* percib, che essi sieno 
precis! ] chiari , verilieri e, per guant' e possit^, 
f^rfeiti. Nou dispiacciA, n^ Mmbrano minuzie , m 
per lume dei meaa esperti Tautore eoira in brtvft 
dettagtio su late materia - troppo negletUi e die h« 
bene spe^so reso inutili e Ddlli quest! fttti. Perchi 
essi siano validi derono coi^rendere quattro parti. 
I." La forma legale,' cbe ne costituisce il pream- 
bolo, il qpale deve designare il pndesaDre, la re- 
qnisiiione del giudice t> tribunate, che dk 1' in- 
cambenza per I' ordioe della vUita e del rappofto, 
del giorno e dell' ora in ciii deve essere fatta, come 
dl qaegli , che reca u^ tal ordine, a-° L' istoria 
o resposizione delle circostanze, icbe faanno prece- 
duta la visita , la quale deve in prima tae men* 
xione del l^go, ove il professoie si e traspoitato, 
td ove ha trovato I' «ggetto della sua missione; 
sc e vivo, saiko , njalato, ovvero se k morto. 'Devfr 
- iadicare nome , cognome, elk , professione , ed alire 
circastaoze, cbe possuno dar lume sul easo^ indicate. 
3.? La deecrizion^ delle parti, delle affczioni di esse, 
degU accideaii , dei lintomi , delle ptove, dei pra- 
ceBsi per iscoprire le cagioai degli sconcerti, degli 
«n«tli sofiravveDuti. Eua dere contenere il dettaglio 



.tvGooglf 



a»4 

a quiello. che ri preaeaia- tlV bpezione oculare, 
alle ricerdte, alle.pro're, fagti esp«rimeati . h) cfae 
•MiitiHMM verMncDte "1' eaaaaa delP atto. 4.-°' I'a 
decifiode , il ^ndizia a la conclusjoue , la quale' 
abbraccia lo stats attuale del eato, riliilole dt'euo, 
k caiua efficiente un tal« A, lal altro eiTctio loprav- 
Tepnto,' il progHMtico dell'esito net vrvo o la causa 
della morte Del defunto. Osserrata quetta ngalarit^ 
nella cOD^iilazione degli'atti, i periti del^no etsere 
moltO' circospelii ael pronimzian U loro gtudJEio 
Bci caii complicati. Sark utile p«rci6 dj rcgalare it 
l«ro giiidi:no secondu i gradt maggtori o mlaori di 
aridMizadei casi , (^itingueadolo in certo , proba- 
bOe <t vemimilc 

. » BongiovannL 



t.Cooglc,- 



3o5 
Slato atiuale delle noztoni patologiche sul- 
' P apopl'essia; del sig. G. Bricheteait. 

i^Joam-complimenlaireduDiationn, des tcieitces 
. mid. WoOti idfii.) 



. J-Ja sioria delf apopleslia k una provaderna- 
merosi erroh nei qaa)i '£ cadato lo spirilo umabo,' 
taU« le volte- che, GB^ar ^readers per gaida T'Oi- 
aervDaioat i ha Voluta' spilegare i'fenoiAeni'' pib re- 
oMiditL d«U' ecopomia aniin^v Molii mMKci detla' 
aaticbila'noD hanao vedulo nella malatiia di cai- 
si Uwtta , cba aaQ eronaiM delJe parti interne del 
eervello. A/'eleo y quel gran pittorfl- della medioina 
asiica I ordmanameiitS' ceai tobcio di ipiegaiioDi, 
attribniva I'apopleBsia a lubitariea riitaga« od' a 
zaffreddaineilto del .sangue i Groteno U facera di- 
pendat^ da im amore freddo e nialibcoDico <die in^ 
provvisamente riempiva i ventdooli del cervellp. 
jivicenak e bioUi altri^ cile.taiicbbe troppo tuugo 
il ncHDioare, haDbo .e^KHto lull' ^aplesiia delle 
idee uon leeno binfarre. Tutte qneste teorie , che 
coslituiscoDo.ki< primB cpocx della sua itoria, fa- 
roDO .create prima che si c(dtivajse V anatamia 
umauHi Lorquaudo peri a niisero a cercare. oelle 
epoglie mortali dell' uomo , la nalura e le caosQ 
delle molteplijci lesioni drile quali d' h la vitiima , 
1' apoplcatia fu risguardaia qual .^CTetto dell' inter- 
rotto movimento dcgli spiriti.^aimali o vitali, sie- 
come li pa& redare nelle olpere di alcuni aoatoml- 
ai , come sarebbe Turitarto , Berengarto , Leonardo. 
Abhau. FoU IX. 20 



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So6 

GioachiMO, Fteiro Salio Diverse ^t., i qnali cerca- 
roDO DUDO di coposcare le leiioni del teuuto > cbe 
di tpiegare il come elleao avetiero laogo. Gimta la 
loro ipotesi , lo liero sccUmaUto net ventricoli del 
cervello , o uoa congestioae ■■agnigna ntfi Ta»t di 
qneil' organo , arretUTano aubiUineiite il ginoco 
degli ipiriti ec Altci ^cevano dipendere la mafauia 
da una fermentazlDDe ^ od. ebbollirione del sangue, 
dair (Mlruaione del pretcojo dii Erofilo «cv ; e qiusU 
ne fu U Hcond'epoca. Nella 4eraa, ai cesii di coo- 
tiderare il diietto dj circolasiooe dsi pretai ipiriii 
vitaU oome caiua delL' apoplessia^ per aoa contnU 
tare che i riiuluti positivi dell' ape rtura dei cada- 
Ten , vale a dire , i divenj ipaadimcoti oner' 
vati dopo la morto . degli amntalati. E fu in allora 
cbesi itabili la dirttioae dell' apo[deaii» in tas- 
gut^na c tierou . diriiibne ancora a* noitti giomi 
ammesaft da nloUi ttiedici , e rigettata da aliri, nel 
Butiero dei quail bisogna porre i sigaoci PorMf ^ 
Montain e Rockoux. 

II priBO di quesli medic! , ii sig. Portal , i ai^ 
lore d'na' opera receatc tnlTapoplessia, nella quale, 
omforine at meiodo pbco filowAc* di Saufoget t 
anunette fino a 2« specie di queau malaUia. 

U signor Montain , medico di Lione > pHbbUc& 
egualmente, nel i8i3i na' opera tnllo iteuo argo- 
mento, nella quale ammette i." no' apopleuia lan- 
guigna, chi; dirick in arietiota e rcnoaa; %," una 
apoplesiia nervosa, che suddivide in ttenica e aite- 
nica. In quesia seconda classe egU compreode certe 
afEeiioni che aDDunciaDu con tuiti i catatteri pro* 
pr) deli' apoplesiia , ma che aoa ofirouo dopo U 



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507- 
Inorie nauima traccU della presunta malauia, Noi 
crediamo non ^sere com lodevole I'iadicaM ool nome 
d' apople»ia siffatte leaioni ,. appunia petcbe U pih. 
uatte ricerche fuiito Vedere^.mm averoA' elkaa il 
caraitere esseotUle, o«»ia lospaudimento aanguigao. 
o sieroio; Nob sarAbbe egU ooaveaieate il nportarlc 
a unatpccie di sincvpei, ticcorbe vorrebbe il dott. 
Jtoekaux? Senia adoUare questa opinioae, noi la 
rjgiiardiaiqo come assai piii ^oddisfacente di quella 
riccVuta da lungo tempo, e, in forza della quale si 
qualiAca cot nome d' apoplessia nervoia nna malat- 
tib , sensa ddbbto, mal' canosaiuta, e cho non ha 
forM cbe una debole irassomtgliaua con raffeiione 
di cui n parla. Wepfero , Kabava e Morgagni , 
omfidwanrlo. l' apopleuia sotta ud punLo di vista 
d' saatomta patolagica , hanno seguito ua aada- 
nieaiO' aftatta dirsrao dai medici in qaeitione. Le 
\oro diHte riceccbe, banoo riperuto in qncsli uUimi 
(cuj^i , ua .compimento nei larori, dei signori Ro- 
chsaux e Rioke. Siamo d^loriial signur R<tckoux 
d'.aver il prima Iktto ben ooaoacere le lalteraziool 
del cervello cbe acconpagoaoo o aeguoiio gli tpan- 
dimenti laaguigni di ciu ^nesto viieere'e la aade. 
Egli ba egualmeotepaclato, in molte (MMrraEioni , 
delle membrane die in cerii soggetti forman^ dell? 
^istit bea organizzzate ■ col mrazo delle quali il 
sangne sparso nel cervello, h ripreso dai vaei u- 
sorbenti Biiogna coavenire Gi6 nullameno cb* egli 
non ha avuto alcuna idea di queste cisti mem- 
br-inose , e che non Ic ba puaU contiderate come 
organi pariicolaci ( Ricerche suW apoplessia in S.'S 
Parigi 1814)- £ra riserbato al doll. Hiobi di pom 



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in piens giorno qneito: initilSB A dotirina' metKba," 
nella raa' Dimertaiioae iDBagurile , preHntala a)U- 
Facoltk di medicinx di Parigi,' li 39 agoMo iSi^ > 
odI lil«l(k di OiMmnuuif tendenti a sciogliert fuc- 
fta qutstione t f apopltufa • rndla quale si fa uno 
spandimemto di sangue net cenieUo , i eBu suxxt- 
tibile di gttorigione? Nol .ritoTDereiDo - in Mguito 
■ni larori dei lignori Bochaux' e Riobi; fraltanti^ 
per completare la storia ■ielV apopleitia , Terremo 
accennuido qualche ebsa lall' ipoteii del aig. Ao- 
dioux, coBG«riiente la cenia prouima dcHa mal&ttia. 
Quest* antoro penia che I« alteraiiotii cerebral) 
detcritio nella laa opera , sienb primitive, e cbe 
precedatio coatanlemeote la tpandimenta tanguigao, 
il i|aal8 non ij a di lav tenno, che un* emorrsgia 
prodotta da ua'alteraiiooe locale; « per coBSegveiua 
f apopleuia vuol eiiere toUa dalla clatie delle Be> 
vnwi e. c*llocaU io quella delle emorragie. Gb» 
V apopletiia >ia fuattuto am' emamgia che ana 
nerroii, d coia aaaaiJ priababiU ; ma cMt non toglto 
cbe una liOTatU maniera di coouderarU non d aem^ 
hri una veia incoiueguenta. Ed iafatti, ammeuendo 
il aigaor AocAour che f alterazione organica pre- 
cede sempre I' emorragia , queit' nltiou non tardrfie 
dnaque che aiatomatlca ; e, nel lao aiitemtt 1' *~ 
popletiia tarebbe pinttoclo aoa ^leaione wgauca. 
41^ un' emorragia ea 



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3o9 
Miev^e d'aaatorhia patelagica, cht hanno, seaiato 
metUe in quesli aliiatl tempi, sparso lami sulla 
teoria deW epoplessia. ' 

L' aforiuno si GOBosciiU(i> 'd' fypocraie IvaUdoM 
upoplexiani curare est impossihle , dehUem vera 
MOn facHe) e numeroH eseiopi d' apaplessia moriaU 
in pochi giomi, nonoUanU l' asa dei rimedi i'piii 
effica<^, aatorizEaroQ» d^ffffldore per lungei tempo 
che lo ipaodimento , sangai^no; , a1 iost« f»tlo nel 
cerveUo , coiuWceva wfttllibiloi^dtc. .1' .apc^etico a 
morte. Sra riserva^ft all'iuiatoipia patoltfgica di far 
(taBgUf« d' opinjaae a ^questo liguirdo > .irelaado 
i taeui im^tiegati dalla nattira. , pec . dwipare lo 
^>%DdiiaeQto e ridoaare all' otwBalaw il pieso esei> 
ciiio di Lntte le facolUi MtUlUttHali. I maltatt della 
forza DKdicairice dellji qatrtKaj.iii'qiietti ,caii, erano 
stall tiaveduti da lungo ^nnpo, e parficolaitneate 
indicati in alcuQe opnre, eoi«e, ' qii^tle deUlfwga- 
_ffd, di Brunner , di Marandel pcftla si pub dire 
ch'esse furoao poste i& pieno' giorao d^lle cicerchs 
di Bayle, e piii di .tulto dalle oiscfvaiioai. del si- 
%aon Itiold e Roehau^ , pubblicat^ coatemporaiiev 
mcDte net iSifi. 

Negli articoli iS e i6 delta aecooda epistAla dl 
Morgoffii , a tr^yan? alcuni,. fatti relativi all,' acgt>- 
mento di ,cui si iratta, ed udo fra gUaitfi, coinu' 
nicatogli da f^alsava., yeap.t,Ax lai ripuUto fi 
■traordinario , clie )asci& sc^itco euergli gembralo 
avei quetl'anatomico .|iar)ato, nella «ua puet^yaii^n;, 
di COM iqitacqH e ; , fTahavft in. hoc historfa-mi- 
TO^iUa Ki{^ia-e vi4^i^. ^ifi\ f^xii analogbi, ejav- 



t, Google 



■3io 
cor piit fOrpranJenti , Mmlt»- mira^tiora, icconda 
JUargagni, ctano lUti i»xolii di' fVe^ro, Mtuonio 
Leprotto , Plancio ec. Ud &tto riferito da Conrado 
BriMixner , e citato dal signor Riobi , i molto pjii 
Botevolei piii chjaco e piii amcludcnla di qiielU 
insnzimui dal, Morgagni. ^Eccoae 1' analisi t Dm 
donna di ^7 tnniy avcndo. avuto 5 anQi priioa ub 
vioUoto aUaccn A' apopleuia , loccombetn a an 
iiuavo hwallo. Si tr«v& •nel Tsotricolo dastro, sotlo 
il c«rp<> itriatOy Dnaf piu^a- cavita , le rnii pareli 
crano adetenlj , diin'e«oine rieolme da una cica> 
tricfrj il ventricole era'dtriMl' rtempiato di langne 
toaratatosi ncU' atlinKf inialte : eaverttula tab tar- 
pon itiitUo laieris- disUrt reperta fail : conninhat 
hoc , el jam mediattte giuitne coaluU , Ua tamen 
ut /acHe hone ■Uei'um tepafore potuerim : fiava 
ista fait, et tejgre seocaMis. Dexter ventrienlas san- 
guine plenms fail. ■ 1 (atli t:h« abbiamo citati Mno 
riferili daj loro antttrt s«ttz' alcuna interpt^tuEione ; 
non sembraclie allorasi fosse esaminato come essi 
poicsseTo liver Inogo ; e qtieaU i cenamenle la ca- 
J^oat f^ li kee andarc, pec cosl dire, sepoiti 
neir obblio , r rintaDerieae per $\ lungo tempo di 
neuun vantaggio ai progress! della scienza. Maran- 
del ce ne soitamtnistra una prora, poichi luogo 
tempo dopo , non arendo nessuna conmcenza di 
quanto avevano sdrittoi auoi prcdecessori 'su quest* 
proposito, pabblic& nell'a saa \DiUenaztone suIU 
irritmhni (Parigl, 1807), il risaltaitaeato di al- 
cune ricerche cohtprovaRti Aianifestameitte ch' cgl; 
arera onervato coti atteDEioae I process! implegati 
dalla naturu per dissipate if-taiigue a{nino nel cer- 



^cb, Google 



Sir 

vella Hi pUce di ipitvl trucri<rere qneilo ftamt 
meato dnrioto, che sembra euere atato igoorato dal 
aignor Kohi, lorquuida I'occupb, sette anui dopo, 
dello iteuo argomento. w Udo (paDdiaieDto niollQ 
aMraadante nail' organo co^rale, produce, dice 
Marandel , la nuirte per compTeMione : allorquando 
i meao esteso, mso pub detenninare la paralisia, e 
coiis^ientemente lamorte, sia per compreuianei 
■ia per irritazione. Ma vi sono alcane 'cJKostatue 
dore la laorte non segue ' sCtaipre alio Ipaiutiiiieit- 
to, lis che I' irriciazioiie/ da cat ha avuto origiae 
non abbia che di' poco ifriuto il cerrelto , o che 
quest' organo s' abitui al Itqilido , e ne Boppoftt U 
sua preteaca ; la spandimento vtene a pOco a pocft 
a rertringeni in sd stewo pel coagularsi del .liquido 
che lo forma, il quale da neto che era, prende ua 
color tirante al bigio; le pareti -della cilti ^e dap- 
prlncipio icorgeranti Vo»e> pretentano an color giallo 
distintiMimo, ed a mitoM fihe il liqaido va >ce- 
mandp li rarvicinano a' segno di ndn pl<esentare , 
In pifi o men longo tiempo, che delle pareti' di 
cariU che vanno ciuneiidosi, t non' si tn>va in 
questo Inogo che nqa macchia gialla. Ha WoraCA 
alcune volte in queaie caVitk un liquido legger- 
meate giallo , seaza sapore , uh odore, e sempre 
ia piccolissima qsantltk'(pag. 66 e 67 >. » ^^'ba 
gaesta citaEiooe apparisoe manifesliMimo ^ cfae ]lfd- 
randel avera perfettamente sciolta la ^eH^fr cbe 
il signor Riohk si k proposta ^ anwi piii MjcdA, rtf- 
latiramente att' apoplessra. Farerao^ - osservar^ , di 
ptii , che qiiaii tuUi i gradt pei qaali pasta I* alte- 
laeione coniecntiva alio spaudhaentai ti^rebrtile sodo 



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Botati neir opeVa di Marandeli %t turn die , qanW 
^toret Don paria ddU ciiti membranoia, del qunle 
i1 dotl. Miohh fece la looperU , come lo vedtemo 

II signor Rochoux , p«r molli' anni allievo in- . 
tenio delta ca»a di Salute del lobbor^ sbn Mactino, 
raccolte gran numero di fatti aall* apople«sia. che 
pubblic^, nel i8ii!|> nell' opera. »aperKinnent« ci-i 
lata. Qoeit' autnre detcrire i dUordioi cagionati 
dagli tpaDdimenti . nel cervello , dob taBU),ci>ir'in- 
teazione di ipiegare come la natora giunge a risol-; 
vera queati (papdjinenti , qlianto ad oggetto di sta- 
bilire, su quette riceicbe H anatomia palologicit, 
ana Quova teoria delV apoplessia, ficcome si ^piii 
utpra DOtato. Le sue OHerirasioni non soao Bieno 
intereaianti e meao praiose per inolti riguaidi. Noi 
ne dar«tDO un'idea succinta,. presentando un' analiu 
del capitolo .intilolato: F'aluiaxUme delle leiionior- 
ganiche riscoiitirMe dopo fc}< mQrte negU apofietici; 
capitolo nel qaate t'.autore presenta il risuJtaio , 
Ban meno imporunte.che nuavo, di luite le sue 
ricerche anatqniicltn , . ajl' epoca cb' egli si fece a 
pubblicarle. . 

