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Full text of "Annali universali di medicina"

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ANNALl UNIVERSALl 



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MEDICINA E OHIKUEGIA 



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oti wwnxk »4 O. B. BOKSSIN A ■ M. BE-CRI8TOFORI8 

A. GOHRADI 



COMSItLIO OIII€TTIVO 

Dm Qiovammi Acbilli Rioordi AuiLaARi 

Oouu Oamiu.0 SoARmno Aira>Lo 

QuAouNO Antonio , Zuoohi Cablo 






VOLUME 264 



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MILANO 

FHATBLLI KECHIEDEl EDITORI 

* 

1883 



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60 ^3 



RI VISTA DERMO-SIFILOPATIOA 

del prof. DOMBNIOO MA^JOCCHI di Farma. 



!.• Parte dermatologiea. 

Scarenzio — Prurito e prurigine. 

Breda — Anaiomia patologica del lupus laringeo. 

Uona — Contribuzione alia patologia delle unghie. 

Quyot — Sull'Ainhutn* 

Suchard — VAinhum. 

Besniep — Un*caso di eruzume bollosa dovuta al joduro di poiassio. 

— Un caso di eruzione antracoide doouta al medetimo agente. 
Uaua — EcofoUatio areata palmae manus et ewfoliatio areata linguae. 
De Luoa — Suila Xantoma a groasi nodu 
Breda ~ La trieoressi nodosa. 
Giber — II batterio del pemfigo* 
Cornil — Nota sulla aede dei batlerJ nella lepra e stUle lesioni degli 

organi in.queeta malattia* 
Vidal •— Delia pitiriasi circinata marginata, — Descrizione del suo 

micoderma (Microaporon cUspar). 
Hass -- IdentUd delVerpete tonaurante e della pitiriaai circinata. 
Majocchi — Eaperitnenti fisio^patologici, ooltolio di croton Hlium net- 

Verpete tonaurante. 
Bachner — Osaeroazioni critiche euUa etiologiadal^Area Celai. 
Scbultze — Delle teorie aulVArea Celai. 
Majocchi — Ricerche mioroacopiche aulla pelle deU'Area Celai. 

2.® Parte aifilografioa. 

Rasori — Sopra una complieanza non comune delta hlennorragia. 
Gourguea -^ Del permanganato di potaasa e del suo impiego in te* 

rapeuHea^ prineipalmente neUa blennorragia. 
Taylor — Delia eura abortiva dei bubboni merei deW aeido earbo* 

lico. 
Becohiai — ContrUmto alio atudio della aciatica blennorragiea. 
HarUneaa — li mierpbio delta aifilide. 
Petrowaki '^ mcerca delV influenza dei proeessi febbrili acuti auUa 

Mifllide. 
RoUet — Legli antiohi focolai delta aifilide e delT origine americana 

delfepidemia del aecolo XV. 



60 ^3 



RI VISTA DERMO-SIFILOPATIOA 

del prof. DOMBNIOO MA^JOCCHI di Farma. 



l.« Parte dermatologiea. 

Scarenzio — Prurito e prurigine. 

Breda — Anaiomia patologica del Input laringeo. 

Uona — Contribuzione alia patologia delle unghie. 

Guyot — Sull'Ainhutn, 

Suchard — VAinhum. 

Besniep — Un'caso di eruzUme bollosa donvUa al joduro di potassio. 

— - Un caso di eruzione antracoide doouta al medesimo agenie* 
Uana — ExfoUatio areata palmae manus et ewfoUaiio areata linguae. 
De Luoa — SuUa Xantoma a groasi nodu 
Breda ~ La trieoressi nodosa. 
Giber — II batterio del pemfigo. 
Cornil — - Nota sulla eede dei hatteti neUa lepra e stUle leeioni degli 

organi in.questa malattia. 
Vidal •— Delia pitiriasi circinata marginata. — Descrizione del euo 

micoderma (Microeporon dixpar). 
Hass -- Identitd delVerpete toneurante e delta pitiriaei circinata. 
Majocchi — Eeperimenti fisio^patologici oqICoUo di croton tilivm net- 

Verpete tonsurante, 
Bachner — Osfiermzioni critiche euUa etiolpgia.dslPArea Celei, 
Scbultze -- Delle teorie suit Area Celei. 
Majocchi — Ricerche microscopiche sulla pelle deU'Area Celsi. 

2.® Parte aifilografioa. 

Rasori — Sopra una complieanza non comune delta blennorragia. 
Gourguea -^ Del permanganate di potassa e del suo impiego in te* 

rapeuHea^ prineipalmenie neUa blennorragia. 
Taylor — Delta eura abortiva dei bubboni merci deW aeido carbo* 

Uco. 
Becchiai — CoiUributo alio studio delta sciatica blennorragiea. 
MarUaeau — li mierobio della Hfitide. 
Petrowaki — JRlc^ca dell^ influenza dei proeessi febbriU aouti suUa 

eifllide. 
RoHet — Degli antiohi focolai delta sifitide e delV origine americana 

detVepidemia del secolo X V. 



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RIVISTA DERMO-SIFILOPATIOA 

del prof. DOMBNIGO MA.JO0CHI dl Panntt. 



l.« Parte dmrmatologiea. 

Scarenzio — Prurito e prurigine, 

Breda — Anaiomia patologica del lup%$9 laringeo. 

Uona — Contribuzione alia patologia delle unghie» 

Guyot — SuU'Ainhutn, 

Suchard — VAinhum. 

Besniep — Un'caso di eruzione hoUosa domUa al joduro di poiasHo. 

— Un caso di eruzione antracoide doouta al mzdesimo a§m%t$. 
Uona — ExfoUatio areata palmae mantes et ewfoUatio areata linguae. 
De Luoa — SiUla Xantoma a groesi nodi. 
Breda ~ La trieoreesi nodosa. 
Giber — II batterio del pemfigo. 
Cornil — Nota sulla aede dei hatterj nella lepra e atUle leeioni degti 

organi inquesta malattia* 
Vidal •— Delia pitiriasi cirdnata o marginata. — Descrizione del suo 

micoderma (Microeporon dLfpar). 
Hass -- Identitd dell'erpete toneurante e delta pitiriaei etrcinata, 
Majoccht — SeperimenH fisio-patologici, eotTMo di eroton HUum net' 

Verpete toneurante, 
Bachner — Oseervazioni critiehe euUa etidogia detfArea Celei, 
Scbultze -- DeUe teorie suifArea CeM. 
Majocchi — Ricerche mtcrosGopiehe eutta peUe dett'Area CeM, 

2^ Parte aUUograAoa. 

Raaori «- Sopra wm eomptieanza non ecmmne d$lla btennorragitf, 
Goargaes — IM permangamato di potaesa e det suo iwipiego m ie* 

rapeuUeOi prineipalmente neXta U$vmeirragia^ 
Taylor -* LeUa eura abortdva dH M$bboni mercS denf aetdo earbo^ 

Uea, 
Beechioi — Coninbuio dllo etudio delta eotaUca blmrn&fr^giea. 
Martineaa — n mierobto delta MfMde. 
Petrowaki -- BMarea dOflm/iuenza det pro^sei feb^iU doetti nftta 

etfOide. 
IMiet — LegU mMd feeOat d^ta et^Ude e dettrngine anu^hdncf 

daVeptdemia del eee^lo X7. 



e RIVISTA 

con tre gradi dMntensitd. II primo 6 caratterizzato dalio iBvUuppo di 
una, piu fenditure longitudiotaJi nella parte media deirunghla; nel se- 
aondo si e^agera alquanto la detta lesione, IL derma sottostante ai ar- 
rossa e divienepiCi senslbile alia pressione, e Tuoghia s* impi<^ciolisce 
non poco. Nel terzo si arrlya ad ana distruzione completa della parte 
media dell' unghiai mentre le parti laterall diyentano indipendenti , e 
non sono piii mantenate parallele convergendo Tana verso Taltra in 
avantK ^ , 

Le condizioni aiiatomicbe che presiedano alio sylluppo di qaesta zna*- 
lattia 80DO sconosciate ; ma Unna crede poterle rifenre ad . una 9ta9i 
venosa della rete capillare delle unghie ^ basandosi sulla esistenza di 
disturb! circolatori nella maggior parte degli ammalati. Difatti jl primo 
era affetto da enfisema polmonare con bronchite cronica ed abituaU 
mente costipato ed emorroidario. li quarto sofTriva di oostipazione e di 
gastrite cronica. II terzo e il secondo presentavano ^jntpmi di asflssia 
delle estremltd. U quinto solamente non accusaya alcun distnrbo mor- 
boso. 

GuTOT. — SuU'ainhunoL (Progris m4dicah 7 mai 1881). 

L*Autore osserya che 11 primo sintomo consiste in una fenditara 
anulare situata in un panto qualunque delle dita ; fenditnra che addi- 
viene sempre pii)[ profonda formando an peduncolo che piii tardi si ta- 
glia, lasciando sul moncone ana cicatrice d^ordinario poco apparente* 
Le superfici che limitano la fenditara sono il piiii delle yolte normali* 
I tessuti della estremitd, che ya ad essere tagliata* possono ayer su* 
bita Tatrofia o la degenerazione grassa per difetto di nutrizione. Ei- 
gaardo alia natura di qaesta malattia TAutore ritiene che, V ainhum 
non pu6 essere confuso con nessun*altra malattia n6 coUa lepra n6 colla 
gangrena ; sebbene Tetiologia di essa sia tuttora sconosciuta. L' Autore 
per6 sarebbe d'ayyiso che il primo momento causaje fosse doyuto ad 
una alterazione del centri neuro-trofici» 

SucHAKD. — L'ainhtim. {Progris medical, f^yri^r 1882). 

In questo layoro PAatore espone le sue ricerche microscopiche ese* 
guite sulla pelle deWainhum. Innanzi tutto fa notare che.i tagli isto- 
loglci sono stati fatti sopra una fenditura di un millimetro di pro-* 
fondit^ situata qella faccia palmare di una delle mani, la quale segnava 
un perlodo poco ayanzato della malattia. Air orlo della ragade lo state 
del derma 6 considereyolmente modificito. Nella parte piii profonda si 
osserya un fa^cio di tessuto connettivo denso tagUato in. traversp. Que- 
sto fascio che si troya dunque teso trasversalmente in fondo della ra* 
gade, si contlnua nolle due parti col tessuto dermico. Esse ^ formato 
unicamente da tessuto fibrose denso senza iilcuna traccia dl fibre ela- 
stiche. Le gbiandole sudpripare sono dietrutte n^l pnnto oy^, questo tes* 
suto fibrose d piu sviluppato; lo stesao si ossery/a per lei paplilet Le 



DXRM0-8IF1L0PATICA 7 

aridrl09 f adiale e cabftale, a i nenri delPaTambraecIo sono normali. la 
aoa parola boh esiate cbe aaa lesione specials del tassnto coanattiTo 
del derma, ehe disponendoti a faact flamlcircolari e retraendoBi, fioisea 
per strangolare le parti molM tottottaofl e portare degenerazfone grasaopa. 

4 

E. Beskier. — Vn oaso d* enudone boUoaa dOTitta al Jodnro 
di potaaslo. — Un oaao d'emxione antraooide dovuta al me* 
deaimo agenta. (Annal. de dermat. et de sypK pag. 168, 188^. 

Kel 1/ case T Aatore raceonta la atoria di ana donna convalesceata 
di ana eresipela la qnaleTa presa, senza caasa nota, da una ernsione 
acuta df erltema marglnato, pel da una flebfte della safena esterna 
dritta, e da un ingorgo perlarticolare della regione tiblo-tarsica drltta. 
Suppouendo resistenza della sifltide, Besnier prescrlMe iljodnro di po- 
tassio alia dose di 1 grammo per giorno. Nolle prime 24 ore Teritema 
atimenta consldereTolmente , prodneendo dappertutto « ore easo si avi- 
luppa, dolori insopportabill. Portata la dose del Joduro a 2 grammi, 
snecede nuova eatenaiene di eritema, che diylene boUoao a chiazte, a 
si ha ta produzione di bolle numeroae ancbe nei pnntinon eritematoai, 
Sospeao Tuso del rimedio cessa l^eritema e le bolle non ai riprodneono 
pit. Dope cinque giorni dMnterrallo, ai amminfstra dl huoto I grammo 
di jodnro, ed ecco riproduzione delle bolle e deireritemo. Nuovamente 
si aoapende il medicamento e a! ottiene immediata ceaaazione del fe- 
nomeni auddetti. Otto giorni dope, ii malato prende 10 ccntigrammi dl 
joduro in pozione per tre giorni. Nel aecondo ai ha la ricomparaa del- 
reriteina, nel terzo rftornano le bolle pemflgoldi. Finalmente aoapen- 
sione del Joduro, goarigione deflnitira. 

