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Full text of "Annali universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio"

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J * 



A.NNALI UNIV-ERSALI 



DI 



STATISTICA 

ECONOMIA PUBBUGA, STORIA » TIAGGl 

E COBfBIERaO. 



FOWME SMTTÀlfTESlUOTEaZO. 

4 



ìOf jigosto e Seitwnbre i84a. 



MILANO 

Pauso lA SOCIBTA* DIGLI EdITORI DIOLI AmiAlI UlIITBBIAlI 

DiLiB ScnnB B DBix' Ihdustbia 

Nella Gilleria DecrUloforit 

SOPRA LO SCALONE A SINISTRA 

l84a. 



TUE NEW YORK 

pnBLIC LIBRARY 

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GiMucm TDwiaeKMùL 



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roL LXXIU. N,* 417. 



BIBUOGRAFIA <» 



ECOnOMlA rUBBLlCA, STOAtA B VIAGGI. 

L — > Storia di Mosh Corenese. Fersione italiana iltustrata dai 
Monaci armeni MechitarUtL Dn voL f^eaeziay i^fografa, 
armena di «$*• Lazzaro ^ 1841* 

lo meno àSk pace 4efta irtU , nella quiete e nel sileniio de' mona» 
tUrìy la medSUiione de' tempi paéiati, la coltura delle ideDae , le severe 
e patienti ricerche dèll« reliquie del sapere antico , non sono folamenle 
gladi otilf er generosi^ dm sono cote sacre, sono benefitj che fanno più 
▼enenmdff Ta uriiglone. Furono i monaci che nell'età de* barbari , ne' primi 
secoli del Crt«tianesimo , cbnsefTarono i grandi tesori dell'antichità. 

La Congregazione d^ Mònaci Armeni , nel tranquillo soggiorno di quel- 
Vìsoletta df San lAtÉktù, cfitf P ospitalità di Venezia le aperse a rirogio 
di miti studi e d'offlfli preghiere^ si accinge ora a bella ed opportuna 
impresa 9 pobbReando nna Collana di Storici Armeni j tradotti e illustrati. 



(1) Stgranno indicai con asUriiCo (*) di rincontro al titolo delt Opera 
quelU produzioni iiaUane è $WanÌ€ro eht n troveranno degne di una par^ 
tieotare menzione j t sopra le quali si daranno^ tfuando occorrano^ articoli 
analitici» 



4 

n primo «Beno di qneite CSoDaila è la Storii ddi'Anboiui» di Moie dt 
Goieoej che m piaoe amminian. 

Già da più di «n seeoto TEiifopa Tolse gli sguardi alFOrieiita, e 
vaol oooqnislario eolle armi e eolia sdenia. L'Armenia , paese eletto 
fin qoelli che foroBo la prima calla degli oomini , eollocata fini la cìtìU 
tk e la barbarie, fira il mondo antico e il novello, fira il tnfBco e la 
acienaa (come dice nella prefraiooe il signor Tommaseo, dal qnale, non 
ao perbbé, venne latta ritoccare la TCiiione di qaesta storia) TArmenia 
è ono de* vincoli tra lo spirilo asiatico e l' europeo , e la sua leUeraUira 
lia la greca sqnisileisa e lo splendore orientale. Danqae i Mbnaei Arme* 
ni, divenuti ospiti della nostra Italia, meritano il plauso e la gratitudine 
de' buoni e de* saggi, illustrando come fanno la lor patria letteratura.. 

Uose Gorenese, autore di questa storia nuovamente t^^iotta, visse al 
tempo di Giustiniano, e forse fu allievo di Cirillo Alessandrino, dicendo 
egli di fatto, al capitolo LXI del libro III: m Isacco il grande e Uesropo 
ci mandarono in Alessandria per istudiare la lingua elegante, e iarct dav 
vero di quell'Accademia filologica ». La quale allora era retta appunto 
dall'illustre Cirillo. Scrisse la sua storia, a inchiesta del principe Isacco 
della famiglia da' Pacradonl (Bagratidi); i quali poi regnarono fino a' 
tempi più recenti, nella Giorgia. E fra le altre cose, dioesi pure aver egli 
avuto mano alla tradusione de' libri biblici. 

Discorre nel primo libro della sua storia l'origine e lo stato delle 
aatrspie dell'Armenia, seguendo specialmente la scorta degli storici greci, 
e riportandosi per ciò che spetta alla comune origine delle genti alle tra* 
ditioni della Bibbia. E ricorda le discenderne de' tre figli di Noè fino ad 
Abramo, a Nino, ad Aramo j Arsace re de' Persi e de* Parti, che stenda 
il suo impero su tutto l'Oriente e l'Assiria, e mette suo fratello Vaiar* 
sace sul trono d'Armenia; poi la guerra e la morte di Belo; e la lotta di 
Aram contro i Medi e contro gli Assirj , e le sue vittorie ; indi la conqui- 
sta del paese fatta da Semiramide, e la grandexa di Tignine che ajutò Gira 
a rovesciare l'impero de' Medi, e distese il territorio armeno fino a' suoi 
antichi confini* Consacra il secondo libro alla storia particolare del suo 
paese dal regno di Alessandra a quello di Teridate; racconta il tempo di 
Valarsace e l'ordinamento interno del regno $ e le vicende degli altri re 
che vennero dopo; Ardasese (Artaserse) e Tigrane secondo; Arda vasto; 
Arsamo; Abgaro; poi l'Armenia tutta tributaria a' Romani; la conversione 
d'Abgaro; il regno di Sanadrug; l' usurpatione di Eruanto; la potensa e 
la. vittoria di Tiridate, della satrapla di Bagratidi , che regnò circa qua- 
rantasei anni. 

Infine, nel libro terao racconta quel che segui da Teridate fino al 
tempo cha U stirpe degli Arsacidi decadde dal regno ; i satrapi che con ll< 



cerni e «{alo ddPtaiperiton CSotUmo» pongono ini trono GosroT, figlio 
di Teridbles gli abitanti dot Gancaso, che per ordine aecrelo di Sapore , 
n di^Peniy invadono PArmenia; la guerra co' Peni ; Direno re o pint* 
tMta ppocomlore a nome de* Romani , al tempo di Giuliano imperatore ; 
qvadi Anaoe , aotto gli Angotti Valentlniano e Valente ; • Vamtad , a' 
fiorai ddl'augotto Teodoaio; e di poi l'Armenia dÌTim in due, data al 
gofcnM» di Aiaace , e Yalartaoe , icliiaTa di doe nasioni Perai e Greci ; 
Gonrovydi atirpe araaclde, che regna due folte, e dopo Ini Sapore il Per- 
lo i finaimcnie Ardamero e Vram, ancoemo a Sapore sol trono di Persia, 
die tolae il Mggio agli AraacidL 

La storia di che parliamo si chiude con un'elegia solfa caduta del* 
PArmenìa e della aua Chiesa; e quest'elegia in che lo storioo diricn poe» 
ta, piangendo i mali della schiaTilù, finisce cosi: « I ro saranno tiranni 
duri, esecrandi 9 che imporranno pesi stragrandi , e da schiacciare, e da- 
ranno ordini intollerabili; i superiori senia cura e senta pietà. Gli animi 
traditi e i nemici in trionfo. La fede rendota per questa futile vita. I 
masnadieri Innumenbili da tutte le parti traboccheranno. SchiaTità delle 
case e preda dei poderi; catene al capi e prigioni al maggiorenti; esilio 
MM iiberi e miserie alla moltitudine innumerebili. Le città prese e le roc- 
che distmtte; desolati i borghi e ani gli edifisf ; e carestie infinite e ma- 
lattìe e morte di generi mille. Scordalo ir colto dÌTÌno; T inferno a^ pie- 
di. — Da questi mali Cristo Iddio guardi noi, e quanti l'adorano in te- 
rtlal...». 

E biaogna dire che bene spesso lo storico da Corone scrive con nno 
alile rapido e figurato, al modo orientale, benché non manchi del resto 
di una certa semplieltà e gravità; ni di quel retto giodiaio che sa dticer- 
Bef« le cose fiivolose e le incerte dal vero. — 

Ha gli umili e dotti monaci armeni, In questo secolo, che a buon 
diritto ai vanta di nuove e sane dottrine, massimamente storiche, intra- 
prendono opera utilissima all'incremento della scienia coll'annnnsiata Bac- 
ooita, elle porterà |Mà chiaro Inme agli studi che si fanno soli' Oriente. 

6. C. 

U. — * Bistoire de$ Mongoli de la Pent^ de Radsehin-Eldio , 
tradidu par M* Quatromére. 

III. — £e Li^re det RoU^ ou Skah^Narneh-le Grand j poime 
epique de Fcrdoossi , iraduii par M. Malek. 

IV. — Skagmata-Purana f traduil par M, Bouroouf /Uf. 

* 

libo ooDOsdamo fin qui che pier via d'annunsj ed estratti queste tre 
difenn opere, colle quali venne intrapresa a dirigi la pnbblìcaaione di 



6 

Dna Cbttectù^n OrUntaU^ omU d»' nuuMteriltì iaed^ii dèlk BiUiotoea lUtìe 
ài quella «ittà, che veogooo Indotti • ata t ^ ii por ordina dal m* 

È aoa superba edìaioiia, fiuta eoa tati» la afefgia dtll^aiie Upog|n* 
fica; è un vera monamenlo dalla sciena « dell' aifte» e aerrMi Mm fNM»- 
a raf ▼ìdnare a noi qaella terca ebe fo aotlehiatìiin patria deir gea e i o onui* 
aa^ e loopo principale' alle grandi ricerche del neatru laeelow il prÌaao>tf^ 
lame di questa GollesioDe, che è soltMito «no poife dcHa alorift dalpeis 
siano Rad«cbin-Udin, contiene la vita di HonU^M^Uiao^ ohe fondò- la 
dinastia de' Mongoli in Perda» ohe ?i lenoen» però^ bwfo gofwno» pcrcbè 
Ibfono roTCseioti da Tamerlano. G» C. 

V. "^ Memédf^ àfuh Sànt'Gilotie hai-hrcton^ par Emile Sou- 
tfeltre. Paris, i84i. 3 9oL 

Il romanao che ormai ha intaso pfessochè tallo il regno delf inteK 
leliok ebe osnrp^ con troppo audace consiglio i diritti della seienia e qoelH- 
dell'arte, che fu mano a mano morale e slorieo» religioao e politioo» firn- 
taslico ed nmorìsticoj filosofico e sperimentale, sociale e omaniftarios ^ ro- 
■sanso forma la più gran parie della moderae lettentora europea, e me» 
rilercbbe a parer mio che lo sguardo attento e scfero M filosofo sin* 
dissse le intime ragioni della sua esistensa, la sua genesi letteraria, i suoi 
rapporti oolP opinione, coi costami, colla Tita nostra , la sua infloenia sa 
i|nesto tempo, i suoi mesti, il suo fine. Un' estetica nnoVk e perticolare 
del romanio non mrebbe forse studio inutile anche per ehi si occupa se- 
riamente deir andamento della società e del progresso naseale. 

Nielle inànile sue trasmutazioni, il romanso può creare o dipingere, 
meditare a scherzare, sbbracciare il passato, il presente, lanciarsi nell'aT- 
venire ; ma non deve mai dimenticare la ragione di qualunque sciensa , 
di qpalunq^ue poesia, la ▼«rità» 

If libro dei signor SouTestre^ che annnuiamo a' lettori italiani, per» 
che d<gno d'essere sceverato da quell'indigesto ammasso di tanti volumi 
che ci piovono di Francia , partoriti con fecondità veramente strana da 
^nn lettentaffn falsa e corralta pie di quanto si dica, è un racconto sem- 
plice e ben fililo di ciò che era, al tempo della Rivoluzione, una delle 
più antiche, nobili e gloriose provìncie di quel paese , la Bretagna. È un 
bel quadro de* suoi costumi popolari, dello abitudini di famiglia, delle opi- 
nioni, delle credenze, de'pregiudisj al momento che venne a scoppiare il 
tnrbine dell' 69. NelTa Bretagna' e nella Vandea più che altrove il con- 
trasto e la resistenza contro le grandi e terribili novità si manifestarono 
ardile, lettaci , tiolenti ; parve che quelle contrade fossero il terreno sul 



7 
fiiAt U. tìvolstioBC e k ▼eoehw •ristMnsU Tennero • liAlltglU een ar- 
•i iìmIì e ••DO tutte a l«Hifo iaoerUu tk (cene dite -l' tutore ii^e pri- 
■e fifiie ^M taa libr* ) fo vedoU ogni coti , Unto nel oortgglo quanto 
iieU» «nuAellà» coti atlP itfteHigciua come neilt Mllt , ptsnr oltre f con- 
fiti iella ;fuhMSktK « ^'«i (M poatìbile; il ettgerò l'ettgeratione ifteitt. 
Gbe le altiMTft In nvolatioBO «i diapiegò t porte o parte , colà fn ireflota 
Jnocai in iiÉtta Jo tpovontatt ano Inoe , eoNi la repobMiea, per mcir vin- 
cttrioty /n ctatoclte a Air aà eke «n' tnlon popohistoBe leomparìase dalla 
lem 0^0 obilawa. 

Il «gnor Sonveatre volle dnn<fne delineare la fisonomta della Breit- 
fna al tenpo dell» tivokiaonet figli tnreolte fatti pobMici e priraHi con- 
anlti note à' aaaici e doenoMpti, opn a o o l l e gì ornali , « arehìYJ e storie , 
inlcrrof^ i Tattili di qoe* paeti, miao ioaienie le «parte memorie ; e per 
dare a ialte oiè on U^me tempUee e cornane, fece come il giornale di 
nn «mìo del popolo che vide qnel tempo, torisae le Uemorie d'an Saru* 
Cùiatm» Egli non volle fare «n romamo, ma tibbene ano stadio solP an- 
danaeato della RÌToloiione nella Bretagna. 

È TÌTa e Tara la pittara eh' egli fa della Simiglia popolare, nella mi- 
aera coodmone in che era prima dell' 89; qaando le abitndini corrottele 
immorali delP arìstocnùa parerano arer gaasto anche la classe ciltadina; 
sé ai Toderano nelle fii^iglie qnella egoaglianaa e quella bnona intimità 
che ri veggiamo adeaao. E qnesto forse fu una delle grandi conaegoenie 
della AiTolozionc, che avendo fatto prora di spezzare tatti i legami do- 
■eatki, cinael invece a rtringerfi pie forte. Parui descritta con fina co- 
oosoensa del cnare e dal tempo la &lsa e traaandata edocazione del fan* 
ciollof, in nn meschino villaggio, la lotte che sostiene per non esser fatto 
prete, i primi stad}^ le umiliaaioni sentile in famiglia^ e la fuga dalla casa 
patema. In quelle pagine la schiette e pastorale figura di Giuseppe , il 
poverp maeatro di scuola^ par mi tocca ccua quella veritii ft tipiema che 
tanto ebbe il magico pennello 4i Walter-Scolt, sovrano poeU stoijoo pi^ 
amsl die romaniiero. Il sistema dell' amministrazione locale, la lotte de' 
ftrfamenli eolla eoite, i oottnnA del minuto popolo della campagna e della 
vUè^ lo aooppiar de ^ pr in n torbidi nella provincia, le -anioni n^caflR*, nelle 
taverne , i elob , i giornali che ardivano per la prima «voUa 'parlaae «dd 
diriiìì del jwpolq, i jreti chr congiosavano «;o' nobili., i .nobili Ira 4^ lo- 
ro; la sorda oaiilità de' villani tenaci delle cose antiche, le mene de'^en- 
tilaomini e qadte de'aacerdoti rtfraitarii, i semi della discordia vendti a 
""■teianan ; poi la gnem «iifte, te gran convitflsione M 9I; il regno detti 
Gonveanaiie, e ^pMHo del Terrore ; i jGiatobini ; te lega doNa Bretagna 
e del mezzodì contro la Convenzione ; l' orto fra la Gironda e la Monta- 
gnty fra i ciUadini e i ttmS'Cuhttes j le speranze, le congiure, i sagriSz) 



e le pretese degli Anigrati; la guerra lungi^ fatta atta apiooiolata e nateo. 
aamente dagli chfuuuuj Nantes e tatto il paese defastati dalla frenetica 
ed esosa cmdeltà di Carrier; la fine eroiea del cittadino Saaireur; la 
morte romamesea del marchese Boishardy, e la dis&tta degli emigrali a 
Qniberon, che portò 1' altimo colpo al partito realista ; tatto ciò è scrìtto 
con anima e caorCj con imparsialilà, con fona e Terità ; cosicché ti par 
quasi di essere testimonio d'ona delle pia grandi scene di qael terribUe 
dramma^ che fece fruttare nel sangue la causa dell' aTrenire e dell' uma- 
nità* — È un libro, infine, che può riconciliare i più schiainosi c»n quel 
genere di letteratura in che fu scritto. 

n racconto del Toro, fatto da chi ne sente la semplicità e grandena» 
sarà sempre più sublime e più potente di qualunque finiione umana. E 
noi dobbiamo augurarci che anche in Italia soiga alcuno che raccogliendo 
le sparse tradisioni degli ultimi anni del secolo passato , tante cose sof* 
ferie, Tednte e raccontate» tante memorie presiose e tìtc ancora, oonaerri 
n^ noi e a quelli che ▼erranno dopo di noi> nella leaione del passato, l'o- 
lile e sefera eredità de' padri nostrL — 6« C* 

VI. -— * Discorso deir avvocato Pietro Gioja alla SodeCà degli 
Asili InfaniiU di Piacenza. Novi^ i84«, rm opuse. im 4*\ di 
pag. 48. 

VII. — - Cenni sopra la fondazione e progresso delle scuole in* 
faniUi Sanesi, compilaio dai deputati alt istruzione. Swc* 
«a, 184^. Un'opusc. in 4.^t dipag. ^presso Onorato Porri. 



Noi annuntiamo queste due ìiemorie per &r conoscere come la isti- 
tndone degli Asili Infantili si Tada diffondendo per tutu lUlia. Essa starà 
come uno de' più cari monumenti della cordialità italiana, perchè in essa 
U beneficio non è volto a coprire il passato di un Telo, ma a migliorare 
BMmlmente l'avvenire. 

Parieremo più a longo di questi opuscoli giacché trovammo in essi , 
e spedalmente nella Memoria dell' illustre avvocato Pietro Gioja, fatti e 
dottrine che meritano di essere ricorditi da chi tiene noU degli intellet- 
Inali progressi di questo nostro paese. Giuseppa Secchi, 



V 
l 







tirtLO STATO DBI FAVCIULU OCCUPATI «UB MAinFATTimEi 

§ I. — Comidtraiuùìd generati. 



G, 



lì scrìttoli di pubblica eoofaomift si resero nel seeolo pas- 
sato altaiDente benemeriti presso i governi, promaoTeado e av* 
valorando colla forte della opinione la pratica eiecusione delle 
più vitali rifonne nelC ordine sociale delle ricchetse » ed ora i 
dorer sacro dei governi illaniiiati quello di distruggere con set) 
ordioaoieoti F effetto disastroso delle dottrine di alcuni illustri 
economisti» i quali fattisi adoratori del solo principio utilitario ^ 
vollero tutto sagrificare all' egoismo di alcuni privilegiali , eoo^ 
centrando nel solo personale tomaoonto il sociale contempem* 
mento dei generali intereui , con eui si assicura il regno delle 
ginilizia,che è pure il regno della umanitL 

Queste gravi parole ci corrono al labbro » pensando alla 
strane dottrine cbe in fatto dì economia li emettono intorpo ad 
no serio argomento in cui è racchiuso tutto l'avvenire^ vogliam 
dire alla esistenza preparata alla generazione che nasce dalle 
emi dette clami proletarie, che meglio dovrebbero chiamarsi dessi 
operose. 

C3&Ì viaggie per l'Europa a studiare la umanilà e non la 
modj, chi legge i mesti ragguagli tulio stato eoonomico e mo* 
rsle degli opera) , più che i brillaoti rapporti solle maraviglie 
della industria europea, rìmane sconfortato al pensiero che tanto 
comolo di splendide ineaie costa la vita a nove decimi dell' u- 
nan genere e più che la vita seco iuTola i oostumi» la morali- 
Anali. SiatUUca, ¥oL LXXIII. n 



I 

I 

i 

IO 



tà»U sapiema. L'onett'uomo atterrito per K a-venire teme di tè« 
dere rinascere per le classi povere qo secondo medio evo in cui 
alla servitù della gleba sarà sostituita la servitù ancor più trista 
della officina. L' uomo di cuore piange a questa novella disso* 
lutione e quasi desidera l' antica ignorania, per vederla compa* 
gna a qualche istinto innocente. Le menti pusille si sbigottiscono 
e vorrebbero rifare un passato che non può più risorgere, oppure 
aspettano un avvenire sognato dai soli visionarj. Intanto la scienza 
si bk socfltioB e più non crede a sé osedestma; ed nomini di no- 
bile ingegno rinegano spesso le loro più care eouvintioni. Que* 
st' è V effetto di una positione falsata che in breve vogliamo 
spiegare. 

La conditione economica del mondo è tutta figlia del pas« 
salo. L' Europa dopo il dissolversi della vita romana , presentò 
per dieci secoli grappi d' uomini onnipossenti e onn {possidenti 
lotto cui le popolasioni vinte dovettero vivere più che associa- 
te, aggiogale. À rompere questa lega barbarica concorse da UDa 
parte V industria libera che gittatasi come una conchiglia in riva 
al mare, mandò le sue perle a sasiare la vanità signorile^ e ne 
disfece un poco alla volta i feudali patrimonii, e dall'altra coo- 
però prodigiosamente la eredenaa sentita del Cristianesimo che 
facendo e servi e signori tutti figli di Dio, illuminò la eoseienaa 
del povero e del potente e gli indusse se non all' eguaglianaa , 
almeno alia fratellanta. Questa lotta di dieci secoli non è an* 
eora finita, e l'armonia non potrà nascere sino a che qualcuna 
delle tre forte che concorrono alla triplice esistenia del mondo 
economico e morale , o trascenda da' suoi confini o si forvii. 

Nel momento in coi parliamo l' industrialismo s' è fatto pa- 
drone dell' universo : l' opificio e la banca hanno invaso la so< 
cietà, e sedettero al posto già ocoupato dai signori potenti per 
armi e per possidensa, e dai corpi religiosi che rappresentavano 
un t?mpo la civile sapienza. La società si trova ia pericolo di 
perdere lesta e cuore per non essere più che ventre; eppure questo 
stato di materiale obesità viene esaltato da ciechi panegirièti co- 
inè lo stato ultimo della perfezione economica delle nasioni. Qoi 



Il 

i iowt n capiente dewe altmaotc proletUre • none della aiiia<* 
oi& e della «letta gtutUaia. 

Noi DOB Torremmo che alenili ci credettero faToreggiatori 
della tigoorìa feodale e della clericale s noi non vogliamo né 
l' una né V altra. Solo vogliamo che i Iriplieà poteri della toale* 
tà, qaello della pottidensa, della ioduttria e della tapieota ti das« 
lero cordialmente la maoo ^ per rendere alle popolazioni quella 
pace, quell'equità, e quel morale ben euere che formano il loro 
primo ed unico voto, e che pongono ehi governa nella felice 
lilaatione di reggere il mondo pili con tutela che con impero. 

Quette oontiderationi abbiamo voluto premettere per far 
conotcere come noi non amiamo la vita indnttriale e baocarin 
le non in quanto lìberamente ooncorra a diffondere e tul ricco 
e lui pofcro i mezii di comune agiateua, e eiò teosa inebbriare 
il ricco nei delirj di atletiche voluttii, e tema attoicicare il pò* 
fero fra gU tieoti di una etittenia putta al dittotto delle ttette 
mtccbioe* 

E per non perderci tu attrattene applicheramo questi no- 
stri principi a due nasioni d' Europa , all' Inghilterra ed alla 
Fraocia« 

L'Ioghilterra è divenuta il gran mercato del mondOi è Ti^- 
fieina getUium, Ette produce tutto per tutti : può attorbir l'oro 
di tutte le oatiooi e diffonderlo a piene manit da ette dipende 
spetto di far arricchire, o di far fallire un intiero paete : il tuo 
impero economico può dirti univertale. Eppure chi la propor* 
rebbe a modello io fatto di toeiale economia 1 

L'attuale tua crisi che come febbre periodica ti riproduce» 
e una prova parlante che non batta il rigurgito dell' indutlria » 
ma vuoiti il triplice concorso della posiidenta tvincoliita , della 
opioione fatta cordiale e dell' ordine toeiale delle riccheste, per- 
ché Otta nazione potta vivere una vita veramente civile. Ivi tro- 
verete cento miKonarf e tredici milioni di poveri che tono ap- 
preztsti meno di una macchinai perche questa arricchisce chi la 
possiede, ed essi invece tremano di valore crescendo il lavoro e 
y eia. Gli uomini ivi si contano a manif come {li schiavi ti C0Q7 



Il 

tarlo a UUe* Le popoUiiooi campetlri ti deportano a Tiva fona 
per Gradare il paese , quasi fossero piante seccate da dibosca' 
re. Intanto i delitti e la miseria crescono a dismisura , e gli ecO' 
nomitti per consolare le clasii operaje, le chiamano, oome ve* 
deromoi col nome di proletarie^ qnasi che non fossero atte a 
fai* altro che ad aver figli, e quando gli Uomini onesti gli con- 
sultano per migliorare la loro sorte, vi rispondono amaramente 
cAe vivano se posson vivere (i). 

La Francia, imitando senta avvedersi l'Inghilterra^ ha vo* 
luto farsi emula della sua vita officinale, e cogli artifiij più esa* 
gerali del Colbertismo , ha dato il primato all' indostria ed al 
traffico per satollarsi nell'oro, non parendole che bastassero i doni 
a lei fomiti dal ciel0| e dal fervido ingegno de'suoi abitanti. 

Da venti e più anni la Francia ha dimenticato i suoi campi 
per chiudersi negli opificj, e vogliosa di essere chiamata la piti 
•legante oranufattrice del mondo, ha ripudiato i suoi naturali te- 
sori e la sua lenta ma progressiva prosperità per correr dietro 
alle riechetze di Creso. Ogni giorno ohe passa porta seco una 
inveniione più fuggevole del giorno stesso: i capitali si profon- 
dono a magnificare le inetie : gli ingegni più felici tapinano pel 
mondo a portarvi i miracoli di effimere industrie, e la ricchezsa 
generale invece di accrescersi solidamente e distendersi per totte 
le claui , si accumula nelle mani di pochi ; artificialmente si 
•posta ed isolando le classi e gli individui gii gitta nei vortici 
del mercantile egoismo. 

Intanto le popolationi tolte alla gleba si fanno serve dei 
monopolisti industriali che le ammiseriscono e le abbrutiscono. 
L' istinto oieco del lucro ravvolge tutti e ad ogni istante si veg- 
gono torme di opera) che bisogna ò satollare o imprigionare, 



(i) Qaeito amaro dileggio non è da noi immaginato. Un distinto eoo* 
Bomista francese , che non vogliamo qui nominare per taWaigli almeno 
V onore , ebbe 1' audacia di profferire nel Journal <U$ économi$te§ , che 
si pubblica a Parigi, respreuione che qui abbiamo notata, e che è degna 
di Attila e di Uraja. 



percU li rìbelkoo contro 'gli «sott Uglieggronenti dei loro nuoti 
Rgnori. Qaeslo stato di cose si va rendendo , specialmeote nel 
nord dello Francia , intoHerabile , e gti scrittori di economia 
non sanno né benedirlo nò maledirlo , perché lo eoa si d erano 
come una conseguenaa necessaria della legge espaosifa della 
prodotipnc 

Non tutti però sfi accontentano di questa insensata indiffe- 
rcttsa , e muovono alti lamenti intorno ad una condisìooe di 
fita che prepara al paese scosse funeste, e ohe invece di farlo 
progredire, lo fa indietreggiare. È quindi sorta lo alcuni forti 
pensatori l'idea di ordinare socialmente la industria, perché giovi 
e non pregiudichi , e su questo argomento le discussioni inco« 
minòano a fiirsi vive. Noi non vogliamo per ora tener dietro 
a questo importante dibattimento che a suo tempo sarà da al» 
tri trattato in questi Annali, ma solo abbiamo il pensiero di oc- 
cnparct di un tema che tocca più da vicino i nostri stud) e la 
nostre più forti simpatie ^ quello cioè di far conoscere lo stato 
in coi ora si trovano i fanciulli che vivono negli opificj, dimo* 
strando la urgente necessità di pensare Intanto ad essi, giacché 
in fatto di pubblica economia giova forse più T occuparci del* 
r aevenire che del presente. 

Una occasione opportunissima ci si presenta per trattare 
tale argomento^ analiaaando i più importanti capitoli di una dotta 
e sensata Memoria stata recentemente pubblicata dal conte Carlo 
Petitti intorno al lavoro dei fanciulli nelle manifatture (t). Pri- 
ma di accingersi a questo studio voile il Petitti visitare la Fran- 
ria, la Sviatene la Germania ed il Belgio , ed attingere dotun* 
qoe le più preiiose notitie di fatto. Egli trattò il suo tema tanto 
sotto l'aspetto economico che morale, e si fé' ricco dell' espe« 
riama e delle dottrine di tutti i più riputati scrittori che di ciò 



(i) Sul li»ort> deiJkncùdU rulle mam/kttur^, DÌ8t§Htmum$^ dd cohìb 
Carlo Uariom Pttìiti di Borato , Comiglkr^ di Stato. Torino, i84i. Un Opa- 
•solo In 4-* di psf 100, preuo la Stamparla Beala. 



«4 

n occuparono. Il tuo Uforo i ooodolto con quello ootcicoiìo- 
•ita e retUtudioe che è noa doto corotterittica deKU scrittori 
italioDi , e Don ammotto giammai ?edute arriachiate o iooppor^ 
tono» 

Noi ci gioTcremo di quatta aua Memoria , restringendola 
alle sole nasioni che più da vicino possono interessarcii e sog« 
giungeremo in quanto allo stato flMrale ed economico dei fan- 
ciulli occupati nelle manifatture di Francia e dell'alta Italia, 
tutte quelle nosioni che noi stessi abbiamo potuto procurarci ti- 
sitando i principali opificj, e liferirenm in fine le conclusioai del 
dotto autore coli' aggiunta di alcune nostre idee pratiche dirette 
u porgere le basi di un regolamento generale che dalla sapieata 
dei gOTcrni è vivamente reclamato» od è in qualche parte già 
messo in pratica. 

§ a.* — «Sfallo dei fanciuBt oceupad nelle manifatture ingletL 



U Inghilterra dopo avere divorato la popolaaione rurale cse* 
ciandola da' suoi aviti tugurj per stiparla negli opificj» trovò coU 
r introdusione delle macchine così dette a iavoro contìnuo ne- 
cessaria anche la diurna e notturna opera dei fanciulli per dare 
e ricevere dalle macchine la materia prima destinata ad estere 
manufatta. Fu allora che si cominciò ad andare in cerca di iaa- 
dulli come i piantatori di luochero e di ootone andarono ia 
cerca di ashiavi d'Africa* 

Noi offiriremo la esposiuoae genuina dello stato di quatti 
iofelioissimì e la storia delle inefficaoi provvidenze state prese dal 
governo britannico, riferendo le cose più notevoli che leggenti 
su tale proposito nel sensato rapporto steso dal conte Petittì. 

M Sul finire del secolo scorso , nella Gran Bretagna alcuni 
cittadini generosi mossero vive querele intomo ad un abuso coti 
pregiudicevole all' infantia e provocarono dall' autorità leggi e 
provvisioni atte a difenderla dalla barbarie con cui veniva trst* 
Ul|i in quegli opifici. 

m II dott. ÀicLia al principiare di questo secolo espose il la* 



i5 
meoUvole qoadrp de' patimeiiti di ipe' bociulli A maltrattali. 
1 terribili afretti di qua' patimeiiti ? eiioaro da altri medici e fi- 
lantropi deouociati al pubblico, giostameota coasmoMo al ve- 
dere cooie i'arricchioieoto di alcuoi «peoulalori derifaise la 
gran parte dalla oilseria e dai dolori dì taoti etieri innocenti» 

«DìfEitto da molte contee inglesi l'importefa on gran nu« 
naro di AndoUi ne' luoghi dov'erano manifattore, e posti qae* 
gli infelici 9 strappati appropri parenti, sotto la direaione degli 
imprenditori, che ne facevano la tratta, venivano da quastioon 
le piti crudeli maniere governati (i)« 

« L'eccesso del lavoro imposto, la soverchia durate di asso. 



(i) Batti il dire, «he dalle laohieMe ordimite dal Parhunanto inglese 
risiilt&: 

1.** Che nd liSoeailiire i fiiooiolli lavoravano dlolfs i3 aiU i6 art dei 
Storno, eonprcM Pom aeoordata pel prsnio. 

a.* Che aveano appena nove, etto, fette, sei ed andio emqu§ atmi* 

3.^ Che ciano eondsnntti ad aaa fiitiea «eeedente le proprie lone^ 
sia col dovere stare molte ore fitti, sia col sa|aife eostantemente U omOo 
delle asaccblae cai erano addetlL 

4** Che se Isgnsvaoii, le pisngevsno^ le seeusavano dolori alle mem- 
bri tosto enoo paniti con pereoste dai parenti ^ te lavors? ano con etti , 
o dagli aisistenti. 

5.* Che neir ora lasciata a|qparratemente libera pel pssto , essendo 
fenne le ma«thine , venivano costretti a ripalirle, mentre mangiavano on 
cibo groMolsnOj teso pia sehifaso dal sneidaaM dsU'olip, dal grssso e del 
polverio degli opiflaì* 

6.' Che Patmosfers di quelle stanse avea ona lemparatora dai 19 ai 
aa gladi del termometro di Rsaomur, aassndeate anohs islvolta ^ aa 
ai a5. 

7*^ Cbe poi doveano t lancialli aieime per andare al jpr^pno covile, 
dove se non trovavano nell'inverno il gelo, appena aveaao qoslohe grado 
mpia il aero. 

S.^ Che ninna edeessiane ricevevano qiMgl' infelici né relijgloia^ né 
morale, né letteraria. Non la priaia, perchè i molti £yicialU drije religbni 
diiieoiienti non erano ammessi al colle aiiglioano, pè si mostravapo io- 
dinati a seguirlo. Non le altre, perchè , assorbita la giornata dal lavoro, 

iva assolnlamcata il tempo per ricevere qualsiasi istr^sione* 



b tenuità del ooaipens6, la learsa mitriticme data a qoe'oinart, 
il Sttdidttine in eni giacetano, l'abbietiooe morale derivante da 
aotifFatta condiiione di cote e dall' astoluto difetto di qualtìad 
adacaaìone, non tardarono a produrre gli effetti letali prima d^ 
•critti. Alcnoe epidemie pettileotialì conduMero alla tomba un 
numero inGoito di quegli infelioi. 

«allora fu che TufEsio lanitario della citti di Ifanchester, 
Indagata con solenne inchiesta la causa d' una di quelle epide- 
mie, ebbe ad affermare nella citata sua relatione doverH ripe» 
Ure dal toverchio lavoro de'fanduUi implicati alle fahbrìd^ im 
"^ià tròppo tenera, 

m La nuova mirabile scoperta del vapore che Watt immaginò 
di fiir servire a dar moto alle ingegnose filande ideate da Ark* 
wright, permettendo di ridurre in tali manifatture, il numero 
de'fanciulli e di scemarne la fatica manuale, ne derivò, che per 
gualche tempo furono minori gli effètd letali /in d*aUora demui* 
dati, e si tardò ancora a provvedere contro essi. 

• Sa non che t'industria inglese, favoreggiata da quelle due 
naravigliose scoperte, per tal modo si accrebbe che aamentatosi 
ogni giorno il numero delle fabbriche e de'faociulti in esse im- 
piegati nuovatnente si ebbero a notare le conseguente prima oc* 
camauri)* 



(i) Porter nel tuo pregevole libro pnbblioito ini progreni dell' inda* 
stria vigltM alle pag. aoi e 237 presenU i quadri tiimotici delle mMi&t- 
tare di Una e di cotone. 

Da cmì icorgctit i.* che aopra nn totale di 71,374 operai dei dee 
aetil impiegati in i,3i3 lanifizi « ti a?eano ^Jfix ftDcialU e a,aS5 fan- 
einlle dagli otto agli undiei anni; i44a8 faacinlli, e i5,38o faociolle dai 
la ai 18 anni. Onde il toUle di 84,573 fanoinlli, oioè ^m dMa m»tà. 

a.* Che nelle 1,363 maaifattare di cotone ti contavano lopra il te- 
nero 330,i34 operai dei dae aetsl, 4>5a8 fiineiulli e 3,669 fancialle dagli 
otto agli undici anni; 37^914 fancinlli e ifi^ilfi iànciolle dai dodici ai di- 
dotto anni; onde il n.* 94»^7 fiocinili dei dne aetsi^ cioè pia dm dum 
awfrtffi 

81 noti, che qaesto nonera stcnainata di lioGÌaUI solo ^indica 



«7 
« Eob«rto PeeI, iHonioalo ed tsperlo uiNbo di Stato, ia« 

focò osi i8oa dal Parlamento iogic»e un rimedio legitlatifo a 

tinto male, 

«r Nel giugno di queiranno si promulgò il primo atto {SUiL 4*» 

U dui mattifiature di lana • di eotonéj che in tntle le altre sono puro 
ÌBfiegiiii JaneiulU in gran copia, in itpeeie: 

1.* Nelle £d>bridie di tkoll, le qoAli sono BolliMime» poicliè« al dire 
di Babfaage {Economia da$ moiAincM, cap. 53) a'afeano all' epoca .in coi 
KrìTea 4:^01 telai da thall. 

a.^ Nelle manifiittore terìdie, ch'erano in numero di a38 con 3o^68a 
«peni, tra qoali T'erano pare molti lancialU. 

3.* Nelle manìiattnre di tela di linOf che lono principalmente nell'Ir- 
landa, erano nel i835 3Ì7 mani&ttare con 33,383 tCMÌtori. 

4** Nella bonctteria ed in molte altre fid>briche e fucine, che troppo 
lungo farebbe deterÌTere. Baiti il riferire il legnente computo 4^1 Porter 
intorno alla proporabne centesimale de' ftnciolli impie^ti nelle nuuiìfiil- 
ture di 



Cotona. 


tdma. 


lino. 


Seta* 


Da 8 a la anni . 3. 7. 


6. 7. 


3. 7* 


30. 9. 


Da la a i3 • • • g. 3. 


la. 0. 


la. a. 


8. 7. 


Da i3 a 18 • • • ag 8. 


ag. 8. 


36t I. 


3o. 8. 


Al di aopra de' 18 57. a. 


5i. 5. 


48.0, 


39.& 


ToUli • • N.* loo. 0. 


100. 0. 


100. 0. 


100. 0. 


Ripartiti come 


aegne fri 


i due mmL 




Coiona. 


Jjftnfft 


lino* 


Scia. 


Fandoni . . . • 45. 7. 


5a. 5. 


3i. a. 


33. a. 


Panciolle. . • • 54. 3. 


47.5. 
100. o. 


68. 8. 


66. 8. 


Totali . . N.** 100. 0. 


100. 0. 


100. 0. 



Ved* Progrèc da la Grande Brkoipm aom la rapoH do la population 
Hdc la production, 1 fol. in 8.* por & If . /• A PortcTs trmàmipér Pk 
ObnM Dupontds, 



i8 

Geofign Uis cap. 78)9 ch« dotev» porre un lermioe si crudeli 
abati io diicorso* 

«Vuoisi Dotare quest'epoca, dice Duplo; essa appartiene al 
t«tpipo ip cui, per la pace generale Brinata io AmieoS| la Gran 
Bretagoa do?ea prefedere la coocorreosa di tutte le naaiooi io- 
dustriose. Ciò malgrado, essa adottsva uoa legge reslrittita del 
.latoro eccessifo de' CbogìuIIì nelle due specie appuoto da' suoi 
manoiatti di lana e di cotone, che fio d'allora le offerÌYaoo la 
aonoia più ragguardevole delie sue esportationi. 

« La sperienia ba provato, die riodustrìa inglese non Me 
alcun danno da quella prima restrizione al lavoro de* /hneùdlit 
cjoaotuoque gli sforai delle cupidità avessero minaoidato uo tale 



(i) H barooe Cario Dopto, Pari di Franala » nella sua relasione salU 
legge proposta per regolate U laroro de' fimcinUi, osserva risaltare dai oonti 
offieiali pobUiaati dal governo inglese quanto segno riguardo alle esporta- 

VALORE REALE NELL'ANNO 1800 NEL i»8 

o dìicAiiaralo dei prodaUi ' prima dtUm UggB cioè 36 «uviì 

twubai protettrice dopo taaiùnt 

aWuter^ da' fendidii* ^usa legge* 

Uanolatti di ootone e di lana fr. 997,01 o,6a6. ^^i973«4ou. 

Altri prodotti d'ogni specie » ^SajSig^aoo. Ì83^49^uoai 

Laonde l'aooresof mento delle esportasioni dal i839 se-' 
goe questa proponione. Blanofiitti di ootone e di lana maU 
grado la legge protettrice de' fiineiolli fr. i55 per 100. 

Altri prodotti d'ogni specie « 11 ip ». loo. 

Fer la qnal cesa opportunamente nota II Dupla : 

« Catte énornM disproportion sourit à l'espoir dea proleetears de rea- 
4f fiumei elle rtfpond victoriensenieot aaz objections foodees sor de Tagoes 
m et dures théories, plntòt qne sur la connaisunce des faits et dea hom- 
« iaes( elle proavo qu'pn peut se confier avec coniage auz prescripUooa 
m qae dictent les sentiments générenz et l'amour de nos semblabea^ aani 
m oraindre qae la riehesse publiqae et l'atsance des citoyens laborìeisx qui 
f» la prodoiteot seiept dctrailes es» diminuées par les ellSets de catte luen^ 
« fiiisanee ». 

Vcd. Dapto, op. ciL, pag. XUVI e XXXVIL 



>9 
m Bb quella prima legge eolk promulgata aocori noo bastava 
a fresare il male. L'ettentìone dall' induitrta, provocando Favi- 
dita, rcodea oeceifari ouofì provvedìmeoti •oMècHati con elo« 
queoti e generose parole da molti oratori nelle due Camere le* 
giaiative, tra i quali oratori vogliono OMere prfneipaimeate rìoor^ 
detì i rigaorì Jonh Hobbouse e Sadier. 

« Dal i8oa al i833 ti promulgarono otto Bill teadeutl al fine 
di tutelare i fanciulli , cbe lavorano nelle manifatture i eolPimpe* 
dire cbe venga ad essi imposto un soveroblo lavoro , ciie vi siano 
applicati in età troppo tenera, e col preserifere cbe vengano con* 
temporaneamente educati (i). 

«Ecco ranaKsi del BUI inglese del i833,dala dal ViBermd 
nella alata sua opera Tableau^ eie Tom. II , pag. a4* 

m 11 BUI ù applica a iuUe le mani/aiiutt di eoUme^ £ Uno^ 
di lana, di canape e di Meta, poste in moto da un cono éCaetiua 
o da una pompa a fuoco. 

m Necsun fanciullo può esservi impiegato prima dei nove onnL 
tt Nessun Csnciullo da 9 a iS aani debbo lavorare piU di 48 
ere per settimana , né jnh di nove ore nello steseo giorno» 

m n Billbm ordinato questa dispositione gradatamente pei firn* 
dulli aventi meno di i3 anni. Prima era ristretta a quelli da 9 
ali anni ; dopo il f835 e i836 si è portata a quelli aventi 1% 
aani compiutL 

• Per gli operai aventi da f3 a 18 anni, il lavoro non dehbe 
oltrepaieare le 69 ore per settimana, né la ore lo sietso giorno. 



(1) Gli otto BUI hanno le segaenti date e titoli; 

4a** Gcorgti IO. o. 7$. 1809. 

59.^ Georgi! III. Cé 66. 1819. 

60.^ Georgi! IJL e. 5. i8ao. 

6 « Georgu IV. ^ 63. i8a5. 

IO.* Geoigii IV. e. 5. i83o. 

10.* Georgi! IV. e. 63. i83o. 

1.* e a.' Gnlielmi IV. e 3$. i83i. 

S.* e 4.<* Gulielad IV. e io3. i833. 



Tuttavia it per un improff iso accideote/arrÌTato al malora, la 
ipaoifettyra dotesse fermarsi» fi pìsò protrarre il lavoro di ire 
ore per teUimana^ fiochi ii tempo perduto sia riacquistalo. Nes« 
suo operaio inferiore ai i8 aoDi può lavorare dopo le olio ore 
e mezza della sera e prima delle cinque e mezza del mattino, 

«Debb'essere accordata ogni giorno almeno un* ora e mewza 
pel pasto. Questo tempo non è compreso nelle 9 o la ore di 
latoro. 

m Ogni fanciullo da g a i3 anni ammesso nelle manifatture 
debbo passare almeno 1% ore per settimana o a ore. al giorno 
alla scuola. 

. m il resto, della legge o Bill prescrive le norme cbe debbono 
assicurarne resecusione e le pene da infliggersi per ogni cod« 
travvenuone. 

. « Nel i833 j aggiunge VlUermé , una specie di reasiooa 
ebbe luogo. Fattasi una nuova inchiesta si ToUe provare che i 
patimenti denunciati de* fanciulli eransi esageratL Anche ammes* 
sa, continua il chiarissimo autore, cotesta esagerasione, troppa 
fatti rimangono provati per lasciar dubitare della necessità d'on 
contegno. 

ali Dnpin però afferma ueiropera citata p. uv^ che dal 1887 
si pon mente a riformare il Bill del i833 non già per renderne 
pia libere le disposizioni^ ma piuttosto per aumenfare le restri^ 
zioni. Le informazioni dell'egregio statista, che sono attinie alle 
fonti dei ministero inglese sembrano meritare intera fede. 

« Coteste provvisioni non furono promulgate senta resistensa. 
L'avidità mercantile, scorgendovi* un contegno alle proprie spe* 
culaiiooi , sorse animosa a combatterle. 

■r II sig. Nassau Senior, dotto economistai appartenente alla 
scuola, la quale cerca ami tutto la massima produsione possibi* 
le, sensa inquietarsi delle conseguense d'una eccessiva fatica, aa* 
sunta la difesa de' fabbricanti , pretese di mostrare con calcoli, 
che il ridotto lavoro pregiudicava assai la produzione, 

m Ha il sig. Leonardo Horoer, uno de'quattro ispettori sta- 
biliti nella Gran Bretagna onde sopraintendere air osservanza 



SI 

df^la Iq^ge, impugnate le assertloni del sig. Senior, dimoitrò ohe 
malgrado le restrìdoni pregeriiie rhnanea tùttanna ai JabbneànH 
§tn guadagno medio del ìS per loo» Il quale guadagno venwa dal 
Stmior solo calcolato al io per loo, compresa ne' due oomputr 
la rendita de' capitali investili negli opifici. 

«La ridutioae del tempo del lavoro fissata dall'ultimo Bill 
(i833) necessitò il sistema delle mute {relay)^ code un doppio 
Dumero di fanciulli lavorasse successivamente cogli adulti , la cui 
giornata h piU lunga, 

m 11 sig. Senior volle pure sostenere, che cotesto sistema noir 
avea riuscito, meno nel distretto di Manchester ; ma il sig. Hor- 
ner impugnò, pure una tale assersione afiermaudof che nel prin- 
cipio, malgrado i molti ostacoli suscitati, i7 sistema prese avvia^ 
menio; che nel seguito, superati gli ostacoli ansidetti, e%wo prò* 
grediva per modo, che in molti distretti di fabbriche citati, gli 
alesai fabbricanti , i quali prima lo tUchiaroMno impossUrilcg se 
ne éUmostrano ora moUo contendi attalchA sopra taSg manifai* 
tare, le mute erano nel 1837 ordinate in 5)4* 

«Gò malgrado il sig. Senior sostenne, che il sistema delle 
mute, avendo necessariamente ridotto la produzione ed i salari ,' 
i fabbricanti e gli operai erano rispetiivamente perdenti* Al quale 
argomento replicò il sig* Horner col dire, che il lucro de' primi 
h ritiretto in quel giusto confine, che h richiesto dall' umanità e 
dal generale interesse/ che quanto ai secondi , meglio educati e 
piti robusti possono ili poi compensare quella pritna perdita col 
maggiore salario che guadagnano nel seguito. 

m Malgrado quesli provvedimenti non si crede ancora dal mag- 
gior numero, che l'ultima legge inglese abbia riparalo a tutti 
gii abusi della soverchia fatìca imposta ai faneudU. O sia che 
la visjosa compilasione della legge lasci campo ad eluderla; o 
sia che le restrisioai da essa ordinate siano ancora insufficienti.' 
Per ia quel cosa molti uomini generosi invocano tuttora colà una 
revisione di essa legge al fine di renderla più efficace. 

• S'egli è vero di fiUto^ che Tele de'faneiulli con false dichia* 
raiioni si Ja comparire maggiore, per un colpevole accordo tré 



il fabbricaute ed ì genitori, e che Ik dove jono pib fabbrldic 
le mule de'fanDÌuUi vanno dùU'uui alPaltra fabbrica , piule la< 
erare on (negi;iAr «eUrio , certo che rùtefficacia deUa Ugge at- 
ta^, tar^bp dimtutrata. 

*l*er& il lig. Laboachire, minùtro dell'interno delle Orma 
BrMegna, in uaq lun lettera al barone Carla Ouptn lo MÙenra 
deìFottervonsa delia legge del i833 e de'tuoi utili ^etd (i). 

a CoinuDqae ùa , egli i indubitato che d male era gìanlo 
al colmo nella Graa Bretagna e ohe gli effetti d'etto erano fu ■ 
tinti. 
iDa un douumento pubblicato nel i8it ricaTan che pochi 



(i) Qad miDÙtro rtapondendo all'interpelUnu del Mg. Dupla eod il 
eaprioiei 

■ Voi mt chiedete le è Tero, eke la l^e regolatrice dd lavora dei 
flaNiaUi nelta manUatiert «fa ^ordinano inaumvau t poMt eoMiderarù 
per ntolti M i p ttti eaiBa Mtf^lMeii Pùno francai «ala inwca aemrmri Co^ 

a Malgrado alctiiie Tlolarioni, che ipeMO dobbiamo Umentare, e che 
tono di/jicHùiim» a (Oonfora, nel compleiio U legge è abiuialnimitt «MMrwau 
e la dette infruionì pouono cociiderarti eonm /àui d'teemiant n> 

* Io ho indigafo II pmgreao dcH'opioÌDDe ■ qaeito propouto , e mi 
rinha, ohe gli efFelti della l^ge già ti finito Mntir* mallo talitUti ri- 
cetto alla condiiioDe fliiea e marale ddla ncatra popolaticwe data a eo- 
talt oceopaiiam ». 

1 Hi eonita del pari che i ■entlmenti ertili paleiati dai capi d'ofB- 
eina contro la legge in diteono tono ^vndtmtntt tornati ■ (T. HoniL 
Vtnr., S giogno iSjo). 

n tig. Stuart, altro degntpettori depatati a tapnintendrre alla legge, 
riftrin nel 18S7 alla Caneia de'ComBai qnanlo aegoei 

■ Vomo dicUaraie ohe Hai ceno della mìa oltiiaa itpedone de' dì- 
ttrellì raaniJattorini , non ho trovato aleuaa infration* al Bill del i833 
ebe ntrtli di ttert notata. Le preicriiioni di quella legge tono gmeml- 
mmntM oimvaU nelle grandi filaede di GUkow, Alberdeeo, Dandée , le 
quali eonleogono ciaietinl più di looo operai; i regiitri richìeiti d« eaaa 
lW> onde gDarentlme 1* ottervenu , aono tenuti colla aletu regolirili 
dalle Mrbtnre della prine Caie di Londra (Tcd. MoniL Ooir., ifl^igoal» 
1839). 



tomìiu tnmo allora nette fatbridte Jtelà imperiare àf^ anni 4«i 
E si ttggioiige ehe io quell'aoBO erana rioMadati da 4^ onaoifiuiiare 
nomerò 1666 operai iocapect al iatoro, i qoali avoino dai i5 
•i 60 aooi. Tra costoro t584 «veano a»eoo dì 4^ aoDi^Si ava» 
vaoo dal 45 ai S5 aooi; tre eoli dal 55 d< 60 anm. 

m Nel x83i rifallo poro che «opra 160 operai oeetipati aalla 
maoiiallare di tienfirew e Lanark, io arrivavano a 45 iinni; soli 
ed ancora vi erano conservati per umanùà dei direttori» 

«Qoeato fatto fu deonnciato alla Camera dei comuni dal 
«gnor M'nifah 1 riputato per la Mua veracità f ed il laaMoletola 
qaadro ch'eaao esposa della miseria e dei patimenti degli opera | 
awoi^e a pietà (i). 

m Tali indieasioni sembrano snfBcienti a provare eba nella 
Gran Brelapia , malgrado* T aaseriu iooonlrastabile prosperità 
dcU^adustria, il vantaggio d^e$m era conseguito con tnetai con* 
frari a dettami deit unnanità é della mortile , e » oooliooando i 
deoonciati abusi seosa rimedio alcunoi era minttceiata la steetm 
prosperità economica^ per la decadenaa progreasiva della popola- 
sione, la quale in breve dovea rendersi incapace ad ogni Itn^oro* 

m Aggioagaai ancora che rimmoralità ptfogressivai fatta palese 
dsl nomerò crescente de' reati che denonciado le statistiche cri* 
raÌDali, dimostrava esiandia la necessità di provvedere alla migliore 
educazione di quella nascente generazione •• 

Dopo la pubblioasione della Itfemoria del Ginte Petitti nof 
abbiaoM voluto oonsultare alcuni inglesi ed alcuni nostri italiani 
che fìsttarooo recentemente l' Inghilterra per accertarci della ve* 
ntà di quanto egli ne espose^ e tutti ne eoofermarono le nòti- 
tie da esso forniteci dietro la scorta dei più ripotati icrittort. 

poi ne soggiunsero francamente che le disposiiioni date dal 



■•■ 



(i) Per meglio eonosasn i particolari de'palimeati e de'daani dei fita^ 
dotti impiegati aelle maaifattors si poò coosoltare oltre alla già aitata opera 
àé Porier di cai alla nata (i), psg. 46^ la Mvue Britemique del mese di 
fdibi^o i837« N.* i4 alla pag. 384 e •agusatt. 



«4 

Parlamento tono impdrfetUnieota etegoUe, perebè rafiditè de? 
aianafattori e la oiferia estrema degli operaj tendono oootinoa* 
mente a trasgredirle a danno della età iooocente che non bf 
chi la ìuteii e la protegga. 

I nobili ftibrti di alcuni filantropi hanno in aletuie contea 
alleviato in qualche parte questo intollerabile stalo di cose, 
mediante P istitustone di scuole ioAiotin e tecniehey ma questo è 
un rimedio affatto locale ed incompleto. La nazione non s'è sd* 
Cora convinta di questo grande principio che la educatione po- 
polare non è un diritto della sometà, ma è no rigoroso deverei 
senta educazione non vi ha moralità , e seosa moralità non vi 
ha società. 

'Dobbiamo quindi conchiodere ohe le provvidenze messe in 
pratica nélP Inghilterra per giovare alta condizione de' fanclttlli 
occupali begli opificj non raggiungono pienamente lo scopo di 
fare in modo ohe la claue operaja abbia anch^ essa il suo poilo 
nel regno dell' umanità (i). Passiamo ora alla Francia. 



(i) Une prova recentlsiiou della inefficacia del ùiU promalgalo nel 
i8S3, l'ebbe il Parlamento inglese nella aedota io loglio 184^ allorché da 
Lord Ashley venne fatta la aegaente pittura dello alato dei poveri fanctolU 
occupali nelle miniere , e ciò allo scopo di provocare aeric misore di re« 
pressione. 

' « Il lavoro a cai obbligavansi altre Tolte I fanciolli nelle mani- 
attore è un giuoco la confronto di quello che ai esige da loro nelle ni* 
nierok Nello Siaffordahire si £inno ordinariamente discendere nei poni, 
all'età di nove anni , ansi spesso a 7 ed 8 anni. Nello Shropshire si in* 
piegano alcune Tolte a aei anni. Il rapporto dice che ae ne sono vedoti 
alenai che non STCTano ancora questa etkj tirare dei pesi per messo d'ona 
cinlara legala al corpo. 

Nel Warwickshire» nel Leicestershire, nel Derbyshire^ nel Yokshire, nel 
Laneathire^ nel Geshire, l'età a coi s''incoraincia ad impiegarli è la medetima* 
Ad Halifax si fanno uscire dal letto durante l'anno intiero dalle quattro alle 
cinque di mattina per calarli nei posti. Ad Oldham , chi lo crederebbe ? 
Si obbligano a quattro anni quelle povere creature al lavoro delle mi« 
niere. Il aig. dottore Hitchell che ha verificato a Durham essere di cinque 
anni l'età in coi qualche volta a' incomincia a frrli lavorare, è pcrsosio 



§ 3.* — Staio dei fandulU oeeupali iielb moH^aUmré 

della Framda. 

AHoicbé Boi niiUmaio la Frsooia nell^ anso. 1 838 fummo 
dalla notevole difiereoia che preseotaTa lo stato acoBO« 
Biico e morale di quel paese nei dipartimenti agricoli e nei ma» 
ulatloncri: non pareva più la stessa naiioooi ma parevano due 
aationi. La Francia agricola è rimasta fedele alle sue aotiohe abi* 
ladini, e conserva ancora in messo alla sua supcrstisiosa igno- 
nata tutta la cordiale bontà del montanaro sviisenk La Fran* 
eia manifattoriera presenta invece l' aspetto di un aecampamento 



che i pioprìclari delle grtodi miniere di esrbooe , ignorano eglino ttetii 
die vi si fiicciano limili eosej ma lord Athley^^ pare non rignardi la loro 
ignonasa come aaa wcnwk solHeiente. 

Per laivi una idea della torte di qoelle miiere orealare , bisogna 
mpere die i aoUeiranei nel quali sono impiegate aeoaa riguardo alla 
debolcaa della loro, età e del loro setto ^ sono tovente Itrettitsimi j ohe 
faria vi è icana« die l'umido vi é ettremo^ che j piceoli faneiolli tono 
ardinariaacDte cotlretti a lavorare eoi piedi nell'acqua, nel tempo iletso 
che faoqna agoociola tolla loro tetta. Il lavoro delle donne vi consiste prin« 
apslmeate nel tirare dei carichi enormi di carbone a grandi distanae ' 
n rapporto deicrìve la maniera io cui ette sono attaccate per messo di 
cilene per tirare questi peti fino al luogo d'onde ti ettraggono dai possi* 
La veediiaìa di quette infelid incomincia a trant'anni; è ben raro che i 
figli eh' eiae mettono al mondo vivano alconi giorni j ette tono soggetta 
a ttlattie della tpina dortale ed all' atma che ti manifesta spetto in loro 
alPclà di otto anni, e che in molti cati è mortale. 

Arrivali all'età di quarant'anni, la maggior parte degli nomini e delle 
donne, ed anche i pia robotti, tono fuori dì alato di fiir coca alcuna. In 
geaerale ti Anno lavorara le donne nelle gallerie troppo rovinate perehh 
gli uomini acconsentano a lavorarvi, di modo cbe il testo più debole ó 
quello da cui ai erige di più. 

Ha ce il soggiorno nelle miniere produce sulla aalnle e soUa vita 
£ quegli infelici degli effetti coti funetti , non è meuQ pericoloto per I 
lem costami. 1 committarj incaricati di una inchietta sa questo partico- 
lare, tembn rienai apaventali a dovere svelara tulle le turpitudini ve- 
aote a loro oognisione. 

AnrAU. Staiittìca , i^ LXXIII. 3 



i6 

di singart senta fede e sedia l«gge. Nella prima vi é la (Muterò 
tày laa oou Piiidigenia: vi è la sopefaticioDe^ ma dou la irre* 
ligione: %i é ancora T antica Francia deiragricollura e della p- 
storisia, come fa'^oieTà Sally» e lion h Francia officinale, eoioe 
rha^ftldta Colbert 

A seconda di questa diversa fisionomia morale» trovammo 
diversamente trattati miche 1 fanciulli. Nella Frauda del Aict- 
tod) vedemfoo i bambini ébband^Éati ed Incolti» ma sani, ma 
baldi della gajezsa francese: nella FAnéiA' del nord non tro- 
vammo fanciulli » ma /larve decrepite \ non piccoli spensieratelli » 
ma impudenti motteggiatori: non piti il nso spuntava sulle loro 
labbra, ma la bestemmia ^ non le preghiere gettate al veato^ aia 
le imprecazioni gettate agli uomini. L' aspetto di questa genera- 
zione che par crescere per maledire il presente e Pawcnire ne 
fece gemere e fremere. 

Noi avremmo voltato descrivere lo stato in coi trovamoio 
in Francia i eoù delti figli di fabbrica (enfimi dt ftiArifue), ma 
tememmo che il nostro ragguaglio potetse essere dai francesi ere* 
duto esagerato o fantastico. Preferimmo perciò di lasciar parlare 
un francese che in questo stesso anno descrisse al vivo la ailua* 
siooe dei fanciulli addetti alle fabbriche firancciù». e scegliemmo 
alcuni squarci di uno scritto del sig. Ainould Fremy, che fu in- 
«crito nell'opera grandiosa di Curmer iSu i Francen dipinti da 
loro secai (i). 

« Il ritratto, egli dice, che siamo per offrire ,' indurrà gli 
uomini onesti a fare le piii serie riflessioni intorno ai costumi ed 
al destino di una parte della giovane popolasioue ohe si impie- 
ga » o per meglio dire che si traffica nelle officine e negh opi* 
fici francesi. Possano almeno le nostre parole eccitare la pub- 
blica simpatia e far s\ che' la legge stata accolta nello scorso 
anno per giovare ai fanciulli , non venga già apparentemente » 



ma sinceramente e lealmente eseguita! 



(i) Lei /ranfais^ Encifilopedie Aforale. Parigi ^ 1841*4*^1 presso Curoier. 
Voi I dei Coitumi dei dipartimmti fi-anùesù 



m 11 laoeiolìo addetto alle iioitfe febbrictie ioflomiiMiÉ fai 
Ma giotrsalA delle tre alle quattro dopo oietBanotte. Prime obe 
levi li sole fir» il ghiaccio laLTernale tu vedi de' ragatiini di ie4 
anni costretti a fare tre o quattro miglia a piedi per recarti 
alia filataro» e a aera tarda rifare la steisa «trada; L'arrivo e 
k partaosa di queste carovane di fanciollt presenta ano spet* 
tacrilo da far piangere. Tu K vedi aMiderati, messo ignudi^ af* 
famati» morenti» andare a gi^ppi come branchi dì pecore ap« 
peaa tosale e colte dai foriere del nembo. Non odi la voce di 
ima nsadre , di ixn padre che li consoli , che li rianimi i tutti 
taoeaooo oppressi da un comune tentimentOi da quello della fkma 
e spesso della disperasiooe. Que* poveri bimbi tono cottretti a 
quattordici o tediai ore di lavoro, ottia a quattro o cinque ore 
di pili dei eoodanaati ai lavori forsati. NeirAltasia ti mandano 
alle filatore ragassi persino di quattro anni e messo. Si cercano 
i sordo-moti e gli idioti per appa}arli ai fanciolli e cottrlagerli 
ad noo stesso lavoro. 

m Alcuni fra i lavori che sMmpongono ai fanciulli o tona 
pericolosi, come é quello di scavar carbou fottile nelle miniere, e 
della asststensa alle macchine ad acione continua, o sono pre*'* 
gtodixievoli alla loro taluie, come accade per tutte le operasioni 
attinenti alla filatura e tetsitura del cotone. Le camere scelte per 
uso deiropificio sono spesso cantine umidissime , e i poveri fan-' 
ciulli vi aggrancliiscooo e vi perdono anche k vita. 

« Oltre la gra vessa del lavoro vi è la gra vessa del cosi 
detto sistema di correzione. Negli, opiliei di Normandia a canto 
ad ogni lelajo ove si trova un fanciullo vi è un bnon nervo di 
bue. Appena il fanciullo si addormenta nelle ore oòlturoe, ò so- 
tpcade il lavoro per ittaochessa, il nervo di bue tctgliato afieit 
colpi ralle sue spalle e tulle tua testa lo risveglia e lo ritorna' 
alia usala vita, o per dir meglio agli usati dolori ». 

I lettori dei giornali francesi noo troverauno esagerato quanto 
asierìtoeil sig. Fremy, ricordando i molti processi che ti i«titui- 
sjcono dai tribunali di Francia contro 1 padroni d'opificio che tor« 
■aeolano a battiture e a patimenti t loro piccioli opemj. itlcuni 



>8 

dei bui tuoi f erifieati dtUe ««torità giuditHuriif) kiMio aoftralo 

coiDt in fatto dft «nideità, i tignorì delle officine non bennonulln 

de invidiare ai piantatori di tnoahero che oinltrallano i loro 

ichiavi. 

« Per oatenrare il fanoiuUo di fleibbrica ( continua il n^nor 
Tttmj) e per oonoteere T ultimo grado di abbrutimento e di 
indìgenaa a eui può giungere la ra«xa umana ^ bisogna andare 
a Lilla a vititare il qniirtiere ove dimorano gK opera j. Etti abi« 
teno tutti nelle cantine , e in una sola carnei^ si corioano pili 
di trenta persone. L'aria non ?! i.mai rinnoTata: i muri sono- 
infetti di mille sotture. Se vi ha un letto, non oflre che panche' 
•porche e crollanti su eui è deposta della paglia umida e putre» 
fatta: un pesto di lana stracciata e socida serre di lentuolo 
e di coperta. Le 6&estre sono fasciate di earta e non d aprono 
mai. Tutto i in armonia oon quello squallore. Nullo vi ha che 
più crucci Tanimo, quanto Taspetto dei fanciulli che dimorano In 
quei covili: magri, storpj, decrepiti: col ventre gonfio, oolle mem- 
bra emaciate, colla colonna vertebrale eurvata, col collo enfialo 
da glanduloi colle dita ulcerate , coi piedi a piaghe^ con ogor 
sorta di insetti che li dilania e li divora. Dove sorgono opi* 
fici eoo macchine ad azione continua i Csnciullì sono divisi in 
due classi » quelli del giorno ohe devono lavorare quattordici ore 
e quelli della notte eostretti a consumare le dieci ore di sonno. 
In questi luoghi le giacchine mostrano piUi iotelligensa degli 
MpièinL s 

«E facile comprendere Inconseguente che derivar debbono 
da queéto sistema di distrotioncdei fanciulli poveri* Essi muojono 
innanti il tempo, od hanno una vita simile a quella di un ago* 
nitsanle. La stessa ratta si degenera. Sopra dieci mila gìovnni 
ehiamati a venti anni al serviiio militare si contano nei diparti^ 
menti agriooli della Francia 4>o^9 gìo^^iH invalidi , o male con* 
formati y e nei dipartimenti maoffdtturiert se ne contano invece 
g^3o^ il che vuol dire che su iO|Ooo giovani -ve ne hanno soli 
70 ohe siano atti a^ fai'C la vita del soldato. 

,# Il fanciullo di fabbrica è predestinato al 'dolore. Egli non 



i9 

ha mai ir gaudio dì un abito nooto» di uè cibo Mikibrey di una 
parola benevola: la gio)a che è la tua tita non lo può* mai rei» 
Icgrare. QuaK oomioi devono diventare de* fancioHi che tino ai 
dodici noni <ono rimatli sena' aria , tenta tole \ tenza allegria , 
teosa itirutiooe! Beco la grande ragiooe del creseente abbru- 
timenlo delle matte operajet ecco II grande motivo che tpHite 
I 3o,ooo eanud di Lione a batterti per quattro intieri giorni 
toUe pobblicbe ttrade per atticorarti pane e lavoro ! 

« Se poi parliamo delle fanotolle, il lóro stato è ancora 
piU oompataioiMirole. Nate per lo più' non da uoiool legali, ma 
Ulegittiine : avvesie ad esempi tcandaloti ed a tcandalote tenta- 
noni, ecse luadano prima della pobertà l'onore e il pudore. A 
Béimt corre il molto che la giovane operajà quando latcia verio 
sera Popifido va à /aire ton dm/u&me quari de joumée. E che 
vada ette a fare ne l'ha provato llnetorabile stalittiea di Pareot 
DucfaateleC quando ne mottrò che la città di Reimt invia a Pa- 
rigi il natthtto numero dèlie ]pvottitute. « Al ditotto dei tredici 
anni, torivava Vlndusùiet de la Champagne del r4 agolto i8S6, 
aooiitteia la cormtione delle nottre operÉJey le quali ti tentano 
dicendo efae lo fiuno per vivere. E noi raccoirtiamo dei fatti e 
non diciafflo ancor iotto ». * 

Al racconto del tignor d! Fromy intorno allo ttato dei 
ftnctalli ocanpad negli opifiq tltuali nei dipartimenti, nói' ag« 
gioBgeremo in poche parole I* tmprettiooe che ci fece lo ttato 
dei fiiDcìolli e delle fandolle occupate nelle manifatture di Pi* 
rigu Quando noi TititaoNno la capitale della Francia non ri era 
crtei verunai e la indottria parigina brillava in tutto il tuo splen- 
dore. L'arte deU' ori6ceria che i^ conta trenta e pih mila 
opera], l'arte del tetificio a vellutii ad aratd ed a garte che eon-^ 
lark nn venti e più mila braccia o ti, le mille ed nna arti- a[»pli« 
caie ai eo« detti generi di mode erano ia quel momento odeo- 
patittime per dare tfogo alle commissioni degli inglesi die in 
c|oell'anoo cdebravano a pompe inusitate T iocoronaiiooe della 
regina Vittoria. Per questo fervere di lavoro trovai molli opi* 
fiej io cui la occupatlone degli operaj era dioma' e notloma. 



3p 

{fegit itabUiiiiQnti ove. si preparano le jnalerìe prime « e dote ai 
pulisooDo i retti d' orificeria e di gioielleria, ti te;ievaao al ba- 
vero roolliMimi faoeiullL L'orario era di quindici ore« Lo «tesso 
orario trovai introdotto anche in altri stabilimenti d'indaslria 
metallurgica, nelle tipografie, negli opifici d'orologerìa, eoe Noa 
parlerò dello slato materiale dei locali, che sono posti o io piaot 
tfBrreoi umidissimi, od in gelide mansarde, o in soffocati soppal- 
ehi: non dirò dell' afa mefitica che in quelle taae d' uomini ai 
respira: non dirò dello stato abituale di .immondesza in poi si 
tengono quelle camere. Tutto questo sudici urne in meno alle 
splendidesze di Parigi aveva un non so che di contrastanie, da 
indurre ad amarissime riflessioni aul sangue e sulle lagrime che 
costano gli ^taotaner miracoli deli' industria. L' aspetto dei fajD<* 
ciolli e delle fanciulle ne parve logoro dalle (etiche e dagli sten* 
ti 9 e sulla fisionomia sventata etracotaete leggemmo impressa 
r assoluta trascuransa di qualsiasi educazione. 11 conversare eoa 
quella generasione di piccoli operaj, presentava una scucitura dì 
ideOi.ivia confusione di »eosasioni| una nullità morale » da do« 
yer piangere sulla loro condisione. 

In quanto ade. fanciulle le trovai pressoché tutte iniaiatn 
alla ìrita gaudente della griseUem E come non avere la opfera}a 
immerse in disoneste sozzurre , se sono costrette persino | onde 
accrescere il loro sa|ari0) di levarsi di buon mattino e per po^ 
chi so^di vagare per Parigi a raccoglierti le lordure suUe pub- 
bliche strade ? 

I fanciulli, maltrattati nette officine , le abbandonano #peaso 
e si danno a far la vita del vagabondo o del gami/^ e quando 
\a poliaia gli coglie , vanno a fai; vita da careerato nelle peni- 
teniierìe , o sono a schiere condotti nei porti di mare per es* 
servi imbarcati su i basamenti dello Stato come maziii di ma- 
rina* 

. Questa specie di iniziazione che avviene negli opifici di Pa. 
sigi alla vita delle prostitute nelle fanciulle, ed a quella del ga- 
leotto , o del mozzo nei faoeiulli , ha provocato nei buoni un 
IrQppo gitisto risentimento, per cui fu generalmente proclamata 



fai necciùta di peotare alla edocaiioiia morale dei /aB^uUi del 
popolo, ed ali* alleTiamento della loro vita negli opificf. < 

Per la ediicatione dell' ialbotia si^'aperfero io Parigi veoli- 
lette sale di ricovero che io vinitai ^ e trovai tutte istituite eoa 
oorità alletliiosa. Ma il troppo nnnero dei fanciiilli fnh accata* 
stati cbe riooverati, ma riatufficieoia delle istruttrici e de* n^ 
lodi » ooai abbastania oordiali , na la poca cura che si ba d| 
naodarvi tutti a bambini poveri, baono reso quelli islitiiti sta- 
rili nei loro boooi eHetti. Poi sorpreso nel vedere obe io nes* 
suno di quelli Asili vi fosse introdotto l' iosegna mento di alcuni 
lavori, e mi fu risposto ohe noo lo si voleva introdurre perché 
si leoieva che T Ingorda rapacità dei parenti avrebbe tosto so^ 
tratto la loro prole dalle sale d' esilo^ per mandarla addestrala 
ai lavoro • guadagnarsi pochi soldi agli opifici. Questo mi provò 
come in fatto di cariti, ben poco si possa fare quando si ba da 
lottare colla pubblica dissolusiooe. 

Era danque neoesiario *cbe a questi mali si prowedee^^, ed 
il Governo francese vi pensò in fatti. Popò avere aonsoltato i 
aoosigli generali dei Dipartimenti, le Camere di conimeroio , il 
Ck>naiglio di Stato, proposa nel 1840, e ripropose nel 1841 una 
legge generale destinata a reprimere gli abu&i mvalsi negli opi* 
liei francesi a danno dei poveri fanciuili» e questa legge dopo 
l'approvazione delle due Camere venne formalmente promulgata 
il 31 mano 184 1. Noi crediamo opportuno di riprodurl»<, giu- 
sta la versione fattane dal conte Petilti*. 

«Art. 1. I fanciulli non potranno essere impiegati che alle 
condiaioni determinate dalla presente legge: 

!•* Nelle fabbriche {manufaciureSf U9ines ei atélien) con me* 
tore meccanico o con fuoco contiooo, e nelle dipendenze loro. 

a." Io qualunque fabbrica dova siano occupali più di %enU 
operai riuniti insieme» 

« Art. II. I fanciulli non potranno essere ammessi nelle fab« 
brìche prima d'a\f€re compàUi gli oiio anni, 

« Dagli oiio ai 1% anni, non potranno Jafornre ffiù di oUoort 
solle a4» ^ dovranno avere un riposo frammcrsò al lavoro. 



9 ' 

m Dai la ai i6 anni non poCrtniio lavorare pik di ì%0r§ tulle 
^4^ ditlM dà due o pili riposi. 

u II la? oro non potrà iaru cbe daUe dnqne del maiiino alle 
nove della $era. 

m L'età de' fanciulli sarà acè^rtata da un certificaio del MairSi 
spedito SU carta non bollata, e senza spesa. 

m Art 111. Ogni lavoro ira U nove ore della eera eledn' 
^iie dd maiiino è considerato come lavoro notturno. 

•t Cotosto lavoro è interdetto ai fanelli minori di i Sonili 

u Quando per la fermata d'un motore idranlioO} o per ripa* 
rationi urgenti ad ooa maccbina il lavoro diorno fu interrotto 
i fanciulli maggiori danni i3 potranno lavorare la notte, ealoo* 
landò però quel lavoro due ore per tre. 

¥ Gmsimile lavoro, con t/uota ridotta^ potrà pure toUerarsi 
in quelle fabbriche a fuoco continuo (fucine) , il cui processo 
non pub sospendersi nelle n4 ^^ 

« Art. IV. I fanctolH minori d^atmi t6 non potranno essere 
impiegati le domeniche ed altre feste riconAcintc daUa legge. 

u Art. V. Nessun fanciullo potrà essere ammesso, se il padrs^ 
od il tutore non giustificano ch'esso frequenta attualmente la 
scuola del coQsune od altra prìmta. Ogni fimciollo ammesso do* 
vrà continuare ad intervenire a detta scuola finehh aMm eom* 
piti giti anni li. . 

«ri fanciulli maggiori dfanm la saranno dispensati dall'aa* 
dare a scuola allorché proveranno oon attestato del Maire del 
luogo ove risiedonoi ch'essi hanno noevato l' wlriiawORe pmiona 
elemeniare, 

m Art VL l Maina sono tenuti di spedire al padre, alla ms- 
dre od al tutore un Ubreiio, sul quale si scrìverà l'età, nono, 
prenome, luogo di nascita e donaicilio del fanciullo, ed il tempo 
che avrà ricevuto V istruzione primaria. 

m l capi delle fabbriche scriveranno s 

1.9 Sul libretto d'ogni fanciullo la data del suo ingresso 
nella mani&ttura; così pure quella dell' uscita. 

n.^ Sopra nn registro epedale tutte le indicniioni conteoate 
■fi presente orticolo. 



ss 

« Art VII. Goo regolameHd di jnAhUeà ammmiiinttiùmA 
potrà; 

I.* Esteitdef« mi tltre maaiUiUor^, oltre qo«lle iodmte nel* 
Tart. u\ Tapplicaiioiie delle duposiuoni di qviesta legge. 

3.* Aoerescere ti minimo delFetàt e ridorre la danUa dd» 
loporo (erL a e 3) riguardo a q«ieUe indostrìe, nelle quali la 
fttlea de'faaciQlfi eeeederebbe le force loro , e eompromelterebbe 
li lalate di essi. 

3.^ Detenaioare le fabbrièbe dote^ per eauta di pericolo o 
d'iasalabficà» i fimcioUi oiiiiori d* anni i6» non potfwmo maiu* 
sere ìmpitf^iL 

L^ Vietare ai fancittlli nelle fabbriche dove sono aomeiil 
eerti iafori pericolosi o nodti. 

5.*FisMre i labori inditpemabili a tollérarii»per parte de* fimo 
àalK le dooenicbe e fbtte nelle fucine a fuoco continuo. 

6.* Deterokinare i casi di lavoro notturno pemetso dal*- 
l'srt.l 

Art Vili. Altri regnUmenli df ammimvrùMone jnAhUca do- 
vrmoo: 

I.* Dare i provredimenti necessari peli' esecuiion^ di questa 
legge. 

a* Assicurare il Aantenlmento del buon costuoM e della 
pnbbtica decenaa nelle fabbriche. 

B.** Corire fiiiruzione primaria e V ituegnamaUo religmo 
de' fiiacitttU. 

4^ Impedirei riguardo ad eisi, qualunque seritla e castiga 

5.* Assicurare le cooditiont di salubrità e di siooretia ne* 
eemrie alla vita ed alla salute del fanciollii 

«Art IX. Icapi delle manifatture dovranno far affiggere in 
ogoi scansa di lavoro questa legge^ i regolamenii di pubhUea am» 
minittnniona (art 708) ed i regolamenti proprU interni che 
taraaao tenuti di fare per curarne T osservante. 

• Art X. Il Governo stabilirà delle itpeùoni per assicorare 
l' osservansa della legge. GÌ' iepettori^ visitando le fabbriche^ pò- 



34 

tr«Diio tatù preccDUre ì reghtrì retiti all' eieciiiioDe di questa 
i«gg0> 1 regolamenti interni^ i libretti^ ed ì fanciulli stetti. Potraano 
alticft farsi aooooipagiiare da uo medico delegato dal prefeUa 
o dal soUq prefeUo. 

M Art XI. Ne'casi di oootrat freiuiooe gVUpeiiorì esteoderauno 
procetso awbals^ che* farà fede siop a prora contraria. 

« Art XIL Coatravveoeudosi a questa legge od ai regolamaui 
di pubblica ammimirasUone (art. 7 e ft) i padroni delle manifatture 
o -gereati d' esse satanno citati avanti al giudice di pacete eoo- 
dannati ad una multa di tempfice poliUa non maggiore di t5 
franeht 

m Le oontravvensionii che risulteranno sia dall^mmessione di 
Cinòulli d' età inferiore a quella Bssato, sta per eccesso di la- 
voro, daran luogo a UUUe multe guanti tono i fandulU indebi- 
temente ammessi od' occupati , senta che però il cumulo della 
dette malta possa eoeedereli fr. aoo« 

m Ne' casi di reeidiTa, i oontravveotori saranno oitati avanti il 
Trihmala di poHiia condonala e condannati adr nna molla 
dai 16 ai 100 franchi «• 

Colà questa legga si k tolto mollo male, ma non si giovò 
radicalmente allo stato morale dei poveri fanciulli. Bisogoaya iio- 
pedire con un sistema. di pubbliche scuole popolari che i fancialli 
fiMsero avviati alle officine prima dei nov^ aooi, e la loro sor- 
vegliania fesse affidata .ad associazioni d'uomini caritatevolL Bt- 
sognava con incoraggiamenti e con premj stimolare nei capi ma» 
«ifisttori il aentimeiilo deirumanitài e nei giovani oper^j ti senao 
della onestà. Bisoguava infine far precedere a questa legge um 
nsigliore orgaoinasione di alcune industrie. Noi facciamo queste 
OSservaziooii ptsrchè Torremmo che in Francia le .idee generose 
sma fossero ^mltanto dette per vanità, ma fossero poste in opera 
per iapirtto di rettitudiiie« 

(Sarà coniinuato^) G. Sacchi^ 



S5 

vnurro m umooirro vtu»* àBàLju baimhìs jm tbatavx 

1» o. arriifty du sio. yLouiin. 



N 



el XVIIL* secolo due graodi uoiaiiii iiB|irtaie«aoo rapido prò* 
Ifeno alle sdeiiso aaliirali ; oia <ì I'udo ebe Taliro, 4|«aalM» 
qne eorretaero opposto camniioo » falli? ano la iMta per eyiaU 
cagione. 

Linoeo adoperavati a dislingoere, a elauifieare i fenoaBeoi» 
gli etserì , i latti eompreti nel campo di qoeste MÌenae; BnflÒA 
teotava rìonirli e spiegarli. Ma questi fenomeni, questi esteri > 
questi fatti» poco noti nell' intima loro natura» non potei ano ni 
veaire naturalmente ordinati» ni realmente fspKeati ; era d'nopa 
far precedere profondi studii Sulla feria struttura di ami. 

Viuueo che» pel meto<lo principalmente» dominò gli stodii aoo* 
tgici del XVIfl.^ secolo^ difìdete il regno enimale in sei classi: dei 
Quadrup^ degU UcceUiy dt'BettUh à0'Pe$eh degli jfnseiti e dei 
Fermi, e qoeste tutte di^nmeva di fronte» supponendole Sfpot 
rvte ciascuna da eguale intervallo ; suddividendo poi ciafcunn 
eUise a seconda dei caratteri di varia e diversa imporicfisa or- 
ganìca, e avvicinava o separava animali disparali od affinL La classi* 
ficasioBe Lioneana, aoaicbè utile a mostrare i veri rapporti de^ 
{li eiaeri sloca vali in ogni icnso^ e l'istrnmento del metodo coca 
«idoperato non poteva presentare allo spìrito cbe idae soompo* 
•le ed erronee. 

Pel primo Cuvier comprese il difetto del metodo Linneano^ 
ed a ripararvi sentì come fosie 4' uopo porre Tanatomia a baie 
della loologla » affincbè la classificasione ave4se ad emergerne 
filolofica. Certo che in allora non prevedeve a quante scieose 
afrebbe data nuova vita, non immaginava come una ne sarebbe 
sorta inaspettata e gigeote dal primo nascerci la paUontologui f 
per la quale veniva dato all' uomo di strappare alia natura il se-» 
greto della storia del globo. 

Nel 1795, giovane di aoli 26 anni, ponevasi arditamente a 
nfbodere le piii ooofosc tra le datti Uoneane» ^uelic degli /a- 



36 

tetti e MFenhi € par la ctttiena férma ^el ceotro di arcolézio^ 
ne, del littecna Tascolarei e del tlsteon di respirazione o pei 
r assenta di qualcano tra essi listenii riparlifale a primo s\àn^ 
do in sei grandi dessi de* MoUiuchi, de' Crastaeei, degli Intd^ 
Df, dei Fermio degl'i Béhinodernd e de* ZocfiH. Nuova e così eìi^ 
dènte distribotione fu tosto accettata e molò aspetto agli stodii 
del regno animale. 

Non arrestandosi a queste condosioni dedoceva dai fsttii 
ohe ve lo atCTano oondotto nna più atta idea, quella delli 
#ttfondiiiaBioike dlsgft' argani e dell* utile appticatlone delle leggi! 
di sobordinastone nella scelta de*caratleri di dasstficaxtone; coii 
ad esempio scoprila che tutti gli anttaslì a sangue bìioco 
r quali banOo un cuòre , sonò pure forniti di branchie o ài 
un organo di respirattoiie clreoseritta — che tutti quelli cliei 
anaacano del cuore respirano per indefinito numero di tubi eli- 
siici diflosi pd corpo , le trachee — che Ih dove esistono 
onore e brani&ie aTvi ao Tcro fegato -— die il fegato msnci 
al mancare ddle branchie e del cuore.. • — * A questa prìois 
Memòria altre tennero dietro per le quali Tennero circoscrìlti i 
Confini della desse off moìbuehi^ fu determinata quella de'f«^ 
mi a sangue rotto distinguendoli da* zoofiti, che per tal «odo 
trovarono il posto loro eompetente, l'ultimo, neiU serie dell' s* 
nimiiiità. 

Ha il principio deOa tubordinadane degli organi e de^caraiÉerit 
pel quale Guvier erasi fatta strada a tante nuore led importasti 
scoperte, doveva condurlo ad innovare dtresl il metodo per modo 
che non, come lo vedemmo In Linneo, servisse scio a rappresentare 
indistìntanieote i rapporti di struttura, a comprendere nooi| n> 
ad indicare l'ordine particolare di questi rapporti ed il f^^' 
tivo valore di ciascuno di essi. Riproduceva con nella soologis ciò 
die prima Bernardo e Lorenso di Jussieu avevano fatto io 
botanica 9 e che i soologi^pare venissero sconsigliati di teo- 
tare spaventati dalla tanta complioa^ ione degli orgafti costitueoU 
il corpo animale. — Ed in fatto questo processo rimaaeTS 10- 
poasibile se in .soologia dia classificaiione non eraosi fatti pre* 



(cdvB pcnfandi «ludiì atattoBfcii era ioditpnusbll* conoM^re 
prìna gU organi per detenrioaraa cf«p|M>i la loro hapoManta) 
h qiMla oBa «olla ncoaoaoiata avrabbe fomiti ai àitMai earalteri 
•obocdMafi gli uni agli aldi nel nodo itaMO eha gir orpud Irò- 
TMÙ aatoraloianta ■ubordinati tra lom. Hai JUgm aimmJc dj- 
tirAué t^apAs lon orgmitaiionj Ca?iar npan la prima volta 
tali prioaipii «pplieoli alla imologìa ia aòmplaMO, a ooordlnati 
MO ai dotUgU lU* gaoehk 

ProcedMida di tal modo, Caiiar avara &lto del autadù vntt. 
itramanto adalto ad eaprimare la geoaralitsasicme de* &Ui. 

Il mtladof «faa per i^ lisulla dalla ncceniTa lobordinatioBe 
di propenaioai , di carità , di fatti «eeoodò l'ordiiie dalla gene- 
ralità', apfdiealo al regno animale ooniU dalla labordinatione da' 
gruppi tra loro, a Mooodi la raUtira importaoxa degli organi ehè 
caratteriMano dìrtiAamenle <fuatti gruppL — GU oegaai plb im- 
portanli Moo ^ellt cbe traggono moo pib generali aomigliBn- 
K. Fondando i gruppi inferiori lopra orgioni. Muiordùiati, ì sopnt 
liorì lopin orgMm domiiutiUi i primi iooludonei BcoctMhameota 
ae'iecondi, e procedcM da quelli a qoeeti per una carie di prop»- 
bùodì gradnatameate di pib in pib generalL 11 metod» par. tal 
awdo co>titnito ilivenU t' eapraeiioaa ganaraliBiata dalla (oienia, la 
•óenaa ridolla alle pai) lempliei etprenìoai, a la ealena di ana-> 
logia cbe ai Molge innNni gli oeebi non lolo et minnieata Irap^ 
pofti BOBoaeinti, ma ci i guida a tro*ame -di nuovi, d pretta 
■fili «nlnb e inggeritce prooeaii logieì per progredire otite «e- 
Knasioni e nelle «coperte. 

Nell'application e abbiamo TÌita CUrier rifonderà le clawi lo 
più eonfwM delle loologia Linneana, dagfi anùnolf d mi^uk A'oa* 
co («ludlì cbe porteriormenta dal Lamarok Teqoeni delti ÙHwr- 
leirati ), e parlendal! in tei grandi dami appreuama oMieunn 
come pari In «alare alle quattro daui da'vartebnti i QuadrapetUt 
gli Venda, i ReUUi, \ Peid. 

Sino allora non a««*a eontidanti in questi aaimali cbe 1 ■&< 
■temi di niroolaaione , di re^iiratiene ed il vaMolare. - ' 

On eolia Miorta delle leggi di anbordinaaioae gli era da 



38 

BollerartI a più ilio piiato di vkl», abbraeeiare (lìb TiitoontH 
lODlt. Dal dito della suprema vitalità del neteoM aerfoio gli| 
hk potfibile eooMderare eìaacuoa dasie d'imwrtehrati dob pilli 
coone. corriipoiidaole ad noa o ad altra delle qImiì im* poitbnd 
prata ttparatafneate, ma a tutti 1 veftshrati pmi waA loco coai- 
pietao. 

Vide tuia prima farma del titteoia oeriroio riunire tatti i 
vertebrali lo no sol gruppo, uua seconda I molluschi , una tena gli 
ùuetU, i vemd a sangue rosta ^ ed i trostaoeif la classe degli or- 
tieoUtUi un' ultima tutti i zoqfiiL La questione agitata da oaM- 
eolo, ee esistesse un unico piatto per tutti gli animali, trsifor^ 
mata da Cuvier nell'altra meglio positiva « quanta forme disliote 
di sistema nervoso esistano negli animali? « ccmdueevalo a looprin 
l'esistensa di quattra piani , quattro tipi » qnattro./omM iIoidh 
nauti l'organismo animale , per le quali staMiva le quattro ca- 
tegorie {em&miicàeivitfAlf) de' vertebrati f de' molluschi ^ degli af* 
twolati e de' zoofiti. 

Il Begno animalef ohe vedemmo dmtinato ad applicare aUa 
generaliià deH'organismo animale i priocipti nuovamente* istro- 
dotti da CuvioTi ttoo discende nella gerarchia sistematica cheli 
generi} egli i, o piuttosto doveva etsere, il prodromo ad uQ*opcn 
nella quale i prineìpii stessi sarebbero stati dedotti sino alle speee, 
né P immensità de'Iavori di dettaglio oecessarii a tal uopo dialo- 
glievano Guvter dal porvi mano che ansi presceglieva a primo 
campo di applicazione la classe de'* pesci , la piti numerosa » e 
nel tempo stesso la più disordinata pel rapido e contiooo affoi" 
tarsi di scoperta. Bloch e Lacépede, i primi tra gli ictiologi sTanlì 
Cuvler, non avevano conosciuta che mille e quattrocento specie; 
Dell'opera di Cuvtcr le specie sarebbero ammontate ad oltre dn* 
queniila(l) Il primo volume comparve nel i8a8, ed a questo ave- 
vano tenuti dietro altri sette volumi , quando nel i8)f Cuvier 
veniva a mancare : questa giganleaca intrapresa andava perduta 
alla seienta senta le eure poite a continuarla, dal sìg. ValenoicB* 
nesy lo steste ebe Oivier erasi scelto per collaboratore. 

Tanta e là pitifieoe riforme In xoologta erano la semplice 



H 

ciiosegueBÉa delle idiiovazioiU già fette Àà Cnvier o efae tnttogior- 
DO apportaftt elTaiinfoifltti ébmparataf il primo de'iooi tlddii in 
anleriorità di date e quello al quale progettava i* oitiiBO de'iooi 
lavorL Ma non d restano per ette ehe due breoi| le. lerioei e le 
rieerehe lolle o«e foitilt. 

La storie dell' aoatooia ooni|iarata coote tre epoche dittiotei 
reppresentate 1* une da Aristotele ehe creandole la siiggellò della 
vasta iiBptOBta de^ suo geoìo, T altra da Qaodio Peraull ehe la ^ 
rioofDÌDciò , pooeodovi a base lo studio de' fotti; per Dan- 
bentoo i fatti poterono essere comparati; Vteq>d'Acyr enieebito 
de* lavori ds Daubenton, Haller^ Buoteri Mooro, Gimper e PaU 
las l'abbracflib il primo nel suo complesso e la considerò con 
oediio 6siologico; Cuvier l'avefa connessa alla loologia» e pev 
tolte queste fasi l'anatomia comparata erèsi letta la sciemta dtUa 
siruiiura degti ammali^ in séguito Cuvier stesso le mnlb In sdaua 
deOe iiegip generati deWorganùmo animale. A sehierìre questa 
nuova importansa deiranatomia comparata d basti il citare al- 
cune delle leggi le più semplid e le più generalL 

Ogni specie d'organo ha teodificaaioni fisse e determineto 
— • lotte le modificasioni organiche incatenansi per rapporti co*, 
stanti -« certi organi hanno però vasta e dedsa influenia sul- 
l'orgeoismo» d'onde le leggi tU tubordinaiione degli organi ««» 
certi tratti organici richiamansi l'un l'altro, mentre al eootrerio. 
ve ne hanno che escludoosi per incompatibilità » quindi le corre* 
Unione e coesistenza degli otganij ecc. 

Queste leggi ebbero nuote, brillante epplicasiooe nello stu- 
dio delle ossa fossili, |per luoghi secoli volute sémplici scbersi di 
nature» come tutte le impronte lasciate sulla terra da genera- 
zioni distrutte per terribili cateclisi. Cosi erronea supposisio- 
ne eresi con tanta tenacia inradicata nelle scòole che per ot- 
re a cento anni , e solo al cadere di esse » giacque incorata' la 
disfida gettata da un semplice vasa|o parigino^ Bernardo de Fa* 
lissy, il quale» quantuoqoe non sepesie di greco e di latino*, 
dicevaii pronto a sostenere che « le conchiglie fessili soao frrft 
conchiglie, deposte dal mere nel luogo stesso oveattoelmente si 



4i 

Mattilo/ e €b« U unire' un tenpo era tUlo a Parigi do?e le 
fiondiiglie abboodaao nelle pietre •• Le idee che Beraardo di Pa* 
lity emiDdaTa nel XVI.* tecolo ebbero, al dire di Fontenelle, 
quella fortuna che meritavano «olo quando nel XVIiL* s'atteia a 
studiare la natura della croata terrestre per oonoaoere la ferma* 
alone del globo. 

Aitora. éomparvero i sistemi dt Bumet, Leibnitt, Wodward, 
« Whistoo, Buffon i eguali se prematuri ed erronei, accostuoMrooa 
nnllaineno' lo spirito umano a considerare filosoficamente que- 
sti grandiosi feoomeoL 

' Gli avanti fossili, cagione principale del forviare batasti* 
esrndo delle prime ipotesi geologiche ^ per opera di Guvier , di- 
Tennero fonte dei pili evidenti risultati , guida alla scoperta 
delle leggi le pia certe' della geologia positiva. Guvier stoiliò 
principalmente le ossa fossili dei quadrupedi che erano per lo 
innansi le meno cooosdnle. 

Già dal 1762 Daubeton aveva corabattnta l'idea, allora ri* 
messa in campo ad ogni nuova scoperta d' avanti di grandi aoi* 
mali, ohe questi testimoniassero Tantica esistenia di rasta di no- 
mini giga nU. 

Pallas eccitava generale sorpresa , annumiaodo da prìoM 
( 1776 ) come nelle contrade polari aTeasero un tempo vissatt 
animali ora propri alla zona torrida , gli elefanti , i rinocerooti, 
gli ipopotami , le spoglie dei quali trovansi disseminate nei ter- 
reni di quelle vaste contrade, e molto piti quando dappoi bandi 
la scoperta di un rinoceronte conservatosi intatto, la pelle ed i 
muscoli, dentro la terra ghiacciata, scoperta posteriormente rifie* 
tatasi, nel 1806 alle riTC del mar ghiacciale, per un elefaate. 

Buffon affirettavasi a dedurre dalla prima delle scoperte di 
Pallas, la teoria deiremigrasione degli animali dal settentrìoos 
al metsodi pel graduato raffreddarsi delle regioni polari, ma la 
teoria Buffòniana crollava inaansi al fatto della seconda di quelle 
scoperte ; onde quel rinoceronte si fosse conservato , come egli 
trovavasi , era necessario che un istantaneo congelamento l' a- 
tesse stretto nelle masse in cui veniva trovato. Lo stesso Psl- 



4» 

lai iiUTOgò tt quella di Baflbfi l'ipotesi «li une rapidi e lergliit* 
sioie eorrenla die irronpendo dai rad eli* est ebbia trasciBeli 
ael tao corso gli animali dell'India. Ipotesi del Cavier profeta 
noe meno erronee delle aoteeedente qaaodo mostrò chiera la 
diCerenae die eorre tre le spede che lasciarono nel settentrione 
le loro spoglie, e le indiane Tiranti , quando enunciò e provò 
tnttc le antiche creerioni d'animali infossiKte od impietrite essen- 
lìalmente distinte dalle creesione ettoeie, Buffon eGemper(i787) 
sppene eTcrano ordito sospetterò l'eslinsioae dì elcune spedo. 

Il I.* piovoso dell'enoo IV, elle prime sedute pubblico deiri* 
slitato nazionale, Curier leggere intomo elle spedo di eleianti 
Ibisili comparendole elle virenti. Egli in quella solenne occasione 
sdiiodera il campò ad ona fra le piti grandi scoperte ehe il* 
lastrino il secolo nostro. In quella prima Memorie prorare le spc* 
eie degli elefanti fossili direne delle riventi , e quelle spedo mo* 
itraira estiate; lo stesso promettere dimostrare in brere pd rinoe^^ 
rond^ gli ord^ \ eenn^ disbieraodo, seosa edtasione, che il più greo 
progresso reno la rare teorie della formasione delle terra starà 
nel dimostmre che le spoglie tutte disseminete per entro le ero* 
Ita del globo non eppartengono a nessune delie specie rirenti| 
die spettano ed un ordine di cose dlrerso delPordtne ettualo. 

Ecco le memorabili parole per le quali Guvìer dirinere quasi 
ia qneH'oocasioae qoento dorerà posteriormente scoprire. « Per* 
• che ineontreasi tenti erensi di eoimeli ignoti e tre cui ncs* 
m sono che spetti alla spade cbe noi conoidemoT È probebile 
« die esse tutte appartenessero ad esseri proprii ed un mondo 
« enterìore al nostro mondo^ ed esseri distrutti dalle rirolusioni 
« del globo, ad esseri surrogati de quelli che attualmente ri* 
« reno tra noi •; con renira ad essere coneette Tidee di tutto 
un mondo distrutto e perduto , così stera per soUereni il relo 
che ricoprire tanti e così strani fenomeni, o piuttosto il relo em 
già strappato, la parola del gronde enigme che de un secolo 
preoecopave gii spiriti ere stata pronuociata. 

Ma per tcasformare queste elte ed ordite concesioni in ri* 
sdteti poaitiri era d'uopo raccogliere da ogni parte le spoglio 

▲miAU. Staiùtiea, ^wL LXXIII. 4 



4« 

degli tBiro»li perduti, osservarie, itudiarle tulte tolto nuovo Mpet* 
tO| eomporarle dateaaa a tutte^ e tutte agli scheletri delle spe- 
cie oggidì viventi tra ^oL Infine bisognava creare V arte stesse 
di tali ooraparaiioni* 

Le oftsa fossili giacevano confuse , aaimuechiate , frantuma- 
te, disperse net veni terreni, ed i frammenti delle specie le più di- 
verse trova vansi a(rastellati negli stesti depositi^ il metodo a creeni 
doveva euere tale che ogni parte d' osso potesse venir distinta 
con eertetsa, che ogni osso, rioostrutto potesse venir ridonalo alla 
propria specie, senta omettere in ogni scheletro nessuna delle sue 
pfcrii, scDsa interoalarvene di estranee» 

Immaginisi questo scomposto ammasso d'otsa affastellate e 
mutilate ricomponentesi sotto Pindustre mano (2 Cuvier, ogni os»- 
so, ogni scheggia trova per essa il suo posto^ raggiunge iltroo- 
c# che gli i proprio, e le specie da tanti secoli distrutte, sloca* 
te, disperse , riformansi, rivivono coi loro caratteri e cogU eUri- 
' boti che sono proprii a ciaKuoa. Egli non parrà assistere ad ima 
semplice operasìone anatomica ma ad una fantasmagorica .ri- 
surrezione evocata dalle parola del genio e della seietma. La pa« 
rola della sdenta era il metodo scoperto da Cuvier, mera ap- 
plicaeione di uno dei principi! che egli faceva emergere dalla 
anatomia comparata, dal principio della eorrelaùone delie fórme 
non meno fecondo per la paleontologia di quello ohe il principio 
della tubordinazione degli organi lo era stalo per la classifica- 
sione del regno animale. 

Pel principio della eorrelatione delle forme ogni parte di 
un animale può essere indovinata dietro oonoscenia di altre 
parti, e tutte ponno venir dedotte da una sola. Nella macchina 
•animale complicatissima , ma sèmpre e necessariamente armo- 
nica ed una, le parti stanno disposte in modo a corrispondersi, 
e se una sarà mutata l'altre tutte subiranno indispensabili mo« 
difieationi. Supponga» un animale carnivoro ^ i suoi org/am de* 
sensi ^ di movimento^ le diia^ i denti ^ lo stomaco^ le- iniestina 
lutto sarà architettato a scoprire , a raggiungere , a sbranare , 
digerire la preda, e queste condizioni anooderaonost rigorosa* 



4» 

meote fra loro; m Poiia oiaiica lo altro lomerobboro iooflli , 
Ptoimaio non potrobbo osktoro; ininagioin oo aoinialo er Uim ' Of 
i foci ifantf , lo tuo dita 9 lo ttomaeù , io ùue§iitia gli orgtmi di 
movimmta o do'MfiW oaogloronDO attumendo nuovo fbroM adatto 
illa dhrorto vita, proportiooato o oorreiatlvo fra loro, o oiò oon 
talo rigoro olio da un solo dente potrà oonchiudorti oon oortotm 
deUn 6>raiia dal pkde, di qnolla dolio maeeeUe^ dolb «fomtfeoi 
ddle ùueetùuif ooo* 

Una volta iinaito metodo fatto eorto, le ipeeio oitlnto non 
pHl rioonaparvoro non ad una, ma a groppi, a matto, a popo« 
luMml di qaadmpedi» di ocoolli, di rettilii potei, erottaoei, mol- 
laschi, toofiti 9 distinti per oarattari propri! tpetto i più ttrani o 
biaarri. 

Ma fatto aneho pih inaspettato era Tassolota maneaota di 
(raeeo nmaoo in tante generasioni eadute vittime di spaventoso 
catacKsL L'uomo non era stato eontemporaneo a noMnna di es* 
se, e^ eomparvo ultimo sulla terra, egli oarattoriua l*epooa at« 
toalo del globo nel osodo slesso ohe i diverti animali, studiati 
io rapporto ai tenoni obe improntarono dello loro vestigia , ca« 
ratterinano diverse, sueoessive e distinto epoNcbe telltafìebe: t Ifmis- 
mouts ed i MastodonU Petà più prosnma airuomO| i pruni mam^ 
nàferi terretierit i rettiU una ereaiiono anteriore. La penultima 
epoca è oottitoìta da aoiroali eongoneri a quelli ebe attualmente 
vìtooo; lo anteriori banno generi di più in più differenti, e per 
quetto torio venlomo ooodotti ad epoobo tempro più remoto in- 
imo a che oetsoti gli orgaoismi i più semplioi animali o vogo- 
taK giungiamo ad un tempo nel quale nessuno vita animava la 
soperAcio della terra , sterile massa di materie sottoposte alla 
sole leggi 6siebo della gravitasio&e e delle afBnitJk, aUVpooa de' 
terreni cristallini. 

Due ooae sorproodooo altamente in Cnvier, la precocìtii delle 
sue viste o la logica nel dedurle alle ultime conseguente ; nella 
prima tua Memoria sui vermi e gli insetti Linneani egli gettava 
rialero fondamento della riforma toologict; nel primo eorso di 
toatomin comparata rinnovava, ansi meglio creava qoetta sdcntas 



44 

Del primo studio togli elebati fQMili divioava tolta l'attoale geo* 
logia; e qoetto do tomplioi fiate dì ooa cooceaìoDe ardita , di 
ttoa siibita intpiraaìoQe, irasformova poscia lo verità dì Catto, ordi- 
oavOi scoipUfiGafa per oodo che potessero veaif^ da tolti eoa* 
prese, ooti piti sorrissoro di norme elemeotari a ooovi stadi s 

sooperte. 

Né meoo jorpreodonte è il Desso pel quale eoordioaoii e 
succedoDsi i tanti lavori di Cuvier. Egli noo abbaodonando asi 
un ordine di fatti sino a che non l'atesie dedotto alle ultime 
consegueote potè tulli oooeenti*arli , uoificarli ^ fatta deU'aasto* 
mia comparata la scieota delle leggi generali dell' orgaoismo sol* 
male potè scoprire le leggi dei rapporti costanti degli organi e 
della diversa loro iofluensa. 

Coo una semplice applicaaione della prima di queste leggi, 
o della correUnUme degli ùrganiy innofava la geologia per meno 
della paleootologia, e ? enifa svelata : 

reiisteosa di creazioni successive e diverse; 

la piti antica inorganica; 

le successive vivificate da organismi dapprima i più leoi- 
pliei poi sempre più complicati; 

rultioia carattariitata dalla presensa dell' nomo. 

Per la legge dell'iofluensa diversa che esercitano gli organi 
fra loro, o pel principio di suiordimaion» degli organi , il Me- 
todo veoiva rìfuio su basì filosofiche 

La teoria dì Boonet di una catena continua, seosa iolemf 
siooi, seosa lacuoe, sema . salti , naila quale concateoaosi gli esteri 
successivameote, dai mioerali all'uomo, traverso le forme organiche 
dei vegetali e degli altri aoimali, era distrutta, pr^ata nmposiibile 
esiitenaa di certe composisiooi organiche, U necessità di date in* 
terrusioni , la costansa delle specie • . • . Opponeva pure questi 
priocipii a quelli delle scuole dotto filosofiche per le quali vùt- 
rebbesi trovare una unità di strutiura^ di compotiuone, di tipo 
e di piano negli animali , quantunque in alcune opere non ds- 
gssse r unità armonica della creatione. 

L'applicazione al metodo zoologico del principio di suior- 



4* 

ètnmione degli organi goidandolo a- prescegliere 11 tUlema Der« 
voto, eminentemente aitale e di più alto intereife, e baie delle 
più larghe diTisiodi lo goìdava a semplificare il metodo dando ori* 
gioe a qoattro H>le alte partisioni, caratterinate daséuoa per una 
forma assoluta e distinta del sistema nervoso» fondando ìt eoe* 
cessile tìpartisioni su organi subordinati ai superiori ed inftnenii 
fiigfi iftferiori faccTa che gli esseri si trovauero disposti a se* 
conda le vere leggi del loro rapporti, eCc«, ecc. 

NeU'elevationey netta larghessa, nell'ordine che distingnona 
lo spirito di Ckivier trorasi il segreto della precisione, del nerbo- 
di cui sono improntate tutte le sue opere, e queste doti riflet- 
tontt sino netto siile degli elogi nei quali è tanto di elegansa e 
di vita. 

(G P...O). 



BirPOBTO SOLLB CASI PEmTBHZIARIB Dt GlffBmA, LOSAimi , BBBIfA B 

a. QAUO con un progetto e piano di una nuova casa di 
detenzione da erìgersi in Lugano, letto nella seduta del i4 
fehbrajo 1841 al comitaio suUe casterì , e stampato d* or^ 
dine del Consiglio di Stato della RepubiUea e Cantone 
del THcinOy di Filippo Ciani. 

ixccoltn presso il Gran Consilio del Cantone Ticino la prò* 
posta fiitta dall'aTTocato G. B. Pioda di Locamo per miglierare* 
H sistema delle prigioni cantonatt (AndaKdi Stat,'maggi(ri839X 
fcniTa iocaricato il aig. Filippo Ciani di - racoogHere tutte quatte 
Botine che Fesperiensn delle riforme carcerarle in Isficzern po« 
leva offrire onde condurre con sicurèna una tale intrapresa. Non 
ssre mai troppo commendata simile misura di* prudente ed iU 
luminata previdensa ' presso qtièt governo > e la maniera colla 
qoale il signor Ciaoi soddisfiice a tale- incarieOi* Nel rapiparto 
presentalo si scorge che nessun principio esclusivoi nessaaa pre* 



4« 

ooDMiiooe uiolato d^das ibnò la dtretioM ddla rioerebe Colt, 
piedofliinaadovì upiOMiiiante la ma a folta confiatioae ndb 
bontà a oaoaMltà dalU riforma. Nciradampira a quatta miuìone 
aaflfebra cha il Ealatora abbia amato propagare preuo i proprj 
coadtladini una limUa ooot insiona pialtoftto per il tacilo inM- 
goamanto dai fatti cha in fona di an persooala giudicio; che 
abbia sagrifiaato il tanto di atar tentala la solosiona da' dolii^ 
latterà aiistenti nella appiicasioni della doltrioa peniteniiariai 
•1 moderato e pratico dovere di un buon amninietratore , di 
cercare il meglio poetibitftdiella riforma \ uè per tale condotta afri 
egli guadagnalo un minor'^iitolo di civica riconoacenta. Llodole 
apeciala del ano rapporto è di aervire a apecie di maonale, 
dove foaaero rnccolle tutte le notisie dell'eaperienaa peoileniiarìt 
in laviaera, dove veniaaero accennate tutte le queationi tollora 
dubbie dalla riformo ; e la conduaione dedotta da questi iatd 
è diretta ad ottenere il miglioramento delle carceri a aecooda 
dei blaogni locali del Cantone con una riaerva prudensiale pei 
dubbj tuttora eaiatenlL 

Né il campo delle ricerche offeriva ristretta copia d' iom* 
goamenti. Nella Svinerà la queatione carceraria non è piti qui- 
atione aatratla , non è piti qniatioae nuova i Ginevra, Lotaooa, 
Berna» arricchirono la acicnta colTesperienBa di piti anni di ooo- 
tinoa atodiata oaaervaiioni, di auqoeaaìve modificaiiouL 

Ginevra miae in opera nel ano carcere il ciatema peniceo» 
siario il pib complelOy e aervì di eaempio ai tentativi fatti nella 
altra prigioni. La modificaaioni portate in queato regime ai prin- 
cipi americani gli acqpiatarono la gloria di aiatema proprio, ai 
^uole ai dà un avfenire in Europa, a da alcuni fu oootraddi- 
atinlo col nome di aiatema europeo. In tal modo lo qualificò Grdlet* 
Vammyp il quale dagli atabiUmenti aviiMri in genere, e apeaial- 
mentadi quello di Ginevra dica, che riuniaca neirorganitaaainni» del 
ngiOM iolarao tulli i vantaggi del aiatema di New-Jork e di Fi* 
jadelfia evitando gli inconvenienti che queali due rivali a ragione 
eì rimproverano» donde ne riaollà un teno aiatema ehiaaialott- 
emopeot (Manuel dea priaona, i838^ pag» ao). 



47 
Ihlgrftdo però questo vanto di unità titteiBatica Touer- 
valore che vuol Irar profitto da nna vera esperìenxa, dera cer^ 
care neB' indole del paese le eause che possono modlBcaré le 
istituiiooi^ deve mettersi ionansì la eonvintione cbe un' isti tu* 
lione per essere effieate e durevole non può rimanere isolata, 
che essa * deve divenire un fruito natuvaìe della località. La pe- 
aiteoaiiirìa di Ginevra offre due fatti earatleristiet e cooirad* 
dicenli ; la sua ecoentralMà per dedurne dei sicuri nsultati gè* 
aerici, e la sua popolarità. La ristrettesta del suo territorio , il 
pieooki Bumero degli abitanti €on6nati io gran parte in una sok 
città, la diversità di credente religiose cagiona l'impossibilità di 
agire nel carcere su una popolasione omogenea, l'impossibilità di 
calcolare sui reeldivi , quindi di misurare V asiooe preventiva 
e morale della nuova itlituzioue. D* altra parte una città nccbissime 
dtcitladkii aitivi, devoli al ben pubbiiiio, offre tsle dovizia di mesii 
onde agire eoi sussidio della filantropia e della sorvrgliansa sui pri- 
gionieri cbe oesaon'altra localtià potrebbe sopportare tal paragone^ 
ne caleolare sopra consimili elementi di riuscita. Eicchtsflma schie- 
ra di filantropi, di ingegno perspicaoe e di cuor devoto al bene 
ivi si consacrò ella riforme dei carcerali. Dovitiotisfima è la 
messe dei doeomenli pubblicali in proposilo , e e ohi volesse 
tessere le monografia della penilentiaria ginevrina, verrebbe 
fatto di dare un completo manuale di tutte le qiieitioni solle'val^ 
da tale problema. Le pubblfdlà portata su tante questioni rag- 
grupparono elio studio spedale di 'questo carcere lutti quelli cbe 
negli aUri Siali si oooupavano di oonsimile riforma. È sopra, 
questo titolo cbe si appoggia la popolanfà della prigione di Gi«> 
nevra e U giusto vanto che essa ottiene in Europa. Nèll^aooo 
1819 prendendo occasione dalla proposta ricostrusione carco* 
rarìa Dumont sollevò la questione artistica esponendo l'idea 
beolemiana di un nuovo carcere panoltico per maggiori do- 
littif come il piò capace a rendere la peua esemplare ed edi>- 
calive con una classificaeiene omogenea al codice, fnrmulao* 
do il suo voto col dire fhe una ptnUtn^iaria e una ea$a di 
tétcaùone cvt Mio i Jiretio a formai ubitadmi induH^iaU a 



\ 



48 

inondi Tali id«e fenoero riprese e discusie nel 1839 e 1824 <I>I 
pootiglto rappreseDiatifo sopra proposta del coosigJiere d'Yfe^ 
noiS) riferite da uo'apposlta commusione, accettate datooosiglio 
dal quale fu deeretata l'istitotioue della nuova carcere. D'Yve^ 
ttois già iocaricato della redasìooe di un nuoto codice peosle 
pose a base del suo progetto il principio che una ca$a penUama- 
riajc una condÌMÌone necessaria di un codice penale. Così la questicme 
artistica del 1819 venne unita alla questione legislativa. Rio»- 
neve il problema pii^ difficile e decisivo per l'avvenire dei csr^ 
cere, il Bssare cioè il regime disciplinare di essa. Discusso prei* 
so il consiglio rappresentativo il progetto presentato da Higaod 
e da un'apposita oommissione di oui era relatore Dumoat, di* 
battuto dai partili che a vicenda appellavano alle esperieose sme» 
ricane, venne adottato secondo l'idea di una penalità educs- 
tiva. Cosi una tale questione dalla veduta artistica e legisla- 
tiva si elevò ad una questione principalissinM di ammioittn- 
sione politica. Il principio del lavoro, del peculio^ del patronato, 
della grasia principalmente per Tabbreviaiione della pena, sono 
nuovi, elementi dai quali il problema penitensiario riceve nuore 
sviluppo. 

Tale staio era provvisorio. Le osservatiooi dei vbitatori 
itranierìy e prìncipalmante del. signor Lucas, e l'esperienta ood 
Bumcarono di dirìgere ratteniione a migliorare il regime intro- 
dotto. Una nuova epoca pel peoitensiarismo a Ginevra viene 
segnata dalle modificasioni introdotte nel i83i » i833 e i834* 
Il principio educativo portato dalla legge del i8a5 venne 
sviluppato con una classi6casione più accurata e più severs e 
colla graduasione degli elementi rimuneratorj , e col regola- 
mento solvanone di sorveglianza sui prigionieri. E dal i834 che 
questa penitenciaria cominciò a fissare l'attensioDe dell'Europa. 
Mittermayer considerandone l'indole di educaaipoe. penale la pro- 
clamava quel vero sistema penitensiario col nome di europea 
Nel 1834 ^ 1^3^ 'u^ ginevrini Crammer Andeaud meoibro 
della Commissione di sorvegliaosa morale^ e Diodati eappellano 
della pcnitensiarla elevarono una polemica statistica ani risai- 



49 
tati ottcvali dalle nodifioaiioni eseguite, il primo per ekiartre 
le Mnie del sUleaia rìmuoeralìvo e delle eleieificeiioai» il leeoodo 
in difesa della diseiplìna vigeate. Questa poleoiìoa offA i prìoii 
latori slatistiGi sui quali basare una nuova serte di problemii e 
Goathboì nassimamente alla popolarità del carcere gineTrino in 
Europa. Mitternayer si associò all'apologia fatta dal Diodati. 
Taillander e Aobuoel illuttrarono I risultati ottenuti dalla di- 
•dplioa del i833, e Adriano Pìcot parteggiando per un si* 
sterna piò severo e iselatorio risitò le Francia e propose un 
nuovo piano con passeggi soiitarj. È ad una tale epoca cbe lo 
studio del -regime ginevrino i formò meta alle meditationi dei 
detti slraaieri. Aylies, Ducpetiaux, Lncas ne esposero i risultati, 
òascheduno a seconda della dottrina cbe voleva difendere, e M o« 
reaU'Cfaristophe venne incaricato dal Governo francese di fare 
su di esso uno studio speciale. 

Un ultimo legame che vincola le eiperience di Ginevra al|a 
seiensa penitentiaria è la nuova polemica insorta sulla scienza 
igienica delle carceri inisiata dai due ginevrini » dottor Gosse e 
dottor Coindet, in opposiaione al principio d'isolamento; pole« 
- mica che venne sostenuta pel principio opposto dal Moreau Chri- 
stophe eoo uno studio statistico sulla mortalità e la pania nelle 
pcoitenùarie americane; questione sottoposta al voto dell'Acea- 
demia reale di medicina di Parigi cbe si pronunciò a favore del 
sistema d'isolamealo, e riprodotta recentemente ai congressi ita- 
liani. 

Noi abbiamo creduto non inutile una tale digressione fatta 
non per ostentare erudìtione, ma per dimostrare a quali titoli era 
appoggiata la popolarità del carcere ginevrino ed onta che per la 
natura della località non ci possa offrire risultati sicuri e norme 
accettabili universalmente; per dimostrare quanto la questione 
penitentiaria sia conopfessa, e per numerare quasi la serie dei 
problemi che in ciascun paeie si devono proporre. 

La penitenziaria di Losanna è di indole prossima a quella 
di Giaavraj ma volge ad una maggiore severità, e ristretta tul- 
loru ad una maggiore provvisorietà. Quindi ^po ch i s si m i docu- 



So 

menti veaoero p«ibbli«ftti ioloroo ad eiia, « la eominiMioae in* 
cacioata della diresìooe di quello tlabiUiDeolo dìchiarb noa vo- 
lerti esporre ooa pubblioaiiooi premature prima di poter offrire 
noo delie sperante illatorie ma delle realtà. 

La penileoaiaria di Berna, antichi una nuota ittiluftioaeè 
piuttoito uo tittema misto , ove si confondono le regole del- 
l' antico principio corretionale e del nuovo penitenaiario ; ìiì 
piuttosto si segue il principio deirintimidatione che della riferat 
morale. La coatrusiooe non offre metà delle celle necessarie per 
l^solamento notturno; non vi ba separazione fra gli adulti e i 
fanoiulU; il lavoro é in parte diretto all' agricoltura, e sollrallo 
all'intimità della carcere viene abbandonalo invece alla sorvs- 
|dianta armata dei custodii ed alla garanxia dei ferri e delle cs- 
tene. Ivi non i l'opera ausiliare dei patronali. E bensì vero che 
rìstrusione sparsa, l' indole agricola e la pubblica opinione di 
quel paese rendono meno fatali questi difetti* 

S. Gallo ba da poco tempo un nuovo carcere penitensiario^ 
ma ancora non si hanno che poche notitìe intorno ad esso. Egli 
è fimdato sulla base di Ginevra, a differeaaa delle classtficatioBi 
colà divise in distinti laboratorj, e quivi non separate, owìsa* 
doti perciò al difetto di rendere a vicenda • troppo popolati o 
troppo deserti i diversi quartieri. 

Nella rdatioDe dal aig. Ciani vengono riferite tutte le pie 
«rinute aotisie sulla parte artistica « sulla amminiatrasione, miI 
regime eoonomico, igienica e morale di queste quattro carceri, 
fermandosi specialmente alle questioni delle datsi, del silentio e 
dell'istruiione religiosa e morale. 

Se noi abbiamo un desiderio non soddisfiitto nella ietturt di 
un tale rapporto si è che il sig. Ciani non abbastaota abbia dìstials 
l'indole diversa di queste earceri, che non abbia abbastsoia 
oompietata la sua reiasione eoi riferire sull'indole del paese ove 
esse si trovano^ sullo stato dei loro eodici, sul carattere economico, 
politico e morale di quei diversi oantoni. Forse da questo studio 
complessiva egli sarebbe tteto condotto a proporsi io modo più 
tpeciale akune questioni. Cosi l' efficacia de' differenti regimi di 



5i 

lerve^wMa dipende dalla oatara dalla catti Ifitioaa politica dallo 
•lato p tan o U qaala ai vuol introdurrà la nuova iitilotioBO. La 
qocatione raligioM non deva CMcra la madatioM dove vi hn omo* 
genailà di crcdonac^c dota vi hanno divena religioni. Il lavoro 
aflBre poro no diverto qncaito a tceonda dell' indole piultotto 
agricola o indntlHale dalle località s Berna e Ginevra non f^ 
trebberò topportare l'itleiaa nomai eoa» 

Ma non crcdiaino dovere intittere ta tale critica, rimanendo 
per le conclutioni dedotte dal tig. Ciani aneora aperto il campo 
dell'etperienaa, coocludone cba noi riportiamo per intero, e deUn 
qunle^ comotendando lapnidenia del Referente, felicitiamo qnel 
paete» 

• Se la qnettione della riforma penitenaiaria fette indivitibiloy 
ae i tegn a ei dai diversi tittemi fattero divergenti tu tutti i panti, 
la toi naio n e del problema tarebbe diifiaiBttimai te non impotti* 
bìlc} ma fortnnatamente lo ttato attuala della qnittiona tla in 
ben altri termini; la divergente ora immì caitte che cui tittema 
da appKcarii alle Inoghe deteniioni; tu tutti gli altri punti re* 
gna un acaordo perfetto} tutti tono unanimi tul' tittcsM da ap» 
pUearti alle corte «detentioni p tulle teoria dell'imprigionamentOj. 
tranne tal quinto ed ultimo grado^ tulle neoattitk di dividere In 
qnittiofie, tul modo di dividerla» 

La teoria dell' imprigionamento è oramai ben treocieta ia 
dnqoe grndl dittioti; cioè, di prevenuti ed aotutati^ di pitteg- 
gerie piccoli delinquenti, di giovani in età minore di i6 nnni^ 
ià debitori , e finakuente di conlannati a lunghe deteniioni; qoe*. 
§ù prigionieri di diverti gindi^ tono diflci in due categorie: alla 
prima eppartengcno i prevenuti ed accusati, i patseggeri e con* 
daaonli a otono di due anni, i giovani in età minoro di tedici, 
anni « ed i debitori , i qoeli devono tobire la loro pena nella 
prigione dittrettuale o ceotmle. Allo teoonda i condannati a pia 
di duo nsAi, che devono teonterla nel penilenaiere; tul tittema 
da applicarsi a quest'ultima categoria l'opinione pubblica non 
li è nnoora definitivamente pronunciata tra il- tittemu -di Fila» 
delfia e quello d^Auburo. I pertig^eoi di quatti due sistemi , 



5% 

comuoqoe unanioii tu Tarii' paoli , nofa lo sono so un' ponto 
esseosiale , che è il làToro in comune ; ad entrambi di questi 
pattiti appartengono uomini distinti per sapere; alcuni tra loro 
ohe appartenevano al partito d'Auburn» dÌTeonero Fitadel6noi 
in seguito ad nn viaggio fatto in Amerlea per oommitsione det 
loro governi rispettivi, ad oggetto di visitare quei penitensieri; 
questi SODO i signori Beaomont, Tocqueville, Deneti, Blonet, 
francesi: il dottor JuUus di Beriino, e il sigi Grawfort inglese. 
Il consenso unanime di questi sei oomm issarti che per ia inag« 
gior parte sono partiti d'Europa prevenuti contro il sistema dì 
Filadelfia e che al loro ritorno d'America tutti si diobiararooo io 
favore di questo sistema, ha portato un colpo mortale al sistema 
d'Auburn, ed ora il numero de'sooi seguaci è di m^llo scemato. 

Ciò non pertanto il partito Auburoiano conta ancora nel 
suo seno alenai uomini speciali di molto merito. Il conflitto dura 
tntt'òra e la qutstiooe resta, a parer mio, e di molti Tersati in 
questa materia, ancora indecisa; 'l'avventurarsi pertanto in una 
forte spesa, prima che l'opinione- pubblica abbia pronunciato 
definitivamente tra i due sistemi , nell' erezione di un penitao- 
siere, che non potrebbe più servire nel caso che il sistema rU 
vale prevalesse, sarebbe imprudenaa, e potremmo correr rischio 
di compromettere il sistema che ofFre d'altronde già a quest'ora 
lauti vantaggi. 

Sulla prima categoria all' incontro, tanto quelli di un par* 
tato che dell'altro, tanto gli uomini di teorie ohe i pratici, tutti 
unanimamente contengono che il elstèma peotteasiario non ha 
tempo di operare sulle brevi deteniioai, e quindi la necessità di 
agire per via d'iatimidasione sdpra una classe di: plgioniert 
cbe sotto al regime attuale ferma léne tersi del numero to> 
tale dei recidiTi. Tutti eoaoordemeote opinano per • T adotta- 
mento del sistema di separaaiobe coOtinua , onde accreseere la 
intensità della pena; ma a conditiooe di ridurre la dorata alla 
metà, secondo alcuni^ ed al terso, secondo altri (r). 



(i) La pena in tal modo ridotta , il maximum della dorata sarebbe 



51 

In quetto stato di cote non retta il meiiofiio dabbio sul 
modo con che dobbiamo procedere all'esecusione. A parer mio, 
la logica, la ragione, la prudeosa ci prescrirooo di occuparci dei 
diversi gradi d'imprìgionameoto Dell'ordine di sopra enanoiaU». 
Il nostro priflBO pensiero deve dunque dirigersi ai prevennli ed 
■eeusati, ai quali la presunzione legale d'tnnocensa dà loro di- 
ritto alla nostra sollecitudine; essi devono essere sottoposti, non 
all' isolamento assoluto con tutti i suoi rigori , ma al beneScio 
( mi sia permessa i' espressione ) della separmione; essi non de* 
vono avere alcuna eomunicasione né Ira loro, né eogti altri prU 
fionieri, onde prevenire la eorrotione nella prigione d'arresto e 
la diffusione nelle altre prigioni in seguito alla condanna, o nella' 
società io seguito alla loro assolusione; ma per questi le celle 
devono essere spatiose^ le passeggiate in aria aperta, la maniera 
di vivere , il lavoro , la lettura a loro piaoimento , le visite ési 
loro parenti ed amici permesse, quando però Y inchiesta giudi* 
Ilaria noo etiga il loro isolamento completo, e che le loro do- 
mande non siano contrarie alla sicureua o disciplina della prì* 

giooe. 

Poscia dei detenuti e passeggeri, ai quali datesi pure ap* 
plicare il sistema di separasìone continua, ai primi perchè noo 
abbiano ad indurirsi nel visio, essendo più facii cosa di preve- 
mre che di correggere il delitto; ai secondi onde non abbiano 
ad arrivare alla loro desthiasiooe di già corrotti dalle relazioni 
del tragitto. La differenza tra questi ed i prevenuti dete con* 
sistare in un regime piti severo. Le celle meno spaziose, le 
visite dei parenti meno frequenti , il lavoro obbligatorio ed il 
prodotto a fovore dello Stato (i). 

* 

di otto meli, o di on anno al più; quindi non si avrebbe oqIU a tenderà, 
per U calate de'prigioiiieri. L'etperienza ha protato in nn modo uniforme 
tanto in America che lo Europa, ohe V imlamento aiaotuto non ha mai 
avuto nÌMOBa influenza funesta sulla salute dei prìgioneri, quando la re- 
dauone nc^n è stata protratta al di là di un anno; questa riduzione avrebbe, 
iaoltre il vantaggio di diminuire la spesa in proporzione. 

(i) La questione del profitto del lavoro può interessare altamente Tor- 
diaamento dei patronati. Il peculio è uno dei mezzi più sicuri per rendere' 
dBeaee U loro opera^ ed ofi're la miglior garanzia per la condotta del date*, 
nato fatto libero. Temiamo quindi che tale riserva di prodolli a favore, 
dsilo Stato sia troppo auolutamente pronunciata. A, P, 



54 

Tutte qimle ngionì , già per il (tene evUtali , viagooo 



•adte corroborale da 11* «f temo di lutti i diroUori d«i penilea* 
sieri che ho vidtati, e dal lignor datlor Gotte , i quali diehia- 
rmnn apertemciite che eiii hanno incoaBincialo dova ai doterà 
fiaire, die l'errore è lieto madornale, ed avrebbe potuto con* 
pronoltere la riforma peniteoiiarie. Lo MeMo ligaor Carlo La- 
caa, che i alla tetta del partito Aubumìano , in un foo opn* 
acolo recentemcDte pubblicato, coniiglia il Governo fraocMe di 
principiare dalle prigioni di partirne atali a cui il liitema di h* 
paraiioue continua deve eetere applicato, aipettsndo dal tempo 
una deoiiione finale tra i due littemi , per oiò cba riguarda le 
Iwigbe detenaioni. 

Le toddette eouiderationi d condoeoiie elle lODptna di 
on fatto importa ntìiiimo e per noi ooDiolante ; cioi , la qutti 
morale certena di non poter errare adottando il aiateme di io 
paraiiooe continua per le brevi detentioni al di tolto di dot 
anni; tuleme che contid^TatO tolto ogni rapporto pretenta iofi- 
■ìft wntaggi efae rìninace il oonieaKi generale , e che i ktils 
meiio in pratica tino dal i836 io PraDcÌB,cd io Inghilterra dil 
1837, come appare dalle due circolari che *i uniioo, onde hrri 
meglio conoKere le ragioni che haano determinato quei go- 
verni ed adotUrlo. Lo (letio dttema fu in aeguito adottato aa- 
che nel Belgio ■•• 

Il tignor Ciani eoocbìude quindi nella propotta: 

« I.* Che dedinando per ora dal progetto del penileoiiere 
(i abbia ad occuparti immediatamente deirereiione di una cati 
di delentione io uno dei eapi-lnoghi , coitrutta dietro il piano 
cellulare ohe meglio convenga all' applicaiioue del liatema di 
eeparotione cootiaua: la quale debba lervtre ad un tempo comt 
pngiona diitrettuale per i preveaulì del dittretlo , e oome pri- 
gione oeatrale per i condaiioati a meno di duo anni degli alln 
dittreUi. 

a a.' Che Mia abbia a lervir di modello ad na'-altra Hoile 
da erigerai in aegnito dall'altra parte del monte Ceneri per i prev e- 
outi ed i condannati al di lotto di due anni dei diitrctti luperìori 

■ 3.' Che la parte dettinate ai prevenuti abbia a tervira di 
moddto a tutte le prigioni diatrettuali che ti erigeranno io teguilo- 

■ 4>* Che l'ammitUatioae di tutte le prigioni del Canloat 
v«iaht, per meno dì una legge, eentraliuata, per quanto i (*■*• 

affine di ottenere la maggior putaibile unità, dalla qaele 
D porte dipenda la riutdte della rifbnaa ■. 

J. Porro. 



55 

ISTMO M PAKMIAS «BStt DI TEAtTOlTO FU 1 TtlOaUTOlI 

ft m n coMMUcio. 



N 



el oifMieDlo io qqì li penia «oriaoieDte m tagliare 1* klmo 
£ Panama per oiesao di uo eanale o. di ona strada di fimrop ti 
▼edrà eoa interesse 4|aali sieoo i mesii attuali di trasporto fra 
i due mari. Noi preodiaoo questi dettaglj da una lettere dal 
iigoor Leasoioe, eoosole generale di Francia a Lima. 

Da nna parte, nel mare delle AnfiUe, si trova il Tillaggio di 
Oisgréft alla imboeeatura del fiume dello stesso nome} il porto 
i difeso da od eastello quasi in rotine, ebe era stato fabbrleato 
•opra UQO scoglio. I bastimenti grossi stasionano alla distaosa di 
oa mìglio o due dalla imboccatura del fiume, ed i bastimenti 
cbe pèiesao io o la piedi possono entrare nel porto» Tutte le 
abitaiioai del villaggio sono di bambù e ricoperle di foglie di 
palma. La popolanone è intieramente composta di neri e di mn« 
Istlri. Il fiume nelle grandi piene viene a bagnare quelle cn* 
psaae. Do forte calore combinato ooirumidità rende naturalmente 
qael luogo malsano; ciò non ostante qne$ta insalubrità i stata 
molto cMgeratn. Gli Europei « sbarcati di fresco , per sottrarsi 
alle nalallie noa beano cbe |id astenersi da qualunque eccesso, 
e goardenl dairesporsi ella pioggia ed al raggi del sole. La sta* 
^ooe delle pioggie dura sette ad otto mesi ed incomincia iù no- 
tcaibre o dicembre. Negli altri mesi dell' anno non si banno a. 
temere cbe grinconveoienti del caldo per quelli cbe lo soppor» 
tino difficilmente. Dd #imaoeote, il termometro di Reanmor 
non ù alia allora qnasi mai al di là di a5 o a6 gradi. 

Li distantn da percorrersi per rendersi da Cbagrés a Pa* 
Dama é dì ii n aa legbe, delle quali i4 e i5 per acqua fino 
*l v'Jleggio di Crucis e 7 per terra da quest'ultimo punto fino 
i Psaana. 

Da Ghagrés n Crueis. si naviga in mesto a foreste, ove la 
■etara sfoggia uo lusso A vegetaiiose cbe diletta e nello stesso 



su 

tempo riempie di itupore od Eoropeo. Per quelli che haono 
viaggiato nelle altre parli della Colombia è lo Za Ila, TOrenoco 
e la Maddaleoa io miniatura. Lo Cbagrés, non è molto largo, 
ma il itto pendio dolce ed il suo corso pacifico ne offre not 
naTigaiione comoda. Per tre o quattro leghe le sue acque ooo 
sono potabili, perché ▼eogono a moscolarvisi quelle del mare. 

Per risalire il fiume non ti sono altre barche che dei piccoli 
eanoti sottili, fatti di un solo tronco d'albero, che nel paese «i 
chiamano caycoss essi sono condotti da due uomini. Il meuo è 
coperto di rami di palma che formano una specie di vAlta. Sotto 
quella copertura la cui^altessa è appena quanto basta potere 
stare a sedere, il viaggiatore si tiene al coperto del sole e della 
pioggia. Lo spalto è talmente ristretto che vi è posto appena 
per due persone e per il loro equipaggio. I eanoti, i quali ooo 
trasportano che dei viaggiatori, impiegano ordioariameote oa 
giorno e messo a due giorni per andare a Crucia. Quanto si 
eanoti che risalgono con delle mercansie, siccome sono più grandi 
e più pesanti , è raro che mettano meno di quattro o cinque 
giorni per arrivare al medesimo punto. Questi ultimi portano 
quaranta a cinquanta carichi , doè da 80 a lao balle della 
grosseata ordinaria del peso ciaaeuna*di too a 110 libbre di 
Francia. 

A partire da Crucis si lascia il fiume, si continua il fiag* 
gio per terra a dorso di mulo. V'era altre folte fino a Panama 
una atrada selciata fatta costruire dagli Spagauoli, ma non es* 
sondo stata mantenuta, non se ne vedono che le tracce, in al* 
coni luoghi, che per V accumulatione di quelle grosse pietre in 
meaio alle quali gli uomini a cavallo rischiano ad ogni istante 
di cadere e storpiarsi. Nei luoghi bassi, che nel tempo delle pioggia 
divengono paludi, sì corre in oltre il perìcolo di rimanere chìoii 
nel fango ed andie di affogarsi. 

Il presto del trasporto delle mercantie sulle barche è per 
ogni carico da Ghagres a Crucis di due piastre e metsa a tre 
piastre, e da Crucis a Panama a dorso di mulo, di tre piastre; 
in tutto cinque piastre e messa a sei piastre. 



▲NMALI UNIVERSALI DI STATISTICA, toc. toc. 



BOLLETTINO DI NOTIZIE ITALIANE E STRANIERE > E 
DELLE Pie IMPORTANTI INVENZIONI E SCOPERTE, 
O PROGRESSO DELL' INDUSTRIA £ DELLE UTILI 
COGNIZIONI. 



Ahvaii. Siathiiea , voi. LXXIIJ 



ANNALI tJNIVERSALI DI STATISTICA , scc ecc. 



BOLLEITIHO DI NOTIZIE ITALIANE E STRANIERE E 
DELLE Pnr IMPORTANTI INVEN290NI E SCOPERTE^ 
O PROGRESSO DELL'INDUSTRIA E DELLE DTIU 
COGNIZIONI. 



Fabcmow Di Laeiio iSfa* 



^oài^ ^àuumei 



ffftotnrro bmu vtoìti 

ìkovtroA t matU&uUi nella Pia Casa di Santa Catena^ alla ruota 

in Milano fanno i84i* 

CiniBO nella Pia Gisa quale rimanenza dell'anno i84ox 

Eipoiti da Ulte N. i6i 

Esposti da pane » 4i6 

TrofiYansi alla oampegna presso diverse filini- 
glie » 7157 

ToUle N. 7734 N. 7734 
Aggmnti nel decorso deltanno i84>- 

Rieetuti per ordine superiore • • • • • N» 6 

Ìdi Milano • • • • » i548 

di Varese . • • • » a3 

di Legnano • • • • » ai 

BÌDfenuli cepoili nei eomuni oampestri • » 79 

N. 1677 



Stmmm refi* N. 1677 H. 77J4 

RMemli per Mtcr la madre naltla sll'iMpedale a i ig 

Acceltati con fede di mi- J dallm ciltk . » i85 

Hnbililè I dalla campagna > 569 

Ferreniiti dall' oipnio della parlòrieiiti . . > 176 
AoNtlali per ««ere la nwdra &Ua balia iwjla 

Pia Caia - 5 

Figli di madre malata all'Ospedale Maggiora ri- 
cevuti temporanea manta « 30i 

Hati naila Pia Caia e rimaftiTi tanporanCB' 

mente -..,.» Ii3 

Totale N. 3o45 - 3<4$ 

Totale generale N. 10779 

GK eipofti del i84t divtdonti in maiefai K. 1709 

Fomnine > i336 

Totale N. 3o4$ 

1 ricevuti nel 1840 furono M. 317S, per cni nel iSfi *■ 
n'ebbe i33 di meno> 

Scarico. 
Dimewi dalla Pia Caca per atcrc compilo Tanbo iS', per di- 

trimoaio, o per etnerc tiati adottali da alcuno . H. Sii 
Restituiti ai proprj genitori » 9^3 

Dati a nutrire fuori della Pia Gau ) **" ''"* ' * " 'f^ 

f da pane . . > iwi 

Ial diuolto di un anno dì età .... a 1119 

al dÌMopri di un anno di età . i< .- . » ^' 

fuori della Pia Cava 664 

ti preuo famiglia fuori della Pia CaM ...» 4*9* 

\ da latta > £( 

i neltePiaCoH il 3i dicembre 1841 j j, ^„ . ,^ 

ToUle M. 10779 



Spteddetto Umitaio agU ttposA aAe^gùii # mOriii 

emiro la Pia Casa. 



^ . «, ( dà 'atte .•....,. N. i6i 
AiiiMDeina del 1840 { 1. ^.^^ . '^ 

(da pane • • » 4'^ 

E.lr.ti la.goU.84i J j. p«e ....... . „ 

latte . • . ... » .ia3 
pane • 1684 



) da 
HeUitniti dalle nutrie! esterne ì . 



Totale N. 54ig 
Scarico. 

Dnti a ontrìre faori della Pia Casa % a854 

Aestìlmiti ai propr>. parenti •,*.-*•••. » (^33 
Diosanù AiUa Pia Casa per cause diverse .... » i5g 
Morti »• •• • • m • .,.• •.•••i> lago 

\ A% latte » 6i 

RìmasU rollimo del 1841 \ . ^^^ ^ 

^ f on pane » 120 

Totale N. 54aq* 
Rimanenaa totale JA termine dal i84i.« 

Nella Pia Casa N. tg3 

Fuori della Pia Cssa » 7146 

Totale II. 7339 
TiMvola nosonccrotogica degli esposti poppanti, 

JknMnmniom delle malauie Malati Guariti Moni Rimoiii Osiervationi 

l'recnataraoza . . . If » 3 16 77 a33 6 
Esposti ricevuti agonia- 

tanti per mali diversi » 18 — 18 — 

Apoplessia cerebrale , n 7 — • 7 — 

N. 341 77 a5S 6 



6é 

Sooma reUo H. 34i 77 3i58 6 
lofiamoiatioiu di vlsoe- 

r« interne • • • • » 36o 189 aai — 

Infiammaiioai di ooehì •• 62 4( i5 >} 3 i) morti per 

Infiaoiniaiioai Hella pelle tabe 

e della booea grafi • 8a 28 54 a 

SifiUde » 63 9 5i 3 

Indurimento cataneo * '7 > iS «~ 

Malattie dei nervi • . » 9 S 4 "^ 

Affina » I — I — 

Malattie ehirurgìche .«ai 1 -- 

Tabe a) » Soo 16 4^7 17 a)rìiaitani. 

Esposti ricevuti morti deirallaltn* 

al tomo • • • • » 55 — • 55 —* mento nrti- 

Eieevuti morti dalla fidale 

Scoob ostetrica • » 87 — 87 — 

Totale N. 1579 3ai 1M9 3i 



Tawoìa noso^neavlogieu de^ esponi dà pome. 



Febbri diverse • • • N. 98 94 — 4 — 

Infiammazioni inteme • » s8 ai -— 6 — 

Ottalmite » tao 101 1) 4 3 la i)perUbe 

Infiammaiioai alla pelle » 69 57 3 3 6 

Scabbie * 59 53 — a a) 4 a)pertabe 

Scrofola » 56 ai i3 7 i5 

SifiUde » it 5 a 4 — 

Idropisie » 5 3 — a i 

N. 446 356 aa 3i 38 



Smnina -fldtlr» N. (4^ 


M 


3l6 


3r 


U 


Infarti di ghiandole » 8 


7 


I 


— 


— 


Apoplessia cerebrale « i 


— 


— 


I 


— 


M ftll nervosi . . • • » 39 


i5 


t 


1 


1 


EoNorragie . ...» io 


IO 


— 


-^ 


^ 


Vemùnasioae ...» i 


1 


— 


— 


— 


Oulnea ••.«.» 3 


3 


— 


— 


1 


Dinrea * '9 


«7 


— 


^ 


» 


Hall chirurgici • • • » 85 


56 


i- 


a3 


6 


Tabe ....... 72 


58 


7 


4 


3 



Tòule H. 674 53) Si 61 5i 



La oiaffUlilh ragguagliata all'iaten» aévero degli esposti sì 
in casa che foori risalta del 18 e a/5 per Ofo circa; limitata 
allo iotemo solo della Pia Casa ascende al a3 3/4 $ ove però si 
levino gli esposti morti, gli agoaizxanti ed inviati morti dilMa scuola. 
otteCrìca, non che i prematuri, ribàisa al 16 e ^io pét ò/o.Re* 
lativémenle poi alla catopagna rlscootraÉl di eirei ni la e 3/4' 
per o/o. 

La aofftaliti per . ullioio dei b^mbiai da latte ciduti aqioia- 
lati trovasi del 8a i/a per o/o. Vuoisi però avvertire che di 
essa è ad occasionare per ben 3/5 Tallattamento artiéciale. 

Nella sala dell'allattamento naturale ossia de^bambioi nu- 
triti alle tuamaieile non vi ha che pochissimi bailibitti Ammalali 
eoa una perdita non maggiéM del 4 p^r o/Oj ad in totale del f 
iir 8, limitoodala ai aali prebi da tealallie di eomegofiMi 

La mortalila allo incontro negli esposti malati che oltrepaa* 
sano l'anno di loro età stenta ad arrivare al g per o/o. 

Nel rendiconto tiltimo, cioè concernente il 18409 not ab- 
biamo indicata la rimanenia ài termine di esso ÌSì^à dì 

\ tieRa Pia Casa é ^ . IT. 507 

^^f^ ) fiiori delU Pia Gasa m ÙSK 



Totale M. 7063 



La mtègu ftlU ti priae^ del imuàb mmmm di tatt 
gU Mpoiti iia dato te vaee 



Sipoiti I 



nella Ka Caaa ... . ; : ff. 5.» 

- i ddla Pia Ca«i . ^,5^ 



Totela N. 7734 
Vale a dire uo cB.piik di ff. 671. 

Il di meiBO giornaliero delle nntriei cosUntemonle alber- 
gate e mantenute nella Pia Gasa fu di N. 3j. 55f i8f per riganido 
al primo semeitre, di N. 26.^184 «d iecondo. Pigliate aatieraa 
in attanenta a tutto Tanno etse non atiattarono efao 5^ bnm- 
bini al giorno. 

Nel primo temeilre si po% far conto che ti avesse cotidia- 
namente nella Pia Casa da lao esposti al giorno, nel secondo 
da 70; in guisa che in esso primo semestre molti dotcttero es- 
sere allattati artificialmente. 

Per ci& che concerne al costo della Pia Gasa degR Esposti 
pell'anoo i84i non ci è dato esporlo di presènte non essendo no* 
core stato emesso dalla ragionateria. Abbiamo in ?ece quello 
dall' anno 1840 che riporteremo nel Quadro delle Momme cro^ 
f^te in ùggeiii di puMwa beneficema^ eoe. 

Nel nostro rendieonto del 1840 riportato nel fesoieolò di 
febbrajo 1841 di questi Annali, noi toccammo della necessità di 
alcune riforme nella Pia Casa , e della disposisione delle supe- 
rioriU a dàrsene pensiero. All'arere questa infatto messo msu&o 
«ITopem speriamo che altra tolta potremo essere in grado di 
i risultaoseati. 

FanUmeUL 



€5 

^QABiè amOBueo dtlk somme HiirihiUe in oggeiii di pubbUea 
ben^leaaa nella IL OUà di MSUmo t anno i84o. 

• • • 

Hd Imieoio di mano dtll'aiiiio i84i noi abbiamo rappor- 
tate la foinnia cha naU* anno 1839 dìspansarono i diverti pul^ 
bliei slabilinaDli di beneficcniai ora raabaraoio quanto ooncanie 
a 1840. 

Ospedale maggiore Sómme paniali Totale 

Amoialati riooYarati, assistiti eoiaa* 

tenuti per adequato in ciascun gloiv 

no dei 1840 H. i984i« t5cf366 a 

lira i« ogo, 67 i,58a}67 3,956 par 

ogni penooa al A, importano L» ySS^ndS» 6%^ 
Gemelli assutiti col baliatico in tutto 

Panno N. 89, ahe aL. Ss. ni. 7. 

43^ par ognuno all'anno si ha » S^gS6t 35^ 
Bambini aMiatiti in causa della morte 

deUa madre allattante in tutto il 

decono deiranno N. 4^ a L. i5. 

33. 5. 3of 46 P^r ognuno • • 7o5, 44 • 

Figliaoli rieovarati all'ospedala palla 

cura dalla ti^na nel novero gior- 

aaliero per adequato di na. S5}366 

a cent 90 per ognuno • • » Jt^S. 3o 



• 

L. 746|an3. j^p L 746|in3. 7!i|0 



VI ha un di meno delf anno 1889 
di L 973. 073. 