Lp spaadimentq ha luogo generalmente nella so- 
■taota del cerrellof piti di rado all' externa di que- 
s^orgaoo, o ta qnalche piAnto d^lla supecGcie dei 
venlricolt. Nella prima suppoaiaioDe, il sangue <e 
contemUo ii^ alcime cavitii , . obe ffe/^ero e Mor- 
gagni parq^nanp ai saocbi aneari*<natici , e cbe 
.GomnaicvQO .toveote Co' yentricoli, o si aprono al> 
r eRtifrno. del cervello con yen laeerauoni: Le pa- 
red di quetta specie. 4i cavid sono, aisai moUi, tinle 



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5,3 
torteUente in rosso dal langue, alU spcssezza d'una 
linea o due , inegaali , abfrattuose , vUibitmeQU 
lacerate alia superficie interna, e preseatanti del 
pezzi galeggianti lorcb^ vengano agitate tielt'acqaB. 
Esse son6 circondale da ubd stnto di lostaaKa c^' 
rebraU , alto da trna a due linee , di color giallo 
pallido,' assai molle, poco piit «otiiisteme di alcune' 
gelatine , e poco rimescibile - cell' acqm. II colore e 
mollezta di queito strato, pifi'diniiite al di 'dentro,- 
Tanno sceniando sensibilmente -aV di fuori;/]n modo 
die e impoMibile di determinare cod precbione il 
laogo ove 11' cervello rioupera I' integritk del s«o 
tesmto.-Qnalcbe t<o1u tea le paMti laieroe della 
cuti e queslo strato giallo, »i trova an altro itvatd 
di un colore giallo men pallido, egualmente molle, 
grosso da due a quattro linee, tipient^di mnltiuimi 
piccoli tpandimeutt , grossi come le capodiie' degli 
spilli , e gli uni assav vicini >gli altri. Qoando -la 
spandimeuto ha luogo all'eiterno del cervello, o 
alia snperGcie dei ventricoli , il rammollamento 
giallo i meno facile a difetingneni , ed i lempre 
ineno disttnio : e la cosa dovera essera rxwl. $d itt 
falli , >i comprende facilmente; cfae U smgue, noa 
esBcndo allora trattenuto da nessun ostacolo , pai) ,- 
nel travasarai, traioraare con Itii la pona6ne di so- 
Stania certibrale ranimollita. E ciJt e appunto qaello 
che ha ludga , e le ne trovano aempre delle por- 
zioni moUo ragguatdevoli mescolate con .dei coa- 
guti, legnatamente dal lato dove, po^iano sulla 
laceraiione. QoiTi si vede una vera peidita di «o- 
aianen , una specie di erosione, che ^oitiene un leg- 
giero streto gi^lognolo , molle, a 5oveiil« bob piii 



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3iA 
' s{i«Ha. d' on qHiito dt lin«a. Ua' alterulone consi- 
nile Don i (tau deicritu da oeiiaao, ch'io la^ia. 
E desia aemplicemeate efL-tto d«l aog^iorno del un- 
-gne ? Precede esta' lo apsndimenlo ? L' ultima opi- 
DJoae mi lembia piu probabile, ai i pnatq affieyo- 
lita dalla mancaifza, de' tiatomi precitr.tori, Non li 
M cbe oerte leaioni orguiche , i ftibcrcoU det pd- 
moni, per ewmpia, fanoo graoditsimi pcogrexi 
prima di, manifiettare la loio preseoza cod qualche 
disordiae nelle fwuioDif Qualuoque sia , del reito, 
la maniera di vedere che rOglia^i adottare in dl 
^nesto argomento , et» non lapreUie dittmggere 
la raliditk del t»tta, che ho potato conievmare piii 
di quaraoU volte. 

Qnetia descriEione riguarda le alierazioni. pattictH 
lari alle apoplcaite reccati ; .ah che segue li riferi- 
8de alle apophuie pik antiche. 

tt DopB l'aMort>imento del tangne, continna I'av 
«»Te^ le pareti delle ciiti ij riavvicinaDO, e in qual- 
cbe maniera ai dcatriizano. In queito ilato, esie 
aono qnati tatte collegate da dd inctocicchiameDto 
di flamenti eolluloMf a raacolari, cbe fonDano dif- 
fcrenli areole , tra le quali ai trora ua liqqido ico< 
roio, rauiccio, pih o meno abbondantei alcana 
Tolu giallognolo , denae , e cone gelatinoto. Ordi- 
narientente pib oonpatt^ cbe il rimanente del cer- 
Tello, le pareti offrono, oella ipesMoa d'una linea 
O due, nna tioia giallogDola , roua, colore aangul* 
goo , oppnre bniniccia ; alcuoe volte , sempbce- 
menle riarviciDate , senza essere unite da fili vasco- 
lari cellaloii , csm formano delle cavitk voote di 
ogni Hquido; una vdu ne ho htcovata ana La cui 



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BiS 
lapeHicie era altrettaaiff levigata qmitto quella dai 
tebt^icoti , e umettata da ana leggiera rugiada. to 
lo ripelo , 1' esistenza di quesM carhk i una com 
cosiante , e»e >i redoiKt ta tatti gV indiTidui cbe 
hannO avato delle paralisi,;siu*eguite all'apoplessia , 
a qualuDqne epoca delU' laalattia ch' esai tocconv- 
baDo; il loro Dumero e sempre eguale a quello de* 
gli attacchi ; quando f;ti ammalati ne banna avuio 
due o 'tr'e, si trovano due o ue caYerne ec » 

NcIF ammirare la preciiione e 1* esattem colla 
quale il AotU Rochoux ha deicritto le alteraeiAni 
che si lasciano osierrare nel cervello degJi apople- 
lici, noi non convenghiaiuo seco liii j ch'eise rauBO 
anteriori agli spandimenli , e per consegucnxa namo 
ben luogt datrammettere ch'esse ne sieoo la caosa ^ 
kl coDtran'^ siamo convinll che questi disordini (hv- 
ganici Eono prodottt dalla coDgestione e dalls tpan- 
dimento del sangne nel cervello, ' poichj) iWNi ci 
seinbra natnrale il pensare- che uo' aUerasione di 
quesia natilra' possa esistere nell' ence&lo', aensa 
darsi a divedere c«n siAtoni piii o meao gnvi. 
Altronde; quando an' apoplettia rtcoaotce percanaa 
ana dispoBitione aneurismatica del cuora , oome tab 
accade alcutae voile , ' si pu& egli supporre cbe i 
guastia citi qnes^ aecidente ba datoluvgo, MisXes- 
scro prhna cbe il sanguei troppO'foiteaMnie portalo 
verso il cervello, li ^andesie netta sua smantE^f 
AotmetleDdo quest' opinione del rignor Sochoux 
bisognerebbe cOavenire con lui in riguardare lo spao- 
dimento immediato del sangue aei ventriooli, come 
ua* affeaioBe diversa-dall' apoplessia; il cbe tarebbc, 
ci seinbra J moltipllcare lenia seoessiUi. 11 n^nttEtt 



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3t6 
delle nuUttie e cteire delle divUioni superflae so' 
prs fimdamenti fragili , ed errooei Egli i piit coo* 
•enUnco alls ragione il coDnderare I'apopletJiU conw 
UDo tpai>dineaU>, o, m li vu^, coRie un'emorragia 
cheha luogo Del cervellojsia p^r esalaiioae, aia per 
rottan , -o di qiuliinque liasi .altra manieni. 
- Hentre il ligaor Rochoux &ceTa . tUmpare It 
Hia opera, il lignor Riobi , allievo iaterao dell' o^ 
tpedale deUa Carilk, igaarando, per qnaato pare, 
e i lavori di queito medico, e le ouervazioni di 
Marandtl •nperiormente citate , li ocgl^laTa di ri- 
-cerche aaaloglui ma ck'egli s^pe interpretare con 
tanU ingacitk, da compartire al luo opqacolo nna su- 
perioritk iaGonuai labile >u tutto ciJ> che fu tcriUo 
prima di lui. In fattl oon solo il lignor Riobi not& 
KcaratameDte le direne alterazioai cbe accompft* 
-gDUio gli tpamlimeati carebrali y e i mezu che ta 
tuton impiega per diuiparli, ma di pi^ egli apjeg^ 
in ua mwlo ingegnoio e vero, 1' ammirabilc mec- 
G«ni«mo pel quale il tangue iparso nell' eacefalo 
viene iioloto da ana membraoa saccata , e, id se- 
gnito Ftpmo daglt asKirbeait per esiere risondiftlo 
-nel lorreate della circolasione. 

La semplicitk e preciuojae del laroro del ligaoc 
Biohi toaf> degni di servire di modello per molti 
rignardi. Qoeito medico ha cominciato dal proporre 
a si Bteuo la quettiooe Mguente > . 1' apopleuia nella 
quale fi fa fpaodlmenlo di langue net cervello , e 
esaa suscettiva- di guarigioneP. Otlo falti caccolti 
dall' anlore nell' oapedale della Carita , e riferiti a 
commento diquetta 'qneiliotie, foizano , per cq$l 
dire, il letlore a dichiararii per 1' atfermalira, sic- 



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3i7 

come Bpparirii dalP analiri die ne TerTenmo &• 
cendo. - ' ' 

\.' faiio. \3a maestro di scuola di ^ anni , 
t'ravagliato da ni6lti anni da aoebrisma Mtivo del 
TCDtricolo sinistro del cuore , aveva avUto 7 annv 
prima, un insalto apopletieo da cw se n'era perfet* 
tamente rUubilko: Colpito da niuivo «tUcao , moii 
9 giorni dopo. Nell' emisfero cerebrate del late d.» 
(tr« si trovJi'uD raggnardevole spandimebta di sau- 
gue ct)e eran-falto ritrada net veduicolo laterale, 
e lo riisbipiva. Totio it lato opposto aembrara in; 
fstato natnrale; ma dirideado il corpo itriato, ai 
eatrjt m una piccola caviA cheavEebbe potato coiw 
tenere uoa av^tlaoa, e dalla qasle si videra flotre 
alcnne goccie di sisro trasparente. Queita cxvitk 
era rivestita da una membrana giallogaola , ipavu 
df rati taHguignl in diverse ditetioni. 

3.* fatto. Leonardo Benedetto, di 56 anni, nuwl 
air ospedale di perotonitide. Risapatosi cbc cinqtad 
anni prima era stato gravemenie attaocato da ^m* 
ptessia che avealo ridotto empilegico per 9 mesi , 
li fece I'esame del cerrello, e si IrovA nell' emtsfero 
sioistro , dal lato eslenio del corpo scannellato, ^ 
deilo siraio dei nervi otLici , una carita riempiuM 
di tiero trasparente , cbe dall' avanli all' indietr* 
aveva quindici llnee di eatepsione, e circa sei Ibiw 
nelle altre direzioni. La cavith era vestiu da una 
niembrana di color giallo fulvo sparaa di vasi saa* 
guigni. La >aa superficie libera avea qualche co*a 
di analogo al veluto delle membraDe mucose ; 1' at 
tra superficie aderiva fortemente al cerrello, ma. eria 
facile di itolarla. Era circa il doppio piii gn>uk 
dell' aracnoidea cc. 



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i,* /aU0, Vn Tccchi? d! 80 aoni, 9^, 11 abni 
prima aveva avato un insulto apoplelico , veqae a 
uuntre Mil' WpccUle 4ella Cacilk Aperlo il cruaio , 
AtrvA «el, corpo fuiato finUtio ofta. piccola earn, 
U, gIm noa en t^parata dal reotricolo latecale che 
i* nnv iirato lonile di lonaaM cerebral& QuesU 
eaxiU, «hU«wvb deil siero, ILmpido., «(« c^peru. (|a 
«na «aui)a m«mlK'aBa Wt : 

Da quecti taiti n ra«G9gli« 1 qhf tre MfdjyiduC 
enno gnarih dall' apoplewai ¥ fM M ^' .1^ ■*<■'' 
Wra arava. fa«QfU»< 1' aaKMitiiPQDto del MOgfif fn*. 
Tasalo per m«u» di no partiiCo|Hr« layoro., (/>,tpi-. 
riio che a«lt« >ta iBed.iU|iiaoi> H/Ck il. tig. ,^i9ii „ 
MTpaua al wveots i, f4t|i, wnpeiu gia ctia |aurao- 
al.aan^e tntasuM li tviluppi una meinbruua par^i 
tkolarc, che> [ispettA a quetio uniore , ad^mjfve le 
fuationi di or|[aiio aBsarbenie,.e cli« dopo averlo, 
iBtaraaaeote iM(irbil» 1 ausiiste e li preteaU tatto la 
fii^inii di una cisU. Di, ah se n'ha la ]>roya aei due 
iittti tegoeoU: 

^^ fatto, ITn giojelliere lut decliaare dell'elk fu 
colpito .d' apoplewia, e poriato alt' ospedale dell« 
Cariia li aS £ebtiraji> del iQi^. Quivi lapgul &»» alia 
fiae 6k Diano, ep9c» .de|U.sfia ntprte., Ap«rto il 
cranio si troy^ qejl', enUtero cer«b»le del ,la^ «• 
tiiatro ncio spandimeato Mnguigna del rolume di 
una awciuol*. Qnest?. sangae era bruniccio, piii 
Mdo ael «eng:o cbe.^lla ciroonferenia, dove pareV4 
diluito da ucrp, Una meMibi^Qa di cvtor gia'lo ful- 
VOj arau-U«iparente., piHip resisieale >. la ricopriva. 
Eca facile Iwarla a leotbi; vedevaati aiCHni vaiij 
la polpa del cervelto^sit .uni era <IUiflM( UonTasi 
nnunolUtit a leggi«qneate giallognokh 



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3,0 
5." Jatto. II •ignor Beclatd , capo dei la- 
veri anatomici della Facolti , «saBiDJ> lin tervelU 
nel cai lobo destro «pavi una spaadiinentn an* 
lico.' II langue era cireondato ^a. Ona gialla innn^ 
brana , lotttiissima , sulla quale- icorgeTBiMi mollj 
vasi. ■' 

' Qaesti due uliioti fatti ct conTJiiooDO, tlie at* 
toroa al sangue sparso si sriliippa wn membraaaf 
ma Htm v'ha ancora argomtniOi cpntlDna II nMtro 
autore , dimosirante cbc abJnavi' wsdrbunenia dci 
Uqaido} poishe nelle doe ouerraziooi precedenlt 1> 
membrana-Be era esatUnwate ripieoa. Ma un &U» 
nuave dimostrei^ chiaramente 1' aadamento chc M» 
gue la natura per aswrblre il -ungue tparw n^ 
c«Tvello. 

6." fatto: Li i*] di maggio del i8i4> nn mil^ 
ratoredi 6S anai entWt netl' ospedale della GarHk 
per ua'emipl^ia iacompleia, Bopmrvemita i@ m«^ 
prima a un insulto apopletico. Alia fine di luglio 
mori. 

EsaminaW il cerrello li' trov6 nel corps itriaio 
del lato nmstroi una eavUa oMtliquamente diretta 
dairayauti all'titdietro, e tUI di dentro alf lufuorf. 
avenie otto o dieci Jtoee di etteBsione ib questb 
aenio, e sei «d dtto negll altri';'flul del siero m- 
aiccio , e si vide che questa caritk era vesilta da 
una membrane giallo-fulra perfettamente analoga a 
qoella deicritu oella leconda otwrraiitfne. Gi& per6 
che qnivi importa' di notare, dice 1' autore, i'-, 
che nel mezzo del siero riochiuso in quetta-mem^ 
brana accidentale, eravi ancora ilnsr plccola quao' 
titii di sangue nettccio e cMgulsIo. Ecco> ne'nli't 



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?26 

permeuo H ctirlo , tiggikin^ egli , U nalara presa 
•uli l«tto. Atlono al Magae spwio si e otganizzua 
mil membrana, la quale vtrta lui liquMla tiereao ch» 
faaffna e duciDglie queato langue che di '.giornO' in 
gEoiiia «sta va riauorbendo. Putcb^ 1' mdivid|io m- 
pravrira ancora qualche tempo, la membrana a»K 
cooteni piii ch«.la aieio ad e«»a part icol are; totta 
il aaogne nA atato liaiMrkite. 

Se.a.lata di quests falto ct^ochiarao i tre pri- 
tau , >nei. quali u acorge la membruta rtempiutaidal 
Mtlbi fldido .ch'otaa umbra etalare ; se coafi^eriam* 
in aeguito, che i ire individai fomwaliil aoggelio 
a qn«ste Ottervasidni »«« auti hen guaktU-, ed 
illtano ricuperaio 1' iotieno esercuio deUe.iloro ia^ 
colta iatellettuali 1 si lar^ convinti che V ap&pletsia 
ntiia fiaaie li fa itao. spaadimaito' di sangux net 
jOnveUo, e siueatWa. di giiarigiatte, e ai avii di 
^iii.un' idea essua del mtocanismo di qaesta' goa- . 
.ri^ne. ..,■.. 

Pervenuto a quesU parte del sno lavorOj I'aa- 
iote erode pottr caVars i seguenti coeoUari. . 

I.** Che I'apQplessia nella quale si spande tan- 
jjue in meuo del cerretl» ,.. e suscettiva . di goati- j 
giope ( I.', 2° « 3.1* fatto ).:.., 

2.' Che inUM'Do al gangue spanoii fwina qual- 
cfae volu ui|a ipenMirana particolare - ( ^'^ ^^ * 
6." Jaito). 

5." Che qneau bie«tbran« aepara . un omoiie 
sieroM che bagna « difciogUe il saogue spario (^t." 
fatto). 

1^° Che il sangue ^^ disciollo, e nauorbito 
dai vasi delta menbrana . accideaUle j e che finuce 



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321; 

per essere intieraisente riasforbito ( i.", 2.°, 3." ed 

5." Clie gran numera cli paralUie , che proce- 
doDo i» sangue aparso nel cervello scompaiono a 
poco a poco a misnra che il liqnido va riaraorben- 
dosi ( u", a-^e 5." /atto%' 

II lavoro delta natara- sarebbe pih completo , 
aggiunge ia'seguito I' autore , se , dopo jl riassor* 
bimento del sangoe, la membrana andasse icemando 
a poco a poco, e SGompariue in Roe del tutto; op- 
pure te , cegsaitdo dal versare il fluido ch* essa se- 
cerne , la ma lupeHicie esalante veniue a metteni 
a contatto con li sLessa , e contraeste adesione. In, 
quest' ultimo caso , la membrana accidentale , ri- 
dotta a due lamelle aderenti fra loro , fonnerebbe 
una cicatrice, col mezzo della quale la HMtanEB ce- 
rebralet lacerata realmeate neirapoplessia , si trove- 
rebbe riuuita. I fatti segueaii sembrano indicare cbe 
le cose procedono eOettiramente in codesto modo; 

Fietro Toupet morl di apoplessia nell' ospedale 
della Carita agli nltimi giorni f april« del i8i4> 
Due anni prima aveva avuto un primo attacco di 
questa malattia , nella quale avea pieaamenta di- 
menticato il Dome di battesimo. Alcuni mesi prima 
delta morte, egli si era ristabilito a ateato d'uu sc- 
' condo iasulto. Mori finalmente del terzo. 

Nel mezzo dell* emisfero sinistfo del cervello si 
trovb an'ampia cavitk riempita di sangue cbe sem- 
brava sparso da poco tempo , ed ers la causa evi- 
dente della morle. Nell' eutisfero opposto si tn)v&> 
nna lamella membranosa gialldgaola, che dalla sua 
tuneificie gteudevasi siuo alia profonditk di u" -~' 
Aimiu. Fbl, IX. 31 



icbvGoogIc 



Sal 
lice, formata dadue lamiaetle aaits da filamenti 
giallogDo)iche dall'uao paisavano all'altro.Tntt'aU'ia- 
tomo, U sosianu cerebrale oSriva eua pure on colore 
ginllogDoIo. Noa fi pii6 qnaii rifiuursi dal credere, 
cite questa doppia lamella dob fosse raranzo d'una 
membraDa accidcntale irijpppata intorno,. al sangue 
■parw bU' epoca del primo,. ^lualto apppletico. 

BUogna collocare accaato di queito faito quello 
di Brunner pi& lopra citato, e molti altri analoghi, 
molb> pi& coucludeatl , otserrati in appreuo. 

La DiMertauone del lignor Kiohi chiama Tailea- 
kIoiu dei medici an I'oggetto che ci occupa, e dopo 
la sna pubblicazione graa aumero di fatti , mollo 
T>i!i decisivi cbe qoelli da lui osierrati , haaao con- 
iennato il gindiiio cb' egli dapprincipio aveva do- 
vulo portare con qualche riseiva, MoUe osserrazioni 
sullo iMuo argomento, raccolle da noi, hod meno 
che da Itaolti allievi AelV S6lel Dieu di Parigi. 
negli anni iSiS e 1816, ci avrd>bero iacilmenle 
mesii a grado di riferire dei fatti taccolti coo at 
teneiooa e attinti alia noura propcta osaerrauooei 
se noi aon aTeuimo condiicego al desiderio di far 
conoicere ai nottri lettori I'opiucolo del aig. Aiobi^ 
ne) quale ipicca per eccellcoza il metodo analitico 
applicato a un punto di dottriaa. Aggiimgerenu) 
sollanto due ouerrazioni , che maggiormente *ppog- 
giano la teconda proposiziaae di qoet^aatore, rda- 
tivamente alia .formazione di usa cisti membraDOsa. 
percbe, tra i fatlida lui divulgatij quMto fu il pi& 
conlroverao. 

