(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Almanacco Italiano"

1908 




; ) PICCOLA 

PEiDin 
POPOIOEE 
DELtn VITr 
PEOTICR 







6E1F0 
E 



roma -pisa 
^iila; 










.t^ 

^ 




.•» ./i^' 



^Ww^^^y 



W5 






"^tJL^^k^Jk 



"Jt^ 






^ 






# 

,?'" 



Ì^,?'^.^r 






!^-%*. 



i?» 









y:^ 






1^7, 




W^ 



^ 



_^4k-^ 

PICCOLA ENCICLOPEDIA POPOLARE 

DELLA VITA PRATICA 

E 

ANNUARIO DIPLOMATICO AMMINISTRATIVO E STATISTICO 



AERONAUTICA — AfiRICOI/FURA — ALPINISMO 

AMAnXlSTRAZIONE — MITI BKLLE — ASTRONOMIA — AUTOMOBILISMO 

BIBLIOGRAFIA — BIOGRAFIA — BORSA — CALENDARIO — CICLISMO 

COGNIZIONI UTILI — CORSE — DEMOGRAFIA — ECONOMIA DOMESTICA 

A ONOMIA PUBBLICA — EFFEMERIDI — ENCICLOPEDIA — FEMMINISMO — GEOGRAFIA 

GIORNALISMO — IGIENE — INDUSTRIE — LAVORI FEMMINILI — LEGISLAZIONE 

LETTERATURA — MEDICINA — MODA — NAVIGAZIONE — PITTURA 

POLITICA — QUESTIONI DEL GIORNO — RELIGIONE 

SOCIOLOGIA — SPORT, GIUOCHI E PASSATEMPI — STATISTICA 

STORIA CONTEMPORANEA — TRADIZIONI POPOLARI 



Con notizie illustrate sulla regione dell* ALTO ADIGE, su PERUGIA 
e 1' UMBRIA ec, con una novella di UGO OJETTI, e la Storia pò- 
litica dell'anno raccontata dalla Caricatura italiana. 

^JO^CH^ 



Anno XIII -1908 

Con 900 figure e tavole. 




FIRENZE 
E. BEMPORAD & FIGLIO, EDITORI 

Via del Proconsolo 7. 

MILANO I ROMA 1 PISA 

Via Agnello, 6. | Via delle Muratte, 27. I Sottoborgo 

NAPOLI, Società Commerciale Librarla, -h BOLOGNA, Ditta Nicola Zanichelli. 

TORINO, S. Lattes & C. ;f: GENOVA, Edoardo Spiotti. 



ALCHEBIOGENO 

D.r P. EMILIO GRAVERÒ - MODENA, Via Maraldo, 2** 

il migliore ed il solo completo rigeneratore 
delle forze vitali. 



0) 

> 



MILLE APPROVAZIONI MEDICHE 



MEDAGLIA D'ORO 




RIMEDIO MONDIALE 



Specialità ^^^ Farmaceutica 

=AIITIDIABETICO BAYOR= 

Nuovo metodo scientifico e razionale per la guarigione pronta del 
DIABETE MELLITICO 



Provvidenziali prerogative terapeutiche riconosciute dai medici. 

Decomposizione del glucosio e soppressione delle cause che ne favoriscono la for- 
mazione. — Ostacolo alla produzione dell'Acido Urico e abbassamento della cifra del- 
l'urea. — Tonicità del sistema nervoso e diminuzione della poliuria. — Attivazione delle 
combustioni organiche, retrazione del fegato e diminuzione dell'ottusità epatica. — 
Modificazione della soverchia acidità gastrica, fluidificazione e ricostituzione del sangue. 
. — Arresta il dimagramento, regolarizza le funzioni digerenti e fac'lita il ritorno al 
buono stato di nutrizione. — Eialza le forze nerveo-muscolari affievolite e impedisce 
la riapparizione dello zucchero diabetico dopo la cura radicale completa, accertata di 
fronte ad un'accurata analisi delle Orine. — Il proprietario della razionale quanto 
completa formula chimica (a disposizione degli igienisti) del virtuosissimo specifico del 
Dott. MAYOR garantisce a sua volta la perfetta innocenza di questo nuovo rimedio 
(senza rivali) avente per base fondamentale ed in dose adeguata i piincipii attivi tonico- 
ricostituenti di erbe e radici medicinali ed aromatiche atte a risollevare al diabetico le 
funzionalità organiche in stato di depressione. 



DOSE 

Un cucchiaio da 
tavola prima dei 
pasti, 2 o 3 volte 
al giorno. 



Annienta il DIABETE dei pingui. 
Il DIABETE degli scarni. 
Il DIABETE grave. 
Il DIABETE di media gravezza. 
Il DIABETE lieve. 
L'ANTIDIABIABETICO MAYOR 
guarisce a prova lampante tut- 
te le forme di Diabete tanto 
ai vecchi quanto ai giovani. 



^on pm regime severo. 

Un medico addet- 
to alla Casarisponde 
gratis a tutte le do- 
raande di consulto. 



PREZZO 

Per un tlacone ('/j litro Lire CINQUE 
più Cent. 60 se per posta). — Per quattro 
llaconi (2 pacchi postali), cura completa, 
Lire VENTI franco per tutto il Regno. — 
Estero in più la spesa postale a seconda 
della rispettiva tarifla. 

Dirigere le domande con vaglia a 

PIETRO RUFFINI 

concessionario. 

Via del mercatino, IV.» a 
FIRENZE 



SORGONO 

giornalmente spontanee da ogni Regione 
d'Italia e dall'Estero lo attestazioni Me- 
diche compx-ovanti i felicissimi risultati 
terapeutici ottenuti dallo specifico for- 
mulato dal Dott. MAYOR nella cura del 
Diabete Meilitico e di tutte le malattie 
che dipendono da incompleta elaborazio- 
ne dei materiali nutritivi. Adottato con 
risultati soddisfacenti negli Ospedali, nei 
Sanatori e nelle Case di salute. 



LETTERATURA, CONTRASSEGNI D'AUTENTICITÀ 

E MARCA DEPOSITATA A FORMA DI LEGGE 



DEPOSITI per la vendita nelle primarie Farmacie dello principali città d'Italia; ed 
all'Estero a Buenos-Ayres, San Francisco, New York. 

Rifiutare ogni altro Antidiabetico^con nome diverso. 



CHIEDERE L' OPUSCOLO DEL DOTT. HAYOR ^m 



I PAVIMENTI IN CERAMICA 
dello Stabilimento G. APPIANI - TREVISO 

— pei loro r»*«^8* hanno fama mondiale 

Ultime onorilicciize 

ESPOSIZIONE Mondiale 1904 (S. U. America) • Massimo Premio - Grand Prix 

ESPOSIZIONE Internazionale - Milano 1906 - Massimo Premio - Grand Prix 

Esigere sui pi'odotti la inarca di Fabbrica, 



INDICE 



Il Calendario. 

Divisione del tempo — L'anno . . .Pag. 1 

Ere „ 

Calendario degli Israeliti „ 

Riforma Giuliana „ 

Calendario romano antii-o 2 

Kiforma Gregoriana „ 

Computo ecclesiastico „ 

Elementi del computo ecclesiastico ... „ 

Feste Cristiane 3 

Calendario gregoriano cattolico „ 

Tavola delle feste mobili per gli anni 

19(HÌ-1910 . , „ 

Calendari del rito ambrosiano, delle con- 
fessioni protestatiti, della Chiesa greco- 
russa e delle altre Chiese orientali. . 4 
Calendario repubblicano fi-ancese. ... „ 

Calendario civile italiano „ 

.iiendario perpetuo per trovare in quale 
-iorno della settimana cada un detcr- 
minato giorno di un anno qualunque. , 

L'anno 1908. 

Generalità 6 

Calendario del rito Ambrosiano ossia della 

chiesa di Milano „ 

Calendario Greco-Russo 7 

Calendai-io Protestante „ 

Calendario Israelitico 8 

Calendario Maomettano 9 

Calendario Etiopico „ 

Effemeride astronomica. 

Innovazioni 10 

Avvertenze „ 

Tempo medio locale „ 

Elementi generali 11 

Eclissi 12 

Effemeride per l'Eritrea 13 

Effemeride per il Ben.adir ^ 

Sistemazione oraria mondiale 14 

L'ora deir" Ave Maria, 15 



Le " Ore italiane „ Pag. 15 

Illuminazione solare 16 

Illuminazione lunare 17 

La nostra stella IS 

11 nostro satellite 1«) 

La famiglia del Sole 20 

Il corso dei pianeti nel 190J 21 

Comete e stelle cadenti 22 

Stelle straordinarie 23 

Fisica terrestre 24 

L'orologio Siderale 25 

La stella Polare , 

11 cielo d'Italia 26 

Dizionarietto-Indice 27 



Tavole astronomiche mensili: Corso del 
Sole, della Luna, dei Pianeti, Cieli stel- 
lati mensili, Diario dell'osservatore: 

Gennaio 2S 

Febbraio 30 

Marzo 32 

Aprile . 34 

Maggio 36 

Giugno 38 

Luglio 40 

Agosto 42 

Settembre 44 

Ottobre 46 

Novembre 48 

Dicembre 50 



Calendario settimanale - Diario sacro - 
Memorandum 54 e segg 



Effemeridi del Valore Italiano: 



Gennaio . 


. 62 


Luglio . . . 


. . 114 


Febbraio . 


. 62 


Agosto . . . 


. . 124 


Marzo . . 


. 74 


Settembre . 


. . 136 


Aprile . . 


. 84 


Ottobre . . 


. . 146 


Ma-gio. . 


. 94 


Novembre . 


. . 156 


Giugno. . 


. 104 


Dicembre . 


. . 166 



VI 



INDICE. 



Ritratti di grandi pittori italani dei secoli XV- 
XVII dipinti da loro stessi. Pag. 55 e segg. 



I consigli del mese (Igiene ed Economia do- 
mestica) : 



Gennaio 
Febbraio 
Marzo . 
Aprile . 
Maggio . 
Giugno. 



60 
72 
82 
92 
102 
112 



Luglio 122 



Agosto . 
Settembre 
Ottobre . 
Novembre 
Dicembre 



134 
144 
154 
164 
174 



Indice dei Santi ricorrenti nell'anno. . 177 
Tabella dei digiuni e delle astinenze. . 183 
Gli Evangeli Domenicali per tutto l'anno 
giusta i due riti romano e ambrosiano. 184 



Notizie amministrative, statistiche, 
diplomaticlie, ec. 

Serie dei Sommi Pontefici Romani . 186 
Ritratti dei Sommi Pontefici ... 187 
La Santa Chiesa Romana — Il Sommo 

Pontefice — Cardinali 204 

Parte della Famiglia e Cappella Pon- 
tificia 205 

Sacre Congregazioni 206 

Serie cronologica dei Sovrani della 

Real Casa di Savoia 203 

Famiglia Reale d'Italia 210 

Casa di S. M. il Re 213 

Ministero della R. Casa „ 

Corte di S. M. la Regina , 

Corte di S. M. la Regina Madre . . 214 
Case militari e civili e corti dei prin- 
cipi e delle principesse reali „ 

Senato del Regno — Elenco dei Se- 
natori 215 

Camera dei Deputati 221 

Elenco alfabetico dei Deputati . . „, 
Indice dei Collegi Elettorali ... 226 

Grandi Ufficiali dello Stato 231 

Presidenza del Consiglio dei Ministri. „ 

Consiglio del Ministri , 

Ministeri dal 1848 al 1907 232 

Ministero degli Affari Esteri .... 238 
Ministero di Agricoltura, Industria 

e Commercio 239 

Ministero delle Finanze 240 

Ministero di Grazia e Giustizia e dei 

Culti 242 

Ministero della Guerra 244 

Ministero dell'Interno 245 

Ministero dell'Istruzione p-ibblica . 247 
Ministero del Lavori Pubblici . . . 248 

Ministero della Marina 250 

Ministero delle Poste e del Telegrafi. 251 

Ministero del Tesoro 252 

Consiglio di Stato 253 

Corte del Conti , 

Gerarchia Cattolica — Arcivescovi e 
Vescovi delle Sedi Residenziali Italiane. 255 

Culto evangelico 268 

Culto Israelitico 268 

Ammiuistrazionelocale: Prefetti delle 
provinole e Sindaci delle Città e capo- 
luoghi di provincia 269 



72 



Camere di commercio ed arti del 
Regno Pa?. 270 

Camere di commercio estere in Italia 271 

Camere di commercio ital. all'estero „ 

Addetti e delegati commerciali ita- 
liani all'estero , 

Agenzie commerciali ital. all'estero , 

Circoscrizioni militari — Comandanti 
dei Corpi d'Armata e delle Divisioni 
del Regno 

Stanze dei Corpi con i cambiamenti 
di guarnigioni dell'autunno 1907. . . „ 

Ordine giudiziario — Primi Presi- 
denti e Procuratori Generali delle Corti 
di Cassazione e di Appello 276 

Agenti diplomatici di S. M. il Re d'Ita- 
lia presso i governi esteri 277 

Ambasciate e legazioni estere pres- 
so S. M. il Re d'Italia 278 

Consolati Italiani delle principali lo- 
calità straniere 279 



I principali Stati del Mondo: ritratti dei 
Sovrani, stemmi, notizie statistiche . . 232 



L'Alto Adige — Il confine naturale . . . 312 

Trentino e Alto Adige „ 

Il Brennero 314 

Il Valdadige da Salorno a Bolzano . . 316 

Bolzano 317 

Da Bolzano a Merano 319 

La Valle Venosta „ 

Il bacino dell' Isarco 320 

Ampezzo e Livinallongo 322 

Rocche Marchigiane 324 

L' Umbria Verde 330 



Carlo Goldoni e il bicentinaiio della sua 
nascita 351 

Centenari, commemorazioni, esposizioni 
e congressi del 1903 359 

Faenza e il III centenario di Evangelista 
Torricelli 363 

Giosuè Carducci 370 

I cento migliori libri italiani 382 



Novità della Scienza 385 

I. Fisica e chimica « 

IL Scienze nat., mediche ed aflini. G88 
III. Meccanica, tecnologia ed inge- 
gneria 391 

Nevrastenia 396 

Indice alfabetico annuale delle Leggi. — 

Principali disposizioni emanate con 

leggi, decreti, regolamenti, circolari, ec, 

dal lo luglio 1907 al 30 giugno 1908 . 396 

Il Tempio dell'Oro. — La Borsa, la sua 

vita, i suoi congegni 399 

Agricoltura — Conservazione del vino . 404 

Ingrassamento dei bovini 405 

Bachi da seta 406 

Nuova raccoglitrice per le olive . . „ 
Malattie ed insetti delle piante - Vite. 407 

Scoticatore dei prati 408 

La Gallina Val damo 409 

Lavatura, spurgo ed impastamento 
del burro - 



INDICE. 



VII 



UT. 

IV. 

V. 

VI. 

VII. 



Perchè il terreno vergine è spesso 

dannoso Pag. 411 

Influenza del volume del terreno 

snllo sviluppo delle piante ti 

Coneimaziono degli ortaggi . . . . „ 
Produzione del prezzemolo nei ba- 
rili per l'inverno 412 

R. Scuola superiore di Agricoltura in 

Portici 413 

Le recenti norme per la colonizzazione 
nel Brasile. — Il nuovo regolamento 

fedeiale 414 

Corriere femminile 425 

I. Carità e beueliceuza „ 

II. Progresso intellellettuale. — 

Elevazione morale 431 

Noterelle letterarie e artistiche. 438 
IjO Sport in rapporto all'igiene. 440 

Economia domestica 445 

Lavori donneschi 450 

La pagina futile 453 

VIII. Fiorentina e Parigina 454 

La scuola pratica agraria femmile di Ni- 

guarda 456 

Come s'impara a leggere e a scrivere 

nel secolo XX 459 

Recenti metodi di cura 463 

Gli operai italiani autodidatti 467 

Frequenza delle malattie di petto e l'Eli- 
sir " Lacrime di Pino „ del prof. Poi- 
lacci 469 

Come posso guarire dell'anemia? . . . 475 
Alcuni cenni intorno all'epilessia e suoi 

metodi di cura 477 

Le vene varicose e la cura radicale me- 
dica scoperta dal dott. Stefano Bolo- 
gnese 478 

Igiene e terapia — Alla conquista della 

forza 479 

Ramlola 481 

Un angolo tranquillo sull'Appennino (Ca- 
stiglione del Pepoli) 484 



Le nostre industrie. 

L' Industria del Vetro 485 

I. Cenni storici „ 

II. Composizione, proprietà gene- 

rali 486 

III. Fabbricazione del vetro .... 487 

IV. Applicazioni del vetro 489 

V. L'arte e la decorazione del vetro. 490 

VI. Succedanei del vetro 492 

Industrie che si evolvono „ 

Il pane „ 

Il bucato 495 

Come si fanno i cappelli 500 

La moderna stereotipia — Applicazione 

della celluloide 508 

Come si fa la carta 509 

Le cartiere Ambrogio Binda & C. . . .511 
Come si fa un grande giornale per ra- 
gazzi 512 

Come si preparano le difese contro la 

pioggia 516 

L'industria siciliana — Francesco Mo- 
naco & F 518 

Società Anonima pastilici (x. Dolti . . . 519 

L'Italiana - Scale aeree 520 

La Fabbrica di Mario Bettini 521 

C'alziituritìclo Lombardo Borri & Vitale. 622 



Pastifìcio di Achille A itonelli e C. Pag. 523 

L'Aeronautica nel 1907 624 

Il Plotone grigio 543 

Il Giornalismo italiano 545 

Tipi e ligure del Quarto potere in 

Italia 546 

La Società Italiana per il progresso delle 

scienze 555 

L'Università estiva fiorentina 556 

L'.\ssociazione Nazionale per i Paesaggi 

ed i Monumenti pittoreschi d'Italia . 559 



Usanze e costumi tradizionali del popolo 

italiano 561 

La campagna romana „ 

Santuari e grotte della Majelia. . . 570 



Sport, giuochi e passatempi. 

Alpinismo 580 

Automobilismo 584 

Fiat vittoriosa 586 

La preparazione di un Circuito . . 590 
Cavalli e Corse — Corse al galoppo. 591 

Ciclismo 596 

La bicicletta dell'avvenire 598 

Giuochi fanciulleschi 599 

Come si attraversa l' Oceano .... (505 

La" Veloce „ 612 

L' " Italia 620 



Avvenimenti più importanti dell' aimo 
(Ottobre 1906-NoYembre 1907) .... 623 

Cronachetta di Scienze, Lettere, Arti e 

Sport 649 

La Societii Nazionale per la storia del 
Risorgimento italiano e il Congresso 
di Perugia 689 

Necrologio (Ottobre 1906-Settembre 1907). 690 



La Vita Pratica. 

La Vita Pratica e 1 suoi mille problemi. 
Per la salute 

I progressi della medicina 

Istituto terapeutico Italiano . . . . 

Cura del cancro 

Cura della pertosse 

Anuresine 

Una cura pratica 

Per guarire e prolun^'are la vita. , 

II Rigeneratore 

Il Diabete . . • 

Vizio di ricambio 

Anemia ed altre sofierenze 

Nenrastenia 

Malattie uterine 

Notizie varie 

Le vene varicose 

L'igiene della pelle 

Per dimagrare 

Note del medico 

Cronicità 

Fiere grandi e piccole 

Il fermento d' uva Jacquemin dinanzi 

alla medicina 

Specifici raccomandati ......... 



724 
728 
730 



731 
^32 



734 

735 
736 



7.S7 
738 



739 



740 
741 



vili 



INDICE. 



Per le generazioni voiltUfe. . . . Pag. 741 
I.a Terapia fisica nelle malattie dei bam- 
bini fl 

Alimentazione infantile 742 

Aforismi di tisiologia pratica . . . . „ 

Tei nostri bimbi 743 

Vene varicose n 

Il Tonol „ 



Per la casa Pag. 744 

Pavimenti, pareti e soffitti 745 

GÌ' impianti moderni pel riscalda- 
mento n 

L'illuminazione 746 

I saponi 747 

Per 1 bisogni intellettuali ri 

Un avvenimento femminile „ 



NELLE PAGINE PRELIMINARI: 

" Peccato e penitenza „ Novella umoristica di U. Ojetti. 

La Storia politica dell'anno narrata dalla ^ricatura nei giornali italiani (Ottobre 1906-Agosto 1907). 



RAMIOLA 



Primo Unico Sfabilimento Italia- 
no per la cura delle Malattie dello 
Stomaco, Intestino. Nutrizione. — 
{V. Articolo tjog. /Si). 



TERME ò' AB Ano f 



?rot)incia di Tadooa 



Stazione fertooiaria 



'CO 

iS 

OS 



lo GIUGNO - 30 SETTEMBRE 





ri li i^- I- '-'*''» 



illf «I 





1° GIUGNO - 30 SETTEMBRE '^ 

. — CD 

CELEBRI FANGATURE - BAGNI TERMALI, A VAPORE, & 

IDROELETTRICI - ELETTROTERAPIA - MASSAGGIO "^ 

- GINNASTICA MEDICA - TREMULOTERAPIA - CURA -f 

INTERNA DELL'ACQUA SALSO-JODO-BROMICA-LITIOSA -^ 

DELLA SORGENTE DI MONTIRONE ^ ^ ^ ^ ^ ^ 

p-l 

Direttore medico e consulente: »— • 

Prof. Comm. A. DE GIOVANNI, Senatore del Regno. || 

(Il Prof. DE GIOVANNI visita lo Stabilimento il Oioredì e la Domenica di ogni settimana) ^ 



Unione delle fabbriche 



MICCIO oc C. 

I PIÙ TASTI MAGAZZINI DI «ODE E NOVITÀ 

Municipio N A r O L 1 Piazza S. Ferdinando 



lA 



Via S. Carlo 
Piazza 



Ricchissimi assoclimcnli in tutti l generi: 

Seterie - Lanerie - Mode - Drapperie - Confezioni per 
Signora - Abiti per uomo - Stamperia - Cotoneria - Guanti 

- Pellicceria - Mercerie - Teleria - Maglieria - Biancheria 
confezionata - Mobili e generi per ammobigliamento - Cor- 
redi per sposi, per bambini, per Signora - Scarpe - Cap- 
pelli - Bastoni - Articoli casarecci - Giocattoli - Valigeria 

- Busti per Signora - Fiori - Piume - Coloniali - Conserve 
alimentari - Liquori esteri e nazionali - Libri - Cartoline 
illustrate - Giornali ed ogni altro articolo. 

nTu^tto fresco, di g^u.sto 



CATALOGHI e CAMPIONI 
gratis, dietro richiesta con 
semplice carta da visita. 



Si prega 

di 

far confronti 



Un'ordinazione a titolo di 
saggio vi convincerà che nei 
magazzini Miccio tutto si ese- 
gue con gusto ed accuratezza. 



Le commissioni di Provincia si espletano in 24 ore. 

-^ SI PREGA DI FAR CONFRONTI ^> 

La Ditta Miccio pubblica mensilmente il più esatto 
Indicatore Ferroviario con guida e piani stradali di 
Napoli, Eoma, Milano. 



Numero di saggio GRATIS a richiesta 



FERNET-BRANCA 

SPECIALITÀ DEI 

FRATELLI BRANCA-MI LA^TO 

AMARO TONICO, CORROBORANTE, DIGESTIVO 

Guardarsi dalle contralTazioni. 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE 



Abbas II Hilmi, Hedive di 
Egitto, 311. 

Abdul Hamid II, Gran Sul- 
tano di Turchia, 310. 

Abib-UUah Emiro dell' Afga- 
nistan, 282. 

Abissinia, 282. 

Ackermaiin (Mfss), 430. 

Acqua contro i rossori della 
pelle, 93» 

Aequaviva Picena - Torrione 
della Rocca, 329. 

Addetti e delegati commer- 
ciali italiani all'estero, 271. 

Adeodato I (San) pp., 190. 

Adeodato II pp., 190. 

Adige (Alto), 313. 

Adriano I pp., 192. 

Adriano II pp., 193. 

Adriano IH pp., 193. 

Adriano IV pp. 197. 

Adriano V pp., 198. 

Adriano VI pp., 201. 

Aeronautica, 386. 

Aeronautica <L') nel 1907, 524. 

Afganistan, 282. 

Agapito I (San) pp., 189. 

Agapito II pp., 194. 

Agatone (San) pp., 192. 

Agenti diplomatici di S. M. il 
Re d' Italia presso i Governi 
esteri, 277. 

Agenzie commerciali italiane 
all'Estero, 271. 

Agricoltura, 404. 

Aguirre y Garcia Gregorio M., 
nuovo cardinale, 637. 

Albertini Luigi, 547. 

Alberto principe di Monaco, 
301. 

Alcorta (J. Figuerra) Presi- 
dente dell'Argentina, 283. 

Alessandra Regina d'Inghil- 
terra, 296. 

Alessandra Zarina di Russia, 
306. 

Alessandro I (San) pp., 187. 

Alessandro II pp., 196. 

Alessandro III pp., 197. 

Alessandro IV pp., 198. 

Alessandro V pp., 200. 

Alessandro VI pp., 201. 



Alessandro VII pp., 202. 

Alessandro VHI pp., 202. 

Alexis Nord, Presidente di 
Haiti, 299. 

Alfonso XIII Re di Spagna, 
308. 

Alimentazione dei bambini, 
164. 

Alpinismo, 580. 

Alsazia-Lorena, 289. 

Alto Adige, 313. 

Ambasciate e Legazioni este- 
re presso S. M. il Re d' Ita- 
lia, 278. 

Amburgo, 289. 

Amministrazione locale, 269. 

Ampezzo e LivinallongO: 322. 

Anastasio I (San) pp., 189. 

Anastasio II (San) pp., 189. 

Anastasio III pp., 194. 

Anastasio iV pp., 197. 

Andorra, 283. 

Andraz (Castello d'), 322. 

Anemia, 475. 

Angers (Il disastro ferroviario 
di), 646. 

Anhalt, 289. 

Aniceto (San) pp., 187. 

Annam, 288. 

Antei'o (SanL') pp., 187. 

Antouelli Achille & C, Vene- 
zia, 523. 

Arcivescovi e Vescovi delle 
Sedi Residenz. Italiane, 255. 

Argentina, 283. 

Aria compressa per calmare 
le onde, 387. 

Arrighi Cletto, 717. 

Arrosto di vitello al latte, 135. 

Ascoli Graziadio Isaia, 691. 

Asia (Carta di pai-te dell') a 
illustrazione del trattato 
Anglo-Russo, 647. 

Assia, 290. 

Assisi - Chiesa e Santuario 
di San Francesco, 341. 

Assisi - Chiesa di Santa Chia- 
ra, 341. 

Assisi - Chiesa inferiore di 
San Francesco, 341. 

Asjisi - Piazza Vittorio Ema- 
nuele, 339. 



Assisi - Tempio di Minerva 

340. 
Associazione Nazionatfe per i 

Paesaggi ed i Monumenti 

pittoreschi d'Italia, 559. 
Augusta Vittoria imperatrice 

di (ìermania, 289. 
Australia, 297. 
Austria-Ungheria, 283. 
Automatismo (Progressi dell'), 

393. 
Automobili (Applicazione del 

giroscopio agli), 393. 
Automobilismo, 584. 
Ave Maria (L'ora dell'), 15. 
Avvenimenti" più importanti 

dell'anno, 6'23. 
Bathi da seta, 406. 
Baden, 290. 
Bagni freddi, 144. 
Bambini (Alimentaz. dei), 164. 
Barclay Arturo Presidente di 

Liberia, 300. 
Barrili Anton Giulio, 554. 
Barzini Luigi, 551. 
Basso Maurizio, 550. 
Batle José Pres. dell'Uruguay, 

312. 
Baviera, 290. 

Bazzi Giov. Ant. detto il So- 
doma, 67. 
Beaton (Mrs. R. C. T.), 443. 
Beccafumi Domenico, 99. 
Belgio, 284. 

Bellerofonte (Nave), 681. 
Bellini Giovanni, 53. 
Belucistan, 284. 
Benedetto I pp., 190. 
Benedetto II (San) pp., 192. 
Benedetto III PP-, 183. 
Benedetto IV pp., 194. 
Benedetto V pp., 194. 
Benedetto VI pp., 194. 
Benedetto VII pp., 196. 
Benedetto VIII pp., 196. 
Benedetto IX pp., 196. 
Benedetto XI pp., 198. 
Benedetto XII pp., 200. 
Benedetto XIII pp., 202. 
Benedetto XIV pp., 202. 
Berlin (II) naufragato sulla 

costa olandese, 631. 



XII 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



Berrettini Pietro da Cortona, 
167. 

Bertelli Ltiigi (Vamba), 512. 

Berthelot Marcellino, 693. 

Bettinelli Saverio, 3G0. 

Bettiiii Mario, Firenze, 521. 

Bhutau, 284. 

Binda Ambrogio & C, 611. 

Bochara, 303. 

Bolivia, 284. 

Bolzano, 318. 

Bolzano - La Piazza Grande, 
317. 

Bolzano - Portale del Duomo, 
318. 

Bolzano - La torre di Druso, 
318. 

Bonifacio I (San) pp., 189. 

Bonifacio II pp., 189. 

Bonifacio III pp , 190. 

Bonifacio IV (San) pp., 190. 

Bonifacio V pp., 190. 

Bonifacio VI pp., 193. 

Bonifacio VII pp., 194. 

Bonifacio VIII pp., 198. 

Bonifacio IX pp., 200. 

Bonilla Emanuele, Presidente 
dell'Honduras, 299. 

Borghese Scipione, 675-G83. 

Borsa (La), la sua vita, i suoi 
congegni, 399. 

Borsalino G. B. di Alessan- 
dria, 500. 

Bòttego Vittorio, 687. 

Bovini (Ingrassamento dei), 
405. 

Brasile, 285. 

Brema, 290. 

Brennero, 314. 

Brioschi Luigi, 582. 

Brunei, 285. 

Brunioo, nella Pasteria, 320. 

Brunswick, 291. 

Bucato (II), 495. 

Bulgaria, 311. 

Burro (Lavatura, spurf!;o ed 
Impastamento del"), 409. 

Caccia nella Campagna Ro- 
mana, 562. 

Cagli - Il Torrione, 927. 

Calo (San) pp., 188. 

Calendario (Generalità del), 6. 

Calendario ambrosiano 4-0. 

Calendario civile italiano, 4. 

Calendario greco-russo, 7. 

Calendario etiopico, 9, 

Calendario gregoriano catto- 
lico. 3. 

Calendario israelitico, 1, 8. 

Calendario maomettano, 9. 

Calendario perpetuo, 4. 

Calendario protestante, 7. 

Calendario repubblicano fran- 
cese, 4. 

Calendario romano antico, 2. 

Calendario settimanale, 54 e 
segg. 

Calisto I (San) pp., 187. 

Calisto II pp., 197. 

Calisto III pp., 200. 

Camassei Filippo, patriarca di 
G^rusalemmo, 627. 



Cambodge, 288. 

Camere di commercio ed arti, 

270. 
Camere di commercio italiane 

all'estero, 271. 
Camere di commercio estere 

in Italia, 271. 
Campagna romana (La), 561. 
Canada, 297. 
Cannoni elettrici, 391. 
Canotto-carrozza automobile, 

393. 
Cappella Pontificia, 205. 
Cappelli (Come si fanno i), 500. 
Cappelli di paglia (Per pulire 

i), 135. 
Caracci Annibale, 131. 
Carcano Paolo, 252. 
Cardinali, 204. 
Caramanico (Veduta di), 572. 

— Cascata dell' Orfento, 571. 

— Porta della Chiesa di S. M. 
Maggiore, 571. 

— Veduta generale dello Sta- 
bilimento, 572. 

Caravaggio (Da) Michelangelo, 
137. 

Carciofi al vapore, 93. 

Carducci Giosuè, 370. 

Carducci Giosuè nel 1860, 372. 

Carducci Giosuè nel 1875, 373. 

Carducci Giosuè nel 1880, 374. 

Carducci Giosuè nel 1885, (fuo- 
ri testo). 

Carducci Giosuè nel 1905, 378. 

Carducci Giosuè sul letto di 
morte, 372. 

Carducci (Maschera di), 380. 

Carducci (Funerali di) a Bo- 
logna, 381. 

Carducci (Autografo del), 375. 

Caricatura ital. politica nel- 
l'anno 1906-7, nelle pagg. 
prelim. 

Carkitti, villaggio di capanne 
presso Palestina, 563. 

Carlo I re di Portogallo, 305. 

Carlo I re di Ilumeniti, 306. 

Carni, metodi per conservar- 
le, 175. 

Carta (Industria della), 509). 

Casa dei bambini a Roma, 427. 

Casa del Pane, 429. 

Casa di S. M. il Re, 213. 

Case militari e civili e corti 
dei principi e delle princi- 
pesse reali, 214. 

Ca.stel Firmiano, 318. 

Castel Tirolo, 318. 

Castiglion dei Pepoli, 484. 

Castro Cipriano, Pres. del Ve- 
nezuela, 312. 

Cavalli e corse, 591. 

Cavallone (Grotta del), 676. 

Cà Zantani (La) a San Toma, 
dove nacque Goldoni, 351. 

Cederna Antonio, 582. 

Celestino I (San) pp , 189. 

Celestino II pp., Vùl. 

Celestino 111 pp., 197. 

Celestino IV, pp., 198, 

Celestino V (San) pp., 198. 



Cellini Benvenuto (Lnpide a) 
in Roma, 672. 

Celluloide, sua applicazione 
alla stereotipia, 508. 

Centenari dell'anno, 359. 

Cervara (Torre d;), 561. 

Cesarotti Melchiorre, 361. 

Chiesa Romana (La Santa), 
204. 

Chartres Vivien, 439. 

Checchi Eugenio, 554. 

Chierici Aldo, 550. 

Chiesa Pietro, 468. 

Chili, 285. 

Chiva, 306. 

Ciclismo, 596. 

Cielo d'Italia (II), 26. 

Cimatti Andrea, 698. 

Cina, 285. 

Circoscrizioni militari. 272. 

Città di Castello - Palazzo del 
Priori, 335. 

Clemente I (San) pp., 187. 

Clemente II pp., 196. 

Clemente III pp., 197. 

Clemente IV pp., 198. 

Clemente V pp., 198. 

Clemente VI pp., 200. 

Clemente VII pp., 200, 201. 

Clemente VIII pp.,. 201. 

Clemente IX pp., 202. 

Clemente X pp., 202. 

Clemente XI pp., 202. 

Clemente XII pp., 202. 

Clemente XIII pp., 202. 

Clemente XIV pp. 202. 

Cleto I (San) pp., 187. 

Coccu-Ortu Francesco, 239. 

Codronchi Giovanni, 699. 

Col d'Olen (Al Congresso al- 
pino), 582, 

Colfosco, nella valle di Badia, 
321. 

Collegi elettorali, 226. 

Colombia, 286. 

Colonizzazione nel Brasile (Le 
nuove nonne per la), 414. 

Colorazione del vetro, 489. 

Comete, 22. 

Computo ecclesiastico, 2. 

Congo, 284. 

Congregazioni (Sacre), 206. 

Congressi dell'anno, 539. 

Conone pp., 192. 

Consiglio dei Ministri, 231. 

Consiglio di Stato, 253. 

Consolati Italiani delle prin- 
cipali località straniere, 279. 

Contratti a premio, 401. 

Contratti di Borsa, 400. 

Contusioni (Contro le), 155. 

Convulsioni dei bambini, 102. 

Coppa Challenge Margherita 
di Savoia, 653. 

Corea, 296. 

Cornelio (San) pp., 188. 

Corriere femminile, 425. 

Corse al galoppo, 591. 

Corte dei Conti, 253. 

Corte di S. M. la Regina, 214. 

Corte di S. M. la Regina M^.- 
dre, 214. 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



XIII 



Cortina d'Ampezzo, 322. 

Costantino I pp., 11)2. 

Costantino II i)p., 102. 

Costa-Rica. -286. 

Costoline di montone, 156. 

Creta, 311. 

Cristoforo pp., 11*4. 

Cronachetta di scienze, let- 
tere, arti e sport, 649. 

Cuba, 287. 

Cuca Coca Cup, 597. 

Culto evangelico, 258. 

Culto israelitico, 268. 

Dall' Ongaro Francesco, 3G2. 

Damaso I (San) pp., 188. 

Damaso II pp., 196. 

Danimarca, 287. 

De Angeli Ernesto, 700. 

De Giovanni Achille, senato- 
re, 395. 

De Luca Pasquale, 549. 

Deporti e riporti, 400. 

Deputatesse al Parlamento di 
Finlandia, 640. 

Deputati al Parlamento, 221. 

Derby Reale, 593. 

Diario sacro, 54 e segg. 

Diaz Portìrio, presidente del 
Messico, 301. 

Di cui (Contratto detto), 401. 

Digiuni e astinenze (Tabella 
dei), 183. 

Dionigi (San) pp., 188. 

Discobolo di Castelporziano, 
657. 

Dolci Carlo, 167. 

Dolfi G., Firenze, 519. 

Dono I pp., 190. 

Dono lì pp., 196. 

Doni, 401. 

Dossi Dosso, 79. 

Eclissi, 12. 

Economia domestica, 445. 

Edoardo VII, Re d'Ingh., 296. 

Effemeride astronomica, 10. 

Effemeride per il Benadir, 13. 

Effemeride per l'Eritrea, 13. 

Egitto, 311. 

Elementi del computo eccle- 
siastico, 2. 

Elementi generali del Calen- 
dario, 11. 

Elena Regina d'Italia, 210. 

Elettroterapia, 465. 

Eleuterio (San) pp., 187. 

Elevazione morale, 431. 

Elisabetta (Carmen Silva) Re- 
gina di Rumenia, 306. 

Elisir di china, 155. 

Elisir " Lacrime di Pino „ del 
prof. Pollacci, 469. 

Enrico Principe Consorte di 
Olanda, 303. 

Entrata Senofonte, 468. 

Epilessia, 477. 

Equatore, 287. 

Ere, 1. 

Ernesto Luigi V, Granduca 
d'Assia, 290. 

Escalon Pedro J., Presidente 
della Repubblica S^n Sal- 
y^dor, 307. 



Escursionista (Una) frai ghiac- 
ciai presso Zermatt, 442. 

Esposizioni dell'anno, 359. 

Estrada Cabrerà M., Presid. 
del Guaten.ala, 298. 

Eugenia Regina di Spagna, 
308. 

Eugenio I (San) pp., 190. 

Eugenio II pp., 193. 

Eugenio III pp., 197. 

Eugenio IV pp., 200. 

Eusebio (San) pp., 188. 

Eutichiano (San) pp., 188. 

Evangeli domenicali per tutto 
l'anno, 184. 

Evaristo (San) pp., 187. 

Fabiano (San) pp., 188. 

Faenza - Pianta della città 
nel 1660, 363. 

— Fontana monumentale, 365. 

Farina Salvatore, 671. 

Falconara - Castello di Rocca 
Priora, 325. 

Fallières, Presidente della Re- 
pubblica francese, 268. 

Famiglia Pontificia, 205. 

Famiglia Reale d'Italia, 210. 

Fano - Rocca Malatestiana, 
325. 

Febbri malariche, 92. 

Federigo Granduca del Ba- 
den, 702. 

Federigo Vili, Re di Dani- 
marca, 287. 

Federico Augusto III, Re di 
Sassonia, 293. 

Ferrato alla triestina, 103. 

Felice I (San) pp., 188. 

Felice II (San) pp., 188. 

Felice III (San) pp., 189. 

Felice IV (San) pp., 189. 

Ferdinando I, Principe di Bul- 
garia, 311. 

Fermo - Rocca di Monte Var- 
mine, 329. 

Ferrigni Umberto, 551. 

Feste cristiane, 3. 

Feste mobili per gli anni 1906- 
1910, 3. 

" Fiat r, (La) vittoriosa, 586. 

Finlandia, 307. 

Fiori e foglie medicinali, 72. 

Fisica e chimica, 385. 

Fisica terrestre, 24. 

Fix, preparato per sopprime- 
re la polvere, 590. 

Focaccia dei Re Magi, 61. 

Foligno - Chiesa cattedrale di 
San Feliciano, 338. 

Formiche (Contro le), 123. 

Formoso pp., 193, 

Forza (Alla conquista della), 
j 479. 

j Fotografia colorata, 387. 
I Fototerapia, 389, 466. 
! Francesco Giuseppe, Impera- 
I tore d'Austria, 283. 

Francia, 288. 

Frascati - Ciociari in riposo, 
569. 

Freddo (Come bisogna difen- 
dersi dal), 60, 17f. 



Freddo (Industria del), 386. 

Frutta (Come si conservano 
le), 112, 113. 

Gallina Valdarno (La), 409. 

Gallo Nicolò, 704. 

Garibaldi (Commemorazione 
massonica di), 678. 

Gelasio I (San) pp., 189. 

Gelasio II pp., 197. 

Geloni, 60. 

Gemme artificiali, 490. 

Gerarchia Cattolica, 255. 

Germania, 288. 

Gianetti Alessandro, 704. 

Gianturco Emanuele, 248. 

Giappone, 296. 

Ginnastica medica, 464. 

Giolitti Giovanni, 231. 

Giordano Luca, 171. 

Giorgio I, Re di Grecia, 298. 

Giornalino della Domenica, co- 
me si fa, 512. 

Giornalismo italiano, 545. 

Giovanni I (San), 189. 

Giovanni II pp., 189. 

Giovanni III pp., 190. 

Giovanni IV pp., 190. 

Giovanni V pp., 192. 

Giovanni VI pp., 192. 

Giovanni VII pp., 192. 

Giovanni VIII pp., 193. 

Giovanni IX pp., 193. 

Giovanni X pp., 194. 

Giovanni XI pp., 194. 

Giovanni XII pp., 194. 

Giovanni XIII pp., 194. 

Giovanni XIV pp., 196. 

Giovanni XV pp., 196. 

Giovanni XVII pp., 196. 

Giovanni XVIII pp., 196. 

Giovanni XIX pp., 196. 

Giovanni XXI pp., 198. 

Giovanni XXII pp., 198. 

Giovanni XXIII pp., 200. 

Giroscopio, sua applicazione 
agli automobili, 393. 

Giuochi di Borsa, 401. 

Giuochi fanciulleschi, 599. 

Giulio I (San) pp., 188. 

Giulio II pp., 201. 

Giulio III pp., 201. 

Gnocchi alla lombarda, 165. 

Goldoni Carlo e il bicentena- 
rio della sua nascita, 351. 

Goldoni - Monumento a Pa- 
rigi, 356. 

Goldoni - Monumento in Ve- 
nezia, 354. 

Golovine, pres. della Duma. 
632. 

Gomma cereale, 338. 

Gostaco, 659. 

Gradara - Rocca, 329. 

Gran Bretagna, 296. 

Grecia, 298. 

Gregorio I il Grande (San) 
pp., 190. 

Gregorio II (San) pp., 192. 

Gregorio III (San) pp., 192, 

Gregorio IV pp., 193. 

Gregorio V pp., 196. 

Gregorio VI pp., 196, 



XIV 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



Gregorio VII (San) pp., 197. 

Gregorio VITI pp., 197. 

Gregorio IX pp., 198. 

Gregorio X pp., litS. 

Gregorio XI pp., 200. 

Gregorio XII pp., 200. 

Gregorio XIII pp., 201. 

Gregorio XIV pp., 201. 

Gregorio XV pp., 202. 

Gregorio XVI pp., 203. 

Grober Antonio, 582. 

Guardiagrele - Prospetto del 
Duomo, 576. 

Guardiagrele - San France- 
sco, 576. 

Guardiagrele - Il Tori-ione, 
576. 

Guastavino Pietro, 648. 

Guatemala, 298. 

Gubbio - Palazzo Comunale 
gi.^ Pretoro, 337. 

Gubbio - Palazzo dei Consoli, 
337. 

Gubbio - Piazza Vittorio Ema- 
nuele, 33C. 

Guercino (Barbieri Giovanni 
Francesco detto 11), 151. 

Guerrero M. A. Presidente 
del Panama, 30i. 

Gaglielmina Regina d'Olanda, 
303. 

Guglielmo Granduca del Lus- 
semburgo, 300. 

Guglielmo II Imperatore di 
Germania, 289. 

Guglielmo II Re del Wùrtem- 
berg, 295. 

Haakon VII Re di Norvegia, 
303. 

Haiti, 299. 

Hampson (Miss), 441. 

Harbord (Missi Ashton, 440. 

Haruko - Imperat. del Giap- 
pone, 296. 

Honduras, 299. 

Idroterapia, 464. 

Igino (San) pp. 187. 

Ilario (San), 189. 

Illuminazione lunare, 17. 

niuminazione solare, 16. 

Immunizzazione (Nuovo me- 
todo d'), 389). 

Inchiostro azzurro, 61. 

Inchiostro nero, 165. 

Inchiostro rosso, 73. 

Incisione sul vetro, 490. 

India, 298. 

Indice alfabetico annuale del- 
lo leggi, 396. 
Industrie (Le nostre), 435. 
Industrie che si evolvono, 492. 
Influenza, 82. 

Innocenzo I (San) pp., 189. 
Innocenzo II pp., 197. 
Innocenzo III pp., 197. 
Innocenzo IV pp., 198. 
Innocenzo V pp., 198. 
Innocenzo VI pp., 200. 
Innocenzo VII pp., 200. 
Innocenzo Vili pp., 201. 
Innocenzo IX pp., 201. 
Innocenzo X pp., 202. 



Innocenzo XI pp., 202. 

Innocenzo XII pp„ 202. 

Innocenzo XIII pp., 202. 

Isarco (Il bacino dell), 320. 

Isola Farnese, 561. 

Italia, 299. 

James Town (Esposizione di), 
664. 

Jena (La) prima e dopo 11 di- 
sastro, 633. 

Jolanda (Principessa^ 211. 

Kianikoski (Signore) deputate 
al Parlamento di Finlandia, 
640. 

Kinesiterapia, 464. 

Kingston distrutta dal terre- 
moto e dair incendio, 629. 

Kronarografo, 392. 

Kuang Hsu Imperatrice della 
Cina, 286. 

Lacava Pietro, 241. 

Lama dei Peligni, 576. 

Lampade elettriche Hélion e 
al Tungsteno, 387. 

Lana, come si lava, 61. 

Landone pp., 194. 

Lapponi Giuseppe, 707. 

Lavanderie a Milano, 496. 

Lavardo <Le tre cime di), 323. 

Lavori donneschi, 450. 

Leggere e scrivere (Come 
s'impara a) nel sec. XX, 459. 

Lehmann (G.) vincitore del 
milione, 630. 

Leone I il Grande (San) pp., 
189. 

Leone II (San) pp , 192. 

Leone III (San) pp., 192. 

Leone IV (San) pp., 193. 

Leone V pp., 194, 

Leone VI, 194. 

Leone VII pp., 194. 

Leone Vili pp., 194. 

Leone IX (San) pp., 196. 

Leone X pp., 201. 

Leone XI pp., 201. 

Leone XII pp., 202. 

Leone XIII pp , 203. 

Leone XIII. Suo monumento, 
680. 

Leopoldo II Ro del Belgio, 
284. 

Lesueur (Madanie Daniel), 438. 

Levitt (Miss Dorothy), 441. 

Liberatore (Abbadia di San) 
a Maiella, 676. 

Liberia, 300. 

Liberio pp., 188. 

Libri italiani (I cento migliori), 
382. 

Liechtenstein, 300. 

Lino (San) pp., 187. 

Lippe, 291. 

Livellatore meccanicoper car- 
reggiate, 393. 

Livinallongo, 322. 

Lombardo, Boni e Vitale, Bu- 
sto Arsizio, 622. 

Longhi Alessandro, ritratto 
del Goldoni, 357. 

Longhi P., quadro di masche- 
re veneziane, 362. 



Lorenzelli Benedetto, nuovo 
cardinale, 637. 

Lualdi (non (jleraJili) Alessan- 
dro, nuovo cardinale, 637. 

Lubecca, 291. 

Lucio I (San) pp., 188. 

Lucio II pp., 197. 

Lucio III pp., 197. 

Luisa, Regina di Danimarca, 
287. 

Luitpoldo, Principe Reggente 
di Baviera, 290. 

Lusolo, 392. 

Lussemburgo, 300. 

Maccarese, 565. 

Macchie di grasso sulla carta, 
73. 

Macchie d'inchiostro sulla te- 
la, vS3. 

Madesimo sullo Spinga, 370. 

Mafalda (Principessa), 211. 

Magnetismo, 24. 

Majella (Santuari e grotte del- 
la), 570. 

Malaria, 566. 

Malattie di petto, 469. 

Malattie ed insetti delle pian- 
te, 407. 

Mangascià (Ras), 708. 

Marcellino (San) pp., 188. 

Marcello I (San) pp., 188. 

Marcello II pp., 201. 

Marco (San) pp., 188. 

Margherita di Savoia, Regina 
Madre, 212. 

Mai-ia Amelia regina di Por- 
togallo, 305. 

Maria Anna granduchessa del 
Lussemburgo, 300. 

Marino I pp., 193. 

Marino II, pp., 194. 

Marmellata di mele, 83. 

Marocco, 301. 

Martino I (San), 190. 

Martino IV pp., 198. 

Martino V pp., 200 

Massoneria (La) per Garibaldi, 
678. 

Massuero Luigi, 562. 

Maud regina di Norvegia, 303. 

Mecklenburg-Schwerin, 291. 

Mecklenburg-Strelitz, 281. 

Medicamenti nuovi, 463. 

Medicinali, loro azione a di- 
stanza, 388. 

Memorandum quotidiano, 54 
e segg. 

Menelik (Negus), 282. 

Mercier Desiderato, nuovo 
cardinale, 637. 

Messico, 301. 

Metodi di cura (Recenti), 463. 

Miceli Luigi, 710. 

Milano - Lavanderia (Una) in 
Via Magolfa, 497. 

— Lavanderia sociale In Via 
Magolfa, 496. 

— Lavatoio pubblico muni- 
cipale, 498. 

Milena, principessa del Mon- 
tenegro, 302. 
Milton Giovanni, 359. 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



XV 



Milziade (San) pp,, 188. 

Minestre, lf>4. 

:\Iinisteri dal 1848 al 1907, 232. 

Minsitero deH'Afjrfcoltura In- 
dustri» e Commercio, 239. 

Ministero degli Affari Esteri, 
238. 

Ministero delle Finanze, 240. 

Ministero di Grazia e Giusti- 
zia e dei Culti, 242. 

Ministero della Guerra, 24-i. 

Ministero dell'Interno, 245. 

Ministerodeiristruzione Pub- 
blica, 247. 

Ministero dei Lavori Pubblici, 
248. 

Ministero della Marina, 250. 

Ministero delle Poste e Tele- 
grafi, 251. 

Ministero della Real Casa, 213. 

Ministero del Tesoro, 252. 

Mirabello Carlo, 250. 

Mohamed Ali Mirza Scià di 
Persia, 304. 

Mohamed-EI-Nasr, bey di Tu- 
nisi, 288. 

Monaco Francesco & f., Ca- 
tania, 518. 

Monaco Principato, 301. 

Montalto - Torrione e Porta 
Patrizia, 327. 

Montenegro, 302. 

Montt-Pedro presidente del 
Chili, 285. 

Moreira Penna (de) Aa, pre- 
sidente del Brasile, 285. 

Moresnet, 302. 

Morene G. B., 119. 

Mostra Goldoniana (Una delle 
sale della) nel Museo Car- 
rer, 358. 

Muley-Abd-ul-Aziz, sultano 
del Marocco. 301. 

Mutsu Hito imperatore del 
Giappone, 296, 

Muzaffer-ed-Din, 712. 

Narni — Duomo. Portico della 
facciata, 345. 

— Cappella del Sacj amento, 
.346. 

Necrologio, 690. 

Nepal, 302. 

Nevrastenia, 395. 

New York-Garibaldi Memo-' 
rial, 079. 

Nicaragua, 302. 

Niccolini Giorgio, 516. 

Nicola I zar di Russia, 306. 

Nicola I principe del Monte- 
negro, 302. 

Nicolò I (San) pp., 193. 

Nicolò II, pp., 196. 

Nicolò HI pp., 198. 

Nicolò IV. pp., 198. 

Nicolo V. pp., 200. 

Nigra Costantino, 712, 

Niguarda — Scuola pratica 
femminile di agricolt. 45G. 

Ninfa (Lago di) e Torre Gae 
tani, 561. 

— (Palude presso le rovine 
di), 565. 



Niobide, 658. 

Norvegia, 203. 

Novità della Scienza, 385. 

Olanda, 303. 

Oldenburgo, 922. 

Olga regina di Grecia, 298. 

Olive (Nuova raccoglitrice per 
le), 406. 

Oman, 303. 

Onorio I pp., 190. 
j Onorio II pp. 197. 
' Onorio III pp., 198. 

Onorio IV pp., 198. 

Operai italiani autodidatti, 467. 

Opoterapia, 466. 

Ordine giudiziario, 276. 

Ore italiane (Le), 15. 

Ormisda (San) pp., 189. 

Orlando Vittorio Eman., 243. 

Orologio siderale (L'), 25. 

Ortaggi (Concimazioni degli), 
411. 

Orvieto — Panorama, 349. 

— Palazzo del Capitano del 
popolo, 350. 

Oscar II re di Svezia, 309. 
j Ossagno — Veduta generale 
della Rocca, 328. 

Paesaggi e monumenti pittd- 
j toreschi d' Italia, 559. 

Palatino (Scavi del) 661-6C2. 
! Panama, 304. 
1 Pane (Industria del), 492. 
j Paolo ì (San) pp., 192. 
I Paolo II, pp., 200. 
i Paolo III pp., 201. 
! Paolo IV, pp., 201. 
I Paolo V pp., 202. 

Paradisi Umberto, 553. 
j Paraguai, 304. 

I Pardo José, presidente del 
! Perù, 305. 

( Parma — Monumento al Bot- 
{ tego, 688. 

I Parmigianino Francesco, 105. 
i Parona Francesco, 713. 

Pasquale 1 (San) pp., 193. 

Pasquale II pp., 197. 

Passo di Tuckctt, 583. 

Pasticcini con frutta, 73. 

Pelagio I pp., 190. 

Pelagio II pp., 190, 

Perier Casimir, 714. 

Perla del Mediterraneo, 666. 

Perouse (Madame) Di, 433. 

Persia, 304. 

Perù, 305. 

Perugia — Chiesa di San Ber- 
nardino, 334. 

Perugia — Chiesa di San Pie- 
tro, 332. 

— Chiesa e monastero di 
San Pietiw, £33. 

— Collegio del Cambio. Il Tri- 
bunale, 331. 

— Piazza del Duomo. Fonte 
Maggiore, 332. 

— Porta Urbica Etrusca, 333. 
Perugino Pietro iVannucci 

detto il), 57. 
Pianeti nel 1908 (Il corso 
del), 21. 



Piante orn.ainentali, 145. 

Piatti di Natale, 174. 

Pietro (San) pp., 187. 

Pietro I re di Serbia, 308. 

Pintauro Carmelo, 644. 

Pio I (San) pp., 187. 

Pio II pp., 200. 

Pio III, pp., 201. 

Pio IV pp., 201. 

Pio V (San) pp., 201. 

Pio VI pp., 202. 

Pio VII pp., 202. 

Pio VIII pp-, 203. 

Pio IX pp., 203. 

Pio X pp., 204. 

Pistoia - Spedale del Ceppo, 
557. 

Pittori (Grandi) italiani dei 
secoli XV-XVII, 53 e segg. 

Pittura del vetro, 490. 

Plotcna grigio, 543. 

Polo magnetico (Scoperta del), 
387. . 

Polpette, 73. 

Pontefice (Il sommo), 204. 

Pontefici romani (Serie dei", 
186. 

Ponziano (San) pp., 187. 

Portici - Scuola Superiore d' 
Agricoltura, 413. 

Portogallo, 305. 

Porterecanati - Torrione e an- 
tico castello, 3-27. 

Porto San Giorgio - Torrioni 
e rovine dell'antico castel- 
lo, 329. 

Pozza Giovanni, 656. 

Prati (Scoticatore dei), 408. 

Prefetti delle Provincie, 269. 

Premio Ambrosiai.o, 593. 

Premoli Pietro, 467. 

Presidenti e Procuratori Ge- 
nerali delle Corti di Cassa- 
zione e di Appello, 276. 

Prezzemolo (Produzione del) 
nei barili per l'inverno, 412. 

Prussia, 292. 

Psicoterapia, 466. 

Quaglino Felice, 467. 

Quarto potere (Tipi e figure 
del) in Italia, 546. 

Radioattività e malattie, 390. 

Radioterapia, 466. 

Ramiola, 481. 

Rapino negli Abruzzi, 576. 

Rava Luigi, 247. 

Re (II) del Siam a Napoli, 638. 

Reina Ettore, 468. 

Reni Guido, 141. 

Reuss-Greiz, 292. 

Reuss-Sehleiz-Gera, 292. 

Reyes Raffaele, Presid. della 
Colombia, 286. 

Ribera Giuseppe, detto lo Spa- 
gnoletto, 147. 

Ricciardi Cesai e, 466. 

Riforma Giuliana, 1. 

Riforma Gregoriana, 2. 

Rifugio " Quintino Sella „ al 
passo di Tuckett, 583. 

Righetti Carlo, 717. 

Rigola Rinaldo, 468. 



XVI 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



Rinaldini Aristide, nuovo c?ar- 

dinale, 637. 
Riporti e deporti, 400. 
Ristori Adelaide, 439. 
Ritratti dei Sommi Pontefici, 

187. 
Rob depurativo, 92, 
Rocca di Papa, 663. 
Ròcclie Marchigiane, 324. 
Roma - Inaugurazione della 

Casa del Popolo e del IX 

Congresso Socialista, 623. 
— Monura. a Vittorio Ema- 
nuele (nuovo bozzetto), 655. 
lioma (Varo della), 636-638. 
Romano pp., 193. 
Romano Giulio, 85. 
Romussi Carlo, 547. 
Roosevelt, Presidente degli 

Stati Uniti d'America, 309 
Rosa Salvatore, 161. 
Rossi G., 520. 

Ruggine (Per evitare la), 103. 
Rumenia, 305. 
Russia, 306. 
Sabiniano pp., 190. 
Sacritìcatrice (La) d' Anzio, 

669. 
Salvador, 307. 
Salvatore (L'abbazia di San) 

di Rapino, 576. 
Samos, 312. 
San Benedetto del Tronto - 

Torre della Rocca, 329. 
San Domingo, 307. 
Sandoni Carlo, 560. 
San Giustino - Villa Bufalini, 

335. 
San Marino, 307. 
Santa Lucia (Rovine della 

Rocca di), 327. 
Panto Spirito a Majella, 573. 
Sanzio Raffaello, 89. 
Saracco Giuseppe, 719. 
Harawak, 308. 
Sarto (Del) Andrea, 95. 
Sassonia, k93. 
Sassonia-Altenburg, 293. 
Sassonia-Coburgo e Gotha, 

293. 
Sassonia-Meiningen, 294. 
Sassonia - Weimar Eisenach, 

29*. 
Sassovlvo (Abbazia di) presso 

Foligno - Chiostro, 339. 
Satellite (Il nostro), 19. 
Scala mobile Ilocquard, 392. 
Schanzer Carlo, 261. 
Schaumburg-Lippe, 294. 
Schwarzburg-Rudolstadt,296. 
Schwarzburg-Sondershauseu, 

295. 
Scienza (Novità della), 386. 
Scrittura diritta, 461. 
Scuola pratica agraria fem- 
minile di Niguarda, 456. 
Sella Quintino. 580. 
Senato del Regno. 215. 
Senigallia - Rocca Roveresca, 

327. 
Serao Matilde, 553. 
Serbia, 308. 



Sergio I (San) pp., 192. 

Sergio II pp., 193. 

Sergio III pp., 194. 

Sergio IV pp., 196. 

Severino pp., 190. 

Siam, 308. 

Siero contro le morsicature 
dei serpenti velenosi, 390. 

Sieroterapia, 4G6. 

Silverio (San) pp., 189. 

Silvestro I (San) pp., 188. 

Silvestro II pp., 196. 

Simmaco (San) pp., 189. 

Simplicio (San) pp., 189. 

Sindaci delle città e capoluo- 
ghi di provincia, 269. 

Singhiozzo (Contro il), 155. 

Sinigaglia - Rocca dei Duchi 
della Rovere, 325. 

Siricio (San) pp., 188. 

Sisinnio pp., 192. 

Sismologia, 24. 

Sistemazione oraria mondia- 
le, 14. 

Sisto I (San) pp., 187, 

Sisto II (San) pp., 188. 

Sisto III (San) pp., 189. 

Sisto IV pp., 200, 

Sisto V pp., 201. 

Società della " Formica „, 426. 

Società Italiana (La) per il 
progresso delle scienze, 394, 
560. 

Società Nazionale per la Sto- 
ria del Risorgimento ita- 
liano, 689. 

Società per azioni, 399. 

Socket regolatore Borgia, 3S7. 

Sofia Regina di Svezia, 309. 

Soratte (Sulla cima del), 561. 

Sotero (San) pp., 187. 

Sovrani della Real Casa di 
Savoia, 208. 

Spagna, 308. 

Spagnoletto (Giuseppe Ribe- 
ra detto lo), 147. 

Spirito (Abbadia di Santo) a 
Majella, 572. 

Spoleto - Cattedrale o S. M. 
Assunta, 342. 

— (Dintorni di), Chiesa di San 
Ponziano, 343. 

Sport femminile, 440. 

Sport, giuochi e passatempi, 
580. 

Stanze dei Corpi d'armata, 
272. 

Stati del Mondo (I principali), 
ritratti dei Sovrani, stem- 
mi, notizie statistiche, 282. 

Stati Uniti d'America, 30'J. 

Stazione radiotelegrafica mo- 
bile, 653. 

Stefano I (San) pp., 188. 

Stefano II pp., 192. 

Stefano III pp., 192. 

Stefano IV pp., 192. 

Stefano V pp., 193. 

Stefano VI pp., 193. 

Stefano VII pp., 193. 

Stefano Vili pp., 194. 

Stefano IX pp., 19i, 



Stefano X pp., 196. 

Stellage, 401. 

Stella (La nostra), 18. 

Stella Polare (La). 25. 

Stelle cadenti, 22. 

Stelle straordinarie, 23. 

Stereofotograuimetria, 387. 

Stereotipia (iloderna), 508. 

Stufe a gas, 392. 

Svezia, 309. 

Svizzera, 310. 

Taitù (Imperatrice d'Abissi- 
nia), 282. 

Targa Florio, 663. 

Tavole astronomiche mensili. 
28 e segg. 

Tedeschi Achille, 552. 

Telegrafia e telefonia senza 
fili, 385. 

Telesforo (San) pp., 187. 

Tempio (II) dell'Oro, 399. 

Tempo medio locale, 10. 

Tende per il letto e le fine- 
stre, 154. 

Teodoro I pp., 190. 

Teodoro II pp., 193. 

Terni - Cascata delle Marmo- 
re, 344. 

Terreno (Perchè il) vergine è 
spesso dannoso, 411. 

Tintoretto Giacomo, 115. 

Tittoni Tommaso, 238. 

Tittoni e Bulow a Rapallo, 
635. 

Tittoni e von Aerenthal a De- 
sio, 643. 

Todi - Antichi palazzi del Po- 
polo e dei Priori, 347. 

— Chiesa di S. M. della Con- 
solazione, 348. 

— Duomo, 348. 
Tonga (Isole), 310. 
Tor di Quinto, 659. 
Tor di Schiavi, 561. 
Torpedini a turbina e torpe- 
dini dirigibili, 391. 

Torricelli Evangelista (Faen- 
za e il III Centenario di), 
363. 

Torricelli Evangelista (Mo- 
numento a) in Faenza, 369. 

Tremuloterapja, 465. 

Trentino e Al^o Adige, 313. 

Treves Claudio, 548. 

Tripoli, 312. 

Tseu Hsi Imperatrice reggen- 
te della Cina, 286. 

Tubercolosi (Diagnosi della), 
390. 

Tuckett (Passo di), 583. 

Tunisi, 288. 

Turchia, 310. 

Ufficiali (Grandi) dello Stato, 
231. 

Umberto (Principe), 211. 

Umbria (L) Verde, 330. 

Università (L'j estiva fioren- 
tina, 556. 

Uova alla neve, 113. 

Uova alla svedese, 113. 

Urbano I (Sdnf) pp., 187. 

Urbano II pp., 197, 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



XVII 



turbano III pp., 197. 

Urbano IV pp., 19S. 

Urbiiiio V pp., 200. 

Urbano VI pp., 200. 

Urbano VII pp., 201. 

Urbano Vili pp., 202. 

Uruguay, 312. 

Usanze e costumi tradizio- 
nali del popolo italiano, 561. 

Valdadige (II) da Salerno a 
Bolzano, 316. 

Valdicastello - Casa natale del 
Carducci, 370. 

Valentino pp., 193. 

Valle Venosta, 319. 

— Torre romana, 320. 

Valvassori Franco (V.), car- 
tiera in Gei-magnano, 509. 

Vaniba, 512. 

Vasari Giorgio, 109. 

Vecellio Tiziano, 75. 



Vene varicose, 478. 
Venezia - Cà Zantanl, 351. 
— (Esposizione di), 605. 
Venezuela, 312. 
Venier Sebastiano, trasporto 

delle ceneri e monumento, 

676-677. 
Veronese Paolo, 125. 
Verzi Ernesto, 467. 
Vetro (L'industria del), 485. 
Viale da Roma al Mare, 668. 
Vigano Ettore, 245. 
Vigilio pp., 190. 
Vinci (Leonardo da), 63. 
Vino, sua azione sul bacillo 

di Hebert, 389. 
Vino, sua conservazione, 404. 
Vitaliano (San) pp., 190. 
Vita pratica, 724. 
Vite, 407. 
Vittore (San) pp., 187. 



Vittore II pp., 190. 

Vittore III pp., 197. 

Vittorio Emanuele III, 210, 

Volume (InlliuMiza del) del 
terreno sullo sviluppo del- 
le piante, 411. 

Waldeck, 295. 

Warwick (Contessa di), 425. 

Wùrtemberg, 29'). 

Zaccaria (San) pp., 192. 

Zaine (Signora), deputato al 
Parlamento di Finlandia, 
640. 

Zanzibar, 312. 

Zeffiriiio (San) pp., 187. 

Zelaya Y. Santos, Presidente 
del Nicaragua, 302. ' 

Zosimo (San) pp., 189. 

Zucchero, suo valore nutri- 
tivo. 165. 

Zuccoli Luciano, 549. 




SEGRETO 



Vedi a pag. 546. 



1 



I PAVIMENTI IN CERAMICA 
dello Stabilimento G. APPIANI - TREVISO 

pei loro pregi hanno fama mondiale 

Ultime onorificenze 

ESPOSIZIONE Mondiale 1904 (S. U. America) - Massimo Premio - Grand Prix 

ESPOSIZIONE Internazionale - Milano 1906 • Massimo Premio - Grand Prix 

Esigere stii prodotti la marca di FahhHca, 



INDICE DELLE FIGURE 



Figure schematiche degli Eclissi del 1008 

(fig-. 3) Pag. 

Diaframma dell' illuminazioae solare. . 
Diagramma dell'illuminazione lunare. . 

La corona solare (figg. 2) i» 

Haggio di fotografie lunari 19 

Posizione dei pianeti al l» gennaio. . . 20 

Corso dei pianeti nel 1908 21 

Posizione di Mira 23 

Posizione di Algol n 

Carta magnetica dell'Italia 24 

Carta sismica dell'Italia <n 

Orologio siderale 25 

Posizione della Stella Pohire „ 

Flgtire schematiche del Cielo d'Italia 

(flgg. 2) 28 

Cieli stellati mensili (flgg. 24) . . 29 e segg. 
Ritratti di grandi pittori italiani dei se- 
coli XV-XVII dipinti da loro stessi: 

Giovanni Bellini ,..;...... 53 

Pietro Vannucci detto il Perugino . 57 

Leonardo da Vinci 63 

Giov. Arjt. Bazzi detto il Sodoma. . 67 

Tiziano Vecelllo 75 

Dosso Dossi 79 

Glul'o Romano 85 

Raffaello Sanzio 89 

Andrea del Sarto 95 

Domenico Beccafumi 99 

Francesco Pannigiaiiino 105 

Giorgio Vasari 109 

Giacomo Tintoretto 115 

G. B. Morone 119 

Paolo Veronese 125 

Annibale Caracci 131 

M. A. da Caravaggio 137 

Guido Reni 141 

Gius. Ribera detto Io Hpagnolotto. . 147 
Giov. Fran. Barbieri detto il Guercino. 151 
Pietro Berrettini da Cortona, . . . 157 



Salvator Rosa Pag. 161 

Carlo Dolci 167 

Luca Giordano 171 

Serie dei ritratti dei Sommi Pontefici 

(ligg. 263) 187-203 

Vittorio Emanuele III 210 

La Regina Elena , 

Principessa Mafalda 211 

Principe Umberto « 

Principessa Jolanda « 

La Regina Madre 212 

Giovanni Giolitti 231 

Tommaso Tittoui 238 

Francesco Cocco Ortu 239 

Pietro Lacava 241 

Vittorio Emanuele Orlando 243 

Ettore Vigano 245 

Luigi Rava 247 

Emanuele Gianturco 248 

Carlo Mirabelle 250 

Carlo Schanzer 251 

Paolo Carcano 252 

Ritratti dei Sovrani e stemmi dei prin- 
cipali Stati del mondo (fig.141). . 282-312 
La grande catena spartiacque delle Alpi 

Centrali 314 

Carta dell'Alto Adige 315 

Alto Adige, quadro di Bart. Bezzi . . . 316 

Bolzano — La Piazza Grande 317 

— Portale del Duomo 318 

La torre di Druso presso Bolzano . . . „ 

Castel Fii-miano « 

Castel Tirolo 319 

Torre romana in Val Venosta 320 

Brunico, nella Pusteria „ 

Colfosco, nella valle di Badia 321 

Cortina d'Ampezzo „ 

Castello de Zanna, in Ampezzo 322 

Rovine del castello d'Andràz In Llviual- 
longo% „ 



INDICE DELLE FIGURE. 



XIX 



I.e Tre Cime di Lavaredo .... Pag. 

Fano — Rocca Malatestiana (li^g- 2) . . 

Sinigaglia — Rocca dei Duchi della Ro- 
vere (tìgg. 2) 

Falconara '— Castello di Rocca Priora . 

Povtorecauatl — Torrione e antico ca- 
stello 

Cagli — Il Torrione 

Montalto — Torrione e Porta Patrizia . 

Rovine della Rocca di Santa Lucia. . . 

Senigallia — Rocca Roveresca 

Veduta generale della Rocca di Offagna. 

Gradara — Rocca 

Fermo — Rocca di Monte Varmine . . 

Acquaviva Picena — Torrione della 
Rocca 

San Benedetto del Tronto — Torre della 
Rocca 

Porta San Giorgio — Torrioni e rovine 
dell'antico Castello 

Perugia — Collegio del Cambio. Il Tjì- 
bunale 

— Piazza del Duomo. Fonte Maggiore . 

— Chiesa di San Pietro 

— Porta Urbica Etrusca 

— Chiesa e monastero di San Pietro. . 

— Chiesa di San Bernardino 

Città di Castello — Palazzo dei Priori . 

San Giustino — Villa Bufalini 

Gubbio — Piazza Vittorio Emanuele . . 

— Palazzo dei Consoli 

— Palazzo Comunale già Pretorio . . . 
Foligno — Chiesa cattedrale di San Fe- 

liciano , 

Sansovino (Abbazzia di) presso Foligno — 

Chiostro 

Assisi — Piazza Vittorio Emanuele. . . 

— Tempio di Minerva 

— Chiesa e Santuario di San Francesco. 

— Chiesa inferiore di San Francesco. . 

— Chiesa di Santa Chiara 

Spoleto — Cattedrale o Santa Maria As- 
sunta 

— Cattedrale. Monumento a Fra Filippo 
Lippi 

Spoleto (Dintorni di) — Chiesa di San Pon- 

ziano 

Terni — Cascata delle Marmore . . . . 
Narni — Duomo. Portico delia facciata. 

— Duomo. Cappella del Sacramento . . 
Todi — Antichi palazzi del Popolo e dei 

Priori 

— Duomo 

— Chiesa di Santa Maria della Consola- 
zione 

Orvieto — Panorama 

— Palazzo del Capitano del Popolo . . 
Carlo Goldoni, incisione di G.B. Piazzetta. 
La " Ca Zantani „ a San Toma, dove 

nacque il Goldoni 



327 



F. Longhi - Scera comica con le ma- 
schere Pag. 

Monumento al Goldoni In Venezia, di 
Dal Zotto 

Commemorazione del Goldoni a Venezia. 

Monumento al Goldoi.i a Parigi . . . . 

Carlo Goldoni, quadro di Aless. Lonj^hi. 

Una dell^ sale della Mostra Goldoniana 
nel Museo Correr 

Giovanni Milton 

Saverio Bettinelli 

Melchiorre Cesarotti 

Francesco Dall' Oiigaro 

Pian'^a della città di Faenza nel 1660. . 

Faenza — Fontana monumentale . . . 

Evangelista Torricelli 

Epigramma autografo del Torricelli . . 

Monumento ad Evangelista Torricelli, in 
Faenza 

Casa dove è n^to Giosuè Carducci a Val- 
dicastello 

Una delle prime poesie a stampa del Car- 
ducci 

Giosuè Carducci nel 1860 

Giosuè Carducci nel 1875 

Giosuè Carducci nel 1880 

Autografo -del Carducci 

Lo studio del Carducci 

Madesimo sullo Spinga 

Veduta e pianta del villino Carducci . . 

Giosuè Cax-ducci nel 1905 

G. Carducci sul letto di morte 

Maschera di Carducci 

Funerali di Carducci a Bologna .... 
Schizzo schematico del telefono senza 

fili 

Senatore Achille De Giovanni 

Nuova raccoglitrice per olive 

Scorticatore dei prati Bozzi 

Impastatrice a tavola rotativa pel burro. 

Gramola per impastare il burro .... 

Spatola di legno per burro 

Barile coltivato a prezzemolo per l'in- 
verno 

R. Scuola Superiore di Agricoltura di 
Portici 

Contessa di Warwick 

Miss Ackefmann 

Mme D. Perouse 

Una camera da letto nella Casa per le 
impiegate postali e telegrafiche a Pa- 
rigi 

Madame Daniel Lesueur 

Vivien Chartres 

Adelaide Ristori 

Le grandi cacce nelle tenute romane. . 

Miss Ashton Harbord 

Miss Dorothy Levitt 

Miss D. Hampson 

Un'ardita viaggiatrice francesse in Oriente. 



352 

354 
356 
356 
357 

358 
359 
360 
361 
362 
363 
365 
366 
368 



370 

371 
372 
373 
374 
375 
376 

377 
378 
379 
380 
381 

385 
395 
407 
408 
410 



413 
425 
430 
433 



435 
438 
439 

440 

441 

442 



STdB.C.flRNALDi-ViAB.ViTRUUio 9 niLANO 



XX 



INDICE DELLE FIGURE. 



Escursionista fra 1 ghiacci presso Zer- 

luatt Pag. 442 

Scalata di una roccia 443 

Mrs. R. C. T. Beatoli « 

Acconciatura caratteristica per automo- 
bilista 444 

Velo per canapè 450 

Tovaglina da Tè r, 

Velo da poltrona, imitazione dall'antico. 451 
Centro da tavola in ricamo a sete lava- 
bili « 

Sottobottiglia a ricamo Richelieu. ... 452 

Charlotte per bambine , 

Tramezzo al Modano 453 

Una lezione sperimentale di caseifìcio 

alla Scuola di Niguarda 457 

Una lezione sperimentale d'agraria alla 

Scuola di Niguarda « 

Saggi di scrittura diritta (due saggi) . . 461 

La cura Wehrheim (figg. 2) 479-480 

Ramiola (figg. 2) 481-482 

Castiglione dei Pepoli (figg. 5) . . . 483-484 
Diagramma del lavoro notturno nei forni. 495 
Lavanderia sociale in via Magolfa . . . 496 
Una lavanderia in via Magolfa a Milano. 497 
Lavatoio pubblico municipale in via Ma- 
rio Pagano 498 

Industrie diverse (figg. 25) 500-523 

Grande festa aerostatica di Bruxelles, 

22 luglio 1906 524 

Coppa Gordon Bennett 525 

Festa per il 25n>o anniversario della Fe- 
derazione Aeronautica Germanica. Ber- 
lino 1906 • 526 

Cervo volante per esplorazione .... « 
Cervi volanti per esplorazione dell'alta 

atmosfera 527 

Cervo volante Cody „ 

Motori leggeri per aeronautica (figg. 2) . 528 

Dirigibile da guei-ra tedesco 529 

Aeroplano Wrigt .„ 

Aeroplano Santos Dumont (figg. 2) . 530-531 

Aeroplano Etrick e Wells „ 

Aeroplano Delagrange (2 figure) .... 532 

Aereoplano Vuja 533 

Aeroplano Bleriot 534 

Bleriot n. 5 • • • • i» 

Lebaudy 1905 535 

Aeronave Italia (2 figure) 536 

Dirigibile Parseval 537 

Dirigibile De La Vaulx „ 

Aeronave Zappelin (2 figure) 538 

Il Dirigibile da guerra " Patrie „ . . . . „ 
I timoni e piani stabilizzatori del " Pa- 
trie ^ 539 

Motore " Antoniette „ .„ 

Elicoptero Leger . 540 

Ellcoptero dei Fratelli Dufaux 541 

" America ^ 642 



548 
549 
550 
Wl 
552 
653 
554 



567 
558 
6G0 
661 



Soldati alpini (2 figure) Pag. 543 

Ufficiali alpini 544 

Luigi Albertini 547 

Carlo Romussi „ 

Claudio Treves 

Pietro Guastavino 

Luciano Zuccoli 

Pasquale De Luca 

Aldo Chierici ♦. . . 

Maurizio Basso 

Luigi Barzini .... * 

Umberto Ferrigni 

Luigi Massuero 

Achille Tedeschi 

Matilde Serao 

Umberto Paradisi 

Eugenio Checchi 

Anton Giulio Barrili 

L'Università estiva fiorentina dinanzi al- 
l'Ospedale del Ceppo a Pistoia. . . . 
L' Università estiva fiorentina a Perugia 

Carlo Bandoni 

Acquedotti 

Isola Farnese „ 

Torre di Cervara „ 

Lago di Ninfa e Torre Gaetanl „ 

Tor di Schiavi „ 

Sulla Cima del Soratte „ 

L'on. Belli distribuisce paste e chinino. 563 

Capanne a lunghezza , „ 

A Rocca di Papa „ 

Capanne di '* Cicoriare „ „ 

Una " Marrana ^ „ 

Cakitti, villaggio di capanne presso Pa- 
lestina „ 

Palude presso alle rovine di Ninfa . . . 565 
Mendicante a Lanterano presso Subiaco. „ 

Maccarese ^ 

Un gregge „ 

Una vecchia paralitica e malarica . . . „ 

Il trasporto della paglia , 

La caccia alla volpe: un galoppo. . . . 5G7 

L'uscita dei cani da caccia „ 

Cacciatori a cavallo a Bracciano . . . . „ 
La caccia alla volpe: la partenza. . . . „ 
Cavallari che vanno alle corse di Brac- 
ciano ^ 

Un frale francescano a caccia .... , 
Una diligenza della campagna romana . 569 

Contadini in viaggio .„ 

Carro tirato da bufali „ 

Ciociari in riposo a Frascati „ 

Contadine dell'Ariccia che vanno alla fe- 
sta del Divino Amore ^ 

Caramanico — Porta della Chiesa di S. M. 
Maggiore 571 

— Cascata dell' Orfento „ 

— Veduta di Caramanico ....... 872 

— Veduta generale dello Stabilimento . ^ 



LIQUORE 

mmum 



opuscoiaE 

SCHIARIMENTI 



STHBf^iiRNAliDl^iA^mRUuio 9^IU1 NO 



NDICE DELLE nUUKE. 



XXI 



^.i.» S,iiruu ;i i\l;i|fii;l. - L Eioino (li Oe- 

lostiMO f.ij,'. 573 

^ <'iiuta delle ruine della Badia di San Spi- 
rito sul Monte Maiella „ 

iuardiagrele da occidente 575 

San Francesco „ 

— Il Torrione. . ^ 

— Prospetto del Duomo 576 

Grotta del Cavallone (6 ligure). . . 576-57^» 

Quintino Sella 5SJ 

Al Congresso alpino Col d'Oleu .... óS'i 

Rifugio Quintino Sella 583 

A rimpiattino „ 

(Tiro giro tondo „ 

Il tocco 601 

La campana „ 

Forza „ 

La lotta 603 

Come si attraversa l'Oceano (tìgg. 19) . 605-611 

La Veloce (flgg. 11) 612-619 

L'Italia (&gg. 7) 620-622 

Homa — Inau:,'urazione della Casa del 

Popolo e dei IX Congresso Socialista. 623 
L'ingresso del nuovo Patriarca di Geru- 
salemme mous. Camassei 627 

Kingston distrutta dal terremoto e dal- 
l' incendio 623 

'G. Lehmann vincitore del milione . . . 630 
Il " Berlin „ naufragato sulla costa olan- 
dese 631 

•Golovine, presidente della Duma. . . . 632 
La Jena prima e dopo il disastro (fig. 2). 633 

Tittoni e Bulow a Rapallo 635 

Viaggio del Re d'Italia in Grecia. . . . , 
Varo della " Roma „ (fig. 2) . . . . 636-638 
Nuovi Cardinali: Rinaldini, Gualdi, Lo- 
reuzelli, Aguirre y Garcia, Mercier 

(5 figg.) 637 

Il Re del Siam a Napoli 638 

Signore Kianikoski e Zaine, deputate al 

Parlamento di Finlandia (2 figg.) . . . 6i0 
Tittoni e von Aerenthal a Desio .... 643 

Carmelo Piutauro 644 

Il disastro ferroviario di Angers .... 646 
Carta di pai-te dell'Asia a illustrazione 

del Trattato Anglo-Russo 647 

La nuova stazione radiotelegrafica mobile. 653 
Coppa Challenge Margherita di Savoia . „ 
Nuovo bozzetto del monumento a Vitto- 
rio Emanuele 655 

Caricatura di Giovanni Pozza 656 



Il Discobolo di Castuip..i/.uia.j . . ,Paj. 657 

La Niobide 658 

S. M. il Re a Tor di Quinto 650 

Gostaco „ 

Scavi del P.alatino (3 flgg.) 661-662 

La Targa Florio 663 

Coi-sa della targa Florio — La partenza. 664 

La Esposizione di Jamestown ., 

Esposizione di Venezia (2 figg.) 665 

La Perla del Mediterraneo 6C6 

Nuovo viale da Roma al mare 668 

La Sacrificatrice d'Anzio 669 

La traversata del Tevere a nuoto . . . 670 

Caricatura di Salvatore Farina 671 

Inaugurazione di una lapide a Benvenu- 
to Cellini 672 

Scipione Borghese 675 

Trasporto delle ceneri di Sebastiano Ve- 

nier (2 figg.) 676-677 

Commemorazione massonica di Gari- 
baldi (2 figg) 678 

Inaugurazione del Garibaldi Memorial a 

New York 679 

Monumento a Leone XIII 680 

Varo del Bellerophon 681 

Arrivo a Parigi del Principe Borghese. 683 

Vittorio Bòttego 687 

Monumento al Bòttego in Parma. . . . 688 

Graziadio Isaia Ascoli 691 

Marcellino Berthelot 693 

Andrea Cimatti 698 

Giovanni Codronchi 699 

Ernesto De Angeli 700 

Federigo Granduca del Baden 702 

Nicolò Gallo 704 

Alessandro Gianetti m 

Giuseppe Lapponi 707 

Ras Mangasjià 708 

Luigi Miceli 710 

Muzaffer-ed-Din 712 

Costantino Nigra „ 

Francesco Parona 713 

Casimir Perier 714 

eletto Arrighi 717 

Giuseppe Saracco 719 

Bottiglia Feriiieato Jacquemin 740 

Federigo Dell'Orto (figg. 2) 745-746 

Nelle pagine preliminari: 

Storia politica dell' anno narrata dalla 
caricatura nei giornali italiani (78 flgg.). 



^A^^iMMM^^MMN^ta 



ANEMIA . ^ ^ 



NEURASTENIA ± 



RACHITISMO ± 



SCROFOLA 



DEBOLEZZA * ± 



RICOSTITUENTE SICURO 

per ADULTI e BAMBINI 



A. MENÀRINI 

N-POLI 

Concessionari 
esci, per l'Italia 
e Oriente, ZINI, 
BERNI, BIANCAR- 
DI e C, Milano. 



liiiiiiniiiiiiiiiiiììiniiiiiiniliiiìiiiiiiiiitiiiiiiiHHiiiiii'ii^ 



INDICE DEI PRINCIPALI COLLABORATORI 



Ambrosini Luigi, Torino - (Come s'im- 
para a leggere e a scrivere nel sec. XX). 

Arpesani Ninina, Milano — (Corriere fem- 
minile). 

Ballardini Gaetano, R. Ispettore onorario 
dei Monumenti e Scavi del ciré, di Faenza 
— (Faenza e il centenario del Torricelli). 

Baroni cap. Isidoro, direttore dell' " Astro- 
filo , , Milano — (Parte astronomica). 

Belotti avv. Bortolo, Milano — (Indice delle 
leggi). 

Boldrini prof. Vincenzo, direttore delle 
Scuole elementari di Matètica (Marche) — 
(Giuochi fanciulleschi). 

Brentari prof. cav. uff. Ottone, Milano — 
(Alpinismo). 

Cabrini on. Angelo, deputato al Parla- 
mento, Milano — (Operai italiani autodi- 
datti). 

Castagneris cap. Guido, direttore del " Bol- 
lettino della Società Aeronautica Italiana „ 
(Aeronautica). 

Cenerentola (pseud.), Boma — (Consigli del 
mese). 

Centofanti U., segr. dell' " Associazione Na- 
zionale per i paesaggi ed i monumenti 
pittoreschi d'Italia ^, Bologna — (Notizie 
sull'Associazione suddetta). 

Cerchiari dott. G. Luigi, Ayqnà-Petrarca — 
(Il giornalismo italiano). 

Clèmenzo ing. Fiorentino, Napoli — (No- 
vità della scienza - L'industria del vetro). 



(Nttizie sulla 



Errerà prof. Anna, Milano 
Scuola di Nlguarda). 

Facheris aw. Arrigo, Milano — (Indice 
delle leg-i). 

Genolini avv. Alberto, Milano — (Cavalli e 
corse). 

Giachetti dott. Cipriano, Firenze — (Re- 
centi metodi di cura). 

Grimaldi prof. dott. Giulio, della R. Scuola 
Normale di Pisa — (Rocche Marchigiane). 

Javicoli Rosario, Torino del Sangro (Chieti) 
— (Santuari e grotte della Majella). 

Lenzi Furio, direttore della " Rassegna Nu- 
mismatica .,, Oibetello — (Notizie sul culto 
evangelico). 



Leva dott. G. (pseud.), Torino — (Il Tempio 
dell'Oro). 

Magnasco Tommaso Edoardo, Milano — 

(Automobilismo e Ciclismo). 

Marchese prof. cav. Giovanni, agronomo, 
direttore del ''Corriere del Villaggio „, 
Milano — (Agricoltura). 

Nebbia dott. Ugo, Milano — (L' Umbria 
Verde). 

Ojetti Ugo, Milano — (Il peccato e la pe- 
i-itenza). 

Ortiz dott. Maria, Genova — (Goldoni e il 
suo centenario). 

Pantalini can. Oreste, Milano — (Diario 

sacro). 
Pesci cav. Ugo, Bologna — (Effemeridi del 

valore italiano). 

Roselli avv. Piero, segretario della Univer- 
sità Estiva Fiorentina, Firenze — (Notizie 
suir Università suddetta). 

Salveraglio prof. Filippo, di lettore della 
R. Biblioteca Universitaria di Pavia — 
(Giosuè Carducci). 

Schiavi dott. Alessandro, direttore dell'Uf- 
ficio del Lavoro della Società Umanitaria, 
Milano — (Industrie che si evolvono). 

Simboli Raffaele, Roma. — (La Campagna 
Romana). 

Tolomei dott. Ettore, direttore dell' " Ar- 
chivio per l'Alto Adige « , Oliano presso 
Egna (circ. di Bolzano, Austria) — (L'Alto 
Adige). 

Verga dott. cav. Ettore, direttore dell'Ar- 
chivio storico civico, Milano — (La Società 
Nazionale per la Storia del Risorgimento 
italiano). 

LA DIREZIONE - (Notizie generali sul Ca- 
lendario — Memorandum quotidiano — I 
principali Stnti del Mondo — I cento mi- 
gliori libri italiani — Avvenimenti più im- 
portanti — Cronachetta di scienze, lettere, 
arti e sport — Necrologio — Storia poli- 
tica dell'anno narrata dalla caricatura ita- 
liana, ecc.). 

Molti altri collaboratori hanno prestato in 
luoghi e misure diverse l'opera loro. Alcuni 
modestamente desiderano di non vedere pub- 
blicati i loro nomi, fra i quali il nostro antico, 
valente e cortese cooperatore, funzionario 
della Corte Pontificia. 



^rt ^ tM< ^*» «< ^ t» »t^» »H 0*»«< ^Tì «4 ^ » * t t^i* ^ t^ ^ t * « t ^ W rf0 ?»«»0t»»»yt»tt0*»t*^!tH^^*>^g&t^»>^ 0tl t .tQi» *ft^t»«^ 



IL PECCATO E LA PENITENZA 

\ss£>Qyìf 



Finita la messa, don Pietro in sacrestia s'era gìh tolta la 
pianeta e l'amitto. Appena esciti i cinque o sei ragazzi della 
dottrina cristiana venuti con gran romor di zoccoli a baciar 
la mano a don Pietro, Checchino il sagrestano gli disse: — Pro- 
sit, — chiusa a catenaccio la porta verso la chiesa, se n'andò 
nell'orto a sorvegliare la conserva di pomodoro stesa al sole 
su cinque assi e assediata dalle mosche. 

Don Pietro guardò il calice, la patena, il corporale, la pia- 
neta, il manipolo abbandonati lì alla rinfusa sul piano dell'ar- 
madio da Checchino, sospirò, e scioltosi il cingolo cominciò 
a sfilarsi il camice dalla testa, lentamente, per non schiudere 
troppo le mille pieghe a organetto che vi avevano impresse 
col ferro da stiro le monache di Sant'Anna, stiratrici così 
abili che sui camici del vescovo riescivano a scrivere con 
le pieghettature a punta di ferro Viva Maria in caratteri go- 
tici. Aveva già nascosto la testa dentro il camice quando udì 
picchiare alla porta verso la chiesa. Si fermò, non rispose. I 
picchi ricominciarono, risoluti. Don Pietro s'avvicinò alla porta 
sempre tenendo la testa nel camice e le braccia spalancate a 
gruccia per sostenerlo. 

— Chi è? 

— Santino. 

— Va ad aspettarmi in canonica che mi sto svestendo. 

— Non è possibile. Qui vi devo parlare. 

— Subito? 

— Subito, don Pie! — 

Don Pietro tornò davanti all'armadio, finì di sfilarsi il ca- 
mice, lo ripiegò con le maniche in croce e aprì la porta. Santino 



XXIV IL PECCATO E LA PENITENZA. 

era un uomo sui quarant'anni, bruno, forte, calv^o, i baffi briz- 
zolati, le ciglia nere, una cicatrice bianca sulla tempia destra. 
Emigrato in America, ne era tornato secondo alcuni con molti 
denari, secondo altri senza un soldo. Viveva solo; in qualche 
fiera di bestiame s'industriava a fare il sensale; spesso partiva 
per Roma, vi restava anche un mese portandosi in tasca la 
chiave della sua casupola. In paese, quel po'di mistero gli dava 
autorità. Salutava il parroco con rispetto, senza servilità. In 
chiesa andava ogni domenica per la messa: non si confessava 
e non si comunicava nemmeno per Pasqua. 

— Che è avvenuto? — domandò don Pietro lavandosi le 
mani al lavabo di stagno e asciugandosele sul doppio asciu- 
gam.ano appeso al rullo di legno. 

— Vi devo parlare, don Pietro. 

— Parla, parla, — ma Santino taceva, fermo in mezzo alla 
sacrestia, il cappello nelle mani. Don Pietro che si chinava 
a stendere la pianeta e il manipolo nel cassetto dei parati, si 
voltò a guardar Santino di sottecchi. 

— M'hai da parlare in confessione? 

— Per l'appunto. — 

Don Pietro esultò, ma si mantenne impassibile come se il 
suo interlocutore non avesse tutti i giorni fatto altro che con- 
fessarsi perchè sapeva che i neofiti si spaventano con niente 
e le conversioni più sincere sono quelle meno solenni, fatte 
senza esclamazioni e senza pianti, in un piano colloquio. Si 
mise al collo la stola e si sedette presso l'inginocchiatoio: 

— Vieni qua. Inginocchiati. Il confiteor lo sai? 

— Don Pietro, preferirei restar seduto. V'ho da parlare a 
lungo, — e da uomo pratico soggiunse: — Voi veramente non 

ivote ancora preso il caffè. Se volete, salite. Io v'aspetto qui. — 
Al parroco, per quanta naturalezza egli volesse dare ad 
ad ogni sua parola, quella familiarità cosi dimessa cominciò a 
dispiacere: 

— Non t'occupare di me, figliolo mio. Resta seduto se vuoi, 
parche tu senta bene tutta la solennità dell'atto che stai per 
compiere. — 

Santino tranquillo ritraversò la sacrestia per andare a ri- 
chiudere a catenaccio la porta. Poi si sedette, e fissando il cas- 
setto degli arredi sacri i cui sportelli erano rimasti aperti, 
osservò senza ombra di compunzione: 

— Voi avete delle belle pianete e tutte nuove, don Pie. 

— Bontà dei fedeli. 

— E avete ridotto questa chiesa di villaggio una reggia 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



XXV 



così nobile che (se dico un empietti, perdonatemi) Nostro Si- 
gnore dev'essere più contento di venir qui che al duomo di 
Spoleto. Quadri nuovi, candelieri dorati, cartaglorie argentate, 
tappeti, merletti. 

— Carità dei fedeli, te l'ho detto. La chiesa da tre anni ha 
licevuto doni cospicui. L'ho annunciati dall'altare. Ma parliamo 
di te e parliamo sul serio. Da quanto tempo non ti confessi? — 

Santino elio aveva posato il cappello sull'armadio, andò 
tranquillamente a riprenderlo che non poteva parlare senza 
rigirarselo nelle mani. E tornò a sedersi: 

— Don Pietro, parlando dei restauri della chiesa sono già 
nell'argomento. 

— Non capisco. 

— Suggello di confessione, abbiamo detto? Voi non potrete 
ripetere una parola di quello che io dirò, sotto pena di sco- 
munica. 

— Ma lo so, figliolo. Fa quello che sei venuto a fare, e non 
ti perdere in chiacchiere. 

— Dunque voi in questi tre anni avete trovato ogni vigilia 
di Natale nella cassetta delle elemosine una busta con dentro 
mille lire. Queste tremila lire le ho date io. — 

Don Pietro scattò in piedi. 

— Tu? 

— Io. Volete le prove? Confrontate que»le buste con que- 
sta, il suggello con questo. La carta dentro cui era piegato 
ognuno di quei biglietti era lacerata in un angolo, è vero? Con- 
servate quelle carte? Confrontatele con questi tre pezzi di 
carta: combaceranno perfettamente. — 

E aveva tratto di tasca una busta con tutti quei documenti 
che enumerava. Don Pietro per un momento era rimasto in- 
certo non sulla veridicità di Santino, ma sulla propria soddi- 
sfizione. Da tre anni egli s'era raffigurato quel donatore ano- 
nimo a suo modo, ogni anno più bello, più puro, più signorile. 
Qualche volta pregando per lui, aveva finito a credere anche 
al miracolo, a pensare che Dio stesso si fosse incomodato a 
prendere quella forma cartacea e bancaria per soccorrere il 
suo servo devoto e abbellire la povera chiesa. E adesso saltava 



INSEGNE VETRINE 

FERROCRISTAllOSMAUO FERROp» NEGOZI 



GrvOGLIOTTI 



PREMIATO (OM MEDAGLIA D ORO v- 
'.'fr ALf ESPOSIZIOME Oi MILflno 1906 

Pfff Ltì C05TRUllO/*C ut VETRINE f£RRO, 
EMEOflOLI/? DflROEMTO DEL ^ 

CORSO VflLEMTINO. 24 "^...-CÌ^ 

OFFiciriA PROPRIA VIA BARETTI. 57 
TORINO - TELEFONO - 422 



XXVI IL PECCATO E LA PENITENZA. 



fuori Santino. Egli, pur atteggiando il volto alla gioia più cor- 
diale, doveva ammettere che quella non era una rivelazione 
divina, e che il dono, in fondo, valeva più del donatore. Ma 
pensò al suo dovere, pensò alla sua chiesa divenuta davvero 
con quei soccorsi una reggia famosa in tutta la diocesi, pensò 
un poco anche all'avvenire, e prendendo le due mani che San- 
tino continuava a stringere sul cappello, le scosse due o tre 
volte: 

— Ma perchè in confessione ? Questo non deve essere un 
mistero, tutti devono ammirare il nostro benefattore.... — 

Ma il volto di Santino era immobile, indifferente: 

— Non gridate. Lasciatemi finire, — e si sedette ancora. 

Anche don Pietro tornò a sedersi, pronto a tutte le indul- 
genze. Pure esaminava quel gran cranio calvo e rosso, quei 
baffoni incolti, quelle vesti rozze, quel panciotto con tre bot- 
toni aperti sullo stomaco gonfio, quelle mani rosse come sal- 
siccie, — le mani che avevano dato tremila lire. Santino aveva 
chiuso gli occhi stringendo le palpebre, le labbra, le mascelle, 
raggrinzendo tutt'il volto come ad ingojare un boccone troppo 
grosso e troppo amaro. Li riaprì d'un tratto e sillabò: 

— Quei denari io li avevo rubati. 

— No! — esclamò don Pietro e cominciò a tremare: — No! 
non è vero! I denari che hai dato alla chiesa del Signore? I 
denari con cui io ho onorato il Signore offrendoglici quelli 
altari, quelle pitture, quei candelabri, questi arredi? Non è 
vero! — e tornato in piedi si tolse la stola gridando: — E in 
confessione me le dici queste cose? Al maresciallo devi dirle, 
non a me! Al maresciallo! 

Ma Santino aveva afferrato la stola, e gittatagliela al collo 
come un cappio, lo trascinava di nuovo all'inginocchiatoio, e 
le due mani sulle spalle di don Pietro che era ormai un vec- 
chietto tutt'ossa, lo obbligò a risedersi. Poi presa la sedia gli 
si mise davanti, le due ginocchia allargate come a chiuderlo 
tra le branche d'una tanaglia. 

— Don Pietro, con me non si scherza. Io sono venuto da 
voi a confessarmi da buon cristiano dei miei peccati più gravi. 
Voi potete assolvermi, potete non assolvermi, ma non potete 
né interrompermi né scappare né denunciarmi. Se no, che prete 
siete? — 

Il povero prete tremava sempre. Balbettòaggiustandosi la 
vecchia stola, spianandone con la palma della mano le grinze 
fattevi dalle mani di Santino: 

::- Hai ragione, figliolo, hai ragione tu. Perdona un misero 



IL PECCATO E LA PENITENZA. XX\ II 



echio che non sapeva quello che si faceva. Io ho peccalo 
quanto te, adesso, anzi più di te. Perdonami e parla. — 
Santino era tornato tranquillo. 

— Adesso ho più poco da dirvi. Io ho rubato circa quat- 
tromila lire quattro anni fa, seimila lire due anni fa.... 

— La cassaforte del conte Anzilei? Sei stato tu che la do- 
menica mentre tutti erano a messa.... 

— Lasciate stare. E tremila lire l'anno scorso. Ditemi che 
penitenza devo fare, e assolvetemi. 

— Penitenza? Assoluzione? Ma io devo veder l'animo tuo, 
non solo le tue azioni. Sei pentito di quello che hai fatto? 

— Tanto pentito che l'altro giorno ero libero di fare un 
colpo magnifico, e non l'ho fatto. Mi pare che basti. 

— Non basta, non basta! Tu devi restituire il mal tolto alle 
tue vittime. 

— Prima di tutto, sono persone ricche che non hanno ri- 
sentito, si può dire, nessun danno. Una non ha nemmeno de- 
nunciato il furto perchè ha paura che il tribunale le tolga anche 
i quattrini che le ho lasciati io. 

— Ma è l'atto per sé stesso.... 

— E poi io non ho più un soldo. 

— E che hai fatto di tutta questa somma? 

— Parte l'ho spesa.... l'ho spesa malamente, e anche di 
questo mi pento. Parte l'ho messa in affari che sono tutti an- 
dati in malora. E l'altra parte, una grossa parte.... 

— Dov'è? 

— Ma l'ho data a voi, don Pietro. — 

Il colpo fu ancora forte. Don Pietro davanti a tutte quelle 
novità strabilianti, s'era quasi dimenticato il proprio danno. 
Si passò una m:ino sulla fronte imperlata di sudore. 

— Ma perchè me l'hai date? 

— Per chiedere perdono a Dio del male che avevo fatto. 
Anche questo è peccato? Dovevo tenermi tutto per me? 

— Ma no, ma no! Dovevi restituire tutto: questo dovevi 
fare. 

— Se l'avessi fatto, oggi non sarei qui e voi in questi tre anni 
non avreste avuto niente. Ho peccato, lo so. Ma sono nato cri- 



Lavorazione speciale In CAPPELLI e BERRETTI per Fllarmoniclie 

1 FORNITORE DEL MUNICIPIO 

A. LAPINI - FIRENZE, Via del Giglio, 9. 

-<5 INVIO FIGURINI GRATIS t>- 



XXVIII IT^ PECCATO E LA PENITENZA. 

Stiano e voglio morire col perdono di Dio. Voi potete darmelo. 
Me lo date? — 

Don Pietro si sentiva svenire, era divenuto bianco come 
i suoi capelli. 

— Figlio mio, io non sto bene.... 

— Siete digiuno. Ve l'avevo detto io. 

— Io non sto bene, non posso ragionare. Il colpo è stato 
troppo grande. Torna domani . . No, dopodomani. Penserò, esa- 
minerò il caso.... il caso tuo e mio.... perchè anche io, capirr.i, 
con tutta la chiesa restaurata così.... con quei denari.... 

— Va bene. Tornerò dopodomani. Ma cercate di farvi co- 
raggio e di non lasciarvi sfuggire una parola. Anche per la 
chiesa, qui, non sarebbe prudente. 

— Ti pare! È confessione, è confessione: so il mio dovere. — 
Santino s'era alzato, aveva ripreso il suo cappello. Don 

Pietro restava seduto, come istupidito. L'altro lo prese con 
delicatezza sotto un braccio, lo aiutò ad alzarsi. 

— Di' almeno un'avemaria alla Madonna. 

— In questo stato? Quando m'avrete dato una risposta.... — 
Don Pietro poteva appena camminare. 

— Lasciate fare a me. Chiudo io, — disse Santino. E finì 
di stendere la pianeta nel cassetto, vi piegò sopra la stola e 
il manipolo, chiuse l'armadio e andò a deporre la chiave in 
un nascondiglio sulla cornice del lavabo. 

— Come sai che nascondiamo la chiave lì? 

— Andate a prendere il caffè, don Pietro. Io esco dalia 
chiesa. — 

Ed esci. 

«^ 

Il problema più urgente per don Pietro era ormai liberare 
la sua chiesa dall'onta di quei doni. Col primo dono egli aveva 
fatto riattare il tetto e ridipingere le tre navate di color di 
rosa con lo zoccolo e gli stipiti azzurri. Col secondo dono aveva 
fatto fare in stucco e caciolfa l'altare della Madonna del Ro- 
.sario, e da un pittore che insegnava disegno al convitto di 
Spoleto v'aveva fatto dipingere un gran quadro dove tra i 
fedeli inginocchiati sotto la Vergine s'era posto anche lui, a 
mani giunte, la faccia volta al pubblico. Col terzo dono aveva 
comprato i candelabri e le cartaglorie dell'aitar maggiore e 
due parati « in quarto » di lametta quasi d'oro. Ogni volta 
aveva descritto dal pergamo prima i progetti e, alla fine del 



IL PECCATO E LA PENITENZA. XXIX 



lavoro, l'opera, narrando anche il modo misteiioso con cui le 
tre offerte gli erano pervenute. E ad ogni offerta aveva invi- 
tato i fe'deli a fare un triduo perchè il Signore proteggesse 
con tutta la sua grazia il generoso benefattore ignoto. Come 
tornare indietro? Come disfare quelle bellezze e ritirare quelle 
preghiere? Si aggiunga che spinti dall'esempio di quel mu- 
nifico anonimo il muratore, il falegname, il pittore, tutti ave- 
vano lavorato per meno. Sapendo la verità potevano venire 
a reclamare il proprio. La verità? E come poteva egli annun- 
ciarla eroicamente ai fedeli senza mancare al suo dovere di 
confessore? E solo staccando il quadro e togliendo dall'altare 
i candelieri nuovi, non avrebbe egli indotto i fedeli in sospetto, 
suscitato uno scandalo peggiore della vergogna presente la 
quale almeno era nota a lui solo? 

Ridiscese nella chiesa deserta. Il sole entrando dalle ve- 
triate sull'altare di Sant' Espedito, veniva a illuminare proprio 
il quadro della Madonna del Rosario, seduta sulle nubi fra due 
angeli ben nutriti e volanti, uno dei quali alzava con la destra 
un rosario e uno scapolare, e l'altro una nave rossa piccola 
come un giocattolo, per significare che quel culto era stato 
fondato in ringraziamento della vittoria di Lepanto. Don Pietro 
le si inginocchiò davanti per chiederle consiglio; e invece un 
altro scrupolo gli balenò in mente. Non era quell'immagine 
stata comprata coi danari d'un ladro? E poteva, nonostante 
le benedizioni, essere adorata? E lasciandola lì non faceva egli 
correre lo stesso rischio di sacrilegio a tutti i fedeli? La sua 
mente tornò a perdersi in un labirinto. Finalmente un'idea 
parve trarlo a salvamento: andare dagli stessi derubati, rac- 
contar loro senza far nomi la verità, chieder loro di con- 
fermare il dono che avevano fatto involontariamente. Forse 
erano tutti e tre buoni cristiani. E se non lo fossero stati? 
L'importante era ormai sapere da Santino quei tre nomi. Uno 
era il conte Anzilei; e nemmeno quello dopo tutto era certo. 

Volle andare a cercare Santino, subito. Ma chi l'avesse 
visto entrare nella casa misteriosa, che avrebbe detto? E lo 
stesso Santino non sarebbe stato forse spaurito da quella fretta, 
tentato di ritrarsi dalla buona via? E don Pietro s'acquietò 




^^*0ft^t^0*0^^f*0tmmt0*0>0*^'^m^i0ivurì^^^>0^»0^0^^st 



Jopntee pe? Società filarmoniche 



A. LAFINI - Via del Giglio, 9 - FIRENZI! 

Invio GRATIS Catalogo 



r>rr»rn«iM'^^ir^r»i<iiiiMj< w >*i ri ii r i<rMri#w^^>rr»^ n i iw i<i»ii _r rir<->ni 'r > r\j*rri >>'irir»j r-rt^nj^ 



XXX n. PECCATO E LA PENITENZA. 

pensando che era in suo potere dargli l' assoluzione solo quando 
eirli avesse rivelato i tre nomi. 
^ Intanto volle far levare il quadro dall'altare. Si rammento 
che il pittore e il falegname avevano incastrato la cornice di 
legno nella cornice di pietra facilmente, senza necessità di 
saldarla con cunei e tasselli: e dopo colazione chiamò Chec- 
chino. Ma questi quand'ebbe ricevuto la strana incombenza, lo 
fissò con la sua solita aria di protezione: 

— Don Pietro, voi non state bene. — 

Don Pietro s'affannò a spiegargli che s'era accorto d'un 
errore canonico gravissimo in un certo attributo dipinto lì. Era 
una bugia, a fin di bene, che la verità non poteva dirla e quel- 
l'altro non doveva comprometterlo e bisognava salvare i fedeli 
dal contagio. 

— Ma lasciate star l attributo. Chi se n'è accorto? Nem- 
meno il vescovo quand'è venuto giù per la cresima. Pensate 
a quel che diranno i fedeli. Già fa grazie quell'immagine.... Vi 
dispiace? 

— Andiamo giù. Il quadro s'Jia da staccare prima della 
benedizione. 

— Don Pietro, ve l'ho detto, voi non state bene. Dormiteci 
su. Aspettate domattina. — 

Ma il povero vecchio volle scendere in chiesa e con le sue 
stesse mani aiutare il sacrestano a far saltare la tela fuori 
dalla cornice. Egli stesso la ricevette nelle braccia, se la portò 
in sacrestia, la voltò a rovescio: e respirò. 

La sera, alla benedizione, a veder l'altare senza quadro, e 
nella cornice di pietra il muro greggio di mattoni e calce, donne 
e uomini s'allarmarono. Tra una strofa e l'altra del Tantum 
ergo, don Pietro sentiva dall' aitar maggiore il mormorio della 
folla. Quando si volse a impartire la benedizione, s'accorse 
che molti distratti dall'avvenimento, in piedi davanti all'altare 
.spogliato, si dimenticavano pur d'inginocchiarsi e di guardar 
Dio in faccia. Dopo, nella sacrestia, lo scandalo fu ancora più 
grave; le voci si fecero alte e le parole grosse. Quel quadro era 
ormai proprietà di tutti, non del parroco .solo, perchè a tutta la 
chiesa non al parroco solo erano stati regalati i denari coi 
quali era stato pagato. 

— O lo rimettete a posto voi o ce lo rimettiamo noi. — 
Il parroco ripetè le ragioni canoniche. Gli risposero: 

— Se s'ha da correggere qualche cosa, il pittore prenda 
una scala e corregga lì sull'altare. — 

Nella vivacità della di.scussione i contadini finivano a chia- 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



XXXI 



mare quell'immagine la " Madonna sbagliata,,. E poiché don 
Pietro taceva interdetto, esausto da quella giornata d'angosce, 
due presero il quadro e senz'altro lo rialzarono contro la sua 
cornice di pietra e ve lo ficcarono a forza di pugni sull'inte- 
laiatura. Altri vi accesero sotto due candele, e le donne si fer- 
marono a pregarvi davanti con un fervore in cui fremeva an- 
cora la rivolta. 

La mattina dopo, poco prima di colazione. Santino venne di- 
filato in canonica. Il parroco seduto nella poltrona di percalle 
rosso leggeva l'ufficio, e spesso si distraeva a fissare la grata 
di sole che filtrava dalla persiana verde sul pavimento. Si tolse 
gli occhiali, e impallidendo guardò il terribile donatore: 

— Non dovevi venire domani? 

— Non ho potuto aspettare. Ho bisogno d'aver oggi la ri- 
sposta. 

— Va bene. Vieni giù. — 

Traversarono la cucina dove sulla pietra del focolare la 
pignatta bolliva e il gatto dormiva, scesero una scala, don Pie- 
tro avanti e Santino dietro. La scala era buia come un pozzo 
e i passi rimbombavano sugli scalini di legno: solo giù in fondo 
si scorgeva il punto luminoso del buco della serratura nella 
porta della sacrestia. Don Pietro a sentir dietro a se il passo e 
il grosso respiro di Santino, tornò a tremare. Gli pareva che da 
quel pozzo non sarebbe uscito più vivo; che sempre nella poca 
vita che gli restava egli avrebbe dovuto camminare così a 
tentoni, nelle tenebre, spinto da quel respiro fondo e da quel 
passo grave, alle sue spalle, sempre vicino, sempre più vicino. 
Riesci ad aprire. 

La sacrestia odorava d'incenso e di cera, e da una corda 
tesa in un angolo pendeva la coltre nera e bianca del cata- 
falco perchè Checchino aveva cominciato i preparativi per 
l'ottavario dei Morti. Don Pietro avrebbe preferito ravvolgersi 
da sé dentro quella coltre e restar lì immobile ad aspettare 
che lo seppellissero, piuttosto che confessare Santino. 

Ma questa volta Santino s'era inginocchiato senza aspet- 
tare altre esortazioni. Don Pietro si mise al collo la stola, si 
sedette, riesci anche a fargli dire il confiteor suggerendoglielo 



OPUSCOLI E 
SCHIARintHTI 



SMBClSRMiltDI-ViÀ BiViTi»u\i^ia 9-MlLflriO 



XXXII IL PECCATO E LA PENITENZA. 



parola per parola. L'umiltà di quel colosso che ripeteva la 
preghiera con la docilità e le esitanze di un ragazzo, finì a 
commoverlo. Pensò a San Filippo Neri suo patrono, miracoloso 
a convertire banditi e assassini, ed ebbe quasi uno slancio di 
gratitudine per quel ladro che proprio a lui, semplice e vec- 
chio prete di campagna, era venuto a chiedere d'essere ricon- 
dotto alla presenza di Dio. Raccolse le sue forze per non dargli 
senz'altro l'assoluzione con una lunga penitenza d'orazioni e 
di comunioni. Gli parlò sottovoce come in confessionale. 

— Ho pensato a lungo, figliolo mio, alle gravità delle tue 
colpe e alla sincerità del tuo pentimento. È vero: anche nel 
fondo del delitto tu ti sei voluto ricordare d'essere nato cri- 
stiano, tu hai cercato di lasciarti aperta una porta per l'eterna 
salvezza. Hai compromesso, è vero, anche me e m'hai prepa- 
rato molte pene e molti rimorsi per questi pochi anni che mi 
restano da vivere. Ma tu l'hai fatto senza volerlo, anzi l'hai 
fatto con l'animo di ben fare, e le mie pene non devono pesare 
su te. Perciò io ho deliberato d'assolverti ma a una condizione: 
che tu mi riveli i nomi delle tue vittime perchè io possa chie- 
der loro, senza mai pronunciare il tuo nome, di donar ormai 
alla chiesa quello che tu le hai dato senza il loro permesso. — 

Santino teneva la fronte appoggiata al muro, le mani sovrap- 
poste sul piano dell'inginocchiatoio. Senza muoversi, sillabò: 

— È impossibile. 

— Impossibile? Ma tu non vuoi far niente per meritarti la 
grazia divina? 

— Quello che è stato adoperato pei restauri della chiesa 
ormai riguarda voi. 

— Non mi capisci. Solo quando avrò il consenso di chi ha 
sofferto il danno, quei danari saranno veramente e legittima- 
mente della chiesa. Adesso non lo sono. 

— Don Pietro, è impossibile. Cercate un'altra penitenza. — 
E non si muoveva, duro come il muro. Don Pietro sospirò: 

— Uno è il conte Anzilei. 

— Io non v'ho detto niente. 

— Avresti il coraggio di negarlo, adesso, qui? 

— Non nego e non confermo. 

— Pensa: andando dal conte Anzilei io potrei forse otte- 
nere non solo il dono definitivo di quelle mille lire per la 
chiesa, ma anche il perdono per te. 

— Anzilei arresterà anche voi appena saprà che conoscete 
chi gli ha preso i denari. Perchè,, sì, è vero, io ho preso le 
seimila lire al conte Anzilei, due anni fa.... 



— Finalmente! 

— Ma voi non dovete andare a parlarceli di questo fatto. 
Lo conoscete quanto me. Pensate, don Pietro, al rischio che 
correte anche voi. — E parlava anch' egli sottovoce e senza 
muovere la fronte dal muro guardava di traverso il curato: 
— Anzilci si rifiuterà. Denuncerà voi, intanto. E la chiesa 
vostra perderà il suo buon nome. Quest'è certo. È più certo 
questo che l'arresto mio. Ho un'altra idea. Se voi mi date 
l'assoluzione, io mi metterò a lavorare giorno e notte. Con 
l'aiuto vostro le mille lire in un anno, in due, in tre, le rifa- 
remo, e le rimanderemo a Anzilei. — 

Di nuovo la commozione invase il cuore di don Pietro. 

— E così sia. Ma dammi il nome degli altri due. 

— Quando ci saremo liberati da questo, ve li dirò. 

— No, figliolo. Adesso devi parlare. 

— Don Pietro, voi mi torturate. 

— È il mio dovere. 

— Allora potevate dirmelo prima di strapparmi il mio se- 
greto.... — 

Parve accorato. Si nascose la faccia nelle mani. Poi alzò 
un ginocchio come per andarsene. Don Pietro umile pensò che 
solo F incapacità della sua parola e l'imprudenza della sua mente 
facevano perdere una conversione alla chiesa. 

— Resta qui. Tu mi prometti di dirmi un giorno, quando 
avremo pagato Anzilei, il nome degli altri due? 

— Ve lo prometto davanti a Dio. — 

Don Pietro cedette. Spiegò al penitente tutt'un lungo si- 
stema di digiuni, di novene, di rosarii, di comunioni ch'egli 
doveva compire dentro un anno, e tracciando nell'aria sul capo 
di lui la croce con l'indice e il medio della destra, mormorò 
con un sospiro di sollievo VFgo te absolvo, e si alzò. 

— Adesso vai. Comincia una vita nuova, per te. Vieni da 
me quando vuoi. — 

Santino anche s'era alzato aveva battuto i due pedi per 
terra come per sgranchirsi le gambe, aveva riafferrato il suo 
inseparabile cappello, tornava a guardare in faccia il curato. 

— Adesso v'ho da fare una preghiera. È urgente. A Spo- 
leto il delegato deve aver avuto qualche notizia. 

— Notizia di che? 

— Ma del fatto Anzilei. 

— La giustizia umana non mi riguarda. Quando avrai finito 
la tua penitenza, la giustizia divina t'avrà assolto. 

L'Olio Sasso Medicinale semplice, jodato ed emulsionato è il ricostituente sovrano. 



XXXIV 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



— Sì, lo SO. Ma io ho detto al delegato che la mattina di 
domenica 25 settembre 1905, mentre vuotarono la cassaforte 
d'Anzilei, io ero qui da voi in canonica a fare i vostri conti, 
che voi mi avete veduto tutta la mattina, subito prima di 
messa e subito dopo. Da qui alla villa Anzilei c'è un'ora di 
cammino. Dunque io sono salvo. 

— Ma se il delegato.... 

— Se il delegato v'interrogherà, voi risponderete come vi 
dico io. Volete rovinarmi? Adesso volete rovinarmi? 

— Io non faccio giuramenti falsi. 

— Voi non avrete da giurar niente. Si tratta soltanto d'un 
sospetto. Il fatto è vecchio di due anni, e il delegato sarà felice 
di rimetterlo a dormire. Una parola vostra basta. Niente giu- 
ramenti: non abbiate paura. 

— Io dirò la verità. 

— Grazie, don Pietro. Prima mi fate svesciare tutto come a 
un bambino, prima m'assolvete: poi mi tradite. Questi son gli 
uomini. Val la pena di pentirsi? Val la pena d'esser onesti? Val 
la pena di regalare alla chiesa quel che le ho regalato io? Va 
bene: non dico altro. Quando sarò arrestato, confesserò, tutto 
confesserò: quello che ho rubato e quello che v'ho dato. Questo 
almeno non lo negherete. 

— Ma tu sei pazzo.... 

— Tutto dirò. E se voi e la vostra chiesa ne avrete a sof- 
frire, la colpa non sarà mia. Io son venuto da voi, mi sono 
inginocchiato, mi sono battuto il petto, sono stato assolto. E 
adesso voi m'abbandonate e mi tradite? Giudicate voi, don Pie- 
tro. Quando il delegato v'interrogherà, pensate ai casi vostri, 
parlate secondo la vostra coscienza. Ormai sapete tutto. Io sono 
in mano vostra. È fatto, ed è inutile starci a piangere su. — 

E s'avviò verso la scala. 

— Santino, tu non puoi.... Santino! — 

Santino aveva aperto la porta, saliva la scala buia. 

— Santino! — 

Don Pietro gli corse dietro. Quando s'aflacciò alla finestra 
lo vide che traversava la piazza, le due mani in tasca. Mandò 
Checchino nel pomeriggio a cercarlo a casa. La casa di San- 
tino era chiusa. Nessuno l'aveva veduto rientrare. 



con tro /e Z 




LflCfiirib M Pino 



(VM/VtTTEl 



ùl - 



PELTia 



IL PECCATO E LA PENITENZA. XXXV 



Don Pietro restò a letto due giorni e il dottore gli ordinò 
di non leggere nemmeno il breviario. Pure la moglie di Chec- 
chino che gli faceva bollire il brodo e gli cambiava la bottiglia 
d'acqua calda ai piedi, la sera lo trovò seduto sul letto, il cas- 
setto del comodino aperto, un pacco di carte sulle ginocchia, 
tanto asporto nella lettura che non le rispose nemmeno. Don 
Pietro rivedeva i conti dei restauri della chiesa, e poi nella 
notte se li sognava tra le nubi, scritti sul libro eterno del dare 
e dell'avere che l'arcangelo Michele sfoglia e compila alla 
destra del Padre, e al suo apparire tacevano le armonie delle 
sfere e l'arcangelo cominciava a leggerli con voce tonante: 
« Al capomastro Piacenti per gesso e cemento lire 110. Più 
per cinquanta giornate di manovale lire 75.... » E man mano 
che la lettura terribile procedeva, la nuvola sulla quale egli 
era seduto calava come un pallone che si sgonfiasse; e sotto 
era l'abisso. 

Quando al giovedì don Pietro s'alzò debole tanto da non 
poter dir messa, Lorenzo Taccoli camarlingo della congrega- 
zione della Madonna iVddolorata seguito da due confratelli 
venne a portargli una supplica firmata da cento parrocchiani 
nella quale lo si pregava di non togliere ne modificare il qua- 
dro della Madonna del Rosario, « immagine miracolosa dalla 
quale sono già piovute sui fedeli innumerevoli grazie. » 

Questo avvenne la mattina. Poco dopo colazione don Pietro 
si riposava sulla poltrona quando gli apparve nel vano della 
porta il maresciallo dei carabinieri. Questi veniva spesso a sa- 
iutare il curato, specialmente d'estate nelle ore di canicola, per 
interrompere con un bicchier di vino la fatica della perlustra- 
zione settimanale. Ma in quel momento quell'apparizione parve 
a don Pietro una condanna a morte. 

Pure, il maresciallo gli sorrideva: 

— Don Pietro, dopo pranzo alla vostra età non bisogna 
dormire. 

— Che dite? Eh che dite? Che volete da me? — 

r^lM..AMA OAffiMA SPECIALITÀ DELLA CASaI 

L VINI - LIQUORI - VERMOUTH - CHAMPAGNE J 



XXXVI IL PECCATO E LA PENITENZA. 



Il maresciallo era entrato, s'era seduto, Checchino lo se- 
guiva con la bottiglia del vinsanto, e don Pietro non riesciva 
a liberarsi dall' incubo. Dovette alzarsi in piedi. 

— Figliolo.... 

— Dormivate, eh? Dopo pranzo alla vostra età non s'ha da 
dormire, — ripetè l'altro, girando l'astuccio della rivoltella sul 
davanti della cintura perchè gì' impediva d'appoggiarsi, be- 
vendo, alla spalliera. 

Don Pietro studiava quel volto onesto, raso sull« gote, la 
barbetta castagna divisa in due punte, gli occhi azzurri. Le 
altre volte, quando il maresciallo veniva a trovarlo, il buon 
vecchio se ne sentiva lusingato perchè quella visita significava 
agli occhi di tutto il villaggio l'incontro e la concordia dell'au- 
torità terrena con l'autorità divina, ed anche era più tranquillo 
del solito perchè gli pareva impossibile che i ladri entrassero 
dove il maresciallo era entrato. Quel giorno invece respirava 
corto, non osava dir la prima parola. Poi ebbe paura del suo 
stesso silenzio, osò tre sillabe: 

— Novità? 

— Un'automobile ha strappata la coda a un bue, vicino al 
casello ferroviario. Ho il numero, ma sarà affar lungo rintrac- 
ciarla, — e spiegò come si devono redigere le denunce contro 
le automobili. Concluse: — Scappano peggio dei ladri, -r- 

Don Pietro ebbe un altro brivido. Checchino se n'andava. 
Il maresciallo tacque finché s'udirono i passi del sacrestano 
giù per la scala esterna sotto la finestra. 

— Don Pietro, v'ho da chiedere un'informazione, in se- 
greto. — 

La condanna a morte riapparve. 

— Dite pure, dite pure. 

— Conoscete Santino, il sensale, quello che è stato in 
America? 

— È venuto qui anche l'altro jeri, — e gli pareva che la 
poltrona si sprofondasse lentamente come nel sogno quella nu- 
vola davanti all'Eterno. 

— Tanto meglio. Di che vive, secondo voi? 

— Mah.... s'ingegna.... A dir la verità, non lo so. 

— È buon cristiano? 

— Si confessa.... di rado. 

— Tanto meglio, tanto meglio. Da un confidente abbiamo 
avuto, tempo fi.\, un'informazione, ma il confidente è poco 
sicuro. — 

Fu un miracolo se don Pietro non ripetè come un'eco il 



IL PECCATO E LA PENITENZA. XXXVTT 



tanto niL'g//o del maresciallo. Questi continuò, a bassa voce, 
posando il bicchiere vuoto sulla tavola, avvicinando la sedia. 

— \^i ricordate il furto Anzilei, due anni fai Quel confi- 
dente sospetta di Santino. Ha un indizio: Santino due giorni 
prima era andato nella villa Anzilei a cercar del fattore per 
la vendita d'un pajo di buoi, e invece d'entrare nell'ufficio era 
entrato difilato dalla porta dei padroni. Perchè? Conosceva 
bene le due porte; v'era entrato cento volte. Il delegato l'ha 
chiamato, senza far complimenti. Santino s'è difeso benissimo: 
ha detto che la mattina del furto, — e si sbottonò la giubba e 
da una tasca sul cuore trasse un libretto di note, — la mattina 
di domenica 25 settembre 1905 era qui da voi, in canonica, a 
fare i vostri conti. È vero? 

— Già.... 

— Lo so, a due anni di distanza, è difficile per voi ricor- 
dare una data precisa. 

— No, anzi ... 

— Domenica, 25 settembre 1905. Il furto sarebbe avvenuto 
durante la messa. 

— Dite bene. È diffìcile ricordare. 

— A comodo vostro, don Pietro, guardate i vostri libri.... 

— Già. 

— Se trovate che la data è giusta, che Santino quella mat- 
tina era qui da voi, non mi mandate a dir niente. Se invece 
vedete che di certo quel giorno almeno da voi non si è fatto 
vedere, mandatemi a chiamare. Io domenica ventura vado a 
Norcia, distaccato, per un mese o due. Vorrei, se mai, aver la 
risposta prima. S^nza. prove, io non lo arresto, e son d'accordo 
col delegato. I processi che finiscono in istruttoria per man- 
canza d'indizii ci rovinano la carriera. — 

Dopo poco se ne andò. Per la terza volta, andandosene, 
gli ripetè affettuosamente: 

— E dopo mangiato non v'appisolate cosi. All'età vostra 
è pericoloso. 

Quando il maresciallo fu escito, don Pietro cadde in de- 
liquio. Si riebbe da sé, dopo un'ora almeno, bevve un dito di 
vinsanto e andò in chiesa a pregare davanti al sacramento. 



Putti Vip IIPQSlìtì 8^"'^^ e dolenti, anche se ulcerate, per vene varicose, di- 
udlllUC pCuuilLly \engono presto leggiere, asciutte, agili e sane mediante la 
cura radìraìe mecìira delle vene virkose, scoperta dal Dott. Stefani» Bolognese (Ca- 
sella poetale 502, NAPOLI). — Opuscolo spiegativo a richiesta. — Vademecum 
(100 pag. ill.i Yi. 1. — Consultazioni di persona e per corrispondenza nelle prin- 
cipali lingue. 



yXXVIlI ILPECCATO E LA PENITENZA, 



A metà della scala buia che scendeva in sacrestia, si fermò: 
crii pareva d'udire alle sue spalle un passo grave e un re- 
spiro fondo.... 

Era un'idea. Santino, non lo vide più nessuno per molti 
friorni. Don Pietro passeggiando andò fin sotto la casa di lui: 
chiusa come una tomba. E se fosse per paura tornato in Ame- 
rica? Se avesse imprudentemente lasciato lì dentro qualche 
prova del suo delitto? Se in una perquisizione si venisse a 
stabilire che proprio Santino aveva vuotata la cassaforte del 
vecchio Anziiei? E che egli, don Pietro, aveva mentito? 11 pro- 
cesso, la condanna. Un processo a settant'anni, come complice 
d'un ladro! Complice ben pagato perchè egli da quel furto 
aveva ricevuto mille lire in contanti. Fece il giro della casetta. 
Dietro era un orto largo dieci metri, incolto, senza siepe, dove 
solo un cespuglio di rosmarino prosperava e odorava fra le 
gramigne e i convolvoli e i pruni; oltre il cespuglio, contro la 
casa, un mucchio di mattoni, di tegole, di calcinat:ci, di ferri 
arrugginiti. L'occhio ansioso di don Pietro distinse fra quel 
ferraccio una chiave tanto rosa dalla ruggine che tra l'anello 
e gl'ingegni il fusto era ridotto a un filo. La chiave natural- 
mente gli ricordò la cassaforte, e la paura fu più forte di lui: 
data un'occhiata in giro, egli risotterrò la chiave col piede, 
accuratamente, e tornò sulla strada deserta più tranquillo. 

Di Checchino non si fidava. Lo sapeva geloso delle facce 
nuove, sentiva che Santino gli dispiaceva e non osava parlar- 
gliene per tema d'udir sospetti e accuse alle quali non avrebbe 
saputo che rispondere. E si chiudeva nel suo silenzio non po- 
tendo chiudere tutte le porte e le finestre della casa. In chiesa 
scendeva il meno possibile. Spicciava la messa in fretta come 
se la sacra mensa e i parati gli scottassero. Nei giorni feriali 
poiché indossava ie pianete vecchie, quelle di prima del dono, 
era più calmo ed attento. Ma la domenica la gente esciva di 
chiesa mormorando che a don Pietro restava più poco da vi- 
vere e che sarebbe stato bene cercargli un viceparroco per 
aiutarlo. 

Passò un mese cosi. Don Pietro pensava d'andare dopo le 
feste natalizie dal vescovo per narrargli tutto, in ginocchio, 
pronto ad ogni sacrifìcio. Pure se intanto Santino fosse riapparso, 
gli avesse annunciato d'aver racimolato onestamente qualche 
centinaio di lire per la restituzione.... Egli stesso, anche povero 
com'era, diventava avaro, lesinava anche sul vino della messa. 
Aveva duecento lire da parte, in argento: le lire delle messe 
dette fuori di parrocchia» per qualche officio di morti. Avendo 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



XXXIX 



saputo che col cambio in carta poteva quell'anno iji^uada^nar 
qualche cosa, le mandò dal postino a cambiare a Spoleto, e fece 
rinnovare la serratura del suo comò che a memoria d'uomo 
non aveva mai conosciuto chiave. 

Una mattina finalmente passando davanti al caffè rivide 
Santino. Si fermò di botto; ma l'altro che era seduto a parlare 
con due o tre contadini, lo salutò senza mv.oversi, alzandosi a 
mezzo e toccando appena la tesa del cappello come soleva 
fare prima della confessione. Quell'indifferenza più lo impen- 
sierì. Che meditava Santino? Lavorava? S'affannava v racco- 
gliere i denari per la restituzione come aveva solennemente 
promesso? Faceva le sue penitenze? Dove le faceva, se in chiesa 
non s'era più veduto? E lo rincontrò spesso ma non osò mai 
chiamarlo. Alla fine, fu quasi soddisfatto di quella separazione, 
che gli parve di riacquistare un po' di libertà per quando sa- 
rebbe andato a gittarsi ai piedi del vescovo, rec?.ndo nella de- 
stra i conti dei restauri. 



«(^ 



Otto giorni prima di Natale, appena suonata un'ora di notte, 
Checchino dalla porta laterale della chiesa s'avviava in paese. 
La piazza deserta luccicava come uno specchio, che era caduta 
un po' di neve la mattina, e prima col sole s'era sciolta, poi 
verso sera col freddo s'era gelata, e vi si scivolava come sul 
vetro. All'improvviso sentì dalla strada di sopra il romore di 
una vettura attutito da quel velo di ghiaccio, e i colpi irrego- 
lari degli zoccoli d'un cavallo che non riesciva ad avanzare 
e sdrucciolava mentre qualcuno lo incitava e lo sosteneva gri- 
dando, bestemmiando e schioccando la frusta. Quando giunse 
sotto il fanale, quella voce lo chiamò: 

— Ehi, della chiesa! — e la vettura si fermò: — Vieni qua 
che io non posso andar più avanti su questo vetriore. — 

Il sacrestano s'avvicinò, riconobbe il cavallo bianco del 
fattore d'Anzilei, ma dentro, sotto il mantice del biroccino, non 
riconobbe il fattore. 



OPUSCOLI E 
SCHIARinENTI 



STAB.C;flRN/ILDI-ViA B.V1TRUU10 9-fllLflNO 



— Dov'è il curato? 

— A casa. 

-- Puoi chiamarlo tu? Il conto Anzilei, il vecchio, sta mo- 
rendo. Ha bisogno del curato subito. 

— A quest'ora, con questo tempo, il curato non si può muo- 
vere. È vecchio anche lui. 

— Vaglielo a dire. 

— Andate lino a Ponte Nuovo: quel curato è più giovane. 

— No: questo ho da portare su. Ho le coperte con me. Su, 
lo riscalderemo. — 

Checchino salì in canonica a malincuore. Quel viaggio di 
notte per don Pietro poteva essere la morte. 

— Don Pietro, c'è una chiamata. Ma dovete dir di no. 

— Una chiamata? Chi è? 

— Prima promettetemi di dir di no. Con questo freddo non 
dovete andare. 

— Chi è? Rispondi. 

— È il conte Anzilei, quello vecchio, su alla villa.... 

— Muore? — e don Pietro era in piedi: — Rispondi: muore? 

— E si sa! Volete che si sposi a quest'ora? Muore, e v'ha 
mandato a chiamare. Ma voi non dovete andarci. 

— Subito, subito ci vado. 

— Questo si chiama ammazzarsi, lo capite? 

— Subito ci vado. Ha mandato la bestia? 

— Ha mandato il biroccino del fattore. — 

Don Pietro era andato in camera da letto, camminando 
svelto come un ragazzo. Dopo un attimo, tornò col cappello, 
il ferrajolo, la sciarpa di lana. 

— Dov'è il biroccino? 

— All'angolo della chiesa. Non può venir avanti che il 
cavallo sdrucciola sul ghiaccio. 

— Vado io. — 

Aveva gìh aperto la porta sulla scala. La richiuse d'un 
colpo, tornò indietro, gittando cappello, sciarpa, ferrajolo sulla 
tavola. 

— Avete sentito che freddo fa? Avevo ragione io? — 
Ma don Pietro non rispondeva. Si passava una mano sulla 

fronte fissando il cerchio di luce che la lampada appesa segnava 
sulla mensa. Finalmente parlò dopo aver lanciato a Checchino 
un'occhiata sospettosa: 

— Santino dove sarà a quest'ora? 

— Santino? Che c'entra Santino? 

— Lo so io. Rispondi presto: dove sarà Santino? 



II. PECCATO E LA PENITENZA. 



XLI 



— All'osteria. Dove volete che sia? 

— Vallo a chiamare. 

— Vi portate anche lui? 

— Vallo a chiamare. 

— ^fa perche? Che c'entra? Don Pietro, io ve lo dico da 
un pezzo: voi non state bene. Non andate su stanotte. 

— Vai a chiamar Santino. Se no, ci vado io. È chiaro? — 
Checchino uscì. Tornò con Santino cinque minuti dopo e 

trovò don Pietro in piedi, nella stessa attitudine, (issando il 
cerchio chiaro sotto la lampada. 

— Ecco Santino, — e non si moveva. 

— Va bene. Adesso tu vattene. M'aspetterà Santino. 

— Per questo l'avete chiamato? — E se ne andò sbattendo 
una porta dopo l'altra furioso. 

Santino si levò il cappello. 

— Che volete a quest'ora, don Pietro? 

— Anzilei sta morendo. — 
Santino non si mosse: 

— È naturale: è vecchio. 

— M'ha chiamato per confessarsi. 

— Vi divertirete, don Pietro. 

— Figliolo mio, figliolo mio, ma è possibile che tu non ra- 
pisca? 

— Che cosa? 

— Mi autorizzi a parlargli di quel.... di quel fatto tuo. 

— No. 

— Almeno per quel che mi riguarda.... per le mille lire 
della chiesa...? 

— Vorrei sapere le precise parole vostre. 

— Gli dirò che chi gli ha preso quel denaro due anni fa, 
il 25 d'ottobre.... 

— Siamo esatti, don Pietro: il 25 settembre. Non voglio con- 
fusioni. 

— Sì, il 25 di settembre.... Dunque che chi gli ha preso quel 
denaro, pentito, ha regalato mille lire a questa chiesa, che senza 
saperne l'origine io le ho adoperate come le ho adoperate, che 
in punto di morte gli chiedo di concedermele come se m.e le 
avesse date lui.... 



0^ 



m 



m 



OPUSCOLI E 
SCHIARINENTI 



STABCURNALDI-ViA B.Vitruvio d-mUlNO 



XLiI IL PECCATO E LA PENITENZA, 



— Sarebbe stato un bel caso! Senza me non le avevate. 

— Lascia star la superbia. Ascolta me. Questo glielo posso 

dire? 

— Diteglielo. Ma scusate.... — 
Una voce da gài gridò: 

— Viene? — 
Santino continuò: 

— Se gli metteste come condizione per dargli l'assoluzione, 
di perdonarmi, di dichiarare anche agli eredi di non occuparsi 
più di quel fatto, mai, non sarebbe meglio, vi pare, don Pietro? 

— In questo non c'entro. 

— Una cosa tira l'altra. O gli consigliate d'abbonarci tutto 
o e inutile che lo disturbiate. 

— Abbonarci, abbonarci! Tu seguiti a parlare di me e di 
te, così, insieme, com::^ se io ci entrassi, in quel fatto. 

— Ma è chiaro, don Pietro. Mille lire gliele'dovete voi; le 
altre gliele dovrei io. Fate tutto un affare, e che Dio l'abbia 
in gloria! Dio, a me, non m'ha perdonato per bocca vostra? 

— Viene si o no? — ripetè la voce da giù: — Se no, vado 
a Ponte Nuovo. 

— Tu m'aspetti qui? 

— V'aspetto qui. — 

Don Pietro, ripreso il cappello e il ferraiolo e la sciarpa, 
scese giù, andò in chiesa a prendere la pisside e l'ostie dentro 
la teca, e il velo. Il biroccino partì. Nell'aperta campagna la 
strada non era gelata come la piazzetta chiusa tra le case, e 
il cavallo trottava. Mezz'ora dopo don Pietro scese davanti 
alla villa: una grande villa bianca, tra i castagni che per tre 
lati venivano coi rami a battere alle finestre. 

Tutta la strada sotto la casa, tutto lo spiazzo davanti erano 
coperti di paglia per attutire ogni rumore di ruote e di passi. 
Un corridoio di quadri, una sala di bigliardo, un salotto de- 
serto, un altro salotto con una diecina di persone che parlotta- 
vano nella penombra e in terra due cani da caccia stesi, im- 
mobili, il muso sulle zampe: e finalmente la stanza del morente, 
fonda, tutta rossa, rischiarata da una lampada velata, soffocante 
d'un odor d'etere, di senape e d'acqua bollente. Da un lato del 
letto, don Pietro riconobbe il figliolo Anzilei che non vedeva 
più da anni perchè s'era sposato a Napoli, e dall'altro, il dot- 
tor Ambrosi dell'ospedale di Spoleto, un buon gigante coi ca- 
pelli bianchi a spazzola, il naso enorme e due virgole di baffi 
tinti di nero, ridicoli come due baffetti posticci sotto un naso 
finto. Il dottor Ambrosi gli venne incontro, lo invitò a non 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



XLIll 



commovere il malato, a spedir la confessione in poche pa- 
role: 

— Ormai quel che è fatto, è fatto, — e se ne andò senza 
salutarlo, che era anticlericale. 

Il liglio, un uomo di cinquant'anni, canuto, con un gran 
ventre, strinse la mano a don Pietro: 

— Chiudo la porta. Appena ha finito, ci chiami lei. — 

Il vecchio Anzilei calvo, con la rada barba bianca cresciuti 
nei pochi giorni di malattia, aveva di vivo soltanto gli occhi 
e le mani. Le mani rosse e lustre, come d'una seta rossa e gual- 
cita, seguitavano a battere nervosamente con le dieci dita il len- 
zuolo rimboccato, e gli occhietti neri roteavano sotto le pal- 
pebre gravi frugando tutti gli angoli dell'ombra quasi cercando 
di districarsi da quel groviglio di rughe. Di quando in quando, 
le mani si fermavano, gli occhi si chiudevano, e pareva che la 
morte fosse sopravvenuta, con la pace; poi l'agitazione ricc- 
minciava come se una mano invisibile avesse ridato la corda 
al meccanismo del giocattolo. 

Don Pietro si sedette al posto del figliolo, disse al vecchio 
poche parole di conforto. Questi, dopo qualche secondo di si- 
lenzio, domandò al parroco stupito: 

— Lei quanti anni ha? 

— Settant'anni. 

— Allora può capire.... Io ne ho settantotto, — e ricominciò 
a batter le mani sul lenzuolo e a rotear gli occhietti neri. 
D'un tratto gli occhi si fissarono con uno sforzo supremo in 
quelli del prete e il morente cominciò a parlare con un filo 
di voce. Doveva dire parole preparate che ogni tanto s'inter- 
rompeva e si correggeva. Descrisse i suoi difetti più che nar- 
rare i suoi peccati: l'avarizia, l'ira, i desiderii inconif osti. Alla 
fine si tacque, di botto, e restò immobile. 

Don Pietro pensò di chiedergli quella grazia prima d'as- 
solverlo, ma gli parve che sarebbe stato poco generoso, quasi 
un ricatto; e allora l'assolvette in fretta, e senza interrom- 
persi, dopo le parole latine continuò a parlargli da vicino con 
tremula voce : 

— Adesso anch' ella deve assolvere me. Si ricorda del furto 




OPUSCOLI e; 
scHiARinEnn 



«MTK^it 



STflB.C.illlNALl>lrVuB.yiTRUVio d-MlMNO 



XLIV IL PECCATO E LA PENITENZA. 



che fu commesso qui da lei due anni fa, una domenica, men- 
tr'ella era a messa? Quel disgraziato che ha commesso il furto, 
s'è pentito, è venuto a confessarsi da me, avendo la stessa 
fiducia che ella adesso ha avuta nella misericordia del Signore. 
Ma prima di confessarsi, lasciò in chiesa nella cassetta delle 
elemosine una parte della somma rubata; e noi della chiesa 
credendola un dono legittimo la adoperammo ad adornare la 
casa del Signore. Forse il Signore stesso ci ha perdonati per- 
chè poi ha condotto all'altare della penitenza lo stesso ladro. 
In questo momento solenne, io chiedo a lei, al buon cristiano 
che ella è, di perdonare a quel dissennato.... 

— È venuto a confessarsi? E le ha confessato tutto? A lei? 
Da sé ha confessato? Non ha avuto paura che poi lei...? 

— Noi abbiamo due doveri: il perdono e il silenzio. 

— E lei non rivelerà mai...? 

— Mai. Prima morrei. — 

11 vecchio tacque. Don Pietro insistè spaventato a vederlo 
immobile: 

— Mi risponda. Lo perdona? 

— Sì, SI, lo perdono, lo perdono! Perdono tutti io! Il Signore 
me ne sarà grato? Lei deve saperlo. Il Signore me ne deve 
esser grato. 

— Il Signore ci ascolta, — gli disse don Pietro con sem- 
plicità. Poi tornò ad essere il brav'uomo soddisfatto d'aver 
ottenuto quel che voleva, e s'avviò ad aprire la porta. 

— Adesso richiamo suo figlio, per la comunione. 

Ma appena egli ebbe fatto quattro passi, il vecchio si scosse, 
le sue mani cercarono un appoggio come se egli volesse riz- 
zarsi su. Chiamò: 

— Venga qua, venga qua ! Non chiami nessuno. Senta me, 
senta me! — 

Don Pietro gli era tornato vicino. 

— Senta me, senta tutto. Non le ho detto tutto, non ho mai 
detto tutto. Anche io sono un ladro, anche io ho rubato. I mi- 
lioni che ho, anche io li ho cominciati a fare rubando. Non dica 
niente a nessuno. Lei solo lo saprà. A trent'anni ho rubato 
anch'io, sì, ho rubato, rubato, rubato, — e ripeteva la parola bat- 
tendone le tre sillabe con le mani sul lenzuolo: — Non mi 
crede? È proprio così: rubato. Ho soppresso un testamento, 
d'un parente, e ho ereditato trentamila lire, soltanto trenta- 
mila lire. E con quelle ho fatto tutto. Tutto il resto l'ho fatto 
io con le mie mani: questo sì. Ma quelle trentamila lire, anche 
jo, anche io le ho rubate, E adesso vada di là, chiami gli altri, io 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



XLV 



voglio liberarmi di questo peso, voglio far come quell'altro 
che ha rubato a me, voglio che quella somma vada a lei, perchè 
lei ne fa'ccia quel che vuole, perchè il Signore mi perdoni, 
adesso, mi perdoni subito. Vada di là, chiami i testimonii.... Due 
testimonii occorrono ... — 

Don Pietro aveva ascoltato a bocca aperta. Non sapeva più 
che obbedire, automaticamente. Aprì la porta, rientrarono il 
figlio e il dottore, accorsero al letto. Il morente disse al figlio: 

— Tu no. Il dottore e un altro.... Uno che non sia un pa- 
rente.... Chi c'è? — 

Gli nominarono due o tre persone. Egli ripetè: 

— Un altro che non sia un parente, — e guardò il figlio 
con sospetto. 

Fecero venire il fattore, e il vecchio se lo chiamò vicino 
accanto al dottore: 

— Voi siete testimonii che io incarico i miei eredi di dare 
trentamila lire, capite?, trentamila lire in contanti a don Pie- 
tro, come si chiama?, a don Pietro Caprani qui presente, come 
legato mio, di mia libera volontà perchè egli ne faccia l'uso 
che sa, — e ricadde sul letto. 

Il figlio spinse don Pietro in un angolo: 

— Che manovre son queste? — 
Don Pietro tremava tutto: 

— Ma io non ho detto nulla, non ho chiesto nulla. Non le 
lascia a me. Che posso farci io? 

— È un'indegnità, capisce?, un'indegnità approfittarsi d'un 
uomo in quello stato lì. — 

L'onestà di don Pietro insorse: 

— Ella non sa con chi parla. Io non ho mai tolto niente a 
nessuno. M'hanno chiamato, son venato. Ho fatto il mio do- 
vere: me ne vado, — e a testa alta tornò presso il letto, s'in- 
ginocchiò, pregò un minuto in silenzio, poi si coprì le spalle 
col velo di seta, e tratta dalla pisside l'ostia, ne segnò in croce 
il morente e gliela insinuò tra le labbra ansanti. E, terminate 
le preghiere, richiusa la pisside nella teca, ripiegato il velo, 
se ne andò senza salutar nessuno. 




OPUSCOLI E 
SCHI/IRIMENTI 



STAB.CilRNALDlViA B.Vitruv/io 9-niLÀNO 



XLVI IL PECCATO E LA PENITENZA. 

Ma per strada non riesciva a connettere le idee agitate 
come da una febbre. 

Scese dal biroccino sulla piazza, cominciò a salire la scala 
della canonica. Una voce dal bujo dell'orto disse: 

— Son qua. Vengo su. — 
Era Santino. 

— Perchè stai li? 

— Non sapevo come potesse andar a finire.... Volevo ve- 
dere se tornavate solo. — 

Entrarono in camera da pranzo, al caldo. Don Pietro gittò 
il cappello sulla tavola, vi depose la sacra teca, cadde sulla 
poltrona la testa nelle mani, i gomiti sulle ginocchia, e comin- 
ciò a piangere. Santino lo lasciò piangere un poco, poi gli do- 
mandò con indifferenza: 

— Non v'occorre altro? Me ne vado. 

— Se m'occorre altro? — e alzava le due braccia e lo 
sguardo febbrile: — E non mi chiedi niente? Non mi chiedi 
quel che m'ha detto per te quello lassù? 

— Per me? Che ne sa di me? 

— Anzilei ti perdona, Anzilei mi lascia le mille lire che 
hai date alla chiesa. • 

— È naturale... . 

— E non basta: Anzilei lascia alla mia chiesa, per mio 
mezzo, trentamila lire, capisci? trentamila lire. 

— Trentamila lire? — 

Anche Santino parve colpito dall' importanza di quella 
somma. Fece due passi avanti come attirato da una calamita: 

— Le avete addosso? 

— No. Ha chiamato due testimonii, il medico e il fattore, 
e davanti a loro m'ha fatto questo legato. 

— Ci vorrà tempo per riscuoterlo. Ne avrete delle noie. 
Fonse i parenti faranno opposizione.... Se le riscuoterete, che ne 
farete ? 

— Che ne farò? Prima di tutto pagherò le duemila lire 
agli altri due che tu mi dirai. 

— Non vi dirò niente io. 

— Nemmeno adesso? 

— Ve l'ho detto: lavoro per mettere da parte quella somma 
io stesso. 

— Figlio mio, queste parole tue mi consolano, ma adesso 
non devi fare una quistione d'amor proprio. Ti aiuto io, adesso. 
Quando le avrai, le restituirai a me. Intanto liberiamoci da 
quest' incubo. 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



M.VII 



— Ma non sono moribondi come Anzilci, gli altri due. La 
restituzione farà rinascere i sospetti, sarò perseguitato, arre- 
stato.... Voi adesso ci farete una bella figura, avrete restituito 
tutto. ^La io? Don Pietro, voi siete un uomo giusto. Queste 
trentamila lire le dovete a me. Senza me non le avevate. An- 
zilei non era un uomo da regalare tanti biglietti da mille nem- 
meno in punto di morte, — e Santino che fissava il curato negli 
occhi sempre più da vicino, finì a sussurrargli a un palmo 
dalla faccia: — Se li regala, è segno che non sono suoi. 

— Che sospetti? 

— Che quando gli avete parlato della confessione mia e 
del pentimento mio, gli è venuto fuori il rimorso. Senza me, 
egli restava senza rimorso, e voi senza denari. Quest'è chiaro. 

— Ma non è chiaro affatto! 

— Giuratemi che ho torto, giuratemelo sul sacramento. 

— Io non giuro niente. 

— Va bene: è inutile che giuriate. Ve lo ripeto: senza me, 
egli andava all'inferno e voi restavate a mani vuote. In che 
cosa Anzilei è migliore di me? Egli ricco a milioni v'ha dato 
trentamila lire, io povero in canna ve ne ho aate tremila. Per- 
chè io posso essere arrestato, ed eglino? Questa differenza di- 
pende dall'imbecillità della giustizia, non da me o da lui. A 
lui gli affari sono andati bene? A me andranno bene un'altra 
volta; ma io non ho aspettato di morire per pentirmi, e per 
fare un dono a Dio. 

— È vero.... 

— E adesso volete con quei danari che dovete a me quanto 
gli altri, pagare le vostre duemila lirette al signor Tizio e al 
signor Caio, e lasciar me per le peste? Niente affatto! I nomi 
non ve li dico. 

— Ma, figliolo mio, pensa che anche il tuo debito verso 
loro e il tuo debito verso Dio diminuiranno in proporzione. 

— Raddoppiatemi la penitenza, ma io non parlo. E vi rin- 
grazio della vostra gratitudine. 

— Gratitudine? 

— Quante volte ve l'ho da dire, don Pietro? Questi denari 
oggi li dovete a me, come dovevate ieri a me i restauri della 



OPUSCOLI E 
SCHlARiriEHTI 

(iRfltisè!/ 



SnIlC AmiALi^l-ViÀ BA/iTRUVio à-MlLfl 



XLVIII 



IL PECCATO E LA PENITENZA. 



chiesa. Senza me, voi e la vostra chiesa eravate rimasti quello 
che eravate tre anni fa: cioè niente, assolutamente niente. Una 
chiesa povera e sporca, un parroco povero e ignoto. Un bra- 
v'uomo, non lo nego, don Pietro. Ma, in lin dei conti, alla vostra 
chiesa chi è stato più utile? Quel brav'uomo che siete voi, o 
quel ladro che sono io? — 

Don Pietro seguitava a fissarlo come ipnotizzato. Assentì 
due e tre volte col capo, e concluse: 

— È vero. Le vie del signore sono ignote. 

— Saranno ignote altre volte, ma questa volta sono visi- 
bilissime, — ribattè Santino imperterrito. 

E poiché la lampada a petrolio s'affievoliva, la spense, ac- 
cese un moccolo e andò in cucina a riempirla. Quando tornò, 
trovò don Pietro svenuto, arrovesciato sopra un bracciolo della 
poltrona, come schiantato. 

Santino alzò la lampada per vederlo meglio. Poi posò la 
lampada sulla tavola, accanto al tricorno che il curato vi aveva 
gittato entrando. E preso il tricorno, ne lisciò delicatamente 
col rovescio della manica destra il pelo arruffato, se lo ficcò 
in testa e andò davanti al caminetto a contemplarsi nel piccolo 
specchio appannato. E rise. 



«^ 



Pochi minuti dopo, il sacrestano svegliato da Santino ac- 
correva, trasportavano don Pietro sul letto, chiamavano il dot- 
tore. Il freddo della notte, l'età, la probabile emozione: queste 
furono pel dottore le cause della malattia di don Pietro Ca- 
prani. La malattia durò dieci giorni. In questi dieci giorni 
nessuno, meno il notaio pel testamento e un prete per l'asso- 
luzione in articulo mortis, fu ammesso nella stanza del curato, 
e Santino non andò mai più lontano della camera attigua. 

Il giorno stesso della morte di don Pietro, fu aperto il suo 
testamento Lasciava tutto il suo avere a Santino « perchè ne 
facesse l'uso che la sua coscienza di cristiano gli consigliava. » 
Santino riscosse dopo un mese il legato Anzilei, e regalò 



INSEGNE VETRINI 

rERMCRISTAllO-SMam FEIIRO.E.NEGDZI 



G'VOGLOTTI 



PREMIATO (OM MEDAGLIA D ORO ^i^ 

-.i:- ALL' ESPOSIZIOME Oi MIL/ino 1906 
PfO Ltì COSIRUllOiyE ù/ VETRINE fERRO, 
I EMEOflOUm DflRGEMTO DEL 

HiNimRO flGf>lCClTUfitì HiD!JSlfli/1tC0M»£RCIO '. 



C0R50 VflLEMTINO, 24 C__^^ 
OPF/ciMA PROPRIA VIA BARETTI. 57 
TORinO^ r£/.£FO/yO '422 



IL PECCATO E LA PENITENZA 

litro mille lire alla chiesa e rivelò fuori di confessione al 
successore di don Pietro, recandogliene le prove, che egli era 
stato il donatore delle altre tremila lire negli anni scorsi. 

Santino Santi oggi è proprietario di due mulini a cilindri 
sul fiume Clitunno ed è sindaco del proprio paese. Il figlio del 
conte Anzilei costretto a vivere a Napoli vorrebbe affidargli 
l'amministrazione delle sue terre vastissime. Santino Santi 
incora non ha voluto accettare. 

Ugo Ojetti. 



9m- E PUBBLICATO L'INDICE ALFABE- 
TICO DELLE MATERIE CONTENUTE NEI 
PRIMI DIECI ANNI DELL'ALMANACCO 
ITALIANO, PREZZO Cent. CINQUANTA. - 
Verrà spedito FRANCO DI PORTO, inviando 
CARTOLINA- VAGLIA agli EDITORI R. BEM- 
PORAD & FIGLIO ^^ m ^ m rit 



P^^r^g;-»,,» S--S- 



INDICE DEGLI ANNUNZI 

(I numeri di corsivo rimandano alle pagine inserite nel testo dell'Almanacco). 



Abano (Fanj?lii di), 5.55 e lìcissim. 

Acqua di Vicascio (proprietà Bruno). Fi- 
renze, 13. 

Alberti (Ditta). Liquore Strega. Benevento, 
220 e passim. 

Altieri e Laoroix. Zincotipia, fotoincisione ec. 
Milano, 37. 

Anj^lo Amerivan Sborcs. Specialità farmaceu- 
tiche. Milano, pag. iv copertina del fasci- 
colo di premi. 

Annuario d'Italia (Società Anonima Editrice 
dell'). Genova, 14éb. 

Appiani G. Pavimenti in Ceramica. Treviso, 
XI e passim. 

Arnaldi C. Specialità farmaceutiche. Milano, 
1 e passim; 203 e passim. 

Baelz Augusto e C. Fabbrica di colori per 
arti grafiche. Milano, IGOa. 

Bagni di Cossila. Biella, ,542 e passim. 

Banca Commerciale italiana. Milano-Roma- 
Firenze, ec. 368a. 

Banco Espanol del Rio de la Piata. Buenos- 
Aires-Ge.iova, 29. 

Bellet, Sénès et Courmes, succ. d'Arène. Pro- 
fumerie. Napoli, I. 

Belloni C. Tipo-litografia. Milano, 58. 

Bemporad R. e figlio. Editori. Firenze, 75-7G 
e p'issìm. 

BiMgamini F. Chirurgo-dentista. Firenze, 19. 

Berger e Wirth. Inchiostri. Firenze, 6Wa. 

Berta E. di F. Fonderia delle Cure. Firenze, 
454h. 

Bolognese dott. S. Specialità farmaceutiche. 
Napoli, 2.56 e p isaim. 

Bosca L. e tìgli. Vini del Piemonte. Canelli, 
192a. 

Brogi G. Fotografia. Firenze, 25, 

Candès. Latte autefelico (v. la 4" pag. della 
copertina), 435 e passim. 

Cartiera italiana. Società anonima. Serravalle 
Sesia e Quarona, òfJOh. 

Cassa mutua cooperativa italiana per le pen- 
sioni, Torino, 240a. 

Cavestri A. e Piseroni L. Articoli per foto- 
gralia e disegno. Milano, fi». 




I Chappuis E. Litografia. Bologna, 7. 

Ciaburri (Farmacia). Specialità Cerreto Fan- 
nita. 36 e passim. 

Ciampolini e Minuti. Officina meccanica. Fi- 
renze, 19. 

Cini G. e C. Fabbricanti di carta. Firenze, 
176b. 

Colli Fioriti. Fabbrica di profumerie. Mila- 
no, 454a. 

Compagnia di Assicurazione di Milano, 304a- 
304b. 

Compagnie des Chemins de fer de l'Est. Pa- 
rigi, U4b. 

Conte G. Cpecialità per barba e capelli. Na- 
poli, 546 e passim. 

Cravero dott. P. E. Alchebiogeno. Modena, in. 

Customs (The) and Bonded Warehouses Com- 
pany. Società anonima. Magazzini Generali. 
Genova, 176a. 

Cutler e Girard. Mobili artistici. Firenze, 560a. 

De Giovanni. Antiiievrotico, 323 e passim. 

Della Chiesa Fratelli. Biliardi. Milano, 41. 

Dell'Orto F. Cucine, Caloriferi, ec. Milano 542 
e passim. 

Ditte raccomandate di Livorno, 31. 

DoUfus-Mieg e C. Forniture per lavr ri fem- 
minili. Mulhouse-Belfort-Parigi, 448a. 

Donzelli A. e C. Coniazione di medag'ie. Mi- 
lano, pag. 3 della copertina Jhioni. 

Duprè C. Specialità farmaceutiche. Rimini, 
2()3 e piissirn. 

Fabbrica italiana di cellulosa e carta. Roma, 51, 

Fabbriche riunite di ceramiche. Faenza, 9, 

Fattori G. e C. Specialità farmaceatiche, 183 
e passim. 

Finetti e C. Indirizzi. Milano, 39. 

Finzi L. Acetilene. Firenze, 42. 

Fischer S. Specialità tecniche. Milano, 41, 65. 

Fondiaria (La). Società di Assicurazioni. Fi- 
renze, 210a. 

Fornaci delle Sieci. Terrecotte ec. Sieci, Fi- 
renze, 27 2a. 

Fosfatina (La) Falières. Parigi, 128b. 

Gambi A. Stabili ;nento tipo-litografico, Fi- 
renze. 17. 