Nel 2.* caao si tratta di un uomo dl 40 annl circa, affetto da una de* 
siquaroazione cutanea palmare, suppoata aifilitica, e aasoggettato airuao 
del jodnro dl potaaaio alia doae di 2 gramml per giorno. Dope ana aet* 
timana il malato vede rlcopriral la pelle dl tomori, dl grandezza va- 
riabilis ctae hanno Taapetto di foruneoli antraccidi^ che inclal laaciaao 
uscire non altro che aangne. Queata eruzione produce al malato bru- 
ciori TiTi, ma aenza Talterazione della aalute generale. La aospenaione 
del medicamento e Tuao del glicerolato di tannine farono auffleientl a 
fare acomparire qaesta eruzione che Beanler riferisce a certe eruzioni 
bromO'potassiche oaaervate negll epilettici aatnrati di bromuro di pa- 
tassiOk (Vedi su quest' argomento la memorla del dott. Celao Pellizzari 
negli € Ann. univ. di med. » CCLII, 425 e CCLIII, 211). 

# « - 

Unna. — Exioliatio areata palmaa snanus et exfoUatIo areata 
linguae. {Vierfeljar. fur Derm. u. sypfu pag. 293, 1882). 

Le doe affezionl deacritte in questo lavoro, e che TAutore conaldera 
aimbedue d^origine netirdpatica, si aviluppano nello atrato del rlreati* 
mento epiteliale, e non ai osaertano mai negli ateaai aoggetti. 

1.^ Nelia mano la lealone si limita alia faccla palmare e latecale delle 



imMto w P«s$o H oittqas 4 4i6ei p/N<i^ ew fMtt^Bi r«f<»llHPi9 0OBI0 
tifltott An MO ftiitiipiiio^ tofgeraienli nfiNKiiiMk IM ««A)liiiil#«6 6 

roMft. Soirentd la regolartili del margini sparisoa per eonfloenta ddi pie • 
eoU <iiliiL Qneftta afesi^ae iioik <ik prarMo e fafriiee rapldameoM ool* 
i^aio It tina pdaata ioifofoia. 

2.^ VaiMioa^ delia ibgaa i oonofteiola aaoora C9l nova H IAmm 
^idfri^^ledt Hiielia iteMa|eha Oaipary ha datoritto aettd il noma di eMlii> 
aa <K bmma naiura, a 11 Parrot sotto qnallo^ di H/UW d^^qiHtma*- 
Hpa IMid UHfuk. ta ^atoorlcloiia data dair Autora riprpdaaa qnalla M 
djufi^t i^lv* pioaola diTargenie dl daMagiio. 

V tififiiatidne areata dalla liagoa 4 earattarissata da ^hiaua pit 6 
maao graiidi di eolorlto biaaeo-aryenteo, con dapreiisiona tfantrale^ do« 
Tota ad aitbgliazioDa parziala delPepitelio nal centro, e ad. aaa protifa* 
raaioae }f\t atUra dt alio alia perlfitfia; eiM aaa erasaoao aaai a^otn- 
irieam$iMt tna la dal lore ioUlo aTarabbaro la loro sada ad aataa- 
eioxia 4afloKtta« 

in qaanta alia aainra dl qaasta ttiaUttla, Dana la farabba rfaatrare 

flra la iieu^^rmtftoai ocial^c/^ dell' Anapltt. Bgli la cdaffdera aoma 
daf ala ad qbo jlpanao trantitorlo, ma ripetaaiaali dalla arteriole dalla Un* 
gaa i apaimo oiia yiena aecomfagnato da traiadaaloaa di liqaida , a da 
aaa tnitieflisione acaia deirepltalio, ton aifogliaaiona eoataeotlya dallo 
eirato eon^aa di aeeo. 

y Aiitora dk in aagaito qaijoha apiegaelosa ralatira al diagnaiUeo 
differanslala eon ia afie^ con ia leueapi^iimf a eoni le aloari aatarrali 
dalla liagiia, Mla» dal pnnto di tiata torapentiea, h neiia peesimiata di 
Gaaparjr* A iuo arriso ^ ai aitarrabbaro rapldamanta boon! affattl dal 
trattamaBto aolforoso. La formola ali*agli eonsiglta A la aegoatita: 

Ao^ila 8ol^ard«a } ^^. iaa 

Aeqtia di inaAta . f »» »00 

Fiork dl aalfb < 



f ana 100 



ftirappo feempllce 

Odtiaali lidraitattte •••.... 2 

II malato tra qaattro volta al gioraa dorrlk nattarsi aon quasto U- 
t|ald% a iaBarto la bocoa pat ainqaa miaiiti. 

tL i)B Lvckk ^ 811UA ^tentoma a grosai nodi. ( Giornale delle 
nmlattk vmm$ a Hfiume. Fase. 111^ l^* 

Premetse alanaa gaaai^alitli ml ^otl iantomatlel, \^ Aotora aspoaa an 
case dl xiMMla a groesi nodi t oMarraio «n dl 'ah aotno di 25 anni a 
aba dataTa da ainqae anal. I tamorattl aTetaao sade snlla aoaaia a aal 
toraca ad arano aceofkipagaatt da tiro dolora. V afiame miareaepplao 
da'aMI) aiportati ooa it oalt^l^t fli ritalto prlaeipalm^ata a atadHrfaa Jo 



Bt^(P.d|i Yf|p||^t«rtaii. Quaiti fl moatravan» dUtUtti oa» 9ar«U Ingros* 
s%U per U proliferft^^^a df U« o«Uq1o embriQDnll il9ll« iwilobe, maiMm* 
4i0U*Of)a9taUQ« Ifai punti, ovt il proeMio eraplilk anttcajl l««ia da^TMi 
6ra qoatii d#i tuitp obUterato » d' oada 4itU di d«ganar«iloita adipoia« 
dalllaWroo d^*T|iai al(a i^rif^ria. Rla^orhitosi U ffaaiot tt siio potW 
tiene oec^pato « mi^ a majiada taiwto 4f»iiae(Uvo di ii««Oirniaiioiia» il 
quale poi» diveatando compatto • flbro80» ^roisa* dompfima^Alrallsta i 
&eryVi>tto clbi^ d& fina apifg^lgiwi dai fmvmeal d<4^i8elf ihi at as- 
lierTaTaoo ia questo ad in altri eonaiiHiiU a^Aii.ba tiandala ittdofiltoa 

p^tacip^r^bbaiTQ al p^^oemPi 

V ^Dtora ,4& tarmiaa al «no laTara aaoaofiaado la divafia opiaiaat 
messe ionaoEi per epiagarf la paaieqaa del fraaio aal aaatra dai nadl 
dl xantoma, iipiag^xioi^at ^bf 4 f#ci}e a cbiara dopp V aaalifi nioroaoQ- 

pla^. da^ari^m . 

Pron^uiiB 9<nal^ Mpo XXV^ N« M^ 1888)^ 

1* Aniora dopo arefa aoaanaato al larari aotaeedenii dl Wilkiy Wii- 
aaB» S^isal, ,Dayariia» BiUi*- Tilbary Fob, Kapatl, Bngal, Bosar, Taenna, 
UorUi Siaitbf Hoggaiif XhihrfAA litlana olie ia meodaHeHu dairHabart^ 
1* ti^e(mn0Q^ da), Qtmbariiii, a il p$iB eott iopptio nodb M fiulkiai ; 
anlla abbiaaa cba fara.eolia At?oAa dai pala, aohela trieor$9H nodoM 
n9n ^ putUQ dt on'gim fn<Mia«« 

tala aeserto tiaaa appofgfaio dall^Aatora topra biaqoa atil di tri« 
coreji^i ^odoia of«ecTati in aiaqaa pei^dona noa dalla ataiea coetita- 
ziQ09^. mtL toUa poo Iti fftama oara pav la uattauat ii 1.* A profee- 
spre |;tnaii^3iaia ad ha aa^^ tvaata; il A- d madiea^ d'aatii irentadite; 
il 3»f ji eQaimarciaate«.dairat(k di aaai Ir^atadoas U 4^ ^ atadeate di 
medlctaa a della «taBia aU del 4ar<a i il 6v" h madlao di aani iraaladua. 

L* Aatore afterma cba la aaUaaza a#a baata a preranira il mo^boi cbe 
pu6 inl^iarsi a progradlra seassa malaUi^reladaodo rattaasiead del pa- 
slentt, ancha M madioi. Qll indlTMai attacaatl dalia malattia erano tatti 
gioTani. a ia ^uttl si M^^ « maaifaetara aoa dlTerta t^piditii a eeconda 
anebe dalla dlTarsa raiiftenaa dai pali» 

Msame fMco M p^ -^ OsaarTaado i pall dalla barba o del mu- 
stf^ceU f^iq^afiiraao esil maa»> bvuaiati; aia implagaado OMigtiOra at- 
taazlone si eoorga aha quaata aapaita pparialia datla prasabaa di talnai 
minuti ingmsaoiaati a nodi biaaea-glallogaali dietribntti langheMO lo 
fttalo 4ai P91L V Autora oair^»ain9 da* paU ha tpornta di iolito pi& di 
an nodo per pelo: piik Bpeeeo qoattro, pal tra a daai Taria Talta eatta 
a noYe. pjBsacT^ parb t^^ U aaoieiw del aodi noa ieU in rapportd aalla 
loaghezsa del pefy difa^M lrofbi..«aa nmdla.di daa in aoggatto eon pall 
Ibnghi io madjA 40 apillj^itn^toir la madia iaviBca dl eiaqde in persona aaa 
peii laDgjui ia ii»q%>2E as^Uliniftcl^.ia qaaaValMmo saggbUo pali di 40 
ipiiiimeWi tepp^mii! nn #9)0 p^Oi^iUri. di ao a tt a bsana aooora^ aatta 



10 KIViaTA 

a nove. In ua gr»ppo di pelt malati i pift glovatii fiono con un numero 
di nodi maggiore dei pift vecchi. L' Autore OMerva ehe i nodi in nn polo 
non 8ono dttpostl ad nguali distanze tra di loro, nd si trovano nguall 
gli ittternodi in peli di nao steaso aito ed ngnalmente laoghiy e che non 
aempre i detti nodi riaiedono nel terxo del pelo verso la pnnta ^ terzo 
eaterno — (Kohn) ma che solatnente preferlscono questa parte. 
' Sa 170 nodi r Antore ne ha contati 98 al terzo esternOy 67 al medio, 
5 airintemo. In an pelo con 8 nodi ne ha registrali 3 al terzo balbare, 
4 al medio, a I aireaterno. 

Secondo ii auo avvito le proporzioni rimarrebbero modifleate a TaO"* 
taggio dei due terzi, medio e huHmre. Le seidsare che partivano dai 
nodi forono notate nel oinque per cento dei peli. In una trentina di 
peli cannti, atrappati dai pnati p1i)i infettt, non farono trovati nodi lun- 
ghasso lo stelo, ma solo raramante qnalche Ingrossamento afibrato delta 
pnnta. 

Osaervazione microacopiea dei peK <«-Dopo questa minuta descri- 
zione dei caratteri flsici dei peir matati dl tridoressf, V Autore si ferma 
brevemente sopra i risnltati microscopical ottenuti dairesame di essi. 
Ii pelo si preaenta normale in ona parte del sno ambito , nell' altra si 
banno fibre deviate, apezzate, quelle di sopra incroeiate con quelle dl 
sotto; il midoilo piu o mono rarefatto distmtto dai lato delta rottura 
della corteccia, od in tutta la ana groisezza per una zona ristretta, e net 
suo posto spazii a fessure o rotondeggianti , concedenti passagglo alia 
luce : in genere ralteraeione midollare sembra fosse piiji estesa nei pri- 
mordi, di qnella corticate. A nodo complete 11 pelo lascia vedere una 
tumescanza fuaifbrme costitnlta dagli elementl eelltilari della corteccia 
raccoUi in colonne, la fibre apezsate diflforenti per Innghezza a ft*astagtf, 
che variamente si incrociano, offerendo nel lore assieme l*imraagine 
di due pennelli, dove le setole deirnno fossero penetrate in quelle del- 
Taltrow La sostanza midollare aostantemanta d interrotta In corrispoh- 
denza al masslmo diametro del nodo. L' Autore afferma di son avere 
incontrato tanto freqnente l*atrofia dei bulbi, e, se esistente, molto leg- 
giera; grinternodl poi, aorente normali per nntrizione. Con ingrandi- 
mento da 400 a 800 diametri, tatvoUa con la lente ad immersione, rAn« 
tore riusci a rilevare ( forse in 6 pell sopra 100 ) rati micrococcht o 
batteri^ ed anche questi sempre neilo spessore dei nodi, tatora neppura* 
vicino, ma piu soTonte snlia corteccia. Mai conidH ni miceUU Come lo 
Sohwimmer, troYb aneora del eorpi molto lucent!, e almulanti dei co« 
nidiif ma che aecondo il suo avviso, e quelle del prof. Penzig dcTono' 
ritenersi come cristalll, probabilment^ spettantl al sf sterna cuhito. 