Giovanni Chevalier , porUtor d' acqua , d' anui 
73, fu uolpito d'apoplenia, per U prima volu> 



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3a3 
il i5 diceiabre il«l i8t4> Porot* subito all' Hdtel 
Dieu , a<reva il braccio sinbtro paralizzato e laJin- 
gaa imbaraEzata ; rispondeva difScilmeute alle jn- 
terrogazioni che gU veaivano fatte. Delle bevande 
emetizzate, dei crUteri purgativi, del vescicanti alta 
Duca e alle gambe , ristabiliroDO in breve la seosi- 
biliU, e la miibiliik 11 i8 geonajo del fSiS, I'am- 
malato a serriva con taciUt^ del braccio sioistro ; 
aveva buoa appetito , ma le facoltit intellettuali 
eraau sempre molto alterate ec. II z5 sopraggiunae 
iV dclirio, e, nelV iadomani, le coovulsioni che furono 
i precunori della tnorte. < 

All' apertura del cadavero si trovi il cerrello 
GODS is ten te ; it ventricola , laterale siaistro riacbiu- 
deva del siero; il veatricolo delta parte opgosta 
presentara una piccola apectura la quale com'unicava 
con una cavit^ scavata nella spessezsa del lobo po- 
steriore del cervello. Questa cavitk, conteneva dei pic- 
coliMimi coaguU di saDgue,ctie eraao evidenteoMute 
ricoperti d' ana membraaa , liscia , lucente , che 
pareva esiere una concinuazione dell' aracnoidea dei 
Tentricoli , ma che era rnolia distiuta , e piii densa 
di qae»ta membrana. La sostanza cerebrale da cut 
era circondata , trovavasi rammoUila , giallognala e 
come convertita to farioat^. 

Decamp ( Renato Pietro ) d" anni -j^ , calzolajo , 
dopo eisem etposto a iotemo freddo, provii , it 20 
gennajo del i8i5, degU itordimeati, e cadde seaza 
perder i sCnti. Fu trasferito in questo atato a XH6- 
let Dieu, con paralisia dalla parte sinistra' Si ri- 
corse ad alconi derivatiri , i quali sembrarono di- 
minuire t' emiplegia, II i4 febhrajo si manifettj) un 



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33$ 

leggier delirio , tHii a pMo a poco tcomparTe. It 
34i on Vefckante fa applicato alia parte laierale 
deitra della testa, e il 38 , la moxa all' occipite; 
Quest! meni non prodnuero oh migliorameDlo no* 
labile , e noD ritardaroDO che J alcuni gl*nii la 
nwrtet la quale lopravvenDc it 7 mano i8i5. 

Etaminando it cervello, si %ro>ri> nal ventricolo 
dettro alia parte anteiion del corpo ttriato, an 
•acco membranoso Itiitgo circa due pollici, levigato 
al di deDtro, e conteneate piccoli coaguli di san* 
gue : tl lasciara distaccar fadlmente dalla sottanza 
cerebrale, che era moUe, giallognola , « profonda- 
menie alterata, Slaora not non abbiamo oiiervato 
nel cerrello che le tratxie d* una sola apopleuia ; 
ma Doa i raro di rinvenire le vestigia di molte, e 
di poiere, coo ciii, indi care cod sufficiente esatteaa 
il numero degli attacchi di quetta funeita malattia, 
che, come si sa, si luccedoao rapidamente in una 
ceru etk , e , ia moUi casi sottomessi alia mia oi* 
serrauone , qaesto namero st i sempre trftrato d'ac- 
cordo colle notliie date dagli antmaUti. Dne, tre 
ed anche quattro ciiti sriluppate nal cerrello , an- 
nuDziaao che rammalato di cai si apre il cadavero, 
i siato colpito due, treoquattro volte d'apoplestia. 

Venne ricevuto nell' ffdtet Dieu di Parigi , il 
10 maggio 1816, an aomo direnato emiplegtco 3 
anni prima , in seguito d" nn forte atlacco d' apo- 
plessia. Quest' noroo era cadnto in una specie di 
demeou, e non virera, per coil dire , che per la 
vita Dutritiva. Circa 10 giomi dopo il sno ingresto 
nell'otpitale, fu preso da delirio e da convulsion! , 
con pallore che precedette d' alcnne ore nn prn- 



^cbvGooglc 



«a5' 
tonio assopimento , al quale inVanft il Cttcit di ri* 
medtarvi co' derivaiivi pib energjct. 

Air apectura del cadavero si irovi) il rentricolo 
iestro rierapito di liero rouicciQ: ta parte mperiore 
d<:ir emisfero delU stessa parte raecfiiudeva una ca- 
Titk ristretta, luaga un p6Uice e mezzo dal di die- 
tro al davanti, e ricoperta da ana membrana levi- 
gata, densa e biancagtra in moUi ponti ehe avevano 
aderensa colle dne etlremitk della careroa. Al di 
Wpra e alia parte inlerna di questo lacco membra- 
Doso , ve n' aveva ud altro men grande della meiii 
del precedeate , riresiiio alia sleua maniera , al di 
dentro, da una raembrada accidentals , aderenM 
per la tua lupetiicie etterna all* soslanza cerebrate, 
per un certo tratto alterata e giallognola. 

Hon credendo di trorare in quette alteraziooi le 
traccie dell' ultimo attacco d' apoplewia che aveva ' 
cagionato la morte dell' aAunalalo, prosegnimmo la 
ncMtre ricerche, e Dell'iDcidere I'emitfero della parte 
eppoitay incontrammo, alia parte posteriore , un 
coagulo di aangae del volame d'ana gra»a avelbna 
circondato da lottanea cerebrale rammollita, che era 
ewidentemente la materia dell' ultimo spandimento . 
intorno a( quale noo avea ancor potuto aver Inogo 
alcnn lavoro. Un poco piit indictro icoprimma al- 
treti una picciola cisti, che si sarebbe facilmente 
confusa con un'idalide, se nin foise itata circon* 
data da «ostanza cer^rale consistente e giallognola, 
rivesiita da una membiaoa cbe erasi pnibabilmeaie 
organiisata iniomo a un antico spandimeato. 

II sigDor dottore Guersent curava un mercante 
di Jegumi, che fu colpito nel 1812 da insulti che 



.tvGooglf 



5^6 
>i potevuoo rtguiirdare d' indole epituttica. Questf 
insuiti andaroRO facendosi pik frequenii nel lBi4f 
vd in UDO de' piii violeati fu sopraflaKo da pafali- 
«ia dalla p«te desira. Fioo dui primi insulU, Tam- 
nulato aveila petduto U memorla d<ll<! cose, e 
Biluiaic t^ella delle parole. Nel iI1i5, gli accesii 
di queita malattia raddoppiarono di ton», e3 erano 
carat terizMli da couvubioni che veoiTatio rasseguite 
da aiMpimeoto pi& o meno profottdo. L' aoHnatuio 
prirato a poco a poco delle fom, soceotnbette. veuo 
la fiae di dicembre. ' 

Co I la teEione del cadavero si trovh una gran 
qoantit^ di siero sparao sotio la dura madre} il let- 
EUto celluloso di soUo 1' aracnoidea era inzuppato e 
formava una ipecie di coteaaa gelatinosa. La, parte 
Ruperiore dell' emiifero cerebrate hinittco era rattt- 
mollita io alcun'i punti; facendovi ua'incisiOne oriz- 
zontale, si 8copr\ una civitii che oontenera circa 
due growi 41 siefo giallognolo ; la qual cavit^ , 
oblunga dall'avanti all' iadictro, corrispondeva alia 
pane superiore del ventricolo, era ricoperta da una 
membrana moUo . consistente , liscia al di dentro , 
« molto adcreote per la sua supei^cie esteraa. La 
sosUnza cerebrate da cui era circondata , era gial- 
logDola e rammollata piii profondamente ; anterior- 
mente vi avea un' altra cisti affatto analoga, ma 
nn poco pill piccola. Alia parte lateraa dell' emisrc- 
ro , in quella ponione che ti aranza al di sopra 
del coi^ calloso.'si rinvenoe una terza citti , ed 
iufiae Hua tfuarta, simile alle altre, oecupara la 
parte di mezzo della base del cerrello. Vi erano 
inoltre qua e la dei piccoU coaguli di singuc a 



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contatio colk sosUiua cerebrale, e clie procedevano 
dagli ultimi atUcchi apopletici che rammalato avea 
SofTerto. 

Ci rimane presentemente da esamiaare come-ai 
formaoo le cisli , che s' organizzaDo iatomo at sa'n- 
gue iparao nel cerTello,'e di far conoscere 1' anda* 
meAlu che segue la natuta nel loro sviluppo e nella . 
trasformazione cai essi sono suscettivi di subtre. 

II dottor Riobk, che il primo ha descritto quests 
cisti membranose, area a se stesso proposta la que- 
stione , se )e loro pareti erano il prodotto di un 
trasudameDto albamiaoso , analogo a quello che si 
fa dalla superficie delle feriie recenti ; oppurese 
aveaDsi ad attribuire a una trasformazione di quella 
■QStaaza cerebrale che sta a contattocol taH'gue tra- 
Taaato. Lasciaudo egli la qucstione quasi indecisa, 
ha coafessato, che quaatfinque non aresse osservato 
le cisti apopletiche al principio di loro formazioue'j 
iuclinava tuttavia a credere che il cervello , cam- 
biando di tessitura, dasse essa^ stesso origtoe alia 
membrana accidentale ,' appoggiandosi priDcipalmente 
alia circostanza, che ne' cadaveri degf individai che 
soao vissuti con una gpandimenio sanguigno nel 
cervello, si scopre und strato , sottile, molle, gial- 
lognolo, visibilmeDte formato dalla lostanza cere* 
brale, che sitmbra paisare ad una nnova organizza- 
lione ec. 

L* ipotesi semplicemente annanciata dal sigrior 
itiofr^i mi sembra peri difRcilmente ammissibile , 
essendo ella fondata ad un modo di produzinne or- 
gauica, di cui nulla d'analogo »\ trova nella storia 
di tuUe le altre organicbe prodmioni ; imperocchi , 



^cbvGooglc 



Sit 
giova bene sotare cKe in qiinto Ino^ tnttaii jellal 
fbnnazioae d' ud organo nuovo , e noD d' una tca- 
sformazione organica; che sodo due cote assai dif- 
fereoli- II fenomeno ouervato dal doitor Hiobi uoa 
c ia efletto, che quest' ultimo moda d' alterazioae. 
Quauto a me sodo iucliuato a credeie che la (eo- 
ria della rormazJoDe delle cisti apopletiche non dif- 
feruca punta da quella delle faUc tncmbraoe. tl 
saogne spano nol cerrello irrita quest' orgaao ; U 
poczioae della sua sostanza a coniatto con etto s'iu- 
Gamma, li rict^re d' un (rasudamento gclatino-a)- 
buDtinoso fl quale preude presto un aipctto cotea- 
noio, e in piii o men breve tempo si organuza in 
aegifito in membrana. 

Le molte osserraziani di cisti apopleticbe' che 
si sono rac'colte,; ci piosero in grado di leguira 
randamento del loro sriluppo, e di determinare 
le tratfonnazioDi a cui vanno Mggette. II signor 
Cruvellhier , nel suo, &^|^ tail' anatomia patolo- 
pea, pubblicato nel 1816 , ci ofTre un quadra 
dell' andamento che si segue dalia natura nella pro- 
duiione dei fenomeni paiologici di cui si tratla. 
Egli ha attinto i principal i tratti del IU9 quadro 
alle molte osiervazioni che da tutle le parti erasi 
. fatto premura di comunigargU. Molte osservaiioni , 
die" egU , le quaji mi lono comnni colla maggior 
parte de' miei coUeghi dell' Hotel Diea , sommini- 
•trano il Mguente risultato : Ne' doe o tre primi 
gtoriu snaseguenti all' insulto apbpletico , si trova 
una Iqcerazione ineguale della sostania cerebrale , e 
tin po' di sangne in parte coagnlalo , ia parte li- 
q[uido. Verso il quarto o qninto giorqOj la sostanza 



D,r,l,z<,.f,C];OOgIf 



cerebralc circompoata , presenU an color giaUcpgnd* 
to , affauo analogs a quello cbe si suol prendere 
dulla cute e dal insuto cellulare nelle coniusioni 
eilcrn«. Verso il nono,decimo e qnindicesinao gior- 
no, il coagulo p\it solido si fa aderente alle pared, 
che sono assai rosse e molli. Separaodo queste par 
reti in lamelle , (otto la piti interna, si trovano 
altre lamelle formate di soslanza cerebrate pichiettaia 
di segni rossi ec. Finora non avvi vera membrana , 
ma lo itrato rosso esteriore sembra esseme il rudi- 
mento. A un' epoca pi& avanzata il rosso va sce- 
mando I e 1' aspetto membranoso si fa piii evidentev 
Finalmente , aprendo degli individui un anoo, due 
anni , sei anni ec. , dopo un attacco d' apoplessia . 
si trova ana cisti di varia capacity , formats da una 
membrana finiuima, giallognola o cossiccia, conte- 
nente del siero giallof^olo ec A cit> si vuol aggiun- 
gere, che a misura chc il sangue sparso e il siero 
van minorandA per effetto dell' assorbimento, la 
capacita della cisti nella stessK proporzionc va im- 
picciolendogi ; le sue pareii s'ingrossano , e si faonn 
ailerenti; la sua ca vita si oblitera; I'ocgano si con- 
fonde sempre pid colla sostanza cerebrate , e non 
ofTre, dopo an tempo indeterminato, cbe' una cica- 
trice giatlognola, o nn tessuto tamelloso, qualcher 
volts inzuppato di siero egualmente gialtognolo. 

Rispetto all'intima Datura, alla.diiposizione, forma 
e grandezia detle cisti apoplelicbe , rimandiamo it 
leggitore al nostro atticolo Ciiti , del Dizioiiario 
delte scicnze medicfae, dove qoeste differenti parti- 
colarit^ sono state Iratute con qualcbe estensione. 



■ f,G.oogIf 



55o 

In una seconda memoria etamineremo i rapporti 
che etistono tra la congestiooc laoguigna del cer- 
tHIo e r apopleuia , e le diverse parti deU'cDccfalo 
che lono piu eiposie alio ipandimento tabguigao. 
Noi iratUremo anche delU predispoiizioiM e dei 
aiDtomi precnnori deli' apopl«uia , come della cnra 
preterrativa. 



Storia' fP lot' escrescenza poliposa acuta 
delle narici, non ancora descritta da 
venm autore ; del dott. CHAMBERETr 

( Joam. CompUmeni. du ■ Dictionn. det iciencet 
mid. Jtodt, 1818. ) 



^aiuiD , soldato nel qtmrlo reggtmenlo degli 
Usaari, d'aani 22 circa, di lemperamenio linfaiico- 
saDguiguo, e di buonisiimo coitituto, godcra sa- 
lute perfetta, quando, senza Tcruna causa manife- 
sta , fu attaccato da infiammaiioQe a! uKtf , Terso 
il principio di novembre del 1816. 

Kicernto nell' ospedale militare di Lilla, il sno 
naso, naturalmente dfitio, di grandezza natura4e e 
ben proporzionalo , era da akuni giorni rosso, ca)- 
do, c comiderabilmeote ingrowato in tutte le di- 
meDsioni. Queito slato infiEimmatoria era accompa- 
gnato da leggierissiiso dolor locale , e da iin senso 
di aridezui e di molestia nelV intemo detle narici ; 



t,CoogIf 



331 
per le quali il passaggio dell' aria era aflaito inter- 
ccUo i il che obbligara 1' aniinalato a respirare so* 
lamenle per la bocca. La rossszza del naso, che, 
sbiadandon a poco a poco , estead«vasi fina alle 
goance , svaniva momenlaDea^ente , - sotto la pres- j 
sion^ del dilo , come avvieDe nelle risipole. Le. aper- 
ture delle narici 'eraoo allargate e interameDte 'turate 
da due specie di tumori conici, di color liraote al bi- 
gio, elastici, mczzo-traspareDti , della figura e con- 
sislenza de' pilipi mucosi e rescicolari. Queste due 
escresceuEe polipiformi, ta cui base lembrava im- 
piantata netl'interao delle cavitk nasali , e la puuta 
rivolta all'jflgiu, averano circa mezzo pollice di 
luDghezza. Eraiio appena sentibili al tatto; potevano 
in parte veoir impicciolite cacciandole dall' tagi^ 
air instt , ma ricomparivaoe- tosto al cetsare dal 
comprimerlc. Sembravano avere una siruttura in- 
teraa rescicolare , o celluloaa, analo([a a qnella dei 
' polmoD) delta raaa , cod cui presentavano qualche 
specie di somigUanza. Del resto daeiw oon &u^vasi 
alcuna specie di scolo, nc di trasudamemo. 

Mediante Yuso di fomenuzioni molKlive al luso, 
la ronsezza, il calore e la gonfieua andarono a poco 
a poco scemando. Dai due prolungameDti pol^)ilbr- 
mi gemeva tin umore sieroso-sanguigno , cbe ei sop- 
presse gradatamente .coUo ivanire de' medetimi ; 
aoco la gonfiezsa del naso scomparve. Esamioando 
allora 1' iuterDO delle caviUi nasali , si -pole ricuno- 
scere che i tumori vescicolari erano formali daila 
membrana pituitaria , che coll' eisersi prodigiosa- 
menie gonliata , si era fatta promioeiite nelle na- 
rici, appunto dove non avea trorato rosiatema ; in 



^cb, Google 



832 
niodo che qneui tanutri loao uomparii st tMto , 
'! «tie fn diatipau U tumeicenu d«lla membrana mu- 
£0M, da Gui venivano fomtali. Da queito itUnte il 
pauaggio detV aria per k caviU nasali ritomh li- 
bera ; li rittabili la aecreziooe dal niuco oasale ; 
I'aminalato reipirara facilmente dal dbbo, e luci gua- 
rito il i4 <" novembre, cioi il settimo giorao di 
entrata nell' oipedale , circa il quattordicetimo di 
malattia. 

Qaest' aileiione , che non area ancor aroto occa- 
lione di ycdere, e che non trovai deicritta io alcua 
luogo , hn moU' aoalogia , da noa parte colla risi- 
pola, ej dair altra, co'polipi macosi delle cavitk 
naaalt. Si approssima infatti alia prima, di qaette 
maUttle per la rotaena, pel caloci e per la naiara 
deir enfiagione di cui il aaio era lede ; ed alia m- 
conda, per la forma, colore, elasticity, consldeau 
e ttnittura apparente dei due tumori conici che 
sporgevano fuori dalle naricL I luoi rapporti con 
qnett* ultima affezione'organica eraoo anzi cosi di- 
atinti, che facile larebbe stato I'iDgaDDani, te la 
malattia foue atata d' una data meoo receote ed 
ewnte da iDfiammazione, Ed i apponto quesla cir- 
coftanaa, che piJt di tatto ci ha iudolti a pubblicare 
quetto fatto, il quale, del reito, aembra doversi 
cooaiderare qual infiammazione generale del naso , 
in cui la membraiia pituitaria, ha partecipato flello 
•tato flemmonoio , aegueado una maniera inaolita , 
e nello sieuo tempo diVerta da qnella che coiti- 
tuitce la corima,, e da quella che h propria dello 
iviluppo dei polipi reicicolari, quaDtunque non la.* 
Bciasie di arer con queiti non poca analogia. 



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. 545' 
An Essay on the symptoms , causes , and , 
' trealement of Inrersio, uteri , ec. — * 
' Saggio sui sintomi, sulle cagioni e sulla 
cura dell' ini'ersione deU'utero , aggiim- 
tofila storia (Tuna feUce estirpazione di 
questa ifiscera, durante lo stato cronico 
della malaltia ; di G. NewnhAM , Esqu, 
Londra , 1818. 

