(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Almanacco Italiano"

AixxMrn. 

! 'almanacco 
italiano 

PICCOLA ENCICLOPEDIA POPOLAR E 

DELLA VITA PRATICA e ANNUARIO 

DIPLOMATICO AMMINISTRATIVO 

E STATISTI CO 

Volume XXIII 

per 

rAnno di Guerra 

1918 

CRONACA ILLUSTRATA DELL'ANNO 1917 ^ CRONISTORIA 
DELLA GRANDE GUERRA ITALIANA E EUROPEA ^' LA 
GRANDE GUERRA CONSIDERATA IN TUTTI I SUOI ASPETTI 
E IN TUTTE LE SUE RELAZIONI CON LA VITA ITALIANA 

Con circa lOOO figure 
^ "9 disegni e cartine '^ >P 
una scelta di caricat\:ire, ecc. 
Copertina di PASCHC^TTO 




R. BEMPORAD ^ FIGI.IO 
Editori = FIRENZE 

MII^ANO-R.OMA-PISA-NAPOLI-PAI«E.RMO 

I PRUimenTi in CERRmicR 

-^ dello STRBlLimenTO B. RPPIHni - TREUISO J^ 

HRnno FRmR moH dirle 

Esigere sui prodotti la marca di Fabbrica 
Cataloghi a richiesta ^^^^-^ 



IcijMaiaiii 
1^ DinA Doli, P. EMILIO GRAVERÒ e G, 



I ALCHEBIOGENO 

1 



m 
1 



IH 



MOOENa 



11^ 



m 



m 



m 



m 



m 



E nnini (mweitici n iGiEmii snuiiaTi 



ALCHEBIOGMNO ^ ^^^e di poliglicerofosfati il ìiiigliore 

■.^_— ili— .— — »^iB>— — ed il solo completo ricostituente liqui- 
do; senza stricnina, al flacone. . L. 4^ o p, 
» con stricn na, al flacone .... » 4r^ 6 

» per diabetici ......... 4'-^ § 

ANXIASMAXICO potente cardiotonico. EflBcacissinx) negli 
-li— i—— >— — — — ii^ stati asmatici, tossi nervose, debolezze 

di cuore al flacone (bollo compretìo; » 6,60 

ANXIBACIJLJCARJB energico risolvente ricostituente. Per 

— iniezioni di 1", 2", 3® grado. Scatola 

di 10 fiale di 1° gr. L. 3,90 - di 2» gr. L. 5,50 - di 3° gr. L. 6,60 
(bollo compreso). 

^Z/ATJSRINA elisir stomatico lassativo; a base di succbi ve- 
— — — ^— — — — — getali purgante ottimo, gradevolissimo, al fla- 
cone (bollo compreso) » 3,30 

JKST (secondo metodo del Prof. Zanfrognini) meraviglioso cou- 

' tro le nausee, vomiti, e dispepsie della gravidanza al flac. 4,1 s 

FOSF^OPI/ASiriNA ^*'® ^^ purissima lecitina (aflatto in- 

— ^— —————— i— lori); di 1<> grado scat. di 10 fiale. » 3,90 

» di 2<* grado, scatola di 10 fiale. . » 5 — 
P^JPIO.J)IN perfetta combinazione di jodio e peptone; inie- 
" zione di 3 gradi : scat. 10 fiale 1® gr. L. 2,80 - 
di 2» gr. L. 3,30 - di 3" gr. L. 3,90. 
» a goccie (par adulti) al flacone, bollo compreso L. 3,90 
» sciroppo (per bambini) al flac, bollo compreso » 3,30 
VITAI/INM "letilarsienati e glicerofosfati con stricnina e senza 
1^——^^^—-^— per iniezioni, scat. di 10 fiale, bollo compreso » 
SPI^RINJ^ fiale di calomelano da 5 e 10 centig. assolutamente 
-_«_—_—— indolori; in perfetta sospensione; per iuiezio'ne sca- 
tola di 10 fiale, bollo compreso » 

» fiale di salicilato basico d'idrargirio da 5 e 10 centig. 

ACQUA CHIMICA meravigliosa tintura progressiva; gra- 

= — — ^ di 1" e 2"; divisi, al flacone .... 2,20 

» i due gradi uniti, bollo compreso . . 3,90 

I^J^ZJCODON^INA insuperabile, delizioso dentifricio; biaH- 
— ^— — -^— —_ ^— ca, rosa, rossa (pasta) al tubetto » 1,50^ o ^ 

» liquida, al flacone » 2,80>^ £ 

» in polvere, la scatola .... » 1,50)'= ° 

TRICOG^NOIf portentosa lozione per capelli, liquida, al flac. 3,30 
^— — — — — ^— — » » » pomata, la scat. 3,30 

Inviare richieste alla Ditta Dot!. P. E. GRAVERÒ e C. 

MODENA - Via Emilia, N. 44. 

fUT* Aggiungendo L. 1,00 per spese di tras})orto IH 
Volendo la merce io assegno L. 1,50 (porto compreso). 



3,30 



3,30 
3,30 




I PHUimEHTl in CERRmìCH 

dello STRBILMTìEnTO © R^PIRHl - TREUISO 

HflnnO FRUIR mOHDIRLE 

esiecRe sui prodotti la (tirrcb qi tna^Run - fRr«tQ6Hi « RirmesfA 



T 



A chi legge. 



.... Mai non furo strenue 
Che fosser di piacere a questa uffuali. 
(Dantk). 

L'Almanacco Italiano pubblica il suo XXIII volume nel quarto anno da che 
divampò in Europa l'immane incendio, il quale anzi che spegnersi, com'era 
nostra lusinga, è andato allargandosi a mano a mano a (juasi tutto il mondo ; 
nel terzo anno da clie pure V Italia brandì le armi per la difesa dei suoi diritti 
e del suo avvenire; e ripensa melanconicamente che da quattro anni ha ogni 
volta gettato a' suoi lettori un augurio di pace, caduto pur troppo nel vuoto. 
Lo ripeteremo anche questa volta? e perchè no? Il desiderio della pace, legit- 
timo in ogni uomo, non può non essersi fatto più intenso e assillante dopo 
«luattro anni di lutti e di sacrifici: ma e' è pur qualche cosa al mondo che deve 
• sserci più cara della pace, è l'onore, è l'integrità della patria, sono le sorti dei 
tigli nostri, delle venture generazioni, alle quali le lotte cruente della nostra vo- 
gliono preparare un avvenire di libertà e di lavoro fecondo. Venga dunque, e sia 
la benvenuta, la Pace nel 1918, ma sia la Pace che ogni buon italiano deve 
desiderare: se no, no. 

QuesV Almanacco era tutto composto prima che il doloroso episodio di Caporetto 
modificasse così profondamente a nostro danno la carta della guerra, e il 
sommario del volume era ispirato a quella lieta certezza della prossima vittoria' 
che il trionfale avanzare delle insegne italiane oltre l' Isonzo, sul Carso, sulla 
Bainsizza giustificava pienamente. Noi pensatamente nulla abbiamo voluto 
mutare a quel sommario, perchè in nulla è mutata la nostra serena fiducia 
nell'esito finale del conflitto per gli avvenimenti della fine dell'ottobre 1917. 

Le alterne vicende della guerra possono esserci cagione di dolore profondo, 
non già di scoramento. Il lettore troverà dunque nel nostro volume la (cronaca 
dei fatti di guerra fino al 30 settembre com' è nostro antico costume e dei fatti 
))osterioi-i solo quell'accenno obiettivo che le esigenze della stampa hanno per- 
messo: la cronaca del volume venturo registrerà e gli avvenimenti dell' ottobre e 
del novembre scorsi e la magnifica ripresa delle armi italiane e il redde rationem 
liliale. 

Ancr e il presente volume, come il precedente, è presso che tutto, dedicato 
alla guerra, ai suoi multiformi aspetti, ai suoi influssi, pur conservando, sotto 
un certo punto di vista, quel carattere enciclopedico che hanno tutti gli altri, 
dappoiché il grande fatto della guerra investe e involge tutte 1© forme della 
vita e dell'attività nazionale. 

Alla parte astronomica àeW Almanacco ,aveva dato opera diligente, come gli 
anni precedenti, il eh. direttore dell'Osservatorio Astronomico di Bologna, il 
professore Michele Rajna, quando le condizioni non buone della sua salute lo 
obbligarono a interrompere il lavoro, che fu condotto a fine dall' egr. dottore 
(Giovanni Bottino Barzizza, assistente dell' Osservatorio di Brera, al quale 
rendiamo grazie di aver assolto il non lieve impegno, benché pur esso legato 
dai vincoli del servizio militare. 

Quanto alla Cronachetta dello Sport, non ho bisogno di ricordare che <'ssa 
da cinqu(^ anni è svolta piìi ampiamente in un volume speciale, l'Almanacco 
dello Sport, pure in edizione Bemporad. 



() PREFAZIONE. 

IXevo piuttosto riclii.'unare la benevola atteHzioiie del lettore sulle conseguenze 
cli«i le attuali condizioni anormali del coniraercio portano anche per l'Almanacco 
Italiano. Anzi tutto il ritardo col quale, non ostante i nostri sforzi, esce il 
presente volume, ritardo dovuto alle note difficoltà di procurarsi la carta, sia 
per la diminuita fabbricazione, sia per l'aumentato consumo, sia per la crisi 
dei trasporti, sia i)er la scarsità della mano d' opera. Le ragioni medesime 
valgano a scusarci se la qualità della carta imjjiegata è piìi scadente ; la mancanza 
<li alcune materie prime non permette più la fabbricazione di questa carta da 
stampa con i requisiti necessari alla i)erfetta impressione delle vignette, specie 
di quelle a reticolato. 

Le stesse ragioni daranno sufficienti anche a giustificare l' aumento del prezzo 
di vendita, che può parere grave di per sé stesso, ma che pure è inferiore a 
quello che le mutate condizioni del mercato i)orterebbero. Non parliamo della 
v»mdita diminuita i)er il fatale restringersi di ogni spesa non indispensabile ; 
non parliamo dei minori proventi della pubblicità ; ma fermiamoci a considerare 
r aumento fantastico dei prezzi della carta. 

Quando il libro costava lire 2.50, la carta dell'Almanacco costava 50 lire al 
quintale e siccome il libro pesava e pesa ancora (che la mole non è diminuita) 
fi50 grammi, per ogni copia del volume c'erano centesimi 32^/2 di carta. Oggi 
qtiella stessa carta costa nientemeno che 320 lire al quintale, vale a dire che 
})er ogni copia ci sono lire 2,08^ ossia oltre lire 1,75 di piìi, di sola carta!! 
Oltre a ciò i clichés sono aumentati del 40%, gl'inchiostri ugualmente, la mano 

d'opera nelle tipografie del 30% insomma la spesa per ogni copia supera di 

oltre 2 lire quella di prima della guerra! E noi non abbiamo aumentato il prezzo 
che di una lira. 

Ma non insistiamo su (queste note e finiamo rinnovando ai nostri lettori, 
che sono poi — sia detto senza immodestia — tutta V Italia, i piìi caldi auguri 
per il 1-918. 



Bolofjna. 31 dicembre 1917. 



Giuseppe Ptimaf^alli. 



jfS^ ^^ ELIXIR. PASTA. POLVERE o SAPONE # ^*f^^ 



BENEDICTIN& 








Istituto Nazionale 



n 



delle Assicurazioni 



LEGGE 4 APRILE 1912 N.® 305 

ROMA - Direzione Generale - ROMA 



L'Istituto Na- 
zionale delle As- 
sicurazioni è ente 
di diritto pubblico. 
Ha personalità giu- 
ridica e gestione 
autonoma ed è po- 
sto sotto la vigi- 
lanza del Ministero 
di Industria, Com- 
mercio e Lavoro. 

Le polizze del- 
l'Istituto Naziona- 
le delle Assicura- 
zioni, oltre la ga- 




Da una cromolitografia 
dello Stabilimento G. Ricordi &t C. 



ascendevano a oltre 
1 miliardo e 150 mi- 
lioni. 

Il patrimonio 
deir Istituto al 31 Di- 
cembre 1916 ascen- 
deva a oltre 290 mi- 
lioni. 

I valori liquidati 
a favore degli assi- 
curati dal l» Genna- 
io 1913 al 31 Dicem- 
bre 1916 ascendono 
a Lire 84,109,282,48. 

L'organizzazio- 
deir Istituto com- 
Agfenti Generali, 



ranzia delle ordinarie riserve ne locale 
matematiche e delle altre ri- prende: 69 
serve che l'Istituto è obbligato 2313 Agenti locali, 1412 pro- 
a costituire a norma di leg- duttori professionisti, 10,076 
gè, hanno la garanzia dello produttori autorizzati. 
Stato. È fatto obbligo a tutta l'or- 

Le somme dovute dall' Isti- ganizzazione dell'Istituto di 
tuto ai propri assicurati sono fiornire gratuitamente le infor- 
garantite dal Tesoro dello Stato mazioni, i chiarimenti, i pro- 
e sono esenti da imposta di getti di contratto che possano 
successione e sono inseque- occorrere ai singoli, alle Ditte, 



strabili. 

I capitali assicurati con poliz- 
ze in vigore al 31 Dicembre 1916 



agli enti, al fine di adattare 
l'atto di previdenza ai rispet 
tivi bisofirni. 



^^®^ 





METARSILE MENARINI 






•Fosfo-metilarsinato di ferro per uso Interno e per via ipodermica 
■Contiene Ferro, fosforo (lecitina) e Arsenico (acido meiUarsìnico) 
allo stato organico. 




RKOSTITUENTESKUROEDIPRONTO EFFETTO | 




nell* Anemia^ Clorosi, Ncurastonia, Rachitismo, 

Scrofola, Esaurimenti Nervosi, Cachessie malariche, ece. 

SI VENDE NELLE PRINCIPALI FARMACIE 

Campioni gratis ai Sigg. Medici che ne foi-anno richiesta. 
A. 'MENAEINI - Farmacia InCernazionale - 4. via Calabritto, NAPOLI 








■c 




EUZYMINA MENARINI 




1 


Soluzione titolata di Lecitina e fermenti digestivi. Formola del Prof. 
Coacetti delta R. Valversità di Roma. 




RACCOMANDATANfllf MfllftlTItOfll'APfftlìATO Olli[UlVflo.iMINI | 




La EUZYMINA. per 1 fermenti che contiene, associati alia Lecitina, 
non solamente rimedia alle deficienze dell' apparato digerente, ma sti- 
mola i poteri zimojerenl ad una maggiore attività funzionale. 

61 vende nelle prinolpali F'armaole 

Campioni gratis ri Sigg. Medici che ne faranno richiesta. 

A. USNASIKI ' Farmacia Intemazionale - 4. Via GalAbritto - NAPOLI 





I 



CBBOSiourì per nttlìa e Orietti: IL ttOil a L-FlgOOt 



EMODIN A MENARINI 



^ (Pillole lassative e purgative) Wj 

W^ Raccomandata nella ^ 



Stitichezza 



C ^^£l P/iì-URBi 
CMEL'i\CCo."\PAt(A'^< 



rF='ETTO BLANDO E SIOURO 

\-. I.OO la soatol» 

A. MENARINI, Farmacia Internazionale 



Napoli 




1 PRUimEHTl in CERRmiCH 

«tllo STfìBILinìEnTO ' GJ RPPIBHI • TREUISO 

Hflnno FamR moHQiRtE 

esteERe sui PRoaorn cft m«RCB ai rnasnun - rRrnioeHi t^ «irrsiESta 



INDICE 



Il Calendario. 

Cenni intorno al Calendario in gene 

rale Pag 

Anno tropico e anno civile — Conve 
nienza di mantenere stabile nel calen 
daiio l'epoca dell'equinozio .... 
Anno romano — Le intercalazioni ... 2 
La Riforma Giuliana del calendario. . . 3 
La Riforma Grogoriana — Soppressione 

di tre bisestili ogni quattrocento anni „ 
Ripristinamento dell'equinozio di pri 
mavera al 21 marzo — Soppressione 
di 10 giorni nel mese di ottobre 1582 „ 
Cenni storici sulla propagazione succes- 
siva della riforma gregoriana „ 

L'èra cristiana o volgare 4 

Date diverse del principio d'anno — 

Principio del Secolo 5 

Nomi romani dei mesi. , 

Divario tra i Cronologisti e gli Astronomi 
nel numerare gli anni avanti Cristo — 
Regole aritmetiche per i bisestili. , . "6 

Calendario romano antico „ 

11 periodo giuliano e le ère principali . 7 

Computo ecclesiastico 8 

Klementi del computo ecclesiastico. . . 9 
Calendario cristiano cattolico — Feste di 

precetto, feste mobili 10 

Calendario del rito ambrosiano .... 11 
Calendario repubblicano francese. ... „ 

Calendario civile italiano „ 

Calendario Protestante ^ 

Calendario Greco-Russo 12 

Calendario Israelitico „ 

( alendario Maomettano „ 

Calendario Etiopico „ 

Articoli generali del calendario per l'anno 

comune 1918 13 

Relazioni cronologiche , „ 

Elementi dei computo ecclesiastico 

gregoriano , 

Feste mobili della Chiesa cattolica. ^ 
Feste cattoliche di precetto (oHré 

alle domeniche) „ 

Altre feste cattoliche non di precetto „ 

Quattro tempora „ 

Calendario dei protestanti 1918 14 

Calendario della chiesa Greco-russa pel 

1918 „ 

Calendario israelitico pel litlS 15 

Calendario maomettano pel 1918 .... „ 
Calendario dei copti e degli abissini cri- 
stiani pel 1918 16 



Effemeride astronomica. 

Abbreviazioni e simboli impiegati .Pag. 17 

Abbrevazioni „ 

Punti cardinali dell'orizzonte ^ 

Aspetti degli astri „ 

Simboli zodiacali 18 

Simboli planetari „ 

Fasi della luna „ 

Principio delle Stagioni astronomiclip. . „ 
Noviluni e pleniluni secondo l'uso eccle- 
siastico „ 

Eolissi del 1918 ^ 

Calendario perpetuo Giuliano e Grego- 
riano 19 

Spiegazione ed uso delle effemeridi. , . 22 

Generalità „ 

Riduzione del levare e tramontare 
del Sole dall'orizzonte di Roma a quello 
di un altro luogo qualunque in Italia 

e nelle regioni circonvicine 25 

Riduzione del levare e tramontare 
della Luna dall'orizzonte di Roma a 
quello di un altro luogo qualunque 
in Italia e nelle regioni circonvicine . 27 

Riduzione della culminazione della 
Luna dal meridiano di Roma a quello 
di un altro luogo qualunque in Italia. 

e nelle regioni circonvicine 28 

Il cielo stellato 29 

Elenco delle stelle principali. ... 30 
Crepuscolo civile e astronomico . . 31 
Durata apparente del crepuscolo . . 32 
Declinazione del sole a mezzodì me- 
dio dell'europa centrale „ 

Tempi legali del principali Stati del 
mondo: 

I. Dipend. dal merid. di Greenwicli. 33 

II. Non dipendenti da meridiano di 
Greenvich „ 

Tavola I.» — Riduzione del levare e 
tramontare del Sole dal parallelo di 
Roma al parallelo di un altro luogo 
qualunque in Italia e nelle regioni cir- 
convicine 34 

Tavola II.» — Riduzione del levare 
e tramontare della Luna del parallelo 
di Roma al parallelo di un altro luogo 
qualunque in Italia e nelle regioni cir- 
convicine 36 



Tavole astronomiche mensili : effemeridi 
del Sole e della Luna per l'orizzonte 
A 



10 



INDICE. 



di Roma in tempo medio civile del- 
l'Europa Centrale: il firmamento: 

Gennaio Pag. 38 

Febbraio 40 

Marzo 42 

Aprile 44 

Maggio 46 

Giugno 4» 

Luglio f>,) 

Agosto 52 

Settembre 54 

Ottobre 56 

Novembre 58 

Dicembre CO 



Varietà astronomiche. 

Che cosa è il cielo fi2 

Il Settimo cielo r.a 

Due grandi illusioni cosmiche . . , Co 

Calendario Settimanale C8-116 

Memorandum GS-120 

Tabella dei digiuni e delle astinenze. . 120 
Compendioso indice dei Santi più comuni 
ricorrenti nell'anno 121 

Notizie amministrative, diplomatiche, 
statistiche, ec. 

La Chiesa cattolica — Il Sommo Pon- 
tefice — I Cardinali . . . 12G 

Parte della Famiglia e Cappella Pon- 
tificia 1-28 

La Curia romana 129 

Sacre Congregazioni ^ 

Tribunali 130 

Otficii r, 

Corpo diplomatico. - Nunzi aposto- 
lici, internunzi ed inviati straordinari 
della Santa Sede 

Corpo diplomatico estero presso la 

Santa Sede 

Famiglia Reale d'Italia 

Casa di S. M. il Re 

Casa Militare di S, M 

Casa Civile di S. M 

Ministero della R. Casa 

Corte di S. M. la Regina 

Corte di S. M. la Regina Madre . . 

Corte di S. A. R. la Principosa Ma- 
ria Laetitia vedova di S. A. R. il Prin- 
cipe Amedeo Duca d'Aosta 

Casa di S. A. R. il Principe Emanuele 
Filiberto Duca d'Aosta 

Corte di S. A. R. Elena Duchessa 
d'Aosta 

Casa di S. A. R. il Principe Vittorio 
Emanuele Conte di Torino 

Gasa di S. A. R. il Principe Luigi 
Amedeo Duca degli Abruzzi 

Casa di S. A. R. il Principe Tommaso 
di Savoia Duca di Genova 



131 



139 



Corte di S. A. R. la Principessa Maria 
Isabella di Baviera Duchessa di Ge- 
nova Pag. 139 

Parlamento Nazionale: 

Senato del Regno 140 

Ufficio di Presidenza ^ 

Camera dei Deputati 142 

Ulficio di Presidenza „ 

Giunte permanenti e Commissioni . .„• 

Senatori morti 144 

Senatori di nuova nomina „ 

Deputati morti « 

Indicazione delle Legislature, delle 
Sessioni e del numero delle sedute pub- 
bliche dal 1848 al 1917 140 

I Ministeri. 

Ministeri dal 1848 al 1917 14G 

Grandi Ufficiali dello Stato, loro elen- 
co nominativo 150 

Ministri di Stato „ 

Presidenza del Consiglio dei Ministri. „ 

Consiglio dei Ministri „ 

Ministero degli Affari Esteri . . . .151 

Ministero di Agricoltura 102 

Ministero per l'Industria, il Comm. 

e il Lavoro , 

Ministero delle Armi e Munizioni. . 154 

Ministero delle Colonie 155 

Ministero delle Finanze \M> 

Ministero di Grazia e Giustizia e dei 

Culti 158 

Ministero della Guerra 159 

Ministero dell'Interno . 101 

Ministei-o dell' Istruz. Pubblica . . . 1C3 
Ministero dei Lavori Pubblici . . .1(14 
Ministero della Manna, ...... 100 

Ministero delle Poste e dei Telegrafi. 107 

Ministero del Tesoro 109 

Ministero per 1 Trasporti marittimi 

e ferroviari 171 

Ministri senza portafoglio 172 

Consiglio di Stato 173 

Corte dei Conti „ 

Gerarchia Cattolica — Arcivescovi e 
Vescovi delle Sedi Residenziali italiane. 175 

Amministrazione locale — Prefetti 
delle Provincie e Sindaci delle Città 

capoluoghi di Provincia 178 

Camere di Commercio i7'.i 

Camere di Commercio italiane al- 
l'Estero .180 

RR. Enotecnici italiani all'Estero. . „ 
Addetti e Delegati Commerciali pres- 
so le RR. Rappresentanze d'Italia al- 
l'Estero • . , 

Camere di Commercio estere in Italia „ 
Ordine giudiziario — Primi Presi- 
denti e Procuratori Generali delle 
Corti di Cassazione e di Appello. . . ISt 



I PRUimEHTl in TERRmiCH 

dtiio sTABiLimenTO % e. i rppirhi |- 5 treuiso 

HRnno PRmR moHQiRtE 

esiBERC SUI cRooorn lr mn^rn ai rne^Run • mrPiQOHi n nifAJEs;i« 



INDICE. 



Amministrazione provinciale scola- 
stica Pag. 

Agenti diplomatici di S.M. il Re d'Ita- 
lia presso 1 Governi Esteri 

Ambasciate e Legazioni estere pres- 
so S. M 

Consolati Italiani delle principali lo- 
calità straniere 185 



182 



184 



Indice alfabetico annuale delle leggi . . 188 

I problemi agrari del dopo guerra . . . 200 

Cucina borghese 208 

Corriere femminile. 

Le economie insegnate dalla guerra. 228 
L'industria del giocattolo italiano e 

l'iniziativa femminile 234 

La moda 238 

L'opera della donna italiana durante 

la guerra '..... 243 

L'economia nazionale e la guerra. . . . 258 
Le finanze di guerra, dell'Italia 280 

II riscatto di Palazzo Caflarelli e la zona 
monumentale di Roma 285 

11 D'Annunzio e la guerra 290 

La guerra e l'arte 295 

I monumenti e le opere d'arte distrutte 
d.al nemico e l'azione della " Leonardo 

da Vinci 299 

Martiri ed eroi della nostra guera. . . 301 
Illustrazione statistico-economica delle 

redimende terre italiane 311 

Passeggiata carsica 325 

La guerra sottomarina 330 

Nuove Confederazioni in Europa e in Afri 
ca e l'aiTermazione della razzi latina 

La fiera di Lione 

Italia e Inghilterra 

La Polonia. 

La rivoluzione russa 

fili Stati Uniti nella politica mondiale. 
Le grandi Società di Navigazione: 

Lloyd Sabaudo 

Navigazione generale italiana. . . 
Società italiana servizi marittimi. 

La Veloce 406 

Lloyd Italiano 407 

Società di Navigazione " Marittima 

Italiana „ 408 

* " Italia „ 409 

Società Nazionale di Navigazione. . 410 

" Sicilia r, 411 

Cunard Line 412 

Auchor Line 413 

La Casa di Salute Francesco Mata- 
razzo a San Paolo del Brasile .... 414 

Avvenimenti politici, fatti di cronaca, 
disastri, fenomeni naturali (ott. 1916. 
Settembre 1917) 420 



357 
361 
3G6 
371 
385 
393 

403 
404 
405 



Cronaca della Guerra: 

La guerra europea nei due ultimi 
mesi del 1917 Pag. 

Le operaz. militari europee nel 1917. 

Le operazioni italiane nel 1916-17. . 

La guerra marittima 

La guerra nelle colonie (1916-17) . . 

Analisi sintetica della situazione po- 
litico-militare negli anni 1914-15-16-17. 

Deduzioni militari della guerra dal 
1914 al 1917 

La missione straordinaria italiana in- 
viata negli Stati Uniti nel maggio 1917. 

La Fiat per l'aviazione e per il pri- 
mato dell'industria italiana 

Notizie di letteratura, di scienza e 
d'arte (ottobre 1915. Settembre 1917). 

Notizie sportive (ottobre 1915. Set- 
tembre 1917) 

Notizie teatrali (ottobre 1915. Set- 
tembre 1917) 

11 pianoforte alla portata di tutti. 
(Un'industria che fa onore all'Italia). 

Inaugurazioni di opere pubbliche e 
monumenti. Commemorazioni. Esposi- 
zioni (ottobre 1915. Settembre 1917). 

Necrologio 

I morti della nostra guerra 

Enimmistica 

Nuovo Ministero costituito il 30 ott. 1917. 
L'Italia fa da sé : 

La Banca Italiana di Sconto . . . . 

La Banca Commnrciale Italiana . . 

Istit. Nazionale delle Assicurazioni. 

Previdenza e Assicurazioni 

La Magnesite 

Pettinatura Italiana 

E. Albertini e C. — Premiati Stabi- 
limenti per la fabbricaz. di Cappelli. 

La Stufa Elettrica di guerra a tes- 
suto radiante, co 

A Uri Apparecchi Termo-Elettrici bre- 
vettati della medesima Società. . , . 

Officine Meccaniche e Fonderie Ing. 
Roberto Zùst 

La Società Industrie Chimiche * It- 
tiolo „ 

Una doverosa emancipazione e un 
benemerito dell'Industria Italiana . . 

StabilimentoOrtopedico Aniello Mele. 

Lo sviluppo della Pi-ote>i 

Comitato Nazionale cooperativo del 
Lavoro 

Società Anonima Italiana Gio. An- 
saldo e C 

Stabilimento Metallurgico giù Leone 
Giulini di Mario Fontana 

Cartiera Gio. e Cosimo Cini . . . . 

V. Valvassori Franco 

Le Cartiere Meridionali 



11 

450 
458 
474 
488 
492 

502 

508 

512 

513 

518 

523 

525 

530 



532 
540 
5fi0 
565 



579 

580 
586 
588 
589 
694 



596 
598 
599 
602 
605 
606 
608 
609 
612 

616 

617 
618 
61'J 



NELLE PAGINE PRELIMINARI: 
La Vita Politica narrata dalla caricatura nei giornali italiani (Ottobre 1916 • Settembre 1917). 



I PRUimEHTl in TERRmirR 

dtUo STfìBILimEnTO «3. RPPIRHI - TREUISO 

HRnnO FRUIR mOHQIRLEl 




Sindacato FEDERICI & G. 

per Industrie Chimiche e Farmaceutiche 



NAPOLI 

Via S. Giacomo, SI 
:: Telefono 15-86 :: 





NOMINATIVI 


INDICAZIONI 


DOSI 






'ZOTieON'FMti 

Interno, Ipoderm., Cachsts 


Anemia, Clorosi, 
Debolezze organiche, 

Antlabortlvo, 
Sviluppo ritardato, 
Emicranie, Capogiri 


1-2 cucchiaini al giorno 
per gli adulti ; '/, dose 
per bambini e giovinetti 
1 siringa di 1 O.C. prò die 
1 prima di ogni pasto 




Lecitinalelodolecitinal 

Soluz. indolora di Lecitina 

ex Ove semplice e lodata 

di I, II e III grado 


Scrofola, 
Impoverimento 

organico, 
indebolimento 

delle ossa 


Una siringa al giorno 
da 1, 2 C.C. 




' TRIPSIGASTERASI ' Di,p.p.i.. 

(Tripsina, Takadiastasi,ec.) Digestioni stentate, 

Preparazione speciale Atonia delle 
delBott. Cav. P. Federici j vie digerenti 


10-20 gocce al giorno 
all'ora del pasto per gli 
adulti; Vi dose per i 
piccoli 




Perrarsile Ment. 

al Guaiacolo 

Iniettabile - Antisettico 


Debolezze organiche 
costituzionali. 

Catarro del Bronchi, 
Tisi Incipiente 


Una siringa al giorno 
da 1 C.C. 




Soluzioni lOllO-IOllUralB Srolola. Artntlde. 
I, II e III grado Ritardato ricambio, 
con e senza guaiacolo Cardiopatie 


Una siringa prò dio 
da 1 C.C. 




GLICEROFOSFRTI FEDERICI 

Granulari, di poro zucchero, 

Bolu bissimi, grati al gusto, 

dosati ad alto titolo 


Nevrastenla, 

Affezioni del Nervi 

In genere. 

Debolezze, 

Esaurimenti 


Uno due misurini 
• anche più volte al giorno 



" Adelol - Company ,, Napoli. 
Le Signore eleganti preferiscono 

r (( AD£LOL.„ 

Dentifricio Sovrano per le sne qualità antisettiche 

ed il suo sapore gradevole. 

*' ADELOL ,, bianchezza, splendore dei denti 

** AD£IuOL „ igiene, freschezza della bocca 

** ADELOL „ disinfezione, profumo dell'alito 



*' A!D£LOL ,9 cercatelo nei magazzini di mode, profumerie, 
farmacie, drogherie ecc. a L. 3,00 il flacone oltre il bollo 



IPRUimEHTl ìnCERRmirR 

dello STflBILMTienTO e. RPPIRHI,- TREUISO 

HRnnO FRmR .mOHDIRtE 

esi6ERe SUI PBoaorn c« m«Rr« ai ri\a9Rtcn • f«rpiQ6Mi « «irRjEstrt 

^- ' ' .... .1 . . — — .— 

INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE 



Abbreviazioui astioiiomiche, 
17. 

Addetti commerciali, 180. 

Adige, (L* alto) 315. 

Areoplani, 513. 

Agenti diplomatici di S. M. il 
Re d'Italia, 182. 

Aggressione germanica, 486. 

Alessio Giulio, 143. 

Alfieri Vittorio, 162. 

Alimentazione nazionale, 25'J. 

AUobelli Caiio, 543. 

A'ubasciate estere, 184. 

Ameglio Giovanni, 433. 

Amministrazione locale, 178. 

Amministrazione provinciale 
scolastica, 182. 

Ancor Linee, 413. 

Anno civile, 1. 

Anno Romano, 2. 

Anno tropico, 1. 

Aratro, 200. 

Archivi della S. Sede. 131. 

Arcivescovi d'Italia, 175. 

Arlotta Enrico, 172. 

Arte (L' ) e la giierrn, 21)5. 

Ascalesi Alessio, 427, 

Astri, (aspetti degli) 17. 
Autobollitore, 229. 
Aviazione Italiana, 513. 
Avvenimenti politici, 420. 
Azione aerea, 488. 

Azione dei sottomarini, 339. 
Azione nel Trentino, 488. 
Baldisserra Antonio, 543. 
Banche di emissione, 272. 
Battaglieri Angusto, 166. 
Bechi Ginlio, 560. 
Benedetto XV, 126. 
Bianchi Leonardo, 172. 
Bianchi Riccardo, 171. 
Biblioteca Vaticana, 131. 
Bilancia commerciale, 271. 
Biondi Ernesto. 543. 
Bissolati Leonida, 172. 
Blaserna Pietro, 141. 
Boggiani Pio Tommaso, 427. 
Bonacci Giuliano, 561. 
Bonasi Adeodato, 141. 
Bonazzi Lorenzo, 433. 
Bonicelli Giacomo, 161. 
Bonomi Ivanoe, 164. 
Borsarelli Luigi, 151. 
Boselli Paolo, 160. 
Buemi Salvatore, 543. 
Calendario civile italian., 11. 
Calendario copto, 12-16. 

Laboratorio H. DUBOIS 7, 
tica ., rRubrica della salute). 



Calendario cristiano cattolico 

10. 
Calendario degli Abissini cri- 
stiani, 16. 
Calendario dei protestanti, 

Il e 14. 
Calendario del rito ambro- 
siano, 10. 
Calendario greco-russo, 12-14. 
Calendario in genei-ale, 1. 
Calendario israelitico, 12-15. 
Celendario niaometftano 12-15 
Calendario per l'anno comu- 
ne 1918, 13. 
Calend. perpetuo giuliano, 19. 
Calendario perpetuo grego- 
riano. 19. 
Calendario repubblicano fran- 
cese, 11. 
Calendario settimanale, 68 e 

seguenti. 
Cambi, 271. 

Camera Apostolica. 130. 
Camera dei Deputati, 142. 
Camere di commercio, 179. 
Caliere di commercio estere 

in Italia, 180. 
Camera di commercio italia- 
ne all'estero, 180. 
Camerieri segreti di S. S. 129. 
Camerieri segreti partecipan- 
ti, 128. 
Cancelleria Apostolica, 130. 
Cappella pontificia, 128. 
Cappelli Raffaele, 143. 
Carcano Paolo, 169. 
Cardinali creati nel Concisto- 
ro del 4 Dicembre 1916,426. 
Cardinali dell'Ordine dei pre- 
ti, 127. 
Cardinali dell' ordine dei Ve- 
scovi. 127. 
Cardinali Diaconi, 128. 
Cardinali palatini, 128. 
Cariche (Grandi) ereditarie 
della Corte Pontificia, 129. 
Carso. 325. 

Casa civile di S. M. il Re, 138. 
Casa militare di S. M. il Re, 

138. 
Casa di S. M. il Re, 138. 
Casa di S. A. R. il Conte di 

Torino, 139. 
Casa di S. A. R. il Duca de- 
gli Abruzzi, 139. 
Casa di S. A. R. il Duca di 
Aosta, 139. 



Casa di S. A. R. il Duca di 

i Genova, 139. 

Casa di Salute Matarazzo 411. 

Casse di risparmio. 275. 

Castelli Emilio, 433. 

Cefaly Antonio, 141. 

Cenni intorno al calendario 1, 

Cermenati Mario, 152. 

Chiesa cattolica, 126. 

Ciclo solare, 8. 

Cielo (11) 62. 

Cielo (Il settimo) 63. 

Cielo stellato, 29. 

Colosimo Gasparo, 155. 

Comandini Ubaldo, 172. 

Commedie nuove, 525. 

Commemorazioni, 532. 

Commissioni del Senato del 
Regno, 140. 

Commissioni parlament. 142. 

Computo ecclesiastico, 8. 

Conconi Luigi, 543. 

Confederazioni in Europa 357. 

Congregaz. Cerimoniale, 129 

Congregaz. concisturiale, 129 

Congregazione dei Sacramen 
ti, 129. 

Congregaz. dei Sacri Riti, 129 

Congregaz. dei Seminari, 130 

Congregaz. del Concilio, 129 

Congregaz. del S. Uflzio, 129 

Congregazione della R. Fa 
brica di S. Pietro, 130. 

Congiegazione di propagan 
da fide, 129. 

Congregazione per gli afifari 
ecclesiastici, 130. 

Congiegazione per gli affari 
dei Sodalizi religiosi. 129. 

Congregazioni (Sacrei 129. 

Consiglio dei Ministri, 150. 

Consiglio di Stato, 173. 

Consolati italiani, 185. 

Corpo diplomatico della S. So- 
de, 131. 

Corpo diplomatico pres>o la 
S. Sede, 131. 

Correnti commerciali, 269. 

Corriere femminile, 228. 

Corso dei titoli pubblici, 277. 

Corte dei Cónti, 173. 

Corte di S. A. R. la Duches- 
sa di Genova. 139. 

Corte di S. A. R. la Duches- 
sa d' Aosta, 139. 

Corte di S. M. la Regina Ma- 
dre, 139. 



Rue Jadin, PARIGI, vedere a pag. XV e XVIII nella " Vita Pra- 



14 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



Corte di S. M. la Regina, 138. 

Corte di 8. A. R. la Princi- 
pessa Maria Laetitia, 139. 

Corti di Appello, 181. 

Corti di Cassazione, 181. 

Cronaca della guerra, 450. 

Crepuscolo astronomico, 31. 

Crepuscolo civile, 22. 

Crepuscolo civ. per il 1918, 31. 

Cronache varie, 421. 

Cucina borghese, 208. 

Culminazione della luna, 28. 

Cunard Line, 412. 

Curia Romana, 129. 

!>' Annunzio e la guerra, 290. 

Da Como Ugo, 169. 

JJallolio Alfredo, 154. 

Date diverse del principio 
d'anno, 5. 

Debiti di guerra, 281. 

Debiti pubblici, loro situa- 
zione, 282. 

Declinazione del so^e, 32. 

Decreti luogetenenz. 188. 

Deduzioni militari della guer- 
ra dal 1914 al 1917, 508. 

Del Bono Alberto, 166. 

Delegati commerciali, 180. 

Della Chiesa Giacomo, 126. 

Della Somaglia C. 433. 

Della Volpe (Card.), 543. 

De Nava Giuseppe, 153. 

Deputati defunti, 144. 

De Robilant N. 433. 

De Vito Roberto, 165. 

Diaconie cardinalizie, 128. 

Disastri, 420. 

Donna (La) Italiana durante 
la Guerra, 243. 

Dubois L. Ernesto, 427. 

Dubourg A. Renato, 427. 

Duran Carolus, 543, 

Eclisse anulare di Sole, 19. 

Eclisse parziale della luna, 18. 

Eclisse totale di Sole, 18. 

Eclissi del 1918, 18. 

Economia in cucina, 232. 

Economia fL') nazionale e la 
guerra, 258. 

Economia insegnata dalla 
guerra, 228. 

Effemeride del Sole, 38 e pas. 

Effemeride della Luna, 38 e s. 

Effemeridi, (uso delle) 22. 

Elementi del computo eccle- 
siastico, 8. 

Elena, Regina d' Italia. 134. 

Eman. Filiberto Duca d'Ao- 
.sfa, 137. 

Enimmistica, 565. 

Enotecnici (R. R.) 180. 

Entrate dello Stato, 275. 

I-patta. 8. 

Epoca dell'Equinozio, 1. 

Equinozio di primavera, 3. 

Èra cristiana, 4. 

Era volgare, 4. 

Eroi delle nostra guerra. 301 

Esportazione: divieto, 270. 

Esportazioni agricole, 205. 

Esposizioni, 532. 

Età della Luna, 25. 



Famiglia Reale d'Italia, 132. 

Famiglia pontificia, 128. 

Fasi della luna, 18. 

Fatti di cronaca, 420. 

Fenomeni naturali, 420. 

Fera Luigi, 168. 

Ferdinando di Savoia, Duca 
di Udine, 137. 

Feste di precetto, 10. 

Feste fisse, 10. 

Feste mobili, 10. 

Feste mobili della Chiesa 
cattolica, 13. 

Fiat (La) per la aviazione, 
513. 

Fiera di Lione, 361. 

Finanze (Le) di guerra del- 
l' Italia, 280. 

Fiori (I) in tavola, 220. 

Firmamento, 39 e seg. 

Fiume, 322. 

Flotte Sottomarine, 338. 

Foscari Pietro, 155. 

Friuli orientale, 316. 

Cjrara degli Indovini, 569. 

Gerarchia cattolica, 175. 

Giardino Gaetano, 160. 

Giorgi Oreste, 427. 

Giovanna (Principessa), 135. 

Giunte permanenti della Ca- 
mera dei Deputati, 141. 

Gnocchi Viani Osvaldo, 543. 

Grimani F., 433. 

Guardie nobili pontificie, 12;). 

Guerra (La) e l'arte, 295. 

Guerra europea nel 1916-17, 
450. 

Guerra marittima, 488. 

Guerra (La) nelle colonie,- 492. 

Guerra Sottomarina, 330. 

Illusioni cosmiche, 65. 

Imposte, 2S3. 

Inaugurazioni, 532. 

Indice delle leggi, 188. 

Indizione romana, 9. 

Indovini (Gara degli), 569. 

Industria (Una) che fa onore 
all'Italia, 529. 

Industria del giocattolo ita- 
liano, 234. 

Industria italiana, 613. 

Industrie agrarie, 204. 

Industrie; loro andamento, 
264. 

Indri Giovanni, 156. 

Inghilterra e Italia, 366. 

Iniziativa femminile, 234. 

Intercalazioni, 2. 

Internunzi Apostolici, 131, 

Invernizio Carolina, 543. 

Iolanda (Principessa), 135. 

Istria, 321. 

Istituti di credito, 275. 

Italia e Inghilterra, 366. 

" Italia „ Soc. di Navigazione 
a vapore, 409. 

Ija Fontaine Pietro, 427. 

Lavori femminili, 240. 

Legazioni estere, 184. 

Leggi, Decreti e Regolamen- 
ti, 188. 

Legislat. del Parlamento, 115. 



Leonardo (La) da Vinci, 229. 

Lettera del martirologio, 9 

Levare del Sole, 24. 

Levare della Luna, 24. 

Levi Primo, 543. 

Lione: sua fiera, 361. 

Lloyd Italiano, 407.. 

Lloyd Sabaudo, 403. 

Luigi di Savoia, Duca degli 
Abruzzi, 137. 

Mafalda (Principessa), 135. 

Manfredi S. E. Giuseppe, 141. 

Mangili Cesare, 543. 

Marcerà S. E. Giuseppe, 143. 

.Margherita, Regina madre, 
134. 

:\Iaria (Principessa), 135. 

Marina italiana: azioni com- 
plessive, 488. 

Marina italiana: sue opera- 
zioni, 488. 

Marini Niccolò, 427. 

" Marittima Italiana „ Soc. di 
Navigazione, 408. 

Mai-tiri della nostra guerra, 
301. 

Matarazzo Francesco, 414. 

Maurini L. Giuseppe, 427. 

Mayor Des Planches, 433. 

Maxim Hiram, 543. 

Meda Filippo, 156. 

Medaglie commemorat. della 
guerra, 601. 

Mesi presso i Romani, 5. 

Ministero degli Affari Esteri, 
151. 

Ministero dei Lavori Pub- 
blici, 164. 

Ministero del Tesoro, 169. 

Ministero della R. Casa, 138. 

Ministero della Guerra, 159. 

Ministero della Ist. pubblica, 
163. 

Ministero della Marina, 167. 

Ministero delle Armi e Mu- 
nizioni, 154. 

Ministero delle Colonie. 155. 

Ministero delle Finanze, 156. 

Ministero delle Poste e dei 
Telegrafi, 167. 

Ministero dell' Interno, 161. 

Ministero di Gri-zia e Giusti- 
zia e dei Culti, 158, 

Ministero d'Agricoltura, 152. 

Ministero per l'Industria, il 
Comm. e il Lavoro, 152. 

Ministero per i Trasporti ma- 
rittimi e ferr., 171. 

Ministeri (I), 146. 

Ministeri dai 1848 al 1917, 
146. 

Ministri di Stato, 150. 

Ministri senza portafoglio, 172. 

Mirabeau Ottavio, 553. 

Missione italiana agli Stati 
Uniti, 512. 

Mobilitaz. industriale, 268. 

Moda (La), 238. 

Montanari Umberto, 160. 

Monumenti, 532. 

Monumenti distrutti dal ne- 
mico, 299. 



INDICE ALFABETICO DELLE MATERIE. 



15 



Morelli Gualtierotti Qismon- 

,10, U3. 
Morpurgo Elio, 163. 
Mona di Lavriano Roberto, 

563. 
Morti (I) della nostra guerra, 

560. 
Movimento ferroviario, 277. 
Xiivi mercantili distrutte dai 

nemici, 340. 
Navigazione generale, italia- 
na, 404. 
Navigazione (La) e la guerra, 

.?78. 
rologio, 540. 
■coli Andrea, 553. 
N ini romani dei mesi, 5. 
Pulizie d'arte, 518. 
Notizie di letteratura. 518. 
Notizie di scienza, 518. 
Notizie sportive, 523. 
Notizie teatrali, 525. 
Notizie varie teatrali, 528. 
Numero d'oro, 8. 
Niinzii apostolici, 131. 
Oiìensiva di primavera, 484. 
uffici ecclesiastici, 130. 
Oliva Domenico, 553. 
Opera della donna italiana, 

243. 
Operazioni in Egitto, 496. 
Operazioni italiane di guerra 

(1916-17), 474. 
Operazioni militari della fine 

del 1916, 452. 
Operazioni militari europee 

nel 1917, 458. 
Operazioni nella Libia, 498. 
Operazioni nelle Colonie te- 
desche, 492, 
Opere d'arte distrutte dal 

nemico, 299. 
Opere nuove, 625. 
Opere pubbliche, 532. 
Ordine giudiziario, 181. 
Orizzonte di Roma, 25. 
Orlando V. Em., 161. 
Palazzo Caftarelli, 285. 
Pallottole di carta, 228. 
Parlamento nazionale, 140. 
Passeggiata carsica, 325. 
Paterno di Sessa Emanuele, 

141. 
Penitenzeria (Sacra), 130. 
Perdite navali delle potenze 

belligeranti, 492. 
Perrucchetti G., 553. 
Pianofòrte (11) alla portata 

di tutti, 529. 
Plattis Majocchi Maria, 553. 
Polacchi (I), 374. 



Politica mondiale, 393. 

Polonia, 371. 

Pontefice (Sommo), 126. 

Popolazione: suo accresci- 
mento, 258. 

Prefetti di provincia, 178. 

Preparazioni utili ili famiglia, 
220. 

Presbitero A., 433, 

Presidenti (Primi) di appello, 
181. 

Presidenti (Primi) di Cassa- 
zione 181. 

Presidenza del Consiglio dei 
Ministri, 150. 

Presidenza del Senato, 140. 

Presidenza della Camera dei 
Deputati, 142. 

Principe (11) del Piemonte, 
134. 

Principio del secolo, 5. 

Problemi agrari del dopo 
guerra, 200. 

Procuratori Generali di Cas- 
sazione, 181. 

Procuratori Generali di Corte 
d'appello, 181. 

Pullè Leopoldo, 553. 

Punti cardinali, 17. 

Questione polacca, 382. 

Kaineri Giovanni, 152. 

Kanuzzi De Bianhi V. A., 427. 

Rappresentazioni (Prime) di 
commedie nuove, 525. 

Rjippresentazioni (Prime) di 
opere, 525. 

Rava Luigi, 143. 

Razza latina. 357, 

Relezioni, 215. 

Relazioni cronologiche, 13. 

Ricotti Cesare, 553. 

Riforma giuliana del calenda- 
rio, 2. 

Riforma gregoriana del calen- 
dario, 2. 

Rivoluzione Russa, 385. 

Rossi Cesare, 168. 

Rota (Sacra Romana), 130. 

Rath Angiolo, 163. 

Ruffiiii Francesco, 163. 

Russia, 385. 

Sacchi Ettore. 158. 

San Paolo del Brasile, 414. 

Santi più comuni ricorrenti 
nell'anno, 121. 

Sbarsetti Donato, 428. 

Scialoia Vittorio, 172. 

Segreteria dei Bi-evi ai Prin- 
cipi. 130. 

Segreteria di Stato di S. S.m 
tità, 130. 



Senato del Regno, 140. 

Senatori defunti, 144. 

Senatori di nuova nomina, 144 

Sindaci delle città cap. di 
provincia, 178. 

Sicilia,, 411. 

Sienklwicz Enrico, 553. 

Simboli astronomici, 17. 

Simboli planetari, 18, 

Simboli zodiacili, 18. 

Situazione polit. militare ne- 
gli anni 1914-15-16-17, 502. 

Società industriali, 206. 

Società Ital. Servizi marit- 
timi, 405. 

Società Nazionale di Naviga- 
zione, 410. 

Sommaruga Giuseppe. 553. 

Sommex-gibile, 333. 

Sennino Sydney, 151. 

Sostitutivo (Un) nella illumi- 
nazione, 232. 

Sottomarini, 331. 

Spese di guerra, 280. 

Stagioni astronomiche, 18. 

Stati Uniti, 393. 

Stelle principali, 30. 

Tabella dei digiuni, 120. 

Tabella delle astinenze, 120. 

Tahon De Revel, 433. 

Tempi legali dei principali 
Stati del mondo, 33. 

Tempo medio, 22. 

Tempora (quattro;, 13. 

Terra (Torniamo allaj 202. 

Terre ital. redimende, 311. . 

Titoli cardinalizi, 128. 

Tommaso di Savoia Duca di 
Genova, 133. 

Tramonto del sole, 24. 

Tramonto della luna, 24. 

Trentino, (II) 311. 

Tribunale della segnatura 
apostolica, 130. 

Tribun.ali ecclesiastici, 130. 

Trieste, 318. 

Ufficiali (grandi) dello Stato, 
160. 

Varietà astronomiche, 62. 

Varsavia, 373. 

Vassallo R. Pasqualino, 168. 

Veloce (La) 400. 

Venezia Giulia, 319. 

Vescovi d' Italia, 175, 

Vidari Ercole, 553, 

Vittorio Emanuele Conte di 
Torino, 137, 

Vittorio Emanuele Iti, 132. 

Zanichelli Cesare, 55'.). 

Zeppellin (Conte) 553. 

Zona monumen. di Roma 285 



I PRUimEHTl in CERRmiCH 



Otiio amBiLimento e rppirhi 



TREUISO 



HRnnO FRUIR mOHQIRLE 



SOCIETÀ ANONIMA 

porqaci alle Sfeci 

Capitale Sociale L. 640,000 tutto versato 
(ridotto per rimborso da L. 800,000). 

FIRENZE, Via de' Pucci d. 2, con Stabilimenti alle SIECI presso Firenze 
ed a SCAURI Provincia di Caserta. 

EMBRICI (tegole piane alla marsigliese) e accessori di qualunque spe- 
cie per tettoie. 

MATTONI ordinari, pressati e MATTONI vuoti. 

MATTONI DA VOLTERRANE per impalcature sopra travi di ferro 
di tutte le misure. 

TUBI da drenaggio. 

Produzione npeeiale Mh Stabilimento delle Sieci 

PAVIMENTI IH TEBBA COTTA 

A FORMA DI ESAGONI 

(TOnVCEOTTES) 
BOSSI NERI E BIÀHCm, DURISSIMI SENZA ECCEZIONE 

(circa 80 per metro quadrato) 

Merce franca su vagone alle Sieci in pacchi di 40 pezzi legati con 
filo di ferro ; occorrendo imballaggi speciali restano a carico del com- 
mittente. 

A richiesta si assume la messa in opra a condizioni da convenirsi. 

Dallo Stabilimento delle Sieci servizio con barroccio proprio 
per consegna del materiale in Firenze a pie d'opera. 

NB. — Si spediscono campioni gratis a tutti quelli che ne fanno ri- 
chiesta. Kimettendo il proprio biglietto da visita a FIRENZE o a 
SCAURI all' indirizzo della Società, si ricevono a corso di posta i 
listini dei prezzi dei due Stabilimenti. 

... ( per lo Stabilimento delle Sieci — Firenze, Via de' Pocel, 1 
^ f » > di Scauri — Scanri (prov. di Caserta) 



Pasubio 



BELLEZZA DEI DENTI 

la crema dentrilìcia preferita dal mouiio elegante. 
Costo ael ttibo LIRE, XJNA ' 



Laboratorio A. POSSEMATO — Via Camillo Porzio, n» 44 - NAPOLI - Cercansi Rappreseataati. 



\1 



INDICE DEI PRINCIPALI COLLABORATORI 



ornante prof. avv. coram. Sruto, direttore 
de " La Confederazione Latina „, Eoma — 
(Nuove confederazioni in Europa e in 
Africa, ec). 

Andriulli Giuseppe -•!., redattore del "Se- 
colo „, Roma — Gli Stati Uniti nella politica 
mondiale), 

Sottino Sarzizsa dott. Giovanni, astro- 
nomo assistente del R. Osservatorio di 
Brera, Milano — (Parte astronomica). 

Carrara Lombroso Paola, Torino — (Cor- 
riere femminile). 

** Donna Paola ,,, Milano — (L'opera della 
donna italiana durante la guerra — Mar- 
tiri ed eroi della nostra guerra). 

Fiora prof. Federico, della R. Università 
di Bologna — (Le finanze di guerra del- 
l' Italia). 

Gray Ezio Ilaria, Zona di guerra — (Il 
D'Annunzio e la guerra). 

Jjancellotti avv. Arturo, Roma — (La guerra 
e l'arte — La guerra sottomarina i. 

Leti Guido, Roma — (Palazzo Caffarelli e 
la zona monumentale di Roma). 

Marchese prof. cav. Giovanni, direttore 
del " Corriere del Villaggio „, Milano — 
(I problemi agrari del dopo guerra). 



Marchetti comm. avv. Livio, Roma — 
(L' economia nazionale e la guerra — Illu- 
strazione statistico-economica delle redi- 
mende terre italiane). 

Olszewski conte, avv. Witold, Bologna — 

(La Polonia). 

Pantalini can. cav. prof. Oreste, Milano — 
(Diario sacro). 

Fettini Amedeo, sottocapo cuoco di S. M. 

il Re, Roma — (Cucina borghese). 

Faccini Mario, Zona di guerra — (Pas- 
seggiata Carsica). 

Sor ani prof. Aldo, Firenze — (Italia e In- 
ghilterra'. 

Tragni colonri. A., Marcellise (prov. di Ve- 
rona). — (Cronaca della guerra). 

Zanotti JBianeo prof. cav. Ottavio, Torino 

— (Varietà astronomiche). 



Si omettono i nomi di altri collaboratori 
che in misure diverse hanno prestato l'ope- 
ra loro e taluni dei quali non desiderano di 
essere nominati. Fra questi va specialmente 
ricordato il nostro antico, valente e cortese 
ooUaboratore, che ormai da 22 anni ci comu- 
nica le notizie sulla Corte Pontificia. 



\ Ott^ ^''^ proprietà artistica e letteraria di «luesto volume, per tutti i paesi, è ri- 

j servata esclusivamente agli editori R. BEMPORAD & FIGUO, ed è vietata a termini 
(li legge la ri})rortu/,i()ne anch(i juirziale degli articoli in esso couttMiuti. 



Carta delle Cartiere di SARTEANO e VALVASSORI FRANCO 



Caratteri della Cana AUGUSTA di TORINO 



Firenze, Tipografia Scolastica, condotta da Vittorio Sieni, Via Tripoli, 28. 



^^^^OLE/v^^^ 



%v4(d 



T^SO/^0 



\m 




IN VENDITA OVUNQUE. All'ingrosso presso 



J 



SOCIETÀ ANONIMA 

Capitale L. 156.000.000 interamente versato 

RISERVA: Ord. Lire 31.200.000 — Sraord. Lire 28.500.000 



K I L I A Iv I : 

Londra, Acireale, Alessandria, Ancona, Bari, Bergamo, Biella, 

Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Caltanisetta, Canelli, 

Carrara, Catania, Como, Ferrara, Firenze, Genova, Ivrea, Lecce, 

Lecco, Livorno, Lucca, Messina, Milano, Napoli, Novara, Oneglia, 

Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Prato, 

Reggio Emilia, Roma, Salerno, Saluzzo, Sampierdarena, 

Sassari, Savona, Schio, Sestri Ponente, Siracusa, 

Taranto, Termini Imerese, Torino, Trapani, 

Udine, Venezia, Verona, Vicenza 

Sede a LONDRA 



NUOVO IMPIANTO 

DI CASSETTE E ARMADI 

DI SICUREZZA 



MILANO - Piazza Scala, N. 4-6 



BANCA COMMERCIALE ITALIANA 

Capitale L. 150.000.000 interamente versato 
Fondo di riserva: Ord. L. 31.000.000 - Straord. L. 28.500.000 

Direzione Centrale MILANO Piazza Scala, 4-6 



■^"V 



V ^ 



KII^IJLI^I: 



Londra, Acireale, Alessandria, Ancona, Bari, Bergamo, Biella, 

Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Caltanisetta, Ca- 

NELLi, Carrara, Catanla., Como, Ferrara, Firenze, Genova. Ivrea, 

Lecce, Lecco, Livorno, Lucca, Messina, Milano, Napoli, ììovara, 

Oneglia, Padova, Palermo. Parma, Perugia, Pescara, Piacenza, 

Pisa, Prato, Reggio Emilia, Eoma, Salerno, Saluzzo, Sampierda- 

RENA, Sassari, Savona, Schio, Sestri Ponente, Siracusa 

Taranto, Termini Imerese, Torino, Trapani, Udine 

Venezia, Verona, Vicenza 



Operazioni e servizi diversi 
della Sede di Milano == 

Conti correnti a chèques - Libretti ài risparmio e 
ài piccolo rrsparmid - Libretti ài risparmio al por- 
tatore o nominatici - Buoni fruttiferi - Hssegni - 
Diuise estere - Riporti e anticipazioni - Compra e 
uenàita ài titoli - Lettere ài creàito 
Depositi ài titoli 

Servizio cassette di sicupezza 



AGENZIE IN MILANO : N. 1 : Corso Buenos Aires, 62 

- N. 2 : Corso XXII Marzo, 28 - N. 3 : Corso Lodi, 24 

- N. 4 : Piazzale Sempipne, 5 - N. 5 : Viale Gari- 
baldi, 2 - N. 6 : Via Solicino, 3 (angolo Via Torino). 

UFFICIO CAMBIO: Piazza della Scala (angolo Via 
Alessandro Manzoni). 



Iwxxxxx^xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx^xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxvi 



^JkJkAJkJi AHi.>kA*A?kA?kAik.fr*iL»»*»*»*»»»*.»*.JLjfeJLJ fe»*»*»»j^ 



BANCA " 
COMMERCIALE 
ITALIANA 

CAPITALE INTERAMENTE VERSATO L. 156.000.000 

:: RISERVE :: 
Ordin. L. 31.200.000 - Straord. L. 28.500.000 






TUTTE 

LE OPERAZIONI 

DI BANCA 



i 



1 



cr> 



r- 



V 



cy 



fl.R.T.E 



^1 






(Brevetti Bonavia) 

Stabilimento e Amministrazione a Greco Milanese 

Via Libertà, SI — Telefono 30.058 






IENE temto radi 




T. A. S. Watts 6oo L. 43 

'jL\ ii. S. » 600-1200 » KjÓ 

Corde e spine comprese - frazich.e di porto in tntto il Aegfno 

soDP&riscoiio con vantaggio, prontezza 6 igiene Qualsiasi altro sisteia di riscaldafflento 
Raccomandabili per Clinlclie - Case di cupa - Ospedali 
' Sale operatopie - Gabinetti di studio, ecc. 

TERnOFORi. ELETTRiCI a tessuto flessìilile FLEXOTHERIIil 

Indicare sempre il voltagg^io 



Rappresentanza esclusiva per l'Italia Centrale' e per la Sardegna presso 
la Ditta P. SBISÀ - FIRENZE - Piazza della Signoria, M. 4. 



^ 



^ 



^JlRAiA deu-'^\n:^o 



I 



AVITA WpOLITIG\ 



l 



LR SRf=lHDE eUERRR 

VISTA n TRAVERSO LE GRRIGflTURE DEI GIORllflLI ITflLIflflI 

(1 18-1917) 



1. — Spielberg: 1822. 

(Disegno di Golia). 




Riviera italiana 1916. 
(«XUMEKO» 147, 15 Ottobre 1916). 



2. — I donr per la solennità 
dei morti alla Corte di 
Vienna. 

(Disegno di F. Scarpelli). 




Adler (deponendo il cadavere di Stiirgk 
ai piedi del trono) : Prendete, Maestà ! 
Questo è fresco. 

(«Numero» 150, 5 Novembre: 1916). 



TÉRÉSAH - Il Romanzo di Pasqualino 

3Iaguifìco volume strenna di grandi' formato, intonato all'attuale 
niomoìito con 10 tavole a colori e 10 i disegni di Golìa. Lire 12,50. 
4» R. BE^MPORAD (&. FIGI^IO - I^aitori - FIRE^NZC 



— 1 - 




3. — Politica greca. 

(Disegno dì Nasica). 

(«Numero» 151, 12 Novembre I9ie). 



4. — I superstiti. 

(Disegno di Golia). 




È morto!... Lui fortunato. .! 

(«Numero» 154, 3 Dicembre 1916). 



Il M Olio 



di Omero Redi, con vignette e copertina ^ 
a colori di Scarpelli. — Prefazione di 
Vamba. ' 



Volume strenna, grande formato Lire 4,50. 
R.. BKMPOR.AD (Sb FIGI^IO • Kditori - FIRCNZS. 



2 — 



IN TUTTO IL MONDO È DIFFUSO L' " OIDEU " 

MIOPI - PRESBITI 
VISTE DEBOLI 




OIDEU 

UNICO E SOLO PRODOTTO DEL MONDO 

che leva la stanchezza degli occhi, evita il bisogno di portare le lenti. Dà una 
Invidiabile vista anche a chi fosse settuagenario ^— —===== 

UN LIBRO GRATIS a TUTTI 

Scrivere: Ditta V. LAGALA 

Via Nuova Monteoliveto, 29 - NAPOLI 



SI CERCANO AGENTI PER L'ESTERO 
- 3 - 



è. — ìl'offerta tedesca. 





— Xamarad! 
(Il Travaso dellk Idee della domen'ca, 24 Dicembre 1910). 



6. — La solita protezione 
dell' infanzia. 

Guglielmone. — mi porti la Pace o ti taglio 
le mani! 

(Il Travaso delle Iure della Domenica, 
31 Dicembre 1910). 



Stabilimento BROG&INI & PUPPIENI 

CRUSINALLO 



MINUTERIE METALLICHE. 

Guarnizioni metalliche per spole da filature e in genere per articoli 
di legno torniti. — ideatori per macchine, automobili e biciclette. — 
Capsule a vite di qualsiasi genere, per bidoni e piccoli recipienti di me- 
tallo. — Becchi per fornelli ad aicoo , per lampade ad oiio e petrol o. 

Dietro diseguo o campione si eseguisce qualunque lavoro in metallo tranciato 
imbottito. 



Prezzi della massima convenienza 



■■■■■■■ 



massim:^ ONORiFic:eNzn 



FRAT^^'rAQLLICA 

OPPlCl^iE AECCrtNICHE/OI hOBiU 
CANTIERE q^Lfl^/0mli4.C 



esportazione: - casa fondata nel 1892 



r. 



r\ 




ALL'INSEGNA DEL MORO 

Piazza del Duomo, 7 ora Piazza S. Giovanni (Ang. B. S. Lorenzo) 
===== Telefono 13-43 =— ==- 



\ 



È una Farmacia Storica e la più antica 
di Firenze. Nel 1521 vi era Farmacista il Poeta 
e Novelliere Anton Francesco Grazzini detto il 
Lasca, e vi convenivano dotti 
dell'epoca quali Macchiavelli, 
Mazzuoli da Strada ed altri che 
vi fondarono l'Accademia degli 
Umidi diventata poi la celebre Accademia 
della Crusca che ora ha sede nel palazzo Ric- 
cardi. Questo ricorda una iscrizione che si legge 
nella Farmacia stessa. 




Prodotti Farmaceutici 
speciali 

SPECIALITÀ HEDieillALi 



Estere e Nazionali 



PROFUMERIE 



— R — 



7. -La maledizione delle genti. 

3iso#.;no (li Carlin). 




8. - Le frasi storiche 
Jj illustrate. 
(Disegno di Senio). 




Pace?... Non uè avrai più fin che vivi ..? 
(« Numero » 159, 7 Gennaio 1917). 



Bethmann HoUweg : « Noi vogliamo vivere ! » 

(Ih Travaso delle 'JIdeb della Dome- 
nica, 18 Marzo 1917). 




9. — Dopo la rivoluzione russa. 



Tutte le comuuicazioni souo interrotte, 
Maestà ! 

(L'Asino, l Aiirilo luiì 



0i,it' V" ' ii>' "i.'"iii""' .i"i. "i/''ii"' /i V "'"V'.,.'"'""'. ii"" % i,i"i/"""\i"i,i ,ii\/""'Vij '\i'V"""^iii''« "Vi/""""ii ""'\i'v"""''v"i,i"""'vW 

%. È in corso di stampa la 2" edizioiie del patriottico libro: ^f 

f Enrico Melchior! - La lotta per T italianità delle terre ir- } 

^ redente (1797-1915). - Un bel volume di oltre 200 pagine L. 3. ") 

J«5- R. BEMPORAD & FIGLIO - Editori - FIRENZE TW % 



^* i"ii«i''\'"'iu,u.i'"'lli mii'''\\iuii'V''i«mii'^^«uuii'Viiii,ttiii'V''iuuiii''V'i, 



- 6 - 



BANCO DI ROMA 

Società Anonima - Capitale L. 75.000.000 

Sede Sociale e Direiione Centrale ; 

Corso Umberto I, 307 - ROMA - (Palazzo proprio) 



Filiali all' Estero : Alessandria d' Egitto - Barcellona (Spa- 
gna) - Cairo (Egitto) - Costantinopoli - Malta - Montblanch 
(Spagna) - Parigi - Tarragona (Spagna). 

Filiali in Italia : Alba (con Ufficio a Canale) - Albano La- 
ziale - Arezzo - Avezzano - Bagni di Montecatini - Bengasi (Ci- 
renaica) - Canelli - Castelnuovo Garfagnana - Fabriano - Fermo 
- FIRENZE - Fossano (con Ufficio a Centallo) - Frascati - Fro- 
sinone - GENOVA - Lucca - MILANO - Mondovì (con Ufficio 
a Carrù) - NAPOLI - Orbetello - Orvieto - Pinerolo - Porto 
S. Giorgio - ROMA - Siena - Tivoli - TORINO - Torre An- 
nunziata - TRIPOLI - Velletri - Viareggio - Viterbo. 



OPERAZIONI DEL BANCO, 



Depositi in conto corrente, a ri- 
sparmio e vincolati. 

Conti correnti di corrispon- 
denza, in lire italiane e valuta 
estera. 

Servizio di cassa per conto terzi. 

Sconto e incasso effetti, sem- 
plici e documentati, sull'Italia e 
suir Estero. 

Assegni circolari. 

Ctièques sull'Italia e sull'Estero. 

Compra e vendita di monete e 
buoni banca esteri. 



Negoziazione di divise estere, a 
vista e a termine. 

Compra e vendita di titoli, in 
Italia e all' Estero. 

Riporti, anticipazioni su valori 
pubblici e industriali. 

Aperture di crediti, libere e do- 
cumentarie. 

Lettere di credito, su qualunque 
paese. 

Servizio merci. 

Operazioni credito attrarlo. 



DEPOSITI A CUSTODIA ^ ^ ^ ^ 
SERVIZIO CASSETTE DI SICUREZZA 



— 7 — 



10. — Wilson alla guerra. — (Disegno iliScnrpe'li). 




Guglielmo, il pedagogo universale: — Figlia d'un cane! Non contenta <li fare il pi.tifeiio lei, 
vi trasciua anche gli al ri I (« Numero » 173, 15 Aprile 1917). 




11. — La vittoria inglese. 

Hindenburg: — Masi! Anche questo pie nel 

[deretano 

deve certo far parte del mio 

piano.... 

^GuERi.v Meschino 15 Aprile l'Jl'.). 



FABBRICA DI APPARECCHI IN VETRO SOFFIATO ! 

PER USO SCIENTIFICO E INDUSTRIALE i 

angiolo^'bércigli I 

Strumenti per Chimica. Fisica, Meteorologa e Chirurgia - Fiale per 

iniezioni ipodermiche - Graduazioni e scritture su oggetti di Vetro. ] 

Dietro indicazioni e disegni si eseguisce ogni lavoro in vetro e metallo j 

Via dei Benci, 20 - FIRENZE - Telef. 39 95 



8 



"> 



Società Anonima 



s, 



nos 



Via Centostelle, 52 - FIRENZE - Telefono 39-78 

; ! ' ■ ■ ==> ^ < ■ ■ ■ ' rz 



FABBRICRZIOHE PASTE AlilNENTAIIi 



»»♦* »»»» 



NijLOYo speciale impianto di 
ascila g-amento lorevettato ad. aria 
mediante E^lettro-V^entilatori, da 
cui si otteng'ono le seg^uenti carat- 
teristiclie : 



,f 



-^ G 



1 RAPIDITÀ IP PERFEZIONE 

N>- o e» ^ ^ - ■ — ^^ ■_■ 



BOIVTA 



Specialità: Inasta Semolioo 
> Integ-rale 



FOBNZTBICE DI: 

Commissariati Militari • Ospedali Militari e Civili 
OperA Pie - Cooperative ecc. tee. 



9 — 



12. — La solita pace da marciapiede. 




Ougliebnonc lo sfruttatore: — Andiamo! Offrila a quel signore là«... 

(Il Travaso delle Idee della Domenica, 28 Aprile 1917). 




$ttr La mancanza di appetito, la cattiya 
digestione ed i bruciori di stomaco, sono 
disturbi che rendono le persone malin- 
coniche ed inquiete. 

LA TINTURA ACQUOSA DI ASSENZIO 

MANTOVANI di Venezia 

fabbricata fino dal 1658 

guarisce mirabilmente tali disturbi. 

per Quasi tre secoli di successo nw 

Si trova fn tutte le Farmacie, Bara, Caffè 

GIROLAMO MANTOVANI 

VENEZIA - Farmacia al Redentore 

Guardarsi dalle numerose contraffazioni 



10 — 



Manifattura Ceramica 




i, 1 - MILANO - Via Bigli, 1 

= Casella postale 85 = 



Staiimeiito GflUinora 

Materiali di grès per fo- 
gnature e per prodotti 
ciiimici 4^ «^ .^ ^ ^ «^ 
Materiali refrattari per 
Acciaierie, Fonderie ecc. 



- 11 — 



il3. — Por la Conferenza di Stoccolma. 




Offre Gtiglìtì!itiou6 ai socialisti un treno 
tU Ihsso, <;ratis, perchè parta pieno. 

(GuEKuiN Meschino, 13 Maggio 1917). 



GIACOMO BROGI 

FIRENZE: - Corso dei Tintori, 15 

Fotografo della Corte d'Italia e di altre Corti d'Europa 

GRANDE CASA EDITRICE DI FOTOGRAFIE ARTISTICHE (oltre 25,000 soggetti) 

Studio per Ritratti 

Lungarno delle Grazie 

MAGAZZINI DI VENDITA - Via Tornabuonl, 1 

Upecialità della Casa: Grande collezione di Fotoacquerelli eseguiti a mano, in 
foglio ed in cornici di ricchi e svariati niodtlll. - Libreria d'Arte. - Stampe di 
Par gì, Berlino e Vienna - Plalinotijtie Bullance. - Cromi. - Cartoline pontali. - 
Terrecott . - Bronzi. • Cornici artistiche su coinmishioni. ■ 

MAri77INI S ROMA - Via Fontanella di Borghese, 62. 

nAUAaaini j napoli - Piazza del Martiri, 24 25. 



— X2 — 



VERCELLI (Novara) 

Telefoni N. ITI e 14S 



STABrUMENTO AUSILIARIO 

Decreto Ministeriale N. 103 - 22 Luglio 1916 

^^ . ■ J) 

^1 ^ f 

^■^ ^ <* -*»-. n -^ V r i ■■ g» 

/^— ' » q , - — ^ > V " aji - 

i|f>| A QTITF ^^ '^^" forte, il più leggiero, il 

migliore isolante ; sostituisce in 
molti casi l'ebanite, la porcellana, la fibra ecc. 

||tf>l II OTTITir ^^ costruisce in ogni foggia; so- 

, stituisce per la sua robustezza 

molti oggetti metallici; è adottato dal Ministero Armi 

e Munizioni e dai Regi Arsenali per parti di proiettili. 

H p I n QXIXF ^^ costruiscono di « Aclastite » 
1 I I V^ piccoli oggetti di ogni foggia e 
adatti ad ogni uso come : Isolatori elettrici, hiterrnttori 
elettrici, Bocchini, Manìtbri per biciclette, Manici da oìn- 
brelli. Parti di ricevitori e trasmettitori telefonici e telc- 
orajìci e una grande varietà di articoli tecnici. 

Produzione giornaliera oltre 200 mila pezzi 

Si fornisce soltanto in pezzi già ultimati 



- 13 



14. 

(Disegno di Serratto). 




Cara mia, s© continuano a cbiamare uo 
mini, fiaiieino col restare nubili. 

(«Numero» J78, 20 Maggio 1917). 



16. 

Le abdioasioui, 

ovvero Chercliei la femme. 




Nicola e Oostantino: 
Le mogli che ci desti ti rendiamo, 
o Kaiser, perchè sono un mena-gramo ! 

iGuKRiN Meschino, 17 Giugno 19r 



Ditta PAOLILLO & C. 

Fornitixr-e Sanitarie 

Via Tarsia, 35-37 - NHPOLI - Via Tarsia, 35 37 



FORNITURE DI APPARECCHI 

Chinesiterapìe! - Elettromedicali - Chirurgici 
Chimici - Igienici 



STRUMENTI CHIRURGICI - MOBILI SANITARI 
Tricicli per invalidi 

Vetreria per Farmacie 

Prodotti chimici ' Prodotti dietetici 
medicature: antisettiche: 



g-— — 



14 



I =. Premiate Officine i 
Meccaniche e Fonderie 



DI 



M. LOMBI 

INTRA (Pallanza) 



Stabilimento Ausiliario 

LAVORAZIONE 

Spolette e Tenditori da Areoplani 

per 

I l'Aviazione Militare | 
I I 



- II 



16. 



Le pericolanti barbe legislative 




f^OfKGJ^ FKl ^^ODlC>l.«A^4 I TOGATI 

(Diil GiORNAKK d'Italia. — Disegno di Musacohio^. 



t^p^rpì 



17. — Porte cliiuse. 




La X>'ìifineìht (;i CIi" .iiohetlini' : — Xoii «' eiir;': coiiie vetle (i .soiìo^i snnot.Hi del s('gret( 
— ("mios.i: ('(((Irvo fossero quelli di uu fnljinieiito. * 

(Il Travaso dki.le Idek della Doimenmca, 1 I.nulio IM' 



16 



^ 



Anno XXVII 1918 

Il più diffuso e completo giornale del Mezzogiorno 

Fondatore e Direttore: EDOARDO SCAB.FOOLIO 
■ Sei edizioni quotidiane ==— — =^ 

j^BBOisr.A.nvw^EiisrTi 

Oli aumenti del prezzi defirll abbonamenti sono dovuti ali* disposi- 
zioni del Decreto Luogrotenenziale 2 dicembre 1917 che imponfl^ono per 
gli abbonamenti del 1918 un aumento non minore di L. 12.03 annuali, 
vietando la pari tempo la concessione di qualsiasi premio a^^li abbonati. 

Anno L. 27,50 — Semestre L i4,oo — Trimestre L. 7,50 
l'Alm agliaceo Xta.lisi'iio 

la splendida Enciclopedia periodica di looo pagine illustrate che 
la nota Casa Editrice Bemporad di Firenze pubblica ogni ann» ■ - 

corriere di Napoli 

Il più diffuso giornale della sera 

Anno L. 24,oo - Semestre L 12,00 — Trimestre L. 6,00 

• 

l'Almanacoo Xt£Llìa.iio 



I^EC3-IIsrj^ 



La più elegante e ricercata rivista femminile italiana 
Anno L 8,00 — Semestre L. 4,50 

e 

rA.lmanaeeo Italiano 



Il Ivla^ttino e negina. 

Anno L. 35,50 — Semestre L 18,50 

e 

l'Almanacoo Italiano 

ìtr Gli abbonamenti si pagano anticipati ~V 



— 17 — 

Àlmanncctt Italiano. 



18. — La loifioa della politica. 




Quando il Miuistero Boselli era «osUnato da tatti e.... 




.,,, dopo aver subito l'offensiva di una forte opposiziont.. 

(Il TKAVAgO T»ELLK IDEE DELLA DOMENICA, 8 Lugllo 1917. 

-^ 18 ^ 



D 1- - - — a 

VONWILLER & C. 

CARTIERA IH ROMAGNANO-SESIA * 



Produzione Carte a Macchina 
ed a mano 



SPECIALITÀ: 

in Carte Valori ^ir 4: ^ =*; * * 4: 
da Lettere gelatinate e filogranate ^ 
da Disegno ^ Registri 5*c Edizioni di lusso 
Colorate per copertine e bicolori ^ ^ 
Asciuganti * Cartoncini di ogni genere 
Pergamene vegetali ^^^ ^ ^ ^ ^ tì: 
Cartoncini fototipia bianchi e colorati 



FIlUTl- MILANO - Corso Vittoria, N. 32. 
riLlALl. I i^Qjyi^ . Yi^ ^gUg Coppelle, N. 35. 



RappresentaRze in tutte le principali città d' Italia e dell'Estero. 



- 19 - 




19. — 1 Plebisciti. 

(Di.segiu) (li Biagio). 

Battisti: — Io ììtvì diritto di voto? 

I' Socialisìno ufficiale: -— Tu no, ma 
in comptiiso arrebbe diritto di retare il 
tuo caruoHc»! 

(L'Tl.L¥STRAZI»NE ITALIANA, 

22 Luglio 1917). 




n Censumatore: — Ora mi lianno dato quest'altro Dio; ma non so ancora se 
adorarlo o b«»teinmiarlo. 

(Il Travaso delle Idee dei la Domenica, 15 Luglio 191 



debb» 




(La Guerra e lo Sport). - Anno V. 
250 i)agine - 250 vignette. - Co- 
pertina a colori. - Lire DUE. 

R. BEMPORAD C) PIGI^IO - Editori • FIRENZE 



-- 20 



I più rinomati Istituti, Collegi e Convitti d' Italia 



Ai lettori dell'ALMANACCO ITALIANO si raccomandano, per 
l'istruzione dei propri figli, i seguenti ottimi Istituti privati. 
Collegi, Convitti, Educatòri e Conservatòri, Scuole Superiori, ecc. 



MiilMii 



-'"^W' -^ 



aFlPPflTP *^ Collegio Convitto " Alla Querce " in Via della Piazzola, 30 con 
r II CllXrC Esternato e Semiconvitto per giovanetti di nobile o civile condizione. 
Premiato con medaglia d'oro alla Esposizione d'Igiene tenuta a Napoli nel 1900, con 
grande medaglia d'argento del Ministero della Pubblica Istruzione nel Convegno ginna- 
stico regionale ch'ebbe luogo a Firenze nel 1909, con targa d'onore e corona d'alloro 
In argento nel Congresso ginnastico regionale di Pisa nel 1913. — Comprende Scuole 
Elementari, Scuole Tecniche, Ginnasiali e Liceali. - Può vantarsi uno dei primi d'Italia 
sia per l'amena positura sul declivio della collina fìesolana, sia per l'aria salubre e per 
la vista amenissima, sia per la grandiosità dell'Edifizio, già Villa del Oranduchi di To- 
scana. Capace di 150 Convittori, ciascuno con la sua camera e di 130 Esterni e Semi- 
convittori; ha 12 Grandi saloni per lo studio camerale degli Alunni, sorvegliati da ap- 
positi Prefetti e serviti ciascuno da speciale Cameriere.- Vi sono Cappella e Teatro eleganti, 
tanti Piazzali quante sono le camerate per una superficie di 7000 mq. - Palestre di gin- 
nastica e Cavallerizza, Sale di Scherma, Osservatorio Sismico e Magnetico, Gabinetti di 
Storia Naturale, ecc. — Pel bagni di mare e la villeggiatura, il Collegio possiede un ampio 
villino con ombroso parco all'Ardenza di Mare presso Livorno. — Temporaneamente 
essendo il localìe di Via della PlaZKola, 30 adibito ad uso di Ospedale militare, 
il Convitto è stato trasportato nella villa suburbana del Loretlno presso Rovez- 
zano. Vi si accede col tram di Rovezzano N. 10 che parte da Piazza del Duomo 
ogni 20 minuti. inchiedere i Programmi al Hettore Prof. Giovanni Mantica, B.* 

% FIR ENZE ^'a ^'«o Cappon!, 20 - ISTITUTO MATERNO MOJOLARINI - 
a ■ mw^w^m^M^m^ Convitto - Semiconvitio - Scuola Esterna. — Questo Istituto e 
Convitto Icaiminile fu fondato nel 1850 da Mabianna Mojolarini e comprende: Corsi 
bllementari - Corsi Complementari - Corsi speciali (Sezione letteraria - Lingue estere - 
Musica - Pittura - Storia d'Arte, ecc.). 

Direttrice: VITTORIA VIZIALE. 

I locali ariosi e situati in metto a giardini, tono convenientemente riscaldati. 



. -■i^^S^W^ ^ Btfl 



di Omero Redi, con vigneti^ copertina 
a colori di Scarpelli. — Prcfaziona di 

Vamba. -■ ■ ■ - ■ — i m iw—i— —w 

Volume strenna, 5p,-ande formato I/ire 4.50' 
m. B&MPORAD (Sb riOI^IO - Kditori - FIRErNXEr 



le Me Oh 



- 21 ^ 



21. — Wilson mette a rasione 
i neutri. 




Del contrabbando ha fine il carnevale: 
comincia la quaresima neutrale. 

(GuKKiN Meschino, 15 Luglio 1917). 
23. — Le nostre eroine. 

(Disegno di Golia . 



A 




^. 


,^ 


// ì% 


m 


i 1 i t''^ 


t 


■-..^■-'■^^J 


-r^ 



La lettera 
della classe del "i 



La lettera 
del '99. 



(« XuJiERO » 188, 29 Luglio 1917). 



22. — Per la nuova stagfione. 

(Disegno di XnsiraK 




Décolleté I 
(«Numero» 186, 15 Luglio 1917). 

24. — Aspettativa ang-osciosa. 

(Disegno di Musini . 





ror 


i/fRfnzfi 01 P^c.si 






— 






' é^ 


M 






i-lfe 








j 


fvék 


j 4<«^] 


"^T, 




=- 


1 ffi 


! 

1 


m 



— Si sente parlare di pace!... 
(«Numero» 190, 12 Agosto 1917). 




Libretto di fede e di speranze floritto 
da Vamba e dedicato alla gioventù ita- 
liana, mentre sulla nostra terra si de- 
,^oide la lotta fra la civiltà e la barbarie. Elegante volumetto. Copertina 
a colori di Scarpelli. Cent. 50. <^ 

K» 6rE;MPQRAI> <Su FIGI^IO - E^ditori - riR.C:.NZE' 



22 



L' ILLUSTRAZIONE 

ANNO XLV I^p HI I M mi A ANNO XLV 

19 18 ITALIANA 1918 

fondata da EMILIO TREVES 

diretta da G. BELTRAMI e G. TREVES 

ESC£ OGNI DOMENICA 



\J Illustrazione Italiana, che si pubblica a Milano dalla 
Casa Treves, è il più grande giornale illustrato d'Italia. Non 
v' è fatto contemporaneo, non personaggio illustre, non sco- 
perta importante, non novità letteraria, scientifica o artistica, 
che non sia registrata in queste pagine colla parola, colla fo- 
tografia o col pennello. 

In questi anni V Illustrazione Italiana si è segnalata per 
la prontezza e la ricchezza delle illustrazioni della 

GUJEJEtRA D'ITALIA e del 
la OUEIMtA. ]VIOIVE>IALE. 

Finché la guerra continua, continuerà ad illustrarla in tutti 
gli scacchieri con fotografie originali, disegni di artisti illu- 
stri e articoli dei più valenti scrittori. 

UNA LIRA IL NUMERO 

(Estero, Fr. 1,30) 

Anno, L. 45 — Semestre, L. 24 — Trimestre, L. 12,50 
Estero : Anno, Fr. 60 - Sem., Fr. 30 - Trim., Fr. 16 in oro). 

In 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine d'anno due 
magnifici volumi di oltre milleduecento pagine, illustrati da migliaia di 
incisioni; ogni volume ha la coperta, il frontespizio e l'indice. 

- «3 - 



25. — Il Kaiser, il suo popolo 
• la... Fac«. 



26. — Raid aerei austriaci. 

(Disegno di Bisi). 




(L'AsiN», 12 Agosto 1»17). 

27. — La visita dei rivedibili. 

(l)Ì8#gB0 di Biagio). 




— Toi siete viTedibil»? 

— Siesiguoie. 

— Eppure se tì si è rist» Mia Tolta, ii«ii 

Ti«»e la Yoglia di redfrvi Ih ««condn. 

(L'li4.r»ip«AzioNE Italiana, 
1« Svttéailir* l'In). 




Un'opera mlitare d;t bombardare.... 

(«Numero» 192, 28 ago.sto ISl"; 

28. — L'esempio russo 
e il socialista onorevole. 




Sptriaiuo che la Ru.s.sia gli abbia fatta 
l'operazione della cateratta. 

(GwERiN Meschino, 1§ S«tteBilbr« 1917), 



— 24 



ALBERGHI RACCOMANDATI 



Ai lettori dell'ALMANACCO ITALIANO si raccomandano vi- 
vament» i seguenti Alberghi: 



(Riviera di Levante) 

Pension Bristol ^ì^.,S°^r.^ 

mare - Tennosifone in ogni camera, luce elet- 
trica, bagni e doccie - Giardino - Stagione 
estiva e invernale - Prezzi raiiiouevoli. 

F. Sotteri, propr. 

.■».\-^S'%.\'^\-%.S-^\-».\'*.\'».\'».-v'^x.-%.X-^N-^X-».>v-».NmN-*.X-».S-».N-».X-». 

FIRETVZE 

Via del Proconsolo, 5 - 
con Ristorante ed ascen- 
sore idraulico - Luce elettrica e Riscalda- 
mento centrale a vapore, in tutte le camere. 
Telef. 8-35, C. Bonazza, propr. 



Albergo Cavour 



' NAPOLI 

Pension du Midi ir Si-n.n: 

«ione di Famiglia, prim'ordine, situata nel piìi 
bel quartiere di Napoli. - Calorifero - Ascen- 
sore - Telefono - Giardino - Prezzo L. 10. 

(Scavi) 

Grand Hotel Suisse S'onri/lernvTo: 

Pesto - Cava - Amalfi - Soirento. - Luce 
elettrica - Riscaldamento a t-rinosifoue - Ba- 
gni - Servizio Restaurant a tutte le ore - 
Prezzi modici. Item & Cappuccio, propr. 



LEVATA TO 

(Riviera di Levante) 

Grand Hotel d'Italia • Hotel Savoy 

Case di primo ordine - Grande Stazione bal- 
neare. A. Pineider, direttore. 

Grand Hotel National rr.'y?.?^'à;ì 

mare e dei monti - Balconi - Ottima cucina - 
Prezzi modici - Aperto tutto l'anno. 

L. Bardelllal, proprietario. 

ivriLAivo 

Rinomata Casa di primo 
ordine alla Stazione Cen- 
tralo. Raccomandabile sia ai Viaggiatori di 
passaggio a Milano, sia alle Famiglie per sog- 
giorno prolungato. 

Hotel Grande Bretagna rpfafzrDulV, 

Casa raccomandata per Famiglie e Viaggia- 
tori di commercio - Tutto il comfort moderno - 
Camere da L. 3. - Servizio di Ristorante a 
tutte le or*. R. Brega, propr. 

Ancora e Ginevra "0»°»' ^1°^!' 



RAI» A. IL ILO 

(Genova) 

Grand Hotel Savoia ro'A'-r.ol 

Succursale Hdtel Riviera Splendid aperto 
tutto l'anno. A. Bottinelll, propr. 



ROMA. 

Grand Hotel Savoie M^i.i'n^r^LI^; 

ordre aree tont le comfort moderne - Poai- 
tion splendide en plein midi dais le quartier 
le plus aristocratique et hygenique de Rome. 
- A-Scenteur - Lumière electrique - Chauf- 
fage centrai - Baina - Douclies - Ajiparte- 
ments completa avec cabinet de toilette, bains 
et w. e. - Eau cbaude et froide courant* dans 
toutes les cbaralires - Grand jardin d'hiver - 
Garage - Table d'hòte - Restaurant - Cuisine 
fran5aise et Cave renomméc. 

a. Blet Becker, propr. 



Albergo Dragoni Meublé 



Emanuele 



3 (di fianco al Duomo). 

A. GIov. Caronnl, |>r»j>r. 



Albergo Diurno l^^^l^TZ:^ 

leca a Milano per ripaiiire in giornat* - Ri- 
storante di primo ordine. 



Albergo Ristorante Como 

■ir SAN VITTORB tLtJNA 



Posieioue 
ottlpia. 



Piazza 
Colonna 
Aperto'^i recente^con ogni comodità moderna 
ed a prezzi modici. - Esposto in pieno mez- 
zogiorno. - I signori Forestieri cbe si devono 
trattenere pochi giorni per visitare Roma pre- 
feriscono l'Hfttel che non offre Restaurant. 
Telefono: 10-333 (Porteria) 14-87 (Direzione). 
L. Dragoni, propr. 
già esercente l'Albergo Centrale. 

il IkArwA " Dio« " Via della Vite, T4 (tra 
AIDergO risa la piazza Colonna, 1» 
Posta e PJnzza di Spagna). - Palazzo moderno 
•»po!*;o a mezzogiorno - Camere a grandi fine 
atre - Aria Luce - Trama dalla Ferrovia per 
Piazza di Spagina N. 14 e 2» Coujfort - Lmc* 
•letkica - Prezzi nili. «. C»pparl, prkpr. 



8« - 



29. — Fattacci di oronaca. 

(Disegno di Scarpelli). 




Brava, piccola! Anche tu al servizio di quel brutto sfruttatore di minorenni. 
Me l'aspettavo! — (Dopo gli scandali della diplomazia svedese). 

(« Numero >> 196, 23 Settembre 1917). 



30. — Topi russi. 

(Diseguo di Bisi), 




Il piccante odore di formaggio ha fatto 
loro dimenticare che l'uscio di casa è aperto.... 

[Il formaggio è la « Eivoluzione »]. 



(« Numero >> 197, 30 Settembre 1917). 



""Smìi%iA 



TÉRÉSAH - Il Romanzo di Pasqualino 

Magnifico volum© strenna di grande formato, intonato all' attuai© 
momento con 10 tavole a colori e 100 disegni di Golìa. Lire ia,50. 

R. BKMPOR.AD 00. FIGI^IO - editori • riRi:NZ|& 



— 26 - 



SOCIETÀ ITALIANA TELEFONI PRIVATI 

Anonima - Sede MILANO - Cap. L. 2.700.000 
Pillali: Roma - Firenze - Torino - Genova 



Impianti telefonici moderni ^ Apparecchi speciali a oom- 

mutasione automatica senza centralino ^ Impianti interni, 

centrali e derivazioni dalle Reti Urbane in ABBONAMENTO 

Applicazioni industriali a corrente debole 
Orologi elettrici e di controllo - Segnalaxlonl luminose ecc. 

I*«B VENTIVI GHiLTIS 



Spedalità : 

Salami Milano - Mortadelle tipo Bologna - Co- 
tecliini tipo Modena - Cacciatori Alessandria 

Altissime onorificenze a tutte le Esposizioni Mondiali 



Grande Stabilimento In ALESSANDRIA 



Cataloghi • Listini a richlesU 
T9Ugr. t BONICl^Llél - AlesMandria — Télmfonm intere, z-tg 

— 27 — 



31. — Il " C&ao " Lattari. 

(BìeegBO di 9pfo). 




32. — Il nuovo Commiasaric 
ai consumi. 

(DÌ8' gno «li Biagio^. 




(Dall' Idea Nazionalf). 



OcH. Alfieri (ex sottosegretai io allo Mii- 
iiizioui): — Certo è ).iii diiìicile muni- 
zionare queste bocche clie quelle dei 
cannoni ! 

(L'Illustraziose Italiana, 
14 Ottobre 1917). 




Pillole e Sciroppo 

BLANCARD 



^k^i 



nnoc ( da 2 a 6 Pillole 
^^^^ 5 da 1 a 3 Cucchiai 
al giorno^ di Sciroppo. 




Z^ -. 




PIBTRO SBISA 

FOTOGRAFIA - OTTICA - GEODESIA 
FIRENZE - ROMA 



Fernltort della Real Casa e dei R.R. Ministeri 



Fabbrica propria di Occhialeria - Specialità in 
Ottica Oculistica - Istrumenti Geodetici e Agri- 
mensori - Forniture generali per la Fotografia 

Materiale Kodak 

Laboratori fotografici par sviluppo e stampa annessi ai negozi 



Offloina Meccanica di Precisione in Firenze 
per la speciale costruzione di strumenti gfeodetici 



ARGENTERIA VITTORIO MUGGIA 

= VERCELLI = 

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE TORINO 1911 
FUORI CONCORSO - MtMBRO DELLA GIURIA 

Medaglia Speciale Ministero A. I. C. 

ESPOSIZIONE S. FRANCISCO PANAMA - MEDAGLIA D'ONORE 



Produzione ed Esportazione Mondiale 
CATENE - BORSE ■ BIGIOTTERIE 

in Argento ^^^\\ocx) 

— 2» — 



8d. — iiotta di class*. 

(Disegno di Scarpelli). 




21 Ronzino all'Automobile: — Hai messo giù la supcibia; eli, «grasso borghese? 

(« Numero » 199, 14 Ottobre 1917). 



Grande Sanatorium Toscano 

PEB RJILiiniE mmi del RICAPIBID e nERTAll 

ORAN PREMIO Esposizione Internazionale d'Igiene ROMA 1911-12 



l^IIiliE GflSflHUOVfl H pitjEpE 
VmiiE SBERTOIil-COLLEOlllLlllTO (Plstoi§) 

Direttore Oott. Cav. OIUNIO CASANUOVA 

Consulenti t Professori TAMBURINI - TANZI 

Per lettere e telegrammi : 

FIRENZE - Sanatorium Casanuora — PISTOIA - Ville Sbertoli 

TELEFONO - Firenze 7-18 — PISTOIA - 22 



30 



/f 



•p^ _,««.fc.i.. -+■ — ■»> - . tr .. ji j^jwmL 



"OG* 



^ 





BORRI & VITALE 



TRANI MANDOSeO & C. 

== CONCESSIONARI 

Amministrazione: MILANO - Via Cosimo del Fante, 6 



11= NEGOZI DI VENDITA: zzzm 



BARI - Via Sparano, 18. 

BENOASI - Piazza del Re. 

CATANIA - Via Steraicore 
Etnea, 110. 

GENOVA - Via XX Settem- 
bre, 159 rosso. 

MILANO - Via Torino, 61. 
» - Corso Italia, 38. 



TORINO . Via Po, 4. 
TRIPOLI - Via Azizia. 
UDINE - Via Cavour (Nuovo 

Palazzo Municipale). 
VENEZIA - Mercerie del Ca- 

9 

pitelle, 4019. 
VERCELLI - Corso Carlo Al- 
berto. 



La nostra Ditta vende esclusivamente 
le migliori calzature nazionali 




Sila depositaria Ielle Calzature per taiDliinl e ragazzi 
MARCA PINOCCHIO 



DCL, 




^ 31 



34. — La metamorfosi dell'Orso boigeeviko. 







IJ-jlìazO <g^' 




« In Eussìa l'offensiva austro-tedesca sul fronte italiano ha prodotto dolorosa 
impressione. » (2>at (jiornali). 

(Ih Travaso delle Idee bella Domenica, 4 Novembre 191 




35. — Sogni imperiali. 

(Disegno di Golia). 

L'insegnamento. 
[Dopo r invasione del Veneto], 

(«NVMEUO» 203, Il Novemljre, 1917). 



Ditta GIUSEPPE CASTAGNOLI 

CASA FONDATA NELL'ANNO 1843 

FIRENZE - Via Or San Michele, N. 2 (In faccia ai Quattro Santi) 

Telefoni N". 87-16 



Telerie e Tovaglierie - Filati di Canapa, Lino e Cotone - Bian- 
cheria di os:ni genere - Lana per materasse - Assortimento di 
Funami, Spaghi e Sverzlni • Specialità In tele di Canapa colo- 
rate imitazione antico per Abiti, Tende e Tappezzerie :: :; 



32 



Ciov. ASCIONE & Figlio 




CASA Ih^ONDATA NEIv 1856 



TORRE DEL GRECO 

Napoli (Italia) 
Via Santacroce N. 2, p.** p.° 

Telegraimi : '• Coralli TORRE DEL GRECO „ 



Brevetto 




della R. ^a 





I PREMIATA MANIFATTURA 
i IN TUTTI GLI ARTICOLI 

CORALLI 

TARTARUGA 

CAMMEI 

XX 

CIONDOLI DI HADREFERLA 

CORCHIOLIA, etc. ttc. 

FILOGRAHA AKGEHTO'E ORO 



m 





il 



W^'M 






Almunacc" Italiano 



36. — La seduta solenne 
alla Camera 




Il deputato: — Domando la parola. 
Una voce dalle tribune: — E io domando 
dei fatti. 



37. — Gli argfomenti più validi. 

(Variazioni di Biagio). 




— Forza, lavorate senza poaa. 

— Lo so anch'io che per vincere il gc; 
manesimo valgono più questi argomf ^ 



(Il Travaso delle Idee ^^ chiacchiere dei deputati. 



DELLA Domenica, 
11 Novembre 1917). 



(L'iLLUSTRAZrONE ITAI.IAXA, 

11 Novembre 1917). 



jn a « « Il iw ■ 



AMA st ha m m ft M ai 



ife .t Ék »~JÌ 



Sciroppo Pagliano 

del Prof. GIROLAMO PAGLIANO 
FIR£NZ£ - Via Pandoliini, 18 - FIR£NZ£ 



xxxx 1,'ottiTno dei purganti, efficace depurativo del san' ? 



gue ; disinfettando per feti rumente V intestino, guarisce 
la stitichezza, di pronta azione ^^>* ^^^^ wv^ ^^>* ^xxx 



^vix j^a. sua fama, che dura costante da oltre 50 anni, 
garantisce la sua bontà *^ ^^^"^ v»xx xxxx xxxx xxxx xxxx 
>*>* Guardarsi dalle imitazioni nocive e dalle contraf" 
f azioni ^"^^ ^■*-'*-"^ ^■*''** ^'*-'*''* ^"^^'^ ^'**'"* '^•'*^'^ ^'*** ^'*''** *•■*** 



' WTsnsf-grysnÉ 



I 



vrsrwiBrw 



— 34 — 



Il Registratore di Cassa" NATIONAL" ^^ 



nelle Amministrazioni e negli Stabilimenti Industriali 

997 R. e S. £. L. 

1. Riduce il numero degrll impiegratl. 

2. Sostituisce in gran parte altre macchine per calcoli. 

3. Risparmia tempo. 

4. Dà il bilancio gfiornaliero. 

5. Aluta II contabile nel suo lavoro. 

6. Evita errori di refbtrazione o li fa subito trovare. 

7. Dà a chi spetta la responsabilità delle sviste e delle dimenticanze. 

nelle Aziende Industriali per le paghe operai 

1. Elimina gli abusi a danno della Ditta. 

2. Garantisce gli Interessi degli OPERAI. 




Il Robrìcatore 
del Conti Bre- 
vettato " NA- 
TIONAL " 



RLIBRICATORE CREDITI "/lATIOMAL,. 



Rubricatore 180 conti. 



1. È un Mastro metallico di facilissima attuazione. 

2. Elimina: brogllazzi, prime note, fatture, estratti conti e mastri. 

3. Dà la posizione di ciascun Cliente o fornitore sempre pronta. 

4. Sostituisce un Impiegato contabile. 

5. Evita le alterazioni o le sottrazioni di partite. 

6. Garantisce le riscossioni deglt assegni e delle consegne a domicilio. 

7. Salva da eventuali incendi 1 conti in esso raccblusi. 

nRllhFÌP3fni'P " NATIdNAI " ^^^ agevolmente ed efficacemente ensere adot- 
nuOlluDlUril nilllUllliU tato anche per carico e scarico mnpizzìno e per 
altre cimili applicazioni. È consigliabilissirao poi, oltre che alle Amministrazioni 
in generale, ai Collegi, Convitti, agli Alberghi, alle Farmacie, agli Stabilimenti, 
ai Magazzini, ai negozi al dettaglio 

••T Domandare schiarimenti e catalogo gratis, senza impegno 
d'acquisto alla Soc. An. Registratori di Cassa « National », 
Via Dante, 14 - Milano oppure all'Agente autorizzato Sig. Al- 
berto Manuel, Via Cavour, 27 - Firenze. 



p 

m 



i 

i 



m 




— 95 



38. — Il unovo Ministero 

(Disegno di Scarpelli). 




Jj' Italia: — Ilipresente il mio programma. Sappiatelo sostenere! 

(«N¥MERO» 203, 11 Novembre 1917). 

S9. — I forestieri in visita ai musei. 

(Disegno di U. Finozzi). 




Lui: — Caro piccolo amico, dopo questo non so più che cosa ci toccherà di vedere. 
(Il Travaso delle Idee della Domenica, 18 Novembre 1% 



I ■ 1 1 1 1 1 1 1 ■ 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 ■ 1 1 1 1 : 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 ■ I 



i 



?IIKKir!A ìkWn l f K§EIII 



=^= GIÀ CLAUDIANA 

Via dei Serragii, 51 - FIRENZE - Telefono N. 17-96 

Lavori commerciali -•*^ Giornali 
Opere -^ Legatoria -a« Stereotipia 



iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiiiiii 



iiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii 



— 36 — 



■ ■■■IIIIMIIIillll 



IS p i yiO ITALIANO D'ARTI ORAPICHE. ED I TOKE - BERGAMO 

TRINE ITALIANE 



DI ELISA RICCI 
EDIZIONE POPOLARE 



Da istituti femminili, da Scuole d'arte applicata, da laboratori, da privati ci' 
vennero numerose e insistenti le richieste di una edizione t'n fatcicoli. a prezzi 
popolali, delle ANTICHB TRINE ITALIANE di Elisa Ricci. 

Superando le infinite difficolti dell'ora presente, siamo in grado di anaunciarae 
la pubblicazione. 

I fascicoli sono sei : e si compongono ciascuno di 24 tavole sciolte, ebiuse in 
elegante cartella. Ogni fascicolo tratta di una specie di lavoro ; 
Fascicolo i. — Modano. 

j) 2. — Modano, fili tirati e buratto, 

» 3. — Trine a reticella. 

» 4. — Trine a reiicello. 

> 5. — Trine a fuselli ) . j- ^ 

> 6. - Trine a fuselli \ '° ""° ^' »t»"P*- 

Prezzi * ^^ fascicolo L. 3 

1 L'opera completa di sei fascicoli L. 16 

Inviare cartolina-vaglia all' ISTITUTO D'ARTI GRAFICHE, EDITORE - BERGAMO 



R. BEMPORAD & F., Editori - FIRENZE 

J/ libro dì iufte le mamme italiane! NOVITÀ 

Tempo di guerra 



Un bel voi. di 160 pagi- 
ne con elegante copertina 
~ franco di 



1VT ^ j« **■ ^iWU porto ìli 

Note di una mamma itaiia « colonie 

SOMMARIO : Parte I. Una signora che doveva distrarsi - 
Amarezza - Vittime che non sanno - Vittime che sanno - Guerra 
vissuta - Nel mondo - Da un italiano lontano - Primavera t - 
Dove son passati gli Unni - Anime - Viaggio in cerca di verità. 

— Parte 11. Battute d'attesa - Partenze e ritorni - Figure indi- 
menticabili - Assenza - Il compito femmiuilo - Promesse umane - 
Alla manima - Accanto al fuoco - L'amico taciturno - I caduti - 
I bambini e gli nomini - Pronti 

Una mamma ha scritto questo libro pieno di verità e 
riboccante d'affetto ; leggetelo, o mamme italiane, vi sen- 
tirete più forza e più coraggio e ne infonderete ai vostri 
figli affinctiè compiano l'opera per la salvezza della patria. 



37 — 



40. — L'esercito di Monte Citorio marcia concorde. | 

(Disegno di Scarpelli). I 




Ouglielmone : — Ma chi diamine ha operato questo miracolo^ 
Il Padreterno: — Tutta grazia vostra, Maestà. 

(«Numero» 204, 18 Novembre 1917). 




(La Guerra e lo Sport). - Anno V. 
250 pagine - 250 vignette. - Co- 
pertina a colori. - Lire DUE. ^ 

R. BEMPORAD £) FIGI^IO - Editori - FIRENZE 



38 



• •»^M«O W cJ. 1 l f~ 



PREMIATE FABBRICHE RIUNITE 

FRATELLI LOCATELLI 



Successori 

A 

P. RUFFONI & C. 



BERTOLETTI e SANTI & C. 

(L9S0 mm) - BAVENO - Italia = 



Ferri per calze - Ferri per maglie 
Forcelle per testa - Forcelle per ricci 



Ganci - Uncinetti - Agrafie 

Fibbie da pantaloni e panciotti 
tipi militari, comuni, di lusso ecc., d*ogni qualità 



Anellini - Puntine per spilli e spilloni 
Punte per Organo e per Forchette 



TRAFìLEUIE ■ Filo dì lerro lucido, ramato, rlcono 

xxxx 

Polverifici da Caccia e da Mina 
Dinamite < Capsule - Miccie di sicurezza 



Stabilimento per la lavorazione meccanica del legno 

Legname d'opera - Legna da ardere 

xxxx 

OFFICINA MECCANICA 



Per telegrammi: LOCATEGLI - BAV£NO 



- 39 — 



Libreria Larousse - 13-17, Rue Montparnasse - PARIS (6^) 

I più celebri dizionari francesi 

DICTIONNAIRES LAROUSSE 

indispensabili a chiunque legga, parli o scriva in francese 

Larnil9«5P pIptTI fìnta ita 111ll«str<i ^^ P'" '^'^"^" ^^' dizioiiari classici ele- 

Larousse eiemeniaire musire „^eutari, ad uso deiia gioveutti. Bei vo- 

lume di 1275 pagine (formato lQ,5X.^tì,5) cou 2500 figure, 37 tavole, 24 carte e '2 tavole a 
colori. Legato in cartone Fr. 4,00, legato in tela Fr. 5,00. 

Tn«.rv,m«A »1»»,M<«^„A lil..«4-.A Eccellente dizionario. Manuale iKir la ^o- 
Larousse ClaSSifiqUe illustre ,,,,^, ^el volume ai nOO pagine (formato 
13,5X20) 4150 incisioni, 70 tavole enciclopediclie, di cui 2 in colori, 114 carte di cui 7 in 
colori. Legato in cartone Fr. 6,00, legato in tela Fr. 7,00. 

(Fr. 0,75 in più per invio franco all' Estero). 
Pptif Tn¥»nilQ«ft illlicfrp ^^ Pi^ completo dei dizionari manuali francesi. Bel 
reilt L.arUUa>&tf UIU&HB ^oiu„,e ^i 1664 pagine (formato 13,5X20), 5800 illu- 
strazioni, 130 quadri enciclopctiici, di cui 4 in colori, e 120 carte, di cui 7 in colori. Le- 
gato in tela Fr. 8,00, legato in pelle Fr. 12,00. (Aggiungere Fr. 1,00 per apese di porto). 
Tav)/\i ecn tìn ■nnn'hii ^^ *^^^ dizionario da tasca veramente pratico e completo . 
liglUUODP Ut? yUKjilKs ^j^^ esista in lingua francese, indispensabile a tutte le per- 
sone cbe vogliono viaggiare in Francia e nei paesi dove si parla la lìngua francese : piti 
di 85,000 vocaboli con la loro definizione in un volume abbastanza piccolo per essere te- 
nuto comodamente in tasca. Elegante volumetto di 1292 pagine su carta extrasottlle (bible 
paper), formato 10,5X16,5 ; peso 315 grammi. Legato in tela Fr. 8,00. 
Con legatura in pelle flessibile e astuccio Fr. 11,00. 

Questi 4 volumi sono gravati temporariamente dell'aumento d«l 20 •/, 
- - , Dizionario enciclopedico in due volumi. Tutte le pa-, 

IjP IjgxUUoSo JJUU.I tUUg j,^jg (j^qIi^ lingua, tutte le conoscenze umane, sotto la 
forma più pratica e meno costosa. Di 1050 pagine (formato 21X30,5), 17.325 incisioni, 216 
carte in nero e a colori e 35 splendide tavole colorate. Prezzo dei due volumi : in bro- 
chure Fr. 44,00, rilegati in mezza pelle Fr. 62,00. 

«T T «n X ' in otto volumi. Il più recente, il più riccamente 

NOUVeaU Larousse illustre ,,eumentato e il più magnificamente illustrato 
dei graudi dizionari enciclopedici. {Saggio gratis a richiesta), 7.600 pagine (formato 32X26), 
237.000 articoli, 49.000 illustrazioni, 504 carte in nero o in cob.ri, 89 tavole in colori. Bro- 
«bé Fr. 295 ; legato in mezza pelle Fr. 375. Pagamento in ragione di Fr, 25 ogni 2 mesi, 
per r Italia. — Per contanti sconto 10 %• 

Un periodico unico nel suo genere. 



f^My%iio.nA w>*«««.irvl ;ii.,»4-mA II solo periodico veramente enciclopedico. Tiene 

Larousse mtnsuel illustre ^, ,,„,,^ ^. ,„,,„ , ,,,,,, attuahnente di tutte 

le questioni che la guerra ha fatto sorgere. Esso forma inoltre il seguito del Nouveau 
Larousse Illustre, e di tutte le enciclopedie. {Saggio gratis a richiesta). Esce il primo 
sabato di ogni mese. Un numero Fr. 1,25. — ABBONAMENTO Fr. 16. 



In vendita presso i principali Librai d'Italia e presso : 

R. BEMPORAD & FIGLIO, Librai-Editori 

FIRENZE — Via del Proconsolo N. 7 — FIRENZE 
— 40 — 



Libreria Larousse - 13-17, Rue Montpamasse - PARIS (6*) 

Collezio ne in-4° L arousse 

Le opere che compongono questa superba collezione sono delle grandi opere di volga- 
rÌBzazione grandemente interessanti e istruttive ed in pari tempo degli splendidi volami 
di lusso per 1 quali si approfitta di tutte le risorse materiali dell'arte moderna del Libro. 
Stampati con cura su carta magnifica in gran formato (32-26 centimetri) maravigliosa- 
Boente illustrati con processi d' incisione fotografica i meglio perfezionati « arricchiti di 
numerose tavole e carte in nero e in colori, son rivestiti di legature originali firmate da 
artisti, quali Grasskt, Auriol, ecc. La Collezione in-4^ Larousse, secondo il parer» di 
tutti, è una delle più belle cose che siano state pubblicate nell'epoca nostra. 



0p9r§ pubblicate in questa Collezione 



Storia di Francia contemporanea (1871- 
1913), un volume non legato fr. 40. 
Legato in mezza pelle fr. 50. 
Storia di Francia illustrata (dalle ori- 
gini al XIX" secolo;, 2 volumi non legati 
fr. 67. 
Legati in mezza pelle fr. 87. 
La Francia, Geografia illustrata, 2 volumi 
non legati fr. 67. 

Legati in mezza pelle fr. 87. 
Il Museo d'arte (dalle orioini al XIX" se- 
colo), un volume non legato fr. 27. 
Legato in mezza pelle fr. 37. 
Il Museo d'arte (XIX" secolo), un volume 
non legato fr. 35. 

Legato in mezza pelle fr. 45. 
La Terra, Geologia pittoresca per A. 
Robin, un volume non legato fr. 22. 
Legato in mezza pelle fr. 32. 
Il Mare, per Cleec-Kampal. Un volume 
non legato fr. 25. 
Legato in mezza pelle fr. 35. 

In corso di pubblicazione : 



Gli Sporta moderni illustrati. Wa vo- 
lume non legato fr. 25. 
Legato in mezza pelle fr. 35. 
Parigi-Atlante per F. Bournon. Fn vo- 
lume non legato fr. 23. 

Legato in mezza pelle fr. 33. 
Il Belfflo illustrato per Uumont-Wilden. 
Un volume non legato fr. 25. 
Legato in mezza pelle fr. 35. 
11 Giappone illustrato per F. Challaye. 
Un volume non legato fr. 25. 
Legato in mezza pelle fr. 35. 
La Spagna e il Portogallo illustrati per 
P. JoussET. Un volume non legato fr. 28. 
Legato in mezza pelle fr. 38. 
L'Olanda illustrata. Un volume non le- 
gato fr. 15. Ivegato in mezza pelle fr. 25. 
La Svizzera illustrata per A. Dauzat. 
Un volume non legato fr. 23. 
Legato in mezza jìelle fr. 33. 
La Germania contemporanea illustrata 
per P. JoussET. Un volume non legato 
fr. 23. Legato in mezza pelle fr. i3. 



La Francia eroica ed i suoi Alleati, per G. Gkffroy, L. Lacour, 
L. LuMET. — Un fascicolo ogni mese. La più bella opera sulla guerra. 

Prezzo attuale della sottoscrizione all'opera completa: 

In (lu8 volumi, non legati, Fr. 55 ; legati iu mezza pelle, Fr. 75. 
B primo volume si spedisce immediatamente, il secondo al t rmine della pubblicaaione 



L' Italia illustrata per P. Jousskt. La più bella opera d' insieme 
sul!' Italia. Molto seriamente documentata e maravigliosamente illustrata 
per mezzo della fotografia. Magnifico volume in-i'^ (formato 32X26) su 
carta patinata, 784 vignette fotografiche, 12 ritratti, 9 carte in nero, 14 
carte in colori. In brochure Fr. 28. Legato in mezza pelle (legatura ar- 
tistica, originale di Giraldon) Fr. 38. 



In vendita presso i principali Librai d'Italia e presso : 

R. BEMPORAD & FIGLIO, Librai-Editori 

FIRENZE — Via del Proconsolo N. 7 — FIRENZE 
— 41 — 






M« 



piril 




K 



PREMIATA FABBRICA A VAPORE 



Giorgio Niccolini e C. 

Diploma d'Onore all'Esposizione Italo-Amerioana del 1892 
MedafHa d'Oro e d'Argeoto all' Esposiiiose di Torino ISM 



h 



TELE 

Incerate e Idrofughe-Marrocchlnate 



VERNICI 

da Decorazione, da Ferramenta 
è da Carrozze 



SPECIiUTi IH SliLTI BIANCHI E COLORATI 



Copertoni Impermeabili ::: Noleggio Copertoni 

BANCO E FABBRICA: 

^ Viale Mazzini, 30 - FIREilZE • Viale Mazzini, 30 

&^9 Telefono urbano ed interurbano 448. 

ri 




F. HENRY HUIWBERT - Spedizioniere 







\ 




OMono 



» 



•IP 



/Tn^yyiyn 



yj fi 



i \ 



W\ 



VMQy ¥U Q 



Pili 



^ tu 



jjjijjijiìjljlìj 
i iyos3n3Nnne via 




Cd 



FIRENZE - Via dei Veccliietti, 5 - Angolo Via dei Campidoglio - Telef. N. 6 99 



B 



—'43 — 



E. FINETTI & C. 

CASA FONDATA NEL 1880 

DITTA DEL RAG. D. MADERNO 

PREMIATA DITTA FORNITRICE DI INDIR'ZZI 

PER LA DIFFUSIONE DI CATALOGHI, CIRCOLARI 

ED ALTRI STAMPATI, A SCOPO DI 

PROPAGANDA COMMERCIALE 

MILANO 

PASSAGGIO GALLERIA DE CRISTOFORIS. 2 



^iiS 



SISTEMIiVP^CniEMOD^PNI 
DIPDPBODVZIONE GRMcCA 

ìoneT^MTiaiEiLLusiMrrt 

50 TSVOLCD.NEROEA ~ 

Richiederlo 




//arto 



^ 44 




DANESI 



mm FOTOMECCANICHE^ 



FOTOTIPIA -FOTOCALCOGRAFIA , 
TRICROMIA- CUCHES IN ZINCO IN 
RAME ECC. PER ILLVSTRAZIONI 



M/ ROMA VIA BAGNI 

MJI^FINTERPR.: 21-748 (FVORl PORTA DEL POPOLO) 

if / - CASA PROPRIA ., -^^M 




vi iv ■■";: - -..1"!-, nnasfr-yi-^^iv: ■^(^■p'-';xK;;niim X!!\l!mi'i^^^. 



LIBRERIA Claudiana' 

Via dei Serragli, 5I - FIRENZE 
Direttore: ODOARDO JALLA - Telefono H. 17-96 



Nei suoi 66 anni di vita prospera, questa Casa Editrice si è 
resa benemerita per il carattere squisitamente morale di tutte le 
sue pubblicazioni. 

II suo Catalogo, che gratuitamente si offre, contiene: 110 libri 
diversi per la gioventù e le famiglie, 50 libri storici unici in Italia 
per la Storia della Riforma, Sacre Scritture in vari formati e lin- 
gue, pubblicazioni in difesa del Cristianesimo, una serie completa 
di commenti sui libri del Nuovo Testamento, Opuscoli pei mili- 
tari al fronte, ecc. 

Periodico mensile: L'Amico dei Fanciulli, 16 pagine illustrate 
ogni mese, anno Lire 2,00. 

Calendario: L* Amico di Casa, pel 1918, anno 64" di pubbli- 
cazione, tiratura annua: 20.000 copie - Prezzo Centesimi 15. 

t^tmmmimmmiémmÈ^mmmm^mmimmmmmmmmmmmamm^ÈmtmmiimÈim» 

- 45 - 



G. GIANI, FIGLIO è^ C. 

STABILIMENTO AUTOTIPICO, ZINCOGRAFICO E FOTOGRAFICO 

Telefono 37-35 - FIRENZE, Via Fra Bartolomtneo 18 




A MEZZA TINTA E AL TRATTO 

PER ILLUSTRAZIONI' DI LUSSO 

CATALOGHI E GIORNALI 

IN ZINCO - RAME - OTTONE 

INCISIONI FOTOGRAFICHE SUL LEGNO 

TRICROMIE - FOTOTIPIA 

RIPRODUZIONE DI OGGETTI D'ARTE 

FOTOGRAFIE - DISEGNI - ECC. 



Società Tipografica Fiorentina 

FIRENZE - Via S. Gallo, 33 - FIRENZE 

Stabilimento fonòato nel 1837 da Felice Le fTlonnltr 



TIPOGRAFIA - STEREOTIPIA - LEGATORIA 

Pubblicazione della Rivista Tecnica « Annuario Italiano delle Arti 
Grafiche » - Pubblicazioni in caratteri Orientali e Greci - Riviste Scien- 
tifiche e Letterarie - Pubblicazioni commerciali, economiche e di lusso 
per case Editrici e Librarle - Lavori In CromoTIpografia. 



d 



Ditta L. BAUSSANO 

VESTRINI e UGOLINI Successori 

20, Vìa del Proconsolo - FIRENZE - Via del Proconsolo, 20 

fabbrica di Registri Q\ 

Carta, penne ed oggetti di Cancelleria e Disegno - Assorti- 
mento di Registratori per corrispondenza - Carta Cianografica ed 
Eliografica per la riproduzione del disegni - Grande assortimento 
di Penne stilografiche e di Tele da legatori, estere e nazionali. 

- 46 - 



CARTOLERIA DI LUSSO 

Dia O^A 

e. Capelli Àccossano 

ROMA 

Via del Tritone, 62" - Telef. 111,58 



Timbratura a rilievo 
Articoli di Cancelleria 
Articoli per Regalo 

niniHiimiHiBiiiiiniBiiiiiiBiaiiiimiHiiiiiiHiwiiiiiBiaitm 

Penne Stilografiche delle migliori marche 
Laboratorio speciale per riparazioni = Ricco 
assortimento in pennini ORO di ricambio 



PENNE RICOPERTE ORO 18 carati 
== SPECIALITÀ DELLA DITTA = 

milBIBIIIIIIBIBIIIIIIBIBIIIIIlBIBIIIIIiaiBnilllBIBIIillIBIBint 

Grande assortimento di Matite automatiche 
* * * t; e inchiostro stilografico e comune ^ ^ ^ ^ 

— 47 — 



Tipografia Editrice M. RICCI 

31, Via San Callo - J"!?;?^^- Via San Gallo, 31 

Si eseg-nisce ogni lavoro tipografico con la znag-g'iore soll«citTidin« 

ed a prexzi modicissimi 

— f MAGAZZINO DI MODULI COMUNALI ^— 

Tutti 1 moduli per le Amministraaioni Comunali e per le Opere di 
Beneficensa si trovano sempre pronti ed a prezzi convenientissimi. 

A richiesta te ne spedisce' GRATIS li nuovo Catalogo Generale 

Stabilimento Tipografico S. GIUSEPPE 

Via dei Conti, 3 - FIRENZE - Telefono 9-04 

\xxx— 

Lavori di opere e di gran lusso - Specialità in lavori commerciali 

Macchinario nnovissimo e di grande precisione - Macchina di grande for- 
mato a dne cilindri d'impressione per Innghe tirature - Macchina di grande 
formato con macinazione doppia per illustrazioni e layori di gran lusso - 
Macchina semplice di formato medio - Macchine per lavori commerciali 

Novità fregi e caratteri fantasia — Scelto materiale per lavori di testo 



STABILIMENTO a KJ Ti T TVT O " 
TIPOGRAFICO Ir%. ±^ ±J JL l^à KJ 

Proprietario: ATTILIO VALLECCHI - Direttore-Tecnico: BiAGi VITTORIO 

Lavori Commerciali e di Lusso - Volumi - Giornali - Listini - Memorie 

Lega/i - Tricromie Macchinario Moderno - Monotype 

Massima sollecitudine - Prezzi miti 

Via Bicasoli, N. 8 — FIRENZE — Telefono TX. 8-85 



Fropria oHIgìm ' 
Stereotipica - 
Layori fli Lega- 
toria e Carto- 
naggi - Perio- 
dici - Opere - 
Lavori Comnier- j. 
ciali :: :: :: j 



0. RAMELU S C. 



=f STABILIMENTO 
TIPOGRAFICO 



^ 



FIRENZE 

Via Oricellari, V. 12 

Telefono 37-88 



1^=^ 



J 



^ 



Forniture per 
Dmci e Amni!- 
nistraz. - Sta- 
tiilimeLto corre- 
dato di caratteà 
e di laccline 
moderne - Prez- 
zi conysnienti. 



48 




Cenni intorncr al Calendario 
in generale. 



Anno tropico e anno civile. - Convenienza di man- 
tenere stabile nel calendario l' epoca dell' eqtii- 
nozio. 



Il computo cronologico delle na- 
zioni civili è fondato, come ognuno sa, 
sull'anno solare, che è l'intervallo di 
tempo compreso tra due successivi 
ritorni del Sole a un medesimo punto 
del suo cammino apparente intorno 
alla Terra. 

Questa forma di anno è la più pro- 
pria ai bisogni della società umana, 
perchè adottando l'anno solaie si ot- 
tiene questo risultato importante, che 
le stagioni conservano stabilmente lo 
stesso posto in tutti gli anni, cioè che, 
per esempio, nell'emisfero boreale tei'- 
restre la stagione più fredda corri- 
sponde sempre ai mesi di dicembre e 
gennaio. Ma affinchè ciò accadesse sem- 
pre ed in modo assolutamente sta- 
bile, bisognerebbe che la durata del- 
l'anno civile fosse esattamente uguale 
a quella dell'anno tropico, che è l'in- 
tervallo tra due consecutivi ritorni del 
Sole all'equinozio di primavera. 

La durata dell'anno tropico, espressa 
in tempo medio solare, vale attual- 
mente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 
46 secondi, cioè quasi 365 giorni e vui 
quarto; invece è manifesto che l'anno 
civile deve necessariamente esser com- 
posto di un numero intero di giorni. 
Prendendo l'anno di 365 giorni, cioè 
facendolo più corto del vero anno so- 
lare di Tin quarto di giorno (come fa- 
cevano gli antichi Egizi), si vede che 



se in un dato anno il Sole si trova al 
punto equinoziale il 21 marzo, dopo 4 
anni vi arriverà soltanto il 22, dopo 8 
anni soltanto il 23, e così via dicendo. 
A ciascun jioriodo di 4 anni l'epoca 
dell'equinozio ritarderà di un giorno, 
e per conseguenza la temperatura che 
originariamente si aveva in un dato 
paese il 21 marzo (temperatura che 
dipende dalla posizione del Sole sul- 
l'eclittica) avrà luogo nello stesso paese 
successivamente in aprile, poi in mag- 
gio, ec. 

Così il principio della primavera 
verrà a capitare successivamente in 
aprile, in maggio, in giugno,... in set- 
tembre, in ottobre,... in dicembre, in 
gennaio, in febbraio; e uno sposta- 
mento correlativo si verificherà per le 
altre stagioni. 

Dopo 1460 anni (prodotto di 365 
per 4) tutti i giorni dell'anno, una 
volta per ciascuno, avranno avuto la 
stessa temperatura che nel primo anno 
del periodo era stata propria del 21 
mai'zo; facendo astrazione, ben inteso, 
dalle circostanze atmosferiche di ca- 
rattere accidentale. 

Manifestamente ciò è inconciliabile 
con i bisogni della società umana, spe- 
cialmente nei riguardi dell'agricoltura. 

A questo inconveniente si cercò di 
rimediare per mezzo di artifizi più o 
mono appropriati. 

1 



o 



Anno romano. - Lre intercalazioni. 



Sembra clie in origine i Komani, 
come succede presso i popoli primitivi, 
usassero un rozzo anno naturale, di 
lunghezza incerta, diviso in 10 sezioni 
di ineguale durata, legate a fenomeni 
salienti del mondo vegetale e animale. 

Un metodo cosi grossolano non po- 
teva piìi conservarsi di fronte ai pro- 
gressi della civiltà. Per dividere il 
tempo in sezioni brevi e determinate 
il mezzo più semplice era offerto dalla 
Luna, le cui fasi sono fenomeni così 
eloquenti che ogni popolo all'inizio 
della civiltà se ne serve per misurare 
il tempo. Così fu introdotto — da Numa 
Pompilio, a quanto sembra — un anno 
lunare composto di 12 mesi, o di 355 
giorni (periodo equivalente press' a 
poco a 12 lunazioni, che comprendono 
354 giorni, in ragione di 29 giorni e 
mezzo ciascuna). 

Pare inoltre che presto si ricono- 
scesse il divario di cii-ca 11 giorni tra 
l'anno lunare e il periodo annuale del 
moto apparente del Sole, per modo 
che si pensò a rimediare mediante 
l'aggiunta di un mese ogni due anni. 
Questo mese intercalare, detto volgar- 
mente Mercedonius, veniva subito dopo 
la festa dei Terminalia (23 febbraio), e 



la sua durata era alternativamente di 
22 giorni o di 23. Così un anno inter- 
calare aveva ora 377 giorni, ora 378; 
e 4 anni di séguito ne avevano 1465, 
ciò che si avviciiìa alla durata di 4 anni 
solari di 365 giorni e un quarto cia- 
scuno, che fanno 1461 giorni. 

La denominazione data al mese in- 
tercalare allude al mercato, perchè nel- 
l'ultimo mese dell'anno si pagavano i 
debiti. 

Sembra che questo sistema d'inter- 
calazione venisse poi perfezionato con 
l'istituzione di un ciclo di 20 anni, du- 
rante il quale per 4 volte si toglievano 
•all'anno 5 giorni per volta, cosicché 
20 anni venivano a comprendere 7305 
giorni, che equivalgono appunto al pro- 
dotto di 365 e un quarto per 20. Ma la 
notizia non è ben sicura. 

Invece ciò che pare certo si è che 
con l'andar del tempo i pontefici, a 
cui era commesso l'ufficio d'intimare 
e far eseguii-e ai tempi debiti le inter- 
calazioni, si allontanarono dalle regole 
stabilite ed ora per favore, ora per 
odio di chi esercitava le magistrature 
o i pubblici appalti, abbreviavano e 
allungavano l'anno come loro meglio 
accomodava. 



Iva riforma giuliana del Calendario, 



Fu Giulio Cesare dittatore che pensò 
di porre rimedio alla gran confusione 
derivante da siffatti abiisi. Dietro i 
consigli (a quanto pare) dell'astronomo 
alessandrino Sosigene, egli cominciò 
dal rimetter le cose al loro ]30sto as- 
segnando la durata di 445 giorni al- 
l'anno 708 di Roma (46 avanti Gesvi 
Cristo). Fissò poi a 365 giorni la du- 
rata dell'anno civile (diviso in 12 mesi), 
ma per mettersi d'accordo con l'anno 
tropico (ritenuto allora di 365 giorni 
e un quarto esattamente, secondo i 
sapienti dell'Egitto), stabilì che ogni 
quattro anni si dovesse aggiungere un 
giorno complementare. 

Questo giorno fu inserito immedia- 
tamente dopo la festa dei " Termina- 
lia „, festa che coincideva col settimo 
giorno avanti le calende di marzo (cioè 
col giorno 23 febbraio, secondo il no- 
sti'o modo moder-no di contare i giorni). 
Quindi il giorno intercalare veniva ad 
essere uu doppio sesto avanti le ca- 



lende di marzo {ante diem bis sextum 
Kalendas MarUa%) e coincideva col no- 
stro 24 febbraio. Di qui derivò più 
tardi, nel Medio Evo, la denominazione 
di annus hissextus per l'anno avente 
un giorno di più, locuzione a cui in 
tempi posteriori si sostituì quella di 
annus hissextilis, di corrotta latinità.C) 
Ho detto che Giulio Cesare portò 
la durata dell'anno comune da 355 
giorni a 365. I 10 giorni da aggiun- 
gersi vennero ripartiti su 7 mesi e 
precisamente a questo modo: 2 giorni 
furono aggiunti a gennaio, sestile e 
dicembre, ed 1 giorno ad aprile, giu- 



(1) Secondo Ginzkl (opera citata, voi. II, 
pag. 278) la locuzione di annus bissextus si trova 
usata per la prima volta da Sauto Aurelio Ago- 
stino (354-430). Nel suo Lehrluch der Chronoloyie 
(1831), pag. 317, Idelek dice che la locuzione di 
annus hissextilis si iucontra per la prima volta 
uell' oi>era De temporum ratione del Veuerabilo 
Beda (b-73-73.')). 



— 3 

gno, setLeniLre e novembre. Così lo 
durate dei mesi mutarono come segue: 

Calendario 
antico ginliauo 

Gennaio 29 31 

Febbraio 28 28 

Marzo 31 31 

Aprile 29 30 

Ma^o 31 31 

Giugno 29 30 

Luglio (Quintile) . 31 31 



Cat.kndario 

aulico ginliauo 

Agosto (Sestile) . . 29 31 

Settonibre 29 30 

Ottobre 31 31 

Novembre 29 30 

Dicembre 29 31 

I giorni aggiunti furono posti alla 
fine del mese, eccetto che in aprile, 
dove per motivo di feste fu interca- 
lato un giorno tra il 25 e il 26. 



Lra riforma gregoriana. • Soppressione di tre 
bisestili ogni quattrocento anni. 



La regola giuliana non raggiunge 
perfettamente il suo scopo, perchè sup- 
pone l'anno tropico esattamente uguale 
a 365 giorni e 6 ore, cioè lo fa un poco 
(11 minuti circa) più lungo del vero. 
Ora, questa piccola differenza accumu- 
landosi a poco per volta produce il 
divario di un giorno intero in circa 
128 anni, o il divario di circa 3 giorni 
in 400 aniM. 

La questione fu studiata da uo- 
mini competenti nei secoli dal XIII 
al XVI, e nel 1563 il Concilio di Trento 
incaricò il Sommo Pontefice di prov- 
vedei'o a risolverla. Gli elementi fon- 
damentali, che bisognava conoscere con 
precisione, erano due: la durata del- 
l'anno tropico e l'epoca dell'equinozio. 
Nuovi passi decisivi furono fatti dopo 
che il domenicano P. Ignazio Danti, 
professore di Matematiche nello Studio 
bolognese dal 1576 al 1583, ebbe sta- 
bilito nella chiesa di San Petronio un 
grande gnomone, col quale riconobbe 
che nel 1576 il solstizio invernale era 
avvenuto il giorno 11 dicembre. Sia 
detto per incidenza, la celebre meri- 
diana di San Petronio fu poi rinnovata, 
nel 1655, da Gian Domenico Cassini, 
il quale non solo ne corresse la dire- 
ziono, che non era esatta, ma accrebbe 



di un terzo l'altezza del gnomone, por- 
tandola a 27 metri. 

Finalmente il Papa Gregorio XII [ 
(Ugo Boncompagni, bolognese) decretò 
nel 1582 la sua celebre riforma del 
calendario, adottando le proposte for- 
mulate alcuni anni avanti da un medico 
calabrese. Luigi Giglio (latinamente Li- 
lius), moi-to nel 1576. Con la Bolla In- 
ter gravissimas del 24 febbraio 1582 il 
Papa prescrisse che ogni 400 anni si 
dovesse tralasciare per tre volte il 
giorno •complementare della intercala- 
zione giuliana. A tale scopo fu stabi- 
lito che dovessero esser comuni (e non 
bisestili) quegli anni secolari- che non 
fossero divisibili per 400: tali furono 
gli anni 1700, 1800 e 1900. 

Con questo temperamento appor- 
tato alla intercalazione giuliana il ca- 
lendario fu messo d'accordo in ma- 
niera quasi esatta col moto annuo 
apparente del Sole. Infatti 400 anni 
civili costituiscono un intervallo dì 
tempo che è appena di 2 ore e mezza 
pili lungo dello spazio di 400 anni 
tropici. Così gli equinozi od i solstizi 
ritornano ogni anno quasi esattamente 
alla nìedesima epoca, e non vanno più 
soggetti a uno spostamento progressivo 
nel corso dei secoli. 



Ripristinanxento dell' equinozio di primavera al 
21 marzo. - Soppressione di IO giorni nel mese 
di ottobre 1582. 



Al tempo del Concilio di Nicea 
(anno 325), quando si trattò di sancire 
per tutti i Cristiani una norma unica 
riguardo al celebrare la Pasqua, l'equi- 
nozio di primavera avveniva il 21 mar- 
zo, e allora si credette che l'equi- 
nozio dovesse conservarsi stabile e 
ritornar sempre al 21 marzo d'ogni 
a;uio. Ma in causa doU'ossere l'anno 



tropico un poco più corto dell'anno 
giuliano, al tempo di Papa Gregorio 
l'epoca dell'equinozio non capitava più 
al 21, ma bensì all' 11 di marzo. Per- 
ciò la riforma gregoriana provvide an- 
che a rimetter d'accordo la data ca- 
nonica con l'equinozio, mediante la 
soppressione di lOgiorni nell'anno 1582. 
La Bolla papale ordinò che nel mcso 



_ 4"- 



di oLlobve dì quell'anno, dopo il gior- 
no 4 (festa di San Francesco), si sal- 
tassero 10 giorni, cosicché il quinto 
giorno di ottobre divenisse il decimo- 
quinto. 

La riforma di Gregorio (dice il P. 
Adolfo Mùller ne' suoi pregevolissimi 
Elementi di Astronomia) (i) era motivata 
principalmente dallo spostamento della 
Pasqua e delle altre feste dipendenti 
dalla data di questa (le feste m,oì)ili). 
Come si sa, la Pasqua si deve cele- 
brare dai Cristiani nella domenica se- 



(1) Roma, 1904-906, voi. I, pag. 511. 



guente il primo plenilunio che avviene 
il 21 di marzo (epoca presunta del- 
l'equinozio) o sùbito dopo. 

Con la restrizione apportata alla 
regola giuliana dei bisestili, l' epoca 
dell'equinozio fu resa praticamente sta- 
bile, e ciò fu un bene. Meno felice — 
anzi, per parlare schiettamente — er- 
roneo fu il provvedimento di soppri- 
mere 10 giorni nel mese di ottobre 1582, 
col semplice scopo di ricondurre la 
data dell'equinozio di primavera al 21 
di marzo. Questa sottrazione di 10 giorni 
fu uno sbaglio, perchè ha scompigliato 
la Cronologia. 



Cenni storici stilla propagazione successiva 
della riforma gregoriana. 



i 



Le prescrizioni della Bolla papale 
furono obbedite sùbito, o quasi, nella 
massima parte degli Stati cattolici. In- 
vece la gran maggioranza dei Prote- 
stanti rimase fedele al " vecchio stile „, 
per motivi principalmente politici e 
leligiosi. Non valse in Germania che 
si dichiarasse favorevole alla riforma, 
nel 1613, un uomo tanto stimato ed au- 
torevole come Giovanni Keplero. 

Dopo molti anni di disputazioni 
non sempre serene riuscì finalmente, 
verso la fine del secolo XVII, al ma- 
tematico e astronomo Erardo Weigel 
(professore all'Università di Jena), aiu- 
tato dal celebre Goffredo Guglielmo 
Leibnitz (suo antico scolaro), di per- 
suadere gli Stati tedeschi evangelici ad 
adottare il " nuovo stile „, e nella Ger- 
mania protestante e nei Paesi Bassi 
l'anno 1700 ebbe undici giorni di meno, 
essendosifatto seguire immediatamente 
il 1° marzo al 18 febbraio. 

Seguirono l' esempio i principali 
Cantoni protestanti della Svizzera, come 
Zurigo, Berna, Basilea, Sciaffusa e Gi- 
nevra, dove si principiò l' anno 1701 
col dodicesimo giorno di gennaio. Ma 
fu solo nel 1752' che l'Inghilterra si 



uniformò al calendario gregoriano, per 
volere specialmente di Lord Chester- 
field (Filippo Dormer Stanhope, scrit- 
tore ed uomo di Stato). Lo stesso fe- 
cero nel 1753 la Svezia, nel 1784 parte 
dei Grigioni e nel 1798 il rimanente, 
come pure Glaronae Appenzell esterno, 
per decreto del Direttorio 5ella Repub- 
blica elvetica. 

Come curiosità si può notare che 
Poschiavo rimase fedele al calendario 
giuliano fino al 1760, e che il Comune di 
Sus nella Bassa Engadina tenne duro 
a mantenere il vecchio stile fino al 1811 
e cedette solo di fronte a una minaccia 
di intervento punitivo armato. 

Ai tempi nostri il calendario giu- 
liano è rimasto in vigore, come si sa, 
soltanto presso la Chiesa greca orto- 
dossa, cioè presso i Russi, i Greci ed 
i Cristiani d'Oriente. La differenza è 
attualmente di 13 giorni, essendo cre- 
sciuta di tre unità rispetto al suo va- 
lore primitivo, per causa che gli anni 
secolari 1700, 1800 e 1900 furono bise- 
stili nel calendario giuliano e comuni 
in quello gregoriano. Tale differenza 
rimarrà di 13 giorni fino al 28 feb- 
braio 2100 (gregoriano). 



Come è noto, si chiama " èra „ una 
successione continua di anni che si 
cominciano a contare partendo da 
un'origine fissa (" epoca „). 

Oggi quasi tutte le nazioni civili 
seguono l'èra cristiana o volgare, cioè 
contano gli anni a partire dal 1° gen- 
naio immediatamente consecutivo alla 
nascita di Gesù Cristo. Secondo il com- 
puto di Dionisio il piccolo {Dionisius 
detto exiguus per la sua bassa slatura, 



Lr'èra cristiana o volgare. 

monaco scita vissuto in Roma nel se- 
sto secolo). Cristo nacque il 25 dicem- 
bre dell'anno 753 dalla fondazione di 
Roma secondo Varrone. Poiché in que- 
sta èra romana l'anno principia col 
1° gennaio, così è manifesto che il pri- 
mo anno dell'era cristiana cominciò col 
1° gennaio dell'anno 754 dalla fonda- 
zione di Roma. Questo primo giorno 
dell'era cristiano, che è propriamente 
Y ejìoca di essa, fu un sabato, come si 



può verificare con facile procedimento 
aritmetico, (l) 

Nei primi secoli della Chiesa si se- 
guitò per lo più ad usare la numera- 
zione romana degli anni, a partire 
dalla fondazione di Roma {ah Urbe, 
rondifa). Tuttavia avevano corso anche 
altro maniere di computo; per esem- 
l)io, alcimi contavano gli anni a par- 
tire dalla persecuzione dei Cristiani 
sotto Diocleziano, mentre gli Spagnuoli 
partivano dall'epoca della conquista 
«lei loro paese fatta dai Romani, e nel- 
l'Impero d'Oriente ora rimasto in uso 
il sistema delle Olimpiadi. In conse- 
guenza di ciò si era detcrminato a 
l)oco per volta, nella numerazione de- 
gli anni, un certo stato di confusione. 

A porvi rimedio pensò l'abate Dio- 
nisio. Verso l'anno 527 del nostro 
computo attuale egli propose di in- 



(1) Vedi per esemplo a pag. 29 dell'opuscolo: 
Istruzioni e tavole numeriche per la compilazione 
del Calendario, citato la priucipio. 

Date diverse del 
Principio 

La data del 25 marzo scelta da 
Dionisio come principio dell'anno {ab 
Incarna f ione) non fu adottata da per 
tutto, ma a tale scopo s' introdussero 
altre epoche e per es. si faceva comin- 
ciar l'anno a Natale (25 dicembre), nu- 
merandosi così gli anni a Nativitate. In 
Francia e in Inghilterra, poi, dapprima 
si principiò l'anno al 25 dicembre, e 
più tardi al 25 marzo; mentre in Ger- 
mania si fece il mutamento in senso 
inverso. In altri paesi restò in vigore 
l'uso romano, di cominciar l'anno col 
1° gennaio, e a questo sistema si finì 
per ritornare da por tutto, però a epo- 
che diverse secondo i diversi paesi. 

In Francia il principio dell'anno 
col 1° gennaio fu stabilito per legge 
nel 1566; nei Paesi Bassi nel 1575; 
nella Scozia nel 1599; in Inghilterra 
solamente nel 1752. In altri paesi l'uso 
si stabilì da so a poco a poco, por es. 
in Germania e nella Svizzera nel corso 
dei secoli decimoquinto e decimosesto. 



trodurre nn' ha cristiana, cioè propose 
di numerare gli anni a partire dal- 
l'epoca della incarnazione di Gesù Cri- 
sto, epoca che egli credette di poter 
fissare al 25 marzo dell'anno 753 dalla 
fondazione di Roma. 

La proposta dionisiana fu accettata 
nell'anno 607 dal Papa Bonifazio IV, 
e sùbito dopo entrò in uso in Italia 
ed in Francia, e poi, a poco per volta, 
anche negli altri paesi del mondo ci- 
vile romanizzato; però nel Portogallo 
tardò a essere adottata fino al 1415. 

Più tardi fu messo in chiaro da di- 
versi, per es. da Keplero nel 1606 e 
nel 1613, che Dionisio aveva sbagliato 
di cinque anni nello stabilire la sua 
èra, cioè che l'epoca della nascita di 
Cristo si deve ritenere anteriore di 
cinque anni al principio dell'era vol- 
gare. Ma questo fatto ha, per fortuna, 
un'importanza secondaria, perchè l'e- 
poca che si assume come punto di par- 
tenza per contare gli anni è per sua 
natura arbitraria e convenzionale. 

principio d'anno, 
del secolo. 

Relativamente al principio del se- 
colo, si può notare che già alla fine dei 
secoli XVII e XVIII, come pure alla 
fino del secolo XIX, si disputò oziosa- 
mente se l'anno secolare (cioè rispet- 
tivamente l'anno 1700, 1800 e 1900) 
fosse l'ultimo del secolo vecchio, op- 
pure il primo del secolo nuovo. 

Tale questione non dovrebbe sor- 
gere qualora tutti sapessero che nella 
Cronologia gli anni si numerano cor- 
renti e non revoluti, e si usano i nu- 
mex'i cardinali invece dei corrispon- 
denti aggettivi ordinativi. Così si dice 
•• l'anno 1918 „ e non " l'anno mille- 
simo novecentesimo decimottavo „, pre- 
cisamente come si dice, per es., " il 
giorno 15 „ del mese e non " il giorno 
quindicesimo „ (con la sola eccezione 
del primo giorno del mese). 

In base a ciò si concluse tutte e 
tre le volte che l'anno secolare è l'ul- 
timo del secolo vecchio, e l'anno 1 ù 
il primo del secolo nuovo. 



Nomi romani dei mesi. 



Sembra che prima di Numa Pom- 
pilio l'anno doi Romani comprendesse 
-blamente 10 mesi, così denominati: 



Septembcr 
Octobcr 



JVovember 
Decembcr. 



Martivs 


Juniìis 


Jprilis 


Quintilis 


Maius 


ÌScxtiUs 



I nomi degli ultimi 6 mesi pro- 
vano ad evidenza che in quegli anti- 
chi tempi l'anno principiava col meso 



— 6 — 

tri due moBÌ, 'Jaiitiarins e Februavius, chiamandolo Aìic/ìiHhs dal nome dei- 
col primo dei quali si iniziò l'anno. l'Imperatore. Nel Medio Evo jjare che i 
11 nome Quintilis fu sostituito da nomi romani dei 12 mesi siano rimasti 
Julius nell'anno 44 av. Cr., in onore di sempre rispettati, sebbene Carlo Magno 
(Giulio Cesare, e più tardi, nell'anno 8 avesse voluto mutarli con altre deno- 
av. Cr., si cambiò nome al mese Sextilis, minazioni di radice germanica. 



Divario tra i Cronologisti e gli A.stroi\omi nel nu* 
merare gli anni avanti Cristo. • Regole aritme- 
ticKe per i bisestili. 



Si è detto sopra che gli anni si 
numerano correnti e non revoluti, e si 
usano i numeri cardinali (uno, due, 
tre,...) invece dei corrispondenti agget- 
tivi (primo, secondo, terzo,...). In con- 
formità di ciò i Cronologisti chiamano 
" anno 1 dopo Cristo „ il primo anno 
dell'era volgai-e, anno che corrisponde 
al 754 dalla fondazione di Roma, e chia- 
mano " anno 1 avanti Cristo „ l'anno 
immediatamente anteriore, cioè l'anno 
753 di Eoma. 

Invece quest' ultimo è chiamato 
" anno zero ,. dagli Astronomi, i quali 
nel contare in senso retrogrado gli anni 
anteriori all'anno usano i numeri 
negativi — 1, —2, — 3,... Cosi gli anni 
1, 2, 3,... av. Cr. dei Cronologisti coin- 
cidono rispettivamente con gli anni 0, 
— 1, — 2,... degli Astronomi. 

Ne segue che per gli anni av. Cr. 
i numeri dei Cronologisti superano 
sempre di una unità i numeri degli 
Astronomi. Per gli anni dopo Cristo 
non c'è discordanza. 

Il metodo degli Astronomi è il solo 
razionale, essendo conforme ai fonda- 



menti dell'Aritmetica. Con esso di- 
venta facile e sicuro il computo degli 
anni compresi tra due epoche date, di 
cui una sia anteriore e l' altra poste- 
riore al principio dell' èra, e inoltre 
rimane unica, per gli anni avanti e 
dopo Cristo, la regola aritmetica con 
cui si riconosce se un dato anno giu- 
liano sia bisestile. " Sono bisestili tutti 
quegli anni di cui il numero d'ordino 
è esattamente divisibile per 4 „. In- 
vece, col metodo dei Cronologisti, que- 
sta regola vale soltanto per gli anni 
dopo Cristo, mentre per gli anni avanti 
Cristo " i bisestili sono quelli di cui 
il numero d'ordine diviso per 4 lascia 
per resto 1 „. 

Queste regole valgono per il calen- 
dario giuliano. Per quello gregoriano 
bisogna ricordare l'eccezione introdotta 
dalla riforma del 1582 relativamente 
agli anni secolari (cioè quelli il cui 
numero d'ordine termina con due zeri). 
Ne segue la regola: " gli anni secolari 
gregoriani sono bisestili solamente nel 
caso che il loro numero d'ordine sia 
esattamente divisibile per 400 „. 



Calendario romano antico. 



Relativamente alla domanda: " qua- 
le ora consideravano gli antichi Ro- 
mani come principio della giornata? „, 
Ginzel conclude, dopo aver esposto i 
risultati della critica storica ed archeo- 
logica su tale argomento, che per quanto 
concerne le pubbliche funzioni reli- 
giose e giuridiche il giorno cominciava 
a mezzanotte, mentre l'uso popolare lo 
faceva principiare all'aurora. 

I giorni del mese venivano contati 
dai Romani riferendosi a certe deter- 
minate epoche d'ogni mese dette " ca- 
lende, none e idi ,.. 

Come si è già visto, in origine l'anno 
romano era semplicemente lunare e 
comprendeva 12 lunazioni. Il giorno 
del primo ricomparir della Luna alla 
sera (sotto forma di tenue falce), era 
il primo giorno del mese (Kalendae). 



Il giorno del primo quarto della Luna 
era detto Nonae, perchè da esso fino 
al plenilunio si contavano 8 giorni. 
Idus significava il giorno del plenilu- 
nio. Così si avevano in ogni mese tre 
date principali: Kalendae — novilunio; 
Nonae = primo quarto ; Idus = pleni- 
lunio. 

L'anno romano antico (di 355 giorni) 
era diviso in 12 mesi come segue : 4 
mesi di 31 giorni ciascuno {Martius, 
Maius, Quintilis e Octoher), 7 mesi di 
29 giorni (Inniiarius, Aprilis, lunius, 
Sextilis, September, Kovember e Decetn- 
bér) e un mese di 28 giorni (Februa- 
vius). Nei mesi di 31 giorni le Nonae 
furono collocate al settimo giorno del 
mese e gli Idus al quindicesimo; nei 
mesi di 29 giorni le Nonae coincide- 
vano col quinto giorno del mese e gli 



tuscol tredicesimo ; e così ugualmente 
in febbraio e nel mese intercalare (Mer- 
cedonius). ,,, 

Questa'^antica disposizione fu con- 
servata da Giulio Cesare quando ri- 
formò il calendario. 

Partendo dalle suddette epoche men- 
sili usavano i Romani designare gli 
altri giorni del mese, contando in senso 
retrogrado; cioè con un sistema ana- 
logo a quello che ancora adesso si usa 
qualche volta quando ci si domanda: 
•• che ora è? „ e si risponde per es.: 
'• sono le 5 mono un quarto „, invece 
(li dire: " sono le 4 e tre quarti „. 
Le regole in proposito erano que- 

!o: il giorno da cui si parte viene 
>tMnpre compreso: per es. il 3 maggio 
(' il quinto giorno avanti le none di 
maggio (= 7 maggio); il 28 giugno è 



il quarto giorno avanti le calende di 
luglio; il 9 agosto ò il quinto giorno 
avanti gli idi di agosto (= 13 agosto). 
Il giorno che precede le tre epoche si 
chiamava pridie; così per es. pridie 
Idus Aprilis = 12 aprile. 

Nel designare una data (cioè rispon- 
dendo alla domanda: " in qual giorno? „) 
le parole " calende, none, idi „ erano 
usate all'ablativo {Kaìcndis, Nonis, Idi- 
bus) e gli altri giorni erano espressi 
con ante diem... e con quelle parole al- 
l'accusativo; per es. ante diem (oppure 
a. d.) sextum Idus lunias = 8 giugno; 
pridie Kalendas Itilias = 30 giugno. Più 
raramente il numerale ordinativo si 
trova posto all'ablativo e l'epoca di 
partenza all'accusativo; per es. tertio 
Kalendas Junias -= 30 maggio. E su ciò 
basti, per brevità. 



Il periodo giuliano e le ère principali. 



Si chiama " periodo giuliano „ un 
periodo di 7980 anni giuliani propo- 
sto dal matematico e filologo Giu- 
seppe Giusto Scaligero (1540-1609). Il 
numero 7980 è il prodotto dei tre nu- 
meri ciclici 28, 19 e 15, dei quali si 
dirà più innanzi. Il primo anno del- 
l' èra volgare corrisponde all'anno 4714 
del periodo giuliano, la cui origine è 
quindi anteriore a tutte le date dei 
tempi storici; per conseguenza questo 
sistema di numerazione degli anni 
esclude ogni ambiguità proveniente 
dal cambiamento dell'era e così con- 
tribuisce moltissimo a render chiare e 
ordinate le computazioni cronologiche. 

11 segnente quadro contiene l' indi- 
cazione di alcune fra le principali ère 
che furono in uso nel corso dei secoli. 
Gli anni avanti Cristo sono contati col 
metodo degli Astronomi. 

Relativamente all' èra ab Urbe con- 

dita, è bene osservare quanto segue : 

I. — A tutto rigore la sua epoca 

dovrebbe coincidere col 21 aprile del- 



l'anno -- 752 (XL Kal. Mai. = festa 
primaverile dei Parilia), epoca tradi- 
zionale della fondazione di Roma. Ma 
per semplicità si suol trascurare tale 
differenza di quasi 4 mesi e si assume 
che tutto intero il primo anno ab. U. e. 
coincida con l'anno — 752 dell'era 
cristiana (= 753 av. Cr. secondo i Cro- 
nologisti). 

II. — Nel terzo secolo avanti Cri- 
sto, quando furono ufficialmente re- 
datti gli elenchi dei Consoli {Fasti 
consulares), divenne generale l' uso di 
designare i singoli anni dal nome dei 
Consoli in carica. (•) Questo computo 
secondo gli " anni consolari „ era quindi 
\\n surrogato dell'uso di un'era e durò 
per parecchi secoli, nell'età repubbli- 
cana e imperiale. 



(1) Vedi il Dizionario epigrafico di Antichità 
remane di K. De Ruogibro (Roma, 1910), arlicoli 
« Consul » e « Consularis » ; a cui seguono gli 
elenchi alfabetici e cronologici del Consoli ro- 
mani negli undici secoli e mezzo di durata del 
Consolato (dall'anno — 508 al -+- 632 dell'era 
cristiana). 



DENOMINAZIONE DELL'ERA 



Periodo giuliano 

Ebraica (dalla creazione del mondo) . . . 
Delle Olimpiadi (periodi quadriennali) . . 
Della fondazione di Roma, secondo Varrone 

Di Nabonassar 

Cristiana o volgare 

Maojiiettana {dcW Egira) 



EPOCA OD ORIGINE 



o 


$ 


ANNO 


è 


S 


dell'era 


del periodo 


o 


cristiana 


giuliano 


1 


Gn. 


— 4712 


1 


7 


Ot. 


- 3760 


953 


1 


Lg. 


— 775 


3938 


1 


Gn. 


- 752 


3961 


26 


Fb. 


- 746 


3967 


1 


Gn. 


■f 1 


4714 


15 


Lg. 


+ 622 


5335 



_ 8 - 



Compiilo ecclesiastico. 



Si chiama " computo ecclesiastico „ 
quel complesso di regole che servono 
a fissare il calendario ecclesiastico e 
specialmente la data della festa di 
Pasqua, da cui dipendono tutte lo al- 
tre feste mobili. 

Secondo i decreti della Chiesa la 
Pasqua di Risurrezione deve essere ce- 
lebrata nella domenica consecutiva al 
primo plenilunio di primavera, cioè al 
primo plenilunio posteriore al giorno 20 
marzo. Se il plenilunio e la domenica ca- 
dessero insieme nel 21 marzo, il giorno 
di Pasqua sarebbe la domenica seguen- 
te. Invece se il plenilunio avvenisse il 
20 marzo, il prossimo plenilunio verrà 
al 18 aprile, e se questo giorno fosse per 
caso una domenica, bisognerebbe aspet- 
tare la prossima domenica, che cadrebbe 
nel 25 aprile. Così si vede che la data 
di Pasqua è compresa tra il 22 marzo 
e il 25 aprile, entrambi inclusi. 

Nel computo ecclesiastico si consi- 
dera per semplicità una Luna fittizia, 
detta Luna ecclesiastica, le cui fasi si 
suppongono succedersi a periodi deter- 
minati e costanti, prescindendo così 
dalle ineguaglianze a cui è soggetto il 
moto reale della Luna intorno alla Ter- 
ra e quello della Terra intorno al Sole. 



In conseguenza di ciò Iff'date delle 
fasi lunari e le età della Luna segnate 
nel calendario ecclesiastico possono 
differire leggermente da quelle calco- 
late nelle effemeridi astronomiche. 

A tal proposito bisogna notare spe- 
cialmente che mentre il novilunio 
astronomico avviene quando la Luna 
è in congiunzione col Sole (cioè quando 
i due astri hanno la stessa longitudine), 
momento nel quale la Luna è invisi- 
bile, invece il novilunio ecclesiastico 
corrisponde all'epoca in cui la Luna 
emergendo dai raggi solari diventa vi- 
sibile per la prima volta sul cadere del 
giorno sotto forma di una tenue falce. 
In base ad antiche osservazioni si ri- 
tiene che ciò non succeda mai prima 
che siano passate 40 ore dall'istante 
della congiunzione. 

Secondo l' uso ecclesiastico, i giorni 
dei noviluni in un dato anno sono 
quelli che nel calendario perpetuo sono 
segnati dall' epatta di quel!' anno. Il 
novilunio è il 2^>'i>^^o giorno della lu- 
nazione e le altre fasi, cioè primo 
quarto, luna piena e ultiuio quarto, cor- 
rispondono rispettivamente al settimo, 
al decimoquarto e al ventiduesimo giorno 
della lunazione. 



Elementi del computo ecclesiastico. 