OPUSCOLI E 

SCHIARinENTI 

<iMTI5t-H 



SnB.C.ARNALDI-VlAByiTRUViQ9-|«VlUiriO 



INDICE DEGLI ANNUNZI 



I.I 



;:.!n.i.ii.. V.. i. i .V.U..U1 Liu-logicl. Altomoiì- 

tc (Calabria), 19'^h. 
.acomuzzi A. lu Aiij^olo (Ditta). Vini. Ver.e- 
/.ia. 63. 

liianinazzi D. Stabilimento d'incisioni. Ge- 
nova. 27. 
■ iornal^Ho (lì) (iella Domenica. Firenze, 5G e 
passim. 

>ii-i L. (Ditta). Medaglie, bottoni, incisioni ce. 
Firenze, 354 e passini, 
i rande {La) liivite. Rivista mensile. Parigi, 
tìòfìd. 

iJussoni Giovanni (Ditta). Special tà in arti- 
coli da scrittoio, ec. Milaito, 36. 

Hermelin (Fratelli). Fabbrica di biliardi, Mi- 
lano, 56. 

Hotel (Grand) Cavour. Firenze, 544h. 

Hotel (Grand) già Continentale Reale della 
Pace, Firenze. ò44(t. 

Hotel Italia. Firenze, 5i4ii. 

Hotel Royal Grande Bretagne et Arno. Fi- 
renze, 21. 

Ichino P, Carte da Parati, Firenze, 272h. 

Istituto (R.) internazionale italiano. Torino. 
I92b. 

Jougla J. Lastre e Carte fotografiche. Pa- 
rigi, li. 

Koerting. Società anonima. Riscaldamento e 
termosifoni. Sestri Ponente, 288a. 

Lagala V. Specialità da toelette. Napoli 112 e 
passim. 

Landi S. Tipografia. Firenze, 2. 

Lapilli A. Emporio Musicale. Firenze, 225 e 
passini. 

Lariana. Società di navigazione a vapore sul 
Lago di Como, 224u-224b. 

Lattes S. e C. Libreria editrice. Torino, 608a- 
60Sh. 

Laviui e Rampone. Macchine per la lavora- 
zione del legno, dei metalli, ec. Tcn-ino, 71. 

Lido (Società di Bagni del). Venezia, 59. 

Lorilleux e C. Inchiostri da stampa e ver- 
nici. Milano, 4. 

Malesci. Specialità farmaceutiche. Firenze, 23, 

Mangiarotti Marcello e C. Unione Zincograti. 
Milano, IGOh. 

Mantovani G. Tinture acquose di Assenzio. 
Venezia. 78. 

IMele A. Ortopedico. Napoli, 288h. 

Menarini. Specialità farmaceutiche. Napoli, 
214 e passini. 

Messaggero {II). Giornale quotidiano. Roma, 
65b-b. 

?»Ietropole (La\ Assicurazione contro l'incen- 
dio. Parigi-Torino-Firenze, 57. 

Monaco F. e filili. Specialità di vini e liquori. 
Catania, 265 e passim. 

Mossa e Floris. Istituto torinese d'Arti gra- 
fiche. Torino, 55. 

Nebiolo e Comp. (Ditta). Fonderia di carat- 
teri e fabbrica di macchine. Torino-Mi lano- 
(ietiova-Koma. '24<)h. 



ARTRITE 



M/SOHI DI 



Neri P. Tipo^i.u.... ;...„.-,..,. ...<.,. 

Ugna (Distilleria). Milano, 453 e pass'm. 

Oleifici nazionali. Genova-Sampiordarona, 71. 

Officina chimica dell'Aquila. Prodotti enolo- 
gici. Milano, II. 

Paganini, Villani e C. Farina Lattea Italiana. 
Milano, 112a. 

Pagliano. Specialitàfarmaceutiche.Firenze, 1.3. 

Pallotti. Gioielleria. Venezia-Firenze, G3. 

Pastifici Dolfi (Società Anonima). Firenze, 15. 

Pavone. Elixir purgativo. Napoli, 540 cpa-ssim. 

Regna C. e figli. Prodotti chimici. Firenze, 
464a. 

Pontremoli G. e C. Macchine per scrivere ed 
affini. Milano, 35. 

Prussiana (La). Società di Assicurazione. Ber- 
lino, 384a. 

Racca G. Piani melodici, ec. Bologna, 352a. 

Reber A. Libraio. 1 alei-mo, 47. 

Richard J. Vérascope, et Gliphoscope. Parigi, 
3840. 

RiuJiione Adriatica di Sicurtà. Milano, 41. 

Rossi (Cartiera). Milano, 36'^fK 

Ruffini P. Specialità farmaceutiche. Firen- 
ze, IV. 

Sanatorium (Grande) toscano. Firenze -Pi- 
stoia, 21. 

Sandron R. Editore. Milauo-Palermo-Napoli, 
43, 45. 

Sangiorgi (Galleria). Roma, 53. 

Santini (Fratelli). Illuminazione a gas aceti- 
lene. Ferrara, 267 e passim, 592a. 

Sasso P. e figli. Olii di Sas.so. Oncglia, 55 e 
passim. 

Schreiber E. Stabilimento di .*rti grafiche. 
Stoccarda, 352h. 

Schreiber R., Hub E. e C. Arti grafiche. Vien- 
na, 44Sli. 

Scuola (R.) di Agricoltura in Portici, 413. 

Serantoni e Pontiglione. Riscaldamenti mo- 
derni. Milano-Bologna, e passim. 

Sicurtà (La). Compagnia di Assicurazioni con- 
tro la rottura de' vetri, il furto, ec. Mila- 
no, 53. 

Simon J. e C. Specialità per toeletta. Parigi, 
213 e passim. 

Smeraldi C. Officina meccanica. Firenze, 11. 

Spinelli G. e C. Società per le industrie gra- 
fiche. Firenze, 23. 

Società anonima '• L'Italiana „. Scale aeree, 
cani, furgoni, ec. Milano, 65. 

Società del " Puer „. Specialità farmaceuti- 
che. Roma, 4y. 

Società italiana di fonderie ghisa e costru- 
zioni meccaniche già Fratelli Bellaydicr- 
Genova, 210b. 

Società italiana per l'industria dei biscotti 
e dolci già Digerini, Marinai e C. Firen- 
ze, ll2b. 

Società G. Morandi e C. Rappresentanze in- 
ternazionali, Commissioni, Depositi. Firen- 
ze, 680b. 

GUARITA RADICALMENTE 

CON I CELE B R I 



VEDI ANNUNCIO DI FRONTE 

-:•:- -nv- ALL' INDICE GENERALE 



LII 



INDICE DEGLI ANNUNZI. 



Società per Imi)ianti e f rniture elettriche 
già Minuti e C. Firenze, li). 

Società riunite del Nord - Inchiostri perfetti. 
Bologna. !^3. 

Stabilimenti idroterapici e Grand Hotel di 
Andorno (Biella), iO. 

Stabilimento idroterapico e Stazione clima- 
tica di Cessila. Biella, 05. 

Stabilimento tipografico Aldino. Firenze, 19. 

Stabilimento tipografico San Giuseppe. Firen- 
ze, 25. 

Talli (Angelo) Ditta, Mobili artistici, ec. Fi- 
renze, 128a. 

Talmone M. Fabbrica di cioccolata. Torino, 
170(1, noi. 

Terme d'Abano. Padova, IX. 

Terme (RR.) di Sant'Agnese. Bagno di Ro- 
magna (Toscana), lì20<t. 

Tipografia Ariani. Firenze, 33. 

Tipografia editrice M. Riici. Firenze, 21. 



ze, 03. 



j Tipografia e Libreria Claudiana. Firn!- 
I Treves Fratelli. Editori. Milano, €40'. 
Tricofilina (Profumeria Colli Fioriti). Milai o, 

454 e puts.sini. 
Ungania E, Premiato Laboratorio Chimico. 

Bologna, 3G8(i. 
Ulrich D. Erboristeria. Torino, 57. 
Unione delle Fabbriche Micc:o e C. Mode e 

novità. Napoli, X. 
Venchi. Confetti, Cacao, ec. Torino, 269 e 

passim. 
Vestrini N. Cartoleria. Firenze, 223 e passim. 
Vichy. Acque purgative. Parigi, 464a. 
Vigo G. e C. Sport, mobili, chirurgia. To- 
rino, 592b. 
Vogliotti G. Insegne e Vetrine. Torino, 513 

e passim. 
Wehrheim. Metodo di cultura tìsica, SCS e 

passim. 



scHÌmmm 
«RaTis^ 



SmB.C^I1RNdLbl-Vi/^WRUViQ^9-MlLÌI[(t^ 



immw^ 




IL CALENDARIO'*' 

Divisione eoi tempo. — L'anno. Era della Crea/.ioue del Mondo, se- 

Presso quasi tutti i popoli, la misura del ^, ««/f« ^^f.'" ='•»"*« degl'Israeliti. 3761av.C. 

tempo riposa sopra divis oni naturali, ossia ?:^'^ ^^ ^ Olimpiadi • • • • • • • 776 , 

dedJtte dall'osservazione dei fenomeni celo- ^'^ della fondazione d, Roma (se- ^ ^ 

sti Le divisioni più semplici sono il giorno p.ra di' Nabo'.la^sarre .' ! .' ! ! ." .' 717 l 

e 1 anno. t-. j- .i j i r^ j i • 

Lavora durata di una rivoluzione della Era di Alessandro il Orando, o dei 

Terra nell'eclittica è di 365 giorni, 5 ore, 48, „ '^° ..",' '■^■' ' ' "o*. * ' * *^-* " 

40': questa sarebbe la durata dell'anno%;«- ^^'^ ^^' S^'loucidi, o era Su'o-ma- 

t)»Vo, il quale non può servire per anno r/r/7-?, „ *^j?^V ' '-r^i'^'ir ' '^'W- * " "" 

che pe? ragioni chiare ad intendersi, devo Era di Tolomeo Filadelfo, o di Dio- 

esser composto di un numero intero di giorni. „. d • t* ' 1'' "" 

L'anno è diviso in mesi: ed il mese nella '^^ ' ^^^ "' " 

sua origine corrispondeva ad una lunazione, Era cristiana o volgare, o dell' incarnazio:ie 
ci )è al periodo dopo il quale si ripetono lo di Cristo di cui è creduto inventore Dio- 

medesime fasi lunari. Ma la durata precisa "Jgi il piccolo, monaco di origine sc;t:i, 

di una lunazione è di giorni 29, ore 12, 44', 3 '; abate in Roma nel secolo VI. 

e quindi non ò parte aliquota dell'anno t.o- Era di Diocleziano, o dei Martiri, an. 284 d. C. 

pico. Siccome il numero delle lunazioni in- Era degli Armeni, ossia dello sci- 
tiere che si osservano in un anno ò di do- «ma della Chiosa Armena ... 552 „ 

dici, così, di solito, l'anno ò stato sempre Era dell'Egira, ossia della fuga di 
diviso in dodici mesi, i quali però non corri- Maometto dalla Mecca .... 622 

~;)ondevaiio più ad una lunazione, ma ad una Era della Repubblica francese . .1792 „ 
; .dicesima parte dell'apparente cammino del 

-ale nel cielo; e sicconje a questo cammino Calendario deqli Israeliti. 

ijli antichi astronomi facevano corrispondeie 

la fascia dello Zodiaco, composta di 12 co- L'anno degli Israeliti ò anno lunisolare, 

stellazioni, così il mese presso i popoli più Brevi notizie sul calendario da essi adot ato 

avanzati in civiltà corrispondeva alla appa- si troveranno a pag. 8. 
rente dimora del Sole in uno dei 12 segni 
dello Zodiaco. Riforma giuliana. 

Ere. Giulio Cesare, avendo trovato che il com- 

„ ,, puto dell'anno stabilito da Xuma Pompili j e 

^on VI sarebbe cronologia senza la nu- seguito fino allora dai Romani, aveva pr..- 

merazione degli anni. Oggi il maggior nu- dotto grandissimo disordine, si accinse alhi 

mero delle nazioni civili contano gli anni sforma del calendario con il consiglio dol- 

dalla nascita di Cristo; ma sono state in uso l'astronomo alessandrino Sosigefte: e l'anno 

e sono ancora altre numerazioni, o ere. Loco da lui riformato nel 45 av. C. fu stabilito di 

le ere più importanti: 3^3 giorni, divisi in 12 mesi, alternativamente 

Era della Creazione del Mondo, se- di 31 e di 30 giorni, salvo febbraio che ne 

condo il computo di Costantino- aveva 29 e 30 nei bisestili. Fu pure stabilito, 

poli, risale all'anno. «... . .550Sav.C. nella persuasione che l'anno tropico fos<o 

Era della Creazione dei Mondo, precisamente di 365 giorni e V4, che ogni quat- 

secondo il computo degli Ales- tro anni si aggiungesse un giorno al mese di 

sandrini 5502 „ febbraio, e precisamente fra il 24 e il 25; e 



(*) Chi desiderasse nia?£;io!i ra^^nasli su questa introduzione cronolojrica e cosmo^ralra al!'A^.- 
MVXACCO iTAi'.ifNO, consulti le annate iS!>G-08 dove essa era assai più diffusa. L'aumentare della inaioii.» 
ti ha obbligati a ridurla in più breve spazio. 



siccome nel calendario romano il 2-t febbraio 
si chiamava sexio Kalendas Martìi, il giorno 
intercalato fu detto bis sexto leni. Maitii, e 
l'anno che aveva tale intercalazione, fu chia- 
mato bisestile. L'anno doveva, cominciare al 
lo gennaio, e l'equinozio di primavera fu fis- 
sato al 25 marzo. La divisione giuliana in 
mesi, e l'intercalazione quadriennale sono se- 
guite anche oggi da tutte le nazioni cristiane. 

Calendario Romano antico. 

Gli antichi romani non contavano 1 gioi-nl 
dell'anno secondo il loro numero ordinativo 
nel mese, ma rispetto alle calende, alle none, 
il -li idi di ogni mese. Le i-alende (Kalendue; 
acc. Kalendas; abl. Kalendis) cadevano il pri- 
mo giorno del mese: le none {Nonne; acc. No- 
tias; abl. Konis) al settimo giorno dei mesi di 
marzo, maggio, luglio e ottobre, al quinto di 
tutti gli altri; gli idi (nom, e acc. Lliis, abla- 
tivo Idibus) otto giorni più tardi delle none, 
cioè al 15 in marzo, maggio, luglio e ottobre, 
al 13 nel resto dell'anno. Per indicare gli al- 
tri giorni, dicevano l'ordine che questi ave- 
vano avanti alle calende, alle none, agli idi; 
por cui i giorni che precedevano immedia- 
tamente i tre di ora accennati, erano pridie 
Kalendas, pridie Nonus, pvidie Idus; i giorni 
ancora precedenti erano tei-tio Kalendas, ec. 



Riforma Gregoriana. 

L'anno civile introdotto da Giulio Cesare 
era di 365 giorni e un quarto; e poiché 
l'anno tropico era veramente di 3G5 giorni, 
rt'\ 48', 40", cosi quella differenza lieve in 
principio, accumulandosi con l'andare degli 
aiuii, turbò l'accordo fra 1 mesi e le stagioni, 
indispensabile a tutti gli usi civili del calen- 
dario. Il pontetìce Gregorio XIII stabili di 
porre rimedio all'inconveniente, e udito il pa- 
rere di molti astronomi, su proposta di Anto- 
nio Lilio, decise nell582: 1° che per rimettere 
al primitivo posto l'equinozio di primavera 
elle con tutto il calendario avanzava allora di 
1(» giorni, si sotti-aessero dall'anno che cor- 
reva, i dieci giorni di anticipazione, passando 
dal 4 ottobre al 15 del mese istesso (fu scelto 
«luol periodo pei-chè non vi cadevano feste so- 
1 'lini); 2o che per prevenire ogni futura alte- 
razione poiché il calendario giuliano portava 
o^ni quattrocento anni un'anticipazione di 
circa 3 giorni, si stabilisse che gli anni cente- 
nari, ovvero gli ultimi di ogni secolo, fossero 
comuni invece che bisestili, ad eccezione del 
quarto centenario (ossia degli anni divisibili 
jun- 400) che restavano bisestili. Quindi gli 
anni 1«U)0 o 2000 sono bisestili; 1700, 1800, 
l'.tOO furono comuni. Questa riforma lascia 
tuttavia una lieve differenza, che peraltro non 
arriva a formare un giorno Intiero se non 
dopo 4000 anni. 

Il calendario gregoriano, pubblicato con 
bolla pontilicia del 24 febbraio 1582, fu adot- 
tato subito in Italia, in Spagna e in Porto- 
gallo, nell'anno medesimo in Francia e nei 
Paesi Bassi, più tardi in Ungheria, in Polonia, 
in Germania, in Svizzera, in Inghilterra; ed 
ura non restano ohe la Russia, la Grecia, 



l'Armenia e qualche altra nazione cristiana 
d'Oriente, che seguano tuttora il calendario 
giuliano. 

Computo ecclesiastico. 

Si dà questo nome ai calcoli che servono 
a fissare il calendario ecdesiantico, e agli ele- 
menti sui quali i calcoli stessi riposano. Il 
calendario ecclesiastico è regolato tutto sulla 
Pasqua di Resurrezione, che è la maggior 
festa della cristianità, e che secondo le deci- 
sioni della Chiesa (I) deve essere celebrata 
la prima domenica dopo il primo plenilunio 
•di primavera, ossia dopo il plenilunio che 
cade il 21 marzo o immediatamente appresso: 
quindi non può venire prima del 22 marzo 
(perchè se il plenilunio cade in domenica, la 
solennità è rimandata alla domenica appr( 
né più tardi del 25 aprile. 



Elementi del computo ecclesiastico. 

Il ciclo solare è un periodo di anni 23, che 
riconduce a corrispondere nello stesso modo 
i giorni della settimana con i giorni del mese. 
Non si sa da chi sia stato inventato né quando: 
al primo anno dell'era volgare si assegna il 
numero 9 in questo ciclo. 

Il ciclo lunare è un periodo di anni 19, il 
quale, secondo l'astronomo greco Metone, cor- 
risponde esattamente a 235 lunazioni: di guisa 
che allo spirare del ciclo, le fasi della Luna 
ricominciavano precisamente agli stessi giorni 
dell'anno. Il numero che ogni anno ha nel 
ciclo, si chiama numero d' oro. Il primo anno 
avanti l'era volgare porta il numero uno 
come numero d'oro. 

U epatta, immaginata da Luigi Lilio nel 
1582, non è altro che l'età della Luna al 
primo gennaio, cioè il numero dei giorni 
passati della lunazione in corso; e siccome 
la lunazione, nel computo ecclesiastico, si 
considera di 30 giorni (29 giorni e una fra- 
zione del 30») così r epatta può essere un 
numero qualunque compreso fra 1' 1 e il 29, 
più un asterisco * che sta in luogo dello zero 

del 30. L' epatta si segna in numeri romani. 
Siccome ogni anno, compiute 12 lunazioni, 
avanzano 11 giorni, cqsì l'ep^tt* di un anno 
equivale a quella dell'anno precedente più 
11 giorni, salve alcune correzioni delle quali 
non è il caso di discorrere. 

La indizione è un periodo cronologico di 
15 anni che non ha alcun rapporto col corso 
degli astri. I cronologisti assegnano all'anno 

1 dell'era volgare la indizione 4. 

La lettera domenicale è quella che Indica 
nel calendario perpetuo gregoriano le dome- 
niche. In questo calendario tutti i giorni del- 
l'anno dal 1° gennaio in poi sono distinti 
con una lettera dell'alfabeto, dall'A alla G 
per ordine e ricominciando sempre da capo: 
in tal modo se la lettera domenicale di un 
anno è B, vuol dire che tutti i gioinl segnati 



O) È cosa detta e ripetuta in cento libri che la 
resola della l'asqua fu decretata dal Concilio di 
Nicea tenuto nell'anno 325, ma tale affermazione 
non è esatta. 



. .'M B sono domeniche, in altri termini che 
essendo domenica il secondo giorno dell'anno, 
l'ainio comincia di sabato. Il ciclo solare è 
il periodo dopo il quale le lettere domeni- 
cali si ripetono con lo stesso ordine. Gli anni 
bisestili hanno due lettere domenicali, una 
per Gonin\io e Febbraio, l' altra per gli altri 
dieci mesi. Ogni anno la lettera domenicale 
è la lettera precedente a quella dell'anno 
passato: salvo per gli anni dopo ai bisestili, 
nei quali si salta xina lettera. 

La lettera del martirolo<jlo è un elemento 



puramente ecclesiastico. Nel Martirologio, 
prima delle vite dei santi di ogni giorno, ò 
iscritta una serie di 30 lettere, fra le quali 
ve n'è una che corrisponde all'anno in corso: 
essa serve per tutto l'anno ad annunziare, 
avanti la lettura in coro del Martirologio, 
qual è il giorno corrente della Luna, e ciò 
per mezzo di numeri scritti sotto alle lettere, 
e che variano secondo i giorni, e perciò in 
un giorno qualunque l'età della Luna è in- 
dicata dal numero che sta sotto alla lettera 
dell'anno in corso. 



Feste Cristiane. 



Calendario gregoriano cattolico. vento (rito romano). Vi sono poi tre feste 

minori pure in dipendenza della Pasqua: 

Il calendario religioso si completa segnan- t -n» i • ^- ^r • oc ^ a- a 

do al posto loro le diverse feste cristiane. Di , ^ ^^^ «^'^ fi Maria SS. nel venerdì dopo 

queste^ alcune sono /ì..., cioè cadono sempre ^^ domemca di Passione (che e la seconda 

nel medesimo giorno déiranno: tali sono la domenica avanti Pasquaj; 
Circoncisione di Gesù (lo gennaio), V Epifania " Patrocinio di S. Giuseppe, nella terza 

(6 gennaio), la Purificazione di Maria (2 feb- domenica dopo Pasqua; 

bi-aio), V Annunziazione di Maria (25 marzo), Il Cuore di Gesù, nel venerdì dopo l'ot- 

VAssunzione di Maria (15 agosto), la Nativià tava del Corpus Domini. 
della Madonna(Ssettevabve), l'Esaltazione della t^ e ». -u-t uà- a a ■ • 

CVoce(H settembre), O^nJàn// (10 novembre), ^ J^^ ^ff^^ ^''^'^' «^<^ dipendono dai giorni 

la Commemorazione dei Fedeli Defunti (2 no- fella settimana, sono in primo luogo l'Avven- 

vembre). la Presentazione di Me ria (11 no- t^' '^^^.' fiondo il rito romano e di quattro 

vembre V Immacolata Concezione (8 dicem- domeniche la prima delle quali e la p.upros- 

bre). il Natale (25 dicembre), oltre alle feste «""'-^ ^^ ** ^^^^a di S. Andi-ea aposto o (30 no- 

dei santi; altre sono mobili; cioè possono ca- J^^^^^) ^'^T ^''^^e nella domenica che s, 

dere in date diverse, perchè dipendono o trova tra il 27 novembre e il 3 dicembre; m 

dalla Pasqua o dai giorni della settimana. Le «^««"^^ ^^^^^^ ""^^'-^ ^^^^^ ^^^"«"' ^''"'■■ 
feste mobili che dipendono dalla Pasqua, n gg. jfome di Gesù, nella seconda do- 

sono: menica dopo l'Epifania; 

Prima della Pasqua La festa di S. Giovacchino, la prima do- 

La domenica di settuage- menica dopo il 15 agosto; 

sima 63 giorni — H SS. Nome di Maria, la prima dome- 

Le Ceneri .'.*....' ." .' 46 „ \Z ^^^^ ^°P^ ^'^ settembre; 

I — j, I Sette Dolori di Maria, la domenica che 

Dopo la Pasqua I ^ ^ segue quella testé detta; 

Le Rogazioni (durano 3 g.i) 36-38 „ ' § j2 La Madonna del Rosario, la prima do- 

L'Ascensione 39 , /|^ -menica d' ottobre; 

La Pentecoste 49 \ §S La Maternità di Maria SS., la seconda 

La SS. Trinità '.'.'.'. '. '. 56 ^ § domenica d'ottobre; 

Il Corpus Domini 60 . j^ d' ottob^re!'' ' domenica 

Inoltre le vigilie delle Quattro Tempora, n Patrocinio di Maria, la seconda do- 

ossia delle quattro stagioni, che avvengono menica dopo il lo novembre, 
il mercoledì, il venerdì e il sabato dopo i se- 
guenti giorni: Prima domenica di Quaresima, Diamo qui appresso la tavola delle date 

Pentecoste, 14 settembre (Festa dell'Esalta- delle principali feste mobili per un quinquen- 

zione della Croce) e terza domenica dell'Av- nio, a cominciare dall'anno scorso. 

Tavola dellk feste mobili per gli anni 1906-1910. 



Anni 


lì 
-1 


Settua^egima 


Mercoledì 
delle Ceneri 


Prima 

Domenica di 

Qnaresium 




Pasqua 


Pentecoste 


Corpus Domini 


1» domenicii 

d^'ll'Avvento 

(roiuanii) 


1906 
1907 
1908 
1909 
1910 


G 
F 
ED 

c 


11 febbr. 
27 genn. 
16 febbr. 
7 febbr. 
23 genn. 


28 febbr. 
13 febbr. 

4 marzo 
24 febbr. 

9 febbr. 


4 marzo 
17 febbr. 

8 marzo 
28 febbr. 
13 febbr. 


15 aprile 
31 marzo 
19 aprile 
11 aprile 
27 marzo 


3 giugno 
19 maggio 

7 giugno 
30 maggio 
15 maggio 


14 giugno 
30 maggio 
18 giugno 
10 giugno 
26 maggio 


2 dicembre 

1 dicembre 

29 novembre 

28 novembre 

27 novembre 



Calendari del rito ambrosiano, delie confes- 
sioni protestanti, della Chiesa greco-russa 
e delle altre Chiese orientali. 
Brevi notizie su questi calendari si tro- 
veranno a pag. 6 e seguenti, quando si darà 
la concordanza fra 1 calendari medesimi e il 
calendario gregoriano per l'anno corrente. 

Calendario repubblicano francese. 

Con decreto della Convenzione Nazionale 
lei 24 novembre 1793, la Francia introdusse 
1 arante la rivoluzione un nuovo calendario, 
cambiando l'era cristiana in era della repub- 
blica, e adottando per principio di quest'era 
la mezzanotte del giorno che succedeva al- 
l'equinozio vero di autunno del 1792,11 quale 
fu il 22 settembre; in tal giorno cadeva pure 
l'anniversario della proclamazione della re- 
pubblica. 

Questo calendario fu messo in vigore il 
20 novembre 1793, e fu abolito con decreto 
di Napoleone I col 31 dicembre 1805, alla 
qual data tornò in vigore il calendario grego- 
riano. Quindi durò anni 12, un mese e 6 giorni. 
L'anno restava diviso ancora in 12 mesi 
di 40 giorni ciascuno. Ogni mese fu diviso in 
tre decadi, e ai giorni che componevano ogni 
decade fu dato il nome diprimidì, diiodt, iridi, 
quaìlid) ec; il decadì era destinato al riposo. 

Il giorno fu diviso in 10 ore, l'ora in 100 
minuti, il minuto in 100 secondi. 

Per completare la durata dell'anno tro- 
pico, dopo il dodicesimo mese si aggiunge- 
vano 5 (e 6 negli anni bisestili) giorni com- 
plementari, detti sanscuìottides. 
Ecco i nomi dei dodici mesi: 

( Vendemmiale (Vendémiaire) 
Autunno \ Brumale (Brumaire) 
( Glaciale (Frimaire) 
( Nevoso (Nivóse) 
Inveuno I Piovoso (Pluvióse) 
( Ventoso (Ventóse) 



( Germile (Germinai) 
Primavera Fiorile (Floréal) 
', Pratile (Prairial) 

Ì Messidoro (Messidoi-) 
Termidoro (Thermidor) 
Fruttidoro (Fructidor) 
Cosi il 15 glaciale dell'anno VII fu il f> di- 
cembre 1798; il 5 termidoro dell'anno XI, il 
24 luglio 1803. 

Calendario civile italiano. 
Le feste civili legali, cioè quelle che tntti 
gli uffici dello Stato devono riconoscere, fu- 
rono stabilite dalle leggi 17 ottobre 18«r>, 
n. 5342; 23 giugno 1874, n. 196S (serie 2"); 
19 luglio 1895, n. 401; e sono le seguenti: 

11 primo giorno dell'anno; l'Epifania; 
l'Ascensione; la Concezione; la Natività; l'As- 
sunzione; il Corpus Domini; il giorno dei 
SS. Pietro e Paolo; il XX settembre; Ognis- 
santi; Natale; la festa del celeste patrono 
della diocesi, terra o città; le domeniche tutte. 
In questi giorni sono chiusi gli uffici gover- 
nativi, provinciali e comunali, le corti di giu- 
stizia, le banche e le scuole. Non si possono 
fare atti di esecuzione nò protestare cambiali. 



La prima domenica di giugno (quesf anno 
1908, cade al 7), per la legge 4 maggio l^ìCl, 
n. 7, è Festa Nazionale per celebrare l'Unità 
d'Italia e lo Statuto del Regno. 

Si festeggiano civilmente anche altre date, 
benché non legali in tutti gli uffici, cioè gU 
onomastici e i natalizi delle Loro Maestà (ono- 
mastico di S. M. Vittorio Emanuele III, 1« set- 
tembre; natalizio di S. M.Vittorio Emanue- 
le III, 11 nov.; onomastico di S. M. Elena, 
18 agosto; natalizio di S. M. Elena, 8 gennaio); 
l'anniversario della morte di S. M. Vittori) 
Emanuele II (9 gennaio) e di quella di S. M. 
Umberto I (29 luglio, ma ufficialmente tra- 
sportato al 14 marzo, genetliaco del compiant j 
llej; e altri anniversari patriottici locali. 



Calendario Perpetuo 

per trovare in qoale giorno della settimana cada on determinato giorno di un anno qualunque.! ' ) 



uso DELLA TAVOLA 

(ved. la pag. sejuente). 

Per trovare in quale giorno della setti- 
mana cada un determinato giorno di un anno 
«luahuxinc, sia del calendario Giuliano tanto 
prima della Riforma quanto dopo la Riforma 
j)er lo nazioni che non l'hanno accettata, sia 
del calendario Gregoriano, si comincia dal 
(^eioare nei due quadri in basso della tavola 
il coefficiente di aumento corrispondente al 
secolo cui appartiene l'anno in questione; 
(ale coefficiente deve essere sommato agli anni 
del secolo, o il numero ottenuto va cercato 
nel quadro centralo verso sinistra, che è ap- 
punto intitolato Anni del secolo con i loro 
aumenti. Quindi nel quadro centrale, verso 
destro, bisogna cercare il coefficiente corri- 



spondente al mese di cui si ragiona, e si deve 
sommarlo alla data del giorno, per cercare il 
numero così ottenuto nel quadro in alto a de- 
stra intitolato Giorni del mese con i loro ali- 
menti. Sull'incontro delle due colonne si tro- 
va il giorno della settimana corrispondente 
al giorno indicato. 

Questa tavola vale per il Calendario Giu- 
liano dall'anno 3500 av. C. all'anno 3500 d. C, 
e per il Gregoriano tino all'anno 4000. Per il 
Giuliano puòessei-e facilmente aumentato con 
l'aggiunta di nuove colonne; per l'estensione 
al Gregoriano, vi è un'incognita che risolverà 
solamente un tardo avvenire, quella cioè di 
sapere in quale anno sarà soppresso il bise- 
stile, che dovrà probabilmente toglier.si per 
compensare la differenza tuttora esistente fra 
l'anno civile e l'anno solare. 



(I) (Compilato e rorlcsoioenlo comunicato dall' Ing. GUIDO JACOB.VCCI di Buenos-Airos. 



GIORNI DI SETTIMANA 


GIORNI DEL MESE 
con 1 loro aumenti. 


.»lo 

(T 

V 

s" 

L 


Mo 

\i 

V 

s 

D 
L 


(i 
V 

s 

D 
L 

Mn 


S 
D 
L 
Ma 

G 


S 

D 

L 

Ma 
Me 

G 


1) 
17 
Ma 
Me 


L 

Ma 
Me 

G 

V 

S 

13" 


2~ 

4 
5 
6 


y 

10 

11 

1-2 
14 


15 

IT 
is 

19 
20 
21 


22 

25 
26 

2H 


29 

"air 

32 
33 
34 
"35" 


36 
"37 



ANNI DEL SECOLO 
con i loro aument 


l_ 


1 


2 


3 


4 




5 


6 


7 


8 




9 


10 


11 


12 


24 


13 
19 


14 

25 


15 

"26" 


16 
21 

27 


1^ 

"28 


17 


29 
35 


30 
36" 


31 


32 


'ss 


33 
"39 


34 

"40" 


le" 

52" 


41 

il 


42 
48 
53" 


43 


44 

49 
55 


56 


45 
51 


57 


58 


59 


60 




61 


62 


6^ 


64 
69 
75 


76 


65 
71 


66 

72 
77" 


67 


68 
73 
79 


80 




81 


82 


83 


84 




85 


86 


87 


88 




89 


90 


•Jl 


92 




93 


94 


95 


96 




97 


98 


99 


100 




101 


102 


103 


104 




105 


106 


107 


108 




109 


110 


111 


112 




113 
1T9 


114 
12U 


115 


116 
121 


122 


n7 

123 


118 
124 



Aumenti ai giorni 
del mese. 



Nel mese 
di 



Gennaio 



Febbia:o. 



Marzo. . . 



rrr Aprile. . 



Maggio 



Giugno , 



Luglio 



Agosto 



Settembre 



Ottobre. 



Novembre 



Dicembre 



ù tancnta 
Anno Anno 



Aumenti agli anni del Calendario Gregoriano 

NKI SECOLI 



10 


5» 


9« 


13^ 


170 


210 


251 


290 


330 


2« 


6« 


10" 


I40 


18<> 


220 


260 


300 


340 


30 


70 


11« 


15« 


190 


233 


2V 


310 


350 j 


1^ 


"8^ 


12'^ 


16» 


20" 


240 


2 so 1 -i-vì 


360 1 



37" 









3 


3 
4 


3 


6 





1 


2 
5 

3 


4 


6 


2 


5 



6 


1 
4 


3 



Aumenti agli anni nel Ca'endario Giuliano. 



Secoli avanti Cristo 


-35 


-2b 


-21 


-14 


-' 


-34 


-27 


-20 


-13 


-6. 


-33 


-26 


-19 


-12 


-5 


-32 


-25 


-18 


-11 


-* 


-31 


-24 


-17 


-10 


-3 


-30 


-.. 


-16 


-9 


-2 


-29 


-22 


-15 


-8 


-1 



Secoli dopo Cristo 



h'J 


150 


220 


290 


91 


160 


230 


300 


100 


170 


240 


310 


110 


180 


250 


320 


12J 


190 


~26>' 


"330 


131 


200 


270 ! 340 



140 



210 



21 Gennaio 1793: Morte di Luigi XVI. 

— Secolo 18», anno 93, aumento 20; 
Gennaio, anno comune, aumento O; 
93 + 20 -=113; 21 +0 --21; Lunedì. 

15 Ottobre 1582: Inizio Calend. Gregor. 

— Secolo 16°, anno 82; aumento 0; 
Ottobre, anno comune, aumento 0; 
82 4- = 82; 15 + =- 15; Venerdì. 

4 OUobre 1582: Fine Calend. Giuliano. 

— Secolo 16", anno 82, aumento 8: 
Ottobre, anno comune, aumento 0; 
82 + 8 = 90; 4 + =. 4; Giovedì. 

Infatti si passò dal 4 al 15 Ottobre 

senza giorni intermedi. 

SO Marzo 1282: Vespri Siciliuni. — 

Secolo 13^ anno 82, aumento 16; 

Marzo, anno comune, aumento 3; 

82 -f 16 = 98; 30 + 3 - 33; Lunedì. 

Infatti era il Lunedì dopo Pasqua. 

25 Dicembre 799: Coronas. Carlo M iqnn. 

— 99 + 20 == 119; 25 + 5 = 30; Mer- 
coledì. 

Se fosse stato in vigore il Grego- 
riano, si sarebbe avuto: 

99 + = 99; 25 + 5 = 30; Saba- 
to; cioè una differenza di 4 giorni 
che ò la posticipazione che il Calen- 
dario aveva in quel secolo. Il Mer- 
coledì avrebbe dovuto avere la data 
29 Dicembre. 
15 Marzo 44 av. C: Morte di Giulio 
Cesare. Che giorno di settimana sa- 
rebbe stato, se fossero state in uso 
le attuali denominazioni? Secolo (-1); 
Anno 44 corrispondente a 57, aumen- 
to 4; Marzo, anno comune, aumen- 
to 3; 57 -f 4 = 61, 15 + ?■ = 18; ri- 
sulta un Mercoledì. Però in realtà 
avrebbe corrisposto a un Giovedì, 
perchè Giulio Cesare aveva stabilito 
mesi alternati di 31 e 30, e Febbraio 
aveva 29 o 30 giorni. Sotto Augusto 
(a. 26 av. C.) fu portato a 31 il mese 
di Agosto, togliendo il giorno cor- 
rispondente a Febbraio, e cosi pure 
fi modificarono i 4 ultimi mesi ridu- 
cendoli allo stato attuale. 

Per gli anni avanti Cristo bisogna 
fare attenzione se essi son dati col 
sistema cronologico od astronomico. 
Nel primo caso (il più comune), i secoli 
si contano come dopo Cristo, cioè da 
1 a 100, lo Secolo; da 101 a 200, 2o Se- 
colo, ec. ; e per gli anni si assume un 
complemento, cioèladiflerenzadalOl; 
ad esempio: 101 — 44 = 57. Nel se- 
condo caso i secoli si contano da a 99, 
1" secolo; da 100 a 199, 2» secolo, ec, e 
per gli anni si assume il complemento 
da 100. Cosi l'aimo 44 cronologico 
corrisponderebbe al 43 astronomico: 
100 — 43 = 57, e il risultato sarà 
identico. L' anno sarà bisestile, se 
è divisibile per 4 il complemento.. 
Esempio: Anno 754, cronologico. — 
Fondazione di Roma: Secolo (-8); An- 
no (101 — 54) == 47; Astronomico sa-. 
rebbe 753. 



- 6 - 
I/^anno 1908 corrisponde all'anno 

6631 del periodo giuliano. 1908 del calendario giuliano o greco-russo; 
5913 dalla Creazione del Mondo, secondo comincia 13 giorni più tardi, il martedì 

il computo dell' Usserio. 14 gennaio. Questa differenza che era di 

5908 della Vera Luce, ossia dalla crea- 12 giorni nel sec. XIX, è cresciuta di 

zione del mondo secondo la cronologia un giorno dopo il 28 febbraio 1900, e tale 

massonica: l'anno massonico comincia resterà sino al 28 febbraio 2100. 

col 1° marzo. 1335 dell'Egira, calendario turco, comin- 
5668 dell' era degli Ebrei, cominciato il lu- ciato il giovedì 14 febbr. 1907 ; e all'anno 

nedì 9 settembre 1907: e all'anno 5669 1326, che comincia il martedì 4 febbraio 

che comincia il sabato 26 settembre 1908. 1908 e finisce il venerdì 22 geimaio 1909, 

3684 delle Olimpiadi, ossia al IV anno della secondo l'uso di Costantinopoli. 

671» Olimpiade, che comincia verso il 1° 45 del 76o ciclo del calendario cinese, che 

luglio 1908 (e precisamente al plenilu- comincia la domenica 2 febbraio 1908. 

nio consecutivo al solstizio d'estate), fìs- 391 dalla riforma di Lutero. 

sando l'era delle Olimpiadi a 775 V2 anni 37*6 dalla Confessione di Ausburgo. 

av. C, ossia verso il 1° luglio dell'anno 116 del calendario repubblicano francese. 

3938 del periodo giuliano. 48 dalla istituzione del nuovo regno d'Ita- 
3661 dalla fondazione di Roma, secondo lia; avendo Vittorio Emanuele II assunto 

Varrone, che comincia il 21 aprile. per sé e i suoi successori 11 titolo di Re 

3655 dell'era di Nabonassar, fissata al 26 feb- d'Italia il 17 marzo 1861. 

braio dell'anno 3967 del periodo giuba- 39 dalla liberazione di Roma, occupata dalle 

no, ossia 747 anni av. C. secondo i ero- ai*mi italiane il 20 settembre 1870. 

nologi, e 746 secondo gli astronomi. Quinto del pontificato di Pio X, esaltato al 
1908 del calendario gregoriano istituito nel- trono il 4 agosto 1903. 

l'ottobre 1582, ossia 326 anni fa; comin- Nono del regno di Vittorio Emanuele III re 

eia il mercoledì 1° gennaio. d'Italia, salito al trono il 29 luglio 1900. 

L'ANNO 1908 

è bisestile, cioè ha 366 giorni (7 mesi di 31 giorni, 5 di 30 e uno, il febbraio, di 29). 

Computo ecclesiastico. 11 Patrocinio di S. Giuseppe, 10 maggio. 

Numero d'oro 9 ^^ Sacro Cuore di Gesù, 26 giugno. 

Kpatta. ..,'..'......'. 27 ^^^ Giovacchino, 16 agosto. 

<Jiclo solare .......... l'ó ^^ Nome SS. di Maria, 13 settembre. 

Indizione romana ....... 6 ^ Sette Dolori di Maria SS., 20 settembre. 

Lettera domenicale ...... ED ^^ Festa del SS. Rosario, 4 ottobre. 

Lettera del Martirologio . . . . H ^^ Maternità di Maria SS., 11 ottobre. 

La Purità di Maria SS., 18 ottobre. 

Feste mobili II Patrocinio di Maria SS., 15 novembre. 
(secondo il rito romano) 

Settuagesima . . 16 febbraio. Quattro Tempora. 

Ceneri 4 marzo. 

Pasqua 19 aprile. {Beminiscere) . . Marzo 11, 13 e 14. 

Rogazioni .... 25, 26 e 27 maggio. {Trinitatis) . . . Giugno 10, 12 e 13. 

Ascensione ... 28 maggio. {Crucis) Settembre 16, 18 e 19. 

Pentecoste ... 7 giugno. [Luciae) Dicembre 16, 18 e 19. 

Trinità 14 giugno. 

Corpus Domini . 18 giugno. 

Prima domenica Le Nozze. 

dell'Avvento. . 29 novembre. 

La celebrazione dei riti nuziali è permessa 

ALTRE FESTE MOBILI MINORI. in quest'anno soltanto dal 7 genn. al 3 marzo. 

Il Nome SS. di Gesù, 19 gennaio. e dal 27 aprile al 29 novembre (Decreto del 

I Dolori di Maria, 10 aprile. Concilio Tridentino, sess. 24, e. 10). 

Calendario del rito Ambrosiano ossia della Chiesa di Milano. 

La Chiesa cattolica di Milano ha una forma giorni susseguenti al giorno delle Ceneri se- 

I>articohire di rito, che si scosta alquanto da condo il rito romano, cioè 5, 6 e 7 marzo, 
quello romano, e prende nomo da S. Ambro- 2» Le rogazioni dette litanie ambrosiane 

fjio, vescovo e patrono di Milano, benché sia cadono nei giorni di lunedì, martedì e mer- 

iiicerto se sia veramente istituito da lui o gli coledì, che seguono immediatamente la prima 

.'.ia anteriore, come sembra più probabile. domenica dopo l'Ascensione, quindi l'I, 2, e 

Le principali diversità col rito romano, in 3 giugno. Nel primo di questi tre giorni si 

quanto concerne il calendario, sono le se- danno le Ceneri, che nel rito Romano si danno 

guenti: il primo mercoledì di quaresima. 

lo II primo giorno di quaresima cade 3o L'avvento, invece, di quattro ha sei 
nella prima domenica di quaresima (8 marzo) domeniche: e la prima è la immediatamente 
anziché nel precedente mercoledì. Il cosid- successiva all' 11 novembre, festa di S. Mar- 
detto carnevalone ambrosiano si fa nel tre tino. Quest'anno cade il 15 novembre. 



Calendario Greco-Russo. 



Alcune nazioni orientali seguono ancora 
11 calendario giuliano, vale a dire non hanno 
accettata la riforma gregoriana, e perciò sono 
in ritardo sul calendario gregoriano di 13 
giorni, che sono i 10 soppressi por le nazioni 
occidentali nel 15S2, più i tre perduti negli 
anni 1700, 1800 e 1900, bisestili per loro e non 
per noi. Seguono il calendario giuliano i Greci, 
i Russi, gli Armeni, i Giorgiani, i Siriani non 
uniti, 1 Coftl, I Serbi, 1 Montenegrini, i Bul- 



gari, i Rumeni. Per le feste ecclesiastiche, t 
digiuni ec, i Russi, i Giorglani cattolici e non 
uniti, I Serbi, i Montenegrini, i Bulgari e 1 
Rumeni osservano completamento il calen- 
dario greco, detto de\\A Chiesa greca ortodosufi. 
Gli Armeni ed i Cofti hanno rispettivamente 
un calendario proprio per le feste, ed ancihe 
nomi speciali per i mesi: ma non ci occupe- 
remo di questo. Invece ecco le feste principali 
del calendario greco-russo per l'anno 1JJ8. 





DATA 




DATA 




DEI. 


CALENDARIO 


DEL 


CALENDAriTO 




GREGORIANO 




SIULIANO 




(iv 


^IlOVO Stile) 


{Vecchio stile) 






1908 




1907 




lo 


gennaio 


19 


dicembre 




7 


" 


25 


1908 


Natale. 


U 


, 


lo 


gennaio 


Circoncisione. Capo d'anno. 


19 


^ 


6 


n 


Teofania (Epifania). 


15 


febbraio 


2 


febbraio 


Purificazione. 


16 


^ 


3 


^ 


Domenica del Pubblicano e del Fariseo. 


23 


^ 


10 


^ 


Domenica del Figliuol Prodigo. 


lo 


marzo 


17 


" 


Domenica del Giudizio Universale (in Russia); della 
Carne (in Grecia). 


8 


„ 


24 


^ 


Domenica di Carnevale; o del Formaggio (in Grecia). 


9 




25 


^ 


Comincia la Grande Quaresima.* 


22 




9 


marzo 


Quaranta Martiri di Sebaste. 


7 


aprile 


25 


^ 


Annunciazione di Maria. - Festa della indipendenza 
della Grecia.** 


19 




6 


aprile 


Domenica delle Palme. 


24 


_ 


11 


^ 


Venerdì Santo. 


26 


, 


13 


^ 


Pasqua. 


6 


maggio 


23 


^ 


San Giorgio. — Onomastico del Re di Grecia.** 


22 




9 


maggio 


San Nicola. 


27 


^ 


14 


^ 


Anniversario della incoronazione dello czar Nie- 


4 


giugno 


22 


„ 


Ascensione. [colò 1.* 


14 


_ 


lo 


giugno 


Pentecoste. 


15 


^ 


2 


^ 


Lunedì dello Spirito Santo. 


21 


^ 


8 


^ 


Ognissanti. 


12 


luglio 


29 


^ 


SS. Pietro e Paolo. 


14 


agosto 


lo 


agosto 


Principia il digiuno della Madonna. 


19 


^ 


6 


^ 


Trasfigurazione di Cristo. 


28 


^ 


15 


^ 


Assunzione della Madonna. 


12 


settembre 


30 


^ 


Sant'Alessandro Nevski.* 


21 




8 


settembre 


Natività di Maria. 


27 


, 


14 


^ 


Esaltazione della Croce. 


2 


novembre 


20 


ottobre 


Assunzione al trono dello czar Niccolò I.* 


8 


_ 


26 


^ 


San Demetrio.** 


28 


^ 


15 


novembre 


Principia il digiuno di Natale. 


4 


dicembre 


21 


^ 


Presentazione di Maria. 


19 




6 


dicembre 


San Nicola di Bari, protettore della Russia. 


22 


„ 


9 


„ 


Concezione della Vergine. 


25 


T. 


12 


« 


San Spiridione.** 



Le feste mobili sono scritte in corsivo. Quelle segnate con un * sono peculiari alla 
Russia; quelle segnate con due ** sono poculiari alla Grecia. 



Calendario Protestante. 



Le diverse confessioni protestanti (com- 
presa l'episcopale anglicana) seguono il ca- 
lendario gregoriano in tutte le sue particola- 
rità, anche per.il computo della Pasqua e delle 



principali feste mobili, delle quali però chi 
esclude l'una, chi esclude l'altra; ma tutti poi, 
siccome non venerano ne la Vergine né i Santi, 
escludono tutte le solennità della Madonna e 



O^nissanli. Quasi tuLLi, invece. -l'este.Tgiano siii- 
j.M.'jirmente la Domenica di Passione (5 apri- 
W). la Domenica delle Palme (12 aprile) e il Ve- 
lordi santo (17 aprile). La Chiesa protestante 
tedesca ha inoltre le seguenti feste mobili: 
lUiss und Bettag (Giorno di psnitema e pre- 
ghiera), il mereoledì dopo la prima dome- 
nica di quaresima, se il detto mereoledì 
cade in febbraio, ovvero il martedì dopo la 
domenica stessa, se questo martedì viene 
in marzo; quindi quest'anno il 10 marzo. 



Ei-ntefost (Festa delle h< ?»■.!.'/), la domenica im- 
mediatamente dopo al 30 settembre, o il 
giorno stesso se di domenica; e quest'anno 
il 4 ottobre. 

La festa della Riforma, la domenica immedia- 
tamente dopo il 30 ott., o il giorno stesso se 
di domenica; e quest'anno il 1° novembre. 

La Commemoriiziono dei Morti, la domenica 
immediatamente dopo il 20 novembre, o 
11 giorno stesso se di domenica ; e que- 
st'anno il 22 novembre. 



Calendario Israelitico. 



Gli ebrei si servono di un anno lunisolare, 
cioè composto di 12 mesi lunari, che si ac- 
corda con l'anno solare mediante l'aggiunta 
(7 volte in un ciclo di 19 anni) di un mese 
cmbolismico, il mese di Vectdar. Ma le norme 
«•he regolano questa intercalazione, la varia- 
l>ilc lunghezza dei diversi mesi che possono 
essere di 29 o di 30 giorni, e il principio del- 
l'anno, non potrebbero trovar luogo qui. Ba- 
sterà dire che è stabilito, che il principio 
nell'anno cada sempre nel giorno della nuova 
Ima più prossima all'equinozio di autunno; 



e che la Pasqua, che è fissata al 15 del mese 
di Nisan, preceda costantemente il primo del- 
l' anno di 163 giorni: ma anche queste regole 
hanno le loro eccezioni. 

L'anno 1908 corrisponde alFanno 5fi63 (em- 
bolismico, di giorni 383), cominciato il 9 set- 
tembre 1907 e all'anno 5669 (comune, di gior- 
ni 355) che cominciato il 26 settembre 1908, 
finirà il 15 settembre 1909. 

Ecco la concordanza dei mesi e l'indica- 
zione delle principali foste giudaiche, non con- 
tando naturalmente i Sabati. 





1903 




5668 




lo 


gennaio 


27 


Tebet 


. 


4 


^ 


lo 


Scevafc 




:{ 


febbraio 


lo 


Adar 




4 


marzo 


lo 


Veadar 




U 


„ 


11 


^ 


Digiuna di Ester. 


17- 


18 « 


14-1 


5 r, 


Festa di Ficn'rn (Festa delle Sorti). 


2 


aprile 


lo 


Nissan 


Principio dell'anno religioso, secondo l'antico ca- 
lendario rabbinico. 


16- 


23 , 


15-22 „ 


Pescich, Pasqua, o Festa delle Azzime. Sono festa 










soltanto i due primi e i duo ultimi giorni. 


2 


maggio 


lo 


Jiar 




1.) 


„ 


14 


n 


Pesach Scenì, Seconda Pasqua (per chi non ha po- 


;{l 


« 


lo 


Sivan 


tuto celebrare la prima). 


.>-6 


giugno 


6-7 




Sciavuot, Pentecoste, o Festa dello Settimane. 


.•;o 


„ 


lo 


Tamuz 




16 


luglio 


17 


" 


Digiuno di Tamuz, in memoria della caduta di Ge- 
rusalemme. 


29 


"1 


lo 


Ab 




6 


agosto 


y 


" 


Digiuno di Tisgà heah, in memoria della prima di- 
struzione del Tempio. 


■-S 


" 


lo 


Ellul 
5669 


Mese di espiazione. Cominciano le preghiere dette 
Selicot. 


26 


settembre 


lo 


Tisri 


liosc-Ascianà, ossia Capo d'anno. 


28- 


2ò „ 


3-4 


r, 


Digiuno di Ghedaglià. 


5 


ottobre 


10 


r, 


Chipur, giorno dell'espiazione. 


io- 


11 ., 


15-16 „ 


Siiccot, o Festa delle Capanne. 


ni 


, 


21 


n 


Otìciaanà-Pabbà, giorno di penitenza. 


17 


_ 


22 


, 


Sceminì Azh-ed, ottava di consacrazione. 


1,S 


, 


23 


, 


Simmd Torà, o Festa della legge. 


26 


^ 


lo 


Hesvan 




•-'5 


novembre 


lo 


Chislev 




19 


dicembro 


25 


" 


Ilomtcà, commemorazione della purificazione d-l 
tempio. 


■_'.") 


^ 


10 


Tebet 




31 


-^ 


27 


- 





Il giorno comincia per gli israeliti al tramonto: e particolarmente il Sabato comincia 
un'ora prima di notte, e termina la sera dopo un'ora e 15 minuti di notte: così, ad esem- 
I IO, se incomincia il Sabato a ore 18 del Venerdì sera, terminerà a ore 19.15 del Sabato. 



Calendario Maomettano. 



I mussulmani, per espressa disposizione 
del Corano, seguono soltanto l'anno lunare 
(il 354 o 355-piorui, diviso in 12 mesi alter- 
nativamente di 30 e 29 giorni. L'ultimo, Zul- 
hegg>, invece di 29 giorni ne ha 30 por 11 vol- 
te nel corso di un ciclo di 30 anni. L'anno 



1907 corrisponde, per 1 primi mesi, all'anno 
dell'Egira 1324 (di giorni 334), cominciato il 
25 febl)r. 1906 e dal 14 febbr. in avanti all'aimo 
1325 (di giorni 355). Ecco la concordanza dei 
mesi e l'indicazione delle principali foste mao- 
mettano, oltre a tutti i Venerdì (D'ufiuno). 



1903 

1 "• gennaio 



! 


febbraio 




marzo 


o 


aprile 


14 


„ 


3 


maggio 


lo 


giugno 


20 


„ 


1» 


luglio 


30 


n 


13 


agosto 


25 


., 


29 


„ 


27 


settembre 


23 


ottobre 


26 




27- 


29 , 


25 novembre 


25 


dicembro 


31 


„ 



1325 






ir. Zul cado 






lo Zulhe^gè 






10 




Giorno del sacrificio, o piccolo Beiram. 


1326 






lo Moa..m 




Capo d'anno. 


lo Safar 






lo Rebi-el-avel 






1'-! 




Mulml-el-Nehi, ossia nascita del Profeta. 


lo Robi-el-acchci 






lo Giumada-el-a\ 


el 




20 




Anniversario della presa di Costantinopoli per mano 


lo Giumada-el-acc 


tier 


[dei Turchi. 


lo Regeb 






15 „ 




Leilah-el-Gaìbah, ossia concezione del Profeta. 


27 




Leilah-el'Miradj, ascensione del Profeta. 


lo Sciaaban 






lo Ramadan 




Comincia un rigoroso digiuno per tutto il mese: ò 
permesso di mangiare soltanto durante la notte. 


27 




Leihih-el-Cadr, notte della potenza, in cui discese 
dal ciclo il Corano. 


30 




Ultimo giorno di digiuno. 


1-3 Sciaua] 




Grande Beiram. 


lo Zulcadè 






lo Zulheggè 






7 







I mussulmani conteggiano le notti 
la sera. Il 13, il 14 e il 15 di ogni mese 
soltanto il 13 il 14. 



, poiché il giorno, come il mese, comincia per loro 
sono per loro giorni fausti, ma nel mese di Sciaaban 



Calendario 

Gli abissini presero dai cofti l'anno giu- 
liano di 365 giorni, diviso in 12 mesi di 30 
giorni, più 5 giorni supplementari o epago- 
meni (sei nei bisestili), e lo cominciano rispet- 
tivamente all' 11 o 12 settembre del calenda- 
rio gregoriano: dai cofti pure tolsero il com- 
puto degli anni secondo il calcolo di Giulio 
Africano, il quale pone la nascita di Cristo 



Etiopico. 

sette anni dopo il computo volgare. Anche 
gli abissini hanno l'anno bisestile: tale è per 
loro il 1899, che è cominciato il dì 11 settem- 
bre 1906. 

Nel ciclo dei quattr'anni, ciascun anno 
prende il nome di un Evangelista, dicendosi 
Anno di S. Marco, di S. Giovanni, di S. Mat- 
teo, di S. Luca, che è il bisestile. 



1908 




1900 






1» gennaio 


22 


Tahsàs 




Gli abissini hanno un gran nu- 


8 


29 


^ 


Natale. 


mero di feste, oltre le poche che 


10 


lo 


Ter 




abbiamo segnato. La Pasqua va 


9 febbraio 


lo 


Jekatit 




con le regole del calendario giu- 


10 marzo 


lo 


Maggabit 




liano. Molte altre solennità si ri- 


9 aprile 


lo 


Miazià 




petono a giorno fisso, rinnovan 


26 


18 


^ 


Pasqiaa. 


dosene tutti i mesi la comme- 


9 maggio 


lo 


Ghenbot 




morazione: e fra queste le piìi 


8 giugno 


lo 


Sanie 




importanti sono il giorno di San 


8 luglio 


lo 


Hamliè 




Micael, che si festeggia il 12 di 


7 agosto 


lo 


Nahasiè 




ogni mese e la Kidano Mehrat 


22 


16 




Assunzione. 


(Patrocinio di Maria) che cade il 


6-10 settembre 


1-5 


Pagumiè 
1901 


(Epagomeni). 


16. 1 giorni della settimana pres- 
so gli abissini presentemente 


11 


lo 


Mascarem 


Capo d'anno. Festa di 
S. Giovanni. 


coincidono con quelli del nostro 
calendario, cioè quando è dome- 


^^ 


17 


„ 


Masqal, o Festa della 


nica per noi, è domenica anche 


1 1 ottobre 


lo 


Teqemt 


[Croce. 


in Etiopia. I nomi sono: Sagnò, 


10 novembre 


lo 


Hedàr 




Maksagnò, Ruob (o Rebù), Amus, 


10 dicembre 


lo 


Tahsas 




Arb, Qedamie, Ehud. 


31 


22 


T« 







Innovazioni. 

Pur lasciando immutato il piano fonda- 
mentale di questa Effemeride, noi non ci ac- 
contentiamo di sostituire, semplicemente, i 
dati dell'anno nuovo a quelli dell'anno tra- 
scorso, ma andiamo via via ritoccando e tra- 
sformando tutto il testo, in modo che le cose 
già. ripetute due o tre volte scompaiono o si 
riassumono per dar posto ad altre no'izie, 
alle nuove scoperte, alle più recenti teorie, 
a quanto, insomma, offre di più importante 
Il campo astronomico. 

Anche quest'anno diamo, in questa stessa 
pagina, la precisa nozione dei tempi locali per 
una trentina di città italiane ed il computo 
delle date secondo il periodo giuliano (p&g. lì); 
riguardo all'aspetto della corona solare du- 
rante l'eclisse del 30 agosto 1905 (pag. 18) ab- 
biamo reso più evidente la relazione tra la 
frequenza delle macchie solari e le forme 
conciali mediante un diagramma nel quale 
tali forme sono abbozzate lungo la curva un- 
decennale dell'attività solare e colla indica- 
zione delle epoche dei massimi e minimi os- 
servati. 

Siamo poi lietissimi che le nuove cartine 
celesti, mediante le quali chiunque può im- 
parare, da solo, a conoscere la posizione e 
la forma delle principali costellazioni e di 
tutto le stelle più cospicue che si avvicen- 
dano sugli orizzonti italiani, abbiano incon- 
trato il pieno favore dei nostri assidui, pa- 
recchi dei quali ci hanno pure manifestato 
il desiderio di aver notizie più diffuse intorno 
alla natura dei vari corpi celesti e special- 
mente dei pianeti, ma qui non sarebbe possi- 
bile dedicare maggior spazio &\\' Astrofìsica 
senza sacrificio delle cose più essenziali. Di 
astrofisica, come d'ogni altra parte dell'astro- 
nomia, ci occupiamo, del resto, ampiamente, 
nel nostro Astrofilo^) 

Per l'anno venturo stiamo preparando 
altre interessanti novità, principalissima fra 
le quali l'introduzione di cartine e tavole 
speciali por l'osservazione dei pianeti e delle 
occultazioni. 

Saremo poi riconosceati a tutti coloro i 
quali, interessandosi allo osservazioni, ci co- 
munidieranno nuovi risultati, o proposte o 
consigli che possano giovare alla precisione 
ed allo sviluppo dell'Effemeride. 

Milano, luglio 1907. 

Cap. Isidoro Baroni. 



(l) Il nostro < Astrofilo» è la prima ed unif-a 
rivista italiana rivaineiite illustrata per la dif- 
fusione dell Astronomia, Meteorolopia, Geodina- 
mica e materie affini svolte in modo popolare. As- 
sociazione yor il 1P08 Lire 6. Ck>sto dei 24 l'asciroli 
anetrati, Lire 12.— Indirizzo: Milano, Via Prin- 
cife Amedeo, 5. 



Avvertenze. 

Tutte le indicazioni orarie, salvo contrario 
avviso, sono date in tempo medio civile del- 
l' Europa Centrale, contato ininterrottamente 
da una mezzanotte all'altra, cioè da a 24 ore. 
Vedansi 1 ragguagli a pag. 14. 

Le tavole mensili non richiedono lunghe 
spiegazioni. La declinazione del Sole e l'equa- 
zione del tempo (v. pag. 18), nonché il corso 
della Luna e dei pianeti sono sempre rife- 
riti all'orizzonte di Roma. Quanto al Sole, le 
levate ed 1 tramonti sono dati per Milano. 
Koma e Palermo, cioè per le regioni estreme 
e centrali dell'Italia. Ci venne suggerito di 
sostituire, a questi dati, gli archi diurni del 
Sole, ma il consiglio non è pratico. Daremo 
tuttavia, l'anno venturo, una tavola degli ar- 
chi solari, e per intanto aggiungiamo qui sotto 
alcuni dati per il computo dei tempi locali. 

Per avere l'ora appi-ossimativa della levata 
e tramonto dei pianeti basterà togliere od 
aggiungere 6 ore al tempo del loro passaggio 
al meridiano. Tale appi'ossimazione è suifi- 
ciente, inquantochè non si fanno quasi mai 
osservazioni planetarie presso all'orizzonte. 



Tempo medio locale. 

Il tempo medio dell'Europa Centrale (adot- 
tato in Italia il 1° novemb. 1893, vedi pag. 14), 
è regolato sul meridiano situato a 15° est 
Greenwich, il quale passa, prossimamente, 
per Termoli, Eboli, Lipari, cratere dell'Etna, 
Catania e Noto, che sono quindi le sole località 
notevoli d'Italia nelle quali il tempo medio 
legale corrisponde, o quasi, al tempo medio 
locale. Ma la nostra penisola, occupando quasi 
12° in longitudine, offre una differenza oraria 
di 47 minuti primi, dei quali 14 di anticipo 
(Otranto) e 33 di ritardo (Bardonecchia), ri- 
spetto al tempo dell' E. C. Per altre 30 località 
nostre vedansi nel seguente prospetto le ore 
locali, corrispondenti al mezzodì legale, ossia 
a 12h t. m. E. C. 



Brindisi. . . 


. 12.12 


Venezia . . . 


11.49 


Taranto. . . 


. 12. 9 


Bologna . . . 


11.45 


Bari 


. 12. 7 


Firenze . . . 


11.45 


Catanzaro . . 


. 12. 6 


Verona . . . 


11.44 


Cosenza. . , 


. 12. 5 


Pisa 


11.42 


Reggio Calab. 


. 12. 3 


Brescia . . . 


11.41 


Foggia . . . 


. 12. 2 


Spezia . . . 


11. .'iy 


Potenza . . . 


. 12. 2 


Milano . . . 


11.37 


Messina. . . 


. 12. 2 


Cagliari . . . 


ll.:37 


Napoli . . . 


. 11.57 


Genova . , 


11.3G 


Teramo . . . 


. 11.55 


Novara . . . 


11.34 


Ancona . . . 


. 11.54 


Sassari . . . 


11.34 


Palermo. . . 


. 11.54 


Porto Maurizio 


11.32 


Udine. . . . 


. 11.53 


Torino . . . 


11.31 


Roma .... 


. 11.50 


Cuneo. . . . 


11.30 



— 11 — 

BI/BMBNTI GENERALI 



Coincidenze calendaristiche. 

L'anno TOOS, ottavo del XX secolo, è bi- 
sestile, cioè conta 366 giorni, perchè febbraio 
ne ha 29. L'ultimo bisestile fu il 1904, il pros- 
simo sarà il 1912. 

Il 1908 comincia in mercoledì come già il 
1902, il 1896, il 1890, il 1879, ec, e come i ven- 
turi 1913, 1919, 1930, 1936, ec. 

La Pasqua cade il 19 aprile, come già nel 
1840 e comt cadrà nel 1981, nel 1987, ec. 

Stagioni astronomiche 1907. 

Entisf.Xord Emisf.Siuì Principio 

Primavera Autunno 21 marzo l'i 27»» 

Estate Inverno 21 giugno 21 19 

Autunno Primavera 23 settem. 11 59 

Inverno Estate 22 dicem. 6 34 

Durata delle stagioni. 

La durata delle stagioni, come il loro 
principio, è variabile di anno in anno, però 
in ristretti limiti. Ecco i dati relativi al 1908, 
avvertendo che la durata del nostro inverno 
venne computata dal 23 die. 1907, ore 0.52: 
Eni isf. Xo I -d Erri isf. Su d Durata 

Inverno Estate 89 giorni 0"^ 25n> 

Primavera Autunno 92 „ 19 52 

Estate Inverno 93 „ 14 40 

Autunno Primavera 89 „ 18 35 

La somma di queste durate costituisce 
l'anno tropico, o ciclo delle stagioni; che è, 
precisamente, di 365 giorni, 5^, 48»°, 46", nel 
quale periodo il Sole sta per 186 giorni Uh 
al nord dell'Equatore e soltanto 178 giorni 
19h al sud (difìeienza 7 giorni 16''), circostanza 
che concorre a rendere l'emisfero australe 
più freddo del boreale a parità di latitudini. 

Stagioni meteorologiche. 

I meteorologisti convennero di fissare il 
principio delle stagioni al 1° marzo, 1° giu- 
gno, lo settembre e 1° dicembre, anticipan- 
dole, cioè, di tre settimane sulle astronomi- 
che, per meglio adattarle alle effettive vicende 
climatologiche. 

Giorni solstiziali. 

Durata massima del giorno, altezza del Sole 
€ lunghezza delle ombre proiettate a mezzo- 
dì da un bastone verticale alto un metro: 



21 giugno 


luce 


alt. 


Sole 


ombra 


Milano 


15h 38m 


670 


59' 


O™, 40 


Roma 


15 10 


71 


33 


, 33 


Palermo 


14 49 


75 


20 


, 26 


Massaua 


13 3 


82 


10 


, 14 


22 dicem. 










Milano 


81 39» 


21o 


5' 


2™, 59 


Roma 


9 4 


24 


39 


2 , 21 


Palermo 


9 30 


28 


26 


1 , 85 


Massaua 


11 9 


50 


56 


, 81 



Sole di mezzanotte. 

Vedasi negli Almanacchi del 1903 e 1904, 
la tavoletta che indica i limiti di tempo en- 
tro i quali, in varie località boreali, è visi- 
bile il Sole a mezzanotte. 



Periodo Giuliano. 

Per i cenni storici su questo periodo cro- 
nologico vedasi l'Almanacco 1907. 

L'origine del P. G., ossia l'anno 1. P. G., 
nel quale si sarebbero avuti: ciclo solare 1, 
lunare 1 ed indizione 1, corrisponde al 4713 
av. C; l'anno 1 dell'E. V. corrispose quindi 
al 4714 P. G. e l'anno 1908 corrisponde al 
6621 P. G. Ma gli astronomi, nei loro computi, 
usano indicare le date col numero dei giorni 
del P. G. e siccome non è sempre facile ne 
sbrigativo procurarsi tali numeri, otlriarao, in 
questa prima tabella, i giorni del P. G. cor- 
rispondenti al lo gennaio degli anni indicati, 
tenuto conto della riforma gregoriana: 



(1 a C. 

1 di C. 
500 . 

1000 . 
1500 . 

1582 . 

1583 . 
1600 . . 
1700 . . 
1800 . . 
1900 . . 



721 


058 


721 


424 


903 


683 


086 308 


268 933 


298 884 


299 239 


305 


448 


341 


973 


378 497 1 


415 


021 1 



1901 
1902 
1903 
1904 
1905 
1906 
1907 
1908 
1909 
1910 
2000 



415 386 

415 751 

416 116 
416 481 

416 847 

417 212 
417 577 

417 942 

418 308 
418 673 
451 545 






417 942 


2 


417 973 


2 


418 002 


2 418 033 


2 418 063 


2 


418 094 1 



luglio . . 


2 418 124 


agosto . 


2 418 155 


settembre- 


2 418 186 


ottobre . 


2 418 216 


novembre 


2 418 247 


dicembre 


2 418 277 



ed in quest'altra quelli corrispondenti al 1" 
di ciascun mese del corrente anno 1908: 



gennaio, 
febbraio 
marzo . 
aprile. . 
maggio . 
giugno . 



Era indispensabile agli astronomi l'ado- 
zione di un periodo fittizio ihe abbracciasse 
tutti i tempi storici e che, colla sua ininter- 
rotta continuità, ovviasse alle irregolarità dei 
diversi calendari. Venne quindi adottato il 
P. G. come avrebbe potuto adottarsi un altro 
periodo qualunque, anche indefinito, purché 
uno dei suoi elementi corrisponda ad un'epo- 
ca generalmente convenuta, che avrebbe po- 
tuto anche essere quella di un fatto astro- 
nomico. 

E la necessità di un siffatto periodo de- 
riva da ciò: che gli astronomi hanno conti- 
nuamente bisogno, nei loro calcoli, di togliere 
ed aggiungere alle date dei fenomeni celesti 
periodi spesso lunghissimi di tempo, espressi 
iìi giorni (rivoluzioni planetarie, cometarie, 
perturbazioni, ec), cosa che riesce assai spe- 
dita, operando sulle cifre del periodo giulia- 
no, cifre che poi si trasformano in date di 
qualsivoglia calendario ad operazioni finite. 

Esempi. Qua! è il numero del P. G. che 
che corrisponde al 17 aprile 1908? — Per il 
lo aprile (ved. 2» tavoletta) abbiamo 2,418,033, 
dunque per il 17 avremo 2,418,049. 

A qual data gregoriana corrisponde il 
n.o 2,378,530? — Dalla 1» tavoletta abbiamo, 
per il lo gennaio 1800, il n.» 2,378,497, infe- 
riore di 33 unità al numero davo, il quale 
corrispose quindi al 3 febbraio 1800. 

Le date dell'anno in corso soglionsi indi- 
care colle sole ultime quattro cifre del P. G. 



— 12 — 
LE ECLISSI DEL 1908. 



Delle quattro eclissi di quesfanno (tre di 
Hole ed una di Luna) saranno visibili in Italia 
soltanto la seconda (come una piccolissima 
parziale di Sole) e la terza (lunare di pe- 
nombra). 

|a- Totale di Sole- 3-4 gennaio. 
Questa eclisse si svolgerà quasi intera- 
mente sull'Oceano Paciftoo ti a le ore 20.8 
t. m. E. t;. del 3 gennaio e l'1.23 ant. del 4, 
ai quali istanti corrispondono, nella presente 




tesimi dal diametro solare per Milano, di 10 
per Roma, di 20 per Palermo e per Cagliari, 
di 7 per Venezia, ec. Sarà invece di 30 per 
Madrid ed Algeri, di 16 per Marsiglia, di 9 
per Parigi e Londra, di 3 per Vienna, ee. 

Per osservare l' eclisse sarà necessario un 
vetro nero od atfumicato: l'orlo eclissato 
sarà quello inferiore sinisti'o. Per Milano l'Us- 
servatorio di Brera ha calcolato 

Primo contatto (lembo inferiore). 18'19m36^ 

Fase massima (0,093) 18 40 G8 

Ultimo contatto (lembo sinistro) . 19 13 27 

III» - Lunare di penombra - 7-3 dicembre. 

Le eclissi lunari di penombra sono gene- 
ralmente poco notabili e passano anche inav- 
vertite dai profani. Talvolta, però, quando 
intorno al circolo d'illuminazione terrestre 
predominano le nubi, la penombra è abba- 
stanza oscura da offuscare sensibilmente il 
disco lunare. 

Come vedesl nel presente diagramma, la 
Luna passerà attraverso la penombra della 



figura i punti P (principio dell'eclisse gene- 
rale, o primo condotto assoluto) ed F (fine 
dell'eclisse generale, ed ultimo contatto as- 
soluto). La zona della totalità attraversa due 
volte l'equatore e passa frammezzo agl'in- 
numerevoli arcipelaghi del Pacifico: il prin- 
cipio della totalità avrà luogo alle 21.3 tra le 
isole Maiianne, Cardine e Marshall; il mezzo 
dell'eclisse, colla durata massima della tota- 
lità di 4»" 18% avrà luogo alle 22,45 tra le isole 
Marchesi e Tuamotu; la fine della totalità 
avrà luogo alle 0,28 del 4 nella Baia dei Mo- 
squitos, tra Costa Bica e Panama. Questa 
eclisse sarà inoltre visibile, come parziale, 
nella Innova Guinea e nel Nord Est dell'Au- 
stralia alla levata del Sole, ed in California, 
nel Messico, America centrale, Grandi Antille, 
Venezuela, Colombia, Equatore e Perù al tra- 
monto del Sole. 

Il» • Anulare di Sole - 2S gennaio. 

Para visibile dal Pacifico al Mediterraneo, 
dalla Groenlandia al Brasile, tra le 14.29 e 
le 20.31 del nostro tempo E. C. Come vedesi 




dalla figura, la zona dell'eclisse anulare co- 
mincia nel Pacifico (ore 15.33), attraversa il 
Messico, la Florida, le Bermude (dove, alle 
17.31 la fase anulare avrà la durata massima 
di 3m 54"), la Senegambia e finisce (ore 19.27) 
nella Guinea settentrionale. 

In Italia l'eclisse sarà visibile come una 
piccolissima parziale poco prima del tramon- 
to del Sole. La fase massima sarà di 9 cen- 




7Memòfm 



Terra, parte inferiore, dalle ore 20,38 del 7 
air 1,12 dell' 8 dicembre, coli' Istante medio 
della completa immersione alle 22.55, mentre 
la Luna si troverà verso Sud-Est. 

IV» - Anulare di Sole - 23 dicembre. 

Si svolgerà nell' emisfero australe, dal Pa- 
cifico all'Oceano Indiano e nelle regioni po- 
lari antartiche, dalle 10.7 alle 15.23. 

La zona anulare comincia nel Pacifico (ore 
11.11) attraversa l'America meridionale da 
Cobija (Cile) a Rio Grande (Brasile), prosegue 





C^'^w 


1 ^'^ 





per l'Atlantico australe, attraversa le Isole 
di Bouvet (dove l'eclisse diviene totale dalle 
(!re 11.49 alle 13.46 colla durata massima di • 
16»), e finisce alle 14.18 nell'Oceano Indiane. 
In America (alla levata del Sole) si avranno 
le fasi massime di 0.65 per Eio Janeiro, di 
0.90 per Montevideo e Buenos Aires, di 0.95 
a Cordoba, ec. Al Capo Buona Speranza di 
0,40 al Madagascar (Tananariva.) di 0,24 ec. 



— IB - 
EFFEMERIDE PER L'ERITREA 



A complemento del ("alemìurio etiopico 
p;ig. 9) abbiamo creduto opportuno di cal- 
'lare una breve effemeride riferita all'oriz- 
<>ute di Massaua, e precisamente all'ango- 
lo S. E. del Palazzo del Comando, la cui 
posizione geografica è la seguente: 

Latitudine 15o 36' 41" Nord 
Longitudine 39o 28' 9" Est Green wich. 

I dati che offriamo sono espressi in tempo 
nedio locale di Massaua, il quale anticipa V'3S"^ 
-a quello dell'Europa Centrale usato in Italia. 
Riguardo al corso del Sole la nostra tavo- 
letta dà la durata dei crepuscoli, il crescere 
o calare dei giorni, la levata ed il tramonto 
al 1", 11 e 21 d'ogni mese. La lunghezza dei 
giorni varia da 11 a 13 ore, ed il Sole passa 
allo zenit (cioè verticalmente sopra Massaua) 
il 3 maggio e 7 agosto. 



Quanto alla Luna, l'ora del suo passaggio 
al meridiano di MassAua si otterrà (in t. m. 
Massaua) sottraendo H minuti dall'ora da 
noi calcolata per Roma (tavole mensili), men- 
tre per la levata ed il tramonto occorrerà ap- 
plicare alle ore date per Roma le correzioni 
indicate nella seguente tabella di fronte al 
numero delle ore che la Luna, nei giorni vo- 
luti, sta sopra l'orizzonte di Roma, ossia alla 
differenza ti-a le ore della levata e del tra- 
monto indicate nelle nostre tavole mensili. 

Delle quattro eclissi del 1908 (v. pag. 12) 
sarà visibile nell'Eritrea soltanto la terza, 
cioè l'eclisse lunare di penombra del 7-8 di- 
cembre, che sarà completamente osservabile 
nell'Eritrea dalle ore 22.16 del 7 alle 2.50 
deirs tempo medio di Massaua, coli' istante 
medio alle ore 0.33. 



TAVOLA SOLARE PER MASSAUA 



Mesi 



'lennaio. . 
Febbraio . 
Marzo . . . 
Aprile . . 
Maggio . . 
Giugno . . 
l.uglio. . . 
Agosto . . 
.Settembre 



Crepusc. Giorno 1 1 11 21 

civ. I dslr. cala ere. leva tram, leva tram, levai tram, 



Ottobre J 23 

Novembre . . . .} 24 
Dicembi'e j 25 



h m 
1.18 
1.16 
1.13 
1.14 
1.17 
1.21 
1.22 I 
1.19Ì 
l.lSj 
1.13 
1.14! 
1.17! 



hm 

6.28 
6.32 
6.21 



h m 
17.39 

17.57; 

18. 5! 



5.59 18.11 
6.381 18.17 I 
5.29 1 18.27 
5.33; 18.34' 

5.44 i 18.28 
5.48! 18.12; 
5.50, 17.50 
5.581 17.29' 
26; 



.58 17. 
.11 17. 



hm 
6.31 
6.29 
6.14 
5.51 
5.34 
5.29 
5.36 
5.45 
5.49 
5.50 
6. 1 
6.18 



hm 
17.44 
18. 1 
18. 8 
18.13 
18.19 
18.30 
18.33 
18.24 
18. 4 
17.43 
17.26 
17.28 



hm j h m 
6.32 j 17.51 
6.24 18. 4 
6. 7} 18. 9 
5.44 18.14 



5.31 
5.30 
5.40 
5.47 
5.49 
5.52 
6. 6 
6.23 



18.22 
18.33 
18.32 
18.18 
17.57 
17.36 
17.25 
17.32 



LUNA 



i 


Corre 


s 


levata 


h 


hm 


7 


-1.41 


8 


- 1.26 


9 


- 1.10 


10 


-0.54 


11 


-0.38 


12 


-0.23 


13 


-0. 7 


14 


+ 0. 8 


15 


+ 0.23 


16 


-f 0.40 


17 


-f 0.54 


18 


+ 1.10 



hm 
+ 1.13 
+ 0.58 
+ 0.42 
+ 0.26 
+ 0.10 

- 0. 5 

- 0.21 
-0.36 
-0.51 
-1. 8 
-1.22 

- 1.38 



EFFEMERIDE PER IL BENADIR 

La regione del Benadir — ossia quella Corso ilei Sole. — Il crepuscolo civile ha 

parte della Somalia litoranea, già dipendente la durata di 22-24 minuti e 1' astronomico 

dal sultanato di Zanzibar, passata nel 18i)l oscilla tra l'i IO»" e 1*' 15'". — La lunghezza 

sotto il protettorato italiano ed amministrata dei giorni è quasi costante (12'), poiché il 

da una Società commerciale costituitasi nel Sole si leva sempre verso le 6 e tramonta 

1896 in Milano — comprende circa 200 km verso le 18, con pochi minuti di differenza 

della costa orientale africana, bagnata dal- tra i giorni solstiziali estivi ed invernali. — 

l'Oceano Indiano, estendendosi in direzione II Sole passa allo zenit nei giorni 24-27 marzo 

da S-0 a N-E dal lo al 3» grado di latitudine e 17-20 settembre. 

boreale e da 43 a 47 gradi di longitudine Est Corso della Luna. — Per ottenere 1 pas- 

Oreenwich. saggi della Luna al meridiano medio del Be- 

Su questo litorale si trovano, da Sud a nadir basterà sottrarre lóm ai passaggi di 

Nord, alcuni centri importanti, come : Brava, Roma. Per ottenere poi le ore del levare e 

Torre, Merca, Mogadiscio, Uar.sceik, Itala, ec. tramontare della Luna, basterà togliere od 

di cui, nei riguardi dell'effemeride, possiamo aggiungere 6 ore a quella ottenuta per il pas- 

assumere la posizione media: saggio. 

Latitudine 2» Nord Pianeti. - Si procede come per la Luna, 

Longitudine 33» Est Roma sottraendo pero, ai loro passaggi al mendia- 

ìaÌ^ ak\/ u-o+r-.. ^ "o, soltanto IO™. 

'^^"^ 451/2 Est Green. ^^.^^.._ _ ^^^ jg^g ^^^^ ^..^.,^.,^ ^^^ j^^. 

e riferire ad essa le correzioni da applicarsi nadir solo la terza eclisse, quella lunare di 

ai dati qui calcolati per Roma, per ottenere penombra, dalle 22.40 del 7 alle 3.14 dell' 8 

1 corrispondenti pel Benadir. (tempo locale) coli' istante medio alle 0.57. 

Differenza oraria. — Il tempo locale del Calendario. — Nel Benadir (come ci scri- 

Benadir anticipa di 2^ 2»n sul tempo dell'Eu- veva il compianto cap. A. Cecchi, da Pesaro, 

ropa Centrale, di 2^ 12"» su quello di Roma il 3 gennaio 1896) gli europei usano il calen- 

e soltanto di 24 minuti su quello della Co- dario gregoriano, gl'indigeni il musulmano 

Ionia Eritrea (Massaua). o maomettano (ved. pag. 9). 



SISTEMAZIONE ORARIA MONDIALE 



Che cosa s'Intenda per sistsmazione 
oraria, per fusi orari e per ora univer- 
saTe fu più da altri spiegato in questo 
stesso Almanacco (anni 1896, 1897, 1898) 
e noi qui aggiungeremo solo di avere 
scoperto (v. il n. 11 dell'Astrofilo) che 
il concetto dei fusi orari risale per lo 
meno al 1732. trovandosi già applicato 
nel primo Almanack di Beniamino 
Franklin: Poor Richard, 1733. 

Le annotazioni seguenti illustrano 
a sufficienza l'unito prospetto orario. 

(1) Moiidiano normale del I fuso ora- 
rio, resolatore del tempo à%lVJ<uropa Occi- 
d-Htaìe (E. Occ). — (2) L'ora di Parigi 
ritardntd di 5 minuti (|jei' comodo dei viag- 
giatori ritardatari, i quali, sapendo la co-a, 
perdono egual mente lo corse) è pia da molto 
tempo adottata dalle Ferrovie francesi. Ne 
risulta ci e il tempo feì-rovinrio francese ri- 
tarda di qua«i 56 minuti (55m3P») su quello 
dcH'Eurora Centrale, ma nen;]i orari uf- 
ficiali la cifra è arrot ndata in oai^. — 
e?) Meridiano normale del II fuso, o del- 
l'Europa Centrale (E. C ). — (4) In Germa- 
nia la riforma oraria venne prima intro- 
dotta nel servizio ferroviario interno (1. VI. 
1891 al Nord e I. X. 1891 al Sud) e poi nel 
«ervizio pubblico (1. VI. 1802 al Sud e 
I, IV. 1893 al Nord) sostituendo il tempo 
dell'Europa Centrale a quelli di Franco- 
fone sul Meno, Berlino e Dre-da al Nord, 
di Strasburgo, Carlsrube, Stuttgard e Mo- 
naco di liaviera al Sud. — (5) In Italia, 
dopo i tempi locali, si ebbero, dal 1839 
al 186(5, parecchi tempi ferroviari regolati 
sui meridiani di Napoli, Milano, Torino, 
Verona, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, 
ina dal 12 diceml're )806 tutto il servizio 
ferrov ario della Peninola venne regolato 
sul tempo di Roma ; in Sardegna il tempo 
della capitale venne introdotto nel 1872 e 
la Sicilia si tenne sempre quello di Pa- 
lermo fino all'adozione del tempo dell'E. C. 
in tutto il Regno, il 1» novembre 1893. — 
(fi) Meridiano normale del III fuso, o del- 
l' Eumpa orientale (E. Or.). — (7) L'Africa 
meridionale, l'Australia meridionale e la 
Nuova Zelanda offrono tre notevoli ecce- 
rioni al sistema fusolare ventiquattrora- 
rio, che i tempi colà adottati supponcono 
la 'lerra divisa non in 24 ma in 48 fusi, 
ride in fusi di mezz'ora (7o30') anziché di 
un'ora (Tio). — (8) Mentre al'ri vantano il 
trionfo del sistema fusolare noi osserviamo 
che non sol- ante e«3o non è ancora riuscito 
ad csteniToisi com]Welamente fie/ipare su di 
Mit Itolo fuso, non soltanto ò compromesso 
dalla qiiarantottiflcazione oraria accen- 
nala nella nota procedente, ma è anche e 
di molto, contrastato dall'immensa esten- 
sione dell'ora di Pietroburgo su ben otto 
/"f, da Alexandrowo (Polonia) a Vladivo- 
stok (Manciuria), valeadiresopraun'estesa 
di 113o di hiniiitudine, pari a 7h32«». E 
questa prande diffusione di una mi-deaima 
oro, che impera su me^za Europa e su 
moti dell'Asia, che regola il tempo sulla 
più irrande ferrovia del mondo, costituisce 
un trionfo del concetto doli'"»'» f</i'p«r.v'./e 
ben maggiore di quello finora consosuito 
dal sistema fusolare. — (9) L'ora di Ma- 
dra", regolatrice delle ferrovie dell'Impero 
Indiano, ritarda di 33 minuti su quella di 
Calcutta ed antifipa di 30 minuti su quella 
di Hombay. — (10) Meridiano normale del 
IX fuso. — (11) Del X fuso. — (12) Dell'XI 
fuso.— (13) Del XVII fuso. — (14) Del XVIII 
fuso. — (15) Del XIX fuso. — (IG) Del XX 
fuso, già usato nell'Almanacx'o t'oor Hi- 
thard del 17a3,— (17) Del XXI fuso. 



' 


MEKIDI.\NO 


Dillereiiza 


DATA DI 


Stato o regione 


RE30Ii\T0UE 


dalt.in.i.i' 


ADOZIONE 


EUROPA 




h m 




Portogallo 


Lisbona 


-1 37 


— 


Irlanda 


Dublino 


- 125 


— 


Inghilterra 


Greenwieh (1) 


- 1 


1. L 1848 


Belgio, Olanda . . 


„ 


-1 


1. V. 1892 


Spagna 


n 


- 1 


1. L 1901 


Francia 


Parigi (2ì 


-0 61 


15. III. 1891 


Norvegia 


150 Est G. (3) 




1. L 1895 


Svezia 


„ 


© 


1. L 1879 


Danimarca 


^ 


•2g 


1. VI. 1894 


Germania (4) . . . . 


„ 




1891-1893 


Lussemburgo . . . 


„ 


1. IV e V. 1892 


Svizzera 


„ 


o^ 


1. VL 1894 


Austria-Ungheria. . 


^ 


art 


1. X. 1891 


Italia (5) 


, 


1. XI. 1893 


Bosnia, Erzegovina. 


„ 


^1 


1. L 1892 , 


Serbia 


„ 


W 


1. V. 1892 


Turchia Occident. . 


^ 




idem 


„ Orientale . 


30o Est G. (6) 


-f-1 


Idem 


Bulgaria 


„ 


+ 1 


idem 


Romania 


„ 


+ 1 


1. X. 1891 


Grecia 


Atene 


+ 35 




Finlandia 


Helsingfors 


+ 40 


— 


Russia 


Pietroburgo 


+ 1 1 


— 


AFRICA 








Algeria 


Parigi 


-0 51 


15. IIL 1891 


Tunisia 


n 


-0 51 


25. IV. 1891 


Congo 


15» Est G. (31 





1. V. 1897 


Orango 


22oV2EstG.(7) 


+ 30 


1892 


Transvaal 


^ 


-i-0 30 


1892 


Colonia del Capo. . 


30o Est G. (6) 


+ 1 


1903 


Natal 


^ 


+ 1 


1. IX. 1895 


Egitto 


„ 


+ 1 


1. X. 1900 


Eritrea 


Massaua 


+ 138 


locale 


ASIA 








Anatolia 


30o Est G. (6) 


+ 1 


1. V. 1892 


Siberia (8) 


Pietroburgo 


+ 1 1 


— 


Georgia 


Tiflis 


+ 1 59 


_ 


Turkestan 


Askabad 


+ 2 43 


_ 


India ingles.; .... 


Madras (9) 


+ 4 21 


— 


Cina 


Pechino 


+ 6 46 


locale 


Giappone 


1350 Est G. (11) 


+ 8 


1. L 1888 


OCEANIA 








Australia Occident. 


120o Est G. (10) 


+ 7 


1. II. 1895 


Meridion. 


1420 Va Est G (7) 


+ 8 30 


1. V. 1899 


Ofient.. . 


150O Est G. (12) 


+ 9 


1. II. 1895 


Tasmania 


^ 


+ 9 


1895 


Nuova Zelanda. . . 


157° I/o Est G. (7) 


+ 9 30 


1868 


AMERICA SETTE 


MTRIGNALE (St 


ati Uniti e Canada). || 


Pacific ti me . . . . 


120O Ov. G. (13) 


- 9 


1. XI. 1883 


Mountain time . . . 


105» „ (14) 


- 8 


idem 


Central tinte . . . . 


90o „ (15) 


- 7 


idem 


Eastern time .... 


750 „ (16) 


- 6 


idem 


Intercoìonial time. . 


60o „ (17) 


- 5 


idem 


AMERICA MER 


DIONALE (Tem 


pi delle capitali). || 


Equatore ... 


Quito 


- 6 15 


locale 


Perù 


Lima 


- 6 8 




Colombia 


Bogota 


- 5 57 


^ 


Cile 


Santiago 


- 5 43 




Bolivia 


La Paz 


- 5 33 




Venezuela 


Caracas 


- 5 28 


" 


Argentina 


Buenos Aires 


- 4 53 




Paraguay 


Asuncion 


- 4 51 




Uraguay 


Montevideo 


- 4 45 




Brasile 


Rio Janeiro 


- 3 53 


^ 



— lo 



L'ORA DELL' "AVE MARIA,, 

li'Ave Maria, come preghiera, costituisce 
la Salutazione angelica e risale al VI secolo. 

Quanto all'uso mattutino e vespertino delle 
campane gli storici della Chiesa non sono 
d' accordo, ma, dal riassunto critico della que- 
stione, da noi fatto nell'Almanacco del 11*03 
pag. 19, appare assai probabile che il suono 
delle campane vespere et mane risalga almeno 
air undecime secolo. 

Riguardo all'epitaflao che leggevasi sul se- 
polcro di fra Bonvicino da Ripa (o Bonvesin 
de la Riva), milanese, morto nel 1313 — Qui 
primo fecit pulsare campanas ad Ave Maria 
Mediolani et in Coniitatu — è dallo storico Giu- 
lini riferito sotto l'anno 1291, ed il compianto 
prof. Gentile Pagani e' informava che il detto 
sepolcro trovavasi nell'antica chiesa di San 
Francesco Grande, esistente un tempo presso 
Sant'Ambrogio, in Milano. 

In alcuni luoghi vigeva anche l'uso del- 
VAve Maria dei morti ad un'ora di notte. 

La seguente tabella indica, per cinque 
diocesiitaliane, le ore e quarti dell'afe Maria 
colle date in cui si cambia l'oi'ario. 

Devesi però avvertire che questi orari del- 
l'are Maria, come quelli delle ore canoniche 
datano da tempo.... immemorabile e sono an- 
cora basati sui rispettivi tempi locali, noncu- 
rando ie avvenute riforme orarie. 



LE •* ORE ITALIANE „ 



55 


MILANO 


FIRENZE 


ROMA 


NAPOLI 


CATANIA 


<=> 


1 


17.1 


1 


17.0 


1 


17.1 


1 


17.1 


1 


17.1 




13 


17.2 


20 


17.1 


14 


17.2 






15 


17.2 


à 


25 


17.3 






27 


17.3 










.2 


6 


18.0 


2 


17.2 


9 


18.0 


6 


17.3 


1 


17.3 


^ 


18 


18.1 


13 


17.3 


22 


18.1 


17 


18.0 


15 


18.0 








23 


18.0 
















1 


18.2 


5 


18.1 


7 


18.2 






1 


18.1 


C 


n 


18.3 


15 


18.2 


20 


18.3 


21 


18.1 


13 


18.2 


*^ 


21 


19.0 


25 


18.3 










25 


18.3 




1 


19.1 


4 


19.0 


2 


19.0 






7 


19.0 


■iz 


11 


19.2 


14 


19.1 


15 


19,1 


20 


19.0 


19 


19.1 


-^ 


21 


19.3 


25 


19.2 


28 


19.2 










~> 


1 


20.0 


6 


19.3 


11 


19.3 






4 


19.2 


•^ 


13 


20.1 


21 


20.0 


24 


20.0 


19 


20.0 


19 


19.3 


Sn 


25 


20.2 




















— 





— 





— 






, 


— 







6 


20.3 






11 


20.1 


18 


20.2 






■Z 


IT 


20.2 


22 


T9T3 


15 


Yo"!© 


lì 


20.0 


24 


T9"!2 


^ 


23 


20.1 




















4 


20.0 


5 


19.2 


1 


19.3 










- 


14 


19.3 


18 


19.1 


11 


19.2 






10 


19.1 


& 


25 


19.2 


28 


19.0 


21 
31 


19.1 
19.0 


21 


19.3 


25 


19.0 


.« 


1 


19.1 


7 


18.3 


8 


18.3 






7 


18.3 


a 


9 


19.0 


18 


18.2 


16 


18.2 






20 


18.2 


i 


17 


18.3 


28 


18.1 


24 


18.1 


24 


19.0 






-:s 


25 


18.2 


















?- 


3 


18.1 


8 


18.0 


4 


J8.0 






2 


18.1 




13 


18.0 


18 


17.3 


13 


17.3 






15 


18,0 


s 


23 


17.3 


28 


17.2 


22 


17.2 


25 


18.1 


28 


17.3 


^ 


1 


17.2 


8 


17.1 


4 


17.1 










•si 


13 


17.1 


22 


17.0 


20 


17.0 


21 


17.3 


12 


17.2 


is 


25 


17.0 








































l)ir_ 










28 


17.1 


231 17.1 


JL 


17.1 



Nel corso dei secoli e negli usi dei popoli 
l'origine del giorno e delle ore offre tutte e 
quattro le possibili varietà. 

Lo 24 ore babiloniche si contavano dal sor- 
gere del Sole; le arabiche dal mezzodì; le 
giudaiche dal tramonto e le egiziane dalla mez- 
zanotte. L'uso babilonese vigeva ancora a 
Norimberga nel XVIII secolo, e tuttodì alle 
Baleari e presso alcuni Greci; l'arabico, se- 
guito anche dagli Umbri, venne adottato da- 
gli astronomi, primi fra i quali Tolomeo e 
Copernico; il giudaico era pur seguito dai 
Galli, dagli Ateniesi antichi e dai Germani, 
ma dove si mantenne più lungamente fu in 
Italia, onde si disse anche italiano, ed altresì 
canonico perchè adottato dalla Chiesa; l'uso 
egiziano, pur seguito da Ipparco e dai Ro- 
mani, divenne, e quindi anche si chiamò, euro- 
peo o civile. 

La tavola seguente ci dà il tempo locale 
all'italiana (in ore e quarti) del mezzodì imd) 
e della mezzanotte (mn) secondo l' uso cano- 
nico e colle date dei salti d'un quarto d'ora, 
mentre per l'uso civile (ancora seguito nelle 
Provincie meridionali e Sicilia) diamo, pel 1» 
e 16 d'ogni mese, il principio del giorno ita- 
liano (pr) in t. m. E. C. per mezz'ora dopo il 
tramonto del Sole (presso a poco l'ora del- 
l'are Maria) in una latitudine intermedia tra 
Roma e Palermo, facendolo seguire dall'ora 
italiana corrispondente alla mezzanotte (mn), 
cui aggiungendo 12-"' si ottiene l' ora italiana 
del mezzodì successivo. 

A proposito delle " ore italiane „ vogliamo 
notare che come si è passati da un sistema 
così diverso dall'attuale.... all'attuale, era ed 
è assolutamente puerile l'opporre una con- 
simile difficoltà all'adozione di un'ora uni- 
versale, di cui sempre più si sente il bi- 
sogno. 



USO CANONICO 


USO CIVILE 


DATA 


md 
19.0 


mn 
7.0 


DATA 


pr 


mn 


Genn 1 


Genn. 




17.22 


6.33 


13 


18.3 


6.3 






17.37 


6.23 


Febbr. 1 


18.2 


6.2 


Febbr. 




17.56 


6. 4 


16 


18.1 


6.1 






18.14 


5.46 


25 


IS.O 


6.0 


Marzo 




18.29 


5.31 


Marzo 6 


17.3 


5.3 






18.44 


5.16 


16 


17.2 


5.2 


Aprile 




19. 1 


4.59 


27 


17.1 


5.1 






19.15 


4.45 


Aprile 11 


17.0 


5.0 


Maggio 




19.31 


4.29 


21 


16.3 


4.3 






19.46 


4.14 


Maggio 1 


16.2 


4.2 


Giugno 




19.59 


4. 1 


16 


16.1 


4.1 






20. 8 


3.52 


Giugno 1 


16.0 


4.0 


Luglio 




20.10 


3.50 


Luglio 13 


16.1 


4.1 






20. 5 


3.55 


Agosto 1 


16.2 


4.2 


Agosto 




19.52 


4. 8 


16 


16.3 


4.3 






19.34 


4.26 


26 


17.0 


5.0 


Settem. 




19.11 


4.49 


Settem. 6 


17.1 


5.1 






18.46 


5.14 


17 


17.2 


5.2 


Ottob. 




18.21 


5.39 


28 


17.3 


5.3 






17.58 


6. 2 


Ottobr. 11 


18.0 


6.0 


Novera. 




17.36 


6.24 


21 


18.1 


6.1 






17.21 


6.39 


Novera. 1 


18.1 


6.2 


Dicem. 




17.13 


6.47 


16 


18.3 


6.3 






17.13 


6.47 


Dicem. 1 


19.0 


7.0 




31 


17.21 


6.39 



— 16 — 
ILI/UMINAZIONB SOLARE 



Il fascio di raggi solari che investe il no- 
stro pianeta, divide la supertìcie di questo in 
due emisferi: l'anteriore illuminato ed il po- 
steriore oscuro; il circolo massimo che li se- 
para, ossia il confine tra la luce e le tenebre, 
si ch\a.ma. circolo d' illuminaziom, e si sposta 
continuamente sia in conseguenza della ro- 
tazione che della rivoluzione e del paralleli- 
smo dell'asse terrestre. 

Il Sole sorge o tramonta per un dato paese 
quando questo entra od esce dall'emisfero 
illuminato, e siccome il centro di questo si 
muove perpetuamente da Nord a Sud, e vi- 
ceversa, tra i due tropici, ne viene che uno 
stesso paese descrive sul circolo d'illumina- 



dezza, che comincia o finisce quando il Sole 
raggiunge 1 «» sotto l'orizzonte. Per la du- 
rata del crepuscolo astronomico, che comincia 
o fluisce colla prima od ultima percezione lu- 
minosa, con cielo limpido e col Sole a 18o sotto 
l'orizzonte, vedansi le tavole mensili, in te- 
sta, per Milano, Roma e Palermo e per la 
metà d'ogni mese (ved. pag. 11 dell' .47;h. \\K&\ 
Sommando le durate dell'illuminazione 
solare di tutti i 363 giorni dell'anno, si ottiene 
Viiìsoluzione annua, che risulta, per le nosti-c 
regioni, di circa 4400 ore (sulle 87G0 dell'anno 
comune», ma queste sono ovetetì-iche; V inso- 
Inz'one effettiva, cioè la presenta reale del 
Sole si riduce ad 1,2 od V3 della teorica, es- 



Gennaìo 



9^0J_2_3_4_5_Ì_Li 



9 10 11 12 13 U 15 16 17 18 19 20 21 2223 24 



Febbraio 



Marzo 




«ione delle corde (per modo di dire, poiché 
trattasi, in realtà, di archi circolari), sempre 
variabili, dalla cui ampiezza dipende la du- 
rata del giorno e della notte. 

Tutti i luoghi situati ad una stessa latitu- 
dine N. o 8. descrivono, alle medesime date, 
delle corde sensibihnente eguali; la riunione 
dello quali, tracciate per 1 365 giorni dell'anno, 
dà origine ai diagrammi dell'illuminazione 
solare, com'è il qui ui.i o, descritto per la 
latitudine di lloma (41"5i'l. 

È superfluo avvertire che le curve interne 
congiungono le ore della levata (sinistrai e 
del tramonto (destra) del Sole, che i quadra- 
tini bianchi designano le ore di giorno e quelli 
fittamente tratteggiati lo ore di notte. La ri- 
stretta zona a tratti orizzontali rappre-^enta 
la durata dei crepuscoli civili, cioè della chiara 
visibilità degli oggetti e degli astri di 1» gran- 



sendo il nostro maggior luminare, nel rima- 
nente del suo percorso diurno, coperto dalle 
nubi. La durata dell'insolazione affettiva si 
ottiene automaticamente con uno strumento 
a registrazione fotografica detto eliofanog rafo 
od eliofotoinetro. 

Considerando, infine, che la Terra, vista 
dal centro del Sole, presenterebbe una super- 
ficie di 0>\000019, e che una sfera ha la super- 
ficie di 41253", ne deriva che il nostro pianeta 
non intercetta che la 2200 milionesima parte 
dell'energia solare (luce e calore) disseminata 
in tutti i sensi ad eguale distanza. 

La luce del Sole è, secondo il Bond, 
470000 volte pid intensa di quella della Luna 
piena, ma queste luci, per effetto dell'assor- 
bimento atmosferico (28 centesimi), variano 
talmente, che quando l'astro è allo zenit, spìeii- 
de 1350 volte più che all' orizzonte,., 



_- 17 - 
ILLUMINAZIONE LUNARE 



U conoscere in quali notti e por quanto 
tempo risplenda la Luna è spesso utilissima 
cosa, e sempre una delle principali indica- 
2lonl che l'Almanacco deve fornire. Ma, men- 
tre per un verso occorrono indicazioni orarie 
precise, come, per Roma, sono date nelle 
nostre tavolo mensili, dall'altro si desiderano 
Indicazioni più spiccie, più generali e più mne- 
moniche. Ed a tale scopo serve ottimamente 
l'unito nostro diagramma, dal quale si rileva 
e si abbraccia immediatamente l'andamento 
delle fasi lunari e della illuminazione per tutto 
V anno. 

Infatti, chiunque, a colpo d'occhio, scorge, 
e facilmente potrà ricordare, che nel 1908 i 



stima visuale dell'illuminazione, anziché ad 
ore, si farà in parti della notte. Per esempio, 
al 26 gennaio sarà oscura la prima metà della 
notte e rischiarata la seconda; al 10 giugno la 
notte sarà rischiarata nei primi 'Z,, ec, indi- 
cazione che il più delle volte basta, che vo- 
lendone di più precise si ricorre alle indica- 
zioni orario delle tavole mensili. 

Aggiungiamo questa regola mnemonica di 
Antonio Gagnoli : Nel primo quarto la Luna 
rischiara la prima metà della notte, quand' è 
tutta piena tutta la notte e néWìiltimo quarto 
V ultima parte o seconda metà della notte. 

Ricordando, infine, che la Luna ritarda 
giornalmente la sua levata, il suo passaggio 





G*nnaio 


Febbraio 


M.rzo 


Aprile 


Maggio 


Glugm, 


Luglio 


Agoato 




ottobre 


Novembre 

T^V— H 


Dicembre 


__ 


J_ 


=4 






F= 




\= 


W= 












2 


*T 




ri 


H 


V — 




-^=j 


r-\=J 




3> W 


V V 






4 


5 




V — 


^ 


V — 




V — 


V — 


i) ^ 




t 






5 


6 




\ — 


^= 


V — 




v — 


^ ^ 






p 






6 


7 




V — 


\=4 


V" — 1 




d\= 








v 







7 


e 




\ 


\= 


j)^ 


^fe 


y=z: 


y= 






\ 







8 


s 




dV — 


d\ — 






\::: 


^ 













9 


IO 


i)^ 


^z:z 


\ — 


^ 




^z 


\: 











\ 


10 


11 




\rr 


pr: 


\:=. 




p 


\ 






\ 






11 


12 




t= 


t= 


t: 




\: 


' 







:\ 






12 


13 




p 


^ 


^i 




1 









=^ 






13 


U 




p 


\:d 


\ 







j 






:^ 






14 


15 




\ 


\: 






\ 


\ 






=:^ 




=^^ 


15 


1« 




) 


^ 








\ 


:\ 






zzA 


=A^ 




1S 


t7 







\ 


^ 




\ 


i^ 




M ^ 


M^ 






17 


18 










\ 




r4 


=\ 


R ^ 




— \ 






18' 


19 




\ 


^ 


:\ 




z:\ 


:z^ 






— \ 






19 


20 




^ 


\ 


^ 






^^ 






— \ 






20 


"22 




^ 


^ 


Ét" 




— \ 


t=H 






\=A^ 






22 


23 




— ■\ 


-^ 


^^ 


=\a 


\ 


— — \ 






— \ 






23 


24 

25 
26 


==A^ 


=\g 


=4 ^ 






U 


U 




m 


^ 


N 


t 


24 

25 
26 


28 

ae 

30 
31 




k 


u 


k 







U 


¥ 


m 


¥ 


b 


k 


£8 
29 
30 
3t 



pleniluni, e quindi le notti più rischiarate, 
cadono, nella seconda decade, e vanno retro- 
gradando dal I80 al 70 giorno del mese, men- 
tre i noviluni, e quindi le notti oscure cadono, 
nella prima ed ultima decade dei singoli mesi, 
retrogradando dal 3 gennalc al 1" aprile e dal 
30 apr, al 23 die. Chi faccia consimili osserva- 
zioni anche per le altre fasi potrà ritenere a 
memoria il corso della Luna per tutto l'anno. 
La larghezza di ciascuna finca mensile del 
diagramma rappresenta la durata della notte, 
cioè l'intervallo variabile fra il tramonto e 
la levata del sole (9 a 15 ore), e quindi }a 



al meridiano ed il suo tramonto di circa 
50 minuti e che nel giorno del novilunio il 
suo corso si confonde con quello del Sole, 
sarà facile rilevare che, il giorno dopo, la Luna 
sarà in ritardo rispetto al Sole di 1'» meno 10™; 
2 giorni dopo di 2*^ meno 20™ : 3 giorni dopo 
di 3'' meno 30™, ecc., e che, quindi, in gene- 
rale, essendo nota l'età della Luna, il suo 
corso rispetto al Sole sarà ritardato di tante 
ore quanti sono 1 giorni dell'età stessa, meno 
altrettante volte 10 minuti, regola anch'essa 
abbastanza mnemonica e più approssimata 
della precedente. 



-- 18 - 
I,A NOSTRA STELLA 



Il Sole è un globo incandescente del dia- 
metro di 1,394,260 km del quale non cono- 
sciamo ancor bene l' intima natura, che però 
è analoga a quella d'ogni altra stella, di cui 
assumerebbe anche le minuscole apparenze 
se invece che ad appena 150 milioni di km 
si trovasse 290 mila volte più lontana, come 
Yalfa del Centauro, che sinora è ritenuta la 
stella più vicina. Ma il Sole è la nostra stella 
non soltanto perchè la più vicina delle stelle, 
ma benanco perchè è quella intorno alla quale 
noi ci aggiriamo, come ogni altro mondo del 
nostro sistema planetario, detto appunto si- 
stema solare (ved. pag. 20). 

Stante l'inclinazione ed il parallelismo del- 
l' asse terrestre il Sole sembra oscillare in- 
torno all'equatore Ano a 23» 27' sopra e sotto 
11 piano di quest' ultimo. Il valore di questo 
angolo, che si chiama di declinazione, varia 
più o meno rapidamente ad ogni istante, ed 
è dato nelle nostre tavole mensili per ogni 
mezzodì medio di Roma (12^» lO^é'-éS del t. 
m. E. C). Il variare della declinazione solare 
determina le corrispondenti variazioni dei 
giorni, delle stagioni e dell'altezza meridiana 
del Sole (pag. 11), non solo, ma anche la va- 
riazione ùeW amplitudine, cioè della distanza 
angolare dei punti dell'orizzonte in cui quo- 
tidianamente il Sole si leva o tramonta dai 
veri punti di Est ed Ovest. Se gli angoli, an- 
ziché dalla linea Est-Ovest, si contano dalla 
meridiana Nord-Sud, prendono il nome di 
azimut od angoli azimutali, e servono special- 
mente per la rettificazione delle bussole. 



Tra il tempo medio, dato da un Sole fittizio 
di moto uniforme, ed il tempo vero segnato 
dallo meridiane, vi hanno delle differenze, 
dette equazioni del tempo, che oscillano tra 
-f- 14» 26« (11-12 febbr.) e - 16m22s (3 e 4 no- 
vembre) e che si riducono a zero quattro 
volte all'anno (16 aprile, 15 giugno, l» set- 
tembre e 25 dicembre). 

Nelle nostre tavole mensili l'equazione è 
-I- o — secondochè il mezzodì medio di Roma 
(Collegio Romano) precede o segue il mezzodì 
vero, e stante le piccole variazioni diurne 
quelle cifre possono servire al ragguaglio dei 
due tempi per ogni altro luogo d'Italia. 



Pietroburgo 

Berlino 

Londra 

Parigi 

Milano 

Firenze 

Roma 

Napoli 

Cagliari 

Palermo 

Cairo 

Massaua 



latit. 


50 


lOo 


150 


20° 


59» 57' 


10.0 


20.3 


31.2 


43.2 


52 30 


8.2 


16.6 


25.2 


34.2 


51 30 


8.0 


16.2 


24.6 


33.3 


48 50 


7.6 


15.3 


23.2 


31.4 


45 28 


7.1 


14.3 


21.7 


29.2 


43 45 


6.9 


13.9 


21.0 


28.3 


41 54 


6.7 


13.5 


20.4 


27.4 


40 52 


6.6 


13.6 


20.0 


26.9 


39 13 


6.6 


12.9 


19.5 


26.1 


138 7 


6.4 


12.8 


19.2 


25.8 


30 2 


5.8 


11.6 


17.4 


23.3 


16 37 


5.2 


10.4 


15.6 


20.8 



52.8 
40.8 
39.8 
37.3 
34.6 
33.5 
32.4 
31.8 
30.9 
30.4 
27.4 
24.4 



Neil' unita tabella, da noi compilata sulle 
estese Tables astronomiquea del prof. V. Bagay 
(Parigi, 1829), sono date, per 12 luoghi le am- 
plitudini ■ (in gradi e decimi) corrispondenti 
alle declinazioni di 6, 10, 15, 20 e 23 V2 gradi. 
Per località di diversa latitudine e per decli- 
nazioni diverse si faranno interpolazioni pro- 
porzionali. Avvertasi che alla declinazione 0» 
(omessa) corrispondono gli equinozi, nei quali 
non v'ha amplitudine perchè quando il Sole 
è all'equatore nasce e tramonta dovunque 
precisamente ad Est ed Ovest; se le declina- 
zioni sono australi (S) l'amplitudine è pure 
australe (cioè da Est od Ovest verso il Sud), 
se boreali (N) il Sole nasce e tramonta a nord 
dei punti veri di Est ed Ovest; le massime 
amplitudini corrispondono alle massime de- 
clinazioni (2So 27') e quindi ai giorni solstiziali. 




L'unita figura rappresenta la corona so- 
lare osservata a Burgos durante 1* eclisse to- 
tale del 30 agosto 1905. Essa è dovuta al- 
l' astronomo Spée di Bruxelles (ved. Astrofilo 
n. 15), ma non tutti videro egualmente, e le 
stesse fotografie sono discordanti in ragione 
della durata delle rispettive pose. Comunque, 
pare assodato che la foinna e l'ampiezza della 




ISiì.9 


tSi7. 1 




)8iS.i 


ISSé.o 


libO.i 


IS(,?,1 




'>iQ.^ 


43S1..0 
I/Ì9J..0 


>90i.t 


I90Ì.S 



/Sii.} 
1856^0 
1867,1 
1179. 
l»$0.2 
HOf.S 

ifii-nf 



corona solare dipendano dal periodo unde- 
cennale delle macchie, come risulta dall'unito 
diagramma, portante le date dei mìnimi e 
dei massimi dell'attività solare. Benché l'ul- 
timo massimo sia trascorso già da due anni, 
apparvero tuttavia anche nel 1907 (giugno e 
luglio) dei gruppi enormi di macchie, visibili 
con semplici vetri neri od affumicati. 



-io- 
li/ NOSTRO SATEI/LITE 



LaLnna è 11 corpo celeste a noi più vicino, 
potendo giungere fino alla distanza minima 
di 3CO,000 km. Essa è 49 volte più piccola della 
Terra, e siccome questa è l,310,lfi2 volto più 
piccola del Sgle, questo risulta oltre G4 milioni 
di volte maggiore del nostro satellite. Pure 
i due dischi ci appaiono quasi eguali, perchè 
la I«na ha bensì un diametro 400 volte mi- 
nore di quello del Sole, ma è anche 389 volte 
più vicina. 

La durata media di una lunazione, ossia 
rivoluzione lunare sinodica (intervallo fra due 
consecutivi noviluni) è di 29 gior. 12^ 44'n2«,9, 
e quindi ciascuna fase risulta, sempre in me- 
dia, di 7 giorni 9'» 11"»; in realtà, però, queste 
durate variano molto sensibilmente. Dopo 
19 anni (235 lunazioni complete) le fasi lunari 
ritornano presso a poco alle medesime date, 
posticipando, in media, di circa 2 ore. 

Si chiama età della Luna il numero dei 
giorni trascorsi dall'ultimo novilunio, con- 
tando 1 il giorno stesso della L. N. se questa, 
come suol dirsi, si è fatta prima di mezzodì, 
se dopo, l'età 1 spetta al giorno successivo, 
ed è per questo che talvolta si giunge al- 
l'età 29 e talvolta a 30, oltre che per la diversa 
durata delle lunazioni vere. 

Volendo l'età della Luna, e quindi la fase 
approssimata, per un dato giorno di un anno 
diverso dal 1908, basterà prendere in questo 
Almanacco (tavole mensili) quella che precede 
o segue tante volte 11 giorni la data pro- 
posta, quanti sono gli anni trascorsi o da 




SAGGIO DI FOTOGBAFIE LtJNABI. 

trascorrere. Per esempio: l'età al 15 maggio 
1903 si trova, retrocedendo fino al 20 marzo 
1908, che fu 18; l'età al 14 febb. 1910 sarà 
quella del 7 marzo 1908, vale a dire 5. 

La cartina pubblicata negli Almanacchi del 
1903 e 1904 dà un'idea dell'aspetto generale 



del disco lunare, o quanto al dettagli, che 
presentaTio quasi tutti la stessa flsonomla, of- 
friamo qui una bella fotografia della catena 
detta degli Appennini (che costituisce il naso 
del faccione lunare), coi crateri di Archimede 
(il maggiore), di Arislillo (a destra in alto), 
di Autolieo (sotto il precedente e a destra di 
Archimede) di Eratostene (all'angolo Inferiore 
sinistro), di Timocari (a metà dell'orlo sini- 
stro), ec. 

Questa regione si trova nella parte supe- 
riore media del disco lunare, e comprende la 
catena degli Appennini ed i crateri situati nel 
Mare delle Pioggie. 

Simili dettagli della superficie lunare sono 
divenuti oramai comunissimi, mercè la diffu- 
sione delle splendide fotografie selenogfrafi- 
che ottenute all'Osservatorio di Llck (sul 
monte Hamilton, in California) ed a Parigi da 
Loewy e Puiseux, i quali già da dodici anni at- 
tendono al grande Alias photographique de la 
Lune, in oltre 100 fogli di 50 X GO cent, ed in 
iscala tale, che il diametro lunare risulterebbe 
di circa un metro e mezzo. Anche gl'ingran- 
dimenti, eseguiti a Praga dal Weinek ed a 
Trieste dal Krieger, delle negative ottenute 
a Lick danno della topografia lunare mera- 
vigliosi dettagli, anche inferiori ad un chi- 
lometro d'ampiezza. 

Siate, tuttavia, alquanto scettici, o lettori, 
intorno alle mirabolanti scoperte di quando 
in quando annunziate intorno alle variazioni 
della topografia lunare, che, o si tratta di fe- 
nomeni appena appariscenti nei grandi stru- 
menti, o di dettagli prima non avvertiti, o 
visti sotto diversa illuminazione, sì che, anche 
senza negare alla Luna un resto di vitalità 
endogena, si potrà sempre ripetere che la 
Luna è lo scheletro di un mondo. 

Nella seguente tabella, sono indicate le 
date in cui, nel 1908, la Luna passerà l' equa- 
tore celeste o raggiungerà le sue declina- 
zioni massime nord o sud (da 21 a 23 gradi) 
e le sue minime (perigee) e massime (apogeo) 
distanze, varianti da circa 357 a 407 mila kna. 



1908 



Gennaio . . 
Febbraio. . 
Marzo. . . . 
Aprile. . . . 
Maggio . . . 
Giugno . . . 
Luglio . . . 
Agosto . . . 
Settembre . 
Ottobre. . . 
Novembre . 
Dicembre . 



Strd 
17 


EqiaUre 


Sud 


Perigeo 


10-24 


3-31 


4 


13 


6-21 


27 


2 


11 


4-19 


26 


1-29 


8 


1-15-28 


22 


25 


5 


12-25 


19 


20 


1-29 


9-22 


15 


16 


26 


6-19 


13 


16 


22 


2-15-30 


9 


12 


18 


12-26 


6 


9 


16 


9-23 


3-30 


8 


12 


6-20 


26 


5-30 


9 


3-17-30 


24 


26 



Apogeo 



19 
15 
13 
10 
8 
5 
2-30 
26 
22 
20 
16 
14 



Le date indicate in questo specchietto 
avrebbero anche — secondo alcuni — una 
speciale Importanza meteorologica, segnando 
i giorni dei cosiddetti punti lunari, sui quali 
il Toaldo, il De La Dróme, 11 Falb, ec, basa- 
vano i loro pronostici sulle vicende atmosfe- 
riche, sismiche e vulcaniche. 



— SO- 



LA FAMIGLIA DEL SOLE 



È una famiglia molto numerosa e molto 
vasta. Si compone, infatti, secondo gli ultimi.... 
censimenti celesti, di: 

8 pianeti principali; 
500 (circa) pianetini od asteroidi; 
25 satelliti; 

360 (circa) comete periodiche; 
65 (circa) sciami meteorici; 
oltre ai quali corpi molti altri, certamente, 
se ne scopriranno : asteroidi, comete, correnti 
meteoriche, satelliti e fors'anche pianeti prin- 
cipali intì-amercuriali, cioè tra il Sole e Mercu- 
rio, ed tilt r anettuniani, cioè al di là di Nettuno. 

Colla scoperta fatta nell'agosto 1877 dei 
due satelliti di Marte, parve, se non chiusa, 
estremamente difficile la scoperta di altri sa- 
telliti, eppure la serie si accrebbe di ben cin- 
que nuove lune, tre spettanti a Giove e due 
a Saturno. Il quinto satellite di Giove (il più 
vicino, di 13» grandezza) venne scoperto da 
Bamard il 9 settembre 1892 ; il sesto (il più 
lontano, di U'' grandezza) da C. D. Ferrine 
il 3 dicembre 1901 ed il settimo (il penultimo, 
di 10" grand.) dallo stesso il 2 gennaio 1905, 
tutti all'Osservatorio di Lick (California). La 
scoperta dell'ottavo satellite di Saturno ri- 
saliva al 1848, il nono (ultimo, di 1(5» grand.) 
ed il decimo (settimo, di 18» grand.) vennero 
entrambi scoperti da W. H. Pickering all' Oss. 
Harvard Coli, rispettivamente il 16 agosto 1898 
e 28 aprile 1905. In tredici anni la famiglia 
dei satelliti è dunque salita da 20 a 25 membri. 

Gli elementi generali del sistema solare 
sono raccolti nella tabella qui in calce, che 
richiede qualche schiarimento. 

Anzitutto notiamo che mentre alcuni com- 
prendono tra gli asteroidi l'importante piane- 
tino Eros (scoperto a Berlino il 13 agosto 1898 
dal dilettante sig. G. Witt) noi lo abbiamo elen- 
cato separatamente perchè l'orbita sua, intrec- 
ciata con quella di Marte, si avvicina tanto 
alla Terra (nel punto perielio 22.244.600 km., 
secondo i calcoli del nostro illustre Millose- 
vich) da offrire ottime osservazioni, d'onde 
ricaveransi preziosi risultati, e specialmente 
quello della paralasse solare, per la determina- 
zione precisa delle distanze assolute del Sole. 

Le distanze planetarie (medie) sono espres- 
se (nella tavola) prendendo per unità quella 
media della Terra dal Sole (149.501.000 km.); 
le rivoluzioni siderali sono date in anni giu- 
liani (giorni 365,25) e giorni medli; le rota- 
zioni in ore e minuti di tempo medio; 1 dia- 
metri ed i volumi facendo = 1 quelli della 



Terra (diametro medio 12.742 km. — volume 
1.083.260 milioni di km. cubi) e le densità 
rispetto all'acqua. 

La penultima finca contiene le longitu- 
dini eliocentriche (cioè riferite al centro del 
Sole) di ciascun pianeta al mezzodì del l» gen- 
naio 1908, e r ultima (Arco annuo) indica 
quanti gradi e minuti della propria orbita 
percorre ciascun pianeta in 365 giorni, av- 
vertendo che per Mercurio e Venere devonsi 
aggiungere rispettivamente 4 ed 1 circonfe 




Posizione dei pianeti al 1° Gennaio. 

renze intere. Con questi dati abbiamo, inoltre, 
descritto la precedente figura, restringendo, 
però, le proporzioni delle distanze. 

Sul contorno della figura trovasi l'enume- 
razione dei gradi di longitudine eliocentrica. La 
posizione di Eros è solo approssimata, non co- 
noscendosi ancora rigorosamente il suo mo- 
vimento. Le ultime sue opposizioni avven- 
nero rs giugno 1903 ed il 4 agosto 1905 (il 
calcolo dava il 7 agosto), essendo l'astro di 
Ila e 12a' grandezza. L'ultima opposizione 
avvenne in settembre del 1907. 

Le abbreviazioni della tavoletta vanno così 
Interpretate: m TCiedA^, picc. piccolo, lignota 
od incerta. Nella superiore figura la long, 
elioc. da a 30 corrisponde al segno zodia- 
cale 6.Q\.\' Ariete, da 30 a 60 al foro, da 60 a 90 
ai Gemelli, ec. 



Pianeti 



Mercurio 
Venere . 
Terra . . 
Eros . . . 
Marte . . 
Asteroidi 
Giove . . 
Saturno . 
Urano . . 
Nettuno. 



Distania 



Rivoluiione 



0,39 

0,72 
1,00 
1,46 
1,52 
3,m 
5,20 
9,54 
19, 18 
80,06 



88 

225 

1 - 
1 278 
1 322 
6 m 

11 315 

29 167 

84 7 

164 280 



Rotazione 



? 
? 

23 56 
? 

24 37 
? 

9 56 

10 14 

? 

? 



Diametro 



0,37 
1,00 
1,00 

picc. 
0,53 

picc. 

11,06 
9,30 
4,23 



Tolome 



0,05 
0,98 
1,00 

picc. 
0,15 

picc. 

1279, 41 

718,88 

69,24 

54, 'J6 



Densità 



6,45 
4,44 
5,50 

? 
3,91 

? 
1,33 
0,70 
1,07 
1,65 



Lon^. el. 



2550 53 
343 51 

99 41 
120 — 

34 

126 20 
357 33 
282 47 
103 28 



Arco annnt 



(4) 53052' 

(1) 224 17 
359 45 
204 39 
191 16 

30 20 
12 13 
4 17 
2 11 



21 



IL CORSO DEI PIANETI NEL 1908 



OAT£ 


SERA 


NOTTE 


ALBA 


Eit Sud Ov 


ctl Sud Ov. 


Est Sud Ov 


1 

o 


SM^ 


G N 


Gn 


i 1^ 

UJ 


^S^ 


G ^ 


u G 


21 


. ^- 


G N 


U G 


1 
Q 


W V 

N S"- 


G N 


^ G 


gli 


MV 

N S"' 


G N 


U 


IL 

21 


o- ""=" 


G N 


u 


1 


N MV 
G S 


G N 


u 


l„ 


G N Mv 
S 


Gn 


u 


21 




G N 


u 


1 


G N V 

M 


Gnj 


m U 
S 


1" 




G 

U 


8 


21 


°^"m 


u 


.S "" 


1 


V 
G N M 


^ G 


S ^ 


1" 




U 


s u 


21 


V 


u 


s u 


1 


NM 


u 


S U 


7^ 


N 


u 


s U 


21 




u 


^ u 



DATE 


SERA 


NOTTE 


ALUA 


Est Sud Ov. 


Est Sud Ov. 


Est Sud Ov. 


1 


G M 
U V 


s 


8 

U 


é 11 


U G M 


u 

s 


vN S 


21 


U Gm 


s " 


mN S 
V 


1 
o 


^ Gm 


s u 


V 


o 1' 


u 

M 


s u 


^^^ s 


21 


U 


S U 


VN S 


u 1 


u 


S U 


v^- s 


^ 11 


u 


s U 


VN 8 


«21 


U m 


« u 


VN 
G ^ S 


1 


U m 


s 

u 


G V N 

M S 


§11 

1- 


S 


s 

N 




o 
21 


S ^ „ 


s 

N 


mG n 


lij ^ 


s u 


N ^ 


mvq n 


B 11 

> 


s u 


s 


VQ N 

M 


^21 


S U 


NI S 


-l"" ^ 


1 

rr 


s u 


N S 


-^M^ N 


m 
o 


8 U 


N 8 

G 


Vm Q N 


o 
21 


^ U 


" " s 


Vm a ^ 



Il sistema grafico da noi immaginato per 
rappresentare il corso dei pianeti, offre a col- 
po d'occhio le posizioni ed i raggruppamenti 
loro per tutto l'anno. 

L'uso della Tavola è evidente. Le indica- 
zioni sono date di 10 in 10 giorni e per il 
principio, il mezzo e la fine della notte. Ogni 
rettangolo qui rappresenta la plaga meridio- 
nale del Cielo, per cui l'osservatore ha sem- 



pre l'Ovest a destra e l'Est a sinistra. I pia- 
neti sono designati con le iniziali dei loro 
nomi, distinguendo con m Mercurio e con 
M Marte. 

Come vedesi, le serate più ricche di rag- 
gruppamenti saran quelle del secondo trime- 
.stre, le notti saranno tutte scarse di pianeti, 
le più belle mattine quelle dell'ultimo tri- 
mestre. 



COMETE E STELLE CADENTI 



Su quasi ottocento comete passate in vi- 
sta della nostra Terra, e registrate negli an- 
nali dell' Astronomia, solo 360, circa, risulta- 
rono percorrenti orbite ellittiche, e quindi 
con ritorno periodico ; sennonché, sia per la 
lunghezza del periodo, sia per le perturba- 
zioni sofferte, o per l' insufi&ciente precisione 
di molte osservazioni, soltanto 18 di esse fu- 
rono vedute e rivedute, e sono quelle indi- 
cate nella seguente tabellina, dove il loro 
periodo è espresso in anni e giorni, e le di- 
stanze del perielio (punto più vicino al Sole) 
e dell'afelio (punto più lontano) in unità e 
millesimi della media distanza Terra-Sole, 
base delle grandi dimensioni cosmiche. Nel- 
l'ultima colonna indicammo le date dei pros- 
simi probabili ritorni di ciascuna cometa, da 
cui vedesi che dovrebbero ricomparire nel- 
l'ordine seguente: N. 4, 1, 6, 2, 18, 9, 14, ec, 
tutte però piccolissime o telescopiche, non 
essendovi, "tra le seguenti, che una sola gran- 
de cometa, quella di Halley, la quale, secondo 
i calcoli di Pontécoulant, dovrebbe ripassare 
al perielio il 16 maggio 1910, a 22^, 4811, t. m. 
civile di Parigi. 



Nome 


Periodo 


Perielio 


llelio 


Bitorno 


1. Encke 


3 111 


0.342 


4.095 


apr. 1908 


2. Tempel .... 


5 103 


1.389 


4.676 


febbr. 1910 


S.Brorsen... 


5 167 


0.588 


5.610 


die. 1911 


4. Tempel-S. 


5 248 


1.090 


5.177 


sett. 1908 


6. Winneclce 


5 304 


0.924 


5.555 


nov. 1909 


6. De Vico-S. 


6 146 


1.670 


5.225 


die. 1913 


7. Tempel.... 


6 196 


2.091 


4.902 


ott. 1911 


S.Finlay 


6 197 


0.969 


6.036 


mar. 1913 


^.D' Arresi. 


6 251 


1.321 


5.769 


ott. 1910 


10. Biela 


6 253 


0.879 


6.223 


dispersa 


11. Wolf. 


6 301 


1.603 


5.607 


mar. 1912 


12. Holmes.... 


6 319 


2.128 


5.102 


genn. 1913 


13. liroohs 


7 40 


1.959 


5.427 


genn. 1911 


U.Faye 


7 142 


1.738 


5.970 


ott. 1910 


15. Tuttle 


13 244 


1.019 


10.413 


genn. 1913 


IQ.Fons.B.... 


71 205 


0.776 


33.698 


ag. 1955 


17. Olbers 


72 237 


1.199 


33.623 


magg. 1960 


lÒ. Halley 


76 29 


0.687 


35.224 


magg. 1910 



Ed ecco gli anni In cui vennero scoperte 
e riosservate le 18 comete del prospetto: 

N. 1 - 1786, 1796, 1805, 1819 e nelle altre 
25 apparizioni successive sempre accelerando 
il suo corso, fenomeno che si volle attribuire 
alla resistenza dell'etere cosmico ed alla con- 
seguente restrizione dell'orbita. 

N. 2-1873, 1878, 1894, 1899 e 1905. 

N. 3 - 1846, 1867, 1868, 1873 e 1879. 11 27 mag- 
gio 1842 passò vicinissima al pianeta Giove. 

N. 4-(Tempel-L. Swift) 1869, 1880 e 1891. 

N. 5-1819, 1858, 1809,1875,1886, 1892 e 1898. 

N. 6 - (De Vico-E. Swift) 1678 ad occhio nudo; 
1844 telescopica ma brillante; 1894 debole. 

N. 7 - 1867, 1873 1879. 

N. 8 - 1886 e 1893. Ritrovata il 16 luglio 1906. 

N. 9-1851, 1S57, 1870, 1877, J890 e 1897. 

N. 10-1772, 1805, 1826, 1832 e 1846 divisa 
in duo frammenti, 1852 coi frammenti più di- 
stanziati, poi disciolti nelle prandi piogge me- 
teoriche del 27 novembre 1872 e 1885. 



N. 11-1884, 1891 e 1898. Nel giugno 1876 
passata vicinissima al pianeta Giove. 

N. 12-1892 e 1899. Ritrovato il 28 ag.l906. 

N. 13 - 1889 con 4 frammenti minori, 1896 e 
1903. Il 19 luglio 1886 passò attraverso i 
satelliti di Giove, sfiorando il pianeta. 

N. 14-1843, 1851, 1858, 1865, 1873, 80, 88 e 95. 

N. 15-1790, 1858, 1871, 1885 e 1899. 

N. 16 - (Pons-Brooks) 1812 e 1883. 

N. 17-1815 e 1887. 

N. 18 - È la prima cometa di cui, nel 1682, 
Halley abbia predetto il ritorno. Venne rico- 
nosciuta per la medesima, vista, sempre ad 
occhio nudo, negli anni 12, 66, 141, 218, 296, 
373, 451, 530, 608, 684, 760, 837, 989, 10C6, 1146, 
1301, 1378, 1456, 1531, 1607, 1682, 1759 e 1833. 

Tra le altre maggiori apparizioni come- 
tarie, notiamo quelle degli anni 480, 431, 410, 
373, 348, 118, 86 e 44 av. Cristo, e del 69, 400, 
875, 1402, 1472, 1577, 1585, 1618 e 1619 di C. 

Nel sec. XIX le più famose furono quelle 
del 1807, 1811, 1835, 1843, 1858, 1861, 1862, 
1874, 1880, 1881, 1882 grandissima, e 1887, 
quest'ultima australe, come quella di Hall, 
la prima del XX secolo (aprile-maggio 1901). 

Il lo settembre 1902 venne scoperta da 
Perrine, all'Osservatorio di Llck (California), 
una cometa nella costellazione di Perseo (tra 
le Plejadi ed Algol), che divenne visibile ad 
occhio nudo in ottobre, raggiungendo la 
5» grandezza; passò al perielio il 23 novemb. 

Più interessante di questa fu la cometa 
scoperta dal Borrelly, a Marsiglia, il 21 giu- 
gno 1903 nell'Acquario, che divenne presto 
ben visibile ad occhio nudo per tutto il luglio 
(gr.a 3 V2 il 17, perigeo) attraverso le costel- 
lazioni circumpolari. Lo stesso Borrelly sco- 
perse il 28 die. 1904 una piccola cometa (os- 
servata fino al maggio 1905) che il Fayet ri- 
conobbe periodica (7 anni e 15 giorni) e simile 
a quella di Pigott del 1783. 

Un' altra cometa periodica venne scoperta 
da Koplf all' Osserv. di Kònigsthul il 22 ago- 
sto 1906; periodo 6 anni e 7 mesi; probabile 
ritorno nel marzo 1913. 

Le comete sono tenuissimi corpi, compo- 
sti d'idrogeno, idrocarburi e pulviscolo fer- 
ruginoso, che colla loro dissoluzione danno 
poi origine alle correnti meteoriche, le quali, 
penetrando nella nostra atmosfera, danno 
luogo, per r arroventamento dei corpuscoli 
prodotto dall'attrito, alle stelle cadenti. 

Il prospettino che segue contiene le date 
di apparizione delle otto principali correnti 
meteoriche, le posizioni (ascensione retta e 
declinazione, in gradi) dei loro radianti o 
punti di apparente emanazione, ed il nome 
della stella più prossima a ciascuno di essi. 



CORKENTI 


Data 


AR 


D 


Stella 


!. Quadrantidi... 
2. Liridi 


2-4 genn. 
19-30 apr. 
25-30 lugl. 

9-14 ag. 
18-22 ott. 
13-15 nov. 
23-28 nov. 

9-12 die. 


232 

271 

342 

44 

90 

149 

25 

107 


-f49 
+33 
-34 
-f56 
+ 15 
+ 23 
+ 43 
+33 


3 Boote 
104 Ercole 
J Pesce A. 
Perseo 
y Orione 
' Leone 
r Androni, 
a Gemelli 


3. Pesteidi 


4. Perseidi 




6. Leonidi 


7. Andromedeidi 

8. Geminidi 



- 23 - 
STELI/B STRAORDINARIE 



Sotto questa nnloa denominazione di 
ttraorrìinarie noi comprendiamo tanto le co- 
siddette stelle nuove quanto le variabili. Per 
le nuove vednnsi gli Almanacchi del 1903 a 
1906 e fra le variabili (generalmente rossa- 
stre), le più famose sono: Mira Celi od omi- 
cron Balena, ed Algol o beta Persei. 

Mira Ceti varia dalla 8* alla 9» grandezza 
(precisamente da 3,3 ad 8,8), cioè dalla per- 
fetta visibilità allo stato telescopico, e vice- 
versa, impiegando 125 giorni per salire dal 
minimo al massimo e 206 per ritornare al 
minimo (periodo totale 331 giorni 8^ 4") e ri- 
manendo visibile ad occliio nudo per 6 mesi 
(3 prima e 3 dopo il massimo) ed invisibile 
per cinque. Nel 1908 Mira Ceti raggiungerà il 
minimo il 7 giugno ed 11 massimo l'il ottobre. 

Devesi però avvertire che quanto abbia- 
mo fin qui riferito intorno a Mira va inteso 
come approssimazione, come una media ge- 
nerale delle irregolarissime fluttuazioni del 
suo splendore. Infatti, gli ultimi massimi os- 
servati accuratamente avvennero l' 11 gen- 
naio 1897; il 26 novembre 1897; il 4 ottobre 
1898; il 19 settembre 1899; ed il 22 luglio 
1900, con intervalli, quindi, oscillanti tra 319 
e 350 giorni e con splendore tra la 8* e la 
■t» grandezza. Il massimo del 1906 raggiunse, 
come nel 1779, la 2» grandezza nel periodo 4- 
20 dicembre. Quanto ai minimi, compresi tra 
r8»e la 9» grandezza, I più attent^imente osser- 
vati in questi ultimi tempi, da Nljland e da Bilt 
(v. Astro». Nachr, n. 4012 e 4013), sono quelli 
del 16 febbraio 1901; 29 dicembre 1901; 17 
dicembre 1902; 13 novembre 1903 e 17 otto- 
bre 1904, con intervalli, quindi, di 316 a 353 
giorni. Come vedesl, siamo di fronte ad una 
stella abbastanza.... capricciosa, che merita 
tutta l'attenzione degli astronomi ed anche 
degli astrofili. Per il 1907 l'Annuaire dell'Ufi", 
delle Longitudini, dava, per Mira, 1 seguenti 
estremi: minimo 12 luglio; massinao 15 no- 
vembre, di cui non conosciamo ancora l'ap- 
prossimazione. 









r 



V, 



+20'. 

TrcyM 

♦10:. 



..t \i 



. _ -"-4^ - - -■- - '-^'^'^ "^oni 



<1 ^ 



•li 



La qui unita cartina gioverà a riconoscere 
la posizione di Mira, situata nel collo della 
Balena, presso l'equatore celeste, tra le co- 
stellazioni dei Pesci e del Toro. 

Algol ò invece, ordinariamente, una stella 
di 2» grandezza, ma ogni 2 giorni 20^ 48" 54» 
discende quasi alla 4» (2,3 a 3,5), in modo che 
la dimiimzione ed il successivo aumento di 
luce si avvertono per tre ore i)rima e dopo 
del minimo. Gl'istanti dei minimi di Algol 



osservabili di sera o di notte sui nostri oriz- 
zonti nel 1908 vennero calcolati (in t. m. E. C.) 
colle formole esposte nel n.» 14 AqW Astrofilo, 
e qualunque dilettante che abbia imparato 
(mediante la 2» cartina) a conoscere Algol, 
può verificarli. Le ricerche spettroscopiche 
rivelarono che le variazioni di Algol sono 
prodotte dallo successive eclissi di un sa- 
tellite oscuro che gira periodicamente at- 
torno all'astro centrale. 



*o' 30" 12. 




40' A4>.R'tsc, io' 



Epoche dei minimi di Algol più favorevoli 
all'osservazione nei nostri paesi: 



1908 


Min. 


1908 JkllN. 


1908 


Min. 




h m 




h m 




h m 


Genn. 20 


2 


Lngli» 11 


1 5 


Ottobre 7 


22 11 


22 


20 51 


31 


2 45 


27 


23 62 


relibraio 9 


1 47 


kOStO 2 


23 3i 


30 


20 40 


11 


22 36 


23 


1 14 


loTenb. 17 


1 33 


14 


19 25 


25'22 2 


19 


22 22 


larzi 4 


21 


SUtem. 12 


2 53 


22 


19 11 


6 


21 10 


14 


23 42 


Ditembr. io 


5 


26 


22 55 


17 


20 41 


12 


20 54 


Ipril» 18 


21 28 


Ottobre 5 


1 22 


30 


1 49 



Quanto alla natura delle stelle straordi- 
narie, le molte, ipotesi enunciate stanno a 
provare che, finora, poco sappiamo di sicuro. 
Esclusa l'opinione di Huggiiis (1866) che le 
stelle nuove siano determinate da grandi com- 
bustioni d'idrogeno in una sola stella, pare 
più probabile che si tratti di due astri (prima 
oscuri o poco luminosi) venuti in grande vi- 
cinanza o addirittura a contatto l'uno del- 
l'altro, determinando immani conflagi-azioni. 
Le variabili si spiegano invece o con eclissi 
prodotte da invisibili ed oscuri pianeti, o 
colla periodica comparsa di macchie, od at- 
tribuendo diverso splendore alle parti succes- 
sivamente a noi rivolte nelle rotazioni stellari. 



— 24 — 
FISICA T]©RRKSTRB 



Magnetismo. 

Il nostro globo ha due poli magnetici verso 
1 quali si volge l'ago calamitato, ed una linea 
neutra, o zona di minima forza, detta equa- 
tore magnetico, inclinato di circa H<> sull'equa- 
tore geografico. I poli magnetici non coinci- 
dono coi geografici, ed hanno un lento moto 
ancora imprecisato. Ecco la loro posizione: 
P.N. 4- 70" 5' 17" e 96o 46' 45" ovest Greenwioh 
P.S. - 730 20' e 149° est „ 

Chiamasi declinazione magnetica la diffe- 
renza angolare (per noi, attualmente, occiden- 



Sismologia. 



La sismologia è quella parte della Fisica 
terrestre, o Geofisica, che tratta dei movi- 
menti del suolo, sia bruschi e forti come nei 
terremoti, sia lenti e continui come nei bra- 
disismi. Svariatissimi sono gli strumenti im- 
maginati per lo studio di questi fenomeni, e 
chiamansi, generalmente, sismoscopi quelli de- 
stinati a fornire soltanto indicazioni grosso- 
lane; sismometri quelli che danno anche la 
direzione e la misura delle scosse, sia ondu- 
latoi'ie, sia sussultorie; sismografi quelli che 



CARTA 

SISMICA 

DELL' 

ITALIA 




tale) tra il nord vero e quello segnato dal- 
l'ago calamitato; chiamansi isozoniche quelle 
curve che congiungono i punti di eguale de- 
clinazione. La superiore cartina dà le isogo- 
nicho approssimate d'Italia, e la seguente 
tabella i valori delle declinazioni in 36 loca- 
lità per il lo gennaio 1908. 



Alessandria. . 
Ancona .... 

Bari 

Bergamo . . . 
Bologna .... 
Brindisi .... 
Cagliari .... 
Capi-era .... 
Catania .... 
Catanzaro. . . 
Civitavecchia. 
Cosenza .... 
Domodossola . 
Firenze .... 

Foggia 

Genova . . . . 
Girgenti .... 
Livorno .... 



10» 54' 

8 41 
7 25 

10 35 

9 46 

7 5 
10 18 

10 32 

8 6 
7 80 

9 29 
7 42 

11 12 
9 45 

7 55 
11 34 

8 31 
10 5 



Maddalena . . 10° 24' 
Messina .... 7 52 

Milano 10 50 

Napoli 8 27 

Novara 10 53 



11 1 

8 89 
10 4 

7 52 
7 52 

9 16 



Oneglia . . 
Palermo. . 
Pisa .... 
Potenza . . 
Reggio Cai. 
Roma . . . 

Sassari 9 58 

Spezia 10 28 

Taranto .... 7 18 

Torino 11 8 

Udine 9 6 

Venezia .... 9 25 
Verona 10 



Per più ampie notizie sul magnetismo ter- 
restre V. Almanacco 1903 a 1906. 



registrano automaticamente gli elementi stes- 
si. Principajissimi fra questi strumenti sono: 
1 tromometri del Bertelli e del Melzi, il mi- 
crosismografoY icentìni, il sismometrografo Can- 
cani, il microsismometrografo Agamennone, ed 
i pendoli orizzontali Stiattesi, pei quali ultimi 
e pel modo di determinare la distanza dei 
terremoti v. Astrofilo n.i 4, 6, e 16. Le curve, 
spesso intricatissime, tracciate dai sismografi 
(su vetro o su carta affumicata) per l'impulso 
dei terremoti, chiamansi sismogrammi, ed è 
appunto dall' esame accurato, e dai confronti, 
di molti sisnaogramGoai che si è riusciti a sco- 
prire alcune leggi sismiche, e che altre se 
ne scopriranno in avvenire. 

La cronistoria e la distribuzione topogra- 
fica dei terremoti hanno poi dimostrato che 
la frequenza e l'intensità di questi fenomeni 
è maggiore lungo le grandi fratture della cro- 
sta terrestre, cioè lungo i più recenti rilievi 
orografici, e lungo le zone geosinclinali, ossia 
di minor compattezza e maggior frastaglia- 
mento o mobilità della crosta stessa. Tali ri- 
cerche condussero alla costruzione di carte 
sismiche, del genere di quella qui offerta per 
l'Italia, che riproduciamo dall'opera del De 
Mentessus de Ballore, il quale attinse ai la- 
vori del Baratta e del Gerland. 



__ o 



'J.) — 



L'OROLOGIO SIDERALE 



Prima doli' invasione e del sviccessivo rin- 
vlllniento delle " uova di Norimberga, „ anzi 
prima ancorai dei quadranti solari e delle 
clepsidre, esisteva, per tutti, un solo ed im- 
menso orologio: il Cielo. 

L'India, la Cina, l'Egitto, l'Assiria, la Ba- 
bilonia, la Grecia e Roma si regolavano di 
giorno col Sole e di notte colla Luna e le 
stelle. Euripide (V sec. av. C.) designa l'ora 
In taluno sue tragedie, indicando la posizione 
delle Plejadi, dell'Aquila, ec; nell'antico Ca- 
lendario romano era segnato, a tal uopo, 11 
corso delle costellazioni : Palladio Rutilio 
Tauro Emiliano (IV sec. di C.) insegna, nella 
di lui A(f ri coltura, a conoscere le ore dalla 
lunghezza delle ombre solari, e così via. 




LA STELLA POLARE 



Ma neppur oggi il saper trovare l'ora ap- 
prossimata della notte mediante le stelle, non 
è Inutile, anche perchè, data l'ora, si può 
dedurre l'aspetto del Cielo. 

Secondo il metodo da noi concepito nel 
1890, s'immagini una lancetta ideale imper- 
niata sulla Stella polare e passante per le due 
ultime stelle del Gran Carro (a e 3 Orsa 
maggiore); l'ora da questa segnata sopra un 
quadLraute fisso (pure ideale, diviso in 24 parti 
in senso inverso all'ordinario, e collo zaro 
verticalmente in alto), la chiameremo fittizia 
e, con un po' d'esercizio, la si potrà stimare 
abbastanza bene. 

All' ora fittizia si aggiunga il numero fisso 
28, 27 o 26 secondochè si sia al principio, a 
metà od alla fine del mese in corso, poi si 
sottragga il doppio numero dei mesi trascorsi 
dell'anno, ed il resto (diminuito ancora di 24, 
se risultasse maggiore) sarà l'ora approssl- 
simata che si cerca. Esempio: all'ora fittizia 
23 del 6 aprile corrisponderà l'ora appros- 
simata 23 -f 28 — 6 — 24 = 21 = 9 pom. Alla 
medesima ora fittizia del 27 novembre cor- 
risponderebbero, invece, le 5 ant. 

Il eh. prof. A. L. Andreini ha proposto (nel- 
V Opinione Geografica del nov. e die. 1905) una 
modificazione a questo nostro sistema, che 
noi lasciamo, tuttavia, immutato per le ra- 
gioni dette a pag. 817 della nostra traduzio- 
zione de Le Stelle di Flammarion. 



La Stella polare (7. dell'Orsa minore), seb- 
bene della grandezza di 2,2 e dello splendore 
di 0,3.S, è facilmente osservabile ed Identifi- 
cabile, perchè la più notevole della plaga In 
cui risplende, e deve il suo nome e la sua 
fama al fatto di trovarsi vicina al Polo N. 

Tuttavia, quando si voglia servirsene per 
calcoli di qualche precisione (come detenni- 
nazioni di latitudini, o di azirauts per retti- 
ficare le bussole, o per tracciamento di me- 
ridiane), la differenza tra essa ed il Polo non 
è trascurabile. Infatti al 1" gennaio 1908 la 
sua distanza angolare dal Polo Nord è di 
lo 11' 4", ed il cerchietto descritto intorno al 
Polo con tale ràggio dà luogo — nelle mas- 
sime elongazioni orientali (M. E. Or.) ed ccci- 




dentali (M. E. Occ.) — a delle differenze an- 
golari orizzontali (azimuts) di 1° 30' per Pa- 
lermo, di 1° 36' per Roma e di 1» 40' per Mi- 
lano (1908). 

La tavoletta seguente dà modo di cono- 
scere quando la Polare si trova nella precisa 
direzione del Nord e quando più ne è di- 
scosta. Infatti, dati, per Roma, i passaggi su- 
periori di 10 in 10 giorni (gli altri si possono 
interpolare) sarà facile, colle cifre segnate 
sulla figura, ottenere le altre posizioni della 
Stella rispetto al Polo Nord. Le linee ZO, ZN, 
ZE della figura sono segmenti di circoli ver- 
ticali od azimutali, tutti convergenti allo zenit. 



1908 


P. s. 


1908 


P. S. 


1908 


P. S. 




h. m. 




h. m. 




h. m. 


Geno. 1 


18 57,2 


Jaggle 10 


10 25,1 


Seti. 1" 


155,8 


11 


1817,7 


20 


9 45,8 


27 


116,6 


21 


17 38,2 


30 


9 6,6 


Ottob. 7 


37,3 


31 


16 58,7 


Giae. 9 


8 27,5 


17 


23 54,1 


m. 10 


16 19,3 


19 


7 48,3 


27 


23 14,8 


20 


15 39,8 


29 


7 9,2 


h-:. 6 


22 35,4 


Xarz» 1 


15 0,3 


Lojrlio 9 


6 30,0 


16 


21 56,0 


11 


14 20,9 


19 


5 50,9 


26 


21 16,6 


21 


13 41,5 


29 


5 11,7 


Die. 6 


20 37,2 


31 


13 2,2 


AirostO 8 


4 32,6 


16 


19 57,8 


iprile 10 


12 22,8 


18 


3 53,4 


26 


19 18,3 


20 


11 43,5 


28 


3 14,2 


1909 




30 


11 4,3 


Seti. 7 


2 35,0 


Genn. 5 


18 38,7 



- 26 - 
Ih CIBLO D'ITALIA 



Il nuovo sistema di rappresentazione del 
Cielo stellato da noi ora introdotto in questo 
Almanacco, mediante le 24 figure semicirco- 
lari che trovansi da pag. 29 a 51, è tanto in- 
tuitivo che chiunque può intenderlo. 

La vòlta celeste è qui riprodotta in due 
metà, la prima delle quali è veduta da un 




osservatore rivolto precisamente verso nord, 
ossia verso la Stella Polare, nel qual caso le 
stelle sembreranno girare nel senso indicato 
dalle frecce della superiore figura, nella quale 
1 tre cerchi concentrici rappresentano rispet- 
tivamente l'estensione della calotta circum- 
polare {colle stelle che mai tramontano) per 
gli orizzonti di Palermo (P), Roma (R) e Mi- 
lano (MI. 

La seconda metà del cielo è invece quella 
osservata colla faccia perfettamente rivolta 
a sud, nel qual caso le stelle seguiranno l' an- 




damento segnato dalle frecce di questo se- 
condo schizzo, nel quale è pur indicata la 
posizione dell'equatore quale vedrebbesi, ri- 
spettivamente, a Palermo, Roma e Milano. 

Per l'uso di queste 2é cartine avvertasi 
che in' 1 a 51 in esse indicati corrispondono 
alle stelle del seguente prospetto, nel quale 
sono pur segnate le grandezze e le epoche 
delle loro culminazioni a mezzanotte. Avver- 
tasi che la stella-tipo, quella, cioè, il cui splen- 
dore venne assunto come base delle misure 
fotometriche, è Aldebaran segnata di gran- 
dezza 1: le cifre inferiori all'unità rappre- 
sentano, quindi, splendori più grandi, e la 
grandezza di 1,4 segnata per Sirio deve in- 
tendersi in senso negativo, cioè — 1,4. Dal 
secondo prospettino si otterrà invece, in cor- 
rispondenza al mese dato ed alle ore segnate 
in testa per la 1» o 2« metà del mese stesso, 
il numero della coppia di cartine occorrente 
per r osservazione. 

Esempio. Quali cartine ci serviranno per 
un'osservazione da farsi alle oro 3 del 20 lu- 
glio? — Le cartine 10 ed 11 a pag. 47 e 49. 



5.0 


Nome 


Costellazione 


Gr. 


CULM. 


1 


Sirio 


a Cane magg. 


1,4 


1 Gn 


2 


Capra 


a Cocchiere 


0,1 


11 Do 


8 


Arturo 


a Bifolco 


0,2 


25 Ap 


4 


Vega 


oc Lira 


0,2 


30 Gg 


5 


Rigai 


3 Orione 


0,3 


11 De 


6 


Procione 


a Cane min. 


0,5 


12 Gn 


7 


Betelgeuse 


a Orione 


0,9 


20 Do 


8 


Altair 


a Aquila 


0,9 


17 Lg 


9 


Aldebaran 


a Toro 


1,0 


2 Do 


10 


Spica 


a Vergine 


1,1 


12 Ap 


11 


Antares 


'Z Scorpione 


1,2 


29 Mg 


12 


Polluce 


3 Gemelli 


1,2 


13 Gn 


13 


Regolo 


a Leone 


1,3 


17 Fb 


14 


Fomalhaut 


a Pesce austr. 


1,3 


4 St 


15 


Deneb 


a Cigno 


1,4 


30 Lg 


16 


Adara 


£ Cane magg. 


1,5 


3 Gn 


17 


Bellatrix 


T Orioae 
3 Toro 


1,7 


13 Do 


18 


Natih 


1,8 


13 Do 


19 


Alnilam 


£ Orione 


1,8 


15 De 


20 


Castore 


a Gemelli 


1,9 


11 Gn 


21 


Alnitak 


^ Orione 


1,9 


16 Do 


22 


Wezen 


5" Cane magg. 


1,9 


5 Gn 


23 


Mirfak 


a Perseo 


1,9 


14 Nv 


24 


Alioth 


e Orsa magg. 


1,9 


4 Ap 


25 


Alkaid 


"0 n r 


1,9 


18 Ap 


26 


Dubhe 


a „ „ 


2,0 


4 Mr 


27 


Menkalinam 


[3 Cocchiere 


2,0 


20 Do 


28 


Alhena 


X Gemelli 
,3 Cane magg. 


2,0 


12 Gn 


29 


Mirzam 


2,0 


9 Gn 


30 


Sirrah 


a Andromeda 


2,1 


24 St 


31 


Hamal 


a Ariete 


2,1 


26 Ot 


32 


Alfard 


a Idra 


2,1 


7 Fb 


33 


Kaus austr. 


s Sagittario 


2,1 


22 Gg 


34 


Polare 


a Orsa min. 


2,2 


16 Ot 


35 


Kocab 


8 r, 


2,2 


6 Mg 


36 


Mirach 


3 Andromeda 


2,2 


11 Ot 


37 


Denebola 


,3 Leone 


2,2 


16 Mr 


38 


Rasalague 


a Ofiuco 


2,2 


15 Gg 


39 


Difda 


3 Balena 


2,2 


4 Ot 


40 


Schedir 


a Cassiopea 


2,3 


3 Ot 


41 


Inorab 


r 


2,3 


7 Ot 


42 


Sadr 


f Cigno 


2,3 


26 Lg 


43 


Perla 


a Corona bor. 


2,3 


16 Mg 


44 


Mintaka 


(J Orione 


2,3 


15 Do 


45 


Alsadirah 2». 


^ Sagittario 


2,3 


3 Lg 


46 


Algol 


3 Perseo 


2,3 


11 Nv 


47 


Merak 


3 Orsa magg. 


2,4 


3 Mr 


48 


Fecda 


r « 


2,4 


18 Mr 


49 


Chaf 


,3 Cassiopea 


2,4 


24 St 


50 


Enif 


s Pegaso 


2,4 


16 Ag 


51 


Mira 


Balena 


3,3 


30 Ot 


1» metà 


17 


19 


21 


23 


1 


"3 


5 


7 


2» „ 


16 


18 


20 


22 


24 


2 


A_ 


6 


Gennaio. . . 


11 


12 


1 


2 






1 5 


6 


Febbraio . . 


12 


1 


2 


3 






5 6 


7 


Marzo .... 


1 


2 


3 


4 






3 7 


8 


Aprile .... 


2 


3 


4 


5 






1 8 


9 


Maggio . . . 


3 


4 


5 


6 






3 9 


10 


Giugno . . . 


4 


5 


6 


7 






ì 10 


11 


Luglio. . . . 


6 


6 


7 


8 




) 1( 


) 11 


12 


Agosto. . . . 


6 


7 


8 


9 


1 


3 1 


l 12 


1 


Settembre . 


7 


8 


9 


10 


1 


l 1 


l 1 


2 


Ottobre . . . 


8 


9 


10 


11 


1 




L 2 


8 


Novembre . . 


9 


10 


11 


12 






l 3 


4 


Dicembre. . . 


10 


11 


12 


1 






i 4 


5 



DIZIONARIETTO-INDICE 



Nota>bene. — Questo piccolo repertorio 
alfabetico è un complemento all' Eflemeride 
per quelle voci che non avemmo occasione di 
^■piegare; le altre sono seguite da un riferi- 
mento: numero di pagina, lettera T (Tavole 
mensili) o lettera D (Diario dell'osservatore). 

Aeroliti. — Pietre provenienti dal Cielo. 

Affilo. — Massima distanza dal Sole, 18, 22. 

Albedo. — Grado di riflessibilità delle su- 
perfici planetarie rispetto alla luce solare. 

Aldebara». — Alfa del Toro, rossastra, la 
cui grandezza fotometrica (1,0) fu presa per 
base di tutto le altre. È la stélla-tipo. 

Alfa. — La stella più splendente di una 
costellazione, beta la 2», gamma la 3», ecc. 

Algol. — Variabile di Perseo, 23, D. 

Amplitudine. — Distanza dall'Est odOv.,18. 

Audromedeidi. — Meteore dinovemb., 22, D. 

Apice. — Punto verso il quale si dirige il 
Sole, nella sua traslazione, colla velocità di 
almeno 16 km. al secondo. Le ultime ricer- 
che di Campbell e Kapteyn lo collocano a 
circa 10'> al Sud di Vega, D. 

Apogeo. — Mass. distanza dalla Terra, 19. 

Appulso. — Contatto apparente. 

Astrofilo. — Amante defili astri. Titolo della 
prima ed unica rivista italiana di astron., 10. 

Astrofìsica. — Studio diretto o spettrosco- 
pico delle condizioni fisiche degli astri. 

Azimut. — Distanza dal Nord o Sud, 18- 

Bielidi. — Ved. Andromedeidl, 22. 

Bòlidi. — Meteore o stelle cadenti più 
grosse delle altre, che talvolta si risolvono 
in pioggia di aeroliti, D. 

Carro. — Gran Carro o Carro di Boote, il 
più notevole gruppo stellare del nostro Cielo, 
al quale, di solito, si riferiscono, mediante al- 
lineamenti, le posizioni delle altre stelle, per 
riconoscerle. Il suo timone forma la coda del- 
l' Orsa maggiore, 25. 

CircumpolaH. — Stelle comprese nella ca- 
lotta celeste che ha per centro il Polo e per 
raggio la latitudine del luogo, e che quindi 
non tramontano mai. 

Comete. — Ultime apparizioni, 22. 