JTrima di eiporre U storia dell' esti^azione del- 
r utero felicemente rinicita nello stato cronico del- 
1' i&venione dell' utero , 1' antore si fa a tratlare 
delle cagioni pi^L comuai che produi possono 1' in- 
versione dell* organo. 

u La pib frequenie csgione dell' invenione dcl- 
r Otero , dice 1' antore , e 1' imprudeBte maneggio 
della placenta, e gl'incaiui teniativi di acceleraniA 
r espnlsioDC con tirare il cordone ombellicale. Que- 
st' accidente pn6 nascere da sTorzi Iroppo violenti 
che faccia la donna di spingere alt' ingiii , lorche 
•ta per venir alia luce il feto , non meno che dal 
parto troppo precipitMO> mentre la donna sta io po- 
sizione eretta; il perchi 1' eccessiva capacity della 
pelvi h da stimarsi cagjone prediiponenle della ma* 
lattia. EsBo pu& nascere Gnalmeate da mal governo 
net parto; qoando i) fnnicolo sia p^teroaturalmente 
breve , o tale sia reso dal trorani avvollo ad alire 
parti del corpo, L' elfetto di tutte qnestc cagioni 
in ptodurre rioversione, varia del resto in ragiony 
del trovarsi I' utero piii o meno in uno stato di 
torpore o di aionia. 



t'.CoogIc 



334 

n Dair esposizione di quesle cagjoni ti raccDglie 
che il miglior mezzo di prc-venire 1' iavenione del- 
r utero , consiite in regolarsi seconilo il semplice 
pnncipio icicatifico, di aspeiuire la rionovaziiiDe 
delle doglie uterine prima d' impiegare sfoni per 
estrarre l-i placenta, e quando I' estrazione sia I'm- 
mediaiamenle necessaria , di procurare il (jonseguit- 
memo di cotal fine , piattosto cod eccitare le coa- 
traiioui dell' Utero , che con mal direLti tirameati 
del cordone ombillicale. La salVezza della ma^re 
procedendo tmicamente dallo stato di contraEione 
clell* utero; a quests conlrazione adunijue ri dovii 
spccialmcDle dal prdtico rivolgere le (ue premura.AUe 
altre cagibni » pu6 ovriure: moderando gli sforzi 
della donna durante Pallnno periodo del parts, ed, 
luciia la tesia , aspetiando paEieatemeole le dogliey 
invece di affrettare la tortita del tronco con mc- 
con! manoali ; collocando sempre , e ipecialmente 
ore assai ampia sia la pelvi , la donna in pmitnra 
oriuoDlale e1 tosto che il perioeo comincia a eosts- 
nere la prei«oD« del Capo ; vietando alia medetima 
di lasciar il letlo durante qoel trappo freqaente e 
mal augurato procedimento, dal volgo erroneatnente 
chiamato, collocamento al giusto panto ; finalmente 
prestando la debita allenzione al cordone ombillica- 
le, sia per allargarne. Ore si possa, i nodi in modo 
di farli sormontare la testa del felo , sia percbi 
peraiettano al corpo di passarvi liberamente pep 
essi , sia linalmente col legarlo o tagiiarlo ore cio' 
sia Impraiicabile. Con qneste scmplici pi-ecaudooi j 
impiegate con diligenza, difScilmeute 1* utero renU 
a cadeie in istato di atonia, la quale easendo seiUpre 



.tvGooglf 



prccednta da eccitamento o da sxiooe ttraordinaria , 
col moderar qu«it' azione si otterra di conservar le 
tone alia viscera e di preveDirne to ttato d'inerzia, 

n Ma pougasi, che a dispetto di tutte le precau- 
sioai 1' inversiooe dell' utero tnitavia socceda. Sic- 
come assaissimo importa di totto tentarae la ridu- 
sione , coti non mat ti dovrebbe trascarare la lem- 
plicisaima cautela con cui riconoscere il morbo ap- 
pena nato. Si i sovente veduto perir' d' emorragia 
delU partorieoti , la cui cagione si e potcia tco- 
perta coll' autoisia coasistere nell' inversioDe dell' u- 
tero. Uscita la placenta, e quindi cosa necessarissi- 
ma, che t' operatore insinui sempre uno o pitt dita 
nella vagina per aocertarii che I'utero non i punto 
rivoltato. Se quests semplice procedimento venisse 
generalmenle seguitato, qnesia malattia fion si co- 
noicerebbe guari che per le deacriiiooi che si leg- 
gono aei lib'ri. » 

Nata V ioversione per qaalooqne aiasi cagione , 
iowrge qtiestionfe circa il modo piu acconcio d'o- 
perarne la ridmiooe. Lorchi la placenta sta ancora 
aderente atla massa fuori uscita , alcuni raccoman- 
dano di dislaccarla prima d' imprendere la ripoii- 
zione dell'utero, e ci6 ad elTetto di scemare il volu- . 
me delta massa prolmsa , ed agevolarne la ripoai* 
sione al tito oaturale. L'autore nondimeno condanna 
ginstamenle uq sifTatto consiglio, ed incuica la ne- 
cenitk di ridur la placenta assieme all' utero, no- 
taodo, che h il rimettere la placenta quaodo sta , 
ancora atiaccata all' utero , e trattada in'seguito 
giudiziosammle qual sempUce placenta irattenuta , 
contributr^ grandemente a suKitare quella regolare 



t,CoogIf 



356 

« natorale contrazione d«U' uuro ch« i la iperancs 
del pratico e U saltreaai della doaaa. » II aignor 
Newnham a giaata ragioae raccamanda dt aitenerat 
da Ogiii mezzo meccaaico, ina di coafidare iotera- 
meate nella muno b^e spalmata di qualche udIumk 
Bostanza , intra do tta e maatggiaU cautimenie « 
norma del bMoguo, Lotche I'operatore diacopre , 
come dovrebbe aempre avvenire, I' inversione ap- 
pena formata, aoa dorrJt perdere ud iatante ia tea- 
Uroe t'inimedtata ridozioae. Ove per& dalt' esiere 
Etata' ignorata per qualche tem[»o , o per alire ca- 
gioni , le parti protruse fossero infiammate a segno 
da rendeme 'difficile la riposizioae, ottimo comiglio 
■aik prima di tutio a di abbattete I' infiammazibae 
col salasso , gecondo le circoslanze dell' inferma , 
colle fomeotazioai calde airaddoinc, colle iojezioni 
moltitivei co'bUndi purgaoU e con una dieta ap-- 
propriala ec per imprender qmindi di limetter 1' n- 
tero alia cua primiera cituazioae. » 

Trascone queste opportuait^' di effiittbare la H- 
diuiane, il male vuol euere consiaerato qua! iare^ 
eione cronica dell' utero , contra cui, ttanne la re- 
cisitfoe , ogni altra cura non pu& avere die un ef- 
fetto palliativo. Ip qucito atato di cote, poirk \a 
qualche caso convenire di rimuovere «d orviare 
posiibibilmenle ogni causa S irritameoto , di man- 
tenere gl' iniestini • la vescica tempre vacai , di 
aver gran cura della netteaza delle parti, e d' im- 
piegare delle lavande piacerolmente asiriogenti, • dci 
peitarj tecondo le citcostanzc. Da dessuno di questi 
timedi si puo pert>' iperare eOetto specifico, ne cma 
radicale. II perche iiuorge oaiuraliaeiiU la questiona 



^cbvGooglc 



35^ 
■e n pratico possa etsere ginntficato aj avventurare 
1' estirpazJone dell' utero riroltarfo: Per provare che 
quest' orgaDo puh essere assoggettato H raggaarde- 
vole violenza ed irriiamento staxa cohsegueoie fa> 
tali ; il signor Ne\Vnham vietie citanilo eiempi ao- 
tichi e moderni di parziali sexiOAi d'utero e diverge 
storie di operuziodicesaree feliceiaeDte fiuscite, dod 
mcDo che diversi. casi di rotture d' uIcto rammar- 
ginnte ; ed aveodo cost subilito 1' atfermativa con 
accredilaie lestimoniaDZe, a piena cftDferma della pos- 
fiibilitadi qoest'operaii one, precede «d-«^orre minu- 
tamente I'cstirpazieDe da esio lui esegaita ton ottimo 
succeiso, e che ndi rireriremo per traduziode litterale.' 

« La sigiiora Glasscock, di a4 annii veane a cod- 
sultarnfi, nell'ap rile del 1817, per uno acolo continuo 
di materitf mucose dalla vagina. Questo scolo era 
freqBeDtemente accompagnata da emorragie. Dal 
solo aspettD giudjcavasi che la tnalau avea perduto 
molto Mngoe ; ella pareva esangue. Veaira ■□ quel 
paato dalla campagoa, dove erasi tratteauta ud 
mese coUa speranza di iicii|ierBre la -salute; ci& 
non pertanto le forze andavaao gcemando di gioma 
in giomo, egualmente che I'appetito; eoCTriva delle 
Inngfae e freqaenii siocopi ; nei giorni in cui I' e- 
morragia era piJl scarsa , se ■>« ' resiava assopita j e 
sei tfd Mio salviette abbitognavanp per cura della 
nettezza. Sovente I' emorragia facevaii misacciosaj 
ed il piit piccolo sforzo bastava a provocarla. 

» £«p4orata la malata, riscontrai nella vagiaa un 

tiimore di ragguardevole volume , di strultura al- 

quantA pirilornie, piii largo alia base che all' estre- 

niik' tnperiore, ma noa avente un vera collo, E»sa 

AvHAU. ^oL IX. 23 



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3:^8 

era circoadMo alia soimMlk dall' orificto dclTutero, 
ed il dito poton liberuaente tcorrere alt' ialonio 
wnu iDooDtrare, aderenza I n^ produrre il piii pic- 
ciolo dolore. In suUe prime sospettai cbe quetto 
tuniore f<M»e an polipo vterino, e nari proponendo 
di eitirparltf col ' neu» d* una semplice legalura i 
se Bon che, ael' riflettcre on po' pib- matnraakeiiie 
mi corse al penaicro che poune eMen nn rivolta- 
mcoto paraialeu U4ale deiruteio; il che mi moise 
a pib diUgeDleotente eaaminare lo stato delle cose. 

» Queita donoa »vea partorito il too prima bam- 
biBO ti at di gennaja del 1817. II parto era stato 
natiira)«; il feto perA avea il eardone -ombelicale 
ettremamente' brere. La placeata trarandosi ade- 
reoie , teguu -una forte emorragiai alia sua esljjaiione; 
Sopravvenne k' riieuzione d' orina , che darando 
quindici giomi, richiete 1' 1110 del caieteF& Pasia- 
rono alcnni ^ortii moeb etplorare la vagiu. J>a 
diecv giorai 1' hfecmaslara afEannMa, loroU<i con* 
galtb il dott. Dofititii* non diede raon,aulla 
natura del m«le, ohe on'opiaioae vagi e poco sod- 
dnfacente. 

» Qoeate 'aatiiie, quantunqne incsmplelc, favo- 
rivano, i rec* , 1' idea del rivottamenta ddl'utero , 
ma noD (acevano ancsva coaoicere coa certezza la ■!»• 
tura del lomiwe, poioki e lufficienteinente Amostrato 
ch« qoesti lintoui postono praveoire da na poltpo 
cresciuto nell' Dtero durante la gcaridaiua e aba~ 
caio Awra dalU booca della mauice toiw espulso 
il feto. 

n Qaest' ipotesi era corroborau .daUe . inCornba- 
Eioni della .malata e dalle opinioni ,dei medici 



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459 
consnluii , i qoali nouvaso 'Che il tamor* da qmU 
ohc tempo era andato crescevdo i aoniitaeua, uoa 
potevasi tiporre che poca fidaiua ip sitialie .asf«r- 
eioni. Id cjuesto sUto d' jinc«rie2U' ruol.vetlj di ,fip- , 
plioare uoa Wgatura iolorao al collo del . tumore ^ 
colla precauziooe di wm terr^rU al punto cbe po- 
tesse cauiar doloiei U she fu praiicalo li f.. i'uftiie 
del' 1817. L'infernHt DGa.accHtandc) dolore, ai atrimc 
vieppiit la l«g«tur^ ma bncki nante ae fouc im- 
mediataoKDM lagaata, idolori ii fececo beni(Mta*Ger, 
riuinu, per cui li veaDda carcarini nesz'ora. dopo. 
L' ioferma veaiva in quel puitb) dall' aver, r prmo 
venticinque gocci^ di lint^ra t^iatfl. . $iccMne , srw 
oostretto.di lakciar la cittk per atcune ore, giudlcai 
miglior consiglio di aon aspeitar reffetto del par-' 
ootico, ma di scioglieie iDomeaUaeameate la lega- 
tura; nan sopcarrenne alcnacocideDtei 

'»' Oi& che area asHrvato coafernuTa i miei $0- 
Epetti f e mi dava \' intimo cM^viacimeattf che i( 
mala cttntiUara nell' iavenione detl'uicro. la qne- 
ste airooucoze , veggendo 1' in&rma a^rolini di 
giorno in giorno ^ sicuro che noa arrebbe tjOpiay- 
viwula oltre uameM ore non «i fiusc tentato qualch^ 
pteao ei1iCHC« di cooMrrarla in vita; Hpendo, Clie, se 
non I'ntero iateroialneno alcuae dell* sue pAili erano 
itate fclicemcate ealirpate , mi dateraUnai;a lenlare 
qatita cura , ubbene noa ignoraua. altresi ,cl|< la 
legatnra delF utero era staia M>y«ole fatale^ 

» A, dir vero , non era aflatto sicuro cbe >l dpp 
lore non fiwe punto efletto datio »panmo cagitwato 
dall' ifritameato delle membrane mucoie circompo- 
Me ; e non era neppur coarinu . die il male aon 



.tvGooglf 



3*. 
•potwae etsfte qnalche cosa Ai div«rio da nn polrpo, 
arendo tsttoca ■ qualcke leggiero dubbio ititla nia 
ver^'nituM. Egli i perci6 ch« feci chiamar a con- 
tnlto -tl -rignor- Ohe , di en conoscera lo zJt\o , e 
ben 'Wp«v%''di qnanto poteni riproDieuenBi ove 
aveiti'aruto d' liopo d'auittenza. 

'» La iMMtr» prima confereua ebbe luogo-li 9 di 
■prili, e-fu luDga, ewendosi diwossd f argomeatO' 
a (mdn'QWDtaiique ambidue fctsnmo egaalnteiiM. 
iDc^rti' Alllanktun d«lta' anlattia , iocliaarammo 
itoDdilDfcno a rlteneria par isvenione dali' uuro; ed 
ffreestttici a ique*^ idea , stabilimino un dhoto cod- 
mllo pel glonid 11 , net quale , ore fMiimo di 
nuoie rinaii '^aecordo, avremmo determioato it 
giorao'in eiii ti sarebbe fatta con prudenEa'la le- 
gBtura'altaniore. Fummoindotti acoodurci in co- 
tal guisa , petchi- tutto anauaciara che ben piesta 
la malata larebbe neceMariamente petita. Anceps 
reitiedium' melitu'tf»ain nullum. Giudioamuo cbe 
nellt prcMnte cifcMtanza . biiogaara . piauoito cw- 
itre-qualcbe pericolo, che- euere- lettimmj- tran> 
qaiUameate pauivi della morte delt' inferma. 

M 11 gtorno ii, t'opimonc ^nostra esteodb rimasta 
invariabile i^Hantrao 1' operoaione al i3. 
"»' Adnti&tici piectanto Hal inattiao del i3 d'lprile, 
applicai al'collv del tumove, pik alto che. bo p<^ 
luto, una legalnra di aeta auai forte , coll' avT»r 
tenu di nob comprendere alcana parte di boccif 
deir utero. Si ebbe cuca di non serrare die medio- 
cremenie' il ' tnnore. ' L' ammllau ricevette una doM 
generoia di tintura oppiaM , e pais^ la giornata. 
pattabilnMute ', doloodoii loltaoto di qnalobe ditagio 
ai iati della regions epigastrica. 



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5/,i 
' M Li •i4 , eiseDdost rittretta la legatura ,' f in- 
Iferma pasei uaa giornatt [leRoia , seaia pero riKu* 
tir doleri usai forli. ^ Si ordinb ana dieta.ievera , 
ripOTO massima, e a sera un critteo purgaote , e 
dieci gocce aere minori all' ora del sonaa. Itt reeti- 
tiicndo iL cristeo, la maUta venns iocoakodaUi dalla, 
cnniuccia nella quaje si erano' fatli pa»are i. filiiODdit 
poterii striagere e rallcDtare a piaccre. Queitn do- 
lore proveaiva unicamente dall' esiere il tumore di*- 
sceto nell' eracoaiione di ventre. Avenda trorato U 
legatura alien U U , iie la serrai alquanto. ,. .. . 

» La matiiiia del i5, ristteltosi di nuov« illac-r 
cio , V ittferma venne tusalita da dolori , dnit anda-, 
roDO crescendo, per cui Tenni chiamato vers*' le- 
cinque ore ppmeridiaiw. Andatovi in mia assMM, 
il signor Ohe, qnesti rilasti) la tegatura, e giuntoVi 
neU'atto appunto ch'cgli andava laceado roperozione , 
notai che il dolore dichiaravasi per inteivaUi j e 
cbe simalava V azione dell' uten i dal <^ cob- 
chiiui <^e proveoira dalle contraaioDi tpatmodiche 
di ^uest' OTgana irritato dat laccio , ' e non dall' tn- 
fiammazione ddia parte. Ordioai immediaUHnente 
an purgative , e dopo il suo effetto pcescivsi di 
rinoovar la dou d' oppio ove Cosje itaio neoesiario. 

» Li i6, rinferma ha pastato la nottQ,.iinena. 
tranqniHamente , ba dormito pochissinao , lia nolto 
Eofleria, e noa ba avuto scarichi di veobre. ,Itj« le- 
gatara. . non ..esaendo molto alleDtata> <i difieriKcr 
sino al dimani a stringerla. Si rinaova la pozioa» 
catartica che ha operato a sera. La malata, i oik 
piii traDquilla , ed ha , dormito placidameate. La \&- 
gatara i piii rilassata. Si ripets 1' oppio all' ora de\ 



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34^ 

tr Lt 1.7 : DOttf intJuleU C tormenton ; 1'- iafernta 
si lagna di lenribilili ( Unitrneu ) al lalo nniiiroi 
deila redone ipogaitrkii ; ha il polso qnaldie volu 
accelnato , 1' adtlome oon k tew ; la foBiibilita nod 
pare eaitr et&tio di ugioDe eoMgica ; 1' iireremcnto 
d* kiiooe d«l (iatciaa arttriofo lembn pr»c«lc» da 
irriUbilUit nervoM pialloita che da no- pnqctpio 
ioiiannaalorio. In qiieste circMtaaze, quasi mi<» 
malgrado, aiscDtii, alia propotiiioae del •ignor Oke 
di rilasMK interamente la legatiira. Ci liaBio appi- 
gliali a quMto partJMi senza perder di' vista lo 
teopo'cbe ci enmno proposto. Miaitiialosi t'oppio 
pel* criMMi i dolari li calmarono. — La sera a 
iiDcltci «re , UD cHttera purgants ha prodotto haaa 
eifctlo^ La makta ha praso la poiiooe anodina. II 
(lolot« e la lenaibilitk m>do totalmente cenati; esa-- 
. larati ua odore fetentiuiom. 

M lii l8i tuUi i sintomi inquietaati sono scont-^ 
pafsi. Siamo certt delta possibilitJt di estirpare il 
tontorc, e non dubitiamo che gli accidenti proven- 
gaoo pinttosto dalto spasimo e dall'irrilaxione del- 
V utero, che dalV infiammatlotie di tfuetfa viscera. 
Incorvggiati dalla breve dnrata de' siniami , ci fac- , 
«iamo a stringere la legatura, e losto dapo si dk 
all* ammalaia nn cristeo oppiato. L' Infefna sop- 
port^i aufficieiitemenie bese I' operaiiona. Darante 
la ^ornata non «i i lagnata che di tat dolor mite. 
Kq dal matlino area avaio scarichi di corpo. Si 
ripetc il narcotic* all'ora del lonno. 

9> Li 19 : gli itessi ' •intoni del gionn antece- 
dente. L' inferiaa sia dalla mattina avea nalaral- 
mcDle scaricaio il ventre ; aocusa del Jolbri ma 



t,CoogIc. 



3{S 

noD motto forti. S! stringe di pih la legatura e si 
continua nelta Can interua. 