Le regole del computo ecclesiastico 
fanno uso di alcuni elementi caratte- 
ristici dell'anno, che sono: il numero 
d'oro, Vepatta, il ciclo solare e la lettera 
domenicale. Due altri elementi che si 
soglion dare negli almanacchi sono: il 
numero AqW indizione romana e la let- 
tera del Martirologio. 

Numero d'oro. — Già nel V secolo 
avanti Cristo l'astronomo ateniese Me- 
tone scoprì che la durata di 235 luna- 
zioni equivale quasi esattamente a 19 
anni solari. È chiaro quindi che se 
per 19 anni consecutivi sono stati no- 
tati i giorni in cui ebbero luogo le 
diverse fasi limari, ciò permetterà di 
predire i medesimi aspetti negli anni 
successivi; e se la serie dei tempi vien 
divisa in periodi di 19 anni {cicli lu- 
nari), numerandosi gli anni di ciascun 
ciclo con i numeri progressivi da 1 a 
19, le medesime fasi lunari cadranno 
nei medesimi giorni di tutti quegli 
anni che occupano lo stesso posto nei 
cicli a cui rispettivamente apparten- 
gono. Il numero d'oro è appunto il 



numero dell'anno nel ciclo lunare. 
Come origine di un ciclo è stato preso 
il primo anno avanti Cristo. Quindi si 
vede, per es., che il numero d'oro del 
1918 si otterrà prendendo il resto della 
divisione per 19 del numero 1918 ri; 
questo resto è 19. 

Epatta. — Il ciclo metonico era il 
mezzo di cui si servivano gli antichi 
per la predizione delle fasi lunari. Al- 
l'epoca della riforma gregoriana fu 
immaginato un altro metodo per fis- 
sare preventivamente la data del ple- 
nilunio pasquale, senza dover ricorrere 
a osservazioni anteriori. Si chiama età 
della Luna, a una data epoca, il nu- 
mero dei giorni interi che sono tra- 
scorsi dall'ultimo novilunio precedente 
fino a quell'epoca. Sapendo l'età in 
un dato giorno, si conosce senz'altro 
la fase in cui allora la Luna si trova. 
Ora è chiaro che per determinare ap- 
prossimativamente r età della Luna in 
un giorno qualunque dell' anno basterà 
conoscere questa età al 31 dicembre 
dell'anno precedente. Questo è il nu- 



lero a cui si dà il nome ci 
(che vuol dire " aggiunta „). 



epatta Lettera domenicale. — Nella tavola 

del calendario perpetuo i singoli giorni 

• La regola per trovare a una data dell' anno sono accompagnati da una 

)Oca r età della Luna per mezzo del- lettera dell'alfabeto, con questa re- 



)poca 

'epatta è la seguente: se l'anno e co- 
mune si aggiunge all' epatta il numero 
dei mesi interi trascorsi dopo il 1° gen- 
naio o dopo il 1° marzo fino al giorno 
di cui si tratta, secondo che esso viene 
prima o dopo il'l" marzo; al risultato 
si aggiunge il numero che indica la data 
(li quel giorno nel mese a cui appar- 
tiene: la somma così ottenuta, dimi- 
nuita di 30' unità nel caso che sia mag- 
giore di 30, esprime l' età della Luna. 
So l'anno è bisestile e si tratta di 
ima data posteriore al 29 febbraio, bi- 
sogna aumentare l' epatta di una unità. 
Ben inteso, il risultato è^semplice- 
mente approssimativo. * 

Se l'esattezza del ciclo metonico 
fosse assoluta, le epatte formerebbero 
un ciclo perpetuo di 19 anni, ritor- 
nando sempre la stessa epatta ogni 
volta che ritorna lo stesso numero 
d'oro. Ma la durata di 19 anni giuliani 
supera leggermente quella di 235 lu- 
nazioni: la differenza vale circa 1 ora 
6 mezza. Ne segue che se consideriamo 
iir determinato novilunio, dopo 19 
anni giuliani la Luna ritornerà al no- 
vilunio nel medesimo giorno dell'anno. 



-, questa re- 
gala: il 1° gennaio porta la lettera A, 
poi vengono per ordine lo lottoi-e suc- 
cessive fino alla G (che è la settima), 
e poi si ricomincia con A e si prose- 
gue sempre nello stesso modo fino al 
31 dicembre (1). Ne seguo che sé un 
dato anno comincia, per es., in lunedì, 
tutti i giorni segnati con A sono in 
quell'anno altrettanti lunedì. La let- 
tera domenicale di un dato anno è 
quella che corrisponde in queir anno 
ai giorni di domenica. 

Gli anni bisestili hanno due lettere 
domenicali, di cui la prima vale fino 
al 28 febbraio inclusivamente, e non 
oltre, per causa dell'intercalazione del 
giorno 29 che non è notato sul calen- 
dario perpetuo; per i dieci mesi suc- 
cessivi subentra un'altra lettera do- 
menicale, cioè quella che nei primi 
due mesi corrispondeva al sabato. 

Trascorso un ciclo solare intero, le 
lettere domenicali si ripetono manife- 
stamente con lo stesso ordine. 



Indizione romana. — E un periodo 
di 15 anni che non ha alcuna relazione 
col corso degli astri. Il numero d'or- 
ma anticipando di circa 1 ora e mezza: 5' ni •^'^"" ^^^"^ ^"^"^^ ^^^ f^"^^"" corrente 
Facendo il calcolo preciso, si trova dell indizione serviva anticamente per 
chf tali piccole anticipazioni succes- ^llf-!''^^^.^J?_..^^^^:,_^'^^_'''^^^^^^ 
si ve formano accumulandosi 1 giorno 
intero dopo 300 anni circa, e 8 giorni 
dopo 2500 anni circa. Per conseguenza 
si fanno crescere di altrettanto le epatte 
nel corso dei secoli, secondo regole 
_cbe qui si omettono per brevità. 



Ciclo solare. — Fu dato questo nome 
a un periodo di 28 anni giuliani che 
riconduce a corrispondere nello stesso 
modo i giorni della settimana con le 
date nel mese. Negli almanacchi si 
suol inscrivere sotto quel nome il nu- 
mero d'ordine che l'anno considerato 
occupa nel ciclo corrente. 

Dai cronologisti fu adottato l' anno 
9 avanti Cristo come primo anno di 
un ciclo solare. Quindi, per sapere il 
numero del ciclo solare relativo al- 
l'anno 1918, per es., basta aggiungere 
9 e dividere la somma per '2&: il quo- 
ziente 68 esprime il numero dei pe- 
riodi interi trascorsi dall'anno 9av. Cr. 
fino al presente, e il residuo 23 indica 
il posto occupato dal 1918 nel ciclo 
solare corrente. 



atti pubblici. Tale uso prmcipio a 
Roma nel quarto secolo dell'era cri- 
stiana. Il primo ciclo delle indizioni 
si fa cominciare l'anno 3 av. Cr. 

Lettera del Martirologio. — Questo 
elemento è puramente ecclesiastico. 
Nel Martirologio, in capo alle storie 
dei santi, è inscritta ogni giorno una 
serie di 30 lettere, tra le quali ve n'ò 
una che corrisponde all'anno in corso. 
Essa serve per tutto l'anno, avanti la 
lettura in coro del Martirologio, a 
enunziare quale sia il giorno corrente 
della Luna, e ciò per mezzo di numeri 
scritti sotto alle lettere; per ogni giorno 
r età della Luna è indicata dal numero 
che sta sotto alla lettera dell' anno in 
corso. 

La lettera del Martirologio dipende 
dall' epatta annuale, secondo una ta- 
bella di corrispondenza che qui non 
importa riprodurre. 



(1) Ved. per eseiunlo V Almanacco italiano 
del 1916, pag. 16-19. 



2 ^ 

•ci CS 
|3 



— 10 — 

Calendario cristiano cattolico. - Peste di precetto, 
fìsse e mobili. 

Sono feste di precetto tutte le do- 
meniche e pochi altri giorni solenni. 

Le feste si distinguono in fisse e 
mobili. Sono fisse quelle cho cadono 
sempre nel medesimo giorno dell'anno, 
e sono mobili quelle che cadono in 
dat& diverso secondo gli anni, perchè 
dipendono dalla Pasqua o dai giorni 
della settimana. 

Col Moto proprio di Pio X del 2 lu- 
glio 1911 le feste di precetto che non 
cadono in domenica furono ridotte a 8, 
in considerazione delle mutate circo- 
stanze dei tempi e della società civile. 
Esse sono : Circoncisione di G. C. (1° gen- 
naio), Epifania (6 gennaio), Ascensione 
di G. C. (mobile), Ss. Apiostoli Pietro e 
Paolo (29 giugno), Assunzione di M. V. 
(15 agosto), Ognissanti (1° novembre), 
Immacolata Concezione di M. V. (8 di- 
cembre). Natale (25 dicembre). 

Tuttavia i Vescovi possono ottenere 
dal Papa di conservai-e taluno delle 
feste abrogate. Così avvenne in molte 
Diocesi per la festa del Corpus Domini. 

Le feste dei patroni possono cele- 
brarsi la domenica successiva al giorno 
della ricorrenza. 

Le principali ricorrenze che dipen- 
dono dalla Pasqua sono le seguenti: 



Prima della Pasqua 
Settuagesitua (domenica) , 63 giorni 
Le Ceneri (mercoledì) . . 46 „ 
1» domenica di quaresima 42 „ 

Dopo la Pasqua 
Rogazioni (lunedì, martedì 

e mercoledì) 36 37 38 „ 

Ascensione (giovedì) ... 39 „ 
Pentecoste (domenica) . . 49 „ 
SS. Trinità (domenica) . , 56 „ 
Corpus Domini (giovedì) . . 60 „ 



Inoltre sono mobili le date dei 
digiuni delle Quattro l'empora (ossia 
delle quattrfN stagioni), per i quali sono 
stabiliti i giorni di mercoledì, venerdì 
e sabato rispettivamente dopo la se- 
guenti epoche : prima domenica di 
quaresima, Pentecoste, 14 settembre 
(festa della Esaltazione della Croce) e 
terza domenica dell'avvento. 

Tra le ricorrenze mobili che dipen- 
dono dai giorni della settimana vi è il 
periodo dell'avvento (cioè tempo di 
preparazione albi venuta del Reden- 
tore), che nel rito romano comprende 
le quattro domeniche avanti il Natale. 
La prima di queste domeniche è la 
più vicina al 30 novembre (festa di 
S. Andrea apostolo), e quindi cade fra 
il 27 novembre e il 3 dicembre. 



Tavola delle principali feste mobili per il quinquennio 1917-1921. 



o 
< 


il 


SETTUAGE- 
SIMA 


MERCOLEDÌ 
delle 
CENERI 


la DOMENICA 

di 
QUARESIMA 


PASQUA 


ASCENSIONE 


PENTECOSTE 


|a DOMENICA 

DELL' AVVENTO 

(ROMANO) 


1917 


G 


4 febbr. 


21 febbr. 


25 febbr. 


8 aprile 


17 maggio 


27 maggio 


2 dicembre 


1918 


F 


27 genn. 


13 febbr. 


17 febbr. 


31 marzo 


9 maggio 


19 maggio 


1 dicembre 


1919 


E 


16 febbr. 


5 marzo 


9 marzo 


20 aprile 


29 maggio 


8 giugno 


30 novemb. 


1920 


DC 


1 febbr. 


18 febbr. 


22 febbr. 


4 aprile 


13 maggio 


23 maggio 


28 novemb. 


1921 


B 


23 genn. 


9 febbr. 


13 febbr. 


27 marzo 


5 maggio 


15 maggio 


27 novemb. 



Calendario del rito ambrosiano 
ossia della diocesi di Milano. 



La diocesi di Milano ha una forma 
particolai-e di rito che si scosta alquanto 
da quello romano, e prende nome da 
S. Ambrogio, vescovo e patrono di 
Milano, benché sia incerto se sia ve- 
ramente istituito da lui o gli sia ante- 
riore, come sembra piìi probabile. 

Le principali diversità col calen- 
dario romano sono le seguenti: 

I. — Il primo giorno di quaresima 
cade nella prima domenica di quare- 
sima, anziché nel precedente merco- 
ledì. Il cosiddetto " carnevalone „ am- 



brosiane si fa nei tre giorni susseguenti 
al mercoledì delle ceneri secondo il 
rito romano. 

II. — Le rogazioni dette " litanie 
ambrosiane „ cadono nei giorni di lu- 
nedì, martedì e mercoledì che seguono 
immediatamente la prima domenica 
dopo l'Ascensione. Nel primo di que- 
sti tre giorni si danno le ceneri. 

III. — L' avvento ha sei domeni- 
che invece di quattro, e la prima è 
immediatamente successiva all' 11 no- 
vembre (festa di S. Martino). 



11 



Calendario repubblicano francese. 

qiiarlodl etc. ; \\ dexadì era destinato al 
riposo. 

Il giorno era diviso in 10 ore, l'ora in 
100 minuti e il minuto in 100 secondi. 

Per completare la durata dell'anno 
solare si aggiungevano dopo il dodice- 
simo mese 5 giorni complementari (e 6 
negli anni bisestili), detti satìsculottides. 

Ecco i nomi dei dodici mesi: 

Vendemmiale (Vendèmiaire) 
Brumale (Brumaire) 
Glaciale (Frimaire) 

Ì Nevoso (Nivóse) 
Piovoso (Phiviòse) 
Ventoso (Ventóse) 
( Germile (Germinai) 
Pkimaveka^ Fiorile (Floréal) 
Pratile (Prairial) 
Messidoro (Messidor) 
Estate { Termicl*)ro (Thermidor) 
Fruttidoro (Fractidor) 



li 



Calendario civile italiano. 



Il calendario dei giorni festivi per 
gli effetti civili, stabilito con deci-eto 
reale del 4 agosto 1913, n. 1027. di- 
chiara festivi i seguenti giorni: 

Tutte le domeniche; il primo gior- 
no dell'anno; il giorno dell'Epifania, 
dell'Ascensione, dell'Assunzione, del 
20 settembre, di Ognissanti, di Natale. 

Sono dunque state soppresse, agli 
effetti civili, le feste della Concezione 
e della Natività della Madonna, quella 
del Corpus Domini, quella dei SS. Pie- 
tro e Paolo e tutte le feste patronali 
locali. 

. Nelle feste civili sono chiusi gli 
uffici governativi amministrativi e giu- 
diziari, quelli provinciali e comunali, 
le banche e le scuole. Non si possono 



fai-e atti di esecuzione, nò protestare 
cambiali. 

Per la legge 5 maggio 1861, n. 7, 
la prima domenica di giugno è festa 
nazionale, per celebrare l' unità d'Italia 
e lo Statuto del Regno. 

Si festeggiano civilmente anche al- 
tre date, benché non legali, in tutti gli 
uffici, cioè gli onomastici e i natalizi 
delle Loro Maestà (onomastico del Re, 
1" sett.; natalizio del Re, 11 nov.; ono- 
mastico della Regina, 18 agosto; nata- 
lizio della Regina, 8 genn.); l'anniv. 
della morte di Vittorio Eman. II (9 gen- 
naio) e di quella di Umberto I (29 luglio, 
ma ufficialmente trasportato al 14 mar- 
zo, natalizio del compianto Re) ; e altri 
anniversari patriottici locali. 



Calendario dei Protestanti. 



Le diverse confessioni protestanti 
seguono il calendario gregoriano in 
tutte le sue particolarità, anche per il 
computo della Pasqua e delle princi- 
pali feste mobili, delle quali però chi 



Buss iind Betta g (giorno di peni- 
tenza e preghiera), il mercoledì dopo 
la prima domenica di quaresima, se 
quel giorno cade in febbraio; ovvero 
il martedì dopo la domenica stessa, 



esclude 1' una, chi esclude l'altra; ma se questo martedì viene in marzo. 



quasi tiitte poi, siccome non venerano 
nò la Vergine né i Santi, escludono 
tutte le solennità della Madonna e le 
feste dei Santi. Invece festeggiano sin- 
golarmente la domenica di Passione, 
quella delle Palme e il venerdì santo. 
La Chiesa anglicana osserva tutte 
le feste cattoliche, escluso naturalmen- 
te un gran numero di Santi recenti, 
jf La Chiesa protestante tedesca ha 
'. inoltre le seguenti feste mobili: 



Érntefest (festa dello mèssi), la do- 
menica immediatamente dopo il 30 set- 
tembre, o il giorno stesso se di do- 
menica. , 

La festa della riforma, la d\)raenica 
immediatamente dopo il 30 ottobre, o 
il giorno stesso se di domenica. 

La commemorazione dei morti, la 
domenica immediatamente dopo il 20 
novembre, o il giorno stosso se di do- 
menica. 



12 ^ 



Calendario ^reco-rtisso. 



Alcune nazioni orientali seguono 
ancora il calendario giuliano, vale a 
dire non hanno accettato la riforma 
gregoriana, e perciò sono in ritardo di 
13 giorni rispetto al calendario grego- 
riano. Questi 13 giorni risultano dai 
10 giorni Soppressi nel 1582, più i 3 
giorni che secondo la regola gregoriana 
furono soppressi negli anni 1700, 1800 
e 1900, anni che furono comuni nel 
calendario gregoriano e bisestili in 
quello giuliano. 

Seguono il vecchio stile i Greci, i 



Kussi, gli Armeni, i Georgiani, i Si- 
riani non uniti, i Copti (Abissini cri- 
stiani), i Serbi, i Montenegrini, i Ru- 
meni. La Bulgai-ia ha adottato recente- 
mente il calendario gregoriano. Per lo 
feste ecclesiastiche, i digiuni etc. quasi 
tutte le suddetto popolazioni osservano 
completamento il calendario greco, det- 
to della Chiesa greca ortodossa. Gli Ar- 
meni ed i Copti hanno rispettivamente 
un calendario proprio per le feste, ed 
anche nomi speciali per i mesi; ma qui 
è superfluo occuparsene. 



Calendario israelitico. 



Nella sua forma attuale il computo 
israelitico rimonta al IV secolo del- 
l'era volgare. 

L'anno è lunisolare ed i mesi, re- 
golati sul corso della Luna, sono di 
29 giorni o di 30. L' anno comune com- 
prende 12 mesi, e 1' anno embolismico 
ne comprende 13; questa aggiunta di 
un mese complementare (detto Vea- 
dar) si fa 7 volte in ogni ciclo lunare 
di 19 anni. Così dopo 19 anni si rista- 
bilisce l'accordo con l'anno solare. 

L' anno comune può avere 353, 354 
o 355 giorni, e l'anno embolismico ne 
può avere 383, 384 o 385, secondo che 
è deficiente, regolare o abbondante. 



Qui non troverebbero posto le re- 
gole del computo cronologico degli 
Ebrei. Basterà dire che il principio 
dell' anno cade sempre nel giorno del 
novilunio più vicino all'equinozio di 
autunno, e che la Pasqua, fissata al 
15 del mese di Nissan, precede di 163 
giorni il primo dell'anno. Ma anche 
queste regole hanno le loro eccezioni. 

Ogni giorno comincia al tramonto 
del Sole del giorno civile precedente, 
e particolarmente il sabato principia 
un'ora prima di notte (nel pomeriggio 
del venerdì) e termina la sera dopo a 
un'ora e un quarto di notte. 



Calendario maomettano. 

Per espressa disposizione del Covano mese {Zilhegge) invece di 29 giorni he 

l'anno dei Maomettani è puramente lu- ha 30 per 11 volte nel corso di un ciclo 

nare. Esso è diviso ini 2 mesi, alternati- di 30 anni. Così l'anno comune ha 354 

vamente di 30 e di 29 giorni. L'ultimo giorni e l'anno intercalare ne ha 355. 



Calendario copto. 



In questo calendario, che è usato 
da una parte delle popolazioni del- 
l'Egitto e dell'Etiopia, l'anno è diviso 
in 12 mesi di 30 giorni ciascuno, a cui 
per tre anni di seguito si aggiungono 
5 giorni complementari o epngomeni, 
che diventano 6 nel quarto anno. Si 
v^de che la lunghezza dell'anno e 
r intercalazione coincidono con quelle 
del calendario giuliano. Però nella se- 
rie degli anni il bisestile copto pre- 
cede di un posto il bisestile giu- 
liano. 



Il principio dell'anno è al 29 agosto 
del calendario giuliano, o al 30 negli 
anni bisestili (e quindi all' 11 o 12 set- 
tembre del calendario gregoriano, ai 
tempi attuali). 

Nel ciclo dei quattro anni ciascuno 
di essi prende il nome da uno dei 
quattro Evangelisti, con questo ordine: 
Giovanni, Matteo, Marco e Luca. L'anno 
di Luca è il bisestile. 

L' èra più usitata è quella di Dio- 
cleziano o dei Martiri, avente l'origine 
al 29 agosto -284 dell'era cristiana. 



— 13 — 

Articoli generali del Calendario 
per l'anno comune 1918. 

Relazioni cronologiclie. 

L'anno 1918 corrisponde all'anno: 
6331 del periodo giuliano; 

"7426 dell'era bizantina (dalla creazione del mondo); 
2694 delle olimpiadi (II» della 674» olimpiade, anno che va dal 1» luglio 1913 al 30 giu- 

^'no 1919); 
2671 dalla fondazione di Eoma, secondo Varrone; 
2665 dell'era di Nabonassar; 

5678 dell'era israelitica, anno che va dal 17 settembre 1917 al 6 settembre 1918; 
1336 dell'egira (èra maomettana), anno che va dal 17 ottobre 1917 al 6 ottobre 1918. 

Elementi del computo ecclesiastico gregoriano. 

Numero d'oro 19 Lettera domenicale F 

Epatta 17 Indizione romana 1 

Ciclo solare 23 Lettera del martirologio .... s 

Feste mobili della Chiesa cattolica. 

Settuagesima 27 gennaio Ascensione. ...... 9 ma;.'gJo 

Mercoledì delle Ceneri . 13 febbraio Pentecoste 19 „ 

1» domen. di quaresima. 17 „ Ss. Trinità 26 „ 

Pasqua di resurrezione . 31 marzo Corpus Domini 30 , ' 

Rogazloni . 6, 7 e 8 maggie I» domen. dell'Avvento, l» dlcemb. 

Nel Rito ambrosiano le Rogazioni cominciano *i 13 maggio e l'Avvento principia il 
17 novembre. 

Feste cattoliche di precetto (oltre alle domeniche). 

N.B. — Le solennità di Pasqua, Pentecoste e Ss. Trinità cadono sempre in domenica; 
vedi qui sopra l'elenco delle feste mobili. 

Circoncisione 1» gennaio Assunzione di Maria V. . 15 agosto 

Epifania 6 „ Ognissanti 1» novemb. 

Ascensione 9 maggio Immacolata Concezione . 8 dicemb. 

Ss. Apost. Pietro e Paolo . 29 giugno Natale 25 „ 

Altre feste cattoliche non di precetto. 

Ss. Nome di Gesù ... 20 gennaio Ss. Nome di Maria . . 15 settemb. 

7 Dolori di Maria V. . . 22 marzo Madonna addolorata . . 22 „ 

Solennità di S.Giuseppe. 21 aprile Madonna del Rosario . 6 ottobre 

(■orpufì Domini 30 maggio Maternità di Maria V. . 13 „ 

Ss. Cuore di Gesù ... 7 giugno Purità di Maria V. ... 20 „ 

S. Gioacchino 18 agosto Patrocinio di Maria V. . 10 novemb. 

Quattro Tempora. 

Di primavera. . 20, 22 e 23 febbraio D'autunno . . 18, 20 e 21 settembre 

D'estate .... 22, 24 e 25 maggio D'inverno . . 18, 20 e 21 dicembre. 



FTA ■ L'ideale dei lassativi per adulti e bambini, «pf^ 
Non irrita, non provoca coliche. 

In tutte le farmacie in scottole da fi/i iliscoitli. 

I^EPETIT FARMACEUTICI - MUDANO 



t^0>^^'v»^>0i^0tm 



— 14 — 



Anno 1918. - CALENDARIO DEI PROTESTANTI 



Data 


DENOMINAZIONK 


Data 


DENOMINAZIONE 


DELLE FESTE 


DELLE FESTE 


1 gennaio 


Circonc. di Gesù Cr. - Capo 


19 maggio 


Pentecoste. 




d'anno. 


22 


Tempora d'est afe, ■primo giorn. 


6 


Epifania. 


26 


Ss. Trinità. 


27 


Settuageaima. 


14 settem. 


Esaltazione della Croce. 


]3 febbraio 


Le Ceneri. 


21 


Tempora d'autunno, primo 


17 r, 


Prima domenica di Quai esima. 




giorno. 


20 


Tempora di primavera, primo 


6 ottob. 


Festa delle mèssi (Ernlelesl). 




giorno. Giorno di penitenza 


2 novem. 


Giorno dei Morti. 




e preghiera fDnss-niid Beltng). 


3 


Festa della Riforma. 


29 marzo 


Venerdì Santo. 


1 dicem. 


Prima dom'-nica deli' Avvento. 


31 


Pasqua di resurrezione. Due 


18 « 


Tempora d' inoerno, primo 




giorni di festa. 




giorno. 


9 maggio 


Ascensione di Gesù Cr. 


25 „ 


Natale. 



Le feste mobili sono segnate in corsivo. 



Anno 1918. - CALENDARIO DELLA CHIESA GRECO-RUSSA. 



■ data nel calendario 




GREGORIANO 


GIULIANO 


DENOJIINAZIONE DELLE FESTE PRINCIPALI 


{nuovo stile) 


flV( 


chio sH'e) 
1917 




1918 




7 gennaio 


25 


dicembre 


lifatività di Gesù Cristo. 


8 


26 


1918 


Festa della Madonna. 


1-t 


1 


gennaio 


Circoncisione. — Capo d'anno. 


19 


6 


„ 


Teofania (Epifania). 


15 febbraio 


2 febbraio 


Purificazione. 


24 


11 


„ 


Domenica del Pubblicano e del Favisso. 


3 marzo 


IS 


„ 


Seituagesima. 


14 


1 


marzo 


S.a Eudossia. 


18 


5 


„ 


Principia il digiuno rigoroso di Pasqua. 


^2 


9 


„ 


Quaranta martiri di Sebaste. 


30 


17 


„ 


S. Alessio. 


7 aprile 


25 


r 


Annunciazione di Maria Vergine. 


5 maggio 


22 


aprile 


Pasqua di resurrezione. 


« 1, 


23 


^ 


S. Giorgio. 


29 ^ 


16 


maggio 


Consacrazione dell'acqua, in Russia (in Grecia il 6 genn.). 


lo giugno 


31 


„ 


Ascensione di G. Cristo. 


23 


10 


giugno 


Pentecoste. 


30 


17 




SS. Trinità. 


7 luglio 


24 


^ 


Natività di S. Giovanni Battista. 


12 


29 


„ 


SS. Pietro e Paolo. 


19 agosto 


6 


agosto 


Trasfigurazione di G. Cristo. 


28 „ 


15 


^ 


Assunzione di Maria Vergine. 


11 setlembre 


29 




Decollazione di S. Giovanni Battista. 


21 


■ 8 settembre 


Natività di Maria Vergine. 


27 


14 




Esaltazione della Croce. 


4 dicembre 


21 


novembre 


Presentazione di Maria Vergine al tempio. 


15 


2 


dicembre 


Prima domenica dell' Avvento. 


19 


6 


» 


S. Nicola vescovo di Myra (Lycia), di cui il corpa si 
venera a Bari; protettore della Russia. 


1919 








7 gennaio 


25 




Natività di G. Cristo. 


" 


2(5 




Festa della Madonna. 



NB. 



Le foste mobili sono se 'nate in corsivo. 



15 



Anno 1918. 



CALENDARIO ISRAELITICO e sua concordanza 
col calendario gregoriano. 





DATA 

1 calendario 


nel 


DATA 

calendario 


DENOMINAZIONE DELLE FESTE 


- 


regoriano 


israelitico 


(oltre tutti i sabati) 




1918 




5678 


(anno comune abbondante, cioè di 355 giorni). 


1 


gennaio 


17 


Tebet 




u 


^ 


1 


Scebat 




l'i 


febbraio 


1 


Adar 




'2.:> 


^ 


13 


T> 


Digiuno di Ester. ' 


2t; 


^ 


14 


„ 


Primo Piirim o festa dei dadi. 


27 


" 


15 


« 


Secondo l'tirim o Purim sciuacian (da Susa, l'antica città 
della Persia). 


H 


marzo 


1 


Nisan 


Principio dell'anno religioso. 


2r> 


« 


15 


" 


l'esach (Pasqua) o festa delle Azzime *. Otto giorni di 
festa, di cui solenni i due primi e i due ultimi. 


13 


aprile 


1 


Ijar 




.'io 


„ 


18 


« 


Lag Be Omer. 


12 


maggio 


1 


Sivan 




17 


" 


6 


" 


Sclavuot (Pentecoste) o festa delle settimane *. Due giorni 
di festa. 


11 


giugno 


1 


Tamuz 




27 


„ 


17 


^ 


Digiuno. Espugnazione del Tempio (Nabuccodonosor). 


10 


luglio 


1 


Ab 




18 


« 


9 


" 


Digiuno. Incendio del Tempio. Prima e seconda distru- 
zione (Nabuccodonosor e Tito). 


9 


agosto 


1 


Elul 
5679 


(anno embolismico difettivo, cicè di 383 giorni). 


7 


settembre 


1 


Tisii 


Sosc- Asciarla o Capodanno *. Due giorni di festa. 


9 


" 


3 


" 


Digiuno di Ghedalià (uccisione di Ghedalià, luogotenente 
lasciato da Nabuccodonosor nella conquistata Giudea). 


16 


^ 


10 


„ 


Kipur o festa del gran perdono (espiazione) *. 


21 


T) 


15 


" 


Succot o festa delle capanne *. Otto giorni di festa, di cui 
sono solenni i due primi e l'ultimo. 


29 


„ 


23 


„ 


Sinihat Torà o l'allegrezza della Legge *. 


7 


ottobre 


1 


Hesvan 




5 


novembre 


1 


Kislev 




2U 


^ 


25 


^ 


Ilanucà o festa delle lumiere (dedicazione del Tempio). 


4 


dicembre 


1 


Tebet 




i:j 


^ 


10 


^ 


Digiuno. AsseJio di Gerusalemme (NabvKJCodonosor;. 


31 


„ 


28 


n 





NB. 



sodo solenni. 



Anno 1918. 



CALENDARIO MAOMETTANO e sua concordanza 
col calendario gregoriano. 



DATA 

nel calendario 
gregoriano 



1918 

gennaio 



febbraio 
marzo 



aprile 



maggio 



DATA 

nel calendario 
maomettano 



1336 

18 Rabi-awel 
1 Rabi-akher 
1 Giamad awel 

20 
1 Giamad akher 
1 Regeb 

15 



1 Boiaban 
15 



DENOMINAZIONE DELLE FESTE 
(oltre a tutti i venerdì [digiuno]) 



(anno intercalare o abbondante, di 355 giorni). 



Presa di Costantinopoli (29 maggio 1453). 



Leihih-al-Ghaihah (notte del mistero o concezione del 

Profetai. 
Leilah-ai-Miradi (ascensione del Profeta). 

Leiluh'uì-Beral (festa dell'epurazione). 



- 16 - 



DATA 




DATA 


DENOMINAZIONE DELLE FESTE 


nel calendario 


ne 


calendario 




gregoriano 


maomettano 


(oltre a tutti i venerdì [digiuno]) 

• 


10 giugno 


1 


Ramadan 


Principia un rigoroso digiuno per tutto il mese: è 
permesso mangiare solo durante la notte. 


6 luglio 


27 


11 


Lei/aJi-al-Cadr (notte della potenza, in cui discese dal 
cielo il Corano). 


8 


29 


" 


Giorno di duolo e |)enitenza (disfatta dei Turchi sotto 
le mura di Vienna, 1683). 


10 


1 


Sciawal 


A' idr-al-felhr (rottura del digiuno). Festa del grande 
Beiram. Tre giorni di festa. 


26 


17 


„ 


A'id-Gazat-al-Ohud (vittoria al monte Ohud). 


30 


21 


„ 


Sciace-al-Camar (festa della scissione della luna). 


8 agosio 


1 


Zilcade 




7 settembre 


1 


Zilhegge 




1« fl 


10 


1) 


Jaiim-al-Covhan (giorno del sacrifizio o dei piccolo 
Beiram). 


29 


23 


■v 


A' id-al-Messalehah (festa della pace). 






1337 


(anno comune, cioè di 354 giorni). 


7 ottobre 


1 


Moarem 


Capo d'anno. 


10 


10 


" 


A'id-al-Asciura (digiuno rigoroso in memoria dell'as- 
sassinio di Hussein, nipote di Maometto). 


C novembre 


1 


Sa far 




5 dicembre 


1 


Kabi awel 




16 


12 


„ 


Mulud-al-Nahi (nascita del Profeta). 


31 


27 


„ 




Anno 191 


8. ■ 


CALENDARIO DEI COPTI E DEGLI ABISSINI CRISTIANI 




e 


sua concordanza col calendario gregoriano. 


DATA 




DATA 


DATA 


DENOMINAZIONE 


nel calendario 


nel 


calendario 


nel calendario 




gregoriano 




copto 


abissino 


DELLE FESTE 


1918 




1634 


1634 


(secondo l'èra di Diocleziano). 


1 gennaio 


23 


Koyhak 


23 Thàssas 




7 n 


29 


T) 


29 


Natale. 


'«> T. 




Tubeh 


1 Ter 




19 


11 


. „ 


11 « 


Epifania. 


8 febbraio 




Amchir 


1 Jacatit 




10 marzo 




Barmhat 


1 Magavi t 




7 aprile 


29 


^ 


29 


Annunciazione della Madonna. 


9 




Barmudch 


1 Maizià 




28 


20 


„ 


20 „ 


Domenica delle Palme. 


C maijgio 


27 


„ 


27 


l'asqua di risurrezione. 


9 




Bacliones 


1 Ghenbot 




8 giugno 




BauuQ 


1 Sanie 




13 




^ 


6 


Ascensione di G. Cristo. 


23 


IG 


„ 


16 


Pentecoste. 


8 luglio 




Abib 


1 Hamliè 




7 agosto 




Mesori 


1 Nahasiò 




5 settembre 


30 


^ 


30 




6 




Epagom. 


1 Epagom. 




10 




1635 ' 


5 

1635 


1 


11 settembre 




Tut 


1 Mascareni 


1 


11 ottobre 




Robeh 


1 Tekmet 




10 novembre 




Hatur 


1 Hèdar 




io dicembre 




Koyhak 


1 Thassas 




31 


22 


n 


22 





I Copti (dell'Alto Egitto) e gli Abissini cristiaui (Etiopi) hanno 7 feste grandi, che sono qnellti 
qni sopra notate; di esse le prime tre sono fisse. Inoltre nel calendario copto ed etiopico vi è un 
gran numero di altri giorni festivi. Le feste piccole principali (tutte relative a G. Cristo) sono le 
seguenti: Circoncisione, Primo Miracolo, Pre.sentazione nel Temyjio, Vennta in Egitto, Trasfigu 
razione (queste sono lisse) ed inoltre il giovedì sauto e la domenica di 8. Tomaso (mobili). 



Abbreviazioni e simboli impiegati 



d giorno (dal latino d'es) 

'• ora (dal latino hora) 

n» minuto 

• seoondo 



di tempo 



Abbreviazioni 



grado 
minuto 



d'arco 



" secondo 
t. m. e. tempo uiedio civile 



E. e. Europa centi-ale.(l) 



È un errore da evitarsi, benché sia 
frequente, quello di indicare i minuti 
e secondi di tempo con gli apici ' e ". 
Questi segni sono riservati ai minuti e 
secondi d'arco, e conviene sempre evi- 
tare le confusioni. 

Bisogna poi badare anche alla orto- 
grafia dei numeri. Quando si scrivono 
dei numeri composti di ore, minuti e 
secondi di tempo, oppure di gradi, mi- 
nuti e secondi d' ai-co, bisogna tener 
presente che la suddivisione non è de- 
cimale, ma sessageshnale, e perciò non 
conviene far uso della virgola (o del 
punto) per separare i diversi ordini 
di cifre, bastando all'uopo un po' più 
di spazio bianco. Nei libri di Aritme- 



tica s' insegna che la virgola è il segno 
di separazione tra gli interi e i deci- 
mali; quindi è un errore lo scrivere, 
per es., ore 2,30 per significare 2»» 30™; 
il numero scritto a quel modo signifi- 
cherebbe propriamente 2 ore e 30 cen- 
tesimi di ora. Per la stessa ragione, che 
la suddivisione è sessagesimale e non 
centesimale, è pure un errore di oi'to- 
grafia lo scrivere per es.: 52°. 08'. 03"; 
quegli zeri non e' entrano, essendo la 
suddivisione sessagesinxale. Invece bi- 
sogna scrivere 52" 8' 3", e leggendo si 
pronunzia 52 gradi, 8 primi e 3 secondi. 
Volendo scrivere coi numeri " quattro 
uomini e un caporale „, si scriverebbe 
forse 04 uomini e 01 caporale? 



S. Sud 



Punti cardinali dell'orizzonte 

W. Ovest N. Nord 



E. Est 



In un Congresso meteorologico inter- 
nazionale tenuto a Vienna nel 1878 fu 
deciso di adottare, per i quattro punti 
cardinali, le iniziali dei nomi inglesi. 
Per conseguenza l'O degli italiani e 
francesi (Oyes^; Ouest) fu sostituito col W 



degli inglesi {West), e 1*0 dei tedeschi 
{Ost) fu sostituito con l'È comxme alle 
altre nazioni {Est italiano e francese, 
East ingl.). Poco a poco questa conven- 
zione unificatrice si estese dalla Meteo- 
rologia, all'Astronomia e alla Geografia. 



^. Stella 

© Sole 

^ la Luna in generale 



Aspetti degli astri 

Opposizione (f* 
Congiunzione cf 



Quadratura □ 

Nodo ascendente ^^ 
Nodo discendente if3 



(1) I tempi del presente annuario sono riferiti al tempo medio civile dell' Europa Centrale. 



IB 



Acquario 
Aiioie 



Toro 

Gemelli 

Cancro 



Simboli zodiacali 



Leone 

Vergine 

Bilancia 



ficòi-pìone 
Sagittario 
Capricorno 



^ T\rRi:ct7r.io 
P Vj'Ni-nK 
5 La TtiuKA 



Simboli planetari 

cT Marte 
2|. Giove 



Fasi delia Luna 

® Novilunio 3 rrinio Quarto © Plenilunio 



"b SATunxo 
y Ubano 
^ Nettuno 



(J; Ultlm> Quarto. 



Anno 1918 



Principio delle stagioni astronomicKe 



Primavera 
Estate , 



21 inalzo a 111' 26" 

22 giugno „ 7 



Autunno 23 settembre a 9'' 4Gm 

Inverno 22 dicembre -10 42 



Questi dati valgono per l'intero globo 
terrestre, ma naturalmente bisogna ba- 
dare che neir emisfero australe le sta- 
gioni sono contrario e simmetriche 
delle nostre. Quando da noi comincia 
la primavera, nell' emisfero australe co- 
mincia l'autunno, e così via. 

Nella Meteorologia il principio delle 



stagioni si assume al principio dei mesi 
di marzo, giugno, settembre e dicem- 
bre di ogni anno. 

NB. — Gli " ingressi del Sole nei 
sf gni dell'eclittica „ sono dati più avan- 
ti, in testa alle effemeridi mensili del 
Sole e della Luna per l'orizzonte di 
Roma. 



£ dissi. 

Nell'anno 1918 si verificheranno due eclissi di Sole ed uno di Luna; tutti 
tre invisibili in Europa. 

I. — Eclisse totale di Sole, 8-9 giugno. 

Incomincia il giorno 8 a 20'' 29™ e termina il 9 giugno a l''4C"'. 

La zona della totalità attraversa il Pacifico e l'America Settentrionale. 

IL — Eclisse parziale di Luna 



avviene il 2f giugno tra 9'' 9"^' e 13'' 1' 



LIQUORE 

TONICO DiCESTIVO 

DITTA ALBERTI 
BENEVENTO 




— 19 — 

III. — Eclisse anulare di Sole, 3 dicembre 

avviene tra 13'^21'" e 19'' 22"'. La fascia della centralità giace noli' emi- 
sfero australe; attraversa parte del Pacifico, il Cile, la Repubblica Argentina 
' tutto l'Atlantico. 



Calendario perpetuo gixiìiano e gregoriano. 



Neir Almanacco italiano del 191C, 
l»ag. 10-19, fu riprodotta la tavola del 
»j;ilendario perpetuo nella forma in cui 
V data da U. Bouchet {Hémét-ologie, 
pAg. 524 e seg.). Per difetto di spazio 
<iui la si omette, limitandoci alle se- 
unenti spiegazioni. 

Nel calendario perpetuo sono notati, 
mio dopo l'altro, i 3G5 giorni dell'anno; 
il 29 febbraio degli unni bisestili non 
<■ considerato. Vi sono poi tre altre co- 
lonne: la P, intitolata Numero d'oro, 
serve a trovare i giorni dei noviluni 
(e quindi anche le altre fasi e l'età 
ilulLa Luna) nel calendario giuliano; la 
IL'" colonna, intestata Epatta, serve al 
medesimo scopo nel calendario grego- 
riano, e la 111% della Lettera domeni- 
caie, è destinata ad indicare la corri- 
spondenza tra i giorni del mese e quelli 
dulia settimana. 

Fino dai primi secoli della Chiesa 
i numeri del ciclo metonico furono in- 
scritti nel calendario, come un mezzo 
facile di trovare i noviluni di un anno 
qualunque. Basta perciò apporre il nu- 
mero d'oro 1 a tutte le date dei novi- 
luni del primo anno del ciclo, il nu- 
mero d'oro 2 a tutte le date analoghe 
del secondo anno, e così di seguito lino 
al numero 19 che chiude il periodo; 
ciò fatto, quando si vogliano sapere i 
giorni dei noviluni in un dato anno, 
basterà prendei-e nel calendario i giorni 
segnati col numero d oro di quell'anno. 
Ciò vale per gli anni computati secondo 
la regola giuliana, tuttora in vigore 
presso i Russi, i Greci ed i cristiani di 
Oriente. , 

Nel computo gregoriano le date dei 
noviluni nel corso di un dato anno si 
ottengono mediante l' epatta. Nel calen- 
dario sono scritte in ordine retrogrado 
le epatte, di fianco ai successivi giorni 
dell'anno, incominciando da 30 (ossia 0) 
che corrisponde al 1" gennaio e conti- 
nuando così periodicamente fino al ter- 
mine dell'anno. Con questo semplice 
artifizio si ottiene che * giorni dei no- 
vilunt in un dato anno siano quelli che 
nel calendario perjjetuo sono segnati dal- 
V epatta di quell'anno. Ciò ò reso mani- 
leaito, per la pi-ima lunazione dell'anno, 



dal seguente esempio, noi quale si è 
supposta r epatta dell'anno = 23, « 
quindi l' età della Luna al 1" gennaio 

= 24: 

Età della 
GUifììi Luna Epatte 

Gennaio 1 24 30 

2 25 28 

3 20 28 

4 27 27 

6 28 2G 
G 29 25 

7 30 24 

8 1 23 novilunio 

9 2 22 
10 3 21 



La stessa cosa, cioè la coincidenza 
dell' epatta annuale col giorno del no- 
vilunio, si verifica nel i-esto dell'anno, 
in grazia della ripetizione ciclica delle 
epatte scritte in ordine reti'ogrado nel 
calendario. Per effetto di questa dispo- 
sizione le date segnate da una mede- 
sima epatta si succederebbero a inter- 
valli costanti di 30 giorni. Ma poiché 
le lunazioni si fanno alternativamente 
di 30 e di 29 giorni, in quelle di 29 è 
stato necessario accoppiare due epatte 
in un medesimo giorno, oppure omet- 
terne una del tutto. Per la durata della 
lunazione è indifferente che si tralasci 
un' epatta piuttosto che un' altra. Tut- 
tavia i riformatori del calendario vo- 
lendo dare soltanto 29 giorni, secondo 
l' uso antico, al mese lunare di Pasqua, 
hanno stabilito che 1' epatta accoppiata 
sia 25; perciò questa epatta è precisa- 
mente quella che è stata omessa nei 
mesi lunari cavi, o di 29 giorni, del ca- 
lendario perpetuo sopra citato. Por tro- 
vare con questo calendario i noviluni 
di un anno la cui epatta è 25, bisogna 
osservare la seguente regola : si prende 
r epatta 25 nei mesi lunari in cui ò segna- 
ta, e in quelli in cui manca si prende in- 
vece V epatta 24 nel caso che il numero 
d'oro sia minore di 12, e l'epatta 26 quan- 
do il numero d'oro sia maggiore di 11. 

Negli anni in cui concorre il nu- 
mero d'oro 19 con l'epatta 19, come 
per esempio l'anno gregoriano 1G90, il 
31 dicembre è considerato come segnato 
nel calendario perpetuo dall' epatta 19 



- 20 - 



invece che dall' epatta 20 : allora si tro- 
vano due noviluni in dicembre, l'uno 
al giorno 2 (epatta regolare 19) e l'altro 
al 31 del mese (epatta eccezionale 19). 
Senza questa precauzione, in un anno 
avente ilnumero d'oro 19 e l'epatta 19, 
il calendario pei-petuo non avrebbe dato 
nessun novilunio dal 2 dicemb. di quel- 
l'anno al oO gennaio dell'anno seguente, 
che ha 1 per numero d'oro ed 1 per 
epatta. Questo caso non si presenterà 
più fino all'anno gregoriano 8511, del 
quale il numero d'oro è 19 e l'epatta 19. 

Riguardo alla lettera domenicale e 
alla sua funzione nel calendario per- 
petuo, non occorrono altre spiegazioni, 
dopo quelle già date nella introduzione 
cronologica. 

Mediante il calendario perpetuo di- 
venta cosa facilissima il determinare 
la data della Pasqua per un anno qua- 
lunque, del quale si conosca l'epatta 
e la lettera domenicale. A partire dal 
giorno 8 di marzo si cerca nel calen- 
dario il giorno segnato con l'epatta 
dell' anno proposto : questo è il giorno 
del novilunio ecclesiastico, e quindi ag- 
giungendo 13 unità alla sua data, si ot- 
tiene il giorno del plenilunio pasquale; 
allora poi, mediante la lettera domeni- 
cale, si tx'ova subito la data della do- 
menica susseguente, cioè della Pasqua. 

Esempio per Vanno 1918. — L'epatta 
è 6, la lettera domenicale è G e il nu- 
mero d'oro è 18. Nel calendario per- 
•petuo, a partire dal giorno 8 marzo, 
s'incontra l'epatta 6 di fianco alla data 
del 25 marzo : dunque il plenilunio ec- 
clesiastico avviene il 7 aprile. Questo 
giorno è segnato con F nella colonna 
delle lettere domenicali, e a questa let- 
tera segue immediatamente la G, cor- 
rispondente al dì 8 aprile. Dunque è 
questo il giorno in cui cade la dome- 
nica susseguente al plenilunio pasquale, 
ossia è il giorno di Pasqua. 

Aggiungo qui poche parole intorno 
air uso antico, anzi antiquato, di dare 
alle lunazioni i nomi dei mesi solari 
comuni. Quest'uso non ha probabil- 
mente altro fondamento all'infuori delle 
credenze popolari, tuttora vive, intorno 
alle supposte influenze della Luna sulle 
vicende meteorologiche e sulla vita de- 
gli esseri terrestri. Già più d'un se- 
colo fa J. J. La Lande si pronunziava 
contro una simile usanza, (i) Tuttavia 
anche oggidì molti continuano a dare 
alla lunazione il nome del mese in cui 



.(1) Conn. des Temps, 1773 e 1774: Journal des 
Savants, dicembre 1771. 



essa ha cominciato. I computisti hanno, 
quasi concordemente, seguito sempre 
la regola opposta, secondo l'antico pre- 
cetto : in quo completar inensi lunatio 
detur. Sia nell'una che nell'altra ma- 
niera, questa usanza è puramente con- 
venzionale, e l'Astronomia non ci ha 
assolutamente nulla a che vedere. 

La regola dei computisti è sostenuta 
dal Clavio {Novi Calendarii Romani Apo- 
logia, Roma, 1588, lib. II, cap. V), il 
quale mostra che essa ha il suo fon- 
damento nella distx-ibuzione delle lu- 
nazioni nei 19 anni del ciclo metonico. 
Nel 1900, per esempio, che fu il primo 
anno del ciclo corrente, l'epatta era 29, 
e quindi la prima lunazione dell'anno 
incominciava col 2 gennaio e finiva il 
30, come si vede nel calendario perpe- 
tuo. Questo era incontestabilmente e 
per tutti la Luna di gennaio. La luna- 
zione seguente, dal 31 gennaio al 28 
febbraio, doveva quindi essere attri- 
buita al febbraio, e così di seguito : cia- 
scunalunazioneprendeilnome del mese 
in cui termina, finché si arriva al mese 
di settembre del IIP anno del ciclo 
(anno embolismico o di 13 lunazioni). 
A questo mese sono da attribuirsi 2 
lunazioni, la I* che v^a dal 4 agosto al 
2 settembre, e la II'' dal 3 settembre 
al 1° ottobre : ciò si desume dal calen- 
dario perpetuo osservando che l'epatta 
di quell'anno è 21. La lunazione se- 
guente è quella d'ottobre, e va dal 2 
al 31 ottobre; così per effetto dell'em- 
bolismo la Luna è rimessa d'accordo 
col mese solare. Andando avanti, essa 
ripiglia ad anticipare continuamente, 
finché si accumulano tanti giorni quanti 
bastano ad una nuova intercalazione, e 
così si prosegue fino al termine del ci- 
clo metonico. 

Bisogna ricordare, a tal proposito, 
che una lunazione (intervallo periodico 
delle successive congiunzioni della 
Luna col Sole o rivoluzione sinodica) 
V9,le in media 

29d I2h 44m 2»,8 = 29d,5306, 

e che il ciclo metonico è fondato sulla 
equivalenza approssimativa tra la du- 
rata di 235 lunazioni 

(29,5306 X 235 = BOSgd.eQ) 

e la durata di 19 anni giuliani di 365 
giorni e un quarto ciascuno 

(365'3,25 X 19 = 6939J,7ò). 

Poiché una lunazione dura circa 29 
giorni e mezzo, i computisti sì antichi 
che moderni formano i mesi lunari al- 
ternativamente di 29 e di 30 giorni, di- 



21 



stinguendoli con le denominazioni di 
cavi e pieni. Così se supponiamo che 
un novilunio coincida col principiare 
del primo giorno di un dato anno, alla 
line di quell'anno si conteranno 12 lu- 
nazioni intere, che formano 354 giorni, 
con un residuo di 11 giorni se l'anno 
< comune e di 12 giorni se Fanno è 
i bisestile. In ragione di 12 lunazioni 
' 'gni anno, in 19 anni se ne contereb- 
ì>in-o 228; ma 19 anni giuliani equival- 
gono a 285 lunazioni, dunque ne avan- 
zano 7, che sono da intercalarsi nel 
periodo dei 19 anni e che perciò son 
(lette einholismiche. 

Supponiamo che il periodo dei 19 
anni comprenda 5 bisestili (come suc- 

I ode se il primo bisestile è uno dei 
primi tre anni del periodo); allora 19 
anni giuliani comprendono 365 X 19 + 
h = 6910 giorni. D'altra parte le 228 lu- 
nazioni alternate di 29 e di 30 giorni 
fermano 114 X (29 + 30) = 6726 giorni. 
Dunque per quelle 7 lunazioni inter- 
calari o embolismiche rimangono di- 
sponibili 6940 — 6726 = 214 giorni. Sot- 
traendo da questi i 5 giorni introdotti 
dai bisestili, ne restano 209, che si pos- 
sono formare con 6 lunazioni di 30 
giorni e una di 29. 

Poiché un anno comune supera di 

II giorni la durata di 12 lunazioni, è 
chiaro che trascorsi i primi tre anni 
di un ciclo metonico bisognerà inter- 
calare la prima lunazione embolismica, 
di 30 giorni, e ciò si ripeterebbe ogni 
tre anni di seguito, se l'intercalazione 
non lasciasse un residuo. Ma appunto 
per questa ragione gli anni in cui si 
contano 13 lunazioni sono distribuiti 
irregolarmente nel ciclo metonico. 

Anticamente questi erano gli anni 
secondo, quinto, ottavo, undicesimo. 



tredicesimo, sedicesimo e diciannove- 
simo, cioè quelli a cui corrispondono 
i numeri d'oro 2, 5, 8, 11, 13, 16 e 19. 
Ma nella riforma gregoriana del calen- 
dario quest'ordine fu mutato, e per i 
7 anni embolismici furono stabiliti 
quelli designati dai numeri d' oro 3, 
6, 9, 11, 14, 17 e 19. 

In conformità di queste regole è fa- 
cile formare la seguente tavola, in cui 
si parte dal 1900, che è il primo anno 
del ciclo metonico attualmente in corso 
e pel quale l' epatta era 29. 

Lunazioui Lunazioni Età della 
Anno Numero dopo durante Luna 

d'oro il 1D09 l'anno geun. 



1900 


1 





12 


29 


1901 


2 


12 


12 


10 


1902 


3 


24 


13 


21 


1903 


4 


37 


12 


2 


1904 


5 


49 


12 


13 


1905 


(*> 


61 


13 


24 


1906 


7 


74 


12 


5 


1907 


8 


86 


12 


16 


1908 


9 


98 


13 


27 


1909 


10 


111 


12 


8 


1910 


11 


123 


13 


19 


1911 


12 


136 


12 





1912 


13 


148 


12 


11 


1913 


14 


160 


13 


22 


1914 


15 


173 


12 


3 


1915 


16 


185 


12 


14 


1916 


17 


197 


13 


25 


1917 


18 


210 


12 


6 


1918 


19 


222 


13 


17 



L'ultima colonna contiene le epatte, 
le quali si succedono con un ordine 
evidente, determinato dal fatto che 
l'anno comune supera di 11 giorni la 
durata di 12 lunazioni intere. Perciò si 
passa dall' epatta di un anno a quella 
dell'anno seguente aggiungendo 11 uni- 
tà e togliendone 30 quando la somma 
è maggiore di 30. 



■<Hlf— >- 



OLIO PER AUTOMOBILI 




SoQ. An. ERNESTO REINACH • MILANO. 



Spiegazione e uso delle effemeridi. 

Generalità. 



Nelle pagine mensili da 38 a 61 la 
nostra effemeride dà, giorno per giorno, 
parecchi elementi astronomici di cui 
la conoscenza è utile per la vita ci- 
vile. Tali elementi sono calcolati per 
l'orizzonte di Roma (Osservatorio astro- 
nomico del Collegio Romano) e sono 
espressi in tempo medio civile dell'Eu- 
ropa centrale (0. Essi sono i seguenti : 

I. — Princìpio e fine del crepuscolo 
civile. — Questi sono press' a poco i 
momenti in cui al mattino si principia 
a vederci chiaro nelle abitazioni e in- 
vece alla sera bisogna accender i lumi ; 
fatta astrazione, ben inteso, dalle con- 
dizioni variabili dell'atmosfera. 

Si ammette che il principio e la fine 
del crepuscolo civile corrispondano a 
quei momenti in cui rispettivamente 
scompaiono al mattino, o diventaiio vi- 
sibili alla sera, le stelle di prima gran- 



(1) Questo è il tempo internazionale che fu 
a<lott.a.to in Italia come tempo legale unico, a 
partire dal 1° novembre lb93. Esao è il tempo 
medio solare civile corrispondente al meridiano 
di 15 gradi a levante di Green wich. Questo me- 
ridiano nel nostro paese passa Der Termoli e 
per r Etna, in Boemia per Reicheaberg e in 
Prussia per Stargard. 

Si dice «tempo civile» per distinguere dal 
«tempo astronomico». Negli usi civili la gior- 
nata principia a mezzanotte {zero ore). Invece 
asfli astronomi torna comodo di ritardarne il 
principio fino al mezzodì consecutivo. 

La locuzione « tempo dell' Europa centrale » 
è quella che è prevalsa come traduzione del- 
l'espressione tedesca « mitteleuropaische Zeit ». 
II prof. R. ScHKAM di Vienna aveva proposto, 
verso il 1890, la denominazione di « Adria-Zeit », 
ossia «tempo dell'Adriatico», ma la proposta 
non ebbe fortuna. La locuzione « tempo del- 
l'Europa centrale » trova corrispondenza nelle 
analoghe di «tempo dell'Europa occidentale», 
e di «tempo dell'Europa orientale». (Si veda 
il quadro dei «tempi legali dei principali Stati 
del mondo» dato in fine delle presenti spiega- 
zioni. Ma se. si volesse precisar meglio, Ja de- 
nominazione più opportuna sarebbe quella di 
«tempo dell'Etna». Quale punto terrestre, su 
quel meridiano, può competere con l'Etna per 
importanza geografica, geologica, storica e mi- 
tologica ? 

Poiché 360 gradi valgono 24 volte 15 gradi, 
ne segue che 15 gradi equivalgono in tempo a 
un' ora ijrecisa. Siccome j)Oi l'Etna è a levante 
di Greenwich, ne segue che quando col nostro 
tempo legale si hanno per es. le ore 13. col 
tempo di Greenwich (o dell'Europa occidentale) 
ei hanno le ore 12 (mezzodì). 

L' incomoda distinzione delle ore in « anti- 
meridiane » e « pomeridiane » è evitata contan- 
dole tutte ventiquattro di seguito a partire 
daUo zero (mezzanotte). Questo sistema fu adot- 
tato in Italia fino dal settembre 1859, nel ser- 
vizio telegrafico del Regno di Sardegna e pro- 
vince annesse; nel 1893 fu esteso al servizio 
ferroviario e così andò propagandosi sempre 
più, anche per gli usi ordinari della vita civile. 



dezza situate nella parte dell'orizzonte 
opposta al Sole. Secondo le osserva- 
zioni di J. H. Lambert (1760) e di J. F. 
WuRM (1805), ciò succede quando il Sole 
si trova a 6 gradi e mezzo di profondità 
sotto l'orizzonte. 

Molto piìt lungo è il crepuscolo astro- 
nomico, il quale principia, o finisce, 
quando diventa percettibile, o cessa di 
esserlo, l'illuminazione solare nell'at- 
mosfera. Secondo antiche osservazioni, 
ciò avviene quando il Sole raggiunge 
la profondità di 18 gradi sotto l'oriz- 
zonte. 

II. — Passaggio al meridiano (o cul- 
minazione) del Sole e della Luna. ~ 
Tempo medio a mezzodì vero. — L'ora 
quotidiana del passaggio del Sole al 
meridiano di Roma (Collegio Romano) 
è data fino ai secondi interi. Invece por 
la culminazione della Luna l'approssi- 
mazione è limitata ai minuti primi. 

Come si sa, l'intervallo tra due ri- 
torni consecutivi del Sole a uno stesso 
meridiano si chiama giorno solare vero 
e la sua durata non è costante nel corso 
dell'anno. Ciò proviene da due cause 
diverse; 1° il moto proprio apparente 
del Sole sull' eclittica non è uniforme ; 
H" questo moto annuo apparente del 
Sole si compie lungo un circolo mas- 
simo (l'eclittica) che è obliquo rispetto 
al circolo dell' equatore celeste (sotto 
un angolo di 23" 27'). 

11 moto proprio del Sole intorno alla 
Terra è, come tutti sanno, una pura ap- 
parenza, dovuta al moto annuo di ri- 
voluzione della Terra intorno al Sole. 
Tale movimento si effettua in un' or- 
bita ellittica (però di piccola eccentri- 
cità), e ciò che vi è di uniforme in una 
simile specie di moto è la descrizione 
delle aree: in tempi uguali la retta {rag- 
gio vettore) congiungente il Sole (fisso) 
col pianeta (mobile) desci'ive aree 
uguali (IP logge di Keplero). Ma la ve- 
locità propria del pianeta varia conti- 
nuamente, oscillando ti-a un valore mi- 
nimo e un valore massimo. 11 valore 
minimo ha luogo quando il pianeta 
passa all'afelio (punto dell'orbita più 
lontano dal Sole); si ha invece il va- 
lore massimo quando il pianeta passa 
al perielio (punto dell' orbita più vicino 
al Sole). 

Nel caso della nostra Terra l'epoca 
del passaggio al perielio è al princi- 



23 



pio di gennaio e quella del passaggio 
all'afelio è al principio di luglio. Que- 
ste sono le epoche nelle quali recipro- 
camente il Solo passa al perigeo e al- 
l' apogeo. 

Essendo ineguali le durate dei giorni 
.solari veri, nacque la necessità di ab- 
bandonare il tempo solare vero, deter- 
minato dalle successivo culminazioni 
del Sole vero a un dato meridiano, per 
sostituirvi il tempo solare medio, de- 
tcrminato dalle successive culmina- 
zioni di un Sole fittizio, le quali si suc- 
cedono a intervalli di tempo rigorosa- 
mente costanti (1). Così in ogni dato 
luogo il mezzodì medio locale è deter- 
minato dal passaggio di quel Sole fit- 
tizio (detto Sole medio) al meridiano 
locale, e il moto diurno apparente del 
Sole medio determina in ogni luogo il 
tempo medio locale. 

Ciò premesso, risultano evidenti quo- 
te tre proposizioni: 

I. — Tutti i luoghi terrestri che 
ono situati sotto un medesimo meri- 
liano contano nello stesso istante fisico 

lo stosso tempo locale, vero o medio 
che sia. C^) 

II. — In uno stesso istante fisico 
il tempo locale è differente da luogo a 
luogo, quando si trj^tti di luoghi ap- 
partenenti a meridiani diversi. 

III. — Se di tali luoghi ne consi- 
deriamo due, i loro rispettivi tempi lo- 
cali nello stesso istante fisico differi- 
scono tra loro di una quantità costante 
che è uguale alla differenza di lon- 
gitudine tra i due luoghi, cioè all'an- 
golo compreso tra i loro rispettivi me- 
ridiani, misurato in tempo invece che 
in arco (nella proporzione di Ih ogni 
15°, di 1" ogni 15' e di 1* ogni 15"). 
Se il luogo A è situato a levante del 
luogo B, a ogni istante il tempo di A 
sarà uguale al tempo di B più la ri- 
spettiva differenza di longitudine. 

Per farsi un concetto esatto del modo 
rapido con cui variano i tempi locali in 
proporzione delle distanze dei luoghi 



in longiludino, basterà considerare i 
seguenti nu^nori: 



l 



Liititiuliuè 
geogralica 

380 
42 
46 



Ari'O di parallelo 

corrispondeute » In 

di A\f(. in longit. 

km. 21.96 
« 20,71 
« 19,36 



Di qui si vede che nei nostri paesi 
la variazione del tempo locale arriva 
già a 1 minuto intero per soli 20 km., 
press' a poco, di distanza nel senso 
est-ovest. 

Tale discordanza nei tempi locali, 
abbastanza sensibile anche tra paesi 
relativamente vicini, non poteva piìi 
rimaner trascurata all'epoca nostra, 
dopo r invenzione delle ferrovie e dei 
telegrafi. Essendo cresciute enorme- 
mente la rapidità, la frequenza e la 
facilità delle comunicazioni, si rico- 
nobbe ben presto la necessità di una 
unificazione regionale, od anche nazio' 
naie, delle ore.(l) 

Pi il tardi fu sentito il bisogno di 
una unificazione internazionale delle 
ore, o almeno di una facile e rapida 
convertibilità dell'ora di uno Stato 
nell'ora di un altro. A ciò provvede il 
sistema dei fusi orari, detto anche delle 
zone orarie, il quale da una ventina 
d'anni in qua ha preso una notevole 
diffusione,(2) Con esso si raggiunge una 
specie di unificazione mondiale delle 
ore, senza discordanze eccessive dai 
diversi tempi locali e quindi senza con- 
tradizioni col giorno naturale e con 
le suo parti (mattino, mezzodì, sera e 
notte).(3) 

Ritornando alle nostre effemeridi, 
è manifesto che per ogni luogo sono 
fra loro equivalenti le due locuzioni: 
" ora del passaggio del Sole vero al 
meridiano, espressa in teuìpo medio le- 
gale „ e " tempo medio legale a mezzodì 
vero „. Dunque, nello pagine mensili 
da 38 a t)l, la colonna intitolata " pas- 
saggio (del Sole) al meridiano (di Ro- 
ma) „ dà il tempo medio dell'Europa 
centralo a mezzodì vero di Roma. 



(1) Negli usi civili questa riforma fu intro- 
dotta verso la fiue del secolo XVIII e nella 
prima metà del XIX, secondo i vari paesi d'Eu- 
ropa. Vedi M. Rajna, L'ora esatta dappertutto 
(Milano, U. Hoepli, 1897), pag. 52. 

(2) Il tempo vero ci è dato immediatamente 
dagli orologi solari comuni (le cosiddette meri- 
diane), dove la linea del mezzodì e le altre linee 
orarle sono altrettante rette. Il tempo medio 
ci ò dato dagli orologi meccanici i quali, quanto 
più sono perfetti, tanto meglio si avvicinano 
all'ideale di un andamento esattamente uni- 
forme. 



(1) L'esempio fu dato nel 184:? dalla Gran 
Bretagna, che adottò l'ora unica di GreeuNvich 
per l' Inghilterra e la Scozia, e 1' ora di Dublino 
per r Irlanda. L' Italia adottò nel 1866 l'ora di 
Koma, e la Francia nel 1891 l'ora di Parigi. 

(2) Vedi, in line delle presenti spiegazióni, 
il già citato quadro dei tempi legali dei prin- 
cipali Stati del mondo. , , 

(3) Per maggiori nozioni sulla misura del 
tempo e sul sistema dei fusi orari mi permetto 
di rimandare al già citato mU» libro L'ora esatta 
dappertutto, pag. 47 e aegueuti. 



24 



Di qui si può ricavare facilmente 
il tempo medio dell'Europa centrale 
a mezzodì vero di un altro luogo qual- 
siasi, di cui si conosca, naturalmente, 
la posiziono in longitudine. 

Per esempio, il duomo di Como è 
situato a 36" 19% 3 di longitudine orien- 
tale da Greenwich, e l'Osservatorio del 
Collegio Komano in Roma a 49" 55% 
1 pure a levante di Green vs^ich. Dun- 
que Como sta a ponente di Roma per 
13" 35% 8, ossia (in numero tondo) per 
13" 36% e quindi il Sole passa al me- 
ridiano del duomo di Como 13" 36» dopo 
che al meridiano del Collegio Romano. 
Baster^ dunque aggiungere costante- 
mente 13" 36' al tempo legale a mezzodì 
vero di Roma, per ottenere il tempo 
legale a mezzodì vero di Como. 

Se invece si trattasse di un luogo 
situato a levante del meridiano di 
Roma, l'operazione da eseguirsi sarebbe 
una sottrazione, invece di un'addizione. 
Per esempio, la longitudine orientale 
(da GreenMrich) del semaforo di Brin- 
disi è uguale a V" 11" 51% 5, e quindi 
quel punto sta a levante del Collegio 
Romano per 21" 56% in numero tondo. 
Dunqtie il Sole passa al meridiano di 
Brindisi 21" h^" prima che al meridiano 
del C. R., e per avere il tempo legale 
a mezzodì vero di Brindisi basterà sot- 
trarre la quantità costante 21" 56' al 
tempo legale del passaggio del Sole 
vero al meridiano, di Roma (C. R.). 



quindi manifesto che la rifrazione ac- 
celera il levare degli astri e ne ritarda 
il tramonto. Per il Sole tale effetto im- 
porta, nei nostii paesi, da 3 a 4 minuti 
di tempo, secondo le stagioni. 

In via generale la Luna può esserci 
utile come astro illuminatore nei 7 od 
8 giorni che precedono o che seguono 
il plenilunio, e meglio d'inverno che 
d' estate, per il fatto notissimo che nei 
pleniluni invernali la Luna va molto 
piti alta nel cielo. 11 sapere con una 
certa esattezza le ore del levare e del 
tramontare della Luna, nel pei'iodo che 
va dal primo all'ultimo quarto, può 
quindi essere una nozione abbastanza 
utile. Naturalmente si dovrà sempre 
badare alle circostanze locali, tanto in- 
fluenti sotto questo aspetto nei paesi 
di montagna. 

La rotazione apparente del cielo da 
levante a ponente (dovuta, come si sa, 
alla rotazione del globo terrestre in 
senso contrario), fa descrivere ogni 24 
ore a un astro qualunque (supposto 
fisso sulla sfera celeste) un parallelo 
della sfera (circolo minore parallelo 
all'equatore). Di questo parallelo la 
parte che sta sopra all'orizzonte si 
chiama " arco diurno „. È manifesto 
che si ottiene il valore dell'arco diurno 
espresso in tempo sottraendo l'ora del 
levare da quella del tramonto conse- 
cutivo. 

Qui si suppone, come fu detto, che 



Questo dato, del tempo legale a il luogo dell'astro sia fisso sulla sfera 



mezzodì vero di un luogo qualsiasi, 
serve per regolare gli orologi mecca- 
nici per mezzo delle " meridiane „ a 
tempo vero. 

III. — Levare e tramonto del Sole e 
della Luna. — Questi dati si riferiscono 
al centro dei due dischi e non al lembo 
superiore. Essi poi sono apparenti, per- 
chè nel calcolo fu tenuto conto della 
parallasse (cioè del fatto che l'astro 
non è a distanza infinita dalla nostra 
Terra) e della rifrazione astronomica. 
Quest'ultimo fenomeno è dovuto al- 
l' atmosfera che circonda il globo ter- 



celeste almeno per la durata di 24 ore. 
Ciò è vero, con un rigore che si può 
quasi dire assoluto, per le stelle (le 
cosiddette " fisse „), e con sufficiente 
approssimazione anche per il Sole e 
per i pianeti. Ma il caso è diverso 
per la Luna, perchè questa in circa 27 
giorni e un terzo fa un giro completo 
sulla sfera stellata, nel senso da po- 
nente verso levante, e quindi ogni 24 
ore si sposta, in media, di circa 13 
gradi (quoziente di 360 diviso per 
27,33). Ma per analogia si può usare 
la locuzione " arco diurno „ anche nel 



restre e produco un alzamento appa- caso della Luna, per significare sem- 



rente dagli astri, tanto maggiore quanto 
più l'astro è vicino all'orizzonte. Così 
il levare apparente di un astro avviene 
prima che esso sia arrivato realmente 
all'orizzonte; in apparenza il fenomeno 
avviene quando l'astro arriva a quel 
circolo minore (parallelo all'orizzonte) 
che sta 35 minuti d' arco pili in basso. 
Reciprocamente, al tramonto, l'astro 
scompare solo quando raggiunge lo 
stesso circolo minore testé definito. È 



plicemente l'intervallo di tempo du- 
rante il quale l'astro sta sopra al- 
l' orizzonte. 

Parimente, si chiama " arco semi- 
diurno „ l' intervallo di tempo che 
passa tra il levare di un astro e la sua 
culminazione consecutiva; oppure tra 
la culminazione e il tramonto conse- 
cutivo. 

Percorrendo l'effemeride lunare tro- 
viamo che a ogni lunazione vi è un 



giorno in cui manca l'ora del tramonto 
(verso l'epoca d»el primo quarto), evi 
è un altro giorno in cui manca l'ora 
del levare (verso l'epoca dell'ultimo 
quarto). Per esèmpio, il giorno 17 gen- 
naio 1918 la Luna tramonta a Roma a 
22h 57"; siccome il tramonto consecu- 
tivo avviene a Q^ 10™, cioè dopo la mez- 
zanotte, è manifesto che esso non po- 
teva inscrivei-si sotto la data del 18 
(altrimenti sarebbe venuto appena 1*» 
13™ dopo il precedente) e che invece 
corrisponde alla data del 19. 

A partire da ogni caso come questo, 
in cui cioè manca l'ora del tramonto, 
e chiaro che volendo calcolare giorno 
per giorno gli archi diurni della Luna, 
bisogna prendere il diminuendo (cioè 
l'ora del tramonto) nella riga di sotto, 
aumentandolo previamente di 24 ore. 
Ciò vale per una metà della lunazione, 
fino al giorno in cui, per una ragione 



analoga a quella detta sopra, manca 
l'ora del levare. Seguitando l'esempio 
di poco fa, arriviamo nella colonna del 
levare a 23»> 53™ del 2 febbraio; il le- 
vare consecutivo avviene a 0»» 56" del 
giorno 4, e per conseguenza nel giorno 
intermedio deve mancare l'ora del 
levare. 

IV. — Età della Luna. — Questo è 
il numero di giorni che a una data 
epoca sono trascorsi dall'ultimo novi- 
lunio precedente fino a quell'epoca. 

L' età della Luna si suol dare in 
numeri interi, trascurando le frazioni 
di giorno. A tal proposito si segue la 
regola di contare il giorno stesso del 
novilunio come primo giorno della lu- 
nazione, se l'epoca del novilunio astro- 
nomico è anteriore al mezzodì medio, 
mentre nel caso contrario è il giorno 
seguente quello che si prende come 
primo giorno della lunazione. 



Riduzione dei levare e tramontare del Sole dal- 
l' orizzonte di Roma a quello di un altro luogo 
qualunque in Italia e nelle regioni circonvi- 
cine. 



Come fu già detto, i dati delle no- 
stre effemeridi valgono propriamente 
per l'orizzonte di Roma. Tuttavia essi 
potrebbero servire, in via d'approssi- 
mazione, per una notevole estensione 
di territorio nell'Italia centrale e me- 
ridionale. 

Volendo limitare l' errore a circa 
10 minuti di tempo, si potrebbe arri- 
vare, nel senso della longitudine, fino 
al meridiano di Termoli, che passa a 
levante del meridiano di Roma (Monte 
Mario) per 2» 32' 35" = 10™ 10», in nu- 
mero tondo. Alla latitudine di Roma 
(41" 54') questo arco di parallelo vale 
in lunghezza 211 km. 

Nel senso della latitudine non ha 
estensione fissa la zona geografica en- 
tro la quale si potrebbero usare i dati 
delle nostre effemeridi — relativamente 
al levare e tramontare del Sole — com- 
mettendo un èirore infei'iore a 10 mi- 
nuti di tempo. L' estensione di quella 
zona è variabile secondo le stagioni. 
Agli equinozi tale estensione è illimi- 
tata: allora il giorno è uguale alla 
notte da per tutto, e a tutte le latitu- 
dini — fuorché entro le due calotte 
glaciali — il Sole leva alle oro 6 e 
tramonta alle ore 18 di tempo vero 
locale. Invece quella zona ha un'esten- 
sione minima ai solstizi. Per 10™ di 
differenza nei tempi del levare e tra- 



montare del Sole, tra un luogo alla 
latitudine di Roma e un altro situato 
sul medesimo meridiano del primo, si 
calcola facilmente che i limiti in lati- 
tudine sono i due paralleli di 38° 58' e 
di 44° 50'; cioè si va press' a poco dal 
parallelo di Nicastro a quello di Parma, 
per circa 650 km. di estensione nel 
senso dei meridiani. 

Ciò premesso, vediamo come si pro- 
cede per ridurre il levare e tramon- 
tare del Sole dall'orizzonte di Roma 
a quello di un altro luogo qualunque 
(in Italia e nelle regioni circonvicine), 
che sia dato mediante le sue coordi- 
nate geografiche di latitudine e longi- 
tudine. 

Per maggior chiarezza facciamo un 
esempio. Si cerchi il levare e tramon- 
tare del Sole a Firenze per il giorno 
21 marzo 1918. La posizione geogi-afica 
di Firenze è la seguente: latitudine 
boreale =■ 43» 47'; longitudine orientale 
da Greenwich (in tempo) =- 45™. Roma 
è situata a 50" di longitudine orientale 
da Greenwich, ossia a 10™ di longitu- 
dine occidentale dall'Etna; quindi per 
passare dal tempo dell' Europa centrale 
al tempo di Roma bisogna sottrarre 
10", e cosi si ha 

21 / Levare del a Roma 6h 5™ ì '"/'''Tn? 

marzo ( rp..„^ ^„ 1Q11 >nifln. civile 

1918 \ Tramonto „ „ 18 11 / ,14 ij„^a 



— 26 — 

Ora questi due tempi si possono è prossimo all'equatore rimane aniinl- 

considerare con grande approssima- lata l'influenza della diversità di lati- 

zione come i tempi locali del levare e tudine sui tempi del levare e del tra- 

del tramonto a Firenze. L'errore che montare. 

così si commette è quasi tutto dovuto Ma ò facile tener conto anche del- 

alla differenza di latitudine tra i due l'influenza della latitudine; basta far 

luoghi e sappiamo che questa causa uso di opportune tavole di correzione, 

non influisce mai in misura superiore La tavola che diamo qui appresso 

al limite di 10 minuti, essendo Firenze (tav. I), ha per argomento verticale 

compresa entro la zona geografica che (cioè nel senso dell'altezza della pa- 

sopra abbiamo definito. D'altra parte gina) Varco semidiurno del Sole.O Nel 

Firenze è situata a 15'" di longitudine senso orizzontalo la tavola procede per 

occidentale dall'Etna e quindi si passa gradi interi, da 36" a 47° di latitudine 

dal tempo di Firenze a quello del- boreale. 

l'Etna mediante l'aggiunta di 15"". Cosi L'uso di questa tavola è reso chiaro 

si trova che a Firenze il 21 marzo 1918 dal seguente esempio, 
il Sole leva a 6'' 20"" o tramonta a 18'' Si cerchi il levare e tramontare del 

2G™, in tempo medio civile dell'Europa Sole a Milano per il giorno 8 giugno 

centrale. 1918. La posizione geografica di Milano 

In questo esempio bastava eviden- (Osservatorio di Brera) è la seguente : 
temente applicare ai dati primitivi latitudine boreale ? = 45° 27' 59" == ih" 
dell'effemeride (6'' 15'" e 18'' 21'") la cor- 28', = 45°, 47 (riducendo prima i se- 
rezione — 10™ + 15™ = + 5'", cioè ag- condi in frazione decimale del minuto 
giungere 5™ (che è il valore della dif- e poi i minuti in frazione decimale del 
ferenza di longitudine tra Roma e grado); longitudine orientale da Green- 
Firenze, in tempo). wich (in tempo) >■ = 36™ 46". Di qui 

Avendo considerato l' epoca del- risulta che per passare dal tempo di 

l'equinozio di primavera, siamo sicuri Milano al tempo legale bisogna ag- 

che i risultati ottenuti sono esatti, giungere 23*" 14% ossia, in numero 

perchè sappiamo che quando il Sole tondo, 23"'. 

Ciò posto, si ha, per il giorno SOLE 

8 8i"S"° i'-»8 ■■ ■ 7z::;zr' : — > 

Levare al Tramonto ■*'"^:^, 
meridiano «e™"^- 
Dalla effemeride, per Roma, in tem- 
po legale 4b37ni 12h Ora lOhil™ 7^32™ 

Riduzione al tempo di Roma — 10 — 10 

Tempo medio civile di Roma .... 4 27 19 31 ^ 

Ora bisogna ricorrere alla tavola di Rimane da interpolare nel sensìé^ 

riduzione (tav. I). Dapprima conviene della latitudine. La differenza per 1° à| 

considerare i due paralleli di 45° e di Vo^^ — iim3 = 4m o 

46° che comprendono quello di Milano. . ' ' ,, , i .- >-,• 

Per 7'' 32™ di arco semidiurno la tavola e qumdi per il parallelo di 4ó°,47' 

dà i seguenti valori della riduzione: avremo: 

^ 4m,0 X 0,47 = lm,9 

( '^^^'■^ - "-"'^ ll-,3 + ira» ^^ 13n..2. 

per =-- 40° { 

\ tramonto + 11 ,3 Dunque il valore definitivo della ri- 
, _ 1- 3 duzione dal parallelo di Roma a quello 
3 rz 46o . . ' ^^^^^ ^ ' di Milano è, per il giorno considerato, 
\ tramonto + 15 ,3 + 13™, e così abbiamo : 

Levare Tramonto 

Tempo medio civile di Roma .' 4i'27ra lO^Slm 

Riduzione al parallelo di Milano — 13 + 13 

Tempo medio civile di Milano 4 14 19 44 

Riduzione al tempo medio civile dell'Europa 

eentrale + 23 + 23 

Tempo dell' Europa centrale 4 37 20 7 

(1) In seuerale si chiamano argomenti delle tavole uvimeriche quei numeri conquisi entra 
nella tavola e in corrispouduuza dei quali si trovauo i valori cercati. 



Kol caso cl\o si volesse risolverò il e così prepararsi una talìolla valovolo 

problema per una serie di giorni, in un por la latitudixie del luogo. Fatto ciò, 

luogo determinato, è manifesto che rimarrebbe poi soltanto da interpolare 

prima converrebbe interpolare orizzon- in questa tabella verticalmente, cioù 

talmente tra due colonne della tav. I nel senso dell'arco semidiurno. 



Riduzione del levare e tramontare della latina 
dall' orizzonte di Roma a quello di un altro 
luogo qualunque in Italia e nelle regioni cir* 
convicine. 

Richiamando le nozioni date sopra, soluto, e si trova che allora i limiti in 
riguaixlanti l'estensione variabile della latitudine, per 10"' di variazione nelle 
zona geografica entro la quale lo spo- epoche del levare e tramontar della 
stamento dell'osservatore in latitudine Luna, tra un luogo situato sul paral- 
|)roduce sul levare e tramontare del lelo di Roma e un altro luogo sullo 
Sole una variazione inferiore a 10"", stesso meridiano del primo, sono i due 
passiamo ora a considerare il caso del paralleli di 39" 47' e di 44'" 1'. Ossia si 
levare e tramontai-e della Luna. va a un dipresso dal parallelo di Ga- 
in questo caso sono due i periodi strovillari a quello di Seravczza, per 
(la considerarsi, uno breve che è la ri- un'estensione di circa 470 km. nel senso 

roluzione siderale della Luna (27^ |) "^""'LrtavoLa'di riduzione (tav. II) è 

(> l'altro molto più lungo, che dura disposta precisamente come l'altra re- 

,,~n.n, -IO • 2 , . ooA 1 lativa al levare e tramontar del Sole 

iud3^ ossia Ih anni e - (o circa 230 lu- ^^^^ j^^ ^ perfettamente analogo ne è 

nazioni, di 29»» -- ciascuna). Questo se- l'uso. 

, • j ^"1 • 1 • -j 1 Si cerchi, per es., il levare e tra- 

■ ondo periodo e la rivoluzione siderale ^^^^^^^ della Luna k Otranto, perii 

,loi nod^ dell orbita lunare (quei due .^^^^ ^ ^^^^^.^ j^jg p^^-.^^^\^^ 

punti opposti in cui eclittica e mter- |^,^^^^^ di Otranto (campanile): ?= 40° 

.cca a dal piano de 1 orbita). |, ^3„ _ 4^, g, 7 „ ^^(j^- ^ _ -[h ign. gg., 

Nel primo periodo la Luna traversa == p 14. (i^ n.imero tondo) a oriente 

due volte equatore ce este, andando ^. (.^.^^nwich. Riduzione del tempo lo- 

da un lunistizio ali altro ( uoghi di mas- ^^j^ .^ ^ j,^^. ^^^^ _ _ j/ j. 

sima declinazione, boreale od austra e, ^j^, Otranto è per 14™ a levante del me- 

della Luna), e qmndi la variazione che ^..^.^^^ dell'Iena. 

ora stiamo considerando dipendente ^^^^^ ^^^^^.^ effemeride risulta che 

da uno spostamento dell osservatore ^ ^^^^^^ -^ ^.^^^^ 05 ^^3,.^,^ l^^g^ j^^ 

in latitudine, è soggetta in 27"* — a Luna (calante) tramonta a 4'' 46"" e leva 
, . ... II 1 1 a 19'' 25". Manca per quel dì l'epoca 
vicende simili a quelle che nel caso ^^^^^ culminazione. Ma è chiaro che la 
del Sole si compiono nel periodo di eulminazione anteriore al tramonto è 
un anno. - i ,0. 2 . , quella (23»' 15™) inscritta sotto la data 
heì secondo periodo, di 18-^ 3 , 1 due ^^j 34, e che la culminazione consccu- 
lunistizi fanno il giro della sfera stel- tiva al levare è quella (O^ 6'") relativjv 
lata, oscillando in declinazione tra i al giorno 26. Per calcolare 1 due valori 
due limiti di 18" 9' e 28" 45', tanto bo- dell'arco semidiurno, relativi uno al 
reali come australi. Per quel che ora tramonto e l'altro al levare, è mani- 
c' interessa il caso più sfavorevole si feste che bisogna aumentare di 24'' in- 
verifica quando la declinazione della tere, in ambedue i casi, il diminuendo, 
Luna arriva al suo valore massimo as- e così si ha : 

LUNA 



Tramonto Levare Arco seiiiid. - to 

A Roma, in tempo Enropa centrale.. 4h 2"» 19h25>n ^ -^ 

lliduzione al tempo di «orna - 10 - 10 al tramonto al U-vn 

Tempo medio civile di Roma 3 52 19 15 4h47m ^h^ir 



— 28 - 

La nostra tavola di x-iduzione dà, in corrisi^ondenza ai suddetti due valori 
dell" arco semidiurno, i seguenti numei'i : 



per t<. 



!© = 40° + 5™, 
03 = 410 4- 2 , 



Riduzione per il tramonto 

7 
7 



per ? = 40",15 + 5",7 + 0^,5 = -|- 0'n,2 



diflf. per 1° + 3 ,0 
id. per 00,15 -f- ,5 



Riduzione per il levare 

l 9 = 40° — 6™,2 

per io = 41» 41"» < per 9 = 40o,15 

f © = 410 — 3 ,0 

diff. per lo + 3 ,2 
id. per 0o,15 + ,5 

Quindi si ha: 

Tempo medio civile di Roma 

Kiduz. al parallelo di Otranto 

Tempo medio civile di Otranto 

Kiduz. al tempo medio Eur. ceiitr 

Tempo dell' Eur. centr 



— 6'",2 + 0™,5 = - SmJ 



"ramonto 


Levare 


3h52m 
+ 6 


19hl5m 

- 6 



3 58 
— 14 

3 44 



Riduzione della culminazione della latina dal me- 
ridiano di Roma a quello di un altro luogo qua- 
lunque in Italia e nelle regioni circonvicine. 



La Luna ha, come sappiamo, un 
forte moto apparente fra le stelle, nel 
senso da ponente verso levante (senso 
diretto, che è quel medesimo del moto 
annuo apparente del Sole), con una ve- 
locità media diurna di circa 13" — 

6 

(uguale quindi a circa 13 volte la ve- 
locità media diurna del moto proprio 
del Sole). Ciò premesso, supponiamo 
che in un giorno di novilunio la Luna 
passi a un dato meridiano esattamente 
insieme col Sole ; è chiaro che il giorno 
seguente la Luna, essendosi spostata 
nel frattempo verso levante, ritornerà 
al meridiano in ritardo rispetto al Sole. 
Le forti ineguaglianze a cui è soggetto 
il moto della Luna intorno alla Terra 
(le quali son dovute principalmente al- 
l' azione perturbatrice del Sole) fanno 
si che l'intervallo tra due culminazioni 
consecutive della Luna non ha una du- 
rata costante, ma può variare tra 241» 38™ 
e 2511 6". Come valor medio si adotta. 

In virtìi della rotazione diurna ap- 
parente del cielo la Luna dunque fa 
un giro completo (360") in 24'' 50'",5, in 
media, e quindi, se consideriamo due 



meridiani distanti fra loro 



= 15* 



(cioè Ih precisa) in longitudine, la Luna 
impiegherà, sempre in media, un tem- 

24h 50m 5 

pò = ' = lh2"°,104 per passare 

dal meridiano più orientale a quello 
più occidentale. Sia A un luogo sul 
primo meridiano e B un luogo situato 
sul secondo ; allora, se ^ è il tempo lo- 
cale della culminazione della Luna in A, 
sarà in media uguale a < 4- 2™, 104 il 
tempo locale della culminazione della 
Luna in B. 

Indicando in generale con A), la dif- 
ferenza di longitudine tra i due luoghi, 
espressa in ore e frazioni decimali del- 
l'ora, sarà in media t + 2'".104 X A>. il 
tempo locale della culminazione della 
Luna in B, quando sia t il tempo locale 
della culminazione in A. 

Invece di adoperare il valor medio 
(50™,5) del ritardo diurno della Luna 
rispetto al Sole, sai-à più esatto ado- 
perare il valor attuale, desumendolo da 
un'effemeride astronomica. Si cerchi, 
per es., l'ora della culminazione della 
Luna a Taranto per il giorno 23 gen- 
naio 1918. Coordinate geografiche di Ta- 



— 29 



ranto (S.Cataldo): 9 = 40° 28' 33"; ?• — 
Ih 8"* 55' E. di Greenwich. Kiduzione del 
tempo locale in tempo Eur. centr., per 
Taranto, = — S" 55, ossia (in numero 
tondo) = — 9"". Differenza di longit. 
Va Taranto e Roma (C. R.) = li» 8™ 55' 
Oh 49" 55^, = Oh ig-" 0' = 0^32. 
Dalla nostra effemeride si ha: 



Passasgio della (J 
al meiidiano di Koina 



;enn. 1918 Tempo E.C. Tempo loc. Intervallo 
22 20h 45-» 20h 35m 

1 23 21 40 21 30 



24 



22 33 



22 23 



24h SSm 
24 53 



Come valore attuale del ritardo 
diurno della Luna rispetto al Sole pos- 
siamo prendere, per il dì 23, la media 
aritmetica (54"') dei ritardi relativi ai 
due giorni adiacenti. Allora il ritardo 
per l'idi spostamento dell'osservatore 

54m 



in longitudine vale 



2^,25: quindi 



il ritardo per 0i>,32 vale 2-»,46 X 0,32 
— O"*,? ossia (in numero tondo) l*». Poi- 
ché Taranto è a levante di Roma, avre- 



mo per la culminazione della Luna a 
Taranto il dì 23 gennaio 1918: 

Tempo medio locale. . . 21h30 — Im = 21h29m 
Riduz. in tempo E. e. . — 9 

Tempo med. Eur. e... 21 20 

Riassumendo, la riduzione della cul- 
minazione della Luna si effettua come 
segue. Dall'effemeride si desume il va- 
lor attuale del ritardo diurno della Luna 
rispetto al Sole, e di questo valore si 
prende la parte proporzionale alla dif- 
ferenza di longitudine tra Roma e il 
luogo considerato. Questa parte pro- 
porzionale va sottratta — o aggiunta — 
al tempo locale della culminazione a 
Roma, secondo che il luogo è a levante 
oppure a ponente di Roma. Così si ot- 
tiene l'ora del passaggio al meridiano 
nel luogo considerato, espressa in 
tempo medio locale, e di qui poi si 
passa al tempo legale applicando la 
rispettiva differenza di longitudine 
(espressa in tempo) tra il meridiano 
locale e il meridiano dell'Etna, col se^ 
gno — o col segno +, secondo che il 
meridiano locale è a levante oppure a 
ponente del meridiano dell'Etna. 



Il cielo stellato. 



Nelle pagine mensili da 38 a 61 la 
nosti'a effemeride indica graiìcamente 
i diversi aspetti del cielo stellato, quali 
si presentano sotto le nostre latitudini 
a uno spettatore che si metta a osser- 
vare verso le ore 21 di tempo civile 
nella 1» metà del mese e verso le ore 20 
nella II* metà. 

Variando l'ora d'osservazione, va- 
ria naturalmente la cartina celeste da 
usarsi, come risulta dalla seguente ta- 
bella : 



Mese 



VII» 



Ora d' osservazione 

.. |17)19|21|23| Il 81 51 
.. 16 18 20 22 2 4 



Gennaio. . 
Febbraio. 
Marzo. ... 

Aprile 

Maggio..., 
Giugno.. . . 
Luglio ... 
Agosto ... 
Settembre 
Ottobre . . , 
Novembre. 
Dicembre , 



N.° d'ord. della coppia 
DI cartine celesti 



Tale diversità di aspetto del cielo 
stellato nei diversi mesi dell' anno, per 
uno spettatore che si metta a esser- 
vare sempre a una medesima ora della 
notte (per es. alle ore 21), è una sem- 
plice conseguenza del moto proprio 
apparente del Sole. " Colui che tutto '1 
mondo alluma „(i) si sposta continua- 
mente fra le stelle nel senso da po- 
nente a levante, con una velocità 
media di circa un grado al giorno, in 
modo da percorrere il circolT» intero 
dell'eclittica nel periodo di un anno. 
Da ciò deriva che, per es., in principio 
di gennaio, alle ore 17, l'aspetto del 
cielo è uguale a quello che si ha 6 mesi 
dopo, cioè in principio di luglio, alle 
ore 5. Come è ben noto, quel moto 
proprio del Sole fra le stelle è \ina 
pura apparenza, dovuta alla rivolu- 
zione annua della nostra Terra intorno 
al Sole. 

Nelle nostre cartine la vòlta appa- 
rente del cielo ò rappresentata in due 
metà separate, di cui la prima vale 
per un osservatore che guarda verso 
nord e la seconda corrisponde a un 
ossei-vatore che guarda verso sud. 



(l) Danik, Paradiso, XX, 1. 



30 



In quello figure le frecce indicano 
il senso in cui si vedono girare le 
stelle per effetto dolla rotazione diurna 
apparente del cielo da oriente in oc- 
cidente. Questo grandioso fenomeno è 
dovuto, come tutti sanno, alla rota- 
zione in senso contrario che il nostro 
globo compie sopra sé stesso nel pi!- 
riodo di 23'' 56™ 4% 1 di tempo medio 
solare (periodo che si chiama giorno 
.siderale), ruotando intorno a un asse 
ideale che prolungato in cielo dalle 
due parti va a ferire la superficie ideale 
della sfera celeste nei due poli. Di 
questi il solo visibile sotto le nosti'e 
latitudini è il polo boreale, vicino alla 
notissima stella polare ; l'altro polo, cioè 
il polo australe, è invisibile per gli abi- 
tanti dell'emisfero boreale terrestre. 

I numeri con cui sono contrasse- 
gnate nelle 24 cartine le stelle fisse 
principali corrispondono ai numeri pro- 
gressivi del seguente quadro. In esso 
sono date anche le varie " grandezze ., 
delle stelle (splendori relativi) e le 
epoche in cui la culminazione avviene 
a mezzanotte media locale, sotto i me- 
ridiani dei nostri paesi. 

Come è noto, le stelle sono classi- 
ficate in diversi ordini di splendore, 
detti "' grandezze „, a partire dalla 1^ 
che comprende le stelle più brillanti 
(una ventina), fino alla 6* che com- 
prende le ultime stelle visibili a oc- 
chio nudo. Tale scala fotometrica fu 
poi estesa anche alle stelle telescopi- 
che, fino alla 15*^ o 16" grandezza. Si 
è poi dovuto introdurre in qualche 
caso anche una grandezza negativa: 



per es. la stella Sirio ha una gran- 
dezza = — 1,4: ciò significa che sulhi 
scala delle grandezze Sirio occupa il 
posto sognato 2, 4 avanti il posto se- 
gnato -f 1,0. 

Si ammette che una stella di gran- 
dezza n abbia uno splendore uguale 
a 2 volte e mezza quello di una stella 
dell'ordine « + 1. 

Nell'elenco che segue le stelle sono 
distribuite per ordine decrescente di 
splendore. Il quadro è compilato in 
base alla Connaissance dea Temps. Per 
la trascrizione dei nomi delle stelle 
(nomi che in piccola parte rimontano 
air antichità classica e nel resto sono 
di origine araba), seguo l'Annuario del 
Bureau des Lonyitudes. Ma a tal pro- 
posito conviene avvertii'e che non bi- 
sogna attribuire una grande importanza 
ai nomi delle stelle fisse primarie. Ec- 
cettuati pochi nomi principali, dive- 
nuti in certo modo classici (come i 
seguenti : Polare, Algol, Aldebaran, 
Capra, Rigel, Betelgeuse, Sirio, Casto- 
re, Polluce, Procione, Regolo, Spica, 
Arturo, Antares, Voga, Altair, Deneb, 
Fomalhaut), gli altri si possono con- 
siderare come antiquati e superflui. 
Le stelle sono individuate di jjosizione 
in cielo dai rispettivi valori delle due 
coordinate sferiche " declinazione „ e 
" ascensione retta „, valori che son 
dati nei cataloghi stellari e nelle grandi 
effemeridi astronomiche. Tali coordi- 
nate sono perfettranente analoghe alle 
coordinate geografiche di latitudine e 
longitudine, che servono a individuare 
i luoghi terrestri. 



Elenco delle stelle principali 

corrispondenti ai numeri segnati sulle cartine celesti. 



^2; 


Lkttkua 

B 
COSTKLI,AZIONK 


NOMK 


Gr. 


H 


13 
14 

15 


Lettera 

K 
COSTELLAZIONE 


Nome 


Gk. 


2 H 


1 
2 
3 


a Canis maj. 
a Aurigae 
a Bootis 


Sirio (cZ.) 
Capra (d.) 
Arturo 


-1,4 

-fo.i 

0,2 


2.gn. 
9 do. 
25 ap. 


■z Leonis 

a Piscis austr. 

7. Cygni 


Regolo 

Fomalhaut 

Deneb 


1,3 
1,3 
1,4 


22 fb. 
4 st. 
1 ag. 


4 

5 
C 


a Lyrae 
3 Oriouis 
a Canis min. 


Vega 
Rigel 
Procione {d.) 


0,2 
0,3 
0,5 


30 gg. 1 
9 do. 
15 gn. ' 


!l6 

in 

18 


E Canis maj. 
y Orionis 
■fj Tauri 


Adhara 
Bellatrix 
El Nath 


1,5 


5 gn. 
11 de. 
11 de. 


7 
8 
9 


a Orionis 
3t Aquila3 
a Tauri 


Betelgeuse 

Altair 

Aldebai-an 


0,9 
0,9 
1,0 


19 de. 1 
19 Ig. 
29 nv. 


19 
|20 
|21 


s Orionis 

«2 Geminorum 

'C, Orionis 


Alnitam 
Castore ('/.) 
Alnitak (d.) 


1,8 
1,9 
1.9 


14 do. 

14 gu. 

15 de. 


10 
11 
12 


v. Virginis 
a Scorpii 
ì:! Geminorum 


Snica (d.) 

Atitares 

Polluce 


1,1 
1,2 
1,2 


12 ap. ' 
2Smg. 
IG gn. 


22 
23 
24 

i 


^ Canis m;i.j. 
a Perse i 
i Ursoi maj. 


Wesen 
Mirlak 
Alioth 


1,9 
1,9 
1.9 


8gn. 
10 nv. 
4ap. 



N.B. — L'abbreviatura {d.) significa che la stella è doppia. 



31 



* 


Lkttkka 




= l\ 


X 




Lkttkha 






^: s 


25 


K 
COSTKLLAZIONK 


NOMK 


Gk. 




39 




K 
COSTKLLAZIOXK 


NOMK 


Gk. 




Ursae maj. 


Alkaid 


1,9 


18 ap. 


5 


Ceti 


Dlphda 


2.2 


lot. 


20 a UrsjB maj. 


Dubhe 


2,0 


7 mz. 


40 


a 


Cassiopejaì 


Schedir 


2,4 


30 st. 


'T '^ Aurigae 


flfnksliiian {il). 


2,0 


20 de. 


j41 


ì- 


Cassiopejae 


Tsih 


2,3 


4ot. 


- V Geminoium 


Alhena 


2,0 jSOdc. 1 


142 


r 


Cygni 


Sadr 


2,3 


27 Ig. 


.. ' :; Canis maj. 


Murzim 


2,0 26 de. 


43 


■% 


Coronae bor. 


Qemma 


2,3 


15 mg. 


;'.() a Andromedfe 


Sirrah {d.) 


2.1 22 st. 


j44 


^ 


Orionis 


MintakahC' 


2,3 


13 do. 


•!1 a Arietis 


Hamal 


2,1 


•22 ot. 


45 


n 


Sagittali 


Nunkl 


2,3 


4 1g. 


2 a Hydrae 


Alphard 


2,1 


12 fb. 


46 


3 


Persel 


Algol (rf.) 


(') 


G nv. 


; £ SaKittarii 


Knus austr. 


2,1 


26 gg. 


47,. 


Ursfe maj. 


Merak 


2.4 


6 mz. 


t -/ Ursse min. 


Polare (,d.) 


2,2 


14 ot. 


i48 


y 


UrssB maj. 


Phacd 


2,4 


20 mz. 


; > ':; Ursse min. 


Kochab 


2,2 


Drag. 


49 


i 


OassiopejsB 


Caph 


2,4 


22 st. 


;JG:3 Andromeda? 
1 37 j 3 Leonis 


Mirach 


2,2 


7ot. 1 


50 


= 


Pegasi 


Euif 


2,4 


17 ag. 


Denebola 


2,2 19mz.! 


51 





Ceti 


Mira 


f=) 


25 ot. 


|3S;a Ophiuchi 


RasalJjague 


2,2 jHgg.j 














1 (I) Variabile d 


a 2,3 a 3,5. — 


(2) Id. da 3,3 a 8,8. 











Creptxscolo civile e astronomico. 



Richiamando le nozioni generali 
già date relativamente ai crepuscoli, 
qui aggiungo poche altre notizie. 

Come fu già detto sopra, la rifra- 
zione atmosferica accelera il levare 
degli astri e ne ritarda il tramonto. 
Per il Sole tale effetto importa, sotto 
le nostre latitudini, da 8 a 4 minuti 
di tempo, secondo le stagioni. Quindi 
se si considera l'intervallo di tempo 
compreso fra il tramonto del Sole e la 
fine del crepuscolo, tale intervallo (du- 
rata del crepuscolo vespertino) rimane 
diminuito di quei pochi minuti per ef- 
fetto della rifrazione. La stessa causa 
fa diminuire di altrettanto l'intervallo 
compreso fra il principio del crepu- 
scolo e il levare del Sole (durata del 
crepuscolo mattutino). Per semplicità 
questa durata del crepuscolo, dimi- 
nuita del corrispondente effetto della 
rifrazione suH' arco semidiurno del 



Sole, si può chiamare •* durata appa- 
rente „. Sotto le nostre latitudini la 
durata del crepuscolo civile è massima 
ai due solstizi e minima circa 6 giorni 
avanti l'equinozio di primavera e dopo 
l'equinozio d'autunno. 

Riguardo al crepuscolo astronomico 
la sua durata è pure massima a'i due 
solstizi ed è minima, per l'emisfero 
boreale terrestre, parecchi gioi-ni avanti 
l'equinozio di primavera e dopo quello 
d'autunno (da 14 a 18 giorni per la 
zona da 36 a 48 gradi di latitudine). 
Sotto le alte latitudini il crepuscolo 
della sera, nei giorni prossimi al sol- 
stizio estivo, si confonde col crepu- 
scolo del mattino consecutivo, giacché 
il Sole si abbassa fino a 18° di depres- 
sione sotto r orizzonte, al solstizio 
d'estate, solamente per latitudini in- 
feriori a 48° 33'. 

Ecco alcuni dati numerici : 



i^ 


Crepuscolo civile 


Cbepuscolo astronomico 


H « 








-■ -N 




SS 


MINIMUM 




MAXIMUM 1 


MINIMUM 1 MAXIMUM 


^^l 


Epoca 


Durata 


Inrrrnalt 
in 


estivo 


Epoca 


Durata! inTtrule 


estivo 




marzo 


seHvmh. 


m 


marzo 


ottobre 


h m 


h m 


hm 


36» 


16 


28 


29 


33 


35 1 


i "^ 


1 


1 26 


1 33 


1 51 


39 


15 


28 


31 


34 


37 i 


1 6 


8 


1 30 


1 38 


2 1 


42 


15 


29 


32 


36 


40 1 


1 5 


9 


1 34 


1 43 


2 14 


45 


15 


29 


34 


39 


43 ! 


4 


10 


1 89 


1 49 


2 85 


48 


14 


29 


35 


42 


48 ' 


3 


11 


1 45 


1 56 


3 21 



1 Per ulteriori particolarità su questo mandare, per difetto di spazio, all'An- 
argomento e sulla varia durata del nuario 1916 del Bureau cles ìoììyituiìes, 
giorno a differenti latitudini, devo ri- pag. 52-55. 



Il seguente quadro contiene i va- 
lori della durata apparente del crepu- 
scolo civile e astronomico, di 3 in 3 
gradi di declinazione del Sole e pure 
di 3 in 3 gradi di latitudine, nella zona 
geografica che interessa l'Italia. 

Quando si abbia ridotto il levare 
e tramontar del Sole dall' orizzonte di 



32 - 

Roma a quello di un' altra località, 
con le j'egole già spiegate, il nostro 
quadro fornirà, per via di interpola- 
zione, la durata del ci'epu scolo per quel 
luogo e per l'epoca considerata. Gli 
occorrenti valori approssimati della 
declinazione del Sole sono dati piìi 
sotto. 



Durata apparente del crepuscolo. 



Cbepuscolo civile 


! 


Crepuscolo astronomico 


s@/f 


36 


39» 


42o 


45» 


48» 


s®/ 


? 


36» 


39» 


42» 


45» 


48» 




m 


m 


m 


m 


m 






h m 


h m 


h m 


h m 


b m 


- 23027' 


83 


34 


36 


39 


42 


- 230 


27' 


1 33 


1 38 


1 43 


1 49 


1 56 


- 21 


32 


34 


35 


37 


40 


- "1 





1 31 


1 36 


1 40 


1 46 


1 52 


- 18 


31 


33 


34 


36 


39 


! - 18 





1 30 


1 34 


1 38 


1 43 


1 49 


- 15 


30 


32 


33 


35 


37 


1 -15 





1 28 


1 32 


1 36 


1 41 


1 47 


- 12 


30 


31 


33 


35 


36 


1 - 12 





1 27 


1 31 


1 35 


1 40 


1 46 


- 9 


30 


31 


32 


34 


30 


1 - 9 





1 27 


1 30 


1 34 


1 39 


1 45 


- 6 


29 


31 


32 


34 


35 


i - 6 





1 2G 


1 30 


1 34 


1 39 


1 45 


- 3 


2t) 


31 


32 


34 


35 


1 — 3 





1 26 


1 30 


1 34 


1 39 


1 45 


±00 


29 


31 


32 


34 


35 


± 





1 27 


1 31 


1 35 


1 40 


1 46 


+ 30 


29 


31 


32 


34 


36 


+ 3 


, 


1 28 


1 32 


1 36 


1 42 


1 49 


+ 60 


30 


31 


32 


34 


3G 


+ 6 


■0 


1 29 


1 33 


1 38 


1 45 


1 52 


+ 90 


30 


32 


33 


35 


37 


+ 9 





1 31 


1 36 


1 41 


1 48 


1 56 


+ 12 


31 


32 


34 


36 


38 


+ 12 


. 


1 33 


1 39 


1 45 


1 53 


2 2 


+ 15 


31 


33 


35 


37 


40 


+ 15 





1 37 


1 43 


1 50 


1 59 


2 10 


+ 18 


32 


34 


36 


39 


42 


+ 18 





1 41 


1 48 


1 50 


2 7 


2 23 


+ 21 


34 


36 


38 


41 


45 


+ 21 





1 46 


1 54 


2 5 


2 20 


2 43 


+ 23 27 


35 


37 


40 


43 


48 


+ 23 


27 


1 51 


2 1 


2 14 


2 35 


3 21 



Anno 1918. — Declinazione del Sole a mezzodì medio dell'Europa centrale 

in gradi e decimi di grado. 



Dat 


A 


^© 


Data 


^0 


Data 


e® 


Data 


^0 


Geun. 


1 


— 23o,0 


Aprii. 1 


+ 


40,4 


Giug. 


30 


+ 230,2 


Sett. 


28 


— lo,9 


„ 


11 


— 21 ,9 


„ 11 


-i- 


8 ,2 


Lugl. 


10 


+ 22 ,3 


Ottob 


. 8 


— 5 ,8 




21 


— 20 ,0 


« 21 


+ 


11 ,7 


^ 


20 


+ 20 ,7 


^ 


18 


— 9 ,5 


^ 


31 


— 17 ,6 


Mag-. ] 


+ 


15 ,0 


„ 


30 


+ 18 ,6 


„ 


28 


— 13 ,0 


Febb. 


10 


— 14 ,5 


11 


+ 


17 ,8 


Agos. 


9 


+ 16 ,0 


Nov. 


7 


— 16 ,2 


^ 


20 


— 11 ,0 


« 21 


+ 


20 ,1 


„ 


19 


+ 12 ,9 


„ 


17 


— 18 ,9 


Marz. 


2 


— 7 ,3 


r, 31 


+ 


21 ,9 


„ 


29 


+ 9 ,6 


„ 


27 


— 21 ,1 


^ 


12 


— 3 ,4 


Giug. 10 


+ 


23 ,0 


Sett. 


8 


+ 5 ,8 


Die. 


7 


— 22 .6 


„ 


22 


+ ,5 


« 20 


+ 


23 ,4 


„ 


18 


+ 2 ,0 


„ 


17 


— 23 ,4 


Aprii. 


1 


+ 4 ,4 


. 30 


+ 


23 ,2 


" 


28 


— 1 ,9 


" 


27 


— 23 ,3 



r^ 



OLIO PER AUTOMOBILI 




ìicz, An. ERNESTO REINACH - MILANO. 



■\-\ 



Tempi ledali dei principali Stati del mondo. 

I. — Dipendenti dal meridiano di Greenwich. 



'l'eiu pò 

legale a 

mezzodì 

Ili 

iirtrnulfh 


Dekominazione 

DEI, TEMPO LEGALE 


Stati 


b m 








23 30 




_ 


Nuova Zelanda. 


22 


T. 


dèll'AustraUa orientale 


Victoria, Nuova Galles del Sud. Queensland, Ta- 


21 30 






Australia del Sud. 


21 




- 


Giappone, Corea. 


20 


T. 


delle coste cinesi orientali 


Coste orientali della Cina, Australia occidentale. 


19 


T. 


delle coste cinesi mevidlonrili 


Coste meridionali della Cina, Indo-Cina francese. 


n 30 




- 


India orientale. 


14 30 




— 


Africa orientale già tedesca. 


14 
1 


T. 


dell'Europa orientala 


Bulgaria, Rumania, Turchia, Egitto, Africa me- 
ridionale. 


13 


T. 


dell'Europa centrale 


Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, LuiS- 
semburgo. Svizzera, Austria-Ungheria, Italia, 
Serbia, Africa sud-occidentale già tedesca. 


12 


T. 


dell'Europa oecidentftle o tem- 
po di Greenwich 


Inghilterra e Scozia, Belgio, Francia, Portogallo, 
Spagna, Gibilterra, Algeria. 


9 




- 


Brasile orientale. 


8 


Atlantic Standard Tlnie 


Costa del Canada, Brasile centrale. 


7 


Eastern , „ 


Canada ìQik>" eo, Ontario fino al meridiano di 
82° 30' W), zona orientale degli Stati Uniti, 
Panama, Perù, Brasile occidentale, Cile. 


6 


Central „ „ 


Zona centrale del Canada e degli Stati Uniti. 


ò (t 


Mountain « „ 


Zona montuosa do\ Canada e degli Stati Uniti. 


4 


Paciflc , „ 


Columbia britannica, coste occidentali degli Stati 
Uniti. 


1 30 






Isole Sandwich. 



II. — Non difendenti dal meridiano di GreenMrich. 



Stati 


Mkriuiano 


TkmPO nKGAI.K 
A MKZZOOl 

ui Gkke.nwich 


Stati 


Mkridiano 


Tempo i.kjìai.k 

A MEZZODÌ 
DI GKEK.NW1CH 


Russia 


Pulkowo 


h m s 
14 1 19 


Argentina 


Cordoba 


h m 8 

7 43 12 


Grecia 


Atene 


13 34 53 


Venezuela 


Caracas 


7 32 16 


Olanda 


Amsterdam 


12 19 32 


Colombia 


Bogotà 


7 3 6 


Irlanda 


Dublino 


11 34 39 


Equatore 


Quito 


G 45 53 


Uruguay 


Montevldeo 


8 15 11 


Messico 


Messico (città) 


5 23 33 



N.B.— Nel quadro non è tenuto conto, naturalmente, della antiscientltlca e provvi.soria 
nnlicipa/ione di un'ora nel tempo ledale che l'u adottata nella primavera del 1916 dagli Stati 
belligeranti d'Europa, per motivi puramente economici. 



- 34 - 



T A ve 

Riduzione del levare e tramontare del SOLE dal parallelo di Roma al 

AvvEUTENZA. — Per ogni valore della riduzione il segno .su{ 



li 


36o 


37« 


38o 


390 


40» 


-4. 1 


.S o 

a rt 

.li 


o 

e 
o 

'i 

M 


> 


1 


li 


1 

.-CI 


si 

1' 


© 


o 

ol 

11 

> 


1 

E5 


1^ 


2 

5 


3 . 

.2 3 
> 
m 


Il m 


«1 


m 


in 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


ni 


4 30 


+17,7 


0,21 


+ 15,0 


0,18 


Tl2,l 


0,14 


+ 9.1 


0,10 


+ 6,1 


0,07 


+ 3,0 


i),Oi 


4 40 


+ 15, G 


0,20 


+ 13,2 


0,17 


+ 10,7 


0,14 


+ 8,1 


0,11 


+ 5,4 


0,07 


+ 2,6 


0,Q'i 


4 50 


Ifl3, 6 


0,20 


+11,5 


0,17 


+ 9,3 


0,14 


T7,0 


0,10 


+ 4,7 


0,07 


+ 2,3 


0,0^ 


5 


IiTll,G 


0,20 


+ 9.8 


0,17 


+ 7,9 


0,14 


+ 6,0 


0,11 


+ 4,0 


0,07 


+ 1.9 


0, o; 


5 10 


:-9,G 




+ 8.1 




+ C,5 




+ 4,9 




+ 3, 3 




+ 1,6 








0,19 




0,16 




0,13 




0,10 




0,07 


l 


(i,o: 


6 20 


+ 7,7 


0,20 


+ 6,5 


0,17 


+ 5,2 


0,13 


+ 3,9 


0,10 


+ 2,6 


0,07 


+ 1,3 


0,0 


5 30 


Tr,,7 


0,13 


+ 4,8 


0,16 


+ 3,9 


0,13 


+ 2,9 


0,09 


+ 1,9 


0,06 


+ 0,9 


0,0 


5 40 


+ 3,8 


0,19 


+ 3,2 


0,16 


+ 2,6 


0,13 


+ 2,0 


0,10 


+ 1,3 


0,07 


+ 0,6 


0, 


5 50 


+ 1,9 


0,19 


Ti.c 


0,16 


qpi,3 


0,13 


"T 1,0 


0,10 


+ 0,6 


0,06 


+ 0,3 


0,0 


6 


0,0 


0,19 


0,0 


0,16 


0,0 


0,13 


0,0 


0,10 


0,0 


0,06 


0,0 


0,0 


C It) 


1 1,9 




+ l'« 




+ 1,3 




+ 1,0 




+ 0,6 




+ 0,3 








0,10 




0,16 




0,13 




0,10 




0,07 




0,0 


G 20 


+ 3,8 




+ 3,2 




+ 2,6 




+ 2,0 




+ 1, 3 




+ 0,6 








0,19 




0,16 




0,13 




0,09 




0,06 




0,C 


6 30 


+ 5,7 




+ 4,8 




+ 3,9 




+ 2,9 




+ 1,9 




+ 0,9 








0,20 




0,17 




0,13 




0,10 




0,07 




0,( 


C 40 


+ 7,7 




+ 6,5 




+ 5,2 




+ 3,9 




+ 2,6 




+ 1,3 








0,19 




0,16 




0,13 




0,10 




0,07 




0,( 


C 50 


+ 9,6 




±8,t 




+ 6,5 




+ 4,9» 




+ 3,3 




+ 1,6 








0,20 




0,17 




0,14 




0,11 




0,07 




0,( 


7 


+ 11, 6 




+ 9,8 




+ 7,9 




+ 6,0 




+ 4,0 




+ 1,9 








0,20 




0,17 


) 


0,14 




0,10 




0,07 




0,1 


7 10 


+ 13,6 




+ 11,5 




+ 9,3 




+ 7,0 




+ 4,7 




+ 2, 3 








0,20 


~~ 


0,17 




.0,14 




0,11 




0,07 




0, 


7 20 


+ 15,6 




+ 13,2 




+10, 7 




+ 8,1 




+ 5,4 




+ 2,6 








0,21 




0,18 




0, 14 




0,10 




0,07 




0, 


7 30 


+ 17,7 




+15,0 




+ 12,1 




+ 9,1 




+ G,l 




±3,0 








0,22 




0, 18 


• 


0,15 




0,12 




0,08 




0, 


7 40 


+ 19,9 




+ 16,8 




+13, 6 




+ 10,3 




+ 6,9 




+ 3,4 




' 



























85 - 



% la 

Io di un altro luogo qualunque in Italia 

vale per il levare e il segno inferiore vale 



nelle regioni circonvicine. 

per il tramonto. 



42. 


43» 


44» 


45 




46o 


47» 


2 
o 




2 

o 




a 

o 

N 


o 

s „ 
o =^ 

> 


2 
'3 


05 


c 
o 

N 


II 


e 

N 

1 


II 

> 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


> ;! 0,3 




+ 3, 7 




±7,3 




+11,0 




+14,9 




+ 18,9 






0,00 




0,04 




0,.09 




0,14 




0,19 




0,24 


■ -' 0,3 




+ 3, 3 




+ G,4 




± '•>,<> 




+ 13,0 




+ 16, 5 






0,01 




0, Oó 




0,09 




0,13 




0,18 




0,23 


" :': 0. 2 




± 2, 8 




+ 5,5 




'±8,3 




+11,2 




+ 14,2 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,17 




0,21 


' -0,2 




± 2,4 




±4,7 




+ 7,1 




+ 9,5 




+12,1 






0,01 


i 0, 05 




0,09 




0,13 




o;i7 




0,21 


' ' 0, 1 




_r l,i) 




+ 3,8 




± 5, 8 




± 7, 8 




±10, 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,21 


' 1 0,1 




± 1.5 




+ 3,0 




± 4.C 




+ 6,2 




±7,9 






0,00 




0, 03 




0,07 




0,12 




0,16 




0,20 


' _ 0, 1 




+ 1,2 




+ 2,3 




+ 3,4 




+ 4,6 




+ 5,9 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,20 


' ! 0, 1 




+ 0,8 




± 1.5 




+ 2,2 




+ 3,0 




± 3,9 






0,01 




0,04 




0,08 




0,11 




0,15 




0,20 


' 0,0 




± 0, 4 




± 0,7 




± 1. 1 




+ 1,5 




± 1. 






0,00 




0,04 




0,07 




0,11 




0, 15 




0,19 


1 0,0 




0,0 




0,0 




0,0 




0,0 




0,0 






0,00 




0,04 




0,07 




0,11 




0,15 




0,19 


0,0 




+ 0,4 




+ 0,7 




+ 1,1 




+ 1,5 




+ 1,9 






0,01 




0,04 




0,08 




0,11 




0,15 




0,20 


i .0,1 




+ 0,8 




+ 1,5 




+ 2,2 




+ 3,0 




.+ 3,9 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,20 


r 0,1 




+ 1.2 




+ 2,3 




+ 3,4 




+ 4,6 




+ 5,9 






0,00 




0,03 




0,07 




0,12 




0,16 




0,20 


0,1 




T 1.5 




+ 3,0 




+ 4,6 




+ 6,2 




+ 7,9 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,21 


0.1 




Ti.9 




+ 3.8 




+ 5,8 




+ 7,8 




+10,0 






0,01 




0,05 




0,09 




0,13 




0,17 




0,21 


r 0.2 




+ 2,4 




+ 4,7 




+ •^.1 




+ 9.5 




T12.1 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,17 




0,21 


, 0,2 




T2,8 




+ 5,5 




+ 8,3 




+11,2 




+14,2 






0,01 




0,05 




0,09 




0,13 




0, 18t 




0,23 


~ 0,3 




+ 3,3 




T6,4 




+ 9,6 




+ 13,0 




+16.5 






0,00 




0,04 




0,09 




0,14 




0,19 




0,24 


To,3 




+ 3.7 




TT.3 




+ 11,0 




+14,9 




+18,9 






0,00 




0,05 




0,09 




0.14 




0,19 




0,25 


'i- 0,3 




+ 4,2 




7 8.2 




+ 12,4 




+ 16, 8 




T21,4 





— 3() - 

T A V 

Ridnzione del levare e tramontare della LUNA dal parallelo di Roma al 

Avvertenza. — Per ogni valore della riduzione il segno st 



il 


36 




37 




38 




390 




40 


» 


41 


> 


€« 




























<0 


9> 




« 





9) 


« 











a> 


« 


li 


a 
o 

H 
-5 


11 


1 


lì 


e 


'3 


II 


e 



0^ 

lì 


e 


K 

S 


li 


1 

N 

s 
•e 


lì 


-^-o 


« 


> 


s 


> 


m 


> 


'^ 


> 
m 


2 


> 


« 


> 
m 


Il m 


m 


m 


tn 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


4 


4:27,3. 




+23,1 




+ 18,7 




+ 14,2 




+ 9,5 




+ 4,6 








0,24 




0,21 




0,17 




0,13 




0.09 




o.a 


4 10 


1| 24, tt 




+ 21, 




+ 17,0 




+ 12,9 




-8.0 




+ 4,2 








0,23 




0,10 




0,16 




0,12 




0,08 




0, 


4 20 


4:22, »; 




+ 19,1 




+ 15,4 




+ 11.7 




+ 7,8 




+ 3,8 


1 






0,22 




0,19 




0,15 




0,12 




0,08 




0,0 


4 30 


+20,4 




+ 17.2 




+ 13,9 




+ 10, 5 




+ 7,0 




+ 3,4 


' 






0,21 




0,18 




0, 15 




0,11 




0,07 




0,0 


4 40 


4-18, 3 




+ 15,4 




+ 12,4 




T9.* 




+ 6,3 




+ 3,0 




4 50 


+ 16,2 


0,21 


+ 13, 6 


0,18 


+.11, 


0,14 


+ 8,3 


0,11 


+ 5. 5 


0,08 


+ 2,6 


0,0 






0,21 




0,17 


• 


0,14 




0,10 




0,07 




0,0 


6 


+ 14,1 




+ 11.9 




+ 9.6 




+ 7.3 




+ i,» 




-} 2, 3 








0,20 




0,17 




0,14 




0,11 




0,07 




0,0 


5 10 


-12, 1 




+ 10, 2 




+ 8.2 




+ 6,2 




+ 4,1 




+ 2,0 








0,20 




0,17 




0,13 




0,10 




0,07 




(t,0 


5 20 


+ 10,1 




+ 8,5 




+ 6,9 




+ 6.2 




+ 3,4 




+ 1.7 









0,20 




0,17 




0,14 




0,10 




0,07 




u,r 


5 30 


+ 8,1 




T6,8 




+ 5,B 




+ 4.2 




+ 2,7 




+ 1.3 








0,19 




0,16 




0,13 




0,10 




0,06 




0,C 


5 40 


+ 6,2 




+ 6,2 




+ 4,2 




+ 3,2 




+ 2,1 




+ 1.0 








0,19 




0,16 




0,13 




0,10 




0,06 




0,( 


B 50 


+ 4.3 




+ 3,« 




+ 2,9 




+ 2.2 




+ 1,6 




+ 0,7 








0,19 




0,16 




0,13 




0,10 




0,07 




0, ( 


6 


+ 2,4 




+ 2,0 




+ 1,6 




"4:1.2 




:po,8 




+ 0.4 








0,19 


_ 


0,16 




0,13 




0,09 




0,06 




0,( 


6 10 


+ 0, 5 


0,19 


+ 0.4 


0,16 


+ 0,3 


0,13 


+ 0,3 


0,10 


+ 0,2 


0,07 


+ 0,1 


0,( 


C 20 


± 1,4 


0,19 


± 1.2 


0,10 


+ Ì,0 


0,13 


+ 0,7 


0,10 


+ 0,5 


0,06 


+ 0,2 


0,1 


fi 30 


±3,3 


0,19 


+ 2,8 


0,16 


+ 2,-3 


0,13 


+ 1,7 


0,10 


±1.1 


0,07 


±0,5 


0,( 


6 40 


d: f),2 




+ 4,4 




+ 3,6 




+ 2,7 




± 1,8 




+ 0,9 








0.19 


±6,0 


0,16 




0,13 




0,10 




0,07 




0, 


(! 50 


± 7,1 






+ 4,9 




+ 3,7 




±2,5 




+ 1, 2 








0,20 




0,17 




0, 13 




0,10 




0,06 




0, 


7 


±9.1 




±7,7 




+ 6,2 




+ 4,7 




±3,1 




+ 1,5 








0,20 




0,16 




0,13 




0,10 




0,07 




0, 


7 10 


±11,1 




±9,3 




+ 7,5 




+ 5,7 




+ 3,8 




+ 1,8 








0,20 




0,17 




0,14 




0,10 




0,^7 




0. 


7 20 


+ 13, 1 


0,20 


+ 11,0 


0,17 


+ 8,9 


0,14 


+ 6,7 


0,11 


+ 4,5 


0,07 


+ 2,1 


0, 


7 30 


+ 15,1 


0,21 


+ 12,7 


0,18 


+10,3 


0,14 


+ 7,8 


0,11 


±5,2 


0,08 


+ 2,5 


0, 


7 40 


+ 17,2 


0,21 


+14,5 


0,18 


+11,7 


0,15 


+ 8,9 


0,11 


+ 6,0 


0,07 


+ 2,9 




7 50 


+19,3 


0,21 


+ 16,3 


0,18 


+ 13,2 


0,15 


+ 10,0 


0,11 


±6,7 


0,07 


+ 3,2 


OB 


8 


+ 21,4 




+18,1 




±14.7 




+11,1 




±7,4 




+ 3,6 








0,23 




0,19 


±16,2 


0,15 




0,12 




0,08 




oM 


8 10 


+ 23, 7 




+ 20,0 






+12,3 




+ 8,2 




+ 4.0 








0,24 




0,20 


±17,8 


0,16 




0,12 




0,08 




oM 


8 20 


+ 2C, 1 




J:22,o 






±13,6 




±9,0 




+ 4,4 









































— : 


Vi — 












\ Ila 


















lo di un altro Inogo qnalnnqne 


in Italia 


e nelle regioni circonvicine. 






vale per 


il levare e il segno inferiore v; 


ile per il tramo 


:ito. 








42 





43 




44 


» 


45 


• 


46* 


47o 


<to 


2 


• % 


« 


<a 


<c 


« 


® 


V 


v 


d> 


9 


e 
o 

b 

'ih 


e _ 

O E 

"fi '"' 


e 

.2 

3 


- a 
O B 

II 

> 


o 

N 

d 
"2 
5 


it 

> 


a 
• .2 


P 


D 
« 


1^ 


a 
o 

3 


§8 


m 


m 


m 


m 


m 


va. 


m 


m 


m 


m 


m 


m 


+ 0,5 




+ 6,9 




+11.5 




+ 17,4 




+23,7 




+80,2 






0,01 




0,06 




0,11 




0,17 




0,24 


• 


0,30 


, + 0,4 




+ 6,3 




+ 10,4 




+15,7 




+21,3 




+ 27,2 






0,00 




0,05 




0,10 




0,15 




0,21 




0,27 


, + 0,4 




+ 4,8 




+ 9,4 




+ 14,2 




+19,2 




+ 24,5 






0,00 




0,05 




0,10 




0,15 




0,20 




0. 26 


, +0,4 




+ 4,3 




+ 8,4 




+ 12,7 




+ 17,2 




+21,9 




' ±0,4 


0,00 


+ 3.9 


0,04 


+ 7,5 


0,09 


+ 11,3 


0,14 


+15,3 


0,19 


+ 19,4 


0,26 




0,00 




0,05 




0,09 




0,14 




0,19 




0,24 


, r 0, 4 




+ 3,4 




+ 6,6 




^?9.9 




+13, 4 




+17,0 






0,01 




0,04 




0,08 




0,13 




0,18 




0,22 


' r: 0.3 




+ 3,0 




+ 5,8 




i: 8,6 




+11,6 




+ 14,8 






0,01 




0,05 




0,09 




0,12 




0,17 




0,22 


r 0,2 




+ 2,5 




+ 4,9 




+ 7,4 




+ 9,9 




+ 12,6 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 


, 


0,1G 




0,21 


, 1+ 0,2 




+ 2,1 




+ 4,1 




+ 6,2 




+ 8,3 




+ 10,5 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 


±8,4 


0,21 


, + 0,2 




+ 1,7 




+ 3,3 




+ 6,0 




+ 6,7 








0,01 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,20 


, + 0. 1 




+ 1,3 




+ 2,5 




+ 3,8 




+ 5,1 




+ 6,4 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 


±4.4 


0,20 


, -T 0, 1 


• 


+ 0,9 




+ 1,7 




+ 2,6 




+ 3,5 






^ 


0,01 




0,04 




0,07 




0,11 




0,15 




0,19 


0,0 




+ 0,5 




+ 1,0 




+ 1.5 




+ 2,0 




±2,5 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,20 


0,0 




+ 0,1 




-^ 0,2 




+ 0,3 




+ 0,4 




+ 0,5 






0,00 




0,04 




0,07 


_ 


0,11 




0,15 




0,19 


0,0 




+ 0,3 




+ 0,5 




+ 0,8 




+ 1,1 




+ 1,4 






0,01 




0,04 




0,08 





0,12 




0,16 




0,20 


-r 0.1 




+ 0,7 




+ 1,3 




+ 2,0 




+ 2,7 




+ 3,4 




• 


0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,2C 


+ 0,1 




+ 1.1 




T2,l 




+ 3.2 




+ 4.3 




T6.4 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,2C 


+ 0,1 




+ 1,5 




+ 2,9 




+ 4,4 




+ 5,9 




+ 7,4 






0,01 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,20 


:,: 0, 2 




T 1.9 




+ 3,7 




+ 6,6 




+ 7,5 




+ 9.4 






0,00 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,21 


z; 0,2 




+ 2,3 




+ 4.5 




+ 6,8 




+ 9.1 




+11,5 






0,01 




0,04 




0,08 




0,12 




0,16 




0,21 


"..: 0,3 




+ 2,7 




+ 5,3 




+ 8,0 




+10.7 




+13,6 






0,00 




0,05 




0,09 




0,13 




0,18 




0,23 


+ 0,3 




+ 3,2 




+ 6.2 




+ 9.3 




+ 12,5 




+15,9 






0,00 




0,04 




0,08 




0,13 




'0,18 




0,23 


?0,3 




+ 3,6 




+ 7,0 




+10,6 




+ 14,3 




+ 18,2 







0,01 




0,05 




0,09 




0,14 




0,19 




0,24 


+ 0,4 




+ 4.1 




+ 7,9 




+12,0 




+ 16.2 




+20,6 




_ 


0,00 




0,05 




0,10 




0,14 




0,19' 




0,25 


+ 0,4 




T*.6 




+ 8,9 




+ 18,4 




+18,1 




+28,1 




_ 


0,00 




0,05 




0,10 




0,1*6 




0,21 




0,26 


+ 0,4 




+ 5,1 




+ 9,9 




+ 14,9 




+20,2 




+ 26,7 




__ 


0,01 




0,05 




0,10 




0.16 




0,22 




0,29 


+ 0.5 




+ 3,6 




+ 10,9 




+16,5 




+24,4 




+ 28.6 





























;« 



1918 - GENNAIO 



// SOLE © entra nel segno dell' A Q U A R | O V;!^ (m longitudine 300o 0') 
il gluma 20 a 9^ 24™ 


1 


Fa»! astronomiche) ^ U. Q. il giorno 5 a I2h 50m 
della Luna ) @ L. N. ^ 12 a 23 36 


S P. Q. il giorno 19 a 15ii 38m 
(J) L. P. , 27 a 4 14 




Luj.a apogea il giorno ^3 a 12h ^^^^^ ^^^^^^^ .^ ^.^^.^^ ^5 ^ g. 


1 



Effemeride del Sole e della Luna per l'orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



GiDRN 


3 

s 

"a 


SOLE (centro) 


l@ LUNA 


(centro) 




C 
P 

a 


c9 

a 

II 


e 

•SS" 




1,1 


5-2 


o 

m 


II 


•2 2 

(2 s 


11 


FAh 


% 
fi 








"1 








h m 


















Il m 


h nt 


h m s 


h m 


h m 


7i tu 


7» m 


d 




1 


M 


1 


7 3 


7 40 


12 13 30 


16 47 
le. 48 


17 24 


21 9 


3 1 


9 45 


19 


1 


2 


M 


2 


7 3 


7 40 


13 58 


17 25 


22 9 


3 43 


10 7 


20 


2 


3 


r-T 


3 


7 3 


7 40 


14 26 


l(i 49 


17 26 


23 7 


4 24 


10 30 


21 


3 


4 


V 


4 


7 3 


7 40 


14 54 


1(> 50 


17 27 


.... 


5 4 


10 53 


22 


4 


5 


s 


6 


7 3 


7 40 


15 21 


16 51 


17 28 


6 


5 45 


11 17 


23 


5 


C 


]> 


6 


7 3 


7 40 


15 48 


16 52 


17 29 


1 7 


6 28 


11 44 


24 


6 


7 


L 


7 


7 3 


7 40 


ir. 15 


16 53 


17 30 


2 9 


7 14 


12 13 


25 


7 


8 


M 


8 


7 3 


7 40 


16 41 


16 54 


17 31 


3 13 


8 3 


12 49 


26 


8 





M 


9 


7 2 


7 40 


17 6 


16 55 


17 32 


4 17 


8 56 


13 33 


27 


y 


10 


G 


10 


7 2 


7 39 


17 31 


16 56 


17 33 


5 19 


9 52 


14 26 


28 


10 


11 


V 


11 


7 2 


7 39 


17 56 


16 57 


17 34 


6 15 


10 51 


15 30 


29 


11 


12 


S 


12 


7 2 


7 39 


18 19 


16 58 


17 35 


7 5 


11 50 


16 40 


30 


12 


13 


1> 


13 


7 1 


7 39 


18 42 


16 59 


17 36 


7 48 


12 48 


17 55 


1 


13 


1-4 


L 


14 


7 1 


7 38 


19 5 


17 


17 37 


8 24 


13 43 


•19 12 


2 


14 


15 


M 


15 


7 1 


7 38 


19 27 


17 2 


17 38 


8 56 


14 37 


20 29 


3 


15 


16 


M 


16 


7 


7 37 


19 48 


17 3 


17 39 


9 25 


15 28 


21 43 


4 


16 


17 


G 


17 


7 


7 37 


20 9 


17 4 


17 40 


9 54 


16 19 


22 57 


6 


17 


18 


V 


18 


6 69 


7 36 


20 29 


17 5 


17 41 


10 24 


17 10 


.... 


6 


18 


19 


S 


19 


6 59 


7 36 


20 48 


17 6 


17 42 


10 55 


18 2 


10 


7 


19 


20 


1> 


20 


6 58 


7 35 


21 8 


17 7 


17 43 


11 31 


18 56 


1 22 


8 


20 


21 


L 


21 


6 58 


7 35 


21 24 


17 9 


17 44 


12 11 


19 50 


2 31 


9 


21 


22 


M 


22 


6 58 


7 34 


21 41 


17 10 


17 45 


12 57 


20 45 


3 37 


10 


22 


23 


M 


23 


6 57 


7 33 


21 57 


17 11 


17 46 


13 50 


21 40 


4 36 


11 


23 


24 


G 


24 


6 57 


7 33 


22 12 


17 12 


17 47 


14 48 


22 33 


5 28 


12 


24 


25 


V 


25 


6 56 


7 32 


22 27 


17 14 


17 48 i 


15 50 


23 24 


6 12 


13 


25 


26 


S 


26 


6 56 


7 31 


22 40 


17 15 


17 49 1 


16 54 




6 49 


14 


26 


27 


]> 


27 


6 55 


7 30 


22 53 


17 16 


17 50 


17 56 


12 


7 21 


15 


27 


28 


L 


28 


6 54 


7 29 


23 5 


17 17 


17 51 


18 57 


57 


7 48 


IG 


28 


29 


M 


29 


6 53 


7 28 


23 16 


17 19 


17 52 


19 57 


1 39 


8 12 


17 


29 


30 


M 


30 


6 53 


' 7 28 


23 26 


17 20 


17 53 


20 56 


2 20 


8 35 


18 


30 


31 


G 


31 


6 52 


7 27 


23 36 


17 21 


17 55 


21 56 


3 1 


8 58 


19 


31 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 



Mattina 



Suono dell'Ave Maria (eirra mezz'ora avanti il levare e dopo il tramonto del Sole) 

C dal giorno 



dal 



iorno 1 
1« 



al 15 

« 31 



Sera . . . 



1 al 6 


17h l.v 


7 al 19 


17 30 


20 ili 31 


17 15 



89 



GENNAIO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 1». 




A-- ''-SCO 



4-«. u . 




Q-*- 



^^^^■^ 



pesci 






SUD 



WEST 



NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l' aspetto del cielo per 
' chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore pov chi guarda d?il lato opposto, cioè verso Sud, 



40 





1918 - FEBBRAIO 






Il SOLE entra nel segno dei PESCI ){ (m longitudine 330o 0') 
il giorno 19 a ll'> 53™ 






Fasi astronomiche ^ U. Q. il giorno 4 a 8h 52>>» 
della Luna ^ I^- N. „ 11 a 11 5 


3) P. Q. il giorno 18 a ih 5T» 
® L. P. « 25 a 22 35 






Luna apogea il giorno 27 a 16*» Luna perigea 11 giorno 12 a 12«» 





Effemeride del Sole e della Luna per T orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



'Giokn 





SOLE (centro 


) 


@ LUNA 


(centro) 




o 



e 


et 


g 
1 


o 
o S 


ri 


•1 § 

SS e8 


H 
II 


g 

«=,2 

1 


II 

ss 


H 


2S 

1! 
Il 


Età 


•< 








Ji >n 


h m 


h m s 


h in 


h ni 


h m 


h m 


h m 


d 




32 
33 
34 


V 

s 
I> 


1 
2 


6 60 
6 50 
6 49 


7 26 
7 25 
7 24 


12 23 44 

23 53 

24 


17 23 
17 24 
17 25 


17 58 

17 59 

18 


22 53 

23 53 


3 41 

4 23 

5 7 


9 23 
9 47 
10 15 


20 
21 
22 


1 
2 
8 


36 
36 
37 


L 
M 
M 


4 
5 
6 


6 48 
6 47 
6 45 


7 22 
7 21 
7 20 


24 6 
24 12 
24 17 


17 26 
17 28 
17 29 


18 1 
18 2 
18 3 


56 

1 57 

2 59 


5 53 

6 43 

7 37 


10 47 

11 27 

12 14 


23 
24 
25 


4 
5 
6 


38 
39 
40 


G 
V 

s 


7 
8 
9 


6 44 
6 43 
6 42 


7 19 
7 18 
7 17 


24 21 
24 24 
24 26 


17 30 
17 31 
17 33 


18 4 
18 5 
18 6 


3 57 

4 49 

5 36 


8 33 

9 31 
10 29 


13 10 

14 16 

15 29 


26 
27 
28 


7 
8 
9 


41 
42 
43 


I> 

L 
M 


IO 
11 
12 


6 41 
6 40 
6 39 


7 16 
7 14 
7 13 


24 28 
24 29 
24 29 


17 34 
17 35 
17 37 


18 7 
18 8 
18 10 


6 16 

6 51 

7 23 


11 26 

12 22 

13 16 


16 45 

18 3 

19 21 


29 

1 
2 


10 
11 
12 


44 
45 
46 


M 
G 
V 


13 
14 
15 


6 39 

6 38 
6 37 


7 12 
7 10 
7 9 


24 28 
24 26 
24 24 


17 38 
17 39 
17 40 


18 12 
18 13 
18 14 


7 52 

8 23 
8 55 


14 9 

15 2 
15 56 


20 38 

21 55 
23 10 


3 
4 
6 


13 
14 
15 


47 
48 
49 


S 
» 

L 


16 
17 

18 


6 36 
6 35 
6 33 


7 8 
7 6 
7 5 


24 21 
24 18 
24 13 


17 42 
17 43 
17 44 


18 16 
18 17 
18 18 


9 29 
10 9 
10 54 


16 50 

17 46 

18 42 


' Ò 23 
1 31 


6 

7 
8 


16 
17 
18 


50 
51 
62 


M 
M 
G 


19 
20 
21 


6 31 
6 29 
6 28 


7 4 
7 2 
7 1 


24 8 
24 2 
23 56 


17 45 
17 47 
17 48 


18 19 
18 20 

18 21 


11 46 

12 42 

13 42 


19 37 

20 30 

21 21 


2 32 

3 27 

4 13 


9 
10 
11 


19 
20 
21 


53 

54 
55 


V 
S 


22 
23 
24 


6 26 
6 25 
6 23 


6 59 
6 58 
6 56 


23 49 
23 41 
23 32 


17 49 
17 50 
17 52 


18 22 
18 23 
18 25 


14 45 

15 47 

16 48 


22 9 

22 54 

23 37 


4 52 

5 25 
5 53 


12 
13 
14 


22 
23 
24 


56 

57 
58 


L 
M 
M 


25 
26 

27 


6 22 
6 20 
6 19 


6 55 
6 53 
6 52 


23 23 
23 13 
23 3 


'17 53 
17 54 
17 55 


18 26 
18 27 

18 28 


17 48 

18 47 

19 46 


19 
69 


6 18 

6 41 

7 6 


15 
16 
17 


25 
26 

27 


69 


G 


28 


6 17 


6 50 


22 53 


17 56 


18 29 

1 


1 20 44 

1 


1 40 


7 27 


18 


28 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 



Mattina 



Suono dell'Ave Maria (eires mezz' ora aranti il levar; e dopo 
/ dal giorno 

/* »! t^. " ■*" I Sptìa ... ., 

( 



1 al 3 


7i> 





4 al 15 


6 


45 


16 al 26 


6 


30 


27 al 28 


6 


15 



tramonto M Sole) 
k dal giorno 



1 al 


12 


18h 0" 


13 al 


24 


18 15 


;!5 al 


28 


18 30 



11 — 



FEBBRAIO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspktto 2». 













N:'=^'"c^. 



WEST 



NORD 



EST 



co 



20 



i2. 



W.^"//. 



-S^-'r 



r 



Oc). 



^2è^^ 



••7 






32j» 






«iV 



i 7» • 



Ci>-^< 






"'-^1 



lÌHÒTrna'r 






-S 



Av^ri 



7« 



z?;^ 



•• ;i !< 



3?, 



->:.r 



t < 



Tese 



-fi^'Pl 



EriJ 






v^.^ 






oV 









EST 



SUD 



::s!^ 



WEST 



NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese o verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore servo per chi guarda a 
settentrione, la interiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



— 12 



1918 - MARZO 




Il SOLE enìra nel segno dell' AFtiETE V («» longHudine Qo O') 
il giorno 21 a llh 26™ 




Fttsl astronomiche i C U. Q. il giorno 6 a 1^ Um 
della Luna ) # L. N. „ 12 a 20 52 


3) P. Q. il giorno 19 a 14h 30™ 
® L. P. , 27 a 16 33 


1 


Luna apogea il giorno 26 a 16'» Luna perigea il giorno 13 a O^ 





Effemeride del Sole e della Luna per l'orizzonte di 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



Roma 



Giorno 


SOLE (centro) 


(g LUNA 


(centro) 




e 

a 

1 
1 


II 
"^1 


1 

a 
1 


o 
oS 

a«> 


il 

II 

c3 


Passaggio ! 
meridiano 

1 ! 


II 

il 


o 

% 
h m 


lì 
^"1 


u 

1 1 


II 

o s 


Età 










h m 


/* m 


h ni s 


h m 


h ni 


iri^ 


h m 


"<r 




60 


V 


1 


6 16 


6 48 


12 22 41 


17 58 


18 30 


21 44 


2 21 


7 50 


19 


1 


61 


s 


2 


6 14 


6 46 


22 29 


17 59 


18 31 


22 45 


3 4 


8 17 


20 


2 


62 


1> 


3 


6 13 


6 45 


22 17 


18 


18 32 


23 46 


3 49 


8 47 


21 


3 


63 


L 


4 


6 11 


6 43 


, 22 4 


18 2 


18 34 




4 37 


9 22 


22 


4 


64 


M 


5 


6 10 


6 42 


21 51 


18 3 


18 35 


47 


5 28 


10 5 


23 


5 


65 


M 


6 


6 8 


6 40 


21 37 


18 4 


18 36 


1 44 


6 21 


10 56 


24 


6 


66 


G 


7 


6 6 


6 38 


21 23 


18 5 


18 37' 


2 37 


7 16 


11 56 


25 


7 


67 


V 


8 


6 5 


6 37 


21 8 


18 6 


18 38 


3 24 


8 12 


13 4 


26 


8 


68 


S 


9 


6 3 


6 35 


20 54 


18 7 


18 39 


4 7 


9 8 


14 17 


27 


9 


69 


1> 


10 


6 2 


6 33 


20 39 


18 9 


18 40 


4 44 


10 4 


15 31 


28 


10 


70 


L 


11 


6 


6 32 


20 23 


18 10 


18 42 


5 17 


10 58 


16 49 


29 


11 


71 


M 


12 


5 58 


6 30 


20 7 


18 11 


18 43 


5 48 


11 53 


18 8 


30 


12 


72 


M 


13 


5 56 


6 28 


19 51 


18 12 


18 44 


6 19 


12 46 


19 27 


1 


13 


73 


G 


14 


5 55 


6 27 


19 35 


18 13 


18 45 


6 51 


13 32 


20 46 


2 


14 


74 


V 


15 


5 53 


6 25 


- 19 18 


18 14 


18 46 


7 25 


14 38 


22 1 


3 


15 


75 


s" 


16 


5 51 


6 23 


19 1 


18 16 


18 47 


8 5 


15 35 


23 13 


4 


16 


76 


I> 


17 


5 60 


6 22 


18 44 


18 17 


18 48 


8 50 


16 33 


.... 


5 


17 


77 


L 


18 


5 48 


6 20 


18 26 


18 18 


18 50 


9 41 


17 30 


20 


6 


18 


78 


M 


19 


5 46 


6 13 


18 9 


18 19 


18 51 


10 37 


18 25 


1 19 


7 


19 


79 


M 


20 


6 45 


6 16 


17 51 


18 20 


18 52 


11 39 


19 17 


2 8 


8 


20 


80 


G 


21 


5 43 


6 15 


17 33 


18 21 


18 53 


12 38 


20 7 


-2 50 


9 


21 


81 


V 


22 


5 41 


6 13 


17 15 


18 22 


18 54 


13 40 


20 53 


3 25 


10 


22 


82 


S 


23 


5 39 


6 11 


16 57 


18 23 


18 55 


14 41 


21 36 


3 54 


11 


23 


83 


1> 


24 


5 38 


6 10 


16 38 


18 24 


18 56 


15 40 


22 18 


4 20 


12 


24 


84 


L 


25 


5 36 


6 8 


16 20 


18 26 


18 58 


16 40 


22 59 


4 44 


13 


25 


85 


M 


26 


5 34 


6 6 


16 2 


18 27 


18 59 


17 38 


23 39 


5 8 


14 


26 


86 


M 


27 


5 32 


6 4 


15 43 


18 28 


19 


18 37 


. , . 


5 31 


15 


27 


87 


G 


28 


5 31 


6 3 


15 25 


18 29 


19 1 


19 37 


20 


5 54 


IC 


28 


88 


V 


29 


5 29 


6 1 


15 6 


18 30 


19 2 


20 38 


1 3 


6 21 


17 


29 


80 


S 


30 


5 27 


5 59 


• 14 48 


18 31 


19 3 


21 38 


1 47 


6 50 


18 


30 


90 


l> 


31 


5 25 


5 58 


14 30 


18 32 


19 4 


22 39 


2 34 


7 24 


19 


31 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 

Suono dell'Ave Maria (rirt.) mii'm iranii il levare e d«pi) il trumoiito del S«!e) 
/ dal giorno 1 al 7 6'' 15™ 



Mattina 



8 al 16 


« 


17 al -J.-, 


5 45 


26 al 31 


5 30 



Sera 



dal 



iorno 1 al 9 


181' 30 


^ 10 al 22 


18 45 


^ 23 al 31 


19 



— 48 



MARZO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 3°. 









>: 



/..•'.■..■i'.->-;ji:-. ■• .ir •. ""■■;■ ,^ \. », 



ppsc 



?. tfè^ 



J Cx 



* 5 Corona 



WEST 



NORD 



EST 



.Lince 



rei»' 






-S.t 



.%. 



Va 



^ 

■^r^ 



.-^t'e' 



oc» 



J»-. 



37»\; 



lò^ 



f j 



Ci, 



28*: 



'JSé. 



•CVS 



A- 



' e min 



y 



52é 



Q. • 



Cop/:fa • • 



\ 



:0; 



••/, 



I ••/ 






"iSr .A 



^•-^è: 



/•-•>i.«; 






EST 



SUD 



WEST 



NB. — Queste cartine rappresentano f/rosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le oro 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore por chi guarda dal lato opposto, cioò verso Sud. 



_ 44 — 



1918 - APRILE 



Il SOLE © entra nel segno del T ORO W (in longitudine 30o 0') 
il giorno 20 a 111» 6"» 



Fasi aetroiiomiche ^ £ U. Q. 11 giorno 4 a 14^33»» 
della Luna ) ® L. N. „ 11 a 5 31 



3 P. Q. il giorno 18 a 5" 8" 

® L. P. r, 26 a 9 5 



Luna apogea il giorno 23 a G^ 



Luna perigea II giorno 10 a 11'» 



Effemeride del Sole e della Luaa per l'orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



Giorno 


© SOLE (centro) 


@ LUNA (centro) 




o 


a 
ce s 


i 
E 


® 


ti 
ti 


o o 


II 
II 


1 




.2 2 
le * 

l ì 


a a 

II 


Eia 




91 
92 
93 


L 
M 
M 


1 
2 
3 


h m 

5 24 
5 22 
5 20 


h m 
5 56 
5 54 
5 52 


11 m 8 

12 14 11 
13 53 
13 35 


h m 

18 33 
18 34 
18 35 


h m 
19 6 
19 7 
19 8 


h m 
23 37 

'Ó 30 


h m 

3 24 

4 15 

5 9 


h m 

8 6 

8 53 

9 49 


d 

20 
21 
22 


1 
2 
3 


94 
95 
96 


G 
V 
S 


4 

5 
6 


5 18 
5 17 
5 15 


5 51 
5 49 
5 47 


13 17 
13 
12 42 


18 36 
18 38 
18 39 


19 9 

19 10 
19 11 


1 19 

2 1 
2 38 


6 3 

6 57 

7 51 


10 52 

12 

13 10 


23 
24 
25 


4 

6 ^ 


97 

98 
99 


L 
M 


7 
8 
9 


5 13 
5 11 
5 10 


5 46 
5 44 
5 42. 


12 25 
12 8 
11 51 


18 40 
18 41 
18 42 


19 12 
19 14 
19 15 


3 12 

3 43 

4 14 


8 44 

9 36 

10 29 


14 24 

15 40 

16 58 


26 

27 

28 


ri 


100 
101 
102 


M 
G 
V 


10 
11 
12 


5 8 
5 6' 
5 4 


5 41 
5 39 

5 88 


11 35 
11 18 
11 2 


18 43 
18 44 
18 45 


19 16 
19 17 
19 18 


4 45 

5 19 
5 56 


11 24 

12 20 

13 18 


18 16 

19 84 

20 51 


29 
1 
2 


10 « 

11 

12 


103 
104 
105 


s 

L 


13 
14 
15 


5 2 
5 1 
5 


5 36 
5 34 
5 33 


10 47 
10 31 
10 16 


18 46 
18 48 
18 49 


19 19 
19 20 
19 22 


6 40 

7 30 

8 26 


14 17 

15 17 

16 15 


22 2 

23 7 


3 
4 

5 


13 
14 
15 


106 
107 
108 


M 
M 
G 


16 
17 
18 


4 58 
4 56 
4 55 


5 31 
5 30 
5 28 


10 2 
9 48 
9 34 


18 50 
18 51 
18 52 


19 23 
19 24 
19 25 


9 36 

10 29 

11 31 


17 10 

18 1 
18 49 


2 

48 

1 26 


6 

7 
8 


16 

17 
18 


109 
110 
111 


V 
S 
I> 


19 
20 
21 


4 53 

4 51 
4 50 


5 26 
5 25 
5 23 


9 20 
9 6 

8 53 


18 53 
18 54 
18 55 


19 26 
19 28 
19 29 


12 33 

13 33 

14 32 


19 34 

20 16 
20 57 


1 58 

2 26 
2 50 


9 
10 
11 


19 
20 
21 


112 
113 
114 


L 
M 
M 


22 
23 
24 


4 48 
4 46 
4 45 


5 22 
5 20 
5 19 


8 41 

8 29 
8 17 


18 56 
18 57 
18 58 


19 30 
19 31 
19 32 


15 31 

16 30 

17 30 


21 38 

22 19 

23 1 


3 16 

3 37 

4 


12 
13 
14 


22 
23 
24 


115 
116 
117 


G 
V 

s 


25 

26 
27 


4 43 
4 42 
4 40 


5 17 
5 16 
5 14 


8 6 
7 55 
7 45 


19 
19 1 
19 2 


19 34 
19 35 
19 36 


18 30 

19 31 

20 32 


23 45 
' Ò 31 


4 26 
4 54 

6 27 


15 
16 

17 


II 

27 


118 
119 
120 


L 
M 


28 
29 
30 


4 39 
4 37 
4 36 


5 13 
5 12 
5 10 


7 36 
7 26 
7 18 


19 3 
19 4 
19 5 


19 37 
19 38 
19 39 


21 31 

22 26 

23 16 


1 20 

2 12 

3 5 


6 7 

6 62 

7 45 


18 
19 
20 


28 

129 

È 


i 






Per 


le r 


dazioni 


ad altri 


luoghi d'It 


alia e p 


et la dui 


ata del 


crepuso 


olo asfcr 


onoui 


ico^ > 



vedi le spiegazioni date dopo le efifembridi. 



Mattinì 



Suono dell'Ave Maria (eirea mezz'ars arsati il levare e dopo il tramauto del Sole) 
[ dal giorno 1 al 2 5H 30m ,' ^^^ ^.^^.^^ 



3 al 12 

13 al 21 
22 al 30 



Sera 



1 al 4 19h 0^ 
5 al 18 19 15 
lii al 30 19 30 



— 45 _ 

APRILE - 1918 

» 
IL FIRMAMENTO — Aspetto 4« 



ir-~->..^. 



--AZ 



*v 



. ìTìce 



«nt; 



'ro 



Cocch i^f. 



27 



■^p:ì 



•/ a^ir^fÙ 






3 -TtL e 



L25 



X*-, 



^5 



-, P 



ym 



^-lV<y 



>/ 



/W.Bif«'f 



?«-3. 



;^^èp^323>;;' 



;^.-,.. 



•'.'•' "a 



'' V^' 



^'<::^^n,^'^/^f^!'n Ì'*.,^--\J^ 



6' 
, Coro 



„^P 



lZ'6- 



T'i'èjadi 









vSr^ 



^>^vmì{::;:òi.^^ 



^ Ariete \ '''''{f"- 



•^ \Anc/ro 






'{■&^^ 






Z/> 






y.^oJ' 



ré . 1 



•(i'irrfO 



C35 



WEST 



NORD 



EST 







*-/, /?7C<? 



13 -Tt 



;4' 






» 3.i' 












Sfirp. 

ESf 



SUD 



WEST 



NB. — Queste cartine rappresenijano grosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



40 - 





1918 - MAGGIO 




Il SOLE entra ^l segno tifei G E M E LLI ^ {in longitudine GQo O') 
il giorno 21 a IQh 46™ 




Fusi ii»troiioiiiic.lie ) £ U. Q. il giorno .'J a 23h 26-" 
della Luna ^ ® L. N. „ 10 a 14 1 


3 P. Q. il giorno 17 a 21'' 14-' 
® L. P. „ 25 a 23 32 




Luna apogea il giorno 20 a 15'» Luna perigea il giorno 8 a I7h 



Effemeride del Sole e della Luna per l'orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



Giorno 


SOLE (centro) 


@ LUNA (centro) 




o 
e 

1 


p 
II 


i 


o 

•li. 
2f 


ci?; 

C3 


o o 

S "SS 

1 i 


o ® 
^1 


1 

o 




1 1 


^1 


Kt:\ 




121 
122 
123 


M 
G 
V 


l 

l 


h m 
4 34 
4 32 
4 31 


h ni 
5 9 
5 8 
5 6 


12 7 10 
7 2 
6 55 


h m 

19 6 
19 7 
19 8 


/* in 
19 41 
19 42 
19 43 


/» m 

6 ' Ò 

40 


h m 

3 59 

4 52 

5 45 


h m 

8 43 

9 49 
10 58 


d 
21 
22 
23 


1 

2 
3 


124 
125 
126 


s 

L 


4 

5 
(5 


4 30 
4 28 
4 27 


5 5 
5 4 
5 2 


6 49 
6 43 
C 38 


19 9 

19 10 
19 11 


19 44 
19 46 
19 47 


1 14 

1 45 

2 14 


6 36 

7 27 

8 18 


12 9 

13 21 

14 33 


24 
25 
26 


4 
5 



127 
128 
129 


M 
M 

G 


7 
8 
9 


4 26 
4 24 
4 23 


5 1 

,5 

4 59 


6 33 
6 29 
6 25 


19 12 
19 14 
19 15 


19 48 
19' 49 
19 50 


2 44 

3 15 
3 51 


9 10 

10 3 

11 


15 48 

17 5 

18 22 


27 
28 
29 


7 
8 
9 


130 
131 
132 


V 

s 
1> 


10 
11 
12 


4 22 
4 20 
4 19 


4 58 
4 50 

4 55 


6 23 
6 20 
6 18 


19 16 
19 17 
19 18 


19 52 
19 53 
19 54 


4 31 

5 17 

6 12 


11 58 

12 58 

13 58 


19 35 

20 45 

21 45 


30 


10 
11 
12 


133 
134 
135 


L 
M 
M 


13 
14 
15 


4 18 
4 17 
4 16 


4 54 
4 53 
4 52 


6 17 
6 17 
6 16 


19 19 
19 20 
19 21 


19 55 
19 56 
19 57 


7 12 

8 15 

9 20 


14 56 

15 51 

16 41 


22 37 

23 19 
23 54 


3 

4 
5 


13 
14 

15 


136 
137 
138 


G 
V 

S 


16 
17 

18 


4 15 
4 14 
4 12 


4 51 
4 50 
4 49 


6 17 
6 18 
6 19 


19 22 
i9 23 
19 24 


19 58 

20 
20 1 


10 23 

11 24 

12 25 


17 28 

18 12 
18 54 


'Ó 24 
51 


6 

7 
8 


16 
17 
18 


139 
140 
141 


1> 

L 
M 


19 
20 
21 


4 11 
4 10 

4 9 


4 48 
4 48 

4 47 


21 
6 24 

6 27 


19 25 
19 26 
19 27 


20 2 
20 3 
20 4 


13 24 

14 23 

15 22 


19 35 

20 16 
20 58 


1 15 

1 39 

2 1 


9 
10 
11 


19 
20 
21 


142 
143 
144 


M 
G 
V 


22 
23 
24 


4 8 
4 8 
4 7 


4 46 
4 45 
4 44 


6 31 
6 35 
6 40 


19 28 
19 29 
19 30 


20 5 
20 6 
20 7 


16 23 

17 24 

18 25 


21 41 

22 27 

23 15 


2 26 

2 54 

3 25 


12 
13 

14 


22 
23 
24 


145 
146 
147 


S 
I> 

L 


25 
26 

27 


4 6 
4 5 
4 5 


4 44 
4 43 
4 42 


6 45 
6 51 

6 57 


19 30 
19 31 
19 32 


20 8 
20 9 
20 10 


19 25 

20 23 

21 15 


'o' 6 
1 


4 2 
4 46 
6 37 


15 
16 
17 


25 
26 

27 


148 
149 
150 


M 
M 
G 


28 
29 
30 


4 4 
4 3 
4 2 


4 42 
4 41 
4 40 


7 4 
7 11 
7 19 


19 33 
19 34 
19 35 


20 11 
20 12 
20 13 


22 1 

22 41 

23 16 


1 54 

2 49 

3 42 


6 37 

7 41 

8 49 


18 
19 
20 


28 
29 
30 


151 


V 


31 


4 1 


4 40 


7 27 


19 36 


20 14 


23 47 


4 33 


10 


21 


31 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 

Suono dell'Ave Maria (eirea mezzora avanti il levare e dspo il tramonto drl .Sole) 



Mattina 



( dal giorno 1 al 2 
< „ 3 al 14 

i „ 15 al 31 



dal giorno 



Sera 



1 al 2 


10'' 30 


3 al 16 


19 45 


17 al 31 


20 



MAGGIO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 5". 