Dair esama microscopico 1* Autore ^ condolto a Htenere che 1 nodi 
della tricoressi non aiano ehe, I'espressione'di "dSitlrofie di grado varfo, 
successive con intervalli di tempo diversef^ o iA altrl termfni, che la' 
iniziale aljterazione del midoilo del pelo destinato ad ammalare d! trN 
Goressi prorenga da alterazioni passegglere, ripetentlal 4«a a Ni eon t!^ 



D5RM0-81FIL0PATICA 1 1 

cenda varlaydella papilla del pelo stesso. L'Autore per6 non iki so 
quelio jsviloppo di gas in seno al midollo volato dal Beig^l ala la Tera 
e prima lesioae clie si effettna : ma orede olie ii modo di procodere del 
morho nel midollo, 11 modo di govfiarai e rompertl del rlvestfmento 
corticale diano moita importanza a quella aopposidone. Ghiude 11 suo 
laYoro eon alonne broTi eonsiderasloni fliilla dJagaoal a aoUa eara della 
tricoreaai. 

P. GiBBR. — La baot6rie du pemphlgna. {it Batierio del pern- 
figo)^ Bioerche salla ettologia della febbre pemflgotde. In : Annaie^ des 
dermat et de syphilU* pag. lOt, 1889. 

LVAatore avrebbe trovato nel pemfigo acnto an batierio coBiliMo 
nello stato adalto da naa aerie dl articoU dlspostl a coronclney da doe 
millesiml a an mezzo roillesimo dt mtUimetro dl larghezza sopra una 
langhezza da 4 a 40 miUesimi di mlllfmetro. Esse forma delle catenelle 
dl due a venti articoll rotondl, che si confondono nel lore pantl dl con« 
tatto. Questo batterlo. 6 dotato dl ana mobility aasal grande, e alio stato 
giovane, esso ai presenta Goatitoito da piccole grannlazloni rotonde^ 
isolate a grnppii tanto senea ordine, qoanto in zoogl$$. Qaesto batterio 
81 trova- in abbondanza nel liqnido delle bolle fret obe e nolle urine ; ma 
r Antore non ha potato costatarlo nel sangue. Esse 6 snsoettlbile di 
riprodaztone mercd oeltora in adatto liqaido e partlcolarmente nel brodo 
di polio. Gil innesU &iti eoUe ipjesioni sottocatanee del Ifquido^ delle 
bolle in diverai animali (ooniglio, cane) non prodassero dlstarbo alcano. 

CoRNiL. — - Nota stdla sede del batter! nella Lepra , e sulle 
lesioni degli organ! !n qnesta malattia* (Union mMcale^ 25, 27 
dicembre 1B82). ^ 

Coa questo soritto V Antore conferma gli studii micologloi deir Han- 
sen e Neisser. Egli ha trovato i batteri di dimenslone variabile a 
seconda della lore sede ; nolle grosse cellale del taberooli leprosi essi 
sono iHOColi asaai numerosi e disposti a fasoetti: invece sono ben piii 
Yolnminosi negli altri organ! oto essi possono avilapparai a lore beira- 
gio. Nei tnbali del testicolo i batteri mlsurano da 10 a 15 (i.; e altera 
presentano nel lore interne dei pieooU vacnoli refirangepti, ovvero delle 
spore rotonde- fortemente eolorate. Nel tessuto fibrose e dentro le la- 
melle e fibre della sclerotica, del neTrllemma, o del tessnto cellolare 
profondo del derma i batteri si dlspongono la filament! articotati , ret- 
Ulinei o flessuosi luoghi da 40 a 120 (x. 

Nei tubereoU cutanei deU^ orecchio i batteri riempiono le grosse eel* 
lule leprosee gUapaeitrale. fibre del tessato congiuntivo: i eaplllari 
soBO riempiti da^animojssidi ,i^ore libere ehe ne ohiudono il lume va- 
sale : i vasi sangaigni piOi Yoliiminosi presentano nn ispessimento no- 
tevole delle pareti,-.|ina yem endo^arterite proliferante ; le paret! sono 
infiltrate di batteri** . ^ . - 



12 ftlVISTA 

NelU corned e oMla selerotiea m irorato molti battaMM o^Ae^ iftfii4l 
filameott arlieolfttf. Un tndneone dt nervo eiiMal« sftoiirm iiii' iap4S0l« 
mento conmderotole M tessnto cellalare perifSFino i d«l atvfilMiflM) 
la maggior parte del ftaei del iobi nenrMl adao riettplii di iIa UMte 
iibroBo e inflltratl di batteri. In va ganglia linratfe^ i vafl luuifto In 
parte patlto la deganeraaione amilolde x il taaeule ratlaolarv A 4f Tannlo 
completamente fibrose. Nd fegato, ehe ha avdte ooa degenamatone 
amiloide, e tin prinelpio di elrrosl , i batterl ooenpano f 1 teaante con- 
giunti Yo di naoTa formaaieve a gli apa4 uNettmi ^Im agparanir la eel- 
Inle epailcbe : qaeate medeaime eeatengono pieeetiaaisii taaailMi Hal ta« 
atieolo i eanalicoli aeminiferi aono infittritt M baHArf^ 

In ana parola i ieaanti aene talnante rieopiti 4a miarorganiattlty a 
talmente modifieatl, cli*d diffleiie aeoando I'atYiso dM*Ant/9i%f d ata t 
minara eon qoale orgaao al ha a fori. 

L' Aotera ehiade il ano layore dlridendi^ in dae lerfe- la laaioai li» 
prose* 

I.* I tobercell e gli iaflltramantl lepii^ai wonb earattaHnatl da graadt 
eellole in gran namero riempite da fini baaloiieblli ; in lui argaao aha 
poaaiede della eayitft, eeme i teaileeli, i baltari diraatana anornl ; in 
qaeati tetaati la eireolaaione d peee aftitay e i eapiHarl iono Hplaai di 
infarti battaHci. 

Z^ NallB maatima parte dei lesanti filrosl i baiteri peaseggono laa^ 
gbi filameati negli interatial dalle fibre ) le eailale fine del tdiimto aono 
peeo alterate^ ma aoTente termiaane cod nna aelaraai degU eletnaali 
flbrosi. 

E. YiPAL. ^ Du pftyrlaldB trirelBd at uMtffia^. Daatn^Uon da 
son mycoderme, le mioroaporon anomo^on, (Mtoroa^wan Di* 
apar). (Delia PiHriasi eircinaia e marginatOk DuerUione dH nco mi' 
coderma^ il Mieroaporon anomoeon (Mierosporofi Dliipar); In: AnnaL 
de dermae^ et de syphiU pag. 22, 188?. 

Un'altra dermatoai entrata dggi nalla elaaae delle paraaailarie ^ la 
piUriasi xsircintOa o marginaia la qnale, neree gli atadi dei Vidal fo 
riconosclnta essere prodotta dh nn fango deneminato dal ine aedpri' 
tore^ wticrosparmt dispar. Qneata ernaione ai manifeata een maeehte 
rosee alqnanto tollerate dal liYello della pelle , aeeempagfii^ da da» 
aqoammaziona forforacea. Qneste maechie irregolamlente diatfibolte 
eomlnciano ordinariamente tnl troneo i pid rammenta anile braeeia e 
anile coscie. II lore aecrescimento d lento, e liilpfegafio qdalehe nuese prima 
di glangera alle dimenaionl di nn pezio da tm firaneo. Qaeate maeehie 
preacelgono certe regioni (ano e aacella), ieonfittiaeono in ehlaaae plii 
o mono grandi, ehe asanmono la forma tagg^meate margkmkL QaeHa 
che reatano isolate gaariscono nel centrOy iflentre ai eitandono nei lafe 
bordi prendendo la forma eirdnaia. Oaandd la matatlla ha aide fiella 
regione ingalnale e ascellare, essa pub confondersf con una irartet* di 



DERMO^SilltOPATICA l8 

6MtQ9. UalhilaQ* »} f^ ^iM manea qaaai sempra di slalom i eogget- 
Uit L«f iiaraiA maailma jklU malaitia varia da ire a quatira, e fino a 
«tw|iia: vimi» Qaiiar%|ai«jii# va eonfata eoa la yitiriasi rosea di oul pre- 
lenia il colore e la desquammazione forforaoea, ma so ne dislingae per 
la maneansa delia aimmetria* per Taspetto irregolarei per la comparea 
inw ittnUi qoaUmq^e 4el ampge, a pen la ana Itiaga darata. 

Vldal te Mtarfiato qutsta malaiUa i& tofffetil 41^1 6 at 86 aaDf , t plA 
41 ^qumta nella 4<inne. Nan d t^eq nota la cantagioalU di qaetta af« 
Monai VaiHrtmftiite 4Hiioeiilaaiooa noa 4 aneora riuioiio. 

AeeorMtaM M pamnHa^ ^ U paraplta A nataTole per la spa esivdi* 
ma pleoolesza. Baaniiiaido call* Ob* a imnawiona, N. 10 Hartaaok, la 
celLaiH •pilaUiU iwaolitata aapra la ohiaaaa dl aaa pltirlaal eifcloata, li 
fiaaenireBo A«)la apara retonda avantl ia media na milietlmo di miN 
limetro; molta eono aaebe piA piaaole* Le pii^ groa<a, ma in minora 
nnmere^ poffuoo .errivara ai^oai^^nalmanie a 2 s S millaaimi dl milU 
mttro. Oltra qaaata estrema piceolezza , a qnesta inegnaglianza dalle 
aptra (miorat^oron fmtwtmon o di^par)^ qnesio miooderma at distingue 
per la diaposUieae dells apora in cerchio attorno alia cellale epitellalii 
per la rariU^ rauenaa, o almaao rasirama rarity di nn mioelio. 

Qaaaio i^isassita el rinTiene.negli 8traU>nperfieiali e partieolarmente 
nel medii deirepldermide ; esse pep5 pnb invadere I'oriflelo del folliooU 
piUfevi i Armwre alia base del pelo uqa gaaina bianca oostiinita di epU 
telle e di spore ; ma il pelo reita inalterato e il sao follicolo nen s^in* 
ftamma4 Nei pell atrappati le spore del parassiia non si troTanq nella 
persione radicale se non in yioinanza dell*oriflcio. 

Tale aiTesione ^ sensa alonna gravezsai essa vlene a guarigione mere4 
beglil solfPVOBlf e con gli antiparassltarl (tarbitbf calomelano, preeipi* 
te(o) adopemti satto fbrma di pomata. 

A« HA8S, «^ IdmtiUlt Ton Herpaa tonarovana, und Pltyviaala 
oirainata ? (Xdentit^ d§lV Erpet^ iouMuranfe^ # delia pitiiHoH eiroi* 
natai). In: JsrKa. kUn. WoohemehK N. 17, pag. 2S0, 84 ayril 1889. 

Li*Antora |ia osseryato in un pieeolo eane bianao, cbe passedeva da 
7 anaif nna ablaasa prlva dl pelf, e arrossata, la qaale si estendeva dl 
glorqo In giorao. llered rapplioasiaae dl ana pomata eon saliUmato Ai- 
reao arrastatl I pvograssl di qnesta maeebia. Poeo appresso perb V An- 
toire dlaa dl avaaa vlseniito nn vIto prndwe nella nnoa, a la stasso te^ 
nameaa pro«6 qnalcba g'torno dopo sua moglle. Nella sede del pra« 
rite si STUoppa nna maoahia rossa rotondeggiante ebe si eatenda peri« 
fariaamenia mentna l^pallidisee nel centre. Ma non baatas an dgUo 
dl Ini (ua aeaoata di |4 glerni) fa preso dalle stesse obiazze erpeti* 
cbe I il bambino tva^o^tta la malattia alia natrlee e pol alia ma«> 
dre, nella quale rafte^ione si mostra sul derso della mano. L*An- 
tore afltorma eba tele malatti* 'aon abba gravi ^onsegneoze a merc^ 
Vosa. delta pomtta al subltmata fu arraatata in tutti ad eooezione della 



W RIVISTA 

xnitdra, ia out raaiaiiiB d#l detto rlmedio non bastb ad impedtre Testen- 
dersi deU'ernzione neiravambraccio, tanto cbe fu obbligato a rioorrere 
all'aiHOlicazioaa di comprease al clorato di potassa, da oui ottenno la 
guarigione. 