» Li 20 : DessUDA novita. Si stringe vieppifa il 
laccio. Teno sera 1' ammalaU accosa dci dolori ; i 
iaquieta } non ha avuto evacuaiiboe alviaa, i irri- 
tabile ed impaitpale. Si rinaora la pozio'tie calmante 
e u presccire una polvere catartica per 1' iadomani. 

M Li ai. Siatomi eguali a jeri. - ' 

v Li 33. Stato egudle. Si ristringe anCor piti la 
legatura J si rioDora I'oppio, « fiddoinani mattina 
la polvere catartica. 

»'Li iS: stato egaale del gioni<l''ittndn2i. 

» Li 34 : nessuna miitazione- Si terra fortemente 
il nastro. La pnzza i molto forte. Sbprawengono 
per iotervalli dei Heri dolori cagioriatl prohabil- 
mente doll' axione delt utero. ha. miHti i diveouta 
irritabUi^iima; it che dipcnde in parte dal suo con- 
•titnto, e ia parte dalla sua attuale sitaazioae. 
Preade I'oppio due volte al giorno. 

M Li 36 : ne«suDa variazione ne' sintomL Si serra 
maggiortntinte il nastro e si rinno'vaao f oppio e 1 
cristei. L* iofernia i estremamente irritabile; ciJ) 
non pertanto, ne' due ultimi giofni ella ha m^no 
soflerto di prima ^ I' addome noit ^'teso; ne si la- 
scia scorgere alcun sinistro siatoma. Forse il dotore 
^ pill profondamente intenso> e ■ pMgressi verso la 
goarigioae meno sensibili j netl' eiiraiione del po- 
lipi, si i per& notato , che al momenta del Ibro 
distacco sopraWengono qu:ilcbe vdlta de' sintomf 
violenti. Facciamo quest* osservazione , perdii pub 
fissar r attenzione del leggitore siil paralello che cf 
pmponiamo di lire tra gli accideilU che ^nccedonv 



^cbvGooglf 



544 

alia legatura di ur polipo , e. qkelU cMt nascoo? 
dalla legalura dell' uiero. Siccome la malala mosira 
d* aver i poisi deboli , le A concede 1' uso della 
birra tenue.ed un po' di vioo UgHato coll' acqua. 

M Li 281 come jeri; da qiiaraatott' ore per& i do- 
Iori,soai> men-fieri; il polio ^ migUoTC, 

n Li 3o : La mulata ti trova preu' a poco come 
a Iruvara negli ultimi due giorni ^ il dolore va 
DODdimeno gradataineote (ccia.aado ; il fetore i piit 
grave del sojito : uaa sanie pulrida icola. dalla va- 
gina. Dall'iiltima tettimana si vaano faceado delle 
injeziani con ua^. leggiera iafusioDe di camomilU. 
Noa v' ha dubbio che la salute dell' inferma ncD 
■iasi miglJor4ta. 

» Li 3 di maggio 1 le cose procedoao in meglio. 
Lo scol« ha un fetore iasopportabile. L' infernta 
e in imo stato d' irritoiione incompretuibUe ; la 
sua salute i perd incontrastahUmeiUe , m^Uore tike 
prima delT operazionx. 

» Li 4= oMsuo dolore, ne aUro feoomeao mor- 
boso. II tamore, noa k distaccato per intero. Nei 
doe ultimi glorni si ,e gtretta assai la legalura. 

» Li 6 .- it dolore sob e ricomparso. La salute 
della malau ^.miglior^ia. Alia sera, duII' atto che 
Tolevasi stringere vieppih il nastro, il tunoure si e 
■Uccato, e, con mio. grau piacen, ho veduto, che 
deuo era veramente I' utero rivoltato. 

*9 Prima che veniwe messo a macerar nell'acqua, 
e qaindi riposto nello tpirito di vino, il tumore 
avea circa il volume dj ua cuore umano. La par- 
siale adereosa delle sue superficie, cagiouata dalU 
Icgatura, ha reio piii diOicile I'etame d^lla sua 



^cb, Google 



. 545 

saperGcic interna. —Nel suo centro si nota tuUavia 
una cavitk rivesdta da una membraDa inoontraita- 
bjlmeate fonnatu dal perilooeo. Ai lati si possono 
facilmeate distinguere i legamenti larghi. La siiper- 
ficie esterna ^ aapra e velaiata. Aili bate si scorgono 
le boccuccie di alcune grosie atterie , e i ^eoi di 
iBolte vene. Diverse incisioiii fatte ne!)a sostanza , 
non lasciaDO dubbio sulla sua organizzazioae musco- 
lare. 

i?1Jn DuovD esame pin diligente ci ha fatio di- . 
■coprire alia parte superiors det tutnort: , sulla sua 
sapcrlicie esterna, alcune boccuccie di vasi , alcuni 
tronqhi venoji oei quali si pu6 iatrodurre delle set- 
tole di porco. Due altre aperture ptnsoQQ egualioentc 
animett«e delle settole, « q&este aperture sotio Ic 
trombe del Fallopio. 

» Li >] : r inierina sta .meglio ; ha pasiato una 
notte buoua; lo icalo i jUto uaieoniente di materia 
mucose, e preseBteraente mea abbondante che mai. 
Dal distacco del tumore )' inferma i pi!i allegca. 

» Gli 9 : I'mntnalata si lagaa di gran deboleiza ; 
■offre delle palpitaEiont , traipira iacilmeate , ed e 
lafnacciata da tincopi , le quali procedona forse 
io parte, dal calore auaoafenco. Nan accusa n^ de- 
lore , ui tDoleitia alia regiooe ipogaitrica;' boa avvi 
9cnl9; I' appetito manca. Prescrissi , due voUe al 
giorno , noa dose di china con dell' amTnoniaca 
e due cnccbiajate da tavola d'una mistora eccitante 
da prendersi nel caio che i'iafanna si sentitse spoi- 
■ata. 

» Li 9 : le CMC ranoo megli« di jerij V amoia- 
lata va riguadagoands kt tone. , 



^cb, Google 



346 

» Li !•■ U miglioraniento va creicendo. V ia> 
lenna i di*gu>tata daUa china; le si amminittrano , 
tre Tolte i4 giarna, cinque ptiiole di ferro « mirra, 
e l« li ovncede di bevere, nelle veatiquatti^ore , 
meua pinia di vioo di Porto. 

9t Li iS : •! i andato crescendo gradatamenle la. 
doM delle pillola di fiirro e mirra. Ogai gionw 
r ammalaU va gnadagDando vigore. Dal gtomo 8 , 
HOD ha avuto perdita, mangia, here e dordie bene,. 
e k forte migliorano ; il maldi capo, cauMto dalla 
lungd nialauia , e che Unto I' opprimeva , e- qnui 
lotalmRnle diuipato ; oggi il pobo noa batte pib di 
80 volte Del miDDlo, e la palpitaiiooi aoBo gnn- 
demente acemate. 

M I^ qnetVepoca, la convaleaceoEa euendo an- 
daia lempre pi& miglieraado , tei Mttirtiane dop«. 
1* eitirpazLoae del lamore , la ligaon Glaucock si 
i tmvat» perfettamcnte rittabilita. *> , ■ ■ ■ 

• la una Icttera del dotL Davit , riferita da| 
gignor ]!fewnham, e che porta la data< iti' to cK 
mano i8t8, >i leggoao le feguenttqAisie iniorno 
alio itato della donna a quell* epoca. m Eth.^uOa 
piova erideDtluima del fatlo generate di dh die i 
stato faito per lei. N<mi b» tvuto poco ditpiacere, qoao- 
do, jeri I'altro, noq voile permotimmi di- esaint- 
narla. Ho veduta ana delle mammellb in iitato dl 
perfetta lalme e di lodevole gratM2u;<cd ella nii 
aHiciirft ( ni dalta delicateua delle axe maniere > 
noa meno cbe dall;t maoifesta sioceriU del ano ca- 
rattere , potrei iBGnoniainente dubilarne ) che dal 
privilegf del iBatrimoialo ella prova lo sleiio pia- 
cere. che provava oegli anltGedenii pefiodi . delto 



^cbvGooglc 



3'iT 
9talo coujiigale. PresuiDo izb'ciJU possegga ancora la 

Premcssa la dkhiarazioae che da'jun'solo fca- 
so , quaniunque felice , non si pu& doa salficienw 
fotrditntenlo carue una rugola ganerule ; it «(• 
gnor fftvlftham passa o» a dioaostrare con allrui 
aaCUritk, la ttmiibtlUk detf estrrpMlone dell' uKro , 
ad esporre le" cansegueaEe quaii kievitabili , uIia, 
tosto o lardi, debbano risutlare dal noa curare , 
con mtai ra4icali I' ioveniotie , ed a dimostran 
che r estirpaKioae dei polipi , cbe pur tnUi eonsi- 
gliano, pu6 esstirti susseguita da rbultaoaeutj sfavo- 
revoli egaalmente che t' estirpazione deU'-utero. N«U 
la soinnta ' loGeftezza de* scgui pei^ iKstiitguere I'in- 
versione detr^rgaao dalle ejcrescense cretciute dalU 
sua interna guperficic ^ dlcettd6 che ^ll-aontiai pik 
■perimeatati li trorano talvolta indecisi sulla natura 
della sCMtanza i:he forma il tumorC , a qaindi pro- 
cede a comiderare le conseguenie detl' inrertione , 
le qiiali, lorche sia^i filtta cronica, aotto che « la 
doons tratcina per Id pih ana rita' miierabile per 
moUi anai,' Ad d iti bt^Ve Condottd a morle dal 
coatinuo stillicidi* di materia, e seg na lame nte dalle 
frequenti emorragie> » — - A coloro che hanao dicbia- 
rato U estirpazioui d* utero spacciate da alcuni mo- 
derni scrittorij quali estirpazi^ni di escretcenze po- 
liposCj ritpoode, che u la' demolizione d' una por- 
siooe d' uiero A grandc come quella da e»BO lui 
esiirpata, in una giovane, nel fior degli anni, re- 
golarm^nte menstruata, e mentre i vasi uterioi an- 
davano costantemenie facfindo una tecrezione ab- 
bondante , poco pi^ di tre mni dj>p9 il parw , in 



t,CoogIf 



' 348 
nggetio irriubiluiJiBO e utto circosumze ttayote- 

I voli per tale operStione , deve aggiungere maggioc 
gndo di <re4KHUtk . di alcuDe storie precedent! di 
■omi^lUnU lucceuo , devp dutipace ogni diibbio 
ritpetto alia praticabilitk di ule (^razione, e pro- 

, rue almeno, che in ule lUlo, nan altrimeoli (oc- 
Gorrerok, il cbirargo 4 (^li&oato a tenUr di- giu- 
rire ita male altrimeDti inunedicabile. » 
. NelU setiooe Mgueote il dotL XewrAam >i iCoEza 
di provare che I' eBtirpaaione di an pcdipo pu& es- 
Mre iiuseguiu da eatiive coosegiienie, comel^eitir- 
paiione d«lV utero, aatto. circoiUnzp. favorevoU; e 
cbe dove V utero i ttato ettirpaio , non.pai nascer 
timore di coDcepimeDto extra-uterino, dichia^aado 
la teoria di ffaighton , sulla generazione, che po- 
tcebbe favorire . qneito timore, ingegiUMi ^p^. m^ 
nan carata. da fatti certi ed incoatraiUtiilL — Corre 
voce che il lignor Chevalier , dapo il dott New- 
nham , abbia.feliceraente eitirpato V utero e la va- 
gina io una donna ; e che la Storia sar^ ' registrata 
nelle Trantaxioni filotofiche. — Noi la fuemace- 
noicere il toito che esaa aarii pobUioata. 



^cb, Google 



349 

Medico - ChJrurgical Transactions ec. — • 
Transazidni delta SocielH medico -^chi- 
rurgica dl Londra. Vol. VlII , par. I.' 

(Seguiio delta pag. laS di questo Folume-} 

Storia di un" operazione di pieira , con 
osServazioni circa it miglior meiodo di 
far il iaglio neW operazione laterale f 
di Sauuel Cooper, Esq. 



i i operazione fa etegoita sh di un 'faDcinllo di 
qaattr'aoni, e per maocanm de* neceuarj ttromeati/ 
uoicamente col coltello e con no catetere. Inlrodstto 
questo nella rescica, e fatta I'indiiane alia manien 
ordinaria ; Inngo il catetere , il sig. Cooper spaccb 
la parte ' membranosa dell' oretra fioo a che pati 
sebtire la prostata ed una piccola poraione di ve- 
acica dtetro la- glandnla. In fare questo taglio la 
punta del coltello fa gempre moua all' indentio e 
alfinsti. Estratta ora la sciringa come ioutile , «< la 
prostata mi aerrl di guida per compire la parte 
interna delf incisione. CoUa putita del coltello di- 
reita alV indeiitro e alf insii, tagliai la vescica die- 
tro la base delta prostata, e proliingando l'inci|ione 
in avanti , gnidato dal mio indice sinistro, feci la 
necessaria divisione del collo delta vescica e della 
parte superiore del lato di questa glindula. He- 
diante le tanaglie ordinarie , ho carato una pitira 



..f, Google 



35o 

rotonda di.cina un pollice e an quarto dl diame- 
tro. M Qiunlunque il faaciullo , due giomi dopo 
1' operaEJone , sia iiato tmferito sopra un carro a 
molta dUtanUj egli non ebbe a toitrire dcun in-' 
conveaiente; roperasroae fa coronata da pieno mo 

II ligDDT Cooper ricooosce gl' tmportanti iniglio* 
rameati falti dil profeiwrc Scarpa, aL gorgeret t»- 
glieme di Hiwkias ; laa pretende cba lo tcalpella 
comane lia preferibite , per la ragionc , cbe , ore 
abbiaifi ad ntrane qualcbe cosa dat corpo , il far 
cbe la feriu cstenia corcisponda coll'iateraa, tende 
pib opportiinameDte a impedire il travaso , V infil- 
traatane «c. •< Mio principale ditegno h di ricordar4 
ai cbirurghi i diyeni ranta^i di f^re t' ijicisione 
di tntia le parti da tagUani nelU litolomia , io 
una naQiera dirilta e regolare dalla wperfiqe.delia 
peUa Bel pcrineo alia tenninazione della larita nel- 
r uretra e sella retcipa. la u* adulio la ferita 
Mterna deve incomiaciare an poUioe all' incirca 
(opra I'ano. La sc<wr«Bieiiu di cominciarla piti in 
alta, k gii itata notau da Sharp, Bertraadi , Col- 
tiseit e da ogni altro buono acrittore di qu^t' ope- 
razione ; ci& iiDadiiiiea9 , comunque posia sembrare 
Btraordiaiiria , «gli e questo udo degli itroti piu 
comuDi cbe ti cain(ndtloDo dai cbirucg^i moicroi. 
I*' iacisione' negl' intagunenti vuol essere ampia , 
lunga almenorda tre a qualtropolUci; e cij> perchJi 
nn' ampia apertura nella cute noA aolameau va 
cfente da pericola, ma i alireii accoiopagoau da 
coiuidereroli Tanlaggi , apecialmeate da quello iv 
facilitare le altn parti' dell' operasiooe i e di pre- 



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35i 

VeDirc iQ appreiMt te laccolte e le «Qhs(oih dell' »• 
rtoa. La ferita esteraa deve decorrere in una dire- 
ziope che sia ptb prouima a}!' aao , che al margioe 
ioterno delta tuberositk dell' osio dell' iscbio ; d& 
qoeMa linea il taglio. tuoI enere condotto all' iw 
dentro e all' imii per tntte le parti sioo a lato 
della prostata. Un'altra linea, dall'angolo inferiore 
della ftirita tino all' ettremitk del taglio , fonncii i 
confini precigi a cut dovrk pervvnire la profonditk 
lieir lociiione. » Da quc»U tnaoiera di ueguipe la 
litDlomia, cbe talano con not avnbbe forse deside- 
raM eipcMla con maggior chiarec^ , 1' aulore ipera ' 
di otienere spazio maggtore per 1' estraiione' dells 
pietra, dievitare roHeia deU'krteria pudenda, del 
retto iotntino e del coiidotto spennatico , e di al- 
lontanare 1' occasione di apaiiiluaenti priuosi , della 
cancceoa e delle fistole. 



Siorla di im^ emorragla moTtale succedula 
all' estrazione dt lin dente ; di Richard 
Bladoen, Esqu. 

. U indiViduo che forma' il loggetto di ^ueata 0|)- 
■ervaiione, lin dnlla fandullezza era andalo lotlo- 
poala , per I' eslraztone di un dente , ad uu' emoi^ 
' ragia che son eraai potuto lapprimere die a. capo 
di ao giornii Col creicere degli anni , dalla piii 
liere ieriu perdeva leaipre naolto aangue ; in mod». 
cbe alt' eilk di 35 anni ( net i8t5 ), pet una leg' 
giera olfaa riporuu alia froate, ebbe a patire upd 



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smomgia il stnboccherole, che, tenUti iniitfliBenle 
la compKuione , gli astringeati , e per lino la le- 
gatura dell' acteria temporale , afabitognji ricorrere 
alia potaisa causlica. Nel 1816, lauosi cavare il 
se4M>iMio denie moUars auperiore ' del. laiA sinistro, 
sopravveoDC tale emomgia , cbe ncsinna cMa 
poti frenare, non cicIum il aitralo d'argento, il 
caiutioo atluale, e la Icgatura delta carottde. 11 
■an^ae icalarira da tatu la (upei€cie della bocoa.' 
Mono il paiiente uoa settimana dapo 1' eslirpaeioM 
del deule, si trovii U carotide in istaio taoo,' 
tranne alcune ramificaiioni , clie erano tpane qua » 
lb di macclue biaache, in legno, di ouificatitme io- 
(ipicDte. L' artena tepaporale' avea le pareti tal- 
meate vsoitigliate , che > sesobraTano- uuyarettli. 



Rottura dello slomaco , con travaso delle 
cose in esso conieauie nella cavitA del- 
l' addome ; di John Crampton , M. H. 
R. prof, di materia medicaa DubUno ec-, 
con giunte di Ben. Thavers , Esqu. 

Una donna, da luogo. Mmpo travagliala da do- 
lori di itODtaco, recso Je tre ore pomeridiane yenne 
colu< imprpvvinmeate da Geristimo dolore , cbe pa^ 
teva nasGcre dallo scrobicolo del cuore , ed estende; 
vasi agli ipocondrj , al dorso e alle spa)l«. 1 mu- 
Koli addominati eiaao spasoMilicameate contratti , 
it basao venire er« duro> nu non tumldo, il polto 
Qon acceleraio f le lingua netta; neasuaa tendnua 



,zc.bvGoo^Ie 



353 
al Tomito. A s«tte ore il polio baitt^va loo toIu 
nel -fflioulo, I4 cule era ar^te, e i dolori fierissi' 
mi; piii tardi, i pohi si fecero pib Ecequenti e piii 
pipcioli , )e estremita divenUrooo fcwide, il respiro, 
accelerator i qt^alt fcDomeiti i^Ddarono cresceado 
siu versQ le ore tre del giuroo fustegueate , -in cui 
la morte veane. a troacare , le . tormeatote angoscie 
deir inferma , la qua)e sipo alt ukimo^ utaate avea 
contervata .ptena conoscenu di sk stessa. Tie\ moltL 
rimedi impiegatL dfiU' autore , lia , efttei'^ameate, >ia 
iDteraameDte, ae^uao parve aver, antto la menoma 
influenza lulla maUitia. L'aiuouia., iatrapr^a 36. 
ore dopo la morte , laacid scoi^ere il ventricolo 
pallido, floscio e vaota ; l« malerie cbe area con- 
tenute a' eraoo fatto strada nel ventre per uq foro 
TOtoado alia parte anteriore , ptecisameote dove la 
ponione cardiaea si unlace allft poraioue pilonca. 
I^'apertura jeca circoUre e ppteva lasciar passare iio 
pisello ; pareva prodotta da un' ulcere delta mem- 
braiU mfacosa, che a poco apMo ne avesse trafo- 
rata tutta la p^te. L' nloera area 1' atpetto come 
fosse itata fatta calU pietn iDfernale.; U foro tro- 
vavasi nel cenlto. II peritonao e gli iDtestiai ecano 
iniiammati. — Netle aote addiiiontli , il dott. Travers 
tiporla tre CM i checrede aoaloghi al pcecedeote, tanlo 
rispetto ai untopii, quanto rispelto ai fenooaeni pato- 
logid ritcoatniti colFaUtossia, L'infiamjiiazioae degli 
intettini sopravreouta in tuiti e quattra i casi, k da 
lui attribnita all' etaersi introdotte , net ventre le 
materie dello itomaco, Talvolla i fori degli iqteslini 
si chiudono mediante 1' adesione colle parti vieine } 
cosa , che nella congiuntura di cui trattasi , pu&' 
Arkiu. VoL IX. a3 



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354 
piti> uiiki di rado arvenire, e ben anco nel solo 
caso io cui la rotthra 6«a lidii aocora opetata. S«- 
gae U itoria di tin indiridno, net quale venne 
ot^crvata le rottura dello stomaco con Ud' einla in- 
carcerau , ed una brers ricapitolarione dei legnt 
diagnosticr di queattt terriUl malore , ctie I' aolore 
accenna cokne Mgue^ do|ora particolare , indncriti* 
bile, acerbiMinto, non remittente , che dallo tcro- 
bicolo del CBore li ealende al bauo rratre e allie 
membra , nel quale il' malato diipera iMlo della 
guarigiODfl ; dnrezaa e rigidiU dell' addonie ; polio 
naiurale tino all* 'comparu delta pvritonitide. 