WEST 



uiù 



EST 



SUD 



NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
'Ili lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settcntrionp, la inferiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



- 48 - 

1918 - GIUGNO 





Il SOLE entra nel segno del CAHCRO ^3 ('« longituclìne 90o 0') 
il giorno 22 a 7'» O» 


1 




Fasi astronomlcbe ) C U. Q. il gioino 2 a 5^» 20» 
della Luna / # L. N. « 8 a 23 3 


3 P. Q. il giorno 16 a 14hi2m 
® L. P. „ 24 a 11 38 






Lnna perigea il giorno a ^ Luna apogea il giorno a ^ 





Effemeride del Sole e della Luna per T orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



GlORN 


1 


SOLE (centro) 


@ LUNA (centro) 




o 

a 

a 

C3 

t3 


« 

a 
cs ei 

:=i a 


li* 

ir? 


si 


11 

è a 


o » 
II 


1 

m 
1 


il 

si 


•2 % 

u 

l a 


25 

il 


Età 


■< 

H 

-< 
fi 








h m 


h »» 


;* m s 


?i m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 




152 


8 


1 


4 1 


4 39 


12 7 35 


19 36 


20 15 


.... 


5 24 


11 10 


22 


] 


153 


I> 


2 


4 


4 39 


7 44 


19 37 


20 16 


16 


6 14 


12 22 


23 


2 


154 


L 


3 


4 


4 38 


7 54 


19 38 


20 16 


46 


7 3 


13 34 


24 


:ì 


155 


M 


4 


3 59 


4 38 


8 4 


19 38 


20 17 


1 16 


7 55 


14 48 


25 


4 


15fi 


M 


5 


3 59 


4 38 


8 14 


19 39 


20 18 


1 48 


8 48 


16 1 


26 


5 


157 


G 


6 


3 58 


4 37 


8 24 


19 40 


20 19 


2 24 


9 44 


17 15 


27 


6 


158 


V 


7 


3 58 


4 37 


8 35 


19 41 


20 20 


3 7 


10 42 


18 25 


28 


7 


169 


S 


8 


3 58 


4 37 


8 46 


19 41 


20 20 


3 58 


11 42 


19 29 


29 


8 


160 


I> 


9 


3 57 


4 36 


8 58 


19 42 


20 21 


4 55 


12 41 


20 26 


1 


9 


161 


Ti 


10 


8 57 


4 36 


9 9 


19 42 


20 22 


6 57 


13 37 


21 12 


2 


10 


162 


M 


11 


3 57 


4 36 


9 22 


19 43 


20 22 


7- 2 


14 31 


21 51 


3 


11 


163 


M 


12 


3 57 


4 36 


9 34 


19 43 


20 23 


8 7 


15 20 


22 24 


4 


12 


164 


G 


13 


3 56 


4 36 


9 46 


19 44 


20 23 


9 11 


16 6 


2? 51 


5 


13 


165 


V 


14 


8 66 


4 36 


9 58 


19 44 


20 24 


10 13 


16 49 


23 16 


6 


14 


166 


S 


15 


3 56 


4 36 


10 11 


19 45 


20 24 


11 13 


17 31 


23 40 


7 


15 


167 


-» 


16 


3 56 


4 36 


10 24 


19 45 


20 25 


12 11 


18 12 


.... 


8 


16 


168 


L 


17 


3 56 


4 36 


10 37 


19 46 


20 25 


13 11 


18 53 


5 


9 


17 


169 


M 


18 


3 56 


4 36 


10 50 


19 46 


20 25 


14 11 


19 35 


29 


10 


18 


170 


M 


19 


3 56 


4 36 


11 3 


19 46 


20 26 


15 11 


20 20 


55 


11 


19 


171 


G 


20 


3 56 


4 36 


11 16 


19 46 


20 26 


16 12 


21 7 


1 24 


12 


20 


172 


V 


21 


3 57 


4 36 


11 29 


19 47 


20 26 


17 14 


21 58 


1 59 


13 


21 


173 


S 


22 


3 57 


4 36 


11 42 


19 47 


20 26 


18 13 


22 61 


2 40 


14 


>>2 


174 


1> 


23 


3 67 


4 37 


11 54 


19 47 


20 27 


19 8 


23 45 


3 28 


15 


23 


175 


L 


24 


3 57 


4 37 


12 7 


19 47 


20 27 


19 57 


.... 


4 25 


16 


24 


176 


M 


25 


3 58 


4 87 


12 20 


19 47 


20 27 


20 40 


41 


5 29 


17 


25 


177 


M 


26 


3 58 


4 38 


12 33 


19 47 


20 27 


21 17 


1 36 


6 38 


18 


26 


178 


G 


27 


3 58 


4 38 


12 45 


19 48 


20 27 


21 51 


2 29 


7 49 


19 


27 


179 


V 


28 


3 59 


4 38 


13 58 


19 48 


20 27 


22 20 


3 22 


9 1 


20 


28 


180 


s 


29 


3 59 


4 39 


13 10 


19 47 


20 27 


22 49 


4 11 


10 13 


21 


29 


181 


» 


30 


4 


4 39 


13 22 


19 47 


20 27 


23 18 


5 1 


11 25 


22 


30 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 



Suono dell'Ave Maria (eirea mezi'ort avaoti il lerare e dops il trainsnle iti S«if) 



Mattina 



dal giorno 1 al 5 

„ 6 al 25 

26 al 30 



4" 15m 
4 
4 15 



Skba 



....\ 



dal giorno 



1 al 2 
3 al 30 



20H C«» 
20 15 



49 — 



GIUGNO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspktto 6« 



*>•' 



A7- 



^•'26 _.V, 






-f a 3 o ^ r..2. 



0» ,---«, 6" 



tft • 



Or 



35V 

7> 



■^y 



^--•••'jc 






J6 



tnee 



V?i -e» 



v^/^/-^ 



3^ 



,«. 



C^è^^ì>^. 



X^' 



12 20 



rmei//f 



%^ 



rìsvTf 



Ì5ift 






7 <^re 

^2 



t:M 



A5-:.v 



?/':ur 



^ 






Il 



WEST ^Vy NORD ^^^>^ EST j 









\\S^ 






EST 



SUD 



NB. — Queste cartine rappresentano r/rosso modo l'aspetto del cielo per 
lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
Jettentrione, la inferiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



50 — 







1918 - LUGLIO 






// SOLE © 


e,.tra nel segno del LEONE ^ (in longitudine 120o 0') 
il giorno 23 a 5^' 52" 






Fasi Avifoiiomlvhe 
tìelltt Luna. 


j e X,, Q. « «,o.„„ , a ,n«. 1 P. Q. a ..»™ .e . ^7. 25» 
f ® ^" ^- " 8 .1 9 22 ^ y_Q ^ 30 a 14 U 






Luna perigea 


11 giorno a *» Luna apogea il giorno a h 





Effemeride del Sole e della Luna per l'orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



GlOUNO 


SOLE (centro) 


@ LUNA 


(centro) 




e 

a 

% 

•e 


1- 

L 
M 
M 


« 

a 


.1 

II 


01 

® a 

cS 


•1 § 

co M 

iS a 


£2 
a a 

il 


2 1 

% 

h m 

20 27 
20 26 
20 26 


e 

lì 




o * 


Età 


Q 


1.S2 
1«3 

18i 


1 
2 
3 


4 
4 1 
4 1 


A m 
4 40 
4 40 
4 41 


h m 8 

12 13 34 

13 45 

13 57 


/. m 
19 47 
19 47 
19 47 


h m 

23 50 

*Ò 24 


h m 

5 51 

6 43 

7 37 


h in 

12 46 

13 49 
16 2 


d 

23 
24 

25 


1 
2 
3 


18:. 

IvStì 

187 


V 

s 


4 
5 
G 


4 2 
4 8 
4 3 


VA 

4 42 


14 8 
14 19 
14 30 


19 47 
19 46 
19 46 


20 26 
20 26 
20 25 


1 3 

1 49 

2 42 


8 33 

9 30 
10 29 


16 n 

17 16 

18 16 


26 
27 
28 


4 
6 
6 


188 
189 
1<J0 


I> 

L 
M 


7 
S 
9 


4 4 

4 5 
4 6 


4 43 
4 44 
4 44 


14 40 
14 50 
14 59 


19 46 
19 46 
19 46 


20 25 
20 24 
20 24 


3 41 

4 46 

5 51 


11 25 

12 20 

13 11 


19 6 

19 47 

20 22 


29 
1 
2 


7 
8 
9 


191 
192 
193 


G 
V 


10 
11 
12 


4 6 

4 7 
4 8 


4 45 
4 46 
4 46 


15 8 
15 17 
15 25 


19 45 
19 44 
19 44 


20 24 
20 23 
20 22 


6 56 

7 59 
9 


13 59 

14 43 

15 26 


20 62 

21 19 
21 44 


3 

4 
5 


10 
11 
12 


194 
195 
l'J6 


S 
I> 

L 


13 
14 
15 


4 9 
4 10 
4 11 


4 47 
4 4S 
4 49 


15 33 
15 40 
15 47 


19 43 
19 43 
19 42 


20 22 
20 21 
20 20 


10 

10 59 

11 58 


16 7 

16 48 

17 30 


22 7 
22 31 
22 56 


6 

7 
8 


13 
14 
16 


197 
198 
199 


RI 
M 
G 


16 
17 
18 


4 12 
4 13 
4 13 


4 50 
4 50 
4 51 


16 53 

15 59 

16 4 


19 42 
19 41 
19 40 


20 20 
20 19 
20 18 


12 67 

13 59 

14 69 


18 13 

18 69 

19 48 


23 24 
23 65 


9 
10 
11 


16 
17 
18 


200 
201 
202 


V 
S 
I> 


19 
20 
21 


4 14 
4 15 
4 16 


4 52 
4 53 
4 54 


16 8 

16 13 

• 16 16 


19 40 
19 39 
19 38 


20 17 
20 16 
20 16 


15 59 

16 56 

17 48 


20 39 

21 33 

22 28 


33 

1 18 

2 11 


12 

13 
14 


19 
20 
21 


203 
20i 
205 


T. 
U 
M 


22 
i3 

24 


4 17 
4 18 
4 19 


4 55 
4 56 
4 67 


16 19 
16 21 
16 23 


19 37 
19 36 
19 36 


20 15 
20 14 
20 13 


18 34 

19 14 
19 50 


23 24 
'019 


3 13 

4 20 
6 32 


15 
16 
17 


22 
23 
24 


206 

207 
2»»8 


G 


2.V 

20 
27 


4 20 
4 21 
4 22 


4 58 
4 68 
4 59 


16 24 
16 25 
16 25 


19 35 
19 34 
19 33 


20 12 
20 11 
20 10 


20 23 

20 63 

21 22 


1 13 

2 6 
2 57 


6 45 

7 59 
9 13 


18 
19 
20 


25 
26 
%1 


209 
210 
211 




2S 
2J 
30 


4 24 
4 25 
4 26 


6 
5 1 
5 2 


16 25 
16 24 
16 22 


19^32 
19 31 
19 30 


20 9 

20 7 
20 6 


21 53 

22 26 

23 3 


3 48 

4 40 

5 33 


10 27 

11 40 

12 62 


21 

22 
23 


28 


212 


M 


31 


4 27 


5 3 


16 20 


19 29 


20 5 


23 47 


6 28 


2 3 


24 


11 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomioo, 
vedi le s^).< gazioni date dopo le effemeridi. 

Suono dell'Ave Maria (tìrea ofzz'ira aranti il inare e i«p« il traiainU iei S«It) 



„ _ ( dal giorno 1 al 19 4»» 15» 

Mattina [ « ^^ ^^ 31 ^ g^ 



Seba 



....{ 



dal giorno 1 al 21 20i> 16»» 
, 22 al 31 20 



51 



LUGLIO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto -7 






WEST ^^sT 



NORD 



EST 



ir ,.• 










NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



— 52 — 

1918 - AGOSTO 





Il SOLE © entra nel segno della VERGI NE \[V (in longitudine 150o 0') 
il giorno 24 a 0^ 37« 




Fasi astronomiche ) L. N. il giorno 6 a 21^30™ 
della Luna i 3 P. Q. , 15 a 16 


(g) L. P. il giorno 22 a B'» 2» 
C U. Q. , 28 a 20 27 




Luna perigea il giorno 23 a 23*» Luna apogea il giorno 11 a 22*» 



Effemeride del Sole e della Luna per T orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



Giorno 


SOLE (centro) 


@ LUNA (centro) 




o 

e5 


e3 

II 


1 

a 

13 


e § 


.1 


•2 § 

hi 

S a 


1 

.9 z3 
19 26 
19 25 


m 

1 


il 
^1 


li 


u a. 


Età 


< 
< 


213 
214 
215 


G 
V 

S 


1 

2 
3 


/* m 
4 28 
4 29 
4 80 


h m 
5 4 

5 5 
5 6 


h m 8 

12 16 17 

16 13 

16 9 


h m 
20 1 


h m 

'Ó 37 
1 33 


h m 

7 26 

8 22 

9 18 


h m 
16 9 

16 8 

17 


d 
25 
26 

27 


. 3 


216 
217 
218 


I> 

L 
M 


4 
5 
6 


4 31 
4 33 
4 34 


5 7 
5 8 
5 9 


16 5 

15 59 
15 54 


19 24 
19 23 
19 22 


20 
19 59 
19 57 


2 34 

3 38 

4 42 


10 13 

11 4 
11 53 


17 45 

18 22 
18 53 


28 
29 
30 


4 
5 
6 


219 
220 
221 


M 
G 
V 


7 
8 
9 


4 35 
4 36 
4 37 


5 10 
5 11 
5 12 


15 47 

15 40 

16 33 


19 20 
19 19 
19 18 


19 56 
19 55 
19 63 


6 46 

6 48 

7 48 


12 38 

13 22 

14 4 


19 21 

19 46 

20 10 


1 
2 
3 


7 
8 
9 


222 
223 
224 


L 


10 
11 

12 


4 38 
4 39 
4 41 


5 13 
5 14 
5 15 


15 24 
15 16 
15 6 


19 17 
19 15 
19 14 


19 52 
19 50 
19 49 


8 47 

9 47 
10 45 


14 45 

15 26 

16 9 


20 34 

20 59 

21 25 


4 
5 
6 


10 
11 

12 


225 
226 

227 


M 
M 
G 


13 
14 
15 


4 42 
4 43 
4 44 


5 16 
5 17 
5 18 


14 56 
14 46 
14 35 


19 13 
19 11 
19 10 


19 47 
19 46 
19 44 


11 46 

12 46 

13 45 


16 63 

17 39 

18 29 


21 55' 

22 30 

23 11 


7 
8 
9 


15 


228 
229 
230 


S 
I> 


16 
17 
18 


4 46 
4 46 
4 48 


5 20 

6 21 
5 22 


14 23 

14 11 
13 58 


19 8 
19 7 
19 5 


19 43 
19 41 
19 40 


14 42 

15 35 

16 24 


19 20 

20 14 

21 9 


23 69 
'Ò 55* 


10 
11 
12 


16 
IT 

18 


231 
232 
233 


L 
M 

M 


10 
20 
21 


4 49 
4 50 
4 51 


5 23 
5 24 
5 25 


• 13 45 
13 31 
13 17 


19 4 
19 2 
19 1 


19 38 
19 36 
19 35 


17 8 

17 46 

18 20 


22 5 

22 59 

23 53 


1 59 

3 9 

4 22 


13 
14 
15 


19 
20 
21 


234 
235 
236 


G 
V 

S 


22 
23 

24 


4 52 
4 53 
4 54 


5 26 
5 27 
5 28 


13 3 
12 47 
12 32 


18 59 
18 58 
18 66 


19 33 
19 32 
19 30 


18 52 

19 22 
19 54 


1 39^ 


5 37 

6 63 

8 8 


16 
17 
18 


^2 
23 
24 


237 
238 
239 


I> 

L . 
M 


25 
26 

27 


4 55 
4 57 
4 58 


5 29 
5 30 
5 31 


12 16 
11 69 
11 43 


18 55 
18 53 
18 52 


19 28 
19 26 
19 25 


20,28 
21* 5 
21 47 


2 33 

3 27 

4 23 


9 24 

10 39 

11 52 


19 
20 
21 


26 

27 


240 
241 
242 


M 
G 
V 


28 
29 
30 


4 59 

5 

5 1 


5 32 
5 33 
5 34 


11 26 
11 8 
10 50 


18 50 
18 48 
18 47 


19 23 
19 21 
19 20 


22 35 

23 30 


5 20 

6 18 

7 14 


13 1 

14 3 
14 57 


22 
23 
24 


28 
29 
30 


243 


S 


31 


5 2 


5 35 


10 32 


18 45 


19 18 


29 




15 45 


26 


SI 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 

Suono dell'Ave Maria (eirti meii'ora avaati il lerare t jept il traffltnto del Sole) 

i dal giorno 1 al 6 



Mattina 



dal giorno 



1 al 4 

6 al 18 
19 al 31 



41» 30™ 

4 45 

5 



Seba 



20b 0" 
6 al 16 19 45 
y, . 17 al 26 19 SO 
giorno 27 al 31 19 15 




— 53 



AGOSTO - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto S» 




NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del »ielo per 
ohi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



54 





1918 - SETTEMBRE 






Il SOLE © entra nel segno della LIBRA eh {in longitudine 180" 0') 
il giorno 23 a 9^ 46™ 






Fnsl astronomiche) ® L. N. il giorno 5 a llh44m 
della Luna ) 3 P. Q. „ 13 a 16 2 


® L. P. il giorno 20 a 14^ im 
C U. Q, , 27 a 5 39 






Luna perigea il giorno 21 a 6"» Luna apogea il giorno 8 a 13i» 





Effemeride del Sole e della Luna per l'orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



GlOBNO 


SOLE (centro) 


(5 LUNA 


(centro) 




o 
a 
a 


c8 

II 


S 


o 

sì 


fi 


1 1 


2B 

il 


o 
<oaS 


4 

>■ 3 


^«2 


n 

E cs 


Età 


■< 

H 
•< 
fi 


-d 




ri 




=1 


c3 « 

t^ s 


*l 


5" 


^1 


i 1 


B 












h in 


h m 


h m s 


A m 


h m 


h m 


h m 


h m 


d 




244 


» 


1 


5 4 


6 36 


12 10 14 


18 43 


19 16 


1 30 


9 


16 23 


26 


1 


245 


L 


2 


5 5 


5 37 


9 55 


18 42 


19 14 


2 34 


9 49 


16 56 


27 


2 


246 


M 


3 


5 6 


5 38 


•9 36 


18 40 


19 13 


3 37 


10 35 


17 24 


23 


3 


24T 


M 


4 


5 7 


5 39 


9 17 ^ 


18 38 


19 11 


4 39 


11 19 


17 50 


29 


4 


248 


G 


5 


5 8 


5 40 


8 57 


18 37 


19 9 


5 39 


12 1 


18 16 


1 


5 


249 


V 


6 


6 9 


5 41 


8 37 


18 35 


19 8 


6 39 


12 43 


18 39 


2 


6 


260 


S 


7 


5 10 


5 42 


8 17 


18 33 


19 6 


7 38 


13 24 


19 3 


3 


7 


251 


» 


8 


5 11 


5 43 


7 67 


18 32 


19 4 


8 37 


14 « 


19 30 


4 


8 


252 


L 


9 


5 12 


5 44 


7 37 


18 30 


19 2 


9 36 


14 50 


19 58 


5 


9 


253 


M 


10 


5 13 


5 45 


7 16 


18 28 


19 


10 36 


' 15 35 


20 30 


6 


10 


254 


M 


11 


5 14 


5 46 


6 65 


18 26 


18 59 


11 35 


16 22 


21 8 


7 


11 


255 


G 


12 


5 15 


5 48 


6 34 


18 25 


18 57 


12 30 


17 12 


21 62 


8 


12 


256 


V 


13. 


5 16 


5 49 


6 13 


18 23 


18 55 


13 24 


18 4 


22 43 


9 


13 


257 


s 


14 


5 17 


5 50 


5 52 


18 21 


18 53 


14 14 


18 56 


23 42 


10 


14 


258 


I> 


15 


5 19 


5 51 


5 31 


18 20 


18 52 


14 69 


19 50 




11 


15 


269 


L 


16 


5 20 


5 52 


5 10 


18 18 


18 50 


16 38 


20 44 


47 


12 


16 


260 


M 


17 


5 21 


5 53 


4 48 


18 16 


18 48 


16 14 


21 37 


1 67 


13 


17 


261 


M 


18 


5 22 


5 54 


4 27 


18 14 


18 46 


16 47 


22 30 


3 10 


14 


18 


262 


G 


19 


5 23 


5 55 


4 6 


18 12 


18 44 


17 18 


23 24 


4 25 


15 


19 


263 


V 


20 


5 24 


5 56 


3 44 


18 11 


18 43 


17 51 


.... 


5 42 


16 


20 


264 


S 


21 


5 25 


5 67 


3 23 


18 9 


18 41 


18 24 


18 


1 


17 


21 


265 


I> 


22 


5 2B 


5 58 


3 2 


18 7 


18 39 


19 


114 


8 17 


18 


22 


268 


L 


23 


5 27 


5 59 


2 41 


18 6 


18 37 


19 43 


2 11 


9 34 


19 


2:i 


267 


M 


24 


6 28 


6 


2 20 


18 4 


18 36 


20 30 


3 10 


10 47 


20 


24 


268 


M 


25 


5 29 


6 1 


1 59 


18 2 


18 34 


21 24 


4 9 


11 54 


21 


25 


269 


G 


26 


5 80 


6 2 


1 38 


18 


18 32 


22 23 


5 8 


12 52 


22 


26 


270 


V 


27 


5 31 


6 3 


1 18 


17 69 


18 30 


23 25 


6 4 


13 42 


23 


27 


271 


s 


28 


5 32 


6 4 


58 


17 57 


18 29 




6 67 


14 23 


24 


28 


272 


I> 


29 


5 34 


6 5 


38 


17 55 


18 27 


*0 28 


7 17 


14 58 


25 


29 


273 


L 


30 


5 35 


6 6 


18 


17 63 


18 25 


1 31 


8 34 


16 28 


26 


30 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 

Suono dell' >\ve Maria (tirea mtn'tra avaotl il leTare e dopo il tramonto it\ Sole) 



Mattina 



dad giorno 1 al 2 
3 al 16 
17 al 30 



5'^ Ora 
5 15 
5 30 



Sera . . . 



dal giorno 1 al 4 


19h 15ra 


8 al 13 


19 


14 al 21 


18 45 


22 al 30 


18 30 



— 55 — 



SETTEMBRE - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 0\ 






{rgint 



WEST 



NORD 



:z 



EST 






EST 



Aie e '•/» «ur^ 



WESTJ 



NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso Te ore 21, durante tutta la prima mota del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settontriono, la interiore per chi guai'da dal lato opposto, cioè verso Sud. 



— 56 — 

1918 - OTTOBRE 





TI SOLE © entra nel segno dello SCORPIONE fJl ^»»» longitudine 210o 0') 
il giorno 24 n 6'^ SS"» 




TmX BMironomlche J © L. N. il giorno 5 a 4^ J)« 
della Luna ) 3) P. Q. , 13 a 6 


(ff) L. P. 11 giorno 19 a 22h35» | 
C U. Q. , 26 a 18 35 


I-tina apogea il giorno 5 a 19'' Luna perigea il giorno 19 a 17^ 



Effemeride del Sole e della Luna per T orizzonte dì Roma 
in tempo medio civile deli' Europa centrale 



(ilOKNO 


SOLE (centro) 


@ LUNA 


(centro) 




% 

a 




a 
1 


o 
oS 


il 
II 

es 


u 


o * 

II 

h m 
17 52 

17 50 
17 48 


1 

18 24 
18 22 
18 20 


« 

II 
^1 


■a § 

11 


ss 

II 


Età 


•< 

1 


274 
275 

'i7(> 


M 
M 
G 


1 

2 
3 


h m 
5 36 
5 37 
5 38 


A m 
6 7 
6 8 
6 10 


h m s 

11 59 58 

59 39 

59 20 


h tu 

2 33 

3 34 

4 33 


h m 

9 18 
10 
10 42 


7» in 

15 54 

16 19 
16 44 


d 

27 
28 
29 


l 


277 
278 
27» 


V 

s 

I> 


4 
5 

6 


.5 39 
5 40 
5 41 


6 11 
6 12 
6 13 


59 2 
58 44 . 
58 26 


17 47 
17 45 
17 43 


18 18 
18 17 
18 15 


5 31 

C 30 
7 29 


11 23 

12 5 
12 48 


17 8 

17 33 

18 1 


30 

1 
2 


4 

5 . 
fi 


280 
VHl 


L 
iVl 


7 

8 


5 42 
5 43 


6 14 
6 16 
6 16 


58 8 
57 51 
57 34 


17 42 
17 40 

17 38 


18 13 
18 12 
18 10 


8 28 

9 27 


13 32 

14 19 


18 33 

19 9 
19 50 


3 

4 
5 


1 
h 


282 


M 


9 


5 44 


10 23 


15 8 


y 


283 
284 
285 


G 
V 

s 


10 
11 
12 


5 45 
5 46 
5 48 


6 17 
6 18 
6 20 


67 18 
57 3 
56 47 


17 36 
17 35 
17 33 


18' 8 
18 7 
18 5 


11 18 

12 7 
12 53 


15 58 

16 49 

17 41 


20 38 

21 34 

22 34 


6 
7 


10 
11 
12 


2SG 
2->7 
288 


1> 

L 

3*1 


13 
14 
15 


5 49 
5 50 
5 51 


6 21 
6 22 
6 23 


66 32 

56 18 
56 4 


17 32 

17 30 

17 28 


18 4 
18 2 
18 1 


13 33 

14 9 
14 42 


18 33 

19 24 

20 16 


23 39 
'Ò 48 


19 


13 
14 
15 


2'^» 
290 
2'.>1 




16 

17 
18 


5 52 

6 53 
5 54 


6 24 
6 25 
6 26 


55 51 
55 38 
55 26 


17 27 
17 25 

i7 24 


17 59 
17 58 
17 56 


16 13 

15 45 

16 17 


21 8 

22 1 

23 45 


2 

3 13 

4 29 


12 
13 
14 


16 
17 

18 


21)2 
2«.)3 
294 


1> 

L 


19 
20 
21 


6 55 
5 56 
5 57 


6 28 
6>29 
6 30 


55 14 

55 3 

.54 53 


17 22 
17 21 
17 19 


17 54 
17 53 
17 52 


IG 53 

17 32 

18 19 


23 52 
52 


6 47 

7 5 

8 22 


15 

16 
17 


19 
20 
21 


295 
290 
297 


M 

G 


24 


5 59 

6 
6 1 


6 31 
6 32 
6 84 


64 43 
54 ^ 
54 26 


17 18 
17 16 
17 15 


17 50 
17 49 
17 47 


19 12 

20 11 

21 15 


1 63 

2 54 

3 54 


9 34 

10 38 

11 34 


18 
19 
20 


22 
23 

24 


29S 
299 
300 


V 

]> 


25 
26 
27 


6 2 
6 3 
6 4 


6 35 
6 36 
6 37 


54 18 
54 11 
64 5 


17 13 
17 12 

17 10 


17 46 1 
17 45 1 
17 43 


22 19 

23 23 


4 50 

5 42 

6 31 


12 19 

12 57 

13 30 


21 
22 
23 


25 
26 

27 


301 
302 
303 


L 
M 
M 


28 
29 
30 


6 C 

6 7 
6 H 


6 38 
6 40 
6 41 


54 
53 55 
53 51 


17 9 
17 8 
17 6 


17 42 
17 41 
17 39 


25 

1 27 

2 26 


7 16 

7 59 

8 41 


13 58 

14 23 

14 48 


24 
25 
2C 


28 
29 
30 


304 


(ì 


31 


6 9 


6 ^2 


53 48 


17 5 


17 38 


3 24 


9 22 


15 12 


27 


31 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astronomico, 
Vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 

Suono dell'ave Maria (eirts fflezi'ira iTUti il \t\m ( j«p« l[ trsmiiU de) Sile) 

i il giorno 1 5h30'n j { dal giorno 1 al 9 18>il5» 

,. I dal , 2 al 14 5 45 | c,.^» I - 10 al 18 18 

PIATTINA I ^ ^ 15 al 27 6 ^ì-T.x.... . ^ 19 al 29 17 45 

I ,' - 28 al 31 6 15 \ , 30 al ol 17 i<0 



- 57 



OTTOBRE -1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 10°. 




NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
i^.hi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verto 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inforioie per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



1918 



- 68 - 

NOVEMBRE 





Il SOLE © entra nel segno del SAGITTARIO ^ {in longitudine SéO» 0') 
il giorno 23 a 3'' 38'» 






Fa«l a«tronomlcLc J © L. N. 11 giorno 3 a 22'» 2» 
della Luna j C ?• Q- t. 11 a 17 46 


(g) L. P. 11 giorno 18 a 8^ 33"» 
3D U. Q. , 25 a 11 25 






Luna apogea il giorno ^1 a 21a ^^^^ ^^^.^^^ ^^ ^^^^^^ ^^ ^ 4, 





Effemeride del Sole e della Luna per l'orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



Giorno 


SOLE (centro) 


(g LUNA 


(centro) 





a 

1 


il 


1 


§ 

1 


«1 

^1 


Passaggio 

al 
meridiano 


-1 

C3 P< 


Fine 

del crepuscolo 

civile 


«a 
* £ 

•^1 


w 

^ 1 


0® 

a a 

li 
lì 


Età 


< 
< 








h m 


/» m 


h m s 


h m 


;« m 


h tn 


h m 


h tn 


d 




305 


V 


1 


6 10 


6 43 


11 53 46 


17 4 


17 37 


4 23 


le 3 


15 37 


28 


1 


306 


s 


2 


6 11 


6 44 


53 45 


17 2 


17 36 


5 22 


10 46 


16 4 


29 


2 


307 


» 


3 


6 12 


6 46 


53 44 


17 1 


17 35 


6 21 


11 30 


16 35 


30 


3 


308 


L 


4 


6 14 


6 47 


53 44 


17 


17 34 


7 20 


12 16 


17 9 


1 


4 


309 


M 


5 


6 15 


6 48 


53 45 


16 59 


17 32 


8 19 


13 6 


17 49 


2 


5 


310 


M 
G 


6 

7 


6 16 
6 17 


649 
6 51 


53 47 
53 50 


16 58 
16 56 


17 31 
17 30 


9 13 


13 55 


18 36 

19 29 


3 
4 


6 


311 


10 4 


14 46 


7 


312 


V 


8 


6 18 


6 52 


53-53 


16 55 


17 29 


10 51 


15 37 


20 27 


5 


8 


313 


S 


9 


6 20 


6 53 


53 57 


16 54 


17 28 


11 32 


16 28 


21 30 


6 


9 


314 


» 


10 


6 21 


6 54 


54 2 


16 53 


17 27 


12 8 


17 18 


22 36 


7 


10 


315 


L 


11 


6 22 


6 56 


54 8 


16 52 


17 26 


12 41 


18 18 


23 44 


8 


11 


316 


M 


12 


6 23 


6 57 


54 15 


16 51 


17 25 


13 12 


18 58 


.... 


9 


12 


317 


M 


13 


6 24 


6 58 


54 23 


16 50 


17 24 


13 41 


i9 48 


54 


10 


13 


318 


G 


14 


6 25 


6 59 


54 31 


16 49 


17 24 


14 13 


20 40 


2 6 


11 


14 


319 


V 


15 


6 26 


7 


54 40 


16 48 


17 23 


14 46 


21 34 


3 19 


12 


15 


320 


s 


16 


6 27 


7 2 


54 50 


16 48 


17 22 


15 22 


22 31 


4 35 


13 


16 


321 


I> 


17 


6 29 


7 3 


55 1 


16 47 


17 21 


16 4 


23 31 


5 52 


14 


17 


322 


L 


18 


6 30 


7 4 


55 13 


16 46 


17 20 


16 54 


.... 


7 7 


15 


18 


323 


M 


19 


6 31 


7 5 


55 26 


16 45 


17 20 


17 52 


33 


8 17 


16 


19 


324 


M 


20 


6 32 


7 7 


55 39 


16 44 


17 19 


18 56 


1 35 


9 18 


17 


20 


326 


G 


21 


6 33 


7 8 


55 53 


16 44 


17 18 


20 2 


2 35 


10 10 


18 


21 


326 


V 


22 


6 34 


7 9 


56 8 


16 43 


17 18 


21 9 


3 31 


10 53 


19 


22 


327 


s 


23 


6 35 


7 10 


56 24 


16 42 


17 17 


22 14 


4 23 


11 29 


20 


'iJt 


328 


]> 


24 


6 36 


7 11 


56 41 


16 42 


17 17 


23 17 


5 11 


11 69 


21 


24 


329 


L 


25 


6 37 


7 12 


56 58 


16 41 


17 16 


.... 


5 55 


12 26 


22 


25 


330 


M 


26 


6 39 


7 14 


57 17 


16 41 


17 16 


' Ò 17 


6 38 


12 52 


23 


2(1 


331 


M 


27 


6 40 


7 15 


57 36 


16 40 


17 15 


1 16. 


7 20 


13 16 


24 


27 


332 


G 


28 


6 41 


7 16 


58 55 


16 40 


17 15 


2 15 


8 1 


13 40 


25 


28 


333 


V 


29 


6 42 


7 17 


58 16 


16 39 


17 15 


3 14 


8 43 


14 7 


26 


29 


334 


S 


30 


6 43 


7 18 


58 37 


16 39 


17 14 


4 13 


9 27 


14 36 


27 


30 
















Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la-durat»^ del crepuscolo astronomico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 



Suono dell'ave Maria (tirea oui'ora aiutiil ierart e d»po il (raotnU del Sole) 



Mattina 



dal giorno 1 all' 8 

9 al 20 

21 al 30 



6h 15n> 
6 30 
6 45 



Sera 



dal giorno 1 al 10 17»>30>n 
11 al 30 17 15 



- 59 - 



NOVEMBRE - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 11" 




•^ ^<jr .*— ':.Ì.^---? ,, ^-- Zinca t» .;:•;:•;. 









a^r" 






WEST 



NORD 



EST 




EST 



'1^ 



SUD 



""%^ wEsìrl 



NB. — Queste cartine rapprosentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà? La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore per chi guai-da dal lato opposto, cioè verso Sud. 



— 60 — 

1918 - DICEMBRE 





Il SOLE © entra nel segno del CAPRICORNO ^ {in longitudine 270" 0') 
il giorno 22 • 16^42"» 






Fasi aatrononiiche J ^ L. N. il giorno 3 a 16^ 19» 
della Luna ) C ?• Q- m 11 a 3 31 


(g) L. P. il giorno 17 a 8^17» 
® U. Q. , 25 a 7 31 






Luna apogea il giorno 27 a 3^ Luna perigea il giorno 15 a 9^ 





Effemeride del Sole e della Luna per T orizzonte di Roma 
in tempo medio civile dell' Europa centrale 



GlOKNO 


© SOLE (centro) 


@ LUNA 


(centro) 




a 
1 


il 

D 

L 
M 


S 
1 


à 

as-l 


II 

h m 
7 19 
7 20 
7 21 


II 

i 1 


32 

II 


sii 

h ni 
17 14 
17 14 
17 14 


il 

C3 


t 1 

ri 


ss 

il 


Età 


■4 


335 
336 
337 


1 
2 
3 


h m 
6 44 
6 45 
6 46 


/» »» » 

11 58 69 

59 22 

59 46 


h m 
16 39 
16 38 
16 38 


h m 

5 12 

6 11 

7 8 


h m 

10 12 

11 
11 50 


h m 
15 9 

15 47 

16 32 


d 
2S 
29 
30 


1 
2 
3 


338 
339 
340 


M 
G 
V 


4 
5 
6 


6 47 
6 48 
6 49 


7 22 
7 23 
7 24 


12 9 
33 
58 


16 38 
16 38 
16 38 


17 13 
17 13 
17 13 


8 1 

8 60 

9 32 


12 42 

13 34 

14 25 


17 24 

18 21 

19 23 


1 
2 
3 


4 
5 



341 
342 
343 


S 
L 


7 
8 
9 


6 50 
6 51 
6 52 


7 25 
7 26 
7 27 


1 23 

1 49 

2 16 


16 37 
16 37. 
16 37 


17 13 
17 13 
17 13 


10 10 

10 44 

11 la 


16 16 
16 6 
16 54 


20 29 

21 35 

22 43 


4 
5 
6 


7 
8 
9 


344 
345 
346 


M 
M 
G 


10 
11 
12 


6^52 
(^3 
6 54 


7 28 
7 29 
7 30 


2 43 

3 10 
3 38 


16 37 
16 37 
16 38 


17 13 
17 13 
17 14 


11 44 

12 13 
12 44 


17 43 

18 32 

19 23 


23 62 
* i S 


7 
8 
9 


IO 
11 
12 


347 
348 
349 


V 


13 
14 
15 


6 55 
6 56 
6 56 


7 31 
7 31 
7 32 


4 6 

4 34 

5 2 


16 38 
16 38 
16 38 


17 14 
17 U 
17 14 


13 18 

13 55 

14 40 


20 17 

21 14 

22 13 


2 15 

3 29 

4 43 


10 
11 

12 


lì 

15 


350 
351 
352 


M 


16 
17 
18 


6 57 
6 67 
6 53 


7 33 
7 34 
7 54 


5 31 

6 
6 30 


16 38 
16 39 
16 39 


17 14 
17 15 
17 15 


15 33 

16 33 

17 39 


23 15 
' 16 


6 54 

6 59 

7 56 


13 
14 
15 


16 

II 


35^ 
354 
355 


G 
V 

S 


19 
20 
21 


6 59 

6 59 

7 


7 35 
7 35 
7 36 


6 59 

7 29 
7 59 


16 3^ 
16 40 
16 40 


17 16 
17 16 
17 16 


18 47 

19 55 
21 


1 15 

2 10 

3 


8 44 

9 24 
9 57 


16 
17 
18 


20 
21 


356 
357 
338 


L 
M 


II 

24 


7 
7 1 
7 1 


7 36 
7 37 
7 37 


8 28 
S 58 

9 28 


16 41 
16 41 
16 42 


17 17 
n 17 
17 18 


22 3 

23 4 


3 48 

4 32 

5 15 


10 26 

10 53 

11 18 


19 

20 
21 


24 


359 
360 
361 


M 

G 
V 


25 
26 
27 


7 2 
7 2 
7 2 


7 38 
7 38 
7 39 


9 58 
10 28 
10 58 


16 42 
16 43 
16 44 


17 18 
17 19 
17 20 


1 4 

1 2 

2 2 


5 57 

6 39 

7 22 


11 42 

12 8 
12 37 


22 
23 
24 


25 
26 

'Il 


362 
363 
364 


S 
I> 

L 


28 
29 
30 


7 3 
7 3 
7 3 


7 39 
7 39 
7 39 


11 27 
. 11 57 

12 26 


16 44 
16 45 
16 46 


17 20 
17 21 
17 22 


3 1 

4 

4 58 


8 6 

8 53 

9 42 


13 8 

13 44 

14 20 


25 
26 
27 


28 
29 
30 


365 


M 


31 


7 4 


7.0 


12 65 


16 47 


17 23 


5 52 


10 34 


15 16 


28 


31 



Per le riduzioni ad altri luoghi d'Italia e per la durata del crepuscolo astiononaico, 
vedi le spiegazioni date dopo le effemeridi. 



Mattina 



Suono deli'>\ve Maria (cirra n»i'«ra avuti il lerart t it)^ ti tramentt it\ Sdir) 
i' dal giorno 1 al 4 

( : 



5 al 24 
25 al 31 



6h 45m 

7 
7 15 



■ 


i' dal giorno 1 al 6 


nn IO-» 


Sera . . , 


, 7 air 11 


17 




', . 12 al 31 


17 15 



— GÌ 



DICEMBRE - 1918 



IL FIRMAMENTO — Aspetto 12». 






NB. — Queste cartine rappresentano grosso modo l'aspetto del cielo per 
chi lo guarda verso le ore 21, durante tutta la prima metà del mese e verso 
le ore 20, nella seconda metà. La cartina superiore serve per chi guarda a 
settentrione, la inferiore per chi guarda dal lato opposto, cioè verso Sud. 



— 62 — 



Varietà Astronomiche. 



CKe cosa è il Cielo ? 

Apro il Vocabolario del Fanfani ed 
al vocabolo Cielo leggo: * Lo spazio 
indefinito in cui si muovono gli astri. 
Quella parte di esso spazio cbe vedia- 
mo sopra di noi e che lia aspetto di 
una volta azzurra >. Filologia a parte, 
la definizione è difettosa assai, e per 
intenderla bisogna sapere che cosa è 
lo spazio, ed è appunto quello che non 
si sa. E non lo si sa benché per saperlo 
si siano invano tormentate, teste d'egi- 
zia mitra incoronate, teste in turbante 
ed in cappel da prete, e mille altre in- 
quiete povere teste di mortali, e benché 
per la ricerca di quella cognizione si 
siano scritti centinaia e centinaia di vo- 
lumi d'ogni sesto e peso. i\) Allo scopo 
nostro ci basti pensare lo spazio, come 
il contenente della materia, o come l'am- 
biente dei fenomeni, o come quella con- 
dizione senza la quale non sarebbe pos- 
sibile nessun cambiamento di posizione 
di un corpo, od anche quella condizione 
che rende possibile il moto di trasla- 
zione di un corpo qualunque. 

A. Rondani, un geniale critico d'arte 
ha dato del cielo questa bellissima de- 
finizione: «quello spazio dove l'occhio 
si affonda e pare che l' anima si dilati > . 

La nostra vista ci rivela 1' esj,stenza 
di corpi celesti che si muovono nello 
spazio, e quindi sotto questo riguardo, 
comprendiamo la prima definizione di 
cielo: vediamo di renderci ragione an- 
che della seconda, sopratutto nella di- 
chiarazione, che ha aspetto di una volta 
azzurra. Azzurra : ma la volta del cielo 
non lo è sempre: anzi completamente 
assai di rado, e se il dolce color d'orien- 
tai zajffiro s'accoglie spesso nel sereno 



(1) Per un sommario riassunto di questa trat- 
tazione si può consultare il libro Spazio e temj.0 
di Ottavio Zanetti Bianco (Torino, Bocca, 1908). 



aspetto dell' aer puro, non meno frequen- 
temente dens€^nubi, ora bigie, ora bian- 
che, ora quasi nere ingombrano il cielo : 
mentre spesso i più smaglianti colori di 
pori)ora e d' oro adornano i tramonti e 
le aurore. 

Io vidi già nel cominciar del giorno 
La parte orientai tutta rosata 
E l'altro ciel di bel sereno adorno, 

K la faccia del sol nascere ombrata 
Sì che, per temperanza di vapori. 
L'occhio io sostenea lunga fiata. 

(Purgatorio, XXX). 

La notte poi anche se serena ci mo- 
stra la faccia del firmamento di un nero 
cupo disseminato di stelle : ed altra 
volta tinta in 



Buio d' inferno e di notte privata 
D'ogni pianeta sotto pover cielo, 
Quànt' esser può, di nuvol tenebrata. 
{Purgatorio, XVI). 

Ma di qualunque colore sia tinta la 
volta celeste, essa ci appare sempre in- 
curvata a foggia veramente di volta o 
cupola. 

Se siamo sul mare alto, od in aperta 
campagna, quella volta sembra poggiare 
suir estremo limite dell' orizzonte, e ci 
dà a riguardare l'impressione come di 
essere più vicina a noi sul nostro capo 
(allo zenit, come con vocabolo arabo, 
dicono gli astronomi), che non diretta- 
mente davanti a noi; e così che ten- 
tando di toccare il cielo col dito, si al- 
zerebbe il braccio verso l'alto, anzi che 
protenderlo orizzontalmente. La volta 
celeste sembra rialzata quando il cielo 
è sereno, abbassata quando ò nuvolo; 
ma per quanto l' uomo si elevi, salen- 
do sulle più eccelse vette dei monti, 
o librandosi coi palloni volanti nell'at- 
mosfera, non raggiunge mai la volta 
celeste che gli fugge sempre innalzan- 
ilosi-sul suo capo,- vana illusione irrag- 
giungibile, in alto, come è introvabilo 



^gjQH 



m 



sulla terra la felicità. La felicità e la 
volta celeste, stanno là ove l' uomo 
non è. 

Dunque clie cosa ò il cielo? Stando 
al concetto dianzi esposto di spazio, il 
cielo è quella regione dello spazio scon- 
linato nella quale si muovono gli astri 
lucenti che la notte ci mostra, e quelli 
che per essere oscuri non possiamo scor- 
gere, e che son forse assai più nume- 
rosi degli astri visibili. Astro oscuro è 
anche la terra che serve di dimora al- 
l' uman genere, e che vola anch' essa 
colla velocità di 30 chilometri al minuto 
secondo per le vie del cielo, trascinata 
dall' attrazione del sole, verso una meta, 
che l' uomo non conoscerà mai con cer- 
tezza, assieme a tutti i pianeti e loro 
satelliti e le comete che compongono 
il sistema solare. 

La velocità di questo movimento del 
, sole attraverso alle stelle ò ritenuta oggi 
non molto diversa da 20 chilometri al 
minuto secondo, e sembra che il moto 
sia diretto verso la stella Vcga della 
costellazione della Idra. 

Ma in questo viaggio celeste della 
terra, dei pianeti, del sole, potrà do- 
mandare taluno, non sono possibili in- 
contri con altri corpi celesti? Possibili 
sì, ma estremamente improbabili, tanto 
enormi sono le distanze alle quali stanno 
fra loro i corpi celesti. Lo spazio, attra- 
verso al quale volano i pianeti e la terra, 
lion è assolutamente vuoto. Prima di 
tutto esso è ripieno del mezzo, la cui 
natura ci è compiutamente sconosciuta, 
trasmettitore della gravitazione univer- 
sale, della luce, del calore, del magne- 
tismo. Intorno a questo mezzo si sono 
formulate molte ipotesi: esso fu chia- 
mato etere, e la sua supposta esistenza 
valse a far molto progredire la scienza, 
a scoprire molti IViiomeni: ma è pur 
sempre un' ipotesi. Oltre aU' etere, nello 
spazio circolano avanzi di disciolte co- 
mete, quei corpuscoli che costituiscono 
le stelle cadenti, e gli altri alquanto 
maggiori, che si rendono a noi visibili 
quali bolidi, i cui frantumi cadono al 
suolo sotto forma di meteoriti. Questi 
ultimi sono molto meno frequenti delle 
stelle cadenti, che in numero grandis- 
simo di giorno e di notte penetrano 
nell'atmosfera terrestre, e vi bruciano 
riducendosi in pulviscolo cosmico. 

Il settimo cielo. 

Toccare il cielo col dito, è impossibile 
perchè il cielo sfugge all' approssimarsi 
dell'uomo, quasi ne abborrisse il con- 



tatto, o meglio ancora perchè il cielo 
è una parvenza, o meglio è lo spazio, 
intangibile, inafferrabile, vuoto: e poi 
così remoto che non v'arrivano neppure 
i ragli dell'asino. È possibile per contro 
salire al settimo cielo, come dicesi tal- 
volta di chi raggiunge una felicità ino- 
perata? No, non è possibile, come non 
lo è quel raggiimgimento, e non lo è 
per la migliore delle ragioni, e cioè che 
il settimo cielo non esiste, come non esi- 
ste nessun cielo, qualunque sia V agget- 
tivo numerale che lo accompagna. Il 
settimo cielo non ha dunque esistenza 
reale, ma 1' ebbe ideale e fantastica nel- 
l' astronomia e nella poesia dei tempi 
andati. 

Il grande dizionario del Larousse 
vuole che secondo la Bibbia San Paolo 
sia stato rapito al settimo cielo. Ignoro 
a qual passo della Bibbia si alluda nella 
famosa enciclopedia: so che .al capo XII. 
2 della seconda epistola ai Corinti di 
San Paolo si legge: * Io conosco un 
uomo in Cristo, il quale, son già passati 
quattordici anni fu rapito (se fu in 
corpo, o fuor del corpo io iiol so. Iddio 
il sa) fino al terzo cielo ». Smith nel 
suo classico dizionario biblico, menziona 
questo passo ; ma non fa menzione ve- 
runa del settimo cielo. Non è possibile 
che San Paolo menzioni il settimo cielo, 
perchè egli era ebreo, e certo s' atte- 
neva alle credenze giudaiche. Orbene, 
secondo queste, non vi erano che tre 
cieli : 1° il cielo dell' aria, ove stavano 
le acque, le nubi, la rugiada del cielo ; 
2" il firmamento o cielo stellato; 3° il 
palazzo di Jehovah: ed è naturale che 
a questo credesse San Paolo di essere 
stato assunto, come ni t)Ìù sublime fra 
tutti e dimora della divinità. 

La menzione fatta di un terzo e di 
un settimo ciclo i)rova che di cieli si 
credeva ve ne fossero parecchi, alme- 
no sette : ma nel pensiero degli antichi 
astronomi ve iie erano di inìi. Quei lon- 
tani contemplatori degli astri chiama- 
vano cielo quella regione dello spazio 
in cui si muove ciascun pianeta: essi 
avevano poi immaginato disposizioni 
ingegnose di sfere (ipotetiche s' intende) 
che coi loro moti producevano le appa- 
renze del cammino percorso dai pianeti 
fra le stelle. In quell' epoca remota si 
credeva che la terra fosse ferma nel 
centro dell' universo, e che i pianeti 
o astri erranti vi circolassero attorno 
e fra i pianeti erano annoverati la luna 
ed il sole, che con Mercurio, Venere, 
Marte. Giove, Saturno, formavano un 
complesso di sette corpi celesti, aventi 



ciascuno il proprio cielo, donde il nu- 
mero di sette cieli i quali erano disposti 
attorno alla terra e ad essa concentrici, 
nell'ordine seguente: Luna, Mercurio, 
Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno. 
Il settimo cielo è quello di Saturno 
degli spiriti contemiilanti ; nella gerar- 
chia celeste cattolica degli angeli, ad 
esso sono assegnati i troni. 



(i4 — 

delle fisse e di tutti gli altri corpi ce- 
lesti. 

Se la moderna astronomia dovesse 
dare un cielo a tutti i pianeti grossi 
che le sono noti dovrebbe aggiungerne 
due al di là del settimo, e sarebbero 
quelli di Urano e di Nettuno, scoperti 
negli ultimi due secoli. Scrissi pianeti 
grossi, giacché di piccoli se ne cono- 







J cidi q sfere secondo g// óntic/?t e Dante — 



Al ' di là del cielo settimo o di Sa- 
turno, non vi son più cieli di pianeti; 
ma vi è l'ottavo o cielo delle stelle 
firtse, oltre questo sta il nono cielo, o 
cielo cristallino, così chiamato, scrive 
Dante, da molti, perchè diafano ovvero 
tutto trasparente. Questo nono cielo, in- 
trodotto nell' astronomia dagli arabi è 
detto anche primo mobile, perchè col 
suo moto di rotazione velocissimo pro- 
duceva, quasi generava il moto diurno 



scono poco meno di 800, e non è piii 
possibile assegnare a tutti un cielo. 
Stiamo dunque contenti ai sette cieli 
planetari! degli antichi, che la scienza 
moderna ha demolito, rimovendo la 
terra dal centro del sistema solare, e 
collocandovi, per opera di Copernico, il 
radioso astro del giorno, il Sole. 

Il Corano aflerma nettamente 1' esi- 
stenza di sette cieli solidi (LXXVIII, 
12 e LXVII, 3). Maometto fu rapito al 



— (J5 -- 



.ttìmo cielo, e viviile l'angolo Gabriele 
\ iciuo all'albero del Loio,K^) oltre il 
«liiale non si pnò i)a.ssure, giaccbè al di 
111 è situato il giardino del soggiorno 
eterno; a ciò accenna Giovanni Prati 
in sul finire del siio ijocmetto II Para- 
diso e in Peri. 

Come negletti 

Son della corta primavera i figli, 
Posti al Loto vicini, all' immortale 
Pianta che il soglio dell'Eterno adombra 
K chiude un'alma in ogni foglia. 

E avendo menzionato il loto, come 
non rammentare la splendida tradu- 
zione del LyHschcs Intermezzo di Heine 
l'atta da Giosuè Carducci? 

Lungi, lungi, su l'ali del canto 
Di qui lungi recare io ti vo': 
Là, nel campi fioriti del sauto 
Gange, un luogo bellissimo io so. 

Ivi rosso un giardino risplende 
De la luna nel cheto chiarori 
Ivi il fiore del loto ti attende, 
O soave sorella dei fior. 

Saturno, il pianeta al quale gli an- 
liebi ascrivevano il settimo cielo, è il 
]iiù singolare e curioso fra quelli che 
< ostituiscono il Sistema Solare : esso 
infatti, unico fra gli astri conosciuti è 
circondato da un anello scoperto da 
< Galileo che lo chiamò stravagantissima 
vieraviglia. E la meraviglia cresce, 
quando si rifletta, che a quanto insegna 
la moderna astronomia matematica e 
<r osservazione, l'anello (o meglio gli 
anelli poiché ne ha parecchi vicinissi- 
mi), sarebbe costituito non da materia 
compatta, ma da una sostanza granu- 
losa costituita di corpuscoli, che tutti 
assieme danno a quella conligurazione 
r aspetto che a noi si presenta nei can- 
nocchiali: giacchò solo a mezzo di essi 
e visibile l'anello, che perciò rimase 
ignorato dagli antichi 

La sostanza di cui si compone Satur- 
no, è assai leggiera e la sua densità ò 
molto minore di quella dell'acqua, così 
( lie un pezzo di essa buttato nel nostro 
mare vi galleggerebbe. Il pianeta è però 
così grosso che malgrado quella legge- 



(1) Loto, pianta acquatica, appartiene alle 
ninj'eacee, è pianta sacra dell' India, ed è il He- 
Iwnbium specioiii0t, eoa fiori splendidi. 



rezza esso pesa otto volte la nostra 
Terra: noi ignoriamo però intieramente 
la natura chimica della materia di Sa- 
turno. 

L' analisi spettroscopica della luce 
che vale a rivelarci di quali sostanze 
siano formati il sole e le stelle, non può 
insegnarci nulla per tal riguardo in- 
torno ai pianeti ed alla Luna giacchò 
questi non brillano di luce propria, ma 
solo di luce solare riflessa dalla loro 
superlicie piti esterna. Per la Luna esi- 
ste un contrasto notevole tra la cogni- 
zione che noi abbiamo della configura- 
zione della porzione del suo globo che 
essa rivolge a noi, cognizione che è as- 
sai precisa e minuta, e quella della sua 
costituzione chimica, circa la quale sia- 
mo nella pifi intiera ignoranza. Il dia- 
metro di Saturno è di 118,500 chilome- 
tri; questa mole immensa, ruota assai 
rapidamente sopra se stessa, e la du- 
rata del gioi-no che sulla Terra ò di 
24 ore, vi è di 10 ore 14 minuti primi 
e 24 minuti secondi. Il tempo impie- 
gato da Saturno a compiere la sua ri- 
voluzione attorno al Sole è di 29 anni 
166, 98 giorni : gli anni qui usati come 
unità di tempo sono quelli giuliani di 
365, 25 giorni solari medii. W Saturno 
oltre che dall'anello, ò circondato da 
dieci satelliti. 

Dtie grandi illxisioni 
cosmicHe. 



I. 



Nelle scuole secondarie s' insegna 
che la Terra gira attorno al Sole produ- 
cendo in un anno le vicende delle sta- 
gioni, ed anche che la Terra ruota so- 
pra se stessa in 24 ore cagionando 
r avvicendarsi del giorno e della notte. 
Quei pochissimi che si occupano di 
astronomia imparano che ha Terra è 
trascinata dal Sole, cogli altri pianeti 
del sistema solare, in un movimento 



(1) Per i)iìi ampie iulormazioni, si può con- 
sultare il capitolo Saturno ed i pianetini del li- 
bro Nel Regno del Sole di Ottavio Zauotti Bianco, 
Torino, Bocca. 1899 e la StOì-ia popolare dell'astro- 
nomia, Torino, Sten., 1913, del medesimo autore. 



PILLOLE E SGIBOPPO BLAHCABD 

(approvazione dell'Accademia di Medicina di Parigi) 

Lo specifico per la Cloro-anemia e per la Convalescenza 
- --" Il più potente ricostituente del sangue ~ 



iiiii-averso agl'i spazil celesti. Si ignora 
He questo movimento sin rettilineo o 
furviiiueo ; si sa all' ingrosso ehe at- 
tualmente esso sembra diretto verso un 
punto dello, costellazione della Lira, vi- 
cino alla stella Vega, la piti lucida fra 
quelle clie compoligono quella costella- 
zione ed una delle più lucenti di quante 
la notte ne mostra. Si sa ancora, già lo 
dicemmo, che la Telocits\ di qxiel movi- 
mento è air incirca di 20 cliilometri al 
minuto secondo. (1) Limitiamoci a questi 
tre principali movimenti della Terra, e 
lasciamone da banda varii altri piccoli 
e lenti, e vediamone le conseguenze. 

Nel suo moto di rivoluzione attorno 
al sole, la Terra percorre circa trenta 
chilometri al minuto secondo: girando 
sopra se stessa la Terra fa percorrere 
ad un punto della sua superficie situato 
alla latitudine di Roma, circa 350 me- 
tri al minuto secondo, in una direzione 
continuamente mutabile, come quella 
del moto di rivoluzione attorno al sole. 
Or bene chi s'avvede di questi movi- 
menti; chi ci pensa? Essi sono così 
grandiosi nel loro svolgimento che non 
co ne avvediamo, e ci crediamo fermi 
se seduti o coricati, mentre invece an- 
diamo loteando e volando rapidamente 
così come nessun corpo fa per moti ar- 
tificialmente impressi. Noi siamo in ri- 
]>oso relativo rispetto all' ambiente ter- 
restre ed agli oggetti che ci circondano , 
ma inconscii dei grandi moti terrestri 
siamo da essi tiascinati per le regioni 
del sistema solare; e con questo poi 
attraverso agli spazii celesti. È conse- 
guenza di ciò, che mentre scrivo, inco- 
mincio una lettera di un vocabolo, e 
completo questo a qualche decina di 
chilometri lontano dal punto ove lo 
jaincipiai. 

E ci crediamo fermi ed in riposo! !... 

E chi dicesse che le piramidi, e la 
sfinge antica, e le cattedrali si nuu)- 
vono con velocità grandissima, mal- 
grado la loro apparente immobilità, di- 
rebbe il vero ; come lo dice chi proclama 
che le montagne si muovono. Ferme 
relathamente alla Terra, le cose tutte 
hanno con quella un moto velocissimo 
nello spazio, e ci sembrano immobili 
solamente per ciò che noi ci moviamo 
<:on esse. 



(1) La tìteUii V<i«a lì-.'i dodiflruiliv anni «arii, 
\>e,v hi piecessìoue degli equiuozii, divi-iiuta as- 
sai vicina al polo del moudo, che oggi «i po<M» 
discosto dalla stella polare, che è la f'inosww, 
della costellazione del Piccolo carro od Orsa 
Minore. In quell'epoca remotissima del fiitnn» 
Vega Harà divenuta la .itella polari'. 



rUrana, shann illusione davvero. 
Noi corriamo per le vie del firmamento 
senza posa, senza sosta; sostar, ]>osui' 
ci è tolto, una forza invincibile ci sprona 
e sospinge lungo un tortuoso e curvo 
«ammino che nessuno sa dove metta 
capo, ne donde si dirami. E questo 
cammino j)er gli oscuri campi del cieli) 
è di tal natura, che la 'J'erra mai ri- 
passerà per un medesimo punto di esso, 
non diversamente «la quanto avviene 
per ogni altro astro, grande o piccolo, 
del firmamento. 

Nessuna avventura attende la nostra 
terrestre dimora, in questo suo eterno 
viaggio? La scienza rigorosa lo ignora 
completamente, e vieta ogni e qualsiasi 
anche più timida 8upi>osizione. Non e 
esclitsa la j)08sibilità del ])assaggio del 
sistema solare vicino ad una stella, o 
dell'urto con im altro astro o sistema. 

della sua penetrazione in una nebu- 
losa, od in una nube di corpuscoli <o-* 
smici; ma la probabilità di un cosiflatto 
avvenimento è estremamente piccola. 

1 popoli civili ])ossono quindi conti- 
nuare ad ammazzarsi fra loro, ad affon- 
dare navi, a sperperare miliardi in tutta 
tranquillità: è quasi certo che dall'uni- 
verso stellato non verrà nessun osta- 
colo, a porre termine a quelle loro 
nmanilarie occupazioni. 



IT. 



Dunque l'immoltilità nella quale ci 
sembra giacere, <iuando stiamo fermi 
sulla Terra, è un'illusione: quale è l'al- 
tra illusione delle due menzionate nel 
titolo di questo scritto? E questa: il 
cielo è diverso da quello che 1' occhio 
ci mostra, vale a dire, lo sguardo ch«i 
noi rivolgianu) al cielo, non ci livela 
già lo stato di esso nò nel momento 
dell'osservazione, né in un istante me- 
desimo per tutte le stelle, sia jmre da 
molto trascoi'so, ma per ogni singolo 
astro il nostro occhio ci ])alesa condi- 
zioni corrispondenti ad ei»oche ben di- 
A'crse. Ma come ò ciò? 

Per rispondere a questa domanda 
bisogna lichiamare alla memoria un 
i\tndamentale insegnamento della fisi<'a. 
La luce si propaga cmia velocità <li 
trecentomila chilometri al minuto se- 
condo: di guisa che nello sparo di un 
cannone, la vampa sarà veduta, ove 
non vi si oppongano ostacoli, a trecen- 
tomila chilometri di distanza un minuto 
secondo dopo lo siiaro, a seicentomila 
rhilometri dopo due minuti secondi e 
così via. Ciò e vero rigorosamente quau- 



«lo la lufc voln nello .spazio vi!»)to d'ogni 
materia, uia non lo è ijiù se la luce deve 
nel suo percorso attraversare mezzi ma- 
teriali trasparenti (ad esempio l'aria) 
clie la smorzano e raffievoliscono. Ma 
.si può dir vero per le stelle la cui luce 
jjcrcorre essenzialmente lo sjjazio co- 
smico vuoto, tranne che nell' infima, e 
minima porzione del suo caramino at- 
iraverso all' atmosfera terrestre, al 
l'ondo della quale noi viviamo. Recipro- 
camente, una luce clie colpisca il nostro 
occhio vi entra tanti minuti secondi 
dopo che essa si è originata, quante, 
volte trecentomila chilometri sono con- 
tenuti nella distanza che sei>ara da noi 
quella sorgente luminosa. Ne segue 
che ogni raggio luminoso proveniente 
«la una stella che penetra nella nostra 
pupilla, ci impressiona tanti minuti se- 
c<mdi dopo essersi staccato dall'astro, 
quante volle trecentomila chilometri 
stanno nell' intervallo che corre fra 
noi e la stella. 

Ora le stelle sono immensamente di- 
stanti dalla Terra e fra loro, e così che 
le distanze di esse, sempre enormi, sono 
l'una dall'altra, rispetto alla Terra, 
grandemente diverse. Da ciò consegue 
che i raggi luminosi che in un dato 
momento ci fanno manifesta V esistenza 
degli astri, si sono staccati ciascuno 
dal proprio in intani i ditìcMcnti, e se- 



parali da ragguardevoli intejvulli di 
tempo. Ogni astro dice col suo lume 
la propria condizione ad una data epo- 
ca: e sul firmamento noi leggiamo non 
un'istoria a noi contemijoranea, uè si- 
multanea per tutte le stelle: ma per 
ciascun astro l'istoria più o meno an- 
tica di tina fase, di un' epoca della sua 
vita cosmica, per ciascuno diversa. 11 
cielo stellato non è quale lo vediamo, 
nm fu come lo vediamo, in epoca «ìi- 
versa per ogni oggetto celeste, o per 
talune stelle e nebulose qual era cen- 
tinaia e forse migliaia d' anni or sono. 
Talune stelle sono così remote che la 
loro luce impiega tre o quattromila anni 
per giungere a noi: noi vediamo quindi 
quelle stelle quali erano in queir epoea 
remotissima: i viventi fra tre o quat- 
tromila anni le vedranno dove e come 
sono oggi. 

Conclusione i*oco confortante: il 
cielo e la volta celeste sono una fallace 
parvenza : l' immobilità degli oggetti 
tei-restri un' illusione : l' aspetto del fir- 
mamento stellato l'immagine di un pas- 
sato da lungo trascorso, e per sempre 
svanito. Fra queste tre larve cosmiche 
si svolgono i destini dell'umanità: nui 
l'esistenza umana sarebbe essa possi- 
bile e sopportabile senza l'illusione e 
la si»eranza f 

Ottavio Zaxotti Bianco. 



2000! 



'^'^"""""'MànAlMOffi 



GENNAIO 1918 



1 Martedì 

1-365 



I Kl-i Circoncisione di N.S. G.C. Cei-imonia religiosa e civile degli ehref, 
alla quale era soggetto ogni figlio maschio nell'ottavo giorno dopo 
Ila sua nascita. In tale circostanza davasi pure un nome al neonato. 
— S. Concordio, prete, mart. a Spoleto, verso l'a. 175. — S. Almachio, niartii-e a Roma, l'a. 403. 

IMemorandum. — Capodanno. Festa civile legale. Sono chiusi anche i Musei, le Gallerie, 
e le Biblioteche. — 1 sindaci dei comuni pubblicano i manifesti per l'iscrizione nelle liste 
di leva. Nelle liste di leva devono iscriversi tutti i giovani che nell'anno incominciante 
compiono il diciottesimo della loi-o età. — Oggi matui-ano le cedole annuali o semestrali 
del maggior numero dei valori bancari e industriali. 



2 MerCOled] ^ ss. Nome di Gesù. Festa istituita fino dal 1500 e fissata per tutta 

j.^^S-364: la Chiesa con decr, della S. Congr. dei Riti alla domenica tra il 2 e 

' • 'il 5 gennaio, o altrimenti al 2 gennaio. — S. Isidoro, vescovo. Era 

vescovo di Ermopoli piccola (Demenhur), in Egitto, sulla fine del sec. IV, e si venera a Nitria 
(Basso Egitto). — S. Martiniano, vescovo di Milano dal 423 al 435 circa. — S. Macario, abate 
della Tebaide, incordato a Piacenza. — Ss. Alvei-io e comp., soldati tebei, martiri circa gli anni 
284-305, patroni di Fossano fprov. di Cuneo), ove furono traslati Fa. 1427. 



3 Giovedì S. Antere, pp. Greco di origine, successe l'a. 235 a s. Ponaiano, e 

3-363 I governò la Chiesa solo per circa quaranta giorni. Sua prima cura 

fu di far ricercare negli uffici della prefettura urbana gli atti dei 



martiri, per custodirli negli archivi delia Chiesa. Per questo fu martirizzato sotto Massi- 
mino I l'anno 236. — S.Daniele, levita, martire tra gli anni 161-169. — S. Genoveffa, verg., 
morta nel 512, patrona di Parigi. 



4t Venerdì S, Gregorio, vescovo. Rosse la diocesi di Langres (Francia) dall' a. 

4-362 ó07 al 539. — B. Angela da Foligno (prov. di Perugia), francescana del 

^ tei-z' ordine. Era cosi dotta da dettare al suo confessore Arnaldo dei 

veri trattati di teologia, che ancor oggi rimangono e che le procurarono il titolo di " mae- 
stra dei teologi „. Morì il 10 gennaio 1310 a Foligno, dove è venerata nella chiesa di S. Fran- 
cesco. — S. Tito, discepolo di S. Paolo, morto vescovo di Creta a 94 anni. 

Memorandum. — Oggi a Napoli e in molte altre città dell'Italia meridionale bisogna 
riconfermare gli affitti annui delle case o dare licenza. 



O Sabato S. Simeone Stinta. Nativo di Sisan, paese tra la Cilicia e la Siria: 

5-361 [datosi a straordinarie penitenze, si condannò a vivere la più gran 

'■ paz-te della sua vita sopra un'alta colonna. Visse dall' a. 391 al 460. 

— S. Telesforo, papa dal 125 il 136. Nacque in Grecia, ed abbracciò con fervore la dottrina 
del Vangelo. Riformò i sacri riti e njori martire della fede. 



IVIemorandum. 

Navrna. 



F. Q. 



Stanòtte a Roma tradizionale baldi. 



fiera in Piazza 



GENNAIO 1918 - G9 - (2» Settimana) 

6 Domenica ! i^ Epifania di N. S. 6. e. Dal greco, e signifloa mnnifestazìoHe. Essa 
6-360 I ricorda la visita dei Magi, il battesimo del Salvatore, il mirarolo delle 

nozze di Caua, e la moltiplicazione dei paiii. — S. Basilissa, verg., mart 
patrona di Paieiizo (Trieste). - B. Paola fior., veig^ dell'ordine caniald., morta nell'a. 136>*! 

IMemorandum. — Festa civile legale. Sono chiusi anche i Musei e le Gallerie del Regno. — 
(Comincia l'ottavario dell'Epifania nella chiesa di Sant'Andrea della Valle a Roma per <-iiia 
dei Sat-eidoti delle Missioni (Pallottini). Dura fino al 13. Ogni giorno predica italiana aliti 
ore 6, messa in rito latino alle 8'/;, messa in uno dei vari riti orientali alle 9 ' », predica in 
una lingua estera alle 11, e altre sacre funzioni. 



7 Lunedi I S. Luciano, prete, m. Nativo di «amosata in Siria, subì il martirio 

7-359 ^per ordine di Massimiuo, verso l'a. 310. — S. Crispino, vesc. di Pavia 

(451). — S. Senatore, vesc, di Verona (284-305). — S. Valentino, vesc. di 

Terni sul principio del sec. VI. - Ss. Felice e Gennaro, martiri ad Eraclea. — S. Teodoro, 
monaco egiziano, del tempo di Costantino, ricordato da S. Atanasio nella Vila di S. An- 
tonio abate. 

Memorandum. — Da oggi è permessa la celebrazione delle solennità nuziali, secondo i 
decreti del Concilio Tridentino. — Nel calendario Giuliano oggi è Natale. — Natale abissino. 
— Pagamento delle pensioni governative di prima categoria (non oltre le SOO lire annue). 



8 Martedì ' S. Severino, apostolo del Norico (Austria), mori l'a. 482. — S. Pietro 
8-358 ,l!?<ieo, monaco di Vallombrosa, creato vescovo di Albano, morì l'anno 
, 1087. — S. Natalino, vesc. di Aberdeen nella Scozia. — S. Lorenzo Giu- 
stiniani, primo pati'iarca di Venezia, dal H51 al 1450. 

Memorandum. — Genetliaco di S. M. la Regina Elena (1873). Oggi sono chiuse le Scuole, 
le Biblioteche governative, le Gallerie e i Musei. 



9 Mercoledì j S. Fortunato, martire. Ricordato a Smirne. — S. Marcellino, vesc. 
9-357 ; (ii Ancona, verso gli anni 550-559. Invocasi a protettore nei casi d'in- 

cendi. — B.Andrea da Spoleto, minore, morto l'a. 1522. — S. Marciana, 

verg., mart.; peri nella persecuzione dell'imperatore Diocleziano. 

Memorandum. — Anniversario della morte del re Vittorio Emanuele II (1878). Sono chiuse 
le Scuole. Cerimonia funebre al Pantheon di Roma. — Oggi è anche l'anniversario della 
morte di Napoleone III (1873). 



10 Giovedì ' S. Guglielmo, vescovo. Diresse la Chiesa di Burges (Francia) dal 
10-356 i l'2<30 al 1209. — S. Giovanni Bono, vescovo di Milano (645-6fiO). -- 

Ss. Tecla e Giustina, vergini, onorate a Lentini (Siracusa). — S. Pietro 



Orseolo, doge di Venezia, poi monaco benedettino, morto l'a. 997. 



1 1 Venerdì j S. Igino, papa. Successo a s. Telesforo l'anno 154. Greco, credesi 
11-355 j ateniese di nascita. È ritenuto Istitutore dell'uso dei paTlrinl nel 
__ 1 battesimo, e distribuì ai chierici le varie mansioni ecclesiastiche se- 
condo il pontificale. Scomunico l'eretico Cerioue, e dopo aver governato la Chiesa per 
quattro anni, sofferse il martirio sotto Antonino Pio, l'a. 158. — S. Paolino, vescovo di 
Aquileia, morto l'a. 790. — S. Anastasio abate, notaio della Chiesa romana. 



12 Sabato S. Modesto, martire. Soffrì il martirio a Cartagine. — S. Taziana, 

12-354 ITI- a Roma sotto Alessandro Severo (223-235). - S. Probo, vescovo di 

— -Verona verso il principio del sec. VI. — S. Onorata, vergine pavese 

(sec. V). - S. luvcnzio o Evenzio II, vesc. di Pavia (377-403). 

Memorandum. — L. N. — Si commemora a Palermo il principio dolla rivoluzione 
siciliana del 1818. 



GENNAIO 1918 -70 - (3^ Settimana) 

13 Donienica! y^ S. Leonzio, vescovo. Fioi-ì sul principio del nec. IV a Cwàarea di 
13-353 Oappadocia. — S. Putito, patrono di Cagliari, dove La luogo la sua 

festa 11 14 febbraio. Fu martire verso l' a. 108. — B. Veronica da Bi- 

liasco (Milano), vera:ine agostiniana, morta l'a. 1497. — S. Felice da Nola, originario di Siria. 
Fino dai primi anni si consacrò al servizio di Dio e della Chiesa. È fama che venisse mar- 
tirizzato durante la pensecuzione dell'imperatore Decio nel 266. 

Memorandum. — A Roma nel collegio di Propaganda si tiene una famosa Accademia 
poliglotta in onore dei Re Magi. — Genetliaco del Principe Emanuele Filiberto, Duca 
d'Aosta (1869). — Insediamento dei consiglieri nuovi eletti delle Camere di Commercio 
o Industria. 



1^ Lunedi 

14-353 



S. Dazio, vescovo di Milano dall'anno 530 al 552. Della storica fa- 
miglia Aloiati, successe a S. Magno. — B. Oderico Mattiussi da Por- 
denone (Udine), minorità (sec. XIV), — S. Ilario d'Aquitania. vescovo 
di Poitiers e dottore della Chiesa, morto nel 369. — A Parma, patronale di S. Ilai-io. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Primo giorno dell'anno, 
secondo il calendario greco-russo, ~ Pagamento delle pensioni governative di terza cate- 
goria (superiori a L. 2000 annue). 

15 iVlartedl j S. Mauro, discepolo di S. Benedetto, ne fu il coadiutore nei governo 
15-351 j del monastero di Subiaco e lo segui a Montecassino. Recatosi In Fran- 

— — — — ^cla nel 541, vi fondò un'abbazia neirAnjou, e moiù in una vicina so- 
litudine l'a. 584. — S. Eflsio, di Antiochia, ricordato a Cagliari (sec. III-IV). — S. Maurizio. 

Memorandum. — Entro oggi devono essere pubblicati per cura dei Comuni i ruoli prin- 
cipali delle imposte dirette che restano depositati per otto giorni dalla data della pubbli- 
cazione nell'ufficio comunale. — Per la ricorrenza odierna di S. Maurizio si conferiscono 
le decorazioni dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. 

16 Mercoledì! S. Marcello, papa. Eletto l'anno 304, successe a S. Marcellino cui 
16-350 I quale fu confuso, per omonimia, da Eusebio. Morì martire sotto Mas- 

^senzio nel 309. — S. Onorato, di famiglia romana, vescovo di Arias 

e fondatore del celebre monastero dell'isola di Lérins. Dettò una regola monastica e delle 
omelie, ora perdute. Morì nel 429, — S. Onorato, abate del monastero di Fondi in Cam- 
pania, nel sec. VI, 

Memorandum. — Fiera a Vittorio (Treviso). Dura otto giorni. — Da oggi sono permessi 
la pesca e il commercio dei carpioni, delle trote e delle bottatrici. 

lY Giovedì ! S. Antonio, abate, celebre anacoreta della Tebaide, morì a ics anni, 
j^'7_349 {l'a. 356. Era nato nell'alto Egitto, e leggendo nel Vangelo quelle 

— frasi: " Va', vendi quanto possiedi, dallo ai ijoveri ed avrai un tesoro 

nel cielo „ distribuì i suoi averi ai poverelli, ed a 18 anni si ritirò in un deserto. 

Memorandum. — Per la festa di Sant'Antonio, in quasi tutta ItaUa si pratica la cerimo- 
nia della benedizione degli animali, e specialmente dei cavalli, degli asini e dei muli (in 
qualche luogo questa cerimonia si trasporta alla domenica fra l'ottava, cioè al 20i. Alla 
vigilia nell'Italia meridionale grandi falò di allegrezza. — In Toscana si dice oggi: "San- 
t'Antonio gran freddura, San Lorenzo gran caldura, l'una e l'alti-a poco dura,; come 
pure si dice: "Sant'Antonio dalla barba bianca, se non piove, la neve non manca. „ 
»K ' 

18 Venerdì i La cattedra di S. Pietro in Roma, ossia la venuta di questo Apostolo 
18-348 nella città eterna. — S. Prisca, vergine romana, fu accusata come cri- 

— _ stiana all'imperatore Claudio, che tentò indurla a sacrificai-e agli dèi, 

ma invano. Fu pure esposta ai leoni ed al fuoco, ma ne usci illesa. Siibì il martirio nel 275. 
Memorandum. - Anniversario della morte del Principe Amedeo, Duca d'Aosta (1890). Ce- 
rimonia funebre alla basilica di Superga. 

"T. 

19 Sabato | B. Beatrice d'Este, fondò e diresse un monastero di benedettine 
19-347 a Ferrara, e morì l'anno 1262. - S. Ponziano, martire di Spoleto, l'anno 

— __ 1 J45 _ g^ Bassiano, vesc. di Lodi dal 378 al 413, dove è festa patronale 

della diocesi. — S. Leucio, martii-e, di Todi. — S. Canuto, re di Danimarca e martire. 

Memorandum. — J) P. Q. — Fiera di S.Antonio a Terni. — Xell' Umbria, e particolar- 
mente a Foligno, si ricorda con funzioni sacre l'anniversario del terribile terremoto del 
1831. — Battesimo di Crista, festa solenne per gli Abissini. 



:j 






GENNAIO 1918 _ 7j _ (4* Settimana) 

20 Domenica! »-X^ S. Sebastiano, oriundo di Milano, martire in Soma l'anno 288. Fu 
20-346 j soldato sotto Diocleziano e ne profittò per giovare alla religione. Ve- 

-^nnto l'imperatore a cognizione delle conversioni che il milite faceva 

iieHeserfitu, ordinò che, legato ad un albero, venisse trapassato dalle frecce. — S. Fabiano, 
papa, martire, resse la Chiesa dal 23G al 250. 

Memorandum. — Entra il Sole in Aquario. — Per la festa di S. Sebastiano, corsa dei nudi 
;i Melilli in Sicilia (prov. di Siracusa). — Festa di S. Giovanni Battista nel calendario or- 
todosso o greco-russo. 



21 Lunedi S. Agnese, verg., ruuuma, di nobilissima famiglia della gente Clau- 

21-345 * dia, che accusata come cristiana al prefetto Aspasio, sofferse varii 

• — — ■ tormenti per la fede, e infine fu decapitata nel 258 sotto Valeriauo 

e Gallieno. — S. Epifanio, vesc. di Pavia dal 4G6 al 490. — S. Fruttuoso, vesc. di Tarragona, 
fu imprigionato con due suoi diaconi e condannato con essi ad esser arso vivo l'a. 259. 

Memorandum. - A lloma, nella chiesa di S. Agnese extra nniros ha luogo la benedizione 
dei due agnelli candidissimi che vengono offerti al Papa, e dalla cui lana si tesse il Sacro 
Pallio. La catacomba di S. Agnese è aperta al pubblico. — .anniversario della morte di 
Luigi XVI (1793), commemorato dai legittimisti In Francia. — Pagamento delle pensioni 
governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 



22 Martedì l S. Vincenzo, mart. Subì il martirio nella Spagna l'anno 290. Era 
22-344 I nato a Saragozza e durante la persecuzione di Diocleziano e Massi- 

^miaiio, Daciauo, governatore della Spagna, segnò Vincenzo tra le 

prime vittime. — S. Gaudenzio, vescovo e patrono di Novara dal 397 al 417. 

Memorandum. — Festa patronale di S. Vincenzo, protettore di Vicenza. 



23 Mercoledì! S. Emerenziana, martire a Roma l'a. 304. Sorella di latte di S. Agnese, 
23-343 i fu sorpresa dai pagani mentre pregava sulla sua tomba ove era stata 

deposta due giorni prima, ed ivi lapidata. — S. Amasio, vescovo di 
Teano, dal 540 al 556. ~ S. Idelfonso, benedettino. Fu vesc. della diocesi di Toledo, che 
resse per dieci anni (657). 

Memorandum. - Anniversario della battaglia di Digione (1871), vinta dai Garibaldini sui 
Tedeschi. È festeggiato in Italia dal partito radicale, e dalla Lega franco-italiana in Francia. 

)H 



24; Giovedì S. BabUa, vescovo di Antiochia, e i tre fanciulli Urbano, Prilidiano 

34-342 I ed Epolonio, compagni, martire. — S. Eugenio, va., mori per la fede a 

Neocesarea. — S. 'rimoteo, da Listri, in Licaonia, vescovo d'Efebo, 



martire (sec. I). — S. Feliciano, vesc. di Foligno, martire sotto Decio (250-251). 






2t> Venerdì conversione di S. Paolo, apostolo. Prima fioro persecutore de'Cri- 
35-341 jstiani. sotto il nome di Saulo, poi .^postolo delle genti. — B. Angelo, 

da Gualdo Tadino (diocesi di Nocera), ereùilta di Camaldoli. — Ss. Gio- 
ventino e Massimino martiri in Antiochia (363 . 

Memorandum. — A Roma, nella basilica di S. Paolo extra niuron, si espongono al pub- 
blico le catene dell'Apostolo. 



26 Sabato B. Alberigo, abate, dell'ordine cistercense, mori l'anno 1109. — 

26-340 S. Atanasio, vé;scovo di Sorrento, sul principio del sec. VI. — S. Teo- 

fanio, da Centocelle (sec. VI). — S. Policarpo, vescovo e martire sotto 



uionino Pio nel 150. — S. Batilde, regina di Francia. 



GENN.-PBBBR. 1918 __ 72 - (5* Settimana) 

27 Domenica I ^ SettuagéSima, ossia la settima domenica prima di quella detta 
Q'7-33Q I di Passione, che precede immediatamente la domenica delle Palme. 
— S. Giovanni Crisostomo, così chiamato da due voci fjreche signifi- 
canti bocca d'oro, per la sua straordinaria eloquenza. Promosse utilissime riforme e tentò 
correggere i costumi. Molti perciò lo presero a odiare e riuscirono a farlo esiliare. Mori, 
dopo molte persecuzioni sofferte, l'anno 407. — B. Manfredo Settàla, milanese, eremita. 

Memorandum. — (g) L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiiistico. — Oggi si può 
dire ricorra il vero centenario della navigazione a vapore. Infatti la prima società di navi- 
gazione a vapore che si sia costituita — e alla quale poi seguii"ono altre in Francia, iu 
Inghilterra, in America e altrove — fu la "Società Napoletana di Navigazione a vapore, 
costituita in Napoli nel 1817 da napoletani e con capitali esclusivamente napoletani. E il 
Ferdinando I di questa società, varato a Viglieua il 20 giugno, fu il primo vapore del Me- 
diterraneo e il primo vapore del mondo che solcasse il mare in linea di navigazione 
commerciale regolare. La linea era Napoli-Civitavecchia-Livorno-Geno\*a-Marsiglia e vice- 
versa; e 11 primo viaggio ebbe principio da Napoli il 27 settembre 1818 con soli tre viag- 
giatori. Prima di questo viaggio, anche in Inghilterra e in America si pensava che i battelli 
a vapore non potessero servire che in acque dolci. 

; rl^ 

28 Lunedi S. Cirillo, vescovo. Oriundo d'Alessandria d'Egitto. Venuto a morte 
28-33S Teofilo, suo zio, egli ne fu degno successore. Il suo zelo e la sua 
'dottrina rifulsero quando l'eresiarca Nestorio, patriarca di Costan- 
tinopoli, sostenne esservi in Cristo due persone, e Maria non essere madre di Dio. Ad 
Alessandria è celebrata la sua patronale il 9 febbraio. Il santo vescovo mori nel Hi. — 
B. Bartolomeo da Pisa, monaco camaldolese, morto l'a. 1224. 

Memorandum. — Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 



rr — 

S. Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, morì a Lione l'a. 1622. 

Cooperò con S. Francesca Giovanna di Chantal a fondare l'ordine 

della Visitazione, e lasciò molti scritti ascetici e teologici, per i quali 

fu proclamato dottore della Chiesa. — S. Aquilino, prete, martirizzato dagli ariani a Milano. 

Memorandum. — Oggi, domani e doman l'altro, ultimo giorno di gennaio, a Milano e 

in altri luoghi della Lombardia, sono detti i tre giorni della Merla, e si crede che siano 

• giorni freddissimi. 

30 Mercoledì S. Ippolito, prete, martire d'Antiochia, coronato di martirio nella 
30-336 persecuzione di Decio (250-251). — S. Aldegonda, vergine, abbadessa, 

— — —morta l'a. 680. Piissima figlia dei beati Valperto e Batilde, di sangue 

reale, eresse un monastero nella campagna di Malbode, ove si ritirò. 



29 Martedì 

29-337 



31 Giovedì 

31-335 



S. Giulio, prete. Onorato nell'isoletta omonima nel lago d'Orta (No- 
vara), ove riposa il suo corpo (330-400). — S. Marcella, vedova romana 
(sec. V). — S. Ciro e Giovanni, martiri, onorati a Vico Equense (Na- 
poli). — S. Geminiauo, vescovo di Modena. 

Memorandum. — A Modena fiera di S. Geminiano. — Entro oggi le Commissioni eletto- 
rali comunali in ogni comune invitano con pubblico avviso chiunque abbia reclami da fare 
contro le liste elettorali politiche ed amministrative, conti-o la ripartizione in sezioni e contro 
la scelta dèlie sedi per le votazioni, a presentarli non più tardi del 15 febbraio. 

-^ ■ ■ 

S. Severo, vescovo di Ravenna dal 283 al 348. — B. Antonio Pe- 
regrino, della famiglia Manzja, morto l'a. 1267, onorato a Padova. — 
B. Andrea, da Segni (Roma), minorità ad Anagni, a' tempi di Boni- 
facio VIII. — S. Verdiana, nobile vergine, patrona di Castelfiorentino. 

Memorandum. — Agli albi municipali si pubblicano per 15 giorni le liste di leva. — Per 
questo mese e per tutto marzo sono vietati la pesca e il commercio dei temoli e dei lat- 
terini: e sino a tutto maggio la pesca delle aragoste. 

' ^!^ ■ 

2 Sabato. I Purifìcazione di Maria. Cerimonia speciale presso gli ebrei, pre- 
33-333 scritta alle madri (vedi nel Levitico, capo XII. vers. 6-8) ed adempita 

anche da Maria. — S. Sergio I, papa, ne istituì la festa Vfsrso il 68'.», 

aggiungendovi ki processione delle candele. — S. Lorenzo, benedettino italiano, vescovo di 
Canterbury, morto l'anno 619, Patronale della diocesi di Cuneo. 

Memorandum. — Un noto proverbio toscano inturno alle vicende meteorologiche di oggi, 
dice: " Per la Santa Candelora [la Purificazione], se nevica o se plora [iiioce], dell'inverno 
siamo fuora; se è sole o solicello, siamo a mezzo inverno „. 



1 Venerdì 

33-334 



FEBBRAIO 1918 — 73 - (6» Settimana) 

— ^ - — - 

3 Domenica i ^< Sessagesima, ossia la sesta domenica precedente quella detta 
34-333 I di Passione i V» di Quaresima). — S. Biagio, martire, nativo di Sebaste 

■ (Palestina), medico e vescovo della stessa città, martirizzato ver>o 

l'anno 316. — S. Lorenzo, vescovo di Spoleto dal 552 al 5G3. — S. Gilberto, mart. — S. Ade- 
lino, abate di Celles (Liegi), trasse vita romita iu quel ceiiobio con altri compagni, e mori 
nel 690. 

Memorandum. — A Modena, cominemorazioné patriottica del tentativo insurrezionale di 
Ciro Menotti (1831). — Oggi in Livorno comincia il Carnevale per speciale costumanza della 
città in seguito ad un voto fatto nel 1742 dopo nove fortissimi terremoti. 

^' 

4; Lunedì S. Gelasio, martire, morto per la fede a Fossombrone coi sawti 

35-331 Aquilino, Gemino, Magno e Donato. — S. Veronica o Berenice, di 

— Edessa: colei che secondo la pia tradizione, avrebbe asciugato a Gesù 

condotto a morte il volto madido di sudore e sangue. — S. Andrea Corsini, fiorentino, 
dell'ordine dei Carmelitani, fu vescovo di Fiesole per 23 anni, e morto nel 1373 fu oano 
nizzato da Urbano Vili. 

Memorandum. — C ^- Q- ~ Festa di S. Agata a Catania, col giro del Santo Corpo. Pas- 
sc,i;giata delle 'nluppatedde (ora presso che in disuso). 

5 Martedì 1 S. Agata, verg., mart. Siciliana: subì il martirio per la fede l'a. 251, 
36-330 sotto r imperatore Deeio. È la patrona di Catania. — S. Abramo, 
vescovo, martire di Arbella, caduto, secondo Sozomeno, nella per- 
secuzione di Sapore (348). — S. Avito, arcivescovo di Vienna, nativo dcU'Alvernia, cletco 
nel 490 e morto nel 525. — S. Alice, vergine. 

Memorandum. — La repubblica di San Marino festeggia l'anniversario della sua libera- 
zione dal card. Alberoni (1740): le campane della città e dei castelli suonano a festa già da 
tre giorni. — Festa e tìera di S. Agata al Bisagno (Genova). 

;j- 

6 Mercoledì l Dorotea, verg., mart., di Cesarea di Cappadocia, mart. 1' a. 308. — 
3'?-329 S. Giaciuta Marescotti, istitutrice dell' arciconfraternita dei Sacconi, 

— morta nel 1C40, venerata a Viterbo (Roma). — S. Amando, vescovo di 

Maestricht, oriundo francese. Fu l'apostolo delle Fiandre e degli slavi della Garinzia. 
Mori nonagenario nel 675, e le sue spoglie riposano nella chiesa dell'abbazia di Elmon, che 
porta il suo nome (Butlerj. 

Memorandum. — Nascita del Principe Tommaso, Duca di Genova (1854). — Pagamento 
delle pensioni governative di prima categoria (non oltre le 500 lire annue). 



-U;. 



7 Giovedì S. Romualdo, abate, nativo di Ravenna, della famiglia degli Onesti, 

38-338 fondatore dell'eremo di Camaldoli e dell'ordine de' Camaldolesi, con 

'la regola benedettina: 956-1027. — S.Riccardo, re d'Inghilterra, morto 



a Lucca, recandosi pellegrino a Roma, l'a. 771. — S. Teodoro, soldato, martire. 

Memorandum. — Giovedì grasso (Berlingaccio). Si chiudono le Scuole e non si riaprono 
di solito che dopo le Ceneri. 

'■ — ' H - 

8 Venerdì t S. Giovanni di Matha e S. Felice di Valois, fondatori dell'ordine dei 
39-32'? i Trinitarii, per il riscatto dei ci-istiani schiavi dei Turchi (116y-r213). — 

' S. luvenzio o Evenzio I, vesc. di Pavia (scc. II). — S. Onorato Casti- 



glioni, vose, di Milano dal 508 al 572 (o 580 secondo il Sassi), morto esule a Genova. 

Memorandum. — Venerdì grasso. — A Verona, Venerd'i del Gnocco, o Gnoccolare, an- 
tichissima festa popolare. 

9 Sabato I S. Apollonia, verg., mart., d'Alessandria d'Egitto, soavi ranno 240, 

•40-326 Ifi'a '« alfre pene del martirio, la rottura dei denti, e i fedeli perciò si 

— raccomandano alla sua intercessione appunto nel mal di denti. Festa 



)atronale ad Asso (prov. di Como). — S. Rainaldo, vescovo di Nocera dal 1222 al Vllò. 

Memorandum. - Sabato grasso. ~ Amiiversaiio della proclamazione della Repubblica 
Romana (ISi'J). 



FEBBRAIO 1918 - u - (7^ Settimana) 

10 Domenica! -I^ Quinquagesima, ossia la quinhi rtoraoiiica precedente quella detta 

^41-3S5 |di Passione (\'>^&\ Quaresima). — S. Scolastica, vergine di Norcia (Spo- 

_ ^leto), sorella di S. Benedetto, morta l'anno 543. — S. Sotere, vergine 
romana, della nobile famiglia a cui apparteneva S. Ambrogio, vescovo di Milano, martire 
ra.304. — S. Guglielmo, eremita, morto l'unno 1157, nella solitudine detta ÀY«t«/(«m i?/»orf;<j 
(Radicolanlj. — B. Leonardo da Foligno, minorità, nato l'a. 1204, morto nel 1290. 

Memorandum. — Ultima domenica di Carnevale. — Scade la prima rata bimestrale delle 
imposte dirette erariali e sovrimposte comunali e provinciali. Non pagando entro ^11 otto 
giorni successivi alla scadenza, il contribuente incorre nella multa del 4%. 

1 1 Lunedi ; S. Desiderio, di Autun, consacrato vescovo di Vienna nel .591. Fu 

43-324 j perseguitato dalla principessa Brunechilde, che lo fece deporre, esi- 

gliare e linalmtnto uccidere nel G12. — 8. Lazzaro, vescovo di Milano 
dal 448 al 449. — Prima apparizione della Vergine Immacolata a Bernadette Subirous nella 
grotta di Massabielle presso Lourdes. — S. Castrense, o Castrese. vescovo, patrono di Ma- 
rano di Nnpoll (428-477). — Ss. Rullino, o compagni, martiri. 

Memorandum. — @ L. N. — Ultimo lunedì di Carnevalo (Lunedi grasso). — Le Blbliot. - 
che governative sono chiuse. — Pellegrinaggio al Monte Senario, presso Firenze. — Capo- 
danno cinese. Primo giorno della prima Luna dell'anno Vù-ù (anno 55 4el 7fi™<» ciclo). 



12 Martedì i l sette Santi Fondatori dell'Ordine de' Serviti o Servi di Maria: 

43-383 tutti fiorentini (sec. XIII), nel giorno dell'Assunta del 1233 si senti- 

— y.(yy^Q unitamente spinti a vita più perfetta; onde distribuirono i loro 

beni ai poveri e si ritirarono a vita eremitica fino alla loro morte. Furono canonizzati da 

Leone XIII e sono tuttora venerati sul monte Senario, in Toscana. — S. Gaudenzio, vescovo. 

Governò la Chiesa di Verona (sec. Vj. 

Memorandum. -- Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Ultimo giorno di Carne- 
vale (Martedì gl'asso). Le Biblioteche governative sono chiuse. — Fiera a Taggia (prov. di 
Porto Maurizio). Dura tre giorni. — Festa dei SS. Jerarchi Basilio, Gregorio e Giovanni Cri- 
sostomo nel calendario greco-russo ortodosso. 

?H 

Le Ceneri. — S. Giuliano, martire. Subì il martirio a Lione. — S. Can- 
terina de' Ricci, da Firenze, domenicana, morta santamente a 69 anni, 
e venerata a Prato. — S. Poliuto, martire, ufficiale nell'esercito im- 
periale, soflfrl li martirio durante la persecuzione di Decio. È onorato a Melitina. — S. Fosca 
vergine, di Ravenna, decapitata circa l'a. 250. 

Memorandum. — Primo giorno di Quaresima. — Da oggi sono proibite le solennità nu- 
ziali sino al lunedi dopo la Domenica In Alhis. — Anniversario della resa di Gaeta. Festa 
dell'arma del Genio. — Pagamento delle pensioni governative di terza categoria '^superiori 
a L. 2000 annue). 



13 Mercoledì 

44-322 



14 Giovedì ! S. Valentino, prete, martire a lloma (269). È fama che l'imperatore 
45-381 ì Claudio I, udito della riputazione che Valentino godeva pre^o gii 

■ stessi pagani, volle vederlo, ma, cedendo ai tristi consigli de' suoi 

cortigiani, dopo crudeli tormenti lo mandò a morte. — Ss. Modestino, Fiorenzo e Flaviano, 
patroni di Avellino (303). 

Memorandum. — Primo giorno del Carnevalone ambrosiano (per la diocesi di Milano). — 
In Inghilterra e nelle colonie, festa di S. Valentino: scambio di doni, spesso umoristici, tr% 
i fidanzati e altre coppie legate d'aftetto. 

— _ ^ H^ : 

15 Venerdì j Ss. Faustino e Giovila, martiri della terza persecuzione sotto l'im- 
46-320 i peratore Adriano, l'a. 134. .appartenevano a distinta famiglia bre- 
sciana, ordinato il primo sacerdote e diacono il secondo; esposti alle 



fiere, diccsi che queste li rispettassero, cosicché, riuscito vano quel tentativo di martirio, 
furono decapitati. — S. Decoroso, vesc. di Capua (Caserta), morto l'a. 693. 

Memorandum. ~ Secondo giorno del Carnevalone ambrosiano. 

16 Sabato | S. Samuele, profeta. Fu giudice, o capo supremo degli Israeliti, e 
^-T'-SIQ j visse dal 2489 al 2947 del mondo (Migne). — S. Ouesimo, vescovo di 

• Efeso (sec. II), martirizzato sotto l'imperatore Domiziano l'anno 95. — 

Ss. Procolo, Efebo, e Apollonio, martiri ricordati a Terni. 

Memorandum. - Ultimo giorno del Carnevalone ambrosiano. 



FEBBRAIO 1918 _ 7-, ( 8^ Settima na) 

17 Donieilical ^^ Prima di quaresima, ossia quaranta giorni avanti la Pasqua. - 
48-318 |S. Benedetto, benedettino, vescovo in Sardegna, venerato a Cagliari 

- 'fsee. XII?). — B. Luca Belludo, minorità, morto la. 1269. onorato a 

l'adova. — S. Crisanziano, m. presso Aquileia. — S. Fiaviano, vescovo di Antiochia, morto 
jK'll'aiuio 411». 

Memorandum. — Prima domenica di Quaresima. In molti luo^'hi la tradizionale cerimonia 
della p&ntijldccia. 



18 Lunedi 1 S. Simeone, vescovo di Gerusalemme, martirizzato sotto Traiano 
49-317 jl'a. 106. Era nato poco prima di Cristo, acquistossi fama nella Chiesa 

^ nascente, e fu eletto vescovo dopo il martiri») di S. Giacomo Minore. 

Vecchio già di 120 anui, accusato di essere cristiano, subì il martirio. — B. Benti voglio, mi- 
norità, onorato a S. Severino Marche (Macerata). 

{Memorandum. — 3 P. Q. — Festa patronale di S. Fiaviano a Giulianova (provincia di 
Teramo), con liei-:i. 



1 9 Martedì i S. Corrado, eremita. Dicesi appartenesse alle famii,'lie piacentine 
50-316 1 de* Gonfalonieri e de' Laudi (secolo IV). — S. Elisabetta Picenardi, 
_J vergine servita (1428-1468), ricordata a Cremona ed a Mantova. — S. Ga- 



io, dalmata, della famiglia di Diocleziano, morì martire nel 296. 
■Memorandum. — Entra il Sole in Pesci 



20 Mercoledì j S. Eleuterìo, martire. Patriarca di Costantinopoli dal 484 al 491 

51-315 j circa. — S. Leone II, vesc. di Catania, nella prima metà del secolo 
■ ottavo. Fu ordinato sacerdote da S. Cirillo vescovo di Reggio Cabi- 
la, e dopo av^r compiuto molti prodigi pei quali si meritò il nome di taumaturgo, mori 
Ultamente nel 784. — B. Amata da Corano, minorità, secolo Vili. — B. Giovanni Grade- 
iiigo, da Venezia, benedettino (secolo Xi. — Primo ffiorno delie Tempora di Frimaveru. 

-J^^ ^ 

2 1 Giovedì | S. Germano, abate di Granfe!, oriundo di Treveri. Fu dapprima 
5S-314 ' discjepolo di S. Arnulfo di Metz, quindi fondò un monastero sotto le 

_ regole di S. Colombano, che in seguito diresse. Venne assalito prodi- 

toriamente ed ucciso dai soldati di Bonifacio, perchè li aveva rimproverato i mali tratta- 
menti usati vcrio gli abitanti (066). — S. Massimiano, vesc. di Ravenna dal 546 al 556. 

Memorandum. — Pellegrinaggio all'abbazia di Monte Cassino. — Pagamento delle pen- 
sioni governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 



2t2 Venerdì i cattedra di S. Pietro in Antiochia. Rammenta il tempo dei pontificato 
53-313 ì di s. Pietro, apostolo in quella città, dal 35 al 42 (Mozzoni). S. Pietro 

! (jypQ aver predicato in Gerusalemme, prese la via di quella metropoli, 

tu precisamente in Antiochia che i seguaci del Nazareno presero per la prima volta uffi- 

uilmeBte il nome di Cristiani. — S. Margherita da Cortona, nata a Laviano in quel di Chiusi 

<;1 1240. Dopo aver condotto per nove anni una vita licenziosa a Montepulciano, si converti 
ritiratasi a Cortona, fu modello di virtù e mori nel 1297. — SS. Talassio e Limmeo, 
litarii, contemporanei di Teodoreto. — Setondo giorno ddle Tempora. 

Memorandum. — Anniversario della nascita di Washington (1732), festeggiato agli Stati 
1 niti d'America. Anche le Società della Pace celebrano quest'anniversario come loro festa 
speciale. 

rH ■ 

23 Sabato [ S. Pier Damiano, card., nativo di Ravenna (OSS); morto ra. 1072; an- 
54-313 : noverato tra i dottori della Chiesa latina. — S. Romana, vergine, veuf- 

'■ rata a Todi (Perugia): anno 335 (Baronie). — S. Miione, vescovo di B> 

vento, morto l'a. 1076. — B. Nicolao, benedettino, morto l'a. 1456, onorato a Genova. - 

Lazzaro, monaco, pittore a Costantinopoli, che sofferse molti tormenti dac^li icouocla' ti 

lo l'imperatore Tcofllof — Terzo (fior io delle T inpara. 



FEBBR.-MARZO 1918 - 76 — (9'-^ Settimana) 

24 Doinenical ì^ Seconda di quaresima. - s. Mattia, apostolo. Era di Betlemme 
55-311 I nella Palestina, fu discepolo di G.C. e poi ebbe la ventura di essere 

scelto come apostolo in sostituzione del traditore Giuda; moril'a. il 
circa. — Ss. Monfano e compagni, discepoli di S. Cipriano (259), martirizzati durante la per- 
secuzione di Valeriano. — S. Pretestato, vesc. di Ilouen, ucciso da un satellite della rei;jiiia 
l'redegonda (5.s»}. 

25 Lunedi j S. Cesario, medico, fratello di S. Gregorio di Nazlanzo, detto U teo- 
56-310 jlogo. — S. Felice III, papa dal 526 al 530. Era parente di S.Gregorio 

Magno, il quale dice di lui che apparve alla nipote TersilJa per chia- 
marla al cielo. — S. Avertano e beato Romeo, ambedue carmelitani, morti a Lucca nel 1366 
circa. — S. Gerlando, patrono della città di Girgenti. 

Memorandum. — (g) L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Comincia la 
fiera di S. Mattia a Vercelli: finisce il 2 marzo. — Festa nazionale del Brasile. (Anniversario 
della promulgazione della Costituzione repubblicana). 

— . .Jij 

26 Martedì 1 S. Servolo, vescovo, che resse la Chiesa di Verona (secalo VI). — 
57-309 S. Andrea, vesc. di Firenze (sec. V). — S. Fanstiniano. vesc. di Bologna 

" '(sec. VI). — S.Alessandro, patriarca di Alessandria dal 313 al 326, Fu 

egli che scomunicò Ario, prete della sua Chiesa, convinto di eresia, e che poi lo condanno 
cun altri trecento vesijovi nel concilio ecumenico di Nioea. 

Memorandum. — Per gli Israeliti primo giorno delle feste di rui-ini o delle Sorti. 

Uv 

27 Mercoledì] S. Leandro, vesc. di Siviglia, m. nel 596 dopo aver convertito 'i Vi- 
58-308 sigoti dall'eresia ariana alla fede cattolica, in ciò aiutato dal loro re 

'Reccaredo. — Ss. Alessandro, Abbondio, Antigono e Fortunato, mm. 

Morirono per la fede durante la grande persecuzione degli imperatori Massimiano e Dio- 
cleziano (284-305). — S. Giuliano, martire ad Alessandria, che fu portato davanti al giudice 
in una lettiga da due servi, perchè sofferente di podagra, e venne fatto morire sul rogo dopo 
vari tormenti. 

Memorandum. — Secondo giorno delle feste di rniim, o delle Sorti. — Oggi pagamento 
degli stipendi agli impicgatr governativi 

28 Giovedì S. Macario, anacoreta. Nacque in Alessandria d'Egitto e giovine. 

59-307 [ancora, tocco dalla grazia divina, si ritirò nei deserti della Tebaide,. 

conducendo vita piena di patimenti e di privazioni. Morì nel 394 in 

età di 104 anni. — S. Flaviano, vescovo di Como, verso gli anni 542-560. 

.|- : 

1 Venerdì 1 e. Ermete, martire a Marsiglia. — S. Ercolano II, vesc. di Perugia, 
60-306 martire sotto Totila. — S.Leone Luca, abate festeggiato a Corleone 



(Palermo). — S. Bonavita da Lugo (Ravenna), terziario francescano. 
B. Mattia Nazzarei di Metelica (Macerata), monaca Clarissa (1253-1320). 

Memorandum. — Comincia la stagione di Primavera, secondo l'uso meteorologico. ~ 
Calendimarzo, festa in molte campagne dell'Italia superiore, e specialmente nella valle 
dell'Adige. — Principio dell'anno massonico. — Annivex-sario della infausta giornata di Adua 
o di Abba Garima (1896). — Si pubblicano i ruoli suppletivi delle imposte dirette, che re- 
siano depositati per otto giorni nell'ufiBcio comunale. — Da oggi sino a tutto aprile èvie- 
tata la raccolta dei mitili (cozze nere, peoci, muscoli). Comincia invece la stagione della 
pesca del coi-allo. — A Firenze oggi si devono riconfermare o disdire gli affitti e pagare le 
pigioni del secondo semestre. — Si apre la Fiera di Lione, istituita nel 1916 per combat- 
tere la Fiera germanica di Lipsia. Resta aperta 15 giorni intieri, chiudendosi la sera del 
15 marzo. 



-TX'' 



2 Sabato S. Simplicio, papa. Nacque a Tivoli e successe a pp. Ilario, nel 46S. 

61-305 I Correvano tempi tristi per la religione, ma lo zelo del pontefice non 

■ — — venne meno, e alla dolcezza aggiunse la severità quando si trattò di 

reprimere lo scisma e l'eresia. Consunto dalle fatiche, mori dopo 15 anni di pontificato 
nel 483. — S. Coade, vescovo 4a Inghilterra, rammentato dal ven. Bela per le sue virtù. - 



MARZO 1918 



(io» Settimana) 



3 DomeniCB. 15 Terza di quaresima. — S. Cunegonda, figlia di Sigifredo, conte 
62-304 jdi Lussemburgo, andò sposa ad Enrico duca di Baviera e dal 1002 
imperatore di Germania. Col pio suo consorte visse in perpetua con- 
tinenza, e morto Enrico nel 1024 si ritirò nel monastero di KautTungen, dove santamente 
morì. È sepolta a Bamberga con S.Enrico, e fu canonizzata da Innocenzo III nel 1200. — 
S. Tiziano, vescovo di Brescia nel 516. 



■Hf 



4 Lunedi S. Casimiro, re d'Ungheria, patrono della Polonia. Fu secondoge- 

63-303 "ito di Casimiro III re di Polonia: nacque il 3 ottobre del 1458, Sua 

occupazione principale era l'assistere al divin sacrificio e mortificarsi 

colle più rigide astinenze. Morì nel 1483. — S. Caio, soldato palatino, gettato iu mare per la 
fede, con ventisette compagni, sotto Valeriane, verso gli anni 257-260. 



«5 Martedì | S. Lucio, papa, martire, romano, esiliato per la fede, poi succes- 
64-302 isore di S.Cornelio sulla cattedra pontificia nell'anno 255. Subì una 

' — seconda volta l'esilio, e morì nel 257. — S. Eusebio, cremonese, di- 
polo e amico di s. (ìerolamo, morto l'a. 422. — S. Ruggero, minorità, celebrato a Todi 

Jlnbria): secolo XIII. " 



Mercoledì | S. Basino, vesc. di Bologna (secolo IV). - 8. Claudiano, venerato 
65-301 i a Trento. — B. Sollecito, religioso crocifero, onorato a Matelica (Mace- 

Ss. Perpetua e Felicita, martiri in Mauritania con Revocato 



Saturnino. Esse furono date in pasto alle belve sotto 1' imperatoi*e Severo, ed i parti- 
)lari del loro supplizio sono narrati da S. Agostino. 



Memorandum. — C U. Q. 
»lebrata In tutta la diocesi, 
ion oltre le 500 lire annue). 



Festa e fiera di S. Marziano, primo vescovo di Tortona, 
Pagamento delle pensioni governative di prima categoria 



/ Giovedì I S. Tomaso d'Aquino, nacque nel 1227 dalla famiglia dei conti d'Aqui- 
66-300 j"o, e fu detto V Angelico per la sua purità. A sedici anni vestì l'abito 

di S. Domenico e fu il più gran teologo e filosofo del medio evo. 

ione XIII lo proclamò patrono degli studi. Morì la mattina del 7 marzo 1724 a Fossa- 
lova, in quel di Terracina, nell'abbazia dei Cistei-censi, mentre per ordine di papa Gre- 
)rio X recavasi in Francia. — S. Gaudioso, vescovo di Brescia (sec. Vi. — S. Teotìlo, ve- 
Eovo di Nicomedia, cacciato in esilio nella persecuzione degli Iconoclasti. 

Memorandum. — Mezza Quaresima, festeggiata in più luoghi con tradizionali costumanze, 
m burle, con balli, ec. A Firenze il giuoco fanciullesco delle scale: a Reggio Emilia face- 
ino le vecchie (ora in disuso). — Fiera di cavalli a San Bonifacio (prov. di Verona). 



.1*4. 



8 Venerdì S. Giovanni di Dio, portoghese, fondò l'ordine dei Fatebene-fratelli. 

67-399 Durante la sua gioventù si arruolò soldato e condusse vita spensie- 

rata. Riflettendo però a' suoi traviamenti, risolse di espiarli e s' im- 

ircò per l'Africa per soccorrervi gli schiavi cristiani. Tornato in Spagna, fissò sua dimora 

Granata, dove morì nel 1550. ,— S. Cataldo, patrono della città di Taranto. 



9 Sabato 'S. Caterina Vigri, bolognese, vergine Clarissa prima a Ferrara indi 

68-S98 in patria, ove fondò il convento del Corpus Domini. Esercitò ogni 

virtù in sommo grado: ebbe favori privilegiati da Dio, quali lo spi- 

di profezia, la scienza teologica infusa, i miracoli, ecc. Morta nel 1660, il suo corpo 
conservasi ancora incorrotto. — S. Francesca Romana, sposa e madre esemplare, indi fon- 
datrice di una congregazione di oblato benedettine, presso le quali si ritli'ò dopo la morte 
<loi marito. Morta nel 1440, fu canonizzata da Paolo V. 



Memorandum. — Da oggi al 12 fiera a Manduria (Leccei per la festa di S. Gregorio Ma- 
. ,.l,f» ,.tiri(> appunto il 12. , 



MARZO 1918 - 78 - (11* Settimana) 

10 ]3onieilìCaj ^1< Quarta di quaresima. — S. Leonzio, soldato, martire con altri 
69-297 1 trentanove compagni, a Sel^iste, in Armenia, l'anno 320. - B. An- 

drea, abate vallombrosano (secolo XI), onorato nella diocesi di Fie- 

-i.le iFlrenzei. — S. Attalo, abate di Bol)ljio (Pavia): sec. VI. — SS. Calo e Alessandro mar- 
'.fi in Apainea (Fiiyia). 

Memorandum. — Per r anniversario della morte di Ginseppe Mazzini (1872), commemo- 
razione patriottica alla tomba di Ini a Staglieno, presso Genova. — A Roma, al Vaticano, 
cappella i)iipale: sull'altare è esi^osta la roia d'oro, benedetta dal papa in sacrestia prima 
(It Ila messa, e da lui destinata a un principe cattolico, o ad una chiesa insigne, ec. — A S. lla- 
rin iri'.nza nel Reggiano tìeia detta dei Bovi grassi. 

' ' *'' 

1 1 Lunedì , S. Eulogio, prete, mart. spagnuolo, di Cordova, peri vittima della 
70-896 I persecuzione de' Mori: 800-859. — S. Benedetto Crespi, vesc. di Mi- 

~ lano 681-725, sepolto In S.Ambrogio. — S. Pietro, anacoreta, onorato 

a lianeo (Romai. — S. Firmano, ricordato dal Baronio nell'anno 993, onorato a Fermo. 

n/lemorandum. — Commemorazione a Torino dei martiri del 1821. — Grande fiera di 
o.Tvalli a Verona. Dura dieci giorni. Spettacoli d'opera al Teatro Filarmonico, corse e altii 

siutfacoli, 

J. : 

12 Martedì 1 S. Gregorio Magno, papa, dal 590 al 605, Fu il primo che assun-e 
71-395 nf"' document; pontifici 11 titolo di Serriis STvornm Dei. È dottoie 

_ . — ___ — ^^ della Chiesa avendo lasciato gran numero di scritti, tra cui i Morali 

e le Omelie. — S. Mamiliano, martire, a Roma, sotto Alessandro Severo. — S. Fina, vergine, 
}iiorta l'a. 1253, onorata a San Geminiano (Sienai. 

Memorandum. — @ L. N. 



13 Mercoledì! S. Cristina, vergine, martire in Persia. - S. Ansovino. vescovo di 
73-S94: j Camerino (Macerata): sec. JX. — S. Eldrado, o Aldrado, abate di 

'Novalesa fSusa). — B. Eni-ico, terziario francescano, onorato a Pern- 

;;;a. - - S. ^lacedonio, prete. — S. Eufrasia, verg. mart. nel 410. 

Memorandum. — Pagamento delie pensioni governative di terza categoria (superiori alle 
li, 2000 annue). 



1^. (jlOVedi j S. Matilde, imperatrice di Germania, e moglie ad Arrigo, duca di 
73-S93 [Sassonia. Visse con lui molti anni, esempio d'ogni virtù, sempre data 

alla preghiera, umile fra lo splendore della reggia, e caritatevole. Fu 

mal compensata dai figli che la spogliarono d'ogni suo avere, e fu costretta ad andare 
raminga. .Mori Tanno 968. - S. Afrodisio, martire verso l'anno 481. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico, — Oggi per gli Ebrei prin- 
cipia l'anno religioso, secondo l'antico calendario rabbinico. — Oggi, natalizio del defunto 
re Umberto I, si fa la commemorazione ufficiale della sua morte (ved. 29 luglio.i. 



.U. 



1 5 Venerdì ] S. Longino, soldato, martire. 11 medesimo che osò ferire 11 corpo 
74-393 |dl Gesù in Croce: convertitosi, subì il martirio a Cesarea in Cappado- 

eia: sec. I. — S. Magoriano, venerato a Trento : sec. IV-V. — 8. Ma- , 

trona, vergine, venerata a Capna Vetere: sec. V o VI. 

Memorandum. — Da oggi sino al 15 giugno è vietata la pesca fluviale e lacuale (salvo 
certe eccezioni ricordate a suo luogo). La pesca con la lenza fatta da terra è sempre per- 
messa. 

16 Sabato ì S. Erlberto, vescovo di Colonia: morto l'anno 1022. — Ss. Ilario, 
75-S91 vescovo, e compagni, martii-i ad Aquileia: secolo ITI. — S.Agapito, 

vescovo di Ravenna, dal 206 al 222. — B. Torello da Poppi (Arezzo i, 

monaco vallombrosano. morto nel 1282. 

Memorandum. — Fiera a Cittadella. Dura sette giorni. — A Roma per l'anniversario del 
miracolo di S. Filippo Neri che nel 1583 risuscitò per breve tempo il giovinetto Paolo Mas- 
simo, a casa Massimo si visita la stanza del miracolo ridotta a caiìpelìa. 



MARZO 1918 - V.) - (12^ Settim ana) 

17 Domenica' >v^ 0"'"ta <*• quaresima, o di Passione. — S. Patrizio. Fu vescovo 
76-390 iili Nola (Casertai nel see. Ili o IV. — S. Patrizio, apostolo d'Irlanda, 

' nato sulla fine del IV secolo, In un villaggio della Scozia. Tratto schiavo 

ili Irlanda, fu ridotto a sorvegliare gli armenti. Ordinato prfte in patria, torno In Iriaiula 
:i j)vedicarvi 11 Vangelo. Morì l'a. 4C4. 



18 Lunedi S. Gabriele, arcangelo. Annunziò a Maria SS. la nascita di S. Gio- 

77-289 vanni Battista e la maternità di lei iVang. di S. Luca: I, 19 26). — 

S. Anselmo, veso. di Lucca dal 1073 al 108fi, venerato come patrono a 

..i;iiitova. — B. Salvatore, mlnoritii, morto a Cagliari nel 1567. 

Memorandum. — Anniversario della prima delle glorio.se Cinque Giornate di Milano tl.ms). 
l'ino a tutto il 22 la città è Imbandierata. Si inaugura pure una fiera ijopolare a Porta Vit- 
toria. — Anniv. della proclam. della Comune di Parigi, festeggiato dal partito anarchico in- 
ternazion. — Fiera di S.Giuseppe a Ostuni: dura 3 giorni. — Comincia la druitiìe Qìin,e' 
si),ia nel calendario Gre«>o-Busso. 



19 Martedì >T-( S. Giuseppe sposo di Maria Vergine, oonfess. Da Pio IX fu pro- 

78-288 clamato patrono unlvei'sale della Chiesa cattolica, e la festa del suo 

patrocinio è celebrata la tei-za domenica dopo Pasqua. — Ss. Quinto 

e compagni, martiri, ricordati a Sorrento. — B. Bonaventura Torniello, servita, morto 
ratino 1491, onorato a Venezia. 

Memorandum. — ^ F. Q. — Festa di S. Giuseppe, solenne per la Chiesa, ma non ricono- 
sciuta dallo Stato. Col motuproprio di Pio X dei 2 e 24 luglio 1911, era stata abolita, ma 
lu ristabilita da Benedetto XV. — Questo è il solo giorno dell'anno in cui a Roma le donne 
possono visitare la cappella di S. Elena nella chiesa di S. Croce di Gerusalemme. - A Scan- 
diano, fiera di S. Giuseppe; dura 3 giorni. — Fiera a Solmona, che dura 7 giorni. 



-J.. 



- 20 Mercoledì! Ss. Grato e Marcello, preti, ricordati a Forlì, del IV o V secolo. — 
79-387 |B. Ippolito Galantlni, fondatore d'una congregazione per l'insegna- 

"■ 'mento della dottrina cristiana, morto a Firenze nel 1('.19 o beatificato 

i da Leone XII nel 1825. 



^ 21 Clio vedi ì S. Benedetto, abate. Fu il patriarca dei monaci d'Oecider^te; il suo 
80-286 I monastero di Montecassìno, ove morì l'anno 543, dura tuttora, dopo 
attraversate le più difficili vicende per quattordici secoli. 

Memorandum. — Entra il Sole in Ariete e comincia la Primavera astionomlca. — Equi- 
nozio di Primavera. - Oggi il giorno e la notte solare sono di uguale durata. - Pagamento 
.ielle pensioni governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a L. 2000 aunuei. 



22 Venerdì S. Paolo, già proconsole romano in Cipro, indi vescovo di Narbonue 

81-385 (Francia): sec. IH (Migne). — S. Benvenuto Scotivoll, vescovo di Osinio 

'(Ancona) dal 12«4 al 1283. — S. Lea, matrona romana, morta l'a. 304, — 

Hasilio di Andra, prete e martire, morì fra i tormenti per la fede nel 362. 



23 Sabato i S. Turlbio Alfonso Mogrovejo, mart., arcivescovo di Lima (Perù), dal 
82-284 1578 al 1006. — S. Pelagia, mart. — Ss. Nicone, veso., e compagni, m: •- 

tiri, circa l'a. 200, ricordato a Taormina (Messina". — H, Proeopio, ve- 

)vo di Taormina (sec. X). — S. Procolo, vescovo di Verona (see. IIlj. 

Memorandum. — Anniversario della prima delle Dieci gloriose Giornate di Brescia (1819). 
Festa popolare della Madonna delle Milizie, che si celebra nel Santnario omonimo presso 
oli (Siracusa) con una tìnta battaglia. 



MARZO 1918 — 80 — (13» Settimana) 

24" Domenica! »-I< Domenica delle Palme, detla atirhe deìr Olivo. — S. Simonino, fan- 

83-383 ciullo di Trento, martirizzato l'a. H75. — Ss. Marco e Timoteo, martiri 

a Roma (sec. II). 

Memorandum. - A Roma, messa solenne alla basilica di S. Pietro (ore 9). Si cantano al 

Passio i cori di Avila, all'Offertorio lo Slahat di Palestrina, e dopo l'elevazione il Benedictwi 

di Baini. 



i2o Lunedi Annunciazione dell' arcang. Gabriele a Maria SS. — S.Umberto di 

84-383 Marolles, prete (682). — S. Ireneo, vescovo di Sirmio. — S. Disma, il 

buon ladrone, crocifisso con Gesù che gli promise il paradiso. 

Memorandum. — A Milano, festa biennale del Perdono nel Duomo, rome in tutti gli anni 

pari. — Fiera a Ciriè. — Fiera di cavalli a Lonigo (provincia di Vicenza), frequentatissima. 



2ò Martedì S, Teodoro, martire. Era milite sotto gli imperatori Diocleziano e 

85-381 ! Massimiano, e subì il martirio ad Amasea nel Ponto nel 30(5, — 8. Ema- 

' nuele, martire. — S. Felicita, vergine padovana. 

: ;:; 

27 Mercoledì! i^. Marciano, vesc. Ricordato a Tortona. (Alessandria): sedi (vedi 
86-380 k> iftarzo). — S. Giovanni eremita, vissuto a Nicopoli nell'Egitto, mori 

i 'l'a. 394. — S. Augusta v. m., onorata a Serravalle (Treviso). 

Memorandum. — (J) L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Mercoledì 
Santo. — A Roma, al Vaticano, alle ore 16, cappella papale per l'ufficio delle Tenebre. 
Vi si cantano al primo notturno una Lamentazione a 4 voci di Palestrina. e, dopo il B^ne- 
(iictns, delle laudi e il i¥/serere a versetti alternati di Bai o di Baini. Alla basilica Vaticana, 
dopo il Mìserere, ostensione delle grandi reliquie della Passione: la lancia, il legno della 
vera croce, il velo di S. Veronica. — Caratteristica processione delle Maestranze a Caltanis- 
setta. — Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 
ì|i 

2c> (riOVedl I S. Speranzo, abate presso Norcia, citato da Gregorio Magno nel 
87-379 quarto de'suoi Dialoghi. — S. Sisto III, papa dal 432 al 440. - S. Gon- 

trano, re dei Franchi. — Ss. Castore e Doroteo, martiri a Tarso. 

Memorandum.— Giovedì Santo. — Da oggi sino al lunedì di Pasqua inclusivamente sono 
chiuse le Biblioteche governative: e sino al martedì tutte le Scuole, Licei e Istituti tecnici 
hanno vacanza per tutta la Settimana Santa. — Al Vaticano, alle ore 10, cappella papale. Si 
canta all'offertorio il mottetto Fratres di Palestrina. Dopo la messa il Papa porta proces- 
sionalmente l'Ostia consacrata alla cappella Paolina, illuminata sui disegni del Bernini. A 
mezzogiorno lavanda dei piedi a 13 preti stranieri. Alle 16, al Vaticano, ufficio delle Tenebre: 
la prima Lamentazione è di Palestrina, il Misereve di Bai e di Allegri. A S. Pietro, alle 18 Vj, 
dopo il Mìserere, lavanda dell'altare maggiore fatta dal Capitolo, e ostensione delle grandi 
reliquie. — Oggi e domani, a Napoli, tradizionale passeggiata dello sti-uifeio per Toledo (via 
Roma). — Primo giorno della Pasqua o l'esach, israelitica. 

29 Venerdì ! S. Eustasio, monaco, detto anche Eustazio, fu vescovo di Napoli, 
88-378 i monaco, verso l'anno 180. — Ss. Costantino e Simplicio, abati di 

Montecassino nel sec. IV. — S. Secondo, niartire, patrono di Asti. 

Memorandum. — Venerdì Santo. — Processione del Cristo Morto in molte parti d'Italia: 
In moltissimi paesi delia Sicilia si l'iproduce la scena della Crocitìssione. — Al Vaticano, alle 
9 '/2t cappella papale: canto del Passio con i cori di Avila; adorazione della Croce, con gli 
Improperi di Palesti'ina; processione alla Cappella Paolina ed esposizione della Vera Croce. 
Alle 15 V^ ufficio delle Tenebre: la 1» Lamentazione è dell'Allegri. — Secondo giorno della 
Pasqua, o PesacJi, israelitica. — Oggi a Milano e in molte altre città della Lombardia sca- 
dono molti affitti semestrali e si fanno i traslochi. — I tre ultimi giorni di marzo e i primi 
tre di aprile nelle Romagne sono chiamati i giorni della reeia: e si annettono a questo 
nome varie superstizioni. 



•^- 

S. Quirino, soldato e mart. Visse nel sec. II. — B. Amedeo III, duca 
di Savoia, morto l'anno 1742. - S. Zosimo, vesc. di S>racusa: sec. VII. 
— S. Pastore, v.escovo di Orléans. — S. Giovanni Climaco, discepolo 
di S. Gregorio Nazianzeno e autore di parecchie opere ascetiche. — S. Regolo, vescovo di 
Arles nel 130. 

Memorandum. — Sabato Santo. — A Roma, nella basilica di S. Giovanni in Laterano, alle 
ore 8, benedizione del fuoco nuovo, dell'incenso e del cero pasquale fatta dal Cardinal Vi 
cario. Alle 9, al Vaticano e a S. Pietro, ufficio solenne, con mu-sica di Palestrina. Al Gloria in 
excelsis suonano le trombe d'ai-gento dall'alto della cupola. — Antica cerimonia tradizionale 
dello scoppio del '-.arro a Firenze. — Fiera de" balocchi a Palermo, che dura sino al mar- 
tedi dopo Pasqua. 



30 Sabato 

89-377 



MARZO-APRILE 1918 



81 



(14* Settimana) 



3 1 Domenica © Pasqua di Resurrezione. lìioordu il miracoloso passngfrio del Mar 
QO-STB I Rosso, compiuto dagli Ebrei sotto la condotta del Legislatore Mosò, e 

— la consef^uentc liberazione dalla schiavitù dei Faraonidi. Fra 1 Cristiani 

è commemorata la gloriosa risurrezione di Cristo. — S. Mauricillo. Fu vescovo di Milano 
nel GCl-662 fdal G57 al 0(5S secondo il Sassi). Le sue ceneri riposano nella chiesa di S. Sa- 
tiro. — S. lialbina, vergine. — S. Beniamino. — B. Amos, profeta minore, visse circa 800 anni 
prima di Gesù Cristo. 

IMemorandum. — Soleniìilù della Pasqua. — Oggi sono chiusi anche 1 Musei e le Gal- 
lerie. — Oggi e domani, a Catona (prov. di Reggio Calabria), tradlzioria'e festa del patrono 
S. Francesco di Paola. — A San Cataldo (prov. di Caltanissetta) la strana funzione dei San- 
paoloni che vanno mascherati in cerca del Cristo risorto. — A Comiso (prov. di Siracusa), 
la festa detta delie paci tra l'Annunziata e Cristo Risorto, una delle feste locali più caratte- 
ristiche e curiose. — Gran pellegrinaggio al Santuario di N. S. di Lourdes. 

^ ^1^ __ 

1 Lunedì Lunedì dell'Angelo. — S. Ugo, vescovo di Grenoble, che lasciò per 

91-375 ritirarsi nell'abbazia benedettina di Chaise-Dieu nell'Alvernia; ma 

Gregorio VII gli ordinò di ritornare alla sua sede, dove mori nel 1132. 

kWxi canonizzato da Innocenzo II nel 1134. — S. Teodora, vergine e martire a Roma (132). 

Memorandum. — Attenzione ai pesci di aprUe che i burloni danno ogi^i con tanta facilità 
La pescare alle persone di buona fede! — Pellegrinaggio alla Madonna dell' Ai'co presso Na- 
>poli. — Processione dei ceri al famoso Santuario della Madonna di Trapani. — Da oggi Ano 
ìà tixtto settembre orario estivo per gli uffizi telegrafici a orario di giorno completo e ad 
• orario limitato (per i primi dalle 7 alle 21: per i secondi dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19). 
Da oggi al 30 settembre, agli effetti della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli, il 
^'lavoro notturno è fissato dalle 21 alle 6. — Da oggi sino a tutto agosto è vietata la rac- 
|coIta delle ostriche. Invece è permessa la pesca dei gambeiù di acqua dolce. — Sono vietati 
|a pesca e il commercio dei gamberi sino al 30 giugno. — Oggi a Torino si sogliono pagare 
Ili affitti semestrali. — Entrano in funzione 1 nuovi capitani-reggenti della repubblica di 
San Marino (fino al 30 settembre). 

^ 



2 Martedì 

93-374 



S. Francesco di Paola, fondatore dei Minimi, nato in Paola, città 
della Calabria, verso il 1416, e morto nel 1507. — S. Anfiano, marti- 
i-izzato a Cesarea in Cappadocia nella persecuzione di Galerio Mas- 



Nieezio. vescovo di Lione. 



3 Mercoledì S. Riccardo, vesc. di Chichestor (Inghilterra) (121-.1253). — S. Pan- 

93-3*73 crazio, vescovo di Taormina (I sec.?). — S. Eraldo, vescovo. — S. Ni- 

ceta, abate di un monastero della Bitinia, che molto sofferse per il 

culto delle sac«re immagini sotto l'imperatore Leone l'Armeno iconoclasta. 

Memorandum. — Settimo giorno della Pasqua, o Fesach, israelitica. — In Toscana cre- 
dono che se piove oggi, pioverà per 40 giorni: "Terzo Aprilante, quaranta durante „: in 
altre parti d'Italia il prognostico è preso dal tempo che farà domani. 

^^ 



4^ Giovedì S. Isidoro, vescovo di Siviglia. Il concilio di Toledo lo chiamò in- 
94_272 signe dottore della Chiesa in virtù de* suoi scritti, e Leone IV lo pro- 
' pose quale emulo di Gerolamo e di Agostino. Mori nel 636. 

Memorandum. — (g; U. Q. — A Frascati, festa per la ricorrenza del natale della città. 
Ultimo giorno della Pasqua, o Fesach, israelitica. 

^ 

S. Vincenzo Ferreri, nacque in Valenza. A 17 anni entrò nell'ordine 
di S. Domenico, e la fama della sua elojuenza corso per la Francia, 
l'Italia, la Germania, l'Inghilterra ed i Paesi Bassi dove predicò pace 



5 Venerdì 

95-371 



e concordia. Mòri in età molto avanzata a Vannes, l'anno 1419. 



Memorandum. — Fiera a Bitonto: dura 3 giorni, 
cenzo chiaro, assai grano; so è scuro, pane niuno « 

^ 



In Toscana oggi si dice : " San Vln- 



6 Sabato 

96-370 



Memorandum. 

500 lire annue). 



S. Celestino I, papa. Romano, successe a S. Bonifacio I nel 423. 
Combattè le eresie dei Pelagiani e di Nestorlo contro il quale indisse 
il concilio ocumonico di Efeso. Mori noi 432. 

Pagamento delle pensioni governative di prima categoria (non oltre lo 

6 



APRILE 1Ó18 - 82 - (15» Settimana) 

7: Domenica 1 «■& Domenica in Albis, o più pi-poisamcnte in «ihis i/^/,usih>, cum 
QT-QGQ I detta perchè oj^gi nella primitiva Chiesa cristiana si deponevano le 

' ^ vesti bianche dai novelli battezzati. — S, Amatore, vescovo. Successe, 

l'anno 388, nel vescovado di Auxerre, a S. Elladio; mori 1' a. 41S. — S. Alr.uite, anacoreta 
nellil Siria, Secolo IV» 

Memorandum. — Festa della indipendenza della Grecia. 



8 Lunedi j S. Dionigi, vescovo di Corinto, uno fra 1 più illustri del II sec. In- 

98-S68 I signe per pietà e dottrina, le sue lettere dimostrano come egli ah- 

bracciasse nella sua carità tntli i Cristiani. — S. Edesio martire, fratello 

di S. Atfiano, gettato in mare ad Alessandria per aver rimproverato al giudice pagano la 
sua crudeltà contro le vergini cristiane. 

IMemorandum. — Da oggi sono permesse le solennità nuziali sino al sabato che precede 
la prima domenica dell'Avvento. 



9 Martedì j S. Giovanni l'Elemosiniere, patriarca di Alessandria d'Egitto, morto 
99-367 i l'anno GIC. Si meritò il titolo col quale è distinto per la sua inesau- 

ribile carità verso i poveii. Le sue ceneri riposano a Venezia nella 

chiosa di S. Giovanni Battista in Bragora. — S. Maria di Cleofa, madre di S. Giacomo il 
Minore. — S. Veltrnde, vedova. 



.M. 



10 -Mercoledì I S. Pompeo, martire, morto in Africa durante la persecuzione di 
100-266 I Decio ('250-25IÌ. — S. Fulberto, vescovo di Chartres dal 1007 al 1029, 
— — _ . circa. — S. Beda il Giovane; monaco morto l'a. 883, onorato nella dio- 
cesi di Genova. — S. Ezechiele, profeta, lapidato a Babilonia. 

Memorandum. ^ Scade la seconda rata bimestrale delle imposte dirette erariali e sovrim- 
poste comunali e provinciali. Non pagando entro gli otto giorni successivi alla scadenza, 
il contribuente incorre nella multa del 4 ^/\,. 



11 Giovedì S.Leone Magno, papa. Nato in Toscana, fu arcidiacono di Santa 

101-265 I Chiesa, legato in Africa, poi nel 440 papa, succedendo a S. Sisto III. 

llesistette allo sterminatore Attila, re degli Unni, che minacciava- 

Tloma, persuadendolo a ritirarsi oltre il Danubio; fu dottore della Chiesa ed ebbe dal 
popolo il titolo di Magno. Morì l'a. 461. 



12 Venerdì S. Zenone, vescovo di Verona dal ?>C,2 al 380. - S. Angelo Car- 

''l02-S64 letti da Chivasso, morto l'a. 1492. — S. Giulio I, papa dal 337 al 3.ó2. 

Combattè contro gli Ariani e difese il santo patriarca di Alessandria, 

Atanasio, dalle loro violenze. — S. Damiano, vescovo di Pavia. 

* Memorandum. ^ L. N. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. 



13 Sàbato ! S.' Giustino, fdosofo. nato in Samaria noi 103 e convertitosi al cri- 
103-263 ! stianesimo a trent'anni. Eecatosi a Roma presentò due apologie della 

religione a'^di imperatori Antonino e Marco Aurelio, per le quali è 

considerato il primo dei Padri della Chiesa. Accusato cofne cristiano, morì martire verso 
il 1C7. — S. Ei'iritMiegildo, figlio del re dei Visigoti Leovigildo, fu carcerato ed ucciso nel- 
l'ahiio 580. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni governative di terza categoria (superiori a 
Ti. 2000 annuej. 



APRILE 1918 - S;i — (16» Settimana) 

14 Donieilica] >1< S. Lambarto, vesC3vo di Lione dal GSn al 0.90. - Ss. Valeriaiio e 

104-362 ITiburzio, fratelli, martiri (22^), consorte l'uno, cognato l'altro di 8. Ce- 

cilia, ijei- le cui esortazioni si convertirono al cristianesimo, e furono 

battezzati da papa TTrbano. — S. Abbondio, mansionario della basilica di 8. Pietro in Roma, 

rammentato da S. Gregorio Ma?no. 

Memorandum. — Processione di §. Vigilia compatrona della città di Livorno, in memo- 
ria del terremoto del 5 aprile 1G42. — Pellegrina-rgio al Santuario della Madonna del Con- 
forto, ad Arezzo. — A Roma nella chiesa di S. M. del Pianto, ha luogo la pubblica gara di 
catechismo fra i giovanetti romani, e il vincitore è nominato Imperatore della Dottrina Cri- 



lo Lunedi S. Paterno, vescovo di Vannes (sec. V). — S^. Basilissa e Anastasia. 

105-261 1 vovi,'ini romane di nobilissime famiglie, convertite alla fede dai Ss. apo- 

■ stoli Pietro e Paolo. Quando S. Pietro fu crocifis.so sul Gianicolo, es^e 

di notte ne seppellirono le sacre spoglie, e accusate perciò come cristiane, subirono il mar- 
tirio sotto Nerone. 

Memorandnm. — Fiera a Varese. 



16 Martedì S. Contardo dei principi Esiensi, morto l' a. 1240, onorato a Broni 

106-260 '(Paviai. — S. Benedetto Giuseppe Labre, mendicante (1748-1783), nato 

^ Saint-Sulpice d'Amottes, diocesi di Boulogne, e canonizzato da 

Leone XIII nel 1881, — S. Turlbio, vesc. di Asterga. — S. Paterno, vescovo di Avranches. — 
S. Lamberto, martire a Sarragozza. 



1 / Mercoledì' S. Aniceto, papa, successo a S. Pio I, mori martire, al principio della 
107-259 persecuzione di Marco Aurelio l'a. 100. — S. Innocenzo, vescovo e pa- 

— — — — - trono di Tortona (sec. Ili o IV). — Ss. Neofita, Isidora e Benedetta, 

martiri, onorate a Lentini (Siracusa). — S. Roberto, fondatore e primo abate di Clermont, 



18 Giovedì j S. caldino della famiglia Della Sal.a. arciv. df Milano dal IIC.O al 
108-258 |1170. Fece risorgere dalle rovine la città, che era stata messa a ferro 

e fuoco dal feroce Barbarossa, e sradicò l'ei'esia che serpeggiava nella 

diocesi. Morì sul pergamo, dopo lungo e caldo discoi'so in difesa della fede. — S. Caloceio, 
bresciano, martire. 



t 



Memorandum. — f) P. Q. — Fiera a G.avina. Dura 5 giorni. 



19 Venerdì \ S. Leone IX, papa. Segni nel poTitifìcato romano a papa Damaso 
lOO-SS"? 'II. l'anno 1049: fu già vescovo di Toul. — 8. Vigilia, vergine, martiri', 

festeggiata a Livorno. — S. Espedito, martire, protettore delle cause 



urgenti. — S. Crescenzio, fiorenti no, morto l'anno 423. 

Memorandum. — Oggi in Inghilterra "lesta delle pratoline-, Priinroae dai/, dedicata dai/o- 
,/V.s- inglesi alla memoria di Lord Beaconsfield, di cui ricorre l'anniversario della morte (1881). 

^U I 

20 Sabato I S. Marcellino, vescovo di Embrun, morto l'anno .374. — 8. Agnese, 
110-256 ! vergine, nativa di Montepulciano. Consegnata alle Suore detto <lf/ it'trr ». 

vi diede l'esempio di ogni virtù. Umile ed obbediente, occupavasi negli 

ntficì più bassi. Dormiva sulla nuda terra e digiunava a pane eil aequa. Mori la. 1317, — 
Ss. Sulpizio e Serviliano, martiri, convertiti alla fede da 8. Dumitllla. 

Memorandum. — Entra il Sole in Toro. 



APRILE 1918 — 84 — (17 » Settimana) 

21 Domenical ^ Patrocinio di S. Giuseppe, sposo di Maria Vergine, conf., patrono 
111-355 della Chiesa universale. — S, Anselmo, vescovo, che resse la sede di 

' Canterbury. Nacque in Aosta da nobili genitori. Perduta la madre, si 

lasciò adescare dalle vanità terrene, ma ben presto se ne disgustò. Tocco dalla grazia, si 
ritirò in un monastero di Normandia, ove divenne specchio di virtù. Mori nel 1109. — S. Si- 
meone, vescovo di Seleucia e Clesif'onte, e martire. Resse la sede per 26 anni, e nella cru- 
dele persecuzione di Sapore, re di Persia, tu ucciso (341) fra atroci tormenti. 

Memorandum. — Natale di Roma (a. 753 av. Cr., secondo Varrone). — In questo giorno 
i Comitati della Società Nazionale " Dante Alighieri „ celebrano la festa annuale del soda- 
lizio, in esecuzione di un voto del Congresso di Roma del lyil. — Fiera in Lentini (prov. di 
Siracusa), rinomatissima in Sicilia e nelle Calabrie. 

^ ^ 

22 Lunedì | S. Caio, papa (283-296), dalmata, fu vittima della persecuzione, re- 
112-254 jgnando Diocleziano e Massimiano. — S. Daniele, mart., onorato a Lodi 
(sec. Vili?). — B.Egidio da Assisi, minorità, morto l'anno 1260. 

Memorandum. — Anniversario in Giulianova dell'apparizione della Vergine SS. sotto il 
titolo dello Splendore, avvenuta nel 1557: grande festa e fiera, processione al Santuario, ec. 
— Pagamento delle pensioni governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a 
L. 2000 annue). 



23 Martedì S. Giorgio, martire (303). Nacque in Cappadocia da illustre famiglia, 
113-253 entrò nella milizia sotto Diocleziano, ed ebbe la dignità di tribuno. 
• 'Venuto però alla corte, ed udendo con quanta crudeltà erano trat- 
tati i Cristiani, confessò apertamente la fede. Sdegnato, l'imperatore ordinò venisse in va- 
rie guise tormentato e quindi decapitato nell'anno 303. — S. Alessandro Sauli, barnabita 
milanese, vescovo di Aleria in Corsica, diede splendide prove di carità, e trasferito al ve- 
scovado di Pavia, vi mori l'a. 1592. 
. H- 



24 Mercoledì 

114-252 



S. Fedele (1906) da Sigmaringa, cappuccino, martirizzato dai cal- 
vinisti (1577-1622). — S. Saba, martire con altri sessanta a Roma, 
l'a, 272. — Ss. Maurizio e compagni, martiri della legione febea, ono- 
rati a Pinerolo (a. 287). — S.Onorio, vesc. di Brescia (sec. VI). 

Memorandum. — Oggi, per la festa di S. Giorgio, nel Milanese si rinnovano, i contratti 
di pascolo e di fornitura di latte e latticini. Il popolo festeggia il santo odierno, protettore 
dei lattivendoli, con gite campestri e scorpacciate di panna e del cosiddetto pan di miglio. 

; ^ m 

25 Giovedì S. Marco EvangellSÌa. Scrisse il secondo tra i vangeli canonici. Fu 

115-251 vescovo di Alessandria, ove mori mart. l'a. 68. — Ss. Evodio, Etmo- 

■ gene e Calisto, martiri siracusani nella persecuzione di Diocleziano 

e Massimiano ~ S, Fedele, onorato a Spello. — Litanie Maggiori in tutte le chiese. 

Memorandum. — Oggi, plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Anniversario della morte 
di Torquato Tasso (1595). Pellegrinaggio al convento di S. Onofrio di Roma, dove è visi- 
bile al pubblico il Museo Tassiano. — Fiera di cavalli a San Bonifacio (prov. di Verona), 
detta di San. Marco. Dura tre giorni. — Processione sacra iu Rossano Calabro, in memoria 
del terremoto del 1836. 



26 Venerdì S. Cleto, papa, romano, 76-88, era stato discepolo di S. Pietro, e 
116-250 mori martire. — S. Marcellino pp., romano e martire, 296-304. — Ss. Gu- 

glielmo e Pellegi'ino d'Antiochia, protettori di Foggia, dove è festa pa- 
tronale. — S. Lucido o Lucilio, vescovo di Verona, tra il 250 e il 356. 

Memorandum. — © L. P. — Fiera di Andria. Dura due giorni. — Pellegrinaggio a Ge- 
nazzano, presso Valmontone (prov. di Roma), al Santuario della Vergine del Buon Consiglio. 

1^ 

27 Sabato S. Pellegrino Laziosi, dell'ordine de' Serviti, vissuto dall' a. 1265 al 
117_349 1345. — S. Zita, vergine, venerata a Lucca, ove mori l'a. 12.S2. — 

• ' S. Maria Egiziaca (secolo IV), — S. Anastasio 1, papa dal 399 al 401. — 

S. Tertulliano, vesc. di Bologna (sec. V), — S, Liberale o Liberio d'Aitino, prot, di Treviso, 

Memorandum. — Anniversario della seconda fuga del granduca Leopoldo II da Firenze 
(1859). La città è imbandierata. — Per S. Zita, patrona degli ortolani, festa in Bisagno, sob- 
borgo di Genova. — Fiera a Francavilla al Mare (prov. di Chieti), che dura 8 giorni, — 
Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 



APRILE-MAGGIO 1918 



85 



(18» Settimana) 



28 Donienical ^ Ss. vitale e Valeria, martiri. Nacque Vitale a Milano da nobile fa- 
118-248 I miglia e fu sposo a S. Valeria e padre dei ss. mm. Protasio e Gervasio. 

Saputosi che Vitale era cristiano, ed avendolo egli stesso confermato, 

fu straziato con pettini di ferro l'anno 62. Vitale è ricordato a Ravenna, Valeria a Milano. 
— Ad Alba ed a Treviso festa solenne. 



29 Lunedì 

119-347 

patronale ad Oropa. 



S. Pietro, martire, domenicano, fu inquisitore per la Lombardia, e 
come tale ucciso lungo lo stradale che da Milano conduce a Como 
(1252). - S. Liberio I, vescovo di Ravenna dal 185 al 206. - Festa 



•Hr 



30 Martedì 

130-246 



S. Caterina da Siena, suora domenicana che si rese celebre per la 
santità della vita ed il sapere. I fiorentini la scelsero mediatrice fra 
essi e papa Gregorio XI. Mentre papa Urbano XI la mandava a Gio- 



vanna di Napoli, essa mori nel 1380, a soli 33 anni di età. 



Memorandum. — A Roma le società democratiche commemorano la difesa di Roma contro 
i francesi del 1849. — A Parigi, vernissage al Salone dei Campi Elisi. 



-H^- 



1 Mercoledì Ss. Filippo e Giacomo il minore, ap. — S. Geremia, profeta, lapidalo a 
121-245 I fnria di popolo presso Tafna in Egitto. — S. Sigismondo, re di Bor- 
gogna e martire nel 524. Fondò il monastero di S. Maurizio nel Val- 
lese, dove si ritirò a far penitenza per aver ucciso un proprio figlio dietro false accuse. 



■Memorandum. — Calendimaggio, festeggiato in molte campagne, specialmente in quelle 
toscane.*— Festa internaz. del lavoro, istituita nel Congi-esso internazionale di Parigi del 
1889. — Fiera ad Ancona: dura'otto giorni. — Si apre la fiera di Ravenna, che dura 8 giorni. 
— Fiera di Spinazzola: dura 3 giorni. — Festa in Aidone(Caltanissetta) del patrono S. Fi- 
lippo. — Festa di S. Eflsio, patrono di Cagliari. — Da oggi è permessa la pesca con reti od 
altri apparecchi a strascico, a qualunque distanza dalla costa del mare. — Da osrgi è permessa 
la raccolta dei mitili fcozze nere, peoci, muscoli); e nel golfo di Napoli anche quella dello 
vongole o arselle. — Oggi a Firenze si comincia a cambiare gli alloggi. 



-^■ 



2 Giovedì S. Antonino, vescovo di Firenze, m. 1' a. 1459. — S. Atanasio, vesc. 
122-244 d'Alessandria d'Egitto. Mori l'a. 373 dopo aver molto sofferto per la 
fede contro l'eresia ariana. 



Memorandum. — Fiera di animali a Canicatti, che dura due giorni. — Festa nazionale 
della Spagna. 



Tfr 



3 Venerdì Ritrovamento della Santa Croce, seguito per opera di S. Elena, 

• l''^3-243 [madre dell'imperatore Costantino. — S. Giovenale II, vescovo di Terni 
■ e Narni, dal 558 al 565, e patrono di Fessane (Cuneo). — S. Ursio, ono- 
rato a Monsummano (sec. VIII). — B. Viola, vergine e martire, festeggiata a Verona. 

Memorandum. — ^ V. Q. — A. Pesoia fiera e festa del Crocifisso. — Fiera e festa dui 
Crocifisso in Castronuovo di Sicilia. — Venerdì Santo nel calendario Giuliano o Greco-Russo. 



•^ff 



4 Sabato 

124-242 

ad Ostia nel 387. 



S. Paolino, vescovo, e patrono di Senigallia, nel secolo IX. — S. Ci- 
riaco, vescovo, patrono d'Ancona, martire nella persecuzione di Giu- 
liano l'apostata (361-363). — S.Monica, madre di S. Agostino, morta 
S. Giacomo, diacono, venerato a Bergamo. 



Memorandum. — A Bologna, so'enne processione per il trasporto della Madonna di S. Luca 
dal Monte della Guardia alla Metropolitana di San Pietro. La Sacra immagine è riportata al 
Santuario il giovedì seguente, festa dell'Ascensione. — Festa di S. Floriano martire in Jesji, 
con fiora e altri festeggiamenti popolari. — Oggi a Napoli e in molto altre città dell'Italia 
meridionale scadono gli aflitti annui delle case e si fanno i traslochi. 



MAGGIO 1918 - S(; - (19^^ Settimana) 

5 Domenica >ì( S. Pio V, papa, successe a Pio IV, ed era nativo di Bosco. Morì 

135-341 l'a. 1572. — B. Amedeo, duca di Savoia. — S. Floi-iano iiiart., invocato 

_ —specialmente negli incendi. 

Memorandum. — Anniversario della partenza da Quarto per la Sicilia dell'eroe Garibaldi 
con i Mille (1860). — A Milano, solenne funzione in Dnomo, dove il Sacro Chiodo è solle- 
vato con una macchina aerea, insieme a un prete e due chierici, tìn sotto la cupola del- 
l'aitar maggiore. La reliquia era stata calata, ed esposta alla venerazione del pubblico, 
il 3, festa della Invenzione della S. Croce. — Ricorrendo l'anniversario della morte di Na- 
poleone I (1821), a Portoferraio memore del breve regno napoleonico (4 maggio 1S14 - 
4 marzo 1815) è celebrato un solenne ufficio funebre, per disposizione testamentaria del 
l)rinc. Demidoff. E anche fatta una larga distribuzione di pane ai poveri. — Fiera a Sa- 
lerno: dura nove giorni. — Grande e importante fiera di bestiame, detta della Schio vonet', 
dal luogo ove si tiene, in territorio di Corigliano Calabro. Dura tre giorni. — Festa del Cro- 
cifisso a Monreale con corso di barberi e processione caratteristica. Festa di S. Giuseppe 
alla Bagheria pure con corso di barberi. Tntt'e due attirano grande folla da Palermo. — 
Festa in Licata (Girgenti) del patrono S. Angelo. — Pasqua nel calendario Giuliano o Greco- 
Russo. — Pasqua per gli Abissini (Toisa-è). 



6 Lunedi S. Protogene, vescovo nella Mesopotamia (sec. I"V). — S. Giovanni 

136-340 Damasceno, ossia da Damasco, dottore della Chiesa greca, morto l'a. 756. 

— S. Evodio, eletto da S. Pietro come primo vescovo di Antiochia e 

martire, — Primo i/iorno delle rotazioni {rito romano). 

Memorandum. — Grande festa civile e religiosa di S. Nicola a Bari, per l'anniversario della 
traslazione delle ossa del Santo da Mira a Bari. Pellegrinaggio alla basilica, famosa proces- 
sione a ma)e, ecc. — Fiera ad Eboli: dura 3 giorni. — Festa di S. Giorgio nel calendario 
Giuliano o Greco-Russo. Festa patronale della famiglia reale del Montenegro. — Pagamento 
delle pensioni governative di prima categoria (non oltre le 500 lire annue). 



7 Martedì S. Stanislao vaso., mart. Eletto alla sede di Cracovia, riprese Lo- 

137-339 leslao II, re di Polonia, per le sue dissolutezze e lo scomunicò. Bole- 

• s!ao volle entrare in chiesa e poiché il santo vescovo tron(4^ la messa 

a causa della sua presenza, egli lo uccise di sua niano iwl 1079. — S. Guglielmo arciv. di 
Bourges. Morì nel 1209. — S. Flavia Domitilla, nipote del console Flavio Clemente e martire. 
— Secondo giorno delle rotazioni (ri/o romano). 

Memorandum. — Festa di S. Sccoido, patrono di Asti. Corse di cavalli. Al mercoledì 
successivo grande fiera. 



8 Mercoledì 

138-338 



S. Acacie, martire, centurione nell'esercito dell'imperat. Galerio, 
martire l'a. 30G, patrono di Squillace. — S. Metrone, prete, onorato 
a Verona. — S. Amato, patrono di Saludecio (Rimini). — 'J'e. co y'iorno 
delle rogazioni {rito rom^ini). 

Memorandum. — Pellegrinaggio e fiera al Santuario di San Michele sul Gargano (comune 
di Monte Sant'Angelo). — Festa a Valle di Pompei in commemorazione del VI anniversario 
della consacrazione del Tempio dedicato alla Madonna del Rosario. — Fiera a Caltanissetta. 

— Oggi a Bologna, si cambiano gli alloggi. 

9 Giovedì j >ì< Ascensione di G. C. (avvenuta 40 giorni dopo la Risurrezione). — 
139-337 I S. Gregorio Nazianzeno, patriarca di Costantinopoli. Mori l'anno 389. 

Memorandum. — Festa civile legale. Sono chiuse le Biblioteche governative, le Gallerie, 
,i Musei. 

10 Venerdì 1 B. NÌCOIÒ Albergati, rese, cardinale. Governò la Chiesa di Bologna 
130-336 'dal 1417 al 1443. — Ss. Quarto e Quinto, martiri, venerati a Capila. — 

S. Cristina, verg., mart., venerata a Palermo ed a Padova. 

Memorandum. — @ L. N. — Festa di Sant' Alfio con fiera in Trecastagni (prov. di Ca- 
tania). — In Lentini (prov. di Siracusa), festa dei Ss. fratelli martiri Alfio, Filadelfo e Cirino. 

— Le liste elettorali politiche ed amministrative approvate dalla Commisssione elettorale 
provinciale sono, non più tardi di oggi, e fino al 31 maggio, depositate a dispusizioie del 
pubblico nella Segreteria Comunale. 

11 Sabato I S. Francesco di Gerolamo. N. la. 1(312 a Grottaglio (Lecce), morto 
131-335 i a Napoli l'a. 1716. — Ss. Anastasio e compagni, martiri, onorati a Ca- 

• nierino. — Ss. Primo e compagni, martiri di Trieste (sec. Hi. — A 

Chicli, festa patronale di S. Giustino (vedi 13 aprile.i. 

Memorandum..— Giorno festivo per Livorno, in ricordo dell'eroica resisteuiia della città, 
assediala nel 1; 4'J da '.i'J.OOO Austriaci condotti d:il gcn. d'Aspre. 



MAGGIO 1918 - 87 — (20» Settimana) 

12 Domenica' tì* S. Pancrazio, m., patrono di Albano Laziale (Roma), morto verso 
132-334 iil 303. — Ss. Achilleo, Nereoe compagni, martiri sotto Traiano, l'a. OD. 

Furono battezzati da S. Pietro ed erano al servizio di Flavia Domitilla. 

Catturati, vennero relegati nell'isola di Ponza, dove furono decapitati. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Pellegrinaggio al Santua- 
rio di Santa Maria ad Rupes presso Ronciglione (Viterbo). — Oggi, domani e doman l'altro 
sono detti in Germania i Santi di ghiaccio, perchè di solito segnano un notevole abbassa- 
mento di temperatura. — Anche in Italia da oggi al 18 si ha per i meteorologi un periodo 
critico, che i PP. Secclii e Lais chiamarono burrasca di' Sun Bonifiicio. 

13 LllIìCdl S. Giovanni il Silenziarlo, di nascita armeno, impiegò i suol beni 

133-233 neir erigere una chiesa ed un monastero, dove si ritirò a 18 anni. L'ar- 

civescovo di Sebaste lo elesse a 28 anni vescovo di Colonia, ma dopo 



nove anni si ritirò a S. Suba, dove mori centenario Tanno 559. — Dedicazione del tempio 
di S. M. ad Martyres in Roma (Pantheon). — Primo giorno delle litanie ambrosiane. 