Congiunzione. — Avvicinamento apparente 
di due astri. Dicesi superiore (per Mercurio e 
Venere) se al di là del Sole, inferiore se al 
di qua, tra noi ed il Sole, D. 

Corona solare. — Aureola del Sole, 18. 

Costante solare. — Numero ancora incerto 
(tra 2 e 4) di piccole calorìe ricevute in un 
minuto da un cent.q. di superficie terrestre 
normalmente esposta alSole e facendo astra- 
zione dell'atmosfera nostra che assorbe 0,29 
(Rossetti) o 0,41 (Langley) dell'energia solare. 

Culminazione. — Massima altezza di un 
astro nel suo passaggio al meridiano. 

Declinazione. — Solare 18, lunare 19, ma- 
gnetica 24. 

Eclittica. — Orbita della Terra. 

Elitffanografo. — Misura l'insolazione. 

Elongazione. — Allontanamento apparente 
di due astri. Per le massime elongazioni di 
Mercurio e Venere dal Sole ved. D. 

Equazione del tempo. — Pag. 18 e T. 

Eros. — Pianetino importante, 20. 

Gegenschein. — Luce opposta al Sole (già 
detta anti-crepuscolare) osservabile special- 
mente da novembre a febbraio. 



Geodinamica. — Scienza che studia le ma- 
nifestazioni delle forze endogeno, ossia In- 
terno, del nostro pianeta, come: eruzioni, 
terremoti, bradisismi (moti lenti), ec. 

Grado geotermico. — Valore di circa 30 me- 
tri, secondo cui sale di 1» C. la temperatura 
media della crosta terrestre superficiale. 

Insolazione. — Illuminazione effettiva, 16. 

Leonidi. — Meteore di novembre, 22, D. 

Luce cinerea. — Pallida tinta che rende vi- 
sibile la parte oscura della Luna, presso ai 
noviluni!, per forte illuminazione terrestre. 

Luce zodiacale. — Chiarore piramidale, 
sempre inclinato verso il Sud, visibile talvolta 
a ponente (gennaio-aprile), talora a levante 
(luglio-ottobre), dopo il tramonto o prima 
della levata del Sole. 

Massimo splendore. — Mercurio e special- 
mente Venere, presso le loro elongazioni mas- 
sime dal Sole, raggiungono il più intenso 
splendore. Vedi N. 12 dell'Astrofilo. 

Mira Ceti. — Variabile della Balena, 23. 

Mistpoeffera. — Voce belga che significa 
" rutti del mare „ e designa certi cupi ru- 
mori, come di sotterranee esplosioni, che 
odonsi anche entro terra: causa incerta. 

Nodi. — Punti nei quali l'orbita di un 
astro attraversa il piano dell'eclittica. 

Xodo. — Miglio marino = 1852 metri. 

Occultazione. — Passaggio di un astro die- 
tro un altro, come: stelle e pianeti dietro la 
Luna, i satelliti di Giove dietro il disco, ec. 

Opposizione. — In punti opposti del Cielo. 

Orologio siderale, — Metodo Baroni per 
ti-ovare l'ora colle stelle, 25. 

Parallasse. — Angolo sotto il quale da un 
astro si vedrebbe il raggio terrestre. 

Passaggi. — Mercurio è passato, come un 
punto nero, davanti al Sole, il 14 novem- 
bre 1907 e vi ripasserà il 6 novembre 1914 
(pag. 12); Venere passò, l'ultima volta, il 6 di- 
cembre 1882 e vi ripasserà 1*8 giugno 2004. 

Perielio. — Minima distanza dal Sole, 18, 22. 

Perigeo. — Minima distanza dalla Terra, 19. 

Periodo giuliano. — Ved. pag. 1 1. 

Perseidi. — Meteore d'agosto, 22, D. 

Quadratura. — Due astri a 90<» di distanza. 

Radiante. — Punto di emanazione, 22. 

Paggio vettore. — Linea che congiunge il 
centro di un astro a quello di un altro che 
gli gira intorno. 

Soros. — Periodo di 18 anni delle eclissi. 

Sirio. — Alfa del Cane maggiore, o Cani- 
cola, la più fulgida stella del Cielo, gr. —1,4. 

Sismologia. — Scienza dei terremoti, 24. 

Sizigie. — Nome promiscuo delle congiun- 
zioni e delle opposizioni della Luna. 

Sole. — Dimensioni e natura, 18. 

Siella Polare. — Sue posizioni, 25. 

Terminatore. — Arco di confine tra la parte 
oscura e quella illuminata del disco lunare. 

Verticali. — Circoli e piani perpendicolari 
all'orizzonte. Dicesi 1» verticale quello di Est. 

Welter schiessmn. — Nome originale dato 
dallo Stiger (di Windisch Feistritz, Stiria) agli 
spari grandinifughi, di dubbia efficacia. 

Zenit. — Punto del Cielo verticalmente si- 
tuato sopra il nostro capo; Nadir, l'opposto. 

Zodiaco. — Zona celeste nella quale si 
muovono il Sole, la Luna ed i pianeti. 



- 28 — 

1908 - GENNAIO 



CORSO DEL SOLE 



ACQUARIO 21 Uh 28" 



Cresce il giorno 

Crepuscolo civile 

idem astronomico. 



Data Declinaz. Equazione 



M 1 

(x 2 

V 3 
S 1 

I> 5 

L 6 
M 7 
M 8 
G 9 

V 10 
S 11 

I> 12 

L 13 
M 14 
M 15 
G 16 

V 17 
8 18 

1>19 
L 20 
M 21 
M 22 
G 23 

V 24 
S 25 

I>26 
L 27 
M 28 
M 29 
G 30 

V 31 



S 28° 6',0 
23 1,3 
22 56,2 
22 50,6 

22 44,6 
22 38,1 
22 31,2 
22 23,8 
22 16,0 
22 7,7 
21 59,0 

21 49,9 
21 40,4 
21 30,4 
21 20,0 
21 9, 3 
20 58,1 
20 46,5 

20 34,5 
20 22,1 
20 9,3 
19 56,4 
19 42,7 
19 28,8 
19 Ufi 

19 0,1 
18 45,1 
18 29,6 
18 14,2 
17 58,4 
S 17 42,0 



m s 

+ 3 8,9 

3 37,6 

4 6,0 
4 34,0 



1,6 

28,8 
55,7 
21,9 
47,7 
12,9 
37,5 



8 1,6 
8 25,0 

8 48,0 

9 10,1 
9 31,6 
9 52,4 

10 12,6 

10 32,0 

10 50,7 

11 8,7 
11 26,0 
11 42,4 

11 58,2 

12 13,1 

12 27,4 
12 40,8 

12 53,4 

13 5,3 
13 16,3 

+ 13 26,5 



MILANO 



Qh 55m 

38 

1 47 



Leva Tram. 



8 3 

8 2 

8 2 

8 1 

8 

8 



7 53 
7 52 
7 51 
7 50 
7 49 
7 48 



h m 
16 49 
16 60 
16 51 
16 52 

16 53 
16 54 
16 55 
16 56 
16 57 
16 58 

16 59 

17 
17 2 
17 3 
17 5 
17 6 
17 7 
17 9 



17 10 
17 11 
17 12 
17 14 
17 15 
17 16 
17 18 

17 19 
17 21 
17 22 
17 24 
17 25 
17 26 



EOMA 



Oh 48m 

33 

1 40 



Leva Tranr.. 



h m 

7 40 
7 40 
7 40 
7 40 



7 31 
7 30 
7 29 
7 28 
7 27 
7 26 



h m 

16 47 
16 48 
16 49 
16 50 

16 51 
16 52 
16 53 
16 54 
16 55 
16 56 
16 57 

16 58 
16 59 



17 6 
17 7 
17 9 
17 10 
17 11 
17 12 
17 14 

17 15 
17 16 
17 17 
17 19 
17 20 
17 21 



PALERMO 

Oh 41ra 

31 

1 37 



leva Tram, 



h m 

7 24 
7 24 
7 24 
7 24 



h m 
16 57 
16 58 
16 58 
16 59 



17 7 
17 8 
17 9 
17 10 
17 11 
17 12 
17 13 

17 14 
17 15 
17 16 
17 17 
17 18 
17 19 
17 21 

17 22 
17 23 
17 24 
17 25 
17 26 
17 27 



LUISTA 



3 L. Nuova 
10 P. Quarto 
18 L. Piena 
26 U, Quarto 



h m 
22 43 
14 53 
14 37 
16 1 



Leva IWerid. Tram, 



h m 

4 39 

5 50 

7 1 

8 7 

9 7 
9 55 

10 33 

11 5 

11 35 

12 3 
12 31 

12 58 

13 28 

14 2 

14 40 

15 24 

16 12 

17 4 

18 

18 57 

19 57 

20 57 

21 57 

22 59 



2 

1 10 

2 18 

3 27 

4 35 

5 41 



h m 
9 44 

10 44 

11 47 

12 51 

13 54 

14 54 

15 51 

16 43 

17 32 

18 19 

19 5 

19 51 

20 38 

21 26 

22 15 

23 4 
23 53 



5 52 

6 39 

7 29 

8 24 

9 23 
10 25 







CORSO 


DEI PIANETI 








Nome 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


NOMK 
E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 




sera 


notte 


matt. 


sera 


notte 


matt. 


1 

Mercurio 11 
21 


_ 


_ 


- 


11 40 

12 11 
12 43 


Sagltt. 
Capr. 


Giove ^l 


_ 


S-E 
SSE 


S-O 
OSO 




2 23 
1 26 


Cancr. 




Saturno ^J 


sud 
SSO 


òvest 

— 


— 


17 4 
16 9 




1 

Venere 11 

21 


OSO 

oso 

OSO 


— 


— 


14 8 
14 19 
14 27 


Capr. 
Acq. 


Pesci 


Urano ^J 





est 


12 26 
11 31 


Sagitt. 


Marte jj 


sso 
sso 


— 


— 


17 7 
16 46 


Pesci 


Nettuno ^J 


est 


sud 
sud 


ovest 


32 
23 27 


Gem. 



20 — 

GENNAIO -1908 

IL FIRMAMENTO - Aspetto l» - Ore 21 - 20.(*) 



^7^\ 



^«ffAi 









f,'^ #: 






WEsr 



NORD 



EST 




t t 1 



é32 ■•;•■,•.-, • 16 •. ;-.yr;- •-•■ .^ e ^'^^'^ 



/^ 



EST 



SUD 



WEST 



(♦) La prima cai-tina offre l' aspetto del cielo quale appare ad un osservatore colla faccia 
rivolta a nord, e che ha quindi l'est a destra e l'M'esMovest) a sinistra; la seconda cartina 
offre invece l'aspetto della parte australe, vista cioè colla faccia perfettamente rivolta a 
sud, e quindi coìVest a sinistra e coli' uest (ovest) a destra. Entrambi gli aspetti di ciascun 
mese si riferiscono alle ore 21 (9 pom.) della prima quindicina del mese, ed alle ore 20 
(8 pom.) della seconda quindicina. Per ore diverse vedansi le istruzioni a pag. 26. 

DIARIO DELL' OSSERVATORE 



3 — ove 1, Sole al perigeo. 

3 — Eclisse solare invisibile (v. pag. 12). 

4 — ore 15, Urano in cong. col Sole. 

5 — ore 7, Nettuno in opposizione. 

8 — ore 14, Saturno cong. Luna: 2» 58' N. 
8 — ore 23, Marte cong. Luna: 5» 8' N. 



14 — Capodanno giuliano (russo-greco). 
14 — ore 13, Mercurio cong. sup. Sole. 
17 — ore 10, Nettuno cong. Luna: O» 44' S. 
19 — ore 16, Giove cong. Luna: 1" 33' S. 
29 — ore 23, Giove in opposizione. 
31 — ore 14, Urano cong. Luna: 0° 21' S. 



30 







1908 - 


FEBBRAIO 










CORSO r>EL SOLE 


LUisrA 


PESCI 20 Ih 54m 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


2 L. Nuova 
9 P. Quarto 
17 L. Piena 1 
25 U. Quarto 


h m 

9 37 
5 28 




il giorno, 
colo civile 
a astro 




Ih 21» 

35 

1 41 


Ih llm 

31 

1 35 


Ih 2» 

29 

1 33 


Crepus 
ider 


lomico. . 


5 

4 24 


Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


UJ 


Leva 


Merid. 


Tram, 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


S 1 


S 17025 ',4 


+ 13 36,0 


7 47 


17 28 


7 25 


17 22 


7 12 


17 29 


29 


6 45 


11 29 


16 18 


I> 2 


17 8,5 


13 44,6 


7 45 


17 29 


7 24 


17 24 


7 11 


17 30 


® 


7 40 


12 33 


17 33 


L 3 


16 51,4 


13 52,3 


7 44 


17 31 


7 23 


17 25 


7 10 


17 31 


2 


8 26 


13 34 


18 51 


M 4 


16 33,9 


13 59,4 


7 43 


17 32 


7 22 


17 26 


7 9 


17 32 


3 


9 2 


14 30 


20 7 


M 5 


16 16,1 


14 5,5 


7 42 


17 34 


7 21 


17 28 


7 8 


17 33 


4 


9 34 


15 22 


21 22 


G 6 


15 58,1 


14 10,7 


7 40 


17 35 


7 20 


17 29 


7 8 


17 34 


5 


10 2 


16 12 


22 32 


V 7 


15 39,7 


14 15.2 


7 39 


17 37 


7 19 


17 30 


7 7 


17 35 


6 


10 31 


17 1 


23 41 


8 8 


15 21,1 


14 18,9 


7 38 


17 38 


7 18 


17 31 


7 6 


17 36 


7 


10 59 


17 49 


— 


» 9 


15 2,3 


14 21,7 


7 36 


17 39 


7 17 


17 33 


7 4 


17 38 


3 


11 29 


18 36 


47 


L 10 


14 42,3 


14 23,7 


7 35 


17 41 


7 15 


17 34 


7 3 


17 39 


9 


12 3 


19 23 


1 50 


M 11 


14 23,8 


14 24,9 


7 33 


17 42 


7 14 


17 35 


7 2 


17 40 


10 


12 40 


20 11 


2 48 


M 12 


14 4,3 


14 25,3 


7 32 


17 44 


7 13 


17 37 


7 1 


17 41 


11 


13 22 


21 


3 45 


G 13 


13 44,4 


14 25,0 


7 30 


17 45 


7 12 


17 38 


7 


17 42 


12 


14 8 


21 49 


4 36 


V 14 


13 24,4 


14 23,8 


7 29 


17 47 


7 10 


17 39 


6 59 


17 43 


13 


14 59 


22 38 


5 26 


S 15 


13 4,1 


14 21,9 


7 27 


17 48 


7 9 


17 40 


6 58 


17 44 


14 


15 53 


23 26 


6 10 


D16 


12 43,7 


14 19,2 


7 26 


17 50 


7 8 


17 42 


6 56 


17 45 


15 


16 49 





6 47 


L 17 


12 23.0 


14 15,9 


7 24 


17 51 


7 6 


17 43 


6 55 


17 46 


m 


17 49 


12 


7 23 


M 18 


12 2,1 


14 11,8 


7 23 


17 53 


7 5 


17 44 


6 54 


17 47 


17 


18 50 


56 


7 52 


M 19 


11 41,0 


14 7,0 


7 21 


17 54 


7 3 


17 45 


6 53 


17 48 


18 


19 51 


1 39 


8 18 


G 20 


11 19,8 


14 1,5 


7 20 


17 56 


7 2 


17 47 


6 52 


17 50 


19 


20 53 


2 22 


8 43 


V 21 


10 58,4 


13 55.3 


7 18 


17 57 


7 1 


17 48 


6 50 


17 51 


20 


21 55 


3 5 


9 8 


8 22 


10 36,8 


13 48,5 


7 16 


17 58 


6 59 


17 49 


6 49 


17 52 


21 


22 59 


3 49 


9 34 


D 23 


10 15,0 


13 41,1 


7 15 


18 


6 58 


17 50 


6 48 


17 53 


22 





4 35 


10 1 


L 24 


9 53,1 


13 33,1 


7 13 


18 1 


6 56 


17 52 


6 46 


17 54 


23 


5 


5 23 


10 34 


M 25 


9 31,0 


13 24,5 


7 12 


18 2 


6 55 


17 53 


6 45 


17 55 


r, 


1 12 


6 14 


11 10 


M 26 


9 8,8 


13 15,3 


7 10 


18 4 


6 53 


17 54 


6 44 


17 56 


25 


2 19 


7 10 


11 56 


G 27 


8 40,5 


13 5,5 


7 9 


18 5 


6 51 


17 55 


6 42 


17 57 


26 


3 26 


8 9 


12 50 


V 28 


8 24,0 


12 55,2 


7 7 


18 6 


6 50 


17 56 


6 41 


17 58 


27 


4 29 


9 11 


13 54 


8 29 


8 8 1,4 


+ 12 44,4 


7 6 


18 8 


6 49 


17 67 


6 40 


17 59 


28 


5 25 


10 13 


16 5 



CORSO DEI PIANETI 



Nome 


VISIBILITÀ 


Me- 

rid.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


E DATA 


sera 


notte 


matt. 


sera 


notte 


matt. 




1 

Mercurio li 
21 


ovest 
ovest 
ovest 


- 


_ 


13 15 
13 32 
18 10 


Capr. 
Aoq. 


Giove ^l 


est 
est 


sud 
sud 


ovest 


16 
23 3 


Cancr. 




Saturno jj 


S-0 
OSO 


_ 


- 


15 12 
14 18 




1 


OSO 
OSO 
OSO 


_ 


— 


14 84 
14 89 
14 43 


Acq. 
Pesci 


Pesci 


Venere il 
21 


Urano ^J 


- 


- 


est 
est 


10 32 
9 36 


Sa- 
gitt. 


Marte ,] 


S-0 
S-0 


- 


- 


16 23 
16 3 


Pesci 


Nettuno ^g 


ESE 
ESE 


SSO 

sso 




22 22 
21 22 


Gem. 



- 31 - 

FEBBRAIO - 1908 

IL FIRMAMENTO — Aspetto 2° - Ore 21 - 20. 






Kf 



W^' 






^AÒ^! 



M 



^5?^ 



•Xo<Ì 



^/r^/^ 



• ^^5c3 



^26 L7 ^ ; 



Or;^,^ 



^.* 



l^' 



ir.ro'*- 



ii::-^r.v 



<). 



TT*. 



.b^^ 



;\ CX0' 



d\ 



. ri)' 



;/.8 



5'.-' 



»35 



•a 



i2A 



:i5; 



5 o 



75 



U*"""' 



C/)iO> 



leo 



371 






>«-^ 



ercole 






.>i-^''^. 



WEST 



NORD 



EST 



(P. 



20, 



> 






^2, 









'J/cro- 






AM 31% 

T?^*" fl» Z/o(or lìti. '.:■'.' • ■•. i«/3,*\ • j^ , ;. 



7«- 



aVXiu, 





















\ ^ 



EST 



SUD 



WEST 



DIARIO DELL' OSSERVATORB 



4 — Capodanno turco: 1° Moharem dell'anno 
1326 dell'Egira di Maometto. 

4 — ore 17, Venere cong. Luna: 3<» 48' N. 

5 — ore 4, Giove cong. Luna: 3o 2' N. 

6 — ore 18, Marte cong. Luna: 5° 49' N. 
10 — ore 21, Venere cong. Giove: 1° 28' N. 
13 — ore 14, Mercurio nella massima elon- 
gazione serotina: 18» 8' est Sole. 

13 — ore 15, Nettuno cong. Luna: 0° 42' S. 



14 — ore 12, Mercurio al perielio. 

15 — ore 15, Giove cong. Luna: 1° 12' S. 
19 — ore 3, Mercurio stazionario. 

28 — ore 2, Urano cong. Luna: 0» 7' S. 

28 — ore 2, Venere nel nodo ascendente. 

29 — ore 6, Mercurio in congiunzione infe- 

riore passando al nord del Sole. 
29 — giorno intercalare che rende l'anno bi- 
sestile, cioè di 366 gioruL 



_ 82 - 

1908 - MARZO 



CORSO DEL SOLE 


LUNA 


ARIETE 21 


Ih 27™ 


MILANO 


KOMA 


PALERMO 




h m 


Cresce 


il fri/-i-rnn_ 




Ih 39m 

33 

1 40 


Ih 27n> 

30 

1 36 


Ih IQm 

28 

1 34 


2 L. Ni] 

9 P. Qu 

18 L. Pi( 

25 U. Qu 


lova 19 1)7 
arto 22 42 


Crepuscolo civile 

idem astronomico. . 


3na 3 29 
arto 13 32 


Data 


Declìnaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


23 
ut 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


1> 1 


S 7o38',6 


-f 12 33,0 


7 4 


18 8 


6 48 


17 58 


6 39 


17 59 


29 


6 13 


11 13 


16 21 


L 2 


7 15,8 


12 21,1 


7 2 


18 9 


6 47 


17 59 


6 38 


18 


m 


6 53 


12 11 


17 38 


M 3 


6 52,8 


12 8,7 


7 1 


18 11 


6 45 


18 


6 37 


18 1 


1 


7 28 


13 6 


18 55 


M 4 


6 29,8 


11 55,9 


6 59 


18 12 


6 44 


18 1 


6 35 


18 2 


2 


8 


13 53 


20 9 


G 5 


6 6,7 


11 42,6 


6 57 


18 14 


6 42 


18 2 


6 34 


18 3 


3 


8 27 


14 48 


21 22 


V 6 


5 43,5 


11 28,8 


6 55 


18 15 


6 40 


18 4 


6 32 


18 4 


4 


8 56 


15 37 


22 31 


S 7 


5 20,2 


11 14,6 


6 53 


18 16 


6 39 


18 5 


6 31 


18 5 


5 


9 23 


16 26 


23 41 


I> 8 


4 56,8 


11 0,0 


G 52 


18 18 


6 37 


18 6 


6 29 


18 6 


6 


9 59 


17 15 


_ 


L 9 


4 33,4 


10 45,0 


6 50 


18 19 


6 35 


18 7 


6 28 


18 7 


0) 


10 36 


18 4 


41 


M 10 


4 9,9 


10 29,6 


6 48 


18 20 


6 34 


18 8 


6 27 


18 8 


8 


11 17 


18 53 


1 38 


M 11 


3 46,4 


10 13,9 


6 46 


18 22 


6 32 


18 9 


6 25 


18 9 


9 


12 2 


19 42 


2 31 


G 12 


3 22,8 


9 57,8 


6 44 


18 23 


6 30 


18 11 


6 23 


18 10 


10 


12 53 


20 31 


3 22 


V 13 


2 59,2 


9 41,4 


6 42 


18 24 


6 29 


18 12 


6 22 


18 11 


11 


13 46 


21 19 


4 7 


S 14 


2 35,6 


9 24,8 


6 40 


18 26 


6 27 


18 13 


6 21 


18 12 


12 


14 42 


22 6 


4 48 


D15 


2 11,9 


9 7,8 


6 38 


18 27 


6 25 


18 14 


6 19 


18 13 


13 


15 41 


22 52 


5 25 


L 16 


1 48,2 


8 50,6 


6 36 


18 28 


6 24 


18 15 


6 17 


18 14 


14 


16 42 


23 36 


5 55 


M 17 


1 24,5 


8 33,2 


6 35 


18 30 


6 22 


18 16 


6 16 


18 15 


15 


17 43 


— 


6 22 


M 18 


1 0,8 


8 15,5 


6 33 


18 31 


6 20 


18 17 


6 14 


18 16 


m 


18 43 


20 


6 47 


G 19 


37,1 


7 57,8 


6 31 


18 32 


6 19 


18 19 


6 13 


18 16 


17 


19 48 


1 4 


7 11 


V 20 


S 13,4 


7 39,9 


6 29 


18 34 


6 17 


18 20 


6 11 


18 17 


18 


20 52 


1 48 


7 37 


S 21 


N 10,2 


7 21,8 


6 27 


18 35 


6 15 


18 21 


6 10 


18 18 


19 


22 1 


2 33 


8 5 


D 22 


33,9 


7 3,6 


6 25 


18 36 


6 13 


18 22 


6 8 


18 19 


20 


23 5 


3 20 


8 32 


L 23 


57,6 


6 45,4 


6 23 


18 38 


6 12 


18 23 


6 7 


18 20 


21 


— 


4 11 


9 11 


M 24 


1 21,2 


6 27,1 


6 21 


18 39 


6 10 


18 24 


6 6 


18 21 


22 


10 


5 5 


9 53 


M 25 


1 44,8 


6 8,8 


6 19 


18 40 


6 8 


18 25 


6 4 


18 22 


(C. 


1 14 


6 2 


10 43 


G 26 


2 8,4 


5 50,4 


6 17 


18 41 


6 7 


18 26 


6 2 


18 23 


24 


2 17 


7 1 


11 40 


V 27 


2 31,9 


5 32,1 


6 16 


18 43 


6 5 


18 27 


6 


18 21 


25 


3 14 


8 


12 47 


S 28 


2 55,3 


5 13,9 


6 14 


18 44 


6 3 


18 29 


5 59 


18 25 


26 


4 6 


8 59 


13 58 


D 29 


3 18,7 


4 55,5 


6 12 


18 45 


6 1 


18 30 


5 57 


18 26 


27 


4 49 


9 57 


15 14 


L 30 


3 42,1 


4 37,3 


6 10 


18 47 


6 


18 31 


5 56 


18 27 


l28 


5 24 


.10 52 


16 29 


M 31 


N 4 5,8 


-f 4 19,1 


6 8 


18 48 


5 58 


18 32 


5 54 


18 28 


hi 


5 56 


11 44 


17 44 



CORSO DEI PIANETI 



Nome 


A 


VISIBILITÀ 


Me- 
rld.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 

rid.o 


Plaga 


E DAT 


sera 


notte 


matt. 


sera 


notte 


matt. 


Mercurio 


11 
21 




ost 
est 


12 7 
11 4 
10 38 


Acq. 


Giove 


1 
16 


ESE 
S-E 


SSO 
S-O 


- 


22 2 
20 59 


Cancr. 




Saturno 


1 
16 


ovest 
ovest 


_ 





13 29 
12 37 




Venere 


11 
21 


S-O 
S-0 
S-O 


— 


— 


14 47 
14 51 
14 55 


Pesci 
Ariete 

Ariete 


Pesci 


Urano 


1 
16 


I 


I 


ESE 
S-E 


8 44 

7 47 

20 26 
19 26 


Sa- 
gitt. 


IVIarte 


16 


S-O 
S-O 


— 


— 


15 45 
15 26 


Nettuno 


1 
16 


S-E 

SSE 


S-O 
OSO 


- 


Gem. 



;i;-i 



MARZO - 1908 



IL FIRMAMENTO - Aspetto 3« 



.<^< , 

##'^'; 



Ore 21 - 20. 






-pMÌ^; 



Gir^ff3. ^ 



-.X 



>. 



•/ ^.'Orsa. -f^ >\^ Zww 






^ '*^,'jrgrg??c? 



WEST 



NORD 



EST 



[PP' 



n. 



ò , 



^^'^ 



37«' 






ne 



.Lfnce 



^^ 



20, 



V/. 



-?5* 



^o. 



•f'V' 



'M 



>^ 



15 V 



f j 



•i? ^' 



^"' 



rw 



ne min. 



::Ìà 



•:>:>-7l 



>-Ì17 5 



Tiot'ae^ 



e'*y 



/- 



52é 



JOl'n 



òì'ìtij 



^> 



3-i/o 



V <r<7/^/^ia 



\ 



•a- 



P^ 



■yi.- 



'^0nim 29 



'/^'p/ 



JVdiv:^ •.?!•' 



ki6 






:y 



.^'>iO r,^ 






^^. 






Sric/ano»'^ 5là 



EST 



SUD 



WEST, 



DIARIO DELL' OSSERVATORE 



1 — Comincia la primavera meteorologica. 
3 — Ole 20, Saturno cong. Luna: 3» 4' N. 

5 — ore 15, Venere cong. Luna: 5° 49' N. 

6 — ore 16, Marte cong. Luna: 5° 26' N. 
11 — ore 21, Nettuno cong. Luna: 0» 50' S. 
13 — ore 17, Giove cong. Luna: !<> 7' S. 

19 — ore 7, Mercurio nel nodo discendente. 

21 — ore 1,27 equinozio di primavera: il Sole 

tocca il primo punto d'Ariete sull'equa- 



tore; origine delle coordinate celesti. 
21 — ore 7, Saturno in cong. col Sole. 

26 — ore 10, Urano cong. Luna: O» 11' N. 

27 — ore 7, Mercurio nella massima elonga- 

zione mattutina: 270 47' ovest Sole. 
27 — ore 11, Venere in cong. colla stella 5" 
dell'Ariete, che sarà 2' al S. di Venere. 

30 — ore 4, Mercurio cong. Luna: 2» 48' N. 

31 — ore 12, Saturno cong. Luna: S° 6' N. 

3 



— 34 — 

1908 - APRILE 



CORSO DEL SOIjE 



TORO 20 13»^ 11"» 



Cresce il giorno 

Crepuscolo civile 

idem astronomico. 



Data 


Declinaz. 


M 1 


N 4o28',6 


G 2 


4 51,8 


V 8 


6 14,8 


S 4 


6 37,7 


» 5 


6 0,6 


L C 


6 23,3 


M 7 


6 45,9 


M 8 


7 8,5 


G 9 


7 30,9 


V 10 


7 53,1 


S 11 


8 15,3 


I>12 


8 37,3 


L 13 


8 59,1 


M 14 


9 20,8 


M 15 


9 42,3 


G 16 


10 3,7 


V 17 


10 24,9 


S 18 


10 46,0 


I> 19 


11 6,8 


L 20 


11 27,5 


M 21 


11 48,0 


M 22 


12 8,3 


G 23 


12 28,4 


V 24 


12 48,3 


8 25 


13 8,0 


» 26 


13 27,5 


L 27 


13 46,5 


M 28 


14 5,8 


M 29 


14 24,6 


G 30 


N 14 43,1 



Equazione 



m s 
+ 4 1,0 

3 43,1 

3 25,2 
3 7,5 



50,0 
32,5 
15,3 
58,3 
41,5 
25,0 
8,7 



52,6 

36,9 

21,4 

6,3 

8,5 

23,0 

37.0 



50,5 
3,8 
16,5 
28,8 
40,6 
52,0 
2,9 



2 13,2 

2 23,1 

2 32,4 

2 41,2 

2 49,5 



MILANO 



1^ 31" 

36 

1 50 



Lev 



5 22 
5 20 
5 19 
5 17 
5 15 



Tram. 



h m 
18 49 
18 50 
18 52 
18 53 

18 54 
18 56 
18 57 
18 58 

18 59 

19 1 
19 2 

19 3 
19 5 
19 6 
19 7 
19 9 
19 10 
19 11 

19 12 
19 14 
19 15 
19 16 
19 17 
19 19 
19 20 

19 21 

19 22 
19 24 
19 25 
19 26 



ROMA 



Ih 20" 

31 

1 43 



Leva 

h m 
5 56 
5 55 
5 53 
5 51 



5 16 
5 15 
5 13 
5 12 
5 11 



Tram. 



h m 

18 33 
18 34 
18 35 
18 36 

18 37 
18 38 
18 40 
18 41 
18 42 
18 43 
18 44 

18 45 
18 46 
18 47 
18 48 
18 49 
18 60 
18 52 

18 53 
18 54 
18 55 
18 56 
18 57 
18 58 
18 59 



PALERMO 



Ih 10" 

29 

1 39 



Leva 



5 17 
5 16 
5 15 

5 13 

6 12 



Tram, 



h m 
18 29 
18 29 
18 30 
18 31 

18 32 
18 33 
18 34 
18 35 
18 36 
18 37 
18 38 

18 39 
18 40 
18 41 
18 41 
18 42 
18 43 
18 44 

18 45 
18 46 
18 47 
18 48 
18 49 
18 50 
18 51 

18 52 
18 53 
18 54 
18 55 
18 55 



LUISTA 



1 L. Nuova 

8 P. Quarto 

16 L. Piena 

23 U. Quarto 

30 L. Nuova 



h m 
6 2 
17 32 
17 55 
20 7 
16 33 





Leva 


Merid. 


d 


h m 


m h 


® 


6 26 


12 35 


2 


6 55 


13 25 


3 


7 26 


14 15 


4 


7 55 


15 5 


6 


8 31 


15 55 


6 


9 10 


16 45 


7 


9 54 


17 35 


0) 


10 43 


18 25 


9 


11 36 


19 14 


10 


12 31 


20 2 


11 


13 30 


20 48 


12 


14 30 


21 32 


13 


15 21 


22 16 


14 


16 33 


23 


15 


17 36 


23 44 


(^ 


18 41 


— 


17 


19 49 


29 


18 


20 58 


1 16 


19 


22 4 


2 6 


20 


23 10 


2 59 


21 


_ 


3 56 


22 


15 


4 55 


re 


1 13 


5 54 


24 


2 4 


6 53 


25 


2 48 


7 50 


26 


3 25 


8 44 


27 


8 56 


9 35 


28 


4 26 


10 25 


29 


4 54 


Il 14 


® 


5 24 


12 3 



Tram. 



h m 
18 57 

20 8 

21 18 

22 25 

23 26 

24 

1 17 

2 5 

2 47 

3 23 

3 56 

4 28 

4 49 

5 14 

5 40 

6 7 

6 37 

7 11 

7 50 

8 38 

9 34 

10 38 

11 47 

13 

14 13 

15 26 

16 37 

17 49 

18 58 



CORSO DEI PIANETI 



Nome 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


K DATA 


sera 


notte 


matt. 


sera 


notte 


matt. 


1 

Mercurio li 

21 


- 


— 


est 

est 
est 


10 37 

10 49 

11 9 


Acq. 
Pesci 


Giove ,1 


S-E 
SSE 


SO 
OSO 


— 


19 55 

18 58 


Cancr. 




Saturno jj 


_ 





est 

est 


11 42 

10 49 




1 


S-O 
8-0 
8-0 


- 


— 


15 1 
15 7 
15 18 


Toro 


Pesci 


Venere 11 
21 


Urano ^J 


- 


est 


sud 
sud 


6 46 
5 48 


Sa- 
gitt. 


Mane ,1 


8-0 
8-0 


- 


- 


15 7 
14 50 


Toro 


Nettuno ig 


sud 
8S0 


ovest 


- 


18 24 
17 25 


Gem. 



APRILE - 1908 

IL FlKilAMENTO - Aspetto 4» - Ore 21 - 20. 




DIARIO DBLL» OSSERVATORE 



2 — ore 7, Nettuno in quadratura orientale: 

90» est Sole. 
4 — ore 15, Venere cong. Luna: S» 52' N. 
4 — ore 15, Marte cong. Luna: 4» 15' N. 
4 — ore 17, Venere cong. 1° 37' N. Marte. 

7 — ore 2, Urano in quadratura occidentale: 

90° ovest Sole. 

8 — ore 5, Nettuno con*;. Luna: 1° 5' S. 

9 — ore 24, Giove cong. Luna: 1" 21 S. 



14 — ore 22, Mercurio cong. Oo 28' S. Saturno. 

21 — Natale di Roma; comincia l'anno 2661 

dalla fondaz. di Roma secondo Varrone. 

22 — ore 16, Urano cong. Luna: 0» 27' N. 

25 — ore 6, Giove iu quadratura orientale: 

90o est Sole. 

26 — ore 14, Venere nella massima elonga- 

zione serotina: 45o 31' est Sole. 
In questo mese è attesa la cometa di Encke. 



— ot» — 









1908- 


■ MAGGK 


D 










CORSO DEL SOLE 


LUNA 


GEMELLI 21 12^ 58™ 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


h m 

8 P. Quarto 12 23 
16 L. Piena 5 3? 














r< • a a 


il rtiz-ii'im 




Ih lOin 


Ih im 


O'i 53>n 


23 U. Quarto 1 17 
30 L. Nuova 4 15 


Crepuscolo civile 




40 


34 


31 


idem astro I 


lomico. . 


2 13 


2 


1 51 




Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram, 


Leva 


Tram. 


-3 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h ra 


h m 


h m 


h m 


h m 


d h m 


h m 


h m 


V 1 


N 15» l'.4 


- 2 57,3 


5 14 


19 27 


5 9 


19 6 


5 11 


18 56 


1 5 53 


12 53 


20 6 


8 2 


15 19,6 


3 4,5 


5 13 


19 29 


5 8 


19 7 


5 10 


18 57 


2 


6 20 


13 44 


21 12 


I> 3 


15 37,4 


3 11,2 


5 11 


19 30 


5 7 


19 8 


5 9 


18 58 


3 


7 4 


14 85 


22 12 


L i 


15 54,9 


3 17,3 


5 9 


19 31 


5 5 


19 9 


5 7 


18 59 


4 


7 46 


15 26 


23 7 


M 5 


16 12,3 


3 23,0 


5 8 


19 33 


5 4 


19 10 


5 6 


19 


5 


8 33 


16 17 


23 58 


M 6 


16 29,3 


3 28,0 


5 6 


19 34 


5 3 


19 11 


5 5 


19 1 


6 


9 25 


17 7 


— 


G 7 


16 46 


3 32,5 


5 5 


19 35 


5 1 


19 12 


5 4 


19 2 


7 


10 20 


17 55 


42 


V 8 


17 2.5 


3 36,5 


5 4 


19 36 


5 


19 13 


5 3 


19 3 


U) 


Il 17 


18 41 


1 22 


8 9 


17 18,7 


3 39,9 


5 2 


19 37 


4 59 


19 14 


5 2 


19 4 


9 


12 17 


19 26 


1 57 


I> 10 


17 34,6 


3 42,8 


5 1 


19 39 


4 58 


19 15 


5 1 


19 5 


10 


13 17 


20 10 


2 26 


L 11 


17 50,2 


3 45,1 


5 


19 40 


4 57 


19 16 


5 


19 5 


11 


14 17 


20 53 


2 52 


M 12 


18 5,5 


3 46,8 


4 58 


19 41 


4 56 


19 18 


4 59 


19 6 


12 


15 20 


21 36 


3 16 


M 13 


18 20,5 


3 48,0 


4 57 


19 42 


4 55 


19 19 


4 58 


19 7 


13 


16 24 


22 21 


3 41 


G 14 


18 35,2 


3 48,6 


4 56 


19 43 


4 53 


19 20 


4 57 


19 8 


14 


17 31 


23 8 


4 7 


V 15 


18 49,6 


3 48,7 


4 55 


19 44 


4 52 


19 21 


4 56 


19 9 


15 


18 41 


23 58 


4 35 


8 16 


19 3,6 


3 48,2 


4 54 


19 46 


4 51 


19 22 


4 56 


19 10 


© 


19 50 


— 


5 9 


I>17 


19 17,4 


3 47,1 


4 53 


19 47 


4 50 


19 23 


4 55 


19 11 


17 


20 58 


52 


5 46 


L 18 


19 30,8 


8 45,4 


4 52 


19 48 


4 50 


19 24 


4 54 


19 12 


18 


22 6 


1 49 


6 31 


M 19 


19 43,9 


3 43,2 


4 50 


19 49 


4 49 


19 25 


4 53 


19 13 


19 


23 8 


2 49 


7 25 


M 20 


19 56,6 


8 40,4 


4 49 


19 50 


4 48 


19 26 


4 52 


19 13 


20 


— 


3 50 


8 'z8 


G 21 


20 9,0 


3 37,1 


4 48 


19 51 


4 47 


19 27 


4 52 


19 14 


21 


2 


4 50 


9 37 


V 22 


20 21,1 


3 33,2 


4 47 


19 52 


4 46 


19 27 


4 51 


19 16 


22 


51 


5 47 


10 48 


8 23 


20 32,8 


3 28,7 


4 47 


19 53 


4 45 


19 28 


4 50 


19 16 


c 


1 29 


6 41 


12 1 


D24 


20 44,2 


8 23,7 


4 46 


19 54 


4 44 


19 29 


4 50 


19 17 


24 


2 


7 32 


18 13 


L 25 


20 55,2 


, 3 18,2 


4 45 


19 55 


4 44 


19 30 


4 49 


19 17 


25 


2 29 


8 41 


14 26 


M 26 


21 5,9 


3 12,2 


4 44 


19 56 


4 43 


19 31 


4 48 


19 18 


26 


2 57 


9 9 


15 35 


M 27 


21 16,2 


3 5,7 


4 43 


19 57 


4 42 


19 32 


4 48 


19 19 


27 


3 25 


9 57 


16 45 


G 28 


21 26,1 


2 58,6 


4 42 


19 58 


4 42 


19 33 


4 47 


19 20 


28 


3 53 


10 45 


17 53 


V 29 


21 35,6 


2 51,1 


4 42 


19 59 


4 41 


19 34 


4 47 


19 20 


29 


4 23 


11 34 


18 59 


8 30 


21 44,8 


2 43,2 


4 41 


20 


4 40 


19 34 


4 46 


19 21 


@ 


4 58 


12 24 


19 59 


JD 31 


N21 53,7 


- 2 84,8 


4 40 


20 1 


4 40 


19 85 


4 46 


19 22 


2 


5 40 


13 15 


20 55 









CORSO 


DEI PIANETI 








Nome 


A 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


E DAT 


sera 


notte 


matt. 


sera 


notte 


matt. 


Mercurio 


1 
11 
21 


ovest 
ovest 


- 


— 


11 40 

12 24 

13 11 


Ariete 
Toro 


Giove iJ 


sud 
SSO 


ovest 


_ 


18 4 
17 12 


Cancr. 




Saturno ^J 


_ 





ESE 

S-E 


9 67 
9 3 






1 
11 
21 


S-0 
8-0 
S-0 


_ 


_ 


15 17 
15 17 
15 11 


Gem. 


Pesci 


Venere 


Urano ^J 


- 


ESE 
S-E 


SSO 
S-0 


4 49 
3 49 


Sa- 
gitt. 


Marte 


1 
16 


8-0 
S-0 


- 


- 


14 33 
14 17 


Toro 
Gem. 


Nettuno jg 


s-o 
s-0 


- 


- 


16 27 
15 30 


Gem. 



MAGGIO - 1908 



IL FIRMAMENTO - AsPKTTO 5» 



Ore 21-20. 





DIARIO DELL' OSSERVATORE 



3 — ore 13, Marte cong. Luna: 2o 40' N. 

4 — ore 11, Venere cong. Luna: 4° 15' N. 

5 — ore 14, Nettuno cong. Luna: l» 20' S. 
7 — ore 12, Giove cong. Luna: lo47'S. 

7 — ore 19, Mercurio in congiunzione supe- 
riore, al di là del Sole. 
T — ore 21, Mercurio, nel nodo ascendente, 

attraversa l'eclittica da S. a N. 
12 — ore 12, Mercurio al perielio. 



13 — ore 14, Venere nel massimo splendore 
serotino secondo le formolo deW Astrofifo 
(n.i 12 e 14), V. 3 giugno. 

19 — ore 22, Marzo cong. Luna: 0» 35' N. 

21 — ore 14, Venere in congiunzione con Net- 

tuno, questo sarà 4» 8' al Sud. 

22 — ore 19, Mercurio nella massima latitu- 

dine eliocentrica boreale. 
25 — ore 13, Saturno cong. Luna: 3» 15' N. 



- 38 - 

1908 - GIUGNO 



CORSO DEL SOLE 


LUNA 


CANCRO 21 


21h I9m 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 




h m 


Cresce 


il dì fino al 20-22 


0^ 17ni 


0^^ 15m 


O'i 13m 


7 P. Quarto o oo 
14 L. Piena 14 55 


poi cala . . . 





3 


2 


2 


21 U. Quarto 
28 L, Nuova 1 


6 26 


Crepuscolo civile 




43 


36 


33 


17 32 


idem astronomico, . 


2 38 


2 17 


2 3 






Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


UJ 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


L 1 


N220 2M 


- 2 26,0 


4 40 


20 2 


4 39 


19 36 


4 46 


19 23 


3 


6 25 


14 7 


21 49 


M 2 


22 10,1 


2 16,8 


4 39 


20 3 


4 39 


19 37 


4 45 


19 23 


4 


7 15 


14 58 


22 37 


M 3 


22 17,8 


2 7,2 


4 39 


20 4 


4 38 


19 38 


4 45 


19 24 


5 


8 9 


15 48 


23 19 


G 4 


22 25,0 


1 57,3 


4 38 


20 4 


4 38 


19 38 


4 45 


19 25 


6 


9 5 


16 36 


23 56 


•V 5 


22 31,9 


1 47,1 


4 38 


20 5 


4 38 


19 39 


4 44 


19 25 


7 


10 3 


17 22 


— 


S 6 


22 38,4 


1 36,5 


4 37 


20 6 


4 37 


19 40 


4 44 


19 26 


8 


11 4 


18 5 


28 


» 7 


22 44,5 


1 25,6 


4 37 


20 7 


4 37 


19 40 


4 44 


19 26 


3 


12 5 


18 47 


54 


L 8 


22 50,2 


1 14,5 


4 37 


20 7 


4 37 


19 41 


4 43 


19 27 


10 


13 6 


19 29 


1 19 


M 9 


22 55,4 


1 3,1 


4 36 


20 8 


4 36 


19 42 


4 43 


19 27 


11 


14 9 


20 12 


1 44 


M 10 


23 0,3 


51,4 


4 36 


20 9 


4 36 


19 42 


4 43 


19 28 


12 


15 12 


20 67 


2 8 


G 11 


23 4,8 


39,6 


4 36 


20 9 


4 36 


19 43 


4 43 


19 28 


13 


16 19 


21 45 


2 34 


V 12 


23 8,9 


27,5 


4 36 


20 10 


4 36 


19 43 


4 43 


19 29 


14 


17 29 


22 37 


3 3 


8 13 


23 12,6 


15,3 


4 35 


20 10 


4 36 


19 44 


4 43 


19 29 


15 


18 40 


23 34 


3 38 


D14 


23 15,8 


- 1,9 


4 35 


20 11 


4 36 


19 44 


4 43 


19 30 


(^ 


19 50 


_ 


4 20 


L 15 


23 18,6 


+ 8,6 


4 35 


20 11 


4 36 


19 45 


4 43 


19 30 


17 


20 56 


34 


5 11 


M 16 


23 21,0 


21,2 


4 35 


20 12 


4 36 


19 45 


4 43 


19 31 


18 


21 56 


1 36 


6 12 


M 17 


23 23,0 


34,0. 


4 35 


20 12 


4 36 


19 45 


4 43 


19 81 


19 


22 47 


2 38 


7 23 


G 18 


23 24,7 


46,9 


4 35 


20 12 


4 36 


19 46 


4 43 


19 31 


20 


23 29 


3 38 


8 36 


V 19 


23 25,8 


59,8 


4 36 


20 13 


4 36 


19 46 


4 43 


19 32 


21 


_ 


4 36 


9 62 


S 20 


23 26,6 


1 12,8 


4 86 


20 13 


4 36 


19 46 


4 44 


19 32 


22 


3 


5 30 


11 5 


I>21 


23 27,0 


1 25,8 


4 36 


20 13 


4 36 


19 47 


4 44 


19 32 


(C 


33 


6 20 


12 18 


L 22 


23 27,0 


1 38,8 


4 36 


20 14 


4 36 


19 47 


4 44 


19 32 


24 


1 2 


7 8 


13 27 


M 23 


23 26,5 


1 51,8 


4 36 


20 14 


4 37 


19 47 


4 44 


19 33 


25 


1 28 


7 56 


14 36 


M 24 


23 25,6 


2 4,7 


4 37 


20 14 


4 37 


19 47 


4 44 


19 33 


26 


1 49 


8 44 


15 43 


G 25 


23 24,3 


2 17,6 


4 37 


20 14 


4 37 


19 47 


4 45 


19 33 


27 


2 25 


9 32 


16 48 


V 26 


23 22,6 


2 30,3 


4 37 


20 14 


4 37 


19 47 


4 45 


19 33 


28 


2 59 


10 20 


17 49 


S 27 


23 20,5 


2 43,0 


4 38 


20 14 


4 38 


19 47 


4 45 


19 33 


29 


3 36 


11 10 


18 49 


I>28 


23 18,0 


2 55,5 


4 38 


20 14 


4 38 


19 47 


4 46 


19 33 


® 


4 19 


12 1 


19 42 


L 29 


23 15,1 


3 7,8 


4 38 


20 14 


4 39 


19 47 


4 46 


19 33 


1 


5 7 


12 62 


20 33 


M 30 


N23 11,8 


+ 3 19,9 


4 39 


20 14 


4 39 


19 47 


4 46 


19 33 


2 


6 1 


13 42 


21 16 



CORSO DEI P^IAISTETI 



Nome 


VISIBILITÀ. 


Me- 
rid.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


E DATA 


sera 


notte 


m;itt. 


sera 


notte 


matt. 


1 

Mercurio 11 
21 


ovest 
ovest 
ovest 


_ 





13 46 
13 52 
13 28 


Gem. 


Giove ^l 


S-0 
8-0 


- 


- 


16 18 
15 29 


Cancr. 




Saturno jj 


--— 


- 


SSE 
sud 

OSO 

ovest 


8 2 
7 10 




1 

Venere " li 
21 


OSO 
OSO 
OSO 

OSO 
OSO 


14 55 
14 27 
13 43 


Gem. 


Pesci 


Urano ,J 


SSE 
sad 


2 44 
1 43 


Sa- 
gitt. 


Marte jj 


- 


- 


li 
13 43 


Gem. 


Nettuno iq 


OSO 
ovest 


- 


- 


14 29 
13 32 


Gem. 



;!!) 



GIUGNO - 1908 



IL FIRMAMENTO - Aspetto C« 



Ore 21 - £0. 




^a.gg. #25 /., 



d^ Xrcole 










WEST 



NORD 






^^.^ 






'My 



p 



>..«r; 



«•' 



Chioma:*^ 



'-•^X 



Ere. 



•>'>^.5^ 



^ 



«i- 



......^ - 



.-0 



(.0 



P.'^"ì 









/V--, "^t| !>•?'? 



37 ,.•. 



t/0 



^7é. 






H^- 



•-*•-'» '.n 



11 



■^ 



^ 






Jl 



•« 






.V ( 



'^^av 



i^fs ^^n.%^\ 



tr* •« 



V.,32/ 
I d r 3L 



<:i •• vp^i *•■/!. >v»' ^'^'^/d^ 



' y^rr/. 



d«. 



EST 



SUD 



WEST 



DIARIO DELL' OSSERVATORE 



1 — Comincia l'estate meteorologica. 

2 — ore 12, Venere cong. Luna: 1° 12' N. 

3 — ore 22, Venere nel ma-simo splendore 

serotino, secondo la Connaìnsanre. 

4 — ore 3, Giove oong. Luna: 2o 14' S, 

7 — ore IT, Mercurio cong. O» 19' N. Marte. 

7 — Minimo di Mira Ceti (v. pag. 23). 

8 — ore 6, Mercurio nella massima elonga- 

zione serotlna: 23» 57' est Sole. 



16 — ore 4, Urano cong. Luna: 0° 33' N. 

17 — ore 14, Mercurio cong. 1© 42' S. Marte. 
21 — ore 21.19, solstizio d'estate. 

21 — ore 22, Saturno cong. Luna: 3o 13' N. 

22 — ore 22, Venere cong. 2o 4' S. Marte. 

28 — Eclisse anulare di Sole, visibile in Ita- 

lia come piccola parziale (v. pag. 12). 

29 — ore 15, Venere cong. Luna: 3o 36' 8. 
80 — ore 6, Marte cong. Luna: 0» 39' S. 



- 40 - 

1908 - LUGLIO 





CORSO DEX^ SOLE 






LUNA 


LEONE 23 


3h 14ra 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 




h m 






















6 P. Qi 
13 L. Pi 
20 U. Q 


larto 21 25 
eua 22 48 


Cala il 


orìnrnA 




Oh óOn 
42 




0*1 42ra 
S5 




o'> 




37m 

32 


Crepuscolo civile 




aai-to 13 2 


idem astronumieo. . 


2 26 




2 


9 




1 


56 


28 L. Nuova 8 17 


Data 


Declìnaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


L 


3va 


Tram. 


t3 


Leva 


M.f^rid. 


Tram. 






ra s 


h m 


il 


111 


h in 


h m 


h 


m 


h m 


d 


h ni 


h m 


h na 


M 1 


N 23» 8',1 


-f 3 31,7 


4 39 


20 


13 


4 39 


19 47 




47 


19 33 


3 


6 56 


14 31 


21 55 


G 2 


23 0,9 


3 43,3 


4 40 


20 


13 


4 40 


19 47 


4 47 


19 33 


4 


7 53 


15 17 


22 29 


V 3 


22 59,4 


3 54,6 


4 41 


20 


13 


4 40 


19 47 




48 


19 33 


5 


8 52 


16 1 


22 57 


S 4 


22 54,4 


4 5,6 


4 41 


20 


13 


4 41 


19 47 




48 


19 33 


6 


9 52 


16 43 


23 22 


I> 5 


-22 49,1 


4 16,4 


4 42 


20 


13 


4 42 


19 47 




49 


19 33 


7 


10 53 


17 25 


23 46 


L 6 


22 43,3 


4 26,7 


4 42 


20 


12 


4 42 


19 46 




49 


19 32 


0) 


11 55 


18 7 


_ 


M 7 


22 37,2 


4 36,7 


4 43 


20 


12 


4 43 


19 46 




50 


19 32 


9 


12 57 


18 50 


10 


M 8 


22 30,6 


4 46,3 


4 44 


20 


12 


4 43 


19 46 




51 


19 32 


10 


14 1 


19 35 


35 


G 9 


22 23,7 


4 55,5 


4 45 


20 


11 


4 44 


19 45 




51 


19 32 


11 


15 8 


20 24 


1 2 


V 10 


22 16,4 


5 4,2 


4 45 


20 


10 


4 45 


19 45 




52 


19 31 


12 


16 17 


21 17 


1 34 


S 11 


22 8,7 


5 12,5 


4 46 


20 


10 


4 45 


19 44 




52 


19 31 


13 


17 25 


2^2 15 


2 11 


» 12 


22 0.7 


5 20,3 


4 47 


20 


9 


4 40 


19 44 




53 


19 31 


14 


18 33 


23 16 


2 58 


L 13 


21 52,2 


5 27,8 


4 48 


20 


9 


4 47 


19 44 




54 


19 30 


m 


19 37 


_ 


3 53 


M 14 


21 43,4 


5 34,6 


4 49 


20 


8 


4 48 


19 43 




54 


19 30 


16 


20 35 


19 


5 


M 15 


21 34,2 


5 41,1 


4 50 


20 


7 


4 48 


19 42 




55 


19 29 


17 


21 25 


1 22 


6 14 


G 16 


21 24,7 


5 47,0 


4 51 


20 


7 


4 49 


19 42 




56 


19 29 


18 


22 5 


2 23 


7 30 


V 17 


21 14,7 


6 52,5 


4 52 


20 


6 


4 50 


19 41 




57 


19 28 


19 


22 37 


3 21 


8 48 


S 18 


21 4,5 


5 57,5 


4 53 


20 


5 


4 51 


19 40 




57 


19 28 


20 


23 6 


4 14 


10 4 


I> 19 


20 53,8 


6 1,9 


4 54 


20 


'4 


4 52 


19 40 




58 


19 27 


21 


23 32 


6 4 


11 15 


L 20 


20 42,8 


6 5,8 


4 55 


20 


3 


4 53 


19 39 




59 


19 26 


re 


24 


5 53 


12 26 


M 21 


20 31,5 


6 9,2 


4 56 


20 


2 


4 54 


19 38 


5 





19 26 


23 


_ 


6 41 


13 34 


M 22 


20 19,8 


6 12,1 


4 57 


20 


1 


4 54 


19 37 


5 





19 25 


24 


29 


7 29 


14 41 


G 23 


20 7,8 


6 14,4 


4 58 


20 





4 55 


19 37 


5 


1 


19 24 


25 


1 


8 18 


15 44 


V 24 


19 55,4 


6 16,1 


4 59 


19 


59 


4 56 


19 36 


5 


2 


19 24 


26 


1 36 


9 8 


16 44 


8 25 


19 42,7 


6 17,3 


5 


19 


58 


4 57 


10 35 


5 


3 


19 23 


27 


2 18 


9 58 


17 39 


D26 


19 29,7 


6 17,9 


5 1 


19 


57 


4 58 


19 34 


5 


3 


19 22 


28 


3 4 


10 48 


18 31 


L 27 


19 16,3 


6 17,8 


5 2 


19 


56 


4 59 


19 33 


5 


4 


19 21 


29 


3 55 


11 38 


19 15 


M 28 


19 2,7 


6 17,3 


5 3 


19 


55 


5 


19 32 


5 


5 


19 20 


m 


4 4J 


12 27 


19 55 


M 29 


18 48,7 


6 16,1 


5 4 


19 


54 


5 1 


19 31 


5 


6 


19 20 


2 


5 46 


13 14 


20 31 


G 30 


18 34,4 


6 14,3 


5 5 


19 


53 


5 2 


19 30 


5 


7 


19 19 


3 


6 45 


13 58 


21 


V SI 


N 18 19,8 


+ 6 11,8 


5 7 


19 


52 


5 3 


19 29 


5 


8 


19 18 


4 


7 45 


14 41 


21 26 



CORSO DEI PIANETI 



Nome 


VISIBILITÀ. 


Me- 
rid.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


E DATA 


sera 


notte 


matt. 


sera | notte 


matt. 


1 

Mercurio il 

21 


— 


— 


est 
est 

est 


12 35 
11 32 
10 55 


Gena. 


Gi„,e ,1 


OSO 

ovest 


- 


- 


14 42 
13 55 


Cancr. 




Saturno ,J 


— 


est 
ESE 


sud 
SSO 


6 14 
5 17 




1 
Venere il 

21 


ovest 


— 


12 43 
11 38 
10 40 


Gem. 


Pesci 


Ur.„, ,1 


est 

est 


sud 
sud 


ovest 


42 
23 36 


Sa- 
gitt. 


Marte ,J 


ovest 
ovest 


- 


- 


13 25 
13 6 


Cancr. 


Nettuno kj 


- 




est 


12 36 
11 39 


Gem. 



LUGLIO - 1908 



IL FIRMAilENTO - Aspetto 



Ore 21 - 20. 



25 



VP>' 



-'/X 



•24 
'26 






^9 



35.«/ 



..A 



,•/ 



>!}...• 



•r^; 



'• < 



■^■^s^l nt A'efaf 



34 



Cry^l^- 



^.é^' 



y« -• 









■r.^'fl 



Cf-r^ffA 



13i- 



4^* 
^^#^^ 



'ÀB'Mfi^^*-^"''^ K ^ 






WF.ST "S^. 



^ 



NORD 



EST 



'« .■• 



?>. 









'iàrìcf\ 






X << 

o 
t 

,<\< 



^•Q 



I * «or n»VZ.5 •••<•■;•,••••;.••••■••• -^ • • -•- '^ •• /3- V ' .^ 



EST 



SUD 



WESl 



DIARIO DBI/V OSSERVATORE 



1 — ore 20. (rlove cong. Luna: 2o 40' 8. 

2 — ore 6, Saturno in quadratura occid. 
2 — ore 20, Sole all'apotreo. 

4 — ore 23, Mercurio cong. inf. Sole. 

fi — ore 5, Venere cong. inf. Sole. 

7 — ore 5, Nettuno in cong. col Sole. 

7 — ore 13, Urano in opposiz. Sole. 
13 — ore 13, Urano cong. Luna: 0° 27' N. 
15 — ore 15, Mercurio cong. 1° 12' N. Venere. 



19 — ore 5, Saturno cong. Luna: 3» 2' N. 

25 — ore 21, Venere cong. Luna: 6° 10' S. 

26 — ore 6, Mercurio nella massima elonga- 

zione mattutina: 19° 44' ovest Sole. 
26 — ore 13, Mercurio cong. Luna: 2° 44' S. 
26 — ore 17, Nettuno cong. Luna: 1<» 41' S. 
28 — ore 13, Mercurio cong. 0° 44' S. Nettu:io. 

28 - ore 24, Marte cong. Luna: 2° 7' S. 

29 — ore 14, Giove cong. Luna: 3° 2' S. 



— 42 - 

1908 - AGOSTO 



CORSO DEL SOLE 


LUlSrA 


VERGINE 23 14^ 57™ | 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


m h 

6 P. Quarto 10 40 

12 L. Piena 5 59 


Cala il 


crinrnr» 




Ih 27'» 
37 


Ih ISm 

32 


Ih 5» 
30 


Crepuscolo civile 




18 U. Quarto 22 26 


idem astronomico . 


1 57 


1 49 


1 43 


26 L. Nuova 23 59 


Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


UJ 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


8 1 


N 18» 4',9 


+ 6 8,9 


5 8 


19 50 


5 4 


19 28 


5 9 


19 17 


5 


8 45 


16 23 


21 50 


D 2 


17 49,7 


6 5,2 


5 9 


19 49 


5 5 


19 27 


5 9 


19 16 


e 


9 45 


16 4 


22 13 


L 3 


17 34,2 


6 0,9 


5 10 


19 48 


5 6 


19 26 


5 10 


19 15 


7 


10 45 


16 45 


22 37 


M i 


17 18,4 


5 56,0 


5 11 


19 46 


5 7 


19 24 


5 11 


19 14 


8 


11 46 


17 28 


23 2 


M 5 


17 2,4 


5 50,5 


5 12 


19 45 


5 8 


19 23 


5 12 


19 13 


0) 


12 52 


18 14 


23 31 


G 6 


16 46,0 


5 44,4 


5 13 


19 43 


5 9 


19 22 


6 13 


19 12 


10 


13 59 


19 5 


— 


V 7 


16 29,4 


5 37,7 


5 15 


19 42 


5 10 


19 21 


5 14 


19 11 


11 


15 6 


20 


5 


S 8 


16 12,5 


5 30,3 


5 16 


19 41 


5 11 


19 20 


5 15 


19 9 


12 


16 13 


20 58 


45 


» 9 


15 55,4 


5 22,4 


5 17 


19 39 


5 12 


19 18 


5 16 


19 8 


13 


17 18 


21 59 


1 35 


L 10 


15 38.1 


5 13,8 


5 18 


19 38 


6 13 


19 17 


5 16 


19 7 


14 


18 18 


23 2 


2 35 


M 11 


15 20,4 


5 4,7 


5 19 


19 36 


5 14 


19 16 


5 17 


19 6 


15 


19 13 


— 


3 46 


M 12 


15 2,6 


4 55,0 


5 21 


19 35 


5 15 


19 14 


6 18 


19 5 


m 


19 57 


5 


5 2 


G 13 


14 44,5 


4 44,8 


5 22 


19 33 


5 16 


19 13 


5 19 


19 4 


17 


20 32 


1 5 


6 22 


V 14 


14 26,1 


4 34,0 


5 23 


19 32 


5 17 


19 12 


5 20 


19 2 


18 


21 3 


2 2 


7 40 


8 16 


14 7,5 


4 22,7 


5 24 


19 30 


5 18 


19 10 


5 21 


19 1 


19 


21 32 


2 55 


8 57 


]>16 


13 48,7 


4 10,9 


5 25 


19 28 


5 19 


19 9 


5 22 


19 


20 


22 1 


3 46 


10 11 


L 17 


13 29,7 


3 58,5 


5 27 


19 27 


5 20 


19 7 


6 22 


18 59 


21 


22 29 


4 36 


11 22 


M 18 


13 10,5 


3 45,7 


5 28 


19 25 


5 21 


19 6 


5 23 


18 57 


ce 


22 59 


5 25 


13 31 


M 19 


12 51,0 


3 32,4 


5 29 


19 23 


5 22 


19 4 


6 24 


18 56 


|23 


23 36 


6 14 


13 37 


G 20 


12 31,4 


3 18,6 


5 31 


19 22 


5 23 


19 3 


5 25 


18 55 


24 


— 


7 3 


14 37 


V 21 


12 11,5 


3 4,4 


6 32 


19 20 


6 24 


19 1 


5 26 


18 53 


,25 


17 


7 57 


15 34 


8 22 


11 51,5 


2 49,7 


5 33 


19 18 


5 25 


19 


5 27 


18 52 


|26 


1 2 


8 44 


16 27 


D23 


11 31,2 


2 34,5 


5 34 


19 17 


5 26 


18 58 


5 28 


18 50 


27 


1 60 


9 35 


17 15 


L 24 


11 10,8 


2 19.0 


6 35 


19 15 


5 28 


18 57 


5 29 


18 49 


'28 


2 44 


10 24 


17 55 


M 25 


10 50,2 


2 3,0 


5 36 


19 13 


5 29 


18 55 


5 29 


18 48 


29 


3 39 


11 11 


18 32 


M 26 


10 29,4 


1 46,6 


5 38 


19 12 


5 30 


18 54 


5 30 


18 47 


® 


4 33 


11 56 


19 4 


G 27 


10 8,5 


1 29,9 


5 39 


19 10 


5 31 


18 52 


5 31 


18 45 


1 


5 39 


12 39 


19 29 


V 28 


9 47,4 


1 12,7 


5 40 


19 8 


5 32 


18 50 


5 32 


18 44 


2 


6 39 


13 21 


19 53 


8 29 


9 26,2 


55,2 


5 41 


19 6 


5 33 


18 49 


5 33 


18 42 


3 


7 38 


14 3 


20 25 


D30 


9 4,7 


37,3 


5 43 


19 4 


5 34 


18 47 


6 34 


18 41 


4 


8 39 


14 45 


20 40 


L 31 


N 8 43,2 


+ 19,1 


5 44 


19 2 


6 35 


18 45 


5 35 


18 39 


5 


9 40 


16 27 


21 6 







CORSO 


IDEI PIANETI 








NOMB 


VISIBILITÀ. 


Me- 
rid." 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 

13 6 
12 19 


Plaga 


E DATA 


sera 


notte 


matt. 


sera 
ovest 


notte 


matt. 




1 

Mercurio li 

21 


E 





est 
est 

KSE 
KSE 

ESE 


11 1 

11 38 

12 19 

9 52 
9 30 
9 15 

12 45 
12 23 


Gem. 
Cancr. 
Leone 


Giove iJ 


SO 
SO 


Leone 




Saturno ^J 


- 


S-E 
S-E 


4 14 
3 13 




1 


- 


Gem. 


Pesci 


Venere li 
21 


Urano ,J 


ESE 

S-E 


SSO 
SO 





23 30 
21 29 


Sa- 

i-itt. 


«art. ,1 


ovest 


- 


- 


Cancr. 
Leo ne. 


Nettuno jg 


- 


- 


ESE 

S-E 


10 38 
9 42 


Gem. 



- i:5 

AGOSTO - 1908 

IL FIRMAMENTO - Aspetto 8» - Ore 21 - 20. 



to^ i 









lt: "^t 35# 






L-?a 



.^t-.? 



'S"»?; 



^is^ 



k^A 



X» 



OrsA 



cSe::? 



'Chioma. 



37#.. 5 



'"^■7* ii'*^.26 



t ^" 



••'A 



■Zi/f^rfo/d 



•:^-v^vX 



^.V 



KW 






^i?ii^ 



•-•••' 



1 



W> 



/>i?: 



..-y i ^''•«J//^ y Cab 



30 



,7'^y<2J^ 



•lii^ 






Lince • * 
Cocchi é(r>e. 



S^ 



À6. A 



,:i^^i 



#< 



.-•.t 



36 



^/ i< 



\ ^4 



Tfu,. 



• y^%>. v-v -^ 


27è-«§f^:$i&. 


:^[> i'fr.^^g^c 


^4^j 


WEST \j^ 


NORD 




EST] 




DIARIO DELL' OSSERVATORE 



8 — ore 21, Venere nel massimo splendore 

mattutino sec. la Connaiasance. 

9 — ore 22, Orano cong. Luna: 0° 24' N. 

9 a 14 — Passaggio delle Perseidi (v. pag. 22). 

14 — ore 3, Marte cong. 0» 23' N. Giove. 

15 — ore 13, Saturno cong. Luna: 2° 46' N. 
17 — ore 21, Giove in cong. col Sole. 

19 — ore 7, Mercurio cong. 1» 2' N. Giove. 
80 — ore 16, Mercurio In cong. sup. Sole. 



22 — ore 7, Marte in cong. col Sole. 

22 — ore 23, Venere cong. Luna: S» 37' S. 

22 — ore 24, Nettuno cong. Luna: 1° 51' S. 

23 — ore 24, Venere cong. 3° 43' S. Nettuno. 
26 — ore 8, Giove cong. Luna: 3° 23' S. 

26 — ore 19, Marte cong. Luna: 3» 20' S. 

27 — ore 12, Mercurio cong. Luna: 3» 22' S. 
23 — ore 9,30, Venere nel massimo splendore 

mattutino (v. Astrofilo, n.' 12 e 14). 



— 44 — 

1908 - SETTEMBRE 



CORSO DEL SOLE 


LUNA 


BILANCIA 23 


Uh 59™ 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


h m 


""' 












3 P. Quarto 21 51 


Cala il giorno 

Crepuscolo civile 

idem astronomico. . 


l'i 34m 

34 

1 43 


l'> 23» 

30 

1 38 


Ih 13m 

28 

1 33 


10 L. Piena 13 23 
17 U. Quarto 11 33 
25 L. Nuova 15 59 


Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


UJ 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


M 1 


N 8o21',5 


+ 0,5 


5 45 


19 


5 36 


18 44 


5 36 


18 38 


6 


10 43 


16 11 


21 34 


M 2 


7 59.6 


- 18,4 


5 46 


18 58 


5 37 


18 42 


5 36 


18 36 


7 


Il 48 


16 58 


22 6 


G 3 


7 37,7 


37,5 


5 48 


18 57 


5 38 


18 40 


5 37 


18 35 


D) 


12 52 


17 49 


2^^ 41 


V 4 


7 15,7 


57,0 


5 49 


18 55 


5 39 


18 39 


5 38 


18 33 


y 


13 58 


18 44 


23 26 


S 5 


6 63,5 


1 16,8 


5 50 


18 53 


5 40 


18 37 


5 39 


18 31 


10 


15 3 


19 42 


— 


1> 6 


6 31,1 


1 36,8 


5 51 


18 51 


5 41 


18 35 


5 40 


18 30 


11 


16 3 


20 43 


19 


L 7 


6 8,7 


1 57,0 


5 52 


18 49 


5 42 


18 34 


5 41 


18 28 


12 


16 68 


21 46 


1 24 


M 8 


5 46.2 


2 17,4 


5 54 


18 48 


5 43 


18 32 


5 42 


18 27 


13 


17 46 


22 46 


2 38 


M 9 


5 23,6 


2 38,0 


5 55 


18 46 


5 44 


18 30 


5 43 


18 25 


14 


18 25 


23 44 


3 65 


G 10 


5 1,0 


2 58,8 


5 56 


18 44 


5 45 


18 29 


5 43 


18 24 


(^ 


18 59 


_ 


6 14 


V 11 


4 38,2 


3 19,7 


5 57 


18 42 


5 46 


18 27 


5 44 


18 22 


16 


19 30 


39 


6 31 


S 12 


4 15,3 


3 40,7 


5 59 


18 40 


5 47 


18 25 


5 45 


18 21 


17 


19 59 


1 82 


7 48 


I> 13 


3 52,4 


4 1,8 


6 


18 38 


5 48 


18 23 


5 46 


18 19 


18 


20 27 


2 24 


9 3 


L 11 


3 29,4 


4 23,0 


6 1 


18 36 


5 49 


18 22 


5 47 


18 18 


19 


20 59 


3 15 


10 16 


M 15 


3 6,3 


4 44,2 


6 2 


18 34 


5 50 


18 20 


5 48 


18 16 


20 


21 34 


4 6 


11 46 


M 16 


2 43,2 


5 55 


6 3 


18 32 


5 51 


18 18 


5 49 


18 15 


21 


22 14 


4 57 


12 29 


G 17 


2 20,0 


5 26,7 


6 5 


18 30 


5 52 


18 16 


5 49 


18 13 


(T 


22 57 


5 48 


13 8 


V 18 


1 56,8 


5 47,9 


6 6 


18 28 


5 53 


18 15 


5 50 


18 11 


23 


23 45 


6 40 


14 23 


8 19 


1 33,5 


6 9,1 


6 7 


18 26 


5 54 


18 13 


5 51 


18 10 


24 


— 


7 31 


15 12 


I>20 


1 10,2 


6 30,2 


6 8 


18 24 


5 55 


18 11 


5 52 


18 8 


25 


38 


8 21 


15 55 


L 21 


46,9 


6 51,3 


6 9 


18 22 


5 56 


18 9 


5 53 


18 7 


26 


1 33 


9 9 


16 33 


M 22 


N 23,5 


7 12,2 


6 11 


18 21 


5 58 


18 8 


5 54 


18 6 


27 


2 31 


9 54 


17 6 


M 23 


0,0 


7 33.1 


6 12 


18 19 


5 59 


18 6 


5 55 


18 4 


28 


3 31 


10 38 


17 33 


G 24 


S 23,3 


7 53,8 


'^ 13 


18 17 


6 


18 4 


5 56 


18 2 


29 


4 31 


11 21 


17 58 


V 25 


46,7 


8 14,4 


6 14 


18 15 


6 1 


18 2 


5 57 


18 1 


® 


5 31 


12 3 


18 21 


S 26 


1 10.1 


8 34,8 


6 16 


18 13 


6 2 


18 1 


5 67 


17 59 


1 


6 32 


12 45 


18 44 


B27 


1 33,5 


8 55,1 


6 17 


18 11 


6 3 


17 59 


5 58 


17 57 


2 


7 33 


13 27 


19 9 


L 28 


1 56,9 


9 15,1 


6 18 


18 9 


6 4 


17 57 


5 59 


17 56 


3 


8 40 


14 10 


19 32 


M 29 


2 20,3 


9 34,9 


6 19 


18 7 


6 5 


17 56 


6 


17 54 


4 


9 43 


14 56 


20 7 


M 30 


S 2 43,7 


- 9 54,5 


6 21 


18 6 


6 6 


17 54 


6 1 


17 53 


5 


IO 47 


15 46 


20 41 



CORSO DEI PIANETI 



Nome 


A 


VISIBILITÀ 


Me- 

rld.o 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


K DAT 


sera 


notte 


mutt. 


sera notte 


matt. 


Mercurio 


1 
11 
21 


ovest 
ovest 
ovest 





— 


12 52 

13 11 
13 24 


Leone 
Verg. 


Giove 


1 
16 


- 


_ 


est 


11 30 
10 43 


Leone 




Saturno 


1 
16 


_ 


SSE 
sud 


OSO 
ovest 


7 , 


Venere 


1 
11 
21 


— 


- 


S-E 
SE 
S-E 


9 7 
9 6 
9 7 


Gem. 
Cancr. 




Pesci 


Urano 


1 
16 


SSE 
SSE 


OSO 
OSO 


- 


20 25 
19 25 


Sa- 
gitt. 


IVlarte 


1 
16 


— 


~~ 


— 


11 59 
11 36 


Leone 


Nettuno 


1 
16 


~" 


- 


SSE 
SSE 


8 41 
7 43 


Gem. 



-- l.. - 
SETTEMBRE - 1908 

IL FIRMAMENTO - AsrKTTo 9» - Ore 21 - 20. 



v^ 



Xè- 



no' 












f*dCorenA 



^V 






•Zl/fgrroU 



.%'? 



;:^9 



.5»:A^-' 












Androme 



da 



3* 



■f-. 



Z6 



^/Vj/-/-^ 



i'^^^ 



eó 



•'';•; 
■y'.-' 



•V 



^.-^ 



^>^r 



Uè. 






?-^' ^' 



It^^rj^z/Jr 



a. 



•e 



^^''^è^r^^A,.. 



2-.- 



L'i 









»^^:«^ 

^ 






Cocc7\e^re \:<^^ ^'^ ;>!' ;>^.^. 



WEST 



NORD 



:^ 



EST 




<.^V>0^39 



^^^ SUD ^^^ WEST 



EST 



DIARIO DBI/L» OSSERVATORE 



1 — Comincia l'Autunno meteoiologico. 
6 — ore 2, Giove cong. 22 N Rtgulo. 

5 — ore 7, Mercurio cong. 1' N -i Vergine. 

6 — ore 6, Urano cong. I/ima: 0» 3l' N. 
11 — Capodanno del 1901 abissino. 

11 — ore 21, Saturno cong. Luna: 2» 33' N. 
15 — ore 11, Venere nella massima elonga- 
zione mattutina: 4Go 0' ovest Sole. 
19 — ore 8, Nettuno cong. Luna: 2» 7 S. 



21 — ore 8, Venere cong. Luna: 5° 0' 8. 
23 — ore 1, Giove cong. Luna: S» 45' S. 

23 — ore 11,59, equinozio d'Autunno. 

24 — ore 12, Marte cong. Luna: 4° 9' S. 

26 — Capodanno del 566i> ebraico. 

27 — ore 15, Mercurio cong. Luna: 7° 3' S. 
30 — ore 9, Saturno in opposizione Sole. 

E attesa la cometa periodica di Tempel- 
L. Swift (V. pag. 22j. 



— 46 — 

1908 - OTTOBRE 



CORSO deij sole 


LUNA 


SCORPIONE 23 20^ 31m 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


h m 














3 P. Quarto 7 14 


Cala il giorno 

Crepuscolo civile 

idem astronomico . 


Ih 35m 

35 

1 41 


Ih 24m 

30 

1 34 


Ih 13n> 

28 

1 32 


9 L. Piena 22 3 
17 U. Quarto 4 85 
25 L. Nuova 7 47 


Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


LU 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


G 1 


S 3» 7',0 


-10 13,9 


6 22 


18 3 


6 7 


17 52 


6 2 


17 51 


6 


11 51 


16 38 


21 21 


V 2 


3 30,3 


10 34.9 


6 23 


18 1 


6 8 


17 50 


6 3 


17 50 


7 


12 55 


17 34 


22 10 


S 3 


3 53,5 


10 51,7 


6 24 


17 59 


6 9 


17 49 


6 4 


17 48 


3 


13 56 


18 o2 


23 8 


B 4 


4 16,7 


11 10,2 


6 26 


17 58 


6 10 


17 47 


6 4 


17 46 


9 


14 50 


19 31 


_ 


L 5 


4 39,9 


11 28,3 


6 27 


17 66 


6 11 


17 45 


6 5 


17 45 


10 


15 40 


20 30 


16 


M 6 


5 3,0 


11 46,1 


6 28 


17 54 


6 13 


17 44 


6 6 


17 44 


11 


16 21 


21 28 


1 29 


M 7 


5 2(5,0 


12 3,6 


6 30 


17 52 


6 14 


17 42 


6 7 


17 42 


12 


16 54 


22 23 


2 47 


G 8 


5 49,0 


12 20,6 


6 31 


17 50 


6 15 


17 40 


6 8 


17 40 


13 


17 25 


23 16 


4 4 


V 9 


6 11,9 


12 37,2 


6 32 


17 48 


6 16 


17 39 


6 9 


17 39 


(^ 


17 55 


— 


5 24 


8 10 


6 34,7 


12 53,4 


6 33 


17 46 


6 17 


17 37 


6 10 


17 37 


15 


18 25 


8 


6 36 


Dll 


6 57,4 


18 9,1 


6 85 


17 45 


6 18 


17 35 


6 11 


17 36 


16 


17 56 


1 


7 51 


L 12 


7 19,0 


13 24,3 


6 36 


17 43 


6 19 


17 84 


6 12 


17 35 


17 


19 30 


1 52 


9 4 


M 13 


7 42,5 


13 39,0 


6 37 


17 41 


6 20 


17 32 


6 13 


17 33 


18 


20 8 


2 45 


10 13 


M 14 


8 5,0 


13 53,1 


6 39 


17 89 


6 21 


17 30 


6 14 


17 32 


19 


20 50 


3 38 


11 17 


G 15 


8 27,3 


14 6,7 


6 40 


17 37 


6 23 


17 29 


6 15 


17 30 


20 


21 37 


4 31 


12 16 


V 16 


8 49,4 


14 19,7 


6 42 


17 36 


6 24 


17 27 


6 16 


17 29 


21 


22 29 


5 24 


13 8 


8 17 


9 11,5 


14 32,2 


6 43 


17 34 


6 25 


17 26 


6 17 


17 28 


€ 


23 25 


6 15 


18 63 


D18 


9 33,5 


14 44,0 


6 44 


17 32 


6 26 


17 24 


6 18 


17 26 


23 


_ 


7 i 


14 34 


L 19 


9 55,2 


14 65,2 


6 45 


17 30 


6 27 


17 23 


6 19 


17 25 


24 


22 


7 51 


15 8 


M 20 


10 16,9 


15 5,8 


6 47 


17 29 


6 28 


17 21 


6 20 


17 23 


25 


1 21 


8 35 


16 31 


M 21 


10 38,4 


15 15,7 


6 48 


17 27 


6 30 


17 20 


6 21 


17 22 


26 


2 21 


9 18 


16 2 


G 22 


10 59,7 


15 24,9 


6 49 


17 25 


6 31 


17 18 


6 22 


17 21 


27 


3 22 


10 


16 26 


V 23 


11 20,9 


15 33,6 


6 61 


17 24 


6 32 


17 17 


6 23 


17 19 


28 


4 23 


10 42 


16 49 


8 24 


11 42,0 


15 41,3 


6 52 


17 22 


6 33 


17 15 


6 24 


17 18 


29 


5 24 


11 24 


17 9 


I> 25 


12 2,8 


15 48,5 


6 64 


17 21 


6 84 


17 14 


6 25 


17 17 


^ 


6 27 


12 7 


17 39 


L 26 


12 23,5 


15 64,9 


6 55 


17 19 


6 36 


17 12 


6 26 


17 16 


2 


7 43 


12 53 


18 8 


M 27 


12 43,9 


16 0,6 


6 56 


17 17 


6 37 


17 11 


6 27 


17 14 


3 


8 39 


13 42 


18 38 


M 28 


13 4,2 


16 5,6 


6 68 


17 16 


6 38 


17 9 


6 28 


17 13 


4 


9 44 


14 34 


19 19 


G 29 


13 24,3 


16 9,9 


6 59 


17 14 


6 89 


17 8 


6 29 


17 12 


5 


10 48 


15 29 


20 5 


V 80 


13 44,1 


16 18,3 


7 1 


17 13 


6 40 


17 7 


6 80 


17 11 


6 


11 50 


16 27 


21 2 


S 81 


S 14 3,7 


-16 16,1 


7 2 


17 11 


6 42 


17 6 


6 31 


17 10 


7 


12 47 


17 26 


22 6 



CORSO DEI PIANETI 



Nome 


A 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


Nome 

B DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 

rid.o 


Plaga 


K DAT 


sera 


notte 


matt. 


sera 


notte 


matt. 


Mercurio 


1 
11 

21 


ovest 
ovest 
ovest 


— 


- 


13 31 
13 25 
12 48 


Verg. 
Bllan. 


Giove 


1 
16 


_ 


— 


est 
ESE 


9 56 
9 7 


Leone 




Saturno 


1 
16 


est 

ESE 


sud 
SSO 


ovest 


28 57 
22 54 




Venere 


1 
11 
21 


- 


- 


S-E 

S-E 
S-E 


9 10 
9 13 
9 17 


Leone 


Pesci 


Urano 


1 
16 


sud 
sud 


ovest 


I 


18 26 
17 28 


Sa- 
gitt. 


Marte 


10 




— 


est 
est 


11 12 

10 48 


Verg. 


Nettuno 


1 
16 


- 


_ 
est 


sud 
sud 


6 45 
6 46 


Gem. 



17 



OTTOBRE - 1908 



IL ¥ lìM.VMEN 



A><rRrTO 10° — Ore 21 - 20. 



il irà 



9\ 



Ci^' 



• n.;< 






luctThit 



>A:-^. 



dm- 



?M 



f^ /jSrcoU 



}/• ^ytorc 






•^..i^ \ 



« 5 • 

. 2A 26 



G$ 



» 

'•^^; 



;fl^-;:/^' 



/ffl^jv 



''*'^^^ 



• A»/. 



Tn'inyU 



fy* 



'^^ 



'j^ene.^' 



■:vy.-:)}^r;i 



746' 



^r/>(? 



-^ ,• 



'J//- 



•:^>-. 






2 : £.;';;:■; 



';>^<-/i<//' 






Coccà' 



7:it 






2 



WEST_^s^ 



NORD 



EST 




DIARIO DELL* OSSBRVATORB 



8 — ore 13, Urano cong. Luna: 0° 46' N. 

4 — ore 19, Mercurio nella massima elon- 
gazione serotina: 25» 25' est Sole. 

6 — ore 18, Urano in quadratura orientale: 
90<> est Sole. 

9 — ore 4, Saturno cong. Luna: 2° 31' N. 

10 — ore 21, Nettuno in quadratura occiden- 

tale: 90o ovest >^ole. 

11 — Massimo splendore di Mira (v. pag. 23). 



H — ore 5, Venere cong. 36' S. Giove. 

16 — ore 16, Nettuno cong. Luna: 2° 24' S. 

20 — ore 19, Giove cong. Luna: 4° 6' S. 

21 — ore 9, Venere cong. Luna: 4» 26' S. 
23 — ore 8, Marte cong. Luna: 4o 24' S. 
28 — ore 17, Mercurio cong. inf. Sole. 
30 — ore 20, Urano cong. Luna: lo3' N. 

È attesa la cometa periodica di Bro* ks 
(vedi pagin.a 22). 



— 48 — 

1908 - NOVEMBRE 





CORSO 


DEL 


SOLE 






LUNA 


SAGITTARIO 22 


I7I1 SS"» 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


h m 
1 P, Quarto 15 16 
8 L. Piena 8 58 














Cala il 


rrìrt-i'nrt 




Ih llm 


Ih Sm 


0' 54ra 


16 U. Quarto 41 
23 L. Nuova 22 53 


Crepuscolo civile 




36 


32 


30 


idem astronomico. . 


1 44 


1 38 


1 36 


20 P. Quarto 22 44 


Data 


Declinaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 




Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


» 1 


S 14023M 


-16 18,0 


7 4 


17 10 


6 43 


17 4 


6 32 


17 9 


0) 


13 38 


18 24 


23 15 


L 2 


14 4-2.8 


16 19,2 


7 5 


17 8 


6 44 


17 3 


6 33 


17 8 


9 


14 20 


19 20- 


— 


M 3 


15 1,2 


16 19,6 


7 6 


17 7 


6 45 


17 2 


6 34 


17 6 


10 


14 58 


20 14 


29 


M 4 


15 19,9 


16 19,2 


7 8 


17 6 


6 46 


17 


6 35 


17 5 


11 


15 26 


21 6 


1 40 


a 5 


15 38,3 


16 18,0 


7 9 


17 4 


6 48 


16 59 


6 36 


17 4 


12 


15 55 


21 57 


2 58 


V 6 


15 56,4 


16 16,0 


7 11 


17 3 


6 49 


16 58 


6 37 


17 3 


13 


16 23 


22 47 


4 12 


S 7 


16 14,4 


16 1P,1 


7 12 


17 2 


6 50 


16 57 


6 38 


17 2 


14 


16 51 


23 38 


5 25 


I> 8 


16 32,0 


16 9,4 


7 13 


17 


6 51 


16 56 


6 39 


17 1 


m 


17 28 





6 39 


L 9 


16 49,3 


16 4,9 


7 15 


16 59 


6 53 


16 55 


6 41 


17 


16 


17 58 


30 


7 43 


M 10 


17 6,4 


15 59,5 


7 16 


16 58 


6 54 


16 54 


6 42 


16 59 


17 


18 38 


1 24 


8 58 


M 11 


17 23,2 


15 53,3 


7 18 


16 57 


6 55 


16 52 


6 43 


16 58 


18 


19 26 


2 18 


10 1 


G 12 


17 39,6 


15 46,2 


7 19 


16 55 


6 56 


16 51 


6 44 


IP 58 


19 


20 18 


3 12 


10 59 


V 13 


17 55,8 


15 38,2 


7 20 


16 54 


6 58 


16 51 


6 45 


16 57 


20 


21 13 


4 5 


11 48 


S 14 


18 11,7 


15 29,4 


7 22 


16 53 


6 69 


16 50 


6 46 


16 56 


21 


22 10 


4 56 


12 30 


I>15 


18 27,2 


15 19,7 


7 23 


16 52 


7 


16 49 


6 47 


16 55 


22 


23 9 


5 45 


13 7 


L 16 


18 42,4 


15 9,1 


7 25 


16 51 


7 1 


16 48 


6 48 


16 54 


(C 


. — 


6 30 


13 39 


M 17 


18 57,3 


14 57,7 


7 26 


16 50 


7 3 


16 47 


6 49 


16 54 


24 


9 


7 13 


14 5 


M 18 


19 11,8 


14 45,5 


7 27 


16 49 


7 4 


16 46 


6 50 


16 53 


25 


1 9 


7 55 


14 29 


G 19 


19 26,1 


14 32,4 


7 29 


16 48 


7 5 


16 45 


G 51 


16 52 


26 


2 9 


8 37 


14 52 


V 20 


19 39,9 


14 18,4 


7 80 


16 47 


7 6 


16 45 


6 53 


16 52 


27 


3 11 


9 19 


15 16 


S 21 


19 53,4 


14 3,7 


7 31 


16 46 


7 7 


16 44 


6 54 


!6 51 


28 


4 13 


10 2 


15 41 


I>22 


20 6,6 


13 48,1 


7 33 


16 46 


7 9 


16 43 


6- 55 


18 51 


29 


5 21 


10 47 


16 4 


L 23 


20 19,3 


13 31,7 


7 34 


16 45 


7 10 


16 42 


6 56 


16 50 


® 


6 26 


11 35 


16 40 


M 24 


20 31,7 


13 14,5 


7 35 


16 44 


7 11 


16 42 


6 57 


16 50 


1 


7 32 


12 27 


17 17 


M 25 


20 43,7 


12 56,6 


7 37 


16 44 


7 12 


16 41 


6 58 


16 49 


2 


8 39 


13 23 


18 2 


G 26 


20 55,4 


12 37,9 


7 38 


16 43 


7 13 


16 41 


6 59 


16 48 


8 


9 44 


14 21 


18 55 


V 27 


21 6,6 


12 18,5 


7 39 


16 42 


7 14 


16 40 


7 


16 48 


4 


10 43 


15 20 


19 57 


S 28 


21 17,4 


11 58,4 


7 40 


16 42 


7 16 


16 40 


7 1 


16 48 


6 


11 35 


16 19 


21 6 


D 29 


21 28,8 


11 37,6 


7 41 


16 41 


7 17 


16 39 


7 2 


16 48 


6 


12 22 


17 16 


22 20 


L 30 


S 21 37,8 


-11 16,1 


7 43 


16 41 


7 18 


16 39 


7 3 


16 48 


3 


12 58 


18 10 


23 31 



^ 



CORSO IDEI PIANETI 



Nome 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.» 


Plaga 


Nome 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


E DATA 


sera 


notte 


niatt. 


sera 


notte 


matt. 




1 

Mercurio n 

21 


- 


— 


est 
est 
est 

ESE 
ESE 
ESE 


11 23 
10 43 
10 50 


Verg. 
Bilan. 


Giove iJ 


- 


— 


S-E 
ESE 


8 15 
7 24 

21 47 
20 46 


Leone 


Saturno jj 


ESE 

S-E 


sso 
s-o 


_ 




1 


— 


— 


9 22 
9 27 
9 32 


Verg. 


Pesci 


Venere 11 
21 


Urano jj 


sso 
s-o 


- 


_ 


16 27 
15 31 


Sa- 
gitt. 


Marte jj 


- 




est 
ESE 


10 22 
10 


Verg. 


Nettuno ^J 


- 


ESE 

S-E 


SSO 

s-o 


4 43 
3 44 


Gem. 



l!l 



NOVEMBRE - 1908 

ir, riIlMAMENTO - Aspetto 11» - Ore 21 - 20. 









iu 









24 



x\V»---i*z^ 






WEST 



NORD 



EST 



s.ii. 



3^- 



Tr'' 






<°erie 



"^ofo 






?/«j<^f 



Ì'é'5. 



.4 -H». 



5'f 



•oc 



'<^5l 



•*'•. 



•50, 
•-fi 



i}: 



^ •:• 



•^ -Vi» 



^*^i2. 



.L-»>.2 • 



fl7 .- 



JI-.A 



•V 



ì%r ri,-. 



<rii^ftrio 






-5 . Erigano «-•' 



»r' 



59 



.'V 



•" — . 



^V 



ji*-ȃ 



3- ••'' 



\oy--'^' 



re ice «•-.-/ 
^u strare P V 



•4, 






• ot Mi rcs(op/o::.h j 
r'''-'i-'ii'^ 



'•';3 



EST 



SUD 



WEST 



DIARIO DELI/' OSSERVATORE 



4 — ore 10, Mercurio al perielio. 

5 — ore 10, Saturno conf. Luna: 2° 4-" N. 
«1 — ore 18, M<'rfurio stazionario. 

12 — ore 11, Venere al perielio. 

12 — ore 24, Nettuno cong. Luna: 2» 36' S. 

13 — ore 20, Mercurio nella massima elon- 

gazione mattutina: 19o 10' ovest Sole. 
13 a 15 — Passaggio delle stelle cadenti dette 
Leonidi (ved. pag. 22). 



17 — ore 11, Giove cong. Luna: 40 20' S. 
17 — ore 17, Venere cong. 8' N, Versine. 

20 — ore 17, Venere cong. Luna: 3° 6' S. 

21 — ore 5, Marte cong. Luna: 4° 0' S. 

22 — ore 12, Mercurio cong. Luna: 1° 55' S 

23 a 28 — Passaggio delle stelle cadenti dette 

Andromedeidi (ved. pag. 22). 
27 — ore 3, Urano cong. Luna: 1» 17' N. 
30 — ore 24, Venere cong. 1» 17' N. Marte. 

4 



— 50 - 

1908 - DICEMBRE 





CORSO 


DEL SOLE 


LUNA 


CAPRICORNO 22 G'i SI" 


MILANO 


ROMA 


PALERMO 


h m 

7 L. Piena 22 44 
15 U. Quarto 22 13 


Cala il 


giorno fino al 21-23. 




0*1 19n> 


0^ 17"» 


Oh 15m 


poi 


cresce . . 






4 


3 


3 


23 L. Nuova 12 50 


Crepuscolo civile 







39 


33 


31 


30 P. Quarto 6 40 


idem astronomico. . 




1 50 


1 43 


1 39 






Data 


Declìnaz. 


Equazione 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


Leva 


Tram. 


133 


Leva 


Merid. 


Tram. 






m s 


h 


m 


h m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 


h m 


h m 


h m 


M 1 


S 21"47',5 


-10 54,0 




44 


16 40 


7 19 


16 39 


7 4 


16 47 


8 


13 28 


19 1 


— 


M 2 


21 5G,7 


10 31,2 




45 


16 40 


7 20 


16 38 


7 5 


16 47 


9 


13 57 


19 51 


44 


G 3 


22 5,4 


10 7,9 




46 


16 39 


7 21 


16 38 


7 6 


16 47 


10 


14 25 


20 40 


1 58 


V 4 


22 13,7 


9 44,0 




47 


16 39 


7 22 


16 38 


7 7 


lo 47 


11 


J4 53 


21 29 


3 10 


S 5 


22 21,7 


9 19,5 




48 


16 39 


7 23 


16 38 


7 8 


16 47 


12 


15 20 


22 19 


4 23 


» G 


22 29.1 


8 54,5 




50 


16 30 


7 24 


16 87 


7 9 


16 46 


13 


15 52 


23 11 


5 33 


L 7 


22 3G.2 


8 28,9 


7 51 


16 39 


7 25 


16 37 


7 9 


16 46 


m 


16 31 


_ 


6 55 


M 8 


22 42,8 


8 2,9 




52 


16 38 


7 26 


16 37 


7 10 


16 46 


15 


17 15 


5 


7 43 


M 9 


22 48,9 


7 36,3 




53 


16 38 


7 27 


16 37 


7 11 


16 46 


16 


18 6 


59 


8 44 


(x 10 


22 54,6 


7 9,4 




54 


16 38 


7 28 


16 37 


7 12 


16 46 


17 


19 


1 53 


9 39 


V 11 


22 59.9 


6 42,0 




55 


16 38 


7 29 


16 37 


7 13 


16 47 


18 


19 56 


2 46 


10 25 


S 12 


23 4,6 


6 14,2 




55 


16 38 


7 30 


16 37 


7 13 


16 47 


19 


20 55 


8 36 


11 6 


» 13 


23 P,0 


5 46,0 




56 


16 38 


7 30 


16 37 


7 14 


16 47 


20 


21 54 


4 23 


11 40 


L 14 


23 12.8 


5 17,5 




57 


16 38 


7 31 


16 38 


7 15 


16 47 


21 


22 54 


5 7 


12 9 


M ir> 


23 16,3 


4 48,7 




58 


16 39 


7 32 


16 38 


7 16 


16 47 


(V. 


23 54 


5 50 


12 33 


M 16 


23 19,2 


4 iy,6 




59 


16 39 


7 33 


16 38 


7 16 


16 48 


23 


_ 


6 32 


12 55 


G 17 


23 21,7 


3 50,2 




59 


16 39 


7 33 


16 38 


7 17 


16 48 


24 


54 


7 13 


13 17 


V 18 


23 23,7 


3 20,7 


8 





16 39 


7 34 


16 39 


7 18 


16 49 


25 


1 56 


7 54 


13 42 


S 19 


23 25,2 


2 51,0 


8 


1 


16 40 


7 35 


16 39 


7 18 


16 49 


26 


2 59 


8 37 


14 7 


D 20 


23 26,3 


2 21,1 


8 


1 


16 40 


7 35 


16 39 


7 19 


16 49 


:27 


4 5 


9 24 


14 37 


L 21 


23 26,9 


1 51,1 


8 


2 


16 41 


7 36 


16 40 


7 19 


16 50 


28 


5 12 


10 15 


15 9 


M 22 


23 27,0 


1 21,1 


8 


2 


16 41 


7 36 


16 40 


7 20 


16 50 


29 


6 19- 


11 10 


15 51 


M 23 


23 26,7 


51,0 


8 


8 


16 42 


7 37 


16 41 


7 20 


16 51 


«5^ 


7 25 


12 8 


16 42 


(r 2i 


23 25,9 


- 21,0 


8 


3 


16 42 


7 37 


16 41 


7 21 


16 51 


1 


8 29 


13 8 


17 42 


V 23 


23 24,6 


+ 7,0 


8 


4 


16 43 


7 38 


16 42 


7 21 


16 52 


2 


9 27 


14 9 


18 50 


S 20 


23 22,8 


S6,9 


8 


4 


16 44 


7 38 


16 43 


7 22 


16 52 


3 


10 18 


15 9 


20 4 


1> 27 


23 20,6 


1 6,7 


8 


4 


16 44 


7 38 


16 43 


7 22 


16 53 


4 


11 2 


16 6 


21 20 


L, 28 


23 17,9 


1 36,3 


8 


5 


16 45 


7 39 


16 44 


7 22 


16 54 


5 


11 35 


16 59 


22 36 


M 29 


23 14,7 


2 5,7 


8 


5 


16 46 


7 39 


16 45 


7 23 


16 54 


6 


12 4 


17 49 


23 50 


M 30 


23 11,2 


2 35,0 


8 


5 


16 47 


7 39 


16 45 


7 23 


16 55 


H) 


12 30 


18 38 




G 31 


S23 7,1 


F 3 3,8 


8 


5 


16 48 


7 39 


16 46 


7 23 


16 56 


8 


12 56 


19 26 


1 









CORSO 


DEI PIANETI 






" 


NOMK 


A 


VISIBILITÀ 


Me- 
rid.o 


Plaga 


Nume 

E DATA 


VISIBILITÀ 


Me- 

rid.o 


Plaga 


E U AT 


sera 


notte 


inatt. 


sera 


notte iinutt. 


Mercurio 


1 
11 
21 


— 


_ 


est 

est 
est 
est 


11 8 

11 3:{ 

12 1 


Bilan. 
Scorp. 
Sagit. 


Giove ,1 


- 


est 


sud 
sud 


6 31 
5 86 


Leone 




Saturno jj 


SSE 
sud 


OSO 
oveat 


_ 


19 46 

18 47 




Venere 


1 
11 
21 


— 


- 


9 39 
9 47 
9 57 


Verg. 
Bihui. 
Scorp. 




Pesci 


Urano ,] 


S-0 
ovest 


- 


I 


14 35 
13 39 


Sa- 

gitt. 


Marte 


1 
16 


- 


- 


SE 
S-E 


9 38 
9 17 


Verg. 
Bilan. 


Nettuno jg 


- 


SE 
SSE 


S-0 
OSO 


2 40 
1 43 


Gem. 



DICEMBRE - 1908 

I . FIRMAMENTO - Aspetto 12o - Ore 21 - 20. 



mmm 









l.nce 




6 ■ y»:!"^.:^ 









5i* 









::y. 















EST 



SUD 



WEST 



DIARIO DELL'OSSERVATORE 



1 — Comincia l'inverno meteorologico. 

2 — ore 15, Saturno cong. Luna: 2» 5' N. 

6 — ore 3, Giove in quad. : 90° ovest Sole. 

7 — Eclisse lunare di penombra completa- 

mente visibile (ved. pag. 12). 
10 — ore 8, Nettuno cong. Luna: 2o 38' S. 
14 — ore 24, Giove cong. Luna: i° 23' S. 
20 — ore 3, Marte cong. Luna: 2° 58' S. 
81 — ore 2, Venere cong. Lana: 0« 56' S. 



22 — ore 6,34, solstizio inverrale, 

23 — ore 12, Mercurio cong. Luna: 1» 4' S. 

23 — Eclisse anulare di Sole invisibile in Ita- 

lia (ved. pag. 12). 

24 — ore 6, Mercurio cong. sup. Sole. 

24 — ore 14, Urano cong. Luna: l» 25' N. 

25 — ore 22, Saturno in quadr. : 90« est Sole, 

29 — ore 21, Saturno cong. Luna: 3» 4' N. 

30 — ore 16, Giove stazionario. 



- 52 - 



effbmerìpi pel Valore itaUano 



GENNAIO 



1 (1812). — Milletrecento soldati di varii 
reggimenti italiani, delle divisioni Severoli e 
l'alombini, aprono la trincea contro Valenza 
(Spagna) occupata da 20 mila uomini, e la- 
vorano con tanto coraggio e rapidlià da poter 
collocare sicure le guardie allo spuntare del- 
l' alba. La piazza s'arrende dopo 8 giorni. 

a (1801). — La divisione Cisalpina, co- 
mandata dal generale Lochi, per il ponte del 
CalYaro respinge gli Austriaci fino a Condino. 
Il sei-gente Giacinto Provana passa primo il 
ponte quantunque ferito, e con un mare- 
sciallo degli usseri, Bertaccini, ed uno scarso 
drappello, fa prigioniera la retroguardia ne- 
mica. 

3 (1332). — Muoiono, combattendo valo- 
rosamente i reazionari sollevatisi in Alcamo, 
i capitani Varvaro di fanteria. Clerici d' arti- 
glieria, e Mazzetti dolla G. N. mobile, il ma- 
resciallo dei carabinieri Bocchini, 11 sergente 
Fedeli, ed i soldati Zanoli, Cannu e De-Mi- 
chelis. 

4 (1862). — Il vicebrigadiere Mottoni, 
comandante la staziono d'Auletta, con i ca- 
rabinieri Pai-ola, Eioldi, Rossi e Mascherpa 
ed alcune guardie nazionali mobili, assalgono 
una banda di 40 briganti, rifugiata in una 
masseria, che dopo vivo fuoco si dà alla fuga 
lasciando più morti e 14 prigionieri, fra i 
quali il fiipo brigante Cuccuma. 

5 (1849). — Tredici cavalleggerì della 
legione italiana andata a combattere per la 
libertà Ungherese, con a capo Luigi Sona- 
helli, caricano e mettono in rotta, a Nagy 
Enyed, parecchie centinaia di valacchi ar- 
mati di fucili e di lancia, che avevano attac- 
cato alle spalle la colonna del generale Bem. 
Al Sonabelli viene conferita dal Kossuth la 
decorazione al merito militare. 

6 (1861). — Il capitano Francesco Sforza, 
antico difensore di Venezia, e ferito da cin- 
que colpi di baionetta ai Monti Parioli du- 
rante la difesa di Roma nel '49, unitosi con 
la sua compagnia del 40o fanteria al 9» bat- 
taglione bersaglieri per espugnare il villaggio 
d'Arcelli (Abruzzo), si distingue fra tutti per 
il suo valore, ricompensato con la medaglia 
d'argento. 

7 (1801). — Luigi D'Aquino n. a Cosenza 
nel 1771, dopo aver combattuto alla difesa 
di Napoli contro le bande del cardinale Ruffo, 
passato al servizio della Francia con il grado 
di capitano, essendo stato rotto dagli Au- 
striaci il ponte di Trento, ne costruisce uno 
di zattere sotto il fuoco nemico, ed alla testa 
di due compagnie ^i cacciatori italiani s'im- 
padronisce della città. Mori generale nel 18"2. 

8 (1814). — Il generale Bonfanti, con due 
battaglioni e 150 gendarmi a cavallo, respinge 
gli Austriaci avanzatisi fino a Toscolano, sul 
lago di Garda. Sono segnalati per il loro va- 
lore gli ufficiali Rivaira, Vismara e Betti. 



9 (1801). — Il capitano Mattei, coman- 
dante la retroguardia della brigata Pino, ri- 
masto isolato con 30 uomini, occupa il ca- 
stello di Siena, e mentre Pino si ritira, tiene 
a bada per quattro giorni 4000 Napoletani 
comandati da Roger de Damas, ottenendo 
una capitolazione onorevole. I Napoletani ri- 
mangono attoniti vedendo sfilare il drappello 
che ha trattenuto la loro marcia. 

10 flSlO). — Gli Inglesi, occupando l'iso- 
la di Lissa nell'Adriatico, tentano uno sbarco 
a Bisceglie, e se ne allontanano dopo aver 
praticata una mina sotto le mura della città, 
deponendovi un barile di polvere per aprirvi 
una breccia. Francesco Paolo Gusman e Do- 
menico Campagnolo, a rischio della loro vita, 
strappano la miccia e così impediscono lo 
scoppio. 

11 (1896). — All'alba, l'esercito Abissino 
investe il forte di Macallé difeso strenua- 
mente dal maggior Galliano, ed è ricevuto da 
un vivo fuoco accelerato quando i più audaci 
son giunti a breve distanza dai parapetti. Gli 
assalitori scompigliati si ritirano, quantunque 
ras Makonnen tenti ricondurli più volte al- 
l'assalto. Tutti 1 difensori combattono ardi- 
tamente; fra gli altri si distinguono il capo- 
rale Fecchini di Torino, ed il cara' liniere 
Bianchi che, preso sulle spalle un pezzo smon- 
tato, lo riporta in batteria sotto i tiri nemici. 

la (1848). — Scoppiata la rivoluzione a 
Palermo, combatte eroicamente contro i Bor- 
bonici ed è uccisa la diciottenne giovinetta 
Stella Donati. 

13 (1861). - Il maggior Ferrerò, del 40» 
fanteria, con 210 uomini, fa fronte in Taglia- 
cozzo ai 3000 uomini della banda Loverà, e 
contrastando il terreno a palmo a palmo, con 
ritoi'iii offensivi alla baionetta, riesce a riti- 
rarsi ad Avezzano sull'alba del 14, perdendo 
soli 23 uomini fra morti e feriti. 

14 (1895). — Dopo un combattimento con 
le bande tigrine, continuato per tutta la gior- 
nata del 13, il generale Baratieri attacca nuo- 
vamente ras Mangascià con un cambia-nento 
di fronte, a Coatit, su i confini dell' Oculé 
Cusai, ottenendo piena vittoria. Si distinguono 
particolarmente i maggiori Toselli e Galliano, 

I capitani Folchi e Castellazzi, il tenente San- 
guinetti ferito mortalmente, e molti altri uf- 
ficiali, sottufficiali e soldati bianchi ed in- 
digeni. 

15 (1895). — Le nostre truppe, dopo aver 
battuto a Coatit ras Mangascià, lo sorpren- 
dono e lo mettono in fuga dalla conca di 
Senafè, dove s' era accampato. Si distinguono 

II capitano Ciccodicola che, con i colpi bene 
assestati della sua batteria, disperde le ban- 
de tigrine, ed il sottotenente Sallustio Fer- 
rari, andato nel cuor della notte ad esplorare 
11 campo nemico. 

{Continua a pag. 56), 



-- 53 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




1. - GIOVANNI BELLINI o GIAMBELLINO 
(Venezia 1427-1516). 

il più grande della sua famiglia e anche uno dei naaggiori della scuola veneziana. Nelle 
prime sue opere si sente il Mantegna, ma più tardi si fece uno stile proprio, dal colorito 
vivace. È forse il più grande pittore di Madonne. Si vedano di lui la Madonna degli Albe- 
reta, la Fietà di Brera, il Trittico dei Frari, ec. 



CnLENDHRIOOSETTlMflNHLE 




Anche quest'anno abbiamo nel Calendario Settimanale riservata la intiera pagina di ogni set- 
timana al Diario Sacro e al Memorandum. Per dare varietà alla materia vi abbiamo 
interccilato mese per mese le pagine di alcune interessanti Effemeridi del Valore Italiano 
dovute al eh. pubblicista cav. UGO PESCI e dei Consigli mensili di igiene ed economia 
domestica, composti da una gentile scrittrice romana. E per non trascurare la parte ar- 
tistica abbiamo pure intercalato una serie di Ritratti di gi-andi pittori italiani dei se- 
coli XV-XVII dipinti da loro stessi. Sono 24 ritratti, dei secoli XV e XVI e della prima 
vieta del XVIf, i cui oi-iginali appartengono lutti meno tino alla famosa ed unica raccolta 
di autoritratti dei pHlori, vanto della Galleria degU Ufizi di Firenze, ed iniziata con felice 
pensiero dui Card. Leopoldo de' Medici. Il solo ritratto di Andrea del Sarto è della galleria 
Fitti. — Le nostre riproduzioni sono tutte eseguite su fotografie della casa Giacomo Brogi. 



1 Mercoledì 

1-366 



Circoncis. di N. S.G.C. 



Cerimonia religiosa 
' e civile degli ebrei, alla 
qnale era soggetto ogni figlio maschio nel- 
l'ottavo giorno dopo la sua nascita. In tale 
circostanza davasi pure un nome al neonato. 

— S. Concordio, prete, martire a Spoleto, circa 
l'a. 175. — S. Telemaco, mart. a Roma, l'a. 403. 

— S. Martina, verg., mart. a Roma l'a. 226. — 
S. Basilio, dottore della Chiesa greca, sec. IV. 

Memorandum. — Capodanno. Festa civile 
legale. Sono chiuse anche le Biblioteche, i 
Musei e le Gallerie del Regno. — I sindaci 
dei comuni pubblicano 1 manifesti per l'iscri- 
zione nella lista elettorale, commerciale e nelle 
1 ste di leva. Nelle liste di leva devono iscri- 
versi tutti i giovani che nell'anno incomin- 
ciante compiono il diciottesimo della loro età. 

— Oggi maturano le cedole annuali o seme- 
strali del maggior numero dei valori bancari 
o industriali. — Estrazione Prestito a premi 
Città di Milano 1861 (rimborso il 1° luglio); 
Prestito Città di Roma e Prov. di Torino; 
Obbligazioni Tunisine 1880. 



2 Giovedì 1 ^- 'sidoro, vescovo. 
2-365 Era vescovo di Er- 

' mopoli piccola (Demen- 

hur), in Egitto, sulla fine del sec. IV, e si ve- 
nera a Nitiia (Basso Egitto). — S. Martiniano, 
vesc. di Milano dal 423 al 435 circa. — S. Ma- 
cario, romano, conf., ricordato a Piacenza. — 
Ss. Alverio e comp., soldati tebei, martiri circa 
gli anni 284-305, patroni di Fossano (prov. di 
Cuneo), ove furono traslati l'a. 1427. — S. De- 
fendente, mart., onorato a Chivasso (prov. di 
Torino). — B. Stefana Quinzani, verg. dome- 
nicana morta l' a. 1530, onorata a Soncino 
(Cremona). — 8. Argeo col fratello Narciso 
martiri sotto Licinio. 



Memorandum. — Oggi cominciano i paga- 
menti del 1" semestre della rendita consoli- 
data 5 % nominativa e del l" trimestre della 
rendita consolidata 4,50 Vo netto. — Estrazione 
Prestito prov. di Ferrara 1879. 



3 Venerdì I 8.Antero,pp., martire. 



3-364 



Greco di origine, suc- 

cesse l'a. 235 a s. Pon- 

ziano, e fu martirizzato sotto Massimino I 
l'a. 236. — S.Daniele, levita, martire tra gli 
anni 161-169. — S. Genoveffa, vergine, mart., 
patrona di Parigi. Nacque a Nanterre ed 
istruita dal vescovo di Auxen*e, s. Germano, 
fece voto di verginità. Prese trilustre il velo 
e condusse una vita esemplare. Morì nel 512. 
— S. Pietro Balsamo oriundo della Palestina. 
Ciidde sotto la persecuzione di Massimino 
(311). 

Memorandum. — @ L. N. a ore 22,43"». 



4 Sabato 

4-363 



S. Gregorio, vescovo. 

Resse la diocesi di 
Langres (Francia) dal 507 al 539. — B. An- 
gela da Foligno (prov. di Perugia), francesca- 
na del terz' ordine, vedova, morta l'a. 1588. 
— S. Tito, vesc. Fu convcrtito da s. Paolo e 
divise col Maestro le fatiche dell'apostolato. 
Creato vescovo di Creta, fini i suoi giorni a 
Candia nell'età di 94 anni. 

Memorandum. — Oggi a Napoli e In molt^ 
altre città dell'Italia meridionale bisogna ri- 
confermare gli affitti annui delle case o dar© 
licenza. 



GENNAIO 1908 



— 55 



(2» Settimana) 



5 Domenica 

5-362 



S. Simeone Stilita. 

Nativo (11 Slsan, pae- 
se tra la Clllcia o la Si- 



i: datosi tC straordinarie penitenze, si con- 
dannò a vivere la più tarati parte della sua 
vita sopra un'alta colonna. Visse dell' a. 891 
al 460. — S. Telesforo, papa dal 125 al 13G. 
Nacque in Grecia, ed abbracciò con fervore 
la dottrina del Vanjfolo. Riformò l sacri riti 
e mori martire della fede. 

Memorandum. — Stanotte a Roma tradi- 
zionale baldoria, e fiera in Piazza Navcna. 



6 Lunedi 1 epifania di N.S. G.C. 
6-361 Dal greco e significa 
manifestazìotte. Essa ri- 
corda la visita dei Magi, il battesimo del Sal- 
vatore, il miracolo delle nozze di Cana, e la 
moltiplicazione dei pani. — S. Basilissa, verg., 
mart, patrona di Parenzo (Trieste). — Ss. Bal- 
dassarre, Gaspare e Melchiorre (presunti nomi 
dei Magli. — B. Paola fiorentina, vcrg. camal- 
dolese, morta l'a. 1368. 

Memorandum. - Epifania. Festa civile le- 
gale. Sono chiusi anche i Musei e le Gallerie 
del Regno. — Comincia l'ottavario dell'Epi- 
fania nella chiesa di S. Andrea della Valle a 
Roma per cura dei Sacerdoti delle Missioni 
(Pallottini), Dura fino al 13. Ogni giorno pre- 
dica italiana alle ore 6, messa in rito latino 
alle 8 Vz. messa in uno dei vari riti orientali 
alle 9 < o, predica in una lingua estera alle 11, 
e altre sacre funzioni. 



7 Martedì 1 5* Luciano, prete, mart. 

7-360 Nativo di Samosata 
^in Siria. Subì il marti- 



o per ordine di Massimiuo, verso l'a. 310. — 
. Crispino, vesc. di Pavia (451). — S. Sena- 
re, vesc. di Verona (284-305). — S. Valentino, 
se, di Terni sul principio del sec. VI. 

Memorandum. — Da oggi è permessa la ce- 
lebrazione delle solennità nuziali, secondo i 
decreti del Concilio Tridentino. — Nel calen- 
dario Giuliano oggi è Natale. — Pagamento 
delle pensioni governative di prima categoria 
'Don oltre le 500 lire annue). 



8 Mercoledì 1 S. Severino. 

8-359 Apostolo del Norico 
' (Austria), morì l'a. 482. 

— S. Pietro Igneo, monaco di Vallombrosa, 
creato vescovo di Albano, mori l'anno 1087. 

— S. Natalino, vesc. di Aberdeen nella Scozia. 

— S. Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di 
Venezia, dal 1451 al 1456. — S. Gudula, verg., 
protettrice di Bruxelles (650?-712), morta ad 
Ham, presso Villevorde. 



Memorandum. — Natale abissino. — Gene- 
tliaco di S. M. la Regina Elena (1873). O-gi 
sono chiuso le Scuole, le Biblioteche gover- 
native, le Gallerie ed i Musei. 



9 Giovedì 1 ^- Fortunato, martire. 
9-358 I Ricordato a Smirne. 

— S. Marcellino, vesc. 
di Ancona, verso gli anni 550-559. — B, Andrea 
da Spoleto, minor., morto l'a. 1522. — S. Mar- 
ciana, verg., mart; perì nella persecuzione 
dell'imperatore Diocleziano. — S. Telano o 
Foelano, abate scozzese del sec. VII, onorato 
a Straffiline, dove riposano i suoi resti. 

Memorandum. — Anniversario della morte 
del re Vittorio Emanuele II (1878), Sono chiuse 
le Scuole e le Biblioteche governative. Ceri- 
monia funebre al Pantheon di Roma. — Oggi 
è anche l'anniversario della morte di Napo- 
leone III (1873). 



10 Venerdì 1 ^' Guglielmo, vescovo. 

10-357 Diresse la Chiesa di 

^Burges (Francia) dal 

1200 al 1209, — S, Giovanni Bono, vescovo di 
Milano (645-660). — Ss, Tecla e Giustina, ver- 
gini, onorate a Lentini (Siracusa). — S. Pietro 
Urseolo, doge di Venezia, poi monaco bene- 
dettino, morto l'a. 997. — B. Bcnincasa, abate 
benedettino di Cava, morto l'a, 1194. — S. Ar- 
cadie, martire in Cesarea della Mauritania, — 
S. Paolo, eremita. Nacque nel 288 nella bassa 
Tebaide; per sfuggire alla persecuzione di De- 
cio, si nascose in una caverna, ove rimase fino 
ai 113 anni. Raccontasi che S. Antonio, altro 
dei celebri eremiti, essendo andato a trovarlo, 
lo rinvenisse morto. — Ad Acqui (Piemonte) 
patronale di S. Guido. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 14 SS"», — 
Scadenza cedole semestrali Azioni Acquedotto 
Nicolay di Genova. 



1 1 Sabato 1 S. Igino, papa. 
11-356 Successo a s, Tele- 
' sforo l'a, 138. — S. Pao- 
lino, vescovo di Aquileia, morto l'a. 790. — 
S. Anastasio abate, notaio della Chiesa romana. 
— S. Teodosio, cenobita, visse ricoverato nel 
cavo di una montagna in Cilicia, ma la sua 
virtù gli chiamò intorno persone volonterose 
di servire Dio, Pensò allora di erigere un mo- 
nastero, dove morì a 105 anni nel 529. 

Memorandum. — 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 

il pimiiHin riolla maloHìa Honli npnani lììnaraniì 



(GENNA IO - Vedi a pag. 52). — 56 — 

16 (1813). - Dopo la ritirata di Russia, 
il viceré Eugenio Beauharnais fa tappa a M.a- 
rlenwerder con un migliaio d'Italiani riuni- 
tisi intorno a lui. I cosacchi, entrati nel pae- 
se, giungono fino all'alloggio del viceré: il 
velite Bettarini uccide un cosacco, dando 
l'allarme. Altri tre veliti affrontano gli assa- 
litori fin quando, accorso lo stesso viceré con 
gli avanzi dei corpi italiani, i cosacchi sono 
messi in fuga lasciando morti e feriti. 

ly (1801). — La divisione Lechi, insegue 
gli Austriaci tino alle sorgenti della Brenta, 
sotto Bassano, dove ha luogo un combatti- 
mento con gravi perdite da ambe le parti. 
Bonaparte manda particolari encomii al ser- 
gente Degli Angeli, ai capitani Bertoletti e 
lagnòre, ed al tenente lacopetti. 

18 (1814). — Giuseppe Terrone, di Revi- 
gliasco, sergente nel 22» reggimento leggero 
fr.incese, partito da Montelìascone con un 
distaccamento lo conduce per alcani giorni a 
traverso a mille pericoli, e lo fa giungere in- 
colume a Civitavecchia. 

IO (1853). — Ludovico Ropolo, d'Ivrea, 
tenente dei bersaglieri, trovandosi a Milano, 
guardata con sorriso sprezzante dal capitano 
austriaco Giuritz, al teatro della Scala, lo 
provoca, ed è convenuto fra essi imo scon- 
tro ohe avviene nel territorio piacentino, con 
molta solennità, rimanendo ferito l' ufficiale 
austriaco. 11 Ropolo, dopo aver fatto la cam- 
pagna di Crimea, muore valorosamente a 
Vinzaglio, il 30 maggio 1859. 

20 (1811). - A Soto del Barco (Spagna) 
16 toscani del 280 reggimento francese di cac- 
ciatori a cavallo, comandati dal tenente Stoc- 
chi di Parma, incontrano mille uomini del 
reggimento granatieri di Cantabria, che sbar- 
rano loi-o il passo. Al comando del tenente 
si slanciano alla carica, e quasi tutti cadono 
morti o feriti. — Siamo soli! — dice il cac- 
ciatore Gherardoni al tenente. — E tu torna 
indietro! — Io tornare indietro? Piuttosto 
morire! — Ed a testa bassa torna solo alia 
carica e muore. 

21 (1861). - La 14» compagnia del G» fan- 
teria, comandata dal capitano Antonio Foldi, 
è assalita a Scurcola da parecchie centinaia 
di briganti condotti dal Chiavone e dal Lo- 
verà, contro i quali resiste con grande calma, 
facendo energici contrassalti; fin quando non 
giungono due compagnie del 40° fanteria, ed 
un plotone di Piemonte Reale. 

22 (1860). - Simone Paooret di S.t Bon, 
capitano di fregata, comandante della Con- 
fieriza, dopo essere stato tutta la giornata a 
tiro di pistola dalle batterie di Gaeta, si offre 
di portare la nave, trasformata in polveriera, 
nel porto, per abbandonarvela dopo accese 
le miccia. 

23 (1861). - Il capitano d'artiglieria Emi- 
lio Savio, di Torino, comandante di una bat- 
teria costruita di fronte a Gaeta sul monte 
dei Cappuccini, dirigendone il fuoco con in- 
superabile ardire, cade fulminato da una 
palla nemica. Il tenente Quinto (ìozzi, bolo- 
gnese, proso il comando della batteria, con- 
tinua un fuoco vivissimo, e merita la croco 
dell'ordine militare di Savoia. 



24 (1867). — Paolo Albizzani, brigadiere 
dei RR. Carabinieri, ricovera nella caserma 
di Candide (Belluno) alcuni consiglieri comu- 
nali, li difende solo contro una folla di for- 
sennati, e fattosi strada con la rivoltella in 
pugno, li mette in salvo. 

25 (1887). — Il maggiore fioretti, con 
2 compagnie e due pezzi da montagna, i-e- 
spinge dopo quattr'ore di fuoco l'assalto dato 
da ras Alula al trinceramento di Saati. Oltre 
il comandante, si distinguono il capitano Sar- 
torio, il tenente Cuomo, il sottotenente Re- 
scali, ed i soldati Cicalini e Romairone. 

26 (1837). — Una colonna di 600 uomini, 
comandata dal tenente colonnello, De Cristo- 
foris, mandata a rinforzare e vettovagliare il 
distaccamento di Saati, è sorpresa a Dogali 
dalle bande di ras Alula, circa 20 mila uo- 
mini. Circondati da ogni parte, ufficiali e sol- 
dati cadono uno dopo l'altro, vendendo a 
caro prezzo la loro vita. Il capitano De Be- 
nedictis, colpito da cinque palle, si rialza tre 
volte per combattere; il tenente Griffo, con 
le gambe spezzate si trascina per terra in 
cerca di cartuccie; il capitano Michelini, solo 
ufficiale sopravvissuto, combatte a corpo a 
corpo, dopo consumati 22 pacchi di cartucce. 

27 (1890). — I carabinieri Angelo Biondo 
e Carlo Massari, incontrati in Osiddu (Sar- 
degna) dieci o dodici individui armati, inti- 
mano loro di fermarsi. Invece questi reagi- 
scono e feriscono il Biondo, mentre altri 
malandrini sopraggiungono, in tutti una qua- 
rantina armati di fucili. I due carabinieri 
continuano il fuoco, uccidendo tre malfat- 
tori : ma le cartuccie sono ormai terminate, 
quando altri due carabinieri arrivano e i 
malviventi fuggono. 

28 (1865). — Nel territorio di Taranto, 
il capitano Ortensio Catucci, con una com- 
pagnia del 16° fanteria, assale a tergo 150 
briganti della banda Masini. Dopo quattro 
ore di combattimento, finite le munizioni, il 
capitano, esortati i suoi, carica i briganti alla 
baionetta e li mette in fuga. 

29 (1861). — Il 21o battaglione bersa- 
glieri — maggiore Robaudi — combatte con- 
tro una grossa banda, nel territorio di San 
Giorgio la Molara (Benevento) l'il, il 28 ed 
il 29. In quest'ultimo combattimento, il te- 
nente Carlo Certani, di Bologna, inseguendo 
i briganti, trovato rotto un piccolo ponticello, 
si slancia d'un salto in mezi:o ad essi, rima- 
nendo ucciso da varii colpi. 

30 (1861). — Il maggiore Lodigiani del 
39o fanteria dà l'assalto a San Martino, paese 
dell' Appeimino Ascolano, dove una banda di 
briganti tiene prigionieri undici uomini di 
quel reggimento. Il capitano Oberto penetra 
nel paese da un punto ritenuto inespugna- 
bile, e dopo un'accanita resistenza i briganti si 
sbandano lasciando liberi i prigionieri. 

31 (1862). — Il capitano Adolfo Morelli 
di Popolo, del 62» fanteria, assale a Monte 
Quercia, in Terra di Lavoro, una numerosa 
banda di briganti, mettendola in fuga ed im- 
padronendosi di 60 cavalli. Gli viene confe- 
rita per questo fatto la croce dell'ordine mi- 
litare di Savoia. 



— .)< 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 



■^^^^■P 


' MAU' v_- . - ' ! 


^^^i 




J 


^^^^ '^I^^^^^V 




^ J^^Hp 1 


w ^^ n 


L '^^^^Hr '^ 


jte^^ 1 


fc ^^^^^^^^^B' .^1 


^^^^^Hr^t'^'^.' 


v^^i^^^^^É^^^^^^^I^^^H 


»?; 


^HH^^^^^^^^^^^^r "^^H 


H ' 


. ^m 1 


lb|M 


1 1 


[UH 


^^È^^^A^^^f^" '"njmwQntiiiìjK-, , ^^^j^^^H 



2. - PIETRO VANNUCCI detto il PERUGINO 
(Città della Pieve 1416-1523). 

fu uno dei più fini tra i primitivi della scuola umbra, ed ebbe l'onore di essere il maestro 
di Raffaello. I suoi lavori più celebrati sono la Deposizione della Galleria Pitti e VAssun' 
zione della Galleria antica e moderna di Firenze, 



GENNAIO 1908 



- 58 - 



(3a Settimana) 



12 Domenical S- Modesto, marlire. 
12-355 Soffri il martirio a 

— ' Cartagine. — S.Taziana, 

m. a Roma sotto Alessandro Severo (223-235). 

— S. Probo, vescovo di Verona verso il princi- 
pio del sec. VI. - S. Onorata, vergine pavese 
(sec. V). - S. luvenzio o Evenzio li, vesc. di 
Pavia (377-403). 

Memorandum. - Si commemora a Palermo 
il principio della rivoluzione siciliana del 1848. 

— A Roma nel collegio di Propaganda si tiene 
una famosa Accademia poliglotta, in onore dei 
Ss. Magi. 



13 Lunedi 

13-354 



S. Leonzio, vescovo. 

Fiorì sul principio 
del sec. IV a Cesarea 
di Cappadocia. — S. Potito, patrono di Ca- 
gliari, dove ha luogo la sua festa il 14 feb- 
braio. Fu martire verso l'a. 168. — B, Vero- 
nica da Binasco (Milano), vergine agostiniana, 
morta l'a. 1497. — S. Felice da Nola, origina- 
rio di Siria. Fino dai primi anni si consacrò 
al servizio di Dio e della Chiesa. E fama che 
venisse martirizzato durante la persecuzione 
dell'imperatore Decio nel 266. 

Me.morandum. — Genetliaco del Principe 
Emanuele Filiberto, Duca d'Aosta (1869). — 
Pagamento delle pensioni governative di ter- 
za categoria (superiori a L. 2000 annue). 



14 Martedì 

14-353 



S. Dazio. 

Vescovo di Milano 
-'dall'anno 530 al 552. - 
B Oderico Mattiussi da Pordenone (Udine), 
minorità (sec. XIV). — S. Andrea Corsini, car- 
melitano, vesc. di Fiesole dal 1362 al 1373. — 
S. Bianca, badessa. — S. Nomadia, vergine 
che visse nel secolo V nel Poitou, presso 
Tours, dove anche attualmente è festeggiata. 
— A Parma, patronale di S. Ilario che fu vesc. 
di Poitiers, suo luogo di nascita, venne esiliato 
dall' imperatore Costanzo, e morì nel 368. 

IMemorandum. — Primo giorno dell'anno, 
secondo il calendario Greco-Russo. 



in genere nelle province di Bergamo, Brescia, 
Catanzaro (ai soli volatili), Firenze, Girgenti, 
Messina, Porto Maurizio, Siena, Siracusa (col 
fucile), Sondrio, Trapani; della caccia ai tor- 
dacei, col fucile, nella prov. di Como ; alle 
lepri e perjiici, in quella di Genova; alle sole 
lepri, in quella di Massa; alle sole pernici, in 
quella di Verona. 



16 Giovedì ! S. l«arcello, papa. 

16-351 Eletto l'a. 30S, morì 
l'a. 309 sotto Massenzio. 



— S. Felice, vesc. africano, mart. a Nola (circa 
gli anni 284-305). Elevato alla tiara, sostenne 
la disciplina ecclesiastica con grande fermez- 
za, e si die cura che fossero osservate le pe- 
nitenze contro gli apostati. Alcuni cristiani 
ribelli lo perseguitarono: fu esiliato da Mas- 
senzio, e dopo avere per molti anni trascinato 
una misera esistenza, morì martire. — S. Va- 
lerio, vesc. di Sorrento, verso l'a. 453. — S. Pri- 
scilla, matrona romana (sec. lì. — Bb. Giovan- 
na da Bagnorea e Agnese da Sarsina, vergini 
camaldolesi. — S. Liberata, vergine, ricordata 
a Pavia. 

Memorandum. — Fiera a Vittorio (Treviso). 
Dura otto giorni. — Da oggi sono permessi la 
pesca e il commercio dei carpioni, delle trote 
e delle bottatrici. 



17 Venerdì 

17-350 



15 Mercoledì! S. Mauro. 

15-353 Monaco benedettino 
(565). — S. Efisio, di An- 
tiochia, ricordato a Cagliari (sec, III-IV). — 
S. Maurizio, venerato ad Alba (Cuneo) e pa- 
trono di Lucerna (Svizzera), — S. Secondina, 
vergine e martire sotto l'imperatore Decio ad 
Anagni (219-251). — S. Giovanni Calibita (abi- 
tante di un tugurio), secolo V. 

Memorandum. — Entro oggi devono essere 
pubblicati per cura dei Comuni i ruoli prin- 
cipali dello imposte dirette che restano de- 
positati por otto giorni dalla data della pub- 
blicazione neir ufficio comunale. — Per la 
ricorrenza di S, Maurizio si conferiscono le 
decorazioni dell'ordine dei SS. Maurizio e 
Lazzaro. — Ultimo giorno per la presenta- 
zione delle domande d'ammissione alla Scuola 
di Guerra in Torino. — Chiusura della caccia 



S. Antonio, abate. 

Celebre anacoreta 
della Tebaldo, morì a 
centocinque anni, l'anno 356. Era nato nel- 
l'alto Egitto, e leggendo nel Vangelo quelle 
frasi: "Va', vendi quanto possiedi, dallo ai 
poveri ed avrai un tesoro nel cielo „ distri- 
buì i suoi averi ai povet-elli, ed a 18 armi si 
ritirò in un deserto. 

Memorandum. — Per la festa di Sant'Anto- 
nio, in quasi tutta Italia si pratica la cerimo- 
nia della benedizione degli animali, e special- 
mente dei cavalli, degli asini e dei muli (in 
qualche luogo questa cerimonia si pratica 
nella domenica fra l'ottava, cioè il 19'); Alla 
vigilia nell'Italia meridionale grandi falò di 
allegrezza. — In Toscana si dice oggi: "San- 
t'Antonio gran freddura. San Lorenzo gran 
caldura, l'una e l'altra poco dura„; come- 
pure si dice: "Sant'Antonio dalla barba bian- 
ca, se non piove, la neve non manca. „ 



18 Sabato 

18-349 



La Cattedra di S. Pietro 
in Roma. 



Ossia la venuta di questo apostolo nella 
città eterna. — S. Prisca, vergine romana, fu 
accusata come cristiana all'imperatore Clau- 
dio, che tentò indurla a sacrificare agli dèi, ma 
invano. Fu pure esposta ai leoni ed al fuoco, 
ma ne uscì illesa. Subì il martirio nel 275. 

Memorandum. — ® L. P. a ore 14,37m. — 
Anniversario della morte del Principe Ame- 
deo, Duca d'Aosta (1890). Cerimonia funebre 
alla basilica di Superga. 



tENNAIO 1908 



— 69 



(4» Settimana) 



19 Domenica! ss. Nome di Gesù. 
19-3-48 Fosta Istituita fino 

'dal 1500 e fissata per 

tutta la Chiesa alla seconda domenica dopo 
l'Epifania. — B. Beatrice d'Este, fondò e di- 
resse un mogastero di benedettine a Ferra- 
ra, e mori l'anno 1262. — S. Ponziano, mar- 
tire di Spoleto, l'a. 145. — S. Bassiano, vose 
di Lodi dal 378 al 413 dove ò festa patronale 
della diocesi. — S. Leucio, martire di Todi. 

— S. Catello, vescovo e protettore di Castel- 
lammare di Stabia (sec. VII). 

Memorandum. — Fiera di S. A ntonio a Terni. 

— Nell'Umbria, e particolarmente a Foligno, 
si ricorda con funzioni sacre l'anniversario 
del terribile terremoto del 1831. 



20 Lunedi 

30-347 



S. Sebastiano 

oriundo di Milano, mar- 
tire in Roma l'a. 288. 
Fu soldato sotto Diocleziano e ne profittò per 
giovare alla religione. Venuto l'imperatore a 
cognizione delle conversioni che il milite fa- 
ceva nell'esercito, ordinò che legato ad un 
albero venisse trapassato dalle frecce. A Mi- 
lano è una chiesa votiva in suo onore. — A 
Firenze, patronale dell'Arciconfraternita della 
Misericordia. — S. Fabiano, papa, martire, 
resse la Chiesa dal 236 al 250. 

Memorandum. — Per la festa di S. Seba- 
stiano, corsa dei ttndi a Melilli in Sicilia 
(prov. di Siracusa). — Pagamento delle pen- 
sioni governative di seconda categoria (supe- 
riori a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 



21 Martedì 1 S. Agnese, vergine, 



21-346 



Romana: subì il mar- 

' tirio verso 1' a. 304. — 

S. Epifanio, vescovo di Pavia dal 466 al 496. 

— S. Fruttuoso, vesc. di Tarragona, fn impri- 
gionato con due suoi diaconi e condannato 
con es-i ad esser arso vivo. Perì nella per- 
secuzione di Valeriane e di Gallieno l'a. 2r)9. 

Memorandum. — Entra il Sole in Aquario. 

— A Roma, nella chiesa di 8. Agnese extra 
nniros ha luogo la benedizione dei due agnelli 
candidissimi che vengono offerti al Papa, e 
dalla cui lana vien tessuto il Sacro Pallio. La 
catacomba di S. Agnese è aperta al pubblico. 

— Annivers. della morte di Luigi XVI (1793) 
commemorato dai legittimisti in Francia. 



22 Mercoledì! S- Vincenzo, martire. 

SS-345 Subì il martirio nella 

'Spagna l'anno 290. Era 

nato a Saragozza e durante la persecuzione 
di Diocleziano e Massimiano, Daciano, gover- 



natore della Spagna, .segnò Vincenzo tra le 
prime vittimo. — S. Gaudenzio, vescovo e 
patrono di Novara dal 397 al 417. — 8. Irene, 
matrona romana (sec. III-IV). — S. Raimondo 
di Pennafort, 1176-1275, del PP. predicatori 
domenicani, fu incaricato daGregorio IX della 
collezione delle decretali. Venne canonizzato 
da papa Clemente Vili nel 1601. 

Memorandum. — Festa patronale di 8. Vin- 
cenzo, protettore di Vicenza. 



23 Giovedì 1 Sposalizio di Maria Verg. 
S3-344 Festa introdotta da 

^ Paolo III (1534-1549). - 

S. Emerenziana, martire a Roma l'a. 304. ~ 
S. Amasio, vesc. di Teano, dal 546 al 556. — 
S. Idelfonso, benedettino. Fu vescovo della 
diocesi di Toledo che resse per dieci anni. 
Il suo nome divenne popolare fra gli spa- 
gnuoli, sotto il nomignolo di Alonso (657). 

Memorandum. — Aimiversario della batta- 
glia di Digione (1871) vinta dai Garibaldini 
sui Tedeschi. È festeggiato in Italia dal par- 
tito radicale, e dalla Lega franco italiana, in 
Francia. 



24 Venerdì 

S4-343 



S. Eugenio, martire. 

Morì per la fede a 
' Neocesarea. — S. Timo- 
teo, da Listri, in Licaonia, vesc. d'Efeso, mar- 
tire (sec. H. — S. Feliciano, vesc. di Foligno 
martire sotto Decio (250-251), patrono della 
città. — S. Zama, primo vescovo di Bologna, 
dal 270 al 320. — B. Marcolino, da Forlì, do- 
menicano, morto l'a. 1397. — S. Teodoro, ve- 
scovo di Mira (Licia) l'a. 787, venerato a Ve- 
nezia. — Ss. Babila, vescovo, da Antiochia, e 
i tre fanciulli comp., mart. in Sicilia. — 
S Macedonio anacoreta in Siria. Morì nona- 
genario. 

Memorandum. — Estrazione pel rimborso 
delle Obbligazioni della Società dell'Acqua 
Pia (antica Marcia) di Roma. 



25 Sabato Conversione dì S. Paoio, 
35-343 I apostolo. 

Prima fiero persecutore de' Cristiani, sotto 
il nome di Saulo, poi Apostolo delle genti. 
— B. Angelo, da Gualdo Tadino (diocesi di 
Nocera), eremita di Camaldoli. — Ss. Giuven- 
tino e Massimino martiri, soldati nelle milizie 
di Giuliano l'Apostata, sotto il quale subirono 
il martirio in Antiochia (363;. 

Memorandum. — A Roma, nella basilica di 
S. Paolo extra muros, si espongono al pub- 
blico le catene dell'Apostolo. 



GII Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



— GO — 

I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

GENNAIO 

L'igiene in casa. — Il freddo, le bronchiti ed i geloni. — Contro il freldo ai piedi e allo 
stomaco — Come si lava la lana e come si conservano gH ombrelli — Inchiostro azzurro — 
Trota alla genovese — La focaccin dei Re Magi. 



Sioeet home dicono gli inglesi, e dolce casa 
dovremmo dire anche noi, gentili lettrici. 
Ma le parole non valgono se non sono con- 
fortate dai fatti. Il nido domestico è assai 
caro agli inglesi perche le loro donne si ado- 
perano a renderlo piacevole accudendovi, 
con amore, ogni giorno. Il bene va imitato: 
facciamo anche noi lo stesso, trasformiamo 
le nostre case, da cui, spesso, pel disordine, 
per il cattivo gusto degli arredi, gli uomini, 
che vi tornano dopo lunghe ore di lavoro 
intenso, esauriente, non vedono l'ora di scap- 
pare, in asili lindi, igienici, graziosi, dove 
l'occhio riposi tranquillo e dove si rinfranchi 
il cervello. Avremo fatto, cosi, il bene nostro 
e dei nostri. 

Vi darò, oggi, qualche consiglio igienico: 
l'igiene, ricordatelo, va anteposta a tutto. 
Curate, dunque, principalmente che gli into- 
nachi e le decorazioni delle pareti siano sem- 
pre asciutti, che le carte da parato e le tap- 
pezzerie non contengano, nei colori, sostanze 
velenose. È una distinzione sottile, che da 
sole, forse, non saprete fare: ma vi sarà age- 
vole consigliarvi con qualche persona cona- 
petente, ovvero scegliere, nei negozi più one- 
sti, degli articoli fini, che, se costano molto, 
in compenso durano di più e nuocciono di 
meno, anzi non nuocciono affatto. 

Se la vostra casa è modesta, se non po- 
tete aumentare il vostro piccolo bilancio do- 
mestico, sostituite subito alla carta o alle 
tappezzerie l'intonaco a calce, preferendo il 
color giallo chiai-o e il cilestrino che su gli 
altri colori hanno il vantaggio di non offen- 
dere gli occhi. Quanto al sistema di pittura, 
attenetevi alle vernici a smalto, ai colori a 
colla e ad olio. 

Se la vostra casa ha, invece, la possibilità 
d'essere messa con lusso, badate bene ad 
abolire le tappezzerie dalle camere da letto, 
e specialmente da quelle dei bambini e degli 
ammalati : le stotte ritengono troppa polvere 
e si disinfettano con difficoltà. Le carte da 
parato, poi, non solo nei colori, ma, e più, 
nella colla con la quale si fissano, contengono 
traccio di arsenico e di piombo. Sono veleni 
che vi si lasciano a bella posta per difen- 
dersi da-,'Ii insetti: ma questo vantaggio non 
è proporzionato ai danni che porta, perchè 
sulla pasta, diciamo così, insetticida, si for- 
mano del microorganismi detti fomiceli, da 
cui derivano pericolosissimi gas arsenicali. 
Gli operai potranno obiettarvi che la colla, 
non purificata, non tarderà a putrefarsi : vi 
sarà agevole risponder loro che per impedirlo 
basta aggiungere, per ogni chilogramma, quin- 
dici grammi di acido borico. 

E questi sono i primi passi ch'io vi con- 
siglio colla migliore buona volontà di rendere 
davvero dolce il vostro nido. 



Siamo In pieno inverno, e gli effetti del 
freddo si fanno, pur troppo, risentirò. Io mi 



auguro che la maggior f rrte dei miei lettori 
non ne abbiano bis f^iao : ma la stagione vuole 
che impartisca delle norme contro le bron- 
chiti, polmoniti ed altri brutti malanni di..., 
attualità. Le niie, del resto, saranno norme 
profilattiche : io non vi dico come dovete cu- 
rarvi (in certi casi gravi è indispensabile il 
medico); vi dico, invece, come dovete, pro- 
venire, evitare di cadere infermi. Siate, dun- 
que, robusti o gracili, le precauzioni clie vi 
converrà prendere durante questo mese, non 
saranno mai soverchie. Le bronchiti e le pol- 
moniti sono assai pericolose nei bambini e 
nei vecchi: ma non sono, certo, da prendersi 
a gabbo nei giovani. Da venti ai trent'anni, 
anzi, esse colpiscono con.... predilezione spe- 
ciale, e colpiscono l'uomo più che la donna, 
meno esposta, per il suo genere di vita, alle 
cause da cui esse germogliano e infieriscono. 
La prima di queste cause è un rapido raf- 
freddamento del corpo dopo un moto acce- 
lerato od un faticoso lavoro. E, s'intende, 
r uomo vi è esposto, in linea generale, assai 
più della donna. 

Quando le necessità della vita lo impongo- 
no, bisogna rassegnarsi, confidare nella prov- 
videnza e cercar di coprirsi avanti che l'aria 
fredda possa, d'un colpo, ferir l'organismo 
riscaldato. Quando l'uomo non si trovi co- 
stretto dal bisogno del pane quotidiano, farà, 
quindi, bene a sospendere certo genere di 
lavoro. Per esempio, d'inverno si fanno molte 
gite in bicicletta, si va a caccia, si eccede 
negli esercizi ginnastici, ritenendo, in mas- 
sima buona fede, di sollevare igienicamente 
la propria temperatura. È un grossolano er- 
rore: la temperatura si solleva, sì, ma subisce 
il contraccolpo dall'aria fredda e.... la seconda 
parte del programma distrugge il beneficio 
della prima. 



Gli effetti del freddo si manifestano anche, 
in maniera palese, sulle nostre estremità. An- 
che le persone che hanno fino ad ieri cantata 
vittoria, cominciano a guardarsi le dita con 
un senso di terrore: i geloni, gli eterni ne- 
mici tornano a deturparle. Non è una ma- 
lattia ma costituisce, lo stesso, una soflerenza. 
Ed una sofferenza doppia : tìsica e.... morale. 
Le belle signore si rassegnerebbero presto 
al dolore: quanti dolori non sopportano in 
omaggio a madonna moda? Ma non sanno 
rassegnarsi alla profanazione che si com- 
mette dai geloni sulle loro manine bianche 
morbide, affusolate.... Cerchiamo dunque di 
venire in aiuto della loro vanità, più che 
delle loro pene. I geloni si combattono e 
con parecchie armi tutte taglientissime: chi 
vi dice che mandarli indietro nuoccia alla 
salute, mentisce. Ho fatto degli esperimenti 
su me stessa, e sto bene come prima. Co- 
mincerò col proporvi 11 metodo che predi- 
ligo perchè più semplice, più innocuo e più 
sicuro. Prendete, dunque, uua catinella a me- 



-GÌ - 



ti pioi;.t ,...-. ti^piil;», con sale o senapa, 

iiìatcvt le niAiii ammalato, e gradatamente, 
..Ito versare da una persona sull'acqua te- 
pida aequa bollente. Vi parrà subito di non 
poter resistere: ma siate forti e, a mano a 
mano, resisttn-ete benissimo. Quando l'acqua 
s;irà bollente al punto da fumire nella ca- 
tinella, e voi, anche contorcendovi un po', 
giudicherete giunto l'apice della tollerabilità, 
to^'liete via lo mani. Esse sai-anno divenute 
livide: ma ben presto, asciugate con un pan- 
no, riprenderanno 11 loro colore e cesseranno 
di darvi prurito. Ripetete per pochi giorni 
quotidianamente l'operazione, e tutto sarà 
scomparso. 

Altri metodi consistono in un rapido, ri- 
petuto pas.saggio dall'acqua bollente di una 
oatinolla, all'acqua freddissima di un'altra 
(se l'operazione si fa di sera, le mani po- 
tranno, dopo, spargersi di finissima polvere 
'.i riso e fasciarsi con pezzuole di tela); nella 
ntura di Iodio, adoperata con precauzione 
tse no si corre il rischio di soffrire di più 
per la caduta della pelle). 

Se, poi, le vostre mani sono screpolate sol- 
tanto, limitatevi a fregar la parte sofferente 
col sugo d'una cipolla. 



Dopo avervi detto che non vi dovete scal- 
dare quando vi trovate all'aria aperta, voglio 
indicarvi il modo di scaldarvi quando vi tro- 
vate chiusi nelle vostre camere. Vi sng^reri- 
sco un rimedio contro il freddo ai piedi, ed 
una bevanda contro il freddo allo stomaco. 

Chi è costretto a restarsene lunghe ore 
a tavolino, a scrivere o a cucire, sa quanto 
sia penoso sentirsi gelate le estremità. I piedi 
freddi danno un senso di malessere, che atro- 
fizza ogni facoltà mentale. Avviluppate, dun- 
que, come non sdegnano le elegantissime si- 
gnore di Pietroburgo,! vostri piedi, al di sopra 
della calza, in un foglio di carta, e poi met- 
tete pure le scarpe. L'aria, così, non vi può 
più penetrare, e, quindi, il freddo cessa im- 
mancabilmente. Preferite, invece, un altro ri- 
medio? Servitevi della senapa. Ba.sta che ne 
spargiate appena l'interno delle calze perchè 
scompaiono, col riscaldarsi delle estremità, 
tutti i malanni che si devono all'affluenza 
del sangue al centro dell'organismo. 

Ed ecco, ora, la bevanda. Si tratta d'un 
cfiffè e latte all'egiziana, ottimo per scaldarvi 
con dolcezza lo stomaco. Versate in una coppa 
di cristallo, o di terra;,'lia, tanto caffè e tanto 
latte freddo quanto vi basti: frullatevi den- 
tro dei torli d'uova (uno per persona), ag- 
giungetevi lo zucchero necessario ed un bic- 
chierino di cogline. A fuoco lento farete cuo- 
cere, agitando piano con un mestolino, tutto 
ciò: e quando il contenuto (che, naturalmen- 
te, si troverà in un recipiente di latta», salirà, 
per il bollore, fino all'orlo, versatelo nelle 
tazze e servite. 



* * 

Ma passiamo a qualche consiglio che ri- 
guardi le vostre..., suppellettili. 

Molti commettono l'errore di mandare al 
bucato le lanerie. Niente di più disastroso: 
esse si restringono, si consumano, durano la 

L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto 
il rimedio delie malattie 



metà. Via la ;......,. .....i, o fato d,i v,.i stesse: 

con venticinque grammi di bicarbonato di 
soda In mezza vasca d'acqua fredda, ci ver- 
rete a capo presto e bene. Tutfate la maglia 
nella soluzione, lasclatevela dodici oro, e, nel 
toglierla, badate di non torcerla affatto ma 
di risciacquarla soltanto nell'acqua pura, fin- 
ché dall'acqua medesima sia scomparsa ogni 
traccia di torbido. Infine, sempre senza tor- 
cerla, levatela dalla vasca per distenderla 
all'ombra. Gocciolerà, ma non Importa: po- 
trete sottoporvi una catinella, se la corda 
dove su cui la tendete è in una stanza. 

Volete, ora, sapore come si conservano gli 
ombrelli? In un.a maniera semplicissima; te- 
nendoli sciolti. È un grave errore arroto- 
larli: lo strofinio della seta contro la mano 
lascia che quella si incida e si .scolori presto, 
dove è piegata longitudinalmente. L'ombrello 
sciolto non è estetico: ma dura il doppio. 



Eccovi, adesso, qualche utile ricetta. L'in- 
chiostro azzurro è molto ricercato dalle si- 
gnore: per ottenerlo denso come quello ci- 
nese, sciogliete in una sutficien 'e quantità di 
acqua, un'onc'a gras.sa d'indaco fino, un'on- 
cia d'acido solforico, e un'oncia grassa di al- 
lume. Fate precipitare la soluzione aggiun- 
gendovi un po' di sotto-carbonato di potas.sa. 

Vediamo, adesso, come si può imbandire 
un'ottima trota alla genovese. Mettete nella 
casseruola un pezzo di burro con funghi, 
prezzemolo e cipolle tagliate. Appena tutto 
sarà cotto, aggiungete uno crosta di pane 
che avrete fatto già cu>^cere nel vino insieme 
colla trota. Ne risulterà una salsa magnifica, 
entro cui voi servirete, dopo averla fatta goc- 
ciolare per bene, la trota. 

Non posso chiudere meglio questo " re- 
parto culinario „ che insegnandovi a confe- 
zionare la storica focaccia dei Re Magi, di 
cui, in Francia, il giorno dell' Epifaniai, non 
manca nessunissima mensa. Essa contiene 
un chicco di fava, e colui al quale tocca in 
sorte la fetta che lo racchiude, viene dichia- 
rato Re o Regina ed imposto ai festeggia- 
menti degli altri. L'usanza si vuol derivata 
da una cerimonia ecclesiastica degli antichi 
tempi, consistente nell' eleggere fra i cano- 
nici colui il quale doveva officiare nel giorno 
dell'Epifania. 

Ma basta con la storia: veniamo presto 
alla ricetta. Lavorate tre rossi d' ovo con 
150 grammi di zucchero, aggiungetevi cin- 
quanta grammi di farina di patate, poi 150 
grammi di mandorle dolci sbucciate, poi il 
sugo e la superficie raschiata di un arancio 
e mezzo. A questo miscuglio unite, in ulti- 
mo, le chiare delle tre ova, versate tutto in 
una scatola di carta unta di burro alla gro.s- 
sezza di un dito e mezzo, e cuccete al fuoco, 
a moderatissimo calore. 

Le guarnizioni, a cottura finita, le farete 
con la chiara d' ovo, lo zucchero a velo, 
l'agro di limone ed il rosolio, adoperando una 
sola chiara d'ovo, 130 grammi di zucchero 
un quarto di limone, ed una cucchiaiata di 
rosolio. Coperta che abbiate la focaccia con 
questo miscuglio, essa asciugherà da sé, senza 
bisogno di fuoco. Non dimenticate la favai 

ricostituente, la salute delle donne, 

denli nrn;ini rlinpr^nti 



- G2 - 

EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

FEBBRAIO 



1 (1886). — Il capitano Lado dei RR. Ca- 
rabinieri, nato ad Ozieri, essendo rovinata a 
Benevento gran parte di un edifizio destinato 
a scuole elementari femminili, penetra per 
11 primo carponi sotto le macerie, e riesce a 
salvare due bambine che ancora erano nella 
scuola al momento della rovina. 

a (1864). — Il brigadiere Forloni ed i 
carabinieri Rizzi, Favalta, Lucarini e Ber- 
nardi, della stazione di Acerenza, sono cir- 
condati da 25 briganti a cavallo. Il Forloni 
e il Favalta muoiono combattendo e racco- 
mandando ai compagini l'onore della divisa: 
poi muore il Rizzi. Gli altri due si ritirano 
sovra un'altura, e quantunque il moschetto 
del Bernardi sia divenuto inservibile, resi- 
stono per un'altra mezz'ora, fin quando non 
sopraggiunge in loro soccorso una compagnia 
di G. N. mobile. 

3 (1834). — Giovanni Battista Scapaccino, 
carabiniere a cavallo, d'Incisa Belbo, tor- 
nando da Chambery alla stazione d'Echèlles, 
trova occupata la caserma da una banda ri- 
voluzionaria. Afferrate le redini del cavallo, 
gli intimano di gridare Viva la Beptibblica: 
egli risponde col grido di Viva il Re, ed è 
ucciso da due fucilate. 

4 (1812). — La fortezza spagnola di Peni- 
scola, di lesa da 1000 uomini con 66 cannoni, 
capitola dopo otto giorni d'assedio, investita 
dal lo reggimento leggero italiano coman- 
dato dal colonnelo Arese, dirigendo i lavori 
d'approccio i capitani Vacani e Guaragnoni. 
Il maresciallo Suchet esprime la sua piena 
sodisfazione per gli assedianti. 

5 (1861). — Alcuni briganti della banda 
Chiavone tentano una sorpresa notturna al 
villaggio di Cese, sulle montagne di Civitella 
Rovereto. Ma il parroco don Vincenzo Tomei 
dalle finestre di casa tira contro di essi pa- 
recc-hl colpi di fucile, mentre il campanaro 
.suonando a stormo fa accorrere la truppa 
ohe trova due briganti feriti. 

6 (1864). — Un drappello di ussari di 
Piacenza ed un plotone dell' 11» bersaglieri, 
perlustrando le rive dell' Ofanto, incontrano 
due briganti a cavallo che si gettano nel fiu- 
me per passarlo a nuoto. Gli ussari tirano 
qualche colpo di moschetto che va a vuoto. 
Il bersagliere Botta si spoglia, ed armato 
della sola daga si getta nel fiume, raggiunge 
un brigante e lo fa prigioniero. 

7 (1862). — In Ni astro, Giovanni Pazzi 
tamburino del IT» fanteria, riportando una 
grave ferita alla spalla, salva la vita ad un 
brigadiere di P, S. che, stramazzato a terra, 
stava per essere finito da alcuni malfattori 
armati di stili. 

8 (1846). - A Salto Sant'Antonio, nel- 
l'Uruguay, la legione Italiana comandata da 



Garibaldi, attaccata da forze molto superiori, 
fa prodigi di valore respingendo la cavalleria 
e distruggendo la fanteria nemica. France- 
sco Anzani, di Alzate, già ferito, rimasto a 
guardia del forte con 12 uomini validi e po- 
chi ammalati, alla intimazione d'arrendersi 
risponde con la minaccia di dar fuoco alle 
polveri facendo saltare il forte. L' Anzani, ve- 
nuto con Garibaldi in Italia nel 1848, morì 
appena arrivato a Genova. 

9 (1889). — In Licata (Girgenti) i cara- 
binieri Nunzi e Faulisi Inseguono cinque 
malfattori armati, che già avevano gi-ave- 
mente ferito una guardia daziaria. Da una 
nuova scarica, il Faulisi riceve una grave 
ferita all'addome, ma ciò non ostante si rialza 
ed insegue i feritori, sparando contro di essi 
vari colpi di rivoltella, fino a quando egli non 
è caduto morto. 

10 (1805). — Due distaccamenti di reg- 
gimenti italiani, imbarcati su piccole navi da 
trasporto, sono assaliti da legni inglesi nel 
tragitto da Caiais a Boulogne, e li respingono. 
Sono encomiati solennemente il tenente Vet- 
tori, il sergente Jacquet, ed il volontario Bel- 
trami morto durante il combattimento. 

11 (1814). — Carlo Signoretti, di Barge, 
dopo aver fatto con grande onore tutte le 
campagne napoleoniche, combattendo a Ma- 
rengo, Austerlitz, Eylau, Wagram ed Jena, e 
nella campagna di Russia, in quella di Fran- 
cia, comandando l' li» reggimento di fanteria 
francese, difende per ventiquattro ore la po- 
sizione di Nogent sur Seine contro gli al- 
leati, perdendola e riconquistandola per due 
volte. 

la (1813). — Il generale Palombini, di- 
retto da Madrid in Biscaglia, guidando egli 
stesso un battaglione, sgombra le alture di 
Posa occupate da 4000 Spagnoli, e mentre 
sopraggiungono altre truppe della sua divi- 
sione li mette in fuga, meritando particolari 
elogi gli ulficiali Matteucci, Abati, Bernardini, 
Del Finto, Baccarini e Rasi. 

13 (1861). — Le batterie costruite per 
battere la piazza di Gaeta aprono simultanea- 
mente il fuoco. Molti soldati cadono morti o 
feriti: un cannoniere della batteria Vinai si 
fa amputare un braccio senza lasciare il suo 
posto, e dice al capitano che lo conforta: " Mi 
dispiace soltanto di non potere più far fuo- 
co! „ Scoppia nella piazza la polveriera Tran- 
silvania e Gaeta capitola. 

14 (1814). — Giacomo Pasquale, nato nel 
Biellese, guardia del genio di 1» classe, rin- 
chiusosi con 100 soldati il 27 settembre 1813 
nel castello di Monzon (Aragona), ottiene ono- 
revole capitolazione dopo Ito giorni d'asse- 
dio dal nemico ohe lo assediava con 3000 
uomini. 

(Continua a pag, 66). 



- 63 - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




3. - LEONARDO DA VINCI 
(Vinci presso Empoli 1452-1519) 

una delle più grandi figure del Rinascimento italiano, pittore, scultore, architetto, scrittore, 
pensatore, scienziato, vero ingegno universale. A dargli gloria come pittore bastano il Ce- 
nacolo di S. M. delle Grazie, capolavoro che muore ma che resta pur sempre una delle 
più sublimi creazioni dell'arte, la Vergine delle Rocce, la Gioconda. 



GENN.-PBBBR. 1908 



-^ 64 - 



(6» Settimana) 



26 Domenica! ""e^ta delia S. Famìglia, 
26-341 istituita da Leone XIII 

' nel 1892. — B. Alberigo, 

abate dell'ordine cistcrciense, morì l'a. 1109. 
— S. Atanasio, vescovo di Sorrento, sul prin- 
cipio del see. VI. — S. Teofanie, da Cento- 
celle (sec. VI). — S. Policarpo, vescovo e mar- 
tire. Ebbe la bella sorte di conversare con 
quelli che avevano veduto Gesù Cristo. Fu 
ordinato vescovo di Smirne da S. Giovanni 
evangelista l'anno 96. Fervendo la persecu- 
zione e condotto davanti al proconsole, ne- 
gando di sacrificare agli dèi, venne martiriz- 
zato l'anno 166. 

Memorandum. — C U. Q. a ore IC.l"". 