D. Majogchi* — Esperimenti fisio-patologici coU' olio di Giro- 
tontiltam neU' Erpete tonsurante. {BuU. della R. Accademid me- 
diea di Eoma. Anno VIII, Fasc. 7, pag. 190. Seduta del 22 ott. 1882). 

Con questa ricerche sperimentali I* Autore Ua Yolato stadiare le odd- 
disioai ebe possono favorire il passaggio deirerpete tonsurante in Ke- 
rion 6 aa qneato, senza paBsare per altre forme di mioosi tonsurante 
possa trasmettersi direttamente. Aloani fatti accidentali osservati nel- 
r ospedale di S. Gallioano di Roma, dove de* fancialli affetti da erpete 
tonsaranie ebbero a presentare lo sviluppo del Kerion per Tuso del sa- 
pone verde^ soggerivano all* Autore 1* idea teoretica suaoeennata. 

Dioe di arere allora assoggettato divet^si faniiiulU ammalati di erpete 
tonsurante alie frizioni con olio di croton o asset nto o mescolato, a parti 
uguali, coir olio d'amandorle dolci. La stessa cui*a venne usata dal 
prof. Sobiiliag primariodeir ospedale S. Gallieano: ma da quest' ul- 
timo una sola volta su qnindici casi si notb lo sviluppo del Kerion con 
tutti i suoi caratteri, mentre pel restante si ebbero sempliei forme di 
dermiti. A studiare il perch6 di questa poyert^ di risultati, egli allora 
voUa istituire una seconda serie di esperienze. 

Qik per molte ricerche microscopiebe fatte suUa cute del Kerion sui 
capelli dlTclti deirerpete tonsurante a snile squame epidermicbe 1* Au- 
tore era d'avtiso, ehe il meceanismo d'introduzione del fungo nel fol- 
licolo fosse dovuto alia forma miceUale del tricoflto, vale a dire, alia 
proUferazione coniinua e progressiva de' stioi filamenti i/iei, i quail, 
infiltrandosi o meglio spingeadosi meccanicamente innanzi, col lore mol- 
tipliearsi <nel foodo del foliicolo darebbero> luogo ad uno state inflam- 
matorio essudativo di esso. Partendo peroib dal concetto, cbe la forma 
conidica del fungo non 6 favorevole alio sviluppo del Kerioo, ma bensi 
la forma miceliale, voile in ogni caao accertarsi, cbe il fungo era piar- 
venuto alio sviluppo miceliale, prima di venire con speranza di risuU 
tato alia applieazlone delL'olio di croton. Accertata finalmente la pre- 
senza del fungo neWa formic nUeeHale in due fanciulll affetti da erpete 
tonsurante, eon leggiere frizioni di olio di eroton ottenne ben presto il 
Kerion : ia un terzo ease inveee, in cni si 088erv6 il fungo sotto forma 
conidica senza la presenza di filamenti ben deflniti, il risultato fu ne- 
gatlTo. Da quest! fatti 1* Autore d indotto a conciudere ; c cbe la faae 
evolutiva miceliale del fungo neirerpete tonsurante ha una graade in- 
fluenza sullo sviluppo del Kerion o in altri termini, il Kerion d il pro- 
dotto della forma miceliale. » 

L' Antore qnindi.espone dettagliatamentelnn importantfssimo e^ raro 
oaso di Kerion del dorso della mano sviluppatosit in-segnito all* erpete 



DEUCO-fllFILQPATICA 15 

droinnaio, ill nn indirtdao molto peloso a die a?*? a fiilto qoBtidi&M 
firizioni di uBa pomata solforosa. 

Dai complesso de' rUnltati sperimentali e daUa ou$tTukmi eUaieke, 
TAatore si creda autoriizato a &re la aegaaati ccmeiiiaioni : 

1/ L*erpete toDBonuita pod sabira io stadio oitariora di Karion marc^ 
una Irrltaziona o accidentala o proTooata aolla oota da eaio ailrtU. 

2.* La eofldizlona neeasaaria par tala mataaiortoai aarabba io anluppo 
miceUaie del fango, menire Io atimoio noa Oarabba cba da aaaaa oaaa- 
aioaale. 

8.« Sa il Karion 6 ii prodoUo delta forma miaailaia dai ftmgo a aa 
queata tappraaenta una faaa piu parfatta a pi& tardiva di aTiiappo dai 
medaaimo na eonsague nacaaaariamanta cba iL Karion dabba aaaara pia- 
eadoto da on^alira forma di micoai ralativa alio atadio di svilappo in 
coi trovasi il fango. 

E qui 1' Aaiora fa notare Tarrora di qnalii, cba baaao aagato la aoa- 
tagioait& del Kerion par i risaltati nagatiYi dell* ianaato da' aapaili di 
quaato ; ci6 h coatrario alia oaaerTasiona cUnica, al fitto micoiogico a ai« 
raaperimaaio fiBiopatologioo. Oad'egli pona qaaai'aitra eoneUiaiona : 
€ ii Karion noa al trasmetta coma Kerion, ma actio la farma dalla mi- 
coal tonsoranta >. 

H. BucBi^Ea. — Kiitiaoha Bemerknngeii mwc hjMolagfm dar 
Area Gelai (OstenMuUmi eritiehe suW etMogia delVArea CeUij. la : 
Arch. Yirehow. pag. S27, i878. 

L* Antora paasa in. raas^na criUca la divana taotia dominantl aaila 
patoganasi deli' Area CeUi, a al &rma aoprattntto a eonfotara la iao* 
ria neuroirofiea a la taoria paroMHtaria del Gmbry. 

Non accatta la prima parcli^ maneaata di aaparimanti appoaiti , a di 
rioercha iato-patologicha sulla altarasionl dai narri nail* area ; ricoaa la 
aaconda parchd baaata aolla seoperta eau$ale di na fongo di mnflia aai 
eapeUll, (Microsporon Audouini). 

V Aaiora oaaarra cba noa pub iraiiarai nail' Area Calai di na fongo 
di maflay poiehd sarabba aaso ataio trovato ooaianiamania dai dlTanl 
ricarcaiori, grazia alia aaa grandezza ralatlTamanU accauonaia. Par ri- 
solYere in qoalcha mode la qnaaiiona, ^ aaiaioao in qoalcba parte dai 
capello minimi organiami coma canaa di diainrbi nntritiri, oaaorre Ve^ 
same del fni iagli di caie. Sorprende inyaca^ dice 1' Aaiora, coma aa 
aolo ricercaiore, ii Yagenan, abbia aTuto ropporianiilt di eaaminara aa 
pezio di cuia coi capalli in Hiu. Ma intanio ia eriiica Tiane raaa dif- 
fldla parchd gli aniori non dicono m quale siadio daila malaitia 0Bf^ 
minarono ii lore matariala* 

Pasaa quindi i' Antore a. dire la propria opioiona aoila patogaaaai dai* 
VAreOf a dicbiara* ma con qaalcba riaarva« cba ancb* Egli panda Tarao 
la taoria paraaaiiaria, mai parb noa aal emiuu^ dai Qmby* L^Aotem crada 
trattarai nail' Aran non gll^ di on fo^go di mnlla, ma aibbeae dl oaa 



IS ItlVIStA 

fevma di sehltemteeto bea distfato, da lot trovaU rij^tatamcuU la 911 
oaso e che Naegeli dichiara di non avere ancora Tadoto aaa UllftiU 
Unma aelle molta coltnre da lal Attte, Tale mioPorganUmo ooaaitta 4| 
un granalo di appeaa 0,(K)l millim. di dlamatro, brtlianto, dl cfotomi 
lortemdnte dailmltatl coa due appeadlol aoUiliitima ^ brevi $ forma di 
filamenti ia direzlona oppotta, Codastl ftingbl, seaoado I'awlto datp^- 
tort, baoBo somtglianaa rln)arobeTOl6 00a aerta forma dep^rm dat Toago 
del oarboAohto, formante apora coma ai ottiaaa eoa la ooltora id Ili)ui4i 
nutritiyi non idoneif 

Dopo di avara toeaato alire partioolarlU Ai #e<ia a di vkotfbtogia del 
fango V Aatore Tlaae alio aaguantl coaclaaioa! ; 

1.^ LMpotaat aacoado la qaale IMnaarvatiaaa Impadlta 4ai narvi Iro- 
tt\ dabba prodarra ia caduta dai aapalli ia aa* Area Galat boa ft fiOsta* 
nibile per ragioni anatomicI)e e fiQiologich^. 

B> La aplegaxione c)ie i' Area Galsi vanga rlaaikdotta 4Uti uliirlttioaa 
dlminuitay e al orescere miaore del oapalil itoa 6 affliUo wk 8pla|a- 
zione, ma aolo uaa parafrait dello stato di fbtto ritrovato. 

9.* OlQatlflcata teoretioameate, aapondo Pattaale aonoaceaaa dell* Au- 
iore, ft Pipotesl del ftingbi. La mancaaza liaora della dimostratlobd ml- 
croscopiea non distmgga IMpotesiy poiebft neiio eircoatante attuaii plo* 
coli acbizomiceti unicellulari, non colonijtzati , poesono aotirarai all* oa- 
sarrazloae. Miindei diaeado, aha eartazta in iata qnastlone pi|5 solo 
aeqaistarai mereft ed esperimenti di riproduzlbaa^ ft oogli iaantf* 

H. BCHULTZE. — Dia TheoiMeB liber die ^irta Ci^tal, {MU liorte 
Mulf Area CelH). In: Atehiv. Yirehow^ 1880; VoU 10, X, pag. 109. 

IS un iaToro critieo a sporlmentate aasai acourato intorao alia teor)a 
deli' Area Oelai. L* Autore diailqgae (come giit arevana Atta altri der- 
matologi) due forme di Area Calsl; la fbrma ^ener/tte, a la eiteoscrttta. 
Fa egli netare an oarattere atngoiare dl questa HHalattia cbe ai f ifbrisee 
alia disposizione simmetrica dalle chiaaze alopeaiche. Dasorlire aafft! 
deUagliatameata le alteraciont istotogtebe cbe snbltoono t oapeltl e le 
guaine dl eaai aelF Area Cdlii , e si ferma a dare le notionl ralatlira 
al eambio aormale dei pell a alia loro perdita, oflde zpiegare in quateba 
mode la natara dl qaasta tnalattia. 

L* Autore aoeelta eel Bftremsprung la teoria nauro^fro/fe^t; ma noa 
dlsprezaa la teoHa parassiidria ; aazi rltolgaadoBi al Micbelaon lo ritti* 
provera , dieendogli ehe eg H non ft la drltto di parlare delta taorla 
mieetiea definitivaiHmiiB messa da banda\ esiatono la zeopefte (ii 
Buebner ad Btebboret cbe provaao Indabbiamente la preaaaz^ dl fttngbi 
in qnesta malattia. L' Autore per6 osserra th»^ fib qui, ftottb troppo 
scarii i fotti in appogglo della teoria paraaattalPia. 

Treppo laage larebba eegolre 1* Autore nalle sue argomentaaidnl art- 
ttoka e nalla aua rleerobe mieroaeoptoha aopm qaelta malattta.* 8bia- 
mente oi limittamo t a leordare qii la tte^i'eha istologtelka * fktta 1H1I-- 



DSRMO SIFILOPATICA 17 

i^antot^ sofyra bA sterao nella {telle deH*Area. AtTerte Eglf, come uq 
86l6 ricereatore 11 VageBer , abbia esaminato flnora tin pezso dl cnte 
eadflsd dall' Ar6a ; Ma il Yagener non tfov5 alcana altera«ione lisiblle 
M lieile gaaine deil capello, nd nelle glandole catanee. 

L*Aator0 dice di arere fatto Tesame mierosoopfeo di nn piccolo 
lembo di cnte preso alia periferia di nna chlazza alopecfca recente da 
otlt egH stesso era affetto. II pezzo di cnte escfssa comprendeya pare 
lo strato sottocutaneo d! grasso. Dope I* ifdaramento del pezzo di cnte 
neU'acido picrico, i tagli fatti sa di esso mostrarono neesana altera- 
zione spiccata, allMnfaori'dl traccie di comlficazione premataraTdei oa** 
pellU L' Aatore per5 si tfene assai riseryato, ed avverte che Egli fece 
Vesaitie' di an pezi&o di eate neirinizio della malattia, e tl rlsultato- ne- 
gatlYo non glaetlilca ulieriori conclnsioni. 