Pia Casa degli Esponi 
deità di Santa Caterina 

Etesii aibatgati a nutriti perada- 
qaato al giorno N. 548b no^3S6 



\ 



66 

Sommn rétro L. 7461S1I.72 

a L. I. 06^ i58|365/ioo,77i per 

ognuno L.ai3»377. 16,7 

Esposti mantenoti in nitri stabili- 

menti a earfoo dalla Pia Cdta per 

adequato al giorno N. ig. i4y;S66 

a oenL 71. 8. 863710,761 per 

ognuno <••.•••» 79737- ^6^0 
Esposti mantenuti presso prì? aU fuori 

della Pia Gasa per adequato ai 

giorno N. 6|556 a cent i5» 9^ 

5Ai,ag4;a|3994g6 per ognuno i»389f04f* iSji 
Bambini lattanti assistiti in causa di 

malattia della madre per adequalo 

al giorno N. 70^866 a 0Qtite»i« 

mi 4^ » 3i*5o 

Balie albergate e mantenuto nalla 

Pia Casa per adequato al giorno 

N. 4i- ii5f366. Il loro cotto é 

compreso in quello dei bambidi. 

lattanti. 
Grande e puerpere per adeqnato al 

giorno N«44« 1727366 a L. i^i3» 

a,33of 16)976 per ognuna é * 96^a55«5i#B 
Doti pagate alle ^iièùlcr deHa Pia 

Casa in N. di 80 • • .' • » ii|2i5. 3g,7 

L« 640,658. 00,0 L 64o,658L 00 

Vi ha un di più dell' anno antece- 

dente f83g di L. 3a,294. 84* 
Pia Casa ilei Pazzi delia la Senavra» 

Patti mantenuti e curati a carico 
delio Sped'ilc maggiore a lavora 



Somma L. 1,3861881.72 



6l 

Somma contro L, 1,386^1,73 
della città ed ez-daeato di Mi« 
laoo io N. di go al giorno colla «pe- 
sa diL. I. ii33. 13,589^161487 
per ognuno » Z6 fij^* 58,3 

Pani a carieo particolare nomerò 
cotidiano 26^ i84l366 a lire co- 
me sopra I» lo^io. 48,3 

Pazzi a carico dell' I. R. Erario nu- 
mero cotidiano 3ii« ai4f366 a 
lire come sopra • . • . « » i9i,o37» r3 

Figlinoli paaxi, btni, ecc. a carico 
dell' ospedale numero cotidiano a 
3i5}366 a lire come sopra • » i,i65«64 



t 

— I ^immmmm ■ ■ ■ 



L. fl 79,785. 83|6 1. i79ijdS. dSfi 



Vi ha na di più del 1839 in li- 
re 1,780. 19. !• 

Pia CauMa di Santa Corona. 

laTecmi asaistiti neBa IL Città e <&• 

coodario esterno di Hiliino. — Per 

stipendio ai medici, ehinii|;t, le» 

«atriei, eoe. L« 38|ia4. 77,^ 

Per medicinali ed altri presidj «« ijJB&S. /fffi 
ài carcerati e detenuti per medi- 

anali n 2^95. 39 

Per Biedicinali al Grcondario ostar* 

no di Bfilano m 3,i86. 07 



# 



L. ioi47t- 67,21. ioi47i*^7>^ 



Vi ha nn'eccedcDia di spesa del 1889 
1-6*443^49,3. 



Somma L. 1,668,139.93,8 



/ Somma retro L» i,668|i39iii|S 

Pio Albergo TrlimUo 

9S9Ìa ricovero dei poveri seUuagenao^ 

àìbwgàù e maotenatt per adequato 

al gioroo N. 443* ia8}366 a cèD- 

fatimi 93, o. 7i|8io|tfo,à66 per 

ognuno L* ^^^9979* ^4 !• <^<^9979* ^ 

Eeeedeoaa di spesa sulP anao ante- 

aadenta i83g di L. ^o38. 89,9. 

Orfanotrofio drieo de^ makhL 



Orfani albergati e mantenuti per 

adequato al giorno N. a37#ai6f366 

a L. I. i5..8. 5g»i46ir85,ag8 per 
. datenno ••..... L. g6^i8.a3 » g^Si9.%ì 
Eoeedeaaa nel 1840 di L. 9. iii. i3. 

Orfanotrofio drieo delle femmine. 

Orfiine albergate e mantenute per 

adequato al gtomoN. 44^* a94;366 

a cent. 78. 4* a7iiai/i64i«6a. ». iaO|595«43 » i^oJSgjS.^ 
Di meno del 1839 L. 7aa^¥. 
Par doti , assegni sussidiarj .a per» . 

sona fuori dei 4ue orfanotrofi m a93o5. aa « 4|3oS.ai 
Di meno del 1839 di L, 54fi. 57. 

Collegio dello noHU Fedoyo. 

Albergata nelP anno N. i3 colla 

apeia di » ii863.ii» i,86a. n 

JRel. 1839 , furono 18; nel 1840 5 

meno, e conseguentemente dimi- 

nuMone neUa spesa di L* a,339^ 90* 



■Vi^MV*i^»MMi«Wi 



Somma L. 372,106. 63 K 3|040|Sgg. 85,8 



SooraM oontro L. \o^Qfifi^9Sfi 



Luof/d PU Ekmorimaù 

Per denaosiae Ubere settimanali or- 
dinarie IO nmiiero di 375«i84 »3i8,o3g.37 
— — etraordinarieN. i5|756 » i5^583«88 
Per demoiine eondiiìonate a fami- 
"^Klia ed agoasioni H; a8o. • » 16^06x69 
Per demoeine condiiionala a ferri* 
tori N tao. » 3,ia3. 44 



• # 



I ■ m 



L. 361,809. 38.1. 362^809.38 



Doti Ubere a figlie della dttà di Hi- 

lano M. 335 a L. 1 15 daicaoa.«. 38^25. 00 

Doli libere a figlie della eanpagna 
N. 393 a L. 46 eiascana. . » 18^078. 00- 

Doti oondidoiiate a famiglio od agna* 

noni N. a35 « 1» 37|6ai« 37 

Doli oondiiiooate a terrilorj N. i56 » io,r63. 08 



L. 94^387.45 m 94>387«4ff 

Per edocaiiooe di a3 persona • j» 8,199. oo 

Sussidi a' poveri Tergognon della 
dita io N. di 412 .... « 61,935. 38 

Sossid] a' {toveri infermi della par* 
roeebia di S. Simplidano N. «3 » 4»>9B* 4^ 

Soitidj alle povere pnerpere della 
Kegìa Città N. ii83 ...» i,o4i* o4 



L. 75,36^.88- 75,36SB;8a 

1 Loogbi Vìi Elemosinieri diipaosa- 

rono L. 585o. 70 di meno deP 
V anno 1839. 



i. 



Somma L. a|572^3. 56^8 



70 

Soama retro L. 1,572^3,56,8 
Pia Cauta Croce. 

Elefootine ai poderi diMagnagoL. 3^i. 41 

Stipeodìo al medico» chirurgo e le- 
gatrice di Hagoago • . • • » 617! 9! 

Medicinali ai poveri di esso Magnago •• i ,673. 71 

SiMtidj palla istroziooe dei figli po- 
veri oello stesso comune . • » 356. 3a 



wtmmm 



L. 6,6ao. 38 I. Gfiio. 38 
Di meno del 1839 di L. 1 19. 98. 

Pia Cata di Abbiategratso. 
(Sdiifosi ed incarabili) 

Persone d'ambo i sessi albergate e 

maoteoute per adequato al giqr- 

no N. 707. 977;366 a cent. 80* 6. 

335,596/359,039 per ognuno • # augnai. o3 Laog^oai.oS 
Di meno del 1839 L* 13,957* 90* 

Case d* industria, 

« 

S. Vincenio. Ricoverati maschi M.aao 
3oa;366 al giorno : imporlo an* 

Doale j» i6|6a6. 5a 

Ricoverate femmine. N, i33 

37/366 al giorno ; importo an- 
nuale n \pfi^%,$4, 

— *— Domini lavoranti a giornata 
N. 3ao ii4/366 a| gipmo: im- 
porto annuale •..••» 45997^- i' 
-*<— ^Femmine idemN.24a 36^/366 
al giorno : importo annuale . n 34»876- 83 
& Marco. Ricoverati maschi N. 3o7 

i8o/366 al giorno: imporlo ao* . . i .. 
ouale j» a3yi5i. 90 

L. i3o,65i. 901.2,788,604.9718 



7« 
L« i3o^i. 90 1. 9»788b6o4. 97>8 

Dooiioi laforaoli • gtoroata 

11. 384 170^366 al giorno: im- 
porto snoaale té S5,i83« i5 

^-^FeoiiDiDC idem N. 107 3igf366 
•1 giorno: importo Mmoale • » iS^4B7* ^^ 

L. 9oi,3fti. 06 1. loiySaft. 06 
Dì più cbe od 1839 dì L« 999». 35. 

Totale generale L. ^t^Pg^gi^j» oiji 

NelTaono 1839 » 919589847.11,3 

Di pili V anno t84o . C 81,079^ 81,5 

UatUe di Pietà. 

lì numero dei pegni rieenUi nell'amo rioiei di 57401 ilimili 

L. t,63i^i. 
Si soTTeooero L. t483jSa9. 
Forano rieoperati pegni N. 5a,093 ittmfti L. ijSo6,i6at 9 tof* 

Tenute L, Ij460|I48. 
Si Teoderono alla pubbliea asta pegni N. 7,116 eot ricavo di 

L. 1509I14. 74* 
Bimaito oosk no toprafanto a favore dei pignoranti di lire 

4ot7»9* 48. 
U capitale in giro per li pegni risulta L. i»io3|Og7. 43. 

A tale somma resa di pubblica ragione dalle diverse ain- 
ministrraoni vuoisi aggiugnere f importo dell' ospedale Fatebe- 
nefiratelli, governato dai religiosi di S. Giovanni di Dio» in ci4 
il IV. di meno dei malati è di 90 al di , e quello dei religioti 
34 colla spesa annuale di • • • . .• « - L. 8o/oqo" *i 1 
L'ospedale delle Fnteben^SoreUe con 14 ai#- 

lati al giorno •••.»•••• « la^ooo . . ^. 
I<6 tcnole della Pia Uoion«s pelle fanciulle po- 
vere . . .• » i5,oóo '*• 

Oli Asili tafantili e quello dei Discoli • • » '5o;ooo *t* 

»< n i H iii|ii»t I II I 

L. i57iOQO , \ r 
le quali aggiunte alle sopra » ^,9891997. o^ fèi, 



•f 



Si ha un totale L. 3,146,937. o3. 8. 

Fantonetti. 



raMMk mmmn un «ovMiiao scnmneo rriuAto, 
temUati in Ftrente i5-So seiiembre iS^t. 

(Art. HI). 
{CoHiimunione detta pag. ji del precedente volume), 

IV. SEZIONE. 

BOTimCA B FlStOLOOIA TIOBTAU. 

• - . .. 

Sooaniario. »• i. Generaliià. — a. Botanka sisiemsiiea e de- 
emuwa. — 3. Geogro;^ botamta. — 4* Organografia. — ^ 5. fi- 
eiologuu — 6. Teraiologià. — 7. Micrografia. — ^ 8. Cobii^tf- 



Propoiitione onde ^eoga, io Fhrente, ildilHo un erbario era- 
frale italiano nel quale abbiano gli autori priocipalmeale • de- 
porre etemplari auCeotici delle specie DUOYameQte da laro de- 
aentlo ( Lettera del prof. Farlaiore di Palermo,). . 

PresentasioDe di uu ramo di fiori di Jasminum heterephyl' 
ìum^ eseguito in cera eodie saggio di una Colletione destinata 
air insegnameuto botanico quando maochtoo gli oggettf fretcbi 

Storia della nascita e progressi della Società BotaDÌcs di 
Fireme ( Targ^id^ Tonetti j. 

Ridiiesta onde tengano indicati libri e dati consigli sul piano 
a seguirsi nella pubblieasione di un Dixioi\arìo botanico ad uso 
degli agriopkori , la quale sta per essere intrapresa dal richie- 
dente sig. Gera. 

Istanie onde i membri della Serione contribuiscano ai la- 
bori deHa società Anloeronologjtca^ nata nel seno deirAccademia 
A Bruielles, a tendente a stabilire dati fissi intorno rioflurota 
dello stato meteorico dell' atmosfera sui fenoineni della vegcla- 
lione ( Morren anche a nome del sig« Quetelet ). 



7* 



d«IU QumUa KempherianOf Rtb. %^ disegol di 
qocflla e di altre nuove specie e ?arietà di Tulipa (RMbonty 

Coaimissione per i' etame della bella raccolta di Camelia 
eoltÌ¥«te dal tig. Sloane* 

Della Clypeola mierosoapka Mor.^ nuova tpooia dall^itola di 
Sardegna {Uoris). 

Invito ai boianioi onde abbiaù a prendere io oonsiderauono 
r OpwmtUi da' contorni di Firenae, ed aMicurartì m aia l'O* iia^ 
Uea ( Tenore \ — RiflcMiooi dei prof, Moris^ tAnck a dott. Bith> 
soleiio. 

Oiservaaioni siili' y/necftiwi segetum per le quali si prova 
come esso non debba appartenere al geo^ jinethum^ e neppure 
alla Iribb delle Peueedanecj ma spetti invece alla Seselinee di 
Kock e De Caodollci e possa erigersi in genere a parte (Mori*), 

Presentanone di on fascicolo» con disegni e descrìsioni, di tra 
Orchidee y come saggio di un futuro lavoro sa questa famiglia 
{Piedùii). 

E»ax rotundaia e Catapodium tiAereutaium, nuova pianta 
sardoi e per la prima volta nominata {Moris). 

Della validità dei generi nuovamente gretti dairautore sotto 
none di Sjrnearpia, SeveriniOf ZitHoa^ e delle due specie Eleo* 
earpuM iiieifolia Ten* e Sùyrinchium aldiéimìun Tetu (Tenore) 
«^ Commissione per esame* 

Rivendicasii>ne deh gen. PinelUM Tetu dall'autore creato sino 
dal i83a (renore). 

Osservasioni sulla Finca aasiifiora del Brasile ( Tenore ), 
-* Aggiuntò dèi cav. Morii. 

Pretaatasiona di alenne nuove piante, del Friulii controver- 
se, Pederoia urtieae/lora Brigo. P. ZannichelU Briga. Atra 
elodes Brign. Triticum bifiorum Brigo. (De Brignoìe). 

Prodromo per la o^onografia dalle specie del geo. Morut 
(Moreui). 

Deaeriaope di una nuova specie del gen. Arauearia csi* 
hwBàXA. SUUUiiea» ¥oL LXXIIL 6 



74 

•tcato • Bibbiaii«4 n^l giardiMi del ««kImm lidoifi, ia quale da 

Ire enoi porta fiori aMebi • lèoiaaioei, e propoaitiona oiidei ri* 

cooosdute Booftt, fcogi aoninata Amueana RuUfkma (San)* 

Deaeritioae a praaaataaiona di diaci naova apaaie braiiliane 

( Casaretto )• 

Osteoiiooa dì anolU asempleri aecchi di piaota agttiaaa delle 
quali ODO è fatta meDiiona oelle flora di quel paaia {CorifiMÌdi\ 

Disegni e deacriiiooi di nuove specie raccolte dal doU» Qe* 
menti in un luo viaggio in Dalmatia {Meneghini)» 

Organografia e taxideroia della alghe paragonala ai liolie* 
ni , upecialmante per la slruttora delle fronda a dei fruUii per 
stabilire migliori caratteri generici , illustrata eoo diaegoi ( Me' 
negfuni )• 

Elenco delle alghe sino ad ora Irofata in Dabuaùa in aa« 
mero di 171 specie ( Meneghini )• 

louTto di quattro nuove specie d' alghe trovate preiso Pi* 
sa I ai bagni di S. Giuliano» del dott Jacob G>rinaldi , e de* 
scritte dal prof. Meneghini. 

Preientasione di otto nuove specie d' alghe dal Heditem* 
neo (CorinaUi), 

Osservazioni sul gen, Bangia per le quali le speeie devoast 
ridurre a sole dieci, ed ascriverti il genere alla Iribh delle Ut- 
vee (Inviate dai conte F", Trevisan ). 

Presentazione di circa una sessantina di tavola litogrs6che 
miniate^ per una Iconografia di funghi; descriaione di due nuota 
specie, Boletus kpiota e B. Fineata$^ ed oaservaaioni ani Polt^ 
porus pes'Caprae ( Meneghini a nome del sig. A, Vénturi\ 

Sulla segale cornuta , Memoria diretta a -mostrare che li 
divergenaa d'opinione degli autori è eausata dall' aver assi eoa* 
fbse sotto questo nome cinque differenti produsioiii,Jie/m//tf^'- 
porìum seealis, Fumago piantammo FuMorium seeaiis , Maioea* 
ria ocuUna^ SphaceUa segeiuni ; in qùest' ultima , la quale pa^ 
aversi come il vero fungo della segale cornuta , vanno conside- 
rate due parti, l'esteriore prodotta, dalia SphaceUa e l'interaa 
proveniente dall' allaraiiona morbosa deHa fecola ; qiieala dai- 



75 

Taolora vics detta ItpÉOCéuia {/Ve). — I fitti entro enoDciett 
talla mobiliti degli sporidi i e tiii corpi ùonadarii che ^i li Irò» 
vailo cotBinisti danno occasione ad osserfasioni per parte di ? arj 
nembri. 

3. Geografia botanica. 

Solla Ditura della vegetazione propria alle masse serpenti* 
Boae della Tosoann (i^inlrfet).-— Consegaono considerationl reta* 
tive nll* inflnensa del terreno snila vegetatione delle varie parti 
d'Italia del eav. MorìS| dott Blasoletto e professori Targtoni« 
Toisetti e Pietro Savi. 

Invito ai botanici onde prendano in eonsiderazione VOpun* 
tìa indigena de* con tomi di Firenze per assicnrarsi se sia P O» 
UaUea (7eiiore).^--Rifleasioni per parte de'professori MoriS| Linck 
e Biasoletto. 

Otto specie di Alghe nuove del Mediterraneo (O^ri^fd^. 

Qaailro nnove specie di Alghe trovate dal dott. Corinaldl 
ai bagni presso Pise, e descrìtte dal prof. Meneghini. 

Della Clypeota microteopica^ nuova specie dell' isola di Sar- 
degna (Jforw). 

Nuove piante del Friuli, controverse , Pederota urtìeaefùlki 
Brigo. P. Zannichellii Brign. , Aira elode* Brign., Iriiieum M- 
ftorum Brign. (De-Brìgnole), 

Elenco delle Alghe fioo ed ora trotate in Dalmatia, in no* 
BKffo di 173 specie ( Meneghini ). 

Baggoaglio di no viaggio fatto in Dalmatie dal dot!. C!e»' 
menti , deserisiono e disegni delle nuove spede raoeoltevi ( Afe- 

Ottensiooo di molti esemplari secchi df piante egitiane non 
descrìtte nelle flore di quelle contrade ( Corlnaldi ). 

Annoniio della prossima pubblicatiooe di due opere. La 
Tero*botanica egliiana, ossia de' vegetali trovati nelle casse delle 
mammic egitinno, e la storia de' cereali» ossia sutPabitaiione de' 
trìtio, ed indieatiooe di varie pìaote note agli aotichi egittani/ 
t follo patria del papyriuf antìtfuorum ( Hannerd), 



7^ 

I Dtscrisioat e preteotationt di dieci nuòte ipecic di ptaote 

rmctolta nel Brasile ( Casareiio )• 

♦ * 

4. Organopafia. 

Oitervasioni sull'esìttensa degli stomi oetle parti delle piaote 
iaiBserte nel!' acqua. 

Osiervasioni relative alla diitribuaione e giacitura de' rafi^ 
dii sì Delle varie specie delle piaote che nel corpo vegetale {Fée), 
«T- Il prof. Savi raoDinenta le osiervasioni da lai pubblicate a 
retli6care le idee di Turpio sulle coti dette BiJoHne. 

Osservationi istituite sulta Cuscuta (F<fe).— -aggiunte de'sigg. 
Bannerd e Savi. 

Esplicasione de'disegoi rappreseotanti V assiema e le parti 
del fiore femmineo della RaffUsia Arnaldi e dell* Hidnora oo- 
peiwf (Brown). 

Idee sul Trapeolwn bratiUenie e descritione degli organi 
di riprodusione della CauUfUa oeeamca ( CasareM )• 

Idea sugli organi maschi delle falci e sulla struttura de' li- 
neai, in occasione che l'autore presenta i disegni di fitotooaia, 
ed organografia delle « loones scelect» aoatomico-botaniosB v. 
{lÀnek). 

Analisi de' coooettacoli fruttiferi del S€argùMsum Uni/blium 
eoli' indicaiione di due nuovi organi nei tubi annulati nell' asse 
del concettacelo stesso , e negli opercoli radiati posti in eorrì« 
spondenta alle aperture fruttifere { Meneghini )• 

Organografia e Tazidermia delle alghe paragonate ai lidie- 
ni, specialmente per la struttura della fronda e dei frutti, onde 
stabilire migliori caratteri generici, illustrate con disegni (Mene- 
gkMJ). 

5. Fisiologia. 

Osservaaioni dirette a stabilire U vera .parte che compiono 
neir organismo i. vasi porosi, ed esperimenti relativi all' introdu» 
tiene di soIosìobì differenti nel tessuto delle piante (Savi). 



OfierfaiioDi ittltoite tulle radici di Hydroearis onde tco- 
prìre rtodameoto io ette delU dreoUsiooe del primo iMoife- 
starsi al perfetto avilappo del tessuto (^forren).-* Il prof^ Pietro 
Sstì tfferte come il cav. A.mici facesse pel primo le stes#e ri- 
cerche sulle radici della Chara. 

Memoria sulla fniltificaùone della Slratioies aloide^ L* (Io* 
TJata dai sig. Barbieri di Manto? a). — * Osser? ationi ,de' signori 
Sati, Horren e Fée. 

Notixte coocernenti la cultura delta F'anilla plani/olia^ det- 
tagli sol processo fecondante diverso io questa specie della ge- 
aeralità delle altre piante; annuntio come nel giardino botanico 
di Liegi da una sola pianta siensi raccolti sino a tre chilogram- 
mi dì fÙDÌglia ( Morren), 

Esame di diverse assenionl esposte nella fisiologia vegetale 
del sigi De Gandolle iutorno all'astone della luce sul succhia* 
mento e sulla trasformasione de' principii immediati ( De Brim 
pok). — Conseguente discussione fra i sigg. Biasoletti» Targioni/ 
Collsi Ftfe, Morris, Savi, Morren, principalmente intorno alle 
caute delle diverse colorasioni nelle parti de' vegetali esposti a 
difbrenti asioni di luce ed intorno all' astone della luce sulle 
formatìoat della cromula e della fbcola. 

Qiservasìoiii giusUfioanti l'abolisione delia teoria del Ma-* 
csire SttUa colorasione , oon aggiunta di dettagli sul modo par* 
tioolare eoi quale sono colorati i petali dei Ratumculus ficaria- 
e calika (Savi^ 

Osservasioni sai movimento de'globetti di clorofilla nella 
FaOisneria spiratU e sopra la produsione e struttura della %%* 
gale cornuta, illnslrate con disegni ( lAnck )• 

Osservasioni sull' indigotina dei fiori bianchi , e cambiamenti 
che essa prova sotto i' asione dell' acqua a diverse tenlperature 
[Morren). 

Illnstrasione della Portulaca Gileiii comparata per analisi 
diimics, fiitU dal aig. Valerio Cauda di Torino, eolla P. oknh 
era (Colia ). 



$. TeratokgitL 

HotCm di no peno di tronco oon scorsili JaI pretenUtore, 
crcdoU ioteroa {De Brìgnole). 

PrcteoUtioiM di un ramo di Tite che abitaalmcnte offirt 
lo fae foglio roveicie {Savi). 

PoUo dì prolificità di un frutto di binarria d' arancio, e 
ooniogueoti oMcrvasiooi sulla teoria della fecondasìooe ( Tcno- 
re )• ^- OiservaEtoni e discussioni fra i signori Meneghini» Mor- 
reny Browoi Moris, Principe di Canino e Savi. 

7. Mierogtafia» 

Aggiunta alle osaenrasioni già consegnate nella Blemorìa do- 
nata alla sesiono sull' ossigenazione e rubefazione delle scque 
{^Morren). 

Angguaglio di fenomeni apparsi nel lago Fuiaro , attribuiti 
alla presansa dell'acido carbonico ( Tenore )• 

8. Coltivazione. 

Progetto in proposito alla coltura dello Orchidee {PienoSj. 

Notisie concernenti la coKura della FaniUa pUrniJùlia^ dct- 
taglt sisl procosoo ireoodaote direrso in qaetta speoie dalla gè* 
neffalità dello pianto ^ anannaio oanM nel giardino botanico di 
Uegi si raoBolean da nna sola piaoU siao a irò chilogramai 
di fainiglia {Uoiren). 



\ 

ifiiÉoaa Rmiaioo 



dSette opero $tampaio ìa ItaUa meffanno i84i« 

Como abbiaoio avuta oosaiioon di parlarne in altri fasci- 
coli» la Pitia Stella diM»lano pubblica da alauai aonìun qua* 
domo mensile della Bibliografia Italiana diviso per. materia 
ooUe indicasioni dei nomi degli autori , i titoli delle opere , i 



7» 

looKlii Mi ^u-fi «o-o •!•«?•••. i •«•« *hB ««tori ed il preuo 
dioffii opera. Qoe.la B.blìOgr.6. lulitne è di an. «rande olì. 
Bla per il oomiDcrcio librario e per gli •ludio.i , impcrcio^icbi 
procura loro delle noaioni «lilwaimè. Ora pré»eoliaino V epilogo 
Dooierico delle opere •Ump.te io Italia nell' aooo i84n Bk 
qoea' epilogo ti Tede che il regoo Lonbardo-Venelo ha pub- 
bucato oo numero di opere superiore della ittelh del numero 
totale pnbblicaloii nella penisola. 



IndkoMhnÈ dtgU Smii 



Reg. Lomb Yen. Jp^ot. teneU 



Regoo Sardo 
Ducato di Parno 
Ducato di UodeOa 
Ducalo di Lucca . • 
Granducato di Toscana 
Stati PoDlificj . . 
Regno delle Due Sicilie 
Eiicf-o . • • • • 




4ia4! i4«8,i896J3999;6ftoa 



TOTÀTivo m V mofo nottmo mha fotowMow .«.i'itaiu 

seeomb le pii raetnti anagrafi' 

Il dott G. CpiOiii di Bcrgaia. ci «mì.iiìm il tegaent. pro- 
•petto dell. popoUsione d'iulia, icrifeodo che: «no. eHeado«> 

..cor. oecorw oelU ««««fi «»'»»•«• * »""'• """" » "•* 
*ol corpo e p«Mp«tto U diter». di««.«i. b. Untato «•• farlo p«r 
eccitar «Uri ma .Mlogo Iworo od .«die • cvrenooc del pr«. 

■cnU-a 



8o 

Dhùiimt ptlHUi*. JUtmuL 

GoTcrno dÌl Ti- J l^^ '»<'<??/ _, . 

«^ ? ^^' :::::::::: : li?^X[ 4^75/^95 

TOUI0 ohe apparlieiM lU'Iopero d'AuftrU • 4i973«09< 

■ > 

! Cantone Ticino • • . • , ii^oooj 
Parte del Cantone GrSgionl • • ia«ooo> 126,000 
Villaggio del Sempione nel Vallete .... 1 

•>-« * ) Si:. : : '^& 

K> di SwdcsM < P"»««P^ di Pi«»«»»« • ^j^^ 465«sJM 

Totale in terra ferma • • i^i^,nZ5 
Itola di Sardegna • • . 5a4^33 

Principato di Monaco ••..•.. • • • 6.000 

Ì Parma Placenta e Guastalla • 465,67) 

Modena con Matta e Carrara ijifi^ 

Locca 168,198 

«tati PontìBci ...:.•». a,733436 

BcpnbbUca di S. Marino 7,600 

G. Ducato di Totcana con Piombino, Itola d^lba eò. . • . . 1,481,079 

Beg- aeik, D- Siin. j J |« i«> ^^ ; ; %^f^l ,4«*^ 

Appartenente alla Francia, U itola di Cortica ^7*889 

Appartenènte all'Inghilterni, Malta, Goiso e Cumino . • • i53,ooo 

ToUle approttimatifo deiriuUa, abitanti ••..!!. 33,490,708 



AilU n cauta' MB l' IRPAISU m VBVfeSU- 



' L* annun pubblica radano ma dei aassaala cittadini deputati 
dalla trenta parroocbie della città, a' quéli la Commitfiooe cbe 
i^gge gii Aftiii infaolili deva darne oouto, ebbe luogo dcI giorno 
13 giugno» a come al 101110 nella sala del Senato. S. A» Kit* 



il sereniiiitDO Arciduca SteÉsmo, S. % il' colite PaMy ^tmimi- 
tore, i nagittrati^ il fiore dei cittadiDÌ, eraoo pref^nli a quatta 
pietosa e solenne funxiene. Ogni astio mandò i suoi fanoìnlli 
lanì, tranquilli, lieti a prestare iriva testimooiansa del bene a»^ 
recato da questa istìtDtione; e le opere delle mani loro na ta^ 
sttficaoo il taotaggio. la questo anno si ^dero anche fogliatane 
pati, e dai fanpulli si cooperò a stampara il ro#o eonHa «ha ti 
distribuì agli astanti 

L'egregio sig. Bonaventura Squeraroli con savie ed adorne 
parole presentò a' deputati la relaxiooe dell' aziènda economica. 
k questa succedette un discorso del dottore Luigi Nardo \ uno 
dei cinque medici che prestano gratuitamente 1' opera loro ai 
onqoe asili, nel quale con indistruttibili argomenti e colla som* 
ma maestra delle amane cose che è T aeparièaia dimoilA Tati* 
Kth degli esiti non meno essere importante per la reiigiatte »^la 
morale, T industria del popolo di quello che lo sia. per la «Ufi 
salate. Il eonte Nicolò Prialij presidente della Cammissiane, parlò 
qmndiy e la funtione fu chiosa da on canto dei fatieiùlli^ e daUa 
preghiera che s' innaha air Eterno perchè conservi e . pfospod 
il Re nostro Ferdinando I Imperatore. Il canto, poetiate ■ote.f 
dettava il padre di questi pargoli, Angelo iDe-Grandb^ WNno.el 
quale e aoYerchio tributare lodi, se tutti per Italia lo oonoseanio 
e lo benedicono, se amano il paese e le sue speranae^eeoU'Ar 
portfj col Lambroscliini ed altri sacerdoti che «anno non asaaie 
mai diversa l'indole e i doveri-dei saoerdotio di Crista da qaalB 
del lacefdoiió dell' umanità, lo tengono «iccome vanto dalla na- 



Nello sporre successivamente in questi Annali la coi 
degli Alili in Veneaia ho creduto altre tolte di aggiungatté.,al' 
cuna GODsiderasione. In quest'anno farò nieglio, e tpéfo ala ne 
saranno grati i lettori ai quali presento il' discorso dal Qm$t 
Priuli. Nulla aggiungere intomo all'autore ed all'opera,, e. dico 
opera perchè poche a parole buone ed utili spetta assai megUodl 
nome d'opera che ad inutih a daotiosi volaiaM.. L' aatoaa . lè 4» 
«e coogianto d' amioiiia filno diUa mìa giovlaeaM ^ apeaio a^ 



«• 



vinaio }nmmmB néf età dei bolkiiti pentieri ; m questa 

4uk «elori» <pM90 vivieno ioftieme^ tlemo stati compegaù uae- 

aioit nel reggere» or son quelch'enni, ie aniBÌQÌstratione dell» 

•noslro cillà. Confesso però che gli applaasi oo' quali fu ioter- 

«olio e eoronato il suo favellare mi baooo rioolmo di gio)a, dod 

flseao che le href! parole colle quali il sereoissioio Arciduca li 

Vegliò Mos t rargli la aua approvasiooe. 

jt, Sagredo^ 

Ducono del conte Nicolò Priuli^ 
fnnàmU della CommUùono sugli AsiU deW Infamia. 



* > 



SIgnoris 

M gloribo i6 giugno deiraooo iSSg in qoosto luogo ne- 

^esiaso COBO meglio io ho potuto, vatidoava i vaataggi che da- 

glt Asili infantili , gih per lo innansi attuali « avrebbe ricevuto 

fMUPliooiBroMnIe VonesiOé Un preclaro ingegno, Nicolò Tominaseo, 

generosa lodntoro dei nostri asili in ano scritto intitolalo iSutfe 

Jhwfc IiifaìUiU della duà di Fottetia^ in altre presiose pagine 

InlMolmo osodestomcntO Sulla Carità edueauice rendeva pubbli- 

MOMmo noto come questi vantaggi ormai si ottengano; neirnnno 

possalo il eaeerdota Angelo De-Graodis poneva il suggello alla 

féom dei sostri istituti leggendo qui , e poscia facendo di co- 

flMMO diritto eolle atampe, le brevi e calda parole che a voi 

atioppnrono lagrime di lenereisa. U lienemerito scigretario ono* 

«arto sig. Squemroli lo nome della Gimmiisiooe annualmente 

rendeva conto, come ha fatto pur ora, del modo col quale venne 

ilralo il danaro ofierto dalla carità vostra n sostegno della 

isliimnono. Oggi il dottor Luigi Nardo, uno dei cinque 

nsediei eompagni nella sdenu e uguali nell' amor vero e nelle 

•dWataressata pcoslaaioni per gli AsiU nostri, colle prove dei con- 

*ÌPOnli- e dee fiìtti vi esponeva quanto la novella istilnsione torni 

n p ro ttto non solo deUa morale, mn ancora della igiene «Ielle 

inisefo cisniL Snn Emioonaa 11 cardinale Patriarca nostro , che 

fer lo ginve emm del saero stm uiBeio non poteva onomro di 



hm pr an B ia qoeitO' luogo • la patria &ita, eoofortam la- Omo* 
mitHoae degnaodoai dirigerla una oola in cui dettava, la atprat» 
Boni fih Intioghiera e contolanti. Foglia Udhf aerì?eva il va» 
aerando Poq>oratO| vogBa Iddio far prosperare ogwr pia qme» 
Ho pr o ¥¥i do isdiulo^ a cui per quanto mei permeiieranmo te mia 
Jone e le altre malie e gravi oceupaaiord del mio mimsuro nom 
etneiò wud di portare la pU$ leale ed efficace cooperoMione^ 
Poi P ianperiala Governo » riferendoti a reoealiaiioiQ dispaccio 
viearealc, col soo decreto dai 7 aprile faceva coootcers, taperdl 
beae che tra le catt«e della daffioralisaatione nella gioventb 
deir accrescimento dei delitti non ara da considerarsi per ulti- 
BM la maocansn di eduoaaiona nelle ultime alassi delle popola* 
stoni. Àggiongeve tte T eccelsa Cancelleria aulico riunita con* 
viola di questa mnseima osservava (ripeterenso tastoalniente li| 
Irnse) essere di comune buereue pel pubblico iene taOlyatiane 
e eueeesiiyo aumento degli Asili inJàniilL 

Questi brevi cenni, o Signori, riuoifcono T origli 11 prò* 
gresso, l'andamento e la necessita dei nostri Asilf^ OMOtra K osi» 
stenin loro più che quinquennale ofllre un^ prova della carità 
fcneùana* La fama e la storia della veneta caritk ricorde gli in* 
namerevoli tesori coi queli nei prischi secoli fu - provveduto il 
palrioooio dei poverOb Non valsero a minorarla in Veoesia, nei 
tempi estremi della sua esislensa politica , 1' esaurimento delhr 
pahbiicho casse per sostenere ildeeoro e la vittoria d'una gnerra 
atriitimn iononai alle barbare torri di Sfax e di Tunisi. Noa 
vslsero al nostri gpomi i terribili effetti della prima invasione 
die delle Alpi rovesciatasi sopra questo vergine cuoio impovei^ 
fortaoe meglio principesche di quello sia private, e le mediocri 
sooicbtiava. Non valsero le depredasiooi delle sacrosante sostento 
dei poveri ^ coi le ridonò la religiosa cmuianaa deli' ia»peratore 
Frsaeesco I di gloriosn meoMria. Noè vnlsevo le miserande strel* 
tene delFoltimo blocco neiranoo l8r4» iti cut un torrente d'or* 
mali allora inimici , accampati sul margine della laguna ed an« 
corali alla bocca del porto, impedivano il varco ad ogni anno* 
Bario provredimeoto. 






84 

Noi cedemmo io quei depiortbili gioni ntilo ftrade k pid 
popolose stenderti io duplice schiero lo fame e i bieogoi dc'po- 
Teri che ora moatrovaoo mi volto il pallore deUe solferehcCf oro 
celavano il rossore di uoa ioiprovvisa ed ioevitabile miserio. Mo 
bella patria del Giustiniani, dei Miaoi, la carità mtnoroTo il coot- 
l^assionevole spettacolo soccorrendo a fnigliaja le vktiine dello 
sf entura. B ricorderò ptfr nltimo che oéssato quel troppo luogo 
flagello» succedettero net 1817 i donni della carestia; pur duUo- 
Aleno dalla carestia, come fresca rogiada io abbrncioto doacrlo, 
risorse il bando della questua , ed il oobile pretioso istiloto 
della Commissione di beneficensa pubblica. 

Che se H prova da ottimo predata della caritè dei Vèoe-^ 
tiaoi fu il creare sostenere gli Asili » non potto nò debbo ce* 
lÉrvi che le somme sino ad ora generosamente da voi largite^ 
servirono a gettare la prima pietra del nuovo edilìsio. Al cari« 
tatcfole oovero dei mille trecento soscrittori che li mooleogooo, 
fa duopo che ollri se oe aggiuogano ; fa doopo che I' esempio 
del Conte Bolchi, uoico testatore di censo perpetuo, e quello del 
cavaliere Raflàele Vita Treves di Boofil, donatore di 00 quadro 
itupeodo a beneficio . degl' Asili (1)1 sì rionovino; fa duopo che 
si ripetano i doni fatti ogni anno da onooimi benelittori. 

La necessità, l'ottlità degli Asili è ormai problema diaosollo. 
Fu riconosciuta più che in ogni altra contrada , in Francio , io 
quella Francia dove al dire di recente scrittore &iii;guoiio io re» 
Kgione e la morale ^ e dove si anela altana e alPalina onde 
riempiere i 9acui dello spirilo e del cuore. Il Conte Salvoody, 
nomo di cui suooa chiara la fama (il quale noi abbiamo ovato 



(i) STaoeenna al capolavoro di Paolo Verooese e di GarloUa Calvari che 
fappresaota la ragioa Gomaro che rinaosia la coroaa di Cipro, regalata «lai 
iig. cav. Rifiata Vita Travet di BonfiI perché te ne faccia una lotteria 
col prodotto della qasle sarà cottitaito un capitale a benefitio degli AailL 
Io MiUno ti ponno avere i viglietti di questa caritatevole e alile lotteria 
pretto il tig. Bussola I. R. ricevitore del Lotto, contrada del Rebeeehioo. 



8S 

vìtttolore, • oftMiii dire ■ammtore ,> degli Asili notlri ) qilAqdo 
era minislro delie pubbiiee ittrotiooe dolevetì nelle oamere che 
le slrettrae dell' erario ood gli permettestero donendere f eoli 
niiioni di frencbi per tosteoere ed aumentare gli Asili» e a ma* 
b'neoore li deteraiiiava a chiedere il tuuidio di dne «oli mihooi»^ 
che gli feoivano accordati. In uno Stato posto nel centro d' !• 
tilia e confinante al nostro regopi il governo stette alquanto per-i 
plesso tiìir apertura degli Aaiii infantili* ila circondato da tuttCì 
ptrti dagl' esenpi dell' nttlità recata da questi istituti, sulla do*, 
amda di religiosi e caritatevoli uonsìnii finalmente ne contesse 
il permeiso. Macerata fu la prima città che io conseguisse in 
quello Stato, e nel giorno tre novembre dell'anno passato sott» 
la lorvegliaoaa di quel degno prelato e colla denominatione di 
Scuoia di poverelli venne istituito il primo Asilo Infantile , che» 
nel pciiodo di poche settimane accolse ben cento alunni. L'è* 
lempio di Macerata sarà per breve tempo invidia alle città viciao 
che giA agognano d' imitarlo» 

Ma a che rintracciare esempli ed argomenti sulla utilità 
dsgli Asili mentre ne avete innaoù a voi le prove io questo 
esro e eommovente spettacolo che vi circonda (i)? Ahi perchi 
Fiadotto mio labbro male risponde all' importanaa dell'argo» 
nentot Perché non posso io avere quella eloquenta che» quasi 
perpeloo retaggio snccedcTasi in questa aula veneranda, ed ebbe 
QB giorao tanto influuo sulle sotti dell' Europa ? Io vorrei che 



(i) Oltre ai faDciolli che rappreienUTaoo i cinqae Asili, V erano le 
•pere k»ro. Angeto BooTecchiato stampatore e librajo recò nell' Asilo di 
S* Mftrii deUa Pietà ana ouoTa indasiria pei faocialli già grandicelli* Vi 
tttiloj sa torchio e ormai i fiiociullà «ompoogooo i earatleri, lèggono in 
P^^ào, ed il faglio del reso conto fa stampato io qaesta tipografia. È da 
Mtani che alemii dei faocinlli* compialo il corso di tempo in coi restano 
•dP Alilo, lo laaciò, ottenne impiego e sé stesso mantiene recando alcan 
Mfirtgio alla «oa famiglia. E qaesta sia risposta a' barbanori che dicono 
- e càc cùMa fiiremo di latti qeesti ragaasl? — * • 

Uomini li laremo, nomini^ nlilt ed onesti. J, & 



8S 

h oiit v#tft lipeliiUi d« ^uetlc p«r«d luUa qn«Ìe i paini fiuti 
•Otto Heoitlati dall'aria nettaci porleatì, di qoatla gloriota lelOt 
vorrai «ha pottalratae aal oilara di lullt e folaimaaaeDla parlasse 
m vaolaggio della pia causa* Pocba migliaja di Urei ooa ag* 
gittata dì atiooi bastano a sosleàerla e sosleDerla ncH'attoale 
pieoesta ; eon asaggiori proventi si può «ttmenCarla. FI sosleDeritt 
Baila pieoe^sa attuale, oggi è un dovere, T abbundottarla anche 
itt parte sarebbe iodeooroso, e quasi direi delitto; acereseerla 
Dttove merito e nuova gloria. Che ce ne siano fomiti i metsi, ed 
io ed i otiei colleghi vi proaBettiamo di adopersrei' indefesiaineole 
aociò con poco si ottenga molto. Il nostro telo seguirà i' eseu>« 
pio del barone e cavaliere Cario Paseottini , ai quale noD po« 
tendo egli per le gravi cure del suo magistrato presiedere an* 
nera ella Commissione , noi qui readiamo pubblico tributo di 
grasia per l'amore e le cure che dimostrò ella causa di questi 
ittoocénti sino dal momento nel quale gli Asili eomiooiarono a 
ricoverarli. Servirà lo telo nostro di un qualche coofocto alla 
patiente e penosa fatica di queste ottime e valenti maestre, le 
quali eon cuore materno, dal giorno primo fino all' estremo di 
ogni anno gareggiano indefessamente pel migliore nndamento a 
pro g r e sso degli Asili. Servirà sopre tutto a retribuire col premio 
della gratitudine le prestagioni di Angelo De-Grandis, In cui om»* 
desila mi ha carpilo T ingrata promessa di lecergli ogni lode* 

Se nonché il dubitare an istante di nuovi soccorsi dalla carità 
-dei Venetiani per opera così bella sarebbe recar loro on' offesa. 
Ansi qcu la Commissione ool mìo labbro tributa a tutti che la 
sovvengono generosamente i sensi della rioonoscensa loro, quelli 
delle patria gratitudine* E la nostra e la comune gratitudine che 
ionalsossi all'ottimo a benefico Signore il' serenissimo Areidocn 
Viceré che dlebiarandosl protettore de' nostri Asili ci ha pili 
volte largiti larghi soccorsi; dee mostrarsi alle pubbliche auto- 
rità le quali eoadjuvarono alla pia causa. 

E e Voi pure rivolgeremo la nostra riconosceota e V afletto, 
gioTaue Prioeipei che nel presente vostro soggiorno in. queetn 
città si degnaste togliere alenni istanti alle cure aCdatevi, per 



f 

wonr« • eonlorterà delh tMtra pféieDM ^pèiti ìmIIìì dfm 
idooMta, ànii la Commisiione aDimaU dalla vostri grafia ti fiì 
coraggio di iropior^nie un'altro segno. Allorché torncrela nella 
cspiule dell' impero TOglia y. A. I. e R* umiliare alla Maestà del* 
rimperatore. Re noslro, in nome della Commissione degli AsiK 
lafiiDiiri di Veoesia questi devoti nostri sensi. 

Noi innanzi a questo Consesso che riunisce i magistrati ed 
il fiore della cittì facciamo solenne sagramento di adoperarci con 
latto r animo e tutto il nostro potere per raggiungere lo scopo 
ddla istituaiooe degli Asiiir^ quale consiste nel raccogliere pa* 
teraamente V infansia del povero per saltellar la di religione e 
norale, Iniiiarla alla fatica ed al lavoro. Cosi s'apparecchieranoo 
genitori savii ed affettuosi alla prole vegnente, alla patria ottimi 
cittadini, e sarà mantenuto uno dei vanti piti singolari dei \ Ve* 
aetiani col perpetuare allo Stato i soggetti operosi e Csdelt 

BUaneio consuntivo dal i.* novembre, 1840 id 3i ottobre i84> 
degli Asili per t Infamia in Venezia. 

I Capitali patrimoniali L. 6,575. -^ > . ^ - 
*'"•'* i Eedditi ordiotrj . - 38,o.6. >o { ^^*' *• 

Passività* ..^ Spese ordinarie L. 34#o4o. 54 



Himangooo al 3i ottobre i84i • . . • L. io,55o. 66 

Gei: 

Io obbligazioni cfi Stato ' L« 6,oeo. '^^ 

Bicavato dall' opuscolo Friuli n Sj5. -^ 

Fondo disponibile » 3,975. 66 



mmm* 



Totak ogMilo .......... L. i*.55«. $i 

I 1 1 'Nt 



Atfio patrimoniaU JégS Mm al 3i oiiQbn i84i. 



Totale Aust. L, 36,745. ^ 



nOrOtTA DI VRA SALA D^AMLO fEH L'wFàVflA 



nel dutretto di OccUobeUo per i vilUci. 

Lettera al dottore Nap, Martelli. 
Amico pregiatissimo. 

Le sale d' asilo sono da noverarsi fra i tesori che vanii dì 
•ver trovato il nostro secolo. 

Il Governo le promuove dove non sono istituite, rintelli* 
gente nella Società le approva dove sono aperte e le desidera 
dove mancano. Il sacerdote deve sancirle perché un benemerito 
illustre pastore 9 Tabate Ferrante Aporti di Cremona, fu il prinno 
aeiritnlin a farle conoscere; e la donnb, tipo di ogni carità, è 
la educatrice della età infantile. 

Ma squali sono le popolasioni che hanno più urgente il bi- 
sogno'delle sale d'asilo? Sono certamente i poveri abitatori delle 
òampagne. 

Il bambolo che appena non sì attacca piti alte mammelle 
della madre (in queste nostre terre che sentono assai poco del 
progresso educativo dei nostri giorni) male reggendosi sulle te- 
nere gambe, i spinto dai genitori che lo abbandonano per tutto 
il giorno a stare sulle pubbliche strade per gridare dietro ai pas* 
seggieri, e capovolgendoci dietro le vetture giungere a tanto che 
alcuno^ o mosso da compàssrone, o solleticato dal barbaro pas* 
satempo che gli si procura, getta una misera moneta, la quale, 
raocolta dal fanciullo che non ne conosce il presto, la porta ai 
genitori che. per un obqlo perdono la salute dei figli: o sapendo 



t 



Kfobiliare, vestiario ed utensili degli Asili • L^ 8,700. — 9 
Legati^ obblfgationi nsetalliche e stabili • i8,o45. — > 



«9 

qoeiti che anche ao centeticno rajipresenta un valore, occultando 

ai genitori dì averlo ricevuto, lo spenderanno, imparando quindi 
per tempo ad essere bugiardi ed a divenire vistosi. 

Con una prima educazione tornano necessarie tutte le altre 
ìstrononi, le quali debbono fare di un colono un uoooo onora* 
to. Perciò la sala d'asilo porterebbe seco la casa dell'artigiano 
e la «scuola del povero coltivatore. Sortito dall'asilo imparerebbe 
il giovinetto a coltivare un piccolo podaretto^modello , e quel ta^ 
óailo che non si sentisse portato ad essere colonO| apprenderebbn 
s divenire un utile artigiano. 

E siccome da bel principio egli saprebbe amar Dio, i pa« 
reati ed il prossimo, egli saprebbe più avanti leggere e ragionare 
soli' arte da luì imparata. Insomma le sale d'asilo sarebbero l'ini- 
ziativa di tutte le altre scuole, che in campagna tendessero a fan 
deìtuomo un buono ed onoralo campagnuolo. 

Egli e questo appunto che desidererei vedere ne' luoghi ove 
conduco quasi tutta la vita, — Giovane ancora ed amorosissimo 
dell' altrui bene, io vorrei vedere migliorata la classe dei conta* 
dini, i quali oggi in ogni male imparano facilmente, e dìsìropa- 
nao qaegl* ingenui antichi costumi patriarcali, che facevano de' 
vecchi villani, tanti onesti braccianti. 

Possessore già di non poche terre in questo distretto di Oc* 
chiobello , assumerei volentieri la intiera spesa per la educaaione 
di ao fiinciuUetti dei due sessi per la Casa d' asilo che si aprisse 
in ano dei comuni di Canaro» Qcchiobello o frazione di Santa 
Maria Maddalena, coll'approvaaione governativa. Ed a piti chiaro 
esprimermi , quando un Comune destinasse un locale per aprire 
un aalo, io me la intenderei colle Autorità Governative e Co* 
manali per pagaVe la spesa in favore di io fanclulletti poveri, 
e dò anche per io anni consecutivi , e fino a tanto che li Co<* 
mane nsaamesse volontariamente ogni spesa relativa (e). 



(i) Mi piacerebbe d' interetsare il Gomiuie per la brama che avrei di 
vedere gli altri concorrere in seguito a fare il l>cne che io promaavo. 

Anuu. iStoaiUca, voU LXXIII 7 



90 

QuMto mio divitaiDciito lo svilupperei meglio» quando ti 
Ibtse la probabilità della nascita. 

Siccome tutto ciò che può diveoire atile, piace airi. R. Àu* 
striaco Governo, e sapendo altresì che alla educazione dei viU 
liei e più che mai intenta la Governativa potestà, non frappongo 
un istaate a porre in iscritto le parole che oggi io le dirigeva, 
-egregio signor Dottore, quando ella onorava della sua compagnia 
la mia mensa frugale, e mi consigliava insieme a ristabilire la 
mia non ancora ferma salute» 

Si giovi della presente come cosa sua , e mi creda frattanto. 

Dalla campagna, i6 giugno i84s. 

Devotissimo, aQesiooatissimo 
Sàlyaiore Anau. 



DAUO SUI LIBII HEL BBIUIO 01 VAPOU EmOTTO ALLA MBTA'. 

Siamo lieti di poter annunsiare che S. M. il Re di Napoli 
penetrala dalla conveniensa, a vantaggio anche de' suoi Stati, 
di modificare il desio che gravitava suli' introdutione dei libri 
nel regno, con decreto i8 p. p. giugno lo ha ridotto alla metà. 
In conseguensa sarà riscosso il diritto di grana i5 al tomo se 
il formato sia in-8.^ o inferiore^ di grana 3o se è in 4-% e di 
grana 4^ se in foglio. 

Questa disposisiooe influirà ccrtameale a rianimare almeno 
in parte il commerèio librario del regno di Napoli cogli altri 
Stati datalia. 



9« 

' 'P ' ' ' S=B 

I 

STATISTICA DEULO XUCCHBRO'IN FBARCIA DUBANTB l'aMIIO |84i* 

li 3i dicembre 1840 eststetano nelle dogane 

fraeeesi . • chil. i3^3 1,000 

Allo stesso periodo y\ erano in corso di tras- 
porlo ' » i,B8f,ooo 

Dorante il corso dell'aono 1841 TimportaiioDe 
n elevò a » 85,9i8|O00 



chil. too,73o,ooo 

Consegnati •loons.nel 1841 ohiL 81,7071000 
La quantità di saoehero greggio 
riesportata non eccedette • . . ' «^ tiS^ooO • 81,775,000 






Esistevano quindi nelle A^ne il 3j -dicembre 
1841 di BOGchtri delle cetonie francasi • . chil. i8»jSS;aoo 



^■1 1 «■ 



Di luccherì esteri esistOTano alla dogina il Si « 

diceflobre t84o • • chìL 6^oO|ono 

Dorante il 1841 arrivarono m ai|5i4>ooo 



"•1- 



Nel 1841 entrarono n^l cons.GhiL i3|i36|OOo 
( ad ecceiione dei bassi prodotti la 
totalilà di questi tuccheri è stata ries- 
portata in raISnati). Riesportati dalla 
Francia avanti il raffinaggio , di cui 
4/5 per la via di mare .... » 6,189,000 » 19,3)5,000 

Le dogane francesi quiodi coDtenevaoo il 3l di- 
cnnbre i84i di succberì esteri chil. 816891OOO 



94 

lo tale tinto di case , il tigoor conte Deliile , impoilb i« 
loghilterrs 11 luo litlenia di patimenla di legno, frutto di lun- 
ghe riflcMioiii e paiieali tludj tu questa malcria. Gli eipcri- 
meoli rìutdrooo «où loUdiifacenti , che produMcro grandiwiiD* 
aanistione. 

Le autorità municipali si icouero, ti eoBVocerono dei latr- 
dngif nei quali ti ditcìitie con gran calore il ouo«o fìtlema; mi 
dopo UD eiame bene approfondito, oe utc) viodlore di tulle le 
contraddìxtoni, che dovetlero lacere in faccia al tuo valore (fi- 
de ote. 

Si formb una compagnia topra una grande «cala, per ept- 
rare tecondo il breieilo d^l lig. conle Dditlc, ed nlla tetta di 
quetta locietà, che prete il nome di Compagnia etctropoliltna 
del pavifncnlo di legoo^ li mite uno dei piti notabili iotnpini- 
ditori del pavimento di Londra, che alla prima ai era motlnto 
come uno dei pifa ardenti avTertar) di queata inooTKione. Le 
operaiioni furono tpinte eoo vigore, di modo ohe, da piii di ut 
anno alcune delle priodpali ttrade di Londra hanno il pavincatt 
di legno, ed all'ora in cui tciiriamo, più di venli mila owtii 
■ono compiutalo ente eseguiti. 

Ci rimane ora da spiegare ciò che cottituitoe la superianà 
del lig. Delisle tu quelli che lo precedettero; doè da far coso- 
tcere come egli abbia veramente iciollo il probleioa del pi)i- 
mento di legno rimasto fino allora intolubile. 

Il prindpio di questo metodo h apfioggialo a db che ti 
chiama la ttereotomia del cubo. 

I peni dì legno non sono poni verticalmente, ma ad ubi 
inclinaiione di letttntetre gradii il che dà loro daslicilk, a do- 
rata. Si potano sopra un lelto di trealtp a masse, di Tcntiqualtto 
peni incB*!cchielÌ insieme, e queste ninue sono inoltre legsie 
k une alle altre con degli uncini di ferra. È fadle il comprM- 
dere la poleoiu di resislensa e di sulidttti che ritulia da una li- 
mile iliiposiiione. Vi é i)oetìone perfetta e tolidarità di lulti ■ 
peni. Ori il visio raditalo dì lutti gì:, altri tittemi era l'itolt- 
menlo e la mancanta di coetioni. I peni tono incavati in croce 



9* 
solU inpeffiet«y per dar preta ai piedi dei oavalii. Del rimaneote 
qoesto pavimento ti posa e si toglie eolla massima facUitè. 

La pratica ha perfettamente giustificato a Londra quanto 
prometteva in teoria. 

Ifelle strade che hanno il pavimento di legno^ non v'è pih 
né strepito n^ scuotimento. L'accumulasione del fango o dello 
polvere» secondo le stagioni, i cessala. Nella 'strada di Oiford|0ol 
pavimento del nuovo metodo, la quantità di fango portala Ti» 
non i un quarto di quella che si portava via prìna, ed inoltre 
questo fango vi è portato dalle strade che non hanno ancora Et 
nuovo pavimento. 

Bia un ben più gran Tantaggio risulta oltre a questo dal 
pavimento di legno, ed i che non vi si fiinno quegli affonda* 
menti, che per la pressione che esercitano sui prodotti del gas 
e deU'acqoa, le rompono e fanno nascere inoonvenienti e continuo 
spese di riparaaioni. Nella strada di Co? entry, non vi sono stato 
che due spavìmentuture per riparasioni di coodottij durante gli 
etto mesi successivi alla posatura del pavimento di legno, men* 
tre che coll'antico sistema non vi erano meno di la a i4 tpe- 
viroentature per semestre. 

Rimane, la questione del prettou Noi siamo di parere che 
le spese del primo stabilimento eccedono quelle del pafimento 
di pietra ; ma oltre ai vantaggi che abbiamo citati , vi ha il con* 
penso nella durala del pavimento di legno, ohe poh mantenersi', 
quasi Intatto per uno spatio di i5 ,e 3o anni. 



SUL lASTAICATO DI LEOIIO A LOHDBA. 

Leggeai in un giornale ingiete che il lastricalo di legno hn 
preso a Londra uno sviluppo straordinario , ed aggiugneal chV 
gli e COSI rapido che può di già prevedersi che questo metodo 
sarà applicato oell' anno corrente in una estensione tre volto 
msggioce che nei tre anni scorsi. La Compagnia metropolitano 
ba eteguiti negli anni 1839, iSfo e 1841 tifcm ao,ooo yards, e 



9« 

già dopo il priocipio dalla «tagioBe ha ricefuto delle ordiaa* 

aioni della medettma imporlaoia. Usa GmiiDittioae nominala 

dalla parroodiia di Mary-le-Bonc per riconoscere i laTori di Oi« 

ford-Street ha fallo un rapporlo eilremameote favorevole alla 

Coaspagnia melropolilana. Il latlricalo tu quella parie della ciltà 

non comprenderà meno di laoo yardt. Per la city^ la Compa* 

gaia ha ricevuto l'ordine di sosliluire il tuo sìslema ai pesai 

•tagonl di Slead nell'Old-Beilcy (800 yard^), I coolralli sono 

eonchiuii per coprire in New*Gale-Slreel circa i,5oo yards, nella 

Jermyn*Slreet 1,600, Hammerunilb-bridge 1,800 yard*, verso la 

estremila di Holborn 4tOOO yards saranno aggiunte al laslricalo 

di Middle Row. Quesli lavori formano insieme uoa supcrBcie 

SI 1700 yards (quasi ao kilomelri). 11 Tunnel soUo il Tamigi non 

larderà a ricevere anch'esso questa innovazione e non è lonlana 

Fepoca in cui sulle due rive del fiume, le strade prinoipaii e le 

piane saranno lastricate secondo questo metodo. 



COfTBVlMMR DI CASH DI ^BBIIO IN iVGHItTBRBJI. 

Le costruzioni in ferro fuso vanno giornalmente aamettlan.lo 
in Inghilterra in una maniera prodigiosa, e pare che si eia in* 
cominciato seriamente a fabbricare delle case tutte di ferro fuso. 
Siccome i mari sono vuoti, divten facile lo scaldarli con un solo 
calorifero collocalo nella cucina. Una casa di ferro foco a tre 
piani| contenente quindici locali, non viene a costare piii di a7,5oo 
firanchi, secondo gli ornamenti dei quali si toIcssc arricchirla , e 
ae si Toletse trasportarla da un luogo all'altro le spese di tra- 
slocamento non oltrepasserebbero i sei cento franchi. La piccola 
città di Everlon vicina a Liverpool ha fatto costruire uoa chiesa 
di ferro fuso sormontate da an campanile della stessa materia, 
che non ha costato più di aoo mila franchi. Ella è lunga 116 
piedi e larga 48* Sì nell'interno come al di faori, la sua costm* 
none è di siile gotioO| ed una pittura ad olio bene adattata gli 
dà tutta r apparenta di uu èdifliio di pietra. 



9r 

Seosbra che io Ingbillerra e oel Btigto sw per oottroini 
DD gran naraero di ca«e in ferro fuso per conio degli abiUnti 
di Amburgo, le case dei quali sodo slate distrutte dell* incendio» 



rocBi comi nxn tattagoi fisd&a fiodotti dal duitto di TisrrA 
per to^iere il commercio degib' sMopL 

Da molto tempo i giornali non fanno che parlare prò e 
eoDtroiI diritto di fisita per distruggere il comnercio degli schiavi, 
ed il rifiuto della Francia di concorrere al trattato segnato dalle 
sitre quattro prime Potenze è il motivo delle tante discuMionL 
Lasciando al tempo di sciogliere la questione, noi troviamo op^ 
portaoo di mettere soli' occhio dei nostri lettori un artìcolo del 
Tima^ le cui notizie sono in parte attinte io un'opera pubbli* 
cala per ordine di Lord Aberdeen , sul!' appoggio di documenti 
iQtenlici. 

« Secondo quest'opera, vedesi che in questo momento la tratta 
dei Negri non si fa che sotto vessillo spago uolo^ portoghese, non 
BWQo che sotto quello degli Stati-Uniti, del Brasile, e di tempo in 
lempo sotto bandiera francese. Vi si stabil) tuttavia, che dbpo la 
coDeìnsione del Trattato colla Spagna nel i935f questa ha quasi 
ÌDlieraitiente rinunciato a si vergognoso traffico; ohe la Conven- 
tione passata col Portogallo nel 1839, e tendente ad autorìtxare 
le crociere britanniche ad arrestare tutte le navi portoghesi che 
sbbaodonassero alla tratta , ebbe per risultato di farla ceMare 
qassi Intieramente sotto questa bandiera. Da tutto questo risulta 
nei modo più evidente che V importa/.ione di schiavi nell' isola 
di Caba ed al Brasile é di molto diminuita dopo poste in vi« 
gore queste misure repressive. Prima del Trattato del 1835, non 



98 

importafansi a Cuba meno di i^o^owì ichiaTi aH*aafio;nei i838 
il numero eraoe diminuito 600 a a8,ooo; nel 18)9 Gno a i5,ooo, 
e nel 1840 fino a i4,47^t ^^ modo che nel breve spatio di cin* 
que anni, questa importatiooe venne ridotta ad un terso di quello 
ch'essa era prima delia conclusione del Trattato. 

» Al Brasile il decrescioiento dell'importazione degli schiavi 
è stato più rapido ancora e più maraviglioso. Secondo i dati 
autentici il numero dei Negri importati a Rio*Janeiro come so- 
pra altri punti al littorale del Brasilei ascende a 94,000. Nel iSjg 
la cifra erane di già discesa fioo a 56|O00 e nel 1840 era cadota 
fino a i5|000 di modo che Timportatione di quest'anno nongiuD' 
geva ad un sesto di quella del 1839. In appoggio di questi f^tti 
ci rimane ancora di indicare che il pretto dei Negri avefa qua- 
druplicato a Cubared al Brasile. Ma ciò non è tutto; nella stessa 
isola di Cuba Popinione pronunciasi contro la tratta ed il ser- 
vaggio, ed in favore del lavoro libero e deirumanità. La parte 
liberale degli abitanti è decisamente contro la schiavàti)^ ed sa* 

che i vecchi piantatori P hanno presa in avversatone, perché aoo 
vi trovano il loro conto. 

M Tali tono i grandi risullamentl ottenuti, anche in UD'epoca 
in cai cercasi di combattere V utilità delle misure decretate dal 
Governo britannico, e di spargere dei dubbii sulla lealtà de' suoi 
atti a questo riguardo. Nel momeoto attuale non manca più che 
il concorso degli Stati •Uniti per completare ed assicurare il sue* 
cesso di questa grande unione che ha riunito a profitto dell'u- 
manità tutte le altre petente marittime e cristiane del moado 
Incivilito ». 

Quanto al decremento d' importatione degli schiavi dacché 
si adottò il diritto di visita non v'ha dubbio che il fatto é po- 
sitivo , ma e pur vero che il contegno degli incrocciatori inglesi 
dà luogo a gravi querele, come lo dimostrano te refatiooi che 
si leggono nei fogli pubblici. 



99 



éfbaav^ cornunùCOMonù Aer niczizo iic Soa» 
naie , ilo ^aóà/merU^ a va^or^, cu 



ITALIA. 

MOTIMBVTO DELLA »TftADA riBAATA DA MILASO A MORIA 

ntl mes€ dì Giupio e dal t.* al i5 Luglio i84i. 

ficoo il cDOTimento dei passaggieri lulla itrada ferrata da Mi< 
boo a Mooia dai i.* giugno al i5 di qaesto meie di luglio: 

Mete di gìugoo . N/ 4ii''i79 1>>^ 44t7ii« 9^* 
Dal I.* al i5 luglio «• i4i683, » i6,i34* 80. 

Totale N. SS^goo, lire 60,846. 70^ 

Nei giorni di fiera dal so al 27 gingoo peroortero panag- 
gieri 17^652 coi prodotto di aott* lire I9,r3a. 95» 

fTBADA FBRBATA DA MILAVO A TBRttlA. 



La Direaiooe dell' L R. strada ferrata Ferdioaddea da Mi- 
lano a Yenexta ba pubblicate nei fogli uficiali le notitie che ri- 
portiamo aullo stato attuale dei lafori e sul progresso dei me- 
desiai. SiaiBO assicurati che beo presto a?ranoo principio i la« 
Tori da Milano a Tre^iglio, come pure che verranno pubblicato 
sitre superiori dinposisioni che ci faremo premora di far cono- 
scere ai nostri lettori. 

I la? ori, non rasi iaterrotti, progrediioooo e fervono nella eoitrnsione 
M gran Ponte salla Laguna, e nella Strada dal margine della Laguna a 
Mestre , e da Mestre a Padova. 

1 Uvori del Ponte continuano nella grande piasu di mesio , nella 



355483A 



lOO 

prima e nelli sMond» piaifettt T^no tem , e mHo MMdMr 4efK «r«bi (m 
la piana maggiore e la prima piazzetta. 

Nel mete di giugno fa proseguito , e giunse quasi al suo lermioe il 
muro di riTettim^nto della piazza maggiore sino al piano stradale del Peate 
e cosi quello della prima piazzetta. Nello stadio degli arobi furono con- 
piute i3 pilei che erano in avanzata costruzione^ dieci altre aorsero diUe 
fondamenta « t per altre si fece il palafitto ed il grigliato , e stanno per 
giungere al termine le opere di asciugamento sni resto dello stadio dtlls 
piazza maggiore alla prima piazzetta. Nella seconda piazzetta si è compita 
la palafitta, che non era eseguita che in parte, £sitto il doppio zatterone 
per quasi tutto il contorno della piazzetta , e le mura delle fondamenta 
per più della metà. 

Laforano 83 tagliapietre. Sa falegnami e squerajaoli, i54 morstori e 
e manovaN, 4B7 battipali, facchini ed altri di mestieri diverti, ogni giorno 
cioè N.® 79G indÌTÌdoi. Sono diuturnamente al servìgio 4^ barche pel traa- 
porto di legnami e di materiali, e viaggiano regolarmente dall'Iatria a 
Venezia, carichi di pietre, quattordici bastimenti. 

La Società degli aiionisti , dal giorho 5 al giorno 27 giugno , ha pa- 
gato all'appaltatore sig. Antonio Busettò , detto Petich, la somma di soitr. 
lire i34>99i* do. I latori sin qui eseguiti e i materiali approntati impor- 
tano presso a un milione di già esborsalo. 

Dal margine della Laguna al ponte dell'Anconetta ti eleva nells ba- 
rena Pargine della strada. II. ponte dell'Anoonelt^ che é a cinque luci > e 
che al i.^ di giugno giungeva alla imposta degli archi, è compiuto. 

Nel vicino magazzino di Margbera stanno 4 maòéhine locomotive i 
sei ruote : l'Italie, VAdria^ Vlrnubria, VJrtienore e quattro Undarj e già»* 
geranno in breve altre due macchine: il Leone ed il Serpente ^ ed i due 
Under, 

Tutte le opere di marò , relative all'argine della strada fino a Pado^ai 
tono compiute: sono compiute anche quelle di terra, meno il modella- 
mento dei cigli e delle scarpe. 

La lunghezza della strada dal Ponte dell'Anconetta a Padova è di me- 
tri 3a,ooo Circa : l'armaiùento che si colloca a tifd dell'argine stradale a(f 
vn solo binario è per un sesto costruito. Stanno sui Inoglri -lotti i oMte^ 
rial! pel suo compimento. 

Si attendono in breve da Vienna le già £ibbrìeate caldaje ed amen 
per gli scaldatoj : da Manchester le aSo ruote per carri e carrozze ivi com- 
messe fin dallo scorso aprile, e da Vienna i4o bmì ivi pure in quel m^i^ 
ordinati. Egualmente non tarderanno ad arrivare da Vienna i già' costrutti 
5o letti (Hi afTùsti da carrozza. 

Nella officina o atelier provvisorio della Società ili Mestre , si larorand 



lOI 

i catte di carrotiCy e ti sU conlratUiido con esperti fabbricatori la ooilror 
lione di altre. Nella tettoja di Mestre esittono già 4 carrone , uà carro 
coperto pjer ▼iaggiatoriy e cinque altri carri per m.erci e bagagli. 

Id questi ultimi giorni fu conchiuso l'acquisto intanto di 300 tonnel* 
late di carlwo fossile della miglior qualità, procedente da Newcastle. 

Sono iacamminate le pratiche per {stabilire un comodo e sicuro trai« 
polio pei viaggiatori e le merci da Venetia alla strada di ferro a Marghe* 
n, e da Hargbera a Veoaaia , dorante la coairuaione del Ponte ^ 

Ai 33,854 certificati ioterioali d' aùooe che elfetturonp roUioo Ter- 
noirato del a8 febbrajo prossimo ^orso^ se ne aggiunsero altri aa^S che 
protittsroDO della riabilitatione pronunciata dall'ultimo Congresso generale 
degli azionisti, fra ì quali iSgo a Vienna. 

Col prodotto del TerMmento del 5 per loo, chiamato pel prosiiiiio 
iS loglio, aaraimo aoddiafatti lotti gli impegni sociali per la oostmiione , 
attifaxiooe ed apertura all' etepeiaio della strada da Alarghera a Padova ; 
li am un fondo pjer adempire pontu^lm.ente agji obblighi CQntrattoali 
per la costrnaione del Ponte della Laguna , ed il fondo necessario pei la- 
vori da Milano a Treviglio, e ciò sino a raggioogere l'epoca di un altro 
venamenlo, a termini dello Statuto. 

La Direiione Sociale procura di metterai in grado di aprire all'oao 
del pubblico il l<oneo fli ftrada 4*1 Polite dell'AaconelU e Padova entrp 
il riciiio letteo^bre. 

^HOGfrpO DI ITAAQA FBBBATA 

da Aiguebelle a MontmeiUan nel Delfinala, 

Seòtiamo che eoo lettera patente del i3 di questo mese^ il 
Re di Sardegna ha accordato al stg. Chironi ingegnere francese, 
un privilegio di 3o anni per la costruzione di una strada di. 
ferro da Aigoebelle a Hontooeillan sulla frontiera di Francia. Il 
Sovcroo peto si è riservato il' diritto di rÌTendicare dopo tren- 
t'aoai, il privilegio, pieditinte una indcnnissazione da stabilirsi 
da arbitri* 



AUSTRIA. 
nova DisciMiaa na lb ìteadb paaaATB ivBtL'iiirBBO Ausntico. 

Io conseguenza di una Circolare ''diramata dalfl. R. Governo 
della Bassa Ati^tnai per ofa veo^ofio pps^a in ^ìgoce le se- 



I09 

l^uenti niiittre di preeauiiooe ioerenli airetercttio ralle ttradc 
ferrate. 

1/ Sì proibisce Y uso delle locomotive a quattro ruote , e 
quindi le Società delle strade ferrate avranno l'obbligo a»&utulo 
dì adoperare esclusivamente le locomotive a sei ruote» 

3»* Può essere concesso solamente in casi speciali di aitse- 
care due locomotive a sei ruote ad un treno allorohé ciò richie- 
desse lo stato del terreno o del tempo. 

3.^ Sì proibisce di attaccare alla estremità posteriore dei cod- 
▼ogli de' carri (di mercanzia) una seconda locomotiva per spio* 
gere il treno» e ciò in ogni tempo e luogo* 

4»** Per la velocità normale dei treni per trasporto di pas- 
seggeri è prescritta un'ora par quattro leghe tedesche (1) di itrs« 
da, non comprese le fermate; ed un'ora per cinque leghe fion- 
prendendo le fermate. 

Per i treni di roercantia la velocità viene stabilita di tre le- 
ghe per ora. 

5.* Per mettere 1 passeggeri che viaggiano snile strade fer- 
rate in grado da potersi salvare da si stessi qualora aocsdeise 
qualche accidentCt saranno poste ai vagoni di prima e secondi 
classe delie serrature fatte in modo che gli stessi passeggeri vsl- 
gano ad apririe con facilità. 

Fm a tanto cbe saranno acoonsodate le serrature nel modo 
sopraindicato, si ordina di Usciare aperti» ovvero dischiusi i vsgoai 
Si trova però necessario di suggerire che durante le feroists 
nei luoghi destinati , come pure se per qualsiasi motivo il ooo- 
voglio restasse fermo luogo la strada , si usi tutta la cura e le- 
verità po&sibile affinchè i viaggiatori non ascano dai vaf oai primi 
che non sia totalmente fermo il treno» perché soltanto in allora 
la discesa dai vagoni può avvenire sensa pericolo. 

Le conseguense che potrebbero nascere a causa della tra- 



(1) Leghe quattro e rent. io tedesche da i5 al grado fanno miglia 
metriche di 1000 metri 3o e cent. 55» ciocché corriiponde all' incirca a 
leghe 7' e mena francesi di metri 4ooo 1' una. {Il CompiUuorÉ)» 



tcoranza di qaeste prescrtrioni dovrà ogni viaggiatore attribuirle 
a se sies»o, io quanto esse iofloisoano sul proprio iodividuot se 
perb a cagione delta ooo osserTaota degli ordini superiori ve- 
nisse compromessa la sieurcna gcoerale od anoo paraiale di al- 
cuni individui, l'autore verrà aoltoposto a processo e punito di 
cooformita al Codice penale, parte IL 



FRANGIA. 



DisposiaiOBi vm» oovnao peahcisb 
per resecuzione della nuova legg/s retaliva alle strade ferrate. 

In virtù di una ordinansa del re di Francia dei aa giugno^ 
la scelta da farsi fra i differenti tracciati da seguirsi per lo sta- 
bilimeato delle grandi linee di strade di ferro, clasitficate dalla 
'«9g« degli li giugno 184^, sarà, previo esame del Consiglio ge- 
nerale dei ponti e strade, sottomessa al parere di una Commis- 
sione superiore y presieduta dal ministro dei lavori pubblici, ed 
in sua mancanxa, dal sottosegretario di Stato al medesimo di- 
partimento. 

Sono già nominati i membri che devono far parte di que« 
sta Commissione, ed é superfluo di qui riportarne i nomu 

Si formerà presso il ministro dei lavori pubblici altra Gom- 
miuione amministrativa per la revisione e la controlleria dei do* 
cnmenti statistici , proprj a stabilire l'utilità e l'importansa re- 
lativa delle differenti direzioni delle grandi linee di strade di 
ferro, classificate dalla legge fi giugno 1843. 

Questa CommÌMione sarà inoltre consultata: 

I.* Solle questioni concemenli: 

Gli acquisti di terreni e bbbricbe. 

1 rapporti deirammiriistrasione dei lavori pubblici, coi di- 
partimenti e colle comuni per la prestaaio&e dei terreni e fnb- 
hriche. 

I progetti dei capitolati per le eoncessioni di linee di ferro* 

Gli appalti di eserciiio da stipolarii colle Compagnie. 



io4 

9.* Sui progetti di regolamenti relatifi alh polida» all'oio 
o alla cooserTatiooe delle strade dì fèrro; 

3»* Ed io geoerale tulle qaettioDi regolamealarie relilife 
allo stabilìmeDto ed all'etercisio delle strade di ferro, eckeaoa 
apparterebbero y aia al consiglio generale dei ponti e strade, sii 
alla setione delle strade di ferro, 

Saraooo cbiamati a far parte dì questa Commissione dnqne 
uditori al Consìglio dì Stato , che saranno specialmente incari* 
ceti di riunire e coordinare i documenti statistici sulle stride 
di ferro. 

Gli uditori ni Consiglio di St^to avranno voto deliberatifo 
nella Commissione , ogni Tolta cbe tì compieranno V ufficio di 
relatori. 



m 
m 
n 



MOTIMOnrO DSIXA STRADA FERRATA DA STRASRDROO A BASUBA. 

La circolasione continua ad essere in progresso sulla strada 
di ferro da Strasburgo a Basilea. Ecco gK inlroili di qnest'aooo 
a tutto 11 i5 p. p. giugno. 

Mui Media per ^hma 

Gennajo S'iSG^ • • • • a,643 fr. 

Febbriqo . , • . 56,g4o . . • • 3j^io5 » 

Qilarto 1^6494 - • • • 4>o8o 

Aprile ia5,3o9 . • • . 4fi77 

Maggio i56,i3a .... '5,o4o 

Dal I.* al i5 giugno 83,394 • • • • 5.560 « 

U aenritio delle ineroansie si organisaa ed ha già dati dei 
bei risultati. Gli elementi che rAmministrasione ha raccolti faono 
sperare su quett' articolo un prodotto dì oltre looo franchi per 
giorno. L'Amministratìone delle dogane , avendo affrancato da 
qualunque vìsita alla frontiera francese il convoglio che parte da 
Basilea alle sette della mattina , e che corrisponde coi battelli 
di Colonia, una parte dei Tiaggiatorì che seguivano la strada 
lenta dei battelli a vapore fre Basilea e Rehl^ preferiscono ora 
le strede di ferro^ 



io5 

SVI Btcomso rBn DAirm b iirmBSii da darsi ai feriti sopras^is' 
sud al disastro di FenagUa TS p. p. maggio. 

Intorno al fuoesto •▼▼eDÌmento accaduto 1*8 p. p. maggio 
solia strada ferrata di Versaglia, riva sinistra , fra le altre cose 
riferite nel fascioolo di detto mese, abbiamo detto che il Go> 
verno francese ha ordinato che si chiedesse ai feriti sopravvis- 
stttì se erano nell' intenzione di fare ricorso contro V ammini- 
straiione deli' Imprena. 

L' inchiesta è ora terminata. Due commiuarj di polisia, delle 
Delegazioni giuditiarie, ed un deputato del quartiere del Monte 
di ptetày ne erano incaricati, e ad essi era unito un medico. Il 
numero dei feriti ascendeva al momento delFistrusione a 83^ al- 
euni in seguito sono morti. I7n certo numero di essi trovasi an- 
cora a BeUevoe e nei dintorni. Non tutti hanno portata que- 
rela contro l'amministrazione delia strada di ferro; alcuni non 
lo hanno fatto se non condizionalmente e pel caso soltanto che 
la loro guarigione non fosse perfetta. 



BELGIO. 

iruOTB PBBCAVZIOPl 8ULLB STBAOB FEBRaTE NBL BRLGIO. 

L'Amministrazione delle strade di ferro del Belgio ha adot« 
tata una misura che deve contribuire alla sicurezza dei viaggia- 
toti Questa innovazione stabilita sulla linea del Nord , consiste 
io aas specie di torre di ferro adattata al tender, e posta al di 
fuori. Quebta posizione portata all' altezza del cammino della lo* 
comotiva permette ad una guardia . che vi sta continuamente se» 
duta sopra uno sgabello, di dominare e di riconoscere da lontano 
la strada che segue il convoglio. Questa vedetta è provveduta di^ 
ana trombetta che in caso di ostacolo o di accidente servirebbe 
ad avvertire a tempo il macchinista di rallentare il cammino 
della locomotiva, o di fermarla occorrendo. Questa nuova pre« 

hwku. Statìstica^ yoL LXXIII. 8 



io6 

caosione i tale da tranqoUlittare i viaggiatori. Eglino riconoiee- 
ranoo io essa una prova della iolleciiudine dell' anminittraiionei 
per prevenire ed allontanare qualunque perìcolo. 

NdriGAXiotrB, 

RATlOAtlORI ▲ VAPORB DSL tLOTD DI TMBSTB. 

Si scrìve da Trieste il ai maggio : m Risulta da un rap- 
porto fatto all'assemblea generale della società della navigazione 
a vapore del Lloyd Austriaco, che le comunicazioni stabilite fra 
Trieste, Venezia, Ancona, la Dalmazia, le Isole Jonie, la Grecia 
e la Turchia , avvengono senza interruzione e senza disgrazie. 
La^ linea di Costantinopoli, alla Siria, passando per Smirne, che 
prima non era percorsa se non momentaneamente , i entrata 
nel cerchio di azione della società. I bastimenti della società sono 
stati più volte impiegati nel trasporto delle truppe. L' Impera- 
tore ha accordato alla Società una diminuzione di ao per loo 
sul diritto di posta *>. 



FAVAU DI FUOCO FISSO VBLl'iSOLA DI PBOUTOB IH aOBVBGU, 

11 dipartimento della manna di fforvegìa pubblicò un' ordì* 
nansa che annunzia lo stabilimento di un fanale a fuoco fis<o 
nell'isola di Proestoe, situata nel golfo di Folden nel Nurome- 
dal, provìncia di Drontheim, a una longitudine di ii^ 8' del 
meridiano di Greenwich, ed in una latitudine di 64** 4?' ^^*'* 
La sua elevazione è di 33 piedi e la sua portata di 3 leghe. 
Questo fuoco é acceso ogni anno dal i5 agosto al 3o aprile. 
Per guidare il cammino di un bastimento che si dirige dal 
golfo di Folden a Noervesund , si dovrà osservare il lume più 
tìvo che spunta nella direzione di O. S. O. all' Otest di Proe- 
stoe, e cosi far cammino all'È. N. E. presso all'Est, con che 
il bastimento eviterà tutti gli scogli ed i frangenti. 

Giunto ad un quarto di lega da Proestoe, il naviglio do- 
vrà prendere la direzione di N« N. E. sino a che abbia il fanale 
all'Est, e per evitare i frangenti fra Allegaarden e Proestoe, il 
naviglio non dovrà mai venire talmente all'Est del fanale da per- 
dere di vista il fuoco. 



lOf 



Q)arùeéd ^uenàAcne^ 



DBLLA FOBIA MOTBICB DBLL' BLBTTBO-MàOHBTISMO. 

Il profeisore Allhaus » datosi da Tarìi anni a itudii ed etpe« 
rienxe relatìTi alla sofuziooe del problema se l' elettro-magneti- 
smo possa o no .con vantaggio applicarsi al moTimeoto di grandi 
macchine , dice avere riconosciuto essere questa forca assai più 
costosa e meno applicabile di quella del vapore , che , a di lui 
credere , non potrà mai uguagliare non che superare. — - J. P. 
Joule, occupatosi pertinacemente dello stesso argomento , trovò 
che il massimo effetto ottenuto per ogni chilogramma di sinco 
consumatosi era di 5o,i6o chilogrammi innaltati a un metro ^ 
girando le calamite con la velocità di due metri e messo al se- 
conda Una buona macchina a vapore produce con la stessa 
spesa un effetto più di sei volte maggiore, quindi Joule dispera 
di veder mai applicabile utilmente la forta dell' elettro magne- 
tismo, tanto più che lo zinco salirebbe di preso se ne aumen- 
tasse il consumo. -* Phillips ahe pure molto studiò tale sogget- 
to, disse aver fatto la prova di tutti gli apparati americani e 
tedeschi finora eseguitisi, sensa trovarne un solo che non si pò- 
teue fermare col dito. — Wagner, cui la dieta germanica aveva 
btto promessa di largo premio per la costrusione da lui pro- 
posta di una macchina locomotrice elettro-magnetica (i), incontrò 
jwUa pratioa ostacoli impreveduti e già si dubita della riuscita: 
abbandonò in fatto le sue prove dicendo di volerle riprendere 
la primavera ventura.— Anche lo Stohrer di Lipsia che costruk 
molte macchine elettro-magnetiche motrici , rinunziò per ora a 
qocsto genere di lavori. — Vi rinunsiò del pari il oolonoollo 



(i) Vedi i fascicoli di settembre ed ottobre 1841 di questi Annali. 



io8 

WitUrt di Liegi dopo molte prove latte io pvopoiitov e dice 
avere osservalo che nelle macchioe grandi cresce in maggior 
proportione la speaa che la fona otteoata. 

Qaeste autorevoli opioiooi e questi fatti confermano quinto 
scrivevamo &oo dal i836 nell'articolo CaUvnita del Sopplimeoto 
al Disionario tecnologico (T, HI, pag. i68) e nella Cassetta Pri- 
vilegiata di Veneiia dei giorni 3i ottobre e ii novembre 1837. 
Nessuno piili di noi avrebbe desiderato di vedere smentite dai 
fatti quelle nostre parole con cui sorgevamo e negare risulta- 
menti dei quali si menava grande vanto in allora ; ma siceoine 
crediamo essere assoluto dovere V incoraggiare tutte quelle im- 
prese che di un qualche buon effetto possono dare speranti , 
altrettanto saoro stimiamo V obbligo di porre in avvertenza eoo* 
tro il lenocinio di quelle che, presentandosi con allettenti appi- 
rense non possono oondome tuttavia che a gettare studi), tem* 
pò e denarL Per questp nìotivo abbiamo creduto non inutile 
riferire le cose espresse qui sopra, e ripetere che quelli i qnili 
Tolessero perseverare nuUameno in così fatte ricerche, defooo 
innanzi a tutto, e senta occuparsi a bella prima del meccani* 
smO| trovar modo di rendere assai piii economica la azione della 
pilai o meglio di rinvenire nelle catamile permanenti ^ nel ma* 
gnetismo terrestre o nella atmosfera una sorgente di elettrieìtà 
che riesca continìsa e non cagioni dispendio^ Una simile ioTen- 
zione sarebbe per sé stessa di immensa importanza , e tale da 
far epoca nella scienza non solo, ma altresì nell' industria , io* 
che Indipendentemente dalla forza motrice, la quale sarebbe sol* 
tanto una delle moltissime utili applicationi che scaturire ne 
potrebbero. 

Dicesi ora che Traxel, ìngegaare a Manchester, abbia ri* 
solto il problema con economia di g/io sulle macchine a vapo* 
re, e che Spineus, ingegnere di Liegi, speri anch' egli ottenere 
buon esito con nuove disposizioni per accrescere la forza delle 
calamito artifizialì ; ma se negammo fede ai mirabili effetti che 
con tutta fermezza si asserivano già ottenuti dai Daveoport, non 
possiamo certamente oggidì, sfiduciati anche piti da taoti espe- 
rimenti falliti, venire a parte delle speranze che le promesse di 
questi inventori desiarono. Giovanni minotto. 



log 



PBOOBAMia DELL* I. R. IsTlTUTO DI SCIBIIZB , lETTBBfi BD ABTI 

DEL Rbono Lombardo-Vbitbto ut Milano. 

xiacqQO air Eccelso I. R« GoTcmo di accogiiore ed appro* 
tare b propoùtione del signor iagegnore Carlo Paganioi» direN 
tore dell' I. &. Scaola Tecnica, membro effettivo deli' 1 R. bti* 
loto, colla quale esibiva a «ne spesa una medaglia d' oro similo 
t quelle solita distribarai dall' L R. Governo nella ricorrensa dei 
premj d'indnstria, perebè fosse aggiodioata dallo stesso I. R» Isti* 
tato atta migliore Memoria cfae avotte adequatamente soddisfatto 
al segaeate quesito» 

Tona desiderabile cfae venga ad erigersi nella provincia di 
UUsDo da noa pia associaaioae una Casa di Ricovero pei po- 
teri cootadini affetti da mali cronici ; e ritenutosi die sifiatto ri- 
covero sia capace di loo, aoo, o 3oo individui da stabilirsi in 
piese già provveduto di medico«chirurgo • di farmacia » il con- 
eorftate dovrà presentarci 

I." IJn ragionato prospeiio dette spete oeeonevoU nei ire 
iopraddetti dUdnii caei^ pel primo impianto di detta Casa pel 
mantemmemo dei ricoverati ^ i quaU vi debbono essere provvo* 
étti in ogni vero loro bisogno^ e per gli onorari ai diversi tm» 
piegaà, eontempìata anche t assistenut spirkaale. 

a«* Un piano disciplinare e anumnistrativo che diseenda a 
tata i particolari pel buon ordine delta Caca. 

Sono ammessi al concorso tutd I dotti del Ragno Lombardo 
Veneto^ eoeettnati i Membri effettivi dell' I. R. Istituto. 

Le Menorie saranno scritte in italiano , e dovranno essere 
fiaieise franche di porto, entro tutto Tanno i84a» alla Ser 
peteria dell' I. R. htitnto residente in Milano nell'I. R Palaasa 
«felle ScieoBe ed Arti di Brera , e giusta le norme accademiche 
iinaao oontraddistinte da un' epìgrafe ripetuta su di una scheda 



Ilo 

suggellala cbe coolenga il nome» cognome e V ìnU^^^ouc del de* 
micilio deir autore. 

Non irerrà aperta m doo la scheda dello icrllto premiato, 
il quale rimarrà di proprietà dell' L &• Istituto anaidetto, e gli 
altri scrìtti colle rìspeltÌTe schede suggellate saranno reatitoili lolb 
domanda e preseotaiione della ricevuta di coniegpia nel limittto 
perìodo di un anno dopo V aggiudicatione del premio propoita 



-,^■1 1 



Deve r I. &• Islitiilo, a norma dei propr^ RegolaaMati» pttb* 
blieare un quesito per i' aggiudkasiooe del premio sdeiUifico hieo- 
nale concesso dalla Sovrana munifioensa. 

Ritenuto che le grandi imprese industriali e commerciali «• 
gono grandi metai , né si possono dai prìvati oMguire leou la 
oonoorenia di molti nel medesimo scopoi si è determinalo di co- 
ronare la migliore Memoria ohe convenientomeote soddiateia 
al quesito seguente: 

Quath tinfiuemta delle assaeiauoni indtuiriali e commenkii 
sulla prosperità pubblicaf Quali sarebbero i più congrui ma»ftì 
iuielarle^ 

Il premio è di Ausi, lir 1700. 

I dotti naiionali e stranieri , ecoeUiMti .i Membri eBeiti* 
vi deiri. R. Istituto» sono egaalmenle ammessi al coDOorfO e 
potranno valersi Indifferentemente dalle lingue italiana» Ittina, 
francese e tedesca. Gli scrìtti dovranno essere rimesai fiandii à 
porto entro tutto T anno 184^ alla Segreteria dell'Istitolo me 
deslmo assidente ìm Milano nel!' L R. Palazio delle Sciente et 
Arti di Brera» e, giosta le aorme accademiche, saranno coatrad 
distìnti da un' epigrafe ripetuta sii di uaa scheda suggelisls» dM 
eoatenga il nome» oognome e rindioauone del domidiio deH'antore, 

Non verrà aperta se non la scheda dello scritto premiato 
il quale rimarrà di proprietà dell' l. R. Istituto» e gli altri aeriti 
eolia rispettive schede soggellate saranno restituiti dietro domandi 
e preaenlatiooe della ricevuta di consegna nel limitato perìodi 
d' un anno dopo la proclamazione del conferito premio. 

Milane» 3o Maggio i84)» 



Ili 

L'^ccadeniM delle icìetiie di Parigi ba aggiudicato al lig* 
prot De La Rive , di Ginevra, uoa parte del premio fondato 
M ùg, di MoothyoB per la acoperta la pii^ atta a dìnioairo il 
perìcolo delle arti ioialabri. Questa distinaione è dovuta alla io* 
feoùoae del ug« De La Rive, del processo di doratura per via 
galvsoica. I signori Elkìngton e De BuoJa^ che hanno estesa e 
perfetioDalo neil' applicasiooe la scoperta di questo processo , 
hanao ottennin l'altra porsione del premio che per ciascuno di 
cui consiste in una somma di 6000 franchi L'Accademia ne 
hi aggiudicato «no di 7000 franchi al stgt De La Rive coiqo 
prino autore del nuovo processo. 



l«« # I ^m 



w^Ou>ari^^ 



)OSB na BSPAORCEDA. 



L 



8 letteratura tpaguoola che da qualche tempo con nuova 
lena va spiegando un'attività considerabile, fu percossa non ha 
guarì, da grave, ansi irreparabile oolpo. Il piik dutlnto fra i poeti 
lirici della Spagna ha cessalo d' esistere I • . . Un morbo violento 
■el breve volgere di due giorni mietè in sul fiore degli anni e nel 
pieoo godimento del vigore giovanile una vittima immatura nel 
ftìg. 3ose De Espronceda, deputato delle Cortes^ e testé nominato 
segretario della Legasione spagnuola all'Aia. Era egli un' appa*. 
risiooe nobile e consolatrice nel vivere burrascoso ed incerto 
della Spagna, ed il suo carattere, i sentimenti equi e patriottici 
che lo animavano, porgevano giusti motivi all'uomo dabbene 
da potersene attendere risultati salutari per l' afflitto paese , 
come vantaggiose erano state al suo nome quelle prove che 
ditde di sé luminose il suo ingegno nella letteraria repubblica. 
Era forte nella lirica poesia e fecondissimo, e se anche non 



119 

fosse superiore, come TOglìono molti , » Jacioto De Saks e Qoi- 
roga, e ìos^ Zorillo Moral, tiene, al giuditio di lutti, dietro loro 
il primo posto. Tentò pure» e con baon successo , altri rami 
della poesia; egli è l'autore della molto applaudita commedia t 
« Ifi el tio, ni el sobrino » (Ifè to 2io, ni il nipote), e dd 
romanzo « Sancho Saldanna, 6 el castellano de Cuellar » (in sei 
Tolumi). Meno incontrò il genio comune l'epopea un po' stira- 
chiata « Pelàyò «• La notizia della sua morte, pubblicata nella 
seduta del i3 p.* p.* giugno , produsse nel Coogreuo profonda 
•d nniversale tristeaaa ed afflizione, prora evidente che in Spa* 
gna non* v'ha partito di qualsiasi colore che non ravvisi in que- 
sta nòne precoce una sventura nazionale. — Questi sentimenti 
di cordoglio si resero palesi soprattutto, e si mostrarono uni- 
Tcrsalmente diffusi all' atto delle solenni funzioni mortuarie eoo 
coi onorarono la memoria d' un sì caro defunto. Al convoglio fu- 
nereo precedeva una banda militare, seguivano in due lunghe file 
i senatori, i deputati e totte le persone per grado e per sapere 
distinte della Spagna e degli esteri Stati, che a quell'ora si tro- 
▼arono in Madrid; l'Ateneo ed il Liceo v'ebbero Depotasioni 
rappresentanti, e per la letteratura francese vi assistette il signor 
Yiardot Presero parte al lutto comune anche le signore, e lo 
esternarono spargendo di fiori la bara quando passava sotto i 
loro balconi. Giunto al cimiterio di S. Nicolò fn depositato nel- 
l' amile tomba in coi provvisoriameute stanno raochiuse le oe* 
neri di Cslderon. Quivi aperto il cataletto dell' iitustre Esprooce- 
da, il sig. Maracm cinse il suo capo d'una delle molteplici corone 
d'alloro, oon coi la pubblica venerasione (tenue ma sincero e^ 
espressivo tributo d'indelebile rìconoscensa) fregia il luogo dei 
soo riposo. Il signor Enrique Gii, sotterrato il corpo, toccò al 
vivo con una bella analoga poesia gli astanti, ed II depotato Lo* 
pet, lodando con rara eloquenza le virth ed i meriti del de* 
funto, commosse fino alle lagrime ed ai singhiozzi l' animo de- 
gli affollati suoi uditori. 

Gustavo Lhemann. 



GLlMMXU XJìUQeK/ÒOclli 



ì)t ^"Vtahtk 



eoo to 



Agosto i84a. FoU LXXIll N,* ai8. 



BIBLIOGRAFIA (» 



CGOnOMIA PUBBLICA, STORIA E T I A G G I, 



Vili. -^ Le macchine a vapore descriue e ijnegaU ai non inr^ 
teWgenii di meccanica e di fisica dal ra^fomiere agrimensofie 
Fraocefeo Villa , impitffito presso VL R. ConiaUliià een* 
mie lombarda, tee, e^ Milano , i84a (a). 

ije Mi»te firioo-meecÉikiclie dWetinero , da olire nti metzo leeolo » ni- 
nbOneiite feconde in risultati positivi ed in atilitfirae pratiche applfei- 
noDÌ. Molte di queste interessano qoaki esclusi? amento I cnltorl dei 4II- 
verrì rami di Scienia, di mani&ttnra, d' indostria, e le altro interessane 
tatto il mondo inciTillto perché cadono sott'occhio della generalità» e peis 
dM ciascano può falatame e prOTame la utilità od il comodo. Fra le ni* 
tine, Fi^plicaitone della foraa del vapore al movimento delle maochlM 
Ueaa a questi giorni il posto più importante » e I* aotore dell'opera ehtt 
nsBo per analiasare , ha per questo opportunamente pensalo a Iraftara 
tale argomento in modo che oncAe 1 non mfelf^enti di mse emù sa • di 0f 
nes potessero averne quella chiara ed abbastansa estesa Idea che non ver- 



(1) Svyuwo indieau con atUrisco (*) di rinconiro al tiiolo dsltOi^ti^ 
^9tUe produMÙmi topra U quM $i daranno ^ quando oceorra/ifi j orfaoob 
ngiitìcL 

(i) Fedi auoMti Annali , fascicoìo di maggio i84i» in cui MWie ori- 
VBw/a qwué opera. 

AmAU. Sioiisiica, 90L LXXIII. 9 



ii4 

rebba loro lomnioìftnU dalle op^re tkrmntrt le qotli Irtttaoo iccmr*- 
mente qacUa nalerit. 

Coerente al proprio aManto, 1* autore ba ordinato nel Capitolo I U 
prÉitozioni di meccanica e di fisica neceuarU alt inuUigcma dei Capitali 
»uceesti>i. Un ordine logico , una chiara eapoaisione , ed ag^iaftatiasinie 
oontiderasioni economiche sono i pregi di questo Capitolo in coi 1* bld- 
ligente (che per Tcrità anche gli intelligenti non possono sdegnare U let- 
tura del trattato ) Tede opportonemente disposti i materiali ocoorreati , 
ioiégnato il linguaggio da adoperarsi in seguito^ e prevedate le difficoltà 
ohe avrebbero potuto arrestare il lettore od obbligare a frequenti digres- 
sioni ed ossery azioni P autore. 

Il Capitolo II comprende ia Storia dettitwentione e dei migjlioramtnii 
delle macchine a sapore. Col meuo di questa Sforila , nella qoale^ eomfai* 
ciando dalle idee che gli antichi a?etsno delle macchine a ▼aporrjet<w- 
cando le epoche più rimarche?oli nel progresso e nel perfetionsmpsto 
dalle iufenzioni » si arriva fino alla costruiione della macchina a fspore 
più perfetta, l'autore ha ofTerto nel modo più naturale e più chiaro le 
Jpiegasiont dei diversi meccanismi appoggiate a figure dimostrative. Il let- 
tore vede in questo Capitolo il germe e lo sviluppo dell'intensione; icorge 
lo scopo dei tentativi successivamente liitti; comprende ì' utilitlr delle di- 
Terse modìficaiioni -date agli oìrgaui prineipall ed aooeisorj delle msechise. 

Cosi sono eliminate le difficoltà che si sarebbero affaceiate nello nt- 
Inppo del tema trattato nel Capitolo III che è la descriUone e $pii^avont 
di una macchina a vapore ( fissa ) a doppio ^etto e de'euoi diitinù oppa- 
.racchi, L' autore ha sempre avuto presente in questo Capitolo Is dio- 
rama che passa fra il desawere e lo epkgère una maoobina i e perchè U 
apiegaaione avesse a riescire più utile allo studioso^ l'ha coUegsta ti pR- 
^cedente Capitolo per meuo di uis riepilogo claesificatim dei diverti tisu- 
mi di macchine tpiegati nel li Capitolo, Il prospetto generide della jmc* 
.china in osìoiae è preceduto da alcuni cenni sulle proporzioni del cdindn 
a 9apore^ sulla velocità dello stanlùàffo ^ ecc., ed è poi seguito dslla </n^ 
£MÌona degli apparecchi per la Jormazione e distrihuMiona del vapore g p^ 
la trasmi^iona e regolarizzazione del movimento, L' aotove mette io cri- 
deofa 1' ufficio deNe singole parti costituenti quegli apparecchi e le coD' 
disioni di' sicuicsia e di buon- serviiio rispettivamente richieste. I direru 
Bsetodi di costrusione delle valvole e dei congegni che le fiinno agire sodo 
descritti con una chiaretsa che rende accessibile a chiunque questa in- 
portantissima parte dei trattato, senu stancare Tattensione del lettore eoa 
eccessivi dettagli. 

Il Capitolo IV comprende alcune nozioni complementari, t tratta p*'' 
ticolarmente drgli istroiaenti e dei calcoli olii ajar conoscere la fona » 



iiS 

I0M wmethina a vapore» Qaetlo Capitolo ba dovalo necettariimente aisn- 
mere un carattere dnrerso da quello dei precedenti i ma le calcolaiìoDi e 
le formole alle quali al arriva , dod preientano alcuna dìfBcoltk perchè 
V autore ha avuto cura di toglierle con appositi ragionamenti t avUappi. 
Io o^dì caao poi^ chi ommetteaae lo atndio di queaio Capitolo^ limiterebbe 
alquanto le proprie eogntzioni wàY argomento « senta però sagrìficare la 
ooooscenza di quanto può interessare a preferenia la generalità. 

Il Capitolo V ed ultimo tratta déU» appUcoMioni Mìa macchina a i^o- 
fom. Vi ai parla ddttMteiuùma data a ^ummìb applkaUoni e tUi lìmidcha 
hro si compongono j vi si descrire e spiega una macchina da battello j ti 
ti tratta colla desiderabile cbiarezxa ed estensione 1' argomento che più 
desta la comune curiositi , cioè quello delle locomotiife. Tale argomento 
occupa la massima parte del Capitolo , e le materie vi sono ordinate in 
tre paragrafi, cioè : Cenni etorici sulle strade firrate, ed elementari nozioni 
JuUf madsiimaj descrmiona pariicolarÙMata di una locomotù^aj alcune al' 
tre noUoni sulle hcoantipe, L'intelligenaa la pia limitata può arrivare alla 
positiva conoscenia di questo argomentoi nello sviluppo del quale l'autore 
ha fitto prova di una precisione di idre e di una chiarella di esprimersi 
ìoridiahiti. Sempre conseguente all'assunto preso di sawere pei non Intel' 
l%enii di eaeccanica, e di fisica, e coli' idea che questa parte del trattato 
potesse stare anche da sé, e soddisfare alla curiosità j l' autore ha avuto 
r awerleDaa di analiaiare gli organi pi& importanti , ricorrendo talvolta 
ad idee di confronto o di rassomigliansa con oggetti comunissimi , onde 
meglio far conoscere e concepire l' azione loro. Cosi guidò il lettore alla 
potiiiva coooscenxa della costruzione e dell' azione della locomotiva , de- 
scritta in sette distinti paragrafi con una elegante semplicità, e eoi sossi- 
dio di due figure principali e di alcune suppletorie. 

Nei trattati che devono servire pei già iniziati nelle scienze fisico - 
meccaniche o pei costruttori di macchine , la via ordinariamente seguita 

è la strettamente descrittìt^aj ma quando si vuole abbandonare il linguag- 
gio tecnico per dare una istruzione positiva senza un apparato artistico 
scientifico , la cosa è ben diversa , ed é assai più difficile il riuscirvi 
(cioè l'istruire realmente) di quel che si pensa. Ce ne ba col fatto con* 
tinti l'autore di un recente opuscoletio io cui trattasi l'argomento della 
locomatoHi» Volendo egli tenere una via di mezzo tra lo scientifico ed il 
fopolare, ed applicare cosi ad una vera eccezione la sentenza « in medio 
itai ¥ÌHus M ha dato una descrizione non {dragona bile alle conosciute da- 
gli intelligenti, sema offrire una spiegazione chiara abbastanza per istruire 
chi non avesse già una idea della cosa. 

A questa conscienziosa analisi ove si aggiunga che l'autore si è atte- 
nuto alle migliori opere pubblicale all' eslcro io questa materia , nessuno 
vorrà negare ali* autore medesimo il meritn di avere pel p^^mo offerto ai 
Èuoi concittadini una completa e chiara nozione in quvsto interessante ar- 
eamento. Né a ciò limitandosr l'autore, ha aggiunto (sotto il titolo di Cenni 



ii6 

$uU* ùria e sult BUurO'magneiico mpplicaiU al movimÉtUo àeUé macehint\ 
quanto basta per mettere al giorno dei tentativi fatti fin qoi onde SBt ro- 
gare altra fona a quella del vapore. 

Questi cenni sono difisi in tre paragrafi; il primo fa conoscere imo- 
ttf'i du spinsero aita riòerea di un surrogato al vapore, e le vie seguile in 
quesia ricercaj il>8eoondo dà una idea dei processi immaginati per tervini 
deW aria dilatata , della pressione atmorftrica e deW aria aoeapressaj il 
terzo finalmente tratta del fluido elettro-magnetico e delle tue ajfplicezioni 
come motore. Alcune idee chiare ed ordinate sol magnetismo e sull' eìet' 
tricitàf e I' esposisione dei fatti sui quali principalmente si appoggiarono 
mano mano i tentativi diretti a tirar partito deììmjona elettro'magnetìee, 
aervono iu questo paragrafo di fondamento alla descrisiooe di on eUtlro' 
motore ed alla spiagasione della sua asione ; spiegasione che mette in 
chiara luce il principio generatore del movimento per elettro^magnetìtm 
coai oonfasamente accennato in molti articoli pubblicati intomo a questo 
argomento, e per avere una idea netta del quale , bisognerebbe ricorrert 
ad opere costose e non sempre a portata della^ oomone intelligensa. 

Soltoicrìito iog. ^. y» 

IX. -— * Rapport , etc. — Belazione al ministro delP. interno 

di Francia in^rno a varj ietituii di beneficenza d^ ItaUa^ 

I del eav. Cerfbeer. Parigli^ i84^; Un voi in 4*^» di p, ^w* 

Il cav. Cerfbeer visitava nell' aotonno dell' anno i838 alcuni ftabi- 
limenti di beneficenza di Torino , di Milano , di Veneaia , di Ptrms, di 
Reggio, di Modena 4 di Bologna, di Firenze, di Livorno e di Roma,alb( 
quale visita era stato delegato d' ufficio dal Ministero dell' interno di 
Franeia. 

Chi scrive questo annunzio conobbe in tra le circostanze il Cerfbeer 
e lo trovò molto bene disposto ad accogliere le notizie che gli ti porge- 
vano, ma s'^accorse che tutto raccoglieva affrettatamente per fiime un 
frettoloso rapporto al francese Ministro. 

Tre anni dopo questa sua gita in Italia, il Cerfbeer pubblicò lo ipo- 

£*to delle sue note da viaggiatore. Scrìsse intorno ad alcuni nostri Istiinti 
beneficenza, con ispirito molto benevolo, ma non si curò gran fallo deili 
Teraeità e della esattezza, e non indagò neppure il carattere della italiaoa 
beneficenza. 

L' opera che egli stampò é una congerie indigesta di osservazioni ine* 
aatte e ai inerte versioni di regolamenti poco importanti. . La caritii ita* 
liana fu giudicata con amore, ma non con senno. 

Spiace a chi detta questi cenni di dover annunziare con poco fafore 
la pubblicazione del libro del cav. Cerfbeer, ni'l quale egli, venne imme* 
ritamente encomiato, ma non può tradire la veritl^ e la coscienza tacendo 
i gravi difetti che vi si scorgono. 

Egli perciò inserirà in questi Annali alcuni articoli analitici per ret- 
tificare le nozioni meno vere e incomplete che si leggono in questa rela- 
zione che fu pubblicata a spese del Governo francese, come uno stodio 
fatto sulla beneficenza iUliana. ' G. Sacchi 



117 






IL DESTINO DBLLB CITTa'. 

Le dllà hanno anch'esse H loro destino. La maggior parte na« 
Kono, mono e muojono coi popoli che le hanno fondate. Ma 
ve De tono di quelle che seinbraDO avere una Tita che appar- 
tiene loro in proprio; elleno soprat?Ì¥ono agli imperi che vi si 
itabìRicooOi e servono saccessivamente di dimora alle naaionl 
le pia di verte. D' onde nasce an tal privilegio T È interessante 
Hadagire ioome esie lo abbiano, e come anche alcune volte lo 
perdano. 

Le città che dipendono dal destino degli imperi sono quelle 
che odia loro sitaasìone non hanno niente ehe le sostenga o 
che le facda vivere, quelle la fortuna delle quali è soltanto To- 
llera degli nomini , ed ove la natura nulla mise del suo. Nel- 
rantiehitè, Babilonia, Ninfve, Persepoli erano città di questo gè- 
aere. Finché durarono gli Assirf ed i Persiani, queste città eh* 
bero gran potensa, ma una volta caduti quegl''imperij caddero 
pel colpo stesso le loro capitali, perché il luogo in coi T uomo 
le aveva costrutte non era uno di quei luoghi che sembrano fiitti 
ed indieati dalla natura per avere una città. Ai dì nostri Lon* 
dra, Vienna, Pietroburgo, Parigi, sono dello stesso genere. U 
loro destino dipende dal destino degli imperi cui essa sono cea* 
tro. Non ha la Francia che a scoAiparire dal mondo oooe 
1000 scomparsi tanti altri Stati, ed allora non vi sarà pih un 
iBotivo per cui Parigi sia ima gran citte, a òienocbè Parigi noti 
divenga come Gerusalemme o come Roma una città religiosa , 
perchè la religione (a vivere le città a dispetto dei Itto^i. 



ii8 

Mirale iD fatti sulla carta» il luogo che occupa Parigi : non 
è uno di quei luoghi che servano necessariamente di paiiaggìo 
o di incontro al commercio dei climi opposti, uoo e una delle 
strade naturali del mondo. Vi anche di piti ; Parigi non è nep- 
pure nel centro della Francia, è una capitale che poteva essere 
altrove, e che si è trovata là , per cos\ dire , a caso. L' aotics 
Lutetia non aveva certamente preveduto di essere deitioata a 
capitale di un grande impero; non che il caso il quale ha fatto 
di Parigi il eentro politico della Francia, non abbia egli stesso 
le sue cause nella storia ; non che la posÌ7.ione di Parigi non ab* 
bia essa pure avu{i i suoi effetti politici. Sappiamo coma Parigi 
sia a poco a poco divenuta la capitale della Francia \ tappiamo 
anche come, avendo questa capitale vicine le frontiere del nord, 
abbia sempre avute verso il nord le più grandi guerre | perchè 
da quella parte. principalmente la Francia si sfonavadi esteodersi. 
Dirò di più, io sono persuado che una delle cose le quali hanop il 
più contribuito a fare della Francia un grande imperO| è l'avere 
avuta la sua capitale vicina alla sua frontiera del nord. Volgete 
in fatti il vostro sguardo alla configuraiiooe della Francia. Ells s 
benissimo, terminata e difesa all'ovest dal mare, al sud dai Pi* 
renei, all'est dalle Alpi e dal Jura ; ma al nord ella i aperta. 
Là non vi sono frontiere naturali, perchè i fiumi non sono fron- 
tiere. Dalla parte del nord, la Francia potrebbe essere termi* 
nata dalla Senna, come dall'Oise, dall'Oise come dalla Sonune; 
supponete dunque per un mpmenlo che la capitale non fosse 
4ata vicina alla frontiera , supponete che questa capitale fosse 
stata Orleans o Tours; è probabile allora cb^e la Francia si sa« 
rebbe arretrata fino alle sponde della Loira o della Senna. Es« 
aendo all'incontro Parigi il centro del governo, fi é ben forto- 
naXamente trovato che la frontiera la più aperta è stata oeUo 
slesso, tempo la meglio sopra v vegliata, Siecamn da quella parte 
erano i periooli, da quella parte sono stati gli sforai e le con* 
quisie della Francia. lion credo che sìh un male per un pò* 
polo l'avere la sua capitale vicina ai suoi nemici, e l'essere piii 
forte dove è più nainacciato. Non é^un male, diciamolo, finche 



119 
il popolo ooMorva la tua Iona e lo sua virilità; ami qjuiasto iia 
il vaata^ìo di teoerlo io ooergia e di mao tenero lo spirìto na- 
■ooale. Quatta «kUiaiiKa qod dizione un malo se oon quando 
tfaeeto popolo «i indobolUce e si corrompe^ poichi quando non 
si e più forte abbai tanca per battere il nomieo, è evidentemente 
meglio reeaeme beo lontano. 

Quello cbe dioo di Parigi potrei dirlo di Londra, di Vienna 
e di Pietroborgo* La natura non vi *aveva indiaato il posto di 
OM gran capitale; l'uomo poteva metterla qua piuttosto ohe lii; 
Im capitale dell'Austria poteva essere benit&imo a Lint o a Pres- 
borgo, o più alto o più basso sul Deoubìo. La capitale dell'lo- 
ghtltem potava essere a Plymouth in vece d' essere a Londra. 
In tutto questo non vi era nulla di necessario* Ma queste ea» 
pitali essendo dove sono, ciò ha avuto per TAustria, per l' In* 
ghillerra e per la Russia, delle conseguente importanti. Ond'è 
€he la capitale della Russia, trasportata da Mosca a Pieiroburgo, 
ha tmiìo delia Russia una polensa europea , Invece di lasoiarla 
quello che era, una potè osa mezio Cjaropea a metto asiatica^ e 
graiie ad un tale destino europeo ohe le ha dato il genio di Pie» 
tro il Grande , la Russia in oggi oonquisMi l' Oliente e domina 
i* Europa. La lava calla quale essa alia V Asia uon è fòrte sa 
non perche prenda il tuo punto di appoggio in Europa» 

La storia delle città che dipendono soltanto- dagli uomini è 
dunque curiosa da studiare; ma il destino delle citata cbe fon* 
davano la loro forta dalla natura stessa dei luoghi è anche più 
curiosa da osservare. Queste hanno un carattere iotieramenle a 
parte nel mondo ; create dalla natura stessa , se oso così aspri* 
Bermi, esse appartengono piuttosto alla geografia fisica che alla 
storia» perchè si ritrovano sempre al loro posto, come gli streUi 
gli istmi sui quali sono ordinariamente situate. La loro for* 
tana non segue gU acddeuti degl' imperi che vanno a stabilir- 
mi. Esse servono a vicenda di capitali a popoli differei|ti, ed 
i Ioto conquistatori , barbari o ioolviliti , non pensano né a di* 
struggerle ne ad abbandonarle ; sentono che queste città sono 
oa grande istromento di ricchetta o di potensa e ne approfit- 



taoo» Con tahate sempre dalla diilraùo«e, leoihg— a avart au 
vila che ooo pub fiaice, tebbeae eoa abbiaBO baùooaiità, tcb- 
beae noa abbiano una gloria che aia loro propria^ e che ten- 
brino btie per nervire di alberghi alle nationi di vene che ter- 
rebbero ad alloggiarfttt. 

Quello che deve notarti quando ai studia il destìoo di quelli 
cittii, che io chiainerei volontieri città necastarle o naionii, 
quello che biiogna osservare si é, che asse non sono tuHe ae- 
cessane o predestinate allo stesso grado» a che sono piik o meao 
durevoli secondo che sono più o meno naturalL Poche parole 
spiegheranno quello che voglio dire. La forca a la poteats di 
queste città vengono loro dal posto che occupano,* ma ora il laogo 
non dà alla città tutti i vantaggi che esso possiede, ora Is città 
Sion trova subito in quel luogo di predileaione il posto che ow* 
glio le conviene 4 ora ancora, e secondo i tempi, questo poito 
diviene più o meno felice ; talvolta finalmente la eitià perde h 
aua fortune, parchi il luogo perde esso stesso la sua, a csgioae 
del cambiamenti che si operano nella navìgaaiooe e nel co» 
marcio. Costantinopoli , Alessandria, Vanesia e Corinto poNsoo 
servire di esempio a queste riOessiooi. Proviamoci, conlironisodo 
il destino di quute quattro città , a farai ona idea esatta di ciò 
che dobbiamo chiamare una cittA naturale e necessariaé 

Non è che io voglia dira che l'uomo non antri per niente od 
destino di queste città^ Tuomo vi entra par una gran parte, per- 
ché bisogna ch'ai rioono.4ca e trovi il posto della città. Noa lutti 
hanno il colpo d'occhio giusto, non tutti intendono gli svveoi- 
manli che dà la natura. Vi sono dei cicchi, testimonio ne sisso 
i Calcedonj che avevano in faccia a loro il porto di Bisaasio, il 
fiimoso Como d' Oro, a che non compresero che quello era il 
luogo predestinato per una gran città." - 

Leggevo nella GazMetta di. Augiuta V estratto di un rsp* 
porto popra un progetto di eanale nell' istmo di Panama, la 
meao a quest' istmo nello Stalo di Nicaragua v* é uo Isgo 
(fi cento venti miglia di lunghesso sopra quaranta a scsssots 
di largheiauu 11 fiume San Giovanni serve di scolo a qtie* 



Ili 

Sto lago imI gole» del M«Mico ortn utf booo povlo allo soo 
Knboccatiiro» Dal kgo Nioaragoa oU'Otieaao Pacifico noo ^i 
1000 cbe oovc oiigiia. ioglcai , ma i una nootagm da U* 
gliare. Supponete il Canale apèrto a traveno dell' islmo fra 
i'Oceano Atlantico ^ l'Oceano Pacifico , ti tara necettarianieAla 
•li'iinboccatora del fiame San Giòtanai o tal lago Hicaragoa 
uoa citta che «ervirà di emporio fra i due iBari. Sarà uaa città 
oeceMaria, ma la aoa prosperità «lìpeodarà dal poeto ohe' ella 
oceaperà sul lago o tul fiume , perché vi aoao oertameote tal 
lago e sul fiume dei poiti che sooo più o meao felici e più o 
meoo fortL Quello che tretetà il buoa posto avrà la < gloria di 
at er fondata la capitale del nuovo mondo. Il posto i ìk, ma hi* 
sogna che l'uomo lo trovi. 

Il genio dell' uomo aveva ben sentito che doveva esservi 
una cftià nel Bosforo ^ ma vi Tolle del tempo per trovare .il 
posto di questa città» e questo posto trovato , ti ha doluto 
ancora oHdto tempo per immaginare che per un certo Stalo dal 
nsoado , là doveva essere la aapitale, CóA delle colonia grechi 
si stabiliscono al di qila ed al di là di Bisansio prima che tcb* 
gano a stabilii si a Bisaaao (i). Così ai tempi dell'impero ro^ 
mano, quanda.il mondo fu riunUo sotto la, medesima legga i 
Augusto ed i suoi aoccessori sentirono che abbisognaTa a quel* 
Tiaipero un'altra capitale che Roma» la qnalo poteva beo aerwa 
di centro all'Italia, ma che. non poteva essere- pifi il caniro dal 
aoado romano, e gii occhi loro si rivolsero naturalmente verso lo 
stretto che onisee il Marinerò ed il Hisditèrffaaeo. Angusto pensò a 
Tfoja: v'erano io ciò delie rimembranie e delle tmdiaioni che 
aTSTsao principalmente il merito di essere rimembrante della 
famiglia dei Giolj, ma non osò tentare <{uel gran Irapiaataasento 



(i) Tacit. Ann. Uh» XII. « AnAiséimo tnteT Earoptaiy Asiamqne di* 
Toitio Bjsantinm in estrema Enit>pa posnere Grssci, qoibo^ Pytinm Apol" 
ììotm ooBSttlentibat ubi conderent ufbam^ redditum oraeolnm est qnsere* 
ivnt' ■edem caeorom terrìs adversam. Ea ambage Ghalesdonii monstniban- 
tur, qood prioret illuc adversi pnmia loeorom ntilitite pe|ora legissent »» 



Ili 

d«ll'iiDpero foioaoo. Pili tardi, m tempi dt DioelmMo^ llmpero 
romaposi oiìm io ocrca, per casi direi di una capitale* Si pen^ 
ad Aolioabta, ti peotò a Nicomedia, che ha ii merito di avere un 
golfo ful mare di Marmare, airoicita' del BosforOy li pensò per- 
fino anche a Trojn, che è alfingrauo dall'Elle»ponto. Pinalmeate 
Cofttaatifio indicò Biiaotio; il destino di questa cittii ti compiè, 
e G>itaotioo ebbe la gloria di aver fondato tulle rovine del 
«ecebio impero romano, un impero che ha durato ancora piti 
di mille e cento anni, e qaetto toltanto perchè In taa ospitile 
era stata bene scelta. 

La storia della foodatiooe di Aletsandrin non è meno ca- 
riosa.' &a necessario per il eommercio delle Indie un emporio 
sulle coste del Mediterraneo; altre volte esso aveva sulle coite 
della Siria, Tiro e Sidone^ pib lungi neir istmo di Soes , elle 
imboccatore del Nilo v'erano Pelusa, Tanide e Naucrati fondate 
dai Greci Ma Peluta , Tanide e Naoerati , tituate T una wiils 
bocca pelutiaca, l'altra tolta taoitica | i' ultiasa finalmente lol* 
i'imbraneamento delle bocche bolbiliua e conopica,' avevaoo ad 
UO' tempo i vantaggi e gl'inconvenienti del fiume: ette potefaoo 
insabbiarti. Alessandro volle fondare una città degna di servire di 
emporio e di eapit»le a quel mondo formato dell'Oriente e del* 
tfOoeifiente che le sue vittorie erano tul punto di creare, e fbodè 
:Aiestandrìaf non alla imboccatura del Niloy ma vicioissimo, ebe 
poteva GomuoiGare col fiume per mesto di un canale che ooa li 
insabbierebbe. Un sogno meraviglioso , pieno di Omero e deUe 
rimembranze di quel padre della poesia greoa^consaoròi secondo 
Plutarco (t)» la fondasione di queHa ndeva metropoli del genio 



««toWBaa^fMaVa.» 



(i) Plutarco racconta che Alessandro cerca?a alle imboccature del 
Nilo il liiogp che meglio' aoojrenisse alUl cillli ^he voleva fondare ^ e che 
.rauoi ii^gegneri glieae «v^iaap iadioato. ano, quando la aolU eU>e una 
visione mersviglioM: era aa .personaggio coi capelli tnlU bicnchi di vec* 
cbtaia, con qua facpia ed on aapettp veoerabile che avvicinandosi a lai 
pronuniiò questo passo «{eU' Odissea: 



ii3 
gmo. Ma qodlo obe ha fatto dorare la fortuna di Aleuandrìa» 
e che attcsta l'ammirabile sagacilà del foodatorep è che questa 
ciuà rappreteota e riassume, per così dire» la posisione geografica 
dcir£gitto. L'Egitto situato fra il Mediterraneo ed il Mar Rosso 
é destioato a servire di uuìone al commercio deirOrieote;e del- 
rOoddeote, ed Alessandria oe è l'emporio necessario. Quando di 
piilii pensa cbe Alessandria fu fondata dnraole gl'intervalli del- 
l'assedio di Tiro, non si può a meno di credere cbe Alessandro 
▼olle colla fondatione di quella città compiere la distroziooo deU 
l'antica Tiro. Il suo genio di uomo di guerra non lo ba ingan- 
nato più cbe non io ingannasse il suo genio di uomo di Stato; 
Alessandro distrusse Tiro rimpiataandola. 

La fortuna di Costantinopoli si e fatta a poco a poco e col 
tempo. Quella di Alessandria era slata creata lutto ad un tratto 
dal genio di Alessandro: il caso ba fatta Yeneaia. Al tempo delle 
ioTasiooi di Attila, alcuni abitanti del Friolt andarono a rifu« 
gi^rsi su' bancbi di arena cbe sono alla imlMccatura deli' Adige 
e degli altri fiumi cbe si gettano in mare (la Brenta, la f^iave^ 
il Tagiifraento). Tosta si fabbricò una città sa quelle isole a 
fior d' acqua. La sua sicuressa fece la sua forlupa in un tempo 
io cui il mondo era in preda alle devastaaioni della guerra. Il 
medio evo è V epoca dei castelli, e Venesia in mesto alle lagune 
e uo castello inespugnabile. Rifugiandosi in quelli scogli, i Vene» 



HaTTi od' isola nel mar profondo 

Rimpetto all'Egitto fecondo 

Che col sao nome Fan» s'appella. 
Appetti AlesMiidro si aliò la maHina, andò a radere qnest' Isola di Fa* 
rot^ U qaale allora era un poco al di sopra della bocea del N ila olie si 
chiama <^no|MGa , e gli Maibrò iihe foise il laogo del «ondo il pia pro- 
prio, per quello che sTera pensato di fare^ perchè è una liogua di terra 
ngioacTolmente larga , che ha^a on gran lago da ana parte ed il mare 
dalf altra, la qual^ ra a finire ad un gran porto, e dliie allora che Omero 
era ammirabile in ogni eosa, ma che fra le altre era un dottinimo ingp- 
fscre, e comande oba gli si disegnasie la fonia della dtUi seconde U pe- 
ainana del luogo ( YiU d'ÀlcHaadio > 



BÌaoi noQ avevano pentato che alla tieuresta loifa Bcntocto eoo* 
presero il vantaggio della loro potitione nel fondo del gotfb del- 
r Adriatico. L' Adriatico è la strada aperta fra la Germaoii ed 
il Lefaote. Su questa strada il commercio aveva bisogno di oo 
emporio. Venesia divenne questo emporio necessario. Due titoli 
ella aveva per divenirlo : il primOi la sua posisione al foodo del 
golfOj a portata dell' Italia settentrionale e della Germania. Qae* 
sia posisione, è vero altre città potevano averla. Trieste l'aveva, 
ànsi Trieste era più vicina alla Germania, ma quello che oso- 
cava a Trieste, quello ohe mancava nel medio evo a tutte le 
dtti di terra ferma , era la sicurecsa. Venetia aveva questa it- 
cnressa che è cosi preriosa al commercio. Ecco la causa della 
sua poteosa commerciale nel medio evo. Finché non vi fu «- 
curetaa che dietro barriere impenetrabili, Venetia conservò la 
sua poteosa; quando Venesia vecchia e vinta, non potè più tenere 
te 'chiavi dell'Adriatico ed assicurarsi colla forta il privilegio di 
esserne T unico porto; quando l'Austria, padrona di Trieste, fu 
no potente impero accanto a Venesia che più non era che ooa 
impotente repubblica, allora Venesia vide Trieste sua rivale pren- 
dere a poco a poco l'ascendente, perchè questa rivale svevs 
in suo favore anche il vantaggio della posisione, e quanto alla 
sicuressa, essa P aveva ormai quanto e meglio che Venetia. QaeOo 
che abbisogna all'Adriatico è un porto, che al fondo del golfo 
acsolga il suo commercio: poco del rimanente importa a questo 
mare vedovo del doge, che questa città si chiami Veoetia o Trie- 
ste; il commerdo vd ove jl porto ha più acqua, ove lo sbsrco 
è più facile, ove i trasporti sono meoo costosi; ed abbandoos 
senta sc;rupolo i palassi di. osarnsodi VeoMÌa per le cascciUs" 
dinesehe di Trieste. • 

Così dunque - queste oittù oèceuarie e che tanto devono 
ai luoghi, perdono anch'esse il toro privilegio, quando questo 
privilegio^ cioè il vantaggio della loro sitoarione, può essere di- 
viso con altre. ... 

Vediamo ora eome Cor iato, jche sembra pure, per la. sua 
posisione, una delle città che io cbifemo necessarie, ciò noe or* 



is5 

tante non io er» efae per uà certo stato del «noadò e per uà certe» 
tempo* 

Corinto e «tutta fra due nari, e la cu« posisione non'ieiu- 
bn neppure potere easere distrutta o riocpiaBiato, Ciò nob os- 
itote, io non vedo cbe Corinto sia mai chiamata a divenire di 
nuovo una- città potente e ricca. 

L' istmo di Corinto, in fatti , non separa che due parti di 
OD tnedesimo mare, due porzioni di un medesimo paese, e noo 
cooie P istmo di Suca , come l' istmo di Panama^ due mari e due 
ooadi differenti. 11 commercio delle Indie deve necessariamente 
ps«iare per l'istmo di Sues, a meno ohe non foglia fiire'il giro 
dell' Affrica ; e notate che dopo la scoperta del Capo di Buona 
Sperante, il eommercio fa questo giro senta curarsi della distaoia; 
Dteao ancona ha difficoltà di fare il giro della Morea* 11 tragitto 
dell' istmo di Corinto sia per la via di terra, aia per messo di un 
caaafe, se ano sa ne scavasse, abbravierebbe il trannto di cinque 
osci giorni al più. Il tragitto dell'istmo di Sues abbrevia y 
viaggio delle Indie di varj mesL 

Altre volte però Corinto era Hoca e potente, ed r poeti 
hanno cnnteto lo splendore di queUà città assisa su due mari : 
Bimaritve Corimhi mcsniam La ricchetsa di Corinto era efletto 
detta imperfesioae delia marina presso gli antichi. Era un'impresa 
srdoa per le loro oavi che seguivano ordinariamente le eoste ^ 
e temevano d' arri>chiarsi io alto mare, di pattare il Peloponesc^ 
e li conosce la fatale ripulasione dei promootorj di Tenam e 
di Mòlea. Il comnMrcio altre volte attraversando l'istmo dì 
Corìalo si risparmiava delle perdite e delie difficoltà. D'altronde, 
e questa fu la causa piincipale, nei tempi aotichi, della potente 
di Corinto^ Conato era il porto del Peloponeso; questo privi- 
legio è il solo che Corinto possa ancora conservare ai dì n^ 
stri. 

La ricchesta delie città che sembrano le meglio situate-, 
dipende dunque spesso dalla ardì tessa o dalla timidesza del comi* 
Bercio e della navigasiotie. Quando il commercio si faceva a 
piccole (lisUnsCy l' istmo di Gorioto aveva l'importansa deU'istkno 



ii6 

di Suex e dell'istmo di Péomiiì* Io oggi che il comaiereio ci 
fa a lunghe dwtaoie e da un polo ali' altro, che cosa è mai per 
lai il giro della Morea di più o di meno? 

Lo studio del dettino delle quattro città che ho toelte, no* 
ttnr quello che la natura dà alte città le più favorite, a quello 
che r uomo vi aggiuoge. Corinto per lungo tempo sembra tn» 
di quelle dttà predestinale, a cui la sua posisione fra due miri 
fii una fortuna che non le si può togliere. Il commercio e la 
marina fanno un passo, e Corinto perde la sua fortuna. Veactia 
regooTa suir Adriatico, ma la sua fona dipendeva dallo Usto 
dell' Europa nel medio evo. Questo stato cambiai Venetia perde 
la sua polenta. Alessandria finalmente che rappresenta l'EgiltOi 
può anch' ella vedersi involare il destino di coi va debitrice al 
auo fondatore. Alessandria non è sul Hediterraneo *il porto il 
pih vicino a.Suet sul mar Rosso; e se una strada di ferro deve 
fin giorno attraversare l'istmo, chi sa m l'uomo non acegltefà 
sul Mediterraneo un punto più vicino per situarvi la dita de- 
stinata a servire d'emporio? Da Suea al Mediterraneo la li- 
nea la più breve passa per Pelosa ed è poasibile che uà giorao 
il vapore, distruggendo l' opera di Alessandro, trasporti la fortana 
dell' Egitto da Alessandria nelle mura della vecchia Peiusa. Co* 
atantinopòli sola sembra essere al sicuro da qualunque rìsebto. 
Ella può fiorire più o meno, secondo il genio del popolo che 
la poBsledOi secondo il grado d' incivilimento dei paesi che il tao 
stretto riunisoe; ma ella non può cessare di estere un graode 
emporio di commercio, perché il Bosforo è un luogo unico in 
Europa, e Costantinopoli è alla sua volta un luogo unico lal 
Bosforo. 

* Il Bosforo, in fotti , è la strada necessaria ed inevitabile 
del commercio fra il mar Nero ed il Mediterraneo, non v' è inetfo, 
anche prendendo la strada più lunga, di evitare il Bosfcro. Il com- 
mercio pasiando intomo alla Morea ha potuto evitare di attravenare 
l'istmo di Corinto, e passando intorno all' Alfrica di attraversare 
r istmo di Suez. Per entrare nel Mar Nero bisogna attraversare 
il Bosforo^ è la sola ed unica strada. 



IU7 

CosUnlìnopoU, oello sletso tempo, è un luogo unico tal Bo- 
iforo, 1« falli, oMltete •ìttovt Cottanlioopoli» mcUelela mi poco 
pia aho o on pooo più basto, està perde tubilo qualcuno ' dei 
tuoi Tantaggi. G>8taotÌDopoIi, fabbricala «ui Bosforo fra i due 
castelli di Europa e di Asia, o sul!' EllespoDio ai Da^daoelli| è 
iDcora^ é vero, padrona del passaggio che conduce ai mar Nero, 
ma non ba pib quel porlo comodo e ^asto, ohe le fa il golfo del 
Como d'OrOy quel porlo ohe il mare ha curo di lavare oon- 
lioaameole colle sue correnti. Mettete all' incontro Costantinopoli 
lui Mare di Marmora, essa non tiene pih le chiafi del BosforO| 
essa non è più la porta dei due mari. 

« Hic locus est gemini janua vasta marts »• 

In tal goiea mercè il fisvore meraviglioso dei luoghi, Gostan* 
tiDopoli non pub né divenire inutile come Corinto, uè essere sup- 
plita come Venezia o Alessandria. La tua posizione non poò 
essere né rimpiattata né distrutta, e fra tutte le cittì ella è 
la òlla che dà l'idea U più compiuta di quello ohe io chiamo 

le eitia necetaarie e naturali. 

SftàntrMarc Giroirdtn. 



voTizm tuix'BiwcAsioiffi TBcaoiooicA nBGL'tsTmnri cabitativi 

DI TOBuro. 

JLie informaaioDt concemenli agli istitnU caritativi ,»i quali per esser 
Beo noti oon sodo meno olili però , giovano assai , perchè meglio cono* 
sciali ne deriva che s' annienta il nomerò de* benefattori d'essi, dacché 
contenti di qoegli ordini e desiderosi di vederli migliorati , o provvedati 
)»ii largamente, volentieri concorrono a nuovi beneficii. 

Molle sono le notiiie, che abbiamo solle Istitosioni estere d^ed!uea- 
sibfw, d' iitruUùnB e di benuficttna t e tali nbtitie sono vantaggiose, perchè 
spesso daono occasione ad alili imilaxioni. 

Vnobi riconoscere però, che molte uttlissime Antiche nostre patrie 
tttìtozioDi sono tollora lira noi ignote, o qoasi pel maggior nomerò, perchè, 
sia modrttia de' direttori, o sia un certo principio di fare il bene ioos* 
sertato, code non s'ingeneri il sospetto dell'ostentazione, si lasciano per 
lo più sconoscinti al pobUico gli ordtoi stabiliti per qdellc istitutioni. 



1)8 

Riehietto al GoDgreuo degK idcDiiati iUlianti tenototi nel settèmbre 
del i84i in FiresM, di aottoporre per T intermedio della GMnaittione 4 
tal uopo eletta e pretiedata dal chiarUsimo Conte Serrìstori al fnloro Gm* 
greaao di PadoTa, una relasioDC tali' edueastone tecnologica data io Torino 
ai giovani d' ambo i sesti accolti oegl' istituti carìtatÌTi, molto volentieri 
mi sono accinto a raccogliere le notiiie occorrenti all' uopo^ contento d'i' 
Ter occasione di celebrare ordini molto benintesl^ dal quali deriva gno 
beneficio a'jMveri. 

Procedendo in ragione della importaua pasto a trattare d'ogonos 
di qnegl' istituti. 

Regh jilhergr, di flirta. 

NelPanno iSSo^ la Congregazione di San Paolo fondò in Torino udì 
casa /ietta d' imiiutria, coli' intendimento di formar buoni artefici, edoctti 
con cristiana morale. 

Nel i587» la Coogregasione cedette quell'istituto al Governo, regnando 
il Duca Carlo Emanuele I. 

S. A. l'accolse sotto la sua protezione speciale; gli mutò nome, chii* 
mandolo R, Albergo di Virtù: vi ordinò il lavoro per conto dell' istitoto 
ìstesso con maccbine ed artìficii proprìi , e con maestri stipendiali : gli 
assegnò alcune rendite consistenti nella partecipazione a variì dritti fiicali. 

Volgendo il 1600, la reggente madama reale Giovanna BattisU aggrrgi 
M Albergo un altro istituto, detto l' opera del rifugh de* catioUgteii, h' 
eendovi educare i giovani VMeii venuti alla religione cattolica. 

L'amministrazione però di quest'opera lasciavaai all'ordine de' Santi 
Bfanrìsio e Lazzaro, mentre quella dell' alberga continuò ad essere regolati 
da nn' apposita Regia Direzione, composte allora di sette soggetti, nominali 
dal principe fra le persone più ragguardevoli per nascite e per virtà. 

Il casamento Rituale, posto in luogo salubre, servì .fin dall' esordire di 
qnell' istituto ad accogliervi i ricoverati, ascendenti ai numero di ceiiiaMij 
d* ambo i 9e»$i però, non di »oli maschi, com' è di preaente. 

Cosi governavasi V albergo sino al 1746, verso il qual tempo il Bt 
Cario Emanuele 111 l'ordinò nel modo infradescritto, sicché può dirsi, die 
l'istituto in discorso ha quasi un secolo d* esislema, con nonoc alt incirca 
conformi, e con sempre crescente prosperiià* 

Però, durante l'estera invasione nel 1801, furono tolte all'istitnlo le 
rendile osaegnategli, ed era prossimo a cbindersi. Ma il teologo Bricco, 
rettore d'esso, ottenuta dalla Commtsùone degli ospisii facoltà di tenere 
nel casamento lasciatogli i giovani che potrebbe educarvi e oMutenervi col 
proprio lavoro, consegui qoest' utile risnilamento, che l'atter^ non fa 
Muso affhuo, e circa venti apprendisti maschi vi furono costentemeote 
educati nel setificio. 



1^9 

ftdUiiratoii il legittiano Governo^ e resiUoUe airiilttato ìt antlohe ren- 
dile, il Doaiefo degli allieri saìi, com'è di presente > a N/* i5o. 
La caia non potrebbe cooleneme no nomerò mafgtore. 
Le varie arti, coi tono i giovani applicati, sono le aegoentiì 
!•* Telanti in seta d'ogni ipecie, dÌTlii in dodici laboratorii 

alliefi • N. 76 

%.^ Fabbrica di nastri * • . * i4 

3.^ Tessitura di tele in lino e canapa » 9 

4.'' CaketUjo é $9 8 

5." Gappellajo . < . 1» lO 

&* Legnajook» • . . • « 1» g 

7/* Slipettsfo « . « IO 

8.^ Fabbro-ferrajo •• «•••....1» 8 

9.^ Fabbrica da passamani {gmU^m) m 5 

Totale N.*> i5o 

V insegnamento è elaraentare e oompiato : non si fii il cosi detto capo 
d'o/wni; ma l'apprendista esce più o meno capace a rioseirè ùpérajo la* 
▼orante per eonto proprio. 

Totte le nove arti hanno nn tiroeinio tt anni sais tranne per il le- 
gDajoolo, pollo stipettaio e pel fiMio-ferraJo , che il tirocinio dora anni 

Colesti mestieri sono nelP Margo esercitati con molta peritia* Più 
Mogolarmente si distingnono i tessuti io seta, specialmente i drappi broeeali 
e rasi per apparatore di stanie. Alcune di queste stoffe costono dal preno 
di lire dieci Vanna (dne rasi circa) a quello di lire ventiquattro, eo« 
disegni molto Taght ed eleganti Se ne rendono airestero ragguardevoli 
quantità; e gli addobbi degli appartamenti reali son fiitti alP ol^iuo. 

Dopo le stoffe In seta voglionsi notare i tessati di lino e di canapa , 
■pedalmente quelli da tavola Iktti con bellissimi disegni ; i cappelli, i quali 
tooo d'ottima qoaKtk, e di presso «ssai discreto; e l'arte del &bbro*ferra|o. 

Le arti meoo occupate e meno Borenti sono il legnaiuolo, lo stipet- 
Isfe, il calsettJ jo. Se questo^ fk lavoro discretamente buono , per gli altri 
dee non si notò quell'eleganza di lavori, che scorgesi in molte officine 
delb nostra dtUi, dove quelle arti sono cosi bene avviate. 

Quanto alla fabbrica de' nastri, il lavoro è di qualità buona, ma ordi- 
mria, onde il preno. è tenue assai. 

L'arte del passamano non ha grande tmportansa. 

La giornata degli allievi è cosi distribuita. 

AnsiiLi. Statittka , voL LXXIIt. 10 ' 



i9o 

Lkvoro» ore . •. . . iJ 

Sonno , ore . • 8 

EifKitii di pieU» pasli e rieceaùoni ore . S 

Tolik oteai 

Ne' giorni festivi non 8i U?om. 

Per l'aoiiDistione ogni potlolante è imerltlo in apposito registra d'or- 
ane fino dagli anni andld; non può essere ricevuto prima dei dodici 
oompioti, ne dopo i quattordici anoi. 

1/ anaieMione è decretata dalla diretlone per corno it ùcràiom, ooo 
•isegnatione d' un termine fisso peli' ingresso, sotto pena in caso di rilsrdo 
di veder accettato il postulante successivo. 

XecondUioni per venire ammesso sono: i.* D'essere regb snddits; 
a.* D'aver leggittimi ed onesti natali; 3.® Buoni costumi; 4-^ Perfetts n- 
Inle, e nessun difetto del corpo ; 5.* Statura almeno d' once Sa ; 6b° Ssper 
leggere e scrivere a segno di poter studiare e copiar da sé il catechiiooi 

Le varie ciroostanie sopra indicate voglion enere provnie con attestiti 
degli ufficiali competenti. 

Debbesi inoltre dare nna cauzione idonea per lire tveoento ^ e li ri- 
nbiede on corredo di vesti, che servono al giovane per sei mesi, trsieoni 
I ^nali è vestito coli' abito uniforme dell'istituto di qualità grossolansi sia 
deoenle. 

Gli allievi dormon soli, hanno. letto in ferro con pagliericcio, oisle- 
fasso» lensnola e coperte^ queste come lo richiede la stagione. I dormes* 
lorii sono hen disposti e mni : se non che ci parvero i letti troppo victsi 
per soverchio nomerò. 

La notte i, dormitori sono illuminati, ed il Rettore e Vioe-Betlore vi 
linno frequenti visite non veduti dagli allievi, per meteo d' un iogegmiM 
scala a chiocciola» che mette ad alcuni osservatorii, da' quali possono io* 
gmmtendere a tutto ciò che succede in quelle starne. 

Il vitto consiste in nna minestra ed una pietanaa con nn ^ Merlino di 
vino per ognuno de' due pasti, il prsnio e la cena. Il pane d' ottima qot- 
iilh è dato a petiaione. La colesione è di solo pane. 

V insegnamento d' ogni arte è dato ad imprua ad alcuni capi d' of* 
fidna , i quali esercitano la rispettiva industria per cofifo proprio , coni* 
apoodendo all' iaitoto ptt cadaun aUim^Q^ e ptr t mtkro tùvdmo d' tm 
centesimi 1 1 al giorno, oltre a centesimi aa pegtti per cadann posto a ti- 
tolo d' affitto delle stame occupate. 

Inoltre i mastri, per impegnare gli allievi al lavoro, corrispondooo ad 
essi nn premio per la quantità d' esso , c(m eccede nna data ^iioCs mm- 



, i3i 

ma Mirgnati a cìjmnmo. 11 Irnvoro ooti firtlo è pagalo a eotiimo , o ooaa 
dieett afiuura, non a gùjmaiaj e ti ragguaglMi alla naia del preno pa- 
gato pel lavoro Ubero. 

11 prodotto di tal lavoro è ritenuto dal moiin fino al terailiie dfl tU 
rociiito , e IbraM la marna delPallievo^ cui può eolo daro ogni ■ettimana 
di ccatemnt So ad una ìhea. 

Si tiene peroìò nn deoonto^ aeritto mi liiftroCiD d' ogni allievo , veri§* 
elio «IfiMeacn aelianco j e pave^ ebe lo earebbe più utiloMate ogni irim» 
Un afawnn. 

AJcooi giovani mandano ra qoeato fondo de' ■oeeoni alW famiglie io- 
m. Ve ne aono die gnadagnaao fino a lira venti la aettimana, dopo i dna 
tre anni ^ tirocinio^ ed è oeoono eho alooni allievi oaeenti cUiero fino 
a lire doqnaeento di maaaa, eolie qnali poaaono atabilini ed altendrre al 
liToro Uberoii 

Malti di quelli approndiati continnano, apenial manta i temitori in aela 
e lino, a lavorara wM Aìkm^a per oonto de'fabbricantiy e qnelli de'drappi 
in aela guadagnano dalle dna* alle tn liro al giorno. 

Si contano noWarii laboralorii da oirea cinquanta a aeaaaota lavoranti 
tiUn, ellre alle donnea di eni aarà periato nel aegnito. 

Tutu i poaU àtUÌ'AlUrg» aono gratuiti ; alonni allievi però vengono 
talvolta prowiaionalmente rioevuti prima cbe oom il turno loro , ed in 
tal eaao pagano all' iatituto una penaione di liro venti il mete. Non vi 
aono peati fondati dalle famiglie. 

L' ordinamento amminiatrativo ddl^ iatituto ai oompone d' una fiegia 
Direaione cbo è di tre aoggelti; eaaa aopraintende al governo della oaaa. 
Qae»to è affidato tanto per V ooonoana quanto per la dùcipUna ad nn 
Aeuofv e f^ioff>ilcilort, ambi, eecleaiaatici. 

Oaicrvanai pel biUndo e pei comi le norme del Regio Editto a4 di* 
ooabre %636, Y* ba nn teooriere, un aegretario e pocbi inaervienti., 

1 Direttori aono : $. £. il aig. Conte Provano di Gollegno , gentilno- 
no di «amen di S. M. e controlloro generale delle R. Finanse. 11 aigoor 
Conte Giriodi di Monaatero. Il aig. Conte. Pallio di Rimo (i). 

n Rettore é il aig. teologo fiondo^ cccleaiaatioo molto lelante ed illn* 
BÙnato, il quale 9 attivaaiente aeoondalo ed incoraggiato dalla Direaione, 
contiBuaflaeate ai atndia di migliorare l' latitato. 

V'ba un regolamento approvalo dall'autorità aoperiore, non reao pub- 
blico però colla atampa ; la quel coaa aarebbe utiliaaima, percbé potrebbe 
lervire di modello ad istituti conaimill. 



(i) Egli i rseeniemente mancato a' t*ùi. 



i3i 

La diieipliu è olUnu nella caia^ né v'ha esempio d' inasbordlaaiio^ 

•ne. Le pene sono: il digiano , la prigione e lo afrallo agf ineorraggiblli , 

maMÌme ne' cati di mal oostome. Quelle pene tono applicate dal Rettore, 

<|aanto al digiuno ed alla prigióne; dalla Direciooe, ao relanone del Ret- 

tore> quanto allo afratto. 

Due Tolte la lettimana si fa agli allieri del setifieio le laoWa e T «• 
iMlìn ddUfabbrieaùoimt mediante deeonpoaiaioDe delle stoffe e apiega- 
lioBO d' esse sul telajo ; questi sono quasi tutti col maoeaniMno alla /#> 
c^iiordL 

Gli alliavi vanno inoltre alla scuola di disegno della cSttà^ della quale 
parleremo nel aeguito. 

Due volte la settimana, giovedì e domenlea, sono istruiti neHa lettu- 
la, seritlura ed aritmetica ; ed inoltre nella dottrina cristiana. 

Ogni festa di precetto si £i loro la spiegaiione ragionata dèi Vange* 
lo. Il mattino e la aera dicono in comune le oraaioni , recitano la tersa 
parte del rosario , e sentono quotidianamente la messe» 

Alla Pasqua di Risurreiione hanno tre giorni d'esereiaii spirituali per 
prepararsi a soddia&re al precetto pasquale: sono tenuti a confeasarai ogni 
mese a cor^tori ettari, e subiscono tratt» tratto esami aull' iatmmone 
rriigiosa, aooordandosi perciò ai più distinti allievi qualche premio. 