27 Lunedì 

S7-340 



S. Giovanni Crisostomo 

detto Crisostomo da due 
voci greche significanti 
hocca d'oro, per la sua straoi-dinaria eloquenza. 
Promosse utilissime riforme e tentò correg- 
gere i costumi. Molti perciò lo presero a 
odiare e x'iuscirono a farlo esiliare. Morì, dopo 
molte persecuzioni sofferte, l'anno 407. — 
B. Manfredo Settàla, milanese, eremita. — 
S. Devota, vergine còrsa, martire nella perse- 
cuzione di Diocleziano (284-305). — S. Flavia- 
no, romano, martire a Montefiascone (sec. IV). 
— S. Emiliano, vescovo di Trevi, l'anno 298, 
martire. — S. Mario o Maio (555) monaco, 
venerato a Forcalquier. — A Catanzaro festa 
patronale di S. Vitaliano. 

Memorandum. — Natalizio di Guglielmo II 
imperatore di Germania (1859). — Oggi pa- 
gamento degli stipendi agli impiegati gover- 
nativi. 



28 Martedì 1 S. Cirillo, vescovo. 
S8-339 Oriundo d'Alessan- 

dria d'Egitto. Venuto a 



morte Teofllo suo zio, egli ne fu degno suc- 
cessore. Il suo zelo e la sua dottrina riful- 
sero quando l'eresiarca Nestorio, patriarca 
di Costantinopoli, sostenne esservi in Cristo 
due persone, e Maria non essere madre di 
Dio. Ad Alessandria è celebrata la sua pa- 
tronale il 9 febbraio. 11 santo vescovo morì 
nel 444. — B. Bartolomeo da Pisa, monaco 
camaldolese, morto l'a. 1224. — S.Paolino, 
patrono di Aquileia, oriundo del Friuli, dove 
è festeggiato (726-804). 



Memorandum. 



29 Mercoledì! S. Francesco dì Sales. 

29-333 Vescovo di Ginevra, 

^ morì a Lione l'a. 1622. 

Fu dichiarato pi-otettore dei Seminari delle 

missioni estere. — S. Aquilino, prete, marti- 



rizzato dagli ariani a Milano, patrono dei fac- 
chini (sec. VI). — B. Villana Botti, matrona, da 
Firenze, del terz' ordine domenicano, motta 
l'anno 1370. — A Perugia festa patronale di 
S. Costanzo. 

Memorandum. — Oggi, domani e domau 
l'altro, ultimi giorni di gennaio, a Milano e 
in altri luoghi della Lombardia, sono detti i 
tre giorni della Merla, e si crede che siano 
giorni freddissimi. 



30 Giovedì l^- 'PPOl'to, prete, mart. 
30-33*? 1 D'Antiochia, corona- 

to di martirio nella per- 
secuzione di Decio (250-2511. — S. Aldegonda, 
vergine, abbadessa, morta l'a. 680. — S. Fe- 
lice III, papa dal 483 al 492. — S. Armentario, 
vesc. di Pavia (sec. Vili). — S. Savina, ma- 
trona, da Lodi (sec. IV). — S. Giovanni pa- 
triarca di Alessandria (608-619). Ebbe il so- 
prannome di elemosiniere per le sue generose 
elargizioni ai poveri. 



Memorandum. 



3 1 Venerdì 1 S. Giulio, prete. 

31-336 Onorato nell' isoletta 

omonima nel lago d'Oi-- 
ta (Novara), ove riposa il suo corpo (330-400). 
— S. Marcella, vedova romana (sec. V). — 
S. Ciro e Giovanni, martiri, onorati a Vico 
Equense (Napoli). — S. Geminiano, vescovo 
di Modena. Festa patronale a Modena ed a 
Pontremxoli. 



Memorandum. 

miniano. 



A Modena fiera di S. Ge- 



1 Sabato 

32-335 



S. Severo, vescovo. 

Vescovo di Ravenna 
dal 283 al 348. - B. An- 
tonio Peregrino, della famiglia Manzia, morto 
l'a. 1267, onorato a Padova. — B. Andrea, da 
Segni (Roma), minorità ad Anagni, a' tempi di 
Bonifacio Vili. - Festa patronale di S. Ver- 
diana a Castelflorentino. 

Memorandum. — Agli albi municipali si 
pubblicano per 15 giorni le liste elettorali, 
commerciali e la lista di leva. — Cessa nella 
provincia di Cagliari il permesso di caccia 
minuta. — Per questo mese e per tutto marzo 
sono vietati la pesca e il commercio dei te- 
moli dei latterini: e sino a tutto maggio la 
pesca delle ariguste. — Estrazione del prestito 
a premi della Croce Rossa Italiana e del Pre- 
stito Unificato fiorentino 1880. — Scadenze 
cuponi Prest. a premi e frutt. della città di 
Napoli (1871). 



FEBBRAIO 1908 



- 65 -- 



(6» Settimana) 



2 Domenica I Purificazione di Maria. 
33-33'! Cerimonia speciale 

presso gli ebrei, pre- 



scritta alle madri (vedi nel Levitieo capo XII 
Ters. 6-8) ed adempita anche da Maria. S. Ser- 
gio I papa ne istituì la festa verso il 689, ag- 
giungendovi la processione delle candele. — 
8. Lorenzo, benedettino italiano, vescovo di 
Canterbury, morto l'anno 619. Patronale della 
diocesi di Cuneo. — 8. Rodippo, vescovo di 
Lentini (Siracusa). 

Memorandum. — ® L. N. a ore 9,37"'. — 
Un noto proverbio toscano intorno alle vi- 
(-ende meteorologiche di oggi,_dice: " Per la 
--.inta Candelora [la J'unficazi'one], se nevica 

■ se plora [piove], dell' inverno siamo fuora ; 
-..' è sole o solicello, siamo a mezzo inverno „. 

- Capodanno cinese. Primo giorno della pri- 
vì!i luna dell'anno Vu-scen (anno 45 del 76» 



3 Lunedì 1 S. Biagio, martire. 

34-333 Nativo di Sebaste 
(Palestina), medico e 



vescovo della stessa città, martirizzato verso 
l'anno 316. — S. Lorenzo, vescovo di Spoleto 
dal 552 al 563. - S. Gilberto, mart. — S. Ade- 
lino, abate di Celles (Liegi), trasse vita romita 
in quel cenobio con altri compagni, e mori 
nel 690. Le sue ceneri riposano a Wiset, pic- 
cola città sulla Mosa, dove nel 1338 fu pure 
trasportato il capitolo di Celles. 

Memorandum. — A Modena, commemora- 
zione patriottica del tentativo insurrezionale 
di Ciro Menotti (1831). — Oggi in Livorno co- 
mincia il Carnevale, per speciale costumanza 
della città in seguito ad un voto fatto nel 1742 
dopo nove fortissimi terremota 



4 Martedì 1 ^- Gelasio, martire. 
35-332 Morto per la fede a 

'Fossombrone coi santi 

Aquilino, Gemino, Magno e Donato. — S. Ve- 
ronica o Berenice, di Edessa: colei che, se- 
condo la pia tradizione, avrebbe asciugato a 
Gesù condotto a morte il volto madido di 
sudore e sangue (sec. I). — S. Giuseppe da 
Leonessa (Aquila degli Abruzzi) cappuccino 
(1556-1612). 

Memorandum. — Principio del nuovo anno 
per i mussulmani. — Festa di 3. Agata a Ca- 
tania, col giro del Santo Corpo. Passeggiata 
delle 'ntuppatedde (ora presso che in disuso). 
— Genetliaco della Principessa Maria Elisa- 
betta, Duchessa di Genova, madre della Re- 
gina Margherita (1830). 



5 Mercoledì 

36-331 



S. Agata, verg., mart. 

Siciliana: sabì il 
martirio per la fede 
l'a. 251, sotto l'imperatore Decio. È U patrona 
di Catania, — 8. Abramo, tp«oovo. martir* 
di Arbfllla, oadnto. sAooodo Soaomezio. Balla 



persecuzione di Sapore (348). — S. Avito, ar- 
clveso. di Vienna, nativo dell'Alvernla, eletto 
nel 490 e morto nel 525. — S. Alice, vergine. 
Vuoisi che questo vocabolo sia il femminile 
di Alessio. 

Memorandum. — La repubblica di San Ma- 
rino festeggia l'anniversario della sua libera- 
zione dal card'. Alberoni (1740): le campane 
della città e dei castelli suonano a festa già 
da tre giorni. — Festa e fiera di S. Agata al 
Bisagno (Genova). — Pagamento delle pen- 
sioni governative di prima categoria (non ol- 
tre le 500 lire annue). 



6 Giovedì 

37-330 



S. Dorotea, verg., mart. 
Di Cesarea di Cap- 

padocia, mart. l'a. 308. 
— S. Giacinta Marescotti, istitutrice dell' ar- 
ciconfraternita dei Sacconi morta nel 1G40, 
venerata a Viterbo (Roma). — S. Amando, 
vescovo di Maestricht, oriundo francese. Fu 
l'apostolo delle Fiandre e degli slavi della 
Corinzia. Morì nonagenario nel 675, e le sue 
spoglie riposano nella chiesa dell'abbazia di 
Elmon, che porta il suo nome (Butler). 

Memorandum. — Nascita del Principe Tom- 
maso, Duca di Genova (1854). 



7 Venerdì 

38-329 



S. Romualdo, abate. 

Nativo di Raven- 
na, della famiglia degli 
Onesti, fond. dell'eremo di Camaldoli e del- 
l'ordine de' Camaldolesi, con la regola bene- 
dettina: 956-1027. — S. Riccardo, re d'Inghil- 
terra, morto a Lucca, recandosi pellegrino 
a Roma, l'a. 771. — S. Teodoro, soldato, mar- 
tire sotto Licinio (314-323) in Eraclea del 
Ponto. 

Memorandum. — 



8 Sabato 

39-328 



S. Giovanni di Matha 
e S. Felice di Valois. 

Fondarono l'ordine 
dei Trinitarii, per il riscatto dei cristiani schia- 
vi dei Turchi; 1169-1213. — S. luvenzio o 
Evenzio I, vesc. di Pavia (sec. II). — S. Ono- 
rato Castiglioni, vesc. di Milano dal 568 al 572 
(o 580 secondo il Sassi), morto esule a Genova. 
— S. Paolo, vescovo di Verdun. Morì nel 634 
e fu sepolto nella chiesa della stessa città, 
che porta il suo nome. — S. Pietro Igneo, mo- 
naco vallombrosano che combattè oontxo la 
simonia, e morì nel 1088. 



Memorandua. 



V Olio 



é il 



lA rieaitltuMts. la lalirts dalla donna. 



{FEBBRAIO - Vedi a pag. 62). — ^ 

15 (1807). — Francesco Signoretti, cH 
Barae, capitano nel 21» dragoni francesi, as- 
salito improvvisamente a Weissenstein, con 

I suoi uomini appiedati, da 500 cosacchi, li 
affronta e con un vivo fuoco li mette in fuga, 
meritando d'essere portato all'ordine del 
giorno dell'esercito. Si segnalò poi In Spagna 
combattendo a Figuerola contro gli Inglesi, 
e nella giornata di Waterloo dove condusse 
ripetutamente alla carica gli squadroni del 
4» ussari. 

16 (1896). — Il tenente Cesare Cisterni 
del 190 fanteria, mandato dal forte di Adigrat 
In recognizione verso il passo di Seetà occu- 
pato dai ribelli, Incontrate numerose bande, 
con soli 66 uomini ne sostiene l'urto, e quan- 
do è minacciato da ogni parte si ritira, sem- 
pre combattendo, fino al forte dal quale era 
partito. 

(1808). — Le truppe vicereali delle di- 
visioni italiane Pino e Lechl, ed i napole- 
tani condotti dal Carrascosa, combattono gli 
Spagnoli a Llinas. 11 colonnello Balabio slan- 
cia i dragoni Napoleone sulle batterie nemi- 
che: gli ufiQciali Bovio e Scanagatti Giovanni 
sono i primi a slanciarsi su due cannoni. I 
capitani Gagliardi e Schiazzetti inseguono 
il nemico che lascia sul campo molti morti 
e feriti; e gli fanno 1400 prigionieri compreso 

II generale di brigata Gamboa, prendendo 
inoltre 2 bandiere e 10 cannoni. 

17 (1885). — Beniamino Leone, appun- 
tato dei RR. Carabinieri, affronta solo con 
singolare coraggio due facinorosi, e quantun- 
que ferito da un colpo di fucile, li insegue, 
poi penetra in una casa di Cerignola dove si 
sono rifugiati, e li arresta. 

18 (1814). — Francesco Domenico Rusca, 
medico, arruolatosi nell'esercito francese nel 
1794, inalzato al grado di generale nel 1796, 
dopo essere stato ferito alla battaglia della 
Trebbia, ebbe nel 1809 il comando di una 
divisione. Meritata fama nel 1813 in Tirolo, 
avuto il comando delle riserve e delle guar-- 
die nazionali nel 1814, muore difendendo la 
città di Soissons contro gli alleati. 

19 (1869). — Parte della 3* compagnia 
del 9o fanteria distaccata a Leonforte (Sicilia) 
circondata una masseria in contrada Cipolla, 
dove sono rinchiusi circa 50 briganti, non 
ostante la loro viva resistenza ne uccide 25 
e fa gli altri prigionieri. 

20 (1810). — A Vicque, in Spagna, il reg- 
gimento italiano dragoni Napoleone, soste- 
nuto da poca artiglieria, carica la cavalleria 
spagnola disordinandola e facendo un mi- 
gliaio di prigionieri. Il dragone Francesco 
Baratelli si slancia primo fra i nemici e s'im- 
padronisce di una bandiera; 11 dragone Mo- 
netti ricupera un pezzo d'artiglieria già pre- 
so dagli Spagnoli. 

«1 (1862). — Alessandro Marchesi, sotto- 
tenente dell'Ilo fanteria, con soli 30 soldati 
mette in fuga dal villaggio di San Pietro (Sala 
CouHiliua) 150 briganti, impadruueadosl di 
m-mi, cavalli e muniziont 



»a (1850). - Appena letta, in corte d'as- 
sise a Tonno, la sentenza contro i 17 com- 
ponenti la banda Artusio, questi si avventano 
contro i sei carabinieri che stavano a loro 
guardia, tentando di disarmarli. Il maresciallo 
Panizza, afferrato per il collo dal più furente 
dei ribelli, lo uccide; l'energia ed il sangue 
freddo dei cinque militi riesce a sottomet- 
tere gli altri. 

a3 (1813). — Il 4° reggimento cacciatori 
a cavallo italiani, comandato dal colonnello 
Erculei, assalito da 4 reggimenti russi fra bo- 
schi e paludi vicino a Stanberg, si difende 
valorosamente, lasciando sul campo 700 fra 
morti e feriti. Il capo squadrone Giovanni 
Re, con gli ufficiali Beccaria, Bordogni e 
Franzi, salva un convoglio di 40 carri di 
feriti. 

24 (1863). — Il sottotenente Camillo Lau- 
ri, del 39» fanteria, visti alcuni briganti a ca- 
vallo internarsi in un bosco vicino alla mas- 
seria Francavilla (Benevento) li assale con 
16 uomini. Trovatosi ciicondato da 80 bri- 
ganti, tenta di aprirsi una strada con la baio- 
netta; ma dopo una lunga mischia a corpo a 
corpo, nessuno cedendo le armi, tutti cadono 
intorno al loro ufficiale. Si segnalano fra i ca- 
duti, il sergente Parisini bolognese, il capo- 
rale Biagio Benciveuni, i soldati Fantazzini, 
Taddia, Gamberini, Lodovisi e Bettini. 

25 (1809). — I dragoni Napoleone, co- 
mandati dal colonnello Balabio, al ponte della 
Gaya, caricano gli Spagnoli in testa alla di- 
visione Pino, facendo 1800 prigionieri. Si di- 
stinguono particolarmente il capo squadrone 
Schiazzetti, i capitani Lonati e Palombini, i 
marescialli d' alloggio Bertarelli, Morandi, 
Alessandri e Porro. 

26 (1889). - Il brigadiere Giovanni Bac- 
chetta, comandante la stazione di Montalto 
Pavese, riesce a sorprendere in un' osteria 
un pericoloso delinquente evaso dalle carceri 
di Voghera, e pur sapendolo armato e di 
forza erculea l'arresta, e lo trattiene quan- 
tunque gli cada nella lotta il moschetto. 

2y (1864). - Nel territorio di Rionero 
(Basilicata) sette bersaglieri del 35° battaglio- 
ne comandati dal caporal maggiore Appia, di 
Saluzzo, assaliti da una cinquantina di bri- 
ganti, pur avendo aperta una via di ritirata, 
non fuggono, • preferendo morire uno dopo 
l'altro con l'armi alla mano. 

(1869). — 11 brigadiere Chiaffredo Sergia 
affronta solo tre malfattori evasi dalle car- 
ceri di Bari, ed afferratone uno, intima agli 
altri due l'arresto. Essi cercano lo scampo con 
la fuga, ma il Sergia affidato ad una guardia 
nazionale il prigioniero, li insegue armato 
di sola rivoltella, e li arresta dopo averne 
ferito uno. 

28 (1806). — Il tenente Strocchl, nelle 
montagne di Pomarico (Matera) con pochi 
uomini, fa prigioniero il famigerato Rodio, 
capo di numerose bande reazionarie. Giu- 
seppe Bonaparte, allora re di Napoli, lo prò* 
Sttaore capitano e gh regala 500 scudi. 



- 67 - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




4. - GIOVANNI ANTONIO BOZZI detto il SODOMA 
(Vercelli e. 1477-1549) 

visse prima a Milano, dove forse fu scolare di Leonardo, poi a Siena dove fondò o rin- 
novò la gloriosa scuola senese. Egli è indubbiamente uno dei più grandi maestri italiani. 
Il suo capolavoro è l'Estasi di Santa Caterina. Fu meraviglioso anche come decoratore e fr©- 
•cMsta, e ne fanno fede t suol lavori alla Farnesina di Roma. 



FEBBRAIO 1908 



— 6b — 



(7a Settimana) 



9 Domenica |S-Apo"o'*'a'^«f 9' 'n*^- 

40-337 I D'Alessandria d'Egit- 



to. Sofifrì l'a. 249, fra 
le altre pene del martirio, la rottura dei denti, 
e i fedeli perciò si raccomandano alla sua 
Intercessione appunto nel mal di denti. Festa 
patronale ad Asso (prov. di Como). — S. Rai- 
naldo, vescovo di Nocera dal 1222 al 1225, e 
protettore della stessa città. — B. Erizzo dei 
Caponsacchi, generale della congregazione di 
Vallombrosa, morto l'anno 109i, ricordato 
nella diocesi di Fiesole. 

Memorandum. - 3 P. Q. a ore 5,28"». - 
Anniversario della proclamazione della Re- 
pubblica Romana (1819). 



10 Lunedì 1 ^' scolastica, vergine 
41-326 di Norcia (Spoleto), so- 

— ' rella di s. Benedetto, 

morta l'anno 543. — S. Sotera, vergine ro- 
mana, martire l'a. 304. - 8. Guglielmo, ere- 
mita, morto l'a. 1157, nella solitudine detta 
Stabulum Khodis (Radicofani). — B. Leonardo 
da Foligno, minorità, nato l'a. 1204, morto 
nel 1290. 

Memorandum. — Scade la prima rata bi- 
mestrale delle imposte dirette eraiiali e so- 
vrimposte comunali e provinciali. Non pa- 
gando entro gli otto giorni successivi alla 
scadenza, il contribuente incorre nella multa 
del 4 o/o- 



1 1 Martedì | ^®^*' ^®**® Fondatori 

42-335 dell'Ordine de'Serviti o 
' Servi di Maria : tutti fio- 



rentini (sec. XIII). — S. Castrense, o Castrese, 
vescovo, patrono di Marano di Napoli (428 477). 
— Ss. Rullino, e compagni, martiri, onorati a 
Pistoia. — B.Nicola da Giovinazzo (Bari delle 
PuiJilie), domenicano, morto Tanno 12G5. — 
S. Lazzaro, vesc. di Milano, 438-449. — S. Ca- 
locero, vescovo di Ravenna, 127-132. — Ss. Ip- 
polito e compagni, martiri, onorati a Pistoia. 

Memorandum. — Pellegrinaggio al Monte 
Senario, presso Firenze. 



12 Mercoledì | S. Gaudenzio, vescovo. 
43-324 Governò la chiesa di 

■ Verona (seo. V). — S. Be- 
nedetto Rovelli, vesc. d'Albenga (sec. IX), pa- 
trono di Taggia (Porto Maurizio). — 8. Mo- 
desto, diacono m. a Benevento (sec. Ili o IV). 
— 8. Goslino, ab. benedettino, morto oirca 
l'a. 1061, ricordato a Torino. 

Memorandum. — Fiera a Taggia (prov. di 
Porto Maurizio). Dura tre giorni. — Paga- 
mento delle pensioni governative di terza 
Mtegoria (superiori a L. 2000 annue). 




S. Giuliano, martire. 

Subì il martirio a 
Lione. — Ss. Fosca, ver- 
gine, e Maura, martiri a Ravenna, circa l'anno 
250. — S. Caterina de'Ricci, da Firenze, dome- 
nicana, nata nel 1522, morta nel 1589 (Migne), 
venerata a Prato (Firenze). — S. Poliuto, m., 
ufficiale nell' esercito imperiale, soffrì il mar- 
tirio durante la persecuzione di Decio. E ono- 
rato a Mentina. — Patronale di S. Flaviano a 
Gerace Calabro (Reggio Calabria). 

Memorandum. — Anniversario della resa 
di Gaeta. Festa dell'arma del Genio. 



14 Venerdì 

45-323 



S. Valentino, prete. 

Martire a Roma (269). 
È fama eh e l'imperatore 
Claudio I, udito della riputazione che Valen- 
tino godeva presso gli stessi pagani, volle ve- 
derlo, ma cedendo ai tristi consigli de' suoi 
cortigiani, dopo crudeli tormenti lo mandò a 
morte. — Ss. Modestino, Fiorenzo, e Flaviano, 
patroni di Avellino (305). — S. Antonino, ab. 
cassinese, protettore di Sorrento (Napoli), 
morto l'a, 625. — 8. Ausenzio, eremita nella 
Bitinia (470). — Ss. Vitale, Felicola e Zenone, 
martiri a Roma. — 8. Eleucadro, vesc. di Ra- 
venna (sec. II). 

Memorandum. — In Inghilterra e nelle co- 
lonie, festa di S. Valentino : scambio di doni, 
spesso umoristici, tra i fidanzati e altre coppie 
legate d'affetto. 



15 Sabato 

46-331 



Ss. Faustino e Giovita, 

Martiri della tei-za 
persecuzione sotto l'im- 
peratore Adriano, l'a. 134. Appartenevano a 
distinta famiglia bresciana, ordinato il pri- 
mo sacerdote e diacono il secondo; esposti 
alle fiere, dicesi che queste li rispettassero, 
cosicché riuscito vano quel tentativo di mar- 
tirio, furono decapitati. — 8. Decoroso, vesc. 
di Capua (Caserta), morto l'a. 693. — S. Fau- 
sto, benedettino (sec. VI), ricordato a Roma. 
— S. Valfrido, abate a Monteverde (Avellino), 
morto l'anno 764. A Brescia ed a Cagliari fe- 
sta di precetto. • 

Memorandum. — Af&ssione all'albo preto- 
rio di ogni singolo comune delle liste elet- 
torali politiche e amministrative, sino alla 
fine di febbraio. — Chiusura della caccia nelle 
prov. di Aquila, Oaltaulssetta, Catania; della 
caccia ai soli quadrupedi nelle province di 
Napoli e (U iiozu». 



FEBBRAIO 1908 



— 69 — 



(8* Settimana) 



16 Domenica! Settuageslma, 

47-330 ossia settanta giorni 

' prima della Pasqua. — 

S. Samuele, profeta, fu giudice, o capo supre- 
mo degli Israeliti, e visse dal 2489 al 2947 del 
mondo (Migne). — S. Otiesimo, vescovo di 
Efeso (sec. II). Era nato in Frigia ed appar- 
teneva quale schiavo ad un cittadino conver- 
tito alla fede dall'apostolo San Paolo, dal 
quale ebbe egli pure il battesimo. Di lui l'apo- 
stolo si servì per mandare la sua lettera ai 
Colossesi. Fu martirizzato sotto l'imperatore 
Domiziano l'anno 95. — Ss. Procolo, Efebo, 
e Apollonio, martiri ricordati a Terni. — 
B. Gregorio X, papa dal 1271 al 1276, morto 
ad Arezzo. 

Memorandum. — 



17 Lunedi 1 s. canuto, 

48-319 re di Danimarca (1080- 

'1086). - S. Benedetto, 

benedettino, vescovo in Sardegna, venerato 
a Cagliari (sec. XII?). — B. Luca Belludo, mi- 
norità, morto l'a. 1269, onorato a Padova. — 
S. Crisauziano, m. presso Aquileia. 

Memorandum. — @ L. P. a ore 10,5™. 



18 Martedì I S. Simeone. 

49-318 i Vescovo di Gerusa- 

^lenirne, martirizzato 

sotto Traiano l'a. 106. Era nato poco prima 
di Cristo, acquistossi fama nella Chiesa na- 
scente, e fu eletto vescovo dopo il martirio di 
S. Giacomo Minore. Vecchio già di 120 anni, 
accusato di essere cristiano, subì il martino. 
— B. Benti voglio, minorità, onorato a S. Se- 
verino Marche (Macerata). — Ss. Costanza, At- 
tica e Artemia vergini a Homa: sec. IV. 

Memorandum. — Festa patronale di S. Fla- 
viano a Giulianova (pi-ov. di Teramo), con 
tiera. 



19 Mercoledì 

50-317 



S. Corrado, eremita. 

Dicesi appartenesse 
alle famiglie piacentine 
de' Gonfalonieri e de' Laudi (sec. IV), — S. Eli- 
sabetta Picenardi vergine servita (1428-1468), 
ricordata a Cremona ed a Mantova. 



Memorandum. — 



20 Giovedì 

51-316 



S. Eleuterio, patriarca, 
martire. 
Patriarca di Costan- 
tinopoli dal 484 al 491 circa. — S. Leone II, 
vescovo ili Catania, detto il taumaturgo: se- 
colo Vili. — B. Amata da Corano, minorità, 
sec. VIII. — B. Giovanni Gradonigo, da Ve- 
nezia, benedettino (sec. X). — Ss. Tirannione, 
Silvano, Péleo e Nilo, vescovi martiri in Fe- 
nicia. — S. Eucherio, vescovo di Orléans. 

Memorandum. — Entra il Sole In Pesci. — 
— Estrazione del prestito a premi della città 
di Barletta (1870). - Pagamento delle pen- 
sioni governative di seconda categoria (su- 
periori a L. 600, ma non a L. 2000 annue). 



21 Venerdì 

52-315 



S.Massimiliano, vesc. 

di Ravenna dal 646 al 
556. — S. Antimo, ve- 
scovo di Spoleto (sec. II). — S. Paterio, ve- 
scovo di Brescia verso l'a. 604. — S. Germano, 
abate di Granfe), oriundo di Treveri.Fu dap- 
prima discepolo di S. Arnulfo di Metz, quindi 
fondò un monastero sotto le regole di S. Co- 
lombano, che in seguito diresse. Venne assa- 
lito proditoriamente ed ucciso dal soldati di 
Bonifacio, perchè gli aveva rimproverato 1 
mali trattamenti usati verso gli abitanti (666). 

Memorandum. - Pellegrinaggio alla abbazia 
di Monte Cassino. 



22 Sabato 

53-314 



Cattedra di S. Pietro 
In Antioch-a. 

Rammenta il tempo del pontificato di 
s. Pietro, apostolo in quella città, dal 35 al 42 
(Mozzoni). Antiochia era una delle principali 
città orientali, sia pel numero degli abitanti, 
sia pel commercio ; S. Pietro dopo aver pre- 
dicato in Gerusalemme, prese la via di quella 
metropoli. — S. Margherita da Cortona, ter- 
ziaria francescana e celebre ppni tonte, morta 
l'a. 1297. — Ss. Talassio e Limneo, solitarii, 
contemporanei di Teodoreto. — S. Pascasio, 
vescovo di Vienne in Francia. — S. Avilio, 
secondo vescovo di Alessandria. 

Memorandum. — Anniversario della nascita 
di Washington (1732), festeggiato agli Stati 
Uniti d'America. Anche le Società della Pace 
celebrano quest'anniversario come loro festa. 



611 Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglla sono gli unici perfetti. 



FEBBRAIO 1908 



-70- 



(9» Settimana) 



23 Domenica! sessagesima, 

54-313 ossia sessanta giorni 

• ■ ' avanti la Pasqua. — 

S. Pier Damiano, cardinale, nativo di Ravenna 
(988); morto l'a. 1072; annoverato tra i dot- 
tori della Chiesa latina. — S. Romana, ver- 
gine, venerata a Todi (Perugia): a. 335 (Baro- 
nio). — S. Miloue, veso. di Benevento, morto 
l'a. 1076. — B. Nicolao, benedettino, morto 
l'a. 145G, onorato a Genova. 



Memorandum. 



24 Lunedì 

55-313 



S. Mattia, apostolo. 



- Era di Betlemme nella 
Palestina, fu discepolo di G. C. e poi ebbe la 
ventura di essere scelto come apostolo in so- 
stituzione del traditore Giuda; morì l'a. 42 
circa. — S. Primitiva, martire, ricordata a 
Roma. — Ss. Montano e compagni discepoli di 
s. Cipriano (259) martirizzati durante la perse- 
cuzione di Valeriano. — S. Pretestato, vesc. 
di Rouen, Fu ingiustamente accusato di aver 
preso parte ad una congiura di stato, e quindi 
esiliato. Di ritorno alla diocesi, venne aggre- 
dito ed ucciso a tradimento da un satellite 
della famigerata regina Fredegonda (588). 

Memorandum. — 



Martedì 

56-311 



S. Cesario, medico. 

S. Felice IV, papa dal 
526 al 530. — S. Aver- 
ambedue carmelitani, 
S. Gerlaudo, 



tane 9 beato Romeo 

morti a Lucca nel 1366 circa. - 

patro'io della città di Girgenti 



Memorandum. — C: U. Q. a ore 4,24«>. - 
Comincia la fiera di S. Mattia a Vercelli: tini- 
sce il 2 marzo. — Festa nazionale del Brasile 
(Anniversario della promulgazione della Co- 
stitu '.ione repubblicana). 



26 Mercoledì! S. Servolo, vescovo 
57-310 Uihe resse la Chiesa di 

— Verona (secolo VI). — 

S. Andrea, vose, di Firenze (sec. V). — S. Fau- 
stiniano, vesc. di Bologna (sec. VI). — S. Ales- 
sandro, patriarca di Alossandi'ia dal 313 al 326. 

Memorandum. — Cominciano gli esami 
scritti di ammissione alla Scuola di guerra in 
Torino, e durano 4 giorni. 



27 Giovedì 

58-309 



Ss. Alessandro, 
Abbondio, Antigono 
e Fortunato, martiri. 

Morirono per la fede durante la grande 
persecuzione degli imperatori Massimiano e 
Diocleziano (284-305). - S. Leandro, vesc. di 
Siviglia, morto nel 596 (Butler). — S. Nestore, 
vesc. di Sida e martire nella Panfilia militare. 

Memorandum. — Giovedì grasso (Berlingac- 
cio). Le Biblioteche governative sono chiuse. 
Sono pure chiuse le Scuole e non si riaprono 
di solito che dopo le Ceneri. — Oggi paga- 
mento degli stipendi agli impiegati gover- 
nativi. 



28 Venerdì 

59-308 



I S. Flaviano, vescovo 

di Como, verso gli an- 
'ni 542-560. - B. Anto- 
nia, da Firenze, vedova, minorità, morta l'an- 
no 1472. — S. Macario, anacoreta. Nacque in 
Alessandria d'Egitto e giovine ancora, tocco 
dalla grazia divina si ritirò nei deserti della 
Tebaide, conducendo vita piena di patimenti 
e di privazioni. Morì nel 394 in età di 104 anni. 
— S. Romano, monaco, fratello di S. Lupi- 
cino, nato in Borgogna nel 390. 

Memorandum. — Venerdì grasso. — Venerdì 
del Gnocco, o Gnoocolare, antichissima festa 
popolare a Verona. — Estrazione pel rim- 
borso delle Obbligazioni della Società di Na- 
vigazione Generale Italiana (1878); del Pre- 
stito Comunale di Torino 1879. 



29 Sabato 1 S. Giusto, martire. 

60-307 I S. Osvaldo, monaco. 

— S. Serapione, detto 
sindonita. Volle più volte essere venduto schia- 
vo, per convertire i diversi padroni alla fede. 
Si dice che sapesse a memoria tutta la sacra 
Scrittura. Visse fra il 328 e il 388. 

Memorandum. — Sabato grasso. — Ultimo 
termine per la presentazione alle Commis- 
sioni elettorali comunali dei reclami contro 
la iscrizione o la omissione nelle liste eletto- 
rali politiche ed amministrative. — Chiusura 
della caccia nelle province di Ascoli, Belluno, 
Benevento, Campobasso, Chieti, Ferrara, Ge- 
nova, Grosseto, Livorno, Lucca, Palermo, Pe- 
rugia, Pisa, Reggio Calabria, Rovigo, Teramo, 
Vei'ona. Nelle province di Cagliari e di Sas- 
sari cessa la caccia al cinghiale; in quella di 
Massa, la caccia alle starne e pernici. — An- 
niversario della nascita di Gioacchino Rossini 
(1792), festeggiato a Pesaro nel liceo da lui 
fondato. 



1 Domenica I Quinquagesima, 
61-306 ossia cinquanta giorni 

' avanti la Pasqua. — 

S. Ermete, martire a Marsiglia. — S. Ercola- 
no II, vesc. di Perupia, martire sotto Totila. 

— 8. Leone Luca, abate lestetJRiato a Otu*- 
leone (Palermo). — S. Bonavita da Lugo (Ra- 
venna), terziario francescano. 

Memorandum. — Comincia la stagione di 
Primavera, secondo l'uso meteorologico. — 
«Jalcndimaizo, festa in molte campa;:iie del- 
l'Italia superiore, e specialmente nella valle 
dell'Adige. — Princìpio dell'anno massonico. 

— Ultima domenica di carnevale (Quinquage- 
sima). — Anniversario della infausta giornata 
di Abba Garima (1896). — Si pubblicano i ruoli 
suppletivi delle imposte dirette, che restano 
depositati per otto giorni nell'ufficio comu- 
nale. — Principia il secondo semestre univer- 
sitario. — In molte province si apre oggi per 
un termine più o meno lungo la caccia agli 
uccelli di passo. — Da oggi sino a tutto aprile 
è vietata la raccolta dei mitili (cozze nere, 
peoci, muscoli). Comincia invece la stagione 
della pesca del corallo. — Scadenza delle ce- 
dole semestrali del Prestito provinciale e co- 
munale di Reggio Calabria 1870. — A Firenze 
oggi si devono aver già riconfermati o di- 
sdetti gli affitti e pagate le pigioni del se- 
mestre dal l" maggio al 31 ottobre. 



2 Lunedi 1 S. Simplicio, papa. 
62-305 Nacque a Tivoli e 

'successe a pp. Ilario, 

nel 468. Correvano tempi tristi per la rell- 
;;ione, ma lo zelo del pontefice non venne 
meno, e alla dolcezza aggiunse la severità 
(juando si trattò di reprimere lo scisma e 
l'eresia. Consunto dalle fatiche, mori dopo 
15 anni di pontificato nel 483. 

Memorandum. — @ L. N. a ore 19.57m. — 
Ultimo lunedi di Carnevale. Le Biblioteche 
governative sono chiuse. — Nascita della Prin- 
cipessa Maria Clotilde, zia del Re (1843). 



3 Martedì 1 S. Cunegonda 
63-304 Regina di Polonia. 

Morto il consorte, prese 

': velo di s. Chiara, nel secondo ordine di 
-. Francesco; mori 1' a. 1292. — S.Anselmo, 
abate di Nonantola (Modena): sec. Vili. 

Memorandum. — Ultimo giorno di Carne- 
vale (Martedi grasso). Le Biblioteche gover- 
native sono chiuse. 



4 Mercoledì I «-e S. Ceneri. 

64-303 ! Comincia la Quare- 
^sima pei fedeli di rito 



romano. 



S. Casimiro, re d'Ungheria, patr. 
della Polonia. Fu secondogenito di Casimi- 
ro III re di Polonia: nacque il 3 ottobre del 
1458. Sua occupazione principale era l'assi- 
stere al divln sacrificio e mortificarsi colle più 



rigide astinenze. Morì nel H83. — S. Calo, sol- 
dato palatino, gettato in mare per la fede, 
con ventisei compagni, sotto Valeriano, verso 
gli anni 257-260. — S. Paolino, vescovo di Bro- 
scia (sec. VI). — S. Appiano, vescovo, ono- 
rato a Pavia. 

Memorandum. — Mercoledì delle Ceneri: 
priino giorno di Quax'esima. Le Biblioteche 
governative sono chiuse. — Da oggi sono proi- 
bite le soletuiità nuziali sino al lunedi dopo 
la Domenica ni Albin. 



5 Giovedì | S- '-"'^lo, papa, mart. 
65-302 Occupò la cattedra 

romana dal 253 al 254. 

— S. Eusebio, cremonese, discepolo e amico 
di s. Gerolamo, morto l'a. 422. — S. Ruggero, 
minorità, celebrato a Todi (irmbria): seco- 
lo Xm. — S. Clemente, aVjate, ricordato a 
Siracusa. — S.Virgilio, vescovo di Arles (614, 
o 621), tumulato nella chiesa di Nostra Donna 
delle Grazie, poco lungi dalla sua sede epi- 
scopale. 

Memorandum. — Primo giorno del Carneva- 
lone ambrosiano (diocesi di Milano). — Fiera 
di cavalli a San Bonifacio (prov. di Verona). 

— Pagamento delle pensioni governative di 
prima categoria (non oltre le 500 lire annue). 



6 Venerdì 

66-301 



S. Basilio, vescovo 

di Bologna (sec. IV). 

S. Ciaudiano, venera- 
to a Trento. — B. Sollecito, monaco crocifero, 
onorato a Matelica (Macerata). — S. Coletta 
Boilet, riformatrice dell'ordine di S. Chiara, 
originaria della Piccardia (1380- 1447); mori a 
Gand e fu canonizzata da Pio VII nel 1807 
(Eutler). 

Memorandum. — Secondo giorno del Car- 
nevalone ambrosiano. — Festa e fiera di 
S. Marciano, primo vescovo di Tortona, ce- 
lebrata in tutta la diocesi. 



7 Sabato 

67-300 



S. Tomaso d'Aquino. 

Nacque nel 1227 dalla 
■ ' famigl. dei conti d'Aqui- 
no, e fu detto ['Angelico per la sua purità. A 
sedici anni vesti l'abito di S. Domenico e fu 
il più gran teologo e filosofo del medio evo. 
Leone XIII lo proclamò patrono degli studi. 
Mori la mattina del 7 marzo 1274 a Fossa- 
nuova, in quel di Teriacina, nell'abbazia dei 
Cistcrciensi, mentre per ordine di papa Gre- 
gorio X recavasi in Francia. — S. Gaudioso, ve- 
scovo di Brescia (sec. V). 

Memorandum. — Ultimo giorno del Carne- 
valone ambrosiano. 



l'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie degli organi digerenti. 



I CONSIGLI DBL MESB (Igiene ed Economia Domestica). 

FEBBRAIO 

Le malattie curate col freddo — Contro il raffreddore di petto — Fiori e foglie medicinali — 
Gli orologi — Per raddrizzare il velluto compresso — Per togliere le macchie di grasso 
dalla carta e le tarme dai guanciali — Il burro profumato — Inchiostro rosso — Acque 
odorose — Polpette — Pasticcini con frutta. 



Nello scorso mese abbiamo veduto quali 
precauzioni è necessario tenere presenti per 
garantirsi contro le insidie del freddo. Ma se 
bisogna aversi dei riguardi per l'aria pun- 
gente, non è detto che si debba, in generale, 
temere dazione del freddo sul nostro orga- 
nismo. È ormai provato che il bagno dolce 
a bassa temperatura giova più d'inverno che 
d'estate. Tutto sta ad abituarvisi, comincian- 
done la cura quotidianamente al principio 
d'autunno. L'abate Kneipp guari egli stesso 
da una tubercolosi incipiente e fece guarire 
un suo compagno, tuffandosi d'inverno nel- 
l'acqua di un fiume e rimettendosi gli abiti 
senza nemmeno asciugare il corpo. Ciò lo 
Indusse a dittondere il suo sistema di cura 
e gli rese fama mondiale. 

Ora un celebre fisico, Raoul Pictet, opera 
miracoli sottoponendo gli ammalati a bagni 
diacci. Egli ha ottenuto, con una miscela vo- 
latile di acido carbonico e di acido solforico 
un pozzo freddo, dove la temperatura si man- 
tiene costantemente a 110 sotto zero. 

Immergendo in questo pozzo un cane ben 
difeso con ogni sorta di pelliccie e coperte 
di lana egli ha osservato dei fatti veramente 
meravigliosi. Le temperature progressiva- 
mente da 4- 37"* 5, temperatura media del 
cane, a — 65 non hanno azione sul corpo 
dell'animale, perchè arrestate dalle coper- 
ture; ma al disotto di 65 fino a — 110, il 
freddo ha la virtù di attraversare tutti i cor- 
pi, senza eccettuare le sostanze le meno con- 
duttrici del calorico, colla stessa facilità con 
cui un raggio di luce attraversa il vetro. Tut- 
to il corpo del cane viene, così, raffreddato 
nel modo più violento, senza che la sensibi- 
lità della pelle possa avvertire il pericolo, 
che si manifesterebbe senza dubbio dopo un 
po' di tempo, quando la vitalità fosse rifluita 
dalla periferia al centro e dalle estrenaità al 
cuore. 

1 primi effetti di questo freddo mostruoso 
agiscono, Invece, favorevolmente sul nostro 
organismo, eccitando il sistema nervoso e la 
circolazione del sangue, risvegliando una vi- 
gorosa vitalità che si manifesta sotto la forma 
di una straordinaria fame. Dopo i suoi cani, 
l'eroico scienziato ha voluto sottoporre sé 
stesso al supplizio di quella bolgia gelata, e, 
quattro minuti dopo, la fame cominciava già 
a farsi sentire in modo tale ohe Pictet, il 
quale da molti anni era dispeptico e non po- 
teva più concepire che cosa fosse l'appetito, 
fu invaso da fame.... canina. Con otto espe- 
rienze di 8-10 minuti ciascuna, la dispepsia 
cronica era sparita completamente e l'inap- 
petenza scomparsa. 

I medici non hanno ancora studiato con- 
venientemente lo straordinario fenomeno. Ma 
quando si saranno, come non è a dubitare, 
applicati a tale studio, un nuovo avvenire si 
preparerà alla già tanto diffg^a ed apprezzata 
Idroterapia, 



Ma poiché ora, a malgrado di ogni pre- 
cauzione e a malgrado di ogni cura d'acqua 
fredda, se non ancora di pozzi gelati, i raf- 
freddori, questi noiosi malanni invernali ci 
incolgono sopratutto nel breve e rigido mese 
di febbraio, vediamo come mandarli via da 
noi stessi. Pel raffreddore di petto basta pren- 
dere, mattina e sei-a, mezzo bicchiere caldo 
d' una infusione composta di quattro grammi 
di fiore di malva, quattro di bismalva e quat- 
tro di papavero selvatico in un litro d'acqua 
addolcito con dello sciroppo di gomma. 



In questo mese, del resto, I consigli non 
differiscono molto da quelli del mese prece- 
dente. Lasciamo, dunque, un po' da parte 
le notizie, diremo così d' attualità, e parliamo 
di diverse altre cose interessanti ed utili. 

Eccovi, dunque, un breve elenco di fiori 
e foglie medicinali. Ricordandovi i nomi di 
esse ed i casi in cvii vanno vantaggiosamente 
applicate, voi potrete, alla circostanza, gio- 
varvene e molto. Sono piante semplici, che 
ognuno potrebbe coltivare in casa propria. 
Prima di tutte, la foglia del Cassia (Ribes 
nera) che ha la proprietà di cicatrizzare su- 
bito le piaghe su cui viene applicata e di 
toglierne la purulenza: se vogliamo giovar- 
cene quando è ancora verde, non abbiamo 
che a triturarla e pestarla; se pensiamo di 
trarne profìtto quando già é secca, dopo aver- 
la fatta rinvenire in acqua tiepida, usiamo 
lo stesso procedimento. 

Cogliamo, dunque, queste foglie utili a 
medicare uomini e bestie, in estate quando 
sono piene di succo, e teniamole sempre da 
parte. Quand' anche, come io auguro a me 
e agli altri, non dovessero servirci come 
rimedio medicinale, ci sarebbero utili per 
fare un'infusione che, secondo certi botanici, 
grata al gusto, propizia alla digestione, può 
considerarsi come uno dei migliori succe- 
danei del the. 

Anche le foglie d'ogni specie di grano 
schiacciate e applicate (spesso ne basta una 
sola) sui tagli e le ferite vi aderiscono ri- 
marginandole. I fiori di sambuco, poi, che 
si possono così facilmente raccogliere e con- 
servare in scatole di legno o sacchetti di fitta 
tela a riparo dalla luce, dall'aria, dall'umi- 
do, non solo giovano all'esterno per irrita- 
zioni d'occhi e resipole, ma, preparati in in- 
fusioni a cui si può aggiungere un po' di 
miele, promuovono il sudore quando esso 
ci è necessario. 

Le foglie di basilico liberano, grandi e 
piccoli, dai vermi intestinali: basta premerne 
il succo e amministrarne circa 50 grammi 
(secondo l'età) due ore prima dell'olio di 
ricino. I fiori di camomilla In Infuso (due 
grammi in un litro d'acqua) giovano alle 
coliche, indigestioni, principii di febbre, crisi 
oervose; il loro olio serve a calmare, con 



frizioni esterne, le nevralgie; la loro essenza 
serve a preparare più presto l'infuso, e si 
può prendere anche a goocte sopra uno zol- 
lino di zucchero. 



Ed ora una parola su gli orolopri e sul 
modo migliore di tenerli, perchè adempiano 
con precisione al loro utile compito. 

Gli orologi da tasca vanno caricati tutti 
i giorni alla medesima ora: quelli da camino, 
prima che si arrestino, affinchè le spirali mo- 
trici possano conservarsi meglio. Ma occu- 
piamoci dei primi, a cui è più necessario 
prodigar cure speciali. 

Il freddo, l' aria, la polvere, la stessa po- 
sizione nella quale si adagiano, hanno delle 
influenze cattive sopra il loro delicato orga- 
nismo. La polvere si infiltra in incredibile 
quantità fra la calotta e il cercine: bisogna 
far di tutto per eliminare o ridurre al ma- 
nimo questo grave inconveniente. Ottima abi- 
tudine, è, quindi, quella di foderare il taschino 
del gilet, ove si suole portare l'orologio, con 
pelle di camoscio, come facevano i nostri 
nonni, più avveduti, più economi di noi. 

Brutta abitudine è quella di aprire la ca- 
lotta dell'orologio ad ogni futile «venienza, 
per mostrare a qualche amico il meccanismo : 
il pulviscolo dell'aria che, così, vi si deposita 
dentro, renderà presto un cattivo servizio 
alla macchina più perfetta. L'orologio va 
aperto soltanto nei casi in cui è assolutamente 
necessario. 

Bisogna anche guardarsi dal posare l'oro- 
logio sopra il marmo del tavolino da notte: 
il rapido raffreddamento influisce, così, sul 
bilanciere e su tutte le connessioni metalli- 
che. L'orologio, quando si leva di tasca, va 
sospeso in posizione verticale: per alcuni 
meccanismi, non certo per i migliori, basta 
la differenza di posizione ad arrestare il mo- 
vimento del congegno. Collocato l'orologio 
nella posizione verticale non sarà inutile im- 
mobilizzarlo : il suo andirivieni contribuisce 
a renderlo meno preciso. 



Ma passiamo a qualche consiglio pratica 

Il velluto è di stagione. Se il vostro man- 
tello o il bavero del vostro cappotto, lo pre- 
sentano schiacciato, compresso, voi potete 
rialzarlo, o (quando il danno è lieve) espo- 
nendolo, perii rovescio, all'azione del vapore 
acqueo, o (quando il danno è più grave) te- 
nendolo alia rovescia, ma in modo che non 
tocchi il corpo cui è appoggiato, e stirandolo, 
sempre alla rovescia, con un ferro caldo e 
un pannolino umido. In questi due casi bi- 
sogna che il velluto asciughi all'aria aperta, 
senza essere menomamente toccato. Se il 
velluto presentasse macchie di unto o di cera, 
bisognerebbe bagnar la parte macchiata, an- 
che dal lato rovescio, con alcool puro, appli- 
carvi un pannolino umido dello stesso alcool, 
e passarvi sopra, in tiltimo, un ferro caldo. 

Volete ancora un consiglio utile? 

Vi insegnerò come si può togliere qua- 
lunque macchia di grasso dalla carta. Basta 
passarvi sopra più volte una pasta compo- 
sta di benzina e magnesia. Vi dirò pure co- 



me si distruggono te tarme dei gnandali: 
esponendo i medesimi, per 2 o 3 giorni, in 
camere chiuse ove s'è fatto evaporare del 
solfuro di carbonio, e poi lasciando svanire 
all'aria libera il loro cattivo odore. Nelle ca- 
mere, perù, non si entri con lumi accesi: ne 
verrebbe un'esplosione. 

E adesso una curiosità: il burro profu- 
mato. Sicuro: negli Stati Unit: si profuma 
il burro da tavola. Sapete come? Ridotto a 
pani, ciascuno avvolto in un pezzetto di mus- 
sola, si dispone in un vasetto di maiolica, 
circondandolo, da ogni parte, di petali di rose 
(o d'un altro fiore). Poi sugli ultimi petali si 
versa del ghiaccio. Dopo dieci ore, il burro 
viene estratto impregnato dell'aroma voluto. 
Non vi viene voglia di imitare gli americani? 



Chiudiamo con qualche ricetta per lo scrit- 
toio, per la toilette, per la cucina. 

Come ottenere un buon inchiostro rosso 
da scrivere? con gli ingredienti seguenti: 
Cai-minio vero Nacarat, grammi 40; ammo- 
niaca Hquida a 22» grammi 2U0; gomma ara- 
bica, grammi 40 acqua; grammi 1000. Si fa 
sciogliere il carminio nell'ammoniaca aggiun- 
gendovi circa 100 grammi d'acqua; nell'acqua 
rimanente si fa sciogliere la gomma; In fine 
si mescolano insieme le due soluzioni. Que- 
st'inchiostro è ottimo, ed un litro può costare 
lire 3,50. 

Come ottenere una buona acqua odorosa? 
Con lo spirito di vino a 36 gradi almeno (si 
dicono acque ma si fanno con lo spirito) e 
con petali di fiori o essenze. 

Le migliori si fanno per distillazione; ma 
si possono ottenere discrete anche colla ma- 
cerazione, mettendo in fusione una certa 
quantità di pètali, o di foglie odorose, nel- 
l'alcool, come si fa pei liquori, e filtrandole 
lentamente dopo un certo tempo che varia, 
secondo le diverse qualità. Si possono fare 
anche colle essenze, e si fa più presto; ma 
le essenze buone sono costose.... 

In cucina resteremo pochi istanti solo per 
preparare una pietanza e un dolce. Vi inse- 
gnerò a fare le polpette e i pasticcini con frutta. 

Le polpette sono una specialità del gene- 
re: tagliate delle fette di vitello della lar- 
ghezza di due dita e della lunghezza di tre, 
fatele divenire piatte battendole: mettete in 
ogni fetta del ripieno come meglio vi piace, 
avvolgete aggiungendo sopra ogni polpetta 
un pezzettino di lardo, quindi legate e fate 
cuocere a lento fuoco. 

I pasticcini con frutta ve li garantisco 
squisiti. Unite a un ettogrammo e mezzo di 
zucchero, 8 kg. di farina bianca: incorpora- 
tevi un uovo intero e 4 hg. di burro. Lavo- 
rate la pasta fino a ridurla alla spessore di 
un grosso cartone. Tagliatela con l'orlo di 
un bicchiere in tanti dischi che orlerete con 
un nastro della pasta stessa. Ciò fatto riem- 
pite l'interno di ciascun disco con fragole 
spolverizzate con zucchero o marasche o 
marmellata di pere, di mele, di prugne, eo. 
In mancanza di tutto ciò, indorate l'interno 
con rosso d'uovo, spolverizzate con zucchero 
e mandorle grossamente tritate. Cuccete al 
forno a calore forte. 

E a rivederci a Marzo. 



6li Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

MARZO 



1 (1814). — Il generale Villata, con U 
50 reggimento ita'iano di linea, un distacca- 
mento di cavalleria ed una batteria, scaccia 
gli Austriaci ed i Napoletani che occupano 
Guastalla. Un drappello, comandato dal te- 
nente Varese, assale uno squadrone e fa tren- 
ta prigionieri. 

ft (1814). — Il generale Grenier, con trup- 
pe franco italiane, dà l'assalto a Parma: tre 
compagnie italiane guidate dal capitano Bo- 
niotti scalano le mura, mentre altre colonne 
attaccano il nemico da porta San Michele 
prendendo 500 prigionieri e 2 cannoni. 

3 (1809). — Il capitano Mascheroni, col 
4° battaglione del 5« fanteria, di 390 uomini, 
d'avanguardia alla divisione Pino, prende il 
ponte sul Llobregat, in Catalogna, ma, cir- 
condato da un gran numero di spagnoli, è 
costretto a formare le sue truppe in quadrato, 
ritirandosi al passo di Ordal. Sono encomiati 
per valore i capita'ni Mascheroni Piccoli e 
Provana e il tenente Ghilini. 

4 (1862). — Il capitano A. Angioli del 
30o fanteria, ed un distaccamento di pochi 
soldati, assaliti da numerosi briganti sul fiume 
Bradano, si difendono lungamente e li met- 
tono in fuga, combattendo sempre quantun- 
que feriti il caporale Milanesi, ed i soldati 
Valeriano, Quaglia, Bongianni, Manfredini e 
Baroffin. 

5 (1831). — Antonio Morandi, con un bat- 
taglione di volontari, a Novi di Modena, fa 
virile resistenza per molte ore ad un corpo 
di 6000 austriaci condotti dal generale Gep- 
pert, mandati a ristabilire il governo del 
duca, e si ritira in buon ordine su Modena 
lasciando trenta morti sul campo. 

6 (1814). — Soli 300 uomini delle truppe 
italiane del viceré, difendono il passo della 
Secchia contro numerose truppe austriache 
e napoletane, respin^'cndo la intimazione di 
arrendersi. Lo stesso Murat, ammirandone il 
valore, corre a preservare i pochi superstiti 
dalle carice di cavalleria, e trova un solo 
ufBfiale e 11 soldati di fanteria ancora in 
grado di combattere. 

7 (1814). — Il generale Severoli, con tre 
battaglioni, fa fronte al ponte di San Mauri- 
zio CModena) agli Austriaci ed ai Napoletani 
di Murat. Avendo fracassata una coscia da 
una cannonata al principio dell'azione, il Se- 
veroli cede il comando al generale Eambourgt, 
dicendo essere la sua ferita di poca entità per 
un combattimento glorioso. 

8 (1814). — Il colonnello Cecqopieri, usci- 
to da Mantova col 4" fanteria, caccia ardi- 
tamente il nemico da Castellaro. Sopraggiunta 
una brigata di rinforzo agli austiiaci, il Oeo- 
copieri con forze molto inferiori mantiene la 
po.sizione acquistata, nonostante che abbia 
due cavali) uccisi sotto di sé. 



. 9 (1863). - Il brigadiere Michele Lo- 
mero assalito in Accadia (Puglia) da 60 bri- 
ganti, asserragliatosi in alcune case difende 
il paese con 6 carabinieri ed alcune guardie 
nazionali, accorrendo con un solo compagno, 
quando teme che i briganti abbiano trovato 
la strada per entrare nell'abitato, e ponen- 
doli in fuga dopo averne uccisi e feriti dieci. 

10 (1862). - Pasquale Chicoli, maggiore 
della G. N. di Spinazzola, giovane di 27 anni, 
circondato con pochi militi da una numerosa 
banda a cavallo comandata da Crocco e Ca- 
ruso, si difende da valoroso fin quando, gra- 
vemente ferito, è preso e sottoposto a cru- 
deli tormenti. 

11 (1814). — Ettore Gerbaix de Sonnaz, 
poi generale d'armata, n. a Thonon nel 1787, 
entrato volontario nelle guardie d'onore di 
Napoleone I nel 1813, dopo salvata la vita al 
suo colonnello de Monteil, ad Hanau, fa pro- 
digi di valore alla battaglia della Kothière ed 
a Montmirail affrontando con pochi altri ca- 
vaUeri una carica di cosacchi, e contribuisce 
alla presa di sei cannoni prussiani. 

la (1863). — Il tenente Giacomo Bian- 
chi, dei cavalleggerl di Saluzzo, n. a Origgio 
(Milano) è assalito da 200 briganti a cavallo 
appostati nella masseria Catapano (Melfi). Il 
Bianchi, grazie alla bontà del suo cavallo, 
potrebbe mettersi in salvo, ma visti 1 suoi 
18 cavalleggerl alle prese con tanto numerosi 
assalitori, torna indietro a condividere la loro 
sorte, e con essi cade combattendo, sotto i 
colpi nemici. 

13 (1811). — Una divisione navale franco- 
italiana attacca, quattro fregate inglesi a Lis- 
sa; ma per mancanza di buona direzione è 
presto sbaragliata. Il capitano Pasqualigo, 
veneziano, con la Corona afl'ronta per due ore 
il fuoco di tre fregate, e gli Inglesi facendolo 
finalmente prigioniero gli lasciano la spada 
in attestato di ammirazione. Il capitano Giu- 
seppe Duodo, comandante della Bellona, con 
una gamba spezzata da un colpo di cannone, 
si fa legare all'albero maestro e continua a 
combattere a colpi di piatola fino alla morte. 

14 (1864). - Sul piano di Sant'Elia (Sora) 
11 tenente Carcopino ed il sott. Giordano, con 
39 granatieri del 5» reggimento, sconfiggono 
e ricacciano entro il confine pontificio 100 bri- 
ganti della banda Fuoco, uccidendone 4 e 
prendendone 7. 

15 (1814). — La flottiglia italiana del Iago 
di Garda, comandata dal capitano Tempie, 
batte la flottiglia austriaca e ne cola a fondo 
tre navi : il Tempie, combattendo da valo- 
roso, è gravemente ferito. 

16 (1810). - Il capitano Della Noce, della 
guardia nazionale di Budrio, assale a Vedrana 

{Continua a pag. 78), 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
piPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




5. - TIZIANO VECELLIO 
(Pieve di Cadore 1477-1576J 

può dirsi il principe della scuola veneziana, ed al Ruskin parve il più grande dei pittori. 
Coloritore eccellente, fu specialmente grande nel riprodurre le bellezza femminile e nei 
ritratti. Fra i suoi quadri più famosi: l'Amor sacro e l'Amor profano (Vedasi Almanacco 
Italiano, voi, IX, p. 285), l'Assunta, la Pala dei Pesaro, 



MARZO 1908 



76 — 



(11» Settimana) 



8 Domenica I P»''"'» «>' quaresima, 
68-399 ossia quaranta giorni 

— 'avanti la Pasqua. — 

S. Giovanni di Dio, portoghese, fondò l'or- 
dine dei Fate-bene-fratelli. Durante la sua gio- 
ventù si arruolò soldato e condusse vita spen- 
sierata. Riflettendo però a' suol traviamenti, 
risolse di espiarli e s' imbarcò per l'Africa per 
soccorrervi gli schiavi cristiani. Tornato in 
Spagna, fissò sua dimora in Granata dove 
morì nel 1D50. — S. Cataldo, patrono della 
città di Taranto. 

Memorandum. — Prima domenica di Qua- 
resima. In molti luoghi la tradizionale ceri- 
monia della pentolaccia. 



9 Lunedì | ^' Wetodio, vescovo. 
69-298 Fii CO" s- Cirillo, suo 

'fratello, apostolo degli 

Slavi, e morì sulla fine del sec. IX. - S. Cateri- 
na, bolognese, verg. minorità, morta l'a. 1463. 
— S. Francesca Rom., ved., morta l'a. 1440. — 
S. Vitale, da Castronuovo di Sicilia (Palermo), 
abate basiliano, onorato a RapoUa e Armento 
(Basilicata), e in Castronuovo di cui è patrono, 
morto l'a. 994. — B. Coletta, vergine, nata a 
Corbia (Piccardia), visse dal 1380 al 1447. Morì 
nel convento delle religiose di Gand, nella 
cui chiesa fu sepolta. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 22,42'». — 
Comincia la Grande Quaresima nel calenda- 
rio Greco-Russo. — Da oggi al 12 fiera a Man- 
duria (Lecce) per la festa di S. Gregorio Magno 
ohe cade il 12. 



10 Martedì 

70-397 



j S. Leonzio 
soldato, martire con al- 
'tri trentanove compa- 
gni, a Sebaste, in Armenia, l'anno 320. — 
B. Andrea, abate vallombrosano (secolo XI), 
onorato nella diocesi di Fiesole (Firenze). — 
8. Attalo, abate di Bobbio (Pavia): sec. VI. 
— SS. Caio e Alessandro martiri in Apamea 
(Frigia) sotto Marco Aurelio l' a. 279, o sotto 
Severo sul principio del III secolo. Sono no- 
minati sotto questo giorno nel Martirologio 
romano. 

Memorandum. — Per l'anniversario della 
morte di Giuseppe Mazzini (1872), comme- 
morazione patriottica alla tomba di lui a Sta- 
glieno, presso Genova. — Grande fiera di ca- 
valli a Verona. Dura dieci giorni. Spettacoli 
d'opera al Teatro Filarmonico, corse e altri 
spettacoli. — Oggi per i protestanti tedeschi 
è il giorno di Buss und Bettag (penitenza e 
preghiera). 



1 1 Mercoledì! S- Eulogio, prete, m. 
71-396 Spagnuolo, di Cor- 

' dova, perì vittima della 

persecuzione de' Mori: 800-859. — S. Bene- 
detto Crespi, vesc. di Milano 681-725, sepolto 
in S. Ambrogio. — S, Pietro, anacoreta, ono- 



rato a Banco (Roma). — S. Firmano, ricordato 
dal Baronie nell'anno 993, onorato a Fermo 
(Ascoli Piceno). — Tempora di primavera. 

Memorandum. — Commemorazione a To- 
rino dei martiri del 1821. - Si apre la gran 
fiera di Franooforte sul Meno, che dura 14 
giorni. 



12 Giovedì 

73-395 



S. Gregorio Magno 

papa, dal 590 al 604. In- 
trodusse il canto eccle- 
siastico, chiamato dal suo nome Gregoriano, 
arrestò in Italia le scorrerie dei Longobardi, 
fu dottore di Santa Chiesa e lasciò ricco 
tesoro di dottrine. — S. Mamiliano, martire, 
a Roma, sotto Alessandro Severo. — S. Fina, 
vergine, morta l'a. 1253, onorata a San Ge- 
miniano (Siena). — B. Rustico, generale della 
congregazione vallombrosana (sec. XI), ricor- 
dato nella diocesi di Fiesole (Firenze). 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni 
governative di tei'za categoria (superiori a 
L. 2000 annue). 



13 Venerdì | S. Cristina, vergine. 
73-394 Martire in Persia. — 
' S. Ansovino, veso. di Ca- 
merino (Macerata): sec. IX. — S. Eldrado, o 
Aldrado, abate di Novalesa (Susa). — B. En- 
rico, terziario francescano, onorato a Perugia. 
— S. Macedonio, prete. — S. Eufrasia, v. m. Si 
ritirò giovane ancora dal mondo in un mo- 
nastero dove fu modello alle compagne. Morì 
a soli trent'anni nel 410. — B. Arrigo, principe 
di Danimarca. — Secondo giorno delle tempora. 

Memorandum. — Scadenza delle cedole se- 
mestrali della Rendita Turca. 



14 Sabato 

74-393 



S. Matilde 



imperatrice di Germa- 
nia, e moglie ad Arrigo 
duca di Sassonia. Visse con lui molti anni, 
esempio d'ogni virtù, sempre data alla pre- 
ghiera, umile fra lo splendore della reggia 
e caritatevole. Fu mal compensata dai figli 
che la spogliarono d'ogni suo avere, e fu co- 
stretta di andare raminga. Morì l'a. 968. — 
S. Afrodisio, martire. Soffrì il mart. sotto 1 
Vandali, verso l'anno 484. — S. Giovanni II, 
abate di Montecassino. — Terzo giorno delle 
tempora. 

Memorandum. — Oggi, natalizio del defunto 
re Umberto I, si fa la commemorazione ufQ- 
ciale della sua morte (ved. 29 luglio). — Nella 
provincia di Sassari è permessa da oggi alla 
fine del mese la caccia agli uccelli di passo. 



MARZO 1908 



— 77 - 



(12* Settimana) 



15 Domenica 

75-292 



Seconda di quaresima. 

S. Lnncrino.sold., m. 
11 medesimo che osò 
ferire 11 corpo di Gesù in Croce: convertitosi, 
subì II martirio a Cesarea in Cappadoi-ia: 
sec I. — 8. Masoriano, venerato a Trento: 
seo. IV-V. — S. Matrona, vergine, venerata a 
Capua Vetere: sec. V o VI. — B. Valerio, o 
Valerlano, arcivescovo di Ravenna dall' a. 809 
all' 8 12. 

Memorandum. — Nella prov. di Lucca cessa 
oggi il permesso di caccia col fucile. — Da 
oggi sino al 15 giugno è vietata la pesca flu- 
viale e lacuale (salvo certe eccezioni ricordato 
a suo luogo). La pesca con la lenza fatta da 
terra è sempre permessa. 



16 Lunedi 

76-291 



S. Eriberto, vescovo. 

Vesc. di Colonia: m. 
l'a, 1022. — Ss. Ilario, 
vescovo, e e, martiri ad Aquileia: sec. III. — 
S. Agapito, vescovo di Ravenna dal 206 al 232. 
— B. Torello da Poppi (Arezzo), monaco val- 
lombrosano morto l'a. 1282. — Ss. Valentino, 
da Terracina (Roma), vesc, e Damiano, diaco- 
no, onorati a S.Valentino nell'Abruzzo Cite- 
riore (Chieti): sec. IV. — Ss. Ciriaco e comp. 
martirizzati in Roma sotto Diocleziano. 

Memorandum. — Fiera a Cittadella. Dura 
7 giorni. — Estrazione del Prestito a premi 
della Città di Milano 18GG (rimb. il 15 giugno). 



17 Martedì 

77-290 



S. Patrizio. 

Fu vescovo di Nola 
(Caserta) nel secolo III 
o IV. — S. Patrizio, apo.st. d'Irlanda, nacque 
sulla fine del IV secolo, in un villaggio della 
Scozia. Tratto schiavo in Irlanda, fu ridotto 
a sorvegliare gli armenti. Sofferse con rasse- 
gnazione confidando in Dio. Ordinato prete in 
patria, torno in Irlanda a predicarvi 11 Van- 
gelo. Mori l'a. 464. 

Memorandum. — Per gli Israeliti primo 
giorno delle feste di Punm, o delle Sorti. 



18 Mercoledì' S. Gabriele, arcangelo. 

7S-289 j Annunziò a Maria SS. 

' la nascita di s. Giovanni 



Battista e la di lei maternità (Vang. di s. Lu- 
ca: 1, 19-26). — S. Anselmo, vesc. di Lucca dal 
1073 al 1086. Patrono di Mantova, dove oggi è 
festa di precetto. — B. Salvatore, minorità, 
morto a Cagliari nel 1567. — B. Bartolomeo 
Maggi, da Anghiari, minorità. — B. Giovan- 
ni III, da Benevento, abate di Monteoassino, 
del secolo X o XI. 



Mfmorandum. — ® L. P. a ore 3.29». — 
Itoondo ^omo delle feste di Furim, o delle 

•U Oli rtlNi P. SMfo e FIaU di Onioiii mo flii witel MrfftU. 



Sorti. — Anniversario della prima delle glo- 
riose Cinque Giornate di Milano (1848). Fino 
a tutto il 22 la città è imbandierata. S'inau- 
gura pure una fiera popolare a Porta Vit- 
toria. — Anniversario della proclamaz. della 
Comune di Parigi, festeggiato dal partito anar- 
chico internazionale. — Fiera di 8. Giuseppe 
a Ostuni : dura 3 giorni. 



19 Giovedì 

79-288 



S. Giuseppe. 

Patrono della Chiesa 
cattolica. Tale fu di- 
chiarato da Leone XI ti, e invocato come spe- 
ciale patrocinatore de' moribondi. — Ss. Quin- 
to e compagni, martiri, ricordati a Soi-rento. 
B.Bonaventura Torniello, servita, morto l'a. 
1491, onorato a Venezia. — B.Andrea de'Gal- 
lerani, morto nel 1252, venerato a Siena. 

Memorandum. — Festa di S. Giuseppe, so- 
lenne per la Chiesa, ma non riconosciuta dallo 
Stato. — Questo è il solo giorno dell'anno in 
cui a Roma le donne possono visitare la cap- 
pella di S. Elena nella chiesa di S. Croce di 
Gerusalemme. — A Scandiano fiera di S. Giu- 
seppe. Dura tre giorni. — Fiera a Solmona, 
che dura 7 giorni. 



20 Venerdì I S- GìoacJiino. 

80-287 Padre di Maria SS. 

' — Ss. Grato, e Marcello, 

preti, ricordati a Forlì, forse del IV o V se- 
colo. — B. Ippolito Galantini, fondatore d'una 
congregazione per l'insegnamento della dot- 
trina cristiana (1365-1619). — S. Ambrogio da 
Siena, domenicano (1286)^ ricordato nella sua 
città. — Patronale di S. Ottone ad Arezzo 
(Toscana). 



Memorandum. — Pagamento delle pensioni 
governative di seconda categoria (superiori 
a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 



21 Sabato 

81-286 



S. Benedetto, abate. 
Fu il patriarca del 
monaci d'occidente; il 
suo monastero di Montecassino, ove mori 
l'a. 543, dura tuttora, dopo attraversate le 
più difficili vicende in dodici secoli. — S. Gia- 
como, vescovo di Catania: sec. VIII. — S. Ella, 
vesc, venerato nell'isola di s. Giulio presso 
Orta (Novara). — S Giustino, vescovo di Ver- 
celli, verso gli anni 452-470. 

Memorandum. — Equinozio di Primavera. 
Oggi il giorno e la notte sono di egnal lun- 
ghezza. — Entra il Sole in Ariete, e oomlnoia 
la Primavera astronomica. — Chiusura della 
oaooia nell* proviaoiA di BatL 



{MAÈZO - Vedi a pag. 74). 
una forte banda di malfattori capitanata dal 
temuto assassino Baschierl, e dopo quattro 
ore di combattimento la disperde, ucciden- 
done il capo ed altri pericolosi briganti, ed 
avendone in premio l'ordine della Corona 
ferrea. 

17 (1861). - All'assedio di Messina, ca- 
duta una bomba in mezzo ad un gruppo di 
soldati del S&° fanteria, il volontario Graziano 
Cecchini, da Chiusi, vi si slancia sopra, estrae 
la spoletta, e mostrandola sorridendo ai com- 
pagni, grida: Siam tutti salvi! 

18 (1883). — Il brigadiere dei reali ca- 
rabinieri Domenico Romeo affronta il ban- 
dito Morrone, e quantunque gravemente fe- 
rito alla gamba sinistra da un colpo tiratogli 
dal brigante, riesce ad arrestarlo dopo viva 
ed accanita lotta. 

19 (1807). — II generale Teuliè, incari" 
cato di bloccare Colberg (Prussia) con tre reg- 
gimenti italiani occupa le ridotte di Selnon, 
e respinge una sortita dalla piazza, prendendo 
al nemico 6 cannoni e 300 prigionieri. Il sol- 
dato Vannotti salva il capitano Barbavara per 
due volte ferito. 

30 (1861). — Le truppe italiane coman- 
date dal generale Luigi Mezzacapo costrin- 
gono a capitolare la fortezza di Civitella del 
Tronto, considerata quasi inespugnabile. Si 
distinguono il tenente colonnello Sircana e 
il ma^rgior Finazzi del 27° fanteria; il capi- 
tano Prevignauo ed il tenente Boyer dei ber- 
saglieri. 

ai (1849). — Alla Sforzesca, il 2° e 3° 
squadrone Nizza cavalleria, guidati dal mag- 
giore Gazzelli di Rossana e dal capitano di 
Stato maggiore Mazè de la Roche, caricano 
due reggimenti austriaci, proteggendo la riti- 
rata delle brigate Regina e Cuneo, distin- 
guendosi il tenente Avogadro, poi colonnello 
del reggimento Monferrato. 

J82 (1865). — In uno scontro fra un drap- 
pello dell' 1 lo fanteria comandato dal sergente 
Carta, e la banda Proto, nelle vicinanze di 
San Giorgio (Ariano) il caporale Giuseppe 
Barbieri uccide il capo della banda, ed il 
soldato Pasquale Tonachella arresta il bri- 
gante d'Ambrosio. 

«3 (1849). - Alla battaglia di Novara, 
Ferdinando di Savoia duca di Genova, dopo 
essersi impadronito con la i«- divisione della 
Bicocca, ed avere cacciata la divisione d'Aspre 
da Olengo, avendo avuto due cavalli uccisi e 
riportata una forte contusione al petto, rior- 
dinati tre battaglioni, a piedi, alla loro testa, 
occupa di nuovo la Bicocca, da dove è ul- 
timo a ritirarsi con in pugno la spada insan- 
guinata. Alla stessa battaglia, il portabandiera 
del H» fanteria, trovatosi momentaneamente 
separato dalla sua scorta è tutt'a un tratto 
circondato dai cacciatori tirolesi, che lo feri- 
scono e stanno per Impadronirsi della ban- 
diera, quando il soldato Chiaffredo Pienotto 
oorre in suo aiuto, e con un colpo di fucile 
atterra un tirolese, poi si fa largo con la baio- 
netta, e pretta la bandiera dalle mani dell' uf- 



- 78 - 

fidale morente la consegna ad un altro uffi- 
ciale sopraggiunto. 



34 (1870). — II sottotenente Vegezzi, del 
420 fanteria, di picchetto ad un quartiere di 
Pavia, assalito da rivoltosi, che avevano in- 
telligenze con qualche sottufficiale, senza esi- 
tanza, alla testa dei pochi ixoraini di guardia, 
imponendo loro col proprio contegno, re- 
spinge l'assalto rimanendo gravemente ferito. 

35 (1831). - Alle Celle, fuori di Rimini, 
il generale Zucchi, con poche centinaia di 
uomini, per proteggere la ritirata delle forze 
rivoluzionarie che avevano dovuto lasciare 
Bologna dirigendosi ad Ancona, sostiene l'urto 
della avanguardia austriaca agli ordini del 
generale Geppert, segnalandosi il generale 
Grabinski in un ritorno offensivo contro il 
nemico, il suo capo di Stato maggiore Ippo- 
lito Benelli, il colonnello Cesare Ragani, ed 
il sottotenente A. Meloni, poi arrestato nel 
1833 per cause politiche. 

36 (1874). — Due compagnie del 56o ac- 
cerchiano la banda Donato su i monti di Ni- 
castro, continuando per due ore un vivo 
scambio di fucilate. Vittorio Bortolotti, zap- 
patore, quantunque ferito, penetra fra i primi 
nella grotta dove la banda si era rifugiata, 
contribuendo all'uccisione del Donato ed alla 
resa degli altri. 

37 (1811). - Sebastiano Cavallari di Vi- 
cenza, ferito al ponte di Vilamara in Spagna, 
prega i compagni, che volevano salvarlo, a 
salvare loro stessi lasciandolo al suo destino: 
eguale preghiera rivolge al generale Palom- 
bini, dicendo di non curarsi del genere di 
morte serbatogli dai nemici, pur di ben me- 
ritare della patria. 

38(1843). — Al Cerro, nell'Uruguay, 
Giuseppe Garibaldi, alla testa della legione 
Italiana, mette in fuga le truppe d'Oribe da 
un' altura protetta da trincee, assalendole a 
baionetta calata senza sparare un colpo, me- 
ritando i più caldi elogi del governo di Mon- 
tevideo. 

39 (1849). — Muore a Novara, in con- 
seguenza di una ferita in fronte riportata 
nella battaglia del 23, il generale Ettore Per- 
rone di San Martino, n. a Torino nel 178l>, 
antico soldato napoleonico, comandante la 
3» divisione dell'esercito sardo. Raccolto da 
due soldati sul campo, aveva voluto essere 
portato dinanzi al Re, dicendogli d'avere or- 
mai compiuto il proprio dovere. 

30 (1848). — Marianna Antonini, armata 
di una pistola, ferma una carrozza di sup- 
posti fuggiaschi da Udine, temendo che por- 
tino infox'mazioni agli Austriaci, opponendo 
il suo corpo ai cavalli spinti alla corsa. 

81 (1862). — Diretti ad Ascoli Satriano 
in Capitanata, 50 cavalleggeri Lucca, appena 
giunti colà ed avvisati della presenza del 
briganti in quelle vicinanze, muovono con- 
tro di essi, e trovandosi circondati da più di 
200 uomini, combattono valorosamente riti- 
randosi nel paese e lasciando le di loro sol 
oampo. 



-- 79 -^ 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




6. - GIOVANNI LUTERI, più noto col nome di DOSSO DOSSI 
(Dosso presso Ferrara e. 1480-1642) 

è forse il maggiore artista della scuola ferrarese nel suo bel flore. Fu anche chiamato per 
il suo valore nel paesaggio, per la potenza della sua fantasia e vivacità di colorito, l'Ariosto 
della pittura. L'opera sua più pregiata è la Circe della Galleria Borghese. 



MABZO 1908 



(13» Settimana) 



22 Domenica 

82-285 



Terza di quaresima. 
I Dolori di Maria SS. 



S. Paolo, già proconsole romano di Cipro, 
indi vescovo di Narbonne (Francia): sec. Ili 
(Migne). — S. Benvenuto Scotlvoli, vescovo di 
Osimo (Ancona), dal 126é al 1283. — S. Lea, 
matrona romana, morta l'a. 304. — S. Basilio 
d'Ancira, prete e martire, imprigionato per la 
fede, morì fra i tormenti (862). — S. Ottaviano, 
arcidiacono, martire a Cartagine. 



Memorandum. 



23 Lunedì 

83-384 



S. Turibio Alfonso 
Mogrovejo, martire. 

Arciv. di Lima (Perù), 
S. Pelagia, martire. — 
martiri, circa 



dal 1578 al 1G06. - 
Ss. Nicone, vesc, e compagni 
l'a. 250, ricordato a Taormina (Messina). — 
S. Procopio, vescovo di Taormina (sec. X). — 
— S. Procolo, vescovo di Verona (sec. III). — 
S. Ottone od Odone della famiglia Frangi- 
pane, anacoreta del sec. XII. 

Memorandum. — Anniversario della prima 
delle Dieci gloriose Giornate di Brescia (1849). 



24 Martedì I s. Simone. 

84-283 Martire, l'a. 1475. — 
' S. Latino Flavio, vesc. 



di Brescia (III sec), onorato in questa città. 
La sua salma riposa nella chiesa di S. Afra. 
— S. Caterina di Svezia, verg., 1330-1381. — 
Ss. Marco e Timoteo, mm. a Roma sec. II. — 
S. Bertulfo, o Bernulfo, vescovo di Asti, verso 
gli anni 800-813, martire, venerato a Mon- 
dovì (Cuneo). 

Memorandum. — 



25 MercoledìL ..,J""""<^?^'o"t , . 

85-383 dell Arcangelo Gabriele 

. 1 a Maria SS. 

Gli atti del concilio di Toledo, tenutosi 
l'a. 656, recano la più antica testimonianza di 
questa festa. — B. Tommaso da Costacciaro 
(Perugia), morto l'a. 1337. — S. Umberto di 
MaroUes, prete (682). La sua festa si celebra 
il 6 settembre, essendosi in quell'anno tra- 
slate la sue reliquie nella chiesa del oonvento 
da lui eretto ed abitato. 

Memorandum. - C U> Q- a ore 18,33>«. — 
Fiera di oaTalil a Itouigo (provinola di Tloen* 



za), frequentatissima. — Chiusura della cac- 
cia nella provincia di Avellino. — A Milano, 
festa del Perdono, negli anni pari in Duomo, 
e nei dispari all'Ospedale Maggiore. 



26 Giovedì 1 ^" Teodoro, vescovo. 

86-281 Primo di questo nome, 
^ resse la Chiesa mila- 



nese dal 475 al 490. Era stato in gioventù 
milite sotto gli imperatori Diocleziano e Mas- 
simiano, ma professava la religione di Cristo. 
Si oppose vivamente all'editto imperiale, che 
condannava i soldati che persistessero nella 
religione di Cristo e subì il martirio. — S.Ema- 
nuele, mart. — S. Felicita, vergine padovana. 
— B. Marco, da Bologna, minorità, ricordato 
a Piacenza: sec. XV. 

Memorandum. — Mezza Quaresima, festeg- 
giata in più luoghi con tradizionali costu- 
manze, con burle, con balli, ec. A Firenze il 
giuoco fanciullesco delle scale: a Reggio Emi- 
lia facevano le vecchie (ora in disuso). 



27 Venerdì 

87-280 



S. Marciano, vescovo. 

Ricordato a Tortona. 
(Alessandria); sec. II. 
(vedi 6 marzo). — S, Giovanni eremita, vis- 
suto a Nicopoli nell'Egitto, morì l'a. 394. — 
S. Augusta V. m., onorata a Serravalle (Tre- 
viso). — S. Adalberto di Ravenstein, vescovo 
di Trento, martire presso Roveredo l'a. 1156. 
— Ss. Baronzio abate e Desiderio, suo disce- 
polo, venerati a Pistoia: sec. V. 

Memorandum. — Oggi pagamento degli sti- 
pendi agli impiegati governativi. 



28 Sabato I S. Cirillo, diacono. 

88-2'?9 I Martire ad Eliopoli 

(Fenicia), l'anno 362. — 

S. Speranze, abate presso Norcia, citato da 
Gregorio Magno nel quarto de' suoi Dialoghi. 
S. Sisto III, papa dal 432 al 440. - S. Gon- 
trano, re dei Franchi. — Ss. Castore e Doro- 
teo, martiri a Tarso. 



Memorandum. 



MARZO- APRILE 1908 - 81 - 



(14'' Settimana) 



29 Domcnical 9"*"^» **' quaresima. 



89-278 I S.Eiistasio, monaco, 

detto anche Eu'^tazio, 
fa vescovo di Napoli, verso l'anno 180. — 
Ss. Costantino e Simplicio, abati di Monte- 
cassino: scc. IV. 

Memorandum. — A Roma, al Vaticano, cap- 
pella papale: sull'altare è esposta la rosa 
d'oro, benedetta dal papa In sacrestia prima 
della messa, e da lui destinata a un principe 
cattolico, o ad una chiesa insigne, ec. — 0{,'f,M 
a Milano e in molte altre città della Lombar- 
dia scadono molti affitti semestrali e si fanno 
i traslochi. — A S. Ilario d'Enza nel Re;?jia- 
no, fiera detta dei Bovi grassi, — I tre ultimi 
piorni di marzo e i primi tre di aprile nelle 
llomague sono chiamati i giorni della recirt.- 
e si annettono a questo nome varie super- 
stizioni. 



30 Lunedi |S. Quirino, soldato e m. 
90-2'?7 Visse nel sec. II. — 

B. Amedeo III, duca di 

Savoia, morto l'anno 1742. — S. Zosimo, vesc. 
di Siracusa: sec. VII. — S. Secondo, mart. 
ricordato ad Asti. 

Memorandum. — Anniversario della vitto- 
ria di Goito e della resa di Peschiera. Festa 
dell'arma d'artiglieria. — Fiera a Ciriè, — 
Estraz. pel rimborso delle Obblig. della So- 
cietà Veneta per Imprese e costruzioni pub- 
bliche. 



31 Martedì 

91-276 



S. Mauricillo. 

Fu vescovo di Mi- 
lano nel 661-662 (dal 
6.')7 al C68 secondo il Sassi). Le sue ceneri 
riposano nella chiesa di S. Satiro. — S. Bai- 
bina, vergine. — S. Beniamino. — S. Amos, 
profeta minore, visse circa 800 anni prima 
di G. C. 

Memorandum. — Cessa il permesso di cac- 
cia agli acquatici e ad altre varietà speciali 
di uccelli nelle province di Alessandria, Bel- 
luno, Cagliari, Campobasso, Catanzaro (ai qua- 
drupedi), Livorno, Milano, Modena, Pavia, 
Pisa, Sassari, Siena, Siracusa, Teramo, Torino, 
Verona; della caccia in genere nelle province 
di Bologna, Cosenza, Foggia, Forlì, Macerata, 
Massa, Napoli, Potenza, Ravenna, Roma. 



1 Mercoledì 1 s. Teodora, vergine, 
92-275 I 

— morta a Roma (132). — 

S. Ugo, vesc Nacque in Valenza. Abbracciato 
lo stato ecclesiastico, fu richiesto a Grenoble 
come vescovo, ma desideroso di solitudine, 
si ricoverò in un" abbazia. 8. Brunone con al- 
cuni suoi compagni, cercando un asilo, ve 
lo incontrò e lo condusse alla Certosa. Morì 
l'anno 1132. 

Memorandum. — @ L. N. a ore 6,2"». — 
Attenzione ai pesci d'aprile che i burloni dan- 
no con tanta facilità a pescare alle persone 
di buona fede! — Da oggi fino a tutto settem- 
bre orario estivo per gli uffizi telegrafici a 



orario di giorno completo e ad orario limitato 
(per i primi dalle 7 alle 21; per 1 secondi 
dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19). — Chiusura 
della caccia nelle province di Ancona, e in 
quelle di Reggio Calabria anche per gli uc- 
relll acquatici. Nello province di Catania e 
Messina da oggi è permesso il tiro alle qua- 
glie; in quella di Catanzaro, a tutti i volatili 
di passo; in quella di Genova, alle tortore, 
ortolani, quaglie, beccaccini, palmipodi, entro 
una certa zona; in quella di Sassari, la caccia 
alle volpi con i segugi. — Da oggi sino a tutto 
agosto è vietata la raccolta delle ostriche. 
Invece è permessa la pesca dei gamberi di 
acqua dolce. — Scadenza cedole semestrali 
Prestito Cattolico 1860-64; Prestito Bloiint 
1866; Obbligaz. 5% Asse Ecclesiastico 1870; 
Ferrov. Vittorio Emanuele; Obbligaz. Ferrov. 
4% netto; Prestito Unificato Fioi-entino 1880; 
Cartelle Fondiarie di tutti gli istituti; Obblig. 
Acqua Pia, antica Marcia ;.Obbl:g. Alti Forni 
e Acciai rie di Terni; Obbligaz. 3 % SS. FF. 
Merid.; Estraz. Prestito Città di Napoli 1875 
(rimb. lo maggio); Buoni trentenn. Ferrovie 
Merid.; Obbligaz. 4 "/, Ferrovie Second. della 
Sardegna. — Oggi a Torino si sogliono pagare 
gli affitti semestrali. — Entrano in funzio;:e 
i nuovi capitani-reggenti della Repubblica di 
San Marino (fino al 30 settembre). 



2 Giovedì 1 ^- Francesco di Paola. 

93-274 Fondatore dei Mini- 

— ■ ' mi, morto nel 1507. Era 



nato in Paola, citts\ della Calabria, verso il 1416 
ed uscito dai religiosi di S. Francesco d'As- 
sisi, si ritirò in una spelonca, dove fondò un 
monastero. 

Memorandum. — Oggi per gli Ebrei prin- 
cipia l'anno religioso, secondo l'antico calen- 
dario l'abbinico. 



3 Venerdì 1 S- Riccardo 

94-273 vescovo di Chichester 

(Inghilterra) (1245-1253) 



— S. Pancrazio, v?sc. di Taormina (I sec?). 

— S. Eraldo, vescovo. — S. Agape e sorelle, 
martiri sotto Diocleziano (304). — S. Ulpiano 
martire a Cesarea (Palestina). 

Memorandum. — In Toscana credono che 
se piove oggi, pioverà per 40 giorni; " Terzo 
Aprilante, quaranta durante „; in altre parti 
d' Italia il prognostico è preso dal tempo che 
farà domani. 



4 Sabato ! S. Isidoro 

95-272 vesc. di Siviglia. Nacque 

in Spagna, e fu educato 

dai vescovi Leandro e Fulgenzio suoi fra- 
telli. Il concilio di Toledo lo chiamò insigne 
dottore della Chiesa cattolica in virtù de' suoi 
scritti, e Leone IV lo propose quale emulo 
di Gerolamo e di Agostino. Mori nel 636. — 
Morte di S. Ambrogio, vesc. e patrono della 
Chiesa milanese (397) (v. 7 die). 

Memorandum. — A Frascati feste per la 
ricorrenza del natale della città. 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 



- 82 — 
I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

MARZO 

L'influenza e i suoi derivati — Igiene fisica e morale — Il sangue dal naso dei bamiini — Il 
petrolio inodoro — Per togliere le macchie d'inchiostro dalla tela — Polvere di cipria fio- 
reatina — Lingua di manzo — Marmellata di mele — I proverbi del mese. 

pane sostengono la vita; ina l'aria pura ed 
il sole sono indispensabili alla salute. 

3. Igiene digestiva. — La frugalità e la 
sobrietà sono il migliore elisir di lunga vita. 

4. Igiene della pelle. — La pulizia pre- 
Dunque, questo mese parleremo prima di serva dalla ruggine; le macchine meglio pu- 



L'influenza non è più una malattia di 
moda: resta, però, una malattia noiosa e, 
spesso, pericolosa. Se non è curata in tempo 
può esserci fatale: alla men peggio ci lascia 
strascichi un tantino sgradevoli. 



tutto dell'influenza e dei suoi derivati 

11 deputato Borne, dottore in medicina, 
diventato, qualche anno fa, improvvisamente 
celebre per averne guarito rapidamente Lou- 
bet, Waldeck-Rousseau e Deschanel, rivela la 
sua ricetta, che è la seguente : Acqua cloro- 
formizzata, 60 grammi; acqua distillata, 60; 
magnesia, 8; salci, 1; betol, 1; antifibrina, 1; 
sciroppo di fiori d'arancio, 35. Agitare e pren- 
dere con cucchiaio da minestra ogni 20 mi- 
nuti nel primo giorno. Negli altri giorni pren- 
dere la medicina seguente: magnesia, 10 gr.; 
betol, 5; salol, 2 e mezzo; terpina, 2 e mezzo 
in 20 cachets; due la mattina, e due la sera, 
coricandosi. Guarirete. Le dosi vanno mo- 
dificate secondo l'età, il sesso e il tempera- 
mento del malato. Il metodo si basa sulla 
necessità di disinfettare le vie digestive e 
I-espiratorie, per distruggere i microbi dell'in- 
fluenza. 

Ma se l'influenza è divenuta oggi meno 
frequente di quello che per un lungo periodo 
di tempo non sia stata, i raffreddori la so- 
stituiscono tuttora largamente. Per chi avesse 
la sventura di trascinarsi addosso un noioso 
se non grave catarro cronico, consiglierei uno 
sciroppo composto di datteri, giuggiole, fiori 
di ninfea, seme di papavero, radice di liquo- 
rizia, radice di malva secca, erba capillare 
secca. Bisogna far bollire ogni cosa nello sci- 
roppo di zucchero, lasciar rafii-eddare, po- 
sare e passare per panno. È, una bevanda un 
po' complicata, ma di sicuro effetto. 

Il dottor Roux, invece, è riuscito a fare 
abortire corizze incipienti e a dissipare leg- 
giere bronco-tracheiti con un metodo molto 
più semplice: mediante forti aspirazioni per il 
naso e per la bocca di acqua di Colonia. Ba- 
sta versarla sopra un fazzoletto. Il raffred- 
dore di testa, poi, si elimina presto respi- 
rando per lo spazio di trenta secondi, in due 
o tre volte, dell'ammoniaca, o collocandosi 
sul vapore dell'acqua bollente in cui si sono 
gettate alcune goccic di spirito canforato. Oc- 
corre, però, coprire bene la testa con un faz- 
zoletto per impedire che il vapore sfugga. 



L'igiene ha anch'essa le sue regole, dalle 
quali non bisognerebbe derogare. Il dottore 
Ducornet le ha riassunte in dieci comanda- 
menti che voglio ripetere alle mie lettrici. 
Li meditino attentamente, e cerchino di se- 
guirli, perchè sono giusti, brevi, ed igienici 
davvero: 

1. Igiene generale. — Alzati presto, vai 
a letto presto, occupa la tua giornata. 

2. Igiene respiratoria. — L' acqua ed il 



lite fanno servizio più lungamente. 

5. Igiene del sonno. — Un riposo suf- 
ficiente ripara e fortifica: un riposo troppo 
lungo ammollisce ed indebolisce. 

6. Igiene delle vesti. — Vestirsi bene e 
conservare al corpo, colla libertà dei mo- 
vimenti; il calore necessario, preservandolo 
da ogni brusco mutamento di temperatura. 

7. Igiene dell'abitazione. — La casa pu- 
lita e gaia rende amabile il focolare dome- 
stico. 

8. Igiene morale. — Lo spirito si riposa 
e si affina nelle distrazioni e nei divertimenti; 
ma l'abuso spinge alle passioni e queste ai 
vizi. 

9. Igiene intellettuale. — L'allegria fa 
amare la vita e l'amore della vita è la metà 
della salute. Al contrario, la tristezza e lo 
scoraggiamento anticipano la vecchiaia. 

10. Igiene professionale. — Se ti nutri il 
cervello non ti lasciare anchilosare né le brac- 
cia né le gambe. Se guadagni la tua vita a 
colpi di zappa, non dimenticare di ornare 
e di estendere la tua intelligenza. 



Dai consigli profilattici del dottor Ducor- 
net, passiamo a qualche consiglio terapeu- 
tico. Voglio darlo questa volta alle nostre 
mammine, tanto facili ad allarmarsi d'un fe- 
nomeno che, in realtà, non presenta nulla di 
grave: del sangue dal naso dei bambini. 

Le cause possono essere parecctiie, ma 
sempre di natura leggiera; sorvoliamoci sopra 
e vediamo un po' di trovare così alla buona, 
senza inforcare gli occhiali e senza assumere 
un tono dottrinario, qualche rimedio al male, 
se non grave, certo penoso per i pazienti e 
per chi li circonda. 

Prima di tutto, non asciugate, sul mo- 
mento, il naso col fazzoletto; se mai ci pen- 
serete qualche ora dopo, quando, cioè, ri- 
stretta o cicatrizzata la ferita, il coagulo può 
venir tolto con più facilità. Se l'emorragia è 
persistente, sì metteranno in pratica i mezzi 
più popolari; si farà sollevare e tener ritto 
il braccio del lato corrispondente a quello 
della narice che sanguina; si applicherà del 
freddo (compresse fredde, vescica di ghiaccio) 
sulla fronte e sulla narice del naso. 

Se non basta, si potranno praticare nella 
narice stessa delle iniezioni di acqua molto 
calda, di sugo di limone, di acqua emosta- 
tica Pagliari. 

Invece di queste iniezioni, ed anche suc- 
cessivamente quando esse si siano mostrate 
insufficienti, si potrà ricorrere, con molto van- 
taggio, all'introduzione nella narice stessa di 
piccoli tamponi che potranno prepararsi im- 



bevendo 11 cotone idrofllo d'un po' di «cqna 
eniostatlc» Pagliari o d'una soluzione di per- 
cloruro di ferro, se l'aveste nella vostra far- 
niaoia domestica. 

Può giovare anche l'insufflazione nel naso 
di polveri astringenti: quali il tannino, l'al- 
lume di rocca od altro. 

Quasi sempre bastano questi mezzi, ripe- 
tuti con majTgiore o con minore insistenza, 
ad arrestare emorragie anche ostinate: ma 
se non vi si riuscisse, sarebbe indispensabile 
di mandare pel medico specialista. E, nella 
sua attesa, cooperare all'emostasi tenendo le 
narici 11 più che sia possibile immobili e non 
toccandole in modo alcuno. Riguardi grandi 
dovranno, altresì usarsi quando, dopo qualche 
ora, o dopo qualche giorno, si leverà il tam- 
pone, perchè facilmeute l'emorragia potrà 
ripetersi. 



In pieno secolo ventesimo parlare ancora 
di petrolio sembra una stonatura. 

Pure non tutti hanno il gran vantaggio 
del gas o dell'impianto eleltiico In casa, e 
debbono, volere o no, rassegnarsi alla fiamma 
meno vivida dei lumi a petrolio, e soppor- 
tare tutti gii inconvenienti di questo mine- 
rale pericoloso. Mi rivolpo ad essi consiglian- 
do, nel caso di incendio, di non ricorrere mal 
all'acqua. Se si ha in casa molta cenere, sab- 
bia o polvere di detriti, tanto da seppellire 
il liquido infiammato, se ne faccia subito uso. 
Di eff"etto più pronto e più sicuro è però il 
latte, h una proprietà che pochi conoscono, 
ma di grande potenza. Non esitate a versarlo 
istantaneamente sulle fiamme devastatrici, se 
volete convincervene davvero. 

Un altro inconveniente ha il petrolio : 
quello del cattivo odore. Per farglielo per- 
dere basterà aggiungere 100 gr. di cloruro di 
calce, per ogni 4_ litri e mezzo, più un po' di 
acido cloridrico. È necessario però, dopo aver 
bene agitato tutto, versare il liquido in un 
altro recipiente che contenga calce viva. Dopo 
avere ancora una volta agitato il miscugUo, 
si lascia riposare senz'altro. 

Qualcuno, poi, consiglia di mettere una o 
due palline di naftalina per ciascun litro di 
petrolio, assicurando che non solo si conse- 
gue cosi lo stesso effetto, ma che la luce viene 
a ravvivarsi considerevolmente per l'azione 
del carburo di calce di cui la naftalina è ricca. 
xj un metodo, se non altro, d'una semplicità 
estrema. Mette conto di tentar la prova. 

Ma non voglio chiudere questo reparto.... 
profumato, senza suggerirvi un rimedio ad 
un terzo inconveniente del petriolo; alla sua 
trasudazione. 

Chi adopera lampade di metallo o di vetro 
ne sa qualche cosa. Mescolate, dunque, del 
silicato di pota.ssa con della glicerina in parti 
uguali: versate il miscuglio nell'interno della 
lampada, già ben pulita ed asciugata, e agi- 
tate in modo che di quella composizione si 
formi uno strato su tutta la superficie In- 



terna. Vuotate li globo del miscuglio ecce- 
dente e lasciatelo asciugare. Il processo è 
ben semplice, giova e costa pochissimo. 



E adesso vi darò, al solito, qualche con- 
siglio pratico e qualche ricetta gastronomica. 
Già vi dissi come possono togliersi le mac- 
chie di grasso dalla carta: ora vi dirò come 
togliere quello d'inchiostro dalla tela. 

Se la macchia d'inchiostro è recente, si 
bagni subito la parte con del sugo di limone, 
o con forte aceto di vino e sapone. La mac- 
chia sparirà immediatamente. 

Per la vostra toilette potete ottenere una 
cipria eccellente finissima, mescolando: Ami- 
do di grano, gr. GOO: Radice d'iride in pol- 
vere, gr. 100; Fiori di cassia in polvere, gr. 10; 
Chiodi di garofani polverizzati, gr. 1. 

In cucina se volete ammatmire una lingua 
di manzo, scottate la lingua nell'acqua bol- 
lente per 20 minuti: ritiratela dal fuoco, pe- 
latela e tagliatela a fette. Prepai*ate una salsa 
bianca di farina e burro allungata con aciua, 
e condita con pepe, sale, erbe odorose, alcune 
fettine di lardo e un bicchiere di vino rosso. 

Disponete la lingua in tale salsa e lascia- 
tela cuocere lentamente per un'ora. 

Per fare una buona marmellata di mele (il 
solito piatto dolce) sbucciate questo frutto, 
liberatelo dai semi, mettetelo in una casse- 
ruola, fatelo bollire adagio, preferibilmente 
su fiamma a gas. Allorché cominciano a di- 
ventare molli, versatevi ogni otto chilogram- 
mi di frutta mezzo litro di rhnm, il succo di 
tre limoni ed un chilogr. di zucchero fi is- 
simo. Poi bollite di nuovo tutto insiemo fin- 
ché sia bene incorporato, e deponete in un 
recipiente. 



Chiuderò coi proverbi del mese. Sono 
molti e graziosi: Marzo, pazzo; Marzo spesso 
cambia; Marzo non conosce la costanza: ora 
piange, ora ride; Marzo é figlio del capriccio: 
ora piove, ora nevica, ora fa bel tempo, ed 
ora tira vento; Se marzo non marzeggia, 
aprile non festeggia; Chi nasce di marzo 
è matto (la qual cosa non esclude che dei 
pazzi non nascano anche negli altri undici 
mesi); Marzo stringe il cuore alle vecchie e 
le fa morire; Marzo aflferra l'inverno perla 
gola; Marzo al principio e alla fine versa sem- 
pre il suo veleno; Marzo è quello che dà più 
pane ai becchim'; Se Marzo viene come un 
leone, se ne va come un agnello, se viene 
come un agnello, se ne va come un leone; 
Nel marzo non bevere acqua, ma impegna 
piuttosto il mantello per comprar vino; Mar- 
zo ha il veleno nella coda; M;irzo toglie ad 
aprile tre cattivi giorni: il primo fa gelo, il 
secondo fa neve, ed il terzo vento furioso; 
Marzo vien con la testa di una vipera e se 
ne va con la coda d'un pavone. 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delie malattie deali oroani diaerenti. 



- 84 - 

EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

APRILE 



1 (1849). — Il popolano di Brescia Carlo 
Zima, dopo aver fatto prodigi di valore com- 
battendo contro gli Austriaci, continua a di- 
fendersi asserragliato in una osteria quando 
il nemico, dopo dieci giorni di lotta, entra 
nella città insorta. Alcuni croati, sfondata la 
porta, riescono a prenderlo, e, bagnat lo di 
acqua ragia gli dan fuoco dicendogli: " Balla 
adesso! „ Lo Zima, saltato improvvisamente 
addosso ad uno di essi, non lo lascia, e am- 
bedue muoiono orribilmente ustionati. 

a (1896). — Il 6» battaglione indigeni, 
mandato a raggiungere il colonnello Stevani 
a Kassala, è assalito dai Dervisci a Monte 
Mocrom. Lo Stevani, accorso con 4 batta- 
glioni, respinge i Dervisci a Tucruf, da dove 
li sloggia il giorno seguente: muoiono com- 
ìiattendo eroicamente 1 tenenti Partini, Bas- 
setti, Stella e De Salvo. 

3 (1809). — Il generale Mazzucchelli, con 
tre reggimenti italiani, occupa Caldas in Ca- 
talogna, dove è attaccato da numerose truppe 
spagnole. Avviene un accanito combattimen- 
to, e si segnalano i capi battaglione Peraldi 
e Santandrea ed il capitano Visconti, mila- 
nese, mortalmente ferito. 

4 (1815). — Carlo Filangieri, duca di Sa- 
triano, generale dell'esercito napoletano di 
Murat che fronteggia gli Austriaci sul Pa- 
naro, alla testa di 24 cavalieri passa il ponte 
(li Spilamberto caricando il nemico. Non se- 
condati dalle altre triippe, alcuni retrocedono, 
altri cadono feriti; otto soli rimangono con 11 
generale e sono uccisi. Egli stesso, grave- 
mente ferito, è creduto morto: ma frattanto 
Murat ha tempo di giungere alla riscossa, 
cacciando gli Austinaci fino a Modena. 

5 (1862). — Fra Cerignola e Lavello, 34 
soldati di fanteria sorprendono la numerosa 
banda Croceo in una masseria, al proprietario 
della quale aveva imposto un ricatto, e ne 
nasce iin combattimento, nel quale cadono 
uccisi 25 briganti. 

6 (1862). — Dugento uomini della banda 
Chiavone, si gettano sul villaggio di Luco 
(Avezzano) guardato dal sergente Pasolini 
del 44° fanteria con 14 uomini. Asserragliati 
iti una casa, questi si difendono disperata- 
mente, fin quando essa non è in preda alle 
fiamme. 11 caporale Silvestro Fantuzzi, di pat- 
tuglia con tre uomini, accorre ad aiutare i 
compagni o morire con loro, ed entra In 
paese facendo fuoco e gridando Savoia! I bri- 
ganti fuggono, credendosi sorpresi da molta 
truppa, inseguiti dai 11) valorosi. 

7 (1862). — Gaetano Negri, tenente del 
C." fanteria, poi senatore e sindaco di Mi- 
lano, con 34 uomini, incontra più di cento 
briganti sulle montagne di Calltri. Condotti 
con mirabile sangue freddo i suoi uomini 
sopra un' altura circondata di macerie, apre 
il fuoco e lo continua fin quando bastano le 



munizioni: poi, invocato con brevi parole un 
atto di suprema enei'gia, scende con impeto 
alla testa di quel gruppo di valorosi, che si 
fa strada con la baionetta, in mezzo ai bri- 
ganti. 

8 (1848). — L'avanguardia dell'esercito 
sardo attacca la retroguardia austriaca a 
Goito. Il tenente Giuseppe Lions assale e 
conquista le barricate dietro le quali stanno 
gli Austriaci; e la seconda compagnia bersa- 
glieri, saltato in aria il ponte sul Mincio, lo 
passa su di un parapetto rimasto in piedi e 
prende due cannoni al nemico. Si distin- 
guono i soldati Berta del 9o, Faccio del 10», 
il caporale Martini e il foriere Becchio dei 
bersaglieri. 

9 (1848). — Il maggiore Alessandro Fi- 
lippa, della 2* brigata artiglieria da campo, 
ed il capitano del genio Vittorio Morand, 
sotto il fuoco delle batterie nemiche, rico- 
struiscono in poche ore il ponte di Mozam- 
bano fatto saltare in aria dagli Austriaci: il 
Filippa riceve in premio la medaglia d'oro 
al valore. 

10 (1813). — Il generale Palombini, dopo 
avere scacciato con la sua divisione gli Spa- 
gnoli dalle posizioni di Azcoytia, vi è nuo- 
vamente assalito da altre truppe, e costretto 
egli stesso a combattere all'arma bianca per 
non rimanere prigioniero, riesce ancora a vin- 
cere gli assalitori. 

11 (1863). - Il bersagliere Ronchetti, del 
25o battaglione, smarritosi nei boschi della 
Sila, mentre seguiva un drappello mandato 
di notte a portar soccorso ad alcune persone 
ricattate dai briganti, scorge all'alba la banda 
Monaco con gli ostaggi. Senza perdersi d'ani- 
mo, comincia a far fuoco gridando: Bersaglieri, 
avanti!.,, a destra!.., a sinistra! I briganti sor- 
presi si danno alla fuga; due rimangono, ma 
il Ronchetti li obbliga a ritirarsi, e libera il 
vescovo di Tropea ed altri due signori. 

la (1862). — Il capitano Papp del 49» 
fanteria, con soli 43 uomini, assale nella ca- 
scina Del Giudice (Capitanata) 207 briganti 
comandati dall' ex-ufficiale borbonico Cop- 
pola, e dopo due ore di combattimento li 
obbliga a sparpagliai'si nella campagna, la- 
sciando 3 morti e parecchi feriti. 

13 (1809). — La brigata Mazzucchelli, 
di 2500 uomini, difende coiUro 6000 Spagnoli 
la posizione di San Feliù. È gravemente fe- 
rito fra gli altri molti, e muore pochi giorni 
dopo, il valoroso capitano Orlando Visconti, 
di Milano, del 1» leggero. 

14 (1814). — La nave scuola del regno 
Italico Superiore, montata dagli allievi del 
battaglione della flotta, che vedono il fuoco 
per la prima volta, atì'ronta due legni inglesi 
nelle acque di Castellazzo, obbligandoli a 
prendere il largo. 

{Continua a pag. 88), 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




7. - GIULIO PIPPI detto GIULIO ROMANO 
(Roma 1482-1546) 

scolare di Raffaello, compì molte delle opere lasciate incompiute da lui. Meravigliosi gli 
affreschi da lui fatti a Mantova nel Palazzo Ducale e nel Palazzo del Tè, non tutti di lui, 
come un tempo si credeva. 



APRILE 1008 



86 



(15» Settimana) 



5 Domenica 

96-271 



S. Vincenzo Ferreri. 

Nacque in Valenza. 
A 17 anni entrò nell'or- 
dine di S. Domenico, e la fama della sua elo- 
quenza corse per la FrauL-ia, l'Italia, la Ger- 
mania, l'Inghilterra ed i Paesi Bassi dove 
predicò pace e concordia fra due papi che 
si disputavano l'autorità pontificia. Morì in 
età moUo avanzata a Vannes, l'anno 1419. — 
y. Onorio martire in Sicilia. 

Memorandum. — Fiera a Bitouto: dura 3 
giorni. — In Toscana oggi si dice: "San Vin- 
cenzo chiaro, assai grano; se ò oscuro, pane 
ulano, n 



6 Lunedì 1 S- Celestino I, papa. 
Q'T-Q'TO Mandò missionari in 

• Iscozia e Irlanda; morì 

l'anno 432. — S. Secondo, martire, patrono 
di Asti (sec. IV}. — S. Filareto, palermitano, 
monaco di S. Basilio, venerato a Tauriano 
(Calabria). 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni 
governative di prima categoria (non oltre le 
L. 500 annue). 



7 Martedì | ^- Amatore, vescovo. 

98-369 Successe, l'anno 388, 

" nel vescovado di Au- 

xerre a S. Elladio; mori l'a. 418. — S. Afraate, 
anacoreta nella Siria del sec. IV e forte di- 
fensore della fede cattolica contro l'eresia 
ariana. — S. Saturnino, vescovo di Verona. 



Memorandum. 

Iella Grecia. 



Festa della indipendenza 



8 Mercoledì 1 S. Dionigi, vescovo 

99-368 di Corinto, uno fra i più 
'illustri del II secolo. In- 



signe per pietà e per dottrina, le sue lettere 
dimostrano come egli abbracciasse nella sua 
carità tutti 1 Cristiani. Ebbe tanto in rive- 
renza 1 romani pontefici, che nei giorni di do- 
menica leggeva in pubblico le loro epistole. — 
S. Paolo della Croce, nato in Ovada nella Li- 
guria, fondatore dell'ordine dei Passionisti. 
— S. Redento, vesc. di Ferentino presso Roma, 
verso gli anni 660-587. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 17,32">. 



9 Giovedì 

IO 0-367 



S. Maria di Cleofa 

madre dell'apostolo 
Giacomo il minore. 

— S. Giovanni l'Elemosiniere, patriarca della 
Chiesa di Alessandria d'Egitto, morto l'a. 016. 

— S. Valtrude, vedova. — Ss. Demetrio e com- 
pagni, martiri a Roma. — S. Pr'ócoro o Pro- 
copio di Antiochia, nipote di S. Stefano pro- 
tomartire, e compagno e coadiutore di S. Gio- 
vanni Evangelista. Fatto vescovo di Nicome- 
dia nella Bitinia, morì martire. 

Memorandum.— 



10 Venerdì 

101-366 



S. Pompeo martire. 

Morto in Africa du- 
rante la persecuzione di 
Fulberto, vescovo di 
circa. — S. Beda il gio- 
l'a. 883, onorato nella 
- S. Ezechiele, profeta, 
contemporaneo di Ge- 
a Babilonia, sotto Na- 



Decio (250-254). - S. 
Chartres 1007 al 1029, 
vine, monaco morto 
diocesi di Genova. - 
di stirpe sacerdotale, 
remia. Morì laijidato 
buoodonosor. 

Memorandum. — Chiusura della caccia col 
fucile agli acquatici nelle province di Ber- 
gamo, di Brescia, di Como, di Cremona (per 
gli uccelli di passaggio), di Reggio Emilia (per 
la beccaccia), di Sondrio. — Scade la seconda 
rata bimestrale delle imposte dirette erariali 
e sovrimposte comunali e provinciali. Non 
pagando entro gli otto giorni successivi alla 
scadenza, il contribuente incorre nella multa 
del 4 %. 



1 1 Sabato 1 S- Leone Magno, papa. 
103-365 I Resistette allo ster- 

minatore Attila, re de- 
gli Unni, che minacciava Roma, persuaden- 
dolo a ritirarsi oltre il Danubio; fu dottore 
della Chiesa ed ebbe dal popolo il titolo di 
Magno. Morì l'a. 461. — S. Barsanufrio o Bar- 
sanofrio, venerato a Rodi (Capitanata) : sec. II 
(v. anche 30 agosto). — S. Filippo, vescovo 
di Candia. — S. Isacco, monaco, di Spoleto. 

Memorandum. — Festa popolare della Ma- 
donna delle Milizie, che si celebra nel Santua- 
rio omonimo presso Scicli (Siracusa) con una 
finta battaglia. 



APRILE 1908 



- 87 — 



(16* Settimana) 



12 Donieilical Domenica delle Palme, 
10*^-264 dttt^l tinche delle olite. 

S. Zenone, voscovo 

dt Verona dal 3G2 al 3S0. - S. Angelo Cai- 
lettl da Ohtvasso, morto l'a. 1492. — S. La- 
raro, diacono, mart., venerato a Trieste se- 
colo li. — S. Vlssia, verjj., mart., festeggiata 
a Fermo. — S. Alferio, abb. di Cava de' Tir- 
reni, morto l'a. 1098. 

Memorandum. — Domenica delle Palme. — 
A Roma, messa solenne alla basilica di S. Pie- 
tro (ore 9). Si cantano al Passio i cori di Avila, 
all'Offertorio lo Stabat di Palestrina, e dopo 
l'elevazione il Bent-dictus di Daini. — Pelle- 
grinaggio al Santuario della Madonna del 
Conforto, ad Arezzo. 



13 Lunedi 

104-263 



S. Ermenegildo, mart. 

Figlio di Leovigildo 
re dei Visigoti (586). Fu 
sposo a Ingonda figlia di Sigeberto, re catto- 
lico di Austrasia. Convertito dalla moglie al 
cattolicisrao. Il padi-e, saputa la cosa, gli tolse 
gli onori del regno e lo diseredò, né volendo 
per questo cedere, Ermenegildo fu carcerato 
ed ucciso nell'a. 586. — S. Giustino, filosofo, 
martire (sec. II). — S. Orso, veso. di Ravenna 
(sec. IV;. — S. Ida, vergine. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni 
governative di terza categoria (superiori a 
L. 2000 annue). 



1^ Martedì 

105-262 



S. Lamberto, vescovo 

di Lione dal 680 al 690. 

— Ss. Valeriane e Mas- 
simino, martiri l'anno 229. — S. Procolo, vesc. 
di Terni (sec. IV), martire. — S. Massimo, sol- 
dato della legione tebea, martire l'a. 287. 



15 Mercoledì! S. Paterno, vescovo 

106-261 di Vaniies (sec. V). — 
Ss. Basilissa e Anasta- 
sia, martiri a Roma (sec. I). — S. Eutichio, 
mart. a Roma, venerato a Ferentino. — S. Don- 
nina, vergine, martire, e sue compagne, fe- 
steggiate a Terni (a. 250-254). — S. Annibale, 
martire. 

Memorandum. — Mercoledì Santo. — A 
Roma, al Valicano, alle ore 16, cappella papale 
per l'ufficio delle Tenebre. Vi si cantano al 
primo notturno una Lamentazione a 4 voci 
di Palestrina, e, dopo 11 Benedictus delle laudi, 
il Miserere a versetti alternati di Bai o di 
Bainl. Alla basilica Vaticana, dopo il Miserere, 
ostensione delle grandi reliquie della Pas- 
sione: la lancia, il legno della vera croce, il 
velo di S. Veronica. — Chiusura della caccia 
agli uccelli marini nella provincia di Bari ; 
alle pavoncelle, pivieri, storni e gambette con 
l'aucupio nella provincia di Lucca; agli acqua- 
tici nelle province di Modena, di Padova, di 
Parma (anche per le beccaccie e i tordi), di 
Pisa, di Roma, di Rovigo, di Treviso e di 
Vicenza (anche per le beccaccie), di Udine (an- 
che per le beccaccie, storni e passeri), alle tor- 
tore e alle quaglie nella prov. di Siracusa. — 
Estraz. pel rimb. delle Obbligaz. FF. Nord- 
Milano. 



16 Giovedì 

107-260 



Istituzione 
delia SS. Eucaristia. 
Ricorda la Chiesa 
l'ultima cena celebrata dal Divin Redentore 
co' suoi apostoli nel cenacolo di Gerusalem- 
me. — S. Coiitardo, del principi Estensi, mor- 
to l'anno 1249, onorato a Broni (Pavia). 

Memorandum. — (*5) L. P. a ore 17,55™. — 
Giovedì Santo. - Da oggi sino al Lunedi di 
Pasqua inclusivamente sono chiuse le Biblio- 
teche governative: e sino al Martedì tutte le 
scuole. Licei e Istituti Tecnici hanno vacanza 
per tutta la Settimana Santa. — Al Vaticano, 
alle ore 10, cappella papale. — Si canta al- 
l'offertorio il mottetto Fvatres di Palestrina. 
Dopo la messa il Papa porta processional- 
mente l'Ostia consacrata alla cappella Paolina, 
illuminata sui disegni del Bernini. A mezzo- 
giorno lavanda dei piedi a tredici preti stra- 
nieri. Alle ore 16, al Vaticano, ufficio dello 
Tenebre: la prima Lamentazione è di Pale- 
strina, il Miserere di Bai e di Allegri. A S. Pie- 
tro, alle 18y2, dopo il Miserere, lavanda dell'al- 
tare maggiore fatta dal Capitolo, e ostensione 
delle grandi reliquie. — Oggi e domani, a Na- 
poli, tradizionale passeggiata dello struscio per 
Toledo (via Roma). — Primo giorno della 
Pasqua, o Fesach, israelitica. 



17 Venerdì 

108-259 



La Morte 
di N. S. Gesù Cristo. 

Solenne e commo- 
vente ricordo praticalo in tutte le chiese. — 
S. Aniceto, papa, successo a S. Pio I, morì 
martire, al principio della persecuzione di 
Marco Aurelio l'a. 166. — S. Innocenzo, ve- 
scovo e patrono di Tortona (sec. Ili o IV). 

Memorandum. — Venerdì Santo. — Pro- 
cessione del Cristo Morto in molte parti d'Ita- 
lia. — Al Vaticano, alle 9 i^, cappella papale : 
canto delPussjocon i cori di Avila; adorazio- 
ne della Croce, con gli Improperi di Palestri- 
na; processione alla Cappella Paolina ed espo- 
sizione della Vera Croce. Alle 15 V2 ufficio 
delle Tenebre: la prima Lamentazione è di 
Allegri. — Secondo giorno della Pasqua, o 
l'esach, Israelitica. 



18 Sabato 

109-258 



S. Caldino. 

Della famiglia della 
Sala, arciv. di Milano 
dal 1166 al 1176. — 8. Calocero, bresciano, 
martire ad Albenga (sec. II). 

Memorandum. — Sabato Santo. — A Roma, 
nella basilica di S. Giovanni in Laterano, alle 
ore 8, benedizione del fuoco nuovo, dell'in- 
censo e del cero pasquale fatta dal Cardinal 
Vicario. Alle 9, al Vaticano e a S. Pietro, 
ufficio solenne, con musica di Palestrina. Al 
Gloria in excelsis suonano le trombe d'ar- 
gento dall'alto della cupola. — Antica ceri- 
monia tradizionale dello scoppio del carro a 
Firenze. — Fiera de' balocchi a Palermo, che 
dura sino al martedì dopo Pasqua. — Fiera a 
Gravina. Dura 5 giorni. — Nella provincia di 
Venezia è chiusa la caccia agli acquatici e 
alle beccaccie. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Onegiia sono gli unici perfetti. 



(APRILE - Vedi a pag. 84). — o 

15 (1848). — La 3» compagnia bersaglieri, 
composta di volontari studenti e comandata 
dal capitano Cassinis, fa una brillante rico- 
gnizione sotto Peschiera, meritando le lodi 
di re Carlo Alberto, presente al valoroso slan- 
cio di quella gioventù eletta. 

16 (1848). — In una fazione sotto Pal- 
manuova, contro gli Austriaci, muore com- 
battendo valorosamente, con 50 compagni, 
Antonio dall'Ongavo, pittore veneto, che ave- 
va preso parte alla rivoluzione di Venezia ed 
alla fazione di Sottoselva. 

17 (I8i5). — Nella campagna di Grenoble, 
il caporale Dubouchet, di avamposto presso 
Maltaverne, circondato da un drappello di 
cavalleria francese, si difende valorosamente, 
e ritirandosi coperto di ferite giunge alla gran 
guardia e gridando: " Ecco il nemico! „ spira 
ai piedi del suo capitano. 

18 (1848). — Al combattimento di Go- 
vernolo, il reggimento Genova Cavalleria in- 
caricato d'inseguire il nemico, esita un mo- 
mento al passaggio d'un ponte battuto dal 
fuoco degli Austriaci. Il tenente conte Ro- 
dolfo Gattinara, sfoderata la sciabola, salta ì 
cadaveri che coprono il ponte e si slancia 
sulle baionette, cadendo ucciso. Il cav. Bru- 
netta ed il sottotenente Appiotti cadono come 
lui, ma la strada è fatta, ed il reggimento 
passa e sbaraglia il nemico. 

10 (1862). — L'aiutante maggiore tenente 
signor Gorgellino del reggimento Piemonte 
Reale, con 4 lancieri, e 12 contadini con fu- 
cili da guardia nazionale, ma senza cartuccie, 
attacca 29 disertori armati in un bosco vi- 
cino a Crema, e con la presenza di spirito li 
fa prigionieri senza spargimento di sangue. 

aO (1835). — Michele Zambelli, briga- 
diere dei gendarmi pontifici, poi giunto al 
grado di colonnello, saputo che il noto mal- 
fattore Panna, ricercato inutilmente nelle 
montagne del Montefeltro da una colonna 
mobile, «i trova in un mulino, armato di sola 
sciabola e pistola lo aiìronta, e dopo viva 
lotta Io arresta. 

ai (1815), — A Giovanni Battista Vercel- 
lana, di Moncalvo, tamburo maggiore nelle 
truppe sarde mandate all'assedio di Greno- 
ble, si presenta un emissario francese con 
lusinghiere promesse ed una lettera del co- 
lonnello del 240 fanteria, che lo invita a tor- 
nare al servizio francese. Il Veroellana fa 
prigioniero l'emissario e lo presenta, conia 
lettera, al suo colonnello. 

«a (1848). - Dopo tre giorni di resi- 
stenza contro 16000 uomini comandati dal 
Nugont, la città di Udine, aperta da ogni 
lato e nella assoluta Impossibilità di difesa, 
deve accettare la capitolazione onorevole ot- 
tenuta dall'arcivescovo. Ma alcuni compo- 
nenti II governo provvisorio, come Prospero 
Antonini, non vogliono firmarla; l'avv. Plateo 
la firma e poi si suicida. 

23 (1891). — S'Incendia e scoppia la 
polveriera di porta Portese a Roma. Il ca- 



porale de' bersaglieri Cattaneo, capoposto, fa 
quanto è umanamente possibile per scon- 
giurare la catastrofe e per darne avviso al- 
l'intorno: i bersaglieri Bordignon e Corte- 
sotto, allontanatisi momentaneamente, per 
ordine del caporale, vi tornano appena av- 
venuto io -scoppio. 

24 (1890). — Una barca a vapore del 
Volta, agli ordini del sottotenente di vascello 
Carlo Zavagli, di Rimini, è assalita a tradi- 
mento dai somali sulla spiaggia di Varsheik. 11 
timoniere Gonella la difende valorosamente ; 
il sottonocchiere Bertolucci, quantunque fe- 
rito, si getta in mare per accomodare un gua- 
sto all'elica, e lo Zavagli, ferito da una freccia 
alla gola, prima di spirare dà, gli ordini op- 
portuni per salvare la barca. 

25 (1868). - A Cologna Veneta in un 
conflitto con malfattori, il carabiniere Secon- 
do Modena fa scudo della sua persona al te- 
nente Carcano, alle prese con uno di essi, 
rimanendo gravemente ferito per salvare il 
suo superiore. 

26 (1852). - Paolo Filippo Sacchi, fu- 
riere della 1» compagnia operai d'artiglieria, 
addetto alla polveriera di Borgo Dora a To- 
rino, essendo in essa scoppiato un incendio, 
con ammirabile sangue freddo impedisce che 
il fuoco si comuiiichi al magazzino delle pol- 
veri, salvando da sicura rovina una parte 
della città, ed è ricompensato dal governo 
con la medaglia d'oro e la promozione a sot- 
totenente ; il Municipio gli dà una pensione 
ed intitola una strada al suo nome. 

2'y (1859). — Il carabiniere Vincenzo Bec- 
caria, rimasto in abito borghese nel territorio 
di Voghera occupato dagli Austriaci, col bri- 
gadiere Fea riesce a spiare inosservato le 
mosse del nemico; poi solo esplora le rive 
del Po da Gerola alla Stjlla, in continuo pe- 
ricolo di esser fatto prigioniero e fucilato. 

28 (1848). — Un plotone della brigata Sa- 
voia tenta di penetrare in una casa dove sono 
asserragliati alcuni Croati. Il sottotenente 
Cocatrix si avanza primo per atterrare la 
porta, ma il soldato Benedetto Perier gli si 
slancia davanti, e cadendo colpito da tre 
palle nel petto, muore dicendosi felice d'aver 
salvata la vita al suo supeiùore. 

29 (1862), — Il vice brigadiere dei reali 
carabinieri Luigi Passoni, con I carabinieri 
Ghigliazza, Nigra, Andreoli, Franceschina e 
Janavel, respingono da Castellucclo e da 
Lecce Vecchio ( Avezzano) una banda di 50 bri- 
ganti, costringendoli a precipitosa fuga con 
un vigoroso attacco. 

30 (1848). - Alla battaglia di Pastrengo, 
dove lo squadrone di carabinieri a cavallo 
di scorta a Carlo Alberto deve caricare due 
volte il nemico per proteggere il Re, com- 
battono valorosamente II conte Cesare Balbo 
con cinque figli, Prospero, Luigi, Ottavio, 
Ferdinando, ucciso un anno dopo a Novara, 
e Casimiro. Un figlio minore, Paolo, andò vo- 
lontario In Crimea nel 1855. 



DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogf) 




8. - RAFFAELLO SANZIO 
(Urbino 1483-1520) 

uno dei più. meravigliosi artisti del Rinascimento, pittore, scultore e architetto che 
toccò le somme cime dell'arte soprattutto nella pittura, unendo come nessun altro mai 
la pei-fezione plastica delle forme e la magia del colore alla gentilezza del sentimento cri- 
stiano. Delle numerose opere ch'egli produsse, non ostante la brevità della vita, ricorde- 
remo la Madonna di San iiislo (Raffaello è il vero pittore della Vergine), gli affreschi Vati- 
cani, la famosa Trasfigtirazione. 



APRILE 1908 



— 90 



(17* Settimana) 



19 Domenica 

110-257 



Pasqua di Risurrezione. 

Ricorda il miraco- 
loso passagt,'io del Mar 
Rosso compiuto dagli Ebrei sotto la condotta 
del Legislatore Mosè, e la conseguente libe- 
razione dalla schiavitù dei faraonidi. Fra i 
Cristiani è commemornta la gloriosa risur- 
rezione di Cristo. — S. Leone IX, papa, se- 
gui nel pontificato romano a papa Dama- 
so II, l'a. 1049; fu già vesc. di Toni. — S. Vi- 
gilia, verg., martire, festeggiata a Livorno. — 
S. Espedito, martire, protettore delle cause 
urgenti. 

{Memorandum. — Solennità della Pasqua. 
— Oggi sono chiusi anche i Musei e le Gal- 
lerie. — Gran pellegrinaggio al Santuario di 
N. S. di Lourdes. — Oggi in Inghilterra " fe- 
sta delle pratoline „, Primrose day, dedicata 
dai tovies inglesi alla memoria di Lord Bea- 
consiìeld, di cui ricorre l'anniversario della 
morte (1881). 



20 Lunedi 1 '■""®*'^ dell'Angelo. 
111-356 I S.Marcellino, vesco- 

vo di Embrun, morto 



l'anno 374. — S. Agnese, vergine, nativa di 
Montepulciano, Consegnata alle Suore dette 
del sacco, vi diede l'esempio di ogni virtù. 
Umile ed obbediente, occupavasi negli uffici 
più bassi. Dormiva sulla nuda terra e digiu- 
nava a pane ed acqua. Morì l'a. 1317. 

{Memorandum. — Entra il Sole In Toro. — 
Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco presso 
Napoli. — Processione dei ceri al famoso San- 
tuario della Madonna di Trapani. — Fiera a 
Varese. — Cessa oggi nelle prov. di Arezzo e 
di Ascoli Piceno, il permesso di caccia agli ac- 
quatici di passo; nella provincia di Livorno, ai 
croccoloni nelle praterie; in quella di Reggio 
Emilia, ai palmipedi e trampolieri. Invece 
nella provincia di Chieti comincia il pex-messo 
per la caccia alle quaglie; e in quella di Te- 
ramo, alle quaglie e alle tortore nei terreni 
incolti. 



21 Martedi 1 S. Anselmo 

llS-355 vesc, che resse la sede 

' di Canterbury. Nacque 

in Aosta da nobili genitori. Perduta la ma- 
dre, si lasciò adescare dalle vanità terrene, ma 
ben presto se ne disgustò. Tocco dalla gra- 
zia, si ritirò in un monastero di Normandia 
ove divenne specchio di virtù. Morì nel 1109. 

Memorandum. — Natale di Roma (a. 753 
av. Cr., secondo Vurrone). — Pagamento delle 
pensioni governative di seconda categoria (su- 
periori a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 




22 Mercoledì 

113-354 



Caio, papa 

I (283-206), dalmata, 



fu 



{Memorandum. — Settimo giorno della Pa- 
squa, o Pesach. israelitica. — Anniversario in 
Giulianova dell'apparizione della Vergine SS. 
sotto il titolo dello Splendore, avvenuta nel 
1557 : grande festa e fiera, processione al San- 
tuario, ec. 



23 Giovedi 

114-353 I Nacque in Milano, e 

fin da giovine si ritirò 
nell'ordine dei Chierici regolari di s. Paolo. 
Eletto vescovo di Aleria in Corsica, diede 
splendide prove di carità, e lo zelo mostrato 
nel tempo della carestia e della peste, gli me- 
ritò da Benedetto XVI il titolo di angelo di 
pace. Trasferito al vescovado di Pavia, vi morì 
l'a. 1592. Fu recentemente (1906) da pp. Pio X 
annoverato nell'albo dei santi. — S. Marolo, 
vescovo di Milano (408-423). — S. Giorgio, 
vescovo di Snelli (Cagliari), morto l'anno 1117. 
— B, Elena Valentinis. A Campobasso e a 
Ferrara festa patronale. 

{Memorandum. — C^ U. Q. a ore 20,7"'. — 
Ultimo giorno della Pasqua, o Pesach, israe- 
litica. 



2^ Venerdi 

115-353 



vittima della persecu- 
zione, regnando Diocleziano e Massimiano. 



S. Giorgio, martire 

(303). Nacque in Cappa- 
docia da illustre fami- 
glia, entrò nella milizia sotto Diocleziano, ed 
ebbe la dignità di tribuno. Venuto però alla 
corte, ed udendo con quanta crudeltà erano 
trattati i Cristiani, confessò apertamente la 
fede. Sdegnato, l'imperatore ordinò venisse 
in varie guise tormentato e quindi decapitato 
nel 303. — S. Fedele (1906) da Sigmaringa, cap- 
puccino, martirizzato dai calvinisti (1577-1622). 

— S. Saba, martire con altri sessanta a Roma, 
l'a. 272. — Ss. Maurizio e compagni, martii-i 
della legione febea, onorati a Pinerolo (a. 287). 

— S. Onorio, vesc. di Brescia (sec. VI). 

Memorandum. — Venerdì Santo nel calen- 
dario Giuliano o Greco-Russo. — Oggi (San 
Giorgio) nella Lombardia si rinnovano i con- 
tratti di pascolo e di fornitura di latte e lat- 
ticini. Il popolo festeggia il santo odierno, pro- 
tettore dei lattivendoli, con gite campestri e 
scorpacciate di panna e del cosiddetto pan 
di miglio. 



25 Sabato 

116-351 



S. Marco evangelista. 

Scrisse il secondo tra 

'i vangeli canonici. Fu 

vesc. di Alessandria, ove morì mart. l'a. 68. 

Memorandum. — Litanie maggiori secondo 
il rito ambrosiano, — Anniversario della mor- 
te di Torquato Tasso (1595). Pellegrinaggio ai 
convento di S. Onofrio di Roma, dove è visi- 
bile al pubblico il Museo Tassiano, — Fiera 
di cavalli a San Bonifacio (prov, di Verona). 
— Processione sacra in Rossano Calabro, in 
memoria del terremoto del 1836. 



APRTLE-MAOGIO 1908 - 91 - 



(18» Settimana) 



26 Domenica! Domenica In albls, 
117_350 p più precisamente 



albis lìeponitin, cosi detta 
perchè oggi yella primitiva Chie«;a cristltma 
si deponevano le vesti bianche dai novelli 
battezzati. — S. Cleto pp., romano, 76-88, era 
stato discepolo di 8. Pietro, e morì martire. 
— S.Marcellino pp., romano e martire, 2%- 
304. — Ss. Guglielmo e relle^rino d'Antio- 
chia, protettori di Foggia dove è lesta pa- 
tronale. — S. Lucido o Lucilio ; vescovo di 
Verona, tra il 250 e il 35ft. 

Memorandum. — Pasqua nel calendario Giu- 
liano o (ireco-lìusso. — Pasqua per gli Abis- 
sini. — Fiera di And ria. Dura due giorni. — 
Pellegrinaggio a Genazzano, presso Valmon- 
tone (prov. di Roma), al Santuario della Ver- 
gine del Buon Consiglio. 



27 Lunedi | ^- Peregrino Laziosl 

118-349 dell'ordine de' Serviti, 
'vissuto dalTa. 12')5 al 



1345. — S. Zita, vergine, venerata a Lucca, 
ove morì l'a 1282. — S. Maria Egiziaca (se- 
colo IV). - S. Anastasio I, papa dal 31)9 ai 401. 
— S. Tertulliano, vesc. di Bologna fsec. V). — 
S. Liberale o Liberio d'Aitino, prot. di Treviso. 

Memorandum. — Da oggi sono permesso le 
solennità nuziali sino al sabato che precede 
la prima domenica dell'Avvento. — Anniver- 
sario della seconda fuga del granduca Leo- 
poldo II da Firenze (1859). La città è Imban- 
dierata. — Per S. Zita, patrona degli ortolani, 
festa in Bisagno, sobborgo di Genova. — Fiera 
a Francavilla al Mare (prov. di Chietii, che 
dura 8 giorni. — Oggi pagamento degli sti- 
pendi agli impiegati governativi. — Comin- 
ciano gli esami di ammissione degli ufl&ciali 
alia Scuola di Guerra in Torino. 



28 Martedì 

119-248 



Ss. Vitale e Valeria, 
martiri. 
Nacque Vitale a Mi- 
lano da nobile famiglia e fu sposo a S. Valerla 
e padre del ss. mm. Gervaso e Protaso. Ar- 
ruolatosi nella milizia, salvò molti cristiani e 
incoraggiava altri a sostenere il martirio. Sa- 
putosi che Vitale era cristiano, ed avendolo 
egli stesso affermato, fu straziato con pettini 
di ferro l'anno 62. Vitale è ricordato a Ra- 
venna, Valeria a Milano. Ad Alba ed a Tre- 
viso festa di precetto. 



29 Mercoledì 

120-247 



S. Pietro, martire. 



Nacque a Verona da 
genitori eretici. Fu a 
Bologna per studiarvi lettere, ed appena quin- 
dicenne si presenta a S. Domenico per en- 
trare nell'ordine dei predicatori. Tra le vi- 
gilie ed i digiuni intese a perfezionarsi nelle 
scienze, sicché acquistò il nome di apostolo 
dell'Italia. Fu inquisitore per la Lombardia, 
e come tale ucciso lungo lo stradale che da 
Milano conduce a Como (1252). Sul luogo 
stesso dell'assassinio (Seveso s. Pietro) sorge 
una chiesa annessa al Seminario minore, dove 

L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto 
il rimedio delle malattie 



annualmente è celebrata la festa. — S. Li- 
berio I, vescovo di Ravenna dal 185 al 206. — 
Festa patronale ad Oropa. 

Memorandum. — Festa nazionale del Por- 
togallo. 



30 Giovedì 

121-246 



S. Caterina da Siena. 

Suora domenicana 
che si rese celebre per 
la santità della sua vita ed il suo sapere. I lio- 
rentini la scelsero mediatrice fra essi e papa 
Gregorio XI. Mentre papa Urbano XI la man- 
dava a Giovanna di Napoli, essa morì nel 1380, 
a soli 33 anni di età. 

Memorandum. — ® L. N. a ore UM^. - 
A Roma le società democratiche commemo- 
rano la difesa di Roma contro i francesi del 
1849. — A Parigi, vernissage al Salone dei 
Campi Elisi. — Chiusura della caccia agli ani- 
mali acquatici nelle province d'Ancona, di 
Ferrara, di Firenze, di Grosseto, di Lucca, 
di Macerata, di Massa (anche per le quaglie», 
di Napoli (per il croccolonej, di Perugia, di 
Ravenna, di Reggio Calabria, di Siena, di Ve- 
i-ona. In quella di Pisa è da oggi vietata la 
caccia con reti ai trampolieri, pivieri, ec; 
o^ini genere di caccia nella provincia di Pe- 
saro. 



1 Venerdì 

122-245 



Ss. Filippo 
Giacomo il minore, 
apostoli. 

Memorandum. — Calendimaggio, festeggiato 
in molto campagne, specialmente in quello 
toscane. — Festa internazionale del lavoro, 
istituita nel Congresso internazionale di Pa- 
rigi del 1889. - Fiera ad Ancona: dura 8 giorni. 

— Si apre la fiera di Ravenna, che dura 8 giorni. 

— Fiera di Bpinazzola. Dura 3 giorni. — Festa 
in Aidone (Caltanissetta) del patrono S. Filip- 
po. — Feste di S. Elisio, patrono di Cagliari. 

— Da og-i è permessa la pesca con reti 
od altri apparecchi a strascico a qualunque 
distanza dalla costa del mare. — Da oggi è 
permessa la raccolta dei mitili fcozze nere, 
peoci, muscoli); e nel golfo di Napoli anche 
quella delle vongole o arselle. — Estrazione 
Prestito a premi della Croce Rossa Italiana. 

— Estrazione ammortizz. obbligaz. Prestito 
provinciale e comun. di Reggio Calabria 1870; 
Prestito comun. di Genova 1869 e 1893; Ob- 
bligaz. 4 % Navlgaz. Gener. Italiana (rimborso 
30 giugno). — Scadenza delle Cedole del Prest. 
a premi e frutt. della città di Napoli (1868). 

— Oggi a Firenze si cambiano gli alloggi. 



2 Sabato 

123-244 



S. Anastasio, vescovo. 

Vesc. d'Alessandria 
d'Egitto. Mori l'a. 373. 
— S. Antonino, vesc. di Firenze, m. l'a. 1459. 

Memorandum. — Festa nazionale della Spa- 
gna. — Fiera di animali a Canicatti, che dura 
due giorni. — Da oggi al 10 maggio in Napoli 
ogni giorno si ripete il miracolo della lique- 
fazione del sangue di S. Gennaro. 

ricostituente, la salute delle donne, 
dea!! oraani diaerenti. 



— 92 — 

I CONSIGLI DEL MESE (Igfiene ed Economia Domestica). 

APRILE 

Come dimagrare — Cure depurative del sangue — La colorazione artificiale dei fiori — Le 
febbri malariche — Igiene della calzatura — Le fragole — I fungiti — Contro le tarme 
degli abiti — Per couseroare i tappeti — Stoffe impermeabili — Acq_na di Colonia ed acqua 
contro il rossore — Carciofi a vapore — Pane di Spagna. 



" Aprile dolce dormire! „ suona il prover- 
bio. E, infatti, si dorme tanto volentieri in 
questo dolce mese ! Ma il sonno fa ingrassare 
e al mondo v'è una quantità grande di gente 
che se ne spaventa. Non vorrei curarmi dei 
loro lamenti, non vorrei dir loro a quante e a 
quali ore debbono limitare il proprio sonno, 
di quali cibi debbono alimentarsi a prefe- 
renza per rimaner magri, se non mi sentissi 
in dovere di servire un po' tutti. Ecco, dun- 
que, una bi-eve serie di consigli ad hoc, e.... 
peggio per chi li desidera. Non dormire più 
di sei ore e non dormire mai dopo pranzo; 
bere vino bianco e non più di tre bicchieri 
quotidianamente; bere poca acqua e cercare 
di non bere nulla durante i pasti; evitare il 
pane, le patate, il riso, i fagiuoli, i latticini, 
le uova, le carni di maiale, il miele, la crema, 
il cioccolatto, il cervello, i liquori, la birra. 
Abolire dalla propria tavola i cibi succulenti, 
come il fegato d'oca, le oche, i piccioni, le 
salse, il salmone, le anguille, il burro, l'olio, 
le noci, le ulive, ec. 

Mangiare, invece, bove o montone arro- 
sto, sogliole, branzino, pollo, d'india, legumi, 
asparagi, prezzemolo, frutti aciduli, come sa- 
rebbero gli aranci, le fi*agole, le mele; pren- 
dere caflfè senza zucchero, brodo sgrassato. 
Si consigliano i bagni freddi, le docce, i bagni 
di mare e molto cammino nelle ore antime- 
ridiane. 



Non siamo ancora in piena primavera, ma 
non siamo più nemmeno in inverno. Coloro 
che hanno la lodevole abitudine di depurare 
il proprio sangue con una piccola cura pri- 
maverile faranno, dunque, bene a cominciar- 
la in questo mese, per poterla continuare a 
lungo prima che il caldo faccia il solito suo 
ingresso ufficiale. 

Sono molti i depurativi che si consigliano 
dai medici : oltre al solito joduro di potassio 
— che ha ii privilegio di.... rovinare lo sto- 
maco — si trovano in commercio una quan- 
tità enorme di preparati gustosi, ma.... co- 
stosi e non sempre molto indicati. Voglio 
darvi una ricetta assai pratica ed econonaica: 
ma eseguitela da voi stessi, che il farmacista 
vi farebbe spendere non meno di sei lire. 
S'intitola II Kob, e se ne prende un cucchiaio 
al giorno. Fate cuocere, dunque, in tre litri 
d'acqua, tre once di salsapariglia florettone, 
otto mazzi di dulcamara, tre once di salsa 
siciliana, sei mazzi di cannicela, due once di 
sassofrasso, due di china molle, e mezzo chi- 
logr;imma di zucchero. Quando il liquido, 
bollendo, ò ridotto alla sua terza parte, il 
depurativo è fatto. 



Ma non guastiamoci il sogno della prima- 
vera con queste miserie. Siamo nella stagione 



dei fiori e sarà meglio parlare dei loro gai 
colori. 

Ahimè, colori spesso artificiali! Oggi tutto 
si falsifica e i fiori stessi sovente non hanno 
il loro colore oi'iglnale. Vi insegnerò a falsi- 
ficarne anche da voi. Alla fine, siano pur tra- 
mutati stranamente, restano fraganti e gai. 
Anzi la novità introdotta dai fiorai parigini, 
dona un aspetto più leggiadro a certi fiori. 
Breve: ai fiori si cambia colore. Volete che 
il geranio, la pervinca, le rose rosse e rosee, 
acquistino un color verde carico? Immerge- 
tele nell'etere solforico, a cui sia stata ag- 
giunta una piccola quantità (circa un decimo 
di volume) di ammoniaca. Volete, ancora, 
delle violette- verdi? Immergete i loro steli 
nell'anilina verde malachita, sciolta nell'ac- 
qua. Con altre tinte di anilina si ottengono 
altre colorazioni : il viola di metile dà il vio- 
letto, il cloridrato di rosanilina dà il rosa. Gli 
steli dei fiori debbono rimaner quarantotto 
ore nella soluzione colorante, e debbono es- 
sere incisi in modo da peimetteie al liquido 
di salir fino ai pètali. Per conto mio prefe- 
risco i colori che ci ha dato la natura; ma 
se voi volete divertirvi ad alterarli, ora sa- 
pete come fare. 



Dopo le pioggie di primavera è molto fa- 
cile buscarsi le temute febbri malariche. Io 
vi augux'o di non incapparci, ma, ad ogni buon 
fine, raggruppo qui alcuni consigli atti a com- 
batterle con efficacia. Il più semplice ce lo 
offre un limone: si fa bollire, tagliato a pezzi 
e non premuto, in un recipiente che contenga 
circa tre bicchieri d'acqua, e, quando l'acqua, 
evaporando, è ridotta ad un terzo, si toglie 
via, si preme, si fa raftVeddare e l'emulsione 
che ne risulta si dà a bere agl'infermi. 

I contadini, esposti più di tutti alla ma- 
laria, devono astenersi dall'uscir di casa dopo 
il tramonto, o, almeno, debbono uscir ben 
coperti, dopo aver mangiato e bevuto, e cam- 
minar spediti. Essi, potendo, bevano molto 
catte e vino chinato. Ad ogni menoma indi- 
sposizione, poi, prendano il chinino. E sic- 
come perchè spesso i loro mezzi non per- 
mettono quest'ultima spesa, le febbri mala- 
riche li tormentano per mesi interi. 

Essi potrebbero, però, curarsi lo stesso 
valendosi dell'estratto idroalcoolico di foglie 
di olivo : è il vecchio rimedio dei contadini 
francesi, approvato da Bouchardat, e si pre- 
para con sessanta grammi di foglie di oliva 
e un litro di vino bianco. Le foglie si tagliuz- 
zano e si fanno macerare per una settimana 
nel vino, che poi si passa attraverso un pezzo 
di tela bianca. Prendendo, per quindici gior- 
ni, a digiuno, mezzo bicchiere la mattina e 
mezzo la sera di questo vino febbrifugo, le 
febbri cessano. A rendere più economica la po- 
zione, Invece del vino si può usare l'acqua: 



^ 0)^ 



ma bisogna a;;ginngero un mozzo bicchiere 
di spirito, porcile le foglie di oliva non sono 
molto solubili senza nò vino uè spirito. 



Prima che finisca il mese, appariratmo in 
tavola le fragole. Eccovi un gruppo di con- 
sigli sul modo di prepararle se non prefe- 
rite di mangiarlo senza condimento alcuno. 
Esse possono condirsi con vino ordinario, con 
marsala, col sugo di limone, col cognac, col 
capri bianco, con lo champagne freddissimo, 
col maraschino, col kummel, col cura(;ao e 
con altri liquori, a^jginngendo sempre, natu- 
ralmente, una quantità più o meno grande 
di zucchero. Possono pure condirsi con crema 
di Chantilly e znccliero di vainiglia. 

Agli stomachi deboli consiglio la prepa- 
razione al sugo di limone e sconsiglio quella 
al latte: alle persone eleganti propongo lo 
champagne freddissimo, cU'è un sistema.... 
inglese garantito ! 



Dalle fragole ai fion/hi v'è un bel passo: 
ma siccome i funghi si trovano in tutte le 
stagioni io non posso evitarli. Poche cose han- 
no un sapore più buono dei funghi, ma poche 
"se più di esse vengono eliminate dalle ta- 
...le. 

I funghi sono velenosi! E vero; ma non 
tutti, e quelli che lo sono si possono facil- 
mente distinguere quando si voglia (v'è, per 
questo, un apposito Manuale Hoepli). In ogni 
modo molti funghi velenosi oggi si rendo- 
no innocui grazie al metodo proposto dal 
dott. Gen-ard. Basta lasciarli, per due ore, 
nell'acqua salata (due cucchiai di sale da cu- 
cina iu un litro d'acqua ove può stare 400 gr. 
di funghii o acidulaUx (tre o quattro cucchiai 
di aceto forte in un litro d'acqua ove può star 
la stessa quantità di funghi) e sciacquarli, 
poi, ripetutamente, prima in acqua fresca 
I)oi in acqua bollita, poi in acqua fresca di 
nuovo. I funghi perderanno un po' di sapore 
e di aroma, ma pare diventino innocui. Il 
(lott. Gerrard ne potè mangiare, senza danno, 
•opo quella operazione, una quantità consi- 
erevole delle più velenose specie, in poco 
mpo. 

Ed ora, al solito, qualche consiglio utile. 
-^;vrete, penso, in procinto di conservar gli 
abiti dtc inverno: per evitare che si tarlino, se 
non vi garba metterli in casse con la nafta- 
lina, accomodateli pure in un armadio ove 
avrete già esposto un pezzo di tela o di carta 
rnbevuto di trementina, che va rinnovata 
ogni mese. Giova al vostre scopo lo stesso. 

Insieme agli abiti, vanno conservati anche 
i tappeti, e per essi occorre altresì qualche 
cura. Se li batterete bene, li allargherete e 
distenderete sopra fondi di caffè o su foglie 
verdi di tè o d'altra erba, prima di piegarli 
diligentemente e di metterli in locali asciutti 
ed oscuri, potrete essere sicurissimi di ritro- 
varli l'anno venturo intatti nella trama e nel 
colore. 

A proposito di stoffe, vi posso anche sug- 
gerire due metodi per renderle impermea- 
bili. Sono abbastanza sicuri e molto pratici. 



SI immerga il tessuto che si vuol ronderò 
Impermeabile nel seguente liquido: 

Allume gr. 10 

Acetato di piombo ... ,10 

Acqua kg. 1 

Quando s'è bene imbevuto si ritiri, si sgoc- 
cioli e si lasci asciugare. 

Il chimico Paolo Charpentier, consi^^lla 
di prendere 50(J grammi di gelatina, e 500 di 
sapone neutro di sego, di farli fondere in 
17 chilogrammi di acqua bollente, di aggiun- 
gervi a piccole dosi 750 gr. di allume; e di 
far bollire tutto per un quarto d'ora. Ridotto 
il liquido latteo atla temperatura di 50 cen- 
tigradi vi s'immerge il tessuto che, dopo im- 
bevuto, si ritira e si lascia asciugare senza 
torcere. Indi si lava di nuovo, di nuovo si fa 
asciugare e si stira. 



Non dimenticherò nemmeno questo mese 
le esigenze della toilette, né quelle della cu- 
cina. 

Per le prime vi darò una ricetta indica- 
tissima a ottenere una buona acqua di Co- 
lonia, e la ricetta per un' acqua contro i ros- 
sori. L'acqua di Colonia è presto fatta me- 
scolando parti 650 di alcool a 90,0; parti 50 
di acqua di rose ; parti 50 di acqua di aran- 
cio; parti 200 di neroli; parti 400 di essenza 
di lavanda ; parti 900 di essenza di petit grain; 
parti 250 di essenza di rosmarino; parti 50 di 
essenza di mirto; parti 200 di essenza di ber- 
gamotto. 

L' acqua contro i rossori si prepara con 1 
seguenti ingredienti: 

Essenza di lavanda gr. 25, essenza di ce- 
dro gr. 6, limone gr. 135, alcool gr. 85, acqua 
gr. 80, aceto buono gr. 6C0. Esporre al sole 
per 3 giorni e poi filtrare. 

Ed eccoci giunti in cucina. Parleremo dei 
carciofi, piatto di stagione. 

In Orbetello li preparano all'olio, e ciò 
costituisce la specialità del paese. È assai sem- 
plice: s'immergono i carciofini nell'olio dopo 
aver dato loro mezza cottura nell'acqua. Poi 
si condiscono con pepe, sale e coriandoli. 

I carciofi al vapore rappresentano un piatto 
più complicato. 

Mondati e lasciato loro il gambo della lun- 
ghezza dì due dita, disponeteli in una casse- 
ruola piccola, in modo che rimangano in pie- 
di, appoggiati gli uni agli altri e sostenuti dai 
relativi gambi. Nel fondo della casseruola po- 
nete dell'acqua per l'altezza di due dita: indi 
aprite alquanto le foglie del carciofo e ver- 
sate, nel cuore di ciascuno, olio, pepe e sale. 
Coprite bene la casseruola e fate bollire l'ac- 
qua del fondo. In tal modo i carciofi cuoce- 
ranno a vapore, e rimarranno conditi. 

Il solito dolce è questa volta il ptne di 
Spagna. Come ottenerlo? Semplicemente: si 
mescolano bene insieme 300 gr. di zucchero, 
8 torli d'ovo, un po' di corteccia di limone 
grattugiata, e vi si aggiungano, a poco a poco, 
2.50 gr. di farina bianca. La farina deve ca- 
dere adagio dallo staccio. 

Si continua a sbattere da 20 a 25 minuti. 
Poi si depone la pasta in una tortiera, che 
si sarà ben unta di burro, e spolverizzata di 
zucchero, e si manda a cuocere al forno. 



Gli Olì d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



94 - 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 
MAaaio 



1 (1859). — Il vlcesindaco di Corana (Vo- 
ghera) Giovanni Battista Minelli, affconta un 
sergente austriaco tragittato sulla riva de- 
stra del Po, e quantunque armato di tutto 
punto lo fa prigioniero di guerra, inviandolo 
a Voghera con i dispacci dei quali ei-a latore, 
con manifesto ed imminente pericolo di es- 
sere fucilato al sopraggiungere degli Austriaci. 

fò (1800). — Il capo squadrone France- 
schi, aiutante di campo del generale Soult, 
incaricato da Bonaparte di portare dispacci 
a Massena rinchiuso in Genova, scoperto da- 
gli Inglesi mentre di notte si avvicina alla 
città, si butta a nuoto; ma accortosi di aver 
lasciato la spada nella barchetta che lo por- 
tava, va a prenderla, l' afferra con i denti, e 
sotto il fuoco nemico riesce ad arrivare al 
molo. 

3 (1863). Francesco Nullo, di Bergamo, 
capo di un manipolo di Italiani andati a com- 
battere per l'indipendenza della Polonia, do- 
po avere avuto un cavallo ucciso sotto di sé, 
combattendo i russi, cade colpito al cuore, 
e presso di lui cadono Elia Marchetti e Febo 
Arcangeli. 

4 (1859). — Cesare Fronti, applicato di 
P. S. ad Alessandria, incaricato di portare un 
importante dispaccio agli avamposti dell'eser- 
cito sardo, al ritorno cade nelle mani degli 
Austriaci a Ponte Ourone, dove frugato e più 
volte interrogato, con la sua presenza di spi- 
rito riesce ad eludere i sospetti e ad essere 
messo in libertà. 

5 (1848). - A Rivoli, è ferito ad. una 
gamba combattendo nel folto della m^lschia, 
il colonnello Boglione, già ufficiale dell'eser- 
cito napoleonico, andato volontario per la 
guerra dell'indipendenza con l'uniforme del 
suo grado il fucile e lo zaino, sempre in prima 
Illa nelle più arrischiate imprese. 

6 (1848). - Al combattimento di Santa 
Liicia, sotto Verona, il tenente d'artiglieria 
(ìiovacchino Bellezza, d'Oggebbio, vista la 
brigata Aosta sopraffatta dagli Austriaci, corre 
con due pezzi a 300 metri dagli assalitori, 
facendo fuoco a mitraglia, caricando e pun- 
tando egli stesso un pezzo rimasto senza ser- 
vent , e facendo danni enormi al nemico che 
si ritira. 

7 (1813). - Due battaglioni del 2» reggi- 
mento leggiero italiano, preceduti dal 4° cac- 
ciatori a cavallo pure italiano, scontrati i 
Itussi nella forte posizione di Lienbach (Sas- 
sonia) li respingono, e impediscono loi*o di 
tagliare 11 ponte, segnalandosi gli ufficiali 
Benvenuti, Ccracchi e Belotti, ed il sergente 
Busetti. 

8 (1859). - Alla testa di ponte di Casale, 
la 3» compagnia cacciatori delle Alpi coman- 
data da Carlo De Cristoforis, insieme al 5» 
battaglione bersaglieri, assaltano due volte 
alla baionetta gli Austriaci, impadronendosi 
di un avantreno. SI distinguono, oltre il De- 



Cristof.)rIs, il furiere Giuseppe Guerzoni ed 
il soldato De Angelis. 

9 (1824). — Santo rre de Rossi conte di 
Santa Rosa, esule dal Piemonte nel 1821 dopo 
avere consigliato invano al principe di Cari- 
gnano di mettersi alla testa dei liberali, an- 
dato a combattere per la libertà della Gre- 
cia come semplice soldato, cade difendendo 
valorosamente contro i Turchi l'isola di Sfao- 
teria. 

10 (1861). — Il tenente Giacomo Asinari 
di Bernezzo dei lancieri Milano, inseguendo 
una banda di briganti sulla riva destra del- 
l'Ofanto, montato sopra un generoso cavallo, 
si trova molto avanti del suo drappello quando 
il cavallo ferito a morte cade trascinandolo 
nella caduta. I briganti gli sono sopra, ma 
il tenente, svincolatosi con vigoroso sforzo, 
ne uccide uno con un colpo di rivoltella ed 
i lancieri sopraggiungendo mettono in fuga 
gli altri. 

11 (1809). — Carlo Alemagna, scudiero 
del viceré Eugenio, mentre la Piave era 
straordinariamente gonfia, sì offre di passarla 
per portare ordini al generale Macdonald, e 
quantunque trascinato dalla corrente per 
lungo tratto, ed ormai creduto perso, riesce 
a raggiungere l'altra sponda. 

1^ (1848). — Il generale marchese Ales- 
sandro Guidetti, di Bologna, antico soldato 
di Napoleone, dopo aver preso parte alla ri- 
voluzione del '31, avendo nel 1848 il comando 
di una brigata, ingiustamente Timproverato 
dal generale Ferrari, combatte da semplice 
soldato in una sortita da Treviso contro gli 
Austiiaci, e spintosi avanti rimane ucciso da 
una palla al cuore, mentre gli cade accanto 
ferito il padre Ugo Bassi. 

13 (1810). - Gli italiani della divisione 
Mazzucchelli occupano il forte di Hostalrich 
in Spagna, dopo sconfitti gli Spagnoli che 
cercavano di allontanarsene nascostamente. 
Il capitano Ceracchi, con soli 17 uomini, fa 
prigionieri 4 ufficiali e 50 soldati; il 6° fan- 
teria fa prigioniero il governatore con 8 uf- 
ficiali e 400 uomini, e prende una bandiera. 

14 (1866). — Il tenente de Gio vannini, 
comandante dei carabinieri ad Atessa, con 
13 carabinieri e cinque uomini della legione 
ungherese assale 50 briganti della banda Can- 
none, che avevano sequestrato 13 guardie 
nazionali, ed inseguendoli per dieci chilo- 
metri libera i catturati, uccidendo un bri- 
gante e ferendone altri. Si segnalano con il 
loro comandante, il vicebrigadiere Moschetti, 
ed i carabinieri Casolari, Faro e Bai. 

15 (1860). — A Calataflmi, in Sicilia, i 
volontari sbarcati con Garibaldi quattro gior- 
ni prima a Marsala, battono 4000 Borbonici 
comandati dal generale Laudi. Primeggiano 
per valore Nino Bixio, Benedetto Cairoli, Me- 
notti Garibaldi, Schiaffino, Augusto Elia, Gior- 
gio Manin, Francesco Sprovieri, e Giuseppe 
Dezza. 

{Continua a jaag. 98), 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-WII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




9. - ANDREA VANNUCCHI o ANDREA DEL SARTO 
Firenze (1486-1531) 

che il Vasari disse artista "raro perchè l'opere sae sono senza errori,. La Madonna del 
ducco e il Cenacolo di San Salvi sono tra le opere di lui le più famose. 



MAGGIO 1908 



- 96 - 



(IQa Settimana) 



3 Domenica 

124-343 



Ritrovamento 
della Santa Croce. 

Seguito per opera di 
S. Eleiia, madre dell'imperatore Costantino. 

— S. Giovenale II, vescovo di Terni e Narni, 
dal 658 al 565, e patrono di Tossano (Cuneo). 

— S. Ursio, onorato a Monsummano(sec.VIII). 

— S. Viola, vergine e martire, festeggiata a 
Verona. — S, Alessandro I, papa dal 105 al 
115, martire. 