MA;roccHU -* Blcerohe microflcopiche snlla pelle deU' Area 
Qelsi ( BolletHno della M. Aceademia mediea^ pag. 260, Anno VIU, 
N. 7, 1882V 

lu Aotore ha ietftnito alcnne rieerche microscopiche Bulla pelle del- 
r Area Gelsi e ne fa notare V importanza che esse hanno sulIa diagnosi 
di questa maiattia, da aloani dermatologi ritenuta come una forma 
nenropatioa. 

Bicorda che stadii istologict sopra tale argomento furono intrapresi 
dal Yag^ner, dallo Sehaltze, dal Malasses^ ma sen^a risultato alcana sotto 
il rapporto micologico. Dice che le sue rieerche microscopiche fatte 
wlla peHe dell' area, presa dal cadayere di dna donoa morta per epi- 
telidma dell' ntero, diedero per la prtma volta nna dlmostrazione assai 
conyincente della presenza del Mierosporon Audouini e di alcane parti- 
eolaritii di sede del medesimo. I tagli della pelle dell' Area farono trat- 
tati eoUa eolnzione aoquosa di Bruno di Msmarek per la quale le 
spore del fango prendono an bel colore giallo-arancio. AU'esame mi- 
•CFOscopieo si soorge il fango che ha sede negll strati .piti saperflciali delle 
cellale epidermlche e mai si addedtra nel retlcolo di Malpighi. Si troya 
anoora raccolto in pfcceli gruppi di poohe spore suUo sboceo del folli- 
eolo, oyyero dentro esso riyestendone le pareti. L* Aatore fa notare cbe 
in alcune preparazioni si scorgano anche le gaaine idflltrate dalle spore 
4el Mjierasparon^ mentre il eapello d oompletamente risparmlato da 
esse. 

Qaalche yolta non solo le membrane, ma il Wapello stesso ^ Jnyaso 
dal fungo che a gaisa di gaaina tatto intorno lo riyeste, mai per6 si 
tfidentra nella sostaosa 4ei eapello stesso. 

. Os0eity»ishe^neU*istltaive2l^esaaie diagao0tieo.po5 yerifiearsi il fatto ehe, 
estraendo an eapello^ ^oesto <sia ch^ esda jnanite dalle sae membrane 
oyyero priyo di ^s^ non mestri la presenza del parassita essendo esso 
rimasto aderente al&e gnaine o alle pareti del fellieolo ; qalndi il rlsul- 
tato ttegatiyo otlennto dairesame mdoroecopice del sak>' eapello nondeye 

RittMim. % 



18 KIVISTA 

auiorissare il cUnlco ad escludere il parassitismo in un caao di Area 
CeUU Bisog&a adanqne seoondo TAutore non fidarsl dl an.solo esame 
del papellOy ma ripetere molte ricercha su di esso e sopratutto aulle 
sqaame epidermicba prese alia periferia della chiazza alopecica | nelle 
qaali rosservazione microscopica riefice, il pM delle volte, a constatare 
]a presenza del fuogo. Finisce col dire che con qaestl snoi repertl mi- 
croscopici Jba volato mettere in snirayyiso il cllnicOy onde non si pro- 
uanzi eon troppa sicurezza ^Ua natnra di questa forma alopeoioa. 

J r 

2/ Parte jiiflUtiGa. 

E. Rasori. — Sppra una coznplicazione nozi comune della 
Blennorragia. Lettura fatta alia Sooiet& Lancisiana di Roma. {Oaz- 
zetta degli Ospitali, N. 36, 1882). 

Fra le complicanze dovate alia diffusione della aretrite blennorraglca 
intensa al tessuto de' corpi erettili del pene d assai rara qnelia che si 
distingue col nome di penite o indurlmento de' corpi cavernosi, che d& 
luogo alia formazione di intamescenze di consistenza figura e yolame 
variabile. 

Accennato al poco, ohe ne dicono gli scrittori di malattie yeneree, 
airorigine, alia natnra, alia sintomatologia di quest! tumori, TAutore 
passa a narrarne un interessante caso osservato sn di un commesso 
viaggiatore assai dedito alia yenere e che ayeva gxk contratto parec- 
chie yolte la blennorragia. 

Durante la defer yescenza dl una acuta e nuova blennoiragia » ehe si 
era complicata a cistite del coUo, rinfermo, tratto da una insolita de- 
yiazione del pene eretto, si accorse della comparsa, lungo i corpi ca- 
yernosi e ad un centim. dall'aretra, di alcuni piccoli nodetti dolenti alia 
palpazione di consistenza moUe, ehe in breye crebbero di estensione e 
volume. 

Un mese circa piii tardi nno de* nodi era come diviso in due da naa 
depressione, ed altri tre piccoli si notavano riuniti a guisa di rosario. 
I nodi erano alquanto cresciuti dl consistenza, ma meno dolorosi; il 
coito e rejaculazione normali, Tasta deformata durante l*eresione« Due 
mesi dope i nodi erano dello stesse volume, ma ^it consistenti, I'nretra 
normale, perdurava la deformazionejnella erezione. L'infermo non aveva 
volute continuare le frizioni risolutive, dalle quali si poteva forse.spe* 
rare qualche vantaggio. 

GouRouBs 0. — Dn permanganate de potasse et de eon em- 
ploi en thtoapentiqniie, principalemant dans la Uennorrhaoie. 

{Del permanffanaio di potassa e del suo impUgo In ierapeuOom ptrtn- 
cipalmente nella blennorragia). In; Thises de ParU^ 1881. 

II permanganate di potassa venne adoprato nelle affesiooi bloonor* 
ragiche dell*uretra e della vagina, e se ne ebbero sempre dairAntore 



BERHO^SiriLOPATIGA 19 

ottlml rlsnlUtl. Coma medieamento anUstttlco ed astringMita Tleaa 
Qsato in solnzlbne airii500 nella uretrite acuta e allMiSSO nelle ore* 
triti croniclie e per tntte la forme di Tagioite. lo qaestl altimi caai, in 
cai le eauterizzazionf, i baliamici, l*aUin»a erano riasciti inefllcaci, Toso 
dl qnesto sale dfede riraltatl rapidly senia po! deatare alcan dolore. La 
t)lennorrag!a acata, eessati i primi fenomeni inflammatori!| pa6 goarire 
nello spazio di 18 glomi circa, con una aola injezione qnotidiana. 

Taylor. — The abortive treatment of bnbona i^ith carboUo 
acid. (Del traitamento ahftrUvo dei huboni merci Vacido earhoUeo). 
In : Amer. Journ. of the med. #c. 1882L 

L*Antore come onra abortira dei babboni sia epeoifloi che in- 
flammatoriiy nsa le iqjezioni interstiziali di aeido fenlco. I^Jatta died 
fino a Tenti goocie di ana misoela, oomposta dl 30 grammi di acqna 
distillata e dl 40 a 50 centigrammi di acido fenieo. Con qneato metodo 
di onra si otterrebbero qaaei istantaneamente la cessazione del processo 
infiammatorio e la soomparsa del dolore. 

BBCCHmi. — Gontribato alio studio della sciatica blennorra- 
gloa. (Lo Sperimentale, 1882, Paso. 2,% 

£S nn interessante contrlbnto ai rapporti fra la blennorragia e lo sri- 
lappo della nevralgia del nerve sciatico. A conferma di qnesto rapporto, 
che pa6 intercedere fra Vans e I'altra affezione, TAntore narra la storia 
di dae infermi, i qnali in seguito ad uretrite blennorragioa farono presi 
da dolori acatisslmi lango 11 decorso dello sciatico. Riusciti yani^gli altri 
mezzi di cnra , la gnariglone si ottenne in brere colla gaarigione della 
blennorragia risoluta coi ben noti mezzi. 

Maetineau. ^ Le microbe de la Sjrphilis. (H mierobio deUa #i* 
filide). In : Le Progris mid. 1882, N. 3d. 

Martinean ha inocnlato in nn porco 11 liqnido di coltnra derivante 
fdal raschiamento delPalcero dnro. Nel sangae dell^animale, passatl al- 
<cani giorni, si rinvennero dei batterii. Questl scomparvero ben presto, 
ma nel punto ove era stata praticata IMnocnlazione si ottenne nn note- 
vole indaramento, poi le glandole linfatiche vioine parimenti si indnra- 
rono e nello stesso tempo la cute dell* animate si copri di nna em- 
«ione papnlosa,' massime nelP addome. Dope dae mesl era seompana 
ogni traccia di manifestazioni esterne. 

Fa negativa affatto la Inocnlazione fatta sn tf e altri animali ( dae 
j^orci e nna scimmia) col prodotto di coltara delle papale del prime 
animale soggetto di esperimebto, e che air esame microsoopico aveva 
mostrato batterii e micrococchi in qnantitA. 

Martinean conelade da qneste esperlenza, che si potr& forse arrivare 
ipresto a^risnltatl preziosl per la profilassi della siflllde neiraomo. 



S9 BlVIS^Xd 

PsTiu)wsKt. «*- 2or Fxage naber den ffUnfliiMi «lcaAar flrinr*; 
bpitter Prooesfte auf cUa ByphiUs. (MUcerca detta injittmzm €kei^^rth 
cesti fM)rUi aciUi 9uUa MfiUde). In: Cenitraibi€at, deeembDr 1861). 

iP'rutto di circ(i cioqu^cento pwerTaziom ^ cotesto lavoro, sel Qsale 
d<>po aver^ fatto ootare ohe i «Lfilografi l^Liino ^tudiatp pooo qnfisto ar-; 
goxxiejato, riporta la gtoxla detti^Uata di tre em <H avancata aifjlida 
aeguiti da coxaplota guarigione par apatra di aarraffiaata laaiaitie ftib- 
brill infettive. 

U primp ca«o r'j^aarda ui;i nomo 41 trenf aatii aimaatoto da ben u^ 
pae«i con tuttl i aagni iocali e genarali daUa tiflUda e arera riportata 
quasi niun vantaggio dall' uao del praparatl HierearialL A eolpito dal 
yajuolo, guarito U qaale scoosparFero tatte la traeeie dalla aifllide. 

I\'el £econdo caao uo boHslU), die prasantava i akitomi df ona aifllide 
tarziaria, colto da grave ti(o addooainala goaHsea dal morbo caltica ^ 

La terza osserv^zioaa iri oacupa di an altro gioraiia soldato, che coir 
pito da riaipola facciale, risaaa dalla sifllide. 

L* Autore assevera, che qaaeti tra infarmi hod praaantarono mat negll 
anni seguenti alcuaa traccia di infazione caltica. 

J. RoLLET. — Das anoieni^ ioyavs de asrphiUa at da Torigin/^ 
am^rioalaa [da r^pid^mla du XV al^ola* {D00H antichi focalai 
delta sifilide, $ deW origins aiMtioana 4elV epidemia del seeolo Zy)( 
la: Annates de dermatologie et de syphUiffraphie^ 1882. 

I documeati storici, aba noi poasadianobOi ae dimoatrano la maniera ia-r 
contrastata cba la eifllida apparva par la prima volta in Earopa alia fine 
del XV 96C0I0 , dimoatrano altrasi, cha essa 6 antichissima nella storia 
deirumanit^i, Posto qaeato prinoipio, TAutore 00a on corredo di cognbdonl 
attinte alle font! originali, sarvendoBi dalle tradizioni, dalle storie, del 
poeti, de' monumanti, dalle oaaa aooparta nalla tcuabe si aocinge alia 
dimostrazione della sua tesi coa qaella eleganza oon quella ohiaresza a 
iasieme con una ammirabile conciaionay propria dagii sorittori fiances I 
di cose mediobe, 

U cu to di Lingam, i docamenti trovati da Klein negll annali mala- 
barioi a da He&sler nel Sugrutaa provano cba uno de* piii anticbi foco- 
larl della sifliide 6 aaaai probabilmente V India, 

Dabry ayrebbe dimol&trato T eaistenza della siAlide nella China dai 
tempi Unmemorabili, Nei portl della Oceania relazloni, cha risalgona 
aoltanto a non pid di due aaooli fa, farebbero credere , che vi d atata 
impprt^ta dagli Euroiiel : e la blennorra^a da appena an aaoolQ. NeU 
r Africa la aifllide aarebbe atata tra$portata daU*Baropa per measo de> 
maomeltani caociati dalla Spagaa al tempo di Isabella e Ferdinando; a 
aulle coste del Senegal. Thavat ha trovato e descritto cqma endamica- 
una malattia, die ha la. pii!i grande rasaomigUanza colia aifilida, 

L' Autore poi paaaa a dimoatrara con molti 4o<»imanti, dia i ocmpa^ 
gni di Colombo di ritorno la prima Yolta in Buropa importaroho la at* 



DEBMO filBlLOPATIOA 2l 

filide' a BftvoeUona <l498)i ohe qaesia malattia «ra endemioa 6d erail* 
taria nelle AniilVe, ael Pen)^ nel Messloo : cbe letioni aifllitiohe faran^ 
Novate da pareooM antropologi su dl antichiMimi craaii perayiani ; 
e Me il ^apltano Gonsalva dl GordoYB, iraportb la Italia la iifillde im1«* 
Tanno 1495.- 

RoUet poi dta Ut sooperta dl alcani ayaasi dl scheletro prdlstorico, 
hhi^ esamkiati da lai stesso e da moltl altri iUustri aaatomo-patologl 
|H*66dQterebbero evidenti traode di siflllde. 