Osaervanai infine ottimi risultati da queato metodo «d' utmaìoae e di 
edncaiione, mostrandosi i giovani divoti, costumati, sommami e laboriosi. 

L'Istituto mantiensi intieramente colle proprie rendite: esse naontano 
a circa lire 5o/>oo annue, composte come segue : 

1.^ Soweniione del Governo lir. 19,000 

a.^ Prodotto delle molte e grafie, i/io d'esse •» 10,000 

3.* Prodotto de' lavori •» i8/>oo 

4.^ Fratto di capitali • . . • . . • • » io/)oo 



Totale lir. So^oob 



Non si hanno proprietà stabili j non sovvenvoni de'prìvati; non con- 
cono d'altri istituti caritativi. 

La raanutenaione media d'ogni allitevo, costa, ogni cosa compreaa,90 
centesimi al giorno. 

Questo Cfntiiif imo dispendio prova l' ottima regola ordinata celi' isti * 
tulOj perché vedonsi in molti altri conservatori! d' arti e mestieri ascen* 
dere 1' annua spesa dalle 4oo alle 5oo lire annue per allievo. 

La condiaione sanitaria degli allievi è ottima, dacché non v^han quasi 
mai malati. La proporaione media d' essi ascende appena per un metto 
per tento. 



t»3 

la MPrtriilà è §ua$i nuiia^ cMendo tnicorti fiso a lelU anni teina 
èweiM. TatvolU ne Mgoì imo tUtannog di preiaole nestano è M(qìIo dm 
étt turni € più. Dimote ,l' ìnTasiona dal cboiéra non vi fa aloon caaa 
d'cNO. 

V laUiotQ ha niadìci^ tpneziale e chiruiiso, che TuiUno gì' infermi ia 
ana ioCerraeria molto beoe ditpoata. 

Prima deW ingretto richiedesi che i gioYani abbiano arato il Tajoola 
Jutmalcj q sieoo ttatt vaooinati. Vengono inoltre Tititali dal medico e dal 
cbirurgp, code accertarne la buona Minte, e ae per arfentara durante U 
iirocinio iion risultanp atti a continuare per canta di aalnte^ previa viaita 
del medico e del chirurgo » e reiasione del Rettore, la Dìreaione ordina 
che fieno rimandati alle famiglie loro. 

Nella caia tono tre donne di terriiio attempate per amettare i pa»* 
noliai e aervire gli infermi. 

Vi tono inoltre nelle dif erte officine le femmine de' ca/»i*aMitrtV che 
htniio allodio nel catamento medetimo* 

Del retto netsniM Jimmina potr$òÒ€ au$r mcc€$t0 netf* ittiUtto* . Però 
r arte del tettitore in teta, lino e canape richiedendo rinterrcato di feoif 
mioe, ^oetla regola non mì p^ò dir eMMilamenit osMtiviiUu Quantunque fiv 
nera , U Dio merer, non tla perciò aegnito alonn iooonvcnienle » aleooaM 
potrebbe tuccedece» e aiccome la teparaaione de' temi è punto di fron n^ 
iieyo in tali iftitati , il tig. Rettore avvitò ad un premito d' interna di' 
ttribaaione delie ttaoie, il quale ataicurerebbe quett'o/jo/nla uparoMiunt* 
Noo ti può dubitare che la Diveaione, collo lelo illuminato che la diitin* 
gue> accoglierà quel tavio divitamento. 

Ogni fabbricante potendo ditporre a tao talento degli oggetti febbri^ 
calibe non ettendo tenuto a dar conto dell' impoifanaa della piopria fab- 
brìcuione, non ai può dire a qnal vajova aaoeada per ogni arte, od anche 
in totale coteata fabbricaaione» Si noterà però eh' ette è ragguardevole atp 
lai, tpecialmente pel tetificio i che i prodotti ti vendono all' iqgrotto ed 
al minato ; che i prezzi medii tono 'all' incirca uguali a quelli della, lab* 
brìcaaione libera ordinaria, mattime per li drappi in tela i che però |l mi- 
nor cotto della mano d' opern permette ribatti oonteguenti; onde ne atVT 
viene un beneficio ai oontumatorii che la vendita al minuto tegne aof 
che neir latitnto iatcaao, dovf alcuni de' fabbricanM hanno, bottega aperta 
al pubblico. 

Non ti fanno annuali etpotisioni ^le cote, fabbricate^ però ogniqual- 
volta teguì la pubblica etpptiziooe della nottra indutlria al Reale Gattello 
del Valentino, i manofa^ti dell' Alberga furono dittioti « e molti premiati. 

Notati finalmente un miglioramento progretti vo nella fabhncaaìDfle, e 
vedoati adottate le più recenti macchine per atttrndere ad atta. . . 



i34 

Tali tona t rbeoalri di fililo, ohe abbiano imUIo« ^Mlaodo altenla- 
menlo il Regio Albergo di Vittà, del qeale pouiaaio dir eoo Jimiifhwii, 
che^/iiMMO oltTB modo 9oddi§fatiù 

Impereioocbè cmodo ogni limo da qaell' edocalorio abili ed oaeili 
openj , i qoali , mercè delP iotegnamenlo imht$tHaU^ rgUgioto e moraU 
M rìcerolOf ton poeti In grado di proTTedere alla propria tiuf ialema noa 
eolo> ma aoebe di fondare ana famiglia. 

U itpesione oealare atdia de^ Inogbi ha generato in noi riiilimo eon- 
vineimento deit immenmi uUiùà di ^udP Mlicasaone « la quale ^voneerimo 
vedere imitata in -altre parti della peniaola, ed anche lira noi etlcia a no* 
nero maggiore di allien. 

Diffiitto la grande quantitli delle domande d* ammeaaiofie icgialiata « 
per cni debbeti aspettare dai dae al tre anni la tcadenn del proprb tor- 
no» è proTa delP ùuufficmnxA do'poaii, i quali non ai potrebbero però an* 
mentare nell' attuale casamento » neppor anseetUfo d' ingrandimento , ai- 
tesa la sua situaiione. 

Terminando queste notisie diremo , che i gioTani Tedutl nelle offi- 
ulne e niooolti nel refettorio» ci pandoro in eondisiorm florida^ quiotas m* 
éordinMa^ con dpSU od oruBÈoconia^no, oome può ognuno oonviiieetiene 
vedendoli ne' giorni fesliTl andar in buon ordine ed in fila due a dae al 
fosseggio» non aoeompagnati da alcun superiore, ma invigilali da un co* 
pondo ogni dodici alKeTl. 

Il ooporela è anch' esso allée?o» aocfto fra i più protfotii, aem « eapt^ 
c2. Ha un tenue aumento di vino ; nemuna fiM»ltà di punire | può sol* 
tanto ammonire , e debbo riferire al Bellore , il quale ordina oeoorrendo 
il castigo. 

Cosi pur debbono ftre 1 mastri delle varie officine. 

Per le discipline da osservarli rispètto air ordine ne^ laboratori! v'ha 
nn regolamento del a maggio i8a8» che abbiamo solf occhio. Esso con- 
tiene le migliori norme» e può dirsi» che il risultamenlo ritrattone è com- 
parto. 

Finalmente diremo» che ad un oocbio esercitato a vedere giovani edtt« 
candì è fiicile scorgere oome gli alHevi del itsgio Jlòorgo di Fitta oiano 
oUimamonto govomati tdfimeo od td maralo, e come si dd^bano lodi sin- 
cere a coloro» che posero e pongono opera a regolare quell'utillmima isti* 
tusione. 

Noi credemmo di dover far note queale indicaaoni» perchè i aoatri 
concittadini sappiano» che sema far come altrove gran chiasso del bene 
operato» da alcuni secoli qui esso ottlensi con ottimi risnltamenti ; e per- 
chè gli esteri conoscano come sotto il paterno reggimento de^ nostri prin- 
cipi da Umpo immomonaU fm noi prowedesi ad una òimma oducmUono 



i3S 

■ h tate aMM «»tnd«allruMmlaM,bw 

pi floreali p0 wdiuUia Ubrik , i por troppo e*tl tratenrau , che 



e eiwa rrideale del oul ooalaiiM e defle terril 



d'MM nnWa la qnui tntU i gna «entri A ftbbricsdone. 



QmM' ùrilato fa fondata per wn«M mmifleenn e per gcnenM kr- 
pùoBl prliate, nel prineipiare cUUo Mono teeolo, quando cioè 11 Ha Ylt- 
krio Aacdeo II nel 1717 potè opera a tentar* di loppriiDere Ut nendìritk 
■t* wM Slati di terra fema , i nna cata di rìeovero pe* po*et4 Torìneal li^ 
opaci di peontdere alt» propria mtrirtenw, e pe* ngasri porcri 'd'a«bo 
I tu» •atìri della eiUà • ino tarTHorio. 

DividoDai 1 rioOTcrati in Ire eategorle de* doe «eiil , gia^mni, mmU ed 

Hot non oi oeeapereMO ohe di quante eonccme oiPwfiicaaàiiM Ibcim- 
(■fica rÌMntte da' prini. 

Nella recente vlùta blta a quell'bttlàto, meroi Mia oortue aiMSteni 
oUenala dal a^ oonle Ponte di Pino, noe degli ammlnfilntori d'mo, 
tea ricalo di rr(elare le ■anihttinw, noi àhbUtao potnto eonTiDceiei del 
netto ordine cbe ivi regBa e della boona edaoaaione rellfiou, morale « 
(«CBolofica ivi data. 

n nomerò de" giovmi anneui all'edoeuione wddetU era ■H'epceìi 
della MMira ràita (loglio 1843) di (11 topn una popelaiiooe totale M 
ma iSoo. 

Colcala nnmero di bnninlli eontla: 



Totale 41 a 
L* arti direrae etetdtate nell' lititato wno. Stoffe dì lina d'ogni ipe- 
ck, e •egnatamenle tappeti per ataoM, d'ottima qnalllk, di buon dìMgoo 
( di pi«no aMai teane, — Teleria in lino e canape Atta per conto de' 
printi che li portano il Blo a te*Mre. — Calwleria - —*—<• ■" i «w 
mi ricorerali loltaiito. — Filatura di cotone. — Cai» 
4i corde. — Bicamo dì merletti e bhndt. — Cueitni 
tmidc, ipecialmente ineollatan di drapperie. — Bi 

Le atti eHrcitate fnorl dell' Ittilnto, merci del e 
menti maKhi proto artefici della oittk onde imparar' 



i36' 

* 

qoellt: dd «ippallijo «— <ifil icnragliere — del ealmiidra ^ del Iktegaamc 
— del biUncMJo — > dell' ebeAuU o tUpetUlo* • 

Il iiroetino delle erti toddette è fittele fm' tmu ma mnmi quattro. 

GrindÌTidoI ebili « qoendo le telote o le tlrnilure del oor^nen tiene 
d' iapedlmento , termioeto il tiroeinio tnddelto Tengono enooettivmniente 
eolloetti neirittiiato nedetimo come opeffej» ed enohe ptomotti eli' officio 
di cepo d'officine oon miglior vitto. 

Ogni riooTerato, tie ti^pr$nd»9tms «ie op§t^, tU capo» ritonvte il 
qeerto deli'emnionlere del leToro ntpeitivemente etegnilo. 

Qoento agli epprenditti colloeeti fuori dell' IttUotOy è eMetioM àtU 
l'Amninitlneione» che ogni ricoveralo poeto ed inpeier un metliere fuori 
d§Uo tp^dala^ debbo otcire de etto lermiiiete le tue edoeeikAie leene- 
logice. 

Qoette finite» ti ritengono enoore per Ire mesi e ti letcie loro tveeo- 
tere intero il preno delle giornete di leverò locrete ; dopo il qoel tenpe 
viene ed etti dete lioenie» letolendoti loro un ditereto eoiredo di vcsiL 

Le tpete medie de^ rioovereti nell' Ittituto è eelooble per tntU, ooe» 
rentemente el bileado» e oenU 66' o6b 

Per quelli il di cai tirocinio tegoe fuori dM> gpodtiUs i mealrì artefici 
che li ricevono togliono pegare alle cete per. datcon individoo ed el giorno 
cent 4o daranle tolto il tirocinio ; ticchè per q^etli la tpeta dell' Jttilolo 
ti ridnce a cent a6. o6« 

La gioniete medie di lavoro goadagnala dei ricoverali ohe oonitnoeno 
a lavorare nell' Ittitolo è tenne ettai, poiebè oon monte che e cent. aS. 

Qoento ella giornata media di coloro che termioeto il proprio tiroci- 
nio lavorano come operaj foori dell' ittitolo^ ette è diverte in ragione della 
capecitè relativa , e tegne la proponione del pretio della giornata del le* 
vero libero* 

L'edoeeiione religiote e morale deta nell' Ittitolo e^ per quaglio n ^ 
in una popoletion^ coti nnmerota, accoratamente ordinata. 

Alla domenica v'han dae mette, la tpiegaaion del .Vengelo« la dot» 
trine e le beoediaione. 

Ne' giorni non fetlivi la metta e la bencdisione. 

L' integnamento delle Dottrina Critliana Be' leborelorii^ e Ire volle 
la tettimana nel refettorio. 

Il vitto 4 il letto ed il vettire de' ricoverali tono quel ti conviene a' 
poveri « e non poò dirti intnfficienle il vitto ^ né enche è di troppo abbon* 
dente « ma di qualità ditcretamente buona. Una cantina tenota neirisU- 
loto tomminittra a ditereto pretto qotlche tupplemenlo di villo che i ri- 
coverali pagano col tennìttimo provento del lavoro^ come topra ad etti tc« 
cordato. 



r37 

(Me ccdlare maesioraiCfiU al laToro ed alU baoBA ieo«MU> rAm« 
BÌajstMtioiie ha slabilito attianta frmui annuùii^ 6m. coie«dent ai rieo» 
loali pid aiatioU per capaeità e aavìeiaa^ tia* etaiappn*diali, tUn 6pe« 
nj. GoCeali pnaii ù riparliarono tra i due Masi io ragione: di trmHm ^ 
m§$ehi, di gtuwsntm par le fimmÙM, 

I premi maggiori per quelli tono di lire 3o; per qoesle dt lire i5. 

I preniii minori pe' maschi sono di lire i5; per le femmine di lire io« 
La £iiibrieaxioiiej oni li attende all' Iilitoto non è ebe di qualità groa* 

$ùlmi, nelle quali non richieder una grande capaci tlu Le iole arti ch« 
POMOSO fissare ratttnaione dell'ossenratore e riportare qnalche lode per il 
boon sncceaso delle jnedesime^ sono la già indicata manifattura di tappeta 
« la teleria* 

Neir eapobiaioBe de* prodotti dell'industria de* Regii Stati la maniCsl* 
tara del R. Spedale ptesentò nna considerevole quantità d' oggetti. . 

Hel ith9 l' Istituto fii premialo con medaglia d'oro. . f , 

Nel iS3a riportò egnale premio* 

Nel i838rospodaie la dichiarato ognora neritCTole della inedaglit d'oro. 

Non vi sono nella casa larori ad impresa. 

Fi si lavon, «ome già si é detto j in alcune arti per conto de' pri- 
vati , che vi portano la materia da lavorare. Per le altee lavorati ad eco* 
oooiia^ eoo materie acquistate dall'Istituto e lavorate in esso. 

Le mfMThin* ed utensili sono proprie dello spedale; sebbene non del 
tolto confiurmi agli ultimi progressi meoeanici ; vi si banco però t^laj alli^ 
Joaguard, e maecbine per carderia e filatura del lanificio in ottimo stato 
e beo fatte. 

II fondo io macchioe ed utensili stimasi ascendere oltre alle lire So^ooo^ 
DOQ compresi i fondi di materie prime e fabbricate cbe anni sono ascen^ 
devano a circa lire yopoo. 

La presente coodisioae aanifiittociera del Regio Spedale di carità.^ 
^mutùmque stuceiiwa di molto prpgres^^ può dirsi kuona ohmì cht no. Se 
«i paragona a quella che anticamente aveasi^ il ^progruto è noUt^le, e 
puslizia vQole cbe £scciasi qui mensione del conte D. Giuseppe Adami di 
Bergolo, il quale, mentre vivea essendo amministratore dell' ospedale , ivi 
iolfodosse le la^bricaiioni le pi& importanti, e le portò a quello stafo in 
eoi trovanai , jion badando a core ed a spese per riuscirvi. 

Noi abbiamo altra volte pagato alla memoria di lui un meritato tri- 
bolo di lode , quando in ancor Tcrde età quell' uomo benefico era tolto 
per decreto della Provvidensa a' poveri di cui fu padre amoroso (i). 



«*i 



(i) ^' Saggio »ìd buon (toyetito delia mendicità^ degl'isiiuili di bene' 
fuma e deUe eweerL f^oL 11^ pag. 6i e ttgueiUL 



fl8 

CredlMBO debito nostra pagarne uno egnile al preMole ano succcaaoig 
nai governo delle niattì£ittyre> il aig. conle Ponte di Fino» il qmle, hat. 
tendo le onne del conto Adami, non oeasa dall' impiaiganl in foro di qnel- 
riatitnlo; vi ba introdotto notevoli nugliormaBOnti in ragioDe dei nMiai di 
cai può disporre » ed indefeaaanento a t te n d e a cootinnare ani pio aaannlo* 

Biaurnv di Mmdkità. 

La ereaeente popoUiiooe e quell'aòmento di miaeria die par troppo 
notoal ovonqne, •l'oca che qni ala noatro afBeio d'eaporne le canee, r«n« 
devano da luogo tempo ioaaffieiente il Regio Spedale di carità al ricovero 
de* mondici d'ambo i leaai, i qoali poi* troppo abbondanti ami die no 
ndle vie della capitole , ivano qoeatnando dkì per reale biaogno, e cbi per 
infinito necesiitày moati da aola inflngardagìne. 

Una lodetk d* nomini benefid, con annnensa à^ Governo, avvìafr ai 
rimedio di tooto male, colle norme finato dalle R. Patenti del 39 do- 
vembre 1836, per le qoali S. BL atobiliaoe le condiaioni da oaservarai per 
l'ereiione di ricoveri di niendidtà ne' reali dominii di terra ferma, ed apri 
nno da' detti ricoveri per ìa protnnda tU Torino» 

Dapprima 1 mendid ricovratanai in dne diatintl caaamenti , ano nel 
aobborgo di Po , V altro nel castello di T inoro , ceduto in nanfrulto dal 
G>rpo Decorionale di Torino alla aodetà medesima. 

In qoeati doe edTfidi separavaasi i sesai, ma ampliatod qnindi merci 
di niiove eostroaioni quello di Torfno, ed aggregatoviai una viciaa casa 
prcaa a pigione, vi ai rionirono dal maggio i84i in pd tatti 1 rìooTcrali 
die al I." giugno susseguente erano in numero di 4^» numero aoggetto 
però a frequentissime variaaioni , come vedesi dal Prospetto Slatiatlco del- 
l' Intitolo auddetto pubblicato dalPAmmibUtraiione nell'anno iR4t (<)• 

Noi non d occuperomo del ricovero di mendicità, rbe in quanto con- 
cerne all'educazione trcnologicà in esso daU; quindi Aon intendianso di 
darne atcun gindièio, non avendolo viaitoto, soto rtstrlngendod a riferin 
i riscontri ottenuti dalla èòmpiacensà di quetl'amlninbtraaione ad nlenne 
qneatlool cbe ci slamo prèméiao d'indirlaaarle, coli' intendimento di non 
tacere d'esso nelle presenti notine. 

ti numero mèdio de' £iViciàni làmliiieÉbi air educazione consta, in se- 
guito a qne' riscontri, di 36 màacbi, di coi 5 inabili al lavoro, di 4^ fem- 
mine, di cui 9 inabili; totole tra maschi e feìnmlne N.® 81 



(1) H» Ctoni Suaiitiei sopra U ricovero di mendicità di Torino del- 
Vanwì i84ij raccolti d'ordine della Direzione permanente dalVmmminittm^ 
tore iegreiarió sig, dotU Ùe-Rollandie, 



le ari! imm, ani vci^otao in^iaiili^ tono per og«Ì arte e tetto le 



Maschi fammali nel ri^o? ere. 

PtHiMUBticri •••••••.i.»^«,t 

Botlonari S 

Gftholaj 9 

rneto|Cffi • •«•••'•••#'••• s^fi 
UtohwU ue(fi t tfA ie Mi per i briadwtti i etfcffi ti 6 
9el g rufffmgg i n della leta tlraeeia 3 

Totale 17 

Maidil laroianti in eittà, dorè ranno aeoMpagnali da nn iku^Mén- 
te, die K rieoodnoe la aera al rioorero» 

Falcgaane a 

Cappdkjo I 

Giliiili| «I 

Vdottiefi •••••••••••••••9 

vcm^ien ••••••• ••••••«■a 

Fabbricanti di earrone ..t 

Legatori di libri 3 

Vernicialori ..i 

Totale 14 

Feanaine laroranti nel rioorevo. 

Sarte 9 

Bai^ieaiatrìcl «••••4 

lneanag|io di atta ••••••• •••••a 

Larori di maglia •• ng 

Totale 37 






Maschi tafomfli eome wpra nel tkorero »... 17 

Foori d'eaao i4 

Fenmiiiie Urenoiti nel rieotero 37 

Totale 68 

Inabili de* dne aeial come aopn ' t4 

ToUle eguale ti gioranl rieoiperali ai i3 lagifo i84a 9% 



' I tarli' e caliolHf-4i|TomBo fftr.èf^o d^tk^can; U eaeHmd, le tor- 
citrici di cotone , ecc. , lavorano pure per conto della caia e ■ ad «co* 
nomia. 

Gli altri, ed in iapecie i /anciallì che vengono in città, lavorano per 
conto dc'eoiamitteoti» 

Il prcazo dicila giornata di guadagno . deMavocanti è medimi aaaai; una 
metà spella atristitoto; un quarto .Tien rimetto ogni tabbaloallavoranle; 
un altro quarto: -peoeaii in' aerbò etttdepeaitaBella<te«i'di'rìepartmo della 
città a profitto .del laTorante juedeaiiao.» ' !• «\ - 

Neiranno 1841 il guadagno medio per $euimana fu, compreti gP ina- 
bili e gritafermi, pè' fitncialli di centetimi 4' ^fi 9 P^r le fanciulle di cen- 

Il tirocinio, non etséndo ancona, tenpii^atf)^ ^a^|iemip^ i^nfL|^lo, non 
ti può po' ora dichiarare qual tia il /ondo m£dio di^ "f^ff^ dfe-.pgni edu- 
cando riceverà terminato il proprio tirocinio. , ••. 

Questo dura pe' fanciulli che lavorano in cittàf giutt|i. i'uto .del luogo 
anni tre;. durante i quali l'artefice che riceve rapprei^itla,,corritponde 
al ricoveiro pel preito del lavoro di lui al fine d'ogni settimana una mer^ 
cede confenuta, la cui media è di circa cpatjeai^i ao; al, giorno. La metà 
di quettar- mercede tpetta all'Itlituto, l'altra, coi^fi^gi)^. fu. detto» al rico- 
verato. , 

La cQiidiiione tanitaria de' ricoverati non è Jtworetfolej quati tutti i 
fanciulli,! ed ili Itfiecie le fanciulle condotte al ricovero, tono cachetici, 
tcrofoloti,' rachitici, affetti da erpeti o da oftlamie croniche» le quali hanno 
per lo più una cauta celtica ereditaria. Motti tono affatto ttorpii, ciechi 
ed imbecilli.' Nèir'antao ' tcòrtò f84'i faBoHròno' com'è da regittro officiale 
fanciulli n.*'*ia; fanciulle b.^" 6.' ' 

Si dichiara però ' ottervarbi nella tondiàione tanitaria gualche miglio^ 
ramento* 

I gioirni di. ripoto tono i fettivi; negli altri ti lavora nove ore al 
giorno nella alate; nell'inverno tette ore e mena al giorno. 

L'alloggio è dato in camerate comuni. 

Ogni indivìduo ha 14^9 fn^prio /fiopipo«j^ 4i :p^UeHc^(>, 4* due len- 
auola e «ti coperte tecondo .la ttagio.nej| cpn jcapeitalfi. ^ [, , 

II viiio cpmitte ip once i5 di. p^9;,.4«<i:4vi9ii^ tniq^atre «1 giorno; 
la carne due volte la tettimana del peto d'onoe 4 cruda. 

Il veptire «cootia d'un abito di panno (radino) color di cade all' in- 
verno; di tela {ri^uiìno) a|l'eata^, ealsooi- e panct^lto idem*.! j>aoQolini 
della persona tono cambiati ogni domenica. 

Il cotlo medio della maaaten^one .«^optta di centetimi ^ tpltanio. 

le brevi notiaie che precedono dimottrano 1' educazione tecnologia 



•il 

jaU nd ricovero ili mendicitì, appetì» gf o w ilw w K i, no» poterti riguarda v« 
^mnia ancora a ^aMattUnam^tt» «A# pup''mr9éih'déManM^* 

Vuoiti però noUre che la * popolaaioas' decadala riapatlo nlfitito ed 
•i Borale aalla qoale ai opera^ nèn'comotda'ttouman mr-^nm pf^o^auo 
frtta aache ragione degli aoani metal di-OM paè.diipoiaìy ed arato ti* 
gaafdo alia aooiimi de' buogni. ImpereioiMhè il r icov e ro aumiknd inkunm* 
mtoÈe con Urgkiom pnimtCs le qoalì afceodooo Uitla^ia ad egregift aompa» 
adendosi dai imitati «OMii ttatiaici, tavola: X, la iegaente noto deUe* ioli* 

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4** ••••.•' • •' • . Si^oo «-*• 

5* •.•••'..••...« j. .iSo/ioo'-r , . 
0.* Mttoacriaioni indeleraatiiato ed a vita • . 43|3a4 .33 . . . 
Noi faceisDio voti perdié il ricaverò •progeedtaea eom wtog^^an Jwssi 
e eoi mùfjtiùr orJinamsnto pomAHa, e vesga cmì JUteammOg m$oit» il éif* 
fkilitsùao proUoÈa di eotette btitutioni , iotomo alle quali ion ceti a^ 
posti i panHj qaantaDqoe per chi dMOwa to pmtento- coodiliooe della 
wcietà civile con occhiò pralno^ spogliato: do qoaltivogKo.preooBCettok opi- 
Bìoae , noo poan oegarai che i ricoveri di neodieilà , .ih dove %V iililo|ll 
cariUiivi non banana a eovvenirealia hikiaeria. ordinaria delltf popokaiofè 
povera, aidyWp mplf» iinooiiMfiMiili' Miu^^tfì 4lV«i> aoao tallaviftwi r^ 
nmiio indispensabiU a mali maggiori j e non poMono dirti , come, vof^ino 
taloni, ìalitoaioni dannoer, poiché 'l'offdtaamettlo looo aia regolato tn«iodo 
che non ne tHmga incitamanto àU^infingardàgguta^ e ohe la.^ndiiioao dal 
ricoverato, specialmente abile al lavoro, »ia tempre vf^feriore a quella M 
pofvro loMranfr 



Scuole ckricha del dieegno appUoatù alle arii a umUeri. 

G>tette aeoole che hamio atonaa nel paletto di eUlk /'«MÉprendono 
Foraato, il disegno geometrico , la figura. 

L'ornato alibraccia Pinsegnamento del fogliame oraaimatole prdpria» 
aiente detto, pei fregi architettonici, le modanature intagliate, ecc«| Por* 
aato tntralriato di fiori ed a eolori, applicato al ricamo, alle stoffe d'ogni 
isrta, alle toppenerie di carta, eco* . . m 

11 disegno geometrieo oompreftde b geometria pratica, il disegno de- 
gli ordini architettonici^ considerati nelle diverse loro projesioni verticali 
ri fMÌzaonlali, ombreggiati a gradi 4^; qoeHo degli arredi, ntenslli emac- 
<kbc di qualunque specie, coi rispettivi oolori indicanti 1^ diverse mate- 



i4« 

lie i«piifate ndbi ootUMiooè loro; mAk Q ducgao delle earte topo- 
gnfichft, etpMMo coi colort eoniooidoiHUi per le medeeime. 

li diti^gno ddh figun "viene applieelo non solo alla leila umatta ed 
allo wm tUtnmiàk, ma ealaadb alle tette di eaprioeh, eioè q«elle de* dm- 
■ahewipl ed altre di coi fii mo V architettura per adornare le menaole , 
nodiflioni , eeou Abbmocia ea ian di o gli animali qoadmpedi , ?olatili ed 
n eqn ati c i , e qnelli ideali^coaie afingi^ efaimere» eeot, che entrano aorente 
Bella oompoiiaione de^ fregi aroliilettoniei , nelle arau gentillBie, eoe. 

Prima del 183^ insegnatasi pare il paese prospettico, ma di presente 
qnest^nsegnameoto' ristringasi a qnant'e neoessario per rendere eon gUMto 
ditoeoo e vtHtà il paese geometrico. 

Onde soorgcsi che la sonoU dTlca non ^ soltanto di dùegno Utmart^ 
come pratieaai in altre scuole, ma ombreggiato. e di genere finitissimo, a 
nmtìia per la Agora, all'oc^uarsllo mn per V architettore , e all'aerila- 
rslla a colorì i&isrfi pei fiori, carte topografiohe, asacchine, eco. 

Qraa treeenlo allieTi frequentano le scuole civiche nel oorso dell'anno 
■eeJartieo. In dasonn giorno di aeoola sono preaanti da i5o a i6o giovani 
artieri* 

Gli oHIesé sono tnttl asaachl; le liommlne non sono ammesse. 

Le elessi d'ornato, di disegno geometrioo e di Agora variano d'anno 
in annoi e di Ire in tre mesi neiranno stesso, pel aaovimenlo o passaggio 
da nna aenok aU'altm ^ a norma della capacità dell'allievo ed in ragione 
del ceno pie e «seno esteso i che le eoe eireoslanae gli permettono o gli 
irlelaao di lira. 

Non ai poò pertanto ilrtaranisarc eon prmsitknm il numero rispettivo 
e tdina r io d'ogni classe, il quale solo può approìainuti vomente calcoUursI 
iafin: 

Ornato N.^ 80 

Disegno geometrico n ^o 

Fignia •••••• «io 

Totale eguale degli onllnariaaMnIe praenti N.^ 160 

In geaemle gli aeolari sono tutti uppnndM in diverse officine , o 



II. 

Alcuni padroni di òoUtgm frequentano però anche la scuola civica, e 
gli arcbilettl stessi vi fanno talvolta un eorso d'ornato. 

I giovani allievi detta sanali civica eseroilano le arti e mestieri qui 
aocio dcsontti. 

Seulleri in legno — > mannorini — > fideguami — slipeltaj — aevra- 
«'^leri — armajaoli «- maintori — assirtenti alle fabbriche — capi-mastri 



i43 

— ■iÌMHralor& lopo^ill -^ Uppeniert — lalU| -^ nMcditniati d'UtrooMuiU 
d^arfmlo, d'otCone, cee. — lemglieri iMoehiiftMti — cald«n| flMoehiiiMli 
^ afl;iealim — bkoumri — gioiellieri <— cetelklori la bronto 9 argen- 
to , cee. — fiuMlitori — vellatieri — fiibbrteanii di «toffe a diaogoo — fab- 
bneanli di Uppe iaw rie in carta — iDdontorl — Teroioiatori — Irfibri- 
eanti di TetlQie« cani eoe» — diacgnalori d'ornato • qoadratiuriatl ^ le- 
gatori di liliri — incitorì di •nggelli » d'armi in bromo» argento , eoo. — 
ncamatori — calligrafi — confettieri «^ giardinieri — oeataj , eoe* 

L'iatratìone è i^ratnifa. 

I profc i i ori ioaegnanti tono tre, di coi nno é applicato all'ornato; 
fjItRi al disegno geometrico $ il tono alla fignra ed agli animali. Quest'ai- 
timo trovandosi ti più onsMim oltre all' insegnare la classe cbe gli fìi do» 
sUnaU, Sri^ U mttrg dm ed ba il titolo di prqfeuort dintlorté 

Bgli è il cblarissimo sig. prof* Palmieri* 

Cotesto scnole sono sotto l' immediata tatela d' an ItpHtor^ dtemrio* 
fiele, il qmde promoore all'oopo presso l'eecel/sfilnMMM deputmomi ptr 
Ir jcMolc dalle csMd tutto quanto può toraaro a profitto dell' Istituto , ed 
inTÌgila a cbe i regolamenti d'esso Tengano osservati con precisione. 

1 pnb b iiei esami banno luogo in ogni triennio» ed alloca segue l'espo» 
•laiooe de'lerori 

n premio consiate in nn brodetto o cert^fRcafD Mt éeeMmtit§imm ef 

me» flwmìjiiftrufwwe , contrassegnato dallVjpirtlore dteurionaU e dal /Vd- 

ftMS9r9-^lir€Uor9j nel quel ArsMUe si dicbiara cbe Talliero Ao faUo U suo 

mrm con ìodt mi è ctipaee, arendo meiai, ad dprirt ojjkina per conto 



Gli scolari sono obbligati a presentaro al profeuov dùrHlovc in fine di 
cadautt anno un attestato del proprio parooo da cui risalti cbe fir^quen- 
taroiio b chiesa ne* giorni festiri, e si accostarono dae volte almeno ai 
aeramenti ; e ciò oltro alla fede cbe debbono esibire, di buona condottai 
leiigìoea e morale prima d'essere ammeml alla scuola* . 

Vi ba on oo i isorie f«oloiiiarMi per. tutte le classi della scuola medesima. 

La scuola cirica di disegno ba prodotto distinti disegnatori d'arobl- 
tettura e d* ornato, cbe lavorano negli studii de' più riputati arehitetti di 
<|uesla capitale; disegnatori di storia natnnle, rbe furono applicati al 
K. Museo ; disegnatori di maocbine, impiegati in varie officine; cesellatori 
ìa argento , in broiao iti egual modo impiegati ; incisori in rame , tanto 
£ armi, cbe di figma e di paese ; ed intagliatori in legno, i quali lavo- 
Dno anebe per F estera 

Inciiori d'armi, orefici, argentieri, gioiellieri, confettieri, modellatori 
pi^eosi detti pUneaux per ornamento delle mense, arma jooli, i quali, oltre 
|i£irgnare pcKettamfnte un'arnRi da fuoco, sanno adornarla con figure 



^4 

« Àbeichi f d intagliAte a Knliiio : fiibbriMnti • di imMì; qatanMwbli « 
•Hpettaj, carrozzieri^ roarmorìni, ecc. 

Lft acQola darà, dalla ina apcrtora in noTCìbbrt, dopo S. Carlo, aiao 
fti 3i d' agosto. 

Da notenbre a f aaqoa, gli Muolari rìeeTooo l' integDameDto dalle ore 
dieci mattatine aiao ad^ an' ora pomeridiana, negli altri mesi, dalle aei fino 
•Ile otto matlatiDe, e cilb pr mmggior comodo (UgU artmrL 

I professori sono sempre presenti. 

La scuola essendo già grataita^ la città non somninistra nà carta, né 
matita, né colóri, né altra cosa occorrente al disegno. 

< Sassidia però tratto tratto gli senolari porerissimi, i quali aaostrano 
una distinta capacità ed un'ottima condotta. 

Queste 'brevi notine, che dobbiamo alla oompiaceoia del sig. Profià^ 
sort Direttore Palmieri in riscontro a' quesiti fstiigli, a mediamone del già 
citato sig. Conte Ponte di Pino, decurione di città, dimostrano , che la 
aenola civica di disegno tropoii in ottima condiziono ^ e eh' essa è chia* 
ìnata al nobilissimo ed utile fine di lar progredire fra noi le belle arti , e 
l'industria labbrile con qnel gusto dell'elegania e del bello, prima, dicasi 
jmro ad onor dd vero, in gran difetto tra noi, onde ne avviene, che la 
civica amministraaione nell' istituirla Jèco opera iUuminaia e benefica , la 
quale debbo' meritargli la riconoscenxa di ogni • buon citAadiao» 

Mendicità ùtruìta, 

L'Istituto della mendioità istruita è molto ragguardevole pe'beneficii 
che ne derivano. 

Fin dal 1743, l'abate Di Garemio ed il firatello Felice Fontana del- 
l'oratorio di San Filippo Neri, con alcuni altri nominr beneficenti, pre- 
aero a radunar poveri ed istruirli, allettandoli con qualche soooor a o a 
Tcnir ricevere l' istrosione. 

Un sacerdote, D. Lorenao Ghetto, ed il Alaroheae iti Bceaé eontinnarono 
la pia opera, la quale venne riconosointa dalla potestà siiprema con B. Pa« 
tanti del 5 aprile 1781. 

Dal 1789 sino al 1787, qnelki società di benelattori continuò nelea* 
ritatevole assunto , riunendo i poveri io una cappella vicina al chiostro 
de' Padri minori osservanti. 

Continuò quell'impresa, protetta e favorita dagli arcivescovi di To- 
rino e dal Governo, come risolta da varii provvedìowoU emanati a suo 
prò, sebbene cosi messi assai riiCretti ; ed anche durante l'occupasione este- 
ra, il Decreto Imperiale 39 dicembre 1810, confermò il rescritto dell' Am- 
ministratore generale del Piemonte dd a8 febbraio i8o3, il quale asse- 



«45 

|Mfa air iilttoto 1« cbieiA ed alUgoo «momiiIo dello di S, PéUigM p«r 
conlianare le icuole gratuite de* poteri de* dae mmì. 

IVel iSi8 provrinoiielmeDU, e defioitiTeineole col &. Biglietto 9 lo- 
glio i8a4f riitiloto prete maggior eoatifteiiiay derchè il Gotemo gli at- 
Irìboi V utufruuo dapprima, qoiodi la proprietà della pii^ue eredità del 
haDchiere Roano « il qoale prima dell' estera ooenpasiooe aTeta laiciato 
ogni aoa aoitaota aacendente ad aoa rendita di cirea lire 5o^o ano ne 
per fondare nn rìoovero di mendici, il qoale non eisendo aperto , ai ore- 
dette dalla pubblica aotorità supplito coli' istituto in discorso. 

Le scuole socoorrono poYeri mascbi eirea N. 85o» femmine 5So; totale 
per ora N. i4do% 

Insegnasi a' mascbi a leggere^ scrìfere e conteggiare, ed i p^mi rudi* 
sunti della lingua italiana. L'insegilamento è di qnattr'annl oonseetitÌTi. 
St provrede dall' Istituto a quanto occorre per la scuola. 

Onde iocitare i parenti a condnr?i la propria prole, terminati i qnat- 
tr' anni, settanta tra' maschi più distinti per buona condotta e per migliore 
snoeesso nett* istmaone vengono dalla* Diretione collocati quali apprendisti 
presso abili e probi padroni in quelle arti o mestieri coi maggiormente 
iadinano^ coli' obbligo di dare ogni mese boon conto di sé e di frequen- 
tare la cosi detta scuoia dammkaU per emi stabilita, nella quale mattina 
e sera vengono esercitati nell' aritmetica, nel frr note, acriTer lelleve, ecc. , 
e particolarmente nella dottrina cristiana* 

Intervengono pnra alla fnnsiooi religiose «ella chiesa dell' Istiloto : e 
per tenerli in freno è ad essi accordato uo sussidio meneaaie di lire tre, 
il qaaje è soiggetto a gradata diminnsiona in ragione delle mancante os- 
servate nel nese> e qi^ta diminuiione fatta a' discoli poneai ìm massa e 
•i distrìboisee al termine dell'anno, in premio a' migliori. 

Fra i settanta allievi, i quattro piò distinti per condotta sono elotti 
ftywMyiMilne, coli' ioosrioo di sopranlemiere agli altri. Essi hanno nn men- 
loale sussidio di lire quattro; ricevono finito il tirocinio mi promio di 
lire trenta, e sono, come tutti gli altri, intesamente vestili a spese del- 
l'Istituto con doppia muta si per l'estate che per l'inverno. 

L' insegoamevlo per le lancinlle consiste nel leggere, Mrivere conteg- 
giare, fiir note, quitante, camper lettere, ecc., e ne' lavori donneschi. 

La dorala dell' edncaaiona loro è fissata pura a qoattr'snni almeno, 
e per ritenerle alla seoola si accordano ogni anno quindici doti di lir. i9o 
cadauna, previo esame dato a quelle che contano qoattro anni consendtivà 
<n icoola; che hanno compiuta l'età h' anni dodici ; che sono state am- 
■Msse alla santa eomonione ; e ohe meglio ai distinguono per condotta. 

Qncata dote viene iasf iegata per conio della fanriolla presao la cassa 
^i risparmio, aè pnò riscootersi, in mi co' fratti, ehe in occaiione di aui- 
AmiAu. Statistica ^ voi LXXIII 11 



i46 

trimonio o di monaotsioiiey ot? ero qoando hanno compiti ▼entìeinqoe in* 
ni d' età. 

Gli ApprendUti dell' Ittitoto tono liberi di scegliere qualonque arte o 
mestiere^ tranne qne' pochi che potrebbero impedir loro di frequeotare U 
acacia dominicale. 

La dorata del tirocinio è dai tre ai quattro anni. 

La rendita dell' latitato è di circa lire 60,000 ^ impiegate nel maa- 
tenere le acooley nel proTredere l' educazione tecnologica e nel dar aooconi 
di vario genere. 

La apf aa de' acoolari Talataai aacendere dalle ^^ alle 4B lire pfr l'in* 
tiero corao de' quattro anni di acacia ; quella degli apprendiati, ai calcoli 
aacendere a lire 100 annoe cadauno. 

Per eaaere ammeaao alla acoola ai debb' eaaere poveroj aver anni lette 
almeno f e preaentare il certificato del va judo naturale ^ o delPioottlo 
Taccino. 

Le acuole de'maachi aono tutte affidate ai fratelli delle acaole eri- 
atiane; quelle delle fanciulle aono affidate alle religioae anore di S. Già- 
aeppe. 

Si calcola « che pe' aempiici acuolari de' due aeaai, un quarto tolUDlo 
termina l' iatruaione d^ anni quattro ; e quanto agli apprendiati un teno 
termina annualmente il tirocinio. 

Una i7ajgM Direzioni deiPopera preaiednta da eminente penooaggio è 
compoata, oltre ad un Vice-Preaidente, di dieci Direttori^ acpranteode al- 
l' oaaervania delle regole atabilite^ ed alla buona dìacipllna delle acoolcb 

L'Istituto deWik mendicità iitruita può chiamarsi uHlietimn j e coM« 
rendita ingente di che può diaporre é a credere che potrà aocceaaiTameaU 
eatendere i proprii beneficU, e migliorare i riaultamenti già molto profit* 
tCToli conaegniti* 

Qoeate notizie anlla mendicità iatmita noi le dobbiamo alla conpia- 
eenta del noatro collega nel Gonaiglio di Stalo aig. marchete di Maatiaiino, 
ano de' direttori del Pio latitato. 

Bitiro di S, Giovanni di Dio detto delle Roeine, 

Queat' Istituto fu creato dalla Roaa GoTona in Mondovi nel y^lfi»^ 
in Torino nel 1755 > per ricoverare 1^ ragazze pericolanti e setae maiis 
ónde mantenerle decentemente col prodotto del proprio layoro, e col tnf- 
fico degli oggetti da eaae fabbricati* 

La concorrenza delle manifatture particolari^ ed i perfezionamenti mfo- 
canici introdotti in eaae furono causa che l'Iatiluto, dapprima ^So'^'^ '*'''' 
tua mani/altura, è ora decaduto a$$ai^ onde fu ooatretto a conaumare al* 



«4y 

cttDÌ apiuli^ ed a toppria^re dao ette figliali apeirte floo a qocttl teapi 
la MoodoTl ed io Fouano. 

Le ricoverate, loUe iemmide, sono accolte volonteriamente per tolte 
h vite, ed imparano le arti dtvene cai poMono estere applicate, le qoalt 
aiti sono la fabbricatione delle pannine, de' nastri, la filatura e torcilnim 
della sete ed ogni sorte di cncitora e di lavori donneschi ^ oltre «Ila sar- 
lotena, agli arredi di chiesa, e ricami. 

La dorate del tirocinio è relativa alla capacità de' soggetti. 

Quanto alla oonditione saniteria si osserva assai boona per le giovani 
die entrano nel ricovero con ottima salute, ma facilmente queste scorgesi 
alterate, sicché si calcola da un quinto al sesto delle ricoverate in isteto 
viletadinario, ed un decimo in isteto abituale d'infermità. 

Le ricoverate sono circa aoo j costeno circa 5o cent, di manuteniione 
al giorno; hanno alloggio, vitto e vestire discreto e conveniente; debbono 
lavorare ogni giorno peli' Istitoto, ad eocealone di quattro ore libere la- 
sciate ad esse onde lavorare per conto proprio. 

Una quote minima di lavoro è ad esse fissate pel lavoro in comune. 

Le pene in caso d' insubordinaiione grave, sono l' espulsione dal ri- 
tiro, e per le altre tfasgremioni minori, il digiuno, la pubblica emenda la 
preienaa di tutte la comunità, e la proibisione d' osdre. 

Le ricompense sono la promoaione al grado superiore di m^nfra^ al 
quale grado è attribuito un miglior vitto. 

Quattro Direttori, oltre la madre' o soperiora dell' Istituto, e S. E. la 
dama d'ooore rappresentente S. M. la Regina prolettriee immediate deW 
l' Istituto, soprantendono ed esso. 

Un Se g r e t a r i o della Direiione cura l' eseensione d' ogni deliberaiiono 
d'essa. 

Questi brevi riscontri dimostrano che l' Istituto in discorso altre volte 
ptà fiorente tiovaaì di presente in condisione meno felice. 

Recentemente fu ideato d'applicare alcune delle ricoverate alla Dire- 
none delle jcuole infkntUi, onde ne sarebbe conseguito un bene pe' fan« 
dolli d'ambo i sessi e peli' Istituto medesimo, che avrebbe procurato cosi 
r vtite collocamento di molte fra le altre ricoverate. 

Ha debbesi lamentere che alcuni ostacoli scoraggiarono la Dircaione 
al ponto di farle deporre tele pensiero. 

Ritirù délUJlglk dÉ*mUitarL 

V«rso il 1770 il teologo Contino cominciò a riunire in poche camem 
appartate alcune fanciulle de' militeri per sottrarle a' pericoli cui andavano 
Mggeite ne* quartieri che abilàyano. 



i43 

Coa K P«l«liU M IvgUp 1779, il ritiro fa «pproTtto dil Govem 
po»to tolto U R. protesione» e prof^eclato di im'appoiita tminiiiiitniioBe, 
rìtUfatliU poi c&n IL Biglietto 7 nwno i8i5. 

Qaeft'JttitQto riooief^ aeMtntadoe fimoioUcb figlie di militari^ le quii 
aooo cdaealo nel toMer tcle^ e oe* lavori teiaiiiiili di eacitvra e di rict- 
noy tatti eiegaiti aeir btitoto nedetino. 

La dorata del tirociaio è in ragiooe della oapacità. 

Quella del ricorcro po6 ciaere audio per totta la vita , parcbó con- 
linai l' attività b«1 lavoro: ae però i parenti poitoao provvedere albioi- 
aieteuo deUa faBoiqlla, temiinata V edacasUwe viene ad etti rimetM. Al- 
ito ai oolloeaao in natrinonio, neUe omo privato conventi eone ci* 
meriere^ monaehe e aimili. 

La oonditÌ9n« lanitariik dello AnciaUo otierv^ti otUnf* L' allogpo,3 
vitto ed il veatire uniforme fon provveduti dall' lakituto in <|Qantìià lof- 
flbiente e boona. La ipeta della maontcnaione rileva a oent. 73 al giorao 
per cadauna ricoverata. 

Un decimo del prodotto de' lavori è aiaagnato alle educande « ed io 
oaao di matrìmonio» d'eaae vengono imnietio allo doti dittrìboile dall' o- 
pera pia di S. Paolo. 

Il Grande Elemoainiere di S. BI»; il prima Proiidente delle Caiaen 
de' Conti ^ quattro direttori ed una dama diretlHoe «opranlnndono al boot 
governo dell' latitato. 

La doloetia preaiede alla diaoiplina intema non ottimo aonoeno, Ul- 
ohà mrimime tono le pnniiioni. Concedeai alla migliore condotte aa» ne- 
daglia d' onore. 

Qoeate notiiie dimoatrano» che il ràiro dnXUfi^ ds'mUàari tcovui in 
hwma conditone , ed è uno degli latitati di cui a'onora qoeata capitila i 
laonde vaolai deaiderame V eatenaione^ avolo riguardo al g^an nnnoro di 
fiiDcialle, che tuttavia abbiaogoerehbaro d' eaaervi Muneme. 

L' latitoto conoaeinto eoo qaeato nome è antidilniao > daoobà à h» 
memoria della aoa caialenia fino dal i$79 (t). 

Nel i58i la nobii donna Antonia Uontafia aoqnialò a nome e per cooto 
della compagnia delle orfane di Torino il caaamento dove trovui dipre* 
aente il moniatero; qaeato ebbe varie denominaa&oni ; fu poato aotto It 
R. proteaione dal Duca Carlo Eaunnele I nel 1583^ e aucceaaivamente oob 



dW i* 



(1) yédi Cenni glorki tutte pw9V9 ùt^fcum ài Torini 



legoto, ne 
per U éktÈioim 



«49 

fari! prorredimeBU dell' iolorilà errile ed eeéleneiiiet vemie &Torito , 
protetto e diretto al miglior fine, flnehé con apposito spedale regolamento 
approTato il 3i geimajo i83Sj fi quale riassnme le 
Tcnneit» stabilmente ordinate le diseipllne. 

Le rìcof erate sono in N.* di 90 , oltre ad otto 
iatcma ed a dne serre. 

Attendono ai lavori donnesehi eoli' ago e Éiaglia. 

Le affane, eompito il nomjeflo^ e gli anni iS di e^ anno definitiTa- 
aiente ammesse nel monastero per stare andie tntta la Tita m il PogUotm. 

Possono perfr uscire per eollooarsi in matrimonioi per monaaa8Ìone, e 
quando abbiano compita l' età d' anni aS» Aneon , pomono mar primm , 
mediante slavi persona , la quale si obblighi a dar loro oneHo fvoaftfo « 
mo tempo» oppure si rioonosoa ehe l' orfana co' meni propri! pnè conTé» 
meniemente e senta pericolo proTredere alla propria sniMstenta. 

Hod si ammettono orfiuiM , se non sono eseikti da difetti e dilbrmità 
nella persona , perciò d' ottima salute, rieoboseinta dal nMdioo e chirnrgo 
deU' Istituto. 

lì costo medio al giorno della manotemione di eadanna deUe rieoTO- 
rate è di lir. t . 

L'alleggioj il vitto ed il f«stife sono soiBeienli, bnonii e oome si eon- 
Tengono a giovani educande. 

Lavorano per conto de'pHvatl ed a profttto delFIUitutOi il quale eoi^ 
eeàe alle lavoranti il sesto del prodotto ed un premio annuale^ onde po4 
valutarsi ehe i 9f5 cinsa delP ifitiero prodotto è ad esse assegnato. 

n monastero dipende bello ifMiMlie dall'AMivesoovo » nel Isaipofftilt 
dalla Congregashne^ che lo amministra. La CofÈgngmiom è presieduta 
dal Vicario Capitolare , assistiU e protetu da un Upenare nominato da 
S. IL, composU di un dato numero di direttori e di dùr^urici^ parimenti 
eletti dal Re. 

VJmmtimMtratione è composta di nn déreuore^ che ha il titolo di «as»> 
aninifmfonr^ e di dne conHgUeri presi uno fra i sigg. dSreitari e V altro 
fra le d^uns direttrkù Esaa è convocata ogni settiomna, e provvede a quanto 
ooeorre pel buon governo dell'Istituto. 

• Le poniaioni sono miti assai , tranne pei oasi gravi , ne' quali si fii 
loogo allo sfratto. 

Negli anni addietro le orlane venitano impiegate per accompagnare 
le lepoltore. Si è rinunciato a quest' uio^ e credeai con qualche profitto. 

L'Istituto, di cui si è brevemente ragionato, si eonsidera aami ben re- 
(ftalato e di molta utìUtà per dare uno lUto ed un metto di sièssiaienaa a 
molte povere orfbne, le quAli, abba^OMie altrimenti, potrebbero correre 
fxm perieoiù 



i5o 

Seyùki noi mah é^ torth-muiL 

Nel dicembre i$34 S. E. il eav. Profana di Collegno « allon Preti • 
dente-Capo del Magiitrato della Biforma topra glLHudU^ ptopow al fte 
«l'istitnire una «cuoia normaU per gl'wtiltilon da* 9ordi*muiti^ allrìbaen- 
done la diretione al Mcerdota D. Francesco Bravo» il qoale già attenden 
da qaalebe tempo a Mfratta pia opera. 

S. IL accolte il beneBoo dÌTÌiamenlo» ed ordinò on attcgnamento alk 
acacia d^ lir. Sooo aiinne a carico del Regio Erario. 

Ancora, il 28 gennajo i838 S. M. ordinò definitivamente la icaola , 
ponendola tetto l'immediata tua proteiione» e commettendone la diresiooe 
• tre soggetti , nn Presidente e due Direttori » anmentatl poi al nanoo 
di qoaltro, approvandone I rriativi regolamenti con R. Brevetti 17 sdteai- 
bre 1838, e 19 febbrajo i839« 

Quantunque l'oggetto primario della scuola sia quello di fonssre 
mmutrì, per meglio riuscire a tal intento ricevesi nella scuola qnel do* 
mero indeterminato di sordo-muti cbe possono mantenersi gratoitammle 
a apese dell' Istituto » ed altri mediante pagamento di pensiona. I prìiai 
sono ora in nomerò di diecij, cioè sette maschi e tre femmine : gli sttri 
tommano a sette, oioé tre maschi e quattro femmine. 

Oltre ai ricoverati inumi godono anche dell' istrualone ventictoqae 
altri sordo-muti , di cui aa maschi , e tre femmine , i quali vengono alla 
scuola stabilita nell' Istituto. 

Finora non si potè stabilire nell'Istituto medesimo alcuna eduessiose 
tecnologica per difetto di metti, e si preferi di collocare presto aleoai ps- 
droni I giorani apprendisti, che vengono accompagnati alle rispettive bot- 
teghe ed egualmente ricondotti all' ora del pranto ed alla sera dal leno 
dell' IsUtuto. 

Le arti in cui vengono ammaestrati sono a scelta delle &mìglie, oos 
approvatione però dell' Amminbtratione. Di presente si ha un sarto , ano 
•tipettajo, un caltolajo, due legatori di libri. Oli altri allievi o apparteo* 
gono a famiglie agiate, e non intendono dedicarsi ad alcun mestiere, nos 
avendo ancora compiuto lo studio scolastico, ed estendo ancora in troppe 
giovane età, aspettano tuttora d' essere collocati come apprendisti. 

Le femmine sono utróite ne' lavori del sesso loro, si nel l'intento che 
alla guardaroba dell' ospedale di S. Giovanni^ prossima all' Istituto. 

La durata del tirocinio è varia in ragione d' attitudine. Si pai est- 
colar però al mmximwn di tre anni. 

Gli allievi ^ che pagano pensione possono rimaner nell' Istituto tutto 
quel tpmpo che i parenti giudicano necessario per Pistmaionc loro; qatUì 
in vene gratuitamente accolti debbono uscire compiuta l' istmiioQe religiow 



i5i 

9 ìéUenrÌM, ed iiD|Mrmto on meiliere. Procurati allora di collocarli pretao 
qualche padrone degno di maggior confidenuj ed è aacoedato recentetoen- 
ie, che un giovane legatore di libri^ gianto all' età di ai anno , edaoato 
oelb icQolay trovò un collocamento per cni gli è corrìtpoata la mercede 
di Ur. 3. aS al giorno. 

La condizione sanitaria de* aordo-mnti è generalmente buona j in otto 
aoni TI ti ebbe nn tolo decesso d* nn fanciullo entrato di compleitione 
graciliatima. Neaanna malattìa grave vi è succeduta nel detto tempo, qnan- 
tauque molti aordo-muti aleno entrati ed naciti dall' latituto anche prinin 
d' aver terminato il corto acolaatico, o per motivo d'incapacità^ o per de* 
terminaiiooe de'parenti* 

I aordo-mnti accolti gratuitamente costano al giorno lir. i. ii cent.; 
quelli a penaione di i.* claaae lir. i. 44; quelli a penaione di a.* claaae 
tir. I. 3oy non compreaa la Dianuteniione ^ lo atipendio o aalario del ret* 
tore, dei tre iatitntori, della maeatra aaaiatente, del aervo e della cuoca. 

I aordo*muti aono aeparati per aeaao , ed alloggiati per ciaacon aeaao 
in comune. D vitto è aano e anlficiente. 

fi veatire non è uniforme finora « ma ai mantiene dall' latituto^ quando 
quello portato entrando è logorato. 

II prodotto del lavoro degli allievi appartiene per metà all' latituto ae 
è gratottameote accolto, per l'altra metà all'allievo. Se queati paga messa 
penaione gli ai accordano i due tersi del prodotto del lavoro. Se paga 1' in« 
tiera pensione la acuoia preleva aoltanto il quarto. 

La parte del prodotto è attribuita agli allievi e collocata nella Cassa 
di Risparmio della città , aalvo qualche tenne prelevamento conceduto col- 
PaBDucasa delFamminiatrasione. 

n rettore ha principalmente la aopraintendensa dell' insegnamento af- 
fidato a tre maestri , già àtUetfi ditta scuoia nornuds^ ritenuti in essa men* 
tre altri ne uscirono sufficientemente abili ad insegnare altrove. 

Le puniùoni sono il digiuno, la prigione, un maggior la foro, le am- 
monisioni presenti i compagni ; ne' casi gravi lo sfratto ; le percosse sono 
vietate. 

L'istrasione consiste: i.* Nel dare le nosioni elementari relative allo 
sviluppo delle fiieoltà intellettuali, a.® Neil' istrusione religiosa e de' doveri 
sodali. 3.* Nella calligrafia, gramatica, storia sacra ed aritmetica. 

Questi brevissimi Cenni dimostrano affatto esordiente la scuoia de' 
sordo'muii^ e vuoisi sperare che crescendo la medesima in messi, o mercè 
d'ulteriori beneficti del Governo, o mercè di qualche lascito, potrà aumen- 
tarsi il beneficio dell' edocaaione ivi data, il qual beneficio tuttora aspet- 
tano molti degl' infelici cui tocca il terribile infortunio d'essere privi della 
favella e dell'udito. 



i5a 

Le Mtisie cbc precedono Mgli Islitoti delle Botim « delle fi^ àt 
miiiuui, delle potwFw opfine, e della weuoia mormaU da' mréo-muii, tono 
devute alla conpiaceaia del ng, ooote di Gaitelborgo> Segretario apo di 
•estoof oeiU regia Segreteria di Stalo per gli affari dell' interno e delie 
fioanie , il quale ce le ha faTorite coli' annuema del eig. conte GalUaii 
primo Segireterio di Steto per quei Dicaatero. 

Commvatorh ieUa SùffpèUòUt ouia MùnaUtro M £& ilMario. 

Oltre agli btiinti fin qnl deicritti merita d'etseve notato il Mona* 

suro del Rosario, chiamato anche delle SappelUnt, dai fondatore d' enei 

il fa Padre SappeUi, Domenicano» Qneei' iitHnto è no Conssn^aions di 

JanciulU si orfani eha no, •pecialmente pencokmti, le qnali irorami ae- 

colte nel numero di oltre il ceotinajo. 

Ivi tono educati a laTori femminili ^ ed istrnite nella religionei eone 
negli elementi di lettura e scrittura , per emero quindi collocate in ma- 
trimonio ^ o come serte nelle famiglie» 

Quest'Istituto, finora esente dalle dlsposiiioni dell'editto orgsoioo 
del 1836, per quanto ci viene assicurato, procede assai bene, e rietTs 
molto profitto dai lavori di cucitura e di ricamo cui attendono le rìoor^ 
rste in esso. 

Conduaiona* 

Abbiamo esposto ne* più ristretti termini possibili le notisie che ci 
Tenne fatto di raccogliere sull' ediMaaione tecnologica date negl'itiila^ 
cartUti?! di queste capitale, ed è consolante il vedere, come mereè d'sM 
nn numero assai ragguardevole di fanciulli poveri d'ambo i sessi rioeTC, 
oltre all' insegnamento religioso e morale, il meuo di campare, voleadoto, 
onestamente la vita , fatto che sia adnlto* 

Questa felice condiaione di cose iodica quanto sia larga fra noi Is ca- 
rità pubblica e privata , e come la proteaione e la beneficenaa del Prìn- 
cipe, mai non siano state in difetto al pio assunto. 

Potrà dirsi perciò si^fflcienie alVaducnùnns dsUs dossi povers» l'attuale 
ordinamento di cose, e potrà credersi quest'ordinamento giunto a qudk 
staio di psrfnione chs è conosduilo oUe wnan/B istUwùoni? 

Inclinati più a lode, impmrzials però, che non a biasimo severo od 
inopportuno, diremo che l'ordinameiito io discorso già in gran parlsproif 
t^de al bisogno, e vi provvede in modo re<afw>aeieiim buono, in msggiof 
o minor grado pei singoli istituti accennati. 

Però, che l'aumento delta popoUrione, specialmente povera, ^à cn- 
sccre ogni giorno la necessità d'educarla, onde sottrarta ai pericoli che le 



i53 
towMtuio^ e dai quali deriraoo fanetltMÌai« oootegoenxe per èssa ooam 
per l'ordine pabblieo. 

Aggiungereiiio non poterti dare baona edaeasiooe tecnologica, fenia 
die na stabilmente e definitiTamente ordinata, fin dai primi anni, una 
com^Uaa •dueaùoim ed Utrumfn» eUmtiUart^ la qoale è primo JòadarnvOà 
al imon snoceMo dell' insegnamento tecnologico. Essere quindi desiderabile 
che eolestà edueaaioM ed atfruM/ie etaeiilarv^ 'PP^B'^ esordiente fira noi» 
con metodi pedegogìd henùuui Tenga estesa , onde atnÌHH9mU e non pet^ • 
mU mkmiMo aia il beneficio, peicliè i bmm metodi moU emcwwm U buem 
mecmmj fj? imperfetti o eattà^i talvolta prodnoono effètti etieke féggien 
^cQa nessuna istrmione, la quale pur e sempre un gran dlanno. 

Dalle cose g& eomindale fra noi, o da tem^ anlieo, eoB tanta aa- 
▼iena oc^finsAe, dofeni presumere un kenimmto pmgressu andbe in quu* 
su parte degli ordioi drilt, te si riflette alla generale tendema degli aniiai 
che lo invoca con enisso votOj e se si pon mente alla nota e sperimen» 
tata MTÌem e prudente goremativa, la quale Jb aseoiula e h preugge 
con ogni suo eseame. Onde ne arr erte, che questa contrada potrà un gioruv^ 
giogoere a quella prospera condisiooe di dtiltà ^emlklsM^' li quhie alM- 
con sempre la felicità de' sudditi , mentre è la pie sieura cautela dèi 
principato, cui sono essi appunto divoti in ragione da' benefidi die as« 
«cara un provvido Gfovemo* 

A cotesto nobilissimo e pio assontu teuipre fdhmé rivolte te tfpeeu- 
laao&i de' nostri Principi, soeeesslvameuté santi Iti póteua ed autbrità, 
come in fiaosa di savj e di virtuosi , appunto percbè furono costanieeeente 
fTwindi e caritatevoli^ come forti e generosi 

Possano queste notisie giovare all'intento cui mirano d'aceertire il 
bene conseguito ; di promuovere quello ancora necessario ; di assicurare 
eoiì ano de* prieti elemenii della prosperità di questa nostra comune di» 
letu patria lUliana! 

TorinOj 96 luglio i843* 

PHitti. 



i54 

KACCOITA DI OFBBI UTILI. 

Torino j G. Pomba e Comp,^ finora voUuni io. 



F, 



ra le raccolte di opere frivole e peggio, ove alla «maoia di 
àOTÌla Teggìamo editori e traduttori porgere sciagarato pascolo 
dì libri sciaguraiitùmi, che la Francia no, ma la sola Parigi legge 
un giorno e getta da parte, è coniolante cbe alcuoo oe prepari 
un'altra I ove abbiano nutrimento e la ragione e il cuore; uni 
raccolta che, come vorremmo sempre le acritture, sia aodie 
una buona atione. 

E luTalto l'aio che, nelle imprese dei PomlM, si lodi l'edi- 
tore e si strasii l'opera. Noi (é ben chiaro), > non siam in quetta 
voglia; e le lodi all'editore in bocca nostra suonerebbero p»- 
oenteria ; onde vogliamo pioitoslo far quello che non sempre al- 
tri; leggere le opera, e oon benevola severità e con fraocbem 
^lassionata dirne il nostro debole ma sincero avviso. D'altra parie 
già molti giornali lian fatto plauso al divisameoto del Poobai 
l'ha fatto il pubblico ^ooll'aggradirne l'offerta; a noi reità ufiiio 
di storici. 



Su>ria dello seoperie marittime e continentali. Prima venim 
dall'inglese di G, Demardù. FoL 3. 

Quel che Arago diceva a proposito del Volta, die nelis Sto- 
ria filosofica delle scoperte, e nell'esposisiooe delle sottili oorre* 
laxioni, mute agl'intelletti volgari, nulla e piii attraente ìosieiBe 
e più istruttivo che il seguire il cammino degl' inventori, i' «v* 
vera in ispeciale modo rispetto alle geografiche scoperte. Come 
i desiderii crasoono via via che si soddisfanno, con nuove terre ti 
aprono avanti a chi una ne scopri; e di passo in passo l'aooto 
s'avania, dilatando il teatro su cui deve anche socialmeate ef- 
fettuarsi quella fratellanta universale che Cristo proclama». Oil 

m I paventati d'Ercole pilastri » 
p\h non frenano l'umano ardire; e da Coleo di Samo, che pri* 



i5S 

Bo de' Greci, foU' orme dei Fettkn, fsroò lo stretto, mn all' in* 
fante dea Enrico e • Cristoforo Golombo, le esploraxioni Terso 
Oocideate progredirono continue; talché le grandi scoperte del 
leoolo XV sono concatenate colle anteriori , tanto da parer qoal- 
che folta nulla più che reminiscente. Gli abitanti del littoralo 
nediterranoo sempre mirano terso occidente, e l'oritsoote si di* 
lata innanst ai loro occhi; prima limitato alla Piccola- Sirti, poi 
verso Tartess«>, il Poton del mando fenicio; che infine divien il 
paolo dì partensa per la scoperta dell'America. 

Quel piti grato esercitio dello spirito che seguitare i prò* 
eedimcnti d' un pensiero grandioso, e le impressioni che via ria 
recarono a svelare un altro emisfero? 

Colombo, abitando quasi ai confini del mondo conosciuto ^ 
vedendo partir di continuo flotte a tentare scoperte per Tic che 
egli non troyava le migliori; dal colloquio de' nariganti racco* 
gficndo fatti o notiiie favorevoli all' idea che gli bolliva in men- 
te; dall'esame de' cosmografi antecedenti e dal consiglio degli 
sslrooomi viventi è animato a dar corpo al grande suo divi* 
Mocnto. 

Ntìi^Eheietopedia Popolare^ edita dal Pomba stesso sotto 
U diresiono del traduttore dell' opera di cui parliamo , all' arti- 
colo J Priori recari Ja scoperta di Colombo come effetto d'un 
ngionamento suo a priori. Nulla meo vero, e la storia stessa di 
cui discorriamo lo smentisce allatto, quand' anche non wistesse 
il carteggio di Colombo , ove s' appoggia sempre a ragioni spe- 
rimentali, tanto die i suoi nemici se ne valsero per minuime la 
gloria. Moltissima cognixione, ma poca osservasione lo anima- 
rono ei tentativo ; fortunatamente l' errore stesso guidava alla 
•liooe, eoemando la lontanansa che dovea correre tra i lidi di 
Spagna le Indie Orientali. E Colombo erra ; ma per via in- 
oootra un nuovo mondo. 

Allora y come accade , quei che prima l' aveano dichiarato 
psno e aaaordo, sostennero che il nuovo mondo fosse già co- 
MMcioto, e che Colombo rubò i trovati altrui. E rinata ai dì 
isitri sotto nuovo aspetto tal quisUono; ma a noi consta che. 



t56 

per tteg«ye a Gobafbò iaiquMMttle db cbe taiprad«ateiiieBU gii 
av«aDO promeiao i Re» il fiieo oMittè un pracetao a Diego Go^ 
loosbc^ faceoda %i obbiezioni alla tooperta dell'Anerioi, iena chi 
T'appajaao qttcUa ebe ara gli ti obbiattano. Cbe se aoche Gn 
iaoibo conobbe la scoperta dal Yiiilend, ciò non legafaii od iM 
difisamealo d'andar ail'Iadia per roecidentes d* altra parte i lii 
hn arauo rariaiiiiii, a Golooibo ooo andava a paacare i idu« 
acriltL Inoltre egli stesao tende a provare la poaibilità della tm* 
perta, onde avrebbe addotto anebe questo (atto, se conoidalii 
l' avesse. I viaggi degli Zeno non vennero in luce che S2 m 
dopo la sua morte» 

Ma perché Colombo scoperse in consegnenaa di rifleisioal 
e rasiooìnii 1 giustamente é posto a capo degli scapritort , boa 
qoal semidic»^ siccome T avrebbe intitolato la Grecia; non qoak 
dominatore di potenaa soprannaturali, come avrebbe credoto il 
medio evo | bensì come grand' uomo cbe calcola, indaga, eiiti| 
delibera, si ostina, e riceve premio — - V ingratitadine* 

E quali prodigi non rivela l'America 1 Ivi dail'XI al XViecoh 
erano avvenute le grandi rivolusioni , terminate poi con quoti 
che di tutte è maggiérè» Ma cbe monumenti ci restino t chii 



Non é però vero sia perita aflatto la ratsa indigena. Dot 'eraiM 
eacciatori, come negli Stati*Uoiti o al Brasile^ ovvero osde erraall 
fuggireoo la vicinansa degli Europei, dietra le catene degli Al 
legaoia e il Misaissipi e il Miesùri } onde gli indigeni non faaDi 
etorta. Ma fra i moManeri delle Ande , al tféasieo^ a Qeito, I 
Perii stavano popoli agricoli e inciviliti, con società più me^ 
avantate, onde rimasero: nel Meaeico Ve ancora 1,700,00011 
digtfni purt^ che crescano a proporsione degli altri: salvo qoal 
che grande città , la fisioaOmia del paese è affatto iodiaaa \ 
Measico, a Guatimela, a Qnito, al Perù, a Bolivia, con vaiiel 
di costumi e lingue* 

il leggere le aooperte e i ▼taggi e un de' piaceri più vi' 
della letteratura uoderae; e per guatarlo varrà aiaai queale oM 
pendio, cbe reca con brevità, epplif con eaatteiaa a aonosoera 



i57 

im^y d«i primitif i fin agM olliini , da Giatoiie 6m a qaallo ^ 
tornafa lalvo dalie oona raoMlÌMÌve, par periva tcatè iìMÌ9ii 4i 
OD deplarato dUaalro» nel rìtomo da od passaggio» 

NoB sappiaoBO pecche nella «anioBa. aou tiati aoff nnato ii 
nome dell' anfora (i); e avraoinBO deiidarato «ha il «ig. Da Nbll^ 
dìi aveste aggìttoto aaahe i leotatUi falli in quest' oliimi anai, 
«a per oercara of tinataai^pnla il passaggio al oord , sia par p«- 
Bctrare ad enor dell' Africa, del Caucaso, dagli Imalaya, «a p«r 
•ceertare V esisleaza di quella terra aotarlicai cba pur Usti d^ 
diiarafasi no sogno , do' impostura , o oo' illiiiiooa » oan altri- 
Dcoli che r isola di San Braodaao. . . 

Non i che io Italia do«o gli aotori si pemattaoo di diahiavar 
selle loro prafaziooi. che 000 iiaono studiato la liogoa,. nw PQ^ 
acMconii di stile. E passi ancora qiuMido si trattasse di qualche 
gran peoialoie, che si basa talmeoto appaoCsndito io.u«p «|«a- 
djo, da fini perdooare la Dfegligansa astcaiara, o da laiiciaf dir 
BCDticsre il nesso oeceisano fira il peosiero a la parola. Ha qoar 
su sfsodatiisiasa umiltà la ci occorra fio in. opere di lettaraturay io 
rsGcoDtiy io «lorle; che pili? fio io tradusioni: quasi coodisiQa 
prims della Iradusiooa non fesse la conoscfosa dalli» dive tior 
gae. Se questa manchi, qual merito resta al traduttore? Pifisiaai 
altrui, e sconcia veste i^ non aTrem che ad aocomuoarlo (pralasii 
000) a quella cìurmay le coi farsioM dall' ioglasa, dal firaoceae 
t (te Dio ci scampi) dal latioo, non son aha successivi attailaM 
figooraosa. 

La tradutiona di questa ed altre opera dalla lodala raaeoUa 
H» dof Qte all'onoratola Gaetano Da Marchi, il quala ha vololD ftr 
•ch'egli le sua professione, a non v'aea mestieri* Banchi uomo 
h Icago aveixo cagl' Inglesi pili ohe coi eov^mtrioti , maneggia 
s Uogaa nativa coir onesta franchessa che, non forse ai padaa^ 
i) ma dee piacere a chi ama lo scrivere sicuro, chiarore pao^ 
fno, quand'anche non elegante. Ciò non ne toglierà^i fer os* 

0) t W. Dcsbofoaih Gao|ey 



•enrare, come noo ghulameiite cgH i^atteoette all' ortogrifi» in^ 
glete nei traaeri?ere acmi proprìi straoieri. Per qaeH'kicerteztt ia 
coi han gettato la liogaa nostra i pedaoti, voleodo farne au 
non io qual cosa, diversa daoìòche uoieameote costiluiioe una 
lìngua , cioè V essere parlata , noi noo abbiamo ancora detenni' 
nato se confermare alla pronontia nostra le parole straoierei 
come fanno di fatto e Inglesi e Francesi. Però il fraacete e si 
getieralmente conosciuto ; è ù comune il vesto di tradur dal 
firancese i tedeschi, gì' inglesi , gli arabi, i ohinesi, che oooiaD^ 
mente vediam i nomi esotici leggersi con pronuntia franoeie. Mi 
è nuovo il darceli invece colla pronuosia inglese, la più biib& 
fica tra quante se ne conoscano. Quando il signor De Mirekl 
scrive JT hatreSf io non so come leggerlo : tal certo eoo è il 
sua ortografia io sanscrito; la pronunzia italiana sarebbe Cke^ 
triui io non so che in inglese Va suoni e» e qual valor dare all'i 
e alla sillaba e#. Così di Shampooing; così di Pawnee^ in coi i \A* 
tori non cooscii dell* inglese (e tali son a presumere quei chele^* 
gono una traduiione) mai piik non riconoscerebbero il Ponis ai 
il Fasi in Phasee, Eppure tal è il sistema generale del valeoU 
traduttore; dal qual pure avremoM» desiderdto, osei^ dire preti 
S0| ritornasse al primitivo italiano i nomi che i forestieri In 
dussero in loro favella, e dicesse non Giovanni de Plano Cdf 
pinis non Oderico de Porionovano (ad ogni modo sarebbe Por 
tonatone) f ma Giovanni da Carpi, ma Oderico da PordeatM 
e eoa in Lucas de Burgo e io altri, eoo tanto maggior ragioo^ 
In quanto disse Descartes^ UiUlerj Ranuu^ Sttfeit, ecc. io iuof< 
di Cartesio, Regìomontano, RamuiitUf Sii/eUus^ ecc. 

So che io fatto di sistema uno ha delle ragioni per tesi 
questo ansi che quello; e però io non m'esprimo che come d'a 
desiderio, subordinalo al senno del valoroso traduttore e al di 
siderio de' lettori. 

/ /aiti principali della Storia Universale narrad da G, G, Br\ 
dowi prima traduzione dal tedesco di L. Scbiapparelli. Vtil i 

Nell'intensione di comprender in questa raccolta varie stoi 



t59 
parlieDlari, vi si premife hi uait erMÌ€ di Bredow. Erro pciò a dirla 
Storia Oniversalc, giacché il lilolo origÌDala(i) e qud della tra- 
daùooe indìeaoo come l'autore Tolette foto fornire i fatti principa- 
Ji, qoaii uno sehino dotasi segoaDO pomnente i ponti più rile- 
vati. Pure il titolo è maooo Cfatto» giacché chi lo legge, crede lro« 
Tare una raccolta econneuM di fatti, mentre storia non può dirsi 
te non dove etti appajaoo legati in modo, da presentar una con* 
cateesaione, o almeno successione. Ora il Bredow non ta tra quei 
volsari che il titolo darebbe a credere , ma scorre la storia del* 
romanità, mostrando il progrestÌTO suo risorgere o sorgere dal 
priioo scadimento, e accennando i fatti che, non uno dietro Pai* 
tro, ma uno In fona deiraltro, fecero inoltrare la specie uma^ 
Ds. Non Ittlti però, ma solo i pili notefoli, e questi alcuna volta 
disposti con cronologia staccata , altra raccolti sotto una veduta 
«ola , e per cosi dira nel loro spirito. Avvicenda dunque il le- 
game crooologico col rasionale ; il che io credo sia troppo ne* 
cessano a chiunque non ravvisi nella storia un puro avvicenda* 
meato di fenomeni. 

Ma aessuno cerchi in Bredow né gli ampi svolgimenti d'un 
racconto delle Ticende dell' umaoité , né la potente analisi che 
sotto un punto solo le riduca tutte, come i termini d'un' equa* 
sjone algebraìca «d unica espressione* Pure anche per chi abbia 
letti molt' altri libri ^ piace e giova il trascorrerà que' discorsi 
preliminari, e ridar un'occhiata agli avvenimenti; piace, anche 
quando un arido esame vi contrappone troppa objazioni, il sen- 
tir parlare delle virtb di Alessandro e dei Bomaoi , e di quei 
fatti eroici di Ciro, di Semiramide, d'altri, spolpatisi nel laoa- 
bieco della critica, ma che in gioventti ci faoeano batter il 
caore» e d istillavano un nobile affetto dell'eroismo, che potè 
poi colla ragione volgersi a pib nobili oggetti e con meisi pik 
ragionevoli. 



(i) Umstiodlieher Enbalung der merkwordigeo Begebenhriten ani dar 
allgemeioen Weltgeichichte. 



i6o 

Se noi MpcuuDO obbietti? «iBeiile, batterebbe legger qoeiU 
irenlooe per coorieeerM ebe è fatte del tedetee, aoft dtl fiio* 
eeie, perpetuo e loiedeBMiaio loteratedierio, del qaele il tolgo 
de* tredottori ol dona e tredieoe eoebe i libri di elln fiTelle. 
QuMo be lepoilo anire le fedeltà ella frenohesie, e fenieooo* 
•eere «tebeao lì dove ooo fa che volgarisierei A dote è coitretto 
e oonipeadìere. 

A libri di «Olii falle o non bisogne far ennoteaioni o troppe. 
CU no» ha qoeiohe oote de dire topre detenne pegtna d'uoa 
atorie generelef Che te poche te ne faecìeno» «eno precise, esat- 
te , per corregger errori di fatto , o toggerire un libro inpor- 
teme. 

Teli oerto non touo quelle e peg. i8 del tredattorc; dì 
quelle a peg. 5; 4enlo pib con ciò eh' è detto e peg. 169: eitdo 
ale delF^tore quella e peg. it^ ma meriteva certo oorretioiM, 
non cooiprendeodotl come mei i corelli tien una jot lame noi* 
Ueda^ delia grostewaa di una goeda di laiie. L peg. 3i il tra- 
duttore non t'eccòrte che Teutore ti riferitce et vertetto 7 del 
cepo HI del Geoeti. 

Tutti eonoteono il MotUc Swo e Nepoli; onde a ptg* tS 
de^ea chiaotarai eosk, non Montegee Nuove; ne dire che a«wi 
ma che ha ia eirconfareoia ivi indicate. 

Io non approaeffci nemmeno il trelttciar una teorict del- 
Teutore, o^me ù face rispetto alte formeùone del liegotggio. 
Gem'' io la peMi Mt questo fatto» noi dittimnlai; om te voi, per 
«kiione o per iena , tacete quatta dottrine di Bredow , diii 
eegno di approvar le ellrci che tpetto non tono meno arriachìou 
e ¥ane« Per etempio, eecettete quelle contro le oottiluiioDe re* 
pubblieene n pi 91 ? e k propotiaieno « il prime lingueggio h 
riveleto » non è eneore di quelle ohe postano darti per tssio' 
ma, e tento meno col ma che vi precede. 

Dove vi conte che il Nilo è singolare sopra ogni akros per" 
che cresce lo estate, potea ben mettersi una corresione fra nos 
dove tutti i Gomi tengono di tei netura. 

Avvertiremo che (e peg, 121) a' 39 febbrtjo 1841 cooniociò 



tSi 

ké miimlMani il ia57, non il ia56. E pura falw (a pag. m>S) 
'■éte lo tìmta di AlcMandrA conGaHM ■ lettantrions colla Unoia » 
■■zi il praeitf conlrmrìo. Un ma feriDiaind a oercar gli orrori 
ii dettaglio, fatica dei dappoco, e maniine in opera Inngaj taf 
Ita aia vero ebe da uà tradultora ■« h vorrabb* wrr«tlo un 
linao DDiaero. E vaglia» eroderà cbe il ng. Scliiappardì l' tf rfe 
htta icBEa vanta neoe. 

Storia lidia Le^Uuione ilatìana, di Federico Selopii. F9L I. 

Della Storia deOa L^itUaione ilaliaaa dal conu Federìeo 
Sdopia, tardivo troppo aarebbe il parlare qui, dopo che e que- 
llo giornale medeumo ed altri molli ne ragponaroaoi noa retta 
dunque che iàr voli, pardi prontacaenta voglia oeutianarla, par 
darvi quel eempioMalo ebe troppo è ooeeHario onde aagniUa r le 
il tìtolg ebe porta. 

lolanto perb lo aleno Sdopii, noa dìrtolto dai lavori tet> 
lerarii per le gravi fatiche della magiuratura, offri al pabblieo 
on altro librìdan Della Juiorità Giudiciaria (i), malaria noo 
piii, ch'io tappia, trattata fra aoi dilli ntameale. La coaaidara 
egli loltaato rìapalto alla moaarelua pura, il ohe rande patsiale 
il Kio trattalo; le non cba lo loogioaa l'aver diretto te mira 
^wcialmenle all'Italia, dalla quale pur volle toglierà il pili de- 
gli eaempL Hon occorre dire oom* egli *i molili alb giornata de' 
lavori foreatieri in tale propoaito, a quindi ouarvi oon quella tB> 
Ttra né perb diidegnoia critica, cba naace dagli itudii linoerì, dalla, 
largfaeasa della vedute e dei paragoni e dalla conoseeoM della 
praliefae applicatioaì. 

Hoo portando l'oggello di qneu' artinolo eh' io antri ia iipe^ 
cìale dbcorso del libro antinneialo, del quale altri avrò materia 
■l'ocenparai, fa al caio mio l'iodicare ai lettori il capo VI ove 
tratta delle Iitìlaaioai giudidarie in Italia. Il Me7er, del quale 



<i) Toriot, FoDUn, iSfi. 
Amiati. Staliitìeat voi, LXXIlt, 



t6i 

altrove a luogo io ebbi a favellare (i), dod credette degne deU 
«uà altemione quelle degli Italiani; eppure precedettero le ou- 
gliofi degli altri popoli ; eppure in esse si riscon^oo dui, di« 
soli possono dare la ragione di molte istituzioni , divenute co^ 
moni air Europa civile. Qui lo Sclopis non la che mettere m pro^ 
ipettiva alcuni punti cardinali, e che danno il carattere delle le^^ii 
presso i varii popoli della penisola; ma ci consola colla promesn 
di trattarne a pieno nella Storia della Legislasione italiana, k 
quella volta dunque il recarne giudioio. Intanto lodiamo t'aolore 
d'aver saputo fare un libro corto; giacché é merito il rìoegare 
all'amor proprio che spinge a metter fuori tutto quel che si u m- 
vra una materia ; e il dotto volgo sprezza gli opuscoli , come iaono 
1 librai, sensa sentire quanto costi II restringere in breve il firotto 
di lunghi stodiiy e rassegnarsi alla modestia di parer inconpiati 
a quei molti, che valutano te opere dalla grosseazn del toIoom. 
Beccaria non die che un libretto della mole di qaesto. • 

Storia del progresso delie sderae fisiche e tnatematiehe 
di Baden-Powel, tradumone di GaeUtnù Demarchi^ voL r. 

Restringer in un volume la Storia del progresso delle tdew 
fisiche e matematiche dai tempi piìà amichi sino ai presenti^ come 
feoe Baden-Powel, indica già che non potrà uscirne se non open 
incompiuta. £ tale è veramente queita, e maséimamenle l'iulii 
può recargli accusa di grati ommissioni| che si sarebbe decide* 
rato vedere supplite nella bella traduzione. Non dubitiamo perb 
di sostenere che non sarebbe possibile il trovare sotto mole n 
esigua tanta copia di notizie positive ; e queste esposte io modo 
che legat ipsa lycoris; degno in somma veramente di entrar ia 
nna collana di opere utili. Perocché Tautore, versatissimo oell> 
sua materia, come si richiede per esporla breve e chiarameDte, 



(i) Nella Ròfitia Europea. — Spirito, origine e progressi ddU itti»' 
uoni giudiziarie dei primarj Stati Jt Europa \ di G. D. Ifeyer. 



i63 

■ 

la liberò da tulle le forme matemalicbe, che ad alcuno parreb* 
ècro ioeTÌtabili ; e per paragonarlo a un libro che nestnoo igne* 
n, fi portò U chiarersa dell' Algarotti nel Newtonianisnoo, con 
meoo lascivie di stile e maggiore precisione. 

La storia delle tcienae è quella dove più ebe altrove ap- 
pare innegabile il continuo procedimento dello spirito umano, 
giacché, ccMsquittata una verità , non va più perduta ; è più Q 
DcDo dilatata ; più o meno indugiano le sue applioatiooi ; ma 
da quella prendono le mosse coloro che ad una nuova ii io- 
camminaoo, e non contando I passi di quei cbe traviano o ebe 
ritornano sul passato, resta la splendido via segnata dal nono 
immortale di coloro cbe un nuovo passo fecero dare alla 
sdenta. 

Io questo l'autore aveva già dal proprio soggetto tracciati 
tre riposi , diremmo Ire epoche : tutta I' apticbilà sta dinansi al 
primo, con quelle aroane orìgini di dottrina, stupende a conqui* 
itard nei primordii d'una civiltà nascente quel ci dilettiamo di 
figurarcela, ma al tempo stesso in forma di frammenti, dei quali 
e impossibile assegnare la concatenazione. E questo resterà som* 
pre un irresolubile problema per chi non ricorra ad un popolo 
anteriore perito, ciò cbe al fine non è che un allootanar la qui* 
stione sensa risolverlo ; o ad una rivelaiione , non dico diretta 
qoal da maestro a scolaro , ma comunicata insieme colla paro* 
ia, ovvero compresa dall'intelletto quasi divino dei prìmi uo- 
mini, illustrato dalia immediata presenta della fonie d'ogni co* 
gnisione. 

Segue il medio evo, mal avvisato da taluni come la toarfM 
t ogni disciplina , mentre si può asserire cbe non una o' era 
perita, e che molte trovarono eultorì, degni di stare Ara I grandi 
Mopritori della verità. 

Up Italiano oTrebbe cominciato la tersa epoca da Galileo ^ 
il quale applicava l' induilone e lo sperimento alle sdente na- 
turali ben prima cbe Bacone le prodamatso er§ano nuovo; Ba« 
cote, il quale poi derideva e riprovava le grandi scoperte cui 
a era Irrivati prima da' suol aforismi, Powel la eomincia da 



i64 

MewtOD , t durante queiU i passi ion coù gigaoteschi , clu 
1' uomo ftupisce delia propria tua potaoca, e misarando gli spt* 
sii pereoriii iragheggìa quelli che ai figli oostri rettaoo ds esplo- 
rare. 

Nella tlorìa delle sciense due vìe ti aprooo» come in ofo'al- 
tra; quella degli uomioi e quella delle idee. La prima alletti per 
r amici£ia che et fa itrigner cogl' IUu«lri, quaodo «ia fatta • do- 
xtrep ma é loataoa dal produrre P effetto più desiderabile, qad 
Debile piacere dell' intelligenza che ai gusta nel vedere i tocoei* 
aivi afoni della verità per venir in luce e per trionfare. Diteoii 
Ja ttorìa d* uomini auccessivi , e avrete racconti sronnesiì oone 
tutte le storie della letteratura italiana , sensa elevate otteru« 
aioniy oe'grandiosi concetti. Mostratemi l'accordo delle varie pini 
^del sapere } e come da una verità ne sia geoerata un'altri, e 
dal noto procedasi all' ignoto ; la mente mia sente ' la sua ao- 
biltà.y e dalle strade altrui apprende ad aprirsene di naoTc. 
Che nel secolo. XVI i grand' uomini fossero mandati aU'iaqoi* 
aisione, come nel XVIIl alla Bastiglia e alla ghigliotina, mi può 
interessare come uomo : la scienaa non vi bada, se non io quanto 
ì trionfi suoi riescono più splendidi fra gli ostacoli. 

Powel , piuttosto che all' ordine storico de' principi! , i il* 
tenne al cronologico degli uomioi , il che talvolta nuoce al pre- 
ciso concetto della storia, la quale nelle sciente non e altro die 
la serie de' loro progressi ; e tanto più ohe, occupandoM delle 
sole scieoze precise, trascurò quelle che da vicinissimo vi si con- 
nettono , e con cui ebbero pari fortuna. Ma dò che perde in 
precisione acquista in interesse, giacche invece d'un ente attnt* 
to, mi pone innanaì questi uomini, che giova sperare saraooo 
dalle generaaioni venture chiamati eroi e grandi, invece dei di- 
struggitori delle nazioni o delle libertà. 

Diseono prelimùuire sullo studio detta filosofia naiurak ; 
di sir John F. W. Herschell, traduzione di G. De Msrchi. 

Il nome deirautora basta a raccomandare il Discorse suBo 



i«5 
Uadiò iflla Jllotofia naturale di Gtd. Henchell, poieU i diseortt 
preKmiDarì e ì riassoDli , antichi esser Bbbandooati a gente di 
mestiere^ qaasi maalfaClura dì atosalco e opminessOy non possono 
bme condursi se non da chi tatta e a fondo possegga la Date* 
ria. Ogni riassunto poi è più faclloiente censurabile per dò che 
oninite, che non apprestato per quel che contiene^ e legge, o 
necessiti, o torto d'ogni discorso preliminare si è l'affermare 
più che disootere , 1' offrire asseniooi generali piti che esporre 
Uxìi distinti. £ poiché gli i altrettanto irero quei che Condorcet 
dicera che Nowf sommes parvenus à ì^ipoque ou les scknees de 
mandeni à étre expoiiei dans des tahUaux qui ks résument , 
ìbW epiloghi non possono domandarsi che a persone cai possa 
crederu sulla parola , quelli cioè che in ciaKuna sciente sono 
eceeikenli. 

Henchell, grand'astronomo insieme e grande 6sico, e inol« 
tre (cosa non rara fuor d' Italia ) felice espositore, tratta la sua 
materia colla lueidità d'una mente sicura, coli' entusiasmo è* un 
diletlsnle, e eon quella fiducia nel progresso futuro, che non 
lorge da vaghe fantasie, ma argomenta di passi già fatti ai futuri, 

E piace ancora veder Fautore, non di proposito come en- 
trò di moda , ma tratto a tratto, e quasi sotto un'indeclinabile 
ifpiratione, elevarsi dalle cose create al Creatore, dalla scena al- 
l' attore^ dalla materia greggia alla polenta dell'uomo, creatura 
d'ittioto, di ragione, di speculatione , che compie la sua mis- 
tione domando la natura , e facendo prevalere lo spirito alla 
materia. 

Co vi sTvisa quanto l'autore sia lontano dal tenere quella 
definitiooe di Smith, che il filosofo sia una persona il cui me* 
itiero è non far nulla e speculare su tutto. Le meditationi del 
filosofo non sono la guida del pratico? non é egli necessario il 
P*i<*ggio dalle idee astratte alle applicationi usuali ? forse si àk 
Doofa conquista delle seiente fisiche , la quale non entri tanto- 
sto nella tecnologia f La fisica vi insegnerà a non perder tempo 
io teotamenti impossibili ; ne' possibili vi assicura da grivi er- 
rori ove potreste incogliere usando metti o contrarli o inadeguati 



.i66 

al fine ; fi dirìua per la slrada pili facile» più breve» più 
Domioa, più efficace ; vi joduce a tentare, e v' aiuta a ett^ire 
oose^ ohe mai noo avreste tema di essa intrapreso. Dae tooperte 
d' oggi, il daguerrotipo e U galfanotipia, sono preciso effetto di 
studii Dalarali ; e le loro coosegueose a noi paiono d' immeiiso 
rilievo. 

Ora io Hericbel voi trovate una serie di fatti, dove Toooko 
tanta, e o vince la natura o fallisce ^ e voi ingrandite agli occhi 
vostri propri! nel conoscere quanto può l' nomo , e rientrate in 
voi per considerare le vostre for^e , e invogliarvi a misurarle 
coi fatti ; — i fatti, che sono 1' unico termometro della poteoaa, 
che che ne ciancino coloro che si mostran grandi al colto volgo 
col censurar chi fa, e dire che vogliono fare^ e che stanno facat' 
do. Ma come voi vi provate a ravvicinar ai fatti le teoriche^ ecco 
ogni arte esporvi un problema \ eccovi alla assurdità dei me- 
todi pratici tentare di surrogar i rasionali; eocovi chiedere per- 
ohe la riviera di Salò sia tutta coperta di refe , eapoato lon* 
f hUsimamente all' aaione scolorante del solej perchè ai vasti re- 
cinti e s) diuturna opera s' impieghi all'imbianchimento della ce- 
ra, quando la chimica offre un agente di subitaneo effetto ; per- 
chè ingombrar lo stomaco con una massa di corteccia peruviana, 
antiche contentarsi del suo solfato ; perchè le ceneri della apo- 
gna coatro il goaso, piuttostochè il principio attivo di esse , lo 
iodio • • f • • • 

Così argomantandO| V nomo troverà la lam|>ada di sicureat* 
sa ; il battello di vita, i fari alia Fresoel, le disiofesioni del clo- 
ro, le maschere di filo d'acciajo calamitalo per quei che lavora- 
no agli aghi, lo zucchero di barbabietole gli altri raffina- 

trenti dell' industria recentissimi. 

Or un discorso che vi fa passare coatinuamente tra le me- 
ravigliose conquiste dello spirito umano, quanto non è più at- 
traente, quanto più degno del secol nostro, che non quelli dove 
son contate battaglie e conquiste! La stpria, dopo cangiato si* 
stema , confidiamo che cangerà anche protagonisti. 



»6f 
intruso dello spiriio umanOf seriUo dal doiL Loigi Cicoooi^ 

voL 9. 

M»goaniiDi è la compiaceoia dell'aomo nella conquinla dMm 
verità pura ; incaleolabili le applieationl ebe te ne potranno fSi« 
re; e quel Galileo che era burlalo del frate perché stava gmr- 
diodo il cielo (i), ivi scopriva que' satelliti die al piloto, tra* 
veno le tempeste» additerebbero infallibilmente lajsua posi* 
lime. 

Ms quanto mirabile non è il vedere qoest' uomo slesso , 
fsaiehioo entei buttato ignudo e debole in messo al creato, 
radarsi industriando per guisa , da attuare quel dominio sulla 
nateria die il Creatore gli aveva attribuito 1 Dal primo ó\ che 
fo felegato sulla terra ad espiare e migliorarsi e vìvere nel sa* 
dor della sua fronte , cominciò la gran lotta fra lo spirito e la 
materia j dote gli avaniamenli sono attestati dal sempre ere* 
Mente potere ohe ottiene sovra la natura. 

Lo spettacolo di questa lotta fu il magnifico tema soelto- 
dal dottor Cioooni , bello scrittore sì in italiano A in francese , 
e che coche pur ora ha arricchito la patria lelteratora con un 
fi qoe' romanzi scarsi di numero , ove , piuttosto che la Irivia- 
iilà d' accidenti drammatici, si cerca la rivelasione del cuore, la 
pittare dei caratteri e gli svolgimenti d' una passione. 

La storia, allenta a registrare le grandi sventure deiruma- 
niià, e le guerre^ e gli eroi ed altre pesli^ ha trascurato di dar» 
Botìsia degli inventorì delle utili arti , e tra II bojo delle oeu* 
^hietture é costretto il Gcooni ravvolgersi a supporre le origini 
dove la fantasia di poeta non l'ajota tanto, come f esame dello 
rtato dei popoli rosai. Trovato il ferro e il fuoco , segue inda* 
gsodo come 1* nomo operasse solle cose animale , colla caccia e 
h pesca ; 

Sulle inanimate, colle manifatture e la navigazione ; 



(i) Viri Galilei qoid itatis aspidentet in codam? 



Sol misto delle due , eoli* egrìcoltaray cui •' attiene fedu* 
caiioae del bettìame , e col commercio delle materie e degli 
animali; 

triplice e compiota distiosione , che gh offre modo di sfi< 
lappar le idee del commercio e del cambio, atteoendon alle dot* 
trine economiche I meglio rettificate dai moderni. 

Entra poi ne' campi storici , ove non più iodovioare biio* 
gna» ma argomentare sopra scarsi cenni ; e, per esempio, quando 
nella patriarcale avventura dei figli di Giacobbe è ricordata oaa 
carovana che va in Egitto recando le merci dell'Indiai ?oi siete 
fatti chiari che, già in quei remotissimi tempii erano collii due 
poesiy e ricambiavano di loro produsionij ohe erano già duoipe 
tracciate quelle vie del commercio, che migliaja d' anoi furoso 
battute, sin quando il giro -del Capo di Buona Speraass caogtò 
diresione non solo^ ma natura al commercio. La storia di questo 
é il più magnifico episodio che possa staccarsi da quelli degli 
umani avvenimenti ; capace al pari di tutte le erudite disquis- 
aiooi di Heerto e della iraconda declamazione di RaynaL 

Naturalmente all' autor nostro offrirono tema spleadido le 
città marittime italiane del medio evo , e la prosperità dei do* 
stri comonL Noi allora i primi canali di navigasione; noi Is bui* 
sola; noi i consoli di mare; noi i banchi; noi le colonie ; noi la 
migliore moneta ; noi le cambiali ; noi i codici marittiaii ; soi 
i viaggi d'esploraaione; noi i primi orologi; noi gU specchi; doì 
V oro filato • • • noi , dico noi italiani , altre glorie che ors pia 
non sono che ricordarne. Eppure le ricordarne sono pretioM 
parte d' eredità ; sono stimolo , sono spcransa. 

Quanto piace il calore con cui il Gccooi tratto tratto i 
anima all' idea della patria, per esultar delle sue glone o con 
piangerne, non femminilmente, la decadente! 

A pag. ao egli dà pel primo architetto Buono , autor d< 
campanile di S. Marco ( non mi piace l'udirlo chiamar duomo] 
ma dovea suggerirgli il Boschetto^ che avea disegnato la chie« 
madre di Pisa. Ivi stesso colle darsene di Genova non dovei ti 
cere il tempio del Battista. 



f69 

Ote dice che « éìh fide del lecoló XlIIla caDoa dello suo* 
cbero fb recale in Arabia, poi ìd Nubisi in Tjgiiìo e in Etiopie» 
no po' pili tardi la Tide crescere nel tuo seno la Siria, Cipro e 
la Sìdlia » (pag. 343)i noi ci perroettereoio di fargli a?Tertire che 
qaeiti paesi Tebbero aitai prima ; e la Sicilia che forse non dalla 
Siria, eooie ai crede , ma dall' Arabia ' la riccTette , la coltìTava 
anche odia prima metà del' XII secolo, in cui pure il solo Ray- 
Bal gliene fa merito. Il Rosario de Gregorio j nel XX de' suoi 
Difcorti iotomo alla Sicilia, e più un' opera stampata in Pater* 
mo il i8a5 col titolo Sul Richiamo Jella canna zuccherina in 
Sàìia e tìMe ragioni che lo esigono di G, F. e P. adducono 
proTe che ^à sotto gli Arabi questa coltura fosse in fiore; certo 
il Goole Dormaono Ruggero che li cacciò , impose una gabella 
sullo sQochero ; all' araba si denomina?ano molti slromeoti di 
quella ooltivasione, per esempio il makassar^ ciò i il trappeto da 
BDoflir is caona ; attorno a Palermo v' atea interi campi di can» 
Damele, e Guglielmo II net 1175 donava all'insigne basilica di 
Moorcale molendinam ad molendas cannos mellita quod sarad* 
Rice dicitur massara. 

Tali appunti ch'io mi permetto non tonno dire né che que* 
Ite ùeno V uniche' inesatteaze occórseci p né che , da chi tratta 
largameole una materia, possa prelendersi la precisione di ogni, 
particolare. E noi , dopo scorso con avidità questo volume im« 
parando o rammeotando , e incalorendoci alP amore dell' uma- 
nità ebe oe spira, lasciammo alla ragione ripigliar la sua seve- 
rità per desiderare piti concisione' di stile , talora pih .nettezsa 
di idee, aoiichè perdersi in quel vago, dove esse tengono della 
nnità, piti che della persona. 

Ànsi l'immagine poetica può talvolta velar l'errore. E dova 
il Cieooni, nel congedarsi dall'opera sua, saluta ritali»i, quasi con- 
gratolaodola che • non voglia imbrattar le candide braccia di 
regina col carbon di terra », aotto una bella figura si cela (o. ch'io 
Ulo) 00 pensier falso, — sfalso soprattutto alla conclusione d'un libro 
•te dell'industria son indicate a le onorevoleaie e i vantaggi E 
M la dileiia nostra ItaUa potesse dimenticarsi d'estere stata re- 



»7* 

ftM ptf guardar tir%vf epire ^si dbe al pMWtOf eirasHM^ ea* 
tiene jj|i VanH^ a J^re ansich^ a ricordar^: ^^ ^^f^P^ ^ f^*"^ 
gli è che boi rip<;tiaaQO mafores nostrii ed ebbri qet mi^ro orgoglio 
d'on tefàpo ch^ Ri. ivon proirvediamo al tempo che verrà» Non sea- 
tiaoi noi atierire ^atto^i da |iq iosentato patriottismo» che ftiain a 
capo ancora delle naziooj, ohe qqq abbiam bisosop d'apprender^ 
ilagli altri , di valerci degli altri I Potesse pur dunqaa T Italia 
camt>iar il ^uo maoio di reaina io farfetto dì maouM^ncel po- 
tesse dalle viscere sue cavare quella gran fent^ di riccbena e «ti 
potenia I potesse collocarsi fra \p ipd^stri naziooi com' era già 
tempo ! Perppchi f noi sta fitto nella mente, che lenz'iodustrìa, 
non possa darsi progresso vero di libertà ; at.téso che t* uomo 
prima d*ogn' altra cosa abbia duopo la certetza del sostenta- 
mento bastevole e abbondante. E questo pure potrebb' essere 
un nuovo punto, che al Ciccont s^ofFi'isse di considerar l'indostha; 
^ioé i suoi efTetti morali e sociali; e come spettasse le catene 
dello Schiavo, come staccasse 1' uomo dalla gleba, come creasse 
i comuni i come la costituzione inglese e la libertà americana. 
Ed ora 1* avvenire del mondo io che mani sta ? E il titolo del* 
l'ultimo capitola del Principe di Machiavello non potrebbe star 
lo testa airqltimo'del Cicconi T 

Io avea notato ^Itrè volte che nell'educatione odierna troppo 

...» • * 

pòco ii coltiva ne' fanciulli rimntaginacione; e proponeva dì svi- 
lupparlai non più d^i maraviffliost e assurdi racconti delle fate, 
o coli' eroisn^o esagerato di storie scoìastiche , ma coli' aspetto 
dell'umana industria. Quanloòl fanciullo non deve esaltarsi so- 
pra di sé allorché gli si presentino in modo conveniente i por- 
tenti dell' uomo , dai sotterranei dell' India alle cattedrali d* Ita- 
lia, dall^ pirami()i d'Pgittp al telaio delle calte, dagli acquedotti 
di Roma ai tessici di Jaquard, dalle tombe eloquenti di Pompei 
ed Ercolaqo Gno alP esplosione di vita che si sente a Birmin- 
ghani e Manchester! 

Ora tal c|uadro e dìsegi)ato appunto , sòvei^te anche in^r- 
nato dal Cicconi ^ e fnassinie allorché arriva alla postra etài , e 
trovasi innanzi il vapore, le cotonarie, 1^ strade ferrale, la sUm« 



Qi^^^o OMii ri vfidulQ cp^ /iipìdaiDeiile Cir oibn)v.«^ epur 

dirti maiio lo tcMOsiàto o ji' mr|t|gì«ii9 ^ « j /ctlooU di Biil>^g«« J$ 
b do^lnn^ <( OiapKaf. p d* A^ci^ i^rigfBr le pQìqìdc d^ tenitore, 
dd Uot^^ , 5^1 TOraja ? $ vm^tf$ HPQ f^n^ f juMa T i^plir 
cttÌQ9« dftU« ^eri^ |(|Mci«miv9 I ^ in «pai« Jw^Mimi #i«a# 
^ pn)eeMÌ .^1 ^iK^f pflll^ ipf^n4w Iw^WiC pfT. «KM f m^ if 
pelle fiqll^ tiptiVI^ op^p pei^i^^rvi appieop* Or jiavfoe mì coU9^ 
cano ooljlf fBpn^n jjn jfiaì q^ìmi ^Pi^e «i £«i il «a^ta» tHpM i'*» 
ria fica esclMfa dfi latti '} pori ; p^ if^od<UUl«. 4i ,lliiP«<V cpllf 
]ic«s4o«ie atmoilfr^Gf •' ncfimp^ V aiijofe^piUaf^ «Alla lonuc 
la tialora a. pffoclff^ pgifi po^i # i« pop|ue MttMéa^ i' PpVAr 
sioae d eopo^^lm * 

Coioo si potrà dalla miiofiif^iii ^^fro W Pfliir^^ i fil^tt PP* 
renili elle le tolgono la bella appareoaat oone letarli al tnllp 
cbe fplp n qnc^ffo pflta «^vviMil pregili T I^^^ $émi$é p^ pe i»* 
diebm i meiai. Io logbiilerr^ i bottegai ^ noo cbe gì* iogegoe* 
ri , bea a mano II regolo logartttntoo di Guolber per agetolar 
i caleotL 

Col toreUo iéraffiileo ioveoleto dal fraaeeiO PoìcéI od eee* 
gallo étàUf iagieeo Beasak, ei ha la p^eeiooe di i5oo atOMefc* 

rm per eoi w ^HÀo di 6<ofl Ù rìdine « uq pMgoo^ e 090 «MÌ 
li folidìE^ il g^B g^do ^i;bo|iÌ99,. 

Walt cpmiqciò a pensare ai copia Ietterei cbe or ora . La» 
aet rìdnese a tèi perfeiione, da fornire si pub dir a ciascano 
aaa stamperia alla mano. 

Goaord peifeaioaè il metodo di liran» eoHa modeelna I n e ir a 
copie d' on' incisione diversissime di dioensione. Mirabile soplntn. 
tatto è Tappliopiaióne cbe ora mettono gì' industriali a Irar pro- 
fitto dai residui delle 6bbricbe e dalie ciarpe d' ogni sorta » sia 
per tornarle allo stato primitiva^ eia per convertirli ad usi noo* 
fi. Alla adeosa sono dovuti V imbiancamento della tela eoi cl<^ 



to\i^ lAblirica delb «odi trtificialè eoi priMsessò di LeUoie, 
^cHa delb saecaro di bnrbébictDie , l' etlretioiie dell» gelatina 
dalle otta, la dUtillaaiooe dell' aceto di legoo^ il gas per PìHobiì- 
liasiboè, la lampada di Davy '^ t ooìrtai idt*aiiliei j e bastiao dee 
hivédtioni che noi ' ilei it vedeoiiDO nascere e perfe^tonare , le 
penne metaHìche e i tolfaoelK chimloi. 

Nói f periamo io questa raccolta medesima Teder toccati tenti 
magnifici fatti Dèi Trattato sulP economia delle macchine e mo- 
itufattUre deir insigne nosth) amico l'inglese Babbage; per rispetto 
forse iila quel opera, promessa tradotta, il Ciceoni non ai ttnA 
É sviluppar alconi punti dell'Industria umana. Ma io ho letto eoa 
avidilà l'operetta di questo, lieto di troranri associata la fiintssia 
tlla ragionèi Pimpeto dell'immagine alla gravità della ricerca : ec- 
cellente m pei poeti I E per aeriti quel sarà l'epopea del secoli 
avvenire se non quella che celebri le conquiste dell' industrii ? 
Allora ai poeti nuovi camminerà a capo Camoens, die seppe 
fsr on poema non fiyndato sotra bettaglte. 

Hot d- vogliamo serbare il diritto di parlare delle altre opere 
ehe seguiteranno in quella raccolta. Al Pombà d accontentere* 
mo di stringer amicalmente la mano, lodandolo della bella stam- 
pe» 4<sli eleganti frontaspiaii indsi, e assai pia dd savioi oonoe- 
pima ni o e della virtuosa perseveranaa d'una tde raecolla, noe 
Citta -d'opere a caso, le ^qodintdla abbian di cornane se non 
il sesto e i caratteri, ma diretta al nobile scopo d'Istruire pia- 
cevolmente la classe pih numerosa $ qud popolo che teste era 
nulla , ora è qualche cosa , e diventerà tutto, — - intendo ndla 
pceoMsm che d beo auo daranno gli oomiol dà pratica e quelli 
di dottrina* 

Ci Cantk. 



173 

Ojr D£ SJNITJIBM FORHOLDX i FOBNGSIBR MFTSB STBRE STSTS" 
MMBj èie» — DBU' IHFLUBHSA OBI BBCBNTI SISTEMI CiaCBBAHII 

smiiA SALOTg OBI rEioioiiiBBii dd doiL Federico HoUt, U. D» 
— Cristiania , i84<>^ P^ 3o in 8.^ ( Jlnn. Univi di Me* 
dicina )• 



I 



I dote HoJsl presentò alle RioDione dei Neturatisti Scaoduievi, 
teonttsi a Copeohagen nel luglio 1840, on lungo ed interessante 
rapporto sui risoltarnenti otleoutifti| rispetto alta salute, nelle ear* 
ceri regolate colle discipline peniteosiarie reoentamente adottato 
in Europa ed in America. Il dotto . professore di Cristiania rem* 
meaiB ali' assemblea quanto ebbe esposto nell'anno precedeoto. 
bHb Rinniooe di Gothenberg, nella quale occasione crede aver 
assolatamente dimostrato che il sutema segregante di Filadelfia^ 
come é praticato a Cfaerry^Hill (. Stati-Uniti ) ed altroTCì quello 
fu che ha presentati i migliori risoltarnenti morali ed economi* 
CI. lo questa occasione venne n riaprire la discnssiooe sugli ef* 
letti che cotesto sistema e gli altri baonp solla salute de' rio* 
chiusi nelle carceri , ove vennero adottati. I sistemi di Aubora 
e di Fdadelfia vennero proclamati assai più dannósi al ccMrpo e 
alla mente dei prigionieri ohe noi foMcr le antiche discipline 
carcerarie; e ciò fu detto specialmente per la disciplina segre- 
gaate di Filadelfia. A cotesta aectua aggiunse peso la raggoar- 
de?ole autorità di due persone attendibili in siffatto particolare, 
i dottori Gosse e Coindet di Ginevra , i quali , due anni sono , 
trattarono sulle carceri penitensiarie. 

L' efficacia dei regolamenti sanitarii di una prigione sarà 
meglio determinata dal grado di frequenta delle malattie e della 
mortalità proprie di essa. Ma vi ha somma difficoltà nel rie- 
sctre a conoscerle. Un medico inscrìve molti nelF elenco de' ma* 
lati che altro medico porrebbe tra' sani : e ancora, bisogno te- 
ner conto della durata della pena di ciascun carcerato^ percioc- 
she non vi ha dubbio che quanto sarà più lunga la permanenia 



174 

d' uo indiYidoo in una prigione , creseerà la probabilità ehe la 

sna salute ne venga gravemente alterata. 

Accennate codette sorgenti di errore, il prof. Holst dà una 
tavola esprimente la mortalità rèladra néHe prtgiout di Europi 
e di America, regolate coi sistemi di Anbum e di Filadelfia, e 
nelle prigioni regolate col veochio sistema. Da questa tabelU ri- 
salta che la massima mortalità, ragguagUaia eolia mortaiità ge- 
nerale del paese , si osservò nelle prigioni regolate col vecchio 
aistema ; e la minima in quelle regolate col sistema di Piladel* 
6a. Ma riportandod ad essa tavola, si ha exiandio che la mor- 
talità reale si fìi' più alta nella prigione Cherry-Hill ( sisteais di 
Filadelfia ), essendovi state le morti come i su 36 ; laddove oetis 
Glascow-Bridewell , sotto lo stesso sistema, la mortalità fu solo 
•li 1 su 55. Soggiunge però il dott Holst che non postiamo 
conchiodere giustamente sopra il dato dell* alta cifra di morta* 
lità osservata nelle prigioni di Cherry-Hill e Pittsburg , perchè 
in queste due case di reclusione la proporzione della popols* 
tiene non bianca del paese , è assai maggiore che non ndP al* 
tre prigioni degli Stati<-Uniti. 

Dietro i risnitamenti di cotesto indagini il prof. Holst ha 
fermato- nn' altra tabella dimostrante di quanto la mortalità nelle 
prigioni, con qualunque del tre sistemi siano regolate, superila 
mortalità generale del paese ove son poste. 



Mortalità 



Antico sistenui 
1:27 ■■ 3. 70 per 100 



Sistema di Aobarn 
1 : 15 ss 3. 



Sistema di Filadelfia 
1 : 40 = 2. 50 



MstrlaHtà 

della jKupohaione 

del paese 



1 : 42 ss a. 38 per 100 



1:47 i. 2. 13 



1:47 — 2. 13 



della mortaliià 
nelle prigkm 



1. 32 per 100 



0. 73 



0. 37 



17^ 

fiisolla da questa taf ola, 4a quale è di applicaaioiie praliea 

Biggioie della prima , che la oagioae dell' toegoagUaaia nelle 

ott della cDortalità debb'eawre attribuita alla diflbrama dei si* 

i(eiDÌ •leiti. 

Noo ai può inpporre che iodividui a* ^aii maocbi la liber- 
tà, e che stanno cbiuti entro le celle d' una prigioae , possano 
godere una salute oosi perfetta eooie la popolaatene libera del 
paese. 

u Sappoaiamo anche jdioe il dott Holit , che stano etate 
ideaipiole tutte le condisioni tgienìohe aeoesierie per eoaservare 
la salate dei prigionieri ; appasto come venne fttto nelle car» 
cari regolate coi due ouotì eistemi| e in akaune delle earoeri io 
coi Don hanno penetrato le nuove discipline • • • • In qneste ul* 
time prigioni però ti carceralo fi gode molti vantaggi e privi* 
kgii i quali o sono proibiti afTatlo o ristretti assai nelle carceri 
pcnìlsmierie di Fibdeifia e di Aobuns... — Nelle oaroeri an« 
licfa^ per esempio « il prigioniero passa il giorno e la notte in- 
iisoic ai suoi compagni di sventura» talvolta può iotertaneni ocT 
Jaoi emici, vedere i suoi perenti, godere alquanto dell'eria ape^ 
ta , e far moto ; vantaggi tutti ohe sono assai giovevoli a' ear^ 
cerati ». 

Procede quindi il dott. Bokt a esporre io breve In che 
oooastano i sistemi di Aubnm e di Filadelfia. Nel sistema di 
Aiibum il caroerato sta chiuso durante la notte in una cella de 
leks e di giorno i oarcerati attendono in un luogo comune ai 
proprii lavori , ma debbono serbare no rigoroso silensio. Oltre 
CIÒ gli si concede giornalmente di poter passeggiare od pò* al- 
l' aria eperla. Il silensio é quindi il principio fondementale di 
qoesto sistema » e 1' osservansa di esso é tenuta cosa di massi- 
ms importansa » perchè ne risulti il desiderato effetto. Com' è 
Dstnrale, a sifTatta legge trasgrediscooo soventi , e T animo doT 
prigionieri è inasprito per i gravi e ripetuti geslighi che sono 
loro inflitti per codeste trasgressioni. NeHa Casa di Correxione 
é Ginevra, dove è seguito il metodo di Auburn modifieelo» si 
sraoo cooccsduti, alcuni .anni sono, vani privilegi al detenntii per 



176 

cui era soemalo mmI il Dumero d«*gatttghi per trMgreasioDi 
Beli' inieroo del carcere; ma diveDoe, per codeiU rUasciatette, 
iD proporttone, piii frequente la recidiva oel delitto» Dal i833y 
in cui si rese pi il rigoroto il sistema di questo carcere , aocbe 
le recidifc da 33 per 100 si abbassarono a 7 i/4 per loo. 

Nel sistema peaiteosiario di Filadelfia il principio fondamene 
tale consiste nel tenere i detenuti affatto separati uno dall' al* 
tiOp Essi sono assolutamente separali giorno e notte; ma noa 
sono obbligali al silenzio 1 e le loro celle sono assai ^iii ampie 
che quelle del sistema di Anburo. Nella Casa di Corresioiie di 
Cberry-Hill (Stati* Uniti ), il carcerato non esce mai dalla eoi 
cella ; a Glascow fa . la sua passeggiata solitaria nella galleris 
della prigione ; nella casa penìtensiaria Milbank ed a Losanna ^ 
i detenuti sono adunati per far moto all' aria aperta, aa cono 
obbligati allo stretto silenEio. Il carcerato è visitato ogni giorno 
dai vani soprainteodenti dell' ergastolOi i quali debbono adope- 
rare modi officiosi e non aspri vereo i detenuti , e noo fanno 
nessun oso di messi punitivi* Questi modi Ainno sì che i pii- 
gionieri attendono molto volentieri la visita dei sopraintendenti, 
o vi, è affatto tolto e non può nascere quello spirito di oslilltà 
che è cosi comune nelle ordinarie caso di correiione verno ì 
«api di esse. — Ne segue da ciò che le cause della dìfierente 
mortalità che si osserva in una e oell' altro sistema peoiteocia* 
rio, debbono cercarsi nella diversità di disc^dina in ognuna os> 
servata» noo che nella natura dei meni con cui essa diadpàina 
vi è mantenuta. 

Le malattie dominanti nelle prigioni sono le osirusioni del 
tubo intestinale» idropisiai tisi polmonare, scrofola, diarrea, reu« 
PMt isterisoiOi ecc., ecc.; Je malattie croniche de' visceri del petto 
sono però quelle che predominano sopra le altre. Secondo il 
dott. Bàohe della prigione Cherry*Hill (Stati-Uniti), tre quarti 
delle morti atvenute in quello stabilimento procedettero da co* 
testa causa soltanto , e 3.7 per cento di questi sono morti per 
tisi polmonare. Vuoisi osservare poi che la mortalità per tisi è 
a«sai piò forte nel sistema di Aubum, cbe in quello di Filu«lel> 



«77 
fia. Coiodet è d' «Trito che l'aiipluto «ìleotio al quale ione eoo* 
daoaati i detenuti Bel titteoia di Aubuni poasa avere uo' in- 
flaeosa assai pemieiota sugli organi della reapirationey cdeiiao- 
dio io maotera meno diretta sopra tutto il (oro sistema dige- 
reiUc. Ma la perpetua prìvaiìooe dell' aria libera eome si pra- 
ticB a CherryHjJI ( Stati Uoiti) e a Pittsburg, noo può ooo fa- 
forire assai lo sviluppo delle malattie toraeiefae. Il eholéra epi^ 
demico ooo ba attaccato nessuno dc'detenuti secondo il sisteaaa 
di Filadelfia , meotre fece molta strage in molte case degli al- 
tri sistemi. 

L* aoensa più ragguardevole però che siasi fatta ai sistemi 
peniieosiarii moderni si é, cbe essi aomeotano grandemente il ou* 
mero de* pesai nelle prigioni ove vennero adotteb. Il silenzio as* 
soloio, come e prescrìtto dal sistema di Aubom, per sé solo p«i« 
Irebbe fuor di dubbio eserciterò lina somma iofiueasa debili* 
taote suirintelletto ; ma in questo sistema lo spirilo è occupato 
asiai dalla lettura di libri opportuni , e molla parte del giorno 
viene consumate in lavori manuali. Inoltre si sa cbe non può 
osDleoersi cotesto perfetto silentio; e la vera origine delle molta 
alienasioni menteli cbe si osservano neife carceri peniteoiiarle 
di Aoburn si troverà forse nella rìgidessa delta disciplina con 
cui si cerca di mantenervi il silensio. 

Rjgnardo al sistema di Filadelfia| i stato opposto cbe es« 
sendo P nomo no essere sodevolci fatto per vivere in oonsorsio^ 
le viene per lungo tempo privato del beneficio di soddisfare a 
queste legge naturale^ debbo necessariamente soffrire nelle $nm 
facoltà menteli e corporee. Ma il sistema di Filadelfia non é 
btksto sul prìnelpio del totale isolamento » percioocbé è riobie« 
sto solo 9 a scbivare il contegio morale, cbe ogni carcerato sia 
aitolutemente separato dai suoi compagni di prigionia. In que« 
Uo, come Del sistema di Auburn, ciascun prigioniero è vìsiteto ogni 
giorao dal direttore della casa^ dal cappellano, dal medico, e da 
sltrì impiegati della casa. Nelle prigioni di Glascow , Cberrj* 
Bili, eco*, ogni detenuto è visiteto almeno dodici volte al gìonio 
dd diverse persone. « Dobbiamo quindi por mente^ dice il dot* 



178 

tor Holst, alla differeiiM die v' ha tra recliisiotte separaia e re* 
dosiooe sùUtOna^ e dittiogiierle 1». 

Alla prima introdiisieae del sistema -di Filadelfia fa gioita- 
mente obbiettato che ì detenoti soggetti a questo sistema non 
erano obbligati ad alcona occupasione manuale. E questa fa 
davvero non piccola om missione : ma à tosto si mostrò la ne* 
eessità di tfotesta occupasione , che divenne usata ovunque tì 
sono prigioni regolate con questo sistema. Venne inoltre appo- 
alo che la reclusione separata sotto siffatta disciplina deve ac- 
crescere l'abitudine alla manstuprasione , la quale è ora cobo- 
scinta cagione frequente di malattie mentali nella gioTenttL Ms 
i rapporti delle case di correzione fanno vedere che siffatto Ti- 
no é comune in tutte le prigioni, né sì può conoscere cha nelle 
prìgront di Filadelfia sia più comune ohe nelle altre regolate eoo 
discipline diverse ; fdentrechè si sa , dai rapporti delle divene 
case di detensione , quali ' inoonvenianti vi siano nel teoer rae- 
colti piti detenuti in una stessa cella. 

Il prof. Hokt si estende poscia uell' esaminare i rendiconti 
delle diverse case penitensiarie di Europa e di America» per co* 
nascere il numero delle passie in esse sviluppatesi t nel qaale 
esame, l'autore, forviato dal suo amore pel sistema di Filadel- 
fia, non ha forse usato tutto il rigore logico che conveniva. Egli 
é certo che nelle prigioni di America, i casi di patsia sono pib 
numerosi sotto il sistema di Filadelfia \ pure il prof. Holst é 
d* avviso che , mancando nella Pensilvanìa o essendo poche le 
case di ricóvero pei pezzi , i pih pericolosi di questi vengono 
per misura di sicurezza ritirati nelle camere di 'Cherry-Hill o di 
Pittsburg. Anche i calcoli dì Goindet, coi quali dimostra la pre- 
valenza della demenza nelle carceri penitensiarie di Ginevra, noaj 
sembrano al nostro autore fornire dati sicuri e tali da doverti | 
far conto sopra. Finalmente, a confortare viemmaggiormente la 
sua opinione in favore del sistema di Filadelfia , T autore ad*| 
duce la testimonianza della Commissione nominata nel 1887 -38 
dal Senato di Pensilvania per ricercare rinfluenta esercitata dai 
recenti sistemi peoitenziarii sulle facoltà mtntali dei carcerati. Ili 



«7» 
rapporto della Conmisiioae tUbiliicej dopo atteole inda^piii, cha 

U prigione di Cherry*HiH prateota no nuaiero di paaù oot^ pio* 

colo, te oon forse più pteeolo , che ogni altra prigione degli 

Slati-Uniti : e che le oagioni di qtiette alterasiooi mentali pos- 

Moo aClribiiirst ad altro che al litteuia penilentiarìo ivi adot* 

lato. 

Ne' ventiomqoe anni in eoi il klg* Brebner fu diiettore dello 
GUscotr Bridewell, ooo li é presentato nemmeno «n caso' di 
pnsia, sebbene dorante questo tempo tì siano stati eniaeratl da 
4o ai 5o mila persone, e il sistema di Filadelfia tì si sia osser* 
vtlo nella soa forma più rigorosa poMibile. Qui il dott Hetst 
pare abbia dimenticato che almeno per la di qoe'aS anni non 
VI era liilema di Filadelfia : ma ad ogni modo sta, ed è prò* 
▼sto in chiarissima guisa, che dacché si i introdotto cotesto h* 
sterna ooo è cresciuto 11 oomero dei passi. 

Il saggio del dott. Holst ha fine con non breve ootitia suHo 
diverse prigioni nelle quali vennero adottati questi sistemi. Nat- 
TAmericn settentrionale vi sono venticinque prigioni ordiaata 
dietro le recenti modtfieationì; dieiassette col sistema di Aubom,' 
mesto in pratica fino dal t8i6, e dieci col sistema di Filadelfia 
posto io oso fino dal 18319. Quest* ultimo sistema venne adot*' 
tato in Svizsera neNa casa penitensiaria di Losanna, e nel i8S5 
B Varsavia dietro le lòodificasioni fattevi dal c6nte Skarbeéki 
NeMa Fronda e ael Belgio venne introdotto il sistema di Fila* 
idfia solo in una parte dell' ergastolo di Ghent , e nella pri* 
lìoae-jisosfelio di Parigi. In cotesto città fu fatta la prima prova 
D quello parte della casa di corretione destinata ai ragaiai 
saadaU n richiesta dei loro parenti (a la correotion paternelle): 
iccorUsi tosto dei buoni efletti del metodo, ne estesero la pra- 
iis al nmaneole dello stabilimento. Nella Gran Bretagna e neU 



i8o 

rirltiida venoe pratieito il listedM di Auburo nei i835, mt 
nel i83g venne racoonandeto il tialeoie di Filadelfia dai Coa« 
miltarii del Parlamento. 

L' autore progetta di itabilire a Critttania una prigioQe ipe- 
rimontale, capaee di loo delenuti, regolata oon un sitleaia aiolto 
aimile a quello proposto dagli ispettori generali Crawford e Ras- 
teli, che fra poco sarà provato sopra maggior numero di dele* 
Buti nelle vieinaote di Londra» 

II prot Holst dà decisa pteferema al sistema di Filaddfii, 
ma oon un piano alquanto modificato nelle sue particolarità, in 
oonfironto all'originale. 

« Nell'atto però che io dichiaro la mia decisa incliasiiooc 
al aitteaia di Filadelfia, dice il nostro aulorej soggiungo cbe io 
noli sarei inclinato ad ammetterlo io ogni tua particolari^, co- 
me si pratica nella prigione di Cherry*HilL Vedo anch' io i di- 
firtti di questo come di ogni altro sistema. Neil' ultimo dectt* 
DÌO r amministrasiooe delle carceri ha progredito assai verso U 
perftsione; l' esperienaa fattane» e le ricerche instituite io prò* 
posito in questa periodo hanno tolti non pochi errorii e adeo* 
piote molte mancanze che si notavano nel sistema primitifc II 
quale (il Filadelfiano) nato in Europa, guadagnò ìmmeniamaotei 
trapiantato in America , e si farh ancor migliore allorché vetr^ 
estesamente adoperato nel suo paese nativo. Io consiglierei do^ 
essentiali miglioramenti^ i quali son d'avviso troveranno no co^ 
forto nella voce dei medici ; che i detenuti abbiano a fare al 
enn esercizio giornaliero all' aria aperta ; e in secondo luogoi ci 
la durata della pena sia il più che è possibile accorciata *•• j 



ìnvali universali di statistica , n& 

BOLLETTINO DI NOTIZIE ITALIANE E STRANIERE B 
DELLE Pnr IBIPORTANTI INVENZIONI E SCOPERTA 
O PROGRESSO DELL* INDUSTRIA E DELLE OTOJ 
COGNIZIONI. 



FAietcouo DI Agosto i84a. 



Vmime Sia^mte. 



cttGo&iiB DILLA ftOGOTA' D*ivocmAoòiAianrro d'abtj b miTmi 

m HaAHo. 

I 

io litri numeri «bbUioio trattenuto a lungo i lettori di que* 

iSi Ànntli intomo alla Società d'incoraggiamento per le arti e 
Deslierì in Milano. Intento il Consiglio Direttore di tale impor- 
tmte Iititoto di sollecitame gli effetti deiiderati ba dì recente 
Svolato la circolare che qui riferiamo. 

MUano» m È noto alla Signoria Vostra, cbe secondo il dlspor 
40 dei rigenti Statuti, lo scri?eote Conaiglio Direttore ha pub* 
ilicsto il primo Programma degli incoraggiamenti che la Società 
Idèe distribuire a perfetionamento e progresso delle manifattura 
*' delle arti iodustriali del paese. 

m Per adempira alle proprie istitosiool, il Consiglio slesso 
fanno in anno, e precisamente nella solenne adonansa gene* 
de del mese di aprile, dovrà pabblicara ulteriori Programosi. 

« Occupandosi attualmente di raccoglìera tutti i materUi 
k giovar gli dovranno per arrivara , nella vista del maggior 
tte pubblico, alla compllasione del secondo Programma, e de- 
ikraodo il Consiglio Dirattora di procedere a tale importante 

AaaAU« Suuiitìea , voJ. LXXIIL li 



t82 

Uvoró con cognisìone ? icppiii iatinia e fondata dai veri bitogiu 
del paese y oell'ioleoto di circondarti dei looai dì tolte le per- 
sone instriUte nei rami industriali , si permette di rivolgersi a 
Iei| Signore, non dubitando che vorrà giovare aNa Società colla 
propria fondala esperiensa, e presenterò le proprie informauoni 
e proposte nella suddetti lodevole viste con viemaggior premo* 
ra, che in generale il lutto debbo ridondare ad onore pubblico 
ed all' istruzione e perfetionamento dell' industria patria. 

L'I. R. Consigliere, Presidente del Consiglio Direttore. 

Firm. MyliuM. 



ISTEUStOim TICmCA SBLU PBOVtVGII VBRBTI. 

Per formare i capi di officina. -^ È decretala una Scuola 
Tecnica in Venesia, di cui è imminente T apertura^ quella di Mi- 
lano é siala attivate nel corrente anno. 

Nella prima classe di questa scuola si dà l'istniùone reli- 
giosa, s'insegna la grammatica iteiiana, la geografia, la mate* 
malica pura elementere, la aoologia, il disegno, la calligrafia ^ 
la lingua tedesca e francese* 

Nella seconda classe si continua Tisfrusione religiosa , vi si 
apprendono lo stile italiano, la botanica, ripetendosi la geogra- 
fia, la matematica pura elementare, il disegno, la calligrafia, 
la lingua tedesca e francese^ 

Nrlla lerxa classe proseguesi V istrutione religiosa e lo stile 
italiano» si aggiungono la fisica, la mineralogìa, là chimica tecni- 
ca, la seiensa del commercio, l'orto di tenere i libri di ragione 
eoll'eserdsio dèi eonteggio e di oorrispoodenta mercantile. 

Per iatruire gU ariigiafd. — - Esistono i seguenti stebilimenli. 
In ogni capò .luogo di provineià sonovi a pubbliche spese le Scaoie 
dette Elementari maggiori^ e le Domenicali e festì^e^ oelle quali 
s'insegnano nella quarte classe (le tre prime essendo scuole di 
leggere, scrivere ed aritmetica) la calligrafia, la geometria ap- 
plicata alla arti, la mèoeanioa, la stereometria, la geografia» la 



i8S 
itoria Mtarale e la fiiiM elementara.. Io tutu i giórni fottivi sMn* 
icgoa iDche il diiegno di oroato e di archileiiara agli artieri, 
iicoai coiniaiii, «elibeoe non oapi^laoglii di pro?inoia, manten- 
foao a loro apieia quatte Scuole Elementari magglen^ a nella 
Profincie Veneta- aono: Chioggu»^ Portogruaro^ Cologna, Bona' 
ao, iS*. Daniele^ Gvidale^ Gtmona^ SèrravaUe^ Odergo, jìmoIù^ 
Jdria^ MoniagnaMui^ Feltre, Lendmara. — > Totale 14. — Può 
rìteoeni, ohe aieno frequentate da 1600 scolari circa. 

Le SoÈok Bkmentari maggiori nei capi luoghi di protioda 
trofaaii 

A Veneiia acolari agi 

Padova 9 85 

Rofigo • 68 

Verona m %ij 

Vieensa » ao6 

Belluno s» 40 

Udine • tsS 

Totale tcolari ijo3^ 

« 

Olire le indicate Scuole Eleasentari madori che in effetto 
iooo Scuole Tecniche minori, I veneti arti^ani hanno neirAcca- 
deoit delle Belle Arti un' ittmrione che ^ca grandi vantaggi so- 
ciali. Alla Scuola di Ornato intervenp<*QO annualmente oltre 40 
fcolari, e ne sortirono non pochi ^ qnM si distinguono assai , 
come tagliatori in pietra, in leg«0| argentieri, ecc. 

Altro eccitamento rice?oo^ l'industria di queste pro?iocie 
dall' anoca distribusione di fremji che ha luogo nel giorno ono- 
naitico di Sua Maestà, ^stribusione che conta pih dì 35 anni; 
vcQoero conferite ad ir^entori o miglioratori dei diversi rami in* 
duiuiali, ed anche ud introduttori dei medesimi pid di i5o me* 
d'Elie d'oro, oltre 3oo di argento. La distribusione ha luogo un 
»Do io Milano e l'altro in Venetia. — Non è da tacersi l'at- 
avi Aceademia Veronese di Agricoltura, Arti e Commercio, la 
<{Qile ogni meonio dispensa pur essa agli artefici alcune meda* 



i84 

glie d'oro e di argento, i quali ioooraggiameati predassero «siti 

vantaggi alla iodustrìa veroDOia. 

Da quanlo iDdioamioo rìtulta che l' iosegnameolo teooico 
nelle provincie venete ha due gradi; il primo nella quarta oboe 
delle Scuole Elementari maggiori , e deitinato agli artìgiaoi ; il 
secondo nella Scuola Tecuica di Venesia per formare i Direttori 
Opìficiarj. 

Lodi sieno rese al Governo Aastriaoo, il quale pcDelriio 
dalle presenti sociali esigenze istituì un copioso numero di scoole 
per gli artieri. Al numero di esse non corrisponde ancora quello 
degli scolari, che le frequentano, numero che i tuttora scam 
relativamente alla popolasione. Il popolo non appressa che noitt 
leniameiUe i vantaggi dell' istruzione ancorché gratuiiaf e farà di 
mestieri di un numero di anni , affinchè provi il bisogno di ti* 
iersi del bene6sia sì liberalmente offertogli dai Governo. Ma frat* 
tanto le scuole sono aperte, ed é questo t$n gran passo fsXà* 
L'asione lenta sì, ma continua del tempo, che tutto oiodiBai 
finirà per popolarle di scolari. 

I limili stabiliti tra la Scuola Tecnica superiore in Teactia e 
la quarta clasb* delle Scuole Elementari maggiori nei capi-looghi 
di provincia abbb^anta e convenientemente dividono le (^raodi 
manifatture ed asiebie commerciali dai eoa detti mestieri È cer 
temente sufficiente quc*J'iitruBÌone che gii artigiani ricevono odia 
mentovata quarta classe <«||e Scuole Elementari maggiori (i). - 



(i) Noi che indiammo sino dai «aoi primordi 11 piano delle 
ElemenUri in Lombardia, dobbiamo dichiarare che la qoarU cb«e 
montare non é bastevole ad inisiare i giotani alla vita del capo-naDÌ&t 
toro e del trafficante. È no Inaegnsmento t«ippo generico e troppo ioa 
auurio, perchè si preati ad applicasioni praticht. Noi oonooeiamo però 
piano ottimamente divlaato dall'Ispettore in capo delle Seoole Eienenl 
di Lombardia diretto a prolangare il corso della qturta classe eleoeat 
per quattro intieri anni. Anche Tistrazione che b' impartisce nelle noi 
scuole tecniche avrebbe bisogno di un migliore sviluppo pratico. Qoesl« 
ossenrasioni crediamo di fare all'ottimo eonte Serrìstori, per non aver rgl 
potuto conoscere da vicino le nostre iatitoaioni. Giumppé Secchi \ 



i85 
FraltaDlo il pà gran nuinero degli artieri ooo profitta che delle 
lenole fetlive. 

fjode sia ancora al Governo Austriaco, il quale nel riTol* 
gen le cae eure airistraiione dell' artigiano vide che òceorreva 
prìaia di tutto incominciare per generaliisare T insegnamento ele- 
ssmlorv del popolo senta distinsione di professioni, ciò che ef- 
fdtub aiediante l'apertura dì Scuole Elementari dette mmori di 
leggere, scrìvere ed aritmetica in ogni parte del territorio, con* 
•bla eom'^ni, che nulla potevasl ottenere di proficuo per Tin* 
scgnameato teemcos se a quest'insegnamento non precedeva quello 
popolare, — - FacdainO voti che i meaxi adottati, e con perse* 
veraote sapiensa praticati dal Governo Austrìaco per T istruzione 
del popolo, posMno sollecitamente trovara imitatori negli altri 
Governi d'Italia» £• Setri*tori. 



cmm svcLB pbimb omAtiom dbila bihca sabxsb. 

Nel ftacioolo di aprile p.^ p.* abbiamo fatto conoscere lo 
Statuto della Banca Senese instituita con approvattone di quel 
Governo fino dal 3 settembre i84i* Ora ci lacoiamo premura 
di ansaneiare che quella Banca ha inoomindate bene augura- 
taoesite, per quanto i possibile argomentarìo, le sue operaiioni 
fino da' prìmi giorni del maggio decorsa La virtuosa operositii 
di benevoli e coraggiosi nostri concittadini, congiunta a validi 
appoggi, tramesBo all' incurante da una parte, vera morte e 
voragine , ove inabissa ogni utile provvedimento , ed alla coa- 
Iraddiaone dall'altra, la quale per sistema addenta malignamente 
egei sNiovo istitato^ è rìusctta con plauso a dar anima ad uno 
stafaifiiBento , che era un voto quasi universale di tutti i bnoni» 

Siena bisognosa d'alimentara in perì tempo le sue industrie 
agrìcole e menlfatturìera, con non pochi capitali stagnanti o nelle 
CBBce dk' privati, o in quella del Monte de' Paschi* avea d'uopo 
die questi medesimi capitali divisi in frationi, affidati al buon 
ed alla opinione, trapassassero fisdimente nelle mani di 



i86 

quelli m* quali oocoveTaoo y perehé V agricoltura e le arti , gio« 
vandoieoe, prosperassero, k tutto questo supplisce la Banca ora 
stabilita. 

Quali e quante ne possano essere le utili coaseguenie è pre« 
sto il discorrerne, per non confondere le sperante , quantunque 
ragioncToliy colle realtà, le quali a suo tempo si veri&cheranno. 

Vero è pertanto che il capitale della Banca suddetta asceo* 
dente a lir. i5o,ooo raccolte per mesto di ^5 aiioni di li. 3,000 
ciascuna viene giornalmente aumentato da volontarii depositi di 
ooloro cbe in qualunque maniera hanno denari sopraTantanti ì 
loro bisogni. Così la fiducia che già gode la Banca, mentre im« 
pedisce da una parte il ristagno dei denari, le procura dall'al- 
tra un incremento di capitah , che è di già vistoso • e che la 
porrà in grado d'aumentare ed ettendere in ogni maniera le sua 
operationi con vantaggio incalcolabile dell' agricoltura e delle arti. 

Ni queste, ni quella possono mai prosperare ove non si 
trovi il denaro occorrente a modico frutto ed a facili conditioni. 
Il monopolio del denaro i vita e morte ad un tempo d*ogni 
•pecie d' industria. Ristretto nelle mani di quelli ohe non le slar- 
gano che quando vien loro il destro di trarne un frutto smode- 
rato, non risana le piaghe ma le immalignisce, uccide invece di 
vivificare; ma quando ad ogni onesta e sicura dimanda fluisce 
egualmente colle debite proporaioni nelle mani del modesto ar* 
tìgiano e del ristretto possessore, come in quelle di pih forti 
speculatori d'ogni genere, una vitalità salutare, un ben essere, 
una agìateita si spande in tutte le classi della società, la quale 
è cosi condotta a quel supremo grado di prosperità | che i poa» 
stbile di godere, ove le cose sono bene ordinale e stabilite. 

Il castelletto della Banca abbraccia Siena con tutta la sua 
provincia superiore ed inferiore e la Val-dl-Chiaoa. 

Siena coli' erigere una Banca, i cui benefici inQussi si esten- 
dano si largamente, ha dimostrato quanto insieme co' proprii le 
stanno a cuore gli altrui vantaggi , quanto le sia caro ponendo- 
si, il piti possibile, nella via del progresso, chiamarvi e condanri 
con mano fratellevole i paesi a le provincie che la circondano. 



imtui cmmiMi tutk yu. n cmau vn ounouTo 

DI TOacUA. 

La Val di Cbima & oggi udb delle piti mt« , delle pib 
fcrIÌU, ma noa della più popolate praviocie della Towana. I la- 
tori idrantid che da lunga mano vi (ono atali praticati, faanoo 
K» alla cnllara grandi eiteniioni di terreno, nd tempo iieiiD 
cfce ri banno migliorala Tana in addietro alquanto oiaUana per 
k acque che riitagnaTano. Tali lono aggi le aue Gaiobe condì- 
tiMU che Tagriaollura vi ricompeoM largamente le iatiche del 
odtitatore, apedalmente nei terreni buonifieati dalle colmale. 

CoM manca ancora a qoetta provincia per vìeppiti auoicn- 
ttfe i iQoi prodoti i? 

Huca la divinane della proprìeii territoriale, ed un een- 
tro di pgpolasioDe occupala del traffico dei prodotti di quetUt 
prariaeia. 

Fochi ignorano che la pib gran parte della anperficie della 
Val di Chiana è pouednta dal Govemo e da oìnno poi i ignolo 
cbe U1U conveoienle diviiione della proprieth Ì OTunqne una 
^lle cocdiiioni per 1' a vanume nto dell' agricollura, E inutile 
diiQotLrare che la poisidenta del Governo la Val di Chiana da- 
telbc una molto maggiore annua rendita dell' attuale , te la 
■upcrGcie coltivabile vi venìwe diriia Ira diveni proprietarj. 

Se foHe lecito loruiare un voto, quello wrebbe che fin d'ora 
fiMHra alienali dal Governo tutti quei terreni i >juali non deb- 
bono qui entrare io buonificamento. In lai guisa vi si comin- 
cifrcbbe a realittare In diviiione della proprietà terriera, la cui ' 
itloale conto li dai ione in pochiiiìme mani i da cootiderani 
come un polente oitacolo ad ogni ntteriore miglioramento agra- 
rio io quella provincia. Goti ti verrebbe neceiM ria mente a pro- 
Buovent anche l'aumento della popolailone agricola. 

1 prodotti agrari della Val di Chiana noa pottono avere 
■Cngo io quella provifloia, meocaDdovi dei centri popoioti di 
«imo, (juiodi i che debbono per neceiiìlà trovare I' etito ] 
eolirnicnle in Fireote ed in Livorno. Parrebbe npportunii 
crtarri 6d d'ora uo centro importante per popolamone. I 
itbbc detto ben toilo la piaxta mercantife della Val di Cfa 
nt li negoiiercbberoj luUt i tuoi prodotti , dei quali pai 



|88 

Minhlwo eopfttoitti, t par U trafficati per le altre eitft dd Gnu 
Ducato* 

Alcuoi temporarj iocoraggimeoti goveroaiìvi Intterebben 
tflPuopo, na SODO quelli indispensabili^ poiché ioveuo potrebbe 
contarsi sulla soia fona delle circostaosey sulla sola spinta dell'iDdi* 
▼ìduale interesse. — Per la sua centralità per le sue molteplici 
ed agef oli comunicasioni la terra di Fo/amo sembrerebbe itu 
a preferenza delle altre a rannodare tutti i rapporti coBoer* 
alali della Val di Cbiana. 

Gr incoragginaenti sufficiènti a conseguire il fine propoits 
potrebbero ridursi ai seguenti: 

L Innakare Fojano al rango di città » la quale potrebbe ai- 
sumere la denominasiooe di LeopoldopolL 

IL Concessione gratuita di terreno a chi i olesse labbrìcani 
abitasioni, magassini, ecc.| ecc. 

Ili, Esensiooe di qualsivoglia lassa di questi nuofi fabbri* 
ceti per un determinato numero di anni. 

IV. Franchigia per nn tempo determinato dalla tasM di fa- 
miglia per tutti coloro che si stabilissero in Fojana 

Ho fiducia ohe con queste sole temporarie cooeessioai bob 
gravose al certo per il R. Erario, Fojano non mancherebbe ìb 
pochi anni di farsi una popolosa e ricca città| capo*luogo e tta> 
fro attivo di tutti gli affari della Val di Chiana» e così verrebbe 
»d infondersi un nuovo grado di vitalità economica a qoefts 
provincia lontana dai luoghi di consumo. 

Desideriamo che questi nostri pensieri si presentino vai ed 
opportuni alla mente altroi| come alla nostra appariscona Se ab 

Eer avventura si verificherà» avremo allora fondata speraouper 
I loro non lontana realiuasione. 

Loglio, 184^- Un Toscano, 



iimiSA PoimnciA dbllb ASSicuBAtioiii dagli urdiiDi, 

DAI PBBICOLI DBtLA TITA B AITBI IVFOBTVIIJ. 

Questa impresa istituita sotto la protezione del regnante Pon- 
tefice, ora ha già più di %o milioni di scudi per tante esse e 
persone assicurate. Nella generale assemblea poc' ansi tenuta da 
questa Società fu nominato presidente il principe tlarcantooio 
Borghese, vice-presidente il conte Tiberio Tron», segreUrio gè* 
nerale il sig. Pio Bafendi. 



.89 



y^boi^ìa t/mxmer6 



ffocn cisn •uu.a uqos dooasau tidmca. 

1 fogli francesi ti dimottraoo tenpe •▼?«» alla lega do« 
gioale tedesca, della qaale questi Annali ne hanno parlalo fino 
dalla sua origine^ e non mancarono di fame conoscere i progressi* 
G« Bei fiaictcolo di agosto i84i abbUoso riportato il Trattalo 
coQebiaio dagli Stati di quella lega 11 giorno i6 di detto mese 
per la prolnngasione della unione delle dogane per dodici anni» 
dof a dire da genna|o 184^ • tutto l' anno i853. — È certo 
die gli Stati della lega faranno ogni studio per procurare il 
loro miglior essere ed il maggior ?antaggio io ogni ramo d^n* 
duitrìa, e se la Francia in particolare si dimostra gelosa della 
lega , questa gelosia parte, com* é l>eo naturale , da un princi* 
|N0 d' interesse. 