Memorandum. — Processione di S. Vigilia, 
compatrona della città di Livorno, in memo- 
ria del terremoto del 5 aprile 1642. — A Pe- 
scia liera e festa del Crocilisso. — Pellegri- 
naggio alla Madonna del Sasso. — A Roma, 
nella chiesa di S. M. del Pianto, ha luogo la 
pubblica gara di catechismo fra i giovanetti 
romani, e il vincitore è nominato Imperatore 
della Dottrina CristUina. — Grande e impor- 
tante fiera di bestiame, detta della Schiavo- 
nea, dal luogo ove si tiene, in territorio di 
Corigliano Calabro. Darà tre giorni. — Festa 
del Crocifisso a Monreale con corso di barberi 
e processione caratteristica. Festa di S. Giu- 
seppe alla Bagheria pure con corso di barberi. 
Tutt'e due attirano grande folla da Palermo. 
Festa del SS. Crocifisso a Monreale. — Fiera e 
festa del Crocifisso in Castronuovo di Sicilia. 



^ Lunedì 1 ^- Paolino, vescovo. 

135-243 Vescovo e patrono di 

Senigallia, nel sec. IX. 

— S. Ciriaco, vesc, patrono d'Ancona, mar- 
tire nella persecuzione di Giuliano l'apostata 
(361-363). — S. Monica, madre di S. Agostino, 
morta ad Ostia nel ;i87. — S. Giacomo, dia- 
cono, venerato a Bergamo. 

Memorandum. — Festa di S. Floriano mar- 
tire in Jesi, con fiera e altri festeggiamenti 
popolari. — Oggi a Napoli e in molte altre 
città dell'Italia meridionale scadono gli affìtti 
annui delle case e si fanno 1 traslochi. 



5 Martedì 

126-241 



S. Pio V, Papa. 

Successe a Pio IV, 
' ed era nativo di Bosco. 
Mori l'a. 1572. — B. Amedeo, duca di Savoia. 
— S. Floriano mart., invocato specialmente 
negli incendi. — Festa patronale a Bova (Reg- 
gio Calabria) di s. Leone (vedi 19 aprile). 

Memorandum. — Anniversario della par- 
tenza da Quarto per la Sicilia dell'eroe Gari- 
baldi con i Mille (1860). — Festa di S. Secondo, 
patrono di Asti. Corse di cavalli. Al merco- 
ledì successivo grande fiera. - A Milano, so- 
lenne funzione in Duomo, dove il Sacro Chio- 
do ò sollevato con una macchina aerea, insie- 
me a un prete e due chierici, fin sotto la cu- 
pola dell'aitar maggiore. La reliquia era stata 
calata, ed esposta alla venerazione del pub- 
blico, il 3, festa del Ritrovamento della S. Cro- 
ce. — Fiera a Salerno: dura nove giorni. — 
Festa in Licata (Girgenti) del patrono S. An- 
gelo. — Pagamento delle pensioni governa- 
tive di prima categoria (non oltre le 500 lire 
annue). 



6 Mercoledì 1 S. Protogene. 

127-240 Vescovo nella Me- 

'sopotamia (sec. IV). — 

S. Giovanni Damasceno, ossia da Damasco, 
dottore della Chiesa greca, morto l'a. 756. Fu 
grande propugnatore del culto delle imma- 
gini sacre contro gli Iconoclasti. 

MenK>randum. — Grande festa civile e re- 
ligiosa di S. Nicola a Bari, per l'anniversario 
della traslazione delle ossa del Santo da Mira 
a Bari. Pellegrinaggio alla basilica, famosa p'"0- 
cessione a mare, ec. — Fiera ad Eboli: dura 
3 giorni. — Festa di S. Giorgio nel calendario 
Giuliano o Greco-Russo. Onomastico del Re 
di Grecia. Festa patronale della famiglia prin- 
cipesca del Montenegro. 



S. Stanislao, vescovo, 
martire. 

Morì l'anno 1079. — 
S. Guglielmo arciv. Era eonte di Nevers, fu 
educato da Pietro l'Eremita suo zio e si diede 
agli studi ed alla preghiera; fu canonico a 
Soissons ed a Parigi, quindi arcivesc. di Bour- 
ges. Morì nel 1209. — Ss. Flavia e ce. verg., 
mart., onorate a Terracina j^ec. I?). — S. In- 
nocenzo, vesc, onorato a Gaeta. — S. Alberto, 
confessore, onorato a Cremona, morto nel 
1190. 




Memorandum. 



8 Venerdì 

129-238 



S. Acacie, martire. 

Centurione nell'eser- 
cito dell' imperat. Ga- 
leno, martire l'a. S06, patrono di Squillace. 
— S. Metrone, prete, onorato a Verona. — 
S. Amato, patrono di Saludecio (Rimini). Ap- 
partenne al terzo ordine di S. Francesco e 
fondò l'ospedale di S. Maria di Monte Orciaie, 
antico istituto di beneficenza. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 12.23m. — 
Pellegrinaggio e fiera al Santuario di San Mi- 
chele sul Gargano (comune di Monte Sant'An- 
gelo). — Festa a Valle di Pompei in comrae- 
moraz. del VI annivers. della consacrazione 
del Tempio dedicato alla Madonna del Ro- 
sario. -- Fiera a Caltanissetta, — Oggi a Bo- 
logna, si cambiano gli alloggi. 



9 Sabato l^- Gregorio Nazianzeno 

130-237 I patriarca di Costantino- 

poli. Morì l'a. 389. Era 
nato a Nazianzo. e fatti i primi studi a Ce- 
sarea di Palestina recossi ad Atene con S. Ba- 
silio. Eletto vescovo, tutto si adoperò per 
condurre a salvezza 11 gregge affidatogli. Morì 
l'anno 389. — S. Luminosa, vergine pavese 
(sec. V). — Festa della Madonna del Bosco 
(Brianza) con 3 guu-ni di fiera. Patronale a 
Bari di S. Nicola (vedi 10 settembre). 

Memorandum. — 



MAGGIO 1908 



- 97 - 



(20a Settimana) 



10 Doinenica! ^. Patrocinio 
131-236 <*' ^- Giuseppe. 

' B. Nicolò Albergati, 

vesa, cardinale. Governò la Chiesa di Bolo- 
gna dal 1417 al 1443. — Ss. Quarto e Quinto, 
martiri, venerati a Capua. — 8. Cristina, verg., 
mart., venerata a Palermo ed a Padova. 

Memorandum. — Festa di SantWlflo con 
fiera in Trecastagni (prov. di Cataniii). — Oggi 
lu'il» prov. di .\ncona eessa il permesso di cac- 
cia cun la rete alle quaglie. 



11 Lunedi 

132-S35 



S. Francesco 
di Gerolamo. 

Natora.l642anrot- 
taglie (Lecco), morto a Napoli l'a. 1716. — 
Ss. Anastasio e compagni, martiri, onorati a 
Camerino. — Ss. Primo e compagni, martiri 
di Trieste fsec. II). — S. Illuminato, compa- 
gno di S. Francesco d'Assisi (1182 1226), ono- 
rato a a. Severino. — A Chieti, festa patro- 
nale di S. Giustino (vedi 13 aprile). 

Memorandum. — Giorno festivo per Livor- 
no. In ricordo dell'eroica resistenza delia città 
assediata nel 1849 da 20,000 Austriaci con- 
dotti dal generale d'Aspre. 



12 Martedì 

133-234 



S. Pancrazio, m. 

patrono di Albano La- 
ziale (Roma) morto ver- 
so il 303. — Ss. Acilleo, Nereo e compagni, mar 
tiri sotto Traiano, l'a. 99. Furono battezzati 
da S.Pietro ed erano al servigio di Flavia 
Domitilla. Catturati, vennero relegati nell'iso- 
la di Ponza, dove persistendo nel ritìnto di 
sacrificare agli idoli, dopo crudeli tormenti 
furono decapitati. — S. Gemma, vergine, pa- 
trona di Goriauo Sicoli (Abruzzi). 

Memorandum. — Oggi, domani e doman 
l'altro sono detti in Germania i Santi di 
ihinccio, perchè di solito segnano un notevole 
abbassamento di temperatura. — Anche In 
Italia da oggi al 18 si ha per i meteorologi 
un periodo critico, che i PP. Secchi e Lais 
chiamarono burrasca di San Bonifacio. — Pa- 
gamento delle pensioni governative di tei*za 
categoria (superiori a L. 2000 annue). 



13 3Iercoledì| 

134-233 



S. Giovanni 
il silenziario. 

Di nascita armeno, 
impiegò i suoi beni nell' erigere una chiesa 
ed un monastero, dove si ritirò a 18 anni. Ap- 
prezzando il silenzio, si abituò a parlar poco, 
e da ciò gli venne il soprannome. L'arcive- 
scovo di Sebaste lo elesse a 28 anni vescovo 
di Colonia, ma dopo nove anni si ritirò a 
Banta Sala, dove mori centenario l'anno 569. 



Memorandum. - Festa della fratellanza al 
Brasile, anniv. dell'abolizione della sohiavità 
(1888). 



14 Giovedì 1 ^- Bonifacio, martire. 
135-232 I Viveva in Roma al 

principio noi IV secolo. 

Visitando l'Oriente giunse a Tarso, dove ve- 
duto gli efferati supplizi a cui erano soggetti 
i martiri, si getta fra loro abbracciandoli. In- 
vitato a sacrificare auli dèi, vi si rifiuta. Fu 
decapitato l'anno 307. — S. Ampellio, festeg- 
giato a Bordighera. — Ss. Coi-ona e Vittore, 
patroni di Feltre (sec. II). — .A Milano, festa 
della elevazione dei corpi dei santi Ambrogio, 
Protasio e Gervasio. 



Memorandum. 

al Paraguay. 



Festa dell'indipendenza 



15 Venerdì ÌS.Gìo. Batta De laSalle. 
136-231 Istitutore della con- 

pregazione dei Fratelli 

delle scuole cristiane. Nacque a Ikeimsnel 16.t1 
e mori a Ronen nel 1719. Fu canonizzato da 
Leone XIII il 24 maggio del 1900. — S. Don- 
nino, diac. confessore, venei'uto a Piacenza 
(sec. V). 

Memorandum. — Festa della Democrazia 
Cristiana. Istituita per contrapposto al Primo 
maggio della Democrazia Sociale, e in com- 
memorazione della data della Enciclica di 
Leone XIII lìerum tiovarum, del 15 mag- 
gio 1891, sulle condizioni dei lavoratori. — 
Fiera a Viterbo. — Fiera di San Bernardino 
in Altavilla Irpina (Avellino). Dura 4 giorni. 
— Cessa nella provincia di Campobasso il 
permesso di caccia agli uccelli acquatici; in 
quella di Catania, ai passeri con le reti; di 
Foggia, alle quaglie e agli uccelli di passo; 
nella provincia di Livorno, doU'aucupio coi 
mignattini, con reti a maglia larga; nella 
provincia di Portomaurizio. alle quaglie, alle 
tortore, ortolani e acquatici. — Estrazione 
Prest. a premi Città di Napoli 1S71: Obbliga- 
zioni 4% SS. FP. Mediterr. ; Obbligaz. 3% 
SS. FF. Meridionali. 



16 Sabato 

137-230 



j S. Giovanni Nepomuceno 
martire. 

Nato a Nepomùk. in 
Boemia, l'a. 1330, morto martire del segreto 
confessionale, l'a. 13S3. — S. Ubaldo, vescovo 
e patrono di Gubbio. 

Memorandum. — © L. P, a ore 5.32™. — 
Festa dei ceri a Gubbio. — Si apre la caccia 
al cignale nella prov. di Cagliari. 



GII Oli d'oliva P, Sasso e Figli di Oneglia sono gii unici perfetti. 



(MAGÙiO - Vedi a pag. 94). 

16 (1848). — Il caporale Prato, del reg- 
gimento Savoia cavalleria, trovasi di fronte 
a quattro ussari vicino a Sommacampagna. 
All'intimazione di arrendersi, risponde spa- 
rando la carabina ed uccidendone uno; poi 
cadutagli quell'arma mentre la rimetteva al 
gancio, scende a raccoglierla e raggiunge 1 
compagni clie accorrevano in suo soccorso. 

ly (1809). - La divisione Fontanelli 
combatte valorosamente a Tarvis contro sei 
reggimenti austriaci con numerosa artiglie- 
ria, prendendo dodici cannoni e facendo 3000 
prigionieri, fra i quali molti ufficiali. Meritano 
speciali encomii il generale Bonfanti, i co- 
lonnelli Gifflenga e Zucchi, e molti altri uffi- 
ciali. 

18 (1859). — Centocinquanta Austriaci, a 
Casteggio, assaltano una barricata difesa da 
cinque terrazzani, Folcini, Bernocchi, Garan- 
te, Truffi e Gallini, muniti di poche cartuc- 
cie; ma il vivo fuoco dei difensori, lo scop- 
pio di alcuni mortaretti ed il suono delle 
campane a stormo persuadono presto gli as- 
salitori ad allontanarsi. 

19 (1801). — Giovanni Bavastro, posto 
dal Massena con tre legni a difesa della bocca 
del porto di Genova assediata dagli Inglesi, 
assalito da forze molto superiori e sopraf- 
fato dopo lungo resistere, quantunque ferito 
si butta a nuoto, e riesce ad arrivare al ponte 
di San Lazzaro. 

aO (1859). - A Montebello, la cavalleria 
italiana — quattro squadroni dei regg. No- 
vara Aosta e Monferrato — comandata dal 
colonnello brigadiere Maurizio Gerbaix de 
Sonnaz, trattiene per due ore 25,000 austriaci. 
Tutti si comportano da eroi, distinguendosi 
particolarmente, oltre il De Sonnaz, i capi- 
tani Vasco, Angelo Piol a Caselli, Cravetta e 
Ristori, i tenenti Cocconito di Montiglio e 
Sapelll, i sottotenenti Avogadro, Medici di 
Marignano, De Blonay, Govone, Scassi, i ca- 
porali Robert e Collat, 1 volontari Coriolis 
e Cigala. 

ai (1860). - Rosolino Pilo, di nobile fa- 
miglia palermitana, sbarcato nascostamente 
in Sicilia nell'aprile, saputo il cattivo esito 
della sollevazione tentata in Palermo, accorre 
in quella provincia con 800 giovani, per aiu- 
tare le bande armate che si sostengono nelle 
montagne, e muore valorosamente combat- 
tendo i Borbonici sul monte di San Martino, 

aa (1859). — Perde gloriosamente la vita 
caricando con pochi uomini un grosso nucleo 
di austriaci a Borgo Vercelli, Edoardo Bru- 
netta d'Usscaux, quarto di sei fratelli che 
combatterono con valore le campagne per 
l'indipendenza d'Italia. 

a3 (1864). - Vicino a Rionero (Basili- 
cata) il tenente Anatolio Falaschi, del 1° fan- 
teria, è assalito improvvisamente da molti 
briganti a cavallo, che fanno pi-igionieri al- 
cuni soldati. Con i 17 che gli rimangono, for- 
mati in gruppo, il Falaschi si ritira verso 
Ripacandida, facendo un continuo fuoco. Lun- 
go la strada sopraggiunguno altri CO briganti ; 
ciò non ostante quel gruppo d'eroi continua 
a resistere ad oltranza, ft:i quando arriva in 
soccorso una compagniu di bersuglieii. 



98 - 



34 (186Ó). ~ Garibaldi arriva a Palermo 
ed entra in città non ostante la viva resi- 
stenza dei Borbonici, particolai-mente al pon- 
te dell'Ammiraglio, dove sono gravemente 
feriti Benedetto Cairoli, Giacinto Carini e 
Francesco Cucchi, ed illustrano il loro nome 
Nino Bixio, F. Nullo, e Giuseppe Dezza. 

35 (1835). — Girolamo Berlinguer, di 
Sassari, capitano dei cavalleggeri di Sarde- 
gna, riportando gravi ferite arresta tre peri- 
colosi banditi, ed è ricompensato con la prima 
medaglia d'oro al valore, da poco istituita 
da Carlo Alberto. 

36 (1859). - I cacciatori delle Alpi, con- 
dotti da Garibaldi combattono contro gli 
austriaci dellUrban a Varese e Malnate, 
dalle 41/2 a mezzogiorno. Oltre Garibaldi, Me- 
dici e Cosenz, meritano ampia lode il Sac- 
chi, 1 capitani Fanti, Susini e Vacchieri, i 
tenenti Griziotti, Migliavacca, e Robustini, 
quest' ultimo ferito, 11 tenente Eleuterio Pa- 
gliano, il Simonetta comandante le guide, ! 
cacciatori Giustiniani, Vigevano, ed Enrico 
Cairoli rimasto morto. 

37 (1848). — Per ordine del governo 
veneto, il forte di Malghera è sgombrato dai 
difensori dopo alcuni mesi di assedio e 23 
giorni di bombardamento, durante i quali si 
segnalano il maggiore Carlo Mezzacapo co- 
mandante l'artiglieria, Giovanni Mengotto 
luogotenente, Correr padre e figlio, e molti 
altri valorosi. 

38 (1864). — Il capitano di Stato maggiore 
Ottolenghi, poi ministro della guerra, con il 
tenente Matteiicci e 15 cavalleggeri Lucca, 
caricala banda di Malacarne. Sei cavalleggeri 
rimangono morti nel combattimento a corpo 
a corpo; l'Ottolenghi è ferito ó^aI Malacarne, 
ucciso alla sua volta dal Matteucci con un 
colpo di rivoltella. 

39 (1848). — A Curtatone e Montanara, 
la divisione toscana comandata dal generale 
Cesare de Laugier, con il battaglione univer- 
sitario, un battaglione del IO» di linea napo- 
letano e un battaglione di volontari di Napoli, 
combattono valorosamente tutta la giornata 
contro gli Austriaci. 

30 (1811). - All'assalto del forte Olivo, 
a Tarragona, il granatiere italiano Domenico 
Bianchini, sette volte ferito in quella guerra, 
fa solo deporre le armi a quattro ufficiali e 
5 soldati, ed al generale Palombini cne gli 
domanda quale ricompensa desideri, rispon- 
de : " L' onore di montare il primo all' assalto 
di Tarragona! „ 

31 (1859). - Il villaggio di Pai estro, con- 
quistato il 30 con gloria delle armi piemon- 
tesi, e particolarmente dei reggimenti 9°, IO» 
e 16° fanteria e 7» battaglione bersaglieri, è 
difeso contro un nuovo attacco degli Austriaci. 
Il 90 fanteria ed il colonnello Brignone vi me- 
ritano la medaglia d'oro: il bersagliere Me- 
guier è primo a passare un ponte battuto 
dall'artiglieria nemica, e Vittorio Emanue- 
le II, lanciatosi nel fìtto della mischia, trat- 
tenuto dagli zuavi del 3» reggimento, dice 
loro: Laissez-moi, nien enfunta, il y a tei de ìa 
gioire pour toua / 



-^ 90 — 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogì). 




10. - DOMENICO BECCAFUMI detto MECARINO 
(Siena 1486-1549) 

si formò alla scuola del Sodoma. Bastano alla sua gloria le decorazioni del palazzo della 
Repubblica a Siena e i cartoni pd pavimento del Duomo della stessa città, 



MAGGIO 1908 



100 — 



(21» Settimana) 



17 Domenica 

138-339 



S. Pasquale Baylon. 

Ebbe i natali in Tor- 
re Hermosa (Aragona). 
Fanciullo custodiva gli armenti, ma ispirato 
da Dio si fece religioso e si diede ad una 
straordinaria austerità di vita. Dava il pro- 
prio cibo ai poveri, dormiva sulla nuda terra 
e flagellavasi a sangue. Morì nel 1592. — A 
Lugo, festa patronale della Madonna del Mu- 
lino. A Torino, della S. Sindone. 

Memorandum. - Pellegrinaggio al celebre 
Santuario di Capurso (Madonna del Pozzo), 
diocesi di Bari. — Fiera dì San Pasquale a 
Cotrone (prov. di Catanzaro). — Festa patro- 
nale della Madonna di Maripuglia in Crucoli 
(prov. di Catanzaro), caratteristica per i co- 
stumi locali. Dura 3 giorni. — Fiera in Ca- 
strogiovanni (Caltanissetta). Dura 2 giorni. — 
Genetliaco del re Alfonso di Spagna (1886). 



18 Lunedì 1 S. Venanzio. 

139-338 Mart. (250), venerato 
a Camerino. — S. Teo- 



doto, mart. — S. Felice, vescovo di Spello 
(sec. III-IV). 

Memorandum. — Fiera dì Foggia. Dura 
tutto il mese. — Anniversario della Confe- 
renza delI'Aja e della istituzione della Corte 
permanente dì arbitrato. Festa annuale delle 
Società per la Pace. 



19 Martedì 1 S- **'®*''o Celestino 

140-337 eletto papa l'anno 1294. 
' Prese il nome dì Cele- 



stino V. L'anno stesso della elezione, fece il 
g>-an rifiuto e lasciò il papato a Bonifacio Vili. 
Morì l'anno 1296, in fama di santo. È patrono 
di Aquila degli Abruzzi. 

Memorandum. — Fiera in Aquila; dura 3 
giorni. 



20 Mercoledì! ^' Bernardino da Slena. 
141-336 Francescajio, vissu- 

ito dal 1380 al 1444. Era 

nato a Massa e consacratosi a Dio, diede prova 
di pietà nella peste del 14U0. Fu mandato a 
predicare in parecchie città d'Italia con grande 
successo. Kitiutò ì vescovadi di Siena, di Fer- 
rara e di Urbino. Morì in Aquila, ed è pa- 
trono della città di Carpi (Modena). 

Memorandum. — Fiera a Carpi. — Oggi 
ad Aquila degli Abruzzi si aprono alla venera- 
zione dei fedeli il mausoleo che racchiude il 
corpo di San Bernardino da Siena, e la stan- 
zetta abitata dal Santo nell'ex convento di 
San Francesco. — Fiera a Siracusa. — Estraz. 
ammortam. Prestito Città di Barletta 1870. — 



Pagamento delle pensioni governative di se- 
conda categoria (superiori a L. 500, ma non 
a L. 2000 annue). — Nelle province d'Ancona, 
Chietì e Macerata chiusura della caccia alle 
quaglie col fucile; di Aquila e Forlì per gli 
uccelli di passaggio, di palude e quaglie; di 
Arezzo e Ascoli alle quaglie; di Pesaro, Sira- 
cusa e Teramo, alle quaglie e tortore, col 
fucile; di Pisa ai mignattini. — Festa nazio- 
nale negli Stati Uniti di Coloml.ia (anniver- 
sario della proclamazione dell'indipendenza). 



2 1 Giovedì 1 5* f^^'ice <** Cantallce. 
143-335 Laico cappuccino, 

' morto l'a. 1687. - S. Co- 



stantino, venerato a Bova (Reggio di Cala- 
bria). — S. Ospizio, eremita presso Nizza di 
Provenza. — A Locate Triulzi ed a Voghera 
patronale dì 6. Elena (vedi 18 agosto). 

Memorandum. — Entra il Sole in Gemelli. — 
Fiera a Scarperia (provincia di Firenze). 



22 Venerdì 

143-334 



S. Giulia, verg., mart. 

Venerata in Corsica 
e a Brescia (sec. V?). — 
Ss. Casto ed Emilio, martiri nel 250. — S. Eu- 
sebio, vescovo di Como nel sec. VI. — S. Gio- 
nata, venerato a Belluno (sec. III-IV). — S.Ful- 
genzio, vescovo di Otricoli (sec. VI). 

Memorandum. — Festa di S. Giulia, patro- 
na di Livoi'no. — Anniversario della morte 
dì Alessandro Manzoni (1873). È aperta alla 
pubblica visita in Milano la casa del Manzoni 
in Piazza Belgioioso. 



23 Sabato 

144-333 



S. Giovanni Battista 
De Rossi. 

Ligure, morto l'an- 
no 1764. — S. Desiderio, vescovo, venerato a 
Genova Cremona. — Ss.Eutichio e Fiorenzo, 
monaci, presso Norcia. — S. Bobone, venerato 
nelle diocesi di Tortona, Verona e Lodi: in Li- 
guria è ìnvocatoquale protettore degli armenti. 

Memorandum. — C; U. Q. a ore 1,17^. — 
A Bologna solenne processione per 11 tra- 
sporto della Madonna di San Luca dal Monte 
della Guardia alla Metropolitana di San Pie- 
tro. La Sacra immagine è riportata al San- 
tuario il giovedì seguente, festa dell'Ascen- 
sione. — anniversario del supplizio di fra 
Girolamo Savonarola (1498). iSuI luogo ove 
sorse il rogo, in Piazza delia Signoria a Fi- 
renze, si fa la fiorita, ossia si spargono fiori 
a cura di ammiratori devoti della memoria 
del martire. 



MAGGIO 1908 



101 — 



(22* Settimana) 



24 Domenica 

145-SS3 



ss. Donazlano 
e Rogaziano, martiri. 
Molti a N;iMtes, loro 
patria, l'a. 2S7. Donaziano si con voitì por primo 
alla fede di Cristo; Rogi\zia:io abbracciò puro 
'v fede e chiese il battesimo che non potè ri- 
avere essendo fuggito il vesc, ondo togliersi 
alla persecuzione. — S. Elpidio, vose, di Atclla 
o Aversa (Ferrarlo) nel secolo IV o V, CiOTie 
prete edEIplcio, diacono, venerati a Salerno. 
— S. Robnstiano, martire a Milano. — S. Zoilo 
e ce, martiri, venerati nell'Istria. 

Memorandum. — Fesia di Santa Croce in 
Castcltormini, con due giorni di fiera. 



25 Lunedi 

146-221 



S. Maria Maddalena 
de' Pazzi. 

Carmelitana, a. 1607. 

— S. Canio, vescovo, mart., venerato ad Ace- 
ronza (Potenza): secolo XI. — S. Dionigi, vesc. 
di Milano, dal 352 al 367 circa. — S. Zeno- 
bio, vesc. e patrono di Firenze, dal 418 al 428. 

— S. Urbano I, pp. e mart., 222-230. — Primo 
giorno delle rogazioni (rito romano). 

Memorandum. — In Giugliano (prov. di 
Napoli) festa della SS. Vergine, col tradizio- 
nale rolo dell'Angelo. — Festa dei Banderesi 
o della Ciammaùhella a Bucchianico (prov. 
di Chieti), in onore di Sant'Urbano I, papa. 

— Fiera a Sant'Angiolo presso Rossano Ca- 
labro. Dura 3 giorni. — Nella prov. di Na- 
poli è pennessa da oggi fino al 10 giugno la 
caccia alle quaglie con le reti; e anche in 
quella di Roma, ma soltanto fino al 31 mag- 
gio. — Festa dell'indipendenza della Repub- 
blica Argentina e dell'Uruguay. 



26 Martedì 1 s. Filippo Neri. 

j[_47_220 I Fondatore dei Filip- 

pini. Nacque in Firenze 



27 Mercoledì 

148-219 



S. Restltuta, vergine, 
martire. 
Mart. verso l'a. 290. 
È venerata a Napoli ed è la principale pro- 
tettrice di Sora (Caserta). — Tor/:o yiorno 
delle rogazioni (rito romano). 

Memorandum. — Palermo festeggia l'anni- 
versario dell'entrata di Garibaldi nel 1860. - 
Anniversario della incoronazione dello zar Ni- 
colò II. — Oggi pagamento degli stipendi agli 
impiegati governativi. 



28 Giovedì 1 Ascensione di N. S.G.C. 

- Mfs n^ Q {avvenuta 40 (pomi dopo 

" I la sua risu'-rezione). 

S. Elcónide, martire. — S. Agostino, mo- 
naco, apostolo dell'Inghilterra. 

Memorandum. — Festa civile legale. Sono 
chiuse le Biblioteche governativo, lo Gallerie, 
i Musei. — Fiera a Piazza Armerina, che dura 
sino aU'8 giugno. — Nella prov. di Cosenza 
si chiude la caccia con lo reti. 



29 Venerdì 

150-217 



I S. Massimo, vescovo 

di Cittanova (Istria), se- 
colo IV. - S. Restituto, 
martire romano (sec. III-IV). 

Memorandum. — A Firenze, in Santa Cro- 
ce, commemorazione funebre dei volontari 
Toscani caduti a Curtatoue oMontanara(1848). 



30 Sabato 

151-216 



il 22 luglio 1515. Studiò a Roma ed istituì la 
Confraternita della SS. Trinità e l'Ospizio dei 
pellegrini. Fa ordinato prete a 36 anni. Amava 
la gioventù, istruiva i fanciuHetti indirizzan- 
doli alla virtù: fondò la Congregazione del- 
l'Oratorio, contradistinta col suo nome. Morì 
nel 1595. — Secondo giorno delle rogazioni 
(rito romano). 

Memorandum. — Pellegrinaggio al San- 
tuario di Caravaggio, presso Treviglio, per 
V anniversario della apparizione della Ma- 
donna. — A Larlno (provincia di Campobasso), 
famosa festa dei carri infiorati, a ricordo del 
ricupero delle reliquie di S. Pardo. — In To- 
scana oggi si suol dire: " Quando piove per 
Wan Filippo, il povero non ha bisogno del 
ricco „ perchè è pioggia preziosa per la cam- 
pagna. 

L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto 
il rimedio delle malattie 



S. Ferdinando III, 

re di Castiglia (1199- 
1252). - S. Angela Me- 
rici, da Desenzano, fondatrice delle Orsoline 
di famiglia, morta l'a. 1440. — S. Silao, vene- 
rato a Lucca. 

Memorandum. — @ L. N. a ore 4.15™. — 
Festa militare per l'arma di artiglieria, che 
commemora gli anniversari gloriosi della ca- 
pitolazione di Peschiera e della vittoria di 
Gòito (20-30 maggio 1848). — Festa di San Fer- 
dinando, santo patrono di tutta la Spagna. — 
— Decorafion Day, ossia giorno della decora- 
zione delle tombe; festa nazionale agli Stati 
Uniti di America. — Chiusura, nella provin- 
cia di Bari, della caccia col fucile alle quaglio 
ed alle tortore; alle sole quaglie, nella provin- 
cia di Catania; ai soli uccelli di passaggio, 
nella provincia di Reggio Calabria. — Estraz. 
pel rimborso delle Obbl. della Società di Na- 
vigaz. Gener. Ital. (1878). 

ricostituente, la salute delle donne, 
degli organi digerenti. 



— 102 — 

I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

MAGGIO 

La cura dei fiori — La d'fiinf ezinne degli appartamenti — Per caiihiare il sapore alle fr.itfa 
— La digestione — Le Miivwsioni dei bambini — //O sbadiglio — Come si stirano i vier- 
lg(lj _ Per garantire il ferro dalla ruggine— Olii profumati — Fegato alla triestina — 
Un ottimi) dolce. 

Se l'aprile è il mese dei fiori, anche più *** 

lo è il maggio. Non so, dunque, oggi comin- 
ciar meglio, che fermandomi un po' appunto 
sui fiori. Essi sono la poesia della vita: ma la 
poesia non va mai disgiunta dalla prosa, e, 
purtroppo, essi vengono minacciati da certi 
vermiciattoli schifosi. Bisogna, quindi, darsi 
cura, avanti flutto, di proteggerli contro le 
loro insidie. È una cosa semplicissima: basta 
inaffiare 1 vasi dove si raccolgono, con una 
soluzione di farina di senapa. Ne scioglierete 
un cucchiaio in ogni 5 litri dacqua. Le piante 
non ne soffrono alcun danno. Ma non basta 
uccidere i vermi per aver belle, rigogliose 
piante di fiori. Occorre anche sapere sce- 
gliere il terreno in cui si coltivano: ed inaf- 
fiarli con un certo metodo. Per la prima cosa, 
tutti coloro 1 quali non siano tìoricultori di 
professione, possono, senza ricorrere al a 
zappa ed alla vagliatura, raccogliere la terra 
delle talpaie, che si trova, già bella e divisa 
dalle pietre, nei prati a piccoli mucchi, agli 
ingressi delle tane delle talpe: essa, prove- 
niendo dal sottostrato della prateria, non an- 
cora sfruttato dalla coltura, è sostanziosa e 
molto permeabile all'acqua. Per la seconda 
cosa, occorre un po' d'attenzione: i fiori si 
innufiino pure abbondantemente ma lenta- 
mente, in modo, cioè, che l'acqua imbeva 
tutte le particelle della terra. Nulla di più 
pericoloso, poi, delle spruzzatine quotidiane: 
ne viene il male che verrebbe se d'estate 
I)iovesse tutti 1 giorni... 

II mese scorso vi parlai del nuovissimo 
metodo per colorire i fiori artificialmente. 
Oggi vi dirò come si può ottenere che un dato 
fiore cresca addirittura sulla pianta d'un co- 
lore diverso dal suo. Per esempio voi non 
avrete visto mai garofani neri. Ebbene, essi 
si ottengono col metodo seguente: si mescoli 
la polvere impalpabile di fiori secchi di on- 
tano con concime ovino, sale, e aceto; si ponga 
)l miscuglio pastoso intorno alla radice della 
jiianta (che se è di garofano bianco dà mi- 
gliore risultato) e si innaffi sempre con acqua 
tinta del medesimo miscuglio. Va detto per 
garofani e por altri fiori. 



Dalle notizie sulla trasformazione del co- 
lore dei fiori vengo, oi"a, a quelle sulla tra- 
sformazione del sapore dei frutti. Tanto, i 
frutti sono, in questo mese, come i fiori, d'at- 
tualità. La trovata è tutta parigina: si. tratta 
di iniettarvi dei profumi. Con l'aiuto di un 
grosso ago si praticano nei frutti dei fori suf- 
ficientemente profondi; poi essi si immer- 
gono nel recipiente che contiene l'essenza 
prescelta. In capo a pochi secondi, i frutti 
cambiano sapore. Sottoposti due volte, ad in- 
tervalli di una settimana, all'operazione, essi 
si lasciano maturare senz'altro. Ma i frutti, 
purtroppo, profumati o no artificialmente, 
spesso nuocciono al nostro stomaco delicato. 
Anche maturi, contengono acidi vegetali che, 
corrugando la mucosa del ventricolo, produ- 
cono, nelle persone deboli, indigestioni, cram- 
pi, gastralgie. Quando ci sentiamo, dunque, 
un po' sofferenti di stomaco, ricordiamoci di 
ricorrere a un po' d'acqua di menta, inzuc- 
cherata (o no) in cui avremo sciolto da mezzo 
grammo ad uno di bicarbonato di soda, che, 
come si sa, neutralizza gli acidi. A parte l'in- 
fluenza dei frutti, vengono indigestioni a chi 
non cura di levarsi da tavola sempre con un 
po' d'appetito, a chi mangia leggendo, abitu- 
dine che, attirando il sangue al cervello, nuo- 
ce alle funzioni digestive, le quali hanno bi- 
sogno di tutti quei soccorsi che possono for- 
nire le secrezioni. 



Ma passiamo oltre. In questo mese, avvi- 
cinandosi l'estate, molti usano fare una di- 
sinfczione agli appartamenti. Vi dò un buon 
rimedio per ottenerla bene. Se l'ambiente è 
1 roprio infetto, ripulite, aereate ed imbian- 
cate le mura con latto di calce ed acido fe- 
nico (ó'y,,), innaffiate e lavate più volte il suolo 
con una soluzione di solfato di ferro (20 %) 
ed acido fenico (5%). Se non v'è infezione, 
mescolate e fato evaporare sopra un piatto 
50 grammi d'acqua, 50 di alcool, uno di es- 
senza di eucaliptus, una di essenza di garo- 
fano, Sfirà un Rimedio anche profumato, 



Ci siamo già occupati del sangue del naso 
dei bambini. Diciamo, ora, una parola su le 
convulsioni che sovente li assalgono con no- 
stro grande terrore. Il primo sintomo è uno 
stiramento muscolare che prosenta il corpo 
del bambino desto o addormentato. L'attacco 
non dura che pochi minuti; ma quando è 
ripetuto può essere fatale. È necessario chia- 
mar subito il medico. Mentre, però, s'attende 
il suo arrivo, non bisogna starsene inerti, e 
si debbono prendere con ogni energia tiitte 
quelle misure necessarie ad attenuai-e l'inten- 
sità degli accessi. 

Si tolgano al fanciullo tutti gli abiti e lo si 
metta, per qualche istante, in un bagno tie- 
pido. La sua testa deve mantenersi fresca; 
so si sente calda vi si applichino subito delle 
compresse di acqua diaccia. Sarà anche bene 
fare al bambino un clistere d'acqua e sapone 
od anche somministrargli una piccola dose 
d'olio di ricino. Queste misure bastano, di 
solito, per arrestare le convulsioni; ma sic- 
come bene spesso si ignora la causa del male, 
che può dipendere da spavento, da grande 
agitazione, da indigestione, da vermi, da den- 
tizione, ec, così è necessario l'intervento del 
medico, anche se ogni pericolo sembra scom- 
parso. Superato r attacco convulsivo, il barn- 



- 103 



; 10 Tiiolto iiorvoso. Tu tnl 
.^>*> non l>ii>ogiiik «.'ontiariarlo lino a che non 



è rimesso del tutto. 



M»I come in qxiesto niose comincia a farsi 
sentirò nelle nostre vene un lan<,'uorc. La 
prinia>ora Inoltrata ci tiene i nervi abbattuti, 
e lo sb?diglio, sintomo del rilassamento del 
sistema nervoso, trionfa. 

Non ve ne spaventate: la scienza moderna 
ci incoraggia a sganasciarci. Un medico di 
L'psia dopo Innghe esperienze ha potuto de- 
durre che lo sbadiglio praticato.... ragione- 
volmente, metodicamente, è uno dei migliori 
mezzi per fortiacare una costituzione d;*bole. 
Una luii^a serie di sbadigli rappresenta il mi- 
glior tonico per un organismo: sviluppa i 
polmoni, giova alla tromba d'Eustachio, alle 
affezioni della laringe, e, stirando le braccia, 
mette perfino in moto un certo numero di 
muscoli, specie quello del torace, che altri- 
menti si atrofizzerebbero. " Lo sbadiglio, egli 
dice, è una forza naturale di esercizio respi- 
ratorio, che si deve incoraggiare, specie per 
gli effetti fisiologici ch'esso esercita sull'ap- 
parato respiratorio della gola e del petto. Di 
guisa che, bisogna avvezzarsi a sbadigliare 
x-ar.ionalmcute, forse anche per suggestione, 
più volte di seguito al mattino, per ventilare 
normalmente i polmoni. Questa alternativa di 
assorbimento e di remissione dell'aria, favo 
rirà il libero funzionamento di tutto il nostro 
organismo. „ 

Lo scienziato aggiunge che bisogna sba- 
digliare alla grossa, stirando le braccia e le 
gambe: ciò costituisce la migliore ginnastica 
da camera per le persone che fanno vita se- 
dentaria, e, soprattutto, per coloro che sof- 
frono di un'affezione nelle vie respiratorie. 
Resta a stabilire come provocare lo sbadi- 
glio quando non viene da se stesso. Sarà una 
cosa agevole, del resto : basterà assistere ad 
una commedia noiosa, ad un dramma sim- 
bolico, o leggere un romanzo sociale o una 
raccolta di poesie nuovo stile. E poi è così 
facile procurarsi dieci minuti di conversa- 
zione con una persona noiosa! Pui-chè non 
si sbadigli troppo.... apertamente. In questo 
caso si corre il rii^chio di rimanere a bocca 
aperta per un pezzo. Gli angoli delle ma- 
scelle possono, infatti (è accaduto diverse 
volte), accavallarsi e il paziente non ha più il 
modo di farle tornare al loro posto. In tali casi 
un pugno secco sotto il mento è sufficiente 
per aócomodare tutto: ma il pugno non sem- 
pre si sa dare bene dai profani. E .illora oc- 
corre l'intervento del medico che conosce 
la struttura anatomica, e sa dove mettere 
le mani. 



E veniamo a qualche consiglio utile. Vi 
dirò, avanti tutto, come si debbono imbian- 
care e insaldare i merletti. Voi li avrete già 
tolti dalle casse per usarne lungamente du- 
rante tutta l'estate. Ebbene, immergeteli, 
Sènza strofinarli, più volte nell'acqua ca'da 



Jnsaponaln, meltotoli quindi ad asciugare al 
sole, e, asciutti ohe siano, attaccateli con 
degli spilli, ben distesi, sopra un tappeto. 
Ciò fatto inumiditeli con una spugna finis- 
sima, intinta in acqua gommata, e, con altra 
spugna finissima e secca, asciugate il sover- 
chio della bagnatura. Quando vi parranno 
asciutti del tutto, staccateli dal tappeto o 
stirateli con cura. Ac(iuisteranno l'aspetto di 
merce u.scita allora allora dal negozio. 

Dal merletti passiamo, con un salto nn 
po' forte, al ferro. Non è inutile sapere come 
può garantirsi dalla ruggine. Le ricette sono 
tre ed lo ve le enumero tutte: Se volete ese- 
guire la prima basta che distendiate sul fer- 
ro, con un pennello, una soluzione calda di 
zolfo neir essenza di trementina. Allorché 
l'essenza s'è evaporata, vi rimane nn sottile 
strato di zolfo che si unisce intimaracnto al 
metallo, esponendolo ala fiamma d'una lam- 
pada a spirito. Questa vernice, nera, brillanto 
e solida, forma un'eccellente patina por chia- 
vi, armi, coltelleria, ec, ec. Se vi piace più di 
eseguire la seconda, spalmate il ferro con la 
biacca finamente polverizzata e diluita con 
essenza di trementina: otterrete un'ottima 
patina che garantirà dalla corrosione e dallo 
scagliamento i posti su cui viene spalmata. 
Il terzo metodo consiste nella verniciatura 
del metallo. Fate sciogliere nella trementina 
dell'asfalto e del bitume di Giudea. Otterrete 
una vernice economica ed eccellente, e po- 
trete distenderla sul ferro con un pennello 
qualunque. 



Per la toilette vi darò, adesso, due olii 
profumati, il primo variamente, il secondo 
al bergamotto. Per ottener l'uno basta me- 
scere bene insieme gli olii seguenti: parte 
mezza d'essenza di fiori di canrtella, parte 
mezza d'essenza di garofani, parti 3 di ber- 
gamotto, parti 3 di cedro, parti 3 di essenza 
di vainiglia. Per ottenere l'altro, occorrono 
parti 500 d'olio di mandorla o di nocciuole; 
parti 60 d'essenza di bergamotto. Lasciate 
macerare quattordici giorni al sole poi im- 
bottigliate. 

Una pietanza e un dolce : per finii-e : 

Volete un eccellente fegato uìla triestina? 
fate rosolare in una casseruola un poco di 
burro, un pezzetto di lardo, una fetta di pro- 
sciutto e qualche erba aromatica, aggiungen- 
dovi mezzo bicchiere di vino malaga. Si passa 
tutto allo staccio, si ripone la salsa al fuoco, 
e, quando essa è bollente, vi si versano den- 
tro le fette di fegato salate, che si saranno 
prima fritte a metà convenientemente nel 
burro. Si serve in tavola caldo. 

Quanto al dolce si può fare prestissimo 
e senza difficoltà. Mescolate bene 170 gr. di 
zucchero in polvere e sei torli d'ovo, mon- 
tate l'albume di quelle sei ova, aggiungen- 
dole al resto, e mescolate leggermente, per- 
chè l'albume non smonti; poi prendete 100 gr. 
di fiore di farina che aggiungerete alla pasti. 
Imburrate una forma e mettetevi dentro la 
pasta che manderete al forno. Come profu- 
mo, tagliuzzate fine fine della corteccia di 
limone e aggiungete fior d'arancio. 



L'olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie degli organi digerenti. 



104 — 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

GIUONO 



1 (1877). — Precedendo il delegato Luc- 
chesi ed alcuni carabinieri, il tenente Adolfo 
(jiannini di Livorno, con 12 bersaglieri del 
4» reggimento, assale ad Aliminusa il bri- 
gante Leone ed i suoi compagni, due dei 
quali rimangono uccisi con lui, dopo disperata 
difesa. 

a (1808). — Giuseppe Correale, con venti 
barche cannoniere napoletane, tagliala strada 
ad una liottiglia inglese e borbonica, che ten- 
tava uno sbarco all'isola d'Ischia, e ne ri- 
ceve l'assalto, respingendo i legni nemici 
malconci, dopo tre ore di combattimento, e 
riportando una grave ferita, non ostante la 
quale non abbandona il ponte della sua nave 
fin quando non l' ha ricondotta in porto. 

3 (1849). — La legione italiana coman- 
data da Garibaldi, il battaglione Pietramel- 
lara, la compagnia Medici ed il battaglione 
Manara, assaliti dai francesi prima che sia 
scaduto l'armistizio, combattono valorosa- 
mente per tutta la giornata, a villa Corsini 
ed al casino de' Quattro Venti fuori di porta 
San Pancrazio, a Roma. Angelo Masina, con 
i suoi lanceri, sale al galoppo la grande sca- 
lea di Villa Corsini. I difensori di Roma hanno 
19 ufficiali morti e 32 feriti, e 500 soldati 
morti o feriti. 

4 (1859). - Il v)o battaglione bersaglieri 
comandato dal maggiore Angelini, d'avan- 
guardia alla divisione Fanti, deposti gli zaini 
a Mercallo, giunge al passo di corsa a Ma- 
genta, abbatte in uh batter d'occhio la can- 
i-oliata della stazione della ferrovia, penetra 
nel paese, e cacciando il nemico alla baio- 
netta, decide la vittoria in favore degli al- 
leati. 

5 (1848). -' Pietro Calvi, difensore del 
Cadore, accorso alla Chiusa, stata abbando- 
nata ed occupata dagli Austriaci senza colpo 
ferire, fa un' ultima disperata difesa contro 
;ìOOO uomini al passo di Mauria, con poche 
centinaia di montanari male armati e con 
.scarse munizioni, ed è costretto a ritirarsi 
dopo un ostinato combattimento. 

6 (1363). - Il sottotenente Lautard del 
46" fanteria, con 40 soldati, assale nel bosco 
Volturino (Potenza) la banda Masini forte di 
70 briganti, no uccide cinque e ne ferisce al- 
tri, avendo un solo soldato ferito. Nel com- 
battimento si distingue particolarmente an- 
che il sergente Mazzoldi. 

y (1859). — Le guide garibaldine a ca- 
vallo Francesco Nullo e Curo, entrano la 
sera con abiti borghesi in Bergamo, occupata 
da 800 Austriaci, e nel cuore della notte tor- 
nano a riferix-e al generalo Garibaldi, in Ai- 
menno, quanto hanno visto con i propri 
occhi. 



dopo essersi distinto a Lemitten (Prussia) 
soUre gravi perdite per proteggere la bri- 
gata Guyou. Cadono morti il colonnello, il 
capo squadrone Soffietti, varii ufficiali e più 
di CO cacciatori. Napoleone, per ricompen- 
sare il coraggio dei cacciatori italiani, li chia- 
ma al quartier generale unendoli alla sua 
guardia. 

9 (1846). — Il generale Guglielmo Pepe, 
non ostante l'ordine di Ferdinando H che 
richiamava le truppe mandate in Lombardia 
a combattere gli Austriaci, passa il Po a Pon- 
telagoscuro con un battaglione di cacciatori 
(maggiore Ritucci) una batteria da campagna 
(tenente Carlo Mezzacapo) volontari milanesi, 
bolognesi e Napoletani, andando a Venezia. 

10 (1843). - Il maggiore Luigi Cecca- 
rini, di Roma, comandante il battaglione uni- 
versitario, a Vicenza, su i colli Borici, con 
tre sole compagnie fa fronte ad una brigata 
austriaca, abbandonando la posizione sol- 
tanto quando gli Svizzeri pontifici si ritirano 
dalla Madonna del Monte. 

11 (1862). — Il brigadiere Falini, con i 
carabinieri Biotti, Robuifetti e Garau, e con 
11 guardie nazionali mobili, tornando a San 
Bartolomeo in Galdo (Benevento) da una per- 
lustrazione, sono accerchiati da una nume- 
rosa banda di briganti a cavallo. Esaurite le 
munizioni, cadono ad uno ad uno i quattro 
carabinieri e nove guardie nazionali, due sole 
potendo trovare scampo. 

IH (1862). - Il capitano Morelli, con 40 
uomini del 35» fanteria, respinge la banda 
Chiavone forte di 250 uomini, facendole fron- 
te fino air arrivo del generale Chiabrera che, 
sopravvenuto con due compagnie del 1» fan- 
teria ed una del 35o bersaglieri, la disperde 
e la mette in fuga. 

13 (1848). — In una recognizione sotto 
le mura di Verona, il conte Ferdinando Maf- 
fei di Boglio, di Torino, comandante il reg- 
gimento cavalleria Novara, assalito da quattro 
ulani si difende energicamente, ne rovescia 
uno di sella, ed ha salva la vita dall' accor- 
rere del tenente Angelo Piola Caselli, dello 
stesso reggimento. 

14 (1809). - Alla battaglia di Raab, le 
divisioni italiane del viceré Eugenio si bat- 
tono valorosamente contro gli Austriaci trin- 
cerati nella città. Il villaggio di Sztabadhegy 
è preso e ripreso tre volte dai capi batta- 
glione Porro e Barbieri. Il generale Buon- 
fanti ha tre cavalli uccisi sotto di sé, ed il 
generale Severoli, quantunque due volte fe- 
rito, rimane alla testa della sua divisione. 
Muoiono il capo battaglione Destre, i tenenti 
Carlo Medici di Marignano, Fontana e Ro- 
berti. 



8 (1807). - Il reggimento cacciatori a 15 (1859). — Nel combattimento di Tre 

cavallo italiani, comandato dal colonnello Al- Ponti (Brescia), sostenuto dai Cacciatori delle 
Ijerto Zanetti, addetto alla (Jivisione Lassulle, Alpi contro la divisione Urban, oltre al tff- 

{Continua a j)ag. 108), 



DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




11. 



FRANCESCO MAZZOLA detto il PARMIGIANINO 
(Parma 1504-1540) 



imitatoi-e del Correggio. Fu 
ritenuto dei suoi migliori. 



felice nei ritratti, e questo eh' ci fece di sé medesimo, ò 



MAGGIO-GIUGNO 1908 — 103 - 



(23a Settimana) 



3 1 Domenica 

153-215 



S. Petronilla, vergine. 

Fu tra i primi cri- 
stiani convertiti da 



s. Pietro apostolo (sec. I). 

Memorandum. — Pellegrinaggio al Santua- 
rio di Santa Maria a Rupes, presso Ronci- 
glione (Viterbo). — Festa civile a Valle di 
Pompei, in commemorazione dell'istituzione 
delle opere di beneficenza sorte a fianco di 
quel Santuario. — Festa della Madonna della 
Medaglia in Ragusa. — Scade il teimiine utile 
per la presentazione delle domande di am- 
missione agli esami di licenza ginnasiale e 
liceale sessione estiva: ma per gravi motivi, 
e con l'assenso del Provveditore, si accettano 
domande tardive fino al 15 giugno. — Nella 
provincia di Genova si chiude oggi la caccia 
alle tortore, ortolani, quaglie, ralli, beccac- 
cini, gallinelle e palmipedi in certe zone; alle 
sole quaglie nella provincia di Messina; alle 
quaglie e altri volatili di transito, in quella 
di Trapani. — Cessa il permesso di caccia 
generica nelle prov. di Girgenti e Lecce. — 
Estraz. Obblig. Prestito Prov. di Alessandria 
1882: rimborso 30 giugno. 



1 Lunedi 

153-314 



S. Giustino. 

Filosofo e va. Morì 
per la fede l'a. 167. — 
S. Crescentino o Crescenziano, martire, l'an- 
no 287, patrono di Urbino. — Primo giorno 
delle litanie ambrosiane. 

Memorandum. — Principio della stagione 
di Estate, secondo l'uso meteorologico. — 
Oggi e i' due giorni seguenti, litanie del rito 
Ambrosiano. Corrispondono alle rogazioni del 
rito romano. Oggi si danno le Ceneri, che 
nel rito romano si danno il primo mercoledì 
di Quaresima. — Oggi si apre la caccia al cin- 
ghiale nella provincia di Sassari, — Per que- 
sto mese e per tutto luglio sono vietati la 
pesca e il commecio dello tinche e dei ca- 
gnetti. — Da oggi è permessa la pesca delle 
ariguste. — Scadenza cedole seniestr. Prestito 
Rothschild 1857. — Estraz. ammort. Prest. 
Unificato Napoli 1881. 



2 Martedì 

154-313 



S. Marciano vescovo. 



, Martire, fcsteguiato 

a Gaeta. — S. Verdiana, 

patrona di Castelfiorentino. — S. Eugenio I, 
pp. dal 655 al 657. — S. Erasmo, vesc, mart. 
Essendo presule in una città del patriarcato 
d'Antiochia per la feroce persecuzione mossa 
da Diocleziano, si ritirò sul monte Libano, 
quindi passò in Italia e precisamente a For- 
mio, dove operò conversioni e miracoli. Im- 
prigionato e liberato miracolosamente, mori 
a Mola. Volgarmente è chiamato S. Elmo, ed 
è patrono de'marinai. — Secondo giorno delle 
litanie ambrosiane. 

Memorandum. — Anniversario della morte 
di (Giuseppe Garibaldi (1882). Commemora- 
zione a Caprera, e in tutte le i)rincipali città 



d'Italia; a Roma è aperto al pubblico il Mu- 
seo Garibaldino al Campidoglio. — Anniver- 
sario della nascita di S. S. Pio X, il quale 
oggi compie i 73 anni. 



3 Mercoledì 1 ^- Clotilde, regina. 
155-313 



Figlia di Chilperico, 
■ ancor giovinetta per- 
dette per opera dello zio, bramoso di regnar 
solo, i genitori e due fratelli. Fatta sposa a 
Clodoveo, lo converti al cristianesimo e die- 
tro lui fece battezzare i suoi sudditi. Vedova, 
volle vendicare i suoi genitori e trascorse a 
crudeltà, che amaramente scontò nel suo ri- 
tiro a Tours. Mori il 549. — S. Cecilio, mart. 
— Terzo giorno delle litanie ambrosiane. 

Memorandum. — Fiera a, Viterbo. - Derby 
d'Epsom. — Gran festa nella Cina: festa del 
Diagone (l'tcan-iang), che ricorre il quinto 
giorno della quinta luna. 



4 Giovedì 

156-311 



S. Francesco Caracciolo, 
martire. 

Visse dal 1563 al 1610. 

— S. Marziale, vescovo di Spoleto, morto l'an- 
no 350. — S. Quirino, vescovo della Scizia. 

Memorandum. — Festa dell'Ascensione, se- 
condo il calendario Giuliano, o Greco-Russo. 

— Anniversario della battaglia di Magenta 
(1859). Servizio funebre all'Ossario elevato 
nel luogo della battaglia. 



5 Venerdì 

157-310 



S. Nicànore, martire. 

Soffrì il martirio sot- 
to Massimino li, detto 
Daia (313 circa). — Ss. Giusto, vescovo, e Cle- 
mente, prete, patroni di Volterra. — S. Euti- 
chio, vescovo di Como dal 525 al 539. — S. Bo- 
nifazio, vesc. e mart. Nacque in Inghilterra 
verso l'a. 680. Fatto prete a 30 anni, formò 
il progetto di portare il Vangelo nella Ger- 
mania ed ebbe pieni poteri da Gregorio II, 
che due anni dopo lo consacrò vescovo di 
Magonza. Aflfaticossi nell' istruire i fedeli, e il 
successo arrise al suo apostolato. Fu ucciso 
in Frisia dagli idolatri, l'a. 755. 

Memorandum. — Sciavuot, o Pentecoste 
israelitica. — Festa della Costituzione in Da- 
nimarca. — Pagamento delle pensioni gover- 
native di prima categoria (non oltre le 500 
lire annue). 



6 Sabato 

158-309 



S. Eustorgio II, vesc. 

Fu vescovo di Mi- 
lano, dal 512 al 518. — 
Ss. Lucio e Amanzio, martiri, veneiati a Cor- 
niglio (Parma). — S. Norberto, arciv. di Magde- 
burgo (1134). 

Memorandum. — A Roma, al Vaticano, alle 
ore 17 Va cappella papale per i primi Vespri. 
Si cantano il Dixit e \\ Beatiis vir di Cascio- 
lini, scritti nello stile di Palestrina. — Se- 
condo giorno di Sciavuot, o Pontecoste israe- 
litica. 



GIUGNO 1908 



— 107 - 



(24» Settimana) 



7 Doilìcnica ' ^®^** ^' Pentecoste. 

150-2O8 I Kicoidiv la discesa 

— — — ■ — — dello S. S. sopra gli Apo- 

■11 raccolti noi Cenacolo di Gerusalemme 
oiiHiuanta giorni dopo la Uisurreziono di Cri- 
si o. — 8. Roberto, abate, fondatore dell'or- 
dine dei Cistcrciensi (115'J). — S. Claudio, ve- 

— oYo di Besan^on (Francia), morto l'a. 696. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore ò.50">. — 

— Festa nazionale dello Statuto (Legi,'e 3 mag- 
gio 1S61. n. 7». In tutte le città che hanno 
guarnigione, riviste militari: alla sera illumi- 
nazione degli edifìci pnbHlici. A Roma la tra- 
dizionale iiivandola e la seduta pubblica so- 
lenne air Accademia dei Lincei, dove sono 
proclamati i vincitori dei Premi Reali. Sono 
chiuse le biblioteche, le gallerie, i musei. — 
Pellegrinaggio al santuario di Montevergine. 
I pellegrini partiti il venerdì da Napoli e da 
altri luoghi vicini, passano il sabato a Mer- 
cogliano, e salgono la mattina sei,'Uonte al 
santuario. Ritorno nei giorni di lunedi e mar- 
tedi. — A Correggio liera di S. Quirino. — 
Fiera a Capua : dura 5 giorni. — Fiora ad 
Afragola, presso Napoli: dura una settimana. 

— Fiera a Lanciano (prov. di Chieti): dura 
una settimana. — Importante fiera di bestia- 
me detta della Bonza in territorio di Bocchi- 
glione (prov. di Cosenza). Dura 3 giorni ed 
è antico uso che duranie essa fiera si pa- 
ghino i fitti dei pascoli nella regione. — Da 
oggi fino all'ultima domenica di ottobre a 
Napoli si paga la crimpayna ai portieri dall'una 
dopo la mezzanotte in poi. — Grand steeple- 
chase de Paris, ad Auteuil. 



8 Lunedì 

160-307 



S. Vittorino, martire. 

Perì sotto i Vandali 
(sec. V). — S. Medardo, 
vescovo di Noyon (Francia), morto l'a. 345. 
Dopo avere atteso alle scienze sacre, fu onìi 
nato prete, e divenne ornamento del clero, 
ottenendo co' suoi discorsi e colla forza dei 
suoi esercizi gran frutto. Soflferse molte per- 
secuzioni dagli idolatri. — S. Fortunato, vesc. 
e patrono di Fano (sec. VI o Vili. — S. Gi- 
lardo, vescovo di Rouen, fratello a S. Me- 
dardo (511 ?j (Butler). 

Memorandum. — Fiera a Pavia oggi, do- 
mani e doman l'altro. — Festa del Divino 
Amore a Castel di Leva nei dintorni di Al- 
bano. Gran concorso di popolo, specialmente 
da Roma, donde si recano al Santuario su 
vetture riccamente ornate. — Famosa Festa 
del Paradiso nella grotta di Adelsberg (Car- 
nlola), alla quale accorrono visitatori da ogni 
paese. 



9 Martedì 

161-206 



Ss. Primo e Feliciano, 
martiri. 

A Roma l'a. 287. - 



S. Massimiano, vescovo di Siracusa dal 590 
al 594. — S. Riccardo vescovo e patrono di 
Andria (sec. V). — S. Colombo, abate in Irlan- 
da (597), chiamato l'apostolo dei Pitti, fonda- 
tore di parecchi monasteri della Scozia. — 
S. Pelagia, vergine e martire in Antiochia. — 
S. Lupo, confess. a Bergamo, morto l'a. 300, 



10 Mcrcoledil S. Margherita. 

162-205 I Regina di Scozia, 
morta l'a. 1093. Di stir- 
pe reale, sprezzò 11 mondo fin da giovinetta. 
Sposatasi a Malcolmo re di Scozia, si conciliò 
l'alYetto dello sposo, così che fatta padrona 
del di lui cuore e del regno, ne dispose a prò 
dei sudditi. Tenera madre de' poverelli, a tutti 
provvedeva, visitava gl'infermi, frequentava 
le chiese e praticava rigorosi digiuni. — Ss. Mo- 
destino, vescovo, e compagni, martiri, ricor- 
dati ad Avellino (sec. Ili o IV). — Primo giorno 
delle tempora d'estate. 

Memorandum. — Vicenza festeggia l'anni- 
versario dell'eroica difesa della città nel 1848 
contro gli Austriaci. — Cessa 11 permesso 
della caccia alle quaglio con le reti nella pro- 
vincia di Napoli. — Scade la terza rata bime- 
strale delle imposte dirette erariali e sovrim- 
poste comunali e provinciali. Non pagando 
entro gli otto giorni successivi alla scadenza, 
il contribuente incorre nella multa del 4 %. 
— Estr. Prest, a premi città di Napoli 18(58. 



11 Giovedì 

163-204 



S. Barnaba. 

Apostolo, che si vuo- 
le abbia pel primo pre- 
dicata la fede a Milano; subì dai giudei il 
martirio della lapidazione. 

Memorandum. — In Chioggla, festa dei 
Santi Felice e Fortunato. -- In Toscana si 
dice oggi: "A San Barnaba, la falce al prà. „ 



12 Venerdì 1 S* Onofrio, eremita. 
164-203 I Passò fra i deserti 
della Tebaldo nell'ora- 
zione e nella penitenza ben sessant'anni (se- 
colo IV). — Ss. Basilidé e compagni, soldati, 
martiri a Roma (sec. lite IV). - S. Guido o 
Guidone, daCortona.mnorita, morto l'a. 1250. 
— Festa patronale ad Aquila di S. Pietro Ce- 
lestino (vedi 6 aprile). — Secondo giorno delle 
tenapora. 

Memorandum. — Comincia la famosa fiera 
di Padova di animali bovini e di cavalli. Corse 
al trotto e altri festeggiamenti. — Pagamento 
delle pensioni governative di terza categoria 
(superiori a L. 1500 annue). 



13 Sabato 

165-202 



S. Antonio da Padova. 

Nacque a Lisbona. 
Prese l'abito de' fran- 
cescani, e divenne protettore della città di 
Padova, ove morì a trentasei anni, l'a. 1231. 
Era entrato a 15 anni nell'ordine, e divenne 
in breve uno dei più zelanti discepoli. Viaggiò 
molto, predicando con grande ardore. Egli 
seppe rimproverare il feroce Ezzelino che 
aveva fatto sterminio dei cittadini di Padova. 
— Festa patronale ad Arezzo, a Nicastro ed 
a Padova. — Terzo giorno delle tempora. 

Memorandum. — Nascita della Principessa 

Elena, Duchessa d'Aosta (1871). 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 

Il r!m<^din dellp malattia Honli nrnani rìinprAntL 



{GIZjGNO - Vedi a pag. 104). 
nente colonnello Cosenz, il Turr, il maggiore 
Lipari, si distingue per valore il capitano 
Narciso Bronzetti, trentino, uno dei primi ad 
occupare il roccolo di San Giacomo ; e muore 
due giorni dopo per le ferite riportate nel 
difendere la posizione occupata. 

16 (1892). — Il capitano Hidalgo, uscito 
dal forte di Agordat con il tenente Spreafico, 
120 ascari e 200 uomini delle bande del liarca, 
sconfìgge a Serobeiti 800 uomini e 100 cavalli 
dervisci, comandati dall' Emiro Hibraim, uc- 
cidendone 150 e riconquistando le prede raz- 
ziate. 

ly (1815). — Il capitano Bartolommeo 
Bertolini, dopo aver guerreggiato per la Fran- 
cia dal 1792 al 1813, riportando ventisette 
ferite, tornato in Francia durante i cento 
giorni, combatte a Lagny come capo squa- 
drone nella divisione di cavalleria del gene- 
rale Subervie, e si distingue ai Quatre Bas 
nell'inseguimento del duca di Wellington. 

18 (1848). - Il conte Massimiliano Boc- 
chiardi di San Vitale, di Pinerolo, maggiore 
del 140 fanteria, con il suo battaglione e la 
compagnia bersaglieri studenti, attaccato da 
3000 Austriaci, li respinge con molte perdite 
dopo tre ore di vigoroso fuoco e due attac- 
chi alla baionetta, meritando la medaglia 
d'oro al valore. 

19 (1801). — Una cinquantina di abitanti 
di Portoferraio (isola dell'Elba) sorprendono 
di notte una batteria de' Francesi che asse- 
diano la città, inchiodano i cannoni, uccidono 
un ufficiale e 12 soldati, ne fanno altri pri- 
gionieri, e s'impadroniscono delle munizioni. 

HO (1855). — Il marinaro sardo Zebù è 
ferito orribilmente aBalaclava, a bordo d'una 
delle navi da guerra sarde: cinque anni dopo, 
al bombardamento d'Ancona, prende tran- 
quillamente dal cassero della Carlo AlbeHo 
una granata nemica con la spoletta accesa, 
e la getta in mare. 

21 (1849). - Il capitano Gorini, per or- 
dine del colonnello Medici, va a riprendere 
la villa Barberini occupata dai Francesi du- 
rante la notte. Non trovando resistenza, i 
volontari occupano le sale dove sono sor- 
presi dai Francesi, prima nascosti nelle can- 
tine. Quasi tutti riniangono feriti, comin- 
ciando dal capitano: Gerolamo Induno, cir- 
condato dai Francesi, è ferito da 17 colpi di 
baionetta, e salvato da Enrico Guastalla. 

«a (1859). - Luigi Mainoni d'Intignano, 
volontario nel 1° squadrone cavalleggeri Mon- 
ferrato, ora generale comandante il III corpo, 
essendo di punta ad un drappello in esplo- 
razione fra il Chiese ed il Mincio, veduto un 
drappello di cavalieri austriaci, dà l'allarme 
al suol, ma non si ritira e combatte corpo a 
corpo, meritando la promozione a sottote- 
nente per merito di guerra. 

»3 (1829). - Il maresciallo dei RR. Ca- 
rabinieri Giuseppe Rovello, trovandosi per 
cura ai bagni d'Acqui, chiede di far parte di 
un drappello di 7 carabinieri e 10 soldati 
della brigata Casale, mandati In cerca del 
bandito Andriano, uccisore di quattro cara- 
binieri. 11 bandito, rifugiatosi jjcUa casa dol 



108 — 



parroco di Montechìaro, sì difende disperata- 
mente: altri due carabinieri sono caduti sotto 
i suoi colpi, quando, per risparmiare nuove 
vittime, il xievello entra disarmato nella casa 
ed intima la resa all' Andriano, che depone 
le armi e si dichiara vinto da tanto valore. 

34 (1859). — Alla battaglia di San Mar- 
tino meritano la medaglia d' oro al valore le 
bandiere del 5° e G» fanteria, i colonnelli Be- 
retta e Caminati del 7» e 13°, il tenente co- 
lonnello Balegno di Carpeneto del 14o, il capi- 
tano cav. Gerolamo Avogado dei cavalleggeri 
Monferrato, e la menzione onorevole 11 1» e 
10» battaglione bersaglieri. 

aS (1848). — Dopo tre mesi d'assedio e 
parecchi giorni di bombardamento, capitola 
la piazza di Palmanuova assediata dagli Au- 
striaci e comandata dal vecchio generale 
Zucchi. Sono fra l difensori il capitano E. Cu- 
gia con la 5» compagnia d' artiglieria da for- 
tezza piemontese, Antonio Somma, Ippolito 
Caffi, Bragadin, Gustavo Modena con la mo- 
glie. Gli artiglieri piemontesi escono con gli 
onori militari: poi il colonnello Kopetsch fa 
abbassare la bandiera italiana e stenderla in 
terra perchè gli Austriaci vi passino sopra. 

«6 (1808). - Il colonnello Maransini, co- 
mandante la legione piemontese che com- 
batte in Portogallo agli ordini del generale 
Junot, dopo una marcia lunghissima assale 
la città di Beia, scalando le mura ed atter- 
rando le porte, per vendicare alcuni legio- 
nari sgozzati a tradimento dagli abitanti. 

ay (1849). — Cesare Rossarol, di Napoli, 
che comandava la batteria di Sant'Antonio 
sul ponte della laguna, a Venezia, resiste tutta 
la giornata al fuoco degli Austriaci, pur ve- 
dendo smontati 5 dei suoi 7 pezzi. Uno degli 
ultimi colpi nemici lo stramazza dall' alto 
del parapetto, e trasportato in città, muore 
invocando l' Italia e raccomandando al gene- 
rale Pepe la sua batteria. 

«8 (1811). — Il granatiere bolognese Do- 
menico Bianchini, ottenuto dal maresciallo 
Suchet l'onore di essere il primo a montare 
all'assalto di Tarragona, in premio del suo 
valore, con 30 granatieri francesi, supera la 
breccia, e ferito d' arma bianca in più parti 
del corpo, si getta d'un saito in mezzo ai 
nenaici e cade morto. Ma i dragoni Napoleone, 
poi il maggiore Ollini con un battaglione, lo 
seguono ed occupano la piazza. 

39 (1861). — I soldati Bossi e Vicari, della 
1» compagnia del 39° fanteria, si offrono spon- 
taneamente di andare ad avvertire un di' 
staccamento in marcia della presenza della 
banda Crocco a Torre d'Oppido (Basilicata) 
e si avviano vestiti da contadini. Scoperti dal 
briganti, si difendono a sassate, ed atterrati 
dai cavalli si rialzano benché feriti, ricadendo 
esanimi per nuove ferite, zuuscendo però nel 
loro scopo di salvare l camerati. 

30 (1866). — Il capitano Luigi Mussi dei 
lancieri Foggia, con il suo squadrone ed i 
sottotenenti Santi e RLnaldini, attacca e scon- 
figge a Gazzoldo una colonna nemica molto 
superiore in forze, e continua a combattei'e 
bcijchè ferito nel primo scontro, 



— 100 - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




12. - GIORGIO VASARI 
(Arezzo 1511-1574) 



pittore, architetto, scrittore. Devo la sua fama, più che alle sue opere d'arte, alle 
de' ^iù eccellenti scultori, pittori ed architetti. 



Vite 



GIUGNO 1908 



— 110 — 



(25* Settimana) 



14 Domenica! La ss. Trinità. 

166-301 Solennitàresadipre- 

— — ^ cetto da papa Giovan- 
ni XXII nel 1333. — S. Basilio Magno, vescovo 
di Cesarea, dottore della Chiesa greca, morto 
l'a. 379. — S. Marzano, primo vescovo di Si- 
racusa (prima delsec. IV) e patrono di Tri- 
gento. — S. Marco, vescovo di Bovino, vene- 
rato anche a Benevento. 

Memorandum. — ® L. P. a ore 14.55"'. — 
Pentecoste, secondo il calendario Gi'cco-Russo 
o Giuliano. — Fiera a Venosa. — Grand Prix 
à Loììgchamjas. 



15 Lunedì 

167-200 



Ss. Vito, Modesto 
e Crescenzia, martiri. 

Questi santi diedero 
la vita per la fede sul principio del IV se- 
colo: S, Vito, siciliano, fu dal padre mandato 
alla scuola di Modesto; questi e Crescenzia 
sua moglie, educavano il ragazzo nella fede 
di Cristo. Saputosi ciò dal padre, lo consegnò 
a Valeriane governatore. Sottrattosi Vito ai 
suoi persecutori, fuggì coi maestri, ma presi 
furono martii-izzati (303). — S. Fortunato, ve- 
scovo di Napoli dal 344 al 359. 

Memorandum. - Fiera a Taggia (prov. di 
Porto Maurizio). Dura tre giorni. — Fiera a 
Nola: dura 8 giorni. — Comiiioia nella pi'ov. 
di Bari il permesso di caccia agli uccelli marini 
sulla spiaggia del mare. In quelle di Napoli 
e di Roma cessa il permesso della caccia alle 
quaglie col fucile. — Pubblicazione all'albo 
municipale lino al 30 giugno di ogni singolo 
comune delle liste elettorali politiche e am- 
ministrative, definitivamente approvate dalla 
Commissione elettorale provinciale. — Oggi 
devono terminare le lezioni nelle Università 
e altri istituti superiori. Comincia la prima 
sessione degli esami speciali. — Scade il ter- 
mine per la presentazione delle domande di 
ammissione alle classi ginnasiali e liceali, per 
gli esami della sessione estiva: per giustifi- 
cati motivi e col permesso del Provveditore 
possono però essere accolte fino al 25 del 
mese. — Scade il temline utile per presen- 
tare le domande di ammissione ai Collegi 
Militari e alla Scuola di Modena (per esami). 
— Estrazione ammort. Obbligazioni Ferrovia 
Cuneo 1855 e 1857. — I contadini toscani cre- 
dono che se piove oggi, giorno di San Vito, 
il prodotto dell'uva va a male. 



16 Martedì 

168-199 



S. Francesco Regis. 

Nativo di Narbona. 

Mori in età di 43 anni, 

nel 1(540. — S. Ciro, festeggiato a Portici. — 

Memorandum. — Da oggi ò permessa la 

l)esca tluviale o lacuale. 



169-198 



17 Mercoledì Ss. Gervasio e Protaslo 
martiri. 

Figli dei santi Vitale 
e Valeria, furono maitirizzati nel sec. IT: Io 
loro salme riposano nella cripta di S. Ami) 



gio a Milano. 



S. Metodio, vesc. di Costa 



tinopoli, festeggiato a Siracusa. -■ S. Agrippi- 
no, vescovo di Como dal 607 circa al 613. — 
A Pisa festa patronale di 8. Ranieri. 



Memorandum. — Per San Nicandro, patro- 
no del paese, festa di 3 giorni in Venafro 
(Molise). 



18 Giovedì 

170-197» 



Corpus Domini. 

Festa istituita da 
papa Urbano V in onore 
del SS. Sacramento. Funzioni speciali in ogni 
chiesa. — Ss. Marco e Marcelliario, martiri, 
Morti per la fede l'a. 286. Erano fratelli' d'il- 
lustre famiglia, sotto Diocleziano, furono arre- 
stati e condannati alla decapitazione. Non val- 
sero le lacrime dei parenti a smoverli dal 
rifiuto di sacrificare agli dèi; anzi li conver- 
tirono insieme al prefetto di Roma, che li 
pose in libertà. Traditi in appresso, furono 
crocifissi ed uccisi. — S. Calogero, eremita, 
festeggiato a Sciacca e a Naro (Girgenti), in 
Sicilia (secolo IV). — S. Speciosa, vergine pa- 
vese, sorella di S. Epifanio (sec. V). — S. Osan- 
na Andrasia, \ ergine mantovana dell'ordine 
di s. Domenico, morta l'a. 1505. 

Memorandum. — Festa civile legale. Sono' 
chiusi anche i musei e le gallerie. — Pellegri- 
naggio ad Orvieto nel cui duomo venerasi il- 
Sacro Corporale sul quale accadde il mira- 
colo di Bolsena. — In grandissimo numero; 
di città e paesi d'Italia la solennità odierna 
è celebrata con festeggiamenti tradizionali, e' 
particolarmente con processioni, alcune delle' 
quali degne di eslser vedute. A Genzano l'In- 
fiorata, a Campobasso la processione dei Mi- 
steri, ec. — Festa in Naro (Girgenti) del pa- 
trono San Calogero. — Anniversario della 
istituzione dei Bersaglieri (1836), festeggiato, 
dal corpo. — Festa nazionale Olandese (Anni- 
versario della battaglia di Waterloo, 1815). 



19 Venerdì 

171-196 



S. Giuliana Falconieri. 

Fondatrice delle Man- 
tellate, morta l'a.l 341.— 
Ss. Gaudenzio, vesc. di Arezzo e Columato suo 
diacono, martiri, circa l'a. 382. — B. Miche- 
lina, vedova, patrona di Pesaro, nìorta l' a. 1356. 
— Festa patronale dei Ss. Gervaso e Protasia 
a Domodossola ed a Sermide (vedi 17 giugno). 

Memorandum. — Fiera a Corleone oggi e 
domani. — Estrazione Prestito Città di Na- 
poli 1877. 



20 Sabato 

172-195 



S. Silverio, papa, mart. 

Segui nel pontificato 
a papa s. Agapito. Elet to 
pontefice, rifiutò costantemente di accordare 
all'imperatrice Teodora il ristabilimento di 
Antimo nella sede episcopale di Costantino- 
poli. Irritata l'imperatrice, tanto fece che il 
santo papa fu deposto e cacciato in esiglio 
nella Licia. Si ascrive il suo ma tirio nel 53^^. 
È i)atrono di prosinone. — S. Daria, martire^ 
sorella di S. Nicandro (vedi 17 giugno), vene- 
rata in Atina (Caserta). — S. Ettore. 

Memorandum. — Anniversario della presa 
^'\ Perugia dallo truppe pontificie (1859). — Fe- 
sW. doU'indiperidenza della Colombia. — Pa- 
gamento delle pensioni governative di seconda 
categoria (superiori a L. 500, ma non a L. 1500 
annuo). 



GIUGNO 1908 111 - 

•2 1 Domenica S. Ugl Gomaga. 

j^73_j[94 j Di famigliti princi- 

• — pesca, entrò m>11a Coiti- 

papilla di (losù, e miri a ventiquiUtr'anni 
d'etii, vittima dola carità neirassistere gli 
appastati (1591). 

Memorandum. -, C V. Q. a ore 6,20». - 
-tizio d'estate. E il giorno più lungo del- 
i anno. - Entra il Sole In Cancro, e comincia 
l'Estate astronomica. — Festa di Ognissanti, 
nel calendario Giuliano o Greco-Russo. — Oggi 
e i due giorni seguenti, feste nazionali del 
Belgio, per l'anniversario dell'avvenimento 
al trono di Leopoldo I e doUa proolamaz. 
dell'indipendenza. 



(28» Settimana) 



22 Lunedì ! S- Pao""» «*» Noia, 

174-193 ^«"°^°- 

Nativo di Bordeaux 



^provincia di Catania): dura due giorni. — 
Fiera di San Giovanni a Venafro (Molise): 
dura quattro giorni. — A Palermo comincia 
la passeggiata sorotina alla Marina, ohe cessa 
.Illa rinfrescata, — Cessano le lezioni in tutte 
le scuole medie (classiche, tecniche, normali 
e complementari) e in questo giorno e nei 
successivi si adunano le commissioni esami- 
natrici per procedere agli scrutini fi ali e 
dichiarare quali alunni siano dispensati dalle 
prove d'esame, quali vi siano ammessi, quali 
ne siano esclusi. 



e vescovo di Nola (Caserta). A 25 anni si 
fece battezzare e si ritirò nella Spagna, di- 
videndo eoi poveri i beni. Tornato in Italia 
dimorò a Nola, dove il popolo lo elesse ve- 
scovo e la sua carità arrivò a tal punto da 
darsi schiavo ai Vandali per liberare il figlio 
di una povera vedova. Mori nel 431. — S. Giu- 
liano, martire, patrono di Rimini (siC. III). - 
9. Biagio, vescovo di Verona, morto l'a. 750 
(vedi 3 febbraio). 

Memorandum. — Famosa festa dei gigli a 



23 Martedì ! S. Zenone, martire. 
±7S-±Q2 Suh\ il martirio nel 

sec. Ili a Filadelfia di 



Arabia. — S. Lanfranco de' Beccari, vesc. di 
Pavia dal 1180 al 1193. - S. Giovanni, prete. 

Memorandum. — Vigilia di San Giovanni. 
Stanotte, falò per le campagne in tutta It.alia, 
festa popolare a Roma e concorso di canzoni 
di.ilettali romanesche. — Fiera ad Oneglia, 



24 Mercoledì Nativi^ di S. Gìo. Baita. 
±7Q.±Q± \ Feste patronali a Fi- 

renze, a Fere:)tino, a 

Foi-mia (Gaeta», a Genova, a Monza, a Nuoro 
ed a Torino. — S. Fausto, e altri venti mar- 
tiri a Roma. 

Memorandum. — Anniversario della vit- 
toria di Solferino e San Martino commemo- 
rato ai due Ossari sui teatri delle due bat- 
taglie: estrazione di premi in favore di militari 
italiani, che presero parte alla battaglia di 
San Martmo (ma di solito la commemora- 
zione è rimandata alla domenica successiva, 
cioè il 2Si. — Festa patronale dell'Ordine So- 
vrano di San Giovanni di Gerusalemme, ossia 
dei Cavalieri di Malta. — Fiera a Scarperia 
(provincia di Firenze). — Fieia a Randazzo 



25 Giovedì 1 S- Guglielmo, abate. 

i77»_j[90 Nac.iue a Vercelli, e 
— ' mori r a. 1149. — S. Pro- 



spero, vescovo e patrono di Reggio Emilia, 
morto l'a. 466. Fu dottore della Chiesa e se- 
gretario di S. Leone Magno papa. 

Memorandum. — Festa dei Quattro Altari 
o del Riscatto Baronale a Torre del Greco, 
in memoria del riscatto del Comune dal feu- 
dalismo. — A Casacanditella e in altri luoghi 
degli Abruzzi, processiono dei carri. — Fiera 
a Sansevero (Capitanata) fino al 2 luglio. — 
Termine per presentare le domande di am- 
missione all'esame di maturità, sessione esti- 
va, per parte dei candidati provenienti da 
scuole private o paterne. 



26 Venerdì 

178-189 



Il SS. Cuore di Gesù. 

Festa decretata da 
papa Clemente XIII 
nel 176."). — Ss. Giovanni e Paolo, martiri. 
Erano fratelli e vivevano in Roma celebri 
non meno por ricchezze e natali, che per zelo 
ed amore alla religione cristiana. Giuliano 
l'Apostata impiegò ogni mezzo per indurre i 
due fratelli al suo servizio. Essi però ricusa- 
rou), e Terenziano, trovatili invincibili nella 
fede, li fece trucidare l'anno 362. — S. Vi- 
gilio, vescovo di Trento dal 388 al 405, e pa- 
trono della stessa città. — S. Elisa, vergine 
e martire. — S. Rodolfo, vescovo. 



27 Sabato 1 ^hK^**!*"' 

179-188 ""^ *1^"9*'«"2- 

Sali a questo trono 

forzato dal voto del popolo e tosto si diede 
a ristabilire le leggi ed a favorire la religione. 
Fu sorpreso dalla morte l'a. 1095. — S. Mai:- 
giorino vescovo d'Acqui, prima dell' a. 368. 

— S. Diodato, o Adeodato, vescovo di Nola 
dal 442 al 473. — S. Ferdinando, vescovo 
di Caiazzo (Caserta), morto circa l'anno 1050. 

— S. Adleida, vedova, venerata a Bergamo. 

Memorandum. — Oggi pagamento degli 
stipendi agli impiegati governativi. 



CU GII d'oliva P. Sasso e Fi^li di Ondgiia sono gli unici perfeUi. 



- ilt2 - 
t CONSIGLI DEL MESE (Ig^iene ed Economia Domestica). 

GIUGNO 

La freschezza del letto — Per togliere gli insetti dai mohlli — Contro le zanzare — La cura 
delle frutta — La fatica della digestione — Le varie conserve di frutta — Per rimettere 
a nuovo i nastri color lilla — Contro la traspirazione delle mani — Piccioni in fricassea — 
— Uova alla Svedese — Uova alla neve. 

poiché le loro buccie contengono in quantità 
maggiore l' etere che agisce utilmente sul 
nostro organismo accelerando il moto di di- 
sgregazione e di rinnovazione dei tessuti, di 
mangiarle con la buccia. Poi si avverte che 
le frutta debbono essere molto mature. Nu- 
tritevi, quindi, osservando questi consigli, ab- 
bondantemente di fragole, che sono antigot- 
tose e vermifughe ; di uva spina che, decon- 
gestionante e ricostituente, giova alle persone 
eccitabili; del lampone, che, ricco di identiche 
virtù, giova contro le costipazioni croniche; 
di ciliegie, che rifanno il sangue, giovane e 
vigoroso, rendono agili le reni e ci colori- 
scono il viso ; di albicocche, toniche e depu- 
rative; di prugne che hanno effetti purgativi; 
di pesche che sono una vera risorsa per i 
diabetici; di noci, che ci rendono refrattari! 
alla azione dei veleni; di mellone, emolliente, 
lassativo e diuretico, che guai-isce l'idropisia 
e calma l'agitazione dei nervi e dei sensi; 
di pere, molto digestive; di pomi, che gio- 
vano alla vescica e alle reni; di nespole, utili 
nelle dilatazioni di stomaco e nelle gastral- 
gie; di aranci, tonici e sedativi; di limoni, 
antisettici e astringenti; di fichi, che rischia- 
rano il cervello e addolciscono il petto ; di 
datteri, che nutriscono come la carne: di pi- 
stacchi, infine, che aumentano il latte alle nu- 
trici. 



L'estate ci è addosso. Dna delle prime 
cose a cui bisogna badare è la pulizia grande 
e la freschezzta del letto. Un letto fresco, dal 
quale si tengano lontani ogni sorta d'insetti, 
rappresenta, senza dubbio alcuno, un sollievo 
notevole nella stagione afosa. Se vi giunge in 
tempo il consiglio, se, cioè, state facendo scar- 
dassare la lana dei vostri materassi, spargetevi 
subito dei fiori secchi di lavanda. Otterrete 
il doppio scopo di avere un letto profumato 
e di preservarvi dalle tarme e da altri in- 
setti. Ma, ove mai gli insetti ci fossero già, 
vi dò qualche rimedio indicatissimo a distrug- 
gerli. Sei grammi di essenza di terebentina, 
aggiunti a tre grammi di canfora e un gram- 
mo di sublimato con-osivo già sciolti in 125 gr. 
d'alcool, costituiranno una pennellatura fatale 
alle cimici; un mezzo più semplice - utile 
anche contro le tarme — sono i fiori secchi 
di crisantemo, che si sminuzzano facendone 
la cosiddetta razzia e si spargono, quasi pol- 
verati, nei matarassi o negli armadii. A di- 
fendere i mobili dagli insetti, v'è, poi, un'utile 
vernice: si ungano con un miscuglio di tre 
quintini di olio di trementina, 18 gocce di olio 
di garofano, ed un'oncia di ojio di pietra. 



Fino ad ora non abbiamo considerati gli 
insetti con le ali.... Pure essi ci sono e ci fe- 
licitano coi primi caldi in una maniera spesso 
allarmantissima. Alludo alle zanzare. Si ven- 
dono una quantità di coni fumanti che hanno 
il privilegio di affumicare le stanze senza 
nulla altro conchiudere. Un medico ameri- 
cano ci assicura che nulla giova meglio allo 
scopo, del petrolio. Basta spargerne in pic- 
cola quantità dove si trovano larve di zan- 
zare perchè queste muoiano all'istante asfis- 
siate: basta, dicono, bruciarne poco nella ca- 
mera da letto per vederle scomparire. Però 
è espediente poco prudente: e se vi si ricorre, 
dopo, si apriranno un minuto le finestre: ma 
senza accendere nemmeno un fiammifero. In 
tutti 1 modi, se, prima delle vostre precau- 
zioni, zanzare, vespe, calabroni, api, tfifani, 
mosche velenose, pulci, vi morderanno, voi 
potrete guarirvi dalla irritazione della loro 
puntura, strofinando la parte gonfia con un 
porro. Questo legume opera davvero mira- 
colosamente. 



Passiamo ad altro. Torna di moda, ora 
che la stagione si presta, la cura delle frutta. 
Già esistevano da tompo, in (ìermania ed 
in Isvizzora, stazioni per la cura dell'uva, 
che, in molti casi di perturbamento nelle 
funzioni d»ll'inte;jtino, dello stomaco, e nelle 
gravi anemie dà ottimi risultati; oggi si vuole 
estendere la teoria a tutte le frutta, appli- 
cando ai diversi mali le loro qualità specia- 
lissime. Avanti ogni altra oosa si raccomanda, 



Ma se questo è il periodo più adatto alla 
cura della frutta, è anche il periodo più critico 
per la digestione di qualunque cibo. I primi 
caldi rappresentano un fiero nemico per lo 
stomaco, che, nelle persone di costituzione 
non forte, sofl're ed ha bisogno di riguardi 
speciali. 

In tesi generale la nuova medicina con- 
siglia di mangiar pochissimo. Tutti i malanni 
da cui la povera umanità è afflitta, hanno la 
loro radice nella digestione. Si digerisce male 
e l'organismo ne sotfre in ogni sua parte; si 
digerisce bene e le cose camminano per dritta 
via, E per digerire bene occorre un alimento 
igienico non solo ma scarso. Mentre man- 
giamo il nostro corpo lavora e fatica : la me- 
dia degli sforzi che fanno masticando le ma- 
scelle, dice il dott. Black, è di 45 chilogrammi 
con i denti molari e di 90 chilogrammi con 
i denti incisivi. Noi ripetiamo questi movi- 
menti mascellari almeno 500 volte al giorno; 
ciò porta a concludere che il lavoro fornito 
quotidianamente dalle nostre mascelle equi- 
vale alla forza che sarebbe lìeoessarìa per 
sollevare un peso di 50 chilogrammi ad un 
metro di altezza. A questa prima fatica, suc- 
cede quella dello stomaco, la quale non sem- 
pre si compie in condizioni normali. Ne de- 
rivano, allora, alcuni incomodi che vengono 
considerati come cosa da nulla e si trascu- 
rano, mentre per evitare ohe degenerino in 
altre e proprie gravi malattie, è più ohe mai 



- un - 



•leeessarlo ollmlnarli con eneivlca prontezza. 
[ Ciitarro di stomaco, per esoinpio, che gli 
immolanti Rttiibuiscotio a calore eccessivo, 
proviene da abbon<lftaza di succhi gastrici o 
dalla decomposizione acida delle sostanze 
/uceheriiie od alcooliche ingerite. Infatti, 1 
bevitori sono più degli altri quelli che ci 
vanno soggetti e che danno, poi, Il maggiore 
contingente di cutarri di stomaco. Per curar- 
sene bisogna prima evitavo la eausa produt- 
trice del male: quindi non abusare di ali- 
menti, massime se zuccherini — questo per 
le signore che generalmente li preferiscono 
— proteggere dalle intiuenze atmosferiche 
r epigastrio, cioè la parte superiore del ven- 
tre con una fascia di lana. Poi bisogna usare 
bibite alcaline o acque minerali a questa base, 
o acque estemporanee, sciogliendovi mezzo 
cncchiaino da catìe di bicarbonato In mezzo 
bicchier d'acqua, e almeno due volte al giorno 
prender qualche polvere assorbente fatta di 
un po' di bismuto, e di fosfati e carbonato 
di calce, 20-30 cent, di ciascuno, per volta. 
L'Inerzia dello stomaco che vlen detta, 
e non a torto, la malattia degli uomini di 
studio, di coloro, cioè, che vivono vita seden- 
taria, rende anche assai penosa la digestione. 
Occorre, per sopprimerla, ricorrere a qualche 
eccitante, e preferire, come cibo, i legumi, 
le carni, eseludendo del tutto i farinacei. An- 
che occorre far molto moto e abituarsi al 
bagno freddo tutte le mattine. Come ecci- 
tante vi consiglio di prendere, mezz'ora prima 
della cena, sciolti in un po' d'acqua semplice, 
venti goecie di questo aperitivo che ho espe- 
rimentato cun grande giovamejito io stessa e 
che giova pure alle persone all'ette da inap- 
petenza: tintura di china, tintura di genziana 
e tintura di rabarbaro anagrammi 5, tintura 
di noce vomica, grammi 3. In una bottiglia 
contagoccle. 



E adesso non sarà fuori proposito indi- 
care dei mezzi atti a conservare alcune frutta 
per un lungo periodo di tempo. I metodi 
sono diversi. Il più enei-gico è quello di col- 
locarle, dopo averle fatte asciugare bene al- 
l'aria, in ampie casse, fra uno strato e l'al- 
tro di gesso cotto, in p'ivere. Bisogna stare 
attenti che anche fra una frutta e l'altra vi 
sia uno straterello. In siffatta maniera im- 
ballate, furono spedite dall'America in Eu- 
ropa ben 130,000 casse di frutta e arrivarono 
in ottimo stato di conservazione. Vi è di più: 
il gesso adoperato un anno può servire pel 
secondo. Le pere e le mele si conservano 
anche per un lungo tempo, fi'esche e belle 
collocandole ad una ad una sopra cannici, o 
sulla paglia in una stanza ben chiusa, poco 
illuminata e ad una temperatura media. Di 
quando in quando si rivedono e si scelgono 
quelle più mature per venderle o per man- 
giarle e si gettano quelle guaste se ve ne 
sono. Quanto alle castagne vi insegnerò un 
processo, dovuto al Magne: consiste nel col- 
locare le castagne, stratlticate con sabbia per- 
fettamente asciutta, in vasi chiusi e nell' im- 
mergere questi vasi in ammassi di terra sab- 
biosa e secca. Per tal guisa si conservano 
fresche, più saporite e facilmente digeribili. 
Basterà pure che le teniat« per sette od otto 



giorni in nn rastrello di acqua, che avrei* 
cura di cambiare giornalmente. Poi mettetele 
ad asciugare ben bene su di un tavolo o su 
di un canniccio all'ombra. 



Adps«!o due consigli pratici. 

Volete rimettere a nuovo i nastri color 
lilla — ora, certo Indicati alla vostre toileUtt 
estiva? — dovete strofinarli con una spugna 
bagnata In una soluzione di potassa (a 15 "/o). 
asciugarle, poi, tra due salvietta e stirarli an- 
cora bagnati; e se volete lavare tessuti stam- 
pati — anch' essi di stagione — dovete la- 
varli in acqua saponata quasi fredda, e ri- 
sciacquarli (senza mischiar quelli di diverso 
colore) in acqua fredda. Pei tessuti turchini 
si aggiunga un po' di aceto che ravviva il co- 
lore: per quelli neri o bianchi si aggiunga 
un po' di sale di cucina che li impedisce di 
ingiallire. 

Contro la traspirazione dalle mani, che 
pure in questo mese comincia a divenire 
tanto molesta, vi suggerisco di fregare le me- 
desime parecchie volte al giorno con un pezzo 
di allume ben levigato, che potrete procu- 
rarvi con pochi soldi da qualsiasi droghiere. 
Prima di adoperarlo, per rendere più ener- 
gica la sua azione, lavatevi le mani con acqua 
semplice: il sapone, combinandosi con l'al- 
lume, vi lascierebbe la pelle unta e grassa. 



E chiudo con le solite ricette gastrono- 
miche. 

Volete degli eccellenti piccioni in fricas- 
sea? mescolate burro e farina, e quando il 
miscuglio è in ebollizione ponetevi 1 piccioni 
tagliati a pezzi. Cotti, vi verserete sopra una 
salsa bollente composta con tre torli d'uovo, 
un po' di sugo di limone e prezzemolo smi- 
nuzzato. E servite subito a tavola. 

Ed ora vi insegne rò a fare le nova alla sve- 
dese, e, come dolce, le uova alla neve. Per ot- 
tenere le prime sciogliete tre acciughe con 
olio, unitevi aglio e prezzemolo tritato, con- 
serva di pomidori, e fate bollire ogni cosa In 
un tegame. Quando le acciughe si sono St-iolte, 
rompete le uova, versatele nella salsa e fa- 
tele cuocere. Per ottenere le seconde, met- 
tete a bollire in un piatto di porcellana ohe 
resiste al fuoco, due litri di latte, cento gram- 
mi di zucchero, un pezzettino di valniglia: 
prendete sei uova; separate i bianchi dai 
gialli, che serberete. Battete i bianchi, ag- 
giungetevi duecento grammi di zucchero In 
polvere, battete ancora un poco per formare 
la mescolanza. Togliete la vainiglia. prendete 
dalla mescolanza, delle parti che formano la 
grossezza di un uovo e mettetele nel latte, 
che deve appena riscaldarsi, lasciandovele 
dodici minuti. Volt.ite, lasciate ancora 12 mi- 
nuti, fate colare sovra uno staccio molto fine, 
continuate l'operazione. Aggiungete ai gialli 
150 grammi di zucchero, lavorateli un poco, 
scioglieteli con quello che resta di latte, for- 
matene una crema inglese. Lasciate raffred- 
dare tutto: al momento di servire mettete 
le uova formate, come ho detto, in piramide 
sul piatto, bagnate con un po' di crema e 
servite il resto a parte. 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la $alute delle donne, 
il rimedio delle malattie degli organi digerenti. 



- 114 ^ 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 



LiiaXiio 



1 (1807). —La divisione Teulié dell'eser- 
cito del Regno Italico attacca all'alba la for- 
tezza di Colberg difesa dai Prussiani. 11 com- 
battimento è lungo, ostinato, sanguinoso; vi 
muore gloriosamente il capitano Francesco 
Baccarini del 1° leggero. 

a (1866). — Agostino Romagnoli, trom- 
bettiere nel reggimento lancieri Aosta, se- 
guendo l'ufficiale comandante del suo plo- 
tone per le strade di Medole, vistolo in grave 
pericolo perchè scavalcato, atterra, con un 
colpo di pistola tirato a bruciapelo, l'ulano 
inseguitore, ed a sciabolate fuga gli altri. 

3 (1846). — Luigi Montaldi, di Genova, 
capitano della legione italiana a Montevideo, 
navigando per l'Uruguay è assalito dalle for- 
ze navali nemiche. Abbandonato dai marinai, 
si difende solo con 15 o 20 fucili, e costretto 
a cedere tira l' ultimo colpo di pistola al co- 
mandante degli assalitori, che, con un braccio 
fracassato, ammirando il valore del Monaldi 
gli vuole salva la vita. 

4 (1866). — Nicostrato Castellini di Rez- 
zate (Brescia) che aveva seguito Garibaldi nel 
1859 e '60, distinguendosi per valore, muore 
al combattimento di Vezza, nel Tirolo ita- 
liano, conducendo ad un attacco alla baionetta 
il 2» battaglione bersaglieri volontari. 

5 (1809). — Neil' accanito combattimento 
avvenuto sul colle di Wagram, alla vigilia 
della battaglia di questo nome, fra gli ita- 
liani della guardia reale si distingue il ca- 
pitano Giuseppe Jacopetti, n. nel 1774, pro- 
mosso nel 1801 capitano sul campo di battaglia, 

6 (1849). — La sera, 50 soldati austriaci 
scelti tentano un improvviso assalto al piaz- 
zale del ponte della laguna di Venezia, e i 
difensori, sorpresi, fuggono. Rimane Enrico 
Oosenz, allora maggiore d'artiglieria, che af- 
frontato il capitano di Stato maggiore andato 
con gli assalitori, lo uccide a sciabolate; poi, 
radunati alcuni artiglieri, caccia il nemico. 

7 (1886). — Al poligono di Lombardore, 
l'artigliere del C» reggimento Giuseppe Valli, 
di Ravenna, messo in vedetta per impedire 
il passaggio a traverso la linea di tiro, ferito 
alla fronte, ad un braccio e ad una mano 
da scheggie di granate scoppiate vicino a lui, 
non si muove dal suo posto, tìn quando, finito 
il tiro, non si va a rilevare le vedette. 

9 (1861). — La 8» compagnia del 5° fan- 
teria, comandata dal capitano Giovanni Mot- 
tura, dà l'assalto a Montefalcione (Avellino) 
dove la popolazione aveva fatto causa co- 
mune con j briganti. Dopo tre ore di combat- 
timento, la compagnia, esaurite le naunizioni, 
fa sosta in un convento da essa occupato; i 
briganti lo assaltano, e vi appiccano il fuoco. 
Ciò non ostante, con le parole e l' esempio, il 
capitano Mottura fa si che la resistenza si 
prolunghi lino al mattino seguente, quando, 
giunti rinforzi di truppe, i briganti si danno 
ulla fuga. 



10 (1813). — Il sergente piemontese Mi- 
netti, nei dintorni di Dresda, rimasto alla 
testa di un drappello incaricato di ricono- 
scere gli avamposti nemici, obbliga questi a 
ritirarsi, quantunque disponga di soli 25 uo- 
mini, e riceve da Napoleone stesso sul cam- 
po, le insegne della Legion d'onore. 

11 (1866). — La legione di volontari e 
guardie nazionali mobilizzate, posta a difesa 
dello Stelvio e del Tonale, al comando di En- 
rico Guicciardi, scaccia il nemico dai Bagni 
Vecchi e dal ponte del Diavolo. Pietro Pe- 
dranzini, tenente della G. N. di Bormio, me- 
rita la medaglia d'oro al valor militare, gui- 
dando una colonna a traverso il difficilissimo 
passo della Reit, e scendendo il primo sulla 
strada postale, ancor occupata dagli Austriaci, 
con l'aiuto di sole quattro guardie doganali. 

IH (1862). — Giuseppe Volpi, capitano 
nel 1° battaglione di volontari della G. N., 
occupa il villaggio di Montecilfone (Campo- 
basso) disperdendo una banda di 400 bri- 
ganti, ed uccidendone 44. 

13 (1865). — Il maresciallo dei RR. Ca- 
rabinieri Pietro Jo velli, comandante la sta- 
zione di Fivizzano, va con un milite ad arre- 
stare un disertore nel villaggio di Collecchia. 
Ma il disertore, già arrestato, atterra il ca- 
rabiniere Boggino e si da alla fuga. Il Jovelli 
lo raggiunge, lo afferra, e fra i due incomincia 
una fiera lotta. A difesa del delinquente ac- 
corrono parenti e compaesani aVmati, impo- 
nendo al maresciallo di liberarlo; ma esso 
resiste, ed aiutato dal Boggino li disperde. 

14 (1863). — Giuseppe Zerletti, sottote- 
nente nel 46" fanteria,- mandato da Abriola 
a Potenza con 25 uomini a ritirare i fondi 
per le paghe, a sette chilometri dal paese si 
trova di fronte alla banda Masini, forte di 
140 briganti. Dopo due ore di combattimento, 
si apre un varco fra i briganti guidando i 
suoi pochi uomini ad un attacco alla baio- 
netta, e può raggiungere un distaccamento 
dell' 8" fanteria, accorso in suo aiuto. 

15 (1866). — Il capitano Dario Delu, di 
Casale, essendo giunto a Padova d' avanguar- 
dia alla 1» divisione, con uno squadrone del 
reggimento lancieri Vittorio Emanuele, si 
spinge con pochi uomini fino a Vicenza, an- 
cora occupata da truppe austriache, ed en- 
trato nella stazione sorprende e s'impadro- 
nisce di un convoglio di viveri sale e tabacchi, 

10 (1863). — La 1" e la 2» compagnia del 
18o battaglione bersaglieri inseguono, nei bo- 
schi di San Giorgio La Molara, la banda del 
brigante Caruso, mentre uno squadrone di 
cavalleria è mandato a tagliarle la strada. 
L'inseguimento continua dall'alba fino al po- 
meriggio : i bersaglieri sono sfiniti ; ma li ria- 
nima la voce e l'esempio del capitano Pa- 
scili, e la banda di oltre 100 individui, si 
disperde, lasciando su terreno 12 morti 

17 (1895). - Alle 7 ant. T avanguardia 
della colonna del generale Baratieri giunga 
{Covfinui a porf. US). 



— Ilo -. 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




13. - GIACOMO ROBUSTI, detto il TINTORETTO 
(V^enezia 1518-1594) 

Artista fecondissimo e potente che volle nelle sue tele sposare il disegno di Michelan- 
gelo al colorito del Tiziano. Il suo capolavoro è il Miracolo di Sau Marco. 



GIUGNO-LUGLIO 1908 - 116 - 



(27» Settimana) 



28 Domenica! S. Leone ll, papa. 
180-18*? Resse la Chiesa dal 

■ 6S2 al 683. — S. Ireneo, 

vesc. di Lione, nato a Smirne l'a. 121, morto 
mart. l'a. 202. Fu educato da S. Policarpo, 
vescovo di Smirne, alla cui scuola crebbe 
ornamento della Chiesa. Mandato da lui nelle 
Gallio a piedicarvi il cristianesimo, le sue 
eminenti virtù Io fecero eleggere dal vescovo 
di Lione sacerdote. Gli successe poi nella sede 
vescovile. - S. Paolo I, papa dal 757 al 767. 

Memorandum. — © L. N. a ore 17,32™. — 
Eclisse anulare di Sole, visibile in parte in 
Italia Cóme eclisse parziale. — Oggi, vigilia 
di S. Pietro, a Torino le società militari e 
popolari si recano a fare onoranza al monu- 
mento di Pietro Micca. — A Roma, nella ba- 
silica di San Pietro, benedizione dei Palili 
fatta dal Papa o dal Cardinale officiante. — 
A Roma oggi nelle ore pomeridiane e domani 
tutta la giornata, sono aperte le Grotte Va- 
ticane ai soli uomini. — Fiera e festa di S. Pie- 
tro in Castronuovo di Sicilia, importantissi- 
ma. Dura due giorni. 



29 Lunedi | Ss. Pietro e Paolo. 
181-186 Furono i principali 
propagatori del cristia- 
nesimo. — Feste patronali a Mercatello, Lecco, 
e Lui no. — S. Cassio, vescovo di Narni, dal 
536 al 558. 

Memorandum. — Festa civile legale. Sono 
chiusi anche i musei e le gallerie. — Digiuno 
israelitico di Tumuz. — Fiera a Gallipoli, fino 
al 3 luglio. — Comincia la fiera di Faenza, 
che dura 8 giorni. 



30 Martedì | ^' A'^ele, abbadessa. 
182-185 Figlia di Dagoberto 

' II, re d' Austrasia. Mori 

verso l'anno 734. 

Memorandum. — A Roma, nella basilica di 
San Paolo extra mtiros si espongono al pub- 
blico le catene dell'Apostolo. — Hanno ter- 
mino le lezioni nei Gitmasi e nei Licei. — 
Chiusura dell'anno scolastico per le scuole 
tecniche e gl'istituti tecnici. — Chiusura del- 
l'anno finanziario per tutte le amministra- 
zioni governative. — Scade la prima rata 
semestrale della tassa di maiìomorta. Il pa- 
gamento deve essere fatto entro i primi 20 
giorni del mese entrante di luglio. — Scade 
11 termine per la presentazione delle domande 
di ammissione (per esame) ai Collegi Militari. 
— Estraz. Prest/a premi per la Cassa Naz. 
di Previd. e per la " Dante Alighieri „; del 
Prest. Città di Venezia 1869 (rimb. 1" novem- 
bre), e del Prest. a premi riord. Bevilacqua 
La Masa. 



S. Teobaldo, monaco. 

Camaldolese del se- 
colo XI. - S. Regina, 
sposa ad Adalberto oonte d'Ostrevaut. Morì 



1 Mercoledì 

183-184 



verso la fine del sec. VIII. — B. Bartolomeo 
diBraganza, vesc. di Vicenza, dal 1256 al 1270. 

Memorandum. — Si pubblicano f'ruoli sup- 
pletivi delle imposte dirette, e restano depo- 
sitati per otto giorni negli uffici comunali. — 
Comincia la sessione estiva di esami nei Gin- 
nasi e Licei. — Nella prov. di Foggia oggi 
si apre la caccia col fucile alle quaglie e agli 
altri uccelli di passo. — Festa della proclama- 
zione dell'indipendenza dallo Stato del Congo. 
— Oggi cominciano i pajramenti del 2° seme- 
stre della rendita consolidata 3,75 % nomina- 
tiva. — Oggi maturano le cedole semestrali 
del maggior numero dei valori bancari e indu- 
striali. — Prest. a premi Città di Milano 1861; 
Prest. a premi Napoli 1881; Obblig. Tunisine 
1889; Prov. 1888 e Comunali 1892 di Torino; 
Obbl. di Ferrara 1882. 



2 Giovedì 

184-183 



Visitazione 
di Maria Vergine. 

La tradizione rife- 
risce l'incontro di Maria Vergine con la sua 
cognata S. Elisabetta, vuoisi nella piccola città 
di Aain Karem, poco distante da Gerusalem- 
me. — S. Adeodato, pi-ete, venerato a Galliano 
(Cantù, prov. di Como). 

Memorandum. — Fiera di cavalli a S.Bo- 
nifacio (prov. di Verona), detta di S. Giuliana. 
— A Fiesole fiera di S. Romolo. — Palio a 
Siena. — Festa di Maria Santi.ssima Incoro- 
nata di Pozzano, protettrice della città di Ca- 
stellammare di Stabia. — Festa della Ma- 
donna della Bruna in Matera, con fiera. — 
Festa di S. M. Nuova a Monreale. — Festa 
patronale in Castrogiovanni. 



3 Venerdì 1 s. Dato. 

185-183 Vescovo di Raven- 

na dal 175 al 185. - 

S. Eliodoro, vescovo di Aitino (Chieti), dal 381 
al 407. — Ss. Ireneo e Mustiola, martiri, vene- 
rati a Chiusi. — S. Tiingdano, o Lindano, ab., 
patrono di Sessa (Gaeta): sec. V-VI? 

Memorandum. — A Ronaa, nella chiesa di 
S. Pietro in Vincoli, si espongono al pubblico 
le catene di S. Pietro. 



4 Sabato 

186-181 



S. Ulrico. 

Vescovo di Augusta. 
Mori dopo 50 anni di 
episcopato, a ottantatrè anni d'età, nel 972. 

— S. Gallo, vescovo di Clermont, dal 527 
al 553 circa. — S. Alberto Qnairelli, vescovo, 
venerato a Lodi (sec. IX». — S. Mustia, vergi- 
ne, venerata a Pesaro. — A Piacenza festa 
patronale di S. Antonino (vedi 2 maggio). 

Memorandum. — Anniversario della na- 
scita del generale Giuseppe Garibaldi (1807). 

— Festa dell'indipendenza degli Stati Uniti 
d'America (Auuivers. della Dichiarazione del 
1776). 



LUGLIO 1908 



— 117 — 



(28* settimana) 



5 Domenica | 8. Zoe, martire. 
187- 180 Romana di nascita 

,g^^^. III. IV). - Ss. Aija- 

-Mie Triflna o Trifoinona, siciliani, martiri, 
. cnenitl a Minori (Amalfi). — 8. Marce'liano, 

romita, venerato ad Aitino (sec. IV- V). — 
^. Filomena de'Clavelll, vergine di Sanseve- 
nno Marche (Macerata). — S. Antonio Maria 
Ziiocj»rla,bar?iabita. festeggiato a Milano'1502- 
l.">69). Fu annoverato fra i santi nel ma(»gio 

Memorandum. — A Roma oggi sono aperto 
le Grotte Vaticane alla visita delle sole donne. 
Fiera di S. Filomena a Roccella Jonica (pro- 
vincia di Reggio Calabria): dnra 3 giorni. — 
Festa di San Calogero in Girgenti. — Fe- 
sta nazionale della Repubblica del Venezuela 
(Anniv. della proclamazione dell'indipendenza 
nel 1810). — Per la festa di S. Vito, patrono 
del paese, grandi feste a Forio d'Ischia. 



6 Lunedi 1^* Lorenzo da Brindisi. 
188-179 Cappuccino e cele- 

bre predicatore in varie 

lingue; predicò con buon esito una crociata 
contro i Turchi in difesa dell'Ungheria, morì 
l'a. 1619. — S. Romolo, martire (sec. I?) pa- 
• reno di Fiesole. — S. Domenica, verg., mart., 
venerata in Tropea (Monteleone di Calabria): 
is^ec. III-IV). — 8. Tranquillino, martire. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 21,25'». — 
Pagamento delle pensioni governative di pri- 
ma categoria (non oltre le 500 lire annue). 



7 Martedì 

189-178 



S. Claudio, abbate. 

Nacque nel 521 e 
quantunque figlio del 
re Clodomiro, rinunciò al mondo per farsi sa- 
cerdote, e ringraziava quotidianamente il Si- 
gnore di averlo liberato dalle mollezze della 
corte. Fu ordinato nel 551 e si ritirò a Nogen, 
dove eresse una chiesa. Mori nel 560 a soli 
38 anni. — Ss. Crescenzio e compagni, martiri, 
venerati a Fiesole. — 8. Apollonio, vescovo di 
Brescia dal 119 al 135 (Gamsj. - 8. Console, 
vesc. di Como dal 489 al 495 circa. —.3. Astio 
o Asteo, vescovo e martire di Durazzo. — Ad 
Ivrea patronale di S. Savino (vedi 11 luglio). 



8 Mercoledì ! S. Elisabetta, regina. 
190-177 Figlia di Pietro III 
^re d'Aragona, e di Co- 
stanza figlia di Manfredi re di Sicilia. Fu nel 
1271 sposa a Dionigi re del Portogallo. Mortole 
il marito, si ritirò nel convento delle Clarisse, 
dove mori benedetta dai suoi popoli l'a. 1336. 
— S. Apollonio, vescovo di Benevento dal 326 
al 3i0 circa. — S. Illuminato, eremita, presso 
Tiferno Tiberino, ora Città di Castello (Peru- 
gia). — S. Adiiano HI, papa, morto nell'SSó. 

L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto 
il rimedio delie malattìe 



— S. Paolo della Croce, nato in Ovada (Ligu- 
rlah Fin dalla prima fanciullezza dimostrò 
grande amore al Crocifisso. Arruolatosi nel- 
l'cserv-ito, compiuta la ferma o reduco in pa- 
tria, rinunciò a ricchi sponsali per darsi tutto 
alla vita mistica. Compiuti gli studi teologici 
ed ordinato sacerd., essendo pontelico Bene- 
detto XIII, istltui l'ordine d<;i Passlonlsti. In 
luogo solitario del Monte Argentario eresse 
un monastero. Morì nel giorno stesso da lui 
predetto l'anno 1775. Fu canonizzato da papa 
Pio IX, e da pochi anni venne aggiunta nel 
breviario la sua affi eia tara. 



9 Giovedì ] B. Giovanna Scopello. 

191-176 I Carmelitana, nata a 

Reggiod'Emiliara.1438, 

morta l'a. 1491. — S, Veronica Giuliani, nata 
a IMercatello d'Urbino, cla'issa. morta a ses- 
santasetto anni d'età, nell'a. 1727. — 8s. Eu- 
sanio e compagni, martiri, venerati a Santo 
Eusanio Forconese (Aquila de^li Abruzzi»: 
secolo I? — B. Brizio, vescovo di Martana 
(Lecce): sec. I-III. — Ad Acqui, festa patro- 
nale di S. Guido (vedi 12 settembre). 

Memorandum. — Festa nazionale de|lla re- 
pubblica Argentina. 



10 Venerdì 

192-175 



S. Felicita 
e i suoi sette figli, martiri. 

■ Madre cristiana del 

secondo secolo, la quale accusata con i figli 
come tale, venne con loro martirizzata a 
Roma l'anno 175. — Ss. Ruflna e Seconda, 
romane, verg., martiri l'a. 260. — 8. Pater- 
niano, vescovo di Fano dall' a. 300 al 344 e. 
— S. Pietro, abate, onorato a Perugia (sec. X). 

Memorandum. — Peregrinaggio e fiera al 
Santuario di Santa Felicita, presso la Mefite 
d'Aiisanto, nell'agro di Rocca San Felice 
(Avellino). — Fiera a Muro Lucano (prov. di 
Potenza). — Estraz. aramort. Prest. Milano 
unificato 1886 ^rimborso l» ottobre». — Sca- 
denza cedole semestrali Azioni Acquedotto 
Nicolay. 



11 Sabato |S. Pio l, papa, martire. 
193-174 I Successe a S. Iginio, 

— ^140155. — Ss. Savino e 

Cipriano, bresciani, martiri Lsec. III-IV?). — 
8. Giacomo, vescovo di Nisibi nella Mesopo- 
tamia (350). La sua festa è celobx-ata secondo 
il rito in giorni diversi. 

Memorandum. — Celebri feste in onore di 
Santa Rosa'.ia a Palermo ripristinate da 12 
anni nell'antica pompa. Durano cinque giorni. 

ricostituente, la salute delle donne, 
de^li organi digerentif 



{LUGLIO — Vedi a pag. Ili). 
davanti a Cassala, ed è assalita di fianco da 
un grosso partito di cavalleria dei dervisci. 
11 capitano Francesco Carchidio Malavolti, 
con l'unico squadrone di cavalleria nostra, 
carica più volte i soverchianti cavalieri ne- 
mici, e mentre si fa largo fra loro a colpi di 
sciabola, cade trafitto, combattendo a corpo 
a corpo, da undici colpi di lancia. 

18 (1810). - Duemila italiani della bri- 
gata Fontane, formanti l'avanguardia della 
divisione Macdonald in marcia su Barcellona, 
sono assaliti alle strette di Garriga da 3000 
spagnoli. Il colonnello Peri, i capitani Bian- 
chelli e Nogarina del 5» fanteria, il capitano 
Giorgi del 2° leggero, secondati da una ca- 
rica di cavalleria fatta dal colonnello Palom- 
bini, permettono alla colonna Macdonald di 
])assare liberamente, facendo ripiegare gli 
spagnoli su Oaldas. 

19 (1848). — Un drappello del reggi- 
mento cavalleria Novara, ritirandosi da Dos- 
sobuono verso Villafranca, è inseguito da un 
distaccamento d' ulani. Il cavallo del soldato 
Fiora incespica e cade, ed il Fiora si trova 
improvvisamente circondato da cinque ulani 
che gli intimano di arrendersi. Egli balza in 
piedi, fa nmlinello con la lancia, uccide un 
ulano, ne ferisce altri due: gli altri fuggono, 
ed egli salta in sella e raggiunge i compagni. 

aO (1860). — A Milazzo, Giuseppe Gari- 
baldi, accorso ad incoraggiare con l'esempio 
i suoi volontari caricati dalla cavalleria, si 
trova improvvisamente, con pochi del suo 
Stato Maggiore, circondato da uno squadrone 
di usseri borbonici. Il capitano Enrico Sta- 
tella atterra il sergente con un colpo di pi- 
stola : Giuseppe Missori colpisce altri due 
assalitori ed il sopraggiungere di alcuni cara- 
binieri genovesi disperde gli altri. 

JJl (1866). — Al combattimento di Bez- 
zecca, il capitano Vincenzo Olivieri, coman- 
dante la 9-1 batteria del 5° artiglieria da cam- 
pagna, dopo essere riuscito, con il suo sangue 
freddo, ad arrestai*e la marcia del nemico, 
eseguisce la ritirata facendo un vivissimo 
fuoco a mitraglia, consumando tutte le mu- 
nizioni, e perdendo un terzo degli uomini e 
dei cavalli, nui portando in salvo i pezzi. 

JJ2 (1848). — 11 capitano Carlo Frola, con 
la sua compagnia di bersaglieri d'avanguar- 
dia alle forze destinate a guardia del passo 
(li Rivoli, attaccato da 800 uomini, li trattiene 
l)er nn' ora e mezzo con vivo fuoco. Colpito 
da una palla nel ventre, da un' altra in una 
spalla, non vuole ritirarsi, e rimane ad in- 
coraggiare i superstiti compagni, finché non 
è ucciso da una terza palla nel petto. 

23 (1866). — Il 23o battaglione bersa- 
glieri, comandato dal maggiore De Petro. 
seguito da un battaglione del 28» fanteria, 
dà l'assalto a Borgo (Trentino) sostenendo il 
ben nutrito fuoco dell'artiglieria e della fu- 
cileria nemica. Raccolti intorno a se un cen- 
tinaio di bersaglieri, il De Petro fa suonare 
la carica alla baionetta, ed insegue alle spalle 
la fanteria nemica, mentre il rimanente del 
battaglione raggiunge la prima schiera, en- 
trando con e>sa nel paese. 

J84 (1812). — I marinari della guardia 
rtftle italiana tjettauo un ponte sulla Dwina, 



118 — 

sul quale passa Napoleone. Un battaglione 
del lo leggero italiano, comandato da Sci- 
pione Della Torre, e l'artiglieria della guar- 
dia reale combattono sotto gli occhi di Na- 
poleone, mettendo in fuga i Russi. Singolari 
prove di valore sono date dagli ufficiali ita- 
liani Succhia, Lorenzi capo squadrone dei 
cacciatori a cavallo, Antonio Giulini, ed Allari 
scudiere del viceré Eugenio Beauharnais. 



aS (1848). — Il 20 battaglione del 5" fan- 
teria, comandato dal maggiore Filiberto Mol- 
lard, mandato dal generale Bava di rinforzo 
al lo reggimento granatieri a Custoza, com- 
batte buona parte della giornata contro un 
nemico superiore di forze, che occupava po- 
sizioni formidabili. Carlo Alberto conferisce 
la menzione onorevole a tutto il battaglione. 

36 (1863). — Il tenente Carlo Borromeo 
dei cavalleggeri Saluzzo, distaccato a Venosa, 
riceve l'ordine di muovere verso Melfi. Con 
35 cavalleggeri, stanchi per molte perlustra- 
zioni fatte nei giorni precedenti, si trova di 
fronte più di 100 briganti a cavallo. Ciò non 
di meno li attacca, ma appena raggiuntili, al- 
tri ne sopraggiungono. Ventuu cavalleggeri 
cadono combattendo valorosamente: il Bor- 
romeo, con sei di loro, compiendo inauditi 
atti di coraggio, si apre un passaggio e riesce 
a tornare a Venosa. 

fòV (1848). — Un distaccamento del 14° 
fanteria di retroguardia alla brigata Pinerolo, 
è attaccato improvvisamente da due squa- 
droni di usseri. All'intimazione del maggiore 
austriaco che grida "• abbasso le armi! ^i il 
soldato Castellare risponde " giù da cavallo! „ 
e spianato 11 fucile, l'uccide. 

28 (1883). — In occasione del terribile 
terremoto che devasta Casamiociola, il te- 
nente dei Carabinieri Giuseppe Artina, com- 
pie tali atti di coraggio e di abnegazione da 
meritarsi la medaglia d'oro al valore civile. 

29 (1871). — 11 brigadiere dei RR. ca- 
rabinieri Chiaffredo Bergia, trovandosi con 
tre militi in una capanna del bosco Schiap- 
paro (Sulmona) è assalito dalla banda Tola. 
Uscito dalla capanna, il Bergia l'affronta con 
i suoi, l'obbliga a ritirarsi, poi la insegue di 
corsa per otto chilometri, ferendo e cattu- 
rando il capo banda. 

30 (1870). — Il tenente Enrico Gonnella, 
del 9" artiglieria, passeggiando per Pavia, vi- 
sto appiccicato al muro un cartello pieno di 
contumelie contro il Re e l'esercito, lo stacca 
e lo strappa. Gli si fa allora intorno un gruppo 
di individui, oltraggiandolo, chiamandolo spia, 
ed imprecando a Vittorio Emanuele. Sguai- 
nata la sciabola, il Gonnella ferisce l'insul- 
tatore, e tien testa a tutti, fin quando non 
sopraggiungono altri militari, 

31 (1862). — 11 tenente Del Buontrom- 
boni del 40" fanteria, con 95 uomini della 
14» compagnia, da Monte Monaco (Benevento) 
tenta di aggirare la numerosa banda Gior- 
dano appostata su monte Vado. 1 briganti, 
fanno fi-onte, ed il Del Bnontroraboni dispera- 
tamente si slancia contro i briganti alla baio- 
netta alla testa de'suoi. 1 briganti, p'-esi dal 
pànico, si danno alla fuga e si disperdono. 



- 11 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogl). 




14. - G. B. MORONE 
(n. Bondo presso Aitino in prov. di Bergamo, 1525-1578) 

è soprattutto apprezzato »ei ritratti. Quello chiamato il SartOf è ritenuto come il suo ca- 
polavoro. 



LUGLIO 1908 



— 120 — 



(29» Settimana) 



12 Donienical ^- ^'ov^""" Gualberto. 
194-173 j Fondatore dei Val- 

lombrosani, morto a 

ottantott'anni d'età, nel 1073. — S. Paolino, 
primo vescovo di Lucca (seo. I?). — A Ster- 
zano (Bergamo) festa dell'apparizione della 
B. V. ]\r. — A Corneto (Roma) festa patronale 
di S. Litardo. 

Memorandum. — Festa di S. Biagio in Co- 
miso. 



13 Lunedi 1 ^s- ^'^bore e Felice 
195-172 martiri a Milano l'a. 304. 

' — S. Giustina, vergine e 

martire a Trieste l'a. 289. — S. Eugenio, vesc. 
di Cartagine, con altri compagni, confessori 
sotto i Vandali (505). 

Memorandum. — ® L. P. a ore 22.48>n. — 
Pagamento delle pensioni governative di terza 
categoria (superiori a L. 2000 annue). 



14 Martedì 

196-171 



S. Bonaventura, card, 
e dottore della Chiesa. 

Nacque nel 1221 a 
Bagnoreain Toscana. Papa Gregorio X lo creò 
cardinale e vescovo di Albano. Al concilio ge- 
nerale di Lione, raccolto allo scopo di facili- 
tare l'unione della Chiesa latina alla greca, fu 
il primo che parlò all'assemblea. Dopo la ter- 
za sessione del concilio si ammalò, e mori 11 
14 luglio del 1274. Apparteneva all'ordine dei 
Francescani. — S. Felice, primo vescovo di 
Como (verso gli anni 380-391). — Ss. Rufino e 
Avenauzio, eremiti, onorati a Tortona. — Fe- 
sta patronale di S. Marciano a Trigento, pro- 
vincia di Avellino (vedi 14 giugno). 

Memorandum. — Festa nazionale della Re- 
pubblica Francese (anniversario della presa 
della Bastiglia, 1789). — Festa nazionale al 
Brasile (Giubileo della repubblica, della li- 
bertà e della indipendenza dei popoli ame- 
ricani). 



15 Mercoledì! S. Enrico. 

197-170 Nel «95 successe al 

■ padre nel ducato di Ba- 

viera. Si meritò il titolo di l'io. Era tiglio ad 
Enrico duca di Baviera. Nel 995 successe al 
padre nella reggenza dello Stato e morto 
nel 1002 l'imperatore Ottone suo cugino, fu 
eletto in suo luogo imperatore di Germania. 
Dopo 22 anni di regno, mori a soli 52 armi. 
— S. Atanasio I, vescovo di Napoli dall' a. 850, 
all'a. 872. — S.Camillo de Lellis, nativo di 
Bucchlanico neyll Abruzzi, fondatore della 
congregazione dei Miaistri degli infermi, o 
Camilliani, 



Memorandum. — Hanno termine le feste 
di Santa Rosalia a Palermo, con la proces- 
sione notturna delle reliquie della Santa. — 
Da oggi è permessa la caccia ai passeri con 
le reti nella provincia di Catania; nella pro- 
vincia di Cosenza, apertura della caccia col 
fucile; in quella di Foggia, della caccia con 
le reti. 



16 Giovedì 

198-169 



B. Vergine del Carmine. 

La solennità trae sua 
origine dall'ordine dei 
Cai'melitani, così chiamati dal Monte Car- 
melo nella Siria, e da Giovanni patriarca di 
Gerusalemme nel XII secolo il quale diede 
la prima regola. Nel 1209 Alberto, pur esso 
patriarca della stessa città, diede la re;,'ola 
definitiva dell'ordine. Festa patronale a Con- 
cesa. — Ss. Quirifo e Giuli tta, martiri, l'a. 304, 
festeggiati a Panilo lodigiano. — S. Vitaliano, 
vescovo di Capua, morto verso l'a. 728 (vedi 
27 gennaio). 

Memorandum. — Feste a Napoli nella sto- 
rica chiesa del Carmine e nel popolare quar- 
tiere del Mercato. — Digiuno israelitico di 
Tamuz. — Da oggi sino alla fine del mese 
le biblioteche governative sospendono il ser- 
vizio del prestito di libri a domicilio : le opere 
già prestate devono essere restituite in que- 
sta quindicina. — Da oggi ò concessa la cac- 
cia agli uccelli con pania e reti nella prov. 
di Cagliari. — Fiera a Monteleone (Calabria 
Ulteriore) fino al 22 luglio. 



17 Venerdì 

199-168 



S. Marcellina, vergine. 

Sorella ai Ss.Ambro- 

' gio e Satiro. Ritiratasi 

a vita privata, diede origine ai primi mona- 
steri di vergini in Lombardia. Morì sulla fine 
del secolo IV. — S. Marina, verg., festeggiata 
a Venezia. — S. Generoso, martire, venerato 
a Tivoli. — S. Leone IV pp, (847-855), prov- 
vide alla difesa di Roma, ai restauri di S. Gio- 
vanni Laterano, alla disciplina del clero. 



18 Sabato 

300-167 



S. Sinforosa 
e I suoi sette figli. 

• i Martiri verso gli an- 

ni 117-138, patroni di Tivoli, loro patria. - 
S. Materno, vescovo di Milano dal 282 al 304. 

— S. Elio, confess., onorato a Capo d'Istria. 

— S. Materno, vescovo di Milano, dal 282 al 
304, o 303 secondo il Sassi. 

Memorandum. — Festa dell'indipendenza 
della repubblica dell'Uruguay. 



.UGLIO 1008 



~ 121 — 



(30» Settimana) 



19 Domenica 

201-166 



S. Vincenzo 
de' Paoli. 

' Fu la personiftoa- 

xlono della beiie&oenza in FraiiciA nel sc;- 
colo XVII. Diyenuto sacerdote, fondò l'istituto 
del Preti della Missione, o I>azzaristi, istituì 
rlcov«ri per poveri, per vecchi, per trovatelli: 
sollevò In o>;nl maniera 1 condannati alle ga- 
lere ed introdusse primo le Suore di carità. 
Morì ottuaf:euario, l'aii io lt>59. — S. Pietro 
de' Cresci, oonf., morto l'a. 1323, onorato a 
Foli -no. 

Memorandum. — Trad / onale Sagra del Re- 
dentore, test effigiata tutti la notte a Venezia, 
in rifordo delhi cessazioi-.e della pestilenza 
del 1578. — Cominciano, di solito, le rappre- 
sentazioni wagneriane al teatro di liayreuth. 



20 Lunedi 

203-165 



S. Gerolamo Emiliani. 



Appartenente a no- 

' bile famiglia veneta, 

dopo una gioventù spensierata si diede ad 
una vita tutta di sacrifizio a vantaggio de'fan- 
ciulli orfani ed abbandonati, pei quali primo 
istituì orfiinotrofi e ricoveri. Creò la Congre- 
gazione dei Soma-schl, così detta da Somasca, 
paese vicino a Lecco. Mori l'a. 1537. — S. Mar- 
gherita, verg. d'Antiochia, mart. verso l'a. 275, 
festeggiata a Cremona e a Monteflascone. 

Memorandum. — C U- Q- » ore 13.2>n. — 
Anniversario della morte del Sommo Ponte- 
fice Leone XIII (1903). — Onomastico di S.M. 
la Regina Madre Margherita, — Apertura del- 
la famosa fiera di Santa Maria Maddalena in 
Sinigaglia. Dura 17 giorni. — Estraz. per il 
rimborso certificati Prestito Cattol. 18G0-64 
(rimb. al 1« ottobre successivo). — Pagamento 
delle pensioni governative di seconda catego- 
ri.^ «superiori a L. 500, ma non a L. 2000 

!uie). 



21 Martedì i S. Prassede, vergine. 
303-164 Figlia di Prudente, 
^senatore romano e so- 
rella dei SS. Novato, Timoteo e Prudenziana, 
sacrificò tutto il suo a prò dei Cristiani per- 
seguitati da Marco Antonio. Moriva giovine 
di anni, ma ricca di meriti nel 153, — S, Vit- 
tore di Marsiglia, martire sotto l'imperatore 
Massimiano, dopo la strage della legione te- 
bea (290). — S. Macrina, verg., da Cesarea di 
Cappariocia (Turchia asiatici), morta l'a. 379. 
— Ss. Giulia, vergine, Claudio, Giusto e Gio- 
condiuo, martiri a Trojes. 



22 Mercoledì! *• ***•"'* Maddalena. 
204-163 Sorella a Marta (29 

J..._ii..\ _ ^ Lazzaro. 



luglio) e 

Passò trent'annl In arduo penitenze e pare 
morisse l'a. GG. — S. Gerolamo, vescovo di 
Pavia dal 778 al 787. — S. Gualtiero, couf., 
morto l'a. 1224, onorato a Lodi. 

Memorandum. — Fiera a Bisceglle, fino al 30. 



23 Giovedì I S. Apollinare, v., m. 
S05-162 Apostolo e patrono 
di Ravenna, ove la tra- 
dizione lo dice mandato dallo stesso S. Pietro. 
Fu il primo che occupò la sede di Ravenna, la 
quale tenne per 20 anni. Alcuni storici, sulla 
testimonianza di Pier Crisologo, vogliono che 
non sia stato martirizzato, ma che dopo aver 
sostenuto vari tormenti per la fede, vivesse 
ancora lungo tempo in continue fatiche apo- 
stoliche. Morì sulla fine del I secolo. — Ss. Ro- 
mula e compagne, vergini romane (fine del 
sec. VI), 



Memorandum. 



Entra il Sole in Leone. 



24 Venerdì 1 ^' Francesco da Solano. 
206-161 Francescano, evan- 

'gelizzatore del Perù, a 

Lima, Tucuman ed a Ilio delia Piata. Morì a 
Lima l'anno 1610. — Ss. Cleonico, Stratonico, 
e compagni, da Leiitini, martiri. — S. Giu- 
liano e compagni, onorati a Lodi (sec. III-IV). 
— S. Cristina, verg. e mart. Professando fin 
dalla fanciulle/.za la religione cristiana, fu 
maltrattata dal padre idolatra. Tradotta da- 
vanti ai giudici fu sottoposta a crudi tor- 
menti, che sarebbero incredibili, se la storia 
non fosse là a testimoniarli. Morì nel 30n. È 
onorata specialmente a Palermo, dove fu tra- 
sportato il suo corpo. 



25 Sabato 1 ^' Cristoforo, martire 



207-160 



della Licia, regione del- 

^^ l'Asia Minore, verso l'a. 

250: è patrono della città di Gallarate (Mi- 
lano). — S. Giacomo il maggiore, apostolo 
e fratello di. Giovanni, figlio di Zebedeo (se- 
colo I). — A Mezzojuso (Corleoue), patronale 
del SS. Crocifisso. 

Memorandum. — Festa nazionale della Ba- 
viera. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Rgli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



— 122 — 
I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

LUGLIO 

La villeggiatura — Al mare o ai monti? — Funzione sanatrice delle piante 
Il gelato e le fragole — La distruzione delle formiche e delle mosche. 



Siamo finalmente giunti al mese tipico 
lìella villeggiatura. Tutti coloro i quali hiiuno 
trascorso l'intero anno nell'ambiente mal- 
sano d'una grande città, lavorando quotidia- 
namente, e anche peggio esaurendosi negli 
svaghi snervanti della vita mondana, provano 
oggi il bisogno di ritemprarsi all'aria pura 
dei monti o del mare. Non v'ò famiglia ari- 
stocratica che non abbia già un villino pronto 
ad accoglierla, non v' è misero impiegato che 
non si conceda il lusso d'un mese o due di 
«luiete in un modesto quartieri no ammobi- 
liato in riva al mare o alle falde dei monti. 
Si andrà più o meno lontano, si sarà cii'con- 
dati da maggiori o minori agi, ma si starà 
a debita distanza dai grandi centx'i, dove quasi 
manca il respiro. 

La villeggiatura è un'abitudine come un'al- 
tra, e dal luglio al settembre restare in città 
ò un vero mortorio. È un bene o un male 
contrarre simile abitudine? Potrà essere, in 
molti casi, un male.. . economico, ma è sem- 
pre un bene fisico. Anche le donnine, dirò 
così, snob, che inducono i mariti ad affron- 
tare il sacrificio d'una spesa superiore alle 
proprie forze per non apparire da meno di 
fronte alle loro amiche, in fondo, se ne av- 
vantaggiano. Dalle persone di robusta costitu- 
zione si soffrirebbe un poco a reagire contro 
simile uso, ma a poco a poco esse si adatte- 
rebbero senza gravi conseguenze alla conti- 
nua vita cittadina; dalle persone deboli in- 
vece, si soffrirebbe molto, e l'organismo non 
ritemprato diventerebbe ancora meno resi- 
stente a sopportare, al caso, una malattia. 
La vita di campagna è una vera medicina; 
si dorme molto, anche dormendo poco, per- 
chè il sonno è tranquillo, riparatore vero 
delie forze; si mangia con maggiore appe- 
tito, si fa più moto, e più igienico; si riposa, 
insomma, la mente col corpo, si accumula 
energia nervosa per ricominciare la solita 
vita attiva. 



La villeggiatura, dunque, io la consiglio 
a tutti, la consiglio in modo speciale alle 
persone deboli, ai bambini. Ma qui mi si 
l)resenta la questione; Al mare o ai monti? 
Non si può stabilire una regola comune: di- 
j)ende dalla natura degli individui. Vi darò 
solo qualche base generale, che vi pei-met- 
terà di decidervi senza paura di commettere 
una sciocchezza. I bambini, dunque, il cui 
sviluppo procedo lento, i bambini linfatici, e 
tutti gli adulti il cui sistema nervoso è de- 
presso, le cui funzioni organiche sono intor- 
pidite per malattie, per fatiche, per dolori od 
emozioni, vadano, senza pensarci due volte, al 
mare. Al contrario, 1 bambini a i*ai)ido svilup- 
po, dal sistema nervoso eccitabile, le donne 
nervose e gli uomini che loro somiglino, si 
rechino ai monti. Ma sarà bene che si pre- 
scelga un'altezza inedia, per non correre il 
rischio di eccitarsi di più. .\ mille metri, per 



esempio, l'aria è pura e tonica, ma non ec- 
cita. In certi casi speciali io consiglio di con- 
tentarsi anche di quattro o cinquecento me- 
tri, o addirittura della semplice campagna 
in nianura. 



Interniamoci ancora nell'argom^ento e par- 
liamo di piante. Non della beller:za dei loro 
colori, però, e nemmeno dell' effluvio che 
spargono per l'aria. Vediamo invece, quale 
utile ufficio esse abbiano sulla salute umana. 
Il prof. Ingram osserva che le piante iti gene- 
rale e gli alberi in modo speciale assorbono 
l'umidità del suolo, che, in caso diverso, si 
farebbe spesso sentire sotto torma di mici- 
diali esalazioni. La vita vegetale sviluppa del- 
l' ossigeno e libera l'aria dei principii di cor- 
ruzione, dimodoché la moltiplicazione degli 
alberi, arbusti e piante erbacee, aumenta le 
qualità vivificatrici dell'aria, purificandola. È 
naturale che l' efficacia non sia la stessa 
in tutti gli alberi. Bisogna dunque sapersi 
regolare, se si desidera ottenere con una 
piantagione di alberi, un beneficio dall'aria. 

Gli alberi a larghe foglie vellutate non 
sono adatti per città: le particelle di carbonio 
che volano nell'aria si attaccano alle foglie 
rugose e le distruggono completamente. I 
pini e gli abeti vogliono un'aria purissima. 
Il tiglio, il platano, l'acero, l'olmo ed il ca- 
stagno sono nel numero delle specie che pro- 
sperano nelle città. In ogni modo, i terreni 
bassi e palustri guadagnano molto allorché 
vengono asciugati con coltivazioni arboree. 
Per creare ricche vegetazioni nessun sacri- 
ficio è grave. Il prof. Ingram sostiene anche 
l'idèa che piantando alberi intorno a certi 
pozzi, l'acqua potrebbe venir garantita contx'o 
le infiltrazioni infette. 

Ma non solo per la funzione che esei'ci- 
tano sul terreno le piante giovano alla no- 
stra salute: v'è un infinito numero di erbe 
che rappresentano efficaci medicamenti. Oltre 
alla foglia di Cassis di cui demmo notizia in 
una precedente rubrica, vi è la foglia dei 
geranii d'ogni specie. Essa presenta il van- 
taggio di guarire prontamente 1 tagli, le la- 
cerazioni e le altre piaghe di simil genere. Si 
prende una foglia, si schiaccia un poco sopra 
una pezzuola di lino e poi si applica sul punto 
malato. 

Sarebbe ottimo consiglio quello di colti- 
vare in casa le erbe più adatte in vario con- 
tingenze dolorose della vita. 



Mai come in questo mese le nostre fauci 
arse desiderano rinfrescarsi con una bibita 
diaccia: e il gelato trionfa. Cade opportuno 
raccontarvene l'origine. 

Per gli Ebrei, gli Egizi, i Persiani e gl'In- 
diani fu una necessità far uso di bevande 
fresche, che, ud onor del veio, erano molto 



— I2;i 



ftl iiiM>iu> ui <im-ii'- li i'„ •'. i.i- iMi.iti» ghiac- 
ciate ron$isteva<)o tu liquidi che si facevano 
gelare in vrt<;t oircoadati di neve; inn i sor- 
bi': Ulte erano ignoti ai popoli orion- 
ta o verso la meta del secolo XVII 
il :!ani perfezionarono il modo di 
fare i ^olati. Nel 1660 Procopio Coltelli andò 
a Parigi, si stabiVi dirimpetto alla Commedia 
Francese e cominciò a servire gelati di ogni 
qualità. L'uso si sparse subito in provin- 
cia e 1 limonai fecero affiggere sulla loro 
porta: lei on phiee, per attirare così i consu- 
matori. La Corte ed 1 riechi non rimasero 
indifferenti dinanzi a quest.i scoperta gastro- 
nomica, e il celebre Vatel inventò dei trionfi 
di gelati che servi alla tavola del vincitore 
Rocroi. Ciò avvenne il giorno in cui Condó 
riceveva Luigi XIV nella sua magnifica di- 
mora di Chantilly. La sontuosa cena si faceva 
a venticinque tavole, e alla fine, sopra una 
elegante coppa di vermeil, si servì un ovo 
grosso in varii colori. La meraviglia fu gene- 
rale: tutti si domandavano come figurasse 
un ovo al desitert, ma si assaggiò, e quel 
sorbetto compatto come il marmo, fece fu- 
■ le. Vatel ottenne delle lodi per il delizioso 
■rbetto. 

Ma il gelato, che tuttora costituisce la de- 
lizia del genere umano, va preso, come ogni 
rinfresco, con cautela. Sta bene subito dopo 
il pranzo e sta bene anche a digestione com- 
piuta, dopo cioè almeno quattro ore dacché 
ci siamo alzati da tavola. Al contrario sarebbe 
un madornale errore sorbirlo durante la fa- 
tica della digestione. Come risultato otter- 
remo un arresto della medesima, le cui con- 
seguenze non tarderebbero a manifestarsi e 
a perdurare per parecchi giorni. 

Ciò stabilito, consiglio alle persone che 
soffrono di gotta il gelato di fragola. Non vi 
sembri strana questa uscita: se preferiscono 
di mangiar le fragole senza gelo faranno me- 
glio. La ragione sta qua: le fragole conten- 
gono, in alta dose, acido salicilico. Ciò è stato 
scoperto in seguito alle indagini di alcuni 
scienziati mossi a curiosità dal fatto che quel 
frutto squisito ad alcune persone cagionava 
inesplicabili disturbi, come l'orticaia. I due 
chimici francesi Portes e Desmoulières por- 
tano, dunque, una rivoluzione nella terapeu- 
tica medica: le fragole finora proibite a co- 
loro che soffroiio di reumatismi e di gotta 
sono quello che ci vuole appunto per essi. 
M.ingiandone molte, prenderanno acido sali- 
cilico nella forma più inoffensiva, senza pe- 
ricolo di rovinarsi lo stomaco. 



Siamo in una stagione che favorisce lo 
sviluppo d'ogni genere d'insetti. Formiche, 
vespe, mosche, vanno attorno con gioia petu- 
lante; è una cuccagna I Come liberarcene? 

Per le formiche non giova l'acqua bol- 
lente che uccide solo gl'insetti i quali veu- 
gono colpiti direttamente e non gli altri. 
L'acido cloridrico e l'ammoniaca sono pure 
di scarso risultato. 

11 dottor Malinjac, dopo avere sperimen- 



muiii per dtstrng,'ore le formiche, ha fatto 
una serio di esperienze per determinare il 
miglior mezzo per sbarazzarsene. 

Egli ha preso dei tubi di vetro di 20 cm. 
di altezza e di 2 cm. di diametro, li ha riem- 
piti a metà altezza di terra contenente delle 
formiche, poi ha umidito la terra con alcune 
goccle di soluzioni diverse, evit:indo qualun- 
<iue eccesso che avrebbe soppresso le for- 
miche annegandole. 

Le soluzioni studiate fui-ono le seguenti: 

1. Acido fenico al 5 "'y; 2. Acido fenico al- 
l'I %; 3. Sublimato corrosivo all'I °'„: 4. Clo- 
ruro di zinco all'I Vzy, 5. Olio naturale di 
litantrace, un ventesimo. 

Con le soluzioni 1, 2, 3, 4 si ottiene la 
morte di tutte le formiche del tubo in dieci, 
quindici e trent;i minuti. Con l'ultima l'ef- 
fetto è istantaneo. In seguito a queste risul- 
tanze, nei dintorni di Setif si sono fatti degli 
esperimenti sui nidi di formiche che in quei 
luoghi sono numerosissimi. 

Qualunque sia la soluzione adottata, il ri- 
sultato iniziale era sempre lo stesso: dal for- 
micaio innaffiato, le formiche piene di spa- 
vento (emozione ben giustificata) uscivano in 
folla e scappavano via di corsa, poiché in soli 
cinque minuti, una formica fa abbastanza 
cammino per sottrarsi all'emanazione funesta 
dell'acido fenico. Non vi fu che una eccezione, 
e questa fu per la soluzione N. 5, cioè quella 
dell'olio naturale di litantrace. Con quest.» 
prodotto l'asfissia delle formiche è talmente 
rapida, che la maggior parte degli abi!:anti 
del nido non hanno tempo di sfuggire, in 
nessuna maniera, alla sua azione. 

Due minuti dopo l'inaflìamento con tale 
olio, si può scoprire un nido e non vi si 
scorge più essere vivente. Alla fine di quattro 
giorni le formiche non tornano ancora a vi- 
sitare le rovine delle loro città distrutte, men- 
tre che con gli altri procedimenti esse rien- 
trano alla loro dimora in capo a pochi minuti. 
È dunque assodato che l'azione dell'olio di 
litantrace distrugge radicalmente i nidi delle 
formiche ed allontana questi insetti. 

Allorquando si vuole sbarazzarsi dalle for- 
miche che infestano un armadio o una cre- 
denza, è sufficiente collocarvi per 24 ore un 
piatto contenente dell'olio di litantrace: si 
può aggiungervi una decozione concentrata 
di legno di panama. Questo rimedio efficace 
costa un prezzo minimo, da 20 a 30 centesimi 
il kg., ossia tra un centesimo e un quarto di 
centesimo al litro. A questo prezzo chi non 
vorrebbe difendersi dalle formiche? 

Contro le mosche basterà tenere nella 
stanza un ramo di ricino, pianticella graziosa 
che quegli insetti non possono soffrire. Ma 
se si volesse un rimedio più energico, si ri- 
corra alla lucillna, petrolio non purificato, che, 
l'anno scor-so, venne riconosciuto in un con- 
corso " ad hoc, „ indetto da una nota rivista 
francese, come il rimedio migliore per ucci- 
dere anche le larve del noioso insetto. Si ado- 
pera gettandola nei cessi e in tutti quei luo- 
ghi ove le mosche possono ritrovarsi nella 
loro forma embrionale. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



124 — 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 



AQOSTO 



1 (1887). — Al passo del Forcel Eosso, 
nel gruppo dell'Adamello, mentre una com- 
pagnia d'alpini sfila lungo la gola, il tenente 
Togni scivola precipitando in fondo al nevaio. 
Il soldato Basilico, che lo precede, gli si getta 
contro per fermarlo, ed egli pure è travolto: 
ma le sue grida danno l'allarme a quelli già 
arrivati in basso che, fatta catena, fermano 
incolumi il tenente ed il valoroso soldato. 

a (1878). — A San Lupo (Basilicata) il ca- 
rabiniere Vincenzo Tommasi affronta solo 
quattro mallattori, e quantunque ferito ne 
arresta uno, mentre gli altri tre si danno 
alla fuga. 

3 (1864). — Il sergente Volonterio del 
5» granatieri, con un distaccamento di pochi 
uomini, perlustrando la linea del Tufo, in- 
contrata una banda di briganti 11 saluta con 
un vigoroso fuoco, poi attacca la banda alla 
bajonetta e la mette in fuga. 

4 (1848). — Sotto le mura di Milano, ca- 
dono valorosamente combattendo il capitano 
d'artiglieria Felice Avogadro di Valdengo, di 
Biella; Carlo Felice Gazzelli torinese, tenente 
nella brigata guardie; Stefano Molinati sot- 
totenente dell'Ilo fanteria; e Tommaso Ca- 
stelli Diana, d'Ozieri, capitano nello stesso 
reggimento: a porta Vigentina si segnala, re- 
spingendo il nemico, il capitano d'artiglieria 
conte Genova Thaon di Revel, oggi collare 
dell'Annunziata. 

5 (1848). — Il sergente de' bersaglieri 
Orengo, ricoverato due giorni prima per ma- 
lattia all'ospedale di Milano, saputo che re 
Carlo Alberto corre pericolo di essere assa- 
lito nel palazzo Greppi dalla folla eccitata, si 
veste, corre facendosi largo fra la folla fino 
al palazzo, e salito sopra un colonnino vicino 
al portone, si difende da alcuni forsennati 
ohe lo assalivano gridando sempre: — Am- 
mazzatemi pure, ma viva il Re — fin quando 
non riesce ad entrare, ed unirsi a quanti sono 
Intorno al Re per difenderlo. 

O (1864). - 11 tenente della G. N. di Bella 
(Potenza), Eustachio Sansone, respinge con 6 
militi il capo banda Totaro con 15 briganti, 
e dopo tre ore di fuoco li mette in fuga, me- 
ritando un solenne encomio del gen. Palla- 
vicini. 

y (1848). — Il generale Welden, avendo 
investita Bologna da più parti con un corpo di 
truppe austriache, incomincia a porta San Fe- 
lice una fiera mischia, durante la quale il po- 
polano Paolo Mela, quantunque bersagliato 
di colpi, riesce a chiudere detta porta, pre- 
ludendo all'epica lotta del giorno seguente, 
nel quale gli Austriaci furono oaoclati dalla 
città. 

8 (1888). — Il capitano Cornacchia, man- 
dato a sorprendere nel suo campo il traditore 



Debeb, lo as.'5ale a Saganeiti con 400 ascari 
e 300 uomini della banda di Adam Aga. Il 
Cornacchia, col tenente Poli, sono uccisi in 
un fortino da essi occupato; il tenente Vi- 
gano nel villaggio di Saganeiti; i tenenti Brero 
e Virgini tentando un contrattacco durante 
la ritirata. 

9 (1812). — I fratelli Giovio, di Como, 
Benedetto tenente nei ciicciatori a cavallo 
italiani, e Paolo nel 9° reggimento di fanteria 
francese, sono particolai-mente encomiati dal 
viceré Eugenio per la loro condotta a Vi- 
liz, in Russia: il primo è promosso capitano 
sul campo, il secondo decorato della legion 
d'onore. 

10 (1849). — Il colonnello Alessandro 
Monti, con la legione italiana andata a com- 
battere per r indipendenza dell' Ungheria, 
marciando verso Arad ode il rombo del can- 
none, e presago del pericolo riconduce la le- 
gione verso Temesvar. Essa arriva a tempo 
a riprendere agli Austriaci mezza batteria di 
cannoni, e combattendo fino a nette avanzata, 
protegge la ritirata degli Ungheresi verso il 
confine turco. 

11 (1812). — A Majahonda, in Spagna, 11 
generale Schiazzetti, con i dragoni Napoleone 
ed altra cavalleria italiana, carica la cavalleria 
inglese e portoghese dell' avanguai-dia del 
duca di Wellington, e la mette in fuga fa- 
cendole molti prigionieri. 

13 (1861). — Il cav. Pietro Eleonoro Ne- 
gri, già decorato della medaglia d' oro al va- 
lore per il combattimento del Garigliano, con 
un battaglione del 61" fanteria dà l'assalto a 
Pietralcina, dove sono trincerati numerosi 
briganti ed è nominato uffiziale dell'ordine 
militare di Savoja. Si distinguono particolar- 
mente anche i tenenti Roisecco e Borgognini, 
i sergenti Taflfarolo e Mighelli, ed il soldato 
Vanini. 

13 (1872). — Nei boschi di Atessa, il ca- 
rabiniere Verdelli, sorpresi alcuni briganti, 
si mette alle calcagna d'uno di loro, lo rag- 
giunge e lo afferra, rotolando ambedue stret- 
tamente avvinghiati, finche, dopo avere sviato 
un colpo di rivoltella sparatogli a bruciapelo, 
lo uccide ferendolo nella testa. 

14 (1810). — L'ufficiale della marina ita- 
liana Dinelli, comandante la Teli, scortando 
un convoglio nelle acque di Arbe (Dalmazia) 
assalito da un brick corsale con 16 cannoni 
e 100 uomini di equipaggio, se ne impadro- 
nisce e libera due prede. 

15 (1848). — Una colonna austriaca at- 
tacca i volontari di Garibaldi a Luino, dove 
egli era anunalato all'albergo della Beccac- 
cia. Annunziato l'avanzarsi del nemico, Gia- 
como Medici si apposta sulla sinistra della 
strada; Garibaldi, montato a cavallo lascia 
avvicinare gli Austriaci e li carica alla bajo- 

{fiontimta a ^ag. 130), 



- 125 - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




15. - PAOLO CALIARI, detto PAOLO VERONESE 
(Verona 1528-1588} 

Nelle sue grandi tele ritrasse il lusso e lo splendore di Venezia. Notissime le sue Cene. 
Si ricordano specialmente di lui le Nozze di Cana, il Convito nella casa del Levita e gli stu- 
pendi affreschi nella villa Barbaro presso Maser. 



LUGLIO- AGOSTO 1908 - 126 - 



(31» Settimana) 



26 Domenica! s. Anna. 

208-159 Sposa di S. Gioachi- 

. — — _ j,^ g madre avventurata 

di Maria SS. A Napoli festa di precetto. — 
S. Germano, vesc. di Auxeri-e (4J8). 

Memorandum. — A Firenze, anniversario 
della cacciata del Duca d'Atene (1343). Al- 
l'antico tempio di Or San Michele sventolano 
le bandiere delie corporazioni d'arti della 
Repubblica fiorentina. — Fiera di Sant'Anna 
a Bovalino (prov. di Keggio Calabria): dura 
tre giorni. — Festa di Sant'Anna (dura tre 
giorni) a Castelbuono (Palermo) dove si con- 
serva il cranio della Santa patrona. — In Aci- 
reale, festa della patrona Santa Venera. — In 
molte parti d'Italia si crede che se piove il 
giorno di Sant'Anna, pioverà un mese e una 
settimana. 



27 Lunedì 

209-158 



S. Giuliano, vesc, mart. 

S. Aurelio, martire 
' a Cordova nella perse- 
fuzione de'Mori, l'a. 8.52. — Ss. Pantaleone, o 
Pantaleo, medico, ed Ermolao, martiri l'a. 303. 
Pantaleo era medico alla corte di Galerio 
Massimiano, ed aveva da giovinetto abbrac- 
ciato il cristianesimo, ma in mezzo alle sedu- 
zioni ed al triste esempio di tante sozzure 
che vi si commettevano, rinnegò la fede. S. Er- 
molao gli parlò e Vo ricondusse a Cristo. — 
Festa patronale della diocesi di Crema. 

IVIemorandum. — Oggi pagamento degli sti- 
pendi agli impiegati governativi. 



28 Martedì 

SlO-157 . 



Ss. Nazaro e Celso, mart. 

per la fede. Nazaro era 
' figlio di un pagano che 
occupava un posto elevato nell'impero. Fu 
urrestato a Milano col giovane Celso che lo 
accompagnava, e vennero condannati alla 
morte verso l'anno 68. Sono festeggiati a Mi- 
lano. - S. Innocenzo I, papa dal 401 al 417. — 
S. Vittore I, pp. dal 181» al 1!)9. 

Memorandum. — Q L. N. a ore 8,17"». — 
Fiera ad Assisi: dura quattro giorni. — An- 
niversario della morte del Re Carlo Alberto 
(1849). Messa funebre solenne nel Duomo di 
Torino per cura del Ministro dell' Interno. 
— Oggi (15 luglio nel Calendario russo) si 
apre la famosa fiera di San Macario a Nijni- 
Novgorod. Si chiude il 7 settembre (25 ago- 
sto). — Festa nazionale del Perù (Anniversa- 
rio del giuramento dell'Indipendenza, 1821). 



29 Mercoledì 

311-156 



S. Marta. 

Della famiglia di Laz- 
zaro (vedi 22 luglio). Se- 
condo le più probabili tradizioni mori l'a. 84. 
— S. Faustino, festeggiato a Todi (sec. III-IV). 
Memorandum. — Anniversario della morte 
del re Umberto I, ucciso a Monza 11 1900. La 
commemorazione ufficiale è fatta il 14 marzo. 



30 Giovedì ! S. Alessio, pellegrino. 

S12-155 I Appartenente ad agia- 

^ . j^ famiglia romana, si 

senti ispirato a lasciare il mondo per darsi a 

\itn yeniteiit'^. Ritornato, p non riconosciuto 



dalla famiglia, rimase per parecclii anni in un 
sottoscala della casa, vivendo di carità. Morì 
verso l'a. 416. — S. Rufino, martire, onorato 
ad Assisi. — S. Terenzio, diacono, protettore 
di Faenza. 



31 Venerdì 

S13-154 



S. Ignazio da Loyola. 

Fondatoredella Com- 
)agnia di Gesù. Soldato 
nella sua gioventù, condusse una vita dissi- 
pata. Nel 1521 all'a.ssedio di Pamplona una 
palla da cannone gli ruppe la gamba destra 
e feri la sinistra. Durante la malattia, un 
giorno chiese un libro da leggere, gli si diede 
la vita di Cristo, e da qui principia la sua 
vita di penitenza. Mori il 31 luglio del 1556. 
— S. Giovanni Colombini, fondatore de'Ge- 
suati, morto l'a. 1367. 

Memorandum. — Festa al Santuario di 
Sant'Ignazio, pre.sso Lanzo Torinese. — Fiera 
a Salsomaggiore (prov. di Parma). — Chiu- 
sura dell'anno scolastico nelle Università. — 
Nella provincia di Palermo cessa il permesso 
della caccia alle quaglie e agli altri volatili 
di transito. — Ultimo termine per iscriversi 
nelle liste dei giurati presso l'uificio comu- 
nale, sotto pena di una multa di L. 50. — 
Scade il termine utile per le dichiarazioni dei 
nuovi redditi, delle variazioni e della cssa- 
zione dei redditi già accertati, agli effetti del- 
l'applicazione dell'imposta sulla Ricchezza 
Mobile* Non facendo le dichiarazioni in tempo 
utile, si può chiedere la rettificazione dei red- 
diti anche durante tutto il mese di agosto, ma 
in tal caso non si può ridurre la soprattassa 
che della metà. — Scade il termine per la pre- 
sentazione dei titoli nei concorsi ai posti va- 
canti di insegnante nelle scuole elementari 
del Regno. 



1 Sabato 

214-153 



S. Pellegrino, eremita. 

Morì a mezzo il se- 
colo IV, - S. Pietro in 
vinculis. 

Memorandum. — Ferragosto (da Feriag Au- 
f/Hsli), per antichissima usanza in molti luoghi 
d'Italia giorno di maiicie (che In qualche paese 
si danno invece per la Madonna di Feriagosto, 
cioè per l'Assunta, che ricorre il 15 del mese). 
— Da oggi agli 8 del mese sono esposte al pub- 
blico a Roma nella chiesa di S. Pietro in Vin- 
coli le catene di S. Pietro. — Festa titolare in 
Lanzo di Piemonte. — Oggi si apre la caccia 
nelle Provincie di Ancona, Ascoli Piceno, Be- 
nevento, Bergamo, Bologna, Brescia (alle sole 
quaglie con fucile e con quagliere), Catan- 
zaro, Cremona, Girgenti, Milcerata, Modena, 
Parma (solo alle quaglie e tortore). Piacenza, 
Porto Maurizio (soltanto agli orioli), Potenza, 
Reggio Emilia, Siracusa, Venezia (solo ai bec- 
caccini, alle quaglie e alle tortore, con fucile e 
quagliere), Vicenza. Nellaprov. di Sassari cessa 
il permesso di caccia coi segugi alle volpi. — 
Estraz. Prest. a premi della Croce Rossa Ita- 
liana. — Estraz. arnmort. Prest. Città di Li- 
vorno 1871-74. — Estraz. pel rimborso delle 
Ohbligaz. della Società degli Alti Forni e Ac- 
ciaierie di Terni. - Scadenza Cuponi del Pre- 
stito apremie frutt. della citta di Napoli (1871), 



AGOSTO 1908 



(32» Settimana) 



noilicnica ' S. Alfonso de' LIguorl. 