Storia digravc^etffezione nervosa succeduta 
alia puntura diuniUtty, curata coif am- 
putazUme ; di James Wardrop, Esq. 

Per mi pangolu fittwi nrila pnnta AtVi indice , 
una dama ebbe pooo dvpo a lofFrite fiehMimi do- 
lori con tnfiuiniiiaeione del dito , U quale , acbfaene 
nel oono di tre mesi lia andata a poco a poca de- 
cllnando » latcii Bonditneno «llc due prime falangi 
lal grado di lentitlviU , cbe al pih liere contMto 
6eranieoie dolevano. Ollre di cib , la malau doe o 
tre volte al gioroD patira di graviAlm aecidciMi 
nervosij e segoatamente di un fieriMiiQa dolotc. 
che dal dito proluogavaai per via del braccia.alhi 
Utia , air occipite , e qnindi alio giomaco , proTo- 
cando nausea e lalTolu il voaaitD. Impiegate ina- 
tilmente le incisioni al dito, ai venne alP amputa- 



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955 
cipne d«l nedetimv-, ' clw fece all' Utqntie cesaare 
tulti gU incoqiodi ai (jnali d» si graa tempo aa- 
dava I' iaCerma aotto^ita ; il che serve all' autore 
per coDchiuderei che nelle grayi affeiioai nervose,, 
procedeatt da ofCuudei nerri, 1' ampuUEiane :i bo- 
vente iiiOilattkauo in cui riporre fidqiKa; la sem- 
plice. diritiooe, del .Darro feriio, aon ba»UHda il 
pth dalle valte a intcrtompere i lifmuiti iMry,ou 
de) aUtema da tale paniale oQeia denvauti.. 



Storia di alcuni sintomi sin^olari accorti- 
pagnati da im' affezione dolorosa deila 
esiremiid del poUice smistro , coUa ma- 
tdera di aura impiegata ; di John Pear- 
son, Esq. 

QuasU slcaardinaria mftriwia afEeuone del pdUice 
■toUtro, ds coDUDcti COD dolWA aeOto, analogo a 
qoello pel panoreccio, e coo iafianaowioDe locale j 
ntM^ a poco a poco la ana iodueou qoa solameat^ 
al braccio corrispoadente , ma altresl a que.Uo deU 
r opposto lato , e quindi alte estreiaitk inferiari , 
lendeodo 1' inferma , cfae araa— tS aani, incapace 
di prender eterciuo oltre pochi -mlauti per rolla ; 
ambo le braccia CHcDdosi fittle lemsibilissime ed 
atrofiche. La malallia ooa e» ttau prodotu da 
cagione manifesta. Esperimeatati iautilmeate la doc- 
cia e il bagafi di mars, il dou. Peartan, dall'a- 
bilo generale dall' ioCtrma t dai stntoni , arando 
conchioso obe il wait procadara m immcdiautMniia 



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556 
da ana coitdtriom morbos* dei Dcnri ch« ei dUtriba-. 
(cond ». si fece ,a preKri- 

Tcre il cK richiamare alia 

pdic n A (Mef otiwe, 

line. 3 uie. ■ i/^ j^eiiiU 

wI/rAun n de) linimento, 

fregfrto M al.gioHiOi so- 

pra talU U cirtonferenu dalla parte mpsrioi^ del 
braccio, datla'^iantora dalla ipalU all' ioMnioac ' 
del deltoide; noa essesdoci ottsnuto alcUD locale 
effetto lino al urcD giorao, I' aatore. fece aggiua- 
gere meiu dramoia d' acido solforico, coU* avver- 
uAua di desistcre dalle frizibai si toito che! la parte 
si fos^ie fatta rossa o gaofia. Quest' avverteoia noit 
Tfltme perA osserraia; per il che nacqiie una forta 
infianii&adime cob enniODe. di bolle > die si eaicse 
al capo, e li conrerti la xam ritipola chc preadeva 
tatta la superficie del corpo. Cinque giomi dopo la 
compaisa'dl qoetli cReUiy i siotooii morboei eo- 
minciaroao adcxlinare i ed a eapo di due nesi il 
nale fa viato totalmeate , la mano e il braccia 
trAido rigaadagaato quasi , tBteraoiente il roluine 
e la fotza. 



Cast' di FiiDgus hoematodes ; . 
• .di Gjohgio Langstaff. 

Tel prima .coio il Fimgiu hteatatodes era cre- 
ilo al tcno sapsriore della gatnba. Bicomparao 
o I'estirparione, si fece I'ampntaiione del mein- 



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bro , che non pote perj :o , il *{^ale 

uorVedco. Aperto il a .tovh vesti- 

gia di fu,iigQ. al monco irono mold 

piccioli Fungi nel feg: li. Net se- 

conds caso , quetti tum ti aella ve- 

scica , nel fegalo c Dfi' aalato avea 

grand^nente fofferto d'incomodi d' orina. Colfau- 
louia si scoprl un travairt sangiligao nel bauoTen- 
trfl, che procedeva da lacerazfoue dell'iireteM de- 
Stro. La Tescica era duca e coalratta, e conteaeva 
un grossa tumore pulUceo che nasceva dalU pro- 
' stata ; i poltuoni ed it fegato erano pure ripieni di 
tumori aaatoghi , ma piu piccoli. — Net teno in- 
fermo n trovaroiM nell' utero e ne' polmoni del 
Funpy e delle ooncreuoni calcari -oelle vene del- 
r addome. -^ II quarto e quiato caso sono eaempi 
di Fungus hamatodet- net fegato; il sesto e settima 
nei reni : nell' ultimo caso 1' tndividuo soffrira fre- 
quenti emortagie dalla vcscica. — A qaeste storie 
due allre ne ha aggiunte II dotL Lawrence, la 
prima delle quali risguarda it Fungus idt' ascella 
destra. Estirpato , li tigeaertt ben preito colla for- 
mazione di motii altri tumoretti sotto la cute delle 
coscie e delta Ouca. Apecto it cadavero , li trov& , 
che tutti questi piccoli tumori aveanoiede nei mu- 
•coli, e che altri Te n'eraoo Bei:polmoni, n«l fegato 
e neila sostanza del caore. Nel secoado caso it te- 
aticolo eia tratformato io una maasa fungma , e 
dietro t' aorla e la vena cava, aopra la colonna 
dorsale , eravi un grosso fungo , e DioUi pi!l pic' 
eioli nei polmonie net fegato. 



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358 
INVITO ai chimrghi ad acceilare e 
mettere in pratica un metodo piii sem- 
plice, pill Tiaturale e men tSspendioso 
nel tratlamento delle ferite; di Vicenzo 
Kern , dotiore di medicina e ckirurgia.; 
Ifnp. Reg. consiffliere e chirurgo primario 
di Sua Maestd FRANCESCO I; prof. pub. 
oTtUnario di chirurgia pratica e di cli~ 
mca chimrgica delV Uniferiitd di Vien- 
na ; membro ordinario della medtca fa- 
colt^ e societd. di Vienna; corrispon- 
dente delta sociel^ delle scienze utili di 
Erfiirtj di quella H' emutazione di Pa- 
rigi ; delta Jisicx) - meiica di Erlangen ; 
delta societd d^ _medici di Vienna; e 
di quella <f agricollura e storia nalurale 
di Morofia; no^ eke membro onorarip 
dell' Imp. Reg. ^ccademia Giuseppina 
in Vienna ec. ^-— Traduzione del signor 
dott. A. Marchetti, da Arco (i). 

J.^oa N dli gnerraMDza bauaglie, Donsi danae 
bklURlM Mou ferile , e quette appanto xm quelle 
die-ftodono indupenMbile 1' ajuto della ichintrgia. 

.(i) R vOntaggio che deriya dot dar pkna pubhU' 
citA offii utili Htrovamenti, ci ha determinati a 



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S59 
Quanto pih pronta i i{aMto loccotw , non tolo 
Unto meno vengoao impedUe le succeuive open- 



puhhUcar ifwata scrittun, quannm^ue divulgata 
sin dal 180^ // tigaor doa. Marchetti nfitTbtviarei 
la tradttfioiu ci ha leritio quanto legite .* 

Se la mia asteniotte fotte per dor qualcke peso 
in propotito , mi trovo fn dovere di dickiarare di 
aver io giornalmeaie frequouata per otto mesi eon- 
ifcutivi la clinica di Eeni ; esxere quena ti in 
ntanero d' ammaUui , quaato di graadi operazioni 
la piu ricca eke conobhi , e qiUui crederel d'Eitropo; 
le operatiofii piii dif/icHi, ed aacke ardile vengono' 
ivi etegtiite con torprendei^e franchtna e templi- 
tildi la tolleeiludlne ed ahilitd poi del clinieo, ben 
aggiunger devo, restatio premiate cpi piU felici sue 
cessi: e con qualHopica medicMura? Se luttost 
riduce a spugne inuippate neW acqaa fredda per 
le recenli ferite sino che s' arrettb I' emorragia ; ed 
a pannolini imhev^i it acqua calda per ogni spe- 
cie di ferita non cntenia , di piaga , d' ulcera ec. 
sino alia completa cieatriizazione; in qualche, ma 
raro , caso appUcavatt il cataptasffta ammoUienie 
sempUce ; di frequenti furono le Idfybra deUe ferite 
da taglio approssimate con fetuccie di cerotto ade- 
sivo. Ben varie e moltiplici farme di sobniont di 
eontinuo presentava la eUnica, ma mai non vidi 
usar per quelle aliro metoda che questOy mai un 
ungitsato, unfarmaco, mai unafaUella di filac- 
cia , mai una fascia, Di sorpteta in realtd riesca 
net ve^ere giiarire soilo la medesima sempUdti di 



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3«» 
lioni, delle quali it atm U beoefica Ratara per' lit 
giurigione , ma maggiormeiite atili rlescono <iudle 
per la Uirguente nmanitk. 

In tempo di guerra )e ferite d' ogai ipecie for- 
mpao #cmpre le principali occupaziMii degli offi'- 
ciali di tanila. Spetio in an sot giorao , anzi ia 
pocbe ore il numero dei feriti pui aiceadere a pin 
migliaja , ment're il-numeio dei cfairarghi non i a 
qnello proponionalo. 

Riiucirk ancor piii difficile il aommiaittrare qae- 
sto soccono, ae compticato lia it metodo di cnra , 
ed in parlicolare il mndb -della lasciaiura ; an ul 
proccdcre evidentelnenta leoderebbe piii a ouocere 
all' organiima che la ferita istessa. 

Va' esperiema di dieci aani mi ha pienamtiue 
convinto , che il sin qni comuae luato tratUmento 
delle varic specie di ferite e di piaglie, e ben lon- 
tano da quello che dorrebbe euere per procedere 
J egoal posso colU natara del male. Quest' eipe- 



metodo locale ttmto la pi& lieve escoriazione sino 
air orrlhile ferita dell amputasiont del femore y 
quanta la torda uieera sino alia carie , alia con- 
grena istetsa! 

Questa praiiea non si limiia gid neUa sola cli' 
nica di Kern ; i primarj ckirurghi del grande spe- 
daltdi Vienna, conyinti dell'uliiUd della medesima, 
net loro esercizin non si servono che di questa. 
ChirMgbi pure delle vicine province progrediseono 
d'egual passo ; ed ora gid ivi questo metodo si 
rese tnolfo comiine ed apprtntUo, ( f Edit. ) 



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96i 
ti«nza fu put qiiella, che mi determino a comuni- 
care allc persane dell' arte quei ptincipj, chc espon- 
go nel preseote invito , acciocc&i questi miei coU 
Icgfai pUr ancbe coarinti ttella' reritli , dei medesimt' 
■emplificliiao la loro pralica , ed applicandoli - all* 
natura di (pieste oQete posciao giuagere alio (copo, 
die la.Kteou ci prt&g^e. Espongo intaato questo, 
DUoro oMlodo per alleviare i patiineati ai feriti ; 
per garaniire' la vita di tanti valoroii da nuovi 
pericoU , cbe iacoatrirebbero sotto un nul inleio 
trattanMDto ; come pure, il che non 4 meno impor- 
tante , per risparmiare alio stato delle inutili coasi- 
derabilt upese. 

V*a ierita non e altro clie una violenU e silbi- 
tanea scduzione del conliauo-d' on corpo viveate , 
la quale viene pi& o raeno accotnpagaata da perdiu 
di saagae: 

Gli strameDti che cagirMiano le ferite possouo es- 
sere taglienti od ottusi; nel primocaM si chiamaiio 
ferite da taglio, da puntaj nel secondo airiacontro 
ri deDomioaDo ferite lacerate, mocskate o d' arma 
da fuoco ; tutte quest' ultime appartengooo alle fe- 
rite coniiue. 

Devesi poi ritnarcare che i coranni iategumenU , 
come pare i muscoli , i teodini , i nervi , i -vasJ 
arteciosi, venosi , ed.os» Bimangono sempre pib o 
meao offesi a norma della forca, coUa quale I'istru^ 
tnento feriton ferisce il corpo vivente ; ulvolta 
tanto i qnesla forza , che ginnge >tao a penetrar* 
nelle pi& inleme cavitJi . e eoA ad oflendeie aoche 
i contendti riiceri. 



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Quanlo piii le piti ofTete mho d' wwlau neces' 
silk alU continimiODe delle fuiuuini viuli , Unto 
TBtggiore ne riiulta il daooo. slU macdiiaa^ e ooa- 
tcfoentenenta m men* nobHi ,. o cti cbe Hgnifica 
Af siCHO , mena imporlaoti rucontniui quMte. parti, 
luiaoK del pari i la ■eoDC«rto che ioQk . f «rga- 
oiimo. Cih nnlladiauna dare il pui il caw, che, 
' quantuaqne qnette parli Mmbriao pocn delicate, ad 
in rigturdo al naatro tutto pajano pon lutio im- 
portanti , pure le di ioro feiite pnasoao riHicire 
anai pertct^e , le in particolaie iatere»and0 cib£ 
un' eitesa mperficie cagionino all' ammalato dej &e- 
rissimi patimenli. 

Pawo Mtio tileoEio le nlteriori inddiviiioni delle 
f^rite, ed iniMdiaumenu m' accingo >d CMminare 
U scopo del iratUmeoin delle ferite. 

Giacche le feriie null' altro sodo , che una mec- 
oanioa diTtiione di parti organiizate, a norma quiodt 
del priucipio della acienza, riadtuiiooe d'un ra- 
giottsto trattammto non putt cstere che quella di 
uoire quoate parti aepjirate. 

- La canjklcta guarigiom delle medeaime poi, ch'e 
V ooico ed ultima icopo della cura , noil e opera 
gii ddr arte , na bensi ddla aatnra. 

Qucita gurigians pah svcoede piii o inea prouta, 
a mifura, che anche qnella - riunianfr artifimle ha 
potulo aver loogo in pa>ti,> cbe bei^ separate,. pure 
non hannet aofleru delle noiabili altemioni nella 
propria forma. 

Solo qaindi quelle ferite che vengons cagionate 
da strotnenti ben appnntati, q taglienti i conio 
quelle da taglio, da puataj pcssono lubito dopo [a 



t,CoogIc 



163 
loro origiae etsere riuoiie ; ed atacor in queite e 
possibile una pronia rianioae (olo- nel caso che non 
racdiiudino in si del Corpi estranej. Tmte le aUf« 
ferite ; qualunque >ia la loro denominuzioBe , tatle 
devoRO pauare in lapparazmM, ed appunio da 
qaesto proceuo delta patufa dipende la loro guar!'. 

giODC 

Potto il caio, liig le fertte da taglJo, da punU' 
abbiano le coiidiziooi soprammentovate, in- allora si 
laviHo esse cod una ipngna imbevuta d' accpia tie- 
pida, tpremendola 'in modo, cbe dolcemente scorri 
1' acqua per la superficie della ferita : indi s' appros* 
simino le labbra della medesima lino al punto pos- 
sifcile di, rinnione, fissandole con proporziooale sLri-' 
acie d'einpiaitro adesivo ( non i usolutamente necet- 
sario di Goprirc con qoesta pasta adeiiva tntta on' in* 
tiera superficie di quelle Cetuccie; i tufficiente il 
lolo ipalmbme le loro estremiik), Gib ewguito si 
cerchi can adatuto b«ndaggio di sojleuere qi«slo 
contatto J come non meno si dia alia paite ofTesa 
una tal posisionff, che atla sia a mantraere i mu- 
scoli di quella in iino itato'di rikuMmetito ; final- 
mente si raccomaudi airinfcnno d'evitare qualnn* 
que moTiRtento che avesse ad impedire la gnari- 
gione scomponendo il primo appareechid , il qnal# 
ben pa6 rimaner inlatto pa tre o qoatiro priini 
gioroi senia euere rinnorato. 

Qualunque altro mexto di larare te ferite, sia 
coll' ossicrate, col vino, spirito di vino, od altra 
simil sorta d" acque Tulnerarie , qnaniunqne racco- 
mandate da* diirurghi del retto benemeriti ed ac' 
creditati, i tempn MlolvUmente danaotoj l« stess« 



..tvGooglf 



dicui para. dei.cWapUimif delle (amaHaaiAai, noa 
meao che ddia Irappo •aUeciU riaoovaziooe del- 

V ^>parecchio J qiulora il.pcimo lia gia stato beue 
applicalo. 

In quanta al Tegime dietetico rinfonno non dere 
stdiite allerBEiooe alcuna dal suo ordinario-, fnori 
che ud caso, cbe gik la natura sleua delle teriu 
abbi alterate le di lai bniioni digeiiaatl. 

: Con quetio aem[riice metodo traitati gli afFettt 
da ferite da taglio , o da punta , a pnferanta goa- 
rigcono in poct)i giorai, quaalunque considerabita 
sia la riportata oiTna. , 

■ Una lunga e reiterata eiperienza mi faa <^DriBto, 
cbe le etnormgie provcnienti da rasi anche nn poco 
not^ilii v«ngDno lacilmente arrestate colla lemplice 
appUcazJona dall'acqua fredda. 

Le feriK cajcioDate da strumento ottoaot ed in 
particolare tutte quelle d*,a[iiia da fuoco «itgono ua 
diyeno trauamento ; la ragioae di cij) si i, perche 

V azione meccanica non i in qiieste cosi limitata e 
delermioata quanto nellc, ferite cagionate. con arme 
da tagtio. Le parti ferite con arme da fuoco sodo piil 
stirate, lacerate, contiue; per it cbe impouibile oe ri- 
sulta la guarigtooe delle medetime per iina riunioae 
immediata ; ma accii quette si rinaiicano e gitari- 
■cano ricbiegonsi diveni sudj , come il .periodo del> 
r inliammazione e della auppurazioue. 