Uno dei giornali francesi che parlò di recente del sutema 
doganale deBa lega tedesca , dopo lungo discorso conchiude 1 
« che la lega non potrebbe guadagnar nulla coli' isolarsi ; che 
i*eUa dee modificare le sue tariffe,. dee brio abbassando alcuni 
de' dasii d' entrata, ancora altissimi, sopra alcuni prodotti , che 
aè il suo suolo né la sua industria non dk. In luogo di bbbri« 
csre vini di qualità dubbie, ella poh con doppio vantaggio oom* 
persre i vini francesi, in cambio de' suoi armenti, de'suoi granì, 
grassi, e delle sue lane. Le lega tedesca non può perder di mira 
che il sistema proibitivo dell' Inghilterra è quello che fondò la 
poteota industriale della Gerosania del settentrióne. Salvo den« 
qoe ch'olla voglia insegnare all'Europa del meisodi e del le> 
«sale a passarsi de'suoi prodotti, la lega si guarderà dal dÌTc- 
air proibitiva, e cercherà piuttosto un nuoYO elemento di fona 
io allennie mercaiitili co' grandi Stati del cootineotCÉ È egli per 



■9« 

•ffcnturi commetlere un errore , è fureturaer troppo del buon 
leoao pubblico de' goverói e do* popoli , prefedere il moneolo 
in eoi U lega germaoica, il Belgio e la Francia, queste tre gran 
fucine del lavoro materiale e morale nel eontinente , ai trote, 
ranno congiunte io una forte e potiente confederasion mercan- 
tile, e opereranno d' accordo air approv? Igionamento del conti- 
oente europeo? »* 

Qualunque aia l' opinione dei giornali francesi sulla lega do* 
gaoale tedesca^ noi oeserforemo a* medesimi che gli Stali che la 
compongono hanno già sentiti dallf loro unione dei grandi Tan- 
laggi| e prova no sia f aver d' unanime consenso prolungato il 
trattato per altri anni dodicL Dal canto nostro poi faremo eoa* 
tinui voti perché giunga l' epoca in eui gli Stati delia ooatrt 
Penisola possano mettersi d'accordo per realisaare il piano di 
una unione doganale italiana, piano annnntiato in queati Annali 
nel fiiscioolo di febbrajo p. p. 



COMI Là DUinnjzioaB di tissa postale mnxA o&is bbbtagsa 
ha prodoUo un aumento iP introito. 

U OMervatore Austriaco e la Gauetta privilegiata di Bfì» 
lano hanno ripetute le notiùe che qui riferiamo. 

Dai rapporti ufficiali degli uffici postali deiringhilterra risolta 
un continno aumento nel numero delle lettere e nella rendita delle 
slassa. L'ufficio generale delle posta spedi nell' anno 1839, in cui 
la tassa delle lettere non era ancor moderata, in generale i,6»^i47 
laUare ogni settimana* Nel 1840 all'incontro, dopo introdotta la 
nuova tassa, aumentarono le lettere a 3^890,000 per settimana, 
nel 1841 salirono a ^070,000, e nel eorreote anno furono spe- 
dite 5,43o»ooo lettere ogni settimana. In generale il namerq 
delle lettere spedite dopo il ribasso della tassa, crebbe di i5c 
percento, ed un tale aumento sarebbe ancor più rìlevaote , u 
il commercio non si foste avvilita L' introdi^ione dell' antiopa* 
aioae postale contro un limitato scoi|.tO| operò in tspecie aasai 



>9« 

TaotaggioMuieate sulle datti buse, tollcTMidole ddic enproii 
ipete die avetaaOk folendo spedire il danaro in letlere. Il netto 
ritratto della potla fu ael 1841 di an i3 per cento maggiore 
die nd 1840^ euo fu di 44i9<>^ l>>^ di tterlini. 

Stando adunque a tali rìtultati vi è la prova non equivoca 
die quanlo più la tosta postole i moderato tanto maggiore di* 
tiene l'inlroilo della putta perchi si aumento grandemenie U 
anmero ddle lettore iaportote. 



com fui nosvam eTATitno 
fMItcad ncyfi Stad»Vmd éP America nd decwn^ 

i83i al 1840. 

Si tono pobblicatt agli Stoti-Uniti d'America i protpelti tto» 
tittiei del centimenlo dtcennale e generale ddla Unione dd i83t 
alla fine del i84o. Qactti prospetti molto ▼oloosinotl ton9 in 
numero di sette, redatti dietro doeomenti ufficiali. 

Il primo comprende la cifra della pòpolaaione in ogni Stoto 
e territorio dell' Unione, il numero dei bestiami di ogni tpecie 
ed i prodotti dd suolo ^i qual tiaM natura, meno quelli del r^ 
goo animale. I protpetti ^» 3, 4 ^ ^ comprendono le induttrie 
maoifatturiere ^ il testo comprende le miniere di carbone e le 
cave di pietre, il settimo finalmento i prodotti deirorticoUura, In 
statistica delle case commerdali ed I prodotti delle petche^ 

Questi prospet^ qMritoqo uno studio ben serio ^ perchè 
esprimono la forza, le riochease , lo stoto presente ed avvenire 
di una potente che tottiene già una gran parte nella politica 
dd mondo, la di cui tituasione, per i legami di ogni specie che 
ella si i creati coli' antico continento, intoretta al più alto grado 
il commercio e Tinduttria di tutto l'Europa. Per ora d cooton- 
teremo di indicare nlconi ritoltati generali. 

Il primo protpetto porta a 17 milioni fia|566 individui la 

deila popolnttoae totale alla fine dd i84o. Qoetta cifra ti 



oomp4>fie da i4 milioDi 575,353 «bitanli liberi, ea milioBi i^tiil 
tchlavL Ella ti dacompooe aoooni in individiù del 

Seuo meicoliDo (biaBcfaì). 7,949»)66 
feiamioino ' • • » 6^39,84 > 
maiè. (di colore. Uberi) 186,467 I a k^c 

fenuDinino • • • • '999??^ 
mascolioo (schiavi) • i,i4^^B 
fiBCDminiDO • • • • if%^fioS 

Sopra questa cifra si codUdo anche 6,685 sordi*niati, 5,o3o 
cteebi, i^JStt dementi o idioti, 3,7i9ig5i impiegati nei lavori 
deiragrieoltnra, 79i>749 operai di manifattore, 65,a55 indÌTÌdiii 
di professioni liberali, 10,798 pensionati militari (cifra esorbi- 
tante per una potensa la quale non ha che un'armata di 8^ 
uomini) 9,3 1 3,4^ allievi delle scuole primarie, e , cìjrcostaou 
che fa onore agli Stati' Uniti , non si eontano nella popolanone 
libera al disopra di 90 anni, che 549,9o5 persone, le quali oca 
sappino leggere; olire di ohe è probabile che la maggior parte 
degli individui di questa classe sia composta di emigrati cse^ 
dati d'Europa dalla miseria. 

Il censimento del i83o portava la popolai, totale a t^JSK/noi 
Ti é dunque in dieci anni un aumento di 49'76^'4^ individoi, 
Gto4 di 3i,66 per cento. 

Tuttavolta quest'aumento non i egualmente ripartito fra i 
«8 SiaU deirUnione. 

Per i sei Stati del nord-est la proporcione di aocreadmeato 

non è stata che di i5 — per oeoto 

Per i quattro del metto dì di • • s6 — 

Per gli otto del sud di as * 1/3 

Per dieci deirovest di 68 

Per gli Stati eoo schiavi presi colletti^amen* 
te la proporzione di accrescimento è stata di ^5 i/a 
Per gli Stati nei quali la schiaTitù non esi* 

ste i sUta di 39. 

Tutti questi fatti meritarono di essere notatii essi provano 



che la popolaùoDC degli Suii-DnUt ti porta ormai veno gli Stati 
Doovi deirovett. 

Profano altreA cbe T immigrarioDe si porta molto piò ne- 
gli Stati nei quali non esiste la schia?ittl die in quelli nei quali 
esiste; e questo i un fatto ohe un giorno deve produrre im- 
mensi risultati^ inquietanti per l'avvenire politico dell' Unione. I 
fondatori dell'Unione federale avevano avuto In mira di stabilire 
im perfetto equilibrio fra il nord ed il sud; e per assicurare il 
mantenimento di questo equilibrio, gli uomini di stato americani 
non banno ammessi nuovi Stati nell'Unione cbe due a due, 
1*1100 con scbiavi e l'altro sensa scbiavi. In oggi in fatto che il 
numera degli Stati è raddoppiato, se ne contano quattordici da 
ambe le parti Ma l'equilibrio non è che nominale. A causa 
della ìnegnaglianta con cui il flusso della immigratione viene 
distfiboilo sul territorio, la popolasione degli Stati con schiavi 
non si accresce colla stessa rapidità di quella degli altri. Da ciò 
nasce l'indebolimento politioo dei primii e l'ingrandimento prò* 
portionale dei secondL Da «ò nasce T ineguagliania di rap» 
presentama e di potere nel Congresso; poiché se tutti gli Stati 
indistintamente nominano due membri del Senato, essi mandano 
alla Gimera dei rappresentanti un numero di deputati propor« 
lionale nlla cifra della popolasione relativa di ciascuno di essi» 
nao per ventimila dttadinl, ai quali si aggiungono solamente par 
gli Stati del sud i tre quinti della popolasione schiava. 

Il oensimento decennale è quello che stabilisce il numero 
dei depotati. Quello del i8So aveva già incominciato a br piof 
gare la bilancia in favore degli Ststi nei quali non esiste la 
lehiavitb ; ma non vi era ancora che una maggioraoia di porbl 
voti, In qoale ha fino ad ora fatto al mantenimento della Unione 
il sacrificio delle sue eonvinziooi individuali. La nuova legge di 
ripartiaione elettorale, la quale sta per essere fatta , dietro il 
Gea»imento del 1840, darà alla rappresentaosa degli Stati senta 
scbiavi una roaggiorania di un terso. L'abolizionismo vedendo 
cosi crescere le sue forze, non può mancare di raddoppiare, di 
ilorxiy e non è focile il dire quello «he potrà risultarne 4 



«94 



T 



Coirne recente ^uù i/iótema ^enU&nzùcmo. 



SUL ttsTBMA pnmtmtijuo ni dahocìbca* 



I re di Danimarca , dopo di avere conialtate le quattro u* 
iemblee degli Stati proTioeialii ha emessa uà* ordinanaa che bt 
per iscopo la rìroroia delle prigioni. Ecco in sostansa le misure 
che prescrìTe: 

Il sistema di isolamento completo è adottato per le penose 
dei due sessi coòdaonad ad una prigionia , la di cui durata oos 
deve eccedere gli otto anni. Questi detenuti saranno chiusi io 
prigioni speciali, cellularii ma nelle quali tì saranno alcuni locsfi 
proprj a poter servire di lavorato) per otto o dieci operuj , nei 
quali lavoreranno insieme i prigionieri , sui quali T itolameato 
assolato avesse incominciato ad esercitare una influenta fuoesls 
sia nel morale che nel fisico. 

GÌ' individui dei due sessi condannati ad una prigionia di 
oltre otto anni o a vita , saranno posti in case di forse, nelle 
quali saranno distriboiti in quanto al lavoro io lavoratoj che 
possano contenere ciascuno dieci opera} al più , e nei quali re- 
gnerà silentia assoluto. Io tutte le prigioni ogni detenuto dor- 
miri in una cellette separata, nella quale prenderà anche i suoi 
pasti. Quanto ai pasti, non vi sarà eccesione a questa regolante 
non ai prigionieri per debiti. La prigionia a pane ed acqtia i 
intieramente abolita, perché questo sistema è stato rtconosciulo 
pernicioso alla salute. 

Il maximum della durata della prigiooia-per debiti, che e 
di venti anui, ed in alcuni casi particolari, di venticinque, è ri* 
dotto a dieci anni per i naiionali ed a quindici per gli stranie- 
ri. In tutte le prigioni, eccettuate quelle per debiti , si prowe- 
derà pib che sia possibile , all' istrusione morale e religiosa dì 
quei detenuti che ne avessero bisogno. 



SULLE CSSB CITTRALI DI FOBZA UT nUHCIA. 

Il ministro dell'interno di Francia ha diretto a tutti i pre- 
felli del regno una circolare relativa alle notine che devooo sot- 
tomettergli sulla sitùasione amministrativa , disciplinare ed igie- 
nica delle case centrali di forsa e di correzione esistenti nel loro 
dipartimento. Sulla base di queste notizie si determiaeraono i 
miglioramenti da operarsi in questi stabilimenti. 



«95 



na/ù j do SoaóùmienA a vaAore , m 



riÀLU. 

ITAADlA mAATA DA RAPOU A VOCIEA. 



F 



mo dai i836 ti i parlalo io questi Annali delle diipoiizioni 
prese dnl Goveroo delle due Sicilie per la coitruaioae di una 
strada di ferro da Napoli a Nocera, e dopo quell'epoca si diede 
€00(0 io larj articoli del progresso dei lavori. 

Ora sentiaoio essersi compiuto il ramo da Napoli sino a 
Castetlammare ed il primo giorno di questo mese di agosto se 
ne feee T apertura. 

AUe cinque pomeridiane del soprindicato giorno il corpo 
diploioatico» ì ministri consiglieri e segretari! di Stato di S. H. il 
re, i capi di corte ed altri personaggi di alto grado convennero 
nella stasione della strada ferrata accolti in una sala per atten« 
deni l' arrivo delle LL. MM. il re la regina e la regina madre, 
e delle LL. AA. BR. i principi e le principesse della, real fami* 
glia; tale a db addobbata oon drappi elegantemente disposti e 
eoo f aghi festoni di fronde e fiori. 

In altra sala venivano ricevute altre ragguardevoli persona 
iaiitale. 

In quella statione, egualmente che neir altra di Castellami 
nare, musiche militari festeggiavano intanto con allegri concenti 
ratto solenne che si compieva , e distaecaroenti di truppa pur 
vi erano per rendere gli onori alle LL. BfM. nel passaggio. 

L' augusto raon^rcai unitamente alle altre persone realì| col 



>g6 

rìipeltiTO MgaitOi gìunie alle tei alla ataaiooe di Ntpolù ali* in* 
grasso della qaale S. E. il miDistro segretario di Stato degli tf. 
fari interni ebbe P onor di riceTerla. L' £i S. preseotogli il con* 
mendeTole cavalier Bayard, ingegnere direttor della strads iteisS| 
non ohe il eomaissarìo qui spedito dalla SodelÀ medesioM, 
sig. Davide ; e S. BL ebe fin da principio ha sempre in iipedal 
modo favorita qnest' opera | accolse il loro omaggio molto beni- 
gnamente, degnandosi di mostrarsi in pari tempo assai cooipM- 
cinta de' felici risultamenli delle lor cure. 

Quindi , al cenno della M. S. , le reali persone isoeisro 
nella carrossa reale» e tutti gli altri personaggi invitati presero i 
loro posti nelle altre carrosse del convoglio , il quale tratto di 
una. sola macchina locomotrice a sei ruote , mosse da Napoli per 
Portici, Torre del Greco e Torre Annunilata a CasteUsonoiirc 
aeosa mai arrestarsi; traversando cioè uno spedo di miglis di- 
poletane i4 ip (97 centimetri) che fu corsoio 4* minuto^ fik 
a dire con la velodtè di più di venti e un miglio per ora (to fo- 
ghe di Francia )• 

Giunto il convoglio a Castellammare « «)ve per S. M. e per 
la real famiglia erasi eretto ed apparecchiato oMgnifioo padicliosii 
le reali persone vi discesero : anche gli altri persmaggi soioola* 
rono dalle loro carroac} ed Indi a poco il convoglio lece rilorao 
alla staiione di Napoli. 



IDIA DI UVA OAiLBiiA a iroipetso detta montagna detta di FVsjai, 
nette Alpi Cotte tra Bardonnéche e Modena. 

Alla deoominasione di Alpi Cotie ci rammeotiamo di Cosio, 
Il quale non isdegnò di cambiare la dignità di sovrano in quelh 
di pretore di Augusto , per cui i Romani vollero eternare il oooe 
di lui y conferendolo al tratto di quei monti compreso fra il M oo« 
tednisio e il Monviso. In questo tratto ed in prossimità ad oos 
dei principali sette nodi delle Alpi italiche , chiamalo nodo di 
Bardonnéche, da qualche tempo è chiamata ratteniione dall' osi- 



»97 
feriale, come il tifo più coofacciite per apriRrt una galleria e 
dare cosi on passaggio alle falde delle due pendici , onde me* 
glie favorire T industria ed il traffico d«lla nostra penisola , che 
0F8 colà deve superare disastrosi gioghi. 

Vuoisi pertanto che 1^ sti:ada in ferro , la quale stabilirebbe 
Ja più facile e la più celere comunicazione fra il Piemonte e la 
▼alle del Rodano , partendo da Torino^ dotrebbe lasciare a di* 
ritta r attuale strada del Monteceoisio, costeggiare la Dora ripa^ 
ria a Exilles, Oolx e Bardonnèclie, forare quindi una galleria 
nella montagna di Frejus, andando a sboccare nella valle del- 
l'Are verso Modena, e proseguire fino ai confini della Savoia 
nella valle deli'Isera. Sì asserisce che questa galleria sarebbe so* 
lanente lunga circa cinquemila metri. Di diverse gallerie si po- 
trebbe &r mensione eccedenti questa luoghezsai che furono coo; 
doUe a termine ne' tempj andati ; dal costo delle quali si deduce 
che la spe<a di questa ascenderebbe all' incirca a sei milioni. Ci^ 
premesso, non bevvi motivo di atterrirci compiendo un simil^ 
piano, più gigantesco ne' suoi portentosi risultali , am^ichi per 
la sua esecosione. La Savoia vanta già una lunga galleria co^ 
strotta sotto il governo francese, cioè la co#ì delta grotta cb^ 
da Chambery mette a Les Ècbelles presso a la Guière, 0007 
fluente del Rodano , oltre a quella di Noli nei littorale ligure ; 
ma soprattotto ci gode Tanimo di poter rauMoentare ohe i Pier 
mootesi sin dal secolo decimoquioto hanno pertugiato luogo la 
Dora riparia lori lunghissimi io siti assai difficoltosi, per deri^ 
vsree le ac<|ae onde alimentare opifici^, e per irrigaiiooe di loa« 
taae terre; fori che aperti, senta menarne alenn vanto., con ve^ 
date di pubblica utilità, meritano adesso ratteuaioqe dell'uomo 
<l'arle, siapte che nellf loro semplicità attestano l'arditeasa e 
l'ìogegno Doiraver sappto Tincere non lievi ostacoli e con poco 
ditpeodio, che questo è appunto quello che sovente sì oppone 
s siffatti divi§ameoti« A.i dì nostri abbiamo pur. anche prove in^ 
cootestabili del g^nio italiano per le grandiose jmprese; fra le 
laolte possiamo citare il ponte che ora «tassi edificando sulla lar 
sona di Venezia, la di cui spesa salirà a pi^ di quattro milioni 

Amau. Slavistica, voi LXXilL i4 



dì lire auitriache; e questo ponte è T estremo aoeUo della gru 
cateoB che dovrà unire Genova con Venesia; ìnTcoe la gallena 
ideata con le Alpi G>tie sarebbe uno degli anelli intermedi frt 
due nasioni che, naaneando, cesserebbe con esso la speraotadi 
andare, come f\i divisato i da Torino a Lione in dieci ore, ed 
a Parigi in ore trenta^ sempre però che» fatto il pia, si faceste 
eziandio il meno, cioè il tratto dai confini al Rodano, }>er unirei 
al gran sistema siderodromo di strade in ferro stabilito per la 
Francia , non meno che agli altri sistemi degb Stati limitrofi i 
quel regno. Né qui sembraci fuor di proposito di osservare che, 
costrutta la strada ferrata Ligure Piemontese » e quella dei re* 
gno Lombardo- Veneto , si andrà in quattr' ore da Torino a Mi* 
lano, ed in dodici da Torino a Venesia. L'importansa gnnde 
di studiare la continuità nei sistemi di celere comunicasiooe aoa 
può essere mai sufficientemente raccomandata. Non pochi esempi 
si potrebbero addurre di fallite intraprese per non essersi do a?- 
visato. Non ignorasi che allora quando, or non sono molti asoi, 
si costrnsse la strada del S. Bernardino, speravasi assai che, 
mercè la navigazione sul Lago Maggiore e la strada sacoesiin 
da Arona a Genova e a Torino, il commercio di Germania di 
quel lato dovesse rivolgersi a questa nuova via , ma siBatla spe- 
ranza andò delusa per la costruzione delle strade dello Spiugheo 
e dello Stelvio, poiché, a malgrado dell' elevatezza maggiore di 
quei gioghi in confronto dì quella del S. Bernardino, pur sodo 
più convenienti al traffico, perchè non Interrotte da od pedsg* 
gto sull'acqua, come lo è quella del S. Bernardino, dofeodosi 
▼arcare il Lago Maggiore. 

Ognuno poi vede che, creato un sistema di strade in ferro 
in Italia, si avviserà ad unirlo con simili sistemi dei itmitroS 
Stati ; ma la catena delle Alpi non potra così facilmente essert 
valicata da non lasciare interruzione fra esterna e sistema. U* 
tanto il disegno di perforare le Alpi Cozie ci assicura viepp 
sulla posaibilità della non interruzione medesima, si oppone di' 
rettamente alla decadenza del commercio della Savoia e del Pie^ 
monte, e viene a rendere in qualche parte nulle quelle fadlitv 



«99 
noot che i Praoceti •Sngegafliio di itabilire ipedahbente fira Mar- 
liglia» Lione e Ginevra. ■ 

Se per la ora ideata strada io ierro la dttà di Genova inten* 
de, non lensa fondamento, di dare novello vigore al proprio 
ooomercio, non è per questo che fi ignorino i fommi vantaggi 
die ae risalterebbero agevolando il passaggio delle Alpi G>tief 
b goisa che tale ponto interessantissimo non abbia già destata' 
oome abbiamo già detto, la pubbiiea attenzione. L'arte» sicora 
ne' f noi prìncipi!, francheggiata dall' esperiensa, animata dall'en- 
tità del vasto concetto, farà conoscere le vere difficoltà, e pro- 
cedei allo loro solanone. 1 capitalisti fermi nelle loro vedute 
finaosiere sapranno cogliere il memento propisio, e vinceranno 
gli ostacoli che non mancano di sorgere nelle nobili e grandiose 
imprese. Il genovese commercio in predpao modo ha in sé le 
pili fetide argomentasioni di dover porre estesa fiducia nellm ce* 
lerìlà ddie sae comonicaiioni,' allorché saranno favoreggiate dalle 
linde in ferro, e ne deve attendere di nuovo quella prosperità, 
di coi per il suo ingegno e coraggio oramai storico, qoeU'ardilo 
popolo godeva sulle sponde Bisantine ed in altre lontane re* 
gioni, tanto pih se si riflette che i versanti da fiicilitarsi nocen* 
osco sempre per terra, a levante, a settentrione e a ponente. 
Quest'ultimo soltanto forma il tema di quest'articolo, eppercib 
naneheremmo al dovere dell' amidsia , se qui non rammentai 
sioo che il cavaliere, generale Ràechia, presidente del Consiglio 
del Genio militare, (b quello che parlò ampiamente della galie- 
ris da aprirsi nelle Alpi Coùe al seoondo G)ngresso degli Scien- 
sisti italiani. Il signor Hddail rese pubblico questo vasto disegno 
colle stampe (i), ed egli non dubita punto che offra segnalati 
vantaggi al nostro Stato: La perde de$ jilpes^ ei dice, rendra 
ìa ne ei factìvités ette fera da poH de Génes le premier de PEu* 
rape meridionale. &. PotemL 



(i) V. Prc§€t de percemeni àu Àlpn entre Bardonnkìm €i Modane. — 
Lyon, iiaprtnMffie de Demoelln, Roretet Sibact, quai Saint-Antoloe, 33« 

iS4i. 



%ÙO 

Nòta. Negli atti del Congretio scientiSoo sta stampato: il 
cay- generale Racchia legge una Memoria $uUa passMlità di itor 
Mlire una imova linea di esmunioavurne ira la Francia e Vita- 
Uà, la qual linea pa$§erebbe con una galleria di pochi chibme* 
tri auraveno le Alpi Cozie, e il cui punto culminante sanik 
di 65o metri al disotto del Montecenisio, ecc., ecc. In tal modo 
il panagpo della valle della Dora ti farebbe eopra una Ibua 
di minore lunghe%%a e di ndnofe elevatone deltattuale, come il 
generale Raochia dimostra hella tua Memoria, ecc. EsamìiMsdo 
Questo Progetto del generale Raeehìa con aoa earta topografica 
alla mano, sembra ad alcani membri della sesiooe, ecc., ecc. 

Neir operetta del signor Médail (pag. 7)» si legge: £«30 
tfodc i836f Je Remis a ce sojet ane Mémotre à thonorahk^* 
néral Racchia, ingénieur aussi philantrope ^u'éelairéj U eui la 
bonté de s'aàsurer de la vérité pour en faire un rappori au§» 
vemement de A M.^ et c'est ce qu*il fii^ et de pine aueiaif,rh 
sdentifiqme» 

En mtU 18404 /e me permis de présenter une Uémoin t 
S. M. qu'tteueiUit at^ec bonté, de., ere. 

Nel Calendario generale de' regi Stati del corrente asso, 
nella disp^ N.^ a6 del Politecnico, nel Moniteur Univenelf oeic 
di aprile p. p., si aserifo solo al cavaliere generale Racchia l'o* 
nore dell' espoeto disegno; ina i lettori, come noi, riiosrranai 
perplessi 1 -poicbè il cavaliere Racchia non mensiooa oè punto 
ni poco il sig. Médail, ed il sig. Médail dice essere sua la Me- 
moria letta «dal generale Racchia al G>ogresso scientifico. U 
questione rimane pertanto Indecisa fino ad ulteriori 

P. B. Ferrerò 



GERMANIA. 

SUUB STfiADB FBBRATB HBIX' IHPBBO d' AUSTBlà. 

Molli e diflkili lavori preparatori fiirono prima ed ìDOie- 
diata consegoensa della esecuzione della Sovrana Risolutiooc del 



sor 

19 dicecDbre 184 > > rebUva alla eoitroBioBe. delle fkade dì 
faro. 

Questi Utoiì sodo ornai portali ad uo tal punto che du« 
note la seeooda metà del mete d* agodto^ o tutto al più tardi 
nei primi giorni di tettembre 18499 I0 ooslrwooi d^iinbaaa- 
meoto in ambedue le diretioni verso Praga e verio Trieste •«• 
nono incomiDciate, e sì questi come gU altri lavori iieeessarj al 
oompimeoto delle strade di ferro «araouo eolia ooaveoieot# reci< 
proca progressione attivamente continuali* 

Una della operaaioni prelimìoari pib importanti era un piin 
accurato esame delle linee che le strade devono percorrere, fra 
i punti estremi da Vienna a. Praga e da Vienna a Triestei sta* 
biliti da Sua Maestà. 

Pnma di ogni altra cosa dovevano ponderarsi o risolversi 
le quistioni della possibihtà» delia relativa Cscilitàf delia- relativa! 
luogbetsa delle linee, indi quella del tempo e della spesa che 
le coélrusioni richiedevano. 

La ooatruaiooe ed il ^^rviaio delle strade di ferro dipendono 
essemìaJmeote dalle diverse circostaose del terreno. Molte delle 
difficoltà di quesu natura» atteso io stato io cui, l'arici isi trova 
pretentemeote^ non possono ancora superarsi, mollo possono 
superarsi soltanto con una spesa tale cbe non sarebbe in niunà 
proporxiooe colio scopo che si vuoi conseguire* ^ . 

La linea in apparonaa piii breve di^icna a motivo delie sa» 
lite o di altri impedimenti naturali molto più . lunga di- quella 
die in apparenta è più lunga ^ e la sicuretsa e facilità del ser*. 
vizio che sono l'oggetto principale riescouo lalmenle compro*^ 
meise, cbe l'arte i «nsuflicienie a vinoers o a dirigere le forze- 
contrarie delia natura* 

Da tali considerazióni. deriviiva già la neoessilà di esatti ed 
ioDparùali rilievi, cui aggiungeva»! un' altra circoslaosa, che non 
potevasi trascurare. Interessi piivati beotf o male, apprezsatt, uniti 
a mire superGciaii^ e ad in^CEicienle cognizione di c^tiua, ivo* 
vano facilità liddove l'uomo dell'arte scorge difficoltà insope*' 
rabdi, ceosttrano ciò che contrasta coi loro desider), e poob sti- 



Mano ogDÌ tpciO} quosdo ooo tiaoo ehioniiili a coacorrerri coi 
loro mesii. Bmogoava dunque porre in piena luce quello che 
poleta aaer mesto in una luee dubbia e cangiante. 

All' uopo dai neceaiar j rìliefì la linea da Vienna al confine 
faifooe fu ripaitita in due setioni principali, cioè da Vtenai t 
Praga, e da Praga a quel confine. Quella di Trieste fu difisa in 
tre: da Vienna e GraU, da GrftU a CiUi, e di quiti a Trìeite. 

Agy esami d'ogiii sezione hi assegnata un'apposita conoii* 
siooe di uomini dell' arte; alla sesione fra Vienna e Pngs però 
larono assegnate Ire commissioni, ed a quella fra Vienna e Grati 
due. 

Ogni commissione era composta d' un capo, due iogegnerì, 
quattro assistenti, ed il necessario personale subalterno. 

Per tal modo il terreno lunghesso tutte le linee fìi contea- 
poraaaaaMnte esaminato da 56 indiTtdui forniti delle neeeuam 
cognistonì. 

Essi erano muniti di precise istrutioni; TenWano iofigihti 
mercé dell' esame delle relationi eh' erano in do^re di ranegnait 
periodicamente , e delle visite personali ' d' impiegati saperiorl 
Quantunque per ciò solo fesse provveduto alla massima eiatleui 
dei loro lavori, e quantunque si trattasse di rilevare cose di ftUo, 
cfae dovevano rappresentarsi e descriversi , non già con node 
esposisioni o Tane asseraioni , ma con computi mateostid ed 
esatti tipi, nulladimenoj per essere sicuri che si sarebbe proce- 
duto scasa ombra di preoccupasione , venne preso lo speciale 
partito di non permettere che nessuno degli induvidui, il qo^^e 
in una precedente occasione era stato adoperato nei rilievi lungo 
la linea da Vienna a Praga, potesse aver parte nei nuovi rilievi 
che la pubblica amminiUratione aveva a fare sulla stesia linea. 

Nelle istrustoni s' indicarono benti le direzioni, lungo le quali 
aseguir si dovevano i rilievi, ma non era per questo vietsto di 
estendere gli esami anche lungo altre diresioni , in cai tt crc< 
desse che potesse condursi una strada ferrata, quando pure do* 
vesae incontrare difficoltà, però superabili. 

▲oche su questo particolare si ebft>ero i dovuti riguardi slk 



90S 

domaiidt die nei fraitempoeransi presentai^ e colle quali eniM 
chiesto che la tUada dello Stalo foste condotta in una o nel* 
l'altra direaione sovente diametralmente opposta. Così è avve- 
Doto che molte sesiopi Tennero studiate io sei fino a otto di* 
retioniy e cfbe per oonseguenta questo oggetto venne completa- 
mente ed oltre ogni bisogno esaurito fioo agii estremi confini* > 

Chi è io posisione di gettare uno sguardo sulle operationi 
eseguite (risoltato di migUaja di calcoli) sui tanti disegni fatti con 
uiaestria^ non potrà fare a meno di giudicare che queato lavoro 
è ttato condotto con eiatteua ed abilità, e colla p^ù gran per* 
fiezione io lotte le sue parti. 

Sulla base di tali esatti ed in ogni loro parte completi ri^ 
lievi tecnici e sulla base pure dei dati statistici raccolti contem- 
poraneameole con tutta diligensa, dati neoessarj per poter assog- 
gettare le ?srie linee ad accurate disamine anche sotto i rap- 
porti poiiticii ipdostrialif commerciali e stralegioif e poterle con- 
froatan una coli' altra, S. M. si è ora degnata, colla Sovrani^ 
Bisolotiooe 3 i^osto corrente, di ordinare che la strada ferrata 
^Ifo Stalo per Praga debba condursi tanto per Brtinn quaoto 
per Olm.uts. 

La strada adunque da Vienoa a Praga sarà una sola fino, 
a Londenborg, da quivi proseguirà in divergenti direzioni fioo 
ad Olmfits e BrCion; queste diresioni divergenti continueranno 
da on lato per Mìiglitz, Hoheostadtj Landskron e Triebits, dal* 
l'alU'o per BlansLo, Zwittau e Kòrber fino a Bdhmisoh Trfibau; 
901 si riooimnno e proseguiranno in una sola linea fino a Praga^ 
pattando per Wildenschwert, Pardubits, Rogilz, Elbeteioits, Rol- 
lio e Poesernitx. 

Quanto alla strada per Trieste, gli esami più minuti hanno 
dimostralo che , siccome in ogni caso bisogna valicare le iUpi 
aorichey il punto del monte Semmering è fra tutti i passaggi il 
pia fafocevole, quantunque siano grasriMime le difficoltà che si 
presentano in un tratto di tre leghe (la miglia geog. circa) fra 
Gloggnits e Steinhaus. . 

Sol modo di superare queste diificoltà^ occorrono ulteriori 



3o4 

rtlicf i che sooo iuiCitia ia corso. Nel paisaggto di Semmerìog 
il problema principale sarà tempre quello di trovar la miùeri 
di traspoHarè da un fiacco all'altro della montagna persone e 
bagagli colla maggior possibile celerità e sicuresca, e posiibii- 
mente colle steise Tettore destinate a peroorrero la slnda di 
Vienna a Trieste. 

Ma se si ateisé volato aspettare V tAio di tali rilievi, do- 
Veodo&i concedere il tempo necessario per isciogliere un problemi 
k\ difficile ed importante, è chiaro che sarebbe slato giuocofoni 
l'itardare la oo»trusione della strada. Per evitare qaesto riurdo, 
venne decido di cominciare intanto i lavori da quel punto donde 
il trasporto con locomotori possa seguire senta ostaooli, e teo» 
influire sulla scelta del miglior modo di valicare il Seoofriog. 

Questo punto è Milri^suschlag.DaMiirxsttftchlagy disceodeodo, 
le pendente (i/iSo fino a r/ioo) non sono sfavorevoli, ed imi 
I migliorano verko Bruck e Grata fino ad i;3oo e ijé^oo eoa 
tratti intermedj anche di 1/800 fino a i;iooo* Vero è che qual- 
che difficoltà offre là projesione orizsontale della strada, avv^ 
gnachè da ùil lato la via maestra che scorre per la valle, dai* 
l'altro il tortuoso corso dei fiumi MUrs e Mur, finalmente pa* 
recchie pendici sporgenti delle montagne e varj villaggi, si op- 
pongono alia regolare costruzione di ana strada ferrata colle 
curve che convengono al movimento dei looomotoii. 

È riuscito però di trovare una iraccia siffatta per coi da 
MQrizuschlàg fino à GrMlz, pochi putiti eccettuati, la stradi può 
Gostruirù sema manufatti molto considerevoli , nella quale sì' 
richiede bensì di dover passare più volle i fiumi sopracciutii 
però sopra punti che non obbligheranno n troppo grossa spesa. 

Da Gratt a Neuddrf la strada prosegue in un terreno qusii 
oritkontale. Quindi la parte meridionale di questa strada era* 
nate, aslratione fatta per ora del Semmering, sarà condotts di 
Harttuschlag per Kriéglach, Wartberg, Kapfenberg, Brock, Bar 
negg, Froholeiten, Feistritt, Grata e Neudorf. 

Queste linee soddisfanno pure alle grandi comonicasionl 
éominerciAti delle p^rti a settentrione, borea , scilocco e messo* 



gbrao ddki MoB«reU« ( pef le parti • maestro, peoeote e geiu 
Mao provtedéraao» le elrade fcnrnCe erariali verso la Bavìeia 9 
traterso il regao Looibardo- Veneto, e coovengoao a tolti gl'ia». 
teressi dello Stalo riguardo all'eslerao, a discatere i quali parb 
più da vieioo ooo è questo il -hioBO. 

( Gmuiia di Fiduta y 



iMoa aaL oaumoGATo o'jbsia' ria la coifàiiBioaB 

Mtaa mLÀù» nasAVi. 



Lodovieo li per grana di Dio grandoea d'Assia, ecc. Ondo 
erdioafe io asodo regolare la «ostruaioaeel'eiiereiaio delle atrade 
feftale ad 9raodii4sla> , ed oode ^araotii:e tolto le oiisoro da 
preodersi , odilo il nostro Coosigtio di Stato , eoaae puee I' opi« 
Bioae ed il eobsigtio del doilri fedeli Slati, abbiamo .ordinato 
ed ordmiaoio quanto segue» 

jirL 1.* --^ Là oosiriiatoae dello linee prtneipali di strade 

ferrstedel graodoiSÉto, eombioale eoi nostri fedeli Stati , verrà 

fatta a spi^e dello Stato , e resereUo di esse ^ per oooto della 

€assa dello Stato. Al contrario per le strade ferrate locali ver* 

ranoo rilasciate delle concessioni ai privati, e ne viene rilasciato 

a qatsii ultimi l'esercisio sotto la snperiore sorvegliansa del go- 
verno. 

Art. a.* -^ I fendi ooearriUis per la eoslrotiono di queste 
lieee priuoipalli nao ebo poi prioid éeqoislo del oialeriale d'esei^ 
cisio, verranno Tovuièli per via di pobbHeo prestito. 

Art. 3/ — * Onde coprire gì* interessi dei capitali da pren- 
derli a peeatito, eoosé all' arL %.% varranno preferibiinsante im« 
picgsti gli introiti netti delle strade ferralOi Qualora poi in un 
aoao od in un altro questi introiti non fossero sufficienti « ciò 
che oNinea verrà u>lto dai messi pib proati della cassa . pfittcin 
pale dello Statow 

Ah. 4** — Pel suooessivo pegamento dei capitali amn^as* 
sali por la coetraaiode. di;lle strade fcrrale viene de^tipala la 



2o6 

somiiM che Miteni' miriaCròilp nètto dalle «lieda ferrale depo 
le ettiniioDe de^li ietereeiì. Se qoeete soeune non awMMUefia 
ad uà odeteo per eeeto del eepiUle ibndierie delle. 4rade fer* 
rata, uoiteineote agli ioterenì ehe lerraooo riiparauati, le perla 
madcante Terrà tuppUla dai. oMiei pia ptpnti della. eaaie p»iiie&- 
pale dello Stato. 11 riaiiiofto del eepitale deferii e poco a poco 
iOGomÌDcicrà col piìuiò eanp dopo reprimento delle streda fer- 
rata. 

JrL 5«?.~ OU articoli a."" a 3.* delle legge d*eftiaaione dei 
debiti dello Sleto del .16 logHo- iSSS' tfofaoo epplicesioné enche 
ei rimborii di copitele che Terreono fatti io forte del|à preaeate 
legge. 

JwL 6.^ «^ Gli Suti del. grendoealo ricoàeeeo«e per de* 
MtO' dello Stelo i copiteli cooiratti ed ^Mlopefoli per le ttrade 
feioele dello Steto, > 

JrL 7.* -- * Alb i|rfrare d' ogni, periodo fioeniiario vena 
doto conto ai Doitri fedeli Stati deUe speee fin ellora loilenate 
pel* la oostroatoDo -delle itrede ferrele deUo Stelo. 

• jùH 8«* •-*• Il nostro ministero dello finense è incerioelo 
dell'eseentioDe di questa legge. G. V. 



IPBBTUEA toBIXA STBÀDA Dà OBlUVO ▲ STfeTTUrO» 

' Uoe sorgente di imporlenlo oonuneroio ed indoalrie Tenne 
diichittse ella Prussia, nseieà Faperlura deliaipriom leaione delia 
strada da BerliiM a Stellino^ da BerHnOi cioè, e Nenstadt*Ebert« 
iralde, longe S leghe tedesche. 

Arritatio {^ériedioenMnte dai dee pnnli eatreoii. Asilo linea 
apèrta da' ^an ouoien» di peaseggieri'^ a oni le poste diede spon* 
taiieaasente la sua * ooecessìODe, per coi questa strade ferrata au* 
tfeolerii' slreordiattfftanseoté la.ooesuoioaaioae eolie località pa- 
ste dietro e Neustedt. Io une linea quasi diretta del nord*est al 
sud'Ove«t| che giungo. da Neoftadi-Ebemralde. ad Halle, ti può 
di gii percorrere unlraHo di strada. fonata hsogo 3o leghe te* 



307 

defcbe. ConlÌBiiala. ad . ambe k estranM^ quatta diagonak linHa 
mia GecMBoia^ giluogarà Iva poobi.aiim.il mar Oriantala. (StéCr 
lioo) cot Meno (Eraneoforta)..«d ilRaao sail-^eàiiiealale (par, 
nano della firada: ivrata'da; Dàmlttadt « Badao), c^ pab dite-* 
aìN di rtraondìMiria impoelaiiaa fni jooaiaeffaio digli. StaUidcl^t 
PDoiooe ^ogaaale>|€he vangona solo toosaiidaiktufiéalla. «laida; 
fcrrala. Gli abitagli. diSlattìaOy cha. copotoono pc|Bfellai»aalo di^ 
qaal rìlìe'vo sia per assi- qinita istrada^ >faanaatit<iaa luUà i'oUt 
teotiooe per coodurla a baon fine* 



. t ... f 
. • * .' 

SVIZZERA. 
'Staaiia pbbaata. Dk B»BSCDAik'.A. Go^ia.) ; ì\ . .< • . . 

1 gioroalLsvIttprLsarifauM i|tiaato ^^a: (ié Sooi^là ^oom* 
«Maiale ed mdpiuialedlfB^raehaab-iì i tridokà' at OaMigio >di 
Sm Gallo , oode abiafÉarlM T aèteakiaoB «ili* iqtyfiti—a . dalbi 
ilrada lermla, la- qiiala > aUnÉJaMiìte- gnaige' ftao % poitéalla itpiay 
già vartembergbeaatdal Idgoidi Coalaosai • .ai iaBfla' a atea paaaJiy 
ed a sagaira nn^ioBpraia.AUa- obi eaaamionai sii lagaìkìy. Aràiipac^ 
taali iolerassì e aV cariati- iTa^jMggi. per la- aallo;4al Aano^ Alalia 
Snisani setlaolriaiiàla e dèll'iatierò ehétoaetf '• . i; ' • 

Le diffieolik • i dbbbi aQl)a:faffawMÌeho dei aMaal pacawaeiit^ 
niUa reodita di quello Isalto di strada I w r rala» aeo*^ aobiÌi|ii|MI 
«MoonMaa«ote.aoQraggii|ttf od asgoaliato ^pMStp*SoBÌfltà^>aaai'9& 
abilaati di AoMobaob. oooipiaiigoaD ' di ìsa|orai »itenali«faBtaMm« 
meate per tali- dilSoolia daUa coiIrtifinBa <i'tin' battete a vapdcd 
m1 lago di Costatota^ di moda^ die. lolle ila scolta daai» óba.atw 
toalmeiile lo peraonoBO ili latti- i aeasit ai trovaad in':iDaiii/lo^ 
descbe. Venoe i«oltae^aauita. V aWandone aoir ifaponaMia>delbi 
Unda ferrata da Borsefaaeh a.Coàmy^cooie.raimo prioolpafei.dal 
•offd al sud, e Taoiie ossenralo aba pib' tardi( rsuiolrà .faoilaapNy 
•otto la pcotadoiie dei fovenii dì SÌni* 6allo*e. dei<GrigiaB»> di 
feodare uoaSoflìetk per adooi|.ebe paasaderà'gli'aeoafaanti «i< 



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pegouitffiL k qoctto tc^f» i rieor#«ali.hcbiedoiio al goren^ 
K^ di ioo«rÌGMo degli iogtgMfi ddki Mella della Usea, e dcÉ 
proporsiiNM del preventivo delle spese ; a.^ di avere spedai i 
guardo oella eostmaioae di strade eomimi alla progetlsta finii 
ferrale, affiocbè venga ei m c ess a ttessaoa eostroiiooe, U fai 
posso essere preginditìevole alla suddetta strada di fsiro; V I 
pi^odero io ispecìal eoosiderosione «oa domaado di lUnil {oeJ 
folto dal celo ooomierciole di Fnodrichsliafeii. i 



FRANaA. 



AiTai ossiBVAtiOM DB! oioaoALi viàVCBSt a proposito deiieman 
da prendermi per render ^memrò il viaggh eulle eUrade fentìt. 

Oggioial i pratici pie eompeloati sono quasi tutti d'seeordi 
•el rioonoscteio ebo lo locoosotive o quattro vtete prescotsso tane 
seoaveoieooo per il ee r t ia io dei 'viaggiatori^ ohoeno là àùn \xù 
tasi di diMter io oiOTioieBto grondi alasse' di persooe, e piili^ 
f u i a tai c l» in; quei gioroi fiirtivl dfae cklonteDO nbo straonfioiM 
eoneorsot Sillstte opioioni ben' messe salde rodiaii • non v'hs sulU 
ok» «volgo. o amoòverle oncbe dopo qUaotor s'd detto is seoÉ 
oontrario all-Aecademia dalle Sdenie di Parigi. In caso d' oo i» 
loeeoso oooeorso^ obi» dev o oo. odoperarai ebe osooelùne a sei no* 
lOf pÉffoeehA' questo scltooto prèseotono • sufficienti gosreotip 
di sionrene^ ntopenéosi noe doUo salo^ rimono oneors ad es« 
qnoltro punti d' oppoggio* Sullo slrode ove siano èurVe di de 
bolo reggio, sarebbe vantaggioso usarlmnsebioe a sei mote eoi 
forali al modello aneriosae. È nèto cbe io America j dote \ 
eorvo o piccoli raggi looo oomuoi sulle strado ferrate, le quii 
Irò ruote del devtooli ibrinodO no sistOiOa indipeodeote su ci 
il resianle dell' opparoeobio. apfièggiaÉt seoiplicemeole mediani 
un perno girevole. Iil Buitapa le eei ruote oompoogooo no mI 
ed MOSCO sUteinsa, e la Ibro poeizione relativa i inflessibile; di 
che ne viene cbe io Europa le maccbino si piegeoo raediocn 



mog 
rmdU alle sinuatità dalle ttrade di (erro. In Amoriea, ali* appo* 
Ito vi si adallaao lewa «forso, ad akratlaiilo tneglio io qoaato 
cke le qQattio mote oomprata nel aiiteiiia aolerioro hoooo no 
mioor diametro. 

Molti avevaDo piopoito di topprìioere lo teeooda ìocomth 
tive aloMoo nelle diseete, e di atteeoame qoiodi una tola a aio» 
leaoo de'eoavogli dli^ndeoti, moUiplieando le partente. Sì pao* 
tende che non yì sta perìoolo di torta aeooppiandò dna bnona 
Dtcchine, pandiè etse tiaoo tiaili e prett'a poeo di lorta ugnala» 
Una aMOchina a quattro ruote innanti ad una a tei forma un 
cattivo tittema di oallegonta^ tarebbe eome Teeoesiara nn ron- 
nao con uà puledro. Dna maeebina a quattro ruote poila davanti 
id una di tei molto pie forte e oolle ruote di maggior diametro^ 
impiccia quett'ultima, ed ioveee di pj atarla, ti fa da quatto tpiOf 
gere inaanà ; ne aeviene che nelle ourve, la maeabina a quattro 
ruote urtata e trabalsata dall' akra oscilla aspramente e trovati 
e«po«ta ad estere fratturata nelle tale e nelle altre sue parti. Ma 
due maethioe tinnii e presso o poeo uguali ti ajotaoo reoipro» 
eameate; tono eome due eavaUi bene appajati Liasitaadati ad 
sdoperare ooa tol maeehioa ed a moltiplioare i ooovogli , ti per 
veicoBO le oeeationi di peneolo, peroochè si rende pth faoila lo 
Kootro dei convogli mede^ini. Nulla di pih pericoloso che quella 
ii aver dei convogli ttraordioarii interposti a convogli di oon* 
ncto lervitio e troppo gli uni agli altri vicini, atatsime quanda 
iknni dei convogli debbono servir le tlasioai intermedie, altri no» 

Dn ehm suggerimento aveva io tuMa pcime ottenuto Tapprot 
ttùoB generale, e venne accollo favorevolmente ooehe dpIPan^ 
miaiitraxioiie 4elle ttrode ferrate io Francia^ quello cioè dei vagoni 
vaoti e carìelii di merce, oallocati, gli uni o capo del convoglio, gii 
litri in fino di esao, ed. erati dello di oeiloear tre di qoettf vagóni 
ìmioti e tre indietro ; ma quatta mitura presenta in aerti ^it 
il non piccolo difetto d' estere impratioabile , ed accresce mal 
ttoipre le apata in tal modo che le società delle tCrade lerrata 
Ofcbbero rovinate te non pereepitsero un presto doppio di qurf 
^ preteotemcote si paga. Si può modificare questo divitamen* 



•lo^' • eoneedere alle iocielk dii téocre un «agone vuoto per ogni 
«Itaqoe pieni di «iaggialeni Quelle eotpn go ie franeeiì ohe veo- 
oero sentite io proponto aceootentirono alia mlsora» a patto pelò 
che si riducessero i magoni f uoti o carichi di merce ad uno so* 
pra olio; perloeché non ?i sarebbe che no ▼a g ono*ecodo in uà 
^onYOgtio ordinario di nove oarrotse. V'^ poco a sperare da 
tale idea, « 

Si rilevb ctiandto che dopo un oerto tempo le sale perde« 
▼ano di forca. Coli' oso» queste parti Importanti delle locomotive 
si' sfregano e si riscaldano in modo da modificarsi grandemente 
sotto questa infiuenia termo*eletlrica. Il loro tessalo da fibroso 
Ci fa granoso^ quindi più facile a rompens.. Per riparare a qoe* 
al' inconveniente fu proposto un sempUco risealdameato al fnoco 
per restituire alle sale così alterate tutte le loro qualità. Qoe* 
ei'operasione dovrebbe rinnovarsi di quando in quando. 

Una cagione fiMonda di inconvenienti, la piti -formidabile di 
tolte y « che può essere su qualunque strada assieuraln del re» 
slo ner miglior modo pos^ibilCi si e la- soverchia velocilk Le lo* 
oomolivo, come sono costruite e come devono essere» avente 
riguardo alla larghetta delle sSrade di Ferro » non sono punto in 
islalo di resistere ad una velocità maggiore di olto o dieci leghe 
per ora« Al di là di questo punto il pericolo incoioiocia, e 
quando si fanno quindici o dicoiollo leghe per ora» la qnal cosa 
tttccede più spesso di quel che si erede » il perìcolo è estremo* 
Per valente che sia il macchinista non può più essere in grado 
in lai caso di signoreggiare rapparecchio, ne di dirigere il non- 
doglio ; onde tornare alla similitudine delle carroite ordinarie, sa* 
vebbe come un cavallo eh' abbia gessalo il freno s se gli si pre- 
senta un ostaoolo» rovescia lutto» e tutto oonfende e spetsa. La 
prima guarentigia deHa pubblica sicureisa» non lo si dirà mal 
nbbastaota, si é quello che il convoglio non sia mosso da una 
vdodtà maggiore di olio o dieci leghe per ora. 

Gli è adunqoe a paralittare quasi iUanlaneimsenle la ve- 
lociià acquistata ehe si sono applicali gli inventori i più stimabili. 

Dna vclocitii eccessiva impressa ad un convoglio è, ti* 



ctianolo, di lotte le eegloni di gravi oniUrii qaek ebe m 
lete temere di pili. I regoleaieiiti delle soeielà e le •opravve* 
.Ikinia repressive possono provvedere , nel meggior Damerò 
lei CS9] , eodecchè i meoehioisti non diano al eoovoglio una 
reloettà maggiore dì dieci teglie all' ora; e qvella faiOMiteria 
)er la qoele aloaoi impiegali subaKerni eereano talvolta di se- 
goilani, paò venire quindi repressa nella maggior parte de' oasi, 
wrcé aaa severità vigilante. Ma a qnosla guarentigia morale 
ttRbl>e eceelleotei enti è indispensabile, ditiamolo pòro, dicono 
puagere anche una guarentigia materiale. Non sarebbe QgU poe- 
tibìle di disporra i meccanismi del convoglio di maniera cbe la 
toverehia velocità provocasse tantostOi prìoM della foMura d^ian 
poiOi naa resistenta che tendesse a modererò il moto? Alle 
baoae nistt idrauliche va oggidì «nìlo un appareBckio desti» 
osto a produrre l'effetto suindicato, diminuendo le quantità af!^ 
fluaile dtN'eeqaa motrice da che le velocità oitrapesea ao' datd 
limite. Le macchine a vepore ordioerie vanno mootte d'nn re? 
golalore càe dà il risnitnmento medesimOi Coovcrrabbe clie an» 
die le loeoniotive avessero del pari qoalobe convegno il qualc^ 
((eando le raote volgessero troppo rapido, non solo diminoiawla 
ptoponiooe del vapore injettata nei ciHndrii ma mettesse' esiandio 
ia giuoco un sicuro agente sulle ruote delle . camnte del con* 
voglio e moderasse la rapidità di progredire. . 

Allorquando la condixione d'uiM veloeilà costantemente mo* 
^ta non potrà più maneara, ed ove siano le- macchine o le 
earrozte solidamente costruite e ben mantenute , sottoponendo y 
per esempio, le sale ad un esame periodico; ove il materiale 
scorrente sia in quantità sofficieote anche per i casi straordinarj , 
ave nono gli impiegati beo scelti e convenientemente retribuiti, 
ia ({oesto caso, diciamo in questo solo caso, il pubblico potrà 
(nnqQiilamente affidara aè steiso alle strade ferrate. Gli è in 
■pesto teoso che l' amministrasione pubblica debbe interpretare 
V proprio mandato di alta soprawegliensa. Pracausioni minute , 
Kgolaiaenti meticolosi, irti di particolari , dettati da persone 
Nraoiere .alla pratica delle strade di brro, comprometterebbero 



i viaggiatori aoiiebè goarailirH , comanqtta feiic Icgiuino d 
onorevole il aeoCimeiito ebe li avesie iuggeriti. 

y ha ana goareotìgia che avcmUiralaaieiila noa poò leoir 
ridotta a progetto di bgge, né messa sotto forme di regolanento 
di pubblica ammiiiistraBiooe, ma che poò estere maadsU sd ef- 
finto però dai Governi. 'Bisogna che una Compagoit incsricita 
di no servisio pobblico- tanto importante si trovi in uos prò* 
spera sitnathme. In questo solo caso ogni cosa potrà eswre nao- 
tenuta in buono stato , ed anche con abbondansa bastevole per 
ì casi piò estremi , in questo solo caso il personale potrà tsaut 
eapaoe ed attento al proprio dovere. Noi parliamo qoi io ter* 
aMui generali , e dichiariamo di non volar fare nessun' sUiuìih 
ne alle società esistenti in generale. Ciò posto, e chi oen udf 
che una GHnpagnia i cui affari vadino male non poò si rii* 
novare , ni accrescere quanto fa d* uopo per la sicoresss? h 
luogo di metter da parte le macchine e le oarroase logore lUa 
si vedrebbe costretta di adoperarle in manaansa di v^lio sei 
giorni di gmn ooncorso , e fSors* anco nei consueto servitio. Qm 
non vede ch^essa procurerebbe di supplire alla poca quactits deh 
aue locomotlvo e del suoi vaggoni colPimprimere ai convogli um 
velocità esagerata? Gli è per questo che io Stato o deve fv 
eseguirò e mantenere egli stesso le strade ferrate, o raelteit U 
Compagnie in grado di poter guadagnare con esse. Ds quuU 
altamativn non si asooi fuori di questi due partiti v'ha perkelo 
per tutti a vantaggio per nessouf». 



sonmsssion natiB aoTAsa m raiiao puso 
per la strada ferrata di Sàint^ Etienne. 

Hetf ultima adunante della socie là della strada ferrsta ài 
Saint' Etienne alia Loira i direttori dichimrono die era iodìspei 
sabHa d soppikne» le rotafe di ferro fusO| e sostituire a «{oeiU 
le ro4af|e dt ferro battuto; e die v'era la stessa necessità per 
raggi delle ruote. Durante Tanno scorso su quella linea si rop 



pero DOD meno dì ai>3 ruote di ferro ^ meoire $uU« strada dì 
ferro di Roanne, sulla quale non $i adoperano che ruote di ferro 
battuto, aoB se oe ruppero che tre. 



IfVOTI OBnm SULL' ISBCOZIOIIB DIL&A LlQOe 
SULLE STRADE FEBBATE Dff FRAVCU. 

Le ultime notitie intorno alla esecuzione della legge sulle stra- 
de di ferro in Francia, portano che si sono aperti dei crediti sull'e* 
tercixio di quest' anno, e che è siala per V aanninistnaione dei 
larori pubblici V oggetto delle cure le più ettive; ai osaerm poi 
At sta nella natura di questi lavori preliminari che pure sono 
ìndispeosabili| di compiersi nel seno stesso dell' A mministrat ione 
e senta maoifestatione esteriore. 

il penonale dell* Amministratione centrale ed il serviaio 
speciale degl' ingegneri per ciascuna delle linee , sono stati im- 
medialaaseote organitaati* Dappertutto ove non esistevano che 
dei progetti preventivi, cioè sulle linee da Marsiglia ad Avigno- 
ne, da Digione a Chàlons-sur-SaonCy da Orleans a Tours e di 
Orleans a VienoUi gì* ingegneri latorano con molta attivitk sul 
teneno alla redasione degli stodj di dettaglio. 

Sulla linea del Belgio, i di coi stud} di dettaglio erano ter* 
niaati fra Parigi ed Amiens, si è dovuto occuparsi immediata- 
mente di compiere le formalità preliminari prescritte dalla legga 
di espropriazione , formando i piani parziali , che in breve sa* 
raano depositati presso le prefetture dei dipartimenti attravar* 
iati. Finalmente, sulla linea di Strasboi^^o, i lavori sono ineo- 
ndaciati, e si sono annunziate delle nuove aggiudicazioni per il 
Il di questo mese. 

Nello stesso tempo si sono aperte delle trattativa colla di* 
vene Compagnie, sia per il servisìo, sia per l'esecotione io via 
A concessione di alcune delle linee decretate dalla legge 1 1 gin* 
gno 184^, e la Commissione amministrativa dovrà esaminare que- 
lle proposisioni. 

AmAU. Statiitica, voi. LXXIIL i5 



9l( 

NdrtùdzionM. 

RATIOAZIOn OBL TBBRO COI PIIOSCAPI COSTBUTTI IH UOIILTIUl. 

11 pubblico romano é giulivo al pensiero che ' O&Ua , quel 
fiorente porto deirantica Roma, già distrutto dai Saraceni, veogi 
posto nella eoodisioae di risorgere al grado di una città di com- 
mercio ; che questo porto possa in breve ritornare a nooTi €«• 
slensa, lo si spera dalla prossima attivatione nella navigasiooe i 
vapore sul Tebro. I tre battelli a vapore coalrutti in Inghillem 
er conto del Governo Pontificio, e de' quali ne abbiamo {>tr« 
ato net fascicoli di marco e giugno p. p. , serviranno a rimor- 
chiare i bastimenti mercantili da Fiamictnoy il nuovo porto di 
Roma, a traverso le ioounerevoli sinuosità del Tebro. Qsoti 
bastimenti a vapore che sono guidati dal capitano Cialdi si upct* 
tano con vera impatienca. 



II 



CANALB n'UBIOirB DBL BBITO COL DANUBIO, 

L'importante intrapresa del canale che deve coiigiuvgereil 
RcDO ed il Danubio, di cui se ne fece altre volte parola is 
que&ti Annali , è quasi finita , essendo prossima al suo ter- 
mine quella parte di esso che bta nelle vicinanBe di Neumark ed 
Àltdorf| ove vennero fatti degli scavi stupendi sotto la dirrtiooe 
del signor Spaeth, ingegnere civile di Norimberga. Il Gofeno 
iatendevÉ che si aprisse tutto il canale nel mese di luglio icor* 
SO) ma sembra che ii tratto da Norimberga a Bamberga,fan 
il solo che verrà aperto ai pubblico nel corso di questo sodo. 
Per mancansa d'esperienza in tali intraprese, il pubblico oisena 
questo canale con occhio sfavorevole, e si consola nel conviod* 
mento che la maggior parte degli asionisti sono forestieri: mi 
i meglio informati appressano migliormente questa estensioae da 
meui di comunicasione e di commercio', ed hanno le miglioii 
speranse del suo successo. Un' altra intrapresa connessa al a- 
naie, e della medesima iraportansa, cioè lo stabilimento d^aoi 
strada ferrata da Augusta alla frontiera sassone , passando per 
Norimberga e Bamberga, venne finalmente iucomiociata , prea* 
dendovi un grand' interesse ii re di Baviera stesso. La dilaiiooe 
fu assai penosa al pubblico, che la attribuiva ad un ti(Doredel 
Governo, che desse fosse dannosa al canale; ma questa stradt 
ferrata unirà strettamente il nord ed il sud della Germaaia. 



!ll5 



i^HBaa 



^^aneùi cS^^^^/^o^ 



■UOVA PALA AD ACQUA 

inventata dalPingegnere Alberico Briola di Pavia, 

La ingegnere Briola di Pavia ba inveDiato uoa nuova pala ad 
acjua a sbaho^ il coi primo pensiero fo attinto alle macchine 
untale nell'Olanda pel protdiigaaiento delle terre soltopofle alle 
dighe. 

In seguito alle notisie che ci pervennero intorno airotlioio 
snccesso di questa maoahina, noi pregammo l'inventore a vo« 
terne porgete qoaldie notione, eirca ai diversi usi rurali a cui 
può essere applicala -« ed egli ne ha inviata la breve relasione 
che qai pubblichiamo e che racoomandiamo a tutti gli agronomi* 

Dal vedere che molte acque scorrevano iofiruttuoiey quando 
n potevano mettere a profitto, come sarebbero quelle di molti 
colatori, che talvolta attraversano estesi latifondi elevati che po« 
trebberò essere inafBati dalle acque stesse, ed invece deflulscoRO 
ne'fiomi sansa trarne alcun profitto, e cosi dicasi de*fiumi stessi, 
coese il Po, il Ticino, l'Addo, il Lambro, e molti altri, le di 
cui aeqoe seorrono infruttuose, tranne l'Adda, da cui si estrae 
la Moasa, ed il Ticino, da cui ù fanno alcune estraiioni, al di 
sotto delle quali le loro acque scorrono pure infruttuosamente, 
mentre tolte queste acque potrebbero mettersi a profitto per 
adaoqiMra i terreni adjaeenti elevati, immaginò l'inventore u^ 
macchina che elevando l' acqua all' uopo , la estraesse per in • 
trodorln in canali appositi, ed adoperarla per le succennate ir- 
ngasiooi Tale macchina serve poi assai utilmente pel proscin- 
gaoMOlo de'ierreni paludosi e vallivi, procurandone la loro bo« 
tùficnsiooe senta grave spesa, come sogliono importare tali opere, 
ed ovviando altresì le molte controversie che sogliono elevarsi 
in occasione della esecusioiie di tali opere, e còsi si ottiene Tu- 



si6 

lU« effetto di iaeaoaiare le acque pregìodicevoli ai foodi piia* 
doti e vallivi per servirseoe di poi, quando sodo risaoati, per 
l'irrigatioDe dei aiedesimi, oggetto assai Importaole. Ffa i molti 
altri usi vi é anche quello di far passare le acque dei eoUtori) 
ioservienti pei detti fondi paludosi e vallivi , al di la degli ir« 
gini al luogo delle loro chiaviche sotto gli argini» di modo che 
le loro acque non possono piil rigurgitare , come suole succe- 
dere espandendosi sui fondi di vallata produttivi , dappoiché al 
ereserà delle medesime, ogni qual volta sono chiuse le dette 
chiavicbey si fanno ad dtrapassare gli argini di difesa , e *€•• 
gono così liberati i detti fondi di vallata dalle suocennate sqoe 
di rigurgito, preservando i prodotti campestri che in causa delle 
frequenti espansioni d'acque di rigurgito vanno deperendo. 

Molto profitto poi si trae nelle fondaiioni dei grandi e&* 
fiali, segnatamente dai chiaviconi sotto gli argini, in eoi sdops» 
randosi le ordinarie macchine conosciute^ vi si riesce a sleotoc 
con mollo dispendio, OMOtre colla macchina inventata si ricaee 
a mantenere asciutti i profondi escavi all' atto della piloUxioae 
e fondaiiooe dei più grandiosi edifia| idraulici e con poeUiitoii 
spesa. In molti altri casi ai può utilmente adoperare la drlU 
macchina, come ognuno ne può essere persuaso» impiegandola 
secondo il rispettivo biaogno. 

La detta macchina idraulica, desunta dal romaiuolo asaU 
in Olanda per vuotare quelle dighe , è animata dalla oaoehisi 
a vapore, se si crede, ed ove sia necessario, oppure dal rodigini 
a doppia foraa del Borgnis, servendosi di un anioMle remofeste 
posto alla sommità del rodigine stesso, impiegando specialaiestei 
il bue, per il naturale suo peso, che conirobbilaocia L'acqua de* 
veta dalla pala, e per essere un animale piti pacifico che pu^ 
mettersi a profitto quando sia iocapace al lavoio per iiigraasaris| 
e venderlo, non soffrendo in tale servizio, poiché non fa akiioa 
fatica, non facendo che muovere il passo senaa nò tirare, né porUs^ 
per cui può divenire egualmente grasso e con carni più saponle* 
La stessa macchina fiualmepte può essere mossa anche dell'acqui 
corrente, ove sia l'opportunità,- e ciò con uissun dispendio; itf* 



»t7 
fcndofi del vapore e del rodigine a doppia forta^ lolo quando 
Bon TÌ m «equa eorrente, ooma sarebbe nel caso degli slagoi , 
barrooi ioesaosd, o pel prosciugamento delle paludi. Per ani» 
mare le dette macchine nei modi sopra indicati vi sono diversi 
esofenienti congegni rotatorj combinali Ira di loro con tutta 
predsione. 

Vi volle pertanto alquanto di studio per ottenere tale scopo, 
e Finventore parù dal dato, per calcolare l'occorrente forte per 
saieiare la macchina in?eniata» che viene somministrata dalle 
teorie della macchina a vapore secondo i recenti migliori autori 
francesi Seguin e Bioi, valutando la foraa del cavallo di vapore, 
che gli servi di misura ordinaria per derivare le altre occor* 
reati forte^ chiamata dai dotti autori dinamia, che i 1* unità di 
nUnfa della foraa più «sitata al giorno d' oggi , ed in quanto 
poi alla doBorreiisa delle acque per la irrìgasione si riportò l'in- 
vealore ai conoaciuti autori teorici e pratici d'idraulica De*&egi, 
Veatoraii, Bronacei ed altri, consultando sul proposito degli egregi 
pmlèisoiì; e finalmeoto rapporto ai piU conveotenli congegni si 
attenne agli autori oseccanici, ed al trattato de' pesi e misure , 
ed airoperu del cavaliere Luigi Serristori di Firense. 

E prinaierameote fece costrurre I* inventore diversi piccoli 
BMidelli in legno ed io ferro, «mde assicurarsi dell' utilità della 
ideata oMmobiaa^ e fece replicati esperiinenti sopra ogni singolo 
articolo d«lh macchina stessa, e finalmente dopo che ottenne la 
pataate di privilegio fece costrurre un modello della sua mac- 
china io grande al naturale, cooie dovrebbe essere cfFettivamente . 
costmtta per eervicseoe ia opera, « ciò sia parchi debba servire 
agli operai e BBaoebtniati per la oostruaione delle macchine di 
coi può avere oommiasioni, e come anche per provare ogni sin- 
gola parte che ciascuno trovò corrispondere ai dati che risulta- 
vano dai piccoli modelli, e segnatamente esperimento la potensa 
o cc o wen ta oel caso degli stagni o burroni inesausti o paludi , 
dd boe^ aaaeado esso asceso felicemente sulla sommità del ro- 
difioe, ed avendo mossa la macchina nel senso rotatorio, come 
ù era ideato , e ciò non si poteva effettivamente esperimentafe 

i5* 



ài8 

le non Tacendo costrùrre un modello io grande al iiaUinle« 

come li i fatto. 

Dopo lutto ciò, non occorre piii iosUtere intorno all' atilità 
di quelita macchina, parchi re»ta da sé stessa comproVats; lolo 
giova riflettere che rapporto al prosciugamento delle paludi 
riesce ciò assai facile col mettere a profitto le acque steste pre- 

giudicevoli, dirigendole alle '^r^tgaaioni degli stessi fondi paludosi 
e raccogliendo di poi le stesife ' acque di scòlo al punto otsia li- 
ytfllp, o«e decorrevano dapprima, vantaggio' sommametite impof 
taotie^ in qiaanto poi ali-ìrrtgaziona io generale ai nseitooo « prò- 
Qt)t9 delk 9cq)je che scprronn infriiimoie» a^na^ sono qurlle di 
colatori e Gumi^ KÌM9ta piò che di spf|fo .si f)i#f e^ eMri^eoflQle iP»- 
ibediatainente al luogo, ove si ha bisogno di dette acque d'irri? 
gBf ione, senza la necessità di aprire i^anali, talvòlta partendo di 
lontane segiooi con gM*e dispendio^ e^ sHnpce tialIfinoerleiEidi 
caiadurre.le acqua al lita.jdestioato. juoaedead^aa tal«olia.ildl 
ìorq disp^rdin^eoto , per istrada eoa gr^re .d^nno^ei^cppaa^oU 
acq'ucu che fu persino causa deUa di loro rovina, aSbepchè ric- 
chi; 1' inventore intenderebbe' di ritrarre utile dalla saìi dooti 
i^acchiita, facendo compartecipare deiPutile stesso iri srgaori coot* 
inittantif da cui fosse richiesta la sua ^Bcchina.'>Arveado4^ioU 
tenuto il privilegio eMclusiyQ 4eUa macchina MtassAi. -tana par 
norma nelle di versai contrattasioni della medesia|»a quapto pralicati 
dai conducenti acaue nello smercio delle acque da loro cob> 
dotte, cioè od in via d'afBtto tèmporario per ogni óra di un'oo- 
eia di acqua* d«r modulò magistrale mikinese , e perchè vi siaj 
la maggiar ooovejaieasa dei signori ooauniUeiili , e la maggioitl 
Iqro noncorre^zci rilascerà l'inv^nlore un Ur^ d.el pauochsj 
ai è solito ritrarre dai condiicenti acque, oppure io via di ca(n'| 
tale, coinè suole, saccedere' nqlfa compera ordinaria delle acqoCi 
ed allora l'inventore non solo' farà sentire il vatitaggio del teno 
di oieno, ma potrà eQnvcmre« saaondo (e eirooitaotei itas dioi-l 
um^iooff ipaggioire da Readere coateati lì aignori jBommiitean;»** 
ve$;tendQ che potranno. e$si avere le macchine in legoo dur^ 
vote, oppure in ghi»a, giusta le intelligense fatte dair inveotore| 
con esperii macchinisti della città di Milano, o di loro Leoeplaj 
€ÌtO| e secondo le loro conveniense» * ' 

Per le concessioni dell' uso del privilegio , dovranno i prò 
prietar) e oondullon di fondi dirigersi all'inventore, signor ioge 
goere Alberico Biiola » domi/Qilìaio ia Pavia fui oucso dì poi ' 
Gremoua presso la chiesa di S. {^uca , al civico N. 14^4* 



w» 



Un istmaieDto cseito ^alP offiema del celebro ollìco «ien« 
oese Pldsfl, avrebbe arriocbMp te scieoia di no metto di ossero 
vuiooe afta Ilo auovo. Se ne ^oiisiiri la potenza deiraiperìineoto 
(he rìporliamo. A questo istrvimenlo dotato di eofì straordioa- 
ni fona magnificaote venne assoggettato an filo di uranio me* 
tilBeo ^rmalto allVestremità cpi^ p^/^^ ^ ffMnp». «Mi gufile ap« 
ptreeehio fu messa in moto una corrente eletlro«magnetica. Co( 
iemplice ingrandìmenlo medio , ad una ?i?a luce , si poter^^n^ 
Aiarweflr scorgere lo QMÓliwfìpA i;0Dtip^t ^eiraMnos^^a.flpU 
trìea; quando poi si fece uso di più torti oculari , si presenta* 
roso all' oeiMo deU^ ossenrniore nÉott^eréTd)] gfbbèlli dtstrnta- 

nenie fisibil/t .ebe pp) ciirilio ^loro m ^fm ^ V ^odèfinin Miomm^àk 
filo metallico prodoceva^o un graditissimo spettucolo. Varj fp- 
Domeni poi scorgeva usi tttfH* 'aprire e nel db'iudere la catena^ 
elsUns«, icgp^lACnMae fttando il jiolo posilif o era ItvéMb aU 

Il gìomsle di Froriep, cbe trae questa notisia dal' ìVitner 

Zeiiang, attende nuovi scbiarimenti, e noi pure li dasiderisiaio^ 

perchè ci sembra cbe il fistio succintamente etposto abbisogni 

di attfoori tcatsnÌNMMHO. 

' > il' 

' 1 I *■ Il 1 



nrovQ jf Ropa ?im firriius li rotini, ni f/x^mmu* 



!i 



Si legge nel gio'male belgico rindìpendentè: .«■ Il me* 
lodo iavcntato dal signor tK Kotteitntind ,'ipcr ribeUare ' sènzii* 
spazzola le feasne di slaasperia, k «na aaofperCa -preiinslu' Noifj 
abbiamo fallo uso di questo n#iodQ.i e »4eUa esparieMa-ialla/ 
iiaqao indolii a parlarne. Que^i cbe sppp prati^ .di* s\ fiKlta,n|%p^ 
lena trovéòo cbe V uso dellii rpatzola .e della lisciva può cai* 
colarli per un' terso nel consumo, e nel logorarsi de'caralleri.' T 
muliaii di questa invensione portano : prima di lutto molta eeo«^ 
Domia, nsuUajtla pHnoipaloMmIt dellaconsebvaaione d|el:.o^aCiersf^ 
di torte cbe caraltere c^ó d^ra ordinariamente due 8Muii»;p|SÌÌf| 
durare incirca dieci; economia nel prezzo della lisciva» periJio 
la medesima lisciva pub servire Ire o quattro mési; ecòtioniia' 
à lempo, percliè s' impiegano appènis nletinif^ minuta in 'uba opeirr 
mipoa cbe .pcsmn aareiube riqhìeato/u» booo quarto d'ore. £Kip«< 
pongali un metfiif^ di qmc«tp genere jndpUalo in tulle. I(s alnoi^* 
Ptrie^e si rileverà una annuale economia di pioUi mi)ioi|i.»r 



Md 



€^£^iri^^ 



VOfBIB BIOOllAnC0 UtOUO A ftSVOVDO DB flflIOVOL 

%Jgaunù ornai lapit ohe Sitmondo Siinondi ocsib di vi- 
▼er«. Noi ei riaeriiamo di render oooto negli Annali dell' ìn- 
flneiiBn di qvetto grande Ingegno nelle tciente sociali , io coi 
introdoue una reasione che sarà feoonda per l'aTrenire. 

Intanto pnbUiehiaaio alenne noliaie intomo alla tìu pn* 
Vita di qneit'iaooM che ei lennero oooiiinicate da uno de'iiuì 
più intimi anici. 

m Sitnondi ha cessato di ▼ÌTerel Non naneheraiino voà ami 
pih degne della vostra per celebrare le tante e sublini soe open 
adentifiohe e letterarie: il dolore che proviamo ed il dciidcrìo 
di rendere' OQ pronto omaggio alIViomo illustre e tanto beoeiiie* 
rito air Italia, non ci lasciano né il tempo nk la tranquillità d'i* 
turno iodiipensabili ^ ooospire noe impresa A ardua, ài 
sarebbe una presnaaiooe io noi il volerla assunere anche ìb 
droostanae nigitori. Ni pure è nostra intenzione di psrlsre del 
ano caldo patrioMSsmo, delle sue vlrth cittadine , che a db fat 
degnamente si richiederebbe pure animo pacato e teo^io bt- 
atante. 

m Chi godendo della sua amiciaia e oonfidensa lia sisiililo 
ngR ultimi aneliti dell* uomo egregiOi dell'amico prezioso, seste 
Il bisogno di dire a slogo deiraogoscia che gli opprime il cuore 
appunto ciò che non tutti i nostri concittadini possono coao- 
ecere, dei quali fossero le virtb private , quali la bellesss , il 
candorci la geoerosa carità dell' anima di quel grande. È pur 
si raro privilegio il trovare in un essere umano insieme le doli 



di UD genio trMcendeote, e le qualità piU dokn di un euor no- 
bile, generoto, ainoreTole e della piii tqtmita seiieilNlitÀl 

« Il bene deirumanìtà intera e eovrattnlto il migliorar la «orto 
delle datti più infelici delle^ tocielà amane, fiirono tempre 
oBìco scopo di sua TÌta; non che delle sue profende nieditaaioiM 
sulle più importanli teorie sociali ed ecoaoiàicfae. -*• £ bc af» 
cane di queste, allontanandosi dalle idee che erano più in onore 
a'saoì lempiy Airono da principio aecolle Con poco ftvore;oon 
perciò egli si astemw dal difender^ caldamente la eausa (qual egli 
femameate la credeta) del debole e del posero. Le gravi il* 
ceade commerciati che afflissero replicatamente l^uropa e PK* 
merica giustificarono pur troppo moke previsioni di Sismondi, 
eg^n parte delle di lui dottrine •coflMacìaraBO' a fiirsi strada 
tra i dotti, mentre le avverse perdevano nelP opinione di molti 
Ma l'amor fervente ch'egli portava ai soci simili non si accoo* 
teotsfa di semplici teorie, né solo con eloquenti parole, ma coi 
£ilti n mostrava e colia pratica d'ogni giorno. -— Il domestico, 
rartigiano , il giomaKerD , il villico erano tutti egnalmente og- 
getti delle sue core polerne» Impiegando la Iciro opera-, egli 
jpcfso aveva più di mira il loro ben essere, che l'eseoutione 
del lavoro ad essi affidato^ -U Soccorreva al pòvero eoo queUa 
geaerositi^ quel aegreto^ quella dettcatesaa che sono proprie solo 
dell'aaioia bennata, dell'anima veramente criettBda. Con ogni 
stadio rieercava Poccasiooe di giovare all' amico» ed ogni info* 
iioe era snn amico. — - Egli che era sì strette economo del tempo 
100 presiosiisimo , e che' consacrando ogni giorno nove o dieci 
;tire agli importenti stioi lavori evitava con graedissima cuéa 
latto che potesw frasiomarnelo , non esitava ad interromperli 
ogù volta che si trattasse di precurare un sollievo, di porgere 
ma ooosolaaione ad un misero, ad un afflitto* Accoglieva come 
fratello Insule privo di patria e di famiglia , il quale spesso fii 
visto sotto H suo letto ospitale sedere accanito al piiocipe di 
4'egia schiatta, ambo tenendosi onorati di conoscere di persona il 
celebre scrittore e di secolui eonveèsare* Ed egli, sempre egual- 
mente con tutti aCFabife, preveniva ognuno con una urbanità si 



umile e à nodeiti, obe al primo incpiilro produeeta un sen* 
timento. d' imbaraiso e di ooBfatioae in chi era conioio della 
proprie iaferiorità ; ma la siooerilà ai ei ideate di queste dimo- 
•tratiooi presto cangiava la prima involootaria impreuiooe io 
aenai di graUtndina e di un rispetto tenero e confidenle, *- 
Era maraviglia V udirlo pacatamente discutere eogli uomiei , 
talvolta i piii mediocri ^ le dottrine ch^ erano state oggetto dsi 
suoi più profondi aludj , valutare i ragiooameati del debole e 
presuntuoso avversario» ed esprimere le proprie opiniooi colla 
cbiaretta beosà e colla forza logica che possedeva in sommo 
grado, ma senta il minimo segno d' irritatione e di spregio» 
Tanta era in lui Tawersione all' ofFendere chicchessia , sebbene 
mai egli non io^irandesse a sostenere un'idea della cui verità 
ed utilità non avesse uaa oonvinaione intima e ferma. Chiuo* 
quo abbia avuto la sorta di conoscere quest* uomo tsoico vasi* 
che tacciare d'eaageraxsone le mie parolCi troverà che rimaagooo 
di molto inferiori al veroj che i lermini mancano per esprimere 
adeqnatamente ciò che tanti hanno per sentito e provato* 

« Ma chi più di noi Italiani ha motivo di piangere colui che, 
«mando l'Ilalia cooie sua seconda patria d'origine a d'elesione^ 
«doperò tutta V immensa possa del suo ferace ingegno per ele- 
vare un monumento immortale ad una delle epoche più glo* 
riose del bel paese ? Ve deH' Italia amava egli soltanto la terra 
ricca di frutti e di memorie, o il cielo ridente, o la soavità del 
clima. L'uomo italiano era oggetto particolare di aua simpatia e 
predilesione; egli ne apprestava il carattere, l'ingegno e le virtlk 
Ogni segno di riverensa, di gratitudine che rioeveva dagli Ita- 
liani era grato al suo cuore forse quanto gli applausi di messa 
Europa. E certamente non credo che siavi una sola dttà ael)a 
penisola, ove non si trovi almeno uno che, oltre al debito co- 
mune ad ogni Italiano i non gli debba peraonalmente ricoao- 
sceota ed amore per essere da lui stato o cordialmente accolto, 
o affettuosamente consigUeto ed a)otato in cineostaoBe diffiali , 
o beneficato trovandosi in bisogno. 

« Le produiioni del vasto intelletto di Sishnondi hanno riepa- 



pilo il mondo del tao nome, il quale n ooiif«r«eiA dai poiteH 
i più remoti: buono, oompatiiooevoie, teoiibila a tutti gl'iufer* 
tnsj, ditiotereualo, f;eneroso e cordiale Titrà ne* cuori di quanti 
biooo avuto la sorte di coooscerlo. Laicta orba d'ogni conio- 
laiìoDe la comptigoa colla quale ha vifsuto veotitrè anni una 
fili tutta di affiora» di reciproca devoaione, e di comunansa 
dipfDtieri è di volontà: donna al tutto degna dell' uomo a cui 
Abf il gran bene d'etiere congiunta. 

« Naeqoe Slamoodi (Gian Carlo Leonardo) nel Maggio 1773» 
Giofioe ancora dofctte lasciare il paese natale per causa di t i- 
cende poliiicbe; la famiglia sua scelse per asilo la Toscana an- 
tica patria de' suoi antenati, ov^ aTeodo fatto lunga dimora» prese 
ad amar le cose d'Italia, e meditò e scrìsse in gran parte la 
Storili éelle Repubbliche Italiane del medio evo. Quest'opera 
che io\a atrebbe potuto occupar la eiU) e compir la^riputanone 
di QQ ecccilcate scriUore» acquistò al primo aomparire al pubblico 
(1807, 1S08) la celebrità di cui era degna, e la conserva tuttora 
ioCatta; ma non em che il principio di quanto doveva piodurre 
il genio superiore e fecondo di Sismondi» Abbiamo di lui piò di 
5o volumi di opere storiche, un prospetto dell' Agricoltura To« 
MHoa, mi corso di letteratura ilei me^io giorno» un romaoio^ un 
tnltalo di economia politica due volle rilnsOi oltre un grandi^ 
UDO oumero di articoli sulla stessa materia, e su varj punti i 
più importanti delle scienze sociali e politiche, inseriti in diverse 
colinioni ed opere periodiche francesi, italiane ed inglesi. Tutti 
lavori frutti di profonde meditationi , e di laboriose ricerche , 
M'qaali splende sempre quell^'amor caldo, puro e diilnterasmla 
Mr umanità, che fu sua unica guida e suo conforto, io tutta 
■ vita e oell' ardue imprese che assunse e proseguì con tanta 
i^ttferanza e tanto ardore. Né altro che un impulso si alto 
' quasi iovrumaoo poteva dar la fona di compirle ad un sol 
Ktmo. E più crciice la meraviglia se si riflette che non fu scrìth 
(te precoce , che ebbe una vita agitata al principio dalle vi» 
^de politiche, ed io seguito intraprese nomeroif viaggi in Italia, 
> Francia, in Inghilterra ed in Germania. Aggiungi poi che amò 



tcnpr^ il Goayersare, spesso ,aft&Ulecido a toci^foU riunioai , e 
rieevendo<OMi grandiitinia liberalilÀ io casa propria, non che gli 
amici, ogni foreUlero clic gli venisse racccMnandato. 

« Quasi lottando colla morte finì gli ultimi due irolumì della 
Storia dei Francesi, che sono ora sotto i torchj. l patimenti 6- 
aìci iuQgi dal diminuire la di lui energia, non ffscero che rad- 
doppiare in Ini l'ansietà e l'ardore ohe aveva di giungere alia 
meta* E più v«ohe 1* udimmo dire ohe non poteva più perdere 
un solo momento^ per timore che le forxe lo abbandonassero 
prima di compire quest'ultima opera colossale., 

M Pure qualche volta si abbandonava ad un barlume di spe- 
raua; e scorgendo la potsibiliià di riapersi , volgeva gli occhi 
verso la sua cara Toscana, ove egli aveva già da lungo tempo 
formato 11 disegnò di trasferirsi tosto ohe avesse data PoMma 
mano alla sua opera, per ivi finire i suoi giorni attorniato dai 
figli di una sua diletta sorella. La volontà superna ha disposto 
i^t|*imenti : le ossa dell' ottimo cittadino-^ del vero amico dell'urna* 
■ita» dell' uomo grande ripeteranno neUa terra natale. •^- Sparò 
nelle tua Villa di Chène vierno a Ginevra il a5 giugno di una 
malattìa allo stomaco, che Io affliggeva fortemente da quasi due 
anni» la quale egli sopportò fino alla fine con colaggio e sere- 
nità soiprendenti : continuò a correggere le prove di stampa tino 
m quiodiai giorni prima di morire. Scrisse, ancora dopo» alcune 
lettre, nelle quali la rassegnasione la pilk eompleta, e la lionfà 
del suo cuore appajono più che mai. L'ultimo suo scrìtto è un 
piccolo codicillo che data del 91 giugno, cioè quattro giorni 
prima del colpo che ha privato il mondo d' uno de' suoi gran lumi^ 
la patria d'un ottimo dltadino che tanto la illostrò» e gli nuiioi 
di un tesoro d'affetione ohe non troveranno più in altri ». 

Ginevra, 5 luglio 184^. 



GuAAAmi XJìAMefC^CCllb 



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SsTTSMBKB i84a. FoU LXXIJL ìf." a 19. 



BIBLIOGRAFIA o 



QCOHOlflA PUBBLICA, STORIA E VIAGGI. 



X <«- ^ivj^cft» ilelbi educasHMe rel^sa^ òudleiUuUe e/Uta 
che si dà ai Coìwittori delPI. R. Collegio Tolomei di «Sire- 
na ^ diretto dai Padri deUe Scuole Pie, Siena , tipografia 
deW Ancora s 18(9. 

eU che incomincU, larà di più abietta o di più nobil eondisiope 
dei teooli Iratoorsi ? È questa la domaoda so? ente ripeiata tra i Ugialat^ri- 
delP nmaDità , cai róponde con iniallibil aentenia la cristiana Qlosota* I 
Ceaipi per aè né virtaosi» né malvagi 9 tali addÌTengono pel carattere clie. 
loro imprime la natara malvagia o virtuosa degli uomini* I vìventi colle 
loro virtù o i lor viaj, coi lor lumi o i loro errori^ coi loro molli o se- 
veri coelaini preparano la sorte dei posteri; l'età che triiscorre forma l'in- 
dole della età posteriore; e reducazione soltanto possente nodrice dei po- 
poli crea la prosperila o la sventura > e la gloria o la infamia delle nazio- 
ni. Per quella mirabilmente serbasi 'la gagliardia de' corpi ^ coltivansi gli 



(i) Saranno indieau cpn aturiico (*) di rincontro ài Ulolo dM Opera 
^Me produzioni sopra le eguali si daranno , quando occomtn^ • arUcoli 
maUticL 

AifBAi.1. Statistica, voh LXXUL 16 



226 

ingegni , riformansi gli anioii a %irtii : per quella fiorìtce la pirla, regu 
l'ordine tra i cfiudifii^ il foto ai adempie defla comune saittn; eli pi* 
ce 9 la religione^ la giustizia santificando T umana soetetà, la rendooosT* 
venturosa e tnnqoilla. — Con queste parole un rispettabile penoii>|gio 
in nn suo discorso solla Carità educatrice del popolo mostrava la Deca- 
sita del ben educare e istruire ; e queste parole noi qui le riferìsoo, per* 
che ci servano come di titolo autorevole al tornar che facciamo di fr^ 
qoente in questo giornale sopra un argomento che nei nostri giorai TÌn 
facendosi sempre pia augusto e rilevante. 

' L'I. R. Nobll Collegio Tolomei di Siena vanta la sua fondanone So 
dal 1676. Ivi per varii anni quel valente Solari che gl'Italiani hanno eod 
presto dimenticato ammaestrò la gioventù nelle matematiche e nelU fin- 
ca. Mo»trava egli fio'd'allo/a con quanta facilità quella vasta tu sesie 
si rivolgeva a penetrare nelle sottili discussioni delle scienxe severe, ir* 
yeisa com'era a spaziare negli allegri campi della poesia e delle ktu- 
rt, del che fanno indubitata fede le celebrate sue veraioni parallekdi 
Virgilio^ Orazio e Ovidio. Oggetto di cotesto accreditatissimo Istituto è ^ 
riunire in un convitto giovanetti delle classi elevate per educarne il coort 
alla religione e alla morale; per istruirne lo spirito col maggior nsoen 
poMÌhile di nlili cognhioni , avuto riguardo alle particolari attitudini noi 
tali; p9r favorirne il più conveniente sviluppo fisico , mediante eserciUi 
sioni adatte alla loro posizione sociale. — Ai Padri delle Scuole Pie tinK 
benemeriti della savia istruzione è affidata l'assistenza ^ vigilanza monte | 
scientifica. Ne è rettore da qualche anno il Padre Tommaso Pendola, pe^ 
sonaggio dotto, autorevole e di fama sperimentata. — Da lui è spfA^ 
steso il prospetto annunciato: noi qui ne verremmo accennando queipisl 
soli che ci sembrano degni di speciale menzione, affinchè ne approfiitid 
SI trova alla testa de' non pochi Collegi che fioriscono in Lombardia. 

Perchè le pratiche religiose procedano d'accordo colle morati M 
trascuransi nel Collegio Tolomei le occasioni di abituare i giovani « 
sincerità, alla dolcezza, alla confidenza, e di rettificare fé loro nascn 
ioclinanoni. ' 

Un corpo di cnlti Ecclesiastici ( e i prefetti in un collegio looo 
parte più vitale), di oneata e civil condizione, di specchiata morale, e 
età competente, è destinato a secondare le intenzioni dei Direttori de 
stabilimento. 

Un prefetto soprannumero accompagna il convittore che il richieda 
alla camera dei superiori o dei maestri, perchè conferisca con essi 
tomo all'oggetto da lui desiderato, e torna a riprenderlo per accoai 
gnarlo nella rispettiva sua camerata. In tal modo il giovine è sempre 
vigilato nella sua condotta. 



%2J 

Gòfleiio ^«APane Mìe tre* GaflMnto ■iiggiori Im la Mtt auserà , ove 
nd COMO della notte* è idufttb per prevcttlie q«a]«aque iliaordiiieb Nel 
cuo di bisogno può suonare il campanello oorritpondeÉAe nella eaniMa 
4lel prefetto..! oonvittoct piooeli donuoio ia.ooaiode eamefelte, dktinte 
<UUe «lame ài atadìo, e aolaóBente ebiaee. da oaaoelU riparati con lande 
per coBserrare la dl»tnM« e proindetfe nel Uedetimo tempn ai maggiori 
bnogoi di quella età. 

Il GoUegìo non ammetle ebft-eoli.So oodvitlorì» ai- perohò tanto è il 
pntiero delle caneM;co0iodaiiiento|Httpiarale a rìoev^U« ù perchè la va* 
aita di averne «a maggior. nnoMfo potrebbe* ficioire pregindieefole alla 
edacasiooe di oiaeeoiiot di eaai.; . . . 

Non aono ammeeie dittiilBÌonr fra I giovani ti nel veelito , èome m^ì 
ritto, ad e ce e aioiie dei caei dimalatlia, ed è loro proibito di parlare o 
dei tìtoli o delle doBeaticbe ecwdiaionl «eonamicbe» ed è fatto loro een- 
tire per tempo che la dietinsione deve ottenersi con l'ao^isfo del BMg* 
fior Mmaro di cogniaioni» e.<oos larpnifeiea' delle virtà morali* 

Ls 9oafoU sono divise- nelVoedine che seg«e: I. Calligrafia, Arttmetioa 
e Liagaa Italiana Elementare.. il. Gtamatica Elementare Latina^ III. Ora* 
■allea Soperiore. Latina. IV. Umanità^ V. EeCloffioa. I metodi sono dei pld 
rigiooefoli e a? valorati dallfaoterità de^ piò viledti filologlii. ^ L'esereiaio 
del a ooi p o g r e nella Itngaa nativa iooomiaeìa daHe prime dUssi e noA vien 
■ai ialcRotlo» 

Affiaehè poi il gpoinne possa acquistare i» pari . tempò^ il gosto deUa 
propria lingoa, due volto la «ettiasaaa il maestro avhnii o dopo la spiega- 
àeae dell'amtoie Latino riohiama.i sooi >diedèpoli a oimi'vsBe le bellone , 
em di qnaleàe fimi Prosatoredel TreeeoHo/ f». e., delle File ^b* 8S..Pm^ 
èri del Cavalca , ora di nno dei dna poeti maggiori Tasso e Arioeltt espar» 
gsti ad oso dei gievanelti. 

Cosi in Jtettorìca si espongono dal maestro e si itndiano di propesilo 
degli sGolari in on giorno della settiiiiana alcuni dei più celebri psOSalori 
dd Trecento , e in un altra o il Dante Ovil Petrarca. 

Compiuto il cono di letteratura , il giovane ineomincia quello dtgU 
dmmii di alcrane scienae. 

Queste sono principalmente 
i.« La Filosofia. 

a.* Le Bfalematiche primoidiali e superiori . 
3.® La Fisica generale e particolare. 
4.** La Cbimioa e la Botsnica Agraria. 
5.» Il Diritto civile. 

E percbò le Soienae fisiche poisapv .essere e .con facilità e con apnore 
studiate dal giovane , lo Stabilimento è provveduto di ud piccolo Orto fio* 



tniico^ e ài OH appMtamtnlo dì lérreno ridotto a ooltifUMMe per b ii(n- 
•iOM agraria* di a« OvbiiMlto tlt Bliwralogìa e di Mica, e di nUb». 
talorio di Ghioiioa. 

Oltre alio aooeiMate ooae, il gioraoa sell'allimo anno ddla naptt* 
naMuaa io Golltgio è addestralo nell'arte ài teoere t Ubri di aanùoìÉri' 
•iooe Mooodo il ataUflEia della coti detU Seritwra BUaneiua»» il dw rie* 
tee aommamente profieoo alle penoae^ le qaali.,iono poi dcttioate a k* 
folare 11 proprio oenao, e ad amminisIraHà oon ona prudente eeMMok 

Il Collegio ha paro aooole di liogne e i t e r e moderno, tim le quii h 
IVaneeto oeevpft il pduao poeto» e afBnekè I gloraal eaeaoo eoo Putito» 
dioe a parlarla oorrettamente o tpeditamenle» on eoeleeiaalieo firmeacìi 
qualità di Prefello « destinato ad eteroitaili priooipalflaente nella ore di 
riereMÓone. — > Né vi maoeano le aooole di diaegoo^ òk masin , < oi6 1 
buon diritto, dovendoti le arti ottimarsio Irattain oome iatmaiiiti efr 
eeejasiml di edneaiiono» 

V edueasione 6aica ▼! é prodioata oon non minor enra. Per la idtaa 
del eorpo e aooondo I bisogni del giovano vi é nn locale appolitionte 
oostrnito oon diversi stamini , nei qnali si trovano ooqmhIì bs|iii. - U 
Medioo convive nello Stabiliniento e visita ona volta il giorno tatti igi»' 
vani e dà relaslone al P. Aettore dello stato loro sanitario. Noo ti ■»• 
eano la souole di eavallefiama, sebenna e ballo. ISelle riereaiioot gioni* 
naiiere i giovani sono esercitati in aloooi giaochi ricavati dai Goià è Gì» 
nastica dei pro& Glias e Onts-^liatbs, o nelU oamerala dei mi^giorì fi ( 
ancora il ginoeo del Biliardo. Le vaoanao, i convittori le pasano io Cut 
legio. «-" In questo tempo villegipano per quaranta giorni in nna gnadits 
villa situata so^ra: nna. collina al ponente di Siena, e assai lootam datt 
altre ville , eeoelleato Boqabito per mantener l' ordine e la HMKak is ai 
Casa d' edacaaione. Ivi sono dilettevolmente intrattenuti oon pan^KÌ^Ii 
eaoeie, fuochi di palle e trnooo,ed altri non meno piofioai ed asMoiess 
ctij» Avremmo desideralo di vedere , specialmente per lo classi ma^gion 
adottata V usanaa dei lunghi viaggi in atatoono. Tra noi sarebbe oppoi 
Inno introdurli per toglierei da certa infingardla che tanto coaln^ 
coir abito di muoverai » indispensabile per la salute e per il boon aoA 
mento degli alfarì (i). 



ilil I II mm^m^mm»ài»uit» ■ wi. tm 



(i) DaUt orario rUuUa che i eotwUuH di eoUsto 9ttMbmnao hg^ 
in eiateun giomo non fesiù^o : per gli esercùj di reUghnt ora i ip ; I 
eoinhhe » ftanaò , etna ore 4 S ricrmaioni e paueggio ore 4 « f' 
jcuolìa ora 5 ; per lo audio nella propria camera ore 4 i/a; per ripi 



I 



^ 



•*9 
n dolce fio* liieóte ^egrfulianij ilioeM Anigòj pasnèo ni pkroveiMo^ é 
ttretUmeote Tero rispetto agli esereizj del corpo. Noi viaggiaiiio poco» ed 
anco in fimrìglie riochiisiine trovìr on Roiaano eai le naeitoae eranoDÌ del 
VetoTio non hanno mai riraosto dai freielit oreasi della ma villa) Pioccn» 
tini iatnritl che conocooDe S. Pietro e il Coliseo se non per via d'inAagli^ e 
Milanesi i qoali per latta la vita crederanno sali' altrui parola che a po- 
che leghe di distanza troTansi e nn' Immensa etttà e centinaia di palani 
fabbricali in meno dell'acqua. 

Del resto dobbiamo coofessare per para ginstìsia che anco in Lom- 
bsrdia, mercè della Tigilanza di chi regge j i collegi non sono pia quegli 
immondi ricettacoli nei quali per vera disgrazia crebbe e Tegelò più di 
ODO di noi provetti. Parecchie case d'educazione fecero degli splendidi e 
lodevoli riattamenti }. migliorarono I metodi e Introdossevo tolte quelle 
tìfomie che la ragione e Fesperiema riconobbero aggiorni nostri utilissima. 
Anche per eiò che oonoèrne l' educsaione fisica si è di molto avvantag* 
giato. La scuola del nuoto » testé da noi introdotta j è Ikeqmentaia dagU 
alnnm del migliori istituti» 

L'Imperiale Regio Collegio de' Nobili sta per riaprirsi in questa città 
sotto i più lanati aospicj. Giova aperare che alla magnificenza deli' edifi- 
no cretto in gran parte di pianta corrisponderà la savia direzione interna 
e morale e aoientifioa. «— Possano tante curcj spese nel ben indirizzare la 
giofinlà esser coronate d' on proponionato frutto. I governi opa si stan» 
chino di pnNDOovete la buona educazione con la maggior costanza > essfi 
è il ongiior bene» pia durevole e più nedessario all' uman genere , il piò 
eIBcace a render migliori i popoli ; per l'edocazione« se buonaf son felice 
gli oomini • le naùoiii | inUslici» se cattiva o iiolla. 

MieheU Sariorio. 

XL* — Name mila vita di Severino Moewle e- sulla sU>ria d^ 
suoi tempi j dd cav. Carlo Buon-Gonipagoi. Torino^ '^4^9 
dalia stamperia Real^iM 4*^9 di pag. 37. 

D exw* Boon-Compagni ^ a cui gli studj giuridici devono opere vera- 
mente magistrali, ha volato illustrare anche la vita dell' infeliciuimo 
Seveitna Boezio. La Memoria che ora annunziamo fu da lui letta air Àc- 



ote 9; foca^ ore a4. Si può aUrssi os$€n*are che im gio$H»ne il quaie mr» 
^M partìeolari leuotU oUre quelle dtUe dtU CoUegio j non puà costar» 
ennualmente alla famiglia più èli ucchini ii5, comprita la retta. 



93o 

catenia Mie teiaiiie di Torino » «d è il fisoltato di noeffcbc ttonche , 
«•adentioio e profonde. 

Noi fiiremo nno< speoiale ìnendone di qnetU dotta Memoria , confron- 
landola con on recente latoro da altri piibbUeato ta questo «tetto argo* 
meblo; 6« Sacchi* 

Xìl* -^ i Dockst o poni ariefaUi^ Memorie raccolte in viaggio 
dal marchese Cnmillo Palinvicioo. Genova, 1843; />er 6«o* 
i^anni Turando. Un opuscolo in 4** tii pag, 84^ con tre ta* 
9ote in rame* 

Il marchete PallaTieino e ano di qnei rari oomlni die al .falgono 
delle riochetse per ittmirti • per ittroire. Egli viaggiò in Inghilterra, nella 
Germania 9 nella Ratsia e nella Sresia per ittndiare latte «pielle btito- 
rioni ohe potettero recare an gtoTamenlo al tuo paete« Un nuovo fratto 
dei sooi ttudj è la pubblicaiione di qoette tue Memorie au i porti arti- 
fictati degli antichi e dei moderni. 

« I dockt (citiamo le parole delFaotore), sono vasti bacini» ottia am- 
pie ibtse tea vate dentro il terreno nelle quali l'acqua é ritenuta ad arte; 
tono ttTftto canale o patmggio chioto a cataratta vi Introduce le navi dal 
mare o dai 6omi. Questi porli artificiati ebbero il nome di Asdb dalla 
parola anglo-tattone deken, aprire: forte perchè in tali recinti le navi e 
le' merci trovanti al coperto dalle ingiarie del teotpo, dai farli, dalle ava* 
rie e timili danni », 

« I bacini dei dockt, i quali servono al earicasMiilo e searicamento 
delle mercansie , ttanno colmi d'acqaa per toslenere le navi cariche, e 
sono detti wetdocks : quelli in vece destinati ai raddobbi ed alle costro- 
aloni navali debbono rimanere a seooo, e pefclò si chiamaDo dry^docka, os- 
sia docks asciutti, e solo si riempiono per l'entrata od uscita dei bnsti- 
menti ». 

M Nei mari soggetti al corso periodico delle maree P industria del- 
l'uomo seppe trarre profitto da questo fenomeno di natura per riempiere 
o vuotare agevolmente i docàj. Si introduce P acqua in tempo dell'alta 
marea, e ehi use le porte, ti bacino rimane colmo; a farlo poi vnolo ba« 
sta aprirne le porte quando sono basse le acque. In qoei mari invece 
dove non è marea, i bscini posti al livello delle acque si riempiono na* 
turalmente sens' arte, ma per vuotarli richiedonsi pompe mosse a bmocia 
o« vapore: se poi sono costrutti più atti del livello del osare svecede il 
contrario e si vuotano col sole aprirne le porte, perchè l'acqua discende 
al mare; ma si h«( duopo di pompe o di acquedotti a riempirli •>. 



a3i 

Dopo avere dcscritlo in cbe contutano qaeali porli arlifieìati^ l'ao* 
tori! pasta a far parola deHe diverse forme èhe presenUno quelli che aono 
iperti lolle coate deirOcesoo, del Medtlerrtneo ed anebe dialeuoi fiumi 
d* Europa. 

Brete ma erodila è la defioistone dei doeki vaall pretto i popoli an- 
Mf ed a migliore iiloalrasioDe del tuo teaui egli porge anehe 11 diaega» 
del porto di Claudio e di Trajano, aitoalo alia foee del Tevere. 

Succede OD drcostanfiato ragguaglio di tulli i doii^ dell'lngliillerra, 
Hliistratt ancb'nai dagli opportuni diaegitL Dal riaaaunto della Botisie ohe 
rialore et porge potemmo raccogliere che il dock velie Indie oeeidontaK 
oocvpa la •operficic di 43^jOoo metri quadrati, e oooteneva* allorah^ tn 
di loi TÌsilato, aollo le aue telloje 148,563 caaae di tooearo, 433^8 aaoca 
di catte, 35,1 58 bolli di liquori, i4,oai tronchi.di mogano, ai,663,ooo chi- 
lo;r tanni di legno di tininra, ed al ire minute merci. Il dodi di Londra 
occupa U ioperftci« di a4S/K>o metri quadrati, e quello di Santa Catle- 
rioa occupa la anperficic di ioi,3oo metri quadrali. Per mAuteoere in 
queit*oUian dock ì* acqua ad un coalante livello , vi ha una macchina a 
npore la quale ad ogni minuto aolleva dal Tamigi e la entrare nel ht^ 
ODO 4j8oo metri cobi d'acqua. 

Dopo avere diaoorso intorno alla forma ed all'uso dei docka di Liver- 
pool ia Is^llerra, di CarUeroux e della Goaia nella Svezia , dei docka 
deir Olanda, di quelli fabbricati sul eanale fra il Reno ed il Danubio e 
dei docb di Cronatadt e di Sebastopoli nella Russia , si fa a parlare del 
porto franco di Genova e dei auoi docka pel raddobbo delle navi e pei ma- 
pstoi froiaenlarti. Propone da ultimo un nuovo docka a Sampierdarena 
per coodurvi le navi destinate all' imbarco ad allo abarco delle merci e 
^ P*>*^ieri che colà arriveranno e di là partiranno col meiao della 
■tndi ferrala che ai ata progettando. Questa parie della Memoria del no« 
Siro autore è troppo importante perché si possa omettere di fame una 
tpedale parola. Noi perciò ne offriremo un aunto che pubblicheremo nel 
BoUettiao slatiatioo italiano anneaso a queati AnnalL 6. Sacchi. 

UH. — DtUa moneta antica di Genova , Ubri ^fuatlro di Gìo« 
vanni Cristoforo Gandolfi. Genova^ i84t* Due volumi in 8.** 
con tavolej presso la tipografia Turando. 

Andie quest'opera di un benemerito genovese merita lotta l'alteniloDe 
de|li Uodiosi della storia d'Italia per la rara e ooscieosiosa dottrina ooU cui 
»«nne serilU. 

Il tigoor Gandolfi, bibliotecario dell' Università di Genova e posset- 



a 32 

lore ài un rìooo meda^ce di! monete del tao piese^ diede h itMtt li 
più compinU della nttmlimoUca ligure. Egli rettifica tutte le noiioiù me» 
esatte ebe «inora correlano intomo alle moneta di Genova e toUe quote 
le illastra. Dalla sua opera rileviamo che Genova cominciò a batUit m» 
note verno la meU del aeeoio TLU, e ci si dimostn che le monete le quii 
portano il solo motto dì Janua senta il pronome di cintai sono le pia 
antiche^ e tono tutte anteriori all'anno laSa. .Mercé questa distioàooe k 
conoscere come debba storicamente classificarti il medagliere ligvre. Le 
noxioni preiiose che si trovano nei quattro libri del Gandolfi possono in- 
mensamente giovare anche ai cultori della storia della pubblica econooii, 
ai quali noi tpeoialmente mooomandiamo questa beiropera. 

G. Saoài 

XIV. -— Trois ans» eie — Tte anni di viaggi in Europa (d ìm 
Amì di Stnniilao Bellangen -— Parigi^ t84*t ^ ^^^^ " ^*> 
prt98o Beritan. 

Bellanger peregrinò per l' Europa e per l'Asia in cerea di soli ased* 
doti. Egli non descrive i paesi che na veduto^ ma gli racconta. A Bello- 
ger potrebbe applicarsi il motto di Bonaparte quando Toleva che Desoo 
solo gli narrasse i viaggi tanto suoi che degli altri: <r racoonU Deiioii,{lt 
diceva, tu solo sai raccontare ». E i racconti di Bellanger hanno tatto 3 
brio del novellatore di Bonaparte. La sua opera tradotta in italiano nrrdibe 
a ricreare i cento mila lettori che dimandano dai libri non i gaadj del* 
l'istruzione^ ma i gaudj di uno spettecolo. G. SaechL 

XV. — Compte general^ etc — Conio generale deWAnumnistra* 
zipne della giustizia civile e commerciale in Francia iit 
ranie t anno i84o j presentato al Re dal Guarda^SigiOi 
Ministro delia giustitian — Un volume in ^^ 

Qaanlonque la statistica della giustizia civile àia meno drammstie 
di quella che aggrappa e studia il rapporto del numero e della (jos 
lità dei delitti, nondimeno è da raccomandarsi l'attenta lettnm del lii)r 
che annunciamo a coloro che vogliono conoscere lo spirito dell'attuale so 
cietà francese , ed il valore delle istituzioni che la reggono. — « I dii 
che si ottengono, dice il Ministro , col classificare le controversie m 
condo la loro natura indicheraoDo quali parli della nostra legislaiìoo 
sono più frequentemente applicate, e gioveranno a riconoscere le diapos 
zioni che vogliono essere modificate. Essi potranno anche servire a cos 
stalare in ciascun dipartimento il grado di moralità delle classi superiori 
'le cui passioni e gli intrighi si indovinano innanai a triboDali cìtìIì, con 
i cattivi sentimenti delle classi inferiori si smascherano sui banchi dell 
corti criminali e correzionali. » CO 



è>S 



tÀéeTruyne artOMiau, 



• • 




SULLO flTlTO DBt rUfClULLI OCCCPATI BBLIB M AZflFArnni& 

( GiDtinauione della pag. 34 del presente Tolnme). 

§ 4** — Stato dei fanciulli occupati nelle mamfùtture 
ietituite nel Regno di S, M. Sarda, 

ixllorchi il celebre doti. VtileriDé lesse un suo senseto rapporto 
air Iititalo di Francia , sulla- MeiDoria dd conte Petitti, di cui 
noi ci oeeupiamo, credette di lar osserrare che la fisica e oso* 
rate defradasione dei fanctollt occupati nelle manifatture istilnita 
neVarj Stati d'Italia» era un fatto ancor nuovo per questi paesi| 
perché io sviluppo della iodotlria ne'grandi opificj, col sosfidio 
delle macchine a lavoro contìnuo non vi era stato introdotto 
che da pochi anni e colPopera per Io più di manifattori sfranteri. 

Itoi pure confermiamo questo fiitto e lo confermiamo in 
lotta la sua estensione. Si, la morale e fisica degradasione dei 
bnsiulli occupati nelle grandi manifatture italiane é un fatto 
aoGor nuovo ed é attribuibile al sistema introdotto ad imita- 
nooe degli esteri opificj. 

Ci importa di insistere in questa osservazione per far 0000* 
Mere che la cordialità italiana non volle da sé bruttarsi della 
cradekà officinole brìttannicai e se ora si lascia strascinare a quel 
«al esempio, è dovere d' ogni onest' uomo di rilevarne tutta la 
trìstitiai perchè ogni ordine di cittadini si consocj alle illuminate 
enre dei Governi per Mtrafppare questo malanno dalla sua radice 
«no a che sì mostra nel suo primo esordire. 

E su questo proposito 1' esempio che già ci hanno dato ^ 
ooitrì padri ci può tuttora illuminare. Lo sviluppo dell'industria. 

Aaviii. Statiitica, wJ. LXXIIL 17 



tl4 

lìMDO non i per Tltalia che un fatto di risorgimento» Per quat- 
trocento e più anni es&a ha insegnato a tutta l'Europa il modo 
con cui r industria debb' essere svolta, o per dir meglio, tm 
ha fatto normalmente nascere le precipue industrie di cui TEo- 
ropa ora si pasce. Tutto il medio evo italiano non è sialo che 
una storia d'industria e di mercatura, mista all' importuoo fra^ 
gore dell'armi. Cento città itaiiaoe hanno dal mille e dogeoto 
al mille e cinquecento fatto fervere vistosi opific) ed hanoo pro- 
dotto tutti quei miracoli d'arte che gli esteri dapprima ci inti* 
diarono, poscia imitarono» ed ora noi tentiamo di riprodurre. Ep> 
pure tutto questo svilu^ipo dell'industria italiana non è mai stalo 
accompagnato dal pauperismo ^ né dalle crisi tremende che al 
ogni istante fanno spaurire le più grandi nazioni manufattriàPcr 
vn raro istinto della italiana popolatiooa ed anche per ìtiéàat 
situazione del paese in cui vi ve, essa cercò sempre nella iadu* 
stria un messo di prosperità e non un sogno di potenis pcco- 
niariai ei^sa vide nell'arte uno sfogo di utile operosità e odo tuo 
stmmento di mcnopolio cosmopolitico : si ricreò direm quasili* 
vorando e non mor) mai sotto gli stenti della vita tolta fib> 
brile. Essa perciò non cadde nella febbre tormentosa dell' it* 
tuale industrialismo, perchè il senno ed il cuore la illumiDaroBO 
sempre ae'suoi sforzi operosi. 

Quando nel secolo XIV Tltalia creava a Firenze, aMilaooed 
a Veneaia le meraviglia della industria sei*ica, del lanificio e deDe 
armi, aveva nel suo seno gli artefici più colti e la popolatioae 
più istruita. Allorché le arti tenevano il reggimento politico di 
Firensei dieoimila fancinlli frequentavano le pubbliche scuole, ed 
il poeta più sublime dell'età moderna, Dante, correva sulle 1 
bra del fabbro e del lanajuoio (i). Venezia trasfondeva nel suo dia 



(i) ff Nell'anno i336 istimavasi bavere in Firenie da 90 aiila boo 
« che tra huomini e femine e fanoioUi. Si contavano tra fimciolli e fto 
« dulie che stavano a leggere dalli ouomila a diecMia. E i fiwdnlli m 
•K stavano ad ap|)arare V abbaco e 1* algoritmo in sei scuole efano da ma 
« m milk dugmiop. Gioininni FiUani, Siorw Fiorentine, lib. II, cap-ti 



2Ì5 

letto le attiche gratie che il tuo popolo iadustrianCe e marittimo 
creava esso stesso mentre iDoalsava i più bei moDomenti dell'ar- 
te, e portava la sua lingua per tolti gli scali del levante, Milano 
aell'atto che fabbricava per tutta Europa le armi e gli arasti 
più ricercati e leggiadri, fondava nella sua cattedrale il secondo 
tempio del mondo, e il frutto della sua industria lo profondere 
in quella monumentale maravigliai fondando una scuola statone 
ria che dora prosperii ancora ^ e rendendo con mirabili opere 
idrauliche tributarie a sé le acque dei vasti laghi di Lombardia^ 
e quelle dei fiumi con cui si fece accessibile persino il mare. 

Ed anche quando l'Italia, dopo la desolasione barbarica pro- 
curatale dagh SpagQuoli, pensò a far risorgere qualche lampo 
della spenta sua industria , non imitò lo squallore delle offi- 
cine ÌDglesi, ma eresse nel secolo scorso a Napoli T albergo de^ 
poveri, vero semmario di arti, a Roma Tospisio di San Michele^ 
a Torino Talbergo di Virtù, a Parma Tinstituto Tecnico di Pon« 
lanellato , dh-etto dal Sanvitali , in Toscana la grande fiibbrìca 
delie porcellane del Gioori} opificj tutti diretti al grande scopo di 
dar pane agli industrianti , istruendoli e beneficandoli. Coli' erì- 
gere questi stabilimenti , che diremo normali, ha voluto l'Italia 
protestare contro le sfrenateue dell' industria sforsata ed inuma-* 
na. Ma le proteste ora più non iMStano: è d'uopo fare. 

n eonte Petitti, da uomo coscientioso e franco come é, ha 
oomineiato a svelare le plaghe del suo paese ed a proporre prov« 
vedimenlL Noi compendieremo le savie sue osservationi e ri* 
fierireoBO le condosioni del suo lavoro. 

Egli compilò una esatta stalistìca di tutte le grandioie fab* 
bricbe islituìte in Savoja, nel Genovesato, nel Piemonte e nella 
Lomeliina; vi notò il numero degli operaj adulti e dei fanciulli 
al di sotto degli anni quindici: tenne calcolo del numero dei 
ftnclolli snandati a scuola e di quelli che non vi sono avviali : 
contò il numero de'faociolli ammalali in causa del lavoro, e fece 
conoscere anche le malattie a cui vanno soggetti; registrò in 
fine il numero delle ore del lavoro a cui sodo applicati i fan<« 
doni in ciascuna manifattura. 



i36 

Noi preieoteremo il risultato lomnario di questo suo no- 
tabile lavoro statistico. 

Le prioclpali manifatture a cui si rivolse ratteotiooe del 
conte Petitli , furono quelle della seta , della lana e del cotone, 
essendosi egli accorto che ìtì sono maggiori grincooTcoienti, 
perchè vi si impiega buon numero di ianciulli d'ambo i sessi. 
Non mancò però di osserTare che anche negli Stati di S. AL 
Sarda tì hanno cartiere , fucine e velriere , ma su queste non 
ha creduto di pubblicare per ora il risultato delle sue .diligenti 
osservazioni. 

Nella industria delle sete, notò innanzi tutto il numero delle 
persone occupate nelle cosi dette filande. Si contano in qucUe 
39,535 opera), de' quali 3,ooo nomini e 36,535 donne, fra le 
qOali vi hanno 18,100 fanciulle al disotto di quattordici anni* 
In quanto allo stalo fisico di queste fanciulle si riporta il conte 
Petltti alle opere del cav. Carena e di Lorenso Valerio , sulla 
industria del setificio, e fa conoscere conws per causa del lavoro 
esse vadano soggette a molti e gravi malanni. 

Sopra 5^0 tra filatoj e torcitoj di seta e parecchie fabbri- 
che di tessuti serici, il conte Petitti notò 4»8^9 opera) e 10,046 
operaje; in tutto i4f9o5 persone adulte: oltre questi notò a»7i9 
fanciulli al di sotto dei f5 anni, dei quali 881 maschi e i,838 
femmine. Tra questi fanciulli soli 675 erano mandati alle scuole 
e gli altri non le frequentavano. Per causa del lavoro 564 f'^o* 
Gialli s'ammalavano e quasi tutti andavano soggetti alla scrofola 
ed alla rachìtide. 

Nella industria del lanificio, sopra 62 grandi fabbriche notò 
3,389 opera) e 1,961 operaje, in tutto 5^35 1 adulti. Oltre que- 
sti contò 1^175 fanciulli, di cui 680 maschi 049? femroinp. Soli 
480 erano mandati alle scuole. Un centinaio in circa si amma*. 
lava in eausa del lavoro, ed anche in questi fanciulli trovò l'a* 
bito scrofoloso e rachitico. 

Nella industria del coione, sopra 3ii grandi fabbriche si 
contavano 16,951 persone adulte, fra le quaU 7,935 operaj e 9,016 
operaje. Vi avevano altresì 3,193 faociulK, di cui .i,5oo maschi 



23f 

t 1979^ fenniiae. Sopra queslo fittola iMiaiero di faneiidii sol» 
Uoto 338 erano mmodati alle scuole è i63 si troTavano aonaa- 
lati in caata del lavoro. Fece poi il conte Petilti conoscere che 
qaesta industria era la più fatale per la salute dei feneinlli , i 
quali ai trovavano accatastali in opifici non ventilati, e pel poi*. 
verìo irritante del cotone andavano aoggetli all'etisia, oltre ad 
altre nsalattie. 

Dal riassunto di questo quadro statistico si raccoglie che 
Della industria della seta, del cotone e della laoa sono occupate 
oegU Stati Sardi 449'93 persone, tra le quali 37,207 adulti e 
7,186 fimcinlli al di sotto della pubertà, di coi 3jo6ì maschi e 
4,1 15 femoiine. La proporsione media fra il nomerò dei fan* 
cmili e quello degli opera) adulti era pei primi del ig per 100 
e pei secondi del 3i per loo. Sol numero totale dei fanoiullt 
soltanto 1,493 frequentavano le scìiole del leggere, scrivere e 
far conti, Il che vuol dire che appena un quinto poteva aver modo 
di isiruini e gli altri tre quinti erano comertati digiuni d'ogni 
coltura elementare. 

I lanciùlli ammalali in causa del lavoro era di 8ag, che 
equivale a circa l'ottavo. E le infermità erano in parte proeu* 
rate dall^radole stéssa del lavoro, il quale spesso vitiava il loro 
stato orgaiMoo. 

II massimo orario del lavoro è di i4 ore al giorno, e il mi* 
aioio di 8 ore. Nelle sole filaade di cotone il lavoro è eonti* 
ODO, tanto diurno che notturno, e gli opera) sono divisi in squa- 
dre pel lavoro di giorno e per quello di notte. Nelle altre hib* 
briehe si veglia sino ad una cert'ara di notte nella stagiono d'in* 
verno. 

Riguardo alla provìncia di Chiavari il conte Petitti osserfb che 
a contavano 3,ooo opera) occupali a tesser lane, cotone e velia* 
li, e lira questi vi avevano 600 fancioUi , ma tutti lavoravano in 
bniiglia. Nella stessa provincia poi vi hanno le cave di ardesia 
litiiate nei comuni di LaTagna e Cogorno , ed in queste s' im« 
piega buon numero di fanciulli, ai quali la soverchia fatica fa 
soffirtra grati malattie polmonari, per cui muojono In grande . 
copia. 



Riepilogando il tuo quadro •lntitUoo , il conte PetìUi cm« 
cbkidevn : 

1.^ Che oncbe negli Steli di S. II. Sarda vi ha uà ottnen 
ragguardevole di fanciulli impiegati nelle manifatture coopm 
pericolo di danni te ni tari e morali; 

a.9 Che quatto numero deve presumersi maggiore di qodlo 
aocennato nel suo quadro statistioOi per le gravi difficoltà iocos- 
Irale nell' avere oontetaa di tutti gli opifiq in eoi s' impiegm 
fimeiulli; 

3.^ Che l'istroiione religiose» morale ed elementare di qià 
fiineialli si trova in una oondivione siffatta da lasciar temere on 
fondamento pessime conseguenie; 

4*^ Che anche negli Stati Sardi si verifica per la depidf 
alone morele della popolaiione operaja un sempre ereseentem^ 
«ero di delitti; 

5.^ Che gravi malattie derivano dal precooe e sovereiiio le* 
voroy d'onde ne conseguita un'evidente deeadenan fisica dsUs po- 
polaiione; 

6.* Che peiciò 4 di tutta urgenta che sia anche ia qoerti 
Stati provveduto come altrovci cqn uno speciale regolameato d^ 
eciplinare che tuteli l' infamia e le puerisia dai pericoli fisici e 
morali che uno sbrigliato industrialismo le reca con sempre e» 
seente periodo per T avvenire. 

Egli perciò propone le basi di questo regolamento « od 
qnale vorrebbe che fossero specialmente imposte questo eoo- 
diiiooi; I 

I.* Fissare un'età minima per l'ammissione dei boduilia^ 
lavoro nelle manifatture; 

a.® Determinare quali sieno i lavori innocui che poison( 
permettersi all' infantia, vietandoli agli altri ; 

3.^ Stabilire in ragione deir«tà il ntaximum del latoro al 
giorno; 

4*^ Ordinare la seporaaione dei sessi; 

5.^ Proibire per quanto è pouibile il lavoro oottnmo; i 

&* Assiourare prima dell' ammissione dei fancialli nelle oi 



9% 

DifiUure redueaiicHie rdigìiow, niordlé 8 tMtxmn dm AiÉcialU, 
provvedendo aitreiì perehè «ia coollnuaU dartnle Ik Vita dttK 
Topifidò; 

7.* Ordinare tutte quelle cautele igieniche e ooteiife' dBé 
Moo neeetsarie per prevenire e per curare I mali che pòtreb* 
bero travagliare rìnfansia coiì occupata; 

8.* Provvedere anche all'educazione artistica di <^ùei fan- 
duiii , onde Atti adulti poetano, esercitando un mestiere pr^ 
ficuo procacciarsi un'assicurata sussistente ; 

9." Sancire finaloente pene efficaci ed appropriate contro 
quei fabbricanti che per avidità condinnevole trasgredhsero qUé* 
sto regolamento. 

Il conte Petitti proporrebbe quindi una legge generale che 
'talelaue i fanciulli applicati in ogni ramo d'Indùstria, e speciali 
regoiauienti pei fanciulli ioipieghii nelle industrie pih gravose e 
pericoloie. 

On che abbiamo data un' idea del laToro del cónte Pe- 
titti, offriremo 11 risultato delle nostre pratiche osaervaiiooi, ap- 
plicando le nostre Tedute alP attuale eondislone io cui si trova 
'l'iodostna in questo oortro Regno. 

$ 5.* -^ Stato dei fanduìU occupati nette manifatture 

di LombanBa. 



Dopo riUnosInato goTeroo di Maria Teresa e di Gioseppe 11^ 
l'iodastrla del Ducato di Milano, scaduta affatto per Ponnivora 
tpacità spagnuola, cominciò a rlM>rgere, e in seguito alPaggre* 
ptiooe delle due ubertose e popolose provinde di Bergamo é 
di Brescia, che erano le due gemme del Veneto Dogédo, la prò- 
Ai2Ìoae mdttsfriale Lombarda crebbe in ogni ramo, a tal che 
fiesto Regnò giunse a superare io operosità tutte le altre pro- 
linde d'Italia. 

La sola città di Milano nell'attuale suo stato dì vita presenta 
ii li raccolto ìt prospero rìsultamento di tutta l'attività lombarda| 
( già viene aitata ad esempio delle altre cento dita italiane. 



940 

Io oauta di questo ttraordioaiio sfiluppo dtlPiadiulria, il 
rapporto numorioo fra la popolaiione agricola e l'artigiana, si 
è molto rialzato. Sopra due milioni e cioqueeeiito ▼ealiqdattro 
mila abitanti io Lombardia si potevano nell'anno 1840 oateolare 
quasi ottocento mila persone occupate io varj generi d'induslria. 
Questo numero di artigiani sparsi in otto città di primo ordine | 
in sei città di secondo ordine, ed in settanta e piii grosse bor« 
gate, a?enti al dì là di cinque mila abitanti ciascuna, costituì- 
Tuno una ben forte legione di indi^trianti. . 

La loro operosità si esercitava massimaoienle in ogni lavo- 
rìo di seta, nel lanilicio, nelle industrie metalliche d'ogni ma* 
niera , nelle maoifatturd di cotone e di lino , neUe tintorie, neUa 
fornaci di calce, di mattoni , di tegole, di raajoliaa, di terraglia, 
di porcellana j di vetri e cristalli, nelle fabbriche edilisie, nelle 
cartiere, nelle tipografie e fonderie, nelle cave di pietre e di 
marmi, e nell'arte dello scarpellino, nella concia delle pelli, nelle 
raffinerie, nelle fabbriche di carrette e di mobili, e. in tulte le 
altre arti minute che servono al teatito ed alle .comodità più squì-* 
•ite deli'abitasioy e della vita la più confortata e vesaeggiata. 

La ingente produzione dell' industria lombarda si può dal-* 
^economista classificare sotto due grandi categorie^ nell'industria 
eseguita in famiglia ed in quella eseguita net grandi opifici. 

Vinduttrìa di famiglia è quella pbe si conduce lira le pa« 
reti domestiche ed in piccoli opificj , e che è l'opera di un la« 
voro libero, e di rem quasi spontaneo. 

12industna deW opificio è in vece quella che si esercita io 
grandi stabilimenti diretti da ci|pi qianifattori , con un datarmi- 
nato ordine gerarchico di artigiani, e con ispeciali convenzioni a 
regolamenti. 

Entraipbe poi queste industrie possono euere o naiurali o 
fittizie» Le prime sono quelle nate e alimentate dai veri bisogni 
del paese, e che possono sussistere da sé stesse, perché il gene* 
rale e continuo consumo le mantiene in vita prospera. Le seconde 
sono quelle introdoUe per privilegio, e che spesso inette od at- 
tualmente, od anche per Favveoire a reggere coli' opterà qoocpr* 



«4( 

Rim noa posMBO fiiMÌfl«re che alPoaibra dtl nttena eotl< detto 

protéftìfa 

Qaesta importante dlttlnstone glom Ibrla ^ percbi non al 
erede che tutta ia nostra indastria Aa un frutto tpontaoeo • ne» 
ceisario, ooiicehè se ri verificassero per avventura gravi abusi 
netrindustria privilegiata, sarebbe in facoltà di chi regge la coan 
pnbbliea di riformare ed anche di far eessare dei tutto Tind^ 
stria stessa, qualora risaltasse a(>ertaroente pregiuduievole. 

Così classificato l'industrisliimo lombardo, faremo ora oo<# 
Doseere il risultato delle nostre investigazioni e dei nostri atodj 
sullo stato io cui trovammo i fenoiulli dei due tessi che vengono 
occupati nelle nostra manifatture (i). 

Per oaa ^avia prowidensa amministrativa, lutti i pamchi 
dì Lombardia preseatano ogni 'anno agli ispettori delle scuole 
elemeotari la nota di 4otti i fanciulli e di tutte le fanciulle della 
riipettiva parrocchia , che hanno I' età dei sei al dodici amai , e 
che a termini delle icolastiehe prescrisioni dovrebbero applicarsi 
all'istrosione elementare. Dall'ultimo rapporto ufficiale stato pub* 
biicate dalP Ispettore in capo delle scuole elementari {%) ai rao» 
coglie che in Lombardia si contavano neiranno i84® 179,561 
fanciolli e i64ii3t fanciulle cbe erano in quel periodo di età 
àke comineia cogli anni sei e finisce cogli' anni dodici. Su que- 
sto complessivo nuoero di 339,699 fanciulli dei due sassi, sa 
se contavano ni i,79i aha frequentavano le pubbliche o le pri* 
vate scuole elementari ^ e fra questi vi avevano i«5^i fan*» 
dolli e 86^ii&'faaoiuUt. Gli altri 197,900 fonciiiUi, di eni 46,880 
maschi e 8i,oao femnine ,f non frequentavano le acuole elon 
meotari. . i 

Sopra l'ingente nunero di 127,900 ftnciuUi rimasti incoi* 



(i) Crediamo opportune di avvertire che le notisie statistiche che 
aiamo per offrire si riferiscoo all' anno i84oj tranoe quelle del Distretto 
di Lecco che Tenuero accummente raccolte nell'agosto i84a. 

(a) Vedi il Voi. LXX d^U Annali Universali di SUttstica, fascicolo 
di novembre i84it 



a4* 

ut noi porUniM ìé aoilffe Ulf eOigaiioBi per OM^Mtre U 
prevalaDti ebe gli fonavano a tottrarsi dall' obbligo di Uti^ 
tare le «euole gratuite elemeatari che il Governo ed i Goibum 
baaoo a loro spese preasocbé stabilito io tutte le parrocchie £ 
Lombardia. Dalle rieerahe islituite potemmo accorgerci dte u- 
pra le Siyoao faoaioUe aoo ioviate alle scuole, un tene in oro 
apparleueva a Coanoiii oou per anco provveduti di pubUidK 
scuole feoiaiinili e gli altri due tersi noo frequeotavano le sotok 
gfè islituilei essendo dalle rispettile famiglie preferibilneote ec- 
cupato in opete manuali e d' industria. 

I 4^^o fanciulli non iniriati alle scuole , gli tronnao 
pressoché tutti appartenenti a comuni che hanno già pronedoio 
all'elementare istmsionet e ne risultò che molli-solto il pRteiio 
di custodir mandre erano abbandonati ad uan vita incoits e k1* 
vaggia, e più di 90|000 erano chiusi per oltre dodici oreslp^ 
no nelle officine e negli opificj. 

G)mputato il numero complessivo dei faneiuHi e ddlef» 
eialle che in vece di essere gratuitamente istruiti ed edueslisdc 
pubbliche scuole erano consegnati alle grandi mabifsttorefs 
stabilite in Lombardia, ne risultò a calcoli mCderatissimi die ia« 
montava ad oltre Sj^Seo individui* 

VeigenMBO allora le nostre ricerche sul nodo di trattsoesU 
di questi poveri fsnciulli sottratti alla savia areligiosa «docsiifise 
che il nostro illuminalo Governo fii impartire a tutto il pope^^t 
e trovammo verificarsi anche fm noi buont parte delle pregile» 
aievoli coosegoense che già affliggono le popolasiooi msoifttts 
nere della Francia e dell'Inghilterra. 

La sola industria serica occupa In Lombardia molte oligli*)^ 
di fanciulle. Ogni anno si producooo nela Lombardia chique oi^ 
lioni di libbre di seta greggia, e tutto qiesto ingente amosuo é 
produzione deve passare per le mani dell» nostre donne da filssdij 
ad ognuna disHe qtlali è atssegoata una fanciulla per fpnt Tsipol 
é tener acceso il foroello. Queste faiciulle hanno per lo più 
l'età dai cinque ai dodici anni. Il lori orario di lavoro e dslk 
12 alle i5 ore al giorno, e dura queia loro indastria per oN 



a43 

IM oMtt att'aniio. I gu«d«|pBÌ di qiutte fondatimi Mao toMMS^ 
•imi: «iti variaoo dai r5 ai Sa oeotetiaii al giamo. 

Qaeste fiiacittUe potrebbero per nofe mesi dell' anno fra* 
quenlare le pubbliche seuole e averri una coolacenle istrusiooe. 

La loro salate in quanto all' indole del lavoro non potrebbe 
toOrire, ma è duopo avvertire che a qaeste ragessine si lasciano 
sole cinque a sei ore di sonno al più, e quando non tornano alla 
sera in famiglia si ricoverano in camere mal ventilate ove si git« 
tano accatastate su mÌMrissimi giacigli , e poca o nessuna cura 
si prende della loro mondeaaa, e qoel che più Importa della loro 
morale edocasione* 

La seconda manipolatione che subisce la produsione serica 
è quella di binarla e torcerla nei cosi detti filato} e binato). Qui 
è dove l*indostrla comincia ad aver bisogno di un buon regimo 
toialanle la salate e la coltura intellettuale e morale dei fisociuUi^ 
e maesimaaiente deHe fanciolle. 

I filato) o toroitoj di seta sono grandiosi opifiej che hanno 
spesM» dai cento ai dugento opera) , fira i qoali il massimo nn* 
mero è composto di fanciulle. Se il fiiatojo va ad acqua, il la^ 
voto è talvolta ooottnoos se a fona di animali e d'uomitflil la- 
voro non è per lo più che diurno. L'orario é dalle i5 alle i6 
ore di estale ed é di ore i3 aeirinvemo. I locali sono spes&o ami» 
dicci e mai guardati dalle vicende atmoiferiche< L'indole del la- 
voro è tale da rendere un faacinllo macchina e peggio che mac* 
china. I fanciulli sodo per lo più adoperati a rannodare i fili che 
si rompono, e talvolta ajutano quegli infelicissimi che col peso 
del loro corpo, e con un' andatura da béstia da soma fanno gi- 
rare l'ioeannatojo. Fate che una rag assetta frequenti il fiiatojo 
un p^jo d'anni e 'ne avrete un imbecille. 

Non parlo dei danni gravissimi che questo genere di vHa ar- 
reca agli sgraciali fkneiuUt che vi si occupano. Mi valga di testi* 
mooiaosa, la reiasione che dietro mia inchiesta, me ne ha fatto 
il valente medico coaHmate sig. Ghislanioni che abita nel cireon» 
dario di Lacco, ove, coma vedremo più innansi, l'industria è 
gimala al suo apice, a che cuoia curare le fandulle occopate nei 



M4 

fiUlojé M Le penoBe «ddette ai GUioì di lete eba «oao kpià 
namerose, preteoCaoo tu generale un oolonto pallido, aenlRt 
gradii, muscoli ieDia energia , una statare poco efefata ed u 
temperamento emioenlemente linfatico. Vanno quindi soggetti 
ad indurimenti ghiandolari , alla scrofola, alla rachitide ed si to* 
mori freddi. Simili malori non dipendono dalle sostanw eoo cai 
Irovansi a contatto» ma da molte altre cause. Il letarsi digns 
mattino y il lavoro protratto sino a notte avantata, massifMod' 
Tinveroo, in cui si lafora a luce artificiale e in luoghi chiosi, 
la vita eocessinimente sedentaria ed in posiaioni incooode, e 
r abuso del vino nei giorni festivi | sono tutte cause occadosiE 
che influiscono a produrra il mal euere» che rende iofsroicd 
quelli che si sagrtficano a questo monotono mestiere »« 

Di queste infelici creature condannate ad un vivere pe|^ 
che automatico, perchè addolorato » se ne contano oltre qoisdki 
mila in Lombardia. Esse consumano il fiora della loro fila per 
la quotidiana mercede di venti a Tcntiqualtro centesiiai e per ni 
ramo di produaione che dà al paese ogni anno il valore di fa* 
rantacinque milioni di lira austriache. 

Dopo l'industria serica viene quella dei cotone. Essa è pe 
noi un'arte nuova. Nella sola provincia di Milnno si cooUfMM 
neiranno i840| oltre dieclsette grandiose fikture di eotosea 
macchina, in cui si occupavano dai 470 ^ 5oo fnncinlli di Do'eià 
inferiora ai dodici anni. L'orario prescritto era dalle 12 a)lei5 
ore di lavoro al giorno, e la mercede assegnata per ogni bs- 
ciuUo era dai a4 ai So centesimi. 

Grandiosi opificj per la filatura del cotone ▼ennero sUbiKIi 
anche nelle proviocie di Como, di Bergamo e di Sondrio, e dO" 
IcTole è pure il numero dei fanciulli in essi occupati. 

Anche su questi sgraziati i medici lutti ne assicurarono cbe 
il polverio del cotone eserciti sulla vita organica un'atiooede* 
leteria, massimamente sugli organi della raspiratiooe, per eui i 
fanciulli vanno spesse volte soggetti a tnfiammaaione polmoaarej 
a tossi, e spesso finiscono la vita per emoftisi cronica. Ilsover 
chio lavoro protratto anche a notte inoltrata , la poca ventilsiiofle 



«45 

dei locali, il disagio contiooo del corpo coitretlo a pochittiiiii mo* 
viiDCDtiy U {(erioolo del vicino contatto colle nacohine, l'«Mor« 
darò che queste fannO| la etetta monotonia del lavoro, ttanea, 
intrittitee, logora la vita dei poveri fandalll, che entrano nella 
filatura a tette od otto anni vispi ed allegri e ne escono larve 
d' uominL 

L'ìodostria del lanificio, benché da alcuni anni decaduta, 
occupa ancora nelle provincia di Como e di Bergamo un centi» 
mi}o di fanciulli, i quali tono cottretti ad un lavoro di ia a i4 ore 
al giorno, con una mercede che non passa mai i 24 centesimi. 
Tranne l' ettenuatezza che accompagna un soverchio lavoro, e 
una mancata educazione intellettuale e morale, che recano an» 
che a questi fanciulli mali non lievi , non suggono però uoà 
morte immatura da questo genere d' industria non insalubre» 

L'industria nuova del lino filato a macchina non conta si- 
ncra che un solo opificio vicino a Bergamo, ed ignoriamo te e 
quanti fanciulli vi si trovino impiegati (i). 

Per le cartiere che abbondano nella provincia di Brescia so- 
prattutto, e poi in quelle di Bergamo, dì Como, di Milano e di 
Pavia, si occupano alcune centioaja di fanciulli e fanciulle. Noi visi* 
tammo le Tcntitrè cartiere di Toacolano, presso il lago di Garda, 
per informarci intorno allo stato dei fanciulli che ivi lavorano, e 
già pubblicammo alcune notizie intorno a quegli opificj (i). Allor- 
ché in quelle cartiere ferve il lavoro si dividono gli opera) in due 
schiere : quelli della prima schiera lavorano dalle sei del mattino 
alle tei della sera, e quelli della seconda lavorano dalle sette 
della sera sino alle ore sei del mattino. I fanciulli e le fanciulle 
sono impiegati nel pasiente lavorio di levare i fogli dai mucchi, 
di porli tulle tpranghe a rasciugare , di tagliarli e noverarli in 



(i) Le reUsioni pnbbHoate intomo agli opificj di lino a macchina già 
irtilaiti nel Belgio , fecero conoscere la siniatni inflaensa ohe esercitano 
•opra i fanciulli costretti a lavorare in camere umidissime. 

(() Vedi Le letture di /amigUa. Voi. anico> a pag. 35. Milano, in-8.* 
grande, presso Gogliclmioi a Redaelli,^ i83& 



]I46 

ritme. I IckMU jooo omidiMimi ,' a auocoiio *Ua saluta di qua* 

faueiiilli cha tioTampo sparati e mai conformati. Il lavoro poi 

dalla notte è par assi pregìadix1e?oIissimo. 

Uincremeoto avvenuto nelle fabbriche di carta ha reso io 
piii luoghi necessario un maggior numero di fanciulli per esservi 
impiegati, e ci é noto ohe or sono tre anni, fu richiesto ad un 
negosiante di Milano che procurasse di ragunare una cinquantina 
di fanciulli da inviare ad una lontana cartiera. Questo incarico 
fu onestamente riCntato, non avendo volato ingerirsi in questa 
tratta di piccioli bianchi. Ciò ne dimostra come la indostria si 
sviluppi tra noi al punto da dover tentare le emigrasioni degli 
operaji come si fa in Frauda a neir Inghilterra. 

Al lavoro gravoso e pericoloso delle miniera, si occupano 
sinora in Lombardia pochi ianduUi. Noi na trovammo alcuni oc* 
cupati negli scavi delle miniere di ferro e di rame , ma erano 
pressoché tutti in età pubere. La Lombardia, non ha ancora la 
cave di carbon fossile, coma vi sono nel Belgio, neiringhilterra 
a nella Francia , a dove li inghiottiscono vivi i fanciulli : qoa* 
sto male pare ancora lontano par noi. Nelle cave della calca 
a delle terre da eoi si trae il vetro, la roajolica e la terraglia, 
i fanciulli sono impiegali io iscarso numero, e non si hanno la* 
gnaote sul loro modo di trattamento» 

Nelle città di Lombardia, ove 1* industria si è molto svilup- 
pata vi hanno alcune migliaja di faodulli occupati nella tintorìe^ 
nei telaj di seta, di cotone e di lino, a nella conda delle pelli , 
ma sono per lo più impiegati in opere né gravose, né perni* 
dose. 

Nella dttà di Milano, per esempio, si eontano cinquanta e 
ptii fanciulli in una sola stamperìa e tintoria di stòffe. Par la 
sola fabbrioasiona delle oarroste si hanno più oentinafa di fan* 



«47 
dolli impiegati odia opere di falegname, di ftbbro-ferrajo« di 

idlajo e di veniieiatore* Il lavoro non è mai aoverchio, e ooo 
ti cita alcun grave patinnento fisico. Solo dai capi*maDÌfaUorì e 
dii parenti dei fanoiuili ai muove lagoancai e con ragione, che 
r intempestivo contatto con giovani di mala condottai predace 
aei faociulU una immoraKtii d'imiiasion^, che poi ai fa abilu- 
dioe, per cui ai ha da deplorare io questa crescente generacione 
boa creacente dissolutione di costumi. 

Queste sono le risultante delle ricerche da noi istituite, e 
che volemmo confermnre con personali visite ad alcuni dei piik 
grandi opificj. Bla perchè le nostre indagini potessero tendere a 
qualche utile eonolasionei volemmo nella brevità del tempo e 
nella pocheua dei measi privati » portare i nostri studj su qnal* 
die speciale distretto notato Ira i pili manifatturieri di Lombar- 
dia. Scegliemmo air uopo il Distretto di Lecco nella provincia di 
Como, sieeome quello che può citarsi a modello di una singo* 
lare prosperità industriale. 0>1 mesio dì un intimo nostro ami- 
co, assai perito negli atatistid studi (i), faoemmo compilare da 
ono dei più probi e distinti possidenti del territorio di Lecco, 
il sig. Badoni, una statistica degli opificj istituiti in quel Di» 
stretto, io relaaione al numero ed al modo di trattamento dei 
Vacillili io essi impiegati., e dal risoltiito delle accurate investii 
gasionl da questi eseguite, ne potemmo compilare il quadro 
riassnntivo che qui pubblichiamo. 



(i) It tifoor Giovanni Frsttini, impiegato presto la Diresione Geoe- 
nle delle Dogtne. 



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Veraoeote le rìsultaose di questo quadro non sono le ptili 
ponforUDtL Sopra uno popolaaìooe dìg^iSS persone, si contano 
|,6o3 opera j dei due sessi , e fra questi a^igG fanciulli , che rap* 
frcseotaoo un quarto dell'intiera popolauone« e che sono per 
tstto l'aono occupati dalle i% alle i5 ore di lavoro al giorno^ 
KOta poter ricevere in una età che ha bisogno di tutto, né edu- 
ntione, aè istrusione, né riposo conveniente. Qui T industria- 
hoo spìnto sino alle sue pia terrihili conseguense , comincia a 
Bvorire Degli opiGcj e nelle oflEicine il fiore della popolazione ed 
I fiore della vita. La ricchessa è vero cresce , ma cresce a dispen- 
£o della nmaniti. 

La proporsione numerica fra la popolatlooe agricola e Pin- 
ioithals qui non è più di i a 3« come nel resto della Lombardia, 
aa è qnui nella ragione inversa: il che ci mostra, come in fatto 
di umsaità la oon detta dottrina statistica delle proporzioni me- 
die Doo giors a nulla, mentre la ragion media può preseolara 
00 risaltato normale, e la ragion tara in vece offrire risultansa 
fsfealoàasime. 

L'etempio del Distretto di Lecco distrugge in gran parte 
'idea radicata che la Lombardia sia tutta agricola e poco in- 
lutriaie. L'agricoltura è iiènsi la condisione comune del paese, 
sa l'indttttria annicchiatasi e concentratasi in certe località ha 
pali soppresso la vita agricola, per andar essa al suo posto. I 
icoi ed i mali dell' industrialismo esistono perciò già fra noi, 
nI esistono con tutte le loro economiche e morali conseguente* 

Nel Distretto di Lecco, stato da noi personalmente visitato 
■ qaest'anoo, non trovammo pili la robustezza e la alacrità mon- 
toara propria di quella operosissima gioventi!i,ma ravvisammo 
• estenuata decrepitezza di corpi innanti tempo travagliati dalla 
■lica. Ed i rapporti medici vennero a confermare le nostre os- 
crvasioDi (i). li risultato dei mali fisici e morali che travagliano 



, (0 Io on sommario rapporto medico del dott. Ghitlaosoni trovammo 
àaimte le infermità abituali dei fanciulli oocopati nelle manifatture itti- 

AuAu. Stadstiea, voi. LXXIII. i8 



a5o 

migliala di fancìolK cottrelli ad un lavoro sproponioDato alle loro 
fotte è tale da inerìlare le pib Utrit contiderasìooi di chi ha 
la provvida cura del pabbiico reggimento, e queste serie consi* 
deraxioni vennero già fatte, e già si proposero savj provvedi- 
menti, come vedremo. 

« 

§ 6.* — Pt(m^dimenti già itnpardU o proposti 
per migUorare lo siato de' fanciulli occupati nelle manifatture. 

Appena la industria cominciò ad esigere l' opera dei fan- 
duUi, chi regge la cosa pubblica si interessò tosto per loro. La 
storia ha già registrato il nome deirimmortale Giuseppe II, nel 
novero dei benefattori dell' uman genere: ed egli lo fu massi- 
mamente per i fanciulli del suo paese* 

Dopo avere ordinata T istituzione delle scuole gratuite per 
tutto il popolo, pensò anche ai fanciulli occupati nelle manifat« 
ture. 

In tegoilo ad una visita fatta a diverse manifattore istituite 



tolte nel Distretto di Lecco. Alle notisie che già abbiamo dato intorno alla 
oondiiione fisica dei ùnciaili impiegati negli opificj di cotone e di seta, 
vogliamo qai aggiangere quelle che si riferiscono ai fanciulli occupati nelle 
officine di ferro e di rame. 

«r I fanciulli impiegati nelle officine di ferro tono quelli che trovansi 
« in migliore condizione degli altri ; e* perchè trattano an metallo, le cui 
m impressioni sogli organi sono le più salubri , e perchè sono poco obbli- 
« gati ad una vita sedentaria « in luoghi chiusi. Vanno però soggetti alle 
« flemmassie per le vicissitudini di caldo e freddo « per l'abuso dei liquori 
« spiritosi 4 quando cominciano a gustarne, e talfolta, ma di rado riten- 
« tono qualche tristo effetto dalla poWere e dal fuoco del carbone. 