215-153 



' Vosoovo di S, .\ì:.\- 
- ta de" Goti (Benevento). 
dottoro della Chiesa latina, nato l'anno ICDO, 
morto nel 1787. — S. Massimo, vescovo di Pa- 
dova, verso fili anni ISS-lOfi. — S. Maria degli 
Angeli (Assisi). — S. Sereno, vescovo di Mai si- 
jrlia dal :»9ò al COI circa, venerato a Blandrale. 

— S. Stefano I, papa dal 254 al 257 martire. 

Memorandum. — Pello-rinagsio all'insigne 
Santuario della Porzluncnla, o di Santa Maria 
degli Angeli, per ì\ perdono di Assisi. — Fiera 
detta di San Donato in Controne (Salerno). 

— A Milano oggi ricorre, come dicono, la fest.T 
dei.... minchioni: ciò che dà pretesto a scherzi 
sboccati e a canzonature, .\vviso a chi toccai 



3 Lunedi 

316-151 



S. Aspreno. 

Vescovo di Napoli, 
morto l'a. 89. - 11 ri- 



trovamento delle reliquie di S. Stefano pro- 
tom., avveimto sotto Teodosio li. — S. Gre- 
gorio, abate di Nonantola (Modena), morto 
nel 933. — S. Pietro, vescovo di Auagni dal 
1062 al 1105. 



4 Martedì 

317-150 



S. Domenico di Guzman. 

Spagnuolo, fondatore 
dell'ordine de' Predica- 



tori, detti dal nome di lui anche Domenicani. 
Eletto superiore nulla cangiò della vita di 
austerità, non usando altro letto che un irto 
saccone di bronchi, sul quale mori a Bologna 
il 6 agosto del 1221. — S. Agabio, vescovo di 
Verona. — S. Perpetua, vedova romana, di- 
scepola di S. Paolo. 



5 Mercoledì | *■*"* ss. delia Neve. 

218-14:9 i Festa in memoria 

della dedicazione della 

basilica di S. Maria Maggiore a Roma. — S. Pa- 
ride, vescovo di Teano (Terra di Lavoro), dal 
333 circa al 346. — S. Virginia, verg. e mart. 

— Festa patronale di S. Emidio ad Ascoli 
Piceno. 

Memorandum. — Q P. Q. a ore 10,40™. — 
A Roma solenni funzioni nella basilica di 
Santa Maria Maggiore; durante l' ufficio, dal- 
l'alto della chiesa si gettano dei bianchi fiori. 

— La festa della Madonna della Neve è ce- 
lebrata con grande solennità e concorso di po- 
polo sulla vetta del Rocciamelone, al nord di 
Susa (m. 3537». — Fiera a Vasto (Abruzzo): 
dura sei giorni. — Fiera a Matera : dura sei 
giorni. — Pagamento delle pensioni governa- 
tive di prima categoria (non oltre le 500 lire 
annue). — Ultimo giorno utile per la presen- 
tazione delle domande di ammissione alla 
Scuola militare di Modena e all'Accademia mi- 
litare di Torino. Le ammissioni erano aperte 
dal 1" luglio. 



(> Ci io vedi I Trasfigurazione di G.C. 
319-148 I Ss. si^to II piipft 

compagni, mart. sotto 

Valeriano e Gallieno, sul principio dell'ot- 
tava persecuzione, l'anno 258. — S. Ormisda, 
papa dal 514 al 52.3. 

Memorandum. — Comincia oggi d'ordinario 
per le Scuole elementari del Regno il periodi» 
degli esami di ammissione, di promozione, di 
proscioglimento e di licenza. — Festa nazio- 
nale della Bolivia (Anniversario della procla- 
mazione dell'indipendenza, lS25t. 



7 Venerdì 

320-147 



S. Gaetano da Thiene. 

Nacque in Vicenza 



nel 1480 da illustri na- 
tali, e grande fu il profitto che fece nelle 
scienze sacre. Abbracciato lo stato ecclesia- 
stico, andò a Roma, ma rifintò i posti della 
prelatura e ritornato alla sua Vicenza attese a 
santificare se stesso e gli altri. Unitamente al- 
l'arcivescovo di Teate (Chieti), a Paolo deGhi- 
slieri ed a Bonifacio del Colle, fondò l'ordine 
dei Teatini, avente per scopo di dare un mo- 
dello ai chierici e l'esempio di una perfetta 
povertà, di ristabilire la maestà delle ceri- 
monie, di visitare gl'infermi e di accompa- 
gnare i malfattori al supplizio. Morì nel 1547. 
Festa e fiera a Thiene. — S. Donato, vescovo 
d'Arezzo dall'anno 349 al 302, martire. — 
Ss. Pietro e Giuliano, martiri a Roma, circa 
gli anni 254-260. — Ss. Carpoforo e compagni. 
— S. Donato, diacono, protettore d'Imola (Bo- 
logna), vissuto verso «li anni 446-483. — .\d 
Arezzo, Mondovì e Pinerolo feste patronali. 

Memorandum. — Oggi cominciiino in tutta 
Italia, le ferie annuali del Fòro giudiziario. 



8 Sabato ! ss. Ciriaco e comp. 

221-146 i Martiri sotto Diocle- 

ziano verso la fine del 

sec, IIL — S. Famiano, conf., morto l'a. llóo, 
patrono di Gallese. — 8. Arturo, martire. — 
S. Emiliano, vesc. nell'Ellesponto. — S. Ma- 



rino il vecchio, 
vero di Vienn; 



martire in CiUeia. — S. Se- 
sacerdote. 



Memorandum. — Anniversario della cac- 
ciata degli Austriaci da Bologna (1848). La 
città è imbandierata. — Commemorazione 
della morte di Benedetto Cairoli(1889) a Grop- 
pello Cairoli. — Nella provincia di Firenze si 
apre la caccia agli uccelli estatini. 



L'Olio Sa3S0 Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute dells danne, 
il rimadio ddlie malattie deali organi digarenti. 



AGOSTO 1908 



— 128 — 



(33» Settimana) 



9 Domenica 1 Ss. Fermo e Rustico, 

322-145 '"*'^'" 

a Verona (sec. III). — 

Festa patronale a S. Fermo (Brianza). — Fe- 
ste patronali a Cuneo ed a Cirié. 

Memorandum. — Da oggi all' 11 grande 
pioggia di stelle cadenti, detta comunemente 
delle lacrime di San Lorenzo, e dagli astro- 
nomi sciame delle Perseidi. 



10 Lunedi 

333-144 



B. Amadeo, monaco 

fondatore a Milano del- 
-'la congregazione degli 
Amadelsti, mori l'a. 1582. — S. Lorenzo, dia- 
cono, martire, verso il 258. 

Memorandum. — Apertura della sessione 
ordinaria dei consigli provinciali. — In Udine 
fiera importantissima di San Lorenzo. Dura 
tre giorni, mai festeggiamenti si protraggono 
per tutto il mese. Rinomata per i cavalli che 
vi son portati dalla Croazia. — Apertura della 
caccia nelle province di Belluno, Genova (ai 
soli rigogoli, a posto fisso), Perugia, Roma (alle 
sole lepri), Rovigo, Treviso. — Scade la quarta 
rata bimestrale delle imposte dirette erariali 
e sovrimposte comunali e provinciali. Non pa- 
gando entro gli otto giorni successivi alla sca- 
denza, il contribuente incorre nella multa 
del 4 %. — Oggi sulle spiagge marittime della 
Romagna costuma fare l' ultimo bagno di 
mare. — Oggi in Lecce e in altri luoghi delle 
Puglie terminano le annate locative e si fanno 
i traslochi. — Oggi in molte località del Pie- 
monte si pagano i fitti dei terreni. — In To- 
scana oggi si dice: " Sant'Antonio gran fred- 
dura, San Lorenzo gran caldura, l'una e l'altra 
poco dura: , ma è proverbio comune a tutti 
ì dialetti d'Italia. — Festa nazionale della re- 
pubblica dell'Equatore (proclamazione del- 
l'indipendenza). 



11 Martedì 

224-143 



S. Tiburzio, martire. 

Appartenente a fa- 
miglia patrizia di Roma. 
Fu decapitato verso la fine del secolo III. 

Memorandum. — Fiera a Piacenza, da oggi 
al 15 agosto. — Nella provincia di Cuneo si 
apre la caccia, ma nelle sole zone di pianura. 



12 Mercoledì 

225-142 



S. Cliiarà, vergine. 

Nacque verso il 1275 
r'ad Assisi, istituì il pri- 
mo monastero delie Clarisse, e morì l'a. 1253. 
— S. Cassiano, vescovo di Benevento verso gli 
anni 340-344. 

Memorandum. — (9) L, P. a ore 5,59». — A 
Siena flora detta dell'Assunta. Dura due gior- 
ni. — Pagamento delle pensioni governative 
di terza categoria (superiori a L. 2000 annue). 



13 Giovedì S. Ippolito, martire 

226-141 sotto Valeriano, circa 
l'a.258.SagraaCasl.>tto 



(Piano d'Erba), dove si conserva hi salma. — 
S. Simpliciano, vose, di Milano dal 397 al 400, 
successo a S. Ambrogio. — S. Radegonda, re- 
gina di Francia. 

Memorandum. — A Perugia fiera di Mon- 
teluce. Dura otto giorui. 



14 Venerdì 

227-140 



S. Eusebio, prete, mart. 

Carcerato dall'impe- 
ratore Costanzo, con- 
sunto dai malanni, dopo sette mesi morì, 
l'a. 347. - S. Alfredo, mart. 

Memorandum. — Fiera ad Altamura (Bari): 
dura 8 giorni. — Grande festa della tirata 
del velo in onore della Madonna dei seffe veli 
di Trapani. Le feste durano dal 13 al 16: la 
sera del 15 ha luogo una famosa illumina- 
zione. — Pellegrinaggio notturno a Bisacquino 
(colonia albanese di Sicilia) al Santuario della 
Madonna del Balzo sul monte Triana. — Si 
apre la caccia nella provincia di Palermo. In 
quella di Sassari limitatamente ai caprioli, 
daini, cervi e mufloni. 



15 Sabato 1 Assunz. di di Maria Verg. 

228-139 È pia ed universale 

tradizione fra i cristiani, 
fin dai tempi più remoti, che dopo il suo 
transito, Maria SS. fosse trasportata dagli An- 
geli in cielo. — S. Tarsicio, ancor giovinetto, 
nel terrore della persecuzione indetta dal- 
l'imperatore Valeriano, mentre trasportava 
la SS. Eucarestia ai i)rigionieri cristiani, venne 
scoperto ed ucciso a furia dai pagani, Va. 257. 

— S. Arduino, sacerdote, morto l'a. 1009, fe- 
steggiato a Rimini. 

Memorandum. — Festa civile legale. In qual- 
che luogo considerano oggi come il Ferrago- 
sto (vedi lo agosto). — Natale di Civitavecchia 
(ossia anniversario della riedificazione della 
città, che era stata distrutta dai Saraceni 
neir889). — Festa alla Madonna di Forno 
(Valli di Lanzo, a m. 1340 di altezza). - Pelle- 
grinaggio alla Madonna di Caravaggio. — Fe- 
sta di Sant'Agape a Chiari. — A Sassari tra- 
dizionale processione dei Candelieri. — A Mes- 
sina grandi feste col giro del tradizionale 
Camello e della Bara. — Grande fiera di be- 
stiame a Cantù in Brianza: dura 4 giorni. — 

— Festa a Piacenza, col tradizionale Placchi- 
none pirotecnico. — Gran fiera a Cesena che 
dura sino alla fine del mese. — Comincia la 
fiera di Fermo che ha termine il 5 settem- 
bre successivo. — Fiera a Cosenza. — Festa 
patronale della Vergine Achirotipa, protet- 
trice di Rossano Calabro. — Fiera a Strongoli 
(provincia di Catanzaro). — Festa a Randazzo 
(prov. di Catania): giro della tradizionale Bara. 

— Chiusura delle Scuole elem. (salvo eccezioni 
locali in alcune province). — Scade il termine 
utile per la presentazione delle domande di 
ammissione (per titoli) ai Collegi Militari. — 
Si apre la caccia nelle province di Alessandria 
(con molte eccezioni), Aquila, Avellino, Bari, 
Bergamo (con le reti), Brescia, Cagliari (per 
la caccia minuta), Catania, Como, Ferrara, 
Foggia, Forlì, Grosseto, Lecce, Lucca, Massa, 
Milano, Modena (alle lepri, pernici e starne), 
Napoli, Novara, Padova, Parma, Pavia, Pe- 
saro, Piacenza, Ravenna, Reggio Calabria, Ro- 
vigo (agli acquatici e alle beccacele), Siena, 
Siracusa (con le reti, lacci e cappi), Torino 
(in pianura, col fucile), Udine, Venezia (cou 
reti alle quaglie), Verona. 



AGOSTO 1908 



— 1-20 — 



(34» Settimana) 



16 Domenica! S. Rocco, pellegrino. 
829-138 I Nacque .i Moiitpel- 

• lier; a 20 anni divise 

<iio patrimonio fra lo rio ed i poveri, e pel- 
legrinò a Roma. Servi ;:H appestati ad Acqua- 
pendente, Rimlni e Cesena; Indi tornò in 
patria. Creduto una spia fu tradotto davanti 
al governatore, die era il proprio zio, al quale 
però non si palesò. Fu imprifjionato e mori 
verso \\ 1327. — A Carate Dnanza e Chiari 
feste patronali. 

Memorandum. — Palio, ossia Carriera delle 
eontraiìe, a Siena. — Apertura della caccia 
nelle province di Caltanissetta, Caserta, Gir- 
genti iper i couigliì. — Festa campestre alla 
Macchia dell'Antonini snllWppennitio pistoie- 
se, con gran concorso di popolo dalla Val- 
di nievole, da Pistoia, ec. 



1^7 Lunedì 1 S- Mammete, martire. 
230-137 ! i^i seìjnalò per fer- 

vore nella fede, e subì 

martirio sotto Aureliano, verso l'a. 274. — 
iliiara da Montefalco (Perugia), n. 1266, 

i. 1308. 

Memorandum. — 




18 Martedì 1 S. Eiena, ìriiperatrlce. 
231-136 I Madre dell' impera- 
' tore Costantino il Gran- 
de, ebbe il merito di ritrovare la Croce di 
Cristo, stata sepolta sul Calvario (vedi 3 mag- 
gio), ritrovamento avvenuto mentre per sno 
ordine si facevano gli scavi per l'erezione di 
nn tempio al Redentore. — S. Agapito, da Pa- 
lestrina, mart., verso gli anni 270-276. 

Memorandum. — (C U. Q. a ora 22.26"'. — 
Onomastico di S. M. la Regina Elena. Sono 
chiuse le Biblioteche governative. — Anni- 
versario della nascita dell'imperatore Fran- 
cesco Giuseppe '1830), festeggiato in Austria 
o Ungheria. — Fiera a Francavilla di Sicilia: 
dura sino al sabato veniente. 



19 Mercoledì | S, Donato, prete. 
232-135 Francese, mori verso 

^ra.535edè venerato ad 

Avignone, dove si conservano le sue reliquie. 

— «.Magno, vescovo di Trani, mart., la. 254. 

— S. Luigi, vescovo. Figlio di Carlo II, re di 
Napoli e nipote di S. Luigi 1-e di Francia, ri- 
nunciò ai diritti della corona, ricevette gli 
ordini sacri e fu nominato vescovo di Tolosa. 
La morte lo rapi, a soli 23 anni, nel 1297. 

Memorandum. — Fiera a Benevento : dura 
sino al 27 agosto. 



20 Giovedì I S- Bernardo, abate, 
233-134: dottore della Chiesa. 

' Fondatore do' Cister- 



ciensl, e scrittore di molte opere. Sprezzati 
gli agi del castello di Fontalne suo luogo di 
nascita, entrò col fratelli e con altri compagni 
nel chiostro di Cistercio e fondò l'ordine omo- 
nimo a Chlaravalle. Indebolito più dalla fatica 
che dagli anni, morì nel 1153. — S. Filiberto, 
martire. 

Memorandum. — Data media della cosid- 
detta burrasca delle due Madonne, che una 
lunga esperienza ha provato accadere fra il 
15 agosto (Assunzione) e l'rt settembre (Na- 
tività della V.). Il P. Secchi la constatò CO 
volte su 72 anni. 11 Ragona, dalla ricorrenza 
odierna, la chiamò invece burrasca di San 
lieruardo. — Apertura della caccia nelle pro- 
vince di Arezzo, Campobasso, Firenze, Li- 
vorno, Pisa. — Estraz. del Prestito a premi 
della città di Barletta (1870). — Pagamento 
delle pensioi.i governative di seconda cate- 
goria (superiori a L. 500, ma non a L. 2000 
annue). — Festa di Santo Stefano re, razio- 
nale per l'Ungheria. 



S. Giovanna 

Francesca Frémlot 

di Chantal. 

Nata ad Annecy in Savoia nel 1578 da 
nobile famiglia e rimasta vedova a ventot- 
t'anni, dispose della buona educazione dei 
suoi quattro figli, e si ritirò in un chiostro 
da lei fondato per la congregazione delle mo- 
nache della Visitazione di Maria. Mori d'anni 
63, l'a. 1641. — S. Paterno, martire, festeg- 
giato a Fondi. — S. Natale, prete, festeggiato 
a Casale. — Ss. Luxorio, Cesello e Camerino, 
da Cagliari, onorati a Pisa (sec. III-IV). — 
S. Riccardo, eletto vescovo di Andria (Bar- 
letta) l'a. 402. 

Memorandum. — 



22 Sabato ' S- Timoteo, martire 

235-132 U Roma. l'a. 312 circa. 

S. Antonino, carne- 



fice do' cristiani, poi martire egli stesso, 
Roma (?), l'a. 183. — S. Andrea, diac, onorato 
a Fiesole (sec. IXì. - B. Bernardo da Siena, 
fondatore degli Olivetani, morto l'a. 1348. 

Memorandum. — Fiera a Battaglia. Dura 
3 giorni. — Comincia la fiera di Bergamo. 
Dovrebbe chiudersi agli 8 di settembre, ma 
d'ordinario si prolunga fiio alla metà del 
mese. — Fiera a Vicchio di Mugello, impor- 
tante per 11 bestiiime. Dura quattro giorni. 
— Festa di Sant'Agrippina a Mineo con la 
corsa dei nudi. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



- im 



(AGOSTO - Vedi a pag. 124). 

netta, mentre Medici piomba sitI loro fianco, 

sbaragliandoli ed inseguendoli. 

16 (1855). — Rodolfo Gabrielli di Mon- 
tevecchio, promosso da pochi giorni generale 
di brigata, caricando i Uussi alla Cernaja ha 
un cavallo ucciso sotto di lui: montatone un 
altro, cade ferito da una palla che gli per- 
fora il polmone sinistro, e si compiace di tro- 
vare la morte sul campo di battaglia per il 
He e per la patria. 

ly (1812). - Il caporale Guerrini, di Forlì, 
marciando all'estrema avanguardia delle di- 
visioni italiane da Smolensko a Kisseleff, è 
sorpreso dai cosacchi che gli promettono 
salva la vita purché non dia l'allarme. Ve- 
dendo che il suo silenzio avrebbe lasciato 
.sorprendere la colonna, egli grida a squarcia- 
gola: — Fuoco, soldati, fuoco.... salvate il vi- 
ceré! — e con la sua morte assicura la sal- 
vezza dei compagni. 

18 (1813). — La brigata Zucchi respinge 
i Prussiani di Blùcher a Laha; poi con 4 bat- 
taglioni, 40 cavalli e due cannoni attacca 9000 
russi e li ricaccia al di là del fiume Bober; 
si segnalano il colonnello Peri, il capo batta- 
glione Ceccopieri, ed il sottotenente Ricci, 
promosso tenente sul campo. 

19 (1862). — Centocinquanta briganti, 
molti de' quali a cavallo, entrano nel villag- 
gio di San Pietro Infine (Cassino), incendiano 
varie case, e saccheggiano le altre, abbando- 
nate dagli abitanti. Accorso il sottotenente 
Alessandro Marchese con 36 uomini dell'll» 
fanteria, divisa la truppa in due drappelli, 
sorprende i briganti ohe gavazzano sulla 
piazza e li mette in fuga, uccidendone uno 
e prendendo vari cavalli. 

aO (1870). — Il sergente Ferrarone, del 
lo battaglione bersaglieri, con 15 uomini, as- 
sale sul monte Palombella la banda Talarico, 
ed uccide il capo bandito, secondato valoro- 
samente dai caporali Chapelle e Comelli e dal 
trombettiere Dall'Erba, che suona incessan- 
temente la carica, facendo supporre la pre- 
senza di numerosa truppa. 

21 (1806). — Giacomo Carli, capitano di 
un legno corsaro, mandato ad approvvigio- 
nare la guarnigione italiana bloccata dagli 
Inglesi nell'isola di Tremiiti, non ostante le 
cannonate di una fregata nemica si avvicina 
alla rocca e sbarca le provvigioni: poi ripi- 
^'lia il mare, e perseguitato da una fregata e 
da tre piccole navi inglesi, prende terra e 
manda a picco il suo legno. 

^it (1807). — I granatieri e volteggiatori 
italiani della divisione Pino penetrano per i 
l)rimi noH'isoia di Danholm (Pomerania sve- 
dese) segnalandosi il capo battaglione Cotti, 
il sottotenente Marinetti del '2° leggero, ed il 
capitano Luigi Rivaira alutante di campo del 
generale. 

23 (1861). — Il carabiniere Agostino 
Sciavo, assalito solo sullo stradale di Cre- 
mona da 9 malviventi, che gli impongono di 
gridare " morte al Re, viva la Repubblica „ 
non vuole obbedire alle loro intinuizionl, di- 
fendendosi fin quando cade gravemente fe- 
rito ed è creduto morto. 



24 (1808). — Il capo battaglione Dulong, 
del 320 fanteria leggera francese, composto 
di piemontesi e. genovesi, scelti 40 uomini 
dei migliori, li veste con uniformi inglesi od 
entra con essi, ricevuto amichevolmente, nella 
città di Trafaria (Portogallo). Sopragi^iunto 
per mare un distaccamento di veri inglesi, 
ne segue un combattimento, e gli uomini del 
Dulong respingono g'i Inglesi e s'impadro- 
niscono di una loro scialuppa. 

25 (1809). — Il colonnello Cotti, con il 
2" leggero italiano, occupa Bagur cacciandone 
gli Spagnoli. Il capitano Ceroni, gettandosi a 
nuoto con la sua compagnia, s'impadronisce 
di una nave corsara con due cannoni e di 
altre barche cariche di merci, trasportandole 
fino a Palamos. 

26 (1848). - Una colonna di 5000 Au- 
striaci, comandata dal generale D'Aspre, si 
presenta davanti a Morazzone (Varese) oc- 
cupata da Garibaldi con poche centinaia d' uo- 
mini, che sostengono intrepidamente l'urto 
nemico, protraendo la difesa fino a notte inol- 
trata. Aprendosi un varco con la baionetta, 
si buttano poi con il loro capo all'aperta 
campagna, e raggiungono alla spicciolata il 
confine svizzero. 

27 (1861). — Il maggiore Virginio Beau- 
fort del 46" fanteria, accorso con molti uo- 
mini di truppa ad estinguere un incendio 
sviluppatosi nella casa Tarino, a Torino, te- 
mendo che alcuni soldati saliti ai piani su- 
periori siano esposti a troppo grave pericolo, 
li raggiunge, rimanendo vittima del generoso 
istinto insieme al tenente colonnello Trotti 
dei Reali carabinieri. 

28 (1812). — Il So reggimento cacciatori 
italiani, sostenuto dalla artiglieria leggera, 
scaccia i Russi di posizione in posizione, sulla 
strada da Dorogobui a Paulowa. precedendo 
il 4° corpo dell'esercito napoleonico, coman- 
dato dal viceré d'Italia. 

29 (1812). — La brigata Zucchi, ridotta 
a pochi combattenti, alla retroguardia del- 
l'Ilo corpo, assalita da tre divisioni russe si 
difende intrepidamente sulla Katzbach. Il 
capo squadrone d'artiglieria Francesco Neri 
fa prodigi di valore con i suoi cannoni, ser- 
vendone uno egli stesso, gettando poi in un 
toi-rente quelli che non riesce a salvare. 

30 (1868). - Il capitano Guglielmo Gaz- 
zaniga, del 27o fanteria, nelle vicinanze di 
Monte Morrone (Mignano) assale durante la 
notte una banda di briganti, dirigendo abil- 
mente la truppa ; e gettata l'arma della quale 
era provvisto, afferra con le proprie mani il 
capo brigante Guerra, tenendolo sottomesso, 
non ostante due ferite riportate, fino al so- 
praggiungere dei soldati. 

31 (1823). - Carlo Emanuele Nicolis di 
Robilant e di Cereaglio, scudiere del principe 
Carlo Alberto di Carignano, lo accompagna 
in Spagna, dove quegli è addetto al quartier 
generale del duca di Angoulème, ed all' as- 
salto del forte del Trocadero, vicino a Cadice, 
si segnala insieme col principe, e viene deco- 
rato della legione d'onore e dell'ordine di 
San Ferdinando. 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




16. - ANNIBALE CARACCI, o CAKRACCI 
(Bologna 1560-1609) 

il più ce.ebie della famit,'lia che dette all'arte tanti valorosi personaggi. Si tenne lontano 
dai delirii degli imitatori di Michelangelo e segu'j, compatibilmente al suo teinpo, il Cor- 
reggio e il Tiziano. Il suo capolavoro è la decorazione della grande galleria del Palazzo 

Fiirn.---. . 



AGOSTO 1908 



— 132 - 



(35» Settimana) 



23 Donienical s. Filippo Benizzi. 

336-131 Apparteneva all'or- 

- — ^ dine dei Serviti, e ne 

fu in seguito anche generale (1233-1285). Era 
nato a Firenze da nobile famiglia, studiò me- 
dicina a Parigi, e rimpatriato entrò nei Ser- 
viti. Sapendo che i cardinali dopo la morte 
di Clemente V disegnavano farlo papa, fuggì 
e rimase nascosto fino alla elezione di Gre- 
gorio X. — S. Ciriaco, o Quirico, vescovo di 
Ostia e Velletri, verso gli anni 229 e 259, mart. 
coi compagni Massimo, prete, Archelao, dia- 
cono, ed altri. — Ss. Ermogene e Fortunato, 
martiri ad Aqui'.ela (sec. HI- IV). 

Memorandum. — Entra il Sole in Vergine. — 
Festa di San Pellegrino martire in Altavilla 
Irpiiia (Avellino). Dura tre giorni. 



24 Lunedì 

237-130 



S. Bartolomeo, apost. 

Fu evangelizzatore 
nelle Indie, nell'Arabia 
Felice, nella Persia, nell'Abissinia e nell'Ar- 
menia, dove convertì alla fede quel re e do- 
dici città, che provvide di zelanti pastori. Subì 
il martirio ad Albanopoli verso l'a. 47. — 
S. Tolomeo, vesc. di Nepi (sec. I?). 

Memorandum. — A Carpi e a Pavullo nel 
Frignano fiera detta di San Bartolomeo. — 
Fiera a Caserta: dura una settimana. — Fiera 
a Bisceglie. Dura tre giorni. 



25 Martedì |S. Luigi IX, re di Francia. 

238-1S9 Protettore dei Ter- 

~ — 'ziari francescani; fu il 



principale promotore della settima crociata, 
morì di pesto a Tunisi, nell'età di 44 anni, 
nel 1270. — S. Genesio, mimo a scherno 
de' cristiani, poi martire egli stesso, a Roma, 
l'a. 286 o 303. — S. Felice, prete, onorato 
a Pistoia, — 8. Patricia, vergine, da Napoli, 
morta l'a. 365. — S. Grata, vedova, onorata 
a Bergamo (fine del sec. III). 

Memorandum. — Festa nazionale all'Uru- 
guay (anniversario dell'indipendenza). 



26 Mercoledì 

339-138 



S. Alessandro, mart. 

Alfiere della legione 
Tebea, subì il marti- 
rio verso l'a. 288. È patrono della città di 
Bergamo. — Ss. Oronzio e compagni, martiri, 
patroni di Lecce. — Ss. Simplicio e compagni, 



festeggiati a Celano (Aquila degli Abruzzi). — 
S. Elia, benedettino, vesc. di Siracusa, morto 
l'a. 560. — S. Secondo, mart. presso Ventimi- 
glia, verso l'a. 287. — S. Rufino vesc. di Capua 
tra il 418 e il 430. 

Memorandum. — ® L. N. a ore 23,59'». — 
Fiera di Sant'Oro nzio a Lecce, che si rin- 
nova per tutti i lunedì e venerdì di settemb. 



27 Giovedì 

340-127 



S. Giuseppe 
da Calasanzio. 

Istituì la congrega- 
zione de' chierici regolari delle Scuole Pie 
(Scolopi). Era nato a Petralca, in Aragona, 
nel 1556, ed abbracciò lo stato ecclesiastico. 
Andò a Roma e si diede all'istruzione dei fan- 
ciulli, dove morì all'età di 92 anni, nel 1648. 

Memorandum. — Grande fiera e festa della 
Madonna del Pozzo a Capurso (provincia di 
Bari): dura sino al lunedì. — Fiera a Poten- 
za: dura 3 giorni, — Oggi pagamento degli 
stipendi agli impiegati governativi. 



28 Venerdì 

241-136 



S. Agostino, vescovo, 
dottore della Chiesa. 

Nato a Tagaste, in 
Numidia di Africa. Datosi ai vizi, le calde 
lagrime di sua madre S. Monica, i sermoni di 
S. Ambrogio e le lettere di S. Paolo ebbero il 
potere di scuoterlo. Fu battezzato da Am- 
brogio, e divenuto vescovo di Ippona si mo- 
strò esempio di carità e di abnegazione pel 
suo gregge. Morì il 28 agosto del 430, e le sue 
ceneri riposano in magnifioa arca marmorea 
a S. Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. — Ss. For- 
tunato, e compagni patroni di Salerno (se- 
colo III-IV). 

Memorandum. — Fiera a Pavia fino a tutto 
il 5 settembre. 



Decollazione 
di S. Giov. Battista. 



29 Sabato 

343-13 5 

" ' Essa avvenne per co- 
mando di Erode, nell'anno 26 dell'era vol- 
gare. — S. Sabina, martire a Roma (sec. Il), — 
S. Adolfo, vescovo di Metz, verso la fine del 
sec. IV. Le sue reliquie si trovano a Neuvil- 
lers, nella chiesa che porta il suo nome. 

Memorandum. — Fiera di cavalli a S. Bo- 
nifacio (prov. di Verona). — Fiera a Lucerà: 
dura 3 giorni. 



SETTEMBRE 1908 



(36» Settimana) 



^0 Domenica! 

243-134 



S. Rosa da Lima, 
vergine. 

Fin da gii>vinettaca- 
stlgò la stis carne con rigorosi digiuni ed 
aspre penitonzy. Entrò quindi nella religione 
di 8. Domenico e tanto fu osservante, ohe 
tornò necessario frenarla nell'eccessivo eser- 
cizio di qne««to rigore. Mori rei lfil7 a soli 
31 anni. — S. Barzanofrio ab. patrono di Oria, 

Memorandum. — Fiera di Sant'K^Mdio pres- 
-'< Montefusco (provincia di Avellino). Dura 
■ giorni. — Fiera di Santa Rosa a Palei-miti 
prov. di Catanzaro): dura tre giorni. — Oggi 
ossa nella provincia di Siracusa il permesso 
li caccia con le reti, lacci e cappi. — Estra- 
•ione pel rimborso delle Obbligaz.FF. Torino- 
Novara. 



31 Lunedi 

244-123 



S. Raimondo Nonnato. 

Si adoperò pel ri- 
' scatto degli schiavi, nel- 
r ordine della Mercede. Morì nel 12iO. — 
S. Giuliano patrono di Macerata. 

Memorandum. — Nascita della Principessa 
Maria Isabella, Duchessa di Genova (1863). — 
Fiera a Muro Lucano (prov. di Potenza). Dura 
2 giorni. — Apertura della caccia con le reti 
nella prov. di Caserta. — Estraz. ammortizz. 
Obbligazioni 6% Ferrovia Novara, 185(>; Fer- 
rovia Vittorio Emanuele. — Estraz. pel rim- 
borso delle Obbligaz. della Società di Navi- 
gazione Generalo Italiana (1878). 



1 Martedì 

245-132 



S. Egidio, abate. 

Nativo di Atene. Fio- 
ri sul declinare del se- 
colo VII e non tardò a farsi conoscere per 
un vero uomo di Dio, sicché la di lui fama 
giunse fino al re. Sollecitato dal monarca ad 
abbandonare la solitudine, rifiutò, piegandosi 
solo a ricevere seco alcuni discepoli coi quali 
fondò un monastero della regola di S. Bene- 
detto. — S. Costanzo, vescovo d'Aquino. 

Memorandum. — Principio della stagione 
di autunno, secondo l'uso meteorologico. — 
(Jnomastico di S. M. il Re Vittorio Emanue- 
le Ut. Oggi sono chiuse le Biblioteche go- 
vernative. — A Messina si festeggia l'anni- 
versario della prima rivoluzione siciliana con 
tro i Borboni (1847). — Fiera a Lanciano 
(provincia di Cbieti), fino al 15 del mese. — 
Fiera di Sant'Antonino a Sant'Angelo dei Lom- 
bardi. — Da oggi si può cacciare nella pro- 
vincia di Alessandria, agli uccelli acquatici, 
col fucile; di Brescia, alla lepre; di Catanzaro, 
ai quadrupedi; di Chieti, in genere; di Como, 
al camoscio, alla lepre con cani da corsa o sc- 
ingi nella zona del castagno e in quella ad 
f-ssa superiore, col fucile e col cane da fer- 
mo; di Cremona e di Ferrara, alle lepri; di 
Genova e di Messina, in genere; di Milano, 
con le reti fisse e panie in genere; di Mo- 
dena, con le reti agli storni; di ?^apoli, alle 
quagli3 col fucile; di Novara, ai fagiani, per- 
nici rosse, francolini, e con reti di ogni spe- 
cie; di Padova e di Parma alla lepre; di Pe- 
rugia, col fucile agli acquatici e con le reti 
in genere; di Piacenza, alla lepre; di Porto 



Maurizio, In genere; di Rovigo, alla lepre; di 
Sassari, alle quaglie, pernici e lepri; di Son- 
drio, in genere; di Torino, in montagna col 
fucile: di Trapani, In genere; di Treviso, di 
Venezia e di Verona, alla lepre. — Nella pro- 
vincia di Reggio è vietata da oggi, per due 
mesi, la caccia con le reti fisse e panie, e pei 
tordi sino a tutto marzo, con le reti a mano. — 
Da oggi è permessa la raccolta delle ostriche. 
— Scadenza delle cedole semestrali del Pre- 
stito provinciale e comunale Reggio-Calabria 
1870. — E.straz. ammort. Obbligazioni Fer- 
rovie Siculo Occident. (1» cmiss.). — A Fi- 
renze oggi si devono aver già riconfermati o 
disdetti gli aflBtti e pagate le pigioni del se- 
mestre dal 1» novembre al 30 aprile. 



2 Mercoledì 

246-121 



S. Stefano, re 

d'Ungh<^iia, npnstolo e 
padre del suo popolo. La 
sua memoria è tuttora in grande venerazione 
nel reame ch'egli governò. — S.Elpidio, aìia'e, 
patrono di Sant'Elpidio a Mare (Ascoli Pi- 
ceno). — S. Ottaviano, prete, confessore, ono- 
rato a Volterra (sec. V). — A Saluzzo festa pa- 
tronale di S. ChiofiTredo. 

Memorandum. — Anìilversario della batta- 
glia di Sédan (1870) t'osteggiato in tutto l'im- 
pero tedesco. — Nella provincia di Cosenza 
si apre la caccia con le reti. 



3 Giovedì 

247-120 



S. Serafina vergine e m. 

Sostenne il martirio 
verso l'a. 12.5. — S. Au- 
sano Crivelli vesc. di Milano, dal 556 al 567. 
-- B.Alberto Besozzi, morto l'a. 1359, ono- 
rato a Besozzo (prov. di Como). — S. Clelia, 
vergine, martire. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 21.51». — 
Pellegrinaggio uotturno al siintuario del Mon- 
te Pellegrino presso Palermo, in onore di 
Sauta Rosalia. Si è introdotto di recente il 
costume di fare in questa occasione il con- 
corso delle canzoni dialettali siciliane. — Fie- 
ra a Cerignola (Terra di Bari) fino al 7 set- 
tembre. — Festa di San Marino, patrono della 
repubblica omonima. 

4; Venerdì 1 ^' Rosalia, V. m. 
248-119 Patrona di Palermo, 

'luogo di sua nascita. 

— S. Rosa da Viterbo, verg., morta l'a. 1254. 
Memorandum. — Fiera a Crevalcore (Bo- 
logna). Dura 4 giorni. — Pellegrinaggio a Vi- 
terbo, alla tomba di Santa Rosa. 

5 Sabato 1^- t-o^enzo Giustiniani. 
249-118 Primo patriarca di 

—"Venezia, vi era nato nel 

1381; nel 1424 fu eletto generale dai canonici 
regolari di 8. Giorgio, quiridi elevato da papa 
Eugenio IV alla sede patriarcale. Morì nel 
1455. — S. Vittorino, vescovo di Amiterno 
(sec. V o VI). 

Memorandum. — Cominciala fiera di Lugo, 
che ha termine il 30 settembre. — Pagamento 
delle pensioni governative di prima categoria 
(non oltre le 500 lire annue). 



L'Olio Sasso Medicinale è ii perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie degli organi digerenti. 



— 134 — 

I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

AGOSTO 

Il caldo, l'acqua e le bibite fresche — Per fabbricar ghiaccio in casa — L' utilità del pino, 
dell'abete e del noce — Contro la sete — Lavatura dei cappelli di pay'ia — Arrosto di 
vitello al latte — Gelato di fragole. 

que minuti, i coni verdi di tali piante, dopo 
averli tagliati — a seconda della loro gran- 
dezza — in due o quattro pezzi, ne risulta un 
decotto che è un'eccellente tisana per gli 
stomachi deboli e per le malattie gravi della 
gola, compresa la tisi tracheale, nel quale ul- 
timo caso il decotto si adopera per fare quat- 
tro o cinque gargarismi al giorno, con un 
intervallo di riposo (ogni tre settimane) di 
quindici giorni. 

Questa tisana è di grande effetto anche 
contro gli accessi e per i petti deboli, nel 
qual caso costitnisce una vera cura: la co Vi 
detta cura della resina. Essa si può fare pure 
sciogliendo nella zuppa, o in qualche bevanda, 
un pezzetto di regina grosso quanto una len- 
ticchia o un pisello. 

La scorza di pino ha, dal canto suo, qua- 
lità curative, quando la si faccia seccare al- 
l'aria, in un luogo asciutto, e sia presa da 
un albero giovane. 

Per non recare danno agli alberi novelli, 
si toglie la scorza dei i-ami e se ne fa un de- 
cotto che purifica il flato. Non è molto gu- 
stoso, ma per migliorarlo basta mettervi den- 
tro un po'di finocchio. 

Il decotto di germoglio di pino, bollito 
per mezz'ora, riesce ancora utile nei gonfia- 
menti delle articolazioni, nelle eruzioni ec. In 
tale caso, non si adopera che insieme con le 
fasciature. Usata sotto forma di bagno, la de- 
cozione aiuta ad espellere le sostanze mor- 
bose. L'abate Kneipp, tuttavia, prescrisse di 
rado questi bagni caldi, poiché l'ammalato 
può essere facilmente indotto ad abusai-ne. 
Egli, quindi, consigliò di preferenza la cami- 
cia, il manto spagnolo, le fasciature immerse 
in taU decozioni. Queste bagnature non si 
applicano che solo due volte (per le persone 
forti anche tre) la settimana e durante 2 o 3 
settimane. 

La resina di pino, è, infine, un rimedio 
popolare por fare uscire un corpo estraneo 
entrato nella pelle. 

Quanto al noce, i suoi vantaggi sono del 
pari, e forse più, notevoli. 

Il noce (Jujlans Regia) appartiene alla fa- 
miglia delle luglandee, ed in tutte le sue 
parti, oltre che nel legno, è utilissimo p::r 
vai"ie guise. 

La scorza dei ramoscelli e delle i-adici, lo 
foglie e i fiori maschi, la trupa verde o mallo, 
l'epidermide della noce, infine la noce stessa 
danno pi-odotti di cui si giovano le arti e 
l'igiene. La mandorla della noce contiene, per 
metà del suo peso, un olio seccativo adope- 
rato nelle industrie, e anche, rinforzandone 
l'azione con alcuni spicchi d'aglio, come ver- 
mifugo, a digiuno, nella dose di 150 grammi 
durante quindici giorni. 

L'epidei-mide che ricopre la mandorla è 
d'un sapore amaro quando è fresca: essa 
rappresenta un tonico astringente, ricco di 
tannino. La seconda scorza dei giovani rami, 
raccolti alla primavera, e infusa, nella dose 



Uno dei maggiori errori, in questo eh' è 
il più caldo mese dell' anno, consiste nel 
lavarsi abbondantemente con acqua molto 
fredda il viso e.... lo stomaco. Nulla danneg- 
gia più l'epidermide e.... la pelle. Alle mie 
lettrici gentili, che vogliono conservarsi mor- 
bide e vellutato le guancie, io raccomando 
di tenersi lontane dall'acqua fi-edda quando 
hanno il volto infiammato dal calore artifi- 
ciale o naturale. Facciano, invece, delle ablu- 
zioni d'acqua tepida, senza sapone, e, dopo 
si inciprino senza asciugarsi. Il consiglio, del 
resto, vale anche per l'inverno, e d'inverno 
come d'estate, esse, se si asciugano, usino 
un asciugamano fine, un po' consumato, pas- 
sandolo con delicatezza sul volto. Una stro- 
tìnazione forte, con tela dura, indurirebbe e 
ingrosserebbe la pelle. I signori uomini, poi, 
evititìo di immei'gore la testa nella catinella; 
è un'abitudine anti igienica. 

Quello che si dice per il freddo esterno può 
dirsi anche per l' interno. È generalizzato 
l'uso di bere bevande freddissime senza ri- 
flettere come ne risenta male lo stomaco. 
Durante le ore della digestione, bere acqua 
ghiacciata significa ammazzarsi; in ore di- 
verse è sempre una sciocchezza. Prima di 
tutto la sete aumenta molto di più, e poi le 
funzioni interne si perturbano nella peggior 
maniera. Nuoce anche bere a moderata tem- 
peratura, se si beve molto ; 1' eccesso di be- 
vande, fredde o tepide, durante questi forti 
•alori, diluiscono troppo i succhi gastrici, che, 
isì, perdono della loro efficacia sugli alimenti 
■ sottraggono troppo calore allo stomaco. Per 
fili deve lavorare con le braccia o con la 
mente, gioverà un uso discreto di acqua e 
caffè amaro: così si disseterà senza rovinarsi. 

Tuttavia, poiché il ghiaccio serve a tante 
altre cose in questo mese, io vi darò un me- 
todo per fabbiicarvelo da voi in quindici mi- 
nuti. Prendete un vaso cilindrico di ^^rè*, si- 
mile a quelli che si adoperano per le con- 
serve, versatevi 57"gr. di acido solforico, 33 gr. 
di acqua, aggiungetevi 150 gr. di solfato di 
suda in polvere. Prendete un altro vaso, della 
stessa forma ma più piccolo o di metallo o 
di latta cristallizzata, riempitelo d'acqua pura, 
mettetelo nel primo vaso, e coprite il tutto. 
In un quarto d'ora l'acqua del vaso più pic- 
colo sarà trasformata in un magnifico blocco 
di ghiaccio. 



Abbiamo già veduto, nei mesi prec:'dL'nti, 
come siano utili alla nostra salute alcuni al- 
bori e quale valore abbiano nella medicina 
alcune erbe. Continuiamo, confortandolo di 
luiovi elementi, questo esame. Ed occupia- 
moci del pino, dell'abete e del noce. 

Le qualità salutari del pino e dell'abete 
stanno nella resina di cui quegli alberi sono 
ricchi. 

Se si fanno bollire, per venti o venticin- 



. N>. pilo 

Ulto. Lu 

■ Il foglie 

iu>i.N' !>italiu.4Ut di luatoi'ia t^ra^sa. 

Quanto alle sue foglie, esso oi forniscono 

, 1.1 «11^,1 ii.^i; uso intorno e un decotto por 

1 .*) a 30 gr. per ogni litro d'acqn;0. 

;issai nt'Ile debolezze costituzio- 

'lunhini, nelle malattie lunghe ribelli, 

Ulti, che ne coiisoguono. L'altro è ef- 

-ino contro la scrofol;\. 

L'azione del rimedio è lenta, e general- 

•nte non comincia a manifest«rsi prima 

Ila ftne del primo mese di cura: ma le gua- 

-ioni a cui porta, sono radicali e perma- 

■:iti, per tre quarti dei casi. 

In generale, la foglia di noce è uno dei più 

hietti e più attivi t-onicl e corroboranti, ed 

.i speciale efficacia nel sollevar le forze del 

ventricolo. Giova, infine, e molto, a vincere 

le frequenti ed insidiose vorminazioni dei 

bambini, e anche la tii;iia. 

Ogni famiglia farà, quindi, ottima cosa a 

rovvedersi di queste foglie magiche: basta 

Mccarle dall'albero quando sono bene svi- 

ippatee si mostrino sane.faiie prontamente 

LX-are e riporlo in cassette di legno o in 

>acchi di tela fitta o carta grossa e resistente, 

da conservarsi in locali asciutti, al riparo dalla 

luce, dall'aria e soprattutto dall'umidità. 

Esse servono pure, sparse nel guardaroba, 
a difendere dalle tignole le stoffe di lana. 

Le foglie, del resto, possono essere rim- 

'iazzate da mallo a dose doppia. Il sugo del 

lallo della noce, allungato con acqua, ferma 

a-ovolmeiit^ la dissenteria, e costituisce un 

buon gargarismo nelle angine croniche. 

Non bisogna, infine, dimenticare che col 
legno, colla cort<?ccia, colle foglie e coi malli 
•Ile noci si ottengono tinture brune perle 
~:offe. Queste tinture riescono stabili, se si 
immergono pienamente in una soluzione di 
allume i panni che si vogliono tingere. La 
materia colorante scura del mallo si usa an- 
che dai fabbricanti di mobili per tingere in 
bruno i legni bianchi, e dar loro l'aspetto del 

lo-.w-i -n .i,.^n. 



50 qu 'st 1 riiuodlo non vi h.: ■^• 
giglio di tonerò a lungo dell": m 
bocc.% op[iur;? di f;vr uso delb ; -si 
dette acidule, fatto coli' acido tartarico o ta- 
lora col l'acido citric ). 

Contro la sete.... canina, poi, addito la bi- 
bita iu uso presso gli alpinisti, 1 cacciatori o 
i velocipedisti: 

Vino rosso. . . . gr. 500 
Sciroppo citrico „ 120 

51 potrà bo.-e a sorsi, quando non c*ò 
acqua, oppure allungato con acqua. Si ot- 
terrà, COSI, la celebre limonata vinosa rimessa 
in voga da pojo tempo nella medicina. 



Rimaniamo in tema di stagione e vediamo 
come può pulirsi un cappello di paglia. La 
più indicata delle ricette è la più semplice: 
una soluzione di sale comune nell'acqua di 
fonte, nella proporzione di un cucchiaino per 
ogni bicchiere. Strofinate leggermente con 
una piccola spugna: fate asciugare al sole e 
stirate nuovamente il cappello. 

Più energico ma più complicato è il me- 
todo che 80^ uè : 

Il cappello si spoglia d'ogni ornamento, 
si insapona con lisciva, strofinandolo per ogni 
verso mediante un pezzo di lana bianca. La 
schiuma di sapone che lo ricopre si mand.\ 
via per mezzo di altro pezzo di lana bianca 
imbevuta d' acqua semplice. Ciò fatto (e senza 
bagnare troppo il cappello, che si potrebbe 
formare) si prepari una piccola cassa di le- 
gno che chiuda bene in fondo, e che contenga 
una pietra larga o una lastra di metallo su 
cui sia sparso dello zolfo. Si sospenda il cap- 
pello al coperchio della cassetta (ad un'al- 
tezza che lo preservi dal prender fuoco) per 
mezzo d'un filo di ferro, si accenda lo zolfo 
e si chiuda ermeticamente. Dopo mezz'ora 
si tolga il cappello e si stiri con un ferro 
ben caldo, avendo cura di mettere un foglio 
di carta tra la paglia e il ferro. 



Vi darò adesso alcuni consigli assoluta- 
mente di stagione. E, prima di tutto, qual- 
che rimedio contro la sete che ci sti-azia in 
questi giorni di caldo. Non è sempre vero 
ihe la sete scompaia ingerendo molta acqua 
iello stomaco. Al conti-ario, spesso, in tali 
isi aumenta. E, quindi, gran vantaggio co- 
iioscere come si può evitare che la sete ina- 
ridisca le nostre fauci. I cacciatori, gli alpi- 
nisti, i velocipedisti usano di tenere, durante 
;i loro cammino, la bocca chiusa e respirano 
- ilo per il naso. La sete, infatti, è alimentata 
i^sai dalla polvere che si deposita sulla lingua. 
Ma se, non ostante questa misura di pre- 
cauzione, siamo presi dalla sete? Tentiamo, 
in tal caso, dissetarci senza bere, come usano 
l'inglesi. Essi immergono le mani, fino so- 
ia 1 polsi, nell'acqua fresca; tenendo vele 
per qualche minuto secondo, le vene, rinfre- 
scate dall'acqua, comunicano un generale be- 
nessere iu tutto il corpo, ed at:;utiscono la 
sensazione della sete. 



Ed ora non mi resta spazio che por in- 
dicarvi la solita pietanza ed il solito dolce. 

Un Hvru-to di vitello al latte potrete avere 
friggendo del burro con un cucchiaio di fa- 
rina bianca e una fetta di prosciutto tagliata 
minutamente. Quando tutto avrà preso co- 
lore, mettetevi a rosolare sette od otto etti 
di vitello tagliato dalla parte posteriore della 
bestia; salate e aggiungete un bicchiere di 
latte, poi un secondo, un terzo, un quarto, 
un quinto, lasciando bollire il vitello senza 
coprirlo. 

Asciugato che sia il quinto bicchiere di 
latte, l'arrosto è pronto e saporitissimo. Ser- 
vitelo coir intingolo nel quale è cotto. 

Un gelato di fr.igole lo avrete passando 
allo staccio sei ettogrammi di fragole e in- 
corporandole in una zuppiera con trenta gr. 
di colla di pesce sciolta. Vi aggiungerete quat- 
tro ettogrammi di zucchero sciroppato, poi 
il ^ugo di due aranci e di due limoni. Il com- 
posto lo lavorerete sul ghiaccio, ponendolo, 
infine, in uno stampo liscio, spalmato ante- 
cedentemente con gelatina al maraschino. 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 

il rimeriin rtpflp m;4lnttip rtpnli nrn;ini riinprenti. 



- 136 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

SETTEMBRE 



1 (1861). — Il sergente Giovanni Gram- 
matica, del 40» fanteria, sulla montagna di 
Nola, si slancia animosamente, con soli 9 no- 
mini, su 30 briganti, uccidendone alcuni e 
facendone altri prigionieri; i soldati Barcello, 
Giovannelli e Stefano, continuano a combat- 
tere quantun(iue feriti, incoraggiando i com- 
pagni. 

2 (ISOS). — Gli Italiani attaccano a San 
Boy, presso Barcellona, gli Spagnoli che ri- 
piegavano per farli cadere in una imboscata. 
Il capitano G. Bianchi, con tre compagnie, 
fa una diversione sul tìanx?o del nemico, men- 
tre il capo battaglione Cotti carica alla bajo- 
netta gridando •* Viva l' Italia! „ Quattro utfi- 
ciall cadono morti e 13 feriti, ma gli spagnoli 
fuggono lasciando 3 cannoni e molti pri- 
gionieri, 

3 (1861). — Sebastiano Tegas e Giuseppe 
Sforzini, soldati dell' 11° fant.», insospettiti del 
contegno di quattro viandanti intimano loro 
di precederli verso Maranola (Formia) e poi- 
ché due si ribellano, riescono a legarli con 
le cinghie dei fucili, conducendoli a Formia, 
dove sono riconosciuti come pericolosi bri- 
ganti: uno di essi è il sassone Kalkreuth, 
capo di una banda. 

4 (1867), - In Ardore (Sicilia) la popo- 
lazione, spaventata dal colèra, tumultua al 
grido di "morte agli avvelenatori „ Il sotto- 
tenente Garzoni del GS» fanteria, fidando nella 
simpatia dimostratagli in varie occasioni, spe- 
rando di calmare la folla con buone parole, 
le muove incontro e cade cadavere con due 
palle nel petto. 

5 (1837). — Il carabiniere Landolfo Ber- 
nardo, dopo aver difesa eroicamente la ca- 
serma dei carabinieri in Ardore (Sicilia) contro 
la folla che continuando i tumulti voleva im- 
padronirsi di persone rifugiatevisi, si apre un 
varco a mano armata fra i più furenti, e rie- 
sco a portare in salvo i supposti avvelenatori, 

6 (1863). - Il furiere Giulio Videmari, 
con 10 soldati del 39o fanteria e 6 guardie 
nazionali, in quel di Benevento, è assalito 
dal capobanda Caruso con 40 briganti. Tutti 
si difendono con bravura, ed 11 Videmari, 
atterrato Caruso, sta por ucciderlo, quando 
egli stesso è ferito mortalmente al capo, e 
sono uccisi ai suoi fianchi il caporale Sac- 
chetti ed i soldati Silva e Mazzoni. 

y (1812), - La fanteria italiana del viceré 
Eugenio assale Bo rodino, posta sopra un luogo 
eminente, e difesa da un corpo considerevole 
di Kussi, e se ne impadronisce non ostante 
il vivo fuoco dell'artiglieria dei ridotti, pro- 
seguendo al mattino seguente la marcia su 
Mosca, 

8 (1809). — Il generale Mazzucchelli, col 
&o fanteria italiano, dà l'assalto al ridotto 
degli Angeli a Gerona, noi quale entrano 
primi r aiutante di campo capitano Giovanni 



Re, gli ufìfìziali De Lorenzi, Cottafava e Ge- 
roni, i soldati Cilloni, Gaspari, Garbagnati, 
Conti e Genolini, 

9 (1841). — Nicola Ricciotti, poi fucilato 
con i fratelli Bandiera, combattendo in Spa- 
gna nelle truppe costituzionali, si avventura 
con altri 12 italiani fra le gole dei monti di 
Navarra, dove s'incontra con una guevvilhi 
carlista di circa 1000 uomini, guidati dal Bal- 
maceda. Alla intimazione di arrendersi, ri- 
spondono con colpi di moschetto, e sempre 
difendendosi trovano scampo di balza in balza. 

10 (1805). — Giuseppe Bavastro, con la 
sua flottiglia di barche leggere e lo sciabecco 
Massella, attacca cinque legni inglesi nelle 
acque di Lissa e li cattura conducendoli ad 
Ancona. 

11 (1362). - Il sottotenente Pizzi del 20o 
battaglione bei'saglieri, perlustrando la valle 
dell' Ofanto con 14 uomini, imbattutosi in una 
numerosa banda a cavallo, si trincera in una 
cascina. Dopo quattr'ore di fuoco, terminate le 
munizioni ed incendiata la casa dai briganti, 
l'eroico drappello tenta di aprirsi un varco 
alla baionetta, e combattendo a corpo a cor- 
po, tutti i bersaglieri cadono con il loro uf- 
ficiale. 

13 (1813). -^ A San Marcin, vicino a Lu- 
biana, il capitaao Laugier della divisione Lo- 
chi, ferita o dispersa la poca gente che aveva 
seco, col sergente Battarini ed un tamburino, 
messosi al coperto, fa batter la carica, dando 
tempo a due compagnie di accorrere a man- 
tenere la posizione fino al giorno seguente. 

13 (1866). - Il brigadiere Remigio Ta- 
roni, dopo essersi difeso strenuamente contro 
centinaia di assalitori armati, nell'ufficio co- 
munale di Ogliastro Cilento, ridotto agli estre- 
mi, fatta sventolare ancora una volta la ban 
diera nazionale al grido di viva Vllnlia! viva 
il He!, si suicida invece di arrendersi, ed imi- 
tano il suo esempio i carabinieri Flocchini, 
Tettamanti e Catgiu. 

14 (1860). — All'assalto di Perugia, il 
sergente Giovanni Ruggia e gli zappatori 
Isoardo e Cabiati, della 1» compagnia del 
genio, sotto un vivissimo fuoco, praticano 
una apertura nella porta Santa Margherita, 
per la quale il Ruggia, con straordinario ar- 
dimento, entra per il primo nella città, e se- 
guito da pochi uomini accorre alla caserma 
San Domenico, intimando ed ottenendo la resa 
degli artiglieri pontifici. 

15 (1867). — Il tenente Bertoni, del 44-> 
fanteria, quantunque addolorato per la per- 
dita della moglie mortagli di colera in un 
piccolo paese delle montagne Abruzzesi, con 
mirabile abnegazione sostituendosi alle auto- 
rità civili scomparse, prodiga le proprie cure 
ai colpiti dal morbo. 

IO (1882). — Irrompendo le acque dell'A- 
dige dentro Verona, la guarnigione di quella 
(Continua a pag. HO). 



- la? - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogì) 




17. - MICHELANGELO MERIGHI DA CARAVAGGIO 
(Caravaggio 1569-1609) 

vihse quasi sempre a Roma, vi iniziò la cosiddetta Scuola de' Tenebrosi, cui appartennero 
più tardi il Guerciuo e il Ribera. Splendidi fra i suoi quadri II, giocatore ladro e la Depo- 



SETTEMBRE 1908 



138 - 



(37 a Settimana) 



6 Domenica I S- Teoctisto, pilota, m. 

350-11'? I Vittima della perse- 

cuzioiie di Decio, presso 

Alessandria d'Egitto, l'a. 249. — S. Settimio, 
\c-sc, di Jesi (so e. IVj, martire. — S. Zaccaria, 
padre di S. Giovanni Battista. — S. Fronti- 
niano, martire, patrono di Alba Piemonte). — 
S. Consolata, vergine e m., venerata a Reggio 
Ein lia. 

Memorandum. — Seconda festa di San Gre- 
gorio Magno a Manduria. 



7 Lunedi 

251-116 



S. Regina, verg., mart. 

i Delsec.III-S.Clau- 
j^jy^ abate, morto l'an- 
no 560 circa. — S. Anastasio, mart., venerato 
ad Aquileia (sec. III-IV). — S. Giovanni, bene- 
dettino, vescovo di Gubbio dal 1105 al 1106. 
— Ad Aosta festa patronale di S. Grato. 

Memorandum. — Annivei-sario della cac- 
ciata dei Francesi da Torino (1706). Solenne 
(!ommemorazione nella chiesa di N. S. della 
Salute con intervento delle autorità. Il giorno 
appresso la commemorazione si ripete alla 
Basilica di Superga, — Stasera a Firenze tra- 
dizionale costumanza deWe rificolone. — Sta- 
notte a Napoli festa tradizionale della Ma- 
donna di Piedigrotta, ove si cantano le nuove 
canzoni popolari dell'anno, — Lahor day, Fe- 
sta del lavoro, solennità nazionale agli Stati 
Uniti d'America. — Festa dell'indipendenza 
del Brasile. — Oggi (25 agosto nel calendario 
russo) si chiude la liera di Nijui-Novgorod. 



8 Martedì 1 Natività di Maria Verg. 
252-115 1 La più antica e si- 
cura memoria della in- 
troduzione di questa festa si ha nel sec. VII. 
— Festa di Maria SS. Bambina, in uno spe- 
ciale santuario a Milano, addetto ad un mo- 
nastero di Suore della carità. — Festa patro- 
nale della Madonna ad Alzate (Como) con 
ti ora. 

Memorandum. — Festa civile legale. — A 
Niniis (Udine) tiera nell'ampia prateria della 
Madonna delle Mattonelle, cui concorrono 
tutti gli abitanti delle Prealpi Giulio. — Pel- 
legrinaggio al Santuario di Montenero presso 
Livorno. — Fiera a Prato di Toscana: dura 
■1 giorni. — Secondo pellegrinaggio al Mon- 
tevergine in prov. di Avellino. — Festa in 
Taurasi (prov. di Avellino) con processione 
del corpo del santo martire Benigno. — Fiera 
a Molfetta : dura 9 giorni. — Fiera della Ma- 
donna delle Grazio a Rossano (prov. di Co- 
senza): dura 2 giorni. — Festa della Natività 
a Monreale. — Gran lìora di bestiame a Pa- 
terno. — Fiera e festa di Piedigrotta in Ca- 
atronuovo di Sicilia. 



9 Mercoledì 

253-114 



S. Claudia, verg., m. 

S.Tuzio eremita, fe- 
steggiato ad Aquila de- 
gli Abruzzi. — Ss. Gorgonio e Doroteo, sol- 
dati, martiri nell' a. 304. — S. Sergio I, papa 
dal 687 al 701. 

Memorandum. — Estrazione pel rimborso 
delle Obbligaz. FF. Lucca-Pistoia. — In To- 
scana oggi dicono: " Se piove per San Gor- 
gonio, tutto l'ottobre è un demonio. „ 



10 Giovedì i^- Nicola da Tolentino. 

254-113 Morì l'a. 1308. — S. Pie- 
tre Claver (m. 1654). 



Memorandum. — ® L. P. a ore I3.23m. — 
Nella provincia di Como è permessa da oggi 
la caccia alla lepre con segugi nella zona 
inferiore a quella del castagno; in quella di 
Vicenza, la caccia alla lepre e pollame sel- 
vatico. — Estrazione pel rimborso delle Ob- 
bligaz. Ferrov. Livornesi. 



1 1 Venerdì 1 ^* Diomede, m. in Siria. 
255-112 S. Valentino, mart., 

— — sepolto nella basilica di 

S. Vittore a Milano. — S. Sperandea, vergine 
benedettina, festeggiata a Cingoli. — S. Emi- 
liano, vescovo di Vercelli, dal 501 al 520 circa. 

Memorandum. — Comincia il nuovo anno ia 
Abissinia. Festa solenne del San Giovanni. — 
Fiera a Copertino (Terra d'Otranto) fino alla 
domenica prossima. — All'albo municipale di 
ogni comune si pubblica la tabella dei contri- 
buenti per l'imposta di ricchezza mobile. 



12 Sabato I S- ®"'''°' sagrestano. 
256-111 I Esercitò l'umile uf- 

: ficio presso il santuario 

di S. Maria di Laken (Bruxelles). Un giorno 
ch'egli pregava nella chiesa, il curato rimase 
sorpreso nel vedere la di lui pietà, e gli pro- 
pose di rimanervi, ciò eh' egli accettò. Intra- 
prese il pellegrinaggio in Terrasanta. Ritornato 
dopo sette anni, il sottodecano del capitolo 
di Anderlecht, suo paese nativo, lo alloggiò 
iu propria casa, nò volle lasciarlo tornare a 
Laken. Moriva nel 1012. — S. Silvino, vesc. 
di Brescia, dal •tlO al 444 circa. 

Memorandum. — Fiera a Viterbo, che dura 
15 giorni. — Oggi per i Russi è la festa di 
Sant'Alessandro Nevski. — Pagamento delle 
pensioni governative di terza categoria (su- 
periori a L. 2000 annue). 



SETTEMBRE 1908 



(38* Settimana) 



1 ì Domenica! " ss. Nome di Maria. 



»oiiienica| " ^^ 

25«7.1,10 Festw istituita da pp. 

' Innwenxo XI, a ooni- 

iiiorar.-' In vittoria ottenuta contro 1 tur- 
cli ^. — S. Eulois'io, pa- 

tii itto. :^l(ui nel tì08. 

- - U7.8, dal 422 al 44*.». 

s. Aiuato abate e >>. Amato, vescovo di 
ri (627). 

Memorandum. — Festa alla Madonna del 
>>iio isoliborgo di Torino! in ricordo del mi- 
..ivolo ivi avvenuto nel 1644. — FestA del- 
ì" Unione Federativa delle Misericordio che 
ha luogo ogni anno nella città indicata dal 
Capitolo generalo della Unione stessa, fon- 
data in Pistola. — Fiera della Santa Croec 
a I.ncca, che dura sino al 29 settembre. — 
Pi," i alla Madonna del Consolo a 

K- ihria. — Festa della Madonna 

de: in Acireale, con fiera. — Festa 

della Madonna delle Grazie in Castoltermini, 
con fiera. — Fiera a Castrogiovanni per la 
festa del SS. Crocifisso. — Estraz. pel rim- 
borso delle Obbligazioni FF. Romane, FF. 
Centrali Toscane. — Scadenza cedole seme- 
strali Rendita Turca. 



14 Lunedì 

258-109 



Esaltazione 
della Croce di G. C. 

riportata solennemente 



Gerusalemme da Ei-aclio in questo stesso 
rno. A Lucca festa patronale. — S. Cre- 
nzio.mart., protettore di Siena (sec.III-lV). 

Memorandum. — Fiera di San Cipriano a 
. ijitedecimo (Genova). — Festa della Ma- 
donna del Ponte, patrona di Lanciano. Dura 
tre giorni. — A Perugia si festeggia l'anni- 
Tersarlo dell'ingresso delle truppe italiane 
(18601. — In Toscana.si suol dire : " Per Santa 
Croce, pane e noce, „ perchè di questo tempo 
: noci sono mature. 



15 Martedì I S. Caterina da Genova 

259-108 i della nobile famiglia 

de'Fieschi. — S. Nico- 

niedo, martire (sec. I?). 

Memorandum. — Anniversario della nascita 
del Principe di Piemonte, ereditario d'Italia 
(1904). — Scade il termine utile per la pre- 
tentazione delle domande di ammissione alla 
sessione autunnale degli esami di licenza gin- 
nasiale e liceale, e agli esami di ammissione 
alle classi del ginnasio e del liceo; ma per 
gravi motivi, e con l'assenso del Provvedi- 
tore, si accettano domande tardive sino al 
20 del mese per i primi, al 25 per i secondi. 
— Nella provincia di Bologna og^-i si apre 
la caccia con le reti fisse; in quella di Milano, 
la caccia alla lepre; in quella di Modena, con 
le reti fisse e panie; di Novara, coi cani se- 
gugi, nelle località inferiori alla zona del ca- 
stagno; di Parma e di Piacenza, con le reti 
fisse e con le panie; di Pisa, con reti e altri 
mezzi di aucupio. — Estraz. pel rimborso 
delle Obbligaz. FF. Romane (comuni). — Festa 
nazionale nelle repubbliche di Costa-Rica, 
Guatemala, Honduras, Nicaragua (giorno del- 



l'Indipendenza). — Cominciano I corsi alla 
Scuola Magistrale Militare di Scherma In 
Itnnia. 



16 Mercoledì! 

260-107 



S. Cipriano, dottore 
della Chiesa, martire. 

Vesci>vo di Caitii^'i- 
gine, martirizzato l'a. 25.S. — Ss. Marciano e 
(liovanni, festeggiati a Civita Castellana. — 
Ss. Lucia e Geniiniano, martiri a Roma, ve- 
nerati a Lucca (sec. Ill-IVi. — Primo giorno 
dello tempor.i di autunno. 

Memorandum. — Estraz. Prestito a piemi 
Milano l,s(>(; (rimborso il 15 dicembre). — Festa 
nazionale del Messico (anniversario della pro- 
clamazione dell'indipendenza, 1810). 



17 Giovedì ' 

261-106 



Le Stimmate 

di S. Francesco 

d' Assisi. 



Ricorda il prodigio avvenuto al Santo men- 
tre si trovava in devoto raccoglimento sul 
monte dell'Alvernia. — S. Colomba, da Cor- 
dova, vergine, martire de' Mori, l'a. 834. — 
S. Satiro, fratello di S. Ambrogio e di S. Mar- 
cellina. Fu destinato a governatore in una 
provincia d'Italia, ma preferì riunirsi a S. Am- 
brogio, eletto allora vescovo di Milano. Mori 
nell'anno 37U. 

Memorandum. — (Q U. Q. a ore 11,33™. — 
Pellegrinaggio al monte dell'Alvernia presso 
Firenze, e visita al Saero Speco dove accadde 
il prodigio. 



18 Venerdì 

263-105 



S. Giuseppe 
da Copertino. 

' Nato a Napoli l'a. 1603, 

morto l'a. 1(566. Respinto da tutti i conventi 
perchè creduto idiota, riuscì a compiere il 
noviziato fra gli oblati del terzo ordine. La 
sua umiltà ed esattez;5,a nell'adempiere i bassi 
uffizi, gli procacciarono tale venerazione che 
fu ordinato sacerdote. — Ss. Costanzo e com- 
pagni, martiri, tebei, circa l'a. 287, festeggiati 
a Dronero (Cuneo). — S. Eustorgio I, vescovo 
di Milano, verso gli anni 316-332. — Secondo 
giorno delle tempora." 

Memorandum. — Festa nazionale del Chili 
(anniversario della proclamazione dell'indi- 
pendenza, 1870). 



19 Sabato 5- Gennaro, vesc, mart. 
263-104 Patrono di Napoli, o 

^ vescovo di Benevento, 

martirizzato durante la persecuzione di Mas- 
simiano e Diocleziano l'a. 305. È fama che 
esposto con altri compagni nell'anfiteatro per 
essere divorati dalle fiere, queste non li toc- 
carono ed anzi si posero a lambir loro atfet- 
tuosamente le mani ed i piedi. — Ss. Festo e 
Desiderio, forse del tempo di S. Gennaro, ono- 
rati a Benevento. — S. Costanzo, venerato a 
Capri. — Terzo giorno delle tempora. 

Memorandum. — Da oggi fino al 26 settem- 
bre, si rinnova in Napoli ogni giorno il mira- 
colo della liquefazione del sangue di San Gen- 
naro. Pellegrinaggio a Pozzuoli, teatro del 
martirio del Santo. 



Gli Oii d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gii unici perfetti. 



— 140 



{SETTEMBEE — Vedi a pag. 136). 
città, accorsa a soccorrere i cittadini, compie 
mille nobilissimi atti di coraggio e di abne- 
gazione, meritando le lodi del generale Pia- 
nell ed una manifestazione di entusiastica ri- 
conoscenza da parte della popolazione. 

17 (1860). — Un battaglione del 2» reg- 
gimento granatieri e due compagnie del 90 
battaglione bersaglieri diurno l'assalto alla 
rocca di Spoleto. La compagnia di bersaglieri 
comandata dal capitano Prevignano, superata 
la prima porta, corre alla seconda, e perduti 
parecchi uomini si riordina e torna all'as- 
salto, decidendo i difensori a capitolare. Si 
distinguono, con il Prevignano, il tenente 
Boyer, ed i sottotenenti Montalti, Martini e 
Ponti. 

18 (1860). - A Castemdardo, il 26o batta- 
glione bersaglieri, ed il IO» fanteria condotto 
dal prode colonnello Bossolo, respingono i 
pontilìei comandati dal generale Pimodan, 
molto superiori di numero; mentre il 9° fan- 
teria attacca una colonna uscita da Ancona, 
facendole 200 prigionieri. Meritano speciale 
ricompense al valore il colonnello Bossolo, 
il capitano Barbavara, 11 tenente Miguet ed 
il sergente Romagnoli. 

19 (1860). — La divisione Turr dell'eser- 
cito garibaldino fa una recognizione sul Vol- 
turno di fronte a Capua, seguendone un vivo 
combattimento nel quale si segnalano il ca- 
pitano Blanc, il colonnello brigadiere Puppi 
ucciso da un colpo di mitraglia, il maggiore 
Brucoli, r artigliere Zuppa, ed il capitano 
Pedotti che salva due pezzi di artiglieria. 

aO (1870). - All'assalto della breccia di 
porta Pia a Roma, il sottotenente Federico 
Oocito del 12» battaglione bersaglieri è pri- 
mo a raggiungerne il ciglio. Il capitano Leo- 
poldo Serra, comandante quel battaglione, 
ed il- capitano Andrea Ripa, sono contempo- 
raneamente feriti: ciò non ostante il Seri-a 
lotta a corpo a corpo con uno zuavo ponti- 
licio, ed il Ripa, non permettendo ad alcuno 
di fermarsi a soccorrerlo, esorta i bersaglieri 
gridando Aranti! Savoia! 

ai (1866). - Il maggiore Brunetta d'Us- 
seaux, sbarcato a Palermo ribellatasi al go- 
verno del Re, col 2lo battaglione bersaglieri, 
prende d' assalto una grande barricata ai 
quattro Cantoni, e superatala, spinto dal suo 
coraggio, si avanza trovandosi circondato dai 
ribelli con pochi ufficiali, 60 bersaglieri ed 
il carabiniere Ludovico Stefanelli, facendosi 
con essi nuovamente strada fra 1 combat- 
tendi. 

fta (1861). — Nel bosco Castiglione (Avel- 
lino) il sottotenente Michele Gliamas del 39» 
fanteria, sorpi-csa la banda Caruso, con soli 
15 uomini; udendo sopraggiungere altri sol- 
dati, l'assale dividendo i suoi in due drap- 
pelli, e la mette in fuga, uccidendo un bri- 
gante ed impadronendosi di 49 cavalli, armi 
e viveri, coadiuvato arditamente dal caporale 
Sartori. 

28 (1801). — Giuseppe Grazia, volontario 
nella colonna mobile di guardia nazionale 
bolognese comandato del generale Vignolle, 



è uccìso combattendo valorosamente in di- 
fesa di un convoglio viveri. Il suo nome è 
messo all'ordine del giorno, ed è concessa una 
pensione alla vedova. 

34 (1809). — La divisione italiana co- 
mandata dal generale Pino batte in Spagna 
una colonna mandata in soccorso dell'asse- 
diata Gerona, contro la quale si slanciano i 
dragoni Napoleone, con il generale Palombini 
ed il colonnello Schiazzetti, ed i battaglioni 
comandati da Santandrea e Pelissier, che 
s'impadroniscono di un convoglio di viveri, 
e fanno prigionieri 32 ufficiali e circa 1000 
soldati. 

aS (1860). - Il 230. e il 25» battaglione 
bersaglieri, comandati dai capitani Massimi- 
liano Menotti e Macedonio Pinelli, prendono 
d'assalto il poggio d'Altavilla dinanzi ad An- 
cona, battuto dal forte di monte Pelago. Am- 
bedue i comandanti sono promossi maggiori 
per merito di guerra. Il tenente Cantarelli, 
uno dei primi nell'azione, ha la testa fra- 
cassata da un colpo di cannone. 

36 (1860). — Il sergente Bar tolommeo 
Dutto dell' 11» battaglione bersaglieri, sotto 
Ancona, occupata una casa, riceve con il vivo 
fuoco di pochi uomini, a breve distanza, l'at- 
tacco di una compagnia di cacciatori, e fatta 
suonare la carica dal trombettiere Caramelli, 
insegue gli assalitori fino sotto le batterie del 
forte di monte Pelago, quantunque sia ferito. 

37 (1825). — Una piccola divisione na- 
vale Sarda, comandata da Francesco Sivori, 
presentatasi il 24 davanti a Tripoli, avendo 
quel bey dichiarata guerra alla Sardegna, 
assale di notte i legni tripolini ancorati in 
porto, prendendone alcuni, abbruciandone 
altri. Si segnalano, con" il Sivori, gli ufficiali 
Mameli, Pelletta, Chigi, Millelire, T^anca e 
Villarey, il guardia marina Carlo Persane, il 
nostromo Bottini, i timonieri Belledonne e 
Zicavo. 

38 (1863). — Il sottotenente del 4° gra- 
natieri Niccolò Flumiani, di Udine, saputo 
che le bande Caruso e Schiavone erano bi- 
vaccate in una masseria, parte da Rocchetta 
(Basilicata) con i pochi soldati disponibili, e 
circondato dai briganti prima di giungervi, 
cade combattendo valorosamente insieme con 
i granatieri Grassi, Avaldi, Cressino, Gazzotti, 
D'Agostino, Crivelli, Accania. 

a9 (1862). — Le regie navi Vittorio Ema- 
nuele (comandante Albini), Goternolo (D'Aste) 
e Costituzione (Wright) battute dal fuoco di 
80 pezzi della fortezza d'Ancona, bombardano 
da 600 m. le batterie del molo, e la Carlo 
Alberto da 200 m. facendo saltare in aria la 
torre della lanterna e determinando la resa 
della piazza. I comandanti sono decorati della 
medaglia d'oro. 

SO (1861). - Il capitano Gio. Batta Bo- 
doni del 40» fanteria, si slancia per primo in 
una casa di campagna occupata dai briganti 
nel territorio di Nola, atterrandone due fat- 
tiglisi incontro con l'arma In pugno, arre- 
stando gli altri. 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




18. - GUIDO RENI 
(n. Calveueano presso Bologna, 1575-1642) 

pittore altra volta portato alle stelle anche più che non richiedesse il suo merito reale. 
Lavorò troppo e talora abborracciò: ma è sempre un grandissimo artista, basterebbero 
a farlo tale, la Madonna della Pietà e il Massacro degli Innocenti (l'uno e l'altro a Bologna), 
la famosa Aurot-a, e i suoi Ecce homo. 



SETTEMBRE 1908 



— 149 — 



(39a Settimana) 



20 Domenica! ^* Eustachio, soldato, m. 
364-103 S. Candida, vergine 

■ — — e martire, cartaginese 

(sec. IL ?), festeggiata a Ventotene (Pozzuoli). 
— S. Agapito, papa dal 535 al 536. - S. Cli- 
eerio, vescovo di Milano dal 436 al 433. 

Memorandum. — Anniversario della caduta 
del potere temporale e della unione di Roma 
all'Italia. Festa civile legale. Commemora- 
zione alla breccia di Porta Pia a Roma. Sono 
chiuse le Biblioteche, le Gallerie, i Musei. — 
Festa campestre caratteristica alla Madonna 
della Rocca a Taormina. — Nella provincia 
di Porto Maurizio, è pei-messa da oggi la 
caccia con le reti fisse o portatili, panie ed 
uccelliei-e. — In tutta la Confederazione Sviz- 
zera, giorno di pubbliche preghiere. 



21 Lunedi | S. Matteo, ap. ed ev. 
365-103 Da pubblicano chia- 

' mato a seguir G.C., ere- 

desi morisse martire in Etiopia. — A Salerno 
ed a Belgioioso feste patronali. 

Memorandum. — Fiera ad Este. Dura otto 
giorni. — Fiera a Frascati. — Fiera di San 
Matteo a Salerno, ricca di cavalli e bestiame. 
— In Toscana si dice: "A San Malte, l'uccel- 
latore salta in piò. „ — Pagamento delle pen- 
sioni governative di seconda categoria (supe- 
riori a L. 500, ma non a L. 2000 annue. 



22 Martedì 1' ^ Dolori di Maria SS. 

366-101 S. Maurizio, soldato, 

" martire. Capo della le- 
gione tebea, martirizzato l'a. 287 unitamente 
ai suoi compagni. — Festa patronale a Jesi di 
S. Settimio (vedi 6 settembre). — Ss. Digna 
ed Emerita, sorelle martiri a Roma verso gli 
anni 254-260. 

Memorandum. — Principio dell'anno se- 
condo il Calendario repubblicano francese. 
Oggi, primo Vendemmiale, comincial'anno 116. 



23 MercolediiS. Lino, papa, martire. 
367-100 I Fu l'immediato suc- 
cessore di S. Pietro sul- 
la cattedra pontificale, nel 67 (o 76?). Era 
figlio ad Ercolano e nato a Volterra. — S. Te- 
cla, venerata comò la prima martire tra le 
vergini (sec. I). Avendo fatto voto di verginità, 
un giovane signore al quale era stata pro- 
messa sposa, si unì coi di lei parenti per tra- 



durla davanti al giudice come cristiana. Fu 
condannata ad esser pasto alle fiere. Uscitane 
illesa, dicesi finisse 1 suoi giorni in Seleucia. 
— S. Sofia, verg., mart., venerata a Sortine 
(Siracusa). 

Memorandum. — Equinozio d'autunno. — 
Oggi il giorno e la notte solare sono di uguale 
durata. — Entra il Sole in Libica, e comincia 
l'Autunno astronomico. — Anniversario della 
morte di Francesco Domen.- Guerrazzi (1873). 
Commemorazione a Livorno per cura delle 
Società democratiche. 



21^ Giovedì 

368-99 



8. Gerardo, vesc, mart. 

Nobile veneto, entrò 
neir ordine benedetti- 
no, e divenne l'apostolo dell' Ungheria e ve- 
scovo di Casnad. Per ordine del re, fu la- 
pidato l'a. 1046. — S.Terenzio, mart., circa 
gli anni 244-249, patrono di Pesaro, — S. Cleto, 
confessore, venerato a Tivoli. — Commemora- 
zione dei SS. Monaci della badia di Nonan- 
tola, stati massacrati dagli Ungheresi nel 903. 



Memorandum. 



25 Venerdì l^- Tomaso daVillanova. 
369-98 



Arcivescovo di Va- 

' lencia, in Ispagna, nato 

morto l'a. 1555. — S. Anatalone, 
Il 64, o dal 



l'a. 1488. 

primo vescovo di Milano dal 51 

53 al 61 secondo il Sassi. 



Memorandum. - Ci) L. N. a ore 1 5,59™. — 
Termine per presentare le domande di am- 
missione all'esame di maturità nella sessione 
autunnale per parte dei candidati provenienti 
da scuola privata e paterna. — Si chiude nella 
provincia di Sassari la caccia alle quaglie, 
pernici e lepri. 



S. Guerino, monaco. 

Di Corvey in Sasso- 
IX. 



26 Sabato 

370- 97 

~ — — ' nia, fiori nel see. 
— S. Virgilio, vescovo di Brescia, tra gli anni 
480 e 516 circa. — S. Nilo, abate di Grotta- 
ferrata (a. 980). — S. Giovanni Meda, fondatore 
dell'ordine degli Umiliati. 

Memorandum. — Boac-Ascianà, ossia Capo- 
danno israelitico. Principia 1' anno 5669. — 
Fiera ad Isernia. Dura 3 giorni. 



SETT.-OTTOBRB 1908 - 1 1 • - 



(40a Settimana) 



7 Domenica 

271-96 I 



Ss. Euprepio, 
Cosma e Damiano, mm. 
Questi ultimi erano 
i vtolll. od acftbl di nascita. Educati nel crl- 
6tiancsfiiio, si applicarono allo studio della 
medicina, Lisia, spedito da Diocleziano ad 
Egea come prefetto, li fece torturnr?. Scam- 
pati miracolosamente, vennero fatti decapi- 
tar© l'a, 30.S. — S. Adolfo, martire del sec. IV. 
— Festa patronale di S. Veronica a 13ina->co. 

Memorandum. — Fiera a Vignola. — Fiera 
dei Ss. Cosma e Damiano a Secondlgliano, 
presso Napoli: dura sino al 1» ottobre. — 
Fiera o festa dell'Addolorata in Mirabella 
Eclauo (prov. di Avellinol. 11 Sabato succes- 
sivo trasporto del carro in paese. — Fiera di 
Sant'Antonio a Spezzano Albanese (provin- 
cia di Cosenza): dura sino alla 1» domenica 
di ottobre. — Festa solenne per gli Abissini, 
detta Masqnl o Fesfa (iella Croce. — Comincia 
il mese di Ramadan per i mussulmani. 



28 Lunedi 

272-95 



S. Venceslao. 

Re di Boemia, si ado- 
però nel diffondere la 
ligione cristiana fra i suoi sudditi. Fu ucciso 
tradimento dal fratello Boleslao, il 28 set- 
inbre 939. — 8.» Eustochia, discepola di 
Gerolamo, morta 1' a. 41'J. 

Memorandum. — Fiera detta di San Mi- 
. hele in Controne (Salerno). - Oggi paga- 
mento desìi stipendi agli impiegati gover- 
nativi. 



29 Martedì 

373-94 



S. Michele, arcangelo. 

Oggi si festeggia la 
dedicazione di un tem- 
pio eretto a s. Michele sul monte Gargano. 

Memorandum. — Fiera di San Michele à 

irano in Valtellina. — Fiera di cavalli a 

-. Bonifacio (prov. di Verona). Dura due 

orni. — Festa dell'Arcangelo San Michele 

n fiera a Coronata di Cornigliano (Genova). 

- Famosa fiera di uccelli a Montopoli nel 

Valdarno inferiore. — Anniversario della li- 

iK-razione di Ancona (1S60), festeggiato in 

M nella città. — Pellegrinaggio al Monte Gar- 

■ ino. — Fiera a Caltanissetta per la festa del 

itrono S. Michele. — Oggi a Milano in molte 

tre città della Lombardia e nelle Romagna 

•adono gli aflBtti annui delle case e si fanno 

traslochi. — In Toscana si dice oggi: " A 

San Michele il calore va in cielo; ., e anche: 

"Quando l'Angiolo [Michele] si bagna l'ale 

fcioè piove], piove sino a Natale „. 



30 Mercoledì ^- Gerolamo, dottore. 
274-93 I ^ "<• d*^' P'*^ grandi 

dottori della Chiesa 

latina, mori nonagenario a Betlemme, l'a. 420. 
Nacque a Stridone in Dalmazia; il desiderio 
di perfezionarsi nelle scienze gli fece intra- 
prendere diversi viaggi, e potè affiatarsi con 
uomini di sapere. Venuto a Roma, papa Da- 
maso lo ritenne presso di sé e dopo la costui 
morte, si ritirò nella Palestina, dove mori 



nel 420 a 90 anni. — S. Amato patrizio e primo 
vescovo di Nusco dal y'.>7. 

Memorandum. — Cessa nella provincia di 
Catanzaro il permesso di caccia alle quaglie 
e ai volatili di passo con qualunqiie mezzo; 
in quella di Ferrara, la caccia coi levrieri alle 
lepri, e con le reti detto * diluvio „ agli uc- 
celli : di Parma e Piacenza, con 1 levrieri; di 
Sassari, ai caprioli, daini, cervi e mufloni. 



1 Giovedì 

275-93 



S. Remigio, vescovo. 

Fin dall'adolescenza 
fece tali progressi nella 
lettere che fu eletto, sebben giovane, vescovo 
di Reims. Si reso celebre per la conversione 
di Clodoveo, re dei Franchi, e della nazione 
francese al cristianesimo. Mori il 13 gennaio 
533. — S. Gregorio Magno, pp. (590-604) ono- 
rato ad Orvieto. 

Memorandum. — Comincia la sessione au- 
tunnale di esami nei Ginnasi e Licei. — Co- 
minciano i corsi alla Scuola d'applicazione 
d'artiglieria e genio e alla Scuola di guerra 
in Torino. — Da oggi fino a tutto marzo ora- 
rio invernale per gli uffizi telegrafici a orario 
di giorno completo e ad orario limitato (per 
i primi dalle 8 alle 21, per i secondi dalle 
9 alle 12 e dalle 14 alle 19). — In questo 
mese è permessa la caccia con le reti por- 
tatili nelle provincie di Bologna, di Milano, 
di Modena, di Parma, di Piacenza; la caccia 
ai cervi, daini e mufloni nella provincia di 
Cagliari; con le reti vaganti e con la ragna 
al capannello, con richiami in quella di Massa 
icox\ la civetta e panie a tutto novembre): 
coi lacci ai tordi (soltanto sino al giorno 15), 
in quella di Napoli; coi segugi e cani da 
corsa nei terreni non coltivati a vigna (fino 
a tutto dicembre), in quella di Torino. — 
Finisco la stagione della pesca del corallo. 
Da oggi fino a tutto aprile è anche vietata 
la pesca dello vongole o arselle nel golfo di 
Napoli. — Oggi a Torino si sogliono pagare 
gli affitti semestrali. — Entrano in funzione i 
nuovi capitani-reggenti della repubblica di 
San Marino (fino al 31 marzo). 



2 Venerdì 

276-91 



I ss. Angeli Custodi. 
Festa istituita da 
Paolo V, ed estesa a 
tutta la Chiesa da Clemente X l'anno 1670. 
— S. Modesto, martire, festeggiato a Bene- 
vento (sec. III-IV). 

Memorandum. — Roma festeggia l'anniver- 
sario del plebiscito in favore dell'unione al 
Regno d'Italia (1870). — Fiera ad Onoglia. 



3 Sabato ^- Calimero, vesc, mari. 
277-90 I Morto in Milano sot- 

to Commodo, verso l'a. 

191. (Vedi anche 31 luglio). — S. Gerardo, 
abate di Brogne. — S. Candido, martire a 
Roma. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 7,14»". — 
Estraz. pel rimborso delle Obbligazioni fer- 
roviarie Vittorio Emanuele (1863). 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie denti oraani dìaerentl. 



- 144 - 

I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

SETTEMBRE 

Per im^nanear la pelle abbronzata dal sole — Il bagno d' acqui dolce — La vita igienica — 

II pane — La voce — La cura del giardino — Spugne florifire — Contro le punture d'api, 
vespe, ec. 



I bagni di mare, a cui nei due scorsi mesi 
vi sarete abbandonati largamente, e, forse, 
anche oggi v'andate abbandonando, vi avran- 
no, senza dubbio, abbronzata la pelle. Poco 
male per gli uomini che acquistano, anzi, 
così, un aspetto più marziale; ma malissimo 
per le donne a cui è caro di poter mostrare 
una carnagione candida come i gigli. Ad esse, 
dunque, io darò un rimedio per imbiancare 
di nuovo la loro pelle. Mescolino 125 gr. di 
mollica di pane di segala, allora allora uscita 
dal forno, con l'albume di quattro ova fresche 
e con mezzo litro di aceto di vino; agitino 
alquanto la miscela, la filtrino attraverso un 
pezzo di tela, e se ne lavino il viso. Ba- 
stano due o tre giorni di seguito di simili 
abluzioni, perchè la pelle torni perfettamente 
bianca. 

E allora potrete cominciare 1 vostri bravi 
bagni d'acqua dolce, che presi in casa o in 
luoghi chiusi, vi lasceranno il volto bianco. 
Io credo non vi sia mese più propizio del 
settembre per abituarsi al bagno dolce quo- 
tidiano. L'acqua fredda ha un'influenza assai 
benefica sul nostro organismo: essa lo toni- 
fica, lo rinvigorisce, lo rende immune da una 
quantità grande di malattie. Ma il suo effetto, 
d' invei-no, è di gran lunga superiore che 
d'estate. Bisogna danque abituarcisi fin da 
questo mese, che ha ancora una temperatura 
mite, ma che segna l'ultimo confine del- 
l' estate. 

Vi sono varil sistemi per fare il bagno In 
casa, e, prima di decidervi a sceglierne uno, 
voi dovrete studiare il vostro temperamento. 
Le persone nervose, eccitabili, si debbono 
tener lontane dalle docce, che aumentereb- 
bero la loro eccitabilità; le persone calme, 
invece, possono prenderne liberamente. Come 
si sostituisce la doccia? In una maniera sem- 
plicissima: o con doccia a getto senza forza 
alcuna, o con la spugna. Molti, a cui la doc- 
cia violenta viene sconsigliata, ricorrono al 
bagno ad immersione o al cosiddetto impacco 
nel lenzuolo bagnato. Io però credo che la 
spugna sia meglio di tutto. Vi mettete, ap- 
])ena alzati dal letto, completamente nudi, in 
una vasca vuota di zinco, e con una grossa 
spugna più volte Imbevuta d'acqua, bagnate 
il corpo intero. L'acqua deve essere fredda, 
e prima di cader sul corpo, deve aver toc- 
cato 11 volto, la fronte. Diversamente il san- 
gue affluirebbe, con danno, tutto al cervello. 

Seguendo questi consigli, voi tollererete 
l'inverno benissimo, guarirete dalla sonno- 
lenza, riavrete un equilibrio mentale perfetto. 
Dopo il bagno, però, non dimenticate di far 
la reazione, o con efficace moto all'aria aperta, 
o anche rimettendovi per cinque minuti a 
letto sotto le coperte di lana. 

II bagno freddo giova non solo alle per- 
sone che soffrono di prostrazioni nervose, ma 
alle donne dispeptiche, biliose e corpulente, 
a ohi (e In questo caso deve esser bagno a 



doccia) soffre di disordini catarrali dell'inte- 
stino, dipendenti da torpore epatico. 



Però il solo bagno non basta a dare la 
salute perfetta del corpo e dell'anima. Bi- 
sogna crearsi tutto un metodo di vita igie- 
nico. Per esempio non dormite molto, fate 
moto ogni giorno, fuggite l'umido e le cor- 
venti d'aria, lasciate che nella vostra stanza 
l'aria (tranne quando, lo ripeto, si incroci 
in corrente) entri libera; procurate, prima di 
uscire dagli ambienti caldi ed entrare nei 
freddi, di cacciare a poco a poco, il calore 
dalle membra; alla pulizia del corpo accop- 
piate quella dell'ambiente in cui vivete; non 
leggete, e soprattutto non scrivete nelle ore 
della digestione; non rimanete a lungo, di 
sera, a scrivere, tenendo gli occhi fissi sulla 
carta bianca e dinanzi a un lume a petrolio 
(se vi siete costretti e volete evitare l'oftal- 
mia, usate lenti affumicate). 

Ed a proposito dell'occhio non si avranno 
mai cure soverchie per proteggerlo contro le 
insidie che ne minacciano ora per ora la de- 
licatissima natura. 

Che la luce naturale sia l'elemento indi- 
spensabile della vista, e che sia pure la più 
conforme alla funzione dell'occhio, non ha 
bisogno d'essere dimostrato. Essa è per gli 
occhi come gli alimenti per lo stomaco. Di- 
fatti gli alimenti sono necessari alla vita: ma 
se se ne ingeriscono in gran quantità, o in 
poca, la salute umana ne soffre. Lo stesso si 
PkUÒ dire della luce: se è troppo intensa o 
mal diretta, affatica l'organo visivo; se è 
troppo debole lo predispone a malattia. La 
viva luce del sole, oltre che per l'attività 
dell'occhio, è ancor necessaria per la salute 
generale. Tutti sanno, per esempio, come fra 
le vallate profonde e rimosse dalle alpi, dove 
il sole o non penetra o vi si mostra per po- 
che ore del giorno, o per alcuni mesi del- 
l'anno, si cercherebbe invano fra la popola- 
zione che vi è nata e vi cresce, aspetto sano 
e rigoglioso. 

E, per conchìudere questo paragrafo, di- 
ciamo una parola pure sulla voce. Una cul- 
tura molto negletta nelleducazi )ne del bam- 
bino è quella che a questo istrumento umano 
si riferisce. Non si insegna a respirare, né a 
pronunziare; non sì corregge il timbro difet- 
toso, dimenticatìdo che una bella voce, ben 
netta, chiara, vibrante, tale da poter portar 
lontano la parola, è non solamente un pre- 
gio, ma una necessità della nostra vita so- 
ciale. Mentre, più o meno, tutte le signorine 
sanno tormentare un pianoforte, ben poche 
sanno guidare la propria voce, e cantare con 
gusto e metodo. 

Il dott. C. E. Busey ha fatto degli studil 
interessanti in proposito. Egli considera il 
canto come un profilattico contro la tisi. L'au- 



• -IH su (|iir<io tinto. ixMi iKUo un 
. tso tutti I popoli i fiuftli ooltl- 
■ . gif iiullvidni sono piti forti, 
il hanno li petto più largo e più 
1 tutti 1 sensi. Le primo manife- 
.» tisi si producono gcnernlntento 
nella purie superiore del polmoni, airapltc. 
Ciò si spiega coir Inattività relativa di queste 
parti superiori e con la disposizione partico- 
lare dei bronchi. In virtù della quale l'aria 
Insperata è condotta più facilmente verso lo 
1).. -i> le sommità polmonari. Siccome 

r. ■ tutta la capacità polmonare, 

li' rcizio vocale la quantità d'aria 

inspiraci por minuto, è più considerevole. 
Il canto può, dunque, considerarsi a buon 
diritto come uno dei rimedii più efficaci per 
prevenire gravi attacchi di tisi. 

Un altro coefficientu alla salate sono gli 
alimenti. State attenti a non farvetie sfuggire 
alcuno men che genuino. Molte volte è dalla 
loro adulterazione che ci vengono i peggiori 
malanni. 

Io non ho il modo di mettervi in guardia 
-u tutto: ma aggiungerò poche parole sul 
pane, il primo nostio alimento. — È meglio 
mangiarlo fresco o duro? — si chiede qnal- 
•Mino. Gli stomachi vig«ìrosi preferiscono il 
■(.•ondo eh' è più sapido e ch'essi possono 
.:gerir bene; gli ammalati di dispepsia e di 
gastrolgia, si attengono al primo. Vi è, però, 
un fatto che dovrebbe consigliare il pane 
fresco per tutti: esso non contiene micror- 
ganismi; perchè l'alto calore del forno li ha 
uccisi, mentre il pane duro, in special modo 
se è affettato, è invaso subito da micròbi che 
ivono e prolificano nella mollica. Il pane 
lanco poi. più acido, ospita più colonie del 
l-ane bigio. 

Quindi siamo intesi. Volete la salute? Fate 
Kagni freddi quotidiani con la spugna, crea- 
tevi un sistema igienico di vita, e.... mangiate 
pane fresco. 



II settembre ò il mese propizio alla cul- 
tura delle piante ornamentali. Quale occa- 
ione migliore di questa, per discorrere un 
: ico sulla cura che bisogna dedicare al pro- 
prio giardino? 

Non è qui il caso di fare menzione di 
quelle specie provenienti da climi tropii-ali 
che nei loro paesi vengono usate come piante 
di utilità, mentre cresciute nelle nostre serre 
non sono che di puro ornamento: ma cùtc- 
remo quelle già molto dilfu.se nei nostri giar- 
dini, che possono trovare un posticino anche 
nella cucina. 

Fra le molte specie di erbe aromatiche 
alcune sono impiegate nei giardini per for- 
mare dflle graziose bordure, come il Timo 
l'iintua vulyaris), la Maggiorana (Orìgamim 
'l'ijurancides), la Santoreggia (Satureia hot- 
(ensis), le diverse varietà di Basilico (Ort/mam 
basilicum) e qualche altra delle quali, mentre 
il cuoco si serve per aromatizzare le vivan- 
de, il giardiniere si serve per aggiungere pro- 
fumo ai mazzi di tiori. I fiori della Cap- 
puccina e Nasturzio (Tropenlum majns) che 
coi colori smaglianti fanno il più bell'orna- 
mento dei giardini, della terrazza e persino 
delle finestre, servono come un'aggiunta delle 



devolnienttì plreantc, e lo Siunontl non ni 
tutto mature si conservano in aceto e rim- 
piazzano 1 capperi. I fiori del Begliuomini 
l/iiipiilient litiltiftminn) fanno parte delle guar- 
niture delle insalate e di altri piatti freddi. I 
frutti di diverso specie di zucchetto ornamen- 
tali a formo tanto bizzarre sono delicatissimi 
so mangiati fritti, colti però non maturi e cloò 
prima ehe la loro scorza s'indurisca; la specie 
a forma di arancio {Cucurbita anrantiaefunnis), 
quella a forma di mela bianca (C. mnliformis), 
quella candida a forma d'uovo {C. oviformis), 
la specie detta Benincasa (litnincasn cerifera) 
sono pregevoli se cucinate nel modo suindi- 
cato, mentre non mancano di ornare coi loro 
bei frutti gli steccati o le cerchiate al quali 
si arrampicano gli esili loro fusti. L'Jpio» 
tuberosa o Gli/cine Apios è una graziosa pian- 
ticella rampitìcante a fiori molto odorosi; le 
sne radici, che sono tuberose e possono rag- 
giungere la grossezza media di una mela, 
sono feculenti ed hanno un grato sapore se 
cucinate come lo patate. 

Il fagiuolo di Caracalla {Phaseolus Cara' 
calla) è uno dei più bei rampicanti a fiori 
con petali carnosi e bizzarramente inanel- 
lati, 1 q^ali sono eccellenti se fritti con burro 
e formaggio. Potremmo citare qualche altro 
genere ma, come già dicemmo, quanto più vi 
è merito ornamentale, il merito culinare di- 
venta minimo ed insignificante. 

Indichiamo, invece, un mezzo semplicis- 
simo per ornar le sale con vasi di verdura. 
Si tratta di piante contoiute nelle.... spugne. 
Sicuro: spugne fiorifere di grazioso efletto. 
Si prende una spugna ordinaria, piuttosto 
grossa; la si imb.'ve bene con acqua calda, 
quindi la si comprime colle mani fino a che 
abbia perduta la metà dell'acqua. S'intro 
ducono nei fori della spugna varie qualità 
di semi che germogliano con facilità, come 
miglio, trifoglio, ec. Si colloca la spugna così 
preparata in un vaso che può appendersi nel 
vano di una finestra. Tutte le mattine si deve 
bagnare la spugna. I semi in breve germo- 
gliano, e si ottiene una specie di zolla ver- 
deggiante con varie colorazioni a seconda 
dei semi che si sono adoperati. 



Qualche consiglio pratico. Il mese porta 
un vero sciame di vespe, api e brutta com- 
pagnia. Come guarire dalle punture che per 
caso ci possono infliggere e che, se in gene- 
ralo iniettano una piccola quantità di veleno 
inoflensivo, in casi speciali possono perfino 
produrre la morte? 

Al primo sintomo di dolore, ro.ssore e 
tumefazione della parte, occorre ricercare 
per mezzo d'una lente d'ingrandimento ed 
estrarre il pungiglione. Poi si laverà la parte 
con miscuglio di 100 gr. d'acqua, 100 gr. di 
alcool e 10 gi\ di ammonìaca. Infine si appli- 
cherà un po' d'ovatta imbevuta in 50 gr. di 
cloridrato di cocaina. 

Altro rimedio buono è quello di strizzare 
sulla parte otìesa, in modo che vi mandi sopra 
il succo, un ramoscello di timo, menta, mag- 
giorana, rosmarino o altra pianta aromatica. 
Se la piant cella è secca, basta umettarla eoa 
un po' di saliva. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



^ 14G - 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

OTTOBRE 



1 (1860). — Durante la battaglia del Vol- 
turno, il maggiore garibaldino Pilade Bron- 
zetti, con soli 205 uomini, difende valorosa- 
mente la posizione di Castel Morrone, estrema 
destra della linea di battaglia, contro 6000 
Borbonici condotH dal generale Perrone, e 
cade combattendo a corpo a corpo, mentre 
Giuseppe Mirri, ferito da varii colpi di baio- 
netta mentre tenta aprirsi una strada, rimane 
sopraffatto dal numero e prigioniero. 

a (1870). - Il brigadiere Chiaffredo Bor- 
gia, appostato nel villaggio di Furci (Chieti) 
con quattro carabinieri, raggiunge il capo- 
banda Pomponio, che sorpreso si era dato 
alla fuga, e lo afferra quantunque il brigante 
gli spari quattro colpi di rivoltella a brucia- 
pelo: il carabiniere Pavan sopraggiunto, uc- 
cide il Pomponio e salva la vita al suo su- 
periore. 

3 (1882). - I carabiBieri Zuccotti e Poli 
mandati da Adria a sorvegliare alcu le loca- 
lità minacciate dalla inondazione, durante la 
notte, udite delie grida, accorrono con una 
barca e salvano 13 persone, poi ne raccolgono 
altre 19, che vengono tutte poste in salvo al 
sopraggiungere del mai'esciallo Tormena, con 
barelle e soldati del 39o fanteria. 

4 (1882). — Lo stesso carabiniere Gio- 
vanni Poli, saputo che una vecchia sordomuta 
di 87 anni ed un'altra inferma di 77, abban- 
donate in una casa stavano per annegare, 
gettatosi a nuoto, una dopo l'altra trasporta 
in salvo le due Infelici sulle proprie spalle, 
con grave rischio di essere travolto dalla cor- 
rente. 

5 (1812). - Il cav. Angelo Olivieri de Ver- 
nler, di Torino, entrato nel 1806 volontario 
nella guardia d'onore del viceré d'Italia, dopo 
l'occupazione di Mosca, essendo tenente, è 
incaricato della difesa del castello di Pechon- 
kow, e vi si mantiene per 4 giorni con soli 100 
uomini, respingendo gli assalti dei cosacchi 
e mantenendosi in comunicazione con Mosca, 
avendone lode da Napoleone, la promozione 
a capitano e la legione d'onore. 

6 (1811). - Il capo battaglione Falavelli 
del C'> fanteria italiana, perduti 230 uomini 
e mancando assolutamente di vettovaglie, è 
costretto a capitolare dopo avere difeso per 
nove giorni contro numerose forze spagnole 
un convento di Calatuyad, essendo occupata 
già la città. Il maresciallo Suchet loda il va- 
lore della truppa nella " brillante e vigorosa 
difesa. „ 

7 (1861). - Il tenente Versar!, del 44» fan- 
teria, difende il paese di Rendinara in vai 
Roveto, assalito da Chiavone con 300 briganti, 
e li costringe a ritirarsi dopo sei ore di fuoco. 

8 (1868). - Il brigadiere dei RR. Cara- 
binieri Camillo Srambilla, costretto a com- 



battere contro tre briganti in terreno intie- 
ramente scoperto, nel territorio di Bagnara 
(Calabria) ne uccide uno, e ferisce e ne fa pri- 
gioniero un secondo. 

9 (1895). — Il maggiore Amelio, con sei 
compagnie e due pezzi, attacca 1200 uomini 
della retroguardia abissina a Debra Ailà, so- 
stenuto dal 3° batt. indigeno e dii cacciatori 
Italiani. Quantunque gli Abissini combattano 
con molto valore, la posizione è occupata alla 
baionetta dopo mezz'ora di fuoco, distinguen- 
dosi, oltre l'Amelio, i capitani Pinelli, Angherà 
e Martini, i tenenti Miani e Sapelli, e il fu- 
riere Fresco. 

10 (1303). — I veliti italiani, comandati 
dal capo battaglione Cotti, assalgono il campo 
di Milans in Catalogna, prendendo molti pri- 
gionieri, viveri e sei cannoni da montagna. 
La compagnia del capitano Tinti affronta al- 
cune centinaia d'inglesi sbarcati dalla squa- 
dra, e sotto il fuoco delle navi, li respinge 
avanzando nel mare con l'acqua fino al petto 
ed impadronendosi di varie barche. 

11 (1861). - Il brigadiere Luigi Galim- 
berti, con il carabiniere Brunera, attaccano 
quattro briganti, ed il Galimberti, lottando 
con due di essi a corpo a corpo, riesce a di- 
sarmarli ed arrestarli. 

\% (1805). — Il capitano Ravicchlo, pie- 
montese, passato al servizio dell'Austria quan- 
do fu sciolto l'esercito Sardo, dopo la batta- 
glia di Michelsberg perduta dall' arciduca 
Ferdinando, fermato nella stretta di Peters- 
dorf dagli esploratori francesi, riesce, inco- 
raggiando con l'esempio 1 soldati, a salvare i 
suoi pezzi precipitati giù dalla strada, ed è 
per questo fatto creato barone di Petersdorf. 

13 (1848). — Dopo alcuni mesi d'assedio e 
33 sortite, ridotti a 300, smunti, laceri e sfi- 
niti perchè mancanti di viveri, capitolano i 
valorosi difensori del forte d'Osoppo, che com- 
battevano agli ordini dell' ing. Leonardo An- 
dervolti, di Gaio (Friuli) e di Licurgo Zannini, 
modenese. Essi ottengono onorevoli condi- 
zioni di resa dal Van der Mill, già in possesso 
del paese, ed escono dal forte con musica in 
testa ed a bandiera spiegata, davanti la qua- 
le la bandiera austriaca s'inchina in segno 
d' onore. 

14 (1812). — Sebastiano Melis, con un figlio 
ed un cannoniere, difende sulla costa orien- 
tale della Sardegna una torre assalita dai 
barbareschi. Mortogli il tìglio, ucciso da uno 
dei primi colpi del nemico, morto poco dopo 
anche il cannoniere, continua a difendersi fin 
quando gli abitanti de' paesi vicini non giun- 
gono in soccorso di lui. 

15 (1861). — Il capitano conte Litta ed 
il tenente Tecchio, del lancieri Milano, con 60 
uomini, raggiungono e sorprendono sul monte 

(CoH^tuMa a ^ag. 150), 



117- 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




19. - GIUSEPPE RIBERA detto lo SPAGNOLETTO 
(Xatlva in Spagna, 1588-1G52) 

visse, studiò e dipinse in Italia, quasi sempre a Roma e a Napoli. Scolaro di Michelan- 
gelo da Caravaggio, si distinse per un realismo potente e aspro. Fu anche abile acqua- 
fortista. Vedasi il Martirio di San Bai-iolonieo, l'Adorazione dei Fautori. Pittore fecondo, si 
ripeteva spesso. 



OTTOBRE 1908 



— 143 



(41» SeUìmana) 



^ Doinenicn I " SS. Rosario 

378-89 I <•' ""^'••^ V«'"3''"^ ^S- 

^ — ■ Festaistituita da Gre- 
gorio XITI, a comiìieTnorazioiie della vittoria 
di Lepanto riportata contro i Turohi iielT ot- 
tobre del 1571. — S. Francesco d'Assisi. Fon- 
datore dell'ordine francescano e de'terziarì, 
]iafrotio della sua città natale. Visse dal 1182 
i.l 12-2G. — S. Petronio, vesc. di Bologna dal 
41'0 al 450, patrono di questa città. 

Memorandum. — A Fiesole, fiera di San 
Francesco; dura 3 giorni. — In San Giorgio 
a Cremano, presso Napoli, festa della Madon- 
na del Buon Consiglio. — Festa e lìera a 
Hrancavilla (Catania) per San Placido patrono 
del luogo. — Oggi per i protestanti tedeschi 
è la Ei-iìtefest (festa delle mèssi). 



5 Lunedi I S. Placido, abate, mart. 



379-88 



> S. Marcellino, vesc. di 
Ravenna, dal 232 al 285. 
— S. Galla, vedova, del tempo di Teodorico 
(457-525). — S. Renato, vescovo di Sorrcuto 
verso gli anni 421-450. 

IVIemorandum. — Chipur, ossia Giorno del- 
l'espiazione per gl'israeliti. — Pagamento 
delle pensioni governative di prima categoria 
(non oltre le 500 lire annue). 



6 Martedì I S.Brunone 

380-87 abate, di Colonia, fon- 
datore del nuovo ordi- 
ne dei Certosini. Morì l'a. IICI. - S. Magno, 
vesc. di Oderzo, verso l'a. 640. — S. Adelgi- 
so, vescovo di Novara, dall' 835 all' 860. — 
— S. Probo, vescovo e martire, onorato a 
Gaeta. 

IWemorandum. — Nella prov. di Cagliari si 
apre la caccia agli uccelli acquatici. 



7 Mercoledì 1 S. Brigida, matrona. 
381-86 I Principessa di Sve- 

zia, moglie ad Ulfone; 

ritirossi per tempo in un monastero, dove è 
lama avesse frequenti visioni celesti. Morì nel- 
l'anno 1473. — S. Giustina da Padova, verg., 
mart. (sec. l?j. — S. Palazia vergine, protet- 
trice di Ancona. — S. Geroldo, assassinato 
l)resso Cremona (sec. XIH). — S. Marco, papa 
nel 336. 

IVIemorandum. — 



8 Giovedì 1 S. Reparata. 

383-85 Verg., martire, circa 

^l'a. 250, onorata nella 
diocesi di Aiaccio (Corsica), e a Firenze. — 
S. Pelagla, commediante in Antiochia. Tro- 
vandosi un giorno ad una predica del ve- 
scovo Nonno, fu tocca dalle sue parole e 
pianse. Si gettò a' suoi piedi, dicendo di voler 



riparare alle sue colpe, quindi vendute robe e 
gioie, distribuì il denaro ai poveri e dopo fer- 
vente espia;',ione, ottenne il battesimo. Prese 
il velo delle religiose, e terminò i suoi giorni 
ili vina grotta del monte Oli veto. 

Memorandum. — In Toscana oggi si dice: 
'* A Santa Eeparala ogni oliva inoliata. „ 



9 Venerdì |S. Dionigi, l'areopagita. 
383-84 I Vescovo di Atei' e; 

poi apostolo di Lutezia 
(Parigi), ove credesi morisse martire nella se- 
conda persecuzione, l'anno tì6. — S. Donnino, 
martire, patrono di Borgo San Donnino (se- 
colo III-IV). Era ufficiale di certe dell'impe- 
ratore Massimiano Erculeo. Fu banditala pex'- 
secuzione contro i cristiani, e un giorno uscito 
di palazzo, non vi tornò più. Fu a Roma, dove 
sperava di iiasicondersi.ma l'improvvisa scom- 
parsa destando sospetti, furono mandati sulle 
sue tracce alcuni soldati. Tra Parma e Piacenza 
venne raggiunto, e senza ch'egli opponesse al- 
cunaresistenza,glifu tagliata la testa. — S.Dio- 
dato, abate di Montecassino, morto l'a. 834. 

Memorandum. — (5) L. P. a ore 22.3"', _ 
Fiera a Castelfranco nell'Emilia. — Festa na- 
zionale nella repubblica dell'Equatore (indi- 
pendenza di Guayaiuil). 



10 Sabato 

384-83 



I S. Francesco Borgia. 

I Figlio di Giovanni, 
duca di Gandia, fu chia- 
mato Francesco per voto fatto dalla madre 
a S. Francesco d'Assisi. Divenne intimo di 
Carlo V e lo seguì nelle sue impx-e^e guer- 
resche. Viceré di Catalogna, rimasto vedovo, 
fu da S. Ignazio ascritto alla sua Compagnia, 
ed ordinato sacerdote a Roma. Venne più 
tardi creato generalo dei gesuiti, e moi-ì nel 
1572. — S. Cerbo, o Cerbonio, vesc. di Massa 
Marittima (Populonia), morto l'a. 573 (Baro- 
nio). — • S. Paolino, vescovo di Capua, dall'BSS 
air843. — S. Andrino, vesc. di Sens dall'830 
all' 840. Mori a Ferricres, dove pure fu se- 
polto. 

Memorandum. — Primo giorno di Succot, o 
Festa delle capanne (per gl'israeliti). — Scade 
la quinta rata bimestrale delle imposte di- 
rette erariali e sovrimposte comunali e pro- 
vinciali. Non pagando entro gli otto giorni 
successivi alla scadenza, il contribuente in- 
corre nella multa del 4 %. — Da oggi al 31 
ottobre nella prov. di Como è perme-ssa la 
caccia con reti portatili; e quella coi segugi 
e cani da corsa, anche nei vigneti, nella prov. 
di Torino. - Estraz. pel rimb. djlle Obbllg. 
ferroviarie Torlno-Savoua-Acqul. 



OTTOBRE 1908 
1 1 Domenica 

SS5-82 



S. Firmino. 

Voscovo <r Uzòs, m. 

, y^ 5j^3 _ ^ piaoidia, 

t^rjfhie, mofta verso l'a. JCO, onorata a Vp- 

Memorandum. — Secondo giorno di Succo', 
re>*t;\ dolio oapanno. — Omvtl Prie d'Ati- 
itnifi a Parigi. 



12 Lunedì ! 

386-81 \ 



S. Serafino 
da Montegranaro. 

Morì settantacin- 
Hionnc, l'anno 1604. — 8. Pulcheria, impe- 
ritrice: 339 453 (Mipne: 10 sett.). - S. Edi- 
tio, niart. (sec. III-IV), ricordato a Ravenna. 
- S. Opilio, diacono, confessore, onorato a 
Piacenza: fiorì verso l'a. 420 Ferrarlo). - 
s. Eustachio, prete, venerato a Borro San Don- 
nino. 

Memorandum. — Famosa fiera dell' Impru- 
l'ctii, presso Firenze: dura sino al mercoledì. 

— Fiora di S. Serafino in Montegranaro (Mar- 
<'he). — Pagamento delle pensioni governative 
di terza categoria (superiori a L. 2000 annue). 

— CoIi<inhi(s (Idi/, ossia anniversai-io della sco- 
perta dell'America per opera di Cristoforo 
t'olombo (1492), festeggiato in Spagna e in 
molte parti deir.\merica Latina, specialmente 
111 quella Centrale, e anche in vari Stati del- 
l'Unione nordamericana. 



13 Martedì ! S. Edoardo 

SST-SO i*e d'Inghilterra, salì al 

trono ancor giovinetto, 

ma la matrigna di lui Elfrida si era opposta 
a codesta elezione, ed aveva tentato ogni via 
perchè fosse eletto il principe Etelredo. Riu- 
scito vano ogni tentativo, essa dopo tre anni 
di regno lo fece pugnalare da un suo domo- 
si ico ( 10G6) mentre trovavasi a caccia. — S. Che- 
lidonia, verg., morta l'a. 1152, ricordata a Su- 
biaco (Roma). — S. Romolo, vesc. di Genova, 
verso gli a. 641-649. — S. Luca, abate, morto 
l'a. 993, onorato a Carbone e ad Armento, 
provincia di Potenza, 

Memorandum. — 



1^ Mercoledì ! S- Callisto I, papa, m. 
288-79 Si attribui.sce a Cal- 

' listo la erezione della 

chiesa dedicata alla Madonna in Trastevere 
ed il cimitero sulla via Appia. Istituì pure il 
digiuno delle tempora, e benché la religione 
cristiana fosse allora tollerata, pure vi furono 
martiri. Lo stesso Callisto fu decapitato sotto 
Eliogabalo nel 222. — S. Fortunato, vescovo 
di Todi, circa dal 528 al 542. — S. Fortunata, 
verg. e mart., l'a. 301, onorata a Napoli. 

Memorandum. — 



' - (42» Settimana) 

15 Giovedì 1 S. Teresa, verg. 
289-78 I Nacque ad Avihi l'a. 

— _ . 1515. Fu la riformat rlco 

deiroi'dlno de' Carmelitani Scalzi. Scrisse ope- 
re ascetiche di alto valore, fn una vera mar- 
tire di penitenza, e morì nel 1582. — S. Rug- 
gero, ve.sc. di Canne (sulla fino del sec. V?), 
venerato a Barletta. 

Memorandum. — All'albo mumcipalo di 
ciascun comune si pubblica la lùsta dei giu- 
rati, compilata dalla Giunta mandamentale. 
— Oggi, di regola, si aprono le scuole elemen- 
tari; ed oggi pure comincia l'anno scolastico. 
Comincia la seconda sessione degli e«<ami spe- 
ciali (che in qualche università maggiore può 
e-osere anticipata al 1« ottobre), ma le lezioni 
cominciano molto piì tardi. — Cominciano 
i corsi ai Collegi Militari di Roma e Napoli 
e alla Scuola Militare di Modena. — Scad. 
cedole annuali Società Ang'oRom. illumin. 
a gaz. — Apertura della caccia nello Pro- 
vincie di Alessandria, Bergamo e Milano con 
i cani segugi; nella prov. di Pavia, alle solo 
lepri con i .segugi; nelle prov. di Piacenza, 
con la muta per le quaglie: nella prov. di 
Udine, con la spingarda. — Oggi in Toscana 
d cono: "* Per Santa Teresa prepara la tesa. ., 
Avviso agli uccellatori! — Da oggi sino al 15 
gennaio sono vietati la pesca e il commercio 
delle trote, del carpioni e delle bottatrici. 



16 Venerdì 

390-77 



I S. Ga'Io. n^i-to 
detto r apostolo (Iella 
Svizzera, morì a novan- 
tacinque aimi, nel 646. Era nato in Irlanda 
dopo la metà del sec. VI, e fu tra i dodici 
che seguirono S. Colombano in Inghilterra. 
Ricuperata la sanità sul la.jo di Costanza, 
eresse alcune celle, origine del monastero be- 
nedettino sotto il nome di S. Gallo. 

Memorandum. — Oscinanà-Rnbbà, o Fe'Jta 
di confermazione per gl'israeliti. — Nascita 
della Princ. Maria Pia, Regina di Portogallo 
(1847). — Oggi cominciano le lezioni nelle 
scuole secondarie classiche e tecniche del Re- 
gno. — In Toscana, ci-edono che se piove oggi, 
giorno di S. Gallo, pioverà per cento giorni. 



17 Sabato 1 S. Edvige, matrona. 

291-76 1 Donna d'illustro 

lignaggio. Le sue en- 



trato venivano consumate nel soccori-ere gli 
infelici, e rimasta vedova, vestì l'abito fra 
le religiose di Frebnitz. Morì nel 1243. — 
S. Margherita Maria Alacoque, zelatrice della 
divozione al S. Cuore di Gesù (1645-1690). — 
S. Caterio, mart., patrono di Tolentino. — 
8. Vittore, vescovo di Capua, dal 541 al 564. 

Memorandum. — (C U. Q. a oro 4,35™. — 
Sceininì Azéred, o Festa di chiusura per gli 
israeliti. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



{OTTOBRE — Vedi a pag. 146). — 150 — 

Quercia (Melfi) una numerosa banda a cavallo, 
e dopo un vivo combattimento ne uccidono 31, 
fra 1 quali i! capobanda Boschetta, e mettono 
gli altri in fuga, prendendo 39 cavalli. 



16 (1811). — Il capo battaglione Cecco- 
pieri, ritii-andosi ad Illcesca, in Aragona, con 
617 uomini compresi 20 ufficiali, è circondato 



citta, sono assaliti da varie compagnie di pa- 
palini contro i quali combattono per un'ora 
e mezzo, col fuoco e la bajonetta, cadendo 
morti nella mischia il Cairoli, Antonio Man- 
tovani, e Giuseppe Moruzzi e parecchi altri 
feriti. 



24 (1861). — Il tenente Roberto Castelli, 



d& 5500 spagnoli condotti da Mina, e marcia casalese, del 3° battaglione bersaglieri, muore 



facendo fuoco per dieci ore consecutive, fin 
quando ferito, esaurite le munizioni, e con 20S 
morti e 30i feriti, è costretto ad arrendersi 
con le lodi dello stesso nemico. 

17 (1815). — Il tenente d'artiglieria Elì- 
sio Melis, di Cagliari, di presidio al forte di 
Sant'Antioco con 17 artiglieri, assalito da un 
migliaio di Tunisini sbarcati nell'isola, si di- 
fende fin quando colpito alla testa, cade mor- 
to, dopo aver veduto morire undici de" suoi 
compagni. 

18 (1805). — Il dragone Manenti, pie- 
montese, all'assalto di un ponte sul fiume 
Leck, affluente del Reno, visto il suo capi- 
tano ferito e caduto nell'acqua, si getta nel 
fiume sotto una grandine di palle, quantun- 
que da lui punito lo stesso giorno, lo salva 
è corre subito nuovamente all'assalto. Na- 
poleone gli appende egli stesso al petto le 
insegne della Legione d'onore. 

19 (1900). — Un drappello di 12 marinai 
italiani, di scorta ad un convoglio di viveri, 
respinge valorosamente presso Ma Tao, in 
Cina, una banda di 200 hoxers. 

a© (1880). — Il 6» e 70 bersaglieri, soste- 
nuti dalla brigata Regina con artiglieria, as- 
saltano la posizione del Macerone difesa dal 
generale Douglas Scotti con 30,000 Borbonici. 
Si distinguono il maggiore E. Negri, i capi- 
tani Bernini, Brunetta, Gastinelli e Gusberti 
ed i sergenti Ferrerò, Betemps e Pibiri dei 
bersaglieri. Uno squadrone dei lancieri No- 
vara comandato dal capitano V. Cocconito di 
Montiglio, sfonda il l» reggimento fanteria 
Borbonica, gli prende la bandiera e fa pri- 
gioniero il generale comandante in capo. 

ai (1805). — L'ammiraglio Carlo Gra- 
vina, di Palermo, comandante della squadra 
spagnola alleata della francese a Trafalgar, 
muore gloriosamente combattendo a corpo 
a coi-po, sul ponte AeW Alyeciras, con l'equi- 
paggio della nave inglese Townant salito al- 
l'abbordaggio. 

«2 (1813). - Gabriele Galateri, morto 
ispettore generale dell'esercito Sardo e gran 
collare dell'Annunziata, essendo ufficiale al 
servizio della Russia, non ostante un vivo 
fuoco di mitraglia si slancia primo a traverso 
un ponte di legno in fiamme, sul fiume Ems, 
tagliandone la parte verso il nemico, ed è no- 
minato cavaliere dell'ordino di Vladimiro, 
sul campo. 

«3 (1867). - A Villa Glori, sul monti Pa- 
rioli, poco fuori di Roma, 78 garibaldini con- 
dotti da Enrico Cairoli, scesi per il Tevere 
da passo Corese col diseguo di penetrare iu 



da valoroso combattendo contro una nume- 
rosa banda di briganti a Sant'Angelo di Palma. 

25 (1867). — All'attacco di Monterotondo 
da paite dei garibaldini, il capitano Marziano 
Ciotti, friulano, intrepido sotto il grandinare 
dei proiettili, dà fuoco alla porta San Rocco 
per la quale entra per il primo dentro le 
mura. Garibaldi lo promuove maggiore con 
una lettera nella quale gli invia pure " un 
bacio paterno. „ 

26 (1867). — Il capitano Giuseppe Ber- 
nardi, senese, con pochi ufficiali e volontari 
garibaldini della colonna Nicotei'a, rimasto 
isolato nella casina Va'entini a Monte San Gio- 
vanni (Frosinone), si difende ad oltranza con- 
tro 300 pontifici, fin quando il fabbricato non 
va in fiamme. Allora, fatti uscire prima i suoi 
compagni da una finestra, li segue e cade 
colpito da una palla tirata dai nemici che si 
ritirano. 

27 (1848). — Alessandro Poerio, ottenuto 
dal generale Pepe il permesso di prender 
parte in prima linea ad una sortita contro gli 
Austriaci trincerati nel villaggio del Cavallino 
(Mestre), con Damiano Assanti supera fra i 
primi una barricata difesa da 700 uomini e 
due cannoni. Colpito al ginocchio da una 
palla stanca, continua ad avanzare, combat- 
tendo fin quando cade ferito di mitraglia gri- 
dando Viva l'Italia! 

28 (1860). - Il tenente Giovanni Ca- 
nazza, aiutante di campo del generale Pinelli, 
si segnala a Pizzoli 'Ascoli) combattendo con- 
tro le bande reazionarie ed inseguendole, ed 
è nominato cavaliere dell'ordine militare di 
Savoja. 

29 (1860). - Al ponte del Garigliano, 
dopo una brillantissima carica del reggimento 
Piemonte Reale, il 7° batt. bersaglieri, coman- 
dato dal maggiore Negri, segnalatosi pochi 
giorni prima al Macerone, spintosi avanti tra- 
sportato dal proprio valore, rimane per qual- 
che tempo solo a fronte di migliaia di Bor- 
bonici. 

30 (1805). — Alla battaglia di Caldiero, 
1 due reggimenti dragoni italiani ed il 2» fan- 
teria uniti alle truppe di Massena,. combat- 
tono con molta lode. Vi rimangono feriti il ca- 
pitano Giovanni Camurri ed il tenente Luigi 
suo fratello; ucciso il sergente Fen-arini. Il 
tenente d' artiglieria Luigi Camozzi merita 
speciali encomi. 

81 (1900). — Una colonna di truppe ita- 
lo-tedescho, agli ordini del colonnello Gar- 
roni, composta di 350 uomini, occupa bril- 
lantemente Kuau Ksiea difesa da lòOO ciuesi 
oca 5 cuuuoui. 



— 151 - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




20. - GIOVANNI FRANCESCO BARBIERI detto il QUERCINO 
(Cento 1591-1666) 

studiò Tiziano e il Caravaggio. Fu grande nel chiaroscuro e nel tocco. Citiamo, tra le sue 
opere migliori, V Ecce Homo della Galleria Corsini, e V Auro» a di Villa Ludovisi. 



OTTOBRE 1908 



- 152 



(43» Settimana) 



18 Domenica! S. Luca, evangelista. 

393-75 Discepolo e segreta- 

— ^ rio di S, Paolo, scrisse 

il terzo Vangelo canonico, e gli Atti degli apo- 
stoli. Si crede morisse martire a Patrasso 
l'anno 8G. — S. Giuliano Saba, anacoreta. — 
S. Monone, anacoreta del VII sec. -- S. Paolo 
delia Croce, fondatore dei Passionisti (1G94- 
1775)_ _ Testa della dedicazione del duomo 
di Milano, compiuta da S, Carlo Borromeo 
noi 157G. 

Memorandum. — Simlri-Torà, o festa della 
Legge, per gl'israeliti. 



19 Lunedì 1 ^- P'^*''^ d'Alcantara. 
393-'74 Uno dei più illustri 
' santi dell'iberia: fu mo- 
naco francescano ed a soli 20 anni destinato 
supcriore di Badacos, esercitò il suo uffico in 
modo da attirarsi l'universale ammirazione. 
Morì a 63 anni nel 1562. — S. Massimo, dia- 
cono, patrono d'Aquila degli Abruzzi, mar- 
tire verso r a. 250. — Ss. Procolo e Nicea, 
martiri, rammentati a Pozzuoli. — S. Euste- 
rio o Asterio, vesc. di Salerno dal 535 al 539. 

Memorandum. — 



20 Martedì 

394-73 



S. Ele^zario, francese. 

Ammalò a Parigi, e 
' vi n)ori. in fama di san- 
tità, l'anno 1323. — S. Giovanni Canzio o da 
Kent, polacco, nato verso il 1403, morto nel 
H73. — S. Irene, vergine e martire. 

Memorandum. — Fiera a Rovigo. Dura 
8 giorni. — Pagamento delle pensioni gover- 
native di seconda categoria (superiori a L. 500, 
ma non a L. 20jO annue). 



21 Mercoledì! S. Orsola 

395-73 ® compagne verg., mart. 

Il martirio sarebbe 

avvenuto a Colonia verso l'a. 453. Molte leg- 
gende si formarono in seguito sul numero e 
sulla patria di queste vergini. A Colonia si 
mostrano anche presentemente molte reliquie 
delle compagne di S. Orsola. — S. Follano, 
vescovo, martire, verso l'anno 383, onorato a 
liUcca. — S. Bertoldo da Parma, confessore, 
morto l'a. 1101. — B. Felice Moda, compa- 
trono di Posai'o. 

Memorandum. — Fiera di Sant'Orsola a 
Caulonia (prov. di Bcggio Calabria). 



22 Giovedì ! ^- "^'■'o"^, anacoreta. 



396-71 



Mori 
età, l'a. 



in tardissima 
371. - S. Ve- 
recondo, vesc. di Verona (a. 522?). — S. Gio- 
vanni Buono, eremi' ano, morto l'a. 1249, ono- 
rato a Mantova. — S. Filippo, vesc. di Fermo 
verso gli anni 251-254, martire. — S. Mode- 
ramno, vescovo, morto nel 730, onorato a Ber- 
ceto (Parma). — S. Giovanni Buono, eremi- 
tano, morto nel 1269, onorato a Mantova. — 
S. Verecondo, vescovo di Verona verso il 522, 

Memorandum. — Festa della Madonna della 
Neve a Torre Annunziata, in ricordo delia 
eruzione del Vesuvio del 1822. 



23 Venerdì 

397-70 



S. Giovanni 
da Capistrano. 

Nato nell'Abruzzo, 
abbracciò la religione di S. Francesco, con- 
vertì molti eretici e contribuì a far togliere 
Tassodio a Belgrado nel 1456 e dar vittoria 
ai cristiani contro i Turchi. Morì nel 1456. 
— S. Vero, vescovo di Salerno (sul principio 
del sec. V). — S. Severino Boezio (verso l'anno 
470-525), martirizzato presso Pavia da Teodo- 
rico. — S. Croscio, martire, ricordato a Fie- 
sole. — S. Severo, confess., ricordato a Mon- 
tefalco (s-c. V). — B. Pietro Luigi Chanci, 
missionario, marista, il primo martire del- 
l'Oceania, dove fu ucciso nel 1841. 

Memorandum. — Entra il Sole in Scor- 
pione. — Commemoraz. patriottica a Roma, 
presso lo storico niaiidoi-lo sui colli Parioli, per 
l'anniversario della morte dei fratelli Cairoli, 
caduti combattendo contro i soldati pontilìci 
(1867). — Fiera a Potenza: dura 3 giorni. 



24^ Sabato ! ^^" Raffaele, arcangelo. 
398-69 S. Maglorio, vescovo 

in Bretagna, morto l'a. 

575. — S. Marcio, eremita, ricordato a Mon- 
dragone, presso Sessa Aurunca e Carinola 
(Gaeta). — S. Maiorio, martii-e, circa Fa. 450, 
onorato a Tivoli. — B. Angelo Porro, servita, 
morto l'a. 1506, onorato a Milano. — Ss. Fe- 
lice, vesc, Adautto e Felice preti, Fortunato 
e Settimio, lettori, martiri a Venosa (Potenza) 
nel 302. 

Memorandum. — ATuiiversai-io del matri- 
monio delle LL. MM. il re Vittorio Ema- 
nuele III e la Regina Elena (1896). 



OTTOBRE 1908 



f44* Settimana) 



25 Domenica ^ ^S- Crispino 

29c»_0S ® Crlsplniano. martiri. 

Martiri a Soissons, 

Ma po:spi'U7.loiie di Miissimiaix» o Diode 
iii'i. l'rt. •>S7. Net sceolo III questi duo 
Ulti, con S. Quintino ed altri, vennero da 
■ ma in Francia a predicare il Vangelo i' 
;»l>iliix>no loro stanza u Soissons. Giunti nella 

• .lilla Deltiica, M;issiiiii:«no Frculeo fattili ar- 
. st«re, li consegnò al pretore -peroh»» li in- 
duoos.sc a saeri tifare ai;!" idoli. Rifiutando essi, 
ftirono decapitati. — S. «ìavino, protettore di 
Sassari. — S. Miniato, niart., l'a. 'J54, venerato 
a Firenze. — Ss. Crisnnto e Daria, martiri a 
Uoma, verso l'a. 284. — Ss. Teodoro. Lucio, 
^larco. Pietro, altri centocinquantaduc mar- 

ri a Roma, verso l'anno 265. — Ss. Proto, o 
lopto. prete, e Gennaro, diacono, martiri, 
\vrsj l'a. W2. 

Memorandum. — ® L. N. a ore 7,47"». — 

' "mmeniorazione patriottica a Roma, della 

la^e del lanificio Aiani in Trastevere (1867) 

Fiora a Treviso. Dura 3 {giorni. — In Barra. 

: osso Napoli, festa popolare detta dei Gigli. 

Termina osgi d'ordinario, per le scuole 

•^mentari del regno, il periodo utile perle 

• mande d'iscrizione e per gli esami di am 
:::!Ssione e riparazione e di maturità. — Da 
l'ggi fino alla prima domenica di giugno a Na- 
poli si paga la rampogna ai pr rMeri dalla mez- 
zanotte in poi. — A Parigi seduta pubblica e 
I>lcnaria dell'Istituto di Francia per il confe- 
rimento dei premi nei diversi concorsi. 



26 Lunedi i S. Evaristo. papa. 



300-67 



Martire della teiza 

persecuzione, sotto 

Traiano, l'a. 105. Nacque a Betlemme, fu 

• ■tto papa nel 97, e governò la Chiesa sotto 
-.'imperatori Domiziano, Nerva e Traiano, 
l-.ffli primo stabili che i matrimoni fossero 
fatti pubblicamente colla benedizione del sa- 
cerdote. — S. Gaudisio, vescovo di Salerno 

ec. VI-VII). — 8. Fulco Scotti, vescovo di 

avia dal 1216 al 1229. 

Memorandum. — Fiera a Varese. — Finisce 
il mese di Jiaiundnn per i mus!?u'mani. Ul- 
timo ;,'iorno di dl-'iuno. 



27 31artedi '^' Frumemlo, vescovo. 

301-66 j Onorato dagli Abis- 

' sini come uno degli apo- 

.stoli dell'Etiopia: sec. IV. — 8. Florio, o Fiore, 
vose, di Aemonia (Cittanova, nell'Istria), verso 
i anni 524-546, festeggiato a Pota (Istria). — 
- Elseban re etiopico (532). Rinunciato a,! 
irono, finì i suol giorni in oo monastero po- 
sto sopra una deferta montagna (Butler). — 
B. Francesco da Pesaro. 

Memorandum. — Fiera a Montecchio nel 
Reggiano. Dura tre giorni. — Oggi pagamento 
degli .stipendi agli impiegati governativi. — 
Oggi e i due giorni successivi grande Beiram 
per 1 mussulmani. 

L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto 
il rimedio delle malattie 



Ss. Simone, 
e Giuda Taddeo 



28 Mercoledì! 

303-65 

uposioli, marti ii/./,ati in 
Persia dopo av*r predicato la fedo in Asia. — 
S. Firmiliano, vose, di Cesarea in Cappadocia, 
morto l'anno 272. — 8. Cirilla, vergine, mar- 
tire a Roma, verso l'a. 2'>0. — S. Fedele, sol- 
dato teboo, martire verso l'a. 28S, venerato 
a Milano. 

Memorandum. — Anniversario della nascita 
di Simone Bjlivar detto il Liberatore (17H3), 
festeggiato in molti stati del Sud, e del Cen- 
tro-.\merlca. 



29 Giovedì 1 S. Ermellna, vergine. 
303-64 Onorata a Meldraért, 

presso Hugard. Mori 

verso l'a. 595. — B. Angelo d'Acri (Calabria), 
cappuccino, nato l'a. 1669, morto nel 1739. — 
Ss. Giacinto e compagni, martiri, ricordati a 
Caggiano (? Salerno). — S. Eusobia, verg., m. 
(sec. III-IV), onorata a Bergamo. — B. Ben- 
venuta Boiani, ricordata a Cìvidale del Friuli. 

Memorandum. — Fiera di eavalli a San Bo- 
nifacio (prov. di Verona). Dura due giorni. 



30 Venerdi 

304-63 



SS. Marcello e Cassiano. 

Martirizzati l'a. 298. 
— S. Germano, vescovo 
di Capua, dal 518 al 541 circa. — S. Gerardo, 
vescovo di Potenza, morto verso l'a. 112;). — 
S. Cherubino, martii-e. — S. Saturnino, vesc. 
e mart. nella Gallia f250). Romano di na- 
scita, si recò nella Gallia verso il 245 man- 
datovi da x>apa Fabiano, dove converti gran 
numero d'infedeli, non essendo ancora la re- 
ligione cristiana propagata in quella regione. 

Memoraiidum. — Nella provincia di Cagliari 
resta vietata da oggi la caccia ai cervi, daini 
e mufloni. . 



3 1 Sabato | S. Alfonso Rodriguez. 

305-63 Nato l'anno l.">;il. 
^m. nel 1617. - S. Anto- 



nino vesc. di Milano, verso gli anni 655-661. — 
S. Germano, patriarca di Costantinopoli. Vi-se 
nel tempo di Leone Isaurico e col grande Da- 
masceno fu insigne oppugnatore dell'icono- 
clasta imperatore. Cacciato in esilio, vi mori 
nonagenario. 

Memorandum. — Si chiudono oggi in al- 
cuno province diverse caccio speciali, che 
durano un solo mese o anche meno (vedi 
l" e 10 ottobre). Nella provincia di Sondrio 
si chiude la caccia al camoscio e al gallo di 
montagna. 

ricostituente, la salute delle donne, 
degli organi digerenti. 



— 154 — 

I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

OTTOBRE 

La minestra — L' umidità — Le tende al letto e alle finestre — La pulizia del corpo — RI- 
medii contro le contusioni ed il singhiozzo — Per conservare i fiori tagliati — Per pu- 
lire i cristalli dalle contaminazioni delle mosche — Costoline di montone — Elisir di china. 



Fino a questo momento avrete trovato 
ch'io dò poca parte ai consigli gastronomici. 
È vero ; ma lo spazio mi costringe a limi- 
tarmi solo all'attualità. Tuttavia, poiché l'ot- 
tobre è, dirò così, un mese.... neutrale, io ne 
profitto per parlarvi un po' della minestra, 
che, senza dubbio, ha un'importantissima 
parte nel nostro nutrimento. Avanti tutto vi 
faccio osservare ch'essa dovrebbe, al contra- 
rio di quel che non si taccia, mangiarsi in fine 
di tavola: infatti, essa non solo riempie lo 
stomaco (cosa che non permette di mangiare 
qutUo che vieu dopo) ma assottiglia, con la 
sua fluidità, i succhi gastrici, e, quindi, inde- 
bolisce la forza della digestione. Chiarito ciò, 
entriamo nella pratica dell'argomento. 

Si può preparare una buona minestra 
senza carne? si domandano tutti coloro i 
quali preferiscono un pezzo di carne arrosto 
ad un pezzo lesso. Bisogna rispondere di si 
secondo l'assicurazione di competentissime 
persone. Nella Germania del Nord si fanno 
zuppe di vino, birra, e frutta; nella Germa- 
nia del Sud si adoperano invece gli estratti 
di carne. È vero che le prime non sono delle 
ottime minestre, e le seconde, fondandosi su 
estratti che non si sa se vengono da animali 
sani, e che, oltre ad avere un odore piccante, 
sgradevole a molti, riscaldano e provocano 
alle persone nervose e anemiche palpitazioni 
di cuore e ribollimenti di sangue, nutriscono 
poco e costano molto ; ma resta sempre che 
sono entrambe minestre artificiali. 

Quali, dunque, le minestre senza carne, 
buone davvero?... Quelle preparate bene con 
acqua o succhi vegetali. Bisogna scegliere 
acqua in cui siano state cotte radici, carote, 
patate, o meglio, cavoli fiori, asparagi, legumi 
di qualunque specie. Con una crosta di pane 
ed una piccola cipolla senza sbucciare, si darà 
al brodo un bel colore giallo. Il miglior modo 
è il seguente: fate bollire fagioli, fave o len- 
ticchie, con alquanto sale ed erbe da zuppa, 
aggiungetevi un po' di soda, e, appena giunta 
ogni cosa a cottura, fatela riposare. Così il 
brodo si chiarificherà e potrà cuocere riso, 
orzo, pasta, ec. Se vi aggiungerete qualche 
torlo d'uovo, o un po' di burro o un po' di 
farina bruscata, la minestra sarà anche più 
sapida delle solite minestre di carne. 

Buona dui pari e la cosiddetta zuppa 
Kneipp. Si fa con burro, uova, farina o latte 
inacidito, aggiungendovi, oppur no, la carne; 
utile, invece agli stomachi deboli, è la cosid- 
detta Leitziger Allerìei, che si fa cuocendo 
separatamente varie specie di legumi freschi, 
ed aggiungendovi sugo di farina, prezzemolo 
pesto, rosso d'uovo e cipolla rosolata. 

Ottime zuppe si ottengono, poi, con la fa- 
rina di avena e con la farina bigia ; nella 
prima si mette a bollire un po' di buccia di 
limone; nella seconda pochi funghi porcini 
cotti nel burro. Ai bambini, ai vecchi, ai con- 
valescenti, a tutti coloro, insomma, ohe non 



possono masticare, consiglio una zuppa fatia 
con pane di cruschello. 

*** 

E passiamo ai veri e propri consigli del 
mese. 

L'ottobre è il mese delle piogge; è l'au- 
tunno avanzato che esercita i suoi diritti. 
Bisogna stare, quindi, in guardia dall'umi- 
dità, che, quando si prolunga troppo, acqui- 
sta delle proprietà nocive. L' umidità ostacola 
le funzioni organiche e sopratutto, quelle 
della pelle; la tensione elettrica diviene de- 
primente, la radioattività dell'aria si modi- 
fica, e la nostra energia vitale diminuisce. 
Noi, quindi, ci vediamo ridotti in pessime 
condizioni per resistere alle malattie. Nelle 
città fredde, dove già si usano i camini, le 
stufe, i caloriferi, si nota una cattiva combu- 
stione di carbone : il carbone, è infatti, im- 
bevuto di umidità, l'aria che circola nei fo- 
colari è umida. Il cattivo funzionamento dei 
camini si riverbera sopra di noi. che inciam- 
piamo in mille malanni. Se volete conoscere 
il livello della salute pubblica, osservate i 
camini e le stufe: ove il fuoco si spenga o, 
per diversi giorni, bruci male, state attenti 
alla vostra salute, che le condizioni atmosfe- 
riche sono sfavorevolissime! Non vi esponete 
troppo, e, in casa, copritevi bene, evitate di 
afl'aticarvi in qualunque modo. 



È in questo mese che comunemente s'usa 
rimettere in onore le tende per il letto e le 
finestre. Tale abitudine se soddisfa il nostro 
senso estetico, non rappresenta certo un fat- 
tore d'igiene. Al contrario, è causa nociva alla 
salute. Noi non possiamo restar dieci minuti 
senza che si muti l'aria nei nostri polmionf. 
Abbiamo assoluto bisogno dell'aria, e la notte 
non meno del giorno. La notte, invece, dor- 
miamo d'ordinario, con la porta e le finestre 
chiuse. L'aria così non si rinnova punto, e, 
se la camera è piccola, finiamo col respirare 
aria rarefatta che, col suo acido carbonico, è 
dannosissima al nostro sangue. La mattina, 
quindi, nell' alzarsi, spesso ci sentiamo la testa 
pesante e un senso di malessere. 

Le persone che riducono anche più l'aria 
della loro stanza chiudendo il proprio letto 
fra le tende, commettono un errore gran lis- 
simo. Essi non fanno altro ohe privarsi di un 
indispensabile alimento. L'aria passa, sì, an- 
che a traverso le tende; ma le tende impe- 
discono all'aria di circolare liberamente e, 
nello spazio che occupano, lasciano stagnante 
l'aria emessa da chi dorme. 

Bisogna, dunque, non solo togliere le tenda 
che circondano il letto ma anche far sì che 
entri nelle camere aria pura dalla strada. La- 
sciare, perciò, almeno una finestra socchiusa. 

Ciò che ho detto delle tende attorno ai 



- 155 



.,,. ..... -;ìo. Non 

no pussare luce 
che iinpudlscono 



di 
ed. 

ti pjissji--!.» :ill ;i.ti;l. 

I^ loro prpsenz* ci priva dol principale 
olotnento: «love non entrano aria o luoo, on- 
> il medio» 



Detto della luce e dell'aria, diclamo pure 

;;\ pulizia del nostro corpo, eh' è un altro 
»• non meno capitale fattore di benessere. La 
signora Sticl hvsciò scritto, che la pulizia del 
corpo è un secondo pudore; essa dà all'uomo 
di tutte le età e di tutte le classi una flso- 
nomia più aperta, delle maniere più spigliiite 
che, insieme, ispirano simpatia. Nulla di più 
vero e di più giusto. La pulizia ha un'in- 
flaenza notevole sul benessere dell'uomo. 
L'operalo deve tutti i giorni curare la toilette 
del suo corpo nell'interesse della sua salute. 
Non gli è permesso di dimenticare che a cia- 
scun momento la superficie del suo corpo si 
copre di sudore, di molecole terrose e metal- 
liche, le quali impediscono le funzioni dei 
pori e sospendono quella più importante della 
traspirazione. 

Il professionista, l'impiegato, l'uomo d'af- 
fari, il ricco, tutti, insomma, si inchinano 
ugualmente a questo bisogno imperioso che 
inette la pelle in condizione di esercitare le 
sue capitali funzioni e prima di ogni altra, 
l'esalazione cutanea. Si calcola che ascenda 
a circa 1 chilogrammo e 447 grammi per 
ogni 24 ore. Tale materia, deponendosi sulla 
superficie della pelle, s'evapora ma vi lascia 
un residuo solido formato da sali e da pul- 
Tiscolo animale. 

Mescolandosi coi residui della epidermide 
e le polveri venute da fuori, questi depositi 
formano uno strato grassoso che bisogna to- 
gliere. 

La seconda funzione della pelle è la sen- 
sibilità tattica che può essere affievolita dal 
prodotti che l'esalazione cutanea lascia alla 
sua superficie: prodotti in parte destinati ad 
essere assorbiti dalla biancheria che si in- 
dossa, in parte dalle abluzioni, o, meglio an- 
cora, dai baguL 



Ed occupiamoci della nostra salute, pas- 
sando dal generale al particolare. Vi darò 
qualche rimedio contro le contusioni ed il 
singhiozzo. 

Le contusioni si curano In un modo solo : 
mettendo subito sulla parte oflfesa. bagnoli di 
acqua freddissima, e continuandoli, se la con- 
tusione è grave ed estesa, per molto tempo. 

Più si avrà questa pazienza, e minore sarà 
l'ecchimosi e per conseguenza più breve il 
periodo che conduce alla guarigione. 

Talnui adoprano anche irapiaotri freddi di 
aceto e midolla di pane, altri usano la tin- 
tura d'arnica allungata con l'acqua. Ma tanto 
l'aceto quanto la tintura d'arnica non hanno 
nessuna azione snlla diffusione del sangue 
sotto l'epidermide; essi rafforzano soltanto 
i tessuti e tanto giovano inquantochè impe- 
discono la rottura della pelle. 

Per le contusioni alla tempia o sul resto 
della testa, è bene applicare dopo l'acqua 



freilda nna densa pasta formata di amido 
sciolto nell'acqua. Quella pasta si stonde e 
impedisco che formi il bozzolo. 

Contro 11 singhiozzo vi dò anche varie 
ricette. Questa convulsione del dl.aframma, 
causata spesso dall' aver mangiato troppo, si 
fa cessare o con una sorpresa, o Inghiottendo 
alquanti sorsi d'acqua fredda, pura o acidu- 
lata, a brevi intervalli l'uno dall'altro. Nel 
caso pooo frequente dol singulto troppo osti- 
nato si ricorre all'etere, al ghiaccio, all'oppio, 
ai senapismi applicati sulla forcella (bocca^ 
dello stomaco. 

Un altro rimedio semplicissimo ed Infal- 
libile consiste nel mesc'olure dello zucchero 
con buon aceto e inghiottirne una cucchiaiata. 

Il singhiozzo più ostinato si vince turan- 
dosi il naso e le orecchie con le mani, ap- 
plicando il pollic*" sulle narici o il medio sul 
padiglione dell'orecchio, bevendo a piccoli 
sorsi un mezzo bicchiere d'ac-iua. 



Chiudo con qualche consiglio utile e le 
solite ricette gastronomiche. 

Oggi di fiori sulle piante non se ne tro- 
vano più molti, e bisogna tenere di conto 
quelli che si accolgono in casa. Recideteli 
bene, con un affilato temperino, ogni qual- 
volta cambierete l'acqua ove li custodite; 
non lasciateli esposti ad una luce troppo viva, 
sia essa naturale o artificiale, e, di notte, co- 
priteli con un gran foglio di carta. 

In compenso oggi contin ;ano a rallegrarci 
le mosche e lasciano costantemente le loro 
tracce sui quadri, sulle cornici, sugli spec- 
chi, ec. Per pulire, basta fregar la parte con- 
taminata col succo delle cipolle fresche. Le 
cipolle si tagliano in fette al momento di ser- 
virsene. Questo mezzo non ha che l'incon- 
veniente di un odore sui generis, che, del 
resto, svapora molto presto e serve ad allon- 
tanare gli altri insetti. 



Ed eccovi la scienza per preparare le co- 
stoline di montone. Ben battute e infarinate, 
disponetele In una tortiera, con un pezzo di 
burro, qualche cucchiaio d'olio, un po' di 
lardo, e qualche fetta di prosciutto. Quando 
avranno preso colore, salatele, bagnatele con 
un bicchiere di vino buono, e fatele cuocere 
a lento fuoco. Consumato il vino, versatevi 
del sugo o del brodo; terminata la cottura, 
mettetele in un piatto. Sgrassate il fondo, 
pa.ssatelo allo staccio e servitelo con fette di 
pane fritte nel burro. 

Se volete servire fredde le costoline, con- 
ditele con la gelatina ben limpida. 

Una buona ricetta per preparare VElisir 
di china, è poi la seguente: 

gr. 25 di china calissaia pestata. 
„ 3 „ cannella in polvere. 
r, 3 , coocinijilia in polvere. 
„ 1 fl garofani. 
„ 600 , alool a 30 ", y. 

Si lasci macerare il tutto per 5 o 6 giorni, 
quindi si aggiunga un chilogramma di zuc- 
chero e gr. 600 di acqua. 

Si filtri e s'imbottigli. 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie degli organi digerenti. 



- 156 - 

EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

NOVEMBRE 



1 (1805). — Due reggimenti dragoni e i 
granatieri del 2» fanteria italiana, attaccano 
al di là di Pojano (Valpantena) la retroguardia 
austiiaca dell'arciduca Carlo, facendola pri- 
gioniera con il generale Willinger. 

2 (1860). — Dopo parecchi giorni di as- 
sedio e tre di bombardamento, capitola Capua 
contro la quale opei*avano truppe garibaldine 
e dell'esercito regolare, agli ordini del gene- 
rale Enrico Morozzo Della Rocca. Si erano 
segnalati fra i garibaldini il generale Vin- 
cenzo Orsini e il colonnello Bruzzesi; fra gli 
ufficiali dell'esercito, il tenente colonnello 
Emilio Pallavicini ed il capitano Pautrier dei 
bersaglieri, ed il capitano del genio De Be- 
nedictis, non che il maggiore Jovene che nella 
città assediata, contro la quale dirige il fuoco, 
sa di avere la propria famiglia. 

3 (1862). - Il capitano G. Bota del 36° 
fanteria, di Brescia, con il tenente Perino di 
Napoli, 36 uomini e 2 carabinieri, Cena e 
Paris, muove contro ad una banda di circa 
200 briganti, nel territorio di Santa Croce di 
Magliano, e 23 di quei 40 prodi pagano con 
la vita la loro audacia, compresi il capitano 
e il tenente. 

4 (1860). — Il lo e 20 reggimento grana- 
tieri, ed il i° e 24» battaglione bersaglieri as- 
salgono di fronte e di fianco le truppe bor- 
boniche a Mola di Gaeta, sbandandole e co- 
stringendole a vifugiarsi nella fortezza. La 
bandiera del 1" granatieri è decorata di me- 
daglia d'oro, quella del 2" di medaglia d'ar- 
gento. Li guidano all'assalto delle batterie 
nemiche i generali Manfredo Fanti, Maurizio 
de Soiinaz e Cai-lo Mezzacapo. Si distinguono 
il colonnello Gozzani di Treville del 2<> gi-ana- 
tieri, i maggiori Zanoni e Ratti, i capitani 
Grosso Campana, Fumagallo, Borelii e No- 
vellis dei bersaglieri, ed il granatiere Effisio 
Janna. 

5 (1883). - A Castel San Pietro (Bologna) 
il carabiniere Antonio Romagnoli attVonta solo 
vurii malfattori armati di fucile, e riesce ad 
arrestarne due non ostante la loro viva resi- 
stenza. 

O (1863). - Sedici insorti friulani, residuo 
di una banda di 55, dovuta disperdersi per- 
chè itiseguita ed incalzata da truppe austria- 
che, avendo alla testa il vecchio patriota An- 
tonio Andreussi di Navarons, si difendono 
valorosamente sul monte Castello da una 
compagnia sulla quale rotolano grossi massi, 
e riescono a mettersi in salvo sul monte Do- 
dismala, lasciando prigioniero un solo ferito, 
G. B. Dal Zotto. 

7 (1861). — Il sottotenente De Toffoll, 
con pochi bersaglieri del 240 battaglione, di- 
sperde vicino a Muro Lucano (Melfi) una nu- 
merosa banda di briyauti, facendo alcuni pri- 



gionieri, e liberando un distaccamento di 
guardie nazionali da essi bloccato in una casa. 

8 (1808'. — Davanti a Palau, il generale 
Fontane con il l» reggimento leggero ed un 
battaglione del !<>, facenti parte della divi- 
sione Pino, occupa le importanti posizioni 
di Selva de Mar e Llans, cacciandone gli Spa- 
gnuoli e obbligando gl'Inglesi a rimbarcarsi. 
Si segnala, rimanendo ferito, il capo batta- 
glione Pellissier. 

9 (1862). - Alla torre di Montebello, nel 
Molise, 11 capitano Marco Berti, bolognese, 
del 2G0 battaglione bersaglieri, con 24 bersa- 
glieri, 4 carabinieri e 20 cavalleggieri di Luc- 
ca, assale la banda del brigante Prizzi, detto 
" il generale „, occupando stanza per stanza 
con l'armo alla mano, ed uccidendo il capo- 
banda ed altri briganti. 

10 (1861). - Il capitano Icilio Pellizza, 
di Parma, comandante di una compagnia 
del 62o, rinforzata da numerose guardie na- 
zionali, è assalito fra Aliano e Stigliano, in 
Basilicata, dalle bande di Crocco, Borjes e 
Langlois, circa 1400 uomini, od è ucciso ca- 
ricando valorosamente alla bajonetta, da un 
colpo di pistola tiratogli dallo stesso Borje.s, 
combattendo con lui a corpo a corpo. 

11 (1861). — Il capobanda Chiavone, con 
500 uomini, piomba sopra Isoletta del Liri 
guardata da IS uomini del 43" fanteria co- 
mandati dal sergente Eracliano Cobelli, che 
si difendono lungamente dentro una casa. Il 
soldato Bartolommeo Casella, di Pallanza, 
perchè una piccola bandiera nazionale non 
fosse offesa dai briganti, si slancia fuori a 
toglierla e cade trafitto da molti colpi. Altri 
sette soldati sono uccisi; gli altri, col Cobelli, 
decorato per questo fatto della medaglia d'oro, 
e poi promosso ufficiale, riescono a raggiun- 
gere la compagnia a San Giovanni Incarico. 

12 (1806). — Il colonnello Peyri, col 2° leg- 
gero italiano, con il generale Lamarque, pren- 
de parte all'assalto dato a Maratea difesa da 
numerosi Borbonici, segnalandosi con gli uffi- 
ciali Donegana, Olié, Cirali e molti sottuffi- 
ciali e soldati. 

13 (1863). - Il soldato Vincenzo Finale 
del 39» fanteria, smarx-iti i compagni con i 
quali perlustrava i boschi di Cusano (Bene- 
vento) incontra sette briganti che gli inti- 
mano di arrendersi. Fa fuoco e ne ferisce uno, 
poi ritirandosi sollecitamente, sempre facondo 
fuoco, riesce a mettersi in salvo. 

14 (1812). — Quantunque le divisioni ita- 
liane giungano disordinate a Smolemsko, ri- 
tirandosi da Mosca, e manchino di viveri e 
di munizioni, il 3" leggero combatte dall'alba 
alla sera contro la divisione Ozarowski pro- 
teggendo la ritirata, e Paolo Brasa, bolognese, 

{Continua a ;pag. 160), 



- 157 - 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogl). 




21. - PIETRO BERRETTINI DA CORTONA 
(Cortona li:9d-1669) 

pittore e architetto. Pre,^iato come decoratore bar<iCCo nel qual genere l'opera sua più 
notevole è la maestosa e macchinosa vòlta della immensa sala nel palazzo Barberini. 



NOVEMBRE 1908 



— 158 - 



(45» Settimana) 



1 Domenica | ""està di tutti i Santi. 

306-61 Ordinata per tutta la 

' Chiesa da papa Sisto IV 

(1473). — Ss. Cesario, diacono, e Giuliano 
prete, martiri a Terraciua (sec. I?). — S. Se- 
verino, monaco, confessore, onorato a Tivoli. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 15,16. — 
Festa C'ivi e legale. Sono chiusi anche i mu- 
sei e le gallerie. — Festa della Eiforma per i 
firotestanti tedeschi. — Si pubblicano i ruoli 
suppletivi delle imposte dirette, e restano 
depositati per otto giorni negli uffici comu- 
nali. — Apertuia della caccia con segugi e 
cani da corsa nella provincia di Cuneo; della 
caccia ai quadrupedi nelle prov. di Napoli e 
di Eoma. — Da oggi a tutto marzo è vietata 
la pesca dei gamberi d'acqua dolce. — Estra- 
zione del Prestilo a premi della Croce Hossa 
Italiana. — Estrazione pel rimborso delle Ob- 
blig. FF. Palermo-Marsala-Trapani (2* emis- 
sione). — Estrazione ammortizz. Obbligazioni 
del Prest. prov. e comun. Reggio-Calabria 1870; 
Prest. comun. di Genova IfeGi) e 1893; Ferr. Si- 
cule Occidentali (2* emissione). — Scadenza 
dei cuponi del Px'estito a premi e frutti della 
città di Napoli (1868). — Oggi a Firenze si 
cambiano gii alleggi; e nelle Eomagne sca- 
dono gli affitti rustici. 