Memorandum. — Oggi e i due giorni seguenti, litanie del rito Ambrosiano. Corrispondono 
lille rogazioni del rito romano. Oggi si danno le Ceneri, che nel rito i-omano si -danno il 
primo mercoledì di Quaresima. — Festa della fratellanza al Brasile, anniversario dell'abo- 
lizione della schiavitù (1888). — Pagamento delle pensioni governative di 3» categoria (supe- 
riori a L. 2000 annue). 



14 Martedì 

134-232 



S. Bonifacio, martire. Viveva in Roma al principio del IV secolo. 
Visitando l'Oriente giunse a Tarso, dove, veduti gli efl"ei*ati supplizi 
a cui erano soggetti i martiri, si gettò fra loro abbracciandoli. Invi- 
tato a sacrificare agli dèi, vi si rifiutò. Fu decapitato l'anno 307. — Ss. Corona e Vittore, 
patroni di Feltre (sec. II). — Sa ondo giorno delle litanie ambrosiane. 

Memorandum. — Festa dell'indipendenza al Paraguay. 

15 Mercoledì! S. GìO. Battista de la Salle, istitutore della Congregazione dei Fra- 
135-231 telli delle scuole cristiane. Nacque a Reims nel 1G51 e mori a Rouen 

nel 1719. Fu canonizzato da Leone XIII il 24 mjggio del 1900. — 

S. Donnino diacono, confessore, venerato a Piacenza (seo. V). — Terzo giorno delle ìilanie 
ambrosii(ne. 

Memorandum. — Festa della Democrazia Cristiana, istituita per contrapposto al Primo 
maggio della Democrazia Sociale, e in commemorazione della data della Enciclica di Leo- 
ne XIII Rerum n< varum, del 15 maggio 1891, sulle condizioni dei lavoratori. — Fiera a Vi- 
terbo. — Fiera di S. Bernardino in Altavilla Irpina (Avellino). Dura 4 giorni. 

^ ^ I ^ r* 

16 Giovedì I S. Giovanni Nepomuceno sacerdote, nato a Nepomfik, in Boemia, 
136-230 I l'anno 1330, morto martire del segreto sacramentale. l'anno 1383. — 

— S. Pellegrino, che mandato da S. Sisto papa a predicare il Vangelo 

nelle Gallie. vi diventò il primo vescovo di Auxerre o mori martire nel 304. --S.Ubaldo, 
vescovo di Gubbio nel 1129, il cui corpo si conserva incorrotto nel Santuario a lui dedicalo. 

Memorandum. — Fiera a Scarperia (provincia di Firenzu». — Festa dei ceri a Gubbio. 
Secondo centenario della nascita in Milano di Maria Gaetana Agnesi, illu$tr« matema- 
tica (morta nel 1799 nel Luogo Pio Trivulzio dove passò 48 anni assistendo gl'infermii. 

'l' 

17 Venerdì j S. Pasquale Baylon, ebbe i natali in Torre Hermnsa (Aragona). Fan- 
137-229 iciullo custodiva gli armenti, ma ispirato da Dio si fece religioso e >i 

diede ad una straordinaria austerità di vita. Dava il proprio cibo ai 

poveri, dormiva sulla nuda terra e tlagellavasi a sangue. Mori nel 1592. 

Memorandum. — J) P. Q. — Fiera di S. Pasquale a Cotronc (prov. dj Catanzaro). — 
l'iora in Castrogiovanni (Caltanissetta). Dura due giorni. — Genetliaco dèi re .alfonso di 
Spagna (1886). — Sciavito', o Pentecoste israelitica. 

^ oQ^oa *^ 1 S- Venanzio, martire nell'a. 250, venerato a Camerino.;^ S. Teo- 
lJ»-^3» 'doto, niart. S. Felice, vescovo di Siiello (sec. III-IV). 

Memorandum. — Anniversario della Conferenza deirA,ja e della istituzione della Covte 
imiinancute di arbitrato. Festa annuale dello Società por la Paco,... particolarmente rac- 
comandata dopo le barbare stragi di questi quattro annil — A Roma, in Vaticanp, alle 
"i-e 17 ',0. cappella papale per i primi- Vespri. Si cantano il Dixil o.il Peniti^ vir d,\ Cuscfo- 
liiii, scritti nello stile di J'alestriniv. — S(;cy:Klo giorno 4' .S'c'ft"«b', rcii(c?òstò israpìilit;.», 



MAGGIO 1918 - 88 - (21* Settimana) 



19 Domenica 15 Festa di Pentecoste. Ricorda la discesa dello S. S. sopra gli Apo- 
139-237 stoli, raccolti nel Cenacolo di Gerusalemme 50 giorni dopo la Risur- 

• rezione di Cristo. — S. Pietro Celestino, eletto papa l'anno 1294, prese 

il nome di Celestino V. L'anno stesso della elezione, fece il gran rifiuto e lasciò il papato. 
Memorandum. — Pellegrinaggio al santuario di Monteverglne. I pellegrini partiti il ve- 
nerdì da Napoli e da altri luoghi vicini, passano il sabato a Mercogliano, e salgono la 
mattina seguente al santuario. Ritorno nei giorni di lunedi e martedì. — Fiera all'Aquila; 
dura 3 giorni. — Fiera a Capua; dura cinque giorni. — Pellegrinaggio al celebre Santua- 
rio di Capurso (Madonna del Pozzo), diocesi di Bari, — Festa patronale della Madonna di 
Maripuglia in Crucoli (provincia di Catanzaro), caratteristica per i costumi locali. Dura tre 
giorni. — In Comiso (prov. di Siracusa), feste in onore di M. SS. Addolorata, che durano 
tre giorni. Il lunedì e martedì, grande fiera di bestiame. 



20 Lunedi S. Bernardino da Slena, francescano, vissuto dal 1380 al 1444. Era 

140-286 nato a Massa e consacratosi a Dio, diede prova di pietà nella peste 

^del 1400. Morì ad Aquila, ed è patrono della città di Carpi. 

Memorandum. — Fiera a Pavia oggi, domani e doman l'altro. — Fiera di bestiami e merci 
a Scandiano (prov. di Reggio Emilia). — Fiera a Carpi. — Festa del Divino Amore a Castel 
di Leva, nei dintorni di Albano. Gran concorso di popolo, specialmente da Roma, donde si 
recano al Santuario su vetture riccamente ornate. — Oggi all'Aquila degH Abruzzi si aprono 
alla venerazione dei fedeli il mausoleo che racchiude il corpo di San Bernardino da Siena, 
e la stanzetta abitata dal Santo nell'ex convento di S. Francesco. — A Loreto Aprutino (Te- 
ramo) fiera e festa in occasione della solennità del patrono S. Zopito, le cui ossa esumate 
dalla catacomba di S. Callisto furono trasportate a Loreto ilei 1711. Caratteristica proces- 
sione col bue montato da un bambino; parata di cavalli bardati. — Fiera di Foggia. Dura 
tutto il mese. — Fiera a Siracusa. — Festa nazionale negli Stati Uniti di Colombia (anni- 
versario della proclamazione dell'indipendenza). 

; ^^. 

2 1 Martedì S. Felice da Cantalice, laico professo dell' ord. dei minori cappnc- 

141-235 Cini di S. Francesco. Si distinse specialmente per la sua umiltà e la 

• 'devozione all'Eucaristia, fu molto amico di S. Filippo Neri, e morto 

a Roma nel 1587 venne canonizzato da Clemente XI nel 1712. 

Memorandum. — Entra il Sole in Gemelli. — Pagamento delle pensioni governative di 
2* categoria (superiori a L. 500 ma non a L. 2000 annue). 
^!^ . 



22 Mercoledì S. Giulia, verg., mart. Di nobile famiglia cartaginese, quando Gen- 
142-224 serico espugnò la sua città, nel 439, fu venduta al mercante siriaco 
^Eusebio, che la condusse seco alla volta delle Gallie. Sbarcata in Cor- 
sica, per non aver voluto prendere parte a una festa pagana fu appiccata, e il suo corpo 
fu trasportato a Brescia da re Desiderio nel 763. — Primo giorno ddle tempora d'estate. 

Memorandum. — Anniversario della morte di Alessandro Manzoni (1873). È aperta alla pub- 
blica visita in Milano la casa del Manzoni in Piazza Belgioioso. — Festa di S. Giulia, pa- 
trona di Livorno. 

23 Giovedì S. Giovanni Batt. de Rossi, ligure, canon, di S. Maria in Cosmedin 

143-223 a Roma, morto l'a. 1764. — S. Desiderio, vescovo, venerato a Genova 

Cremona. — Ss. Eutichio e Fiorenzo, monaci, presso Norcia. 

Memorandum. — Anniversario del supplizio di fra Girolamo Savonarola (1498). Sul luogo 
ove sorse il rogo, in Piazza della Signoria a Firenze, si fa la fiorita, ossia si spargono fiori a 
cura di ammiratori devoti della memoria del martire. 

ijr 



24t Venerdì ss. Donazlano e Rogaziano, martiri, morti a Nantes, loro patria, 

144-222 i'a- 287. Donaziano si convertì per primo alla fede di Ci-isto; Rogaziano 

■ 'abbracciò pure la fede e chiese il battesimo che non potè ricevere 

essendo fuggito il vescovo, onde togliersi alla persecuzione. — S. Elpidio, vesc. di Aversa. 
— Secondo giorno delle tempora d'estate. 

Memorandum. — Terzo anniversario della entrata in guerra dell'Italia. — In tutto il Re- 
gno Unito e nelle Colonie è festeggiato l'Empire Day. 



25 Sabato S. Maria Maddalena de' Pazzi, carmelitana, a. 1607. - S.Canio, ve- 

145-221 scovo, mart. venerato ad Acerenza (Potenza). — S. Dionigi, vesc. di 

' Milano, dal 352 al 367 circa. — Terzo giorno delle tempora d' estate. 

Memorandum. — (g) L. P. — Oggi plenilunio secondo Tuso ecclesiastico. — In Giugliano 
(prov. di Napoli) festa della SS. Vergine, col tradizionale volo dell'Angelo. — Festa dei Bande- 
resi o della Cianimaichella a Bucchianico (provincia di Chieti) in onore di Urbano I, papa. — 
Feste a S. Angiolo presso Rossano Calabro. Dura tre giorni. — Festa dell'indipendenza 
(iella KepiiVlbliga Argentina e dell'Uruguay. 



MAGG.-GIUaNO 1918 - 89 - (22^ Settimana) 

26 Domenica I ^ La ss. Trinità. Solennità resa di precetto da papa Giovanni XXII 
146-320 nel 1333. — S. Filippo Neri, fondatore dei Filippini. Nacque in Firenze 
il 22 luglio 1515. Studiò a Eoma ed istituì la Confraternita della SS. Tri- 
nità e l'Ospizio dei pellegrini. Fu ordinato prete a 36 anni. Amava la gioventù, istruiva i 
fanciuHetti indirizzandoli alla virtù. Morì nel 1595. 

Memorandum. — Pellegrinaggio al Santuario di Caravaggio, prersso Treviglio, per l'anni- 
versario della apparizione della Madonna. — Festa civile a Valle di Pompei, in commemo- 
razione dell'istituzione delle opere di beneficenza sorte a fianco di quel Santuario. — Fiera 
a Venosa. — A Larino (provincia di Campobasso), famosa festa dei carri infiorati, a ricordo 
del ricupero delle reliquie di S. Pardo. — Festa di S. Croce in Casteltermini, con due giorni 
di fiera. — Festa della Madonna della Medaglia in Ragusa. — In Toscana oggi si suol dire: 
" Quando piove per S. Filippo, il povero non ha bisogno del ricco „ perchè è pioggia pre- 
ziosa per la campagna. 
^ ^ 

27 Lunedi S. Restltuta, verg. e mart. verso l'a. 290. «È venerata a Napoli ed è 

147-319 la principale protettrice di Sora (Caserta). — S. Giovanni I, papa nel 

— ""■ ~ 523. Difese a Costantinopoli i diritti della Chiesa, e, toi-nato in Italia, 

fu da Teodorico, re ariano, incarcerato a Ravenna, ove morì di fame nel 528. — S. Liberio, 

confessore, patrono di Ancona (seo. VI VII). 

Memorandum. — Fiera a Taggia (prov. di Porto Maurizio). Dura tre giorni. — Fiera di 
8. Amato a Nusco, in provincia di Avellino. Dura due giorni. — Palermo festeggia l'anni- 
versario dell'entrata di Garibaldi nel 18C0. — Anniversario della incoronazione dello zar Ni- 
colò II. — Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 
r^ 



28 Martedì 

148-218 



S. Elcónide, mart. — S. Agostino, monaco, apost. dell'Inghilterra. 
Ss. Emilio, Felicia, Priamo, e Luciano, martiri, onorati a Cagliari. 



Memorandum. — Fiera a Piazza Armerina, che dura sino all' 8 giugno. 

i^ 



29 Mercoledì 

149-217 



S. Massimo, vesc. di Cittanova (Istria), sec. IV. — S. Kestituto, uomo 
prudentissimo e dotto, vissuto in Boma sotto l'imp. di Diocleziano, e 
per ordine suo decapitato. 

Memorandum. — A Firenze, in Santa Croce, commemorazione funebre dei volontari To- 
scani caduti a Curtatone e Montanara (1848). 

; ; m 

30 Giovedì <^^ Corpus Domini. Commemorazione solenne del Santissimo Corpo 

150-216 di N. S. Gesù Cristo. Festa istituita da papa Urbano V in onoro del 

SS. Sacramento. — S.Ferdinando III, re di Castiglla (1199-1252). — 

S. Felice I, papa, martire sotto Aureliano nel 274. 

Memorandum. — Non è più festa legale, però di solito sono chiusi anche i Musei e le 
Gallerie. Anche come festa religiosa, era stata abolita coi motupropri di Pio X del 2 e 
24 luglio 1911 e fu ristabilita nel 1917. — In grandissimo numero di città e paesi d'Italia 
la solennità odierna era celebrata con festeggiamenti e particolarmente con processioni, 
alcune delle quali degne di esser vedute e che avrebbero dovuto trasferirsi alla dome- 
nica seguente, ma che per tradizione cortinuano a esser celebrate come prima. A Gen- 
zano VLifioiafa, a Campobasso la processione dei Misteri, eo. — Pellegrinaggio ad Orvieto, 
nel cui duomo venerasi il Sacro Corporale, sul quale accadde il miracolo di Bolsena. — 
Festa militare per l'arma di artiglieria, che commemora gli anniversari gloriosi della capi- 
tolazione di Peschiera e della vittoria di Gòito (29-30 maggio 1848). — Festa di S. Ferdi- 
nando, santo patrono di tutta la Spagna. — Decoraiion Day, ossia giorno della decorazione 
delle tombe: festa nazionale negli Stati Uniti di America. 
* 



31 Venerdì 

151-215 



S. Petronilla, vergine, fu tra i primi cristiani convertiti da S. Pietro 
apostolo (sec. I). — I Ss. Canzio, Canziano e Canzianilla, della stirpe 
degli Anicii, martiri ad Aqnileia sotto Diocleziano, insieme col loro 
pedagogo Proto. — S. Lupicino, vescovo di Verona. 

H^ 

1 Sabato S. Crescentlno, martire, l'a. 287. — S. Prooolo, soldato sotto Massi- 

153-214 miano, martire a Bologna. — S. Panfilo, sacerdote a Cesarea in Pale- 

'stina, che nella persecuzione di Galeno fu martirizzato col diacono 

Valente. — I Ss. Gratiniano e Felino, soldati martiri, venerati a Perugia. 

Memorandum. — Fiera a Corleone oggi e domani. — Principio della stagione di Estate, 
secondo l'uso meteorologico. — Per questo mese e per tutto luglio sono vietati la pesca o 
il comme.cio delle tinche e dei cagnetti. — Da oggi è permessa la pesca dello aragoste. 



GIUG-NO 1918 - i)() - (23^ Settimana) 

2 Domenica 1 ^ S. Marclstno, vesc, màrtire, festeggiato a Gaeta. — S. Verdiana, 
153-313 j patrona di Castelfiorentino. — S. Eugenio I, pp. dal 655 al 657. - 

~ I Ss. l'ietro, esorcista e Marcellino, prete, decapitati a Roma nella per- 

socu/.ione di Diocleziano. 

Memorandum. — <g^ U. Q. — Festa nazionale dello Statuto (Legge 3 maggio 1861, n. 7). 
In tutte le città che hanno guarnigione, riviste militari: alla sera illuminazione degli edifìci 
pubblici. A lloma la tradizionale Girandola e la seduta pubblica solenne all'Accademia del 
Lincei, dove sono proclamati i vincitori dei Premi lleali. Sono chiuse le Gallerie e i Musei. 

— Anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi (1882). Commemorato a Caprera, e in 
tutte le principali città d'Italia; a Roma è aperto al pubblico il Museo Garibaldino al Cam- 
pidoglio. — A Correggio, fiera di S. Quirino. — Fiera ad Afragola, presso Napoli: dura una 
settimana. — Da otrgi tino all'ultima domenica di ottobre a Napoli si paga la campagna ai 
portieri dall'una dopo la mezzanotte in poi. 

3 IvUnedi | S. Clotilde, regina, figlia di Chilperico, ancor giovinetta perdette 
154-313 i per opera dello zio, bramoso di regnar solo, i genitori e due fratelli. 

Fatta sposa a Clodoveo, lo converti al cristianesimo, e dietro lui lece 
battezzare i suoi sudditi. Morì il 549. — 8. Paola, vergine e martire a Costantinopoli. 

Memorandum. — Festa di M. SS. della Lettera, patrona di Messina. È detta pure del Sacro 
Capello di Maria, perchè nella processione si reca in giro anche questa reliquia, assieme 
al simulacro d'argento della Madonna. Però le grandi feste si rimandano a mezzo agosto. 

— Natalizio di S. M. Giorgio V re d'Inghilterra (lS65j. 



^ Martedì \ S. Francesco Caracciolo, confondatore dei Chierici regolari minori, 

155-311 ; nato in diocesi di Chieti nel 1563. morto nel 1608 e canonizzato da 

_ ^pjQ Yjj- jjgj 1^01. — s. Marziale, vescovo di Spoleto, morto l'a. 3ò(!. 

Memorandum. — Anniversario della battaglia di Magenta (1859). Servizio funebre all'Os- 
sario elevato nel sito della battaglia. 



O Mercoledì ! S. Nicànore, martire. Soffri il martirio sotto Massimino II, detto 
156-310 Daia (313 circa). — Ss. Giusto, vescovo, e Clemente, prete, patroni 

^ ^j Volterra. — S. Bonifacio vescovo di Magonza e martire. Venuto a 

Roma dall'Inghilterra, fu mandato da Gregorio II ad evangelizzare la Germania, di cui 
venne chiamato l'apostolo, e coronò le sue fatiche ucciso dai barbai'i nel 755. 

Memorandum. — Festa della Costituzione in Danimarca. 



6 Giovedì S. Norberto, arcivesc. di Magdeburgo (1134). - S. Eustorgio II, fu 

1.57-309 j vescovo di Milano dal 512 al 518. — Ss. Lucio e Amanzio, martiri, 

venerati a Corniglio (Parma). — B. Bertrando, patriarca di Venezia. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni governative di prima categoria (non oUre lo 
300 lire annue). 



7 Venerdì | ll ss. cuore di Gesù. Festa decretata da papa Clemente XIII nel 
158-308 ' 1765.— S. Roberto, abate, fondatore dell'ordine dei Cistcrciensi (11.59). 
_ S.Claudio, vescovo di Besau<;on in Francia, morto l'a. 69(;. 

Memorandum. — A Casacanditella e in altri luoghi dogli Abruzzi, processione dei carri. 
— Fiera a Lanciano (prov. di Chieti): diya una settimana. — Festa dei Quattro Altari o 
del Riscatto Baronale a Torre del Greco, in memoria del riscatto del Comune dal feudali- 
smo. — Importante fiera di bestiame detta della lìonza in territorio di Bocchiglione (pro- 
vincia di Cosenza): dura 3 giorni ed ò antico uso che durante ossa fiera si paghino i fitti 
dei pascoli nella regione. 

8 Sabato { S. Vittorino, martire. Peri sotto i Vandali (sec. V). — S. Medardo, 
159-30"? j vescovo di Noyou (Francia), morto l'a. 345. Dopo avere atteso alle 
scienze sacre, fu ordinato pret-:", e divenne ornamento del clero, otte- 
nendo gran frutto co' suoi discorsi e colla forza dei suoi esercizi. Softerse molte persecuzioni 
dagli idolatri. — ,S. Fortunato, vesc. e patrono di Fa-.io (sgc. VI o VII). 

Memorandum. — @ l. x. 



G-IUGN O 1918 M (24» Settimana) 

9 Domenica I f^ Ss. Primo e Feliciano, mart. Erano patrizi romani e fratelli. Per 
160-206 Ila loro condizione e la prudenza ohe li distingueva, giovarono a molti 

cristiani perseguitati, sopcorrendoli e ricoverandoli: accusati perciò 

-i medesimi, soflfersero crudelissimo martirio l'iunio 287. 



10 Lunedi j -S. Margherita, regina di Scozia, morta 1' annt) 1093. — Ss. Mode- 
161-205 'stino, vescovo, e compagni, martiri, ricordati ad Avellino (sec. Ili 
o IV). 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Vicenza festeggia l'anni- 
versario dell'eroica difesa della città nel 1848 contro gli Austriaci. — Scade la terza rata 
bimestrale delle imposte dirette erariali e sovrimposte comunali e provincijili. Non pa- 
gando entro gli otto giorni successivi alla scadenza, il contribuente incorre nella multa 
del 4 Vo- — Comincia il mese di lianimìan per i mussulmani. 



1 1 Martedì l S. Barnaba, apostolo, nativo dell'isola di Cipro, ma ebreo della tribù 
163-204 Irti Levi, si chiamava José o Giuseppe, e fu soprannominato Barna- 

bas, cioò tiglio di consolazione. Di lui parlano gli Atti degli Apostoli, 

come collega di S. Paolo, e pare che'abbia sofferto dai giudei il martirio della lapidazione a 
Cipro. — S. Parisio, da Bologna, monaco camaldolese, morto l'a. 1267. 

Memorandum. — In Chioggia, festa dei Santi Felice e Fortunato. — In Toscana si dice 
Oo'gi: " A Han Barnaba, la falce al prà „. 



12 Mercoledì' S. Onofrio, eremita. Passò fra i deserti della Tebaldo nell'orazione 
163-203 :e nella penitenza ben sessant'anni (secolo IV). — Ss. Basilide e coni- 
pagni. soldati, martiri a Koma (sec. Ili e IV). - Festa patronale di 

s. Pietro Celestino (vedi 6 aprile) ad Aquila. 

Memorandum. — Comincia la famosa fiera di Padova di animali bovini e di cavalli. Corse 
al trotto e altri festeggiamenti. 

; ;i: 

1 i^ Giovedì ! S. Antonio da Padova. Nacque a Lisbona. Prese l'abito de'fran- 
164-202 jcescani, e divenne protettore della città di Padova, ove mori a tren- 

tasei anni, l'a. 1231. — S. Gerardo de' Tintori, monzese, vissuto dal 

ll']l al 1207, benemerito della sua città per le grandi beneficenze e per avervi fondato uno 
dei primi ospedali che durò fino al sec. XIX. 

Memorandum. — Nascita della principessa Elena duchessa d'Aosta (1871). — Pagamento 
dello pensioni governative di terza categoria (superiori a L. 2000 annue). — Festa del- 
l'Ascensione, secondo il calendario Giuliano o Greco-Russo. — Gran festa nella Cina. Festa 
del Dragone (TiMu-ianf/) che ricorre il quinto giorno della quinta luna. 



14 Venerdì ! S. Basilio Magno, vescovo di Cesarea, dott. della Chiesa greca, 
165-201 i morto l'a. 370. - S. Marziano, primo vescovo di Siracusa (prima del 

— sec. IV) e patrono di Trigento. — S. Marco, vescovo di Bovino, vene- 
ilo anche a Benevento. — b. Proto, martire ad Aquileia (secolo ÌIl-lY). 



lf> Sabato Ss. Vito. Modesto e Crescenzio, martiri. Questi santi diedero la vKa 

166-200 'per la fede sul principio del IV secolo (303). — S. Fortunato vescovo 

di Napoli dal 344 al 3ryj. 

Memorandum. — Fiera a Nola: dura 8 giorni. — Oggi devono terminare le lezioni nello 
Università e altri i-stituti suiìcriori. Il giorno appresso comincia la prima sessione degli 
esami speciali. — Scado il termine per la presentazione delle domande di iscrizione agli 
esami di ammissione, integrazione e licenza delle classi ginnasiali e liceali, per la sessione 
estiva. — Ultimo termino per la trasmissione degli elenchi modificativi delle liste elettorali 
commerciali dalle Commissioni comunali alle Camere di commercio e industria. — 1 conta- 

1 toscani ciedono che se piove oggi, giorno di Saii Vito, il prodotto dell'usa va a mule. 



GIUGNO 1918 _ 92 — (25» Settimana) 

16 Doinenical >B S. Francesco Regls, nativo di Narbona. Morì in età di 43 anni, 
167-199 nel 1640. — S. Ciro, festo},'giato a Portici. — Ss. Ferreolo, prete, e 
'Ferruzio o Ferniccio, diacono, che, mandati da S. Ireneo a predi- 
care il Vangelo nelle Gallie, morirono martiri a Besanzone nel 211. — S. Giuiitta, matrona, 
col figlio Quirico, bambino di tre anni, martirizzati a Tarso nella Cilicia dal preside Ales- 
sandro, sotto Diocleziano. — Ss. Aureo e Giustina, fratelli, martiri a Magonza. — S. Au- 
reliano, vescovo di Arles, morto a Lione. 

Memorandum. — 3 P. Q. — Da oggi è permessa la pesca fluviale e lacuale. 

^ ^^ _ 

17 Lunedi 1 S. Imerlo,- vescovo di Amelia nel 520, il cui corpo, per volontà 
168-198 dell'imperatore Ottone I, fu nel %5 trasferito a Cremona. — S. Me- 

todio, vescovo di Costantinopoli, festeggiato a Siracusa. — S. Agrip- 
pino, vescovo di Como dal 607 circa al 615. 

Memorandum. — Per San Nicandro, patrono del paese, festa di tre giorni in Venafro 
(Molise). 

IJ^ 

18 Martedì 1 Ss. Marco e Marcelllano, martiri. Morti per la fede, l'a. 286. Erano 
169-197 fratelli, d'illustre famiglia, e, so'tto Diocleziano, furono arrestati e con- 

dannati alla decapitazione. — S. Calogero, erem., festeggiato a Sciacca 

e a Naro (Girgenti), in Sicilia (secolo IV). — S. Speciosa, vergine pavese, sorella di S. Epi- 
fanio (sec, V). — S. Osanna Andreasi, vergine mantovana dell'ordine di 8. Domenico, morta 
l'anno 1505. 

Memorandum. — Anniversario della istituzione dei Bersaglieri (1836), festeggiato dal corpo. 
— Festa in Naro (Girgenti) del patrono San Calocero. — Festa nazionale Olandese (Anni- 
versario della battaglia di Waterloo, 1815). 



■^■ 



19 Mercoledì! Ss. Protasio e Gervasio, martiri. Figli dei santi Vitale e Valeria, 
l'70-196 furono martirizzati nel sec. II; le loro salme riposano nella cripta di 

S. Ambrogio a Milano. — B. Michelina, vedova, patrona di Pesaro, 

morta l'a. 1356. — Festa patronale dei Ss. Protasio e Gervasio a Domodossola ed a Sermide. 

i^ 

20 Giovedì | S. Sllverio, papa, martire. Seguì nel pontificato a papa S. Agapito. 
171-195 Eletto pontefice, rifiutò costantemente di accordare all'imperatrice 

Teodora il ristabilimento di Antimo nella sede episcopale di Costan- 
tinopoli. Irritata, l'imperatrice tanto fece che il santo papa fu deposto e cacciato in esilio 
nella Licia. Si ascrive il suo martirio all'a. 538. È patrono di Fresinone. 

Memorandum. — Anniversario della presa di Perugia dalle truppe pontifìcie (1859). — 
Festa dell'Indipendenza della Colombia. 

^^ 

21 Venerdì 1 S. Luigi Gonzaga, di famiglia principesca, entrò nella Compagnia 
172-194 fli Gesù, e mori a venti quattr' anni d'età, vittima della carità nel- 

l'assistere gli appestati (1591). — S. Demetria, vergine, morta per la 

fede in Roma sotto Giuliano l'Apostata. 

Memorandum. — Oggi e i due giorni seguenti, feste nazionali del Belgio, per l'anniver- 
sario dell'avvenimento al trono di Leopoldo I e della proclamazione dell'indipendenza. — 
Pagamento delle pensioni governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a 
L. 2000 annue). 



22 Sabato S. Paolino da Nola, nativo di Bordeaux e vescovo di Nola (Caserta). 

173-193 A 25 anni si fece battezzare e si ritirò nella Spagna, dividendo coi po- 

veri i beni. Venuto in Italia si stabili a Nola, dove il popolo lo elesse 

vescovo e la sua carità arrivò a tal punto da darsi schiavo ai Vandali per liberare il figlio 
di una povera vedova. Morì nel 431. — S. Giuliano, martire, patrono di Eimini (sec. III). 

Memorandum. — Entra il Sole in Cancro, e comincia l'Estate astronomica. — Solstizio 
d'estate. È il giorno più lungo dell'anno. — Famosa festa dei gi'i/li, a Nola. 



GIUGNO 1918 -93 - (2 6^ Settimana) 

23 Domenica ^-t S. Zenone, mart. Subì n martirio nel seo. HI a Filadelfia di Ara- 
174-192 l>ia- — S. Lanfranco de' Beccari, vescovo di Pavia dal 1180 al 1198. 

— S. Giovanni, prete, martire a Roma sotto Giuliano l'Apostata, de- 
capitato sulla via Salaria. 

Memorandum. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Vigilia di San Giovanni. 
Stanotte, falò per le campagne in tutta Italia, festa popolare a Roma e concorso di can- 
zoni dialettali romanesche. — Fiera ad Oneglia. — Pentecoste, secondo il calendario Giu- 
liano o Greco-Russo. — Festa di Pentecoste (Paraclitos) per gli Abissini. 

^Jl< 



24 Lunedi Natività di S. Gio. Batta. Feste patronali a Firenze, a Ferentino, a 

175-191 Formia (Gaeta), a Genova, a Monza, a Nuoro ed a Torino. — S. Fausto, 

e altri venti martiri a Roma. — S. Agoardo, martirizzato con S. Agli- 
berto por aver atterrato un tempio degli idoli presso Parigi nel 400. 

■Memorandum. — (g) L. P. — In questo giorno si ritiene cominci il nuovo anno olim- 
piouico, cioè il li della 674» olimpiade. — Anniversario della vittoria di Solferino e San 
Martino, commemorato ai due Ossari sui teatri delle due battaglie: estrazione di premi 
in favore di militari italiani, che presero parte alla battaglia di San Martino (ma di solito 
la commemorazione è rimandata alla domenica successiva, cioè il 30). — Festa patronale 
dell'Ordine Sovrano di S. Giovanni dì Gerusalemme, ossia dei Cavalieri di Malta. — Fiera 
a Scarperia (prov. di Firenze). — Fiera a Randazzo (prov. di Catania): dura 2 giorni. — Fiera 
di San Giovanni a Venafro (Molise): dura quattro giorni. — A Palermo comincia la passeg- 
giata serotina alla Marina, che cessa alla rinfrescata. — Cessano le lezioni in tutte le scuole 
medie (classiche, tecniche, normali e complementari): a cominciare dal giorno successivo 
si adunano le commissioni esaminatrici per procedere agli scrutini finali e dichiarare quali 
alunni siano dispensati dalle prove d'esame, quali vi siano ammessi, qnali ne siano esclusi. 
>|^ 



25 Martedì S. Guglielmo, abate, nacque a Vercelli, e mori l'a. 1149. — S. Pro- 

176-190 spero, vescovo e patrono di Reggio Emilia, morto l'a. 46G. Fu dottoro 

della Chiesa e segretario di S. Leone Magno, papa. — S. Gallicano, 

uomo consolare romano, convertito dai Ss. Giovanni e Paolo e martirizzato ad Alessandria. 
Memorandum. — Fiera a Sansevero (Capitanata) fino al 2 luglio. — Termine per presen- 
tare le domande di ammissione all'esame di maturità, sessione estiva, per parte dei can- 
didati provenienti da scuole private o paterne. 

26 Mercoledì Ss. Giovanni e Paolo, martiri. Erano fratelli e vivevano in Roma, 
177-189 celebri non meno per ricchezze e natali, che per zelo ed amore alla 

religione cristiana. Giuliano l'Apostata impiegò ogni mezzo per indurre 

i due fratelli "ìli suo servizio. Essi però ricusarono, e Terenziano, trovatili invincibili nella 
fede, li fece trucidare l'anno 362. — S. Vigilio, vescovo di Trento dal 388 al 405. 



27 OlOVedl S. Ladlsiao, re d'Ungheria. Sali a questo trono foi-zato dal voto 
178-188 del popolo e tosto si diede a ristabilire le leggi ed a favorire la reli- 

•" — - — gione. Fu sorpreso dalla morto l'a. 1095. — S. Maggiorino vescovo 

d'Acqui, prima dell' a. 368. — S.Diodato, o Adeodato, vescovo di Nola dal 442 al 473. 

Memorandum. — Digiuno israelitico di Tamuz. — Oggi pagamento degli stipendi agli im- 
piegati governativi. 

28 Venerdì S. Leone ll, papa. Resse la Chiesa dal 682 al 683. - S. Ireneo, 
179-187 vescovo di Lione, nato a Smirne l'anno 121, morto mart. l'a. 202. 

— — — ^Fu educato da S. Policarpo, vescovo di Smirne, alla cui scuola crebbe 

ornamento della Chiesa. Mandato nelle Gallie a predicarvi il cristianesimo, le sue eminenti 
virtù lo fecero eleggere alla sede vescovile — S. Paolo I, papa dal 757 al 767. 

Memorandum. — Og^n, vigilia di San Pietro, a Torino le società militari e popolari si 
recano a fare onoranza al monumento di Pietro Micca. — A Roma, nella basilica di 
San Pietro, benedizione dei Palili fatta dal Papa o dal Cardinale officiante. — A Roma 
oggi nelle ore pomeridiane e domani tutta la giornata, sono aperte le Grotte Vaticane ai 
soli uomini. — Fiera e festa di San Pietro in Castronuovo di Sicilia, importantissima. Dura 
due giorni. 
-_ ^.\, 

29 Sabato Ss. Pietro e Paolo. Furono i principali propagatori del cristia- 

180-186 nesimo. — Feste patronali a Mercatello, Lecco, e Luino. — S, Cassio, 

vescovo di Narni, dal 536 al 558. — S. Siro, vescovo di Genova, dal 

1130 circa al 1163. — S.Marcello di Argenton, martire. — S. Beata di Sens, vergine. 

Memorandum. — Sono chiusi i Musei e le Gallerie. — Comincia la fiera di Faenza, che 
dura 8 giorni. — Fiera a Gallipoli, fino al 3 luglio. — Primo centenario dolla nascita in Rog- 
gio Emilia dell'illustre astronomo P. Angelo Socchi, gesuita (morto a Roma nel 1378). 



GIUGNO -LUGLIO 1918 - Di - (27^ settimana) 

30 Domenica' >l< S. AdeJe, abb. Figlia di D:\goborto II, re d'Austvasia, inori verso 
181-185 jl'a. 734. — S. Enrico, eremita, morto i'a. 1315, venerato a Treviso, V.>- 

" rona e altrove. — Ss. Caio, prete, e Leone, suddiac. m.artiri a Iloma. 

Memorandum. — A questa domenica è trasferita, dopo il motu-proprio di Pio X del 2 In- 
olio IStll, la solennità i-eligiosa di H. Giovanni, che prima la chiesa celebrava al 24 del mesi\ 
— A Itoma, o<igi .sono aperte le Grotte Vaticane alla visita delle sole donne. — A liom.i, 
nella basilica di S. Paolo extra niiiros, si espongono al pubblico le catene delI'.Vpostolo. - 
Chiusura dell'anno finanziario per tutte le amministiazioni governative. — Scade la i)rini!v 
rata semestrale della tassa di manomorta. Il pagamento deve essere fatto entro i primi 
20 giorni del mese entranti» di luglio. 

; • Hr 

1 Lunedì I S. Teobaldo, monaco camaldolese del secolo XI. — S. Regina, sposa 
182-184 ili Adelberto conte d'Ostrevant. Mori verso la fine del .scc. Vili. -- 
'B.Bartolomeo di Braganza, vesc. di Vicenza, dal 125G al 1270. 

Memorandum. — C T^- Q- — Comincia la sessione estiva di esami nei Ginnasi e Licei. — 
Si pubblicano i ruoli suppletivi delle imposte dirette, e restano depositati per otto giorni 
negli uffici comunali. — Oggi cominciano i pagamenti del 2° semestre della rendita conso- 
lidata 3,r)0 *y„ nominativa e del 3" trimestre della rendita consolidata 4,50% netto. - Sono 
permessi la pesca e il commercio dei gamberi sino al 30 marzo. 



2 Martedì La visitazione di Maria Vergine. La tradizione riferisce rincontro di 

183-183 ! Maria Vergine con la sua cognata S. Elisabetta, vuoisi nella piccola 

città di Ain Karem, poco distante da Gerusalemme. — S. Adeodato, 

prete, venerato a Galliano (Cantù, prov. di Como). 

Memorandum. — Palio a Siena. — Festa di Maria Santissima Incoronata di Pozzano, pro- 
tettrice della città di Castellammare di Stabia. — Festa della Madonna della Bruna in Matera, 
con fiera. — Festa di S. M. Nuova a Monreale. — Festa patronale di Castrogiovanni. 

^ ;.; 

3 Mercoledì S. Dato, vescovo di Ravenna dal 175 al 185. - S. Eliodoro, vescovo 

184-182 di' Aitino (Chietil, dal 381 al 407. — Ss. Ireneo e Mustlola, martiri, 

. venerati a Chiusi. — S. Lingdano, o Lindano, ab., patrono di Sessa 

(Gaeta): scc. V-VI? 

Memorandum. — A Roma, nella chiesa di San Pietro in Vincoli, si espongono al pubblico 
le catene di San Pietro. ^ 
y 

4f Giovedì S. Ulrico, vescovo di Augusta. Mori dopo 50 anni di episcopato, a 

185-181 lottantatrè anni d'età, nel 972. — S. Gallo, vescovo di Clermont, dal 

— 527 al 553 circa, — S". Alberto Quadrelli, vescovo di Lodi \1168-1173), 

ove 6 venerato come compatrono della diocesi. 

Memorandum. — Fiera di cavalli a San Bonifacio (provincia di Verona), detta di Santa 
Giuliana. — A Fiesole, festa di S. Romolo. — Festa dell'indipendenza degli Stati Uniti 
d'America (Annivers. della Dichiarazione del 177G). 



-H 



O Venerdì S. Zo, martire, romana di nascita (sec. IH-IV). — Ss.Agatone e 

186-180 Trilìna o Trifomena, siciliani, martiri, venerati a Minori (Amalfi). — 

_ g Marcelliano, eremita, venerato ad Aitino (sec. IV-V). — S. Filomena 

de'Clavelli, vergine di Sanseverino Marche (Macerata}. — S. Antonio Maria Zaccaria, fon- 
datore dei Barnabiti e delle Angeliche, festeggiato a Milano (1502-1539). Fu annoverato fra 
i santi da Leone XIII nel maggio del 1897. 

Memorandum. - Per la festa di S. Vito, patrono del paese, grandi feste a Forio d'Ischia. 
— Festa naziona'e della Repubbbca del Venezuela (Anniversario della proclamazione del- 
l'indipendenza nel 1810). 



6 Sabato ! S. Lorenzo da Brindisi, cappuccino e celebre predicatore in varie 
187-179 ■ j lingue; predicò con buon esito una crociata contro i Turchi in difesa 

dell'Ungheria, mori I'a. 1619. — S. Romolo, martire (sec. I'?), patrono 

di Fiesole. — S. Domenica, verg., mart., venerata in Tropea (Monteleone di Calabria). 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni governative di prima categoria (non oltre le 
500 lire annue). 



LUGLIO 1918 - <)5 - (28* Settimana) 

7 Domenica 1 ^ ll preziosissimo Sangue di N. S. Gesù Cristo. - S. Claudio, ab- 
188-1*78 bato. Nacque nel 521, e, quautuuquo %lio del re Clodomiro, rinunciò 

: al mondo per farsi sacerdote. Fu ordinato nel 551 e si ritirò a Xo^ent. 

il<iv(3 eresse una chiesa. Mori nel 500 a soli 31) anni. — Ss. Crescenzio e compagni, martiri, 
\. iierati a Fiesole. 

Memorandum. — Fiera di S. Filomena a Roecella Jonica (prov. di lleggio Calabria): dura 
n giorni. — Festa di S. Calogero in Girgenti. 

8 Lunedi 1 S. Elisabetta, regina, figlia di Pietro ili re d'Aragona, e di Co- 
189-177 . I stanza figlia di Manfredi re di Sicilia. Fu nel 1271 sposa a Dionigi re del 
Portogallo. Mortolo il marito, si ritirò nel convento delle Clarisse, dove 



mori benedetta dai suoi popoli l'a. 133G. — S. Apollonio, vescovo di Benevento dal 326 al 340 
circa. — S. Illuminato, eremita, presso Tiferno Tiberino, ora Città di Castello (Perugia). 

Memorandum. - ® L. X. 

9 Martedì B. Giovanna Scopello, carmelit., nata a Keggio d'Emilia Ta. 143S. 

190-176 morta l'a. 1491. — S. Veronica Giuliani, nata a Mercatello d'Urbino, 

^Clarissa, morta a sessantasette anni d'età, nell'a. 1727. — Ss. Eusanio 

.' compagni, martiri (secolo I?), venerati a Santo Eusanio Forconese (Aquila degli Abruzzi). 

Memorandum. — Festa nazionale della repubblica Argentina (Annivei-s. della proclamaz. 
(lilla indipendenza nel Congresso di Tucuman, 1816). — Finisce il mese di Jiamadan per i 
mussulmani. Ultimo giorno di digiuno, 

10 Mercoledì' S. Felicita e I suol sette figli, martiri. Madre cristiana del secondo 
191-175 ! secolo, la quale accusata come tale con 1 figli Gennaro, Felice, Filippo, 

Silvano, Alessandro. Vitale e Marziale, venne con loro martirizzata a 

lloma l'anno 175. — Ss. Rufina e Seconda, i-omane, verg., martiri l'a. 260. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo Fuso ecclesiastico. — Pellegrinaggio e fiera al 
Santuario di Santa Felicita, presso la Mefite d'Ansanto, nell'agro di Rocca San Felice 
(Avellino). -- Fiera a Muro Lucano (provincia di Potenza). — Oggi e i due giorni succes- 
sivi grande lUiram per i mussulmani. 

-,1: 

1 1 Giovedì S. Pio I, papa, martire. Successe a S. Iginio, nel 142, e dopo otto 

19S-174 I •inni (^i laborioso pontificato mori martire, in una delle parziali perse- 

cuzioni tollerate da Antonino Pio, l'a. 150. — Ss. Savino e Cipriano, 

biesciani, martiri (sec. III-IV?). — S. Giaconio. vesc. di Nisibi nella Mesopotamia (350). La 
sua festa è celebrata secondo il rito in giorni diversi, -g- S. (liovainii, vescovo di Bergamo, 
ucciso per la fede dagli Ariani. — Ss. Gennaro e Pelagia, martiri a Nicopoli nell'Armenia. 

Memorandum. — Celebri feste in onore di Santa Rosalia a Palermo. Durano cinque giorni. 



12 Venerdì j S. GIov. Gualberto, fondatore dei Vallombrosani, morto a ottantot- 
193-173 I t'anni d'età, nel 1073. — S. PaolTiio, pi-imó've.scovo di Lucca (sec. I?), 

^ — S. Erniagora, discepolo di S. Marco evangelista e primo vescovo di 

A(ini;eia, ove mori martire, — S. Pateruiano, vescovo di Bologna nelsecolo IV. — S, Mar- 
ciana, vei-gine e muri ire a To'edo, nel 302. - A Stezzano (Bergamo), festa dell'apparizione 
della B. V. M, - A Corneto (Roma), festa patronale di S. Litardo. 

Memorandum. — Anniver.sarlo della gloriosa mortedi Cesare Battisti che l'italianità del 
s)u> Trentino propugnò con gli scritti, con la parola, con la vita; perito sulla forca au- 
striaca (19161. 



13 Sabato S. Anacleto, papa. Ateniese di nascita, servi dapprima la Chiesa 
194-173 I sotto i pontefici Lino, Cleto, e Clemente. Successo poi a quest'ultimo, 
governò sapientemente dal 112 al 121. Sotto il suo pontificato scop- 
piò la seconda persecuziona contx'o i cristiani, riclla quale egli stesso mori martire per or- 
<line di .\driano. — H. Giustina, vergine- e martire a Trieste l'a. 2S9. — S.Eugenio, vesc. di 
Cartiigine, con altri compagni, tìonfessori sfitto i Vandali (505). — S. Sila, uno dei primi cri- 
stiani, mandato a predicare 11 Vangelo dagli Apostoli insieme con Barnaba e Paolo, — S. Tu- 
riano, vescovo in Bretagna. 

Memorandum. — Palpamento delle pensioni gove.-. a ivj .1; 3» ca eg. ria >nporioii a L. 20. 
annue). 



LUGLIO 1918 -^G - (29* Sett imana) 

14 Domenical h& S. Bonaventura, card, e doti, della Chiesa. Nacque nel 1221 a Ha- 
IQS-lTl gnoiea in Toscana. Papa Gregorio X lo creò cardinale e vescovo di Al- 

■ 'bano. Al concilio generale di Lione, raccolto allo scopo di facilitare 

l'unione della Chiesa latina alla greca, fu il primo che parlò all'assemblea. Dopo la terza ses- 
sione del concilio si ammalò, e mori il 14 luglio del 1274. Apparteneva all'ordine dei France- 
seani. — Festa patronale di S. Marciano a Trigento, provincia di Avellino (vedi 14 giugno). 

Memorandum. — Festa di S, Biagio in Comiso (Siracusa). — Festa nazionale della Repub- 
blica Francese (anniv. della presa della Bastiglia, 1789). — Festa nazionale al Brasile (Giu- 
bileo della repubblica, della libertà e della indipendenza dei popoli americani). 



15 Lunedi S.Enrico. Era figlio di Enrico duca di Baviera. Nel 995 successo 

196-17'0 al padre nella reggenza dello Stato e, morto nel 1002 l'imperatore 

Ottone suo cu;.'ino, fu eletto in suo luogo imperatore di Germania. 

Dopo 22 anni di i-egiio, morì a soli 52 anni, e si meritò il titolo di l'io. — S. Atanasio I, 
vescovo di Napoli (850-872). 

Me^norandum. — Haimo termine le feste di S. Rosalia a Palermo, con la processione not- 
turna delle reliquie della Santa. 



16 Martedì B. Ve^g. dei Carmine. La solennità trae la sua origine dall'ordino 

197-169 dei Carmelitani, così chiamati dal Monte Carmelo nella Siria. È cele- 

^^bre la riforma introdottavi nel 1568 da S. Teresa, che diede origino 

al i-amo dei Carmelitani Scalzi. Festa patronale a Concesa. — S. Vitaliano, vescovo di Ca- 
pua, morto verso l'a. 728. 

Memorandum. — 3 P- Q- — Feste a Napoli nella storica diesa del Carmine e nel po- 
polare quartiere del Mercato. — Comincia oggi d'ordinario per le scuole elementari del 
Regno il periodo degli esami di ammissione, di promozione, di proscioglimento e di licenza. 
— Da oggi sino alla fine del mese le biblioteche governative sospendono il servizio del pre- 
stito di libri a domicilio: le opere già prestate devono essere restituite in questa quindi- 
cina. — Fiera a Monteleone (Calabi-ia Ulteriore) fino al 22 luglio. 



17 Mercoledì S. Alessio, pellegrino, appartenente ad agiata famiglia romana, si 
198-168 sentì ispirato a lasciare il mondo per darsi a vi*^a penitente. Ritornato, 
e non riconosciuto dalla famiglia, rimase per parecchi anni in un sot- 
toscala della casa, vivendo di carità. Morì verso l'a. 41G. — S. Mareelliiia, verg., sorella ai 
Ss. Ambrogio e Satiro, morì sulla ^ne del secolo IV. 



18 Giovedì S. Slnforosa e I suoi sette figli, martiri verso gli anni 117-138, 

199-167 I patroni di Tivoli, loro patria. — S. Elio, confess., patrono della città 

di Capo d'Istria. -- S. Materno, vescovo di Milano, dal 282 al 304, o 303 



secondo il Sassi. — S. Camillo de Lellis, fondatore dei Ministri degli infermi. 
Memorandum. — Festa dell'indipendenza della repubblica dell'Uruguay. 

;|i 

19 Venerdì 1 S. Vincenzo de' Paoli. Fu la personificazione della beneficenza in 
200-166 Francia, nel secolo XVII. Divenuto sacerdote, fondò l'istituto dei Preti 

della Missione, o Lazzaristi, istituì ricoveri per poveri, per vecchi, per 

trovatelli; sollevò in ogni maniera i condannati alle galere ed introdusse primo le Suore 
di carità. Morì ottuagenario l'anno 1G59. — S. Pietro de' Cresci, confess., morto l'a. 1323. 



•Ir 



20 Sabato S. Gerolamo Emiliani, appartenente a nobile famiglia veneta, dopo 

301-165 umi gioventù spensierata si diede ad una vita tutta di s.ieriftzio a 

^vantaggio de' fanciulli orfani ed abbandonati, pei quali primo istituì 

orf.motrofi e ricoveri. Creò la Congregazione del Somaschi, così detta da Somasea, pae-se 
vicino a Lecco. Mori l'a. 1537. — S. Margherita, vergine d'Antiochia, martire verso l'a. 275. 

Memorandum. — Onomastico di S. M. la Regina Madre Margherita. — Apertura delU 
'anosa fiera di Santa Maria Maddalena in SinigagUa. Dura 17 giorni, 



LUG LIO 1918 - 97 - (30^ Settimana) 

2 1 Domenical ìB S. Prassede, vergine, figlia di Pudente, senatore romano e so- 
203-164 rella dei Ss. Nevato, Timoteo e Pudenziana. Moriva giovine di anni* 

ijQjj j.fgpj^ ,^j meriti nel 168. — S. Vittore di Marsiglia, martire sotto 

l'imperatore Massimiano, dopo la strage della legione tebea (290). 

Memorandum. — Tradizionale Sagra del Redentore, festeggiata tutta la notte a Venezia, 
in ricordo della cessazione della pestilenza del 1578. 

^ ~ 

22 Lunedi 1 S. Maria Maddalena, citata negli Evangeli e divenuta il prototipo 
203-163 delle peccatrici pentite, pare morisse l'anno 60. — S. Gerolamo, ve- 

'scovo di Pavia dal 778 al 787. — S. Gualtiero, confessore, morto 

l'a. 1224, onorato a Lodi. — S. Piatone, martire ad Ancira in Galazia, la cui carità verso i 
ciuceratl fu lodata nel secondo concilio di Nicea. 

Memorandum. — Fiera a Bisceglie, fino al 30. — Pagamento delle pensioni governative 
di seconda categoria (superiori a L. 600, ma non a L. 2000 annue). 

■ m 

23 Martedì 1 S. Apollinare, V., m., apostolo e patrono di Ravenna, ove la tradì- 
204-162 zione lo dice mandato dallo stesso S.Pietro. Fu il primo che occupò 
la sede di Ravenna, la quale tenne per 20 anni. — Ss. Romula e com- 
pagne, vergini romane (fine del seo. VII. — S. Liborio, vescovo di Mans dal 348 al 397. — 
S. Primitiva, vergine, martire a Roma insieme ai Ss. Apollonio ed Eugenio. 

Memorandum. — Entra il Sole in Leone. — © L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso 
ecclesiastico. • 

' ' " ^ ' ' 

24 Mercoledì! S. Frane, da Solano, francescano, evangelizzatore del Perù, a Lima, 
205-161 a Tucuman ed al Rio della Piata. Mori a Lima l'anno 1610. — Ss. Cleo* 

^nico, Stratonico e compagni, da Lentini, martiri. — S. Giuliano e 

compagni, onorati a Lodi (sec. III-IV). — S. Cristina, vergine e mart., morta per la fedo 
nel 300. È specialmente venerata a Palermo, dove fu trasportato il suo corpo. 



-^^ 



25 Giovedì S.'Crisloforo, martire della Licia, regione dell'Asia Minore, verso 

206-160 l'a- 250: è patrono della città di Gallarate (Milano). — S. Giacomo 

■ 'il maggiore, apostolo e fratello di Giovanni, figlio di Zebedeo (se- 
colo I). — S. Paolo, martire in Palestina nella persecuzione di Massimiano Galerio. — S. Va- 
lentina, vergine e martire. — Ss. Fiorenzo e Felice, martiri negli Abruzzi. — A Mezzojuso 
(Corleone), patronale del SS. Crocifisso. 



26 Venerdì l S. Anna, sposa di S. Gioachino e madre avventurata di Maria SS. 
307-159 I A Napoli festa di precetto. — S. Germano, vescovo, di Auxerre (44S). 

— S. Giacinto, mart. a Roma, seppellito dalla matrona Giulia nel pro- 



prio cimitero. — S. Valente, vescovo di Verona. 

Memorandum. — A Firenze, anniversario della cacciata del Duca d'Atene (1343). All'an- 
tico tempio di Or San Michele sventolano le bandiere delle corporazioni d'arti della Re- 
pubblica fiorentina. — Festa di Sant'Anna (dura tre giorni) a Castelbuono (Palermo), dove 
8l conserva il cranio della Santa patrona. — In Acireale, festa della patrona Santa Venera. 
— In molte parti d'Italia si crede che se piove il giorno di Sant'Anna, pioverà un mese e 
una settimana. 

, -1^ 

27 Sabato 1 S. Giuliano, vescovo, martirp. — S. Aurelio, martire a Cordova nella 
208-158 persecuzione de' Mori, l'a. 852. — Ss. Pantaleone, o Pantaleo, medico, 

-—ed Ermolao, martiri l'a. 303. Festa patronale della diocesi di Crema. 



Memorandum. — Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 



LUGLIO-AGOSTO 1918 - OS - (31^ Settimana) 

28 Domenica] >£( Ss. Nazaro e Celso, martiri per la fede. Nazaro era figlio di un 
209-157* pagano che occupava un posto elevato nell'impero. Fu arrestato a 

Milano col giovane Celso che lo accompagnava, e vennero condan- 
nati alla morte verso l'a. C8. Sono festeggiati a Milano. 

Memorandum. — Fiera di Sant'Anna a Bovalino (provincia di Keggio Calabria): dura tre 
giorni. — Fiera ad Assisi: dura 4 giorni. — Oggi (15 luglio nel calendario russo) si apre la 
famosa fiera di San Macario a Nijni-Novgorod. Si chiude il 7 settembre (25 agosto). — Fe- 
sta nazionale del Perù (Anniversario del giuramento dell'Indipendenza, 1821). 



29 Lunedi S. Marta, sorella di Lazzaro e di Maria di Betania. Secondo le 

210-156 pi il probabili tradizioni morì l'anno 84. — S. Faustino, festeggiato a 

— — — — Todi (sec. III-IV). 

Memorandum. — Anniversario della morte del re Umberto I (1900). Cerimonia funebre al 
Pantheon di Roma. A Monza, dopo l'ufficio funebre celebrato nella Cattedrale per fon- 
dazione perpetua di un gruppo di signore di Monza e di Milano, è permessa la visita 
del Monumento espiatorio, che sorge sul luogo del regicidio, e in cui alla notte è illuminata 
la grande croce. Però la commemorazione ufficiale è stata trasportata al 14 marzo. 



30 Martedì S. Rufino, martire onorato ad Assisi. — S. Terenzio, diacono, pro- 

211-155 lettore di Faenza. — Ss. Abdon e Sennen, persiani, martiri a Roma 

verso l'anno 250. 

Memorandum. — C U. Q. 

31 MerCOledì| S. Ignazio da Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, fu cano- 
212-154 nizzato da Gregorio XV nel 1622. — S. Giovanni Colombini, nobile 

senese, fondatore dell'ordine del Gesuati soppresso da Clemente IX 

nel 1668. 

Memorandum. — Festa al Santuario di Sant'Ignazio, press» Lanzo Torinese. — Fiera a 
Salsomaggiore (prov. di Parma). — ^'inisce l'anno scolastico universitai-io. — Ultimo ter- 
mine per iscriversi nelle liste dei giurati presso l'ufficio comunale, sotto pena di una multa 
di L. 50. — Scade il termine utile per le dichiarazioni dei nuovi redditi, delle variazioni e 
della cessazione dei redditi già accertati, agli effetti dell'applicazione dell'imposta sulla 
Ricchezza Mobile. Non facendo le dichiarazioni in tempo utile, si può chiedere la rettifica- 
zione dei redditi anche dui-ante tutto 11 mese di agosto, ma in tal caso non si può ridurre 
la soprattassa che della metà. 



1 Giovedì S. Pellegrino, eremita. Mori a mezzo il secolo IV. - San Pietro in 

213-153 vinculis. — Ss. vergini Fede, Speranza e Carità. 

Memorandum. — Ferragosto (da Ferine Augtisti), per antichissima usanza in molti luoghi 
d'Italia giorno di mancie, che in altri paesi si danno invece per la Madonna di Ferra- 
gosto, cioè per l'Assunta, che ricorre il 15 del mese. — Da oggi agli 8 del mese sono esposte 
al pubblico a Roma nella chiesa di S. Pietro in Vincoli le catene di S. Pietro. — Festa 
titolare in Lanzo di Piemonte. — Da oggi sino al 5 novembre possono essere presentate alle 
segreterie universitarie le domande d'immatricolazione e di iscrizione agli anni di corso. — 
Oggi di regola si chiudono le scuole elementari. — Festa federale Svizzera, in ricordo del 
patto d'alleanza concluso il 1" agosto 1291 dagli uomini di Schwj'z, Uri e Unterwalden. — 
Quattro anni fa, a Pietrogrado, oggi alle 19,30 l'ambasciatore tedesco rimetteva la dichiara- 
zione di guerra della Germania alla Russia scatenando la orribile guerra che da allora insan- 
guinò l'Europa per tanti mesi. 



2 Venerdì 

214-152 



S. Alfonso de'Liguori, vescovo di S. Agata de' Goti (Benevento), 
dottore della Chiesa latina, canonizzato da Gregorio XVI nel 1839. — 
S. Massimo, vescovo di Padova, verso gli anni 139-166. 
Memorandum. — Secondo centenai-io del trattato di Londra o della Quadruplice Al- 
leanza (1718), col quale Vittorio Amedeo II di Savoia assumeva il titolo di Re di Sardegna, 
essendo obbligato a scambiare con questo regno quello di Sicilia, di cui aveva avuto la 
corona nel 1713. V^ittorio Amedeo accettò la stipulazione del trattato di Londra il 10 no- 
vembre 1718, ma non entrò in possesso della Sardegna che nel 1720. — Pellegrinaggio al- 
l'insigne Santuario della Porziuncula, o di Santa Maria degli Angeli, per il perdono di Assisi. 
— Fiera detta di San Donato in Controne (Salerno). —.A Milano oggi ricorre, come dicono, 
la festa dei.... minchioni: ciò che dà pretesto a scherzi sboccati e a canzonature. Avviso a 
chi tocca! 



3 Sabato 

215-151 



S. Aspreno, vescovo di Napoli, morto l'anno 89. — Ritrovamento 
delle reliquie di S. Stefano protom., avvenuto sotto Teodosio II. — 
S. Gregoi'io, abate di Nonantola, morto nel 933. 



5 Lunedì 

217-149 



AGOSTO 19 18 _- <)!)_- (32a Settimana) 

^ Domenica | ^ S. Domenico di Guzman, spagnuolo, fondatore dell'ordine de'Pre- 
2j|.6_150 1 dicatori, detti dal nome di lui anche Domenicani. Eletto superiore, 

nulla cangiò della vita di austerità, non usando altro letto che un irto 

saccone di bronchi, sul quale morì a Bologna il G agosto del 1221. -- S. Agabio, vescovo di 
Verona. — S. Perpetua, vedova romana, discepola di S. Paolo. 

■ ::• 

Maria SS. della Neve. Festa in memoria della dedicazione della 
basilica di S. Maria Maggiore a Koma, fatta sotto papa Liberio per un 
prodigio avvenuto l'a. 352. — S. Paride, vescovo di Teano (Terra di 
Lavoro}, dal 333 circa al 34G. — S. Virginia, verg. e martire. 

Memorandum. — A Roma solenni funzioni nella basilica di Santa Maria Maggiore; du- 
rante l'ufficio, dall'alto della chiesa si gettano dei fioi-i bianchi. — La festa della Madonna 
della Neve è celebrata con grande solennità e concorso di popolo sulla vetta del Roccia- 
melone, al nord di Susa (m. 3537). — Fiera a Vasto (Abruzzo): dura sei giorni. — Fiera a 
Matera: dura sei giorni. 

La Trasfigurazione di G. C. sul monte. — I Ss. Sisto II papa e com- 
pagni, mart. sotto Valeriane e Gallieno, sul principio dell'ottava per- 
secuzione, l'anno 2ófS. — S. Ormisda, papa dal 514 al 523. 

Memorandum. — @ L. N. — Festa nazionale della Bolivia (Anniversario della proclama- 
zione dell'indipendenza, 1825). — Pagamento delle pensioni governative di prima categoria 
(non oltre le 500 lire annue). 

— ^ m 

7 Mercoledì S. Gaetano da Thiene. — Fondò l'ordine dei Teatini, avente per 

219-14'? scopo di dare un modello ai chierici e l'esempio di una perfetta po- 

verta, di ristabilire la maestà delle cerimonie, di visitare gl'infermi 

e di accompagnare i malfattori al supplizio. Mori nel 1547. Festa e fiera a Thiene. — S. Do- 
nato, vescovo d'Arezzo dall'anno 349 al 302, martire. 

Memorandum. — Oggi cominciano in tutta Italia, le ferie annuali del Fòro giudiziario. 



?r- 

8 Giovedì 

230-146 



Ss. Ciriaco e comp., martiri sotto Diocleziano, verso la fine del 
sec. III. — S. Famiano, conf., morto l'a. 1150, patrono di Gallese. — 

S. Arturo, martire. — S. Emiliano, vesc. nell'Ellesponto. — S. Marino 

il vecchio, martire in Cilicia. — S. Severo di Vienna, sacerdote. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Anniversario della cac- 
ciata degli Austriaci da Bologna (1848). La città è imbandierata. — Commemorazione della 
morte di Benedetto Cairoli (1889) a Groppello Cairoli. 

'. lU 

9 Venerdì j Ss. Fermo e Rustico, martiri, cittadini di Bergamo subirono glorioso 
231-145 , martirio sotto il prefetto Anelino a Verona (sec. HI). — S. Romano, 

^jj^j ^gj soldati che assistettero al martirio di S. Lorenzo e che, con- 
vertitosi a quello spettacolo, fu immediatamente decapitato. — I ss. Secondiano, Marcelliano 
e Veriano, martiri in Toscana nella persecuzione di Decio. 

Memorandum. — Da oggi all' il grande pioggia di stelle cadenti, detta comunemente delle 
lacrime di San Lorenzo, e dagli astronomi sciame delle Perseidi. 

^|< 

10 Sabato S. Lorenzo, diacono, mai-tire, verso il 258 a Roma, e sepolto nella 
222-144 1 sua basilica al Campo Verano. — B. Amadeo, monaco, fondatore a 

.V'ilano della congregazione degli Amadeisti, morì l'a. 1582. 

Memorandum. — In Udine fiera importantissima di San Lorenzo. Dura 3 giorni, ma i fe- 
steggiamenti si protraggono per tutto il mese. Rinomata per i cavalli che vi son portati 
dalla Croazia. — Da oggi al 15 in.Seminara (prov. di Reggio Calabria) feste al Santuario 
di M. SS. Madre dei Poveri, che richiamano grandissimo concorso di popolo, con fiera. — 
— Scade la quarta rata bimestrale delle imposte dii-ette erariali e sovrimposte comunali e 
provinciali. Non pagando entro gli 8 giorni successivi alla scadenza, il contribuente incorre 
nella multa del 4%. — Oggi sulle spiagge marittime della Romagna costuma fai*e l'ultimo 
bagno di mare. — Oggi in Lecce e in altri luoghi delle Puglie terminano le annate locative 
e si fanno i traslochi. — Oggi in molte località del Piemonte si pagano i fitti dei terreni. — 
In Toscana oggi si dice: '^ Sant'Antonio gr^m freddura. San Lorenzo gran caldui-a, l'una e 
l'altra poco dura: „ ma è proverbio comune a tutti i dialetti d'Italia. — Festa nazionale 
della repubblica dell' P'qnatore (proclamazione dell'indipendenza). 



AGOSTO 1918 _ _ 100 - ( 33^ Sett imana) 

11 Domenica! 15 S. Tlburzlo, martire, appartenente a famiglia patrizia di Roma. 
233-14:3 Fu decapitato verso la fine del sec. III. - tì. Rufino, veso. di Assist, 
'mart. verso l'a. 236. 

Memorandum. — Fiera a Piacenza, da oggi al 15 agosto. 



12 Lunedi S. Chiara, vergine, nacque verso il 1275 ad Assisi, istituì il primo 

234-143 I monastero delle Clarisse, e morì l'a. 1253. — S. Cassiano, vescovo di 

Benevento verso gli anni 340-3é4. 

■Memorandum. — A Siena fiera detta dell'Assunta. Dura due giorni. -- Apertura della ses- 
sione ordinaria dei Consigli provinciali. 



13 Martedì 1 S. Ippolito, mart. sotto Valeriano, circa la. 258. Sagra a Casletto 
225-141 ^ (Plano d'Erba), dove si conserva la salma. 



[Memorandum. — A Perugia fiera di Monteluce. Dura otto giorni. — Pagamento dello pen- 
sioni governative di terza categoria (superiori a L. 2000 annnei. 



-^'- 



14 Mercoledì! S. Eusebio, pr., mart., carcerato dall'imperatore Costanzo, consunto 
226-140 [ dai malanni, dopo sette mesi morì, l'anno 347. - S. Alfredo martire. 

IVfemorandum. — Fiera ad Altamura (Bari): dura S giorni. — Grande festa della tirata 
del velo in onore della Madonna dei sette veli di Trapani. Le feste durano dal 13 al 16: la 
sera del 15 ha luogo una famosa illuminazione. — Festa dei Peì-sonag<fi a Monte S. Giuliaiio 
(Trapani), In occasione del trasporto della Madonna delle Messi da ciistonaci alla cattedrale 
Sangiulianese. — Pellegrinaggio notturno in Bisacquino (colonia albanese di Sicilia) al San- 
tuario della Madonna del Balzo sul monte Triana. 



15 Giovedì ijt Assunzione di Maria Vergine. È pia ed universale tradizione fra 
227-139 ji cristiani, fin dal tempi più remoti, che dopo il suo transito, Maria 
SS. fosse trasportata dagli Angeli in cielo. 

Memorandum. — J) P. Q. — Festa civile legale. In molti luoghi considerano oggi come 
il Ferragosto (vedi 1» agosto). — Natale di Civitavecchia (ossia anniversario della riedifica- 
zione della città, che era stata distrutta dai Saraceni neir889). — Festa alla Madonna di Forno 
(Valli di Lanzo, a m. 1340 di altezza). — Pellegrinaggio alla Madonna di Caravaggio. — Festa di 
Sant'Agape a Chiari. — Grande fiera di bestiame a Cantù In Bilanza: dura 4 giorni. — Festa a 
Piacenza, col tradizionale Macchinone pirotecnico. — Gran fiera a Cesena, che dura sino alla 
fine del mese. — Cominciala fiera di Fermo che ha termine il 5 settembre successivo. — Fiera 
a Cosenza. — Festa patr. della Vergine Achirotipa, protettrice di Rossano Calabro. — Fiera 
a Strongoli (prov. di Catanzaro). — A Messina grandi feste col giro del tradizionale Canifllo 
e della Bara. — Festa a Randazzo (prov. di Catania): giro della tradizionale Bara. — A Sassari 
tradizionale processione dei CandelieH. 



16 Venerdì S. Rocco, pellegrino, nacque a Montpellier; a 20 anni divise il suo 

228-138 patrimonio fra lo zio ed i poveri, e pellegrinò a Roma. Servi gli 

' ~~ -^appestati ad Acquapendente, Rimini e Cesena; indi tornò in patria. 

Creduto una spia fu tradotto davanti al governatore, che era il proprio zio, al quale però 
non si palesò. Fu imprigionato e mori verso il 1327. 

Memorandum. — Palio, ossia Carriera delle contrade, a Siena. — Oggi e domani fiera di 
S. Vito a Luzzi (Cosenza), nel fondo Vivacqua. 



17 Sabato S. Cioacliìno, padre della B. V. Maria. — S. Mammete, martire. Si 

229-137' segnalò per fervore nella fede, e subì il martirio sotto Aureliano, verso 

' 1' a. 274. — S. Chiara da Montefalco (Perugia), n, 12(56, m. 1308. - I 

Ss. Liberato abbate, Bonifacio diacono, Servo e Rustico suddiaconi, Rogato e Settimo mo- 
naci, e Massimo fuiiciullo, martiri a Cartagine nella persecuzione di Unnerico re dei Vandali. 



AGOSTO 1918 - 101 - (34» Settimana) 

18 Domenical ^ S. Eiena, Imperat., madre dell'imperatore Costantino il Grande, 

230-136 j ebbe la ventura di ritrovare la Croce di Cristo, stata sepolta sul Cal- 

_ vario mentre per suo ordine si facevano gli soavi per l'erezione di un 

tempio al Redentore. — S. Chiara da Montefaloo, agostiniana e abbadessa del suo ordine. 

nata nel 1275, morta nel 1308 e canonizzata da Leone XIII nel 1881. 

Memorandum. — Onomastico di 8. M. la Regina Elena. — Festa campestre alla Macchia 
dell'Antonini sull'Appennino pistoiese, con gran concorso di popolo dalla Valdinievole, da 
Pistoia, ec. — Importante fiera con festa in oqore di M. SS. delle Grazie a Gallico (prov. di 
Reggio Calabria). Dura quattro giorni. 

^ ^; : 

19 Lunedi S. Donato, prete, francese, morì verso la. 535 ed è venerato ad 

331-135 Avignone, dove si conservano le sue reliquie. — S. Luigi, vescovo. 

'Figlio di Carlo II re di Napoli, e nipote di S. Luigi re di Francia, ri- 

jinnciò ai diritti della corona, ricevette gli ordini sacri e fu nominato vescovo di Tolosa. 
La morte lo rapì, a soli 23 anni, nel 1297. 

Memorandum. — Fiera a Benevento; dura sino al 27 agosto. 

^ . j^ , 

20 Martedì 1 S. Bernardo, ab., dottore della Chiesa, fondatore de' Cistercensi, e 
233-13-4 I scrittore di molte dotte opere. Sprezzati gli agi, entrò nel chiostro 

di Cistercio e fondò l'ordine che preso il nome del luogo. Indebolito 

lù dalla fatica che dagli anni, morì nel 115,3. — S. Lucio, senatore, martire a Cipro. 

Memorandum. — Fiera a Francavilla di Sicilia: dura sino al sabato. — Data media della 
).siddetta hwrasca delle due Madonne, che una lunga esperienza ha provato accadere fra il 

agosto (Assunzione) e 1*8 settembre (Natività della Vergine). Il P. Secchi la constatò 00 
)lte in 72 anni. Il Ragona, dalla ricorrenza odierna, la chiamò invece burrasca di Han Ber- 



rdo. — Anniversario della morte di S. S. Pio X (1914). 

-^ 

1 Mercoledì! S. Giovanna Francesca Frémiot di Chantal. Nata ad Anneoy in 
333-133 j Savoia nel 1578 da nobile famiglia e, rimasta, vedova a ventott' anni, 

— — dispose della buona educazione dei suoi quattro figli, e si i-itirò in 

chiostro da lei fondato per la congregazione delle monache della Visitazione di Maria, 
[ori d'anni 63, l'a. 1641. — S. Paterno, martire, festeggiato a Fondi. 

Memorandum. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Fiera del Carmine a Nu- 
in provincia di Avellino. Dura tre giorni. — Pagamento delle i^ensioni governative di 
jonda categoria (superiori a L. 500, ma non a L. 2000 annue)» 

^ 

22 Giovedì j S. Timoteo, martire a Roma, l'anno 312 circa. — S. Antonino, car- 
334-133 Inefice de' cristiani, poi martire egli stesso, a Roma (?), l'anno 183. — 

! S. Andrea, diacono, onorato a Fiesole (secolo IX). — B. Bernardo da 

Iena, fondatore degli Olivetani, morto l'a. 1348. 

Memorandum. — © L. P. — Fiera a Battaglia: dura tre giorni. — Comincia la fiera di 
rgamo. Dovrebbe chiudersi agli 8 di settembre, ma d'ordinario si prolunga fino alla metà 
"del mese. — Fiera a Vicchio di Mugello, importante per il bestiame. Dura quattro giorni. — 
Festa di Sant'Agrippina a Mineo con la corsa dei nudi. 



23 Venerdì 

335-131 



S. Filippo Benizzi, apparteneva all'ordine dei Serviti, e ne fu in 
seguito anche generale (1233-1285). — S. Ciriaco, o Quirico, vescovo di 
Ostia e Velletri, verso gli anni 229 e 259, mari, coi compagni Massimo, 
prete, Archelao, diacono, ed altri. 

Memorandum. — Festa di San Pellegrino martire in Altavilla Irpiua (Avellino). Dura tre 
giorni. 



Tlt 

24^ Sabato 1 S. Bartolomeo, apost., fu evangelizzatore nelle Indie, nell'Arabia 
336-130 Felice, nella Persia, nell'Abissinia e nell'Armenia, dove converti alla 
fede quel re e dodici città, che provvide di zelanti pastori. Subì il mar- 
tirio ad Albanopoli verso l'a. 47. — S. Tolomeo, vesc. di Nopi (sec. I?). 

Memorandum. — Entra il Sole in Vergine. — A Carpi e a Pavullo nel Frignano fiera detta 
di S. Bartolomeo. — Fiera a Caserta: dura una settimana. — Fiera a Bisceglie. Dura 3 giorni. 



AGOSTO 1918^ - 102 - (35^ Settimana) 

25 Donienical t-I-i S. Luigi IX, re di Francia, protettore dei Terziari francescani; fu 
237-129 jil principale promotore della settima crociata, e morì di peste a Tu- 

nisi, nell'età di 44 anni, nell'anno 1270. — S. Genesio, mimo schernitore 

de' cristiani, poi martii*e egli stesso, a Roma, l'anno 286 o 303. 

IVIemorandum. — Fiera di Santa Rosa a P.ilermiti (prov. di Catanzaro): dura 3 giorni. — 
Festa nazionale dell'Uruguay (anniveri^ario dell'indipendenza). 

^»/ 

rr "^ — — " 

26 Lunedi [ S. Alessandro, martire, alfiere della legione Tebea, subì il martirio 
338-128 I verso l'anno 288. È patrono della città di Bergamo. — Ss. Oronzio 
e compagni, martiri, patroni di Lecce. — Ss. Simiilicio e compagni, fe- 
steggiati a Celano (Abruzzi). — S. Elia, benedettino, vesc. di Siracusa, morto l'a. 560. 

Memorandum. — Fiera di Sant' Oronzio a Lecce, che si rinnova per tutti i lunedì e ve- 
nerdì di settembre. 



rJt- 



27 Martedì S. Giuseppe da Calasanzio, istituì la congregazione de' chierici re- 

339-127 jgolari delle Scuole Pie (Scolopi). Era nato a Petralca, in Aragona, nel- 

— — —l'a. 1556, ed abbracciò lo stato ecclesiastico. Andò a Roma e si diede 



all'istruzione dei fanciulli, e colà morì all'età di 92 anni, nel 1648. — S. Narno, primo vescovo 
di Bergamo, sul principio del seo. IV. 

Memorandum. — Fiera a Potenza: dura tre giorni. — Oggi pagamento degli stipendi agli 
impiegati governativi. 



28 Mercoledll S. agostino, vescovo, dottore della Chiesa. Nato a Tagaste, in Nu- 

340-136 jmidia di Africa. Fa battezzato da Ambrogio, e divenuto vescovo di 

Ippona si mostrò esempio di carità e di abnegazione pel suo gregge. 

Morì il 28 agosto del 430, e le sue ceneri riposano in una magnifica arca marmorea a 
S. Pietro in Ciel d'Oro a Pavia. — Ss. Fortunato e compagni, patroni di Salerno. 

Memorandum. — C U. Q. — Fiera a Pavia fino a tutto il 5 settembre. 

— — — m—" 

29 Giovedì | Decollazione di San Gìov, Battista. Essa avvenne per comando di 
241-135 Erode, nell'anno 26 dell'era volgare. — S. Sabina, martire a Roma 

— '(sec. H). — S. Adolfo, vescovo di Metz, verso la fine del sec. IV. 



Memorandum. — Fiera di cavalli a S. Bonifacio (prov. di Verona). — Fiera a Lucerà: dura 
tre giorni. — Grande fiera e festa della Madonna del Pozzo a Capurso (prov. di Bari): dura 
sino al lunedì. 



30 Venerdì S. Rosa da Lima, vergine. Fin da giovinetta castigò la sua carne 

242-124 con rigorosi digiuni ed aspre penitenze. Entrò quindi nella religione 

^di S. Domenico e tanto ne fu osservante, che tornò necessario frenarla 

nell'eccessivo esercizio di questo rigore. Morì nel 1G17 a soli 31 anni. — S. Barsanofrio 
abate, patrono di Oria. 

Memorandum. — Fiera di Sant' Egidio presso Montefusco (provincia di Avellino) : dura 
tre giorni. — Grande pellegrinaggio, che dura cinque giorni, al Mo'ntalto di Aspromonte, 
diocesi e circondario di Gerace (prov. di Reggio Calabria), al santuario dì M. SS. dei Polsi, 
detto volgarmente "Madonna della Montagna „ in ricorrenza dell'annuale festa, che cade 
il 3 settembre. 



-?lr 



3 1 Sabato S. Raimondo Nonnato. Si adoperò pel riscatto degli schiavi, nel- 

243-123 l'ordine della Mercede. Morì nel 1240. — S. Aristide, filosofo atc- 

. niese, autore di una dotta apologia in difesa della religione cristiana. 

Memorandum.. — Fiera a Muro Lucano (prov. di Potenza^ Dura due giorni. — Nascita 
della Principessa Maria Isabella, Duchessa di Genova (1863;. 



SETTEMBRE 1918 ^ 103 — (36» Settimana) 

1 Domenica I 15 S. Egidio, abate, nativo di Atene. Fiorì sul declinare del seo. VII. 
244-132 — S. Costanzo, vescovo d'Aquino. — S. Vittorio, vesc. dei Cenomaui. 



Memorandum. — Principio della stagione di autunno, secondo l'uso meteorologico. -^ 
Onomastico di S. M. il Re Vittorio Emanuele III. — Fiera a Lanciano (provincia di Chieti», 
fino al 15 del mese. — Fiera di S. Antonino a Sant'Angelo dei Lombardi. — Seconda festa 
di S. Gregorio Magno, a Manduria. — A Messina si festeggia l'anniversario della prima ri- 
voluzione siciliana contro i Borboni (1847). — Festa di M. SS. della Catena, pregevole opera 
d'arte del 1515, nel restaurato e medievale castello di Mussomeli, con due giorni di fiera.' 
— Da oggi è permes<!a la raccolta delle ostriche. — A Firenze oggi si devono aver già ricon- 
fermati o disdetti gli affitti e pagate le pigioni del semestre da novembre a maggio. 

-y^ — — ^_— _^______^_____ 

2 Lunedì | S. Stefano, re d'Ungheria, apostolo e padre del suo popolo. La 
245-121 sua memoria è tuttora in grande venerazione nel reame ch'egli 
governò dal 992 al 1038. 

Memorandum. — Labor day, Festa del lavoro, solennità nazlon. agli Stati Uniti d'America 

-^ 

S. Serafina, verg. e mari, verso l'a. 125. — S. Ausano Crivelli vesc. 
di Milano, dal 556 al 567. — B. Alberto Besozzi, morto l'anno 1359, 
onorato a Besozzo (provincia di Como). 

Memorandum. — Anniversario della elezione a Sommo Pontefice di S.S. Benedetto XV 
(Giacomo Della Chiesa). — Festa di S. Marino, patrono della repubblica omonima. — Fier.i 
a Cerignola (Terra di Bari) fino al 7 settembre. — Fiera a Copertine (Terra d'Otranto) fino 
alla domenica prossima. — Festa della Madonna della Montagna sull'Aspromonte (vedi al 
30 agosto). — Pellegrinaggio notturno al santuario del Monte Pellegrino presso Palermo, in 
"onore di Santa Rosalia. Si è introdotto di recente il costume di fare in questa occasione il 
concorso delle canzoni dialettali siciliane. 

w. ■ 




4 Mercoledì 

247-119 



S. Rosalia, verg., nobile palermitana, morta nel 1166 in una grotta 
sul Monte Pellegrino, ove è venerato il suo corpo, scoperto nel 1625. 
— S. Rosa da Viterbo, vergine, morta l'anno 1254. 

Memorandum. — Fiera a Crevalcore (Bologna). Dura 4 giorni. — Pellegrinaggio a Viterbo, 
alla tomba di Santa Rosa. 

^^""^~ »••— ^— .— — ^«^^^i— .^.■•— . 

5 Giovedì 1 S. Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia, dove era nato 

248-118 I nel 1381 ; nel 1424 fu eletto generale dei canonici regolari di S. Giorgio, 

quindi elevato da papa Eugenio IV alla sede patriarcale. Mori nel 1455. 

Memorandum. — © L. N. — Comincia la fiera di Lugo, che ha termine il 30 settembre. 

rr — 

6 Venerdì S. Teoctlslo, m., vittima della persecuzione di Decio, presso Ales- 

249-117 sandria d'Egitto, l'a. 249. — S. Settimio, vesc. di Jesi (sec. IV), martire. 

— — — ' — S. Zaccaria, padre di S. Giovanni Battista. — S. Frontiniano, mar- 

itire, patrono di Alba (Piemonte). ~ S. Consolata, vergine e m., venerata a Reggio Emilia. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni governative di prima categoria (non oltre le 
£500 lire annue). 



7 Sabato l S. Regina, vergine, martire. Del sec. yi. — S. Claudio, abate, morto 
250-116 l'anno 560 circa. — S. Anastasio, mart., venerato ad Aquileia (sec. III- 

'iV). — S. Giovanni, benedettino, vescovo di Gubbio dal 1105 al 1106. 



— Ad Aosta, festa patronale di S. Grato. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Anniversario della cacciata 
dei Francesi da Torino (1700). Soleime commemorazione nella chiesa di N. S. della Salute 
con intervento delle autorità. Il giorno appresso la commemorazione si ripete alla Basilica 
di Superga. — Stasera a Firenze tradizionale costumanza delle rificolone. — Stanotte a Na- 
poli festa tradizionale della Madonna di Piedigrotta, ove si cantano le nuove canzoni popo- 
lari dell'anno. — Rosc-Ascianà, o capodanno israelitico. Comincia l'anno 5679. — Oggi (25 
agosto nel calendario russo) si chiude la fiera di Nijni-Novgorod. — Festa dell'indipendenza 
del Brasilo. 



SETTEMBRE 1918 _ lui _ (37'^ Settimana) 

8 Domenica 1 ^ Natività di Maria Vergine. La più antica o sicura memoria della 
351-115 iutroduzioue di questa festa si ha nel sec. VII. — Festa di Maria SS. 
^Bambina, celebrata in uno speciale santuario a Milano, nella casa ma- 
dre delle Suore della Carità. — Festa patronale della Madonna ad Alzate (Como) con fiera. — 
S.Adriano, martire (ved. 4 marzo). 

Memorandum. -- Festa abolita quanto al precetto ecclesiastico, dopo 1 motu-propri di 
Pio X del 2 e 24 luglio 1911. Non è neppure più festa civile. -- A Nimis (Udine), fiera nel- 
l'ampia prateria della Madonna delle .Mattonelle, cui concorrono tutti gli abitanti delle 
Prealpi Giulie. — Pellegrinaggio al Santuario di Montenero presso Livorno. — Fiera a Prato 
di Toscana: dura quattro giorni. — A Loreto Aprutino (Teramo) fiera nel campo di S. M. in 
Piano. — Secondo pellegrinaggio al Montevergine in provincia di Avellino, — Festa in Tau- 
rasi (prov, di Avellino), con processione del corpo del santo martire Benigno. — Fiera a 
Molfetta: dura 9 giorni, — Fiera della Madonna delle Grazie a Rossano fprov. di Cosenza): 
dura 2 giorni, — Festa della Madonna dell'Indirizzo in Acireale, con fiera. — Gran fiera di 
bestiame a Paterno. — Festa della Natività a Monreale. — Festa della Madonna delle Grazie 
iu Casteltermini, con fiera. — Fiera e festa di Piedigrotta in Castronuovo di Sicilia, 

_ IH 

9 Lunedi 1 S. Claudia, vergine, martirizzata in Ancira di Galizia con S, Teodoto 
253_114: nel 303, — S, Tuzio, eremita, festeggiato ad Aquila degli Abruzzi. — 
—Ss, Gorgonio e Doroteo, soldati, martiri nell'a. 304. 

Memorandum. - In Toscana oggi dicono: " Se piove per San Gorgonio, tutto l'ottobre 
ò un demonio „. 

10 Martedi I S. Nicola da Tolentino. Entrato nell'ordine agostiniano a 15 anni 
253-113 "6l 1260, giunse ad alto grado di santità, tanto che morto nel 1305 fu 

beatificato vent'anni dopo da Giovanni XXII, e canonizzato da Euge- 



nio IV nel 1446. — S, Pietro Claver, gesuita spagnuolo, consacratosi alla redenzione degli 
schiavi africani condotti in America, per il che fu chiamato l'Apostolo dei Negri, Operò 
innumerevoli conversioni, e consunto dalle fatiche morì a Cartagena nel 1654. 

, ^^—^ 

1 1 Mercoledì! S. Diomede, m. in Siria, — S, Valentino, mart,, sepolto nella basilica 
254-113 I di S. Vittore a Milano. — S. Sperandea, vergine benedettina, festeg- 

giata a Cingoli. — S. Emiliano, vesc. di Vercelli, dal 501 al 520 circa. — 

S. Pafnuzio, discepolo di S. Antonio, sofferse per la fede, e mori verso il 335. 

Memorandum. — All'albo municipale di ogni comune si pubblica la tabella dei contri- 
buenti per l'imposta di ricchezza mobile. — Comincia il nuovo anno in Abissinia, Festa 
solenne del San Giovanni. 



12 Giovedì 

255-111 



Ss. Nome di Maria. Festa istituita da papa Innocenzo XI, a com- 
memorare la vittoria ottenuta contro i turchi sotto Vienna nel 1638. 
— S. Guido, sagrestano presso il santuario di S. Maria di Laken (Bni- 
lelles). Intraprese il pellegx-inaggio in Terrasanta, Ritornato dopo sette anni, il sottodecano 
del capitolo di Anderlecht, suo paese nativo, lo alloggiò in propria casa, né volle lasciarlo 
tornare a Laken. Moriva nel 1012. — S. Silvino, vescovo di Verona, dal 440 al 444 circa. 

Memorandum. — Fiera a Viterbo, che dura 15 giorni, — Oggi per i Russi è la festa di 
Sant'Alessandro Newski. 



13 Venerdì S. Eulogio, patriarca d'Alessandria d'Egitto. Morì nel 608. — 

256-110 S. Mauro, vescovo di Piacenza, dal 422 al 449, — S. Amato abate e 

' S. Amato, vescovo di Sion (627). — S. Filippo di Alessandria, padre 

della vergine S. Eugenia. 

Memorandum. — 3) P. Q- — Fiera della Santa Croce a Lucca, che dura sino al 29 settem- 
bre. — Pellegrinaggio al santuario della Madonna della Consolazione presso Reggio Calabria, 
con veglia e caratteristiche éanze notturne. Cominciano le feste in onore della Santa Pa- 
trona, che durano 4 giorni. — Fiera a Castrogiovanni per la festa del SS. Crocifisso, — Pa- 
gamento delle pensioni governative di terza categoria (superiori a L. 2000 annue), 
,^- 

l'it Sabato Esaltazione della Croce di 6. C, riportata solennemente a Geru- 
25»7_109 salemme da Eraclio in questo stesso giorno, A Lucca festa patronale. 
' — S. Crescenzio, martire, protettore di Siena (sec. III-IV). 

Memorandum. — A Perugia si festeggia l'anniversario dell'ingresso delle truppe ita- 
liane (1860). — Fiera di San Cipriano a Pontedecimo (Genova). — Festa della Madonna del 
Ponte, patrona di Lanciano, Dura tre giorni. — In Toscana si suol dire: " Per Santa Croce, 
pane e noce, , perche di questo tempo le uoci sono mature. 



SETTEMBR E Ì918 - 105 - (38* Settimana) 

15 Domenical @ l sette Dolori di Maria Vergine. — S. Caterina da Genova, della 
358-108 nobile famiglia de' Fieschi (H48-1510). — 8. Nioomede, martire (se- 

Memorandum. — Anniversario della nascita del Principe di Piemonte, ereditario d'Ita- 
lia (l'J04). — Festa alla Madonna del Pilone (sobborgo di Torino) in ricordo del miracolo 
ivi avvenuto nel 1644. — Festa dell'Unione Federativa delle Misericordie che ha luogo ogni 
anno nella città indicata dal Capitolo generale della Unione stessa, fondata in Pistoia. — Festa 
del Carro, in onore di M. SS. Addolorata, che si venera nella chiesa di S. Sebastiano in Mi- 
rabelle Belano (Avellino). — Scade il termine utile per la presentazione ai capi d'istituto 
delle domande di ammissione alla sessione autunnale degli esami di ammissione, d'inte- 
grazione e di licenza per i ginnasi e i licei. — In Svizzera digiuno federale, ossia giorno di 
riposo e di preghiera. — Festa nazionale nelle repubbliche di Costa-Bica, Guatemala, Hon- 
duias, Nicaragua (giorno dell'indipendenza). 
^ ^ 

16 Lunedi S. Cipriano, dottore deila Chiesa, martire. Vescovo di Cartagine, 

gSQ-lO"? martirizzato l'anno 258. — Ss. Marciano e Giovanni, festeggiati a Ci- 

'vita Castellana. — Ss. Lucia e Geminiano, martid a Roma, venerafi 

a Lucca (secolo III-IVj. 

Memorandum. — Chipur, ossia giorno dell' espiazione per gì' israeliti. — Festa nazionale 
del Messico (amiiversario della proclamazione dell'indipendenza, 1810). 



17 Martedì Le stimmate di S.Francesco d'Assisi. Ricorda il prodigio avvenuto 

260-106 al Santo mentre si trovava in devoto raccoglimento sul monte del- 

— 'la Verna. — S. Colomba, da Cordova, vergine, mart. de'Morl, l'a. 83i. 

Memorandum. — Pellegrinaggio al monte dell'Alvernia presso Firenze e visita al Sacro 
Speco, dove accadde il prodigio. — Festa di Mai'ia SS. della Consolazione, patrona di Reggio 
Calabria. Processione notturna con la Santa effigie. 
^ ^ 

18 Mercoledì S. Giuseppe da Copertine, nato l'anno 1603, morto ad Osimo l'a. 1663. 
QQ±.±05 La sua umiltà ed esattezza nell' adempiere i bassi uffizi, gli prooacoia- 

— 'reno tale venerazione che fu ordinato sacerdote. — Ss. Costanzo e 

compagni, martiri, tebei, circa l'a. 287, festeggiati a Drenerò (Cuneo). — Primo giorno delle 
{empora di autunno. 

Memorandum. — Festa nazionale del Chili (anniversario della proclamazione dell'Indi- 
pendenza, 1870). 



19 Giovedì S. Gennaro, vescovo, martire, patrono di Napoli, e vescovo di Be- 
263-104 nevento, martiiizzato durante la persecuzione di Massimiano e Dio- 
' cleziano l' a. 305. — Ss. Feste e Desiderio, forse del tempo di S. Gen- 
naro, onorati a Benevento. 

Memorandum. — Da oggi fino al 26 settembre, si rinnova in Napoli ogni giorno il mi- 
racolo della liquefazione del sangue di S. Gennaro. Pellegrinaggio a Pozzuoli, . teatro del 
martirio del Santo. 



20 Venerdì 

363-103 



S. Eustachio, SOid., m. — S. Candida, vergine e martire, cartaginese 
(sedi. ?), festeggiata » Ventotene (Pozzuoli). — S. .\gaplto, papa dal 
535 al 536. — S. Glicerio, vescovo di Milano dal 436 al 438. — S. Fau- 
sta vergine, uccisa a Cizico nella Propontide sotto l'imperatore Massimiano. — Secondo 
giorno delle tempora. 

Memorandum. — © L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Anniversario 
della caduta del potere temporale e della unione di Roma all'Italia. Festa civile lessalo. 
Commemorazione alla breccia di Porta Pia a Roma. Sono chiuse le Biblioteche, le Gallo- 
rie, i Musei. — Festa campestre caratteristica alla Madonna della Rocca a Taormina. 
^^ 

2 1 Sabato S. Matteo, ap. ed ev. Da pubblicano chiamato a seguir G. C, crc- 
264. 103 desi morisse martire in Etiopia. — 8. Giona profeta, sepolto in Geth 
' nella terra di Saar. — S. Ifigenia, vergine etiope, convertita da S. Mat- 
teo apostolo. — Terzo giorno delle tempora. 

Memorandum. — Fiera ad Este. Dura otto giorni. — Fiera a Frascati. — Fiera di San 
Matteo a Salerno, ricca di cavalli e bestiame. — Primo giorno di Succot, o Festa deJle ca- 
Drtnne (per gl'israeliti). — In Toscana si dice: ** A San Matte, l'uccellatore salta in pie. , — 
l'a^amento delle pensioni governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a 
L. 2U00 annue). 



SETTE MBRE 1918 - 106 ^_ (39^ Settimana) 

22 Donienical vp S. Maurizio, soldato, mart. Capo della legione tebea, martii-izzato 
265-101 l'anno 287 unitamente ai suoi compagni. — Festa patronale a Jesi di 

g_ Settimio (vedi 6 settembre). — Ss. Digna ed Emerita, sorelle martiri 

a Roma verso gli anni 254-260. — S. Tomaso da Villanova, arciv. di Valencia, in Ispagna, 
nato l'a. 1488, morto l'a. 1555. 

Memorandum. — Principio dell'anno secondo il Calendario repubblicano francese. Oggi, 
primo Vendemmiale, comincia l'a. 12,6. — Secondo giorno di Succut, o Festa delle capanne. 



23 Lunedi S. Lino, papa, martire. Fu l'immediato successore di S. Pietro 

S66-100 sulla cattedra pontilìcale, nel 67 (o 76?). Dettò savie leggi, mantenne 

..jg^ disciplina ecclesiastica, e chiuse la vita col martirio per ordine di 

Saturnino, come ò ricordato anche dall'Alighieri {Par. XXVII, 41). — S. Tecla, venex'ata 
come la prima martire tra le vergini (sec. I). 

Memorandum. — Entra il Sole in Libra, e comincia l'Autunno astronomico. - Equinozio 
d'autunno. — Oggi il giorno e la notte solare sono di uguale durata. — Anniversario della 
morte di Frane. Domenico Gueri'azzi (1873). Commemorazione a Livorno per cura delle So- 
cietà democratiche. 

: ^•— 

2^5^ Martedì i S. Gerardo, vesc, mart. Nobile veneto, entrò nell'ordine benedettino, 
26*7-99 e divenne l'apostolo dell'Ungheria e vescovo di Casnad. Per ordine 

del re, fu lapidato l'a. 1046. — S.Terenzio, mart., circa gli anni 244- 

249, patrono di Pesaro. — S. Cleto, confessore, venerato a Tivoli. 

^H- 

25 Mercoledì! S. Firmino, nativo di Pamplona, che predicò la fede in Alvernia 
268-98 e fu primo vescovo di Amiens ove mori martire nel 287. — S. Paci- 

— fico da San Severino, dell'ordine dei Minori osservanti, morto nel 1721 

e canonizzato da Gregorio XVI. — S, Anatalone, primo vesc. di Milano dal 51 al 64, o dal 
53 al 61 secondo il Sassi. 

Memorandum» — Termine per presentare le domande di ammissione air esame di matu- 
rità nella sessione autunnale per parte dei candidati provenienti da scuola privata o paterna. 



26 Giovedì S. Guerino, monaco di Corvey in Sassonia; fiori nel secolo IX. — 
369-97' S. Vigilio, vescovo di Brescia, tra gli anni 480 e 516 circa. — S. Gio- 

" ~~ vanni Oldrato, da Meda, fondatore dell'ordine degli Umiliati, morto 

l'anno 1159. — I Ss. Cipriano e Giustina, martiri a Nicomedia. 

Memorandum. — Fiera ad Isernia. Dura tre giorni. 

^ 

27 Venerdì 1 Ss. Euprepio, Cosma e Damiano, mm. Questi ultimi erano fratelli, 
S7'Or96 ed ai-abi dì nascita. Educati nel cristianesimo, si applicarono allo 

— ^studio della medicina. Lisia, spedito da Diocleziano ad Egea come 

prefetto, li fece torturare. Scampati miracolosamente, vennero fatti decapitare l'a. 303. -- 
S. Adolfo, martire del sec. IV. Festa patronale di S. Veronica a liinasco. 

Memorandum. — <^ U. Q. — Fiera dei Ss. Cosma e Damiano, a Seoondigliano, presso 
Napoli: dura sino al 1» ottobre. — Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati gover- 
nativi. 



28 Sabato S. Venceslao, re di Boemia, si adoperò nel diffondevo la religione 

3"71_95 cristiana fra i suoi sudditi. Fu ucciso a tradimento dal fratello Boleslao, 

— il 28 settembre 939. — S.» Eustochio, figlia di S. Paola e discepola di 

S.Gerolamo, morta l'anno 419. 

Memorandum. — Fiera detta di San Michele in Controne (Saleriio). 



SBTT.-OTTOBRE 1918 



107 



(40» Settimana) 



29 Domenica I >& S. Michele, arcangelo. Oggi si festeggia la dedicazione di uu 
372- 94 I tempio eretto iu suo onoro sui monte Gargano. • 

Memorandum. — Anniv. della liberazione di Ancona (1860), festeggiato in quella città. — 
Fiera di San Michele a Tirano in Valtellina. — Fiera di cavalli a S. Bonifacio (prov. di Ve- 
rona). Dura due giorni. — Festa dell'Arcangelo San Michele con fiera a Coronata di Corni- 
gliano ((ìenova). — Fiera a Vignola. — Famosa fiera di uccelli a Montopoli nel Valdarno 
inferiore. — Fiera e festa dell'Addolorata in Mirabella Belano (prov. di Avellino). Il sabato 
successivo trasporto del carro in paese. — Fiera di S. Amato a Nusco in provincia di Avel- 
lino. Dura due giorni. — Pellegrinaggio al Monte Gargano. — Fiera di S. Antonio a Spez- 
zano Albanese (prov. di Cosenza): dura sino alla 1» domenica di ottobre. — Fiera a Calta- 
nissetta per la festa del patrono S. Michele. — Oggi a Milano, in molte altre città della 
Lombardia e nelle Ilomagne scadono gli affitti annui delle case e si fanno i traslochi. — In 
Toscana si dice oggi: " A San Michele il calore va in cielo; „ e anche: '* Quando l'An- 
giolo [Michele] si bagna l'ale [cioè piove], piove sino a Natale „. 



30 Lunedì 

373-93 



I S. Gerolamo, dottore. Uno de' più grandi dottori della Chiesa la- 
I tina. mori nonagenario a Betlemme, l'a. 420. — S. Amato, primo ve- 
- scovo di Nusco dal 91)7. 



1 Martedì 1 S. Remigio, vescovo. Fin dall'adolescenza fece tali progressi nelle 
374-93 1 lettere che fu eletto, sebben giovane, vescovo di Reims. Si rese cele- 

bre per la conversione di Clodoveo, re dei Franchi, e della nazione 



francese al cristianesimo. Morì nel 533. 

Memorandum. — Comincia la sessione autunnale di esami nei Ginnasi e Licei. — Oggi di 
regola si aprono le Scuole element. — Da oggi al 31 marzo il lavoro notturno, agli effetti 
della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli, è inteso fra le ore 20 e le 6. — Da oggi 
fino a tutto marzo orario invernale per gli uffizi telegrafici a orario di giorno completo e 
ad orario limitato (per i primi dalle 8 alle 21, per i secondi dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19). 
— Finisce la stagione della pesca del corallo. Da oggi fino a tutto aprile è anche vietata la 
pesca delle vongole o arselle nel golfo di Napoli. — Oggi a Torino si sogliono pagare gli affitti 
semestrali. — Oggi cominciano i pagamenti del 2° semestre della rendita consolidata 3 % 
nominativa e del 4» trimestre della rendita consolidata 4,50 % netto. — Entrano in fun- 
zione i nuovi capitani-reggenti della repubblica di San Marino (fino al 31 marzo). 

-,xc 



2 Mercoledì 

375-91 



I SS. Angeli Custodi. Festa istituita da Paolo V, ed estesa a tutta 
la Chiesa da Clemente X 1' anno 1670. 



Memorandum. — Roma festeggia l'anniversario del plebiscito in favore dell'unione al Re- 
gno d'Italia (1870). — Fiera ad Oueglia. 

^ 

3 Giovedì S. Calimero, vescovo e martire. Morto in Milano sotto Coramodo, 
376-90 verso l'a. 191 (Vedi anche 31 luglio). — S. Gerardo, abate di Brogne. 
— S. Candido, martire a Roma. 

U^ 

- 1\ , • 

4? Venerdì S. Francesco d'Assisi, fondat.deir ordine francescano e de* terziari, 

377-89 I patrono della sua città natale. Compose cantici religiosi, usando tra i 

aprimi della lingua italiana. È sommamente lodato dall'Alighieri. Visse 

^dal 1182 al 1226. — S. Petronio, vesc. di Bologna dal 430 al 450, patrono di questa città. 

Memorandum. — A Fiesole, fiera di San Francesco; dura 3 giorni. — Festa e fiera a Bran- 
cavilla (Catania) per San Placido, patrono del luogo. 



5 Sabato S. Placido, mart., abate di un monastero benedettino in Sicilia, uc- 

378-88 ciso da barbari pirati verso il 544. — S. Marcellino, vescovo di Ravenna, 

dal 232 al 283. — S. Galla, vedova, del tempo di Tcodorico (457-525). — 

fp. Renato, vescovo di Sorrento verso gli anni 424-450. 



Memorandum. — O L. N. 



OTTOBRE 1918 _ lOH — (41» Settimana) 

6 Domenica 1 ^ ll ss. Rosario di IMaria Vergine SS. Festa istituita da Grego- 
279-8'W rio XIII, a commemorazione della vittoria di Lepanto riportata contro 

i Turchi nell'ottobre del 1571. Leone XIII nel 1885 prescrisse per tutta 

la Chiesa la pratica del Rosario durante il mese di ottobre. — S, Brunoue, abate, di Colo- 
nia, fondatore del nuovo ordine dei Certosini, Di nobile famiglia, dopo aver studiato in pa- 
tria si portò in Francia e nelle celebri scuole di Roims si addottoi-ò in filosofia e teologia. 
Morì santamente nella Certosa di Squillace nel 1101, e fu canonizzato da Leone X nel 1514. - 
S. Magno, vescovo di Oderzo, verso l'anno 640. — S. Probo, vescovo e martire, onorato a 
Gaeta. — S. Francesca delle Cinque Piaghe, terziaria degli Alcantarini scalzi, di Napoli, ca- 
nonizzata da Pio IX. - S. Adalgiso, vescovo di Novara dall' 835 all' 860. 

IMemorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — In S. Giorgio a Cremano, 
presso Napoli, festa della Madonna del Buon Consiglio. 

^ '^: 

7 Lunedì S. Brigida, matrona, principessa di Svezia, moglie adUlfone; riti- 

280-86 I rossi per tempo in un monastero, dove è fama avesse frequenti vi- 

. sioni celesti. Mori nell'anno 1473. — S. Giustina da Padova, verg , 

mart. (sec. I?). — I SS. Sergio e Bacco, martiri In Siria sotto Massimiano. 

Memorandum, — Principio dell'anno per i mussulmani (1337). — Pagamento delle pen- 
sioni governative di prima categoria (non oltre le 500 lire annue). 



-^- 



O JVla.rted.Ì S. Reparata, vergine, martire, circa l'a. 250, onorata nella diocesi 

S81-85 di Ajaccio (Corsica), e a Firenze. — S. Pelagia, commediante in Au- 

. _ — 'tiochia. Trovandosi un giorno ad una predica del vescovo Nonno, 

fu toccU dalle sue parole e pianse. Si gettò a' piedi di lui, dicendo di voler riparare alle suo 
colpe, quindi vendute robe e gioie, distribuì il denaro ai poveri e dopo fervente espiazione, 
ottenne 11 battesimo. Prese il velo delle religiose, e terminò i suoi giorni In una grotta del 
monte Oliveto, — S. Simeone, il venerando vegliardo che nella Presentazione di Gesù al 
Tempio tenne tra le sue braccia il Divino Fanciullo, profetando la sua futura grandezza. 

Memorandum. — In Toscana oggi si dice: " A Santa Reparata ogni oliva inoliata „. 

)Jt 



9 Mercoledì 

383-84 



S. Dionigi Areopagita, vescovo di Atene, poi apostolo di Lutezia (Pa- 
rigi), ove credesi morisse martire nella seconda persecuzione, l'anno 
96. — S. Donnino, martire, patrono di Borgo San Donnino (secolo III- 
IV). — S. Diodato, abate di Montecassino, morto l'anno 834. 

Memorandum. — Fiera a Castelfranco nell'Emilia. — Festa nazionale della repubblica 
dell'Eqitatore (indipendenza di Guayaquil). 

H- » 



10 Giovedì S. Francesco Borgia, duca di Gandia, rimasto vedovo, fu da S. Igna- 
383-83 zio ascritto alla sua Compagnia, ed ordinato sacerdote a Roma. Venne 

-— ^più tardi creato generale dei Gesuiti, e mori nel 1572. — S. Cerbo, o 

Cerbonio, vesc. di Massa Marittima (Populonia), morto l'a. 573 (Baronie). 

Memorandum. — Scade la quinta rata bimestrale delle imposte dirette erariali e sovrim- 
poste comunali e provinciali. Non pagando entro gli otto giorni successivi alla scadenza, 
11 contribuente incorre nella multa del 4 %. 

; m • 

11 Venerdì | S. Firmino, vescovo d'Uzès, morto l'a. 553. — S. Placidia, vergine, 
384-82 1 morta verso l'a. 460, onorata a Verona. — S. Luigi di Bertrando, da 

^Valenza in Ispagna, domenicano (1526-1580). — S. Eufredo, martire 

presso Alba, onorato anche a Cherasco. 

Memorandum. — Anniversario dello sbarco delle truppe italiane a Tripoli (1911). 



12 Sabato 

385-81 



S. Serafino da Montegranaro. Mori settantacinquenne, l'anno 1604. 
— S. Pulcheria, imperatrice: 339-453 (Migne: 10 sett.). — S. Edistio, 
mart. (sec. III-IV), ricordato a Ravenna. — S. Opilio, diacono, con- 
fessore, onorato a Piacenza: fiori verso l'a. 420 (Ferrano). 

Memorandum. — Fiera di S. Serafino in Montegranaro (Marche). — Anniversario della 
.scoperta dell'America per opera di Cristoforo Colombo (1492), festeggiato in Spagna e in 
molte parti dell'America Latina, specialmente in quella Centrale, e anche in vari stati 
dell'Unione nordamericana. 



OTTOBRE 1918 — 109 - (4 2^ Settimana) 

13 Oomenical >B S.Edoardo, re d'Inghilterra, salì al trono ancor giovinetto, ma 
386-80 1 la matrigna di lui Elfrida si era opposta a codesta elezione, ed aveva 

tentato ogni via perchè fosse eletto il principe Etelredo. Riuscito 

vano ogni tentativo, essa dopo tre anni di regno lo fece pugnalare da un suo dome- 
stino (1060) mentre trovavasi a caccia. — S. Chelidonia, vergine, morta l'a, 1152. 

Memorandum. - J) P. Q. 

^K 

14 Lunedi 1 S. Callisto I, papa. mart. SI attribuisce a Callisto la erezione della 
QST-TQ chiesa dedicata alla Madonna in Trastevere ed il cimitero sulla via 

^Appia. Istituì pure il digiuno delle tempora, e benché la religione 

cristiana fosse allora tollerata, pure vi furono martiri. Lo stesso Callisto fu decapitato sotto 
Kliogabalo nel '222. — S. Fortunato, vescovo di Todi, circa dal 528 al 542. 

Memorandum. — Famosa fiera dell' Impruneta, presso Firenze: dura sino al mercoledì — 
Pagamento delle pensioni governative di terza categoria (superiori a L. 2000 annue). 



■Hf 



15 Martedì S. Teresa, vergine. Nacque ad Avila l'a. 1515. Fu la riformatrtee 

288-78 dell'ordine de' Carmelitani Scalzi. Scrisse opere ascetiche di alto valore, 

'fu una vera martire di penitenza, e morì nel 1582. — S Ruggero, vesc 



di Canne (sulla line del sec. V?), venerato a Barletta. 

Memorandum. — Chiusura delle iscrizioni alle scuole elementari comunali. — All'albo 
municipale di ciascun comune si pubblica la lista dei giurati, compilata dalla Giunta man* 
damentale. — Oggi in Toscana dicono: "Per Santa Teresa prepara la tesa „. Avviso agli uc- 
cellatori! — Da oggi sino al 15 gennaio sono vietati la pesca e il commercio delle trote, del 
carpioni e delle bottatrici. 



-^— - 



16 Mercoledì S. Gallo, abate, detto l'apostolo della Svizzera, morì a novantacin- 
389-77* q"e anni, nel 646. Era nato in Irlanda dopo la metà del sec. VI, e 

fu tra i dodici che seguirono S. Colombano in Inghilterra. Ricuperata 

la sanità sul lago di Costanza, vi eresse alcune celle, origine del monastero benedettino 
7ioto sotto il nome di S. Gallo. — B. Vittore III, papa, succ. nel 1087 di S. Gregorio VII. 
Ammalatosi durante un concilio, si ritirò a Montecassino di cui era stato abate e vi moti 
dopo soli 4 mesi e 7 giorni di pontificato. Il suo culto ab immemorabili fu confermato da 
Leone XIII. 

Memorandum. — Comincia l'anno scolastico universitario. Comincia pure la seconda ses- 
sione degli esami speciali (che in qualche università maggiore può essere anticipata al lo ot- 
tobre), ma le lezioni principiano di solito molto piìi tardi. — Oggi cominciano le lezioni nelle 
scuole secondarie classiche e tecniche del Regno. — In Toscana, credono che se piove oggi, 
giorno di S. Gallo, pioverà per cento giorni. 



-rif 



1 / Giovedì S. Edvige, matrona, donna d'illustre lignaggio. Le sue entrato 

390-76 venivano consumate nel soccorrere gli infelici, e rimasta vedova, 

— 'vestì l'abito fra le religiose di Frebnitz. Morì nel 1243. — S. Mar- 
gherita Maria Alacoque, zelatrice della divozione al S. Cuore di Gesù (1645-1690). 

^4 ^ 

18 Venerdì I S. Luca, evangelista, discepolo e segretario di S. Paolo, scrisse il 
391-75 \ terzo Vangelo canonico, e gli Atti degli apostoli. Si crede morisse mar- 

tire a Patrasso l'anno 86. — S. Giuliano Saba, .anacoreta. — S. Mo- 

none, anacoreta del VII sec. — S. Giusto, martire a Beauvais. — S. Paolo della Croce, fon- 
datore dell'Ordine dei Passionisti, nato ad Ovada nel 1694, morto nel 1775. 



19 Sabato S. Pietro d'Alcantara, uno dei più illustri santi dell'Iberia: fu mo- 

393-74 naco francescano, ed a soli 20 anni destinato superiore di Badacos, 

esercitò il suo ufficio in modo da attirarsi l'universale ammirazione. 



:\Iorl a 63 anni nel 1562. — S. Massimo, diacono, patrono d'Aquila degli Abruzzi, martire 
vorso l'a. 250. — Ss. Procolo e Nicea, martiri, rammentati a Pozzuoli. — S. Eusterio o 
Asterie, vesc. di Salerno dal 535 al 5.31>. 

Memorandum. — ® L. P. — Oggi plenilunio secondo 1 uso ecclesiastico. ' 



OTTOBRE 1918 1 lo - (43» Settimana) 

20 Donienical © S. Giovanni Canzio o da Kent, polacco, nato verso il 1403, morto 
293-73 nel 1473 o canonizzato da Clemente XIII nel 1767. — S. Irene, verg. e 

martire in Portogallo. — S. Caprasio, martire ad Agen nelle Gallie. — 

S. Massimo, levita e martire presso Aquila negli Abruzzi. — S. Artemio, ufficiale della corte 
di Costantino, decapitato ad Antiochia sotto Giuliano l'Apostata, al quale aveva rimpz-ove- 
rato le sue crudeltà contro i cristiani. — Ss. Marta o Saula, martiri con molte altre vergini 
a Colonia. — S. Feliciano, vescovo di Mindo. 

Memorandum. - Fiera a Treviso. Dura 3 giorni. — Fiera a Rovigo. Dura S giorni. 



2 1 Lunedi ss. Orsola e compagne vergini, mart. Il martirio sarebbe avvenuto a 
394-73 Colonia verso l'a. 453. Molte leggende si formarono in seguito sul nn- 

^ mero e sulla patria di queste vergini. A Colonia si mostrano anche 

presentemente molte reliquie delle compagno di S. Orsola. — S. Follano, vescovo, mai-tire, 
ver.--o l'anno 383, onorato a Lucca. — S. Bertoldo da Parma, confessore, morto l'a. 1101, 

■Memorandum. — Fiera di Sant'Orsola a Caulonia (provincia di Reggio Calabria), rinomata 
per gli equini. Dura quattro giorni, — Pagamento delle pensioni governative di second.i 
categoria (superiori a L, 500, ma non a L. 2000 annue). 

^^ , 

22 Martedì 1 S. Marco, vescovo di Gerusalemme e martire sotto l'imperatore 
395-71 Antonino. — S. Verecondo, vose, di Verona (a. 522?). — S. Giovanni 

'Buono, eremitano, morto l'a. 1249, onorato a Mantova. — S.Filippo, 

vesc. di Fermo verso gli anni 251-254, martire. — S. Moderamno, vescovo, morto nel 730, 
onorato a Berceto (Parma). — S. Donato, vescovo di Fiesole dair844 all'864. 

Memorandum. — Festa della Madonna della Neve a Torre Annunziata, in ricordo della 
eruzione del Vesuvio del 1822. 

^ . 

23 Mercoledì' S. Giovanni da Capistrano. Nato nell' Abiuzzo, entrò nell'Ordine 
396-70 Idi S.Francesco, converti molti eretici e contribuì a far togliere l'as- 

sedio a Belgrado nel 1456 e a dar vittoria ai cristiani contro i Turchi. 

Morì lo stesso anno. — S. Vero, vescovo di Salerno (sul principio del sec. V). — S. Severino 
Boezio (verso l' anno 470-525), martirizzato presso Pavia da Teodorico. 

Memorandum. — Commemorazione patriottica a Roma, presso lo storico maììJorlo sui 
colli Parioli, per l'anniversario della morte dei fratelli Cairoli, cadut- combattendo contro 
1 soldati pontifici (1867). — Fiera a Potenza: dura tre giorni. 



24^ Giovedì S. Raffaele, arcangelo. — S. Maglorio, vescovo in Bretagna, morto 

397-69 !'*• 575. — S. Marcio, eremita, ricordato a Mondragone, presso Sessa 

' Aurunca e Carinola (Gaeta), — B. Angelo Porro, servita, morto l'a. 1500, 



onorato a Milano, ove nel tempio di S. Carlo se ne conserva il corpo incorrotto. 

Memorandum. — Entra il Sole in Scorpione. — Anniversario del matrimonio delle LL. MM, 
il re Vittorio Emanuele III e la Reèina Elena (189G), 

25 Venerdì 1 ss. Crispino e Crispìniano, martiri a Soissons, nella persecuzione di 
398-68 [Massimiano e Diocleziano, l'anno 287. — S. Gavino, protettore di 

Sassari, — S. Miniato, mart., l'a. 254, venerato a Firenze, — Ss, Cri- 



santo e Daria, coniugi martiri a Roma, verso l'a. 284. 

Memorandum. — A Roma, comimemorazione patriottica della strage del lanificio Alani 
in Trastevere (1867). — A Parigi seduta pubblica e plenaria dell'Istituto di Francia per il 
conferimento dei premi nei diversi concorsi. 

. ^^ 

26 Sabato 1 S. Evaristo, papa, martire della terza persecuzione, sotto Traiano, 
399-67 l'anno 105. Nacque a Betlemme, fa eletto papa nell'anno 97. e governo 

——-'la Chiesa sotto gl'imperatori Domiziano, Nerva e Traiano. Egli primo 

stabilì che 1 matrimoni fossero celebrati pubblicamente colla benedizione del sace.-dote. — 
S. Gaudisio, vescovo di Salerno (sec. Vl-VilJ. — S. Fulco Scotti, vescovo di Pavia dal 121(> 
al 1229. 

Memorandum. — C U. Q. 



OTT.-NOVEMB. 1918 - ni (44'* Settimana) 

• 

27 Domenica] >B S. Fmmenzio, vesc . onorato dagli Abissini come uno degli apo- 
300-66 stoli dell' Etiopia, di cui fu il primo vescovo, consacrato da S. Atanasio, 

' patriarca di Alessandria: sec. IV. — S. Florio, o Fiore, vescovo di 

Aemmht (Cittanova, nell'Istria), verso gli anni 524-54G, festeggiato a Fola (Istria), 

Memorandum. — Fiera a Montecchio nel Reggiano. Dura tre giorni. — Da oggi fino alla 
prima domenica di giugno, a Napoli, si paga la campagna ai portieri dalla mezzanotte in 
poi. — In Barra, presso Napoli, festa popolare detta dei Gigli. 

• ^- 

28 Lunedì ! Ss. Simone, e Giuda Taddeo, apostoli, martirizzati in Persia dopo 
301-65 ì ^^'^^ predicato la fede in Asia. — S. Firmiliano, vesc. di Cesarea in 

Cappadocia, morto l'anno '272. — S. Cirilla, vergine, martire a Roma, 



versi) l'a. 250. — S. Fedele, soldato, martire verso l'a. 288, venerato a Milano e a Como. 

Memorandum. — Fiera a Varese. — Anniversario della nascita di Simone Bolivar detto 
il Liberatore (17S3), festeggiato in molti stati del Sud e del Centro-America. — Oggi pa- 
gamento degli stipendi agli impiegati governativi. 



29 Martedì l S. Ermelina, vergine, onorata a Meldraert, presso Ilugard. Morì 
303-64 I verso l'a. ."jg.'). - B. Angelo d'Acri (Calabria), cappuccino, nato l'a. 1669, 

morto nel 1739. — Ss. Giacinto e compagni, martiri, ricordati a Cag- 



giano (Salerno). — S. Eusebia, vergine, martire, (sec. III-IV), onorata a Bergamo. 
Memorandum. — Fiera di cavalli a San Bonifacio (prov. di Verona). Dura due giorni. 



30 Mercoledì ss. Marcello e Cassiano, martirizzati l'anno 298. — S. Germano, 
303-63 I vescovo di Capua, dal 518 al 541 circa. — S. Gerardo, vescovo di 
Potenza, morto verso l'a. 1120. — S. Cherubino, martire. — S. Satur- 
nino, vesc. e mart. nella Gallia (250). 



31 Giovedì S. Alfonso Rodriguez. Nato l'anno 1531, a Segovia in Spagna, fu 

304-63 fratello coadiutore nella Compagnia di Gesù. Insegnò ed ebbe molti 

• — 'discepoli a Coimbra nel Portogallo, ove poi sorse uno dei primi 

collegi del suo Ordine. Scrisse un'opera sulla pratica della perfezione cristiana, e morto 
nel 1617 fu beatificato da Leone XII nel 1825. — S. Antonino, vescovo di Milano, verso gli 
anni 655-661. 

^ 

1 Venerdì ! f^ Festa di tutti i Santi. Ordinata per tutta la Chiesa da papa Sisto IV 
305-61 (1475). — Ss. Cesario, diacono, e Giuliano, prete, martiri a Terracina 

■ -' (sec. I?). — S, Severino, monaco, confessore, onorato a Tivoli. 

Memorandum. — Festa civile legale. Sono chiusi anche i musei e le gallerie. — Si pul)- 
blicano i ruoli suppletivi delle imposte dirette, e restano depositati per otto giorni negli 
uffici comunali. — Da oggi a tutto marzo è vietata la pesca dei gamberi d'acqua dolce. — 
Oggi a Firenze si cambiano gli alloggi ; e nelle Romagne scadono gli affitti rustici. 

;;; 

2 Sabato 1 commemorazione di tutti i Fedeli Defunti. Fin dal IV secolo erano 
306-60 stabilite orazioni speciali pei morti, ma il primo a fissare la comme- 

morazione generale dei morti fu S. Oddone di Cluny, che volle fosse 

nel giorno che segue la festa dei Santi. Oggi, per la Costituzione apostolica 10 agosto 1915, 
i sacerdoti possono celebrare tre messe, come nel giorno di Natale. — S. Giusto, mart., 
l'a. 287, patrono di Trieste. 

Memorandum. — Oggi sono chiuse le .scuole e le biblioteche governative. — A Perugia, 
fiora dei Morti. Dura 8 giorni. — Fiera detta dei Morti, a Corigliano Calabro. Dura 3 giorni. 
Festa di precetto nella città e territorio di Trieste, per la ricorrenza di San Giusto, pa- 
no principale della città; la commemorazione dei Fedeli Defunti è trasportata al 3. 



NOVEMBRE 1918 — 112 - (45» Settimana) 

3 Domenica 1 9 S. Uberto, vesc. Successe a S. Lamberto nel vescovato di Mae- 
307-59 I strlcht. È invocato come patrono de' cacciatori. Morì l' a. 727. — S. Sil- 

via, joadre di S, Gregorio Magno (sec, VI). — Ss. Valentino, prete, 



e Ilario, diacono, decapitati nella persecuzione di Massimiano. — 8. Venefrida, vergine 
martire in Inghilterra. 

Memorandum — Q l^ X. — Anniversario del combattimento di Mentana (1867). 

Ht 

^ Lunedi 1 S. cario Borromeo, infaticabile arclvesc. di Milano. Nacque nella 
308-58 rócca di Arona il 2 ottobre del 1538. Papa Pio IV fMedlci) che era suo 

^zlo, lo creò cardinale, gli conferì l' ai'civescovado di Milano e la carica 

di grande penitenziere. Fu di una carità singolare; e quando infierì la peste, mise più di una 
volta a cimento la sua vita stessa per soccorso del miseri appestati. Promosse il concilio di 
Trento, e fu severo restauratore della disciplina ecclesiastica. Morì a 46 anni, nel 1584. — 
S. Emerioo, confessore, figlio di S.Stefano re d'Ungheria, morto ad Alba Reale. 

Memorandum. — Festa nazionale della Svezia. — Oggi finiscono in tutta Italia le ferie an- 
nuali del Fòro giudiziario. — Fiera di San Carlo a Casalmagglore (Cremona). 

rH ^ 

5 Martedi ! S. Magno, vescovo di Milano dal 518 al 530. Fu sepolto in S. Eustni- 
309-57* gio a Milano, sotto la mensa dell'altare maggiore. — S. Zaccaria, 

' profeta, padre di San Giovanni Battista. — S, Felice, prete, ed Eusebio, 

monaco, martiri, ricordati a Terracina (sec. I-II). 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Ultimo termine per il 
principio delle lezioni universitarie. Scade pure il termine per la presentazione delle do- 
mande d'immatricolazione alle università e di iscrizione agli anni di corso. Solo per giu- 
stificati motivi, da riconoscersi dal rettore, può l'immatricolazione e l'iscrizione concedersi 
fino al 30 novembre. 

^ 

6 Mercoledì 1 S. Leonardo d'Aquitania, convertito da S. Remigio, prima eremita 
310-56 poi fondatore di un monastero nel Limosino, ove mori nel 569. — 

' Ss. Felice curvo, monaco, e Andrea, vescovo, onorati a Fondi (Gaeta). 

— S. Emiliano, vescovo, patrono di Faenza. — S. Felice, martire a Trinassa in Africa, morto 
in carcere in attesa del supplizio. 

Memorandum. — Pagamento delle pensioni governative di prima categoria (non oltre lo 
500 lire annue). 

rH 

7 Giovedì 1 S. Engelberto, arcivescovo di Colonia nel 1215, strenuo difensore 
311-55 della libertà della Chiesa e perciò ucciso nel 1225. — S.' Prosdocirno, 

' vescovo di Padova (sec. I-Ill. — S. Ercolano I, vescovo di Perugia (se- 



coli III-IV), decapitato per ordine di Totila nella presa della città da parte degli Ostrogoti. 

^J^ 

8 Venerdì 1 S. Adeodato, papa. Tenne la cattedra di S. Pietro dal 615 al 618. 
312-54 — S. Gofl'redo, vesc. d'Amiens dal 1104 al 1115. — I Quattro SS. Mar- 

'tiri coronati, Severino. Severiano, Carpoforo e Vittorino, fratelli, 1 cui 



corpi riposano nella chiesa eretta alla loro memoria sul monte Celio a Roma. 
Memorandum. — Oggi in Grecia S. Demetrio, festa solenne. 

. ^ 

9 Sabato 1 S. Aurelio, vescovo di Arlatate, in Cappadocla, ove morì ranno 3S3. 
313-53 — S- Agrippino, vescovo di Napoli (prima del secolo IIl-IV), patrono 

^ di Brindisi, onorato anche a Venezia. — La dedicazione dell' arciba- 

silica del SS. Salvatore in Roma, detta ora di S. Giovanni in Laterano, madre e capo di 
tutte le chiese dell'Ui-be e dell'Orbe. 



NOVE M BRE 1918 . '_ us - (46^ Settimana) 

10 Domenica! v& S. Andrea Avellino, dell'ordine dei Teatini, fu dottore assai erU- 
314-52 ! dito. Ordinato sacerdote, trattò per molto tempo e con rara facondia 

— cause nel fòro ecclesiastico. Morì di un colpo apoplettico, a »7. anni, 

mentre dava principio alla messa, l'anno 1(108. — Ss. Trifone e compagni, mart ri, ri- 
cordati a Roma (sec. III). 

Memorandum. — Fiera a Nola: dura sei giorni. 



1 1 Lunedi ' S. Marllno, vescovo di Tonrs. Era nato a Saba^.la, ed entrato a 
315-51 I 15 anni nella milizia, vi mantenne tale condotta da essere modello 
— : a' suoi commilitoni. Eletto vescovo di Tours, vi morì nel 400. A Bel- 
luno, Novara e Treviglio feste patronali. — Ss. Valentino e compagni, martiri. 

Memorandum. — 3) P. Q. — Natalizio di S. M. il Re Vittorio Emanuele III, il quale com- 
pie i 41) anni. Oggi sono chiuse le scuole, le biblioteche governative, i musei e le gallerie. 
— l'està dell'esercito (ad eccezione dei corpi d'artiglieria e genio che festeggiano Santa 
Barbara). — Festa degli Alberi, rinnovellata per cura della Federaz. Italiana "Pro Monti- 
bus „. — Fiera a Casale Monferrato per la festa del pati-ono Sant'Evasio. — Fiera a Bar- 
letta; dura 12 giorni. — Oggi scadono gli affitti dei terreni in Piemonte. — Per tutto il 
Friuli oggi è la scadenza delle pigioni e delle affittanze coloniche. — In Toscana, " A San 
Martino, ogni mosto è vino „; e poiché in questi giorni si ha quasi sempre un sensibile rialzo 
di temperatura, si dice pure: "L'estate di SSn Martino dura 3 giorni e un pocolino „. 



ri^- 



12 Martedì ! S. Martino I. papa. Successore di papa Teodoro. Nacque a Todi a 
316-50 j dopo assidui studi a Roma, fondò a Saintes un monastero di cui fu 

— . eletto abate. Morì martire l'anno 655. — S. Donato, confessore, solen- 
nizzato a Lentini (sec. XI). — S. Arsazio Casati, vescovo di Milano (665), sepolto nella ba- 
silica collegiata di S. Stefano Maggiore. 



13 Mercoledì! S. Stanislao Kostka. Eccitato a godere dei vantaggi che offriva il 
31'7_49 I suo stato, diceva: " Io non sono nato per le cose temporali, ma per 

le eterne „. Entrato nella Compagnia di Gesù, divenne in poco tempo 



maestro a tutti in santità, e morì a 18 anni nel 1568. — S. Omobono, sarto, onorato a Cr^ 

Ìmona, morto l'anno 1097. 
Memorandum. — Festa solenne ad Asti, e funzione religiosa nella. chiesa di S. Secondo, 
batrono della città, in memoria della vittoria sul Maramaldo. — Pagamento delle pensioni 
tovernative di 3» categoria (superiori a L. 2000 annue). 



14f Giovedì S. Giocondo, vescovo di Bologna, verso gli anni 485-490. — S. Lo- 

3j[S_.4S 1 renzo, vescovo di Dublino. Morì nella povertà, l'a. 1180. — S. Andro- 

■ — — ' nico, vescovo di Verona (secolo VII ?). — S. Verano, vesc, patrono 

di Albenga (Genova); visse nel sec. VI. — Ad Acireale, festa di S. Venera. 

Memorandum. — Grande pioggia di stelle cadenti (sciame delle Leoneidi). 



15 Venerdì S. Gertrude, vergine, abbadessa benedettina, patrona dei Brabante. 

3ig_47 I A trent'anni fu eletta abbadessa nel monastero di Einsleben e mori 

lamio 1334. — S. Loterio, vescovo di Verona verso gli aimi 'iGO-780. — 



S. Leopoldo d'Absburgo, morto l'a. 1136. 

Memorandum. — Anniversario della proclamazione della repubblica negli Stati Uniti del 
Brasile (18S'J^ 




[. 16 Sabato S. Diego, monaco. Francescano, morto l'anno 1136. — 8. Edmondo, 
320-46 vescovo di Canterbury, morto l'a. 1242. Era nato ad Oxford e vi 
insegnò teologia, meritando grandi elogi: fu c.eaio vesoovo da Ore- 
rie IX. — S. Fidenzio, vescovo di Pudova (seo. il'/>. 



NOVEMBRE 1918 - 114 - (47* Settimana) 

17 Domenical >^ .Prima di Avvento nel rito ambrosiano. — S. Gregorio Taumaturgo, 
321-45 Scolaro di Origene, divenuto vescovo di Neocesarea nel Ponto, con la 

^_. parola e coi miracoli vi converti molti idolatri alla fede. Mori l'a. 270. 

— S.Eugenio, diacono, confessore, morto l'anno 422, onorato a Firenze. — S. Dionigi, pa- 
triarca di Alessandria. 

■Memorandum. — Nel rito ambrosiano (diocesi di Milano) oggi prima domenica dell'Av- 
vento. — Processione dell' Incoronata a Mantova, in memoria della città votata alla Vergine 
nel 1040. 



18 Lunedi j S. Oddone, abate. Resse r abbazia di Cluny, fondata da S.Bemonp. 

322-44 Morì l'anno 942. — S.Frediano, vescovo di Lucca dal 560 al 58y, pa- 

trono della stes.sa città e diocesi. — S. Alfeo e compagni, martiri nella 

persecuzione di Diocleziano. — S. Jlda o Hilda, badessa inglese in un monastero del North- 

umberland, m. nel 680 o 683. — La dedicazione della basilica del SS. Apostoli Pietro e 

Paolo in Roma. 

{Memorandum. — © L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Fiera a Bel- 
luno, per tre giorni. 



lo JVL3,rteclÌ S. Elisabetta, regina, consumò la breve sua vita in continue e gran- 

323-43 diose opere di beneficenza. Mori di 24 anni nel 1231. Era figlia del re 

d'Ungheria Andrea II e avea sposato Lodovico IV, langravio di Turin- 

già - Sf. Ponziano, pp. dal 230 al 235, e Ippolito,' prete, suo compagno d'esilio in Sardegna. 

20 Mercoledì! S. Felice di Valois. Compagno di s. Giovanni di Matha, fondò con 

324-42 lui l'ordine de' Trinitari. Morì a 85 anni, nel 1212. — S. Simplicio. 

vescovo, festeggiato a Terranova. — Ss. Ampelo e Caio, martiri, ri- 

ooiòfti f. Messine (sec. III-IV). — Ss. Ottavio e compagni, martiri a Torino, verso l'a. 287. 

- !• Edirondc re d'Inghilterra, morto prigioniero dei danesi nell' 870 

■Memorandum. — Natalizio di S. M. la Regina Madre, Margherita la quale compie i 67 anni. 
Oggi sono chiuse le scuole, le biblioteche governative, le gallerie e i musei. — Fiera del 
Cassero a Terni, una delle più importanti dell'Umbria. 



2 ì Giovedì La Presentazione di IMarja al Tempio di Gerusalemme. — S. Colom- 

325-41 bano, autore di tina nuova i-egola monastica e fondatore della cele- 

bre abbazia di Bobbio. Mori a 72 anni, nel 615. — S. Gelasio I, papa 

dal 495 al 496. — S. Mauro, martire, verso l'anno 283; patrono di Parenzo (Istria). 

■Memorandum. — Genetliaco di S. S. Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa), il quale com- 
pie i 64 anni. — Festa votiva tradizionale della Salute a V,euezia. — Festa dei SS. Arcan- 
geli Michele e Gabriele, nel calendai-io ortodosso o greco-russo. — Pagamento delle pen- 
sioni governative di seconda categoria (superiori a L. 500, ma non a L. 2000 annue). 



22 Venerdì j S. cecilia, verg. e m., illustre romana del secolo III. È la protet- 
326-40 i trice delle arti musicali. Parecchie i-inomate accademie in Italia por- 

■ ' tano il nome di questa santa. Subi il martirio per la fede, sotto .\les- 

sandro Severo, l'a. 230. — SS. Demetrio e Giuliano, martiri, ricordati a Parenzo (Istria). 

■Memorandum. — Fiera importantissima di Santa Caterina a Udine. Dura 5 giorni. 

— . : ^ 

23 Sabato ! S. Clemente I, papa. Convertito da S. Pietro, fu uno dei primi col- 
327-39 laboratori degli Apostoli, ed è citato da S. Paolo nella lettera ai Fi- 

•■ lippesi. Morì martire nel Chersoneso, sotto l'impero di Traiano, la. 97, 

e il suo corpo fu poi trasportato a Roma. — S. Gregorio, vescovo di Girgenti (a. 560). — 
S. Lucrezia, vergine, martire in Spagna. 

Memorandum. — Entra il Sole in Sagittario. — Grande pioggia di stelle cadenti. 



NOVEMBRE 1918 — 115 — (48» Settimana) 

24 Domeilical >I^ seconda di Avvento nel rito ambrosiano. — S. Giovanni della Croce. 
338-38 iNato nel 1524 nella Vecchia Castiglia, a 21 nnni entrò nell'ordine dei 

• Carmelitani, in cui si distinse per scienza e austerità di vita. Insieme 

con S. Teresa si accinse alla riforma dell'Ordine stesso, fondando i Carmelitani Scalzi, ap- 
provati nel 1590, e di cui fu eletto primo deflnitore. Scrisse molti libri di teologia ascetica 
e mistica, e morto nel 1591, fu canonizzato da Benedetto XIII nel 172G. — S, Firmina, verg., 
ma.rt., l'a. 303, festeggiata ad Amelia. 

Memorandum. — Seconda festa patronale a Giulianova fprov. di Teramo) per la comme- 
morazione della traslazione del corpo di S. Flaviano, con fiera (v. 18 febbraio). 

I li 

25 Lunedì 1 S. Caterina, vergine e mart., onorata come protettrice deyli studi. 
339-37 {Soflerse ad Alessandria d'Egitto il crudele martirio d'essere lacerata 

da ruote con uncini, l'anno 307. — S. Mosè, prete, martire a Koma, 

verso l'anno 251. 

Memorandum. — C U. Q. — Fiera di Santa Caterina a Novi. Dura 3 giorni. — Fiera a 
Gorgonzola. — Festa patronale del comune di Scandiano (prov. di Reggio Emilia). — Gran 
fiera di Sunta Caterina a Foggia: dura 3 giorni. — Festa nazionale al Paraguai (giorno della 
Costituzione). 



26 Martedì | S. Allplo, stilila, riorì sullo scorcio dei sec. VI ad Adrianopoli di 
330-36 ' Paflagonia, e per cinquant' anni dimorò su di una colonna, dando esem- 

pio della vita più austera. — S. Bellino, vesc, di Padova, della fami- 



glia Bertaldo, patrono di Adria (Rovigo), ucciso 1' anno i:)49 (Ferrara), 



27 Mercoledì^ S. Valerlano, vesc. di Aquileia, verso gli anni 369-388. - B. Mar- 
331-35 glierita, duchessa di Savoia, detta la madre dei pipali, morta l'a. 1574. 

\ ■ — S. Giacomo, nobile persiano al tempo di Teodosio il Giovane, che 

avendo apostatato dalla fede si pentì del suo fallo, e si meritò la palma del martirio. 

Memorandum. — 0„'gi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 



28 Giovedì S. Acaclo, martire a sebaste, in Armenia, con molti compagni, l'a. 
333-34 I 303. — S. Giacomo della Marca, francescano, nativo di Monteprandone, 

— fu compagno di S. Bernardino da Siena e di S. Giovanni da Capi- 
strano in alcune missioni di Germania, Baviera ed Ungheria.Visse dal 1389 al 1479. 

rH 

29 Venerdì ' S. Filomene, martire di Ancira, condannato, durante la persecu- 
333-33 , zione di Aureliano, al supplizio del fuoco, l'anno 274. — Ss. Saturnino 

e compagni, apostoli delle Gallie, vi subirono il martirio per la fede 

con altri comp. a Tolosa, sotto l'imperatore Decio. — Ss. Biagio e Demetrio martiri, venerati 
a Veroii. — S. Illuminata da Todi, vergine. 

Memorandum. — Hunacà o Commemorazione della purificazione del tempio, per gli 
israeliti. , 



U-'. 



30 Sabato S. Andrea, apostolo. Nacque da un pescatore di Betsaida. Dopo 

334-33 l'ascensione di Cris'o al cielo e la discesa dello Spirito Santo sopr.\ 

_^ — Igjj Apostoli, Andrea predicò nella Scizia, nell' l'Etiopia e nell'Albania. 

Da ultimo fa l'apostolo dell' Acaia. Subì il martirio della croce sopra due legni incrociati 
ad X. Si assegna la sua morte all' a. 62. Feste patronali ad Amalfi, dove si conservarli 
corpo, ed a Sarzana. — S. Maura, vergine "e martire a Costantinopoli. 

Memorandum. — In Lentini (Siracusa) festa popolare di S. Andrea nel IHviere di Lentinl 
(l'antico Laciis Iferculeus*, il più grande lago della Sicilia, ricchissimo di pescagione. — Al- 
l'albo munic. si affigge per 10 giorni la lista dei giurati, approvata dalla Giunta distret- 
tuale. — Thunksyiring day, giorno di preghiera negli Stati Uniti, stabilito per tutta la Con- 
federazione da un proclama del presidente Roosevelt nel 1903. 



DICEMBRE 1918 - in; - (49» Settimana) 

1 IJOIlieillCa fB Prima d'Avvento secondo il rito romano, terza di rito ambrosiano. 

335-31 — S. Leonzio, vescovo. Nacque a Nimes e divenne vescovo di Fré- 

jus. Mori verso Tanno 432. — S. Ansano, patrono di Siena, mar- 
tire r anno 303. » 

{Memorandum. — Principio della stagione d'Inverno, «secondo l'uso meteorologico. — Oggi, 
1» domenica dell'Avvento, comincia l'anno ecclesiastico. - Da oggi sono proibito le solen- 
nità nuziali sino al giorno seguente all'Epifania dell'anno prossimo. — Da oggi fino a tiftto 
aprile è vietata la pesca con reti ed altri apparecchi a strascico, sino a tre chilometri da 
qualsiasi punto della costa del mare. — Fiera a Caselle Torinese. — Il Sindaco invita con 
pubblico avviso tutti coloro che non essendo iscrit:ti nelle liste elettorali politiche e am- 
ministrative possono aver diritto alla iscrizione, a domandarla entro il 15 del mese. 



2 Lunedi S. Blbiana. verg., marK Appropriano, governatore di Roma, fé' di 

336-30 tutto per indurla all'idolatriii, ma nulla valse a rimuovere la giovi- 

netta; allora quegli ordinò che fosse legata .id una colonna e battuta 

con fruste armate di piombo, fino a morte (3G3). — S. Cromazio, vescovo di Aquileia, verso 

gli anni 388-407. 

Memorandum. — In molte parti d'Italia, p, os. a Roma, credono che se piove oggi, giorno 
di Santa Bibiana, piove quaranta giorni e una settimana. 



3 Martedì 

337-29 



S. Francesco Saverio. Uno de' primi compagni di S. Igmzio da Lo- 
jola. Giovanni III re di Portogallo lo mandò nelle Indie a predicarvi 
il Vangelo. Dopo molti anni, estenuato dalle fatiche, mori nel dicem- 
bre del 1552 nell'isola di Sanciano, — S. Mirocle, vescovo di Milano dal 304 al 315. 

Memorandum. — @ L. N. 

^ ^ 1^^ — 

4; Mercoledì j S. Barbara, vergine, martire. Nacque in Nicomedia, e suo padre 
338-28 Dioscoro era molto devoto degli idoli. Essa trovò modo di f;:rsi istruire 

■ ' nella religione di Cristo e battezzare. Il padre, quando seppe questo, 

infuriato le tagliò la testa, sotto l'impero di Massimino I, l'a. 235. — S. Clemente d Ales- 
sandria, dottore della Chiesa, morto verso l'anno 'JIG. 

Memorandum. — Oggi novilunio secondo l'uso ecclesiastico. — Festa militare per i corpf 
di artiglieria, del genio e per la marina. Festa anche per i minatori, per i pompieri, ec. 
— Festa e fiera di Santa Barbara a Francavilla (Sicilia]. — Festa a Paterno per Santa 
Barbara patrona della città. 

^ \f/ ' 

. .j- 

5 viiOVedl S. Giovann', vescovo in Asia, detto il lamnnluvgo per i miracoli da 
339-27 lui compiuti. — S. Saba, abate in Palestina. — S. Basso, vescovo di 

Nizza Marittima, martire, circa l'a. 253. — Ss. Aureliano e Sempro- 
nio, martiri, ricordati a Brindisi (sec. IV). 

Memorandum. — Anniversario della cacciata degli Austriaci da Genova (1746). 

-" ; ^ 

6 Venerdì [ S. Nicolò, vesc, m. di Mira, l'a. 343. Visse nel III e IV sec, e pare 
340-26 i«ihe sia morto sotto Diocleziano. Prima però aveva sofferto l'esilio, 

— ■ 'Alcuni merdknti di Bari, visitando a Mira nel 1087 le ossa di questo 

santo, le trovarono cosi mal custodite, che pensarono di metterle in sicuro, portandole nel 
loro paese, dove gli fu dedicato un tempio ed è tuttora festeggiato. Altre feste in suo 
onore hanno pure luogo a Lecce ed a Sassari. — S. Apollinare, suddiacono, martire a Trieste 
(sec. II), onorato a Verona. 

Memorandum. — Grande festa a Bari, delle Puglie. — Pagamento delle pensioni gover- 
native di prima categoria (non oltre le 500 lire annue). 

7 Sabato S. Ambrogio, vescovo, patrono di Milano, n. in Treviri l' a. 340 morto 

34.t_25 a Milano l'anno 397. La data che si festeggia oggi è quella della sua 

— : elezione, la quale è tradizione avvenisse miracolosamente, essendo egli 

prefetto civile dell'alta Italia. La sua basilica, una delle più rinomate, ne serba in preziosa 
urna la salma. — S. Gerardo, vesc. di Velletri, dal 1067 al 1077, e patrono della sies-a città. 



DICEMB RE 1918 ^ - U T - (50^^ Set timana) 

S Domenica j >B seconda d'Avvento secondo il rito romano, quarta di rito ambro* 
3-42-34 j siano. — L'immacolata Concezione di Maria VerKine, festuche risalo 

■ al secolo V. Pio IX definì solennemente, l'anno 1854, il dot,'ma della 

Immacolata Concezione di Maria Vergine, sempre credutosi nella Chiesa fin dalla sua ori- 
gine. — S. Eutichiano papa, di Luni. Seppellì di sua mano ben 3i2 martiri, e mori egli 
stesso per la fede nel 283, dopo S anni di pontificato. 

Memorandum. — Non è più festa civile legale. — Fiera della Concezione a Venafro (Mo- 
lise): dura una settimana. 



9 Lunedi I S. Siro, vesc. Patrono della città di Pavia, mori in tarda età verso 
343-23 l'a. 96. — S. Eracliano, vesc. di Pesaro (sec. IV?), patrono della stessa 

città. — Ss. Martiniano e compagni, ricordati a Torino, martiri della 

Legione te bea, vcr.-o l'anno 2S7, — S. Valeria, vergine e martire a Limoges. 



10 Martedì i S. Melchlade. papa. Successe a S. Eusebio, e fu il primo papa che 
344-22 I potesse uscire liberamente dall»:^ catacombe all'esercizio pubblico del 
culto cattolico, in forza del decreto imperiale del 314. — Ss. Carpo- 
foro, px-ete, e Abbondio, diaconi, martiri, ricordati a Spoleto (sec. III-IV). 

IMemorandum. — Festa della Madonna di Loreto, celebrata in tutte le Marche, special- 
mente nella notte dal 9 al 10, anniversario della Traslazione della Santa Casa. — Scade 
gl'ultima rata bimestrale delle imposte dirette ei-ariali e sovrimposte comunali e proviii- 
li. Non pagando entro {jli otto giorni successivi alla scadenza, il contribuente incorro 
tella multa del 4%. 



1 1 Mercoledì I S. Damaso I, papa. Nacque in Guimavaèns nul Portogallo, o corno 
345-21 altri vogliono, in lloma nel 304. Accompagnò l'esule pontefice S. Li- 

' berlo a Milano, dove fu ordinato prete e fatto cardinale sotto papa 

l'elice II. Eletto alla sua volta ponteiice nell'età di 72 anni, sedò lo scisma mosso dall' an- 
Jtipapa Orsicino, e diedesi con zelo apostolico al governo papale. Mori l'a. 384. — Ss. Tra- 
)ne, Ponziano e Pretestato, martire a Roma (soc. III-IV). — S. Vincenzio, vesc. di Sieda 
{Blera: Viterbo) avanti l'anno 287. 

l\4emorandum. — J) P. Q. 



12 Giovedì S. Amalia, regina. — S. Valerio, abate, discepolo di S. Colombano e 

346-20 istitutore egli stesso di comunità religiose. Morì l'a. 622. — Ss. Geron- 

zio e compagni, ricordati a Genova. — S. Sinesio, martire a Koma, 

vei-so gli anni 270-275. — Ss. Epimaco ed Alessandro, martiri ad Alessandria sotto Decio. — • 

Ss. Massenzio, Costanzo, Crescenzio, Giustino e compagni, niart. a Treviri. 



13 Venerdì S. Lucia, vergine, martire. Accu'feata come cristiana, protestò davanti 

34*7-19 I ai giudici con inaudita fermezza, che nessuno avrebbe potuto co- 

" ^ ~ ^ ^stringerla a lasciare la nuova fede da essa abbracciata e subi il mar- 

tirio l'anno 304. È invocata contro le malattie degli occhi. — A Siracusa, festa di pre- 
cetto con fiera. — S. Antioco, martire, l'anno 125, venerato in Sardegna. 

IVIemorandum. — Fiera a Forlì. — Fiera a Taggia (provincia di Porto Maurizio). Dura tre 
giorni. — Pagamento delle pensioni governative di 3» categoria (superiori a L. 20^0 annue). 



1^ Sabato i S. Giocondo, martire. Ucciso col suo vescovo S. Pascasio, durante 
348-18 una invasione d> barbari, l'anno 453. — S. Pompeo, o Poaiiieio, vesc. 
_ jjj Pavia, verso gli a. 96 e 100 (Gams). 

IVIemorandum. — Fiera a Siracusa: dura tre giorni. , 



DICEMBRE 1918 - 118 - (51'-^ Settimana) 

15 Domenica I »-I< Terza d'Avvento secondo il rito romano, quinta di rito ambrosiano. 

349-17' — S. Massimiiio, abate di un chiostro di Verdun, ove successe nel 

~~ Sgoverno dei monaci al santo suo zio Ospizio, fondatore? del chiostro 

stesso. Morì nell'anno 520. — S. Santolo, o Sanctulo, prete, ricordato a Norcia. — S. Va- 
leriane, vescovo in Africa, martire contro l'eresia ariana. 

iVIemorandiim. — Termine entro il quale gli elettori politici e amministrativi possono 
fare domanda per essere trasforiti in altre sezioni; e i cittadini che non essendo iscritti 
d'ufficio ritengono di aver diritto ad esercitare il mandato elettorale, possono fare do- 
manda per la loro iscrizione. 



lo LuneClì S. Eusebio, vescovo di Vercelli. Al tempo di papa Liberio, venne 

350-16 I esiliato dall'imperatore Costanzo a Scitopoli nella Tebaide, ove mori 

~ tra orribili stenti verso l'a. 370, — S. Adelaide, imperatrice, figlia di 

Rodolfo II, re di Borgogna, moglie di Lotario, re d'Italia. 

IVIemorandum. — Anche oggi in Napoli, ricorrendo la festa del Patrocinio di San Gen- 
naro, si rinnova il miracolo della liquefazione del sangue di quel Santo. — In Monopoli 
(prov. di Bari), festa della venuta dell'immagine di Maria SS. della Badia (a. 1117). 



17 Martedì S. olimpia, vedova. Ebbe l'officio di diaconessa presso la Chiesa 

351-15 di Costantinopoli. Mori l'a. 510. — S. Lorenzo, monaco di Subiage {Mi- 

^gne: Sollàgo). — S. Lazaro di Befania, fratello di Marta e Maria, ri- 



suscitato dal Redentore dopo quattro giorni dalla morte. 

IVIemorandum. — © L. P. — Oggi plenilunio secondo l'uso ecclesiastico. 

^i^ _ 

18 MerColediI S. Desiderato, monaco dell'abbazia di Fontenelle, ove si santificò 
353-14 I nella pratica delle più austere virtù. Mori verso la fine del sec. VII. 

— S. Eusebio, vescovo di Sutri (anno 465). — S. Graziano, vesc. di 

Tours, verso la metà del III secolo. — Frimo giorno delle tempora d'inverno, 

yu _„ 

19 Giovedì S. Fausta, matrona romana, madre di S. Atanasia (secolo III-IV). 

353-13 Fu celebre la Basilica Fausta, unita presentemente alla basilica di 

S. Ambrogio a Milano. — S. Eberardo, o Berardo Paleara, benedett., 

vescovo di Teramo, dal 1115 al 1122. — S. Maria degli Ange'i, vergine, fu lustro dell'ordine 
carmelit. Mori l'a. 1717. — B. Urbano V, eletto papa ad Avignone nel 1362. Si trasferi a 
Roma nel 1367, ma nel 1370 tornò ad Avignone, ove mori lo stesso anno. 

Memorandum. — Oggi, secondo il calendario giuliano o greco-russo, festa di S. Nicola di 
Bari, protettore della Russia. 



20 Venerdì S. Giovanni Marinone, prestò preziosi ed eroici servizi durante la 

354_13 peste del 1528. Morì a 72 anni, nel 1562. Fu benemerito della città di 

■ Napoli, anche per avervi fondato un monte di pietà. — S. Filogonio, 

vescovo d'Antiochia, morto nel 353 (Migne). — S. Domenico, vescovo di Brescia, circa gli anni 
613-617. — Secondo giorno delle tempora. 

Memorandum. — Anniversario del supplizio di Guglielmo Oberdan, eroico assertore della 
italianità di Trieste, impiccato nel 1882. — Nascita della Principessa Maria Laetitia, Du- 
chessa d'Aosta (1866). 



2 1 Sabato S. Pietro Canisio, gesuita, fu mandato in Germania per combattere 
355-11 l'eresia di Lutero, e mori a 76 anni, nel 1597. — S. Tommaso, apostolo 
(secolo I). — S.Temistocle, martire. — Terzo giorno delle tempora. 



Memorandum. — Venticinquesimo anniversario della battaglia di Agordat (1893), in cui 
il colonnello Arimondi sconfisse i Dervisci. — Pagamento delle pensioni governative di se- 
ponda categoria (superio^-i a L. 500, ma non a L. 2000 a mue). 



DICEMBRE 1918 _ Ili) - (52» Settimana) 

22 Domenical «^ Quarta d'Avvento secondo il rito romano, sesta di rito ambrosiano. 

356-10 — S. Fhiviano, martire. Già prefetto imper., morto in esilio sotto Giu- 

~ "^ 'liano l'Apostata, patrono di Montetìascone. — S. Ischirione. mart. ia 

Egitto durante la persecuzione di Declo. — S. Gherardo dei cavalieri di Malta, fiorentino. 
l<"u zelatore della redenzione dei Cristiani, e spese la sua vita nella cura de:rli infermi. Mori 
uona^'enario nel 1258. — S. Zenone, soldato di Diocleziano, decapitato a Nicomedia. 

Memorandum, — Entra il Sole in Capricorno, e comincia l'Inverno astronomico. — Sjlsti- 
zio d'inverno. — È il giorno più breve dell'anno. 



23 Lunedi S. Sèrvolo. Rattratto di corpo, fu obbligato a vivere di mendicità. 

357-9 I e tali furono le sue virtù e in grado così elevato, che fu poi onorato 

— — qual santo, alla sua morte, avvenuta l'a. 59,0. — S. Vittoria, vergine, 

martire, ricordata a Piacenza (sec. IV- V). Fu una vittima della persecuzione di Decio. 

Memorandum. — Oggi si chiudono gl'istituti tecnici e i licei. Per i primi è vacanza fino 
al 2 gennaio inclusive. — In molte città stanotte si ha il curioso spettacolo del mercato 
del pesce per la vigilia di domani, ciò che a Roma è chiamato il Cottìo. 



24 Martedì i S. Tarsìlia, vergine. — I BB. martiri della Cocincina (1835-1840) ri- 
358-8 I cordati anche a Milanb. — S. Gregorio, prete, mart. ricordato a Spo» 

leto (sec. III-IV). — S. Irma o Irraina, vergine, figlia di Dagoberto II, 



venerata a Treviri. 



Memorandum. — Vigilia di Natale. — Oggi sono chiuse le biblioteche governative e tutte 
le scuole. — Oggi a Bologna si pagano gli affitti e per consuetudine si saldano tutti i conti 
dell'anno. 

-^ 

25 Mercoledì! ^ Natale di Gesù Cristo. È la festa più cara e solenne del cristiane- 
SSQ-*? Simo, perchè ricorda la venuta del Salvatore del mondo. Secondo i 

— ^ cronologi, il gran fatto sarebbe avvenuto 1' a. 747 di Roma, 38 del- 
l'impero di Augusto, 7 dell'era volgare. — S. Anastasia, romana, mar., l'a. 330. 

Memorandum. — C U. Q. — Festa civile legale. — Oggi in molte località del Piemonte 
si pagano gli affitti dei terreni. — Oggi in Grecia è S. Spiridione, festa solenne. 



26 Giovedì S. Stefano protomartire. Fu tra i primi sette diaconi eletti dagli 

360-6 Apostoli, ed ebbe tanto zelo, che accese di furore i nomici del nome 

cristiano, i quali lo condannarono alla lapidazione. Fu perciò il primo 
martire (Protomartire) del cristianesimo, l'a. 30. Era nato a Gerusalemme, e colla sua pre- 
dicazione operò numerosi miracoli, cosicché suscitò contro di sé l'odio de' primari giudei, 
che lo accusarono come bestemmiatore. — Feste patronali a Biella, Capuii e Prato. — S.Dio- 
nigi, papa dal 259 al 203. — S. Zosimo, papa dal 417 al 418. 

Memorandum. — Comincia il Carnevale. — Oggi si aprono, per la stagione di Carnevalo, 
un gran numero di teatri, e fra essi quasi tutti i teatri massimi d'Italia. 



27 Venerdì S. Giovanni, apostolo, ed evangelista. Nativo di Galilea, fu chiamato 

361-5 I ^* Gesù Cristo a seguirlo. Dopo la morte del Divin Maestro, lasciata 

la Giudea, predicò nell'Asia Minore, venuto a Roma fu gettato in una 
caldaia d'olio bollente, da cui uscì illeso. Morì in tardissima età, l'a. 100. 

Memorandum. — Oggi pagamento degli stipendi agli impiegati governativi. 

^i 

28 Sabato 1 l Santi Innocenti. Ricorda la strage orribile ordinata da re Erodo 
362-4 ! <i' tutti i bambini del suo i-egno al disotto dei duo anni, affine di 

comprendervi il neonato Messia, il qwale, invece, scampò in Egitto 



(Matt. II, 13-18). — S. Abele, il giusto, figlio dei progenitori Adamo ed Eva. 

Memorandum. ~ Doloroso anniversario del disastro che dislru&se nel 1908 Messina o 
Reggio Calabria. 



DICEMBRE 1918 



121) - 



(53» Settimana) 



29 Domenica i^ S. Tomaso Becket, vescovo di Canterbury. Avendo disgustati al- 
363-3 I cuni grandi del regno, perdette la grazia sovrana e tu trucidato da 

— -quattro ufficiali mentre trovavasi in chie-ia, l'a. 1170.— S. Davide, re 

e profeta dell'antico Testamento, autore di molti dei Salmi adottati dalla Chiesa nella sa- 
cra ufficiatura. 



30 Lunedi 1 S. Eugenio, vescovo, onorato a Milano quale difensore del rito am- 
364_3 j brosiano, quando al tempo dell'imperatore Carlo Magno si tentò di 

_ abolirlo (sec. Vili). — S. Gerardo, confessore, minorità, morto l'a. 1315, 

onorato a Valenza (presso Alessandria). — I Ss. Sabino, vescovo, Esuperanzio e Marcello, dia- 
coni; Venustiano precide con la moglie ed 1 figli, martiri a Spoleto sotto Massimiano. — 
S. Liberio, vescovo di Ravenna dal 185 al 20G. — S. Ilainerio, vescovo di Aquila negli 



Abruzzi. ^ Festa patronale della diocesi a Barletta. 