«r Presso a poco si trovano nelle stesse circostanze i fanciulli addetti 
« ai lavori del rame, metallo tanto temuto, e che fornisce molte prepa- 
«r razioni chimiche velenose, ma che nello stato di roteiia trovasi privo 
M dell'arSVnico, del mercurio e di altre sostanze, le cui parti volatili po- 
«f trebberò essere molto nocife. Una qualche sioictra influenza sulla pelle 
i€ e sui capelli produce questo genere di lavoro , ma nun è di alena 
« conio ». 



i5i 

DcirAuitria ioferiore, Tiaiperatore Giuseppe II emaoava un uaift- 
Dìssimo decreto ìd dato ao novembre 1786 » nel quale pre«crU 
lera totle le cure che usar si dovevano verso i faocittlli occu« 
pati negli opificj. Limitava per essi l'orario di lavoro: proibiva 
lisolatamente il lavoro noUuroo: prescriveva a carico dei pro- 
prielarj delle fabbriche il vitto ed i più oecessarj indumenti pei 
(iDciuUi che assumevano al lavoro : ordinava periodiche visite 
ttoilarìe ai medici condotti, ed obbligava tutte le autorità pub- 
bliche ed i parrochi a riferire in capo ad ogni trimestre , sotto 
li loro personale responsabilità , sullo stato in cui si trovavano 
i faDcialli impiegati nelle fabbriche, ponendoli sotto la sorvegliansa 
del GoTemOi a cui raccomandava di tutelare il loro ben essere 
fisico e morale col dovuto telo e con energia. Le prescrisioni 
di qne&to decreto, benché limitalo all'Arciducato d'Austria, prò- 
dussero tosto un gran bene, e divennero la prima base normale 
di quei saooessivì provvedimenti che ora si pensa d' introdurre. 

Coerentemente al principio di non sagriGcare alla venalità 
officinale i poveri fanciulli non per anco sviluppati di forze e non 
ancora educati, S. M, Tiro pera tore Francesco I, prescriveva che 
i fanciulli dei due sessi, dell'età dai 6 ai la anni, fossero tutu 
obbligati a frequentare le pubbliche scuole elementari. Quest'oL>- 
bligo veniva esteso anche alle provincie lombardo- venete colla 
Soìraoa Risoluzione la settembre 1818, stata promulgata colla 
Kotificaùooe Governativa 7 dicembre di quell'anno. 

Nell'art. 7 del Regolamento per le scuole elementari si pre* 
Krifeva innanzi tutto che ovunque si tiene un libro parrocchiale 
vi deve essere una scuola dementare minore» 

Nell'art. 63 dello ate^o Regolamento fu prescritto che dal 
&omo in cui una scuola elementare minore è istituita regolar^ 
^tnle in un comune^ essa dissenta obbligatoria per tutti i Jan^ 
Ott//j e le fanciulle del^età dai 6 ai 1 a anni. 

L'art. 64 poi soggiunge la sanzione di quest'obbligo, e pre- 
terite che in caso di contravvenzione le rispettive famig/lie sono 
^^tate in mezza lira per ogni mese di mancanza. 

Queste multe devono versarsi nella cassa del comune, a 



cui spetta l'onere di somministrare ai fanciulli piik ponri i il* 
bri necessari all'istruiione. 

L* applicazione di questa sanzione penale non si folle in- 
trodurre sinora nel provvido pensiero di vedere un po'alb 
volta piegarsi la popolazione alt' eseguimento spontaneo di m 
obbligo che torna a tutto suo vantaggio. 

intanto TEccelsa Cancelleria Aulica Riunita, a cui sonma- 
mente interessa di veder cessato o impedito ogni abuso che rati- 
dita industriale avesse introdotto a pregiudizio dei faaciuUi i0pi^ 
gali nelle manifatture , ha sino dall'anno l83g invitato le Ad* 
torità amministrative del regno a voler proporre uno speciale re- 
golamento che tuteli la sorte di questi poveri fanciulli, sdo* 
gliendo l'arduo problema di coneUiare gli interessi ddPmbana 
con quelli delPumaniiàf rimediando con metiù attivi agli ùkor* 
veniend che daW interesse o daltavidità di parecchi faUnicaton 

m 

si introducessero nel trattamento dei fanciulli adoperati nelle fai' 
briche. 

Due importanti quesiti erano perciò proposti: il pripodi 
far conoscere se le discipline vigenti e segnatamente il Decreto 
Imperiale ao novembre 1786^ ed il § 64 dell'art. IX del Regola* 
mento delle scuole elementari fossero sufCcienti a conseguire io 
scopo; ed il secondo di presentare le opportune propoiizioai 
e provvidenze , avuto riguardo tanto alla salute, alla moralità al 
all'intellettuale coltura de' fanciulli , quanto agli attuali bisogai 
dell' industria e della classe indigente , indicando l' eia da fis* 
sarsi per la prima ammissione dei fanciulli nelle manifaltuie. 

Le autorità corrisposero a questo superiore invilo ; ed oia 
spetta a chi ha fatto uno speciale studio su questo argoj 
mento importantissimo, di recare il tributo delia sua esperieota^ 
perché possano aggiungersi nuovi lumi e nuove pratiche otun 
vasioni. Noi per ciò presenteremo le idee normali di on oostnj 
progetto che crediamo possa adattarsi alle condizioni attuali ilcl^ 
r industria dei nostro paese. 



§ 7.^ — Piano di UH regolamenio generale per k ma^faUm^ 

L'esempio deiringhilterra e ddla Francia ha evidentemente 
dimostrato che quando si lascia a] torrente industriale un nono 
cffreoatOy senta prof TÌdenze di pubblica tutela, esso tramuta gli 
opficj in tante signorie feudali che ad onta di tutte le finsioni 
<lì diritto tengono in loro baTia la Kbertà e la vita degli oparaj 
cbe impiegano , salvo a questi di ribellarsi di tempo in tempo 
torbsado la pobblica tranquillità e seriamente compromettendo 
k psce e la prosperità del paese. Questo stato di cose tutto ar- 
lìficisle e violento si i reso affitto incompatibile col regime di 
equità e sicnrena a cui agognano le genti. Alconl economisti hanno 
didiisrsli impotente la loro sciensa a porre rimedio a questa febbre 
sociale ed hsnno lasciato alla pubblica moralità di ristabilire quel« 
l'equilibrio cbe l'onnipotenza officinale ha distrutto. Ala non si 
aceoTBero che la moralità pubblica non può risorgere quando 
il sociale contemperamento degli interessi è disfatto, e solo 
ipetta a chi è investito deUa sodate tutela di riordinare le emù* 
lazìooi fabbrili, organissandole in modo che non si muovano 
guerra» ma concordi concorrano al ben essere equabilmente dif* 
foio sopra daseuno* 

E qui corre spontanea al pensiero la distinsione che ab* 
biaiDo fotta deirindustrìa naturale e spontanea, e dell' industria 
Gttiiia od artefatta. La prima è quella che nasce per così dire 
ds li ed ha una ragione continua di esistensa, e l'altra i 
procurata ad arti6cio con sussidj d^ temporanea protetione ed 
ha un soffio effimero di vita, all'industria spontanea si presti sol- 
taoio una larga e direi quasi patema tutela t all'industria fittisia 
Il impongano rigide coodiaiooi, perchà non distragga l'operosità 
tersoKnte utile e neoessaria, e all'ombra del prit ilegio non con- 
dsuoi la società intiera ad una forzata dipendensa di mono- 
pollo. 

Giova però avvertire che le prescrizioni tutelanti l'mdostria 
>0Q devono tanto ingerirsi del snodo di produzione, quanto del 
nodo con cui sono trattati gli individui che all'industria stessa 



a54 

GOOMorano la loro ▼ita. Gli aotichi regolamenti die ditcipliaa- 
vano ao tempo i così detti consorsj d'arte, doo erano che uà 
odioso sistema di pedagogia armata che toglieta allo sviluppo 
•poDtaneo delle arti ogoi elemento di perfetione. Questi rego- 
lamenti Tennero dalla saviessa dei governi aboliti tutti e eoa 
pubblica utilità: ma dopo la loro aboliaione| bisognava pensare 
alla sociale tutela della elasse operaja, tanto per ▼aotaggio della 
clatae stessa, come per altri riguardi di civile ben essere. 

La legge intanto ha già imposto nel nostro paese savie di- 
scipline per tutti quelli che esercitano industrie rumorose o pe« 
ricolose. Nessuno può fra noi attivare un macello , una ooocìa 
di pellami, una tintoria, un mbglio di ferro o di rame, una di* 
•tilleria di preparati chimici» una fabbrica di macchine, e simili, 
se non ottiene 1' assenso dell' autorità politica, la quale ne' luo* 
ghi abitati suole sentire tutti i vicini e tutti quelli che possono 
da quelle industrie averne un pericolo o un pregiudiiio qua* 
iuoque. 

Queste prescriaioni di pubblica tutela non dovrebbero es- 
sere la sole. Da che l' industria si è svolta in modo da poter 
nuocere agli industrianti stessi ed anche al pubblico , nuovi ge- 
nerali regolamenti dovrebbero essere applicati a tutti gli opi6cj, 
mirando principalmente ai seguenti due scopi s 

i.^ Alla tutela della pubblica salute. 

3.^ Alla tutela della pubblioa moralità. 

Riguardo alla pubblica sanità potrebbero, a parer nostro, 
impartirsi queste prescriaioni: 

1.^ Imporre a tutti i manifattori i quali aprano opificj od 
ofGcine in cui siano assunti opero) stipendiatii l'obbligo di feroe 
una preventiva notificatione all'autorità politico- locale. 

3.* L'autorità farà eseguire una visita sanitaria da un medioo 
delegato d' ufficio il quale riferirà intorno alla salubrità dei io« 
cali, ove dovranno gli operaj essere assegnati ai lavoro. 

3." Dopo la visita medica 1' autorità locale concederà libe* 
ramente o sotto date condizioni il permesso di attivare l'opificio 
Q l^>fficioa. 



a55 

4** Questo permesso dovrà essere applicato anche a tutti i 
manifattori che abbiano all'atto della promulgasione d?l nuovo 
Regolamento sanitario già aperto on opilicio o un' officina. 

5." Speciali istrusiooi sanitarie verranno date ai medici d' uf- 
ficio intorno alle condizioni di salubrità che dovranno avere i 
locali inservienti all'esercisio di determinate industrie. 

6.* I medici condotti nei comuni di campagna , ed altri me» 
dici da nominarsi nelle città dalla competente autorità politica, 
saranno destipati a fare quattro volle all'anno una visita sa« 
nitaria ai locali destinati agli opifiq ed a riferire il risultato della 
loro visita all'autorità amministrativa per quelle provvidenze che 
potessero occorrere. 

7.* Per tutti quei rami d'industria^ nei quali abbisognano 
speciali cautele, come sarebbe nelle minierei nelle officine chi* 
miche, nelle fabbriche con macchine a lavoro continuo, dovranno 
essere emanati speciali regolamenti di sicurezza (t). 

&* Nei casi di propagazione di malattie epidemiche o con- 
tagiose, dovranno essere ordinate speciali prescrizioni sanitarie a 
tutela della salute degli opera) (3). 

A tutela della pubblica moralità occorrerebbe pure la prò* 
mulgaziooe di un generale regolamento per le manifatture, con- 
sigliando anche la compilazione di regolamenti speciali per i piii 
grandiosi opificj, i quali regolamenti dovrebbero essere proposti 
dagli stessi capi-fabbriche e opportunamente riveduti e riformati 
dalla pubblica autorità. 

Le prescrizioni da imporsi in un generale regolamento do- 
vrebbero limitarsi ai seguenti punti di pubblica tutela: 

i.^ Ordinare, per quanto i possibile^ la separazione degli ar* 



(i) Ottimi regolamenti già sono in vigore nel nostro Regno per l' ap- 
plicnione e l'uao delle macchine a vapore ^ per l'esercizio degli scavi nelle 
miniere e simili. 

(3) Noi possiamo citare come modelli di sapiente poliiia medica i 
Kgolanenti stati emanali in Lombardia nel 1817^ durante rinfesione pe- 
tcodiiale , e nel i836 durante V inTaslonc del chokra. 



a56 

tefici dei due seski , specialincnte di quelli che Irovansi aacon 
Del periodo deirelà che oooiincia ai 13 andl e finisce ai 5ò aiai. 

9»* Interdire il lavoro nei giorni festivi, salve le speciali eoo- 
cessioni da accordarsi per motivi d* urgenaa dalle compeleoti su* 
torità tanto ecclesiastiche, come amministrative. 

3.* Esigere assolatamente da ogni operajo la presentanone 
del libretlo di sen^i^o da custodirsi presso' il capo-manifotloite 
da registrarsi anche presso la locale autorità (i), 

4.* Interdire la minuta vendita dei liquori e delle befsade 
spiritose nell'interno delle officine e degli opificj» sotto la per» 
naie responsabilità dei capi-fabbrica. 

5.^ Sospendere raccettasione neiropificio degli opera) «Umìi- 
chi, applicando rigorosamente ai recidivi le pene prescrìtte ddl 
vigente Codice delle trasgressioni politiche. 

6.^ Proibire Tuso delle cameni indecenti, sotto la pefioaiie 
responsabilità dei capi-manifattori, e coir applicatione ai trugret* 
sorì delle pene portate dal Codice delle gravi trasgresMoai di pò* 
lisia. 

7.^ Interdire l'accesso negli opificj e nelle officine alle doase 
di mal partito. 

Queste sarebbero le poche prescrizioni che l'autorità po- 
trebbe imporre, senza il pericolo di ingerirsi soverchiamente neUs 
interna condotta degli opera). 

Essa poi potrebbe, come osservammo, consigliare ai espi* 
fabbriche la compilazione di regolamenti speciali che diveotat- 
sero come condizioni annesse al contratto di locazione d'opers 
che fa il lavorante con chi lo assume al lavoro. In questi rego* 
lamenti si potrebbe introdurre l'u&o già invalso in varie fabbri» 
che di assoggettare ad una sottrazione di mercede gli opera] che 
vengono tardi al lavoro , di indurre gli opera) stessi a fondare so« 



(1) Anche tu questo proposito si hanno nella nostra Monarchia otlioi 
regolamenti, de' quali gioverebbe che ne fosse dai capi-fabbriche meglio 
corata l' osserranza. 



%5j 

àctà di mutuo soccorso, di stabilire presso ogni fabbrica una 
:assa oomuoe di sussidio per gli operaj ammalati, di inteslire 
idfe casse di risparmio, il peculio degli opera) , di associarsi ad 
ipere di pietà, e simili. 

Questi morali miglioramenti da consigliarsi air industria tpoii* 
iBoea, potrebbero dairautoritè essere imposti come eonditioni 
ittolute all'industria privilegiata, la quale se tuoI vivere a spese 
di un comune sagrifido é beo giusto che si adatti a giovare, per 
quanto i da sé*, alla moralità ed al ben essere degli opera}. 

Noi confidiamo che ove questi ipedali regolamenti fossero 
dall'autorità pubblica anche soltanto raccomandati, non manche» 
rebbero i capi- fabbriche di assecoodarìa, sia perdiè il sentimento 
della moralità è aoeor forte nel nostro paese, sia perché allo 
slesso privato tornaconto importa di avere piuttosto opera{ ilio- 
minati, operosi ed onesti, che noo lavoratori rozii , spensierati 
ed immoralL 

Ai capi-fabbricatori di Lombardia noi proponiamo intanto a 
modello di una &bbrica normalmeote ordinata^ il grandioso stabi* 
Itiuento delle porcellane attivato In Toscana dai marched Gino- 
ri (i). Agli imitatori degli esempj esteri poi proporremo, a studio 
di emularione, quanto ha operato da alcuni anni nell'ioghii terra 
il capo-manifattore Grog in un suo grandioso opificio. Egli atti? b 



(i) Vedi la ReUnone da nei data nel Voi. LXX degli Anaal» di Sta* 
tiatica a pag. Sag. Noi ne ripoitereno la condasione. « I 6gU dogli ope- 
ni «ddeltl olla frbbrioi^ sono gratailamento ittraili ed educati in ano Kadla 
elementare^ stata fondata nello stabilimento a apete degli tteaai marchesi 
Gioori. Gli operaj adolti trovano in nna speciale cassa di risparmio e prov- 
videosa stata creala dai proprietari medesimi, tolti qoei meaxi di sossidio 
che possono loro occorrere. I vecchi e gli infermi sono fatti curare dalla 
fikmtglia Gioori. E perchè nelle ore serali d'inverno e iu tolti i giorni 
iettivi non manehi un'occasione di onesto rioreamento, agli operaj della 
Ubbrica venne ùtla apprendere la musica, e nelle armonie di Rossini , di 
DooiaetU e di Bellini essi trovano quelle artutiche oommotioni che gli 
opetaj di Francia e d'Ioghilterra non trovano che negli infami stra vissi 
delle taverne », 



a58 

Dell' iDterDO del suo ttabilicoento una scuola gratuita per i fiio- 
oittlli e le fanciulle di leggere, scriverei far conti * di religioM 
istruiione, ed anche di disegno applicalo alle arti. Fondò per 
gli adulti una cassa di risparmio ed un' associasione di mutuo 
soccorso. Introdusse ne' suoi opera) l'uso del canto religioso du- 
rante il lavoro. Fabbricò per ogni famiglia operaja una casie- 
ciuola campestre con un orticello annessovi, perché almeno un*ora 
al giorno attenda a coltivarlo. Nei giorni festivi e nelle sere 
d'inverno aperse nella sua casa una conversatione per gli ope- 
caj, ove invece degli stravissi di birra e de' liquori e delle cian» 
eie spesso infami, gli occupò in giuochi di ricreacione sociale, 
ed in amene letture. Tutti questi sagrificj furono largamente 
coopentati, dalla costante alacrità e sollecitudine de' suoi opera j. 
Lfi sua fabbrica, salita in gran credito, guadagna assai, e i suoi 
artefici sono diveooti i più felici operaj di tutta l'Inghilterra. 
Tanto i vero che il bene non si disperde, ma si fa rigoglioso 
e fi*ttttiGca. . 
• • 

^ 8.^ -~ Provvidenze speciali per i /aneitdli impiegati 

. neH^ numi/auure. 

■ 

Dopo avere provveduto alla tiA^lfi della. salute e delia mo- 
ralità degli operaj adulti, rimane a pensare alle speciali provvi* 
dente che occorrono per i fanciulli occupati nelle manifatture. 
Per questi non basta la sola iutela^^m^, vogUopsi anche speciali 
provvidenze ohe tendano alla loro morale «^iincasione. Il figlio 
dell' opera|o dev^ essere quasi adottato dalla società' come un 
figlio derelitto e periclitante. L'incuria da una paiate e l'avidità 
sfrenata dall'ai tra, lo rendono vittima o di una oziosaggine de- 
littuosa o di una operosità esiziale. Sotto il duplice pensiero 
della tutela 'e della educazione hanno già provveduto» benché 
imperfettamente, le legislazioni di varj paesi d'Europa. Spetta 
ora agli onesti uomini ed ai cittadini illuminati che amano leal« 
mente il loro Governo di recare il tributo de' loro studj e della 
loro personale esperienza per vedere introdotti de' savi regola-^ 



aSg 
aenti che pieoanente corrispondano |i quasto urgaote bisogno 
della claisa più nuroerota e più pericolosa dalla aocietà. 

Noi intanto porgeremo alcune- noiftra pratiche vedute, di* 
rette al miglior essere de' faoaiuili occupati negli opificj del no* 
Siro Rfgoo, gioTandocì de' savj ordinamenti amaainislrativi clia 
già Tennero introdolti. . 

11 regolamento che proponiamo sarebbe diviso in due par- 
ti: la prima riguarderebbe la tutela igienica e morale dei fan* 
ciallii e la seconda si riferirebbe alla miglior loro educaaione. 

Parte Pbima 
ReffììameiUo di tutela pei fandulli iifipi€§aii nelle ^taaiJaUureB. 

1.^ Sara interdetto l'impiego dei fanciulli che non hanno 
raggÌDDta Tetà pubere in tutti gli opificj qualificati siccome as* 
loiulameDtc pericolosi alla vita (i). 

1*^ Nella manifatture non esegaite in famiglia , ma con- 
dotte da capi-manifattori con operai stipendiati , dovrà proibirsi 
Timpiego de' fanciulli al dissotto degli anni nove compiuti. 

3.* Sarà prescritto il maximum dei lavoro per ogni ramo 
di maoifattura ; ritenendo, come limite massimo da non sorpas- 
sarli mai in verun caso , io ore di lavoro al giorno pei fao- 
ciuJli al dissotto dei la anni, e la ore di lavoro pei ianciulU 
dai 13 ai 14 anni (3). 

4** SéA proibito per tutti i fanoialli dai 9 ai la anni il 



(0 Nel regolamento dovrebbero esaeve indicati i lavori da interdirsi 
li boetolK, come sarebbero qaelli di scavar minerali e carboo fossile enUro 
^ Tìicere delle montagne, l'assistere ai lavori da magDajo nelle macine 
ad acqua, l'attendere a preparationi chimiche di grave perìcolo alla vita, 
l'aasistere agli operaj addetti alle macchine a vapore e simili. 

[3) Nelle pie case d' industria e di lavoro di Milano ove si raccolgono 
»ncbe molti fanciulli , V orario prescrìtto pel lavoro è di sole otto ore al 
Siurno. 



26o 

con detto lavoro nottarao, e ti qualiGcbera eoo tal nome il li« 
vora cbe sì eteguiioe in uo opìfido dalle ore nove della loa 
alfe or« einque della mattina. 

5»^ Sarà pure aMolaUmcote interdetto il lavoro dei ba* 
eiulli io tatti i giorni festivi. 

6.^ Sino a ohe i fancinlli non abbiano oompinto Paeao ii.' 
della loro età , avranno due ore libere ogni giorno per poter 
frequentare le leaole gratuite dementari. 

7.^ Sarà interdetto l'uso delie paoitioni corporali , e Ter* 
ranno ai contravventorì applicate le pene portate dal figeate 
Codice delle trasgressioni politiche. 

8.^ Ogni capo*f«bbrica dovrà tenere nn regolare registro 
in cui sarà notato il nome e cognome d'ogni fanciullo, la data 
del suo ingresso nella manifattura e l'epoca della sua osòU. 

liptUori e visitaiori dette fàbbriche. 

I.* Ogni opificio od officina che tenga isnpiegati sIombo 
sei fancinlli impuberi, saA sottoposto a regolari vuite medidiCi 

a.^ Le visite si eseguiranno una volta al mese dal mei- 
00 condotto nei comuni' di campagna e da mediai ddegsti dal» 
rautorifà amministrativa nelle città | ai quali spetterà il tìtolo e 
r ufficio di IspeUori Mtmiuuj dette fàbbriche. 

3.* Agli ispettori sanitarj spetterà il dirilto di tulebra b 
salute dei fanciulli, consigliando, od impooendo al bisogno, il ^ 
glior loro trattamento igienico. 

4-^ Essi riferiranno gli abusi cbe si verificassero alP auto- 
rità aminioistrativa per dar corso a spedali misure di provfi* 
densa. 

5.^ Oltre l'ispettore sanitacio sari ad ogni fabbrica, die an* 
mette al latore più di sei fanciulli , assegnata anche tias ape* 
dale sopratntendenza sol contegno morale dei faodulli per open 
del clero parrocchiale. 

6.* Nei comuni di campagna saranno pregati i parrochi e 
chi gli assiste nella cura d' anime ad essere i visHaiori degli 
opifici in cui si ammettono al lavoro i fanduUi. 



iCi 



7.^ Nelle cillà aYranoo qQcsta tpeciale cura i parrochi per 
olii gli opifici «ilnati sella rMpetliTa loro parrocchia. 

8.** )}oaodo però »i tmltaMC di ttabilicneoti d* industria io 
ni si ammettetsero al lavoro più di 3o faBdnlli , ti potrà dal- 
'autorità nominare uno speciale delegato politico al quale tpet 
terà la cura di visitare l'opificio affidato alia Mia sorvegliante 
imde accertarti se i fanciulli siano caritatevolmente trattati. 

g.*^ Speciali pene saranno da infliggersi ai contravventori 
iel regolamento, le quali consisteranno in multe pecuniarie da 
erogarti , come è di pratica , a bvore dei poveri. Nel casi più 
pa?i li potrà dall'autorità amministrativa ordinare la sotpen- 
liooe e nei cast di recidiva ti' potrà far cessare ancbe la fab* 
brica. 

Pmmte Smcovdj 



Promdame tpedaU per Peduetnione dei faneiutti 

della classe opera/a» 

Sono trascorsi vent' anni da che venne normalmente ordì- 
atta fra noi I' elementare ìstrusìone. Oltre un milione di fan- 
dulli dei due seasi trovò nelle gratuite scuole state aperte il 
nodo dì essere sufficientemente istruito ed educato. La genera* 
àooe che ora cresce s'è talmente afletionata a questa provvida 
iitìtoiione che alacremente concorre a farla crescere e prospe- 
ftre. Poco pertanto resterebbe a fare per estendere anche ai 
^nlK delia claase artigiana i benefit) di una buona educatione. 
Roo oocorrerebbe che di applicare da per tutto le istilutioni 
dw il Governo ha già saviamente ordinato e sussidiato. Nel pro- 
pone pertanto alcune nostre idee suli' educazione de' fanciulli 
<kttÌDati alle officine , noi non faremo altro che insistere sulla 
diffusione degli istituti già esistenti. 

abbiamo già fatto conoscere come il regolamento per le 
«suole elementari del Regno Lombardo Veneto abbia resa ob- 
bligatoria ristrotione elementare pei fanciulli dei due sessi che 
^vaQsi uell'età dai sei ai dodici anni. Si applichino le saotiooi 



a6i 

preserilte dal regolamento a tutte le famiglie che per inescosi- 
bile incaria si rifiutano di inviare i loro figli alle scuole grt« 
tuite, e la legge così osservata otterrà i suoi piii salutari effetti. 

Né il solo beneficio deirelementare istrnsione venne di dii 
ci regge estèso a tutta la popolasìone. Un sapiente sacerdote 
creava in Lombardia la istituzione delle scuole per rinfsniiB, ed 
un Sovrano Decreto del 16 febbre jo i83a raccomandava h dìf* 
fusione di questi benefici istituti a tutte le provincie di qaeslo 
Stato. Anche questa istituzione suffragata e promossa da tutti i 
buoni, ed altamente protetta dal nostro illuminato Goveroo, hi 
già migliorata la edueatione della classe artigiana in tutte le 
città di Lombardia ed anche io molti comuni di campagna. Si 
estenda anche questa benefica istituzione a tutto il psese e à 
vedrà riformato del tutto il suo aspetto morale. 

Un'altra savia disposizione venne pure nel regolamento delle 
scuole elementari sancita per promuovere col concorso delizia- 
lorità scolastica Tammaestramento de'fanciulli nelle arti mecca- 
niche. Noi la riproduciamo testualmente estratta dal § 49 ^^ 
regolamento delie scuole elementari minori. 

m Poiché l'osio e la povertà sono cagioni di molti Dilli ed 
in contrario Tapplicasione e l'attività sono il fondamento dim» 
vita onorata e di un^ savia condotta, eoa il maestro si fsràui 
merito particolare se porrà studio nell'avviare e promuovere per 
ogni maniera in comune col parroco V ammaestrameoto e Te* 
aercizio di que'lavori meccanici che possono essere adattali alla 
rispettiva qualità e capacità dei fanciulli». 

In questa savia disposizione i già racchiuso il princìpio 
fondamentale delia nuova istituzione delle scuole di lavoro a cai 
ora gli sforzi delle persone caritatevoli sono specialmente diretlii 
e per le quali scuole venne già assicuralo l'autorevole patrodoio 
di chi ci governa. 

Giovandoci di questi savj ordinamenti già iolrodotti ne| 
nostro paese, noi ne faremo una speciale applicazione allo itsto 
ed ai bisogni della nostra classe artigiana. 11 regolamento cU 
noi proponiamo abbraccia l'educazione dei fanciulli del pop^^" 



a6S 

edito 1^ mestieri, dall'età dei due anni e netto sino agli anni 
odici. Esso però può modificarsi o riroroBarsi a secooda delle 
ircottaose locali d'ogoi paese. 

i.^ Presso ogDÌ comune id cui si abbia un numero di loo 
iDciulli de' due sessi dell' età. di due anni e mezzo, si attiverk 
ina scuola infantile (i). 

2.^ La scuola infantile sarà gratuita per tutti i poveri, e 
ara istituita e mantenuta nel modo prescritto dalla Circolare Go* 
cnatita 30 marzo i83i (a). 

3.^ La scuola infantile sarà ordinata coi metodi consigliati 
lai sacerdote Ferrante Aperti, e saranno in essa rìcoveroti i fan* 
iotti dall'età degli anni due e mezzo sino ai sei anni. I fanciulli 
uà grandicelli saranno addestrati in alcuni lavori i quali pò* 
raooo essere o campestri , come si usa nella scuola infuotile di 
rreviglio tttitoita dal sacerdote Carcano; oppure meecanicif co« 
me li osa nelle scuole infantili di Milano e di Venezia (3). 

4>^ A sei anni i fanciulli saranno congedati dalle scuole 
Dentili ed ammessi alla scuola elementare minore locale , ove 
ìmarranno sino agli anni nove compiuti. 

5.*^ L' orario delle scuole elementari minori j che è limitato 
i ventidue ore d' istruzione alla settimana, e quindi non è che 
li ore quattro al giorno, sarà prolungato sino alle ore sei. 

6.^ Nelle due ore di sovrappiù sarà eseguita la prescrizione 
lell'art. 49 del Regolamento delle scuole elementari minori, ad* 
leitrando gli alunni elementari in alcuni lavori meccanici (4)» 



(i) Il regolamento delle scuole elementari prescrite già che dove in 

IO cooooe li abbiano piò di 100 fancialli di anni tei, si possano aprire 

Itre KQoIe. Una di queste potrebbe essere la scuola iofantile. 

[^) Vrdi la Raccolta degli atti nffiziali del Governo. Milano^ i83a, 
•rie li, pag. 34. 

v3< lo Milano i fanciulli fanno stringhe, cordoni, frangie e reti. In 
^rnexia attendono anche all'arte tipografica. 

(4! Nelle scuole elementari minori femminili questa prescrizione del 
fS^Ijoiento è già eseguita, essendo le fanciulle per due ore al giorno ad- 
'Wraie nei la?orL 



»64 

7»** Questi latori saranno agricoli nei comani di campagoa 
in cui non vi siano manifattore, e tecnici là dove etistooo ofi- 
cine od opifici (i). ^ 

8.^ Il maestro verrà assistito in questa istruzione ds persone 
initiate nell'agricoltura, o nelle arti e mestieri, le qusli Temono 
gratuitamente assunte a questa pia opera dall'autorità «oolailna 
od amministrativa. ^ 

^* Nei comuni in cui sono già attirate scuole eleoieiilari 
leaggiori di tre ed anche di quattro classti verranno per la disse 
agricola e per la industriale istituite speciali scuole di agrìooltan 
pratica, o scuole elementari e meccaniche dette di lavoro. 

f o.^ Queste scuole verranno fondete e istituite oeib staso 
modo con cui fn autoritiata 1* attivasione delle scuole uCintìli 
di carità. 

11.^ Tanto nelle scuole agricole che di lavoro saràitnp 
tita r elementare istrutione con continue applicazioni prstidieil* 
r agronomia od alle arti e mestieri (a), 

la.* Se dai lavori iniziati in queste scuole gratuite si ri« 
trarrà qualche lucro, verrà questo riservato a benefizio de' tni 
ciulli piii solerti e più buoni, e sarà depositato presio li cisi^ 
di risparmio per consegnare alla loro uscita dalla scuola od p 
mo libretto di fondi di risparmio. 

iS.*' Tutti i fanciulli della classe artigiana più povere lar» 



(i) Per l' iitrasioDe agrìcola pratica da impartirsi nelle scuole eleon 
tari minori vedi l'opuscolo intitolato: Piano di un ùtìtMiMo di eàuetsm^ 
0d ammaiutramuuo Uorìco^fnratioo pei gstN^o/ii cAa inUndono 
tdtagHeoitura, proposto dal sacerdote Ferrante Aporti^ con mi ap} 
di Giuseppe Sacchi per i^ applicazione di ifuesto piano tu Coemni dd 
gno Lombardo 'Veneto. Milano, i34'ji, presso gli Editori d^U AnnsU Di 
versali delle sciente e dell' indastria. 

(a) Io mi riservo a pubblicare presto in concorso della Commitntrt 
Direttrice degli Asili Infantili di Milano il risaltato pratico della miM 
scuola di lavoro che va ora ad introdarsi in via sperimentale pre»o al 
dei nostri Asili infantili, colle rendite state all' uopo assegnate dal M 
fattore Gian Domenico Falciola. 



«65 

» dioettl dalle tcuole «leiaentari e di lavoro alt* età di «ove 
ni ooopioti, eoo un oertìficato che farà conoaeere k loro ido« 
dtii e la loro baona condotta. 

i4-* Tutti i fai^ciulli dell'età dagli aooi oove ai dodici che 
iraono affiati aHe botteghe o agli opifici, afraono due ore li* 
ire al giorno, dal mezaoA alle due, per poter frequentare in 
note ore la scuola di ripetìtione. 

i5.^ La icuola di ripetisione durerà almeno un'ora, e verrà 
itU grataitamenle nelle scuole elementari e di laforo. 

i6.^ Nelle città la scuola di ripetisione ferra nell'inferno 
spartita oelle così dette scuole serali. 

17." Nei giorni festifi si terranno per tutti i fandnlli dell'età 
ai lei ai la anni le così dette scuole della dottrina cristiana. 

18* Nelle solenni funtiooi ecclesiastiche tutti i fancialli delie 
eoole laraano specialmente confocati, per asùstere ai ditioi of» 
tij e csotare in coro gli ioni della Chiesa. 

tg.^ I fiwdatorì e direttori delle scuole etementarì e di la^ 
oro ssrsDoo in concorso del clero parrocchiale specialmente diia* 
iati ad esercitare nna paterna sorf egliania sopra i fandulli di* 
leisi dalle scuole ed assegnati agli opific). 

30. Ehi saranno preferibilmente assunti come arbitri e pa- 
i&atorì dalle differense che insorgessero fra il capo-fabbrica e 
I iamiglia del garaooe operajo. 

Con queste prof f ideme, che non sono pel nostro paese nep* 
are nofiti, noi confidiamo che la educasioae della claase ope* 
ija sarà Talidamente promossa ed assicurata. A chi ha il regi** 
^ della cosa pubblica non ispetta che di raccomandare qaeste 
n»?fideoae e di agevolarne la esecutiooe : ai buoni spetta di 
fonnoferie e porle in pratica. 

Giuseppe SaechL . • 



hnàLì. Statieiica , voi. LXXIII. ig 



s66 

RMemMMCHMS STATtSTtqUBS SUB I^MSCIJFJOE, £TC. — BlCDCn 
STATISTICBB SULIA SCIIIATITb KBIXB C010mB| B SUI MBII WIQP* 

PBiiiBBLA, di Alessandro Horeau des Jonoés^ membro eom* 
spandente deWIsdtuto, e capo dei lavori delta statistìea Mi- 
nerale di Francia» 
Dms CoioNiss FRjjrgAiSBs f MTc. — Dbub Colohib riuicni 
dbil' iMÌf BOIATA ABOUflONB DBUA sgsiatitII , pcT Vittore 
Schoelcher. 

Li iogiustizia è sempre daniiof a : adagio vieto , e pure ai A 
oottri sfacciatattieDte combattuto. Ma l' ingiustizia , l' ioimon* 
Ktà 9 l' egoismo ponno parere utili per l'individuo : la morte 
Tiene a liberarlo delle conseguente de' suoi errori: e per ar- 
▼entura ciò che lo aspetta oltre la vita è meno inesortbilee 
meno fatale delle leggi della vita presente; Ma le società; le di- 
BÌoni non ponno, non devono rassegnarsi alla morte. EaelUlora 
storia che l'utile ed il giusto si rivelano due raggi dello slesN 
sole: é nella loro storia che anche l'ateo trova una isoiiost 
morale. Per questo al senso intimo del dovere, alla cosdeoci 
della dignità umana ripugna piik profondamente la depmtiuoK 
dell'uomo politico, che Tobblio dei doveri individuali. 

Quando (lolbert moltiplicava i privilegi ed i favori per in* 
coraggiare IHmportaiione dei negri nelle colonie francesi, afrebbej 
sorriso a chi ne l'avesse voluto sconsigliare parlandogli di religione, 
d'umanità, di giustizias ma senza dubbio sarebbe rimasto alte^ 
rito, se alcuno dandogli la facoltà della seconda vista, gli sveste 
messo innanti le scene di sangue e di fuoco dell'insurresioDe A 
S. Domingo. Forse anche la sola lettura dei due libri cbe oo' 
nunciamo avrehl>e convertito l'intendente generale di Loigi XIV^ 

Nelle colonie francesi , ove la schiaviti! é radicata ( Hirj 
tinica, Guadaluppa, Guyaoa e Borbone) sopra la eomplessifs po^ 
polazione di 873,000 anime v'erano nel i835 aSo^ooo scbisvl 
negri. 



Per fcslituira la qualità di persona a qiieati a6o»ooo uo* 
mini-coM quattro sistemi veaDerò fino ad ora proposti: 

i.^ La liberarione totale mediante riscatto a spese della 
madre patria. Questa misura ^ già messa in pratica dall' loghil- 
terra» costerebbe alla ("rancia 3oo milioni di franchi. La somma 
SI sarebbe potuta trovare risparmiando a Parigi le sue bifronti 
fcrtificaaìoni. Ma ora cota fatta capo ha, 

a.* La liberazione mediante riscatti parciali ^ ed emancipa- 
siooi dovute alla buona volontà dei padroni, ed al peculio dei 
negri è ona misura lenta e sproporzionata alla gravità del male* 
Occorrerebbe quasi un secolo a compiere un' emancipazione che 
sarebbe poi radicalmente impedita dall'aumento del valore degli 
schiavi , il quale ascenderebbe in proponiooe della ricerca , e 
del bisogno di braccia. 

3«* La Uberasione progressiva ottenuta colle misure restrit- 
tive sulla trasmissione delie eredità patronali» e sulla rendita 
degli schiavi» accumulando pel loro riscatto il prodotto di que- 
ste tasse. Anche questo metodo è inefficace» non potendo dare, 
seooodo i calcoli di Jonnés» piili di 200 emancipazioni annue in 
tutte le colonie. 

4-* La liberazione progressiva colP emancipare i neonati : 
Da a ciò si richiederebbe un periodo d'almeno 4^ anni, oltre 
alle gravi spese che s'incontrerebbero per l'educazione iofanlile 
e giovanile dei liberati. 

Moreau des Jounés» dopo avere circostanziatamente confu* 
lati tutti I quattro sistemi sopra discorsi, espone un nuovo suo 
piano, l'esecuzione del quale avrebbe il vantaggio incalcolabile 
di preparare la razza nera alla vita sociale, senza esigere sacri- 
fiq impossibili allo Stato , anzi accrescendo la ricchezza delle 
colonie. 

m II lavoro» dice l' illustra autore» dev' essere, a nostro avvi- 
so» la chiave del sistema: il lavoro darà agli schiavi la libertà» 
ai padroni il compenso ch'essi reclamano giustamente» alle co« 
Ionie una popolazione rigenerata, attiva ed intelligente ». 



a68 

Posto in til guis& il problema eeonomico e sodale ddPdw* 
iisione ddlo schiavitù, voglioosi sopporra tre oonditioni: 

1/ Delle terre libere, o delle colihatioFn iPaffrùmwHaik 

a* Una quantità di forza omaoa disponibile e sufficiente per 
trarre una rendita da queste terre. 

3.^ Un valore sufficiente / nel prodotto delle GoItÌTaxÌMi, 
per pagare entro un breve termine l'indenizso dei propmtirj. 

Ora Moreau des Jonoés stabiFi con una gran copia di dali 
e di calcoli: ' 

i.^ Che v'ha nelle diverse colonie francesi circa 3oo^ 
eetarl di terre Kbere , e più di altre 3oo,ooo usorpate lul k* 
minio pubblico. 

a.^ Che un leggero aumento di lavoro quotidiano iopoitt 
a i74fOOo schiavi adulti basterebbe a bonificare 5i,ooo «tiri di 
terre ore abbandonate» 

3«* Che II prodotto di questi 5a,ooo ectarì modicsoeBie 
calcolato varrebbe a liberare più di ao^ooo schiavi all' uso, « 
In capo ad otto anni remancipasione sarebbe compiata, e ilrd-' 
dito delle terre coloniali accresciuto di 38 milioni. ^ 

Il pensiero i grande e generoso: ma certo non maodbeil 
chi esagerandone le difficoltà consigli una comoda inasione. I 

Nel nostro secolo principalmente l'uomo nel tempo stesso eU 
si vanta padrone della natura si confessa vilmente incapace di pi^ 
vernare i suoi destini, e mentre frena e dirìge gli elementi, ù ^ 
bandona con un supenticioso e miserabile stoicismo alle cooiegoet 
ee de'suof errori. Forse le considerasioni economiche che corredia 
il progetto di Moreau des Jonnés potranno muovere a qtialdi 
efficace partito le legislature francesi; forse gli uon>ini di Slato i 
quella natione gli accorderanno qualche attenzione , perché sei 
tono che non si può troppo più a lungo prolungare lo itatoe 
lege delle colonie (i). In quanto a noi, ed al nostro paese ih 



(i) Ditti ex iege non a caio. Un inglete asci in questi mirabile to 
lenza: ^ non ai pnò regolare amanamente la achiavità, eoaienootip* 



non vogliamo cavaroe altrii riflessione , fuor di quella che ogoi 
vera emaocipatioDe , ogoi reale pregresso ooo si deve cercare 
nelle cooeessiooi dei poteoti o oelia violeoia degli oppressi, oia 
nello sforto inorale, oel laToro,^ io ana parola nel vero osigliora* 
meolo di coloro , che reclamano una pììi- giusta dislribusione di 
diriui. 

Selioelcher , già conosciuto per altre opere sulla sehiatilti 
(De Tesela vago des Noirs et de la queslion coloniale, i833. -— 
Abolition de l'esclaTage, i84o)| sta invece per Tabolitione imme» 
dista e pel riscatto contemporaneo di tutti gli schiavi. — ^ E qvesto 
UD caio, cosi l'autore, in coi bisogna dire o tuito^ o nuUaj le messe 
coQcettioni riuscirebbero piii funeste d'un diniego assoluto. -^ 
U libro di Schoelcher è ricco di preziose particolarità ; e presenta 
uo quadro pressoché compiuto della società coloniale. Da un 
lato le crudeltà dei bianchi , i loro invincibili ed atroci pregio- 
disj contro gli uomini di colore, la loro antipatia per gli aboU' 
zh/iisiij ed i filaniropi (parola che alle Àntille è un' ingiuria mor- 
tale), i motivi segreti delia loro ostinata opposizione ad ogni pro- 
getto di riscatto (i) non solo, ma ad ogni tentativo d'istruzione 
elementare e religiosa a prò dei negri (2). Dall'altro l'acoresci- 
mento prodigioso della popolasione schiava, il suo eupo mal- 
cooteoto, le associazioni segrete per P avvelenamento dei padro- 
ni, le disenioni, le continue rivolte; ... e frammezzo a queste due 
rssse che si ricambiano l'odio e la maledizione, gli uomini di 
colete dispressati dai bianchi, e sprejgiatori dei negri , vera stirpe 
di rìnnagatL -^ Mondi meno qualche lampo di speranza , qualche 
Iciioae per rnmaoità ventura risplende su questo abisso di mi« 
•arie morali. Il lavoro in comune anima, viviGca, e quasi direi 



Nfokre nasanamente T asssssinio. -«- Una legge ohe cUsstfioa degli uomini 
fri le eat^ moHUs come il codice delle Colonie» è una legge che merita 
il nome d'nniaDa?. 

(1) I coloni tono quasi tatti sovraccarichi d'ipoteche, e realissando le 
Viro fortune correreber ^rischio di dover ceder tutto ai creditori* 

(a) I coloni non permisero che ai traducesse il catechismo in creolo. 



oomola il povero tchiaf o roto dal tentiaieiito dtlla propria 
tiooe, e dall'odio.— >I negri, comanque noa siano loro coaceiàgi 
stabili connubjf oonotcono nondimeno la pietà /Stùife.— Lt ma 
mista migliora e ti ringenera dal giorno che le faroap eowxm 
tutti i diritti potidd — e chi dà meno a sperare sodo i biu* 
chi| i possessori dei privìleg), coloro che dovrebbero compre» 
dare la loro posisione , ed aver più vivo il sentimento della <l 
gnità umana. — • Ma sta seritto: che i primi garanno ^UvJiùm^ 
e gli ultimi i primi* — La storia è una scuola iocompren I 
giuslisia e di carità: se non bastano le lesioni del passato, liv* 
venire non sarà meno fecondo di castighi e di compeoiL 

Cesare , Corrati 



QOALB Uà. L* UVLVBBSA DELLO SriETrO DBL SIGOIO ATTVAU 

SULLA LBTTBBATUBA. 

Discorso pronunciato su questo quesito dal sig* Martina deh 
Rosa, membro dell' Instituto isterico di Francia ndis U 
tornata deltottavo Congresso, 

Signori I 

Io mi trovo sempre imbarasaato oeiresprimermi io aoi la 
gua che non m'é famigliare. Dall' ultima volta ch'ebbi ì*om 
di iodiriuarvi la parola a questa parte , non trasoone Ubi 
tempo da lasciarmi campo a grandi progroMi ; ma penso che 
esiandio corto per modo da far si che non abbiate dioeodcil 
la vostra indulgenza 1 

Se, come fu ripetuto le tante volte, la letteratura doo è « 
tro che 1' espressióne della società^ come mai non riscotifi ea 
r influenia dello spirito del secolo t 

Quello che sì possentemente influisce sulle istitaxioni, sa| 
leggi, sui costumi, che si commove , per così dire, fin oel \^ 
fondo della societài si fermerà alla superficie ? • • • 



a;» 
Paosti paragonare lo spirito del secolo all' atmosfera , che 
esercita uD'inflaeoza graDdissima tu molti feoomeoi della nata^ 
rij meotre non se ne sente aleno peso. 

Ma, dirassiy vi sóoo secoli che non hanno un carattere de* 
oso • • • È vero ^ come wi sono persone che non hanno fisiono- 
Biie.-^La rauomigliansa troppo forte però di un secolo a quello 
che lo precedette o che lo susseguì , prova soltanto che le na« 
xìodì rimangono talvolta stationarici fino a che uno straordina- 
rio avvenimento sia intervenuto a mutarne le situazioni , in^ 
primendo ad eue un impulso novello. Questo impulso fessi in 
allora sentir dappertutto. Così accadde ai tempi delle Crociate , 
così pih tardi all' epoca del RisorgUnento • • . 

Osservate la letteratura nel secoli XV e XVI ; è eminen- 
temente classica. I monumenti antichi scavati in quel periodo e 
la scoperta dei capolavori della Grecia e di Roma , destano in 
tutti ammirazione» estasi... Anche noi meno entusiasti, fermia- 
mo dooonpertanto lo sguardo pieni di uoa specie di religiosa 
veaeraaone, in noa cattiva lucerna od in un orciuolo di terra 
cotta y stato diseppellito a Pompei .... Tanti secoli ?i corsero 
•opra! 

Quale non dotette adunque essere V ammirasioae eccitata 
da tanti tesori dell' arte, da tanti libri preziosi, ritrovati tutti in 
Boa volta e come per miracolo 1 ... Si venerarono con una spe- 
cie di culto, ti pose il fìh vivo interessamento nel riprodurli e 
aell' imitarli ... La letteratura dovette quindi essere tutta tutta 
dassica e l' Italia che camminava primiera sulle orme degli an- 
tichi, doveva portarne il vessillo I 

La Spagna, la Francia, le altre naaioni si appressano più o 
meno in quest' epoca al gusto dell' Italia, che si fa sentire nella 
poesia, nella prosa ^ nei generi i pih diversi • • . Chi scrive 1' s> 
storia s'ingegna d' imitar Tito Livio nel suo stile lussureggiantej 
la maschia semplicità di Sallustio j o la profondità un po' 
sspra di Tacito, ma quasi sempre imita .... Le Cronache sole 
non potendo essere al pari dell' istoria fuse nello stampo de- 
|H antichi , conservano il tipo originale di ciascun paese» Gli 



»7« 

e ciò che l« rende ù vere^ ti leggiadramente e leaipliceaieole 

ingenue I . • • 

Se serivevasi un poema epico ti togUetano a modelli Omero 
e Virgilio • • • Oli ?olef a eantare i campi, si guardava bene dal 
percorrerli, e fino di oopiare le bellezae sul vero, ma prefcrift 
rinehiuderti in un gabinetto per tramutarti nel fioco eoo della 
Egloghe o delle Georpdte. 

In teatro, ivi tovrattutto , P imitatione degli antichi ^ ipiote 
air eccesso, prodosse ben tristi eonsegoense ; il dramma troppo 
elassko non poteva rendersi popolare ; era una qpecie di orni* 
fronismo I 

Mirate gli sforsi degli Italiani per riusdre in questo geacre 
sono rimasti quasi tutti incompiutL Le loro opere drammatiche, 
piiìi vantate in allora, rimasero nelle biblioteche e non alle ice* 
ne; ciò che vuol dire ohe non erano nate per vivere. Àocioccbè 
il dramma progredisse, bisognava scioglierlo dai bandoli ; far d 
ohe rispondesse alle passioni, ai sentimenti, ai costumi del poh- 
blicoi daocliè non a' indiriatava ai Greci ed ai Romani, band ti 
Francesi , agli Italiani ^ agli Spagnuoli • • • 

Lope de Va»j|a ebbe , s' io mal non m' appongo , la pib 
grande influenza nella creatione del teatro moderno, e precìst- 
mente vettendo la commedia alla foggia del auo paete. Il tee* 
tro di Lope porta diggià Pimpronia del suo secolo. 

Verio l'ittetta epoca un altro genio apparve in Inghilterra*, 
mirò alia ttetta meta, e sebbene per diverse vìe, vi arrivarooo 
ambidue. L'uno creò il teatro spagnuolo ; l'altro quello d?Io- 
ghilterra perocché ciascun d' essi seppe essere il poeta del suo 
tempo e della sua naaùone I 

Lope de Verga ebbe il vantaggio di formare una scuola ed 
un gran numero di suecessori illustri ; Shakespeare restò seoss 
eredi e senxa rifali«. • Apparve solo, isolato, più grande anco* 
ra, come un monumento magnifico in mesto ad un deserto I 

Le circostante in cui trovossi la Spagna relativamente al* 
l'Europa, in un'epoca di grandetta e di potenxa pagate a troppo 
caro pretto, contribuirono senta dubbio a far ai che il teatro 



•73 
ipagouolo eteràtasse ibolU' hiflueosa su quello delle altre ne* 
lioni» anche le pi& io progresso • . . Voi dovete ad essoj o signori 
( lo ha detto Voltaire ) , la prima tragedia huona^ e la prima 
commedia di costumi • • • Non ho esitato a valeroi di una te» 
itinoDÌsiua eoii losioghiera per la aia patria ; la nasione che 
poMìede Comeìlle e Molière oon se ne può offeodere I 

E qui é d' uopo notare che l'asione drammatica spagouola 
di cui paria Voltaire , era in tutto Casiigiiana s nell' eroe^ nel 
ittbbietto e nell' andamento. — Non si poteva togliere dagli ao« 
tìchi, quando trattatasi di esporre gli amorì e le prodexke del 
Cidi Là commedia d'Alercon^ La Ferdad satpeehosa che fornì 
Kargomeotoy ed alcune scene grasiote al Menieur di Coroeille, 
Doo preieatai come il dd^ nulla che ricordi il teatro degli an* 
liehi \ lo stesso viziOy che si mette per cosi dire alla berlina, di- 
masi ad no pubblico burlatore e maligno^ pareva un visio mo« 
demo. I bugiardi erano per avventura in numero aisai pih pie- 
solo quando ionalsavansi ahari alla verità I 

Dopo P Italia e U Spagnai venne la volta della Francia ; 
aè questa ha motivo di lagnarsi , perocché il suo impero fii 
luogo e bello I 

Nel secolo XVII lo scettro apparteneva a buon diritto alla 
Frsoda; era il secolo JUoMofieo ^ e fu filosofica anche la lette- 
raiura» 

La filosofia domina dappertutto a quell' epoca ; penetra nei 
goTemi e nei codici, e cosi nei palassi dei monarchi come nei 
gsbioetcl dei dotti e dei letterati; vi regna da sovrana assolutu.M 

Si fece rimprovero a Luigi XIV per aver egli detto con 
luperbia: ^ Io sono lo Stato 1 =z Credo all'opposto ch'e) fosse 
troppo modesto, limitandoti alla Francia; noi mandammo aft«»ai 
piik olire la lode, o se vuoisi l' adulatone, verso quel monarca t 
Doi chiamiamo il suo secolo il Secolo di Luigi XIF • • • 

Si potrebbe^ mi pare, chiamarlo esiandio II secolo di Fol^ 
^e; ciò che prova, per Tistesso splendore emanato dal suo 
spostolo , quanto grande^e possente fosse V inlluensa della filo* 
isfial 



174 

Se I ^in meno ti proprio trionfo , la ti oloetra ao po' ei- 
gente 9 capriecioM aoehei non. è sua colpa ; era giovint , beh i 
la corteggiavano troppo I • • • Essa stende il tuo impero dapper* 
tutto, non vuol dividerlo con chicchessia^ ned essere contraddel* 
la ; vuole che i fatti eziandio obbediscano alla eoa vobotà , K 
costringe, e li fa entrare , volere o no, nel suo letto di Proeih 
ste • • • A rìschio di falsare V istoria essa non la vede, per dir 
così, che attraverso ad un vetro di colore! 

Anco il Romanzo i invaso dallo spirito filosofico ; i osalo 
▼olumi dell' Eneichpedia non gli bastano. • • Inneità la voce ia 
tono alquanto magistrale, fin nel gabinetto delie dame e nei to- 
gori dei pastori . • • Nemmeno VJE^Ioga e VidUUo trovano modo 
di rifuggire ioterameote al generale contagio. 

Meno poi il Teatro. • . Il teatro, che era stato detto le taale 
tolte la Scuola dei costumi^ poteva egli evitare la sfersa di co- 
loro che crede vansi destinati ad essere i riformatori ed i ms^ 
stri del genere umano t • . . Fu questa invasione della filosofia 
sulla scena, che fece, a parer mio, un gran torto al Teatro; le 
Muse ne sofFrirooo. Bisognava lasciar ad esse almeno questo sà- 
io ; in Grecia avevano il loro tempio, e lasciaTano ai filosofi il 
Portico ed il Liceo I 

Si pub notare fra le bicsarrie del secolo decimottavo, de- 
gno per tanti rispetti d' interessamento e di studio, che meoire 
demolivasi tutto per rifare di nuovo la società, mentre nulla ri- 
spet lavasi, incominciando dalla credensa , s' aveva una supend* 
aiosa veneratione per i precetti d' Aristotile e d^ Orario . • . i 
queir epoca oravi il solo Codice di Boileau che si potesse dir 
saero I 

Ma sia che lo spirito filosofico si celi sotto la masehera di 
Maometto o di Bruto^ ria che si mostri sulla scena lagrimevote 
e languido, nei drammi di Diderot e de' suoi allieri; sia che ap- 
perisca vivace e pungente , sotto la veste di FUgaro , colla chi- 
tarra in mano , onde TÌemmeglio nascondere i suoi dardi Invc* 
leniti y e sempre l' istessa tendensa che domina per impadronini 
anche del Teatro . . . Vuole collocarvi un altro ariete contro l'an* 



«75 
tiea focÌ€th, ehe già u tpeiia e crolla • • • Doa ri? oliiuone ci di- 
?ide da qaei tempi. 

Gii è forte in grasia di questo av? enianeoto, di una portata 
eoo immeosa, che il teeolo attuale rattooiiglia poco, sotto molti 
rapporti, a quello che lo ha immediatamente preceduto. 

Il secolo decifflottavo aveva , s* io mi posso esprimer cosi , 
tatti i caratteri dell' adolescensa ; era inesperto, confidente^ av* 
feotaroso ; amava le teoriche, i sistemi ; lascia vasi sedurre dalle 
Uluftioni e dalle spuranse • • • Il nostro secolo all'incontro mostra 
le qualità dell'età matura; è freddo , calcolatore; fa pooo caso 
delle teoridie e non appassionasi pei sistemi ... È cosi privo di 
illaiione su tatto, che attribnissi taotosto il soprannome di pò* 
iitìvo, perche non lo chiamassero egouia ! 

Il secolo decimottavo professata principii fissi, esprimevasi 
per aforismi, proferiva oracoli. — Il secolo attuale è diventato 
pia modesto a ibraa di errori ; esamina^ dubita, procede a ten> 
toni . • . Non mette piena fede né nella verità né nell' errore 1 

Il secolo decimottavo proclamava 1' empietà; guardava con 
sorriso sdegnoso la religione dei nostri padri, la considerava un 
pregiudiaio antico ... Il secol nostro approfondisce assai piii la 
soieosa, e non fa che diventare più religioso ... lo diventa an« 
che per stanchezsa : il dubbio lo tormenta , e preferisce a tutto 
il ben essere I 

La materia politica ci fa sentire l' istessa difFereoaa ; il se» 
colo precedente aveva tutto quello che si chiama fanatismo di 
tetta; voleva sottomettere il governo delle nasioni a formolo 
matematiche, altrettanto rigorose che immutabili . • • Non teneva 
fcnio conto delle antiche traditioni, delle leggi, degli usi , tutto 
doteva essere assestato, ordinato, giusta le regole d'una perfetta 
liannetria . • • Era il sistema di Le-N6tre , trasportato dai giar» 
dioi al reggime de' popoli 1 • • . 

la fihsofiaf I' ultimo secolo non si mostra meno sistemati- 
co , uè meno esclusivo ; si lascia guidare da quel medesimo 
spìrito che V ha fatto traviare in religione ed in politica.., Set» 
toasetteodo ogni cosa alla angusta dimiensione del suo compassO| 



3^6 

pervieoe ■ far quasi dell' uomo uoa macchina, uoa iWii4,cke 
sente e si muove a caso ! • • • 

ài tempo oostro lo spirito filosofico mostrasi altretUolo più 
disioTolto e piii libero» io quanto noD striscia sulla terra psr te- 
ma di guardare il cielo I • • • Divenendo piii spirUuatìiUif la me- 
iafiiica porte un potentissimo soccorso alla morale^ ed sobidne 
possono d'ora iniiansi abbracciarsi senta diffidema, a fianco delia 
rdif^one. 

Per tornare» o signori, al nostro argomento , voi vedete a 
quel punto lo tpiriio del secolo fa sentire la propria influema 
sulla letteratura . • • Non sistemi esclusivi, non teoriche eaagen- 
te; COSI in letteratura come io politica , si temono li astoloM 
ed i livellatori • • • Tutti gli sforzi fatti per distruggere le aotidic 
reputasìoni sono caduti vuoti d'effetto; i grandi nomi d' un'al- 
tra età s' ergono tuttora sul proprio piedestallo • • • Oggidì dob 
si adorano piia idoli, ma nemmeno si pensa a speuarii onde iffl* 
pedire l'idolatria. 

Durante il corso dell' ultimo secolo , crasi spinta fioo alia 
superstisìone 1' ubbidieosa ai precetti dell'arte ; poscia leceà les- 
tire una reatione in senso opposto, e si volle tutto travolgere. 
sempre lo spettacolo isteiso ; dopo il dispotismo, Y amvd 
Non avremo noi mai la libertà f 

Gli è già qualche cosa vedere lo spìrito, indipendente e aag- 
gio ad un tempoj con cui si eseguiscono certi studi, quei del* 
l' istoria per esempio. Nel seoolo decimosesto V istoria mostra- 
vasi piuttosto letteraria j nel decimottavo faceva sfoggio di)i/o* 
sofia ; al giorno d' oggi cerca sovrattutto i /atti. 

Quel medesimo spirito che indusse la nuova generssioDea 
rinnovare gli studi islorioi si fece sentir nel romanao ; a fiasco 
delle finsuoni si vollero trovar dei fatti veri Se non é uo porre 
nuovo , può dirsi almeno che a' noitri giorni prese una nuon 
forma. Il romanzo diventò meno parlatore e più drammatko; 
fa agire i suoi personaggi invece di metter loro in bocca dis- 
sertaxioiti ; ci mette sott' occhio dei veri quadri ; si avvicina aita 
Cro/toca, d'onde toglie particolari presiosi; e tal fiata riesce beo 



ti 



• • * 



»77 
anco, nelle mani dei grandi maestri^ a divenlare pib pero àeWi- 
stùrial 

La sensibilità del l'oaianso antico ci troverebbe un pò* fred- 
di ; e le lesioni d'alta filosofia che fi ti introducevano altre volte 
eorrerebbero molto rischio di farci addormentare ••• Il secol no- 
itro oca è né contemplaUvo né sognatore; ama il movimento, 
f asicoe, e cerca qualche cote di potitho anche nel romanzo che 
lo debbe divertire. 

Per una consimil ragione caddero in dimenticante alcuni 
generi di letteratura già mollo stimati , e tì vorrebbe un gn«n 
talento per ridonar loro V antico splendore. Noi , figli ed eredi 
di OQt rìfolusione, noi che abbiamo visti cogli occhi nostri tanti 
Stali roTesciatiy tanti re delroniccati o proscritti , noi che abbia- 
mo veduto Napoleone a Sant' Elena, come mai potremmo met- 
tere 00 vifo interessamento alle sventure fittisle di Corìdone 
e di ritiro r. .. VKgloga e VldilOo, che fanno le delizie del 
tempi pacifici , ben s* addicevano a meraviglia alla Corte di 
Leon X di Luigi XIV. Era fadl cosa sognare le verdi cam« 
psgae, quando uno si annojava a Varsaglia 1 . . . 

I pastori e le pastorelle, col cappello a fettuccie e la verga 
alla mano, altro non erano che persone di corte, tanto nelle egìo* 
g&e quanto nei baUi» 

Siooome il secolo attuale rifugge dal ricercato e dairimbel* 
lettalo I co*ì non può delisiarsi io un genere falso e convensio- 
ule I ma i così semplice ed ingenuo da scorgere un vero incanto 
nella belleua della natura. — Il genere pastorale non gli il 
conA per nulla. 

Si pretese che \9l favola sia nata in Oriente per il deside- 
rio di dare lezioni ai potenti | senza incorrer di soverchio nella 
loro collera. ••• Se questo fiitto è vero, e par verosimile, spiega 
pare perchè la favola è quasi affatto posta in dimenticanza ai 
ooltri giorni.... Vba egli uomo sì possente di cui s'abbia a te- 
mere la collera?... Queir innocente artificio diventò inutile og- 
Sidi, almeno relativamente ai re. Se ne potrà per ai ventura far 
090 onde dire la verità ai popoli I 



!i78 

Il candore alquanto fanciulkseo boUo cai celayati la mtM 
della favola , e che ne faceva la parte più seducente» sarebbe 
fiior di luogo a' A nostri •• . In allora si poteva estere favok^ 
giatore e senza fiele j oggidì bisogna avere il peoDcllo di Gkh 
venale per esporre gf animali dipinti da loro medesimi 

Non oserei dir troppo sulla possibilità o no di comporre on 
poema epico capace di svegliare tanto interessameoto da dif^ 
nir popolare , ma oon esilo ad affermare che un simile ct|XK 
lavoro è diventato per i tempi correnti difficilissimo. — V'hi 
egli qualche fatto , nell' istoria o nelle favole grande e memi- 
glioso al pari di quelli, che abbiamo veduto coi nostri propri oe* 
chiT..«IfattÌ9 come la Innai si ingrandiscono in grasia delle oubi 
che li circondano; è d'uopo osservarli da molta distancal Ra^ 
vicinando a noi i tempi passali, percorrendo l'istoria colla fitecoli 
alla mano, nociamo M* effetto poetico s la rogane vi guadagnai 
ma perde l'immaginazione* 

E proprietà del nostro secolo quella d'esaminare i fotti per 
conoscerne i piii minuti particolari ••• • Noi togliamo un fatto, 
lo mettiamo a nudo sulla tavola , e ne facciamo una spede dì 
autopsia.: Bel messo invero codesto per avere illusione!.- 

Il poeta epico ci chiede , per sedurci , per lusingarci , a* 
po' di fede credula per non dir cieca, e noi all' incoolro spi* 
lanchiamo gli occhi e voglinm tutto toccare con mano. ' 

Noi rifuggiamo dalla macchina mitologica,,* è troppo veej 
chia anche all' Opera. . . Ci dispiace esiandio che s'inlrodoca i^ 
tin profano argomento la religione cristiana, animala invero d'sH^ 
poesia (ciò venne dimostrato ai dì nostri I) ma che al pari di noi 
timida vergine, paventa frammischiarsi alle feste del popolo,! 
serba i suoi canti per l'altare? 

Anche il tempo degli incantesimi e delle streghe è paisalo 
noi audiamo in traccia delle piccole cause per conoscere gii ^ 
fotti, e godiamo nell'animo discoprendo la susta e la fuoicelj 
che fanno muovere gli uomini in questa grande commedia d^ 
mondo, ••• Bisogna confessarlo, glie un secolo stranameote f/''^ 
quello in cui si mettono sulle scene le Marionette ed il Bicchu 
d'acquai 



•79 

Le elk pih iottoltrate nelt' ìofiitllinento tooo per •vtentora 
k meno Avorttoli %\V Epopea ^ ooi la ▼«diam sorgere, presso 
tutti i popoli, nei tempi 1 più remoti. I poemi d' Omero dod 
enoo, a quanto si pretende, che l'eco d'altri canti più antichi-» 
In hpagna la poe^ più antica che sia pervenuta insino a noi 
è predsamente ìì poema del Gdf che sembra appartenesse al 
lecolo XIL Anche toì avete il vostro vecchio poema d^AUsean* 
iro^ e fers* anco altri ancora più antichi—. Comunque poua pa* 
Rf blsurra la oosa, si direbbe che la poesia» nella sua infantié, 
à difsrà a suonare colla tromba epica. 

Ai di nostri all'incontro , tutto sembra conspiri contro VE» 
Fifwa; e l'incivilimento» ed i lumi, e la diresion delle menti*. •• 
Boeo la politica tì feoe per avventura gran danno I L'interes* 
nmcnto che i popoli annettono alla discuMÌone de' propri affari 
ed alle diipote della tribuna , li fa assistere con maggior lndif« 
fereosa ai cooibatlimenti degli antichi eroi 1 

Non ti può star fermi per molto tempo innansi ad un fatto 
aooiDoqae sia grande ; l'attentione rimane distratta da altri fatti 
Jm passano rapidamente dinana i a noi , come in una lanterna 
sagica, ed il cui strepito ci perviene da mille voci diverse • • • 
Chi sa se il GiomaUsmo non abbia spenta V Epopea? 

Il Teatro per buona sorte non fu preso da un simile colpo 
M non sfuggì ad ogni pericolo. Vedete gli sforti che si fanno 
w tnetterìo in armonia eolio spìrito del secolo. Da principio la 
à credette facile impresa, ma l'illusione non durò a lungo. S'io- 
linciò dai trattare il pubblico come trattansi le persone stufe; 
1 credette che bastasse dargli del nuovo, e si cadde nello 
tnfsgaote.... Per evitare uno scoglio si andò a rompere nello 
eoglio opposto. 

Il dramma antico, si disse, era involto in mille fasce presso 
I poco come una mummia d'Egitto, acciocché occupasse poco 
P>2Ìo, e conservasse le tre unità, — Bisogna levarlo da quelle 
■s^oje, affrancario dal giogo delle regole ••• • Lasciamolo sensa 
itoo e senta briglia, camminerà più maestoso e più bello I 

Il rìsultamcnto però non corrispose alle speranze. Il pub* 



i8a 

blioo, avido d'eoioitlDiii, fo ledotto da principio dallo ipleidore 
fkll'ingegno e dall' attrattila della novità, ma rioitM Ualoitot 
•na sorprcMy ed accadde quello che accade acfliprei dbe k »• 
gione óoè finì per aver ragione. 

Gli epiriti più appassionali per 11 noovo iieteoia rioonobbeio 
la oeaessitk di moderare la loro corsa; perocchi gli èipoiocok 
roltrepasmre lo scopo che non si perviene a colpirlo. 

Coloro ohe nel campo nemico avevano in sulle prime |m«* 
clamata la pretensione di rimaoersene immobili, deoaasiati com 
una specie di eresia la pib piccola innovasione, si videro forati 
ancor essi a cedere un po' del proprio terreno •••• Suauiotttt* 
torà attaccati al vecchio sìmbolo | ma non hanno plii ristem 
fede nelle anticbe dottrine •••• Piik uoo sono né PuritaniìAGm 
senisd letterarii ma MoOmUi ben docili e pieghevoli, che credois 
vi sia da poter fare degli accomodamenii andu col PanuuùL 

Ed ecco come la lotta che minacciava non ha gosii ^é 
frire al mondo lo spettacolo di un combattimento ad dlnui 
simile alle pugne di Carlagine o di Roma , dove le psrti vista 
dovevano scomparire interamente, s'andò a poco a poca •pegsM' 
do ; e finirà probabilmente come tutte le guerre civili eoo om 
transazione I 

In quanto « me non sono d'opinione ohe il pubblico de' soli 
giorni trovi molta interessamento nel dramma greco, con 
plice , naturale e bello nella sua stessa nudità , come la Va< 
de' Medici i ma non credo nemmeno che sia d' uopo oosi 
dalla scena dei quadri alla maniera di Hichelangiolo nel sao uis 
dizio Universale^ con una folla di figure, di tormentati... 
di demoni per sopra mercato. 

Non é già coir esagerazione de' sistemi, né coi colpi di fMi( 
bensì con uno spirito d' osservaxione savio e ponderato ebe j 
perverrà forse ad adattare il teatro ai bisogni della geaertiioi 
attuale, mettendolo é? accordo collo spirito del secolo» 

I progressi fatti ai dì nostri nella scienza istorica reiuM 
Pimfftresii del poeta vieppiù difficile; il pubblico diventò pii^^ 
vero, piò esigente. Non si perdonerebbe, fosse pure aLope<4 



^1 

a CiUeroD , di esporre degli SpagnuoU sotto la veste greca o la 
toga ronaoay né si ascolterebbero Toleotieri anche eoo versi sto* 
pendii Orosmane o Pirro^ che fanno all'amore un pò* atta Jran^ 
eese. 

Non solo i poeti 9 ma i pittori» i decoratori, i sarti stessi 
sopo obbligati a frugar negli arcbif i ed a Ciré studi profondi j 
per oon ferire il pubblico nel pili piccolo particolare , nel co* 
ttoflue dell' nltima delle comparse ••• • H defunto lord Holland 
isoconta nella F'ita di Lope de Vega^ aver visto, nella sua gio* 
tentici Catone snlle scene di Londra con una gran parrucca 
iei tempi di Luigi XIY • • • In Ispagna, ai tempi dei nostri pa« 
irì, il prcoettore d' Alewandro (d maestro de AUf andrò ) si 
jmcDtsfa coma un vecchio pedagogo , in abito nero» colla 
ipsda si fisDco ed il cappello a tre punte • • • Non so che cosa 
iccsdewe io Francia intorno a queir epoca ^ sebbene io sappia 
«he da toi a pose molta importansa a questa parte erudita del* 
"arle^ iaeominciando dai vostri scultori e dai vostri pittori • • • 
il htto ita che dappertutto si operò una vera rivolusione» e 
he in questa rivoluzione, a fianco degli nomini di leltere, veg- 
jpoù eiiaodio emergere illustri attori , come LeLaiUi Kemble, 
ilaiqact, Talma •••« 

]l gusto dei viaggi e la più fiioile comunicazione fra diversi 
tepoliy resero anche pih necessario lo studio di quanto si statuì 
ii cbismare color loctde . • • • Negli altri secoli appena sape vasi 
licosa accadesse oltre le frontiere} oggidì si legge tutta le 
asttìae che cosa si fa nella China e neirAfghaoistan 1 

La grande attività che contraddistingue il nostro secolo in« 

possentemente sul teatro Si esige nel dramma piii 

aoTìoento» pili vita; si vuole che si fermi il meno che sia pos- 
ìbiJe, e che s^affiretti allo scopo. 

U pubblico impasiente qoaré, mal soflEre i racconti minuti» 
^ ioutili confidenti» i lunghi dialoghi» siano pure bellissimi; prende 
Koppo alla lettera » rispetto al teatro » V antico adagio inglese : 
' tmnpo i oros e non vuol perderlo • • • • Come mai potremmo 

AavAu. Slatietiea » voL LXXIII ao 



tollerare gli attori immobili sulla scena , noi che f iaggiia» il 
mondo a vapore? 

Gaseiin secolo ha i gusti suoi , e bisogna tenerne conto per 
riuscir sulla scena. Gli è in teatro che si esercita pili anoon cIk 
in qualunque altro sito, l'impero della democranùa^ in cai ri 
flettono, come in uno specchio mobile , le passioni, le idee, l 
spirito deltepociu 

Uscito da una rivoluiiooe che travolse il moo«lo , il noitn 
secolo é grave , serio ; i facile scorgerlo anco ne' sooi diterfr 

menti; è meno agevole farlo ridere che piangere Comi» 

jono cento drammi ed una commedia I 

Tnttit la letteratura dimostra Y isteuo carattere; nei geod 
i più frivoli, negli sfoghi di allegria, si scorge sempre io fondo 
al pensiero qualche cosa di tristo e di cupo. Si vede uo wà» 
costretto ad un parto doloroso, fra le rimembranse d'anpai* 
aato che lasciò tracce profonde , e V interesse d* un av? eoire cfa'ei 
guarda con ispavento. Fa precisamente quello che le penoM 
ammalate; non sa trovar riposo da nessuna parte .... Va, u 
e Ta sempre, senta sapere egli stesso dove sarà per fermtrsi.M 

Il mio compito è fioiCò, signori, o per dir meglio io qoin 
pongo fine. -— Sento quello che vi aveva di meglio a dire sol 
vasto argomento di cui il nostro degno presidente seppe fu o^ 
ooscere tutta rimportanza. ... ma, sarebbe stato d'uopo, pfl 
afferrarne Tinsieme, maggior tempo, più agio, e soprattutto ai^ 
glori eogniaioni delle mie • • • • 

Mi dovetti limitare ad imitare quei viaggiatori checol;oo( 
alcune frutta di passaggio senza nemmeno fermarsi lulia stri 
da • • • • Tocca a voi , signori , che siete padroni del campo, Pel 
trarvtj voi troverete di che mieterei I 

Tradmione di G. l 

Trattandosi d' argomento che devesi considerare negGo i 
losofico che letterario il giornale inserisce ben volontieri Is I 



serlatiooe graEiosaniente inviatagli dalP illastre Martioes della 
Rossi tanto piik di* egli come uno de' restanratori del moderno 
teatro spagouolo ed insieme come uomo politico ha tutto il di- 
ritto d' essere ascoltato con attenaiooe e rispetto. Noi amiamo 
di veder riassunte nel suo dÌMorso a tratti rapidi e brillanti lo 
varie fasi della letteratura europea. — Ma per avventura il. su^ 
^adro era troppo ristretto per lasciar luogo ad alcune partico- 
larità della nostra nazionale letteratura, che nondimeno ci sem- 
brano degne di non essere dimenticate. 

L' Italia non fu certo la prima fra le moderne nazioni sol- 
tanto nel calcar l'orme degli antichi ^ Dante non era che un bar- 
baro latinista, ni certo da Virgilio tolse queir eleganta schietta, 
originale e vigorosa, di cui troviamo le meno splendide sorgenti 
negli umili scrittori volgari , che a lui vissero contemporanei. Del 
pensiero non parlo, ohe tanto era pasciuto delle passioni, e delle 
credense di qoe' tempi, ch'io chiamerei volentieri la Divina Com- 
media la coscienza del Medio Evo, *- Messer Francesco formò 
lo bello stile che gU ha JaUo onore ( dico lo stile vivo , chi di 
poche parole rimaste a consolaxione degli eruditi non mi curo) 
trascegliendo il meglio di quella lingua, che fiorisce qua e colà 
anche ne' piii futili librattoli toscani di quel secolo : le idee gli 
furono ispirate da' Provensali e dalla cavalleria. Ov' e il poeta 
del mondo pagano che abbia taatato d'amore come costui? E 
il suo libro meritamente si chiude con un inno alla Vergine 
Santa : senta il cullo di Maria giammai pensieri tanto alti e puri 
si sarebbero alleati con una passione, che io Grecia ed in Ro« 
ma , come dice il nostro Foscolo fu sempre nuda. .^ Originale 
dunquo sorse l'aurora sfolgoreggiaote della nostra .letteratura t 
aurora, che por troppo promise più che Italia, e oserei dire pii» 
che tutta Europa non valse poi a mantenere. — V'era dunque 



a84 

prima del Risorgimento io queste ICelie, ehe è pur figlie della 
prime narione deirauttehità^ vivo, m giorane, e splendido lo spi- 
rito del CristìanesimOi e lo spirito moderno. La forma e V idea 
deir arte erano quali noi non sapemmo più ricreade dappoi. E 
nello stesso Boeeacdo attraferso il rigiro della frase, che come 
l'ampio involucro della toga antica, impaccia le svelte membra 
del fiorentino, traspare ancora on brio, una malisia^ un dolore, 
un amore che era ignoto alla contegnosa arte de' clattici. Ve il 
fuoco si spense all' intutto nel XIV secolo : e basti ricordare il 
Savonarola^ che veramente profeta , tuonava contro V invasione 
d* un' arte fittìsia , la quale doveva stornare colle sue larve so-^ 
porifere le menti dalla realtà : -^ ed il Pulci , che si giovava 
delle tradicioni cavalleresche del cristianesimo per creare un tipo 
pressoché ignoto agli antichi, il grottesco. E neppure vorremmo 
acquietarci a quella sentensa che fa tutti gli epici del susseguente 
•ecolo imitatori di Virgilio e d'Omero, noi che abbiamo I' A- 
riosto ed il Tasso, l' uno così vario e cod libero nel suo piano, 
coA scettico nella sua rassegnata ironia, V altro coA ideale , così 
ardente di fede, e di veramente cavalleresca lealtà. — E perchè 
lascerem dire che tutti gli storici del risorgimento sono pedise* 
qui di Livio o di Sallustio, noi che primi abbandonammo I mo- 
delli rettorie! per med^Ure con M acehiavelli , con Guicciardini 
con ParuU, con Serpi. — Lo spirito moderno d' indipendenia, 
d* osservasione e d' esame si rivela ben più direttamente nelle 
loro opere, che in quelle dei controversisti protestanti : ma essi 
saltarono di slancio quella barriera, che i gravi alemanni ferma- 
ronsi un secolo a demolire t vero é che per -questo i primi ri* 
masero boleti, e come sospesi nel vuoto; mentre gli altri furono 
seguiti passo passo dalla folla. — 

Nulla abbiamo a ridire sol duro pitdizio d" impotenia cha 



a85 
Ifarlioet ddla Rota Mttteinib ooniro la notira i ecchia dramma* 
tiei, leoprechè ai aon iotaoda cha parlara dalla tragedia: — 
perchè quanto alla eornmedìa^ te la Mandragola a le altre opera 
dellt icuola fioffontioa non ai aoftannero t oUe scene, non fu eerto 
perché maneasia loro il sale oomioo a quella ohe oggi dhiamano 
maUtà. Né Timoteo e Frate Alberigo sono tipi ^ <K coi T arto 
utica offriise modelli meglio eba pel MenUutm Scendendo a' 
tempi meno lontani non potea Tillaitre autore aansa ingiuatiaia 
tacere di Goldoni, eba ae in qualche eoia è inferiore a Molière, i 
appoato aeir aver troppo diligentemente » a aenza alcun raggio 
d*idealiU ricopiati , non gli anticbì eerto, né gli atranieri, ma i 
troppo loolorati auoi concittadini* 

Né f orremmo nella povertà del noatro tealro, eba ai taoeaaa 
del terribile Aatigiano ^ nel quale , ae manca la vita del movi* 
meato e dell' aiione , non mancò certo la paiaioue •^-* ad una 
pittione del auo tempo» Nei duri auoi varai, ne' auoi eterni dia- 
loghi io cui noo aorre, non ai agita, non vive che il penaiero, 
non seolite voi fremere già la procella , cbe poi ai aoetenb auU 
r Europa? — « L'Alfieri ^ dopo Dante, fu il poeta cbe d>be per 
qualche tempo maggior ieapero aui cuori italiani : e la aua poeaia 
é tra le pocbe, cbe un popolo aeeolaa con religioaa aerietà, •«- 
La crìtica può contendergli , ae le giova , il nome di dramma* 
tor|o; la aloria deve cooaerv'argli un poeto tra i poeti, cbe in* 
ilairoQo pia poatentemeote aul carattere della naaione. 

Altro non vogBam dire percbè non cembri cbe Y amor di 
patria ci ponga on velo augii oocbi. Ma ben avremmo amato eba 
J'iliiutre autore nello aviluppare il auo argomento ai foaae fer- 
malo a definire quello cbe debba intenderai per ispirilo del seeo^. 
'<'• Questa parola oompleaaiva, vaga e mulliforme, vuol eaaa per 
^«vfeotora esprimere V unione delle tend^nae e dkilc fbrae | cbo 



286 

dominano lo «vilappo degli individui e de* popoli io od d<to 
teoapo ? — Allora io non veggo che una gran oonfusione, nella 
quale è pur necessario 9hrogliart la forse precipua , iiDpellea* 
te, trtonfatrice. Ma ridurre ad unilà dò che è moIUplict Wk* 
pre, e spesso scisso in ferie opposte, non é agerole open, ni 
assennata. Le rictse formole storiche, quìdi oggidì ce le inpone 
una certa scuola semplificatrice, sono forse pili comode die r^ 
re; né serron meglio a oonoicere la Tita reale d' naa età) fi 
quello che V epitaffio d riveli la vita intima d' un aomo. 

Le lettere natronsi d'un succo loro proprio ed istenio; 

e il ooncatenamento e lo sviluppo delle forme e dei pimei 

nelPartCì la loro vita tradisionaie, benché non appaja celle soe 

creasionl tanto logicamente graduata quanto nelle scieoce, doi 

é però meno innegabile. Occorreva dunque, per trattare ilqiK- 

sito proposto dall'Istituto storico francese, distiogoere qoestaei- 

seota tradizionale ed indipendente della letteratura, in fem delW 

quale essa talora reagisce sullo spirilo del secolo, e qualche folti 

diventa essa stessa lo spirito del secolo , la guida dell' oosoitl 

Neir ordine logico le lettere sono un fiore del grand'albero die 

ora si chiama fede, ora sciente s ma nell'ordine dei fatti tilori 

esse guidarono alla sciensa ed alla fede , appunto come il b^ 

che ha in sé la semensa dell' albero. — Vedete il secolo IV. 

Il pensiero letterario domina tutte le intelUgease : il profan» 

poetico della antichità attira verso il mondo pagano le meoli ^^ 

vigorose con un fasdno che noi non sappiamo pia indovioire: 

totti gli istinti che la severa purità del Cattolicismo avcfaaoa- 

temissati si risvegliano con' una giovanile baidansa all'ombra 

della poesia classica ; Teruditione è entusiasta, poetica, inebcian* 

te : e cova sotto le sue discussioni mitologiche, sotto le sue n» 

fase ricerche una protesta non contro Roma soltantO| ma contri 



a87 
tatto i) Gittiaoctinio. Nciretà 8ueceMi?a la Tera questione si fece 

loogcs <> pose ^ capo dell' umanità militante: ma la letteratura 

uscita dal tempio rovinoso del medio-evo non aveva più dove 

ricoverarsi : avemmo l' arte staccata dalla vita, Y arte, che dopo 

sfbni giganteschi finì coll'iruputridire come un' acqua stagnante. 

E quando si tornarono a sommovere i flotti innanai allo 

spirito della vita , allora rinacque 1' arte. — L' età nostra dice' 

acconciamente il signor Martinez della Rosa, è costretta ad un 

parto doloroso; enei tempo stesso l'età nostra è positiva. •— Sì, 

certo: ta verità , ìa realtà ecco ti bisogno del nostro secolo. Ma 

questa verkà presentila , invocata , inseguita , temuta , questa 

verità nei non l'abbiamo ancora; e la realtà che ci sta innanzi 
è una maschera , una mentogna , o tutl' al più pei meglio veg* 
genti un inditio , una traccia lontana. Non s' affretti il sig. Mar- 
tioes della Rosa a proclamare che P età nostra è stanca , che 
vuol riposara ad ogni costo. Certo noi tutto invochiamo il ri* 
poso; ma i corpi non ponno fermarsi a messo della caduta, né 
gli spiriti a messo d'un rssiocinio. -— Certo molti siedono af* 
franti dopo aver guidato per alcun tempo il torrente dell' Intel* 
lìgenta* *-> Ma finché v' ha spazio e pendìo le acque correranno' 
irresistibili : ^- e finché continua questo corso turbinoso di af- 
fetti e di eredenie, questa perpetua contraddicione di tutti i 
Astemi nella filosofia, nella pratica, nella vita pubblica, nella co« 
sdenxa individuale ; l' arte ripeterà confusamente i mille suonf 
della leinpesta che agita la regione delle idee, e sommuove il 
mondo dei fatti. Cesare CorrentL 



m I 



GsOOmAFlAy GoaTUXI so AnTICHITA\ 

scorBBTA DI im'AimcA crrTA' mbssigava. 

In un' opera testé pubblicata in Inghilterra , col titolo : Fisita 
alle ciiià rovinate delt America centrale ^ il signor Slephens dà 



288 

notitia di ao'aiitica eittà, icai abilaotì» rigaardoaiooitoiDÌ,ali 
lingaa, alle arti e pertioo alle Testi, afrebbero couerfiU lotta 
la fisooomìa dei popoli che occapafaoo l'America all'epoca ià 
oooqttbto degli SpagnoolL II lig. Stepheni deve i partieolari di 
lui pubblicati ad un vecchio sacerdote, molto istrutto nelle aiti* 
chitàf il quale da molti anni abitava il paese. 

Qoest' antica città è distante quattro giornate di csodìdo 
da Santa Crut del Quicbè, dall'altra parte delle alte mooUgne 
della grande Sierra* Guidato dalle istrusioni degli abiUDti del 
▼illsggio di Chajul^ il buon sacerdote aveva salilo a grande itento 
la cima della cresta superiore della Sierra^ la quale è sita pii 
di 13,000 piedi: egli scorse dall'altra parte della monlagna qh 
immensa pianura stendentesi fino al golfo del Messico e allTo* 
catan. Era in quella pianura una vasta città, che occupava graade 
estensione di terreno, le cui case bianche e le torri elevate bril- 
lavano al sole e davan segno di una popolazione nameroue 
avantata nelle arti. 

Il curato di Quichè, tal era il saoerdote, non osò icn* 
dere dalla montagna. Gl'Indiani di Chajol gli avevano detto ck, 
I bianchi non avevano mai potuto penetrare nella città| poiebè' 
gli abitanti , i quali non ignorano che una ratea straniera bi 
eonqtiistato tatti i paesi circonvicini , trucidarono sansa aiserì- 
cordia tutti gli Europei che tentarono innoltrarsi nel loro tem* 
torio. Que' popoli parlavano ancora la lingua nutfoi fra css i| 
cambi si fanno in natura; non usano veruna sorta di moaeUi 
non hanno né cavalli , né muli , né armenti, né verna sDìmil^ 
domestico I fuorché pollame, e di pili sogliono aocuratsDeob 
chiudere I galli per non udirne la voce; adorano il sole, e som 
molto superstiiiosi; I loro costumi, almeno in pubblico, sembr^ 
no assai severi; sono amabili, sagacii ma pigri; perocché il dia! 
temperato e la fertilità del snolo favoriscono siffatta indoleaii 
Un giorno , per certo , la scienza o Y ambitione^ a forse di eo 
stanza e di coraggio, andrà con parecchie centinaja d' nomisi 1 
scoprire quella rimcmbransa ancor viva delle antiche tradiiioi 
messicane. 



ANNALI UNIVE|{SALI DI STATISTICA . ccu ecc. 



BOLLETTINO 01 NOTIZIE ITALIANE E STHANIERE E 
DELLE PIÙ' IMPORTANTI INVENZIONI E SCOPERTE, 
O PROGRESSO IMSLL' INDUSTRIA E DELLE UTILI 
COGNIZIONI. 



Fjseicoto Dt SsTTMitBU 1849. 



y&oàéià SktMme. 



mmn mxk qoabt* «nnaon mau taBaziATt iTuiAni a padota. 

Cariate prmdpali. 



P. 



rendente genetta : Cittadella Vigodanera dottor conte Ad* 
draa, oMoibro onorario dell'I. B* Istituto Veneto, segretario per- 
petoo deiri. R. Accademia di Padova e socio di parecchie Ao* 
eademie nazionali e straniere. 

Aiweisori: Da Rio cav. Niccolò, membro effettivo dell'I. 
B. Iititoto Veneto , Direttore degli Stadii filosofici e matematici 
neiri. &• Università di Padova, socio di parecchie Accademie 
nationali e straniere. — Santini dottor cav. Giovanni, membro 
e Vicepresidente dell'I. R. Istituto Veneto, presidente delPI. R. 
Aflcademia di Padova, pro£ di Astronomia nell'I. R. Università, 
uno de' XL della Società Italiana , socio di parecchie Accademie 
aasieoali e straniere. 

Segretario generale i De Visiani dott. Roberto, toembro ef« 
fcltivo deii'L R. Istituto Veneto, professore di Botanica nell'I. 
B. Università di Padova, socio di parecchie Accademie nationali 
e straniere. 

AmrAU. Statuiicaf voU LXXIIL *ai 



ago 

La quarta Riunione degli Scìenilatt Italiani in Pado? a, seguendo 
la lodevole consuetudine delle anteriori , premelteva il gioroo i5 
corrente all' apertura delle adunante un atto di religiosa pietà» 
Perciò nell'insigne basilica di Sant'Antonio, di fresco ristaarati, 
davasi per cura di quei reverendi Padri , diretti dalla rispettabile 
jimminìstratione dell'Arca , una solenne Messa con musica del 
celebre Valletti, eseguita maestrevolmente da' cantanti e suonatori 
della Cappella. A questa recavansi la Presidenza, il Comitato di 
Ammissione, gli altri ufficiali del Congresso, gli scienziati e gli 
amatori a prender posto segnalato ed apposito nella basilica, né 
mancava, a decoro della solennità e a nuova testimonianta del 
pregio in cui tiene la regìa eittà di Padova gli illustri suoi ospi- 
ti, la Con^regaslone Municipale della medesima presieduta dallo 
celante e benemerito Podestà sig. Valvasori. 

Dopo avere assistito al sacro ufficio ed invocata coli' inno 
•aero la Sorgente d'ogni sapienza, dirìgevasi la numerosa comi- 
tiva verso l'I. R. Università per riunirsi poco stante nelPaula 
magna della medesima.— A destra della Presidenza avevano po- 
sto distinto i membri del Comitato per l'ammissione, e in seg- 
gio pìh elevato erano disposte oltre duecento signore che iote^ 
vennero a quella festa scientifica. A sinistra del Presidente sta- 
vano gli ufficiali del Congresso, e dirimpetto alle signore sede* 
vano i deputati stati inviati da quasi tutte le accademie ed noi- 
versità d' Italia e da alcune straniere. Di contro al Presidente 
prese posto S. E. il Conte Palfy Governatore delle Provincie Ve- 
nete, che onorò a nome del Governo quella fuozione, circondato 
dalle più eccelse magistrature. 

Il Presidente generale del Congresso, il conte Andrea Cit- 
tadella Vigodarsere aperse la seduta leggendo uri suo elabon* 
tisfimo discorso diretto a provare che la maggior perfezione dello 
•tato sociale è specialmente congiunta al progresso delle sciense 
fisiche e matematiche. Questo discorso venne interrotto pib volte 
da unanimi applausi , e fb espresso da tutti il desiderio di ve- 
derlo pubblicato presto colle stampe. 

Prima delia lettura del discorso S. E. il Principe Carlo Bo- 



%9i 

napirte^ a? aUtte lìceota dal Pratideole, propose che fosiero dal- 
l' assemblea votali lolemii rlogratiamenti alla ciltà dì Padova ^ 
a' suol magistrati manicìpali ed all'eocelao Governo di Sua Mao- 
stà L e R. che volle proteggere la quarta Riooiooe degli sden* 
Bali italiaoi eoa opera' oosflaeevole alle aoUeeitadini della gene» 
ma diti* La propotisiooe fu aeeolta a scoppio unaoime d* ap- 
plaosi, e il Presidente del Congresso nominò una GoauBlssione 
per adempiere a questo uffiaio» nella quale prescelse a far parte 
lo stesso illustra proponenle. 

Chiusa la seduta generale e radunatesi le singole sealooi 
nelle apposite sale, procedettero, nelle forose volate dal Regola- 
neoto generale» olbelenone dei B^identi relativi» e risolta^ 
roDo eletti i SQgueptit 

SàUme di j^grononUa e Tecnologia, sotto la presidensa prov* 
visoria dd prolÌBasore Gianfiranceaco FanniO) il dottor Fraaceseo 
Gcn. 

Saioae di Sdenze Mediche^ sotto la presidensa provvisoria 
del praC Lodovico Meoin, il prof. Giaeooiaiidraa Gieeoosloi. . • . 

Sedone di JFisicas Chimica e ttaumaiica, sotio la presidensa 
prof visoria del coos» prot Alessandro ^accbetti, il prof* Franca* 
SCO Orioli. 

Setione di Zoohffaj Anatomia comparata t Fisiologia^ eottp^ 
la presidensa provvisoria' del proC abate Francesoo Nardi» 5. E. 
il principe Carlo Booaparle» 

&sioise di Geologia, Mineralogia e Get>grafias sotto la pra* 
ndenta provvisoria del prof. Baldassaro Poli , il oiaecbeae La^ 
resto Parata* 

Seùone di Botanica e FiMiohgia vegetale, sotto. la presidensa 
proffisorìa del professore Antonio Valseccbi» il professare Fnaaif 
eneo Moretti, 

Nella seduta tenuta dai presidenti nella sera dello sleaio 
giorno fbroQo stabilite le seguenti cariche : . 

Sezione di Agronomia e TeenologJMi Luigi Parraviciii Vi- 
cepresidente i conte Gherardo Fresielii > Booajuto Pasls Sangui* 
•«ttì Segretari. 



«9* 

Segone di Zoohght Anatómia comparata e Fbiolopa: im^ 
sbest Massimiliano Spinola Vio«presidenle^ dollor Luigi lltii St 
^etario. 

Sedone di Finca ^ Chimica e Maiematioa: Ga?. FcrdimNido 
Tarlini Vicepresidente; prof. Gio. Maria Lavagna {par b Mok- 
matiche)i prof. Alessondro Majocchl (per la FUea)^ lig. Sdoi 
{per In Chimica) Segrelarj. 

SHione di Mineraiogia, Geologia e Geografia: LodevieoP^ 
sìni Vicepresidente; conte Alberto Paroiini, natile Achilie de Zi- 
ga^ Segretarj. 

óezione di Botanica e Fisiologia veg&talc: Abate Loresio 
Barlese Vicepresidente 3 prof. Filippo Parlatore {per la BoHuéa 
descrittiva) j 'prof. Giuseppe Meneghini {per la Fisiologia vif- 
tale) Segrelarj. 

' ' Sezione di Sdente Mediche: Prof. eav. Rossi {per ia sol» 
sezione di Chirurgia) Vicepresidente , prof. Alessandro Cortiodii, 
dati. Gio. Battista Magna {per la Mediana)^ doti. Pàolo Fjt» 
{per la OUrurgia) Segretarj. 

Dopo la regolare eomposiiiaoe del Congresso ìocoonscìi* 
reno le ordinarie sedutei ditise in sei spoetali serioni, chealah 
nero in ore diverse del giorno, perchè ogni seieutiato poM 
ali* oopo intervenirvi. 

Le notiate ohe ci pervennero da Padova non giuogosodie 
sino al so settembre. Noi le riassumeremo sommariamente, svesto 
pregato aieuni dei nostri collaboratori .che si recarono al Co» 
grasso di fiipeene in seguito nome negli scorsi anni una diffsst 
relatione da inserire di mano in mano in questi Annali. 

Il nttosero* dei membri intervenuti a) Congresso ginaie 1 
éjfOO In eirea) ossia la metà del nvmcro degli intervenoti alCoa* 
grosso di Firenze. Fra i nomi degli sciensiati piii iliuslri diesoo 
Ibrooo eletti a speeiali caridie trovammo -notati sino si 18 ^* 
tenbre i seguenti : 

> Bellf Giuseppe -^ Catullo Tommaso ~ BellanI Aegelo - 
lappali! Giuseppe -^ Baruffi G:an Franoesoo «^ .Tlirfifii ctv» 
Ferdinando — Graberg Da Uemso cav. Jacopo — D*Ovalisi 



d'AMoj lìi BfiisseUcs — RetMii cav. Giomnoi — Savj pcofifti 
iore Fi«lro -^ PeliUi conte Ilarione — « ChlMrpcati^ GiovaMi 
- Veeàtii cèv. Caoiilki — Amici ••?. Gio^ B^iU — McrÌMiai 
SldmOf eoe». 

Nella teaoae di offWiomla « ieciiùtogia^ presieduta dal tip 
gMNT Gera^ gravi ed importaiità argomenti dovevano estera di* 
scossi io qaest' aooo , ma sioora l' aapettativa non é ttala Ukit 
disfatta* JSioi aerenuno volato che ebi presiedeva questa numerosa 
e ioteressante seaione avesse pili assennatamente pensato a diri» 
gere la scelta e V ordine dei temi proposti a discutersi* 

Rdla seaione di bóUUuea e /biologia vegetale, vedemmo con 
fera soddiifiBioiie aver segnito il generoso pensiero nato nel 
CoogreiMi dello scorso anno, dì fondare in Firenae un erbario 
csnlrale ttattitto» 11 professore Parlatore fece conoscere- come in 
quest' aooo siano già stali inviati doni preaiosi ali* erbario isti. 
toito ia Firente aotlo la speoiale pvotesione del Gran Duca di 
Toscsoai Durante la seduta il pro£ Baruffi di Torino promise 
dì doosra all' etbario di Firenae tremila esemplari di piante a|* 
pise da lai raccolte in Piemonte. Il prof. Roberto de Viviam 
promise di donnre' tutte le piante nuove da luì descritte» Vittore 
TrevisBo promiae il dono della sua Flora Euganea. Il dott Gio- 
«ama Zanardint oCferse gli esemplari delle alghe descritte nella 
^s Aigohgfa Adriatica^ ed il signor Gementi oflerse le piante 
ds lui raccolte in Verona, al monte Baldo e in Dalmasìa» Con 
fpesta generosa gara di doni e di offerte v gii scienziati hanno 
OQoreto il Congresso e la scifoaa che degnamente professano. 

Nella icstone di fisica e chMea s'impegnò una viva e iato* 
rasante discuvsione fra il prof. Orioli, Lodovico Pasini ed il ca* 
sooico Bellani sopra una nuova, teoria da quest'ultimo esposta al 
Congresso intomo ai sollevamenti geologici; 

Ndla seaione di jcsense mediche si occuparono due sedute 
del Congresso per l'esame di una Memoria del dott. 
Polli di Milano intorno a ricerche ed esperimenti da esso 
suiti suUa formasione dcMa cotenna nel sàngue e sul valore sin* 
tomatieo dellci medesima nelle malattie. Una speciale- Commis* 



»94 

tiooe fu nooiinata per etamlnare e giudicare queiU imporUole 
Memoria. Nella seduta del ai teUembre il ooote Petitti, ìof^ 
gallo alla deliberasloue presa nello scorso auno del Congitsio 
di Fireoxe, lesse le sue questioni igieoiche sul sistema pcDÌtoi- 
aiario. Anche per V esame di questi quesiti, che altameate int^ 
ressaoo la polisia medica, fu, per quanto ci fu rìferitOi oomioati 
una speciale G>mmissione. 

Nelle altre iasioni si fecero varie importanti comuDionkni, 
ma sino al giorno i8 settembre non erano ancora stati tratuti 
temi vitali nella seìensa* 

Da viaggiatori provenienti da Padova fummo informati dx 
gli sciensiaii hanno trovato in quella città un'ospitale aocoglica* 
aa. Un' oUima Guida dóUa città di Padani venne fatta pabbii* 
care a spese del Municipio e distribuita a tutti I memhn dd 
Gingresso. Il proprietario del caffé Pedrocchi ha aperte k 
splendide sue sale per le conversaaioni serali degli sciensiati» Per 
ricreare i foresfierì la città tenne aperto il suo teatro, fiieeodori 
eseguire con isplendido sfarso un capolavoro musicale diMt< 
yerbeer. E per divertire anche il popolo venne divisato di far 
eseguire oorM di cavalli, di barberi e di sedioli intomo alls gns 
Kassa di Irà. 

Noi crediamo ohe gli soientiati saranno rioMsli paghi <li 
queste dimostrasioui cortesi di ospitalilà. Acoogllense pih feto» 
o dispendiose avrebbero potuto Còrse convertire il Coogreiio ìa 
una specie di carnevale. 

Queale osservaaioni noi facciamo , perchè nel Congresso 
ateaso veonero emesse anche dal Principe di Canino 9 il <f^^ 
oonoorae pel primo n fondare queste utilissime adunanse. Oli 
sguardi di tuttor un paese sono rivolti verso questi Gongresfi (fi 
sciensiati. Spetta ai Presidenti delle rispettive sesioni di ooo^ 
servare al Gongresto quel carattere di importansa che dete af^ 
re. Ogni discussione appassionata o frivola , ogni comQnicasooe 

% I 

meno assennata, ogni deliberatione meno matura e peosst8| può 
bastare a togliere al Congresso la sua dignità* E se quests ^ 
talmeate svauisse, ristituzione è del tutto mancata, percbé il ^^ 



colo è molto befEirdo e la mediocrità i troppo cioaleggianfe e 
dìtutrice. G, iSaccU. 



DIGA MABMOBBA A MALAM0CO| POBTO DI TBNBZIA. 

Sono più di quattro secoli e mezso, come raccogliesi dalle 
Memorie dell' iogc^g pere Sabbadini, che si agita la quistione del 
modo di togliere o d' impedire le deposizioni che ostruiscono il 
porto di Malaroocco. La Repubblica Veneta interessata più che 
ogQÌ altro GoYcrno a possedere un porto di facile accesso » fosse 
quello di Malamocco o quello del Lido , ha mai sempre rivolli 
i propri stadi , ed ha posto a contribatione le cogoitioni e Tespe- 
neoie dei più dotti idraulici al conseguimento di questo scopo. 
Le correnti iarono sempre calcolate il messo piii proScao al goq« 
seguimeato della scopo, e a questo fine.isi sono più volte va-i 
riati i corsi dei fiumi prossimi nelle lor foci alle lagune. Sem* 
bra che oel 1682 una commissione d'idraulici si decidesse per 
Malamoccoi su c^i agivano a preferenza le correnti del Brenta 
dopo la diversione di questo fiume da Fos sa Fasinai ed opinasse ^ 
per U costrufione d' un molo di sassi al nord del porto stesso 
della lunghezza di pertiche 5oo per impedire l'ingresso della 
sabbia del sopravvento. Allorché Venezia divenne il porto prin* 
cipale del Regno d'Italia, si propose nuovamente il quesito, e 
l'idraulico francese Prooy fu incaricato della soluzione. Egli con- 
formò il suo progetto, approfittando dell'uno e dell''altro siste* 
ma; propose cioè la Diga nord surricordata per sostenere le sab- 
bie e di dimensioni maggiori di quanto proponevasl nel 168% 
per aumentare la forza delle correnti , che si restringeranno ira 
CSM Diga e la maggior sporgenza in mare del lido sud all'aper* 
torà del Porto, allo scopo ch'esse correnti distrugger dovessero 
il banco di sabbia che attraversa e costituisce il principale im« 
pedimento del facile e diretto uso del porto stesso (1). 



U'^' 



(1) Noi rimandiamo i nostri lettori air intereaaaote Memoria storica 



n 



396 

L'attaaiioue di tanto progetto era riservata all'Augosto m- 
stro Monarca Ferdinando L Egli ordinò agli uffici incaricati deb 
tutela dei porti e lagune la reràiene del progetto dell' icgegoenj 
Prony, acciocché venitse appropriato alle nuove ooodiiioni dd 
Porto, consegnentemente ai lavori ch'erano nei frattempo itati < 
eseguiti, e particolarmente quelli a miglioramento del caoilt 
della Rocchetta. L'idraulico cav. Paleocopa, che sì oecopbdd* 
l'esame e delle riforme, presentò a S. H. il piano che fa ap- 
provato ed allogato in impresa per l'esecosiooe alU sigooriCitlQ 
cav. de Brocli ed Antonio Talacchini, nomi fpk noti pergnai 
imprese, locebè (a presagirne la felice effettuasione. 

Il grandioso laToro quindi che stassi ese^endo 2 oos Dìp 
Marmorea, che partendo dalla punta dello sperone N.'66tt- 
tecedentemente costruito al nord del porto di MaladMKSoo, a^ 
glio degli Alberoni , si avanza in mare nella dii'esiooe di at, 
una quarta e messo Sttd«est, e tagliato in questa diresioae qui 
normalmente il banco di sabbia che sbarVIi la foce di eiio p«^ 
to, dopo raggiunta la sua massima elevasione, pièga alcoopon 
verso Scirocco, ed in questa nuova diresione si avaasa io aure 
fino al di là dello scanno, tanto da raggiungere la profondità di 
metri otto e messo sotto la comune alta marea. Coa questo 
estremo la iunghessa totale della Diga dall'estremità dello spe* 
rene 66 al termine dello scanno come sopra precisato aioeode 
ad oltre metri a 100, vale a dire a miglia 1 1/9 geografico di 60 
al grado. Essa Diga consiste di due parti, una sotto Faltsoo* 
mune marca, che si forma di sassi sciolti gettati, ma di volani 
tali da resistere alle più forti bufere ; il loro peso varia da looo 
a 5ooo kilogrammi ogni pezzo; l' altra sopra essa comune alla 
marea, ch^ è una costruzione regolare in cemento a pietra da ta« 
glie e con uno superficie mistìlinea ad augoli rotondati II sasso 
che si crede necessario per la gettata é preventivato a metri co* 



che pubblicava in qaesti Annali sulle Dighe marmoree , o marani di Te* 
Desia , i* illnsirc nostro collaiwratore Defendente Sacelli ora dcfonto. 



•97 
bi ia5,5oo a massa coulioua. La parta sopra la cooiuna marea 
l'imi/therii metri 3 ed atra la lal*ghena di 4* oo circa. — Il h- 
voro fu cominciato non sona ancora due anni , ed a quesl' ora 
furono annegati 5o,ooo metri cubi di pietra, trasportati dalP Istria 
e dal Carso, oltre metri ii8o posti in deposito » e metri ^ooo 
ds lavoro per la Diga murata dei quali pid che looo sono an- 
che sol lido lavorati; e le dispositioni dell'impresa sono tali, che 
non losciano punto ' dubitare non solo per V esatto adempimento 
dei suoi impegni , ma anche una sollecitudine ed esattezza d'ese* 
catione maggiori di quanto per forte del coiitràtto bassi diritto 
a desiderare. Serva d'esemplò a ciò dimostrare, che obbligando 
il capitolato l' impresa ad avere a continua disposiiione trenta 
trabacooli ^ essa invece ne ha sessanta , senta calcolare gli alli* 
bi, te burchielle ed a|tre barche di servizio. L'impresa io fatto 
non ha rifuggito ad ogni maniera di spese , tutti i diversi rami 
della sna amministrasione sono ispesionati| e diretti da valenti 
iogegnerì e da marini esperlmentati ; della numerosa sua flotti» 
gBa trenta barche eifca sono proprietii sua; e le maggiofi fra esse 
eostroite espressamente della portata di circa tonnellate i8o cia- 
scuna; venti cave sono aperte nell'Istria e nel Carso, da Poia.n 
DninO| per l'estrazione di pietra; isioo persone si possono cal- 
colare impiegate ogni giorno pel solo lavoro di essa Diga; di* 
verse fabbriche furono costrutte in Istria a sertigio delle cave , 
ed a Haiamocco per làboratoj e ricovero di quei lavoranti « per 
la riparBaione delle barche , per maganini ed altro ; mille metri 
circa di strade ferrate per il movimento della pietra da taglio a 
Bfahmooco; infine una serie di macchine d'ogni genere nei dt« 
versi siti, e particolarmente una per lo scarico delle pietre a 
MaiaoiooGO, d'invenzione dell' ingegnere civile sig. dott. Giuseppe 
Bianco, particolarmente incaricato della sorveglianza e direzione 
dei lavori dell' impresa a Bfalamocco, il quale diftnostra ogni zelo, 
ed una rara Intelligenza per asssicurare la riuscita dei lavori, 
alla di lui esclusiva direzione affidati, e per corrispondere alla 
totale confidenza che gli accorda l' impresa* 



29B 



t 






ACQUHOOTTO SBL&A LAGOSA DI VUltU. 



. Il signor Grìroaud de Caui, Biliare d'jan E$sai sur k$ Em 
publiques et sur Uur application aux besains des granisi vSk^ 
dopo aver fondalo a Vienna un grande slabilimeoto idnalie» 
sul Danubio, ha ottenuto dal governo delle provi bcie Tenete, to' 
nome della cooipagoia Norica| di cui è direttorei la concesùoQe 
di condurra a Veneaia le acque del Sile, per mezio d'uo acqui* 
dotto, il quale si stenderà non meno di quattro leghe salii to^ 
raferma e due nella laguna. La grand' impresa, che potrà pari* 
gonarsl alle più belle opere romane del medesimo geoere, io! 
studiata per ciò che concerne airidea ed al disegno, dall' inge* 
gnere civile signor Giovambatista Benvenuti , e in quinto alt 
apesa dal signor Carlo Lapido imprenditore riconosciuto dal oi^ 
Blatero firaaeese delle pubbliche costruiioni | il quale hi 
eseguilo in Francia il bel canale dell' Oise e compiuto qo 
di S. Maur presso Parigi. 

Questo pónte immenso , ardita opera che non ha forse i 
nostri dì l'eguale, se si tolga il famoso Tunnel di Londra, pro^ 
vederà largamente Yenesia d'acque le più aalubri ed aoooooe 1 
tutti i bisogni domestici e delPindustria, abbellita delnnoTo 
coro della luce notturna del gas, che si prepara ed è tìcìqi 
suo effetto, ed oltre a questo, e meglio che tutto questo 
una popolatone piena d'intelligenza e di vicacità, a lei non 
cherà nessuna condisione perchè ella ripigli l' antico suo lostit 
ed abbia nome fra le più illustri e avansate città d' Italia. 



aaq 



-_ *99 
■onm mono aub scdou muimu di cauta' w coboovo (i). 

• , • . 

La scuola iofantile di carità di Codogno venne aperta , 
oome in allro fascicolo ne abbiamo fatto cenno, il giorno ii set* 
tembre 1837. Da prinòipiò vi si accolsero solo da i5 a ao fan» 
cìuUi per facilitarne il primo «vviamenlo ; e • poscia nel medettmo 
•ano §e ne accrebbe il numero fino a /^o. In seguito, vedutfi 
che i metzi potevano bastare am^he per un nuoiqro ogiaggiore, si 
portarono fino ai 70 ; limite che, avuto riguardo ad una previdente 
economia, non si é mai oltrepassata Dalla istitutione della scuola 
600 al 3o giugno 1842 il numero dei fanciulli che successivamente 
furono chiamati a godere del beneficio ascende a 160^ dei quali 
64 furono licenziati per avere oltrepassata l'età prescritta, 8 mo- 
rirono, IO tt ritìraj^ono per varie cause, 8 passarono a domicilio 
fuori del comune, e 70 rimangono tuttavia a carico dell'Istituto. 

A questi se ne debbono aggiungere altri sei che sono man* 
tenuti neir asilo a carico dell'Istituto elemosiniere; eosicchi in 
Codogno sono 76 i poveri fanciulli i quali godono quotidiana* 
mente il beneficio di frequentare la scuola infantile di carità. 



flaio attivo e passivo delle Scuole infantili di carità in Codogno 
dalt II seifen^r^ i^ìj, alt li seUembre i84a« 



Per rimpianto • • • . • ^ • • • austr. lir. i449 '-' 
Per la eonservaaione, .pagate nei 5 anni • é • » 66ig 94 
Legato Gandolfi (4 annualità) • • • • • • • • ». 36oo — - 

Somma aust* lir. 11,668 g4 



(i) Queste uotiiie le raccogliamo da on opuscolo scrìtto dal sig. Pietro 
ViaroU sulle Scuole deiriofaoaia , e pubblicatosi io agosto p« p* A bene- 
ficio dell'Alilo di Codogno. 



3oo 

Somoni reUa «lut. tir. iiiSOg 

Doni del G>muDa #••••■ 4^- 

Prodotto per la dispensa delle visita del capo d'anno » fSi - 

Prodotto delle serate di teatro ..,•••.• iSft 3 

introiti efentoali .«.••••••*•« 4^3 

Prodotto della scuola dei pagaotf • » 47^ 8 

Pagato dalla Diredone dei PP. IL EieniosiMert pel 

mantenimeoto di alcuni fandulli posti a suo càrico » 162 & 



ToUle delle rendite lir. i5oi6 1\ 
Dedotte le spese • gg48(l 



(1) Rimane rattiTilà di lir. Svji 8 



Sp 

Per rimpianto # « • * aostr. Ti 

a» mantenimento ««éiéèé* 
m onorali «%»»**4w.« 
m pigione • • • • é 



• • 



m allestimento di una seconda aula • • • . 
n oggetti di cancelleria ••«'••••.•• 

M tpcM skraocdioam . 

» per la fetta di S. Giuseppe da CalaMainio . 

Totale della ipece li 



ttf6Ì 
SGG61 

393»^ 

IMO- 

SnS 

i3«<| 



(1) M*lu patte <U qoeMi ritpanij fa osa « operiate «ppromioDeH 
ad iaterciie. 



3oi 

«MIDieOVTO DBLLi BAVOA m &I¥M1I0 tmX^AMt» l84l« 

Il Diratlore della Banoa di Livomo ha preteolalo a «uq 
tempo al Consiglio Direttivo il reodioonto dal i84i» da cui dn 
tallii il riparto io lir. 6t. i4« 4« P^^ asiaiie. 

Diamo qui T'Mtralto deUa parte del rapporto (htlo dal D^ 
rellore oade far conosoere lo stato attaaie della Banoa. 

Questo otile, cbe eecede di poco il 6 e if6 per oento, è U 
lasggiore 60 qm predetto dÉl nostro Stabilimento » non già piir 
l'aumento delle operasioni, ma perehè neiraano in discorso non 
loffrimmo la pih lieve perdita , e rìosd felice e completa la rea« 
littaaidoe degli 8go recapiti » eke esis^vanp jn portafeiglio ella 
fine di dicembre per il valore di lir, 3,^52,521. g. *— * e scaduti 
nei quattro mesi successivi. — Sugli effetti rimasti in sofferenza 
negli anni anteriori recuperammo lir* 3gaa. 19. — e possiamo 
oontare sulla riscossione di alcuni altri reparti. — Il fondo di 
riserva ammonta adesso a lir. 93,833. %%• 8», come viene speci- 
ficato nel Ris|retto. 

L'annesso quadro dimostrando di mese in mese il movimento 
della Banca, vi mette al fatto d^i gettagli di tutte le eipera^ ioni 
eseguite durante H i84t;. e il segqente confronto dei due seme- 
stri ve le presenta nel loro complesso. 

jimmisiiom Compre di Scond 

aUo aoomio, numem Jbrutkn. e protnfiuom, 

1.» SoB. fir. iO,517^5a 17. 4. fir. 293,526. 7. 4. lir. 95,625. 1^. 8. 
l'ideilo m 8,664,122.14.8. » 270,634. 10. ^ » 79,122.15. - 



Totale lir. 19,181,582. 12. — lir. 564,160. 17. 4. lir. 174,748. IO. % 

Avvertite, o signori, che la totalità delle ammissioni aRo 
seoato fu minore per Itr. 4)^84,563. 7. 8. deNa cifra dell'anno 
precedente ; ma che ali' incontro la quantità delle compre di 
monete forestiere sorpassò nel 1841 * il duplo di quelle avvenute 
nel 1840; COSI che non avemmo giammai negli anni decorsi un 



latoro sì attifo in Ul hnaes nwito vantaggioMi in aknectf^ 
cottame, al commercio. — > L' ioverso rapporto fra i due noj 
di operanoni è spiegalo , almeno in parte, dalla posisìoKU 
oambj e delle vaiate» 

La media del portafoglio per tutto l'aono si foifioby 
Ik. 349)9^4o* -* 9 quella della oirooksione dei Biglietti di Ben 
io lir. 3,198,700. -— che giunse nel massimo moto a lir. 3,}5okOM 
•» Il contante in easea si mantenne fra i due estremi di lir 
786473. 7« 8. per il minimo nel di 8 aprile, e di Iir.3,6i9,a6i.i6.( 
per U massimo del dì 3 noTcmbre. 

I I 

Atuiotaiìotd che accompagnano il quadro deUe cperam 

della Banca neWanno tS^i* 

La media del baratto giomaliero: 

Nel 1.» semestre è stata tir. 43,90a per siom iK 

Nel !• detto ' » 37,800. • ^ 



La media del oontro4)anitto giornaliero: 

Nel 1* semestre è stata A .... . Ik. 24,80(K 
Nel 2.« detto » 19,700. 

Dal 1^ gemiajo 1841 a tatto il 21 detto, lo sconto fa pratieato a I per fQ{ 
all'aimo. 

» 22 detto » » 31 detto . . . idem . . . 41}2 | 

» 1^ febbrajo » » 31 deoembre . . idem ..,.51 

Nel 1.® semestre la Banca rimase un sol j^iomo osioea per nancsoBi 
aispoDa>ilità. 

Nel 2.^ detto la Banca non fa mai interrotta nelle sne operanoni di so» 
Le Banca nel corso del presente amio ba avuti 156 gumi di seonto. 

Nel 1.» semestre la media, delltf ammission» giomalieie 
èsUUdi. . . . Et. 110,400. par «km 

Nel Z* detto » 113,10a • 



3o3 

La media giomaJkn degli sconti e piovvbioni ritenate h staiti . 
Nel 1.^ MBBestre di . . . Ur. 12^2. per giorni 77. 
Nel Z."" detto » 1001. • 79. 

leUa totalità ìa Banca ha amnesd N." 5066 Cambiali o 

BiglietU per . lir. 19,181,582. 12. --«^ 

tlle quali si nnisoono . . » 1137 . . I 

^ > a 4JX)2,963. 11. 4. 

b portafoglio al 31 dicembre 1811 . . . per \ 



•w 



».• 6205 . . . lir. 23,384,546. 3. 4. 

! ne tu rìsooasi » 5308 .... » 20,119,733. 3. 4. 

N.» 897. lir. 3,264^13. 

Ielle qnaU N.*" 890 In portafoglio per lir. 3,252,521» 9. ^ 

; 7 io sofiEncDsa nel 1.* quadrimestre all*anno 1841, ap^ 
parteoenti all*ewKÌaio del 1840, gik detratti dagli utili di 

quel Inlando, per » 12^. 19. -^ 



^m 



lir. 3,264,583. 8. — 
Ile con gli sconti bnonificati a diversi per pagamenti an^ 

idpatì, per . , , » 229. 12. — 

'nmaso le sopraddesciitte lir. 3,264,813. — -^ 

^ammontare degli soDuti sopra gli effetti ammessi , ft di lir. 1 72,867. 16. -^ 

QkIIo delle pranmsioai sopra gli acquisti delle monete 

fcifstiere con patto di retrorendiU » 1,880. 14. & 

lir. 174,748. 10. 8. 



im 



MIGtlORAHEim DBU'iVDVSTBU DBLLA 8BTA IV BOMA. 

Secondo i dati ufficiali V importo della seta greggia espor- 
tila Bonaalmeote dallo Stato Pootificio (oeila maggior parte per la 
Francia) ammonta per adequato • 750^000 scudi, ovvero i,i25|VOQ 



3o4 

lallerL Di quatto danaro ritoniatio aDDualmente all' citerò òrti 
mSSyOoo scudi, ovvero 4^7,500 talleri per la seta teasoULàloie* 
trarlo il coromerdo della leta, coli' attuale coltura dd gda, 
che apre l'adito ad ulteriori perfesionaoienti e coti' aooieoto dei 
metodi iodostriali impiegati alla fabbrìcaiiooe del prodotto greg- 
gio, potrebbe dare allo Stato Pontificio un reddito anooodi 
9^8oO|OOo scudi, ovvero 49^00|000 talleri. All' intaito di dii» 
nuire e togliere finalmente questo stalo pas&ivo di uno dd nini 
pib importanti d' industria nationale 1 che è per la vióia To- 
scana ona delle prime cagioni efficienti del ben essere ooim* 
sale, e la sorgente della rioiliessa, ona Società d' aziooiiti ro* 
mani sotto la direaiooe del fiorentino F. Verità si è propostali 
fondare una scuola normale per la manifattura della seta leconb 
i camponi francesi e toscani*, Ma anche le migliorì proto ddla 
aeta preparata pel telajo dalle ragaiie romane sotto la diretioae 
di istitotrici firenltoe, e principalmente il metodo ronsao deh 
tintnrai dimostrano cha la nostra manifattura non potrebbe Goon 
concorrere con quella dei nostri confinanti. GB ationistt omnììIì- 
careno quindi il loro piano originario e misero in attititànl 
QuiriDalci il giorno 17 gennajo dell'anno corrente, ia nnwf- 
presso convento stato assegnato dal Governo ^ una seooli tur* 
male per la sola tessitura della seta. Vi si trovano a5 telaj otc 
lavorano 5o ragasse indigenti dagli io ai 30 anni, sotto la mv* 
▼egliansa di 7 istttutrici. Alla Società degU asionisti è già altait 
mente assicurato un utile di i5 a ao per loo. Essa io inpli* 
dherebbe, qualora non occorresse di tkr venir da Fireoseilpc^ 
sonale onde tesser la seta già preparata e tinta. 



SCAVI n'aacoiAvo. 



\ì che il Governo napoletano abbia risoluto di far aé 
guire nuovi scavi di questa città sepolta. Acquisterà per ciò p< 
rocchi terreni presso Resina , Torre dell'Anounsiata , Nocera ( 



3o5 

Misone. Gli operaj stranilo dìretli da una oomroitiione speciale 
ooiDposU d'archeologi e di architetti. Il sig» Zahn» che per bea 
lette anni si è applicato a copiare i dipinti più raggaardevoli , 
deve eseguirne una raccolta coaipiuta a spese del Govenio. Egli 
li lerve di un nuovo prooess<^ liloeronsioo, pel quale divìen pos* 
libile di adoperare i colorì polYerissati. Le quattro' prime prof e 
che Tennero esposte furono molto ammirate ; i colori hanno lo 
stesso splendore di quelli ohe aver possa una pittura terminata 
di fresco. 



mraftf AUOHi MARltTtllS DI ìtbibstb. 

lìiaHa dal rendiconto trimestrale del LUgrd AutùiacOf' chn 
le importanoDi marittime di IViegte nel secondo trimeitre del- ' 
l'sDoo corrente ammantano alla somma dii5,955y5oo fior., 'UT. 
ii C.| per la qoal cosai fermo atante che la dira decennale ade» ' 
{uau ascende a i5,i78|tgg fior., le suddétte importasiolii là ' 
orpassano sensibilmente, tenuto conto che il valore di quasi 
utte le mero cadde alméno dì un io per lòo al di sotto de! ' 
3ro pretsD adequato di dieci anni fa. Malgk-ado queste ragguar* 
evoli importationi, gli attuali de{)OSÌti non eccedono certamente, 
ozi non sono forse saffieienti ai bisogni di due mesi, é siccome 
cesto sviluppò si forma senza sforai speciali , e seosa infiuenta 
Lnmem, essendo veramente richieéto dai bisogni e dai proprf 
oezti della piaaza| cosi bisogna abbandonare ogni idea di on 
asio retrogrado ed aspettare rassegnatamente ulteriori prò* 

L'esportasionedi g49g><3foo fiorini, M. di C, non pareggila 
•<leqiiftto decennule, ma gli si avvicina assai, e la differenza è 
i ben poca entilSi, se ó prenda àttche qui in attenta oonside- 
l'ione il valore ribassato di quasi tutte le mehsi. 



Amiiu. Statìstka, voi. LXXIIt. si 



U6 



Am0Ì 



élwoéiiùe ^firmtùere 



^P^B^H^MV ^P^pW^^^^^A ^B^BB^^VP^^I^gP^y* 



C, 



larlo Magno in persona ha detignalo il ponto so cui sorger 
dot ea la città di Amburgo. Al principio del socolo IX, egli fece 
eostrurre su di un'altura, Ira l'Elba e In riva orientale dell' El- 
ster, un castello ed una chiesa per arrestar le scorrerie dei Pa« 
gani. Bentosto alcuni pescatori Tennero a piantar le loro barac« 
che attorno al porto, né andò molto che si conpbbe il sito ac« 
oondo a diventre il centro di grandi operazioni commerciali. 

Gli stabilimenti fondati di mano io mano furono più Tolte 
distrutti da barbare orde; ma presero , dopo ogni disastro, un 
nuovo incremento, e g^ fin d^l principio del secolo XI, la città 
di Amburgo era celebre pel suo commercio; nel li So essa era 
conosciuta dagli Arabi che venìTano a trafficarTi.. Nel secolo XIII 
essa contribuì potentemeole a fondar la coofederasione anseati- 
ca* Dopo la decadenia dell'Ansa, essa conservò la sua libertà e 
la sua prosperità, e 1 suoi vincoli politici e commerciali con La» 
becca e Brema continuarono non interrotti sino al iSco» e fu- 
rono poi rannodati nel i8i4 e usi i8i5. Sino nel i5oo la città 
era chiosa nell'angolo che trovasi tra l'Elba e la riva orientale 
dell'Elster: a poco a poco la riva opposta fu popolata da mi- 
granti Neerlandesi. CoA andò formandosi la città nuova, la quale 
air origine della guerra de' 3o anni , era già cos^ ragguardcTole 
che fu cinta di fortificasioni , divenule i limiti della città. Nel 
1618 eua fu dichiarata città libera imp^riaiet.. tuttavia i vescovi 
di Brema si mantennero lo possesso della chiesa metropolitana , 
ceduta poscia pel Trattato di Westfalia alla corona di Sveaia. 
La guerra dei 3o anni e posteriori soqquadri fecero affluire ad 
Amburgo numerosi stuoli di migranti dal Beno, dalla Francia 
e dai Paesi Bassi. Questa popolasione attiva e intelligente con* 
Iribfil ai progressi del traffico e Jdl' industria , e , non ostante le 



So7 
IgrìflÌB dogmli delle potente etiere, Amburgo etteie il tuo oom* 
iMrcio a tutti i punti del globo. Nel i8i5, queste città privile* 
pata Don tardò a ritrovare il suo fplendorey Oi al momento del 
ierrìbile ineendip venuto a distruggerla in parte, essa era una 
ielle primarie piaste commerciali del mondo. 

Amburgo è situata a 3o legbe circa dalla foce dell'Elba, e le 
usti che non pescano più di 18 piedi risalir vi possono per l'alta 
Bsrra. A settentrione e fuori di Amburgo, TEIster forma una 
ruta darsena che riesce in un* altra minorci tutte e due per ea<» 
mIì e cateratte comunicanti colPEIba. Un braccio di questo flu- 
ne, che entra dalla parte di levante nella cittkf suddividasi in 
isriì escali che s'imboccano fra loro e col canale dell'Elster aU 
I estremità orientale della città, e formano un porto comunicante 
lacors coU'Elba. I canali tagliano la parte inferiore della città 
ÌB ogni fcrso, e sulle rive di questi canali trovanti quasi tutti 
i DsgatBBi e interpositi. Questa parte bassa della dttA , come 
qoeits Minata n mecxodì e ponente dell' Elster^ sono generalmente 
eomposte di vie strette e tortuose» 

La dtlà nsiova ha vie larghe e diritte» Amburgo*conta 1 i5,ooo 
ibUaali, im cui i4tOoo ebrei, 3,ooo cattolici e 5oo fratelli mo- 
nri. I protestnnti vi hanno sei templi, i liformati duci vi à una 
duess cattolica, una anglicana} vi sono pure varie sinagoghe. 
La chiesa di San Michele, costrutta da Sounin, ha una torre 
ilu 45o piedi; essa fu terminata nel 1786, ed è disposta alla 
Ma sommità per esperìente di fisica e di astronomia. Fra gli 
eèfiùi pih cospsaoi, la maggior parte distrutti oggi dal (ìioco , 
Boi citeremo il nuovo banco , la casa degli orfani , il grande 
Mpedal generale, la specola, la borsa, la biblioteca della città 
idei commercio, il museo di Roeding, ecc. 11 ginnasio e il joan- 
loenoi sono ottimi stabilimenti di pubblica istrutione: havvi in- 
olire noa scuola di navigatione e un giardino botaoìeo. 

Il territorio ha da sette miglia tedesche quadrate di super- 
ile, e conta i35,ooo abitanti. Il commercio di Amburgo ab- 
braccia tutta quanto l'Alemagna, vende ai forestieri o ne com- 
pra. Le esportazioni consistono soprattutto io telci granaglie di 



308 

CffA sorta» lana, Ustuti di laoa, lino, 4tuojo» cristalleria, ferro, 
ramat tinco, blò di oolmltù, straoaii tavole > doghe di Ìe^S| 
fioi del Reoo» eoe. La maggior parte delle proteoiense del Bai* 
tipo, come graoaglie. Uno, ferro, pece, oera, si possono ster 
allo stesto presso, aggiunto soltanto il nolo, ad Amburgo, cbe 
nei porti di spedÌ£iona« Le importaiioni oonsislono prìneipalmeote 
io sncparo, caiTé, cotone e lana filata e tessuta; tabacchi, cnoj 
pelli, indaco, vini, acquavite, rhum, legni da tintura, thè, 
pepa, ecc. 

, . DaU*Alemagoa . trae l' Inghilterra una parte delle mstene 
prime per le sue manifattore ^ e Amburgo trovasi essere il porta 
pih comodo per queste esportazioni* Per dò, tin anno eoli' diro 
imbarcansi ad Amburgo lane per ben So tnilioni di (ranchi fof- 
tanto pei porti inglesi. Così pare le derrate é le merci che I'Iop 
ghilterra manda in Alenagna passano quasi lotte per Amborigo, 
e sooo tessuti di colop4 e di lana , cotone filalo , cotone ia li* 
na , caBS, suocaro, Jndaco, rappresentanti ogni nono più o iseso 
oo valore di oltre a aoo milioni di franchi. 

Dai monti dell^ Silasia, ove la fabbvieasione delle tale tede- 
sche era per Taddi^tro circoscritta, questa indostria ai é spsrsi 
oggi p^r tutta rAlemagna;.ed è per Amburgo che si spedisooao 
i tessuti della Sassoni^, della Boemia, della WestCalia, deU'aaCieo 
ducato di Berg, deU'Haanover, all'Inghilterra, alla Spagas^ al 
Portqgallo, alle Indiq, a^le due Americhe. Questo capo solo son- 
ministra all'esportaxiooe, pel porto di Amburgo, uh valore dì 8a 
a 90 milioni di. franchi all'inno. I lucri del.comtoercio ambor- 
gheso su questo ramo d' iiidastria .sono immenai : esso anticipi 
al fabbricante tedesco i due terù soltanto dal valore della oer* 
ce; l'altro terzo non pagasi che dopo oollocata la rolw, ed è il fab- 
bricante che sopporta le coasegoenia del ritardo che provano Ul- 
voUa le speculasioni del suo consegnatario , il quale oon tfabersa 
mai l'ultimo terso sensa un notabile diflalco pei* ispesee perdile. 

L'America soprattutto è divenuta per le città anseatiche, e 
specialmente per Amburgo a Brama, un caospo di operaiisaii 
sempre piti ragguardevoli e guarentite del resto de' Trattati per 



3o9 
uie ooDchiiui B«l i8a8 ooo gli Suit'Daili, il Messico edilBrà^ 
sile. Le espof tuiioiii per queste lontane eootrade eonsbtono prin^ 
cipslmeole io jtessojU di nataae. adi fila^di Seitonia a di Svi»- 
zera, tessuti jJi Creveli^» miauteria» eitstalltrìa tedesca, tto.- Le 
icDportasioni si campoogono di* «ueoaraf eetfà, tabaccfai,' ecc.- ' 

La divisioae di Amburgo m feecbili e nuova eittà be una 
iiDpoi%nza lo^le« cpme lo b^ la divisione •ecelesiastica, giaeobè 
sovr'essa è Cpodata la costituaìoae politiea delia oitlà* Cinque 
sono le chiese principali o aure (due di esse fisrono oonsttorate 
dall'incendio), ed altrtttenti sono i jripartiaieBAi politiei ebe ne 
derivano. Oltre a questa vi na pura una divis io a e fandàta sul 
ripariimento della milite ^cittediiia;. permesso la oiltà è divisa td 
sei distretti ^i. bettagUone e queraotolto distetti di coopagfila; 
A questo riparlJpeotQ ai jucova-onito e oorrispoade il ripartimeoto 
deJIe imposte 9 e gU.nffisieli stessi delle • qoaraalatto eoupagnia 
peìU milisia . «opo jpcaricati. del reeetiiìttienle sea ses tr ale degU 
abitan^.cbe ser^e al giiisto riparta delle greaeiBe* Ogéi strada 
poi, oltre al. propria pm aoner ba scaitla smì caoli, per lettera 
ìoìiiali e cifre» '4 90ine della .cbiese da* cai dipende il quartiere^ 
il battaglione e le compagnia .di cui. (s parta» > 

Cou, per esempio, trovec:ai: ^r* contmdA Jafet P.B. i, G 6| 
e leggerai RiporUmento di S€M Pietro^ baUo^hne i«% com/M- 
ffu'a 6.* 

11 diritto pubblico di Amburgo era^ ap^itutto fpndato sul 
priucipio che: La sovrsaita, la signoria, diritto e poter sovrano, 
»ts in comune e con inseparafasle* viaoolo,' id un nobile oonsi- 
glio, ed in una iKKghesia. proprietaria e i residente ('Crtgtfffene'V 

Questa disposisioue y. a Isitio, vaniva irovesoiata, allorebè Am*' 
borgo {u.nel i8ao iacorporeta neUfimpeeo francese; onde pel 
Davottsl ebbf: a dire ; « GU amburgheaà -non Idebbono conser- 
vare cl^e gli occbi per piangere. Ja loro sventura ». 

Il scaato è coesposlo di quattro borgomastri (tre graduati; 
Srabuittcsir ed un negoaiaote), di trentaquattro .senatori (undici* 
graduali e^veotitrè negosieoli ) , dei t quali veioitòlto sono 



3iò 

del Qoosiglid e vi hanno tom ddiberaliTa, mentre i quattro «• 
daet die fanno parte del medeiuno hanno lolo la eontnitha. 
U senato ti compie e si rimette a noaMro da sé medetimo. tm 
eiercita questo diritto elettorale come diritto di regalia, a las 
proprio nome, e per plenìpotenaa oottitusionale della borghaia 
proprietaria e residente. 

È borghese {fMgtIMkm) quegli solamente ehe tiene ntk 
dimora nella eitth o in ono dei sobborghi di & Gior^ o fi 
Si Paolo, ed è nel medesimo tempo proprietario fondiario (C^n- 
tlfifltet eifiel OnmMlftct) nella città o territorio di essa. Il hoàù 
orbano ehe egli possiede in proprietà debb' essere del valore di 
mille talari specie (on tallero specie z: 5 fir., 78 cent.); Il foodo 
rostiéo, di due mila. Questi bor^iesi, se pure non sono el M^ 
riaio dello Stato di Amburgo od a quello di una naaione stn- 
uiera, e se Ooo sono falliti, hanno diritto di fiur parte dell'ai 
semblaa cittadina e di ooooorreni al fare, riformare, rivocarele 
l^ggi» consentire le pubbliche spese, ecc. L*inisiatÌYa spatud 
senato. I borghesi si adonano nei loro ripartimenti; a Cw Icgp 
d Tuole il voto del senato e la meggiorensa dei cinque ripa^ 
timeoti. L*eSecustone deUe leggi i commessa a podestà asasi* 
nistratifc prese dal senato e dai cittadini, le quali rìmaogoaois 
carica on certo numero di anni, e la esercitano gratuitamcatsi 



ctifin soLtB mviBES notasi di cabbon fossilb. 

Siamo certi di far cosa grata al lettori di questi Annali ri* 
portando delle importanti notiaie prese da un accreditato foglio 
straniero sulle miniere inglesi di carben fossile, oggetto che m 
gbroata interessa altamente la Gran-Bretagna e le altre nssioaì. 

È noto che la fersU' e la grandetsa dell' Inghilterra dipen- 
dono specialmente dalle sue miniere di carbone, le quali forai* 
scono alle fabbriche ed ai piroscafi un combustibile buono ed 
a preizi oHNierati. Nei tempi antichi ed in principio del medio* 
evO| allorché le Isole Britanniche erano proporsiooatamente poco 



'3ii 

•biute e*^ pirte ricopnte ^ ««le» femte, imb A •AéptMU 

neon a ctAoù fb.«ile qwi> oooiboillb»» ; id» sei d«di«eM«o 
leerfo dWttiiié «|«Wl"«H« pi* geoértl* lù ir«W«Mll», «* ««<*• 
qatndo fa »o» principio del ««colo dodiBOiiiàrt* iocomlnoiofow» 
I tìotori, I fcbbricotori <H birra e « pMlri di Loodro m br tuo 
U carf»* foMlte. « ne logob fa noW» mI t3o5 prww UIU, 
il oade eniaiib In fotti ona MWta pi^ibnkwe contro t«l« Uté» 
petthè « dodoòiù alfa iàlato'-i Sloooine peri» la ttgam ìatmìm 
Kfflpre pib , la proWiiofce non talie noNa. L»n«o dd carb*a 

fauiie di«eniie pél geoW*!» ^«^ P"»»«» •" ^* »'*'^ "^ 
Maihuoré, e saft alPiiifiiMb dopò |-iotrodo.idne «•Ila iia«H(«- 

none ■ vapore e ddle strade di ftflO. - 

Qodle penoim thè» laToraiio «elle miniere e ne oataBd' Il 
conbwlibUe èo«tltdÌM«no naà datee di geirte appértU oott ^i»- 
«U «i e «oètitai ipaoiall, 'eoe d«II« «tefc p-Wiédatt « «on na 
lioniggio nd «Alalo *t Hn^engbhó Wnte veoàblo parole' « «Mia 
di dire; come rf*iafaó rHetato di denifi èingttU Wpikrftì. P* 
Mmd»« cote d C0M«t*b M» «!«>«»«' «loalorl f antt» «ds 
Le Meeatoaaione, ora «narriU «dia Hogtta Étdtia i*lsl«de^o« 
Il loro idioma »t«rt» ;j«ln«>in«rltedi«nli» I» ÉMetaUafe di nn fi- 
Mago pitico degR 'aniidir dldel» getWÉBltì ^ o «pwidméÉte 
delP wn^ÙMOté^ P« <i«art* «appl-lllO gllngleri b«|M da ^lid 
tempo iti pd iawsfatd queito pnnto' *»»» ooneideWddno. '■ 

la generale pd<» ti eutarooo dd»'mln«lòri ; eeti menavano 
». nu Mttéftaneé per si; «««orto nndw4 •olonlleri ndjoi» 
(tttrWi, e «rttaato io- quarti ultìmi tempi, qnaodo pareodil è*»* 
e KOirterievoléise. p« esempio , » graW lavoro delle doo««^ 
dei fniddH , di^ennèm Uroppo demortól , deunl nowtar «sm- 
tropi, ed Wtimainenle lord Adil*Br, dlnSsÉèrt^'attenilone drfP-f- 
l«B«ntó"^dpra talB «oggetto. .^ , ^ 

' n'<^uùtaÌr A»*^ cootlfem. =om iM «.«»* «rlieolo- sopra 
queiU n.loatori,Tld quale togliamo i seguenti pa«»t • • 

Or. eppetó lembr. wrgerè una ooof» «dii-ila dd centro 
dell, terre. Hdt^ blgfia|a dloglesi ^itono ndlcf «"«««';«••• 
tffalto «eparatì day lóro conattadioi *d lùteramente . abbondo» 



. BAti 41 loro iUnì ; etii si mmUiDO «olUntp fra Ai Joro , e h» 
. 9MOO uà» tril>& affatto loparata,. asporta a pf rifoli maggbrì ék 
ffOOk lo aifOO'lo altre /dam umano» I loro saiifi sono duricoae 
la 4dao oolla.qiiala laforaoo, e «ino ad ora neisoiio si è ocea* 
,pato di addakìHv NA il PirIapieiilo[, .né il Clero anglioBno mai 
non si) oeanpaioiio ì4à affile gfota iosel^atiishita ,. ed i propri^ 
.larj 4tUe.iiiioiaro.podafcmfn»osi di.uoiiiHii|c)ip ,f»oo hanno per 
.assi «MOU altro- iulf^rassa^.aa opQ> il ^•«^rp che da. qodli ne ri* 
.traggODO. ViM>lsr.9ca?fapa.in^ci^a|€ha ^«^ «io. puovo .filone, ecco 
la .SMpetfi<àti della tavra-.f^svaoHrm ^Wffì afpf^tliq^; cattive a* 
paone, in 0(iiq eopiat.aofigpiio ifpprpwvMfiaon^, .elette a (ui^i 
si vedono venire delle laagba ^e di earr^^ ^gagclM d\ JBcschÌK 
(|Da«Aeriaie,.ie.diajUro. quagli fi^fVicv^ i qmaUwì.^q^floro °><y'' 
ojMiMorotSglu Appena ^a affsfi ?i.^i ,si9A9^ify^b^i^t: fd .è hep 
■certo, aba piiisi^ ai .^ Up#^m|i|ft m^ fiW W^* à ^ riatti: quelli i 
4wJe'pro»sM^aa parq^ej^wp nUonl^n^ ^l.^ijtoej^^ qaelloogo 

4fTKii««,iprt9 nero e ^n^ f f4>«4#ì^?''Mtei;q»tì*' *%ff» «V**p 
qper^'Ari^i stilimi fmmlo»iig)i ^Ikwau mo ,>,.r. .mm.i*. 

.Q«ll forMrtÌ4m l»ha^pflr.|M4H?l9ft^lHPf^.nir9rfrìfff^fi di ^ 
darer.ia, i9aiso> ailpi». ^ , vu^l^ps^n^pr/^jj, Jaiioiìi.d^If, J^tro aio^ 
lsi.fieal^«opfMrP<so:,aiPli^iHir9.|irii i4im^ JOT*« »Wi^WVf«> «*"; 

namenta :VastiM><^ilK>P«rlA 4ii,fHljg«R5^.|. wfAMfti«»H tffache* 

#iap,iA.op)loi pipai /Mft.f^QApaciif^i E^^ifSfi^ifìmofCfsr'i i9<sli9 
AMMraioHii.s^ «iwie.iPffr^.iiwtiMWttia^tq^nt^^iiipfls. sqosml^iil 

jno«Mto»estKmreis«Oi/|oaorfpe|9ala^l|ta ,diM4(^n^ ^^^jK^P^ ^' 

•assliis^nvooo» la ,Itigl)imiffa.(Pfv «t^WP cfMlRjVJa^flW^ .■*^ 

non si euro della sua gente, dimod9^^i..^pp9,^l)i/|,^,*Jiff 

Wlta Ì8ip9MlM^4l^ip^.v^ .|f|8jjft,^o,a^^,e;,J^io^,^^;iV»#»«^ 
che il possmpuii Ai. mia^iaiiHf^.s^t quello fihfì^ ^ifpf ,^ro- 
Wrat:egli !#, .oed«, 8|m(Mrp .Pfir JMp,4ftlo,tef{jp,9 f^ ritro^ijfioalc 
SPrca ^ro^ ,piU |^^ie,.pA4vb^^,^ ^ ]pr^arf.,peljno interest ài 
Qtteaafffl quanto piii può di.iavpro colla. minof possibife ^^* 



3ti 

Sltojaolo dal mio suo noa «i eipn aeppure dei Uvonati, il 
i^eMore è per essi majlewdorei qqe«U ed oq ioteadente 

adoooj la»oranli. ppoTwdooo loro i. neceMarj ttten.ili, p.«. 

loro U Miario ed hanno 1^ «owaintendenaa. 
L' ingre.«, neUe i^ipier* è formato da uo filope il coi dii- 

" * d-i •««««« 9HÌ»*«|.«!#.. !/C«i htì o'^i «,oo..ri. 

.li di^muro p rwp^rt,„d) |eg,„ ,o .fcrm. Nelle ricinante del 

« • abbaMano «d pn, «frpreodente profonditi j. .^elfe contee 

•11. inperacie della te!;r^ J lavoranti yengOTo cilalLgìù per 
«od. -««ù.circ. cenU,,m^nW qJ-aJo .^-J^'-i-no- 
p.ù P^fond. 5l. >elc,!,to.pip,^i, ,j;jfl.ltr9 uomini d' oi^inarii 
«Uoc.no ,n un tir.?^«?V»»A•,.^cod -«.calano giìii p^^ 
« tolto p^, rag^o,di^|uee, fld.«,i,^po,o.lano sovra' un 
.« « nq. denip ^«CHrit^Jj. Qu^ndo^si i ^iì lo ..rapieii A 
Z '" "». "?»4o„fPàttp. puoypi„ia grèa,to>llV terr'a'«'<ti^i 
: P*"?^» .!ltl..?..!«'?^? .che .^.^naig' -if ;.ri;' dlr^l^ione'; è 

• • »8g»,di ftnda^ •"'e piane, dappert'utlo'.'ar;roii, ' delT* 
irne che mandana nna fin»> l..^. .'»-„ '...: -i.i:''r«-:T'' i'> I 



P«P«teT(i in ò^to ni^' te^'ére' io, freiio V'iLé' fl^ arJk 

•••.■■'■•' .-. 'tl i I li im ;' .':. .n.t ,.,r,..y. ., .,., 



' '•''■ i^^' ' •.'■•i> • (•!!• I, „).. ,,, ,, 

IXrORTJM 

f 






I 

• li 



S ^gópo I Vpueotr parficòìarl io' utia leti 
dal dotlorc' tabat j^ ^tk 'iliirurgo al scmiio 



lettera tdtìttat da 
del basdà d| 



•'' *' ' .' ti ■; I. 






3i4 

« Saes va di giorno in giorno ditenendo pih imporUnle. 
La tua positione geografica fra il Meiliterraneo ed il Mar Rosso 
offira tfna flmda facile e breve al viaggiatori che <i recano alìe 
Indie. Da che l' amminiitratione ferma di Hehemed-JJi ha pro- 
cacdata una ìnliera aicureaia agli Europei che attraversano l'E- 
gitto, il solo fra' i paeil ItulaàHUmi in oiìi esietà una limile »- 
curcaia, l'istmo di Suez diviene lémpre plii la grande via per 
cui il nostro incivilimento passa nelPAsià è sulle coste orientali 
dell' Affirica« II Mar fiosso altre tolte cosi fnospitale per i Cri* 
stiani i ora aperto al cotnmereip ed alila Wustria dì tultale 
nationi. A Suez, a Kosseir, a Gedda a Bfassàuah ed a Hoker 
ai trovano degli agenti ooósolàri francesi ed inglesi gareggiane fn 
loro nel prestare àssistensa al viaggiatori ed ài commercio deDe 
diverse nasioni deirÉ^ropa. È <|uesfo un nuoìo campo d*ìnlereui 
rivali che si è aperto per la Francia è per Plngliilterra. QueiU 
lotta, lotta tutta paiditìca, è un omaggio réso^allk intèUigenu del 
•eéolo decimo nonb« L'industria ed il èomnaeroio compiono la 
priipa parte di questo omaggio ; pih tardi ' V ìncivilìinento dd- 
l'Oriente, ne formerà il de^oo cbmpiraeùto ti aèrviiio dei pac- 
chebotti a vapore inglés) sul Mar Rosso si fa conegùale regolarità 
cha.sui mafi di Ctiropa. Quésti paoehebotÉ fanno il tragitto di 
Bombay a .$ùes, toccando Aden, in vénti ^loroì^ a' quelli di Cai- 
cutta in un mese, I battelli* à vapoiW 'dèli' una e' dell'altra cor- 
rispondenia sbarcano a Kpsseir i viaggiatori dhe vogliono visitare 
l'alto Egitto discéndendo |I Nilo dà Kénd sd 'Cairo. Bue ^orni 
di viaggio a dromedario bastano per andare dia 'Kòsseir al Saiae. 
I pasaaggieri, che continuano la loro straàà^ dirella fino a Suei 
trovano in questa città le diligente inglesi e Francési^' che attra- 
versano il deserto fino al Gaifitin J0ono di ventiquattro ore. 