2 Lunedi 1 Commemorazione 
307-60 ■"■^^"- --^ " "-' 



di tutti i Fedeli Defunti. 

Fin dal IV secolo 
orano stabilite orazioni speciali pei morti, 
non solo nel giorno del decesso, ma anche 
nel terzo, nel settimo, nel trigesimo e nell'an- 
niversario annuale. Il primo a lissare la com- 
memorazione dei morti fu S. Oddone di Cluny, 
che volle fosse nel giorno che seguiva la festa 
dei Santi. — S. Giusto, martire l' a. 287, pa- 
trono di Trieste. — S. Vittorino, vescovo e 
martire, nell'alta Pannonia, e precisamente 
in quella parte che ora costituisce la Stiiia 
(290-304). k lii'oi-dato da S. Girolamo. — 
S. Marciano, anacoreta nella Siria, la cui morte 
si ascrive al 387. 

Memorandum. — Oggi sono chiuse le .scuole 
e le biblioteche governative. — A Perugia, 
liera dei Morti. Dura 8 giorni. — Fiera detta 
dei Morti a Corigliauo Calabro. Dura 3 giorni 



3 Martedì | ^- un'erto, vescovo. 
308-59 Successe a S. Lam- 

^ ^berto nel vescovato di 

Maestrlcht. E Invocato come patrono de'cac- 
ciatori. Morì l'a. 727. — S. Silvia, madre di 
s. Gregorio Magno (sec. VI). 

Memorandum. — Anniversario del combat- 
timento di Mentana (1807). 



4 Mercoledì 1 ^- ^*'''° Borromeo. 
309-58 Infaticabile aroiveso. 

di Milano. Nacque nella 

rócca di Arona il 2 ottobre del 1538. Suo zio 
pp. Pio IV (Medici) lo creò cardinale, gli con- 
feri l'arcivescovado di Milano e la carica di 
grande penitenziere. Fu di una carità singo- 
lare: e quando infiorì la peste, mise più di una 
volta a cimento la sua vita stessa per soccorso 
dei miseri appestati, aprendo la sua casa ai 
bisognosi e provvedendoli di cibi e di vesti. 
Promosse il concilio di Tz-ento, e fu severo 
correttore della disciplina ecclesiastica. Morì 
a 45 ainn', nel 1 J84. — Nel Canton Ticino fe- 
sta di precetto. 

Memorandum. — Festa nazionale di Svezia 
e Norvegia. — Ogi;i finiscono in tutta Italia 
le ferie annuali del Fòro giudiziario. — Estraz. 
rimborso Obblig. Canale Cavour. 



5 Giovedì 1 S. Magno. 

310-5'? Vescovo di Milano 
'dal 518 al 530. Fu se- 



polto in S. Eustorgio a Milano, sotto la mensa 
dell'altare maggiore. — S. Zaccaria, profeta, 
padre di San Giovanni Battista. — S. Felice, 
prete, ed Eusebio, monaco, martiri, ricordati 
a Terracina (sep. I-II). — S. Dominatore, ve- 
scovo di Brescia (595-600). 

Memorandum. — Ultimo termine per il 
principio delle lezioni universitarie. — Paga- 
mento delle pensioni governative di prima 
categoria (non oltre le 500 lire annue). 



6 Venerdi 

311-56 



S. Leonardo 
da Porto Maurizio. 

Francescano, cele- 
brato per la devozione della Via crucis (1676- 
1761). — Ss. Felice cMrvo, monaco, e Andrea, 
vescovo, onorati a Fondi (Gaeta). — S. Emi- 
liano, vesc. patrono di Faenza. — A Legnano 
patronale di S. Magno. 

Memorandum. — 



7 Sabato 

313-55 



Ss. Vitale ed Agricola, 
martiri. 

Morti per la fede 
nella persecuzione di Diocleziano e Massi- 
mino. I loro corpi furono rimessi in onore 
con pompe solenni da S. Ambrogio l'anno 884. 

— S. Prosdocimo, vesc. di Padova (sec. l-II). 

— S. Ercolano I, vesc. di Perugia (sec. III-IV). 

— S. Casto, vesc. e mart., ricordato a Bene- 
vento (sec. III). 

Memorandum. — 



NOVEMBRE 1908 



159 — 



(48» Settimana) 



S Domenica 1 S.Adeodato, papa. 

313-5'4 Tomi • la cattedra di 
'S. Pietro dal 015 al f.lS. 



— 8. n«->(rredo. vesc. d'Amiens dal 1104 al 1 1 1:>. 

— I Quattro SS. Martiri coronati, Severino. 
8«veriano, C«rpofo»-o e Vittorino fratollf, i cui 
corpi rìpf-'iuio n'alia chiosa a loro eretta sul 
ni> 1 i insieme ad altri cinque 
ni.i ini, Claudio, Nicostrato, 
Sin 'e Simplicio. Snt)irono 
tutti il martino in Roma stessa, nel 304. Il 
titolo della chiesa rimase ad un cardinalato 
> ^Tn«no. 

Memorandum. — ® L P. a ore 22.8. - 

•I 111 (Jr-.-in s; l),>nl.^^!•io, festa sjlenne. 



9 Lunedi | S. Aurelio, vescovo. 
314-53 Oocnpò la sede di 

; ' Ariatate.in Cappadoeia. 

ri l'a. 3S3. È ricordato anche nella dio- 
cesi milanese, avendo egli, aderendo alle pre- 
Ifhiere dell'arcivescovo S. Ambrogio, resti- 
tuito il corpo del vescovo S. Dionigi, morto 
per la fede appunto nellfi Cappadoeia. — 
8. Agrippiro, vescovo di Napoli (prima del se- 
c«->lo IIMVI, patrono di Brindisi, onorato an- 
che a Venezia. 

Memorandum. — Natalizio di S. M. il Re 
d- Inghilterra Edoardo VII (1841). 



10 Martedì 1 S. Andrea Avellino. 
315-52 1 Dell'ordine dei Tea- 

tini e fu dottore as.sai 

erudito. Ordinato sacerdote, trattò per molto 
tempo e con rara facondia cause nel fòro 
ecclesiastico. Aveva fatto due voti; di contra- 
dire sempre la propria volontà, e di crescere 
ogni giorno in perfezione, e li mantenne. A 
lui si deve la fondazione di parecchie case 
del suo ordine anche a Milano, dove sorsero 
oongi-ogazioni sotto il suo patrocinio. Mori di 
nn colpo apcrplettico, a U7 anni, mentre dava 
principio alla messa, l'anno 1608. — Ss. Tri- 
fone e compagni, mart ri, ricordati a Roma, 
(sec. IH». — S. Bandolino, vescovo, festeggiato 
ad Alessandria, Solerò, e Ovigllo (Piemonte). 

Memorandum. — Fiera a Nola: dura G 
giorni. •• Nella prov. di Belluno cessa con 
oggi 11 permesso di caccia al camoscio. 



1 1 Mercoledì, S- Martino, vescovo 
316-51 d' Tours. Era nato a 

— ' Sabaiia, ed entrato a 

15 anni nella milizia vi marflenne tale con- 
dotta da essere modello a' buoi commilitoni. 
Eletto vescovo di Tours, vi mori nel 400. A 
Belluno, Novara e Treviglio feste patronali. — 
Ss. Valentino e compagni, martiri, ricordati a 
Ravenna (sec. III-IV). — S. Menna, soldato, 
mart. sotto Diocleziano (304). — S. Verano, ve- 
scovo di Puy, onorato nella chiesa di questa 
Città, che porta il suo nome (Butler). 



Memorandum. — Natalizio di S. M. il Re 
Vittorio Emanuele III il quale compi<^ 39 anni. 
— Og;:i sono chiuse le scuole, lo biblioteche 
governative, 1 musei e le gallerie. — Fesl.-i 
dell'esercito (ad ec-ce/.iono dei corpi d'arti- 
gì cria e genio che festeggiano Santa Bar- 
bara). — D'ordinarlo per San Martino si pub- 
blicali Gran bo'lettim» militare con la promoz. 
nell'esercito. — Oggi scadono gli affitti dei 
terreni In Piemonte. — Per tutto il Friuli 
oggi è la scadenza delle pigioni e delle af- 
fittanze coloniche. — Fiera a Barletta: dura 
12 giorni. — Fiera a Casale Monferrato per 
la festa del patrono Saiif Evasio. — In To- 
scana " a San Martino, o:,'ni mosto è vino; „ 
e poiché in questi giorni si ha quasi sempre 
un sensibile rialzo di temperatura, si dice 
pure: " L'estate di San Martino dura 3 giorni 
e un pocolino. „ 



12 Giovedì 1 S. Martino I, papa. 
317-50 I Successore di papa 

Teodoro. Nacque a Todi 



e dopo assidui studi a Roma, si formò alle pra- 
tiche della perfezione evangelica. Ritiratosi 
in una provincia francese, fondò a Sai.it-s un 
monastero di cui fu eletto abate. Mori martire 
l'a. 655. — S. Donato, confes.sore, solennizzato 
a Lentini (sec. XI). — S. Arsazio Casati, ve- 
scovo di Milano (665), sepolto nella basilica 
collegiata di S. Stefano. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni 
governative di terza categoria (superiore a 
L. 20t0 annue). 



13 Venerdì 1 S- Stanislao Kostka. 
318-49 I Eccitato a godere 

dei vantaggi che otlriva 

il suo stato, diceva: " Io non sono nato per 
le cose temporali, ma per le eterne. „ Entrato 
nella Compagnia di Gesù, divenne In poco 
tempo maestro a tutti in santità, e mori a 
18 anni nel 1568. — S.Omohono, sarto, onorato 
a Cremona, morto l'a. 1097. 

Memorandum. — Festa solenne ad Asti, e 
funzione religio.sa nella chiesa di San Secondo, 
patrono della città, in memoria della vittoria 
sul Maramaldo. 



14 Sabato | S. Lorenzo, vescovo 

319-48 jdi Dublino. Mori nella 
povertà, l'a. 1180. — 



S. Giocondo, vescovo di Bologna, verso gli 
anni 485-490. — S. Andronico, vesc. di Ve- 
rona (.sec. VII?). — S. Verano, vescovo, pa- 
trono di Albenga (Gen .va): sec. VI. — Ad 
Acireale festa di S. Venera. 

Memorandum. — Grande pioggia di Stelle 
cadenti (sciame delle Leoneidl). 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



(KO VFMriìE — Vedi a pag. 156). 

capo squadrone dei dragoni Regina, con gli 

ufficiali Bucchi, Lorenzi e Chiozzola e pochi 

cavalieri, carica più volte impetuosamente i 

Cosacchi. 

15 (1812). — Il colonnello Cosimo Del Fan- 
te, di Livorno, con pochi uomini della guar- 
dia reale italiana, si slancia per aprire un 
passo al viceré Eugenio circondato da 20 mila 
Russi a Krasnoe, e colpito prima da due gravi 
ferite, è ucciso da una cannonata. Napoleone 
assegna una particolare pensione ai di lui 
genitori. 

IG (1860 . - Il sottotenente Pietro Lega, 
all'assedio di Civitella del Tronto, mandato 
in perlubtrazione a Sant'Andrea, sostiene un 
vivo combattimento con le bande reazionarie, 
ricevendo tre ferite, non ostante le quali ri- 
naane al comando del suo reparto. 

17 (1860,. — Il colonnello Quintini con 
4 compagnie del 40o fanteria assale 11 paese 
di Fiamignano, nell'Abruzzo, dove sono trin- 
cerati 300 briganti. 11 tenente Rosatelli ed il 
sottotenente Spinelli, alla testa di pochi sol- 
dati, sloggiano parto dei briganti da una selva 
prossima al paese, nonostante un vivissimo 
fuoco, concorrendo efficacemente al buon 
esito dell'impresa. 

18 (1861). — Dugentodieci guardie nazio- 
nali di Pietragalla (Basilicata), riunitesi nel 
castello, si difendono contro le bande riunite 
di Crocco, Borjes e Langlàs — più di 2000 uo- 
mini — sparando sugli assalitori soltanto a 
bruciapelo, e ricorrendo, per ultima difesa, a 
caldaie d'olio bollente che si)arpagliano i bri- 
ganti spaventati. 

IO (1900). — La colonna italo-tedesea co- 
mandata dal colonnello Garrioni, nonostante 
la neve e la temperatura di — 14 centigradi, 
dopo quattro giorni di marcia da Nuai Lai, 
occupa Kalagau al di là della gran muraglia 
della Cina, dopo vivo combattirriento. 

20 n812). - Nella ritirata di Russia, il 
caimoniere di marina della guardia Finetti, 
genovese, rimasto solo con un compagno, lo 
minaccia di morte se tenta arrendersi, ed 
eseguita la fatta minaccia si allontana rapi- 
damente dai cosacchi che stavano per farlo 
[)rigioniero, e difendendosi a colpi di fucile, 
fra un albero ed un altro, si mette in salvo. 

J81 (1808). - L'artigliere piemontese Ros- 
setti, trovandosi alla difesa di Barcellona, 
meiitro le truppe francesi si ritirano dopo un 
combattimento con 17,000 spagnuoli, aiutato 
da qualche fantaccino, salva un cannone d'una 
batteria abbandonata per mancanza di traino, 
<' lo conduce lino ad una nuova posizione da 
dove il nemico è respinto, grazio al concorso 
di quel cannone. 

Hit (1866). - Il tenente Pirzio Biroli del 
;ì9" fanteria, aggredito dalla banda Fuoco in 
'l'erra di Lavoro, si difende con soli venti 
uomini: ferito subito gravemente alla coscia 
desitra, combatte ancora per alcun tempo, ed 



160 



è ucciso poi con il sergente Pellegrini, mentre 
il caporale Bnzzetti egli pure ferito, riesce 
a portare in salvo i compagni. 

23 (1861). — Il capitano Bartolomeo Lam- 
berti, del 6" fanteria, da Calitri (Basilicata), 
accorre con la sua compagnia in soccorso del 
comune di Bella, attaccato da una grossa 
banda di briganti, che esso sbaraglia salvando 
i paesi vicini dall'invasione e dal saccheggio. 

24 (1808). - Gli Italiani della divisione 
Pino occupano di viva forza la città ed il 
campo trincerato di Rosas, in Catalogna, prin- 
cipalmente per merito dei capi battaglione 
Cornetti e Percival del l» leggero e e» fan- 
teria e del capitano Trolli del 2« leggero. 

aS (1863). - Il sottotenente Giuseppe 
Mancini del 39» fanteria insegue una banda 
scovata nei boschi della Basilicata dal capi- 
tano Diaz, e l'obbliga a ricoverarsi in una 
grotta e ad arrendersi, coadiuvato partico- 
larmente dal sergente Fracchia e dai soldati 
Bonoldi e Vacca. 

JJG (1861). — Un centinaio di guardie na- 
zionali, comandate dal capitano Gaetano La- 
viano, difendono Pescopagano (Basilicata) per 
20 ore consecutive da 700 briganti coman- 
dati dal Crocco, e li mettono in fuga ucci- 
dendone 135. Oltre il capitano, si distinguono 
suo fratello Francesco Paolo col tìglio sedi- 
cenne Pasquale, non che il sacerdote Giu- 
seppe Balbi e G. M. Bavoso, morti combat- 
tendo intrepidamente. 

27 (1866). — Il sottotenente Pietro Ar- 
duino, con 15 soldati del 44° fanteria, sor- 
prende in una masseria dell'Aquilano la 
banda di Domenico De Vito, che si difende 
con accanimento, ed è gravemente ferito riu- 
scendo pero a catturare tre briganti. 

28 (1842). - Per liberare il colonnello 
Nera, mortalmente ferito e caduto in mano 
dei soldati di Oribe, la legione italiana di 
Montevideo, comandata da Garibaldi, si pre- 
cipita sul nemico, e quantunque esso sia rin- 
forzato da nuove truppe, lo scaccia dalle 
posizioni occupate e recupera il corpo del 
colonnello. 

2» (1812.. — Passata la Beresii^, a Ple- 
acenkovic, il generale Pino con il maresciallo 
Oudinot, ambedue feriti, una ventina d'uffi- 
ciali e 10 soldati, tutti italiani, barricati in 
una casa di legno, resistono a 2000 cosacch*, 
fin quando altri italiani non sopraggiungono 
a liberarli. Combattono eroicamente il gene- 
rale Fontane, il colonnello Varese, l'aiutant'e 
del viceré Fontana, e il chirurgo della guar- 
dia De Filippi. 

30 (1808). - Il capo battaglione Cornetti 
tenta l'assalto del forte del Bottone, a Rosas, 
in Catalogna, rimanendovi ucciso il capitano 
Sabatier, e distinguendosi gli ufficiali Bacca- 
rini, Hoze, Piccoletti e Filiberto di Breme, 
questi ultimi due feriti. 



— un - 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogl). 




22. - SALVATOR ROSA 
(Napoli 1615-1673) 

pittore fecondo e immaginoso, famoso per 1 paesag^ri e per le ballagli*». Fu anche Incisore 
e poeta apprezzato, h' Apparizione dell'ombra di Samuele a Haiile è tra i suoi quadri più 



NOVEMBRE 190Ò 



- 1G2 - 



(47 a Settimana) 



l^^ rinmenical P''''"^ di Avvento 
SSO?!*? *" "*" ambrosiano. 

• ' S. Gertrude, vergine, 

abbadessa benedettina, patrona del Brabante. 
A trent'anni fu eletta abbadessa nel mona- 
ster9 Elpediano, e morì l'a. 1334. Risplen- 
deva in lei la virtù in grado eminente. Par- 
lava delle cose di Dio con tale grazia che 
rapiva il cuore; e nell'esercizio delle sue fun- 
zioni si portò sempre con prudenza, carità 
e discrezione. — S. Loterio, vescovo di Verona 
verso gli anni 7G0-780. — S. Leopoldo d'Au- 
stria. — Negli istituti carmelitani si festeggia 
la commemorazione dell'Ordine. 

Memorandum. — Processione dell'Incoro- 
nata a Mantova, in memoria della città votata 
alla "Vergine nel 1640. — Ultimo termine per 
presentare le domande di immatricolazione 
all'università. Per giustificati motivi, da rico- 
noscersi dal Rettore, potrà l'immatricolazione 
concedersi fino al 30 novembre. — Chiusura 
della caccia con reti fisse nelle provincia di 
Bologna e di Milano. — Estraz. ammortizz. 
Obbligaz. 5%. Lavori del Tevere; Prestito a 
premi Città di Napoli 1871; Obbligaz. Ferr. 
Mantova-Modena. — Anniversario della pro- 
clamazione della repubblica negli Stati Uniti 
del Brasile (1889). 



16 Lunedì 1 S- °'^90» monaco. 
331-46 Francescano, morto 
^^l'a. 1136. - S.Edmon- 
do, vescovo di Canterbury, morto l'a, 1242. 
Era nato ad Oxford e vi insegnò teologia, 
meritando grandi elogi: fu creato vescovo da 
Gregorio IX. Vigilante della disciplina del cle- 
ro, sollecito pel ricovero dei fanciulli, largo 
coi poveri, era la carità personificata. — S. Fi- 
denzio, vescovo di Padova (sec. II?). — S. Eu- 
cherio, vescovo di Lione. 

Memorandum. — (Q V. Q. & ore 0,41. — 
Fiera a Belluno, per tre giorni. — Chiusura 
della caccia alle tortorelle e alle pernici nella 
provincia di Cagliari. 



17 Martedì iS. Gregorio Taumaturgo. 
3S3-45 Scolaro di Origene, 

~ divenuto vesc. di Neo- 
cesarea nel Ponto, con la parola e coi mira- 
coli vi converti molti idolatri alla fede. Morì 
l'a. 270. — 8. Eugenio, diacono, confessore, 
morto l'a. 422, onorato a Firenze. 



Memorandum. 



18 Mercoledì! S. Oddone ab. 

323-44 I Resse l'abbazia di 

Cluny, fondata da 

S. Bei-none. Morì l'a. 942. — S. Fi'ediano, ve- 
scovo di Lucca dal 560 al 588, patrono della 
stessa città e diocesi. — S. Alfeo 3 compagni, 



martiri nella persecuzione di Diocleziano. — 
S. Ilda, badessa inglese in un monastero del 
Nortumberland. Morì nel 680, o 683. La sua 
salma, dopo la distruzione del monastero, 
riposa a Glastenburg (Butler). — S. Romano, 
martire, soldato pagano e persecutore del dia- 
cono S. Lorenzo. Colpito dalla costanza di 
quel diacono, volle abbracciare la fede di Cri- 
sto ed istruirsi in quella. Inferocito l'impe- 
ratore a tale notizia, ordinò che fosse sottopo- 
sto allo stesso supplizio del glorioso martire. 

Memorandum. — 



19 Giovedì I S- Elisabetta, regina. 

3S4-43 Consumò la breve 
^ sua vita in continue e 



grandiose opere di beneficenza. Morì di 24 anni 
nel 1231. Era figlia del re d'Ungheria Andrea II 
e avea sposato Lodovico IV, langravio di Tu- 
ringia. — S.Ponziiino. pp. dal 230 al 235, e Fi- 
lippo, prete, suo compagno d'esilio. 

Memorandum. — 



20 Venerdì 1 S- ^®''^® ''' vaiois. 

335-43 Compagno a s. Gio- 

— — — vanni da Matha, fondò 

con lui l'ordine de' Trinitari. Morì a 85 anni, 
nel 1212. — S. Simplicio, vescovo, festeggiato 
a Terranova. — Ss. Ampelo, e Caio, martiri, 
ricordati a Messina (sec. III-IV). — Ss. Ottavio 
e compagni, martiri a Torino, verso l'a. 287 
o 288. — S. Teonesto, soldato febeo, martire, 
tutelare di Vercelli (a. 287 o 288 circa). — 
S. Canzia, vergine, martire, onorata a Viterbo. 

— S. Colombano, eremita, onorato a Civitella 
di Romagna. 

Memorandum. — Natalizio di S. M. la Re- 
gina Madre Margherita (1851). — • Oggi sono 
chiuse le scuole, le biblioteche governative, 
le gallerie e i musei. — Fiera del Cassero a 
Terni, una delle più importanti dell'Umbria. 

— Pagamento delle pensioni governative di 
seconda categoria (superiori a L, 600, ma non 
a L. 2000 annue). — Da oggi cessa il permesso 
di caccia con le reti fisse e portatili, panie ed 
uccelliere nella prov. di Porto Maurizio. — 
Estraz. del Prestito a Premi Città di Bar- 
letta (1870). — Estrazione pel rimborso delle 
Obblig. ferroviarie Udine-Pontebba. 



21 Sabato 

326-41 



492 al 496 

patrono di Parenzo (Istria), 



La Presentazione 
di Maria al tempio. 

S. Gelasio I, papa dal 
S. Mauro, mart., verso l' a. 283, 



Memorandum. — Festa votiva tradizionale 
della Salute a Venezia. 



NOVEMBRE 1908 



lon — 



(48* Settimana) 



22 Domenica feconda di Avvento 
ggp^^^Q j di rito ambrosiano. 

' a. Cecilia, verdine, e 

.;irt, lllust 'e romana del secolo IH. Aveva 
tatto voto di verginità, ma costrettA dai ge- 
nitori, si legò in niatrimtinio con Valcriano, 
che ella seppe convertire alla vera relijjione. 
A questa conversione ajifjiunse quella di Ti- 
Iturzio suo cognato e di Massimo. 1 quali fu- 
rono pochi piorni dopo condannati a morte. 
K la protettrice delle arti musicali. Parecchie 
rinomate accademie in Italia portano il nome 
di questa santa. Subi il martirio per la f<'de, 
sotto Alessandro Severo, I'ìì. 230. — SS. De- 
metrio e Giuliano, martiri, ricordati a Pa- 
renzo (Istr.a). 

Memorandum. - Entra 11 Sole in Sagittario. 
- Fiera importantissima di Santa Caterina 
a Udine. Dura 5 giorni. 



23 Lunedi 1 S. clemente l, Papa, m. 
328-39 



Mori martire nel 
' Chersoneso, sotto l'im- 
pero di Traiano l'a. 97, e il suo corpo fu poi 
trasportato a Roma. — S. Gregorio, vescovo 
di Girgenti (a. 660). — S. Lucrezia, vergine, 
m.irtire. 

Memorandum. — © L. N. a ore 22,53"'. — 
Grande pioggia di steile cadenti. 



24 Martedì 1 ^- Giovanni della Croce. 

329-38 Uno de' riformatori 

-dell'ordine Carmelita- 
no, soffri molte persecuzioni da parecchi suoi 
confratelli, e morì l'anno 151>1, a 49 anni. — 
8. Firmina, verg., mart., l'a. 303, festeggiata 
ad Amelia. — 8. Crisogono, mart., nominato 
ad Aquileia fsec. III-IV). - 8, Protaso Alvisl, 
milanese, vescovo di Milano dal 331 al 353, 
sepolto nella basilica di 8. Vittore. — Festa 
patronale della diocesi a Rovigo. 

Memorandum. — Seconda festa patronale 
a Giulianova fprov. di Teramo) per la com- 
memorazione della traslazione del corpo di 
8. Flaviano, con fiera (v. 18 febbraio). 



25 MerCOlediI S- Caterina 

330-37 vergme e martire. 

. Onorata come pro- 

tettrice degli studi. Sofferse ad Alessandria 
d'Egitto il crudele martirio d'essere lacerata 
da ruote con uncini, l'anno 307. — 8. Mosè, 
prete, martire a Roma, verso l'anno 251. — 
8. Gioconda, vergine, onorata a Reggio Emilia 
verso la metà del sec. V. 



Memorandum. — Fiera di Santa Caterina 
di Novi. Dura 3 giorni. — Fiera a Gorgonzola. 
— Gran ticra di Santa Caterina a Foggia: 
dura 3 giorni. — Festa nazionale al Paragual 
(giorno della Costituzione). — Estraz. rirab. 
Obbl. Debito per le Opere Edilizie di Roma. 



26 Giovedì 

331-36 



S. Alipio, stinta. 

Fiori sullo scorcio 
del secolo sesto ad 
Adrianopoli di Paflagonia, e per cinquant'anni 
dimorò su di una colonna dando esemplo 
della vita più austera. — 8. Bellino, vescovo, 
patrono di Adria (Rovigo), ucciso l' a. 1549 
(Ferrara). — S. Audenzio, confessore, onorato 
nella diocesi di Novara. — S. Gaudenzio, mo- 
naco, onorato a Fiesole (sec. V o VI). — S. Sil- 
vestro, abate ad Osimo, morto nell' a. 1267. 

Memorandum. — 



27 Venerdì i ^* Giosafatte vesc, m. 

332-35 I Fu polacco d'origi- 

ne, e divenne, per la 

sua facondia e la santità della vita, vescovo 
di Polocz. Fu martirizzato dagli scismatici 
l'a. 1623. — S. Valeriano, vescovo di Aqui- 
leia, verso gli anni 369 3H8. — B. Margherita, 
duchessa di Savo'a, detta la madre dei popoli, 
morta l'a. 1574. — S. Vigilio, vescovo. — S. Li- 
dia, verg., mart., a Roma. 

Memorandum. — Oggi pagamento degli sti- 
pendi agli impiegati governativi. 



28 Sabato | ^- ^ìiacomo delia Marca. 
333-34 



Francescano, nativo 
di Monteprandune, 
(Ascoli Piceno), fu compagno di S. Bernar- 
dino da Siei'a e di S. Giovanni da Capistrano 
in alcune missioni di Germania, Baviera ed 
Ungheria. Visse dal 1389 al 1479. - S. Rufo, 
mart. a Roma (sec. III-IV). — S. Gregorio III, 
papa dal 731 al 741. — 8. Acacio, martire 
a Sebaste in Armenia con molti compagni, 
l'anno 303. 

Memorandum. — 



L'Olio Sasso Madicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie deili ornani dinerenti. 



— 164 — 
I CONSIGLI DEI/ MESE (Igiene ed Economia Domestica). 



NOVEMBRE 

Gli aUìiìenti del bnmbino e dei convalescenti — Utilità dei vegetali 
zucchero — Decorazioni campestri — Per pilli 
Le ca^ze nuove — Inchiostro nero 
— Ciiracao di famiglia. 



„.>, „. Il valore alimentare dello 

guanti e le scarpe di pelle bianca — 
Gnocchi alla lombarda — Polpi e seppie alla teglia 



Occupiamoci questo mese degli alimenti 
dei bambini, ai quali già dedicammo altri pa- 
ragrafi in questa rubrica. 

Nei primi mesi della sua esistenza, il bam- 
bino ha bisogno di una nutrizione che sia, 
nello stesso tempo, e nella medesima misura, 
molto sostanziosa, digeribile e assimilabile: 
il latte assoluto presenta queste tre qualità. 
Perciò la madre, quando lo stato fisico gliel 
consente, ha lo stretto dovere di porgere il 
seno alla propria creatura. Ma non basta nu- 
trire il bambino col proprio latte; bisogna 
saperlo nutrire. E trascorse appena poche 
ore dal parto, bisogna sospenderlo al seno. 
Non è vero, come si crede, che il primo latte 
sia cattivo ; è latte acquoso, ma, appunto per- 
chè tale, è efficace. Dopo verrà il latte più 
nutriente e del quale esclusivamente fino al 
quinto o sesto mese si deve alimentare con 
otto o nove poppate al giorno (una o due di 
notte) diminuendo gradatamente, il bambino. 
Quello di porgergli il seno ogni volta che il 
bimbo piange è una cattiva abitudine; perchè 
non piange solo per il bisogno di nutrirsi, ma 
jjer tante e svariate cause delle quali non ul- 
tima certo è la indigestione di cui la mamma è 
inconsciamente la causa. I bambini sono come 
si abituano: quindi bisogna abituarli ad una 
certa regolarità nei pasti. Questi possono es- 
sere misti durante l'allattamento, solo nel 
caso che non sia sufficiente quello materno; 
allora si può ricorrere o al latte di vacca, che 
recenti studi ed esperienze mettono al diso- 
l)ra di ogni critica di opposizione, o al latte 
umanizzato Gartner preparato appunto per 
agevolare il compito alla mamma dell'allat- 
tamento artificiale misto, o alla farina lattea 
o ad altre farine per pasti delie quali 11 com- 
mercio ha tanti preparati. 

Unicamente di queste, oltre il settimo 
mese, si deve nutrire il bambino: pappe leg- 
gere dapprima; fresche e tepide sempre. Le 
uova verso il decimo mese, e le carni, salvo 
casi speciali, dopo che il bambino ha messi 
i denti molari. 



Ho già parlato varie volte di rimedii con- 
tro il raffreddore ed altre piccole indisposizio- 
ni: non voglio dimenticare oggi tutte quelle 
persone che, uscito da una malattia, si trovan 
ancora nel periodo penosissimo della conva- 
lescenza. Esse hanno bisogno di qualche cosa 
che ripari al più presto le forze. Prendano, 
dunque, a cucchiaiate, durante il giorno, la 
seguente pozione : far bollire lentamente, in 
un litro d'acqua, finché il tutto sia ridotto alla 
metà, 500 grammi di carne magra di vacca 
o di bue ben pestata, 8 grammi di sale da 
cucina, 1 grammo di clorui-o di potassio, 100 
grammi, se si vuole, di verdura (carote, porri, 
navoni); quando 11 tutto è raffreddato, farvi 
disciogliere, a calore lento, 50 grammi di ge- 



latina. La pozione si raffredda di nuovo e si 
può cominciare a prendere. Non v'è nulla 
di più corroborante. 



E poiché siamo, in certo modo, a parlar 
di cose gastronomiche, ecco qualche consiglio 
intorno alla cicoria, a questa insalata d'in- 
verno eh' è delle più gustose. Le famiglie che 
la coltivano nei loro orti, possono, con poca 
fatica e nessuna spesa, averne tutto l'in- 
verno. Ai principii di novembre estraggano, 
dunque, dal terreno, con una vanga, le ra- 
dici della cicoria e, fattene dei fascetti, le 
portino in cantina e le coprano, fino al col- 
letto, con sabbia asciutta. Le pianticelle col 
calore dolce e uguale, a poco a poco rinvi- 
goriscono e producono in abbondanza dei 
getti teneri e gustosi. Se però le radici fu- 
rono estratte da terra bagnata, esse debbono 
asciugarsi in luogo arioso prima di trapian- 
tarle in cantina. 



Le erbe ricorrono spesso nelle nostre chiac- 
chierate mensili. Oggi voglio completare le 
notizie degli scorsi mesi, e dirvi di nuove 
virtù di vegetali. 

L'asparagio è un potente diuretico e può 
formare la principale cura dei reumatismi. 
L'acetosa è rinfrescante e funziona da ele- 
mento principale della zuppa che la cucina 
francese indica dopo una faticosa giornata. 
Le carote, che contengono una considerevole 
quantità di zucchero, son molto apprezzate 
da certi popoli, mentre altri le respingono 
come alimento troppo indigesto, poiché se il 
rosso esterno delle carote è tenero e rinfre- 
scante, la parte gialla dell'interno si digerisce 
difficilmente (i contadini della Savoia l'uti- 
lizzano in fusione quale specifico per l'itte- 
rizia). La cipolla grossa ordinaria è ricca di 
sali alcalini e combatte con grande vantaggio 
gli eccessi di gotta reumatizzata; cotta len- 
tamente in brodo leggero e condita di pepe 
Nèpaal, è un eccellente regime per le per- 
sone laboriose, che hanno abitudini sedenta- 
rie ; il ravizzone è molto indigesto, e, per 
quanto ben preparato, non deve mai essere 
servito alle persone di complessione delicata. 
La lattuga, oltre ad essere utilizzata come 
un narcotico dolce, è di facilissima digestione. 
11 cavolo è indicatissimo per la gotta, ha 
azione calmante nei casi di ubbriachezza (gli 
egiziani quando intendono di bere molto vino 
durante il pasto, man^'iano una grande quan- 
tità di cavoli), è un ottimo rimedio contro 
l'avvelenamento prodotto da altri cibi vege- 
tali. Ai vegetali utili in cosi elevata maniera 
all'uomo, va aggiunta la salvia. 

Per pulire i denti e le gengive e per man- 
tenerli sani non v'è nulla di meglio che fre- 



— 1G5 — 



galli con lo sue fo^jlie. Oaipariz/.iinilosl con 
dell'noqua in oui sìa stata bollita alquanta 
salvia, si corrt'ggo, quando ve ne sia bisogno, 
la saliva. 

Prendendt> ogni giorno, per qualche tem- 
po, una o due chicchere di decotto di salvia, 
e facendo uso di ossa nel cibo, possiamo li- 
berarci da cattivi succhi gastrici. La salvia 
purifica gli Intestini, presa sotto forma di 
tè o IH qualche vivanda. Essa è efficace lu 
modo particolare nollc malattie di fegato e 
delle reni; e nella tosse violenta per eru 
sioni interne. 

Le vecchie piaghe esterne si possono gua- 
rire se si lavano tre o quattro volte al giorno 
con acqua in cui sia stata bollita la salvia. 
L'effetto è più sicuro se si beve anche un 
decotto fatto coti la stessa pianta. 



Parliamo, adesso, delio zucchero. La sua 
importanza, quale elemento riparatore delle 
forze muscolari, è ben nota, e molti ricorde- 
ranno le esperienze eseguite in proposito su 
cavalli dell* esercito tedesco, che, dopo lun- 
ghe marcie, bevendo acqua inzuccherata, po- 
terono ritornare freschi e volenterosi di fa- 
tica come se fossero usciti allora dalle stalle. 
Sull'uomo lo zucchero ha lo stesso potere: 
l'alimentazione zuccherina produce, mantie- 
ne e rinnova l'energia muscolare. Ciò è di 
importanza speciale per tutti coloro i quali 
si dedicano ad esercizi sportivi. Angelo Mosso 
si occupò di questo importante argomento 
con felice esito. Egli dimostrò l'influenza dello 
zucchero sulla costituzione muscolare. Per 
conseguire questi resultati è, però, d'impor- 
tanza capitale la dose dello zucchero. Sono 
le dosi minime o medie (da 5 a 60 gr.) ohe, 
assorbite in una volta, sviluppano nel mu- 
scolo stanco un maxmum di energia. Al di- 
sopra di 60 gr., introdotto in una volta sola, 
la produzione di energia decresce coll'aumen- 
tare della quantità di zucchero. Una dose di 
6 gr. di zucchero è già atta a comunicare al 
muscolo una attività notevole ma di corta 
durata. Anche la quantità di acqua impie- 
gata a sciogliere lo zucchero ha notevole im- 
portanza: quelle di sei a dieci parti è la più 
indicata. Lo zuccheru permette il massimo 
del lavoro meccanico allorché se ne usa in 
misura conveniente: in caso diverso conduc<* 
ad opposti risultati. 



"Voglio, ora, suggerirvi un mezzo per or- 
nare la vostra casetta campestre con pochis- 
sima spesa. Si tratta di ottenere delle lastre 
di zolfo disegnate, assai atte ad abbellire le 
pareti domestirhe. Staccate e»' incisione da un 
qualunque giornale illustrato, disponetela sul 
fondo d'un recipiente qualsiasi (anche d'un 
piatto) badando di voltare verso l' alto la 
parte stampata, versatevi sopra dello zolfo 
fuso, lasciate raffreddare. Ne risulterà una 
stiacciata di zolfo a cui avrà aderito la carta 
dell'incisione. Mettetela, allora, nell'acqua, e 
strofinando leggermente con un dito, libera- 



to'a (lilla caria. Rn'ia si.a.-.-iai.i ài /...no vi 
resterà impresso il disegno In ogni linea, o 
voi potrete fregarlo — senza grattare — an- 
che con l'aoqua. Il disegno non scomparirà. 



E termino con qualche consistilo pratico 
di stagione e con lo ricette per la tavola. 

Vi insegnerò a pulire i guanti bianchi di 
pelle: fregateli con una flanella che avrete 
immersa nel latte scremato, bollito, nel quale 
avrete disclolto del sapone in proporziono 
suflìciento per aver una spuma abbondante. 

Altri conslKlia di porre i guanti sovra un 
piatto pulito e sfregarli per mezzo di una 
spazzola piuttosto dura, con un miscuglio di 
argilla e allume in polvere finissima. Si bat- 
tono, poi, e si spolverano con altro miscuglio 
di crusca e bianco di Spagna, che si toglie, 
infine, battendoli ancora. 

Per le scarpe di seta bianca, adoperate un 
pezzo di lana bianca che avrete immersa in 
una soluzione di sapone nello spirito di vino. 

Ma debbo pure darvi un consiglio intorno 
alle calze. 

Molti, per non dire tutti, usano metteie 
le calze nuove appena comprate. È un er- 
rore: esse debbono prima lavarsi con ogni 
cura. Con questa precauzione non solo si im- 
pedirà che il colore danneggi la pelle, ma si 
garantirà alle calze una durata più lunga. 

Ed ora per finire, la ricetta di un ottim ) 
inchiostro nero. In un litro d'ac'iua, fate bol- 
lire cento grammi di campeggio ridotto ia 
minutissimi pezzi. Dopo venti o trenta mi- 
nuti di ebollizione, ritirate dal fuoco, filtrate 
o passate attraverso un paimo, ed aggiunge- 
te, subito, da sei a dieci grammi di cromat > 
di potassi. È questo, fra i tanti, uno dei mi- 
gliori metodi per aver l'inchiostro ben nero 
e che non ossida affatto le penue. 



Ed eccoci in cucina. Prepariamo g\i gnoc- 
chi alla lombiirda. Fate cuocere un chilo di 
patate; sbucciatele e passatele per setaccio 
di crine; impastatele con mezzo chilo di fa- 
rina bianca, manipolando a lungo per otte- 
nere una pasta consistente ed uniforme. For- 
mate gli gnocchi e lasciateli asciugare esposti 
all'aria sopra una tovaglia di bucato. Mettete, 
intanto, al fuoco una caldaia con molta acqua 
e, quando questa bolle, salatela e gettatevi, 
a poco per volta, gli gnocchi. 

Eccovi pure la ricetta per preparare polpi 
e >>eppie alla teglia. 

Dopo averli puliti, tagliateli a quadrelli, 
e, fatto soffriggere in teglia un pezzetto di 
burro, una cipollina e un pizzico di prezze- 
molo ben triturati, gettateveli dentro. Fritti 
che così siano a fuoco violento, conditi con 
una quantità giusta di sale e un po' di pepe, 
dispon<-teli in corona in un laru'o piatto, nel 
cui centro verserete una salsa qualunque. 

Un buon cura^ao di famiglia si ottiene 
mescolando in un va.so grande e facendo in- 
fondere per 10 o 15 giorni, 100 grammi di 
scorze di arancio. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



1G6 



EFFEMERIDI DEL VALORE ITALIANO 

DICEMBRE 



1 (1860.) - Una banda di 400 reazionari 
dell'Ascolano tenta sorprendere due compa- 
gnie del 27° fanteria, ma è costretta a darsi 
alla fuga. Meritano particolari ricompense al 
valore il sottotenente Luigi Certani, ed il 
sottotenente Cesare Bosi, morto capitano nel 
1870 per una ferita riportata a porta Pia. 

a (1805). — La guardia reale a piedi co- 
mandata dal generale Teodoro Lecchi e quella 
a cavallo comandata dal generale Pietro Via- 
ni, con una batteria a cavallo comandata dal 
capitano A. Mussi, combattono valorosamente 
ad Austerlitz, meritando particolari encomii 
dall' Imperatore Napoleone. 

3 (1861). — Il capitano Vincenzo Delù, 
con la 1» compagnia dell'Ilo fanteria, sor- 
prende vicino a Fondi l'avanguardia di una 
banda di oltre 500 briganti, e dopo avere 
sostenuta una scarica quasi a bruciapelo, 
l'assale, e la mette in fuga, impadronendosi 
di viveri e munizioni. 

4 (1863). — Il sergente Tome del 39» con 
due carabinieri e due soldati del 45° circon- 
dano 6 briganti sul m.onte Licinio (Benevento) 
intim^ando loro di arrendersi. Essendosi rifiu- 
tati, il Tome finge di allontanarsi con gli altri ; 
invece corre nel cuor della notte al più vi- 
cino paese, si provvede di sostanze infiam- 
mabili, e prima dell'alba le accende sull'aper- 
tura della grotta dove i briganti sono rifugiati, 
obbligandoli a deporre le armi. 

5 (1866). — 11 capitano Gustavo Pollone, 
del 72° fantei'ia paga con la propria vita e 
con quella di uno dei suoi soldati l'ardire 
con il quale assale e disperde gli avanzi di 
bande brigantesche riuniti sui monti di Ro- 
senzane, in Terra di Lavoro. 

6 (1864). - Il tenente Arrigo del 39o fan- 
teria, con il sergente volontario Luigi Raggi 
o 14 uomini, coadiuvato dal Raggi nell'esor- 
tare i soldati, scaccia 30 briganti a cavallo da 
una masseria nel bosco Colonna (Basilicata) 
li mette in fuga, e li insegue fin quando la 
notte non obbliga il piccolo drappello a fer- 
marsi. 

7 (1895). - Il maggiore Pietro Toselli, 
con il 40 battaglione indigeni e 650 uomini 
delle bande dell'OcuIè Cusai, difende contro 
20 mila Abissini il passo dell'Amba Alagè sulla 
strada Aschianghi Antalò, cadendo con le armi 
alla mano con 5 capitani, altri 12 ufficiali 
ed un gran numero di soldati : tre soli uffi- 
ciali si salvano, riconducendo i 300 superstiti 
al campo del generale Arimondi. 

8 (1861). — Il maggiore Franchini del lo 
battaglione bersaglieri, avvertito che il Bor- 
jes avviato verso lo stato pontificio, è rifu- 
giato con 28 compagni in una cascina, parte 
da Tagliacpz^p poi> 3p t)ersaglieri, sorprende 



r avventuriero spagnuolo, e dopo un accanito 
combattimento con la banda trincerata den- 
tro la casa, fa prigioniero il Borjes che è 
fucilato il giorno seguente a Tagliacozzo. 

9 (1808), — Costante Ferrari, sergente 
nel 1" reggimento leggero italiano, più tardi 
colonnello, all'assalto di una ridotta del forte 
Rosas in Catalogna, salva la vita al suo ca- 
pitano Ambrosi fex'ito, uccidendo un grana- 
tiere spagnolo che stava per finirlo a colpi 
di baionetta. 

10 (1891). — Il tenente Vito Scuro, nato 
a Massafra (Lecce), del 65» fanteria, afi'ronta 
senz' armi nella caserma Sant' Eustorgio, a 
Milano, un soldato che, armato di fucile, spa- 
rava contro chiunque gli si avvicinasse, e lo 
disarma, quantunque gravemente ferito al 
braccio destro, che dovette essergli amputato. 

11 (1811). — La goletta italiana La Gloria 
e la feluca La Principessa assalgono nelle 
acque di Rovigno un legno corsaro inglese 
e lo catturano, riprendendogli due navi pre- 
date. 

la (1812). — Gaetano Millo, torinese, uf- 
ficiale d'artiglieria nelle truppe della Cisal- 
pina, poi in quelle del regno Italico, dopo 
essersi segnalato come colonnello alla batta- 
glia della Moskowa ed al passaggio del Wop, 
è uno degli ultimi a ripassare il Niemen a 
Krowno, combattendo da semplice soldato 
accanto al maresciallo Ney. 

13 (1804). — A Calais, dieci soldati della 
divisione italiana del generale Teuliè, sopra 
alcune barche peschereccie, s'impadroniscono 
della nave inglese Matilde, e Napoleone or- 
dina che fra i dieci valorosi sia diviso il ri- 
cavo della preda. 

14 (1861). — Il sottotenente Giardino del 
39" fanteria, sorpreso in marcia con un drap- 
pello da numerosi briganti, l'insegue fino ad 
un molino, detto Quarto di Panno, dove un 
gruppo di essi cerca rifugio. Il caporale Ar- 
tino ed il soldato Vannini entrano primi nel 
molino e catturano tre briganti. 

15 (1861). — Il sottotenente Giacomo 
Dall'Acqua, del 36o fanteria, accorre con 28 
uomini da Rotella, facendo sei mi'4ia al passo 
di corsa, e salva il tenente Cigala che, con 
un drappello di lancieri Montebello, bloccato 
da 80 briganti a cavallo si difendeva valo- 
rosamente, avendo già perduto 5 uomini ed 
essendo in fiamme la casa dove erasi asser- 
ragliato. Il Dall'Acqua, disposti i suoi uomini 
in posizione vantaggiosa, mette in fuga la 
banda che lascia 12 morti. 

10 (1808). — Fra Cardedou e Llinas in 
Catalogna, gli Spagnoli del generale Vives son 
battuti dagli italiani del generale Pino ohe 
{Continua a pag. 170). 



- ÌCu - 



RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogl). 




23. -CARLO DOLCI 
(Firenze 1616-1686) 

è l'Ultimo dei pittori della scuola fiorentina. La sua P'""'^ ^ Q"»^' J^l^^f^^Xf^fi-t! 
soggetto sacro, e più specialmente di Madonne, dall'aspetto placido e semplice. Può dirsi 
un Beato Angelico del seicento. 



NOV.-DICEMB. 1908 



— 168 - 



(49a Settimana) 



29 Domenical Prima d'Avvento 

secondo il rito romano, 
terza di rito ambros. 



334-33 



S. Filomena, martire, di Ancira, condan- 
nata, durante la persecuzione di Aureliano, 
al supplizio del fuoco, l' a, 274. — Ss. Satur- 
nino e compagni apostoli delle Gallie, vi subi- 
rono il martirio per la fede con altri compagni. 

IVIemorandum. — Oggi, 1» domenica del- 
l'Avvento, comincia l'anno ecclesiastico. — 
Da oggi sono proibite le solennità nuziali 
sino al giorno seguente all'Epifania dell'anno 
prossimo. 



30 Lunedì 

335-33 



S. Andrea, apostolo. 

Nacque da un pe- 
scatore di Betsaida. 
Dopo l'ascensione di Cristo al cielo e la di- 
scesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, 
Andrea predicò nella Scizia, nell' Etiopia e 
nell'Albania. Da ultimo fu l' apostolo del- 
l'Acaia. Subì il martirio della croce sopra due 
legni incrociati ad X. Si assegna alla sua morte 
l'a. 62. — Feste patronali ad Amalfi dove si 
conserva il corpo, ed a Sarzana. — S. Co- 
stanzo, confessore a Koma (anno 417). 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 22.44m. - 
All'albo municipale si affigge per 10 giorni 
la lista dei giurati approvata dalla Giunta 
distrettuale. — Oggi si chiude la caccia coi 
segugi e cani da corsa nelle Provincie di Ber- 
gamo e di Milano; la caccia con le reti nelle 
provinole di Cremona, di Cuneo, di Piacenza, 
di Pisa, di Rovigo e di Venezia; la caccia alle 
lepri nella provincia di Ferrara; con la ci- 
vetta e le panie nella provincia di Massa; 
alle lepri e agli uccelletti al disotto della fa- 
miglia dei tordacei, nella provincia di Son- 
drio; al capriolo 6 al camoscio nella provin- 
cia di Udine. — Estraz. Prestito Provinciale 
di Alessandria 1882. — Thanksgiving day, gior- 
no di preghiera agli Stati Uniti, stabilito per 
tutta la Confederazione da un proclama del 
presidente Roosevelt nel 1905. 



1 Martedì 

336-31 



S. Leonzio, vescovo. 

Nacque a Nìmes e 
divenne vose, di Fréjus. 
Mori verso l'a. 432. — S. Ansano, patrono di 
Siena, mart. l'a. 303. — S. Olimpio, martire 
l'anno 303, ricordato ad Amelia (Perugia). — 
S. Evasio, vescovo d'Asti (sec. Ili o IV), e pa- 
trono di Casale Monferrato. — S. Bosso mart. 
(s?c. IlI-IV), patrono d' Ivrea. 

Memorandum. — Principio della stagione 
d'Inverno, secondo l'uso meteorologico. — 

— Da oggi nella provincia di Alessandria è 
permessa la caccia coi levrieri e altri cani 
da corsa; e in quella di Pisa la " scaccia „ 
ai merli e tordi alla macchia. — Da oggi fino 
a tutto aprilo è vietata la pesca con reti ed 
altri apparecchi a strascico, sino a tre chilo- 
metri da qualsiasi punto della costa del mare. 

— Fiera a Caselle Torinese. — Scadenza ce- 
dole semestrali del Prestito Rothschild 18ó7. 

— Estraz. ammortizz. del Prestito Unificato 
Napoli del 1881. — Estrazione pel rimborso 
delle Obbligazioni della Società di Naviga- 
zione Generale Italiana (1878). 



2 Mercoledì I ^- Biblana, verg., mart. 

33'7-30 Dopo la morte del pa- 

dre, fu ridotta nella più 

squallida miseria. Appropriano, governatore 
di Roma, fé' di tutto per indurla all'idola- 
tria, ma nulla valse a rimuovere la giovinetta 
dai santi propositi; allora ordinò che fosse 
legata ad una colonna e battuta con fruste 
armate di piombo, fino a morte ^363). — S. Cro- 
mazio, vesc. di Aquileia, verso gli a. 388-407. 

Memorandum. — In molte parti d'Italia, 
p. es. a Roma, credono che se piove oggi, 
giorno di Santa Bibbiana, piove quaranta gior- 
ni e una settimana — Estraz. pel rimb. delle 
Cbblignz. della Società di Navigaz. Generale 
Italiana (1887). 



3 Giovedì 1 ^' Francesco Saverio. 
338-S9 Uno de' primi com- 

pagni di s. Ignazio da 

Lojola. Era nato nel castello diZaverio appiè 
de' Pirenei. Giovanni III re di Portogallo lo 
mandò nelle Indie a predicarvi il Vangelo. 
Giunse a Goa nel maggio del 1542. Dopo molti 
anni, estenuato dalle fatiche, morì nel dicem- 
bre del 1552 nell'isola di Sanciaiio. 



Memorandum. — 



4i Venerdì 1 ^- Barbara, verg., mart. 
339-28 Nacque in Nicome- 

'dia, e suo padre Dio- 
scoro era molto devoto degli idoli. Essa trovò 
modo di farsi istruire nella religione di Cristo 
e battezzare. Il padre, quando seppe questo, 
la trascinò innanzi al governatore. Ella parlò 
francamente, ed il padre infuriato le tagliò 
la testa. Ciò avvenne sotto l'impero di Massi- 
mino I, l'a. 235. — S. Clemente d'Alessandria, 
dottore della Chiesa, morto verso l'a. 216. — 
S. Bernardo Uberti, vallombrosano, cardinale, 
vesc. di Parma, dal 1106 al 1113. 

Memorandum. — Oggi festa militare per i 
corpi di artiglieria, del genio e per la marina. 
Festa auche per i minatoti, per i pompieri, ec. 
— Festa di Santa Jiarbara a Francavilla (Si- 
cilia) — Festa a Paterno per Santa Barbara 
patrona della città. 



5 Sabato 

340-27 



S. Pietro Crisologo. 

Fu vescovo di Ra- 

' venna dal 433 al 449. — 

S. Basso, vescovo di Nizza Marittima, mar- 
tire, circa l'a. 253. — SS. Aureliano e Sem- 
pronio, martiri, ricordati a Brindisi (sec. IV). 
— Ss. Cirino e Quingesio, vescovi, ricordati 
a Salei-tio. — S. Consolata, vergine, ricordata 
a Genova. 

Memorandum. — Anniversario della cac- 
ciata dogli Austriaci da Genova (1746). — Pa- 
gamento delle pensioni governative di prima 
categoria (non oltre le 500 lire annue). 



DICEMBRE 1908 



— ir.o — 



(60* Settimana) 



6 Domenica 

3 1 1-26 



Seconda d'Avvento 
secondo il rito romano. 
J quarta di rito ambros. 



< N '•. vescovo, niartiio di Mira, r an- 

■ III o IV sooolo, o pare ohe 

•lezlano. Piiina però aveva 

M.util mercanti di lJari,visl- 

iicl \'M^1 le ossa di (inosto santo, 

COSI mal custodito, che pcnsa- 

: Ir m sicuro, portrtndole nel loro 

. dedicato un tempio ed è 

. Altre feste in suo onore 

M.U.. ,.uii- lu -^u a Lecce ed a Sassari. — 

■- Apollinare, suddiacono, martire a Trieste 

-oc. II), onorato a Verona. 

Memorandum. — Oggi, di regola, hanno 
luo;;» le elezioni biennali alle Camere di Com- 
iiienì'». — Grande festa a Uari delle Puglie. 



7 Lunedì 

343-25 



S. Ambrogio, vescovo. 
Patrono di Milano, 
nato in Treviri l'a. 340, 
morto a Milano l' a. 397. La data che si festeg- 
gia oggi è quella dalla sua elezione, la quale 
è tradizione avvenisse miracolosamente, es- 
sendo egli prefetto civile dell'alta Italia. La 
sua basilicA, una delle più rinomate, serba in 
preziosa urna la sua salma. — Festa di pre- 
cetto anche a Vigevano. — S. Gerardo, ve- 
scovo di Velletri, dal 1067 al 1077, e patrono 
della stessa città- — S. Sabino, vescovo di 
Assisi, martire circa l'a. 303, ricordato, con 
altri, a Spoleto. 

Memorandum. — i*») L. P. a ore 22,44»n. — 
Eclisse di Luna nella penombra, visibile In 
Italia. 



8 Martedì ' Irnmacolata Concezione 
343-24 i di Maria Vergine, festa 

— che risale al secolo V. 

Pio IX defini solennemente, l'a. 18ó4, il dot:ma 
Iella Immacolata Concezione di Maria Ver- 
dine, sempre credutosi nella Chiesa fin dalla 
uà origine. 

Memorandum. — Festa civile legale. — Sono 
fiiusi anche i musei e le gallerie. — Fiera 
'■Ila Concezione a Veuafro (Molise): dura una 
.-• ftirnana. 



9 Mercoledì i S. Siro, vescovo. 
344-23 I Patrono della città di 

Pavia, mori in tarda età 

verso l'a. 96. — S. Eracliano, vesc. di Pesaro 
<ec. IV?), patrono della stessa città. — A De- 
>;o ed a Soresina feste patronali. 

Memorandum. — 



10 Giovedì ] 8. Melchlade, papa. 

345-22 I Succ. di s. i:u>.cbi<). 

— Africano di nascita, fin 

da fanciullo si ritirò In un monastero. Creato 
pontoflco nel 311, celebrò duo anni dopo 11 
concilio di Laterano, in cui condannò Donato, 
vescovo e capo del Donatisti, 1 quali nega- 
vano la validità del battesimo dato ajjli ere- 
tici, e rigettavano l'Infallibilità della Chiesa 
cattolica. Mori l'anno dop<j il concilio stosso. 
Fu il primo papa che potesse uscirò libera- 
mente dalle catacombe all' esercizio pubblico 
del culto cattolico, in forza del decreto im- 
periale del 314. — Ss. Carpoforo, prete, e Ab- 
bondio, diacono, martiri, ricordati a Spoleto 
fsec. III-IV). — Ss. Mercurio, soldato, o altri 
diciannove compagni martiri, ricordati a Len- 
tini (sec. IV). — Festa della Traslazione della 
santa Casa di Nazaret, comunemente chia- 
mata di Loreto. 

Memorandum. — Festa della Madonna di 
Loreto, celebrata in tutte le Marche, special- 
mente nella notte dal 9 al 10, anniversario 
della Traslazione della Santa Casa. — Scado 
l'ultima rata bimestrale delle Imposte diretto 
erariali e sovrimposte comunali e provinciali. 
Non pagando entro gli otto giorni successivi 
alla scaienza, il contribuente incorre alla 
multa del 4 %. — Estraz. pel rimb. delle Ob- 
blig. ferroviarie Maremm. Toscane. — Estra- 
zione Prest. a premi Città di Napoli 1868. 



11 Venerdì 

346-21 



S. Damaso 



papa. 

Nacque in Guima- 
vaens nel Portogallo, o 
come altri vogliono, in Roma nel 304. Accom- 
pagnò l'esule pontefice S. Liberio a Mila- 
no, dove fu ordinato prete e fatto cardinale 
sotto papa Felice li. Eletto alla sua volta 
pontefice nell'età di 72 anni, sedò lo scisma 
mosso dall'antipapa Orsicino, e diedesi con 
zelo apostolico al governo papale. Mori l'a. 
.■J84. — Ss. Trasono, Ponziano e Pretestato, 
martiri a Roma fsec. III-IV). — S. Vincen- 
zio, vescovo (li Bieda iDìera: Viterbo) avanti 
l'anno 287. 

Memorandum. — 



12 Sabato 

347-20 



S. Valerio, abate. 

Discepolo di s. Co 
lombano e Istitutur» 



egli stesso di comunità religiose. Mori l'a. 622. 
— S. Amalia, regina. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni 
governative di terza categoria (sup. a L. 2000 
annue). — Estrazione pel rlmb. delle Obbllg. 
ferroviarie Genova- Voltrl. 



Gli Oli d'oliva P. Sasso e Figli di Oneglia sono gli unici perfetti. 



DICEMBRE — Vedi a pcig. 166) 



— 170 — 



prendono 2 bandiere, 14 cannoni e 1400 pri- 
gionieri. Gli ufficiali dei dragoni Napoleone 
Lonati, Pompeo Litta, Colleoni, Bovio, Scan- 
nagatti sono sempre primi nelle ripetute ca- 
riche sulle batterie del nemico. 

ly (1806). — Il generale francese Verdier, 
con 3200 uomini ed artiglierie, tenta l'assalto 
per sorpresa della città di Amantea in Ca- 
labria, difesa dal colonnello Mirabelli con 
pochi soldati e tre vecchi cannoni, ma <> re- 
spinto con gravi perdite dagli stessi cittadini 
e costretto a levare l'assedio. 

18 (1894). — Batha Agos, ribellatosi agli 
Italiani, assale con 1600 uomini la compagnia 
del capitano Castellazzi nel forte d' Halai. 
Essa resiste intrepidamente fin quando il 
maggiore Toselli non giunge alla riscossa con 
un battaglione ed una sezione di artiglieria. 
Meritano speciali encomii, oltre il Castellazzi 
e il Toselli, i capitani Folchi, Olivari, Galli e 
Ciccodicola, i tenenti Angherà, Soliani-Ra- 
schini, Bodrero, Tarlozzi, Riguzzi, Giannini, 
Basile, Mulazzani, i furieri Frignani e Galva- 
gno, il sergente Neri. 

19 (1861). — Il maggiore Melegari, col 
18» battaglione bersaglieri, accerchia e di- 
strugge a Cervinara la banda di Cipriano La 
Gala, contro la quale la 2» compagnia co- 
mandata dal capitano Bonaccorsi sostiene sola 
il fuoco per lungo tempo. 

JJO (1864). — Il capitano Francesco Fera 
del 460 fanteria, con il sergente Bignami, sor- 
prendono e catturano il capo banda Masini 
vicino a Padula (Salerno) mentre il tenente 
De Vecchi, il furiere Balbiani, il sergente 
Daverio ed il capitano Padula della G. N. si 
impadroniscono dei suoi compagni disper- 
dendo intieramente la banda, dopo vivissima 
lotta all'arme bianca. 

ai (1893). - Il colonnello Arimondi, con 
1400 uomini, assale 10,000 dervisci che mi- 
nacciano il forte di Agordat, e dopo due ore 
di vivissimo combattimento li respinge e li 
mette in fuga, essendo promosso generale 
per merito di guerra. Si segnalano partico- 
larmente il tenente colonnello Cortese, il ca- 
pitano Galliano che, con il 3° battaglione in- 
digeni, riprende 4 pezzi e le posizioni perdute, 
i capitani Forno, Framarin e Carchidio, i te- 
nenti Miani e Brizio e il furiere Profili d'ar- 
tiglieria. 

aa (1866). - Il tenente Felice Albani, 
dopo aver combattuto lungamente con la 
banda Cannone Guerra nel bosco Castagna 
(Isernia) si ritira, cedendo II terreno palmo 
a palmo, fino a Ceresole, dove riprende l'of- 
fensiva e ricaccia i briganti nel bosco, coa- 
diuvato dal caporale Gatta quantunque gra- 
vemente ferito. 

«3 (1883). — A Belgioioso, il carabiniere 
Federigo Pierotti trovatosi alle prese con tre 



malfattori ai'mati, che gli sparano a brucia- 
pelo più colpi di pistola, riesce, benché ferito 
gravemente, ad arrestarne uno. 

34 (1863). — Il capitano Giorgio Diaz, 
del 39" fanteria, solo ed inei'me, sale con 
rapido e sicuro piede, una scala a pinoli, 
unico accesso ad una grotta detta delle fate, 
in provincia di Benevento, dove erano rin- 
chiusi sette briganti, e sorprendendoli con 
tanto ardire, con persuasioni e con minacele 
riesce a far loro depositare le armi. 

aS (1800). — A Pozzolo, sul Mincio, dove 
11 generale Dupont sostenuto dal Suchet ri- 
caccia gli Austriaci di là dal fiume, Giambat- 
tista Caracciolo duca di Vietri, napoletano, 
capo squadrone dei cacciatori a cavallo della 
Cisalpina, si segnala per il suo valore ed è 
promosso colonnello dal maresciallo Brune. 

aO (1811). — La divisione Palombini passa 
a guado il canale Favara. di fronte a Valenza, 
sotto il fuoco nemico, cadendo valorosamente 
il colonnello Barbieri, il capobattaglione Lo- 
renzi, i capitani Mariannini e Ordinari, il te- 
nente Gussoni, e distinguendosi il colonnello 
Peri, ferito, il capitano del genio Vacani, i 
capitani Baccarini e Saluzzo La Manta, il 
volteggiatore Tosi. 

«y (1888). — Gaetano Fantuzzi, di San 
Giovanni in Persicieto, trombettiere di ar- 
tiglieria, in occasione dello scoppio della pol- 
veriera avvenuto in un forte di Messina, 
espone ripetutamente la propria vita per tra- 
sportare fuori di pericolo quattro casse di 
polvere. 

«8 (1876). - Nel territorio di Baschi 
(Perugia) il brigadiere dei carabinieri Pietro 
Òasorati si segnala per il suo valore in un con- 
flitto da lui sostenuto col latitante Daniele 
Felice e suoi compagni. 

39 (1860). - Nella notte dal 28 al 29, il 
6° ed il 7» battaglione bersaglieri comandati 
dai maggiori Radicati di Passerano ed E. 
Negri respingono brillantemente una vigo- 
rosa sortita da Gaeta, fatta con numerose 
truppe dal generale Bosco. 

30 (1862). — Un distaccamento di caval- 
leggeri Saluzzo, comandato dal tenente En- 
rico Pizzagalli, assalta nel tenimento Boreano 
(Venosa) una grossa banda comandata da Car- 
bone, uccidendo 4 briganti e facendone 15 pri- 
gionieri. Si segnalano, oltre il Pizzagalli, il ca- 
porale Sabatini ed 1 cavalleggeri Tebaldini e 
Coatti. 

31 (1868). - Il sottotenente Pietro Mo- 
randi, del 440 fanteria, con due carabinieri 
e pochi soldati, a Torre d' Italia nell'Aquilano, 
riesce dopo vivo combattimento a catturare 
il brigante Amedeo del Soldato, raggiungen- 
dolo in fuga e colpendolo con 11 calcio del 
fucile alla testa. Ugo Pesci, 



— 171 — 

RITRATTI DI GRANDI PITTORI ITALIANI DEI SECOLI XV-XVII 
DIPINTI DA LORO STESSI. (Fot. Brogi). 




24. - LUCA GIORDANO 
(NapoU 1632-1705) 

piUore feracissimo ed estemporaneo, onde fu detto Lura Fapresto e Proteo della Pittura. 
>: 1 scolaro delio Spagnoletto, ma poco ritenne di lui. Fu un grande affreschista, e soprat- 
tutto decoratore barocco. 



DICEMBRE 1908 



— 172 - 



(51» Settimana) 



1 i? Tinnì fili cai Terza d'Avvento 
^2« fa secondo il rito romano, 

d^a-w ] quinta di rito ambros. 

S. Lucia, verg., mavt. Accusata come cd- 
stiana, protestò davanti ai giudici con inau- 
dita fermezza, che nessuno avrebbe potuto 
costringerla a lasciare la nuova fede da essa 
abbracciata. Subì il martirio l'a. SOI. È invo- 
cata contro le malattie degli occhi. — A Sira- 
cusa, festa di precetto con fiera. — S..Aiitioco, 
martire, l'a. 125, venerato in Sardegna. 

Memorandum. — Fiera a Forlì, — Fiera a 
Taggia (provincia di Porto Maurizio). Dura 
3 giorni. 



1^ Lunedi 1 ^- Giocondo, martire. 
349-18 Ucciso col suo vesc. 

s.Pascasio, durante una 

invasione di barbari, l'anno 453. — S. Pom- 
peo, o Pompeio, vescovo di Pavia, verso gli 
anni 96 e 100 (Gams). 



Memorandum. 

giorni. 



Fiera a Siracusa: dura 



15 Martedì 1 ^- Wassimino, abate. 

SBO-l"? S. Santolo, o Sanc- 

tulo, prete, ricordato a 

Norcia. 

Memorandum. — (0 U. Q. a ore 22,13™. - 
Il Sindaco invita con pubblico avviso tutti 
coloro che possono averne diritto a chiedere 
entro il 31 dicembre la loro iscrizione nelle 
liste elettorali politiche e amministrative. — 
Ultimo termine per la presentazione delle 
domande d'iscrizione ai diversi coi'si univer- 
sitari. — Da oggi soltanto fino al 25 del mese 
nella provincia di Roma è permessa la caccia 
con 1 lacci alle paludi. E nella provincia di lio- 
vigo cessa oggi la caccia alle lepri. — Estraz. 
pel rimb. delle Obbligaz. ferroviarie Cuneo, 
Lombarde, del Sud dell'Austria. — Estraz. pel 
rimb. delle Obbligaz. ferroviarie Meridionali 
(serie A, B, C, D, F, G). — Estraz. ammort. 
Obbligaz. ferroviarie Cuneo 1855 e 1857; Pre- 
stito Città di Napoli 1861; Obbligaz. ferrovia- 
rie Lombardo-Venete (Sùdbahn). 



16 Mercoledì 

351-16 



S. Eusebio, vescovo 

di Vercelli. Al tempo 
di papa Liberio, venne 
esiliato dall' imperatoi'e Costanzo a Scitopoli 
nella Tebaldo, ove morì tra orribili stenti, ver- 
so l'a. 370. — S. Adelaide, imperatrice, figlia 
di Rodolfo II. re di Borgogna, moglie di Lo- 
tario, re d'Italia. Vedova, soft'rì indegni trat- 
tamenti e perdette l'impero per la perse- 
cuzione di Ottone suo figlio, che in seguito 
compreso 1 suoi torti, e la richiamò. xMorto 
il figlio, ella fu oì)bligata ad assumere la reg- 
genza. Morì a Seltz nel 999. — S. Albina, ver- 
gine, martire verso l'a. 250, venerata a For- 
mia (Gaeta). — Primo giorno delle tempora 
d'inverno. 



Memorandum. — Anche oggi in Napoli, ri- 
correndo la festa del Patrocinio di San Gen- 
naro, si rinnova il miracolo della liquefazione 
del sangue di quel Santo. — Chiusura della 
caccia in genere, nella provincia di Cuneo. — 
In Monopoli (prov. di Bari), festa della ve- 
nuta di Maria SS. della Badia. 



\'J Giovedì ^' Olinipia» vedova. 
353-15 Nacqiie da nobile fa- 

'miglia e ad una rara 

bellezza univa una profonda virtù. Sposa al- 
l'intendente privato di Teodosio il Grande, 
i-imasta vedova, fu consigliata dall' impera- 
toi'e a sposare un suo parente, ma resistette 
e furono inutili preghiere e minacce. Seque- 
stratile i beni, non si lamentò punto. Ebbe 
l'officio di diaconessa presso la Chiesa di Co- 
stantinopoli. Mori l'a. 510. — S. Lorenzo, mo- 
naco di Subiage (Migne: Sollago). — S. Ot- 
tilia, religiosa, protettrice dell'Alsazia (seco- 
lo VIII) dove è ricordata con culto speciale. 

Memorandum. — 



18 Venerdi 

353-14 



S. Desiderato, monaco 

dell'abbazia di Fonte- 
nelle, ove si santificò 
nella pratica delle più austere virtù. Morì 
verso la fine del sec. VII. — S. Eusebio, ve- 
scovo di Sutri (a. 405). — S. Graziano, vescovo 
di Tours, verso la metà del III secolo. Co- 
stante nel suo zelo, non si lasciò vincere nò 
dalle contradizioni, né dai patimenti, e si 
diede alla conversione degli infedeli. Per sot- 
trai-si alla persecuzione, radunava il suo gregge 
in luoghi sotterranei, e vi celebrava santa- 
mente i divini misteri. Il suo nome rinaase 
alla cattedrale. Dope le diverse traslazioni 
fatte della sua salma, questa fu arsa dagli 
Ugonotti nel 1562. — Secondo giorno delle 
tempora. 

Memorandum. — Estraz. ammortizz. Ob- 
bligaz. Canali Cavour 1802. 



19 Sabato 1 S. Maria degli Angeli, v. 

354-13 Fu lustro dell' or- 

dine carmelitano. Morì 



l'a. 1717. — S. Fausta, matrona romana (seco- 
lo III-IV). Fu celebre la Basilica Fausta, unii a 
presentemente alla basilica di S. Ambrogio a 
Milano. — S. Eberardo, o Berardo Paleara, 
benedettino, vesc. di Teramo, dal 1115 al 1122. 
— Terzo giorno delle tempora. 

Memorandum. — Ilami'à, o Commemora- 
zione della i)urificazione del tempio, per gli 
israeliti. — Estraz. del Presi. Città di Napoli 
1877. — Oggi, secondo il calendario Giuliano 
o Greco-Russo, festa di San Nicola di Bari, 
protettore della Russia. 



DICEMBRE 1908 



— 173 - 



(62» Settimana) 



20 Domenica: Q^l'^l dAwento 

355-13 1 secondo II rito romano, 



sesta di rito ambros. 

S. rìlornntij Marinojio. Prestò preziosi ed 
o: ; durante la pesto del 1528. Mori 

a 1 1.'62. Fu benemerito della città 

e. '^ ondovi fondato un monte di pie- 

tà. — S. lilogonio, vese. d'Antiochia, morto 
nel 3.">3 (^ligne). — S. Domenioo, vescovo di 
r.rescia, circa gli anni 613-G17. 

Memorandum. — Nascita della Principessa 
Maria Laetitia, Duchessa d'Aosta (1866). 



21 Lunedì 1 ^' '''®*''° Canisio. 

356-11 Gesuita, fu mandato 
in Germania per com- 
battere l'eresia di Lutero, e mori a 76 anni 
:iel 1597. — 8. Tommaso, apostolo (sec. I). — 
^. Temistocle, martire. 

Memorandum. — Anniversario della vitto- 
ria di Agordatsui Dervisci (1893), festeggiato 
nella Colonia Eritrea. — Pasjamento delle pen- 
sioni governative di seconda categoria (supe- 
riori a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 



22 Alartedì 1 ^- ^'avlano, martire, 

357-10 I Patrono di Monte- 

fiascone. — S. Ischirio- 

jie, martire in Egitto durante la persecuzione 
•li Decio. — S. Gherardo dei cavalieri di Malta, 
liorentino. Fu zelatore della redenzione dei 
Cristiani, e spese la sua vita nella cura degli 
infermi. Morì nonagenario nel 1258. 

Memorandum. — Solstizio d'inverno. — È 
il giorno più breve dell'anno. — Entra il Sole 
in Capricorno, e comincia l'Inverno astrono- 
mico. 



23 Mercoledì! s. Servolo. 

358-9 I Rattratto di corpo, 

fu obbligato a vivere di 

mendicità, e tali furono le sue virtù e in 
grado così elevato, che fu poi onorato qual 
santo, alla sua morte, avvenuta l'a. 590. — 
S. Vittoria, vergine, martire, ricordata a Pia- 
cenza (sec. IV-V). Fu una vittima della perse- 
cuzione di Decio. Un giovane romano le aveva 
proposto la sua mano, ma ella rifiutò reci.''a- 
iiiente. Un tale rifiuto inafprì il giovane, che 
aspettandola cristiana, la denunciò ai tri- 
l'unali. 11 giudice, non potendo ottenere che 
la giovine sacrificasse agli dèi, la fece uccidere. 

Memorandum. — ® L. N. a ore 12.50™. — 
Eclisse anulare di Sole, invisibile in Italia, 
visibile nell'America meridionale e nell'Africa 
australe. — Oggi sono chiusi gl'Istituti Tecnici 



e i Licei. Per 1 primi è vacanza fino al 2 gen- 
naio inclusive. — In molte città stanotte si 
ha il curioso spettacolo del mercato del pesce 
per la vigilia di domani, che a Koma è chia- 
mato il Cotlto. 



24 Giovedì 1 ^- Tarsllla, vergine. 
359-8 I I ^^- martiri della 

Cocincina (1835-1810) 
ricordati anche a Milano. — S. Gregorio, pre- 
te, martire, ricordato a Spoleto (sed. III-IV). 
Sentendo Diocleziano che a Spoleto erano 
molti cristiani, mandò colà il governatore 
Fiacco per giustiziare coloro che non sacri- 
ficassero agli idoli. Arrestato Gregorio, di- 
chiarò imperterrito d'adorare solo il vero Dio. 
Fu decapitato (sec. III-IV). — S. Irma o Ir- 
mina, matrona al tempo di Dogoberto II, — 
S. Delfino, vescovo di Bordeaux. 

Memorandum. — Vii^ilia di Nat.i1e. — O^gi 
sono chiuse le biblioteche governative e tutte 
le scuole. 



25 Venerdì 

360-7 



Natale di Gesù Cristo. 
È la festa più cai-a 
e solenne del cristiane- 
.simo, perchè ricorda la venuta del Salvatore 
del mondo. Secondo i cronologi, il gran fatto 
sarebbe avvenuto 1' a. 747 di Roma, 38 del- 
l' impero di Augusto, 7 dell'era volgare. — 
S. Anastasia, romana, mar., l'a. 330. — S. Eu- 
genia, romana, vergine, martire, l'a. 261. 

Memorandum. — Festa civile legale. — Oggi 
in molte località del Piemonte si pa.'ano gli 
affitti dei terreni. — Oggi in Grecia San Spi- 
ridione, festa solenne. 



26 Sabato | ^' Stefano protomartire. 

361-6 1 Tu tra l primi sette 
diaconi eletti dagli Apo- 
stoli, ed el.be tanto zelo, che accese di furore 
i nemici del nome cristiano, i quali lo con- 
dannarono alla lapidazione. Fu il primo mar- 
tire (Protomartire) del cristianesimo, l'a. 30. 
Era nato a Gerusalemme, e colla sua predi- 
cazione operò numerosi miracoli, cosicché su- 
scitò contro di lui l'odio de' primari giudei 
che lo accusarono di bestemmiatore. — Feste 
patronali a Biella. Capua e Prato. — S. Dio- 
nigi, papa dal 259 al 268. — S. Zosimo, papa 
dal 417 al 418. — Da questo giorno a tutto 
il 28, quatrldlo, rinomata solennità religiosa 
a Triceslmo (Udine). 

Memorandum. — Comincia il Carnevale. — 
Oggi si aprono, per la stagione, un gran 
numero di teatri, e fra essi tutti i teatri 
massimi d'Italia. — Oggi sono chiuse le bi- 
blioteche governative. 



L'Olio Sasso Medicinale è II perfetto ricostituente, la salute delle donne, 

il rimoriin rtpllo mi>'.:»Hìe, iian:< nrnttn'i Minoranti 



- 174 - 
I CONSIGLI DEL MESE (Igiene ed Economia Domestica). 

DICEMBRE 

I piani di Natale — Il pesce — Come bisogna difendersi dal freddo — Gli uragani — Le carni 
e la loro conservazione — Per rimettere a nuovo i vecchi abiti — Le vivande di Gennaio. 



Credo che in tutto l'anno non si consumi 
tanto pesce come in una giornata sola di 
questo mese : nella vigilia di Natale. Vi sono 
paesi ove ci si tiene di più o di meno, ma 
dappertutto la sera del 24 dicembre, figu- 
rano a tavola, secondo lo permettono i mezzi 
della famiglia, una o diverse specie di pesci. 
Cade, dunque, acconcio dire oggi qualche 
cosa sul pesce. 

Molti lo credono più nutritivo della carne. 
E un errore: esso è, piuttosto, più leggero 
e giova meglio perchè se ne può mangiare 
molto senza gravare Io stomaco. Non tutte 
le sue specie, però, hanno simili vantaggi: 
l'anguilla, le aringhe, e, in genere, tutti i 
pesci salati, sono, anzi, abbastanza pesanti. I 
più leggeri pesci sono il merluzzo, la spi- 
nola, la ti-ota ec, che si possono dare libe- 
ramente a qualunque ammalato non affetto 
da eruzioni di pelle. Perchè a tutti coloro i 
quali soffrono malattie di pelle, o hanno un 
temperamento nervoso, nuocerebbe qualun- 
que qualità di pesce. La pi-ima cosa da os- 
servare, nel pesce, intanto, è la freschezza. 
Non è difficile accorgersene subito: gli occhi 
del pesce fresco non debbono essere velati, 
le sue branchie debbono aver un bel color 
rosso vivace; esso, inoltre, dev' essere tutto 
rigido e duro, anche quando si tiene oriz- 
zontalmente. 

Durante la cottura è più facile a-^cora 
sincerarsi della freschezza del pesce: si im- 
merge neir acqua ove esso bolle, un cuc- 
chiaio d'argei\to, e, se questo annerisce, il 
pesce è in decomposizione. Infatti la pre- 
senza dello zolfo, a cui si deve l'annerimento 
del cucchiaio, è un prodotto della decompo- 
sizione. Nell'estate anche artificialmente, si 
dura fatica a conservare il pesce fresco ; ma 
nell'inverno, immergendolo in un bagno di 
aceto, acqua e birra (dopo averlo ben pulito 
e vuotato) si mantiene fino a due giorni. 
Molti, per vuotare il pesce, praticano delle 
incisioni inutili; v'è, invece, l'apertura delle 
branchie che sembra fatta apposta.... Si riu- 
scirà, poi, a squamarlo meglio, intingendolo 
per un istante nell'acqua bollente. 

Il pesce va cotto in molta a 'qua, anzi è 
questa una condizione essenziale per poterlo 
mangiare sapido: ma nell'acqua fredda in 
cui si mette a cuocere, va versato un po' d'ace- 
to che giova a mantenergli soda la carne. 

Gli inglesi cuociono il pesce al forno ed 
assicurano che ci guadagna. Noi usiamo, in- 
vece, la gratella, che non deve pulirsi mai 
con acqua se non si vuol correre il rischio 
di vedervi attaccar su malamente il pesce. 
Nel friggerlo, poi, si usa il fuoco e l'olio: 
perchè i pesci vengano croccanti non biso- 
gna metterne molti in una sola volta nella 
padella. Fritto che sia, il pesce si sala e si 
guarnisce con prezzemolo. 

Il pesce, come è njto, non si tocca col 
coltello : ma oggi si usa a tavola una posata 



speciale, cioè una forchetta e un coltello 
uniti a lama d'argento. Non avendola o non 
trovandola, contentiamoci dell'uso antico e 
mangiamo con la sola forchetta. 



Siamo nel cuore dell'inverno. 

Gli effetti del freddo si sentono in ra- 
gione della saa intensità, della sua durata, e 
della forza di reazione che ogni persona vi 
oppone. 

L'aria fredda e secca abbassa la tempe- 
ratura della pelle e provoca, quasi istanta- 
neamente, una resistenza di calore, i cui ef- 
fetti favorevoli son ben presto sentiti dal- 
l'organismo umano. 

Essa agisce, dunque, come tonico e sti- 
molante, e aumenta la vitalità. 

Le bevande alcooliche, le quali apparen- 
temente provocano una specie di calore ester- 
no, deprimono, invece, l'energia della rea- 
zione calorica e abbassano di due o tre gradi 
la tempei-atura normale dei corpi. 

L'azione del freddo in sostanza, non è 
fortificante che per le persone che si nutrono 
bene, che mangiano abitualmente alimenti 
sostanziosi, che si coprono bene, che hanno, 
in una paiola, una grande riserva di vigore. 
Bisogna, avanti tutto, sottrarsi all'aiiione ge- 
nerale e locale del freddo, abitando una casa 
conveniente, e ben riscaldata. Poi bisogna 
seguire un'alimentazione sostanziosa, suffi- 
ciente e talvolta un po' stimolante. Infine 
occorre un esercizio appropriato, e il passeg- 
giare all'aria aperta è il migliore di tutti gli 
esercizi. 

11 dottore viennese Herck incoraggia a 
seguire un sistema molto energico per ri- 
guardarsi con buon risultato dal freddo. Che 
cosa dice, egli? Il freddo è una cattiva abi- 
tudine; rea^^ite contro di essa. Invece di ve- 
stiti pesanti, usate a preferenza abiti leggieri, 
mangiate carne arrostita, legumi cotti in 
molto burro. Coricatevi in camere non molto 
calde, e dormite con poche coperte. Cammi- 
nate a te -ita alta per via; non usate mai il 
foulard e abituatevi alla doccia fi'edda quo- 
tidiana, a frizioni con guanto e spazzola di 
crini per tutto il corpo, alla ginnastica con 
pesi da cinque chili per quasi dieci minuti. 

Seguire queste prescrizioni non mi sem- 
bra un gran sacrifizio. È vero, le conosce- 
vamo già, mi direte ; ma.... che vale conoscere 
una cosa quando non la si mette in pratica? 

*** 

Parleremo anche oggi, che il mese ce ne 
desìi uraanni. Gli uragani esercitano 



invita, degli uragani. Gli uragani esercitali 
una notevole influenza sugli individui debol 
e sulle donne e i fanciulli. Mentre essi in 
perversano, i dolori reumatici e nevralgie 
si rendono più acuti, lo stato febbrile si ag 



- n: 

..,.,;,-....... ..<..,. ... asma od 

u morbosi: lortuniitHuientc tutto 
-00 appena l'atmosfera ridiventa 

Non potendo consigliare, ali* infuori di 
uaU-he oordiah', alcun rimedio, darò qual- 
(le consiglio per ripararsi dagli effetti della 
l»;ore. 

Contrariamente a un'opinione molto dif- 
fusa, nulla prova che l' uragano abbia come 
movente della sua direzione una corrente 
d'aria. Il pericolo, dunque, non aumenta per 
chi corra durante un uragano o lasci aperte 
le finestre della propria abitazione. È, in- 
■ <'oe, molto pericoloso ripararsi sotto le pian- 
, nelle chiese e nelle case elevate sprovvi- 
ste di parafulmini; suonare le campane, o 
sparar colpi d'arma da fuoco. La minore 
permeabilità delle stoffe di seta e di lana al 
iluido elettrico, in confronto da quelle di 
i-anapa, di lino o di cotone è un fatto: tut- 
tavia anche vestiti con stoffe di seta o di 
lana il pericolo non si dilegua. 

Mezzi infallibili per ripararsi dagli effetti 
della folgore non ve ne sono; ma possono 
relativamente giovare i due seguenti; rifu- 
giarsi in un'abitazione protetta dal paraful- 
mine; mettere in mezzo alla stanza un letto 
a materassa di lana e sdraiarvisi sopra. 

In tal modo isolati, si può aspettare im- 
passibili la fine dell'uragano: se anche la fol- 
gore entrasse e tutto distruggesse, rispar- 
mierebbe voi. 

*% 

E adesso una breve chiacchierata sulle 
carni e sui metodi migliori per conservarle. 
Tanto come antidoto a quella sul pesce che 
ha aperto la rubrica del mese. 

Tra le carni, quella di pollo, di vitello o 
di bue sono le migliori, cioè le più digeribili 
e più nutritive. Quella di piccione è grave 
allo stomaco; pesante è quella delle anitre 
e di tutti gli uccelli acquatrici; nociva, spes- 
so, quella di maiale; di difficile digestione 
sono anche i salumi affumicati; non cosi il 
salame e il prosciutto in proporzioni mode- 
ste. Le cesi detta in'eriora (fegato, cervello, 
polmone) sono di più difficile digestione della 
carne dell'animale a cui appartengono. 

Gli uccelli avvolti nella salvia, e cotti ar- 
rosto, conditi con poco burro, rappresentano 
un ottimo cibo. Sempre che non siano lar- 
dellati né ingeriti in numero strabocchevole, 
nò troppo guarniti di polenta imbevuta di 
burro stracotto. In genera'e tutta la selvag- 
gina è riparatrice delle forze. 

Detto ciò, vediamo come possano conser- 
varsi le carni allo stiito fresco. 

Comunemente si usa di aspergerle di sale, 
di caffè In polvere, di sugo di limone, d'aceto 
o di carbone. 

Le carni che si vogliono conservare si ten- 
gano, inoltre, quanto più è possibile lontane 
dal contatto dell'aria, dopo averne coperta 
la superficie coli* una o coli' altra di quelle 
materie. 

Ma in America, dove tutte le cose si fanno 
in grande, sono riusciti a praticar delle inie- 
zioni antisettiche di acido borico sciolto nel- 
l'acqua calda alla temperatura del sangue, 
per conservar intieri capi di bestiame uctM.so. 



\ : .. ..l..,;;.à;,,i. . ..[iQ- 

razione non richiese oltre cinque minuti ver 
ogni capo. L'antisettico adojH'rato nori mo- 
difica né l'aspetto, né la qualità della carne; 
ed i risultati dimostrano che, usato in mi- 
nima proporzione, rende la carne conserva- 
bile per oltre due settimane in estate, e duo 
o tre mesi nell'inverno senza bisogno del 
ghiaccio. 

Barbaro o no che sia, questo sistema è con- 
venierite sotto tutti i rapporti. Il costo del 
preservativo non oltrepassa la spesa di qua- 
ranta o cinquanta centesimi per ovino, e 
l'apparecchio richiesto è molto semplice. 



Ma pensiamo anche un po' ai nostri indu- 
menti. 

L'inverno ci fa levare, oggi, dal guarda- 
roba gli abiti neri da società. Non tutti, pur- 
troppo, ne abbiamo di nuovi fiammanti: mol- 
ti, anzi, li veggono con dolore che lustrano 
nei gomiti, nelle manopole e nei ginocchi. Se 
non possono rifarli, li tengano per una mez- 
z'ora nell'acqua fredda, li ritirino, li sten- 
dano sopra una tavola, e spazzolino dove 
lustrano con un scardasso da cappellaio un 
poco usato, pieno di fiocchi di lana. Poi li 
mettano ad asciugare, e, infine, tornino a 
spazzolarli, per il verso del pelo, con una 
spazzola dura asciutta. 

Se, poi, desiderano mettere a nuovo il 
bavero, cosi facile ad ungersi, basterà che si 
preparino una tazza d'acqua calda in cui 
sia stata sciolta dell' ammoniaca. 

Stendete il vestito che volete pulire, so- 
pra una tavola coperta d'un grosso panno: 
tuffate un pezzo di tìanella pulita nel liquido 
e stropicciate il collo del vestito, umettan- 
dolo con abbondanza al di là della macchia. 
Poi con un panno bianco (badate che noii 
lasci giù la peluria) premete vigorosamente 
il bavero per assorbii-ne l'acqua. Mettete, 
quindi, ad asciugare, dopo aver ripiegato il 
collo nella sua posizione normale. 

La stoffa non serba nessun cattivo odore 
né risente nella tinta. 



Qupsta volta, poiché il mio addio deve es- 
sere definitivo, voglio darvelo p ■rlandosi an- 
cora per qualche istante di cibi. Se no mi 
parrebbe troppo monotono. Eccovi, dunque, 
un breve elenco di vivande che potrete man- 
giar nel mese di Gennaio. Cosi la mia me- 
moria resterà con voi ancora trenta giorni. 

Ca>*n»: bue, montone, vitello, maiale, agnel- 
lo, daino, cervo, capriolo, cignale, lepre, co- 
niglio. 

S'^lvaggina e pollame: capponi, polli, oche, 
aniti-e, tacchini, pernici, fagiani, beccacce e 
piccioni. 

Pesce: carpi, tinche, bai-bl. anguille, pesce 
persico, trote, salmoni, merluzzo, sogliole, 
aringhe, razze, naselli, rombi, gamberi, ari- 
guste, telline. 

Erbaggi: cavolfiori, cardi, sedani, patate, 
cavoli, sauerkrant, raperonzoli, barba cap- 
puccina, scorzenere. 

Frutta: pere d'inverno, mele, aranci, ca- 
stagne, noci, nocciole. 

Cenbkentola. 



L'Olio Sasso Medicinale è il perfetto ricostituente, la salute delle donne, 
il rimedio delle malattie degli organi digerenti. 



DICEMBRE 1908 



176 



(53» Settimana) 



27 Domenica 

362-5 



S. Giovanni, apostolo, 
ed evangelista. 

Nativo di Galilea, fu 
chiamato da Gesù Cristo a seguirlo. Dopo la 
morte del Divin Maestro, lasciata la Giudea, 
predirò nell'Asia Minore, venuto a Roma fu 
gettato in una caldaia d'olio bollente, da cui 
uscì illeso. Relegato nell'isola di Patmos, vi 
scrisse la sua Apocalisse, e si trovano di lui 
tre lettere, registrate tra le apostoliche. Mori 
in età tardissima, l'anno 100. 

Memorandum. — Annivei-sario della morta 
di Francesco il, ex re di Napoli, commemo- 
rato dal partito borbonico meridionale. 



28 Lunedì 

363-4 



I Santi Innocenti. 
Ricorda la strage 

^orribile ordinata da 

Erode di tutti i bambini del suo regno al 
disotto dei due anni, alfine di comprendervi 
il neonato Messia, il quale, invece, scampò in 
Egitto (Matt. II, 13-18). - S. Abele, il giusto, 
figlio dei progenitori Adamo ed Eva. 

Memorandum. — Oggi pagamento degli sti- 
pendi agli impiegati governativi. 



29 Martedì 

364-3 



S. Tomaso Becket. 

Vescovo di Canter 
bury, martire messo a 
morte l'a. 1170. Era nato da nobili genitori a 
Londra, e fu uno dei più dotti del suo tempo. 
Eletto vescovo, si diede alle opere di pietà ed 
impiegava le notti in orazione. Avendo disgu- 
stati alcuni grand) del regno, perdette la gra- 
zia sovrana e tu trucidato da quattro ufficiali 
mentre trovavasi in chiesa. — 8. Davide, re 
d'Israele. — S. Melania, verg. mart. 

Memorandum. — Eitraz. pel rimborso delle 
Obbligaz. ferroviarie Mantova-Cremona. 



30 Mercoledì! S- Eugenio, vescovo. 
365-3 Onorato a Milano 

quale difensore del rito 

ambrosiano, quando al tempo dell'imperatore 
Carlo Magno si tentò di abolirlo (sec. Vili). 
— S. Gerardo, confessore, minorità, morto 
l'a. 1345, onorato a Valenza (presso Alessan- 
dria). — Festa patronale della diocesi a Bar- 
letta. 

Memorandum. — 3 P. Q. a ore 6,40™. 



31 Giovedì 1 S. Silvestro, papa. 

366-1 Successore d: s. Mel- 
^chiade. Ebbe la conso- 



lazione di vedere cessata la persecuzione 
contro la Chiesa mercè l' opera e lo zelo del 
grande Costantino, ma il suo regno fu ama- 
reggiato dall'eresia di Ario, che cominciò a 
predicare contro la divinità di Gesù Cristo. 
Morì dopo più di venti anni di governo, nel 335. 
— S. Colomba, vergine, martire, verso gli an- 
ni 270-275, patrona di Riminl. — Ss. Stefano 
e compagni, martiri, ricordati a Catania (se- 
colo III-IVj. Can. O. Pantalini. 

Memorandum. — Ultimo termine per chie- 
dere la iscrizione nelle liste elettorali poli- 
tiche e amministrative. — Chiusura dell'anno 
finanziario delle aziende comunali, degli isti- 
tuti bancari, delle case commerciali, ec. — 
Scade la seconda rata semestrale della tassa 
di manomorta. Il pagamento deve esser fatto 
entro i primi 20 giorni del mese di gennaio 
entrante. — Oggi sono chiuse le biblioteche 
governative. — Chiusura della caccia in genere 
nelle province di Ales^iandria, Ai-ezzo, Como, 
Cremona. Milano, Modena, Novara, Padova, 
Parma, Pavia, Piacenza, Regij;io Emilia, To- 
rino, Treviso, Udine, Venezia e Vicenza; della 
caccia alle lepri e ai caprioli, e di quella colle 
reti, lacci e vischi nella provincia di Belluno; 
col fucile e colle reti ai fagiani di monte, uru- 
galli, coturnici, ec. nella provincia di Ber- 
gamo ; alle lepri, pernici e starne nelle pro- 
vince di Bologna e di Pesaro; alle lepri, nelle 
province di Brescia e di Verona; ai conigli 
nella prov. di Girgenti; alle pernici e starne 
nella prov. di Roma. — Estraz Presi, a premi 
per la Cassa Nazionale di Previdenza e la 
" Dante Alighieri ,. ; del Prestito a premi 
Città di Venezia 1869 (rirab. 1" maggio succ). 
e del Prest. a premi riordinato Bevilacqua 
la Masa. — Estraz. pel rimb. delle Obbligaz. 
della Società Veneta por imprese e costraz. 
pubbliche; e delle Obbligaz. Ferrara 1875, 



DIARIO DEI SANTI RICORRENTI NELL'ANNO'*) 



Ahbnndin. • «prile: 31 agosto. 



>; 15 die. 

• ' 1. , ./.jio. 

AdallH-uto, Ui aprile: 20 ging. 
Adalgiso, C ottobre. 

»'Ì:"<^'\ 16 n3il;,'glO. 

le, 16 dicorabi-e. 
24 di<'e rubre. 

! libre. 
jiio: 2 luglio; 
■ -t .brc. 

ìa. 27 giugno. 

\ -. ;:o, 17 giugno; 27 sett. 

Adone, 16 dicembre. 

.Adriano, 4 marzo; 8 luglio. 

Afta, 24 maggio. 

Afraiite, 7 aprile. 

Afrodi->io, 14 marzo. 

Agabio. 4 agosto. 

Agape, 15 febbraio. 

Agapito, 16 marzo; 17 aprile; 
18 agosto: 20 settembre. 

Agata, 6 febbraio. 

.\gatone, 10 gennaio; 5 luglio. 

Aggeo, 4 luglio. 

.Agilberto, 24 giugno. 

A-jiT^llo, 14 dicembre. 

Ajii' sp, 21 gennaio: 20 aprile. 

A_- ardo, 24 giugno. 

A. -tino d'Inghilt., 28 magg. 

A_- -:ino, 28 agosto. 

A_r ola, 7 novembre. 

A_i:ppina, 23 giugno. 

A_'i!iipino, 17 giugno; 9 nov. 

Ahicoque M. M., 17 ottobre. 

Albano, 22 giugno. 

Alberico (6), 26 gennaio. 

Alberto, 7 a;.'osto: 1 settem- 
bre: 21 novembre. 

Alberto B., 3 settembre. 

Albina, 16 dicembre. 

Albino, 5 febbraio; 1 marzo; 
15 settembre. 

Aldegonda, 30 gennaio. 

Aldeinaro, 24 marzo. 

Alfeno, 12 aprile. 

Alessandro, Il gennaio; 26 feb- 
braio; 3 maggio: 4. 6 giu- 
gno; 10 luglio: 26 agosto; 
9 settembre. 

Alessandro S., 23 aprile. 

Alesso, .30 luglio. 

Alfro, 18 novembre. 

Altv-ro. 12 aprile. 

Alfio, 10 maggio. 

-\lfonso L., 2 agosto. 

Alfredo. 12 gennaio; 14 agosto. 

Alice, 5 febbraio. 

Alipio, 26 novembre. 



Alverio, 2 gennaio. 

Amabile, 19 ottobre. 

Aniadoo (fc), 10 agosto. 

Amalia, 10 luglio: 12 dicemb. 

Amando, 6 febbraio. 

Amanzio, 8 aprilo: 6 giugno. 

Amasio, 23 gennaio. 

Amato, 8 maggio, 13, 30 set- 
tembre. 

Amatore. 7 aprilo. 

Ambrogio, 20 marzo: 16 ago- 
sto; 16 ottobre; 7 dicembre. 

Ambrogio (Morte di), 4 aprile. 

Amedeo (b), 30 mar. ; 5 magg. 

Amelberga, 10 luglio. 

Amos, 31 marzo. 

Ampelio, 8 febbraio; 14 magg. 

Anania. 25 gennaio. 

Anastasio, 15 aprile; 28 ott. 

Anastasio, 27 apiile: 28 magg. 

Andrea, 26 febbraio; 22 ago- 
sto; 6 novembre. 

Andrea A., 10 novembre. 

Andrea (op.), 30 novembre. 

Andrea (ft), 9 genn. ; 1 lebb. 

Andrea C, 14 gennaio. 

Andrea G., 19 marzo. 

Andronico, 14 novembre. 

Angela da Foligno, 4 gennaio. 

Angela M., 30 maggio. 

Angeli custodi, 2 ottobre. 

Angelina, 22 dicembre. 

Angelo, 5 maggio. 

Angelo (b), 25 gennaio. 

Angelo \b) d'Acri, 29 ottobre. 

Angelo C, 12 aprile. 

Angelo P. (b), 24 ottobre. 

Aniceto, 17 aprile. 

Anicio, 23 ottobre. 

Anna, 26 luglio. 

Annibale, 15 aprile. 

Annone. 4 dicembre. 

Annunziuzione, 25 marzo. 

Ansano, 1 dicembre. 

Anselmo, 3, 18 marzo; 21 apr. 

.Ansovino, 13 marzo. 

Antere, 3 gennaio. 

Antigono, 27 febbraio. 

Antimo, 21 febbraio. 

Antioco, 13 novembre. 

Antonia (&.»), 28 febbraio. 

Antonina, 12 giugno. 

Antonino, 14 febbraio; 2 mag- 
gio; 22 agosto; 31 ottobre. 

Antonio abate, 17 gennaio. 

Antonio da Padova, 13 giugno. 

Ant. Maria Zaccaria, 5 luglio. 

Apelle, 22 aprile. 

Apollinare, 23 luglio; 6 die. 

Apollonia, 9 febbraio. 

Apollonio, 16 febbraio; 18 apr.; 
7, 8 luglio. 

Appia, 22 novembre. 

Appiano, 2 aprile. 



Aquila, 8 luglio. 
Aquilina, 13 giugno. 
Aquilino, 29 gennaio; 4 febbr. 
Aratore, 21 aprile. 
Arcadio, 10 gennaio. 
Arcangelo (6). 17 aprile. 
Arduino, 9 giugno; 16 agosto. 
Argeo, 2 gennaio. 
Armando, 6 febbraio. 
Armentario, 30 gennaio. 
Arnaldo, 10 febbraio, 
Arnolfo, J8 luglio; 15 agosto. 
Arrigo (h), 13 marzo. 
Arsazio Casati, 12 novembre. 
Arsenio, 10 luglio. 
Artemia, 18 febbraio. 
Ascario, 3 febbraio. 
Aspreno, 3 agosto. 
Assunzione di Maria Santissi' 

ma, 15 agosto. 
Asterie, 3 marzo. 
Astio. 7 luglio. 
Atanasia, 14 agosto. 
Atanasio, 26 gennaio; 2 m.ig- 

gio; 15 luglio. 
Attala, 10 marzo. 
Attica, 18 febbraio. 
Attico, 6 novembre. 
Attila, 10 marzo. 
Attinea, 16 giugno. 
Attone, 22 maggio. 
Auberto, 13 dicembre. 
Audenzio, 26 novembre. 
.\ugusta, 27 marzo. 
Augusto, 7 maggio : 7 ottobre. 
Aurei ia, 25 settembre. 
Aureliano, 22 maggio; 5 dio. 
Aurelio, 27 luglio, 9 novemb. 
Ausano, 3 settembre. 
Auson'o, 20 maggio. 
Avenanzio, 14 luglio. 
Aventino, 4 febbraio. 
Avertano (6), 25 febbraio. 
Avilo, 22 febbraio. 
Avito, 19 dicembre. 
Avventore, 20 novembre. 
Azia, 18 aprile. 

Babila, 24 geimaio. 
Balbiua, 31 marzo. 
Baldassarre, 6 gennaio. 
Baldovino, 8 gennaio. 
Bambina M.. 8 settembre. 
Barbara, 4 dicembre. 
Barbaziano, 5 marzo. 
Barnaba, 11 giugno. 
Barsano, 11 aprile. 
Barsanofrio, 30 agosto. 
Bartolomeo (fc), 28 gennaio; 

18 marzo. 
Bartolomeo, 24 agosto. 
Basilide, 12 giugno. 
Basilio, 1 genn.; 2, 6, 22 marzo; 

14 giugno. 



(*) Per rettiflcbe od ajrsiante, scrivere al can. Oreste Panfalini, Milano, via Orva, 
omesso l'indice delle feste mobili che sono già notate in apposita tal.cll3, a pag. 3. 



— fc stato 



fiasilissa, ó genn.; 15 api*. 
Basilla, 20 maggio. 
Bassiano, 19 gennaio. 
Basso, 5 dicembre. 
Batilde, 26 gennaio. 
Battista G. Rossi, 23 maggio. 
Battista [Natività di s. Giovan.), 

24 giugno. 
Battista (Z>ecoZ/a2:»one di S. G.), 

29 agosto. 
Beatrice (b), 19 gennaio; 29 lug. 
Beda, 10 aprile; 27 maggio. 
Bellino, 26 novembre. 
Benedetta, 17 aprile; 6 magg. 
Benedetto R., 12 febbr. 
Benedetto, 17 febbraio; 11, 

21 marzo. 
Benedetto G. L., 16 apr. 
Beniamino, 31 marzo. 
Benigno, 26 luglio; l nov. 
Benno, 16 giugno. 
Benvenuta (b), 29 ott. 
Benvenuto S., 22 marzo. 
Berardo, 16 gennaio. 
Berardo P., 19 dicembre. 
Bernardino da Feltre, 28 sett. 
Bernardino da Siena, 20 mag. 
Bernardo, 15 giugno; 20, 22 ag. 
Bernardo U., 4 dicembre. 
Bemerio, 16 ottobre. 
Berta, 24 marzo. 
Bertoldo, 21 ottobre. 
Bertrando 1 m*rzo; 6 giugno; 

3 luglio. 
Ber tulio, 24 marzo. 
Besso, 1 dicembre. 
Biagio, 3 febbraio ; 22 giugno. 
Bianca, 5 agosto. 
Bibiana, 2 dicembre, 
Boezio 23 ottob. 
Bona, 24 aprile. 
Bonagiunta, 11 febbraio. 
Bonaventura T., 19 marzo. 
Bonaventura, 14 luglio. 
Bonfiglio, 11 febbraio. 
Bonifacio, 5 giug.; 14 maggio. 
Bovone, 22 maggio. 
Brigida, 7 ottobre ; 1 febbraio. 
Brizio, 9 luglio. 
Brunone, 6 ottobre. 
Buono Giov., 22 ottobre. 

Caio, 10 marzo ; 22 aprile. 
Calimero, 3 ottobre. 
Callisto, 14 ottobre; 28 die. 
Calocero, 18 aprile. 
Calogero, 18 giugno. 
Camerino, 21 agosto. 
Camillo, 15 luglio. 
Candida, 4, 20 settembre. 
Candido, 11 marzo, 3 ottobre. 
Canuto, 17 febbraio. 
Canzia, 20 novembre. 
Canzianilla, 31 maggio. 
Canziano, 31 maggio. 
Canzio G., 20 ottobre. 
Carlo, 4 novembre. 
Carlomanno, 17 agosto. 
Carmela, Carmelo, 16 luglio. 
Carpoforo, 7, 20 agosto; 10 di- 
cembre. 
Casimiro, 4 marzo. 



- 178 - 

Cassiano, 26 marzo; 12, 13 ag. 

Casto, 22 maggio, 7 novemb. 

Castulo, 26 marzo. 

Cataldo, 10 maggio. 

Catello, 19 gennaio. 

Caterina R., 13 febbraio. 

Caterina, 9, 24 marzo; 30 apri- 
le; 4, 15 settemb.; 25 nov. 

Catervo, 10 dicembre. 

Cattedra di S. Pietro, 18 gen- 
naio; 22 febbraio. 

Cecilia, 22 novembre. 

Cecilio, 3 giugno. 

Celerino, 3 febbraio. 

Celestino, pp., 6 aprile. 

Celestino P., 19 maggio. 

Celidonia, 13 ottobre. 

Celso, 28 luglio, 21 novembre. 

Cerbo o Cerbonio, 10 ottobre, 

Cesario, 25 febbraio. 

Cesello, 21 agosto. 

Chelidonia, 13 ottobre. 

Cherubino, 30 ottobre. 

Chiara, 26 luglio; 12, 17 ag. 

Chioflfredo, 2 settembre. 

Cipriano, 21 aprile; 11 luglio; 

16 settembre. 
Circoncisione di G. C, 1 genn. 
Ciriaca, 17 giugno. 
Ciriaco, 16 marzo; 4 maggio; 

8, 23 ag. 
Cirilla, 28 ottobre. 
Cirillo, 28 gennaio; 28 marzo; 

5 luglio; 28 ottobre. 
Cirino, 10 maggio; 5 dicembre. 
Ciro, 24 gennaio; 16 giugno. 
Claudia, 9 settembre. 
Claudiano, 6 marzo. 
Claudio, 7 giugno; 7 settemb. 
Clemente, 5 marzo ; 5 giugno; 

17 ottobre; 23 novembre; 
4 dicembre. 

Cleofe M., 9 aprile. 

Clelia, 3 settembre. 

Cleonico, 24 luglio. 

Cleto, 26 aprile. 

Clinio, 30 marzo. 

Clotilde, 3 giugno. 

Coletta, (&), 9 marzo. 

Colomba, 17 settemb.; 31 di- 
cembre. 

Colombano, 20 novembre. 

Columato, 19 giugno. 

Concetta, 8 dicembre. 

Concordia, 13 agosto. 

Concordio, 1 gennaio. 

Cenone, 28 marzo. 

Consiglio, 26 aprile. 

Consolata, 21 giugno; 5 die. 

Console, 7 luglio, 

Coiitardo, 16 aprile. 

Conversione di Paolo, 25 genn. 

Corbiniano, 8 settembre. 

Corona, 14 maggio. 

Cornelio, 2 febbraio; 16 sett. 

Corrado, 19 febbraio. 

Cosma, 27 settembre. 

Costantino, 29 marzo ; 21 magg. 

Costanza, 18 febbraio. 

Costanzo, 14 maggio; 1, 18, 
settembre ; 30 novembre. 

Crescentino, 1 giugno. 



Cresccnzia, 15 giugno. 
Crescenzio, 7 luglio; 11 sott. 
Crescio, 23 ottobre, 
Crisanto, 25 ottobre. 
Crisanziano, 17 febbraio. 
Crisogono, 24 novembre. 
Crispina, 5 dicembre. 
Crispiniano, 25 ottobre. 
Crispino, 7 genn.; 25 ottobre. 
Cristiana, 15 dicembre. 
Cristina, 13 marzo; 10 mag- 
gio; 24 luglio. . 
Cristoforo, 25 luglio. 
Croce {Esaltaz. della), 14 sett. 
Croce {Ritrov. della), 3 magg. 
Cromazio, 2 dicembre, 
Ctesifonte, 15 maggio, 
Cunegonda, 3 marzo, 
Cuniberto, 12 novembre, 
Cutberto, 20 marzo, 

Dalmazio, 5 dicembre, 

Damaso, 11 dicembre, 

Damiano, 12 aprile; 27 sett, 

Daniele, 3 gennaio. 

Daria, 20 giugno; 25 ottobre. 

Dato, 3 luglio, 

Davide re, 29 dicembre. 

Dazio, 14 gennaio. 

Decoroso, 15 febbraio. 

Defendente, 2 gennaio. 

Defunti (Commemorazione di 
tutti i fedeli), 2 novembre. 

Degna, 11 agosto, 

Dellina, 27 settembre. 

Demetria, 21 giugno, 

Demetrio, 9 aprile; 22 novemb. 

Desiderato, 18 dicembre. 

Desiderio, 27 marzo; 23 mag- 
gio; 19 settembre. 

Devota, 27 gennaio. 

Diana, 10 giugno. 

Diego, 16 novembi'e. 

Diodata, 14 dicembre. 

Diodato, 27 giugno; 9 ottobre. 

Diodoro, 17 gennaio, 

Diomede, 11 settemb i*e, 

Dionigi, 8 aprile; 25 maggio; 
9 ottobre ; 26 dicembre. 

Dionisia, 6 dicembre. 

Dolcissimo, 7 luglio. 

Domenica, 6 luglio. 

Domenico, 4 agosto; 20 die. 

Domitilla, 7 maggio. 

Domiziano, 9 agosto. 

Domneo, 5 gennaio. 

Donato, 4 febbraio; 7, 19 ago- 
sto; 1 settembre; 12 nov, 

Donaziano, 24 maggio. 

Donnina, 15 aprile; 30 sett. 

Donnino, 15 maggio; 7 ago- 
sto: 9 ottobre. 

Dorotea, 6 febbraio. 

Doroteo, 28 marzo; 5 giugno, 

Dunstano, 18 maggio. 

Eberardo P., 19 dicombi-e. 
Edberto, 24 aprile; 6 ma^'gio. 
Edilberto, 24 febbraio. 
Ediltrnde, 23 giugno. 
Edistio, 12 ottobre. 
Editta, 16 settembre. 



Edmondo, 10.30.34 novei«1>r<^. 
1-kloardo, IJJ ottobre. 
Edvige, 17 ottohre. 

KfeWo, 16 febbraio. 

KAsio, 15 gonuaio; 15 fclthraio. 

Efrem, 8 ottobre. 
Ejfidio, 1 sottombr*». 
Elconide, 28 majJTjiio. 
Eldrado, 13 mar/.o. 

Eleazaro, 20 ottobrr. 
Eie Ila, 18 agosto. 

EleucAdio, 14 febbraio. 

Eleuterio, 20 febbraio: 18 apr. 
Elia. 20 luglio; 11 settembre. 

EUgio, 1 dicembre. 

Elio. 18 luglio. 

Eliodoro, 3 luglio. 

Elisa, 26 giugno. 

Elisabetta, 8 luglio: 19 nov. 

Elisabetta P., l'J febbraio. 

Eliseo, 14 giugno. 

Elodìa, 22 ottobre. 

Elpidio, 24 maggio; 2 settemb. 

Elvira, 27 gennaio. 

Elzeario, 27 settembre. 

Emanuele, 26 marzo. 

Emeranziana, 23 gennaio. 

Emerico, 4 novembre. 

Emidio, 5 agosto. 

Emilia. 5 aprile. 

Emiliano, 27 gennaio; 6 no- 
vembre; 6 dicembre. 

Emilio, 22, 28 maggio; G ott. 

Emmerico, 4 novembre. 

Enrico, 13 marzo; 15 luglio. 

Eucherio, Iti novembre. 

Epifania, 6 gennaio. 

Epifanio, 21 gennaio ; 12 magg. 

Equizio, 7 marzo. 

Eracliano, 7 novembre. 

Erasmo, 2 giugno. 

Erberto, 16 marzo. 

Ercolano, 1 marzo. 

Ercole, 5 settembre. 

Eriberto. 16 marzo. 

Erizzo (fc), 9 febbraio. 

Ermagora, 11 giugno. 

Ermanno, 7 aprile. 

Ermas, 9 maggio. 

Ermelinda. 29 ottobre. 

Ermenegildo, 13 aprile. 

Ermete. 4 gennaio : 28 agosto. 

Erminia, 26 agosto. 

Ermogene. 23 agosto. 

Ermolao, 27 luglio. 

Ernesta, 22 novembre. 

Ernesto, 12 gennaio. 

Ersilia, 11 agosto. 

Esuperanzio, 24 gennaio. 

Esuperia, 2C luglio. 

Esaperio, 28 settembre. 

Ettore, 20 giugno. 

Eucherio, 20 febbraio. 

Eufemia, 16 settembre. 

Eufrasia, 13 marzo. 

Eugenia, 11 settembre; 25 die. 

Eugenio, 24 gennaio; 2 giugno; 
17 novembre; 30 dicembre. 

Eulalia, 27 agosto. 

Eulalio, 16 febbraio. 

Eulogio, 11 marzo; 13 sett. 

Euprepio, 27 settembre. 



- 1.'.' - 

Eusanlo, luglio. 

Kusebia, 2i> ottobre. 

Eusebio, 5 marzo; 18 aprile; 
21 giugno; 14 agosto; 16, 
18 dicembre. 

Eustachio. 20 sett. ; 12 ott. 

Eustasio, 29 marzo. 

Eustorglo, 6 giugno; 18 sett. 

Eutiohiano, 8 dicembre. 

Eutiehio, 15 aprile; 23 mag- 
gio; ó giugno. 

Eutropia, 15 gennaio; 14 die. 

Eutropio, 27 maggio. 

Eva, 8 settembre. 

Evaldo, 3 ottobre. 

Evaristo, 26 ottobre. 

Evasio, 1 dicembre. 

Evenzio. 12 gennaio; 8 febbr. 

Evodio, 11 novembre. 

Ezechiele, 10 aprile. 

Fabiano, 20 gennaio. 

Fabio, 17 maggio, 

Fabiola. 27 dicembre. 

Faleo. 9 agosto. 

Fausta, 19 dicembre. 

Faustina, 18 gennaio. 

Faustiniano, 26 febbraio. 

Faustino 15, 26 febb.; 29 lag. 

Fausto, 15 febbr.; 24 giugno. 

Fede. 1 agosto. 

Fedele, 24 aprile; 28 ottobre. 

Federico, 18 luglio. 

Felice, 13, 14, 16, 30 genn.; 25 
febb.; 18, 21 maggio; 23 giu- 
gno; 13 luglio; 25 agosto: 
21 ottobre; 6, 20 novemb. 

Feliciano, 24 genn.; 9 giugno. 

Felicissimo, 15 luglio. 

Felicita, 26 mar. ; 10 luglio. 

Feliciola, 13 giugno. 

Ferdinando re, 30 maggio. 

Ferdinando, 27 giugno. 

Fermo, 9 agosto. 

Ferruccio, 28 ottobre. 

Festo, 19 settembre. 

Fiacrio, 30 agosto. 

Fidenzio, 16 novembre. 

Filadelfio, 10 majrgio. 

Filareto, 6 aprile. 

Filemone, 22 novembre. 

Fileto, 27 marzo. 

Filiberto. 20 agosto. 

Filippo, 1 maggio; 22 ottobre. 

Filippo B., 23 agosto. 

Filippo N., 26 maggio. 

Filogonio, 20 dicembre. 

Filomena, 5 lug.; 29 nov. 

Fina, 12 marzo. 

Fiore, 27 ottobre. 

Fiorentino, 1 aprile. 

Fiorenzo, 14 febbr.; 23 magg. 

Firmiliano. 28 ottobre. 

Firmina, 24 novembre. 

Firmino, 11 ottobre. 

Fiacco, 18 settembre. 

Flavia, 7 maggio. 

Flaviano, 27 gennaio; 14, 28 
febbraio; 22 dicembre. 

Flavio L., 24 marzo. 

Flora, 11 giugno. 

Floriano, 4 maggio. 



Floro, 27 ottobre. 

Foca, 5 marzo. 

Folco, 11 ottobre. 

Follano, 21 ottobre. 

Formoso, 15 febbmio. 

Fortunata. 14 ottobre. 

Fortunato, 9 gennaio; 27 feb- 
braio; 8, 15 giugno; 23, 28 
agosto; 14, 15 ottobre, 

Fortunazlano. 1 settembre. 

Fosca, 13 febbraio. 

Francesca, 9 marzo. 

Francesco, 2 aprile; 11 ma?. 

Francesco C, 4, 16 giugno, 

Francesco, 24 luglio; 4, 10, 
27 ottobre. 

Francesco di S., 29 gsnnaio; 
3 dicembre 

Frediano, 18 marzo: 18 nov. 

Frontone, 25 agosto. 

Frumenzio, 27 ottobi-e. 

Fruttuoso, 21 gennaio; 10 ap. 

Fulberto, 10 aprile. 

Fulco S., 26 ottobre. 

Fulgenzio, 22 maggio, 

Gabino, 19 febbraio, 

Gabriele, 18 marzo, 

Gaetano, 7 agosto, 

Galdino, .18 aprile, 

Galgano, 3 dicembre. 

Galla, 5 ottobre. 

Gallieno, fi agosto. 

Gallo, 4 luglio; 16 ottobre. 

Gaspare, 6 gennaio. 

Gaudenzia, 30 agosto. 

(ìaudenzio, 22 ge;inaio: 12 feb- 
braio: 19 giugno; 25 otto- 
bre; 26 novembre. 

Gaudioso, 7 marzo; 26ottìb. 

Gavino, 25 ottobre. 

Gelasio, 21 novembre. 

Gemma, 12 mag,'io, 

Geminiano, 31 gennaio; 10 set- 
tembre. 

Gemino, 4 febbraio. 

Gemma, 12 maggio. 

Gemmulo, 4 febbraio. 

Generoso, 17 luglio. 

Genesio, 25 agosto; 22 die. 

Gennai'o, 19 settembre; 24 ott. 

Genoveffa, 3 gennaio, 

Gerardo, 6 giugno; 24 set- 
tembre; 3, 30 ott.; 7, 31» die. 

Geremia, 1 maggio. 

Germana, 15 luglio. 

Germano, 21 febbr.; 2« mag- 
gio; 26 luglio. 

Gerolamo, 20, 22 luglio; 28, 30 
settembre. 

Gertrude, 17 marzo; 15 nov. 

Gervasio e Prot., 19 giugno. 

Ghei ardo, 24 settembre; 7 die. 

Giacinta M. (fo), 30 genn. 

Giacinto, 16 agosto; 29 ott. 

Giacomo, 21 mar.; 4 magg. 

Giacomo (6), 1 giugno; 11 lu^l. 

Giacomo, 25 lug. ; 28 nov. 

Giasone, 11 maggio. 

Gilberto, 4 febbraio. 

Gioachino. 16 apr,; 20 marzo. 

Giobbe, 10 maggio; 23 sett. 



180 



Gioconda, 25 novembre. 

Giocondo, 14 novembre. 

Giona, 21 settembre. 

Giordano, 13 febbraio. 

Giorgio, 23, 24 aprile. 

Giosafatte, 27 novembre. 

Giovanna S. (6), 9 .luglio. 

Giovanna F. F., 21 agosto. 

Giovanni, 31), 31 gennaio; 2, 
8, 14 marzo; 9 aprile; 13 
maggio; 23, 2G giugno; 7, 
16 settembre. 

Giovanni ap. ev., 27 dicemb. 

Giov. Batt. De Rossi, 23 m:igg. 

Giovanni Buono, 22 ottobre. 

Giovanni C, 15, 27 gennaio. 

Giovanni Capistr., 23 ottobre. 

Giovanni Colomb., 31 luglio. 

Giovanni eremita, 27 marzo. 

Giovanni G., 12 luglio. 

Giovanni M., 8 febbr. ; 20 die. 

Giovanni N., 16 maggio. 

Giovanni III (&), 18 marcio. 

Giovenale, 3 maggio. 

Giovita, 15 febbraio. 

Giuda, 30 ottobre. 

Giuditta, ,10 dicembre. 

Giulia, 22 maggio. 

Giuliana, 16 gennaio; 7 aprile. 

Giuliana F., 19 giugno. 

Giuliano, 13 febbraio; 22 giu- 
gno; 27 luglio; 7, 31 agosto. 

Giulio, 31 gennaio. 

(xiulitta, 16 giugno. 

Giuseppe, 4 febbr. ; 19 marzo; 
18 sett. 

Giuseppe 0., 27 agosto. 

(ìiustina, 10 gennaio; 13 lu- 
glio; 7 ottobre. 

Giustiniano, 23 agosto. 

(Giustino, 13 aprile; 1 giugno. 

Giusto, 5 giugno; 26 agosto; 
2 novembre. 

Giuventino, 25 gennaio. 

Glicerio, 20 settembre. 

Goffredo, 8 novembi-e. 

Gontramo, 28 marzo. 

Gorgonio, 9 settembre. 

Goslino, 12 febbraio. 

(Jottardo, 5 maggio. 

Grata, 1 maggio; 25 agosto. 

Gratiniano, 1 giugno. 

Grato, 20 marzo ; 7 settembre. 

(oraziano, 1 giugno, 18 dicemb. 

Greciana, 16 giugno. 

(ìregorlo, 17, 23, 28 novembre; 
24 dicembre. 

Gregorio di Langres, 4 genn. 

< Gregorio Magno, 12 marzo. 

(iregorio Nazian., 9 naaggio. 

Gualberto, 12 luglio. 

Gualtiero, 22 luglio. 

(Juarino, 6 febbraio. 

Gudula, 8 gennaio. 

(iuerino, 26 settembre. 

Guglielmo, 10 genn.; 10 feb.: 
4, 26 aprile; 7 maggio; 25 
giugno. 

Guido, 12 settembre. 

Guidone, 12 giugno. 

Gundisalvo, 2 gennaio. 

Gustavo, 2 agosto. 



Ida, 15 gennaio; 13 aprile. 
Idelfonso, 23 gennaio, 
Ifigenia, 21 settembre. 
Igino, 11 gennaio. 
Ignazio, 1 febbraio; 31 luglio. 
Ilaria, 3 dicembre. 
Ilario, 14 gennaio; 16 marzo. 
Ilarione, 22 ottobre. 
Ilda, 18 novembre. 
Ildebrando, 22 agosto. 
Ildegarda, 17 settembre. 
Ildegarde, 11 settembre. 
Ildegonda, 20 aprile. 
Illuminata, 29 novembre. 
Illuminato, 11 maggio ; 8 lugl. 
Imelda, 16 settembre. 
Imerico, 17 giugno. 
Immacolata M., S dicembre. 
Innocenti, 28 dicembre. 
Innocenzo, 14 marzo ; 17 apr. ; 

7 maggio; 23 luglio. 
Invenzio, 8 febbraio. 
Ippolito, 30 genn.; 11 febbr.; 

13, 22 agosto. 
Ippolito Gal. (b), 20 marzo. 
Irene, 22 gennaio. 
Ireneo, 28 giugno. 
Irma o Irmina, 24 dicembre. 
Isabella, 22 febbraio. 
Isacco, 25 marzo. 
Isaia, luglio. 
Isauro, 17 giugno. 
Isidora, 17 aprile, 
Isidoro, 2 gennaio; 4 aprile; 

15 maggio. 
Ismaele, 17 giugno. 
Italo, 19 agosto. 
Ivone, 28 maggio ; 27 ottobre. 

Jòdoco, 13 dicemibre. 

Ladislao, 27 giugno. 
Lambei'to, 14 aprile. 
Landò, 5 maggio. 
Landolfo, 7 giugno. 
Lanfranco, 23 giugno. 
Latino F., 24 marzo. 
Laura, 19 ottobre. 
Lazaro, 11 febbr.; 17 die. 
Lea, 22 marzo. 
Leandro, 27 febbraio. 
Leonardo (6), 10 febbraio. 
Leonardo, 6 novembre. 
Leone, papa, 11, 19 aprile. 
Leone, vesc, 20 febbraio. 
Leonida, 22 aprile. 
Leonina, 17 gennaio. 
Leonzio, 13 genn.; 10 marzo; 

20 agosto; 1 dicembre. 
Leopoldo, 15 novembre. 
Leucio, 11 gennaio. 
Libera, 15 aprile. 
Liberale, 28 aprile. 
Liberata, 18 genn.; 29 apr.; 

27 maggio. 
Liberio, 23 settembre. 
Libia, 15 giugno. 
Liborio, 23 luglio. 
Licinio, 13 febbraio. 
Lidia, 27 novembre. 
Lldulna, 14 aprile. 
Lino, 23 settembre. 



Litarlo, 12 luglio. 
Lodovica, 31 gennaio; 11 ag. 
Lodovico, 19 agosto; 9 ott. 
Longino, 15 marzo. 
Lorenza, 8 ottobre. 
Lorenzo, 3 febbraio; 6 luglio; 

10 agosto; 14 nov.; 17 die. 
Lorenzo Giustiniani, 8 genn. 
Loterio, 15 novembre. 
Luca, 18 ottobre. 
Luca B. (&), 17 febbraio. 
Lucia, 16 setterab.; 13 dicemb. 
Luciano, 7 gennaio. 
Lucidio, 26 aprile. 
Lucilla, 29 luglio. 
Lucina, 30 giugno. 
Lucio, 5 marzo ; 6 giugno 

12 luglio. 
Lucrezia, 15 marzo; 23 nov. 
Luigi G.. 21 giugno. 
Luigi, 19, 25 agosto. 
Luminosa, 9 maggio. 
Lupicino, 3 febbraio. 
Lupo, 9 giugno. 
Lutgarda, 16 giugno. 
Luxorio, 21 agosto. 

Macario, 2 gennaio ; 28 febbr. 
Macedonio, 24 genn.; 13 mai-. 
Macrina, 14 gennaio; 21 lug. 
Maddalena M., 25 maggio; 22 

luglio. 
Maggiorino, 27 giugno. 
Maglorio, 24 ottobre. 
Magno, 4 febbraio; 16 aprile; 

19 agosto; 6 ottobre; 5 nov. 
Magoriano, 15 marzo. 
Maiorio, 24 ottobre. 
Malachia, 3 novembre. 
Malo, 15 novembre. 
Mamante, 17 agosto. 
Mamerto, 11 maggio. 
Mamiliano, 12 marzo. 
Mammete, 17 agosto. 
Manfredo S., 27 gennaio. 
Manlio, 23 ottobre. 
Mansueto, 19 febbraio; 3, 0, 

settembre. 
Marcella, 31 gennaio. 
Marcellina, 18 luglio. 
Marcellino, 9 gennaio; 20, 26 

aprile. 
Marcello, 16 gennaio ; 20 mar- 
zo; 30 ottobre. 
Marciana, 9 gennaio. 
Marciano, 27 mar.; 2, 17 giug. 
Marcio, 24 ottobre. 
Marco, 24 mar.; 25, 28 aprile; 

14, 18 giugno; 25 ottobre. 
Marcolino (6), 24 gennaio. 
Margherita, 22 febbraio; 10 

giugno; 20 luglio. 
Margherita M. A., 17 ottobre. 
Margherita (b), 27 novembre. 
Maria Bambina, 8 settembre. 
Maria C, 9 api;ile. 
Maria degli Angeli, 19 dicemb. 
Maria del Carmine, 16 luglio. 
Maria della Neve, 5 agosto. 
Maria Eg., 27 aprile. 
Maria M. de' Pazzi, 25 maggio. 
Maria Maddalena, 22 luglio. 



>T;iria ss. (yomé lìi), 9 sctt. 

Marj.1 ss. dei Kosuriu, 7 ott. 

M;irl:iiio. 1 (liiTiiiblT. 

M.xritM, 17 liu-h... 

Maniu.. a s. f. mi. io; 20 dio. 

Mario. 27 k' 

Marcio, 2» 

Marta, 29 lu^...... 

Martina, 1 gennaio. 

Martiniano, 2 gennaio: 9 die. 

Martino, 11, 12 novembre. 

Marzia, 21 gìu^'no. 

Marziale. 4, 30 giugno. 

Marziano, 14 giugno. 

Massenzio. 12 dicembre. 

Massima, 26 marzo. 

Massimiano, 9 giugno. 

Massimiliano, 21 febbraio; 12 
marzo. 

Massimino, 14 aprile; 29 mn-A- 
gio; 15 dicembre. 

Massimo. 14 aprile: 29 mai;- 
gio; 2 agosto; 10, 19 ottobre. 

Materno, 18 luglio; 14 sctt. 

Matilde, 14 marzo. 

Matrona, 15 marzo. 

Matteo, 21 settembre. 

Mattia, 24 febbraio. 

Maura, 13 febbraio; 30 sett. 

Maurelio. 6 maggio. 

Maurenzio, 31 agosto. 

Manrìcillo, 31 marzo. 

Maurilio. 13 settembre. 

Maurizio, 15 gennaio; 24 api-.: 
22 settembre. 

Mauro, 15 gennaio; 13 set- 
tembre; 21 novembre. 

Medardo, 8 giugno. 

Meinrado, 22 gennaio. 

Melania, 8 gennaio; 29 die. 

Melchiade, 10 dicembre. 

Melchiorre, 6 gennaio. 

Melezio, 12 febbraio. 

Mellito, 24 aprile. 

Menna, 11 novembre. 

Memore, 9 febbraio. 

Mercede, 24 settembre. 

Mercuriale, 1 giugno. 

Metodio, 9 marzo; 17 giugno. 

Michele, 8 maggio: 29 sett. 

Michelina, 19 giugno. 

Milbarga. 23 febbraio. 

Milone, 23 febbraio. 

Minerva, 23 agosto. 

Miniato, 25 ottobre. 

Modesta^ 13 marzo; 4 nov. 

Modestino, 14 febbraio. 

Modesto, 12 genn.; 12 febb.; 
15 giugno; 2 ottobre. 

Monaldo, 15 marzo. 

Monica, 4 maggio. 

Monitore, 10 novembre. 

Monone, 18 ottobre. 

Montano, 24 febbraio ; 26 mar. 

Mosè, 4 settembre; 25 nov, 

Mastia, 4 luglio. 

Muzio, 22 aprile. 

Naborre, 12 giugno; 13 luglio. 
Narciso, 29 ottobre: 2 genn. 
Natale, 13 maggio ; 21 agosto. 
Natale di G. C, 25 dicembre. 



Natalia, 1 dlocmhi-c. 

NataUnn, vose., S gfin 
Na/.i: -Ilo. 

Na.' .,'no. 

N»Mii j Mohro. 

Nereo, 12 maggio- 
Nestore, 27 febbraio: 4 marzo. 
Nicandro, 17 gluj,'no. 
Nicànore, 5 giugno. 
Nlca.sio, 11 ottobre; U die. 
Nlceforo, 9 febbraio. 
Niceta, 20 marzo. 
Nlcezio, 12 settembre. 
Nicola, 10 settembre. 
Nicolao (6), 11, 23 febbraio. 
Nicolò A., 10 maggio. 
Nicolò, 6 dicembre. 
Nicomede, 15 settembre. 
Nicone, 23 marzo. 
Nilo, 26 settembre. 
Nomadia, 14 gt^nnaio. 
Norberto, 6 giugno. 
Nonna, 5 agosto. 

Oddone, IS novembre. 
Odilia, 13 dicembre. 
Odiloue, 1 gennaio. 
Odone (6), 14 gennaio. 
Odorlco, 14 gennaio. 
Ognissanti, 1 novembre. 
Olao, 29 luglio. 
Olga, 11 luglio. 
Olimpia, 17 dicembre. 
Olimpio, 1 dicembre. 
Oliva, 10 giugno. 
Omobono, 13 novembre. 
Onesimo, 16 febbraio. 
Onofrio, 12 giugno. 
Onorata, 12 gennaio. 
Onorato, 8 febbraio; 2» ott. 
Onorina, 27 febbraio. 
Onorio, 6, 24 aprile. 
Opilio, 12 ottobre.' 
Oreste, 9 novembre; 12 die. 
Ormisda, 6 agosto. 
Oronzio, 22 gennaio; 26 ag. 
Orso, 1 febbraio: 13 aprile. 
Orsola, 11, 21 ottobre. 
Ortensio, 11 gennaio. 
Osanna, 18 giugno. 
Osea, 4 luglio. 
Osmondo, 4 dicembre. 
Ospizio, 21 maggio. 
Ostiano, 30 giugno. 
Osvaldo, 29 febbraio; 5 ag. 
Ottaviano, 2 settembre. 
Ottavio, 20 novembre. 
OtOlia, 17 dicembre. 
Ottone, 20 marzo; 2 luglio. 

Pacifico, 5 giugno. 

Pacomio, 14 maggio. 

Pafnuzlo, 11 settembre. 

Pancrazio, 3 aprile ; 12 raagg. 

Panfilo. 28 aprile. 

Pantaleo o PantaleOne, 27 lug. 

Panteno, 7 luglio. 

Paola, 6, 26 gennaio. 

Paolina, 2 dicembre. 

Paolino, 11, 28 genn.; 4 marzo; 
22 giugno; 12 luglio; 31 ago- 
sto; 10 ottobre. 



I .»oli>, 10 genn.; 9 febbraio; 
i'i m.irzo; 8 aprile; 8 lugli». 

l'aride, 5 agosko. 

Parmenio, 22 aprile. 

Partinio, 10 maggio. 

Pasoasio, 10 foltbraio. 

Pivsquale, 14, 17 ma;,'gio. 

Paterio, 21 febbraio. 

Patorniaiio, 10 luglio. 

Paterno, 15 aprile; 21 agosto. 

Patrizia, 25 ago.sto. 

Patrizio, 17 marzo. 

Patroclo, 21 gennaio. 

Pelagia, 23 marzo, 8 ottobre. 

Peleo, 20 febbraio. 

Pellegrino, 27 aprile; 1 agosto. 

Perfetto, 18 aprile. 

Perpetua, 4 agosto. 

Petronilla, 31 maggio. 

Petronio, 4 ottobre. 

Pier Dam., 23 febbraio. 

Pietro (6), 19 febbraio. 

Pietro, 29 giugno; 10, 19 lu- 
glio; 1, 7 agosto; 19, 25 ott. 

Pietro C, 10 sett.; 5. 21 dio. 

Pietro I, 3, 8 genn.; 11 marzo. 

Pietro M., 211 aprile. 

Pietro Urs., 10 gennaio. 

Pio, 5 maggio; 11 luglio. 

Placidia, 11 ottobre. 

Placido, 5 ottobre. 

Platone, 4 aprile. 

Plautina, 20 maggio. 

Policarpo, 26 gennaio, 

Polissena, 23 settembre. 

Poliuto, 13 febbraio. 

Pompeo, 10 aprile; 14 die. 

Pomponio, 14 maggio. 

Ponziano, 19 novembre. 

Ponzio, 14 maggio. 

Porfirio, 26 febbraio; 20 a-. 

Potino, 2 giugno. 

Potito, 13 gennaio. 

Prassede, 21 luglio. 

Pretestato, 24 febbraio. 

Primitiva, 24 febbraio ; 23 lug. 

Primitivo, 18 luglio. 

Primo, 11 maggio; 9 giugno. 

Prisca, 18 gennaio. 

Priscilla, 16 gennaio. 

Priscilliano, 4 gennaio. 

Prisco, 15 aprile; 9 maggio; 
1 settembre. 

Probo, 12 gennaio; 10 nov. 

Processo, 2 luglio. 

Procolo, 14 aprile. 

Proeopio, 23 marzo. 

Procoi-o, 9 aprile. 

Prosdocimo, 7 novembre. 

Prospero, 25 giugno. 

Protasio, 17 giugno. 

Protaso Al,, 24 novembre. 

Proto, 14 giugno; 25 ottobre. 

Protogene, 6 maggio. 

Provino, 8 marzo. 

Prudenzio, 6 aprile. 

Pudente. 19 maggio. 

Pulcheria, 12 ottobre. 

Purificazione di M,, 2 febb. 

Quartina, 19 marzo. 
Quarto, 10 maggio. 



Quattro coronati, 8 nov. 
Qaingesio, 5 dicembre. 
Quinidio, 15 febbraio. 
Quintino, 31 ottobre. 
Quinto, 19 marzo; 10 ruagj;i<). 
Quirico, 16 giugno; 23 agosito. 
Quii'ino, 25, 30 marzo; i giug. 

Kabano, 4 febbraio. 

Radegonda, 13 agosto. 

Raffaele, 24 ottobre. 

Raimondo, 22 genn.; 28 lag. 

Raimondo N., 31 agosto. 

Rainaldo, 18 agosto. 

Ranieri, 17 giugno. 

Redenta, 23 luglio. 

Redento, 8 aprile. 

Regina, 1 luglio; 7 settembre. 

Regolo, 30 marzo. 

Remedio, 3 settembre; 1 ott. 

Remigio, 1 ottobre. 

Renato, 6 ottobre. 

Reparata, 8 ottobre. 

Restituta, 17 maggio. 

Restituto, 29 maggio. 

Revocato, 9 gennaio. 

Riccardo, 7 febbraio; 3 aprile; 
9 giugno. 

Richieri. 26 aprile. 

Rigoberto, 4 gennaio. 

Rinaldo, 9 febbraio. 

Rita, 22 maggio. 

Roberto, 21, 27 marzo ; 7 giug. 

Robustiano, 24 maggio. 

Rodippo, 2 febbraio. 

Rodrigo, 15 maggio. 

Rocco, 16 agosto. 

Rodolfo, 26 giugno; 17 ott. 

Rogaziano, 24 maggio ; 28 die. 

Romana, 23 febbraio. 

Romano, 28 febbraio; 9 ago- 
sto; 18 novembre. 

Romarico, 8 dicembre. 

Rombaldo, 1 luglio. 

Romeo (b) 25 febbraio. 

Romola, 23 luglio. 

Romolo, 6 luglio; 13 ottobre. 

Romualdo, 7 febbraio. 

Rosa, 30 agosto; 4 settembre, 

l'iosalìa, 4 settembre. 

Rosalinda, 12 dicembre. 

Rosmunda, 14 luglio. 

Rufina, 10 luglio. 

Rufino, 11 febbr.; 14, .'jO lu- 
glio; 11, 26 agosto. 

Rufo, 27 agosto ; 28 iiuv. 

Ruggero, 5 marzo: 15 ottob. 

Rustico (b), 12 marzo. 

Rustico, 9 agosto. 

Rutilio, 2 agosto. 

Saba, 24 aprile. 
Sabina, 29 agosto; 27 ottobre. 
Sabino, 17 gennaio; 7, 11 lu- 
glio; 7 dicembre. 
Sallustio, 2 febbraio. 
Salomone, 28 settembre. 
Salvatore, 18 marzo. 
Samuele, 16 febbi-aio; 20 ag. 
Sancio, 5 giugno. 
Sansone, 28 luglio. 
S'/nli (Tulli i), 1 novembre. 



Santino, 22 settembre. 

Santolo, 15 dicembre. 

Satiro, 17 settembre. 

Saturnina, 4 giugno. 

Saturnino, 7 aprile; 29 nov. 

Savina, 30 gennaio. 

Savino, 11 luglio. 

Scolastica, 10 febbraio. 

Sebastiano, 2, 17, 20 gennaio. 

Seconda, 10 luglio. 

Secondiano, 9 agosto. 

Secondina, 15 gennaio. 

Secondo, 30 marzo; 6 aprile; 
26 agosto. 

Sempronio, 5 dicembre. 

Senatore, 7 gennaio. 

Serafina, 3 settembre. 

Serafino, 12 ottobre. 

Serapione, 29 febbraio. 

Sereno, 2 agosto. 

S9rgio, 9, 25 settembre. 

Servazio, 13 maggio. 

Serviliano, 20 aprile. 

Servolo, 26 febbraio; 23 die. 

Sette (I) fondatori, servi di M., 
11 febbraio. 

Settimia, 10 dicembre. 

Settimio, 6 settembre. 

Settimo, 17 agosto. 

Severa, 20 luglio. 

Severino, 8 gennaio; 8 giugno. 

Severo, 1, 13 febbraio; 6 lu- 
glio; 23 ottobre, 

Sidonio, 14 novembre. 

Sigismondo, 1 maggio. 

Silao, 30 maggio. 

Silvano, 10 febbraio. 

Silverio, 20 giugno. 

Silvestro, 31 dicembre. 

Silvia, 3 novembi'e. 

Silvino, 12 settembre. 

Silvio, 21 aprile. 

Simeone, 5 genn. ; 18 febbr.; 
26 luglio. 

Simone, 24 marzo; 28 ottob. 

Simonino, 24 marzo. 

Simpliciano, 13 agosto. 

Simplicio, 2 marzo. 

Sinforiano, 8 novejnbro. 

Sinforosa, 18 luglio. 

Siricio, 26 novembre. 

Siro, 9 dicembre. 

Sisinnio, 29 novembre. 

Sisto, 6 aprile; 6 agosto. 

Sofìa, 30 aprile ; 23 settembre. 

Sofronio, 11 marzo. 

Sollecito (b), 6 marzo. 

Sostene, 10 settembre. 

Sotere (&•), 10 febbraio. 

Sotero, 22 aprile. 

Speciosa, 18 giugno. 

Speranza, 1 agosto. 

Spiridiono, 14 dicembre. 

Sposalizio di M. V., 23 geuu. 

Stanislao, 7 maggio. 

Stanislao K., 13 novembre. 

Stefana Q., 2 gennaio. 

Stefania, 18 settembre. 

Stefano, 2 sett.; 26, 31 die. 

Stratonico, 24 luglio. 

Sulplzio, 20 aprile. 

Susanna, 18 gennaio. 



Tafldeo, 28 ottobre. 

Talassio e e, 22 febbraio. 

Tammaro, 15 ottobre. 

Tarsicio, 15 agosto. 

Tarsilla, 24 dicembre. 

Taziana, 12 gennaio. 

Tecla, 10 gennaio; 23sottemb. 

Telemaco, 1 gennaio. 

Telesforo, 5 gennaio. 

Temistocle, 21 dicembre. 

Teobaldo, 1 luglio. 

Teodemiro, 25 luglio. 

Teodora, 1, 28 aprile. 

Teodorico, 2 febbraio. 

Teodoro, 24 gennaio; 7 feb- 
braio; 26 marzo; 19 settem- 
bre; 25 ottob.; 9 novembre. 

Teodosia, 2 aprile; 11 sett. 

Teodosio, 11 gennaio; 1 ag. 

Teodoto, 18 maggio. 

Teodulo, 2 maggio. 

Teofanie, 26 gennaio. 

Teofilo, 28 febbraio; 27 apr. 

Teonesto, 20 novembre. 

Teotisto, 6 settembre. 

Terenzio, 15 luglio; 24 sett. 

Teresa, 15 ottobre. 

Tertulliano, 27 aprile. 

Terzo, 6 dicembre. 

Tiberio, 24 aprile. 

Tiburzio, 11 agosto. 

Timoleone, 19 dicembre. 

Timone, 19 aprile. 

Timoteo, 22 agosto. 

Tirso, 28 gennaio. 

Tito, 4 gennaio. 

Tiziano, 16 gennaio; 3 marzo; 
4 maggio. 

Tolomeo, 24 agosto. 

Tomaso d'Aquino, 7 marzo. 

Tomaso, 25 marzo; 25 settem- 
bre; 21 dicembre. 

Tomaso B., 29 dicembre. 

Torello (&), 16 marzo. 

Torniello B. (6), 19 marzo. 

Torquato, 15 maggio. 

Tranquillino, 6 luglio. 

Tranquillo, 15 marzo. 

Trasfigurazione di G. €., 6 ag. 

Trasone, 11 dicembre. 

Triflna, 5 luglio. 

Trifomena, 5 luglio. 

Trifone, 10 novembre. 

Trinità, 7 giugno. 

Trofimo, 29 dicembre. 

Tullia, 5 ottobre. 

Tullio, 19 febbraio. 

Turibio, 16 aprile. 

Tuzlo, 9 settembre. 

Ubaldo, 16 maggio. 
Uberto, 3 novembre. 
Ugo, 1 aprile. 
Ugolino, 13 ottobre. 
Uguccione R., 11 febbraio ; 8 

settembre. 
Ulderico, 4 luglio. 
Ulpiano, 3 aprile. 
Ulrico, 4 luglio. 
Ultano, 31 ottobre. 
Umberto, 4 marzo; 6 sett. 
Umiltà, 22 masgio. 



l'rjkicato, Il lumlio, 1 die. 

VHl«>nte. 26 IurUo. 

N .il.'Mflnliiiio, 3 (riUf^no. 

\ .i'.<iitino,.7, 14 f«'h. ; 16 mnr- 

/■>: n *• ' ; 13 novelli- 
biv 

\ 

N .14 aprile; 

, '>sto; 27 no- 

vt lubio. 
Valerio, 16, 29 {gennaio; 15 

marzo: 1*2 dicembre. 
Valfredo, 15 febbraio. 
Valtrude, 9 aprile. 
Venanzio, 18 maggio. 
V.Mioeslao, 28 settembre. 
V.nera, 14 novembre. 
^■eIlerando, 25 maggio. 
Vera. 17 settembre. 
Verano, Il novemb.; 14 noY. 
Verdiana, 1 febbraio. 
Verecondo, 22 ottobre. 



— la^ - 

■ mondo. 13 febbra 

Wn-o, 23 ottobre. 

Veronica (6), 13 gennaio; 4 feb- 
braio. 

Viclnio, 23 agosto. 

Vigilia, 19 aprile. 

Vigilio, 26 giugno; 27 novem. 

Villana B., 29 gennaio. 

Villel)rordio, 7 novembre. 

Vincenzio, Il dicembre. 

Vincenzo. 22 gennaio; 5 apri- 
le; 19 luglio. 

Virginia, 5 agosto. 

Virgilio, 5 marzo: 2'» sett. 

Visitazione di M. V., 2 luglio. 

Vissia, 12 aprile. 

Vitale, 9 marzo; 28 api-ile; 
7 novembre. 

Vitaliano, 27 gennaio; 16 lug. 

Vito, 15 giugno. 

Vittore, 21, 28 luglio; 17 ott. 

Vittoria, 23 dicembre. 

Vittoriano, 26 agosto. 

Vittorino, 8 giugno; 5 sett.: 
2 novembre. 



Vladiiultu, ìb >u;<li(>. 
Volfango, 81 ottobri;. 
Volusiano, IH gennaio. 



W;iast, 6 fobliraio. 
Waldertrude, ?» aprilo. 
Walfrldo. 15 febbraio. 
Wenefrida, 8 novembre. 



Zaccaria, 15 marzo; 5 nov. 
Zaccheo, 23 agosto. 
Zama, 24 gennaio. 
Zefirino, 26 agosto. 
Zenaide, 5 giugno. 
Zenobio, 25 maggio. 
Zenone, 12 aprile; 23 giugni 

8 dicembre. 
Zita, 27 aprile. 
Zoe, 5 luglio. 
Zoello, 24 maggio. 
Zoilo, 24 giugno. 
Zosimo, 30 marzo; 26 die. 



TABELLA DEI DIGIUNI E DELLE ASTINENZE 

(Decrkto della suprkm.v S. C. del S. U., 17 settembre 1906). 



i* Digiuno di stretto magro ossia d'OLIO. 

1. Venerdì delle Tempora di Quaresima. 

2. Venerdì Santo. 

3. Vigilia dell' Assunta. 

4. Vigilili del Natale. 

È vietata la carne e tutto ciò che trac 
erigine dalla carne, cioè: latte, burro, for- 
maggio, uova, e condimento di grasso di qua- 
lunque animale. 

Il" Digiuno e astinenza dalle carni. 

1. l'rimo giorno del digiuno quaresimale. 

2. Venerdì e Sabati di Quaresima e di 

Avvento. 

3. Mercoledi, Venerdì e Sabati delle Tem- 

pora. 

4. Vigilie di S-tn Giuseppe, dell' Annun- 

ciata (in Quaresima), di Pentecoste, 
dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo e di 
Ognissanti. 

Nella refezione principale sono permesse 
le uova e i latticinii; e per condimento fan- 
che nella piccola refezione^ è permesso l'uso 
di qualunque gra.sso, del borro, della mar- 
garina e cimili. 



Ili» Digiuno coli' uso delle carni. 

Tutti i giorni di Quaresima {escluse le 
Domeniche), che non sono compresi 
sotto i numeri |o e II". 

Le carni sono permesse nella sola refe- 
zione principale, per gli obbligati al digiuno; 
nella piccola refezione sono permes.si i con- 
dimenti di qualunque grasso, burro, ec, 

IVo Astinenza dalle carni senza digiuno. 

Tutti i Venerdì non segnati ai numeri \o 
e \\°, eccettuato il giorno di Natale. 

Sono permessi i condimenti di qualunque 
grasso e l'uso delle uova e del latticinii. 

Vo Avvertenze. 

1* La promiscuità di carne e pesce, nella 
medesima refezione, è vietata in tutta la Qua- 
resima, comprese le Domeniche, e, nel corso 
dell'anno, in tutti i giorni di digiuno. 

2» Quando è vietata la carne s'intende vie- 
tato anche il brodo di carne. 

3* Per benigna disposizione del Sommo 
Pontefice l'Ordinario potrà concedere spe- 
ciale indulto, sotto determinate condizioni, 
per i giorni di digiuno e di astinenza fuori 
di Quaresima e di Avvento. 



f" PILLOLE FATTORI 
I di CASCARA SAGRADA contro la 

I Scatole di 25 pillole L. 1, di 60 pillole L 2. — Opuscolo gra 

Dirigere richieste ai Chimici Farmacisti 



STITICHEZZA 



a rii'hiestii. 



l 



G. FATTORI & C. 



l'irt Monforte, 16 - MILANO 



— 184 



GLI EVANGELI DOMENICALI PER TUTTO L'ANNO 
GIUSTA I DUE RITI ROMANO E AMBROSIANO 



Trima domenica dell'Avvento: Fogni pre- 
cursori della fine del mondo. San Luca, 
cup. XXI. - Rito ambros. Terza d'Avvento: 
8. Giovanni dalla prigione manda due di- 
scepoli a Cristo, il quale ne fa l'elogio. 
San Matteo, cap. XI. 

Domenica II dell'Avvento : Il precedente del 
rito ambrosiano. - Rito ambros. Quarta d'Av- 
vento: L'ingresso trionfale del Salvatore in 
Gerusalemme. San Matteo, cap. XXI. 

Domenica III dell'Avvento: I Sacerdoti man- 
dano ad interrogare San Giovanni Battista, e 
questi preannunzia il Messia. San Giovanni, 
cap. I. - Rito ainhros. Quinta d'Avvento: So- 
lenne testimonianza resa da San Giovanni 
alla persona di Cristo. San Giovanni, cap. I. 

Domenica IV dell'Avvento: La predicazione 
di San Giovanni Battista. San Luca, cap. III. 

- R'to ambros. Annuncio dell'angelo a Maria 
che concepirebbe il divin Verbo. San Luca, 
cap I. 

Natale di N. S. G. C, comiinp ai due riti. Alla 
prima messa : Nascita di Cristo, San Luca, 
cap. IL - Alla seconda messa : I pastori ado- 
rano Cristo, nel presepio, San Luca, cap. IL 

- Alla terza messa: Principio del Vangelo 
di San Giovanni, cap. I. 

Domenica infra l'Ottava di Natale: Infanzia 
di Cristo. Simeone lo benedice. San Luca, 
cap. IL - Rito ambros. E ripetuto il Van- 
gelo della seconda messa di Natale. 

Festa della Circoncisione, comune ai due riti: 
Circoncisione di N. S. G. C. San Luca, cap. IL 

Epifania, com. ai due riti: I Ss. Magi. San Mat- 
teo, cap. IL 

Domenica I dopo l'Epifania, comune ai due 
riti: Gesù disputa coi dottori nel Tempio. 
San Luca, cap. IL 

Domenica II dopo l'Epifania, comune ai due 
riti: Le nozze di Cana. San Giovanni, cap. IL 

Domenica III dopo l'Epifania: II lebbroso ed 
il paralitico. San Matteo, cap. .'HI. - Rito 
ambros. Gesù sana il figlio del Centurione. 
S. Matteo, cap. Vili. 

Domenica IV dopo l'Epifania: Gesù calma 
una tempesta in mare e rimprovera gli apo- 
stoli di poca fede. Sin Matteo, cap. Vili. 

- Rito ambros. Discorso di Gesù a Nico- 
demo. San Giovanni, cap. III. 

Domenica V dopo l'Epifania: Parabola della 
zizzania seminata insieme al grano. San Mat- 
teo, cup. XIII. - Rito ambros. La prodi- 
giosa moltiplicazione dei pani e dei pesci. 
San Luca, cap. IX. 

Domenica VI dopo l'Epifania: Il regno dei 
Cieli paragonato al seme di senape e al pez- 
zetto di lievito. San Matteo, cap. XIII. - Rito 
ambros. Gesù risana il lunatico. San Matteo, 
cap. XV IL 

Scttuagesima, comune ai due riti: Gli operai 
chiamati nelle diverse ore della giornata a 
lavorare la vigna del Signore: San Matteo, 
cap. XX. 

Sessagesima, comune ai due riti: La parola di 
Dio rassomiglia al seme del coltivatore; una 
parte sola cade in buon terreno. San Luca, 
cap. VIIL 



Quinquagesima: Guarigione del cieco nato di 
Gerico. San Luca, cap. XVIII. - Rito am- 
bros. Parabola della zizzania seminata nel 
campo insieme al buon frumento. San Mat- 
teo, cap. XIII. 

Domenica I di Quaresima, comune ai due riti: 
Le tentazioni di Cristo nel deserto. San Mat- 
teo, cap. IV. 

Domenica II di Quaresima: La Trasfigurazio- 
ne sul monte Tabor. S(n Matteo, cap. XXll. 

- Rito ambros. La Samaritana. San Giovanni, 
cap. ì V. 

Domenica III di Quaresima: Gesù libera un 
ossesso. San Luca, cap. XL - Rito ambrox. 
Istruzione di Ci'isto ai giudei sulla libertà 
e la schiavitù. San Giovanni, cup. Vili. 

Domenica IV di Quaresima: La prodigiosa 
moltiplicazione dei pani e dei pesci. San Gio- 
vanni, cap. VI. - Rito ambros. Guarigione 
del cieco nato. Sun Giov.inni, cap. XVIIl. 

Domenica V di Quaresima : I Giudei non cre- 
dono alle parole di Cristo e vogliono lapi- 
darlo. San Giovanni, cap. Vili. - Rito ambr. 
La risurrezione di Lazzax'O. San Giovanni, 
cap. XL 

Domenica VI di Quaresima: Gesù entra trion- 
fante in Gerusalemme. Sccn Matteo, cap. XXL 

- Rito ambros. Gesù è convitato a pranzo 
da Lazzaro. San Giovanni, cap. XI. 

Pasqua di Resurrezione, comune ai due riti: La 
resui-rezione di Cristo. Sju Marco, cap. XVI. 

Domenica in Albis, comune ai due riti: Gesù 
risorto appare ai discepoli. San Giovanni, 
cap. XX. 

Domenica II dopo Pasqua: Gesù immagine 
del buon Pastore. San Giovanni, cap. X. - 
Rito ambi-os. San Giovanni addita alle turbe 
il Redentore, confessandolo pubblicamente 
pel vero Figlio di Dio. San Giovanni, cap. L 

Domenica III dopo Pasqua, comune ai due 
riti: Gesù preannuncia la sua Ascensione 
al Cielo. San Giovanni, cap. XVI. 

Domenica IV dopo Pasqua, comune ai due riti: 
Gesù promette agli apostoli di mandare lo 
Spirito Santo. San Giovanni, cap. XVI. 

Domenica V dopo Pasqua, comune ai due riti: 
Gesù raccomanda di pregare l'eterno Padre 
in suo nome. San Giovanni, cap. XVI. 

Ascensione di N. S. G. C. : Gesù manda gli 
apostoli a predicare il vangelo pel mondo 
e sale al Cielo. San Marco, cap. X VI, - 
Rito ambros. Cristo conxmette agli apostoli 
l'alta missione, di cui loro parlò durante 
la sua vita mortale, e sale al Cielo. San Luca, 
cap. XXIV. 

Domenica infra l'Ottava dell'Ascensione: Gesù 
predice agli apostoli le gravi persecuzioni 
che dovranno soffrire in suo nome. San Gio- 
vanni, cap. XV e XVI. - Rito ambros. Gesù 
chiede all'eterno Padre quella gloria ch'Egli 
ebbe con lui prima che il mondo fosse. 
San Giovanni, cap. XVII. 

Pentecoste: Gesù raccomanda ai discepoli di 
osservare le sue parole, che sono quelle 
del suo eterno Padre, e che lo Spirito Santo 
li illuminerà. San Giovanni, cap. XIV. - Rito 
ambros. Gesù dimostra che non ama vera- 



1 .L'osto: (ìosù manda 

Ilare e battozzaiv il 
luouJo. ^.<« MM(e^>, cap. XXVIJI. - Jiito 
amfn-09. Qysiì predice «gli apostoli le gravi 
per!>eeu7.ioni di cui saranno ojfyelto.ÌKinG' tt»- 
ranni, cap. XVI. 

Festa del Corpus Domini, comune ai due rith 
Il mistero della SS. Eucarestia. San Gio- 
ca hhì, cap. V[. 

Domenica infra l'Ottava del Corpus Domini: 
La parabola degli invitati alla cena nu- 
ziale. San Luca. cap. I. - Rito ambros. Le 
mormorazioni dei jjmdei contro Cristo, per- 
ohò conversava familiarmente coi peccatori. 
SfiM Matteo, rap. IX. 

Domenica III dopo la Pentecoste: La peco- 
rella smarrita. San Luca, rap. XV. - Rito am- 
hi'fsiaito: Gesù raccomanda la misericordia. 
San Luca, cap. VL 

Domenica IV dopo la Pentectiste: La pesca 
prodifiiosa. San Luca, cap. V. — Rito am- 
btxt^. Parabola del ricco Epulone. San Lma, 
cap. XVI. 

Domenica V dopo la Pentecoste : Gesù rac- 
comanda la carità. San Matteo, cap. V. - 
Rito ambros. Gesù {guarisce i dieci lebbrosi. 
San Luca, cip. X VII. 

Domenica VI dopo la Pentecoste: Moltipli- 
cazione dei pani e dei pesci. San Marco, 
cap. Vili. - Rito amhvog. Parabola degli 
invitati alla cena. S<in Luca, cap. XIV. 

l»omenica VII dopo la Pentecoste, comune ai 
(tue riti: Gesù ammonisce di guardarsi dai 
falsi profeti. San Matteo, cap. VII. 

Domenica Vili dopo la Pentecoste: Pai-abola 
del cattivo servo. San Luca, cap. XX VL - Rito 
ambros. La pecorella smarrita. Sun Luca, 
cap. XV. 

Domenica IX dopo la Pentecoste: Gesù pian- 
ge sai destino di Gerusalemme. Som Luca, 
cap. XIX. - Rito ambros. La pesca prodi- 
giosa. S<in Luca, cap. V. 

Domenica X dopo la Pentecoste: Parabola 
del Fariseo e del Pubblicano. San Luca, 
cap. XVIII. - Rito ambros. Parabola del 
ricco che avendo raccolto immense prov- 
vigioni, pensa a darsi bel tempo. San Luca, 
cap. XII. 

Domenica XI dopo la Pentecoste: Guarigione 
di un sordomuto. San Marco, cap. VII. - 
iato ambros. 11 fariseo ed il pubblicano. 
San Luca, cap. X Vili. 