3 1 Martedì j S. Silvestro I, papa dal 314 al 337. — S. Colom1)a. vergine, martire, 
365-1 j verso gli anni 270-275, patrona di Rimini. — Ss. Stefano e compagni, 
ricordati a Catania (secolo III-IVj. Can. prof. O. Pantalini. 

IVIemorandum. — Chiusura dell'anno finanziario delle aziende comunali, degli istituti ban- 
cari, delle case commerciali. e(!. — Scade la seconda rata semestrale della tassa di mano- 
morta. Il pagamento dove esser fatto entro i' primi 20 giorni del mese di gennaio en- 
trante. 



Tabella dei digiuni e delle astinenze 

secondo le disposizioni del nuovo Codice di Diritto canonico 
che andrà in vigore col 19 maggio 1918. 



I. Digiuno di stretto magro, ossia d' olio, sono permessi l condimenti di qualunque 

grasso, burro, ec; e la refezione della sera 
{Aholitó). può essere permutata col pranzo. 



II. Digiuno e astinenza dalle carni. 

1. Priìiio giorno del dgiimo quaresbntde. 

2. Verfiidì e Saha'i di Quaresima. 

3. Mercoledì, Venerdì e Sabati delie Tem- 
• para. 

4. Vigilie di Pentei-oste, dell'Assunta, di 

Ognissanti e di Natale. 



IV. Astinenza dalle carni senza digiuno. 

Tutti i Venerdì n>n segnati al numero II. 
eccettuato il giorno di Natale, e ogni 
altro in cui cada una festa consei' 
tata di precetto, cioè : la Circo/ ci- 
sione, l'Epifania, i Ss. Pietro e Paolo, 
l'Assunta, l'Immacolata, S. Giuseppe 
e Ojnissanti. 
Sono permessi i condimenti di qualunque 
glasso e l'uso delle uova e dei latticiuii. 



Nella refezione principale sono permesse 
le uova e i latticinii; e per condimento (an- y^ Avvertenze, 
che nella piccola refezione) è permesso l'uso 
di qualunque grasso, del burro, della mar- 
garina e simili. 



III. Digiuno coir uso delle carni. 

Tutti i giorni di Quaresima {escluse le 
Domeniche), che non sono compresi 
so to il numtro II. 

Le carni .sono permesse nella sola refe- 
zione principale, per gli obbligati al digiuno: 
nflle piccole refezioni al mattino e alla sera 



1» La p'.omisouità di carne e pesce, nella 
medesima refezione, è permessa in tutti i 
giorni di digiuno. 

2* Quando è vietata la cirne s'intende vie- 
tato anche il brodo di carne. 

3-i Nelle Domeniche e altre feste di pre- 
cetto conservate cessa ogni legge di astinen- 
za, come pure al Sabato Santo dopo mezzo- 
giorno, e non si anticipano le vigilie. 

4" L'astinenza è obbligatoria dal settimo 
anno di età; il digiuno dai 21 anni all'inizio 
del sessantesimo. 



Compendioso indice dei Santi 

più comuni ricorrenti nell'anno.^ 



I 



Abbondio, 2 aprile; 31 agosto. 

Abiia, li giugno. 

Abdon, 30 luglio. 

Abele, 28 dicembre. 

Àbramo, 9, 27 ottobre. 

Achille, 15 maggio; 7 nov. 

Adalberto, 23 aprile; 20 giug. 

Adalgisa, 20 aprile. 

Adalgiso, 6 ottobre. 

Adamo, 1(5 maggio. 

Adelaide, 16 dicembre. 

Adele, 21 dicembre. 

Adelfo, 29 agosto. 

Ade-lina, 20 ottobre. 

Adeliiida, 28 a^^osto. 

Adelino, 27 giugno. 

Adeoda(£», 14 dicembre. 

Adolfo, 17 giugno ^27 sett. 

Adone, 16 dicembre. 

Adriano, 4 marzo; S luglio. 

Agnello, 14 dicembre. 

Agnese, 21 gennaio; 20 aprile. 

Agostino* 28 agosto. 

Agostino d'Inghilt., 28 magg. 

Agrippina, 23 giugno. 

Agrippiiio, 17 giugno; 9 nov. 

Aida, 2 febbraio. 

Aimone, 15 mnggio. 

Alba, 17 gennaio. 

Albano, 22 giugno. 

Alberico (b), 26 gennaio. 

Albertino, 3 settembie. 

Alberto, 8 aprile; 7 agosto; 
1 settembre; 21 novembre. 

Alberto B., 3 settembre. 

Albina, 16 dicembre. 

Alda, 18 novembre. 

Aldegonda, 30 gennaio. 

Aldemaro, 24 marzo. 

Aldo, 10 gennaio. 

Alessandra, 18 mai'zo. 

Alessandrina, 20 mar/.o. 

Alessandro, 11 gennaio; 26 feb- 
braio; 3 maggio: 4, 6 giu- 
gno: 10 luglio; 26 agosto; 
y settembre. 

Alessandro S., 23 aprile. 

Alessio, 17 luglio. 

Alfonso L., 2 agosto. 

Alfredo, 12 gennaio; 14 agosto. 

Alice, 5 febbraio. 

Alvaro, 19 febbraio. 

Amabile, 19 ottobre. 

Amadco (h), 10 agosto. 

Amalia, 10 luglio; 12 dicemb. 

Amato, 8 maggio, 13, 30 sett. 

Ambrogio, 20 marzo; 16 ago- 
sto; 16 ottobre; 7 dicembre. 

Ambrogio {Morte di), 4 aprile. 

Amedeo (b), 30 mar.; 5 magg. 

Amelia, 2 giugno. 



Amos, 31 marzo. 

Anr.clelo, 13 luglio, 

Anastasia, 15 aprile; 28 ott. 

Anastasio, 27 aprile; 28 magg. 

Anatolia, 9 luglio. 

AnatoHo, 20 mai-zo. 

Andrea, 26 febbraio; 22 ago- 
sto; 6 novembre. 

Andrea A., 10 novembre. 

Andrea {ap.), ?0 novembre. 

Andrea (6), 9 genn.; 1 febb. 

Andrea 0., 14 gennaio. 

Andrea G.. 19 marzo. 

Angela da Foligno, 4 gennaio. 

Angela M., 30 maggio. 

Angeli custodi, 2 ottobre. 

Angelina, 22 dicembre. 

Angelo, 5 maggio. 

Angelo (b), 25 geiniaio. 

Angelo (b) d'Acri, 29 ottobre 

Angelo C, 12 aprile. 

Angelo P. (6), 24 ottobre. 

Anna, 26 luglio. 

Annunzictzions, 25 marzo. 

Ansano, 1 dicembre. 

Anselmo, 3, 18 marzo; 21 apr. 

Antelìuo, 26 giugno. 

Antimo, 21 febbraio. 

Antonia (/>.»), 28 febbraio. 

Antonietta, 28 febbr.; 27 ott. 

Antonina, 12 giugno. 

Antonino, 14 febbr-aio; 2 mag- 
gio; 4 luglio; 22 ag.; 31 otc. 

Antonio abaie, 17 gennaio. 

Antonio da Padova, 13 giugno. 

Ant. Maria Zaccaria, 5 luglio. 

Apollinare, 23 luglio; 6 dio. 

Apollonia, 9 febbraio. 

Apollonio, 16 febbraio; 18 apr.; 
7, 8 luglio. 

Aquilino, 29 gennaio; 4 febbr. 

Arcangela, 17 ottobre. 

Arcangelo (6), 17 aprile. 

Arduino, 9 giugno; 15 agosto. 

Arianna, 17 settembre. 

Ariberto, 5 maggio. 

Aristide, 31 agosto. 

Armando, 6 febbraio. 

Arnaldo, 10 febbraio. 

Arnolfo, 18 luglio; 15 agosto. 

Arrigo (/>), 13 marzo. 

Ai'temisia, 6 novembre. 

Arturo, 8 agosto. 

Assalonne, 2 marzo. 

Assum. di Maria SS., 15 aj. 

Atala, 3 dicembre. 

Atanasia, 14 agosto. 

Atanasio, 26 gennaio; 2 mag- 
gio; 15 lugli^. 

Attilio, 22 maggio. 

Augusta, 27 marzo. 



Augu.<;to, 7 maggio ; 7 ottobre. 
Aurei ;a, 25 settembre. 
Aureliano, 22 maggio; 5 die. 
Aurelio, 27 luglio, 9 novomb. 
Avellina, 28 febbraio. 
Azaria, 16 dicembre. 

Babila,' 24 gennaio. 

Balbina, 31 marzo. 

Baldassarre, 6 gennaio. 

Baldovino, 8 gennaio. 

Balduino, 21 agosto. 

Bambina M., 8 settembre. 

Barbava, 4 dicembre. 

Barnaba, 11 giugno. 

Bartolomeo (b), 28 gennaio; 
18 marzo. 

Bartolomeo, 24 .agosto. 

Basilio, 1 genn.; 2, 6, 22 marzo; 
14 giugno. 

Basso, 5 dicembre. 

Battista {Decoll. di S. G.), 29 aj. 

Battista G. Rossi, 23 maggio. 

Battista (Nat. di S. G.), 24 gux^. 

Beata, 8 marzo. 

Beato, 9 maggio. 

Beatrice (6), 19 gennaio; 291ng. 

Benedetto, 17 feb.; 11, 21 mar. 

Benedetto G. L., 16 apr. 

Benedetto R., 12 febbr. 

Benigno, 26 luglio; 1 nov. 

Benvenuta (6), 29 ott. 

Benvenuto S., 22 marzo. 

Berardo, 16 gennaio. 

Berardo P., 19 dicembre. 

Bernardina, 21 settembre. 

Bernardino da Feltre, 28 set- 
tembre. 

Bernardino da Siena, 20 mag. 

Bernardo, l-i giugno; 20, '22 ag. 

Bernardo U., 4 dicembre. 

Berta, 24 marzo. 

Berto, 24 marzo. 

Bertoldo, 21 ottobre. 

Biagio, 3 febbraio; 22 giugno. 

Bianca, 5 a;;o.sto. 

Bibiana, 2 dicembre. 

Boezio, 23 ottobre. 

Bona, 24 aprile. 

Bonagiunta, 11 febbraio. 

Bonaventura T., 19 marzo. 

Bonaventura, 14*luglio. 

Bonfìglio, 11 febbraio. 

Bonifacio, 5 giug.; 14 maggio 

Brigida, 7 ottobre; 1 febbraio. 

Brunone, 6 ottobre. 

Callisto, 14 ottobre; 28 dio. 
Callista, 2 settembre. 
Camilla, 3 marzo; 6 sottpmb. 
Camillo, 15 luglio. 



(*) Il Diario completo è coniparao uelV Almanacco del .1914 e aucho uesli anni preoedeuti. — 
Ter rettiliche od aggiunte, scriverò al cau. cav. prof. Oreste Pautullui, ftlilauo, vlu 0«rvu, 17- 



Candirla, 4, 20 Bettombre. 

Candido, 11 nuir/o, 3 ottobre. 

Carlo, 4 novembre. 

Carlotta, t» febbraio. 

Carmela, Carmelo, Ifi luglio. 

Casimiro, 4 marzo. 

Cassiano, 2G marzo; 12, 13 ag. 

Caterina, 9, 24 marzo; 30 apri- 
le; 4, 15 settembre; 25 no- 
veìtibre. 

Caterina 11., 13 febbraio. 

Cattedra di S. Pietro, 18 gen- 
naio; 22 febbraio. 

Cecilia, 22 novembre. 

Cecilio, 3 giujjno. 

Celeste, 14 ottobre. 

Celestina, 19 novembre. 

Celestino, pp., 6 aprile. 

Celestino P., 19 maggio. 

Cesare, 15 marzo. 

Cesaria, 25 marzo. 

Cesariana, 12 gennaio. 

Cesarina, 21 luglio. 

Cesario, 25 febbraio. 

Cherubino, ao ottobre. 

Chiara, 26 luglio; 12, 17 ag. 

Cipriano. 21 aprile; 11 luglio; 

16 settembre. 
Circoncisione di G. C, 1 genn. 
Ciriaco, 16 marzo; 4 maggio; 

8, 23 ag. 
Cirillo, 28 gennaio; 28 marzo; 

5 luglio; 28 ottobre. 
Clara, 17 aprile. 
Claudia, 9 settembre. 
Clàudiano, 6 marzo. 
Claudio, 7 giugno; 7 settemb. 
Clelia, 3 settembre. 
Clemente, ^ marzo ; 5 giugno; 

17 ottobre; 23 novembre; 
4 dicembre. 

Cleofe M., 9 aprile. 

Cleto, 26 aprile. 

Clodoveo, 10 novembre. 

Clotilde, 3 giugno. 

Colomba, 17 settemb.; 31 di- 
cembre. 

Colombano, 20 novembre. 

Concetta, 8 dicembre. 

Concordia, 13 agosto. 

Concordie, 1 gennaio. 

Consiglio, 26 aprile. 

Conversione S. Paolo, 25 genn. 

Cornelia, 31 marzo. 

Cornelio, 2 febbraio; 16 sett. 

Corrado, 19 febbraio. 

Co.sma, 27 settembre. 

Costantino, 2fi marzo ; 2 1 magg. 

Costanza, 18 febbraio. 

Costanzo, 14 maggio; 1, 18, 
settembre ; 30 novembre. 

Crescentino, 1 giugno. 

Crescenzio, 7 luglio; 14 s'^ii. 

Crispino, 7 genn.; 25 ottobre. 

Cristiano, 2o settembre. 

Cristina, 13 marzo; 10 mag- 
gio; 24 luglio. 

Cristoforo, 25 luglio. 

Croce {Emltaz. della), 14 sett. 

Croce {Ritrov. della), 3 magg. 

Cunegonda, 3 marzo. 

Cuniberto, 12 novembre. 



— 1-22 — 

Dalmazio, 5 dicembre. , 

Damasio, 11 dicembi*e. 

Damiano, 12 aprile; 27 sett. 

Daniele, 3 gennaio. 

Daria, 20 giugno; 25 ottobre. 

Dario. 12 aprile. 

Davide re. 29 dicembre. 

Dazio, 14 gennaio. 

Defunti (Commemorazione di 
tutti i fedeli), 2 novembre. 

Delfina, 27 settembre. 

Delfino, 24 dicembr . 

Demetrio, 9 aprile; 22 novemb. 

Deodato, 27 giugno. 

Desiderato, 18 dicembre. 

Desiderio, 27 marzo; 23 mag- 
gio; 19 settembre. 

Diiina, 10 giugno. 

Didimo, 28 aprile. 

Diego, 16 novembre. 

Diodoro, 17 gennaio. 

Diomede, 11 settembre. 

Dionigi, 8 api-ile; 25 m;v','gio; 
9 ottobre; 26 dicembre. 

Dionisia, 6 diceml e. 

Domenica, 6 luglio. 

Domenico, 4 agosto; 20 die. 

Dominatore, 5 novembre. 

Donata 31 dicembre. 

Donato, 4 febbraio; 7, 19 ago- 
sto; 1 settembre; 12 nov. 

Donnina, 15 aprile; 30 sett. 

Donnino, 15 maggio; 7 ago- 
sto; 9 ottobre. 

Doro, 20 novembre. 

Dorotea, 6 febbraio. 

Doroteo, 28 marzo; 5 giugno. 

Eberardo P., 19 dicembre. 
Edgardo, 8 luglio. 
Edmondo, 16, 20, 24 novembre. 
Edoardo, 13 ottobre. 
Edvige, 17 ottobre. 
Elìsio, 15 gennaio: 15 febbraio. 
Egidio, 1 settembre. 
Elena, 18 agosto. 
Eleonora, 21 febbraio. 
Elia, 20 luglio; 11 settembre. 
Eligio, 1 dicembre. 
Elio, 18 luglio. 
Eliodoro, 3 luglio. 
Elisa, 26 giugno. 
Elisabetta, 8 luglio; 19 nov. 
Elisabetta P., 19 febbraio. 
Eliseo, 14 giugno. 
Elpidio, 24 maggio; 2 settemb. 
Elvira, 27 gennaio. 
Emanuele, 26 marzo. 
Emelia, 30 maggio. 
Emercnziana, 23 gennaio. 
Emerico, 4 novembi'e. 
hmidio, 5 agosto. 
Emilia, 5 aprile. 
Emiliana, 5 gennaio. 
Emiliano, 27 gennaio; 6 no- 
vembre; 6 dicembre. 
Emilio, 22, 28 maggio; 6 ott. 
Emma, 28 giugno. 
Enea, 9 febbraio. 
Enrico, 13 marzo; 15 luglio. 
Epifania, 6 gennaio. 
Epifanio, 21 gennaio; 12 magg. 



Eraclide, 28 giugno. 

Erardo, 8 gennaio. 

Erasmo, 2 giugno. 

Erberto, 16 marzo. 

Ercole, 5 settembre. 

Eriberto, 16 marzo. 

Ermanno, 7 aprile. 

Ermelinda, 29 ottobre. 

Ermenegilda, 24 marzo. 

Ermenegildo, 13 aprile. 

Ermete, 4 gennaio ; 28 agosto. 

Erminia, 26 agosto. 

Erminio, 25 aprile. 

Ermolao, 27 luglio. 

Ernesta, 22 novembre. 

Ernesto, 12 gennaio; 7 nov 

Ersilia, 11 agosto. 

Esdra. 13 luglio. 

Espedito, 19 aprile. 

Ester, 24 maggio, 1 luglio. 

Ettore, 20 giugno. 

Eufemia, 16 settembre. 

Eufrasia, 13 marzo.. 

Eufrasio, 44 gennaio. 

Eufrosina, 1 gennaio. 

Eugenia, 11 settembre; 25 die. 

Eugenio, 24 gennaio; 2 giugno; 
17 novembre; 30 dicembre. 

Eulalia, 27 agosto. 

Eulalio, 16 febbraio. 

Eurosia, 26 giugno. 

Eusebia, 29 ottobre. 

Eusebio, 5 marzo; 18 aprile; 
21 giug.; 14 ag.; 16, 18 di". 

Eustachio, 20 sett.; 12 o.t 

Eustorgio, 6 giugno; 18 sett 

Eutichio, 15 aprile; 23 mag- 
gio; 5 giugno. 

Eutimie, 20 gennaio. 

Eva, 8 settembre. 

Evaldo, 3 ottobre. 

Evaristo, i6 ottobre. 

Everaldo, 23 marzo. 

Ezechiele, 10 aprile. 

Ezelinda, 7 giugno. 

Ezio, 14 agosto. 

Fabiano, 20 gennaio. 

Fabio, 17 maggio. 

Fabiola, 27 dicembro. 

Faustina, 18 gennaio. 

Faustiniano, 26 febbraio. 

Faustino 15, 26 febb.; 29 lug. 

Fausto, 15 febbr. ; 24 giugno. 

Fede. 1 agosto. 

Fedele, 24 aprile; 28 ottobre. 

Federico, 18 luglio. 

Felice, 13, 14, 16, 30 genn.; 25 
febb.; 18, 21 maggio; 23 giu- 
gno; 13 luglio; 25 agosto; 
21 ottobre; S, 20 novemb. 

Feliciana, 20 giugno. 

Feliciano, 24 genn.; 9 giugno. 

Felicissima, 5 giugno. 

Felicissimo, 15 luglio. 

Felicita, 26 mar.; 10 luglio. 

Ferdinando, 27 giugno. 

Ferdinando re, 30 maggio. 

Fermo, 9 agosto. 

Ferruccio, 28 ottobre. 

Filiberto, 22 agosto. 

Filippo, 1 maggio; 22 ottobre. 



Filippo B., 23 agosto. 

Filippo N., 26 ma-iigio. 

Filonieiiii, 5 lug. ; 29 nov. 

Filonicno, 14 novembre. 

Filotco. 11 gennaio. 

Fiore, 27 ottobre. 

Fiorentina, lO giugno. 

Fiorentino, 27 settembre. 

Fiorenza, 20 giugno. 

Fiorenziano. 28 novembre. 

Fiorenzo, 14 febbr. ; 2'3 niagg. 

Firenze, 30 dicembre. 

Firmina, 24 novembre. 

Firmino, 11 ottobre. , 

Flaminia, 2 maggio. 

Flavia, 7 maggio. 

Flavianc, 27 gennaio; 14, 28 
febbraio; 22 dicembre. 

Flavio L., 24 marzo. 

Flora, 11 giugno. 

Floriana, y luglio 

Floriano, 4 maggio. 

Florida, 18 gennaio. 

Floro, 27 ottobre. 

Folco, 11 ottobre. 

Formoso, lo febbraio 

Fortunata, 14 ottobre. 

Fortunato, 1» gennaio; 27 feb- 
braio; 8, 15 giugno; 2.3, 28 
agosto; 14, 15 ottobre. 

Fosca, 13 febbraio. 

Fozio, 4 marzo. 

Francesca, i) marzo. 

Francesco, 11 maggio, 24 lu- 
glio; 4, 10, 27 ottobre. 

Francesco C, 4, 16 giugno. 

Francesco di P., 2 aprile. 

Francesco di S., 29 gennaio; 
'^ dicembre 

rrediano, 18 marzo; 18 nov. 

Fruttuosa, 23 agosto. 

Fruttuoso, 21 gennaio : 16 ap. 

Fulgenzio, 22 maggio. 

Gabriele, 18 marzo. 

Gaetano, 7 agosto. 

Gallo, 4 luglio; 16 ottobre. 

Gavibaldo, 8 gennaio. 

Gaspare, 6 gennaio. 

Gastone, 24 aprile. 

Gaudenzio, 22 gennaio; 12feb- 
braio; 19 giugno; "525 otto- 
bre; 26 novembre. 

Gedeone, 1 settembre. 

Gelasio, 21 novembre. 

Geltrude, 17 marzo. 

Gemma, 12 maggio. 

Generosa, 17 luglio. 

Generoso, 17 luglio. 

(ienesio, 25 agosto; 22 die. 

Gennaro, 19 settembre; 24 ott. 

Genoveffa, 3 gennaio. 

Gerardo, 6 giugno; 24 set- 
tembre; 3, 30 ott.; 7, 30 die. 

Geremia, 1 maggio. 

Gerolamo, 20, 22 luglio; 28, 30 
settembre. 

Gertrude, 17 marzo; 15 nov. 

Gervasio, 19 giugno. 

Gheiardo, 24 settembre; 7 die. 

Giacinta M. (&), 30 genn. 

Giacinto, 10 agosto; 29 ott. 



Giacomo, 21 mar.; 4 magg. 

Giacomo (^1, 1 giugno; 11 Ingl. 

Giacomo, 25 lug.; 28 nov. 

Gilberto, 4 febbraio. 

Gildo, 29 gennaio. 

Gioachino, 16 apr.; 20 marzo. 

Giobbe, 10 maggio; 23 sett. 

Gioconda, 25 novembre. 

Giocondo, 14 novembi-e. 

Giordano, 13 febbraio. 

Giorgio, 23, 24 aprile. 

(iiosafatte, 27 novembre. 

Giovanna F. F., 21 agosto. 

Giovanna S. (h), 9 luglio. 

Giovanni, 30, 31 gennaio; 2, 
8, 14 marzo; 9 aprile; 13 
mnggio; 23, 26 giugno; 7, 
16 settembre. 

Giovanni ap. ev., 27 dicemb. 

Giov. Batt. De Rossi, 23 magg. 

Giovanni Buono, 22 ottobre. 

Giovanni C, 15, 27 gennaio. 

Giovanni Capistr., 23 ottobre. 

Giovanni Colomb., 31 luglio. 

Giovanni eremita, 27 m.aizo. 

Giovanni G., 12 luglio. 

Giovanni M., 8 febbr. ; 20 die. 

Giovanni N., 16 maggio. 

Giovanni III (6), 18 marzo. 

Gioviniano, 5 maggio. 

Giovita, 15 febbraio. 

Giuditta, 10 dicembre. 

Giulia, 22 maggio. 

Giuliana, 16 gennaio; 7 aprile. 

Giuliana F., 19 giugno. 

Giuliano, 13 febbraio; 22 giu- 
gno; 27 luglio; 7, 31 agosto. 

Giulio, 31 gennaio. 

Giuseppe, 4 febbr. ; 19 marzp; 
18 sett. 

Giuseppe C, 27 agosto. 

Giustina, 10 gennaio ; 13 lu- 
glio; 7 ottobre. 

Giustiniano, 23 agosto. 

Giustino, 13 aprile; 1 giugno. 

Giusto, 5 giugno; 26 agosto; 
2 novembre. 

Goffredo, 8 novembre. 

Gottardo, 5 maggio. 

Grato, 20 marzo ; 7 settembre. 

Grazia, 21 agosto. 

Grazia\4o, 1 giugno, 18 dicemb. 

Gregoria, 23 gennaio. 

Gregorio, 17, 23, 28 novembre; 
24 dicembre. 

Gregorio di Langres, 4 genn. 

Gregorio Magno, 12 marzo. 

Gregorio Nazian., 9 maggio. 

Gualberto, 12 luglio. 

Gualtiero, 28 febbraio. 

Guglielmo, 10 genn.; 10 feb.; 
4, 26 apr.; 7 magg.; 25 giug. 

Guido, 12 settembre. 

Gustavo, 2 agosto. 

Ida, 15 gennaio; 13 aprile. 

IdeU'onso, 23 gennaio, 

Igino, 11 gennaio. 

Ignazio, 1 febbraio; 31 luglio. 

Ilaria, 3 dicembre. 

Ilario, 14 gennaio; 16 marzo. 

llarione, 22 ottobre. 



Ildebrando, 22 agosto, 
lldefonso, 23 gennaio. 
Ildegarda, 17 settembre. 
Ildegarde, 11 settembre, 
lldegonda, 20 aprile. 
Illumina- a, 29 novembre. 
Illuminato, 11 maggio; 8 lugl, 
Immacolattt M., 8 dicembre. 
Innocenti, 2S dicembre. 
Innocenza, 16 settembre. 
Innocenzo, 14 marzo; 17 api-.; 

7 maggio; 23 luglio. 
Ippolito, 30 genn.; 11 febbr.; 

13, 22 agosto. 
Ippolito Gal. (6), 20 marzo. 
Irene, 22 gennaio. 
Ireneo, 28 giugno. 
Irma o Irmina, 24 dicembre. 
Isabella, 22 febbraio. 
Isacco, 25 marzo. 
Isaia, 6 luglio. 
Isidoro, 2 gennaio; 4 aprile; 

15 maggio. 
Ismaele, 17 giugno. 
Italo, 19 agosto. 
.Ivetta, 13 gennaio. 
Ivone, 28 maggio; 27 ottobre. 
Jole {b;, 9 giugno. 

Ladislao, 27 giugno. 
Lamberto, 14 aprile. 
Landò, 5 mnggio. 
Lanfranco, 23 giugno. 
Laura, 19 ottobre. 
Lazaro, 11 febbr.; 17 die. 
Lea, 22 marzo. 
Leandra, 8 luglio. 
Leandro, 27 febbraio. 
Lena, 5 novembre. 
Leonardo (b), 10 febbraio. 
Leonardo, 6 novembre. 
Leone, papa, 11, 19 aprile. 
Leone, vesc, 20 febbraio. 
Leonzia, 16 febbraio. 
Leonzio, 13 genn.; 10 marzo; 

20 agosto; l dicembre. 
Leopoldo, 15 novembre. 
Letizia, 9 luglio. 
Libera, 15 aprile. 
Liberale, 28 aprile. 
Liberata, 18 genn. ; 29 apr., 

27 maggio. 
Liberato, 20 dicembre. 
Liberio, 23 settembre. 
Liborio, 23 luglio. 
Licinia, 15 febbraio. 
Licinio, 13 febbraio. 
Lidia, 27 novembre. 
Liduina, 14 aprile. 
Limbania, 8 aprile. 
Lino, 23 settembre. 
Livia, 6 novembre. 
Livino, 12 r.ovembj'e. 
Lodovica, 31 gennaio; 
Lodovico, 19 agosto; 9 ott. 
Longino, 15 marzo. 
Lorenza, 8 ottobr-e. 
Lorenzo, 3 febbraio; 6 luglio; 

10 agosto; 14 nov.; 17 die. 
Lorenzo Giustiniani, 8 genn. 
Luca, 18 ottobre. 
Luca B. (6), 17 febbraio. 



Lucia, IC seLlemb.; 13 dicemb. 
Luciano, 7 };enii<uo. 
Lucilla, '-"J luglio. 
Lucio, 5 marzo; 6 giugno; 

12 luglio. 
Lucrezia, 15 marzo; 23 uov. 
Ludovico, 24 luglio; 10 agosto. 
Luigi, 19, 25 agosto. 
Luigi G., 21 giugno. 
Luigiii, 31 gennaio. 

Maddaler.aM., 25 mag.; 22 lug. 

Maggiorino, 27 giugno. 

Magno, 4 febbraio; 16 aprile; 
19 agosto; 6 ottobre; 5 nov. 

Malachia, 3 novembre. 

Manfredo S., 27 gennaio. 

Manlio, 23 ottobre. 

Mansueto, 19 fel^b.; 3, G, sett. 

Marcella, 31 gennaio. 

Marcellina, 18 luglio. 

Marcellino, 9 gennaio; 20, 20 
aprile. 

Marcello, 16 gennaio; 20 mar- 
zo; i'O ottobre. 

Mai-ciano, 27 mar.; 2, 17 giug. 

Marco, 24 mar.; 25, 28 aprile; 
14, !8 giugno; 25 ottobre. 

Margherita, 22 febbraio; 10 
giugno; 20 luglio. 

Margherita M. A., 17 ottobre. 

Margherita {b), 27 novembre. 

Maria Bambina, 8 settembre. 

Maria C, 9 aprile. 

Maria degli Angeli, 19 dicemb. 

Maria del Carmine. 16 luglio. 

Maria della Neve, 5 agosto. 

Maria Eg., 27 aprile. 

Mai-ia M. de' Pazzi, 25 maggio. 

Maria Maddalena, 22 luglio. 

Maria ss. {Nome di), 9 sett. 

Maria ss. del liosario, 7 ott. 

Marianna, 17 febbraio. 

Mariano, 1 dicembre. 

Mario, 19 gennaio. 

Marta, 29 luglio. 

Martino, 11, 12 novembre. 

Marziale, 4, 30 giugno. 

Marzio, 4 ottobre. 

Massima, 26 marzo. 

Massimiano, 9 giugno. 

Massimiliano, 21 feb. ; 12 mar. 

Massimino, 14 api-ile; 29 mag- 
gio; 15 dicembre. 

Massimo, 14 aprile: 29 mag- 
gio; 2 agosto; 10, 19 ottobre. 

Matilde, 14 marzo. 

Matteo, 21 settembre. 

Mattia, 24 febbraio. 

Maurilio, 13 settembre. 

Maurizio. 15 gennaio; 24 apr.; 
22 settembre. 

Mauro, 15 gennaio; 13 set- 
tembre ; "^1 novembre. 

Medardo, 8 giugno. 

Melania, 8 gennaio; 29 die. 

Melchiade, 10 dicembre. 

Melchiori*e, 6 gennaio. 

Mercede, 24 settembre. 

Mercui-iale, 1 giugno. 

Matilde, 25 febbraio. 

Metodio, U marzo; 17 giujjno 



- 121 — 

IMicliele, 8 maggio; 29 se t. 
Michelina, 19 giugno. 
Miniato, 25 ottobre. 
Modesta, 13 marzo; 4 nov. 
Modestino, 14 febbraio. 
Modesto, 12 genn.; 12 febb.; 

15 giugno; 2 ottobre. 
Moisè, 25 novembre. 
Monaldo, 15 marzo. 
Mon'ca, 4 maggio. 
Mosè, 4 settembre; 25 nov. 
Muzio, 22 aprile. 

Naborre, 12 giugno; 13 luglio. 
Niipoleone, 15 agosto. 
Narciso, 29 ottobre; 2 genn. 
Natale, 13 maggio; 21 agosto. 
Natale di G. C, 25 dicembre. 
Naalia, 1 dicembre. 
Natalina, 4 aprile. 
Natalino, vesc, 8 gennaio. 
Nazario, 19 giugno. 
Nazaro, 28 luglio. 
Nereo, 12 maggio. 
Nerea, 25 dicembre. 
Niccolò, 9 maggio. 
Niceforo, 9 febbraio. 
Nicodemo, 27 marzo. 
Nicola, 10 settembre. 
Nicola© (b), 11, 23 febbraio. 
Nicolò, 6 dicembre. 
Nicolò A., 10 maggio. 
Nicomede, 15 settembre. 
Nilo, 26 settembre. 
Nin.i, 2 giugno. 
Nino, 17 ottobre. 
Noè, 10 novembre. 
Norberto, 6 giugno. 
Nunzio, 10 ottobre. 

Oddone, 18 novembre. 
Odoardo, 5 gennaio. 
Odorico, 14 gennaio. 
Ognissantij 1 novembre. 
Olga, 11 lugho 
Olimpia. 17 dicembre. 
Oliva, 10 giugno. 
Oliviero, 27 maggio. 
Omero, 9 settembre. 
Omobono, 13 novembre. 
Onofrio, 12 giugno. 
Onorata, 12 gennaio. 
Onorato, 8 febbraio; 28 ott. 
Onorina, 27 febbraio. 
Onorio, 5, 24 aprile. 
Opilio, 12 ottobre. 
Oreste, 9 novembre; 12 dio. 
Orlando (6), 13 settembre. 
Oronzio, 22 gennaio. 
Orsola, 11, 21 ottobre. 
Orsolina, 27 ottobre. 
Ortensia, 11 gennaio. 
Ortensio, 11 gennaio. 
Osia, 8 novembre. 
Osvaldo, 29 febbraio; 5 ag. 
Ottaviano, 2 settembre. 
Ottavio, 20 novembre 
Ottone, 20 marzo; 2 luglio. 

Pacifico, 5 giugno. 
Pancrazio, 3 aprile; 12 raa'g. 
Panfilo, 28 a')rile. 



t>anta!eo o Panlaleoae, 27 lu^. 

Paola, 6, 26 gennaio. 

Paolina, 2 dicembre. 

Paolino, 11, 28 genn.; 4 marzo. 
22 giugno; 12 luglio; 31 ago- 
sto; lò ottobre. 

Paolo, 10 genn.; 8 febbraio; 
22 marzo; 8 aprile; 8 luglio. 

Pasquale, 14, 17 maggio. 

Pastore, 29 marzo. 

Patrizia, 25 agosto. 

Patrizio, 17 marzo. 

Patroclo, 21 gennaio. 

Pelagia, 23 marzo, 8 ottobre. 

Pelagio', 25 marzo. 

Pellegrino, 27 aprile; 1 agosto. 

Perfetto, 18 aprile. 

Perpetua, 4 agosto. 

Petronilla, 31 maggio. 

Petronio, 4 ottobre. 

Pia, 19 gennaio. 

Pier Dam., 23 febbraio, 

Pietro (fe), 19 febbraio. 

Pietro, 29 giugno; 10, 10 lu- 
glio; 1, 7 agosto; 19, 25 oti^. 

Pietro C, 10 sett.; 5, 21 die. 

Pietro I., 3, 8 genn.; 11 marzo. 

Pietro M., 29 aprile. 

Pietro Urs., 10 gennaio. 

Pio, 5 maggio; 11 luglio. 

Placidia, li ottobi-e. 

Placidio, 5 ottobre. 

Placido, 5 ottobre. 

Platone, 4 aprile. 

Plauto, 29 settembre. 

Plutarco, 28 giugno. 

Polissena, 23 settembre. 

Pompeo, 10 aprile; 14 die. 

Pompilio, 27 ottobre. 

Pomponio, 14 maggio. 

Ponzio, 14 maggio. 

Porfirio, 20 febbraio; 20 ag. 

Prassede, 21 luglio. 

Priamo, 28 maggio. 

Primitiva, 24 febbraio ; 23 lug. 

Primitivo, 18 luglio. 

Primo, 11 maggio; 9 giugno. 

Prisca, 18 gennaio. 

Priscilla, 16 gennaio. 

Pi-iscilliano, 4 gennaio. 

Prisco, 15 apr.; 9 magg.; 1 s>tt. 

Probo, 1-2 gennaio; 10 nov. 

Procolo, 14 aprile. 

Procopio, 23 marzo. 

Prosdocimo, 7 novembre. 

Prospero, 25 giugno. 

Protasio, 17 giugno. 

Proto, 14 giugno; 25 ottobre. 

Prudenzio, 6 aprile. 

Publia, 9 ottobre. 

Publio, 21 geimaio. 

Pudenziana, 19 maggio. 

Pulchei-ia, 12 ottobre. 

Palificazione di M., 2 febb. 

Quattro coronati, 8 nov. 
Quintiliano, 13 aprile. 
Quintilio, 7 marzo. 
Quintino, 31 ottobre. 
Quinto, 19 marzo; 10 maggio. 
Quirico, 16 giugno; 23 agosto. 
Quirino, 25, aO marzo; 4 '^iu^' 



Tìadppondii, 13 n?oqtr>. 

RatìiiPlfi, 24 ottobro. 

lìaimnndo, 23 ^eiiii.; 2R Injr. 

Raii\iondo N., 31 a.fOsto. 

Ranieri, 17 giugno. 

Regina, 1 luglio; 7 sottembre. 

Remedio, 3 settembre; 1 ott. 

Remigio, 1 ottobre. 

Remo, 13 ottobre. 

Renato, (5 ottobre. 

Repavata, 8 ottobre. 

Resti tuta, 17 maggio. 

Restituto, 29 maggio. 

Riccardo, 7 febbraio; 3 aprile; 
9 giugno. 

Rinaldo, 9 febbraio. 

Rita, 22 maggio. 

Roberto, 21, 27 marzo ; 7 giug. 

Robustiaiio, 24 maggio. 

Rocco, 1(! agosto. 

Roderico, 13 marzo, 

Rodolfo, 20 giugno; 17 ott. 

Rodrigo, 15 maggio. 

Roggero, 1 giugno. 

Rolando, 10 gennaio. 

Romana, 23 febbraio. 

Romano, 28 febbraio; 9 ago- 
sto: 18 novembre. 

Romeo (b), 25 febbraio. 

Romolo, luglio; 13 ottobre. 

Romualdo, 7 febbraio. 

Rosa, 30 agosto ; 4 settembre. 

Rosalia, 4 settembre. 

Rosalinda, 12 diceml)re. 

Ruggero, 5 marzo; 15 ottob. 

Rustico, 9 agosto. 

Rustico (h), 12 marzo. 

Rutilio, 2 agosto. 

Saba, 24 aprile. 

Sabina, 29 agosto; 27 ottobre. 

Sabino, 17 gennaio, 7, 11 lu- 
glio; 7 dicembre. 

'allustio, 2 febbraio. 

Salomone, 28 settembre. 

Salvatore, 18 marzo. 

Smiti {Tutti i), 1 novembre. 

Santo, 2 giugno. 

Saturnina, 4 giugno. 

Saturnino, 7 aprile; 29 nov. 

Savina, 30 gennaio. 

Savino, 11 luglio. 

Scolastica, 10 febbraio. 

Sebastiano, 2, 17, 20 gennaio. 

Sempronio, 5 dicembre. 

Senatore, 7 gennaio. 

Seralina, 3 settembre. 

Serafino, 12 ottobre. 

Sergio, 9, 25 settembre. 

Servilio, 24 muggio. 

Servolo, 26 febbraio; 23 die. 

Sesto, 31 dicembre. 

Sette (I) fondatori, servi di M., 
11 febbraio. 

Settimia, 10 dicembre. 

Fettimio, 6 settembre. 

Settimo, 17 agosto. 

Severa, 20 luglio. 

Severino, 8 gennaio; 8 giugno. 



— 125 — 

Severo. 1, 13 febbraio; lu- 
glio; 23 ottobre. 

Sigismondo, 1 maggio. 

Silvano, 10 febbraio. 

Silverio, 20 giugno. 

Silvestro, 31 dicembro. 

Silvia, 3 novembre. 

Silvio, 21 api-ile. 

Simeone, 5 genn.; 18 febbi-.; 
26 luglio. 

Simmaco, 15 luglio. 

Simone, 24 marzo; 28 ottob. 

Simpliciano, 13 agosto. 

Siro, 9 dicembre. 

Sisto, aprile; 6 agosto. 

Sofia, 30 aprile ; 23 settembre. 

Speranza, 1 agosto. 

Spiridione, 14 dicembre. 

Sposalizio (li M. V., 23 genn. 

Stani.slao, 7 maggio. 

Stanislao K., 13 novembre. 

Stefania, 18 settembre. 

Stefano, 2 sett.; 26, 31 die. 

Sulpizio, 20 aprile. 

Susanna, 18 gennaio. 

Taddeo, 23 ottobre. 

Tancredi, 25 dicembi-e. 

Tarsilla, 24 dicembre. 

Taziano, 16 marzo. 

Tecla, 10 gennaio; 23 settemb. 

Telemaco, 1 gennaio. 

Telesforo, 5 gennaio. 

Temistocle, 21 dicembre. 

Teobaldo, 1 luglio. 

Teodato, 18 maggio. 

Teodora, 1, 28 aprile. 

Teodorico, 2 febbraio. 

Teodoro, 24 gennaio; 7 feb- 
braio; 26 marzo; 19 settem- 
bre; 25 ottob.; 9 novembre. 

Teodosia, 2 aprile; 11 sett. 

Teodosio, 11 gennaio; 1 ag. 

Terenziano, 1 settembre. 

Terenzio, 15 luglio; 24 sett. 

Teresa, 15 ottobre. 

TertuUia, 29 aprile. 

Tertulliano, 27 aprile. 

Tiberio, 24 aprile. 

Tiburzio, 11 agosto. 

Timoleone, 19 dicembre. 

Timoteo, 22 agosto. 

Tito, 4 gennaio. 

Tiziano, IG gennaio; 3 marzo; 
4 maggio. 

Tobia, 2 novembre. 

Tolomeo, 24 agosto. 

Tomaso d'Aquino, 7 marzo. 

Tomaso, 25 marzo; 25 settem- 
bre; 21 dicembre. 

Tomaso B., 29 dicembre. 

Torello (fe), 16 marzo. 

Torquato, 15 maggio. 

Tosca, 10 luglio. 

Tranquillo, 15 marzo. 

Trasfiywazione di G. C, 6 ag. 

Trinità, 7 giugno. 

Tullia, 5 ottobre. 

Tullio, 19 febbraio. 



rbaldo, 10 migglrt. 
Uberto, 3 novembre. 
Ugo, 1 aprile. 
Ugollna, 8 agosto. 
T'golino, 13 ottobre. 
Ugone, 29 aprile. 
Ugucciotie R., 11 febbraio; S 

settembre. 
Ulderico, 4 luglio. 
Ulpiano, 3 aprile. 
Ulrico, 4 luglio. 
Umberto, 4 marzo; G sett. 
Umiltà, 22 m.aggio. 
Urbano, 25 maggio. 

Valente, 20 luglio. 

Valentina, 25 luglio. 

Valentiniano, 3 giugno, 

Valentino, 7, 14 l'eb.; 10 mar- 
zo; 11 settembi-.; 13 no o a- 
bi-e; IG dicenftbre. 

Valeria, 28 aprile. 

Valeriano, 15 marzo: 14 aprilo 
4 maggio; 6 agosto; 27 nov. 

Valerio, 16, 29 gennaio; 15 
marfo; 12 dicembre. 

Valfredo, 15 febbraio. 

Venanzio, 18 maggio. 

Venceslao, 28 settembre. 

Veneranda, 14 novembre. 

Venerando, 25 mag^'io. 

Vera, 17 settembre. 

Verdiana, 1 febbraio. 

Vero, 23 ottobre. 

Veronica (ft), 13 gennaio; 4 feb- 
braio. 

Vezio, 2 giugno. 

Vigilia, 19 aprile. 

Vigilio, 26 giugno; 27 novem. 

Villana B., 29 gennaio. 

Vincenzo, 22 gennaio; 5 apri- 
le; 19 luglio. 

Viola, 3 maggio. 

Virgilio, 27 novembre. 

Virginia, 5 agosto. 

Virginio, 22 aprile. 

Visitazione di M. V., 2 luglio. 

Vitale, 9 marzo; 28 aprile; 

7 novembre. 

Vitaliano, 27 gennaio; 16 lug 
Vito, 15 giugno. 
Vittore, 21, 28 luglio; 17 ott. 
Vittoria, 23 dicembre. 
Vittoriano, 26 agosto. 
Vittorio, 25 agosto; 1 sett. 
Viviano, 20 maggio. 
Vladimiro, 15 luglio. 
Volfango, 31 ottobre. 

Zaccaria, 15 marzo; 5 nov. 
Zanobio, 25 maggio. 
Zefirino, 26 agosto. 
Zenaide, 5 giugno- 
Zenobia, 30 ottobre. 
Zenobio, 25 maggio. 
Zenone, 12 aprile; 23 giugno; 

8 dicembre. 
Zita, 27 aprile. 

Zosimo, 30 marzo; 23 die. 




SOMMO PONTEFICE 

CCLX 

dopo San Piktro 

BENEDETTO XV 




\\. 



I, 



11. ili Genova addì 21 iiov. ^S7>A 
eletto Arcivescovo di Bologna 

il 18 diceniliie 1907 
crealo e i>ubl»licalo Cardinale 

il 23 maggio 1914. 

Seguirono in Roma nel 1914: 

la sua Esaltaz. al PoiiLitìcalo il ;5 sett 

la sua Coronazione il 6 sett. 




- 127 — 



GLI E.mi e R.n^i SIGN. CARDINALI 

COMPONENTI IL SACRO COLLEGIO 

CON IL LUOGO E LA DATA DELLA LORO NASCITA 
ED ELEVAZIONE ALLA PORPORA 

Ordhe dei Vescovi. 

(1) Vincenzo Vannutelli (Genazzano 1836), Ve- 
'scovo di Ostia e di Palestrina (1889), De- 
cano dtìl Sacro Collegio, Prefetto della S. C. 
Cerimoniale. 

Francesco di Paola Cassetta (Roma 1841), Ve- 
scovo di Frascati (1899), commendatario 
dei S S.Vito, Modesto e Crescenzio, Prefetto 
della S. C. del Concilio. 

* Gaetano De Lai (Maio-Vicenza 1853), Ve- 
scovo di Sabina (1907),.Segretario della S.C. 
Concistoriale. 

* Antonio Vico f Agugliano - Ancona 1847), 
Vescovo di Porto e S. Rufina (1911), Pro- 
Prefetto della S. G. dei Riti. 

* Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte 
(Napoli 18511, Vescovo di Albano (19111. 

* Basilio Pompilii (Spoleto 1858), Vescovo di 
Velletri (1911), Vicario generale di S. S. 

Ordine dei Preti. 

(1) Giuseppe Sebastiano Netto O. F. M. (Le?is 
1841), Primo Prete, del tit. dei SS. X[[ 
Apostoli (1884). 

Giacomo Gibbons (Baltimora 1834), del titolo 
di S. Macia in Trastevere, Arcivescovo di 
Baltimora (1886). 

Michele Logue (Raphoe 1840), del tit. di 
S. Maria della Pace, Arcivesc. di Armagli 
(1898). 

Andrea Ferrari (Pratopiano 1850), del tit. di 
S. Anastasia, Arcivescovo di Milano (1894). 

Giuseppe Prisco (Boscotrecase 1833). del tit. 
di S. Sisto, Arcivescovo di Napoli (1897). 

Giuseppe Maria Martin de Herrera y de la 
Iglesia (Aldeadàvila 1835), del tit. di S. Ma- 
ria Traspontina, Arcivescovo di Compo- 
stella (1897). 

Giuseppe Fraticica Nava di Bontifè (Catania 
1846), del tit. dei Ss. Giovanni e Paolo, Ar- 
civescovo di Catania (1899). 

Agostino Richelmy (Torino 1850), del tit. di 
S. Maria in Via, Arci> escovo di Torino (1899). 

Sebastiano Alartinelli O.E.S. A. (S.Anna 18481, 
del tit. di S. Agostino (1901), Prefetto della 
S. C. dei Riti. 

Leone Shrbensky (Hausdorf 18C3), del tit. 
di S. Stefano al monte Celio, Arcivescovo 
di Olmutz (1901). 

Giulio Boschi (Perugia 1839), del tit. di S. Lo- 
renzo in Panisperna,.\rci vescovo di Ferrara 
(1901). 

Bartolomeo Bacilieri (Breonto 1842), del tit. 
di S. Bartolomeo all'Isola, Vescovo di Ve- 
rona (1901). 

* Raffaele Merry del Val [spagnuolo] (Londra 
18G5), del tit. di S. Prassede (1903), Segre- 
tario della S. C. del S. Offi/.io, Prefetto della 
K. C. della R. Fabbrica di S. Pietro. 

* Gioacchino Arcoverde de Albuquerque Ci- 
valcanti (Periiambuco 1850), del titolo del 



SS. Bonifacio ed Alessio, Arcivescovo di Rio 
de Janeiro (1905). 
''Ottavio Cagiano de .\zevedo (Fresinone 1845), 
del tit. di S. Lorenzo in Daraaso (1905), Can- 
celliere di S. R. Chiesa. 

■ Aristide Rinaldini (Montefalco 1844), del tit. 
di San Pancrazio (1907). 

'■ Pietro Maffi (Corteolona 1858), del tit. di 
S. Grisogoiio, Arcivescovo di Pisa (1907). 

= Alessandro Lualdl (Milano 1858), del tit. dei 
Ss. Andrea e Gregorio al Monte Celio, Ar- 
civescovo di Palermo (1907). 

= Desiderato Mercier (Braine l'Alleud 1851), 
del tit. di S. Pietro in Vincoli, Arcivescovo 
di Malines (1907). 

= Pietro Gasparri (Ussita - Norcia, 1852), del 
tit. di S. Lorenzo in Lucina, Segretario di 
Stato di S. S., Prefetto dei SS. PP. AA. Ca- 
merlengo di S. R. C. 

' Ludovico Enrico Lugon (Maulévrier - An- 
gers 1842), del tit. di S. Maria nuova e 
S. Francesca al Foro romano, Arcivescovo 
di Reims (1907). 

■ Paolino Pietro Andrieu (Seysses - Tolosa 
1849), del tit. di S. Onofrio, .\rcivescovo di 
Bordeaux {1907). 

■ Antonio Mendes Bello (Gouvea, dioc. di 
Guarda 1842) del tit. dei SS. Marcellino e 
Pietro. Patriarca di Lisbona (1911). 

• Giuseppe Maria Cos y Macho (i'eran di 
Santander 1838), del tit. di S. Maria del Po- 
polo, Arcivescovo di Valladolid (1911). 
Giovanni Maria Farley (Armagh - Irlanda 
1842), del tit. di S. Maria .sopra Minerva, 
Ai'Ci vescovo di New-York (1911). 
Francesco Bourne (Chaphan - Southwark 
1861), del titolo di S. Pudenziana, Ai-cive- 
scovo di VVestminster (1911). 
Leone Adolfo Amette (Douville - Evreux 
1850) del tit. di S. Sabina, Arcivescovo di 
Parigi (1911). 

Guglielmo O' Connel (Boston 1 860)," del tit. di 
S. Clemente, Arcivescovo di Boston (1911). 
Errico Almaraz y Santos (La Fellés - Sala- 
manca 1847), del tit. di S. Pietro in Moli- 
torio, Arcivescovo di Siviglia (1911). 
Francesco M. Anatolio de'Rovérie de Ca- 
brieres (Beancaire - Nimes 1830), del tit. 
di S. Maria della Vittoria, Veso. di Mont- 
pellier (1911). 

Guglielmo van Rossum C. SS. R. (Zwalle - 
Olanda 1854). del tit. di S. Croce in Geru- 
salemme (1911), Penitenziere maggiore. 
Vittoriano Guisasola y Menendez (Oviedo 
1852), del tit. dei SS. Quattro Coronati, Ar- 
civ. di Toledo e Patriarca delle Indie occi- 
dentali (1914). 

Ludovico Nazario.Bégin (Levisdioc. di Que- 
bec 1840), del tit. dei SS. Vitale. Gervasio 
e Protasio, Arciv. di Quebec-Canada (1914). 
Domenico Seratini O. S. B. (Roma 1852), del 
tit. di S. Cecilia (1914), Prefetto della S. C. 
di Propaganda Fide. 

Giovanni Csernoch (Szakolcza, Are. di Stri- 
gonia 1852), del tit. di S. Eusebio, Arciv. 
di Strigonia (1914). 

Felice de Hartmann (Munster 1851), del tit. 
di S. Giovanni a Porta latina, Arciv. di Co- 
lonia (1914). 



(1) Creati dalla S. M. di Leone XIII. — * Creati dalla 8. M. di Pio X. 



— 1-28 — 

* Gustavo Fedoriro Piffl ce. TIR. LL. (Land- Diaconie. — f. Maria aO ^ravlyvs — 
skron dioc. di KAnnif^rutT: 1804) del tit. di S. Adriano.— S. (ìiorgio in V(>la»)ro — 8. Cc- 
S. Maico, Areiv. di VifMina (1914). san^a 'in J'ahitio — S, Maria della Scala — 

**Giulio Tonti (Roma 18441, del tit. dH SS. Sii- S. Nfcola in carcerp. 

vestro e Martino ai Monti, l'reletlo della La Gerarchia Cardinalizia è distinta nei 

S.C. dei Iteligiosi. ìveovànn: Episcopale, Preshiic, -ile e Diaconale. 

** Alfonso Maria Mistrangolo S. P. (Savona Gli appartenenti al primo occupano le Sedi 

1H5'2), del fit. di S. Maria degii Anfjeli alle Vescovili suburbicarie, cioè limitrofe a Roma, 

Terme (1915), Arcivescovo di Firenze. che sono 6; gli appartenenti al secondo e al 

** Giovanni Cagliero D. C. Sales. del V. D, Bo- terzo prendono il titolo da diverse delle più 

SCO fCastelnuovo d'Asti 1838), del tit. di antiche chiese di Roma, 53 per l'uno e lU 

S. Bernardo alle Terme (1915). per f altro. In tutto 75 titoli, ma di questi 

** Andi ea Fiiihwirth O. P. (Seco via 1845), del non se ne conferiscono che 70. Il Collegio Car- 

tit. dei SS. Cosma e Damiano. dinalizio perciò è oggi cos'i composto: 

** Rallaele Soapinelii di Lèguigno (Modena creati da Leone XIII 14 

1858), del tit. di S. Girolamo degli Schia- da Pio X 31 

:.*^.^"'' • r. . . ,r. . r, ! da Benedetto XV .' .' '. ! '. '. '. 10 

** Giorgio Gusraini .(Gazzaniga - Bergamo Riservati in pertore 2 

18o5), del tit. di S. Susanna, Arcivescovo Cappelli vacanti 4 

di Bologna (1915). ' ' 

** Pietro La Fontaine (Viterbo 1800) del tit. Pieno del Sacro Collegio 70 

dei SS. Nereo ed Achilleo. Patriarca di Ve- 

nezia (19J6). 

** Vittorio Amedeo Ranuzzi de Bianchi (Bc- PARTE DELLA FAMIGLIA E CAPPELLA 

logna 1857) del tit. di S. Prisca (1916). PONTIFICIA. 

** Donato Sbarretti (Montefranco-Spoleto Card naii Palatini 

1850) del tit di S. Silvestio in ctpite (1910). 

** Augusto Donato Dubonrg (Loguivy-Plou- Em.» Vincenzo card. Vannutelli, Datarlo. 

gras djoc. di S. Brieuc 1842) del tit. di S.Bal- « Pietro card. (ìasparri,.^/»-^^^^-/^^?/,?^»,'^, 

bina. Arciv. di Reiines (1916«. J'refetfo dei Sacri Paluzzi apoftUiliri e 

** Ludovico Ei'nesto Dubois (St. Calais dioc. Presidente ilella CommisnioHe Ca^dina- 

di Lo Mans 1856j del tit. di S. Maria in lizia Arnministratrice dei Beni della 

Aquiro. Arciv. Ronen (1916). Santa Sede. 
** Tommaso Pio Boggiani O. P. (Boscoma- 

rengo. Alessandria 1863) del tit. dei SS. Qui- Prelati Palatini. 

rico e Ginlitta (1916). 

** Alessio Acalesi (Casalnuovo-Napoli 1872), Mons. Giovanni Tacci, Arciv. tit. di Nioea, 

del tit. di S. Callisto. Arcivescovo di Bene- Maggiordomo di S. S. 

vento (1916). f, Riccardo Sanz de Sainper, Alai'Mro di 

** Luigi Giuseppe Maurin (La Ciotat-Mar- Camera. 

siglia 1859), del tit. della SS."»» Trinità al ,. Luigi Misciattelli, Vio'prffetlo Hei Sacri 

monte Pincio, Arcivescovo di Lione (1916). Palazzi Afioslolici. 

„ Evaristo Lucidi. Uditore di S. S. 

Ordine dei Diaconi. ^- ^^- Alberto Lepidi O. P.. Maestro del Sc^ 

ero Palazzo Apostoliro. 
''''■ Gaetano Bisleti (Veroli 1856), Primo Diacono 

di S. Agata dPi Goti (1911), Prefetto della Camerieri Segreti Partecipnntl. 

S. C. dei Seminari e delle Università degli 

Studi. Mons. Giovanni Battista Nasalli Rocca, Ar- 

* Ludovico Billot S. J. (Gierk - Metz 1846), civ. tit. di Tebe, E'emosiniere s^tjre'o. 
Diacono di S. Maria in via Lata (1911). Mons. Aurelio Galli, Segretario dei Brevi ni 

* Filippo Giustinl (Cineto-Romano 1852), Dia- Principi. 

cono di S. Angelo in Pescheria (1914), Pre- „ Federico Tedeschini. Sos'Huto della .jf*- 

fetto della S.C. dei Sacramenti. greteria di Salo e Segretario della 

* Michele Lega (Brisighella 1860), Diacono di Cifra. 

S. Eustachio (1914», Prefetto del Supremo r, Francesco Spolverini, Sottcdatario. 

Tribunale della Segnatura. « Pacifico Massella, Segretario delle Let. 

* Aidano Gasquet O. S. B, (Londra 1846), Dia- tere latine. 

cono di S. Maria in Portico (1914). „ Camillo Caccia Dominiòni, Coppiern. 

** Niccolò Marini (Roma 1843), Diacono di „ Alberto Arborio Meda di S. Elia, .S«f/re- 

S. Maria in Dtmnica (1916). '«»•'" d'Ambasciata. 

** Oreste Giorgi (Valmontoiie-Segni 1856), ■» Giuseppe Migone, Guirdaroht. 

Diacono di S. Maria in Cosmedin (1916). .. 

Mons. Agostino Zampini O. E. S. A., Vescovo 

Titoli e Diaconie vacanti. tit. di Porfireone. Parroco dei Sacri 

Palazzi Apostolici. 

Titoli. — S. Maria in Aracoeli. — S.Agnese „ Nicola Canali, Segretario delle S. C. Ca- 

fuori le mura — S. Tommaso in Parione — rimoniale. 

S. Marcello. , Carlo Respighi, Sottosegretario. 



*» Creati da S. 8. Rcnedetto XV. 



- 120 



Grandi cariche ereditario di Corìe. 



S.E. Don Marcnn^oiiio Colon- ) ,, . . . 

na principo di Palliano. \ J ''"'cpi 
S. A.S. Don Filippo principe ( '•'*•';;'' 7.' ' «^ 

Orsini dn<-a di Gravina. | *«//""• 
S.E. Don Ludovico principe Chigi-Albani, ^fa^ 

rendili lo perpe'.no di S. lì, d e Custode del 

Conclave. 

Camerieri segre'i 
di Spada e Cappa partecipanti. 

rrincipe D. Alessandro Ruspoli, Oran Mae- 

■Ilvo del Sacro Ospizio. 
March. Clemente Sacchetti, Foriere Mn/(/iore 

dei Sacri Pahizzi Apostolici. 
March. Francesco Serlupi Orescenz.i, Caivtl- 

lei'izzo Maggio)e di S. S. 
Principe D. Camillo Massimo, S". G. P. 

Ufficiali superiori 
del Corpo delle Guardie nobili pontificie. 

S. E. D. Giuseppe principe Aldobrandini, Te- 
nen'e Generale, Capitano comandante. 

Marchese Patrizio Nai-o Patrizi Monterò, Te- 
nente Generale, . Vessillifero di S. R. C. 



Mons. Angusto Sil% Arcivescovo tit. di Ce- 
sarea del Ponto. Vicecarnerlenyo di S.R.C. 

Mons. Antonio Sabatncci, Arcivescovo tit. di 
Antinoe, Uditore Genera'e della Rev. Cam. 
Aposfolica. 

Tesoriere Generale della R. C. A. 

P. Lnca da Padova, M, Gap., Predic^'ore Apo- 
stolico. 

La Curia Romana. 

Con la Costituzione apostolica Sfi>)!^>i.ti 
Consilio, in data 29 giujrno 1908. il Sommo 
Pontetice Pio X interamente riformò le 
Conj-regazioni, i Tribunali e gli Ufflcii che 
• ompoiigono la Curia romana, separando 
completamente gli atlari disciplinari dagli 
utt'ari contenziosi e dando a tutto ordina- 
mento razionale ed organico. Ed altra rifor- 
ma, non sostanziiile, è stata portata al detto 
ordinamento con la pubblicazione del Codice 
di Diritto Canonico promulgato il 27 mag- 
gio 1917 per ordine di S.S. Benedetto XV. 

SACRE CONGREGAZIONI. 

1". Congregazione del Santo Uffizio. - Tu- 
tela la dottrina della -fede e dei costumi; 
«indica suH'ete^a e sui crimini sospetti di 
eresia; è devoluta alla stessa l'universale 
materia delle indulgenze come dottrina e 
come uso: tratta delle dispense matrimoniali 
solamente per disparità di culto e religione 
mista e della dottrina dei sacramenti. 

La Santità di Nostro Signore, Prefeto. 

E.'".. Ilaftaele card. Merry del Val, Sf-i/rel. 

Mons. Carlo Perosi, Assessore. 

2". Congregazione Concistoriale. — Prepara 
tutti gli altari che debbono trattarsi nei Con- 
cislori. nonché la fondazione delie nuove 
diocesi e dei capitoli sia cattedrali che col- 
legiali; sdoppia le diocesi già costituite; elegge 
i vescovi, amministratori apostolici, coadiu- 
tori ed ausiliari dei vescovi; formula i pro- 
cessi canonici sopra gli eligendi, spedisce gli 



atti por lo nomino, esamina la dottrina. Se 
coloro da eleggere non siano italiani, e se le 
dioce-i fossero fuori d'Italia, tutt;i la pratica 
vien fatta dalla Segreteria di Stato e sotto- 
messa alia Congregazione Concistoriale. 

Spettano ancora alla stessa, la vigilanza 
sugli oneri che incombono agli Ordinarii; la 
cognizione delle relazioni sullo stato delle 
diocesi; l'apertura delle visite apostoliche e 
l'esame di quelle compite; la relazione di 
queste al Sommo Pontefice con i voti oppor- 
tuni. Infine è attribuito a questa Congrega- 
zione quanto spetta per la cura spirituale 
degli emigranti. 

La Santità di Nostro Signore, Prefetto. 
E.n'o Gaetano card, de Lai, Segretario. 
Mons. Vincenzo Sardi, Arciv. tit. di Ce- 
sarea in Palestina, Assessore. 

30 Congregazione dei Sacramenti. - Le 
appartiene l'intiera legislazione circa la di- 
sciplina dei sette sacramenti, salvo ciò che 
per dritto spetta al Santo Offizio e al Riti. 
Le dispense matrimoniali e tutto ciò che 
ha attinenza alla disciplina matrimoniale, 
separazione, legittimazione ec. Come pure 
ogni dispensa per le ordinazioni ecclesiasti- 
che, messe ec, nonché sulla validità dei ma- 
trimonii e sacre ordinazioni. 

E.""» Filippo card. Giustini, Prt^fetio. 

Mons. Luigi Capotosti, Segretario, 
40 Congregazione del Concilio. — Tratta 
tutti gli affari che riguardano il Clero seco- 
lare e tutto il popolo cristiano; come l'os- 
servanza del digiuni, astinenze, decime, giorni 
festivi; attribuzioni dei parroci, dei soda- 
lizi! laicali, pii legati, elemosine di messe ec, 
e ciò che riguarda l'immunità ecclesiastica. 

Le appartiene tutto quanto riguarda la 
celebrazione dei concilii e conferenze, e giu- 
dica, come tribunale competente, in ogni 
materia disciplinai-e. La Congregazione Lau- 
retana resta fusa in questa. 

E.mo Francesco di Paola card. Cassetta, 
Prefetto. 

Mons. Giuseppe Mori, Segre ario. 

50 Congregazione per gli affari dei sodalizi 
religiosi. - Si occupa delle regole di tutti gli 
ordini ed istituti religiosi sia maschili che 
femminrli, ne approva gli statuti per le nuove 
fondazioni e modiftca quelli esistenti qua- 
lora occorresse il bisogno; giudica in line.i 
disciplinare le cause tra religiosi, loro supe- 
riori e Vescovi; concede le dispense d.al diritto 
comune agli appartenenti agli ordini e con- 
gregazioni religiose. 

E."'" Giulio card. Tonti, Prefetto. 

Mons, Adolfo Turchi, Segretario. 

Co Congregazione di Propaganda Fide. - 

Si occupa di quanto riguarda le missioni di 
ogni paese e da essa dipendono tutte le de- 
legazioni, vicariati e prefetture apostoliche 
nelle parti del mondo ove non vi è costituita 
gerarchia ecclesiastica. La Congregazione por 
gli all'ari di Rito Orientale resta unita a questa 
e con essa restano fuse quella della e«^onomia, 
la Camera degli spogli e la commissione per 
la unione delle Chiese dissidenti. 

E.n>o Domenico card. Seratlni, Prefetto. 

Mons. Camillo Laurenti, S^gre'nrio. 

Mons. Girolamo Rollerl, Segretario per gli 
affari orientai. 



m 



> Congregazione dei Sacri Riti. - Rcjfola 
iuite le quistioni liturgiclie e cerimoniali della 
Chiesa latina; eoncossioiie di privilegi ed in- 
se;^iie ei'olesiastiehe; proibizione delle me- 
desime per abuso; spetta alla stessa tilt o 
iiuanto eoiicerne la Boatiticazione e (Jaiioniz- 
Ziizione dei Santi e le Saere Relique. 

E.""» Sebastiano card. Martinelli, Prefetto. 

E. «no Antonio card. Vico, Pro-prefetto. 

Motis, Alessandro Verde, Segretario. 

8» Congregazione cerimoniale. — Curi 
l'integra osservanza del cerimoniale nelle 
Cappelle ed Aule Pontilìcie, nonché quelle 
spettanti ai Cardinali fuori l'aula Papale; 
tratta sulle questioni di precedenza dei Car- 
dinali, Legati, ec. 

E.mo Vincenzo f-ard. Vanimtelli, Prefetto. 

Mons. Nicola Canali, Segretario. 

9« Congregazione per gli affari eccles asiici 
Straordinarii. -- Esamina gli aflari politico- 
religiosi nei rapporti tra la Santa Sede ed i 
governi di tutto il mondo, specialmente pjr 
quanto concerne i concordati e qualunque 
affare, il Sommo Pontefice, a mezzo del Card. 
Seg. di Stato intende sottoporre allo esame 
della medesima. 

Mons. Bonaventura Cerretti, Arciv. tit. di 
Corinto, Segretario. 

10° Congregazione dei Seminarli e delle Uni- 
versità degli Studii. - Sopraintende agli stu- 
dii generali degli atenei maggiori dipendenti 
dalla Santa Sede, alla direzione e vigilanza 
di tutti i, Seminari dell'Orbe; concede l'ere- 
zione di nuove Università, e di facoltà atte 
a dare i gradi accademici; coiferisce le lau- 
ree a qualche sommo individuo che emerga 
per singolarità di dottrina. 

E.™» Gaetano card, liis'eti, Prefetto. 

Mons. Giacomo Sinibaldi, Segretario. 

11» Congregazione della R. Fabbrica di San 
Pietro. — Amministra i beni della Basilica 
Vaticana ed ha cura della esecuzione di tut-ti 
i lavori per la conservazione e compimento 
della stèssa. 

E.">o llaft'aele card. Mpi*ry del Val, Prefetto. 

Mons. Giusef)pe De Bisogno, Segretario. 



TRIBUNALI 

lo Sacra Penìteniier a. — La sua giurisdi- 
zione si esercita su quan'-o concerne il foro 
interno anche non sacramentile; elargisce 
grazie, assoluzioni, dispense, commutazioni, 
.sanazioni, condoni; escute ogni questione di 
coscienze e le dirime. 

E.""> Guglielmo card, van Rossum. Peni' 
temiere majgioi-e di S aita Chiesi. 

Mons. Bernardo Colombo, Peggente. 

2" Supremo Tribunale della Segnatura Apo- 
Stoiica. — È una vera Corte di cassazione re- 
golata da recenti leggi composta di sei Car- 
dinali giudicanti per l'esame non di appello 
ma di revisione delle controversie giudiziali 
sia in fatto che in diritto. 

E.™" Michele card. Lega, Prefetto. 

Vincenzo card. Vannutelli, Fi'ancesco car- 
dili. Cassetta, Pietro card. Gasparri, Basilio 
card. Pompilii, Filippo card. Giustiiii, Giudici. 

Mons. Evaristo Lucidi, Segre:arlo. 



> Sacra Romana Rota. — È tribunale or- 
dinario di appello e non giudica in prima. 
ìH'auza se non previa cornrn's-'ioiie pontificia, 
giudica in pi-ima, .seconda e terza istanzi, 
giusta il suo speciale e nuovo regolamento, 
tutte le cause contenziose sia civili, sia cri- 
minali, sia spirituali. 

Mons. Guglielmo Sebastianelli. Decano. 

Mons." Seralino Many, Francesco Heiner, 
Giovanni Prior, Luigi Sincero, Federico Cas- 
tani Amadori, Antonio Perathoner, Pietro 
Rossetti, RaH'aelIe Chimenli, Mas imo Mas- 
simi, Giulio Grazioli, VdUori. 

OFFICII 

Cancelleria Apostolica. ~ S'incarica della 
minuta, spedizione e registrazione delle Bolle 
pontificie per i benetìzii maggiori, nuove 
diocesi, capitoli e per i maggori affari della 
Chiesa. 

E.»"^ Ottavio card. Cagiano de Azevedo, 
Cancelliere. 

Mons. Cesare Spezza, ììegjente. 

Dataria Apostolica. — S'incarica unica- 
mente della idoneità di coloro che optano a 
beneficii non concistoriali ma di pertinenza 
della Santa Sede. Trascrive e spedisce le 
lettere apostoliche per la collazione di tali 
benefizii; dispensa da alcune condizioni re- 
quisite e cura le pensioni e gli oneri imposti 
nella collazione di tali benefizii. 

E."»" Vincenzo card. Vannutelli, D 'Cro'/o. 

Mons. Francesco Spolverini, So' lodala r'.o. 

Camera Apostolica. — Ha cura dell'am- 
ministrazione dei t)cni e dei diritti temporali 
della Santa Sede; dato i tempi presenti detto 
ulficio è prò forma, solo in sede vacante il 
Camerlengo assume le funzioni attribuitegli 
dalla Co-;t. Ap. Vacan'e Sede. 

K.mo Pietro card. Gasparri, Camerlengo di 
S. li. C. 

Mons. Augusto Sili, Arciv. tit. di Cesarea 
del Ponto, Vice Camerlengo. 

Mons. Antonio Sabatucci Arciv. tit. di An- 
tinoe. Uditore Generale. 

Segreteria di Slato. — Si divide in tre 
sezioni. La prima tratta degli aflari straor- 
dinari che sottomette all'esame della speciale 
Congregazione; la seconda si occupa degli 
affari ordinarli e tratta di tutte le onorifi- 
cenze da conferirsi, sia ad ecclesiastici che 
a laici, eccettuate quelle di competenza del 
Maggiordomo di S.S.; la terz^ sopraintende 
alla spedizione dei Brevi Apostolici che le si 
commettono dalle varie Congregazioni. 

E.rao Pietro card. Gasparri, Segr. di Stato. 

Mons. Bonaventura Cerretti, A iciv. tit. di 
Corinto, Segre'ario per gli affari straordinarii. 

Mons. Federico Tedeschiui, Sostilu'o pergli 
affari ordinari e Segretario della Cifra. 

Mons. Nicola Sebastiani, Cantelliere dei 
Previ Apostolici. 

Mons. Umberto Benigni, Sottosegretario pei' 
gli affari .straoi dinari. 

Segreterie dei Brevi ai Principi 
e delle lettere latine. 

Mons. Aurelio Galli, Segretario. 
Mons. Pacifico Massella, S/greiariot 



- 131 - 



Bo'lcftino ufficiale de'la Santi Seàs. 

R '"" P. Pietro Benedetti, dei Missionai ii 
del Sa;TO Cuore, Dire'tare. 

Biblioteca Apostolica Vaticana. 

E rao Frane, di Paola c:ird. Cassetta, Bibliote- 
cario di S. R. O., rrittetlore. 
Mons. Achille Ratti, Prefetto. 



Archivi! della Santa Sede. 



p__mo 
Mons 



, rrefetto. 

Mariano U<'olini, Soito-archivisfa. 



Corpo Diplomatico. 

N:inzii Apostolici 

Inìernunpii ed Inviati straordinari! 

della S. Sede. 

Argentina. — Mons. Alberto Vassalo di Tor- 
re^M-OPsa, Arciv. tit. di Emesa, Nu'izio 
Apostolico. 

Amtria U>H,heria. — Mons. Teodoro Valfrè 
di Bonzo, Arciv. tit. di Trebisonda. Nun- 
zio Apostolico. 
Baderà. — Mon^;. Eugenio Paceni, Arciv. tit. 

di Sardi, Nunzio Apostolico. 
Belgio. — Mons. Achille Locateli!, Arciv. tit. 

di Tcssaloniea, Nunzio Apostolico. 
Bolivia. — Mons. Rodolfo Caroli, Arciv. tit. di 

Petra, Nunzio Apostolieo. 
!' rasile. — Mons. Angelo Seapardini O. P., 
Arciv. tit. di Damasco, Nunzio Apostolico. 
Jiill. — Mons. Sebastiano Nicotra, Arciv. tit. 

di Eraclea, Nunzio Apostolico. 
dowhia. — Mons. Errico Gasparrl, Arciv, tit. 

di Sebaste, Nunzio Apostolico. 
istarira, Nicaragua e Jlondnras. — Mons. 
Giovanni Marengo, Arciv. tit. dj EdesKi, 
In'ernunzio Apostolico. 

Jiquntore. — 

Francia. — 

Haiti. — Mons. Francesco Cherubini, Arciv. 

tit. di Nicosia, Internunzio Apostolico. 
Olanda. ~ Mons. Achille Loeatelli, Arciv. 1 1. 
di Tessalonica, Internunzio Apostolico. 
IjHsaenihìn'g.'), — 

l'erh o Bolivia. — Mons. Lorenzo Lauri, .\rciv. 

tit. di Efeso, Nunzio Apostolico. 

Portogallo. — 

Sin Domingo. — 

San Salvador. — 

Spagna. — Mons. Francesco Ragonèsi, Arciv. 

tit. di Mira, Nunzio Apostolico. 

Srizzera. — 

Vntguug e Ptiragmnj. — 

Venezuela. — Mons. Carlo Pietropaoll, Arciv. 

tit. di Caloide, Internunzio Apostolico e 

Inviato straordinario. 



Ecc"» Corpo DiplomatxcD 
presso la S. Sede. 

Argenlina. — S. E. Don Daniele G.ircia Man- 
silla, Inviato stiai din.irio e Ministro ple- 
nipotenziario. 

Austria Unglierla. — S. .\. Perenissima il 
princ. Giovanni Sehònbnr<,'.HartPnsttìin, 
Ambasciatore straordinaiio e plenipo- 
tenziario. 

Baviera. — S. E. il barone Ottone de Rittrr 
de Grueiistein, Invialo straordinario e 
Ministro plenipotenziario. 

Belgio. — S. E. il signor Giulio van den He:i- 
wel, Inviato straordinario e Ministro ple- 
nipotenziario. 

B(,livia. — S. E. il signor Gioacchino Caso, 
Inviato straordinario e Ministro pleni- 
potenziario. 

Brasile. — S. E. il signor Carlo M.agalhaes da 
Azeredo, Inviato straordinario e Ministro 
plenipotenziario. 

Chili. — S. E. il signor Raflfaele Errazuriz 
Urmeneta, Inviato straordinario e Mii;!- 
.stro plenipotenziario. 

Colombia. — S. E. il signor Giuseppe Ema- 
nuele Goeiiaga, Inviato straordinario e 
Ministro pìenipo'eìiziai io. 

Costa Eira. — S. E. il dott. Emanuele M.a do 
Peralta, Inviato straordinario e Ministro 
plenipotenziario. 

Domenicana {lìepuhhlica). — 

Equatore. — 

Francia. — 

Gian BreUigna. — S. E. il sig. Conte do Silis, 
Giovanni Francesco, Inviato strnoriliiia- 
rio e ^Ministro plenipotenziario (missione 
speckt'e). 

Ifuiti. — 

Ifonduras. — 

Monaco {Principato). — S. E. il Conte M.nggio- 
rino Capello. 

Nicaragua, — 

Olindn. — S. E. il signor Jonkheer 0. van 
Nispen Tot Sevenaei-, Inviato straordi- 
nario e Ministro plenipotenziario (mis- 
sione speciale]. 

Perii. — S. E. Df)n Giovanni de Goyenecìie y 
Gamio conte di Guaquì, Inviato straor- 
dinario e Ministro plenipotenziario. 

Portogallo. — 

Pni'Sia. — S. E. il signor dott. Ottone von 
Muehlberg, Inviato straordinario e Mini- 
stro plenipotenziario. 

Russia. - S. E. il signor Inviato 

sti-aordinario e Ministro plenipotenziario. 

Spagna. — S. E. il signor Don Firmino Calbe- 
ton y Blanchón, Ambasciatore straordi- 
nai'io e plenipotenziario. 

Vruguiy. — 

[Stampato il 15 settembre 1917). 




MTTORIO EMANUELE III 
Re d'Italia. 



ri 



5 



y 



FAMIGLIA REALE D'ITALIA 







FriiK-ipc TO.VIMAS.) 

IH ( A DI (il'.NOVA 

J.iio.uotiiic'Uli; (.idi. (Il iS. .M. il Re 



S. M. Vittorio Emanuele lll-l'erdinando- 
MHria-Geniiai-u, per j,'r!t/iu di Dio e per 
volontà della Nazione Ilo d'Italia, nato a 
Napoli ril novembre USfi'J, tìglio del Ile 
Urnber.'o I (nato a Torino il 14 marzo 1.S41, 
t il 2U lug'.io l'JOOj e delia rei^iaa MaryliJ- 



rita nata principessa di Savoia ireii. (ti»- 
prf-stio), ammogliato a Roma il 21 ottobre 
18'JG con 
S. M. Elena, regina d'Italia, nata Pel rovic- 
Njé:j:os, i)rinc pessa del Monteni'fjro, nata 
A Cettiguo rs gennaio 1S73, liglia di Ni- 




/ S. M REGINA ELKNA S. .M. REGINA MADRE \ 

S. R. A. PRINCIPE DEL PIEMONTE 





AA. ì\ì\. i.i; l'iMNCii'Kssi; 
JOLANDA iÌH allo) 
«GIOVANNA MAFALDA 

.MA IMA ii>i hdssoì. 



^r^^iiiijMliiiijiifiii^ 





1I3G — 



cola I Petrovic-NJticros, T\e del Montenegro 
e di Milena Petrovna Vucotlc. 



Figli. 

1) Principessa ./((//^fnrf i- MarijJierUn-T^lUcna.-'Eìi- 

sahetta-Komana-Maria, nata a Roma il 
lo giugno 1901. 

2) Principessa .1//(/'(/?f/rt-Maria-Eli3abetta-Anna 

-Romana, nata a Roma il 19 nov. del 1902. 

3) Principe {7m/»<?>Vo-Nico1a -Tomaso- Giovan- 

ni-Maria, principe di Piemonte, pi-incipe 
ereditario del regno, n. a Racconigi il 
15 settembre V-ìOi. ^ 

4) Principessa ^(ov<'/««r/-Elisabetta -Antonia - 

Romana -Maria, nata a Roma il 13 no- 
vembre 1907. 

5) Principessa AfartV/-rranf'esra-Anna-Roma- 
na, nata a Roma il 2tì dicembre 1914. 



Madre del Re. 

S. M. 3frt>-^7»«rito-Maria-Tei-esa-Giovanna, re- 
gina madre, nata principessa di Savoia, 
nata a Torino il 20 novembre 1851. figlia 
del principe Ferdinando, duca di Genova 
e della principessa Elisabetta di Sa^soi ia, 
maritata a Torino il 22 aprile 1868 col 
principe Umberto di Savoia (poi re Um- 
berto I), vedova il 29 ]Ui,Mio 190U. 



figli: Principe i^/^e./o-Umberto-Isabella,- 
Luigi- Filippo -Maria-Giuseppe-Giovanni, 
(luca delle Puglie, nato il 21 ottobre 1898 
a Torino, capitano d'artiglieria: Principe 
>4»>woHe-R<)berto-Marglierita-Giuseppe-Ma- 
ria-Torino, dura di Spoleto, n. il 9 mar- 
zo 1900 a Torino. 

2) Principe Vittorio - Emanuele - Torino - G io- 
vanni-Maria, conte di Torino, nato a To- 
rino il 24 novcmb. 1870, ten. gener., isi et- 
tore generalo della Cavalleria (Milano). 

3) Principe i?nV//- Amedeo -Giuseppe -Maria- 
Ferdinando-Francesco, duca degli Abruzzi, 
nato a Madrid il 29 gennaio 1873, viceam- 
miraglio nella marina italiana. 

h) del secondo letto: — 4) Principe Umberto' 
Maria-VittBrio-Amedeo-Giuseppe, conte di 
Salemi. nato a Torino il 22 giugno 1889, te- 
nente di cavalleria. 

C) 1 1 Maria Pia, regina di Portogallo, nata a 
Torino il 16 ottobre 1847, t a Stupinigi 
il 5 luglio 1911, maritata per procura a 
Torino il 27 settembre e in persona a 
Lisbona il 6 ottobre 1862 con Luigi re di 
Portogallo; vedova il 19 ottobre 1889] — 
Figlio: Princ. ^//bM«o-Henriques- Maria- 
Luigi-Pietro d'Alcantai-a -Carlo- Umberto- 
Amedeo-Fei'nando-Antonio-Michele-Raf- 
laele - Gabriele- Gonzaga-Saverio-France- 
sco d'Assisi -Joao- Augusto-Giulio- Volfango 
-Ignazio, duca di Oporto, nato il 31 luglio 
1865. 



Zi! del Re. 



Avo materno del Re. 



A) [t Principessa Maria-Clotilde-Teresa-Luisa 
nata a Torino il 2 marzo 1843, f a Mon- 
calieri 24 giugno 1911, maritata a Torino 
il 30 gennaio 1859 col Principe Girolamo 
Napoleone, vedova il 17 marzo 1891]. — 
Figli: 1) Principe Napoleone-FiWor/o-Giro- 
lamo Federigo, n. il 18 luglio 1862; 2) Prin- 
cipe Napoleone-Lt«»<3r«-Gii>seppe-Girolamo, 
nato il 16 luglio 1864; 3) Principessa Maria- 
Laetiiia (ved. appresso). 

B) [t Principe Amedeo, duca d'Aosta, natQ a 
Torino il 30 maggio 1845, re di Spagna dal 
4 die. 1870 all' 11 febbraio 1873, t a Torino 
il 18 gennaio 1890; ammogliato: 1» a Torino 
il .30 maggio 1867 con la Principessa Maria 
Vittoria Dal Pozzo Della Cisterna (nata il 
9 agosto 1847, t l'8 novembre 1876); 2° a 
Torino l'il settembre 1888 con la nipote] 

Maria - Laetitia - Napoleone - Eugenia - Cate- 
i-ina - Adelaide, nata a Parigi il 20 dicem- 
bre 1866. 

Figli: a) del !<> letto: — 1) Principe Ema- 
nuele -Filiberto -Vittorio - Eugenio - Alberto- 
Genova -Giuseppe -Maria, già duca delle 
Puglie, ora duca d'Aosta, nato a Genova 
il 13 gennaio 1869, tenente generale, co-, 
mandante d'armata (Napoli), ammogliato 
il 25 giugno 1895 a Kingston-on-Thames 
con : 

i/ewa- Luisa -Enrichetta di Orléans, nata a 
Twickenbam il 13 giugno 1871, figlia del 
princ. Luigi-Filippo, conte di Parigi. Loro 



[t Principe Ferdinando, duca di Genova, figlio 
del re Carlo Alberto di Sardegna, nato 
a Jilrcnze, il 15 novembre 1822, t il 10 
febbraio 1855, ammogliato a Dresda il 
22 aprile 1850 con la Principessa Maria 
Elisabetta, figlia del re Giovanni di Sasso- 
nia, nata a Dresda il 4 febbraio 1330, ri- 
maritata morganaticamente a Stresa tiel- 
l'o.'tobre 1856 col marob. Niccolò Rapallo, 
nuovamente vedova il 27 novembre 1882, 
t il 14 agosto 1912]. 

liiijli: 1) Regina Madre Muri-A-Margherita-Te- 
resa-Giovanna, vedova di Umberto I (ved. 
avanti). 

2) Principe Tow/waso-Alberto-Vittorio, duca di 
Genova, nato a Torino il 6 febbraio 1854, 
Luogotenente generale del Re per la du- 
rata della guerra (dal 25 maggio 1915), 
ammiraglio della marina italiana (Roma); 
ammogliato a Nympbcnburg il 14 aprile 
1883 con la * 

Principessa Mai-ia-Z^tfee^/^-Luisa- Amelia-Elvi- 
ra-Bianca-Eleonora, principessa di Bavie- 
ra, nata a Nymphenburg il 31 agosto 1863, 
figlia del fu principe Adalberto di Baviera. 

Figli: Principe i<'«r(7/«aHf7o-Umberto-Filippo- 
Adalberto-Maria, principe di Udine, te- 
nente di vascello, nato a Torino il 21 apr. 
1884; — Princ. /''//jV-er/w-Lodovico-Massimi- 
liano-Emanuele-Maria, duca di Pistoia, n. a 
Torino il 10 marzo 1895, tenente di caval- 
leria; — Priuc. Maria -Bona-il/«;v//»er/to-Àl- 




PriuciiK.' Eimimii'le Filiberto di Stivoia PrinVipo Vittorio Emanuole di Savoia 
DiTCA d'Aosta. Coxte dt Torino. 



l'iincipc Luifji di Savoia 
Duca degli Ar.uuzzi. 



l'riiicipt' Ferdinando di S;i\(»ia 
PuiNCirii i>i Udini;. 



133 



berUna- Vittoria, n. ad Agìiè il 1" ag. 1S06; 
— Princ. ^d«/6c;Vo-Luitpoldo-Elena-Giu- 
seppe-Mai-ia, duca di Bergamo, nato ai 
Affile il 19 marzo 1898, tenente di caval- 
leria; — Priiic. Maria Adelaide-Witovìa,- 
A malia-Elisabetta-Maria, nata a Torino il 
25 aprile 1904; — Princ. Eugenio- Al fo uso- 
(ìiuseppe-Maria, duca d'Ancona, nato a 
Torino il 13 marzo 190G. 

Sono legati di sangue alla Famiglia Reale 
di Savo.ja, ma non godono di nessun privile- 
gio nò titolo principesco: a) i Oonti di Mira- 
IJori e Fontanafredda, nati dal matrimonio 
morganatico del defunto re Vittorio Ema- 
nuele II, nonno del re attuale, con Rosa Ver- 
cellone, nata il 3 giugno 1833, creata con- 
tessa di Mirafiori e Fontanafredda l'il aprile 
1859, maritata il 7 novembre 18G9, 1 il 27 di- 
cembre 188Ò; h) i conti di Villatìanca-Soissons, 
che traggono origine dal matrimonio morga- 
natico del defunto principe Eugenio di Savoia 
Carignano (nato il 14 aprile 1816, f il !•> di- 
cembre 1888) cugino in 6» grado del re at- 
tuale, con Felicita Crosio, nata a Torino il 
4 maggio 1844, maritatali 25 novembre 1863. 
creata contessa di Villafranca-Soissons il 
14 settembre 1888. 



Casa di S. M. il Re. 

CASA MILITARE DI S. M. 



Avoradro degli Azzoni — Duca Ferdinando 
Cito dei mmcli. di Torrecuso. — Lodovico 
dei Duchi Laute della Rovere - Arborfo 
Mella di Sant'Elia conte Luigi. 

Grande Scudiere. — March. Carlo Calabrini. 

Gran Caccialm-e. — Marchese Giulio Carmi- 
nati di I3i-ambilla. 

Cappellano IMaggiore. — Giuseppe Beccaria. 

Ingegnere Architetto a disposizione di S. M. — 
Mai-ch. Achille Majnoni d'Intignano. 

Medico di S. M. — Giovanni Quirico. 



MINISTERO DELLA R. CASA 

^^inistro della 11. Cas i. — Nob. Alessandro 
Mattioli-Pasqualini. 

Diretore Generale. — Raffaele Lambarini. 

Direttore capo divisi me a dispo4zione. — 
Ferdinando Cornetto. 

Divistone 1». 

Direttore Capo di Divisione. — Luigi Besi. 

Divisione 2». 

Direttore Capo di Divisione. — Pietro Gen- 
tilini. 

Divisione 3». 

Direttiire Capo di Divisione. — Vittorio 



Primo Aiutante di Campo ginerale. — Ugo 

Brusati. 
Aiutanti di Campo getierali. — Giulio Mei li 

Miglietti — Guido Biscaretti di Ruffia. 

Aiutanti di Campo. — Italo Moreno. 

Gorernatoie di S. A. li. il Principe errdilario — 
Attilio Bonaldi. 

Comandante lo Squadrone Guardie dd He. — 
Giovanni Lang. 



CASA CIVILE DI S. M. IL RE 

Ministro della E. Casa. — Nob. Alessandro 
Mattioli-Pasfiualiui. 

Prefetto di Palazzo Gran Mastro del'e Ceri- 
manie. — Duca G. B. Borea d'Olmo. 

Pr mo Mastro dulie Cerimonie. — Conte Fran- 
cesco Giuseppe Tozzoui.. 

Mastri delle Cerimonie di Corte. — Massimo 
Moutalto Duca di Fragnito — Conte Frane. 



DlVI.'^.IONE 4*. 

Direttore Capo di Divisione. — Ettore La 
Monaca. 

Divisione 5*. 

Direttore Capo di Divisione. — Gaetano 
Sterii. 

Ufficio d'ordine ed Economato. 

Direttura Capo d' Ufficio. — Goffredo Giorgi. 



CORTE DI S. M. LA REGINA 

Dame di Corte. — Contessa Francesca Guic- 
ciardini - Alberta Marnili duch. d'Ascoli, 
princ. di Sant'Angelo dei Lombardi — 
Contessa Maria Costa Carni di Trinità — 
Contossa Maria Bruschi Falgari — Con- 
tessa Guglielmina Campelio Della Spina. 

Gentiluomini di Corte. — Conte Lodovico Guic- 
ciardini — Conte Paolo Costa Carrù di Tri- 
nità — Conte Luca Bruschi Falgari — Conte 
Pompeo Campelio Della Spina. 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE -MILANO 



ITALI AMI y 

INEll VOSXRI ACQUISTI 

rrererite: selmrre: 
prodotti inaici o inali 



— 1^ 

CORTE DI S. M. LA REGINA MADRE 

Cavaliere d' Onore. — 

DiiDie <Ji Corte. — DuchessaVittoria Sforza Ce- 
sariiii — Principessa Adelaide Pit;n;itelli 
Stroiigoli — Principessa Maria di Sant'Elia 
— Duchessa Teresa Massimo — Marchesa 
Fiammetta llignon, dei Conti Irene d'Oria. 

Genti/uomini di Corte. — Conte Lnigi Provana 
di Collegno, conte Gerolamo Oldofredi Ta- 
dinj, march. Giorgio Capranica del Grillo, 
march. Carlo Alberto Scarampi, princ. Bar- 
biano di Belgioioso d'Este Emilio. 

Corie di S. A. R. la Principessa Maria Laetitia 
vedova di S. A. R. il Principe Amedeo Duca 
d'Aosta. 

Dona d'Onore. — N. N. 

D me di Paìazzo. — Contessa Maria Balbis 
Bertone di Sambuy. 

Cacaliere d'Onore. — March. Carlo Del Car- 
retto di Monci-jvello e Gorzegno. 

Gcììl il uomini di Corie. — Conte Giuseppe Fos- 
bati lleyneri — Cesare Bonviciuo. 

Casa di S.A. R. il Principe Emanuele Filiberto 
Duca d'Aosta. 

Vrimo Aiu'an'e di Campo. — N. N. 

Aiutante di Campo. — Emi'io Montasini. 

Ufficiali di Orlinama. — Antonio Grimaldi 
di Serravalle — Mario Tonini. 

Cor'e di S. A. R. Elena Duchessa d'Aosta. 

Lame di Palazzo. — March. .\nna Torrigiani- 
Ery — Contessa Luisa Ilicca di Castelvcc- 
cLio — Bar. Maria Perroue ili San ;X!a ti;!o. 



Gen'i'uomini di Corte. — March. Carlo Torri- 
giani — Conte Luigi lìiccadi Castelveochio 
— Bar. Fernando Pcrrone di San Martino. 



Casa di S. A. R. il Principe Vittorio Emanuele 
Conle di Torino. 

Aiutante di Campo. — Federico Bollati. 
VfTiciale d' Ordinami. — Aless. Da Porto. 



Casa di S. A. R. il Principe Luigi Amedeo 
Duca degli Abruzzi. 

Ufficiale d' Ordinanza. — Luigi Radicati Ta- 
iice di Passerino. 



Casa di S. A. R. il Principe Tommaso di Savoia 
Duca di Genova. 

Primo Aiutante di Campo. — Nob. Enrico Ma- 
renco di Moriondo. 

Aiut'inte di Campo. — Filiberto Avogadro di 
Coilobiano. 

UffCciaU d'Ordnanza. — Andrea Pro vana del 
Sabbione — Coute Alberto Buraggi. 



Corte di S. A. R. la Principessa Maria Isabella 
di Baviera Duchessa di Genova. 

Dame di Palazzo. — March. Silvia Pilo di Boyl 
e di Putifigari — Cont. Giulia Radicati di 
Brozolo — Contessa Giannina Faà di Bruno. 

Gentilmmini di Corte. — Leonzio nob. Balbo 
di Vinadio. — Kobllo Luigi Terni De 
Gre 'ori. 



(Scampato il 20 ottobre 1017), 



Vetturetta 

10-12 



BIANCHI 

H.P 




che otten7e il più grand e successo apcbe 9eirE5crcito Italiano 
5oc.An. Edoardo BIANCHI- Viale Abruzzi. 16,MILAN0. 





.= 




I 


H 


^p 








mjp^i^=q'^==r=^ 


Pffl^^^s 


^^^ i 


lA'^B 


^r 


•PflRLflNENTO^N/IZlONflLE- 





Senato del Regno, 

XXIV LEGISLATURA - 1» SESSIONE 



UFFICIO DI PRESIDENZA 



rresìdetife: Manfredi. 

Vir.p.preshlenti: Blasernii, Paterno di Scssa, 
Ccfaly, Bollasi. 



Se<j retar ì : DI Prampero, Melodia, Bisca- 
retti. D'Ajala Valva, Torrigiani, Frascara. 
Questori: Colonna, Kej'naiidi. 



Commissione per II Reqotamento interno. — 

Presidente: Manfredi. - Sg retar io: Bensa. - 
Commissari: Torri<;iani Filippo, Colonna Fa- 
br zio. Malvezzi de' Medici, Ferraris M., De 
NoveJlis 

Commissione dì Finanza. — Presidente: Pe- 
dotti. - Vicepresidenti: Blaserna, N. N. - Si- 
Il reta ri : Bettolìi, Tami. - Commissari: Ma- 
"riotti, Inghilleri, Dini, Colombo, Maz/.iotti, 
Gualterio, Veronese, Sacchetti. Carafa D'An- 
dria, Goi-io, Di Camporeale, Chimirri, Spin- 
trardi, Balenzano. Del Carretto, Ferraris M., 
Bergamasco, Polacco, Ferraris C. 

Commissione per la verifica dei tìtoli dei 
nuovi senatori. — Pres dente: Bonasi. - Vice- 
jìreyidehtc: Colonna Fabrizio. - S y retar io: J)ì 
Prampero. - C .mmissuri : Bava-B3ccaris, Pa- 
gano Gruarnaschelli, Colombo, Frola, Melodìa, 
Malvezzi De' Medici. 

Commissione per le petizioni. — Presi- 
dente: N. N. - Vicepresidente: N. N. - Com- 
missari: Mele, Bertetti, Arnaboldi Gazzaniga, 
Fili Astolfoiie, Curzi. 

Commissione dì contabilità interna. — Pre- 
sidente: Levi. - S ijretario: Tami. - Commis- 
suri: Bergamasco, Tanari, Tittoni. 

Commissione pei traltati internazionali. — 

Presidente: Malvano. - Segretario: N. N. - 
Commissari: Bodio, Faina, Carafa d'Aiidria, 
Malaspina, Gallina, Pansa, Bensa. 

Commissione pei Decreti registrati con ri- 
serva. — Presidente: Sai-clietti. - S'gretario 
Polacco. - Commissari: Guala, Potrella, De 
Cupis. 

Commissione per la Biblioteca. — Presiden- 
te: Viìlari. - Coiniìiiss iri: Tommasini, Bodio. 

Commissari di sorveglianza al Debito pub- 
blico. — Cencclli, Torlonia. 

Commissione di vigilanza al fondo per l'emi- 
grazione. — Bottoni, Picynaudi, Santini. 

Commissari per la vigilanza sulla circola* 



zione e sugli istituii di emissione. — Faina, 
Franchettl, De Cupis. 

Commissari di vigilanza sul servizio del Chi- 
nina. — Torlonia, Ciamiciaii. 

Commissari al Consiglio superiore dei la- 
voro. — Torrigiani Luigi, Pirelli, Cencclli. 

Commissari al Consiglio superiore di Assi- 
stenza e Beneficenza pubblica. — Gui, 

Commissario per la diffusione della istru- 
zione elementare nel mezzogiorno e nelle isole. 
- Del Giudice. 

Commissario perii Comitato talassografico 
Italiano. — Ciamician. 

Membri del Consiglio Superiore delie acque 
e foreste. — Torrigiani, Garavctti. 

Membri del Consiglio Centrale per le Scuole 
Italiane all'Estero. — :\raurigi di Castel Mau- 
rigi 

Commissari dì vigilanza sull'Amministra- 
zione delie Ferrovie dello Sta*o. — DAyala 
Valva, KidoUi. Salmoiraglii, Tasca. 

Membri del Consiqlio Superiore di Pubblica 
Istruzione. — Dalla Vedova, Molmenti, Maz- 
ziottì, Del Giudice. 

Consiglieri d'Amministrazione del fondo spe- 
ciale per usi di Beneficenza e di Religione nella 
ciltà di Roma. — Di Carpegna Falconieri, Tor- 
lonia. 

Commissari alla Cassa dei depositi e pre- 
stiti. — Levi, Gorio, Cencclli. 

Commissari di vigilanza all'Amministrazione 
del fondo per il Culto. — D'Andrea, Santini. 

Commissione permanente d'istruzione del- 
l'Alta Corte di Giustizia. - Presidente: Paterno 
di Sossa. - Membri ordinali: FilKAstoIfone, 
Gui, Inghilleri, Petrella, Quarta. 

Commissione permanente d'accusa dell'Alta 
Corte di Giustizia. — Jresicenle: Blaserna. - 
Mei)ibì-i ordinari: Ga'oba, Pagano- Guarna- 
schelli. 



__ MI 




LA 

PRESIDENZA 

DEL 

SENATO 



]5LASEUXA 




PATERNO DI SESSA 
virepresiden'e. 




— 142 - 

Camera dei DeputatL 

XXIV LKOISLATTJRA - 1» SESSIONE 



UFFICIO DI PRESIDENZA 

rr*st<l*nte: Marcora. — Vicepresidenti: Cappelli, Alessio, Rava, Morelli-Gualtievotti. 
Segretitri: Loero, Bignami, Guglielmi, Libertini Gesualdo, Valenzani, De Amicis, Miari. 
Qneatori: Capece-Minutolo di Bugiiano, Visocchi, 



GIUNTE PERMANENTI E COMMISSIONI 



Giunta permanente per le elezioni. — Presi- 
dente: Ronchetti. - Vicepresidenti: Romanin- 
Jacur, Di Sant'Onofrio. - Segretari: Monte- 
martini, Scalori, Montresor. - Baccelli A., 
Berti, Calisse, Ciccarone, Codaccl Pisanelli, 
Di Sant'Onofrio, Ferri E., Ferri G., Frugoni, 
Lvicifero, Molina, Montresor, Morelli E., No- 
fri, Nuvoloni, Pacetti, Pala, Pantano, Pram- 
polini. Riccio, Sanarclli, Scano, Stoppato, 
Zaccagnino. 

Giunta permanente per le petizioni. - Presi- 
dente: Solidati-Tiburzi. - Vicepresidenti: Nun- 
ziante, Bianchini. - Segretario: Bianchi V. - 
Fracoacreta, Abbruzzese, Gerini, Paparo, Ve- 
roni, Romeo, Gabelli, Sighieri, Roberti, Rossi 
Eugenio, Rota, Di Robillant, Tovini. • 

Giunta permanente per il Regolamert^ 'ri- 
terno della Camera. — Presidente: M v.m. - 
Segretario: Bignami. - Cabriiii C 'niuiiati, 
Cirmeni, Codacci-Pisanelli, Couii/aus, Luci- 
fero, Pacetti, Rossi L., 

Commissione generale del Bilancio e del 
rendiconii consuntivi. — Presidente: Aguglia. 
- Vicepresidenti: Morelli-Gualtierotti. Girar- 
dini. - Segretari: Camera, Mango, Gallenga. - 
Aguglia, Morelli-Gualtierotti, Schanzer, De- 
Marinis, Giovanelli E., Mango, Suardi, Cao 
Pinna, Camera, Girardini, Alessio, Manna, Ca- 
sciani, Pantano, Nava O., Fallctti, Cotu<:iio. 
Arietta, Torre, Gallenga, Facta, Tedesco, Pais 
Serra, Luciani, Corniani, Libertini P., Para- 
tore, Nava C, Dentice, Callaini, De Nicola, 
Ciuffelll, Pavia, Di Saluzzo, Berenini, Mar- 
cello, Caccialanza. 

SoTTOCOMMissiONi. — Finanze e Tesoro: 
Aguglia, preside>ite; Camera, segretario; Mo- 
relli-Gualtierotti, Alessio, Facta, Tedesco, 
Berenini, Caccialanza. - Lavori pul/hlici, Agri- 
coltura, Industria e Commercio, Poste e Tele- 
grafi: Casciani, presidente; Cotugno, segret.; 
Dentice, Nava C, Ancona, Corniani, Liber- 
tini P., Callaini, Pantano, Marcello. - Interno, 
Grazia e G iustizia e Istruzione Pubblica : Cao 
Pinna, presidente; Mango, segret.; Girardini, 
Manna, Nava 0., Luciani, Paratore, De Nicola, 
Pavia. - Esteri, Guerra e Marina: Giova- 
nelli E., presidente; N. N. segret.; Schanzer, 
De Marinis, Suardi, Falletti, Torre, Pais Serra, 
Gallenga, Di Saluzzo. - Pei conti consuntivi: 
Aguglia, presidente ; N. N. segret.; Cao Pinna, 
Giovanelli E.. Casciani, Morelli-Gualtierotti. 

Commissione di vigilanza sulla Biblioteca 
della Camera. — Presidente: Luzzatti L., - 
Segretario: N. N. - Cirmeni, Sanarelli e i 
due questori. 



Giunta permanente per l'esame del Decreti 
e mandati reg'stratl con riserva dalla Corte 
dei Conti. — Presidente: Cassuto. - Segreta- 
rio: Leonardi. - Mendaia, Pipitene, Leone, 
Miari, Valvassori-Peroni, Molina, Belotti. 

Giunta per l'esame dei trattati di Commer- 
cio e delle tariffe doganali. — Presidente: De 
Marinis. - Segretario: Arton, - Luciani, Fiam- 
berti, Montauti, Lucifero, Materi, Goglio, Ot- 
tavi, Chiesa, Maury. 

Commissari di vigilanza sull'amministra- 
zione del Debito pubblica. — Patrizi, Cur- 
reno, Arrivabene. 

Commissari di vigilanza sugli Istituti di 
emissione e sulla circolazione di Stato e ban- 
caria. — Fumarola, Bellotti, Nunziante. 

Commissari di vigilanza suli'amministraz. 
del fondo per il culto. - N. N.. - N.N., - N.N. 

Commissari di vigilanza suli'amministraz 
della Cassa dei Depositi e prestiti. — Liber- 
tini G., Albanese, Corniani. 

Membri del Consiglio di Amministraziona 
del fondo speciale di relig'one e di beneficenza 
nella Città di Roma. — Cimorelli, Mendaia. 

Commissari di vigilanza sul fondo per l'emi- 
grazione. — Pantano, Morando, Cimorelli. 

Commissari di vigilanza sul servizio del Chi- 
nino di Stato. — Casciani. 

Commissari del Consiglio superiore del La- 
voro. — Girardini, Turati, Longinotti. 

Commissari del Consiglio di Assistenza e 
Beneficenza. — Vaccaro, Caporali. 

Membri della Commissione centrale per la 
diffusione dell'Istruzione elementare nel mez- 
zogiorno e nelle isole. — Pictravalle, Venzi. 

Commissari dì vigilanza suli'amministraz. 
delle ferrovie dello Stato. — Cappelli, Berta- 
relli, Alessio, N. N, 

Commissari del Consiglio superiore della 
Pubblica Istruzione. — Capaldo, Finocchiaro 
Aprile, Stoppato, Scolari, Valvassori. 

Membri del Consiglio superiore delle acque 
e foreste. — Peroni, Credaro. 

Membro del Comitato Talassografico Ita- 
liano. — Agnesi. 

Membri dei Consiglio Centrale delle scuole 
italiane all'estero. — Fradeletto N. N, 

Commissione per l'esame dell'ordinamento 
e funzionamento delle ferrovie dello Stato. — 
Pantano 




- 143 - 

LA 

PRESIDENZA 

DELLA 

CAMERA 

DEI DEPUTATI 




CAPPKLLI 



ALESSIO 
vicepPcttitìeììte, 




MORELLI-GUALTIEllOTTI 

vicepresHÌente. 



]\ì 



Nota -Bene. 



1/ ahhondanza della malcria e la crisi gravissima della caria che ci obbliga a 
tenere enlro discreti confini la mole del volume, ci consigliano a sopprimere que- 
st'anno i consueti elenchi dei Senatori e dei Deputati, ai quali la stasi della vita 
parlamentare ha portato poche modificazioni. Abbiamo tuttavia conservate le no- 
tizie sulle Presidenze dei due rami del Parlamento, sugli Uffici e sulle Commis- 
sioni. Piamo qui di seguito i nomi dei Senatori e dei Deputati defunti dalla data 
degli elenchi 2>ìibblicati nel precedente Almanacco fiìio al giorno in cui licenziamo 
il prescìite foglio (25 ottobre 1917), e dei Senatori di nuova nomina in questo 
stesso ])eriodo di tempo. Nuore elezioìii di deputati, com'è noto, non se ne sono 
avute. 



Senatori morti. 

Astengo avv. Carlo. 

Baldissera S. E. Antonio. 

lìarracco baione Roberto. 

Jìarzellotti prof. Giacomo. 

Cadolini ing. Giovanni. 

Cibrai'io nob. avv. Giacinto. 

Cittadella Vigodarzere conte Gino. 

D'Arco conte Antonio. 

De Giovanni i)rof. Achille. 

Di Casalotto (Bonaccorsi) marcL. Do- 
menico. 

Di Collobiano Arborio Avogadro (Dei 
conti) Lnigi. 

Di lloccagioviue (Del Gallo) marcii. Lu- 
ciano. 

Doria d' Eboli duca Eranceseo. 

Driquet nob. Edoardo. 

Fabrizi dott. Paolo. 

Faina conte Zetììriuo. 

Falconi avv. Nicola. 

Mangili Cesare. 

Mariuuzzi avv. Antonio. 

Martus(!elli avv. P^nrico. 

Mazzella avv. Paolo. 

Minervini Gennaro. 

Montevcrde prof. Giulio. 

Morra di Lavriano e della Monta S. E. 
conte Roberto. 

Paladino i)rof. Giovanni. . 

Pcrruccbetti Giuseppe, 

Pullè conte Leopoldo. 

Ricotti Magnani S. E. Cesare. 

Ruffo di Motta Bagnara principe Fa- 
brizio. 

Sacclietti ing. Gualtiero. 

Triani i)rof. Giuseppe. 

Veronese prof. Giuseppe. 

Vidari prof. Ercole. 



Senatori di nuova nomina. 

S. A. R. il Principe Filiberto di Savoia- 
Genova, duca di Pistoia. 



Ameglio Giovanni, ten. gener., govern. 

della Tripolitania e della Cirenaica. 
Biancbi ing. Riccardo. 
Bonazzi Lorenzo, tenente gener., isjjct- 

tore generale del Genio. 
Castelli Emilio, tenente generale. 
Gavazzi della Somaglia conte Gian Gia- 
como, presid. generale della Croce 

Rossa Italiana. 
Dallolio Alfredo, tenente generale. 
Del Bono Alberto, viceammiraglio. 
(Giardino Gaetano, tenente generale. 
Grimani conte dott. Filippo, sindaco di 

Venezia. 
]\[ayor des Plancbes bar. Edoardo. 
Nicolis di Robilant conte Mario, tenente 

generale. 
Presbitero Ernesto, viceammiraglio. 
Thaon di Revel Paolo, viceammiraglio, 

capo di Stato Maggiore della Marina. 
Triangi Arturo, viceammiraglio. 

Deputati morti. 

Altobelli avv. Carlo. 
Battelli prof. Angelo. 
Campi avv. Emilio. 
Cugnolio avv. Modesto. 
Danieli prof. Gualtiero. 
Del Balzo bar. Girolamo. 
Lucernari conte Annibale. 
Magliano avv. Mario. 
Maraini Emilio. 
Mariotti avv. Ruggero. 
Rastelli avv. Giovanni. 



145 



Parlamento Italiano 

Indlcazioiie delle Legislature, delle Sessioni e del numero delle Sedute pubbliclid 

dal 1848 al 1917. 






SESSIONI 


DURAT.\ DOGNI SESSIONE 


mm orni mm 


LFGISLA- 


delSenir» 


(IriliOiarri 


TURE 








irISejBi 


M Depilili 


I 
]ii48 


Uuica 


1848 


Dall' 8 maggio al 30 dicembre 1848. 


39 


122 


ir 

J«19 


Unica 


1849 


Dal lo febbraio al 30 marzo 1849. 


21 


51 


III 

1849 

IV 

1849-53 


Unica 


1849 


Dal 30 luglio al 20 novembre 1849. 


30 


87 


Prima 


1819-50 


Dal 20 dicembre 1849 al 19 novembre 18.'.:». 


72 


178 




Seconda 


11150-52 


Dal 23 novembre 1851 al 27 febbraio 1852. 


135 


244 


- 


Terza 


1852-5J 


Dal 4 marzo 1852 al 21 novembre 185:5. 


96 


253 


V 

1854-57 


Prima 


185:!-54 


Dal 19 dicembre 18.53 al 20 maggio 185». 


97 


207 




Secomla 


1855-56 


l»i)l 12 novembre 1855 al 16 tri ugno 1856. 


45 


125 


V[ 

l8:,7-.:9 


Terza 


1357 


Dal 7 gennaio al 16 luglio lb57. 


2 


145 


Prima 


1857-58 


Dal 14 dicembre 1857 al 14 luirlio 18.58. 


:5:! 


127 


VII 

luco 


Seconda 


1859 


Dal 10 gennaio al 30 aprile 1859. 


24 


5!l 


Unica 


1360 


Dal 2 aprile al 23 dicembre 1863. 


31 


73 


vili 












1861 -G5 


' Prima 


1861-62 


Dal 18 febbraio 1801 al 21 maggio 1363. 


229 


407 


— 


Seconda 


1863-65 


Dal 25 maggio 1863 al 16 maggio 18ò5. 


223 


62 


IX 
1UC5-G7 


Prima 


180566 


Dal 18 novembre 1865 al 33 ottobre 1866. 


47 


1.32 




Seconda 


1868-67 


Dal 15 ottobre 1866 al 13 febbraio 1807. 


6 


27 


18(?7-70 


Prima 


1867-69 


Dal 22 marzo 1867 al 14 agosto 1869. 


172 


463 


- 


Seconda 


1869-70 


Dal 18 novembre 1869 al 2 novembre 1870. 


79 


154 


XI 

1U70-74 


Prima 


1870-71 


Dal 5 dicembre 1870 al 5 novembre 1871. 


73 


131 




Seconda 


1871-7:) 


Dui 27 novembre 1871 al 19 ottobre 1873. 


146 


291 


— 


, Terza 


1873-74 


Dal 15 novembre 1873 al 29 settembre 1874. 


51 


142 


XII 












1074-76 


Prima 


1874-75 


Dal 23 novembre 1874 al 21 febbraio 1ìj76. 


97 


170 




Seconda 


1876 


Dal 6 marzo al 31 ottobre 1876. 


36 


73 


XIIT 












1870-80 


Prima 


1876-77 


Dal 20 novembre 1876 al 23 gennaio 1878. 


93 


163 





Seconda 


1878-80 


Dal 7 marzo 1878 al 1» febbraio 1880. 


146 


332 


_ 


Terza 


188J 


Dal 17 febbraio al 2 maggio 1883. 


23 


56 


XIV 












1880-82 

XV 
1882-86 


Unica 


1880-82 


Dal 26 maggio 1883 al 25 settembre 1882. 


149 


395 


Unica 


188-2-86 


Dal 12 novembre 1882 al 27 aprile 1886. 


211 


586 


XVI 












1886-93 


Prima 


1886-87 


Dal 10 giugno 1886 al 4 settembre 1887. 


83 


145 




Seconda 


1887-8J 


Dal 16 novembre 1887 al 4 gennaio 1889. 


124 


2i6 


_ 


Tsrza 


18S9 


Dal 38 gennaio al 20 luglio 1839. 


45 


112 


— 


Qnarta 


1889-90 


Dal 25 novembre 1889 al 3 agosto 1891. 


63 


158 


XVII 












1891-92 


Uuica 


1890-92 


Dal 23 novembre 1890 al 27 settembre 1892. 


HO 


215 


XVIH 












i;-:929i 


Prinaa 


1893-94 


Dal 23 novembre 1893 al 23 luglio 1894. 


142 


337 





Seconda 


1894-95 


Dal 3 dicembre 1894 al 13 gennaio 1895. 


5 


11 


XIX 












l«9.'>-97 

XX 
1897-19^0 


Uuica 


1895-97 


Dal 10 giugno 1895 al 3 marzo 1897. 


124 


232 


Prima 


1897-98 


Dal 5 aprile 1897 al 12 luglio 189'i. 


114 


187 


_ 


Seconda 


1898-99 


Dal 16 novembre 1898 al 30 ginjf.io 1899. 


65 


143 


— 


Terza 


189J-9:)'J 


Dal 14 novembre 1899 al 17 maggio 1930. 


64 


99 


XXI 












19 II»- 1914 


Prima 


19110 9>2 


Dal 16 giuiino 1930 al 22 dicembre 1931. 


138 


194 


— 


Sctouda 


1902-9)4 


Dal 23 febbraio 1902 al 18 ottobre 19)4. 


194 


:593 


XXll 












19ll4-19'9 


Unica 


19)4-909 


Dal 30 novembre 19)4 all' 8 febbraio 1909. 


287 


573 


XX 111 












1 90:»- 191:5 


Uuica 


19 9 913 


Dal 21 marzo 19 9 al 29 eettembre 1913. 


337 


USI 


XXIV 




' 








I9i;! 


Prima 


191:5-.... 


Dal 27 novembre 1913 al 


.... 






Ministeri dal 1848 al 1Q17. 



Balbo, presllente del Consiglio dei Ministri 
(dal 16 marzo al 27 luglio 1848); Ricci V, in- 
terno; Pareto, esieri; Di llevel O., finanze; 
Des Ambrois, lavori pubblici; Sclopis, grazia 
e giustizia; Boncompagni, istruzione pubblica ; 
Fx'anzini, guerra e marina. 

Casati, presidente del Consìglio dei Ministri 
(dal 27 luglio al 15 agosto 1848); Gioberti, 
ifinistro senza portafogli ; Moffa di Lisio, Mi- 
■nistro re-bidente presso S. M. al campo; FlezzA, 
intetyio; Pareto, esteri; Ricci V., finanze; Pa- 
leocapa, lavori pubblici; Gioia, grazia e giu- 
stizia; Rattazzi, Gìdbei'tì, istruzione pubblica ; 
Collegllo, guerra e marina; Duriiii, Rattazzi, 
agricoltura. 

Alfieri, presidente del Cmsiglio dei Mnistri 
(dal 15 agosto all' 11 ottobre 1848, surrogato 
da Perrone sino al 16 dicembre 1848); Colla, 
Miuis'ro sema poìtd fogli; Regis, Ministro re- 
sidente piesso S. M. al camp >; Piiielli, interno; 
Perrone, esteri; Di Revel O., finanze; Santa 
Rosa, lavori pubblici; Merlo, grazia e giusti- 
zia; Merlo, Boncompagni, istruzione pubblica; 
Franzini, Dabormida, La Marmerà, g>ierra e 
marina; Allìeri int., Santa Rosa int., Torelli, 
agricoltura. 

Gioberti, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 16 dicembre 1848 al 21" febbraio 1849, 
surrogato da Chiodo sino al 27 marzo 1849) 
Sineo, Rattazzi, interno; Gioberti, Colli, De- 
ferrari, esteri; Ricci V., finanze; Tecchio se- 
niore, lavori pubblici; Rattazzi, Sineo, grazia 
e giustizia; Cadorna C, istrnz'one pubblica; 
De Sonnaz, La Marmerà, Chiodo, guerra; 
Buffa, agricoltura, 

Delaunay, presidente del Con>iigl!o dei Mi- 
nistri (dal 27 marzo al 7 maggio 1849, surro- 
gato da D'Azeglio sino al 21 maggio 1852); 
Gioberti, Ministro senza portafogli ; .Tinelli, 
Galvagno, Pei-nati, interno; Delaunay, D'Aze- 
glio, esferi; Nigra, Cavour, finanze; Galvagno, 
Santa Rosa int., Paleocapa, lavori pubblici; 
Cristiani, De Margherita, Siccardi, Galvagno 
int., Del'oresta, Galvagno, grazia e giustizia; 
Gioberti t«^, Mameli, Gioia, Farini L. C, isti u- 
zione ptil/blica; Dabormida, Della Rocca, Bava, 
La Marmerà, guerra e mai'inaW; Galvagno, 
Mathieu, Santa Rosa, Cavour, agricoltura. 



D'Azeglio, presidente del Consìglio dei Mi- 
nistri (dal 21 maggio al 4 novembre 1852); 
Pernati, inferno; D'Azeglio, esteri; Cibrario, 
finanze; Paleocapa, lavori pubblici; Boncom- 
pagni, grazia e giustizia; Boncompagni regg., 
istruzione pubblica; La Marmerà, guerra e 
marinaXl) 

Cavour, p esldenfe del Con'^iglio dei Ministri 
(dal 4 novembre 1852 al lo maggio 1855); 
Ponza di San Martino, Rattazzi regg., interno; 
Dabormida, Cavour, esferi; Cavour, finanze; 
Paleocapa, lucori pubblici; Boncompagni, Rat- 
tazzi, giazia e ginstizia; Cibrario, istruzione 
pubblica; La Marmerà, Durando, guerra e 
marina. 

Cavour, p esidente del Consiglio dei Ministri 
(dal 4 maggio 1855 al 19 luglio 1859); Paleo- 
capa, ministro senza portafogli; Rattazzi, Ca,- 
\ouT, interno; Cibrario, Cavour, esteri; Cavour, 
Lanza, finanze; Paleocapa, Bona, lavori pub- 
blici; Defovenisi, grazia e gitistiz'.a; Lanza, Ca- 
dorna, istruzione pubblica; Durando, La Mar- 
mora, guerra e marina. 

La Marmerà, presidente del Consiglio dei 
Ministri (dal 19 luglio 1859 al 21 gennaio 1860); 
lia.tta.zzi, i nterno ; Dabormida, esteri ; Oytana, 
finanze; Monticelli, lavori putiOlici; Miglietti, 
grazia e giustizia; Casati, istruzione pubblica; 
La Marmora, guerra e marina. 

Cavour, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 21 gennaio 1860 al 6 giugno 1861); 
Corsi, Niutta, Ministri senza portafogli; Ca- 
vour regg., Farini L. C, Minghetti, interno; 
Cavour, esteri; Vegezzi, Bastogi, finanze; Ja- 
cini, Vtìruzzi, lavori pubblici; Cassims, grazia 
e giusizia; Mamiani, De Sanctis, is ruzione 
pubblica; Fanti, guerra; Cavour, marina; 
Corsi, Natoli, agrico tura. 

Rlcasoli, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 12 giugno 1861 al 3 marzo 1862); 
Minghetti, Rioasoli, interno; Ricasoli, esteri; 
Bastogi, finanze ; Fei\iZ7A, lavori pubblici; Mi- 
glietti, grazia e giustìzia; De Sanctis, istru- 
zione pubblica; Ricasoli regg., Della Rovere, 
guerra; Menabrea, mari, a, Cordova, agrico t. 

Rattazzi, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 3 marzo all'S dicemb. 1862); Poggi, 
Ministro senza portafoglio; Rattazzi, interno; 
Rattazzi, Durando, esteri; Sella finanze} De- 



(1) Il Ministero della marina rimase unito 
con ((uello della guerra fino al 18G0, tranne il 
tempo dall' 11 ottolne 1850 al 29 maggio 1852, 
durante il quale fu annesso al Ministero del- 
l'agricoltura ludusitria e couiujeicio, «s poi delle 
tiuauze. 



(l) Il Ministero d' agricoltura, industria e 
commercio, creato il 22 agosto 1848, fu sojipresso 
il 16 febbraio 1852, ricostituito il 12 luglio 1860 
e nuovamente soppresso, benché per pochi mesi 
Il 16 dicembre 1877. 



117 



pretis, lavori pitlUicì ; Cordova., Conforti. </ra- 
zùi e (fiitsiziu; Mancini, Matteucei, 'if/rM2t'»/e 
pì:hi,liia; VetxiiU giiena;'D\ Porsano, marina; 
Pej)oli, agricoltura. 

Farini, presidente del ConaiyHo dei Ministi i 
(dairs dicembre 1862 al 24 marzo 18G3); Pe- 
Tuzzi, interno; Pasolini, esteri; Minghetti, fi- 
nanze; Menabrea, lacori pulblid; Pisanelli, 
Amari, isìnizioi'e pnhbìica; Della Rovere, gruer- 
ra; Ricci G., Di Negro, Menabrea int., ma- 
rina; Manna, agricoltura. 

Minghetti, presidente del Consigìio dei Ni- 
nlstii (dal 24 marzo 1863 al 28 settemb. 1864); 
Peruzzi, interno; Visconti- Venosta, esteri; 
Minghetti, finanze; MeiMihvea, lavori pubblici ; 
Pisanelli, giazia e giustizia; AmAvi, istruzione 
pubblica ; Della Rovere, guerra; Menabrea int., 
Cugia, marina; Manna, agricoltura. 

La IVIarmora, presidente del Consiglio dei 
Ministri (dal 28 settembre 1864 al 31 dicem- 
bre 1865); Lanza, Natoli int., Chiaves, inter- 
no; La Marmora, esteri; Sella, finanze; Jacini, 
lavori pubblici; Vacca, Cortese, grazia e giu- 
stizia ; Natoli, iitrutione pubblica ; Petitti, guer- 
ra; Ija Marmora regg.. Angioletti, marina; 
Torelli, agricoltura. 

La iVIarmora, presidente del Consiglio de! Mi- 
nistri (dal 31 dicembre 1865 al 20 giugno 1866); 
Chiaves, MinÌ!>tro senza pirtafogli»; La Mar- 
mora, interno; Scialoia, esteri; Jacini, laceri 
pubblici; De Falco, grazia^ e giustizia; Berti, 
istruzione pub l'ca; Di Pettinengo, guerra; 
Angioletti, mai ina; Bex-ti regg., agHcoltura. 

RicaSOli, presidente d^l Con.siglin dei Mi- 
nistri (dal 20 giugno 1866 al 10 aprile 1867); 
La Marmora, Min stro senza portafcgli; Ri- 
casoli, interno; Ricasoli int., Visconti-Veno- 
sta, esteri; Scialoia, Depretis, finanze; Jacini, 
De Vincenzi, latori pubblici; Borgatti, Rica- 
soli int., Cordova regg., grazia e giustìzia; 
Berti, Correnti, istruzione pubblica; Di Pet- 
tinengo, Cugia, guerra; Depretis, Biancheri, 
marina; Cordova, agricoltura. 

Rattazzi, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 10 aprile al 27 ottobre 1867): Rat- 
tazzi, interno; Di Campello, esteri; Ferrara, 
Rattazzi regg., finanze; G\ox&no\2k, lavori pub- 
blici; Tecchio sen., grazia e giustizia; Cep- 
pino, istruzione pubt.liia; Di Revel I., guerra; 
Pescetto, marina; De Blasiis. agricoltura. 

Menabrea, presidente nel Consìglio dei Mi- 
nistri (dal 27 ottobre 1867 al 5 gennaio 1868); 
Gualterio, interno; Menabrea, esteri; Cam- 
bray-Digny, finanze; Cantelli, lavori pubblici; 
Mari, grazia e giustizia; Broglio, istruzione 
pubblica; Bertolè-Viale, guena; Menabrea reg- 
genie; Provana, marjMa; Cambray-Digny int., 
Broglio regg., agricoltu a. 

Menabrea, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 5 gennaio 1868 al 13 maggio 1869); 
Cadorna, Cantelli, interno; Menabrea, esteri; 
Cambray-Digny, finanze; Cantelli, Pasini, la- 
rari pubblici; De Filippo, grazia e giustizia; 
Broglio, istruzione pubblica; Bertolè-Vialo, 
guerra; Riboty, marina; Broglio regg., Cic- 
cone. airiroHura. 

Menabrea. pres'dente de.l Consiglio d i Mi- 
nistri (dal 13 maggio al 14 dicembre 1869); 
Ferraris. Di liadUn, int erno ; MeiìAbvea, esferi; 
Cambray-Digny. finanza; Mordini. lavori [ub- 
ll'C' ; De Filippo. Pirontl, Viglianl. grazia e 
giustizia; Bargoni, istruzione pubblica; Ber- 



tolè-Viale, f:Her>;a; Riboty, marÌHi; Minghetti, 
agrìco'tura. 

Lanza. presidente del Consilio dei Ministri 
(dal 14 dicembre 1SC9 al 9 luglio 1873); Lanza, 
interno; Yìscontì-YeuoHta, esteri; Sella, fina»- 
ze; Gadda, De Vincenzi, lavori pubblici ; Raoll, 
De Falco, grazia e giustizia; Correnti, Sella 
regg., Scialoia, istruzione pubblica; Govone, Ri- 
cotti, ruerra; Castagnola r«(/^., Acton G., Ri- 
boty. marina; Castagnola, agricoltura. 

Minghetti, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 10 luglio 1873 al 18 marzo 1876); 
Cantelli, interno; Visconti-Venosta, elateri; Min- 
ghetti, finanze; Spaventa, lavori pubblici ;Y\- 
gliani, grazia e giustizia; Scialoia, Cantelli reg- 
f/en/e, Bonghi, istruzione pubblica; Ricotti,, (/'<«/- 
ra; Di Saint-Bon, marina; Finali, agricoltura. 

Depretis, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 25 marzo 1876 al 25 dicembre 1877); 
Nicotera, interno; Melegari, esteri; Depretis, 
finanze; Zanardelll, Depretis int., lavori pub- 
blici; Mancini, grazia e giustizia; Coppino, 
istruzione pubblica; Mezzacapo, ^r/jeDa; Brin, 
niarina; Majorana-Calatabiano, agricdtura. 

Depretis, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 26 dicembre 1877 al 23 marzo 1878); 
Crispi, Depi-etis int., interno; Depretis, esteri; 
Magliani, finame; Bargoni, tesoio(l); Perez, 
lavori pubblici; Mancini, grazia e giustizia; 
Coppino, istruzione pubblica ; M.ezza.c&po, guer- 
ra; Brin, ma) ina. 

Cairoli, presidente del Consiglio dei Ministri 
(dal 24 marzo al 19 dicembre 1878); Zanar- 
delli, intfrno; Corti, Cairoli, esteri; Seismit- 
Doda, firianze(2); Sei.smit-Doda regg., tesoro; 
Baccarini, lavoìi pubblici; Conforti, grazia e 
giustizia; De Sanctis, istruz. pubblica; Bruzzo, 
Bonelli, guerra; Di Brocchetti, Brin, >wari/(a; 
Cairoli regr^f. , Pessina, agricolturuCi), 

Depretis, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 19 dicembre 1878 al 14 luglio 1879); 
Depretis, interno; Depretis int., esteri; Ma- 
gliani, finanze; Magliani regg., tesoro; Mezza- 
notte, lavori pubblici ; T&.)&\n, grazia e giusti- 
zia; Coppino, istruzione pubblica; Mazè de la 
Roche, (/«erra; Ferracciù, warma; Majorana- 
Calatabiano, agricoltura. 

Cairoli, presidente del Consialio dei M-nistti 
(dal 14 luglio al 25 novembre 1879); Villa. 
interno; Cairoli, f«/er«; Grimaldi, /««a/i^e,' Gri- 
maldi regg., tesoro; BsLCcarini, lavori pubblici; 
Vare, grazia e giustizia; Perez, istruzione pub- 
bUca; "BonéWì, guerra ; Bonelli r«^gr., marina; 
Cairoli regg., agricoltura. 

Cairoli, presidente d>l Consiglio dei Ministri 
(dal 25 novembre 1879 al 29 maggio 1881); 
Depretis, interno; Cairoli, esi^r»; Magliani, /?- 
nanze; Magliani regg., tesoro; Baccarini, lavori 
pubblici; Villa, grazia e gitislizia ; De Sanctis, 
Baccelli, istruzione pubbliia; Bonelli, Milou, 
Ferrerò, guerra; Acton F., marina; Miceli, 
agricoltura. 



(1) Con decreto 2G dicembre 1877 veniva isti- 
tuito il Ministero del tesoro e soppresso qiudlo 
di aigricoltura, industria e commercio. 

(2) Dal 21 marzo 1878 al 25) dicembre 1888 1 
Ministri delle finanze furono incaricati della 
reggenza del Ministero del tesoro. 

(;t) Con legge .30 giugno 1878 fu ricostituito 
il Ministero di agricoltura, industria e com> 
mercio. 



- 148 -^ 



Depretis, pr nUl'nte. del Cotisijtlo dei Mini- 
(dal 2i) maggio 18SI al 'Il rnagj,'io 1883); De- 
pretis, interno; Mancini, ea eri; Magliani, fi- 
nanze; Magliani, regg., tesoro; BaOOftvini, la- 
vori puLh ici; Zanardelli, grazia e giustizia; 
Baccelli, istruzione pubblica ; Ferverò, guerra; 
Acton F.. marina; Berti, ag'i altura. 

Depretis, presidente del Ccnsiglio-dei Mi'ii- 
stri (dal 25 maggio 1883 al 30 marzo 1884); 
Depretis, interwi; Mancini, esteri; Magliani, 
finanze; Magliani regg., tesoro; Genala, lavori 
pubblici; Giannuzzi-Savelli, ^ra2:i« e gius izia; 
Baccelli, istruzione pubblica; Ferrerò, guerra; 
Acton F., Del Santo, marina; Berti, agricoli. 

Depretis, presidente del Consiglio dei Mini- 
siri (dal 30 marzo 1884 al 29 giugno 1885); 
Dapretis, interno; Mancini, esteri; Magliani, 
finanze; Magliari regg., tes>ro; Genala, Zat'o>» 
pubblici ; Ferraccia, Pessina, grafia e giusti- 
zia; Ceppino, istruzione pubb'ica; Ferrerò, 
Ricotti, (/«erra; Brin, marina; Grimaldi, Agri- 
CJ tura. 

Depretis, presidrnle del Consi/lvi dei Mini- 
stri (dal 29 giugno 1885 al 4 api-ile 1887); De- 
pretis, interno; Depretis, int.. Di Robilant, este- 
ri; Magliani, finanze; Magliani regg., t>s/ro; 
Genala, lavori pubblici; Tajani, grazia « giu- 
stizia; Coppino, istruzif.ne pn'.bUca; Ricotti, 
guerra; Brin, marina; Grimaldi, agricoltura. 

Depretis, piesiden'e del C msiglio dei Mini- 
stri (dal 4 aprile al 29 luglio 1887); Crispi, 
interno; Depretis, Crispi ini., esteri; Magliani, 
fintnze; Magliani regj., tesoro; Saracco, larari 
P'ibblici; Zanardelli, grazia e giu.itiz'a; Cop- 
pino, istruz. pubblica; Bertolè-Vial'e, guerra; 
Brin, marina; Grimaldi, agricoltu a. 

Crispi, presidente del Cons'glio dei Ministri 
(dal 7 agosto. 1887 al 9 marzo 1889); Crispi, 
Crispi int.. esteri; Magliani, Grimaldi, finanze; 
Magliani int. Perazzi, tesoro; Saracco, lavori 
pubWci; Zanardelli, grazia, e giustizia; Cop- 
pino, Boselli, istruzione pubblica; Bertolè- 
Viale, guerra; Brin, marina; Grimaldi, Mi- 
celi, agricoltura. 

Crispi, presidente del Consiglio d^i Ministri 
(dal 9 marzo 1889 al 6 febbraio 1891); Crispi, 
ini., interno; Crispi int., esteri; Seismit Doda, 
Giolitti re(/^., Grimaldi, finanze; Giolitti, Gri- 
maldi int.; tesoro; Finali, lavori pubblici; La- 
cava, poste e telegrafi ;(l) Zanardelli, grazia e 
giustizia ; Boselli, istruzione pubblica ; Bertolè- 
Viale, Brin, marina; Miceli, agricoltura. 

Dì Rudint, presidente del Consìglio dei Mi- 
nistri (dal 6 febbraio 1891 al 15 maggio 1892); 
Nicotera, i'dernt; Di Budini, esteri; Colom- 
bo, Luzzatti int., finanze; Luzzatti, tesoro; 
Branca, latori pu'iblici; Branca int., poste e 
telegrafi: Ferraris L., Chimirri, grazia e giu- 
stizia; Villari, istruzione ptr>bl<cn ; Pclloux, 
guerra; Di Rudini int.. De Saint-Bon, marina; 
Chimirri, Di Radin'i int., ajricoltuia. 

Giolitti, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri, (dal 15 maggio 1892 al 28 novembre 1893); 
Giolitti, inlernJ; Brin, es eri; Ellena, Grimal- 
di inK, Gagliardo, finanze; Giolitti int., Gri- 
maldi, tesoro; Genala, lavori puhb'ici; Finoc- 
chiai-o-Aprile, poste e telegrafi ; Bonacci, Eula, 
Santamaria-Nicolini, Ax-mò, grazia e gius'izùt; 
Martini F., istruzione pubblica; Pelloux, f/wer- 



(1) Con decreto del 10 marzo 1M9 fu istituito 
il Ministero delle poste e telegrati. 



ra ; Do Saint-Con, Brin int., tlaochi'a, manna; 
Lacftva, agricoltura. 

Crispi, presiilen'e del Consiglio dei ministri 
(dal 15 dicembre 1893 al 4 marzo 1896): Crispi, 
interno; Blanc, esteri; Sonnino, Boselli, finan- 
za; Sonnino int., Sonnino. tesoro; Saracco, la- 
vori pub' liei; Feri-aris M., p^ste e telegrafi; 
Calenda dei Tuvani, grazia e giustizia; Bac- 
celli, istruzione, pubblica; Mocenni, guerra; 
Morin, marina ; Boselli, Barazzuoli. agricoli. 

Di Rudinì, presidente del Consiglio d-i Mini- 
s-ri (dal 10 marzo 1896 al 14 luglio 1896) ;Co- 
di-onchi-Argeli (ministro senza portafogli) ; 
Di Rudini, interno; Caetani di Sermoneta, 
esteri; Branca, finanze; Colombo, tesoro; Pe- 
razzi, lavori pubblici; Carmine, pos'e e tele- 
grfi; Costa G. C. grazia e giustizia; Gian- 
taroo, istruzione pubblica; Ricotti, guerra; 
Brin. marina; Guicciardini, a.';r«V.o//«ra. 

Di Rudini, presi/lente del Consiglio dei Mi- 
(dal 14 luglio 1836 al 14 novembre 1897); Co- 
dronchi-Argeli (ministro senza portafogli); 
Di Radinì, interno; Di Rudinì int., Visconti- 
Venosta, esteri; Branca, finanze; Luzzatti, te- 
soro; Prinettl, lavori pubblici; Sineo, poste e 
t-'legrofi; Costa G, C, Di Rudinì int., Gian- 
turco, grazia e giustizia; Gianturco, Codron- 
chi-'Argeli, istruzione pubblica; Pelloux, guerra; 
Brin, marina; Guicciardini, agricoltura. 

Di Rudinì, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 14 novemb. 1897 al !<> giugno 1898); 
Di Rudinì, interno; Visconti-Venosta, esteri; 
Branca, finanze; Luzzatti, t'^soro; Pavoncelli, 
lavori pubblici; Sineo, Luzzatti int., poste e 
telegrafi; Zanardelli. ^rrazia e giustizia; Gallo, 
istruzione pubblica; San Marzano, guerra; 
Brin, marina; Cocco-Ortù, agricoltura. 

Di Rudinì, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 1» giugno 1898 al 26 giugno 1898): 
Di Rudinì, interno; Cappelli, esteri; Branca, 
Luzzatti, tesoro; Afan de Rivera, lavori pub- 
blici; Frola, poste e telegrafi; Bonacci, grazia 
e giustizia; GremonA, istruzione pùbblica; San 
Marzano, guerra; Cane varo, marina; Luz- 
zatti int., agrico'Iura. , 

Pelloux, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 29 giugno 1898 al 3 maggio 1890); 
Pelloux, interno; Cane varo, esteri; Carcano, 
finanze; Vacchelli, <e«oro; Lacava, lavori pub- 
blici ; Nasi, poste e telegrafi; Finocchiaro- 
Aprile, grazia e giustizia; Baccelli, istruzione 
pubblica; San Marzano, guerra; Palumbo, ma- 
lina; Fortis, agricoltura. 

Pelloux, presid. del Consìglio de» Ministri 
(dal 14 maggio 1899 al 24 giugno 1900); Pel- 
loux, inferno; Visconti-Venosta, esteri; Car- 
mine, finanze; Boselli, tesn-o; Lacava, lavori 
pubblici; Di San Giuliano, pos e e telegrafi; 
Bonasi, grazia e giustizia ; Baccelli, is'ruzione 
pubblii-a; Mirri, Pelloux int.. San Martino, 
guerra; Bettole, marina; Salandra, agricoli. 

Saracco, presidente del Consiglio dei M ni- 
s'ri (dal 24 giugno 1900 al 6 febbraio 1901); 
Sai-acco, m^erno; Visconti-Venosta, esteri; Chi- 
mirri, finanze; Rubini, Chimirri int.. Finali, 
Branca, lavori publlhi ; Pascolato, pose e te- 
legrafi; Gianturco. grazia e giusllz'a; Gallo, 
istruzione pubblica ; San Martino, guerra; Mo- 
rin. marina ; Càrcano, agiicilluru. 

Zanardelli, pres dfnte dei Consiglio dei Mi- 
nistri (da principio senza port.) dal 15 feb- 
braio 1900 al 21 ottobre 1903; Giolitti, Za 



119 — 



nardelli. int''rno; Prinetti, Morin int., este> i ; 
Wollemborg, Càrcano, finauze; Di Bi-oylio, 
Giusso, Balenzano, laroii puhMici; Galim- 
berti, poste e iei'ejì-iifì; Cocco-Ortù, ijfuzia e 
giusUzia; Nasi, istruzione pubblica ; San Mar- 
tino, OtiolenghX, guerra ; Morin, Bettolo, Mo- 
rin ini., tìiarinn; Picardi, Zunardelli ini., Bac- 
celli, (igiicoltui a. 

Gioiitii, presidente del Cȓisiglio dei Mitii- 
s'ri (dal 23 novembre iyu3 al 16 marzo 1905); 
Tittonì interim (dal 16 al 28 marzo 1905); Gio- 
litti, Tittoni int., in'erno; Tittoni, esteri; Ro- 
sane, Luzzatti iftt.. finanze; Luzzatti, tesoro; 
Tedesco, larari pub'ilici; Stclhil i-Scala, ]H>se 
e tflegrafi; Ronchetti, graz a e (,iustizia ; Or- 
lando, istruzione pubblica; Pedotti, guerra; 
Mirabello, marina; Bava, agricolnm. 

FortiS. presidente del Con.-^iglio d-i Mini-,tri 
(dal 28 marzo 1905 al 24 dicembre 1905); For- 
tis, interno; Tittoni, esteri ; Maiorana, finanze; 
Carcano, tesoro; Ferraris, lavori pubblici; Mo- 
relli-Gualtierotti, poste e telegrafi; Finccchia- 
ro-Aprile, grazia e giustizia; Bianchi L.. istru- 
zione pubblica; Pedotti, guerra; Mirabello, 
marina; Rava, a.jrlcoltuì'a. 

Fortis, presidente del Consiglio dei Mini- 
sri (dal 24 dicembre 1905 all' 8 febbiaio 1906); 
Fortis, interno; San Ginliano, esteri; Vac- 
chelli, finanze; Carcauo, iesiro; Tedesco, la- 
vori pubblici; Marsengo-Bastia, poste e tefegr.; 
Finocchiaro-Aprile. grazia e giustizia ; De Ma- 
rinis, istruzione pubblica; Mainoni d'Intigna- 
no, guerra; Mirabello, marina; Fortis int., 
Malvezzi, agricoltura. 

Sonnino, presidente del Consiglio dei Mini- 
stri (dair8 febbraio 1906 al 28 maggio 1906); 
Sonnino, interno; Guicciardini, esteri: Salan- 
dra, finanze ; IjVLzza,tti, tesoro; Carmine, lavori 
pubblici; Baccelli A., poste e telegrafi; Sacchi, 
grazia e giustizia; Boselli, istruzione pubblica; 
Mainoni d' Intignano,. <;«?;•;•«; Mirabello, ma- 
rina ; Pantano, ogrico tuia. 

Giolitti, pres'dente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 29 maggio 1906 al 10 dicembre 1909); 
Giolitti, interno; Tittoni, esteri; Massimini, 
Majorana, int., Lacava, /i» ame; Majorana, Car- 
cano, tesoro; Gianturco, Bertolini, lavori pub 
blici ; Schanzer, pose e ttlegrafi; Gallo, Or- 
lando, grazia e giustizia ; Fusinato, Rava, istru- 
zione pubblica; Vigano, Casana, Spingardi, 
guerra; Mirabello, marina; Cocco Ortu, agri- 
coltura. 

Sonnino, presidente d^l Cons'glio dei Mini- 
ti' ri (dal 10 dicembre 1909 al 31 marzo 1910i; 
Sonnino, interno; Guicciardini, «"èie'»/ Arietta, 
fina>'z-i; Salandra, tesoro; Rubini, lavori pub- 
blici ; Di Sant'Onofrio, potate e ttlegrafi ; Scia- 
loja, grazia e giustizia; Daneo, i^truzion" pub- 



bia; Spingardi, .r;M rra; Dettolo, marina; 
Luzzatti, agricoltura. 

Luzza.ti, pr,'si(lente del Consiglio dei Mini- 
stri (dal 31 marzo 1910 al 31 marzo 1911); 
Luzzatti, interno; Di San Giuliano, esteri; 
Facta, finanze; Tedesco, tesoro; Sacchi, lavori 
puLblici ; Cinfi'eni, poste e telegrafi; Fani, gra- 
zia e giustizia; Credaro, i-^'ruzione pubblica; 
Spingiirdi, guerra ; Leonardi-Cattolica, mari- 
na; Raineri, agricoltura. 

Gìolìiìì, presidente del Consiglio dei Ministri 
(dal 31 marzo 1911 al 21 marzo 1914); Giolitti, 
interno; Di San Giuliano, esteri; Bertolini, 
colonieiX) ; Facta, finanze; Tedesco, tesoro; 
Sacchi, lavori pubblii i; Calissano, Tedesco int., 
poste e telegrafi; Finocchiaro Aip. ile, grazia e 
giustizia; Credaro, istruzione pubbli) a; Spin- 
gardi, guerra; Leonardi-Cattolica, Millo, ma- 
rina; Nitti, agricoltura. 

Salandra, presidente del Consiglio dei Mi- 
nistri (dal 21 marzo 1914 al 5 novembre 1914); 
Salandra, interno; Di San Giuliano, Salandra 
int., esteri; Martini F., colonie; R&va, finanze; 
Rubini, tesoro; Ciuffelli, lavori pubblici; Ric- 
cio, poste e telegrafi; Dari, grazia e giustizia; 
Daneo, istruzione; Grandi, Zupelli, guerra; 
Millo, Viale, marina; Cavasela, agrioltura. 

Salandra, presids>Ue del Cons'glio dei Mini- 
stri (dal 5 novembre 1914 al 19 giugno 1916 ; 
Salandra, in'emo; Sonnino, e teri; Martini F., 
colonie; Daneo, fiiame; Carcano, tesoro; Ciuf- 
felli, lav >ri pubblici; Riccio, poste e te'egrafi; 
Orlando, grazia e giustizia; Grippo, istruzio- 
ne; Zupelli, guerra; Viale, marina. Cavasela, 
agricoltura ; poi, Barzilai, ministro sen.a por- 
tafoglio 

Boseli', presidente del Consiglio dei Mini- 

s'ri (dal 19 giugno 1916 al . ); 

Orlando, interno; Sennino, esteri; Colosimo, 
colonie; Meda, fin 'nze ; Carcano, tesoro; Be- 
nemi, lavori pubblici; Fera, poste e telegrafi; 
Sacchi, graz a e giustizia; Kuffini, istruzione; 
Morrone, Giardino, guerra; Dall'Olio, ar:ni 
e munizionici); Corsi, Triangi, Del Bone, ma- 
rina; Raineri, agrirolttra; De Nava. industria, 
commercio e lavar"; Arietta, Bianchi G., tra- 
sporti mai iitimi e ferroviari ; Bissolati-Berga- 
maschi, Comandini, Scialeja, poi, Arietta, e 
Bianchi L., ministri senza portafoglio i?). 



(1) Il Ministero delle Colonie fu creato con 
legge 6 luglio 1912, u. 749. 

\;2) Il Ministero per le Armi p munizioni fu 
creato con R- D. del Ifi giugno 1917. 

(3) I Ministeri dell' ludustria, Commercio e 
Lavoro e quello per i Trasjìortl Marittimi e 
Fenoviari furono creati \wr la durata «IclUi 
guerra con Decreto 19 giugno 1916. 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE -MILANO. 



IXAHAINI ì 

Me:ì vostri acquisti 
rrefeirite: semrre: 

RROOOTTfi INA^IOrNALI 



— 150 — 
Grandi Ufficiali dello Stato. 



Cavalieri dell'Ordine Supremo della SS. An- 
nunziata — Presidenti del Parlamento Nazio- 
nale — Ministri Segretari di Stato — Ministri 
di Stato - Sottosegretari di Stato — Generali 
d'Esercito — Ammix-agli — Il Presidente del 
Consiglio di Stato — Primi Presidenti delle 
Corti di Cassazione — Procuratori Generali 
delle Corti di Cassazione — Il Presidente della 
Corte dei Conti — I Tenenti Generali desi- 
gnati pel comando di un'armata in gueri-a — 
Il Capo di Stato Magsioie dell'eseicito — II 
Ministro della Real Casa — Il Prefetto del 
Real Palazzo — Il primo Alutante di Campo 
del Re — Il primo Segretario del Gran Ma- 
gistero dell'Ordine Mauriziano — I Tenenti 
Generalicomandan ti titolari di corpo d'armata 

— Il Capo di Stato Maggiore della Marina 

— I Viceammiragli comandanti in capo tito- 
lari di dipartimento marittimo — Il Presi- 
dente dvl Consiglio superiore di Marina — 



I Comandanti in capo titolari delle squadre 
navali — Il Tenente Generale comandante in 
capo dell'arma dei carabinieri reali, se assi- 
milato di rango ai comandanti di corpo d'ar- 
mata — Gli Ispettori Generali di artiglieria e 
del genio, se assimilati di rango ai comandanti 
di corpo d'armata — Il Presidente del Tribu- 
nale supi-emo di Guerra e Marina — L'Av- 
vocato Generale Militare presso il Tribunale 
supremo di Guerra e Marina — I Governa- 
tori delle Colonie. 



I Grandi Ufficiali dello Stato godono del 
trattamento di Eccellenza. Uguale distinzione 
è concessa alle consorti dei Cavalieri dell' Or- 
dine supremo (JfeUa SS. Annunziata, dei Mi- 
nistri di Stato, dei Generali d'esero.tj e de- 
gli Ammiragli. 



Luigi Luzzatti, deputato. 



Ministri di Stato. 

Pietro Bebtolini, deputato. — 



Tommaso Tittoni, senatore. 



PRESIDENZA DEI/ CONSIGLIO DEI MINISTRI 

(liOMA_ piazza del Quirinale, palazzo della Consulta). 



(Consiglio dei Ministri — 
Relazioni del Gabinetto col 
Ministero della Casa Reale 
e col primo Aiutante di cam- 
po di S. M. — Affari riser- 
vati politici ed amministra- 
tivi. — Studio ed esame di 
disegni di leggi e di decreti. 
— Ordine supremo della 
SS. Annunziata. — Relazio- 
ni del Gabinetto col Gran 
Magistero dell'Ordine dei 
SS. Maurizio e Lazzaro — 
Commissioni Reali). 



PAOLO BOSELLI, presid. 




Antenore Cancellieri, se- 
gretario capo. 

Carlo Maria Rosso, segre- 
tario. 

Ufìido fttniiìpa. — Ettore 
Zoccoli, direttore. 

Dalla Presidenza del Con- 
siglio dipende la Commis- 
sione Reale per il Monu- 
mento nazionale in Roma a 
Giuseppe Mazzini. 

Pasquale Villari, presi- 
dente. 



f*AOI.O UOSELLI. 



Consiglio dei Ministri. 



Presidenza Boselli. 

Affari Esteri Sennino. 

Agricoltura Raineri. 

Armi e Munizioni Dallolio. 

Colonie Colosimo. 

Finanze . . .• Meda. 

Grazia, Giustizia e Culti . . Sacchi. 
Guerra Giardino. 



Industria, Comm. e Lavoro. De Nava. 

Interni Orlando. 

Istruzione Pubblica .... Ruffini. 

Lavori Pubblici Fonomi. 

Marina Del Bono. 

Poste e Telegrafi Fera. 

Tesoro Carcano. 

Tras^porti mariti.' e ferrov.'. Bianchi R. 



Ministri senza portafoglio : 
Arietta, Bianchi L., Bissolati-Bergamaschi, Comandini, Scialoja. 



151 



MINISTERO DEGLI APPARI ESTERI 

(ROMA, piazza del Quirinrile, palazzo della Consulta). 

Sidney SONNINO, Ministro. 

Luigi BORSARELLI DI RIFREDDO, Sottosegretario di Stato. 

Giacomo De Martino, segretario generale. 

Luigi Aldrovandi Marescotti, capo di gabinetto di S. E. il Ministro. 

Paolo Biaiicheii (Jhiappori, Francesco Biirbaro, Casimiro De Lieto, segretari. 

Frank de Morsier, segretario particolare di S. E. il Ministro. 

Ubaldo Rocliira, segretario. 



Uffici alla diretta dipendenza 
del Segretariato generale. 

Cifra. — Gerolamo Nasel- 
li, capo d'ufficio. 

Stampa e traduzioni. — 
Luca Orsini Baroni, capo 
d' ufficio. 

Corrispondenza. — Carlo 
F. Serra, cajw d'ufficio. 

Divisione I*. — Ragioneria 
ed Economato. 

Lodovico Calvari, cajw 
di diiisione. 

Direz. degli affari generali. 

Salvatore Contarini, diì-et- 

iore generale incaricato. 
Divisione II*. — Personale 

e Cerimoniale. 

Vittorio Laudi Vittori, capo di divisione. 
Archivio Storico. — Guido Meli Lupi di So- 

ragna, direttore. 

Biblioteca. — Loreto Pasqua- 
lucci, bibliotecario. 

Direzione generale 
degli affari politici. 

Gaetano dei conti Manzoni, 
direttore genejale. 
Divisione III». 

Carlo GarbasiO. cap) di di- 
visione. 
Divisione IV». 

Sabino Rinella, cupo di di- 
visione. 




blPNKY DONNINO 




Direzione generale 
degli affari commerciali. 



Luiai BOUSAKBLLI 
DI RlKUKDDO. 



Ufficio del contenzioso 
e della legislazione. 

Arturo Ricci - Busatti, 
capo d' ufficio. 

Legalizzazione e passaporti. 

Claudio Valentin!, capo 
d' ufficio. 

Direzione generale 
delle R. Scuole all'Estero. 

(Via Anreliaiia, 12). 
Angelo Scalabrini, di- 
rettoi e generale. 

Ufficio d'ispettorato. 

Aurelio Stoppoloni, A- 
merico Namias, Luigi Ma- 
scia, ispettori I entrali. 
S. E. il Ministro ricevo 
il Corpo diplomatico tutti i 
mercoledì dalle ore 3 alle 6 pom. S. i5. non 
ha ore fisse per ricevere gli On. Membri del 
i regi ulflciali diplomatici e con- 
solari e tutte le altre persone. 

Commissariato dell'Emigrazione 

(Via UoiicoiiiitJìgni, ;ìn). 
Giovanni Gallina, incaricato 
delle /f. di commissario gener. 
Divisione I». 

Giuseppe De Miohelis, capo 
di divisione. 
Divisione II». 

Egisto Rossi, caiJO di divis. 
Divisione III». 

Umberto Tomerzoli, caiw di 
divisione. 
Ragioneria. 

Alfredo Marconi, Ragioniere 
capo. 



Parlamento, 



N. N., direttore generale incaricalo. 

Divisione V». 

Carlo Pclucchi, capo di diiisione. 

Divisione VI». 

Francesco De Velutis, c"po di divisione. 

Direzione generale degli a^ari privati. 

Giulio Vaccaj, direttore generale incaric. 

Divisione VII». 

Cario Serra, capj di divisione. 

Divisione VITI», 

Carlo Nagar, eipo di divisione. 



Consiglio del Contenzioso diplomatico. 

Istituito con R. Decreto 29 novembre 1S57 
e ricostituito con R. Decreto 17 febbraio 1885 
n. 1236, presieduto da S. E. il Ministro. 

Il Consiglio è chiamato ad emettere il suo 
parere sovra lo questioni di diritto interna- 
zionale, di nazionalità, di leva militare, di emi- 
grazione, di estradizione, sovra l' interpreta- 
zione dei trattati, ce. 

Il Ministro, presidente. 
N. N. vicepresidente. 

Consiglio del/ Emigrazione. 
Luigi Rodio, presidente. 
Luiyi Rossi, vicep esidente. 



152 



MINISTERO PER L'AGRICOLTURA 

MINISTERO PER L'INDUSTRIA, IL COMMERCIO 

E IL LAVORO 

{ROMA, via XX Settembre). 



Giovanni RAINERI, Mivis ro par l'Agricoltura. 

Giuseppe DE NAVA, Ministro jer l'ìnduitrifi, Coinwerrio e Lavoro. 

Mario CERMENATI, Sottosegretario di Stato j er VAgticoItura. 

Elio MORPURGO, Sottosegretari ri di S:(ito per l'Industria, Commercio 



Lavoro. 



Gabinktto di S. e. IT. Ministro di Agricoltura 
Alessandro Brizzi, capo di gabinetto — Italo Bonardi, segretario particolare 

Gabinetto di S. E. ii- Ministro dell'Industria, Commercio e Lavoro 
Vincenzo Camanni, capo di gabinetto — Eugenio Meroniio, segretario particolare. 

Gabinetto di S. E. il Sottosegretario di Stato pek l'Agricoltura 
Vittorio Novarese, capo di gabinetto — Michele Gioia, segretario particolare. 
Gabinetto di S. E. il Sottosegretario di Stato per l'Industria, 
Commercio e Lavoro. 
Vittorio Stringhcr, capo di gabinetto — Luigi Battaino, segretario particolare. 



Divisione I», — Fers naie, 
affari generali. 

Ulisse Zanetti, capo di 
divisione. 

Economato e Cassa. 

Luigi Gizzi, ecohoiiio. 
NataleSaporiti,'-rt^s ere. 

Biblioteca. 

Guido Pardo, billiote- 



Ragioneria. 

Cesare Panfili, rapo ra- 
gioniere pel M nistero agri- 
cottura. 

Ugo Casaglia, reggente 
capo ragioniere pel Mi.i- 
stero industrio, commercio 
e lavoro. 

Direzione 
Generale dell'Agricoltura. 

Bartolomeo Moreschi, direttore generala. 
Ispettore fjener al e de'le industrie agrarie, N, N. 
Ispettore superiore della viticoltura e malattie 
della pi(^ut^, Michele Carlucci. 

Ispettori dell'agricoltura e dell'in- 
S'^gnaDiento agrario, Giovanili 
Patanè, Alessandro Bvizi, Vin- 
cenzo Flores. 

Ispettori del bonificamento aura- 
rio e dell'I <oloiiiz:a-.ione. Luigi 
Monaldi, Agostino Lunavdoni, 
Pompeo Spinetti. 

Divisione III». — Indus'rie agra- 
rie e pa'o o/ia rege a e. 

Michele Carlucci, cctpo di di- 
visione, incaricato. 




GlOVAKM RaIXKKI 



Divisione VI». — 'cri'ui zoo- 
tee» lei. 

Nello Fotticchia. Ispet- 
tore incarìtato. 

Ufficio speciale statisti- 
ca AGRARIA. 

Giuseppe Zattini, ispet- 
tore. 

Ufficio speciale per la 
Sardegna. 