L' Aatore yiene poi ad enamerare le malattie dl natara yenerea, note 
agli Ebrei, agli atorioi e medio! greet, arabi, spagnuoli, romani ed arabl 
e agU auteri del medlo»eyo. Per RoUiet la peste de' Mjirrani , aegnalata 
dagli s(»»tttori della fine del XV secolo, noa sarebbe ebe ana epidemia 
di tifo, Don la sifilide, cib che ayeya g\k detto il prof. A. Corradi negli 
Annaii deUe epidemic occorse in Italia (A. 1493). 

Ma il fatto piii' calaainaQte della storia della sifilUde ia Europa,^ Te- 
pidemia del XV eeoolo. Qal TAatore cita an namero assal oonsldereyole 
41 testimonianste dl quel tempo, ebe ne dimostraao I'origine amerleana. 

Segue ana accarata critiea delle obbiezioni fatte alia importazlone 
•della alflllde in Enropa ed alia sua origine amerioana, ed Inflne il gta- 
dlzlOy cbe nella etessa guisa ebe i Portogbesi, i Veneziani e i Genoyeai 
erano i principali nayigatorl del XV e XVI secolo, cosi sldeye ai loro 
yiaggi e alia grande attlyiUt ebe regnaya tra 1' Europa e le altre parti 
del mondO| se la sifllide ba potato espandersi lontano e arrlyare oome 
«ra fiettto naoyo \k doye ayeya potato eslstere plili antieamente alio 
atato di endemia locale. 

MA.LAB8RZ a Bbglus. — SuT les lesions histologiques do la sy- 
philis testlcnlaire. {Suite lesioni ittologiche della eifiUde del testi" 
•coZo). In: Archives de physioloffief 1881 e Revue des eeienees medicalesf 
15 cctobre 1882. 

* Pare cbe la sifllide si manifest! speeialmente nel tessuto interstizlale 
4el testicolOi sotto forma di pioeoli nodi costituitl la plii parte da an 
ammasso di piceole cellule rotonde {noduli linfoidi) e gll altri da grosse 
cellale granolose (noduli epitelioid'Cj. Spesso sono mlstl, e i noduli lim- 
foidl soltanto oorrispondono agll stadil piill acuti. Moltl noduli yicini, 
possono rianirsl insieme formando masse o noduli conglomeratL II 
tessato interstizlale del testieolo per il fatto di questo processo no- 
4alare sabisoe una eeleroH iperirofica progressiva^ e consecutiyamente 
{ tnbttll seminiferi, ipertroflzzandosi la loro parete connettlyale, si atro- 
Hszano, si restringe sempre di pii!i il loro lame, Tepitelio degenera, pofl- 
eonoridarsi in an semplice cordonclno fibrose. La glandola perde cosi 
le sae fanzioni. 

Analogbl ammassl nodnlari si troyano nella tunica media ed esterna 
de'grossi yasi, d'onde una ristrettezza nel lore calibre; i capillarl e le 
piceole arterie e yene , pure iayiiuppati daU' Inftltramento progresslyo 



ootfiettiYalei gobfacdtio la ttegsa sorte, e da.oib diAtorbi ifoipre j^il 
gray! di naijpisf one. Inflne, per qaesto camnlo di oaitfle, si formano delle 
seerosi pidi o mono estese, paragonabili alle necroai aifiUtiobo delle os8% 
cbe cofititolseono altrettaate morte easeoiCf dapprima noa eneiatidaief 
pol enei^Hehe per naa buccia coaettiYale di neoformazloae. 

Le parti pii3i periferiche di qaesti centri caseosf, ne* quali ti distin- 
gnono tre strati, nno fibroBO, ano piCi opaeo, amo. piilt ohiar^, oltre aL 
detritus. Bono invase da ceUnle embrionali, obe sembrano preparare il 
laYoro di riassorbimento* 

RB0LT7S Paul. — De la ayphlUs da testioiil^. {Delia HfOide del 
lesticolo). In: Revue des sciences tnedicalee^ 15 ottobre 1882. PariSf. 
Masson 188?. 

Qnesto lavoro cominoia con ana esposizione delie idee medicbe sulli^ 
sifllide del testicolo e lo state attaale della qaistione. II oapitolo ana- 
tomo-patologioo, le eni linee principal! ablidamo riassanto piili sopra, d 
il compendio di studii fatti insieme coo Malassez* 

Dope una diligente descrizione del sarcocele sifllitioo Yolgare» TAa- 
tore dice, cbe senza causa oocasionale qualcbe Yolta il testicolo in ua 
Bifilitico diventa sede di un pracesso aento con vivo dolore, arrossa- 
mento dello scroto e ingrossamento cospicuo della glandola, fenomeni^ 
obe 11 trattamento specifioo fa diminuire rapidamente, ma senza la te- 
rapeutica ordinaria deU'orcbite la risoluzione non si fa completamente. 
II male allora si svilnpoa ulteriormente come an sarcocele sifiliticp 
ordinario. Per rispetto al fungo del testicolo, 1' Autore ne distingue due 
specie, un superflciale ed un profondo. Del prime fa dae variety; una 
dipende dal denndamento di una piccola porzione di albuginea per ram* 
mollimento della gomma e ulcerazlone dello scroto e sporgenza di va* 
getaeioni car nee; la seoonda d data dalla vera eruia del testicolo cb^ 
eostituisce talora un enorme tumore. II fungo profondo o parenobima- 
toso deriya da una gomma intra-testicolare, cbe si fa strada aU'esterno* 
Rammollitasi ed eliminatasi la gomma, i tessuti della parete cbe la cir- 
condava proliferando protunderebbero poi alia superdcie dello scroto, a 
oosi questo fungo parencbimatoso non avrebbe origine dal materiale 
gommoso, ma dai tessuti cbe prima lo attorniayano, 

Alcune magnificbe tayole cromo-litografate adornano questo pregor 
Yole studio. 

D. Majocchi. — Ricerche isto-patologiohe suUa endo-arterite 
6 peri-arterite nel sifiloma del palato oaseo. {Memorie deUa 
jS. Accademia medica di Eoma, Tom. I, Fasc. U oon una Tayola). 

Le alterazionl anatomo-patologicbe del sistema yasale, ohe pes- 
sono sucoedere nella sifllide, banno gilt date, luogo alle ricercbe di pa- 
reccbi autori tra cui il Marobiafaya, rHeubner, Jo Cbarcot^ il Rabot^ 
il Pellizzari, il Lancereaux, ecc. Gd ora TAutore indotto . dair opportc^* 



^ DSRMO- SflriLQPATlCA 2B 

nit^ d! fltndiare tflie malati aecolii nell* Ospedale S» Glaeomo dl Boma 
n«l 1879, poiymorU per altra malattia (nei quail v'era la perfo-' 
rasione del palato oiaeo), preae ad eaamiaare le leaioni Yaaali linTe- 
nate in pT088imit& del rafe. Qaeite iesioni apiegano , a aao giadkio , 
tanto il processo df struttiyo gommoao , qaanto il soo looalizsarsi aulla 
Tolta palatina* 

Le rieerebe i8to*patologiclia vennero dirette ai margin! del foro fi- 
atoloso e longo it' rafe, dopo obe il pesso venne poato neiraoldo cro- 
mice. 

Desoritte le alterazioni macroacopiche , V Aatore rlene ad esporre le 
ane ricerehe mieroscopiclie Istitnite anl retloolo malpighiano e anl 
derma maasime nelio ttrato papiUare. L'epitelio del retloolo » princi- 
palmente longo il rafe, 8l moatra in grande attivitii formativa , con 
molte cellnle fomite di groaai nuclei a due o piii nucleoli distintivi , 
altre con nuoleo semllunare, ed altre con nucleo yeaclcoloso jalino di 
aapetto omogeneo (idrope nneleare). Tutto U oorion della mucosa pala- 
tlna ^ Inflltrato da grande quantitli di glovanl element! connettlvali 
fbrmanti de' focolaj di aspetto gommoso. L' Inflltramento inyade cosi 
uniformemente lo atrato papillare e 11 connettlvo sottomncoso e ai estende 
lino al periostlo; il tesfuto oaaeo inflne in prossimlUi della fistola mo- 
»tra segni eyidenti di un'oateite condenaante. 

L'Autore rirolge poi i anoi atudj alio atato della tunica eaterna, della 
media 'e deirendotelio dell'intlma de^piccoli vasl situatl in viciaanza del 
foro flatoloso. Queati piccoli vaai aono in preda ad nn prooeaso di |i^t'- 
arterite e d! endo-arierite olMeranie*^ e tall risultati concordano per- 
fettamente con quell! deil'Heubner e del Marchiafava, che ebbero a 
studlare Tendo- arterite aifllitica del Tasi cerebral!. Per quest! risultati 
l^Autore non orede attendibile V opinione del Banmgarten , che in una 
sua pubblicazione vorrebbe considerare 1' endo-arterite come un pro* 
dotto di infiammazione semplice (reattiva) e la peri-arterite esdusiya- 
mente come prooesso gommoso. 

L'Autore d& termine al suo studio con alcnne considerazionl intorna 
alle oonseguenze dei processl descrlttl sulle varie fasi della perfora- 
zlone del palato. La diminuzione del Inme del plccoU vasi, e quindi la 
deflcienza progrediente dei material! nutritiyi deye influire<di necessity 
sullo stadio ulceratiyo del siflloma , sulla necrosi del tessnto osseo , 
suUa durata ed estenslone del prooesso neorobiotico e aneora sulla sede^^ 
costante della proliferazlone lungo 11 rafe palatine. Per lo state di mag- 
glore yulnerabillt& della mucosa, doynto airinfiltramento gommoso cro- 
nico , ne risulta per PAutore un prezioso insegnamento circa la tera- 
pia della perforazione del palato. 

Egli insiste sulla necessity di una proteH meceaniea esegnita, sia 
nello stadio in!z!ale, sta nel necrobiotico del sifiloma ; e questa terapia, 
correggendo i disturb! funzionali ineyitabili in tale graye malattia, ri«- 
para la muc^osa del palato dagli attriti ed impedisce la reoidiya del 
processOi facile e sempre fatale quanto piili s! ripete. ' 



24 E?VISTA 

Cabjlieh. — Etnde sur,^la , syphilis ^pulinonaire. . {StudAQ ^uUa 



'H'^s ' 



sifiUde polmonare}. Inr^Th^e ,de^^ 1882. 

Appogg^indpsi a TG'^ossWvazioai di slfiLide polmonare, rAutprOf {latta 
eccezioae da quella ereditaria che d& dei caratteri speciali , atnmette , 
che 8i present! sotto dae aspetti, di ficUrosi, clod, 9PPui*^ di gomme. 
Segae I'opinione di Gornil^ di Brissaud, di Saboarin, eco., i quali.so- 
steogpno ia difficoIUy e il piCi sposso la impossibiiiU, di ixn diagnoatieo 
differenziale per mezzo del microsoopio tra la gomtna e 11 tubercolo ; 
e col clinicl noa sa trovare caratteri clinici special! alia sifilida del 
polmone. E soltanto il trattamento specifico che pu6 stabllire uua cer- 
tezza assoluta al diagQOstico fatto in un soggetto, clie preseata le ma- 
nifestazioni cutanee note. 

Contrariamente poi alPopinione di Grandidier, TAutore prove, che il 
lobo medio del polmone non d resclusiva sede delle lesion! sifiliticbe: 
6 contro quella d! Schnitzler, che non sempre esistono nello stesso tempo 
la sifilide della laringe e quella del polmone. 