Domenica XII dopo la Pentecoste: Parabola 
del Samaritano caritatevole, S. Luca, cap. X. 

- Rito ambro». La perfezione della nuova 
legge a paragone dell'antica. San Matteo, 
cap. V. 

Domenica XIII dopola Pentecoste: Guarigione 
dei dieci lebbrosi. San Luca, cap. XVII. - 
Rito ambros. Moltiplicazione dei pani e dei 
pesci. San Marco, cap. Vili. 

Domenica XIV dopo la Pentecoste: Non si può 
servire a due padroni. Sfin Matteo, cap. VI. 

- Rito ambros. Guarigione di un sordo- 
muto. San Marco, cap. VII. 

Domenica XV dopo la Pentecoste, comune ai 



(li Naim. S.n, /.:„«, <<,j,. in. 
l'onu'uica XVl dopo la l'entecoste: Gesù ri- 
sana un idropico in giorno di sabi.to. - 
San Luca, cap. XIV, - Rito ambros. Dome- 
nica I dopo la Decollazione: Lo agitazioni 
di Erode all'udire lo meravigliose gesta di 
Cristo. San Luca, cap. IX. 
Domenica XVII dopo la Pentecoste: I coman- 
damenti di amare Dio e di amare 11 pros- 
simo. San Matteo, rap. XXII. - Rita ambros. 
Domenica II dopo la Decollaziono: Gesù 
ammonisce di guardarsi dai falsi profeti. 
San Matteo, cap. VII. 
Domenica XVIII dopo la Pentecoste: Gesù 
rimette i peccati al paralitico. San Matteo, 
cttp. IX. — Rito ambros. Domenica III dopo 
la Decollazione: La parabola del Samari- 
tano. San Luca, cap. X. 
Domenica XIX dopo la Pentecoste : Parabola 
del He che invita alle nozze del figlio, e fa 
punire chi è venuto senza la veste nuziale. 
San Matteo, cap. XXII. - Rito ambros. Do- 
menica IV dopo la Decollazione: Maledi- 
zione della ficaia infruttifera. San Matteo, 
cap. XL 
Domenica XX dopo la Pentecoste: Gesù gua- 
risce il figlio di un signore a Cafarnaum. 
San Giovanni, cap. IV. - Rito ambros. Pa- 
rabola dei vignaiuoli, dei servi e del figlio 
del Padrone. San Matteo, cap. XXL 
Domenica XXI dopo la Pentecoste: Parabola 
del padrone che condona il grosso debito al 
servo e questi incrudelisce contro un suo 
debitore. San Matteo, cap. XVIII. - Rito am- 
bros. Domenica I di ottobre: La ficaia ste- 
rile risparmiata ancora per un anno dai 
coltivatore. Sin Luca, cap. XXIII. 
Domenica XXII dopo la Pentecoste: Date a 
Cesare ciò che è di Cesare, date a Dio ciò 
che è di Dio. San Matteo, cap. XXII. - Rito 
ambros. Domenica II di ottobre: La donna 
adultera. Saìi Gioranni, cap. III. 
Domenica XXIII dopo la Pentecoste: Gesù 
resuscita una fanciulla defunta, ed un'am- 
malata guarisce toccando le di Lui vesti. 
San Matteo, cap. IX. - Rito ambros. Dome- 
nica III di ottobre: La solenne dedicazione 
del tempio di Salomone a Gerusalemme. 
San Giovanni, cap. X. 
Domenica XXIV dopo la Pentecoste: Gesù 
predice la distrazione di Gerusalemme e la 
fine del mondo. San Matteo, cap. XXIV. - 
Rito ambros. Domenica I dopo la dedica- 
zione: Parabola del padrone che condona 
un grosso debito al suo servo, mentre que- 
sti incrudelisce contro un suo conservo. 
San Matteo, cap. XVIII. 
Domenica XXV dopo la Pentecoste ( Vedi NB). 
- Rito ambros. Domenica II dopo la dedi- 
cazione: Il tributo a Cesare. San Matteo, 
cap. XXII. 
NB. — Se le Domeniche dopo la Pentecoste 
fossero più di 24 prima di arrivare alla prima 
dell'Avvento, dopo la XXIII si ripetono i Van- 
geli delle ultime domeniche dopo l'Epifania. 
In ogni caso il Vangelo della Domenica XXlV 
dopo la Pentecoste resta l'ultimo. 




KQTIZie 
MMINI^RATIVe ^TflTI^TKHr 



%-b2^ 



SERIE DEI SOMMI PONTEFICI ROMANI 

SECONDO LA CR0N0TA8SI DEL LIBER PONTIFICALIS E DELLE SUE FONTI 



S. Pietro, di Betsaida in Galilea, Principe 
degli Apostoli, che ricevè da Gesù Cri- 
sto la Suprema Pontificia Potestà da 
trasmettersi ai suoi successori; risiedè 
prima in Antiochia, quindi in Roma, ove 
incontrò il martirio nell'anno 67 o 64 
dell'era volgai-e, avendo da quest'ultima 
città governata la Chiesa anni 25(?). 

S. Lino, della Tuscia, Mart., creato nel 67, 
o 76(?). 

S. Cleto I, Romano, Mai-t., 76-88 (?). 

S. Clemente I, Romano, Mart., 88-97 (?). 

S. Evaristo, Greco, Mart., 97-105. 

S. Alessandro I, Romano, Mart., 105-115 ('?). 

S. Sisto I, Romano, Mart., 115-125 (?) (go- 
vernò 10 anni). 

S. Telesforo, Greco, Martire, 125-136 (?) 
(11 anni). 

S. Igino, Greco, Mart., 136-140 (?) (4 anni). 

S. Pio I, Italiano, Mart., 140-155 (15 anni). 

S.Aniceto, Siro, Mart., 155-166 (?) (11 anni). 

S. Sotero, della Campania, Mart., 166-175 (?) 
(8 anni). 

S. Eleuterio, Epiroto, Mart., 175-189 (15 a.). 

S. Vittore I, Africano, Mart., 189-199 (11 a., 
2 m., 10 g.). 

S. Zefirino, Romano, Mart, 199-217 (8 a., 
2 m., 10 g.). 

S. Calisto I, Romano, Mart., 217-222 (5 a.). 
[Ippolito, 217-235]. 

S. Urbano I, Romano, Mart., 222-230 (8 a.). 

S. Ponziano, Romano, Mart., 230-235 (5 a., 

2 m., 7 g.). 

S. Antere, Greco, Mart., 21 nov. 235-236 

3 gennaio (1 m., 12 g.). 

S. Fabiano, Romano, Mart., 10 genn. 236- 
250 20 gennaio (IO a., 10 g.). 

S. Cornelio, Romano, Mart., 251-253 (2 a., 
3 m., 10 g.). 

[Novanziano, 251]. 

S. Lucio I, Romano, Mart., 25 giugno 253- 
254 5 marzo (8 m., 10 g.). 

S. Stefano I, Romano, Mart,, 12 maggio 
254-257 2 agosto (3 a., 2 m., 21 g.). 

S. Sisto II, Greco (?), Mart., 30 agosto 257- 
258 6 agosto (11 m., 6 g.). 

S. Dionisio, di patria ignota, 22 luglio 259- 
268 26 dicembre (9 a., 5 m., 4 g.). 

S. Felice I, Romano, Mart., 5 genn. 269- 
274 26 dicembre (9 a , 5 m., 4 g.). 

S. Eutichiano, di Luni, Mart., 4 genn. 275- 
283 7 dicembre (8 a., 11 m., 3 g.). 

S. Calo, Dalmata, Mart., 17 dicembre 283- 
2S6 22 aprile (12 a., 4 m., 7 g.). 

S. Marcellino, Romano, Martire, 30 giu- 
gno 296-304 25 ottobre (8 a., 3 m., 25 g.). 

S. Marcello I, Romano, Mart., 27 mag- 
gio 308-309 16 gennaio (7 m., 20 g.)- 



31. S. Eusebio, Greco, Mart., 18 aprile 309- 

311 17 agosto (4 m.). 

32. S. Milziade, Africano, Mart., 2 luglio 311- 

314 11 gennaio (2 a., 6 m., 8 g.). 

33. S. Silvestro I, Romano, 31 gennaio 314- 

335 31 dicembre (21 a., 11 m.). 

34. S. Marco, Romano, 18 genn. 336-336 7 ot- 

tobre (8 m., 20 g.), 

35. S. Giulio I, Romano, 6 febbraio 337-352 

12 aprile (15 a., 2 m., 6 g.). 

36. Liberio, Romano, 17 maggio 352-366 24 set- 

tembre (14 a., 4 m., 7 g.), 

[S. Felice II, 355-365]. 

37. S. Damaso, Romano, 1 ottobre 366-384 

11 dicembre (18 a., 2 m., 11 g.). 
[Ursino, 366-36'/]. 

38. S. Siricio, Romano, die. 384-399 26 nov. 

(15 a.). 

39. S. Anastasio I, Romano, 27 nov. 399-401 

19 dicembre (2 a., 21 g.). 

40. S. Innocenzo I, di Albano, 22 dicembre 

401-417 12 marzo (15 a., 2 m., 21 g.). 
4l! S. Zosimo, Greco, 18 marzo 417-418 26 die. 
(1 a., 9 m., 9 g.). 

42. S. Bonifacio I, Romano, 29 die. 418-422 

4 settembre (3 a., 8 m., 6 g.). 
[Eulalio, 418-419]. 

43. S. Celestino I, della Campania, 18 settemb. 

422-432 27 luglio (9 a., 10 m.. 17 g.). - 

44. S. Sisto III, Romano, 3 luglio 432-440 

19 agosto (8 a., 19 g). 

45. S. Leone il Grande, Tusculano, 29 settem- 

bre 440-461 10 nov. (21 a., 1 m., 13 g.). 

46. S. Ilario, Sardo, 19 nov. 461-468 29 febbr. 

(6 a., 3 m., 10 g.). 

47. S. Simplicio, di Tivoli, 3 marzo 468-483 

10 marzo (15 a., 7 g.). 

48. S. Felice III (II), Romano, antenato di 

S. Gregorio Magno, 13 marzo 483-492 
1 marzo (8 a., 11 m., 7 g.). 

49. S. Gelasio I, Africano, 1 marzo 492-496 

21 novembre (4 a., 8 m., 18 g.). 

50. S. Anastasio II, Romano, 24 nov. 496-498 

19 novembre (11 a., 11 m., 24 g.). 

51. S. Simmaco, Sardo, 22 novenabre 498-514 

19 luglio (15 a., 3 m., 27 g.). 
[Lorenzo, 498-505]. 

52. S. Ormisda, di Frosinone, 20 luglio 514- 

523 6 agosto (9 a., 1 7 g.). 

53. S. Giovanni I, Tusculano, Mart., 13 agosto 

523-526 18 maggio (2 a., 9 m., 16 g.). 

54. S. FeUce IV (III), Samnio, 12 luglio 526- 

530 22 settembre (4 a., 2 m., 12 g.). 

55. Bonifacio II, Romano, 22 settembre 530- 

532 17 ottobre (2 a., 26 g.). 
[Dioscoro, 530]. 

56. Giovanni II, Romano, 2 gennaio 532-535 

8 maggio (2 a.. 4 m., 6 g.). 

{Conti/ma a pag. 191). 



m:RIK DKI 
RITRATTI 
DEI SOMMI 
PONTEFICI 



^> 




Ùmi 



^ "ili i;,i'?^ 



S. Pietro. 



S. Lino. 



S. Cleto 




S. CLESTCNTK I. S. i:VARISTO. S. ALESSANDRO I. S. SlSTO I. 




8. Telesfobo. 



8. Igino. 



S. Pio I. 



8. Aniceto. 




ri. Vittore I. 



'V, 





S. Calisto I. 



S. PONZI.VNO. 



S. Antero, 




S. Fabiano. 



S. Cornelio. 



S. Lucio I. 



S. Stefano I. 




S. Sisto II. 



S. Dionigi. 



S. Felice I. 



S. EUTICHIANO. 




8. MiLZiADK. S. Silvestro I. S. Marco. 



S. Giulio I. 




Liberio. 



S. Felice II. 



S. Damaso I. 



S. SlEICIO. 




'# ^"^''''^•^ 





S. Simplicio. 



S. FkI,I( E III. 



S. Gelasio I S. Anastasio II. 




S. SiM.MAf o. S. Ormisda. 



8. Giovanni I. S. Felice IV. 




Bonifacio II. Giovanni II. 



S. Agapito I. 



S. SlLVERIO. 




Vigilio. 



Pelagio I. Giovanni III. Benedetto L 




Pelagio II. S. Gkegorio I il Gr.e Sabiniano. Bonifacio III. 




S. Bonifacio IV. S. Adeodato I. Bonifacio V. 



Onoeio I. 




Giovanni IV, 



Teodobo I. S. Martino I. 




S. Eugenio I. S. Vitaliano. 



Adeodato II. 



Dono I. 



1:M 



53. ^^ 
C». N 
00 



. 'inailo, 13 m.a^igio 53.'>-53C 
1 m., 8 p.). 

Frosltiono, Mart., 1 o 8 gon- 
s(?» (»m.U 
ino, giugno f»38(?)-665 (18 a.. 



ftl 



62 



63 



64 



Pelagio I, Romano, 16 aprild 555-561 

4 marzo (4 a., 10 in., 18 g.). 
Giovanni III. Romano, 17 luglio 661-671 

18 luglio (12 a., 11 m.. 26 g.). 
Benedetto I, Romano. 2 giugno 575-.')70 

SO luglio (4 a., 1 m., 28 g.). 
Pelagio II. Romano, 26 novemb. 579-590 

7 gennaio (10 a., 2 m., 10 g.h 
8. Gregorio I, il Grande, Romano, 3 sett. 

690-604 12 marzo (13 a., 6 m,, 10 g.). 

65. Sablnlano, Tuscalano, 13 settem. 604-60C 

22 febbr.iio (1 a., 5 m., 9 g.). 

66. Bonifacio 111, Romano, 17 febbraio 607-607 

12 novembre (8 m.. 22 g.). 

67. S. Bonifkoio lY. dei Marsi. 25 agosto 608- 

615 8 maggio (6 a., 8 m., 13 g.). 
CS. S. Adeodato I, Romano, 19 ottobre 615- 
618 8 novembre (3 a., 20 g.). 

69. Bonifacio V, di Napoli. 23 dicembre 619- 

625 25 ottobre (5 a., 10 g.). 

70. Onorio I, della Campania, 27 ottobre 625- 

638 12 ottobre (12 a., 11 m.. 17 g.). 

71. Severino, Rom., 28 maggio 640-640 2 ago- 

sto (2 m., 4 g.). 

72. Giovanni IV, Dalmata, 24 dicem. 640-642 

12 ottobre (1 a., 9 m., 18 g.). 

73. Teodoro I, Greco, 24 novembre 642-649 

14 maggio (6 a., 5 m., 18 g.). 

74. S. Martino I, di Todi, Mart., luglio 649- 

655 16 settembre (6 a., 1 m., 26 g.). 
7.'.. S. Eugenio I, Romano, settembre 635-657 

2 gi'igno (2 a., 9 m., 1 g.). 
S. Vitaliano, di Segni, 30 luglio 657-672 

27 gennaio (14 a., 6 m.). 
Adeodato II, Romano, Il aprile 672-676 
17 giugno (4 a., 2 m., 5 g.). 

78. Dono I, Romano, 2 nov. 676-678 11 aprile 

(1 a , 5 m., 10 g.). 

79. 8. Agatone, Siciliano, 27 giugno 678-681 

10 gennaio (2 a., 6 m., 14 g.). 

80. 8. Leone II, Siciliano, 17 agosto 682-683 

3 luglio (10 m., 17 g.). 
S. Benedetto II, Romano, 26 giugno 6S4- 

685 8 maggio (10 m., 12 g.). 
Giovanni V, Siro, 23 luglio 685-686 2 ago- 
sto (la., 9 g.i. 
Conone, della legione Tracia, 21 ottobre 
686-687 21 settembre (11 m.). 
[Teodoro, 687]. 
[Pasquale, 687-692]. 
S. Sergio I, Siro nato a Palermo, 16 die 
687-701 8 settembre (13 a., 8 m., 23 g.). 
(ìiovanni VI, Greco, 30 ottabre 701-705 

11 gennaio (3 a., 2 m., 12 g.). 
Giovanni VII, Greco, 1 marzo 705-707 
18 ottobre (2 a.. 7 m., 17 g.). 

87. Sisinnio, Siro, 15 gennaio 708-708 4 febb. 

(20 g.). 

88. Costantino, Siro, 25 marzo 708-715 9 apr. 

(7 a., 15 g.). 

89. S. Gregorio II, Romano, 19 maggio 715- 

731 11 febbraio (15 a., 8 m., 24 g.K 

90. S. Gregorio III, Siro, 18 marzo 731-741 

10 dicembre (10 a., 8 m., 24 g.). 

91. S.Zaccaria, Greco. 10 dicembre 741-732 

22 o 23 marzo (10 a., 3 m., 15 g.). 



76. 



77. 



81. 



82. 



83. 



84. 



86. 



96. 
97. 
98. 
99. 

100. 
101. 
102. 

103. 
104. 
105. 
106. 
107. 
108. 
109. 
110. 
111. 
112, 
113. 
114. 
115. 
116. 
117. 
118. 
119. 

120. 
121. 
122. 
123. 
124. 
125. 



a. Sufano II. UoinaiU), 2.1 m.irzo 7j2-7j2 

25 marzo (3 g.). 

Stefano ILI, Romano, 26 marzo 752-757 

26 aprilo (5 a., 29 g.). 

8. Paolo I. Romano, 26 maggio 757-707 

2'< giugno. 

[Coslanthio TI, 767-768]. 
[Filippo, 768]. 
Stefano IV, Siciliano. 7 agosto 76.^-772 

3 febbraio (3 a., 5 m., 16 g.). 
Adriano I, Romano, 9 febbraio 772-795 

26 dicembre (23 a., 10 m., 17 g). 
S. Leone III, Romano, 27 dlcem. 795-816 

12 giugno (20 a., 5 m., 16 g.). 
S.Stefano Y, Romano, 22 giugno 816-817 

24 (?) gennaio (7 m.). 
8. Pasquale I, Romano, 25 genn. 817-824 

16 febbraio (7 a.. 17 g.). 

Eugenio II, Romano, 21 febbraio 824-827 
agosto (3 a., 2 (?) m., 23 (?) g.). 

Valentino, Romano, agosto (?) 827-837 
settembre (?) (1 m., 10 g.). 

Gregorio IV, Romano, 29 marzo 828-844 
gennaio (16 a.). 

[Giovanni, 844]. — [Anastasio, 835]. 

Sergio II, Romano, genn. 844-847 27 gen- 
naio (3 a.t. 

8. Leone IV, Romano, 10 aprile 847-853 

17 luglio (8 a., 3 m., '5 g.). 
Benedetto III, Romano, 6 ottob. 835-858 

17 aprile (2 a.. 6 m., 10 g.). 
S, Niccolò I, il Grande, Romano, 24 aprilo 

858-867 13 novembre (9 a., 6 m., 10 g.). 
Adriano II, Romano, 14 dicemb. 867-872 

14 dicembre (5 a.). 

Giovanni VIII, Romano, 14 die. 872-882 

16 dicembre (10 a., 2 g.). 
Marino I, di Gallese, 16 dicemb. 882-884 

15 maggio (la., 5 (?) m.). 

8. Adriano III, Romano, 17 maggio 884- 
885 circa 17 settembre (la., 4 m.). 

Stefano VI, Romano, settembre 885-891 
fine settembre (6 a., 9 (?) g.i. 

Formoso, vescovo di Porto, 6 ottob. 891- 
896 4 aprile (4 a., 6 m.). 

Bonifacio VI, Romano, apr. 896-896 apr. 
(15 g.). 

Stefano VII, Romano, maggio 896-897 
agosto (la., 3 g.). 

Romano, di Gallese, agosto 897-897 fine 
novembre (3 m., 23 g.). 

Teodoro II, Rom., dicembre 898-898 di- 
cembre (20 g.). 

Giovanni IX, di Tivoli, gennaio 898-900 
gennaio (2 a., 15 g.). 

Benedetto IV, Romano, gennaio o febb. 
900-903 fine luglio (3 a., 6 (?) m., 16 (?) g.). 

Leone V, di Ardea, fine di luglio 903-903 
settembre (1 m., 27 g.). 

[Cristoforo, romuno, 903]. 

Sergio IIL Romano, 29 gennaio 904-911 
14 aprile (7 a., 3 m., 17 g.). 

Anastasio III, Romano, aprile (?) 911-913 
giugno (2 a., 2 m.). 

Landone, Sabino, fine luglio 913-914 feb- 
braio (6i?)m., 10 g.). 

Giovanni X, di Ravenna, marzo 914-928 
maggio (14 a., 2 m., (?) g.). 

Leone VI, Romano, maggio 928-928 di- 
cembre (7 m., 5 g.|. 

Stefano VIII, Romano, fra dicemb. 929- 
931 febbraio (2 a., 1 m., 12 g.). 

(Continua a pag. 195). 




S. Agatone. 



Leone II. S. Benedetto II. Giovanni V. 




CONONE. 



S. Sergio I. Giovanni VI. Giovanni VII. 




Costantino I. S. Geegobio II. S. Gkecjoeio III. 




Costantino II. SiErANO IV. Adbiano I. S. Leone III. 




Grfgorio IV 



Sekgio il 



tì. Leone IV. Bknedetto HI. 




^^'^Xrrs^^.^^ 



S. Nicolò I. 



Adriano II. Giovanni Vili. 



Mabino I. 




Adkiano in. Stefano VI. 



Formoso. 



BOKIFACIO VI. 



>-:^i^'x— 7^^^?^' 



LSi 






^ 



^9 



.^ '■? 



i: 



*f 




'w^jsmifi^ 



Steìano vii. 



EOMANO. 



Teodoro IL Giovanni IX. 




Benedetto IV. Leone V. 



Cbistoforo. 



Seegio III. 




Anastasio III. 



Landone. Giovanni X. 



Leone VI. 




Stefano VIII. Giovanni XI. 



Leone VII. Stefano IX. 




Mabino II. 



Agapito II. Giovanni XII. Leone VIII. 




Benedetto V. Giovanni XIII. Benedetto VI. Bonifacio VII. 



XI, Rom.i;io, marzo 931-030 
tnbrt» i4 ii., 10 mX 
.1, nomano, 3(?)genii. 930-939 
i.) (3 a., 6 m., 10 g.). 
> \. Uoniano, 14 (?> luglio 939-94!I 

(3 a., 3(?l m., ISg.)- 
1. Romano, 30{?)ottob. 942-946 
. (3 a., 3 ni., 13 g.). 
1;K\ Ai;i4'it.i II, Romano, 10 maggio 946-955 

(9 a., 7 m.. 10(?ig. 
131. Giovanni XII, Romimo, dei Conti Tusco- 
ìani, 16(?) dicembre 955-964 14 maggio 
(S a., 4 m., 28 (?) g.). 
i'»>. Leone Vili. Romano, 6 dlcomb. 963-965 
1 marzo (1 a., 8 m.). 
(. Benedetto V, Romano, 22 (?) maggio 964- 

966 4 lu-tlo (1 (?) m., 2 g.). 
t. Giovanni XIII, Romano, 1 ott. 966-972 
.' sottombre (6 a., 11 m., 5 g.). 

o VI, Romano, 19 genn. 973-974 

1 a , 6 mX 
IT, Rom., 974 — ed Ag., 984-9.'i5]. 
lòti. Benedetto VII, Romano, dei Conti Tusro- 
lani, ottobre 974-983 10 luglio (9(?) a.t. 

137. Giovanni XIV, di Pavia, dicemb. 983-984 

20 agosto (8 m.). 

138. Giovanni XV, Romano, agosto 985-996 

marzo (10 a., 7 m.). 

139. Gregorio V, Tedesco, dei duchi di Ca- 

rimiu, 3 maggio 996-999 18 febbraio 
(2 a,, 9 m., 15 (?) g.). 
[Giovanni XVI, Greco ap., 997-993]. 

140. Silvestro II, Francese, dell' Alvernia, Ger- 

bet-to, 2 aprtlo 999-1003 12 maggio (4 a., 

1 m., 9 (?) ir.). 
Ul. Giovanni XVII, Romano, Secco, giugno (?) 

1003-1003 6 novembre (5 m., 25 g.). 
142. Giovanni XVIII, Romano, genn, (?) 1004- 

1009 luglio (?) (5 a., 6 (?) m.). 
14.i. Sergio IV, Romano. 31 luglio 1009-1012 

12 maggio (2 a., 9 m., 12 g.). 

144. Benedetto VIII, Romano, dei Conti Tosco- 

lani, 18 maggio 1012-1024 9 aprile (li a., 
10 m., 21 g.). 

[Gregorio, 1012]. 

1 45. Giovanni XIX, Romano, dei Conti Tusco- 

lani, aprile o maggio 1024-1032. 

146. Benedetto IX, Romano, dei Conti Tusco- 

lani, e. 1032, rinunziò nel 1044 (12 a., 

4 m., 20 g.). 
117. Silvestro III, 20 genn. 1045-1045 10 mar, 

(1 m.. 19 g.). 
1 48. Benedetto IX, la seconda volta, 10 marzo 

1045-1045 1 maggio (1 m., 21 g.). 
1 49. Gregorio VI, Romano, 5 maggio 1045-1046 

20 dicembre (1 a., 7 m., 15 g.). 
l.'-O. Clemente II, Sassone, dei Signori di Mo- 

resleve ed Horneburg, Suidyero pese, di 

Bamberga, 25 dicemb. 1046-1047 9 ott, 

(9 m., 16 g.t. 

151. Benedetto IX, la terza volta, 8 novemb. 

1047-1048 muglio (8m., 9 g.), 

152. Damaso II, di Baviera, Foppo, vescovo di 

Bressanone, 17 luglio 1048-1048 9 ago- 
sto (23 pX 

153. S. Leone IX. Tedesco, del Conti di Egi- 

sheim-DagaÌMurg, Brunone vescovo di 
Toul, 12 febbraio 1049-1054 19 aprile 
(5 a„ 2 m., 7 g.), 

154. Vittore II, del Nordgau, dei conti di Dol- 

lenslein-Hirschberg, GeberdoII, vescovo 
di Eichstadt, 1055-1057. 



1.1J. StofaiioX, Toiu-sco, il.i Da hi di I^ren / 

3 ng. 1057-1058 29 marzo (7 m., 20 (?i ^' 
[Benedetto X, li»m., diti con i Timculani, 5 aprii . 

1058-10Ù9 24g€nniio]. 

156. Niccolò II, della Borgogna, 24 gennaio 

1059-1061 27 (?) luglio (2 a.. 6 m,. 3 g,'. 

157. Alessandro II. di Baggio, presso Miian 

80 settembre 1061-1073 21 aprile (11 a , 
6 m., 22 g.), 

[Onorio II, 1061-1072]. 

158. S. Gregorio VII, di Sovana, Ildebrando, 

22 aprilo 1073-1085 25 maggio (12 a., 
1 m., 3 g.). 

[Clemente III, 1080-1100], 

159. Beato Vittore III, di Benevento, Deside- 

rio, 9 maggio 1037-1087 16 settembre. 

160. B, Urbano li, di Reims, dei Signori di Cita- 

tillon, 12 marzo 1088-1099 29 lugl. (11 a., 

4 m., 17 g.). 

161. Pasquale II, di Bieda, Ranieri, 14 agosi 

1099-1118 21 gennaio (18 a., 4 m., 7 t,'. 
[Teodorico, 1100]. 
[Alberto, 1102]. 
[Silvestro IV, 1105-1111]. 

162. Gelasio II. di Gaeta, Caetani, 24 gennaio 

1118-1119 28 gennaio (1 a., 4 g.). 
[Gregorio VIII, 1118-1121]. 

163. Calisto II, del conti di Borgogna, 4 febbraio 

1119-1124 13 dicemb, (5 a., 10 m., 11 g.). 

164. Onorio II, di Fagnano nel Bolognese 

Lamberto 15 dicemb. 1124-1130 13 feb- 
braio (5 a., 1 m., 28 g.). 

[Celestino II, 1124]. 

165. Innocenzo II, Rom., Papareschi, 14 febbr. 

1130-1143 24 sett. (13 a.. 7 m., 10 g.). 
[Anacleto II, 1130-1138]. — [Vittore IV, 1138]. 

166. Celestino II. di Città di Castello, 26 sett. 

1143-1144 8 marzo (5 m., 12 g.). 

167. Lucio II, BoloQnoiiey^Caccianemici dell'Or- 

so, 12 marzo 1144-1145 15 febb. (11 m., 

4 g.). 

168. B. Eugenio III, di Montemagno (Pisa), Pa- 

ganelli, 15 febbraio 1145-1153 8 luglio 
(8 a., 4 m., 23 g.). 

169. Anastasio IV, Romano, della Suburra, 

Corrado, 12 luglio 1153-1154 3 dicemb. 
(1 a., 4 m., 24 g.). 

170. Adriano IV, Inglese, Brecikspeare, 4 di 

1154-1159 1 settembre (4 a., 8m., 28;r. 

171. Alessandro III. Senese, Ban<i»n««j, 7set' 

1159-1181 30aKosto (21 a., llm„23g. 

[Vittore IV, 1159-1164]. 

[Pasquale III, 1164-1168]. 

[Callisto III, 1168-1178]. 

[Innocenzo III, 1179-1180]. 

172. Lucio III, di Lucca. Allucingoli, 1 settem. 

1181-1185 25 nov. (4 a., 2 m., 24 g.). 

173. Urbano III, di Milano, Crivelli, 25 novem. 

1185-1187 20 ottobre (1 a., 10 m., 25 g.l. 

174. Gregorio Vili, di Benevento, de Morra, 

21 ottob. 1187-1)87 17 dio. (1 m., 27 g.i. 

175. Clemente III, Romano, Scolari, 19 dicem. 

1187-1191 marzo (3 a., 3 m., (?) g). 

176. Celestino III. Romano, Bobone, 30 marzo 

1198-1216 8 gennaio (18 a., m., 8 g.). 

177. Innocenzo III, di Anagnl, dei Confi di 

Segni, 8 gennaio 1198-1216 16 luglio. 

178. Onorio III, Romano. Savelli, 18 luglio 

1216-1227 18 marzo (10 a., 8 m.). 

179. Gregorio IX, di Anagni, dei Conti di Se- 

gni, 19 marzo 1227-1241 22 agosto (14 a., 

5 m., 3 g.). 

[Contìnua a pag. 199). 




DoHo IL 



Benedetto VII. Giovanni XIV. Giovanni XV. 




Gregokio V. 



SiLVESTBO II. [ Giovanni XVII. Giovanni XVIII. 




Sergio IV. Benedetto VIII. Giovanni XIX. Benedetto IX. 




Gregorio VI. Clemente II. Dama so IL 



S. Leone IX. 




Vittore IL 



Stefano X. 



Nicolò IL Alessandro IL 




Vittore III. Ubbano II. Pasquale II. 




(ìelasio li. 



Calisto II. Onorio II. 



Innocenzo II. 




Celestino II. Lucio IL Eugenio III. Anastasio IV. 




Adriano IV. Alessandro III. Lucio IH. 



Urbano III. 




tìCEGOBIO Vili. CLEMENTE HI. CELESTINO III. INNOCENZO III. 




Onorio III. 



Gkegokio IX. Celestino IV. Innocenzo IV. 




Alessandro IV. Urbano IV. Clemente IV. Gregorio X. 




Innocenzo V. Adriano V. Giovanni XXI. Nicolò III. 




Martino IV. Onorio IV. Nicolò IV. S. Celestino V. 




Bonifacio Vili. Benedetto XI. Clemente V. Giovanni XXII. 



m rV. di Milano. Cattìgììonì, 25 ott. 

,-..rj41 10 nov. (16 CI. 
181. ImnKfiizo IV. di GtMiowi, Fitachi, 25 giù- 

pno 1243-1Ì54 7 die. (11 a., 6 m.. 12 g.). 
181 AKss;uuiro IV. di Anagnl. del Conti di Se- 

./M'. 12 dioeinbro 1254-1261 26 maggio 

ir. a.. .") in.. 13 «.). 

153. Urbano IV. di Troyos. r,ni.'<ìleon, 29 ago- 

sti» ]•>»') 1-1*264 2 ottobre CI a.. 1 ni.. 3 g.). 

154. l'I. in. ;i*.> IV. Frauc. I^ Oros, 5 febbraio 

» noveinb. (3 a., 9 m., 24 g.). 
1 S.'S. 1 \ ili Piacenza, Visconti, 1 sett. 

!.. 1-1.. o it» gennaio (4 a., 4 m., 10 g.). 

186. B. Innocenzo V, Savoiardo, d« Tarenta- 

»ia, 21 genn. 1276-1276 22 giugno (6 m., 
1 eX 

187. Adriano V. di Genova, Fiesehi, 11 loglio 

1276-1276 18 agosto (1 m., 7 g.). 

18.^. Giovanni XXI. di Lisbona. Giuliano, 8 set- 
tembre 1-276-1277 20m.agj:. (8 m., 12 g.). 

1S9. Niccolò III, Rom., Omini, 25 nov. 1277- 
1280 22 agosto (2 a., 8 m , 28 g.). 

190. Martino IV, Francese, Mompilié de Brie, 

24 febb. 1281-1285 28 marzo (3 a., 1 m., 

Or.). 

191. Onorio IV, Romano, Savelli 2 aprile 1285- 

IJ^T 3 aprile (2 a., 1 g.). 
1 <_'. N. . lo IV, d'Ascoli, Mosci, 13 febbraio 
12<^-r292 4 aprile (4 a., 1 m., 13 g.). 

193. S. Celestino V, d'Isernia Angeleri dal Mur- 

rone, 5 lugl. 1-294-1294 13 die. (5 m., 8 g.) 
si dimise dal Pontificato. Morì il 19 
mas^MO 1290. 

194. Bonifacio VIII, di Anagnl, Caetani, 24 die. 

1-294-1303 11 o 12 ott. (8 a., 9 m., 17 e.\ 

195. B. Benedetto XI, di Treviso, JBoccasini, 

22 ott. 1303-1304 7 lugl.o (8 m., 16 g). 
106. Clemente V, Frane, de Go'h, 5 giugno 
1305-1314 14 aprile (8 a., 10 m., 15 g.i. 

197. Giovanni XXII, Frane., Z)Mè«(f!, 7 ag. 1316- 

1334 4 dicembre (18 a., 3 m., 29 g.). 
[Xircoìò V, 1328-1330]. 

198. Benedetto XII, Francese, Foumier, 20 die. 

1334-1342 25 aprile (7 a., 4 m., 5 g.). 

199. Clemente VI, Francese, Roger, 7 maggio 

1342-1352 6 dicembre (IO a., 6 m. 29 g.). 

200. Innocenzo VI, Frane, Auhert, 18 dicem- 

bre 1352-1362 12 sett. (9 a., 8 m., 25 g.). 

201. B. Urbano V, Frane, Grimoard, ottobre 

1362-1370 19 die. (8 a., 1 m., 13 g.). 
■j02. Gregorio XI, Francese, Roger, 30 dicemb. 
1370-1378 27 marzo (7 a., 2 m., 27 g.). 

203. Urbano VI, di Napoli, Frignano, 8 aprile 

1378-1389 15 ottobre (11 a., 6 m., 7 g.). 

204. Bonifacio IX, di Napoli, TmnaceUi, 2noT. 

1389-1404 1 ottobre (14 a., 11 m.). 

205. Innocenzo VII, di Sulmona, Migliorati, 

17 ott 1404-1406 6 nov. (2 a., 2.) g.'. 

206. Gre gorioXII, Veneziano, Correr, e. 30 no- 

vemb. 1406 rinunziò nel 1415 4 giugno 
(8 a., 6 m., 4 g.). Mori il 18 ott. 1417. 

P PI AVIGNONESI 

[Clemente VII, de' conti di Savoia, 20 sett 1378- 

1394 16 settembre]. 
[Benedetto XIII, Aragonese de Lune, 28 sett. 

1394-1423 23 maggio]. 



[aemente Vili, Ma7i03, 10 giugno 1423-14^9 

16 luglio]. 
[Benedetto XIV, Garner, 12 nov. 1425- 1430](7) 



TAPI PISANI 

[Alessandro V, di Cmdia, Filargo, 26 «in 

1409-1410 3 maggio). 
[Giot'flMMi XX III, di Napoli, Cassa, e. Il mai,' r. 

1410 rim<>»'<o dal Fonlifleato nel 141ù], 

Mori 22 novembre 1419. 

207. Martino V. Romano. Colonna, di anni 50, 

11 novemb. 1417-1431 20 febbraio (13 a, 
3 m., 9 g.). 

208. Eugenio IV. Veneziano, Condulmaro, di 

anni 48. 3 marzo 1431-1447 23 febbràio 
(15 a., 11 m., 20 g.). 
[Felice V, S-Jvoia, 6 novemb. 1439-1449 7 aprile 
rinunziò]. Morì 7 gennaio 1451. 

209. Niccolò V. di Sarzana. Far.'oltt elli, di 

anni 48. 6 marzo 1447-1455 21 marzo 
(8 a., 18 g.). 

210. Calisto III. Spagnuolo. Borgia, 41 anni 78, 

8 aprile 1455-1458 6 agosto (3 a., 3 m., 

29 g.). 

211. Pio II. di Siena, Pìccolomini, di anni 53, 

19 agost 1458-1464 15 agost (5 a., 11 m., 
26 g.). 

212. Paolo II, Veneziano. Barho, di anni 43, 

30 ag., 1464-1471 26 luglio (6 a., 10 m., 
26 g.). 

213. Sisto IV, di Savona, della Rovere, di a. 57. 

9 ag., 1471-1484 12 ag. (13 a.. 3 g.). 

214. Innocenzo Vili, di Genova, Cibo, di a. 52, 

29 agost 1484-1492 25 luglio (7 a., lOm., 

26 g.). 

215. Alessandro VI, Spagn., Borgia, di anni 60, 

11 agosto 1492-1503 18 agosto (11 a., 

11 m., 7 g.). 

216. Pio III, di Siena, Todeschini-Picrolomini, 

di anni 64, 22 sett 1503-1503 18 ottobre 
^26 g.). 

217. Giulio II, di Savona, della Rovere, di a. 50, 

31 ott 1503-1513 21 febbraio (9 a., 3 m., 
21 g.). 

218. Leone X, Fiorentino. Medici, di anni 38, 

10 marzo 1513-1521 1 dicembre (8 a., 
8 m., 30 g.). 

219. Adriano VI di Utrecht, Adriano Dedel, 

di a. 63. 9 gennaio 1522-1523 14 settem- 
bre (1 a., 8 m., 6 g.). 

220. Clemente VII, Fiorentino. Medici, di a. 45, 

18 novembre 1523-1534 25 sett (10 a., 
1 m., 5 g.). 

221. Paolo III, Romano, Farnese, di anni 66, 

13 ott 1534-1549 10 nov. (15 a., 28 g.). 

222. Giulio III, Romano, Ciocchi del Monte, 

di anni 63, 7 febbr. 1550-1555 23 marzo 
(5 a.. 1 m., 16 g.). 

223. Marcello II, di Montepulciano, Cervini, 

di anni 54, 9 aprile 1555-1555 30 aprile 
(21 g.). 

224. Paolo IV, Napoletano, Carafa, di anni 79, 

23 magg. 1555-1559 18 agosto (4 a., 2 m., 

27 g.). 

225. Pio IV, Milanese, Medici, di a. 60, 25 die 

1559-1565 9 die. (5 a., 11 m.. 15 g.). 

226. S. Pio V, di Bosco (Piemonte). Ghìslieri, 

di anni 62, 7 genn. 1566-1572 1 maggio 
(6 a., 3 m., 24 g.). 

227. Gregorio XIII, Bolognese, Boneomp'tgni, 

di a. 70, 13 maggio 1572- 158.1 10 aprile, 

12 a.. 10 m., 28 g.). 

228. Sisto V, di Grottamare (Marche). Peretlì, 

di anni 64, 24 aprile 1585-1590 27 ago- 
sto (5 a., 4 m., 3 g). 

{Continua a pag. 203). 




Benedetto XII. Clemente VI. Innocenzo VI. 



Urbano V. 




Geegokio XI. Urbano VI. Clemente VII. Benedetto XII. 




Bonifacio IX. Innocenzo VII. Gregorio XII. Alessandro V. 




Giovanni XXHI. Martino V. Eugenio IV. 



Nicolò V. 




Calisto III. 



Pio II. 



Paolo II. 



Sisto IV. 



( 




•? 



v*V 



Mll. Al KSS.VNDHO VI 




Pio 111. 



Giulio II. 




1 



^:*._iy 



Leoxk X. 



Adriano VI. Clemente VII. 



Paolo III. 




GnTLio UI. 



Mabcello II. 



Paolo IV. 



Pio' IV. 




8. Pio V. Gbegobio XIII. 



Sisto V. 



Ubbano vii. 




Gbegoeio XIV. X>-yocE>-zo IX. Clemente Vili. 



Leone XI. 



i ^^ 



^ 










N^ 




Paolo V. 



Gkegokio XV. Urbano Vili. Innocenzo X. 




Alessandro VII. Clemente IX. Clemente X. Innocenzo XI. 




Alessandro Vili. Innocenzo XII. Clemente XI. Innocenzo XIII. 




Benedetto XIII. Clemente XII. Benedetto XIV. Clemente XIII. 




Clemente XIV. Pio VI. 



Pio VII. 



Leone XII. 





Pio vili. 



Gkkuorio \VI. 



Pio IX. 



Leonk XIII. 



VII. Romano, Castagna, 15 sett. 
'•0 27 sett. (13 g.). 
'XIV, Cromonrso, Sfotidi'afi, di 
wnu ó5, 5 dicembre 1590-1591 16 otto- 
re (IO m., 10 g.). 
,.,.. »;iiiocenzo IX, Bolognese, Faerh inatti, dì 
anni 72, 29 ottobre 1591-1591 30 dicem- 
bre (2 m.K 
:".2. Clemente VIII, Fiorentino. Aldóbrandini, 
di anni 56, 30 genn. 1592-1605 3 marzo 
(13 a., 1 m., 2 g.\ 

233. Leone XI, Fiorentino, Medici, di anni 70, 

I aprile 1605-1605 27 aprile (27 g.). 

234. Paolo V, Romano, Borghese, di anni 53, 

16 magg. 1605-1621 28 geun. (15 a., 8 m., 

12 g.). 
015. Greporio XV, Bologn.. Ludovisi, di a. 67, 

9 febbraio 1621-1623 8 luglio (2 a., 5 m.). 
- '>. Urbano VIII, Fiorentino, Barberini, di 

anm 55, 6 ag. 1623-1644 29 luglio (20 a., 

II m., 21 R.i. 

237. Innocenzo X, Romano, Pamphily, dia. 71, 

15 sett. 1644-1655 5 gennaio (10 a., 3 m., 
23 g.). 

238. Alessandro VII, di Siena, Chigi, di a. 56, 

7 aprile 1655-1667 22 magg. (12 a., 1 m., 
15 g.). 

239. Clemente IX, di Pistoia, Rospigliosi, di 

anni 67, 20 giugno 1667-1669 9 dicemb. 
(2 a., 5 m., 9 g.). 

240. Clemente X. Romano, Altieri, di anni 80, 

29 aprile 1670-1676 22 luglio (6 a., 2 m., 
23 g.). 

241. Innocenzo XI, di Como, Odescalchi, di 

anni 65, 21 settembre 1676-1689 11 ag. 
(12 a., 10 m., 22 g.). 
12. Alessandro Vili, Veneziano, Ot'oboni, di 
anni 79, 6 ottobre 168J-I691 1 febbraio 
(1 a., 3 m.. 27 g.). 
43. Innocenzo XII, di Napoli, Pignatelli. di 
anni 76, 12 luglio 1691-1700 27 settem- 
bre (9 a., 2 m., 15 g.). 
244. Qemente XI, di Urbino, Albani, di a. 51, 



23 nov. 1700-1721 19 marzo (20 a., 3 m., 
15 g.), 
245- Innocenzo XIII, Romano, Conti, di a. 66, 
8 maggio 1721-1724 7 marzo (2 a., 9 m., 
29 g.). 

246. Benedetto XIII, Romano, Orsini, di a. 75, 

29 maggio 1724-1730 21 febb. (5 a., 8 m., 
23 g.). 

247. Clemente XII. Fiorentino, Corsini, d\ a. 73, 

12 luglio 1730-1740 6 febb. (9 a., 6 m., 
25 g.). 

248. Benedetto XIV, Bolognese, Lnmbertini, 

di anni 65, 16 agosto 1740-1758 3 mag- 
gio (17 a., 8 m., 16 g.). 

249. Clemente XIII, Venez., Rezzonico, di a. 66, 

6 luglio 1758-1769 2 febb. (10 a., 6. m., 
27 g.). 

250. Clemente XIV, di S. Angelo in Vado, Gan- 

ganeìli, di anni 64, 19 niajrg. 1769-1774 

22 settembre (5 a., 6 m., 3 g.). 
Pio VI. di Cesena, Branchi, di anni 5S, 

15 febb. 1775-1799 20 agosto (24 a., 8 m., 

14 g.). 
Pio VII, di Cesena, Chiaramonti, di a. 58, 

13 marzo 1800-1823 20 ag. (23 a., 5 m., 
6g.). 

263. Leone XII, Spoletino, nato In Genga, della 
Genga, di a. 63, 28 settembre 1823-1829 
10 febbraio (5 a., 4 m., 14 g.). 

254. Piovili, di Cingoli, CasUglioni, di a. 69, 

31 marzo 1829-1830 30 nov. (1 a., 8m.). 

255. Gregorio XVI, di Belluno, Cappellari, di 

anni 66, 2 febbraio 1831-1846 1 giugno 
(15 a., 3 m., 29 g.). 

256. Pio IX, di Senigallia. Mastai- Fé netti, di 

anni 54, 16 giugno 1840-1878 7 febbraio 
(31 a., 7 m., 22 g.). 

257. Leone XIII, di Carpineto, dioc. di Anagni, 

Pecci, di anni 68, 20 febbraio 1878-1903 
20 luglio (25 a., 5 m.). 
Pio X, di Riese. dioc. di Treviso. Sarto, 
gloriosamente regnante, eletto il 4 :i 
cor. 9 agosto 1903, di anni 68. 



251. 



252. 



258. 



H 



u 



OPUSCOLI E^ 
SCHIARIMENTI 



STflBX. ARNALDI-ViA B.Vitruvio 9-niLfll10 



204 — 



LA SANTA CHIESA ROMANA 



SOMMO PONTEFICE 

CCLXIV dopo San Pietro 
PIO X 




(Fotogratia Pouiiucia u. l eiietto, Treviso). 



GIUSEPPE SARTO 

nato in Eiese, diocesi di Treviso 
addì 2 giugno 1835. 



Seguirono in Roma nel 1903: 



la sua Esaltazione al Pontificato 
la sua Coronazione 



4 agosto 
9 agosto 



GLI E.mi e R.ml SIGNORI CARDINALI 

COMPONENTI IL SACRO COLLEGIO 

CON IL LUOGO E LE DATE DELLA LORO NASCITA 

ED ELEVAZIONE ALLA PORPORA. 

Ordine del Vescovi. 

* Luigi Oreglia di Santo Stefano (Bene Va- 
gienna 1828), Vescovo di Ostia e Velie- 
tri, Decano del Sacro Collegio (1873). 

Serafino Vannutelll (Genazzano 1834), Ve- 
scovo di Porto e S. Riiflna, Sotto-Decano 
del Sacro Collegio (1887). 

Antonio Agliardi (Colo^no al Serio 1832), 
Vescovo di Albano (1896), Vice-Cancelliere 



* Cardinale croalo dalla S. M. di Pio IX; i se- 
p\if vti ('irono tutti creati dalla S. M. di Leone XIII. 



di S. R. C, Abate comrn. di S. Lorenzo iti 
Damaso. 

Vincenzo Vannutelli (Genazzano 1836), Ve- 
scovo di Palestrina, commendatario di 
S.Silvestro in Capite (1889). 

Francesco Satolli (Marsiano 1839), Vescovo 
di Frascati (1895). 

Francesco di Paola Cassetta (Roma 1844), 
Vescovo di Sabina (1899), commendatario 
dei SS. Vito, Modesto e Crescenzio. 

Ordine dei Preti. 

Giuseppe Sebastiano Neto M. O. (Legis 
1841), Primo Prete, del tit. dei SS. XII 
Apostoli, patriarca di Lisbona (1884). 

Alfonso Capecelatro C. O. (Marsiglia 1824), 
del tit. di S. Maria del Popolo, bibliote- 
cario della S. Rom. Chiesa, Arciv. di Ca- 
pua (1885). 

Patrizio Francesco Moran (Leiglilinbrid,?e 
1830), del tit. di S. Susanna, Arcivescovo 
di Sidney (1885). 

Giacomo Gibbons (Baltimora 1834), del tit. 
di S. Maria in Trastevere, Arcivescovo di 
Baltimora (1886). 

Mariano Rampolla del Tindaro (Polizzi 1843), 
del tit. di S. Cecilia (1887). 

Francesco M. Beniamino Richard (Nantes 
1819), del tit. di S. Maria in Via, Arci- 
vescovo di Parigi (1889). 

Antonio Giuseppe Gruscha (Vienna 1820), 
del tit. di S. Maria degli Angeli, Arcive- 
scovo di Vienna (1891). 

Angelo Di Pietro (Vivaro 1828), del tit. di 
S. Lorenzo in Lucina (1893). 

Michele Logue (Raphoe 1840), del tit, di 
S. Maria della Pace, Arcivescovo di Ar- 
magh (1893). 

Claudio Vaszary O. S. B. (Kerszthel 1832), 
del tit. dei SS. Silvestro e Martino ai 
Monti, Arcivescovo di Strigonia (1893). 

Giorgio Kopp (Duderstadt 1837), del tit. di 
S. Agnese fuori le mura, Vescovo di Bre- 
slavia (1893). 

Vittore Luciano Sulpizio Lecot (Montscout 
Lizerolles 1831), del tit. di S, Pudenziana, 
Arcivescovo di Bordeaux (1893). 

Ciriaco Maria Sancha y Hervas (Quintana 
del Pidio 1838). del tit. di S. Pietro in 
Molitorio, Patriarca delle Indie Occiden- 
tali, Arcivescovo di Toledo (1894). 

Andrea Ferrari (Pratopiano 1850), del tit. di 
S. Anastasia, Arcivescovo di Milano (1894). 

Girolamo Maria Gotti C. S. (Genova 1834), 
del tit. di S. M. della Scala (1895). 

Salvatore Cassanas y Pagés (Barcellona 
1834), del tit. de' SS. Quirico e Giulitta, 
Vescovo di Barcellona (1895). 

Domenico Ferrata (Gradoli 1847), del tit. di 
S. Prisca (1896). 

Serafino Crotoni (Soriano 1833), del tit. di 
S. M. sopra Minerva (1896). 

Giuseppe Prisco (Boscotrecase 1836) del tit. 
di S. Sisto, Arcivescovo di NapoU (1897). 

Giuseppe Maria Martin de Herrera y de 
la Iglesia (Aldeadàvila 1835), del tit. di 



L>or> 



^pontina Arcivescovo dt Com- * Alo-^srindro Luft'iU TMiìnno 1858), del tlt. -!• 
i^^. Aiidna o Gre^jorlo aJ Munto Cello, A; 
olvpscovo di ralenii') (11)07). 
Desiderato Mercler (Braille i'Allend 18:. l 
del tlt. di 8. Pietro iu ViucoU, Arclvesco\ 
di Mallries (iy07). 



1 Conine (Parigi 1829), del tlt. 

iìc'Aj. .SS. Trinità al Monte Pinclo, Arcive- 
scovo di Lfbne (18i>7). 

Giovanni Battista C;vsali del Dra?ofRoma 1838) 
del Ut. S. M.« della Vittoria (1899). 

Alessaudro Sammiulatelli Zabarella (Radicon- 
doli 1840) del Ut. dei SS. Marcellino e Pie- 
tro (1899). 

Gennaro Portauova (Napoli 1845), del Ut. di 
8. Clemente, Arcivescovo di Reggio di Ca- 
labria (i8;>'.t). 

Giuseppe Frandca Nava di Bontifè (Cata- 
nia 1846), del Ut. dei Ss. Giovanni e Paolo, 
Arcivescovo di Catania (1899). 

* .ancesco Desiderato Mathieu (Einville 1839), 
del Ut. di S. Sabina (18919). 

Pietro Respighi (Bologna 1843), del Ut. del 
ss. Quattro Coronati, Vicario generale di S. S. 
(1899). 

Agostino Richelmy (Torino 1850), del tit. di 
S. Eusebio, Arcivescovo di Torino (1899). 

BebasUano Martinelli O.E.S.A. (S.Anna 1848) 
del Ut. di 8. AgosUno (1901). 

Casimiro Gennari (Maratea 1889) del Ut. di 
S. Marcello (1901). 

Leone Shrbensky (Hausdorf 1863), del tit. 
di 8. Stefano al monte Celio, Arcivescovo 
di Praga (1901). 

Giulio Boschi (Perugia 1839). del tit. di S. Lo- 
renzo in Panisperna, Arciv.diFerrara(1901). 

Giovanni Kniaz de Kozielskio Puzyna (Guar- 
diec 1842), del Ut, dei S. S. Vitale Gervasio 
e Protasio, Arcivescovo di Cracovia (1901). 

Bartolomeo Bacilleri (Breonlo 1842), del Ut. 
di 8. Bartolomeo all'Isola, Vescovo di Ve- 
rona (1901). 

Carlo Nocella (Roma 1826), del tit. di S. Cal- 
listo (1903). 

Beniamino Cavicchioni (Velano 1836), del tit. 
di S. Maria in Aracoeli (1903). - 

Giovanni Katschthaler (Hippach 1832), del 
tit. di S. Tommaso in Parione, Arciv. di 
Salisburgo (1903). 

Antonio Uberto Fischer (Giullk 1840), del tit 
dei SS. Nereo ed Achilleo, Arcivescovo di 
Colonia (1903). 

* Raffaele Merry del Val [spagnuolo] (Londra 
1865), del tit. di 8. Prassede (1903). 

* Giuseppe Samassa (Aranyos Marot 1828), del 
tit. di 8. Marco, Arcivescovo di Agria (1905). 

* Gioacchino Arcuverde de Albuquerque Ca- 
valcanti (Pernambnco 1850). del titolo dei 
SS. Bonifacio ed Alessio, Arcivescovo di Rio 
de Janeiro (1905). 

* Aristide Cavallari (Chloggia 1849) del tit. di 
8. Maria in Cosmedin, Patriarca di Vene- 
zia (1907). 

* Gregorio Maria Agulrre y Garda (Pola di 

Gordon 1S35), del tit Arcivescovo 

di Burgos (1907). 

* Aristide Rinaldinl fMontefaloo 1844), del tit 
di 0907». 

* Benedetto Lorenzelli (Badi 1853), del tit di 
8. Croce in Gerusalemme, Arcivescovo di 
Lucca a907). 

* Pietro Maffl (Corteolona 1858), del tit. di 
S. Grisogono, Arcivescovo di Pisa (1907). 



Ordine dei Diaconi. 

Andrea Steinhuber S. J. (UUau 1825), Dlaconc 

di 8. Agata alla Suburra (1893). 
Francesco Segna (Poggio Ginolfo 1836), Dia 

cono di S. Maria in Portico (1894). 
Giuseppe Vlves y Tuto M. Cap. (S. Andrea da 

Llevanneras 1854), Diac. di S.Adriano (1899) 
Francesco Salesio della Volpe (Ravenna 1844) 

Diacono di S. Maria in Aquiro (1899). 
♦Ottavio Cagiano de Azevedo (Fresinone 1845), 

Diacono dei SS. Cosma e Damiano. 

Titoli e Diaconie vacanti. 

Titoli. - S. Balblna — S. Giovanni a Por- 
ta Latina — S. Girolamo degli Schiavonl - 
8. Pancrazio. — 8. Onofrio. — 8. Bernardo 
alle Terme. 

Diaconie. — S. Maria in Via Lata — 8. Ma 
ria ad Mavtyrea — 8. Maria in D ^mnica — 
S.Nicola in Carcere — S.Giorgio in Velahro — 
8. Angelo in Pescheria — S. Cesareo tnPaia/i* 
— S. Eustachio. 

La Gerarchia Cardinalizia è distinta nef 
tre ordini: Episcopale, Presbiterale e Diacoìuile 
Gli appartenenti al primo occupano le Sedi 
Vescovili suburbicarie, cioè limitrofe a Roma, 
che sono 6; gli appartenenti al secondo e al 
terzo prendono il titolo da diverse delle più 
antiche chiese di Roma, 53 per l'uno e KJ 
per l'altro, in tutto 75 titoli, ma di questi 
non se ne conferiscono che 70. Il Collegio Car- 
dinalizio perciò è oggi cosi composto: 

Creati da Pio IX i 

„ da Leone XIII 47 

„ da Pio X 11 

Cappelli vacanti il 

Pieno dei Sacro Collegio 70 



(•) Creati dal regnante rontefìce Pio X. 



PARTE DELLA FAMIGLIA E CAPPELLA 
PONTIFICIA. 

Cardinali Palatini. 

Em.o Angelo di Pietro, Prodatario. 

r, Raffaele Merry del Val, Segretario di 
Stato e Presidente della Commissione 
Cardinalizia Amministratrice dei Bini 
della Santa Sede. 

• , Segretario dei Brevi. 

Prelati Palatini. 

Mons. Gaetano Bisletl, Maggiordomo di S. S. 

„ , Maestro di Camera. 

P. M. Alberto Lepidi O. P., Maestro del Sa- 
cro Palazzo Apostòlico. 

Camerieri Segreti Partecipanti. 

Mons. Augusto Sili, Arcivescovo tit. di Cesa- 
rea del Ponto, Elemosiniere segreto. 



— 206 



Mons. Vincenzo Sardi, Segretario dei Brevi ai 
Principi. 

„ Giacomo della Chiesa, Sostilnto della 
Segreteria di Sialo e Segr. della Cifra. 

„ Francesco Spolverini, Sottodatario. 

y, Aurelio Galli, Segretario delle Lettere 
Ialine. 

„ Riccardo Sanz de Samper, Coppiere. 

„ Raffaele Scapiuelli di Lègaigno, Segre- 
tario d' ambasciata. 

„ Camillo Caccia Dominioni, Guardaroba. 

„ Adamo Sapieha. 



Mons. Guglielmo Pifferi, O, E. S. A., Vescovo 
tit. di Poriìreone, Parroco dei Sacri 
Palazzi Apostolici. 

„ Lodovico Grabinski, Segretario delle 
S. C. Cerimoniale. 

„ Carlo Eespighi, Sottosegretario. 

Grandi cariche ereditarie dì Corte. 



Principi 



S. E. Don Marcantonio prin 

cipe Colonna , assistenti al 

S. A. S. Don Filippo principe l Soalio 
Orsini duca di Gravina. j ^ 

S. E. Don Mario principe Chigi-Albani, Ma- 
resciallo perpetuo di S. R. C. e Custode del 
Conclave. 

Camerieri seg. di Spada e Cappa partecipanti. 

Principe D. Frane. Ruspoli, Maestro del Sa- 
cro Ospizio. 

Principe di Cerveteri D. Alessandro Ruspoli, 
Coadiutore al predetto con successione. 

March. Urbano Sacchetti, Foriere Maggiore 
dei Sacri Palazzi Apostolici. 

Giulio dei March. Sacchetti, Coadiutore al pre- 
detto con successione. 

March. Luigi Serlupi Crescenzi, Cavallerizzo 
Maggiore di S. S. 

Principe D. Camillo Massimo, S. G. P. 

Conte Edoardo Soderini, Latore della Rosa 
d'Oro. 

Ufficiali superiori 
del Corpo delle Guardie nobili pontificie. 

D. Camillo Principe Rospigliosi, Tenente Ge- 
nerale, Capitano comandante. 

Marchese Filippo Naro Patrizi Monterò, Te- 
nente Generale Vessillifero di S. R. C. 



Mons. Lorenzo Passerini, Patriarca tit. di 

Antiochia, Vicecamerlengo di S. R. C. 
Mons. Antonio Sabatucci, Arcivescovo tit. di 

Antinoe, Uditore Generale della Rev. Cam. 

Apostolica. 

Tesoriere Generale della R. C. A. 

P. Pacifico da Seggiano, M. Cap., Predicatore 

Apostolico. 



SACRE CONGREGAZIONI. 
S. Romana ed Universale inquisizione. 

Ha per iscopo la conservazione della pu- 
rità e della fede. Accorda le dispense per i 
digiuni, per i matrimonil misti, i poteri per 
i casi di concussione, di eresia, o di ritorno 
dallo scisma, ec. — Uffìzio: palazzo del S. Uf- 



ficio, dietro il colonnato di S. Pietro, a destra 
della Piazza. 

La Santità di Nostro Signore, Prefetto. 
Emo Serafino Vannutelli, Segretario. 

Concistoriale. 

Incaricata di esaminare le persone da riu- 
nirsi in Concistoro. — Uffizio: palazzo della 
Cancelleria, piano 2". 
La Santità di Nostro Signore, Prefetto. 
, Segretario. 

Commissione Pontificia 
per la riunione delle Chiese dissidenti. 

Creata dal S. P. Leone XIII per facilitare 
il compimento dell'unione tra le Chiese occi- 
dentale ed orientale, nonché delle Chiese dis- 
sidenti. — Uffizio: palazzo Ap. Vaticano. 
La Santità di Nostro Signore, Prefetto. 
Mons. Luigi Veccia, Segretario. 

S. Visita Apostolica. 

Cura la Visita delle chiese di Roma e re- 
gola la celebrazione delle messe fondate, ec. 
— Uffizio: palazzo della Cancelleria, piano l". 
La Santità di Nostro Signore, Prefetto. 
Mons , Segretario. 

Vescovi e Regolari. (i) 

Si occupa delle Regole di tutti gli Ordini 
ed Istituti religiosi sia maschili che femmi- 
nili, ne approva gli Statuti per le nuove fon- 
dazioni, e ne modifica quelli esistenti, qualora 
occorresse il bisogno; e principalmente delle 
cause che possono sorgere tra preti e Vescovi, 
tra religiosi e loro superiori; approva e ri- 
vede le costituzioni degli ordini religiosi, re- 
gola l'accettazione dei novizii, ec. — Uffizio: 
palazzo della Cancelleria, piano 2o. 
F,mo Domenico Ferrata, Prefetto. 
Mons. Oreste Giorgi, Segretario. 
„ Luigi Budini, Sottosegretario. 

Concilio. 

Interpreta le decisioni del Concilio di Tren- 
to, si occupa delle cause di matrimonio, fa la 
revisione degli atti dei concilii provinciali, 
sinodi diocesani, e decide nei casi di diver- 
genza disciplinare tra preti e vescovi, ec. — 
Uffìzio: palazzo della Cancelleria, piano 1». 
Emo Vincenzo Vannutelli, Prefetto. 
Mons. Gaetano De Lai, Segretario. 
„ Michele Lega, Sottosegretario. 

Residenza dei Vescovi. 

Si occupa di studiare le istanze dei Vescovi 
che desiderano per giustificati motivi cam- 
biare o rinunziare alla loro diocesi. — Uffìzio: 
palazzo della Cancelleria, piano l». 
Emo Pietro Respighi, Prefetto. 
Mons. Gaetano De Lai, Segretario. 



(1) Con Motu proprio del 1906, il Sommo 
Pontefice Pio X ha abolite le S. R. Congre- 
gazioni sopra lo stato dei Regolari, della Di- 
scipli}ia regolare e della Immunità ecclesiastica 
riunencjoje a questa Congregazione. 



De Propaganda Fide. 

L» più impoitaiite »ii tutto 1. ;...,.. ..i- 
Sioni romane, tmito ohe il Cardinale Trelotio 
si chiama il l'apa rtutso. Si oecuj)a di «iitanto 
risguarda le Missioni di ojjni paese e da essa 
dipendano tutti 1 Vesci>vi. Delegati, Vicarii o 
Prefetti ehe propa^jano la fede per gl'idolatri. 
Accorda il titolo di mission n-io apostolico. Nes- 
sun gabinetto di Ministro deyli Esteri è cosi 
bene informato dejjU affari africani e del- 
l'estremo Oriente, nonché di quanto avviene 
nei più remoti siti del mondo comprese le 
terre antartiche, come il Prefetto generale di 
Propaganda. — Uffìzio: palazzo proprio, piazza 
di Spagna. 

' Girolamo M.» Gotti. Prefetto generale. 
Francesco Salesio della Volpe, Prefetto 
dMl' Economia. 

MS. Lnigi Veccia, Segretario. 
, Pro'oiiotario Apost. 

De Propaganda Fide, 
per gli affari del Rito Orientale. 

E"» Girolamo M.» Gotti, Prefetto. 
Mons. Gliolamo RoUeri, Segretario. 

Azienda generale 
della Rev. Camera degli spogli. 

E™" Francesco P.ilosio della Volpe. Prefetto. 
Mons. Giovanni Battista Costa, Segretario. 

Indice. 

Esamina i libri che vengono pubblicati e, 
dove ne è il caso, ne proibisce la lettura, e 
accorda il potere di leggere i libri proibiti, 
— Uffìzio: palazzo della Cancelleria. 
E»" Andrea Steinhuber, Prefetto. 
P. M. Alberto Lepidi, Assistente perpetuo. 
P. M. Tommaso Esser, Segretario. 

Sacri Riti, Indulgenze e Sacre Reliquie.! i) 

Regola le quistioni liturgiche, esamina le 
cause di Beatitioazione e Canonizzazione, esa- 
mina l'autenticità delle Reliquie e regola le 
Indulgenze. — Uffizio: palazzo della Cancel- 
leria. 

E"» Serafino Cretonl, Prefetto. 
Mons. Diomede Panici, Arciv. tit. di Laodicea, 
Segretario. 
„ Alessandro Verde, Promotore della fede. 
„ Angelo Mariani, Assessore e Sottupromo- 
tore della fede. 

Commissione liturgica. 

Rmo Calcedonio Mancini, C. M., Presidente. 
R"» P. Giorgio Schòber C. SS. R., Segretario. 

Commissione storico liturgica. 
Rmo Mons. Luigi Duchesne, Presidente. 



fi) Con Motu proprio del 1906 il Sommo 
Pontefice Pio X ha riunita la S. R. Congre- 
gazione delle Indulgenze e Sacre Reliquie, 
a questa dei Riti. 



Commissione per l'edizione Vatican 
dei libri liturgici Gregoriani. 

R™» P. Abate 1>. Giuseppe Polhier O. S. B., 

Presidente. 
R»"» P. Angelo de Santi, Uela'ore. 

Commissione per la musica e il canto Sacro. 

R™» P. Abate D. Giuseppe Pothler, Presidente:. 
Mons. Carlo Respigbi, S-gretario. 

Cerimoniale. 

Decide nelle quistioni cerimoniali, non 
strettamente liturgiche; ricevimenti. etichetta 
di Corte, ec. — Uffizio: palazzo di Santa Maria 
Maggiore. 

E">« Luigi Oreglla di Santo Stefano, Prefetto. 
Mons. Lodovico* Grabinskl, Segretario. 
Mons. Carlo Respighi, Sottosegretario. 

Esame dei Vescovi. 

Questa Congregazione si occupava una 
volta di esaminare in teologia e sacri canoni 
gli eletti ad un vescovato. Ma ora essendo gli 
eletti dispensati da questa formalità, esiste 
solo di nome. 

Pref. 

, Segretario. 

Reverenda Fabbrica di S. Pietro. 

Fondata in principal modo per ammini- 
strare i beni della Basilica vaticana e farvi 
eseguire 1 lavori. È pure incaricata di accor- 
dare dispense a proposito dei le;;ati pii. fon- 
dazione di messe, ec. — Uffìzio: palazzo dell;i 
R. F. Aracoeli. 

Emo Mariano Rampolla del Tindaro, PrefeH' . 
Mons. Saverio Ganzano, Economo, Segretario. 

Lauretana. 

Si occupa di quanto risguarda il mondiale 
Santuario di Loreto, e prima che il governo 
italiano ne incamerasse i beni, li amministravn 
rigorosamente, aumentandone ogni anno il pa- 
trimonio, ora ridotto quasi al nulla. — Uffi- 
zio: Vaticano, Segreteria di Stato. 
E»» Raffaele Merry del Val, Prefetto. 
Mons. Francesco Spolverini, Segretario. 

Affari Ecclesiastici straordinari. 

Esamina gli affari politico-religiosi nei rap- 
porti tra la Santa Sede ed i governi di tutto 
il mondo. — Uffizio: Vaticano, piano 3'. 
Mons. Pietro Gasparri Arciv. tit. di Cesarea 
di Palestina, Segretario. 
„ Umberto Benigni, Sottosegretario. 

Studi. 

Si occupa di quanto concerne l'insegna- 
mento in generale, dell'erezione di Univer- 
sità cattoliche, ha il potere di conferire i gradi 
accademici riconosciuti nell'intero orbe. — 
Uffìzio: palazzo della Cancelleria. 
Emo Francesco Satolli, Prefetto. 
Mons. Ascenso Dandlni, Segretario. 



— 208 



Commissione pontificia per la codificazione 
del Diritto canonico. 

Emo Serafino Vannutelli, Presidente. 
Mons. Pietro Gasparri, Segretario. 

Commissione cardinalizia amministratrice 
dei beni della Santa Sede. 

£•"0 Raffaele Merry del Val, Presidente. 
Mons. Nazzareno Marzolini, Segretario. 

Penitenzierla Apostolica. 

È un tribunale o ufficio di concessioni in 
materia di coscienza e di Foro interno. — 
Uffìzio: palazzo della Cancelleria. 
Emo Serafino Vannutelli, Penitenziere Maggiore. 
Mons. Alessandro Garcani, Reggente. 
P. Domenico Palmieri, Teologo. 
Mons. Basilio Pompili, Datario. 

Cancelleria Apostolica. 

Ufficio incaricato della spedizione e regi- 
strazione delle Bolle pontificie. — Uffizio: pa- 
lazzo della Cancelleria. 

Emo Antonio Agliardi, Vicecancell. e Sommista. 
Mons. Cesare Spezza, Reggente e Sottosommista. 

Datarla Apostolica. 

Uffizio incaricato della concessione delle 
grazie in materia di benefizi! ; accorda pure 
le dispense matrimoniali. — Uffìzio: palazzo 
della Dataria al Quirinale. 
Emo Angelo di Pietro, Prodatario. 
Mons. Francesco Spolverini, Sottodatario. 



Rev. Camera Apostolica. 

Era l'antico ministero delle finanze dello 
Stato pontificio. 

Emo Luigi Oreglia di Santo Stefano, Camer- 
lengo di S. Eom. Chiesa. 
Mons. Lorenzo Passerini, Patriarca tit. di An- 
tiochia, Vicecamerlengo. 
Mons. Antonio Sabatucci, Arcivescovo tit. di 

Antinoe, Uditore Generale. 
, Tesoriere Generale. 

Segreterie Palatine. 

Emo Raffaele Merry del Val, Segret. di Stato. 
Mons. Giacomo della Chiesa, Sostit. e Segr. 
della Cifra. 



Emo , Segretario dei Brevi. 

Mons. Nicola Marini, Sostituto. 



Mons. Vincenzo Sardi, Segretario de' Brevi ai 
Principi. 

Mons. Aurelio Galli, Segr. delle Lettere Latine. 



Biblioteca Apostolica Vaticana. 

Emo Alfonso Capecelatro, Bibliotecario di S. 

R. C, Protettore. 
P. Francesco Ehrle S. J., Prefetto o Custode. 
Licurgo Zucchetti, segretario. 

Archivii della Santa Sede. 

Emo Francesco Segna, Prefetto. 
Mons. Pietro Wenzel, Sotto-archivista. 
{Stampato il 31 agosto 1907). 



SERIE CRONOLOGICA DEI SOVRANI DELLA REAL CASA DI SAVOIA 



1003. Umberto I Biancamano, Conte d'Aosta, 1285. 
di Moriana, di Savoia, eo.; sue prime 
notizie nel 1003, ultime nel 1056. 

1056. Amedeo I, la Coda, Conte di Savoia. 

.... Odone, figlio di Umberto I, Marchese 

d'Italia, morto nel 1060. 1323. 

1060. Pietro I, figlio d' Odone, morto nel 1078. 

.... Amedeo II, fratello del prec, morto 

verso il 1080. 1329. 

.... Umberto II, il Rinforzato, figlio del 

prec, morto il 1103. 1343, 

1103. Amedeo III, figlio del prec. Conte di 

Torino, di Borgogna e di Lombardia, 1383. 
nato nel 1095, moi'to nel 1148. 

1148. Umberto III (Beato) figlio del prec, 

nato circa il 1129, morto nel 1189. 1391. 

1189.' Tommaso I, figlio del prec, nato nel 
1178, morto nel 1233. 

1233. Amedeo IV, Duca del Chiablese, figlio 
del prec, morto nel 1253. 

1253. Bonifacio, l'Orlando, figlio del prec, 
nato nel 1244 o '45, morto nel 1268. 

1263. Pietro II, il piccolo Carlomagno, terzo- 
genito di Tommaso I nato nel 1203, 1439. 
morto nel 1268. Ebbe in dono dal- 
l'Abate di San Maurizio l'anello (oggi 
perduto) di detto Santo, col quale si 
dava investitura del regno. 

1268. Filippo I, l:glio di Tommaso I, nato 
nel 1207, morto uel 1385. 



Amedeo V, il Grande, Conte di Savoia, 
Duca del Chiablese, secondogenito di 
Tommaso II Conte di Fiandra, figlio 
questi di Tommaso I, nato dopo il 
1252, morto nel 1323. 

Odoardo, il Liberale, figlio del prece- 
dente, nato, si crede, nel febbraio 1284, 
morto nel 1329. 

Aimone, il Pacifico, fratello del prece- 
dente, nato nel 1291, morto nel 1343. 

Amedeo VI, Conte Verde, figlio del pre- 
cedente, nato nel 1334, morto nel 1383. 

Amedeo VII, Conte Rosso, figlio del 
precedente, nato nel 1360, morto nel 
1391. 

Amedeo Vili, il Pacifico, primo Duca 
di Savoia, figlio del prec, nato nel 1383, 
morto nel 1451. Nel 1439 in novembre 
dal Concilio di Basilea fu eletto Papa 
col nome di Felice V, e rinunziò alla 
corona; quando conobbe la sua ele- 
zione non essere stata legittima, de- 
pose in aprile del 1449 la tiara. 

Ludovico, figlio del prec, nato nel 1414, 
morto nel 1465. Ludovico e la moglie 
ebbero con atto del 22 marzo 1452 il 
prezioso dono della Sagratissima Sin- 
done da Margherita dei Signori di 
Charny, vedova del Conte Umberto di 
Villar-Sexel. 



— 200 



Mr.'v j* meneo ìA I . ' Iflproo., nato 

nel ìi'òò, «Il '. 

H62. Filiberto I,»7< -ilo del prec, 

nato nel 14G3, multo nel 1482. 

143'2. Carlo I, i7 Guerriero, fratello del prec, 
nato nel HG8, morto nel uyO. Car- 
lotta di Lusignano, zia di Carlo I, Re- 
gina di Gerusalemme, di Cipro e di 
Armenia, nel 1445 cedette al nipote i 
suoi diritti sui detti rogni. 
0. Carlo Giovanni Amedeo, detto Car- 
lo II, figlio del prec, nato nel 1489, 
morto nel 1496. 
1 M>. Filippo II, Sema Terra, quartogenito 
del Duca Ludovico, nato nel 1443, 
morto nel 1497. 

1407. Filiberto II, i7 ife^/o, primogenito del- 
l' antecedente, nato nel 1480, morto 
nel 1504. 

1004. Carlo III, il Buono, fratello del prec, 
nato nel 1486, morto nel 1553. Sposò 
Beatrice figlia del re Emanuele di 
Portogallo : da questo glorioso Re ven- 
ne in uso nella R. Casa di Savoia il 
nome di Emanuele. 

1563. Emanuele Filiberto, Testa di ferro, 
figlio del prec, nato nel 1528, m'erto 
nel 1580. Vincitore a San Quintino, ri- 
storatore della monarchia. Mandò le 
sue galere capitanate da Andrea Pro- 
vana alla battaglia di Lepanto. 

1580. Carlo Emanuele I, il Grande, figlio 
del precedente, nato nel 1562, morto 
nel 1630. 

1630. Vittorio Amedeo I, figlio del prece- 
dente, nato nel 1587, morto nel 1637. 
Fu proclamato Re di Cipro il l» gen- 
naio 1633. 

1637. Francesco Giacinto, figlio del prec, 

nato nel !632, morto nel 1638. 

1638. Carlo Emanuele II, detto l'Adriano 

del Piemonte, fratello del prec, nato 
nel 1634, morto nel 1675. 

1675. Vittorio Amedeo II, primo re di Sar- 
degna, figlio del prec, nato nel 1666, 
morto nel 1732. Coronato re di Sicilia 
in Palermo nel 1713, poi re di Sarde- 
gna nel 1720. Abdicò nel 17.30. 

1730. Carlo Emanuele III, figlio del prec, 
nato nel 1701, morto nel 1773. 

1773. Vittorio Amedeo III, figlio del prec, 
nato nel 1726, morto nel 1796. 

1796. Carlo Emanuele IV, figlio del prec, 
nato nel 1751, morto nel 181«. Rinun- 
ziò ai suoi Stati di terraferma per la 
rivoluzione francese nel 1798, ed ab- 
dicò nel 1802 in favore del seguente. 

1802. Vittorio Emanuele I, fratello del prec, 
nato nel 1759, morto nel 1824. Ritornò 
dalla Sardegna nel 1814 nei riacqui- 
stati ed ampliati Stati, ed abdicò 
nel 1821. 

1821. Carlo Felice, fratello del prec, nato 
nel 1765, morto nel 1831. Colla morte 
di Re Carlo Felice s' estinse la linea 
primogenita dei Reali di Savoia e pas- 



sò la Corona a raiìo AUioito, deliri li- 
nea di Savoia-Carignano, cominciata 
dal Principe Tommaso, tìglio di Carlo 
Eniiiiiuole I. 

1831. Carlo Alberto, figlio del Principe Carlo 
Emanuele di Savoia-Carignano; nacque 
il 2 ottobre 1798, e morì il 28 luglio 
1849. Rinunziò alla Corona a Novara 
a favore del figlio Vittorio Emanuele 
il dì 23 marzo 1819. 

1849. Vittorio Emanuele II, Re d'Italia fi- 
glio del precedente, nato il 14 mar- 
zo 1820, morto il 9 gennaio 1878. Pro- 
clamato Re d'Italia con legge del 17 
marzo 1861. 

1878. Umberto I, Re d'Italia, figlio del pre- 
cedente, nato il 14 marzo 1844, morto 
il 29 luglio 1900. 

1900. Vittorio Emanuele III, Re d'Italia, 
figlio del precedente, nato l'il no- 
vembre 1869. 

Ramo di Savoia-Carignano-Soissons-Villafranca 

{ora regnante). 

Tommaso, figlio di Carlo Emanuele I, nato 
nel 1596, morto nel 1656, sposò Maria di 
Borbone-Soissons. 

Emanuele Filiberto, figlio del prec, nato nel 
1628, morto nel 1709. 

Vittorio Amedeo, figlio del prec, nato nel 1690, 
morto nel 1741. 

Luigi Vittorio, figlio del prec, nato nel 1721, 
morto nel 1778. L'ultimo de' suoi figli fu 
avo di Eugenio Emanuele Giuseppe, Prin- 
cipe di Carignano, nato nel 1816, morto 
nel 1888. - 

Vittorio Amedeo, figlio del prec, nato nel 
1743, morto nel 1780. 

Carlo Emanuele, figlio del prec, nato nel 
1770, morto nel 1800, padre di Carlo Al- 
berto, che salì al trono di Sardegna nel 
1831 {vedi sopra). 

Ramo di Savoia-Soissons. 

Eugenio Maurizio, Conte di Soissons, figlio 
di Tommaso, stipite del ramo di Savoia- 
Carignano, nato nel 1633, morto nel 1673. 
Fra i suoi figli fu Eugenio Francesco il 
Grande, detto il Principe Eugenio, nato 
nel 1663, morto nel 1736. 

Luigi Tommaso, figlio del prec, nato nel 1657, 
morto nel 1702. 

Emanuele, figlio del prec, nato nel 1687, 
morto nel 1729. 

Eugenio Giovanni Francesco, Duca di Trop- 
pau, figlio del preic, nato nel 1714, morto 
nel 1734, ultimo della sua linea. 

Ramo dei Principi d'Acaia e della Morea 
Signori del Piemonte. 

Tommaso II, Conte di Moriana, di Fiandra 
e di Haynault, figlio di Tommaso I, morto 
nel 1259. 



W VVW^%VW\ AV^^T .'jVno pure allo lutato rroniro, guarite con le celebri 
I LlnllUUIIIIII i'illulf' tSolventi antiemorroidali Fat- 
I Ti 111 llllllllllll tori e<^ tneuento antiemorroidale Fat- 

I UlUwJiU&wlVl tori. - Scatola Pillole L. 2,50 - Vaso di Un- 

I guento L. 2. In tutte le Farmacie e dal Chimici G. FATTORI e C, Via Monforte, 16, 

II Milano. — Opuscolo gratis a richiesta. 



— 210 

Tommaso III, figlio dei prec, nato dopo il 
1251, morto nel 1282. 

Filippo, figlio del prec. Signore del Piemonte, 
Principe d'Acaia e della Morea, nato nel 
1258, morto nel 1334. Nel 1295 assunse il 
governo del Piemonte. 

Giacomo, figlio del prec, morto nel 1367. 

Filippo, tìglio del prec, morto nel 1368. 

Amedeo, fratello del prec, nato nel 1363, 
morto nel 1402. 

Ludovico, fratello del prec, nato nel 1364, 
morto nel 1418 senza prole. Ultimo della 
linea d'Acaia. Dopo la morte della vedova. 
Bona di Savoia, figlia di Amedeo VII, il 
Pienaonte passò alla linea primogenita. 



Linea di Savoia 
Baroni di Vaud, Signori del Bugey e di Valromey. 

Ludovico I, figlio di Tommaso II, e fratello 
di Tommaso III, nato dopo il 1253 e morto 
nel 1302. 

Ludovico II, figlio del prec, morto nel 1350, 
Senatore di Roma. La vedova del suo figlio 



Giovanni, premorto al padre, e la figlia Ca- 
terina, morta senza prole nel 1359, cede- 
rouo il p'iese di Vaud ad Amedeo VI. 

Linea di Savoia-Nemours 
Ducili del Genovese, di Nemours e di Aumale. 



Filippo, figlio di Filippo II Senza Terra, Conte 
del Genovese, poi Duca di Nemours dopo 
la morte della sorella Filiberta, vedova di 
Giuliano de' Medici Duca di Nemours, nato 
nel 1490, morto nel 1533. 

Giacomo, Duca di Nemours e del Genevese, 
figlio del prec, n. nel 1531, morto nel 1585. 

Enrico, figlio del prec. Marchese di San Sor- 
lino, Duca di Nemours, nato nel 1572, 
morto nel 1632. 

Luigi, figlio del prec. Duca di Nemours, del 
Genevese e di Aumale, morto nel 1641. 

Carlo Amedeo, fratello del prec, nato nel 
1624, morto nel 1652 senza prole maschia. 
La figlia primogenita Maria Giovanna Bat- 
tista sposò nel 1665 Carlo Emanuele II 
Duca di Savoia. 



FAMIGLIA REALE D» ITALIA 



S. M. Vittorio Emanuele MI -Ferdinando- 
Maria- Gennaro, per grazia di Dio e per vo- 




S. M. Vittorio Emanuele IH. 
{Fotografia Comerio Luca - Milano). 

lontà della Nazione, Ke d'Italia, nato a 
Napoli ril novembre 1869, figlio del re 
Umberto I (nato a Torino il 14 marzo 1844, 



t il 29 luglio 1900) e della regina Marghe- 
rita nata principessa di Savoia (ved. ap- 
presso), ammogliato a Roma il 24 otto- 
bre 1896 con 

M. Elena, regina d'Italia, nata Petro- 
vic-Njégos, principessa del Montenegro, 




S. M. LA llK(iiNA Elena. 



nata a Cettigné 1' 8 ^gennaio 1873, figlia di 
Nicola I Petrovic-Niegos, principe del Mon- 
tenegro. 



- 211 






/H 


ii^ 


< 

< 


#'^'1 

w ' 


^^K>. wà^^ 






• 






m 

"SO 4) 

•n 

04 




- 212 - 



Madre del Re. 



S.M. Maria- JtfarpA«n7a-Teresa-Giovanna, re- 
gina madre, nata principessa di S avola, 
nata a Torino il 20 novembre 1851, figlia 
del principe Ferdinando, duca di Genova 




S. M. LA Regina maoke. 
(Fot. Brogi). 

e della principessa Elisabetta di Sassonia, 
maritata a Torino il 22 aprile 1868 col 
principe Umberto di Savoia (poi re Um- 
berto I), vedova il 29 lugUo 1900. 

Zii del Re. 

A) Principessa Maria -C7o<t7f?e- Teresa -Luisa, 
nata a Torino il 2 marzo 1843, maritata a 
Torino il 30 gennaio 1859 col Principe Gi- 
rolamo Napoleone, vedova il 17 marzo 1891 
{Moncalieri). Ha tre figli: 1) Principe Na- 
poleone-FiVtorio-Girolamo-Federigo, nato il 
18 luglio 1862; 2) Princ. Napoleone- Lw/^ft- 
Giuseppe-Girolamo, nato il 16 luglio 1864; 
3) Princip. M&rìa.-Laetitia (ved. appresso). 

B) [t Principe Amedeo, duca d'Aosta, nato a 
Torino il 30 maggio 1845, re di Spagna dal 
4 die. 1870 all' 11 febbraio 1873, t il 18 gen- 
naio 1890; ammogliato: 1° a Torino il 30 
maggio 1867 con la Principessa Maria Vit- 
toria Dal Pozzo Della Cisterna (nata il 
9 agosto 1847, t 1*8 novembre 1876); 2° a 
Torino l'il settembre 1888 con la nipote] 



Maria -Zae<('f/flr -Napoleone-T!ugenia- Caterftia- 
Adelaide, nata a Parigi il 20 dicembre 1866. 

Figli: a) del 1» letto: — 1) Principe i^na- 
nMeZe-i^/Zi&erio -Vittorio -Eugenio - Alberto- 
Genova -Giuseppe -Maria, già duca delle 
Puglie, ora duca d'Aosta, nato a Genova 
il 13 gennaio 1869, tenente generale, co- 
mandante il X Corpo d'Armata (Napoli), 
ammogliato il 25 giugno 1895 a Kingston- 
on-Thames con: 

£7e«a- Luisa -Enrichetta di Orléans, nata a 
Twickenham il 13 giugno 1871, figlia del 
princ. Luigi-Filippo, conte di Parigi. Loro 
figli : Principe ^wer/eo-Umberto-Isabella- 
Luigi- Filippo -Maria-Giuseppe-Giovanni, 
duca delle Puglie, nato il 21 ottobre 1898 
a Torino: Principe ^/mone-Roberto-Mar- 
gherita-Giuseppe-Maria-Torino, duca di 
Spoleto, n, il 9 marzo 1900 a Torino. 

2) Principe Fj«or/o-£'wanMe?e- Torino- Gio- 
vanni-Maria, conte di Torino, nato a To- 
rino il 24 nov. 1870, maggior generale co- 
mand. la 7» Brigata di Cavalleria (Firenze). 

3) Principe iw/^»- Amedeo -Giuseppe -Maria- 
Ferdinando-Francesco, duca degli Abruzzi, 
nato a Madrid il 29 gennaio 1873, capitano 
di vascello nella marina italiana (Torino). 

b) del secondo letto: — 4) Principe Uniberto- 
Maria-Yittorio-Amedeo-Giuseppe, conte di 
Salemi, nato a Torino il 22 giugno 1889. 
C) S. M. Maria-Pia, regina madre di Porto- 
gallo, nata a Torino il 16 ottobre 1847, 
maritata per procura a Torino il 27 set- 
tembre e in persona a Lisbona il 6 otto- 
bre 1862 con Luigi re di Portogallo; ve- 
dova il 19 ottobre 1889 (Lisbona). Ha 2 figli: 
1) Carlo 7- Ferdinando-Luigi-Maria- Vitto- 
rio - Raffaele - Gabriele - Gonzaga - Saverio- 
Francesco d'Assisi-Jose-Simao, re del Por- 
togallo e delle Algarvie, nato il 28 settembre 
1863; 2) Principe ^^/bnso-Henriques-Maria- 
Luigi-Pietro d'Alcantara -Carlo -Umberto- 
Amedeo -Fernando - Antonio -Michele -Raf- 
faele - Gabriele - Gonzaga- Saverio - France- 
sco d'Assisi - Joao - Augusto -Giulio - Volfan- 
do-Ignazio, duca d'Oporto, nato il 31 lu- 
glio 1865. 

Avola materna del Re. 

Maria -ET/sa&eWa-Massimiliana-Luisa-Amelia- 
Francesca-Sofia-Leopoldina-Anna-Battisti- 
na-Saveria-Nepomucena, principessa di 
Sassonia, figlia del re Giovanni di Sasso- 
nia, nata a Dresda il 4 febbraio 1830; mari- 
tata a Dresda il 22 aprile 1850 col Principe 
Ferdinando di Savoia, duca di Genova mato 
il 15 novembre 1822, fratello dell'avo pa- 
terno del Re); vedova il 10 febbraio 1855; 
rimaritata morganaticamente a Stresa nel- 



UN BEL SENO 

ottengono Signore e Signorine col nostro metodo speciale. — Effetto garantito e 
duraturo. — Non confondere il nostro specitìco con altri preparati che non hanno 
dato mai risultato. — Importante opuscolo si spedisce gratis, dietro carta da 
visita. Scrivere V. Lagala. — Via Cedronia, 23. — Napoli (Italia). 



213 — 



l'ottobre l«^fi »?ol maroii. Nim.n. Rapallo: 
nuovamente vedova 11 27 novembre 1882 

^ •gli: 1) Principessa Maria- ATriry^^nVa-Teresa- 
Qiovanna; vedova di Umberto 1 (v. avanti). 
, duca di 
lio 18Ó4, 
. ( ronfio); 
ammogliato a Nimpheuburg li H aprile 
1883 con la 
Principessa Maria-7*ai«7/a-Lulsa-Amella-Elvl- 
ra-Blanca-Eleoiiora, principessa di Bavie- 
ra, nata a Nymphenburg il 31 agosto 1863, 
figlia del fu principe Adalberto di Baviera. 

Fiffìi: Principe /Vrcfinando-Umberto-Filippo- 
Adalberto-Maria, piinc. di Udine, sottote- 
nente di vascello, nato a Torino il 21 apr. 
1884; — Princ Fi7i6#r/o-Lodovico-Massimi- 
liano-Emanaele-Maria, duca di Pistoia, n. a 
Torino il 10 marzo 1S95; — Princ. Maria- 
Bona- Afni-t/A^z-iVa- Albertina- Vittoria, nata 
ad Agliè il 1» ag. 1896; — Princ, Adnlberto- 
Luitpoldo-Elena-Giuseppe-Maria, duca di 
Bergamo, nato ad Agliè il 19 marzo 1898; 
— Princ Maria ^dWntWe-Vittoria-Amalia- 
Elisabetta-Marca, nata a Torino il 25 apri- 
le 1904; — Princ. Etigenio-Alfonso-Gixae^ 
pe-Maria, duca d'Ancona, nato a Torino il 
13 marzo 190C. 

Sono legati di sangue alla Famiglia Reale 
di Savoja, ma non godono di nessun privile- 
gio né titolo principesco: a) i Conti di Mira- 
fiori e Fontanafredda, nati dal matrimonio 
morganatico del defunto re Vittorio Ema- 
nuele II, nonno del re attuale, con Rosa Ver- 
cellone, nata il 3 giugno 1833, creata con- 
tessa di Mirafiori e Fontanafredda l'il aprile 
1859, maritata il 7 novembre 1869, t il 27 di- 
cembre 1885; 6) 1 conti di Villafranca-Soissons, 
che traggono origine dal matrimonio morga- 
natico del defunto principe Eugenio di Savoia 
Carignano (nato U 14 aprile 1816, f il 15 di- 
cembre 1888) cugino in 6» grado del re at- 
tuale, con la vivente Felicita Crosio, nata a 
Torino il 4 maggio 1844, maritata il 25 no- 
vembre 1863, creata contessa di ViUafranca- 
Soissous il 14 settembre 1888. 

Casa di S. M. il Re. 

CASA MILITARE DI S. M. 

Primo Aiutante di Campo generale. — Ugo 

Brusati. 
Aiutanti di Campo generali. — Raffaele Mar- 

selll — Conte Vittorio Trombi. 
Aiufnnti di Cfimpo. — Gaetano Cafiero — 

Nob. Vittorio de Raymondi — Edoardo 

Ravazza — Alberto Peano. 
Comamlanie lo Squadrone Guardie del Re. — 

Ulderico D'Alessandro. 



CASA CIVILE 01 S. M. IL RB 



Minittro dellii R.Ca$a. - Emilio Ponzio Vaglia. 

Prefetto di Palazzo Gran Ma*>ro delle Ceri- 
monie. — Conte Cesare Federico Gianotti. 

Primo Mastro delle Cerimonie di Corte — Mar- 
chese G, B. Borea d'Olmo 

Mastri delle Cerimonie di Corte. — Marchese 
Ivaldo Scozia di Calliano — Conte Luigi 
Premoll ~ Conte Francesco Giuseppe Toz- 
zoni — Massimo Montalto Duca di Fragnito. 

— Conte Francesco Avogadro degli Azzonl 

— Duca Ferdinando Cito dei march, di Tor- 
recuso. — March. Angelo Gavotti-Verospl 
(a disposizione). 

Grande Scudiere. — N. N. 

Scudiere (con le attribuzioni e le competenze 

di Grande Scudiere). — March. Carlo Ca- 

labrini. 
Gran Cacciatore. — Conte Giulio Carminati 

di Brambilla. 
Cappellano Maggiore. — Giuseppe Beccarla. 
Ingegnere Architetto a disposizione di S. M. — 

March. Achille Majmmi d'Intignano. 
Medico di S. M. — Giovanni Quirico. 

MINISTERO DELLA R. CASA 

Ministro della R. Casa. — Emilio Ponzio 

Vaglia. 
Direttore Generale. — Raffaele Lambarini. 
Ispettore Centrale. — Giorgio Giorgi. 
Divisione 1». 

Direttore Capo di Divisione. — Ferdinando 
Comotto. 
Divisione 2». 

Direttore Capo di Divisione. — Pietro Gen- 
tilinl. 
Divisione 3». 

Direttore Capo di Divisione. — Vittorio 
De Sanctis. 
Divisione 4». 

Direttore Capo di Divisione. — Carlo Filippi. 
Divisione 5». 

Direttore Capo di Divisione. — Enrico Man- 
zuoli. 
Ufficio d'obdine. 

Direttore Capo d' Ufficio. — Alfonso Gam- 
berini. 

CORTE DI S.M.LA REGINA 

Dame di Corte. — Contessa Francesca Guic- 
ciardini — Alberta Marnili duch. d'Ascoli, 
prino. di Sant'Angelo del Lombardi — 
Contessa Maria Costa Carrù di Trinità — 
Contessa Giulia Trigona — March. Eleo- 
nora Calabrini — Contessa Maria Bruschi 
Falsari. 



IGIENE 



SAVON SIMON 



BELLEZZA 



Il più puro, il più soave, il più delicatamente profumato. 
Indispensabile alla toilette dei bambinL 



214 — 



Gentiluomini di Corte. — Conte Lodovico Guic- 
ciardini — Sebastiano Marnili duca d'Ascoli, 
l)rinc. di Sant'Angelo — Conte Paolo Costa 
Carrù di Trinità — Conte Romualdo Tri- 
gona dei principi di Sant'Elia — Mar- 
chese Carlo Calabrini — Conte Luca Bru- 
schi Falgàrl. 



Gen'ihiomini di Corte. — March, Carlo Torri- 
giani — Conte Luigi Ricca di Castelvecchio 
— Bar. Fernando Perrone di San Martino. 

Casa di S. A. R. il Principe Vittorio Emanuele 
Conte di Torino. 

Aiutante di Campo. — Carlo Asinari di Ber- 
nezzo. 



CORTE DI S. M. LA REGINA MADRE jj/fìciale d' Ordinanza. - N. N. 



Dama d' Onore. — Marchesa Paola Pes di Vil- 
lamarina Montereno. 

Cavaliere d' Onore. — March. Ferdinando Guic- 
cioli. 

Dame di Corte. — Principessa Carolina Pal- 
lavicini — Duchessa Vittoria Sforza Cesa- 
rini — Teresa Arborio di Gattinara, du- 
chessa di Sartirana — Evelina Capomazza, 
marchesa di Campolattaro — Principessa 
Adelaide Pignatelli Strongoli — Principessa 
Maria di Sant' Elia — Duchessa Teresa Mas- 
simo — Marchesa Maria Trotti. 

Gentiluomini di Corte. — Conte Alessandro 
Zeno — Conte Luigi Provana di Collegno 
— Conte Gerolamo Oldofredi Tadini — 
Marchese Giorgio Capraiiica del Grillo. 

Corte di S. A. R. la Principessa IVIaria Laetitia 
vedova di S. A. R. il Principe Amedeo Duca 
d'Aosta. 

Dima d'Onore. — N. N. 

Dume di Palazzo. — Marchesa Felicita Fer- 
rari di Castelnuovo — Contessa Maria 
Balbis Bertone di Sambuy. 

Cavaliere d'Onore. — March. Carlo Del Car- 
retto di Moncrivello e Gorzegno. 

Gentiluomini di Corte. — Conte Giuseppe Fos- 
sati Reyneri — Cesare Bonvicino. 

Casa di S.A. R. il Principe Emanuele Filiberto 
Duca d'Aosta. 

Primo Aiutante di Campo. — Oberto San Mar- 
tino d'Agliè. 

V, fidali di Ordinanza — Luigi Bregoli — Conte 
Paolo Piella. 



Corte di S. A. R. Eiena Duchessa d'Aosta. 

Dame di Palazzo. — March. Anna Torrigiani- 
Fry — Contessa Luisa Ricca di Castelvec- 
chio — Bar. Maria Perrone di San Martino. 



Casa di S. A. R. il Principe Luigi Amedeo 
Duca degli Abruzzi. 

Ufficiali d' Ordinanza. — Eduardo WInspeare 
— Federico Negrotto Cambiaso. 

Corte di S. A. R. la Principessa 

Maria Elisabetta di SassonìaDuchessa di Genova 

Madre. 

Dama d'Onore. — Contessa Maria Clementina 
Malabaila di Canale e Castellinaldo, mar- 
chesa di Cercenasco. 

Cavaliere d'Onore. — Conte Alberto Gazelli di 
Rossana. 

Darne di Palazzo. — Contessa Lidia Gazelli 
di Rossana — Contessa Laura Galli della 
Loggia — Marchesa Luisa Pignone del Car- 
retto dei Principi di Alessandi'ia. 

Gentiluomini di Corte. — Arialdo nobile Ra- 
dicati di Brozolo — Marchese Massimi- 
liano D'Oria. 

Casa di S. A. R. il Principe Tommaso di Savoia 
Duca di Genova. 

Primo Aiutante di Campo. — Raimondo Ga- 
briele nob. Mengoni Marinelli Ferretti. 

Aiutante di Campo. — Enrico nob. Marenco di 
Moriondo. 

Ufficiali d'Ordinanza. — Carlo nob. Casana. — 
Luigi nob. T«rni de Gregori. 

Corte di S. A. R. la Principessa Maria Isabella 
di Baviera Duchessa di Genova. 

Dame di Palazzo. — March. Silvia Pilo di Boyl 
e di Putifigari — Cont. Giulia Radicati di 
Brozolo — Baronessa Isabella Despine — 
Contessa Giannina Faà di Bruno. 

Gentiluomini di Corte. — Conte Alessandro 
Ricardi di Netro — Leonzio nob. Balbo 
di Vinadio. 

{Stampato il 20 settembre 1907). 



ANEMIA ^ ^ 



NEURASTENIA ■&) 



RACHITISMO ^j 



SCROFOLA ^ 



DEBOLEZZA ^ 



^^<*>^^^^M^NM«^ 



RICOSTITUENTE SICURO 

per ADULTI e BAMBINI 



A. MENÀRINI 

NAPOLI 

Concessionari 
esci, per l'Italia , 
e Oriente, ZINI, \ 
BERNI, BIANCHI 
e C, Milano. 



— 215 — 

SENATO DEL REGNO 

XXII LKOISLATURA - 1» SKSSIOMK 

UFFICIO DI PRESIDENZA 

Pr.'^Ì.Jf'ufé: Canontoo ai'v. Taaore li. dttt. Paolo, Marietti avv. Filippo, Arrlvabono- 

i-'iiti: Blasenia prof. Pietro, Pa- Valentl-Qon/.aga conte Silvio, Di Prainporo 

-A prof. Emanuele, Villari prof, cont» Antonino, Melodia comm. Nlcvolo. 

. — Questori: Colonna Avella princ. Fabrizio, 

ikjft-eiari: Taverna conte Rinaldo, Fabrizi Serena bai: Ottavio. 

ELBNCO DB! SENATORI 

S. A. R. Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, Duca d'Aosta. 
S. A. R. il Principe Ferdinando di Savoia-Genova, Principe di Udine. 
S. A. R. il Principe Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi. 
S. A. R. il Principe Tommaso di Savoia-Genova, Duca di Genova. 
S. A. R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, Conte di Torino. 



COGNOME E NOME 



AdamoI! ing. Giulio 

AJbini conte Augusto, Contro- 
ammiraglio a riposo 

Alfazo arv. Giovuuiìl, Prefetto 
di Provincia 

Amato-Pojero Michele 

Annaratone are. Angelo, Pre- 
fetto di Procincia 

Aporti acv. Pirro 

Arcoleo ave Giorgio, Profes- 
sore nella R. Università di 
Napoli 

Armò S. E. Giacomo, Primo 
Presidente di CoHe di Cas- 
sazione a riposo 

Arrivabene- Valenti -Gonzaga 
conte Silvio 

Astengo art». Carlo, Presid. di 
Sezione del Consiglio di Stato. 

Àtenolfi Pasquale marchese di 
Castelnuovo 

Aula ing. Nunzio 

Avarna Nicolò dura di OhmI- 
tieri 

Aventi avv. Carlo . 



Baccelli avv, Giovanni, Presi- 
dente di Sezione della Colie 
dei Conti 

Badini Confalonieri avv. Al- 
fonso 

Baldissera S. E. Antonio, Te- 
nente Generale in posizifite 
ausiliaria 

Balenzano avv. Nicola 

Balestra arv. Giacomo 

Barracco barone Giovanni . . 

Barracco barone Roberto. . . 

Bassini dott. Edoardo, Profes- 
sore nella II. Università di 
padjca ..,,..., 



RESIDENZA 

ABITUALE 



Cairo 
Roma 



Milano 
Puìtroio 



Firenze 
Milano 



Napoli 

Palermo 

Firenze 

Roma 

Napoli 
Trapani 

Napoli 
Forlì 



Roma 
Torino 

Firenze 

Bari 

Roma 

Roma 

Napoli 

Padova 



COGNOME E NOME 



Bava-Bcccaris nobile Fiorenzo, 
Tenente Generale di riserver. 



Beltrami atvh. Luca 

Beltrani-Scal'ia ave. Martino, 
Consigliere di Stato 

Bertiui at'p. Giovanni Battista. 

Bettoni conte dntt. Federico. . 

Bianchi S. E. avv. Francesco, 
Presidente del Consiglio di 
Stato 

Biscaretti di Ruffia conte Ro- 
berto 

Blaserna dott. Pietro, Profes- 
sore nella R. Univers'.tà di 
Roma 

Bocconi comm. Ferdinando. . 

Bodio prof. Luigi, Consigliere 
di Stalo 

Bombrini Giovanni 

Bonasi conte Adeodato, Presi- 
dente di S-'zione del Consi- 
glio di Stato 

Boncompagni-Imdovisl Igna- 
zio principe di Venosa . . . 

Boncompagni-Ludovisi - Otto- 
boni Marco duca di Fiano. 

Bonvicini avv. Eugenio . . . . 



Bordonaro Gabriele barone di 

Chiaramonte 

Borgatta acv. Carlo 



Borghese Felice, principe di 
Rossano 

Borgnini S. E. avv. Giuseppe, 
Procuratore Gen. di Corte 
di Cassazione 

Brusa comm. Emilio, Profess. 
nella R. Università di To- 



nno 



Buonamici Francesco, Profes- 
sore nella R. Università di 
Pisa 



RESIDENZA 

ABITUALE 



Roma- Fossa no 

(Cuneo) 
Milano 

Roma 

Palermo 

Prescia 



Roma 
Tortilo 



Roma 
Milano 



Roma 
Genova 



Roma 

Roma 

Roma 

Massa Lombar- 
da (Ravenna) 

Palermo 
Roccagrimahl't 
(Alessandria) 



Roma 
Torino 
Torino 
Pi9a 



— 216 



COGNOME E NOME 


RESIDENZA 

ABITUALE 


COGNOME E NOME 


RESIDENZA 

ABITUALE 


c 




Cerrutl prof. Valentino, diret- 








tore della R. Univ. di Roma. 


Roma 


Cadenazzi avo. Giuseppe . . . 


Mantova 


Chiesa Michele 


Torino 


Cadolini ing. Giovanni, Colon- 




Chigi-Zondadari marchese Bo- 




nello a riposo 


Roma 


naventura 


Siena-Roma 


Caetani Onorato duca di Ser- 




Cibrario nob. avv. Giacinto . . 


Torino 


moneta 


Roma 


Cittadella Vigodarzere conte 




Gagnola avv. Francesco .... 


Lodi 


Gino 


Padova 




(Milano) 


Civelli comm. Antonio 


Firenze 


Calabria Giacomo, Consigliere 




Cognata dott. Giuseppe .... 


Girgenti 


di Corte di Cassazione. . . . 


Napoli 


Coletti avv. Domenico 


Padova 


Caldesi avv. Clemente 


Faenza 


Colmayer avv. Vincenzo, Pre- 






(Ravenna) 


fetto di Provincia 


Roma 


Calenda di Tavani bar. S.E. 




Colocci tnarch. Antonio .... 


Jesi (Ancona) 


Vincenzo, Frocnratore Gen. 




Colombo prof. Giuseppe, Di- 




di Corte di Cassazione. . . . 


Napoli 


rettore del R. Istituto Tecnico 




Camerini conte Giovanni. . . . 


Ferrara 


Superiore di Milano 


Milano 


Candiani Camillo, Contrammi- 




Colonna Fabrizio principe dì 




raglio in posizione ausiliaria. 


Olivola 


Avella, Magg. nella riserva. 


Roma 




(Alessandria) 


Colonna Prospero principe di 




Canevaro Felice Napoleone, 




Sonnino 


Roma 


Viceammiraglio in posizione 




Compagna barone Francesco. 


Napoli 


ausiliaria 


Venezia 


Compagna dei baroni Pietro . 


Palma Campa- 
nia (Caserta) 


Cannizzaro Stanislao, Profes- 




sore nella lì. Università di 




Comparetti prof. Domenico. . 


Fii-enze 


Rotna 


Roma 


Consiglio Davide 


Napoli 


Canonico avv. prof. Tancredi, 




Conti Emilio 


Milano 


Pres. del Senato, già Pres. 




Cordopatri Pasquale 


Napoli 


della Corte di Cassaz 


Roma-Firenze 


Corsini Tommaso principe di 




Capellini Giovanni, Prof, della 




Sismano 


Firenze 


R. Università di BoUgna . . 


Bologna 


Cotti avv. Pietro, Presidente di 




Caracciolo Gaetano jpWwn^e di 




Sezione della Corte dei Conti. 


Roma 


Castagneta 


Rotnu 


Cruciani Alibrandi comm. En- 




Caracciolo di Sarno avv. Emi- 




rico 


Roma 


lio, Prefetto di Provincia . . 


Napoli 


Cucchi nobile Francesco. . . . 


Roma 


Carafa Riccardo, duca d'An- 








dria 


Napoli 


D 




Caravaggio arv. Evandro, pre- 




fetto di Provincia a riposo. 


Castiglione del- 


D'Adda marchese Emanuele . 


Milano 




le Sliviere 


D'Ali Giuseppe 


Trapani 
Pisa 




(Mantova) 


D'Ancona prof. Alessandro . . 


Cardarelli doti. Antonio, Prof. 




D'Antona dott. Antonino, Pro- 




nella R. Università di Napoli. 


Napoli 


fessore nella R. ZTniversità di 




Cardona Michele, Primo Pre- 


Roma 


Napoli 


Napoli 
Mantova-Roma 


sidente di Corte d'Appello . 


D'Arco conte Antonio 


Carle Giuseppe, Profess. nella 




D'Ayala Valva conte Pietro. . 


Taranto (Lec- 


R. Università di Toi-ino . . . 


Torino 


De-Cesare S. E. avv. Michelan- 


[ce) 


Carnazza-Amari avv. Giusep- 




gelo, Primo Presid. onorario 




pe, Professore nella R. Uni- 




di Corte di Cassazione. . . . 


Roma 


versità di Catania 


Catania 


De Cristoforis dott. Malachia. 


Milano 


Carnazza - Puglisi Giuseppe, 




De Cupis avv. Adriano, Avvo- 




Professore nella R. Univer- 




cato Generale Erariale .... 


Roma 


sità di Catania 


Catania 


De Giovanni dott. Achille, Pro- 




Caruso avv. Raffaele 


Comiso 


fessore nella R. Università 






(Siracusa) 


di Padova 


Padova 


Carutti di Cantogno barone 


De-Larderel conte Florestano. 


Livorno 


Domenico, Presidente onora- 




Delfico De Fllippis marcìiese 




rio di sezione del Consiglio 




Trajano conte di Longano . 


Roma 


di Stato 


Torino 




(Teramo) 


Casana (dei baroni) noh. ing. 




Del Giudice Pasquale, Profes- 


Severino 


Torino 


sore nella R. Università di 
Pavia 




Cavalli dott. Luigi 


Vicenza 


Pavia 


Cavasola avv. Giannetto, Pre- 


Del lAiììgo comm. prof. Isidoro. 


Firenze 


fetto di Provincia a riposo. 


Roma 


Del Mayno S. E. conte Luchi- 




Cefaly Antonio 


Roma 


no Tenente G enei'ttle in t*o- 




Cerrutl uff. Alberto, Tenente 




sizione ausiliaria 


Milano 


Generale in posiz. ausiliaria. 


Genova 


Del Zio prof. Flox-iauo 


Melfi (Potenza) 



217 





RESIDENZA 




RESIDENZA 


COONOUE E NOME 


ABITCALK 


COGNOME E NOME 


A.BITUALK 


D« Mari marchf^e Marcello . 


Savona 
(Genova) 


E 




D« Marinls 8. E. apv. Già».. 




Ellero prof. Pietro, Presidente 




l'foeur. g«M«ra1e di Cor.'* di 




onorario di Sezione del Con- 




( 'assasione 


Palermo 


siglio di SfcUo 


Roma 


Martino tinh. Giacomo . . 


Roma 


EmoCapodilistaroft/tfAntonio. 


Padova 


. i;.: JVof.nel- 








i /. Sapoìi. . 


Napoli 


F 




I>.-s,-t.i • , l'i-anoesoo 


Palermo 






l^tì Sier-so rcdele 


Napoli 


Fabrizi doti. Paolo 


Pontedera 


De Sonnaz (Gerbaix) conU 






(Pisa) 


Carlo Alb., Inviato straor- 




Facheris aw. Giovanni .... 


Inzago 


dinario Ministro pfenipt- 






(Milano) 


t ernia rio a riposo 


Torino-Roma 


Faina eonte dott. Eugenio. . . 


Perugia 


Di Broglio dott. Ernesto, Pre- 




Faina eonte Zeffirino 


Perugia 


(.idtnte della Corte dei Conti. 


Roma 


Faldella aw. Giovanni 


Saluggia 


Di Camporeale principe Paolo. 


Roma- Palermo 




(Novara) 


Di Carpegna (Falconieri) conte 




Faraggiana nobile Raffaele . . 


Novara 


Guido Orazio 


Roma 


Farina Mattia 


Baroni ssi 


Di Casalotto (Bonacce rsi)m«r- 




(Salerno) 


chese Domenico 


Catania 


Fava barone Saverio, Inviato 




Di Castrofilippo (Contarini) 




s'raordinario e Ministro ple- 




duca Laigi 


Girgenti 


nipotenziario con credenziali 
di Ambasciatore a riposo . . 




Di Collobiano Arborio Avoga 


Roma 


dio (dei conti) Luigi, Inviato 




Fecia di Cessato S. E. nobile 




s'r io-.ìi'i 1 io e Ministro pie- 




Luigi, Tenente Gener., Co- 




■j "-> con credenziali 




mandante il IX Corpo d' ar- 




i( .l'/r. ;v l'itors a riposo. . 


Torino 


mata 


Roma 


Di Martino conttn. Girolamo . 


Palermo 


Pergola prof. Emanuele. . . . 


Napoli 


Di Marzo ave. Donato 


Napoli 


Ferro Luzzi aw. Giovanni, 
Primo Presiden'e di Corte 




Dini Ulisse, Professore nella 






R. Università di Pisa .... 


Pisa 


di Cassazione ......... 


Palermo 


Di Prampero conte Antonino. 


Figoli des Geneys conte Eu- 




colonnello a riposo 


Udine 


genio 


Ar emano 


Di Revel (Thaon) conte Ge- 






(Genova) 


nova, Tenen'e Generale a 




Finali S. E. Gaspare, Presi- 




riposo 


Milano 
Torino 


dente della Corte dei Conti . 
Fiocca aw. Antonio, Presi- 


Roma 


Di Kevel (Thaon) conte Ignazio 




Di Sambuy (Balbo Bertone) 




dente di Sezione di Corte di 




conte £mesto ......... 


Torino 


Cassazione 


Roma 


Di San Giuliano march. An- 


Fogazzaro dott. Antonio. . . . 


Vicenza 


tonino 


Londra 


Frescot aw. Filiberto 

Erigerlo 8. E. Giov. Galeazzo, 


Torino 


Di ScaIea(Lanza-Spinelli)prin- 




cipe Francesco 


Palermo 


Viceammiraglio in poxizione 




Di Terranova (Pignatelli) duca 
Giuseppe 


Roma 


ausiliaria 


Roma 


Frola aw. Secondo 


Torino 


D'Oncieu de la Batie eonte 








Paolo, Tenen'e Gener. nella 




G 




riserra 


Torino 






Doriamar<;A««« Ambrogio. . . 


Genova 


Gabba Carlo Francesco, Pro- 




Doria marchese Giacomo . . . 


Borzoli 


fessore nella R. Universi' à 






(Genova) 
Napoli 


di Pisa 


Pisa 


Doria d'Eboli duca Francesco. 


Garroni march, aw. Camillo. 




Doria Pamphyll principe Don 




Prefetto di Provincia .... 


Genova 


Alfonso 


Roma 


Gattini conte Giuseppe .... 


Matera 


D'Ovidio Enrico, Prof, nella 






(Potenza) 


R. Università di Torino. . . 


Torino 


Gherardlni march. Gianfran- 




D'Ovidio Francesco. Profess. 
nella R. Università di Napoli. 


Napoli. 


cesco 


Reggio Emilia 


Ginistrelll Edoardo 


Napoli 


Driquet nob. Edoardo. Tenente 






(Capodimonte) 


Generale a riposto 


Firenze 


Giorgi aw. Giorgio, Presidente 




Durand De La Penne S. E. 




di sezione del Consiglio di 




march. Luigi, Tenente Gene- 
rale in posizione ausiliaria. 


Roma 


Stalo 


Roma 


Giorfeini Gin. Batt., Professore 




Durante dott. Francesco, Pro- 




emerito delle RR. Unir^rsità 




fessore nella R. Università 




di Pisa e di Siena 


Montignoso 


di Soma 


Roma 




(MassaCarrara) 



— 218 — 



COGNOME E NOME 


RESIDENZA 


COGNOME E NOME 


RESIDENZA 




ABITUALE 




ABITUALE 


Golgi Camillo, Professore nella 




Marietti ai>i>. Filippo, Consi- 




li. Università di l'aria . . . 


Pavia 


gliere di Statò. .". : 


Roma 


Grassi-Pasini Michele 


Acireale 


Mariotti at;y. Giovanni 


Parma 




(Catania) 


Martelli avv. Mario 


Milano 


Gravina march. Luigi, Prefetto 




Martinelli prof Giovanni . . . 


Ferrara 


di Provincia a riposo , . . . 


Catania-Roma 


Martuscelli avv. Enrico, Con- 




Greppi conte Giuseppe, Inviato 




sigliere della Corte dei conti. 


Roma 


straordinario e Ministro Ple- 




Masi S. E. avv. Giorgio, Primo 




nipotenziario con credenziali 




Presidente di Corte di Cas- 




di Ambasciatore a riposo . . 
Groc'co prof. Pietro 


Milano 
Firenze 


sazione 


Napoli 

Porto Maurizio 


Massabò avv. Vincenzo . . . . 


Guala avv. Carlo, Consigliere 




Massarucoi conte Alceo . . . . 


Roma 


di Sialo a riposo 


Roma 


Mazzolani barone avv. Carlo, 




Guarneri avv. Andrea, Profes- 




Presid. di Sezione del Consi- 




sore nella P. Università di 


Palermo 


glio di Stato 


Roma 


Palermo 


Medici march. Luigi 

Melodìa Niccolò 




Guerrieri-Gonzaga mar. Carlo. 


Rotna - Gonzaga 


Roma 




(Mantova) 


Men afoglio march. Paolo . . . 


Modei/a 


Guglielmi march. Giacinto . . 


Roma 


Mezzanotte Camillo 


Chieti 


Guiccioli march. Alessandro, 




Mirabelle S.E. Carlo, Contram- 




Inviato straordinario e Mi- 




miraglio, Ministro della Ma- 




nistro plenipotenziario . . . . 


Belgrado 


rina 


Roma 


Monteverde prof. Giulio . . . 


Roma 


1 




Morandi prof. Luigi 


Roma 






Morin Costantino, Viceammi- 




Inghilleri Calcedonio, Consi- 




raglio in posiz. ausiliaria. . 


Forte dei Mar- 


gliere di Stato 


Romei 


Morisani Ottavio, Professore 
nella R. Università di Napoli. 


mi (Lucca) 

Napoli 






L 




Morra di Lavriano e della 
Monta S. E. con' e Roberto, 




Lanza S. E. conte Carlo, Te- 




Tenente Generale in riserva. 


Viareggio 


nente Gene)-., Ambasciatore 






(Lucca) 


a riposo 


Torino 


Moscuzza dott. Gaetano .... 


Sìi^QCUSCt 


Lanzara avv. Giuseppe .... 


S'arco (Salerno) 


Mosso dott. Angelo, Professore 




Levi noh. Ulderico 


Reggio Emilia 


nella R. Università di To- 




Lioy nob. Paolo 


Vicenza 
Vicenza 


rino 


Torino 


Lucchini avv. Giovanni .... 


Municchi conte avv. Carlo, Pre- 




Luciani dolt. Luigi, Professore 




fetto di Provincia a riposo. 


Firenze 


nella R. Università di Poma. 


Roma 


N 




M 




Nannarone Raffaele 


Foggia 


Maìelli S.E. Giuseppe, Primo 




Niccolini march. Ippolito. . . 


Firenze 


Presid. di Corte di Cassazione 








a riposo 


Pulei'mo 







Majnoni D'Intignano S. E. nob. 






Luigi, Tenente Generale . . 


Milano. 


Oddone avv. Giovanni. . . . • 


Alessandria 


Malvano avv. Giacomo, Cotisi- 




Odescalchi princ. Baldassarre. 


Roma 


gliere di Stato 


Roma 

Terni (Perugia) 


Olivei'i Eugenio 


Palermo 


Manassei conte Paolano. . , . 


Orengo march. Paolo, Viceam- 




Manfredi S. E. avv. Giuseppe, 




miraglio in posiz. atisiliaria. 


Roma e Venti- 


Procuratore Generale di Corte 






miglia (Porto 


di Cassazione 


Firenze 


P 


Maurizio) 


Manfrin (Di Castione) conte 








Pietro 


Roma - Rossano 


Pacinotti Antonio, Professore 
nella R. Universiià di Pisa. 






veneto 


Pisa 




(Vicenza) 


Pagano-Guarnaschelli S. E. 




Mangingalli prof. Luigi .... 


Milano 


Giambattista, Primo Presi- 




Mangili Cesare 


Milano 


den'e di Corte di Cassazione. 


Roma 


Mantegazza dolt. Paolo, Pro- 




Palberti avv. Romualdo. . . . 


Torino 


fessore nel li. Isfituto di 




Palumbo S. E. Gius., Viceam- 




Studi Superiori di Firenze. 


Firenze 


miraglio in posiz. ausiliaria. 


Napoli 


IMaragliano doti. Edoardo, Pro- 




Pansa S. E. Alberto, Inviato 




fessore nella R. Università 




straordinario e Ministro p>^e- 




di Genova 


Genova 


nipotenziario con credenziali 
di ambasciatore 




Marazio di Santa Maria Ba- 




B'rlino 


gnolo bar. Annibale , . , , . 


Torino 


Papadopoli con e Nicolò. . . . 


Venezia 





RESIDENZA 


COGNOME E NOME 






AOITUALR 


ParpagUà »ob. arr. Salvatore . 


Oristano 


. 


(Cagliari) 


Pasolini font« Pier Desiderio. 


Roma-Ravenna 


>'Asohni-Zaue'>Ii conte Gius. . 


Faenza 




(Ravenna) 


«tamia prof. Carmelo . . . . 


Napoli 


i atemò di Sessa Emanuele. 




Pi-off ssott nella R. Univer- 




.«f'i^ rfi Roma 


Roma 


stro don. Francesco, 




'ier« delia Corte dei 






Roma 


loui S. E. Ettore, Tenente 




l'tenerale, Cotnattd. il IV Cor- 








Peiroleri mo6i7« idei baroni) av- 




rnrnio Augusto, Inviato srn- 




' irto e Ministro Vieni- 




urto a riposo 


Torino 


ni aiw. Clemente . . . 


Venezia 


l'eli ux Luigi, Tenente Gene- 




rale in posizione ausiliaria. 


Bord ighera 




(Porto Manri- 


Pessina a re. Enrico, Professore 


[zio) 


nella R. Uni ver. di Napoli. 


Napoli 


Petrella Gu}:Iielmo Ugo, Pre- 




sidente di Sezione di Corte di 




Cassazione . 


Roma 


Piaggio Erasmo 


Genova-Roma 


Pierantoni ave. Augusto, Pro- 




fessore nella R. Università 




di Roma 


Roma 


Piuelli S. R conte Tullio, PH- 




mo Presid. di Corte di Cas- 




sazione 


Torino 


Pisa doti. Ugo 




Plutiao Fabrizio 


Reggio Calabria 


Polvere tnarch. avv. Nicola . . 


Benevento 


Ponti Ettore 


Mila no 


Ponza di San Martino conte 




Coriolano, Tenente Generale, 




Coinand. il VI Corpo d'Ar- 




mata 


Bologna 


Ponzio Vaplia 8. E. Emilio, 


Tenente Getter, nella riserva, 




ministro della Reni Casa. . 


Roma 


Primerano Domenico, Tenente 




Generale nella riserva. . . . 


Roma 


Prinetti Carlo 


Milano 


Pullè conte Leopoldo 


Roma 


Q 




Quarta S. E. avv. Oronzo, Pro- 




curatore Generale di Corte di 








Qui-ina-Puliga Carlo Alberto, 




Viceammiraglio 

R 

Racagni Felice. Tenente Ge- 


Roma 




nerale in poffiz. aii^iliaHa . 


Torino 


Racioppi Giacomo. Consigliere 




■ìi Stato 


Roma 


rtazzi S. E. avv. Urbano. 




Jdi it ini/ di Salo. ,,,,,, 


Roma 





RESIDENZA 


COGNOME E NOME 








Restl-Ferrarl avv. Giuseppe, 




Primo Presidente onorario di 




Corte di Cassizion» 


Bolo (Reggio- 




Kniilla) 


Riberl arr. Spirito 


Cuneo 


Hicoiuti Nicola, Primo Presi- 




dente di Corte d'appello. . . 


Napoli 


Ricotti 8. E. Cesare, Tenen'e 




Generale a ripiso 


Novara 


Ridoltì march. Luigi 


Scan dicci 


Righi Augusto, Profes.1. nella 


(Firenze) 


R. Universum di Bologna . . 


Bologna 


Rignon con'e Felice 


Torino 


Riolo Vincenzo, con'edel Piano. 


Roma-Naro 




(Girgenti) 






Rossi barone Giovanni . . . . 


Schio (Vicenza) 






Rossi avv. Luigi. ........ 


Milano 


Rossi-Martini eonte Gerolamo. 


Genova 


Roux avv. Luigi 


Roma- Torino 


Ruffo Fabrizio, principe di 




Motta Bagnara 

S 

Sacchetti ing. Gualtiero. . . . 


Roma 


Bologna 


Saladini conte Saladino, Pre- 




fetto di Provincia a riposo . 


Cesena (Forlì) 


Saletta S. E. Tancredi, Tenente 




Generale, Capo di Sfato Mag- 




giore dell'Esercito 


Roma 


Sani Giacomo. Maggior Gene- 




rale Commissario nella ri- 




serva 


Roma 


San Martino Valperga conte 








Santamaria-Nicolini 8. E. avv. 




Francesco, Primo Presidente 




di Corte di Cassazione. . . . 


Napoli 


Schiaparelli prof. Giovanni. 




Professore nel R. Istituto 




Tecnico Superiore di Milano. 


Milano 


Schininà Giuseppe march, di 




Sant'Elia 


Ragusa 




(Siracusa 


Schupfer Francesco, Profes- 




sore nella R. Università d' 






Roma 


Scialoia «rr. Vittorio, Profes- 




sore nella R. Università di 




Roma 


Roma 


Senise Carmine, Prefetto di 




Provincia a riposo 


Corleto-Pertica- 




ra (Poteuzaj 


Senise Tommaso, Professore 




nella R. Università di Na- 




noli 


Napoli 


Serena bar. avv. Ottavio, con- 


siglière di Stato 


Roma 


Severi avv. Giovanni 


Arezzo 


Sismondo Felice, Tenente Gè- 




ner. in posizione ausiliaria. 


Asti (Alessan- 




dria) 


Sonnino barone Giorgio. . . . 


Firenze-Roma 


i Soi-mani - Moretti conte are. 




\ Luigi, Prefetto di Provincia. 


Reggio- Emi Uà 





— 220 — 






RESIDENZA 




RESIDENZA 


COGNOME E NOME 


ABITUALE 


COGNOME E NOME 


ABITUALE 


Speroni ing. Giuseppe 


Milano 


Treves De Bonflgli barone Al- 




Spinola march. Federico Co- 
stanzo, Inviato straordinario 




berto 


Venezia 




Trincherà prof. Francesco . . 


Ostuni (Lecce) 


e Ministì'o plenipotenziario 




Trotti marchese Ludovico . . 


Milano 




Arma di Taggia 
(Porto Mauriz.) 








V 




Strozzi principe Piero 


Firenze 










Vaccaj Giuseppe 


Pesaro 


T 




Vacchelli dott. Pietro 


Cremona 






Valotti conte Diogene 


Brescia 


Taiani avv. Diego 


Roma-Fortici 


Veronese dott. Giuseppe, Pro- 






(Napoli) 


fessore nella R. Università 




Tasca Lanza conte Giuseppe. 
Tassi avv. Camillo 








Piacenza 


Vidari avv. Ercole, Professore 




Taverna conte Rinaldo, Mag- 




nella R. Università di Pavia. 


Pavia 


gior Generale nella riserva. 


Roma-Milano 


Vigano S. E. Ettore, Ten. Ge- 




Tiepolo conte avv. Lorenzo . . 


Venezia 


ner., Ministro della Guerra. 


Roma 


Tittoni S. E. avv. Tommaso, 




Vigoni nobile ing. Giulio . . . 


Milano 


Ministro per gli Aff. Esteri. 


Roma 


Vigoni nobile ing. Giuseppe. . 


Milano 


Todaro doti. Francesco, Pro- 




Villari Pasquale, Professore nel 




fessore nella E. Università 




R. Istituto Super, di Firenze. 


Firenze 


di Roma 


Roma 

Siena 


Vischi nob. avv. Nicola 

Visconti-Venosta S. E. march. 


Trani (Bari) 


Tolomei conte Bernardo. . . . 




Roma 


Emilio 




Tornielli-Brusati di Vergano 


Visocchi Alfonso 


Atina 


S.E. conte Giuseppe, Inviato 






(Caserta) 


straordinario e Ministro ple- 




Volterra Vito, Professore nella 




nipotenziario con credenziali 




R. Università di Roma ... 


Roma 


di Ambasciatore 


Parigi 






Torrigiani marchese Pietro , . 


Firenze 


z 




Tortarolo ing. Pietro 


Genova 






Tournon Ottone, Tenente Ge- 




Zoppi conte Vittorio, Prefetto 




nerale a riposo 


Torino [zaro) 


di Provincia a riposo . . . . 


Alessandria 


Traufo avv. Carlo 


Tropea (Catan- 


Zumbini prof. Bonaventura . 


Portici-Napoli 



{Stampato il 20 settembre 1907). 



UN BEL SENO 

ottengono Signore e Signorine col nostro metodo speciale. — Effetto garantito e 
duraturo. — Non confondere il nostro specifico con altri preparati che non hanno 
dato mai risultato. — Importante opuscolo si spedisce gratis, dietro carta da 
visita. Scrivere V. Lagala. — Via Cedronia, 23. — Napoli (Italia). 



LIQUORE 

TONICO DIGESTIVO 

DITTA ALBERTI 

BENEVENTO 



2*21 — 

CAMERA DEI DEPUTATI 

xxn LsaxsLATiniA • !• sEssiom 



UFFICIO DI PRESIDENZA 

Piffìdentf: Marcora. Segretari: Morando, Pavia, Lnclfero, Sca- 

l'ir'|j/y*r(fcN//.- De RUels,Qorio, Torrigianl, lini, Sanarellf, Rovasenda, De Novellis, Vi- 
Fiuocchiaro-Aprilo. socchi, Cimati. 

Questori: De Asarta, Podestà. 



ELENCO ALFABETICO DEI DEPUTATI 

con l'indicazione del Collegio elettorale che rappresentano. 



Abbruzzese Antonio 
Abignente prof. Giovanni 

Abozzi ave. Michele 
Agnesi ing. Giacomo 
Agnettl dott. Alberto 
Agnini Gregorio 
Aguglia avv. Francesco 
Albasini-Scrosati avv. Erm. 
Albertini Giacomo 
Albicini march. Alessandro 
Alessio prof. Giulio 
Aliberti Gennaro 
Angiolinl dott. Antonio 
Antolisei avv. Lamberto 
Aprile avv. bar. Pietro 
Arigò avv. Giuseppe 
Arlotta Enrico 
Arnaboldi - Gazzaniga conte 

Bernardo 
Aroldi avv. prof. Cesare 
Artom dott. Emesto 

Astengo acv. Giuseppe 
Aubry coniramm. Augusto 

Avellone avv. Salvatore 



3[d tigno 
Mercato Sc/n Se- 

verino 
Sassari 
Oneglia 
Borgataro 
Mirandola 
Termini Imerese 
Milano I 
Torino III 
Pesaro 
Padova 
Napoli X 
Prato in Toscana 
Macerata 
Regalbuto 
Messina 
Napoli HI 

Canta 

Bozzolo 

Castelnuovo di 

Garfagnana 
Savona 
Castallammare di 

Stuòia 
Corleone 



Baccelli arr. dott. Alfredo 
Baccelli prof. Guido 
Badaloni dott. Nicola 
Ballarini ing. Carlo 
Baragiola dott. Pietro 
Baranello ing. Nioolangelo 
Bamabei dott. Felice 
Barracco bar. Alberto 
Barzilai avv. Salvatore 
Basetti dott. Gian Lorenzo 

Bastogl conte Gioacchino 
Battafjlieri arr. Augusto 
Battelli prof. Angelo 
Benaglio avv. Giacinto 
Berenini avv. Agostino 
Bergamasco ing. Eugenio 
Bernini arr. Cesare 
Bertarelli aw. Pietro 
Bertesi Alfredo 
Bertettl avv. Michele 



Tivoli 

Roma III 

Badia Polesine 

Budrio 

Erba 

Campobasso 

Atri 

Spezzano Grande 

Roma V 

Castelnuovo nei 

Monti 
Montepulciano 
Casal Monferrato 
Urbino 
Martinengo 
Borgo S. Donnino 
Martora 
Novara 
Tortona 
Carpi 
Ciri> 



Bertolinl avv. Pietro 
Bettòlo contramm. Giovanni 
Biancheri avv. Giuseppe 
Bianchi avv. Emilio 
Bianchi prof. Leonardo 
Bianchini co/j^eapp. Vincenzo 
Bissolati-Bergamaschi app. 

Leonida 
Bizzozero nób. avv. Carlo 
Bolognese app. Domenico 
Bona Eugenio 
Bonacossa ing. Giuseppe 
Bonicelli avv. Giacomo 
Borciani app. Alberto 

Borghese princ. Scipione 
Borsarelli di Rifreddo march. 

Luigi 
Boselli app. Paolo 
Bottacohi Giuseppe 
Botterl dott. Giambattista 
Bovi app. Giovanni 
Bracci-Testasecca nob. Gius. 
Brandolin conte Gerolamo 
Brizzolesi Enrico 
Brunialti prof AttUIo 
BucceUi Vittorio 



Cacciapuoti dott. Francesco 

Paolo 
Calissano app. Teobaldo 
Callaini app. Luigi 
Calieri app. Giacomo 
Calvi app. Gaetano 

Calvi dott. Giusto 
Camagna avv. Biagio 
Camera app. Giovanni 
Camerini dott. Paolo 
Cameroni avv. prof. Agost. 
Campi app. Emilio 
Campi dott. Numa 
Campus-Serra arp. Antonio 
Canevari app. Alfredo 
Cantarano dott. Guglielmo 
Cao-Pinna nob. ing. Antonio 
Capaldo ape. Luigi 
Capece-Minutolo march. Al- 
fredo 
Cappelli march. Raffaele 



Montebelluna 

Becco 

San Remo 

Lari 

Montesarchio 

Treviso 

Pesca rolo 
Varese 
And ria 
Biella 
Vigevano 
Brescia 
Montecchi 
l'Emilia 
Albano Laziale 



nel- 



Vaiadeati 

Avigliana 

Biandraìe 

San Pier d'Arena 

Palmi 

Orvieto 

Conegìiano 

Capriata d'Orba 

Thiene 

Nizza Monferrato 



Napoli VI 

Alba 

Colle di Val d'Elsa 

Ceva 

San Nazaro dei 

Burgundi 
Valenza 

Reggio Calabria 
Sala Consilina 
Este 

Trevig^io 
Cuggiono 

Rocca S. Casciano 
Cagliari 
Viterbo 
Gaeta 

Serramanna 
Lacedonia 

Napoli II 
San Demetrio nei 
Vestini 



- 222 - 



Capufi Ercole 
Carboni-Boj ain\ E irico 
Carcano avv. Paolo 
Cardani prof. Pietro 
Carmine ing. Pietro 
Carnazzaprof. avv. Gabriello 
Carugati Egildo 
Casciani dott. Paolo 
Cascino avv. Calogero 
Cassato avv. Dario 
Castellino prof. Pietro 
Castiglioni conte Baldassare 
Castoldi ing. Alberto 
Cavagnari avv. Carlo 
Celesia di Vegliasco avv. Gio- 
vanni 
Celli prof. Angelo 
Centurini Alessandro 
,Cerulli Giuseppe 
Cesaroni Ferdinando 
Chiapusso dott. Felice 
Chiesa rag. Eugenio 
Chimienti avv. prof. Pietro 
Chimirri avv. Bruno 
Chiozzi ing. Antonio 
Ciacci df>it. Gaspero 
Ciappi ing. Anselmo 
Ciartoso dott. Luigi 
Cicarelli avv. Carlo Vittorio 
Ciccarone doft. Francesco 
Cimati Camillo 
Cimorelli Edoardo 
Cipelli avv. Vittorio 
Cipriani Marinelli Giuseppe 
Cirmeni dott. Benedetto 

Ciuflfelli Augusto 
Cocco-Ortu avv. Francesco 
Cocuzza Federico 
Codacci-Pisanelli prof. avv. 

Alfredo 
Coffari bar. Gerolamo 
Colajanni dott. Napoleone 
Colosimo avv. Gaspare 
Comandini avv. Ubaldo 
Compans march. Carlo 
Conte avv. Emilio 
Cornaggia-Medici Castiglio- 
ni nob. dott. Curio Ottavio 
Cornalba avv. Giuseppe 
Cortese prof. Giacomo 
Costa Andrea 
Costa-Zenoglio dr. Rolando 
Cottafavi avv. Vittorio 
Credaro prof. Luigi 
Crespi dott. Silvio 

Croce Francesco 
Curioni avv. Giovanni 
CuiTeno avv. Giacomo 
Cuzzi avv. Giuseppe 



Ariano di Puglia 

Oristano 

Como 

Parma I 

Vimercafe 

Catania I 

Zogno 

Pistoia I 

Piazza Armerina 

Livorno I 

Foggia 

Breno 

Iglesias 

Rapallo 

Albenga 

Cagli 

Terni 

Giulianova 

Cortona 

Susa 

Massa Carrara 

Brindisi 

Set-ra San Bruno 

Portormtggiore 

Scansano 

S. Severino Mar- 

Savigliano [che 

Atripalda 

Vasto 

Pcntremoli 

Isernia [da 

Fiorenzuola d'Ar- 

Bitonto 

Militello in Val di 

Catania 
Todi 
Isili 
Pagusa Superiore 

Trìcase 

Aragona 

Castrogiovanni 

Serrastretta 

Cesena 

Cai uso 

Sora 

Milano IV 
Lodi 

Cairo Montenotte 
Lnola 
Chiavari 
Correggio 
Tirano 

Caprino Berga- 
masco 
Capannori 
Borgomanero 
Chcrasco 
Pallanza 



Da Como avv. Ugo 


Lonatq 


Dagosto avv. Francesco 


Brienza 


D'Ali Antonio 


Alcamo 


D'Alife (Gaetani) conte Ni- 




cola 


Rossano 


Dal Verme conte Luchino 


Bobbio 


Daneo avv. Edoardo 


Torino I 



Danieli avv. Gualtiero 


Tregnngo 


Dari avv. Luigi 


San Be'ned tto del 




Tronto 


D'Aronco aveh. Raimondo 


Gemona 


De Amicis Mansueto 


Solmona 


De Andreis ing. Luigi 


Ravenna li 


De Asarta conte ing. Vittorio Palmanova 


De Bellis Vito 


Gioia dd Colle 


De Felice Giuffrida Gius. 


Catania li 


De Gennaro avv. Emilio 


La r ino 


De Giorgio avv. Pietro 


Lanciano 


Del Balzo bar. Girolamo 


Bctjano 


Dell'Acqua Carlo 


Busto Arsizio 


Della Pietra a>nK Gioacchino 


Nola 


Dell'Arenella (Valguarnera) 




duca Giuseppe 


Palermo IV 


De Lucaayy. Ippolito Onorio Canicatti 


De Luca avv. Paolo Anania Sant' Angelo dei 




Lombardi 


De Marinis prof. Enrico 


Salerno 


De Michele Ferrantelli Do- 




menico 


Bivona 


De Michetti avv. Carlo 


Teramo 


De Nava avv. Giuseppe 


Bagnara Calabra 


De Nobili march. Prospero 


Spezia 


De Novellis dott. Fedele 


Verb Icaro 


De Riseis bar. Giuseppe 


Città Sant'Angelo 


De Seta ing. Luigi 


Paola 


De Stefani avv. prof. Carlo 


Bardolino 


De Tilla avv. Domenico 


Napoli V 


De Viti De M-avco prof . An- 




tonio 


Gallipoli 


Di Cambiano (Ferrerò) mar- 




chese dott. Cesare 


Torino V 


Di Lorenzo dott. Nicolò 


Calata/imi 


Di Rudinì (Starrabba) mar- 




chese Antonio 


Caccarno 


Di Rudinì (Starrabba) mar- 




chese Carlo 


Noto 


Di Saluzzo march. Marco 


Saluzzo 


Di Sant'Onofrio (del Castillo) 




march. Ugo 


Castroreale 


Di Scalea (Lanza) principe 




Pietro 


Serradifalco 


Di Stefano Napolitani avo. 




Giuseppe 


Palermo I 


Di Trabia (Lanza) principe 




Pietro 


Palermo III 


Donati avv. Carlo 


Lonigo 



Fabri avv. Carlo 
Facta avv. Luigi 
Facili Emilio 
Falaschi avv. Enrico 
Falcioni avv. Alfredo 
Falconi conte dott. Gaetano 
Falconi avv. Nicola 
Falletti di Villafalletto con- 
te Paolo 
Fani avv. Cesare 
Faranda dott. Giuseppe 
Farinet Alfonso 
Farinet prof. Francesco 
Fasce prof. Giuseppe 
Fazi doti. Francesco 
Fazzi dott. Vito 
lede dott. Francesco 
Félissent Gian Giacomo 
Fera avv. Luigi 



Bettola 

Pinerolo 

Parma II 

Siena 

Domodossola 

Fermo 

Agnona 

Possano 

Perugia II 

Naso 

Aosta 

Verrès 

Genova III 

Foligno 

Lecce 

Riccia [ta 

S. Biagio in Cullai- 

Ragliano 



— i^'j;") — 



rri iMT. 
rrl arv. 



Qiacomo • 

. Mjuisimo 
irr. Ignazio 
.^ Aprile are. Ca- 



Trc. Filippo 
rtirus are. Alessandro 
Fortunati Alfredo 
Fortunato doti. Giustino 
Fracassi di Torre Rossano 

march, doti. Domenico 
Fradeloito pt-of. Antonio 
Franchettl ilott. Leopoldo 
Franciea-Nava Giovanni 
Folci are. Ludovico 

Fnlcl arr. Nicolò 
Furnari ave. Santi 
Fusco arr. Lodovico 
Fusinato prof. Guido 



Vignai* 

Arqui 

ilonzafja 

San Hi or inni in 

l'érsiceto 
Lepanto 
Licata 

Frizzi 
Miatrettri 
Poggio Mirteto 
Anngni 
Melfi 

Creseentinn 
Venezia III 
Città di Castello 
Siracusa 
Fr^incai'illadiS: 

eilia 
Milazzo 
Patti 
Popoli 
Feltr* 



'■■ tlimbertl aw. Tancredi 
.«.illetti di Cadilhac Arturo 
Galli arr. Roberto 
Gallina arv. Giacinto 
Gallini arr. Carlo 

Gallino ing. Natale 
Galluppi arr. Enrico 
Gandolfo arr. Enn-o 
Gatti dott. Girolamo 
Gattoni ing. Bortolo 
Gattorno Federico 
Gaudenzi Giuseppe 
Gavazzi Lodovico 
Giaccone avv. Vittorio 
Gianturco arr. Emanuele 
Giardina prof. Frane. Sav. 
Ginori-Conti principe do'.t. 

Piero 
Giolitti are. Giovanni 
Giiir lano-Apostoli iar, Giu- 

oli prof. Giuseppe 

-. clli «rr. Odoardo 

Girardi avv. Francesco 
Giuliani Gaetano 
Giunti bar. Leopoldo 
Glosso eonte Girolamo 
Goglio ing. Giuseppe 
Gorio avv. Carlo 
Graffagni atro. Angelo 
Grassi- Voces doti. Giuseppe 
Greppi avv. Emanuele 
Grippo avv. Pasquale 
Gualtieri avv. Alberto 
Gnarracino ave. pr^.f. Aless. 
Goastavino Pietro 
Gucci-Boschl conte diAt. Gio- 

vanni 
Guerci ing. Cornelio 
Guerritore-Broya Eirico 
Guicciardini co/j<t; Francesco 
Gussoni Gaspare 



Cuneo 

Moìttegiorgio 
Chioggia 
Abbialegrasso 
Favuli o nel Fri- 

gnauo 
Fon', edecimo 
Civitavecchia 
Oneglia 
Os'iglia 
Codogno 
Bimini 
Forlì 
Lecco 
Mondor\ 
Ntipoìi I 
bronte 

Volterra 
Dronero 

Alghero 

Roma I 

Asti 

Napoli TV 

CapcKcio 

Cast rov il tari 

Manfredonia 

Cuorgnè 

Verolanujva 

Voltri 

Acireale 

Milano fi 

Potenza 

Napoli VII 

Torre Annunziata 

Genova I 

Faenza 
Langhirano 
Xocern Inferiore 
San Miniato 
elusone 



.latta Antonio 



Lacava avv. Pietro 
Landuccl avv. Landò 
Larizza avv. Bruno 
Lazzaro prof. Giuseppe 
Leali conte Pietro 
Leone avv. Giuseppe 
Libertini dott. Gesualdo 
LibcrtiJii di San Marco Pa 

squale 
Loero avv. Attilio 
Lucca ing. Piero 
Lucchini Angelo 
Lucernari conte Annibale 
Luciani avi: Tito 
Lucifero march. Alfonso 
Lucifero march. Alfredo 
Luzzatti pnf. Luij,'i 
Lozzatto ing. Arturo 
Luzzatto avv. Riccardo 



Macola conte Ferruccio 

Magni Magno 
Majorana avv. Angelo 
Majorana aw. prof. Gius. 
Malcangi avv. Cataldo 
Malvezzi conte dott. Nerio 
Manfredi ittg. Giuseppe 
Mango avv. Camillo 
Manna avv. Gennaro 
Mantovani avv. Oreste 
Maraini avv. Clemente 
Maraini Emilio 
Marazzi con'e Fortunato 
Marcello conte Girolamo 
Marcerà arr. Giuseppe 
Maresca dott. Eugenio 
Marescalchi Alfonso 
Margarla ing. G. 
Marghieri prof. Alberto 
Marinuzzi avv. Antonio 
Marietti avv. Ruggero 
Marsengo - Bastia avvocato 

Ignazio 
Martini prof. Ferdinando 
Marzotto Vittorio 
Masciantonio arr. Pasquale 
Masi avv. Saverio 
Masini dott. Giulio 
Masoni ing. prof. Udalrigo 
Masselli dott. Antonio 
Massimini avv. Fausto 
Materi Francesco Paolo 
Matteucci avv. Francesco 
Mauri avv. Angelo 
Mazziotti avv. Matteo 
Mazzitelli Achilie 
Meardl avv. Francesco 
Medici Francesco 
Melll Elio 
Mondala Vincenzo 
Merci avv. Cesare 



Minervino Murgt 



Corleto Perticai 

Arezzo 

Melilo Porto Sdr . 

Conversano 

Mon'efiascona 

Palata 

Caltagirone 

Augustta 

Pifve di Cadore 
Vercelli 
Gavirate 
Pontecorco 
Aeqnaviva d^Ue 
Cotrone [Fonti 
Taranto 
Abano Bagni 
Montevarchi 
San Daniele n^l 
Friuli 



Casi 'J franco Va- 
nito 
Belluno 
Nicosia 
i'aternò 
Corato 
B:,log,ia r 
Castel S. Gìovan- 



Lagonegro 
Aquila 
Mantova 
Prosinone 
Legnago 
Crema 
Venezia II 
Sondrio 
Ostuni 
Bologna II 
Barge 
A mal fi 
Palermo II 
Fano 

Vigorie 
Pescia 
Valdagno 
Gessopalena 
Monreale 
Empoli 
Napoli IX 
San Severo 
Leno 
Tricarico 
Lucca 
Codogno 
Torcili ara 
Teano 
Voghera 
Oviglio 
Cornacchia 
Chinromimte 
Firenze IV 



{ni 



— 224 — 



Meritati! Giovanni 
Mezzanotte avv. Camillo 
Miliani Giambattista 
Mira avv. Francesco 
Mirabelli Roberto 
Modestino Alessandro 
Molmenti dott. Pompeo 
Montagna Francesco 
Montanti Giovanni 
Montemartini dott. Luigi 
Monti nob. avv. Gustavo 
Monti-Guarnieri avv. Sta- 
nislao 
Morando conte dott. Gian 

Giacomo 
Morelli avv. Enrico 

Morelli-Gualtierotti avv. Gi- 
^ smondo 
Morgari Oddino 
Morpurgo rag. Elio 
Meschini ing. Vittorio 



Isola della Scala 

Chieti 

Fabriano 

Milano in 

Ravenna I 

Mirabella Belano 

Salò 

Acerra 

Pietras'-inta 

Stradella 

Pordenone 

Senigallia 

Ciliari 

S. Maria Capua 
Vetere 

Pistoia II 
Torino II 
Cividale nel Friuli 
Poriogruaro 



Nasi avv. Nunzio Trapani 

Negri De' Salvi conte Edoar. Marostica 
Niccolini dott. Pietro Ferrara 

Nitti avv. Frane. Saverio Muro Lucano 
Nuvoloni avv. Domenico Porto Maurizio 



Odorico ing. dorico 
Orioles avv. Giuseppe 
Orlando ing. Salvatore 
Orlando avv. Vittorio Ema- 
nuele 
Orsini-Baroni Francesco 
Ottavi dott. Edoardo 



Pagani-Cesa avv. Luigi 
Pais-Serra Francesco 
Pala avv. Giacomo 
Pandolfini conte Roberto 
Panie avv. Felice 
Pansini avv. Pietro 
Pantano dott. Edoardo 
Papadopoli conte Angelo 
Pascale avv. Carlo 
Pasqualino-Vassallo avv. Ro- 
sario 
Pastore dott. Alceo 

Pavia avv. Angelo 
Pavoncelli Giuseppe 
Pellecchi avv. Giuseppe 
Pellei-ano avv. Silvio 
Pennati avv. Oreste 
Persone nob. Luciano 
Pescetti avv. Giuseppe 
Patroni avv. Gian Domenico 
i:*ilacci avv. Arturo 
Pinchia conte doit. Emilio 
Pini avv. Enrico 
Pinna avv. Giuseppe 
Pipitnne prof. Vincenzo 
Pistoia ten. gen. Francesco 
placido avv. Pasquale 



Spilinibergo 
Messina II 
Livorno II 

Parti nico 
Pontedera 
Vigoma 



Vittorio 

Ozieri 

Tempio Pausania 

Firenze I 

Torino IV 

Molfetta 

Giarre 

Adria 

Altamura 

[Ha 
Terranova diSici- 
Castiglione delle 

Stiviere 
Soresina 
Cerignola 
Tropea 

Borgo a Mozzano 
Monza 

Campi Salentina 
Firenze IH 
Bari delle Puglie 
Montalcino 
Ivrea 

Bologna III 
Nuoro 
Marsala 
Casalmaggitre 
Napoli XI 



Podestà no7>. Luigi 
Poggi dott. Tito 
Pompilj dott. Guido 
Puzzato avv. Italo 
Pozzi avv. Domeriico 

Pozzo avv. Marco 
Prinetti march, ing. Giulio 
Pugliese avv. Gius. Alberto 



Oteggìo 

Cotogna Veneta 
Perugia I 
Rovigo 
Borghetto Lodi' 

giano 
Santhià 
Brivio 
Castellaneta 



Queirolo prof. Giov. Batta. Pisa 
Quistini avv. Giovanni Iseo 



Raccuini avv. Domenico 
Raggio conte avv. Edilio 
Raineri dott. Giovanni 
Rampoldi prof. Roberto 
Rasponi conte dott. Carlo 
Rastelli avv. Giovanni 
Rava avv. prof. Luigi 
Ravaschieri conte Vincenzo 
Rebaudengo conte Eugenio 
Reggio march, ing. Giacomo 
Resta-Pallavicino conte dott. 

Ferdinando 
Ricci march. Paolo 
Riccio avv. Vincenzo 
Ridola dott. Domenico 
Rienzi avv. Nicolò 
Rizza Evangelista 
Rizzetti Carlo 
Rizzo avv. Valentino 
Rizzone-Tedesclii Corrado 
Rocco conte avv. Marco 
Rochira avv. Fi-ancesco 
Romanin - Jacur dott. ing. 

Leone 
Romano Giuseppe 
Romussi avv. Carlo 
Ronchetti avv. Scipione 
Rondani avv. Dino 
Rosadi avv. Giovanni 
Roselli avv. Francesco 
Rossi avo. Enrico 
Rossi Gaetano 
Rossi prof. Luigi 
Rossi avv. Teofilo 
Rota avv. Attilio 
Rota conte dott. Francesco 

Rovasenda conte avv. Aless. 

Rubini ing. Giulio 
Ruffo Ferdinando dei prin- 
cipi di Spinoso 

Rummo prof. Gaetano 
Ruspoli Bomolo dei principi 
di Cervetri 



S 

Sacchi avv. Ettore 
Salandra dott. Antonio 
Salvia ctvv. Ernesto 
Sanarelli prof. Giuseppe 



Rieti 

Novi Ligure 

Piacenza 

Pavia 

Ceccano 

Lanzo Torinese 

Vergato 

Napoli Vili 

Bra 

Genova II 

Melegnano 
Recanati 



Matera 

Cefalà 

Comiso 

Varallo 

Oderzo 

Modica 

Casoria 

Manduria 

Piove di Sacco 

Sessa Aurunca 

Corteolona 

Gallarate 

Cossato 

Firenze II 

Città Ducale 

Petralia Sottana 

Schio 

Verona II 

Carmagnola 

Bergamo 

San Vito al Tu- 

gliamento 
Borgo San Dal- 

mazzo 
Menaggio 

San Bartolomeo in 

Caldo 
Benevento 

Velletri 



Cremona 
Lucerà 
Napoli XII 
Bibbiena 



225 -- 



^ìiUt. ROlVO 

Vinco Tiro 



Catailit$f'0 

Ji,,r- 'f 
A. 

1/./ 



S. 

S. .UUltiAUSUato 

s . Mariano 

i>^: .". Carlo 

8corci*rini-Coppolarfo^/.An- 

JTflo 

*^ Ma arr. Qnstavo 

ri cimte doti. Umb. 
■ 't. Giuseppe 

Sulu'l arr. Adelmo 

Sili Cesare 

Silva Cesare 

Simeoni «rr. Luigi 

Sinibaldi nrr. Tito 

Sola-Cabiati conte Andrea 

Solimbergo arv. Giuseppe 

Solinas-Apostoli dM. Gian 
""— n 

. bar. rfo/^ Sidney 
! mute Pietro 
Enrico 

Si irr. Giuseppe 

Spirito avo. Beniamino 
Spirito orr. Francesco 

- luitti arr. prof. Baldass. 
-tiiglianò OFF. Natale 

Stoppato OFF. Alessandro 
Stripari ctff. Giovanni 
Guardi conte dott. Gianforte 



Talamo off. Roberto 
Targioni off. Giuseppe 
Taroni ing. Paolo 
Tasca .Alessandro 
Terchio off. Sebastiano 
Tedesco «FF. Francesco 
Teodorl Enrico 
Teso arr. Antonio 



SitLuit o 
l'escina 
Acersa 

Piedimonte d'Ali- 
fé. 

r// 

(iuastd'hi 

Camenno 

I) itio 

A fragola 

Spoleto 

Gorgonzola 

Udine 

Maeomer 

San Casciano 

Affari 

Brieherasio 

Cosenza 

lieflgio Emilia 

Campagna 

Montecorvino Ro- 
vella 

Monteleone Cahib. 

C hiaravalle Cen- 
trale 

Montagnana 

Pozzuoli [rio 

Trescare Bttlnea- 



[nia 
Vallo della Luca- 
Campi Bisenzio 
Lugo 
Sciacca 
Venezia I 
Ortona a Mare 
Ascoli Piceno 
Vicenza 



Testa<;r.' ; . 1^ .. _ . i 

Tlno7.f.» iin:i. Domenico lemne 

Tizzoni prof. Guido Vicopìsano 

Todeschtni arv. Mario Vé-ronn 1 

Torlonla princ. Giovanni Avezano 
Torloniar/M'-rt dott. Leopoldo Ifotna IV 

Torriglani marrh. Filippo Borgo S. I^r?»: 

Treves Claudio Milano VI 

Turati acv. Filippo Milano V 

Turbiglio f/FF.i>i-o^. Giorgio CetUo 

Turco OFF. Alessandro Cassano al Jonio 



Umani avr. Augusto 


Jesi 


V 

Valentino «rr, Giuseppe 


Caulonia 


Valeri im/. Domenico 


Osimo 


Valle Gregorio 


Tolmezzo 


Valli aFF. Eugenio 


Lentlinara 


Vallone ing. Antonio 


Maglie 


Vecchini acv. prof. Arturo 


Ancona 


Vendemini avv. Gino 


S. Arcangelo << 




Romagna 


Venditti off. Antonio 


Cerreto Sannita 


Vendramini «ff. Francesco 


Rossano 


Veneziale (Gabriele 


Bojano 


Ventura arr. Eugenio 


yicastro 


Verzillo avv. Michele 


Capila 


Vetroni Achille 


A vellino 


Viazzi Pio 


Grossetc 


Vicini «FP. Antonio 


Sassuolo 


Villa avv. Tommaso 


Villanova d'Ast 


Visocchl avv. Achille 


Cassino 



Weil-Weiss bar. Giuseppe Rho 
Wollemborg dott. Leone Cittadella 



Zabeo Egisto Mirano 

Zaccagnino off. Domenico S. Xicamlro Gar- 

ganico 
Zerboglio off. prof. Adolfo Alessandria 






] 



CARTOLERIA NARCISO VESTRIM 

FIRENZE • Via del Proconsolo • FIRENZE 
SPI.EXniI>A OCCANIOXE - Vedi Buoni di riduzione. 



EMPORIO ~ 



E A. LAPINI 

9 . FIREHZE 



GRATIS Catalogo. 



«ha«toa^i«to*««te 



_ 22G — 

INDICE DEI COLLEGI ELETTORALI DEL REGNO D'ITALIA 

col nome dei Deputati che li rappresentano alla XXII legislatura. 



t 


COLLEGIO 






1 


COLLEGIO 






'O 




PROVINCIA 


DEPUTATO 


■o 




PROVINCIA 


DEPUTATO 


m 


ELETTOEALE 






a 


ELETTORALE 






1 


Abano Bagni 


Padova 


TMZzatti 


53 


Bitonto 


Bari 


Cipriani-Mari- 


2 


Abbiategrasso 


Milano 


Gallina 








nelli 


8 


Acerenza 


Potenza 


Santoliquido 


54 


Bivona 


Girgenti 


De Michele Fer- 


4 


Acerra 


Caserta 


Montagna 








rantelli 


5 


Acireale 


Catania 


Grassi- Voces 


55 


Bobbio 


Pavia [so 


Dal Verme 


6 


Acquaviva del- 






56 


Boiano 


Campobas- 


Veneziale 




le Fonti 


Bari 


Luciani 


57 


Bologna I 


Bologna 


Malvezzi 


7 


Acqui 


Alessan- 




58 


Bologna II 


Bologna 


Marescalchi 






dria 


Ferraris M. 


59 


Bologna III 


Bologna 


Pini 


8 


Adria 


Rovigo 


Papadopoli 


60 


Borghetto Lo- 






9 


Afifori 


Milano 


Sormani 




digiano 


Milano 


Pozzi 


10 


Afragola 


Napoli 


Sitrieoni 


61 


Borgo a Moz- 






11 


Agnone 


Campobas- 






zano 


Lucca 


Pellerano 






so 


Falconi N, 


62 


Borgomanero 


Novara 


Curioni 


12 


Alba 


Cuneo 


Cui issano 


63 


Borgo S. Dal- 






13 


Albano Laziale 


Roma 


Borghese 




mazzo 


Cuneo 


Rovasenda 


14 


Albenga 


Genova 


Celesta di Ve- 


64 


Borgo S. Don- 












gliasco 




nino 


Parma 


Berenini 


15 


Alcamo 


Trapani 


D'Ali 


65 


Borgo S. Lo- 






16 


Alessandria 


Alessan- 






renzo 


Firenze 


Torrigiani 






dria 


Zerboglio 


66 


Borgotaro 


Parma 


Aynetti 


17 


Alghero 


Sassari 


Giordano - Apo- 


67 


Bozzolo 


Man