Da questo ultimo luogo ad Alessandria gì' logicai hanno sta- 
bilito un servit^o di piceéli iMallèM ^a -viipoMf,iool naaaao dei quali 
^ disoende . i| (filo io un sob giorno^ Dna ▼oltn arrivati sulle 
rive del Mediterraneo, i viaggiatpri hanno 9 loro disposisiooe la 
doppia corrispondenia dei pacchebotti fràn'ccai ed iogléài per pas* 
tare prontamente in Europa. Una ciroostaosa che inerita esser* 



Si5 
ose, ti iy che grazie all^abolisione della quarantena a Sou* 
aptooi M arriva pih pntto a Londra ed anche a Parigi, pat- 
io per rioghillerra, che appredando direttamente a Maniglia. 
Emi i battelli a vapore iogieiii ohe ti recano direttamente d^ 
Maadrìa a Sootbampton fiiifno -ipietto tragitto In quìndicr o 
Ilio giorni Giunti in questo j^rlOi i viaggiatori ooh estendo 
(gettali ohe ad ma quarantena di otservarione di ventiquattro 
è chiaro che ti arriva pili prontamente a Londra ed a Pa* 
ipreodeado quetta ttradia che tbarcando a Mnrtiglia, dovo 
iiioggettati ad una quarantena di venticinque giorni^ qua* 
teoi la di cut eeageratione fondata topra antichi pregiudis}, 
I pili gran daooo ai MarsigUeil, e che dovrtl>be estere ri* 
li i óoqoe giorni , quando durante II tragitto non vi tono 
i uè Diortì né ammalati a iMMrdo. Ha la ragione trionferà 
idloieale di un oso divenoto artioalo di lede nella letta degli 
^^ a Manìglìn. All' incontro » f.eeoell eo te tittema di cor- 
oodeott degr Ingleti permette ai ditpacci di arrivare dal 
b delf ladia a Parigi ed a Londra in meno di un mete a 
so. Vi voleva quattro volte piti tempo quando hltogonvia 
il grio circuito per II Capo di Buona Speranuu ^e il prò* 
di noa timlle corrispondenza fra l' Isola Borbone e Soes 
coodurd ad effetto, non avremo pih nulla da Invidiare al* 
ighitierra tul Var Rosso. 

U porto di Suea' etseddo il ponto intermediarlo il t>itÉ ìm* 
(aste di questa linea di còmtinicasione coirOceano, indiano é 
i^eàderarsì neirinteresse geoerale« e per il progresso umanità* 
die qaesta città resti tempre in potere di un governo oeotrO| 
« è quello di Mehemel^Alì. Quetto è il tolo meteo di lo* 
"l* liberamente accessibile a tutte le nationi dell' Oriente o 
Occidente, Sotto questo punto di vista , Suea presenta una 
toia interessantissima a studiarsi in questo momento. In 
s alla casa del eontole inglete ti trova quella dello stimabila 
le cootolare francete , Il tig. Nicola Costa » ove tutti i fran» 
ncevooo l' acoogUenaa la più benerola. La prima é il luogo 
oofegoo ordinario dei negosianti e degli incaricati di am« 



3i6 

fiii|it(tr«uimi finansieno iodustrlaK che T iDgUUem maik 
Joijittf mcplre cbo ^ ^T^dono raffittire .piìl parlicQtBnKBU 
i^cooda gli uomUii di scìepuij i viaggialo^i, i mitanlisti 
cesi ed i nUsioparj cattolici, che vaaoo ad eiplfirare le rive 
Jf/i^r RoMOf, le > coste d«U't Arahifi e deli' Abiainja» o k 
.regioDJ dell'Asia Orieiitfilf e* delT lodia-Cbìm^ hi eotal 
>i deootano le tendeste particolari delle 4ue nasioiiLCò 
oaUnte l'amooia più perCeUa regna fra , loro nelle prti 
S^et. NoD l'è da ^fobe le, parti che cootinuo scambio di 
,d'ogni genere. Sperisavo.che.QNQSsun in^idenjla politico itnt 
distruggere quésto felice accordo, che Uolo è atik sili 
generale dell' lAcivilioiei^o.a* 



' raosmvo lokxntàtn statistico DBc&a i>o»oLAnon 

.:>.<• io MIXA GBàM«aaBTAfillA :DAL i83i AL r84o* 

., . !^cp i risaltati, del censp decenoi|le della popolaiìeK ciào 
V^n^ giuepq isi^orso» per l' Ii^biìterFa propriamente detta, per 
pae^e di. Galles» perJà S<;oM|iai.e per, le isole ^lla Maoicae 

"Ir. uS^Wrf^ ff?«?^,^o««Wnt9, |a popo|aaione dell' logb 
propriamente detta è di 7,321,875 nomini t f^fij^^^ 
ÌQ.tifttq f 4^395 $So8} quella j^el paa^<; di Galles di iiffl^ 

fp'mx e'46^>788 ^donne» iu. tutto. g,it^3a|; quella delia 
1,246,1^17 uomioi e' i,38a,Sr3o donoe/io tutto a,6a8,9S7*<I^ 
quella ''delle 'isole fersby^ Gueroesi^ Man, écc/^ ecc. di 57^9^ 
é 66481 donne; in tutto f 24,079. <2ueste cHVeV compreseTÌ i' 
persene cbC'-teratio bori del loro do.micilió in viaggio, sui 
Q sulle strade di ferro, nella nqtte del Q giugno ^ dàooo un 
tale generale di 91077,436 uomini e 9,587^2^ donne, io sfl 
ma i8,664>76i persane per tutta la Gra n» Bretagna. Non si s< 
Compresi in queste cifre , per i soldati e per i marinaj, se 
quelli della ineriua reale e mercantile che si trovafsne s 
quando il censo è ^taia fatto. 

,. L'aumento della popoUsione confrontato coll'ultioio 
del il^3i e di,i4»5 per cento nell' Inghilterra ; di i3 pereti 



_ 3,7 

puw di Gallei; di ii,l nella Scoila; di t^fi per cento oeDs 
; il che di no «nnenlo medio di t4 P*' cento ; iahriore 
media di aumenta prodoila dal ceano del i83i; qaetU era 
! per cento, ed anche quella era.miaore della media pro- 
I dit ermo anteriore del 1831 il <juale diede per I' Inghil- 

propriamente delta on aumento di popolatiooe di 17^ 
cento cnnrrontata colla mtr» del iSit-, e prr tutta la Gran- 
igDB una media di i6,H per cento, cifra la più considera' 
die li sia ottenuta ia li^lte^ra. Catk dal i8st l'autnAito 

popolaiione ,i andato armpre ralleotandoM. 
Si ouer*er|i tite nelle quattro di*i»>o<ù di- qui i eompoilo 
flM della Gran-Bretagna il numero dette donne Hipera da 
latlo quello degli uomini: io Inghilterra di un ^1.*; nel paun 
ìallet di on 5&*j in Seotia di. i^^ao/; nal^ isole di quasi 
II". 

La diminaaioiia. die ji.ouar** aelift media dell' auinento 
> popolaiione , defte in ^rte ; etstire attribuita alle immenia , 
Igraiioni iTTCoute nei ve^li anni «coni e che divengono ogni 
mo plir eonaMershill. La é(ÙA dellb emigrationi del regno 
il* d(HA Grao^BNtagoa ' e dell'Irlanda é alata prìr Iranno' 
io ài 83,746 persona oo«t riportale: Agli Stali47iuti 38,495; 
: Colonie inglesi dell'America del Nord 37,6a5; alle AshUK 
}9; al C«po di Buona. Sperania 5^3^ alla Nuova Zelm da 
5Si alla Hiìovn ("'alfe* del Sud 'i^,^Sj. La cifra dtlle emi- 
lioni di qttèM'ntlnti de^e eiseft «ticòfa maggiore , Mneìpal- 
■le quella doUeónigraiiom per 1' Australia. 

Il annera d«lle case abitate i in kiirbril terra df' 1,758,^9$; 
lUodelle case d)«abilal|a di i6»,7S6i.«a«e in oo*lruiio»a aS^Bn» 
I pieM di Galles^ case i^blfat^ 188^1961- cesa dunbilale ,io,i33i, 
t in costruiìone t/jGg. la Scoiia, cane abitate 5o3,35;^; caie 
saltate i^ìo-jì caie iu coitruiione 3,76o< Nelle isolt:, case abì< 
e i^ijg^ caie disabilat0'865 f'cart in coitruiione iaà'To- 
t generale per la .Gran-Bratagaa ^,697,699 oaaa, dalle iqualH 
i6c(,iHi7 abitate. 

Se Doa li lieo cooto che del oiAmaro delle «aie aliilale,, sì 
*■ nella Gran- tire lagna una casa per 5,3 individui, il che 
■tbb« provare che la' popolaiione inglése è alloggiata pìb ri- 
ilianiente che la popolationc francese. Il censd delle case abi-' 
I fnUo in Franeia Bell'anno »834 diede per risultato 6,t>49,55i ' 
*; il che per uua popolasiooe di 33,540)9lo individ 
cni«) delLi popolatone fallo nel. i836, dà una casa 
t mditiduj sulauicnte. 



3t8 



Coirne fwenk ^uf ^TióleTna ^renùenzusmo. 



niorosition dbl ootiuo nuRCBss fu vt numruniBa da fbbbbimi 

ni UBBMTI ADVLTU 

JLl minUtro dell' Interno di Frsneia hn diretta ai prefetti ana 
cireoiare contenente le questioni tegnenti da sottomettersi ai 
cornagli geoeralij sulle organitsatione delle società dì patronag- 
gio per i liberati adulti. 

I.* SuJÙa situazione dei UheraiL 

1.* Questione. .. I liberati dei due sessi turbano essi in 
nodo allarmante l'ordine pubblico? — La società ha ella pia 
particolarmente moti?o di dolersi dei forsati che dei reclasio* 
naije dei corresionali liberati delle ease centrali»— degli ooaMai 
che della donne } — quali sono in generale i costumi di queste 
ultime ? 

a.^ Questione -^ L'opinione pubblica rigetta ella sencn di- 
stinsione ed al medesimo grado, i lil>erati dei bagni, quelli delle 
case centrali , e quelli delle prigioni dipartimentali i — - & dia 
una distinaione fra queili che sono assoggettali alla soprawe- 
gliansa delFalta polisia e quelli che non io sonoi — se la dif* 
fidente che inspirano è minore per gli uni che per gli altrì| a 
quali segni si riconosce? 

3.* Questione, — L'opinione pubblica è ella sfavorerole ai 
liberati nelle città o nelle campagne, e trovano essi pib difficoltà 
ad impiegarsi nelle une o nelle altre?—* È vero che essi sicno 
generalmente male accolti o rilpinti dalle loro famiglie? 

4.* Questione. — I liberati in soprawegiianza sono essi in 
maggior numero nelle città che nelle campagne; — quanti se 
ne contano presso a poco nel capo luogo dei dipartiunento e 
net capi luoghi delle sotto prefetture, — - quante nelle altre città 
del dipartimento, e nelle comuni rurali? 



Sig 

5.* Qmeniame. — Le nodifientim imrodotte nelh ÈOiptmw^ 
fegliaoM dcH'alta polisia dalla legge del a8 aprile i83i banoo 
elleno dato per risaltalo di rendere piik facile il colloGamento 
dei liberati? -« Trovano etti b^loBente da impiegarti? ^^ La 
liberta maggiore di eui eul godòm da dieci anni e ella on pe» 
rioolo di più per la aicurecta pobblioaZ 

a.* SidTappoggh da doni id Uherad* 

1/ Queftìone. — » La potitioiie dei lilierati esige ella che la 
sodelà prepari loro dei meui di aoccono T *- Questi aoccorsi 
devono essere oflerti a tutti i liberati senta eccetione; «-* ai 
fonati — « ai recluslonarj <— ai.corce^ionali .^ a quelli che sono 
SMog^ttati alla sopravveglianxa dell^alta politia, come a quelli 
die non vi sono assoggettati ^ — bisogna obbligarli ad aoeettaro 

%•* Ouetiione* -* Di quale natura devono essere i soc- 
corsi da darsi ai liberati; — A necessario di stabilire per essi 
delle società di patronaggio T — • Le commissioni di soprav^ 
vegliansa delle prigioni dipartimeotaM debbono essere iiMtiluite 
nel medesimo tempo in spcietà di paln^aggio; -« quali dovrei^* 
bere essere le loro attribuiiooiT 

S/ SuBe masse di riseria, 

1/ Queidone. — Bisogna deddere in principio cbe ogni 
condannalo valido» sarà costretto al pagamento giornaliero di 
una somma determinala sul prodotto del suo latoro^ prima di 
potere approfittare individualmente di alctma porsione del suo 
salario? 

9.* Quettìone. — Qùal portione del loro lavoro conviene 
attribuire ai fonati, ai reclusionar|, ai corretionali? 

3.* *• Quesdone. ^^ Bisogna , per continuatione , met- 
tere le asease di riserva alla dispotitione personale dei liberati 
— sia al momento della loro uscita — sia al luogo delU loro 
retidenta. »» Non sarebbe ella una savia previdente il fame re* 
gelare 1* impiego daHe aocietà di patronaggio; -— quali limiti' 
converrebbe mettere all'eserciato di questo atto di lulela ammi-. 
Bistrativa ? 

4«* Questione. — Bisogna operare un prelevamento sulle 
nasse di riserva di una certa importauta, per formare un fondo' 
di soccorsi generali 1 



Sto 

wa^mmmmmmmmmmm 



^mun^ cùmunjuxmom Aer mesazo m %• 
naU , al> ^aólimisTtt^ a vaAore, al 



ITALIA. 

• • i • 

■ I ». 

MOVIMBirrO DILLA 8T&ADA FBEBATA DA MILAVO A MOBl 

' , ial ifr £ogUa al iS Settembre 1 84^* 

J^el fiMeioolo di IngUo p. |i..dblMiDO dato il motineolo 
strada ftrraU' da Milano a Mooiea a tutto il i5 detto meid On 
diamo il movimento dal i6 luglio al i5 tettembre, ehecilM- 
gnente: 

Dalie luglio al ì,S agosto Pats^ggieri N.^ 34,867. L. 37^5^ 9I 
Dal 16 «gotto al i5 lettembré » • 89>^^> * 4^^ r 



TotiJe Paiseggeri IT. 74,159. L. 80^6 



• • • ' • 

. Il mofimento del due mesi soiadioati è superiore à 1 
^arto e pib , tanto nel numero dei passeggeri , qusoto od 
somme introitate in confronto del due mesi corrispondeoti « 
184 1| come si può verificare nei fascicoli degli Aaoali ài osa 
epoca. Ciò prova come la popolasione trova il suo eootoBdis 
▼irsi della strada ferrata » e siamo persuasi che V atbf siiooe « 
diciotto Omnibus abbia pure contribuito all' indicalo wotcai»' 



3ai 
GERMANIA. 

TRìTTàTO FBA TABJ stati PBB uva 8TBAOA VBBRATA 
DA BBBUVO A 8TBA8BUBOO. 



È flato eoaohiiiso uà trailato iiDporUmtf fra la Daoiaiarea^ 
h Prosi ia, il Miscknburgo Scbw^rio e le città libere Anseetiebe 
di Lnbeeca ed Amburgo, oggetto del quale si é lo stabilire fre 
Berlino ed Amburgo una comuoicasioae per mesto di una strade 
di ferro* 

Eooone gli articoli: 

iJ* I goveroi «li Daoimaraa, di Prussia, di Mecleobiirgo 
Ssbwerio, doo cbe i scDati delle città libere di Lobecca e di Amp 
borgo, volendo stabilire una comunicasione per mesco di una 
strada di ferro fra Berlino ed Amburgo sulle riva destra del? 
l'Elba , beano nominati due plenipotensiarj per intendersi fra 
loro e tale uopo, i quali sono convenuti di quanto segue: 

B.* Ln strada si prolungherà fre Berlino e Bergdorf, io une 
direiione non interrotta, e diritta piii che sarà possibile, quando 
almeno lo permetteraoQO le circoslanse Inceli ed i bisogni del- 
rindostrìa. Ciascuno dei goTcmi eenUreenU rimane libero di de* 
terminare la direslone speciale, della strada di ferro sopra ti 
territorio, sottoponendosi al principio qui sopra. 



PIBTBA tBAVOUBALB DBL PONTB DI CATBNB A PgSTB. 

Li b4 agosto venne posta la pietra inaugurale del ponte di 
^tene sul Danubio a congiunzione delle due città di Pesth e 
Bada cbe quel fiume divide. La diresione dell' impresa nulle 
svcTa ommeftso perchè quella solennità riuscisse degna dell'alto 
ino scopo. Erano state distribuite 4ooo lettere d'invita Inter- 
vennero le LU Aà. SS. l'Arciduca Palatino e TArciduca Carlo^ 
questo altimo come rappresentante di S. M. l'Imperatore, e le 

Ammau. Statistica t voL LXXIIL lA 



Su 

rispettive famiglie, oltre ad un gran numero dei principali per- 
sonaggi del regno d'Oogheria. La pietra inaugurale venne messa 
dalle mani stesse della prefata S. A. V Arciduca Carlo nella 
sopraccennata sua qualità. La cerimonia*^ si fece colla maggior 
pompa, e con soddisfazione universale. L'ingegnere in capo del 
ponte, sig. Tierney Clark » non che il suo aggiunto , ingegnere 
Adamo Clark, ottennero dei contrassegni d'alto presso dalla rnn- 
nifioenza di S» M* l'Imperatore, che vennero ad cmì con«egoati 
dal rappresentante di S. M. il serenissimo Arciduca Carlo. 

Dà\ discorso pronunciato dal sig* De Tasner, segretario della 
Società d'azionisti per la costruxione del ponte di catene» risulta 
che il progetto di questa opera colossale venne dal conte Ste* 
fano Ssecbeoyi per la prima volta partecipato ad alcuni concit- 
tadini di Pesth e Buda, che formarono una società a tale scopo 
la quale si occupò tosto di incamminare gli studi necessarj 6a 
dall'anno 1 832. Nell'anno i836 si ottenne la sovrana concessione 
per l' effettiva costrusione dell' opera eoi messo di una società 
d'asionisti ; questa elesse un comitato , uno dei membri più at- 
tivi ed influenti, del quale è il sig. barone Giorgio de Sina. 

La diresione delle opere venne affidata al suddetto inge* 
gnere inglese Tierney Clark, ed i lavori effettivi ebbero prìa- 
oipio nell'ottobre dell'anno i83g. 



CASSi n'sMllORTISSAZfOSB PBB LS STBADB FBRRATt BADBSI. 



Nella seduta dei depututi del granducato di Baden, tenutasi 
il 3 settembre, venne ammessa la legge che stabilisce una cassa 
di ammortizzazione pei debiti contratti per la costruzione delle 
strade ferrate, e determina la facoltà da accordarsi al governo 
per contrarre un prestilo di 12 milioni di fiorini d'impero, che 
serviranno a formare la dote della suddetta cassa di ammortia* 
Bazione. 



3a3 
FRANGIA. 

GOHTBHZlOin NL PASSAGGIO DKLA FBOmSBA PAAlOO«BBLOICA 

COLLA STRADA FIBRATA. 

Secondo ima leltera proTenieote da Lilla, ▼eonaro prese te 
segaeoti disposixioni pel serTÌsìo delle strade ferrate fra la Frati* 
eia ed il Belgio. Nelkr sesione di Lillai la dogana belgica verrà 
posta a Coartrai; e quella francese per ora a Roubaix, ma piti 
lardi a Lilla. Il denaro pei posti nei treni che andranno nel 
Belgio verrà incassato a Roabaix da agenti belgici. Questi posti 
si prenderanno per tutta l'estensione della lineai da Liegi, An<- 
verrn, Brasselles, Ostendo e Lilla. Vennero prese delle dispost* 
tieni onde tenere un conto dei passeggieri da un paese alt' al- 
tro senta produrre la menoma dilasione. Una delle clausole pìili 
importanti è la soppressione reciproca dei passaporti pegli abi« 
tanti delie provinoie solle frontiere (le due Fiandre e l'Hainaolt).. 
Una carta oolorata verrà rilasciata dalle antorità localii cbe abi« 
literà gli abitanti a passare dall'on paese all' altro i ed anche a 
circolare nell'interno* 






RERDICOSTO DELLA STRADA DI fSRBO DA STRASBURGO A BASUBA . 

BEL PRIMO «BMZSTRB l9ì^2. 

Il rapporto (alto dairammioistratiooe della strada ferrata dal 
Strasburgo a Basilea dimostra cbe i risultati ottenuti durante 
il primo semestre 1842 sono slati osolto soddisfacenti , se si ri- 
flette che la strada di ferro noo entra ancora né in Strasburgo/ 
né io Basilea, cbe noo i io attività se non sopra una sola via^ 
noa eaaendo ancora intieramente terminata la costruzione della 
seoooda; e che il «ermio delle mcrcaoaie è ben lungi di eutvwì 
giunto a tutto il suo sviluppo. Ad* onta di queste ^ ci roostanae 
che rendono neeessariamente meno favorevoli ancora le iocer* 



324 

tene e gli esperimeoti ioseparabili dal principio di qQaliai|iie 
gran linea di strada di ferro ^ la Compagnia ha anouimalodbe 
è sai punto di distribuirò ai suoi aiionisti un primo difidenifl. 
Allo telo Imperterrito del fondatore, signor Nicola Kóehfiii, ibi- 
mente secondato dalParoministrasione della strada di ferro, tioh 
i societarj debitori di potere fin d' ora raccogliere quoti rat 
taggi. 

Lo stesso rapporto fa notare che la rendita del senotre dd 
i&4i nveva appena coperte le spese del servizio » e che iX'm 
contro quello del primo semestre 184^ presenta già ao utili 
soddisfiacente, enumera le cause diverse, dalle quali li Coop» 
gnia è auloriztata ad aspettare nn miglioramento propino e |n»ì 
gretsiTO nei risultati del servisio. Senta entrare nelle cosgettut 
eh' esso emette sniraumento del numero dei Tiaggtatori e Uh 
quantità delle mereanaie , aumento che d' altronde è lUto tea* 
pre provocato dallo stabilimento delie grandi linee di itnde i 
ferro y e che non può mancare di essere prodotto io meao « 
popolationi coaì fitte e così industriali come tono quelle defAlt» 
aia, ci Uroiterenèo a mentionare un fatto, che, indipea<ieiteiMttt4 
dall' importante che può avere per la strada di ferro da Stwl 
burgo a Basilea, è tale da intereuare vivamente la sdeniaePiBj 
dttstria in generale. Si tratta di un perfetionamento Dotibi1eoel| 
coftrutione delle macchine locomotive, dovuto ai signori MfH 
di Mulhouse, e che consiste in una nuova applicazione dei gw 
letto variabile. Per metto di questo ingegnoso migliora 
meccanico diviene facile il minorare la apesa del vapore, 
la torta d'impulso che si vuol dare alla macchina, io mai 
da eeonomiatare una considerabile portione del combuitibtit 
prima locomotiva costrutta su questo sistema e comandata 
Compagnia, sarà stata messa io cireolatiooe solle rotije i^ 
atrada di ferro da Strasburgo a Basilea. L'etperioienlo 
assicurati , è riuscito perfettamente. Il combuatibile foroMido 
servino delle alrade di ferro la parte più considerabile 
spese, il nuoto processo fa risultare che si avrà l'ecooooiii 
un teno e forse anche di quasi la anetà nella coosomaiioae 



3a5 

lioM, mìgUorerà certamente di molto le coodìtioDÌ del lertH 
ddle strade di ferro, ed aUootaoerà così uno dei più grandi 
Molt| che nella parte eoonomtca ti sieno opposti fino ad ora 
peno suoeesso di queste grandi ed utili intrapreso. 

Una prova del progresso lueratJTO della strada ferrata da 
asborgo a Basilea è maggiormente ^ dimostrato dell* introito 
I f. p. mese di agosto , essendosi elevato alla somma dì 
a37,i32. 57; 

cioè fr. ao9|ii6« 80 per il trasporto dei viaggiatori 
m 5,383. 5i w degli equipaggi 

m ^a07ax a6 n delle mereensie. 



lyuk ugnale fr. a37ift3a. 57, prodotto per giorno di fr. 7,6$a. 67. 



BELGIO. 



noDOTti Mug friAni nuATt an aiioio nu'iaao i84i« 

U nslema adottato dal Governo del Belgio per le strade 
naie, costrutte a carioo dello Stato, ba prodotto tali risultati 
ir r economia delle spese , per la celere oostruaiooe e per la 
oderaàcoe delle tariffe a tempo debito modificate , cbe potrà 
nrire in ogni tempo di utile esempio. Già questi Annali non 
isso mancato di dar conto del progresso dei lavori e di ogni 
^a parte relativa, appoggiandosi agli atti uficiali, cioè ai rap- 



y 

• 

n 



Il muaero dei viaggiatori trasportati è stato di i84t90i. '^ | / ^ * 

I due mesi precedenti banno prodotto T introito» il « 1 U ,\ 

iiugno fr. i7S,694« 94) cbe danno per giorno fr. 51789. 83 
ciglio • 191,635. 4^ » 6,178. 3o 



\ 



• ^ 



Sa6 

porti aoouali del ministro delle. pubUicbf cofitrtuiooi di quel 

regno (i). 

{ Ora diamo l'estratto dei prospetti dell'eseroitlo del 184 1 preso 

dal rapporto di quel mioistro , e si vedrà come quest' estratto 

presenta degli fchiariioeoti di sommo interesse. 

É già noto ebe questa gran maglia, approvata dalle eataere 
belgiche nell'anno i834> comprende on circoito di 563 chilo* 
metri. 

Al primo gennajo i84i la circolaiiooe aveva già luogo so« 
Tra 340 chilometri e mezzo; nel corso dell'anno stesso altri 4^ 
chilometri vennero ultimati ed aperti al pubblico. Sei mesi fa 
trattavasi adunque di un complesso .di ^8a chilometri | i quali 
avevano costato '^S^Sg^^^^S franchi. 

Da quell'epoca in poi fu aperta anche la sesione di Hons 
per la frontiera francese , lunga 20 chilometri. 

La spesa totale pei 563 chilometri ascenderà a i54 milioni, 
o , per non prendere abbaglio, a 160 milioni , compresi 9 1 mi- 
lioni pel materiale. 

ÀI primo gennajo 1842 la spesa sostenuta dal tesoro ascen- 
deva a 102,802,333 franchi s. restana dunque a sborsare altri 57 
milioni, e fra due anni e messo il Belgio sarà in possesso di un 
sistema completo di strade ferrate. 

Le strade ferrate belgiche nel i84i hanno ricevuto 2,63g,744 
viaggiatori. Questo numero supera la metà della popolasione del 
regDo. Nel 1840 lo stesso numero era di 2ji9g>3i9. Dall'anno 
l838 inclusiva mente fu di 3 milioni. 

I viaggiatori produssejro nell'anno i84i:la somma di 4ii i3,755 
franchi. Nell'anno precedente l'introito era stato di i^o^G^gSo fr. 
Il trasporto delle merci , che incominciò, soltanto nell'anno 1840, 
ha dato un introito di. 2,111,579 fr.Per la qualcosa la totalità 
dell'introito ascende a 6j226,334 fr. 



(1) Vedi nel fascicolo di marzo 1841 il rendiconto generale a tutto 
il iQ4o. 



3^7 

Siccome però le spese di manuleùEione » di esercicio e dì 

rìcettoiìft io genere , ammoDtarono a 49^73,000 fn» oon a? ansò 
di netto utile faorchè i,g53,334 fr*» U che oon arrifa a dare 
Pintereise del 3 per foo tal capitale speso; ma il ministro spera 
che nel 1841 sarà aumentato a 4 if^ per loo. Risulta dai pro- 
spetti aoDessi al rapporto del ministro che le spese di eserciiio 
DCise a raffronto del moYimento totale dei oontogli, vanno sce« 
naodo. Nel primo anno ascesero per ogni chilometro percorso da 
OD coDfoglio^ a 3 fr.| 35 cent Ileiranno i838, che fu nn'ao« 
sita cattiva, ascesero a 4 fr*i e a5 ceni. Da quell'epoca in poi 
laano Mmpre decrescendo! nell'anno scorso furono di fr. a, 
e cent 56. 

Sulle strade ferrate belgiche tì sono ia6 locomotife, tutto 
a sei mote. 

Teouto conto che i 563 chilometri costeranno 160 milioni, 
la spess delle strade belgiche potrà stabilirsi a a85,ooo fr. per 
Mometro. 



NAViGdZiOlfE, 
ABBIVO A ROMl DEI riBOSGAFI DBLLO STATO PONTIFICIO. 

1 tre battelli a vapore costrutti a spese dello Stato papale^ 
2 de* quali abbiamo più volte fatto parola, sono arrivati a Roma 
i aa p. p. agosto; si sono tosto avute delle prove della solidità 
iella loro costruaione^ poiché nello spasio di poche ore hanno 
ioorchiato dall' imboccatura del Tevere sino alla città tre bar- 
eni molto carichi di mercanzia. Sulle rive del fiume una folla 
omeosa era accorsa per assistere ad uno spettacolo tutto nuovo 
per quella città. 



328 

LA OMJH MàMTTJGNJt rAcniBOTTO TUAW^TLAWnoO. 

Sul medetino caotiere ddla città H Bristol, ove fb b al* 
tra epoca eottratto il celebre battello a Tepore il GreaUfFakn^ 
veone ora terminata uq' altra nave a vapore, che é oerthmeiite k 
pih grande che esitta attaalmeote nel mondo intiero . Qoeslo bi- 
•timeato è destinato a ricevere delle macchine della fona di looo 
cavalli che verranno alimentate da dna caldaje. Esso è e^nee 
di 3,600 tonnellate, ed ha iiS piedi di lungbena, 5i piedi <ii 
larghetaa e 33 piedi di profondità* Avvi luogo per 36o pMUg* 
gieri, e nel gran salone a8o persope possono comodamente pcM» 
care. Il megastino del carbone pub contenere pib di 1,000 loi- 
nellate di questo combustibile. 

Questo pacbebotto mostro sarà chiamato la Greai'i 



■AvioAiion oaL Boi>AiN> samioBB* 

Il Rodano superiore, che fino a tntt'oggi eraai mostisto ri- 
belle ai tentativi della sdenaa idraulica fatti per renderlo sBo 
alla navigazione, sarà sena* alcun dubbio reso navigabile Cri po- 
chi mesi tra Seyssel e la frontiera della Svitsera. Questo rinl* 
tato avrà tanto maggior importama per la Francia, che il ^ 
verno sardo disponevasi già ad aprire una comunicaxiooe sol iss 
proprio territorio tra i due punti che testé vennero indicati. L'in- 
presa, proposta farsi a spese della Francia , non è d'uosdiS* 
cile esecusione : ella richiederà per verità un sistema di csBai* 
tuonels scavati nel pieno delia scogliera che (orma la riva ddtit 
del Rodano , paralellamente ai risirìngimenti del fiume tri il 
forte dell' Eduse e il Parco. Tale era stato P origtaario progHtt 
pochi anni prima della rìvolusione, al quale pare si voglio te 
ritomo dopo molti tasteggiamenti e studii perduti. Il piaoo di 
oanalisBasione degli ingegneri dell' impero s' allontanava non poca 
da quello: ma è chiaro il motivo; all'epoca in cui fu rcdsUOj 
le due rive del Rodano appartenevano alla Frauda* 



3^9 



^^cmèià 




MAGCBUIA BUtTAO-IIAGinmGA DI WA<UrBA< 



D 



8 Doko teapo non ti parlava della macchina elettro- ma- 
gnetici di Wagner 9 e di recente soltanto Tenne fatta una rda- 
zhme tfatorerole net giornali di Stoccarda e di Lipsia su tale 
'mveonoDèi di ctii questi Annali hanno dato i più minuti detta* 
gli (i). Onde prevenire le cattive voci sparse , Wagner riferì tosto, 
iin un rspporto diretto al Senato intomo alla sua invcnsione , 
di siTcr altaslmente superati tutti gli ostacoli che aveva incontrati, 
e che Ih Ire mesi egli avrà tenninata la oostrusione della sua 
gnu OMoehtna dettro-magnetica. 



rlatiuoffAiiiaTO dbui loconotbici a vatobb. 

■ 

Li «Società della strada ferrata da Strasburgo a Basilea ha 
tote OMssa in attività di servizio la macchina locomotiva VEipé» 
raMTi uscita dalle offidoe del signor Meyer, uno dei nostri piti 
•ImB costruttori. Questa macchina, congegnata secondo un nuovo 
iisteiDay sembra superiore a tutte le locomotive francesi od in* 
gleit finora costrutte. 

Ecco i risultati delle prime prove fatte sulla strada ferrata 
(b Thaan, i cui declivii, sópra un gran tratto della sua lungbes- 
<i| sono di 6 a 7 millimetri: la macchina VBspérance rimor- 
chiò, con una celerità di otto leghe all'ora, i6 vaggoui di car- 



(i) Vedi II fiucioolo di ottobre i84k 



33o 

boD foisile eorrì»pood€olì ad uo peso brutto di ie4|00» dùlofi.; 

ed essa noo impiegò luttaTia tutta la sua forsa. Le macckine lo* 

comotiTe più forti che Teogooo commesse dal Go?erno, deTou 

rimorchiare colla medesima celerità un carico 'mioore della meli 

e sopra uo dedìfio di tre millimetri. Ma la macchina di Meyer, 

che ha una sì gran fòrza , consuma molto meno combostibile di 

quelle di forra ordioaria. Così ultimamente essa ha fatto, sodati 

e ritorno, il viaggio da Mulhouse a Strasburgo, cioèiiscbilo* 

metri, ovvero 53 leghe, scota rinnovare la consueta proTii^ooc 

di coke, la quale bastò per fare questo tragitto con on coito* 

glio di undici vaggoni carichi; nel medesimo esperioieoto , em 

percorse più di 20 leghe seosa attingere acqua, tuttoché sia fitto 

riconosciuto che le macchine comuni non possono percorrere pia 

di IO leghe, ovvero 4^ chilometri, senza rinnovarne la mison. 

Questi risultati dipendono dai congegni particolari della nac' 

china, che permettono di variare la sua fona, secondo la to* 

lootà del macchinista, dimodoché appena è dato io slaocioal 

convoglio, impiegando tutta la sua forza, non si lascia pili iHi 

macchina che quella strettamente necessaria per maoteoerela 

celerità acquistata , nel che fare si impiega il sapore a coodi- 

zioni di più in più vantaggiose, a misura che la forza dimiooi- 

&ce: per cui ne risulta una grande economia di combustibile ed 

una diminuzioue di fatica nel meccanismo. 



GABBOn FOSSILE SOSTITUITO AL COKE REtLB LOGOMOTBICI. 

A fronte del rimarchevole avvilimento nel valore e nei pro- 
venti delle azioni delle strade ferrate, il Times sì dimostra doo 
poco sorpreso, perchè i direttori delle strade ferrate si staoso 
neghittosi nell'adottare immediatamente que' metodi o ritrovalìi 
che di quando in quando studiano o propongono le persone del* 
r arte all' uopo di ottenere qualche economia od altro vantag- 
gio. Questa considerazione gli viene suggerita dal sapere che m 



33i 
DQOTQ processo fu trofato per usare il carbon fossile senza fu- 
roo^ iofece del coke^ a riscaldare le macchina locomotrici. Gii 
é già un anno e mezzo , dice il TimeSf dacché questa invenzione 
Tenne espcrimentata con pieno successo , e finora fa meraviglia 
die vi sieno solamente tre o quattro compagnie , le quali se ne 
servano, ed anche ciò. di rado. 

Ci e noto che T alimento a coke di una macchina locomo- 
trice sulla linea Midland Counties^ costa ali' incirca 170 per loo 
di piii che non costi a semplice carbone, e senza dubbio un ri- 
fparmio così riflessibile di spesa si potrebbe ottenere sopra tutte 
le altre strade ferrate. La macchina fVolf, con apparato paten- 
tato del sig. S. Hall^ venne posta in attività nel maggio p. p., 
ed io ana percorrenza di i3io miglia inglesi, consumò adequa- 
tamente 6S libbre e 4 <>°ee di coke per miglia ; e il consumo di 
carbone in una corsa di ioa4 miglia fu di 5S libbre e io once 
per miglio, notandosi che il prezzo del carbone è di 7 scelhni, 
XI denari per tonnellata, e quello del coke di ao scellini per 
tonoelfaia. 

Per verità poòo ci sorprende se quei direttori delle Com* 
pa^nie procedono lentamente in mezzo all'abbondanza del coA^, 
e se per T eccellenza di quel combustibile che hanno, per coni 
dire, a pochi passi dalla stazione, lo preferiscano a qualsiasi ai* 
(ro, il quale non potrebbe essere altro tranne un suirogato. In- 
oltre neir impianto de' loro bilanci fecero calcolo sul dato prt- 
ci&o del prezzo del coke in Inghilterra , né questo dato vario 
fiooi-a fu fallace. 

Ma nei paesi dove non avvi cave di carbon fossile; dove 
la spesa di trasporto del carbon fossile arriva al aoo per 100 
del prezzo del coke medesimo al luogo d' origine ; dove si ten- 
tarono frequenti mal riusciti eseropj di combustioue di legna e 
di carbon di legna nelle locomotive , ne fa aita meraviglia che 
iD tali paesi i direttori trascurino di tenersi al giorno di queste 
utili scoperte, e di fnrue replicati esperimenti per sciogliersi Goal- 
luenie dalla sudditanza del coke iuglese , nel quale sa ognuno 
die a volume eguale il peso è assai minore del carbon fossile f 



S3s 

laddove neUe condolle dì UMporlo ti tien conto appunto del- 
l' uoioo volume per regolare le tariffe. 

Seguire ed applicare questi miglioraineiili eoo perseverani 
instaDcabile é T unico messo di rimediare al difetto della astori 
nei paesi dote quella volle essere avara del più possente stusolo 
industriale, vogliamo dire del oarbon fossile. 

Il TUnei eoncbiude, dopo le surriferite riflessioni «he i pro- 
prietarj d'aùoni opereranno saggiamente se promoTerannoisAie- 
ste intorno a tale traseoraggine, poiché ndl' ahro che la pHk n- 
gida economia può ottenere un discreto interesse ad un cspilak 
colossale investito io questo nuovo genere di proprietà. 



iUuiiijiAaioaB couo luccAao. 



Un dotto agricoltore chiamato Hesmark ne scrive ds Rao- 
tes: •■ Nel momento in cui ferve la controversia fra i noitri »fi^ 
nopi e i porti di mare intorno alla quistione degli soccari, viM 
senza dubbio piacere la nuova scoperta testé fatta, la quale no* 
bra destinata a dare l'esistensa ad una nuova industria. Teopo 
fa io aveva dimandato un privilegiò per un nuovo metodo i^ 
luminatione che io da una mistura di tuccaro ed altre lostiBK 
di tenue valore ritraggo, ed or ora vi feccio sapere di avers otte- 
nuto r intento. Il lume che da questa eombinaaione siottieBeè 
tanto chiaro quanto la fiamma di gas, e può darsi a preso» 
sai modico. I nostri proprietarj delle colonie ed i fehimcaton 
di Buccaro di barbabietola dovrebbero adunque starsi traaqoiE 
Il consunto dello succerò si farà tanto considerevole eoo qatsti 
nuova via di spaccio , che dessi troveranno una facile veodìU 
pei loro prodotti ». 



MEZZO DI LEvam L* mcaiosTao vbbsco eoa si attacca aus nn> 

MBTAUICBB. 

Un messo sicuro, semplice ed ingegnoso di asciugar le peooc 

di* 
^ ^ ^ j,w-^ — r o *"' 

chiostro io un piccolo vaso, contenente migliarina finissiow. 






333 

Lo itrofioanento delle piccole ifere o globuli di meUllo 
ogiìf l'inchiostro con Qoa sorprendente ffedlitè, e siccome Toso 
Mie peone metalliche va generallttaodosiy qnesto meno è utile 
id ssiicnra una dumta più lunga a queste penne , che si os«i* 
boo così fiictlmente con i corpi acidi contenati nella maggior 
nrte degP inchiostri. 

Si dovrii quindi aggiungere al calamaio un piccolo Yaso con* 
eneate detta migliarina, la' quale surrogherà assai meglio le petso- 
ìoe per asciugare le penne. 



Mino D* mriDiBi kvH mcnosTio di lODamArnsi i m Aimiima* 



Il dibtlo dell* incbiostro, che è composto di acqua e di di« 
vene sltre sostarne, si è che con l' evaporasione dell' acqua ai 
sddeBia, non isoorre piti| e forma un grumo incomodo. Sovente 
oells ftste passa ad una ferroentatione che lo decompone intie» 
rasMole. A togliere questi inconTcnienti, e per restituire air in^ 
diioitro addensato la sua fluidità, basta una decoiioqe di eaffà| 
dì qoelia che oaasi comupeaseote. Questa deooiione rende liquida 
r inchiostro, nerissimo^ soorrei^olÌMimo» 

Perchè poi non abbia ad ammuffire, conviene usere qualche 
leitsou che tolga la Tila alle specie di funghi (crìptogame, algh^ 
die producono la moRa, perché è desso un corpo orgaoitiato 
die produce questa sorta di alteratione. 

Perciò, bisogne aggiungere ia una bottiglia di inchiostrey o 
■eglio in una libbra 5 grani di deutocloruro di mereurio (su* 
Uifluto corrossivo). Benché questo sale sia sul momento deeom- 
peilo, sembra che la presensa di un sale mereuriale basti per 
vrsitar lo sviluppo di queste piccole criptogame. 

Si osano egualmente, ma con minor successo, onde prav»* 
iire la muffa nell' inchiostro, le sostanre odorose, la canfora» Tei* 
eota di garofani, di cannella, ecc., ma le esseuM rendono l'io- 
biostro grasso e poco scorrevole dalla penna. 



334 



PBOORAMMl dell'i. B. ISTITUTO DI SCIBifZB l 'LETTERE ED ABTl 

IfT MILAHO. 



I 



I signor marchese Fermo Secco Comneoo , defunto in ^V 
poli il 3 ottobre p. p., fra le Tarie sue beneBche dispostioDi 
testamentarie prescrìsse pure fosse istituito un premio quinquen* 
naie da proporsi ed aggiudicarsi dall' I» R. Istituto a chi avesse 
bene ed esattamente sciolto un quesito scientifico di utilità n«- 
siooale. 

Autoriczato il Corpo accademico dall' eccelso I. R. Goferoo 
ad accettare l'onorevole incarico, lo adempie ▼olontero» e pro- 
pone di: 

Determinare, jra le opinioni attualmente vìgenti^ se le rtf* 
dici dei vegetabili assorbono indistintamente qualunque sosìojka 
disciolta neitacqua^ e avuto solamente riguardo al divenoffado 
di fluidità j oppure se le radici scelgano fra molte to»cm à 
fluide che solide > quelle che riescono loro di alimento pm eonr 
facente j e rifiutino, fino a un certo punto e dentro il limùeM 
loro potere organico vitale , le altre che sarebbero loro ex no- 
cumento» 

La soluzione del quesito^ in qualunque delle dot ojmm 
riesca, deve essenzialmente mirare a risolvere praticamenU ìà 
questione ancora irresoluta delle rotazioni agrarie, mossine» 
riguardo alla Lombardia, 

Il premio è di lire austr. looo, con che il premiato debbi 
far eseguire la stampa della propria Memoria nel modo e oeU« 
forme da determinarsi e collaudarsi dall'I. R. Istituto a tolto ci* 
rico ed insieme a vantaggio del premiato stesso, e coirobbligo, 
per conseguire il premio > di presentare previaoiente all' Istituto 
una copia stampala di detta Memoria , onde ne riconosca la eoo* 
formità collo scritto ne' modi e nelle forme deteroÌDBl^» e di 



335 

darne otto copie all'Amministrazione dell'Ospitale Maggiore, e 
dei Lnoghi Pii Uniti in Milano costituiti eredi dal testatore. 

Le Memorie dorranno essere scritte io buona lingua ita* 
liana e rimesse franche di porto, entro tutto Panno corrente 1841 1 
aHa Segreteria dell'Istituto medesimo residente in Milano nell'I. 
R. Palaxso delle Scienze ed Arti di Brera, e, giusta le norme acca- 
demiche, saranno contraddistinte da un'epigrafe, ripetuta su di 
ona scheda suggellata che contenga il nome, cognome e l'indi- 
catione del domicilio dell' autore. 

Non verrà aperta se non la scheda della Memoria premia- 
ta; le altre, colle rispetlire schede suggellate, saranno restituite 
dietro domanda e presentazióne della ricevuta di consegna nel 
limitato periodo di un anno dopo T aggiudicazione del premio 
proposto. 

Milano, 3o maggio i842« 



nOGEAMMA DBI.LA B. ACCADEMIA DBLLB SCIBRZB DI TORIIIO. 

Parecchi critici illustrarono con dotte monografìe le varie 
[Mrti delia costituzione, dell' economia politica, e delia storia di 
àtene; ma niono sinora facendo la sintesi dei trattati speciali 
pigliò a considerare io modo egualmente politico, che erudito, le 
:ause del decadimento di quella insigne repubblica. Eppcrò la 
Reale Accademia delle Science di Torino propone il prt*mio di 
uoa medaglia d' oro del Talore di seicento lire a chi meglio trat<* 
terà il seguente quesito: 

« Qoaii furono le cause per le quali la repubblica di Atena 
ladò da Pcricie in poi decadendo sinché venne in potere dei 
llomani? 

« E quale inflaeoza ebbe essa sul decadimento della Grecia, 
'* particolarmente su quello di Sparta? m 

Non solamente si desidera ohe le cause sieno ordinatamente 
enumerate e giustamente estimate nella ISro varia effìcacta^ ma 
iBcora clie se ne mostri il loro progresÀ?o svolgimento^ per cui 



336 

nate da priodpii più o raeDO ragionevoli si travobero a rovina 
la repubblica. Sìooome poi Atene pose in moto tolta la Grecia, 
ed obbligò Sparta a tcootersi dalia Dorica ioercia, d esaminerà 
etiandio quale parte abbia avuta Atene nella rovina degli Joniii 
e come abbia contribuito a modificare, od anche a corrompere 
lo statuto ed i costumi dei Lacedemoni. 

I lavori dovranno essere presentati prima del finire dd mese 
di luglio dell' anno i844 i<^ lingua italiana, latina o francese, 
manoscritti e senza nome di autore. 

Essi porteranno un' epigrafe, ed avranno unita una polista 
sigillata, con dentro il nome e V indiristo dell' autore, e di fuori 
la stessa epigrafe posta sullo scritto. Se da questo non sarà ìinto 
il [liremio, la politsa non aprirassi, e sarà bruciata. 

Sono esclusi dal concorso i soli accademid residenti. 

II giudizio sarà pronunuato nell'ultimo trimestre del miUe 
ottocento quarantaquattro. 

I pieghi dovranno essere diretti^ per la posta od altrimenti, 
pa sigillati e franchi di porto alla Reale Accademia delle Sdense 
di Torino. 



ranu disposti pau' accademia di roano nm sanm rostrm. 

Il conte Pillet Will, membro corrispondente dell' Accademia 
delle Sciense di Torino » ha mandato in dono all' Accademia atessa 
io»ooo franchi da distribuirsi in preoij agli autori di opere de- 
stinate a promuovere il gusto delle scienze positive. Io consegaenta 
di dò I' Àocademia pubblicò 4 premii di a5oo fr. daschedunp 
per le migliori introduzioni agU studi della fisica, della chimica» 
meccanica ed astronomia. Ciascun' opera conterrà un preciso som- 
mario dei principii, storie, fatti importanti ed essenziali applica* 
sioni della scieosa trattata all' uopo di renderla idonea , come 
libro elementare, nei collegi. Il concorso è aperto a' scienziali 
d'ogni nazione. I manoscritti dovranno essere spediti al segre* 
tario dell' Accademia (franchi di porto) prima del i.° luglio 1846, 
Le opere premiate saranno stampate a spese del conte Pillet 
Will. 



337 



* 



INDICE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO VOLUME, 



r 



BIBLIOGRAFIA. 
Economia pubblica ^ Storia e Piaggi, 

I dtoria dì Mote Corenese. Versioof italiana illualnU d«i Monaci Ar» 

meni MechiUrìsU ( G. C.) pag. 3 

II Hisloire des Moogols de la Perte^ de HatUchìn^Eldin, iraduile iiar 

M. Quatremère, 
HI. Le Lìvre des Rois^ ou Shah-Nameh le Grand) poéme rpique de 
Ferdouui, tradait par M. MaUk, 

IV. BbagavaU-Punina, traduit par M. Bournouf ù\9 . . {G, C) h 5 

V. !demoireid'an San8-Gu1ott(* bas-breton; pw Emile Souuettre {G,C) »» 6 

VI. Diicono dell'avvocalo Pietro Gioja alla Società degli Asili Infaa- 

tiU di Piaeensa. 

Vi]. Cenoi sopra la fondazione e progresso delle scoole infantili Sa- 
ne»ij coDipilaio dai depatali all'istruzione. . . (6. Sacchi.) n S 

,Vn/. Le macchine a vapore descritte e spiegate ai non intcUigenli 
di meccanica e di fisica dal ragioniere agrimensore Francesco 
yHla " (Ing. J. V.) « n3^ 

X RelizioDC al ministro dell'interno di Francia intorno avari istituti 
di beoeficenta d'IUlia^ del cav. Cerjheer . • . . (G, Sacchi) » iiG 

ì* Prospetto della edarazione religiosa, intellettoale e fìsica che si dà 
si CoDTittori deiri. R. Collegio Tolomei di Siena, diretto dai Pa- 
dri delle Scoole Pie (Michele Sartorio) • » sa*) 

(I. Notizie solla vita di Severino Boezio e sulla storia dei suoi tem- 
pi, del cav. Carlo Buon-Compagni . . . . . . (G. Sacchi) » i'ig' 

^' i Docks, o porti artefatti. Memorie raccolte in viaggio dal mar- 
chese Camillo PaUauìcino (G. Sacchi) » a3o 

'UU- Della moneta antica di Genova , libri quattit) di Giotfanhi Cri* 
^/oro Gandolfi^ . (G. Sacchi) » 23i 

U^> Tre anni di viaggi in Europa ed in Asia , di Stanislao Bellan- 

, Ser (G. Sacchi) » !i3a 

^V. Conto generale dell'Ammiuistrazione della' gì nstizia civile e com- 
merciale in Francia durante Panno i84o, presentato al Re dal 
Gaarda^igilli Ministro della giustizia (C. C.) » iri 

MEMORIE ORIGINALI, DISSERTAZIONI ED ANALISI 

• DI OPERE, 

;"Ue stato dei fanoinlli òconpati nelle manifatture. ( G Srcchi» ) » 9 
«i^tto di rendiconto deU'AnaIyae raiaon^ des travanx de G. Ciivier. 

del sig. Floucens • . ( C P . . * o. ) » 35 

apporto . sulle. Case Penitenziarie di Ginevra, Losanna ,.Bmi.i r 
S, Gallo con. un progetto o piano di una nnova cat» di deirn- 
lione da erigerai in Lugano, letto nella scdiita ilei i4 ftbhnjo 

9.3 * 



338 

iftfi *1 comiuto ralle eireeri« • itaaiiNilo d'ordine od GoboiSo 
di SUto della Repibblica e Cantoae del Tiotiio« di FQ^ 

doni « (J Porro.) ptg. (S 

Il dettino delle ettU {Saim-Marc Girùrdin)»\\) 

NoUtie toU'edueas. tecnologioft degl'ialitoti caritatiTi in Torino (ftiàt^n \r, 

Reeeolu di opere otili (C Guitù.) » 4 

Dell' influenia drì reoenli siftemi carcerari! «ulb talote dei prì^ 



nieri, del dott Federico tìoUt ijl 

Sullo stato dei fiincialli occopaii nelle manifiittare {Fine) (G. &ieeM) • 333 
Ricerche ataiUtiche sulla schiavitù nelle Colonici e sui meni di top- 
prtmerla , di ^Uuandro Moreau dt$ Jonnéss membco oorrìs|xmeoU 
dell'Ut itoto, e capo dei laTori della statistica generale di Franoi. 
Delle Colonie francesi e dell' immediata abolizione della schisTÌtà , 

per Fittor» Schoéicher UX Correnti) » ifiS 

Quale sia Pinfloeosa dello spirito del aeoolp attn«le aolla letlentan 
Discorso pronuncialo sa questo quesito dal aig. Martinet drik 
Uosa, tradoa. di G. L^ con appendice di Gafore Commi . . • 3^ 

GaonaATUf Costumi w hwncanim 

Istmo di Panama; meni di trasporto per i Tiaggiatori e pel eonuiereio • Ì 
Scoperta di oa' antica città messicana ••• "4 

NOTIZIE ITALIANE. 

Prospetto degli esposti ricoverati e mantenuti nella Pia Casa di SaoU 

Caterina alla mota in filìlano l'anno i84i. • • {Fanumtti]^ ^ 
Quadro numerico delle somme distribuite in onetti di pnbblia^ 

ncficrnia nella R. Città di Milano Tanno 1840 « {rantontti) • 
Terza riunione del congresso scientifico Italiano , teantasi in Fiitstt 

i5-3o settembre 1841 (Art. III) (C. i'...o.)* ^ 

Epilogo numerico delle opere stampate In Italia nell'anno i84i « ' r 
Tenta tifo di un nuoTo prospetto della popolasioiie d' Italia leoon^ 

le più recenti anagrafi "9 

Asili Hi carità per l' infamia in Yeneiia {A Sti^ttéo.)» » 

Proposta di una sala d^ Asilo per l' infamia nel dìatrelto di Oeduo- 

bello. Lettera al dottore Nap, MaruUL • • • • ( JL AmBn)» • " 

Dazio sui libri nel Regno di Napoli ridotto alla metà * 9^ 

Circolare della SocieU d' incoraggiamento d' arti e mestieri io Mi- 

Uno • • (If/M • 'jl 

Istruxione tecnica delle provinole Tenete ••••(£• SmiMtorì^ • 1^ 

Cenni sulle prime operaiioni della banca saneae • in 

Attuale condisione della Val di Chiana nel Granducato di To* 

scena {Va Totem) » il 

Impresa pontificia delle assicurazioni dagli inoendjj oaì periodi ddli 

▼ita e da altri infortnoj '^ 

Notizie sulla quarta Riunione degli Scienziati Italiani a Padon(6»^j' 

Diga marmorea a Malamocoo» porto di Venezia • • ' 

Acquedotto nella laguna di Veneiia ^ 

Notizie intorno alle scuole infantili di carità in Godogno • * * ' {J| 
Rendiconto della Banca di Livorno dell' anno i84i • • * ' ' ' !j 

Miglioramenti dell' industria della seta in Roma ' |^ 

Scavi d' Erodano ' f| 

ioni marìttima di Triiita ' ^ 



339 

HOTIZIE STBAHIEBB. 

Suttftifli dello foechero in FimaeU dorante Tanno i84t • • pagi gt 
Sitoazione delle cesie di rìspermio in Francia al i.® aprile i84a • » ga 

Sol laiUicalo di loglio in Francia *93 

Sol lattricito di legno a Londra ««gS 

GMlraiiooi di cete di ferro in Inghilterra * 98 

Pochi cenai eoi vania|gi finora prodotti dal diritto di viaite per lo> 
gliei« il eomoiereio degli acniaW #••••#••••• 97 

Pochi eeoni eolia Ioga doganale tedesca « 189 

Come la diminosione di tessa postete nella Gran Bretagna ha pro- 
dotto un aamento d'inUoite •• 190 

Oddì loi prospetli ttetistìci pahblicaii negli Steli-Uniti d'Aneriea 

Del deeennale i83i al 1840 • • • « 191 

Ccnoi sopra Amburgo «• • m 3o6 

Geoai sofie miniere inglesi di carbon fbseile • . • it 3io 

Soli' attoate importenaa di Sues in Egitto • » SiS 

Pfospetto deeennale stelietioo della popolaiione della Gran-Bretegna 
dai i83i al i84o » 3i6 

NOTBIE RECENTI SOPRA IL SISTEMA PENITENZIARIO. 

Sai interna peDÌteBiìario In Danimarea • ; « 194 

SaUe caie esntrali di fona In Francia m M 

Propoiinoai del governo francese per le proTTidenae da prenderti pei 
liberali adolU « 3i8 

IWOVE COMUNICAZIONI PER MEZZO DI STRADE FERRATE, 

PONTI DI FERRO , noe. loc 

MoTimfnto della strada ferrata da Milano a Blooaa nel 
noese di giugno e dal i.° al i5 luglio i84a • • * 99 

Strada ferrate da Blilano a Vanesia • m ìtì 

Progetto dì strada ferrate da Aiguebelle a MontmeiUan 

nel Delfinato • • » 101 

huii. l Strada ferrate da Napoli a Nocera. .••*.. « 195 
Idea di una galleria a traTcrso della raontegna detta di 
Frejuif nelle Alpi Cosie tra Bardonniché eModana, 
con note di P» b» Ftrrtro • • • (6« Potenti) » 196 
MoTimente della strada ferrate da Milano a Mensa dal 16 

loglio al i5 seltembra i84i » 320 

Nnove discipline per te strade ferrale nell' impero an- 

strìaco ••• « 101 

Solle strade ferrate nell'impero d'Anstria • • • • » ooo 
Legge nel Grandocate d'Awte per la coelmtione delte 

(j^^ ì strade ferrate. ( 6. T.) » 9o5 

^^ ^* ^ Aperrara della strada da Berlino a Stettino , . • « 906 
Tratteto fra varj Slati per nna strada ferrate da Bellino 

a Strasburgo ..••« 3ai 

Pietra inaugurale del Ponte di catene a Pesth • . » Ivi 
Cassa d' ammortitaasione per le strade ferrate BadeeI m 899 

SnoasA. — Strada ferrate da Rorschaeh a Coira • 907 

Faucta ì ^i*P^*>oni del gOTemo francese per resecotione della 

f noovA legge lelatiTa «Uè strade ferrate • • • • » io3 



34o 

Movimento cibila strada fi-rrata da Strasburgo a Basilea p. u\ 
Sul ricono per danni ed ÌDteretsi da ioni ai feriti io* 

pravvisauU al disaatro di Vcrsaglia V8 p. maggio. . » loS 
Altre osaefTazioDi de' .giornali franceai a proposito delle 
iDÌaure da .prendersi per vendere aicoro il viaggio 

delle strade ferrate . • • • » ao8 

p J Soppretaione delle rolaje di ferro fiiso per la strada fer- 

\ . rata di SainfÉtienne . • * an 

Nuovi cenni auU'esecutione della legge delle strade fer- 
rate in Francia « si3 

[Convenzioni del passaggio della frontiera fraoco-bclpca 

eolla strada ferrala e )i3 

Rendiconto della strada di ferro da Strasbargo a Baitlea 

nel primo aemestre i843 » W\ 

j« ) Nuove precanzioni sulle strade ferrate nel Belgio . » icS 

DiLGio ^ Prodotti delle strade ferrate nel Belgio nell'anno iftfi » ^^^ 

NÀVioAzioin. 

Navigatione a vapore del Lloyd di Trieste » ro£ 

Fanale di fuoco fisso neirisola di Proestoe in Nonregia . « . » m 
Navigazione del Trbro eoi piroscafi coatrotli in Inghilterra • • . « 21^ 
Canale d'anione del Reno col Danubio ••••••...•«in 

Nuova pala ad acqua inventata dall'ingegnere Alberico Briola di Pavia» ai'> 
Arrivo a Roma dei piroscafi dello Stato Pontificio • » . . . . » 3r 

La Gran 'Bretagna, packebottó Transatlantico > 3.-5 

Navigazione del Rodano snperiore , . . 9 ui 

VARIETÀ' SCIENTIFICHE. 

Della Ibrza motrice delPelettro-magnetismo . {Giovanni Minatto*) » io*] 

Nuova scoperta di un nuovo microscopio . • ' • 3tu 

Nuovo metodo per nettare le forme di stamperia » i^ 

Macchina elettro-magnetira dì Wagner » 339 

Perfezionamento delle locomotrici a vapore v ìtì 

Caibon fossile sostituito al coke nelle locomotrici » 33o 

lllnmittazione collo zuccaro • ^^^ 

Mezzo di levar l'incbiostro fresco che si attacca alle penne metaHichea ivi 
Mezzo d' impedire all' inchiostro di addensarsi e di ammuffire . » ^^^ 

PREMJ , NOMINE E PROGRAMMI. 

Programmi dell' I. R. Istituto di Scienze , Lettere ed Arti del Regno 

Lombardo Veneto in Biilano « i^^ 

Premj accordati dall'Accademia delle Sciente a Parigi . • . . ** ii| 
Programma dell' I R. Istituto di scienze, lettere ed arti in Milano » 3^4 
Programma della R. Accademia delle scienze di Torino • . . . n 335 
Premj disposti dall' Accademia di Torino per scienze positive . . « 336 

BIOGRAFIE. 

■ 

J0S6 4e Esproneeda. • • . • {Guttopo Lhemann,) ** ni 

Notizie biografiche intorno a Sismondo de Slsmondi . • . , • » sm 

• 

FINE DEL VOLDME LXXHI. 



1 
i 

: J « 






ANNALI UNIVERSALI 



D I 



STATISTICA 

ECONOMIA PUBBLICA, STORIA, VIAGGI 

E GOBIBIERGIO. 



VoJJaUE SBTTÀWTSSlMùqVJRTO. 



Ottobre f No^mbre e Dicembre i84a. 



MILANO 

PiBSO li SoaSTA* 0IOI.I EoiTOftl DEGLI Amili UinTBlSAl: 
DUIB SciBNZB B DBIX' INDUSTRIA 

Nella Galleria Deeritloforit 
SOPRA LO SCALONE A SINISTRA 

i84a. 



(jLìMAjOCaÌ \JìUQeHj^(xJÙU 



\ ^^botlòlliCCD 



eo. 



imm» 



Ottobme i84a. Fol. LXXIF. N." aao. 



BIBLIOGRAFIA o 



ECONOHIA rUBBLlCA, STORIA E VIAGGI. 



!• — * Guida di Padova e della sua provincia* Padova^ \Ò^i\ 
eoi tipi del Seminario. Un voi in 8.*, di pag. 56o, con due 
tofok geografiche e so vedute in litografia. 

u maoicipio di Padova emalando il generoto esempio dato dalla mo- 
lificeou dei Prìncipi del Piemonte e della Toscana , faceva compilare e 
obUicare a sne spese una importantissima Guida della città e della pro- 
ìdcu di Padova^ per Jonare a tutti gli scienaiati che intervennero al quarto 
«ragretto italiano* E perché l'opera riuscisse degna della fausta circo* 
•taBa che la consigliòj s' ebbe il savio pensiero di affidare ad otto bene- 
M'iti lerittori l' incarico di descrìvere ed illustrare la città e la provin- 
il* L'erudito signor Furlanetto illustrò la storia antica di Padova^ e 
doqoentisiimo professore Menin ne illustrò la moderna* U signor mar- 
iKte Selfatico che tanta rinomanza acqoistossi nella critica delle art! 
elle ) descrisse e giudicò i principali oggetti d' arte esposti al pubblico 



(0 Saranno indicate con asteriteo (*) di rincontro al tiàolo deltOpera 
9dle produzioni sopra le quali si daranno s <luando occorrano ^ articoli 

aditici. 



I t • 



4 

net luoghi tacri e nei palatii aaaieifwli e prìftti. Il proteoic 
veniU De Vitiaiu, parlò di tatti gli tUbiUoieiiti d'istntioM. D «pv 
De Zigno fece eoootoere gli aUbilimenti di benefioema, i oonfenti, itoi 
e le carcerL La geologia ^ T idrografia, l' agricoliara » il coamerdo cT» 
dntiria forono magiatralmente illuttrate dal aignor DaRio, e dal PnadaÉ 
Generale del Congresio signor Andrea CiUadella Vigodanere, undaln 
ool aig. Giovanni Cittadella forono deteritti i looghi principali ddla p 
▼inda. 

QoetU belliMima Gnlda renne aoooapagnaU da nna Carta geqpilìa 
della proTincia, otO tiOTaai tracciata la linea della strada ferrata LoakidD* 
Veneta 9 da nna Carta topografica della dttà di Padoraeda Tenti lediie 
in litografia rappresentanti i pid oospicai monamenti ei?iciele piòaMK 
ville dei contorni di PadoY«« 

Noi rìprodnrremo le parti pici importanti di qoeata Gnidi ad Mk^ 
tino Statistico. Intanto per porgere un'idea dell' opera , darenoqv aleni 
cenni generali intomo alla città ed alla provincia di Padova. 

m Padova ata nel grado di longHndine ag"* Sa C 5 dalPifobdiir» 
ro« e 45® a4* i** di latitudine boreale; alla diatania di a5 niglii ptpi- 
fiche da Venesiaj di 1 8 da Vioensa. La cinta delle ane mora gin;» 
glia circa , e vi si entra per aette porte. Il aoolo cai aopruta si dm 3$ 
piedi parigini sul livello del mare. L'aria è salubre} T alteta nedii dd 
baronietro, posto a 94 piedi sol livello del marCj e ridocendotU»im^ 
temperatura è di afi piedi o* 9}; quella del tennometro ài pia ^t^ 
R. ; Il massimo calore non arriva di solito ai gradi + a6; ricorduà coue 
caso straordinario i gradi ag; il massimo freddo non abbassa d'oidìoim 
il termometro che a gradi — 6 j ai nota come insolito il freddo di so- 
di 11» e come secolare quello di i5; il numero dei giorni sereai in p» 
gone al numero intero dei giorni dell'anno sta nella proponiooe di 4 
quarto; la quantità media della pioggia che cade in un sodo è di 3i 
piedi 8* 65; dominano i venti che soffiano dall'est al nord-ovnt 

M La popolazione si compone da circa 58,ooo abitanti; dei qulihiM 
stabile dominio nell'interno della città circa SS^ooo; abitano i borsbi| 
il caseggiato esteriore circa 16,000 ^ e formano una somma di cim 1^ 
gli studenti dell' Università , del Seminario e di altri collegi intiose od 
guarnigione, colla casa degl' Invalidi , collo Spedale militare e ool N 
di reclusione. 1 

*t La Provincia padovana a' allarga da oriente ad occidente 3o vip 
geografiche circa; si prolunga da mesaodi a settentrione circa 54; C)Crt 
tenuta fra le provinde di Trevigi, Ventraia, Rovigo, Verona e ViceoH 
copre una superficie di 6ao miglia drca quadrate , popolata é» 999)^"{ 
sia 483 abitanti per ogni miglio quadrato* 



ff Doe città, atenne castella e parecchie grone borgate DobiHtano II 
nere di PadoTa. Si noterano fra le prime MoDlagnana ed Ette; fra le 
eoode Noalci Campoaanpiero , Monaeliee^ Piore; Ira le ultime Teolo, 
oDselve, Mirano f Piazsola, Battaglia, Noventa, Legnerò, BovolcDta ed 
tre. Appartenefano per antichisiimo diritto al territorio padoTaoo Stia, 
olb, Uira ed Oriago; paesi che solla TÌa per Yenexia, compoogono in* 
eme eoo ona serie di case , alcune pompose e qaasi tutte appariscenti | 
u città coDtinoata lungo le rive del Brenta. 

« Cinquecento e più chiese sono disseminate nella protincla , e molte 
i queste si meritano qualche lode o per architettura o per dìpinturei 
bie«e sttinenti alle nominate castella e terre od ai Tillaggi che le Intor- 
itoo, i qatli sommano a circa 4oo« 

a Contata Padova altra Tolta nel suo ampio tenere bnoft numero di 
adie, fra coi primeggiarono RÌTiera, Venda, S. Daniele In Monte, S. Mi- 
àele di Gmdiana, la Vantadizza e Praglia. Rimane ora quest'ultima; e 
Ielle altre lolamente le memorie isteriche e i fabbricati spogli delle opere 
l'arte dì coi ii omaTano un tempo. 

« La dkwesi, eh' eatendesi oltre I confini della proirincia, comprende 
anche i Sette-Comuni Ticentini, regione montagnosa, popolata da 3o^ooo 
abitanti; oiiertabile per le costumanze, pel linguaggio e per la origine deT 
laoi abilanlL 

« Mettendo insieme 4* amenità dei celli, il gran numero de* TtHaggl | 
a fineqnema degli eleganti casini di campagna, la fertilità della pianura, 
a quantità di acque correnti che la intersecano, e la salubrità dell'aria, 
HMono forse in qualche modo giustificarsi le parole iperboliche di Gostan- 
ÌDo Paleologo, il quale per testìmoniansa di Paolo Morula e di Celio Ro- 
KgÌQo ebbe a dire che, se non sapesse il Paradiso terrestre essere stato in 
Oriente, STrebbe creduto stesse inTCce nel padovano (i) m. 

II. — * Esame della polemica insorta sulla riforma dette car^ 
ceri; del conte Petitti di Roreto, socio di varie Accademie. 
Milano^ 1^4^. Un voL in 8.^, di pag. i64 # p^ao Luigi 
di Giacomo Pirola, ( Prezzo ital, tir. 3. So )• 

Questo lavoro venne pubblicato al momento in cui per la prima volta 
a Italia aspettavasi una severa e pubblica disamina della riforma peniten- 
*>rìa, ipecialmente pei suoi rapporti alla ragione Mnitaria» Iniziato' tale 



(0 f^edi Gennari, Informtaione storica , p. i33. 



argomento dal conte Petilti negli annoali GongrcMt leieDlifMi , tfjÀ isin- 
deva con questo Javoro dinotare a larghi tratti i dabbj che readono tu- 
tore meno rapido il procedere delle nuove iatitusioni carcerarie , oode é 
poteMO cosàf come in un campo già esplorato e misurato « avaauit m\ 
maggior sicnretxa nello studio d'una delle questioni più vitali delU ni» 
ma. Tale è il valore occasionale dell' opera. Altra importansa pa& ad m 
assegnarsi nel trovare ivi .esposta la storia dei progressi coatefflponDdj 
della riforma in Italia ed all' estero, formando cosi una specie di i^ 
dice all' altra pobblicatione « Della oondixione attuale delle carceri e de^ 
mesii di migliorarla ». — La discussione per il riordinamento delle oneri! 
in Francia occupa una parte principalissima di questo lavoro. L'Autoftlir- 
gamente ivi espone il progetto del ministero i.° marzo, le modìfiaiiw 
radicali introdotte dalla Commissione delle Camere, della quale fa lelaioR 
Tocqueville, e la critica fatta al lavoro della Commissione da Carlo U* 
cas. Tale discussione offre il riassunto di tutte le opinioni che ceram 
di diversamente dirigere la riforma penitenaiarìa. L' esame dei lavori dd 
marchese Carlo Toregiani in Italia , del principe Oscar di Sveùa^ è !■> 
doro Alau&et e Regis-Allier in Francia, forma una parte non seeosdirii 
nell'attuale studio xlel conte Petitti a rendere completa la storia di ai 
ebe negli ultimi tempi venne pubblicato su tale argomento. 

Per ora non procediamo oltre ad indicare a quale scopo l'aotoei^ 
bia diretta questa rassegna , quali opinioni egli abbia Toluto amlorare 
coli' esporre l'esame della polemica penitensiaria , opioioui d'akia parte 
già note ai lettori di questi AnnalL A noi gioverà ritornare sn queri^openi, 
servendoci essa di occasione: i.° Per porre a noti sia dei lettori , ed ewn* 
Dare le produtioni più meritevoli di pubblica attenaione suU'srgoaMBfa^ 
a.® Per semplificare i ponti di divergenaa offerti da questa polemia ia 
i diversi principi di riforma. 3.® Per fissare i limiti della questione ip^ 
nica che attualmente riesce di si vivo interesse al pubblico, gtonidocl 
cosi a modo di introdusione per esporre in seguito i quesiti presentiti 
all' ultimo Congresso di Padova. a, tono. 

III. -— * Manuale cf enciclopedìa per ogni classe di penosii 
ossia Dizionario storico , cronologico , universale , di Fraij 
Cesco Predari. Milano ^ i84^ » presso la stamperia Gu^à 
mini. Edizione in 4*^ piccolo. (Manifesto d'astociaiiooe). 

L'opera che annnnziamo è il frutto di lunghi' e coseienaioii studj 
L' autore in ottanta mila e più articoli darà l' epoca e la storia ; 

i.^ Dei più celebri avvenimenti politici, civili, militari e religiosi d| 
tutti i tempi e di tutte le nasioni. 



7 

1.^ Delle origini , delle scoperte , dei perfetioMmenti più contidere- 
ioell«arli, nella meocanioa , neirindnetmoommereialeymanifalttiriera 
^iooUy non ehe dei progretai nelle acienie filosofiche, teologiche, ina- 
ftlùAe, astronomiche, natonli, geografiche e letterarie. 

3.** Della proniolgasione delle principali leggi , editti e codicK 

4.^ Dei più celebri monumenti di architettura; e delle precipue opere 
Kullara, pittura e simili, delle pubbliche biblioteche, delle accademie 
Irile istiluaioni di beneficensa, di educazione e di commercio. 

5/^ Dei fenomeni pia straordinarj della natura, come terremoti , r ru- 
mi di folcani, ionondasioni, meteore, epidemie a simili* 

6 ° Della nascita e della morte dei personaggi pia illustri tanto del* 
intichiU che delle epoche moderne. 

Qoetle ordinate serie di notisie disposte e modo di Disionirio, saranno 
mteoale in due grossi volumi in 4**' piccolo di mille pagine cadauno. 
'open »sn termiData In due anni. , 

AppcM ueiranno i primi fiueicoli di quello nuovo DisioDarìo, noi ne 
irreno spedale parola. lotanlo per V esatteiia delle notitle e per la va- 
ti là ddremdiiioae ebhiamo ottime guarentigie negli altri scritti pubbli* 
ali «oofi dal beaemerìto autore. 

V. *- Prontuario per F ingegnere e pel meccanko, o Raccolta 
£ tavole numeriche ed esposizione sinottica di dati e risul- 
tamenti positivi necessarj alla risoluzione dei principali prO' 
bUmi deir ingegneria e della meccanica. Opera di Giuseppe 
Cadolini , ingegnere delle pubbliche costrtizioni di Lombar» 
dia. Milano, i84it presso Angelo Monti. Edizione inS.^ 

E qaesia un'opera che può chiamarsi il tHide-mecum dell'ingegnere e 

^ meocanico. La acienxa vi é epilogata a risultarne ultime e tutte pra- 

tbe. 

Conterrà essa dieci serie di tavole, cioè: I. Tavole metrologiche, pon«> 
nli e monetarie, coll'esposisione delle notizie e degli elementi che oc- 
TODo a conoscere e ragguagliare le misure, i pesi e le monete; II. Ta- 
e aritmetiche ed analoghe formole algebriche ; III. Formole, costruitoni 
^▼ole geometriche e trigonometriche; IV. Tavole topografiche, geodeti* 
■, itinerarie, geografichi^ ed astronomiche ; V. Tavole fisiche e corogra« 
te; VI. Tavole meccaniche, idrauliche ed idrometriche; VII. Tavole tee* 
ogiche; Vili. Tavole architettoniche j IX. Tavole industriali; X. Tavole 
ooomichc relative alle operazioni di consegne , ticonsegne , bilanci e 



8 

V. — * Corografia fUica , Miorìca e statistica ddt Italia e delle 

sue isole f corredata da un aitante di mappe getfgrafiehe e 
topografiche^ di Attilio Zuccagoi Orlandioi. Firenze, presso 
gli editori f 16^2^ edizione in 8.^ grande. Fascicolo LXIF. 
( Prezzo dei 64 Jasdcoli pubblicati itaL Ur. log, 37 ). 

Kipetiamo ranoaniio già altre Tolta fatto della oontinaata pnbblica- 
aione di qaeat' opera che è perrenata al nono volame. L' ìllustraiione del- 
l' alta Italia 9 eolie aae dipeodenie addette alla Gonfederaaione Elvetica è 
già compi Qta. Ora inoomiocia la parte Tofcana. AA opera più ayanaata 
ne faremo argomento di articoli analitici. 

VI. — - * Storia della conquista di Lombardia fatta da Carlo 
Magna^ e delle cagioni che mutarono ndtalta Italia sotto 
Ottone il Grande la dominazione francese in dominazione 
romana^ di J. De PartonneaaXi recata in italiano dal doU» 
Lorenzo Ercoliaoi. Milano g 1843, presso la ditta Bon/antL 
Edizione m-8.* 

VII. -^ * Storia di Cario Mapto j di Capefigue , fatta ita^ 
liana da Luigi Toocagoi » con note dell autore e del Uth 
dutiore. Milano^ i843> presso Giuseppe Reina» FoLIin-S,* 

Queste due opere francesi trattano dello stesso tema storico. Ci piace 
che siano state tradotte nel momento stesso io coi gli stadj degli italiani 
sono pure rivolti ad illustrare questo periodo storico. Tutti conosceranno 
lo splendido lavoro del Troya di Napoli sulla dominaaione dei Longobardi 
in Italia e sulla loro caduta. Egli ebbe campo dì studiare la ttoria di quel- 
V oscurissima epoca sopra centinaja di diplomi ancora inediti di quel tem- 
po ^ e seppe da quelle oscure memorie trarre prealose induzioni storiche. 
L'aceorateaia delle sue indagini non può essere neppur posta a confronto 
colla spensierata leggterena dei due scrittori francesi. E giacche a noi pure 
fu dato di occuparci anni sono di questo stesso argomento, non manche- 
remo di presentare ad edisioni finite un nostro giudisio comparativo sopra 
le opere di Capefigue , di Partonneaoa e del nostro italiano Troya. 

G. Sacchi. 



ea f^na/ióù a Cmere. 




COISIDUABIOVI %XSVLk COHDIXiOlVB DBLtA momiTA'' FOEIMABI4 

IH maHaTtBBA ed ir rSAVClA (l). 



L ecoDOuiia politica , che una tolta consideratasi quasi unica* 
nieDte dal lato della produtione delle ricchesze, ora tenne de* 
fioita siccome una iiciensa il cui soopo é di rendere il ben estere 
generale quanto è possibile» e di chiamare il maggior numero di 
uofDini a partecipare ai beoeficj della cì?iltà. Se prima non 
isrodiafsii la ricchezsa che in sé stessa e per sé stessa , ora 
giammai perdonsi di vista i suoi rapporti col miglioramento della 
società ; se prìina si prendeva la rìcchexsa per iscopo , ora non 
si risguarda die come un mezzo, la cui importanza solo risulta 
ial potere di servire alla comune felicità; se pria facevasi di* 
)eodere la vita d*uno Stato dalla copia dei prodotti, ora non ai 
a scaturire che dalla maniera eolla quale Tengono scompartiti. 
L'esperienza fu la terribile maestra; essa fu che mostrò a 
eantteri di sangue come ovunque una artificiale spinta era stata 
data alla produzione ; ovunque la popolazione era stata strap* 



(i) Noi dobbiamo questa Memoria al beneoDerito dott. Bonomia il quale 
ba saputo aasociara alle mediche dottrine anche ttndj profondi sulla pub* 
ilica economìa , giovandosi delle speciali inveitigazioni che potè istituire 
lei TMggi da Itti intrapresi per le pia colte contrade di Europa. 

I^e vedute da lui espresse sono pienamente conformi allo spirito della 
wn dottrina italiana 5 la quale ha saputo sempre star lontana e dall' in» 
•liabile otilitaiisflio inglese e dalia gretta arideua del tornaconto fran- 
ge. JKoUk M CompSafor§k 

AvRA&i. Slatìitica , voL LXXIF. a 



L 




IO 

pata ai campi, e all'industria agricola torrogata nodoktrìa otn« 
fatturìera ; ovunque i capitali , le proprietà erano itale coocn. 
Irate in poche mani; e se la forcnatione delle ricchetse era lUti 
•pinta al tnassimo grado, cui mal potesse pervenire, non ne en 
nell'aoif ersale altro scaturito che una miseria maggiore, e quelli 
lurida piaga, che sotto il nome di proletariato, di pauperismo, 
minaccia V avvenire morale e materiale delle società. Gli studi 
quindi degli economiUi, che erano già consacrati alla ricerca delle 
leggi che presiedono alla creazione dei valori , ora, eoasidenodo 
queste come completamente trovate, si rivolsero alla questione 
dell'equa distribuzione dei prodotti fra tutte le classi dei lavo* 
ratpri. Si fece intanto palese la sorte disgraziata degli iodifidoi 
addetti alle filature , lo stato precario dei capitali gettati nelle 
grandi speculasioni industriali^ si trovò la causa prima di tuia 
povertà e deirìosuf&oienza dei mezzi finora adoperati a frenirli. 
Dal favore che veniva compartito all'agricoltura, dall'equa distri* 
bucione dei suoi prodotti^ dal perfezionamento dei suoi meni, 
dalla combinazione dell' industria campestre e manifatturiera, 
parve in ultima analisi dipendere precipuamente la feliciti d'oa 
popolo; al lieve grado di considerazione nel quale è tenuto il la- 
voro agricola ^ al concentramento della proprietà territoriale, alla 
completa separazione delle due industrie, connettersi rorigìBe 
di sua miseria. Osservandosi oome il suolo formasse la priocipale 
base di ricchezza , anche nei paesi ove questa sembra^s udìci* 
mente risultare dal commercio e dalle manifatture (i); siriloroo 
air agricoltura, quest'alma madre delle genti, l'importaota a lei 
dovuta SI riguardo alla felicità dei nostri simili, come airautteaio 
delle rendite^ si esaminarono i sistemi agricoli delle diverse eoe* 
trade » e sempre pii^ gli econoioisti si confermarono essere que* 



(i) Tale è in Inghilterra la aoperìorttà della rìccheasa agrioola tull'ia^ 
Aistriale e aommernale , che nel i8i4 1 sotto il regime dell' incomt-tt* 
( taaaa aaUe raodiie ) l' imposta sai profitti dei commercio e delle naoij 
àaltare non elevossi che a a,8oo,ooo lire aterliae , mentre la tana sali 
rendite territoriali prodoase pia di 7,700^000 ater. 



Il 

Ito beofldelto terreno ehe eaipeiUaiiio preéSpuo foodamenlo alle 
cooduìoni morali ed eoonpinicfae delle naiioDÌ. 

E questa aMersione « potrebbe facilmeote compro? are col- 
l'eiempio deirirlanda e dell'Agro Romano, paeii che sotto le più 
felici coodiiiooi di suolo e di clima trovansi ridotti I' udo nella 
più abbietta miseria, l'altro nella più desolata solitudine; ma 
eueado paesi questi di ecceziooe , per provar tutto , saremmo 
ione ridotti a provar nulla. Onde presentare prove più con- 
fioccati conTÌene scegliere natiooi nelle quali libere istituaioni^ 
e uà sito grado di civiltà , di ooità e di possaota abbiano la* 
«iato libero campo allo sviluppo delie forte produttive; uè me- 
glio quiodl si potrebbe scegliere deUlnghilterra e della Franeiaj 
psesì ove la copia dei capitali combinata colla fertilità del suolo 
e coli* iadustrìa degli abitanti diedero ampio incremento alle 
Dsiienali nochesse. Ed a ciò sono ancor più eccitalo , da che 
sfeado fatta qualche dimora io quelle contrade ^ oltre essermi 
dato di offrire le poche mie osservaaioni , mi è lecito di pre* 
leotare con maggior sicuressa le varie opinioni dei tanti che 
trtltarono di queste materie* Nato io nella più fertile prò- 
Tiocia di Lombardia, sulla riva del sonante Adda, le prime im« 
pressioni che colpirono la giovinetta mente furono i pingui pa« 
icoli , le biondeggianli messi del mio paese ; cresciuto in età 
crebbe eolla riflessione il mio amore pegli studi e per le fac- 
cende agrìcole; aicchi quantunque ben altro fosse lo scopo delle 
Die peregrioaàoniy giammai non intralasciava, appena le circo- 
itaoie me lo avessero concesso d'informarmi dello stato del- 
l'agricoltura e della condisione dei contadini nelle provincie 
cbe attraversava. E ben vorrei che simile inclinazione fosse 
pia diffusa fra noi Lombardi , che abitatori d' un paese fecon- 
dalo dalla Industria degli avi , benedetto da uno splendido 
iole, irrigato da copiose acque, mentre possiamo in esso solo 
trovar la fonte di nostra ricchesae^ sensa giammai ricorrere ad 
altre fittiiie a transitorie, ne corre l'obbligo di occuparci della 
diffiuioae del ben essere e della civiltà in quella classe nome- 
rota e importante che colle sue fatiche e coi suoi sudori a noi 
h somministra. 



là 

Del resto unica mia tperanta oeiroffirire queste eonudertiioa 
ti è di eccitare la simpatia a questo genere di studi , ed onia 
mia ricompensa V avere almanco eccitato qualche onesto lenth 
mento* 

Cotidinone della proprietà fondiaria in InfjhiUemL 

' Il possedimento del terreno diede sempre lo IngbiUem an 
diritto a qualche supremasia nella società, e i possessori ▼eonero 
rìsguardati siccome una casta privilegiata. Ogni rappreteDtaou 
nazionale fondata sotto i re sassoni fu sempre una rappresentaou 
di proprietà, giammai di persone. Il supremo potere oell'asien- 
blea del popolo (Folkmote) fu sempre riposto nel corpo coDet- 
tÌTo dèi liberi proprietari! di terre , ed il wiltena-gcnol^ o gru 
consiglio della nazione, era composto dei compagni del re, o 
Thanìy dei governatori delle contee , vescovi ed eccleiìaslici ti* 
tolati; senza cinque hydes di terra, un ceorl^ o piccolo proprie- 
tario, non poteva essere posto nell'ordine dei thanet delrefDott 
Sqnire. Esame della costituzione inglese )• Alle quali asieniom 
Henry nella sua storia d'Inghilterra aggiunge: « Subito che uluso 
dei ceorls acquistava cinque hydes di terreno con uoa chiesi, 
una casa, veniva dichiarato thane e membro del gran ooosigBo 
della nazione ». 

Dopo la discesa del Normanni, essendo statò tutto ii suolo 
inglese diviso da Guglielmo il conquisitatore in 700 feudi dipes* 
denti dalla corona, la sovranità andossi ognor pi il iocorporaodo 
al snolo, con tutti i suoi attributi; diritto di levar soldati, ioipo- 
ste, pedaggi, diritto di rendere giustizia civile e criminale, tutto 
fu in qualche maniera un frutto della terra. Ogni grande pro- 
prietario divenne una specie di principe ; i suoi vasialli eraoo 
i suoi sudditi, esso il foro giudice , il loro legislatore in tempo 
di pace, il loro capitano allo scendere in campo. Risguardao- 
dosi così il terréno non come semplice mezzo di sussistenza, ma 
siccome mezzo di possanza, e dipendendo la sicurezza di ooi 
terra, la protezione che il signore potea porgere a quanti n 



i3 

■IkUvmo, dalla wa ettcaiione, 0§m eapoitu^H) non lolo di 
lequUltn od uiurpare il pib delle terre prouimane^ ma etiao» 
dio di tramaodare il patrimonio ai nepoti nella (ua intep-ità , 
fddti A dÌTÌderlo urebbe italo ud distruggerlo eipoDcndolò 
emiioaameDte alle incunioai dei poiunti TÌcioi. Rello iteuo 
Iraipo reputavaii indif penubile alla moDarchia ooitiluiioiuie una 
Bobiltà privilegiala ereditaria, ed euendo la riccbeiza uno degli 
deewali neceiMrii allo iplendore del quale questa ariUowasia 
doKta euere orcoodata , ne venne che li dovettero oreare i 
luggioratchj, i fedecommeiii, a tutte le altre iitituùooi tendenti 
tcODcenlrare le riocheue e a perpetuarle nelle >teue famiglie. La 
Itgge della primogeoilura A oppoae allo imtnnKaaBeBta delle 
proprietà ia coiueguenu delle •uoceuioni dirette; l'introduiione 
dei fedeoanuneui vietò ebe ewe veniuero smembralo per -vìa 
deUt slienuioni , dei doai , dai legati , e neppure per la mala 
uomioiiiruione , o per le politiche diigrasie dei succeuivi pai> 
uuaiì. Di tal maniera non solo grandi esteniÌMii di terreno tro* . 
nnau riunite nelle meni di poche pouenti famiglie , ma fio 
■Dco le pouibilith cbe queste tene venissero giamioai divise , 
Tane prcfcnuta con tutte le iramagioabill precauiioou Iia legi* 
•Lnionc fendale diede insomma in lagbiltsrra alle proprieli agri- 
cole una solidità monarchica, venendo ogni possedimento diféso 
cantra gli smembramenti di chi se godea l'usufmtto cdle leggi 
a primogenitura e di soslituiione. 

Ha ben di rado avveniva che un grande proprietario mdto 
•i tceopaiK di migliorare si vaste eateosiooi di territorio. Esso 
■MD aiieodeva che a difendere le sue castella, o ad eatendeie 
h tua autorità e la sua giurisdiuooe su quello dei snoi vicini , 
oe potea quindi aver l'agio di coltivare le sue terre e di met> 
Icrlc ■ profitto. Che se eneo le pace ioUma e la buona am- 
iBÌDÌitr«iioDe del regno gliene avaisero L 
^ dì rado ne avea l'inclioaùone, 
nigoQo uli ocGupasioni. Concesso ' 
Wstlere economo , in generale gli 
^re i suoi annui risparmi in novell 



«4 

garli • bonificare gli aviti poderi dei qoali» di fatto odi Arino 
egli non si cooiideniva che l'usofrutldario. Se pochi ammiglion- 
menti doveansi aspettare dalla parte dei tigoori feoddbra, 
meno ancom te ne doToano attendere da coloro che sotto i loro 
cenni coltiTavano la terra. Erano questi serri della gleba, oo* 
Ioni, che qaanttinque trattali con minor severità che sotto i Ro* 
mani, pure erano sempre schiaTi. Essi reputaTansi apparieoere 
piii direttamente alla terra che al loro signore , sicché Tende* 
vansi col suolo come inseparabili da questo. Incapad di scqui* 
slare alcuna proprietà , quanto aveano era acquistato pel loro 
padrone^ che loro potea toglierlo a suo piacimento. Qatcdi ogni 
migliorìa fatta da tali agricoltori, era propriamente cosa del loro 
signore, poiché compierasi a sue spesci sue erano le leoenti, 
•no il bestiame, suoi gli attreni da lavoro. La totalità del pr»* 
dotto apparteneva al padrone, sia come rendita della sua terti, 
ala come profitto del suo piccolo capitale, die eonsistefs per so- 
• lito In. poco bestiame mantenuto interamente col prodotto spoo- 
taneo delle terre incolte, e che potevasi in coosegueon coosi- 
darare siccome parte di questo prodotto. Altro non potcìoopa* 
degnare i servi che il giornaliero sostentamento ; ma colù che 
nulla può acquistare né sperare , altro interesse non poò avere 
che di mangiare il piU possibile e di lavorare il meno che {S 
è dato. Ogni lavoro al di là di quanto basta onde procararsi]Jt 
aussistensa non può venirgli strappato che dalle minacce, pia- 
mai da alcuna oonsiderasione di personale interesse. 

Quantunque l'opera in tal maniera procacciata dof esse rìnsdre 
• pia cara e la meno proficua di tutte, la servitili doròooliaii* 
meno in Inghilterra varj secoli, né riuscirono I servi ad ottener 
la libertà che allorquando il potere feudale sena assolalaoeate 
il bisogno di loro accordarla. Gli ottantatré anni che paisaroM 
IVa il regno di Riccardo II e quello di Enrico TIII videro gm 
datamente incominciare la emancipacione durante le guerre del 
duca di Bedford, e continuarsi nel metto delle commosiooi ss* 
aattate dalle rivalità delle case dì York e di Lancastra I sohi 
aempre pressati dai bisogni della goerra, furono di necesati ob 



i5 

b&gtti di rfeoaoseera che le rendite in nature e in fervici, vet. 
ntorie per l'egricoltoré» emno loro poco profittefoli , e cbe le 
terre e le oiendre meglio proeperafaoo io mano a fitta juoU ac- 
licunti da giucli beoeficii. A poco a poco essi preferirono i ter« 
H\ P*8^^ *' ie<^igÌ imposti. Sorse quindi una nuoTa classe 
di popolatione , che tenendo in seibo qualche riccbetsa, faeea 
valere le terre col proprio capitale, pagando al proprietario noe 
reodita fissa. Appeoa dorava l'a£Eitto per uo certo numero di 
suoi, poteano qualche volta questi intrapreoditori trovare il loro 
istereise a porre una parte del capitale io nuovi miglioramenti 
lul podeie, nella sperante di riguadagoare questo avaoso con 
un baca profitto avanti la scadensa del contratto. Questi gentil» 
uomini campagnoli (gentleman fermar ) presto crebbero in nu. 
mero ed in ricehesA» in nessun paese godendo di tanta consi- 
dersaoae nccome in Inghilterra , né , il che piti importa , i 
loro diritti trovandosi più sicuri e meglio pareggiati a quelli 
dei padròoL Gih Enrico III aveva promulgaU una legge con cui 
Tìetava le eonfieoa del bestiame e degli strumenti da lavoro , e 
fiso dsl quattordicesimo anno del regno di Enrico VII era slata 
introdotta P asiooe di espulsione, polla quale l'affittuario » in- 
gtosiameote scaceiato dal podere, otteneva non solo la reintegra- 
liooe dei danni, ma ricuperava esiandio II possesso, senta assoluta* 
Beate decadere dai suoi diritti per l'incerta decisione di un solo 
tribansle* ( assise ). D'altronde in Inghilterra , dietro una legge 
promalgata da Enrico VIneli45o, il possesso o uo affitto vita- 
Ittio della rendita ennua di 4n «ceilini era riputato free-bold /un 
potteiso avente tutti i caratteri e tutti diritti d'una piena proprietà) 
e compartiva all' acquirente (yeoman) Il diritto di votare per la 
deiiooe d' un membro del parlameoto. Esseodovi molti nella 
dnse dei fitta)uoli possidenti , tali free-bold , venoero trattati 
eoo rigoardo dai proprietarìi in rapporto alla considerauone pò* 
Ktica che tal diritto loro porgeva, oonsiderasione che si accrebbe 
tttando verso il 1700, sotto il regno di Guglielmo e di Maria 
nnoero ammessi anche al ginry, purché possedessero uo fondo 
^1 reddito di 10 scellini. 



i6 

AJla itoureisa, ÌDdip«ndenM, e oooiidenitione ehe qaeiU diM 
d' agricoltori otteone ncU' isola , arrogi che dal teuipo delia r- 
gioa Elisabetta la legisla»ooe inglese si diede a favorire la pn> 
dusiooe agricola^ sia iodireltaoieote protegg^dooe il coouiicr* 
do f sia eoa Talidi diretti ineoraggiaoiettti. Tranae gli laoi di 
carestia» T esportasiooe dei cereali fa con solo Ubera, mainco* 
raggiata da aoa forte gratificatìoae ; nel tempo dì media abboa« 
danaa V importatiooe delle grai^glie estere venne caricata di dui 
equitalenti ad noa pròiblsione. L' importatiooe del bentiameJi 
ogni genere e delle carni salate, eccetto dall' Irlanda ^ f a mo« 
pre vietata; né venne che nella seconda metà dello scono Mcok 
concessa a questo paese. 

Di tal maniera stabìlironti nell' economia agrìcola d' IsgUr 
terra due valori ben distinti : dall' una parte i latifondi , prO' 
prietà immobili , generalmente legate ai diritti di prioogenitiui 
e di «ostituf iene » formanti Tappannaggio della aristocraiia;(U' 
V altra parte i bestiami, gli strumenti aratorj , gli avanti di o^ 
pitali componenti una proprietà mobile appartenente ai fitta/uo* 
li* Questa proprietà non fu soggetta ai diritti di primogeaitiin 
ehe nel caso nel quale piaceva al fittabile di non testare, pre* 
siedendo allora la legge feudale alla trasmissione della mi pro- 
prietà. In generale però la consuetudine poasente qaaoio U 
legge , spinse ogni gentiluomo campagnolo a formarsi uo aoiei 
crede; e quantunque la natura dei possessi non coodedeae^i 
dare alla successione una solidità d' esisteosa cosi as»oÌuU ite* 
come quella dei proprietaij , pure non fallì ne' campagoaoli ti 
desiderio di perpetuare la loro fortuna e il loro nome. Dipei* 
dendo in tutto e per tutto dai sigoori territoriali, né poleido, 
più che costoro, smembrare fra i figli le terre avute in affittOi 
il loro numero non potea moltiplicarsi , né i loro interessi pò* 
teaosi disgiungere da quelli dell'alta aristocrazia. 

A canto a questi due ordini di nobiltà era nulladimesoi 
poco a poco sorta una nuova classe di piccoli proprietarj indi- 
pendenti, che avendo il pieno diritto di vendere, acquistare, dii 
videre le terre fra gli eredi, eransi oltre misura moltiplicati. Tro^ 



17 
randMi noM leiteni inoolli, i t^aori dalle parroochie mveaoo ab 
mtieo eooeeiMi a Yar) servi o gtormlierì k facoltà di febbricanpi 
ioa capanaa, e di coltirarvi tre o quattro pertiche di terreao i 
I diisodameoto aoa Tolta oompiuto, questo onovo colcmo estea* 
lefB sttcoessifaoieote i suoi limiti , usuando qualche pertica 
a quel del comune , con o senta l' aotorìsiasione del barone 
'eadaie. Qaasi ogni contadino inoltre avea il suo porcO| la soa 
rieca, e un orto iatoroo aiJa espanna , né i due elementi della 
HodoiiooCj capitale e lavoro , erano allora asiolatamente sepa« 
Iti. Il denderìo di possedere una particella di terreno , T afEa^ 
ione che ontrÌTano per tal genere di proprietà , gli sforti che 
i facesno per conservarla e per dilatarla , erano uiterioci acci* 
amenti al lavoro ed alla economia, che difibadeano il beo es* 
lere e la prosperità per tutta la pepolaaìoae campestre, L' Inghil» 
terra aadsnsi con dividendo, te non quanto alla estenaione della 
terre, aloMBo quanto al numero delle famiglie agricole , fra la 
graode e la picaH>la coltifatione» Ma 1' aristocsaaia territorkla 
area troppo profonde radici nelle datti popolari, e la proprietà, 
sggeiro deir ambìaione comune , godea di un favore troppo ge« 
aerale, perché qaesto stato di cose presto o tardi non dovessa 
Miggiacere ad una riforma. 

Oppoaevasi allo smembraesento del snolo rinteresse finan* 
tiario dell' iada, impegnata per tutto lo scorso secolo ia dispen* 
iboasiime guerre. Quando la proprietà rurale è talmente divisa 
nahè bisogni riunir la rendita e il profitto del fittajuolo per* 
cbi DOS fiimiglia possa vivere del prodotto d'un pesto di terre, 
b Gootfibutione diretta deve necessariaÉnente diminuire il ricavo 
Kito, e nuocere all' ai^ricoltura, mentre quest'effetto si fa pòco 
> Dalla sentire ove i poderi siano estesi e tenuti in affitto da 
renose altre obe il proprietario* Ogni tassa sul suolo rioaceodo 
IBiodì meno produttiva e più opprcMÌva^ la natione non avrebbe 
i*ttts alcuna rendita disponibile, e sarebbe stata neirimpoteoza 
i» Mstenere lo stesso numero di manifatture , e pagare le me- 
leiioie gravosissime tasse* 

Opponevaosi le teorie economiche e sociali della scuola di 



i8 

Smiib, le qaali pttTMitavaiM ehe ki divisione delle fnfMk ivee 
potalo fre breve gUiogere e wi puoto oel ^ele U tcm , « 
queloiiqae meoiere Tenitie eohivete, non etpebbe potato natrin 
no maggior oamero di bocche ; mentre gli nomioi^ eomerraiéi 
qoelie templicìtà di costami che fiivoritce i metrimooi piccoci, 
snebberò fatto creicere aoa popoiasiooe non chiesta dallo lUI» 
dei capitali, né dai di Tersi impieghi di etti?ita. Da ciò l'iocfitii 
Ule coosegueoia di far abbassare ogaor più il preuo del laroro 
pelle grande concorrensa di bracciaoti « doode non aTrebbe pò» 
loto rìsullaroe che l^ndigensa ntsoluta di chi fosse rìnsito lem 
impiego e meni Incompleti di sossisteaae per quelli die n» 
Dissero posti in attività di lavoro. Asserivasi « essere Is dm* 
•ione della proprietà la più funesta sorgente di miseris cbe li 
oonoscn , e che perseverando sa quella via sarebbesi frs hiefi 
aorpassata In popolaiione la China, ove migliaja di creatore aos 
sembrano essere state messe alla loco che per morire di tedio 
e di inaoisione »• 

Opponovasi alla divisione delle proprietà la legisliaoo« ci« 
vile, la quale ancor tatto feudale consacrava il priocìpio dell' k« 
neguagliansa delle parti , fiicevo del privilegio di priflwpsttmsi 
il diritto cornane, e concedeva ad ogni grosso capitale di tm* 
formarsi sul terreno in elemento di arìsiocrasia. Opposenà 
la massa, e ancor più In somma disngoaglianza delle tiiie»ii 
quale era così spaventossi che al dire di air Arturo Tooogia* 
richi pagati da an gentiluomo di campa^gaa di podie totìMf 
lo lasetavaoo a borsa vuota. Opponevansi infine gli interessi ié^ 
r alla nobiltà oostituitai la qnale vedea di mal occhio sol fioMj 
dello scorso secolo le idee democratiche francesi diiFondersi e 
prender radice fra i piccoli proprieterj indlpendeoti. Diedes 
quindi a tatto potere a ristringerne il numero; e, onde raggiosgo^ 
questo scopOf cominciò ad applicarsi con veemente iopolso sili 
Intraprese d' agrieoltora e ai dissodamenti Non potendo fp^ 
avvenire senta la divisione dot beni comunali, od esigendo questa 
operasione grandi eapitalli i piccoli proprietaij nell'impoteiui ^ 
sovvenire I» loro quota allo spese iacocse dalla parrocchia, tr» 



19 

firooo pih oonveamte di vendere i loro peni di torto mi'gi^iidi 
proprietarjj che in generalo erano anche ì più ricchi oapitalìiti* 
Nei tempo steito il mioittro Pitt iiiooraggia?a la creatione dello 
banche di proviooia , fendanone aetteeento, ad etfo inginngepdo 
di attendere ai pagamenti e allo incetto del fa»ro ciroondariOi o 
ae aecroditava i biglietti accettandoli in pagamento al te^ro 
pobblicD qaal danaro cootante. GII agricoltori troraroao in- tal 
maDÌera a un modico interesse i capitali che osigetano le loro 
mie intraprese. i 

Ma in quel periodo^ cìoi dal 1796 al i8i5» le ciraostasto 
aneor più che le leggi e le banche , favorirono la arlstòcreaia 
territoriale, assicurando ai produttori inglesi il monopolio della 
eooinraazione. Ne risultò che per tenere lo sussistenso al livello 
della popolazione , fu forca , a misura che questa aumentava » 
mettere con grossi capitali a coltivo terre di qualità inferiore, 
e trovandosi ogni importasione estera quasi interdelta anco 
nelle annate di carestia, il grano montò qualche volta a preaii 
esorbitanti. Sotto l'influsso di queste circostantOi gli affitti creb* 
bero rapidamente, massime delle terre buone già da tempo ool* 
tivate, conseguensa deiraverne messe a coltura di nuove e meno 
fertili, onde soddisfare all' aumentato bisogno di granaglie sei 
grandi proprìetarj arricchirono di modo da poter offrire ai pic- 
coli altissimi preaci dei loro poderi, sicché essi li venderono. Goel 
la grande proprietà invase lentamente i beni comunali e le pic- 
cole tettale , e la grande coltivatione riunì in una sola masseria 
Porto ed II campieello del contadino. 

Il possessore d' 00 piccolo capitalo ai accArse giustamente 
che il comperar terre non era l' impiego piti conveniente , 
tanto più nella Gran*Bretagoa ove la morale pubblica d'ac* 
cordo colla acìensa finanziaria fece sempre rispettare gli obbli^ 
gfaì dello Stato verso I suoi creditori. Quegli stesso i cui gusti, 
le cui «l>ltudint inclinavano per 1' agricoltura, amò meglio làrsi 
fitlajoolo del proprietario, mentre la lunga durata degli affitti dt 
37 anni e anche pib, in conseguensa del rinnovamento che l'uso 
ftvorivo, compartiva ai fittabili molti dei godimenti e dogli iute- 



IO 

resti aonesii alla proprietà. Se fi eooMderenò iofntti le «ìoeode 
della vita umana e le oiroottanie d' ogni torta che pouooo o 
abbreviarne il oorio o mutare le eondiiioni degli ìndiTÌdui, ti 
«edrà cbe uo godimento atsieurato ad eque condisioni per un 
lungo corto di anni diBerìtee ben poco dal pottetso attoluto , 
ed attere V immaginaxione ben pili che la rtgione quella che li 
dittingue. Nel tempo ttetto la coa6guratione del peate, la natura 
del dima, la qualità del tuolo fe^orìva la coltivaxione regolare a 
grandi tenute, nella quale applicaronti grandi capitali a contide* 
revoliatime matte di terrena. 

Non furonvi con in Inghilterra che fittajuoli intrapreoditori 
della ooltivasione in grande , e giornalieri nulla pot«edeoti, che 
non potevano ottenere un sol petto di terra da coltivare» e che 
non aTovano alcun diritto sul tuolo uè a titolo di proprietà né 
per aflBlto. I contadini divennero templici talarìali che ei offrivano 
a vii pretto al fittabili onde ottenere un lavoro precario, che non 
etige tempre lo atetto numero di braccia , e che occupa ogni 
giorno un numero diverto di operaj. La popolaaione povera della 
campagna non retto completamente occupata che nel tempo delle 
metti, né il guadagno piii alto che allora ottenne torpattò mai 
il livello dei bitogni inditpentabili. Le tette intanto i« diretta* 
mente che indirettamente innaltarono il presto di tutte le cote ne- , 
cetsarie a un tegno ti esorbitante, che il povero contadino non 
potè più acquittarie. Peggiorotti cosi tempre più la conditione del 
giornaliero, i cui talari a malappena crebbero dalla metà dello 
tcorto tecolo di i;5 o i;6 nel tud, e di 1/7 nel nord d'IoghiN 
lerra. Di tal maniera la miteria soffocò ogni tpirito di indipen- 
dent4, rete degenere la resta un da ti rìgogliota del cootadind 
Britanno, il quale, obbliando quelle abitudini di lavoro e di io- 
duttria che tolo ponoo natcere là dove hannovi occnpationi re* 
golari ed un cotUnte impiego di attività, fini col divenire tela- 
nato volontario, ed avvilito dalla pubblica carità, preferendo 
una vita o&iota ad una Uboriota , che nemmeno gli procurava 
il pane quotidij^oo. « Noi vantiamo i nottri lumi, i nottri pro- 
gretti, dicea la ffeslmin$tcr Rm^iew , e il coltivatore dttcende 



mi 

per gradi lerto una tiluatione che certo non potrà piti loppor' 
tare, e l'asieoibìea dei maestri arttgtaoi di BirminghaiD dichiarava 
nel 1827 che riodostria e la fragalità deiroperajo eoo poteaoo 
porlo al sicuro dalla miseria » che la massa dei contadÌDi era 
nuda affatto, e moriva realmenle di fame in un paese ove esi- 
ste una sovrabbondanaa di viveri ». Mentre qualche migliaja di 
nobili, vive la un lusso nauseante, i contadini ioglesi stentano 
a 7 od al pia a g scellini la settimana in un paese OTe i biso- 
gni sono iofinUi e i pressi così elevati , e tanti contadini scoa* 
sesi abitanti in distretti, ove Tagricoltura consiste per la metà in 
mandre di vacche, ni gustano ni ponno giammai procurarsi un 
po'di latte. Non havvi scrittore d'economia che non oonTeasi la oonr 
dizione dei coloni nella Gran-Bretagna peggiorare ogni giorno ^ 
per coi la stessa commissione dei poveri consiglia e favori , sia* 
come unico rimedio, I' emigrasione. 

Walter Scott scrisse nella Quofierly Rewew vari curiosi 
articoli salta miseria agricola inglese, additandone le cause. «Là 
dove on solo fitta)upló ora alloga il lavoro, trenta piccoli massai 
altre volte lavoravano ; di modo ohe per un individuo più ricoo^ 
è verO| a lui solo piti che i trenta metsaiuoli dì un tempo; ora 
hannovi Tcntinove giornalieri miserabili senea impiego per la 
loro inteliigenia e per le loro braccia, ^dei quali pih della mela 
è di troppo». (1) Walter Scott segui il progresso delta miseria die- 
tro r asione delle cause ohe le assegnò t citò la parrocchia di 
Rorth Creek, nel Norfolk , che nel 1798 non pagava pei poveri 
che uno scellino e g pance. Ma allora esisteva una proprtalà co- 
munale, che permetteva agli abitanti di allevare almeno una te- 
tta di bestiame* cadauno ; nel 1818 la tassa aUolsi a a5 starli- 
oi 9 ed allora pih non trova vasi che una vacca sola in tutta 
quanta la parrocchia. Nei primi anni di questo secolo alcune par- 
rocchie possedevano ancora qualche posso di terre^ almeno in af- 



(1) Vedi il Voi. XXVI degli Annali dì SUtistiea ove rìferimaio per 
ntiero la tacinoria di Walter Scott qui mtata* 



92 

fitto, e queste enao quasi esenti delle OBendidtà, sieooiae quelle 
di finriey, nel Rutleod, ove le tasse nou elevevesi che e 5i ster** 
Koi, nsentre che la proptoque di Greethem ere earicete de une 
tesse di e 19 sterlioì. Welter Scott seguite e citare nel Suuex 
quettro parrocchie o?e più non troTeve&i une pertice di terre 
de effittarsi e' oontedini , né un solo piceolo matsejo , né beni 
coauneli , e quindi neoimeno une iracce , queste ricchene del 
peesano. Ivi le teise che nel 1775 emmontete e 1848 lire ster* 
lini| salì nel 18 15 e iiySge. Giunte e queste cifre eguegliave 
quasi le metà delle rendite del suolo. 

Né il coQcentremento delle proprietà fondierie ebbe tutta 
1' efficacia ohe gli si ettribuive per mentenere un giusto equili- 
brio fre le suisistense e il numero del consumiitori. Certo V e- 
sireme divisione delle proprietà può evere una funeste tendente 
e rendere troppo precoci i metrimonj, me esse viene fortemente 
combettute de quel sentimento di previdente , frutto delle mo- 
rale , delle istrusione e del ben essere ohe consiglie V uomo e 
Boo farsi capo di famìglie prima d' essersi procurati i mesti di 
provvedere elle sue sussistentei né di mettere el mondo maggior 
Bumero dì dgli ohe non poueno crescere in une coaditione uguale 
elle sue. Me in Inghilterre il peeseno sempre in procinto di 
tneacere dei necesserio, sempre dipendente del capriccio d' uà 
fittebile, perdette ogni preveggenaa, ogni desiderio di migliorare 
le sue conditionej né più sentendo l'efTeono di veder decadere 
quelle di sue flsmigliei oeroò nelle breccie delle moglie 1' unico 
godimento che gli fosse comune col resto dell' umanità ^ fiden* 
doii nelle fortuna pelle sussistente dei suoi figliuoletti. Le po« 
polatione endò crescendo streordineriemente, e gli abitanti d'In- 
ghilterre e del paese di Gelles che nel i8ot emmonteveno e 
9,168,000 deveronsi nel 1821 a ie,«i8,ooo. Così in venti eoni 
1' aumento delle popoleiione inglese fu del 33 per 100 , cioè 
quattro volte più della francese » la quale nello stesso periodo 
non crebbe che deli' otto per cento. 

A tonte esaberense di popolatiooe devesi eggiugoere quella 
dell' Irlanda, che divenne In più terribile malediaiooe ohe V la- 



a3 

ghìilerra sopporti. Coi snoi straoei, colla s«a fanne, l'Irlondeto vm 
da per tutto ad intrapreadere qualuoqae lavoro ehe non richieda 
che fona di braccia e di -schienai altro non chiedeodo che mar» 
cedi le qiurfi gli procarìao an po'di palate, oa pitaìeo di sale per 
coodirle, una cantina per ricoverarsi, e qualche cencio onde co* 
prire la sua nadità. Il villano inglese non può assolutamente la* 
vorare a queste condisiooi ; egli può ben essere igooraoke , ma 
ancora non calò dalla umana dignità alla squallida bestialità. Ep« 
pure questi poveri Irlandesi che altro mai ponno fare? Devono 
forse restare nella loro disgraiiata isola e morire di fame t Essi 
scendono in Inghilterra oelie epoche delle maggiori faccende 
agrarie, quando i giornalieri inglesi potrebbero chiedere ed ot» 
tenere alte mercedi ^ e un aumento di lavoratori uomini che so* 
liti a vivere meschinamence offrono la loro opero a qualunque 
presso I fa sempre più abbassar le mercedi* Così la condiaione 
deir infima moltitudine d' Inghilterra va ognor più avvicinandosi 
a quella d' Irlanda : seco lei concorr|Bndo ad ogni mercato^ fra 
poco ogni lavoro, cui mera forca con poca destressa può ba* 
stare, verrà compiuto non più al presso inglese, sibbene al preaco 
irlandese, e il più umile alimento che possa sostentare la vita 
umana, la patata, faraist V unico regolatore dei salari. 

Con paghe cosi meschine 1' abito di risparmiare, così oarat- 
teristico nel contadino sassone , andò ognor più diminuendo , 
ed ansi lo alcune contee sparì del tutto. Accumulando qualche 
soldo, il paesano mostrerebbe non essere la sua condisione, per 
quanto penosa, disperata affatto, confidare in un miglior avve« 
nire, e ancora brillare per lui un raggio di speransa, la prima, 
r ultima , V unica benedtsione dell' uomo. Ma ora 1' unica sua 
meta è la ìVorhhause^ ove mangerà un pane guadagnato colla 
perdita della libertà^ l'unica sua risorsa é la tassa legale, mal* 
intesa carità, perniciosa a chi dà e a chi riceve, poiché distri- 
buendo ad ogni necessitoso o preteso tale soccorsi a domicilio , 
alimenta la povertà coli' ioersia , e la inersia colla povertà, ca- 
ricando nel tempo stesso la proprietà stabile d'un peso, eh' era 
sul punto di consumare essa sob ogni sorla di reddito, e sotto 



«4 

il quale avrebbe doTolo tocoomberf , se non si fosse possalo a 
modificarla» In Ingbillerra non si pensò mai a prevenire tanla 
miseria, ma solo ad allefiarla* 

Un' altra diretta consegueosa di questo sistema di agricol- 
tura fu r esuberante popolasione manifatturiera, vero flagello che 
ora col suo corteo di proletari, cartisti, incendiaiii, tutta minac- 
eia di sconvolgere la Gran*Bretagna. «— I fittajuoli non cercando 
cbe di aumentare il prodotto netto non si applicarono che a 
quella coltivasione la quale esigendo piik grossi capitali, volea 
minor numero di braccia , e cambiarono quindi i campi a gra* 
naglie In grasse pascione , il terreno aratorio in prati. Arturo 
Young ne assicura come nelle contee del centro, e massime nel 
Northampton, Leicester^ parte del Warwick, Huntington, Buckin* 
gfaam vedeansi un cinquant' anni fa grandi estensioni di- terre 
coltivate a grano^ secondo l'antico metodO| che già ai suoi tempi 
eransi oonvertite in pascoli, atteso che rendeano in carni salate, 
auoi, lane molto piii che non ricavavasi in granaglie. I fittabili 
potendo così raddoppiare e anche decuplicare il numero dei buoi 
e dei montoni che allevavano senaa aumentare, ansi risparmiando 
il numero delle braccia che tenevano occupate, non offrendo 
più le campagne una oooupasione sufficiente ai loro abitanti, ne 
consegui l' emigrasione ^ come comprovò il dottor Price nella 
contea di Norfolk, una delle piU dovisiose province inglesi, e il 
continuo riflusso degli abitanti (i) negli sterili cantoni del nord, ove 



(i) Nel 1760 la proporttone namerios fra gli agricoltori e i maDifat- 
torierì era di 6 su 5, oel i83o di i su a. 

Btrhdi decennali Numero delie yanugUe impiegate 

neìie manifatture nM agricoltura 

tSii . ' 918,588 697,353 

i8ai 1,118,295 773,73^ 

i83i i,i8i,4oi 760^550 

La mortalità poi è miggiore fra gli opera} che fra gli agricoltori ; fra 
i primi il rapporto mediò della mortalità è i a 53, fra i seooodi i a 67. 



a5 

r abbondaou delle cadute d' acqua e più ancora d^lle iDÌoter« 
di ferro e di earbon fossile fecero sul principio di questo secolb 
sorgere iollòito numero di stabiiimentt manifatturieri. Eisendo 
quelli rnoprudenteroente stabiliti su materie stranici^ - e sopra 
uot itranìera consttmasione , mancando talvolta la materia, taK 
?oIts , piti sfiesso f la consumaiiooe, e vennero a cadere i pressi 
di certi lavori dai ti al a soldi» e non ottenendof gli operai so* 
TÌente che la metà del lavoro che compievano preeedentemeole, 
se conseguì la iniseria somma, raisoluta ibancansa di sussistensa 
per ceotioaja di inigliaja dì creature , che strappate alla base 
Datarale della felicità , 1* agricoltura, erano state sospinte verso 
nns sì incerta ed arli Sciale , siccome il commercio. « Disgratia 
pel paese, esclamava Goldsmitb, ove le ricchesse si accumulanoi 
ed il popolo langue. Poco importa che i grandi fioriscano e scom* 
pajaoo ; nn soffio li ha fatti , no sóffio ne farà degli altri ; ma 
una ratta vigorosa di contadini, 1' orgoglio delle campagne una 
volta dislratta, piti non rinasce ». 

Riasiaroiamo. L' affitto chiamò ricchi capitalisti a dividere 
i taotsggi della proprietà, e in questo senso si rese favorevolissi* 
mo silo sviluppo della riechessa pobbliisa | ma la Ib^tea • la 
Dsturs dì quest' affitto separando profondamente il capitale dal 
lavoro, rese Iristisfima la condisiooe dell' agricoltore. Il sistema 
delle grandi tenute ridusse la maggior parte, dai braccianti alla 
condisione pib disg^aaiata cai possono scéndere^ a quella d'una 
folla afifandata che dilatasi al prèsso piti vite 'le mercedi distri* 
^boite dagti intraprenditori di agricoltura. Ogiii legame ecooo* 
oueo e morale fra il proprietario, il fittabile e la popolazione 
•gricola venne del tutto spossato ; ebbero interessi sf parati^ osti- 
li» ehe cercarono i loro particolari vantaggi gli uni alle spesa de* 
gli sltri. Interesse del proprietario fu di ricevere V affitto pitk 
•Ilo , interesse dell' inlraprenditore di produrre il pili colla mi* 
MK spesa possibile ; quindi di impiegare poche braccia alla col- 
livasiooe , eoonomissare sul numero delle giornata , rimandare , 
t mala pena il potesse, il di' più degli operai che esigono le 
fpoche di grande lavoro. Il giornaliero trovosst unito- con* chi 
AawAU. SiatUtica g 9oL LXXIF. 3 



i6 

r impieg«va Don pili per legami di anicisia , di mutuo soonr* 
ao I ma per fincoli soltanto di necessità ; le mercedi ti fectra 
scarse, fluttuanti » incerte , la quale ultima circostaoia è impof 
tantissimai essendo la certezza del domani la sola àncora din* 
Iute del povero ; la popolazione agricola andò sempre dimiaaeQ- 
do (i)| sicché non ammonta ad un terzo, laddofc in Fnncii, 
nella Germania mendionale, nel Belgio, nell'Italia iorpsHtidoe 
tersi dell'intera: i' emigrazione crebbe nei distretti rurali, ofe 
l'estrema povertà non si fa meno sentire che nei manifittorìe* 
ri, ma dove si parla meno perché la miseria Ì divenuta uà uà 
più ordinario (Gasz. Colon, di Londra): la elasse dei proleUni 
andò sempre aumentando in numero e in miseria, fioche gioie 
al grado di irrilaaione del quale i pubblici giornali ora nera- 
dqoo notizia. <- Senza dubbio , una limitata distribnsioDe ode 
proprietà può migliorare la coltura del terreno, favorire Tm* 

(i) Eccone la prova statiatici: Rapporto BgppKH 

delia popolaztane dd 
agrieoia 

Suoi dt Burtrpa FopoUaiom eolla ùtdx^ eotti popok^ 

étrìaU iìMipMrak 

Gran Bretagna • • a3^3o,ooo a a 3 i • ^ 

Germania • . • • i3y6oo/>oo Sai i a so 

Auatria • • • n • 3a/>oo,ooo 4 a i i > ^ 

Danimarca • • • a^o^ooo 4 a i i a ^^ 

Spagna • • • • iSìQoo^ooo Sai i a 3o 

Francia • • » • Sa^ooo^ooo 4 a i i a 90 

Italia . • • • • 19,041,000 Sai 1 a aS 

Prauia . • . • 12,778,000 Sai i a 3o 

RoMia Ear. e Poloo. Sm^oo^ooo i4 a i i t im 

Svezia 3,860,000 4 a t x a 2' 

Sriuera «... 1,714,000 a a i i a 10 

Turchia Europea • 9,5oo,ooo 7 a i i a 4^ 

ToUli ai6,8a3,ooo 3 i;a a 1 t t aS^T^ 

n rapporto del numero dei poveri sarebbe i a 6 per la popoUnonea^ 
cola, S ad I per l' iadastrìale. 



«7 
mento dei eapitali, rendere il laforo più prodottilo, ma questa 
ii?isioDe ha un limite che non è dato alle istitutioni umane di 
lorpassare. Quando nell* impossibilità di creare nuove ricchette^ 
DUOTC risorse, si vuole dare un godimento privilegiato a un certo 
Domerò di cittadini, non si fa che favorire una classe alle spese 
delle altre, prelevare sul resto della nasione^ sensa che ne renda 
l'insieme più dovisioso. 

Condizione della proprietà Jondiaria in Fronda* 

Quantunque in Francia non altrimenti che nella vicina Isola il 
sistema feudale sia stato il principio che presiedette alla divìsiona 
ed alla trasmissione delle proprietà , pure alcune circostanse parti- 
colari al suolo ed alla natiooe avendo favoreggiato gli interessi 
popolari a preferen'ta di quelli dell'aristocrasia, ne modificarono 
fino dai primi secoli le più essenziali condisioni. L^ Inghilterra 
tutta soggiogata in una sola invasione, fu nello stesso tempo 
totta assoggettala al sistema feudale; tutte le parti che ne cool« 
pooeTSDo il governo andarono dal primo istante in perfetto ac* 
cordo; clero, sovrano, baroni, magistratura ebbero e sposarono 
gli stessi interessi, tutti essendo stranieri al popolo ch'essi aveano 
a vincere ed a governare. La Francia, situata nel centro del- 
FEnropa, traversata da catene di montagne, bagnata da tanti 
fiumi , venne successivamente invasa dai popoli circostanti , i 
quiii introducevano applicationi difTerentl alle leggi che reg* 
gcvino la proprietà del suolo, ed allo stato di coloro che lo col* 
tivivaoo. Io Inghilterra la monarchia sbarcò beli' e formata e 
io un sol giorno vi si stabilì , mentre in Francia si formò e si 
«tese a grado a grado, e non fu che nel lasso dei secoli che le 
tue parti, vsrie affatto di clima, di suolo, di costumi, vennero 
per coaquista, per acquisto o per matrimonio, riunite sotto un 
iolo dominio. Tolta di tal manieril l'uniformità nella ammini* 
itraiione delle sue provincie , I signori dei feudi che le gover« 
ssfaoo, volendo condisioni od avendo pretensioni affatto diverse^ 
non rìascirono a radicarvi una feudalità ooà assoluta , cos\ aer« 



98 

rata, Viccome io altri paesi di Europa. Io Inghilterra i fÌDÓton 
tennero la penna e la spada , poiché Guglielmo » compiaU «p- 
pena la oonquiita, fatto Yenire di Nornandia il suo dero, loi» 
oariob dell' am m ìnistratione » delle magittrature, della istruxione, 
ed eicindéndo iSatsooì dagli ordini^mise il clero stesso negli iaterei- 
SI dei signori. In Francia i bai oni sdegnando ogni OGcupaiione delli 
▼ita che alle armi non appartenesse, reputando marchio di oscon 
origine la menoma coooscensa degli affari^ affidarono rsooioi- 
Strasione, la giurisprodeosa, la legislazione ai chierici, che sorti 
quasi tutti dalle classi del popolo vinto, e quindi naturalmente 
neàniei o almeno rivali ai signori , sfuggire non lasciavHDo qu 
sola occasione di limitare il potere. 

Spinti da questo spirito d'ostilità, cercavano di estenden 
rautorìtà reale, incoraggiavano lo stabilimento di corporaiioa 
iodipendeoti dal feudo, sostenevano i creditori nei loro teotatiri 
oontro la proprietà dei baroni, soccorrevano i vassalli oells loro 
resistensa a pagare il tributo. Nel tempo stesso il clero, nelii 
•perenta che il suo esempio contribuisse a indebolire o soen- 
brare i feudi dei temuti vicini , comincia ad accordar^ foiiKÌi 
ad oflrire la libertà ai vassalli i quali affrettavansi ad seeelUrli, 
perchè unito all' emancipatione aravi sempre il godimesto d\ 
qualche pesco di terra. Così dal principio della monarchia fno- 
eese trovossi an corpo il quale, quantunque intermediario h il 
signore ed il vassallo, pure perla natura della sua origine e ddle 
sue- funsioni lo facevano consacrare agli interessi popolari. Il bt* 
ronaggìo francese d' altra parte impegnato in lunghe e lootsoe 
guerre, vivendo alla corte lungi dai feudi, distratto dalie cacete, 
dalle galanterie, dai tornei, dai pellegrinaggi, presto diede fondo illi 
proprie risorse. Molti cominclarooo a preferire rendite io dasaiv 
oia derrate alla possessione dei fondi; altri per un cspitsleia 
denaro affrancarono i vassalli , loro accordaiìdo le terre del co- 
mune, ed altri cercarono di scuotere quei diritti di prinogeoitors 
e di aostituaione inerenti ad ogni fondo. I re di Fraecia, po^ 
gendo, siccome ognuno ben sei può immaginare, beile orecchio 
a simili domande, fecero emanare dal parlamento ordioante che 



*9 

rofioarooo dai foodatnenti il sistema feudale. Il diritto di sotti* 
tuxione fa prima limitato» poscia aooollato e dichiarato qoaiì 
fraodoloso; il diritto di primogeoitura , l'anima del feudalismo» 
fu quasi abolito^ si coocesiero, sotto ai Valois^ diritti ai credi» 
tori, il cui effetto era lo smembramento dei feudi; si ordinò che 
nel caio di morte ab intestato gli eredi si spartissero in parti 
egoali le terre; si obbligò il padre di famiglia a dividere aguat« 
meote fra i figli almeno la metà degli averi. In tal maniera i 
parUmeati, combinando i loro sforai a quelli di Luigi XI , dal 
cardioale di Rìchelieu, di Luigi XIV, riuscirono prima a limi» 
tare, qwadi a distruggere i privilegi, e le instiloaioni della nobiltà 
fraoceif. 

Langi però che la conditione degli agricoltori e la rurale 
economia andassero ìofrattanto migliorando, esse tutto all'oppo* 
sto Tennero abbandonate per molti secoli in uno stato di som> 
mo affilifflento. La totalità dei poderi venendo fatta suscetti* 
bile d'eisere saiembrata si dovette a poco a poco cambiare la 
grande nella piccola coltivasione , che d' altronde era favorita 
dalla configurazione del suolo, dalla natura del terreno^ dal gè* 
nere dei prodotti. Cinque sesti della Francia vennero affidati ai 
iseaajnoli (metayers), i quali essendo in generale servi affran- 
cati, né avendo alcuu capitale loro proprio, coltivavano il ter- 
reno col capitale che il signore ad essi consegnava, raccogliendo 
una parte dei frutti che colla loro iodustria e col loro lavoro riu* 
Mirano ad ottenere. Quindi interesse dei meaaaiuoli il far prodarre 
al suolo quanto potea rendere col capitale fornito dal proprie» 
l*rìO| giammai collocando in ulteriori ammiglioramenti il piccolo 
capitale che essi poteano risparmiare nulla loro parte di prò* 
dotto, poiché il signore senta nulla aggiugnervi dalla sua banda 
afrebbe ugualmente guadagnata la sua metà nel soprappiò del 
profitto. Temendo quindi che ogni migboi^a del fondo non tor- 
nasse a profitto dtrl proprietario, giammai vi sprecavano quel* 
che cosa del proprio, e la produaione a tal modo andava dete« 
rioraodo. Né il presto delle derrate era salito abbastania alto 
P^ pagare le spese delle migliorìe, e rendere co' profitti ordì* 



So 

Darli il capitale che vi li inipiegtTe. Golberl^ cai solo lUn i 
cuore la ctafse manifatturiera , io Titta di aosteoere l' industna 
.delle città, volle degradare e tenere ìd basso quella delle eia* 
paglie* Onde procurare ai cittadini i Tiveri a buco mercito,e 
quindi eccitare colla tenuità delle mercedi T industria e il com- 
mercio estero, vietò totalmente F esportaaione dei granii e coti 
chiuse ai contadini ogni mercato straniero per la parte kùu eoo* 
fronto la più importante del prodotto di loro indoslrìs. QaeiU 
proibizione, uoita agli ostacoli coi quali le antiche leggi proTÙH 
ciali francesi aveano incagliato il trasporto dei cereali da m 
distretto ad un altro, calle difficoltà delle comunicstiooi , »»• 
raggiarono Pagricoltura e la tennero io uno stato d'avvilioena 
ben diverso da quello cui natura aveala destinata ad elefinii 
un suolo si fertile 9 e sotto un clima tanto felice. 

Devonsi altresì aggiungere gli intoppi messi al commercio 
intemo dei cereali colle assurde leggi contro gli accapamtorii i 
sensali , gli ammassa tori , coi privilegi di fiera e mercato^ colle 
imposta arbitrarie e oppressive ( taille^ corvée) che leTsraosi dai 
contadini in quasi tutte le provincie di Franda. Era la taglia 
un'imposta sui profitti presunti del fittajuolo , che valaUTasà 
dietro il capitale che egli avea sul podere. Interesse di i(aesti cn 
dunque il mostrare di averne il meno posiibile, e in coosegacau 
di impiegarne il meno che gli fosse dato nella coltivazione, nalla 
affatto poi in migliorie. Se un colono fosse mai giunto ad ic« 
cumulare un peculio , la taglia equivaleva quasi ad una proibì' 
sione di farne mai l'impiego sul suolo. Di più tale imposta » 
putavasi disonorante per colui che vi era soggetto, il quale tt 
putavasi scendere così non solo al di sotto del gentiluomo, M 
fin anco del semplice cittadino. Non eravi quindi geotiluomo i 
cittadino, che possedendo un piccolo capitale voleue sottopork 
a tanto avvilimento. Così questa tassa vietava non solamealecbi 
il danaro guadagnato sul suolo venisse mai versato sn di qoe 
sto, ma allontanava fin anco da questo impiego qualunque altr 
capitale. Aggiungi che per fuggire dalle mani del collettore, l'adii 
tetta nascondevasi sotto i cenci, astenendosi da una moltitudis 



3i 
a oggetti di piacere e «oche di prima neeetsitè, la di eui prò- 
doiione costituisce la ricctiezEa natiooale. In quasi tutte le prò* 
finde esiste? ano nuraerose vestigia del regime feudale. Ogoi «il* 
ligg'to aveva il suo signore che in genere possedea le migliori 
terre e aveva infiniti diritti su quelle che non gli apparteneano, 
Tsli erano it diritto esclusivo della caccia su tutto il territorio 
del fendo, la decima, il diritto di prelatione ad ogni mutaiione di 
proprietà. Esso potea ritenere al preifo di vendita il campo ven- 
doto nella estensione della sua signoria , forzare gli abitanti a 
madosre al suo mulino, cuocere al suo forno, far il vino al suo 
torchio, e via via. Inoltre gli agricoltori, oltre il pagamento del* 
PaoDiio censo, erano obbligati verso II loro padrone ad una mot* 
tìtadioe dì lavori , senza retribuzione , che venivano di rado o 
tpecificsti nel contratto o determinati da qualche regola precisa, 
sebbene imposti dietro l'uso e il costume del comune o del feu* 
do. Quiodi tali servigi essendo del tutto arbitrar] esponevano il 
colono ad noa quantità di vessazioni. 

I servigi pubblici cui i villani erano sottoposti non riuscii 
vano meno arbitrar) dei servigi prÌTati. I lavori ( co9vées) per 
la costrasione a la manutenzione delle grandi strade e dietro 
altre opere pubbliche, non erano le sole servittl cui dovessero 
sssere soggetti. Quando le truppe del re , o la Corte e i suol 
officiali passavano per le campagne, i paesani erano obbligati 
• foroir loro eavalli , carri , arcieri , e tutto questo al prezzo 
«tabilito dagli amministratori^ poiché i signori, poco disposti 
a soccorrere il loro re con danaro , di buon grado gli accorda* 
vino la facoltà di opprimere i contadini, non calcolando quanto 
io coDclosione Tenisse intaccata la loro rendita personale. Infine 
quantanque i coloni fossero assicurati contro gli eredi ed i nuovi 
seqnireoti relativamente alla lesione del contratto, il termine del- 
l'affitto restò sempre limitato a un periodo molto breve^a nove 
soni al pib, incominciando dall'epoca della scrittura; regolamento 
die poneva infiniti ostacoli all' ammiglioramento delle terre e 
quindi nocivo ai veri interessi dei proprietarj. Alcuni di questi 
io^eoe di aumentare l'affitto, esigevano una somma (pot-do- 



3« 

fin, deoiers d'eatrée) al riooovarsì del contrailo, nelodo,^ 
mentre era la ritorsa del prodigo, il quale vendeva per ao po' 
di danaro conlante una rendita futura di mollo maggior valorci 
riusciva nocevole al colono, togliendogli molta parte dd luo » 
pitale, e così dicninaendogli i suoi gik scarsi messi di coltivire. 
il terreno. 

I signori poi concentrati nelle città ed attirati dalls politici 
dei re in una Toluttuosa capitale, inetti a conoscere i oi^ion* 
menti dei quali erano suscettibili i loro feudi , dì rado vi vnw 
savane qualche soldo onde accrescere la produtione, ne di quel 
poco che vi profondevano poteano sorvegliare l'impiego in nodo 
che fosse seguito da un corrispondente aumento di readita, Nm 
è quindi a maravigliarsi se V agricoltura fosse caduta io tsoio 
discredito in Francia, e se i gran proprietar) beo poco cootstt'ia 
Itti prodotto delle loro tenute. « Je suis bien aise que oioa fili 
Vienne ici pour voir un peu par lui méme ce que c'eit qoe HI* 
lusion d'avoir du bien, quand on n'a que des terres •. Coà scri- 
Tcva madama di Sevigné alla figlia parlando dei suoi posici* 
menti nella Bretagna , e questo era il sentire di tutti i corti- 
giani di que' tempi. 

II contadino francese intanto privo di peculio, di rìione^di 
incoraggiamenti , di libertà , consumavasi in fatiche srou poter 
tirare alcuna miglioria al terreno, alcun vantaggio a sé, e»- 
dava languendo nella più abbietta e piii squallida miserii.Eopo 
la descrìtione che ne porge la Bruyère degli agricoltori à 
tempi di Luigi XIV, ed ei parlava di que' felici , di coloro che 
potevano trovare pane e lavoro: « On voit certaios aoioioi 
farouches , des màles et des femelles , répandus dans la camp** 
gne, noirs, livides, nus et tout brùl^s au soleil , attaché s 1* 
terre qo'ils fouillent et remuent avec une opiniàtreté iavincibie. 
Ik ont comme une voix articolée, et quand se lévent sur lenrs 
pieds, ils montrent une face humaine , et en eflet ila soni dei 
hommes; ils se retirent la nuit dans des taniéres, ou ili ^^^ 
de paio noir, d'eau et de racines. Ils epargnent aux autres boo* 
mes la peine de semer, de labourer, de recueillir pour vivrei 



3S 

el nerilftit aiati de ne pas naoquer de ce paio qa*iU ont 
seme «r. 

Tanto deperimento della prodasione agricola, e tanta mir 
seria nella classe lavoratrice , non poteva a meno di procurare 
uno stalo di languore in tutti gli altri ceti della società franc^e^ 
formando l'economia rurale la base essenriale del ben, essere deir 
r nmanità , e tutti ivi attingendo mediatamente od immediata* 
mente i mesti di sussistenaa. Onde comprendere In quanto 
avvilimento fosse caduta la nazione sul finire del secolo deci- 
mosettimo basta consultare le opere eoononiicbe del maresciallo 
di Vauban. Egli aiserisce che dopo avere per lo spazio di 4o 
anni TÌsitato, nella sua qualità d'ingegnere, il piii delle proTin- 
cie, era rimasto spaventato dai terribili progressi della miseria» 
Yaubau divide il popolo francese in dieci parti , ed attesta una 
di queste parti essere ridotta alla mendioità: «elle meodie effec- 
tivement »• Le cinque parti che vengono appresso non sono in 
istato di far elemosina a quella, perchè esse stesse precipitarono 
presso a poco in quella disperata condizione. Delie quattro parti 
restanti, tre reggonsi molto male sulle gambe , iìnbaraztate de 
debiti e da processi. Infine l'ultima, ove collocò tutte le persone 
di spada e di toga , T alta nobiltà , coloro che coprivano ioif 
portanti .cariche neirarmata o nella magistratura , i ricchi nego^ 
zianti egli agiati cittadini, la calcolò di cento mila famiglie. Né 
crederei mentire auerendo che « il n'y a pas dix mille, petiles 
cu grandes , qo'on puisse dire fort a Taise ». Di quali risorse 
potea quindi disporre a beneficio del suolo la Francia oppressa 
da tanta povertà, rovinata da diuturne guerre, vessata dagli 
appaltatori generali, esausta dalle profusioni di una corte fa* 
stosa e dissoluta? 

Né qui limitaroosi i malanni che successero alle false mi* 
sure prese dagli amministratori firancesL Mentre l'Inghilterra non 
solo apriva ai suoi agricoltori i porti deirisola per la vendita del 
loro superfluo, ma ne forzava quasi F esecuzione, promettendo 
grosse ricompense a chiunque esportasse grani all'esterOj Colbert 
col cbiudere ai coltivatori i confini del regno non solo, ma quelli 



34 

delle prof inoie, crederà eiftcurare agli ertigiani ma sutiliteMa 
•easpre abboDdaole e a buoo oiercatO| e eoiI moderare II presto 
della mano d'opera a maggior Tantaggio delle maoifatture o 
del commercio. Reputava altresì che aumentando la popola* 
tione operaja atrebbe aumentato proponsionatamente la coosa* 
maaiooe dei grani, e così l'agrieoltura avrebbe approfittato dello 
•viluppo compartito all'Industria. Ma l'uomo di Stato può ben 
contrariare, giammai annientare Tinteresse naturale degli uomini; 
il grano non casca dal cieloi come la manna nel deserto. Onde 
portar roba sul granajo sono necessari dei lavori , abbisognano spese 
come per qualunque altra merce^ e quando II presto della der- 
rata non compensa le spese, né produce vantaggio, la produtione 
deve sant'altro cessare. Appena dunque gii agricoltori franced 
trovaroosi limitati airapprovvigionamento dei soli consumatori 
naiionali, fu per essi naturalissimo di cercare a proportiònare 
Il loro superfluo di sussistente il pib strettamente possibile a 
questo approvvigionamento, giacché produrne di più sarebbe 
stata la loro rovina. Ma le stagioni rifiutandosi al calcolo degli 
uomini era moralmente impossibile . che il loro superfluo non si 
trovasse di continuo al di sotto o al di sopra dei bisogni uni* 
versali, quindi un corso irregolare nel prodotto delle raccolte e 
nei presto (i) del grano, il maggiore ostacolo al prosperare del- 
l'agricoltura. Ssgrificando quindi questa all' industria maoifattu* 
riera, egli e evidente che 0>lbert ridusse forsatamente la con* 
snmasione interna , il più vasto e sicuro mercato pei lavori in* 
dustriali d'un regno così esteso come la Francia, e paralixtò il 
volo rapido ma momentaneo di questo ramo della pubblica prò* 
sperità. 

Colpito il ministro da tanto decadimento dell'industria agri* 
cola^ volle almeno stabilire Teguaglianta o l'equità dell'imposta 



M» 



(i) Le misore prese da Colhert ebbero per risultato di ridarre il presso 
dei grani quasi alla metà del sao valore primitivo. Il sestieroi che vende- 
vasi |5 a 16 lire, cadde saccessivamente a io, a 9, a 7. 



35 

■(ftettuilo j lavori AA udait», die fu «ompiiHo io cinque ennij 
u I quell'epoca talmente fi ÌgQora*a l'arte iiielodics di eoo)' 
iitn quelle operaiioni eoo eiatleaia o con gìuttiaia che l' ira» 
pMi di graD ngmero di terreni troiaTati lorpaunre il loro pro- 
lolto nello. I proprietarj trovaronti allora obbligati ad abban* 
JOMrli al &(co. Volendo quindi Colbert far eaeguire con lomno 
igore una roiiu» donde aipellata importanti riin Ita menti, Tietb 
li propriclarj di negligere la coltura d' nn^ terra, a meno cfaa 
WD rinanciiMero nello ite»o tempo a tulle le altre loro poi- 
mioni. lo tal modo i «itlaggi interi lasdaroDO incolti i loro 
UEDpi, e li fu più tardi obbligati a loro accordare gratifieatiooi 
■InordÌDarìe per eccitarti a lavorare e leminare di nuovo. Il 
ligootDe Boiiguilberl nei tuoi Détaib de la Franee pendoni lei 
awéa 1695, 1696, 1697, rimproverò all'aaiiniDiitraiione di Col- 
bert di anr diminuito di i5oo milioni il valore capitale del 
beoi lerriinriali. 

QoHlo itato dì co» non poteva protrarti pib a lungo 1 
l' igrìcallnra abbandonata all' ig no ranca e alla povertà, era 
d'aopo rilcrnarla alla lua dignilà, ai piìl contiderarla qual Ira- 
Aliane poetica, aibbene come la madre alimentalrice dei popolb 
QiuDdo no ramo h troppo piegalo da un lato biiogna per 
mderio dritto piegarìo allreltanlo nel sento contrario, e dietro 
111 miuiina, Ace Smith « ti dirute quella tcuola , cbe fondata 
U celebre Qaeioaf veno la metà dello tcorto lecolo, attunta 
il nome di tcuola agricola o degli cconomitti. Parve a quatti 
cIm le liecbetae tulle provenittero da una fonte unica, la terra, 
penile da cita Uaevaoo i lavoratori la loro eiittenia e le ma* 
(trie prime delle loro indnilrie, e cbe il lavoro applicato alla 
■erra foue il tolo prodnltivo della ricchetaa, coniiderando quello 
Mie alire indtutrìe iiccome iterile, perchè non arrecava accre- 
Mìonto al capitale generale, Peniavano i proprieiarii fondiarii 
Accogliere «oli le loUiit4 del prodotti dei quali ditlribnivaao 
b loro parte, col nome di itipendìo ai non proprieiarii , e la 
tircolnione delle dovliie non aver luogo nella tocii 
«ambio continuo dei lavori e lervigi degli unì « 



36 

del reddito degli altri. Interesse quindi d'ogni classe essere li 
molti plicaxione dei prodotti agricoli, poiché i proprìetarii «i tol- 
gano an reddito maggiore da distrìbaire alle profrsrìooi itip 
diate. 

Io non mi soffermerò a combattere i dogmi degli ecoo» 
misti, il cui errore principale consisteva neil' attribuire alla uli 
agricoltura la facoltà di creare prodotti suscettìbili d'eiiereie 
cumulati; solo basta ai mio scopo il notare quanti serrigi oti 
resero alla Francia chiamando la discussione generale so nate* 
rie fin allora neglette, ed ottenendo colla loro ioflaensa uo tnlJ 
lamento più favorevole verso gli agricoltori per parte della ao- 
mioistracione pubblica. Gisì fu in conseguenta delle loro rap()ft»j 
sentanze che il contadino videst Ubero da molte grateneiotio 
le quali gemeva, che venne prolungato dai 9 ai 17 aooi il Ur- 
mine pel quale era concesso di passare ad un affitto col diritìs 
di maoutensione a carico di ogni futuro proprietario. Veoac 
abolito il daiUo di mano»moria nei dominj della corooa e poj 
scia nei beni privati, si permise la chiusura delie proprietà, si 
esentùò dalle decime, taglie, imposte d'ogni genere per iS aonij 
chiunque coltivasse terre incolte, o asciugasse paludi; farooo sopj 
ptessi i vecchi regolamenti che vessavano il trasporto del gruo 
dalPuoa all'altra provincia, e la libertà di esportarlo all' estera 
venue nel 1764 stabilita siccome legge comune del regooio lalù 
i casi ordinari. Sotto il ministero di Malesherbes e Turgot od 
1775 (t) i servigi personaK {corvies) furono con una legge g( 



(1) Il Doca di Noailles , che presiedeva alle fioaoae danote U it| 
genia , avrebbe voluto far acomparire ogni eaensione e privilegio. Se ì 
circostaoxe si opposero ai suoi disegni si sfonò almeno di aUemre i p» 
poli togliendo le vessazioni che provavano al aoggetto della taglia. 
la lettera che scriveva il 4 oUobre 1715 agli intendenti dellff prov 
^ Gomme il est de la jnstice d'empécher l'oppresaìon dea teillables, je 
qu'il D'est point de peine asses forte ponr punir ceox qui voindraieotsi. 
poser au dessein de les soulager. Voos tiendres la maio à oe qoe lei «^ 
lectears, prooédant par voie d'éaécation contro les taillables, a'eoIèfcJ 



3? 
serale soppressi ed equamente scoroparthi; riforma che fo bia- 
nmata dal parlamento di Parigi , il quale nelle sue rimostranse 
ebbe Pimpadenza di affermare che il popolo francese era cor- 
veahle et taillable a volonli^ ed essere questa una parte della 
costitutìooe che il sovrano era nelPimpotensa di cambiare. Era 
inleotiooe di Turgot di far scotuparìre le eseosioni e i privi» 
iegj che vietavano di scompartire equamente i carichi pubblici 
fra toUi i membri della società, divisava vendere una parte de' 
terreni demaniali, onde rimediare alle finanze, volea diminuire 
le taglie, rendere tutte le ipoteche speciali, ma nulla poti con- 
durre a compimento , perché ben presto fu allontanato dal mi- 
nistero dai cortigiani, nemici dichiarati di co»! salutari riforme. 

Il marchese di Mirabeau intanto, pubblicando VAnd de$ hom* 
mes^ rendea popolari per l'enfasi stessa del suo libro le questioni 
d'agricoltura e di domestica economia; formaronsi società che a 
questi studi si appiccarono, tentaronsi esperienze, si misero a pro- 
fitto le dune della Bretagna, le paludi della Sologoa, le lande 
di Bordò^ si perfeiionb l'industria campestre, massime nelle pro^ 
viocie di fresco conquistate, siccome la Fiandra, l'Alsatia a nel 
droondario delle grandi città. 

Le cose però andavano a rilento. Il villano possedea tiit« 
▼ia poco o niente, e se per caso mettea da parie qualche soldo, 
il tuo erede affrettavasi a prendere uno stato che lo rendesse 
cittadino, onde sfuggire alla taccia di villico. Pochi proprtetarj 
attendevano ai miglioramento dei loro fondi, suonando sempre 
aulle loro labbra quel vecchio proverbio francese che Ifs soim 
dti la une ne regardent que le pigrsan, et le produit de* fer» 
met le seig^eurj ancor piili pochi ivi abitavano , avendo il piU 
dei gentiluomini abbundonate le loro castella onde abitate le 
eittà e godere le delizie della società e il favore dèi monarca 



poinl lears boenft et cbevaux lerTant io laboorage, ni lears lits, habits, 
àteatils et outtls avee lesonels les artiians gagnent leor vie »» Villeneave 
de Bargemont, Hist. de IIEcod. Polit. 