Lo avilnppo e^ I' andamento dell' infiamnuMone e 
della suppuratione, che tono procesii iDdiipen^abili, 
per la gnarigiooe delle varie (oria di ferite d' anna 
da faocoj non sono altro cbe an'opsra della na- 



f, Google 



S«5 

■9a Uvare OHia aettarc qneHa uociWIa ipccie di 
feiHie' devest 'osserrare ed mare il Jn«tbdo hteiso 
^ii sop'ra"descriClo :> vale a'dtre, sihviiuo con acqua 
tiepid*-: in asguihi'poi (icaprina 'queite ferilecoa 
un peizo di patiDolioo imbevuto delpari' c*n acqna 
tiiepAlli , 'e s«"l^- dtCOstahz«'lt> pomfjtwno' vi ti ap- 
plichl tin cataplasma' an>moflient&- 

Qhi pun la quiete dell' animo e del corpo scra-'- 

poloiamente osservata contribauce- noo ftko Sffn- 

tile delf ammalato. . >,.• !> i.4. . .,>-i 

In limili "ferite la dieta i- ctantaeBieiite dtntU 

iair indrridutilitk dell' otifeso. 

'Ca dirtniU' delle parti che leatano injeresiate 
da qnesu fetite non altara ponto it metoda di trat- 
lanaealo ,- aaii queue ferite poMono essere alia . te- 
na, alia faccia , od in ;qualuDque ahra parte del 
cof^io, il^newdo di tralt^rle ruta seoapre lo iteiM. 
In queste 'ferite ti: ritroTaho Krvente dei corpi 
etiraneii'i qaali poisooo essere penetrati nella ie< . 
riu tanlo dair ittfoori aH* tadeotre , qoanto dall' in* 
.dentTO all' infuori ; nel primo-caio lono per In pi& 
palle, o piccoli ^^zeetti d'^it*', ml lecondo poi 
Booo tcheg&ie d'osso, o grami di saogne. 

Sia la naitira di quesii corpi penetrati qnal -si 
na , solo .qaeUi si devono lerare, i quali fecilmeste 
li scoproDO e, si laaciaoo estrarre; 

II dilaiare' senna ecceiione tjvalanqoe specie' di 
£srita d'arma da fuoco i una pratica astai dannoaaj 
e direi ensi moUo irragionavole ; imperciocch^ con 
qnesta dilMazioae non >' ingraudisce iorse la ferita t 
Nomviene con cib tolta la coutinuit^ alle parti li* 
mitrofe?' 11 totaato allc feriu oocevole contafto 



^cb, Google 



$66 

dtlt'aria. riitctrkfene tnallara^ fih «M(lef -rv 11 per- 
cU io cMda «bWt*DM dunMirMo » chc U; dilMa- 
sioiie d' una /eriu d'amu da fooeo, qiMalunquQ 
wollv uaiUU , noa cmi p«rUnlo d* t u eta wm |»ta-r 
Ikt auai danqoib 

Vhaono nolle pertOae deir»Tte dotie^ ed iMtrai' 
te , le qudli erroneamente f iu<late d«l pregiaditio , 
che le ferite lotonde' siuitt 4ilEci]i a gnarire , ro- 
gli^kio dilaUre o^i <feriu A' arata da faDcoj nu 
quetto loro modo di peniare e d' igfre , a tbio w 
Tuo, niente ahro dimAsU*,. cbe ll loro limitait* e 
poco luhato (pirilo d* otMnraEt«ne intoHw a qmA 
procBMO^ di cni' in ainili. can ji aeityv la .■■amra 
per efleltiurDe la ftutigioat -. impcMiocche m eaii 
Mraano per cooaiderare la g«arigioD^ . per nn' ope- 
ranoB* dipendeate .dalla. geaerale riprBdmioae ^ « 
aBntegudDtemtaie per uit procnM, obeagUc^ dal> 
I'iiUerao aU'cMenio, ficilmente resteranBO cooviatL 
Per pmuadeni Hi cti basU amani d'lm poco di 
pwicaia c if uo Tertt-apiriut d' outrvauant: 

Cgaalmeolc douooM si e il metodo di riemptra 

Id fertie coo filaccia atcintte, oppur indMviHe nello 

flpirilo canforaio: lo «pirit» canfocato, come itoo 

raeno gli altri medioaMieDti , ctA detti babamid', 

iny«ee di giovara, non fanno che pnnnao^eie to 

' avilnppo del proce^a^cMigi-eiioMi 

.: V applicauooe pive delta tiDtara di mivn suite 

leotidau CiolU visla ill.garaiitiile daireifo^a^ 

ha il medetimo incoaTeniente .• impercioccli^ 

I Auido noa aaii forM per agire aulle parti 

•o, cbe prire li trtrrano dei pfoprj M^vnenti 

ili ? Le lanelle dt qoed' ouo veoenda a G«a-> 



.f,_GoogIf 



latM con quota tiotan di mirra , non lerierann^ 
dannegBiate , o quail direi. disorganizzate P TtaTec* 
di pr«venire coo queito metodo Is osm dulla lord 
^fogliuione , ■oi acccleriasgo piniloito quAt' acci- 
dcBte , provocando con cii la coadiaiope neceisaria 
aU» svihippo d* un cauA- maloifc All' incotabro pot 
fe in lintili casi noi protiediaino colo flegaiivamenie 
ed omiucUtaino tuiti quetti chimici meui , I' «tp^ 
licnza ci dimosira che V etfegliazione succede anai 
rare voile. 

Ci^ Boa parUDto ti dilaUno le feritc d" arn» i* 
fiioco ; si Ta Rcrupolotaqiaale In Iraccia d^le pall« 
o d'allri corpi estranei; li eitraggoBo i medetimij 
« finalmente si tiempie la cavit^ di qneste farit* 
cou filaocia asciuiie, oppur imbavau di spiriio cifr* 
fbrato. Oh qual contraddizione ! Si crede tUnt dii! 
le filaccia non li^no corpi estranei? — Queite If 
lac^ , questo tpirito caDforalo noo laraano foni 
pec aspraDKDte irrttare le paiti, che leaodo ad 
inunediaUr contatlo ? Qoante volte noii ho i'o rt* 
duu iniorgere dietro questo tratiameaio feriusime 
infiammBiioai, cangrene, tetani e penino la ilkOilteP 
Asleogasi dunqne da qoeiti mexri violeati , ed 
incomiDciaKi a irattare con maggior dolceisa e rl-' 
apannio le ferile d' anna da fuoco. Si usi invece 
r acqna tiepida ed i caiaplaami ammollieoii j si 
cutodica la parte afletla cod ud leggicc beodaggio ; 
si dia ad ena una comoda pwisione , e t' inculcfat 
air iofeimo la'qniet*. 

Con queati loli njeoi ( se la disorganizzaEione 
ooD i ttraordinaria ) la piaga gik net noao givrno, 
fld al pill neir uudecimo u deterge , e ti trova in 



:.bvGoogIf 



. 368 

pi(niia.,wp|>afai>0D« i' le Iwerau parti ii fUccaoQ; 
i g»afi bordi I'abbMnDs; e finabneDte' ti a)sa , « 
la dt lei drconfeceQEa viubilmenle >i riitringe. 

Sovente ioqucfW. tladio della maUltia iucceda, 
che le palk , Ml- attri corpi Hlraoei c«d grande 
Adlilli VwgOBO eUratti , ventre ancbe con' lan^ 
iaijca , quMti nan ■'ambbero ouenuti , qaaW «e 
IV'J^QUP tw(ata VwtrauQDee feiita ancor recenie.' 

Avviene pur apcbe I|^mm> , <Ae la banefica aatu- 
ra, wDca concono dell' arte, ma solp colle di lei 
tnaraTigliose fom ai libera': da ti sMtu da qoesti 
««fpi ; ceoie gik mi icoBvioienv moiti ifloontrt - 

JMoo. al noao, cmI tudecinio giorno daH'ofTeaa la 
fi/tt r^tu impDra, e tuitele loUecitudiiii del cbi- 
nugo. ipet peoinuovame prima di quest' epoca la 
dfl^EHWte (io. GoU' aso degli nngaenti , del balw 
mi . delly ipirito (^pforaio , oppur della polvere , 
O ttfcotlo di china ee. dob kAo non recano alcnn 
yantaggio,,.ma aoiiquesti medicamenti impediscon*, 
edallc vqlte totalmsnte som^rimono qvel proceato 
della naitarat cbe indiipenMbile riesce .alk goa- 
vigione ; voglio dire , la cuppurazione ; essi pur 
anche lator aumeotano quest' ultima . di Iroppo , il 
che non e meno dannoso. 

GiuDto anche Io stadio , in cai la suppnratto«e 
sia in pieno procewo^ ed intercisi di gia tntta la 
superGcie della piaga, unto in questa lorla di' 
piaghe, qnanlo in ogni altra specie, sino alb com- 
plela loro gaarigiooe non v' e bisogno di ricarrere 
ad altri meizi, che all*applicsEione delfaoqua ticpida.- 

N<Mi avvi balsamo , non nvvt alcua anguenio , 
che sia capace di promoovere la guarigimiej fuoii 



^cb, Google 



30, 
cbe quello cLe prepara la steasa natura , c che noi 
iucUr^io ceroareuimo in qualiiaia farinacia. La piaga 
' ticesa ^ quetla che.ii procaccia questo balsano. 

K as>olutainen(e daanoio tntto t|uello die coU'in- 
tcnzioQc di pnimuovere questa guarigione esteriia« - 
tneule >i applica. 

Latciamo aduaqne talti qu»ti unguenti e, balaa- 
mi, onuueuiaino una rolta quei decotti di chiaa; 
come non meno lutli gli altri co&kwi etlerai rimedi 
<lei qua]i sioo ad ora ci liamo serviti, 

AbbaodoniamD I' nso delle filaccia e delle varie 
lora prcpararioBi}, delle Unle, dei letoni, piiimao< 
ciuoli ecj tutti noo Mna clue corpi olranei] e non ' 
pouono a meoo di irricare } i prim! irritano chi- 
micamente ; gli ultimi id ud modo meccanico. 

Tralaicianio la catliva pralica di ricmpire di 11- 
laccta le piaghe; giacchi quesU Irattei^ouo lo icolo 
di qaeUa malena che.il procesw aappncuiro pre* 
pari per tucGOtaivamente evacoare ; in lal modo 
esse CiToriicono in ogoi caso , ma in pariicolare 
nclla cald»sUgione, la lordura della piaga. 

Rigettiamo 1' applicaiio^c f degli artificioti ben- 
daggi , tta sddo costMi « « ci privano di molto 
pannolioo., che ad uii pib utili potreUie estere im> 
piegaio J qneiti oUre che riescona •rantaggioii «1 
ierito col uaUenergli lo tcolo d«lle marcie , ren- 
doDo par anche la medicatura molesUj e diflicilc 
«1 per r infermo quanto pel chirurg* curante. IfaU 
tronde in tempo di guerra , dove il numero dei 
feriti i atsai coniiderevolci impossibUe quasi riesce 
il piocacciani una' lanta quantilk di nauriale per 
MCgnire aimili apparecch]. 

Akmu. m IX. »4 



t,CoogIc 



3<^ 

Evitiatno ancora )e inienoai di tulti quci Quiti 
balMinici, che uur i^glionti per detergere i (cni 
dellt! piaghe , e che si avTalartno coa progreutre 
cDtDpreuisni, onde megKo giangere sd etpellere U 
maierja iti qaei cansli conUBiiU. Quaiu pratica 
nau fa che so$teD«e in quei cari ub perenne lUM 
infiammatorio. In ijnetti can otill' altro conviaoe > 
cfas di dare «lla parte affeua Maa tale pomione , 
in fonadella qaale la foperflua nateria posu da 
li tola colare reno UsapeWiiiie etteriM- dsUa piaga; 
e *e d'altronde poi anche avewero a reatar addietro 
akiiae gocce di qnelU nateria, bn gik lappiamo 
che queita h I'uaico baliamo per laguarigiooe del- 
I' ofTeia. 

Finalmeale uon iotrapreodlano pifa incisioni aelle 
parti caagreaate ; Don ricorriamo pib 'alio ipiriio 
canforaio , »l|a polvere di china oc; per prMreniia 
lo mlnppB della cangrena. Le parti ndmeate can- 
grenate SOBS gik morte, t«M aao ritoraano pi& in 
TiU ; tatto qoello che ia sinili iocaaui ci resta a 
fare, ai i di aMtcnere la Datura ctfa - atedieamenti 
interDi rinforsantt , acclocohd easa poua wparare le 
parti morle dalle yiv% , prodoccBdo un' infiamma- 
lione e inppnrasione che iioli quett* parti cangre- 
nate; per la topica medicatura poi Dnllaallro arvi 
ad mare, che 1' ^pHcaiione d'.un pannolino ioabe- 
TiUo d'ac<[iu caTda, od an cataplawna annMlliente. 

Acqua fredda per arrealare l'«norTtgia (i); acqua 
tiepida per la lucceMira nedicatura; alenai peai 

(i) Sul eampo di baaof^ t actjaafrtiUa sola 
m basterd per'orrettare i* mto r mgkt-, ir* i Jona 



:.bv Google 



3,. 
'di paDBoliao} qniete Jel fento , e oalore 'Uitficiale 
(mtmaaa il corredo At iatio qi^eHo che ^obitbgna 
-nella medkCMura delle iferUe e fiagbe d'agai specie! 
Awai«ftri Kiu>'i caH,/<i]«l;ifMali.««igaii Bella cura 
4i pill di-qmillo «W '«{ai .topra abbtamo riCerito; 
•per -lo ^pih A mftcwue di'W>vp«rui« ■MgatWa- 

Cohii'cba gik da-diaai amri a qneua paEie tiatU 
<oal pUi felide mcceisO'i tuoi Alamalati dieiro queslt 
priadpj , e che la veri^ dei iMdesuai ^abblica- 
metite dittMtiaBdU^saascnotadi cKnioa thUurgUa; 
' Colvi'die diMro 1' eatinpaaioKe , o megUo raol- 
sione del cadcro delle .mammalle ., corns uoq ixeno 
dletm le iwnputanoai - dell'-eMranUii di niaa altro 
mezzo li lerve per acrestare le amorragie dt» del- 
I'acqua fircdda} 

Colui afae netla .cora de' »ioi -feriti. od -Apeiati, 
don neoeMario ara Jl .pTOiMlM aappuraUva,* come 
Unefae idie«D» le -anqpiHaBivDi,, -o Oatuuw feiiu ec,, 
mai m&>«ni'aMt&UO'lMBd«ggio; 

Golaiiobe par lU. b^ioi /dneeUcalaia delle sopra 
tiMttwvMc Bfwirmi ,. van >die. 4elle farite M ogfti 
vpecie, c -nel irattaaMOto sMsm ^egli aaceMi , delle 
:uUari ac,, lInll^altro wb-che aaqua foedda^ 
' OolHt'olN in (agnlo d'HDa>El looga e giaraalicra 
watioa aie canvuito , .obe dal monaoto ia p«i cfae 
eeti ti atiaiBaidRi babanai e dagti spiiiti sel uat- 



di ricorrert alia Ugatara, aUa eomprestiotu; at- 
trimmti nel trasporto dei feriti oOq spedale I' e- 
tWtrragia rifH^rebbe, 



^cbyGoogle 



tamento di qodle ferfu i twllet qnkli oCbn erano 
tendini, ligamead, a«vi ec. , il uiimo ed-U w^ 
tano lireiero n^ luoi ininalati intimcno freqnen- 
ti ( ma mdw' qai ■Mmnin il cuo , die wrMKro a 
K^nggioagere limili iDCODTeniend, qnetti al carta 
non HTcbbero tcicciati , e pnramiti 'dal tapico mo 
dei balsami, o degU cpiriti; impetciocGhi la cama 
prtmaru A del trismo , qaanto del tetano ruieda 
Bella natara delta feriu itesM ; vale a dire , aella 
dittrnrfoAe di parti, cbe oca noa ssno pib aUe ad 
eaegiiire le ' oatarali fmtziom dell' organiKOD ; coa> 
segaeatemente queati malt caigono (empre mezri 
tienrini interni capaci a ndare quetta tiui>e aervosos 
in quanto alU localiU pai nidl'altro abbiiogna cbe 
acqua iiepida e cataplasmi ammoUienti ); 

Colui fiaalmeate che nel raomento, cbe eitende 
qaest^ invito 1 tratta ^ asrma dell'etpotto metodo 
piii centinaja d' ammalati eoa 1* ctito il piii daoiaE- 
vo.-^C6liii Gceda con ragiaae di polar ataariB la 
voce e dirigere a* iiitH oallegbi qteite parala : 

u Seguite il mio eteiBpio ; cercate di penua- 
dervi'di qoeitiiniei'principj, « iralateiate in fataro 
ratio qoello At non 4 nBoeMario! m^^ In allora 
sark il vostio officio per I' umanilk langaente grande' 
ed importante! ^ Coll' appliouione di qnetti'prio* 
cipi riipurniiereu ai gnerried iaiipiti dolort , ed 
dlo atato Don pochi nilioni di nsmttaria 



.tvCoOglf 



ISTRUZIOm per uso (te' medici c chi- , 
ruTghi mcaricati di pubbUco servitio 
negU Imperiali e Reali Stati yiustriad 
risguardanti le visite giadiziali dei cadn- 
verL 

lifTRODUZIONE, 

$ 1. Lit vicite giudiiiali dei cadaveri coiUtui- 
scooD ana delle pib importanli incambcnte dei- 
medici iacaricati di ' paU>licQ jKrvizio , in qnanto 
. eke ne dipeudono per U auggior parte 1« snilaBse 
d«i tribnoali risgoardtnti Tonore, la liberUi., le,- 
proprteA e la vita degli accuaati e degl' iBqauiti.' 

S 9. Id eoniegaenza di ci& le persone cibs hanno 
il dovere di eteguire It vi*i(e giadiEJali dai cadar 
veri, lODO nelle campagne i medici e ckirargbi pn>- 
viDuali e diitrettuali, « neUe cittlt i nodid ajcli»t 
rurghi manicipali , i qaali dal atoraenta cbcrioe- 
vono qunu destinatione aono obbligaii ■ presUre 
il lolito ginrameiito di fcrviEio. Nel caso' aotunto 
in cui non Baraiiiio in uUlO di preientarii o pec 
cagione di malattia o pjcr altro legittimo impedt* 
nwBto , o qnando vi aia pericolo nel ritardo, della 
Viiita, potil esser loro lostitulto daH'aatoritik ' un 
altro medico graduate o ua altto chinirgot' appro* 
vato , i quali siaoo nei contorai coDOKiati gmm 
peraone abtli e probe; in tale caio pei& .quctti xf 
stituiti domuuto preaiare gioraKwato.per ogqi.aia- 
gola viaita.. 



bvGooglf 



3^V 

) 3. L« ViiiM giadiiiali dei' cadavcri toao tiecei' 
sarie in talii caii , a) di morte avvenuta id mag- 
giore niuiare Bpazto 'di tempo dopo una Tiolenia 
Ronerta dipendentemeilte da urti , percosse , ferite 
fatte con iitfomenti aUui o aciiti , Uglienii o 
pangfnti, o da caduU da considerevnie altezEa, ec.; 
b) nei casi di ticuro avrelenamento, od anche nei 
casi in cui talana^ dopo avec prno qualche cibo , 
bcvanda, medicioa od allre tali coie sotpette , mo- 
ritse con TJolenti sintomi compani all' improrrito , 
i qnali moiretwro los^tta di avrdenimmto; c) uei 
eaai di-.nocle avveanU oo* uatomt ^ni sopra ac- 
oadMl^ «ich» diMra il mI»- uae estarao di im> 
giwmi , ba^ni , acqiw cMmetiebf , potrari pei ca- 
pdli, «^v- le quali coat foMeio atue impiegaia Moas 
pcaierinaMe di a«a penona ddl* arte alt* aggetto di- 
diai^H%.tenua«i cuunee, pidoccbi ad altri inaetti; 
d^ «Mi 'Mai che albino ki travi ttrangolato , appic— 
•ai»;j <<^pv«tao , BoCFocatOj anoe^oj e) net casi di- 
MdriK. M^iMaee avxenate ia penone sao» , . la di- 
«tti<'caaaa nub 'sia conotctUUj /) nei cast di pei- 
Bou cnpoKinM o n«n conosciMe trorate moctenGllft 
MM, 'anile atradeed in- qurionque allr* luogo; 
g) per ^tiiUi MtUiUatamenie i neonxti trovMi ntor- 
ti; k} per-^qnei nmnati trovati morti u^ ^ali a,yvi 
aotfictuidi.Bbono prociuMo o d'altre sMrtale twin 
tameDMi;'i) &Daln>mte anche pei cad%VA». d' indi^ 
vtdoi) nMali ' aoUp le cuie dei ctarlaUoi e ftxudor. 
madkij'o Mi casi di pmnonc moru, circa la Mon- 
raniOMa del irMumeaM «i«dic» dalb quati lia 
anu -pgvtata iquetel* davanii le autocilk pN^hUohe } 
ed oltre ci& geaeralmente in tutti que' oati De> 



:bbvGoogIc 



375 ■ 
«tat^i 1* autoridpolitica giiidkiaria trovasse ne* 
cetMi^o di ordiaare uqb visiu giudUiaria. 