Enri(0 Camerana, ing. 
capo ddle miniere. 

Direzione Generale 
delle Foreste. 

Antonio Sansone, diret- 
tore gexeraU. 

I<] ettore superiore del't ac- 
que, foreste^ bonifiche, Lo- 
renzo Ratto. 



Isj.etlore superiore 
Fauci. 



forestale, Pasqua'e La 



Divisione IV». — I sejnamento 
agrario. 

Vittorio Strii;gher, 

Divisione V». — Fervi.i speciali dell' Agricfi, 
tura. 
JEiirico Clerici, ca^o di divisionfi. 




Mario Ckrmenati 
apo di div'sine. 



Ispettore dei Demani comunali, ed usi civici, 
Giovanni Curis. 
Divisione VII". — Affari gene- 
rati e pe sonale fores'àle. 

Adelmo Barsanti, cupo di di- 
visione incaricato. 
Divisione Vili». — Foreste dema- 
] iati. 

(Gregorio Sforzi, capo di dl- 
vìs'one incMìicato. 
Divis. IX». — Bìmboschim''nti. 
Vittorio Perona, apo di di- 
visione incaricato. 
Divisione X». — Demani coma- 
n li ed usi civici. 

Giuseppe Beneduce, inpett. 
(apo di divisione reggente. 



Direzione generale del Credito 
e della Previdenza. 

Vincenzo GiuiTridaj dirpttorfi jgeijerajfi. 



— 153 — 



tsp-ttotato de^li IctHuti di Cred'to e di Previ- 
denza. 

Francesco Palnmbo-Cardclhi, inpetf. rapo. 

Edoardo Sqnatriti e Ascaiiio Hubino, 
ispettori superiori. 

Alfredo Salvatore, Oreste Tat-oni. Alfredo 
Maraldi, Angelo di Nola, Ettore Bianchi, 
Aristide Zengariiii, Giovanni Nicotra, Felice 
Barbarisi, Ronio'o Jacurti, Michele Tiicci, 
Alfredo Viti, inp'ttori. 

Divisione XI". — C. eJito e 
Cooperuzione. 

Gaspare liodolico, capo 
di divisione. 
Divisione XII*. — Previden- 
za. Assiitirazioni sociali. 
N. N. capo di divisione. 

Direzione generale 
delia Statistica e dei Lavoro. 

Giuseppe Falciani, d - 
rettore <,enerale. 

Ul'FICIO CENTltALE DI STA- 
TISTICA : 

Alessandro Aschieri, 
isp'ttore generale. 
Divistone XIII». — Stuii- 
stica demografica, sanita- 
ria e fi'ian-iaiia. 

N. N., capo di divisione. 
DivisiONJt XIV». — Statistiche, indnsti-iali ed 
economiche.' 

Vittorio Nazari, cipo di divisione. 
Divisione XV». — Ufflc.io del lavoro. 

Vincenzo Camaniii, capo di divis'one. 

UlTICIO DEL censimento. 

Tullio Ba-ni, capo dsW ufficio. 

Ispettorato delle miniere. 

Luigi Baldacci, ispettore superiore capo. 
Lodovico Mazzetti, ispettore snp'triore. 
Euveiiio Perrone, ispetore capo del servi- 
zio idraulico. 



Divisione XVI». — Servizio e le- 
gislazione delle ininiem. 
N. N., capo di divisione. 



Divisione XXII» 




GllSEI'PK 1)K Nav 



Ispettorato generale 
del commercio. 

N. N., ispettore ffnera^e. 
(Giovanni Belli, i-petto-e. 
Italo Bonardi. Michele Ar- 
naldi, ispetl. dell' iiis'gn imi u o. 



Divisione XVII». — Coni 
interno. 

Carlo Faloci, 
sione. 



apo di divi- 




Divisione XIX». - I-dustrìa, 

Giuseppa Marniiroli, capo di divisione. 
Divisione XX». — Pr pretà inteWttuale. 

Emilio \enez\a.n, Cip ) di divis. inaricato. 
Divisione XXI». — Pesi, misure e saggio di 
ìnetalli preziosi. 

Giacomo Bartisfella, cap-) di divisione rrg- 
gente. 

. — ■ Istruzione industriale e 
prof ssionale. 

Melchiorre Zagarese, 
capo di divisione. 

Economato generale. 

Guglielmo Mangili, 
ispitf. generale del Mini- 
s ri> del Tesoro, in (irìcato. 

Istituto Nazionale 
dell^ Assicurazioni. 

(Via della Stamperia). 

N. N., direttore generale. 
F.ni-ico Scodnik, vi edi- 
retto' e generale. 

CoNSiGi-io di amministra- 
zione. — Boiialdo Strin- 

gher, presilente. 

Consigli e commissioni permanenti. 

Commissione centrale di revisione dei reclami 
sulle pri patire industriali. — Antonio Gui, 
presidente. 

Commissione superiore metrica e del S'ggio 
delle monete e dei mitalli preziosi. — Ulisse 
Dini, presidente. 

Commissione consultiva per il credito agrario. 
— N N., presiden'e. 

Coìisiglio siiperiorn del commeì-cio. — Il Mini- 
stro, presidente. 
Con9Ìi,lio diW ordine eqwsfre "al merito del 
lavoro,,. — Il Sottosegretaiio 
di Staio, presidente. 
Cons'glio superiore delle acque e 
foreste. — 11 Ministro, presiti. 
Comitato tecviro del Consigi o su- 
periore delle acque e foreste. — 
11 Direttore generale delle fo- 
^reste, p esid n e. 
Cinsigl'o della pi evi enza e dille 
assiiurazioni sociali. — C. F. 
Ferraris, prtsidente. 



Kmq MoKi'UKGo. 



Comitato tonico per l'agricoltura. 

— E. Faina, presidente. 

Consiglio per l'istruzione agraria, 

— 11 Ministro, presidente. 

Divisione XVIII». — Commercio esteo. ConsigHo per l'istruzione industriale e commer- 

Giovaiini l'accanoni, capo di divisone. ciule. — il Ministro, pi esdente. 

Ispettorato generale de l' industria. Consiglio per gli interessi .serici. — C&iìo Gorio 

2>residente. 
Luigi Belloc, ispettore generale tergente 
(Tomberlo Veroi, /chillo Tondi, Pasquale Cojisiglio ippico. — 11 Direttore generalo del 
Contaldi, ispettori de l'insegnarne, tu. V A'^xicoìiVLva., presidente. 



- 1? 

Commissione, consuìtiva per la difesa contro le 
malattie dflle piante. — N. N.. presidente. 

Commissione consultiva per la pisca. — Il Mi- 
nistro, presidente. 

Co'isiglio d' amministratione dell' azienia del 
Df.m mio forestale di Stato. — 11 Direttore 
generalo delle foreste, presiden'e. 

Commissione per il bonificamento dell'Agro rO' 
mano. — 11 Direttore generale dell'Agricol- 
tura, presidente. 

Consiglio superiore del lavoro e comitato per- 
manente del lavoro. — Il Ministro, presidente. 
N. N., presidente del comitato pirmanente. 



Consiglio zoofentico e per le epizoozie. — Carlo 
Gorio, pres.den e. 

Consiglio delle miniere. — Il Ministro, presi- 
dente. 

Comitato per il personale del R. Corpo delle 
foreste. — Il Ministro, presidente. 

Comitato geologico. — Arturo Issel, presidente. 

Consiglio superiore di statistica. — Luigi Bodio, 
presidente. 

Commissione centrile per gli approvvigiona- 
menti. — Il Ministro per l'Agricoltura, pre- 
sidente. 



MINISTERO DBLI/E ARMI E MUNIZIONI 

{liOMA, via XX Settembre). 



Alfredo DALLOLIO, tenente generale. 3f»/M's/ro. —Paolo BIGNAMI, Sottosegretario di S'.ato. 



Segretariato generale. 

Pietro Panizzardi. . . . 



Servizi generali. 

N. N. C'ipo tervizio. 

Servizi di mobilitazione. 
N. N, capo servizio. 

Servizio tecnico armi e 
munizioni. 

Alfeo Clavarino, ispet- 
tore superiore. 

Servizio amministrativo 
armi e munizioni. 

Direzione generale 
d'artiglieria. 

Giuseppe Do Luca, direttore generale. 

Divisione artiglieria. 

Vincenzo De Santi, capo di diviiioite. 




Alfredo Dallolio. 



Divisione amministrativa 
d'artiglieria. 

Vincenzo Bonamico.ca- 
pó di divisione. 

Direzione generale 
del genio. 

Camillo Angelozzi, di- 
rettore generale. 

Divisione genio. 

Raffaele Parisi, capa di 
divisione. 

Direzione generale 
di aeronautica. 

Mariani G. t. direttore 
generale. 



Ragioneria. 

Vittorio BruschelU, capo ragioniere. 



N. IO 



REMINuTUn « scrittura visibile 
LA MIGLIOR MACCHINA PER SCRIVERE 

A CESARE VERONA - TORINO e principali città A 



— 155 - 



MINISTERO DEI.LB COLONIE 

{ROMA, Piazza Colonvcr, palazzo Chigi). 

Gaspare COLOSIMO, Ministro. 
Pietro FOSCAEI, So'tosejretario di Sta.'o. 



Edoardo Baccni, rapo 
di gahinelto di S. E. il Mi- 
ni-^tro. 

Umberto Giglio, segre- 
turio ) ai titolai e di S.H. il 
Ministro. 

Carlo Rossetti, capo di 
gabinetto di S. E, il So! tose', 
gretario di Slato. 

N. N., segretario parti- 
culare di S, E. il SMusegre- 
tario di Stato. 

Direzione Generale degli af- 
fari politici e dei servizi re- 
lativi alle truppe colon ali. 

Giacomo Agnesa, Di- 
rettore generale, 

N. N., vicedirettore gè- 
nerale. 



Ufficio I. — Tripolilania e Cirenaica, 
Ufficio li. — Eritrea e Somalia italiana 
Ufficio militare. 
Ufficio cartografico. 
Ufficio traduzioni. 



Direzione Generale 

degli affari economici 

e del personale. 

l'ompeo Bodrcro, dirello'-f 
gen rale, 

Carlo Kossetti, vi edire't i < 
generale, capo del persoti le. 

Ufficio I. — Fersqnale. 

Ufficio li. — Dazi, monopo'i, 
imposte. 

Ufficio III. — Esplonzioni e 
missioni geografi' he e scien- 
tifi he. 

Uffkio IV. — Marina. 




Massimiliano Lioastro, 
vicedirettore generale. 

Ufficio I. — Amministra' 
zioni lucali. 



Ufficio I[. ■ 

Ufficio III. 
bliche. 



Legislazione. 
- Opere pub- 



Gaspake Colosimo. 



Ufficio IV. — Ferrovie. 

Ufficio V. — Servizi postali 
ed elettrici. 

Ragioneria. — Romolo 
Massimiliano Giandolini, 
direttore capo di Ragio' 
neria. 

Tsp?ttori centrali di Ragio- 
neria. 

Gi.icomo Massetti, En- 
rico Galli. 



CONSIGLIO COLONIALE 

Gaetano Mosca, presidente. 




l'iETUO l'USCAKI. 



COLONIA ERITREA 

Seiiat. Giiicomo De Marti- 
no, gonernatore. 

SOMALIA ITALIANA 

Giovanni Cerrina- Terroni, 
gorernatore. 

TRIPOLITANIA 

Giovanni Aoicglio, governai. 

Colon n. Giuseppe Vacoaro, 
capo dell'ufficio milif. politico. 

Ugo Niccoli, segretario gene- 
rale per gli affari civili. 

CIRENAICA 



Direzione Generale degli affari civili 
e della opere pubbliche. 

Carlo lUveri, direttore generale. 



Giovanni A meglio, governatore incaricato. 

Augusto Villa, capo dell'ufficio militare 
politico. 

Alessandro Salvador!, segretario generale 
per gli affari civiU. 



15G 



MINISTERO DELI/B FINANZE 

(liOMA, via XX Settembre e via Cernaia — Palazzo del Ministero delle Finanze). 



Filippo MEDA, Ministro. — Giovanni INDRI, Sottosegretario di Stato. 



Guglielmo Fiastri, rapo di g'ih'.netto di S. E. il Ministro. 
Cesare Sigismondi, segretario particolare di S. E. il Ministro. 
Pasquale Troise, capo di ga'inetto di S. E. il Sottosegretario di Sialo. 
Virginio Avi, segretario pcirlicolnre di S. E. il Sottosegretario di SliUo. 



Segretariato generale. 

Alessandro Lnpinac<.-i, 
ispettore generale. 

Divisione I». — Personale. 
Pasquale Troise, capo 
di divisione. 



Affari gè 



Divisione IL 
iterali. 

Lodovico Fancher 
pò di divisione. 



Ragioneria. 

Michele liOmbaido. di- 
rettore capo della ragio- 



iierta. 

Ufficio speciale. — Ser- 
vizi generali. 

Ettore Tavernari, capo 
sfzioi e. 
Divisione I». — Servizi del Segretarialo gene- 
rale e della Direzione generale del Catas'o. 
Giuseppe Oasapietra, capo di divisione. 

Divisione II». — Servizi della Direzione gene- 
rale del Demanio. 

Vittorio Bolla, capo di divisione. 

Divisione III*. — Serviti de'la Direzione ge- 
nerale delle tasse. 

Umberto Vegezzi, capo di divisione. 

Divisione IV». — Se-tizi della Di- 
rez. gen. d Ile Imposte dirette. 

Gotì'redo Toloniei, capo di 
divisione. 

Divisione V*. — Servizi della Di- 
rezione generale dell'! Gabelle, 
dell' Ufficio Irat ati e del Vomin- 
d> g*>.iera!e della Guardia di 
finanza. 

Df^metrio Zanoni, capo di di- 
vi s'. oh e. 

Divisione VI». — Servizi della Di- 
reìione generale del e Priva' ive. 
Giuseppe Colapietro, cap/ di 
divisione. 




Divisione II». Eiparto A. 
— Dogane. 

Saturno Con adi ni, ca- 
po di divisione. 

Divistone II». Riparto B. — 
/ abbricati doganali e per- 
sonale. 

Raffaele Pulieri, capo di 
divisione. 

Divisione IU». — Tasse di 
fabbricazione e di vendila. 
Silvio Miithis. ca2)o di 
divisione. 

Servizi tecnici. 

Ufficio tral'ati e le/islaz'one 
dogu'ia'e. — Carlo Puglie- 
FiLippo Meda. si, capo di d vi-^ions e di- 

rettore dell' ufficio. 
Ufficio tecnico delle dogane. — Giovanni Mar- 
letta, direttore. 

Laboratorio chimico centrale. 

Vittorio Villavecchia, direttore. 

Ufficio centrale di revisione. 
Edoardo Tavassi; direttore. 

Comando generale 
del Corpo della R. Guardia di Finanza. 

Achille Borghi, tenente gene- 
rale, comandante. 

Salvatore La Feria, maggior 
generale, comandante in 2». 

Divisione amministrativa. 

Giuseppe Perugini, capo di 
divisione. 




Giovanni Indki. 
Direzione generale dplle Gabelle. Servizi tecnici 



Direzione generale 
delle Privative. 

Vittorio Emanuele Aliprandì, 
direttore generale. 
' Enrico Bonaga, vicedirettoie 
generale. 



Lodovico Luciolli, diret ore generale. 
Antonio Dell' Abbadessa e Olindo D'Arien- 
zo, vicedirettori generali. 

Servizi a-nminist'-ativi. 

Divisione 1\ — Affari generali e daz'o on- 
snmo. 
Francesco Rossi, capo di divisione. 



Ufficio I. — Coltìvaz'one lab udii. 
Leonardo Angeloni, direttore. 

Ufficio IL — Manifatture tabacchi. 

Ubaldo R.iveggi, direttore. 
» 
Ufficio III. —Sili, chinina di Sla'o. 

Giovanni Fabaro, diretorc. 



157 - 



Servizi A^r^rt^'ISTnATIvt. 

PlVISIoKE I." — Alfuri geneiaU e con'émioxo. 
Riiflaele lUiggi d'Aragona, capo di di' i- 
aio II e. 
Pi VISTONE 11.0- — Maga z^ ni di 'deposito e uffi i 
di vendita. 
Francesco Quarta, capo di divisione. 

Divisione III». — Ricendite. 

Francesco De Paola, capo di diiisìoiie. 

DlVISIOKE IV». — Lodo. 

Carmine Bruno, capo di divisione. 

Direzione generale del Demanio pubblico 
e patrimoniale. 

Luigi Barile, direttore generale. 
Francesco Giammarino, ticediret. gener. 
Divisione l'\ — (Affari generali, demanio pub- 
blico e patriuionialej. 

Dante Ser Giacomi, capo di divisione. 
Divisione II». — (Demanio patrimoniale, 
compreso l'asse ecclesiastico). 

Arturo Salvatori capo di divisione. 
Divisione III». — (Leggi eversive dell'asse 
ecclesiastico). 

Pansini Giovan Angelo, ff. capo di divis. 
]nvisioNE IV». — Vendite, permute e acqui- 
sti di beni immobili. 

Laurora Sante, regg. ca>>o di divisione. 

Direzione generale delle T^sse sugli affari. 

Giuseppe Silvio Eeneitini, dlre't.gen-raìe. 

Valerio Marangoni, ticed rettore generale. 
Divisione I». Reparto .4. — (Personale), 

Ernesto Bolognini, capo di divisi ì e. 
Divisione I». Kepart) li. — (Personale). 

Fr.incesco Scardaccione, capo di dioislone. 
Divisione II». — (Tasse di registro). 

Aniceto Giardini, capo di divisioite. 
Divisione III». — (Tasse sulle successioni). 

Roberto De Carolis, capo di divisione. 
Divisione IV». Reparto A. — (Ta.sse di bollo 
e spese di giustizia . 

Ernesto Bernardoni De Ricci, ca_ o di di- 
visione. 
Divisione IV«. — Reparto Jl. 

Torquato Dussoni, /f. caiio di divisione. 
Divisione V». — (Servizi promiscui i. 

Gesualdo D'Elia, ff. ctp.ì di divisione. 

Direzione generale delle Imposte dirette. 

Enrico Abbate, direttore gmierale. 
Libero Renato WW&^vicedirettore gen tr .1 •. 
Divisione I». — (Affai-i generali e perso-iale). 

Felicissimo Gianna, capi di diois one. 
Divisione II». — (Imposte foniiarie). , 

Umberto Fionisi, capo di divisi >ne. 
Divisione III». — (Imposta sulla ricchezza 
mobile). 
.Ausonio Stefanoni, capo di divisione. 
Divisione IV». — (Riscossione — Imposte 
sui beni rustici e sui fabbricati — Sovrim- 
poste provinciali e comunali). 
l\. X., capo dì divisione. 



Direzione generale del Catasto 
e dei servizi tecnici. 



Luigi Galata, diret ore generale. 

Luigi Princivalle, vicedirettore generale. 
Divisione I». — (Affari generali e personale). 

Gennaro Jannarone, ff. capo di divisione. 
Divisione IK — (Formazione e conserva- 
zione del catasto^. 

Legnago Gorini, capo di divisione. 
Divisione III». — (Uffici tecnici). 

Giovanni Grosso, capo di divis'one. 



S. E. il Ministro riceve tutti 1 giorni i Se- 
natori e i Deputati. 

S. E. il Sottosegretario ^i Stato riceve 1 Se- 
natori e i Deputati nei giorni di lunedi, mer- 
coledì e venerdì dalle 11 alle 12. 

I.e altre persone devono chiedere udienza. 

I Direttori Generali e i Capi di Divisione 
ricevono tutti i giorni nelle ore libere d'ufficio. 



Consiglio del < alasto. 

Antonino Di Prampero, presidente. 
Commissione Censuaria cen rale. 

Il 'Mìnìsixo, presidente. 
Commissione centrale per la rsolm'ine dei ri- 
corsi contro ìa tassa sul consumo del gaz-luce 
e del 'energia elettrica. 
Italo Brunelli, presidente. 
Commiss'one centrale per l' attuazione d iprov- 
vedimfnti telativi al dazio consumo. 
Carlo Sandrelli, presidente. 
Commissione permei i.en'e pei lavo i recativi al 
trattati di lommerc o ed alle tariffe d.jganali. 
11 Segretario generale del Ministero de- 
gli Esteri, presidenfe. 
Cominissone permanente per V esane del'a si- 
tuazione dei capitali del l>ilancio. 

Il Sotto'-ei.'retario di Stato, presidente. 
Comiiiss'one leale dei trattari. 

11 Direttore Gen. del Demanio, py.sìd. 

Commissione centrale di sindacato per l'ammi- 
nistrazione e per la vendita dei beni prove- 
nienti dall'asse ecclesiastico. 
Il Ministro, presidente. 
Commissione centrale pei reclami riguardanti 
le imposte dirette. 

Calcedonio Inghilleri, presidente. 
Collegio consultivo dei periti doganali. 

Carlo Schanzei*, presidente. 
Consiglio d' amministrazione pel fondo della 
massa del Corpo delle Guardie di finanza. 
Achille Borghi, presidente. 
Commissione centrale x>el conferimento dei ban- 
chi di lotto e per V amministrazione del 
Monte vedovile dei ricevitori del lotto, 
Raffaele Perla, presidente. 
Consiglio tecnico per l' amministr. dei tabacchi, 

Giuseppe Colombo, presidenfe. 
Consiglio tecnico per l'anmiinistrazioie del s ili, 

Pietro Bertarelli, presidente. 
Commissione centrale di perizia per la cam- 
pagna di coltivazione dei tabacchi, 

11 Direttore gener. dell'Agricoltura, pres. 



— 15S — 

.«fu? .91? v'zio d,"! chi' 



Cotnmtasione dì ngìfnn 
nino ili Sia/o. 
Fraiuìesc'o Todaro, preHuleHte. 

Commissione cenfr.ile per risolvere in via nm- 
ministralivu ed in appello sui reclami contro 



le decisioni dei funsìonarì di citi nlVnrt, 9t 
del Jiet/ohunfuto sul Lotto. 
Giuseppe Franceschi, presidente. 

Commissione centru'e dei V( dori per le dofinn^. 
11 Direttore gener. delle Gaballe, presid. 



MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA E DEI CULTI 

(ROMA, piazza Firenze). 



Ettore SACCHI, Ministro. - Rosario PASQUALINO-VASSALLO, Sottosegre'ario di Stato. 



Gabinetto del Ministro. — 
(Affari dei quali il Ministro 
si riserva la trattazione — 
Relazioni col Parlamento, 
con le Commissioni, ( e). 

Aristide lionelli, capo di 
gabinetto. 

Giovanni Manfredonia, 
segi-etario del Guardasigilli. 

Ufficio di traduzione, 
(Via «lei Prefetti, 4(j). 

Giuseppe Magrini, dirett. 

Gabinetto dfl Sottoseorr- 
tario di Stato. — (Ùlficio 
dell'Ispettorato, Economa- 
to e Cassa, Biblioteca, ed 
Archivio Generale. 

Carmelo Belliore, capo 
di gabinet 0. 

Paolo Franco, sejretario particolare del 
Sottosegretario di Stato). 

Ispettorato generale. 

Adolfo Antonini, ispettore generale. 

Alfredo Farace, Emilio Niccoli, Giovanni 
Bartoli Avveduti, Gius. Santacroce, Luigi 
Frezzini, Angelo Ippoliti, Luigi Alessan- 
droni, Agide Sindici, Giorgio Levi, Ernesto 
Tholesano di Valgrisanche, ispM. superiori. 

Segretariato generale. 

{Comprende le Divisioni T, 

ir, IH). 
Giocondo Pa>-qainangeli, vi- 
cedirettore generale. 
Divisione I». — (Uiììcio di studi 
legislativi e pubblicazione del 
le leg,'i). 

Giuseppe Satta, capo di di- 
visione. 
Divisione II». — (Personale del 
ministero e della magistratura). 
Luigi Cannavina, capo di di- 
visi! -ne. 
Divisione IH». — (Personale del- 
le cancellerie e segreterie giu- 
diziarie). 
Gennaro De ^Monaco, capo di divisione. 




Sacchi 



RosAiao tAsyu^ 
Vas'ìllo. 



Direzione generale degli affari civili 
e del notariato. 

(Comprende le Divisioni If'-V-VI). 
Giuseppe Azzolini, direttore ginerale. 
Publio Spinetti, vicedirettore gè- erale. 



Divisione IV». — (Affari ci- 
vili), (l) 

Giuseppe Innocenti, ca- 
po di divisione. 

Divisione V». — (Notariato). 
Francesco Frascani, ca- 
po di divisione. 

Divisione VI*. — (Sposo di 
giustizia eloe.ili giudiziari), 
Giuseppe Mori.-atii, capo 
di div sione. 

Direzione generale deg'i affari 
penali, del casellario e del- 
la statistica. (Comprende 
leDiv.VII,VIII,IX,X). 

Filippo Manfredi, d'ret- 
« tore generale. 

Guido Nozzoli, vicediret- 
tore generale. 

Divisione VII». — (Affari penali). 

Marzio De Notaristefani, cupo di divisione. 

Divisione Vili». — (Grazie). 

Enrico Tonini, crtpo di d'i-isone. 

Divistone IX». — (Casellario giudiz. centrale). 
Giovanni Battista Pecorella, capo di diois. 

D.si^i NE X», - (Statistica), 

Girolamo Maochlarelli, capo di dio' sione. 

Direzione generale dei Culti. 

(Comprende le Divisioni XI, XII 
e le ilwi Divisioni dt Ragioneria). 

Alfonso Susca, direttore gene- 
rale. 

N.N., vicedirettore generale. 

Divisione XK — (Giurisdivione 
e polizia ecclesiastica). 

Gaetano Palmera, capo di 
divisione. 

Divisione XIK _ (Patrimonio 
ecclesiastico). 
Gaetano Trigona dei Marche- 
si della Floresta, capo di divi- 
sione. 

Ragioneria centrale dei culti. 
Ernesto Vozzi, capo ragioniere. 

Ragioneria centr. del Ministero, — Gior- 
gio Bigazzi, direttore, capo ragioniere. 

(1) Le Uivis. IV e IX souo iu via del Gestì, G2. 




- 159 



» 



Consìglio superiore per le nomine, promozioni e 
trasferimento dei magistrali. 
N. N., presidente. 

Commissione della statistica giudiziaria e no- 
tarile. 

Oronzo Quarta, presiden'e. 

Direzione generale del Fondo per il Culto. 

(Roma, sa!itH «lei dillo). 

Carlo Monti, direttore generale. 
Tulio Gisci, vicedirettore generale. 

Gabinetto del Dibettoue Gkneralk. — 
(Personale — Servizio d'ispezione — Con- 
siglio di amministrazione — Protocollo e 
Archivio). 

Luigi Romano, capo di gabinetto, inca- 
ricato. 

Ufficio speciai-e del Fondo di Beneficenza 
E Religione della città di Roma alla 
immediata dipendenza del Direttore 
Generale. — (Ei-ogazione del fondo di be- 
neficenza e religione della città di Roma — 
Consiglio d' amministrazione). 
Ugo Crescentini, capo dell' ufficio. 

Divisione I». — (Applicazione delle leggi di 
soppressione). 

Luigi Cioffi, direttore capo di divisintie. 

Divisione II*. — (Soppressione dei canoni- 
cati e dei beneficii minori — Svincoli — 
Devoluzione delle rendite delle chiese ex 
ricettizie ai comuni). 

Aldo Frizzati, direttore capo di divisione. 

Divisione IH». — (Gestione mobiliare. — Quar- 
to di rendita delle soppresse corporazioni 
ai Comuni — Debiti di gestione dei con- 
tabili!. 
Luigi Romano, direttore capo di dieisione. 



Divisione IV». — (Gestione imraobiUaro\ 
Angelo Tnretta, dirett. capo di divisione. 

Divisione V. — (Congrue e supplementi di 
congrua — Assegni per spese di culto — 
Assegni agli economi spirituali e alle mense 
vescovili). 

Eugenio Pettenati, capo divisione. 

Ragioneria. — Giuseppe Fiori, direttore capo 
di divisione. 

Commissione di vigli ima suW amministrazione 
del Fondo per il rn'to. 

Raffaele De Cesare, presidente. 

Consiglio di amministrazione del Fondo p?r il 
Ctiito. 

N. N., presilente. 

Consiglio d'amministrazione del Fondo di be- 
neficenza e religione della città di liom i. 
Guido Di Carpegna Falconieri, prdsid. 

S. E. il Ministro riceve i Senatori e i De- 
putati tutti i giorni tranne il giovedì e la do- 
menica dalle 11 alle 12, i Magistrati ed Av- 
vocati il martedì e venerdì dalle IO alle 11, 
le altre persone, quando ne facciano moti- 
vata domanda, nei giorni che di volta in volta 
verranno stabiliti dal Ministro. 

S. E. il Sottosegretario di Stato riceve i 
Senatori e i Deputati, tutti i giorni, meno la 
domenica ed il lunedi dalle 11 alle 12, Ma- 
gistrati ed Avvocati martedì e venerdì dalle 
10 alle 1 1 e tutte le altre persone che ne fac- 
ciano domanda motivata, nei giorni e nelle 
ore che verranno loro notificati. 

I Direttori generali ricevono dalle 10 alle 
12 tntti i giorni i senatori, deputati, magi- 
strati e vescovi, martedì e giovedì le altra 
persone. 



MINISTERO DELLA GUERRA 

{ROMA, via XX Settembre). 

Gaetano GIARDINO, tenente generale, Ministro. 

Umberto MONTANARI, maggior generale. Sottosegretario di Stato. 



Gabinetto del Ministro. 

Enrico Corsi, dire.tore generale. 

Segreteria particolare del Sottosegre- 
tario DI Stato. 
Emilio Cetta. 

Segretariato generale. 

Augusto Freddi, vicedirettore generale. 

Divisione Stato Maggiore. 
Nicola Vacchelli, incaricato. 

Divisione Personale del Ministero. 
Giacomo Fanelli, capo di divisione. 

Divisione I». — Ragioneria. 

Eugenio Petruccl, capo di divisione. 

Divisione II». — Ragionerìa. 

Vittorio Bruschclli, ispettore superiore. 



Ufficio di ispfzione. 

Vittorio Bruschelli, ispettore superiore. 

Divisione Tiro a segno. 

N. N., rapo di divisione. 
Ufficio Ispezione veterinaria. 

Antonio Cattaui, cjpo ufficio. 
Rivista militare italiana. 

Amilcare Strani, direttore. 

Direzione generale personale ufficiali. 

Pasquale Meomartinì, dirett >re generale. 

Toiquato Poggi, vicedirettore generale. 
Divisione I» (Ufficiali). - N. N. 
Divisione II» (Ufficiali). — Massimo Soardi. 
Divisione Disciplina, — Francesco Losini. 
Ufficio mobilitazione. — Alfredo Pisana. 



- im — 



Direzione generale personali civili 
e affari generali. 

Guido Ilousseiiu, direttore gitterale. 

Divisione i'Ebsonali civili dtpendenti. 
Pietro Casciani, capo di divisione. 

Divistone pensioni, econo- 
mato K CASSA. 

Edoardo Balbis, rapo di 
dioinione. 

Direzione generale dei ser- 
vizi logistici ed ammini- 
strativi. 

Enrico Men-one, dire!- 
tore generale. 

Cai'lo Barale, vicediret- 
tore generale. 

Divistone asskgni. 

Ugo Mouteverde, cripn 
di divifiioue. 

Divisione sussistenze. 

Angusto Annibali, capo 
di divisione. 

Divisione vestiario. 

Umberto Eula, cup-y di 
divisione. 

Divisione casermaggio e trasporti. 
Ernesto Piazzoni, capo di divisione. 

Ufficio ispezioni. 

Alfredo Fiory, ispettore superiore. 

Direzione generale Leve e truppa. 

N. N., direttore generale. 
N. N., vicedirettore generale. 

Divistone I*. — (Leve). 

Cesare Cipelletti, cr^jjo di 
dioisione. 
Divisione II". — (Leve). 

Aristide Morirli, capo di di- 
visione. 
Divistone truppa. 

Nicola GalardI, capo di di- 
visione. 
Diahstone matricole. 

Paride Sabatini, capo di di- 
visione. 
Ufficio ispe/ionl 

Andrea Zendrini, ispettore 
superiore. 

Direzione generale Revisione dei conti. 

Adolfo Nardi, direttore r/enerale. 

Divisione l\ 

Carlo Barbi, capo di di vii ione. 

Divisione II». 

N. N., c.ipo di divisione. 



ISPETTOrATÓ iPPiCÓ. 

Fabrizio O lutti di Maroorenjf). 

Divisione demanio militare. 

Filippo Fenoaltea, capo divisione. 

Comando del Corpo di S ato Magg'ore. 

Luigi Cailiirna, capo di 
Stato Maggiore. 

Carlo Porro dei conti 
di Santa Maria della B - 
cocca, sotto capo oi Sialo 
Maggiore. 




UaKTANO (jIAItDlNO. 



( ons'gllo d' amministrazione 
e di diacìplinn per i fun- 
zionari civili dell' ammini- 
slrazione della guerra. 
11 Ministio, lìresiden'e. 

Consiglio dell' Ordine milita- 
re di Savoia. 
Ottavio Ragtii, presid. 

Commissione pei' l'esame cibi- 
le ijroposte di ricompense 
ed valor militare. 




Pietro Marini, presid. 

Commi-sione constati ra per la navigaz. aerea. 
N. N., presidente. 

Commi sione permanente per l'esecuzione de'le 
leggi p 'i v terani 1848-49 sulla reintegrazione 
dei gradi perduti. 

Ettore Pedotti, presidente. 

Commissione per l'esame dei ricorsi contro le 
decisioni dei Consigli di Leva. 

Fortunato D'Ottone, presi- 
dente. 

Commissione pr il riconnscitn'n- 
to della Campagna dell'Agro 
Romano nel 1867. 
Ettore Pedotti, presidente. 



Udienze dei Memhi 
mento: 



del Farla- 



U.MBKKTO MONTANAIU 



di S. E. il Ministro: tutti i 
giorni eccetto il Giovedì e la 
Domenica dalle 11 alle 12. Gli 
Ufficiali Generali e Superiori per visite di 
dovere tutti i giorni dalle 10 alle 11 eccetto 
il Giovedì e la Domenica. 

di S. E. ti Sottosegretario di Stato: tutti 
i giorni dalle 11 alle 12. 

dei Direttori generali: tutti i giorni, 
dalle 10 e mezzo alle 11 e mezzo. 



1()1 



MINISTERO DBI/L' INTERNO 

(BOMA, piazze Xtivoiia, di l'asquÌHO e di San Funlaleu — Palazzo Bi-aschl). 



Vitt. Emanuele ORLANDO, Ministro. — Giacomo BONICELLI, Sottosegretario di Stato. 



Gabinktto. — (Affari poli- 
tici e riservati — Corri- 
spondenza particolare — 
Corrispondenza telegrafi- 
ca — Relazioni del Mi- 
nistro col Parlamento — 
Nomina dei senatori — 
Elezioni politiche — Cir- 
coscrizioni elettorali — 
Studi e preparazione di 
disegni di legge e* rego- 
lamenti — Onorificenze 
cavalleresche — Funzio- 
ni pubbliche — Cerimo- 
niale, ec). 

Uffici dipendenti dal Gabi- 
netto: Lettura e riassunto 
sommario dei giornali na- 
zionali ed esteri — Con- 
sulta Araldica, medaglie 
commemorative, e affari 
relativi agli atti di valore civile — Segre- 
teria del R. Ordine Civile di Savoia — Di- 
rezione della Gazzetta Ufficiale. 
N. N., rapo del yuhi nello. 
Modestino Petrozziello, segre'ario parti- 
coUire di S. E. il Ministro. 

Gabinetto bel Sottosegretario di Stato. 
Giuseppe Ajroldi, cupo di Gabinetto. 
Marziale Ducas, segretario varliculure. 

VisTUlO STAMPA. 

N. N., cupo d ■ !' n^'p ' '• 

Ispettori generali amministrativi 
e delia pubblica beneficenza. 

Alfredo Goffredo, Domenico Caruso, Se- 
condo Dezza. 

. Ispettori generali di pubblica sicurezza. 

Giuseppe Alongi. Adolfo Lu- 
trario, Edoardo De Domeni- 
co, Simone Dante Chiapello, 
Edoardo Cavallo. Giulio Cesa- 
re Ferrari, Vincenzo Vitale, Be- 
niamino Wenzel, Emidio Er- 
cole D'Alessandro. 

Ispettori generali delle carceri 
e dei riformatori. 

Paolo Caiiubbio, Roboamo 
Codebò, Epayiinonda Quercl 
heriacopi. 

Ispettori di ragioneria. 

Raffaele Ferri, Paolo Donati, (ìiacomo 
Antonio Zanon, Luigi Bals.ìmo. 

Divisione I^ Personale. — (Personale del 
Consiglio di Stato e delle amministrazioni 
centx'ale e provinciale — Matricola e con- 
tubililà — Questioni di nazionalità e citla- 




V. E.MAN. Oklando. 



dinanza — Danneggiati 
politici — Vedove ed or- 
fani di benemeriti della 
patria — Mille di Marsala 
e superstiti di Talamone 
— Affari diversi non at- 
tribuiti alle altre divisio- 
ni — Biblioteca del Mini- 
stero—Economato — Ar- 
chivio e protocollo ge- 
nerale, ec). 

Giovanni Bobbio, vice- 
direttore generale. 

Biblioteca. 

Brando Brandi, capose- 
zione incaricato. 

Economato e Cassa. 

Emilio Rondini, «<'o- 
noiHo. 

Cesare Romizi, cassiere. 



Direzione generale 
dell' Amm'n'strazione civile. 

{Comprende le Dlcisioni II-IIE). 

Alberto Pironti, direttore geneìnle. 
Bonaventura Oraziani, vicedirettore gè- 
nera''. 

Divisione II». Amministrazioni dei Comuni e 
delle l'rovincie. — (Tratta anche gli affari 
relativi ai confini dello Stato, alle circoscri- 
zioni comunali e provinciali, alla liquida- 
zione dei danni di guerra, agli Archivi di 
Stato). 

Sante Franzè, cajw di divisione. 
Divisione III*. Beneficenza pubblica. 

Pietro Carpani, capo ui divisione. 
Ufficio per il credito comunale e pro- 
vinciale e P^at- LA MUNICIPALIZZAZIONE 
DÈI PUBBLICI SERVIZI. 
N. N., capo di divisione. 



Direzione generale 
di Pubblica Sicurezza. 

{Comprende le Diiinioni i f- F). 

Giuseppe Sorge, direttore ge- 
nerale. 

Achille De Gioigio, vicedi- 
rettore generale. 

Ufficio riservato di pubblk a 
sicurezza. 

Giuseppe Siragusa, capo le- 
sione. 



Ho.MCKi.i.i. Divisione IV». Polizia giudiziaria 
ed amministrativa. 
N. N., capo di divisione. 

Divisione V». Personale di polizia. 

Alfonso Limongelli, capo di divisione. 
Il 




102 



Scuola di polizia. 
(Vicolo «Ielle Mantellate, 7). 

Salvatore Ottolenghl, dire'iore 
Direzione generale della Sanità. 

(Comprende le Divisioni VI-VII-VIII). 
(Corso Vittorio Kiii.anuele, 209). 

Alberto Lutrario, direttore generale. 

Alessandro Messe», vicedirettore generale. 

Iginio Goflfarl, capo dell' Ufficio affari gè' 
nerali. 

Serafino Ravioini, Francesco Inghillerl, 
ispettori generali wdici. 

Manzo Jatta, ispe'tore gener. batteriologo, 

Pietro lìi^inelli, inpe/tore g<'ner. chi*nico. 

Calogero Fradella, isp itore del servizio 
celtico. 

Carlo Bisanti, Telemaco Guerrieri, Griu- 
seppe Cosco, ispettori veterinari. 
Divisione VI». Tecnica. 

Gaetano Basile, cupo di divisione. 
Divisione VII^ Amministrativa. 

Mariano Franchetti, capo di divisione. 
Divisione Vili». Servizio zwiatrico. 

Leonardo Colucci, cupo di 
divisione. 

Laboratorio di Micrografia 
E Batteriologia. 
(Piazza Vittorio Einainiele, i:i). 
Bartolomeo Gosio, direttore. 

Laboratorio Chimico. 

Emanuele Paterno di Sessa. 
direttore incaricato. 

Direzione generale delle Carceri 
e dei Riformatori. 

(Comprende le Dirisioni IX-X). 
(Via Liirpa). 

Gerardo Girardi, direttore 
generale. 

Antonio Martani, vicediret- 
tore genera'e. 
Divisione IX». Fabbricati, lavorazioni, man- 
tenimento. 
Giuseppe Boccalone, capo di divisione. 
Divisione X». J'ersonale d'amministrazione e 
di custodia e movirnen'o dei detenuti e dei gio- 
vani corrigendi. 

Giuseppe Ferrari di Caporciano, capo di 
divisione. 

Divisione XI». Raoioneria del Ministero. 
Alfredo Giovannetti, capo di divisione. 

Commissariato generale dei Consumi. 

(Via Ludovisi). 

Vittorio A.l,FmB.l, Sottosegretario di Stato 
con funzioni di Commissario ger»er. dei Consumi. 

S. E. il Ministro non ha giorni né ore fisse 
per ricevimenti. 

S. E. il Sottosegretario di Stato riceve 1 
Senatori, i Deputati e i Prefetti tutti i giorni 
meno i festivi dalle 10 alle 11 V^; le altre 
persone nel giorno e nell'ora indicati nelle 
risposte alle domande di udienza. 




I Direttori generali e i Direttori capi di 
divisione ricevono in ufficio r. )lle ore dispo- 
nibili. 

Reale Ordine civile di Savoia. 
Consiglio dell'Ordine. 
Attende all'esame dei titoli per il conferi- 
mento dell'onorificenza dell'Ordine, ed al- 
l'amministrazione del patrimonio partico- 
lare dell'Ordine medesimo. 
IlVMinistro, presidente. 

Consulta Araldica. 

Dà parere al Governo in materia di titoli 
gentilizi, stemmi ed altre pubbliche ono- 
rificenze e pel riconoscimento del diritto 
di portare titoli gentilizi per successione od 
in forza di concessioni od investiture. 
11 Ministro, presidente. 

Commissione per esaminare le proposte di ri- 
compense ai valor civile. 

Il Comandante la Divisione Militare di 
Roma, presidente. 

Il Prefetto della Provincia di Roma, vice- 
presidente. 
Commissione per l'applicazione 
della legge 8 luglio 1883, rela- 
tiva ai provvedimenti per i dan- 
neggiati politici delle provincie 
napole'ane. 

Antonio Cefaly, presidente. 
Commissione per l'applicazione 
della legge 8 luglio 1883, relati- 
va ai provvedimenti per i dan- 
neggiati polilici delle Provincie 
siciliane. 

Ugo Di Sant'Onofrio, ^resW. 

Commissione conènltiva pel risa- 

nametto dellacittà di Napoli. 

N. N., presidente. 

Commissione centrale pel credito 

comunale e provinciale. 

Pietro ^c-Avcinzzi, presidente. 

Consiglio superiore di Sssistenza 
e beneficenza pubblica. 

Carlo Astengo, presidente. 

Consiglio per gli arclìivi. 

Attende alla compilazione ed interpretazione 
delle leggi e dei regolamenti, ordinamento 
generale degli archivi e del corrispondente 
servizio; metodo dei lavori di ordinazione 
e pubblicazione degli atti; programmi degli 
esami d'ammissione e promozione degli uf- 
flziali; promozione degli uffizialiper mei-ito. 
Pasquale Villari, presidente. 

Consiglio superiore di sanità. 

Porta la sua attenzione sui fatti risguar- 
danti l'igiene e la sanità pubblica del Re- 
gno, dei quali sia informato dal Ministero 
dell'Interno; propone i provvedimenti, le 
inchieste e le ricerche scientifiche che giu- 
dichi convenienti ai fini dell'amministrazio- 
ne sanitaria; dà parere sulle questioni che 
gli sono deferite dal Ministro dell' Interno, 
N. N., presidente. 



OKio Alfieri 



- 1013 - 
MINISTERO DElyl/A ISTRUZIONE PUBBIvICA 

{lìOMA, piazza della Minerva). 



Francesco RUFFINT, Ministro. — Angelo IlOTII, Sottosegretario di Stato. 



N. N., capo di gabinetto di S. E. il Minis'ro. 
Omero Ranellotti, secjreturio particolare di S. E. il Minestro. 
Giuseppe Bnonocore, capo di gabinetto di S. E. il Sottosegretari 
Francesco Vivona, segretario di S. E. il Sotlosegreturio. 



Ispettorato amministrativo. 

Giovanni Battista Cao 
Mastio, ispettore generale. 

Mario Martini, Alberto 
Salvagnini, Alberto Pari- 
sotti, Ermete liossi, Aron- 
ne Torre, Giovanni Luc- 
cio, Ettore Maranl, Al- 
berto Avena, ispettori. 

Segretariato Generale. 
Ernesto Rossi, direttore. 

Divisione I». — Personale 
del Ministero. 

Pietro Pa<jnànl-Fu=co- 
ni, capo sezione. 

Divisione II». — Ammini- 
strazione. 

Lorenzo Rocca, capo di 
divisione. 

Ufficio della Legislazione comparata. 
Emilio Mùller, capo sezione. 

Economato e Cassa. 

Decio Germozzi, capo sez'one. 

Direzione generale per ta Istruzione superiore. 

Giovanni Filippi, direttore generale. 
Divisione I». — Università e iòtitnti d'istru- 
zione, superioie — Personale. 




FKANCKSCO llUFFlN 



Divisione II». — Affavi gè- 
verali e contemiuso scola- 
stico. 

Roberto Cao Pinna, ca- 
po di dicìsione. 

Divisione III». — Scuole 
classiche e Convitti Nazio- 
nali. 

Raffaele Grazioli, capo 
di divisione. 

Divistone IV. — Personale 
degli Istituti tecnici e nau- 
tici e delle Scuole tecniche. 
Giacomo Crivelli, capo 
di divisione. 

Divisione V». — Istiuzione 
magistrale. — Educazione 
fisica. — Is'ituti di educa- 
zione femmnile. 
Giovanni Bellora, capo di divisione. 

Divisione VI. — Istruzione media pai eggia'.a 
e privata. 
Ettore Petitbon, vapo di divisione 

Direzione generale 
per l'Istruzione primaria e popolare. 

(Lungo Tevere Sanzio, N. 15). 



Antenore Cancellieri, direttore generale. 

Ispettori centrali per l' it>tru:ione primaria pO' 
polare. 

Giovanni Di Giusto, Gabrie- 
le De Robbie, Luigi Friso, Pie- 
tro Faudelln, Ettore Graziani, 
Enrico Muzi, Alessandro Bot- 
taro, Alfredo Saraz, Giovanni 
Di Tommaso. 
Ufficio degli affari generali. 
Gustavo Nardi, capo dell' uf- 
ficio. 
Divisione I». — Personale. 

Giovanni Filippi, capo di di' 
visione. 
Divisione II». — Istruzione eie- 
Ispett. centrali delle Scuo'e medie. "^ BHS^aP ^ mentare e popolare. 

Giovan Vincenzo Belsani, -ymasg^ Y\&nc.Yemà\ì, capo di diois. 

Vittore Alemanni, Francesco Ansiolo ììoth. Divisione IH», — Asili d'infan- 

Piola, Guglielmo Padovan, zia, affari vnrii. 

Gaetano Gogò, Riccardo Truffi Ciro Tra- Pieiro Gavazzati, capo di divisione. 

balza, Alfredo Perna, Salomone Piazzi, „ .,. /• j • • , ,• . 

Carlo Vincenti, Ettore Patini. Divisione IV» - londazwm scolastiche. 

Giovanni Rossi, capo di divisione. 
Divisione I». — Scuole medie e normali. Divisioni-: V». — Contabilità. 

N. N., capo di divisione. Franoa^oo Testoni, capo di divisione, 



Vincenzo De Nobili, .capo di divisione 
Divisione II». — Materiale — S'udenti. 
Giuseppe Biraghi, ispettore 
superiore. 
Divisione III». — Biblioteche, Isti- 
tuti e Corpi scientifici e letterari. 
Ugo Frascarelli, capo di divi- 



Dlrezione generale 
per la Istruzione media e normale. 

Manfredo Tovaiera, direttore 
generale. 

Averardo Casaglia, ispettore 
generale. 




KJl 



Direzione generale 
delie Antichità e belle arti. 

(l'hV/./.l. Vl-1H'/.ÌM) 

iPilazzt delle Astieni: gptìflra^i). 

Cori-ado Uicpi, direttore f/eiifrale. 

T>rvisioNF. ]*. — Afonuinenli, ìtmsei, srarì, 
Ricoardo Avtom, capo di divisione. 

Dtvtstonk II». — J'evsonale del monuni^nti, mu- 
sfi, (/alter ie. 

Ottavio Marini, capo di divisione. 

Uffk'.io di contabilità. 

Giovanni Bedesehi, copi sezione. 

Ragioneria Centrale. 

Vitt. Castellani, dire!!, capo di rfiqioiieria. 

liiparto I. — Silvio Raule, capo di divis'one. 

lìipflvto IL — Colombo Crivellari, capo di di- 
vi slime. 

Jìlpuì-to Iff. — David Levi, cri -io di dinslon*. 

Consiglio superiore delia Pubblica istruzione. 

Il Ministro, presidente. 
IiUigi Credaro, vicepresidente. 

Coynmissione permanente per le arti nm^ilcale 
e dratnmaticn. 

11 Ministro, presidente. 

Sezione per l'urte muslcn'e. 

Arrigo Boito, presidente drlla sezione. 



Sezione per l'arte drammatica. 

Enrico di San Martino Valper^a, presi' 
den'e della sezione. 

Comitato Nazionale j»>er la Stor'a de! lìisor- 
f/imen o. 

Paolo Boselli, pres'den'e. 

Commissione centrale per la diffus'one dell' Is.'ru- 
zione elementare nel mezzogiorno e nelle 
is ile. 

Pasquale Del Giudice, presidente. 

Giunta consultiva per le hib''oteche. presieduta 
dal Direttore Generale dell'Istruzione su- 
periore. 



S.E. il Ministro riceve i Senatori e i De- 
putati tutti i giorni dalle 11 alle 12 eccetto 
il Giovedì e la Domenica, Coloro che hanno 
chiesto e ottenuto udienza, nel giorno e nel- 
l'ora indicati nella lettera d'invito. Riceve 1 
l*i-otessori di Università ed i Capi d'Istituti 
dipendenti dal Ministero 11 Lunedi, Mercoledì 
e Sabato dalle 10 alle 11. 



S. E, il Sottosegretario di Stato riceve i 
Senatori e i Deputati tutti i giorni nelle ore 
d'uttìcio, i Professori d'Uuivei-sità ed i Capi 
d'Istituti dalle 11 alle 12. 

I Capi servizio ricevono i Senatori e i 
Deputati tutti i giorni durante l'orario d'iif- 
lìeio. 



MINISTERO DEI I/AVORI PUBBLICI 

[liOMA, via della Mercede). 



Ivanoe BONOMI, Ministro. — Robeitb DE VITO, Sottosef/retario di Stato. 



Carlo Petrocchi, capo di /gabinetto del Ministro. — Emanele Cortis, secret, pari del Miniai ro. 
N. N., capo di gabinetto del Sotloseg. di Stato. — Benedetto Mauro, segret. pariicolare. 



Segrettriato generale. 

Carlo Marzollo, direi' 
toie generale. 

Divisione I». — (Affari ge- 
nerali — Personale del 
Ministero, dei Circoli fer- 
roviari di ispezione e del 
Genio Civile). 

Filippo AUemand, cap-) 
di divisione. 

Divisione II*, — (Questioni 
di massima e studi di le- 
gislazione - Edilità — 
Opere di Roma, Napoli • 
e Torino. — Contratti — 
Servizi di economato e 
cassa — Biblioteca). 

Ezio Affini, capo di di' 
V 'siane. 

Ragionekia centeale, 

Giacomo Barberi, direttore capo di ra/io- 
neria. 
Servizio di contabilità generale. 

Filippo Vanni capo sezi< ne. 




IVA.NOK 130XO.MI 



Servizio di contabilità 
particolare. 

Heparto I. — Alessandro 
Tabasso, i.-^petlore cen'rafe 
' di ragioneria. 

lìepario //. — Giuseppe Leo- 
ni. i''p'>itnre centrale di ra- 
gioneria. 

Direzione generale di ponti 
e strade. 

N, N,, direttore generale. 
Carlo Is&c^o, vicediret- 
tore generale. 
Divisione IH». — (Costru- 
zione delle strade uazio- 
nah e provinciali — Clas- 
sificazione, miglioramen- 
to e polizia delle strade 
nazionali — Trazzere de- 
maniali — Classi ftcazione 
consorzi e polizìa delle strade provincialij. 
Romualdo Vetrari, capo di divisione. 
Divisione IV», — Manutenzione delle strade 
nazionali — Cantonieri — Cassa di M. S. 
N, N,, capo di divisione. 



— k;.') 



DivisioNK V". -- (Strade ed opf i-o conuiMali: 
esecuzione e polizia — Sussidi — Strade 
vicina" I). 
Carlo Cheirasco, capo di divisione. 

Direzione generale delle Opere idrauliche. 

Alfredo Mazza, direflore gen graie. 
Francesco Ettore De Gregorio, vicediret- 
tore generale. 

Divisione VI». — (Opere idrauli- 
che di I* e II* categoria — Te- 
vere). 

Luigi Ricci, crt^*^ ^' <iivixijne. 

Divisione VII». — (Navigazione 
interna. — Personale idraulico 
subalterno — Polizia idraulica 

— Concessioni — Classiiìcazio- 
ni — Contributi — Consorzi e 
perimetri — Sussidi — Idro- 
grafia fluviale). 

Francesco Ettore De Grego- 
rio predetto. 

DiVLSioNE Vili». — Derivazioni 

— Acquedotto Pugliese — Ope- 
re idrauliche di IH», e IV» ca- 
tegoria — Con.sorzi — Bacini montani. 

N. N., capo dì divisione. 

Direzione generale delle Bonifiche. 

Adolfo liamasso, direttore g-'uerale. 

•Divisione IX». — Questioni di massima — 
Classiliche — Consorzi — Concessioni — 
Opere di Sardegna, del Vesuvio e dell'Agro 
Romano. 

Giuseppe Fasinato, c/y o di divisione. 

Divisione X». — (Bonificlift delle tabelle 1" e 
2» della legare 2'2 marzo 1900 n.» 195 — Per- 
sonale — Polizia). 

Pier Luigi Serra, eapi di divisione. 

Direzione generale delle Opere marittime. 

Angelo Paulucci, direttore generale. 

Francesco Joele, vicedirettore generale. 
Divisione XI». — (Aflari generali — Costru- 
zione e sistemazione dei porti — Classiti- 
ficazioni — Consorzi — Concorsi e sussidi 

— Liquidazioni di contributi — Difesa di 
spiagge). 

Francesco Potenza, cftpo di div'sijne. 
Divisione XII». — (Manutenzione, migliora- 
mento, escavazione dei porti — Costru- 
zione dei fari e fanali — Polizia). 

Francesco Jole predetto. 

Direzione generale dei servizi speciali. 

Alessandro Guglielminetti, direlt. generale. 

Divisione XIII». — (Strade nazionali, provin- 
ciali e comunali, costruzione di condutture 
di acqua potabile in Basilicata e Calabria). 
Nicola De Gi-egorio, c(f2>o di divisione. 

Diviskjne XIV*. — (Opere idrauliche, di bo- 
nilica e marittime in Basilica'a e Calabria, 
spostamenti, risanamenti e consolidamenti 




HoiiKKTo De V'rro. 



di abitati - Con^oUdamenli di frano in Ba- 
silicata e Calabria — Bonihca di^H.i zona 
bassa di Pozzuoli). 

Virginio Camponeschi, e tpo di divisione. 

Divisione XV-^ — (Provvedimenti a favore 
delle regioni colpite da terremoti o nubi- 
fragi). 

Ernesto Capellina, rapi di divisi. h". 

Ufficio speciale delle Ferrovie 
e tramvie e degli automobili. 

Andrea Vietri, dirett. gener. 
Domenico Abbati, vicediret- 
tore generale. 

Ispezioni tecniche, incarichi 
speciali. 

Augusto De Pretto — Giulio 
Sironi — Baldas.sarre Omboni, 
ispettori superiori. 

Omero Gerardi, ispe^tt. capo. 

Umberto Ciompi, ispett. capo . 

Divis. XVI». — (Affari generali). 
Francesco Saverio De Rossi, 
capo di divisione. 
Divisione XVII». — (Concessione di pubblici 
servizi automobilistici, tranviari e di navi- 
gazione interna). 

Armando Suarez, capo di divisione. 
Divisione XVIII». — (Concessioni di ferrovie). 

N. N., capo di divisione. 
Divisione XIX». — (Costruzioni di ferrovie a 
cura diretta dello Stato). 

Luigi Bernascone, ispettore capo. 
Divisione XX». — (Vigilanza tecnica sull'eser- 
cizio). 

Ferruccio Celeri, ispettore capo. 
Divisione XXI». — (Liquidazione di sovven- 
zioni e sussidi - Contributi nelle spese di 
sorveglianza governativa'. 

Filippo Cesano, caj) > di d'visione. 

Consiglio superiore dei Lavori Pubblici. 

Nicola Coletta, presidente. 
Sezione I». — (Viabilità ordinaria e fabbri- 
cati). 
Alberto Rqcco, presidente. 
Sezione II». — (Opere idrauliche terrestri e 
marittime). 

Ignazio Inglese, presidente. 
Sezione III». — (Strade ferrate e tramvie). 
Alberto Torri, presidente. 



S. E. il Ministro riceve i Senatori e i Pe- 
putati tutti i giorni, tranne il giovedì e la do- 
menica, dalle 11 alle 12. Tutte lo altre per- 
sone saranno ricevute nei giorni di martedì 
e venerdì dalle 10 allo 10 ' o. 

S. E. il Sottosegretario di Stato riceve i Se- 
natori e i Deputati tutti i giorni esclusi i 
festivi dalle 11 alle 12. Tutte le altro perdono 
.saranno ricevuto nei giorni di lunedì e gio* 
vedi dallo 10 alle 11. 



im - 



MINISTERO DELLA MARINA 

{ROMA, piazzetta di Sant'Antonino de' Portoghesi). 
Alberto DEL BONO, Ministro. — Augusto BATTAGLIERI, Sottosegr. di Stato. 



Vittorio Mola, capo di 
gabinetto del Ministro. 

Mario Comandù, Segre- 
tario particolare di S. E. il 
Ministro. 

Vittorio Cionni, capo di 
gabinetto del SMosegreta- 
I io di Stato. 

Giuseppe Regard, Se- 
gret. parti olare del Sotto- 
segretario. 

Ufficio 
delle Leggi e dei Decreti. 

Alfredo Curcio, capo 
d' ufficio. 

Uffici 
della Marina Militare. 




Albeiito Dkl Boxo. 



Direzione generale 
del Corpo RR. Equipaggi. 

(Via della Scrofa, 57). 
Giuseppe De Lorenzi, 
direttore generale. 

Divisione mobilitazione, 
avanzamento, rafferme e 
disciplina. 

Carlo De Luca, capo di 
divisione. 
Divisione movimenti e scuole. 
• Giuseppe Ber tetti, capo 
di divisione. 

Divisione reclu'amento, ma- 
tricola, assegni e servizi 
vari. 

Adolfo Vescovini, capo 
di divisione. 



Servìzio dei personali civili e degli affari ge- 
nerali. 

Riccardo Marcelli, direttore capo di divi- 
sione incaricato. 

Divisione personali civili. 

Riccardo Maioelli, predetto. 
Divisione affari generali. 



Direzione generale delle Costruzioni navali. 

Agostino Carpi, direttore generale. 
Divisione manutenzione del naviglio e servizio 
generale. 

Enrico Martinez, capo di divisione. 
Divisione nuove costruzioni. 

Gioacchino Russo, capo di divisione. 



Antonio Edoardo Franza, direttore capo Ufficio amministrativo. 



di divisione. 

Ufficio di economato e cassa. 

Agostino Meneghini, capo d'ufficio. 

Ragionebia Centrale. — Adolfo Ramadoro 

Divisione Sngioneria. 

Adolfo Ramadoro predetto, 
capo divisione. 

Divisione Eeaisione dei conti. 
Pietro Acquaroni, capo di- 



liivista Marittima. 

Francesco Rolaerto Mazzin- 
ghi, direttore. 

Ufficio storico. 

Giovanni Roncagli, capo del- 
l'ufficio. 

Direzione generale degli ufficiali 
e del servizio militare e scien- 
tifico. 

Edoardo Salazar, direttore generale. 

Divisione ufficiali e servizio militare. 

Roberto Andreoli Stagno, capo di divi- 
sione. 
Divisione n (viglio e servizio scientifico. 

Giuseppe Cantù, ca2)0 di divisione. 

Ufficio aìumìnistìaliv }. 

Guido Campanile, capo d' ufficio. 




AuuLsro l)ATrA(ii-iK.Ri. 



Filippo Martinengo, cupo d'ufficio. 
Direzione generale di Artiglieria e armamenti. 

Giulio Bettolini, dii-ettore generale. 
Erinsto Simion, vice ditettore generale. 

Ufficio studi. 

Dante Bucci, capo d'uffi-io. 

Divisione artiglieria e arma- 
menti. 

Carlo Todisco, cajìo di divi- 
sione. 

Divisione l'orpedini, Elettricità, 
Aereon aulica. 
Bernardo Micchiardi, f. f. di 
capo di divisione. 

Ufficio amministrativo. 

Umberto Carlotti, capo d'uf- 
ficio. 

Direzione generale 
dei servizi amministrativi. 

Francesco Pages, direttore generale. 

Divisione liquidazioni e pagamenti. 

Umberto Vigolo, capo di divisione. 

Divisione contratti. 

Pasquale Orlaiidini, capo di divisione. 

Ispettorato per l'esercizio delle macchine. 
Raffaello GofiB capo dfW ispettorato. 
Giovanni De Marich, sotto capo dell' impeti. 



1G7 — 



Io Reparto. — Vittorio Galvani, capo del ;•«• D 

pafto. 
Il» Reparto. — Ettore Mililotti, cajjo dei re 

j>o rto. 



■f'V;n« pemonali cìrìli. 
Riccardo Marcelli, predetto, caj)0 di di- 
visione. 



Ufficio animili isfrativs. 

N. N., capo dell'ufficio. 
Ispettorato di sanità. 

Filippo Rho, capo dell' isptttorato, 

G. B. Petella, sotto capo. 
1° Reparto. -- Salvatore Melardi, cajyo del 

reparto. 
Il» Reparto. — Teodorico Rosati, capo del 

reparto. 
Ufficio amministrativo. 

Achille Barberis, capo d'ufficio. 
Ispettorato di commissariato militare marittimo. 

Giulio Galante, capo dell' ispettorato. 
Reparto sussistenze. 

Carlo Gerbino, capo del reparto. 
Reparto vestiario. 

Arturo Silvagui, capo del reparto. 
Reparlo amministrativo. 

Arturo Consiglio, eapÒ del reparto. 
Ispettorato del genio militare. 

Giovanni Moneta, capo d'ufficio. 
Reparto tecnico. 

Carlo Barberis, capo dtl tepaito. 
Reparto amministrativo. 

Giovanni Mossini, capo del reparto. 
Ispettorato dei fari e del segnalanento v ai itt, 

Arturo Costantino, capo dell' ispettorato. 
Repaìio tecnico. 

N. N., capo del reparto. 
Reparto amministrativo. 

Alfonso Pesce, capo del reparto. 
Ispettorato delle Capitanerie di porto. 

Francesco Mazzinghi.crtj^o dell'ispettorato. 
Reparto tecnico. 

Pirro Santini, capo del reparto. 
Reparto amministrativo. 

Giulio Fusignani, capo del riparto. 
Servizio dei personali civili e degli affari ge- 
nerali. 

Riccardo Marcelli, direttore. 



Divisione affari generali. 

Antonio Edoardo Franzji, capo di dlvis. 
Bihlio'eca centrale. 

Augusto Zeri, incaricato. » 

Ufficio di e<onomato e cassa. 

Agostino Meneghini, cajyo dell' vffu io. 

Ufficio di Stato IVIaggiore. 

Paolo Thaon Di Revel, capo di Stato Mag- 
giore. 

Diego Simonetti, sotto capo di Sta'.o Mag- 
giore. 
Consiglio d' amministrazione e di disciplina per 
i funzionari civili dell' amministr, marittima. 
Il Ministro, presidente. 
Comitato degli Ammitagli, 

S. A. R. Tommaso di Savoia, presidente. 
Consiglio snperior'f di Marina, 

Ernesto Presbitero, presidente. 
Comitato per l'esame dei progetti di navi. 

Edgardo Ferrati, presidente. 
Commissione permanente per l'illuminazione e 
il segnalamento delle coòte. 

Gaetano Chierchia, presidente, 
R. Comitato Talassografico italiano. 
Il Ministro, presidente. 

Istituto radiotelegrafico militare, 

Giulio Bertolini, presidente. 
Commissione dei ricorsi per la leva di mare, 

N. N., presidente. 



S. E. il Ministro riceve i Senatori e i De- 
putati tutti i giorni eccetto il Giovedì e la 
Domenica dalle 11 alle 12. 

S. E. il Sottosegretario di Stato riceve 1 
Senatori e i Deputati tutti i giorni dalle 11 
alle 12. 

I Direttori Generali ricevono i Senatori 
e i Deputati tutti i giorni dalle 10 e mezzo 
alle 11 e mezzo. 



MINISTERO DBLI/B POSTE E DEI TELEGRAFI 

{ROMA, via del Seminario). 
Luigi FERA, Ministro. — Cesare ROSSI, Sottosegretario di S:ato. 



Gabinetto. — Luie:i Salerno, capo di gabi- 
netto di S.E. il Ministro. 

Carlo Colombo, capo di gabinetto di S. E. 
il Sottosegretario di Stato. 

Amerigo Bartolini, segretario particolare 
di S. E. il Ministro. 

Ottavio Gabetti, segretario particolare di 
S. E. il Sottosegretario. 

Biblioteca. 

Emilio Di^naj l>ìlf,l\ot^cario^ 



Economato. 

Amato Sepe, economo. 

Direzione generale del Segretariato. 

Giuseppe Greborio, direttore generale. 

Skuretkria e Consiglio d'amministhazioxk. 
Emanuele Correa d'Oliveiia. 

PivisioNE I». — (Carriera e disciplina). 
Luigi Venezia, capo di divisione, 



— Jt;s 

(Movimento ed applica- 



DlVISlONE II», 
zioiie). 

Socrate Beraivli, capo di Unisone. 

Divisione III». — (Personale suli.iUerno). 
Giovanni Tavolacoini, capo <ìi (ìivitione. 

Divisione IV», — (Ricevi- 
tori ed agenti rurali). 
N. N., capo fli did-ione. 

Divisione V«. — (Locali — 
Mobili — Spese d'ufficio 

— Economato). 
Ercolf» Silva, cajìo di di- 
vi s on". 

Divisione VI». — (Servizio 
d'Ispezione). 

Emanuele Franco. 

Direzione generale 
delle Poste. 

Eugenio Delmati, diret- 
tore generale. 

DiviisioNE I*. — (Corrispon- 
denze e commissioni). 

Giovanni Blengini,c-rtj70 
di divisione. 
Divisione II». — (Pacchi). 

Ettore Fontanabona, f.f.di capo di di- 
visione. 

Divisione III». — (Movimento postale). 
Antonio Ghisoltì, capo di dirisione. 

Divistone IV». — (Trasporti postuli sulle fer- 
rovie, sulle acque e sulle vie ordinarie). 
Vittorio Galliano, capo di d visione. 

Direzione generale dei Telegrafi. 

(Piazza San Bernardo, 10 >). 

Gaspare Duran, direttore ge- 
nerai. 

Divisione I», — (Servizio dei 
telegrammi ed esercizio am- 
ministrativo degli Ufficii). 

Guglielmo De Cursu, capo 
di divisione. 

Divisione II». — (Imp'anto ed 
esercizio tecnico degli Uffici 

— Radiotelegrafia). 
Mario Enrico Mirabelli, ca- 
po di divisione. 

Divisione III». — (Costruzioni 
telegrafiche e telefoniche). 

Oreste Znccolini, cap.j di di- 
visione. 



(Contabilità dei vaglia 





Divisione II» 
terni). 

Nicola Calò, apo di divi-^ione. 

Div. III».— (Servizio dei vaglia internazionali). 
Cesare Conti, capo di divisione. 

Divisi«^-£ IV». - (Casse di 
risparmio. — Servizio 
amministrativo — Eco- 
nomato). 

Alessandro Delle Pere. 
capo (li divisione. 

Divisione V». — (Casse di 
risparmio — Servizio con- 
tabile). 

Gaetano Donolis, capo 
di div' sione. 

Ragioneria centrale. 

Romeo Vme^ì, capo ni- 
g oniere. 

Istituto supekiohe 
postale telegkafico 
• E telefonico. 
'^''^^- (Viale 4el Re, 131). 

Giovanni Di Pirro, direttore. 
Girolamo Palazzolo, vice direttore. 

Direzione generale dei Telefoni. 

Giovanni Di Pino, di e'tore g/nenile reg- 
genti-. 

(liuseppe Angelini, ispeUore generale 
Giacomo Magagnini, is,>etto -e centrale. 

Divisione I». — (Personale di 1», 2» e 3» ca- 
tegoria). 

Pietro CipoUaro, capo di dUnnione. 

Divisioi.E II». — (Servizio tec- 
nico). 

Gaetano M.irchesi, ca/o di 
divisione. 

Divisione III». — (Servizio ani- 
mi Jiistrativo). 

Antonio Fi'ajese, cajjo di 
divisione. 

Kagionerta. 

Ruggero Toffaloni, capo ra- 
gioniere.^ 



Cksakk Itossi. 



Direzione generale dei Vaglia e Risparmi. 

(Piazza Dante). 

Luigi Salerno, direttore generale. 

Ufficio speciale d'ispezione. 

Pietro Stettiner, capo di d visione. 

Divisione I». — (Servizio amministrativo dei 
vaglia interni — Titoli di credito — Riscos- 
sioni). 

Torquato Giannini, ca2)o di divisione. 



S. E. il Ministro riceve i Se 
natori e i Deputati, tutti i giorni, meno il 
giovedì e la domenica, dalle ore 11 alle l'i, 
i privati che hanno chiesto e ottenuto udien- 
za, nel giorno e nell'ora in iicati nella lettera 
d'invito. 

S. E. il Sottosegretario di Stato riceve 
i Senatori e i Deputati tutti i giorni meno 
la domenica dalle 11 alle 12. 

I signori Ispettori generali e Centrali ed 
i .signori Capi di divisione ricevono tutti i 
gior.ii nelle ore d'ufficio. 



111!) 



MINISTERO DEL TESORO 

(liOMA, ria XX Setlemhre e via Cernala, palazzo del Ministero delle Finanze). 



raolo GARGANO, Ministro. — Ugo DA COMO, Sottosegretario di Stato. 



Gab'notlo de! Mnstro 

e del Sottosegretaro 

di Stato. 

Giovanni Cigliana, rapo 
ffahiwtto di S. E. il Mini- 
iiim. 

Giovanni Borga, segre- 
tario partir tare. 

Amante Di Fausto, ca- 
po delta segre'firia del Sot- 
toseqrelario di Sta'o. 

Amedeo Paoletti. segre 
tario particolare del Sol- 
tosegre'aìio. 

Segretariato generale. 

(rersoiiale — Economato 
— Biblioteca). 

Vittorio Benedetti, ca- 
j)0 di diris'one. 

Direzione generale 
perula vigilanza sugli Istituti di emissione. 

Achille Padoa, dir^s. gè». 

Galileo Crivellari, ispettore generale. 

Ragioneria generale dello Stato. 

Paolo Bernardi, ragioniere generale. 
Federico Zapelloni. ispet'ore general". 

Divisione I». — (Affari generali e personale). 
Cesare Maiorca, d re'Iore capo di ragio- 
neria. 

Divisione II». — (Bilanci). 

Vito De Bellis, f. f. direttore capo di ra- 
gioneria. 

DivisioNK Vii»-. - (Vigilanza sulle contabilità 
delle amministrazioni centrali». 
Giuseppe Failla, direttore ca- 
po di ragioneria. 

Direzione generale del tesoro. 

Federico Brofferio, direttore 
generale. 

Giov. Cigliana, Felice Cre- 
spo, ispettore genera' e. 

Divisione I». — (Portafoglio). 
Carlo Conti Rossini, direfore 
capo di divisione. 

Divisione II». — (Preparazione 
(lei bilanci e conti consuntivi 
dello Stato in linea ammini- 
strativa). 

Bartolomeo Enrici, dìrelt r 
vis'one. 

Divisione 111 

soro). 

llUó'a«i"o Kubbi, direttore e (pò di di vis'one, 




Paot.o Cahcano. 



Divisione IV». — (Ammis- 
sione a pagamento dei 
mandati e degli altri ti- 
toli di spesa a carico dolio 
Stato). 

Luigi Mainardi, diret- 
tore capo di divisione. 

Divisione V». — (Affari ge- 
nerali e riservati). 

Roberto Bocchi, diret- 
tore capo di divisione. 

Divisione VI». — (Applica- 
zione di leggi speciali, do- 
tazione della Corona, ce). 
Angelo De Francesco, 
f.f. di dirett. capo di di vis. 

Divisione VII». — (Credito 
agli impiegati). 

G.B. Dall' Oppio, diret- 
tore capo di divisione. 

— (Ufficio centrale delle 




tpo di di- 
(Entratc si)eciali del Te- 



DlVISIONE Vili» 
pensioni). 
Olimpio Zincone, direttore ca<o di divia. 

Divisione ragionekta. 

Luigi Pirovano, '«»« di divisione. 

Tesoreria centrale del Regno. 

Innocente Carnevale, tesoriere cen'rale. 
Giovanni Rossi, controllore capo. 

Commissione permanente per la vigilanza sulla 
circolazione e stigli istituti di emissione. 
Il Ministro, presidente. 

Direzione generate del Debito Pubblico. 

Giuseppe Garbazzl, direttore generale. 
Valerico Caputo, ispettore generale, 

(Ufficio affari generali e ufficio di 
ricevimento del'e domande). 
Ettore Cambi, apo nfficiu. 

Divisione I». — (Operazioni sulle 
rendite^al portatore i. 

Giovanni Ambroso, direttore 
capo di divisione. 

Divisione II». — (Iscrizioni ed 
altre operazioni su rendite no- 
minative). 

Marco Baronj diretto e capo 
di divisione. 

Divisione III». — (Iscrizioni ed 
altre operazioni su rendite no- 
minative). 

Daniele Scaini, direttore capo di divisione. 

Divisione IV». — (Traslazioni e traniutameati 

di rendite nominative). 

,N. N., capo di division". 

Divisione V». — ^Conversione della rendita). 

Scipione Casoina. dirclt, capo di divisione. 



170 



Divisione VI*. — (Conservaj'.iotio del Gran 
Libro dei consolidati e debiti redimibili). 
Giovanni Enrici, //". capo di divisione. 

Divisione VII». — (Ragioneria e Contabilità 
centi-ali). 

Giuseppe De Fl^minii, direttore capo di 
divisione. 

Divistone Vili». — (Ragioneria — Pagamento 
i-eadite). 

Francesco Carta Gavino, direttore capo. 

Ufficio dell'Agente contabile dei titoli del De- 
bito Pubblico. 
Elmireno Provogna, agente contabile. 

Ufficio di controllo. 

Luigi Baldini, controllore capo. 

Commissione di vigilanza sul Debito Pubblico. 
Carlo Astengo, presidente. 

Cassa Depositi e Prestiti e Istituti di previdenza. 

(Via Goito, N. 2). 

Luigi Venosta, amministratore generale. 

Divisione I». — (Affari generali). 

Gaspare Russo, capo di divisione. 



Direzione generale della Cassa Depositi 
e Prestiti. 

Lino Galli, direttore generale. 
Ernesto Melis, ispettore generale. 

Divisione II». — (Depositi). 

Achille Bruno, direttore capo di divisione. 

Divisione III». — (Prestiti ordinari in con- 
tanti). 

Ettore Da Valle, direttore capo di divi' 
sivne. 

Divisione IV». — (Sezione autonoma di ere- 
dito comunale e provinciale). 

Ettore Mossoli!!, direttore capo di divi- 
sione. 



Direzione generale 
degli Istituti di previdenza. 



Divisione V« 



(Ragioneria). 



Filippo Rainaldi, direttore generale. 
Riccardo Orsi, ispettore generale. 

Divisione VII». — (Ufficio tecnico^. 

Giuseppe Gianturco, direttore capo di di- 
visione^ 

Divisione Vili». — (Monte pensioni per gli 
insegnanti). 

Ugo Raimondi, direffore capo di divis. 

Divisione IX». — (Casse pensioni pei sanitari). 
Luigi Massini, capo di divisione. 

Divisione X». — (Cassa pensioni poi segre- 
tari comunali e impiegati opere pie). 

Tullio Zoppellari, direttore cij)o di divi- 
sione. 

Divisione XI». — (Cassa pensioni per gli uffi- 
ciali giudiziari e per gli impiegati del ca- 
tasto e degli archivi notarili). 

Ambrogio Rizzi, direttore capo di divi- 
sione. 

Divisione XII». — (Conti individuali). 
N. N., direttore capo di divisione. • 

Divisione XIII». — (Ragioneria della Cassa 
depositi e prestiti). 

Tito Puccioni, direttore capo: 



Avvocatura erariale. 

Giovanni Villa, aevocato erariale generale. 
Giuseppe Riccardi, vice avvocato erariale 
generale. 



S. E. il Ministro riceve tutti i giorni nelle 
ore d'ufficio, così pure S. E. il Sottosegreta- 
rio di Stato. 



Commissione parlamentare di vigilanza, sulla 
cassa deposili. 
Ulderico Levi, senatore, presidente. 



1. Felice Garbazzi, 



tare capo di ra- Consiglio permanente di animinislrazione della 

gioneria. ' cassa depositi e prestiti e degli istituti di pre- 

2. Cantù Umberto, direttore capo di ra- videnza. 

gioneria. Luigi Venosta, presidente. 

Divisione VI». — (Ragioneria della Sezione Commissione permanente per l'esame dei bilanci 

autonoma di credito comun:ilc e provin- tecnici e le proposte legislative risgunrdanli 

ciale). ff^i istituti di previdenza amministrati dalla 

Giuseppe Piancaitelli, direttore capo di Cassa depositi e prestiti, 

ragioneria. Vito Volterra, senatore, presidente. 



171 - 



MINISTERO PER I TRASPORTI MARITTIMI E FERROVIARI 

(ROMA, via Torino, 98). 



Ricoerdo BIANCHI, Ministro. — March. Giacomo REGGIO, Sottosegretario di Stato. 



Felice Fiori, rapo di gabinetto di S. E. il Ministro. 
Andrea Piccoli, segretario particolare di S. E. il Ministro, 



Gaetano 



Direzione generale 
delle Ferrovie delio Siato. 

(Viale del Policlinico). 

Consiglio 

d' amministrazione. 

Kaffaele De Come, pie- 
sidente. 

Luigi Cagnetea — Fa- 
brizio Laviano — Gaeta- 
no Riccio — Corradino 
Sella — Giuseppe Acco- 
mazzi — Emanuele Roc- 
co — Gaetano Alagona 
— Ernesto d'Agostino, 
consiglieri. 

Direzione Generale. 

Raffaele De Gornè, di- 
rettore generale. 

Rinaldo Rinaldi, Mosè 
Berrini, vicedirett. gener. 

Ispettori Superiori. 
Guido Nuti, Severino Redini 
Landini, Andrea Alessandri. 

Servizi centrali. 
Servizio Movimento (viale del Policlinico). 

Francesco De Roberto, capo servizio. 
Servizio Trazione (Firenze, viale Principe 
Amedeo, 21), 

Luigi Greppi, capo servizio. 
Servizio Veicoli (Firenze, Porta al Prato). 

Ampelio Calderini, capo servizio. 
Servizio Lavori (viale del Policlinico). 

Edoardo Garneri, capo servìzio. 
Servizio Segretariato (viale del Policlinico). 

Andrea Alessandri, capo servizio. 
Servizio Personale (tìmIo del Policlinico). 

Carlo Cavalli, capo servizio. 
Servizio Sanitario (via Venti Settembre, 40). 

Guglielmo Fabbri, capo servizio. 
Servizio Legale (via Porta Salaria, 66). 

Adriano Mengoni, capo servizio. 
Servizio Commerciale (viale del Policlinico). 

Vincenzo Capello, capo servizio. 
S'rtizio Approvvigionamenti (Corso d' Ita- 
lia. 8S). 

Vittorio Laviosa, capo servizio. 




RiccAKDo Bianchi. 



Servizio Ragioneria (via Li- 
guria, 26). 

N. N. capo servizio. 

Servizio Costruzioni (Corso 
d'Italia, 83). 

Emilio Ovazza, capo 
servizio. 

Ufficio stralcio. 

Severino Redini, ispet' 
tore superiore, direttore. 

Direzione generale 
della Marina mercantile. 

(Via dell' Umiltà, 43). 

Carlo Bruno, direttore 
generale. 



Divisione gente di mare, pro- 
prietà navale e Polizia della navigazione. 
Francesco Chianea, capo di divisione. 

Divisione amministrazione dei porti del dema- 
nio marittimo e. servizi retativi alla pesca. 
Emanuele Piperno, capo di divisione. 

Dìvi.sione protezione della Marina mercantile e 
trattati internazionali. 

Ercole Lenzi, capo di divisione. 
Reparto tecnico. 

Eboardo De Lutiis, capo del reparto. 
Ispettorato dei servizi marittimi. 

Eugenio Pinzanti, capo dell'ispettorato. 

Reparto amministra/ivo, 

Giovanni Bernardi, capo del reparto. 

Reparlo commerciale. 

N. N. capo del reparlo. 

Direzione generale del Traffico marittimo. 

Arrigo GuUini, direttore generale. 

Ufficio speciale per la liquidazione dei conti dei 
piroscafi requisiti e noleggiati in occasione 
della guerra italo-turca. 
Armando Romanelli, capo dell'ufficio. 

Consiglio supcriore della Marina mercantile, 
N. N., precidente. 



MINISTRI SENZA PORTAFOGLI 




Enrico ARLOTTA, Ministro. 

— Enrico Pranza, capo di 

gabinetto, 
{l'iazza Colonna, palazzo Chigi). 



Leonardo BIANCHI, Ministro. 
— Arturo Lepore, capo di 
gabinetto, 
(Falazgetto di Venezia). 




1. K>KI((» .\i< 



Lkoxaudo Bianchi. 



Leonida 13I8SOL \TI -BER- 

GAMAS(3HI, Ministro. — 

Eusebio Alamandola, se- 

ijre'ario particolare. 

riazza Colonna, palazzo Chini). 




i. 



Ubaldo COMANDINI, Mini- 
stro. — Giuseppe Botti, 
lapo di g bine'lo. — Gio- 
vanni Mori, segretario imr- 
ticolare. 

(l'iazza Colonna, palazzo Chigi). 



3. I.KD.MDA ]5l.SS()I.ATI-13EKt;AMAS< H 




Vittorio SCIALOJA, Ministro. 
— Andrea Galante, capo 
di gabinetto. — Gaetano 
Azzaritij segretario parti- 
colare, 
(l'aluzzetto di rtnczia). 




1. UlJAI.DU ('u.MAM)l 



r>. VlTTOKlO ÌSCIAI.OIA. 



- i7;5 - 

CONSIGLIO DI STATO 

(lìOMA, piazza Ctipodiferro, palazzo Spada). 
Raffaele PERLA, preshUnte. — Pietro CAGNI, segretario genera'». 



Skzione I*. — (AfTai-i dei niinùsteri dell' In- 
terno, dell'Istruzione, delle Poste e dei l'e- 
lei^rati . 

Augusto Clutt'olli, preside n e. 

Sezione II*. — (Atlavi dei ministeri di Grazia 
e Giustizia, dei Lavori Pubblici, degli Af- 
lari Esteri e d.^lle Coloniel, 
Pietro Bertarelli, presidente. 



Sezionk 111='. — (AfTari dei ministeri delle Fi- 
nanze del Tesoro, dell'Agricoltura, della 
Guerra e "della Marina). 
Carlo Schan/.er, presidente. 
Sezione IV*. Crurisiizional-'.. 

Carlo Sandrelli, presidente. 
Sezione V*. GiurisJiziona'e. 

Gabriele Pincherle, presiden'e. 



CORTE DEI CONTI 

(lìOMA, ria Vastrengo, palazzo del Ministero delle Finanze). 



Antonio TAMT, presidente — Angelo ROGGERI, pro.'urntore generde. 
Carlo VICARIO, vice procurutore generale — Carlo MELOGRANI, segretario generile. 



Sezione I». — iRisc(*itro degli atti risguar- 
(lanti i ministeri del Tesoro, delle Finanze, 
dell'Interno, degli Esteri, delle Colonie, di 
Graz'a e Giustizia (e Fondo per il Culto ed 
Economati dei benetici vacanti), dei Lavori 
Pubblici, Trasporti marittimi e ferroviari, 
Bilancio attivo; Vigilanza sulle entrate; De- 
bito Pubblico; Casse Depositi; Istituti fli 
Previdenza ; Contabilità di portafoglio ; Fon- 
do per l'emigrazione; Buoni del tesoro; Offi- 
cina carte valori; Cassa speciale pei biglietti 
a debito dello Stato; Spese lìsse e debito 
vitalizio — Ferrovie di Stato, Servizi in- 
terni ed Economatoj. 

Antonio Tami, presidente. 
Carlo Melograni, segretario. 

Sezione II». — (Riscontro degli atti risguar- 
danti i ministeri della Guerra, della Ma- 
rina, della Istruzione pubblica, dell'Agri- 
coltura, dell' Indus."^ ria, commercio e lavoro 
e delle Poste — Magazzini di Stato |. 

Fortunato Rostagno, presiden'e. 

Arturo Coppi, segretario. 

Sezione III». — (Revisione definitiva e giudi- 
zio dei conti dei contabili dello Stato — 
Giudizi speciali e di responsabilità dei pub- 
blici funzionari — Ricorsi in appello dalle 
decisioni dei consigli di prefettura in ma- 
teria di conti comunali e di conti delle 



Opere Pie — Esame e visto di decreti r.^- 
lativi all'accettazione e svincolo delle ca.i- 
zioni dei contabili dello Stato). 

Domenico Le Pera, presidnite. 

Savino Maghelli, segretari >. 

Sezione IV». — (Esame e visto di tutti i de- 
creti reali e ministeriali di collocamento 
a riposo, dispensa dal servizio e destitu- 
zione dall'impiego — Liquidazione delle 
pensioni e delle indennità per una volta 
tanto — Pensioni privilegiate di guerra — 
(iludizio in prima istanza sui conti dei te- 
sorieri provinciali e degli istituti dipendenti 
e sulle responsabilità degli amministratori 
delle Provincie. — Conti consuntivi del 
lì. Politecnico di Torino). 

Adolfo Leris, presidente. 

Gustavo Vern^-au, segretario. 

Gabinetto di S. E. il Presidente. 

Fabio Pedoja, capo di divisione, capo del 
(,ahinetto. 

Uffici della Corte del Conti. 

Segretariato generate. — (Personale della Cor- 
te dei Conti — Alì'ari riservati e d'ordine ge- 
nerale — Corrispondenza ufficiale — C3or- 
rispondenza telegrafica — .apertura della 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE -MILANO 



ISmil VO!STRI ACQUISTI 
RRElFeRITJE SI^MRRE 
RFiODOnrTI INA^IorNA.L.i 



- 174 - 



òorrispondenza — rrofocolln gcncralfi — 
Copisteria - Sej^veteria della l'' Sezione 
della Corte — Funzioni di cancelleria f<iu- 
diziaria davanti le Sezioni riunite della 
Corte — Archivio Generale — Biblioteca — 
Doppio del G. Libro Economato). 
Carlo Melograni, segret. generale. 

DivisioNK I». — (Conti dello Stato, dei Co- 
muni e delle Opere Pie — Funzioni di can- 
celleria in atìari contenziosi contabili presso 
la III» Sezione della Corte).* 
. Savino Maghelli, capo ili divisione. 

DivisioNK II». — (Pensioni civili e conti pro- 
vinciali - Segreteria della IV» Sezione). 
Francesco Drago, capo di divisione. 

Divisione HI». — (Pensioni militari e per- 
sonale assimilato). 

Eugenio Torracca, capo di divisione. 

Ufficio speciale per le pensioni privilegiate di 
guerra, 

Rodolfo De Paolis, referendario. 

Divisione IV». — (Riscontro degli atti dei 
Ministeri degli Esteri, delle Colonie e del 
Commissariato d' emigrazione). 
Aristide Lesen, capo di divisione. 

Divisione V». — (Riscontro degli atti del Mi- 
nistero dell'Interno). 

Gaetano Tagliamonte, capo di divisione. 

Divisione VI». — (Riscontro *egli atti del 
Ministero di Grazia e Giustizia). 
Gustavo Balsamo, capo di divisione. 

Divisione VII», — (Riscontro degli atti del 
Fondo culto e degli Economati dei benefici 
vacanti). 

Gustavo Balsamo, capo di divisione (reg- 
gente). 

Divisione VIII». — (Riscontro degli atti del 
Ministero delle Finanze). 
N. N., capo di divisione. 

Divisione IX». — (Riscontro degli atti del 
Ministero del Tesoro). 

Arturo Pelosi, r<tpo di divisione. 

Divisione X». — (Riscontro degli atti del Mi- 
nistero della Guerra). 

Ernesto 'lavassi, capo di divisione. 



DivisTOVR XT\ — '"Hi'sr'Onh'o degli atti del 
Ministero della Marina e Trjsporti marit- 
timi). 

Francesco Caputi, capo di divisione. 

Divisione XII». — (Riscontro degli atti del 
Ministero dell'Istruzione Pubblica). 
Vittorio Targioni, capo di divisione. 

Divisione XIII». — (Riscontro degli atti del 
Ministero dei Lavori Pubblici e Trasporti 
ferroviari). 

Arturo Gisci, capo di divisione. 

Divisione XIV». — (Riscontro degli atti dei 
Ministeri per l'Agricoltura, pel Commercio, 
Industria e lavoro). 
Arturo Coppi, caj>o di divisione. 

Divisione XV» — (Riscontro degli atti del 
Ministero delle Poste, dei Telegrafi e dei 
Telefoni). 

Enrico Invernizzi, capo di divìsone, 

DiivisioNE XVI». — (Riscontro e contabilità 
delle Spese fisse e del Debito vitaliziò). 
Luigi Antolini, capo di divisione. 

Divisione XVII». — (Riscontro degli atti re- 
lativi alle Entrate — Vigilanza sulle riscos* 
sioni — Buoni e Vaglia del Tesoro — Of- 
ficina carte valori — Cassa speciale per i 
bigi etti di Stato). 

Vincenzo Cajani, ttnpo di divisione. 

Divisione XVIII». — (Magazzini dello Stato). 
N, N., capo di divisione. 

Ufficio di riscontro presso la Direzione Generale 
del Debito Pubblico. 
Giovanni Vaglieco, referendirio, direttore 
» capo d'ufficio. 

Ufficio di riscontro presso la Cassa Depositi e 
Prestiti. 

Severino Pizzi, refe^'endario, direttore capo 
d'ufficio. 
Ufficio di riscontro presso la Direzione gene- 
rale degli Istituti di^Prcvidenza. 

Luigi Tacchi-Venturi, direttore sitperioie. 
Ufficio di riscontro presso la Direzione gene- 
rale delle ferrovie di Stato. 
N. N., direttole superiore. 
Ufficio di delegazione presso la cassa speciale 
del Tesoro in Jioma. 

Pompeo Righetti, delegato. 



{Stampato il 15 ottobre 1917). 



OLIO PER AUTOMiOBTI^I 




SoQ. An. ERNESTO REINACH • MILANO. 



- 175 - 



GerarcKta cattolica. 

Arcivescovi e Vescovi delle Sedi Residenziali italiane. P) 



PIEMONTE E LIGURIA 

Jiiim. Sogg. — Vesc. Luni-Sarzana (Unito 
con Brugnato). 
Genova. - 3fe/j-. — Ludovico Gavotti. 
Suffr. Albenga — Angelo Caml)iaso. 
Bobbio — Pietro Calchi Novati. 
Brugnato — Giovanni Carli. 

Chiavari — " 

Savona e Novi — Giuseppe Scatti. 
Tortona — Simon Pietro Grassi. 
Ventimiglia — Ambrogio Daft'ra. 
Torino. - Me'r, — Agostino Richelmj', card. 
Suff'r. Acqui — Disma Marchese. 
Alba — Giuseppe Francesco Re. 
Aosta — (ìiov. Vincenzo Tasso C. M. 
Asti — Luigi Spandre. 
Cuneo — Gabriele Natale Moriondo O. P. 
Tossano — Giosuè Signori. 
Ivrea — Matteo Filipello. 
Mondovi — Giovanni Battista Ressia. 
Pinerolo — G. B. Rossi. 
Saluzzo — Giovanni Oberti, S. P. 
Susa — Giuseppe Castelli. 
Vercelli. - 3fer. — Giovanni Gamberoni. 
Sìtffr. Alessandria della Paglia — Giuseppe 
Capecci, O. E. S. A. 
Biella — (ìiovainii Garigliano. 
Casale — Albino Pella. 
Novara — Giuseppe Gamba. 
Vigevano — Pietro Berruti. 



LOMBARDIA E VENETO 

Imm. Sagg. - Akciv. Udine — Antonio Ana- 
stasio Rossi. 
Milano. - il/«/r. — Andrea Ferrari, card. 
Siiffr. Bergamo — Luigi Marcili.- 
Brescia — Giacinto Gaggia. 
Como — Alfonso Archi. 
Crema — Dalmazio Minoretti. 
Cremona — Giovatini Cazzani. 
Lodi — Plettro Zanolini. 
Mantova — Paolo Origo. 
Pavia — Francesco Ciceri. 
Venezia (Patriaira o . - Metr. — Pietro La- 
fontaine, card. 
Suffr. Adria — Anselmo Rizzi. 
Belluno e Feltre — Giosuè Cattarossi. 
Ceneda — Eugenio Benegato. 



Chioggia — Antonio Bassaiii. 
Concordia — Francesco Isola. 
■ Padova — Luigi Pelizzo. 
Treviso — Andrea Giacinto Longhln, 

M. Cap. 
Verona — Bartolomeo Bacilieri, card. 
Vicenza — Ferdinando Rodolfi. 

ANTICHI STATI DELLA CHIESA 

hnm. Sogg. - Arciv. Ancona ed Umana — 
Giovan Batt. Ricci. 

Camerino — Pietro Paolo Camillo More- 
schini C. P, 

Ferrara e Comacchio — Giulio Boschi, 
card. 

Perugia — D. Beda G. Cudinale O. S. B. 

Spoleto — Pietro Pacifici, CC. RR. S. 
Vesc. Acquapendente --txisleno Veneri. 

Alatri — Michele Izzi. 

Amelia — Francesco M. Berti M. C. 

Anagni — Silvio Gasperini. 

Ascoli Piceno — Apollonio Maggio. 

Assisi — Ambrogio Luddi O. P. 

Bagnorea — Emilio Potetti. 

Città di Castello — Carlo Liviero. 

Città della Pieve — Giuseppe Angelucci. 

Civita Castellana, Orte e Gallese — Gia- 
como Ghezzi, O. F. M. 

Corneto e Civitavecchia — 

Fabriano e Matelica — Andrea Cassulo. 
Fano — Giustino Saiichini. 
Ferentino --- Domenico Bianconi. 
Foligno — Carlo Sica. 
Gubbio — Carlo Taccetti. 
Jesi — Giuseppe Gandoltì. 
Montefiascone — Giovanni Rosi. 
Narni e Terni — Francesco Moretti. 
Nocera — Nicola Cola. 
Norcia — Vincenzo Migliarelii. 
Orvieto — Salvatore Frattocchi. 
Osimo e Cingoli — Pacifico Fiorani. 

Poggio Mirteto — 

Recanati e Loreto — Alfonso Andreoli. 
Rieti — Francesco Sidoli. 
Segni — Angelo Filippo Sinibaldi. 
Sutri e Nepi — Luigi Olivares d. S. d. V. 

D. H. 
Terracina, Sezze e Piperno — Domenico 

Ambrosi. 



(*) Imm. Sogg. Sedi immediatamente soggette alla Santa Sede. — Metr. Sede arcivesco- 
vile metropolitana. — Suff'r. Sedi vescovili suffra^anee alla metropolitana immediatamente 
precedente. — Arciv. Arcivescovato. — Vene. Vescovato. 



IO 



REInlNGTON » scrittura visMìile 

I^A MIGLIOR MACCHINA PER SCRIVERE 

A CESARE VERONA - TORINO e principali città /* 



— ITO — 



Tivoli — Luigi Scarano. 

Todi — lAiiiii Zallurani. 

Treja — (Sotto l'amm.perp. di Ciimeriiioì. 

Veroli - LuiKl Fanfozzi 0. P. S. • 

Viterbo e Toscaaella — Emidio Trenta. 

Bologna. - Mah: — (ìior^'io Giismini, cani, 
SitffV. Faenza — Vincenzo Bacchi. 

Imola - Paolino Giov. Tribioli, M. Gap. 

Fermo. - Me(>: — Carlo Castelli. 
Su/fi: Macerata e Tolentino — Romolo Mo- 
laroni. 
:\Iontalto — Luigi Ferro. 
Ripatransone — laiigi Boschi. 
San Severinw — Adamo Borghini. 



PROVINCIE NAPOLETANE 



Mei 



asquale ^lor- 



Lui-i 



Ravenna e Cervia. 

ganti. 
Sìiffr. Bertinoro — Federico Polloni. 
Cesena — Fabio Bordini. 
Forlì — Raimondo Jafifei. 
Rimini — Vincenzo Scozzoli. 
Sarsina — Ambrogio Riccardi. 

Urbino.- Mcr. — Giacomo Ghio. 
Siiffr. S. Angelo in Vado e Urbania. — 
Giacomo Baccini, M. Cap. 
Cagli e Pergola - Ettore Fronzi. 
Fossombrone — Pasquale Righetti. 
Montefeltro — Raffaele Santi. 
Pesaro — Bonaventnia Port.i. 
Senigallia — Tito Maria Cucchi. 

TOSCANA ED EMILIA 



Jyiìin. Sof/ff. - Arciv. Lucca — Ariuro Marchi, 
Vksc. Ai-ezzo — Giovanni Volpi. 

Borgo S. Donnino — Giuseppe Fabbrucci. 

Cortona — Michele Baldetti. 

Montalcino — Alfredo del Tomba. 

Montepulciano — Giuseppe Batignani. 

Parma — Guido M.» Conforti. 

Piacenza — Giovanni M.» Pellizzari. 

Firenze. - Me i: '— Alfonso M. Mistrangelo, 
S. P , cuH. 
Sitffr. Borgo S. Sepolcro. — Pompeo Ghezzi. 
Colle di Val d'Elsa — Massimiliano No- 
velli. 
Fiesole - Gioacchino Fossa. 
S. Miniato — Carlo Falcini. 
Modigliana — Rugge-o Bovelli. 
Pistoia e Prato — Gabriele Vettori. 

Modena. - Metr. — Natale Bruni. 
Sufr. Carpi — Andrea Righetti. 
Guastalla — Agostino Cattaneo. 
Massa di Carrara — Giuseppe Bertazzoni. 
Reggio — Eduardo Brettoni. 

Pisa. - Melr. — Pietro Maffi, cinl. 
Siiffr. Livorno — Sabatino Giani. 
Pescia — Angelo Simonetti. 
Pontremoli — Angelo Fiorini, M. Cap. 
Volterra — llmanuele Mignone. 

Siena. - Metr. — Prospero Scaccia. 
Siiffr. Chiusi e Pienza — Giuseppe Conti. 
Gro-sseto — Ulisse Basche rini. 
Massa-Marittima — (ì. B. Boracchia. 
Sovana-Pitigliano — Riccardo Caiioti. 



ImiH. Sogg. - Aiiciv. Amalli — Eicolano Ma- 
rini. 

Aquila — 

Cosenza — Tommaso Trussoni. 

Gaeta — Francesco Niola. 

Rossano — 

Vksc. Aquino — Antonio Jannotta. 

Pontecorvo e Sora (Antichi domini della 
S. Sede) — Antonio Jannotta. 

Aversa — Settimi» Caracciolo di Torchia- 
rolo. 

Cava e Sarno — Luigi Lavitrano. 

Foggia — Salvatore Bella. 

Gravina e Montepeloso — Nicola Zlma- 
rino. 

S. Marco e Bisignano — Salvatore Scanu. 

Marsi (Sede in Pescina) — Marcello Pio 
Bagnoli O. C. D. 

Melli e RapoUa — Alberto Costa. 

Mileto — Giuseppe Morabito. 

Molletta, Terlizzi e Giovinazzo — . . . 



Monopoli — Nicola Monterisi. 
Nardo — Nicola Giannattasio. 
Penne e Atri — Carlo Penza. 
Teramo — Alessandro Beniamino Zanec- 

chia (Jinnetti, O. C. D. 
Trivento — Antonio Lega. 
Troia — Domenico Lancellotti. 
Valva e Sulmona — Nicola Jezzoni. 



Met, 



Anselmo Pecci 



Acerenza e Mate: a. 

O. S. B. 
Siifl't'. Anglona Tursi — Giovanni Pulvirenti. 
Potenza e Marsico Nuovo. — Roberto 

Achille Razzoli, O.F.M. 
Tricarico — Giovanni Fiorentino. 
Venosa — Angelo Petrelli. 

Bari. - Mei): — Giulio Vaccai-o. 

Siiffr. Conversano — . • 

Ruvo e Bitonto — Pasquale Berai'di. 

Benevento (Antichi Stati della Chiesa) - J/W>'. 

Alessio Ascalesi, card. 
Siiffr. Sant'Agata dei Goti — Giuseppe de 

Nardis. 
Alife — Felice del Sordo. 
Ariano — Cosimo Agostino. 
Ascoli Satriano e Cerignola — Giovanni 

Sodo. 
Avellino — Giuseppe Padula. 
Bojano — Alberto Romita. 
Bovino — Uberto M» Fiodo. 
Larino — Antonio Lippolìs. 
Lucerà — Lorenzo Chieppa. 
S. Severo — (Gaetano Pizzi. 
Telese e Cerreto Sannita — Angelo "SU' 

chele Jannacchino. 
Termoli — R^jcoo Caliandro. 

Brindisi ed Ostuni. - Mttr. — Tommaso Va- 
leri, O. F. M. 

Capua. - Me'r. — Gennaro Cosenza. 
Suffr. Caiazzo — Luigi Ermini. 
Calvi e Teano — Calogero Licata. 
Caserta — Mhrio Palladino. 
Isernia e Venafro — Nicola Rotoli, O F.AI. 
Sessa Aiirunca — Fortunato De S.uit.i. 



177 



Chieti e Vasto. - Metr. — Genuaro Costagliola, 
C. M. 

Gonza e Campagna. - Metr. — < 

Suffr. Sant'Angelo dei Lombardi e Bisaccia 
— Giulio Tommasi. 
Lacedonia. — Francesco Maftei. 
Muro — Vincenzo Scarlata. • 

Lanciano e Ortona. - Metr. — Nicola Picci- 
rilU. 

Manfredonia e Viesti. - Metr. — Pasquale Ga- 

;j:liardi. 

Napoli. - Metr. Giuseppe Prisco, rard. 
Suffr. Acerra — Francesco de Pietro. 
Ischia — Pasquale Itagosta. 
Nola — Agnello Renzullo. 
Pozzuoli — Michele Zezza. 

Otranto. - Metr. - 

Suffr. Gallipoli — Gaetano Muller. 
Lecce — Gennaro Trama. 
Ugento — Luigi Pugliese. 

Reggio Calabria. - Metr. — liinaldo Camillo 
Rousset, 0. C. D. 
Suffr. Bova — Paolo Albera. 
Cassano all'Ionio — Giuseppe Rovettu. 
Catanzaro — Pietro di Maria. 
Cotrone — Saturnino Peri. 
Gerace — Giorgio Delrio. 
Nicastro — Eugenio Giarabro. 
Oppido — Domenico ScopelUti. 
Niootera e Tropea — Giuseppe Leo. 
Squillace — 

Salerno e Acerno. - Metr. — D. Carlo Gregorio 
Grasso, O. S. B. 

Capaecio-Vallo — 

Diano e Teg;,'iano — Oronzo Caldarola. 
Nocera dei Pagani — Giuseppe Romeo 
Nusco — Luigi Paulini. 
Polieastro — Giovanni Vescia. 

Severina (Santa). - Metr. Carmelo Pujia. 
Suffr. Cariati — (ìiovanni Scotti. 

Sorrento. - Metr. — Paolo lacuzio. 
Suffr. Castellammare di Stabia — Michele 
de Jorio. 

Taranto. - Metr. — Orazio Mazzella. 
Suffr. Castellaneta — Agostino Laera. 
Oi.ia — Antonio di Tommaso, 



Trani e Barletta. - Metr. — Giovanni Regine. 
Suffr. Andriu — Eugenio Tosi. 
Bisceglie — Amministratore perpetuo, 
l'arcivescovo di Trani. 

SICILIA 

Imm. Sogg. - Anciv. Catania. — Giuseppe 

Francica Nava di Boutifè, card. 
Vesc. Acireale — G. B. Arista Vigo, C. O. 

Messina. - il/e<>'. — Litterio d'Arrigo Ramon 
dini. 
Suffr. Lipari — Angelo Faina. 
Nieosia— Agostino Felice Addeo, O.E.S.A. 

Patti — Ferdinando Fiandaoa. 

Monreale. - Metr. — Dom. Gasp. Lancia di 
Brolo, O. S. B. 
Antonio Augusto Intreooialagli, O. C. D. 
cuadin'ore con successione. 

Suffr. Caltanissetta — 

Girgenti — Bartolomeo Lagumina. 

Palermo. - Metr. — Alessandro Lualdi, cari. 
Suffr. Cetalù — Anselmo Evangelista S ui- 
sone, O. F. M. 
Mazzara — Nicola Andino. 
Trapani — Francesco M.» Raiti, O. 0. C. 

Siracusa. - Metr. — Luigi Bignami. 
Suffr. Caltagirone — Damaso Pia De Bono. 
Noto — Giuseppe Vizzini. 
Piazza Armerina — Mario Sturzo. 

SARDEGI^A 

Cagliari. - Metr. — Francesco Rossi. 
Suffr. Galtelli-Nuoro — Luca Canapa. 
Iglesias — Giuseppe Dallepiàne. 
Ogliastra — Emanuele Virgilio. 

Oristano. - Metr. — Ernesto Pioveiia. 
Saffi-. Ales e Terralba — Frane. Emma- 

l.U.'l.i. 

Sassari. - Me:r. — Cleto Cassani. 
Suffr. Alghero — Francesco d'Errico. 
Ampurias e Tempio — Giovanni M.» Sui- 
na, O. .M. C. 
Bosa — Giambattista Vinati. 
Ozieri — Carmine Cesarano, C. SS. 11. 

{Siainpato il 15 nettembr» 1917). 




Soc. An. ERNESTO REINACH • MILANO. 



178 



Amministrazione locale. 

Prefetti delle Provincie e Sindaci delle Città 
capoluoghi di Provincia. 



PKOVmciA 


NOME E COONOME 
DEL PBKFKTTO 


NOMB E COGNOME 
rEL SINDACO DEI, CAPOLUOGO 


Alessandria 

Ancona . . . 

Aquila 


Michele Darbesio 

Riccardo Lualdi 

Giulio Nencetti 

G. G. Chiericati Salvioni 

Luigi Zazo 

Luigi De Lachenal 

Angelo Pesce 

Pietro Cioia 

Nicola De Bernardinis 

Luigi Molinari 

Vincenzo Quaranta 

Tito Bacchetti 

Alessio Frutteri di Castiglione 

Felice Cassone 

Nicola Bellini 

Diodato Sansone 

Saverio Bonomo 

Mauro Michele Bertone 

Ildebrando Merlo 

Giovanni Muflone 

Giuseppe Masi 

Giustino Pera. 

Rinaldo De Pieri 

Orazio Ginflfrida 

Riccardo Zoceolettl 

Camillo Da Fahritiis 

Ferdinando Nenuetti 

Cesare Poggi 

Franoesc'O Gay 

Giuseppe Palumbo Cardella 

Domenico Caruso 

Giovanni Gasperini 

Alfredo Ferrara 

Ettore Bertagnoni 

Provvido Montani 

Arnaldo Moro 

Angelo Buganza 

Filiberto Olgiati 

Benedetto Scelsi 

Vittorio Men^inger 

Carlo Olivieri 

Luigi Maroialis 

Vincenzo Pericoli 

Adolfo Cotta 

Gennaro Biadier 

Cesare Galletti 

Enrico Cerhoni 

Michele Spirito 

Gaspare Focaccetti 

Giulio Rossi 

Giovanni Urbani de Gheltof 

Gaetano Crlvellari 


Ernesto Pistoia 
Alfredo Felici 
Vincenzo Speranza 
Camillo Lelli 
Giuseppe De Marzi 
Aster Vetroni 
Giuseppe Bottalico 
Bartolo Decoltana 
Achille Isernia 
Sebastiano Filioli 
Francesco Zanardi 


Arezzo 

Ascoli Piceno 

Avellino 

Bari 


Belluno 

Benevento 

Bergamo 

Bologna 

Brescia 


Ca!?liari 

Caltanissetta 

Campobasso 

Caserta 


0. Bacaredda 
Ottorino Trigona 
Domenico Pistilli 
Vincenzo Cappiello 


Catania 

Catanzaro 

Chieti 


Antonio Supunpo 
Errico De Seti 
Federico Duri ni 






Cosenza 

Cremona 

Cuneo 


Ambrosio Arabia 
Attilio Botti 
Luigi Fresia 




Ettore Magni 
Orazio Baoci 
Raffaele Vaccarella 


Firenze 

Foggia ... . . 


Forlì 


Giuseppe Bellini 
Emilio Massone 


Genova 

Girgenti 

Grosseto . 

Lecce 


Egidio Bruchi 
Sebastiano Apostolico 


Livorno 

Lucca 


Rosolino Orlando 
Massimo Del Carlo 






Mantova 

Massa 


Arnaldo Cerato 
Francesco Betti 


Messina 

Milano 


.\ntonino Martina 
Emilio Caldara 


Modena 

Napoli 


Gius. Gambigliani Zoccoli 
Pasquale Del Pe^zo 
Giuseppe Bonfauti 
Leopoldo Ferri 
Salvatore Tagliavia 
Erminio Olivieri 




Padova 

Palermo 


Pavia . • . 


Eteoole Lorini 


Perugia 

Pesalo 

Piacenza 

Pisa 


Luciano Valentini 
Angelo Rocchi 
Enrico Ranza 
Vittorio Frascani 


Porto Maurizio 

Potenza 

Ravenna 


Filippo Airenti 
Domenic' Antonio Padula 
Fortunato Buzzi 



N. fO 



REMINGTON » »cpi«ura .i«il.ile 

LA MIGLIOR MACCHINA PER SCRIVERE 

A CESARE VERONA - TORINO e principali città A 



— 171) 



PROVINCIA 


NOME E COGNOME 
DEL PREFETTO 


NOME E COGNOME 
DEL SINDACO DEL CAPOLUOGO 


Reggio Calabria 

Reggio Emilia 


Secondo Dezza 

Felice Oieglia di S. Stefano 

Faustino Aphel 

Decio Samuele Cantore 

Girolamo Bajardi 

Vittorio Serra-Caracciolo 

Nunzio Vitelli 

Filoteo Lozzi 

Oreste Scamoni 

Idelfonso Lazazzera 

Paolino Taddei 

Giulio Moscarella 

Vittorio Bardesono di Rigras 

Celidonio Errante 

Giuseppe Sorge 

Enrico Flores 

Giuseppe Qrigno'o 


Pasquale Andiloro 


Prospero Colonna 




Ugo Maneo 




Francesco Quagliaivello 
Giovanni Lavagna 




Siena 




Siracusa 

Sondrio 


Alessandro Specchi 
Antonio Longoni 
Luigi Paris 
Secondo Frola 




Trapani 


Luigi Manzo 
Zacaria Bricito 


Udine 

Venezia 

Verona 

Vicenza 


Domenico Pecile 
Filippo Griraani 
Tullio Zanella 
Licino Muzani 







{Scampato il 15 ottobre 1917). 



Camere di Commercio. 

Camere di Commercio ed Arti delle Città capoluoghi di Provincia. 



CAMERA 


PRESIDENTE 


CAMERA 


PRESIDENTE 


DI COMMERCIO 




DI COMMERCIO 




Alessandria 




Lucca 

Maceratoi . . . . 


Giovanni Silvestrini 


Ancona 


Giambattista Miliani 


Vittorio Bianchini 


Aquila 


Virginio De Martinis 


Mantova . . . . 


Alessandro Barioli 


Arezzo 


Francesco Nenoi 


Messina 


Silvestro Pulejo 


Ascoli Piceno . 


Francesco Luigi Merli 


Milano 


Angelo Salmoiraghi 


Avellino .... 


Modestino Roniiignoli 


Modena 


Fermo Corni 


Bari 


Antonio De Tullio 


Napoli 


Giovanni Mauro 


Belluno 


Giuseppe De Lago 


Novara .'.... 


Giuseppe Rossi 


Bergamo .... 


Alessandro Tacchi 


Padova 


Romeo Mion 


Bologna . . . . 


Giuseppe Franchi 


Palermo . . . . 


Emanuele Graziano 


Brescia 


Luigi Rossi 


Parma 


Giuseppe Mantovani 


Cagliari 


Benvenuto Peni s 


Pavia 


Angelo Lanzoni 


Caltanissetta . . 


Angelo Amato 


Pesaro 


Teodoro Spongia 


Campobasso . . 


Antonio Grimaldi 


Piacenza . . . 


Leonardo Rizzi 


Carrara 


Alessandro Giorgini 


Pisa 


Vittorio Supino 


Caserta 


Giuseppe Visocchi 


Porto Maurizio . 


Salvatore Ricci 


Catania 


Concetto Fichera 


Potenza 


Giovanni Janora 


.Catanzaro . . . 


Luigi Bianchi 


Ravenna . . . . 


Roberto Gnlmanelli 


Chiavenna . . . 


Carlo De Giacomi 


Reggio Calabria. 


A'ntonio Vilardi 


Chieti . . . . 


Camillo Ramondo 


Reggio Emilia. . 


Giacomo Namias 


Civitavecchia . . 


Francesco Scotti 


Rimini 


Camilo Dupré 


Como 


Enea Brambilla 


Roma 


Aug.to Scaramella Manetti 


Cosenza . . . , 


Adolfo Berardelli 


Rovigo 


Achille Bombardi-Lavezzo 


Cremona . . . . 


Remo Lanfranchi 


Salerno 


Domenico Searamella 


Cuneo . . . . 


Marco Cassiti 


Sassari 


Salvatore Arzena Mossa 


Fermo 


Alessandro Trasatti 


Savona 


Giuseppe Becchi 


Ferrara 


Cesare Pirani 


Siena 


Enrico Righi 


Firenze 


Giorgio Niccolini 


Siracusa .... 


Francesco Boccadifuoco 


Foggia ... 


Giuseppe Grassi 


Spezia 


Carlo Vaccari 


Foligno 

Forlì 


Pietro Mancini 


Teramo 


Giuseppe d'Alessio 


Leonida Bon avita 


Torino 


Ferdinando Bocca 


Genova 


Zaccaria Obcsiti 


Trapani 




Girgenti . . . . 


Ignazio C aramazza Gang:- 


Treviso 


Isidoro Alberto CoìetU 


Grosseto . . . , 


Talete Cosimini [tano 


Udine 


Elio Morpurgo 


Lecce 


Eugenio Calilli 


Varese 


Pietro Mazzoli 


Lecco 


Giu.seppe Badoni 


Venezia 


Vittorio Meneghelli • 


Livorno 


Luigi Orlando 


Verona 


Bruno Ferrari 


Lodi 


G.B. Rossi 


Vicenza 


Giuseppe Marchetti 



IHO 



CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE 
ALL'ESTERO 

(assidiate dal Ministero di A. 1. e C). 

Aroentina. — Buenos Aikes (Calle Suipacliu, 

TCK). 
Argentina. — Rosario di Santa Fé (Cordoba, 

951). 

BelgiOL — BttU.KELLES. 

Brasile. — San Paolo (Travessada Sé, 11). 

Cina. — Shanohai (Dubling Well Koad, 112). 

Egitto. — Alessandria (Stamboul, 3). 

Francia. — Parigi (Rue Matignon, 28). 

Francia. — Marsiglia (Rue de Belloi, 8). 

Germania. — Berlino (Kaiser Willelmstias- 
se. 1). 

Gran Bretagna. — Londra (Queen Street Pa- 
lare, 4). 

Messico. — Messico (6» Calle Bolivar, 58). 
Russ'a. — PiETROGRADo (Via Gorokpovaia, 4). 
Stati Uniti d'America. — Chicago (State Street. 
169). 

Slati Uniti d'America. — New York (Broad- 
way, 203). 

Stati Uniti d'America. — San Francisco di Ca- 
lifornia (Montgomery Street, 601). 

Svizzera. — Ginevra (Grande Rue, 3) con 
filiale in Lugmio. 

Tunisia. — Tunisi (Rue de Portugal, 30). 

Turchia. — Costantinopoli (Pologne Sok- 
ak, 26). 

Turchia. — Sìurne (presso il R. Consolato 
generale d' Italia). 

Uruguay. — Montevideo (Via Colon, 1395). 



Serbia. 



Svizzera. — Zurigo, Cav. 
(Bodmerstrasse, 6). 



Alessandro Plotti 



RR. ENOTECNICI ITALIANI ALL'ESTERO 

Argentina. — 

Brasile. — Rio Jan-eiro, Cav. Tommaso Chia- 
romonte (Bua Pirapitìngs, 19). 

Stati Uniti (Nord-America). — New York, cav. 
(juicio Fossati (Lafayette Street, 226). 



ADDETTI E DELEGATI COMMERCIALI 

PRESSO LE RR. RAPPRESENTANZE D'ITALIA 

ALL'ESTERO 



Spagna. — Madrid, Cav. Salvatore Gianni.. 
R. Ambasciata d'Italia. 

Egitto. — Alessandria, dott. Virgilio Panel- 
la, R. Consolato generale d'Italia. 



Francia. — Parigi, conte 
R. Ambasciata d'Italia. 

Germania. — 



Candido Sabin 



— Tokio, dott. Costantino de Ca- 
R. Ambasciata d'Italia. 



Giappone. 

vazzani, 

Grecia. — Atene, dott. Giuseppe De Martino 
R. Legazione d' Italia. 

Rumania. — Bucarest, dott. Donato Sibilia, 
R. Legazione d'Italia. 

Russia. — PiETROGRADO, Erminio Carlo Ma- 
riani, 

Stati Uniti (Nord America). — Washington 
(D. C), Dott. Giovan Battista Ceocato, R. Am- 
basciata d'Italia. 

Turchia. — 

CAMERE DI COMMERCIO ESTERE IN ITALIA 

FRANCESI 

Milano. — Francesco Gondrand, presidente. 
Roma. — Raoul Sauv.'tge, presidente. 
Napoli. — N. N., jyresidente. 

INGLESI 

Genova. — Evan Mackenzie, presidente. 
Milano (Sezione di). — W. P. Churchward, 

presidente. 

DEGLI STATI UNITI D'AMERICA 
Napoll — N. N., presidente. 

ITALO-RUSSA 
Roma. — N. N., presidente. 

ITALO -CINESE 
Napoli. — Federigo Pavonoelli, preaideutc. 



{Stampalo il 15 ottobre 1917). 



FIflI 



Agli inntamerevoli suoi titoli 
di' onore agginnge quello di vei- 
colo dell' esercito italiano. 



— 181 — 

Ordine giudiziario 

Primi Presidenti e Procuratori Generali 

delle Corti di Cassazione e di Appello. 



Ancori n 


Corte d'Appello 


Aquila 


^ 


Bologna 


^ 


Brescia 


r, 


Cagliari 


„ 


Casale Monferrato 


r> 


Catania 


•n 


Catanzaro 


r, 


Firenze 


Corte di Cassazione 


- 


Corte d'Appello 


Genova 


« 


Lacca 


^ 


Messina 


Corte d'Appello 


MUano 


1. 


Napoli 


Corte di Cassazione 


« 


Corte d'Appello 


Palermo 


Corte di Cassazione 


- 


Corte d'Appello 


Palina 


.> 


Roma 


Corte di Cassazione 



Torino 



Trani 
Venezia 



Corte d'Appello 
Corte di Cassazione 
Corte d'Appello 



Primo Presiden e 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 

Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Pres illente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 
Primo Presidente 
Procuratore Generale 



Antonio Coppola 
Carlo Stuart 
Eugenio Cutinelli 
Rodrigo Paiitaleone 
Pietro Ranieri 
Pier Eugenio Frola 
Luigi Scotti 
Vittorio Muttoni 
Carlo Avenati Bassi 
Domenico Porchio 
Luigi Berla d'Argentina 
Saverio Bolognini 
Ferdinando Capriolo 
Aristo Mortara 
Giuseppe Conti 
Eraclio Torcila 
Ottorino Pianigiani 
Luigi Lucchini 
Giuseppe Tommasi 
Pasquale Soalfati 
Pietro Milano 
Augusto Setti 
Edoardo Cimorelli 
Enrico Mazzola 
Michele Landolfi 
Alberto Chapron 
Natale Palunimo 
Giacomo Jona 
Vincenzo Cosenz.i 
Pietro Capaldo 
Giosuè De Pirro 
Cesare De Seta 
Benedetto Scillamà 
Salvatore Pagliano 
Filippo Riccobono 
Giuseppe Mondio 
Eugenio Prato 
Cesare Colombo 
Lodovico Mortara 
Alfonso De Biasio 
Giovanni Andreucci 
Cataldo Schiralli 
Domenico Giordani 
Eaflfaele Garofalo 
Giuseppe Liperi Pais 
Eustachio Gonella 
Giuseppe Tommasi 
Gabriele Faggella 
Vincenzo Mendaia 
Dionisio Vitelli 



182 



Amministrazione provinciale scolastica, 



Province 


i 

Provvkditobi agli studi 


Province 


Provveditori agli stuih 


Alesaandria . 


Alberto .Manaira 


Mantova 


Vittorio Osimo 


Ancona 


Lorenzo Gatta 


Massa Carjara . 


Giuseppe Brizzolara 


Aqnjla 


Francesco Guardabassi 


Messina 


Calogero Liotta 


Aieaf.o 


Pasquale Papa 


Milano 


Pasquale Aldini© 


^Ascoli Piceno . .. 
'Avellino 


Attilio Salerni 


Modena 


Umberto Ronca 


^■incenzo Spaziante 


Napoli 


Bruno Cotronei 


Bart 


Gaetano Baglio 


Novara 


Eugenio Canestrini 


Belluno. ..... 


Ernesto Barilli 


Padova 


Edoardo Piva 


Benevento . 


Gaetano Gasperoni 


Palermo 


Giovanni Melodia 


Bergamo 


Umberto' Renda 


Parma 


Giuseppe Fuà 


Bologna 


Rocco Murari 


Pavia 


Giorgio Rossi 


Brescia 


Pietro Vigoni 


Perugia 


Alfredo Saviotti 


Cagliari 

Caltanis.setta ... 


Giuseppe di Fede 
Antonio Purpura 






Piacenza 


Nicolò Colombo 


Campobasso . . . 
Caserta 


Oreste Rossi 


Pisa . 


Plinio Pratesi 


G. Berengario Amorosa 


Porto Maurizio, 


Agostino Eman. P^-verelli 


Catania 


Giuseppe Mene Ui De Fraii- , 


j Potenza 


Giuseppe Aliani 




Cesco 


Ravenna 


Francesco Bravi 


Catanzaro 


Francesco Scaglione 


Reggio Calabria. 


Donato Graviiìo 


Chletj 




Reggio Emilia, . 
Roma 




Como 


Arturo Magnacavallo 


Ferruccio Martini 


Cosenza 


M. Ferrari d'Epaminonda i 


Rovigo 


Mentore Moscatelli 


Cremona 


Antonio Tizzini ff. 


Salerno 


Vittorio Graziadei 


Cuneo ... 


Gregorio Nardi 


Sassari 


Eugenio Cipriani 


Farrara 


Luigi Comenclni 
Federigo Casa 


Siena 


Carlo Corsi 


Firenze 


Siracusa 


Enrico De Donato 


Foggia 


Paolo Roseti 


Sondrio 


. N. N. 


Forlì 


Averardo Matteueci 


Teramo 


Giuseppe Joannin 


Genova 


Alfredo Luigi Garello 


Torino 


Luigi Staffetti 


Girgenti 


Luigi Costanzo 


Trapani 


Antonio Marette 


Grosseto 


Gaspare Antonietti fjT. 


Treviso 


Augusto Serena 


Lecce 


Paolo Agresta 


Udine 


Giulio Antonibon 


Livorno 


Giovanni Marradi 


Venezia 


Antonio Battistella 


Lucca 


Ugo Brilli 


Verona 


Guglielmo Toniazzo 


Macerata 

: — r — -^ jl::: — 


Luigi Barbadoro 


Vicenza 


Giuseppe Bruzzo 



Agenti diplomatici di S. M. il Re d'Italia 

presso i Governi esteri. 



Argentina ( Buenos- At/res), —Vittore Cobianchi, 
inviato straordinario e ministro plenipoten- 
ziario. 

Austria Ungheria (Vienna). — 

Baviera (Monaco). — 

Belgio (Bruxelles). — Francesco Carignani dei 
duchi di Novoli). inviato straordinario e 
ministro plenipotenziario. 

Bolivia. - Ruffino Agnoli, inviato straordi- 
nario e ministro plenipotenziai-io (residen- 
te a Lima). 

Brasile (Bio Janeiro). — Luigi Mercatelll, in- 
viato straordinario e ministro plenipoten- 
ziario. 

Bulgaria (Sofia). — 



Chili (Santiago). — Marchese Paolo di Monta- 
gliari, inviato straordinario e ministro ple- 
nipotenziario. 

Cina (Pechino). — Carlo Allotti, inviato straor- 
dinario e ministro plenipotenziario. 

Colombia (Bogotà). — Enrico Durand de la 
Penne, ministro residente. 

Costarica, — Giosuè Notari, ministro residen- 
te (residente a Guatemala). 

Cuba (Avana). — Stefano Carrara, inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Danimarca (Copenaghen). — Vittorio Sacerdoti 
conte di Carrobio, inviato straordinario e 
ministro plenipotenziario. 



Egitto. — Nob. Lazzaro dei march. Negrotto 
Cambiaso, agente diplouiacico eoa patente 
di console generale. 

Equatore. — Rnffillo Agnoli, inviato straor- 
dinario e ministro plenipotenziario (resi- 
dente a Lima). 

E\iop\a( Arhlis Abeba). — Conte Giuseppe Colli 

di Felizzaiio. inviato straordinario e mini- 
stro plenipoten/iiario. 

Francia (Parigi). — March. Giuseppe Salvago 
Ra.'f,'!, ambasciatore. 

Germania [Berlino). — 

Giappone ( Tokio). -^ Cusani Gonfalonieri, am- 
basciatore. 

Gran Bretagna {Londra). — March. Guglielmo 
Imperiali, dei principi di i-raiioavilla, se- 
natore dei Keguo, anibasciatore. 

Grecia {Atene). — Conte Alessandro De Bo- 
sdari, inviato straordinario e ministro ple- 
nipotenziario. 

Guatemala. — Giosuè Notari, ministro resid. 

Haiti. — Stefano Carrara, inviato straordina- 
rio e ministro plenipotenziario (residente 
air.\vana). 

Honduras. — Giosuè Notari, ministro resi- 
dente (residente a Guatemala). 

Lussemburgo. — Conte Giulio della Torre di 
Lavagna, inviato straov linario e ministro 
plenipotenziario (residente all'Ajai. 

IMessico {Messico). — Alberto Martin Franklin, 
inviato straordinario e ministro plenipoten- 
ziario. 

Monaco. — Ferdinando Mazzini, console ge- 
nerale. 

Montenegro (Cettigne). — Camillo Romano 
Avezzana, inviato straordinario e ministro 
plenipotenziario. 

Nicaragua. — Giosuè Notari, ministro resi- 
dente (residente a Guatemala). 

Norvegia. — Giulio Cesare ^lontagna, inviato 
straordinario e ministro plenipotexiziario. 

Paesi Bassi ^Aja). — Nob. Giuseppe Sallier 
de la Tour, duca di Calvello, Inviato stra- 
ordinario e ministro plenipotonziai-io. 



183 — 
Pànama. 



Carlo Ranuzzi, Incaricato d'affari. 
Adolfo Bossi, mini- 



Paraguay {Assunzione) 
stro residente. 

Persia {TeJteran). — Conte Carlo Arrivabeno- 
Valenti-Gonzaga, Inviato straordinario e 
ministro plenipotenziario. 

Perù {Lima). — Ruffino Agnoli, Inviato stra- 
ordinario e ministro plenipotenziario. 

Portogallo {Lisbona). — Attillo Serra, Inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Rumania {Bucarest). — Barone Carlo Fasciotti. 
inviato straordinario e ministro plenipotei - 
ziario. 

Russia (Pietroburgo). — Andrea Carlotti mar- 
che>e di Riparbella, ambasciatore, 

Salvador. — Giosuè Notari, ministro resi- 
dente (residente a Guatemala). 

San Domingo. — Conte Annibale Raybandi 
Massiglia, inviato straordinario e ministro 
plenipotenziario (residente all'Avana). 

Serbia {Belgrado). — Carlo Sforza, inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Siam (Bangkok). — Aroldo Mancorda, Inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Spagna (Madrid). — Conte Lelio Bonin Lon- 
gare, ambasciatore. 

Stati Uniti d'America (Washington). — Nob. Vin- 
cenzo Macchi, dei conti di Collere, amb..- 
sciatore. 

Svezia (Stoccolma). — Francesco Tommasini. 
inviato straordinario e ministro plenip»;- 
tenziario. 

Svizzera (BemcO. — Raniero Paolucci de' Cai- 
boli, inviato straordinario e ministro pleni- 
potenziario. 

Turchia (Costantinopoli). — 

Uruguay (Montevideo). — March. Francesco 
Maestri Molinari, inviato straordinario e 
ministro plenipotenziario. 

Venezuela (Caracas). — Lionello Scelsi, mini- 
stro residente. 



(Siainpato il 15 ottobre 1917). 



Fra le più imponenti e colossali fabbriche di biciclette 
e motociclette d' Europa primeggia indiscutibilmente la 

BIANCHI 



dalle cui officine escono 
annualmente 



oltre 40.000 biciclette 
e 2.500 motociclette 



Società Anonima EDOARDO BIANCHI - Viale Abruzzi, i6 • IMILAMO 



184 



Ambasciate e Legazioni estere 

presso S. M. 



F rgentina {Repubblica). — Luca Ayarra-Garay, 
inviato straordinario e ministro plenipoten- 
ziario. 

Austria-Ungheria. - 

Baviera. — 

Belgio. — W. Van den Stien de Jeliay, inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Bolivia. — L. Salinas Vega, inviato straoidi- 
nario e ministro plenipotenziario. 

Brasile. — Luis Martins de Sonza Dantas, in- 
vi :Uo straordinario e ministro plejiipoten- 
ziiirio. 

Bulgara. — 

Chili. — Santiago Aldunate Bascunan, inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Cina.' — Wang-Huang-Ky, inviato straordina- 
rio e ministro plenipotenziario. 

Colombia. — N. N„ inviato straordinario e 
ministro plenipotenziario. 

Costarica — Raffaele Montealegre, ministro 
residente. 

Cuba. — Antonio Martin Rivora, inviato 
straoi'dinario e ministro plenipotenziario. 

Danimarca. — M. A. de Oldenliurg, inviato 
straordinario e ministro plenipotenziario. 

Equatore. — Agostino Norero, incaricato d'af- 
fari (residente a Parigi). 

Francia. — Camillo Barrerà, ambasciatore. 

Germania. — 

Giappone. — Jutu Hiko-klchi, ambasciatore. 

Gran Bretagna. — James Rennell Rodd, am- 
basciatore. 

Grecia. — Lambros CoromHas, incaricato 
d'altari. 

Guatemala. — Giuseppe Maria LardizabaI, in- 
caricato d'alTari (residente a Parigi). 



IMessico. — N. N,, inviato straordinario e mi- 
nistro plenipotenziario. 

■Monaco. — Conte Enrico de Maleville, inviato 
straordinario e ministro plenipoteiiziario. 

Norvegia. — Wollebak, inviato straordinario 
e ministro plenipotenziario (residente a 
Berlino). 

Paesi Bassi. — Bar. Van Welderan Rengers, 
inviato straordinario e ministro plenipoten- 
ziario. 

Persia. — MlrzR Chafi Khan Moghtaderel- 
Molk, inviato straordinario e ministro pleni- 
potenziario. 

Perù. — N. N., inviato straordinario e mini- 
stro plenipotenziario. 

Portogallo. — ■ Eusebio Leao, inviato straor- 
dinario e ministro plenipotenziario. 

Rumania. — Alessandro Emanuele Lahovary, 
inviato straordinario e ministro plenipo- 
tenziario. 

Russia. — Michele de Giers, ambasciatore. 

Salvador. — Gustavo Guerrero, inviato straor- 
dinario e ministro plenipotenziario. 

Serbia. — Michele Ristic, inviato straordina- 
rio e ministro plenipotenziario. 

Siam, — Kesha Phya Bibadh, inviato straordi- 
nario e ministro plenipotenziario (residente 
a Parigi). 

Spagna. — Wenceslao Ramirez de Villa Ur- 
rutia, ambasciatore. 

Stati Uniti {America del Nord). — Thomas Nel- 
son Page, ambasciatore. 

Svezia. — Bar. Carlo Nils Daniele de Bildt, in- 
viato straordinario e ministro plenipotenz. 

Svizzera. — Alfredo do Pianta, inviato straor- 
dinario e ministro plenipotenziai-io. 

Turchia. — 

Uruguay. — N. N., inviato straordinario e mi- 
nistro plenipotenziario. 



(Stampato il !<> ottobre 1917). 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE- MI LANÒI 



IX>^LI/VhJ| I 

IN Eli VOSTRI 

rrefeirite: 

RRO DOTTI INA2:iOfM^L,B 



ACQUISTI 

e: M F* F? e: 



185 



Consolati italiani 

delle principali località straniere. (i) 



Argentina. 

Buenos Aires — Carlo Nagar, e. g. 
Cordoba — Lodovico march. Gavotti, e. 
La Piata — Massimiliano Tornielli, e. 
Mendoza — Carlo Umiltà, r. 
Rosario — Francesco De Velutiis, <•. .</ 

Austria-Ungheria. 

Durante la guerra la tutela degl' Italiani 
è affidata agli Stati Uniti. 

Belgio. 

Bruxelles — Leone Cassel, e. g. 
Anversa — Alberto H. de Bary, e. g. 
Liegi - Carlo Thonet, e. 

Congo. 

Boma — Iginio Badolo, e. 
Matadi — Ettore Villa, e. 

Bolivia. 

La Paz - Giovanni Torti, e. 

Brasile. 

Rio Janeiro — Giulio Ricciardi, e. 
Bahia — Ugo Sola, e. 
Bello Horizonte — Luigi Provana, e. 
Campinas — Ugo Tommasi, v. e. 
Curitiba — Carlo Umiltà, e. 
Florianopolis (già Desterroj — Ferruccio 

Franzoia, e. 
Juiz de Fora — Massimo Goffredo, v. e. 
Manaos — Gualtiero Chilesotti. r. 
Para (o Belem) — Lodovico Manzini, e. 
Pernambuco (o Recife) — Pietro Spanò, e. 
Porto Alegre — Giov. Batt. Beverini, e. 
Ribeirào Preto — Agostino Ferrante, v.c. 
San Paolo — N. N., e. g. 
Sautos — Domenico Levrero, reqg. 
Vittoria — e. 



Bulgaria. 



Colombia. 

Bogotà — Enrico Dnraud de la Penne, 

ministro plenipotenziario. 
Barranquilla — Antonio Bacini, e. 
St-Josè di Cucuta — Luigi Faccini. <r. 

Corea. 

Seul — Henry Bonar, regg. il comolato 

Costarica. 

San José — Felice Scaglietti, e. 

Cuba. 

Avana — Annibale Raybaudi Massa- 
glia, c.g. 

Danimarca. 

Copenaghen — Valdemai- Glàt-kstadt, /-.g. 

Possedimenti danesi in America. 

Saint-Thomas — Aurelio Leviti. ■•. 



Equatore. 

Guayaqnil 



Alfonso Roggiero, e. 



Francia. 

Parigi — Conte Ferdinando Lucchesi 

Palli, e.g. 
Besan^on — N. N., r. 
Bordeaux — Ernesto Ugo Grimm Pro- 

vence, e. 
Cannes — Paolo Indelli, v. e. 
Cette — Raffaele Pompei, e. 
Chambéry — Bar. Ugo Carntti di Canto- 

gno, e. g. 
Havre — Lodovico Centurione, e. 
Lione — Leonar<io Mordini, e. g. ; 

Marsiglia — N. N., c.g. 
Nancy — Enrico Ciapelli, e. g. 
Nizza — Enrico Acton, e. g. 
Reims — Emilio Giuseppe Mazzucchi,i'. 
Tolone — Paolo Apollinare Burdese, <;. 



Corsica. 

Bastia 



Durante la guerra la tutela degli italiani 
è affidata all'Olanda. 



Ignazio Randaccio, e. g. 



Chili. 



Santiago — Domenico Schiaffino, v. e 
Valparaiso — Riccardo Monzanl. v. e. 



Cina. 



Canton — Eugenio Zanoni-Volpicelli.c. f?. 
Hankow — Giuseppe Pellegrini, e. 
Shanghai — Girolamo De Rossi, e. 
Tientsin — Vincenzo Fileti, e. 



Fossedim. francesi in Africa, Asia ed America. 

Algeri — Lorenzo Anielli, e. g. 

Bona — Domenico Marino, e. g. 

Cajenna — Ippolito Edoardo Antier, e. 

Dakar — Andrea Clavières, v. e. 

Diego Suarez — Claudio Mario Babri- 
quand, r. 

Fort de France — Leone Duplan, e. 

Point-à-Pitre (Guadalupa) — Leopoldo 
Petrelluzzi, e. 

Ruhsque (Senegambia) — Ernesto Mor- 
tala, e. 



(1) C. g., Console, generale — e, console, — v. e, viceconsole. 



- 186 - 



Saigon — Luciano Ogliastro, regg. il con». 
Saint-Denis (Riunione) — Giuseppe Pan- 
cera, e. 

Tunisia. 

Biserta — Arturo Maffei, v. e. 
Sasa — Guido Rocco, v. e. 
Tunisi — Carlo Caccia Dominioni di Sil- 
lavengo, e. g. 

Marocco. 

Tangeri — Mario Lago, e. g. 
Casablanca — Ugo Sabetta, e. 

Germania. 

Durante la guerra la tutela degl'Italiani 
è stata affidata alla Svizzera. 

Gran Bretagna. 

Londra — Alessandro Fata di Bruno, e. g. 
Cardiff — Emilio Axerlo, e. 
Dublino — Lorenzo Salazar, e, 
Glasgow — Eugenio Lagorara, e. g. 
Liverpool — Giuseppe Chiostri, e. g. 

rossedimenti inglesi nel Mediterroni'o. 
Gibilterra — Ferdinando Daneo, e. 
Malta — Guido De Lucohi, c.g. 

Possedimenti inglesi in Afnca. 

Johannesburg — Natale Labia, e. g. 
Freetown — Giuseppe Tommaso Zolia, e. 
Mahè — Enrico Alfredo Pare, regg. il e. 
Mombasa — Luigi Frigerio, regg. il cons. 
Port Louis — Federico Giacomo Elyard, e. 

Egitto. 

Alessandria — Felice Maissa e. g. 
Cairo — Lazzaro Negrotto Camblaso.c. g. 
Porto Said — Guglielmo Vivaldi, e. 

Possedimenti inglesi in Asia. 

Aden — Gino Cecchi, c.g. 

Bombay — Giovanni Gorio, e. 

Calcutta — Francesco Medici, e. g. 
• . Colombo — N. N., e. 

Hong-Kong — Eug. Zanoni-Volpicelli, c.g 

Rangoon — Giacomo Meikle, e. 

Singapore — Carlo Ambrosoli, regg. il cons. 

Possedimenti inglesi in America. 

Bridgetown — Vittorio Parraviclno, e. 
Georgetown — Carlo Wieting, e. 
Kingston — Federigo Cohen Henriques.c, 
Montreal — Leopoldo Zunini, e. 
Porto Stanley — Guglielmo A. Harding, e. 
Trinità — De Montbrun, regg. 

Possedimenti inglesi in Australia. 
Melbourne — Emilio Eles, e. 
Sydney — Vincenzo Marano, a. e. 

Grecia. 

Canea — G. B. Bartolucci Godolini, e. 
Corfù — Silvio Milazzo, g. 
Patrasso — Felice Beauregard, e. 
Pireo — Carlo Mancinelli Scotti, e. g. ' 
Salonicco — G. B. Dolftni, e. 

Guatemala. 

Guatemala — Giosuè Notari, e. g. 



Haiti. 

Porto Principe — Alfredo de MatLeis, e 

Honduras. 

Amapala — Teodoro Kòhncke, e. 

Lussemburgo. 

Lussemburgo — Giulio Della T.->rie di 
Lavagna, c.g. 

Messico. 

Messico — Ezio Cusi e. 
Monterey — Michele Ferrara, e. 
Veracruz — Emilio Gonzales de Castillo, e. 

IMonaco. 

Monaco 



Ferdinando Mazzini, e. 



IWontenegro. 

Antivari — Corrado Niccolini, regg. il vicec. 

Nicaragua. 

Managua — Davide Campari, e. g. 

Norvegia. 

Cristiania — Emilio Hallager, e. g. 

Paesi Bassi. 

Amsterdam —Antonio Bernardo Heniiy, e. 
Rotterdam — Giovanni Hudlg, e. 

Possedimenti olandesi in Asia. 

Batavia — Guglielmo van Hensdeii, e. 

Possedimenti olandesi in America. 

Curagao — Gomez Haim Da Costa, e. 
Paiamaribo — Enrico Benjanràns, e. 

Panama. 

Panama — Carlo Raguzzi, e. 

Colon — Lodovico Delpiano, regg. il e. 

Paraguay. 

Assunzione — Adolfo Rossi, e. g. 

Persia. 

Teheran — N. N., e. g. 

Bender Bouchlre — Carlo Marobbio, e. 

Perù. 

Lima — Ruffino Agnoli, c.g. 
Arequipa — Tito Costa, ag. cons. 
Callao — Camillo Francia, og. cons. 

Portogallo. 

Lisbona — Rodrigo DeSouzaMonteiro, e. 9. 
Funchal — Carlo De Bianchi, e. 
Oporto — Ruy De Brito e Cunha, e. 

Possedimenti portoghesi in Africa. 

Lourengo Marques — Abraham Cagi, e. 

Possedimenti portoghesi in Asia. 

Macao — Eugenio Zanoni-Volpicelli, e. 
Rumenia. 

Braila — Giuseppe Serpi, e. 

Ga àtz — Alessandro Leoni, regg. con>:. 

Russia. 

Pietrogrado — N. N., e. g. 
Abo — Adolfo Doepel, e. 
Helslngfors — Martinez Sanchez, ;v//./. 

cons. 
Kiew — Carlo Flschmann, e. 
Mosca — Adelchi Gazzurelli, e. 
Odessa — Giuliano De Visart e. <) 
Riga — N. N. e. 
Titìis — Lorenzo Vulerj. 
Varsavia — Andrea Rothwaud, e. g. 
Vladivostok — Alfredo Albeis, e. 



187 



Salvador. 

San Salvador 



IJ irtolomeo Dagllo, 



N. N., e. g. 



San Domingo. 

San Domingo — Angolo rorcella, e. g. 

San Marino. 

San Marino — Giuseppe Gori, e. 

Serbia. 

Monastiv — Bomano Lodi Fé, rejg. cons. 
Prizzend — Bruno Zucolin, e. 
Uskub — Vincenzo Galanti, e. 

Siam. 

Bangkok 

Spagna. 

Madrid — Leone Medina Said, e. g. 
Barcellona — Riccardo Motta, e. g. 
Cadice — Riccardo Santasilia, e. 
San Sebastiano — Emanuele Martiiiez 

Anibarro, e. 
Santander — Giuseppe Giacchi, e. 

Possedimenti spagnuo'i in Africa. 

Santa Croce di Teneriffa — Jacob Ahlers, 

reggente. 

Stati Uniti d'America. 

\v'ashington — Emanuele Fronani, e. 
Boston — Gustavo Di Rosa. e. 
Chicago — Giulio Bolognesi, c.g. 
Denver — Oreste Da Velia, e. g. 

Filadellia — Gaetano Poccardi. r. 



Honolulu (Hawai) — Federigo Augusto 

Schaefer. r. 
Manilla (Filippine) — N. N., e. 
Nuova Orléans — Giuseppe Gentile, e. 
Nuova York — Giacomo Fara Forni, e. 
Pittsburg — Giuseppe Natali, r. e. 
San Francisco — Adolfo Rossi, f. g. 
San (Giovanni (Portorico) — Alessandro 

Bozzo, e. 
Seattle — Paolo Brenna, e. 

Svezia. 

Stoccolma — Carlo Gustavo Thuiin, e. g. 
Gothenburg — Giacomo Keiller, e. 

Svizzera. 

Basilea — Vittore Siciliani, e. g. 
Briga — Emilio Manfredi, v. e. 
Coirà — Publio Landucci, v. e. 
Ginevra — Gino Macchioro Vivalba, c.g. 
Lugano — Conte Gerolamo Marazzi, e. 
San Gallo — Antonio Tamburini, v. e. 
Zurigo — Enrico Ciapelli, c,g. 

Turcliia. 

Durante la guerra la tutela degli Italiani 
e stata affidata agli Stati Uniti. 

Uruguay. 

Montevideo — N. N., v. e. 

Venezuela. 

Caracas — Lionello Scielsi, e. g. 
Maracaibo — Luigi Fossi Ferrini, e. 
Puerto Gabello — Giuseppe Umberto L;> 



(fitumijato il lo ottobre lifll). 



TALMONE 




INDICE 
ALF'ABLTl 
AmUAi 
deii:eIìGGI4^ 



^ 




Principali disposizioni emanate con Leggìi, Decreti, Regolamenti, 
Circolari, ec. dal i" luglio 1916 al 30 giugno igi?* 



Abigeato: 18 gennaio 1917, D. L. n.o 148. — 
Prevenzione e repressione dell'abigeato 
iu Sicilia. 

11 febbraio 1917, D. L. n.» 249. — Altre 
disposizioni per la repressione dell'abi- 
geato e del pascolo abusivo nelle pro- 
vinole meridionali. 

11 febbraio 1917, D, L. n.o 372. — Regola- 
mento per l'esecuzione del D. L. 18 gen- 
naio 1917, n.o 148. 
Acque (Bacini montani): 25 gennaio 1917, D. L. 
n.o 375. — Regolamento per la esecuzione 
del T. U. 21 marzo 1912, n.o 442 per la 
sistemazione idraulico-forestale dei ba- 
cini montani. 

10 aprile 1917, Circolare del M. dei LL. PP. 
— Chiarimenti e istruzioni sul regola- 
mento 25 gennaio 1917, n.o 375 per l'ese- 
cuzione della legge 21 marzo 1912, n.» 442 
sulle sistemazioni idraulico-forestali dei 
bacini montani. 
— — (Derivazioni): 20 novembre 1916, D.L. 
n.o 1664. — Derivazioni e utilizzazioni 
d'acqua pubblica. 

9 febbraio 1917, Circolare del M. dei LL. PP. 
per l'applicazione del D. L. 20 novem- 
bre 1916, n.o 1664. 

9 febbraio 1917. Altra circolare contenente 
le norme per le domande di riconosci- 
mento del diritto di derivazione. 

3 marzo e 23 aprile 1917, Decreto e circo- 
lare del M. dei LL. PP. — Autenticazione 
delle firme apposte ai disciplinari per 
concessioni di derivazioni d'acque. 

- — (Domande): 16 febbraio 1917, Circolare 
del M. dei LL. PP. — Norme per le do- 
mande di riconoscimento del diritto al- 
l'uso dell'acqua. 

28 marzo 1917, Circol. del M. dei LL. PP., 
n.o 3. — Procedura rapida delle domande 
per derivazioni d'acque pubbliche in di- 
pendenza del Dee. 20 nov. 1916. n.o 1664 
e del regol. 24 gennaio 1917, n.» 86. 

- — (Magistrato delle acque): 3 sett. 1916, 
D.L. n.o 1236. — È estesa la competenza 
del magistrato delle acque oltre l'antico 
confine politico. 

- — (Servizio di osservazioni): 17 giugno 
1917, D.L. n.o 1055. — Istituzione di un 
Servizio generale per la raccolta delle 



osservazioni idrografiche e meteorologi- 
che riguardanti i corsi d'acqua e 1 ba- 
cini imbriferi. 

— - (Tribunale): 24 gennaio 1917, D. L. 
n.o 85. — Regolamento tecnico-ammini- 
strativo e di procedura dinanzi al tri- 
bunale delle aeque pubbliche. 

Agricoltura (Arvicole): 27 luglio 1916, D. L. 
n.o 913. — Provvedimenti per il credito 
agrario ec. nei territori danneggiati dalla 
invasione dei topi campagnuoli. 

10 giugno 1917, D. L. n.o 925. — Riscossioni 
della rata dello somministrazioni fatte 
per favorire l'agricoltura nei terreni dan- 
neggiati dalle arvicole. 

6 maggio 1917, D. L. n.o 737. — Provvedi- 
menti per il credito agrario nelle zone 
danneggiate dai topi campagnuoli. 

— — (Associazioni agrarie): 8 ottobre 1916, 
D. L. n.o 1336. — Facilitazioni alle asso- 
ciazioni agrarie. 

— — (Cattedre amhulanti): 31 agosto 1916. 
D. L. n.o 1204. — Regolamento per il fun- 
zionamento delle cattedre ambulanti di 
agricoltura e dei relativi consorzi in appli- 
cazione della legge 14 luglio 1907, n.» 513. 

— — (Contratti agrari) : 2 novembre 1916, 
D. L. n.o 1480. — Contratti agx-ai-i, com- 
missioni provinciali di agricoltura e com- 
missioni mandamentali arbitrali. 

6 maggio 1917, D. L. n.o 871. — Provvedi- 
menti straordinari in materia di con- 
tratti agrari e di lavoro agricolo, mac- 
chine agrarie, commissioni mandamen- 
tali arbitrali. 

— — (Mano d'opera militare): 19 febb. 1917, 
Circolare n.o 137 del M. della guerra sulla 
concessione di mano d'opera militare pei 
lavori agricoli nei mesi di marzo e aprile. 

— — (Olivi): 6 agosto 1916, D. L. n.o 1029. 
— Norme pel taglio degli olivi per la 
durata della guerra. 

— - (Piante fruttifere): 18 febbraio 1917, 
D. L. n.o 323. — Provvedimenti per la 
diffusione della coltivazione di piante 
fruttifere. 

— — Ved. anche: Esemioni, Esercito, Li- 
cenze agricole, Grano, Territori occupati. 

Agrumi (ved. Requisizioni). 

Alluvioni: 22 febbraio 1917, D.L. n.» 344. - 



— im 



Provvedimenti per le provincie od 1 co- 
muni di Sardegna danneggiati dalle al- 
luvioni del febbraio 1017. 
10 agosto 191G, D.-Legge L. n.« 1097. — 
Autorizzazione di spese e concessioni di 
sussidi a comuni p.'r danni cagionati da 
alluvioni e da frane. 

Amministrazioni centrali: a dicemb. 1916, D. L. 
n.o 1650. — Norme per le promozioni du- 
rante la guerra, ai gradi di primo segre- 
tario e primo i-agioniere. 
21 febbraio 1917, D. L. n.» 421. — Promo- 
zioni al grado di aichivista nelle amrni- 
.nisti-azioni centrali durante la guerra. 

Amministrazioni dello Stato: 8 marzo 1917, 
D. L. n.o 360. — Divieto di contratti ed 
impegni per acquisti di prodotti esteri 
senza il consenso del ministro del Tesoro. 
2i maggio 1917, D. L. n.» 967. — Modifiche 
al D. L. 18 novem. 1915, n.» 1625 che di- 
spone economie nelle spese delle vai-ie 
amministrazioni. 

Amnistia: 9 luglio 1916, D. L. n.» 867. — In- 
terpretazione autentica sull'applicazione 
dell'art. 2 del Dee. 29 die. 1915, n.» 1851. 

Appalti (ved. Opere pubbliche). 

Approvvigionamenti : 2 agosto 1916, D.L. n.<>926. 

— Provvedimenti per facilitare gli ap- 
provvigionamenti di alimenti e di merci. 

G agosto 1916, D.L. (senza num.). — Nomina 
dei membri della Commissione centrale. 

15 febbraio 1917, D. M. contenente prov- 
vedimenti per favorire l'approvvigiona- 
mento di calzature per la popolazione. 

25 marzo 1917, D. L. n.» 609. — Istituzione 
di un Consiglio degli approvvigionamenti 
e di un Servizio centrale degli approv- 
vigionamenti e delle industrie carcera- 
rie in economia. 

17 giugno 1917, D. L. n.o 978. — Il commis- 
sariato^gener. per i consumi alimentari as- 
sume la denominazione di commissariato 
gener. per gli approvvigionamenti e con- 
sumi alimentari; e disposizioni relative. 

— — Ved. anche; Consumi. 
Archivi notarili (ved. Pensioni). 
Arvicole fved. Agricoltura). 
Assicurazioni (ved. Infortuni sul lavoro). 
Assistenza civile: 14 dicembre 1916, D. L. 

n.o 1809. — Modificazioni alle disposizioni 
sul contributo per l'assistenza civile. 

26 aprile 1917, D. L. u.» 789. — Modificazioni 
alle disposizioni sul contributo straordi- 
nario per l'assistenza civile. 

10 giugno 1917, D. L. n.o 948. — Esenzione 
dell'amministrazione dello Stato dal con- 
tributo per l'assistenza civile. 

— — Ved. anche: Provvedimenti finanziari. 
i^ssistenza pubblica : 8 marzo 1917, D.L. n.o 504. 

— Riscossione de' crediti di spedalità. 
12 aprile 1917, Circolare ministeriale rela- 
tiva al suddetto decreto. 



12 aprile 1917, Circol. del M. dell'interno. 

— Disposizioni per facilitare la riscos- 
sione delle spese di spedalità. 

Automobili, Autoscafi, ec. (ved. Velocipedi, ec.j. 
Azione penale: 31 agosto 1916, D, L. n.o 1190. 

— Sospensione degli atti penali contro i 
cittadini rimpatriati per prestare servi- 
zio militare. 

Banche: 20 agosto 1916, D. L. n.o 1201. — Si 
approva lo statuto della ^anca autonoma 
di credito minerario per la Sicilia. 

Basilicata (ved. Opere puhblicJie). 

Battisti Cesare: 27 luglio 1916, D. L. n.oio33. 

— Raccolta e ristampa degli scritti di Ce- 
sare Battisti. 

30 marzo 1917, D. L. n.o 494. — Conversione 
in legge del decreto suddetto. 

Benzina: lo dicembre 1916. Decr. del M. della 
Guerra in applicazione del decreto luo- 
gotenenziale 5 ottobre 1916, n.» 1569 sul 
consumo della benzina. 

Bonifiche: lo marzo 1917, D. L. n.o 465. — Re- 
golamento per l'esecuzione dell'art. 6 del 
D.L. 3 settembre 1916, n.o 1250 sulla con- 
cessione delle bonifiche e sul risanamento 
di zone limitrofe a centri abitati. 

Buoni del tesoro: 16 luglio 1916, D.L. n.o 878. 

— Emissione e collocamento dei buoni 
ordinari del tesoro. 

Caccia: lo aprile 1917, D. L. n.o 539. — Re- 
pressione della caccia ai colombi viag- 
giatori. 
22 luglio 1916, Ordinanza del Comando Su- 
premo. — Proibizione della caccia con 
armi da fuoco nei territori occupati dal 
regio esercito, in varie provincie, in co- 
muni costieri, ec. 
22 settembre 191G, Ordinanza del Comando 
Supremo. — Modificazioni all'ordinanza 
precedente. 
22 marzo 1917, Ordinanza del Comando Su- 
premo. — E consentito l'esei'cizio della 
caccia (soltanto a fermo) nel territorio 
esterno alle retrovie e in quello di re- 
trovia. 

Calabria (ved. Opere pubbliche). 

Caldaie a vapore : 8 maggio 1917, D. L. n.o 442. 

— Modifiche e aggiunte al l'egolamento 
per l'esercizio e la sorveglianza delle 
caldaie e dei recipienti di vapore. 

Calzature (ved. Approwigionatttenti). 

Carboni, combustibili fossili, gas, ec: 9 lu- 
glio 1916, D. L. n.o 848, — Determinazione 
dei prezzi del gas illuminante dorante il 
periodo della guerra. 
10 agosto 1916, D. L. n.» 1144. — Autoriz- 
zazione ai comuni che esercitano diret- 
tamente il servizio del gas di riunirsi in 
consorzio per approvvigionare di car- 
bone le loro officine. 
21 dicembre 1916, D. L. n.o 1737. — Prov- 
vedimenti per disciplinare il commercio 



Vermouth Bianco "HIGH-LirE 



?? 



'< ISOLABELLA 



39 



IL VINO APIÌI^ITIVO OVUNQUIz PIÙ APPREZZATO 

PROPRIETÀ ESCLUSIVA delia DISTILLERIA ISOLABELLA - MILANO 



190 



e la distribuzioDP dei carboni fossili In- 
glesi. 

7 gennaio 1917, D. L. n." 35. — Provvedi- 
menti per le miniere di combustibili 
fossili. 

6 agosto 1916, D. L. n.o 1021. — Prezzi mas- 
simi di vendita del coke. 

2G ottobre 1916, D. L. n.» 1509. — Sopra- 
prezzo comiyiale di calmiere per la ven- 
dita del coke da gas. 

9 novembre 1916, D. L. n.o 1510. — Impor- 
tazione dei carboni fossili inglesi. 

2 febbraio 1917, D. L. n." 113. — Istituzione 
di un commissariato generale pei carboni. 

13 febbraio 1917. — Ordinanza del comitato 
per i combustibili nazionali, per l'osser- 
vanza delle disposizioni sulla polizia delle 
miniere di combustibili fossili, di olii mi- 
nerali e gas Idrocarburati. 