38 

che trovava in qaetle vanitk ao metto di goterno pib poftente 
che la forta« L*oro degli affidi ooa essendo sparso fra I terras- 
anni, questi rimanevaoD pOTerissimi e completamenle indifferenti 
pei loro padroni, da essi non conosclnti che pel dispotismo dei 
loro agenti, Mably nel 1758 mette in bocca a lord Stanhope, 
che aveva attraversato il regno « queste parole: « In un paese 
naturalmente fertile, abitato da uomini attivi , industriosi , vidi 
campagne incolte, contadini squallidi, intristiti, messo nudi, ca- 
panne appena coperte di stoppia «• E sul declinare del secolo 
sir Arturo Youog osservava nei suoi viaggi per la Francia, come 
la popolatione che sopraccaricava varie provincie presentasse da 
ogni banda uno spettacolo di povertà che avrebbe colpito un 
viaggiatore anche meno di lui occupato in tal genere di osser- 
vaxioni* Ivi il menomo deficit nel raccolto cagiona miseria som* 
maj ed un accidente di tal natura, cui appena in Inghilterra 
si sarebbe fatto mente, ivi produce bua vera calamità. 

Per quanto quindi i progressi delle scieose sociali e la buo- 
na volontà dei legislatori avessero fatto, il più ancora restava a 
compiersi, ed infiniti erano gli abusi che pel pubblico bene doveansi 
distruggere. Ma pur troppo questi abusi erano i più considero* 
voli, i più provetti, che avenno mes^o radici profonde, i rami 
più estesi, siccome quelli la cui esistenza pesava sulla classe 
produttiva e laboriosa, gli abusi dei privilegi pecuniarii, la eo« 
cecione alla legge cornane, tante ingiuste esensioni, che non pò* 
teano affrancare una classe di contribuenti senza aggravarne 
Toltra, la ineguaglianza generale nella ripartizione dei sussidi iy 
l'enorme sproporzione fra le contribuzioni delle varie provincie 
e fra i carichi dei sudditi d'uno stesso sovrano. Arrogi il rigore 
e l'arbitrio nella percezione delle taglie, la tema, gli ostacoli, 
quasi il disonore impresso nel commercio dei prodotti primi, le 
dogane interne, il deperimento dei beni demaniali. La Francia 
stava immersa in ignobile torpore aspettando che i tempi fos* 
zero maturi^ venne infatti il giorno dell'ira, essa alfine si scosse 
e la procella che lenta lenta erasi addensata nelle .nubi, ruppe 
nel modo più tremendo. La rìvolusìone in una notte sola^ netta 



39 

r tempre memoraiuia, abolì i diritti di primogenitara, di to* 
tuiiooe, i maggioraicbii le deoimei i serfigi personali, le ea* 
aoerie di caccia, tutti insomiaa distruwe i privilegi : affraneb 
hvoro, sopprìmeado le confraternite, le corporaiioni; fece ri* 
icere il commercio, sopprimendo le dogane interne, ed alKan* 

sistema della concentrazione delle proprietà fece succedere 
divisiooe estrema» 

Onde coprire le immense spese d'una guerra universale, e 
re qualche credito agli assegnati, si dovette passare alla ven- 

1 dei beni del clero, gli unici cbe ancor rimanessero a grande 
tura, dei fondi demaniali, delle proprietà degli emigrati, cbe 
so stste confiscate a vantaggio della natione. Lo strumento 

IsToro , la terra non appartenne pib ad una classe distinta 
quella dei lavoratori, a qualche privilegiato inamovibile; fuvvi 
n per tatti, e cnigliaja di proletari, approfittando delle facilità 
e i\ oC&WiQo a quanti avessero abbastanaa cuore per di» 
iararsi io faccia all'aristocraaia europea , compratori di questi 
)teri| paisaroDO tosto nella classe dei proprietarii territoriali. Di* 
ioae universale ambizione il farsi padrone di qualche crosta 

terra o di accrescere quel po' cbe era stato ereditato, 
per tralasciar altri esempi, in ana piccola provincia, il Cba- 
IO Carobcesis, che apparteneva in totalità all'arcivescovo di 
unbray e ad altre corporazioni ecclesiastiche, gli abitanti erano 
completamente proletari, sotto il rapporto degli immobili cbe 
IO loto non esisteva il quale non potesse venire espulso da 
I fflomeoto all'altro dal tugurio che abitava. Quando il terri< 
rio leone posto in vendita, tutti gli abitanti d' on mutuo ac- 
'do associaronsi^ resersi aggiudicatari del terreno dei loro co* 
)sì, e se lo divisero poscia di maniera che tutta una massa 
popolazione passò in un batter d'occhio dalla classe dei prò- 
*fi a qoeUa de'proprietarì. 

Al certo il desiderio dei contadini non era sempre a questo ri* 
ardo bea ponderato, ma questa predilezione quasi superstiziosa 
' la possidenza fondiaria è facilmente spiegata. In un paese 
I una sequela non interrotta di pubblici fallimenti aveva ao« 



4o 

nienUta la confldenta ferio il goveroo, OTe rinduttria e il coni» 
merclo èrano stati intralciati da mìHe apgberie, ove la giostiaia 
èra stata sansa Tigoria, e i rapporti fra il possente e il debole, 
fra il ricco e il povero abbandonati all'arbitrio, gli uomini della 
elasse laboriosa accano dorato abituarsi a non prestar fede che 
ad una ricchessa materiale e palpabile. Essi, è ve^o, comperavano 
io generale le terre da compagnie di speculatori molto piii caro 
che realmente valessero ; ma il lavoro essendo la conditione 
necessaria di loro esìstenaa/Yeniva contato per nulla quando &• 
cavano il calcolo del prodotto dei loro campo; di modo che un 
latifondo, che Tenduto io massa sarebbe stato acquistato in ra- 
gione del ricavo, astratione fatta dagli interesii del capitale cir- 
colante e del salario dei braccianti, veniva comperato a petti in 
ragione del suo prbdotto sporco. 

Colla proprietà poi nacque la preveggente e il desiderio di 
migliorare la 'propria conditione , la tema di .veder decadere 
quella della famiglia , il rispetto pei diritti degli altri , con- 
seguenza naturale in quegli che lo reclamava pei propri ; ed 
il sentimento di posseder qualche cosa, i doveri e i godimenti 
ohe VI sono annessi , la responsabilità che impone svUupparono 
ueH* abitante del contado queHe virtù sociali cui i suoi padri 
erano affatto stranieri. I piccoli possidenti divennero i Gttajuoli 
d'una proprietà pie estesa, e sovente il giornaliero eh' essi im- 
piegaTano possedeva alla sua volta una capanna che serviva di 
ricovero alla sua famiglinola, un orto onde nutrire isuoì figli, e 
un boccone di terra ohe pOtea coltivare quando trovàvasi senta 
oeeupazione. Venne intanto l'impero, e Napoleone, mentre vie* 
tava le importaiioni inglesi, compartiva un fortissimo impulso a 
Yarii rami dell'industria agrìcola, eccitando l'introdutione e l'ai* 
levamento dei merini , la coltÌTatione dell' indaco , la fabbrica 
dello tuccaro di barbabietola, che Jovea pib tardi operare una 
A grande rivolutione nel sistema dell'agrìcoltura francese. Scuole 
veterinarie, orti agrari, stalloni pubblici, vivai erano stabiliti; un 
progetto di codice rurale applicabile a tutte le provincie dell'im- 
pero era stato redatto e sottoposto all' esame degli uomini pib 



4< 

ittomÌMti, I Qoatiauì armaoieoti « fmiyr)»«Mlo straordinam eoa* 
lomasìoaì dì vivari, d' agni spade , ayuofotairpno tf sostenoero il 
pretto dalie derraif» Infine sì aeirioteresve. delle proprietà fon- 
diaria^, aaoie per accre^era la pol^llcha r.eodite, yn grande «vi* 
Ijippa era eteto deto al sistema delle icaposte indirette. Da que* 
sia iosleaic di eo$t iiaa<iae un benessere (i) tale, che non ostante 
la graTÌssioie perdite d'uomini e di danaro cagionate dalla guerra 
della rivolutione e dell' impero, la Restaurasiona trovò la Francia 
piii dovinosa , il suolo meglio coltiTatO , la popolazione rurale, 
piik oumeroMi più istruita e pili contenta* 

Non fu però tanto coli' aumentare la suddivi&iQoe dei beai 
stabili, quanto col farli passare in pian! piò industriose e più 
ricche, col distruggere il pregiudisio che avvilita il ceto agreate, 
che la rivoluzione diede un si possente impuko al ben essere 
materiale della Francia. I beni che dalle mani morte passarono 
a divenire proprietà privata trovarono nell' industria e nei capi- 
tali dei novelli proprietari una totale rigeneraaione e un accre* 
scimento di rendita indicibile; molti latifondi comunali coosa* 
crati alla sterilità vennero ritornati allo stato di produzione. Fii- 
aiamo bene questo punto , giacché, sebbene un due tersi della 
popolaaione francese viva nelle campagne, e viva molto meglio 
che i giornalieri, dei gentlemens farmers, e degli affamati mani* 
fatturieri di Manchester, pure questa smania di sminuzzare i la* 
tìfondi, tanto favorita dal codice civile, finirà col produrre sen- 
a* altro il deterioramento dell' iadustHa agricola a la trovine dei 



(i) Così nel 1817 parlava P. L. Coarrler delle eontadiiie franeesi: m Se 
La Bruyere potesse rinascere e trovarsi alle nostre assemblee, ei vedrebbe 
non solo faccia umanej ma Tolti di donne e di fanciulle pia avvenenti, e 
massime più modesti che qoelli della sua corte tanto vai tata ••••le ve- 
drebbe la sera ritirarsi non in cori , ma nelle loro casette decentemente 
fabbricate e ammobigliate. Cercaodo allora quegli animali dei quali h la 
descrisibne^ noa li troverebbe in alean luogo, e senaa debbio benedirebbe 
alla causa qualunque siasi di cosi grande e così felice cangiamento »• 

AasALi. Siatìttìeat voL LXXIF. 4 



pieeoU ppopriettrH. Li dWMona del molo {i\ Ift-tottitmtoM del 
mam tll' aratro , allontaiia dall' agriookora t' applieatiooe M 
maechina -a dei capitali. Seoka Dacehiiie, doq pa& etierti pn 
grèuoj ifeDXa eapitali noà può allerarn bestiame, ni in con 
gaeDEa può trovarsi concime onde sostenere la fertilità del lool 
che col lungo aodare si spossa e instertlisce. E questo i il fitli 
mentre l'Inghilterra produce annualmente un numero di 10,100,00 
montoni, la Francia che ne dovrebbe produrre almeno a4(00o,ooo 
non ne alleva che 5|^oo,ooo; mentre l'Inghilterra produce i^iSo^oM 
buoi, la Francia che ne dovrebbe prodarre almeno ),55o,ooo 
ne produce meno di 800,000» Tutti gli agronomi si laawiiUM 
della Icarsità del bestiame, della caret fea delle carni , e tolti m 
attribuiscono la causa alla maneanta od intofficienta dei ap 
tali, frutto della troppa «divisione territoriale. 



(1) È stabilito da an rapporto officiale di Chabrol che ra 10^96,7^ 
quote fondiarie, ve né ho 8jio di ao franchi e al di sotto; i/ioifi vitt* 
a"5o; 1710 di 5o e al di sopra, secondo Armando Segoin, idicsÌTilori 
approssimatiTi pajono conformi ai dati di Chabrol , le attoati qoote ioo* 
diarte sarebbero. distribnite nel modo che segue i 

Jtiparto Prodotto deltim- Bendita dei eomrUtatf 

delU quote posta atiuaU ( sei tnlu f ù^) 

8,094^987 di fr. e al di sotto 
663,a37 di 90 a 3o fr. 
644>)45 di 3o a 5o fr. 
5a3i99i di 5o a 108 
Sa9,ooo di 100 a Soo 
68457 di 35o a Soo 
33,66a di Soo a 1000 
1^,447 di 1000 fi. e al di 
sopra 



40,194,935 


94o,749^»« 


i6,58oj995 


99485^50 


95,693,800 


i54,i6«,8o« 


30«9093^ 


a35,794i95» 


48,3oo,ooo 


989M«» 


97,38a,8oo 


leifl^fioo 


93,563,400 


i4i,38o^o« 


93,307,188 


i39,843.i>8 



ToUli i9/)o4^96 944^59,373 465,5i3>s38 



4» 

lyattn parte U contadino poisestOré dt qualche «agro c|ìia« 
Into di terra, ebe aon gli- rende , coltivato da lui ttetso , il 4 
ler 100 annuo al pib, non temei appena l'occaflione favorevole 
li li preienli, di arrotoodire la sua grama proprietà. Dopo evera 
borsaio i pochi avanti, che avrebbe meglio impiegali nel boni« 
icare il suo fondo , bel comperar qualche capo di bestiame , o 
el prender in affitto qualche più grosso podere^ si toglie inlle 
pille denari all'S, al 9 per 100 d'interesse almeno; giacché sa 
credilo manca in campagna ^ non vi mancano gli nsurai* Né 
mo molti anni che il pìii dei coltivatori vogliosi di denaro, era 
bbligato a crearsi capitali 6ttÌ£J, cioè « sottoporsi a contrarre 
bblighi a tre mesi di scadensa, facendoli scontare da banchieri 
be li stabilirono a quest' effetto : questi li faceano girare 1 e 
opo averli rinnovellati ne 5 o 6 voItCì accumalando interessi *e 
ommissioni, esìgevano un rimborso che il debitore oberato non 
!ra io istalo di fare ; allora seguiva un sequestro , quindi 1^ e* 
propriaiioDe forzata che ridoceva in mille bocconi un podere 
là iperperato in venti. Asserisce il signor Rubichon , dal quale 
^bi questa citatione, essersi siffatte magagne portate a tal se- 
io da non trovarsi al presente in Francia città di dieci e più 
ila anime, nella quale gli usurai non pensino, esigendo i loro 
editi, ridorre in polvere i cantoni rurali nel cui centro essi vi* 
100. Tredici migliardi , ecco il debito dei quale è gravata la 
roprielà fondiaria in Francia, il che mostra chiaro come il so« 
') come a fianco di qualche fiaantiere che si fa padrone deU 
lodasirìa, sorgano arpie che si rendono a poco a poco signori 
>) suolo. Cosi r eccessiva divisione dei beni stabili dovrebbe ri* 
edurre la Francia alla ricostituzione delle grandi proprietà. 

Del resto queste verità, che giù erano state proclamate al« 
epoca del Consolato, sembra che si vadano diffondendo nella 
siooe. Noi vediamo nelle vtcinanse delle città ricche, e in ge- 
nie in tutti i punti dove i capitali si accumulano pel eom* 
»rcio per V industria , tendere le proprietà fondiarie a con« 
Btrarsi. Già non è raro, a varie parti della Francia, il vedere 
ft fanigUe di contadini convenire che uno dei fratelli resti prò- 



44 

prìetario del podere palemo, nieatre gli altri o ricefooo da lii 
Une somma di danaro , od eotraoo oegli utili, e gli restino fi< 
cioi domestici, onde non rinunciare ai vantaggi di ana colton 
in grande e non perdere quella consideratione anoesu al langi 
possedimento d'una stessa eredità. Tutto poi defen atleadcre 
e dal perfetionameoto della legislatione, dall'interesse stesso del* 
I' agricoltura , e da quel sentimento di previdenia , frullo deb 
morale , dell' istruiiooe e de! ben essere , che certo o^or pii 
Ta difTondendosi nella società francese. 

11 risultalo principalei che a chiunque baisa subito sgiì <l^ 
chi confrontando le cooditioni economiche e sociali delIMoglùI' 
terra e della Francia, si é, che se quella é ottervabile lotioS 
rapporto della produsione delle riccbeiie , ia questa la loro I- 
stributione i di mille dopp) migliore ; che se nell' una fa ab- 
bonda il denaro , nella seconda più diflfuso e men traositorio e 
il ben essere. Mentre nella Gran*Bretagoa le classi eletilc pa- 
seggono sole il monopolio degli onori, delle doviiict (M c*^'*^ 
lasciando languire il resto del popolo nella povertà e oelf op- 
pressione j in Francia un sentimento maggiore di agasgtiaoft 
comparti alle classi inferiori il grado di conaideraxioDe e i'i co* 
niodoi che solo può favorire quelle abitudini di prudeosa, qaelh 
elcvasione di pensieri , unici messi nello slato attuale della )^ 
cietà di allontanar la miseria. Concederò che nella prima i! pr^ 
dotto netto , massime dell' industria campestre ^ superi di gna 
lunga quello di qualunque altra contrada ^ ma che iaiportai a 
intanto il popolo geme, privo di istruzione e di sossisleou, o^ 
bato fino della speranza di migliorare la propria conditiooetCll 
mi importano la potenza e i capitali d'una oasione qaaodo cu 
non contribuiscano alla felicità degli individui ohe la coapo^ 
gono I Le officine moltiplicano, l'oro sovrabbondai i prati, le a» 
dre migliorano, ma questa è una prova di riccheize dod aif 
giore di quello che la pinguedine e la corpulen^ lo siano àM 
salute d' un uomo* 

Se nell'Inghilterra il male giace nella troppa cooeentraiios 
delle proprietà, in Francia gli eccessi della dÌTisiooe rimisero i 



4« 

dubbio I luoi primieri beneficili inìaaceiaodola d'una ogrìcoltura 
alla foggia irlandese. Non è possibile all' nomo il coltivare à 
lungo la terra eoo un ordine arbitrariO| né paossi attendere al- 
cun successo nella coltura del regno vegetabile senza l'interven- 
aione del regno animale. Oltreché le vesti e il vitto dell'uomo 
esigono le spoglie, le carni della pecora e del bue, i lavori cam- 
pestri esigono il soccorso del bue e del cavallo , ed il concime 
é assolutamente necessario alla vegetatione. Uà la moltiplica- 
sione delle specnlatloni rurali con un capitale Insufficiente non 
permettendo la compera e l'allevameuto dei bestiami , ecco ve* 
nirne quel caro delle grascie , quella scarsezza dei cuoi , quella 
diminuzione nella forza riproduttrice del suolo delle quali é ge- 
nerale doglian«a in Francia. Se la forza d' uno Stato dipende in 
principal luogo dalle sue raccolte , e se la sicurezza , la copia , 
la qualità di queste raccolte dipendono dal numero relatifo dei 
bestiami, (atto del quale sono convinto osservando l' agricoltura 
lombarda, ognuno vede quanto danno ne verrebbe alla nazione 
francese se la marra venisse ovunque sostituita air aratro , e le 
braccia dell' uomo al lavoro degli animali* 

Ma queste considerasi oni esigendo ulteriori sviluppi che noi 
vengono concessi dai limiti di un articolo di giornale, le rimetto 
con altri importanti corollari ad un venturo fascicolo. 



DfiL DBPAUPSaAMEHTO DEI BOSCDL 



È 



generale ed oramai antico il laosenlo per le foneste con- 
seguenze della improvvida distruzipne delle foreste, specialmente 
nelle regioni subalpine deli' alta Ittilia: ma non pare fino ad ora 
né che gli uomini dell' arte siensi fra noi abbastanza preoccu* 
pati di questo gran problema , ne ohe le misure tulejari adot- 
tate dalla legislazione amministrativa abbian potuto rimediare al 
crescente disastro. Noti è quindi fuor di luogo il riaasaiDere poi 
nostri lettori le considerazioni e le notizie contenute in' nif iin- 



portanU «rdooio ad Gioraale degU Ecooomistl (lo^to ift|t]^ 
OY« Ippolito Duicard rendo conto di parecchio opere (raattslti 
^licito argomento. 

La distrutiooe dei boschi trae ceco degli efletti parte iu- 
àf parte ecooomicii che non furono ancora abbastaasa stadiifa. 
Alteratjone nel sistema delle acque , nel clima , oello slato me 
leorologieo del paese sono gli effetti fisici , che in dìver» pr» 
pontone accompagnnno quasi sempre Io sboscameato. Nelle pi» 
nure siffatte alteraxioDÌ sono meoo imipediale e meno evidenti, 
e tra i paesi montuosi le regioni alpine offrono V cieoipio I 
cangiamenti più subitanei e violenti. 

M. Surell, giovane e distinto ingegnere . ia una belU X^ 

moria sugli effetti dello sboccamento dei monti nel dipariìoesto 

delle Aite-Alpi (i) ci offre una lezione applicabile al nostro paese 

ed alle nostre province subalpine, I torrenti sono la eoosegoena 

inevitabile dell' imprudente devastazione dei boschi, che foriBi« 

il naturale cemento dello stato vegetale, ond' è rivestilo il bo 

eleo sassoso delie montagne. -* M. Surell osserva che i (ontol 

devastatori hanno caratteri particolari e diversi dai fanabiii con 

d' acqua, ai quali si dà comunemente il nome di torrend. 

I torrenti devastatori hanno propriamente la loro ortgia 
Delle pieghe e nelle infossature delle chine de' monti ; le voi ri 

salite fino alia sorgente , te avete cuore di arrampìcam tn I 

roccia denudate e corrose, tra il confuso ammonticchiameoio ài 



(i) Perchè gli «omini dell'arte sappiano valatare quali analogie i 
quali differense paaaino fra la diapoaisione geografica del terreoo ^ 
Jkt'Jlpi (alto Delfinato), e quella delle nostre provincie alpeslrì.creà 
mo neoesaario di ricordare ohe qneato diptrtlmento è oostatiaìloda;:^ 
late pili o meno profonde ed elevate^ quaai latte formate da tornati^ 
le bagnano e le devastano. Sopra 549j6oo ettari di aoperficie più della" 
aono roocie sterili e terre incolte , e solo 69,000 ettari acne rÌTestite 
forcate. La media elevasione del asolo è calcolata 1,100 metri lol \\^ 
del Mediterraneo. La Daraoce (Draentia) che attraversa il Dipirtioe^ 
.a vi ha la saa sorgente a a^aoo aaetri sol livello del Hediterraoeoi rio 
.siel ano corso di i3a chilometri aa torrenti* 



«7 

Dilli gilto^^hi) legttcndo • ritroso la strada delle aoqoe d^^ 
taiiftthcii Toi giugnerete iofioe ad uq vagito apGleatro cooterii)^ 
nato da rovioose erte che steadoosi fino alle vette desolate; ifi 
le icquei quando la pioggia temporalesca diluTÌa» quando il ca- 
lore della primaTerai o il sofBo di scirocco squagliano le neti | 
raccolgoosi d' ogni part<s> in brer*. ora ; è questo il bacino ( ba* 
m de reception) formato dalla diuturna corrosione dei torren- 
telli alpestri» i quali presto dÌ¥entano un solo torrente, che sten- 
trs la muntagoa, e oe vomita i. frampaenti nella v«]le,, . 

Fioche queste acque, eoa rese grafi e quasi dixeiomo^so^ 

lide per la poltiglia, e per If sostante minerali che portano iec0| 

corrono chiuse nelle gole e nei burroni^ esse menano un^irresi? 

stibil rofioai ro? esciando e rotolando epormi massi, svestendo 1^ 

roccie pih solide; d'ogni terra Yegetatiyaj^ spettando delle calene^ 

Bsluraii e delle chicise di. rupi. L' aspetto del eanale alpestre 

{canal iieoulcment) d'un torrente f prribilmen te fantastico ^ e 

presenta lo strano spettacolo d'una rovina gigantesca. Sono obe* 

liicbi di granito so^rAionlaV da inesplicabili C9pitelli di pietrai 

sooo feodilure immense j gradinate bii^ariRe di mieicigiii atraaar 

mente accatastati. Ma allo sbocco del tofrente nella .Talle , V, o« 

pera di distrutione fi , presenta .nel'a s^a fredda e deaotata 

nudità. Uoo.spaaio {.fii de fléjection) che, spesse giugno, a due 

stremila metri cU larghetta, coperto di sa|>bie, di cioiiolì^ di. 

hmmenti dì roocia» improprio ad ogni genere di caltitaaioneil 

ttgoa il loogo io elfi il torrente^ abbandonato dalla si^a foga,; 

o,come dicono i Lombardi, dalla sua rab.bia ^ lascia dietro di 

«è i ruderi delle montagne, ch'egli difora. 

Queste sono le tre fasi che presenta ilcorso d'un tori^; 
te. Disegnate un imbuto ,, fate sboccare ^1 suo foro piiì ^trettq 
lulla falle, e tot avrete, il ,BÌ«ap dj queUo corso viorentoci ^' 

wlialore. , . .., • : . k, •• . , ■ -i^ . 

H. Sureil, pome abbiamo detto,, distjngue diverse specie 4i^ 
torrente. Ta^ni sono piuttosto riviere, violenti {eau torrcr^l^ 
lei ) che nel ^rso dei secoli^ ed a fbria di sueeeMive devasta- 
lioaì si aonquislarono no {etto staile , ad npa regolarità tfclla 



48 

steMA alternalivft d' iaondaiióoi • di arìdessa. ▲Itrì alfiaMln 
ooo toop ancora cbe feosoeDdimentiy e frane nel fiancp de'iDOft* 
ti| che oggi sono rìgagnoK e torrentelli, ma che fira noa onho 
ponno divenir mìnaccioci e giganteschi ; infine Tengono i lor* 
fend dewuiatorit de' quali T umana imprevidenia aumeota o|n 
giórno il numero, e che pònno rendere deserte e sterili per tea* 
pre le montagne e le sottoposto valli. 

I torrenti detastatori sono uno dei mille fiioesti elEettijdi 
quella massima tanto propugnata, ItOfaar ftxnt^ lasciar pouau 
Essi nacquero dopo la devastazione dei boschi montani: e eoae 
lo ^ pub credere, non è certo pel vandalico gusto dells diitni* 
sione che i poveri abitanti delle montagne sradìcaroDO le loro 
foreste ; V inverna è lungo e rigido i la fame non s' acquisti i 
ragionamento colle speranses la legna è ottima ad srdcre» t 
pel pane bisogna in qualche^ modo trar dalla terra un guida- 
jgno pib pronto. Fmchè i boschi erano pouednti da ricche W 
iniglie, da comunità che potevano aspettare qualche sono il mi* 
glior ricotto, prosperaronot ora altra tutela ai richiede di goelii 
de' privati interessi, che A risolvono ne'bisogni urgente e fuimii 
imprevideoti del povero. 

Ma forse altri non crederà immediato il kgame frskA^ 
.scamehtoi e le devastaaioni delie acque. Pure nulla di pili ecr< 
to. fmchè le montagne sono rivestite di vegetaaione v igorou, k 
Km*o piegature ed t loro evvallamenti servono di letto s dei li- 
gagnoli' perpetui, che V Industria umana può facilmeate utiftui* 
re:' ni sarebbe impossibile con chiuse artificiali il feroarM' 
monti dei serbatoi, che tesoreggiando l'aequa nelle stagioni pù> 
vÒS'iS, la diApehaa&sfero poi durante fa state distribuendols wh 
tèrre soggiacenti/1 grandi alberi soffermano le acque piofeoti, 
ne ròibpoiio 1'' impeto negli seosoi temporaleschi, e le dìiperdooo 
■ .apruyxi , a lenii goccioloni sul terreno : i loro tronchi , e ii 
érostif vegetate del suolo sparsa d'erbe e d'arbusti, raUeottfoo i 
l^etf.4nò"1iid'ogni passo la* foga déUè acque scortenti sui cIìti; 
le lóro braccia ramose/ le loro ombrie proteggono la neve coo- 
tro !' raggi del sole prìmaverilè, s^ eh' eàsa si Squaglia più tea* 



49 
tAiné'ii(e« e non mn net tempo tteno io tatti i luoghi. Le piante 
•ODO vérameoto le Driadl protettrici delle aerre sorgive come 
non Inettamente favoleggiava V antichità. E davvero sacrilega si 
pub chiamare la generatione che porta l'avhia mano sulle pro^ 
lettici della' vita 9 e 'non s'accontentando del frutto, divora il 
corpo e le membra, della natura vegetale, e lascia ai posteri Te- 
redità d'un deserto. 

Chi abita la pianura appena poò Immaginare la violenta e 
le devflistationi dei torrenti. Aridi per quasi tutto Tanno, essi 
straripano ordinariamente tra il finir di maggio ed il principiar 
di giugno. E impossibile prevedere da un anno all'altro i gua* 
sti che recheranno; la copia delle nevi non è un buon inditio: 
un grkdo più o meno di calore diversa per tal óiodo la quan- 
tità d'acqua che le nevi forniscono entro un determinato tempo; 
che tutto i in mano del oasot nella stagione estiva un tempo» 
rate basta a produrre inondationi spaventose. 

In ogni caso le acque non logrossaìno a gradi, ma vengono 
oome il fulmine. 

V cielo sarà stato tranquillo e sereno da piti giorni ; ma se 
un nembo si addensa d' attorno alle vette piti alte che chiudon 
la valle, se da lontaoo in fondo alle gole pih interne il tuono 
ha alzato un sinistro ruggito, lo straniero può ben consolarsi che 
if temporale siasi volto altrove, ma il valligiano attende rasse- 
gnato il flagello di Dio* Ben presto un sordo muggito esce dalla 
montagna: una nube di pofvere, un turbine che aggira insieme 
le foglie ed i ciottoli s'avaosa come governato 'da una fotta so- 
pranoaturale. Dietro* questa specie di' tromba, di valanga aerea, 
che talvolta ha fona di sollevare e di rotolare dei mansi di due 
metri di diametro, viene il torrente colle sue onde trabalzanti, 
colla violenta d' una montagna che si scòsceoda. 

Nulla d'esagerato in questo quadro. Batstà il riflettere che 
questa massa enorèie è compatta d'acqua, d'alberi Sradicati, di 
terra, di minuti ciottoli, di gròssi macigni si muove colla vfelo^ 
cita di piti di i4 Oietri per ogni minuto secondo. — - La ?elocìtà 
d* una locomotiva animata dal vapore! 



5p 

Qua! 4ig«» qoalci ottacolQ potrebbe retiitert • tak 
M? .^ lotaolo ogol anno bi mine dclja. manlagu 
li fonda delle falli} lande desolate sì stendooo koauiallo 
de' torrenti, il deserto lauoso conquista spatio« s'inuilii, s'< 
de, seppellisce prati e ?igoelj, s'attraversa al corto delle 
regolarmente defluenti. — Questi disastri, che SL Sor)!, 
scrive ne' suoi caratteri piti generali, si verificaooiDgruj 
anche nelle nostre ahe pro?iocie. 

Chi scrive queste linee fu testimonio d' una iovasigei 

lina delle acque, che direbbesi meraviglio&a se ormai mik' 

aero troppo frequenti gli esempj. Nell'estate del iSSgm 

temporale di poche ore infuriò nelle montagne chttnjp^^ 

Valle Gamonica d^l Tirolo. Un torrenlaccio» a cui i valii^^ 

dero TespressÌTO nome di Rabbia ^ e che d'ordinario icefide^f 

monti con povere acque a confondersi coll'Oglio, cketkttu 

messo dell'ampia valle, ingrossò in quelle notte e scewea^ 

rovina e con tanl' impeto che stese come una diga iltr<^ 

rOglio, traboccò sulla riva opposta, sradicò, o per at^^^y 

levò via la strada provinciale solidamente piantata su qw!li?<** 

da, e sbalestrò enormi massi che aveva rotolati fio dailìs^^ 

delle alpestri gole^ sulla china che chiude l'opposta paruM 

valle , spingendoli a molti metri d' altesta. Risalendo le tnoe 

di quel deserto improvvisato trovossi che la Rabbia vt^^ 

gine in un seno di montagne che dircbberst in di$soloii<»sei < 

che rassomigliano ad un enorme scarco di scheggie e di ^ 

L'acqua nou era stala che un ajulo a questa massa skp^^ 

scorrevole che già per proprio peso tende a rovesciarsi »^ 

ghi più bassi: non trattavasi d'una questione idraulica, oi< 

esporsi ad un torrente d' acqua: trattavasi d' una qaestioie ' 

statica, trattavasi di combattere con un torrente e di tedi 

di pietre. E così del piò al meno lo sboscamento prepi^ 

montagne a sdrucciolare sulle valli, minaccia d'invadere le « 

con un deserto d' arena ^ tnnalsa il letto de' fiumi , rende 

gelare il loro corso, istantanee ed irresistìbili i loro strarìpaoei 

Che penserebbe vedendo questa ruina prodotta dal pni 



5c 

^isi elemento di fertilità quali' AnderiODy che <oJe9 dire eoo Unto 
ia ciocia senteota; « Laicìar scolare una goccia d'acqua al mare 
ài. a averla prima stesa sul terreno i sciupare il piti precioso degli 
i^iirasti? » — Nel oiessodi delia Francia | e si può beo aggiiin* 
nn.t anche uella aooa alta della nostra Lombardia, l'aridUà é 
il. phocipal causa dell'irregolarità e dell' incerteisa del raocol* 
,(. il più ordinario flagello dell'agricoltore. -^ Il calore è una 

«oza feconda e piena di tesori : esso indora i prati e li rieoi* 
U ài succo sostansioso e sapori to : esso dà alle piante virtU aro* 
ij^.Uca colorante; esso diUilla i balsami, gli og)i, i vini prò* 
;{.<Dati; esso sviluppa e vivifica il roeraviglioio tessitore della ae* 
,--j.i il baco, la nainiera d'oro del nostro paese: ma ogni poteosa 
,,; in sé un germe di morte. Il qalqre che feconda produce i'ari» 
^^ùi che uccide. 

I La siccità spaventa l'agricoltore, che temendo di sciupare le 
Q jie fatiche e il suo ingrasso nel coltivar piante ohe abbisognano 
^,j elle pio^gie estive, volgeai tutto a que' generi di colti vaaione 
^.iepofloo resistere alla arsura. Cosi nelle Lande di Guascognu 
..IO redesi altro prodotto che la segale «d il miglio (i). La stessa 

itata,che nelle umide, regioni settentrionali fu spesso la aalvfxaa, 

i è sempre il principal alimento del popolo , non prospera nel 
P ima troppo secco del metaodì. — * Ora egli è certo che lo sbosca* 

«Dio aumentò la siccità. Le grandi foreste attenuavano la violen* 

\ ^1 tagliavano, per così dire, sparpagliavano la diresione dei venti 
^ irbiDosi> che affaticano le piante e gli arbusti, e li fanno screpo* 

ve: esse formavano de' naturali serbaloj d' umidità, esse favo* 
^^•tsDo il condensamento delle nubi, che ora. i venti spassano a 

hperdono in lievi nebbie pel nudo orissonte: esse regolarista* 
. 100 in somma col deflusso delle acque, anche il corso dei venti 

lo stato igrometrico dell'atmosfera (2). — - La variabilità che 



(0 ^«ggasi la Memoria: Sur le» anuUoratiom qua recUm» U Midi d§ 
s Frante, par P. C jimùerij ingenieur au eeruiee de VitaU 

(3) È noto che in Egitto dopo ohe l'Amorinialratione di Mehettiet-Ali 
iBte)& lo tTUappo delle foreste ani monti che fianeh«ggiaoe la valle M 
^^ la pioggia si feeero meno infreqoeati. 



Yi 



5% 

da moki aaoi va crescendo Delle ttagloni io questa falle ddFo 
benedetta inTano dal cielo, T aumento sensibile del flagello delli 
grandine, non sarebbero per avventura un effetto della distro» 
aione di quelle naturali barriere de' venti Alpini, di quelle ìddosc» 
revoli punte elettricbe che disaroDavano le nubi temporalesche pn< 
ma che la gragnaola si fosse condensata? — - Non pa)a soferefaii li 
parte che noi vogliamo attribuire ai boschi oeirecoooniaatoo- 
sferica. Gli esempj sono pih copiosi che non si creda : e &a i 
m<dti ne sceglieremo uno dalla vicina Proveosa. Tutti i nostri 
lettori avranno udito parlare del mistrale, vento impetuoso dd 
Nord-Otest, che sboccando dalle Cevenne é volando coHa velo- 
cità di ao metri per minuto spana la valle del Rodano i& &» 
ni mare e blocca il porto di Marsiglia in modo, che meotrecfli 
so£Ba è impossibile ad ogni bastimento T uscirne. — Oeddevoi 
che i Fenicj ed i Focesi abbian piantata la loro colonia prOp 
sotto le buffe del terribile misirakf che ne chiude il porto p«r 
intere settimane? Gli storici ci conservarono oiemona del tempo 
in cui rimprevidensa umana acatenò questo nuovo flagello. Sotto 
Angusto le foreste secolari che proteggevano le Ceveooe forooo 
abbattute od abbruciate in massa. Dna vasta ed elevata re^^ 
composta inSno allora da impenetrabili selve, possente di^ eoo* 
tro gli uragani ed ostacolo alla loro formarione, fuaduotntto 
spogliata e rasa: ben presto un turbine sconosciuto ìofunòlui^ 
il Rodano e andò a sfogarsi negli sconvolti flutti del Mediteira* 
neo: dappriaia i popoli spaventati eressero altari atP ignoto figl^ 
di Eolo: ma poi si rassegnarono senza però pensare cbe qud'i 
nuova sciagura era Teffetto immediato delle loro devastas^ooi. 

Ma veniamo ai rimedj. Trattasi d* impedire cgoi ulteriore 
dissodamento e di rimboscare le chine denudate. Ogni >1^^^ 
messo è arti6ciale , le arginature «!Ontro i torrenti , i paragrafi- 
dini contro la gragnaola sono sforai puerili o sproponiooilii 
fona é combattere la natura colla natura, ed ajutare l'orditf 
colle leggi stesse dell'ordine. 

Ma come mai si potrà impedire ogni ulteriore devastatìoix 
dei boschi, come si potrà lottare contro l'interesse urgente de 



ss 

prtwatì, come «i potrà riparare at male già fatto? Noi propo« 
nìaiDo il quesito agli oomini dell' arte che ooorano il Dostro 
paese, e sareoumo ben lieti di poter aprire le pagioe di quatto 
giornale alla discussione d'un sì importante argomento* Per parta 
nostra ci accontentiamo di riferire le idee di M. Surell intorno 
al generale rimboscamento delle AUè Alpi (x). 

La somma di loOyOoo franchi impiegata annualmente per no 
periodo di 60 anni basterebbe , secondo Bf. Surell » a si grande 
impresa. — A ciò fare sarebbe necessario: 

i.^ Di innakare i la?ori di rimboscamento allo stesso grado 
del lavori d'acque e strade con un'ordinanaa che ne dichiarasse 
la pubblica utilità, e permettesse in conseguensa respropriaaioBe 
forzata quando sia necessaria. 

a.^ D'assegnare a questi lavori un fondo speciale sul pre* 
mentivo dello StatOj per la somma di 100,000 franchi akneno. - 

3.* D'investire il prefetto del diritto di fissare l'estensione 
e i limiti della facoltà di raccoglier legna, ed il numero del be* 
atiame, la cui sovrabbondanza infiacchisce i terreni e distrugga 
ogni vegetasione. 

4«° Regolare la collivasione dei terreni in declivo. 

5.** Mettere sotto il regime forestale certe proprietà co» 
rounali* 

Quando queste dlsposisioni avessero luogo, M. Surell pro- 
mette che in trent' anni la ricchezsa delle contrade Alpine po« 
Irebbe essere decupla; l'aridità delle valli avrebbe un rimedio, 
e le condisionl atmosferiche sarebbero migliorate. 

Il singolare si è che la maggior parte di queste misure 
▼eonero già abbracciale dall'Amministratione del Regno d'Italia, 
e sono tuttodì in vigore. Gli incoraggiamenti per chi piantasse 
nuovi boschi; la limitazione dei diritti di pascolo e di raccoglier 
legna; il bando delle capre; le norme per regolare tagli del 



(1) Anche Fsbre e Dugied , princs di H. SoreU, avevano pubUioate 
delle Memorie speciali tal medesimo progetto. 



wV, 



54 

boécMy * ieeonda della loro natura; il di? leto del dinoduM* 
del iioftehi e èpeeliilaiefite di quelli litoati tulle chme , loop \ 
torrenti, ne'Iuoghi toggetU alle frane ed alle Talaoghe ; la pub 
bitca sorveglianÉa esteta ai boschi comunali e prifsti; 
prìncipi già consacrati dalla nostra legislacione foresttle. Ha 
onta di questi var) provT«idimenti che già da pili dì 3o io 
dovrebbero proteggere la produtione lx>fchiTa , il preno d 
comboslibilt aumenta ogni anno con una progressione cosUotei 
i nostri boschi deperiscono^ le montagne calve, sassose, sniocis' 
solcate da torrenti furiosi accusano la nostra cieca a?idià. - 
Egli ci par' elidente t i.* che le nostre leggi infioo ad onooi 
bastarono neppure a tutelare ed a conservare ie nostre riodhoa 
forestali, 

a.* Che al punto in coi siamo giunti, lo spìrito aDicsncAte 
conservatore della legislatione boschiva non corrisponde si ot' 
•centi bisogni , e che occorre una forza riparatrice che rimedj 
ai mali già fatti , e ristabilisca il turbato equilibrio in qaeito 
ramo di pubblica economia. 

Qui li presentano naturalmente molti quesiti che aerile* 
rebbero un attento esame ; ma noi non Togliamo che propone 
alcuni all'attentione de'oostri lettori. 

Le nostre leggi boschive sono esse per sé medesime iniof* 
fidenti j o la loro scarsa utilità devesi invece ripetere ds iltre 
cause? 

L'applicatione di queste leggi fu regolare, costante, ngoroti? 

L'ordinamento degli ufficj destinati alla sorvegliaota bosdùn 
corrisponde all'importanza ed alla natura del servigio? 

Il deperimento dei boschi è maggiore in Quelli che soooi 
proprietà privata o comuoalef 

Ognuno vede che non può essere per ora opportuno lo spio 
gerci pih addentro in una questione che é collegata con molu 
altre difficili t spinose questioni , e che non potrebbe trofir 
una ragionata soluzione che dopo uno studio compiuto e prò 
fondo di argomenti aslaì disparati, ed in grao parte iACSteoai 
da eompliceaioni estranee alla teorica economica. Q acconttoU 



remo perciò di ^crì soggiuDg^M èlie le Aitf prime prop^titioni 
dì M. Surell non ci sembrano effiitto Inapplicabili al nostro pactCtf 
Trattercbbesi di sofloporre i lavori di rimboteamento alia dira* 
Itone d'ao Ufficio Centrale cbe •'oocordasse oolKDfBclo d'aoc|ira 
e strade; ora non è egQ evidente, dopo ^oanlo si è detto, ohe 
i boschi hanno inftnenta grandissima "sul sistema flavialcT Le 
spaventose innondasioni de' nostri grossi 'fiumi, le sciagure del* 
Pltalia circumpadana nel iSSg non sono forse in parte attri« 
baiti al denudamento delle montagne , aH' interramento delie 
valli, al troppo rapido deflusso delle aCqne piovane, sui rasi de* 
clivj? La lotta perpetua del Po, a cui i^iamo condannati, dovreb- 
besi cominciare nelle alte valli subalpine. -— Posto questo prin* 
cipio, ed aggiuntevi* le consideratiòtti ' sot tf^Mo tra il sislema dei 
boschi montani e l'tndofe del cliroe, la' distri butione del colore,, 
deirumiditì, dell'elettrico in tutta la sottogiaeente regione, non 
veggiamo come si possa sotto il pretesto dt rispettare la pro- 
prietà, rifiutare ai lavorì di rimboscamento la qualifieatiooe di 
pubblica utilità, mentre in verità dovrebbesi dire di pubblica or* 
geota. E che ? si accorderà l' esproprsasione forsata per eon« 
durre in linea pih retta ed accorciare di qualche centinajo di me» 
tri una strada per iscavare no canale irriguo, che deve fecoa« 
dare i prati di qualche privato, e la si negherà quando sia di* 
mostralo che trattasi di frenare con on lavoro fruttifero già per 
se stesso, la devastaaione d'un torrente^ di rendere più regolare 
e pib estesa la coltivatione nelle valli , d' influire soi progressi 
dell'agricoltura di tutto il paese. 

Non Toglìanio tacere che i partigiani della assoluta libertà 
economica sperano tutto dairinteresse privato, che allettato dal* 
r alto pretto dei combustibili si Tolgerà colla vigilante tenace f 
miouta e passionata che può nascere solo dallo spirito di prò» 
prietà, a tutelare i boschi, e ad educarne di nuovi. ->- La ren» 
dita delle incolte proprietà oomunali, a etti già da parecchi enol 
si lavora alacremente è a' loro occhi il miglt^r rimedio ed il pik 
naturale che si possa opporre alla defictema de'bo^icbi.' 

Noi aspetteremo U giudisid de* fatti senta ditsirnuJarr che 



56 

lo «pUrUo di prtf aU propr^là %t i vigMe , iatraprendetite , t^ 
oculato éperò o«H« altuali cocidisipoi arìdo^ io«ofIerefile d'o^ 
luogo indugio , ingordo del presente, ed alieoo dal sagriGorj 
per uitf atTeoire che- é Monpce. ìnoerto e lontano agli occhi àé^ 
nodividuo isolato* — Forae i meglio /teggenti ad i più agiati fr^ 
gli ecqniftlator» della proprìeli comunali potrdbbero riipeltar^ 
un boKO già fibrenta e Tactegoani ad aipettarne il ricavo aell^ 
rolaaioni regolari dai taglL Ma netsuoo cerio vorrà , wota 04 
iropulao generale e ttraordinario» prodigare capitali, e lagrìficar^ 
terreni per piaotarvi n.oo?e «dve ^ ed atteoderoc poi il ntnlUb^ 
oAlro dieci anni, afidando i pericoli d'una aiccità che inanJìia ì\ 
giovani nrtMiBli , d^ una pioggia iifipeluoaa cbe dilavi lo smoco 
terreno , e della troppo , speaao ioipuiuta rapacità dei bon* 
jooby già da tanti . anni avvesfi a nudrire il loro fnooo ioveraale 
eoHa legna del cooiune. Aggiungayii T opinione generale, chela 
Lombardia può ancora • per lunghi aeeoli esaere riccamente fbr* 
nita di legna coi boacbi della Svifiera , e cbe perciò toma ^l^ 
glio cbe i nostra terreni sieno ridotti a più fruttuosa coltrfszioae. 
Ora noi crediamo di poter proclamare cbe aiam veouti a Cai 
ponlo^ che non tratlaa i aolo di copaervare, ma aibbene vede» la 
neceaaità di migHorare, di ripiantare nuove selve, di rimboscare] 
le nude costiere, di legare colla rete vegetale le soccorrevoli tene 
rimaste ancora sul dorso de? monti. A tant' impresa è iopos- 
aente lo apirito privato> per la sola e semplice ragioue, che qae* 
It' impresa è un lacriGcio di capitali e di faticbe per retaggio 
deir intera società. 

Noi ntjtriamo aperaosa cbe i nuovi regolamenti boschivi i 
queli : aopra più largbe beai e aopra più vaate esperieote ii| 
f tanno maturando dalla Pubblica Amministrasione , varranDO 1 
vìparar molti mali : ma deaideriamo il concorso illuminato da* 
gli uomini pratici e teoretici nel ventilare nn argomento cbe e 
di tanta urgenaa pel nostro paeae, e provochiamo la pubblcs 
attenzione su un problema ^ dalla cui matura e savia aoluiiooc 
dipende io m^lta parte il progresso dell'agricoltura e dell'io- 
•dustria lombarda, C* Corrtnb^ 



5? 



•UUB MAOGBWB B l'iVDUSTBU. 



DiseorMO ì0mprùwisaio da Lamartine altAeeaiemla di Macon 

in Francia. 

Il Tecchio profetiore Laeretelle nella ceduta generale tenuta 
ael sellembre di quest'anno dall' Accademia di Ma^on, si que* 
telò dello spìrito ultra-industriale della Borgogna , che distrusse 
ogni vestigio dell' antica bontà campestre^ e sotto il forno del 
carbou fossile e le infuocate atmosfere delle macchine a vapore 
OKurb ed appestò persino la bellessa del cielo della Francift 
nerìdionale. Bimpiangendo perciò la dolcetaa della perduta vita 
campagnnola si condolse col suo paese nel vederlo affogato 
ira le anguste miserie della vita dell'officina, k questi amari 
rimpianti espressi da buon vecchio francese rispose con uno 
splendido discorso improvvisato il celebre poeta e deputato Al- 
fonso di Lamartine. Noi riprodurremo le parti più notevoli 
dei 100 discorso a cui apporremo qualche nostra annotasione* 

Voi accusate le macchinai ma queste sono le mani artifi* 
ciali dei lavoranti. Quel rocchetto , quel fuso stesso di cui vi 
dacie la perdita per le donne delle campagne^ quel fuso stesso 
i uoa macchina die inventò la filatrice, imitando il ragno o 
l'opera de) baco da seta ; ma lo stesso aratro è la prima delle 
macchine , inventata dal coltivatore per iscavare piò profonda- 
mente il solco e ritrarre dal seno della terra più spighe con 
minor sudore. Tutto è macchina per Tuomo. Appena ei pensai 
i membri instancabili dell' intelligensa sono quelli che lavorano 
mentre noi ci riposiamo. L'animale non inventa macchine, e que- 
sta é appunto la sua deboletsa. L' uomo le impiega, e questa é 
\a sua forte I esse sono il segno della sua perfettibilith. Guarda- 
tevi dal bestemmiare la creazione accusando l'industriai L*in« 
àviiiroento corrotto e cupido non è quello che ha reto l'uomo 
odnstrìosOy é Dio quello che ha reso l'uomo industrioso il 
pomo in cui lo ha creato perfettibile. Non lo spogliate del suo 
itolo piò bello. (Si applaude). 

L'Inghilterra» voi dite, violenta l' universo per costrin- 
AmiALi. Stalistica^ yoL LXXIF. S 



58 

gerlo ad entrare nella loa «(era dì scamb) e di consamnìoal 
Io non voglio né scusare né accusare l'Inghilterra. La storia dqb 
crede a questi giudizj dei popoli, gli uni contro gli altrù Ciò nm 
ostante permettetemi di farvi notare l'enorme differenza che ti 
è fra queste conquiste, violente, inique se volete, fatte in boom 
del principio industriale, e quelle conquiste fatte in nome del 
sistema militare e brutale. Da per tutto ove Roma conquisti- 
trice è passata, ha lasciate le rovine ed il deserto (i). Ds per 
tutto ove Tiro , Cartagine e V Inghilterra sono passate , che cosa 
hanno lasciato? delle colonie, dei popoli, degl' incivilimenti, delle 
masae di consumatori e dei nuovi produttori I 

Riprovo con voi la guerra ingiusta dell'oppio alla China; 
ma pure ancora , se io mi alzo per giudicarne i risultati , oob 
pih soltanto al livello dello storico che non vede se non il C<tto 
sotto ai suol passi, ma al livello della filosofìa storica, che ab- 
braccia coir occhio i risultati per V incivilimento tutto iatiero; 
non trovo io ancora una compeosaaione in queste invasioai cooi* 
merciali dell' loghìlterra sull'Oriente? Rifletteteci I Chi ss, seois 



(i) Come italiani dobbiamo protestare contro questo temerario podìào 
atorko. Roma ha bensì conquistato colle armi le DazioDÌ a lei nemiche, lu 
consertò sempre le sue conquiste colla sapienza del benefìcio. Le colooìe 
romane non presentarono mai lo spettacolo delle rovine né del deserto, sa 
furono organistate a citiltà. Noi rimandiamo Lamartine alle Memorìcilo- 
rtche del suo stesso paese. Legga l'opera che ora si pubblica a Psrìgiilil 
ano connazionale Amedeo Thierry Sulla storia della dominazioni romiK. 
nella GaUie, e vedrà se Roma rorinò o beneficò l'antica GslUa. Leggìi 
recenti articoli di Janin sugli scrittori latini nati nelle Gallie^ e vedrà ^ 
Roma fu coi popoli conquista^ barbara o educatrice. Guardi alle contìose 
acoperte che i suoi francesi vanno facendo nella provincia d'Algeri, e T^ 
drk appiedi del deserto sorgere ancora le monumentali vestigia delU ^ 
tenza e della sapienza romana. Noi ricorderemo a Lamartine qurl &nio» 
adagio che si ripeteva nel primo secolo dclP era da tutto il mondo remi- 
no , e che diceva romanitas est humanìtas, perché diffatti là dove giuB| 
geva la potenza di Roma^ giungevano pure tulle quelle civili ìstitaiiooi 
che valsero a creare il miglior codice di leggi in cui l'equo e ronesl^^m 
trovarono con un mirabile accordo collegati e sanzionati. 



^^9 
uMÌre dalla questione dell' oppio, chi sa se quella cannonatati- 
rata da un baitimento mercantile al principio della guerra della 
China , non ha sforcate le porte di un nuovo mondo ? chi sa 
se non riunirà una nazione di quattrocento milioni di uomini 
altieri, alla grande comunione dei popoli europei? e se questo 
aniene, come io non ne dubito, quale avvenire, o signori I 

Per provarvi con quanta riserva bisogni parlare delle con* 
Mgoenze, dei piti piccoli fatti, delle pih umili scoperte in fatto 
d'industria, non voglio citarvi che tre fatti, per così dire, im- 
percettibili, e che si sono incontrati per caso, ma pure provvi- 
dentialmente, al principio di questo secolo ; questo sarà tutto il 
mio discorso. 

Nel 1768 , credo io , si portano per la prima volta ni Go- 
vernatore generale delle Indie alcuni granelli di thè, come una 
cnrìo^tà^ ed in oggi per una consumasione che abbraccia l'In- 
ghiUerra, Ja Germania, la Russia, laSvitsera, delle flotte intiere 
di bastimenti a tre ponti, attraversano tutti i sei mesi l'Oceano 
per trasportare le casse di questo thè, scambio dei due mondi. 

Ecco un altro fatto : sono circa quarant' anni si porta al 
basso Egitto una pianta di cotone dell'America. Si coltiva nel 
fango del Nilo, ed ora la metà dei bastimenti del Mediterraneo 
di tutte la oasioni , e impiegata a trasportare in Europa i Cotoni 
del Nilo. Non è ancora niente: questa ricchezza apre gli occhi 
alla politica, e si presenta tutto ad un tratto alla memoria che 
Hìstmo di Suez, dimenticato per tanti secoli dal commercio, é 
Ì9 strada abbreviata delle Indie , e va a far comunicare i due 
continenti. 

Do ultimo fatto finalmente : sono circa cioquant' anni , un 
Aacchinìsta inglese scopre l' incalcolabile forza di espansione del 
vapore dell'acqua bollente sulle pareti di una caldaja ; ed ecco 
inrentata la macchina a vapore ! . . . 

Che risulta egli , o signori , da questi tre fatti industriali 

coincidenti nel medesiuio secolo? ne risulta, permettetemi l'è- 

ipressione, uua seconda creazione de) mondo geografico, poli- 

ico, morale e commerciale: ne risulta i'avvicìtiamenCo delle estre- 



6o 

miU della terra; ne risulta U foiione dalle lingae, delle na», 
de' cottumi, degli ioteresti» delle religioiii ^ oe risulta per Vnwk* 
nità tutta intiera uo accreseiaieDto di feria e di uoità^cheDio 
solo può calcolare ; ne risulta finalmente , in un avvenire certo 
e forse prossimo , la realissasione di quella chimera sogoata io 
▼ano pel corso di tanti secoli, da tutti i conquistatori, da tolti 
i dogmi, cioè la monarchia unÌTersale I ma la vera moairchia 
universale dell' intelligenia, del commercio^ dell'industria e delle 
ideei 

Ecco l' industria , signori ! Le industrie sono i gradiai per 
i quali l'incifilimento si innaka, secolo per secolo, scoperta per 
scoperta. Oseremmo noi otaledirlci ristringerle, incepparle dopo 
dò? Sa bene che nulla é piik lungi da un pensiero maturo qnaato 
lo è il vostro I so che queste dogliante altro non sono che sa 
giuoco dello spirito; ma é pericoloso il giudicare colla ferità. 
Con uomini quali voi siete, si prende tutto sul serio ^ gettaodo 
uno scherzo sul loro secolo | si espongono al pericolo di fsrgli 
adottare un errore. 

Nel fondo di tutto questo che v'ha egli di verot Ti the 
il mondo si trasforma , e che diviene di giorno in giorno piii 
democratico: Tuno é sempra la corrispondensa deir altro. Eb- 
bene I che faraf Bisogneri negare i fatti del nostro tempo? Bi- 
sognerà che ci ricusiamo a risolvere questi due grandi e dif* 
ficilissimi problemi che la Provvidenia stessa ci pone coati* 
ooameute innanzi ? Bisognerà far cessare i nostri lavoratori, 
sospendere il movimento ascendente delle masse , interdire i 
nostri telaj , fare in pesci le nostre macchine ? No , bisogai 
avere il coraggio di aQrontare le diflScollà della propria epoci 
e di trionfarne. I più grandi successi dell' iocifilimento sooosen* 
pre nati da uno sforzo violento. Il mondo diviene industriile t 
Ebbene 1 bisogna dare un'anima all'industria e prevenire ooàil 
sno più gran vizio, l'indurimento del cuore eh' eua produce oei 
popoli i quali fanno della ricchessa il loro Dio. 

Voi invocaste testé la sollecitudine del paese sulle piaglieli 
sui vitj e sulla miseria delle classi laboriose* Voi avete prooua- 



6i 

data tcrminandoi una pilh>Ia iel lingaaggio religioso » dettÌData 
a divenire una parola politica ; la carità I ab I questa parola è 
aocbe la nostra , credetelo. Io chiamo qui a testiaiooj tutti i miei 
onorevoli eoUegbi del Consiglio generale del dipartimento! Essi 
sanno se le nostre sessioni sono piene di nessun altro pensiero cbe 
quello dell'assistenza alle necessità di queste classi laboriose. Noi 
non sianio di quella scuola di economisti implacabili, cbe esclu* 
dono i poireri dalla comunione dei popoli, come insetti cbe la 
Società scuote e scbiaocia, e cbe fanno dell'egoismo e della con- 
correnza soltanto i legislatori muti e sordi della loro associa* 
sione industriale* 

Sappiamo benissimo cbe ad un'altra epoca, il materia- 
lismo in alto ba dovuto produrre questa legisiacione d'egoismo 
al basso; ma non é la nostra I Cfoi crediamo, noi altri, ed ope- 
riamo secondo la nostra fede; noi crediamo che la società debba 
provvedere, operare, guarire, vivificare; che non vi sia riccheua 
legittima fuori di quella cbe nessuna miseria non meritata aocu* 
sa^ e per dir tutto in una parola, cbe la politica debba arrivare 
per messo della scieosa , per messo dell' amministrasione colà « 
dove la religione é arrivata per messo della virtù, cioi al sol* 
lievo di tutta quella miseria ohe può essere sollevata, al rego« 
lamento di tutto quello che è possibile di regolare, all'equilibrio 
finalmente delie grandi industrie. 

Noi sappiamo cbe le gravi difficoltà stanno in questo: noi 
non lo neghiamo^ noi ne trattiamo nelle nostre deliberasioni tutti 
i giorni. Se non temessi di abusare di un' attensione di già esau- 
rita, io le scandaglierei rapidamente ionaosi a voi. (Parlate, par- 
late t ) 

Ebbene ! io le dirò , ma le dirò in una parola : queste 
difficoltà eccole: 

La ricchezza pubblica ba tre leggi inflessibili , assolute \ 
il lavoro, la libertà del lavoro e la concorrensa. Ciascuno deve 
lavorare; questa è legge della natura, legge dello spirito, come 
l%ge della materia* Ciascuno deve lavorare liberamente; e final- 
mente ciascuno non deve avere altro limite alla sua facoltà di la- 



di 

vorare e di produrre che la coocofrensa con quelli che latorano 
e che producono come lui. 

Ecco la legge ! se si Tiola si diviene arbitrario o oppres- 
sore, si inceppa l'uno a Tantagggio dell'altro, osi stabilisce uà 
vero maximum di lavoro o di produxione , che non solo iopo- 
verisoe e rof ina lo Stato, ma che oppprime nel lavoratore la piii 
inalienabile della libertà dell' uomo , la libertà dei suoi sudori I 
So che delle opinioni, che si credono più in avanti, forotulano 
una organiszaxtone forzata del lavoro ed una ripartitlone della 
ricchezza pubblica al di fuori di queste coodizioni. Il tempo 
ha solo i segreti del tempo ; ma nello stato presente dei nostri 
lumi e delle nostre cognizioni, crediamo che la libertà sia an* 
core la giustizia, e che' il sognare T organitzasiooe forzata ed 
arbitraria del lavoro sta lo stesso che sognare la risurrezione 
delle caste dell'India, invece della egualità ascendente del mondo 
moderno, e la tirannia del lavoro invece della sua indipendenza 
e della sua retribuzione per mezzo delle tue opere. 

Ma noi neppure lo dissimuliamo, la coboorreaza sola h 
insufficiente; la concorrenza é l'egoismo abbandonato a sé stes* 
so; la concorrenza i senta pietà; essa agisce colla forza cieca e 
brutale della fatalità; essa calpesta e schiaccia tutto intorno a lei* 
Si rovini pure tutto il mondo, purché io mi arricchisca! 
ecco la sua impresa. Questa non può essere quella di una so- 
cietà ben Bitta , di una società morale , e sopra tutto di una so- 
cietà cristiana. Quando la concorrenza ha monopolizzato tutta un' 
industria e strappato l'ultimo «alario, l'ultimo tozzo di pane dalle 
mani dell' opera jo senza lavoro, la società non può dirgli :muo* 
ri di fame I L'ultima parola, l'ultima ragione di una società 
ben fatta non può mai essere la morte! L'ultioìa parola di una 
società é la vita ; vale a dire, del lavoro e del pane. Colà bi- 
sogna inevitabilmente arrivare; colà bisogna tendere ad un tempo 
mediante la stessa economia politica meglio studiata e le ispi- 
razioni del cuore umano, ispirazioni che precedono e compiono 
quniuoque siasi scienza , e che uno dei nostri confratelli defi- 
niva testé così bene con queste sublimi parole : m Amare è sa- 
pere ». 



63 

Si 9 ta seieDsa economica i limitata , la legge è dura » la 
eoncorrensa non conosce pietà | ma al di là di quatta sdenta , 
della concorrenza, dei sìttemi, delle leggi scritte non v^ha egli 
più niente, signori? Ah! al di là della sciente, delle leggi, dei 
ftisteoii economici, v'ha un mondo tutto intiero! Ve il mondo 
tnorale ! V è Dio e le sue leggi non iscritte, che interpretate sem- 
pre piii dai filosofi, e sopra tutto dagli uomini religiosi, Tengono 
a correggere e compensare le nostre leggi sempre imperfette , 
come tutto quello che è scritto dalla mano dell' uomol Sì, vi 
sono ispirationi superiori alle ispìrasioni della cupidigia indu- 
striale , ed anche della politica puramente umana ^ senta queste 
ispirazioni , non vi ha società la quale non sia morta sotto i 
«noi vizj, sotto le sue ineguagliante , sotto le sue miserie. L'e- 
quilibrio continuamente distrutto dalla cupidigia é contìnuamente 
ristabiiito dai disinteresse» V'ha in ciò uno sforto perpetuo in 
senso contrario, ^ella cupidigia e della carità. 

Ebbene I che vogliamo noi? Che la società politica non 
resti impassibilmente spettatrice di questa lotta fra le industrie j 
fra la ricchetta ed il lavoro; ch'ella intervenga, non già met- 
tendosi arbitrainamente fra il fabbricante e l'operajo, fra il coq« 
sumatore ed il produttore, fra il lavoro ed il salario libero; ma 
che intervenga con tutta la forza di amministrazione e di rìpa<" 
razione che le appartiene , per porre sempre da per tutto una 
assistenza accanto ad una necessità, un salario momentaneo ac- 
canto ad una cessazione di lavoro^ un fondo comune delle classi 
operaje, e per creare, in una parola, una provvidenza Tisibile, 
illuminata attiva, sopra tutti i punti sofferenti della popolazione 
ad immagine di quella Provvidenza invisibile , la quale non si 
naiconde alcune volte agli occhi dei miserabili , se non per la- 
sciare alla società il merito e la gloria di supplirla un momen- 
tol (Applausi ). 

Si scopriranno i mezzi di realizzare da per tutto questa 
solidarietà soccorrevole di tutti con tutti che testé sembrava in- 
vocare con tanta speranza V illustre filosofo a cui io rispondo? 
Quanto a me, io non ne dubito. La società non ha mai man* 



64 

€•10 d'inveatare quello che l« era iieoetterio. Il grande iawi* 
lore delia società non è il genio ! U grande inventore della »• 
detà è l'amorel II genio non è altro che noe fiicoltài TaoM^ 
degli uomini è una virtù appassionata; e diciamolo ad ooor s» 
itro o a nostra scuw ; questa passione del miglioramento dd< 
r umanità sotto tutte le sue forme, questa passione caraUeritta 
del secolo in cui viviamo » è la passione, o signori, che baii 
ventate tante cose per le quali la posterità sarà piti giosta é 
noi« Questa passione è quella che ha inventala la rìToJacioai 
francese, la rivoluzione sanamente compresa e moraloieBle eoa 
siderata, vale a dire, l'applicazione ardimentosa dei prìodpjdelli 
fraternità degli nomini, pubblicati nel Vangelo, nella GIum&i, 
ed introdotta di un solo tratto in una legiilasione politica rifìui 
in un solo getto. E dessa quella passione nhe ha tratta dalia i» 
ligione la parola sublime di eguagliansa, e che ne trarrà qoaito 
prima y lo spero, la parola più sublime ancora di abaegnioae 
e di solidarietà di tutte le classi. Ah I questo secolo che ù m< 
ensa , e che tutti i filosofi dovrebbero benedire , ha par latto 
fare dei passi immensi alla politica : la politica non gnandavi die 
in alto , ora guarda al basso \ ella non cercava i soni titoli et 
nella forca , essa li cerca oggidì nella ragione, ed in qoellt r» 
gione religiosa sopra tutto che non é il prodotto probiematicc 
della scieota ; ma che quei ministri della legge divina qaeìli oo 
mini intermediar) fra Dio e T umanità, hanno ricevuta taUa fatta 
eoi dogmi stessi della loro fede. ( Si applaude ). Risalendo così 
alto, elevandosi fino a Dio, la scienta ecooomica va ad atliagcn 
la luce, la verità, i beneficj alla loro vera fonte: ella va a prea* 
darvi il suo diritto divino, permettetemi questa espressioae. Eni 
che non era se non una assoeiaaiooe d'interessi, diviene oaa re^ 
ligione^ e meritando questo nome sublime ne prende ITaB'itiii 
e r efficacia, per amare e per organiicare liberamente no pò 
polo di lavoratori (i). 



(i) Lamartioe non ha ancora sciolto l' arduo problema della wifi» 
organiaxazione ao<%iale dell' indnatria. Cogli alanei della carità religioMi 
poaaono da pochi uomini dabbene medicare per il momento piaghe acerbo 
alme, ma radicalmente non ai aanano. Sino a che il cumolo delle ricdien 
non ai atteggi ad on ordine aociale veramente normale, rindoatria mooepc 
liisata produrrà aempre il paoperìamo, e con eaao la morte economica e w 
rale delle aocietà. fifa aa qaeato argomento ci occuperemo più di propoiil 
nel noatri Annali. 



ANNALI UNIVERSAU DI STATISTICA , ice wcc. 



BOLLETTINO DI NOTIZIE ITALIANE 6 STBANIEÈE E 
DELLE PIÙ' IMPORTANTI INVENZIONI E SGOPE&TB» 
O PROGRESSO DELL'INDUSTRIA E DELLE «ITILI 
GOGNIZIONI. 



Fdsoicow »t Ottobbm 184^ 



. •'•-yj 



Coirne ^^oMme. 






àina «otaiB tovuk quabta BiimiòiiB oBeu «ouMUAtL iraùm 






JMella seduta generale stata <eoaf» il «5 settemlhré^^ ' i^èttae 
posto ai Toti la propoftU della città da sce|^iérsi per MìfiéiKe il 
Coogresao de^li MÌeosiatì neiraDDò 1844» t Ì& sccftttf cadde a 
ploralità di toU sopra la città di Milatao. " , ^>ii i 

Nella grande aola della Ubiversità, alle ore' TD knfldiéri^aae 
Vi aprì ti 39 di settembre la sessione finale del CbogresiKr.-S. E. 
il Conte GoTernatore e le civiche magistrature occnpàTano di* 
stinti seggi dirimpetto alla presidenia. A destra éfètte'dinAe ed 
i presidenti delle SeiionI, a anistra i segretari! e te de^teÉioni» 
la sala latta riboccante, oltre che di naembtl del Gèikgressó, di 
mmerosi e distinti uditori* ' ;^ 

li presidente generale apri la seduta annunciando l'elétione 
kl presidente generale del jointò Congresso degli Sdendoti ita- 
tiaai in Locca , fatta dal corpo dèi presidenti delP attoale CoD* 
grmo nella persona del sig. caV. cominendatore conÉigliere di 
Stoto marchese Antonio Mazzarosa, direttore ddla ptibblicaìflra- 
sione di quel Ducato. ^ ' 

AniAU. Statistica , voi. tXXIP'. 15 



66 

Indi fu udita la relatioae del segretario generale profis- 
sore Roberto De Yisiaai falle circoitaose che aocompagoaronoe 
togli aTteninenti che oceortero^dorante il IV Congresso ; e dop« 
di essa il conte A. Cittadella Vigodarsere presidente geoeraie 
sdolse 1' adunansa col seguente discorso : 

m Io prendo nuovamente e per P ultima Tolta a parlnt 
nel cospetto di questa Ddienift sapiente e terso me beoaroli 
tanto ) che la mia gratitudine solo posso diregrandissiffl8,eiiQB 
quanta sia. Devo proferire parola difficile al labbro e grsTc al 
cuore^ annunziando che la quarta riunione appartiene al pasalo. 
Anche il nodo che strinse in questa città eletti ingegni , uini 
accesi dal santissimo desiderio del vero , volontà preste alle bo» 
bili fatiche» per cui si guadagnano I tesori della dottrinai lock 
questo nodo soggiace alle dure leggi del tempa Di qael teopo 
che ingoja e strugge diletti, onori| orgogli, affezioni, le oostnit* 
ture piti laboriose deiruomOi i monumenti, le lingnei le istorie 
steiae delle nazioni, e non lascia che l'eco fievole di qualche aooe 
e le sparte o confusamente ammonticchiate rovine , trofei sf»* 
ventosi della sua potenza crudele. 

m Dna sola forza è vittoriosa del tempo : quella deOa la- 
plenzai che francheggiata dagli aiuti della presente dvilts, loope 
il silenzio dei secoli, ne attraversa le nebbie, e segna una trac* 
ola profonda nel fiiggevole cammio della vita* 

« No che I frutti delle scientifiche vostre fatiche soa (ri* 
beccheranno nelle voragini del paasato. N^ é garante qael m»i^ 
almo spirito di coosooiaaione, che qui vi congiunse, vi aUìnuliik 
yA accese s mosse le vostre lingue , le vostre penne. Per virii 
delle consociazioni l'opera di molti si raccoglie, si rioeicoUi^ 
fonde, si unifica, ferve, produce ; poi si sparte, si dilata» ù av 
versalizza, entra nelle arti, serpe nei costumi, opera nell'edocs" 
zione I impera sulle opinioni ^ dura nelle vantaggiate eoaditioà 
dei popoli, diventa come un fascio di raggi che iUnoioa le iN 
deir industria , gli usi della ricchezza , gli svolgimenti della po' 
lenza. 

« L'elogio tributato a qualche grande uomo 4cU'«b 



6t 
di avere abbraeeialo lutto qoanlo lo scibile è Teeeiua pi& greve 
che li fMMM fere a' suoi terapìa 

« Avveatarosl I giorni che ool Tlviemo» ne' quali la inenta 
piii ampia e la vile più Inaga btstaoo appena ad ima loia fra 
le molUsaiine parti dell' umano tapere I Ma perciò spedahnenie 
fbrlunati che quette parti divene e gl'intelletti cultori di èsse 
con una ooncordia , di coi niun seeolo anteriore ha mai dato 
l'esempio» t'avviano in tutte le regioni di Europa verso una gran- 
de uniti* 

if Do recente isterico della Civiltà, il celebre ministro Gui» 
tot| notava y come ItaBa feconda di alti ingegni che si lancia- 
rono impetuosi nei campi delle specolattoni » feoonda insieme di 
qaelli che sì ripiegarono verso le pratiche discipline, non ritraesse 
dalla doppia maternità Qua proponionata misura di civili van- 
taggi ; percbd quette due claMi d' intelletti e di stndit si rimai ero 
sempre t nna dall' altra disgiunte , V una ali* altra quasi stra- 
niere. 

« I presenti Congressi vengono a collegarle* Sia lode pe- 
renne a quelli che promossero in Italia una . istìtotione, la quale 
ravvicina i divisi fratelli. Godano que' benemeriti nelle saporose 
doloesze di un beneficio fi^to ad un' intera nasione, quella im^ 
maaeabile meroede bastante anche ntt segreto di sé stesso al- 
l' uomo che sa di aver giovata la patria. 

« Sia vita lunga, indennei operosa ai Congressi Italiani I lai 
ncnra sperarne della loro durevoletsa può sola mitigare a quanti 
Oli stanno d' intomo il vero dolore della imminente separaftione> 
Vtì pronunciare un addioj nello stringere una mano con affetto 
die strinse già i cuori, ciascuno di noi ripeterà come necessaria 
a tè stesso la promessa di rivedersL 

m Nella bella Toscana, culla due volte alla civiltà, culla dei 
Congressi Italiani ; in codetta contrada dove suona più armonica 
la favella del si : dove sembra che lo spirito di Dante evochi le 
morte gencrasioni, vivifichi ì monumenti, incarni la storia \ dq^e 
Galileo restituì quasi direi il moto alla terra e lo diede agi' iii- 
segai ; iu codesta contrada ove il rito del cielO| l'amenità della 



» • 



l^ 



lerrat i prodigii delle arti aprono 1- anhna tmui quanta ti m» 
timento 'dei bello, là ii caldo amore del vero licoDgiuaferk » 
Cora te inenti ed ir cuòri degli ScfeDziili Itaiiank 

« La Etrutca elidi-,' ebe ti prepara acGògllaiento oiphaie, 
JDioraiata da fitte a rigogliose seire di ulM , sembra ht iorite 
allo stddio delle scientifiche dttcfpltne ; perchè le sow&ie t le 
ai'fi ripararono sempre alt* ombra di questa pianta, sirnhaW» della 
paee di ani bisognano , fino dal tempo lontano in coi ia dviltì 
della Grecia nacqae e crebbe, maestra a) mondo, sotto P nino 
dt Atene. 

m Nel confortante pensiero^ da' futuri annui ameiaiaati 
sciolgo la IV Rianione. Ma essa durerà per iDeanceHabilearii- 
sima ricordanza in questa città, il cui soggiorno , ahiooè Irop^ 
breve, piacqueti chiamar non ingrato. E in qoesle aotiebegi»' 
finse scuole, che aUmndonate, rimane qòast una parte di voi: 
TOgIfO dire il vostro esempio; dal quale la italiana giovénià, che 
ben presto Vi ri raecoglie, avrà incitamento efficace a-seguitori 
nel sentiero della sapienza •• ' 

I membri del Congrasso prima di separarsi elessasoaH spe- 
dale deputazione^ la quale sì presentò da S. E. il cotfUNiy 
Governatore ' delle' préTincie Venete per atteaiarle la rìwreaU 
espressione della profonda gratitudibe del Gongresio «eno 3 
Governo di Sna Maestà che si degnò di permettere- e di pro- 
teggere fa ftKinione del quarto Congresso degli Soiettziati is Pi" 
Aopva* In seguito st refcò a tributare eguali omaggi al bcaca^ 
i4to I. &• Delegato della' Provincia ed al Corpo Haoidpale 
che esaurì ogtir provvida cu^a per ospitare cordialmente e de- 
gnamente tutti i membri detta Riunione. 

La Presidenza del Congresso- iavitò, con- avviso inserito ti 
Diario n.^ II, i Membri' non domiciltati in Padova o tnells prò* 
vincia di Padova; a presentarsi all' Ufficio di- Ammissione ptf 
ricevere la medaglia contata io memorìfei della IV RiunitoBe d^ 
Scienziati Italiani, per grazioso ordine di S. A. I. R. il Seno» 
Simo Areidnca Vit:e*Re del Regno Lombardo- Veiieio. Questa me* 
daglia stata coniata nella I. R. Zecca di Milano, rappresenta da 



69 
uo lato U ledoU prospaltica iDleraa dell'Universilà di Padova^ 

ove its'ieaipo fffaisifbiir Oaliisfttf « 4Mi^iikro Jal^ o9llpa^fotìRt,«^ 
duti^ ito profilo dal Pakaio daUa ^a^ìoq» > ioottonooio vì|niUi^ 
IìsAmo della italica aroliilelluva« 



t 



. 4 



* . * ' ' ' ■• 'et» 

FOVOAUOBB di uva SOQIBTa' d' IHCOBAOOUÌIBRTO . pan MIOIIORABI 

• - •■ • J 

' ft' AOBiqoitTuiA BUtA PEomiaA DI vàpoyMfCol progcifà 4^'j 
una simik fondamns anche per ta pnmnda di JUUanek^, i-} 

lICoDgreaso dagli soi^aiali ilaliaM di fod««« li»{»nplii«iifto3 
od' utilissima istituzione, qnalla» cioé| della foDdastotie A 'lalftjp 
speciala Sodetà d* iocoraggiameiìlo per migliorare r^grioMlvgar.q 
padovana, li bcuemerito sig. naroheae Sahatlto oaiMftioeli^'An 
ne svolse pel primo il generoso pensiero^ Qaiiiuniaai^Q^albi''SlB^,n 
sione d' agricoli ura e di leenologia la inlaressonle MtmoffHi;ili«b3 
qoi testuaiokente riferiamo. > « • ' ,j* •< ^r^ 

' - ■* ■ . - il* 

Discorse del signor matehese Selvatìoo sopra ì €^fpQrtni4i^^-:.i 
delie sodeià d incorag^amenXie per PagrieoUurt^ ;: fr o 

È indubitato che rislniaione de* eooladioi sia uno dei meciitc 
i piti eiBcaci a ter prosperare l^agriaolUira ; ma io qo paese cìmmic-ì 
l'Italia, in cui i dialetti usatl^speeialmaotetieUe campagne^ sono ':j 
tantii e i più cosV lontani dalla lingua scritta, ove pocbi irpro*»:?. 
priotari aducati alle sdenae agronomiche , pochisctini i joar? pa^o^ 
stori dal cui labbro possa esdre una parola di utilc'insegnatifonlplj 
ai colonii piuttosto -unico che raro T esempio dbn uooio dnrloj 
do'visie ed il potante ingegna indiriut con cuore- da padre* albi "^ 
istroiioae agricola de^ giovanetti ed all'a^vìaoieuto di uti pòdero'.. 
oBodello, che è gloria .noo di Toscana soltanto ^ ma- A iutta-lai 
peoisola, mi para malagevole assai poter per ora fissar^ lenoroio:? 
di così fatta istrusiooe, porro la mano sugli uomini che siano^ 

educali a darla, atei» ia prenlo i libri oori .popolanueole scìittLi 

}■ I , ' ' • • • •• . 



V* s. ... • 



70 

da diflbaderb. Bfa inUnlo che nneoti dì alto pausare ? inno pt 
parando quaslo sacro pane dei popolare losagDameato boodom 
alle ereseeoti ed alle fatare generaiioai de' notlrì vilBò, é bis^ 
gno davvero di uo messo prontaoiciite eoergico per eonteum 
il fine desiderato; e tale, a mia sentenza, sarebbe quello stem 
che in molte parti d'Inghilterra, di Francia, d'Olands, dì G(^ 
snania, ed anche in alcune dell'Italia nostra, spinse a piùnpiik 
progresso ragriooltara, tale a dire le società volte ad iocon{< 
giaria. 

Io penso cbe se mai vi ha modo a scuotere dsl lanp 
sonno l'agricoltura, di alcune venete provinde prìodpilDente, 
quello sia dì dar vita ad una istitusione congenere , U i[iiiii 
porgendo convenienti premj ai piti attivi e solleciti, dissipisi^ 
nnersia de' torpidi, stenebrasse l'ignoransa degli stssionarj, la* 
gagliardisse jl coraggio dei pochi che ora coltivano ed udop 
ed ajutano con tutte le forse loro le arti agiìooie. Panai i 
provvederebbe a tali e sì potenti bisogni, se in ciasdiednoa pn^ 
cincia italiana si formasse una Società d'incoraggiameoto ooo mi' 
norey p. e., di looo asioni, della tenue quota di uo fiotiao per 
cadauna, da doversi pagare al fine di ogni anno^ sIocdo per 
anni died. Ecco assicurata per un decennio una somas di tiff 
austriache 3ooo all'anno, le quali si potrebbero ditidere ia dit 

• 

ferenti premj e con varia misura applicati a chi offerine a ou^ 
gliore conditione ridotte varie fra le produzioni agrioole, di ca^ 
ciascuna provincia più difetta. — -' Qai da noi, p. e., ebe (caa^ 
aaggiamanta disae l'altro jeri il prof. ConfigUacohi) ènv»^ 
il bestiame, sk miseri i prati, ù abbondante^ ma in geaersle 
l)uono il vino , importerebbe promettere premi geoeroa a 
presentasse prova di aver con minor numero di campi mi 
nata florida la maggior quantità di bovini, a chi mostrsne 
rigogliosa l'erba medica, foraggio Unto attagliato. ai piogoi 
atri terreni , a chi riuscisse a fare che il vino passasse i 
aensa inacetirsi. Nel veronese per lo contrario, in cui i cosi 
reddito il gelsoi dovrebbesi premiare chi suggerisse modo s 
oiinuime le malattie e le mortalità colà tanto freqneotii • ^ 



7* 

iaMgMiM a tottUiiifv tema danno i nuovi gelsi ove furono 
veectu pariti per decrepitesa o per altro. 

Àicaae norme bramerei Masiero principale guida dì queste 
lodetii muDÌeipali per l'applicaùone, ma italiane per ratioqe mo« 
mie che esse eserciterebbero. 

1.^ Vorrei prima di lotto ebe ad ognuna di queste società 
fiawro eeatro e scudo le conglregasioni munidpali di ogni prò* 
nscia, e ciò perchè ondassero meglio custoditi gli interessi della 
loeìctà stessa. 

%^ Vorrei che dalla medeaima congregaaione o dai comu^ 
sali eoBttgli fosse eletta una commissione composta dei piti probi 
étu4ÌBt e più intelligenti di agricoltura , i quali si portassero 
loprs loogo a giudicare del merito de' concorrenti al premio. 

V Vonei che nessuno potesse aver diritto al premio se 
non foMe possessore almeno di tre asioni. In questo modo nel 
gioTsresgii agricoltori più aitoosi, la società afrebbe seminato 
U bene snche sopra sé stessa* 

4^ Vorrei ohe ogni prodotto agricolo premialo dovesse es- 
ine eorredalo £ unn dimostraaione circostantiata del tomO'Conto» 
Qudli che non vedono o non vogliono vedere essere ogni spe* 
mistione agricola un capitale aggiunto ad altro capitala, che 
^ve, rìoaito a quello, rendere il cinque per cento, non sanno 
con lia agricollora. Con questo messo venendosi a conoscere 
Uponidenli colla più sicura delle norme, T aritmetica, la 
Bnsiera di far m^lio fruttare i loro terreni , molti tocche- 
MxiQ con nano una verità di coi non sono ancora ben per* 
waii: la più vaotaggiosa delle industrie italiane essere ragrìcol- 
tota. — Quegli che avesse dato un resoconto fallace non do- 
mbbe aver premio. In questa maniera si avvesserebbero forse 
ìB agrieohori nn po' alla volta ad un sktema di saggia conta* 
MAf che ora con grave loro danpo trascurano. 

5,* Vorrei che a fine non andasse ingannata la commissione 
{^diesate, quegli che intendesse concorrere al premio ^ dovesse 
^ ipete ed i messi tutti da lui impiegati alla produzione del ree* 
nito da premiarsi presentare ad essa commissione raccertali dalla 



7» 

firona di tre probi poMidenti del oomune o? e legos retpmMeato, 
i qa«li «IteilaiMro che quei metti foroop Teramente asili e die 
ratpifaate non pccMitb, p. e*» nel resooonto, ana parla ddU 
mano d'opera o delle coDeimatìòoi, 

&" Vorrei che, te il premio invece cbe da poiaidenti fette 
guacl'gMio dai filtajooli o dai mettajaoli di ritlrelU poderi, do- 
▼esjie aottcederti aoaentale d'atiai. È tanto giiulo che il pomo 
eolono abbia almeno in questo maggiori Tanti^gi ds ooi. 

. Si quella potente molla delle umane ationi, ch'é l'anor 
proprio , Yorrebbesi lasciare santa incuoranti lusiogbe. Pcrcik 
stiqsq sarebbe opportuno dare la maggiore pubblicità e soiessità 
ai glorili in coi questi prem) si distribuiscono. Ridurli eooie odi 
specie di festa cittadina consolata da frequenta di popolo, e pia 
da quell'eloquente testimonio di generale prosperità, le spenoie 
degli agricoltori piii industri. Sarebbe pur bello distriboire à 
premiati» insieme al denaro, una medaglia di poco iraiore cbe m 
attestasse il merito^ poi. farne cpopscere per lutto il nooieeriB- 
gegno a metto della slampa periodica. 

Molte altre misure convenienti ali* uopo , a coi la breritft 
della mente mia non socoorre, potrebbero venire consiglitts ds 
▼oi| o signori, cbe io invoco a promotori della filantropica opera. 
Falcia vostro desiderio, fatela accarettato pensiero dell' soion 
vostro; da povera pianticella crescerà presto in albero rdNiitìf- 
simo* Quale sarà il proprietario che osi rifiutare la teouìfitio» 
somma di un fiorino annuo ad una società creata ed incora^ 
giata da tanti uomini a cui il cuora dà fiamma alFiagegno, «pi 
raccolti a giovare il primo nerbo delle nationi, i'agriooltarsi 

Oso quindi pregare il bene^ierito nostro presidente pereU 
gli piaccia (caso che l'intendimento mio fosse approvato) clcf* 
gare una commissione a fine di compilare gli statuti orgaaiò & 
tale società* Formati cbe siano e discussi fra noi con quella siso* 
revole concordia cbe ci slFralella, proporrei che fossero difbsi 
nelle singole eiu^ almeno del regno lombardo-veneto, pcrcbé a 
desse tosto mano all'opera» 

La Setiooe d'agraria e tecnologia accoglieva con untaifte 



•ppiaiiiOila tpi iiMW i ittwi aa» blItlÉ dbl «m«M«; ^elfiOifig^ ^^ 
ordioava U stampa nel «uo Diaria e «oaiipM* tosto aoa. Qom- 
nussìone ilah^ala a oompilafe «n progetto praiimi^tfo di jre|o- 
Isoieiifo y applioato alla ctreostaase speciilli ia eoi si tjro?a Id 
provincia di Padova. 

NeUa seduta del «6 settembre 1843 lo G>maiissioon eoi 
IIM1350 del segretario signor SangoinettiA^ oomunicoTa alla SfBiiooo 
d'sgrìooltora il segneote progettai 

ProgeUo pretùnùutre al regolamento jfwia Socktà diHco^aggfar 
mento agricola che la CommUsione nommaia 4alìa Seùqne 
JPagroiwmia presenta ai membri deUa Biunione per le 4at* 



• • 



Dietro proposta del sig* macdiese Sélvaftioo o sotto gii auspieii 
della Sefiooe agronomo-teenologtea dal quarto G>ngresso jltaliaop^ 
•i erìgerà nna Società d'iocoraggiamenlo agrario per la protei?, 
ds pedonum sulle seguenti basi: 

m Art I.* Sarà implorata per i messi legali la saosion^ jO 
protesione dell' h JL Governo^ onde la Soeietà si organisti .-ed 
sititi regolarmenter , 

« x* La Società dlncoraggiamento agrario intenderà prei^T 
piisfaeote a promnotere ed. eedtafo i pi^gressi ^agriooli nella 
provincia padovana, omelleado aoneorsi,.aeeorda^do medaglie 
fiJssciando premj e ricompense sopra le pratiche rurali inareoti 
el sentito bisogno dei miglioramento agronomico nella priXfincia 
medesime. 

« 3.* La Società sarà creata per aaioni t cinqneceiiio dell^ 
quali basteranno a costituirla. Le aiiosii -di lire 3 anstri^C TiMi^ 
pagabili anticipate d'anno in anno per nn de()eanio». s^ijanoo a^ 
snnte dai sottoscrittori del presente progetto e rispettivamente 
per la quantità che ognuno di essi iadicherà a iato della firma, 

« 4-* La Società sarà direttamente amministrata dalla Ga- 
Olerà di Commercio di Padota nnitaosoote m tre iUustirissimi pò- 
desta di Padova , Està e Jilontagnaaa , sotto U norm^ che vcf^: 



74 

mQO fissate dal regolameiito disinpKnai^ « oolPolUigoopfeM 

d'un rendioonto aonuale dell'asiendA aoeiale. 

« 5.^ Un regolamento disciplinare sopra Pandamento deh 
fiodetà» la forma del di lei impianto ed amministrasione, i'epoei 
di attivazione 9 il metodo di pabblieità per la questioni agrarie 
praticamente solubili e per premii accordati ed aeoordandi, e so- 
pra il comitato giodicaote nei concorsi^ Terrà compilato ds ou 
deptttasione proTvisoria , la qonle si ocoopert pure delk ftA 
minori sottoscrizioni a completameoto della Società e delli ne- 
cessaria approrasione dell'L &• Governo. 

« 6.* La deputazione si comporrà di quei cittadini cbe U 
Camora di Commercio nominerà , ed ai quali la Sesione sgrooo- 
mo-teenologica porge preghiera di gentile accoglienza per b d^ 
legazione loro affidata. 

m 7/ I sottoscritti si riterranno obbligati al pagaowalo, del 
qnale colla presente ftnno promessa , subito che la Società n 
legalmente costituita secondo l'articolo tono »• 

La comonicszione di questo progetto venne dal Cosgreieo 
unanimemente approvata. Il signor Gottardo Galvi adcRado al 
pensiero manifestato dal signor marchese Selvatico di oMBasi- 
care gli statuti organici della nuova Sodata alle singole òtta 
del regno Lombardo-Veneto, propose che questa oomaniessiQee 
si dovesse fare dalla rappresentanza della nuova Società di Pt* 
/ dova, appena avrà questa ottenuto la superiore approvasione dei 
propr] statuti. 

Accoltasi questa proposizione dagli scienaiati presenti al Cos* 
grasso comindarono essi a firmarsi pei primi come soq fondeloii» 
e diedero così ai benemeriti dttadini di Padova, che |;li avefaao 
oordialmonte ospitati , una prova ddla unanime loro adcsose 
n queatn novella istituaione. 

OtterwniùnL 

Mentre noi pnro acoogUano con lietissimo animo qoeais 
interessantissimo progetto^che andrà | come giova qierarÌ0| ssiai 



7« 
proto ki effetto, tentieiBo peto il dovere di hr eonetoere eleiMe 
nostre o ner f ei ioai^ dirette a miglìorere le foodatioBe proposU 
dil bcoenerilo marchese Selvatico , o per lo meao tendenti ad 
•gtfobme ancbe altrove la eteeasiooe. 

Ottimo troviamo il partito proposto dal marchese Selvatico 
di attifare la Sodata d' ineoraggiameato non ationi di valor te» 
Bue. Non v'ha piccolo potsideate in Italia ehe non possa spen« 
dere no fiorino aM'aooo per veder migliorate le condizioni della 
psiria agriooitnra. Sotto questo rapporto la Società d' incorag- 
giameato assumerà in ogni paese nn carattere di pubNieiià nel 
senio pih largo della parola. Ma ciò non basta» 

Per migliorare ragrieoitnra bisogna sperimentare e speri- 

neotare su nna grande scala. A queste speriense pratiche oe* 

corrono vistosi dispendj, né con mille, né con due mila fiorini, da 

. distrìbaini su cinquanta , su cento agricoltori ali* anno, poco o 

oolla sì può tentare. Gioverebbe perciò che ogni Società d' in* 

Goraggiamento chiedesse di essere parificata a tutte le isiiiu%ioni 

di pMKea udììlà che hanno il diritto di aequUtare e ricevere 

. ledati toUo la politica iutetA Q>n queste condisiooi di vita le 

Società d* ineoraggiamento agrario potrebbero tentare presiose e 

naofe pratidie in qualche podere modello^ e potrebbero anche 

foodarcj sensa pubblico dispendio, spedali scuole agrarie^ di coi 

ne i sì urgente il bisogno. 

U pensiero manifestato dal marchese Selvatico di appog- 
giare massimamente ai munidpj la custodia perpetua degli in» 
teressi delle Sodetà d'incoraggiamento, ne pare saviissimo. Nel 
rauoicipio eomincia e spesso finisce in Italia la vita economica 
ed anche morale della popolatione. Esso può essere il naturale 
castodc del patrimonio della Sodetà agronomica. Non d sembra 
però conveniente T altro pensiero stato accolto dal Congresso 
di fer amministrare la Sodetà d' incoraggiamento anche dalla 
Camera di Commercio» Le Camere di Commercio, come vennero 
lUibilite nel Regno Lombardo* Veneto, sono assolutamente in* 
competenti ad occuparsi di amministradooi agrìcole. Esse rap* 
pc esenlano più propriamente gl^ interessi dell' industria e del la 



76 

mercatura, e questi ioteresai , come ùgnuno aa , com tpcm ■ 

coliisiobe con qucitì AMà poisidcnaa agraria. L'ainmitìr* paitè 

ad amiiriiiUlraìrici delle Società d» ÌDCoraggiameolo agrkoU le 

Camere di Comaiercìo è lo ftteMo che esporre i aeaabci di tm 

o a sosteoere uffici ingrati, od a dotar spesso tradii^ gtt »li* 

ressi dei loro rappresenlnti. Presso le Camere di Comtoeroa 

si possono benù fondare » come si ò fiatto in Milano, SoeieA di 

incoraggiamento per le arti ed i mestieri , ma non mai SMctà 

agrìcole. 

L'idea di affidare a corpi morali perpetui V esiilesia & 

una Società nascente» mentre ha in se un principio di ceaser- 

vasipoe che noi approviamo, non busta però anoom per afi- 

meniame la vita* Essa ha bisogno del concorso spenlauco ià 

suoi stessi fondatori. Questi più di tutti hanno la e«McsciHa dd 

bene che vogliono promuovere, ed hanno il coraggio di aacgairb» 

Avressimo quindi desiderato che la Commissione la qaale pr^ 

pose il progetto della Società di Padova, avesse aonoaelula #i 

ottimi statuti della Società dello stesso genere già istfiaìta a 

Biella e di cui più volle parlammo in questi aostri Annali. 

Essa affidb bensì alle autorità ecclesiastiche e eomunati Va prfr 

sidenza onoraria della Società e la perpetua difeaa dei propi) 

interessi, ma si fece amministrare dagli stessi socj da essa fibe- 

raménte eletti e tenuti a render conto ed al corpo sociale ed 

alla pubblica autorità. Si ò fatto insomma per la Soeiatà d* ia* 

coraggìamento agricola, quello che il nostro illuminalo Gofcieo 

ha già fatto per le Società che promoovoao in queato regno 

la fondazione degli Asili di carità. Si lasciò ai socf il diriUo di 

nominare tanto il comitato degli agronomi delegati a promoo* 

vere e giudicare la bontà delle nuove pratiche agrarie^, caos 

il comitato di ammioistrasione obbligato ad un annoo e pab* 

blico rendiconto. 

Noi crediamo di dover insistere su questa condiiioaa fera* 
mente organica delle nuove Società d'inooraggiamealo, peicàd 
ne spiacerebbe troppo di vederle nascere agonitsaati. 

Molte altre idee potrebbero aggiungersi a quelle oa^gislral* 



••.V 
77 

mente svolle dalf^otliMNiliigiior naareliMeSBkelicOy come farebbe 
i|uelia di lasciare ad ogni agricoltore Ubero l'adito a concorrere 
ai preiD| sensa robbltgò di pagare tre fiorini àlf enne, quella 
di premiare i contadini più operosi e più iaduslriE, ancorché non 
abbiano tentato pratiche ndove ; ma di questi e d'altri pensieri 
saranno giudici i fondatori delle Società stesse, i qoair possono 
meglio conoscere i bisogni delle rispettìve prorincie. 

Non possiamo però chiudere questo articolo senta soggiun* 
gere un nostro desiderio » ed é quello di veder presto attivata 
anche per la provincia di Milano una associazione di tal genere» 
Noi abbiamo una nascente e già fiorente Società d'inceragglaniento 
per le arti ed i mestieri^ presso la Camera di Commercio, e <sbe è 
degnamente presieduta dal benemerito conigliere Enrico Mylius. 
Esiste pure in Milano sino dal i8o4 9 con legale aotorinatione 
impartita dalle cessate Autorità centrali del già Regno d'Italia^ 
un'altra Società d'incoraggiamento per le sciente, che da alcuni 
anni si limita ad aprire le sue sale ai proprj soq per istrattive 

m 

letture. Essa possiede già una buona libreria di opere scietKifiche 
ed agronomiche s conta ne' suoi socj rìguardevoli person^iggi e 
illuminati possidenti: essa potrebbe promuovere la fondaaioàe di 
una Società d'incoraggiamento per l' agricoltura > per l'orticol* 
tara e per il giardinaggio nella provincia milanese^ Questa pircigetto 
verrebbe senza dubbio Aiustamente accolto dai conciltisdmi di 
Vèrri e di Beccaria, che al tempo deH' immortale Maria Teresa 
promossero la fondazione della Società agraria, detta Patriotica, 
che operò tanto bene a questo nostro paese. Possa questo nostro 
voto essere assecondato e alimentato daUa. -generosità cittadina e 
validamente protetto dalle paterne cure di chi provvidaiiiente ci 

regge ! 

Giuseppe Sacchi. 



tmk niATUlà DI Lino B CAKAPB 01 TOBIVO. 

Quello ehe iegae è li regio brevetto col ifaele & H Strdi 
■oloritiò aite Società eoonima per atioai al saddello icopo: 

• Torino^ 3 settembre i84)« 

« Carlo Alberto» eco., ecc. 

m A Noi euendo riconl i fratelli Cesare e SalTatore Bigois, 
fiibbricatori di telerie e mantllerie in Torino ed in Vercelli, np* 
plicandod di Yoler loro concedere raatorìssatione a foraiare mn 
Sodetà anonima per ationi , da denominarsi CoffyMgfila. per k 
filatura a macchina del lino e del canape^ arente per oggetto 
lo stabilimento della nostra città capitale d'una filatam ddiioo 
e del canape, col meno delle macchine le piU perfesionate, e 
di approvarne ad un tempo i relativi statuti ad un tal 6oe ni* 
segnati. DenderoM di secondare una A utile impresa, qnale re 
patiamo essere quella dell* introdutione nei nostri Stad deils fi< 
latura di cui si tratta, ci siamo di buon grado disposti i (svo- 
revolmente aocogliere le fatteci supplicasioni, concedendo Pila- 
plorata aotoriuaiiooe, ed approvando gli ansidetti statoti che d 
risulta dal rapporto pervenutoci essere acconci a promuovere 3 
buon esito dell'impresa ed assicurare nel miglior modo posa 
bile i diritti e gli interessi degli ationisti. Quindi è che col pre* 
sente abbiamo autorizsata ed autorìsiiamo la formatiooe dell' •& 
connata Sodata anonima, ed approvati i relativi statuti «• 

— In forza di tale regio brevettO| i signori Giuseppe O 
sere e Salvatore fratelli Rigois hanno invitati gli azionisti • ne 
cogliersi a congrega generale il giorno 8 ottobre nelP albog 
della Virili per la nomina della diretione. 



fwoùxùo i/mrtmera 



lo seguito alle notiùe tU aoÌ riparUts nd iÓKieolB dì agoito 
p. «illa legi doganale tedeiea, ora pmeotìamo il prwpatlo 
igaente efao dìmoitra la randìta della lega dall' anno in ani 
l'ebbe prineiplo Gso a tallo il i84i' 

Anna Prodouo tporeo PfoJoOo luUo 





Fiorìoi 


Fioriol 


■834 


»5,4i>a^.J 


0., 3. 1,83. 


i83J 


39,015,140 


94,9a.,033 


i836 


31,7.0,01» 


17,798,1.9 


.837 


3o,97o,«68 


17,054,831 


1838 


35,.o8,7S4 


3. ,138,711 


.839 


35,996.60. 


3i,o3l.3o8 


.840 


37,i63,.56 


33,184,54. 


■84. 


45.853,787 


34,387,5o« 



Dal iireotdeote proipettotì *eda ofae il prodotto oatlo deU 
BBHO 1837 preieiitB una difTereiua in meno di ji^ì^Sj fiorì- 

i; il che dipende da ciò ohe nel i836 il graoducato di Baden, 
dncato di Hauao e la cillìi libera di Francororte entrarono 

ell'nnioD doganale con un depoiito coniidererolo dì mercanile. 

el rimanente, tale proipetto dimottra che il commercioj la prò- 

writà e l' induatria naiionale «i aoereMOno ogni nano pili ne' 

leti dell' nuone doganale. 



raou uKwnon D'umnnu unouu t> namu. 



Si i falla lo queit'ai 
iiioaala a Pealh in OngI 



8o 

gli aTteoimeoti piti importrati per quel paese, il di cui svilappo 
•i industriale come intellettuale» «a tutti gli .anni facendo mag- 
giori progressi. Uoa quantità di oggetti erano stati mandati • 
quella esposisione da pih di mn artisti e fabbricanti , tutti ap- 
partenenti all^ Ungheria. L'arciduca Baiatine non ebe V Arddu- 
ohessa Maria Dorotea hanno onorata Pesposiiione colla loro pra» 
•enxa* 



va cBimo 8ULUI masv attitu ni iita v njjtou. 

Un' opera .atatittiea di reoenie pubblicata in Francia sul* 
l' industria e . sul commercio delle manifattore dì seta dimostra 
ebe in quel i«gno bannovi 84*954 ^^'^j » * quali producono una 
quantità di seteriCi pari in valore a i5o,ooo,ooo di franchi. Que- 
ad telq iospiegano 170,000 ,operaj, e lavorano una massa di 
aeta che può valutarsi a i4o,ooo/>oo. Le mercedi ascendono a 
70,gi3yg65 franchi. Le sole fabbriche di Lione» in tempo ordì* 
nario, fannp lavorare So^ooo . tela j » go^ooo operaj, e consumano 
circa 100^090,000 di franchi in seta* Un valore di 75|00o,ooo in 
stofftf di seta francese viene consumato nel!' interno» e le esporr 
tasioni ascenderanno a circa t40)000|000» 



FBAimBrro di mr viaooio n ihobiltkeba. 
£* Uomo di ferro. 

ir brano di un viaggio in Inghilterra che qui riportiamo 
Tiene la appoggio di varj articoli inseriti in qneati Annali sullo 
•tato degli operaj nella Gran Bretagna. 

I proprietari manifattori osservando che meno repentinamente 
arricchiTansi , che non sufficiente era la ridusione del salario de- 
gli opeaaf^ che. ii tponcono dello jaltna aaiioai aveva latto abbas- 
sare il presso dei teunti e delle opere di cotone manufatte» ri- 
corsero ad uno spediente a cui credettero che I lavoratori alle 
Aibbricheì e sjiedalmente ì filatori ed i tèstftori non tisareb- 



8i 

bero opposti apertamente. Eeeo quale fa la loro delibemioBe ;* 
a' indirisaarooo ai celebri aaacehinisti Sbarp, Roberts e oómp. di 
Manchester, perchè loro inventassero una oacchioÀ od nn ao^ 
toma che eseguisse tutte le operatiooi per sé stesso sema Pajulo 
del lavoro degli adulti, i quali dovettero necessariamente esaere 
diminuiti , impiegandosi io queste officine alcuni ragani , U cài 
salario é tenuissimo» 

Questo automa, chiamalo l'ITomo di ferro od il Selfaeting 
ntfi/r, eseguisce con una mirabile maestria tutti i lavori che prima 
si facevano djigli uomini nella filatura del cotone : è sorprendente 
a vedere da ottocento a mille fusi e più avanzare, retrocedere 
in linea matematica, girando ciascuno di essi sul suo asse con 
una regolare velocità da formare un filo di straordinaria tenuità i 
uniformità e forse; alcuni congegni contengono perfiao due mila 
fusi mossi dallo stesso automa | 

Chi vede per la prima volta la macchina di HobertS| dura 
fatica nel negarle il sentimento ed il tatto •••••! tanto perfetta 
usd dalle mani del suo autore. Più di un milione di (usi erano 
mossi da alcuni uomini di ferro, e se si accresce il loro numero 
non é lontana l'epoca in cui i quattro quinti della popolazione 
artiere dell'Inghilterra sarà scusa lavoro , poiché finora si crede 
ancora dai capitalisti di poter fare senta opera); e questa cre- 
denza durerà fio tanto che^ retorqueodo il rasiocinio, gli opera} 
credano di far scusa capitalisti • • • • Ove a questo segno crebbe 
r industrialismo , la società divisa in due parti si fa una sorda 
^e mortai guerra, che non può terminare che coli* eccidio deU 
Tono o dell'altro dei combattenti. 

E per avere una prova autentica del progresso che si è fatto 
neir antropologia tecnica, basti il ricordare che nel 1800 il sa* 
lario medio di un operajo in una settimana era di una lira ster- 
lina e cinque scellini (circa trentadue franchi); nel i8og era di 
16 scellioì; nel 1820 di g scellini; nel i83o di 5 scellini e 6 pen- 
^es; e questo salario durò per alcuni anni, talché un operajo 
che deve vivere con cinque scellini ed un quarto per settimana , 
che deve pagare il fitto della cameruccia che abita , che deve 

AaffALi. Statìitica , voL LXXIF. 7 



8a 

eompcrare il oarbon foitile che abbrucia , e !• patate cba oin- 
già I e la cattÌTa birra che beve, e quei niseri ceaci che v^ 
•te. . •• quett' operajo, io dimaodo* che ooo lavora meno £ do- 
dici ore al gioraoy che vita infelice , misera, tenta conferlo e 
teota contolaaioni non è condaooato di meoare io tanto e s 
eialtalo progretto dell* induttrialitmo moderno. ••? 

Domenico MUano, 



co MPOa iM HTO deìk differeme insorte fra Plnghilierra e gU iSIbrti' 
Vniii d'America per i confini del Canada incese e americam. 

Nel Bollettino ttatittìco del novembre 1841 noi Ctcemno 

eonotcere le cause delle differente insorte fra Tlnghiltcrra e fS 

SCati-ITniti di America per la determinazione dei confini ddCs* 

nad^ Nel fascicolo di febbrajo di quest'anno anountiammo Vl^ 

rivo agli Stali*Dttiti di lord Ashburton come ministro plecipo- 

teniiario incaricato di comporre quelle differente. - 

Ora le persone che sono amiche della pace seofiraano 
con interessamento che lord Ashburton rìusd a termiaare ami- 
cbevolmeote col Governo degli Stati- Uniti la differenxa relativa 
ai confini limitrofi coi possedimenti inglesi nell'America setten- 
trionale. Una cooflagratione, anche della piiì piccola importanst, 
non poteva aver luogo senta che le seguisse dappresso nns gt» 
nerale concussione. Questa sarebbe specialmente stata la conse- 
guenta di una querela fra due itationi , come V Inghilterra e gii 
Stati-Uniti, le cui navi coprono i mari. Netsun popolo dunque, 
in tutto il mondo incivilito, può rimanersi indifferente alla soddis* 
fatione espressa dai giornali inglesi neli' annuntiare questo f^ 
lice avvenimento. 

In questa stessa occasione gli Stati- Un iti d' America rtp- 
larono coli' Inghilterra le discipline relative alla torveglìansa r^ 
ciproca da esercitarsi sulle coste d' Àfrica per impedire la traiti 
dei Neri. Seppero gii Stati-Uniti conciliare gli eminenti priiKtpj 
della politia marittima col dovuto rispetto al diritto delle genti 
escludendo tutti gli inconvenienti che sarebbero emersi dal di 
ritto di visita, come era stato regolato nel Trattato tra la Fra 
eia e 1* Inghilterra , che 6m di recente annullato per voto del 
camere francesi. 



83 



yhoàfzie recente ^ul t/eààsma ^enùé^ncumw. 



fUOVO CODICI DI PSOCBDQRà CEimilAlB PBR OLI STATI POSTIPICJ. 



T, 



atti i giornali francesi riferirooo l' importante notizia obe 
negli Stali Pontificj ?eooe ora promulgato un nuoto Codice di 
procedora criminale^ in cai si adottarono le più assennate ve* 
dute della scienza del diritto pen'ile. Riservanfioci a parlarne piii 
di proposito quando ne giungerà questo nuovo Codioe, ci limi* 
Uamo a riprodurre intanto le notizie esibite dagli esteri giornali* 

«r Scrivesi da Roma in data dei %% ^tterobre: 

« Sono slati promulgati il nuovo Codice di procedura cri* 
• minale ed il nuovo Codice penale, i quali vennero elaborati per 
ordine di Sua Santità , da una commissione composta dei piiI 
emioeoti giurisperiti italiana, e di cui presidente era l'eminentis- 
simo cardinale Bernetti »• 

« Questi due Codici intitolati RegolammUo wganieo sui delitU 
t sulie pene^ sono una vera opera di progresso e portano in 
totti i loro articoli Timproota di una filantropia illuminata^ e sono 
perciò stati accolti con una approvazione unanime »• 

m Con questi Codici , tutti i privilegi ed esenzioni di cui ' 
erano investite le alte classi vengono aboliti. Essi stabiliscono la 
sguagliaoza perfetta dì tatti i eittadini avanti alla legge; ordinano 
:fae nessuao potrà essere distratto dai suoi giudici naturali , e 
)on coosenrano altri tribunali eccezionali che i tribunali ecclesia- 
tics, ma aolamenle per le persone impegnate negli ordini sacri 
t pei delitti e crimini commessi neiresercizio delle loro funzioni »• 

« La pena capitale é conservata ma ristretta ad un pie* 
olisaimo numero di delitti. Tutte le altre pene evidentemente 
ICQ hanno altro scopo se non quello di emendare e rendere 
nigUori gli individui ai quali venissero inflitte. 



84 

« Quanto agli stranieri, le dispoòtiont del niiof i GmIIq cbe 
li riguardano spedalmente, non possono essere più liberali. Dopt 
una dimora di due mesi consecutivi in una località qualunque 
degli Stati poutificj, oon saranno piii soggetti, in msteria criaì* 
naie, alla giurisdisione delle autorità di polizia, ma ai tribonaG 
ordinarj, ed in tutti i casi nei quali fossero riconosciuti co)p^ 
iroli di contravvenzioni o di delitti semplici con cireostsnie st* 
teouanti saranno soltanto condannati alla pena la pia eiile •* 



IfOTUU IRTOBjrO ALL* I. B. CASA CBRTBALB DI rOESA DI PADOVA , CM 



liis prospetto statistico dimostrante U numero dd cotidamà 
per delitti nétte provincie venete durante U decennio itam 
dal i839 a tuUo il i84i. 

Nel Regno Lombardo -Veneto vi hanno due carceri ceotrali 
per i detenuti condannati per delitti » 1' una a Hantors per la 
Lombardia, e P altra a Padova per le provincie veoetc. 

Noi troviamo per la prima volta pubblicate alcuoe oott* 
zie statistiche intorno all'L R. Casa di Forsa di Padova, e è 
facciamo solleciti di riprodurle (i). 

M Ove nel secolo decimoterso (a) sorgeva per ordine di Eo^ 
celino e per opera di certo Egidio architetto milanese il castello, 
di cui ancora ci rimane intatta la torre ohe serve ad ofserra*! 
Iorio aslronomioo» si eresse ed attivò nel 1807 la Qua di Foni 



^^■«1^ 



(i) Queste notizie vennero estralte dalhinaova Guida di Mùn^ 
pubblicau nel settembre t84a in occasione dd Congresso degli uàesòA 
italiani. 1 

(a) Selvatico^ Notitie storiche sali* avchitettnra padovana dei leapi' 
metto* 



85 
destinala a tolti i coodaDOali toggelti alle provioeie fenele* la 
qaeslo tUbUìmeiilo, capace di oltre oltoceoto, sono di presente 
reechitiai Sto indmdui gravali da diverse speda di eoadanne. 
È proveedulo con ogni cura acciò abbiano ad essere «esliti, nu* 
driti, impiegati in opporlnnl latori , istituti e diretti nella rell- 
gionci Uaodamente puniti a seconda de* loro mancamenti^ e con 
ogni soUemludine carati quando infermu II loro letto è formato 
di on pagliericcio, di un capestale, di un lenzuolo e di una co* 
pertina di canape la state, di lana nel verno. Egualmente hanno 
feste di tela e di lana a seconda delle stagioni* Il vitto da sano 
li compone di una minestra e di nna ratione di once metriche 
5,5 di pane di tutta farina, levato però un decimo di crusca. 
Si concede on aumento nella qtiantitè del pane a quelli la cui 
fifica oostitufione V esigesse. Ogni ,oora tiene adoperata affinchè 
i dbi sieno di sana specie e ben cucinali. Tutti i giorni s'invia 
slIa Delegasione un saggio del pane, ed il direttore, o chi ne 
Fa le veci, inviala sulle cucine. La be tenda ordinaria è l'acqua 
mn, a cut d' citate si mesce on po' d'aceto. Quanto alla iofer* 
neria^ il trattamento consiste in pane bianco^ riso, carne, uova, 
* vino a seconda dello slato 6sico del malato. Que' condannati 
)(M die si prestano eoti lode come impiegati, partecipano a quel 
'ilio , meno il pane, che dev* essere anche per loro il comune, 
ir infermi hanno pure letto assai migliore degli altri. 

m Niun condannato può esimersi dal lavoro stabilito neireser* 
/ino de' tarli mestieri di sarte, calsolajo, filatore, tessitore, mac« 
liioisla, lanajuolo, a cui si aggiungono lutti gli altri sertisj in- 
ani. L' appaltatore che sofnmtoiitfa il vitto e le Tesli ai con- 
sonali è obbligato a procacciar loro latori e la corrispondente 
ikrrcede , di cui un terzo va all' erario , iio tereo a favore del 
oudaunalo, ed il rimanente si deposita nella cassa per lame la 



86 

contegoa al coQdaonato medeiicao aUor^iié esca per finiU ooi* 

daona. 

• L'assMtenia tpirìtuala dei prìgiooierì, delle guardie, gqsIoI 
ed impiegali domiciliati oelP interno della Casa dì Fona è eo»| 
messa a due eappuccinii a cui é assegnato alloggio ed on'aosoa 
gratificaaione di ansi. lir. |385. Essi dirigono pare, mediante 
fajuto di due ooadannati scelti fra i meglio istrutti e di oJffiKii^ 
condotta^ una scuola di lettura» scrittura ed aritmetica sd JAr» 
alone comune. Quelli poi che si distinguono per bQoni cn^ 

I 

dotta morale, applicazione o profitto nei lavori , acqaistaoo dii 
ritto ad essere raccomandati alla superiorità a fin di oUenere 1^ 
remissione della pena, scontata che ne abbiano una metà o pà 

• Que*coodannati che risultano colpevoli di mancamenti aik 
discipline della Casa sono sottoposti a varie specie di poniiioùi 
le quali però né si determinano, né si applicano se prioa noi 
sia stato udito l'imputato, i testimonii del suo trascono e le o< 
abbia quindi sleso breve processo verbale. Quelle punisom eossi^ 
stono nel chiudere l'individuo in prigione isolata, castigo dhe sol 
deve oltrepassare i due mesi; nell'assicurarlo con catena al ouii^ 
del carcere o sottoporlo alla catena corta ed ai ferri pessotit H 
non più di 1 5 giorni; nel digiuno o privatione della niÌDestr8,iKÌl| 
percosse sino a quindici che si danno presenti tutti i coodanutì 
Sebbene sia vietata ogni esterna corrispoodensa, però eoo sopì 
riore permissione possono dare notiaie di sé ai parenti o v» 
verno la visita. Il chiedere elemosine è assolutamente vìetitt 
Sono obbligati ogni dì a recitare , appena alsati , le loro pa 
ghiere. Ognuno alternativamente può godere dell'aria libera pe 
due ore al giorno, passeggiando nel cortile. È perfino pertsefl 
e somministrato dall' erario il tabacco da naso a quelli ciù | 
rapporto medico Io indicasse necessario. 



» SptsioM e ulubrc yla è dettiiuU ad InEBroariat ili«ÌM io 
dus graodi rtanu «paci di 8o lelU. VI pmledono un madioo 
e chirwgo primariì ed un medico e cbirurgo luppleati. Do oa- 
po-iofiemiiere i auUtito da paraochi fra i coodaDBati nella cura 
degli iofermi. Deva poi il regio medico delegatizio viiitare re- 
golarmente lo itabilimeato onde lorvegliare quanto concerne gli 
oggetti soDitarii. &U'Imp. R. Delegato, o a chi lo rapprcienla, «• 
Modo afBdata la dimioDe loperiore della Caia di Forte, In- 
cnoitw l'obbligo di «ititarla meoiilmente «d aiocdtare le lagnanie 
dei condannali. 

m L'amminiitrationa e diieiplina interna i diretta da ipeeiali 
regolatneoii, all'eseeuiiooe de'quali «opruntende un direttore, un 
a^unlo, UD ragiooatooMiere ed nn caneelliiU. 

a Alla coitodia «iterna della Cata è deitinata una goardin mi* 
litare; il preiidio ioleroo i affidato ad una guardia cinle coai> 
pofla di no capo-cnitode, 6 vìoe-capi e 34 guardie. 

• Ogni ipeu oecorrente é a carico deirerarìo, ed i provve- 
duto nelle migliori forme alla illuminaiione e pulida ioleroa , 
non che a quanto é neceMario per prerenira od eatìnguere gli 
ioeendj. 

m Vi hanno inoltre nella dttà tre altre prigioni a lonoi 

m Le caroerì crìmiDali, ove *i rìnwrrano quegli individui che 
ndla provincia connmeltono delitti « il eni giudiiio ioeumbe al- 
rimp. R. Tribunale di Padova. . 

■ I^e carceri preloriali, ove >' aoohiudooo tutti gì' inquinti, e 
molti fra i coodanoati per gravi traigrewiouì di polioia cob- 
meise ad diitrelto. 

■ Per ultimo le carceri di Politia. 

« E qui «ul fine aggiungiamo nn proipetto italiatioo 
regia Casa di Fona pel decennio i83a-43> 



88 

Pmspmtto iTjTiSTtco dìmoàMinU U nùmero dei eonJkm 
dal primo, gOMofo §833 a tuUo il dicembre i84r,coBI 

coauttii 




89 
a nella IL Casa caUtaìe di fona in Padova net decennio. 
&,ne della provincia^ età^ qualità del deliuo^ e durata della pena. 

esit VKMmfK 



delitto 



^ 1 



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54 



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15 



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4 

2 

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2 
6 

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1 
1 



18 



I 



9 
9 

» 
9 
9 



1 



Durata della pena 



'5 ^ 

"3^ 



I 



54 

350 
140 
256 
434 

258 
113 
190 



'3 



•8 



1795 



34 

126 

30 

35 

140 

94 

51 

76 

9 



595 



•3 



8 
41 
16 
13 
59 
36 
28 
21 
72 



294 






13 
43 

14 
22 
41 
65 
35 
30 
115 



378 



'3 

•8 



12 
61 
11 
28 
57 
36 
57 
32 
108 

402 



'3 



2 
32 
11 
47 
17 
30 
48 
34 
42 

263 



•a 

l 

6 



123 
653 
222 
401 
748 
519 
332 
383 
346 



• • 



3727 



^ ta, t qoali figorano nella linea di quelli dai 10 ai 20 annL 



88 

Pmsfstto sTJTiSTiCo dimosUtUiU U mimen> Ja cada 
dal primo, gennajo i83a a iuUo il dicembre 184 J 



com| 



PtOVÒKB 



Belluno 

Padova 

Rovigo 

Treviso 

Veneiia 

Vicensa 

Verona 

Udine 

Lombardi 



SoDima 



I 

I 






1395401 

299011 

145946 

266055 

250112 

325135 

289472 

402354 



2123625 



JSià dd dMuUattuUi 



43 
213 

82 
149 
SOI 
181 
107 
138 
145 



1359 



'8 

•I 



56 
308 

97 
169 
517 
228 
160 
167 
155 






1657 



20 
96 
24 
60 
88 
83 
46 
56 
33 



506 



1 



4 
36 
19 
23 
42 
27 
19 
22 
13 



95 
417 
149 
288 
587 
342 
174 
234 
132 



205 2418 



241 



3 
8 
4 
3 

36 
4 

14 
1 
8 



81 



1 


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12 


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i 


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2( MS U 



65 
40 
66 



347 



6 
3 
17 



55 



29 
41 



301 



Totale complassivo 




Nei saddetto decennio sono entrati nella Casa quttxo l 



89 
b JL Casa centrala di fona in Padova nel decennio. 
Jlapromda, età^ qualità del deUuo^ e durala della pena. 



m 



i 
t 



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•il 



1 2 



II 



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JOuratà della pena 




il 



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350 
140 
256 
434 
258 
113 
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126 
30 
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140 

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41 
16 
13 
59 
36 
28 
21 
72 



294 






13 
43 
14 
22 
41 
65 
35 
30 
115 



378 



'3 



12 
61 
11 
28 
57 
36 
57 
32 
108 



402 



'3 



2 
32 
11 
47 
17 
30 
48 
34 
42 

263 






123 
653 
222 
401 
748 
519 
332 
383 
346 



• • 



3727 



ili figurano nella linea di quelli dal 10 ai 20 «imi» 



90 

Dal proipetlò slalìstico die «bblaiDO riferito si raecolgow 

importanti TOlifie iolomo al numero dei delinqaeoti oelle ft> 

vincìe venete. Sopra i 3717 condannati nell' ultimo decenmo 

troviamo iSSg delinquenti aventi P età dai iS ai %S anni' 

1657 dell* età dai x? ai 4o anni ; 5o6 dell' età dei 40 ai 55 e 

ao5 dall'età dai 55 sino alla massima longevità. I iSSg delio« 

quenli al dissotto dei a5 anni sarebbero di quelli pei qiiaJi 

un buon sistema penitentiario varrebbe efBcamento ad enea- 

darli. 

In quanto all' indole dei delitti appare dal prospetto c^ 

oelle provincia venete vi ha maggior nomerò dì delinqoealii 

quali attentano alla roba che non alle persone. La progrcsàooe 

dei delitti presenta infatti la seguente scala. — Sopra 3727 

condannati in un decennio, se ne contarono a4i8 coodaaaati 

per furtOy che equivale a drca tre quinti del nomeiro totale; 

347 P^^ rapina^ 3oo per uccisione; 180 per pubblica vìolenss; 

i3a per gravi ferimenU^ go per stupro; 81 per truf&j^ per 

omicidio; 54 p^r abuso di ufficio e per infedeltà; 19 per appic* 

cato incendio; 18 per falsificazione di monete; 17 per religioas 

perturbata; 1 5 per calunnie, ed uno solo per bigamia. Sommati i 

i delitti contro le persone ammonterebbero in tutto a 747» die 

equivalgono ad fin quinto del numero totale dei coodannati; 

per cui il rapporto fra i delinquenti condannati per ofRese eoa* 

tro le persone starebbe a quello dei condannati per rapacità 

come I a 5 ; il che ne dimostra che la veneta popoiaiìoiie noa 

ha abitudini vendicative o feroci. 

Se poi mettiamo a riscontro il numero dei condoniiati eoa 
quello della popolaiione di ciascheduna provincia , ne risolta il 
seguente confronto. 

Freso il numero adequato dei oondannati per ogoi aaso 



del decennio d«eorto d«l i83a a tutto il 1849 , emeine ti «e^ 
gueote rapporto proporsiooale s 

Per la proTioda di Padova ti oontò uo condannato sopra 
3 147 abitanti: nella provinda di Venesia ti ebbe un condannato 
fopra 35oi abitanti: nella provinola di Vicenza vi fa un con- 
dannalo sópra 4329 abitanti : nella provincia di Rovigo v' ebbe 
uo condannato per ogni 6543 abitanti : in quella di Treviso vi 
fa un coodannato sa 66a6 aUtanti: in quella di Verona il rap* 
porto proporsionale fu di un condannato sopra 8773 abitanti: 
in quella di Udine il rapporto fu di un condannato sopra 1 0,588 
abitanti, e nella provioda di Belluno. non si contò cba un con* 
dsnnalo lopra i3,ag5 abitanti. 

Da qnestl rapporti rilevati ohe il maximum dei condannati 
si verificò nelle due proviocie di Padova e Veoestai ed il mini* 
mum in quelle di Udine e di Belluno. 

Si confrontino ora queste risultante con quelle esibite nel- 
roltimo rapporto pubblicato dal Ministro della Giustizia in Fran* 
eia pei delitti e i delinquenti stati condannati nel i840| e si 
vedrà come la bilanda criminale pesi pilk per la Franda che 
per noi, mentre ivi il minimum della proponione dei coodan* 
asti sulla popolazione dei rispettivi dipartimenti giunge appena 
«1 rapporto di i a aooo, mentre tra noi il maximum delle eri* 
minosità dà il rapporto soltanto di i su 3i47* ^^' compiere. 
però questo quadro statistico gioverebbe paragonarlo colle ri- 
sultanze riferibili alla Lombardia. 



4aaM 



9> 



duo nincui/& m^L^^ rna/nù/niàém 



PIAIIO 

di ttfia Mtaiigiica generak deifanctuUi impiegad nelle mamfatmtt 

dei vari Siati UtaUiL 

A.\\9i «esioDjB di agronomia e tecnologia del Coogreato degE 
idensiati italiani a Padova, comuo icava il eonte Petitti nella s^ 
data ao settembre 1842 una tua Memoria sullo stato dei fao- 
aiulli impiegati nelle manifatture « e chiedeva che fosse eletu 
una speciale commissione la quale si prendesse la cura di pro- 
porre il piano di una statistica generale di tolti i fanciulli im- 
piegati negli opifici istituiti nei varj Slati dKlalìai allo scopo Ji 
conoscere Piofelice loro situatioaci per promovere presto i ri» 
spettiti Gotemi de'speciall regolamenti di tutela éaoitarta e mo« 
nla 

U Congresso accoglieva con grato animo il generoso pea- 
siero del conte Petitti , e la Commiwione stata dal medesimo 
eletta , e che era compolta dei signori Parravicini , Sagredo e 
Calvi| proponeva nella seduta a4 iettembre una modula di ta- 
bella statistica nella qoale si dovrebbero per ogni località indi- 
eara le seguenti notitiet 

Il numero delle fabbriche -^ la qualUà dette fabbriche -^ 
i7 numero deffi openg' adulti tanto maschi che femmine — H 
numero dei fanciulli maschi e femmine — le ore di lavoro p^ 
cadaun gtomo — U numero dei fanduUi mandati tdie scuole 
tanto maschi che femmme — il numero dei fanciulli ammaUd 
per causa del lavoro —^ il genere dette malattie — {Inumerò di 
fuelU che sanno leggere^ scrivere e conteggiare — le pene pub- 
bliche patite dal totale dei fanciulli t causa di esse — tutte le 



93 

dire noime mercè^ kqnaU n pouom» «onoieem Ir eoffoni dei 
naU fuid e morali recati ai fmduUi e i rimcdtpnr guarimeli — « 
OtservaaionL , 

La aenoDe di agrooomia e tecnologia deliberò poi di pregare 
lutti i cultori degli studi ecooomici e morali a Tolersi occupare di 
qae<(te indagioi ed a rìaietteme le riiultaose a Giuseppe Saechr 
ÌD Miittiio, a Lto A. Parravicioi in Vedetia, al iDarchesa Camillo 
Pallavicini In Genova, al coote Carlo Petitti in Torino* alIatT^ 
Cofanetti in Novara, al eonte Luigi San Vitale e all'avvocato 
Ferdinando Maestri in Parma, al prof. Brigoole di BrunofF in 
f odena, a monsignor Morichinl in Roma, al dott. Savino Savini 
D Bologna , all' arcidiacono cav. Cagnatti in Napoli , all' abate 
Lambruschioi in Firenae, al mareheae Maaiarosa in Lucca , al 
iott Sanguioetti io Livorno, al ooule Serristori io Siena» al oonto 
&iovanelU In Trento, al conte Scopoli in Verona, e al proF» De 
Lugoanl in Trieste. 

Tutte queste persone vennero incaricate di raccogliere lo 
notixie per trasmetterle al Congresso che sì terrà nel prossimo' 
aooo a Lucca. 

Il Coinpilatore di questi Aanali si dichiara disposto a dare, 
col messo del suo giornale^ la maggiore pubblicità possibile a 
[{ueste presiose indagini che tanto interessano il morale miglio- 
ramento della classe operaja. 



VUOVO RIGOLAMBirrO DI TUTUA t%\ FAUCliniU 

iMFiaoATi attia maotattube istituiti bbgli stati austbugi. 

Nel fascicolo di settembre di quest'anno degli Annali Uni- 
venali di Statistica , il nostro collaboratore Giuseppe Sacchi , 
aderendo allo aavie vedute del benemerito conte Petitti di To« 
lino, proponeva: un suo regolamento di tutela pei fanciulli im« 
piegati nelle manifatture di questo Regno. Egli faceva coqoscera 



94 

èbe già «i attenderano tpeolsli provTidem^ su qoeifo proposilo, 
ed esprìmeva il desiderio dì tutti i buoni diTederle pretto prò- 
moise e potle io pratica. Questi voti ora vennero esaadilL 

Nella Gazzetta prìinlegiata di Vienna venne già reso pub* 
blìco ii nuovo regolamento stato adottato dell'Eccelsa I. &. Cao« 
eelieria Aulica Riunita per tutelare i fanciulli impiegati nelle 

manifattore iAituite in questi Stati. Eccone le principali dispos- 

» 
tioni t 

« Nessun fanciullo dell' uno o dell' altro sesso potrà estere 
inpiegato io alcun opi6cio prima dell'età de'is anni comptotit 
a meno che .non provi di avere preventivamente Gréqaentato per 
an triennio il corso dello scuole elementari , nel qual caso po- 
ti^ ewert ammesso anche all'età di nove anni «• 

m II maximum della durata del lavoro pei fanciulli di g i 
la anni è fissato ad ore nove al giorno, e pei fanciulli dai 13 si 
16 anni non potrà mai oltrepassare le ore diad ». 

m II lavoro non potrà essere continuo, ma dovrà essere 
frammezsato almeno da. un'ora di riposo «. 

« Il Invero notturno dalle ore 9 della sera sino alle ore 3 
della mattina è interdetto per tutti fanciulli al dissotto dei sedici 
anni ». 

« Sino a che i faDciulli si trovano nell'età dai g ai ta ao- 
ni, per la quale vi è ancora Tobblrgo di frequentare le scuole, 
dovranno essere istruiti per alcune ore del giorno , ed i espi- 
fabbriche dovranno per ciò permettere che frequealioo le scuole 
parrocchiali ». 

«r I capi fabbriche sotto la loro personale responsabilità sono 
obbligati a prevenire qualunque disordine o scandalo che si vo- 
lesse commettere nei rispettivi opificj dagli operaj adulti «. 

« I capi manufattori sono obbligati a tenere un regoltre 



95 

registro to eni QOteraimo H nome, Peti, l^tpomi deHP ing^eitor 

e la permanenta neil' opificio di ogni fanciullo. Questo rogìttro 
dovrà essere presentato all' autorità politica locale ed esibito ad 
ogni richiesta anche al parroco 9»« 

« Ogni contraTfensione al presente regolamento sarti pu- 
Dita con una molta dai a sino ai loo fiorini •• 

e Nel caso di recidiva sarà interdetto f impiego dei fanciulli 
al dissotto dei la anni ». 

« Le autorità sono incaricate di far curare resecutione 
lei presente regolamento «. 

Q gode veramente P animo nel veder emanato da Chi con 
provvido senno regge questi Stati un regolamento cod conforme 
alle p\li assennate vedute dei veri filantropii e tanto piii ci ral- 
legra ranimo da che vedemmo ottimamente raggiunte le condì- 
xioDi eminenti di tutela che l'autorità pubblica ha diritto di im^ 
porre a vantaggio di infelici creature che devono lottare contro 
la miseria e spesso contro la crudeltà paterna , non trovando 
no conforto nella avidità industriale che per un gruùolo d* oro 
divora la umanità. 

Solo fiscciamo caldi voti perchè questo provvido regola- 
nato venga presto applicato anche alla nostra Lombardia che 
ae ha si vivo bisogno (i). 



(i) I giomaU franeeti rìferìrooo questo. naoro Regolaneota e lo tco^. 
nrono mifliore della legge stata nello scorto aooo votala dalle Camere « 
nenlre in eita V IstrusìoDe fa più raoeomandala che prescritta > è il mt^ 
nmum dplle ore di. lavoro fa portato alle ore la e non alle io. . 



96 






ITALIA. 

HUOTt CBHiri 

ivX progtUo della strada f errata da Genova al eon/!ae Lombardo, 

MJb persone informate sullo stato delle operasionì inisialife 
al grande progetto della nuova strada ferrata da Genova sìoo 
ai confini della Lombardia, ei fu riferito che per la fise di ot- 
tobre dovevano esaere ultimati gli stadf snila iinen da accoglìcni, 
facondo le riforme consigliate dal benemerito ingegnere Bruoel. 
Molti fra i più gravi ostacoli sarebbero superati segoeodo le 
proposte riforme. È opinione comune che ove gli stud| lecnici 
vengano approvati dal Governo di S. M. Sarda, possano comio* 
dare le opere nella prossima primavera. 



GERMANIA. 

ArStTUBà DI UVA PABTB DBLLA STKAOA FBaBATA DA UPSU 

A HOBUIBBROA. 

L'apertora solenne della prima parte della strada da Lipiit 
a Norimberga si é fatta il 19 di settembre fra le città di Lip* 
sia e di Altenbutg. Due locomotive hanno trasportato ia im 
primo viaggio pih dt cinquecento viaggialorii ripartiti sopra od 
convoglio di venticinque vetture. Un'ora e pochi minati haeoo 
bastato per peroorrere questo spatio che é di cioqae miglis e 



meno di Geraimia; il ritoroo é tlsto eseguito anche ia tempo 

In «irtti di nna eonvèntione di poliiìi Fra la Saitonia, la 
Praiiia e la Baviera , la lopraf* eglia Dia di lutte qaeste itrado 
di ferro che vanno a terminare a Lipiia , trovali facilitata per 
Detso di bìglietli-paMaportì ritaiciali per un anno e valitari 
per percorrerla indiai intameate io tutte la diresioni. Degli nffit) 
di legittimatione sodo itabiliti su tutti i punti di partenia • di 
■rrìvo. Non ai hanno poati le non. preieolando questi biglietti 
ed un passaporto ordinare . Queste misure non recano oessUD 
iotr^lcio alla circolaaioar, nA diminuiicono la celerilà 



CoMPuaurro della muik vnaiTs ot bolivo s nuKoioiTS. 

La strada ferrata da Berlino a Francoforte è gii termina- 
ta ; è questa noa vera meraTigtia di una costruiione & celere 
e lì energica, poiché nel mese di giugno dell'anno icorio si mise 
maoo all'opera, « tutta la strada venne quindi cottrutta in meno 
di iS mesi. Inoltre bisogna oiservare che la oostruiione di que- 
sta itr.>da trovò anche parecchi ostacoli, poiché si detenoinb^s- 
sai tardi il luogo dove dovesti erìgere la stazione di Francinop> 
te , e poi a ceffone de4 basso sialo delle acque fu assai lento 
' il trasporlo dei legname d' opera provenienle della Slesia. 



tnSDA niUTl DA PAiiai a iouo. 

La strada ferrata da Parigi a Roano saii aperta pel primo 
marto i843: gli impresarit Canno perfino delle scommesse, che 
per il gramo primo aprile tutu la linea potrì essere percorsa. 
I lavori di questa strada lunga 3o leghe con due enormi firn* 
neU eiscndo stati oomiocìali il i8 marzo i8{t, il compimento di 
tutti i lavori io dne anni sere quasi sema esempio. Attualmania 
sono occupati snila strada la.ooo operaj, 

Arkalu Slatùliea , tvl. LXXIF. 8 



lOD 



.98 

PBOSPITTO DBLLB STBADB miiBATB APBRTB DI BlApCIA. . 
4 TUTTO SBTTBIIBBB l9^^. 

' La longhéita totale delle linee di strade di ferro aperte in 
Franata a lotto settembre 184^ è di 748 chilometri. Eccone il 
prospetto: 

1/ Da Lione a Saint • Etienne per Gìfort e Riveda 

Gter ......' Rilomeiri 58 

a.^ Da Saint'Etienne ad Andretieoz a 31 

3.*^ Da Aodresienx a Roanne » 67 

4.^ Laterale su 'questa strada da Montrond a Mooibri 

16 

'9 
19 

IO 

140 

«4 

5i 

s6 
Sa 

-A 

a8 

i5 

8 

9 
5 

a5 

10 



'5.* Da Parigi a Saint Germain 

6* Da Parigi a Versailles ( riva destra ) laterale so 
quella di Saiot-Geroiain 

7.* Da Parigi a Versailles (riva sinistra) .... 

S."" Da Muhiausen a Thpnn 

g.^ Da Strasburgo a Basilea ••...••• 

lOb' Dal Dipartimento del Gard, dalle miniera àdìm 

Grand'* G>mbe a Nìmes per Alais 

'IX? Di Nimes a Beaocaire 

la.** Da Cettie a Montpellier 

i3.* Da Bordeaux alla Teste de Boeb 

l4*° Da Parigi a Orleans 

i5.* Da Nimes a Montpellier. 

i6.* Da Lilla alla frontiera belgia e da Valenciennes 
alla medesima frontiera • • • . • 

Strade per il servlcio partioolaaa di Epioay al cena 
di Borgogna 

Da Epinay al Canale del Centro ...••• 
Da Villers-Cottereis al Port-aox-Perches • • . . 

Da Deoain a Saint«Vast 

Da Denain ad Abscon • • • 

Dal Mootet-aux Moines all'Allier 

Dal Creotot al Canale del Centro 



Totale kilometn 748 



99 
Come ttbbìaiDo dimoitrato nei varj ftrlicoli inferiti - nei fa« 
•dcoli di questi annali da gennajo a eettembre p.^ p.^ (artidoli 
che f ogitono essere esaminati da coloro ebe amano di farai una 
gìufta idea di tutte le disposizioni ooocementi le «trade di ferro 
in Francia ) il complesso delle Tane linee stabilite dalla legge 
approvala Kit giugno p.^ p.* deve essere di ehilooielri 3»6oo 
circa, per cui si può dire non essersi 6nor« eseguito che A quinto 
circa della relè decretata* 



SULLA STBAOA DI FB&BO DA PABIOI AD OB&BAITS. 

Gli aiionisti della strada di ferro di Orleans si sono radu- 
nati in assemblea generale. L'adunante era pr^iednla dal ai* 
gnor Bartolony, presidente del Consiglio d'amministraaione della 
Compagnia. 

È stata data lettura di un rapporto sulla situasioDe delln 
ìntraprefa e sullo stato dei lafori» che si awicioano al loro t^ 
mine. Il Consiglio di aoimioistratione ha annuniiato che la li* 
Dea da Parigi ad Orleans, la di coi estensione è di 1 33 chilo* 
metri, compresovi l'imbraneamento di Gorbeil, sarebbe apertali 
primo di maggio venturo, fuUa totalità della jua liinghetza» 

Dopo questo rapportOi «he é stato approvato alla nnanioiitè, 
rasaemblea generale ha fotato un prestilo di dieci mtliooi di 
franchi per roltimazione della strada di ferro^ e per aprirla alla 
ccrcolasione. Gli asionisti debbono essere ammessi di preferenaa 
a sottoscrìvere il prestito. Il termine atabilito par rioevere le 
sottoscritioai spira il giorno ao di ottobro* 



RUSSIA. 

wom Disposizioiri dell'impbbatobb dblla bussi a 

PBB LA 8TBADA FEBBATA DA PIBTBOBUBGO A MOSCA. 

La GaEset^a d'Amsterdam contiene il seguente Ukase di S. 
IL l'Imperatore' di Russia» 



ICO 

li Preso io- coDsideratìone ehe lo stabilimento di aaa slrads & 
ferro fra Pietroburgo e Mosca, a spese del pubblico tesoro, esigtn 
delle spese, che dietro un calcolo approssimativa potraoao aseeo* 
dere alla somma di ^o o So milioni di rubli d'argento (i), ab* 
blamo risoluto che si faccia un prestito ali* estero, avuto riguardo 
alla specialità di questa intrapresa sulle basi seguenti. 

« i.° Per le spese che la strada di ferro occasionerà sei 
1843, il prestito sarà Gssato a otto milioni di rubli d' argento. 
Per gli anni susseguenti 1* ammontare dei prestiti verrà fissalo 
secondo Pesigenaa dei laro ri* 

« ^J* Questo prestito sarà inscritto nel gran libro del d^ 
bito pubblico sotto la denominazione di secondo prestito s ^ 
per 100. Per questo prestito saranno rilasciati dei titoli di 5oo 
rubli ciascuno, e saranno divisi in Sao serie, ognuna delle qoifi 
comprenderà 80 inscrizioni. Le inscrìsioni porteranno ud interene 
di 4 pcf cento a contare dal i.* agosto di quest'anno. Adopi 
inscritione saranno annessi ao coupons. Gì' interessi saranno ps- 
gati al fatore. Il pagamento degli interessi sì farà a Pietrobargo 
dalla Commissione di ammortitzaaione per ogni semestre scadaCo 
dal t.^ al i5 di febbraio e dal 1.^ al §5 di agosto. AHos^re 
dei dieci primi anni del prestito, si rìlascieranno dei nuovi cou- 
pom per le inscrtaioni che si troveranno in circolacione* 

' «3.* Per l' ammortittaiione di queste inscrisioni sarà crealo 
un fondo Speciale, che non potrà essere confuso cogli altri fondi; 
e per ciascuno dei primi due anni, incominciando col i843. que- 
sto fondo sarà di 75,000* rubli d'argento per anno; e per gli 
anni seguenti, a contare dal i845j sarà di aSo^ooo rubli d' ar- 
gento» o sia di a i/a per cento del capitale nominale del pre- 
sti to, annualmente. Questo fondo servirà, come per il primo pre- 
stito al 4 pc>^ too all'ammortictazìone delle intensioni apparte- 
tenenti alle serie cadute tirale a sorte ali* estrazione, di maniera 
che per ogni inscrizione saranno pagati 5oo rubli di argento. 



(i) n rublo d'argento si calcola fraochi 4>oo7 circa. 



101 

Le inscmìoni ed i còupons, ì di coi termini di pagamento non 
«ranno ancora scaduti, do?raono essere rimessi alla Gommisiiono 
ii ammorlÌEzazione. 

« 4-^ La realisiasione di questo prestito per li stabilimenti 
della strada di ferro da Pietroburgo a Mosca é affidata alla no- 
stra casa di banca del sig. Barone Stiglitz e C che ha mostrato 
molto aélo in questa circostanza per cooperare a questa grande 
atrapresà nazionale. Questa casa procederà alla realiszasione 
lei prestito secondo le circostanze, ed a norma delle istruzioni 
tei ministro delle finanze. Siccome l'unico oggetto di questo 
prestilo è lo stabilimento della suddetta strada di ferro; il conto 
ielle rendite che produrrà dovrà essere tenuto a parte di qua* 
iuoque altra spesa o introito dello Stato. 

Pietroburgo 4 agosto 1843* 

U originale dell' Ukase è sottoscritto Nicola. 

Ecco un estratto delle istruzioni del ministro di finanza di* 
rette alla casa Stigliti e Gomp. relativamente al secondo prestilo 
di 4 pv cento 9 e che F Imperatore ha approvato: 

« !•* L'ammontare dei prestiti successivi destinati a coprire 
le spese della strada di ferro fra Pietroburgo e Mosca sarà de- 
terminato ogni anno secondo il bisogno dei lavori. La casa Sti< 
;litz e Comp. ne sarà informata sei mesi prima dell'operazione. 

« 2.* Se fosse più vantaggioso il modificare in avvenire la 
misura degl'interessi dei prestiti mettendola a 3 o 3 i;a per cento , 
il sottoporli ad altri cambiamenti^ la casa Stiglitz dovrà^ in tem« 
pò opportuno» fare le sue proposizioni al Governo. 



ANNOVER. 



STBADB FBRBATB VUj/ AHVOVBH. 



Il corrispondente d'Amburgo riferisce che la garanzia fatta 
Isgli stati d'Ànnover di 11 milioni di corone per la eostrusione 
Pana strada ferratai dell' estensione di 3oo miglia drcai forma 



101 

parlft del progcttq di ttabUire nello flesso modo mia diretta cd* 
muoioazione fra le città di Cette^ Anaover, Hedelsheim, Bnn* 
swicky Harburgy MìDden» Brema ed Amburgo, e di ooire l'Elba 
ed il Weeer .col mare del nord. 



Jf A r t G AZ t om B. 

•TATO MUi «AYlOàSIOini A. ▼AfOaB m» liAGO M coaT^i 

La nafigasiooe a vapore tal Jago di Costansa , che fioon 
veoDC promoua con regolarilèj ma con un utile ben • tenue, sc^- 
giace ora ad una crisi alquanto forte. Le Società di Lindaa e 
di Costansa che dorante gli ultimi anni promossero i loro a^ 
fiiri io oomunioncj ai sono separale dopo parecchie contese ar- 
Tenute, e ciascuna oontinna da sola i proprii affari. Il pubblico 
viaggiante e commerciante ne sente già il più gran dispiaceic 
La Società wUrteroberghese « quella di Lindau e quella di O» 
tanza distribuiscono separatamente i loro biglietti , e non ese- 
guiscono nemmeno regolarmente i viaggi in essi indicati. 



«AflOAIlOn A VAFOBB BBLOIGA. 

Scrifcai da Boulogne sur Mer. « Il governo belgico 
soe per suo conto dei pacchetti a vapore che fanno il tngttlo 
da Oslenda a Londra al presso di 5 scellini per testa, invece di 
3o che pagavansi tuttora a Boulogne ed a Caiais. Quel governo 
tenta, anche a presto di sacrìficii pecuniarii, di abbattere la eoa* 
corrensa delle altre compagnie per chiamare sul suo territorio 
i viaggiatori» offrendo a questi le sue strade ferrate che conda* 
cono in Germania V. 



I.A OaJB^àETTAOBJ, IL HAOOIOB BATTILIO DI TBBBO. VCL SfOVOa 

Bel commercio aaranna certamente interessanti alcuai par* 
licolari intomo a questo battello a vapore di ferro , cfa« può 



iq3 
dirti la più grm nìa^ del mondo. Si éta «8«o eostmen^o è Bri- 
stol per contò della So^àétà Grèai-PFeiièlrn, desttoato per la M- 
figatioue a ? apore^ a aarà pronto a sokare le onde al printnpto 
ddl'aono pròsiimo. 

Il battello a tepore Greai^ff^esteifn tneominciò le tue oclrse 
fra Bristol e Uno va York nella ptimarera del 1838, e continub 
i suoi viaggi, bene spesso oelle circostanze piti avverse^ con nna 
celerità e regolarità finora senta pari. La Compagnia Greai- 
PFestem , onde mantenersi alP atto grado da essa raggiunto , e 
trar profitto de' miglioramenti raggiunti merci le indagini scien- 
lifiche, divisò di costruire una nave di ferro a vapore di si va* 
ste dimensioni e di tal forte da sorpassare il Great^ff^estem , 
nella proportiene stessa che quest' ultima nave ba gìk superato 
tolte le altre navi previamente ad essa costrutte. 

È officile di asserire i limiti precisi della celeritik della 
corsa che le si presuppone in mare. La vebcità colla quale le 
navi a vapore orientali fanno i loro viaggi non eccede le otto 
miglia all'ora; quella de' battelli a vapore atlantici i all' incirca 
di nove miglia , ed il più rapido Tiaggio per mare finora per^ 
corso non vinse l'adequato di dieci miglia all'ora. Si calcola che 
la Great-'B/itain possa compiere dieci a sedici miglia all'ora, se- 
condo la natura àtì tempo e del mare, per la qual cosa non 
hawi dubbio che il suo adequato sarà per lo meno di dodici a 
tredici miglia all'ora (calcolando la minore di queste misure, vi 
sarebbe nn maraviglioso progresso a fronte de' pib grandi trionfi 
finora ottenuti dalla navigazione a vapore). 