E. Wagner. — Die constitutionnelle Syphilis and die davon. 
abhangigen Nierenkrankheiten. (La sifilide co^tituzionale e le 
affezioni del rene che ne dipendono). In : Deiii. Archiv, fur hlin. Me* 
didn.Band XXVIIl, Heft 1. 

Sebbene sia difficile dimostrare in gnlsa indiscatibile » se la nefrite 
sia una semplice coincidenza o. una vera complicanza della sidlide, tat« 
tavia TAutore, appoggiandosi su molti casi ditnefriti insorte durante 
il corso della sifilide, crede che questa debba sa quella eseroitare una 
efficace influenza, EgU menziona ad esempio sei casi di nefrite acuta 
sovraggiunti ad an periodo precoce di sifilide, deserive quattro altri 
casi di nefrite subacute e sette appartenenti alia interstiziale comune. 
All^autopsia poi di sei individui affetti da sifilide costituzionale Wagner 
trov6 una grande atrofia di un solo rene e in due casi le arterie pre- 
sentavano le altera2ioni descritte dairHeubner. Per ben trentaoinque 
volte Egli trov6 dei reni affetti da degenerazione amiloidea; e in due 
casi avrebbe osservato dei sifilomi del rene. 

CoHADON. .— Gontributioii k I'^tude de ralbuminuiie surv«- 
nant dans le cours des accidents seoondaires de la^syphilis. 
(Thiee de Paris, 1882). 

Le conclusion!, a cui giunge TAutore sono le segnenti : 

1.^ Durante il corso degll accident! seoondarj la sifilide pu^ causare 
Talbuminuria. 

2.® L'albumina appare neirurina generalmente al lore inizio. 

3.^ Questa albuminuria h persistente e di una durata assai lunga. 

4.^ Nessun carattere spaciale permette riconoHcere la nature o Tai* 
senza di altri accidenti sifilitici ooncomitauti o anterior!. 

5.® L* albuminuria h dovuta ad una leslonedeirepitelie o i^i^ proba-^ 
bilmente ad una speciale alterazione del sangue. 



; DSftM0-8IPIL0PATKIA 25 

0»® La oara; m^reurMe ' misU eepUoe eoaduoe a gaarigiona T lUbh* 
piinHria. 
1? La dieta lattea h an semplice ausiliare della oura.flpecifiea. 

C. FsLLizzARi -> RebileBioiie aifiUticlk in due tonJugL (Lo iSp0- 
rtmefi^o^^ marso 188IS). 

Ua nomo, dopo avere comanicata la aifllide alia propria mogUei pai- 
sati died imni ia completa salute, riammala dl sifilidei ebe eaordiHce 
caa la lOrma di balanopostite nloeraiiva, e di naovo infetta la mogUe. 
Glover^ intanto rammentare^ ohe la donna darante il decorso della prima 
infezione ehbe a rlmanere gravida a did alia luce ana bambina, ehe poi 
orebbtf grama con eyidenti maDifestazioni della lae , sino alia uleera- 
alone del setto delle narloi. Due altri flgli yennero inyece alia luce saal 
e ben oonformati, mentre la madre era sottoposta ad ana cara jodo* 
mereariale. La madre inoltre, benchd guarita, ayeva continuato sempre 
a ftir uso del jodaro di potassio ad ogni primayera e flno a quaado ebbe 
a rlmanere contagiata per una seconda volta dal marito. Questo inveoe 
non aveya mai fatto eura alcana con rimedii specifici. 

Qaanto al decorso della nuova sifilide , il marito ebbe piecolizsime 
manifostazioni general! eruttive : la donna invece ha presentato eru- 
zionl papalose sparse e ripetute, dolor! al periostio e alle artieolazioni 
e grande soadimento nella nutrizione; e cib, malgrado una cura attiya 
locale e generale* 

Da qoesto casoi P Autore ricava alcune giuste oonolusionl: e tra esse* 
ebe per questo caso d oonfermata dl nuoyo in maniera Indiscutibile la 
possibiliU dl ana reinfezione sifllitica e della guariglone spontanea della 
aifilide. 

R. Sturgis. — Syphilitic reinfection. {Reinfezione eifilitica). In : 
Amer, Joum. of the med, tc. , p. 378, 1882. 

L'Aotore narra il caso di an uomo entrato all* ospedale con due ul- 
eert dare, seguite da una eruzione papulosa, da dolorl osteocopici| da 
adenc^atie generalizzate e da irlte doppia. Guar! completamente dopo 
otto mesi dl cura, lascib T ospedale e per quindici mesi non prese al- 
cun medicamento. 

A qnesto panto , tre giorni dopo il coito , e mentre da cinque mesi 
Bon ayeya ayuto alcun rapporto sessuale, apparvero due ulcer! sul fre- 
nulo e sal prepuzlo e con tuttl i earatteri dell'ulcero infettante. L'auto- 
inoonlazione dell'uno del due ulcerl produsse una pustola che non dur6 
ohe pocbi giorni senza presentare le apparenze del yero ulcere molle. 
Poco dopo si presentayano una sifilide papulosa, dolor! osteocopici e 
tutti gli altri sintomi di una sifilide giovane , di una nuoya infezione. 
Per lasciare la malattia alia sua naturale eyoluzione , la cura mer- 
ouriale non fu istltuita che quando i sintomi ayeyano preso nno syiluppo 
fiufficiente, ed allora essl cedettero rapidamente. 



2& BIYISTA DBRM0*8I9IL0PATIGA 



L'Adtore riipoarda qneBta oiserrasione eome an eaflo indiseatlbile di 
reinteione ailllitioa e pensa, ehe gli aloeri della seoonda iafezioiie erana 
di natara mUrta. 

ScAasNzio. ^ Caso di retntoaioiM sifiliticft. — Norta leita nelfA- 
donanaa del 3 agoato 1882 del R. Istitato Lombardo di seienxe e let* 
tare. {Oiormae deile maiatHi vtneree e tiflliHehet fkee. V del 1882). 

Bopo aloase osserrazioBl di ordiae generale, FAntore eapoiie il caso, 
ohe forma argomento della Nota, oocorsogli in una donna, vedova, di 
anai 35^ di graclle oostitozione |manifestamente [sorofolosa, la quale al 
momento del primo esame presentaTa traccie di sifillde terdaria. Da* 
rante il tempo , in eai T ammalata era aoggetta alia enra col joduro 
di potasiio^ amministrato per combattere quelle manifestuzioni , Tenne 
oolta da malessere generale e poco appresso da una eruzione dif* 
liosa di roseola e da angina. Rieercando la causa di quest! nnovi sin- 
tomi , si seppe , che quattro mesi innanzi easa areya ayuto nn ul-^ 
eero duro airostio vaginale susseguito da adenite inguinale non snppu- 
rante. 

Abbandonata allora la cura col joduro , la donna yenne sottoposta 
prontamente alle iogezloni di oalomelano, in seguito alle quaii aeom- 
paryaro i sintomi accennati. 

L'Autore termina il suo layoro con alcune eonaiderazioni dalle 
qualiy distrntta la teoria della pretesaHmmunUd eontro la aifiiide, sem- 
pre pii!^ si h spinii ad ammettere la possibility dell* atOoinoculaMUme , 
eke spiegherebbe la frequente irregolarit^ snl decorso , la durata e la 
facilitii a reeidiyare della sifilide costituzionale. 



87 



RIVISTA D' ANTROPOLOGIA 

IN RELAZIONE CON LA MEDICINA E L'IGIENE 

del dott. BNRICX) MORSELLI 
INTOfeMore di CUniea ^lle malattie meatali in Torino 



L — Grftniolpgia. 

Topinard — La misura cUtta capacUd del cranio secondo i regUtri 

del Broca. 
Solimidt — • StiUa determinaxione della capadtd del cranio. 
Manoavrier — Ricerehe cCanatomia comparata e d'anatomia fUosofica 

sui earaiieri del cranio e del cervello. 
Ranke — Sui cranf della popoiazione rurale delVanUca Baviera, 
Qegenbaur — • Suila parte facciaU delVosso lagrimale nelVtunno. 
Anontobine — Su alcune anonialie del cranio umanOf con epedale ri" 

gtuirdo alia loro frequenza nelle raxxe : 1.* Anomalie del pte* 

rion ; 2.* Osso degli Incas ; 3.* Sutura frontale. 
Regalia — Qli angoH dati dal goniometro facciale lateraU sono da 

eorreggere. 
Sergi — Vangolo facciale e un nuovo goniometro. 
Ugolini — La costruzione e lo etudio dei poligoni cranid. 
Bono — Del rapporto fra la forma del cranio e la refrazione ocU" 

lore. 
Ugolini — Anomalie nel cranio dei mammiferi. 
Merkel — Contributo alia conoscenza dello sviluppo postenibrionate 

del cranio umanq. 

IL — Antropologla anatomioa e oomparata. 

ManouTrier — Interpretazione del peso delVencefalo. 

Topinard — E peso del cervello secondo le annotationi di Paolo 

Broca, 
Loys —^ Contribuzione alio studio tuna statistiea sul peso degli emi^ 

sferi cerebrali. 
Garson — La pelvimetria, 
Testat — Sulle anomalie muscolari delTuomo spiegate coW anatomia 

comparata e sulla loro importanza in antropologia. 
Broca — La toreione deU'omero e il tripomeiro. 
Chadzinski — Contribuzione alio studio delle variazioni muscolari 

nelle razze umane. 



18 RlYISTi. 

Ledouble — Nota su aleuni mtacoU eomuni agli afUmali ed alVtwmo. 
OhadzinBki -* AnatonUa comparata delVourang-outang e delVuomo. 
Anderson *- / cdpeifli riceiuti e i foUicoU eurvati delta iota dei 

Negri. 
Berttllbn Ad. — tJn^appUeoMione praHca d^Vantropometria. 
Vincent — SuRa persistenza delVosso eentraU nel carpo umano. 
Henning — SvUa muttra comparativa della lunghezza delV intesHtu} 

nelVuomo e negli animalk 

III. — Antropologia biologioa. 

Legoyt — Le influenze del elima sulla vita degli uomini e delie razzg^ 

Deiannay »- SkWegtutglioMsa # ifWfftMgOanza dei dike eessi. 

Delaanay — SulVeguagUanza e inegnaglianza degli individui. 

l)e Solaville — Le grandi longevitA. 

Delaanay — Metodo per distinguere Vinfluenza deUa razza e delVam' 

biente. 
36doc — Osservazioni sul colore dei eapegli e degli oeehi. 

IV. — Antropologia patologioa. 

Amadei ^ La capacitd del cranio negli alienati. 

Amadei ^ Sulla craniologia degli epilettici. 

Petrowsky — SiUla deformazione del cranio nelle diveree parti delta 

BueHa, 
De Mortillet — Suite trapanazioni preittoriche. 
Le Baron — Leeioni ossee delVuomo preistQrico. 
V6r6 — Atrofia senile simmeirica dei parietali. 
Fontan — JDieiaesetleeimo pajo di denti. 
Ball — It cretino di Batignoltes. 
Congaet e De Faoli — Sludio di 20 cratij di erimindli. 
JB^eger e Dellemagne — Studio sopra t caratteri eraniotogiei d'una se* 

rie di assassini decapitati net Belgio. 
Biccardi — Noite antropologiche iniomo ad ateunt' giovani detla^Caea 

di cuetodia in Modena. 
Ferri Enrico — StudJ comparoH di antropometria criminale [e nor- 

male. 
ftascli — Asimmetria delta mandibola per evitupp^ esagerato deUa 

at$a metd einietra. 
Allen — Africani eomuti. 
Altana -^ I ire microoifali di Riola. 
Oig^ioli — Valbinismo. 

. V — Antropologia atnologioa. 

KoUmann — Qmtriouto atta craniologia dei popoli SuropeL 
ISehaltz — / camtteri fisici degli Ebrei. 
Letoarneau — QueeOonario di sociologia ed etnografla. 
GIglioli e Zannetti — Utrtaioni per Vantrcpotogia ed etnotogia. 



D''AMTRa)POIiOGIA 29 

I. — Cmniolosla. 

.1 'ToPiNARD. -^ La i|ie&0nrBtio& de la oapaoitd da or&ne seknt 
lea registrea de Paul Brooa. (La misura delta capaeUd del era- 
nio eecondo i registri di Paolo Broca), In: Revue d'Anthropologie , 
Tool. V* 1B82, ni faseicale, p. 306. 