18 febbraio 1917, D. L. n.» 294. — Modifica- 
zioni ai decreti 21 die. 1916, n.» 1737 e 
2 febb. 1917, n.» 113 sulla somministra- 
zione dei carboni fossili. 

22 febbraio 1917, D. L. n.o 261. — Provve- 
dimenti per intensificare la produzione e 
l'utilizzazione migliore dei combustibili 
nazionali. 

8 marzo 1917, D. L. n.« 467. — Modificazioni 
al D. L. 9 luglio 1916, n.» 848 sull'appli- 
cazione dei prezzi massimi del gas illu- 
minante. 

31 marzo 1917, D. M. — Determina i prezzi 
massimi di vendita in officina del carbone 
coke da gas. 

26 aprile 1917, D. L. n.» 696. — Provvedi- 
menti per le miniere di combustibili 
fossili. 

14 •,'iugno 1917, Decreto del comitato per i 
combustibili nazionali. — Provvedimenti 
per l'intensificazione della produzione e 
per la distribuzione della legna da ar- 
dere e del carbone vegetale. 

— — Ved. anche: Requisii ioni. 
Carceri (ved. Approvvigionamenti). 
Carne (ved. Consumi). 

Carta: 28 gennaio 1917, D. L. n.» 208. — De- 
terminazione dei prezzi massimi per la 
carta da giornale. 
12 aprile 1917, D. L. n.» 597. — Provvedi- 
menti pel consumo della carta. 

Carte da giuoco< 10 maggio 1917, D. L. n.o813. 

— Monopoli! di vendita delle carte da 
giuoco. 

Cassa depositi e prestiti: 18 febbraio 1917, 
D. L. n.o 32S. — Modificazioni all' art. 15 
del T. U. 2 gennaio 1913 n.» 453. 

— — Ved. anche: Comuni e Provincie. 
Cassa di maternità: 17 febbraio 1917, D. L. 

n o 322. — Modificazioni alla legge 17 lu- 
glio 1910 n.o 520 sulla cassa di maternità. 

21 giugno 1917, D. L. n.o 1071. — Regola- 
mento per l'esecuzione della legge 17 lu- 
glio 1910 n.o 520 e del D. L. 17 febbr. 1917 
n.o 322 sulla cassa di maternità. 
Centesimo di guerra: 15 giugno 191S, Circo- 
lare Min. 8(i608. — Applicazione del con- 
tributo di guerra raddoppiato. 

29 giugno 1916, Gire, del M. delle Finanze. 

— Norme per l'applicazione, istruzioni, 
pagamenti esenti dal contributo, raddop- 
piamento, versamenti in tesoreria, ricorsi 
e notificazioni, elenco delle massime, ec. 



27 agosto 1916, D. L. n.o 1102. — Esenzione 
dei contributi di jj;uerra per spese di spe- 
dalità e del doppio centesimo di guerra 
per gli stipendi, pensioni ed assegni pa- 
gati dalle Provincie e dai Comuni. 

25 marzo 1917, D. L. n.o 550. - Apphca- 
zione del contributo straordinario di 
guerra sul pagamento di annualità per 
sovvenzioni ferroviarie. 
Cinematografi: 4 gennaio 1917. D. L. n.» 5. — 
Tassa sui biglietti d'ingresso. 

6 maggio 1917, D. L. n.o 851. - Il ministro 
dell'interno è autorizzato a regolare la 
distribuzione fra i cinematografi del re- 
gno delle film^ edite dal Comando Su- 
premo, dai Ministeri della guerra e della 
marina e delle altre ftlms attinenti alla 
guerra. 

— — Ved. anche: Provvedimenti finanziari. 
Cirenaica (ved. Tripolitania e Cirenaica). 
Codice penale militare marittimo: 3 sett. 1916, 

D. L. n.«> 1198. — Modificazioni al codice 
penale militare marittimo. 
Colombi viaggiatori: 17 giugno 1917, Ordin. 
del Comando Supremo, — Divieto di te- 
nere colombi viaggiatori nel territorio 
delle operazioni, e norme per ottenere 
permessi di tenere colombi viaggiateri 
nel territorio delle retrovie. 

— — Ved. anche Caccia. 

Combustibili (ved. Carboni, Combustibili fos- 
sili, ec). 

Commèrcio (Sudditi di stati nemici): 8 ago- 
sto 1916, D. L. n.o 960. — Divieti di com- 
mercio con sudditi di Stati nemici. 
8 agosto 1916, D. L. n.o 961. — Sindacato, 
sequestro e liquidazione di aziende com- 
merciali in cui siano interessati sudditi 
di Stati nemici. 

— — {Vigilanza sanitaria); 12 luglio 1916, 
Ordin. del Comando Supremg. — Vigi- 
lanza sanitaria sul commercio degli ali- 
menti, bevande, ec. 

Comuni e Provincie: 21 dicembre 1916, D. L. 
n.o 1856. — Concessioni di mutui per 
maggiori spese in dipendenza dello stato 
di guerra. 

27 agosto 1916, D. L. n.o 1151. — Regola- 

' mento riguardante la sezione autonoma 
di credito comunale e provinciale. 

4 gennaio 1917, D. L. n.» 89. — Norme per 
il funzionamento dei consigli comunali e 
provinciali durante la guerra. 

15 febbraio 1917, D. L. n.o 293. - Modifiche 
all'art. 168 della legge comunale e pro- 
vinciale 4 febb. 1915 n.o 148 e all'art. 103 
del regol. 12 febb. 1911 n.» 297. 

21 giugno 1917, D. L. n.o 1157. — Rimborso 
alle amministrazioni provinciali, da part^ 
dello Stato, delle spese di spedalità so- 
stenuto per il ricovero nei manicomi di 
militari colpiti da infermità mentali pro- 
vocate da cause di servizio dipendenti 
dalla guerra. 

— — Ved. anche: Carboni. Danni di guerra. 
Provvedimenti finanziari. 

Condannati alla forca dall'Austria (ved. Pen- 
sioni). 

Consiglio di Stato: 27 agosto 1915, D. L. n.» 
1139. — E aumentato di due il numero 
dei Consiglieri di Stato. 

12 dicembre 1916. D. L. n.ol709. — 



191 — 



Norme pel cionsumo delle sostanze ali- 
meutari nei pubblici esercizi. 

16 gennaio 1917, D. L. n.» 76. — Istituzione 
del Commissariato generale per i con- 
sumi alimentari. 

G mat,'gio 1917, D. L. n.» 740. — Disposizioni 

penali sai reati concernenti il censimento, 

la precettazione e la requisizione di cose 

di comune e Iav^o consumo. 

_ - (Carne): 3 dicemb. 1916. D. L. n.» 1685. 

— Nox-rae pel consump della carne. 

Il dicembre 1916, Decr. del Min. di agri- 
coltura contenente le nonne per l'appli- 
cazione del D. L. 3 dicemb. 1916 n.o 1685 
sulla disciplina del consumo delle carni. 

28 dicembre 1916, D. L. n.» 1840. -- Divieto 
di macellazione delle vacche e giovenche 
gestanti e dei vitelli. 

25 gennaio 1917, D. L. n.» 110. — Limite 
alla macellazione dei suini. 

15 giugno 1917, Ordin. del Commissario ge- 
nerale per i consumi. — Disposizioni per 
la diffusione del consumo della carne di 
coniglio e por dare incremento alla co- 
i gli coltura. 

— — (Enti autonomi}: 1° aprile 1917, D. L. 
n.o 540. — Funzionamento degli enti au- 
tonomi dei consnnii ed esenzione dalle 
tasse di bollo e di registro. 

— — {Fave f reschei: 30 marzo l'JlT, Ordi- 
nanza del Commissario generale per i 
consumi. — Proibizione di esportazione 
da provincia a pr-ovinoia e di vendita o 
somministrazione di lave fresche. 

~ — Ved. anche : Appruovigionamenti, Pani- 

ficazi(Me, Vini, Zucchero. 
Contrabbando: 22 febbraio 1917, D. L. n.» 387. 

— Aggiunte e modificazioni alla lista de- 
gli articoli di contrabbando assoluto e 
di contrabbando condizionale di guerra. 

Convenzioni (ved. Fre(^e mcfittime). 

Corte dei Comi: 24 maggio 1917, D. L. n.° 839. 

— Istitu7ione di due posti di consigliere 
e uno di referendario lino a un anno dopo 
la conclusione della pace. 

Credito agrario (ved. Af^ricoìtura). 

Credito fondiario: 3 sett, 1916, D. L. n.» 1158. 

— M«.ditìca/,ioni alla legge 16 luglio 1905 
n.» 646. 

Danni di guerra: 9 luglio 1916, D. L. n.» 892. 

— Provvedimenti in favore dei proprie 
tari dei fabbricati danneggiati dai bom- 
bardamenti. 

d luglio 1916, D. L. n.o 906. — Provvedi- 
menti pei comuni sgombrati in dipen- 
denza delle operazioni di guerra. 

17 giugno 1917, D. L. n.» 1068. — Norme per 
la concessione di sussidi e iudennita ai 
cittadini o ai sudditi italiani danneggiati 
dal nemico. 

Dazii (ved. Ootio). 

Difesa dello Stato: 5 ott. 1916, D. L. n.pi294. 



— Ptvibizione di comunicare all'estero 
le Invenzioni riguardanti materiale bel- 
lico o interessanti la difesa dello Stato. 
18 gennaio 1917, D. L. n.o 241. - Proibi- 
zione di prendere visione o copia dei di- 
segni di invenzioni riguardanti il mate- 
riale bellico o che possano interessare la 
difesa dello Srato. 

Disertori e renitenti: o settembre 1916. D. L. 
n.o 1148. — Sono sospesi i procedimenti 
per renitenza o diserzione iniziati a ca- 
rico degli italiani estradati dalla Francia. 

Dolciumi (ved. Esercizi pubblici . 

Elettricità (Impianti): 26 aprile 1917. D. L. 
n." 864. — Lavori di derivazione d'acqua 
a scopo di produzione di energia elet- 
trica ed esercizio dei relativi impianti. 

— — {Motori termici): 7 febbraio 1917, D. L. 
n.o 163. — Norme per regolare il con- 
sumo dell'energia elettrica prodotta da 
aziende private o municipalizzate, me- 
diante motori termici. 

25 marzo 1917, D. L. n.» 506. — Disposizioni 
pel regolamento del consumo dell' elter- 
gia elettrica di cui al D. L. 7 febb. K)17 
n.o 163. 

— — (Riscaldamento): 3 settemb. 1916, D.L. 
n.o 1092. — Esenzione dell'imposta del 
consumo dì energia elettrica a scopo di 
riscaldamento. 

— — (Trasmissione): 22 febbraio 1917. D. L. 
n.o 386. — Provvedimenti per la costru- 
zione e il collegamento di linee di tra- 
smissione dell'energia proveniente da im- 
pianti idraulici esistenti o nuovamente 
concessi. 

— — Ved. anche: Iduminazione, Munizio- 
namento. 

Esenzioni, Esonerazionl : 16 luglio 1916, D.L. 
n.o 952. — Esecuzione per la riscossione 
dell'imposta militare. 

2 agosto 1916, Circol. del M. della guerra 
n.o 489. — Norme per le esonerazioni del 
personale di stabilimenti ausiliari e non 
ausiliari che lavorano per il muniziona- 
mento. 

31 die. 1916, D. L. n.o 1824. - Kegolamento 
per l'applicazione dell'imposta militare. 

4 febbraio 1917, D. L. n.o 231. - Moditica- 
zioni al D. K. 12 ottobre 1915 n.o 1510. * 

15 febbraio 1917, D. L. n.» 292. — Esenzione 
dal pagamento dell'imposta militare de- 
gli ascritti alle classi 1874 e 1875. 

28 febbraio 1917, Circ. del M. della guerra, 
n.o 168. — Esonerazione temporanea ai 
militari direttori di aziende agrarie e di 
industrie dilettamente attinenti all'agri- 
coltura. 

12 aprile 1917, D. L. n.o 629. — Modifica- 
zioni alle disposizioni sulle esonerazioni 
temporanee dei militari richiamati. 

— — Ved. anche: Esercito: Esonerazioni. 



REMINGTON 



N. IO 



a scrittura visìbile 

LA MIGLIOR MACCHINA PER SCRIVERE 

CESARE VERONA - TORINO e principali città £^ 



192 



Esercito {Avamatnento): 3 settem. 1916, D. L. 
n.o 1200. — Avanzamento dei sottufficiali 
di carriera feriti in guerra. 
10 giugno 1917, D. L. n.« 944. — Disposi- 
zioni suir avanzamento e lo stato degli 
ufficiali. 

29 dicembre 1916, D. L. n.» 1778. - Pro- 
roga delle disposizioni sulla carriera e 
suir avanzamento degli ufficiali. 

— — (Campai/iia di guerra): 4 settem. 1916, 
D. L. n.o 1207. — Dichiara chi ha diritto 
al compenso della campagna di guerra 
in corso. 

— — {Carabinieri): 9 luglio 1916, D. L. n.» 
836. — Soprassoldo giornaliero di guerra 
ai sottufficiali e militari di truppa del- 
l'arma dei carabinieri reali. 

— — {Croce liossa e Ordine di Malta): 27 
maggio 1917, D. L. n.» 943. — Disposi- 
zioni per la nomina a tenente medico 
effettivo. 

— — {Esoner azioni) : 1° sett. 1916, Gire, del 
M. della guerra n.» 542. — Trasferimenti, 
invio in licenza illimitata, esonerazione 
dal servizio di prima linea. 

— — {Feriti), (ved. i^serciVo; Avanzamento). 

— — (Franchigia postale): 20 luglio 1916, 
D. L. n.o 905. — Cartoline in franchigia 
pei militari dell'esercito e dell'armata. 

— — (Giustizia iniìi'rire): () agosto 1916, D.Li. 
n.o 1024. — Costituzione di parte civile 
dinanzi ai tribunali militari e facoltà agli 
imputati di scegliere il difensore. 

5 marzo 1917. Ordinanza del Comando Su- 
premo che sottopone alla giurisdizione 
militare tutti coloro che commettano 
reati di complicità con militari, ec. 

(f maggio 1917, D, L. n.o 719. — Destinazione 
di personale nei tribunali militai-i. 

— — Ved. anche: £«ercjYo (Indennità), Tri- 
2)olitania e Cirenaica. 

— — {Indennità) : 9 luglio 1916, D. L, n.o S62. 
— Indennità giornaliera alle truppe del 
corpo speciale oltre Adriatico (Albania). 

16 luglio 1916, D. L. n.o 893. - Indennità 
giornaliera di alloggio agli ufficiali che 
per servizio debbon rimanere fuori della 
propria residenza. 

30 luglio 1916, D. L; n.o 954. - Indennità 
agli ufficiali generali ed ammiragli giu- 
dici effettivi del tribunale supremo di 
guerra e marina. 

10 agosto 1916, D. L. n.» 1020. — Indennità 
ad ufficiali richiamati dal congedo, ai sot- 
tufficiali di carriera e ai musicanti. 

4 gennaio 1917, D. L. n.» 6. — Indennità 
e assegni militari alle truppe in cam- 
pagna. 

4 gennaio 1917, D. L. n.o 22. — Indennità 
e assegni alle truppe in Macedonia. 

— -r {Invalidi di guerra): 11 febbraio 1917, 
n.o 251. — Disposizioni per gli ufficiali in- 
validi di guerra che possono essere adi- 
biti' a servizi sedentax-i. 

14 giugno 1917, D. L. n.o 1032. — Manteni- 
mento e riassunzione in servizio di mi- 
litari invalidi di gueira e norme relative. 

— — {Licenze agricole): 7 agosto 1916. Cir- 
colare n»o 496 del Min. della guerra. — 
Norme relative alla concessione di esse. 

— — (Ordine di Malta), (ved. f'rnrf Rossa e 
Ordine di ^falfn). 



— — {Prigionieri): 1° marzo 1917, D. L. ri." 
414. — Stipendi, assegni e indennità do- 
vute al militari fatti prigionieri del ne- 
mico. 

— — (Sottufficiali), (ved. Esercito: Avanza- 
mento). 

3 sett. 1916, D. L. n.o 1191. — E istituito 
per la durata della guerra il nuovo grado 
di "aiutante di battaglia „. 
l8 marzo 1917, D. L. n." 476. — Conversione 
in legge del D. R. 15 nov. 1914, n.o I25ii 
che contiene nlodificazioni al T. U. delle 
leggi sullo stato dei sottufficiali. 
-. — (Stato Maggiore): 25 marzo 1917. D.L. 
n.o 478. — Conversione in legge del R.D. 
15 aprle 1915, n.o 472 relativo ai provve- 
dimenti per la costituzione e il funzio- 
namento degli stati maggiori di alcuni 
comandi e servizi. 

— — ( Ufficiali) : 6 agosto 1916, D. L. n.o 104.^. 

— Trattamento agli ufficiali incaricati del 
comando effettivo di corpi o riparti del- 
l'esercito operante rivestiti delle fun- 
zioni del grado superiore. 

Ved. anche: Avanzamento, Indennità, 
Invalidi. 

— — Ved. anche: Disertori, Esenzioni, Mu- 
tilali, Pensioni. 

Esercizi pubblici, Negozi, ec: 19 ottob. 1916, 
D. L. n.o 1364. — Orario massimo di aper- 
tura e di chiusura. 
16 novembre 1916, D. L. n.» 1528. — Ora- 
rio di apertura e di chiusura. 

7 gennaio 1917, D. L. n.» 14. — Norme pei 
disciplinare la vendita e la somministra- 
zione dei dolciumi nei pubblici esercizi. 

8 marzo 1917, D. L. n.» 371. — Divieto di 
produzione, vendita e somministrazione 
di dolciumi in pubblici spacci ed esercizi . 

26 aprile 1917, D. L. n.» 640. — Orario di 
chiusura. 

Esonerazioni (ved. Esemioni, Esonerazioni). 

Esportazioni : lo aprile 1917, D. L. n.o 512. - 
Aggiunta alla tabella delle merci di vie- 
tata esportazione. 

Fave fresche (ved. Consumi). 

Ferrovie, Ferrovieri (ved. Trasporti\. 

Fiammiferi : 26 novemb. 1916, D. L. n.o 1702. 

— Norme e condizioni per la fornitui-a 
di fiammiferi all'amministrazione delle 
privative. 

29 dicembre 1916, D.L. n.o 1771. — Altre 
disposizioni sul monopolio della vendita 
dei fiammiferi. 

5 giugno 1917, D. L. n.o 965. — Monopolio 
dei fiammiferi in Trlpolitania e Cirenaica. 

— — Ved. anche: Provvedimenti finanziari. 
Fillossera: 31 maggio l'.tl7, D. L. n.o 1144. - 

È data facoltà al governo di coordinare 
e pubblicare un testo unico delle leggi 
relative alla fillossera e ai consorzi anti- 
fillp.sserici. 
Fitti : 10 agosto 1916, D. L. n.o 1044. — Pro- 
roga del fitto a favore delle famiglie di 
militari morti in guerra. 
22 ottobre 1916, D. L. n.o 1422. — Istitu- 
zione di un collegio arbitrale per diri- 
mere le controversie relative ai paga- 
menti delle pigioni a Venezia. 
7 dicembre 1916, D. L. n.o 1705. — Regola- 
mento per la tassa sulla riscossione degli 
affitti. 



193 — 



2G dic'OTiibre 1?1<'., D. T,. n.» 17C9. - Dispo- 
sizioni sul pui,'iiiiK'iito dei litti degli im- 
mobili urbani. 
4 febbraio 1917, D. L. n.» 190. — Nuove 
norme sugli affitti degli immobili urbani. 

Gas (ved. Carboni, lìluminmion"). 

Giornali (ved. Cir a, l'oste e Telegrafi). 

Glicerina: 2-2 ottobre 191C, D. L. n.o 1413. - 
Provvedimenti per regolare il riforni- 
mento di glicerina necessaria all'esercito, 
ili servizi pubblici, alle industrie, ec. 

Grano ed altri cereali : 3 dicembre mie, D. T,. 
n.» 1704. — Proroga della sospensione del 
dazio sul grano, altri cereali e loro fa- 
rine a tutto il 30 giugno 1917. 
14 marzo 1917. — Ordin. del Commissario 
generale per i consumi sulla lavorazione 
dei grani duri per la preparazione di pa- 
ste alimentari. 
29 aprile 1917, D. L. n.o 082. — Censimento 
del grano, granturco e loro farine, risone 
e riso. 
2 maggio 1917. Ordin. del Commùssario ge- 
nerale per i consumi. — Denunzia del 
grano, farina di grano, granturco, farina 
di granturco, risone e riso. 
10 maggio 1917, D. L. n.» 788. — Prezzo 
d'impero dei cereali, disciplina delle col- 
tivazioni, contratti agrari, credito agra- 
110, ec. 

28 maggio 1917, Decr. del M. per l'agricol- 
tura. — Denuncia dei i-accolti di grano, 
segale, orzo e avena. 

29 maggio 1317, Ordin. del Commissario ge- 
nerale pei consumi. — Divieto di produ- 
zione e di vendita di farina abburattata 
a resa maggiore del 90 "/,,. 

28 giugno l'.tl7, D. L, n." 1035. - Prestiti 
rivolti a favorire la coltivazione del gra- 
no, altri cereali, legumi e tuberi com- 
mestibili, concessi ad istituti di credito 
agi-; rio. 

21 giugno 1917, D. L. n.o 1029. — Proroga 
dell'abolizione del dazio doganale .sul 
grano ed altri cereMli. 

30 giugno 1917, Dee. dei ministri por l'a^ri- 
coltura, le finanze e il tesoro. — Normo 
per la concessione delle sovvenzioni agli 
agricoltori delle proviiicie del mezzo- 
giorno eontinentalt- e delle isole i quali 
si impegnino di estendere la coltivazione 
del grano, altri cereali, ec. 

— — Ycd. anche: Agricoltura, Panificazione, 
Ji''f]HÌsi:ioni 

Illuminazione pubblica: 19 ottobre 191G, D. L. 
n.o 1405. — Riduzione dell'illuminazione 
pubblica alla metà. 

Impiegati dello Slato: 9 luglio 191G, D. T.. 
n.o 875. — Trattamento economico agli 
impiegati e pensionati dolio Stato, agli 
insegnanti deHe scuo'e primarie, e agli 
avventizi in servizio dello Stato, 1 quali 
si trovano sotto le armi. 
25 figosto 1916, Gire, del M. del tesoro. — 
Trattnmento economico degli impiegati 
e pensionati dello Stato sotto le armi. 

29 o'tobre 191G, D. L. n." 1499. — Inden- 
nità temporanea di lire 16 mensili al per- 
sonale di ruolo. 

16 aprile 1917, D. L. n.o 727. - Tratta- 
mento economico degli impiegati e peu- 
siouati dello Stato sotto le armi. 



23 aprile 1917, D. L. n.» C3ft. — Aumento 
dell'indennità. 

Impiegati degli enti locali (v«d. Ffnitioni'. 

Importazione: i° aprile 1917, D. L. n.o 510. — 
Divieto di importazione di tutte le merci 
di origine o provenienza estera. 

— — \'ed. anche: Annninit'vaz, dello Stato. 
Imposta fondiaria: 16 luglio 1916, D.L. n.oiOGl. 

— Sostituisce alcuni articoli del regola- 
mento 2G genn. 1905, n.» G5 per l'esecu- 
zione delle leggi sul riordinamento del- 
l'imposta fondiaria. 

Imposta militare (ved. Esemioni). 

Imposta sui terreni: 27 agosto 1916, D. L. n.o 
1122. — I contingenti provinciali dell'im- 
posta dei terreni sono consolid.iti per 
cinque anni nelle stesse somme fissate 
nel 191G. 

Imposte (ved. Profitti di guerra, Ziic hero). 

Infortuni sul lavoro : 27 luglio 1916, D. L. n.»993. 

— Tabelle e modelli dei bilanci dei sin- 
dacati di assicurazione per gli infortuni 
degli operai sul lavoro. 

3 dicembre 1916. D. L. n.o 1773. - Assicu- 
razione del prigionieri di guerra contro 
gli infortuni. 

15 febbraio 1917, D.L. n.o 415. — Indennità 
per infortuni sul lavoro In zona di guerra 
agli operai borghesi addetti ad opere e 
servizi militari. 

8 marzo 1917, D.L. n.o471. — Liquidazione 
delle indennità di infortunio agli equi- 
paggi di navi mercantili requisite dallo 
Stato. 

9 marzo 1917. Circol. del M. di G. G. sulle 
sentenze relative alle Indennità per in- 
fortuni. 

31 nnzo 1917, Circolare del Comando Su- 
premo. — Assicurazione degli operai bor- 
ghesi addetti a lavori e servizi militari in 
zona di guerra, in dipondenza del D. L. 
15 febbraio 1917, n.» 415. 
G agosto 1916, D. L. n.» 1060. - È aumen- 
tato il contributo dovuto al Sindacato 
obbligatorio di mutua assicurazione per 
gli infortuni sul lavoro nelle miniere di 
zolfo della Sicilia. 

Insegnanti (ved. Impiegati dello Stato, Pensioni). 

Invalidi di guerra: 25 piarzo I917. D.L. n.o48l. 

— Istituzione di un ente denominato 
Opera nazionale p<or la protezione ed as- 
sistenza degli invalidi di guerra. 

28 giugno 1917, D. L. n.o 1158. — Regola- 
mento per l'esecuzione della legge 25 
marzo 1917 n.o 481 

— — Ved. anche: Eserc. Invalidi di guerra. 

— — Vedi anche: Mutilati. 

IstriiZione elementare: il febbraio 1917, D. L. 
n.o 439. — I maestri elementari sono equi- 
parati agli impiegati di ruolo dello Stato 
agli effetti dell'art. 1 del D. L. 29 ott. 191G 
n.o 1499, riguardante l'indennità tempo- 
ranea di lire 15 mensili. 
15 febbraio 1917, D. L. n.o 449. — Disposi- 
zioni in favore dei maestri elementari 
assunti in .servizio con nomina piovviso- 
ria e riohiamuti alle armi. 
28 gennaio 1917, D. L. n.<> 152. - Semplifi- 
cazioni nell'amministrazione scolastica 
provini'iale. 
, 6 maggio 1917,. D. L. n.» «40. — Esami e 
scratiJùi per l'anno 1910-47. 

13 



- v.yi 



Istruzione media e normale: 22 ottobre 1910, 
1). L. n." 15G0. — Provvedimenti a favore 
degli studenti di scu.>le medie e normali 
prestanti l'opera loro in stabilimenti mi- 
litari ed ausiliari. 

1 gennaio 1917, D. L. n.» 30. — Disposizioni 
per gli esami. 

10 maggio 1917, D. L. n.''832. — Periodo di 
prova degli insegnanti e del capi d'isti- 
tuto. 

24 maggio 1917, D. L. n.» 909. - Disposi- 
zioni per gli esami. 

14 giugno 1917, D. L. u." 1178. — Tratta- 
mento economico degli insegnanti sup- 
plenti o fuori ruolo delle scuole medie 
governative chiamati alle armi. 
Istruzione professionale: io maggio ii)i7, D. L. 
ii.o 89G. — Provvedimenti varii sulle 
.scuole industriali, sulle stazioni speri- 
mentali, ec. 
Istruzione superiore: i» ottobre 191G, D. L. 
n." 1400, — Laurea d'onore agli studenti 
morti in guerra. 

lo ottobre 1910, D. L. n." 1402. — Iscrizione 
d'ufficio degli studenti sotto le ai-mi, 
esami di laurea, diploma e dispensa dalle 



26 novembre 1910, D. L. n.» 1078. — Dispo- 
sizioni per gli stu lenti militari inscritti 
al 30, 4", 5" 0» anno di medicina. 

26 novembre 1916, D. L, n.» 1679. - Corso 
accelerato per il 3», 4°, 5», 6» anno di 
medicina. 

4 febbraio 1917, D. L. n.o 309. - Istituzione 
di un corso accelerato di medicina vete- 
rinaria. 

1" aprile 1917, L. n.» Ó57. — Modificazioni 
alle disposizioni sui limiti d'età del pro- 
fessori universitari. 

20 maggio 1917, D. L. n.o 895. — Proroga 
al 31 luglio 1918 del termine fissato dal- 
l'art. 32 della legge 19 luglio 1909, n.o 496. 

14 giugno 1917, D. L. n.o 1053. — Esenzione 
dalle tasse agli studenti profughi od ap- 
partenenti a famiglie emigrate o inter- 
nate. 
Lavoro delie donne e dei fanciulli: 6 agosto 
1916, D.L. n.o 1135. -Nuovo regolamento. 

lo aprile 1917, L. n.o 529. — Conversione 
in legge del D. R. 30 agosto 1914 n.^ 92ò 
riguardante la sospensione temporanea 
del divieto di lavoro notturno delle donne 
e dei fanciulli. 
Liquidi infiammab.li: 29 apr. 1917, D.L. n.o974. 
— Regolamento per 1 depositi di liquidi 
che presentano pericolo di scoppio e di 
incendio nell'ambito dei porti o del ce- 
manio pubblico marittimo. 
Maestri (ved. Istruzione elcmenture, Peisioni). 
Manicomi: 22 febbraio 1917, Circol. del M. di 
G. G. — Ricovero di detenuti alienati di 
mente. 



Marina di querrai AranTctmento): 12 aprilo 1917. 
D. L. n.o 501. — Modificazioni alla legge 
marzo 1898 n.» 59 e alle successive sul- 
l'avanzamento dei corpi militari della 
II. Marina. 

13 marzo 1917, D. L. n.» 739. — Modifica- 
zioni alle disposizioni riguardanti il fun- 
zionamento della commissione suprema 
di avanzamento dei corpi militari della 
R. Marina. 

27 maggio 1917, D. L. n.o 919. — Deroghe 
durante la guerra alle condizioni per 
l'avanzamento degli ufficiali della R. Ma- 
rina al solo grado immediatamente su- 
periore. 

- — (Genio navale): agosto 1910, D. L. 
n.o 987. — Nomina ad ufficiale di comple- 
mento nel corpo del Genio na\ule. 

- - {In(Je»nHà): 10 luglio 1916, D.L. n.» 930. 

— Tabella delle indennità annue ai co- 
mandanti e ufficiali della Scuola specia- 
listi e della Scuola apprendisti. 

10 aprile 1J17, D. L. n.« 637, — Disposizioni 
riguardanti l'indennità di entrata in cam- 
pagna e il soprassoldo di guerra per gli 
ufficiali e militari della R, Marina, 

- — ( Ufficiali) : 6 agosto 1916, D. L, n.o 940. 

— Nomina ad ufficiale di vascello di com- 
plemento. 

Marina mercantile: 6 agosto I9ic, D. L. u.o988. 

— Proroga del limite di tempo assegnato 
al varo di piroscafi mercantili per con- 
seguire il compenso di costruzione. 

10 a-osto 1910, D. L. n.» 1031. - Provve- 
dimenti per l'incremento delle costru- 
zioni navali, 

22 ottobre 1910, D. L, n.» 1505. - Divieto 
di pubblicazione delle rotte seguite o da 
seguire. 

5 novembre 1910, D. L. n.o 1661. - Sovven- 
zioni per l'incremento del naviglio mer- 
cantile, 

22 novembre 1916, D. L. n.o 1587. — Im- 
pianto radiotelegrafico sulle navi di com- 
mercio. 

7 gennaio 1917, D. L. n.o 74. — Indennità 
agli armatori di navi requisite o noleg- 
giate perdute per causa della guerra. 

21 gennaio 1917, D.L. n.o 238. - Altri prov- 
vedimenti a favore dell'armamento e 
delle costruzioni na\ali. 

27 febbraio 1917, D. L. n.o 332. - Difesa del 
traffico marittimo conti'O 1 sommergibili. 

8 marzo 1917, D. L. n.o 474. — Condizione 
giuridica degli equipaggi di piroscafi mer- 
cantili durante la guerra. 

6 maggio 1917, D, L. n.o 783. — Provvedi- 
menti per l'industria dell'armamento e 
della costruzione dei velieri in legno e a 
scafo metallico e disposizioni i)er la si- 
stemazione di motoi-i ausiliari sopra ve- 
lieri già in esercizio. 



Vermouth Bianco "HIGH-LirE 

ISOLABELLA 



u 



;? 



9f 

IL VINO APIZRITIVO OVUNQUE: PIÙ APPPEZZ/TÌ'O 

PROPRIETÀ ESCLUSIVA della DISTILLERIA ISOLABELLA . MILANO 



105 



15 mag-.'io 1017, D. L. n.» 874. - Disposi- 
zioni e provvedimenti in favor*? del com- 
meiL'io mar. ti imo e della navigazione. 

— — Ved. anche: Infortuni, ItrqnisizioKi. 

Marocco: 30 luglio 1916, D. L. n.» i:<si. - 
Kinun/.ia al regime capitolare nella zona 
spagnuola del Marocco, 

Metalli (ved. BfqHisizioni). 

Miniere (ved. Carboni, coiulusUbili /V> >•■.<! i7/l. 

Min'steri: ic giugno iyi7. li. D. u." 970. - 
Attribuzione al ministero dei trasporti 
delle funzioni assegnate al comitato dei 
ministri e al commissario generale per 
i cai boni. 
IC giugno 1917, lì. D. u.» 980. — Il mir.i- 
stero della guerra è diviso per la durata 
della gueira in ministero della guei-ra e 
ministero per le armi e munizioni. 

Ministero della guerra : 7 settembi e 1916, D. L. 
n.o 1213. — Riunione dei servizi aero- 
nautici dell'esercito e della marina sotto 
l'azione e la dipendenza del ministero 
della guerra. 

Ministero della marina: IG luglio I9ìc,, D. L. 
n." 874. — .\ttribuzioni del sotto'-e;.'reta- 
rio di stato per la marina e del segre- 
tario generale del ministero. 

Mobilitazione inÓUSÌTÌalefxed.Mnnizionariiento). 

Monete: 1° aprile 1917, D. L. n.o 49G. — Pene 
agli incettatori di monete. 

Motocicli (ved. Velocipe'ii, ec). 

Munizionamento: 3 sett. 191G, D. L. n.oll49. 

— Disposizioni per agevolare l'elettrifi: 
cazione degli stabilimenti industriali di 
munizionamento militare. 

5 novembie 191G, D. L. n.» 1684. — Dispo- 
sizioni penali speciali per gli addetti agli 
stabilimenti militari ed ausiliari. 

ir> marzo 1917, D. L. n.» 570. — Disposizioni 
sulla mobilitazione industriale. 

2i» aprile 1917, D. L. n.» (170. — Iscrizione 
degli operai di ambo i sessi addetti as^li 
stabilimenti dichiarati ausiliari aglifefl'etti 
della mobilitazione industriale. 

— — Vedi anche: Jn'rmione ni^din. 
Mutilati e invalidi di guerra: io agosto 1!)1G. 

D. L. 11.» 1012. — Pi-ovvedimenti a favore 
di mutilati, ciechi, storpi, oc. in attesa 
della legge speciale. 
G iiovemb. 191G, Decr. del M. della Guer- 
ra. — Norme per la concessione del di- 
stintivo d'onore ai mutilati nell'attuale 
guerra. 

— — Ved. anche: Invalidi di gnn-ra e Ten- 
sioni. 

Navigazione (ved. Manna mer.anlUe). 

Notai: 29 aprile 1917, D. L. n.» 879. — Costi- 
tuzione di un fondo comune e norme per 
la ripartizione degli assegni mensili in fa- 
vore dei notai ricliiamati alle armi e non 
provvisti di coadiutore. 

Oggetti pre/iosi: ló aprile 1917, D. L. n.» 734. 

— Istituzione di una tassa di bollo sulla 
vendita degli oggetti preziosi. 

13 maggio 1917, D. L. n." 735. — Norme per 

l'applicazione del suddetto decreto. 
22 maggio 1917, Gire, del M. delle Finanze. 

— Norme per l'applicazione dei suddetti 
decreti. 

Olivi fved. Agrir dim-a). 

Operai (ved. Infortuni sul lov ■>•<>, Muniziona- 
namenlo, Zont di gwra). 



Opere pubbliche: 7 nprle I9l7, L. n <» ftoi. — 
Ma?g ori assegnazioni e sptse p» r la ese- 
cuzione di opere pubbliche in Basilicata 
e in Cal.ibria. 
21 maggio 1917, CMreol. del M. dei LT.PP. 

— Appalti di opero pubbliche e otterta 
dei prezzi. 

Ora legale e ora astronomica: io sett. 191G, 
n." UGO. — IMtorno all'oi'a astronomica 
dal 1" ottobie 191G. 
4 marzo 1917, D. L. n.» 42». — Anticipo 
dell'ora normale dal 1» aprile al 30 set- 
tembre 1917. 

Ordinamento giudiziario: 28 genn. 1917, D. L. 
n.o 307. — Promozioni degli aggiunti di 
2» classo delle cancellerie e segreterie 
giudiziarie. 

Orfani di guerra: C agosto 191G, D. L. n.0 968. 

— Provvedimenti per gli orfani di guerr.i 
in attesa della legge speciale. 

6 agosto 1916, D. L. n » 1025. — Erezione 
in ente morale dell'Opera nazionale per 
gli orfani dei contadini morti in guerra 
e per i tì^li dei contadini resi in guerra 
permanentemente inabili al la\oi-o, 

27 agosto 1916, D. L. n.o 1251. — Norme per 
l'applicazione delle disposizioni vigenti 
sull'assisteu/'a degli orfani di gnerra. 

9 ottobre 1916, Ciré, del Min. dell'interno. 

— Funzionamento dei Comitati provin- 
ciali di protezione ed assistenza. 

14 novembre 1916, Gire, del Min. di grazia 
e giustizia n.o 1936, .sulle nuove funzioni 
conferite ai magistrati dai decreti 6 ago- 
sto 1916 n.o 968 e 27 agosto 1916 n.o 1251. 
2 febbraio e 10 febbraio 1917, Circol. del 
M. dell'Interno sull'assistenza degli or- 
fani di guerra. 
Palazzo Venezia (ved. Rappresaglie). 
Panificazione: 19 ottobre 1916, D. L. n." 1399. 

— Penalità comminate ai contravventori 
ai decreti sulla molitura del frumento e 
sulla panificazione. 

12 dicembre 1916, D. L. n.o 1708. — Produ- 
zione e vendita del pane. 

21 dicembre 1916, D. Min. per l'esecuzione 
del decreto 12 dicembre 1916 n.» 1708. 

21 dicembre 1916. D. Min. che stabilisce le 
norme per la paniticazione. 

18 febbraio 1917, D. L. n." 246. - Modiftche 
al D. L. 12 dicembre 1916 n.o 1708. 

21 febbraio 1917. D. Min. sull'abburatta- 
mento delle farine. 

21 febbraio 1917. Ordinanza del Commis- 
sario generale per i consumi concernente 
l'orario di lavorazione nei panifici. 

6 aprile 1917, Ordinanza del Commissario 
generale per 1 consumi che impone agli 
esercenti di forni di imprimere un con- 
ti'assegno che identifichi il forno. 
— — Ved. anche: (.o»8umi. 
Passaporti: 23 luglio 1916, D. L. n.o 895. - 
Norme relative all'entrata e all'uscita 
del cittadino dal regno, al transito dei 
valichi di frontiera, all'entrata e all'uscita 
dei sudditi austro-ungarici di nazionalità 
italiana, all'entrata, all'uscita e al sog- 
giorno degli stranieri, ec. 

27 agosto 1916, D, L. n.o 1147 — Kilasoio 
dei passaporti per l'interno. 
Paste alimentari ived. Urano, Pan i/ìcaz ione). 
Pelli (ved. Iieqiiiei:ioni), 



— 1I)G 



Pensioni: 9 lu-lìo lOtfi, P. L. n.» 877. — Kì- 
corsl alle se/.'oni unite d -Ila Corte dei 
conti. 

27 agosto 191C, D.-Letj;gfi L. n.» 1094. — 
Elevazione del niiniinu di pensione agli 
insegnanti olenu ntari. 

7 settembre lyiG, 1). L. n.» 118ó. — E ac- 
cordata una pensione alla vedova e ai 
ligli minori di ogni italiano condannato 
diill'Austria alla forca per motivi polit ci. 

7 dicembre 1916, D. L. ii." 173J. — Regola- 
mento per le pensioni dei comuni, Pro- 
vincie, ec. 

7 gennaio 1917, D. L. n.o 295. — Approva- 
zione di cinque regolamenti per l'ese- 
cuzione dei testi unici delle leggi sul 
monte pensioni degli insegnanti elemen- 
tari, sulla cassa di previdenza per le pen- 
sioni dei sanitari, sulla cassa di previ- 
denza per le pensioni a favore dei segre- 
tari e altri impiegati degli enti locali, sulla 
cassa di previdenza per le pensioni agli 
ufficiali giudiziari, sulla cassa di previ- 
denza per le pensioni agli impiegati degli 
archivi notali i. 

Pensioni di guerra: 30 giugno 1916, D. Min. — 
Documentazione delle domande relative 
a pensioni di guerra. 
12 novembre 1916, D. L. n.» 1598. - Modi- 
ficazioni ed aggiunte alle disposizioni vi- 
genti sulle pensioni di guerra. 

15 miEiggio 1917, D. L. n.» 487. — Estensione 
delle pensioni a titolo di alimenti. 

20 margio 1917, D. L. n.» 876. — Regola- 
mento che determina le categorie di in- 
fermità per i mutilati e invalidi di guerra 
e stabilisce le tabelle delle pensioni od 
assegni spettanti ad essi nonché le norme 
di riverf.ibilità delle pensioni e degli as- 
segni. 
Pesca: 17 giU;4no 1916, D. L. n.» 787. - Soc- 
corso giornaliero ai pescatori dei laghi 
di Garda e di Idro. 

29 aprile 1917, D. L. n.» 698. — Provvedi- 
menti in favore della pesca e dell'acqui- 
coltura. 
Poste e telegrafi: 2 luglio 1916, D. L. n.» 890. 
— Compensi e indennità al personale po- 
stale e telegratìco degli «ffici di posta 
estera. 

O^^Juglio 1916, D.L. n.o 950. — Mantenimento 
l^di personale avventizio per supplire a.Ma 
litemporanea defìcenza di personale deter- 
minata dallo stato di guerra. 

16 luglio 1916, D. L. n.o 927. — Aumento 
numerico degli agenti subalterni. 

19 novembie 1916, D. L. n.» 1698. ~ Fran- 
catura dei giornali quotidiani. 

8 marzo 1917, D.L. n.» 437. — Sospensione 
del servizio di assicurazione di og:,'etti 
di corrispondenza contro i casi di forza 
maggiore (limitatamente allo scambio tra 



l'Italia e le colonie e nei rapporti tra 
qu«»stol. 
10 maggio 1917, D.L. ii.<'917. — Tassa delle 
cartoline poetali dello Stato o della in- 
dustria prvata da distribuirsi nel di- 
stretto di impostazione. 

— — Ved. anche: Esercito, Franvliigia po- 
stale; Marina mer<auti e. 

Prede marittime: 25 febb. 1917, D.L. n.o 4»2. 

— Jsecuzione, nei riguardi, dell* Italia, 
della convenzione ango francese 9 no- 
vembre 1914 circa le prede fatte dalle 
rispettive forze navali. 

25 marzo 1917, D.L. n.» 603. — Norme per 
l'esercizio del diritto di preda. 
Prestiti nazionali: 2 gennaio 1917, D. R. n.» 3. 

— Emissione di un unovo prestito di 
guerra. 

21 gennaio 1917, D. L. n," 54. — Xormè per 
l'esecuzione del decreto 2 gennaio 1917, 
n."-3. 

19 febbraio 1917, D. L. n « 207. — Proroga 
del termine per la sottoscrizione al pre- 
stito nazionale di cui al K D. 2 gennaio 
1917, n.o 3. 
Prigionieri di guerra: 6 agosto I9ir., D. L. n." 
1028. — Impiego dei prigionieri in opere di 
rimboschimento e di sistemazione idrau- 
lico-forestale. 

— — Ved. anche: Infortuni. 

Probiviri: 8 ottobre 1916, D. L. n.o 141 fi. — 
Rinvio delle elezioni parziali di tutti i 
collegi alla seconda domenica di novem- 
bre 1917. 

Profitti di guerra: 6 agosto 1916, D. L. n.» 1039. 

— Disposizioni vari« per l'accertamento 
dell'imposta. 

19 novembre 1916, D. L. n.o 156S. — Testo 
unico delle disposizioni relative alla im- 
posta e sovraimposta sui redditi realiz- 
zati in conseguei.za della guerra. 

18 gennaio 1917, D. L. n.» 145. — Applica- 
zione dell'imposta sul sovraprotitti di 
guerra. 

24 maggio 1917, D. L. n.o 894. — Disposi- 
zioni relative ad alcuni articoli del D.L. 
18 gennaio 1917, n.o 145. 

10 giugno 1917, D. L. n.» 945. — Modifica- 
zioni alle disposizioni sull'imposta e al. a 
sovrimposta sui redditi realizzati in con- 
seguenza della gueria. 

14 giugno 1917, D. L. n.o 971. — Nuovo te- 
sto unico. 

— — Ved. anche: Péorvediììfìiti fìnimìari. 
Proprietà industriale: 22 marzo 1'ji7, D. L. 

n.o 533. — È sospesa l' efficacia delle pri- 
vative industriali aiipartenenti a sudditi 
nemici o a ditte e società residenti in 
paesi nemic per invenzioni riguardanti 
materiale bellico. 
29 aprile 1917, D. L. n.o 725. — Concessione 
di licenza di uso di privative industdali 




L' IDEALE DEI LASSATIVI M ADULTI E BAMBIIII $ 

non iRRiTH, non prouoch coliche 

= In tutte le farmacie in scatole da 25 discoidi 

LErPRTIT FARMACE-XJTICI - MIIvANO 




11)7 



r 



o di marcili appartenenti a sudditi ne- 
mici. 
Provvedimenti finanziari: 31 agosto 1916, D.L. 
n.» 1090. — Provvedimenti riguardanti: 
A coiitr buto assistenza civile; B dispo- 
sizione a favore dei comuni; C add zio- 
naie al dazio sulle bevande; D soprapro- 
litti di guerra e tasse di esportazione; 
/',' monopolio delli rendita dei fiammi- 
feri; F aggiunte e modilìcaziorii al e tasse 
di bollo. 

y novembre Ifllfi, D. L. n.» 152.'>. — Provve- 
dimenti finanziari riguardanti: a sovrim- 
posta sui reddiii di guerra; 1/ imposta 
sili militari non combattenti; e tasse d'. 
bollo; d tasse in surrogazione e per le 
concessioni governative; e tas*e sui mo- 
tocicli, automobili, ec. ; f imposte sui 
tondi rustici e ricchezza mobile; ff di- 
ritto di guerra sulle riscossioni degli al- 
litli; h trascrizioni; » tasse di fabbrica- 
zione sugli olii; l privativa delle carte da 
giuoco; m taritt'e telegrafiche e pò tali. 

13 maggio 1917, D. L. n." 736. — Tassa di 
consumo sul caflè, tassa di fabbric;izione 
sulla cicoria, modificazioni alla tariffa do- 
ganale, sopralassa di fabbricazione sugli 
zuccheri e tassa di fabbricazione sul glu- 
cosio, tassa di licenza e fabbricazione di 
saponi, tassa sui cinematografi esfesa agli 
altri .-pettaioli. 
RadiGtelegcafìa e radiotelefonia: 28 dicembre 
1916, 1). L. n.o 1838. - Convenzione con 
l'on. G. Marconi per il servizio radiote- 
lej-raflco e ladiotelefonico tra l'Italia e 
le colonie. 
Rappresaglia: 18 luglio 1916, D.L. n.» 864. — 
Le disposizioni del decreto 24 giugno 1915 
n.o 902 sono estese ai sudditi e agli enti 
di tutti gli Stati nemici e degli Stati al- 
leati di paesi nemici. 

25 agosto 1916, D. L. n.o 1052. - II Palazzo 
di Venezia in Roma è d'chiarato proprietà 
dello Stato italiano. 
Renitenti (ved. Disenori). 
Requisizioni: 3 dicembre 1916, D. L. n.o 1693. 
-- Censimenti doHe pelli e dei materia'i 
conciati. 

25 marzo 1917, L, n.» 472. — Conversione 
in legge del D. E. 21 genn. 1915, n.« 2J 
relativo alla requisizione delle navi mer- 
cantili. 

29 marzo 1917, D. L. n.o 626. — Consegna, 
vendita, r^^uis zione di merci scaricate 
da navi che debbono essere poste a di- 
sposizione dello Stato. 

25 aprile 1917, D. del M. della guerra. — 
llegole per la requiiiziono dei rottami 
metallici. 

23 aprile 1917, D. del M. della guerra. - 
Tutte le pelli crude restano a disposi- 
zione dell'autorità militare. 

2<; aprile 1917, D. L. n.» 681. — Consorzi 
granari provinciali e commissioni pro- 
vinciali di requisizioni dei cereali. 

2i; aprile 1917, I). L. n.o 699. — Norme per 
la decisione delle controversie in materia 
di requisizioni di immobili, quadrupedi 
e veicoli. 

29 aprile 1917, D. L. n." 71S. - Liquida- 
zione delle indennità per le requisizioni 
di carboni e metalli. 



13 maggio 1917, D. L. n.» 834.- ^ Requisi- 
zione dei materiali metallicH d'arma- 
mento e del materiale rotabile delle fer- 
rovie concesse e delle Iramvie extra- 
urbane in costruzione. 

25 maggio lìilT, Decreto del coirimissario 
generale per 1 consumi. — Dispo>iz cui 
sr.l a requisizione e il commercio del 
burro. 

26 mairgio 1917, Ordfn. del Comitato dei 
combustibili i azionali. — Requisizione 
delle giacenze e della intera nuova pro- 
duzione di combustibili nazionali. 

10 giugno 1917, D. L. n.o 926. - Disposi- 
zioni sulla requisizione dei cereali^ 

10 giugno 1917, L. n.o 937. — l'agaWr.to 
dei carri di agrumi requisiti dalle auto- 
rità militari. 
Sali: 18 genn. 1917. D.L. n.» 149. - Facilita- 
zioni alle industrie che adoperano il sale. 
Sanità pubblica: 16 luglio 1916, L. n.o 947. — 
Disposizioni sulla sanità marittima, sulle 
acque minerali, sugli stabilimenii ter- 
mali, sugli ordini dei saMitari, su la vi- 
gilanza zoojatrica ai confini e nei porti, 
sul vaccinogeno, ec. 

16 ottobre 1916, Ordin. del Comando Sa- 
premo, n.o 263. — Servizi igienici e sani- 
tari, esercizio delle professioni sanitarie, 
denunzie, vaccinazioni, vigilanza, igiei e, 
polizia mortuaria, ec. 

28 gennaio 1917, D. L. n.» 190. — Agevola- 
^-ioni per l'esecuzione di opere igieniche. 

13 marzo 1917, Circ. del M. dell'interno 
relativa al decreto suddetto. 

— — Ved. anche: Bon fiche. Commercio. 
Sanitari (ved. l'tnsiohi). 

Saponi fved. ri-avvedimenti finanzi tri). 
Segretari comunali e altri impiegati degli enti 

locali (ved. lensioni). 
Servizio militare: 19 ottob. 1916, D.L. n.» 1417. 

— Pene per la simulazione di malattie e 
per le mutilazioni volontarie. 

5 gennaio 1917, D. L. n." 7. — Estensione 
dell'obbligo di servizio militare ai citta- 
dini nati nei 1875 e nel 1874. 

12 aprile 1917, D. L. n.o 596. — Riduzione 
a m. 1.50 del limite di statura per l'ido- 
neità al servizio militare, e chiamata a 
nuova vii^ita dei riformati per detìcenza 
di statura. 

— — Ved. anche; Azione penale, Enetizinni. 
Società commerciali : 3 sett. 1916. D. L. n.» 1108. 

— Disposizioni per impedire la violazione 
delle disposizioni concernenti la limita- 
zione dei dividendi. 

21 giugno 1917, D. L. n.o 1047. — Denuncia 

della nazionalità delle ditte. 
18 luglio 1917, Decr. del Min. per l'industria, 

il commercio ed il lavoro. — Norme per 

la denuncia. 
Solfato di rame: '21 marzo 1917, D. L. n." 447. 

— Denuncia dei contratti di vendi.ta o 
lavorazione del .solfato di rame. 

6 api ile 1917. Decr. del Commssario gene- 
rale per i consumi sul commercio del 
solfato di rame. 

Spedalità (ved. Ctmuni e Proviticie). 

Success'oni: 16 novembre 1916, D.-Legpe L. 
n.« 1686. — Avocazione allo Stato dello 
successioni non testate olire il l*" gado. 

— — Ved. anche: 'Iu»ae. 



— i:)8 — 



Sudditi di stati nemici: lo aprile l'.tl7, D. L. 
n." (Ua. — Divieto rti rimettere ali" estoro 
denaro o titoli a favore rìi sudditi distati 
nemici, ed altri provvedimenti. 
2"i giugno 1917. Circolare del Min. dell'in- 
terno I'.» 12H00 A. 9-11. — Norme per lap- 
pllcazione d ^1 dei-rt^to precedente. 

— — Ved. anclie: Commercio. 

Sussidi: 'iO agosto 191fi, D. L. n.» 1079. — 
Concessione di sussidi a connazionali cui 
sia stato sospeso il pagamento di rendite 
o pensioni dovute da istituti stranieri per 
le assicurazioni secali appartenenti a 
I)ae8i alleati di Stati nemici. 

Tabacchi esteri: 20 luglio 1916, D.-Legge L. 
n.» 93.S. — Acquisto dei tabacchi esteri nei 
luoghi di produzione e nei mercati stra- 
nieri. 

Tasse di bollo: 26 ottob. 1916, D. L. n.»i4:)i. 

— Esenzione dalla tassa di bollo per i cer- 
tittcati di esistenza in vita per la riscos- 
sione delle pensioni. 

27 agosto 1916, U.-Legge L. n.» 1057. - 
Mo'liticazioni al R. D, 21 novemVjie 19ir>, 
n.o 1643 e all'art. 54 della logge 4 lu- 
gl.o 1897 n o 414. 

22 febbraio 1917, D. L. n.» 247. - Decreto 
per l'applicazione «Iella tassa bollo sulle 
profumerie e specialità medicinali. 

22 marzo 1SJ17, D. L. n.» 592. — Biscossione 
della tassa di bollo sui bigli'.^tri venduti 
dai totalizzatori, allibi-atoriibook-makers) 
e da a tri riconosciuti tenitori di scom- 
messe. 

— — Ved. anche: 0,(/ttti preziosi, J'rovve- 
ài. tieni i fìnamiuri. 

Tasse scolastiche: 8 marzo 1917 D.L. n.» 517. 

— Esenzione dal pagamento delle tasse 
scolastiche agli alunni degli istituti di 
arte e di musica. 

Tasse sugli affari: 2i> agos o 1910. D. Legge 
L. n.o 1058. — Dispos zioni diverse. 

Tasse di successione: i» ottobre iwio, D.L. 
n.o 1403. — Esenzione dalla tassa di suc- 
cessione agi eredi di militari morti mi 
guerra e di qualunque persona uccisa dal 
nemico nel corso delle ostilità. 

— — Ved. anche: Fitti, Velocipedi. 

Teatri e altri locali di tratten.: 21 dicembre 

191(5, D. L. n.o 1735. — Limitaz. d'orario. 

Terremoto: 27 agos. 1916, D.-Lt g;j:e L. i\.° 1056. 

— Spesa straordinaria di 10 milioni per 
provvedere nelle località colpite dai ter- 
remoti del 17 maggio e 16 agosto 1916 
nelle Provincie di Pesaro e Forlì. 

3 settembre 1916, D. L. n.» 1214. - Modifi- 
che ed aggiunte al testo unico 12 otto- 
bre 1913 n.o 1261. 

25 gennaio 1917. D. L. n.o 154. — Provvedi- 
menti per favorii e resecnzi( ne di opere 



di riparazione e ripristino di immobili 
danneggiati dai terremoti 13 genn. 1915, 
17 maggio e 16 agosto 191ti. 

15 febbraio 1917, D. L. n.o 324. — Kicostitu- 
zione dei registri particolari delle trascri- 
zioni, delle iscrizioni e degli annotanicnti 
degli uffici ipotecari di Messina e Reggio 
Calabria distrutti dal terremoto 28 di- 
cuibi-c 1908. 

17 febbraio 1917, D. L. n.o 151. — Ordina- 
mento dell'Unione edilizia per la ripara- 
zione, ricostruzione, ec. degli edifizi dan- 
neggiati dal terremoto 13 gennaio 1915. 

16 m^rzo 1917, D. del M. del Tesoro. — 
Norme per la concessione dei mutui e 
dei contributi diretti ai danneggiati dai 
terremoti del 17 magyio e del 16 ago- 
sto 1916 nelle provincie di Forlì e di 
l'esaro. 

29 aprile 1917, D. L. n.» 697. — Provvedi- 
menti in favore delle provincie di Arezzo 
e Perugia colpite dal terremoto del 26 
aprile 1917. 
31 maj^gio 1917, D. L. n.o 1208. - Spesa 
stroardinaria di sei milioni per provve- 
dere a la esecuzione di opere urgenti e 
alla concessione di sussidi. 
Territori occupati: 31 agosto 1916, D. L. n.» 
1123. — Le alienazioni, concessioni, con- 
fische, cessioi'.i ed asportazioni di cose 
demaniali.musei. gallerie, ce. compiute da 
autorità nemiche, sono dichiarate nulle. 

17 ottobre 1916, Ordin. del Comando Su- 
premo. — Estende ai territori occupatile 
disposizioni urgenti emanate nel regno. 

11 novembre 1916. Ordin. del Comando Su- 
premo per la coltivazione di terreni la- 
sciati incolti nei tei ritori occupati dal 
r.^gio esercito. 

— — Ved. anche: Fsern to (Indennità). 

Trasporti: 3 settembre 1916, D. L. n.o 112i). — 
Provvedimenti a lavore degli esercenti 
le ferrovie secondarie, nonché del perso- 
nale addettovi. 

3 settembre 1916, D.L. n.o 1164. — Aumento 
dei prezzi di trasporto per le spedizioni 
a grande e piccola velocità. 

4 settembre 1916, D. L. v." 1165. - Riam- 
missione in servizio dei leri'ovieri dichia- 
rati dimissionari in seguito agli scioperi 
del 1907 e del 1914. 

19 ottobre 1916, D. L. n.o 1365. — Tassa di 
bollo per tutti i trasporti che non si ri- 
feriscano a persone. 

11 gennaio 1917, D. L. n.o 53. — Limitazioni 
e tariffe sui trasporti di jìersone. 

18 febbraio 1917, D. L. n.» 373. — Provve- 
dimenti per il personale e gli esercenti 
di servizi pubblici di trasporto a trazione 
meccanica. 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE -MILANO 



BXALIAfNI I 

(NEll VOSTRI ACQUISTI 

rrererite: seiivif^re: 

F»IRO DOTTI rN/\^BOfN/VI_i 



199 



7 apii'e 1917, D. L. n.» fiO'). — Provvedi- 
menti per auineuttire la disponibilità del 
materiale rotabile e facilitare le opera- 
zioni di tassazione e controllo dei tra- 

• sporti. 

2y iiprile ltM7, D. L. n.» 726. — Provvedi- 
menti a favore del personale e degli eser- 
centi di servizi pubblici di trasporto a 
li-Hzione meccanica. 

13 maggio 1917, D. L. n.» 901. — Limita- 
• zione dei trasporti sulle linee ferroviario 
esercitate dallo Stato. 

— — Ved. anche: Mai ina mercantile, Reqni- 
KÌzioni, 

Trattati: 3 agosto 191G, D.-Legge L. n." 1040. 
— È data esecuzione al trattato di com- 
mercio e navigazione con la repubblica 
di Guatemala. 
Tr'politania e Cirenaica: 23 gennaio 1917, De- 
ci eto del Governatore. — È richiamato 
in vii^ore nella Cirenaica il D. E. 6 feb- 
braio 1913 n.« 69 che disciplina l'ammi- 
nistrazione della giustizia penale nelle 
zone dichiarate di governo civile, ec. 

11 marzo 1917, D. K. n.» 4(;9. — Istituzioni, 
attribuzioni e funzionamento dei comi- 
tati consultivi indigeni per la Tripolita- 
nia e per la Cirenaica a Tripoli e a Ben- 
gasi e di un comitato centrale consultivo 
misto presso il ministero delle colonie. 

18 giugno 1917, Decr. del Governatore. — 
Amministrazione della giustizia penale 
miliiare. 

— — Ved. anche: Fiammiferi. 
Ufficiali giudiziari (ved. Pensioni). 

Usi civici: 29 agosto 1916, D. L. n." 1053. - 
SuU'affiancaxione degli usi civici. 

Velocipedi, motocicli, automobili, ec: 22 mar- 
zo 1917, D. L. iJ.o 591. — Contrassegni tae- 



tallici pel paganienko della tassa e misura 
della tassa per la circolazione di prova 
degli automobili e degli autoscati. 

Vini: 1° ottobre 1916, D.-Legge L. n.» 1254. — 

Disposizioni per combattere le frodi nella 

preparazione e nel commercio dei vini. 

12 aprile 1917, D. L. n.o 729. - Disposizioni 

sulla preparazione e la vendita dei vini. 

Zolfare (ved. Infortuni su/ ìdooro). 

Zolfo: 29 aprile 1917, D. L. n.» 769. — Prov- 
vedimenti sulla liivorazione e il commer- 
cio dello zolfo. 

Zona di guerra: 15 novembre 1916, Ordinanza 
del Conjjmdo Supremo. — Disposizioni di- 
sciplinari per gli operai borghesi addetti 
a lavori militari in zona di giievra. 
9 giugno 1917, Ordin. del Comando Supre- 
mo. — Circolazione, transito e soggiorno 
dei non militari nella zona S. Pietro al 
Natisone-Cividale-Porto Buso. 

Zuccheri: 31 agosto 1916, D. L. n.o 1080. — 
Aumenti delle sopratasse di fabbi-icaziono 
e determinazione del prezzo massimo di 
vendita dello zucchero. 
18 o^ttobre 1916, D. L, n.» 1332. - Disposi- 
zioni per disciplinare il consumo dello 
zucchero. 
4 febbraio 1917. D. L. n.» ItU. - Acquisto 
e vendita di saccarina da impiegare iti 
sostituzione dello zucchero. 
11 marzo 1917, D. L. n.» 374. — Norme per 
la fabbricazione, preparazione e vendita 
della saccarina, del saccarinato di sodio 
e dello zucchero di stato. 
26 aprile 1917, D. L. n.o 680. — È resa ob- 
bligatoria la produzione di solo zucchero 
cristallino ed è vietata la raffinazione. 

— — Ved. anche: rrooeedimenti finanziali, 
R. M. 



ASMATICI 

Scoraggiati, prendete il Rimediod'AbissiniaExibard, 
senza oppio né morfina, in polvere, sigarette, ta- 
bacco da fumare, e sarete sollevati istantaneamente. 
6; Rue Dombasle, 6, Paris. — In tutte le Farmacie, 




I. - Ora Taratro 

è la nostra salvezza ! 

Così proclamò il primo ministro del 
Governo dell' InghilteiTa nella se- 
duta di quest' anno della Camera 
Inglese, nella quale egli prospettò le con- 
dizioni della situazione rese assai diffi- 
cili dalla guerra per quanto riguarda gli 
approvvigionjimenti per l'alimentazione 
del paese. Bisogna intensificare i pro- 
dotti dell'agricoltura, disse. E non esitò 
a dichiarare •« essere essenziale per la 
sicurezza della nazione, i)er la vita della 
nazione, che si faccia uno sforzo i)er mol- 
tiplicare La produzione per quest' anno 
e ijer l' anno venturo. È necessario che 
gli agricoltori si mettano all' opera su- 
bito ! *■ E sintetizzò la difficile situazione 
e quali i mezzi i)er farvi fronte, colla 
felice frase scultoria: Ot'a Varalvo e la 
nostra salvezza! 

Come a dire, ò l'agricoltura quella 
che può salvare la patria ! L' umile in- 
dustria agi'icola non poteva ricevere un 
omaggio e un' attestazione più solenne ! 

Mutatis mutandis, questo si i)uò si- 
curamente riferire anche al nostro i)ae 
se : e quindi lo stesso appello rivolgere 
agli italiani. In verità, ò precisamente 
quello che si va facendo da mesi. Ho 
citato il caso inglese, il paese che trae 
la sua smisurata ricchezza dalle indu- 
strie, tanto per dire che mai come ora 
dapi)ertutto è mondo e paese, e per ri- 
badire con un grande esempio il chiodo 
della necessità di appoggiarci al fulcro 
della nostra esistenza e della nostra 
prosperità, all'industria agraria, di in- 
tensificarla, di spingerla alla massima 
sua potenzialità i>er assicurarci il i)iìi 
prospero nostro avvenire, non solo, ma 
per l'imafrginare nel minor tempo ])08- 
sibile le profonde ferite aperte dall' in- 
fernale guerra! 

Qualcosa di simile a quanto disse 
1' on. Lloyd George alla Camera Inglese, 
venne pur detto alla nostra Camera dei 
Deputati nella discussione del Bilancio 



del Ministero di Agricoltura di que- 
st' anno : insistendo sulla necessità di 
aumentare e meglio proteggere la })ro- 
duzione del dopo guerra, l'on. Patrizi 
disse benissimo : ■« È volgendo le no- 
stre energie all' agricoltura che l' Italia 
potrà superare senza sforzo la crisi 
economica inevitabile conseguenza della 
guerra ■*■. 

Il grande nostro economista Luigi 
Luzzatti, per parte sua, fa con fervore 
d'ai)ostolo il caloroso appello di ritor- 
nare alla terra! Nota come le discus- 
sioni avvenute con tecnica competenza 
nei parlamenti di Inghilterra, di Fran- 
cia, nostro, e diciamolo ancora, in 
quelli di Germania, non lasciano il dub- 
bio sul dopo guerra del frumento e dei 
cereali minori. ■« Scarseggeranno e rin- 
careranno di prezzo, dice, non solo per 
saziare gli stomachi lungamente aft'a- 
mati, ma per la difficoltà di restituire 
molti territori all'antica cultura e per 
altre note cagioni. Quindi il problema 
della dcficenza dei cercali si fa sempre 
più. formidabile ; se è necessario rispar- 
miare il grano durante la guerra, di- 
stribuirlo con sagace parsimonia, non 
I)ar lecito illudersi con la speranza di 
ottenerlo piìi facilmente nei i)rimi anni 
dopo la guerra. Ed è indisjjen sabile 
salvare dalla carestia le popolazioni che 
esciranuo afflitte da qiiesta terribile ca- 
tastrofe con guai fisici e morali. 

•« Quindi i min'stri tecnici hanno l'ob- 
bligo in tutti i governi, di pensare al 
domani, altrettanto che all' oggi. Ritor- 
nare alla terra! Questo grido morale 
e sociale i)otrà avere esplicazioni eco- 
nomiche e segnatamente doganali, di- 
verse dal passato. Ma guai ai popoli 
che non lo raccolgono, guai a noi ita- 
liani segnatamente se con georgica fede 
quel grido non divenga l' essenza della 
nostra vita pubblica e privata». 

Ed un altro nostro eminente stu- 
dioso dei ]>roblenii economico-iigiarii, 
l'ou. Maggiorino Ferraris, lancia lo 
stesso grido salvatore: l'orniamo alla 



201 



terra.' Alla stanca e diiuagrita terra di 
t|ue.sta vecchia Europa, scrive, cliiede- 
t-emo in maggior copia alimenti e pro- 
lotti, lavoro e salari, e dal suolo della 
patria, esausto in molta parte da un'agri- 
coltura i)overa e spogliatrice, invoche- 
remo agiatezza individuale, ricchezza 
nazionale e ristoro del pubblico erario. 
E fa dello osservazioni sagaci per 
dinu)strare come sarebbe possibile au- 
mentare notevolmente le nostre produ- 
zioni agricole. Nota che in cifre tonde 
l'Italia ha quasi 5 milioni di ettari col- 
tivati a grano con un rendimento medio 
assai tenue di 10 quintali per ettaro. 
Un (luintale di grano di inìi i)er ettaro 
nel dopo-guerra — e sarebbe un pro- 
gresso minimo — rappresenta 4 milioni 
di (puntali di più e circa 150 milioni 
di lire di maggior reddito all' anno. E 
due tjuintali di più di maggior ])rodotto 
medio i)er ettaro darebbero trecento 
milioni di lire di nuovi proventi. — Un 
rilievo consimile l'on. Ferraris lo fa 
])er il bestiame. Questo, afterma ben a 
ragione, è la base della ricchezza agri- 
cola di un paese. L' Italia i»rinui della 
guerra aveva meno di 7 milioni di capi 
di bovini, con una media i^iuttosto te- 
nue, di 23 capi di bestiame i)er chilo- 
nuMro quadrato. Un aumento di 10 o 11 
cai»i di bestiame ])er chilometro qua- 
drato ci darebbe 3 nùlioui di caj)i in 
l)iù ed un maggiore capitale agrario di un 
miliardo. E questo non solo sarebbe pro- 
gresso utile, ma ra]>presenterebbe cosa 
assolutamente doverosa. Prima della 
guerra l' ItJilia aveva 23 cai)i di bovini 
]>er chilometro quadrato, la Fi-ancia 24, 
l'Austria 30, l'Inghilterra 30, la Ger- 
mania 36 e la Danimarca 60 ca])i di 
bovini! Ma tutte ci superavano nel nu- 
mero dei cavalli e del bestiame piccolo. 
Quindi senza l'aumento del bestiame 
è imjìossibile riscattare l' Italia dalla 
sua presente mediocrità. 

Come riassunto del maggior reddito 
che si potrebbe ricavjire dalla terra, 
l'on. Ferraris IVi questi altri rilievi: un 
aumento jùccolo, insignificante, di 25 
lire all'anno di prodotto lordo medio 
per ettaro di terra produttiva, rappre- 



senta un maggior reddito nazionale di 
almeno 500 milioni di lire all' anno. Una 
politica agraria più intensa e più orga- 
nica che accrescesse di 50 lire all' et- 
taro il rendimento lordo, medio della 
terra, darebbe al paese una maggior 
jn-oduzione di un miliardo di lire al- 
l'anno. Un lavoratore di più per ogni 
10 ettari di terra oflrirebbe impiego, 
salario e i)ace a 2 milioni di braccia. 
Questa è la grande, la vera politica 
economica e sociale di un indirizzo i)o- 
sitivo, pratico e benefico per un Go- 
verno, che dalle immani rovine e scia- 
gure della guerra sajipia trarre le ener- 
gie di i)ensiero e di azione necessarie 
ad una i)ace operosa e iec;)nda di la- 
voro e di scuola: ad una pace di be- 
nessere popolare e di grandezza nazio- 
mile. E fatti questi rilievi, 1' on. Ferraris 
si domanda: quale altro ramo della 
produzione economica del paese può 
dare col suo incremento eguale ristoro 
alla ricchezza pubblica, all' agricoltura 
individuale, al bilancio dello Stato? 

Ma la nostra agricoltura ò suscetti- 
bile di sifl'atti auspicati progressi? Cer- 
tamente negli ultimi anni che prece- 
dettero l' immane guerra, la nostra agri- 
coltura ha progredito, ed in qualche 
plaga i progressi furono veramente sen- 
sibili. 5la è innegabile che ben altri 
miglioramenti la nostra industria agra- 
ria può ancora compiere. Nei cinquan- 
t' anni dell' unità nazionale, l' Italia 
agricola — lo constatarono uomini com- 
petenti quali lo Stringher ed il Va- 
lenti — ebbe tardo ed inadeguato in- 
cremento. * La sua i)roduzione — scrive 
Bonaldo Stringher — non progredì in 
una proporzione corrispondente a quella, 
delle industrie manifatturiere e forse 
non in ragione dell'aumento della ])o- 
polazione italiana ». Ed * ò cosa del 
resto da tutti conosciuta — .aggiunge 
alla sua volta Ghino Valenti — indi- 
pendentemente da ogni rivelazione sta- 
tistica, che il risveglio determinatosi 
nelP agricoltura dei paesi più civili 
d' Europa si è manifestato in Italia as- 
sai tardi ». 

Ma ben saggiamente si ammonisce 



L'fìSPlRIHn 



ili lo «tesso 



PlRIHn ''ERBR,, (nspirolìna) I i 11 . 

vende iti tutte le Karn^iacie d' Ittili.'i I 1 / 1 * 

) prezzo cui si voiideva l'AWPIRINÀ TEIJK^CA *•• M "** • 



prima della guerra ciot 

CARIBO E;R.BA 



r tiilK't{< 
— ww ^ ^,^»lu 21(111 vult-tte 
MUDANO da 50 c«. 



202 



olio non basta rnni>iangorc il passato: 
bisogna trarne civile auiinaestramcnto 
ed azione saiticnte per l'avvenire! 

L' Italia agricola risorjcerà, se sovra 
esso 8ai>renio concentrare lo i)ersistenti 
e sisteniaticlio energie di tutto un i)0- 
polo determinato di prosperare in pace. 

Diamole, dunque, tutte le nostro 
maggiori energie possibili, tutte le no- 
stre maggiori e pivi sapienti cure a que- 
sta provvidenziale industria agraria, la 
grande potente salvatrice del Paese ora, 
e la poderosa sorgente di ju-osperità per 
l'avvenire! 

L'aratro è ora la nostra salvezza! 



II. - Torniamo 
alla terra. 

L'interesse, vale a dire il maggior 
•ju'ofttto che gli agricoltori ritrarranno 
dall' esercizio della loro industria, sarà, 
già un potente cocfficente dello svilup- 
l)o del progresso dell'agricoltura. Con- 
chiusa la pace, i prezzi dei prodotti 
non ritorneranno certo subito ai limiti 
•correnti i>rima della guerra. Prima di 
tutto, i)er molto tempo le derrate agra- 
rie manterranno prezzi alti ; non si con- 
serveranno allo stesso livello raggiunto 
•durante la guerra, no ; subiranno una 
graduale diminuzione, ma sarà una di- 
minuzione lenta, e saranno sempre prezzi 
l)en rimuneratori. 

È una pi-evisione che si può azzar- 
dare, anche senza volerla fare da pro- 
feta. 

E vi è chi prevedo che pure col 
tempo non si avranno più i prezzi di 
prinui della guerra. Di questo parere, 
fra gli altri, è il dottor I3assi. 

Egli ritiene che, terminata la guerra, 
i i)rezzi non si conserveranno allo stesso 
livello elevato raggiunto, subiranno una 
diminuzione progressiva Ano a ripren- 
dere il loro carattere definitivo e nor- 
male; ma che in nessun caso questi 
l>rezzi torneranno còsi bassi come lo 
i'rano prima della guerra. Lo arguisce 
da ciò che ò conferniiito dalla storia., 
la quale ci apprende che tutte le volte 
che il valore del denaro diminuisce (e 
questo si jn-evede inevitabile), esso non 
riprendo mai il livello che aveva prima 
del fatto che determinò il deprezza- 
mento. Tutto sommato, adunque, pur 
non conservando il valore attualo, i 
prodotti del suolo ne avranno uno sem- 
l)re superiore a quello dell'avanti guerra. 

Ciò avrà come sicura conseguenza 
uu coijispomlento aumeutu del vulyvQ 



della terra. Al quale aumento contri- 
buirà x)ure il rinvilio dei titoli mobi- 
liari, di quelli ohe più fruivano della 
guerra. Ne guadagneranno i valori fon- 
diari, verso i quali convergeranno gli 
investimenti dei cauti e degli avveduti. 

Tutto ciò richiamerà maggiormente 
l' interessamento per l' industria agraria 
e gioverà a dare un.a gagliarda spinta 
al suo sviluppo e al suo progresso. 

Ma per ritrarne tutto il maggiore 
l)rofitto, l'iniziativa inù abile, i propo- 
siti i)iù virili individuali, da soli non 
bastano. È anche necessario sorreggerli 
gli agricoltori, completare la loro aziono 
là dove essa da sola non possa proce- 
dere oltre: e questo si verificherà là 
dove si danno condizioni difticili di am- 
biente, la modificazione delle quali si 
impone i)rima di procedere all' opera di 
miglioramento. In tali condizioni non 
è soltanto questiono di tecnica razio- 
nale, ma di una considerevole quantità 
di capitali da impiegarsi, sia diretta- 
mente dallo Stato, per talune grandi 
opere, sia attraverso all' impiego in mi- 
glioramenti da [)artc dei privati. A tale 
proposito il prof. Bordiga pensa che 
avendo ora l' Italia come tutti gli stati 
d' Europa, creata una massa di debiti 
senza precedenti nella storia del mondo, 
non sar^grau danno accrescerla di uu 
miliardo, ad esempio per rivolgerlo allo 
opero suaccennate. Anzi questa jiarto 
del futuro debito pubblico rendendo piii 
dell'interesse da pagarsi, varrà a sce- 
mare la gravità dei danni, a cui si ò 
andati incontro. Bisogna adunque ini- 
ziare l' accertamento del fabbisogno e 
del modo di impiegarlo, affinchò riesca 
egualmente sollecito il conseguimento 
dei benefici che se ne jiotranno atten- 
dere. 

Un fenomeno economico che non po- 
trà a meno di avere una sensibile l'iper- 
cussione sul maggiore o minore incre- 
mento della nostra agricoltura, sarfi 
«quello dell' emigrazione dojio la guerra. 
Qui i pareri sono diversi. Vi è chi a 
proi)08Ìto della proibita immigrazione 
agli analfabeti negli Stati Uniti d'Ame- 
rica lo prevede come uu elemento di 
pertui'b azione nella nostra economia ; 
in sostanza, ritiene sia utile, necessario 
venga mantenuta libera la nostra enu- 
grazione. Altri invece souo di parere 
contrario, ritengono cioè che noli' inte- 
resse dell' economia nazionale, occor- 
rerà trattenere in Italia la maggior 
«[uantità di braccia, che sia possibile 
specie por l'agricoltura. Molto prima 
dolili guerva, osscvvi^ho, lu oiuigiazioue 



203 



«If^panjiciò r agricoltura italiana facendo 
letteralmente «lifettarc le braccia e rial- 
zare il i»rezz() «lei costo delle derrate 
cou danno gravissimo dei consumatori. 
Or, ò evidente che dopo guerra le cam- 
]>agne non solo dovranno essere colti- 
\ aie come lu-ima, ma si dovrà cercare 
di intensificare la i)roduzione, mentile 
la guerra stessa avrà falcidiato un di- 
screto numero di esistenze. Nello stesso 
tenf])o si dovrà intensificare la jn-odu- 
zione industriale nazionale con lo scoi)o 
che r Italia cerchi di bastare a sé stessa, 
diminuendo quanto più possibile le im- 
j)ortazioni dall' estero ; il che significa 
diminuire i nostri pagamenti all'estero. 
E ciò costituirà una necessità impre- 
scindibile, giacché, dovendo pagare i 
debiti della guerra, o — se non altro — 
gli interessi dei debiti, occorrerà rispar 
niiare negli altri pagamenti. 

Non è certo qui il luogo di apj)ro- 
londire siftatte capitali questioni. Ma, 
t utto considerato, mi j^are che sarebbe 
miglior consiglio di accettare il modo 
di vedere di coloro che opinano se non 
(li evitare in modo assoluto ogni emi- 
grazione, frenarla quanto basta perchè 
le industrie e sopratutto la nostra in- 
(Instiia agraria abbia la manodopera 
t>utticiente al suo incremento 

È però pnidente e meglio, i)iìi che 
])rudente, necessario, assecondare la 
])roj)aganda di coloro che mirano ad 
adottare nelle campagne tutte le ini- 
ziative e i provvedimenti atti a pro- 
muovere il ritorno ai cam^ji dei conta- 
dini dopo la guerra e mantenerli legati 
alla terra. È ben noto come 1' abban- 
dono del lavoro campestre sia lamen- 
tato da noi, in Italia, come in Francia* 
la città, la grande fabbrica, hanno una 
notevole attrattiva sull' animo del con- 
tadino. Spesso è dopo il servizio mili- 
tare che questi non "\uole saperne più 
di tornare alla sua terra nativa, al duro 
lavoro dei campi: i due, tre anni che 
ha passato nei centri popolosi, dove ha 
imparato a godere una vita nuova, di- 
\ orsa profondamente da quella vissuta 
nel i)iccolo ambiente del comune ruraie, 
gli fauno rinunciare volentieri alla 



pace de' suoi cam]>i, delle sue colline, 
dei suoi monti e non vi può tornare più. 

La guerra avrà influenza su «juesto 
fenomeno più volte lamentato dell' ur- 
banesimo? Si teme che sì. Il contadi- 
no-soldato, nel contatto cogli operai 
della città, nelle amicizie fatte e rese 
più intimo dal pericolo e dalle ansie 
comuni, troverà l' invito ad abbando- 
nare le camx)agne e a correre dietro 
alla speranza di alti salari che — al- 
l' estero o all' interno — saranno una 
conseguenza della guerra e del bisogno 
di ricostruire quanto venne distrutto. 

È in considerazione di ciò che il valo- 
roso jiropagandista della cooi)erazione e 
della mutualità agraria, il dott. Casalini, 
invoca provvedimenti coraggiosi di ca- 
rattere sociale quale solo mezzo efficace 
per trattenere nelle campagne gli agri- 
coltori e per invogliare il contadino- 
soldato a ritornare e mantenervisi. Egli 
chiede sia una buona volta sancita 
1' assicurazione contro gli infortuni agri- 
coli, chiesta da gran temi)o : il contadino 
deve, come e quanto 1' opei*aio della fab- 
brica, essere garantito contro i sinistri 
che lo possono colpire noli' esercizio del 
suo lavoro. 

Lo sviluppo delle istituzioni di mu- 
tualità (sindacati, credito agricolo, assi- 
curazione ecc.) è pure nel progi-amma : 
e da temi)0 è chiesta una legge che 
renda i»iù facile e si)edito il funziona- 
mento delle cooperative e delle mutue 
agrarie, perchè ciò che può salvare il 
contadino, è la cooperazione, e i lU'o- 
blemi che lo interessano possono in essa 
trovare opportuna risoluzione La coo- 
perazione e la mutualità tengono, at- 
traverso allo spirito di fraternità che 
si svilupi»a, legati al paese i contadini 
che si sentono i più isolati. Occorre 
moltiplicare le opere sociali nelle canir 
pagne, se si vuole mantenere legato alla 
terra il contadino: non basta più la 
propaganda poetica, l'inno alla terra 
madre, né la predica morsile ])er im- 
pedire l' accorrere verso la città tenta- 
trice. Bisogna che il contadino trovi 
maggioro compenso al suo lavoro, la 
sicurezza del domani. In queste aspi- 



IPRUUTÌENTl inCERnmiCR 

eciio STRBiLim^enTo e. rppirhi - treuiso 

HRnnO FRmR mOHQIRLE 

cs»6e«e SUI PRooorn tn mft«f« oi rnaef^Kn • r«:f«tQ6Mi « Rirfoesta 

I I — 



— 204 — 



razioni ilei iimtuiilisti e coo])eratori non 
si jMiò non convenire per richiamare i 
lavoratori cainpagnuoli alla terra e i^er 
uiantcncrveli. 

Ma lo svolgimento del complesso 
]>rogranjnia per il vagheggiato ritorno 
alla terra non va lasciato all.a sola ini- 
ziativa degli agricoltori. Lo meravi- 
glioso i)rove di patriottismo date da 
loro durante la guerra, ci sono arra 
clic altrettanto volenterosi assolveranno 
anche il compito del dopo guerra che 
viene chiesto dall' agricoltura per la 
sistemazione economica e la prosperità 
del nostro i>aese. Ma non si deve atten- 
dere tutto da loro. 

Molto possono fare sicuramente t'd 
h da confidare che lo faranno. Ma la 
loro azione non [)uò arrivare a tutto e 
non sempx'e completamente. Occorre 
perciò sorreggere, completare la loro 
azione con opportuni e sagaci provve- 
dimenti legislativi: e sia questa una 
azione saggiamente sussidiaria integra- 
trice, non assorhente e tanto meno so- 
praft'attrice. Un'azione quale fu felice- 
mente sintetizzata nella •« Settimana 
agraria » di quest' anno a Roma : Legi- 
alazionc ed amministrazione che l'agri- 
coltura sostengano, impongano, difen- 
dono ed onorino. 

III. - Indtistrie agrarie 
dirette e 8\&ssi<liarie. 

Poco d()j)o lo scoppio della guerra 
fu lanciato il grido : Emancipiamoci dai 
2)rodotli stranieri/ A questa patriottica 
invocazione, per necessità o per fermo 
proposito di emancipazione, seguì una 
azione veramente fervida di risveglio 
industiùale; ed il Governo la confortò 
con i)rovvedimenti legislativi intesi a 
favorire nuove industrie. 

E sotto r impellente imperio della 
guerra l' industria italiana ha realmente 
fatto progressi rapidi meravigliosi, so- 
liratutto ha fronteggiata la situazione 
imprevista, trasformandosi e sviluppan- 
dosi agevolmente. Però, questo rapido 
o intenso lavorìo venne rivolto in modo 
speciale alla produzione del mateiùale 
helUco rimunerato lautamente. È quindi 
evidente che, col ritorno della ])ace, 
alcune industrie non avranno più ra- 
giono di continuare c(m l' cfhcienza 
d' oggi, e ])er conseguenza altri prodotti 
dovranno fahhricarsi, di altri comple- 
tare, perfezionare la lavorazione nel 
triplico intento di jircpararo, liu dove 
sia i)ossibile, l' cinaucipazione del pae- 
av, a ijueria Unita, dai prodotti esteri 



finora forniti dall' estero, di dare un 
gagliardo svilupiio all' esportazione iier 
attenuare l'enorme squilibrio nella no- 
stra bilancia commei-ciale, e di alimen- 
tare, una buona parte almeno, dei nuovi 
oinfici sorti per la necessità della 
guerra. Dobbiamo i>rodurre articoli o 
materie che abbiamo sempre importati 
ed esportati in esigua misura, mancando 
da noi quelle industrie che l' on. Luz- 
zatti indicava, non h molto, * essere 
defìcenti, per ignoranza, per negligenza, 
o i>er altre cause, fra le «luali quella 
del non saper fare, per non aver mai 
voluto seriamente pensarvi». 

In sift'atto risorgimento economico 
industriale ha sicuramente larga parte 
l'industria agraria; poiché essa può 
fornire prodotti per molte industrio di- 
rette o i)er industrie indirette: cioò a 
dire prodotti per industrie proprie es- 
senzialmente agrarie o materie che en- 
trano in produzioni industriali. Come 
saggio di ciò che possa la nostra agri- 
coltura in tal senso, ecco un elenco fatto 
dall' on. prof. Tito Poggi delle indu- 
strie che si innestano sulla nostra agri- 
coltura : 

Dallo colture cereali: V industria 
molitoria, del pane, paste, biscotti e 
simili; la fecoleria; la malteria e bir- 
rei'ia; la distillazione; e, ancora dai 
cereali (paglie), la carta e la treccia. 

Da colture di tuberi e radici: lo 
zuccheritìcio e, di nuovo, la fecoleria 
(fecola di patate] con molte industrie 
minori. 

Da colture di semi-oleosi: le industrie 
degli olì di semi (ricino, lino, sesamo ecc.) 
e dei panelli. 

Uà, piante tessili: il canapificio e li- 
nificio. 

Da piante aromatiche e medicinali : 
le industrie del tabacco, dello zafferano; 
la birreria (per il luppolo) ; droghe ; 
alcaloidi; essenze. 

Dalla floricoltura : la distillazione di 
essenze e profumi. 

Da colture di piante tintorie: i co- 
lori vegetali. 

Da piante orticole: conserve e legumi 
secchi. 

Da piante da frutto: frutta secche, 
conserve, marmellate, gelatine; frutta 
in sciroppo e candite. 

Dagli agrumi: essenze ed acido ci- 
trico. 

Dalla viticoltura: industrie enologi- 
che, dell'acido tartarico, del tannino; 
uva secca, uva fresca conservata, gela- 
tine d' uva. 

Dall' olicicollura: V oleificio. 



— 205 



DmI'o jrìanle forcfifaJi o a'ti'O i)i;)nto 
Jo^iiose: le iiuliisti-ic del Icjìih), del car- 
l)«)no, del tincio'o, della carta, delle 
iiiateiie eoiiclauti : frutta di bos«M> in 
(Mtiiserve. 

Da.nli anhiKili af/vicoli: industrie 
dille earui conservate, del latte, delle 
])('lli, della lana, della seta, della cera 
e miele, ecc. 

E quest'elenco del Poggi è tutt'al- 
tro che completo. Senza la pretesa di 
rsaurire tutto quanto si può citare in 
]ii(»p()sito, sono a farsi queste aggiunte . 

i conclìni, di cui sianu) ancora ben 
tiibutarii all'estero, e coli' incremento 
(he ])renderà, e dovrebbe prendere, la 
nostra agricoltura, sono enormi le quan- 
tit;\ di concimi che occorreranno; 

le macchine agrarie che ancora in 
grande (luantità facciamo arrivare dal- 
l' estero; 

i ho-zoli; ne impoi'tiamo per die- 
cine di milioni (nel 1913 ])er 56 milioni 
•li lire), in un paese, come il nostro, il 
]nù adatto per la coltivazione dei gelsi 
!• l'allevamento dei bachi da seta; 

le 2>i^(i^t<^ ffft^ letto: ne importiamo 
r.OOO (puntai i ogni anno, dalla Francia 
e dagli Stati Uniti, mentre la pollicol- 
lura ha in Italia le condizioni piìi pr*)- 
])izie, e la citata importazione indica 
che è tuttora assai debole. 

jìelo di coniglio: se ne importai per 
non pochi milioni i)er il fabbisogno del- 
l' industria dei cai^pelli di feltro : o, al 
])ari della pollicoltura, anche la coni- 
glicoltura troverebbe nel nostro paese 
le condizioni più favorevoli per un ben 
maggiore 8vilupx)o, tanto da dare un 
etti ca ce contributo alla soluzione della 
crisi della carne, che continuerà ancora 
qualche anno dopo la guerra e da sod- 
(lisfare ai bisogni dell' indxistria dei 
cappelli; 

la cicoria da caffè: ne introducia- 
n»o lOOOU (piintali all'anno per conver- 
tirla in surrogato del cattò; e il nostro 
paese potrebbe benissimo produrla per 
soddisfare i bisogni del nostro consumo 
ed anche da poterne esportare; 

l'olio di trementina: ne importia- 
mo per ben 25,000 quintali, mentre sa- 
rebbe possibile averlo in casa nostra 



con foreste adatte, come ha la Francia, 
la quale, oltre a soddisfare i bisogni 
j)roi)rii, ne si)edÌ8ce circa 17000 quin- 
tali ; 

feccia di vino: si esportano 100000 
quintali di gruma di botte ; all' estero 
viene ridotta in acido tartarico, che i)oi 
importiamo: industria tecnicamente fa- 
cile, giil ben iniziata nel nostro paese 
e che ci vori-ebbe i)oco a 8vilui)pare. 

Bastino queste citazioni a dinu>strare 
di quale grande importanza sia la tva- 
sFoi'mazione industriale della nostra 
])roduzione agricola, e quante ai)i>lica- 
zioni industriali i)ossa essa ricevere. 
Quale ulterioi'e svolgimento possano 
avere queste trasformazioni e queste 
applicazioni industriali della nostra pro- 
duzione agricola e a quali industrie 
nuove essa i)ossa dare vita, è uno dei 
maggiori problemi da studiare per il 
dopo guerra. Produrre quanto abbiso- 
gna al consumo del paese per sostituirlo, 
ove occorra, a quello di provenienza stra- 
niera, e avanzarne o produrre apposta 
per alimentare cospicue esportazioni, 
ecco il problema agricolo industriale da 
proporsi seriamente. 

E se bene studiato e risolto, sarà 
certamente uno dei j)iù. grandi servigi 
che avremo reso al jjaese dopo la gueiTa ; 
sia per il grande benefìzio che ne rica- 
verebbe la nostra agricoltura, sia i>^i' 
il felice avviamento del paese verso la 
sua indipendenza economica. 



IV. - LrO sviltippo 
delle esportazioni 
agricole. 

È questo se non il primo, certo IVa 
i primi problemi che si presentala) da 
lisolvere al nostro paese per il dojMi 
guerra non solamente nell' interesse 
della stessa industria agricola bensì an- 
che nell'interesse dell'economia gene- 
rale del paese, considerando le espor- 
tazioni agricole come il mezzo più etìicaco 
di ricostituzione e di incremento della 
nostra economia nazionale nell'avvenire. 
La grande ragione di ciò la troviamo 
nell'eccessivo squilibrio fra l'importa- 



LIQUORE 

TONICO Die ESTIVO 

DITTA ALBERTI 
BENEVENTO 



20(', - 



zioiiG ft l'oRpmtaziono iion;li ultimi ajini 
in-iiu.i dolio s<'«»j)i»io (Icliii guerra «'uro- 
l»eu, squilibrio c-hc. non ha riscontro in 
iH's.suuo dei paesi ai «juaii la nostra eco- 
iiontia imo essere paragt>nata. 

!Nel 1913 le nostre esportazioni com- 
])lessive rappresentarono solo il 69 ])er 
cento delle in»portazioni, mentre in Au- 
stria Unglieria rap])resentavano 1' 81 per 
cento, in Francia V 82, nel Regno Unito 
r83, in Germania V8i. E tanto più 
])reoccupante questo squilibrio inquanto 
il deficit della nostra bilancia commer- 
ciale «^ stato in costante aumento negli 
ultimi 12 anni che precedettero la guerra 
europea; è andato gradatamente au- 
mentando dal 1901 fino a raggiungere 
1132 milioni di lire nel 1913. Al quale 
deficit si rimediaxa con i)artite di cre- 
dito e principsilmente con l'oro degli 
emigranti e dei forestieri (circa 900 mi- 
lioni di lire all'anno, secondo lo Strin- 
gher), rimedio questo che pone la no- 
stra economia nazionale in unsv- condi- 
zione anormale e pericolosa come pur 
troppo fu ben dimostrato nei tre anni 
<li guerra eurojìca. 

Dopo guerra come ci troveremo con 
questo grandioso problema? E quanto 
venne studiato nei convegni tenuti 
nelle principali regioni d' Italia per 
r esame della politica doganale del dopo 
guerra. 

Lo studio del problema nei rapporti 
coir industria agricola venne fatto ma- 
gistralmente dal prof. Ghino Valenti. 

Il rimedio vero, naturale fra 1* an- 
zidetta anormale situazione, quello solo 
che jmò dare il più sicuro atìidamento 
per l' avvenire, non può essere che que- 
sto: da una parte importare di meno 
e dall' altra esi)ortare di i)iù. j il ri- 
medio sempre i)ro8pettato e che pure il 
prof. Valenti esaminò ne' suoi diversi 
complessi aspetti. 

Considerando i due grandi rami del- 
l' attività economica, l' agricoltura e 
l'industria, in relazione con la nostra 
situazione commerciale, si trova che 
tanto l' una quanto l' altra sono più 
importatrlci che esportatrici, e quindi 
concorrono entrambe, ed in una misurji 
non nu)lto diversa, a creare il notato 
dis<iuilibrio. Noi iniportiamo dei pro- 
dotti agricoli e delle industrie agrarie 
I)er 1539 milioni di lire e ne esportiamo 
]»er 888 : importiamo i)er 2186 milioni 
di prodotti industr ali e ne esportiamo 
])er 1626. Ciò vuol dire che il rimedio 
<U'ir importare di meno e dell' esportare 
di più i»uò essere dato così dall' agicol- 
tura come dall'industria. Il luof. Va- 



lenti fa però osservare che taV- ^ la 
condizione che risultò nel passato, e 
che invece ]»er l'avvenire la situazione 
ris])ettiva dell'agricoltura e dell'indu- 
stria si presenta assai ditìerente. 

Il disquilibrio fra le importazioni e 
le esportazioni dei prodotti agricoli il 
prof. Valenti lo fa dipendere princi])al- 
mente da tre materie ])rime provenienti 
dall' agricoltura di altri paesi, le quali 
sono assolutamente indispensabili al- 
l' alimentazione della nostra numerosa 
e densa popolazione ed alla vita delle 
nostre industrie. Esse sono : il frumento, 
il legname e il cotone. Posto ciò, te- 
nuto conto delle nostre condizioni di 
produzione di dette materie, il prof. Va- 
lenti, è d'avviso che la nostra agri- 
coltura non possa essa stessa concor- 
rere alla diminuzione delle importazioni. 
Egli trova invece che l' esportazione dei 
prodotti agricoli incontri meno gi-avi 
difficoltà dell' espoi'tazione industriale, 
in quanto i nostri prodotti agricoli })re- 
sentano spesso una maggiore utilità di 
acquisto in i)aesi che a causa del clima 
non possono produrli o li producono in 
condizioni inferiori, sia risi)etto al tem- 
po, sia rispetto alla qualità. 

Discende da tutto ciò che alla dimi- 
nuzione delle importazioni, nel caso 
dell'Italia, può provvedere prevalente- 
mente l'industria, e. che all'agricoltura 
spetta preferibilmente il comi>ito i)rin- 
cipale di accrescere le esportazioni. Tale 
è r opinione del prof. Valenti : e tale, 
del resto, è l' opinione generale. 

Tutto sta sapere e potere imprimere 
il più gagliardo svilupi^o alla esporta- 
zione dei nostri prodotti agricoli. E qui 
il iH'of. Valenti esamina le coudizioni 
ed i fattori che influiscono sulla vagheg- 
giata i)ossibilità di sviluppare tale espor- 
tazione. 

Pone come base fondamentale di non 
cadere nell' errore di una eccessiva spe- 
cializzazione. È proprio anzi il princi- 
pio di specificazione che vuole utilizzare 
tutte le svariate attitudini di un paese 
o di un popolo e richiede quindi che vi 
sorgano (guanto più è possibile di im- 
prese diverse agricole od industriali. Il 
principio di specificazione porta ad una 
sola esclusione: escludere le produzioni 
che non trovino nel jjaesc elementi pro- 
pizi di sviluppo e vivano di una vita 
del tutto artificiale. 

Un altro' errore il prof. Valenti am- 
monisce di evitare: quello di ritenere 
come il miglior partito sia di avere i)ei 
projìri prodotti esjyortabili pochi anziché 
numerosi clienti. Imperocché' operando 



- 207 -^ 

in tal ccnisn le soi'ti dell.a nostra produ- essere coiisldei'ata; pnìpll^ non rapiircf- 

'/ione veufiono a trovarsi lejjate a quelle sentano, e(une molti erroneamente t>i>i- 

di un») o due paesi stranieri, i «inali pos- nano, elementi disfriunti l'uno di»l]\'tl- 

sono tiranneggiarci, o se decadono, tifarci tro, ma sono altrettanti elementi eo)n- 

con loro in rovina. I paesi che hanno plementaru o cooì'dinati. come gli eco- 

jioche ]uoduzioni o pochi clienti sono nomisti usano chiamarli, i quali operano 

«li continuo esposti ad una crisi, dice simultaneamente, e ciascuno dei quali 

il Valenti. E della verità di questo as- ò conditio sinc qna non del raggiuugi- 

suuto pur troppo abbiamo fatto dura mento del fine, talché, se uno manchi, 

esperienza sia prima nei nostri rapporti sia pur quello che apparisce di minore 

commerciali colla Francia, siapiìx recen- importanza, tutti gli altri restano senza. 

Temente nei nostri r.apporti cogli imperi eiietto. 

centrali. Conseguentemente il i>rof. Va- Come realizzare (luesto complesso- 
lenti ò d'avviso che noi dobbiamo i)ro- programma? per iniziativa privata? per 
])orci di non rivolgere la nostra at- iniziativa dello Stato? col concorso di 
lenzione soltanto a poche produzioni entrambi? Il prof. Valenti vagheggia, 
specializzate, ma al maggior numero un ente che non dovrebbe essere fog- 
juissibile di prodotti, in guisa da soddi- giato sul tijìo di una grande casa <Iìl 
sfare alla maggior quantità dei nostri commercio che eserciti direttamente 
l)isogni e delle richieste degli altri pò- l'esportazione dei prodotti agricoli e 
poli, non trascurando alcuna cosa o delle industi-ie agrarie, e che venga ad 
persona, anche se dall' una o dall' altra assorbire 1' azione che oggi, bene o male,, 
non si i)ossa avere che un risultato di già esercitano altre imprese, 
modesta importanza, perchè le somme 11 prof. Valenti A'orrebbe veder sor- 
di molti ])iccoli valori fanno i grandi, gere un ente, diretto da iiomini di va- 
l^e molteplicità delle merci e dei clienti ria competenza, il quale dovrebbe eser- 
costituisee un reddito piìi sicuro ed ò citare un' azione cssemiahnente integru- 
il mezzo pili etìicace])er rendere costante irice, intermediaria, nel senso di far 
la ])roduzione e lo smercio. In ciò n( n conoscere all' estero i nostri j)rodotti éN 
si \nib non convenire col prof. Valenti, all'interno le domande dell'estero: sns- 
Senonchò questo fine non potrà es- sidiario nel senso di mostrare ai pro- 
sere raggiunto se non i^rovvediamo ad duttori i mezzi per raggiungere il loro» 
una vera organizzazione del nostro coni- scojio e per ottenere che i medesimi 
mercio, quale si richiede per lo scopo a siano posti a loro disposizione, sia per 
cui si mira. E qui il prof. Valenti esamina parte del Governo, sia per parte di al- 
praticamente e dettagliatamente quale tri enti pubblici e privati. L'opera di 
debba essere il in'ogramma da svolgere siflatto ente dovrebbe svolgersi per mez- 
per siftatto intento, e cioè: produzioni zo di uffici di consulenza e agenzie com- 
di specie commerciabili, — studio dei mcrciali all'interno e all'estero. 
mercati e dei gusti dei consumatori Questo del prof. Valenti mi pare uno- 
esteri, — riduzi<me del costo dei prò- studio organico completo del ponderoso 
dotti al minimo, — procacciamento dei iiroblema che ci si jn-esenta dopo la- 
mezzi di trasporto meno costosi e me- guerra i)er dave il massimo sviluppo 
gì io adatti alla conservazione dei pio- alla esportazione dei nostri prodotti 
dotti, — oculata distribuzione dei prò- agricoli e delle industrie agricole: studio- 
(lotti nel temi»» e nello spazio. Sono che poti'cbbe es.sere jjreso a guida i>e:' 
tutti questi asjietti nei quali il prof. Va- dare la vagheggiata miglior soluzione- 
lenti crede che 1' organizzazione debba al complesso e vasto problema. 

Giovanni Marchese. 




Contro l'ASMA 

Rimedio d'Abissinia Exibard 

SENZA OPPIO NÉ MOIIFIIVA 
in. Polvere ed Irx Sigarette 

sollievo immediato. 
6, Rue Dombasle, Paris, — 'l'ulte le Farmacie. 



• 



^M 


-^--J^^^^^M 


'^^W^^m 


^-^^CUCÌNfl 


BORGHESE '' ^ 



Metà consigli e metà denaro. 

E un vecchio proverbio piemontese, 
che veramente suona così: * Metà 
consci e metà due ». Io l'ho vo- 
luto scrivere in testa a queste poche pa- 
gine, lo quali debbono contenere insieme 
a qualche ricetta alcune notizie o consi- 
gli in tema di cucina. -« Poche chiacchie- 
re» dice in fondo il proverbio ed io ap- 
jmnto ho tagliato corto restringendomi 
al puro necessario ; in quanto al ■« de- 
naro ».... Ma io ho studiato apposta al- 
cune ricette che vi faranno risparmiare 
tempo, lavoro, condimenti, tutto insom- 
ma. E non ò denaro anche questo? 

Alla Lettrice poi l' imbarazzo di spen- 
derlo in altro modo. 

Note generali sulla carne. 

Da qualche anno sui nostri mercati 
ò in vendita la carne di manzo congelata, 
dovunque — diciamolo subito — acqui- 
stata con una certa diffidenza. Ebbene, 
io mi riprometto di farvela apprezzare 
al suo giusto valore. 

Siamo d'accordo che se il manzo 
macellato non ha pivi di 4 o 5 anni, la 
sua carne costituisce l' alimento juìi nu- 
tritivo e pili salutare per l' uomo, perchè 
contiene in buone projìorzioni tutte le 
sostanze che occorrono al ricambio delle 
energie e delle forze che si vanno logo- 
rando con le funzioni vitali e colla no- 
stra attività. È ben difficile però — si 
ricordi — che si macellino da noi animali 
giovani che non abbiano già lavorato 
molto, mentre il manzo congelato ai)par- 
tiene ad animali al di sotto di 4 anni che 
mai i»rovarono la durezza del giogo, la 
fatica, gli strapazzi dei lunghi viaggi e 
che dall'abbondanza dei pascoli ebbero 
ricca nutrizione e quindi ben diverso al- 
levaniento dei nostri manzi. 

Ecco ora la bilancia equilibrarsi nel 
valutare i due generi di cuj'ne. 



Il manzo congelato si può cucinr.re 
in tutti i modi che sono indicati per le 
carni macellate da poco tempo, riuscendo 
in egxial modo nutriente e gustoso. Solo 
difetto della congelazione è di diminuire 
lievemente il sajìore della carne ed è per 
questo che si deve ricorrere a taluni 
procedimenti nient' allatto disiicudiosi, 
mediante i quali noi ce la rendiamo in 
tutto eguale all' altra. Kesta pertanto 
assodato che la carne di manzo, sia con- 
gelata o no, è in egual modo, non solo 
ben digerita dagli stomachi sani, ma 
anche dai deboli, che se ne usano nella 
debita misura e proporzione, ottengono 
in molti casi risultati migliori e piìi effi- 
caci che non coli' uso delle carni di vi- 
tello e di pollame. 

Con ciò intendiamo di aflermare l' im- 
I)ortanza di questa nutrizione ed insieme 
avvertire la Lettrice, che le indicazioni 
che faranno seguito si i)ossono per giu- 
sta regola applicare alla carne fresca 
come a. quella congelata, pur tenendo 
Ijresente a pi'cferenza quest' ultima. 

Come si dà gusto alla carne. 

Per sopperire alla lieve diminuzione 
di gusto o sapidità della carne conge- 
lata, non resta che di trattarla alla pari 
della carne di coniglio, di capretto, di 
bufola ed altre il di cui sapore delicato 
è ben noto. Epperciò occorre: 

1° il marinaggio ; 

2° l'ai'omatizzazione; 

3° la rosolatura ; 

4" i condimenti ; 

5° il contoi-no. 

Il marixaggio. 

Consiste nel mettere in fusione den- 
tro r aceto allungato, o vino, o succo 
di limone, le carni acciocchò prendano il 



- -Ky 

?flpoi'e (li qncì liqnMn o <lo_oli odori <]i 
cucina che vi si jij>-.ijiurigono, 

Quo.sta infiisloiie h «sempre consiglia- 
bile qiiiUHlo vi resta ancora del tempo 
prima della cncinatura, anche perchè il 
uiarinaggio conserva la carne. 

Per quahinqne sia la cottura si pnò 
marinare la carne, fuori che per il 
lesso. 

Sn]>ponendo ora che si voglia mari- 
ii,;rc un pezzo di carne di mezzo chilo. 
oi-^ogna affettare nna cipolla, duo carote, 
<■ steli di sedano, a cui si i>nh aggiun- 
: i^, nna foglia d' alloro, oppure un ra- 
moscello di salvia, poco prezzemolo ed 
;iltre erbe aromatiche di vostro gusto, 
(•(iiiie popolino, rogamo, seme d' anici, oc. 
iilrernando ogni volta nn aroma con 
l'altro. 

^Mescolati questi odori, mettetene nna 
l>:ute nel fondo di un recipiente di ter- 
1 .iglia, collocatevi sopra la earno, che 
ins]iargerete cid resto delle verdure. 
NCrsateci sopra due bicchieri di buon 
\ ino oppure d'aceto allungato con met:\ 
d'acqua, quindi riponete al fresco. 

Se è d'inverno potete lasciarvela per 
una giornata ed anche più, altrimenti 
bastano due o tre ore. 

Tanto il liquido quanto le verdure 
del niarinaggio non si jjerdono, perchè 
<i ]ìorrt\ tutto a cuocere con la carne 
i;p]»ena sarà rosolata. 

U AROMATIZZAZIOXE. 

Si aromatizza un pezzo di lesso, sia 
rosolandolo leggermente, sia unendo al 
brodo iih pezzettino di noce moscata, 
mezzo chiodo di garofano, un grattu- 
gino di ca(;io, qualche sincchio d' aglio, 
qualche pomodoro socco, poco prezze- 
molo, oltre il sale necessario. 

Se poi nella gioi'nata vi capita di 
dover lessare delle indivie, dei broccoli 
romani, delle bietole, delle carote, op- 
liure delle cipolline, dello patate sbxic- 
ciate od altro verdure adatto, cuocotevi 
il lesso direttamente unendovi altri 
odori, e tanto la carne quanto il brodo, 
conterranno maggior sostanza e riusci- 
lanno veramente deliziosi. 



) - 

Una cucchiaiata di formaggio grat- 
tato ])osta a bollire con la minestra, tro 
o quattro minuti ]»rima di levarla divl 
fuoco ne aumenta la grazia assai più che 
a spargerlo sulla minestra scodellata. 

La rosolatura. 

Volete cucinare un umido, delle bra- 
ciolino, un arrosto di qualsiasi carne 
mai'inata o no? Bisogmi che essa sia 
rosolata a lungo e possibilmente tenuta 
al coperto. Questo lento soffriggere della 
carne nel proprio intinto, ne sviluppa 
la fragranza che, stan<lo al coperto, pe- 
netra nella carne medesima e la rendo 
più saporosa. I cuochi, che generalmente 
trascurano quest'importante operazio- 
ne, per il tropi)0 daffare o per altro, 
non riescono a fare un buon umido. As- 
sai più che 1 condimenti, è nna, j^rohui- 
fjala rosolatura, che fti diventare squi- 
sito l'umido, le braoioline o l'arrosto 
in teglia. 

Regolate sempre il calore in modo 
da rosolare le carni senza bisogno di 
aggiungere liquidi. Questo consiglio ò 
assolutamente necessario da seguirsi 
per l'arrosto. 

I COKDIMEXTI. 

La massaia esperta sa ridui-re al mi- 
nimo il quantitativo dei condimenti, 
nulla lasciando a desiderare sulla bontà 
e sostanza dello vivando. Essendo le 
pietanze trojjpo condito causa d'inappe- 
tenza e d'imbarazzi gastrici, h necessa- 
rio linjitarli anche per riguardo ad inu- 
tili spese; però non si esageri perchè 
senza 1 condimenti voluti le vivande 
riescono insipide, piuttosto dopo la cot- 
tura si ritii'i il superfluo del grasso e 
dell'intingolo, serbandolo per condiro 
minestre in brodo o asciutte, erbag- 
gi, ec. 

II co^-TORNO. 

Anche il contorno, purché bene scel- 
to, può rendere gustoso e abbondante 
il piatto, che di per so stesso potrebbe 



lega economica nazionale -milano 

italbaini ! 

inei vostri acquisti 

rreferìte: semipre: 

F»R43DOXXB !N/\.Z:i O fN/VLI 



L>in - 



ossero troppo costoso o talvolta anche 
])csaiite allo stomaco. 

Sar<^l»bo luiii^o ciiuinorare tutti i con- 
torni: fra i ]>iìi ])iccauti e saporiti vi 
sono i fungili secchi o freschi, le cipol- 
line, i i)eperoni, i capi)eri, i i)oini<lori, i 
tìnocchi e tanti altri erbaggi. A proi)0- 
sito (lei quali giova ricordarsi che una 
lunga rosolatura nella ]>adella e nel te- 
game ne aumenta certamente il loro 
grato sai)ore. 

Consigli per utilizzare i grassi. 

Orilinariamente il grasso abbonda 
nella carne, qualun<iue sia il taglio (sia 
o no congelata) e la cottura che si vo- 
glia dare; lo vediamo ad es. quando si 
))orta in tavola la njinestra, che spesso 
disgusta per il sornuotare del grasso, 
specie se non vi sono verdure insieme. 
Sarebbe cosa ben fatta toglierlo dalla 
carne prima di cuocerla, tagliarlo a pez- 
zettini, metterlo nel tegame con altre 
sgrassature — se ve ne sono — altri- 
menti versarci un po' d' acqua {poche 
cucchiaiate bastano) e porlo a fuoco 
dolce. Rimestarlo di quando in quando 
e appena i grasselli ]>reudono colore, 
passarlo al colino. Volendo dare al 
grasso odore gradito, vi si aggiunga, 
mentre cuoce, un pezzetto di cipolla e 
quah^he foglia di salvia. 

Tanto al brodo del manzo lesso 
quanto all'umido si toglie il di più del 
grasso passandovi sopra replicate volte 
il romaiuolo ; messo in una scodella e raf- 
freddato, si toglie la crosta, si ristringe 
sul fuoco, unendolo al grasso crudo, se . 
ve n' è, e quando non fa più rumore, ed 
ò chiaro come l'olio, si passa e si con- 
serva. Il grasso dell' arrosto si mette in 
disparte senz' altro. 

Grasso economico. — Aver cura dei 
grassi ^ uno dei doveri principali della 
brava padrona di casa, per cui io ri- 
tengo che vi fiìvh piacere di appren- 
dere il modo di preparare questo sano 
condimento. 

Pi-endete quella quantità di grasso 
che vi sarà possibile avere, sia di manzo 
come di vitello o di maiale (l' agnello ed 
il montone sono meno stimati), lavatelo 
bene, dopo averlo tagliato a jjezzettini, 
mettetelo in una padella, con un po' di 
cipolla, qualche foglia di rosmarino e 
tiinto latte che lo ricopra; fatelo scio- 
gliere a fuoco lento, rimestatelo, lascian-. 
dolo cuocere fino a che diventi color 
d'oro. Passiilclo al eolino e riponetelo 
in un vaso. Ottimo jxt coikIìim^ verdure 
e friggere. 



Cassette dì cottura 
o * auto-boUor ». 



In tutte le famiglie si dovrebbero 
trovare almeno due di dette cassette, 
onde usufruirle per la cottm*a dei cibi e 
come stufa. 

Il sistema delle cassette di cottura, 
si basa sul principio della concentra- 
zione del calore, per cui basta far bollire 
la vivanda sul fornello per un tempo ap- 
prossimativamente proporzionato alla 
grossezza ed alla resistenza del genere 
alimentare da cuocere, in modo che lì 
calore del liquido in cui cuo(^e non di 
minuisca a cassetta chiu.sa. Per esem 
pio mezzo chilo di manzo lesso oin umido 
deve bollire 20 minuti; per un chilo 30 mi- 
nuti(se ò in un sol pezzo) e via di seguito. 
Dopo due ore si toglierà il manzo, dopo 
3 ore di cottura il bue e la vaccina, i fa- 
gioli secchi o i cotechini ; mezz' ora dopo 
le patate. La polenta dopo un'oj'a e 
mezza di cassetta, previa una cottura di 
20 minuti sul fornello. 

Ciò che non va dimenticato è di la- 
sciare un minimo di vuoto nel recipiente 
che contiene i cibi, poiché l' aria raf- 
fredda. 

Ecco un sistema economico per fare 
la 

Pasta asciutta. — Si ponga nella pen- 
tola 1 litro d'acqua, ossia circa un quarto 
della sua capacità, si riscaldi sino al bol- 
lore. Si aggiunga sale, 700 gr. di pasta 
e condimento. Quando bolle di nuovo: 
si tolga dal fuoco e si chiuda nella cas- 
setta.. 

Dopo 25 minuti la pasta asciutta é 
pronta, ma vi potrebbe rimanere molte 
ore senza alterarsi. 

Si pu(> distribuirla, poiché non <> 
necessario scolarla, giacché l' acqua po- 
sta è appunto quella necessaria jìer 
produrre il giusto rigonftamento della 
pasta. 

Non scolando la jiasta si elimina 
una notevole perdita di sostanze nutri- 
tive, che comunemente si gettano via. 

Il formaggio può essere unito al con- 
dimento prima di chiudere il recipiente 
nella cassetta. Il fatto che si pone il 
condimento (burro, i)omidoro, soffritto 
od altro) insienìc con la ])asta, fa sì che 
esso si incorpori intimamente con la 
vivanda. 

La quantità di sale da aggiungere 
alla past' asciutta od .altra vivanda (ri- 
sotto, verdure, patate, ec.) é di cii'ca 
9-10 gr. ]»er litro d'acqirtl; da 7-8 ])er 
litro d'ae(iua e chilo di carne jier i'.ir 
brodo. 



Prima colazione semplice. 

{Tn/lr le rivfllr l)((.'il(tii() ]>(■)• 4 jirì'soiic). 
Risotto k axofilla coi piselm. 

Mozzo chilo (rans;nilla taglisita a 
jìPzzi, mezzo cliilo di piselli, mezzo chilo 
di riso, cento <jr. di burro, tre acciujihe, 
due cucchiai di ccmserva di pomodoro, 
un hicclnere di vino bianco o rosso, tre 
cucchiaiate di formaggio, due porri, sale 
e pepe. 

Tagliuzzato i j)orri e soffriggeteli nel 
burro, dentro uu tegame, unitevi 1" an- 
guilla, la conserva di pomodoro diluita 
col vino, le acciughe diliscate, sale e 
])ei)e. Dopo dieci minuti di cottura, le- 
vate l'anguilla e mettetela nel vassoio 
senza l'intingolo, in metà del quale cuo- 
cerete i piselli. Allungate l'altro intin- 
golo con due litri abbondanti d' acqua 
e quando bolle gettatevi dentro il riso, 
regolatelo di sale e conditelo col formag- 
gio ap})ena giunto a cottura. Servite il 
risotto e poi 1' anguilla coi piselli. 



Seconda colazione. 

Zi'PPA STUFATA - Pesciolini marinati 
Cipolle ripiene. 

Questa colazione si pm> servire tanto 
di grasso, quanto di magro, poiché la 
zuppa invece di bagnarla col brodo è 
permesso bagnai'la con acqua alla quale 
i dadi Alaggi, come si legge nella ricetta 
che segue, non alterano la natura rispetto 
al ]>riueixiio che si vuole osservare, es- 
sendo detti dadi un composto di sostanze 
A'egetali. Per la stessa ragione abbiamo 
indicati nella ricetta per le cipolle dei 
ripieni a scelta di grasso o di magro. 

Zuppa stufata. — Dividete in due per 
il lungo ((uattro bei porri e affettateli 
sottihueiite. Sciogliete nel tegame un 
pezzo di burro, mettetevi i porri e fa- 
teli soffriggere lentamente tino a pren- 
dere un leggero colore dorato, bagnate 
con brodo o aequa, ove potrete stempe- 
rare qualche dado di brodo concentrato 
Maggi, come è stato detto precedente- 



'11 — 

mente. Tagliate alcune fette di pane raf- 
fermo, arrostitele sulla gratella e disj)o- 
uetele a strati in una teglia fon<la, 
alternandole con (jualche romaiuolata 
di brodo coi porri; tlnile cosi)argend() 
col brodo, qualche cucchiaiata <li for- 
maggio grattato, ])resa dì pe-iie ed un;t 
leggera spolverata di spezie, se vi 
piace. 

Pesciolini marinati. — Tanto i i>e- 

sciolini d'acqua dolce, quanto di mare, 
si sbuzzano, si lavano, s'involgono nella 
farina e si friggono nell' olio a fuoco ar- 
dente, salandoli appena son cotti. Pre- 
parati in (jucsto modo, si collocano in 
un vaso di tenaglia e a i si versa soi>ra 
dell'aceto freddo con <iiuilche granello 
di pepe, foglie di salvia e fettine di ci- 
•polla cruda. 

È un piatto che si cucina in ju-ece- 
denxa di qualche giorno, dopo di che lo 
troverete gustosissimo sia per antii)asto 
sia come vivanda specialmente estiva. 

Cipolle ripiene. — Mondate delle ci- 
polle di media gt-ossezza, vuotatele con 
un cucchiaino badando di lasciare l'aper- 
tur.'i più piccola possibile. Allessatele in 
acqua salata tinche abbiano raggiunto 
una certa morbidezza. 

Lasciatele asciugare nel colabrodo, 
disponetele in un tegame con uu bat- 
tuto di lardo sotto e qualche pezzet.to 
di burro, riempitele col cucchiaino di 
uno dei seguenti ripieni e cucinatele 
nel forno, oppure sul.ibrnello col fuoco 
sopra al testo, tacendole pi-ehdere un bel 
colore dorato. 

Bipieno di f/ìxisso. — Carne cotta di 
qualsiasi qualità (maiale, manzo, vitello 
arrostito o lesso, ec). mista con carne 
cruda o salsiccia — se ve ne ha — ma- 
cinata tutta insieme o tritata line; fatto 
un soffritto con cipolla fresca, trita e 
poco unto, riunite con la carne, prezr.o- 
molo tino, pane grattato ed una cuc- 
chiaiata di formaggio ; in ultimo un 
uovo intiero, sale e pene. 

Ripieno di tonno. — Tritate del tonno 
sott'olio con della polpa levata dalle 
cipolle, midolla di pane bagnata con 
brodo o vino bianco, pe])e, sale se occor- 
resse ed uu paio d' uova. 



i PRUimEHTI in CERHmiCR 

dello STRBILimEnTO ©. BPPIRHI • TREl/ISO 

HBnno mmB moHDiBLE 

esiGERE su» ppoaoTn £.« mrtRfB oi r»\aeR«f» • f«r*»iQ6Mi « «iffi;E5T« 



i>li2 - 



Terza colazione semplice. 

IIlSOTTO K SALSICCIA COGM Sl'INACI. 

400 gr. (li salsiccia, un mazzo di spi- 
naci, 500 gr. di riso, 100 gr. di burro, 
V4 di bicchiere d' olio, 4 cucchiai di 
formaggio grattato, una cippoUa trita, 
sale e i>epe. 

Mondate gli spinaci e sciacquateli 
con molta cura. Lessateli e tirateli fuori 
con la schiumaiola per tener conto del- 
l' acipia di cottnra, la quale ò fra le mi- 
gliori di tutti gli erbaggi. 

Preparate un sotfritto di cipolla con 
il burro, quindi versatevi il riso e ba- 
gnate con r acqua di cottura, gettando 
via il fondo per precauzione. 

Cuocete la salsiccia in padella con 
l'olio, unitevi poi gli spinaci per dargli 
sapore. 

Finite di condire il risotto e servite. 

Quarta colazione semplice. 

Spaghetti di mageo col toxno - 

QUAGLIETTK FINTE - PATATE * Tlll- 
I'OLATE,,. 

Spaghetti di magro col tonno. -— 

Questa minestra si può fare con ogni 
sorta di pasta del fornaio od anche 
fatta in casa, come tagliatelle, lasa- 
gne, ec. 

Con 100 gr. di tonno e tre acciughe 
fate un trito molto minuto; riscaldate 
in un tegame quattro cucchiai d' olio e 
un pezzetto di burro, quand' ò bollente 
aggiungetevi il battuto di pesce ed ap- 
pena soffritto, cospargete con questo 
condimento 000 gr. di spaghetti lessati 
a cui jjotete aggiungere del yiarmigiano 
grattato ed una j)izzicata di i)epe. 

Quagliette finte. — È una pietanza 
che riesce bene tanto facendola con carne 
di vitella, quanto col maiale e anche col 
manzo congelato, nel qual caso vi è bi- 
sogno di cottura maggiore a meno che 
si usi di tagli fini; filetto, lombo a pezza, 
la cui cottura è facile come la vitella. 
Preparate dunque delle fettine ben bat- 
tute, unitele con fettine di prosciutto, 
spolverizzatele di sale, pepe, formaggio 
grattato e salvia trita. Arrotolatele ed 
involgete lo finte quagliette nella rete 
di maiale, cnocetcle al tegame con fuoco 
sotto e sopra per farle colorire. {Leg- 
gere la ricetta ser/ìiente). 

Patate < trifolate >. — Il loro nome 
deriverebbe dalla * trifola» come ognuno 
])U() credere, ma questo superbo tubero 
non è affatto necessario, perchè questo 
contorno diventi gustoso. Potete ser- 
virvi invece dei funghi, condimento di 



minor costo, di maggior nutrimento ed 
altrettanto api)etitoso. 

Quando le quaj/ìlel/e finte saranno 
cotte, scolate il grasso dal tegame e ])0- 
netelo in padelha. ]M«!ttet<!VÌ sul fondo 
uno strato di i)atate crude atìettate, ma 
che non siano farinose, sovrapponetevi 
uno strato di funghi pure a fette sot- 
tili, spolverate di sale, i)epe, ]»oco for- 
maggio e prezzemolo trito, continuando 
così finché la ])adella sia colma fino a 
un dito sotto l'orlo. Collocatela in forno 
oppure copritela con un buon testo e 
ponetelji sul fornello con fuoco sotto o 
sopra; cuocete lentamente per un'ora, 
rovesciate il composto e servitelo fu- 
mante. 

Nelle mie ricette troverete spesso 
mentovato l'uso della padella, ]>inttosto 
che del tegame od altro utensile di cu- 
cina. La ragione è questa : con la padella 
si corre meno il rischio di far attaccare 
le vivande, si maneggia facilmente senza 
lompere ed ha bisogno di meno calore 
del tegame; oltreché non vi è necessità 
di stagnarla come avviene i)er il rsime. 

Avvei'tenza utile a sapersi: In pres- 
soché tutte le famiglie vi è uno strano 
dÌ8i)rezzo per quello che giustamente é 
invece molto apprezzato dai cuochi, in- 
tendo dire dei sughi degli arrosti, degli 
umidi, dei pesci e — diciamolo pure — 
delle verdure fritte. Quello che rimane 
aderente sul fondo delle padelle, tegami, 
cazzaruole, ecc. deve staccarsi, ossia 
bagnare con poc' acqua, brodo o vino 
secondo 1 casi, fatto bollire e quindi 
versato sulle pietanze che furono cuci- 
nate in precedenza od almeno utilizzate 
questo liipiido per allungare minestre, 
brodi per risotti e per condimenti vari. 

Il fondo staccato dopo aver levate 
le quagliette finte (vedi sopra) versatelo 
sul vassoio dove le avrete impiattate e 
così ricordatevi di fare quando vi trove- 
rete neUe medesime circostanze. È tanto 
osmazoma che disprezzando gettereste 
via, mentre è la parte più pregiata della 
cucina e si ritrova come ho detto per- 
fino sul fondo dei fritti di verdure. 

Quinta colazione semplice. 

Polenta coi tordi scappati. 

Polenta. — Chi non si pretende di 
saper fare la polenta? Eppure di que- 
sta comune vivanda ci sono meno cono- 
scitori di quanto si crede. Non dico tanto 
])er la mescolanza della farina con l' ac- 
(pia (i contadini di ciascuna proviiicia 
]tretendono d'esser maestri agii altri), 
ma }>cr il condimento. Arte sciocca in 



l'ondo, filo ptir nonostante ricliiiHle an- 
cora (inalclic isti'uziono. 

Vi h ('Ili ])i'eferisce la farina stac- 
ciata line, chi quella macinata grossi> 
liso Hergamo. Io — a dir vero — prefe- 
risco quest'ultima, nui sui gusti non si 
discute; incominciamo col dire che se 
volete una polenta liscia ossia senza 
bozzoli, s])ecialniente se la farina ò fina, 
dovete ritirare rac(iua dal fuoco ai)pena 
uccenna al bollore, gettarne giù quella 
quantità che reputato 0])portuna (un 
terzo circa del volume dell' ac<iua) e 
tramenarla subito fortemente, non met- 
t<'iid(da a cuocere i)rima elio sia ben 
sìcnijierata. S'intende che ò meglio piii 
soda, l' acqua se calda si può sempre 
aggiungere; a questo ])roi)OSÌto dico clie 
(ed ecco la ragione della mia ricetta) 
invece di aggiungere acqua si metta 
latte caldo. 11 latte, come la panna, è 
il migliore condimento della polenta, la 
rende soffice, gentile di gusto — secondo 
un' espressione toscana — ed imi)edisce 
che, dopo cotta, s'indurisca: nessuna 
(luantità d'unto sia grasso od anche 
burro, come nessun intingolo, possono 
raggiungere questo delicato effetto. La 
polenta deve bollire per almeno mez- 
z' ora, ma se anche sta un' ora al fuoco 
non guasta. 

Si fanno polente con grano saraceno, 
con ])atate, fagioli ed altri miscugli, ma 
questi jìastoni hanno ben poco a che 
vedere con la vera polenta di granturco 
fatta con fai-ina i)rovenionte da grano 
maturo e macinata di fresco. In una 
polenta contenente buona ({uantitù. di 
latte, il burro ò superfluo ; salatela ap- 
puntino dapprincipio, aggiungendovi 
qualche cucchiaiata di formaggio, C ò 
chi gusta anche uno spicchio d' aglio 
fatto bollire insieme alla farina. 

Tordi scappati. — In questo brioso 
cufcTuismo, i)ur in ai)erto contrasto con 
l'anima italiana, noi pregustiamo tutto 
il sapore di un gustoso piatto di cu- 
cina. Per la buona riuscita di questi 
tordi scappati bisogna aspettare di avere 
in casa (jualche avanzo di selvaggina: 
lepre, fagiano, beccaccia, pernice, ecc. 
td insieme dei fegatini di pollo, che 
larete rosolare col burro. 



!i:ì - 

Prendete di dette carni e fatene un 
])esto il più fino possiìjile, aggiungendo 
una quarta parte di lardo, una bacca 
di ginepro per ogni tordo ed un uovo 
ogni <iuattro ; un po' di marsala, poco 
aceto o del prezzemolo trito con della 
sai via . 

Preparate i)oi delle fettine di vitello 
od anche di manzo (puro filetto), bat- 
tetele e dategli sale, pepe ed una sjjoI- 
veratina di spezie, sten<letevi sopra il 
ripieno accennato, avvolgetele su so 
stesse, legatele per mezzo di un filo 
bianco e infilatele due o tre i>er stecco, 
inframezzandole con fettine di lardo. 
Ponete delburroin fondo ad un tegame, 
adagiatevi i tordi, facendoveli rosolare 
per bene da ogni parte e in ultimo la- 
sciatevi evaporare mezzo bicchiere di 
vino rosso. Accomodate i tordi nel vas- 
soio, staccate il fondo con poco brodo 
acqua e versateglielo sopra. Polenta 
a x^arte. 

Primo desinare semplice. 

Minestra k lesso i>i manzo 
con contokno. 

Mezzo chilo di culaccio od altro ta- 
glio nella coscia; una bella cipolla e due 
spicchi d' aglio, due steli di sedano, due 
carote, qualche ramoscello di prezze- 
molo, un pezzettino di burro, sale. 

Prendete il ijezzo di carne, fatevi 
quattro o cinque buchi introducendovi 
uno spicchio d' aglio, se vi piace. 

Mettete la carne nella pentola col 
burro od un cucchiaio d' olio, se la carne 
è magra, altrimenti basterà il suo grasso, 
con un po' di sale e tre o quattro cuc- 
chiai d'. acqua. Collocatela sul fuoco e 
fatela rosolare leggermente, i)OÌ versa- 
tevi l' acqua occorrente calda ed aggiun- 
getevi le verdure indicate. 

II brodo ò meglio non schiumarlo, 
perchè h tanta sostanza nutritiva che 
si perde con la schiuma. Levate invece 
il grasso col romaiuolo che ricopre la 
superficie del brodo — utilizzandolo come 
già è detto per condire altri cibi — ed 
il brodo risulterà limpido, leggermente 
colorito e gustoso. Ritirate la carne te- 
nendola coperta, e gettate nel brodo una 



•T-TY- 



Ab bAtte 



2i'l 



Diunci.ita «li riso t» i);istn per persona 
(50 gr. circa); ovvero arrostite quattro 
bello l'ette di pane e fato la zu])i)a col 
brodo, gli erbajjgi ed un po' dì Ibrniag- 
gio grattugiato. 

Volendo fare del brodo, sia per pren- 
derlo solo o per cuocervi pastina o riso 
— come si è (letto — lo si passerà prima 
al colino dopo aver ritirato il lesso e le 
verdure che si possono servire in insa- 
lata, ]>er contorno alla carne. 



tovi niet.-i del sugo dello spezzatino, un 
chiodo di garofano e sale. Fategli as- 
sorbire lentamente il condimento, tìni- 
t»lo con una manciata di formaggio e 
servitelo col manzo. Se voleste rendere 
il cavolo più piccante sul finire della 
cottura aggiungetevi mezzo bicchiere 
d'aceto ed anche un i)o' di vi-no ; in ul- 
timo però, come ho detto, perchè l'aceto 
ed il vino induriscono o ritardano la 
cottura. 



Secondo desinare semplice. 

MiXESTKA DI CAUCIOri - SPEZZATINO 
DI MANZO COL FINOCCHIO - CONTOK- 
NO DI CAVOLO. 

Minestra di carciofi. — Il carciofo per 
la sua sapidità e tenerezza si presta alle 
]>iti svariate e ghiotte prei)arazioni, una 
delle quali è la minestra. Primaticcio ò 
buono anche il gambo per la lunghezza 
di un ])almo e le costole, che debita- 
mente mondato dalla foglia, si possono 
friggere in teglia, allessare, aggiungere 
agli umidi, oc. 

Mondate 6 bei carciofi, tagliateli a 
fettine, fateli rosolare nel burro con una 
cipolla egualmente affettata ; aggiungete 
brodo o acqua e pepe, in poco meno di 
mezz' ora saranno cotti appuntino in- 
sieme alla pasta o riso che avrete ag- 
giunto. Potete altrimenti fare una zuppa, 
come i)ure unire ai carciofi nn po' di 
lattuga, dell' acetosa, delle bietole o dei 
crescioni. 

Spezzatino di manzo. -- Un pezzo di 
muscolo di manzo congelato, ò un man- 
giarino gradito in qualun(]UO stagione 
venga ai)prestato. Io mi permetto di 
consigliare la lettrice a farne la i)rova : 
essa non andrà fallita. 

Prendete un pezzo di 500 gr. di mu- 
scolo od altro taglio di manzo. Mettete 
a fuoco il tegame con un battuto di 
lardo, sodano e cipolla, quando inco- 
mincia a rosolare gettatovi la carne ta- 
gliata a ijozzi e fatevela colorire ben 
bene, dategli sale e pepe ; aggiungetevi 
due cucchiai di i)omodoro, un bicchiere 
di vino, se piace, e quando h prosciu- 
gato, stemperatevi duo cucchiaiate di 
farina e bagnate con acqua che lo ri- 
copra. 

Adunate sul tagliere 2 spicchi d' aglio, 
])oco prezzemolo ed una xùzzicata di semi 
di finocchio, tritate tutto e mescolate 
alla carne. 

Contorno di cavolo. — Mondate un 
grosso cavolo dal torsolo ed altre i)arti 
dure, fatelo entrare a poco i)er volta nel 
t(\";ame finché vi starà tutto : aggiunge- 



Terzo desinare semplice. 

Zuppa o minestra 

BIETOLE E milza IN UMIDO. 

Un mazzo di bietoline, prive della 
radice e ben bene lavate, una milza di 
maiale o di manzo, o metà soltanto se 
è di bue, una cipolla, due cucchiai di 
conserva di pomodoro, (]uattro cuc- 
chiai d' olio, quattro fette di pane, due 
cucchiai di formaggio grattato, sale e 
pepe. 

Mettete sul fuoco la pentola con 
mezzo litro d' acqua e sale ; quando bolle 
gettatevi dentro le bietole (foglie e co- 
stole), tagliate in tre parti, dieci minuti 
dopo saranno cotte, ritiratele con una 
forchetta dentro l' insalatiera. Nella 
stessa acqua mettete la milza, lascian- 
dovela bollire lentamente per circa mez- 
z' ora e nel frattempo preparate un sof- 
fritto con olio e cii)olla trita; ai)pena 
accenna a colorire, versatevi il pomo- 
doro diluito con poc' acqua. 

Ponete la milza sul tagliere, fatela 
a fettine ed unitela al sugo del soffritto 
facendovela insaporire sul fornello per 
una diecina di minuti. 

Accomodate le fette di pane nello 
scodelle e versateci sopra il brodo della 
milza che troverete eccellente col gusto 
dell'erbaggio. Formaggio sojira. 

Condite lebietole in insalata ed avrete 
tre piatti in uno. 

Se la zuppa, non vi aggradisse, po- 
tete far cuocere nel brodo del riso o 
della pasta. 



Quarto desinare semplice. 

Minestra di polmone - Polpette di 

RISO AL telefono - CONIGLIO ALLA 

cacciatora. 

La minesti-a col polmone di vitello 
h molto in uso nell'Alta Italia, ove il 
riso ne è l'immancabile complemento, 
ma sembrami accettabilissima anche 
nelle altre provincie, sostituendo la pa- 
sta al detto farinaceo. 



215 - 



Minestra di polmone. — Tritate mi- 

uutiiiiiciitc ;{()() j;r. «li ])()liiioiie di vitello, 
rosolatelo nel burro eoa un poco d'.olio, 
sedano e cipolla battuti; versatevi il 
brodo ovvero ac(iua con qualelie dado 
di brodo diseiolto od un euceliiaiuo di 
Liebig e lasciato cuocere per tre (juarti 
d'ora, quintli gettatevi uiui numciata 
di riso o di i)asta. per persona e per ul- 
timo del fornuigtiio grattato. 

Polpette di riso ai telefono. — L' ag- 
gettivo di (inestc p(Tlpette si attribuisce 
a<l un giovane impiegato telefonico ro- 
mano, il quale ne ei*a ghiottissimo e 
trovò — a quanto pare — una certa ana- 
logia fra il vilupi)o dei tili telefonici e le 
tila del formaggio fresco che forma il 
principale condimento di questa pie- 
tanza. 

Preparate un risottino ben cotto, sia 
di magro che di grasso, levatelo dal 
fuoco e mescolatevi un pezzetto di burro 
ed una l)uona cucchiaiata di parmigiano. 
Passato il ])rimo calore aggiungetevi 4 
o 5 provature fresche od una fetta di 
mozzarella tagliata a dadini. Formate 
le ])o]i>ette, i)assatele nell' uovo, poi nel 
pan grattato e friggetele. 

Coniglio alla cacciatora. — Quando 
potete, preferite semjjre il selvatico al 
domestico, ma è una carne molto ap- 
prezza l)ile anche questa. 

Varie sono le maniere con cui si 
l)repara il conìglio alla cacciatora, i)erò 
io preferisco scm])re la seguente, sicuro 
di far buona figiira presso i palati piìi 
lini. 

Lavate il coniglio e poi fatelo a 
pezzi e «questi pezzi crudi gettateli in 
buon unto caldo dentro la pa<lella, fate- 
veli saltellare a fuoco vivo tinche colo- 
riscono, salateli, spolverizzateli con un 
cucchiaio di farina, e cinque minuti dopo, 
bagnateli con un buon bicchiere di vino 
bianco, tirandoli a cottura pian ])iano ; 
aggiungetevi un battutino formato con 
prezzemolo, poche foglie di rosmarino 
e due spicchi d' aglio. Servite caldo con 
un contorno di patate lesse. 

Quinto desinare semplice. 

MiXESxnA i>i zi'ccA (riAi-r.A cox la 

l'ASTA - ^IaSZO IX SALMI. 

Minestra di zucca. — La zucca gialla 
o zucca marina si presta a diverse ma- 
nipolazioni. In talune città è posta in 
vendita già arrostita nel forno, ma non 
vi ^. necessità dì questa preventiva cot- 
tura per gustarla. (!i cade acconcio ri- 
cordarvi che infarinata e fritta è un 
bel completamento di una frittura e 



che se ne ritrae anche una marmellata 
non disprezzabile. 

Prendete un grosso pezzo di zucca, 
tagliatela a dadi non troppo piccoli e 
gettatela in cazzaruola ove già trovasi 
])ronto un buon soffritto di cipolla, ro- 
solate tutto lentamente col burro, di- 
luite con brodo od acqua, accomodate 
di sale, pei)e, aggiungete delle foglio- 
line di prezzemolo e tante manciate di 
I)a8ta quanto sono le persone. Finite 
con formaggio grattato. 

Manzo in salmi. — 8i adatta benis- 
simo il manzo congelato come ogni altra 
qualità di carne grossa. 

Mettete un i)ezzo di magro nella 
marinata così comj)osta : cipolla, carota, 
sedano, mazzetto ira timo, maggiorana, 
foglia di lauro, qualche granello di pepe, 
un chiodo di garofano, 4 bacche di gi- 
nepro e vino rosso che la ricopra. Il 
giorno dopo fate un battuto di lardo 
con 4 uccellini e mettete a fuoco insieme 
alla carne ed il marinaggio, sale. Co- 
prite il recipiente e lasciate pian piano 
evaporare tutto il liquido, lino a che la 
carii'C prenderà a rosolare ; voi tatela in 
ogni senso e quando ha preso colore 
bagnatela con acqua per linire la cot- 
tura. Passate i)er staccino le verdure 
dell' intinto e la polpa degli uccellini, 
rimettete nel manzo ed unitevi a cuo- 
cere una certa quantità di cipollini che 
serviranno per contorno. 

Oppure: Ultimate di cuocere la carne 
sen;va i cipollini e quando il sugo si è 
alquanto ristretto, versatelo su di una 
polenta. Questo farinaceo juiò benissimo 
servirsi anche dopo una minestra bro- 
dosa. 



Delle refezioni. 



Si dicono refezioni, ossia colazioni e 
desiniri di circostanza o d' invito quando 
la mensa ò preparata per delle occa- 
sioni straordinarie. Orbene la padrona 
di casa qualunque siano queste occa- 
si(mi deve limitare il numero delle por- 
tate (i) in ossecpiio alle norme più re- 
centi, che regolano gli usi della tavola 
badando che la loro preparazione sia 
accurata. 

Ordinariamente la refezione per 10-12 
I)crsone dicesi un servizio; oltrepassato 
<lucsto numero, ogni portata si raddop- 



(1) Ogni portata corrispondi- art una vivan 
da : la miucstra uou è cousidcrata nel numero 
delle vivande. 



— lUi; 



l»ia. niantonotulr) ]a l»npe «li 10-12 pom- 
niciiSiili e «juiudi ni hanno «Ino servi/ i 
per 20-21 persone, tre servizi per 30 
o 36, ecc. 

Lista dei cibi o «minuta*. 

La lista o * minuta * ajjpena qual- 
che invitato di riguardo siede alla no- 
stra mensa i)u?> ritenersi ntile, dato il 
numero piuttosto ristretto dei piatti clic 
si ha ragione d'imhandire; non ò ob- 
bligatoria però per ogni invitato, basta 
ai due centri della tavola. L'eleganza 
vuole che sia redatta in puro italiano 
(} di preferenza scritta in carattere an- 
dante dalla stessa ordinatrice della re- 
fezione : il cartoncino acquista così quel 
valore che diversamente non avrebbe 
e spetta di diritto al commensale mag- 
giore. 

Anche trattando della lista vi ripeto, 
moderazione uel numero dei piatti, spe- 
cie di carne; è tanta diniinuzione d' al- 
bumina COSI costosa a noi, allo stato e 
dannosa alla salute. 

Prima colazione di circostanza. 

Timballo di i atatk ali. a finanziera 
- Melanzane kipiene - Pollastro 
A VAPORE - Zabaione freddo con 
biscottini renosi. 

Timballo di patate. — Allessate GOO gr . 
di fiatato, schiacciatele sulla si)ianatoia 
o passatele allo staccio, unitevi un pez- 
zetto di Tjurro, due uova, sale e un 
cucchiaio di formaggio. 

Imburrate largamente un bello stam- 
po da timballo e passatevi del ])an grat- 
tato tutto intorno, quindi sbattete due 
iu)va e fatele scorr<n'o sul pane, poi di 
nuovo impanate lo stampo. Col compo- 
sto di patate rivestite lo stampo dello 
spessore di un dito, lasciandone una 
parte per fare il co])erchio, 

Bipicno del timballo. — A^'rete 4 
creste, e i ventrigli coi fegatini di due 
polli; 4 animelline d'agnello, 4 salsic- 
cie, 300 gr. di funghi freschi od una 
manciata di secchi ammollati, qualche 
uovo ]ionnato ovvero 4 uova dure, lii- 
tagliate le punto alle creste, sbullentu- 



telo per un sccoudo nell' acqua calda e 
s[»ellate]e con un pannolino grosso; met- 
tetele in ac<iua fi-esoa cambiandola al- 
cune volte. Aprite i ventrigli, puliteli e 
lavateli; cuoceteli in poco brodo o ac- 
ci uà salata, indi fateli a pezzettini. Fate 
un sotìritto di burro e cipolla trita, uni- 
tevi le rigaglie compresi i cuori ed i 
fegatini, sale e pepe, rosolate bene ogni 
cosa, aggiungendo in ultimo i funghi 
affettati sottihnente; spoh'erizzatc di 
farina, poi bagnate con brodo e vino 
bianco, finalmente con un po' di buona 
salsa di pomodoro e cuccete lentamente 
l>er 10 minuti nell'angolo del fornello. 
Tanto le animelline, quanto le salsiccie 
le farete rosolare a parte con burro e 
mescolerete all' intingolo tagliate a pez- 
zetti. Anche le uova dure fatte a quarti 
andranno ad ingrossare il ripieno. 

Versatelo nel timballo, coprite con 
la pasta di patate ed un'ora prinui di 
mandare in tavola mettete in forno ri- 
tirandolo di color dorato. 

Melanzane ripiene. — Scegliete 8 pic- 
cole melanzane, tagliatele a metà \)cv il ^ 
lungo, praticate un' incisione nell' ini 
terno a mezzo centim. dalla buccia, ali 
lessatele in acqua salata e dopo sgroaj 
date, vuotatele con un cucchiaino. Tritat 
minutamente la terza parte della, polpi 
ricavata dalle melanzane, unitevi d( 
]»rezzemolo, del prosciutto fino, uni)ezzj 
di burro, d'acciughe ed una presa 
pepe. Dimenate questo composto aleni 
fuoco acciò si amalgami, lasciate quin< 
raffreddare un po' ed aggiungetevi due 
uova piccole. Riempite le melanzane e 
e nocetele con fuoco sotto e so^n-a, doi)o 
averle spolverizzate di pane. 

Pollastro a vapore. — Foderate di 
lardo una tegamina di porcellana, spe- 
cie di zu])piera col coperchio, colloca- 
tevi il i>ollastro ben preparato, avvolto 
con un finissimo soffritto d' odori di cu- 
cina (carota, cipolla e sedano) col burro, 
assicurate il coperchio c<m uua i)asta 
molle fatta di farina e acqua. Collocate 
la tegamina. in un rcciineute \m\ grande 
in cui avrete versato una quantità d'ac- 
(|ua bollente cbe non ne sorpassi l' orlo, 
coprite anche questa, e cuocete il pol- 
lastro per due ore a lento fuoco. Lcva- 



? SPCCiriCO IN OGNI rOmA DI DI7XRRC?\ ^ 
Astringente e disinfettante intestinale. 

LKF^KTIX KARNIACKIJTICI - IVIILANO 



tolo (iii'mdi, ta;i;liiifolo. (li.^rassnte fon 
uiiiu diligenza l'intinto, nuitevi un bic- 
chicro «li vino bianco fjt'neroso, e sor- 
vite con un contorno di verdure ])ri- 
maticfc. 

Zabaione freddo. — Calcolate per 
ouni persona un torlo d'uovo e nn 
cucchiaio di zucchero pestato non tropi)o 
colmo, due mezzi gusci di vino bianco 
o marsala. Diluite il composto per mezzo 
dello sbatti-uova e montatelo a bagno- 
maria od a piccolo fuoco, badando che 
deve gonfiarsi senza accennare al bol- 
lore; quando ò schiumoso e denso le- 
vatelo dal fuoco e seguitate a muoverlo 
hMitamente. Ammorbidite nell'acqua fre- 
sca 30 gr. di colla di pesce, spremetela 
e fatela sciogliere in poco vino sul fuoco, 
passatela nello zabaione, e quando tutto 
il composto sar;\ quasi freddo, incor- 
]»oratevi leggermente un cucchiaio di 
punna montata per torlo d'uovo, mettete 
nello stami)o e quindi sul ghiaccio per 
un'ora almeno. 

Biscottini renosi. — 150 gr. di farina 
bianca, 50 gr. di fecola di patate, 140 gr. 
di burro, 50 gr. di zucchero impali)a- 
bile, una grattata di limone, un torlo 
d' iiovo. 

Impastate tutto sulla tavola come 
per fare una pasta frolla. Fatela ripo- 
sare (jualche minuto, qTiindi spianatela 
dello spessore di uno scudo, ritaglian- 
done delle strisele lunghe nn dito e 
larghe circa due. Collocatele su teglia 
cuocete in forno medio senza che pren- 
dano colore. 

Seconda colazione 
di circostanza. 

Gnocchi alla romana - Manzo in 
CARPIONE - Cardi TRirPATi - Spu- 
ma calda con farina dolce. 

Gnocchi alla romana. — Intridete 
L'OO gr. di farina stacciata con circa 
mezzo litro di latte, 5 torli d'uova, 
])oco sale, odore di noce moscata e nn 
))fzzetto di biirro. Cuocete il composto, 
tramenando di continuo, finché si di-- 
stacchi dal mestolo, stendetelo sopra 
una o più teglie per farlo freddare. Di- 
videtelo poi in tanti pezzetti di forma 
eguale fra loro, disponeteli in un piatto 
da portata tondo, spolverizzandone gli 
strati con poco parmigiiino e gruiera 
e bagnando con qualche goccia di burro. 
Completate il piatto e ponetelo a roso- 
lare nel forno dentro una teglia con 
acqua perché non abbia a rompersi pel 
! iop]»o calore, oiqiure apj)Oggiate »in te- 
-'.o sulla teglia e metteteci fuoco soi>ra. 



217 - 

Ritiratelo dopo che abbia preso super- 
ficialmente un bel colore dorato. 

Manzo in carpione. — È un piatto 
ch'io dedico alle lettrici doAV Almanacco 
nella lusinga che gli faranno buon viso. 
La pietanza, economica nel suo in-sienn-, 
se preparata a dovere ha elementi di 
squisito sapore quali ne }niò avere una 
ricca portata. Base ile ò la salsa se- 
guente. 

Affettate sottilmente 3 belle cipolle 
e fatele soffriggere nel tegame con olio 
in discreta quantità, dimenando con cura 
acciocché il soffritto prenda uniforme- 
mente un color biondo ; bagnate con due 
bicchieri di buon aceto, unitevi nn cuc- 
chiaino di zucchero, poco sale, due 
spicchi d' aglio — se credete — da riti- 
rarsi, una foglia d' alloro, qualche ra- 
moscello di timo e di prezzemolo ed una 
ciocchetta di salvia ; fate evaporare quasi 
completamente l'aceto, quindi versate 
nel tegame un bicchiere di vino bianco 
e due bicchieri di brodo od acqua. Gu- 
state di sale e pepe. 

Avrete un buon i)ezzo di lesso di 
manzo freddo, fatelo a fettine, acconio- 
datelo in un vassoio fondo e versateci 
la salsa ancora calda. Il giorno dopo, 
levate tutte le erbe odorifere di sopra 
e servite con un piatto di cetriolini al- 
l' aceto affettati, olive all' olio, peperon- 
cini verdi, funghi e fettine di patate ; 
il tutto a mucohietti e conditi con olio 
e aceto. I peperoncini previamente al- 
lessati. 

Gobbi o Cardi trippati. — Sceglieteli 
carnosi e colti di recente, mondateli con 
cura mettendoli man mano nell'acqua 
acidulata affinché non diventino scuri. 
Li avrete tagliati della lunghezza di un 
dito, cuoceteli in acqua bollente salata. 
Preparate un battuto di lardo con i)rez- 
zemolo, aggiungetevi l' ortaggio cotto a 
punto, versatevi un ])o' di buon sugo 
di carne o qualche dado di b?odo stem- 
perato in acqua, rosolate per una ven- 
tina dì mintiti ed al momento di servire 
aggiungete al condimento un pezzetto 
di burro ed una spolverata di formag- 
gio. Circondate l' orlo del vassoio con 
crostini di pane fritti. 

Spuma calda di castagne. — Stem- 
perate 100 gr. di farina di castagne, 
detta farina dolce, 4 cucchiaiate di zuc- 
chero e presa di sale, con mezzo litro 
di latte ; unitevi una rasi)atina di limone 
e ponetela sul fuoco cuocendo lentamente. 
Quando la crema é cotta, unitevi 6 torli 
d'uovo, uno alla volta, sbattendo bene 
col mestolo. Mezz'ora prima di man- 
dare in tavola, aggiungetevi gli albumi 



218 



a neve fitta e puocetc In spuma n forno 
ili medio cfilore. Un istante prima di 
servire, spolverizzate con ziicclioro im- 
pa]j)abile vanigliato. 

Questa spuma è economica per quanto 
di gusto gradevole. Per 5-6 persone. 

Terza colazione di circostanza. 

Fkittata spumosa - Costoletta di 

MANZO IN salsa PICCANTE - GELATO 
DI LAMPONE CON LA PANNA. 

Frittata spumosa. — Il piatto ò di 
origine francese, la qual cosa signiiica 
ordinariamente che ha della finezza, è 
semidioe nello stesso tempo e non ri- 
chiede un' abilità eccezionale nella cuoca. 

Mettete in una catinella 6 rossi d'uovo, 
mescolateli con circa mezzo bicchiere di 
panna, unitevi sale e pei)e, sbattete gli 
albumi a neve ed incorporate veli. Cuo- 
cete il composto su fuoco non eccessivo 
in una padella che non attacchi, usando 
del burro o dello strutto Ji i)'ficere. 
Quando la frittata grande come la pa- 
della è fatta, rovesciatela sulla spiana- 
toia e tagliatela in forma di mandorle 
o quadretti. 

Diverse guarnizioni possono accom- 
paguitre la frittata, più indicate i pi- 
vselli o le ])unte di asparagi cotte col 
burro ovvero i fegatini di pollo fatti 
saltare nel burro oì)i)Tire col rognone di 
vitella, cotto in padella a fettine in 
i[uattro saiti e ben impepati od anche 
(lei funghi trifolati, carciofi a sincchi 
ed altro. 

Costoletta di manzo in salsa piccan- 
te. — Fatevi tagliare dal macellaro una 
fetta di manzo nella costa, dello spes- 
sore di almeno 2 centim. — può bastare 
comodamente per quattro persone — e 
battetela bene. Cuocetela nel burro od 
olio a fuoco ardente. Quando ha preso 
colore da tutte e due le jjarti, salatela 
e ponetela Jiel vassoio. Neil' unto delhi 
teglia stessa stemperatevi due cucchiaia- 
te di farina, aggiungetevi la scorza grat- 
tugiata ed il sugo di un limone, quattro 
acciughe diliscate con un cucchiaio di 
capijeri triti e del prezzemolo fine ; ba- 
gnate con due bicchieri di brodo od 
acqua e cucchiaino di Liebig, fate con- 



densare sul fuoco, ver.^-ate .sul man^o 
e servite insieme ad un piatto di patate 
lesse. 

Gelato di lampone con la panna; e 
dei gelati in genere. ~ Il gelato e l'ali- 
mento più scientifico, ])iù fino ed aristo- 
cratico trasmessoci dai nostri antenati. 
Alle macchinette americane dobbiamo la 
maggiore divulgazione dei gelati ai tem- 
pi nostri. 

Ogni volta che usate della sorbettiera 
abbiate 1' avvei'tenza dilavarla di nuovo. 
Le proporzioni del miscuglio frigorifero, 
per gelare sono di 3 i)arti di ghiaccio 
ed una di sale, secondo se il gelato è 
ricco di zucchero e dev' essere duro. 
Nei gelati più inagrì di zucchero la 
(luantità di sale diminuisce fino a 5 parti 
di ghiaccio e una di sale. 

I gelati magri sarebbero le granite 
ed i ponci. Il sai marino ha maggiore 
efficacia dell' altro. 

I gelati posti nelle forme si cai)o- 
volgono sul piatto coperto di salvietta ; 
per dargli aspetto di freschezza se ne 
circonda la base con foglie di limone o 
d'arancia; la pasticceria che invaria- 
bilmente accompagna il gelato sarà secca, 
leggera e non molto zuccherata. La po- 
sata per servire il gelato duro si com- 
porrà di un cucchiaio da ndnestra e di 
una paletta da gelato dello stesso me- 
tallo, con essa la cameriera faciliterà il 
commensale a servirsi ed a questo scopo 
la .terrà imy)ugnata colla mano destra 
mentre con la sinistra porgerà il piatto. 

Con un chilogr. di lan)])oni freschi 
passato per staccio, procuratevi mezzo 
litro almeno di succo. Badate di non 
far toccare al succo nessun recipiente 
stagnato, diverrebbe violetto. Unitevi 
il sugo di 2 limoni, 2.50 gr. di zucchero 
e niezzo litro d'acqua fresca, trame- 
nando il composto perchè lo zucchero 
si sciolga. Lo zucchero cotto o sciroi)po 
non dà buon gusto al gelato. Versatelo 
in sorbettiera circa due ore prima di 
mandare in tavola; appena duro fode- 
ratene uno stampo, metteteci nel centro 
vili quarto di litro di panna montata in- 
zuccherata e profumata con vaniglia, 
ricoprite con uno strato di gelato e chiu- 
dete col coiìerchio, Aft'ondate lo stampo 



L'Ill.mo Prof. G. Mondino, Direttore della E. Clinica Psichia- 
trica di Pavia ne scrive: " Fra tutti i preparati di pepsina che ho 
messo alla prova non ne trovai alcuno efficace come /'Opopeptol ,,. 

CT^RLO ERBA - HIL/^NO 



nel soccliio, iug-liiiieiìjilelo a dovere co- 
prouilu tutto fou un vecchio sacco ba- 
^guato. Per sformarlo basta iumierjiere 
lo stampo dentro dell' acqua Iredda. 
]Mandate a parte un vassoio di biscottini 
e cialdoni. 

Quarta colazione di circostanza. 

Pizza di kicotta - Maxzo sthacot- 
TATO - Patate passate - Pasta Ce- 
nerentola. 

Pizza di ricotta. — Mettete sulla 
spianatoia 2.50 gr. di farina stacciata, 
100 gr. di strutto purif^simo o burro, una 
presina di bicarbonato di soda, sale e 
quel po' di vino bianco o acqua, che oc- 
corresse per fare nna pasta n^ molle nò. 
dura. Lasciate riposare il pastone jìer 
im (juarto d' ora, prendetene i due terzi 
e stendetene una sfoglia tonda dello 
spessore di circa mezzo centim. ; fode- 
rate con questa una tortiera di due dita 
d' altezza, previamente imburrata, met- 
tendovi subito il seguente: 

Rìpicìio. — 400 gr. di ricotta trame- 
nata con 3 uova, 4 cucchiaiate di par- 
migiano, presa di sale e i)epe, odore 
di noce moscata, nn i)o' di i>rezzemolo 
trito e mezzo cucchiaino di oì'igano. 