Consideriamo alcuni de' vantaggi che deriverebbero alla na* 
siooe inglese mercè il successo della GreauBritainm La posta in- 
glese d'oltre mare si riceve attualmente mercé il solo favore di 
gelosi vicini in Europa e <fi metti barbari nell'Affrica I Con qoe» 
Iti soFi mesti viene trasmessa la nostra corrispondeoza ed i no- 
stri passeggieri da e per l'Indie in tréotacinque giorni circa, con 
grande spesa ed incomodo, pei varii scarichi da una nave all'al- 
tra e per le iutermedie diligente ^per terra, soggette a molti 
danni e periodi ; oltre a che la nostra corrispondenia indiana 



io4 

oorre secDpre pericolo d'esser ioteroetUla e di esser aoterrotta k 
coamoìcasioae per uà mese eimeDo ad ogoi momento , al lu- 
nimo capriceio di alonna di queste potente. Chi potrebbe qaindi 
al giusto valore stimare il pregio di tenere in nostro potere J 
meato di assicurerei malgrado tutto il rooodo, la medesima sp^ 
dizione per la antica e diretta nostra via inlorno al Capo di 
Buona Sperante? 

Colla Great^BrUain si potrebbe db effettuare, perdhè qse* 
ata naTO sarebbe capace di recare dei dispacci ^ e pia di looo 
nomini di truppa , se fosse oecessarioi a qualsivoglia ponto irt 
le spiaggia dell'Indo e la bocca del Gange nello spaaio di trct- 
tacinque a qnacanta giorni. Calcolando il suo consumo di car- 
bone a 55 tonnellate al giorno, per assicurarle una celerità £ 
dodici miglia all' ora , questo vascello potrebbe, collocando est 
intendimento le merci, portare una provvigione di carbone per 
quaranta giorni . senta occupare la menoma parte dello spano 
accordato agli ufficiali, all'equipaggio ed ai passeggieri delia oa« 
^re, a senta aggravare menomamente il suo peso regolare ed il 
suo affondamento nell' acqua. In questo tempo, seguendo il me* 
desimo calcolo, la Great-Britain avrebbe percorso una distao» 
di 19,000 miglia ; inoltre, se si trovasse corrispondente allo scopo 
il carbone di nuova invenùone, con essa potrebbe portare naa 
provvigione di sessanta giorni. Nei mari indiani, inoltre, vi soao 
dei vantaggi che non si trovano nell'Oceano Atlantico seltea* 
trìonale, in cui bevvi nulla di piii comune che la naTc abbia a 
lottare coi venti durante tutto il tragitto per Y America , e per 
eonsegnensa i battelli a vapore che lo attraversano debboao 
•posse volte fiir fronte agli elementi luogo tutto il viaggio. Kei 
tropici, al contrario, la presenta del venti elisei pone il capitaae 
in istato di calcolare con certetta che potrà sostenere per uaa 
gran parte del suo viaggio 11 grado massimo di celerità. E dopo 
aver sottratto con liberalità alla cifra di questi calcoli, ae si eoa- 
aidera che il nuovo battello a vapore è costrutto io anodo da 
veleggiare con gran rapidità e con vento favorevole, non avendo 
pala di ruote da trascinar seco, e neuun altro ostacolo ^ é dìf* 



io5 
6eil« di prevedere a qual loogo viaggio eiao potrebbe bastare 
cooiervaodo la stia Yeloeità, senta far scalo per rtonofare la raiiono 
di carbone j e bisogna concedere che l'esperimento é di grande 
importansa sotto un punto di vista nazionale. 

La misura della Great-Briiain è come segue s 3a4 piedi di 
Innghezsa in alto, e quindi quasi loo piedi più della nave di 
linea più lunga che si trovi al servisio inglese. Aireccesione del 
sno ponte e delle sue cabine , essa è intieramente costrutta di 
ferro. La sua estrema larghessa è di 5i piedi; la sua profon- 
dita di 32 piedi ; ed il suo toonaggio é di Baco toonellate , il 
quale eccede d' assai il toonaggio registrato d' ogni battello a 
▼apore esistente al mondo. Esso ha quattro ponli^tre di legno; 
ed il quarto , che è il più basso , di ferro , e quest' ultimo è 
adattato per magaszioaggio del carico. La Great-Brilain verrà 
fornita di quattro macchine della forse di aSo cavalli cadauna, 
che fanno in totalità la forse di looo cavalli. Avrà tre caldaie 
capaci di contenere aoo botti d' acqua , e queste Terranno ri- 
scaldate da a 4 fornelli differenti. ^Nella sua costruzione vennero 
impiegate non meno di i4oo tonnellate di ferro | oltre alla gran 
quantità di legname richiesto pe'suoi ponti e le sue cabine. 
Potrà farsi una imperfetta idea del corpo di questa nave gìgan*. 
fesca, chi consideri che oltre al vasto spazio testi descrìtto co- 
me destinato al passeggeri, ecc., non che a quello richiesto per 
la collocazione delle sue caldaie, macchine , ecc., la Great-Bri» 
tain avrà luogo per looo toonellate di carbone, e laoo tonnel- 
late di mercanzie. 



io6 



i ^' 



^^thenÌBàì 




ALTU cBim (Ut pozio lETmim ut oMBnui. ' 

Jl ili volte abbiamo fatto cenno del pouo artesiano di Greoelle. 

Ora si riferisce che un nuoto rivestimento {fuhagé) del posso è ter« 

minalo, e Tacqaa sampilla ormai limpida^ si vuol ora, conoscere fino 

a qual altezta ella può spingerai , e si attende a prolungare il 

tubìp ai di sopra del suolo quanto sarh necessario a tal uopo* 

Uu' armatura, quasi così alta come la colonna della piatsa Yen* 

dòme , si fa vedere da lontano nel centro del macello di Gre* 

nelle, al di sopra della fonte artesiana. Ivià è stato collocato un 

lungo tubo di latta, che dal livello del suolo si alsa a 33 me* 

tri nell'interno delP armatura ; in cima a questa si porrà un ha* 

cino per accoglier V acqua alia sua caduta dall' orifiaio supe* 

riore del tubo, poi da quel bacino fiùo al suolo si disporrà al* 

tresi un secondo tubo per Io scarico delle acque nell'acquidotto 

di sgorgamento. Infine, dall'alto al basso di quell'armatura, il 

sig. Mulot fece costruire scale a pianerottoli, a fine d' agevolare 

a' dotti l'accesso del nuovo orifizio in cima dell'armatura, per 

farvi le speriense che giudicheranno convenienti. 

Notìde posteriorL 

Una interessante esperienia è stata fatta il giorno 7 ottobre 
in presensa del prefetto della Senna e di un buon numero di 
scienziati e d' ingegneri. Sì trattava di mburare di nuovo la forca 
della sorgente che la trivella ha fatto scaturire, saranno presto 



207 

^iiti metti, dal banca di sabbie raftKjpbe sta acirea S5a fii9lrt 
al di soUo del suolo di Parigi» 

Le esperiense fatte prefledeotecneata afevaoo dimostrato che 
al livello del suolo del macello, la sorgente dava n^o metri cubi 
ogni ora, e che questo prodotto si riduceva a io8 metri cubi, 
quando « facevano ascendere. ìé acque a at metri. Era pure 
alata presa una terza misura tlsando ancora le acque a 5 me- 
tri ; si era riconosciuto a queiP altessa un prodotto di go metri 
cubi , ma la poea solidità dell'apparecchio provvisorio di cui si 
era fatto uso in questa occasione non permetteva di eonsiderare 
quasi' ultima stima come esattissima; ìa questa ultima euperiania 
la sorgente è stata condotta airaltetaa di 3a metri. Dn^ armatura 
costrnlta colia massima solidità mantiene nel centro il tubo di 
ferro per il quale si alzano le acque e porta alU sua estremità 
un vasto catino di melallO) in cui sono ricevute le acque, per 
discendere in seguito per un secondo tubo di un diametro mi- 
nore , nel vaso posto al basso dall'apparecchio destinato a mi*, 
aurare. 

U signor Blarry, che dirige il servizio delle acque di Parigi, 
presiedeva alf operatione ^ questo esperto ingegnere ha ricono» 
scinto un prodotto di i3a5 metri cubi ogni a4 ^^ airaltezta 
di 3a metri, il che corrisponde a 70 once fontaniere. 

Fra le persone presenti a tale esperienza trova vasi il maire 
della città di Bordb, per il quale il signor Marry ha fatto re* 
centemente un cosi bel progetto di distribuzione di aoque. Si 
i pure notato il signor Barone di Humboldt ohe ha con un in* 
teresse particolare tenuto dietro alle osservazioni termometriche 
fatte dai signori Walferdin ed Arago. La temperatura della sor- 
gente si è mantenuta presso a poco allo stesso punto da ao me* 
ai, cioè a 27 gradi centigradi al fondo del pozto. Non essendo 
avvenuto nessun sfranamento da cinque masi| le acque sono quasi 
limpide e possono essere impiegate anche par gli- usi domestiet. 



io8 



^^.^«^«z» 



UTTBBA DEL fllOSOR COSTE PSTITTl DI TOEUTO ah GOMPILITOEI [t], 

Milano la ottobre 184^. 



N. 



Chiarifsimo signore. 



elle sedata del %ì settembre seorso io ebbi T onore ili leg* 
gere alla Sezione di medicina del quarto Congresso degli Sdei- 
ziati italiani raccolti in Padova alcune quisiioni igieniche om* 
cementi alla riforma delle carceri, al fine di stabilire un Iqa* 
dato criterio sugli eftetti sanitarj della segregazione comùna, 
o di quella notturna soltanto , usate nei due sisteoii chianuti di 
Filadelfia e di Auhurn , con cui la delta riforma vaoki octii- 
nata dai diversi trattanti: 

Le dette quistioni igieniche erano già state, sott alita for- 
ma, presentate al Congresso di Firenze, ed ivi discusse, leiiu 
cbe però emanasse alcuna determinaiiooe intorno ad esse. 

Le nuove quistioni , da me formolate di concerto eoi ngaorì 
conte Seopoli di Verona ed aTvocato Salerì di Brescia^ vennero 
stampate e distribuite , come a FirentCì in Padova a tntti quei 
cultori della scienza , che si mostrarono desiderosi di prender 
parte a quella discussione» 

Perchè questa risultasse intera ed appropriata alt impor- 
tanza dell'argomento f il chiarissimo presidente della Se»ODeaie« 
dica suddetta, prof. Giacomini, di concerto colla Presideois gè* 
aerale, eleggeva una numerosa commissione cui fu dato l'ina* 
rico iPesaminare le proposte quistioni e di fame reiasione prima 
che si sciogliesse il Congresso. 



(i) Aeoondiscendendo al desiderio manifiHtatoci pabUichiano aia let- 
tera del conte Petittl relativa ad on argomento, nel quale egli tanto itti- 
mente si adoperò ed Intorno al qasle fece ricco di molte pagine il noitro 
Giornale. Nel ooneorrere a dare la dovota pobblicitii ad nna reUificuiote 
di fitto che lo rtgoarda personalmente ei riserviamo nei pramasi faidcoli 
di esporre eitestmeote lo stato della questione e di assegnare il valore dello 
ad essa dato. U CmpUason. 



tog 

Preiiede» la comtnisiioDs il cbiariftimo profe»ore Franee* 
» Oriftli. 

V'erano da «io icellì a «egretarj efiètlivi i cbiarìirimi doU 
iri Carlo-Ainpelio Calderioi di Milaoo, e Riboli di Parma. 

Il chiarìMiaio aig. dotU Ferrarlo di Hilano era pur alato 
tUo legretarìo nella prima teduLtf ma egli rieiuava Suffuào ^ 
legundo di non aver la menoma conotctnza delta materia po- 
a m dìiciuiioae, _Etto non preadca poito pertanto al banco 
ti preiìdcDte a de' legretarj in quella prima teduta. 

Nella «iceewiTa ledtita perb, lenta che foiM nuovameiits 
(Ito al ricalato officio, aede*a egli, come nelle leguenti, al dett^ 
loco, quantunque i lignori CHlderini e Riboli ioli allendeiiero 
racngliere le note oceorrenli pella compilaiione dei verbali, 
olio loderolmente falli ds eiii, tenta che iasorgeaie alcuu r» 
liaoio fulla etaitesta ed imparùalilà loro. 

Al lig. doli. Ferrano era opinione comune, cbe li fa»e la- 
vilo l'iocarico d'eitendere it lunto di qua' verbali da mieritii 
ei Uir^ del Congreuo*, la quale opinione deducevaii dal teo- 
rio iiui occupato di quel lavoro, pubblicato io fatto nei Diarj. 
luDuiii IO, I-», i4 a i5. 

Parlilo il a6 leltembre da Padova, prima che foiae pubbli* 
Ilo il H.* IO , che dà il lunto della prima e leconda xdula 
(Ila comniiiione, lolo in Veneiia, io ebbi oucaiione di leggere 
K mnti, e di tuorgervi, non lenia lorpreu , come )* esUniore 
tisi li foise allontanato da tjuelCeiaila, compiuta ed impar* 
^ analìti delle discuuioni «oguite fatta ne' verbali. 

Incontrato a Veoeiia it prof. Orioli, gli osservai tali estere 
ntiattetze a mio riguardo ^ coli' ali ribuirmi opinioni affatto 
innc da quelle professate in iscrìtto ed in voce, che non po' 
o preiciadere dal denunciarle al pubblico, la qiial cosa il 
lurìtsioio Orioli, illuminato ed impartirle com'è, mr confor- 
*< a fare, indiriaiando lol lecitamente alla direiione del Diario 
miei tichiaroi. 

Non inclinato alle polemiche, io loipendeva però ogni iitaota 
=11* luiiinga che ne' Oiarj (uccellivi , come per altri feeeri , li 
■jcbl» fitto cenno dell' epilogo dello icritlo da me letto nella 
duU del a5; il quale epilogo, brevemente esleio nel verbale di 
■ti giorno, riasiuniendo le mie opinioni ^ aTrebba rettificato le 
«edentì inesaitnze del Diario N.' io. 

Ha il lig. doiL Ferrario, preoccupalo f^jne dalle altre sue 
«QuioDi, Mguando il già teauto ■iilcma, inleramei 



no 

quello scrìtto e delle opinioni in etprttse^ «ioebe nosieme di qui 
•anti o rìepilo|(hì de' verbali, tranne la chiusa della relationeM 
presidente deha confimisttone (Diario N;^' i4)i può far credere 
ad una decisione definitiva « interamente fon^orevole aita rt^ 
di Piiadelfia, per voto, ciioeni, quati unanime , e io certi pimb 
interamenie unanime di quel consoiJto, 

Onde nasce potersi supporre finieta ahne^atione delle opi- 
nioni dN^enzieoti; le quali opinioni » in prowi di relazione m- 
parziale'^ dbveansi notare, rome ne' verbali, ne' stinti d'«ssi, poi- 
cfaè furono troppo duaramente e$pn$se Inalo da me che ils 
molti altri. 

£ si può credere' altresì, che taciute od appena di volo toc- 
cate le condizioni espressamente póste per base del preierit» «• 
stema, e ciò con molta lealtà dai più caldi fautori d'esso, vasi 
questo dalla maggiorità creduto in ogni caso preferibile^ di fa» 
die e di possibile esecusdone^ onde ne avvenga doversi eoackle- 
fare fino dfora del tutto risolte le proposte quMoni , solo ab- 
bondantemente indicale qual oggetto d'ulteriore studio perM 
rispetti eke per quello igienico^ 

Per lutti questi nuotivi, io credo dof^ere a me stesso, Cùmt 
n coloro che dividono le mie opinioni , di dichiarare: 

I.* Che non credo aver potuto la numerosn commùsioDe 
eletta dal presidente della Sezione medica occuparsi ttaUro fuor» 
ehh delle quistioni igieniche, 

a.^ Lo stesso solo poter fare la nuova commissione mcs 
numerosa succedutale, con indicazione di centro io questa atti 
di Milano. 

3.^ Le opinioni favorevoli al sistema di Filadelfia , fif^O' 
spetto igienico^ essere sempre state proferite a condizione esprasd 
che gli effetti della segregazione continua, specialmente protrttti, 
fossero mitigati dagli accennati compensi diversi conceduti , e 
specialmente da quello delle visite quotidiane^ degli ufficiali deb 
carcere , degli uomini caritativi , che volessero assumere qoeÌ 
pio officio , e dei congiunti ed amici. E che told ^ od anck 
solo ridotti questi comoensi, s'avesse quella segregasiooe a eoa* 
siderare come pericolosa e pregiudieevole alla salute del corpo e 
della mente. 

4*° Questa opinione essersi ripetutamente, e con pianto eoo- 
▼incimento espressa dai piii favorevoli al sistema di FiladelGi, 
ohe il signor Giacinto Mo m piani , membro della coramìssioiM. 
lealmente dichiarò 5o/o approvarlo a tai patti, rìftiggime del 
resto l'animo suo nel caso opposto. 



,111 

a priori f esserlo stato in solo senso teorico^ dod in quello pra-^ 
lieo* 

6.^ Avere io bensì | qual membro della commissione, an- 
nuito ad alcune delle ipotesi prestabilite, non già a quasi iuUet 
CQip^ Tiene insinuato dai sunti, risultfindp. anzi -4ell'o|ipQS|o net 
citalo verbale della seduta del a5, che riassume la indicata «pia 
scrittura. 

f,^ Avare io inoltre rtpetulamente in essa, come nelle pre* 
eedenti ed in voce, espreMameote diebiarato di non apparienere 
alia scuola iPAuburn, come insinuasi pure nei Diarj , ad ecce- 
sione di quello N«^ io, e itoJS risulta aai verbali; sibbene i^o^r 
seguire un sistema medio , il quale accoglie la regola di Fila- 
delfia per'ie detenaioni prime e brevi, «quella d'Àuburn per 
le detensioni d'oltre a due o tre anni , a eoudisioae cbe non si 
manifesti prima alcun danno saniiario* 

8.^ Finalmente in questo senso soltanto aver io instato per 
Tesame di questo terzo metodo^ il quale sol penso essere alto a 
conciliare le opposte idee^ eppetcìò efedere che solo per difetto 
di tempo il chiarisfimo presidente Orioli non abbia sottoposto 
alla commissione padovana siffatto partito medio j intendendo 
cbe dovesse esaminarsi e discutersi dklla commissione ndilanese. 

Questo voto io mi credo lecito di nuovamente qui esprimere 
terminando questa mia lettera, col dichiarare ancora, che mi 
sono determinato a scriverla non già pcUa gretta idea di fissare 
un'altra volta la pubblica attensione sulle cose* da me dette o 
scritte, come neppure per riuscir pungente o molesto a chicches- 
sia, del che sempre Iddio mi guardi^ ma pel* solo leale ed one- 
sto fine di rettificare quanto venne meno esattamente oà incom* 
piutamente esposto. 

Io mi lusingo che V* S. chiarissima vorrà accogliere nel 
pregevole suo Giornale queste mie oiservationi, tendenti a pre- 
munire chiunque potesse venire indotto in errore dalle inesat* 
lesse dei Diario di Padova, e ringrasiandonela anticipatamente, 
passo all'onore di proferirmele colla maggiore considerazione e 
più aflettuùsa stima , di V. Si chiarissima 

^ Divolissimo servo 

PetUti. 



N.>, 



bre degli 
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no di 11 
■ul«rìo ci 
ria a di 
pMti lino 
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agrari* de 
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BIBLIOGRAFIA <<) 



BCOMOMIA PUBBLICA» STORIA B VIAGGL 



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VOL^ Du LogiilMrdii€b«yciieti«iiii(di9 Konigraidi, tic. JI /te- 
^ £aaitanÌ0«Fm0lo deteritto da A. SchnidL ifmiqpmfaj 
i84i. Oli Mi fe4.^ di; pag. 184, CM ottaneoua pedaia 

u iignor Uimidl ha preio ad iUmlnra •totltlkmaite l'Impero Att« 
^ÒÉM, Il vokiiiie die mmuBiduao, riguarda il iolo Bagno LonlMido-yo* 
K^i e eeiHUdiee la aesU e la wltiiiia parte ddl' opera. 

M «lobbiaiDO tngemiameate oon fce wtfe ébe qoando ol fiMemno tndiim 
"■^ libro avofamo tma tiniilni preooeopoiloiie d* aniaio* Noi afetftno 
^Bd giornale dei IMofi an arlieolo di Pilarele Gbaslei aoprà qvertfo-- 
"*i ad quia era eotl orfietaaMBle dilaniato qneato notilo paeie olie eé 
'^ « filmo argomento di nna •pooiale oonfiilaùone nelFoltinM parto di 
Boto ttcHo fraeioolo degli Annali. Nella tertione iUliana elie d In fiMa 
dPopen originale non trovammo le strane froede oIm in boeea dd «g. 



(i) Saranno miicai» con oiUtUeo (*) di Hnoon$n ol iMo dOtOpeta 
^ produtéùni »opra U quaU $i daranno , quando ocoonvno j artiooU, 

aitici. 

Amiu. SutUstica^ voi. LXXIF. o 



ii4 

Sehmidl» ha ioTentito l' epìgrammatìeo lig. Chasles. Il critico franeete Cece 
dire allo acriUafe ledetco «he la po|iohziaiie del Reipo LtMobardo-VeMii 
andava diminnendo, ed egli disse lotto all'opposto : gli fece dire che YeB^ 
aia si spopola ogni giorno più, e in vece disse che si ripopola ogni dì pit: 
fece oorrere per le pianure di Lombardia torme di t>rsi e di lupi e l*aa- 
lore tedesco disse nnllà di tutto qoesto $ inTentò finalmente die TìimIb- 
slria é scomparsa, il commercio spento, la dissolnzione de' costami gimU 
al ano colmine, e nell'opera originale Tedenirao in vece encomiati gli cimi 
del lombardi e dei Teneti in fatto d'industria, e trovammo citato anche n 
p o ^ ro nostro libro sa questo' argomento {Le arti e tùubtsina m Ig whr » 
dite nd iSSa ) ; trovammo citate le vistose esporlavionì che ai fiiuns io 
merci e prodotti nazionali, e specialmente encomiata la temperama òé 
nofftro popolo, dicendosi persino non essere punto vero il mal proiotiB 
che ci chiama col nome di lupi lomBatxii , e soggiungendosi cfae da soi 
l' nbbriachesia é appena conosciuta. Quando ci accorgemmo che V ìMo- 
lione dell' antere non era del tutto malevola , deponemmo lo sdegm cbe 
sole prinie ci*' aveva pKso e ci fiusemmò a scorrere P o|(eri oob annao pai 
tranquillo. 

L' autore ha volato descrivere il Regno Lombardo-Veneto sotto tatti 
i suoi fcspettL Neil' esordio del libro prese ad illustrire le catene da no- 
stri nranli, I filtmi, i laghi, i canali navigabili, H clima ed I prodotti ■■• 
turali. PoMÌa notò le prìnòipaU aitene dei luoghi abitati e fuM m se- 
guite delle pnpfltaiQtfie, Dat4 l'anagrafi degli abitanti , «M i frincipali 
centri popolati , e descrisse lo stato sanitario della popidamone «Icsa 
Prese quindi a discorrere intomo alle nostre abitudini e oostnani ; ótl 
alcuni de' nostri scienziati ed uomini di lettere più celebri , e nmmcai^ 
i progresai della stampa e dei gkmali. periodioi»^ Rioordò alcsmc fm Is noi 
sten principali Cestai e speeMlaicoU qnelle del eosà dette catnrvaloet à 
llilano. Discorse indi a Imago eolia stato della nostra egrkndlaiu e ^ 
pveelpai. pi^odotti agrìcoli, filetòv le lasi del nostro oo m mctcìe e ibee 
«sere i meiai di comonioaaieee ebe abbiamo te fiuto di elnde » di 
e di eMiali navigabUL Parlò delle bibliotccbe pobblicbe , deU« 
dà belle arU, dei teatri, degli iUUnU acientifim e soohttjd, e do^ nt 
di benefieeeet, e «hinse il ano libro eopi eoa desmiaiooe tepogiefica 
pmeipnU città e borghi del Regno LomlMede-Venete^ 

Per iar poi conoscere a' enei lettori che faa.stndkio II paese t sf 
scrittori che lo hanno illustrato, citò moltissime opere italiane, dalle ^j 
egli attinse varie notizie. Credette poi di illustrare la parte mooaaestajj 
del Re^no, ripieduceedo ottantotto vedute^ rappresentanti Aseae , Imtn 
panorami di citte, palasi pubblio! e privati, antiehitii e nritb 
ogni maniera. 



ii5 

Il libro fa ìaaoniM «crlUo eon bnoiM Cede , e lotto questo rapporto 
aoQ poetiamo • lui dirigere qn^ fieri rimproferi che in vece doremlDo 
dirigete al critioo franoeae. 

Quello però ehe ne ponte iusopporlabile » e lo diohiarlaBio qal fra»» 
camenle, si é Io scambio conlmoodei sokni delle eose e degli «omini ^ 
delle dale« dei libri » in luogo dei qoaK liomumo aeooaaaoiènli strani di 
parole ed equiiooi biiaarrissiaù* Da osb riteraaiaM» ebe l' antore si lennò 
pooo tempo da noi « non potè abbastanm co n os cew la nostra lingua e le 
cose nostre» 

Non fi ha pagina in latti in cui non il abbiano errori si madornali 
da dover trattenere le rìm. Gbi per esempio leggendo la descrixione' di 
aleune terra della nostra Lombardia, può mai comprendere i nomi dei se- 
guenti comoni : CroUo, Tegnano, Domtuoe « JBrò^fnOs Ga/Jfona , Gmmra^ 
Jtattoifs Méikn, Ottropóre « Badinolo, Bmogne^ SchUparooé yéUna, Bntgoi' 
mo, Carro^ Gandùw, Gana nigra^ Prua%%o ? Dopo un lungo studio da 
geroglifici rìeonosoemmo finalmente alcuni fra questi nomi, come sarebbero 
DoauaOj Erfaano, Gaterino^ lleda> Pisogne , Schilpario^ Veniaoo, Bergamo, 
Gandino^ Gunaniga e Presene; ma .chi mai può innnaginani ohe In Lem* 
bardia tì siano GalBona « Tegnano » Ottropóre, Jeiuole » e perrino una 
GfSBinigra? 

Quello ohe diciamo dei nomi , dobbiam dirlo anebe delle date* Per 
esempio trovammo che il Congresso di Verona d>be luogo nelfanoo ifiSa; 
che la febbre petecchiale infierì nel 1827; e che il naviglio grande portò le 
sue aoque a Milano liei i8ai. Trovammo che le nostre contadine portano 
sul capo U spandine (per spedine); che a Milano vi ha la chiesa di Sant'Eu- 
staehio (per Sant' Eostorgio) ; che quivi pone vi hanno i palassi Gmous 
(per CnsaniX MaiUrh (per Mellerìo), THtHthio (per Trivnlaio), ^erMc 
(per Veni), Stuoia (per Settala). £ fra gli illustcl italiani trovanuno spesso 
citati Beocania e Panini e lo Scarpa, la vedemmo annoverato. fra i natn- 
raiistL .... 

Per dare un saggio drl.moda di giudicare del nostro autore e delle 
notiate ohe egli ci porge noi riprodurremo qui tradotte le due pegine 79 
e 73 del libro. 

« Ili Lombardia il popolo è appassionato pei pasmtempi e ancora per 
Ini si verifica il motto latino che non desidera se noti che pano eguaoehì' 
{panem et ci'ieflHsss)b. Mihino è la sede dei piaceri e per questo si chiama, 
il Puriigi dott iÈtdku 11 baiso popolo ha. perduta la sua antica fiereiaa oi. 
solo il breseiano conserva molta energia di carattere. L' italiano austriaco 
è assai più corretto nelle sue pamioni , che non il resto del popolo ita- 
liano» Il eotatsoo però non ha conservata I-antica sua lealtà e buona lede. 
Esso ha avvento il proverbio tedesco che dicci volervi per furberia sette 



ii6 

giudei per Cune uo iUKno e ielle iUluni per fere no oohmmo. I €Oiiiésekì 
emigrano fuor di peete per frr fortmie* QimIU che riBengono a caaa il 
applicano alPindnttria della eeia, ed aleoni si eonaaerano agli iladj. Rei 
•eeolD tpono Volta é Parini, ed oca i dne Ganlù ed AmbioioU aoao di 
Como; e Mamoni che vive in Leeeò ( 1 1) »• 

m II ciciibeiinìo è e g w al o. Non ta p pia mo però te la moralità ddle 
donne abbia molto miglioralo» Per fiur eonoteere lo tlàlo della ddiltooiilà 
della popolailone lombankMrenela, noi riferiamo qol il quadro rtalirtleo' 
delle impotaaioni per titolo crimiooiOi che ti ?erifieafono ma deeennio> 
deoono dal 1899 al i83i i 

Lmbmré» Vm/ta To%ah 

Pertaiimxlone della^ pubblica Iranquillilk • . 55 18 73 

Pubblica Tiolema • • • 5755 i6ii 7369 

Ritorno di un bandito • i4 — i4 

Abnio della podestà d'ulBeio 4^9 970 691 

Falsificaaione delle carte di pubblico cradUo ti m> «4 

Fidtiacatione di monete S19 8o4 itaS 

PMturbaU religione . • • • 169 J75 344 

Stupro Tiolento •• • • 926 44^ 1869 

Omicidio ed uedrione i588 966 9544 

Procurato aborto • • 70 53 i o3 

Bapotiiione di un infente •••••••• 874 161 io35 

Gravi ferimenti e Moni oorpotall • • • • 4^ 944o 7084 

Duello — 4 4 

Appiooato incendio 9i85 1449 3634 

Porto e inltodellà 64^48 34937 98783 

Bapina • • • • • • 13996 6946 ^0179 

Truffa 9556 i554 4iio 

Bigamia. 18 4 99 

Odnnnia 99 to9 3o8 

Ajoto praalalo ai delinquenti i85 101 986 

Noi laidamo ai noitri letteti lo tpontaneo commento a quella parte 
che riguarda il giuditio tulio ttato morale del nostro popolo» Rdativamenle 
poi al quadro ttatittioo dei delitti commetti nel decennio deoono dal 1899 
ni i83iy noi abbiamo gravi motivi per dobUare dell' esaltena di tutte le 
cifre esposte, giaodie nel quadro dd delitti commetti nelle provincie ve» 
note dal i839 al i84i e ^ noi pubblicammo nel fescicolo di ottobre di 
questi Annali i risultati delle cifre sono afillo diversi , mentre una tal 
dette di delitti ebe dallo scrittore tedesco è capotta nella gravità di 



117 
Al ginoge liejppnxe ad Quo. Preghiamo pertanto I nostri lettori a non 
edere a qocalo epeoehio nnmerico» tino a che non ne verrà fatto di 
certame la Teritiu 

Non paifiano della parte Ulostrativa del libro perchè la trovammo al 
Motto della mediocrità e ne duole che l'autore abbia fatto copiare certe 
ulte e raeide litografie state pubblicate por troppo in Italia non per 
Dore dell'arte, ma per amore dell'oro, ed abbia cosi sfigurata e «risata 
^tiooomia dei nostri pi& oóspicni monninenti, credendo invece dr illo- 
nrii (i). 

Gmteppe Sacchi, 

L «— MunuaU storico del sistema potitko degU Stati ^Europa 
e delle loro colonie^ dalla sua fondashne sino ai nostri tem» 
pi, di Ermanno Heeren. Prima versione Uatiana eseguita 
suììa quinta edizione orlinole tedesca del professore Gia- 
teppe Parola. Milano^ 184^^ presso Santo Bravetta^.FoL / 
in 8*9 di pag. 9i4* 

^ — Suuistica deirimpero JtAustria^ di Giovaoni Sprìnger ^ 
professore nctt Università di Vienna. Prima edkione italia» 
no, Pavia, i84o-49* Edizione inr9f 

L — Storia di tutta tAlemagna dai tempi jnU remoti sino 
alt anno i838j JU Kolranich, professore emerito , recata in 
italiano da Antonio LissoiiL Lodi, 184^ » dalla tipografia . 
WibnanL Due volumi inS.^ 

I. — . Storia degli Stati italiani dalla caduta delf impero ro* 
mano sino aUanno 1840, di Enrico Leo, professore. Prima ' 
versione dai tedesco di Loewc e Alberi. Firenze, i84a» Fb- 
lume I e II, in^^ grande a due colonne j presso la Società 
fiorentina. 



Noi annnnaiamo comnIatiTamente queste quattro opere tedesche, la 
nu delle quali appartiene alla filosofia della storia, la seconda è tutta 
tistiea, e le ultime due narrano i casi di due grandi e famose naiioni. 



(1) L'opera origjvudM tsduca si trova vsndibiU in Milano preao i U" 
9 TemOer Scheffkr, nàia GaUsria De-Criitqforis. 



ii8 

l'italiana e T alemanna. Queste quattro opere letarono di aó mollo grià 
in GermaoUy e fu un savio pensiero quello di renderle oomimi aneiiedU 
l'Italia. Le Yrrtioni sono accurate e le edixioni corrette. 

XIII. — - Preussen , scine Verfaisuog , etc. — La Prussia am- 
deraia nella sua CostUuzionej nella sua Amministraiùont t 
nei suoi rapporii colla Germania ^ del barone Biilow Cuoi* 
merow. Berlino^ 164^. Ediz. in B«* 

Noi fissiamo lo sguardo sopra un'opera die per l' argomento sa ai 

versa non meno che pel nodo con cui essa è scritta , segna un* epoca oos 

indifferente nella politica letteratura della Prussia. Stimiamo perciò eoa 

inutile d'aggiugnere qui altre lodi a quelle che di larga mano già trìbi- 

tarono allMIlustre autore^ e uomini di raglia^ non meno che riiftomatisBai 

giornali di tutti gli Stati dell'Europa; solo diremo che questo libre is- 

oontrò tale e tanta approvatione nella Germania intera, che entro il bme 

apasio di soli cinque mesi, esaurite due numerosissime edistoni^ai doictte 

Cime una teraa (i). Questo libro abbraccia quattro capi principali, nd 1.* 

dei quali si considera la Politica posimone della Prussia ed il suo srOap- 

po; nel 3*^ si esamina la sua Costituzione; nel 3.** si discorre intomo al- 

l'Amministrazione pubblica Questo capo si suddi?ide in tanti pangnfi 

quanti sono i singoli 'Ministeri die formano il gran corpo delh pubblica 

Amminlstrasioue, e spartitamente ri pasn ogni ramo in rassqgnsj 

soprattutto- fisso il peosiefo, ^somd oggetto, prineipalistinso lo italo 

tisrio del Regno; nel ^,^ ed ultimo capo si spiega il, apporto die passa tia 

la Prussia ed i differenti Stati che costituiscono la Germania, e se ne 

raffigura lo splendido avvenire. Chi sa appretxare le difficoltà che ogni 

scrittore necessariamente incontra dovendo trattare un argomento del tulio 

nuovo troverà piccolissime, per non dir nulle, le mende io col è inoona 3 

suUodato autore. Egli è il primo che traccia la Tia da tenersi odio disoot- 

sioni di cose civili, e penetrato di verace amore Terso la Caaa Regoante e 

la patria, addita col dovuto riguardo le piaghe che scorge ancora nd carpa 

dello Stalo, e scevro d'ogni presunzione ne suggerisce i rimedj. Qoindi ra- 

comia la saggeaàa e- gli sforzi dei Governo e ne riconosce i salutari cflieUi, 

ma vorrebbe vedere semplifioati gli ognor crescenti dicasteri, e meg^ 

concatenati i varj rami che /anno parte dei Dipartimenti delPIÌBleniai 



(1) Quesia ùx edizióni t^ennero comptesswamenU tirala attin^/mié 
di 1 47>ooo esemplari: Jatto ancora inaudito nel commercio Uàrarm Uékseo. 



"'9 
rklolto le foroM • maggiore . pronteiM nelle decisioni superiori , in mm 
piroljy mie chiarelle e sicurtà cosà nell' insieme^ come in ogni sna parte. Le 
OHcrrazioai ertUclie state pubblicate da imo scrittore di Germania nello 
scopo di screditare Ìl nostro autore , ansicbè scemare il merito ch'f*gli si 
acquistò ooll'esposiiione de' fatti contenuti nel suo libro i Talsero a ere* 
•eeme enti il pregio» pevehè egli st aoelase a p<t>vare odo poche olfire 
fculteiaa delle notisie che aveva esposto» Il modo poi digoitoao.e fermo 
CINI coi egli sostenne la sua causa in faccia al suo erìticOf che era nn im* 
pirgatOy il quale forse colto sul vivo^ Tillaaamente lo attaccò» gli oonciliò 
Ulmente la stima di tutti e dei Ministri delie Finanie e della Giostitia i quali 
gli promisero che ben volentieri lo fornirebbero del materiale che mal oo- 
cofref|li ptAeme per «na noova ediaìone del s«o libro. Qoesli dati, som- 
niniitratt dai detti Ministeri si trovano nell'Appendice della tena ediiione, 
€ nel Pralag». alia medesima ai ginallfioa V «dora di alcwM tae^le flrt^i 
in legn i lo ad nmt fUaa InierprelMione che ai volle dara al ano libra 

Wl» jH*«»af fSt 

XIV... De l'agonie, etc. — DelF agonia e della morie in iuiie 
le thsn delia società p sotto il rapporto umanUafiq, fitif» 
lopeo e religioso j dd dolfor Leuvergne. Parigi 9 1849 1 
presto BaiUikre. 

Noi annnnafaimo qnesloi libra eoow wm vcn aiagplaiitlu 11 dolt. Lan- 
vefgne dopo avera stodiato il morira più die il vivera, ha veduto tesserai 
la stòria «feglt estremi' noteenH della ntnankk Egli ha etnilMo i lìatliti 
deÌF moribondi e ne rivelò la infinita varici à degli ultimi dolori della vi- 
ta. Né pago di queste é^t investigasioni fisiologlchej portò n suo scalpello 
SBslomico solla parte morale della morte. Egli ce la mostra come lo scio» 
fUaMBlo di nv gran dramasa» e ci fa vedeva come gUL apeliti ^ella agonia 
paitino aeeo i ìresligi deSla vita passata. Lo scopo del suo Ubra /è tutto 
Borsle: volle manifestarci la verjti^ di qnel motto filoso^fiM che vipera è 
sppreodera a morira » e ci svelò i dolori dei tristi die sentono mancarsi 
la rita e la serena nasegnaaione dei buoni qnando giungono all'estremo 
trapasso. Uomini e donne» ricebi e poveri, giovani e vecchi , vmAi e po- 
tenti, virtuosi e visiosi, sono da lui passati in rassegna, e giudicati sulla 
teglia dd sepolcro. È una specie di rinnovasione del (aoioso giodisio de; 
Kit egisiam ionanai ai loro cadaveri. Questo libro nerìterabbe di essate 
Eitto italiano. G, S, 



I 
j 



%%0 

TV. — ^ Do pauperisne» ete. <— Dd ptuiperitmo§ epem di 
ChamboraDt Parigf^ i84i, «n voL in B? 

XVL — Travail , etc — - Lai^oro r salano 9 eonsidenaiom à 
Tarbé. Parigi^ i84a , m 8.^ 

XVII. ^ Da la niaère» ale. — SiJla miseria^ nOk CÈfiotà à 
ena^ e su i rimtàj p& atti a farla eessan^ di IL VE^ 
terno. PaHgi^ i84a, in 8.* 

XVIIL— * Pian d'una reorganÌMlioo» ale. — Fàtuo dBvMmoM 
Oi^anitzazione disciplinare delle elassi aperse im Franasi 
di Faliaa da U Panila. Parigi. i84a» in &* 

Hol abUamo qai raeoollo i titoli di qaattio inportanli opatia cba ki^ 
lane la TÌIale qnetlione del panperlinw a dei oMna di fialo eanaee 
pteveaiie. Bue formeianno l' ai^gomenlo di apeciali aitieoli ia quarti la- 
ttali. 

XIX. *-> Un milion de laitt , ale. «- Un mOhne di fitttì^ esne 
* Reperiofio wdrersale di notizie riguardanti le iciflui*, k 
arti e le lettere. Parigi, i84i. Un volume in la.*, di tSoo 
• €tplenÉ9e di testo ctm doo indsitmi in leg^UK 



È qoerto nn fepeviorio di date, di nomi e di fiitlL Sinam aan a^ 
▼ednto di quest'opera ehe il solo maniletlo, e dal titolo alqual» 
ciarlatanetoo paTentiamo pur troppo ehe pena etieie ona onora cài 
ria parigina, e ne mettiamo perno in diffidenza i lettori ItaliaBL 



XX. — Delle inscrizioni $!ene%iane raccolte ed iUustrase da 

mele Ciongna; Véneùa^ t84'S^ in 4«% presso Giwueppe M^ 
Unari. FoL F, fascicolo XFIL 

n Gieogna era degao di vivere al tempo di Lodovico Mnialori. C^ 
fa per Venesit, ciò ohe quel grande erudito fu per tutta Itilta. Raooogftf 
con amore e con profonda dottrina tutte le Memorie atoriche del tuo pie- 
•e e eoi modello scopo d' illuslrare le inscrisioni venesiaocj ricostitoisce 
di nuovo e riordina tutti i documenti più rari e presiosi della Storia Ve- 
neta. Noi non possiamo che raccomandare caldamente quest' opera a tutti 1 
cultori degli studj storici. 



tal 



ea f^éna/ióù a CmeT^ 



• m 




tSXkl SUI» MODO M PROFO&BB LA QUESTtOffS DBi&A klPOftlIA mi* 
TKSZIABIA IH QBNBBALfi, B £A QUB8TIOHB lOIBHICA UT PABT1CC»ABB« 

( 1.' — Stato itila questione. 

Ja queitlooe se debba preferirsi la segregasioae oonlinua o il 
toro diurno ia sileosio non mi sembra ancora trattala secondo 
terì prioeipj. 

Uq grate ostacolo alla retta discussione della materia sem« 
ami peritato da ciò che il sistema di Filadelfia e poi quello di 
iburo trassero origine dal solo sentimento filantropico di pre* 
lire la corruiiooe e di preparare la emenda del detenuto. 

La quale esclusiva origine ha dovuto necessariamente inOuire 
l'andamento della controversia sotto duplice aspetto. 

Primo, perché andatasi naturalmente a cercare quale dei due 
emì provvedesse meglio a impedire la corruzione e a favorire 
emenda, quasiché in ciò consistesse il punto unico o almeno 
uolo massimo della questione; secondo , perchè collocata la 
«tiene sopra un tale terreno, acquistava un'esorbitante im- 
tanza il riguardo igienico, non potendosi col preteso 6copo di 
bene all' individuo, di prevenirne la corruzione e di favorirne 
(menda , portare un pericolo più o meno grave al maatenl* 
Ito delle sue forte fisiche e delle sue mentali facoltà. 
£ questa origine del sistema penitenziario doveva tanto più 
mente infiuire nelP accennato modo sulla trattaxione della coa- 
ersia in quanto che la riforma nasceva e la questione agita* 

AmAii. Statiitieap voL LXXIV. io 



vasi io paesi nei quali la vera inclole del diritto pensle non en 
stata peranco profondamente eiaminata. 

Io non dirò fin dove queste osservasioni trovioo la loro ip« 
plicaxione nelle opere che si pubblicarono negli Stati-Uoiti , n 
Franda, nel Belgio, in {svizzera, in Germania ed in Italia. Dii^ 
solo, che anche in Italia e in Germania, ove i prindpj della p^ 
naie filosofia, vennero quasi contemporaneamente e certo illHn* 
saputa dei rispettivi scrittori ampiamente sviluppati, la qaeitiooe 
o non è caduta fra le mani degli studiosi di penale filoiofii^Q 
se pur eadde nelle lor mani essi quasi senta avvederseae foroBO 
trascinati dalia corrente , e trattarono la questione in quel B^ 
desimo campo nel quale veniva trattata io America, in Frasoa, 
nel Belgio ed in Isvizsera. 

Mi perroetterò ansi di fare un'oitservasione speciale pel lo- 
stro paese. Il conte Petitti , tanto benemerito della Rifomis Cir- 
cerane , e il dottor Carlo Gattaueo , tanto profondo scrìttore & 
scienze sociali, nelPatto medesimo che con minore o maggiore 
precisione ricordano la vera indole del diritto punitivo, mitaso 
poi essi pure la questione della riforma su quel ristretto tentoo 
che ho piii sopra indicato. 

Tutte queste cose io non avrei premesse se non foia ioli' 
mamente convinto che la questione igienica é aubordinats & sui 
natura alia questione sociale , se non fossi eonvinto che le pr^ 
messe relative alla questione sociale devono esercitare vos dee- 
sfva influenza anche sul modo di proporre la questione igiaùo*! 

E però io mi propongo di richiamare la questione soàU 
a' soni veri principj , é di dedurre e dimostrare le oonsegdea»! 
relative, affinchè esposto per sommi capi il vero prooedifseatt 
della questione sociale si possa soggiungere e for compreoiM 
adequatamente la relativa proposta della questione igìeoicB. 

§ 1.^ i^— Scopo principale ed unico gfustifìcaiivo delia pe»^* 

In Italia e^i in Alemagna la teorìa fondamentale del ém 
punitivo non offre più alcuna seria difficoltà. 



123 

Io Aiemagna si eontlilera che lo scopo giurìdico abbiai^i 
neUa miDaecia legale della pena , in altri termini che il corpo 
sodale abbia dirìito di minacciare certi mali ai delinquenti fu* 
tori collo wopo di difttoglierli dal delitto, e si considera che la 
SQSsegoente applicaaioiie aia bensk un atto legittimo per ottenere 
lo scopo della minaccia» ma che in sé medesima questa inQitioue 
noa abbia ubo scopo riguardo al punito^ 

Io Italia questa maniera di raffigurare il diritto penale era 
già ancor prima che in Alemagna stata esposta e dimostrata , 
cbtamandola sistema di difesa indiretta, 

E a questa medesima teoria colla prepotente fona delia te* 
rìtà, oonaiocia però quatt istintiTamente e solo oonfusaoMnto • 
penetrare negli scritti dei pubblicisti francesi. 

Seeondo questa teoria adunque la inflitione della pena è un 
messo legittimo, perchè la minaccia abbia effetto in tutta quella 
estensione nella quale venne fatta. 

In altri termini non si mioaocia efficacemente un male ga« 
nerico e astratto, ma solo un male applicato e ooncreta E la 
minaccia non trae la sua forse se non dal confronto tra il male 
minacciato e il male che si ss essere stato inflitto io altri casi 
sonsimili , e che si sa dover assai probabilmente venir applicato 
inche a noi se ci risolvessimo a commettere il delitto^ 

Bla la Società per ultenor corollario ha diritto di minacciare 
ìuUo quel male A in linea di quantità , come in lìnea di qualità 9 
tana del quah lo scopo di distogliere i futuri delinquenti non 
«rebbe eonse gatto* 

Ecco perchè il suo diritto si estende anche al carcere per* 
»etuo , anche alla morte, in altri termini a quella perpetua sop* 
pressione della libertà, a quella immediata soppressione della esi- 
tensa, ohe non sono certo oompatibili col principio della sem- 
plice emenda. 

£coo perchè tutto quello ohe fesse necessario di minacciare 
di applicare per ottenere questo principalissimo scopo della pe« 
ta, dovrebbe minacciarsi e applicarsi anche se potesse risultarne 
is deperimetiio fisico od una alienazione menuUe. 



ia4 

$ 3.* — Scopo accesiorio e suborMnatoj tue fiorii 

* ■ * ■ 

Ben è reto» che oltre questo scopo principale hsitvi Tiitn 
accessorio della emeDda del colpeTole ; ben è vero che qoeita 
emenda deve procurarsi pel generale principio, che i delitti d^ 
▼ono prevenirsi raddrissando le volontà e scemando i biio^i 
prima di poter giustamente prevenirli, minacciando e iofliggeodo 
le pene ; ben è vero che qaesto scopo accessorio vnole lefopre 
rispettata la salute fisica e quella mentale ; ma è anche vero die 
questo scopo accessorio non aotoritaa parte alcuna della peaa, 
non essendovi alcun ragionevole motivo di ritener certa la nei* 
diva individuale, ove la emenda venisse tralasciata, e aeisoo po- 
tere avendo k Società di esercitare la correaione per sé aed^ 
sima; i anche vero che questo scopo accessorie, il quale fai in- 
vece il fondamento ed i limiti poco sopra accennati deve leapn 
subordinarsi allo scopo principale; è anche Tcro che se lo scopa 
principale esiga che l' emenda trascorisi , il legislatore può e dere 

attemperarvi il proprio contegno^ 

La emenda deve dunque operarsi per guanto e jfOssSÀleg 
ina sempre dentro i confini proprf ddla pena delermwtìi& ^^ 
suo scopo principale^ e dentro questi confini essa deve per tjtuMto 
i possibile impedire la corrosione , procurare il miglioraoieoto oc* 
raie, somministrare T insegnamento industriale. Entro qwad^ 
miti la emenda deve procurare che il maggior vuio noa ti pio- 
paghi dal più corrotto al meno corrotto, che ansi la cornuiooe 
sia surrogata dal riordinamento dei principj morali, e cbe fN* 
sto riordinamento non sia combattuto dal bisogno. 

$ 4*^ — Elementi della penaj prindpf che ne regolano 
VappUcazione Hspetio ai diversi suoi 



Vediamo ora di applicare tutte qaeste premesse al aols 
di attivare la pena. 

La pena é un aggregato ~di mali. 

Questi mali sono: i."* la perdita delia Ubeiil personale ;x'l^ 



ia5 
aegregadoM dagli altri dolaiittti o l'obbligo del tilemio; 3/" Tob* 
Migo al lafOffo; 4** la qualità e la quantità dèi dbi o delle be- 
▼aode, la qualità del letto, la qualità del Testilo; S."" la mao- 
cania o rìtiretteaia del moTimeiito; 6.* la maoGaasa dell'aria li- 
bera; 7*® r infamia, eco» 

Qui però deve otserrarsi che alcuni di questi elementi gio- 
▼anoylla intimidatiooe, altri alla emenda^ altri ad ambedue Que- 
sti fini, altri a nessuno. 

E appena meslierì osserrare, che que' mali dai ^aali non 
pnb attendersi né intimidaiione né emenda non possono osarsi 
(p. e., sevizie aggiunte alhi pena di morte; infamia legale). 

Riguardo agli altri consegue dalle cose dette piti sopra , che 
un male prodocente la intimidaiione debba usarsi ancorchi con- 
irastasse alla emenda o nuocesse alla salute e alla menie del 
condannato, solo importando che quel, grado d'intimidasione sia 
necessario. 

E quanto all'emenda consegne, che se un male fosse atto 
a produrla, ma producesse nel tempo stesso un deperimento 
nelle forse fisiche o nelle fiscoltà intellettuali , non si dovesse ap- 
plicarlo. 

§ 5.* — Rsame degli elementi della pena 
rispetto alla intimidazione. 

a) Perdita delia libertà personale. 

> 

Prendendo ora in esame la efficacia di cadaun elemento, mi 
sembra innanzi tutto di poter stabilire, che la sola perdita della 
libertà personale ( primo elemento comune ai due sistemi) è inetta 
nella maggior parte dei casi a produrre una sufficiente intimi- 
dazione. 

lo non ho bisogno di citare esempi a questo proposito. Io 
voglio ragionare a priori. 

Se la controspinta penale dev^essere un male minacciato e 
temuto che superi la spinta criminosa^ come si potrà ravvisarla 



in una semplice reclusione, che foste coDlrobbilaiiciata dail*allak 
sodereota di altri mali i quali eolia stessa redusiosie ai efikrA- 
bero ? Se io altri teHnioi la seàiplice rèdosioiie iieiP stlo fi 
essere uo oale sarebbe fa ceasasiooe di altri mali per avveatm 
ptik forti? 



%6.^^ h). ObbUgo MUworo. 

Altro elemento eemiine ai due sastemi é 1' dibligo del b- 
voro. 

Potrebbe questo essere sufficiente per completare la iotiai- 
dasioneT Ne dubito fortemente. 

lo non isvilupperò qui le mie idee su qaesto argooMeto e 
non mi farò a discutere se, e come questo elemento di pesa 
debba cariare nell' appUcatione ond' essere uniforme ndk dt 
eacia. Hi basterà poter affermare ciò in cbe gli Auburoiani e i 
Filadelfiani devono egoalipente consentire, che cioè la reclosiooi 
unita al lavoro ha una efficacia intimidatriee minore di qntlk 
della reclusione unita al lavoro e alla segregauone. 

§ 7.? ^- e). Segregauone» 

Appunto la segregaaione è quel terso demento di pena^dbe 
comincia a ditferensiare i due sistemi. 

Nel sistema di Aubum si crede da taluni di pareggiarne l'effetto 
col silenzio. Ma ossia che il silenzio non riesca osservato qoaado 
i condannati sono messi a contatto 1' uno dell'altro, ossia che i 
vedersi e il trovarsi vicini possa in qualche forma supplire aCa 
parola creando nell'animo del detenuto una serie di impresskw 
tutte proprie del viver socievole, io veggo che tutti sono oonoordi 
nel ritenere che V effetto intimidatorio sia maggiore colla segr^ 
gasione materiale. 

Solo si deve osservare a questo luogo che Teffetto intimidì 
Iorio sentirebbe dalla visita dei caroerieri, dei direttori, e eh' aitai 
persone aventi tescluawo scopo di correggere il condammaio, uai 



12J 

irifluensa beo dìfersa da quoUa ohe produrebbe ii contatto dei 
compagni di pena* 

§ 8.^ — <i). Mancanza tTaria libera e difetto 

di movimento. 

Tatto ciò che si riferisce alla maocann dell'aria liberale 
al difetto di movimento io non lo considero di un' efletto inti- 
midatorio. Può essere^ che questa maucanta, e questo difetto siano 
compagni più o meno ineintabUi delia reclusione^ e meglio ancora 
della segregaaionCn Ma questi elementi se pur operassero occul- 
temente e insensibilmente sul benessere fisico, certo non baono 
una palese e immediata asìone psicologica. Io trovo quiodi che 
tutti dobbiamo esser concordi nel procurarne il rimedio, ma trovo 
in pari tempo che V assolata esclusione a priori della segregatio* 
ne per escludere questi mali suppone provato che non sia neees' 
saria la segregatone quale mezao d'intimidazione. 

§ 9.^ ^- Begbne dietetico. 

Diversa è la cosa riguardo al dbo, alla bevaoda, al vestito 
ed al letto. Totte queste modalità della carcere possono, e de- 
vono venir regolate e coordinate al principalissimo fine della in* 
limidaaione. Solamente io mi aflretto di esprimere una osserva- 
zione essenziale, ed é che questi elementi lembrano suscettibili 
di effetto intimidatorio senza bisogno di attaccare la salute. Si 
paò ordinare sanamente un sistema di cibi, di bevande , di ve- 
stiti, di letti che presenti la minor somma di sensazioni piacevolL 
Ad ogni mpdo io non credo che siavi alcun necessario rapporto 
fra r efficacia intimidatoria di questo elemento di pena e la sa- 
late del detenuto. 

Conchioderò col dire, che la pena ha quattro elementi d'in- 
timidazione: la perdita della libertà personale, il lavoro, il re- 
gime dietetico^ e la segregazione, e che nessuno può stabilire a 
priorìy che presso un dato popolo non sia nocessaria ^ e quindi 
gUiMta anche T applicazione di quest'ultimo. 



, j 10.^. — Eiome de^ éemend della pena ri^peUa 

alta emenda» 

Fin qui abbiamo etamioaU gli elementi di pena sotto P» 
petto della intimidasioiie ^ passiamo ad esaminarli sotto qucUo 
della cmeoda. 

niente dobbiamo dire della reclasiooe. 

Il lavoro sarà sempre un elemento di emenda aotto il do- 
pKce aspetto, che disporrà l' animo ad abltadini noramli, e is« 
segnerà alla mano un mestiere (i). 

La segregaiione sarà poi fuori di dubbio un potente meno 
di emenda oegatÌTa. Nemico delle discussioni osioae io acedtoò 
anche qui una confessione di tutti i partiti, che cioè la prens- 
sione della corrusione si ottenga prevalentemente e forse odo* 
sivamente colla segregazione continua. E aggiungerò una ouer- 
vastone che parmi implicitamente assentita dagli eclettici di Frtocii 
e d' Italia« E questa « che la emenda negativa deve taoto piti 
solertemente curarsi quanto la durata della pena é mioore, e 
che la emenda positiva è tanto meno a sperarsi quanto il delitto 
è piti grave e la pena più lunga. 

Tutto ciò che si rìferisoe al regime dietetico non ha no pio» 
priQ e speciale rapporto colla emenda del carcerato, poiché tatto 
ciò che si IcTasse siccome eccitante per giovare alla 
sione serrirebbe anche a predisporre l'emenda. 



S 11.^ -— Elementi di corremne tenui esserlo di paia. 

Ma se il eibo , e il trattamento del corpo non offrono i^ 
gomento speciale alla emenda del carcerato, bene è da notmi 



(i) I FiladelBani pensano, che il lavoro non sia clemenlo di poi 
perchè venga ricercato dal detenuto a rimedio della lolitadiiie. Non io 
per altro se tengano il debito conto della darata e qualità del hToro. h 
pento che anche nel siitema di Filadelfia si poisa ottenere dal lavoro oa 
elemento di pena, spedalmente dopo trascorsa la prima epoca di leda- 
siooe. 



t*9 

• questo luogo die h peno pu^ oiieN seoonpÉgiuiU dal cibo 
deli' aDima, dalla ìilnuìono religioia, dall'atiitlenta alle fiuitioiii 
del collo^ dall' esortaiiooi dì pii ▼tsitatorì. — • Io ooo disouterò 
in quale dei due siftemi questa istruiione sia piti pratieabile. 
Forse la titrusiooe couiuoe e le foDiiooì del colto possooo piti 
facilmente f erificarsi nelle prigioni Anbumiane. Bla T esortazione 
efficace, quella esortasione, effetto della quale de%'essere II pen- 
timento, e prima del pentimento il rossore di se medestmoi quella 
ewrtaiione io non la troTo se non nel sistema Filadelfiaoo, per* 
che in questo solo sistema il carcerato pub abbandonarsi agli im« 
paUi correttivi, senta rispetti umani, senta riguardi pe' suol eoi* 
leghi, senso dover giungere alP eroismo dì arrossile cogli altri 
nel tempo stesso che arrossisce con sé medesimo. 

È questo il processo ossertato nelle sue conversioni dallo 
spirilo umano. 

Prima di lutto egli si trova abbandonato da quanto lo cir» 
eondsva, ì suoi sensi vengono spogliati da quanto porgeva loro 
00 eccitamento, gli effetti della sua sregolata condotta sono fi- 
dotti alla vera loro importaosa. 

Poi subentra il rossore e la vergogna di tè medesimo* 

Poi il pentimento. 

Poi la disposisione a sentire tutti quei motivi che possono 
iortifieare la volontà fatta migliore. 

Nessuno pertanto mi negherà, die se hawi messo di con* 
durre lo spirito del traviato per questa graduale conversione egli 
è quello della segregotione. 

Egli è nella solitudine di nne cella, cbe il delinqneote farà 
ptii presto e più sicuro ritomo sopra sé medesimo. 

Egli è in questa solitudine, eh' egli sentirà piti presto e pili 
sicuramente la fona dell' esortasione. 

Il lavoro in oomuoe servirà di dislrasiotie a quel primo pe* 
riodo della conversione. 

La presensa degli altri caicemti difficulterà al detenuto di 
arrossire eoo sé medesimo, perché| osi gpovn ripelerin, gli renderà 
necessario di arrossire nel tempo stesso andie cogli altri» 



i3o 

$ !*.« — 

Da questo premeste, e da questa analisi di tutti gli ekiBesù 
della iatimidasioDe e della emeada panni poter Gondiidcrc. 

1.* Cbe la intinidaftioaa deve fino al liaite della neoefois 
otteaerai otfonii Jf ogni olirà €a$a. 

%.^ Che la iatinidwuooe, a eose eguali , si ottieae pia cfi- 
eacemente col sistema Filadelfiano» 

3.* Cbe la emenda negativa deve procurarsi specialmeatc ia 
sfioro i quali per la miaor durata delU pena Caaao più presto 
ritorno in seno della società. 

4.^ Cbt; la emenda negativa meglio si .ottiene colla scgR- 
tione Filadelfiana. 

5,9 Cbe la emenda positiva riesce tanto più difficile qnulo 
più grave é il delitto, e quindi quanto più lunga è la pcN. 

6»* Cbe se la emenda positiva diffieilmeate si ottiene oeide» 
tenuti di lunga pena», e se la emenda negativa tanto tntereaaote 
pei detenuti di peaa breve meglio si ottiene colla t^gragasicae 
continua , non si sa veramente, conoscere a quale categoria di 
camerati si voglia applicare qq^lla maggiore probabilità dbe pur 
si aveise di emenda positiva col sistema Aubumiano. Hon alle 
brevi detaoaioni percbè occorre la segregaaione a preveairc la 
corruaiooe « non alle lungb^ perobè in esse quasi inutile ricfce 
il tentativo di aorrtggere e ^ùgliorare, 

7«^ Che per conseguensa i riguardi da aversi all' eneadt 
non porteranno mai a togliere la segregatione tra delenato e 
.detenuto, om^ solamente potranno consigliare a disporre i tettp^ 
ramenti dalia «egregaiiooe per modo, cbe la segregaaione pia 
penosa non sia mantenite sa non per tutto il tempo neccsaho 
a produrre la intimidasione* Pel tempo successivo quando Is cor- 
ruzione é ormai attutita, quando la disposisione alla istrasioae 
correttiva è ormai svolta, quando la oaaervanaa delle necessacie 
discipline è Qrmai resa possibiLo, §\ potrà senaa togliere delia sm 
eHìcacia alla intiaMdp»ope, lasciare im più libero campo alia 
emenda positiva» 



iSi 



* V 



$ i3.^ — IndoU del problema. 

Dopo lotto ciò e prima di articolare doflaasdo igiaaiclie bi- 
sogoa peootrani dì due gran ireritè. La priinai oke la questione 
aodaje non é qoetlione la quale posta abbandonarsi assolulaaienle 
alla dedaione mediea. I Jumi somministrati daU* igiene potranno 
lenrire di guida net risolvere questo complesso probiema; ma 
l' ammettere o escludere la segregasione non può dipendere uni- 
camente dai erodere probabiti od improbatMti i suoi afictti dan- 
nosi salln salute e snilo spirito dei detenuti. La seconda lerìtà 
è, che né la questione sodale^ né le questione igienica sono qoep 
slicni assolutCì ma questioni di opportnnilà. 

La questione sociale non può risolversi se non decidendo, 
die presto una data nazione sia necessaria la tegregaaiooe eon- 
tinua almeno per una certa epoca della pena onde ottenere il 
priadpde tcopo di quetta, doé la intimidedone. 

La qnettidne Igienica può ater per oggetto di dabilire in 
quel ferma pretto una data nasibne la tegregattooe .confinnUp 
il lavoro, il regime di vita pottono ottenere l' effetto intiaddatono 
prodneendo la minor somma possibile di etietti tinittri tulle «n- 
Inte, e sulla mente dei condannati. Ha la quettione igiènica non 
può aver per oggetto di ttabilire qoanto tempo presto una data 
Bsdone la tegregaiione continua possa durare se non in un senso 
sabordinato, net senso dì bilanciare se sia possibile i dÌTcrd sta^ 
di più o meno temperata segregatìooe, per modo che l'uno sia 
allttogatOy e t' altro abbreviato. Ciò potrebbe avvenire se da un 
canto una certa durata della segregasione men temperata operasse 
UD danno probabile sulla salute e sull' integrità mentale , e se 
dall'altro la penale economìa potesse sostituire alla minor lua- 
ghessa della segregasione meo tem|ierata la maggior Inngfaena di 
quella più temperata, nella quale ipotesi l' applicasione dell'iso- 
lamento men temperato sarebbe un male maggiore pel punito , 
e non neeeuamo per la società» 



} t4«^ — rieri domande da fard alla igkae 

Lo vere domande da fiuai all'igitna per f^whiiw^ 
tono dmique le aeguentis 

1.^ Quali SODO le pra$criaìoDÌ da poterri altmre bCmU 
ria «aateoata ai earoarato la tafficieiile laliahrilà deli'ariai e U 
•afioaate atlttità del corpo» 

^.^ Qual* A la quantità e la qualità dei cibi^ daUe befaadt, 
del vestito, del letto, che ai poisono somoiinutrare al carcerila 
per procnrar|{li la maggiora primuonepastMkdi senMOmomgnt 
devtdi e di fida eodtamend^ acoaa nettare a pericolo la «a » 
Iute finca, a allentale» 

3«* Quali aono le apede e la durata del la? oro csbe n poi- 
sono iagiungare al carcerato per procurargli io etao la ma^ 
jmmihUe semadone penom$ aenaa aaetlere a pericolo la iaa la* 
luta fisica e mentale* 

^^ Ferma la aegregaiiooe dei ooodanoati . quali laa^Ma- 
menti poaaooo giovare alia salute fisica a mentale cella mùmt 
pouibUe diiirauonej a quindi quali gradi d* isdanieolo pia e 
mano temperato, con quale aoc c ea s ioa rispettiva, e per q|ala lì* 
apettiva durata possono applicarsi a fine di |ooaciliara ildapBoi 
scopo, che sia minima la dislratione e sia minimo il danno delia 
salute fisica e mentale del carcerato. 

Io insisto, perche la acienia medica indaghi il migliar fm^ 
sUnIc accordo della salute fisica e mentale del carcerato, /^mc^' 
mente coli' effetto intimidatorio e aolo occasiMalaieiile coU'eflèUs 
oorreltivo della pena o meglio de* suoi clementi di segregstioae, 
di regime dietetico a di lavoro* ^. Poiim. 

JffglTDiCE. 



. Per diaotare ai lettori il valore che rinserita Memoria acqui» 
sta nei progressi della scienia penitent iaria ia Italia , riserraa- 
doci ad esporre la storia della questione igienica Intiera vira ad 
nostri Congrassi scientifici annuali, ci liositiamo a porre a csa* 
fronte le diverse tesi già proposte in tale argomento* 



i33 

A Fireiisa nel l84i TeDiTtiio esposi! i segatoti qoeiiti : 

« i.'Le privafioiie eosUmte/d qoàsi eontiniia d'dii'aHa apert» 
e libera che provasi nel sistema della seg re g aM o ne oootiaoa boii^ 
può eita fadlmeate determinare eoi tedipo ne* segregati "lesioni 
organiche iocorabili, le quali attmeotioo tu oonsegoentb il no* 
mero dei deceHi nelle eareeri dove si adotterebbe qisel sbtenia? 

a.^ La vita sedentaria oltreniodb ebe traesi nel détto si« 
sterna, e perciò il difetto assolato di ooto, oppure gli soarais*' 
ani passeggi ebe in esso solo si possono permanere non deb- 
koo forse produrre eguali effetti? 

3.^ La residensa prolungata nella ceUa di aegregaaiooe no» 
|mò essa aver per efietto di faeUitafe la tendente al viaio det 

l'ODBQÌsmO T 

4.^ I disordini ebe questo produce nelle fiieoltè Intellettuali^ 
falla aocbe astraxione dalla decadenta fisica sempre derivaato^ 
da eiso, aen debbon forse produrre un notevc4e aumento neUe* 
manìe, teoato conto altresì dell' esacerbasione di mente cui' poò< 
trarre la solitudian prolungata 7 ' ^^ 

5/ Le manie prodotte dalle due cause aocennate son esse* 
di facile o di difficile guarigiooe? Que«ta ottenuta con una coa«< 
tiooe ad astenersi dal Tìrìo, colle esortasiool e eolle distraaimrf, • 
fatta cessare la segregaaione ^ tornando alla medesima non vi à« 
forse perìcolo di ricaduta ? 

6.^ La segregazione contìnua in popoli merldiotfa)i« d'animò 
pìb accendibile, d'indole e di costitusiooe fisica beo diversa da 
quelle de'popoli deirAmerica del Nord, od anche delK Europa 
SeUentriooale, non potrà essa piii fkcilmedte determinare in quei ' 
diteouti delle contrade meridionali^ una maggiore tendenaa al 
mali di corpo e di mente sopra indicati? "■ 

7.* Il Vitto meno eccitante , che preferivo la regola ameri- 
csoa, basterà esso a prevenire alcuni di que*malanni; ovvero la 
sisotuta privaaione d'ogni bevanda spiritosa in uomini assuefiitli 
ft ber viao , non potrà essa causare un auménto di deboletaa 
atto ad alterare la salute del corpot 

8,* Per quel tempo minimo la segregatione eontmua pub 



•34 

essa, «rtdani latto«wi? Potlo «be io lia per ud dato tenpo» ìoik 
à fliniiictte da aleuoi, potrà dirsi ohe per fona d''assiie£ucti 
atea riaiea egtiabDente iaooeua nel teoipo sucoettivol 

9.^ Fioalmenle un lavoro faticoso nella cella, dato ahcq» 
ata sia di eapaeith suffioìenle ad applioarrisi, si pub agli tnèat 
Qn saeoedaneo bastevole a conseguire effetti uguali a quelli pro- 
dotti dal passeggio quotidiano ne'cortiU all'aria libera* come ota 
prufticasi nel piti delle eareeri? » 

L/iSsunto. di tali quesiti si vede inspirato spccialmealc in 
lavori dei dottori Gosse e Coiodet Essi, partigiani del siileni 
aubumiano, fecero il processo a tutte le misure che oells ao- 
difieasione del regime penitensiario di Ginevra e di Lossasiii 
avvicinavano alla severità del sistema filadelfiano, ti peicni 
raffronto i dati statistiei sulla /Ooodtiiona igienica di qoelk ar- 
em, e ne indussero il bisogno di ritornare all'antico regine pia 
mite. Ila quei fstti igienici sono essi incontaslati ? tono csà ti* 
tribotbili a tutte le carceri? e a tali fatti possono assegnani eoae 
cause assolale le indicate misure ì quelle misure ooslituiicoao il 
sistema filadelfiaao? e questo regime, come venne finora attifstOi 
è inaccessibile a qualunque modificarJooe onde rendere igìai- 
camente innocuo il principio di segregazione T Tali sono i dnl^ 
ohe. si possano elevare a disamina di quelle opere, e nella po- 
lemica di questi dubbj venivano ad involgersi i quesiti preieols& 

Méiradunansa di Padova furono sottoposti alla dìscasmae 
le seguenll fermules 

u Quesito t.^ Dell' iofluensa comparata in male, o fone is 
bene della Segregazione più o meno completa, pilli omenopnH 
luagata, piik o meno mitigata con opportuni compensi : 

a) Sulla salute in generale; 

h) Sullo stato in particolare del cervello e deirintelletto ; 

e) Sullo stalo morale, e segnatamente sopra viaiose ahila* 
dini, ed altre degne di speciale considerasione. 

Queifto %.^ Dell' influenza igienica dei Continenti ^ ^lì 
meno migliorati nei diversi sistemi d' imprigionamento , per ctk 
che Jimandano ; 



r35 

a) Là sttfGeiènta iMÌ' arra vitale tioa iphiata dalki menù* 
lana eoo prìncipii nocati; 

b) Le eDnditkmi igromelnche ; 
e) Le teroiometriche ed altre. 

Quest'io 3.^ Deirinfluenca igieoiea delle EkeréUaùoni {mù o 
meno Tolifte, piìi o neoo variata di corpo e d'animo «• 

* I suddetti quesiti veDÌvano applicati aoehe al sistema an- 
burniaDo priàcipalmente per quanto spetta all'influensa del sileQ* 
fio: t* sagK organi della loquela e della respiraiioiie^ %^ sul 
cervello e sainnlelletto^ 3** sitilo stato morale. 

Tale formula sottraendo l'argoawnto alla polemica dei btii 
sottoponeva forse il valore delle ooosegoense al valor» dei tipi 
secondo i quali i diversi siatemi venivano concepiti. Se si creava 
una convintìone di setitimento, la questione pratica rimaneva 
perb piuttosto spostata che scioltOi ad ancora può agitarsi sulla- 
I appUcabilttà di questi tipi. 

Poniamo per terso l'assunto espoeto nella Memoria presen- 
tata dal eonte Petìttt a Padova, derogando all'ordine cronologico 
per leguire i nuovi aspetti delle chieste solutiooi In esso veni* 
vano scelti pel regiriie auburniano gli argomenti che seguono ; - 

•t Argomento i.^ Dato rordioamento d'una carcere colla re* 
gola ò*Àubum^ cioè eolia segreganone notturna soltanto e colla- 
rìanione diurna ailentiosa durante il lavoro fatto in comune,* 
pu^ credervi, supposto osservato il silenuo medesimo, che la pri» 
vasione della booltà di parlare generi malattie negli organi delhi 
respiratone come molti pratici opinano? (StudA del doiL Coin^ 
del ).^ %\ dovrà credere che le preghiere pronooetate ad alttf 
voce ed i canti soliti delle funsioni del culto, come i diseoni 
privati tenuti cogli ufficiali della carcere possano temperare gli 
efletti sopraoeennati del sileoslo osservato durante ir lavoro? 

a.' Il coso di violaaione della regola del eilentio', o del 
solo desiderio di tale infrazione può egli influire per mantenere 
i) diteouto in un'agitasione oontinna di mente che possa pregiu* 
dicarne la salute? 

3.^ La sola residenza notturna e ne* giorni feriali in una 



i36 

oelh ooBMitB Ione qm miliore anpiena d' eiia? la td aio, 
qual è la qutntilà minima d' aria vitale fiohietta , eoa o mm 
tabi di ventilatora, atti a prefeoive qoaluaqoe ealltTa eoose* 
gaensa sanitaria? • 

Pel Mgime di legreiaiieae i i^goentis 

m Argomentò i.* Come ti poiaa nella segregatioDO eontìnna 
ordinata eoi metodo detto di FUadeifia , soddisfore al biiogoo 
risentito dal segregato di un'aria sufficientemente aperta e liben 7 

%/* Come può asficurarsi al segregato , oltre al passeggiò 
suddettOi una soffideote attività, perché veagaoo per oko goa- 
nntite le condisioni d'ooa normale salubrità? 

3.^ Determinate la sopraindicate condiaioai di atmodoa 
vitale e di attivila personale, quale sarà il regime dietetieooU 
natura del letto, del vestire^ degli alimenti e delle bevande che 
nell'espretso modo di vita meglio possono assicurare nel segre- 
gato una normalità sanitaria T 

4** In <|uali modi nella segregasione continua si potrà eoo* 
sertare refficacia di tale regime» senta ch'essa degeneri in uà 
isolamento morale, il quale sarebbe di perniciosa influenu sa* 
cbe pelle condistone sanitaria del segregato t 

5.^ Determinate le condisiooi fondamentali d'eria ataosfe* 
riea, deattivila persooale, di regime dietetico e di condiiiooe di 
quiete morale, onde assicurare, se è possibile, uno stato noraisfe 
igienico nella segregasione continua, in quali modi queste eoa* 
disioni potranno eséere modificate, onde la pena della diteaiiooe 
possa tìùwirn veramente effSeaee relativamente alle iofirationi eoo- 
■Msse nel carcere ^ per eui fosse necessaria ima maggiore it^ 
pressione t 

6é^ Date le precedenti condiaioni normali del segregils, 
come si potrà provvedere a ciò che in conseguensa tante del* 
Pindoie propria della segregasione , quanto per le vlsiese preee- 
denti abitudini esso non si abbandoni al vitio solitario ? 

jfi Poste le condiaioni nonneli sopra espresse, è egli sd« 
core possibile che derivi dalla aegregaiioae òontinua ea se- 
mento belle manie? 



9Sf 

6.* Dato ebe si rkioa a iuperarv il pericolo delia deqteasai 
attribaeoJoù alla sagregaaiona oominna alui pericoli «atailarii, Q 
specialmente la malattia dellìB riis dalla. respirasiooa ed altri ma^ 
laonii quali sarebbero le condisiooi igieaioha da praiarif arsi . pee 
scansare almeno lia coosegoenia letale dì que' malori, oba taluni 
sostengono ^sser eausa probabile del dagli ani asserito, p^ 
dagli altri negalo aocrescimenCo della mortalità nelle cataeri fi- 
ladelGanel 

g.^ In quali modi possono essere modificata le eondiaioni 
espresse nei precedenti argomenti, oft non si riconosaesserù ap« 
plieabili all' indole speciale dell'italiano ed ai varii. luoghi dova 
esso rive , onda il principio della segregosiooe continua riesca 
per quanto è possibile ionoeucs avulo . riguardo' .a tali esigenae? 

IO.* Per qual tempo minimo la sagregasione .continua può 
ritenersi innocua ; quali saranno <i suoi affetti igieniai a seconda 
del tempo nel quale riena prolungata? 

11.^ Ove ad onta delle espresse eondiuanl di vita segregata 
pel tempo determinato nel precedente argomento, si trovassero 
individui riluttanti al regime normale , coma si dovranno essi 
considerare e con quali norme trattare ? 

la.** Finaknama dato il caso clia ie. buone «aegole di igiene 
non concedano l'intera ed assoluta applicasione dell'uno o dal* 
l'altro de' predicati sistemi, quali sarebbero oall'aspettoi igienico 
le condisioni d'altro ristema medio, il quale, presa ìda Sganno 
di quelli, pei quali ora v'i dissidensa ^ quanto rispettsvaaaentO 
hanno d' innocuo ^ potassa conciliare le . x>pposle opinioni. oenM 
riolare le aoiidelta regole in 

Noi non assumiamo ora di esaminare . questi f ingoli ar- 
gomenti , a sviluppare e fermulare adequatameate t quali , ve- 
niva del resto invoaata l'opera del Congresso; Sob ci permet* 
tìamo un'osservasione sull'indole loro, «d è che tper essi, abbaUn 
donata la pretesa della polemica e dei giodisj assoluti , si gio< 
vava all'avvenire della riforma con un severo studio prepa* 
rativo dei metti che poono renderla efficace , piena « .appro- 
priata a ciascheduna località. Forse l' amore ili veder assentita 

AiviffALi. Statìstica^ voL LXXIF, ii 



lS8 

la propri» cmvìbsìom «frcblM dbwlo mmoggMuA «4 ai pih 
lento, tebbene pUl Memo Utenfei • fbcw «Mhe| jdiora» ^ wnm 
più BOB «irebbtra ttati ommì oIm db no iiaiaB ynim •vimlonio 
da oaMordia dì propotla. 

Tale ara U desiderio da noi insinaato ael bitaieolodi gè»- 
Bftfo 184^ di questi Annali, e se ancon vi ìnsislisaio e ftrdà 
sismo eoafiati delia neeessilà di tale otsonto. Il folo enkaio t 
Padova se facilita lo sviluppo di questi quesiti^ non però rade 
meno saatito il bisogno di tentarlo. 

Il signor Pasini sembra aver partecipato alla stesss cos* 
iasione , e eoo questa Memoria oontribaisoe ad un onets e 
bai periodo delia questione penitensiaria in Italia» Se ia lotto 
non possiamo «ocettare V estensione da esso data alla tcorìs 
della minaccia legale, accettiamo pienamente la chiare dìslia- 
tioni assegnata ai caratteri della pena, e siamo, earli cbe dt qc^ 
sta base gioridica la queitione igienica debba acqnirtsua ais|- 
giove sicuresia ed efficacia. 



tm 



«4 cam Booioaiicà nau.' tMaavaamib 



E 



icco un Buoeo capitolo da aggiungere a .quella stsoads 
parte dell' Economia Spciole obe Bure! eoole conirappoils tlki 
iMtosa ontologia delle riccbetie , ed inaugurata ool titolo di 
Sdenta deUa miseria^ L'Inghilterra, TEIdorado deirindustns, U 
regina del commercio , l' idolo di tutti gli adoratori del fililo e 
delle cifre , dopo averci iasegaato quel traoMudo «ocabelo di 
pmiperitmos continua le sue ^paventose rivclasioni. ^^ Nuetc d* 
tt^ e nuovi falli baUao foeri imprevedutt , irresistibili } la csnts 
ed il sentimento avraooe , presto il loro positivismo e la lors 
statistica da opporre agli aridi calcoUlori del meoo. speso e dd 
pib incassato, e la vara eeomonda^omaU^ U vera economia umane 
sorgerà a correggere le scolsstiche e finora antropofiigbe sotii- 
glieiae del metafisici ddla rendita e della prcduuome ilHmiM§^ 



i39 
V nomo dMT si tole?ii cancellar^ dalla seiensa dallo rìc-^ 
diana, Tiumoo ool tuo valora infioita, eoSuoi bUogni pia ali! 
a piii riipattabilt liiorga iiuianii ^li ocolii dell'aooooniitui; a sa 
il tuo cDora non batta di compaMìooa» trami di paural 

Ota è la saiaosa cha voleva ridurrà il salano dell* operajo 
a quella sola mitwra che i sireUamenie necessaria per vivere t 
(Say) — - la sciama a ad non importa se un^ industria occupi 
dieà o dodici mila operai purché la rendita sia eguaUt ( Rie- 
cardo ) — la sciaata che si consola dell aboUsione detta schia- 
vith perchè toperajo eosta meno dello schiavo? (Sinitb) *-* 
\n sciaota che predice un felice a perpetuo equilibrio fra il sa« 
lario a la maao d' operai parche la classa di cui si ha bisogno 
(doot co a besoio) si dirada o si moltiplica sacondochè il sa* 
lario s'abbassa o si aumanut (Say). ... No, l'uauio ooo si acqnie* 
terà, libero coma lo fece la civiltà europea, progressivo come lo 
fece il crlstiaoesimoj no, l'uomo ooo si acquieterà lungamente al 
pasto quotidiano di pane, imperocché é detto : non di solo pane 
egli me. No, la claasa di cui talora avete bisogno non rientrerà 
sotterra appeoachi la vostre officine si chiudano spossate da 
tian sproponionata produsione, o si spopolino d' opera j par far 
luogo alle macchine muta, obbediaotij instancabili a soprattutto 
non martoriata dalla fame. E quando voi avrete evocata una in- 
larn popolatione d'attorno alle vostre fabbriche ed essa colla più 
inorale delle insurretioni griderà — lavoro o mortel -— voi ve- 
drete che sarebbe stato meglio per voi aver a che fare cogli 
achiavi, dalla legga, dalla scienta a dalla religione parificati al 
bua domestico, che con uomini dalla legge, dalla scienta e dalla 
religione proclamati vostri prossimi, vostri eguali, vostri fratellil— « 
Noi vogliamo parkre soltanto delia crisi economica che at- 
terri negli scorsi mesi 1' Inghilterra: perché la parte che le fa- 
ùooi politiche presero in quel terribile dramma non fu che no 
vano sforto di pochi sognatori da un lato, e dall' altro un pre* 
lesto destramente usato per dare ad un sì profondo malore della 
aoeìalà l'aspetto d' un sobbollimento passeggero e fantastico. Óra* 
inni fra la imprecaiioni delle tiitime, e le sentense dei giudici 



i4o 

si scordano i fatti precedenti per non vedere ehe V audacii, h 
colpa e la punizione. Ma noi Togliamo oooMderareio stato d^ 
c^se che precedette la Tiolenta iotarresione degli operai ; fogVa- 
mo riprodurre le sinistre profesie che eorsero innansi la ten- 
pesta; fogliamo in una parola riportare la questione al ponts 
in cui era quattro mesi fa, prima che la forxa delle coseiima* 
neggi d'uomini avventati , e la meditata lentetta del gorenio 
arvessero scambiato gli afTamati In rivoltosi, ed i disperati in coip^ 
voli. Qual era allora lo spettacolo che offeriva la ricchiisiaia !d> 
gfailterra ? — Migliaia e migliaia d'onesti e laboriosi operai pnri 
di lavoro, incerti dell* avvenire , stentanti per la fame ! . . . ~ 
Ed ogni dieci, ogni cinque» ogni tre anni dovrenao noi sortire 
quest'odiosa parola: — la fame, la crisi commerciale , la eue- 
stia i — E intanto vi sarà ancora chi foggi sul modello òè- 
rioghilterra la teorìa sociale, chi proclami che V avvenire ad 
mondo deve essere simile ad un presente A doloroso? — 

La fame, la crisi industriale, la carestia è oramai per Pio- 
ghilterra un avvenimento periodico, una febbre intenmìteote , 
come le guerre d'invasione per l'antichità, come la peste nel me- 
dio evo: e voglia Dio che ora non si debba dire .. fame e som- 
mossa! •— Nel i8a5, quando per la prima volta si presentò 
alla meditazione degli scientiati questo pauroso fenomeno, le teo' 
rie seducenti a cui esso dava una solenne smentita , sfoTxsroDsi 
di spiegarlo a modo loro. Flores d' Estrada ne incolpò la ces- 
sata importasione dell'oro e dell'argento d'America, e la coBs^ 
guente diminusione della quantità del numerario; Say sosteeae 
all'opposto che la crisi derìvava dell'essersi straboccbevolmeale 
aumentato il denaro; altri cercò di combinare le opposte sentcBie 
e di trarre qualche costrutto dalle frasi dottrinali e dai calcoli 
complicati d'una teoria incompleta : ma quello iti ehe tutti s'ac- 
cordarono, fu nel considerare come transitorio ed eccesionale qael- 
l'avvenimento, fu nel crederlo piuttosto l'effetto d'an panico e 
contagioso timore dei commercianti, che altro. 

La sola profetica voce di Sismondi si ostinava a predire la 
sventura. La pietà per le classi sofferenti gli ispirava una conno- 



t4i 

SMNie proCdOilt ohe ora la Mieaza tevcra può appircssare e rat» 
tificara^ omi cha allora ara maglio cha aoa pra? Miooa ieiantifioa t 
•— i ara od aanlinMato» una virtù* 

Ma nai 1842 ebe diaa la aciania^ la teiansa a'iotafida riao* 
uosduta alla univaraità ad alla aooadaoiia 1 la leiaBia domiiudiH 
ta?-«Efia daalaoia, iottiltuai proconova ancora dalla aaichtne 
qaattioni di tariffa , di dogana a di rastiìiiona. Bla infina è 00» 
stratta a oonfasiara; -« aha la oriti dairiodutlria ioglate non è 
uà mala pastcggiaro » ma A dovuto a oausa aoitanti, a quasi a 
dir naturali, --* che la catastrofi divantano feriodicha «^ dke i 
tempi iono eompiud (i). 

Eiaminando uno da' fenomaai pib importanti^ cha la storia 
contamporaoaa possa proporrà alla sctansa sodala, p dovendo 
padara d' uomini a di cote su cui oorrono giudìtj tanto divorsi| 
d'uomini a di oosa cha noi conosdamo solo per fiuna, la quale ao* 
che a'nostri dk è quel mostro aentiloquo e protdfbrme ohe fu sem* 
pre; noi non amiamo seguir l'esempio di que'moUissiaii forestieri 
cha tanto spicciamente e con tanta sfaaoiata baldaaaa senten« 
siano da' fiitti nostri. E perdo abbiamo divisato, di porre i 
nostri lettori .a parte da* piti importanti documenti che noi ab- 
biamo consultato per conoscere lo stato dei fatti e delle opinioni 
io Inghilterra, mettendoli cod in grado di dare da sé medesimi 
uo giudizio t il qode se sarà contrario a quello che a Aoi para 
migliorjBi noi ne daremo la colpa ad una nostra tenace persua» 
sione, che doè nelle scienze sociali ì problemi non devono come 
odia sdenae fisicbe , essere sdolti con ona logica imparaiale ed 
iodilferentei nui ahe una solusiooe morde ed umana deve essere 
di fona Imposta come legge anche ai fatti . in apparenxa più in* 
flessibili» e più Calali. " 

I. 

Noi porremo iooanzi tutto qui riassunto un discorso di Se* 
niort economista di quel valore che ognun sa ^ e lo riporti amo. 



(i) Joiirod dcs Economittet. 



i4s 

prìoia ptrcU eiféùp •Iciini U\6 innegriiiK, ipacS ri nwte Oft 
fmtM il fislena reUrìttivo • di protetioM che jpnwaim uh 
leggi economiche dell' loghillerro, poi perchè ottimMneate Im» 
ooccerc le prc? fsioiil| Io nsioeeole, i lioMii degli illaoiiiiad pir* 
ligient delle riforooie prìma ehe il turbioe popolare venliie lé 
incradire tolte le piaghe, ad aggrairare coHa tioleosa aperti n 
malore che gik aveva laola turta teoreta. 

m I ohIìodì d'operai che noi teniamo accamniali nei dìitrelfi 
popolosi sono avvaxai non aolo alla pnMperilà, ma nd ota pn- 
•perita cretocnte. Ogni loro calcolo è fondato soUn doMadi 
progreuiva di lavora 

«Se invece d'aamentare, la eonieryatione dei prodotti ngiee 
dlminuiice} te il lavoro divieoe incerto ; «6 molte fabbrìdie lì 
arrmtane; ae molte altre non oocupaoo i loro operai At tn o 
quattro giorni ( per aettimana ); se i sabrj diminiiitcooo; te te 
famiglie abitoate a upendere 4^ icellini pef «ettimana am te 
ricevono pia che 90 |0| noi lo domandiamoi gli infelici openi, 
rigoarderaano een tfaeito itato di cote coma unn cakaùlà, 
come an*ingiottiiia? 

« Se ai loro ocdii la torte ehe H oppreita A tia'io|^tit, 
le loro abitodiniy la loro ittruiiooe li fhranno inclinai tUa pt« 
cienaa, al perdono delle ingiurie od alla resittenaaT e te It pt« 
aienaa non è probabile , i loro tforti potrebbero riutdr pmca» 
loti? -*- k tutte qumte domaode noi temiamo troppo die k ri* 
•poeta tia allarmante. 

• Se la politica della legitlaaione britannica foaté ttalt pn* 
dente o toltanto impaniale^ te i ooitrì governanti fossero strili 
•av) abbattanca per conoscere che l'industrta, laseiata io tilxril 
•* avvia pei cammino naturale ^ se essi fossero stati giusti sbbSi 
•tanca per accorgerti che intervenire a prò d*una classe di pia* 
duttori e di proprietarj in danno d'un'altra classe o della mét^ 
tkudine è unHngìustiaie, se pur non è ukia follia; se qoimli ivesi 
•ero lanciato che ciascun uomo esercitasse la propria indailrìii 
il governo potrebbe deplorare i rovesci del commercio^ laa asil 
ne sarebbe tenuto responsabile. I 



l43 

» O M ahMan mll' interFtoire f igaomna lola V mftum 
è>#rtalo ) te i fnoi ertoti noo feitero die errori di giuf&ìo; te I 
Membri del corpo legislativo non potesiero estere acculali d'e« 
goittnè; le eoli poleéserò estere eoii?liilì di far le leggi a spese del 
^obbliee e pél Vantaggio reale e supposte della eUuse cus €ipn 
paiiaigonói la scoperta dei loro errori ^aad'ancbe potesse unii* 
Karli nella pubblica stime, oon ecciterebbe però né l'iodio, né la 
eoUera «• 

m È pressoché inutile il dimostrare quanto l' una e Y allm 
di queste soppositiooi si allontani dalla verità. 

«Durante juBgbi secoli il governo s'adoperb costantemente ad 
inceppare e fuorviare riodustrìa oasionale. Invece di restringersi 
alla snn missione^ cbe è quella di difendere i sudditi contro la 
violenta e la frode da qualunque parte gli vengano^ esso si pre« 
fisse di arriecbirli tulli, o oerle eta§ti soltanto : egli disse t voi 
produrrete questo e non quello, voi comprerete o venderete 
eiò cb' io v'indicberb e nei luoghi che io vorrò. •— JE^Ii consi- 
derò la moltitudine dei oonsumalori come una preda che si po« 
tesse abbandonare ora ad una classe ora ad un'altra; e quando 
una elesse si lameotevadel privilegi éoooessi ad un'altra, Ih s'a* 
quieterà promettendole d'imporrf nuovi sagrificj al pubblico* 
Per arricèbire le classe cbe esporta le sue produÀooi die cofe->r 
nie, s'impeA alle edloniè di commerciare cogli stranièri; per fa» 
tacere i redami delle colonie, s'accordò loro il monopolio d'ap^ 
provvigionàr ridghllterra. 

« 9on occorre diro ohe i fatoriti dei legislatori sono Ateti i 
ptoptkiarf dei fondi ^ era un provvedere a se stessi. Perciò proi- 
birono l'importeslone dm buoi, dm montoni e dei porci} sftalui«H 
rooo suMé granaglie un datio che. equivde al ao per loo sol 
pretto dd pone; desio cbe danneggia il nottro commecclo^ cbe 
converte i consiimsteri dei nostri prodotti in rivali d'industria^ 
é, quel cbe è peggio» rende incerto il lavoro. 

« Se tate fu la condotta de' nostri uomini di Stelo, noi ripe^ 
tiamo le nostre domande , quale wrà l'avvenire , se i mali ohe 
nùi pierediMBo ci colpiscono ? . • • Quando si potrà dire con 



144 

tutta Verità ai tolfraoU. ebe il Govenidi ha Mtwta la dumae 
dielle . manifatture a del oounneraD — qnaado loto fi pini 
dira aon tutta verità cha agli ti é tanrito di quatto ttastnon 
tisnrpacione pel prefitto reale o supposto ooo di tatti isadì 
qaaldioo — quando si sooprìrà ohe di tutti i moBopol)» quello 
dia egli dilaode eoo piik sianra ostiaasiona è il monopolio àà 
#ìn«rt -^ quando si vedbà chiaro che quel monopolio è il fa. 
opprettito per la moltitudine , il pih profittevole per la dwe 
dba governa -^ noi lo domandiamo di nuovo, la svanturi pò* 
tra essere sopportata cerna un flagello della Prowiduuaa» e aoa 
ansi irriterà gli animi come ia ttiale conseguenaa d' un' isgìii. 
stitia i 

u Le risposta è -facHa* La popolatione manifiaturiem ddTIt- 
ghUterra consiste in miUoai d* individiii addensati nelle città, 
educali alle politiche discussieiii» Essi- hanno i loro aapi s Is 
loro stampa; sono organiuati in corpo» hanno olBaiali, potos 
esecutiiso , potere daiiberanta ; hanno una cassa pai bisogai A 
aiaicuna società, ad una cassa pei bisogni generali di tattt k 
società riunite: già sono- abituati da una lunga politica ad dn- 
dere le leggi contro la ooatfritoni, a cambatlara ad a sfidare le 
.autorità dello Stato. Questa popolaiiaue è formidabile anche 
naOa prosperità ; divarrebbe mille volte piti formidabile cella 
sventura. Ha se la miseria pub essere attribuita alla lagpdstioar, 
ae gli operai ponno uccusara le classi governanti non d'enorc« 
ma di rapina e d'oppressione; se si veggono sagrificati oliia m- 
diUi del proprieionot ai beoeficj del colono, quali limiti potreb- 
bero' sagnakii alla loro collera ed alla loro, violensa? Siamo bbì 
aarti che la nostra rioebessa^ la nostra fortuna e la nostra tfem 
ccetitttuone in una lotta simile potrebbero essere salve t 

a G duol l'aaima di dover gettare ooià un grido d'allsnu. 
E questa una parte. che noi facciamo .a malincuore^ e che eoa 
ci conviene; ma noi crediamo farmaoienta ohe il pericolo dio* 
vrasti ed il nostro dovere è^ di mostrare al pubblico le basì della 
nostra coovintione • • . i». 

In questo quadro è magnificata ed esagerata la Ibrxa no* 



nla dell* cIUm openia, 9 <i i fiwii ra^reieataUi conte capnc« 
di lotlan orduMUmmU ooIIb lodetà i — ma il fatte diede un^ 
•mentita e quelle ertifioioie Taeterie, e ci rivelò invece piii pro- 
foode e pib vile la miteri*, di ijiiaUo che Senior abbia onta o 
lohilo rappreieataroela. Alla pittura dignitoMnenle minaocioH 
e qoui direi politica ob'eftli fa della deue <^teraja meoca un» 
parola — la fame. Sentati eoo quello cbo •ori*e*8 lui priad- 
JÌAT di quett' anno un uomo impaniale, un puliblico magiitra* 
lo, r itpettoro del Lanoaifaire Leonardo Honter; — non i pib 
an oaoifetlo d'un parlilo, i un rapporto offiaale cbe leaxa oc- 
eupafM delle cauie generali della ari*i, ne a^na il progrewo. 

IL 

SapfìorUt di Borner, 

■ Hai mio nllino rapporto, il 3o Mtteoibre iSfi, aveva (atto 
eonewcra le aagutli* ia out trovavanii i (àbbrieatoci a gU operai 
del nio diatrtlto; ora veggotni ooatretto ad annunciare che la cal*>, 
BJlà ai fa [nh gn*«> Ovnnqne mi tono portato udii la iLewa lamen* 
tota itbwia, ohe il commeroio eea in uno stalo di eclrema rovina, 
tema die ai icorga oril'avvenira alenna speransa di pieglio, E i 
&lti coalènnano la dtira- ■eatenu»^— MeU'ultimojjaadrimettre del 
1841 quattro grandi nanifatture di cotone fallirono, e 1730 ope- 
rai rinwaero tenta lavoro. Nella parrocchia di Suddelworth , la 
popolaiioae ohe i tutta coniacrata «l)e fabbriche di Una, già da 
nove mcfi non trova piii «he due giornate dì. lavoro alia tetti- 
maaa. Le immcnae fabbriche di «alane a Gorlon (vidno a Ma^- 
ohetter) aotpuero i leat> lavori, e 1*8 di giugno dell'anno tcorso 
furono vendute all'aita per 36,oon lire italiane, oiBOtra ne coita- 
rana 160 mila. Molte altre fabbriche di cotone furono ooite in 
vendita e non trovarono aoquiiilori cbe ad un qu 
preczo di itima. Al liaire del )84l* ■u'I" '■ >M ■» 
cotone etinteoti nel distretto del referenta B87 era: 
attiviti doè lavoravano 6g ore per scttiotaoaj iSg 



t4tf 

divano nhe iibpertislUaMiife; 138 9ifvn»p «mimo daklntto ih* 
^ori. Bel I Sgorgo operai dt ooioDe ^ mila » dna erano mb 
impiego* 

Lo ttetio diitretto pòsiedèt vjt hbbriehe di laoa^; iS9tfo. 
vafaoii ancora in piena attitiA; 96 procedevano ffegoleraieotQ 
36 erano chiuse ; d3oò operai rlroanevaoo perciò ditoceupili , 
oltre i43o operai espulii dalle maoifalture di filo^ e 670 dalle 
fabbriche di seta. 

Da questa coscientiosa relarione si ritrae che sopra ino sta* 
bilimenti d*industria, 16,' doè pih d'uo quarto^ erano ridotti id 
interrompere, a rallentare od a sospendere il lavoro. Coà tils 
fioe del i84t la contea di Laocastre e V Jorkihire , doè il 
paese che passa pel più florido del mondo , vedeTo uà quaito 
della sna laboriosa popolatione priva iaterameoto di UvofOi 
stretta ad un lavoro incerto e insulBeienie, 

Ha questo non A ancora che il latto attuale; bisogaerehbs 
Oercarnè la ragione pia addentro; bisognerebbe esaaainafe M-qus* 
sta orribile sventura, se quesid snieidio sodale s|n effetto d'uat 
causa passeggera , o se abbia radice nella coslitusiooe detta mn 
detk e dell* iodostria inglese. Horaor, oooio implogaio, soa do* 
teva ni poteva forse occuparsi di questo probleuin : e asì noe 
abbiamo potato raccogliere dal suo rapporto do altri deca- 
menti ofEdati, ohe i fhHi| la tene dd fenomeni, cioè la pragnK 
sione ascendente e discendente deUe prodnsiooi e della caasuisa- 
iione. 

Il movimento retrogrado deirindnslria dd cotoni, priacipsle 
alimento della favolosa ricchezaa inglese^ nomioaib noi 1S37.— 
Le ricerche ne Tanno sempra diminuendo s rAmerica ai vesto coi 
suoi cotoni nationaliiC già comincia ad esportarnet*— e oondioieoo 
per cinque anni i capitali dell'Inghilterra quasi per farsa d'i* 
nenia continuarono a precipitard verso Piodostria cotoaiersi §ii 
visibilmeme in declino. Nd tSS/ furono importate in logbilterrt 
365,700,000 libbre di cotone^ nel t638 4t^i7oo,ooo; nel igSg 
Timportazione discése a 381,700,000; naanel 1840 si riabò-fioe 
a 4Ì8i9O0|0oò| e nel t64i d tbitenoi a 4t8^>oO|«>oo« Venioilo 



»4r 

ébbì fa (t8i4) Plogbiltem orni bspiagiiva pili di 7t,oo0|Oioo di 
ootone in tttturs. Qa«le rapido «Qataaid • eamé ttoa làteiani 
vincere dalla vertigiot d'ana progvaNioiia quan oiiraeoloMl Ma 
qoaolo più dolorosa • Ittalo k caduta! 

Si dirh ohe tre quarti deUo» maoiikllufo lavorano luttafio 
fegolaNBODle. Ma «oletovof peootrart II óiistero della loro ?ila, 
dcHtf loro tODaeitkt Io uo gre* Ooioero di eati^ diOB M. Horoeri 
gli stabilineoti ioduitriali cbo eoDtiauaoo la prodotlotoe imfùmnù 
sana profitto e ipessUsimó con perdiia. Parrà ttraoo, dia é oa- 
tarale. Beco come : ogni grande manìfatlura ba del peti fitti ebo 
aggravono rimpreta tla eh'ettà procèda o oo; tali tooo le pigiool 
de' loeoli, dei fondi, le tatto, Tinteretie dd talora delle laaocbioo 
e dello naterio priote, lo atticuraiiODi , eco. Homer valuta qoe^ 
tte laevif abili tpete fitte a 8gi4 lire tterlino ail'tDoo. Petto ia 
tale ttato il aianifattorlere deve lavorare nou tolo quando oca 
neave profitto dalla tua indottria, ma aaebe qoaodo togglace 
perdita, purché quatta perdita na ioferiore alla tomma delle tpeso 



ifoi pottiamo ora miturare l'abitto tal quale tooo loipeil 
qoetti eattelli incantati. Ma torniamo a quello che più ci preoo* 
cupa, allo ttato dei poveri opeètj. 

I fallimenti degli iotraprenditori non tono l'unica cauta dello 
loro aogottìe* L'toduttria protperal P ingegno umano progredi- 
fce ì Per Toperajo torà tempre una fventurn. In una filatura di 
Manchéttar mediante il miglioramento tuecettivo delle macchino 
il numero dei filatori potè ottere ridotto ad un quarto di queRa 
ebe occorreva nel 18^9^ k Bolton nello ttetto ramo d'indujtrla 
a6 Satori fanno nel t84i quello che nel 1837 ne occupava 35» 

Vieto lamento I etclama la tciaota Dniver^taria — * chi noi 
taf I ditcccopati trovino lavoro altrove; la clatte operaja man*' 
tengati io proporeione del bitogoo. -^ Con che meato T -~ La«' 
tdate operare le leggi di natura. Lasciaie fare , ìateiaée pof' 
saree data il patto al vlsioi ali* abbrutiaioato, alla protliluaione^ 
nlla fome. Proteggete V ordine todaic \ il retto latdalelo alla' 
Prowidcoaa. 



i48 

Ma oob* pMeipiliMBoei laMUwi laoipo delle dlscnMìoiit ; li 
ISmcìa laQtr# ogni lentiaMQlOi ogni gfloeDM* simpatia • a pio- 
$%M froddameate nall* eiaae de' bUì. Ecoo?i un quadro 4i 
questi Paria della modema ooonoiaia politica* Nel iSSftf gm^ 
ft# no rapporto ufficiale, tu loo oper^ 54 craoo dounos per 
riguardo all'eia dai 6 ai i3 aani» 5 au loot dai tS ai 169^6 
ifa per too: dai 16 ai si, a8 ip; al di topray 4^ par loa, 
di oui uoa buona oietà conila dlndifidui prima di 3o anuL La 
mifura media del talari nelle Cd>briciie pilk fiorenli è di i& ted* 
lini per teltimana ; nelle altre di 8. Ove tono i 4^ «eellint di 
^i parlava il buon Senior t IL Homer svela delle piaghe ian* 
nabili* U|i Uratto egli ci ooniola osservando che 11 nomerò dà 
bnciulli al di sotto di i3 anni ooeupalt nelle fabbriche è dia» 
nuito d'assai* Ma sapete voi perchè? perchè è divenuto pia k* 
eile. il procurarsi a bassissimo premo Topera di &ncinUi olire i 
s3 anni, che mancando, d' occupasiooe si offrono per lo stessa 
iplario dei pih giovani operai* 

È qui necessario ofiFerire pib esatte e complete notiiie snHo 
flato degli operai ioglesL 

tn. 

La Camera de'Comuni dlnghillerra nominò neH'aaaa 18S7 
una G>mmissione. incaricata di raccogliere notisie offitiali intorao 
alla stelo morale, economico e sanitario delle classi operaje dd* 
l' Inghilterra. U onorevole sir Roberto Stanley fu eletto a presi, 
dente di questa Commissione, ed a suo nome vennero ora pubbli- 
i;ati d'ordine del Parlamento due ìnteressantissinii rapporlL II pri- 
mo, contiene una reiasione generale suUo »stalo dell' oducatioae 
del popolo inglese, ed II secondo dà esatte cognisioni sullo stalo 
sanitario della popolasione operaja. Noi riassumeremo le nsol- 
taose di fatto ^i questo importanle lavoro* 

1 membri della Commissione dopo avere per quattro amU 
^plorato lo stato morale della popolatione inglese ammisero ad 
unanimi foti le seguenti due cooclusioni: 



»<0 

I.* Netta t:ft^la^e e nelie graodi cillà dcHa Gran Brettagna 

vi ba aisoliila maocanxa di educaaione ttei fimaiaUi daUe daiit 



operaje; 

3* E a datidefare che ti trovi U naszo di daits noa coa«^ 
veniente iftratiooe a move decimi dalla popolatione. ' 

Ecco ora la aotizìe di fatto tolla quali vanaaro foiMiata le 
eoodasiooi che abbiamo riferito. 

k Londra sopra sei parrocchia aveoti 43/^<> aaime non» 
à conta sopra t4 fanciulli che uno solo ohe sappia leggere e* 
scrìvere* In sei parrocchie dei sobborghi di Londra aventi i8o,wx>' 
anìne ( un sesto di pilli della popolazione di Milano ) sopra J7> 
fanciulli uno solo è mediocremente istruito. Nelk sola parroc« 
chia di Bethnal Green si coniano f 0,000 fanciolli che non rica^ 
vOQO istmaione Teruna. In 17 grandi dtth detringhiltarra noK 
« ha che un solo lancittllo istruito sopra «4 fanciulli inedaeali.: 

A Manchester, popolosa di aooyooo abitanti, ad Ogni faaeiuU<» 
istruito potete contrapporne 35 affatto incolti : questo rapporta 
numerico e per Birmiogham (che ha ttfo^ooo abitanti) di i a» 
38: a Leeds (che ne ha 1^3,393), è di t su 4i* 

Quanto più la popolatione è incolta, tanto plh numerosi s( 
riconobbero i delitti, ffeiraono t836 si oontò in Inghilterra eh* 
sopra 30,984 accusati per delitti , io,^3 non sapevano die a 
stento i primi efomenti del leggere e dello scrivere, e 7,o33 no» 
sapevano ni leggere ni scrivere, per cui gK ineducati stavano 
agli educati nella proportione di 85 su loo. 

u E quando (cosi dice sir Roberto Stanley nd soorap^ 
porto) noi parliamo di edocastone, non intendiamo soltanto di 
parlare del leggere e dello scrivere, ma bens) di tutte quella 
impressioni buone o cattive che dalla nascita alla morta lasdatia 
un vestigio morale Sull'uomo. Giacchi se un fanciullo à costretto 
a viver sempre in una società di ubbrìaconi| di infingardi e di 
bestemmiatori, egli si trova senza accorgersi degradato prima nep* 
por di saper distinguere il bene dal male w. 

Lo steHO sir Roberto osserva che i suoi fanatipi connasio- 



t5o 

Bali che dtffendhNio per ipooritia bibbia e libri laotoiU , noi 
baaiio mai panaalo a fiibbriear eblasa cba tiaitiaa per ne» 
gliervi Del di fettÌTO tutto il popolo, k Londra, per «empio » 
iri baaao quattro parroecbie con i66^ooq aaine, e ehicic che 
oootengono sole 8»aoo penoooi per eui per ogni fcnti pl^ 
vocdiiaDi n ba oelk ckiete il posto per uno solo. Qm lopn 
le altre Teotona parrooebie aveoti yS^^ooo aoime, non vi buioo 
obiese cbe per sole 66,i5o persooe. Nella eoolea di Lsaessier, 
ohe ha 8i6»ooo anime, le ebiese bastano per la sola ottsvi parte 
della popolasione. Nella diooesi di Yorcb (4no,aoo mìiujiì 
hanno ebiese per soli 48fOOp abitanti, che formano Is oooapirte 
della popolasione. k liferpool su 900,000 anime aon nb 
nelle chiese posto cbe per sole 36^ooo persone. A MsBcbesler 
au una popolasione di 1 38,000 anime si contsno isi|00opef 
none die non possono trovar posto nelle chiese. « Pro? stej dice 
m Stanley, a passeggiare nei dk festivi su i corsi e sulle psbblìche 
« vie delle grandi città inglesi e vi troverete dsppertuUo osi Mk 
m di gente succida e stracciata che fuma il dgaro e isirruido 
« su e gih scusa far nulla , o comoietteodo atti dì vAvm c 
m piccioli furti. Interrogate quella gente perchè aos wdt t\ 
m tempio e vi risponderà; e dwe p^miamnk andarti (1) •• 

Se dalle chiese passiamo elU esse troviamo nel rsppoHo 
del Parlamento questa trista relatione cbe il baao popolo in- 
glese non abita in easemenli, ma in tane ed in canili. A Li^er 
pool sono abitate dalle famiglie povere 7,861 esotioe poste a 
aollerranei umidi e aensa pavimento» lo queste caotioe M^ 
99,Soo persone I k Manehester il 1 a per 100 della popolstioBe 
obita neUe cantine j oosiccbé si contano in questi antri i4i{r 
perione agouisianti. Nella città di Satferd, che ha soluato 4m$i 
nbitanti| si eontano 3,3if persooe cbe abitano nelle qsoIìik* 



(1) Qowto difetto si terìBca snehe in FrtoctSj o?e non fi h»"» 
thioae di« bi»lÌDo, eomàndou ancora id^ooo eomuoi che non baono nep* 
^ore la ehieti. A Pfcrigi , per esempio , an 900^00^ snime, non fi ^^ 
^ieii capaci eht per sole 3ojOOo penane. 



jSi 

. NaHa pioook dttà di Bory^ ohe ooa ha che aoypoo «biUnti, 
li c qaU m o 3,«eo fraiigliedì •penj. Im 773 «smtre vi domoQo 
in UBO lUsio letto 3 • 4 penooo: io altre 207 eemere vi dor- 
mono solio stesso letto da 4 ■ ^ persone, ed in 78 altre camere 
demooo da 5 a 6 persone. A Bristol^ ohe ha lao^ooo ahititoti, 
it contano 5,g8s boiigUe di operajt tra. le quali 2|8oo vivono 
agglooserato in ano eamera per bqilglia» 

A. Glasgow, ove sono grandi filatore di cotonot si trovò che 
spesso vi hanno in una camera delle, in alle ao persone di va* 
rio seeeo de doroiono insieme alta rinfusa sul nudo pavimento» 
Quelle camere looo oos\ disfatte dall' umidità e dal sucidume 
che non potrebbero neppure adoperarsi per uso di stella. Nel- 
l'anno 1837 su 10,170 persone ne morirono a,t8o per tifo ce» 
gionato dagli alloggi malsani. 

Nella pnrrocehin di Spithealfidd a Londra appena un operaio 
mooroi od è iraelerito allo spedale , si eede tosto la sua oa* 
meta ad un altro, il quale spesso contrae dalle esalationi lasciate 
dall'inCBrmo o dal defunto una malattia anche per lui micidiale» 
Io Londra stessa si sooperse cbe alcune eentinaja di famiglio 
dormono sopra luridi impalcati sotto ooi giacciono fogne ejcloa- 
cbe le -quali non erano neppure otturate. ▲ questo stato di sucl« 
dome attribnirooo i medici le grevi epidemie che spesso desp* 
lano riogbtiteno. 

Sir Stanley attribuisee, senta esiterei all' insuffioieota delle 
buone misure legislative e amministrativa T attuale difetto della 
istrosione okmvIo e religiose, e la crescenle immoralità e delit* 
tnosità del popolo inglese. Il consumo dèi liquori spiritosi cbe 
nel 1817 ammontò a 9,100,000 galloni ^ crebbe nel 1837 siup a 
i8,ftoo/>oo gettMi, e nel 1837 sah sioo a 19,000,100 gaUoni^ 
per col in vent*anni il eonsumo 4ei liquori si triplicò; mentre* 
che la popolesiooe non s'accrebbe che di un terao. Un medico 
rìfet i che n Glasgow , quando gli nbbriaconi sono troppo poveri 
per nvvinisaarsi ricorrono all'oso del UuuLmum per iaebbriani 
con questo veleno. 

Eispelto alh éelittooiilk fo notato che il numero dei oo^ 



t5^ 

dannati erto nel k8o5 di ifiaòì nei i8i5 di 7JB0Ò} nel 181 & 
di t6,5oo; pel t83i di 19,600$ e nel i838 di «9,000; perai 
in trentatrè soni, ossia nel terao di un secolo ^ Ia ddittmitt 
crebbe nell'Ioghilterra nella proporaooe di t a 5 in cirea* 

Da un rapporto stato preseolato alla Camera dei Gooiiibì 
nel 1840 ristilta che il numero dei malfattori e degli inditidn 
sospetti nella sola città di Londra era di 17,0009 ossia di i io* 
pra 89 abitanti ; ad Hull questo rapporto era di i ao 64 per- 
sóne; a Liveqpool era di i su 4$ ; a Batb di i sn 37; a Bii* 
stol ere di t su 3i; ed a Newcastle era di i su «7 ; props^ 
sione spaventevole quando si pensi ai pochi measi che poòsiers 
P amministratione per. sorregliara i nalviirenti e Irattaicrii ad 
limite di una idnocoità legale. 

I risultati di queste indagini (atte da uoodni autorevoli fi 
àecordébo colla descrisione che due anni fa aveva pobbticiU 
Bii^et ^- Non è suU' Irlanda paese proverbiale della miseria | 
eh' egli chiamò V attentione dell' Europa. ▲ poea distansa degli 
splendidi squafi di Londra, nel sobborgo di Bethnal-Greea , a 
Schadwell, egli vi mostra la miseria nella sua più abiModooata 
degradazione nel sudiciume , nella pusxa , nell' infiimia : ^ & 
Londra che migliaja e migliaja di cittadini inglesi vivono semi* 
nodi accatasti in capanne cinte da assidi fracidt, ia viune scasa 
illuminazione notturna , e rese pressoché impraticabili da fedde 
postanghere, da impure acque stagnanti ; le febbri, il tìfe sono 
permanenti in que'turpì covili; talché il dott. Soutwood ha potato 
dire che a Tjondra la miseria minaccia di vendicarsi colia pesU.^^ 
E non è questa una fé rmen tastone . particolare delle pili popo- 
losa città del globo, è una lebbra comune a tutte le altre città 
manifatturiere: ognuna di esse ha la sua piccola Irlanda. Per 
descrivere tanti orrori mancano le parole: il ribreato e il pò* 
dora congiurano contro la verità, m Nel Wynds , quartiere de' 
poteri a Glascow, dicono i Commissari del Parlamento, vedre* 
Ite traverso * un labirinto d' immondi vicoli aprirsi spesai anditi 
che mettono ad angusti cortilelti, in ciascun de* quali una vcn* 
tina o piik d'umani esseri addossati .su un marcio paglìame etra- 



i53 

iati— lUMniaì» donoe, laociallì—- meno fatili, igmi€li<^-seaza 
altro ticoro fonte di guadagno che il furto e la protlituaione » 
aspettano con ana turpe atonia una morte ignominioia «. — La 
fatica, lo apoaiamento^ l'ubbriachetsa accorciano la vita umana 
d'una buona metà* La media proporsionale della mortalità per 
tutta l' loghil terra é di i tu 4i ^^* anno: per Li?erpool e per 
le altre grandi città Industriali é di i su a4» A Glascow in cin- 
que anni (i835*i84o) iog,Ì8f individui furono attaccati da feb* 
bri contagiose; ed in un decennio (i83i-i84i) la mortalità dei 
bambini al di sotto de' cinque anni crebbe in ragione del 70 
per 100 i —Da due anni, secondo le ricerche di lord Kinnaird, 
nella maggior parte delle città industriali la consumatione della * 
derrate di prima necessità è diminuita del 4o per 100 : a Man- 
Chester poco tempo prima delle ultime sommosse oontaTansi aooo 
famiglie senta letto, e 8666 ridotte a vivere con meno di ao 
centesimi al giorno ( lord Kinnaird )• — Qualche mese dopo un 
giornale de' radicali scriTCTa s « G parlano di quelli che viVoao... 
quel' amara ironia I Sarebbe meglio dire francamente quelli che 
iaoguisoono, quelli che muojono con 8 pence e meuo alla setti- 
maoa » (la centesimi e i4 millesimi al giorno). Queste sono 
cifre e fatti : ognuno faccia da sé il calcolo : né più s' od% fra 
coi, come qualche volta accade, chi neghi di prestar fede all'in* 
digensa inglese , e supponga che i poveri di Manchester sieno 
poveri solo per immaginaùone, e si dian tanto moto per biso* 
gai che il nostro popolo scambierebbe per fantasie di lusso: la 
famci la nudità, rabbrutimento, la dissoluzione della famiglia, la 
morte nel lezio, e nell' abbandono sooo i fatti ordioarj, diremo 
ancor piti, sono i fatti preveduti^ inevitabili e regolari che costi* 
tniscono la carriera dell' operajo inglese. — 

Perchè i nostri lettori possano aver più vivamente sotto gli 
occhi lo stato di questa claMe che oramai spaventa la stessa ca- 
nta, noi diamo qui tradotto un brano di lettera, che un testi- 
monio oculare indirizzava alla Gazzetta d'Augusta. 

Maneheiterf a settembre 1842. ^- « Ben si consigliò Peel 
trattando le agitazioni dei distretti manifatturieri come un male 
AmiAU. Statistica, voL LXXIV. ti 



i54 

irreparabile, ma locale. L'operajo inglese non pensa né può pcv« 
gare a mutazioni politiche t solo, isolato, diviso dal òrto cittiè- 
no« al quale non ispira che timore e disprestOi non osa neppor 
desiderars un Taro miglioramento t mangiare e riposare soao i 
suoi voti supremi (i). Gli stessi fogli radicali non sanno chiedere di 
più per questi uomini che non hanno ombre di fiducia neMoro 
diritti, e che s' abituano fin dall' infansia a considerarsi noe co- 
me asserì che hanno uno scopo proprio, ma conte ruota d'osa 
gran macchi na, come mani (a Hand) in uno sterminato favoni- 
tojo. Se qualcuno nato in questa cl««se, che con atroce frso- 
chessa fien chiamata m noi rcMpeeiable », sente d'aver ingegno 
e coraggio, ogni suo sfono è per oftcirne. ..^ Ma non v* ha chi 
pensi a render migliori e rispeUaUli davvero gli opemf; edes» 
stessi confesserebbero agevolmente che non mentanole non ?a* 
gliono rispetto alcuno. -~ Questo sentimento della sua degrs- 
datione, questa coscienta del suo nulla rende vile l'operajo ìa* 
gleses la sola vista delle soldatesche lo spaventa : ei sa bene che 
la truppa è guidata da uffisiali « Gendemen « e in quella goin 
che solo SI lascia battere da un uomo ben vestito seosa vcn* 
dicare l'oltraggio , cosi anche in folla fogge all' apparire di una 
cOmjiBgnia dì soldati. V ha poveri in Germania , in Itatia , in 
Francia, ma solo qui v'è la canaglia, I poveri del oontinenle, 
quando non parlisi de' mendicanti, si sforsano di nascondere le 
loro strettetse, e di salvar le apparenze : ond'è che anche le classi 
piti agiate si accostano a loro senta ribrezsoi e non trattano eoa 
chi vive del lavoro delle proprie mani , come con un lebbroio. 
Ma il bracciante inglese è segregato dal resto della società, in* 



(i) Questa assenione contraddice a quello che espose Senior. Ma aoi 
faremo vedere in seguito che quett' illu«lre eoonomuta inteudera parlan 
di tutta la cUtae induslrtale , comprendeudovi anche gli speculatori ed i 
direttori delle fabbriche ; il oorriipondente tedesco parla del l'in fimo hrctc- 
cianle^ della plebe industriale , e per dir tutto , con un' cipressi va parola 
della nostra lingua , del ghmaliero. 



iSS 

prigiooato eotro no cireoio itrettisiiiDo, incapaoe di prender parte 
alla ^ta politica, iocapaoe perSoo di desiderarlo »•..•. 

«Meotr'io sto scriTendo pasta una torma d'Irlandesi che» 
dorante T autunno, s'allogarono presso gli af&ttajnoli per dar 
loro mano a raccoglier le messi : ora vanno a Liverpool , e di 
là in Irlanda, d'onde tornano ogni anno offrendosi a miglior 
patto degli Inglesi , perchè a casa non Iroverebbero di ohe oo- 
cuparsi. Questi poveracci ora sono allegri e d'umor lieto, pei^ 
che hanno ragrannellato qualche cosa , e se il rhum è a buon 
mercatOi e il tragitto non dura lungo tem|io, potran bene salvar 
qualche scellino per la loro famiglia. Essi ora sono ricchi, ricchi 
alla loro maniera, ed appena sanno frenare gli eccessi della lo» 
ro gioja selvaggia s — né conta se fra cento non se ne vegga 
pur UDO il coi abito non sia minutamente rattoppalo , o piut- 
tosto composto di cenci — - e cenci per Dio I quali appena si 
degaerebhe raccoglirrli un cenci a judo tedesco : e il meglio si é 
che un'uniforme tinta di fango e di soddume ha inverniciati 
gli svariati colori di que' petsuoli : bisogna essere inglese per non 
raccapricciare a tale spettacolo! •••Ma questi son principi in para- 
gone degli smonti, e 4)islrulti operai inglesi, che talora d'altro non 
coprono le loro nudità che di lordura (i). Se vedeste i loro fanciulli! 
se vedeste gli innumerevoli fanciulli che vagolano qua e là per 
gli angusti e fangosi viottoli , e che sbucano a guisa d' insetti 
fuor dalle tetre cantine, e dalle fenditure delia terra, e di nuovo 
vi si rintanano senza schersare, lensa ridere, senza gridare, or- 
ribile preludio, e spaventosa imitazione del disperato silenzio de' 
loro genitori 1 Alla vista di questi bambini sanguinn il cuore {7)» 
Perchè sono essi qui T — • Ogni anno che passa dà loro piti 
chiara la cognizione della miseria in cui sono nati, a cui sono 



(1) Baret riporta molli casi di poveri inglesi, che non potevano per 
la nudità uscire in cerea di lavoro e di elemosina. 

(a) Il n'y a, dice solennemente Baret^ il n^y s««ty< taffirme, qoe les 
pooroesax dont l'édoestion phjsiqae soit comparable a celle d^s enfans 
do bas peaple en Aaglelerre. 



i56 

inesorabitmeDte condanoati : — - d' una miieria ti gnade die •■• 
nieota tutte le sperante dì migliorameatOy e sembra punire ooUo 
•ohemo la pietà , che osaste por mano a soooorrerla. Sì — ia 
è proprio con — oé la carità privata, né la prerideata dd p- 
▼emo varrebbero ad alleTiare uoa piaga si InveieDita: Pdeao- 
sitia stessa ha qui 1' aspetto di prodigalità : ogoi Geatesiaio die 
date agli aflkmati finisce nella taTerna delP aoquavìtajo , anitt 
luogo di riposo per questi iofèlici, ai quali serve d' abilsiiooe , 
di teatro, di scuola, e pur troppo anche di ctoia/...(i).Dopodè 
dite pure che è orrìbii cosa rinviar ferro e piombo ad sbotti 
che gridano pane; ma dite anche che non si pub fare sltnoKo* 
ti. Se è vero che la costituzione inglese sia uoa pireaiide di cui 
il re occupa il vertice, ed i lavoratori la base, bisogaa put da 
la base sopporti tanto maggior peso, quanto più alla è la ook 
dello splendido edifiiio. ( Sarà eonlam/t$}. 



ASSOCUIlOm AGBAEU ItOU STATI aSEDI. 

Ijrii ordinamenti di pubblica utilitl , ideati e roandsti ad ef* 
fatto col concorso di molli, sono istituii di dvUtà ben inUui ^ 
pervenuta a condisione ai^^ii prospera* 

Raccolte voiontariamenle , per comune pensiero , le booltà 
individuali di parecchie persone , giugnesi a lormarae od con- 



(i) E soprattutto di coasoUsioDe. Obliare, stordirsi, topprìnere seni 
dolori il pensiero, il sentimenlo, la ragione — ecco quello che cerea lo* 
perajo inglese: — * l'economia Torrebbe che fosse una mscehiot— ede;^ 
desidera d'easere una maoebina. La deserisioue delle ta?enie fa n^ 
priociare. Alla domenica, quando ogni cosa sonnecchia aeoondo l'ipoait^ 
rigorismo delle leggi anglicane, la taverna è socobiosa', e piena di p0f<* 
raglia, che con muta e disperata avidilà viene a comperare coi gaadi|tt 
della settimana nn istante d' esaltasiooe, e molte ore di fiingoso \f^ 
— on lampo di quella vita cbe loro è contesa, e il riposo della wk^ 
cbe non hanno il coraggio, e forse neppnr l' idea d'incontrale. 



i5y 
plesso^ la cui maggiore potaiua è alla ad opare ragguardevoli, 
difficili» per non dire impottibili a lenlarsi dai privatL 

Quindi non è meratiglia «e vedonsi io .oiaggior numero e 
piii polenti le assodaiaoni là dove più fiMÙlmenle pouono rimcire 
grandi e fiorenti le tpeculaiiooi dell'industria, mentre leorgonal 
in vece minori o nulle là dove hanno più riitretlo campo d' e* 
sercitarsi io utili imprese. 

Ma un'aasociaiione pur v*]i« a parer nostro in Ofpd luogo 
pasiibUe e profiuevoìe ; ed é quella che sema attendere n spe« 
culasioni industriali étutììe direiio aiiuaìe pe*soe/j sol mira, per 
ben inteso pubblico vantagpOf a promuovere quelle imprese in* 
dividoali che possono in avvenire riuscire proficue o coloro che 
le tentano oome al pubblico; a facilitarne i messi ai privati; a 
compensare costoro de'perìeoll e de'sagrific| cui vanno incontro, 
o che debbono sopportare per accingersi a quelle imprese, se 
da esse pub venirne poi il comuo bene; a premiare V assiduo 
lavoro, rintelligensa in esso, la firogalità, T economia, T inteme- 
rata e castigata condotta. 

Noi abbiamo in altre scritture francamente bandita questa 
opinione ; che l' Italia estendo per condizione propria chUvnata 
pia aUe imprese agricole^ che non a quelle delPindusina manu* 
faitricef meglio e prima in essa com^enga promuovere , favorire 
ed estendere ijueUe imprete , accrescendo con ogni maniera di 
sassidj la coltura de'feraci terreni della penisola. 

Cotesto pensiero viemaggiormente eraci fitto in mente per 
quanto concerne a queste subalpine province , dove crediamo 
piti necessaria e più importante la conservazione d'una popola* 
sione robusta e coraggiosa. Imperciocché essa meglio potrà, oc- 
correndo, difendere la nasionale indipendensa da ogni aggressione» 
come pur sempre fece, almìsno con onore , anche allorquando 
sfbrtanato era Tesito della difesa, la quale , se non salvava dal* 
Testerò predominio^ era tuttavia una generosa protesta contro 
di esso. 

Queste ed altre considerazioni ci chiamano a far plauso a 
que'buoni cittadini, i quali, convinti della prefeiensa che merita 



158 

la popolazioiitt agricola, peotaao ad aeereaeerU, a niglioiicli, 
a farla piii riooai piti iUominfila» più colta e pili felice laacMs^ 
ehe P attivila mcffcantile s' esarcili beoti nelle specolaùoni dek 
nairìfatture eoo que'meni di coi può disporrò, toma che abka 
|ierò ODO tovercbia fecililà a far deserti i eonuni mralì, dìrto* 
glieodooe la popolatiooe, eoi poterle ofiferire ona oonditioac ni* 
gliore oegH optficj. 

Al quarto Congresso de' sciensiati italiani , raeeolti io Pa- 
dova uel settembre scorso , un ottimo cittadino, mosso dsi pi» 
cedenti riflessi, il signor marchese Pietro SeiTOtico, patriiio pi* 
dovano , in un suo discorso , ricco di belii ed ulifi pcasierì, e 
ealdo di carità civile , quanto eloquente e forbito per propmtì 
di parole , ehianiò V atteosìooe di quell* illuminato cooseno tà 
vantaggi derivanti da un' 4UsociàMÌone agraria da esso propoiU, 
( Fedi Diario del Comgresio di Padova , Ifà 7 e Ji, e vcdàà 
la precedente dispenea degU Annali do^ / informano i ietton 
su detia associazione , giudicandone f ordinamenio )• 

Heritameote applaudila l' idea di lui ^ ebiamata per tota 
unanime la stampa di quel discorso; fistiasi fiivorevole rebatooc 
della proposta, con acclamaaione comune' era questa aooolts, e 
raccoglievansi al primo suo esordio moltissimi soritlon* 

Sebbene noi fouimo allora a Padova, oocopali però io si- 
tra discussione, non ci fu dato di osservare al coneeeiCb cbs owAi 
prima in Piemonte eguale idea era sorta in niente a quattri 
ottimi cittadini; che in breve molti altri vi d aesoctavaao; cbe 
trovavano in un ministro illuminato di principe piìi illaaiisiM 
ancora protesiooe ed incoraggiamento, sicché appena <acti l'i* 
dea tosto estendevasl e radicavasi in modo a fondarsi sa bnfl 
solida e legale ; onde potevasi presumere, che il aubalpiao lìti* 
tuto dovrebbe pei suoi utili risultamenti fra non molto ssfiit 1 
tal fama , che potrebbe servire * d? esempio ad istituti co&ufflìl 
nella penisola. 

Queste cose noi ci riservavamo dedurre a notisia dei )d 
tori degli Annali quando la pubbiicasione degli atti legali del 
Y Associazione agniria piemontese ci permetterebbe di psfiif| 



iSg 
con maggiori particolari di etia, come appuolo ora ci é dato di 
fare* 

La prina idea di uo'afflodatiooe di lai fotta sorte a Biella^ 
dote da iileooi anni uoa aocietà promao? ilrice d' ogoi tpecie dì 
inditttria ordinavati, e Ira le altre cote istiluifa nel podere mo* 
deUo £ Sandi^liamo naa temola ffratiea agriùolOf la quale lem* 
bra pnrai^llere i più utili risiillBaMiitL 

Primo motore a quest'opera, od almeno de^piii operosi» era 
il BÌg.G.B. RobiogliOi cittadino Biellete, uomo di larghi ed illu* 
mioati pensieri, di sincero amor patrio, di f olonta forte e per» 
lereraDle. 

Cotesto primo esempio era lecondo in Piemonte, dove come 
io tutta Italia i buoni cittadini, la Dio mercè, pur sono molti an- 
cora , ed appena presentasi un' ocoasioae di ben operare non 
msiMa un selante ed attivo concorso. 

L* idea del Robioglio pertanto mandata ad e0elto nel Bici» 
lese, con un concorso d'illuminate volooli, di cui più volte que* 
sii Aonali ebbero a ragionar con lode, trovandosi tuttavia ad 
una tùia provincia ristretta^ era tanto pib desiderabile cbe fosse 
estesa io quanto cbe essa provincia , più manifaUuriera ancora 
che dgrm&s, per condiaione propria, non offriva que' meisi d'e^ 
secuiioae, cbe trovansi in altre Uueramenie agricole* Era natu- 
rale adunque, ohe si pensasse a dare pia vasto campo a sì fé* 
lìce eoneeUo. 

Tre altri buoni cittadini uniti al Robioglio ebbero quest'Idea, 
ed i nomi loro vogliono essere qui registrati. -— Il colonello di 
artiglieria^ cavaliere Emilio Bertone di Sambuy. — Il cavaliere 
Giovenale Vegessi-Ruscalla, segretario di S. M- nel mioistero di 
gaerra e marina. -^ Il professore emerito Saint-Marti o, erano 
cotesloro; essi col Robioglio suddetto ponevano opera a racco* 
gliere soscriltori alla proposta associasione. 

Trovarono essi tosto in ogoi classe di persone altri concit- 
tadini, i quali volootieri aderivano al generoso invito j e fadusi 
un novero di soscriltori bastevole a servir di uodo e di eleuiento 
all'impresa, progettato uno Statato organico della Società, intitu- 



i6o 

lata: — Astociazione Agraria per Pincremento ddtagricdutrmt 

delle arti ed industrie alla medesima direttamente attinenti — b 

pretentaroDo ali* Autorità i operìore , onde ottenerne V approva» 

ftiotie. 

11 Governo, sempre propenso a favorire con ogni nanio-t 
d'a)oti le baone ed utili imprèse^ non solo annoi «Un dnaiaoda 
dell'esordiente Società» ma con un atto, che l'onora per la savia 
inoniGceoxa che vi si palesa, promise tutti quei sassidj die po- 
traooo col tempo assicurare all'ideata associasiooe que' vantaggi 
per coi rendersi efficace» prospera e potente. 

Noi crediamo che gli Annali debbano registrare questo pror- 
vedimento sovrano , perché dalla sua pubblicazione nella peoi- 
sola possono nascere pro6ttevoti imitaiioni, e perché esso giofs 
a provare la previdente e liberale saviezia del nostro principe. 

Carlo Alberto, per la grama di Dio, re di Sardegna, di Gpro, 
e di Gerusalemme^ duca di Savofa, di Genova , ecc., eoc^ 
principe di Piemonte, ecc.^ ecc. 

Ebbero a Noi ricorso alcuni ragguardevoli personaggi, i 
quali, mossi dal lodevole desiderio di trarre tutto ti più abboa« 
devote profitto dalle felici condisiooi agricole de' Nostri Stati , 
avrebbero divisato di formare in Torino una Società diretta a 
promuovere co'proprii metti l'incremento dell'agricoltora e delle 
arti ed industrie che hanno con essa immediata relazione, e G 
supplicarono di volerne concedere l' approvasione sotto il tìtolo 
di Assodauone Agraria , a norma dello Statuto che G haano 
a tal fine rassegnato. Considerando che lo scopo di una simile 
instilutione non poò a meno che di rìesdre di sensibile van- 
taggio al primo fonte di ricchetsa^ di cui sono fomiti i Nostri 
Stati, e che i mezzi coi quali la detta Società si proporrebbe di 
''*ggii>ngere un tale scopo , sarebbero acconci a procurare, per 
la via di perfezionamenti agrarii ed industriali, e colla diffusione 
delle più corrette discipline, un reale accrescimento di beni ma« 
teriali a profitto della porzione più numerosa de'Nostri Sudditi, 



i6i 

e nello stesso tempo a rendere piti intelligeotei pili agetole, piii 
feconda i'applìcasione di capitali e di laToro alla oottivasione 
delle terre, abbiamo perdei eoa particolare Nostra soddisfazione» 
appressato il pensiero dei rioorreoti, e mentre Ci siamo disposti 
di approvare la dìTìsata Società , Ci piace pmre di manifestare 
fin d'ora la nostra propensione ad impartire col tempo alla me» 
desima qaei maggiori fetori ed e£5caci incoraggiamenti, di cui 
resperienxa potrà forcela conoscere meritevole, aggregandO| ove 
d' uopo , alla medesima lo stabilimento di una scuola forestale, 
non cbe quello di una scuola veterinaria per 1' allevamento e 
cura del bestiame bovino e pecorino, e dotandola di quelle al« 
tre istitusioni, che in progresso crederemo giovevoli allo svi* 
luppo dell'^agricoltura, e di quelle arti ed industrie che la ren* 
dono in ogni suo ramo meglio produttrice e fiorente* 

Per queste coosideraaioni abbiamo determinato e determi- 
niamo quanto segue : 

Art. I. È approvata nella Nostra città di Torino la Iòndasione 
dì aoa Società peli' incremento dell' agricoltura e delle arti ed 
ioduitrie che immediatamente ne dipendono , sotto il titolo di 
Associazione Agraritu 

E pure approvato per quest'effetto l'annesso Regolamento, 
che iterrk firmato dal Nostro primo segretario di Stato per gli 
afiari dell'Interno e delle Finanze. 

Art* li. Nessuna variaiione o modificazione potrà essere fatta 
ai detto Regolamento, se non sarà preventivamente da Noi ap* 
provata. 

I regolamenti di amministrazione e di disciplina interna che 
verranno formati dalla Società, dovranno pure essere prima ras- 
segnati alla Regia Segreteria deiriotcrno e delle Finanze per la 
opportuna approvaxione. 

Art* III* Un Commissario, da Noi nominato, veglierà al retto 
sodauaeoto della Società; interverrà alle sue deliberazioni^ pren- 
derà speciale conoscente delle operasiooi^ che per cura di essa 
avranno avuto luogo nelle provincie; avrà in comunicazione tutti 
i libri, i registri e documenti della Società; assisterà alla revi- 



dtli- 
pre- 

d». 

dei: 




|63 

xionè. AduaBote amtualif mauili^ ebdomadarie. — Una sala con 
biblioteca offrirà agli anociati qui peroBaoeolii o ^ pasiaggio, i 
comodi d'un gabioelto di lettura di opere e giornali agrar|. — 
Pegli associati delle proviocie si pubblicherà un foglio ebdoma- 
dario , che conterrà ragguagli solle ricolte , sulle fiere e sulle 
mercuriati de' principali mercati di questi Stati ; le 8?f erteose 
agrarie della stagione ; oenni di fisiologia vegetale , di chimica 
agraria ; annunci bibliografici, e quelle altre notizie di economia 
rurale, che saranno riconosciute utili e gradatoli » scritte però 
sensa forala didascalica^ ma nel modo il più chiaro e piii adatto 
alla comune intelligensa. 

In ogni provincia dove faranno piU di dodici atiodati, ver- 
ranno questi invitati a comporre un comizio agrìcola ^ il quale 
assumerà il nome della provincia medesima, e si porrà tosto in 
corrispoodensa colla Direzione centrale di Torino. — Gli asso- 
dati non residenti nel capo luogo della provincia, son liberi di 
ascriversi a quel comizio provinciale finìtimo^ cui meglio torna 
acconciò pe' loro traffici o reiasioni (i). 

In ogni anno e nel luogo a scegliersi t in generale adunanza^ 
sarà eletta la città, borgo o comune dei regj Stati, nel cui ter- 
ritorio ài terrà un congreizo sperimeniale agrario di breve du-, 
rata. In questo congresso si faranno aperimeuti sul merito re- 
lativo dei var) aratri, ed altre macchine rurali ; esami e paragoni 
sui me.todi di coltura e sui concimi ; si darao premj palla buona 
tenuta dèi fondi, sempre, in purità di merito, preferendo i pic' 
coli proprìetarj^ sebbeue non associati : si premieran pure coloro 
che presenteranno i migliori capi di bestiame, e infine si darnn 
prem) ai servitori di cumpagiia dutinti per ottima coadotta ino- 



(i) Questa ditpotiiione è atiliMima , perchè prova, che se v' ha uea 
diraione emiraUj essa tenere vuoisi in quella .solaasiooe di centralità , 
che giova e lasciasi alle proviacie, queiraaione ed inAueosa che por sodo 
necessarie alla prosperità dell' istituto. Questo notiamo , code prevenii-e 
y impotasiooe che per avventura si volesse fare <f un soyercluo spirito di 
centroliffascoiff che pur troppo è la malattia dell' epoca nostra. 



i64 

rale e focial«| affetto ai padroni, loleni^ ed iDtellìgeDia oei la- 
bori campeitrt. 

Vi sarà in Torino un' annua pubblica etpositione 4ì fratta 
e di legumi, abbellita por anco da una mostra di fiorì. 

Queste sono le principali disposisioni dello StaMo ùrgtudea 
il quale provvede altresì per Teleiione degli ufficiali delia so- 
cietli ed al periodico rìnooTameoto d'essi. La Direzione eentrale 
stabnita in Torino componesi d'un presidente^ quattro wce»pre» 
sìdentif due tegretar/^ quattro ^ice^segretarfa un tesoriere, un or* 
chivista y un editore delk stampe , ventiquattro consiglieri resi» 
denti, ed altrettanti non resideniL — - Ognuno dei delti ufficj di* 
chiarasi grattato (i). 

L'ufficio deVassociazione agraria è posto nella F'ia dei Ri* 
pari, casa Vegexsl-Ruscalla, N, g, piano terreno, dov'i aperto il 
registro delle assooiasioni. Le domande per lettere devono es- 
sere mandate, franche di porto^ al gegretario della commissione 
prov^éoria^ incaricata di governare 1* assoeiaaione finché sia co* 
stituita dall' approvatone sovrana sopra scrìtta, a finché il nu* 
mero degli associati giunga ai duecento. 

li marchese Cesare Alfieri di Sostegno , dei prìmi scudieri 
e consigliere di Stalo di S. M., vice-presidente della Camera di 
agricoltura e di eommerdo di Torìno^ il quale onora reminente 
sua posisione sociale coli* assumere sempre con ottima volontà 
e con illuminato erilerìo la direzione delle buone ed utili im- 
prese, é presidente della commissione provvisoria. 

Il cavaliere Giovenale Vegetrì-Rusealla , già nominato, n'é 
il segretario. 

Dire qua! sarà l'avvenire dell'associazione agraria fin qui 
descritta pare a noi vaticinio facile assai per chiunque giudichi 



(t) Da questo breve epilogo dello tUtnto soorgesi che l'ordinamento 
della società torioese letnia appanto V iooonvenienle saviamente - notato 
da on nostro collaboratore nella società padoTsoa^ quello di non avere 
amroinisirasione ed ufficiali proprj scelti nel seno d' esM. ( 9^tdi ArmaJU ^ 
dispensa di ottobre p, p, ]. 



i65 

gli ordini d' eoa con mente praiica delle istilutioni di tal 
fjeùetem 

L' utilità pronta e diretta deirimpresa; la tenuità del eoa* 
oorfo; il morale e vantaggioso suo impiego; la potenza della 
protesione governativa largamente concedutale « i beneficj ulte* 
rìori da eeta aneora promettigli | la generale tendente degli aoimi 
alle buone ed utili imprese; la prudente ed accorta diligeoxa di 
coloro che ti propotero al governo provvitionale deiristituto » e 
che il oomun voto de' socj lascerà probabilmente all'ufficio^ sono 
notivi e cautele sufficienti per credere che Vjtseociaùone agraria 
Torineee avrà fra non molto in ogni proviouia de' regj Stati 
gran numero di tocj» «oche, crescendone le facoltà, meglio e piiH 
cfficaeeaiente saranno da essa promosti e conteguiti i divitati 
miglioramenti, onde pih certo ti renderà il cooteguimento degli 
ulteriori lavori del Governo topra accennati; i quali beneficj tqn 
quelli appunto che potranno far grandemente protperare la no* 
stra iodttttria agricola. 

Noi non intendiamo denigrare T attuale conditione di essa 
fra noi. Che ansi crediamo doversi alla medesima gran lode 
per le molte tue buone pratiche agrarie, degne d'essere imitate^ 
come rìcoooscevati da molti valenti agronomi esteri quando 
tenevati la Torino il tecondo Congretso de' scieosiati italiani 
l'anno i84o. 

TuttaTÌa crediamo non potersi contendere, che molte ira esse; 
pratiche tono anoor tuscettive di ragguardevoli miglioramenti. 
Né può negarsi altresì, che cotesti miglioramenti spesso possono 
difficilmente avviarsi per radicati pregiuditj, per difetto di col* 
tura, per esiguità di metti, i quali non permettono sperimenti 
iocerti , die si postone piU agevolmente prima tentare a tpete 
comuni, onde giudicare dal buono, o dal cattivo rttultamento 
loro se meramente debbano essere accolti dall' universale. 

Né ti creda altresì, che nel così ragionare vogliansi sover- 
chiamente promuovere novità agricole, spesso non preferibili a 
quelle pratiche agrarie che la consumata speriensa di molti anni 
mostrò sicuramente proficue. Solo si pensa> che conveoga bensì coi 



i66 

lumi della telensa, applioill eoo retto dticcnumcBlo, meglia clùa- 
rìre i processi agricoli , distinguere gli aisolutamente buoni dai 
mediocri sollaoio, e dai eatlivi» onde ritenere e far piii comuni 
ì primi; perfetionare e poscia ugualmente propagare i secondi; 
consigliare l'abbandono dcfioittto degli ultimi. 

Così gli errori deir empirismo sono per comno bene sean* 
sali; così neU'mteresse indiiriduale d* ognuno curasi quello del* 
r universale » sempre favorito dalla maggiore e piii economica 
produtione possibile ; cosi al miglioramento materiale si associa 
quello morule conseguito da un onesto ed illuminato lavoro I 

Ha un immenso vantaggio morale , con altri molti 9 noi 
consideriamo ancora nella proposta ed approvata associazione 
agraria y ed è quello della cresciuta imporiamza e eonsiderawme 
che debba venirne alla oonditlone d'agricoltore. 
» Non può contenderti fra noi no male gravissimOf ogni giorno 
crescente, ed é la teadenia ad abbandonare quella condizione , 
sebbene onorevolissima^ per abbracciarne altre,. le quali son poi 
ben lontane dai procurare gli sperati vantaggi. 

In una contrada dove molta é la diTÌiioDe della proprietà, 
se si eccettuano poche provincia di gran coltura , e perciò di 
latifondi; a dove molti sono i contadini agiati, è frequentissimo 
il caso di vederli consumare anche parte della sostenta propria 
per assicurnre ai Ggli un aliro siato , neiropioione in cui entrano 
di reòderit cosi pih agiati e pih considerad nella civile società. 
Se non che poco tarda a giugnere T epoca del disinganno; op- 
però que' figli I che avrebbero potuto, continuando nella prima 
loro condizione, vii^eryi faticando quieti, onorati ed agiati , pai* 
sati ad altra ^ nella quale non trovano gli sperati vantaggi, di* 
ventano uomini maicontentif bisognosi^ spesso irrequieti^ col prò* 
prio ed akrìd danno. 

A questo male noi crediamo, che possa rimediare Vassoda^ 
9Ìone agraria^ motXteììào come la condizione dell'agricoltore fatta 
più ricca^ pih colta , pia illuminata e pih arile possa a buon di- 
ritto, specialmente da coloro che vi nacquero, anteporsi a qua- 
lutiqiie altra j é mantenersi in molto onore» 



167 

Siene benedetti pertanto coloro, cbe inteociooo a prooorare 
•Ila patria nostra queato oon molti altri vaataggi ; e aia unanime ^ 
il concorso die' buoni per eoionare di felice aucce^so l'impresa 1 

Gli Anoali di Statistica ai farao premora d' annunciare la 
de6niliva coatitusione della Società; come Feleaione degli uffi- 
ciali permaneali d'essa, ed i piimi suoi atti. 

Lo stesso faranno detta pure proposta assodazione agmn'a 
padovana. 

CoM in due opposta parti dalla penisola a' avrà il merito 
d'aver ideata e mandata ad effetto un'opera veramente profit* 
tevole alla più conveniente condisione della presente civillà ita- 
liana ; ▼eramente utile alle popolationi svegliate, intelligenti, e 
d'ottima indole che abitano queata nostra comune patria ; e ve* 
ramante degna de' booni cittadini , che promossero l'iatituaione , 
come de' governi aoiy, iUnnùnad e.paUmi^ che 1' accolsero, la 
favorirono, e la protessero, o che bea consigliati ai riaolveranoo 
a farlo per l'avvenire i 

Torino, 6 novembre 184^ 

PctUU. 



GsootAFiA, GoaTOict bd A|ITI€HITA\ 



ALTBl CBRRl SVtLà aPàlMZlORB DSL GàPrTAHO mOLlSB BOSa AL PQLO. 



D, 



'opo quanto abbiamp riferito nel faacioolo di maggio p, .p. 
aulla apedizione del capitano Ross al polo , ripetiamo le ultime 
BOticie date dai giornali inglesi. 

m II capitano Ross e la apedistone antartica anno alle isole 

Faikaind. li* Èrebo e il Terrore Tennero a collisione assieme nel 

tentativo da esse fatto per isfuggire ad un monte, di gh