$ 4- '^"' og0Bt^ po> cliB atano portati toilo a 
cogBidone dell* antorUh i singoli cati n«i quali 2, 
necewaria una vistu giudiciaria di cadaver! , ^gni 
medico « chirurg* addttio al pubblico Miriiio od 
Mcrceme in'privato arrk il precbo dovere di de* 
' DUDCiare tatle le fsrile-teie a lui noUf ed altre le- 
sioni di qualche entitk , alle qoali sia lucceduta la 
morte , come anche in tuttl i casi di morte nci 
qtiali avik loogo an wupetu di avveleaaiaeDto o 
accidenule o premeditalo , e iooUre qualonque 
morte violeau coaosciuU o loluaM sospettata , ri- 
ferendo al pi& preito posiibile o a voce od ia. 
iscritio alia piii vicina autotitk compeleaU , accioc* 
che essi' poita collu propria facoltk dar toUo Ic ne- 
cetMrie diipofimoni per la viiita ginditiale del ca-^ 
davere. Le aatocila alU qiiali debbquo i medici o 
cbirurghi Cm i loro rappoiti pei lummeatovati 
caai , sono le Delegationi proyinciali e le Congre' 
gaiioni maaicipali oelle c\i\k , le Ptemre e. le .De- 
putatjoai comuuali n>Ua campagna, 

S 5. Nei oati nei qoali dovHi s^uir^. qna viiiu, 
giudiziale (S3) non sark permeuo , (otto le peiie. 
pi& rigopoK , ne al medico, ni al. cbiturgo che 
avettero aMiuito .il deliioto negli nltimi ,moineiiti. 
di vita , lai a q«alunque alura petsona di faroc- 
.qualunqne esame aaatomicD od aluo, acclb noa sia. 
reta fnntranea o ia tatto o in parte la vi*it» giu*. 
diaiale , od almeno ik>ii siano rcii iocerU i riinlU'. 
-meati. U medip> ed il chirorgo dMraaano..anai aver 
cucBj per quaDto-da loro dipcodoi che il cadaveret 



t,CoogIc 



come oggelto di pcniuKiEione > rimaDga possibil* 
raente non tocco ed ipalterato, e chc , per qaanto - 
si pni) , non' TCDgR timpoco trupoRato o mono 
dal loogo e dalla potitnra nelU quale t' iodividuo 
i njoTto o fu trovatomom; mollo menopoi andn 
impnnilo chi dkhiarau« dorersi Mpptllire « «ffet- 
dvamentfl avwie lane ■eguire il seppeltimento di 
no cadavcK desiinaio td una visita giodniale pii- 
na che sia itata fatta. 

S 6. Dank {ani nulUdimeno nna «e«»«oiie a 
qnnta.ftgola in qtwi caii, a) nef qaali D«n sola- 
mente mob liari woflicieDte certezu di potitiva morte 
cagionata o da cnsa violenta o da mera accidea- 
latiUi, ma akretl dove vi taue probability di morte 
folinnbt appamiU , cMie per eKmpio negU appic- 
cati , neg^ sirangolati*,. nei st^ocaii , negti anne- 
g»ti e negV iodividui slaii pmi da- apoplessia , dal 
fiilinine ^ec;; ^-^-nei casi di donne morte ncl He- 
rondo periodo detla graridaDza, Nel primo aao do> 
vranno Tani luiti i lerttativi raggeritt teorlcatnente 
r pratieamenie dalla medicioa atti a richianure m 
vita gli asfTiici, pralicandoH con aiiivitli e ulo, e 
conlinnandoli^ finch^ sai^ necetsario , null* oslante 
rhe da ci& cmcefscro le diflicolik delta^isita, giu- 
diziale da ictituicsi in .seguita Nel lecondo can pti - 
dovraul ricorrerc al taglio cesareo , litxbme ^ pre- 
scrilto dalle vigenti leggi , utitueiidola aecoiido le 
legole dell' arte colle neoegsarie cwtale e prudenEa.. 
e nello itMso modo tiome si tratlasie di donne vi- 
venti , all* oggetto di talrare ■! felo, ae . mai fiuse 
ponibile, ty almeno di irovarlo vivo per 'batleizarlo 
conforme al rilo criitiano , qnalara. i.g^enitoii- pro- 
£eMing la religioQQ cristiiuub 



^cbvGooglc 



377 ' 
5 7- QnalanqiM riiiu giuditUle di cadartri noa 
potrk nserc fatu che lotlo le teguenli coaduioni : 
' d) primierimente dorii ewere trannetto ■) medic* 
ed al chirargo deitiiiati alia sezione un ordine di 
ufRcio Kritto in nonw deir aatoritSi dalla quale o 
dfpendom tntmediatMBente it nxdico efl il chirui'g« 
domandali alia viiita, ft alia di cui gtantAniona 
appartiene roggello datla Tuiia medesima; h) For- 
dine indicherii etpreuonente 1* oggetlo delta nsila,' 
il tempo ed il lupgo dove la^ fatta, coma pure it | 
noma delle penone d* ■IGcio che vi araisteranno , « 
. il nome del medico e cbirurgo che dovnano. eie~ 
gairla;c) qaalunqaa viiiia giudiiiale ' di cadaren 
dorrk eiMr fatta da ano almeno dei periti nominati 
al 5 a; a ae dob ne doveue derivare an danaoso 
riiardo, ne dovranno -etiera chiamaii due. 

S 8. Le rislte giudiriali de' cadaver! h lEaranno 
con ordine, Aligensa ed eiattezaa |in Inogo oppoi* 
taao , cMaro , lufiScientemente spaiioso , con tutto 
jl comodo e ' cod totta la pouibile liberty per parte 
dei periti; areodo principalmente in conaiderazione 
d'infbrmatv-tu tntte Ic domande che reniuero (HO- 
poite dairantoritk politica o giodisiaria, nrile qoall 
coniiate preeiiamente I'oggetto della^ vitita. Nulla 
dorrii euere trascarato di tutto cif» che poteiae Con- ; 
tribuire anche da lontano a schiarire 11 fatto in 
c|ui«tiane , o ad «vitare i pretesti e le ohbiezioni 

S 9. Le penone d' ufficio delegate dall' aatorit^ 
cmnpeteste alle viiite medico- legali dei cadaveri, 
o le altre penone degii« dalla pobUica fiduda pre- 
senti air alto della riaiu wmo i aoli teftimonj le- 
gali di bitM ratio Bwdttlmo. Eut dsvraaiw isvi- 



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■ 378 

gtlsre cbe nulla veuga &ttO io «^pwizione aHe 
presctitte fonmlitk, OMervumlo priocipaliaeau .ch». 
Dolbi Tenga eHigaitO con fOKECbia inU», o ebe 
noo tccadana altti dupiduii-; per cui po«M tmett 
potu in dabfato la ^nndicilk dalla nl«tane> Da- . 
raate la Tuiti wia pe»»Dft £ ufficio dsvok tenete . 
un euUo e regolan protnco)!*^ di (utlO ci& che 
hA aTveoDlo ja qoe*^. atlo , e dsl nooida 19 cui 
■aA Mate GondMto , ivi dorii'' esfera Kiitto . tnUo . 
d& clu «iii accaduto 9 li Mvi •coperio di nfrit»" , 
vole da sapenf o da duwe ngiitraiA. TenniqpUt U 
visiu , questo prolocoUo devrk M^r 4ettf> p4B iv 
ticro unea ioUiruuonf e sQitotcriuo da Wt« le 
penoDC prcfcfiti ttato domandate a qwH aut> ^w 
diiiala. Eua ierrirh di owitrollaria alia- selauone 
da preieatani dol medico o dal chirHrgo intjancato. 
deUa vuita-. io quanio almeao alia sua parte ctwioa. 
{ 10. L' opera, dal nedico naUe viiite ^fMiditiali 
dd codavni coniiHtrk oelToiidiDate e dirjgwe Hitf* . 
la viiitt a aonna d«lU . viifte medidu ^ s oel te> 
nen dorante larisita an proucoUo- foo praprici, 
vat* a dira ogli- davtk icrirere ciatM[aeaMq9U*M- 
diwe madaimo in oui •! p^^atotaao tuiti: i> faoo- 
neni e tntts la ciKottai^e oocorranii Aolb vifiu., 
le qndk potesuno iitniiia ml fatto is -quMtioa*;. 
egli perci^ ooa dawk aU»ndAiiani alU. propria 
meotoria, ni BBerraMi di. regtunn le £at,t«. cumt-. 
TBiioai ttdla pB^i^ caub Sc il medicou occupafce 
agti lUtto oalU uaione dal cadarece:, ut'-qottto-. 
caaoi egk- dattnit- Ip «««> oai^rraaiDDi. cd iu' hI-. 
tra< p^M4Mi» <die tar^' ik pnUMollo' ira lua t4ce. In- 
f di cii. ii solnntiaalo aL medwa. if nffifio , 



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aon solo il chirar^ d' officio^ ma ben ancbe qaa< 
Innqoe alua periaaa deU' arle che rcnisse taursa- 
satanella rUita, doTeodou auppoire a boiw. 4>ntlO' 
cbe egU ija faritito Id inodo pr^vajient^ dcll^ ct>>, 
gDJEMoi g delU^ desUezn cbe li rUbi«doqo in og- 
' getti d^ ule Datura. 

S B>- II cbinargo d' officio Aff^n portar. mco gli. 
stromenti nepeuarj per la Maione d^ c^SYiiri , e. 
aver cois che uana secvibili td ia bugqo sUto; 
egli> Mcsu dovni weguire la. ftaiaQe e rimeUete ia 
orditic- il cadavers r finila la lezione ; dtiyi^ con(i> 
rirc col medico o col cbiraTgD.,i quaU ad ogai 
eveato ' dovrantto etiere tuuora pcesenli circa il pa-^ 
rere ntedioo o il vi$um n/tertum, scriverla « totto- 
scrireila Nel caao per6 in cut «({U aoa CQav,enIf|^. 
nel tentintento del medico, egli dovra esporre la, 
sua differente opiniooe e i moUvi che ve loaves- 
aero indotu Mperatammtc al giodice, o ji|^uignerla 
in itcriUo come appendicc al parere medico, 

S 12. Se la pcftona offMa avr^ viisi|t» qoalcbe 
tempo dopo la sofferu leaiotw, e fratuato sfic^ itau 
■atiistita fioo alia iita morte da iin medico o da on 
chirwgo , o in^ieiOB da na cbirivgo e da un < me- 
dico, cHi, « anendoe o ud» abnwio di loro, do^ 
vranao euaie presuui alia vitiu giudiijialei x>w co- 
ne ^ueUad , giJHKbi per giut«n|ice. 1* iiqpacaialil» 
del gmdiiio dov^ eiaera ai&. poMiUlmf ntf. trit^lo . 
ma bead per 1' oggeUo che «wi. powaaa^ laqunini- 
strare i Moewaq laau m urtto le .GWooUaiw. w- 
G<»>e dia panona ^rfTwa tlonute i| aii« d«fii4*M«j 
come, pet cMmpto , per.infomarf »a|. 'UW/ttmitU 
niediGO ch« li nA praiicBle.i 6 im Mnilrnw. 4bt 



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38o 
a-rranno accotnpagnau la sua morte , delle qaati 
circostauzc dovrk esure futts menrione nelU rela- 
zione : tarebfce per altio da preferirsi che eui por* 
tasiero Kmpre mco Is •tons deiugliftta delta ma- 
laUia del defunto; nel'qual caso dovi^ issMre leita 
ogni Tolu prima delU secione alia pmeiua di lullc 
le pettone'che vi soBft detlinate, ed euere in sc- 
guito nniu alia rela^oae. 

j i3. Alls vitite giudizitll nim dorrk loUerarsi 
U preseina di- ipettatori inulili , twioti , per to piii 
ciarlteri', lodtiereU i dai quali doh pnk che mere 
disviala, turi>au o altrimemi U;*ragliata ratten- 
rione degli eapertL Se qnelli pei^ ai' affolUao osti- 
natameote o rciitUina aUe urbane insiniMriOBJ , ne 
dovranna CMere^allontanali dalla podeslk dd migi* 
straw ntediante le giurdie ; e in gonerde , eccct- 
uute U persone dettinate dal tribaaale alia viiiUi 
« tatt'al piil qoalche allro indiTidao domandato iu 
Giundio , qualora (om necenario, non dovik eitere 
perneiw ad alcono di aiMrvi preUQle, affindi^ 
possa estere eiaUuaieDtc OMerrata la sagretena ne- 
ceuaria in nn Ut alto. 

% 14. In conMgneBta delle com gik dclte ($10 
eii), qaalanque medico o cbiinirgo' incaricalo 
di una visiu gindiiiale di cadareri, «lti« airavere 
le geaerali qtaalitlf morali dell' lUMno miMto , donk 
c&ane andMinnherabilmente probo, riacent incor* 
ratttbiU , dittgrate , legrMo , iiU>idieate , enttisii* 
mo neir ofwrranu degli ordini delle aal»riik , ac- 
ci& lo.scopo della viiiu DOO'Venga delaso sotto 
itlcnn rapportOi II medico e Chirurgo d' ufEcio do- 
rraons p«tct& fuii na doverc di non manifiuuie 



t,CoogIc 



coti alcana relativaiqfote alia- ^gnlta' risiu, a» 
QOD at tribunale o alle persone cbe haoDo diritto 
a doiaandarne , e di aon perdere la pubblica con* 
fidenza', in e»i cotania necessaria, con inconside- 
rata l*qnacita , e ton' anche rendersi ruponsabill 
delle consegnenze che ne poieswro deriTare. 

'$ tS. Quanio all' iMraiione iciealUica, oltre alte, 
cognuioni ed al reslo della neceHaria . coltnni dello 
spirito cIk devono supponi in ^aaluo^He medico o 
cfainirga incaricato di pubbltcs serviiio', aei disset- 
tori richledegi eziaodio capaciUt A' ouervare ed ana 
ceria ftciKU di nprimeni nelle relazioni'acritle con 
ordine , iDielligibilmeate, occonciamcute e meglio 
di qoalunque altra persona che siasi mcramente de> 
dicata all' eserciiio di qualcbe ramo -della medicina, 
ia qnanto che appunto tali relazioni e giudiz) foiv 
nana una dellc parti piu importanti delle funzioni 
di un medico e' di an chimrgo deitiaato a questa 



{saiii contiiiu'iin ) 



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INDICE. 



A»ncoM»tw, Ouerr. inUc uaUttie del ■aicMlo 

«pinaii ........... pof. 200 

' BAMMMiMin. Hediniu bgate Mcando do ^«rilo 

ddl« leggi civBi epeakli vagKaati nei Go> 

▼emi tTIUlU. (art. 1.°). . . . . ... 139 

<«rt, a.") . » a8» 

■ BMetw. EmorragU moHale mcccdRU alU 

ctU-nHa— di an dente . . . . .. ..tt 35e 

Mmmu. Dd coBtagi ....,,.., n la'j 

SuewawMAV. Suto atta^ delle nostoai paiolo' 

giche auir apoplnsia m 3oS 

CvMMnurr. Storia d' «n' Mcreaoenu polipoia 

acuta ddlt narici, noa aiKora doscritu . » 33o 
CoauB. OutTY. lull' operaiione della pietra » 149 
CutUfTow, Rottara dello itomaco . . 1 » 35s 
Foatti. Deir um delle preparasiani anenicali 

IB mediciaa ., ads 

Horn*. Notieia sul caw$o o paracmtcii del to> 

race , come %i tua nelle tsole Timga del 

mare del tud . . n toi 

BowBMir. Saggio inlle malatUe delle oau. n loS 
Ittrtuioni pei medici e chimrghi incaricati 

dflle vuile giudJziali dei cadaveri . , » 873 
/Mu. Delia balbinie e della maaieradi curarla, n 55 
Kau. Metodo plii templice , piii Daiurale e 

men dupendioio per \x cura delle ferite »-^58 
ZjfSfrin'. Can di Fhfigiu hamatodti. . . » 356 



Dolizcc'bvGoOglc 



Micom. Sloria £ eifatitidfc con anasarca , ar- 
lriti<]e.j peripneimlAnia , pericardite «d idro- 

taraee stenieb ptt^. 19a 

MAxojjm. LHtere milte'priilcifMli-Mtki'ti&dn 
di Ucline adl 'geo6lo 'KVI , -eiia di «n' Ope- 
lella del dait. DniJidMo'ec. ' 
. . ^ . Costitiuione d«i tiiG d' Udine ttti d« 

ukirai quacCali Bel rfll^ 'n )257 

'Jfi jY/ou. Del- modo d'-agire-del tntoitna ^ifotA^, 

e confiAaiJoiie dtilU'diaKli initaiivti. . „ i']9 
NxDtcT.^^-neatR uilit 'teuiuitts srjjmioa'delle - 

osH . ^ ■.....■.'..■...■»- --6 
^waafM.. Saggio ani slUMkld , mile caglaiii 
. e :nilla ctira deir tnreniose •delV' Utero i con 
una storia difeliee «stirpaiione di <^eats 

VMcera . -i . . » 335 

TfoccA. Storia-deU' *fto botaaica Qi'Vavia, > -» X28 
Notificazkme dell'I. 'R. Gwerno 'MBCemtttib^ 
■laVidimuioaede'ceTtificati medicie-ehinit^ici 
da presentani ai dicasteri civili emUiUii.M laS 
Notificazione dell'I. B. Delegazicme pei tnedJci 
' aspirant! ad alunaato preaso qualche Dica- 

stero „ a56 

PdiUzzzNi. Ragioaamentfi iatomo al vajuola 
ununocheha regnaio nel 1816 nel dUtretto 

di Viadana » 3S 

Pmamsow. AfTezione tingolare del pollice lini- 

stro M 3S& 

PtnAcvaf. Storia di us entero epiplocele scn» 
tale Binnzaio , operate felicemente dal sig. 
pror, folpb, , . ' w 32 



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Smmek. Pdiaia giudiibiiif faMMo-diiiBica, t|a- 

duzione del prof. Cridrrdti . . • pag. ia8 
SttjgBtu. Tratuto delle inaUltie d«gli orecchL „ 307 
•^taPA. LelUra al dotk Carlo Spaviaa inlonio 

<lle aperieiue auUa tessilara organica dell^ 

owa', &tte dal prof. Mediei ....<* s^jS 
iSpvirsraeu. Nolisie inlla maanra di carar il 

mal reaereo col mozo dalla fiinwi quale li 

pratiCB in Itraia .' . *> 90 

'Sev»iMtaM. Tratuto lulla oalara e snlla cura 

della gotu •delreanutuauk (■.* tttratu) n ■}( 

— (fine) V . . . . „ »l5 

TitoMMt. Genai aol duUio wno d*!!!! injividuo 

vfotna Tirenle » 279 

ZraDiaaioni delU aocietk nodico-cbintrgica di 

Loadia. vol VIII, puL I. (b." on. ) . » 108 

-T- <*•••?■) 349 

'^M^yfb <>faTe4 aOcttfuie. nenroia succeduta 
■^ «Ua pantura 4i un^ilo o* 334 



m&R 30 1922 



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