Stendete il rimanente della pasta, 
tagliatene delle listarelle e con esse fa- 
tene un' iuferrìatina superiormente al 
lipiejio, facendone aderire le estremità 
suir orlo della jiizza, inimiidito con uovo 
sbattuto ; dorate l' intreccio a mezzo dì 
\\n ]ien nello e cuocete in forno per una 
buona mezz'ora. Servitela calda. 

Manzo stracottato. — Tagliuzzate una 
ti])ona. due carote, alcuni steli di se- 
dano, due spicchi d'aglio, mettete in 
(azza mola a soffriggere con 80 gr. d'unto. 
Prendete un pezzo di culaccio di 400 gr., 
steccatelo introducendogli nei buchi un 
1 "attutino di lardo, prezzemolo, sale e 
Itcpe; unitelo con il soffritto e fate ro- 
solare adagio adagio. Dopo che la carne 
lia asc'ngato il proprio liquido e si ò co- 
lorita da ogni parte, versatevi, poco per 
volta, un bicchiere di vino rosso o bian- 
( o ; aggiungetevi diie cucchiai di con- 
.frva di pomodoro o 1' e(iuivalente in 
ln>niodoro fresco, un chiodo di garofano, 
un ramoscello di salvia; asciugate di 
liei nuovo e ben rosolato bagnate con 
acqua in quantità che api)ena superi la 
carne. Coprite la cazzaruola, regolate il 
fontollo") e completate la cottura. 



(1) Si" disponeU- della cassetta di cottura ò 
il caso fli racchiurtervi la caino, tcncndovela 
(lue ore almeno. 



Ili) " 

Digrassate l'intinto, passatelo allo 
staccino insieme alle verdure e nel caso 
voleste renderlo più denso, stemperate 
un cucchiaino di fecola con poc' acqua 
fredda e mescolatela all'intinto facen- 
dolo bollire per qualche minuto. In man- 
canza di fecola si supplisce con un cuc- 
chiaio di farina bianca. Affettate il man- 
zo, disponete le fette allineate sul vassoio, 
versateci sopra una i)arte del sugo, met- 
tendo il rimanente in salsiera ; servite a 
parte una tìamminga di 

Patate passate."— Q'i<^sta vivanda 
costituisce uno dei migliori alimenti che 
si conosca, sia per gusto, che per va- 
lore nutriti\ o, però h necessario seguire 
appuntino le indicazioni che seguono. 

Mondate un chilogr. di patate, ta- 
gliatele a quarti, mettetele a fuoco con 
latte fresco che appena le bagni e sale ; 
coprite bene e fate che il bollore proceda 
lentamente rivoltandole di quando in 
(juando. 

Giunte a cottura, il latte sarà assor- 
bito, passatele per staccio ovvero sbat- 
tetele con un mestolo nello stesso reci- 
])iente e incorporatevi un i)ezzetto di 
burro ; forse non vi sarà bisogno di altro 
latte. In questo modo tutta la sostanza 
ed il sapore rimangono nelle patate, cosa 
che non si poteva ottenere con gli usuali 
procedimenti. 

Pasta Cenerentola. — Dose : 200 gr. 
di zucchero, 3 uova iutiere, 4 torli, 4 
(diiare montate a neve, 100 gr. di cacao, 
200 gr. di larina. 

Mettete in un calderotto le uova in- 
tiere, i torli, lo zucchero, sbattete bene 
per un quarto d' ora ; unitevi legger- 
mente il cacao in polvere, le chiare d'uova 
ed in ultimo la farinji stacciata. Imbur- 
rato uno stampo da toi'te ossia basso e 
liscio, infarinatelo, versatevi il compo- 
sto ed avanzatelo in forno di medio 
calore. Cottura mezz'ora a tre quarti 
d'ora secondo lo spessore della pasta. 
Servite fredda spolverizzata con zuc- 
chero vanigliato. 

Quinta colazione di circostanza. 

Risotto cordialato - Spuma di co- 
niglio - Mele alla polacca. 

Risotto cordialato. — Allessate 400 gr. 
di riso, scolatelo, non troppo però, do- 
Aciido il risotto rimanere alquanto molle. 
Frullate in una scodella 4 torli d'uova, 
un pezzetto di burro e l' agro di un quarto 
di limone, mescolate al riso in modo che 
resti legato a dovere, aggiungete qual- 
che cucchiaiata di formaggio ed accomo- 
dato di sale. Se vi fossero persone cho 



2:10 



TT^n gi'adissci'o il sugo dì limone f<i pu?) 
omettere; vi ò cMlo jiustaconiiu po' «li 
panna, unita ai torli. Questo riso 6 
molto ai)prezi5ato in Toscana nelle cu- 
cine signorili, per cui i cuoclii, che sono 
in generalo dei grandi ammiratori della 
geografìa, gli danno il titolo di « Risotto 
alla Fiorentina » ; essi lo fanno vera- 
mente cuocere a ristretto in un brodo 
chiaro, ma io tengo a far poclie corre- 
zioni o x)unte alla cucina popolare, rite- 
nendolo come adesione ai gusti rispetta- 
bili delle maggioranze. 

Spuma di coniglio. — Dose : 300 gr. 
di carne fresca di coniglio («quella della 
scliiena h preferibile), ^/^ di litro di latte 
buono, 50 gr. di burro, 2 uova, 4 fettine 
di lingua, 4 cucchiai di farina bianca 
stacciata, sale, pex)e, noce moscata. 

Mettete la ])olpa di coniglio nel mor- 
taio e pestatela per un buon quarto 
d' ora, -aggiungetevi sale, pepe e odore 
di moscata, poi una alla volta le uova e 
metà, del burro ; passate l' amalgama per 
staccio e raccoglietela in. cazzaruola (die 
j)oggerete sul ghiaccio, acciò si raf- 
freddi. 

Stemperate la farina col latte, tra- 
menandola sul fuoco, quindi lasciatevela 
bollire per 10 minuti; salatela a pun- 
tino, passatela per staccio e tenetene 
in caldo una metà, facendo raffreddare 
r altra. 

Per mezzo di un mestolo lavorate il 
passato di coniglio incorporandogli la 
sai setta fredda: quest'operazione ri- 
chiede circa venti minuti di lavoro. 

Imburrate uno stampo cilindrico, or- 
natelo con lingua tagliata a pezzettini 
jìosti a disegno ; con un cucchiaio i)ren- 
dete un po' del composto di coniglio e 
riempite lo stamjjo in una maniera che 
non vi resti ai'ia framezzo, altrimenti 
verrebbe bucherellato. Quaranta minuti 
prima di mandare in tavola fate raj)- 
})rendere la spuma a bagnomaria, ba- 
dando che l'acqua non bolla mai. Ver- 
sate sul piatto, guarnite all' intorno con 
piselli al burro, ovvero punte di spa- 
ragi od altra verdura fine. 

liiscaldaté la salsa lasciata da parte 
e con essa velate la portata, mettendo 
l'altra in salsiera. 



Se vi fosse av.anzata della poljia^ di 
coniglio cruda, potreste farne degli stam- 
pini, cTiocerli come 80])ra, infarinarli, 
impanarli e friggerli, per aggiungerli poi 
al inatto come contorno. 

Mele alla polacca. — Dentro una 
fiamminga di piroiila versate alcune 
cucchiaiate di marmellata d'albicocche 
od altra marmellata o gelatina di vo- 
stro gusto, coprite il fondo del piatto 
con dei quarti di mela sbucciati e cotti 
nello sciroppo, quindi ricoprite il tutto 
col biscotto che segue: 

Sbattete in una cazzaruola 125 gr. 
di burro, aggiungetevi 100 gr. di zuc- 
chero in polvere, raschiato di limone, 
poi 4 torli, 1 per volta. 

Avrete preparato del pane di segale 
grattato, seccato nel forno e passato 
per staccio ; montate in neve le 4 chiare, 
incorporatele al resto facendovi cadere 
sopra lentamente 100 gr. del detto pan 
grattato finissimo. Cuocete in forno di 
medio calore, api)Oggiando la fiamminga 
su di una teglia con poca ac({ua dentro 
])er impedire che la marmellata bruci. 
Spolverizzate la superficie con zucchero 
impalpabile vanigliato e servite. 

I fiori in tavola. 

Per gì' italiani abituati ad ammirare 
i fiori dipinti dai più celebri artisti e nelle 
vetrine dei lAìi esperti giardinieri, dalla 
flora alpina ai campi fioriti del Mezzo- 
giorno, i fiori son tutto. Vorreste che 
mancassero alla nostra tavola nelle oc- 
casioni solenni? Sarebbe una sconve- 
nienza imperdonabile! Però bisogna ri- 
spettare l'usanza che li fa comparire 
distesi sulla tavola riuniti in ghirlandi' 
disposti a disegno, in festoni, in ordine 
curvilineo, od aggruppati in piccoli cen- 
tri di porcellana da spostarsi a capric- 
cio, per raccorciarsi, allungarsi, e via 
e via. 

In quanto al grosso mazzo del cen- 
tro, al parterre fantasioso, ma ingom- 
brante, non usa piti : si vuol vedere chi' 
ci sta di faccia senza l' obbligo di stor- 
cersi il collo in tutte le direzioni. Del 
i-esto se i cibi sono gustosi ed il vino 
rutilante e balsamico, non vi è bisogno 



tLlQUORE 

TONICO DIGESTIVO 

DITTA Alberti' 

S BENEVENTO ' 



i 



-- 221 



del lasfÌ!ipai=iKare liotnnìeo. È fdrsft por 
«lucsto olio (la noi vi.uo. il ])rovorl)io: 

4 1! 'moli ^ ino non lia bisogno (li i'vn- 

, li.'! *. 

Primo desinare di circostanza. 

f'i^KMA DI l.KNTI - KOSBIKFE (.:()N PA- 
TATE - Insalata russa - Pasta 
Jolanda. 

Crema di lenti. — IMetà sxifjo del 
1 ()s1>itì(>, un }>!i(;t;lictto di ±;irina (li lenti, 
t lottine di pant^, tost;ito tagliato a da- 
(iini, un ])iattino di ibi-maggio grattato, 
un bicchiere di crema. 

Allungate il nngo con acqna nella 
(|uantità occorrente, e toglietentj ]v.n- 
circa dne bicchieri; con (jnesto brodo 
ùiUiitc il piccolo pacco di lenti e (juaudo 
l'altro bolle mescolate tutto insieme. 
Dopo venti minuti, aggiungetevi la ere- 
ma, cori'oggete di sale e servite coi ero- 
si ini ed il l'ormaggio a parte. 

Rosbiffe. — Un chilo di lombo, due 
cucchiaiate d'unto, sale. 

Ponete la carne nel tegame coli' unto, 
date sale e cuocetela a fuoco vivo per 
i prind 10 minuti, affinphò non faccia 
ac(]ua. Voltate spesso la carue facen- 
dola rosolare bene da ogni parte e re- 
golate il fuoco in maniera, da ottenere 
la cottura com])leta senza aggiungere 
acqua, nò abbruciare la carne e l' in- 
tinto. Quaranta minuti di cottura sono 
sufticienti. Versate tutto il grasso in 
l)ad(;lla e staccate il fondo del rosbifte 
con un bicchiere d'ac(iua. 

Dopo pochi bollori versatene un 
po' sulla carue e passate il rimanente 
al colino dentro la i)entola i)er accre- 
scere sapore alla minestra. 

Patate per contorno. — Scolato l'unto 
in ])adella — come si h detto — cnoóe- 
levi 400 gr. di patate sbucciate e ta- 
gliate a fettine e servitele sul vassoio 
eoi rosbifle. 

Insalata Russa. — 4 patate lesse, 2 
carote, un sedano e 200 gr. di fagiolini, 
il tutto tagliato a dadini e lessato. 
* Tagliate a piccoli dadi pure le patate 
e ponete in catinella con 50 gr. capperi 
<,' (lualche cetrinolino pure a dadi. 

Salsa maionese per l'insalata. — 
Mettete un torlo d'uovo in una tazza 
insieme ad una presa di sale, frullatelo 
ben bene con un mestolino o con lo 
sbattl-uova ; fateci cadei-e sopra un 
cucchiaio d'aceto ed im cucchiaino di 
mostarda, infine incorporate al compo- 
sto un bicchiere d'olio abbondante al- 
ternando con qualche gocciola d' aceto, 
<Iuando vi accorgete che la salsa diventa 



troppo fitta. Principiata nel modo iuui- 
cato, la maionese h di esito cerio. 

Mescolatela con le A^t^rdure suddette, 
gustate di sale e accomodate nell' in- 
salatiera. Vedendo arricchire (jnest* in- 
salata, si circonda con (luarti d'uova 
duri o si ricopre cou anellini d' ac- 
ciughe. 

Pasta Jolanda. — Sbattete in un cal- 
derotto 3 ettogr. di zucchero imi)alpa- 
Idle con 4 torli ed un uovo intiero. Met- 
tete sul tagliere 250 gr. di farina di prima 
qualit?!, con 170 gr. di burro (oceoi-re 
che il burro sia duro), e ])er mezzo di 
una coltella tritatelo tino a ridurlo in 
pezzettini della grossezza di una piccola 
nocciuola, badando che resti staccato 
dalla farina pezzetto a pezzetto. Grat- 
tugiate un' arancia mescolatela ai torli; 
ed in ultimo montate le chiare in neve, 
unitele leggermente nel calderotto, ag- 
giungendovi quindi la farina col burro. 

Ungete duo stampi bassi, cosparge- 
teli con filetti di mandorle e riempiteli, 
quasi, col prejiarato. C nocete in forno 
di medio calore. 

La dose suddetta h la minima che 
si può fare; in qua/utitil minore se no 
comprometterebbe l' esito. 

Secondo desinare di circostanza. 

Minestra di crema d' orzo - Ravioli 
fritti - Piccioni arrosto - Pa- 
sticcio DI MELE. 

Minestra di crema d' orzo. — La crema 
d'orzo, come gl'industriali chiamano la 
farina piti pura e delicata estratta dal- 
l' orzo, è un prodotto molto rinfrescante, 
nutritivo e lassativo quanto piìi se ne 
prolunga la bollitura. 

Avrete del brodo bollente sul for- 
nello, stemperate una cucchiaiata ab- 
bondante di crema iier ogni persona 
in un po' d' .acqua fresca e versatela nel 
brodo in ragione di un quarto di litro 
per cucchiaiata. Fate cuocere lenta- 
mente per circa mezz' ora. Preparate 
una cordialata formata da tanti torli 
d' uova (guanti sono i convitati e un 
po' di fior di latte; mescolatela poco 
per volta alla minestra e servitela con 
crostini di pane ricavati da alcune fette 
tostate. 

Ravioli fritti con ripieno d'uova. — 

Allestite una i)asta di pane con 500 gr. 
di farina usando del lievito di birra, 
oppure acquistatela dal fornaio, aggiun- 
getevi una (piarta parte del suo ])eso 
in strutto buono e lavoratela sulla spia- 
natoia tinello sia bene incori>orato ; la- 



._ o->o _ 



ftc'ia|-fì riposarf In luo,2;o tiepido ])f'v 
un' (tra. 

Itipieno. — SoflVigfjotc un pezzetto di 
eipolla trita con poeo burro, unitevi due 
euceliiaiate di tarina e bagnate eoii due 
bicchieri di buon latte seguitando a 
cuocere per 20 minuti. Tagliate a da- 
dini 4 uova dure, mescolatele alla salsa 
tli latte insieme a 2 cucchiai di for- 
maggio, sale, pepe, un cuccliiaino di 
prezzemolo trito e noce moscata ; met- 
tete in fresco. 

Stendete la pasta dello si)essore di 
quasi mezzo ceutim., ritagliatene dei 
tondi col bicchiere e con cerchiello adatto, 
bagnate gli orli con uovo sbattuto ; met- 
tetevi in mezzo del ripieno grosso come 
una noce, ripiegate gli orli su sé stessi 
dando forma di mezza luna al pastic- 
cetto (ravioli), allineateli su tovagliolo 
]»ulito, infarinato per aspettare, che 
un' ora dopo la pasta sia cresciuta. 
Friggeteli pochi per volta in padella 
bollente con strutto od olio in quautitù. 
Sgocciolateli e serviteli con spicchi di 
limone, accomodati su vassoio coperto 
con salviettine. 

Piccioni arrosto. — Per farli mag- 
giormente figurare potete riempirli col 
seguente : 

Composto: Tritate tino tino il ven- 
triglio ed il fegatino d' ogni piccione, 
unitevi prosciutto magro e grasso, un 
uovo per volatile, una manciata di pan 
grattato ed un pezzetto di burro, ac- 
ciughe, poco sale e pepe. Collocate i 
piccioni in cazzamela con fettine di 
lardo, foglie di salvia, sale. Coprite e 
fate arrostire con biirro e olio lenta- 
mente. 

In tre quarti d' ora la cottura de- 
v'essei'e ultimata; scolate l'unto, di- 
staccate il sugo, versando nella cazza- 
ruola i)oche cucchiaiate d' acqua che 
farete bollire, per versare sui piccioni 
già tagliati e posti nel vassoio. Servite 
con insalata di crescioni. 

Pasticcio inglese di frutta. — Per 
prima cosa mettete sulla spianatoia 
400 gr. di farina, 150 gr. di strutto o 
burro, 150 gr. di zucchero, un uovo, la 
raschiatura di \\n limone ed impastate 
sollecitamente incorporandovi mezzo 



bicchiere di lailo ed una presa di bi- 
carbonato di soda; lasciate riposare la 
pasta per mezz' ora. 

Imburrate una fiamminga resistente 
al fuoco e foderatela con la pasta fa- 
cendone avanzare una terza parte al- 
meno. Tagliate a quarti delle mele o 
pere od anche pesche sbucciate, mesco- 
latevi zucchero in proporzione ed ac- 
comodate nella fiamminga; indorate gli 
orli della pasta, i'ico])rite col rimanente, 
sopra alla quale potete accomodare a 
disegno dei jiezzettini della medesima, 
che indorerete totalmente per cuocere 
tre quarti d' ora in forno di medio ca- 
lore. 

Questo pasticcio si serve tanto caldo 
che freddo. Si può fare con altro ge- 
nere di frutta ad es. : ciliegie, albi- 
cocche sia da sole che unite con altre 
qualitiì. 

Terzo desinare di circostanza. 

jMinestra cox palline i>r riso - Uc- 
cellini NELLA PASTA - ZAMPONE 
CON ERBAGGI - PeUE ALLA PIEjMON- 
TESE. 

Palline di riso. — Sbollentate 150 gr. 
di riso, sgrondatelo, mettetelo a bol- 
lire nel latte con poco sale, tenendolo 
piuttosto asciutto. Giunto a cottura^ a 
guisa di risotto, conditelo con formag- 
gio ed un pezzettino di burro, unitevi 
un torlo d' uovo e lasciatelo raffred- 
dare. Stendetelo su di un vassoio o 
nella teglia e ritagliatene dei quadra 
tini di eguale grandezza, grossi couk 
una nocciola; infarinatene una piccola 
quantità alla volta, fateli cadere dentro 
lo staccio per aiTotondarli girandoli 
dentro. 

Mettete una padellina sul fuoco con 
del buon unto, friggeteli di color do- 
rato, sgocciolateli su di un lino e così 
di seguito fino a completare la frittui-n. 
Servite le palline in piatto coperto di 
tovagliolo e brodo a parte. 

Uccellini nella pasta. — Prendete del 
piccolo uccellame, a preferenza allodole 
e beccafìchi, in <piantità proporzionata 
ai commensali (2 uccellini jjer persoiu»). 
disossateli completamente lasciando at- 



1 FARINA 


ALIMENTARE 


ERBA 1 


■ leu rxilgHore e la piùi 
1 aumento completo 
1 mente digerll^ile ed 


econonnica delle VaT 
di alto valore nutrì 
assai gustoso. 


ine lattee; ■ 
tivo, faeil- ■ 


1 CARLO ERBA 




MIIvANO P 



- 228 -^ 



tappato lo 7.anij)!iio, mozzato daoli un- 
gili oli. 

Pi'(']>arat(' del ripiono roin))osto (lo- 
gli intcriori hon .])uliti, mi pozzettino 
di fegato di vitello a eiii vi aggiiiuge- 
retc, ini soflVitto fatto con poea cipolla, 
carota, sedano e burro; pestato tutto 
nel mortaio e passato per staccio, oj)- 
puro tritato lino, con la macchinetta; 
riempito gli uccellini e ricomponeteli. 

Mettete sulla spianatoia 200 gr. di 
farina, 100 gr. di burro, e presa di bi- 
carbonato, con ])oco salo, impastato col 
latte necessario per formare un compo- 
sto, n^ medio nò duro, clic lascerete ri- 
posare i)er mozz' ora in luogo fresco. 
Stendete la pasta dello spessore di B 
niillim., tagliatone dei (juadrati di cui 
bagnerete gli orli con 1' uovo sbattuto 
raccliiuden<l()vi poi gli uccellini legger- 
mente salati. 

Collocateli in teglia a breve distanza 
gli uni dagli altri, indoratene la super- 
tìcio ed ornatela con pozzetti di pa«ta 
tagliata a disogno. Venti minuti prima 
del pranzo cuocete in forno ben caldo. 
Serviteli su salvietta con un ciufto di 
})rezzem()l() fi-itto nel mezzo. 

Zampone con erbaggi. — Tutto lo 
carni salato si usa lavarlo in modo con- 
veniente e metterle per alcune ore in 
molle noir acqua fresca, sia per <lissa- 
larle come per ammorbidirle. 

I cotechini, le bondiole e lo zampone, 
si trapassano replicate volte con un jdc- 
colo punteruolo, si rallenta la legatura, 
^ poi si avvolgono in veli per legarli in 
bel modo con spago. La cottura s' in- 
\ . comincia ])onendo queste carni dentro 
recipienti che le contengono esattamente 
e con acqua fredda, facendola arrivare 
pian piano all'ebollizione, che verrà 
mantenuta in modo appena sensibile i>er 
5 o 6 ore di seguito secondo il peso 
dello zampone. Per i cotichini e le bon- 
diole bastano dalle 2 allo 8 ore di cot- 
tura. Servito con passati vari di er- 
baggi. 

Pere alla piemontese. — Scegliete 8 
pere di buona (lualità, tagliatele a quarti 
so son grosse od a metà se jiiccole, mon- 
datolo, mettetele in aequa fresca. Po- 
nete al fuoco circa mezzo litro d' acqua 



con una scorza di limono, quando bollo 
gettatevi gli s]>icchi e lasciateveli lino 
a cottura ])erfetta; aggiungetevi 4 cuc- 
chiai di zucchero seguitando noli' ebol- 
lizione ])er sciro]iparli. 

Montato in nove 4 chiaro d' uovo, 
unitovi i torli o 6 cucchiate di biscot- 
tini polverizzati. Sciogliete in una te- 
glia 50 gr. di burro, e per mezzo di un 
cartoccio di cjirta, disponetevi so])ra 
tanti piccoli mucchi del composto, grossi 
come mezzo uovo, teneteli un minuto 
sul fuocf» e sopra ogni mucchiotto col- 
locatevi un ])ezzetto di pera; ricoprite 
col rimanente della spuma d' uovo e 
cuoceteli in forno oi)])ure sul fornello 
rivoltandoli con un palottino. Kitiratoli 
di color dorato e serviteli inzuccherati. 

Quarto desinare di circostanza. 

MiXKSTitA DI FINTA TAllTAKUGA - CRO- 
STINI ALLA NAPOLETANA - CaPI'ONE 
ARROSTO CON RIPIENO - CREMA BA- 
VARESE. 

Minestra dì finta tartaruga. — È adal ta 
per l'inverno e por commensali di sano 
appetito; ordinariamente anzi ò risor- 
bata por .quando gli ospiti sono dei mi- 
litari. E se chi la jirepara seguirà ap- 
]mntino le indicazioni qui dato, del i-esto 
facilissime, non mancherà di ottenere 
un lusinghiero risultato. 

Preparate nn abbondante sofiVitto 
d' orbo, porri, carote, sodano e prezze- 
molo; aiq)ena accenna a colorire me- 
scolatevi due cucchiaiate di farina fa- 
ceudovela leggermente tostare. Avrete 
prei)arato un brodo di manzo nella 
quantità occorrente, biignate con osso 
il sottritto ed aggiungetevi un bicchiere 
di marsala vecchio o metà vino bianco 
secco e metà marsala. Siccome la par- 
ticolarità di questa minestra d'origine 
inglese ò la sua succulenza, potete unire 
al brodo un cucchiaino di Liebig, quindi 
lasciate bollire por circa un' ora, levando 
la schiuma, man mano che si forma, 
che i)orrote in nn rocii)iento con acqua 
fresca onde ritirarne la crosta, costi- 
tuita dal burro utile per altro cotture. 

Nella mattinata stessa avrete puro 
allessato un pezzo di testa di vitello 



^ SPCCinCO IN OGNI rORriA DI DIZ^RPC/JÌ ^ 

Astringente e disinfettante intestinale. 

LKI^KXIT KARMACKIJTL^ICI = MILANO 



•■«^^n«*i0i^N«^N^«Nn 



N«*««^«M*«^«M«N#*«^^MM< 



1)9, j. _^ 



oiifin.indola insiomo al manzo; tagliate 
aiubedue lo rami a lislaroile fon qiiaì- 
c.lio iettiiiii (li liuf^ua salata e di ])ro- 
sciutto cotto. Fate insaporire tutto que- 
sto nel vino bianco con una fogliolina 
di alloro ed un pcizzettino di peperon- 
cino rosso. Potendoli avere, unite a 
questa guarnizione qualche pezzetto di 
funghi. 

Passate il brodo legato nella zup- 
piera!, mettetevi dentro il miscuglio delle 
carni, e servite. 

Con questa minestra non si passa il 
formaggio grattato. 

Crostini alla napoletana. — Sono sem- 
plicissimi, appetitosi, e indicati dopo 
una minestra cenno quella ora descritta. 

Tagliate delle fette di ])ane raiì'ermo 
friggetele soltanto da un lato con ]>oco 
unto ed accomodatele distese in una 
teglio con del buon unto al disotto. 

Fate a pezzettini del formaggio fre- 
sco (provatura o mozzarella) ed in man- 
canza del gruiera oppure del provolone 
o del cacio-cavallo ; tagliate pure a pez- 
zettini dei filetti di acciughe (un quarto 
d' acciuga per crostino) e della polpa 
di pomodoro fresco (in difetto si sosti- 
tuisce con poca conserva di pomodoro 
ristretta). Distribuite il formàggio sulle 
fettine, inframezzate coi filetti d' ac- 
ciuga ed in ultimo col pomodoro ; sa- 
late leggermente, dategli pepe, cospar- 
gete la superficie con fogli oline di origano 
o di prezzemolo trito ed una manciatina 
di parmigiano grattato. Tutta questa 
guarnizione dev'essere disposta sul lato 
del i)ane fritto. Otto o dieci minuti prima 
di mandare in tavola fate cadere sulle 
fettine qualche gocciola di strutto o 
burro sciolto, mettete la teglia sul for- 
nello con fuoco sul testo od in forno. 
Dettagliate le fette e servite con spic- 
chi di limone. 

Cappone arrosto col ripieno. — I ri- 
Igieni i^ossono vai'iare all'infinito, se- 
condo il gusto. Spesso la base è la carne 
di vitello o di maiale sminuzzata cruda 
col trinciatutto a cui si aggiunge uova, 
I)ane inzujìpato nel latte o nel brodo e 
quindi cotto a guisa di pappina ben 
lavorata, con funghi, tartufi, i)rosciutto, 
lingua salata, erbe soft'ritte e spezie a 
piacere. I migliori sono quelli di tartufi 
e di frutti di mare. Eccellente ^ pure 
il riijieno eoi cetriuolini o l'olive; fatto 
con una parte di carne cruda di maiale, 
metà di lardo, passato per macchinetta 
insieme cogli interiori del cappone (cuore 
e fcgatino), sale, pepe e 250 gr. d'olive 
senza nocciolo per ogni cappone e pollo 
od anclie 250 gr. di cetriolini aftetj:ati 



e tenuti qualche ora nell'acqua. Maio 
ritengo che a ({uesto desinare basti un 
buon 

Jlipicno dì. eastaf/ne. — Lessate 300 <:!:r. 
di marroni, sbucciateli, ])estateli nel 
mortaio o schiacciateli sul taglic^re, uni- 
tevi una manciata di i)an grattato, 
250 gr. di salciccia fina, il fegatino col 
cuore del cax)pone, il tutto ben trito o 
pestato, infine sale, pepe, odore di noce 
moscata e 2 uova. 

Vuotate il cappone, togliete le ossa 
del petto eie costole. Riemi)ite col coni- 
I)osto e cucite la pelle acciò non esc:i. 
Cuocete il volatile cosi guarnito sia in 
forno, allo spiedo od in cazzaruola con 
fuoco sotto e sopra. Potete servire a 
parte un' insalatina di stagione. 

Crema bavarese col rosolio. — Tra- 
menate quattro torli d'uovo con cinque 
cucchiai di zucchero, versatevi un bic- 
chiere di latte, unitevi uno stecco di 
vainiglia, mettete il composto a fuoco 
dodce e formate una crenia facendo ben 
attenzione che non levi il bollore ; levate 
la vainiglia, unitevi 20 gr. di colla di 
pesce precedentemente ammorbidita 
dentro un recipiente con acqua fresca 
e passate per staccino. Lavorato il com- 
posto affinchè si raftVeddi ed incorpora- 
tevi mezzo litro di x>anna montata con 
mezzo bicchierino di buon rosolio alla 
vainiglia od altro gusto. Versate subito 
in uno stampo bagnato con un po' dello 
stesso rosolio. Al momento del servizio 
immergete lo stampo per alcuni secondi 
nell' acqua tiepida e rovesciate sul piatto 
coperto con salvietta. Piattino di paste 
sfoglie a parte. 

Quinto desinare di circostanza. 

Minestra col biscotto di formag- 
gio - Antipasto assortito - Lom- 
bata DI vitello col latte - Bu- 
dino ALLA scozzese. 

Minestra col biscotto. — Ungete una 
teglia ed infarinatela. Montate in neve 
4 chiare e quando sono ben ferme, uni- 
tevi leggermente i 4 torli, 50 gr. di 
formaggio grattato mescolato ed un 
cucchiaino colmo di larina, presa di 
sale, di pepe e odore di noce moscata, 
in ultimo versatevi 40 gr. di burro 
sciolto; stendete il composto immedia- 
tamente sulla teglia dandogli un' al- 
tezza uniforme di un centim. Cuocete in 
forno di medio calore, rovesciate il bi- 
scotto sulla spianatoia e, appena freddo, 
tagliiitelo in forma di piccolissime lo- 
sanghe, quadratini, ecc. 



225 — 



A\Tete preparato un brodo cliiaro e 
digi-assato, versatelo nella zuppiera, 
jiassate a parte il biscotto ritagliato con 
uu jjiattino di formaggio grattato. 

Antipasto assortito. — Questo può 
essere scelto fra un'infinita varietà di 
])reparazioni nella maggior parte di spet- 
tanza del salsamentario: filetti d'ac- 
ciughe all' olio, olive farcite, tonno, 
sardine, caviale e salmone, W oltre a 
])anini con la maionese, crostini di fe- 
gato, di beccaccia e di pernice (fegato 
<• volatili cucinati, pestati con burro e 
passati per staccio). Ma tutto ciò è sot- 
toposto ad alcune regole che inette conto 
di ricordare sotto il titolo: 

Maniera di servire gli antipasti. — 
Dentro barchette o piatti di cristallo, 
con ghiaccio trito al disotto ; in appo- 
sito poi'ta-ghiaccio oppure su vassoio 
coperto con salvietta, circondato con 
prezzemolo, crescione o indivia riccia 
freschissimi ed anche con foglioline di 
sedano. 

Se vi sono invitati di molta consi- 
derazione si usano servire certi piccoli 
ii-atipasti (per lo pili verdure cotte e 
orudc tagliate minutissime e condite 
con maionese o insalata, pesciolini ma- 
j-inati, gamberelli ed altro) in eleganti 
l)iattini di porcellana, guarniti con fo- 
gliame come sopra è detto, inframez- 
zati con riccioli di burro fresco e poi 
riuniti in grande vassoio. L' abilità della 
^rava cuoca consiste nel combinare i 
colori degli antipasti e nel raggrupparli 
con gusto. 

Il prosciutto crudo e quello cotto, 
la galantina con la gelatina, gli stam- 
pini con maionese di pesce possono 
i'2;ualmente servirsi e figurare sia da 
oli, come sul medesimo vassoio degli 
iatix>asti di salumeiia. 

Lombata di vitello col latte. — Per 
brevità ho omesso di scrivere -«ripiena», 
ma è così che intendo che sia preparata, 
<MÌ in questo credo di essere d' accordo 
•ou l'avveduta lettrice, che sa come 
i lombata di vitello ripiena è una delle 
ivande più gustate. 



(1) Detti Ballimi si servono su crostini di pano 
imburrati. 



Disossate un pezzo di lombatS, di- 
staccate il rognone e lavatelo acciocché 
divenga di piìi grato sapore, poi trin- 
ciatelo fine passandolo dalla macchinetta 
insieme al suo grasso, un panino inzup- 
pato nel brodo o nel latte e spremuto ; 
aggiungetevi un uovo, un cucchiaino 
di prezzemolo trito, 300 gr, di prosciutto 
grasso e magro, cucchiaio di parmigian» 
grattato, sale, pepe, spezie. 

Quando il tutto sia ben amalgamato, 
stendete il composto nell'interno delli! 
lombatina, che sarà stata bene spianat.i 
ed alla quale non manclierà quel pez- 
zetto d'appendice detta bavetta o falda.: 
rotolatela, legatela strettamente con 
spago, mettetela in un recipiente di 
rame o di terraglia con unto e sale, 
fatela rosolare da ogni parte, copritela 
e finite la cottura in forno, bagnando 
di quando in quando con un po' di vino 
bianco. 

Scolate il grasso, versate in cazza- 
ruola mezzo litro di buon latte, stac- 
cando il sugo e con esso irrorate di 
quando in quando la carne fino a chi- 
siasi in gran parte evaporato il liquido. 

Stemperate un cucchiaio di farina in 
un altro bicchiere di latte, riunitelo al 
sugo della carne per formarne una sai- 
setta dopo qualche minuto di ebollizione. 
Passate la salsa al colino riserbandone 
una salsiera da servirsi con la carne •• 
r altra da versarsi sopra al momento di 
mandare in tavola. Circondate la lom- 
batina con spinaci e cipolline cotte ne! 
burro. 

Budino alla scozzese. — Dose : 200 gr. 
di pane grattato, 175 gr. fra grasso e 
midollo di manzo, 1.50 gr. di zucchero, 
200 gr. fra frutti canditi e uvine, mezzo 
bicchiere di panna, un bicchierino di 
rhum, 4 torli d'uovo, 2 uova intiere, 
presa di sale, spizzico di spezie e 4 chiare 
montate. 

Mondato il grasso dalle pellicole e 
tritatelo fine insieme alla midolla, ta- 
gliate a dadini i canditi e scegliete 
r uvine levando via i ^ambi, lavatele. 
Mettete il grasso in una terrina, aggiun- 
getevi il pan grattato, lo zucchero, il 
sale, le spezie ed uno alla volta le uova 
e i torli con la panna ed il rhum. in- 



Per gli OMNIBUS dei Servizi Pubblici Automobilistici 

preferite le (( III AITril BflADTIIill/ 

Gomme Piene 



" WALTER MARTINY „ MDDSTRIA GOMMA • Soc. Anonima Cap. L 4,000,000 inter. versato 
-<^ Via VerolenKo, 37Q - 'r OKI NO ^ 



» 



226 — 



fine sbattete le chiare ed incorporatele 
leggiermente al resto. Imburrate uno 
stampo da timballo, riempitelo per tre 
(Quarti del coniposto e fatelo cuocere a 
))agnomaria, cbe bolla leggermente per 
?> ore continue. Servitelo caldissimo ba- 
u,nandolo con qualche cucchiaiata di 
marmellata d' albicocche disciolta con 
acqua. 

Il miglior ornamento 
della tavola. 

È senza dubbio la padrona di casa : 
]ion è i)erciò fuor di luogo' interessarsi 
di lei dal plinto di vista del suo aspetto 
esteriore. 

A colazione — con inviti — si abbi- 
gli con semplicitìi, indossi per es. un 
vestito intiero od una camicettina ele- 
gante od un tailleur non troppo rigido. 

Per il thè l' abito fantasia, da vi- 
sita o da x^asseggio; ma per il pranzo 
della sera occorre qualcosa di chic e di 
signorile, così si portano abiti vaporetti 
in voile, crespo, chiffon e seta : piii o 
meno scollati adatti all' età e secondo 
il genere e Pimi^ortanza degli invitati. 
Preferite sempre le tinte chiare, tenui, 
non troppo in contrasto col candore dalle 
ìjiancherie da tavola. 

Se i commensali fossero dei militari, 
potete appuntarvi sul petto un mazzo 
lino o una coccarda coi tre colori ita- 
liani, così trattandosi di amici stranieri, 
ornatevi con qualche nastro annodato 
od a fiocchi, dai loro colori nazionali. 
In ogni altra occasione di pranzo o di 
thè, non dimenticate di completare la 
toilette con alcuni fiori freschi o artifi- 
ciali. Particolare importanza darete alla 
pettinatura, che dev' essere accuratis- 
sima e adatta alla vostra fisionomia. 

Ma sopratutto vi stia a cuore, oi)c- 
rose Signore, che esplicate il vostro gu- 
sto nell'arte gaia degli inviti e della 
.!j;astronomia, un maggior compito, quello 
di suscitare in quanti vi avvicinano, le 
migliori energie dello spirito, per su- 
perare le gravi diflicoltà deU' ora pre- 
sente. 



PREPARAZIONI UTILI 
IN FAMIGLIA 

I. Come si sala il prosciutto. 

Poter salare da sé il prosciutto è 
una bella economia, oltre alla comoditi^ 
che esso può rappresentare tenendolo 
in casa. 

Dose: Per ogni chilogr. di prosciutto. 
34 gr. di sale grosso pestato e 1 gr. e 
mezzo di salnitro. 

Strofinate la carne con questi duf 
sali mescolati, ripetendo l'operazione 
alcune volte nella mattinata e ripone- 
telo in un mastello di adatta grandezza . 
Mettetevi un cojierchio di legno che stia 
a contatto col prosciutto ed assicura- 
tevi un peso sopra. Dopo tre giorni, 
levate la salamoia dal foro praticato in 
fondo al mastello e versatela di nttovo 
sulla carne, rijìetendo tiuest' oper.azione 
tre volte al giorno per 35 o 40 giorni 
a seconda della grossezza del prosciutto ; 
se il liquido si consumasse lo allunghe- 
rete con poco vino bianco leggero in 
cui avrete sciolto un po' di sale della 
qualità suaccennata. Levate poi il pro- 
sciutto per farlo asciugare lentamente 
in luogo caldo e con fuoco moderatis- 
simo; appendetelo quindi in una stanza 
arieggiata e non troppo ft-edda. 

2. Gelatina coli* estratto 
di I/iebig. 

Fate bollire 10 minuti un litro d' ac- 
qua, con due cucchiaini d' estratto di 
carne Liebig, una cipolla afi'ettata, 6 gra- 
nelli di pepe, 40 gr. di colla di pesce e 
due chiare d' uovo ; sbattete il composto 
sul fuoco, finché levi il bollore, unitevi 
da ultimo un bicchiere di marsala e 
filtrate attraverso ad un lino ben ri- 
sciacquato. 

3. Funghi conservati. 

Pulite dei funghi freschissimi (i £X/ 
cini sono i piìi adatti)-, della grossezza 
di un uovo, cuoceteli per 5 minuti coi 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE -MILANO 



ITALI AINI I 

IN Eli VOSXRI ACQUISTI 

rrererite: SE:fviF»F?E: 

F» FIO DOTTI [NAJZIIO INALI 



227 



l)oc'ac(jU!i, salo o sugo di limone. Fa- 
teli rafi"reddar(5 deutro un recipiente di 
terra, indi scolateli sopra uno staccio 
r riempite con essi delle scatole copren- 
doli con una soluzione di acqua legger- 
mente salata e sugo di limone. Saldate 
il coperchio e cuocete a bagnomaria 
per circa un'ora le scatole da mezzo 
chilo, e per iin' oi-a e mezza le scatole 
(la un chilo. 

4. Conserva d* albicocche. 

Scegliete delle albicocche al punto 
preciso della loro maturazione e passa- 
U'Ie per staccio; mettete la polpa i-ica- 
vata in bottiglie chiuse con buoni tu- 
raccioli ed assicurati con legatura di 
si)ago ; ponete a bollire le bottiglie nel 
(•aldaio con acqua durante 45 minuti. 
Dopo, togliete il caldaio dal fuoco, e 
lasciate raffreddare l'acqua prima di 
togliere le bottiglie, che conserverete 
in luogo tresco. 

Con questo mezzo vi sarete assicu- 
rata la materia princii)ale per avere 
della buona marmellata in qualsiasi sta- 
gione dell' anno, oppure jjcr tare gelati. 

5. Cetriolini sottracelo. 

Prendete dei piccoli cetrioli di eguale 
grossezza, spolverizzateli con sale ma- 
cinato, quindi poneteli in un panno 
grezzo e strotìnateli in modo che la loro 
(■l)id('rniide perda quei bitorzoli di cui 



ò guarnita. Mettete sul fuoco viu rct;i- 
piente di rame non stagnato e quando 
<• rovente versatevi dentro dell' aceto 
bianco nella misura che riteiTete neces- 
saria; dopo un minuto di bollore, get- 
tatelo sui cetriolini che Jivrete accomo- 
dati in una terrina con un mazzetto di 
basilico e santoreggia, coprite e lasciate 
così per 8 giorni. Toglieteli dall'aceto 
e accomodateli in vasi di vetro con 
nuovo aceto bianco, foglie di basilico, 
santoreggia e regamo. Con questo si- 
stema i cetriolini dapprima gialli, pren- 
deranno lentamente un bel colore verde 
chiaro. 

6. Cipolline sottaceto. 

Prendete 2 chili di cipolline mondat" 
scelte della medesima grossezza, sbol- 
lentatele per un minuto nell' acqua sa- 
lata e poi scolatele. Mettete in una caz- 
zaruola mezzo litro d' aceto, uno spic- 
chio d' aglio, un pezzetto di cannella, 
una foglia di lauro con poco timo, Sgrani 
di pepe, 2 chiodi di garofano, un cuc- 
chiaino di sale, poi aggiungetevi le ci- 
polline ; cuocetele per 10 minuti, scola- 
tele e accomodatele in vasi di vetro con 
aceto nuovo, bollito, due foglie di lauro 
al disopra, lo stecco di cannella e qual- 
che poco d' olio. Badate che le conserve 
sott' aceto debbono stare al di sotto del 
liquido e non aver contatti con coperchi 
di qualsiasi natura. 

A^iEDÉo Pettini. 



BRODO inDADI 

MAGGI 



marca di 
garaiTZ^ia 

Ct'OGe 
31-ella 



Corriere- 



FeMMIMILE 



Le economie insegnate dalla guerra. 




KitTO quest'articolo non 
si dirige alle persone che 

C hanno istintivo e tradi- 

zionale il senso della 
economia, poiché esse 
conosceranno forse già 
regole e sistemi molto 
più severi di quelli che 
io ho imparato. 

Ma un po' di espei'ien- 
za mi ha mostrato che il numero di 
queste persone è scarso; e che in ma- 
teria d'economia la maggioranza è pi- 
gra, ignorante, indolente, com' era del 
resto la scrittrice dell' articolo prima che 
la guerra scoppiasse. 

"L' economia, il risparmio, la Umita- 
zidne dei consumi, le tessere, le requi- 
sizioni sono necessità della guerra ; nello 
stesso modo che la larghezza, lo sciupio, 
la rafl&natezza dei generi di consumo e 
in ogni sorta di spese sono privilegi 
della pace. 

H lungo periodo di prosperità e di 
pace aveva reso tutti i popoli e tutto 
le classi sociali più molini al dispendio : 
la ricchezza aumentata valeva a regger 
la prodigalità delle classi alte, l'infimo 
prezzo dei manufatti, dei prodotti (in- 
timo prezzo dipendente dallaindustria- 
lizKazioue assunta da ogni forma di pro- 
iluzione, auspice la Germania) serviva, 
per le classi meno abbienti, a giustificar 
la tendenza ad elevare il proprio staìi- 
dard di vita. Nessuno si sentiva punto 
<lal desiderio di privarsi d'ima como- 
dità per risparmiare, e di far lo sforzo 
«iunovato e continuo di attenzione, di 
\TÌgilanza e di pazienza che esige l' eser- 
cizio dell' economia. 

E perchè non si conosceva che va- 
gamente, per sentito dire, l'economia, 



pareva una cosa ridicola, noiosa, anti- 
quata; mentre ò invece ingegnosa, sod- 
disfacente, duttile sopratutto, ma indi 
spensabile nel tempo di limitazione di 
consumi e di scarsi e costosi prodotti 
come è il tempo in cui viviamo. 

QviaSit'' Almanacco uscirà nei primi 
giorni del 1918 e, naturalmente, non 8i 
può saper ora quali saranno allora i 
prezzi delle dei-rate di prima necessità. 
Certo però i prezzi correnti, ora che 
scrivo (metà di maggio del 1917) sono 
significativi della necessità di far eco- 
nomia. 

La legna da ardore, che l' anno soor.so 
costava L. 90 la tonnellata, ora vale 
da 150 a 160 lire. Il carbone dolce che 
costava L. 150 la tonnellata, costa ora 
200 lire. Il carbone coke, che l' anno 
scorso in questo mese si pagava 160-180 
lire la tonnellata, non si lìuò avere a 
meno di 'iQO-500 lire la tonnellata. Il 
prezzo del gas al metro cubo è cresciuto 
dove pili dove meno, non solo, ma il con- 
sumo viene strettamente limitato. 

Questa difficoltà di trovare il com- 
bustibile necessario alla cucina e al ri 
scaldamento, ha fatto sì che si cercas- 
sero e si adottassero ogni sorta di so- 
stitutivi. 



Pallottole di carta, 
polvere eli carbone, 
spazzature.... 

Un buon sostitutivo della legna secca 
e delle fascine per accendere il fuoco, 
e un buon combustibile che può servir 
col carbone dolce nelle piccole stufette, 
è la pallottola di carta di cui fa uso con 
molto profitto la povera gente. 



229 



Ogui j;euero di carta serve: cai-ta 
ili giornali, lettere e btistefascie di gior- 
nali, carta da incartare, cartoni forti 
che adoperano i dolciai, scatole sve- 
sciate, libri inutili slegati. 

Di tutta questa carta, naturalmen- 
te, si fa una certa cernita, perchè non 
si può mettere insieme carta di giornali 
e cartoni di scatole, poiché per la ma- 
cerazione dei giorjiali bastano 48 ore e 
per quella del cartone occorrono anche 
otto giorni. 

In nn recipiente piuttosto grande uso 
tinozza, si mette a macerare la carta; 
([uando è tutta rammorbidita, ridotta 
straccia e collosa, cii stringe, si strizza 
Ira le mani (per i bambini h im gioco) 
si riduce in pallottole compatte, grosse 
un po' pili di palle da bigliardo che si 
mettono ad asciugare al sole. Queste 
pallottole diventano dure, compatte e 
sostituiscono benissimo la piccola legna, 
perchè son pronto ad accendersi e, per 
la loro compattezza, relativamente lente 
a consumarsi. 

Il vantaggio di queste pallottole ò 
che per esse si può utilizzare qualunque 
pezzo e ritaglio di carta che non può 
servire nò ad impaccare, nò a ritagliare 
uè per lo scahlarancio. 

All' Istituto Bonafous di Lucento 
iTorino) ho veduto un' ingegnosa utiliz- 
zazione come combustibile della polvere 
di carbone (che una volta si gettava via 
e ora si paga 25 lire la tonnellata) im- 
pastata con lo sterco dei bovini in mat- 
tonelle seccate al sole. Il Direttore mi 
diceva di non aver mai usato anche 
negli anni passati altro metodo di ri- 
scaldamento per l' Istituto, che è gran- 
dissimo. Le mattonelle son confezionate 
dai ragazzi stessi dell' Istituto. 

Un altro sostitutivo di combustibile 
che ho veduto utilizzare con successo 
:i. Torino sono le spazzature. 

Il Sindaco emanò un giorno l' ordino 
•he le spazzature dovessero venir con- 
segnate a una società espressamente 
■reata per incenerirle: l'incenerimento, 
■l calore sviluppato dalla combustione 
dello spazzature sarebbe bastato a dar 
la forza motrice a una fabbrica.... 

Molti padroni di casa che pagavano 



il carbone L. 2ij0 la tonnellata e elio 
dovevano pagare la spazzatura a caro 
prezzo, pensarono: Perchè quello che 
incenerisce il Municipio non si potrebbe 
incenerir noi stessi? E così fu praticato 
da molti. In molti caloriferi fu incene- 
rita la spazzatura della casa. Forse il 
numero di calorie ricavato da questo 
elemento di riscaldamento non fu gran- 
dissimo, ma certo il non aver dovuto 
pagare ad una società l'incenerimento 
è stato tanto di guadagnato. 

Lr' a\ttol>ollitore. 

Ora appai-e ohe uno dei congegni 
piti ingegnosi ed efficaci per economiz- 
zare il carbone ed il gas è l' autobol- 
litore, di cui l' uso è diventato larghis- 
simo ma non ancora abbastanza come 
dovrebbe. 

Il principio dell' autobollitore (che è 
quello stesso del thermos) è, cioè, che un 
liquido bollente chiuso ermeticamente e 
trasportato iu un mezzo isolante man- 
tiene la propria temperatura i>er parec- 
chie ore. Chi di noi non aveva usato e 
benedetto il thermos in montagna, o 
durante un lungo viaggio, ristorandosi, 
dopo dodici ore die vi era stato im- 
merso, con ima buona tazza di caffè o 
di cioccolatte bollente? 

Ma il misoneismo, l' inerzia e sopra 
tutto il buon mercato del gaz e di ogui 
altro combustibile, avevano impedito 
che l'uso dell' autoboUitore si genera- 
lizzasse nelle famiglie. 

La guerra ne impose l' uso. In Isviz- 
zera fu legiferato, anzi, sull' autoboUi- 
tore e l'uso ne fu prescritto per legge 
in tutte le scuole, istituti, ospedali e 
famigUe, e insegnato pubblicamente il 
modo di fabbricarlo. 

Dalla Svizzera è passato in Italia. 
In un magazzino di masserizie questi 
l)(.>llitori si hanno per quindici o venti 
lire. Ma ognuno se li piiò fabbricare da 
so con minima spesa. 

Si prende ima scatola di legno o di 
cartone, meglio se tonda cerne quello 
da panettoni o da cappelli. Se è quadra 
se ne riducono gli angoli con una stri- 
scia di cartone. La scatola deve avere 



ALMATEINA * Astringente e disinfettante intestinale. 

SPECIFICO IN OGNI FORMA DI DIARREA 
I^EPETIT FARMACEUTICI - MUDANO 



^0i^^0t0m^ 



— 230 



un coperchio clie cliiuda ermeticamente. 
Tutto in giro alla scatola si pigia una 
sostanza isolante : meglio di tutto sa- 
7'ebbe l'amianto o il sughero trinato; 
ma servono i)ene auciie la crusca, la 
segatura di legno, il fieno, la paglia, 
gli stracci di lana, il cotone, opi)ure 
la carta ritagliata. 

Ognuna di queste sostanze per ser- 
viiv dev' esst-re ben compatta e pigiata e 
formante anche nella 
j)arte inferiore uno 
strato di dieci centi- 
metri, inguainato da 
nn i>unno dilana. Na- 
turalmente si lascia 
nel mezzo un foro 
circolare in <pii pos- 
sa innestarsi la pen- 
tola. 

La pentola si 
mette a bollire sul 
fuoco coi vari ali- 
menti, !^esso, oppure 
patate, oppure casta- 
gne secche, ecc. e si 
lascia bollire sul fuo- 
co a seconda delia 
Aaria permeabilità e 
resistenza delle so- 
stanze un variabile 
numero di minuti. 

Poi si trasporta 
nella cassetta del- 
l' autobollitore dove, 
iu numero variabile 
di ore, finisce di cuo- 
cere i)erfettamente. 

C'è anzi una ta- 
1)ella di cottura ; ma 
la regola generale è 
che per un terzo d 
t'-itipo la cottura ùi 
iiu alimento può com- 
])iersi sul fuoco, e due 
terzi nell' aiitobolli- 
tore automatico. Se 
per cuocere dei fu- 
giuoli sul fuoco oc- 
corre un' ora di cot- 
tura, adoi)erando 
r autobollitore basta 
che la pentola resti sul fuoco venti mi- 
nuti : naturalmente invece di (juaranta 
minuti occorreranno due ore di auto- 
bollitore, ma ad ogni modo sono qua- 
ranta minuti di gaz risparmiati. 

Il vantaggio h sensibilissimo perchè 
i due terzi della cottura possono com- 
piersi neW autobollitore automatico. 

Per un praaizo per cui occorrereb- 
bero complessivamente tre metri cubi 




Fi.?. 



1. — AutoboUitoie fabbricato 
cou mia scatola da cappelli. 



di gas, non occorre più che un metro 
cubo; il resto della cottura si compie 
automaticamente, da sé. 

E questo risparmio di gas è così ap- 
pariscente che so di parecchie famiglie, 
le quali Tisarono rigorosamente ed util- 
mente l' autobollitorc, ed (ebbero co.sì 
diminuito il consumo del gas che si vi- 
dero visitate da un impiegato della so- 
cietà, il quale x^rctendeva che un guasto 
doveva esistere nel 
contatore se il con- 
sumo del gas aveva 
subito una tale ridu- 



Secondo una nota 
pubblicata dal La- 
rousse me n suel 
(quando questo arti- 
colo era già in corso 
di stampa), il pro- 
cesso dell' autobolli- 
toro era già em])iri- 
camente noto e usa- 
to nelle campagne 
francesi da tempi re- 
moti, i>erchè le con- 
tadine usano mette- 
re i loro pot-à-feu e 
le pentole con la mi- 
nestra in mezzo agli 
edredons dei letti, 
dove ritrovano la mi- 
nestra cotta tornan- 
do dai cam[»i. 

Secondo il Damien 
autore dell' articolo 
r economia di coni- 
hustibile che si può 
realizzare coli' auto- 
bollitore va dal 40 
al 70 %. Egli fa il 
conto che ujia fami- 
glia di 4 a 6 perso- 
ne la quale cucina a 
gas, può realizzare 
un' economia annua 
da 150 a 300 Ure, <• 
una famigha dello 
stesso numero di per- 
sone la quale cucina 
a coke (a 150 lire la 
risparmiare da 300 ;i 



tonnellata) può 
500 lire annue. 

Una stessa cassetta di autoboUitore 
può servire per varie misure di pen- 
tole, se si fa per le pentole più piccole 
un manicotto e un cuscinetto, i)erchè 
la pentola che boUe dev'essere strettii - 
mente fasciata dalla materia isolante, 
e anche non deve mai essere sproi)or- 
zionata al. liquido che essa contiene. 



>31 



Non .si può, per esompio, fiir cuocerò 
due pugui di casta.scne secche con la 
poca acqua che occorre loro, nella pen- 
tola capace in cui bollono due chilo- 
grammi di patate. 

E non solo l' autobollitore rispar- 
mia combustibile, ma ha una partico- 
lare virtù igienica e sociale, perchè ri- 
sparmia del tempo che è prezioso allo 
donne della piccola borghesia e alle 
operaie. 

Un'operaia può alla mattina presto 
preparar la minestra, metterla nell' au- 
tobollitore e ritrovarla pronta, cotta al 
momento del pasto senza doversene oc- 
cupar piìl, senza Idsogno di i*estar in 
<':isa a vigilarla, con risparmio di tempo. 
Molte operaie e irainegate che all' ora 
della colazione dovevano mangiar cibi 
freddi o arrabattarsi in gran furia a cuo- 
cersi il pasto, lo trovano pronto, caldo 
e preparato con cura. 

Un altro servigio può render l' au- 
tobollitore per la lavatura della biau- 
clieria più fine che si lava in casa. 

Dopo averla risci-ar'qu'ita in acqu;i 
appena tepida, si posson mettere i vari 
capi di biancheria in una i>entola di 
l'erro smaltato con un jjo' di soda (304 
g' unmi ogni libbra d' acqua) e un po' di 
sa})one, e si mette la pentola al fuoco 
a bollire per dieci minuti. Dopo che sul 
fuoco è cominciata la bollitura, si mette 
la pentola nell' autobollitore e vi si la- 
scia per dieci o dodici ore (tutta una 
notte). Questa macerazione della bian- 
cheria neir acqua caldissima per tutta 
una notte, equivale al lavoro della li- 
scivia bollente che i lavandai gettano 
(li ora in ora sul bucato stivato nelle 
tinozze. 

L' autobollitore si presta pui-e a met- 
ter in pratica molte altre piccole eco- 
nomie : i)cr esempio alla cottura dei 
baccelli di piselli che prima si gettavano 
sempre sprezzantemente nella spazza- 
tura. Per div(intar utilizzabili, poiché 
contengono ima grande quantità di cel- 
lulosa, devono bollire molto tempo (quat- 
tro o cinque ore di autobollitore), fÌJi 
che; son assolutamente macerati. Si pas- 



sano al setaccio dove rosta tutta la 
])arte dura, indigeribile e danno un* ot- 
tima passata. 

Un piccolo autobollitore, con un pen- 
tolino capace di un mezzo litro d' ac- 
qua serve benissimo a render conmie- 
stibili le croste di formaggio. Si raschiano 
queste croste e, quando sono ben pulite, 
si mettono nell' acqua bollente e si fan 
bollire per qualche minuto ; poi si la- 
sciano dentro l' autobollitore per dieci 
o dodici ore e anche pivi: le croste si 
gonfiano e prendono una consistenza 
gelatinosa; mescolate alla minestra di 
verdura sono S(juisite e si credereb- 
bero piuttosto pezzi di prosciutto im- 
mollato. 

Un' altra risorsa per l' economia del 
combustibile, antica piìi dell' ovo di Co- 
lombo, che aiuta a risparmiare sensi- 
bilmente il fuoco nei mesi estivi, è il 
sole. In tutte le famiglie dove ci son 
bambini, si è usato sempre di mettere 
il bagnino di zinco al sole e dopo pa- 
recchie ore si poteva trovar 1' acqua a 
35, 40 e anche 50 gradi. 

Giìia Ferrerò Lombroso ha fatto vari 
esperimenti di cui ha dato relazione in un 
giornale (la Gazzetta del Popolo, agosto 
1917) sul modo di utilizzare il sole per 
la cottura delle vivande. I recipienti in 
cui l'acqua si scalda più facilmente sono 
le bottiglie di vetro nero, lo zinco, il 
rame, lo stagno, mentre si riscalda po- 
chissimo nei recipienti di ferro smalta- 
to, nelle porcellane. In meno di due or< 
l'acqua esposta al sole contenuta nelb- 
bottiglie nere e nel rame saliva a 50 
gradi. Portata sul fuoco, in una metji 
del tempo ohe sarebbe occorso per 1' ac 
qua fredda, veniva portata all' ebolli- 
zione e la pentola poteva esser rimessa 
neU' autobollitore. 

Un bel pezzo di lesso o un notevole 
peso di patate poteva aversi cotto con 
un minimo impiego di gas, di non inh di 
15 minuti! L'acqua esposta in una ba- 
cinella di zinco o di rame era abba- 
stanza calda dopo tre ore di esposizion • 
al sole perchè ci si potessero lavar le 
stoviglie senza metterla più al fuoco. 



ANEIVIIA-NE^UKASTE^NIA 

EUCHINA. FERRUGINOSA. IZZO 

(Cachets ài estratto d\ china, l'erro e gliceròfosfati) 

• IL PIÙ EFFICACE DEI RICOSTITUENTI e 

Deposito Generale: Farmacia Internazionale - NAPOLI - Via Calabritto, 4. 



— 232 



Un sostitutivo 
nell* illximinazìone. 

A proposito di economie insegnate 
dalla guerra se n' è realizzata recente- 
uìente a Pisa una per l'illuminazione, 
di cui riferisce sulla Nuova Antologia 
Luigi Luiggi : 

< Alcuni anni fa in una fattoria di 
Agnano, a tre chilometri da Pisa, tri- 
vellandosi il terreno, invece di averne 
acqua per usi domestici ed irrigui uscì 
dal foro un getto di gas combustibile, 
il quale potò essere subito utilizzato 
— e lo è ancora — per l'illuminazione 
della fattoria. Data ora la scarsezza di 
carbon fossile, un grande industriale 
voUe praticare nel terreno altri fori del 
diametro di otto centimetri e della pro- 
fondità da trenta a ottanta metri, ri- 
vestendoli con tubi metallici per cercare 
altri getti consimili di gas. E l'esperi- 
mento fruttò. Questo gas (che per 1' 85 
3>er cento è metano o gas delle paludi) 
immesso nei becchi a reticella produce 
una luce brillantissima e sviluppa fino 
a novemila calorie per metro cubo, 
mentre il gas illuminante usuale non 
ne sviluppa che la metà. Il gas esce 
dai tubi alla pressione di un' atmosfera 
a un' atmosfera e mezza e, collegando 
fra loro i vari tubi di trivellazione, dà 
un prodotto giornaliero di molte mi- 
gliaia di metri cubi. Si pensb quindi 
di collegare fra loro tutti questi tubi 
gassiferi col gazometro di Pisa, immet- 
tendoli nella rete di distribuzione ur- 
bana così da illuminare la città col gas 
naturale di Agnano, la cui zona gassi- 
fera risulterebbe estesa a circa cinqxie 
chilometri quadrati. Pensando che at- 
tualmente il gas dell'azienda munici- 
pale di Pisa costa 25 centesimi al metro 
cubo e dà solo 4200 calorie, mentre 
questo gas naturale costa 15 centesimi 
dando 9000 calorie, si calcola che l'azien- 
da municipale pisana viene a rispar- 
miare quattrocento lire al giorno, pari 
a 150,000 lire all'anno. Eiferendo que- 
sti dati il Luiggi aggiunge che gli studi 
compiuti fanno ritenere che questa sor- 
gente di gas naturale sarà duratura per 
parecchi anni. 

Economia in cucina. 

Dalhi Grermania, in cui i generi ali- 
mentari erano piìì scarsi e pili rigoi'osa- 
raente e parsimoniosamente distribuiti, 
ci son venute molte regole di economia 
domestica culinaria ingegnose. 

Per esempio il cou sigilo per sfruttar 



la patata, di non sbucciarla più cruda, 
perchè sempre una parte della polpa 
resta attaccata alla buccia ; ma di get- 
tar la i^atata nell'acqTia bollente e poi 
sbucciarla. Allora solo la buccia si stac- 
ca, e neppur una particella di patata 
utilizzabile va dispersa. 

Questa economia h sopratutto sen- 
sibile nelle famiglie grandi o negli isti- 
tuti: su cinque chilogrammi di patate 
si pub calcolare che van perduti, sbuc- 
ciando le patate crude, almeno 350 gram- 
mi di polpa, che rappresentano, al prezzo 
a cui è salita la patata, almeno tre soldi 
al giorno. 

Un'altra regola (molto elementare 
veramente) di economia — difficile però 
da imporre perchè in contrasto con la 
esigenza del palato che cerca la varietà — 
per risiiarmiare combustibile e condi- 
mento, è quella di far cuocere i cibi una 
sola volta ; mangiar le patate lesse sem- 
jdicemente invece che in passata, cioè 
sottoposte a una seconda cottura, o sotto 
forma di sformato o budino o tortino. 
I materiali nutritivi, quelli che si devono 
assimilare e dan calorie sono identici. 

La guerra ha insegnato l'economia 
e l' utilizzazione di molte altre cose che 
prima erano neglette o andavano sciu- 
pate. 

Per il bisogno di materiale per letti : 
materassi, cuscini e coperte, diventava 
carissimo, o veniva a mancare, il ma- 
teriale lana, cotone, crine, che serviva 
una volta comunemente a far materassi 
e cuscini: così si pensò a surrogati di 
cui qualcuno resterà utilizzato anche in 
seguito. 

Un buon surrogato del crine vege- 
tale si è dimostrata l' alga marina sec- 
cata, che è soffice, elastica ed abbastanza 
resistente. Si son fatti cuscini e tra- 
punte con barbe di pannocchia e un 
eccellente sostitutivo del kapok per far 
cuscini e trapunte si è dimostrato il 
materiale che si ricaA"a dalle così dette 
•« code di cavalli » piante che crescono 
nelle paludi e in riva ai fiumi. 

Coperte calde, leggere e soffici corno 
la piuma si sono ottenute sfilando cam- 
pioni o qualunque pezzo di seta che 
non serva a niente : così sfilata e spiu- 
macciata costittiisee una coperta leggera 
e calda. 

Ottime coperte di lana si son potute 
fare con campioni di jianno scelti press' a 
poco dello stesso spessore e congiunti 
insieme a punto piatto. Quando i cam- 
pioni sono, invece che di panno, di stoflà 
di lana, più leggera, si possono mettere 
a j)iù dopi>i. 



2o3 



Si è utilizzata, molto ingegnosamente, 
la carta per riparar dal freddo. Ottime 
contro l'umidità son lo solette di carta 
a più doppi, che si jìossono buttar via 
ogni giorno. 

Di carta pure si son fatti pettorali e 
f:irsetti; e trapunte con carta cincischia- 
ta e tagliata a striscioline sottilissime. 

La carta velina, tagliala a strisele 
sottili che diventano come batulftblini 
era già usato per inviluppar lo frutta 
e riparar dall' aria. 

I giornali han riferito come i tede- 
schi abbiano messo in pratica ben altre 
e pili severe economie. 

Così essi distribuiscono ad ogni fa- 
miglia una data quantità di ossa desti- 
nate a bollire per far il brodo, ma a 
patto che dopo averle bollite la fami- 
glia restituisca le ossa che vengono poi 
macinate e utilizzate altrimenti. 

I budini e le salsiccie sono insac- 
cate in un involucro di guttaperca che 
i consumatori debbono restituire perchè 
possano venir riempiti e utilizzati ulte- 
riormente. 

A tutti i bambini delle scuole ele- 
mentari è imposto di portar alle mae- 
stre il fondo di caffè ribollito. Dopo 
aver servito a fare il caffè ed esser stato 
ribollito, questo fondo di caffè, seccato 
e raccolto a sacchi nelle scuole, veniva 
.'■peuito nelle campagne per l'alimenta- 
zione degli animali. 

Certo molte di queste economie ed 
usi invalsi solo perchè imposti dalla ne- 
cessità della guerra, cesseranno col finir 
della guerra. 

Tornerà a comparire tutta la varietà 



dei pani a formo piccole, a farine diafaiv; 
e bianche e leggere, e la crusca tornerà 
a servire per gli ammali, con molto più 
profitto che non per gli uomini.... 

Neppur i tedeschi daranno più in 
prestito le ossa ai loro cittadini col 
patto di restituirne il peso integrale!... 

Molte economie imposte e sopjDOr- 
tate così per lunghi mesi son destinate 
a scomparire subito appena la guerra 
cesserà. 

Ma molte altre dovrebbero restare 
neir uso comune, che sono economie nel 
senso migliore: per esempio quella del- 
l' autobollitore, dell'utilizzazione del ca- 
lore solare, ecc. 

È ben modesto e, io credo, al di- 
sotto del vero il risparmio di due lire 
al mese su dieci lire nel consumo del 
gas che una famiglia, adottando Fuso 
(leir autobollitore, può fare. Ma se un 
mUione di famiglie — e anche questa 
è una cifra modesta pensando che sono 
almeno quindici milioni di famiglie in 
Italia — se un milione di famiglie com- 
pie questo risparmio, sono 24 milioni 
all' anno di ricchezza gxiadagnata senza 
il minimo sacrificio, a cui si deve ag- 
giungere un risparmio di tempo ohe si 
e potuto occupare in altro modo cho 
non nella sorveglianza della pentola. 

Se, per esser stata esercitata costan- 
temente durante la guerra, qualche rf-- 
gola e legge di economia diventerà istin- 
tiva, automatica, costituirà un vantag- 
gio che riparerà in parte allo sciupio di 
materiale d'ogni genero che la guerra 
ha reso, in <|uesto periodo, latalmenle 
necessario. 



BIMBI SANI E FORTI ^ 



OLEOFOSFINA IZZO 

(EMULSiONE FOSFORATA) 
piace ai bambini 



ueposilo l^eneraie: FARMACIA INTERNAZIONALE - NAPOLI - Via Calabritto, 4. 



234 



L/' industria del giocattolo italiano 
e 1* iniziativa femminile. 

(Ved. Tav. I). 



LA 5:nerra, clie ha interrotto brusca- 
mente rapporti commerciali ed iii- 
(lu-sniali diventati ormai consuetudinari 
e tradizionali, ci lia fatto scoprire come 
fossimo prigionieri dell'industria tede- 
sca x>er un'infinità di generi, la cui fab- 
bricazione era pur poco complicata ed 
esigente un modestissimo impianto. 

Così per qualclie tempo siamo riiiia- 
sti sprovvisti di bottoni a scatto (pous- 
soirs), di ganci, di utensili in ferro 
smaltato, di ferri da calza, ecc., perchè 
tutti questi prodotti venivano dalla Ger- 
mania e non pareva possibile introdurne 
la fabbricazione da noi. 

C'era una giustificazione a questo 
preconcetto. Dalla Germania questi pro- 
dotti, per r industrializzazione a cui era 
assoggettato ogni articolo, e più ancora 
per il •« dumping », giungevano a noi 
a prezzi così bassi da scoraggiare ogni 
concorrenza. La guerra interrompendo 
l'importazione, ha permesso che l'ar- 
ticolo, anche a pi'ezzo elevato, trovasse 
compratori e che quindi ne diventasse 
redditiva la produzione. 

I giocattoli erano aijpunto uno dei 
prodotti per cui noi eravamo tributari 
alla Germania e se ne importavano ogni 
anno in Italia per circa venticinque mi- 
lioni. 

Si tratta precisamente di un'indu- 
stria che non esige spese troppo ingenti 
d'impianto e di materia prima. 

Così in questi due anni abbiamo ve- 
duto in vari centri molti, svariati e an- 
che fortunati tentativi per crear un' in- 
dustria del giocattolo italiano. 

Sono state le donne, da noi, che ne 
hanno avuto l'idea e l'iniziativa, sia 
l)erchè gli uomini che volevano espli- 
care il loro genio inventivo, avevano 
uu inù. largo campo di azione in cui 
provarsi, xsia perchè il giocattolo, come 
tutto quanto tocca il bambino, è un 
genere d' industria più confacente alle 
tendenze della donna. 

Cu' idea pratica e felice ohe le donne 
subito hanno avuto, fu quella di far 
servire l' industria del giocattolo a pro- 
curare un lavoro piacevole ed un guada- 
gno non sperzzabile ai mutilati di guerra. 



Così si impiantarono vaii laboratori 
di giocattoli, a cui furono applicati sol- 
dati mutilati. 

Uno dei più importanti è quello isti- 
tuito i)resso il castello di Moncalieri da 
S. A. la Principessa Letizia Bonaparte, 
diretto con molto gusto e molto senso 
pratico da una giovinetta; Paola Bo- 
logna. 

Già prima d\ accingersi a quest'im- 
presa essa s' GT3 dimostrata xma disegna- 
trice originale, con rara abilità manuale : 
ma non aveva mai costruito giocattoli : 
da sé studiò e s' impratichì; .studiò i vari 
tipi d,i giocattoli, i sistemi di tornio e 
di seghe meglio adatti, i legni e le ver- 
nici. Fondò un piccolo laboratorio e 
potè trovare fra i mutilati un piccolo 
nucleo di uomini che, sia per aver eser- 
citato un mestiere analogo a quello in 
cui dovevano ora prodursi (falegnami, 
verniciatori, tappezzieri, ecc.), sia per 
l'intelligenza naturale, la secondarono 
mirabilmente. 

Adesso, dopo un anno circa dacchì- 
è stato fondato (nell'agosto 1916), i! 
lal»oratorio dà lavoro a sessanta operai <• 
ha xm giro d'afltari di molte migliaia di 
lire al mese. 

I giocattoli sono esclusivamente in 
legno intaghato e verniciato : moltissimi 
animali stilizzati molto graziosamente, 
uso Rabier, molti bei carretti riprodu- 
zione dei vari tipi di cai-retti ohe si 
usano nelle nostre campagne, mobili dell e 
bambole, botteghe, bersagli e birilli. 1 
prezzi di questi giocattoli sono miti, in 
modo da renderne l' acquisto accessibile 
anche alle borse modestissime. 

Gli operai mutilati che lavorano in 
questi giocattoli guadagnano dalle tic 
alle quattro lire al giorno, e anche quando 
sono usciti dal Castello di Moncalieri 
])ossono continuare il lavoro. 

Api)unto Paola Bologna mi raccon- 
tava di certi mutilati che, tornati nel 
loro i)aese, ebbero in dono dal comune 
un piccolo tornio elettrica e continuano 
a lavorare ai ■« i^ezzi » che le spediscono 
ogni mese in una gran cassa. La mou- 
tatur.a e la verniciatura del giocattolo 
si fa però solo a Muncalieri, per poter 



235 — 



controllare « sorvcf^liare la finitezza del 
<XÌ'>cattolo e couservarne la •« maitrise ». 

Altri impianti di lavorazione di gio- 
( titoli per opera dei mutilati esistono 
:i Firenze, nella villa Bondi diretta dal 
di)tt. Ettt»re Levi e sono graziosi gio- 
cattoli in cartapesta, che rappresentan 
soldatini, animali, casette, ecc. 

Anclie a Roma, nell' Ospedale Regina 
Margherita e' è un piccolo reparto per 
la fabbricazione dei giocattoli, sopra- 
tutio 2-raziosi mobili da bambole. 

ì 

B Molte sezioni delle Industrie Fem- 
W minili Italiane che erano state da gran 
t'Mupo, prima ancora che la guerra scop- 
j.iasse, alla vedetta per favorire e far 
<livulgare nel ijubblico i prodotti e ma- 
nutatti di carattei-e nazionale, capirono 
subito il partito che si avrebbe potuto 
trarre dall'industria del giocattolo. 

Il Comitato delle Industrie Femmi- 
nili di Milano e Toi'ino avviò la fabbrica- 
zione di graziosissirai ti] ti di giocattoli. 
Di un gusto raro e squisito sono 
eerte bellissime bambole *cosy» cioè 
iopriteiera (più opere d'arte che gio- 
'•attoli) il cui vestito e ti-uccatura sono 

< oj)iati minuziosamente dai quadri an- 
tichi. 

La tela di Van Dyck, che rappre- 
senta il xticcolo figlio di Carlo I al Mu- 
seo di Torino, con la cuffietta, il vestito 
grigio-argento ornato di merletti amano, 
ha servito di modello per creare una 
magnifica bambola. Il vestito, le trine, 
la cutìietta, tutto è stato copiato fedel- 
mente e minuziosamente dal modello. 
E così furono riprodotti per bambole, 
deliziosi vestiti alla Pompadour, alla 
Maria Antonietta, siila Giovanna Tor- 
nabuoui. 

Le Industrie Femminili crearono an- 
che un bellissimo assortimento di bam- 
bole vestite da «bebé», da «pupi» 

< on carredini eseguiti accuratissima- 
ni»-nte. 

Il Comitato delle Industrie Femmi- 
nili di Udine scehse wu altro ramo di 
giocattoli destinato ad avere un gran 
>iiccesso, i)erchò era prima della guerra 
imo degli articoli d'importazione estera 
<li ventato pivi ])opolare : quegli animali 
'i stoffa imbottiti, leggeri, facili a ma- 
ngiare, durevoli: conigli, orsacchiotti. 
lui, gatti, ecc. 
Questi animali non hanno niente da 
invidiare ai modelli che venivano da 
Vienna e da Berlino. 

A Udine pure il signor Facilini ha 



fondato una fabbrica per dare incre- 
mento a un altro articolo che ci veniva 
da Norimberga: i soldatini di piombo 
e di carta])esta. I suoi stampi sono bel- 
lissimi, e i tipi svariatissimi, tanto che 
si possono con questi soldatini montar 
delle vere armate, emule vittoriose delle 
armate che arrivavano una volta dalle 
fabbriche estere. 



Già prima della guerra una buona 
iniziativa per la fabbricazione del gio- 
cattolo in Italia aveva avuto il * buon 
giudice »■ di Roma. Majetti, che vi aveva 
adibiti i suoi piccoli protetti. 

Il Majetti ha a Roma un ricovejo 
in cui raccoglie i piti miseri bambini 
della strada, bambini oi-fani, abbando- 
nati, pregiudicati. Il Majetti lì racco- 
glie dalla strada, dal tribunale, dal car- 
cere ; li sorveglia, applica loro un trat- 
tamento di amorevolezza, e quando il 
tr-aviamento è dovuto a trascuratezza 
dei parenti o all'abbandono, piuttosto 
che ad una degenerazione della natura, 
con la sorveglianza attenta e lo studio 
del carattere riesce a rimetterli nelhs 
buona strada e a farne dei ragazzi nor- 
mali, buoni, laboriosi e schietti. 

Uno degli elementi più atti ad ope- 
rar questa trasformazione ben comprese 
il Majetti essere il lavoro, che libera 
e incanala tutte le energie migliori, e 
perchè il ragazzo x>otesse appassionarsi 
al lavoro, il Majetti cercò' quello che 
potesse ])iù piacergli, coni' ò appunto la 
fabbricazione dei giocattoli. 

Ma partendo da questo punto di vi- 
sta di utilizzare e secondare tutte le 
tendenze naturali del ragazzo, la pro- 
duzione del giocattolo doveva essere, 
ed è nel laboratorio del Majetti, svaria- 
tissima. 

Vi si fabbricano giocattoli in legno 
e in cartapesta, in ferro, in coccio : pre- 
sepi, serragli di belve, scudeiie e ca- 
valli, bambole, marionette (bellissime), 
mobili delle bambole, carrozzine, letti 
d'ottone, tamburi, zaini, croquets, ser- 
vizi di maiolica. Le cose ])iu belle ed 
originali che escono dal suo laboratorio 
sono i carrettini romani « de li castelli » 
con la loro caratteristica cappa e i car- 
retti siciliani istoriati, vere piccole opere 
d'arte per la fedeltà e l'accuratezza 
della riproduzione. 

L'unico neo di questa industria de^ 
Majetti è l'alto prezzo che il giocattolo 
gli viene a costare e a cui quindi egli ^ 
costretto a rivenderlo. 



2P>(y — 



Certo chi ha visitato il ricovero 
Majetti e ha visto il suo laboratorio iu 
azione e conosce i miracoli eh' esso com- 
pie, trasformando gli scugnizzi in gio- 
vanetti laboriosi, trova un pregio j^ar- 
ticolare ai balocchi usciti dal suo labo- 
ratorio che uè giustifica il valore oh - 
vato ; ma il pubblico ignaro, che compra 
il giocattolo come giocattolo, senza vo- 
ler risalire alla sua origine, istintiva- 
mente no valuta il prezzo confrontan- 
dolo con l'uso corrente. 

Circoscrivendo un poco la propria 
produzione, il Majetti potrebbe forse 
dare ai suoi prodotti un prezzo che iac- 
cia sostenere vantaggiosamente la con- 
correnza sul mercato. 



Fra i pili graziosamente originali 
giocattoli italiani, si devono notare le 
tìgurette sarde di Edina Altara. 

Sono giocattoli in carta e cartone a 
colori vivacissimi, a cubi, a piani e 
squadre. Piccole meraviglie di linea 
espressiva e riassuntiva ; ben a ragione 
un critico d'arte dice che essi parreb- 
bero dover procedere da una conoscenza 
ed esperienza d'arte moderna e stranie- 
ra, intelligente e larga. Invece Ediua 
Altara s' è creata da sé quest' arte deli- 
ziosa, serena. È un'arte estremamente 
X)ersonale, però, e non si può facilmente 
immaginare come Edina Altara possa 
industrializzarla. Ma un industriale che 
studiasse la maniera di tradurre in le- 
sno o in cartapesta questi modelli, po- 
trebbe far fortuna, e sul mercato que- 
sti giocattoli s'imporrebbero, come gli 
animali di RaT)ier, o le bambole della 
nota Ketty Kriise. 

Un altro tentativo fortunato nella 
creazione del giocattolo italiano ha per- 
seguito a Venezia Giulio Soravia, clie 
ha fondato una Manifattura Veneziana 
di Marionette snodate, infrangibili, e 
articoli affini. 

Le marionette Pantalone, Rosaura. 
Brighella, Arlecchino sono state copiate 
fedelmente dalle antiche, bellissime ma- 
rionette settecentesche del Museo Correr. 



Le faccie sono finemente i^colpite e 
composte di una pasta infrangibile che 
regge ai colpi e alle cadute, i costumi 
fedelmente riprodotti, e sopratutto, cosa 
essenziale dal lato industriale, i prezzi di 
queste marionette sono abbastanza miti. 
Le marionette grandi costano al minuto 
tre lire 1' una, e le piccole L. 1,50. 

Ho timore di aver, in questa rapida 
rassegna, passato sotto silenzio involon- 
tariamente iniziative che non conosco : 
ad ogni modo si può asserire che la 
guerra ha suscitate in Italia un utile 
movimento per far diventar nazionale 
l'industria del giocattolo; che già son 
sorte molte preziose e pratiche inizia- 
tive per questa industria utilizzando la 
mano d'opera dei contadini e dei mu- 
tilati : che si è cercato di dare a questa 
industria del giocattolo un'impronta ar- 
tistica interessando ad essa pittori, scul- 
tori, disegnatori; che si son scoperto 
anche in Italia persone il cui ingegno 
ò specialmente adattato a quest'arto, 
come Edina Altara, Paola Bologna, i fra- 
telli Porchedda, PasquaU, Guidi, Lui- 
sella Terzi, che potranno dare alle varie 
iniziative un carattere essenzialmente 
artistico e originale, così che esse pos- 
sano lottare vittoriosamente coi giocat- 
toli importati dall'estero, e imporsi al- 
l'estero per la loro particolare originalità. 

Durante il 1917 per favorire l' indu- 
stria del giocattolo vi furono in Italia 
molte ed utili iniziative. A Milano per im- 
pulso di artisti e Industriali si ebbe nel 
gennaio una ■« Mostra campionaria del 
giocattolo » che si ripeterà nel 1918. 

Un' altra esposizione di giocattoli ci 
fu in maggio al Lyceum di Milano e una 
sarà aperta a Venezia nel settembre. 

A Milano si è pure costituita \ma 
società, la < Giocosa > a base cooperativa 
j)er dar incremento all'industria artisti- 
ca e industriale del giocattolo in Italia. 

Io spero neW Almanacco prossimo di 
poter continuare la rassegna di questo 
movimento del giocattolo italiano e 
prego il lettore di segnalarmi le inizia- 
tive locali di piccoli centri, o di arti- 
sti particolarmente dotati — perchè io 
possa riferirne. 



Per gli OMNIBUS dei Servizi 

preferite le { 

GomiTie Falene 



Pubblici Automobilistici 



Sf 



WALTER IWARTINY „ INDUSTRIA GOMMA • Soc. Anonima Cap. L. 4,000,000 inter. versato 
-^ Via Verolengo, 379 - INORINO G>- 



— 237 




P.2 



.*==*. !ì 









238 




L/a moda. 



ARKEBBE clie iu im 

periodo tragico co- 
in' è quello che at- 
traversiamo, i se- 
gni e le bizzarrie 
della moda doves- 
sero subire una de- 
cadenza sensibile; 
ma non ò così: la 
moda continua ad 
esistere e a pro- 
sperare malgrado 
V alto prezzo dei 
cambi e la penu- 
ria del denaro e le 
preoccui)azioni di 
ogni genere cbe as- 
sillano ttitte le 
classi della popo- 
lazione. 

È lo stesso feno- 
meno per cui con- 
tinuano ad essere 
affollati i teatri, i 
caffè, i cinemato- 
grafi, le piste dei 
cavalli : fuori dai 
campi di battaglia 
e di morte la vita 
batte il suo ritmo, 
in apparenza rego- 
lare.... 
Così i giornali di moda continuano 
a pubblicarsi ; e i sarti, per vivere e rea- 
lizzare forti guadagni, debbono diffon- 
der modelli differenti da quelli finora 
imperanti per obbligar la clientela a far 
nuovi vestiti. 

Del resto, neppur la piìi forte preoc- 
cupazione morale può sopprimer nella 
donna il senso istintivo di curare, ador- 
nare, vestire la propria persona nel modo 
più acconcio, vale a dire secondo gli ul- 
timi dettami della moda. 

E i>oicliè la moda è illogica e capric- 
ciosa per sistema e per tradizione, le 
sue foggio sono, in quest' anno di guerra, 
contrastanti con le esigenze e con le 
condizioni del mercato. 

Tutte lo stofte, di lana, di cotone, 
di seta hanno raggiunto prezzi eleva- 
tissimi, sia per l' assorbimento ohe ne 
hanno fatto gli eserciti, sia per la di- 
minuita produzione delle fabbriche e 
l'alto prezzo dei trasporti. 

Così la logica vorrebbe che i vestiti 
fossero di taglio succinto; invece la 
moda ha decretato che siano ampli, 



Fijr- 2. — Vestito da sera 
in velluto chiffon e 
bordi ricamati. 



lunghi, e si usino in larga scala i vo- 
lanti, le falde, i piegoni, ecc. 

La moda ripresa ora a soggetto è 
quella del 1830, con le sottane multo 
larghe sui fianchi e con qualche elastico 
che le restringa alle caviglie. 

Si usano molto i vestiti tutti interi, 
specie di pepli o di princesse, a pieghe 
fitte o grosse pieghe piatte. 

Naturalmente per vestiti così ampli 
occorrono stoffe morbide, sia di seta che 
di lana. 



Molto ingegnosamente però si può 
avere un vestito ampio e intero con due 
scampoli di stoffa perchè sono di gran 
voga i vestiti fatti appunto di stoffe 
assortite, di lana e taffetas, di seta o 
lana unite e di seta o lana a bolli o a 
righe. Naturalmente valendosi di questo 
mezzo con due vecchi vestiti se ne può 
far uno perfettamente intonato agli ul- 
timi dettami della moda. 



Si usano molto guernizioni di ricamo 
a mano o larghi bordi di imjjunture che 
seguano il collo, le tasche, la cintura. 

Molte graziose guernizioni si fanno 
in margheritine, che hanno il vantaggio 
della lucentezza. 

Ho veduto vestiti di tulle bianco, 
adornati di ricami in margheritine bian- 
che, di un effetto elegantissimo. 



Una foggia nuova e destinata, credo, 
ad aver molta fortuna, è la * over-blou- 
se », la •« sopra blousc ». 

È una sorta di camicietta senza ma- 
niche, scoData, di un colore assortito 
all' abito ma di stoffa diversa. Si fa di 
crespo o di velo per abiti di seta, di seta 
per abiti di parmo, e anche in panno 
leggero per abiti di «seta. 

Queste over-blouse sono comodissime 
per viaggio perchè bastano a trasfor- 
mare un semplice abito da viaggio in 
un elegante abito da sera. 

Di grand' uso, e destinati a veder il 
])roprio uso intensificato, sono i golf di 
lana, di seta. I piiì pregiati sono quelli 
fatti a maglia. Hanno lunghe cinture, 
doppio petto e larghe, comode tasche. 

L' inverno del 1918, che si prevede 



— 230 



-/ 



c^ 



.^« 




mm 





t 9 



o c - 



li 



TU 



240 



molto rigid© per la mancanza di stufe, 
readerà sempre più preziosi i goU, e 
forse useranno anche da noi quelle spe- 
cie di golf primitivi che usano in Po- 
lonia i contaaini e da noi i sardi, fatti 
di pelle di capretto lavorata. Si indos- 
sano sia dalla parte del pelo che dalla 
parte della pelle e rix)arano mirabilmente 
dal freddo. 

I vestiti tailleur continuano ad es- 
sere di moda, ma più che la giacca e 
ìa gonna il vero tailleur, questo anno, 
ha adottato il mantello o il cappotto, 
copiato dai cappotti militari. Mantello 
lungo a doppio petto, con am])ic tasche, 
grande collare, alamari, spalline, bor- 
dure di pelliccia, cinturoni. 

Nei vestiti da sera dominano i colori 
vivi ed eccentrici messi di moda dagli 
affascinanti costumi dei balli russi. Ma 
occorrono sarti sapienti i>er combinare 
armonicamente colori così audaci come 
i-ì giallo e il rosa, il rosso e il violetto. 



A compensare queste linee succinte 
si annuncia, una grande jjrofusione di 
ricami, sulla cintura, ai fianchi, bor- 
dure in ricamo, sia di un solo colore, 
bigie o rosso sul bleu, e bleu sul grigio 
e sul porpora, sia in treccia, in maglia 
ricuuiata, in margheritine. 



I modelli che presentiamo qui nelle 
figg. 2-11 sono scelti accuratamente, evi- 
tando r esagerazione per modo da esse. 
adottati da quella maggioranza che co- 
stituiscon le donne della borghesia, dalla 
borsa modesta e dal gusto semplice e so- 
brio. Sono mantelle da viaggio e da pas- 
seggio, vestiti da casa e da sera e gru- 
ziosissimi vestiti per bambini. I giornali 
a cui li abbiamo attir,>ti sono: Vogue. 
Chiffon, Donna, Le Chic Parisien. 



La forma dei cappelli ha seguito la 
traccia del 1830. 

I cappelli sono a cloche, a cuffia, 
con nastri che si annodano al collo ; 
(<ppure larghi e piatti. 

Sui cappelli, come sui vestiti, molti 
motivi, fascie e adornamenti in perline 
e margli d'itine. 

Sempre con le perline si fanno bel- 
lissime collane, assortite per lo x^iù al 
colore dell'abito. 



Mentre correggo le bozze di que- 
st'articolo (agosto ]917) esce sui gior- 
nali im comunicato dei sarti francesi 
ispirato dal Governo in cui essi pren- 
dono impegno di non consumare per i 
vestiti nella ventura stagione più di 
quattro metri di stoffa. 

Questo fa presumere che i figurini 
e i modelli saranno succinti, maniche 
strette, corpetti attillati, sottane lisce. 



Lravori femmixiìii 
per mani anclie 
inesperte. 

Ecco due modelU di lavori che sì 
eseguiscono facilmente, che hanno il 
vantaggio non comune a tutti i lavori, 
di riuscir xìratici all' uso, che ho visto 
aver molto successo in parecchie di 
quelle vendite lotterie finora troppo 
frequenti. 

Il modello della fig. n. 12 è una sca- 
tola da viaggio jjieghevole. 

È formata da una base di cartone 
esagonale e da sei pezzi pure di car- 
tone corrispondenti ai lati dell'esagono. 

Questi pezzi si rivestono d' una stoffa 
che può essere una semplice cretonne 
o una tela a fiorellini, o anche una tela 
gialla o verde che si ricama a tinte vivaci. 

Fra l'uno e l'altro pezzo passa un; t 
'cucitura per cui essi ri seono pieghe- 
voli come la copertina di un libro rile- 
gato; nella parte inferiore si la.>^cia nn 
orlo largo due dita, una guaina in cui 
si fa passare un nastro. 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE -MILANO 



ITALI AIN I y 

INEll VOSXRI ACQUISTI 

f^reireirite: seimf^re: 

l=»Fl:0 DOTTI INAiZIO INALI 



/INDUSTRIA DEL GIOCATTOLO ' Tav. L 




Kij^. 1 e 3. — Giociittoli in cartone di Kdiua Altaia. 

u\^r' 'a' ^' Iv^'-^^' l!' Tr <^i«^.attoli dei mutilati di 31oncalieri ideati da Paola Bolo"-na. 
i^^ g. 4. - Marionette Veneziane di Giulio Soravia, i>oio„ud. 

big. fa, 8, 11. — Bambole artistiche di Andrea Fossombrone. 

1-2 



Tav. II. 

L'OPERA DELLA DONNA DURANTE LA GUERRA 




1. Signore milanesi al poligono di Boldiuasco. — 2. Assistenza agli emigrati che rimpatriano, 
, Nelle manifestazioni patriottiche. — 4. Corsi accelerati per le infermiere della Croce Rossa, 



.^9 ^ '^ tav. III. 

L'OPERA DELLA DONNA DURANTE LAt^ÙERRA 




1. Sui monti alla ricerca della lana. — 2. Negli uffici dell'Assistenza Civile a Roma. — 3. Due 
aelU che hanno il padre alla fronte. — 4. Infermiere volontarie che portano liori per i feriti. 



Tav. IV. 

L'OPERA DELLA DONNA DURANTE LA GUERRA 




,„«+V ^^•^^o^.'^tori .« "lajiazzuii di indumenti per soldati, 
n ati - 8. Per i bimbi gracili dei richiamati. - 4. L'Vm 
di penicele. - 6. Magazzino di pelliccie, 



2 Un « nido » di l)ambini di rieliia- 
opera delio Scaldaraneio. — 5. Laboratorio 



— 2J1 — 




Kifj. 12. 



S<atola (la viayitio 
ìii iiosizioiu' rigida. 




ScaUilii (la viaspio .smontata 
)u'r ripoiii- in tondo a nn lianlc. 



Fis. 14. 
Il Joiulii (Iella scatola. 




Portaliliri da viaj;-.irio smontato 
liiatto da riporre in t'oinh» a un l»aul( 




Fi-i. 1.-.. 
Pm talilni da via<;i;ìri niontnto. 




1"^!,'. IT. 

-Majjlia in t-ni .s'intercalano 
strisciolinc di storte per «urne tappetinl. 



16 



242 - 



Così quantlo si ai)plìca il ft»i(lo e si 
stringe la guaina si ha una scatola ri- 
gida esagonale che può diventare scatola 
da lavoro, se vi si aggiunge all' interno 
un sacchetto i)er il ditale, un altro per 
gli aghi, e un piccolo puntaspilli; ma 
«[uando si vuol riporre la scatola in un 
haule si allenta la guaina, il fondo vien 
fuori e i lati si ripiegano a libro. 

Le figure qui accanto riproducono 
due di queste scatole. La prima rica- 
mata su tela unita fa vedere la scatola 
rigida, montata. 

L' altra in seta a ghirigori rossi, gialli 
e neri è smontata (la guaina in alto) e ha 
la base dritta accanto. 



La vignetta n. 15 riproduce nn por- 
talibri da viaggio pure pieghevole. 

Consta di quattro jìczzi di cartone, 
lina parete di fondo, nna base e due pa- 
rete laterali che si uniscono insieme con 
striscioline di percalle e colla, di farina 
bianca. Semjìre con la colla di farina 
e avendo cura di immetterle dentro 
nn' asola si incolla sulle i^areti laterali 
nna fettuccia larga due dita, di fioretto 
o di seta che si tien della giusta nusura 
con un poussoir. Dopo che i pezzi di 
cartone son così congiunti s' incolla sul 
cartone sempre spennellando con colla 
di farina- della carta di Varese. 

Il portalibri sta disteso piatto in 
fondo a un baule e quando si compone 
stringendo le fettuccie può contenere 
18-20 volumi. 

Si può fare anche ricoperto di stofia 
sia a fiorami, sia ricamata e allora si 
eseguisce ancora piìl rapidamente, per- 
chè non occorre pili tenere insieme i 



cartoni a mezzo delle striscioline di 
])ercalle. Quando i cartoni S(tno rivestiti 
di stoffa, si attaccano costola a costola. 



La figura n. 17 ra])presenta un altro 
lavoro che fu già molto in uso (^uaran- 
t'anni fa e che in (questi tempi di uti- 
lizzazione d'ogni ritaglio è tornato di 
moda. 

8i ritagliano di lunghezza e larghezza 
uguali le stris(;ioline di stoffa, seta, lana 
e cotone: con ferri di legno o di cellu- 
losio molto grossi e con filo grosso si 
fa una maglia tutta dritta intercalando 
tra maglia e maglia una strisciolina di 
stoffa. Si possono eseguire coperte, sac- 
chi-letto, scarico di riposo, copripiedi. 



Invito di collaborazione 
ai lettori. 

'NvM'' Almanacco dell'anno prossimo 
vorrei fare un articolo sulle specialità 
specialmente alimentari poco note dei 
piccoli centri, per farle conoscere al 
pubblico. 

E poiché appunto si tratta di spe- 
cialità poco note — non di i)asta di Gra- 
gnano o mortadella di Bologna ! — pre- 
gherei (luelli che leggono V Almanacco 
e ne conoscono alcuna limitata al loro 
paese, o alla loro provincia di volermela 
segnalare prima del 1° maggio 1918. S])e- 
cialità in salumi, pesci, carni conser- 
vate, frutta, legumi secchi o conservati, 
liquori, medicinali, utilizzazione di pro- 
dotti. Si possono indirizzare le indica- 
zioni a Paola Cahuaka Lombroso, 
Corso Peschiera 10, Torino. 

Paola Cauuara Lombroso, 



LEGA ECONOMICA NAZIONALE - MILANO 



ITALI AINI Z 

fNEll VOSXRI ACQUISTI 

rreifeirixe: selmrre: 

F»RODOXXI rNA^ZiOINALI 







tOPERfl DELLA DONNA ITflLIflNfl 
h DURANTE Lfl GUERRA ife 




Lxo scoppiare della 
giievra europea la gì an- 

Ade maggioranza della 
femniiuilità italiana si 
ciliari francamente 
neutralista. La neutra- 
lità risultava il più co- 
modo e decoroso ba- 
luardo dietro il quale 
trincerarsi; e, intanto, 
con la sua sottigliezza 
diplomatica, con quel suo dare un colpo 
al cerchio e uno alla botte, soddisfaceva 
il gusto delle deliberazioni intermedie, 
degli accomodamenti temi^oreggiatori, 
che è proprio della donna. 

Ma quando apparve la guerra ine- 
vitabile, quando il Gabinetto Salandra 
si mostrò giorno per giorno più incam- 
minato verso la decisione definitiva, 
allora la donna italiana si restrinse in 
so ed aspettò, tremante e docile, che 
la folgore piombasse. E d'altra parte, 
che le sarebbe restato a fare? Insce- 
nare pubbliche dimostrazioni e {irote- 
ste? Non son coso ch'ella sa fare, ne 
andasse di mezzo la pupilla degli occhi 
suoi. Unirsi, anche solo platonicamente, 
alle deplorazioni che candide associa- 
zioni internazionali per la pace stam- 
pavano su manifesti.... od accedere ad 
inviti che, più o meno con aspetto in- 
genuo e filantropico, le venivano fatti 
di -« sabotare » in un modo o nell' altro 
la guerra ì 

Non sono cose che la donna italiana 
vuole fare, sia pure eh' ella, i)er istinto 
prima, per ignoranza poi, aborra dalla 
guerra. Subito la donna comprese, mal- 
grado la sua scarsa esi)erienza della 
disciplina civile, che una cosa era ne- 
cessaria, sopra ogni altra, nel momento 
catastrofico ma epico : eh' ella tacesse 
e sì facesse in disparte, eh' ella chiu- 



desse nel suo cuore la paura e lo stra- 
zio, ch'ella si mostrasse buoua, devota, 
obbediente cittadina, capace di far parte 
di quella * unione sacra » che dalla cima 
del Campidoglio ai già predisposti campi 
di battaglia, era invocata e chiamata 
a spalleggiare la nuova riscossa nazio- 
nale. 

Fu questa silenziosa, dignitosa, com- 
posta sommessione alla volontà della " 
Patria, una prima manifestazione della 
già educata al civismo anima femmi- 
nile. Perchè non fu — e non poteva 
essere — la sommessione cieca e ba- 
lorda della bestia da soma, che non ha 
luce né potere di discernere il proprio 
utile e di esprimere il proprio consenso 
o il proprio dissenso. L' ultimo venten- 
nio di femminismo aveva abbastanza 
illuminata e sorretta la donna e si devo 
alla sua influenza quel contegno con- 
sapevole e pur docile, che se forse to- 
glieva la possibilità di isolati esempi 
di eroismo famigliare, rifulsi già nelle 
precedenti guei're nazionali — così pochi 
che il nome delle protagoniste è rimasto 
segnato nella storia: Eleonora Ruflìni, 
Adelaide Cairoli, Anita Garibaldi e 
alcun' altra — offriva, al Paese, l'esem- 
pio di una intera massa di conscienti, 
di volenterose, di anonime donne, ac- 
cettanti l'olocausto come un supremo 
dovere, accettanti l'obbligo di coope- 
rare anche con la mente e col braccio, 
perchè l' olocausto non fosse un sem- 
plice gesto sacerdotale ma il contributo 
attivo al definitivo riscatto dell'Italia 
dalla servitù dello straniero. 

Così questo conti'ibuto si è oflerto su- 
bito complesso : la donna ha dato, sen- 
za versare inutili lacrime dagli occhi e 
paga di versare entro il cuore le sacre 
lacrime che nessuno vede e che perciò 
non reclamano l' apologia della sensibi- 



— 244 - 



litìl muliebre..., lia dato i pi'0|)ri uomini: 
ligli mariti IVatclli amici. E anche ella 
si è messa in linea, di qua e di là dei 
comandanti, agli ordini dei dirigenti la 
vita sociale, senza die le, albagie di 
razza o le vauitìl dell'arrivismo indu- 
cessero maggiori dislivelli nella qualità 
e nella sincerità dell' offerta, di quelli 
clie si riscontrano in tutte le manife- 
stazioni collettive, anche mascoline. Ma 
poiché i dislivelli sociali esistono, e non 
son d' oggi e saranno d' ogni tempo, 
così per naturale conseguenza di cose 
le offerte della collaborazione femminile 
presero subito il loro posto determinato 
e la donna aristocratica offrì i)iuttosto 
contributo filantropico e la borghese 
offrì piuttosto contributo civile e la po- 
])olana offrì piuttosto contributo di mano 
d' opera. 

Tutte poi, sia con l' immediato sborso 
di denaro, sia col mediato risicarmi o 
delle spese governative o del ti'ibuto 
industi'iale all' estero, offersero anche il 
proprio contributo economico. 

Certo, a dare tanto pronta prova di 
disciplina e di attività, valse il mera- 
viglioso esempio d'ogni virtii civica 
offerto dalle donne che si trovarono 
appartenere ad una nazione travolta, 
dall' oggi al domani, nella guerra per 
cui nessuna preparazione era stata pos- 
sibile, come nessuna suggestione od 
emulazione in un tempo d' attesa. 

Ma io credo " — e il tempo passato 
da quel giorno conferma l' opinione — 
che anche senza l'esempio e senza il 
conseguente 8i>irito di emulazione, le 
donne italiane si sarebbero condotte così 
come si sono condotte. Non si sopporta 
con animo artifiziosamente disposto una 
situazione che si prolunga da più di due 
anni ; non si dura, per piìi di due anni, 
in un atteggiamento sforzato preso per 
scimmiottare altrui ; come non i)uò stare 
sempre tesa e vigile una volontà che 
sia prodotta da una •« montatura *. 

La donna italiana ha saputo emulare 
ed eguagliare in ispiri to di sacrifizio in 
operosità in intelligenza le donne degli 
altri paesi, perchè era in lei, nella sua 
coscienza e nella sua decisione, la so- 
stanza morale che rendeva possibile tale 
multiforme virtù. 



La prima opera, alla quale le donne 
attesero fu, come il vecchio istinto e 
l'antica destinazione volevano: l'assi- 
stenza ai feriti e agli infermi. 



Poche scuole di iufermlerc esistevano 
in Italia, prima della guerra: a Milano, 
fondato sin dal 1908 dalla signora Sita 
Meyer Camperio, figlia del noto esplo- 
ratore, esisteva un ambulatorio-scuola, 
e dal 1912 un ospedale-scuola per pre- 
parare infermiere della Croce Rossa. A 
Torino, nel 1908. per opera della signora 
Giulia Vigliardi Paravia, era istituita 
una scuola presso l'Ospedale Maria Vit- 
toria. 

A Napoli, nel 1909, si apriva una 
scuola di infermiere della Croce Rossa, 
che ebbe fra le sue allieve 1' «infermiera 
Aosta »• come volle essere chiamata : 
cioè la Duchessa Elena d'Aosta, ora 
Ispettrice Generale delle infermiere della 
Croce Rossa, attivissima e austera gui- 
datrice di quel numeroso esercito, de- 
corata con medaglia d' argento al va'ore, 
con la seguente motivazione : « Instan- 
cabile in opere di pietà, con sacrifìcio 
di se stessa, fulgido esempio di alacrità 
e coraggio alle infermiere della Croce 
Rossa, nonostante i pericoli d' ogni spe- 
cie, si trattenne in lazzaretti di colerosi 
e in ospedaletti da campo più avanzati, 
in località battute dall' artiglieria ne- 
mica, su tutta la fronte dal Trentino 
all' Isonzo, sempre serena, impavida, 
soccorritrice benefica, i)ortando ovunque 
anche fra edifici crollanti sotto le bombe 
dei velivoli avversari, un conforto amo- 
revole ai nostri soldati ammalati e fe- 
riti, inspirando a tutti alte virtù e fede. 
Pronte di guerra, 1915-1916». 

Con l' anima ancora sconvolta dai 
terribili spettacoli del terremoto calabro- 
siculo del 1908, ai quali ella aveva par- 
tecipato col suo gran cuore pietoso, 
S. M. la Regina Elena aveva voluto che 
la donna italiana si potesse preparare 
alla missione di infermiera con un cor- 
redo di cognizioni e una esperienza pra- 
tica, i quali non potevano aversi che da 
corsi regolari e completi seguiti j»resso 
un istituto ad hoc. Fu così che, nel 1910, 
in Roma fu aperta la scuola per infer- 
miere professionali intitolata al nome 
stesso dall' augusta fondatrice. Nel 1912, 
poi, in Milano, i>er iniziativa e con i 
denari della signorina Adelina de IMarchi 
sorgeva un'altra scuola di infermiere 
professionali. 

Queste jioche istituzioni per la pre- 
parazione di assistenti agli infermi ed 
eventualmente ai feriti, non jjotevano 
certo bastare a produrre, dall'oggi al 
domani, quella compatta ed esperta 
schiera di infermiere che occorreva dis- 
seminare jjer tutta Italia quand >, scop- 
piata la guerra, per tutta Italia si ri- 



24.5 



vorsnrono rontinuo lìiaiidato di soldati 
iuferini e feriti. Tuimiltuaviaineute sor- 
sero duuque scuole e corsi, sia i)res8o 
associazioni di assistenza già esistenti, 
sia presso Comitati femminili o Comi- 
tati Civili di Preparazione. Per giudi- 
care quale fu la ressa delle postulanti 
che si otìrivano al nobilissimo eomj)ito, 
dirò che il solo Ambulatorio-Scuola, di 
cui ho detto sopra e che cito per la sua 
anzianità sopra ogni altra istituzione 
congenere, il quale, nell' anno scolastico 
1!)13-14 aveva avuto 54 iscrizioni, uel- 
lanno scolastico 1914-15, (cioè allo scop- 
l)io della guerra europea, non della no- 
stra!) ne ebbe 704. 

Da questo ansioso sorgere di scuole 
e, soprattutto, di corsi rapidi istituiti 
in gr.an fretta presso ospedali e cliniche 
private, uscirono valanghe di infermie- 
re.... il che non vuol dire che tutte fos- 
sern idonee al servizio, né presentassero 
quei requisiti fisici e morali che sono 
indispensabili a chi voglia assumere un 
incarico così grave di sacrifici e soltanto 
sostenuto dalla costanza, dalla coscienza 
dal dovere, e anche da un sano e resi- 
stente organismo. Molte e molte allieve 
di corsi d' intermiera si smarrirono per 
via, quali stanche dalle fatiche, quali an- 
noiate dalla disciplina, quali spaventate 
«lalla durata impensatissima della guerra 
che rendeva senza fine l' impegno. 

Pur tuttavia, molte e molte rimasero, 
altre, che non erano accorse al jn'inio 
aijpello, si offrirono dopo e l' offerta, se 
non abbondante coinè in principio, ò 
ancora oggi soddisfaciente. Bastevole a 
riempire i vuoti, a colmare le defezioni, 
ad attendere al compito sempre piti dila- 
gante di assistere i combattenti sempre 
più numerosi, in una guerra sempre inii 
accanita, per un tempo sempre più in- 
determinato? No, certo, se il Governo 
stesso, dopo aver accettato i servigi 
delle infermiere offerte da Associazioni 
e da Comitati, s' ò ridotto a chiedere 
direttamente l' arruolamento, sempre 
volontario, s' intende, di infermiere per 
i suoi numerosissimi ospedali. 

Mai sarà possibile un censimento di 
questo esercito femminile, di cui non 
esistono i ruoli uh le matricole. Soltanto 
della Croce Rossa, che è un organismo 
quasi statale, si può dire che le sue in- 
fermiere sono circa diecimila, di cui più 
di seicento hanno prestato servizio in 
zona di guerra. Ma chi potrà mai dire 
il numero delle signore della Croce 
Bianca, Croce Verde, Stella d' Italia, 
Samaritane, Dame della Miseri(!ordia. e 
degli Ulììci Municipali di Assistenza, 



che hanno lasciato i loro agi, trascurata 
la loro salute, rinunziato alla h»ro vita 
consuetudinari}!, per dedicarsi tutte al- 
l'assistenza sanitaria dell'esercito? 

Vestite di bianc») con croce rossa 
grande sul petto e velo bianco pure 
crociato di rosso — oppure con altro 
simbolo sociale — le donne infermiere 
hanno assaporato i)cr mesi e mesi tutto 
il calice dolce e amaro del sacrifìcio. 
Non imjtorta loro di essere i)areggiato 
agli ufficiali subalterni e, se sono in zona 
di guerra, non importa loro portare il 
bracciale che le distingue valenti e va- 
lorose fra tutte, se furono prescelte a 
quel posto di onore e di i>ericolo. La 
loro gioia, come hi loro missione, non 
è di questi giorni i)a8seggieri e terreni: 
ò più alta e più remota per quelle che 
la vedono in Dio, è più profonda in 
quelle che la vedono nella loro propria 
coscieìiza. 

Pure, la riconoscenza pubblica e il 
riconoscimento ufficiale debbono giun- 
gere alle meritevoli, anche se costi un 
rossore alla loro modestia. Non sono 
croci di cavalierato.... sono iiiù e me- 
glio : sono nastrini della medaglia al 
valor militare, come portano sul petto 
Elda Galli, Ina BattisteUi, Fanny L.z- 
zatto di Udine ; Lina Nobili di Livorno ; 
Berta Pozzolini, Tommasina Baldi di 
Firenze ; signorina Cerruti di Roma. 
È l'encomio solenne tributato alle con 
tessine Alessandra e Teresa Porro, 
figlie del Sottocapo di Stato Maggiore 
nell'esercito; e alla signora Ida Chiap- 
jnroni Tirelli di Torino. È la medaglia 
di bronzo conferita a Elvira Bonetti 
e Amalia Bonin segni di Firenze: tutte 
citate nel bollettino ufficiale del Mini- 
stero della Guerra con motivazioni di 
altissimo valore. 

Tutte non sono, 'Biicor vegete se 
anziane, ancor fresche se giovani, ma 
vive e disposte a continuare sino alla 
fine il loro nobile servizio? 

Va il riconoscimento ufficiale del 
merito e del più grande sacrificio a in- 
coronare la loro onorata tomba : così ò 
della Principessa Luisa Corsini di Fi- 
renze, della signorina Onorina V^inai, 
della signorina Eugenia Guy, della si- 
gnorina Bianca di Prampero, della si- 
gnorina Annetta Rosso, della signorina 
Elena Riccomanni, della signorina Ma- 
ria Bertoldi, della signorina Maria 
Valla, della signorina Leonilde Cabrai.... 
tutte morte per malattia contratta in 
servizio, così come si esprimono i bol- 
lettini delle Associazioni alle quali ap- 
partenevano. 



246 — 



Non poche dame «Iella Croce Rossa 
vollero comi)iere un' altra oy)eia di pietil 
e, insieme, un altro sacrifìcio: quello 
della integrità estetica. Prima di tutte, 
a offrire numerosi brani della propria 
l)elle per risanare le ferite di un soldato 
altrimenti condannato a soccombere, 
fu la signorina Diana Stella, die ne fu 
rimeritata con medaglia d'argento. Ma 
l)oi molte altre ne seguirono l'esempio.... 
tante altre che, avendo io domandato 
all' Ufficio Centrale dell' Asso<;iazione di 
conoscerne i nomi, mi fu risposto che 
da principio li registravano, ma poi non 
ne tennero neppur più nota, tanti erano ! 

La valorosa schiera i>assa così, nel- 
l' oscurità e nel silenzio, senza medaglie 
né lodi, i>aga di aver compiuto un do- 
vere patriottico ed umano, un atto di 
profonda feminina pietà. 

Ma la caratteristica del contributo 
femminile alla guerra nazionale, è, ap- 
jninto, questa non numerabilità e questa 
non nominabilità. Certo, nomi si son 
fatti: ma pochi in confronto alla massa 
delle meritevoli. Nò censimenti mai si 
potranno fare, appunto perchè si tratta 
di massa. Chi sommerà, ad esemi)io, le 
cifre delle ■« Visitatrici » che in ogni 
città, da ogni comitato, per ogni ospe- 
dale, si son viste compiere la modesta 
eppure tanto preziosa opera di visitare 
i soldati degenti'? 

Sono state centinaia di migliaia che. 
compatte, seguirono la parola d' ordine 
espressa da S. M. la Regina Elena Fu. 
infatti, la Regina la i>rinxa a pensare al 
sollievo grande che i soldati, ancora in 
tronati o doloranti della battaglia, sper- 
duti in malinconici locali, in paesi sco- 
nosciuti, avrebbero tratto dalla presenza, 
dalla parola, dalla bontà suadente di 
donne, comprese del patriottico do\ere 
di tenere alto il morale del milite con 
la certezza che il Paese tutto si occu- 
pava di lui. Sono state queste Visita- 
trici le organizzatrici degli Alberi <li 
Natale, delle Befane, dei festeggiamenti 
per solennità nazionali, che hanno ral- 
legrato gli ospedali, che hanno condotto 
qualche ora di serenità nell'animo in- 
tristito dei soldati, precisamente perchè 
la festa ricordativa li trovava così lon- 



tani dalle famiglie! Sono state queste 
Visitatrici ad alimentare di continui pic- 
coli doni, di ghiottonerie, di innumere- 
voli servigi il nuovo sentimento di ri- 
conoscenza che, dal plebeo soldato si 
volgeva alla donna che beneficava e 
dalla dama al i)lebeo soldato che offriva 
l'occasione di far beneficio! Non mai 
supposti possibili legami di confraternità 
umana, a traverso l'abisso del dislivello 
secolare, si sono intessuti fra i fin qui 
così estranei strati sociali, per virtù di 
queste donne pietose che, accanto al 
letto del soldato ferito o malato, hanno 
saputo i)rodigare le cure di una sorella, 
di una sposa, di ima madre. Quante 
bestemmie, patriottiche o religiose, la 
paziente bontà dello infermiere e delle 
visitatrici, le sorridenti indulgenze, la 
generosità che non vuol nulla in ricam- 
bio, non hanno saputo frenare e, anche, 
convertire in un buon sentimento ! 



Com'era nel suo gusto e nelle sue 
tradizionali attribuzioni, la donna ita- 
liana ha enormemente lavorato d'ago 
per r esercito nazionale. Vecchie impre- 
parazioni di stato e imminenti bisogni 
di larghissime disponibilità in ogni sorta 
di indumenti, così per gli ospedali mi- 
litari come per l'esercito in campo, hanno 
imposto, e alla donna come cittadina e 
al governo come aduna^ore e organiz- 
zatore d' ogni forza produttiva, il coni 
pito di assumere e di attribuire una tale 
responsabilità. Per le dotazioni ospita- 
liere, per le forniture all'esercito, sia 
di indumenti militari in genere sia di 
indumenti di lana in ispecie, subito, fin 
dall' inizio della guerra, si fece ricorso 
alla collaborazione femminile. 

Sorsero, così, dovunque laboratori 
d- ogni specie per apprestare questo ne- 
cessario — che fu, nel secondo anno di 
guerra * commissionato » direttamente 
dal Governo, ma che nel primo anno 
fu lasciato quasi completamente alla 
iniziativa privata, con mezzi raccolti da 
donne e con mano d' opera gratuita fem- 
minile — e quel molto superfluo che, dal 



a □ a a ■ a 



■«.... la Profumeria CARLO ERBA di J 

■ Mi/ano e la più raccomandabile alle Signore perdio ■ 

■ garantita igienica » * 

DBBBDHliBBaBaBBDHaDnBBHBaBBQHBei 



247 - 



pviiu'ipio ad oggi, è stato apprestato cou 
mezzi e con opera leniminili, e che, se 
pur chiamato «snperHno »• in quanto non 
ai»i)artiene j)ropriamente alla dotazione 
militare, si rivelò fui dal principio, quasi 
luti per ragioni morali clic materiali, in- 
dispensabile. 

All'uopo le donne si riunirono in 
sciami laboriosi : chi aveva palazzi oft'rì 
salotti, chi aveva semplici case oft'rì 
le proi)rie stanze; queste e qtielli rac- 
colsero amiche, conoscenti, estranee, 
aderenti, cioè tutte quelle che non ave- 
vano altro da oftrire ohe denari per 
r acquisto delle materie prime o braccia 
I)er la * confezione * degli oggetti. Le 
associazioni, che già fruivano di locali 
e di una organizzazione, adunarono le 
socie, indissero sottoscrizioni, pianta- 
rono macchine da cucire, tavoloni da 
taglio, tavolini da lavoro nelle loro sale 
di adunanze; lasciarono alle forbici, ai 
rocchetti, ai ditali, ai ritagli il campo 
già occupato da riviste e da giornali; 
e se un qualche scartafaccio rimase su- 
perstite dalla dirotta e salvo dall' esilio, 
fu un grosso registro di * partite * di 
consegna e di ricevimento di lavoro. 

Questo spettacolo apparve subito 
piacevole ed interessante all'osserva- 
tore. Le associazioni femminili son tutte 
ispirate da un femminismo, dirò, statu- 
tario : il fatto stesso della consociazione 
(così estraneo fino a vent' anni addietro 
allo spirito particolaristico e famigliare 
della donna) è una riprova che uno dei 
cardini femministici è accettato : cioè il 
concetto della unione che fa la forza, 
della forza che ò necessaria al conse- 
guimento di ogni miglioramento, del 
miglioramento sociale che deve essere 
non la conquista di poche elette o ar- 
rabbiate, ma l'aspirazione ideale di tutta 
la femminilità. Ora, lo spettacolo di 
questo femminismo dalle * forme * ma- 
scoline soltanto perchè manifestante un 
sostrato di intellettualità, che, dall' oggi 
al domani, senza rivolte, senza recri- 
minazioni, così, placidamente, serena- 
mente, abbandona il suo proprio campo 
ufficiale, per lasciare il passo e il regno 
a quella, fra le manifestazioni della an- 
tica possibilità nuiliebre, che è la più 
cai'atteristica : il cucito — è interessante 
e bello e sopratiitto istruttivo. Non è, 
come alcuno potrebbe credere, la riprova 
che il femminismo era stata una masche- 
ratura, una posa, cioè un' artifiziosità 
presto rizzata e j)resto deposta perchè 
non teneva a nulla «li profondo, di sen- 
tito, di sostanziale. È la riprova che il 
femminismo non fu quel veleno coiTom- 



pento che tanti e tanti avevano temuto 
o creduto o ostentato temere o osten- 
tato credere; che si può essere eccel- 
lente femminista, cioè animata da ispi- 
razioni di cidtura e di diritti superiori, 
desiderosa di una miglior valutazione 
sociale e pronta, anche, ad accettare 
gli atteggiamenti i)iù battaglieri per rag- 
giungere una tale valutazione.... senza 
perciò far getto delle attitudini e dei 
saperi antichi, anzi pronta ad apprez- 
zarne l'utilità, anzi prontissima a porre 
a servizio della confraternità umana la 
preziosa esperienza tradizionale. 

Questo ha dimostrato il subitaneo 
ai-dente ritorno dello donne ascritte ad 
associazioni ed anche di quelle che senza 
essere ascritte sentivano femministica- 
mente, alle antiche occupazioni femmi- 
nee : per queste donne, l' ago, il roc- 
chetto, il ditale, non hanno voluto dire 
né una conversione alle antiche fedi 
rinnegate, né una liberazione finalmente 
dalle nuove fedi prese a prestito senza 
convinzione. Hanno voluto dimostrare 
soltanto che la donna vuole essere e sa 
essere ancora e sempre donna: cioè, 
capace di assommare in sé doppie ca- 
pacità e doppie attività da mettere al 
servizio della Civiltà e della Patria: 
l'ago oggi, se Civiltà e Patria chiedono 
ago ; la scheda domani, se Civiltà e Pa- 
tria chiedono scheda. 

Fra tanti laboratori sonovi, natu- 
ralmente, diversità di potenza: la grande 
città ha potuto adunare energie e mezzi 
che non erano consentiti al piccolo cen- 
tro : né perciò v' è differenza di valore 
neir offerta. A Milano, un cospicuo la- 
boratorio di iniziativa privata, é stato 
quello della signora Giulia Crespi-Mor- 
bio ; un altro che, sino a tutto maggio, 
aveva provveduto all' acquisto e alla 
confezione di 43,000 capi è stato quello 
della signoi-a Sita Meyer Camperio; 
mentre il laboratorio del * Lyceum »• 
ha provvisto a sua volta alla confezione 
eseguita per mano delle socie con mezzi 
offerti dalle socie stesse, di parecchie 
diecine di migliaia di capi. La signora 
Eva Carozzi Castelli di Milano dal no- 
vembre '15 a tutto maggio '17 ha fornito 
a sue spese ben 6000 corredi ai soldati 
composti ognuno di 7 capi; il che vuol 
dire che dalla sola sua generosità sono 
stati dsiti 42,000 capi di vestiario inte- 
grativi del corredo regolamentare. Fu- 
rono le signorine telefoniste di Milano 
((piando per lo scoppiar della guerra al- 
cuni servizi telefonici vennero ridotti o 
soppressi) a iniziare per le prime quel 
lavoro nei locali di servizio che poi vcnuo 



248 — 



imitato ili n.'Tici telefonici <li allre pa- 
recchie eitt/, iiieritauilo8Ì tutti un par- 
ticolare encomio dal Ministero delle Po- 
ste e Telejjrafi, Nel solo ufficio di Mi- 
lano, »ei pochi mesi della suddetta so- 
spensione o riduzione del servizio, furono 
eseguiti 27,000 capi. 

A Roma, un alacre laboratorio vo- 
lontario venne aperto dalla marcliesa 
Giulia Centurione Scotto nel proprio jja- 
lazzo. Dal giugno 1915 al dicembre 191B 
gli indumenti confezionati furono circa 
53,000. 

Dalla dama, clie accoglie e dirige 
questo laboratorio, ho saputo un epi- 
sodio gr^ziosissimo, che voglio raccon- 
tare. Le lavoratrici, tutte signore e si- 
gnorine della migliore società romana, 
erano accorse bensì alla sua chiamata 
e lavoravano con lena.... ma, insomma, 
chiacchieravano un po' troppo: e, si sa 
che le chiacchiere fanno perdei-e il tem- 
po. La marchesa Centurione non ve- 
deva di buon occhio.... anzi dirò, non 
udiva di buon orecchio questo cicaleccio 
e avrebbe voluto farlo cessare. Ma come 
riuscirvi, senza urtare la suscettibilità 
di persone che, in fin dei conti, davano 
r opera loro gratuita? Le venne a mente 
di possedere sul granaio una statua rap- 
presentante il Silenzio. La fece pren- 
dere e la mise nel bel mezzo del labo- 
ratorio. 

11 domani, quando le lavoratrici ar- 
rivarono e videro 41 bianco simulacro 
che con un dito fra naso e bocca si 
chiude il varco alle parole.... capirono 
il latino e da allora un operoso silenzio 
regna nelle vaste sale, dalle quali i bei 
mobili, gli ornamenti, le insegne del 
lusso sono stati frattati per dar luogo 
alle sole insegne del lavoro e del pa- 
triottismo. 

E quanti, quanti indumenti di lana 
si sono fatti, dappertutto ! Anche per 
questo, nel secondo anno di guerra, 
provvide il governo a fornire la lana e 
a pagare le operaie. Ma nel i)rimo anno, 
e sino ad oggi, quanta opera gratuita 
è stata fatta dalle donne ! In questo ge- 
nere di lavoro, più diffusa è stata la 
collaborazione; non solo le grandi città, 
ma le piccole, ma i borghi, ma le cam- 



pagne: dovumiuc ci sono state tre don- 
ne — una presidente, una segretaria, 
una cassiera — si ò costituito un Co- 
mitato per foruiri! i soldati di indumenti 
di lana. 

Gli è che da soldati e da comandanti, 
sia dal principio, sia dopo, sia sempre, 
son venute continue richieste di indu- 
menti di lana. Mai ce ne sono stati abba- 
stanza i)er qviei valorosi costretti a lot- 
tare con il gelo e le intemperie delle 
Alpi quasi tanto quanto con gli austriaci. 
E anche qui : chi farà mai la somma 
totale degli iiivii? Molti e molti sono 
I)assati per gli * Uffici doni », per la 
* Pro Esercito * ; ma quei molti sono 
ancora la minoranza. 

La grande maggioranza ha preso la 
diretta via del fronte: ogni piccola città, 
ogni paese, ha voluto beneficare i -« suoi * . 
Vanamente vi sono fatte pressioni per- 
chè la femminilità della provincia si 
•« spersonasse », si facesse l'obiettiva 
benefattrice della gran massa anoniuìa. 

Una certa deficienza di senso nazio- 
nale, ma eerto una ai)passionata cura 
che il compaesano non avesse a soffrire, 
non avesse a j^ensare di essere abban- 
donato dai propri, la sicurezza che il 
frutto del risparmio e della fatica an- 
dava là, in quelle mani, a riparare quella 
persona, hanno contribuito a rendere 
vani tutti i tentativi perchè la spedi- 
zione degli oggetti fosse fatta colletti- 
vamente alla collettività militare. 

Né, per fortuna del soldato combat- 
tente, si è insistito dal Governo in que- 
sta coercizione. Si è lasciato correre. 
Ed è così che, pur dopo due anni e più 
di guerra, ancora le donne agucchiano 
e sferruzzano per i ■« loro » soldati. 

Ho detto che, nel secondo anno di 
guerra, la lavorazione di indumenti mi- 
litari — sia di panno che di cotone e 
di lana — fu, dal Governo, largamente 
affidata alle donne. Le popolane lavo- 
rarono a paga : ma gli uffici-laboratorii 
furono retti, guidati, amministrati gra- 
tuitamente da signore che seppero es- 
sere infaticabili, così nel dare le ordi- 
nazioni come nell' eseguire i controlli e 
i collaudi, facendo da tramite e qual- 
che volta da cuscinetto fra la folla in- 



1 FARINA 


ALIMENTARE 


ERBA 1 


1 la migliore e la più 
■ aumento completo 
1 mente digeribile ed 


economica delle Farine lattee; H 
di alto valore nutritivo, facil- ■ 
assai eu^toso. H 


1 CARLO ERBA 




MILANO V 



— 210 



quieta, e spesso ingiusta «Ielle 0])eraie 
e r autorità militare non sempre illumi- 
nata e longanime e assumendo in ogni 
caso non piccole responsabilità. 

Presa nel suo bel fervore, la donna 
non si h limitata a preparare indumenti. 
Ella hti pensato a mille altre necessità 
imposte dalla penosissima e spesso cru- 
delissima vita di guerra: le mascliere 
contro i gas asfissianti, delle quali i co- 
mitati femminili hanno fabbricato cen- 
tinaia di migliaia ; i sacchetti antiparas- 
sitari, per cui da prima sorse un alacre 
comitato a Milano che poi si diramò 
in altre città ; le i)ezze da i)iedi contro 
i congelamenti, delle quali si fece atti- 
vissima fabbricatrice la Scuola Agraria 
femminile di Niguarda, diretta daUa 
])rof. Aurelia Josz che ne studiò la for- 
nuda chimica; le «fasce composte» 
ideate da una signora inglese e imitata 
iu Italia da comitati sorti appositamente 
a Milano, a Firenze, a Roma: fascie di 
solida tela che, nel mentre adempiono 
perfettamente al loro compito, evitano 
al ferito il tormento di lunghe manipo- 
lazioni e realizzano anche una economia 
perchò possono venir lavate e servire 
per usi successivi; pantofole di riposo 
imbottite di pelo per i degenti negli 
ospedali; zoccoli di vario genere con 
gambali di pelliccia, di paglia intreccia- 
ta, per le sentinelle sui monti ; corpetti 
cosiddetti Cecconi-Cornacchia, dalla si- 
gnora fiorentina che li escogitò, imbot- 
titi di bioccoli di lana da materassi, per 
sui)i)lire alla deficienza di lana filata; 
materassi da trincea imbottiti di carta 
spiegazzata ideati dalla marchesa Vi- 
viani di Firenze.... 

Per tutte queste, e cento altre esco- 
gitazioni, le donne hanno saputo raffi- 
nare al superlativo la loro già cospi- 
cua bravura di utilizzare l' inutilizzabile : 
il cencio, il brandello, il rifiuto di legno, 
di cuoio, di pelliccia, 4i stoffa, il ca- 
scame della coltivazione come la jmla 
di riso, e la x)ula di granoturco. Quanta 
roba, buttata via nei tempi della pacifica 
spensieratezza, è stata raccolta con ocu- 
lata cura e ingegnosamente adattata per 
la creazione di utilità nuove, da queste 
formiche pazienti e provvide ! E qui va 
detto, x)erchò 1' una virtù si riallaccia 
all'altra, delle mille escogitazioni che 
le donne hanno saputo rendere frutti- 
fere per spillare il denaro dalla tasca 
altrui e per far bastare questo <lenaro 
alla i)roduzione. 

Qui sono state maestre e, in verità, 
sono state niirac(dose. Se si ]>otesse in- 
nanzi tutto fare un bilancio dei milioni 



di oggetti che sono stati distribuiti ai 
soblati, ai loro bimbi, alle loro famiglie, 
e dar loro un prezzo commerciale, e se 
si potesse poi mettere di fronte a ({ue- 
ste cifre colossali la relativamente esi- 
gua cifra per quanto raccolta e adunata 
a soldo a soldo con molta fatica del 
denaro che v' è stato impiegato, si re- 
sterebbe stupefatti. Donne, che nella 
loro casa avevano l'abitudine, consen- 
tita dai mezzi, di spendere senza con- 
tare o di consumare senza riguard<j), son 
diventate oculatissime amministra trici, 
persino avare, persino, sto per dire, me- 
schine quando s' è trattato di difendere 
la cassa e di moltiplicarne l'efficienza 
di un comitato benefico. Non parlo di 
tutte le altre, la gran massa borghese, 
già usa, per la notoria povertà della 
borghesia italiana, a soppesare il cen- 
tesimo e il frustolo. 



Un esempio preclaro <fi. queste bra- 
vure lo ha dato il Posto di Ristoro alla 
Stazione Centrale di Milano. 

La guerra non' era ancora dichiarata : 
ma la visione della certezza imminente 
si faceva ogni giorno pili cospicua. Pas- 
savano già treni 'carichi d' armi e di 
truppe e per le stazioni, frammisti ai 
viaggiatori incuriositi e commossi, si 
vedevano gruppi di soldati in attesa del 
treno che li avrebbe portati ai confini. 
Per mesi durò questo movimento pre- 
monitore; ma quando nel maggio 1915 
la guerra apparve inevitabile e le truppe 
in partenza ed in transito assunsero pro- 
porzioni grandiose.... allora qualcuno 
pensò ai loro disagi e alla loro tristezza, 
che un sorso d' acqua e un sorriso 
buono avrebbero in qualche modo con- 
fortato. 

Ad iniziativa delLa Sezione Milanese 
della Croce Rossa, sorse così il primo 
Posto di Ristoro alle stazioni: e il fun- 
zionamento venne quasi del tutto affi- 
dato a un gruppo di dame, le quali, è 
bene notarlo, da quell' ormai lontano 
maggio, giorno e notte si alternano nel 
servizio. 

Dal ])rimo giugno 1915 al 30 otto- 
bre 1916 esse hanno assistito e risto- 
rato circa 750,000 soldati in transito con 
una spesa media di L. 0,20 i>er soldato. 
Nessun sussidio ufficialo venne dato: 
né dalla Croce Rossa, nò dall' autorità 
militare, ne})pur (piando questa, avendo 
apprezzato il servizio, permise una va- 
sta organizzazione di Posti di Ristoro 
per tutta Italia (della qual cosa fu iu- 



250 — 



caricat.'i la Pnncii)cssji di {Donnino di 
lioiiia, ora defunta) e uè sussidiò il l'iiii- 
zionamento. Sempre, il Posto di Ristoro 
di Milano ha provveduto da sé alla pro- 
pria esistenza, traendone i mezzi sia 
dalla larga generosità dei cittadini, sia 
da numerose e ingegnose ■« trovato > 
nella raccolta e utilizzazione di oggetti 
inutili, rifiuti, cascami, ecc. 

Un'altra grande imjjresa, basata so- 
pra l' utilizzazione di un rifiuto della 
vita quotidiana — il giornale — è stata 
quella dello Scaldarancio. L' invenzione 
non è italiana, anzi è giapponese: nò i 
primi ad adottarne l' impiego sono stati 
gli italiani. Già nell'inverno del 1914-15 
se ne servirono i francesi ; ma quasi spo- 
radicamente e certo privatamente. Fu 
un giovane e valoroso volontario delle 
Argonne — Umberto Umerini, fratello 
della signora Clara Ferri, presidente 
della Unione Femminile Italiana, con 
sede centrale a Milano — a recarne un 
campione in Italia. Subito, la detta As- 
sociazione si ])ropose di fabbricarne i)er 
i nostri soldati ; e, radunato il materiale 
necessario, ne fabbricò mezzo milione 
che spedì al fronte. 

Ma intanto, altre due signore, Bianca 
Nigra e contessa Dal Pozzo, si facevano 
iniziatrici della stessa fabbricazione, ciò 
che consigliò a una fusione delle due 
iniziative. L' opera, poi, ampliata e ar- 
ricchita di nuove forze, anche maschili, 
divenne 1' « Opera Nazionale dello Scal- 
darancio » all'incremento della qiiale 
hanno lavorato migliaia di donne, sia 
che appartenessero a un Comitato di 
Assistenza, sia che si fossero riunite 
appositamente per la fabbricazione del- 
l' ormai famoso ed indisx)ensabile roto- 
lino. Tanto indispensabile che l' Inten- 
denza Militare dell' esercito — la quale, 
come per tante altre cose, da principio 
aveva lasciato fare, senza osteggiare ma 
anche senza appoggiare — ha finito per 
riconoscere l'Oi)era quale una istituzione 
sua propria per la i)roduzione di un 
mezzo di riscaldamento del rancio alle 
truppe in trincea. Su tali basi, l'Opera 
Nazionale dello Scaldarancio, dopo aver 
fornito, dal momento della fondazione 
(estate 1915) a tutto giugno del 1916, 



89,106,702 scaldaranci, veniva unicial- 
mente incaricata di fornire 15 milioni 
di scaldaranci al mese, vale a dire (Oie i 
la produzione doveva farsi nella misura ' 
giornaliera di 500,000 scaldaranci, ri- 
chiedenti 3000 rotoli di carta, 18 (]uin- 
tali di carta, 17 quintali di paraffina. 
Tutto questo senza contare il gran nu- 
mero di pacchi che l'Opera invia dirot- 
tamente e continuamente ai soldati che 
no fanno personale richiesta. 



Dico la relazione a stampa del Co- 
mitato Lombardo per i stddati mutihati 
in guerra: * L'iniziativa prima del Co- 
mitato è dovuta a un gruppo di signore 
milanesi, riunitesi al generoso intento 
di fornire di arti i soldati mutilati in 
guerra. E poiché Milano è stata la pri- 
ma città che abbia creato un organismo 
comj)lesso e magnifico prò mutilati, se- 
guita i)oi da altre città italiane, così può 
dirsi che di tutta la rete di oi>ere <li 
assistenza e di rieducazione dei soldati 
privati dalla guerra di una qualche fa- 
coltà vitale, distesa ormai sull' Italia, 
le primissime maglie furono tessute dal 
cuore e dall'ingegno delle donne mila- 
nesi ». Questa prima l'iunione ebbe luogo 
in casa della signora Teresa Junk Gar- 
b agnati. 

Alla signora jìrof. Lavinia Mondolfo 
di Milano si devo poi la costituzione del 
primo Comitato, sotto gli auspici del 
Comune della città, per la rieducazione 
professionale dei soldati ciechi. Ora, sia 
alla tutela sia al conforto dei soldati 
ciechi e mutilati collaborano numero- 
sissime donne, quali come appartenenti 
ai comitati ed alle istituzioni sorte a 
tale scopo, quali come raccoglitrici di 
somme cospicue da devolvere a benefi- 
zio degli stessi». 

Si può citare, a cagion d' esempio, 
la signora Maria Bertini di Como, la 
quale da sola e senz'altro aiuto del pro- 
prio buon volere ha raccolto dalla cit- 
tadinanza e dagli amici parecchie die- 
cine di migliaia di lire con particolare 
destinazione ai soldati ciechi. 



L'RSPIRlHn "ERBn,, (nspirolìna) 

si vende in tutte le farmacie d* Italia 

allo stesso prezzo cui si vendeva l'ASPIRINA TEDESCA 



prima della guerra cioè a — 
CARIBO CR.BA 



L 1,25 i 

per tubetto 



^^ , ^ ^ ^, ^ da 20 tavolette 
MUDANO da 50 cg. 



2Ó1 



In fatto (li tutela morale. del soldato, 
non bisogna dimenticare quanto le donne 
hanno fatto con altre iniziative, le une 
arriso da successo, le altre no, ma tutte 
ispirate da un pietoso sentimento di 
bontà sussidiatrice. Di queste ultime 
piu) accennarsi alle Madrine del Soldato 
le quali in alti*e nazioni hanno dato ot- 
timo risultato, mentre in Jtalia dopo 
vita, ove stentata ove burrascosa, hanno 
dovuto declinare.... più per la imprei)a- 
razione, dirò così, morale degli uomini 
che non delle donne. Delle prime, ac- 
cenno alle Case del Soldato (a Genova, 
ad esempio, sorta i)er iniziativa dell' as- 
sociazione femminile < Pro Patria ») alle 
Biblioteche per soldati, al j)ane per i 
]»rigionieri e ricerche dei medesimi, alle 
Messe del Soldato e altre assistenze re- 
ligiose dovute queste alla •« Unione fra 
le donne Cattoliche » ed altre svariato 
iniziative locali congeneri. 



La guerra ha le sue spaventevoli 
esigenze alle quali non v' ò cittadino che 
iion debba chinar rassegnato il capo. 
Le famiglie si sijezzano brutalmente e 
spesso definitivamente. Chi parte — il 
soldato — quando non ha in cuore al- 
tra fede, altro entusiasmo, è sorretto 
da quella rassegnazione che è latta dalla 
impossibilità di ribellarsi anzi dal peri- 
colo di ribellarsi : un confuso senso del 
dovere, anche negli animi iniì ignoranti 
o pili indocili, tien vece di consapevo- , 
lozza a un'impresa nazionale. Ma ove. 
poi il partente abbia nel cuore una fede, 

un entusiasmo, una consapevolezza 

allora sullo strazio del distacco si di- 
stende il provvido balsamo di una quasi 
insensibilità, di un quasi oblio. Ma per 
i rimasti le spaventevoli esigenze della 
guerra sono piti dure a tollerare ; e però 
qualun(iue opera, che torni loro di sol- 
li<n'^o, è non solamente umanitaria ma 
]»olitica. Guai a quella nazione, fra i 
cui rimasti circola il malcontento, scr- 
jicggia la smania della fine! 

Lo Stato Ente non si era mai presa 
alcuna cura morale dei rimasti. La psico- 
logia della folla esulava dagli studi de- 
gli amministratori della guerra, come 
(la quelli dei relativi legislatori. Quanto 
ai condottieri, essi avevano altro a cui 
l»ensare. Che la ripercussione della guerra 
agisse in un modo i)iuttosto che in un 
altro sul popolo, non pareva problema 
urgente e forse neanche reale allo Stato 
Ente. Eirore in ogni tempo forse: ma 



Oggi il ])opolo esige che il suo proprio 
parere sia valutato e abbia jieso deci- 
sivo; e, tanto più lo esige, in qiianto la 
guerra ha cessato di essere funzione mi- 
litsiresca per diventare funzione nazio- 
nale: oggi la guerra non la fanno sol- 
tanto i soldati che jìartono, ma anche 
i civili che restano. Pensare sentimen- 
talmente alle necessità sentimentali di 
(luesta più grande parte della nazione, 
doveva essere compito della donna che, 
della grande parte, è la maggioranza. 
La comprensione delle ansio delle mogli 
delle madri delle sorelle, di tuttele donne 
che per un legame o per 1' altro hanno 
un uomo caro al fronte, non poteva non 
venire dal i>ronto intuito affettivo della 
donna. È così, per virtù di questo in- 
tuito, che è sorto l' Ufficio per notizie 
alle famiiiUe dei militari di terra e di 
mare, ideato e promosso dalla contessa 
Lina Gavazza Bianconcini di Bologna, 
istituzione riconosciuta e ap])oggiata dal 
governo e dalle Autorità Militari, diffon- 
dente le sue innumerevoli ramificazioni 
in ogni parte d' Italia. 

Questo ufficio ha il compito di rac- 
cogliere e riallacciare le file sparse e 
spesso rotte dei legami famigliari: di 
dare alle famiglie, sempre assillate dal- 
l' ansia, spesso straziate da incertezze 
orrende, quel punto d' appoggio che vie- 
ne dalla conoscenza dello cose, e fos- 
sero le cose anche le più crudeli : di 
riequilibrare gli animi sconvolti, di dare 
una direzione alle ricerche, alle notizie, 
agli aiuti. 

Fra le molte iniziative muliebri, di 
vera utilità sociale, forse questa degli 
Uffici notizie è la più indiscutibilmente 
e largamente utile, perchè giova non a 
una parte più o meno grande di popolo, 
ma si distende su tutta la penisola e 
mentre involge la grande e la piccola 
città, giunge a frugare nei più remoti 
j)aeselli, entra nei casolari sperduti, si 
dilunga per i meno battuti sentieri. 
Milioni di lettere scritte dalle donne 
degli Ujfflci notizie hanno percorso da 
un capo all'altro l'Italia: e il cuore 
femminile, nella modesta prosa episto- 
lare che recava alla famiglia, la notizia 
della salvezza o della morte del soldato, 
ha saputo trovare quella i)arola di gioia 
o quella parola di rimpianto che rende 
sacro (jualsiasi sacrificio fatto nel nomo 
della Patria. 

L' Ufficio notizie ha un Consiglio di 
Presidenza, sedente in Bologna, del 
«juale è presidente la fondatrice, e 16 
sezioni e 73 sottosezioni distrettuali, 
presiedute tutte (salve pochissime) da 



252 — 



donne e fatte funzionare da migliaia di 
donne, signore e signorine A^olontarie al 
compito ed infaticabili noli' assolverlo. 



Fu nel tardo pomeriggio di un giorno 
dell'agosto 1914 clie una signora abi- 
tante in Milano, la contessa Angelina, 
Serdini De IMari, incontrata per via una 
amica le sottoy)ose un suo progetto di 
])reparazione civile. Giungevano dai paesi 
belligeranti notizie di inauditi fatti: or- 
ganizzazione antica e lungimirante dei 
tedeschi ; assenza di ogni organizzazio- 
ne, sia vicina cbe remota, di francesi 
e d'inglesi e russi; rapido e crudele 
risultato invasore ed affamatore sul 
suolo invaso dai primi; ritirata, caos 
civile e militare dei secondi. L' Italia 
guardava e rabbrividiva. Gran merco 
alla neutralità prontamente dichiarata, 
non si vedeva che altrettanti orrori fos- 
sero imminenti per lei. Cioè: la mag- 
gioranza, la grandissima maggioranza, 
riteneva che neppure fossero possibili 
mai, che mai la nazione avrebbe lasciato 
il suo atteggiamento di spettatrice. Que- 
sto garantiva il colore e la composi- 
zione del Parlamento: questo pareva, 
garantire lo stesso Governo. 

Perchè mai alle donne soltanto — al- 
lora in quell'agosto 1914 — venne a 
mente che la neutralità potesse essere 
abbandonata? Non certo suggeriva la 
ipotesi, in quel tempo poco meno che 
assurda, una esperienza politica o un 
gusto guerresco! Le donne non sape- 
vano nulla di nulla, in fatto di rapporti 
internazionali e di direttive interne; né 
mcn che mai, auguravano — ne fosse 
andata di mezzo anche ogni piiì sacra 
rivendicazione — l'entrata in campo 
della nazione ! Ma fu forse queir istinto 
segreto e profondo del pericolo, che la 
natura ha dato alla femmina i)erchè le 
serva a salvaguardare la razza e a tu- 
telarla ; quel tìnto della fiera madre che 
sente di lontano il cacciatore, quella vi- 
sta della chioccia che scorge il falco nelle 
nubi.... fu questo inconsapevole vibrare 
])remonitorio all' a|)prossimarsi della ca- 
tastrofe, che mise nel cuore delle donne 



italiane il brsogno ardente di prepararsi 
ad ogni eventualità. Volendo attribuire 
a tale istinto l' iniziativa primigenia della 
donna, jier qualcosa che fosse salva- 
guardia e tutela della nazione, non si 
])uò meravigliare che lo stesso proposito 
di concretare in un j^rogramma pratico 
r oscura prescienza sorgesse contempo- 
laneament^ nelle donne di Milano e di 
lioma, come infatti avvenne. A Roma, 
r iniziativa partì dalla contessa Spal- 
letti, presidente del Consiglio Nazionale 
delle Dame Italiane. 

Bisogna dire però, per la storia, che 
l'annunzio, dato dai giornali, dei nuovi 
Comitati femminili di Preparazione v.w- 
colse il compatimento e il dileggio ge- 
nerale. Qualcuno non compatì e non 
sogghignò: ma la maggioranza, e vo- 
glio dire la maggioranza mascolina che 
era ostinatamente neutralista, trovò che 
le donne stavano semplicemente j'^i' 
perdere la testa. Né mancò neppure chi 
gridò allo scandalo, come se la femmi- 
nilità italiana, i)reoccnpandosi x^rudcn- 
temente di parare alle possibili conse- 
guenze di una eventuale guerra, conse- 
guenze che avrebbero potuto tornare 
disastrosissime se piombate sopra un 
popolo inerme ed immemore.... aves- 
sero voluto atteggiarsi a interventiste 
e magari guerrafondaie. 

Gli eventi dovevano dar ragione a 
queste donne mattiniere. Dopo i)oclii 
mesi, e quando già una vasta rete di 
Comitati femminili stendeva le sue ma- 
glie su ogui provincia d' Italia, il Go- 
verno stesso imponeva ai Comuni la 
composizione di Comitati di Prepara- 
zione a Assistenza. E questi, natural- 
mente, chiamavano nel loro seno un 
gran numero di donne, quando non as- 
sorbivano addirittura i Comitati fem- 
minili. La non mai A'ista collaborazione 
di uomini e donne in affari di utilità 
pubblica, dette ottimi risultati. 

Dovunque gli uomini videro che non 
era afiar loro, cedettero il posto alle 
donne; dovunque le donne videro che 
r affare era pivittosto altrui che i)i'opri(), 
si contentarono di restare in ultima li- 
nea. Una cosa va rilevata e va fermata 
in modo particolarissimo in questo ar- 




L' IDEALE OEi LUSSATIVI PER AOUITI E BAMBIRI 

non iRRiTR, non prouocr coliche 

= In tutte le farmacie in scatole da 25 discoidi === 
I^E-PRTIT FARMACE-XJTICI - MUDANO 




- -253 



lieolo: questa cosa ^ una rlvohizìoue e 
una esperienza e, dunque, una veritii. 
AOglio (lire che il giorno in cui a un 
iiinnicipio ((ualunque — il ])iù vasto il 
liiiì forte il più ricco — venne conuin- 
(1:1 to uu lavoro veramente di tutela di 
liciiessere e di utilità cittadina; in cui 
il uu Consiglio Comunale fu imposto 
<l:igli eventi di uscire dalle competizioni 
di jìarte, dalle accademie fra maggio- 
ranza e minoranza, per attendere alla 
lotalitìl dei servizi con intenti non sol- 
lauto amministrativi o estetici o poli- 
ii<i, ma pratici e immediatamente be- 
]i(lici.,.. quel giorno i Municipi e i 
Consigli Comunali si atìrettarono a chia- 
mare in aiuto le donne. 

I disoccui)ati, i hambini, i malati 
Aale a dire quella diseredata cittadi- 
nanza, che per anni era rimasta V ul- 
tima preoccupazione delle amministra- 
zioni comunali, assai più infatuate di 
elezioni o di beghe personali e di pro- 
grammi edilizi o tranviari hanno tro- 
vato, mercè la guerra, chi si è dedicato 
al loro sollievo : la donna. Né sembri pic- 
colo compito: per il mio grosso volume 
JjU donna della nuova Italia, uel <iuale 
ho raccolto tutto intero il contributo 
femminile alla guerra attuale, ho avuto 
sott' occhio centinaia di pubblicazioni 
TI ttì ciali, rappresentanti la somma del 
lavoro compiuto dai Comitati Cittadini, 
espr(\ssi dal seno delle Amministrazioni 
C<miunali di altrettante città: i nomi 
delle donne che v'hanno preso parte, 
(juando non afì'ogano sotto la loro onda 
i nomi di uomini, li bilanciano. 



Ma si è pur detto e ripetuto che la 
donna sente, innanzi tutto, d' essere 
madre, che l' istinto della maternità la 
investe sin da. quando, creaturina ap- 
pena cosciente, prodiga baci e ninna- 
nanna alla bambola i)er divenire 

croce e delizia., di cui si i)ascerà e 
sofl'rirà sino al termine della sua vita. 

E vero. E così vero, che, forse, la 
larga tutela data dalle donne italiane 
ai bimbi dei richiamati, a quei piccoli 
che la guerra rendeva provvisoriamente 
orfani di padre, spiando il nuunento 
atroce di renderli orfani definitivamente, 
])uò essere con facile asserzione attri- 
buita alle ten<lenze cieche del sesso, 
jiiuttosto che al consapevole volere della 
cittadina. 

Non è stato così. Certo, fra i tanti 
com])iti ai (piali ]>oteva venire applicata 
l'opera della donna durante la guen-a, 



l'assistenza ai feriti e l'assistenza, ai 
bimbi dei combattenti tornavano di più 
immediata applicazione come (pielle che, 
dando subito modo di assecondare gli 
istinti i)ietosi o materni, sfruttavano la 
nativa sentimentalità della donna p(n* 
un' azione di utilità pubblica. Ma la vi- 
sione intera dell' ampio contributo dato 
alla donna alle molteplici necessità na- 
zionali — in mansi(mi le più diverse e 
le piìi avverse alla tradizionale desti- 
nazione del sesso — toglie questa tac- 
cia di facilità, di consentaneità costi- 
tuzionale, al contributo dato nell' assi- 
stenza agli infermi, ai feriti, e ai bambini. 
Piuttosto, anche qui, si ripetè il feno- 
meno, in varie guise manifestatosi uel- 
r assistenza di guerra: nell' ofterta d(d 
contributo ogni donna si \Aivi/.h quasi 
automaticamente in uu determinato luo- 
go, secondo il già avvenuto piazzamento 
sociale. Voglio dire che, come la * si- 
gnora » appartenente all' aristocrazia o 
alla borghesia ricca o benestante, si 
arruolò nella schiej-a delle infermiere e 
delle visitatrici, la •« signorina » del- 
l' aristocrazia o della borghesia ricca e 
benestante si arruolò nella schiera delle 
tutrici dell' infanzia. Il che — senza pre- 
tesa di farne un dogma — può forse 
dimostrare che le possibilità economiche 
entrano per gran parte nelle possibilità 
fattive e che, come male sarebbe infe- 
rire da queste frequenze che soltanto 
le donne ricche sanno coltivare senti- 
menti filantropici, sarebbe peggio infe- 
rire, dalle corrispondenti assenze, che 
la donna della piccola borghesia e il 
vasto mondo d(dle dcmne lavoratrici sono 
estranee a tali sentimenti. 

« Nidi di bambini », •« Ali materne », 
* Stanze di bambini », ricreatori, asili, 
sorsero a centinaia: in alcuni di questi 
ricoveri, le signorine si assunsero la cui'a 
completa dei bimbi, dalle più umili man- 
sioni alle pili igieniche precauzioni; il 
nutrimento, la nettezza, la compostezza, 
la ricreazione, il riposo furono egual- 
mente curati da mammine altrettanto 
acerbe (pianto gratuitamente oppresse, 
invigilate dall'alto da donne esperte, 
educatrici. E ogni sorta di lavori, di 
doni, di elargizioni furono compiuti e 
cercati e distribuiti a sollievo dei bimbi 
e delle loro famiglie: la donna italiana 
si rese conto che, tutelando la salute e 
il benessere dell'infanzia compiva non 
soltanto un immediato dovere umano, 
ma un dovere altissimo di cittadimi, a 
remota rii)ercus8Ìone di j»atria fortuna. 

La ideatrice dei Nidi per lianibini 
fu la scrittrice Solla Bisi Albini, la 



qnalo, (Tinjrorido nn.i rivista dostlnata 
alla IViiiiniinilità e per il tramite della 
medesima potendo disporre di \m con- 
tingente atìezionato e docile al sugge- 
rimento, ebbe la soddisfazione di presto 
veder sorgere un po' dovunque e sino 
nella lontana Sicilia, i ■« nidi » da lei 
caldamente patrocinati. Nei « nidi > ap- 
punto la intera assistenza ai bimbi si 
compie volontariamente da signorine. 

Le Stanze ])er bambini di Torino 
— l'assistenza ò latta da persone re- 
tribuite — furono ideate dalla signora 
May Trivero Biiggs : a Bologna, la si- 
gnora Gbiron-Sanguinetti fu la prima 
apprestatrice di asili per i bimbi dei 
ricbiamati; a Roma, la signora Ida Ma- 
gliocclietti, curò e patrocinò la fonda- 
zione di un Asilo della Patria partico- 
larmente riserbato agli orfani dei Mi- 
litari; a Genova la dottoressa Ester 
Bonomi ampliò la cercliia della sita va- 
sta attività benefica in prò dei lattanti 
e delle puerpere per includervi 1 piccoli 
e le donne dei ricbiamati con partico- 
lare attenzione di quelli e di quelle cbe 
risedevano, col ricbiamato, dalle lon- 
tane terre d' oltre mare ; a Palermo un 
Asilo dei lattanti sorgeva per iniziativa 
della signorina Maria Nobile.... 

La ardentissima dedizione con la 
quale la donna italiana si è i)rofusa nelle 
opere di assistenza ai bambini, accom- 
](agnando la dedizione con oculati studi 
ad e8i)erimentati sistemi, avrebbe do- 
vuto valerle — ancL e a prescindere della 
superiore sua destinazione naturale — 
una larga partecipazione in quella prov- 
videnza clie lo Stato ha organizzato non 
ò molto a prò degli Orfani dei caduti 
in guerra. Ciò non è accaduto. Ma nu- 
meratisssime sono al presente le donne 
che fanno parte dei Comitati Provinciali 
di vigilanza per gli orfani di guerra. 



All'impetuoso scoppio della guerra 
europea una valanga di emigrati si river- 
sò in Italia, al riparo dalla bufera che li 
privava improvvisamente di lavoro, di 
pane e di sicurezza personale. Il panico 
enorme, che aveva invaso tutti i popoli 



— anche i piìi disposti a reagire in modo 
patriottico all' aggressione tedesca — si 
ripercosse più vivo che mai in quella 
massa di pacifici invasori del territorio 
altrui, che sono i lavoratori e, segna- 
tamente per la loro straordinaria mo- 
bilità e compattezza, i lavoratori ita- 
liani. 

A Milano, centro ferroviario di pri- 
mo ordine e prima grande città alla 
quale facciano capo le vie di valico per 
il nord dell' Eurojja, fu subito im ro- 
vesciarsi di rimpatriati. Ma fu nulla in 
confronto di ciò che accadde quando, 
dieci mesi dopo, mentre le nazioni bel- 
ligeranti s'erano accresciute di numero, 
r Italia a sua volta dichiarava la guerra. 
Allora non fu soltanto un fuggi fuggi 
dei più ansiosi, fu una vera e propria 
deportazione degli italiani comandata 
di fatto, o in modo implicito, dai ne- 
mici. E a questi si aggiungevano i pro- 
fughi dalle terre irredente, che vede- 
vano i propri paesi tramutati in campo 
di battaglia. 

Fu tutto questo tramestare di gente 
povera, sfornita d' ogni cosa e in gran 
parte donne e bambini, uno degli spet- 
tacoli più pietosi e anche più repugnanti 
della gueiTa. Mancava al quadro ogni 
epica grandezza: non vantava entusia- 
smo di gloria, né blandiva aura di idea- 
lità, su quel gregge sudicio famelico 
malaticcio : un grande affanno soltanto, 
aflanno della famiglia sconvolta e spesso 
infranta, della tranquillità perduta e 
dell'interesse soqquadrato. 

Le donne italiane non si lasciarono 
ributtare dall' impresa di recare aiut o 
e conforto a questi miseri. Si sottopo- 
sero al contatto né igenico nò pulito : 
a Milano, specialmente, passarono not- 
tate e giornate sotto la tettoia della 
stazione, negli stanzoni della Casa de- 
gli Emigranti ad accogliere, ad assistere 
la dolente schiera. Quest' opera di ca- 
rità, umana ed evangelica insieme, volle 
la sua vittima, la signorina Anita An- 
dreuzzi, che, avendo contratto nell' as- 
sistere i i)rofughi una malattia infettiva, 
dovè lasciarvi la vita a 22 anni. 

Nò finì qui l' opera di assistenza fem- 
minile. 



ASSALTO!! 



Profumo del momento! 

CARIBO ERBA - MIIvANO 



— 255 



I 



Ai rimpatriati fu trovato lavoro, ai 
inalati fu trovato ricovero e cura : quaudo 
le famiglie, nello spaventoso caos, si 
erauo trovate infrante e i membri dis- 
giunti, si cercò di ritrovarli e riunirli. 
Ai profughi, vittime spesso oscuramente 
ribelli di uno stato di cose, clie domani 
li avrebbe liberati dallo straniero ma 
che, nell'oggi, li strai)pava alla quiete 
e alla fortuna, fu cercatq e trovato un 
<iualche conforto e, piìl di una volta, 
una qualche giustizia che non li ren- 
desse nemici di chi combatteva per be- 
nolìcarli. Si distinsero, soprattutto, in 
qu