Quest' artloolo 6 an altro della aerie che il Topinard sembra yoler 
consaerare idle memoria del sao maestro. Vi si tivttta di una qaestione 
ehe toTse qaaloano potrebbe sapporre oome oramai risolt^ ; infatti, chi 
non ^ dlsposto ad ammettere a prioH che nulla sia pii!i facile e co- 
Btaate quuito^ deterxuinare la capaciUi cabica d*un oranio ? Eppare dob 
6 0081 : anche le persone pi^ pratiche, miaarando piiH volte di segi&ito 
lo stesso cranio » oommettono error! piii o mono ^randi , talora di de- 
cine di centimetrl cnbici. Ora il Topinard , a preyenire qaesti e simill 
errorif crede opportune tornare, illnstrandolo, snl metodo di cnbatura 
prescrittp dal Broca, e lo fa con ana minazia e sottigliezza di dettagli 
da rendere inipoBSibild Tanalisi del sao lavoro. Ci limiteremo peroi6 a 
riferire alonnp ciftre di capacity oraniensi , giacclid la Rivieta per la 
quale scriviamo non pa6 occaparsi della tecnica craniologica, riserbata 
ad altri periodici. 

II Topinard insiste saUa.neoessit^ di distingoere in ciascana serle i 
oraii} di sessa masohile da quelli di sesso femminile ; in qaalanque 
rassa.o popolo la donna presenta sempre ana oapaoitit oraniana mioore* 
Citiamo alcane medie caratteristiche : 

Uomini Donne 

CapscltA Capaciti Differeoza 

Numero media Numero media in cent cub* 

CraAj «deirepoca della pietra . 

ti^gliata (SolntrA) ... 12 1564 2 1395 . 169 
Craqj dell'epoca della pietra 

pnlita (Baye) .... 25 1534 14 1407 127 

Merovingi 2^ 1596 19 1374 222 

Farigini del XII secolo . . 67 1531 42 1320 211 

Parigini del XIX secolo . 77 1559 41 1337 222 

Olandesi ....... 22 1530 22 1390 140 

AlTergniati 42 1609 36 1445 153 

Bassi-Brettoni 32 1564 2^ 1366 198 

Brettoni-Gallesi • ... 38 1599 2Q 1426 173 

Baschi spagnaoli .... 30 1584 23 1395 189 

Arabi i . . 15 1474 3 1322 152 

Egiziani della IV dinastia 21 1532 18 1397 135 . 

Egiziani della XI dinastia 12 1443 17 1328 115 

Bgiziani della XYIII dinastia 9 1464 9 1323 141 

;. Chinesi. ....•». 16 ji518 d 1383 , >35 . . 



30 . BIT18TA 

Uomijii Donne 

Capacity CapaciU DifferensJ^ 

Nnmero media Nnmero media, inoentculi. 

GiaTanesI 18 1590 6 1396 tM 

Polinetlanl 21 1500 15 1881 119 

EBqaimeei 9 1585 9 1439 IW 

Negri d* Africa K* serie .31 1462 12 1267 195 

» » 2/8erie . 10 1423 7 1246 177 

> '» a^serie . 13 1410 4 1237 173 

Otientotti e Boscimani • . S 1317 5 1253 64 

Neo-CaledoneRi 23 1460 23 1330 190 

Tasmaniani 5 1406 4 1230 176 

Papoani 7 1467 3 1279 188 

Anstralianl 10 1347 6 1181 160 

11 Topinard da qaeste oifre trae la eonolttflione che non fli pn5 $686- 
rire, come lo pretendeva 11 Le Bon, che la distanza sesenale dMia oa- 
pacitA cranlenee ^aria, nolle razze anperiori ad inferiori* eecondo ana 
legge determinata, clod la ragione inyena del grado di inciTilimento. 
Alia stessa conclasione era gi& arriyato 11 Morselli nel suo libro : Cri^ 
tiea e riforma del metodo in antrapoloffia (1880). 

Ma il Morselli aveva giit insietito anche snlla grande rariabilitii in- 
diyidaale, che rendeya epesso inutile o dannota la oosi detta media 
ariimeHea d'ana serio; La media 6 nn yalore idealef ma in natora non 
esiste. In natura esfstono gli indiyidai che piii o meno si allontanano 
dalla media, come ne fanno fede le cifre raccolte dal Topinard sal re- 
gistri dl Broca, Noi yediamo Inflatti che le yariasionl della capacity 
cranlonse ragginngono perfino 1 676 centlmetrl cnbiol in nn grappo dl 
soli 78 cranj Alyergniati ; dl 613 in un grappo di 39 craig dell* epooa 
neolitloa; di 592 fra 118 cranj di Parigini contemporanei ; di 493 flra 
122 Brettoni, e cosl yla yia. Non d per6 proyato che nolle razze sape- 
riori Bi noti ana maggiore yariabiliU indiyidaale ; piuttofto si OBserya- 
rebbe nel cranj femmlnlli an* estensione piii limitata delle yariet& ehe 
non nei masohili. 

GI5 che d noteyole nella memorla del Topinard 6 Y applicazione del 
metodo seriate ; zebbene egU sostenga per onore della sonola franceae 
che tale metodo era adoperato prima che il Morselli ze ne facezze il 
propagnatore, pare bazta la premnra con la quale ora zl dk pozto nelle 
memorie antropologiche Aranoesl alle tabelle nnmeriche dlzpozte aerial- 
mento » che prima erano del tatto dimenticate , per dimostrare che la 
riforma z*d operata anche nella zcuola oflSclale ed ortodozsa della era- 
niologia olassica. 

Lo ateaso Topinard neir anzidetta Revue d^Anfhropologie ha pnbbli- 
cato altre due memorie col tttolo De VinOioe e^pfMiq^ne iwU crdne et 



d'antropolooia tt 

9ur U f>ioant €Papr^ Broea (p. 98)4 ^^ Vi^paerre e4phalom4Mque 
(p. 200)'; ma dl esse fti fatto oeono nella Rlyifta d^Aoatomla del pre- 
cedence TolaiDe (OOLXII),ii» 49, 60. 

ScBMiDT. — Ueber die BMtlmmimg der SohAdelosiiMioitAt. (SuUa 
determinazione delta capaeitd del cranio). In : Archiv fur Anthrapo- 
logie, IB82, gennajo 1.* fascicolo. 

Fta la qaeationi piii dibattate delta teonica oraniologica pn5 certo met- 
terai in prima |ila quella della eubatora, opaia determinazione della oa- 
paelt& del cranio. Tale argomento pa6 appena paragonaraV a qaello della 
linea orizzontale del cranio, che gli antropologi tedeschi Tanno diaca- 
tendo da tanti anni aenza speranza di nna possibile solasione pratica. 
II motivo piii forte di dlssenai intorno al proceaso di cabatara conal- 
8te nella soelta della sostanza da introdarre nel cayo del oranio. In 
generale gli antropologi tedeschi preferiscono i semi vegetali ; Welcker 
osa I'orzo brillato, Sehaapbaasen il migllo , che non danneggia 1 oranj 
fragill ; Hndler , dope arer provato il miglio , gli preferisce il panioo 
{Setaria italica f in tedesco Cannarischer Voffelsamen) i altri adopera 
n pepe bianco, Gli antropologi amerioani, come Morton, banno inyeee 
usato r acqua. Ma] 11 metodo pii!i diffaso ed aatorevole di cabatara 
(ci^age) d qaello del Broca, il qaale ne diede tntti i partieolari, inai- 
atendo speci^ilmente snlla neeessit^ cbe ciaseana operazione fosse fatta 
sempre seoondo regole aniforml , massime nel misarare la qaantitii di 
sostanza introdotta nel cranio (Jaugeage). La sostanza preferita dal 
Broca era il piombo da cacciai precisamente del namero 8. 

lo non credo necessarlo d' entrare nelle minazie del precesso , tanto 
pia che la presente Riyista non si dirige ai craniologi di professione ; 
1 qoali troyeranno nelle memorie originali del Broca ,* deir Hadler , 
dello Schmidt e del Topinard tatti i particolari neoessarj. Mi limiter6 
piattosto a riferire i risaltati delle esperienze di Schmidt , per dhno- 
strare che la discossione ha realmente deirimportanzaipotendosi nella 
cabatara del cranio commettere errorl di 60 e perflno di 100 centime- 
tri cabici, ossia di an yentesimo. Nel calcolo di cabatara banno molta 
inflaenza i piccoli colpi che si danno ai recipient! di misnra e al cra- 
nio, qaando sono pieni dolla sostanza granalare che serye a troyarne 
la capacity. Esercita pare inflaenza la forma deir imbato col, qaale si 
Tiempiono 11 cranio e 11 litre gradaato sia in yetro, sia in lattil; indne 
si hanno differenze e non picoole, a seconda della rapidit&'^o lentezta 
con le qaali si precede nel yersare la sostanza grannliure. Beco in proya 
qaalche cifra desonta da dieoi esperimenti saccessiyi praticati sallo 
atesso cranio secondo i yaij metodi di cnbatura : 

rol niombo ( ^^^^^ orizzontali • • • cent. cab. 1346.0 
pioniDo ^ ^ yerUcali ... » 1S22^ 

Col p^e bianco «...•• » lavSJ^ 



9& RIYISTA 



CSttl^ono prilteto • • cent. enb. 139^5 

Imbato ooB fbro di seolo. largo 8 mm. > 1375.<> 

> > > largo 12 mm. » 1391.5 

Riemplendo le provette rapidamente > 1414.0 

leDtameate » • 1S91.5 



Col miglio I 

^ . . i Riemplendo le pr 
Col panico | *^^ *^ 



Come si Tede da qneste cifrey le differenze delle medio salgono alia 
masflima di 9.15 centim. cubicl fra 11 proeesso col piombo introdotto 
oon tcosse yerticall e il proeesso col panico yersato lentamente neUe 
provette. 

Lo Schmidt^ dope lo studio comparativo del vaij prooessi, ^k la pre- 
fereoza al metodo francese del Brocat sebbene ancbe ooa que&to me- 
iodo possano aversi differenze notevoU (+ 85.7 col piombo^ + 82.5 e. c. 
col pepe bianco). Le variazioni per& per on stesso cranio sono del tutto 
Insignifiles^ntiy e si pa5 dire cbe il Broca ha Indloato il mezzo migUoie 
per determinare la capacity del cranio^(l). 

MANouvaiER. — Recherches d'anatomie comparatlye et • d'a* 
natomle philosophique sur les caraottoes du ortoe et da oer- 
veau. (^Ricerche d' anatomia comparcUa e (Vanaiomia filosofioa sui 
caratteri del cranio e del cervello). In: Bulletin de la \Soci4ti Zoolo^ 
gique de France^ Tom. VII, 188% pag. 1 13-230, 

Qaesto luogo stadlOi cbe TAutore Intende compiere secbndo 1* indi- 
rizzo del suoi precedent! lavori, si occnpa d'una parte sola del 
yasto argomento ; contiene cio6 delle Recherche* eur le developpemeni 
guantiiatif compari de Vencephale et des diverses parties du eque- 
letti. Sebbene noi non possiamo troyarci in tutto d*acoordo coiregregio 
Antorcy pare ne daremo an ampio santo » quale richiede V importanza 
del layoro. 

In una introdazione generale , TAutore 4ndica dapprima lo scope e 
Tobbietto della craniologia, che ha preso in mode deflnitivo, grazie ai 
layori del Broca, il suo posto fra 1 yarj rami deir anatomia. EgU sta- 
bilisce le principali diylsioni che subisce cosi Fanatomia del cranio come 
Tanatomia del ceryello, basandosi sulle distinzioni gi& adottate per Ta- 
natomia generale. Queste tre grandi diyisioni subbiettlye della cranio- 
Ipgia si coUegano: 1.^ airanatomia desorittiya; 2.* airanatomia compa« 
rata; 3.* airanatomia trascendentale o filosofica, e TAutore le pasta 
breyemente in riyista, designando 1 yaij cbmpiti di ciascuna^ che eoaot 
1.* la descrizione del caratteri anatomici, 2^ Tesame delle lore modifl- 
cazioni secondo Tetft, il sesso, la razza e la specie; inflne 3«^ la loro 
interpretazione flsiologlca e filosofica. 



(1) bobbiamo notare che tuttt i piii autorevoli anlrop Jlogi itaUani ,) clod 
Mantegezta, Regalia/ ZanaettiyCandstriai, Nicolucci, hannb adottato uniform 
memenfe 41 metedo di cubatura del- Broca. • ' 



Per riguardo airinierpretazione del caratieri del cranio ^ II Manoa- 
Trier pone in prinetpio ana cooBiderazione di ordioe generale, eha pn6 
eonaiderarsi oome il ponto di partenza delle aaa rieerohe : % Fra 1 oa- 
ratteri del (nranio^ aieanii cbe riaiedono priaoipaimeQte nelia parte 
eaterna, sono dovaU alio gTilappo piOi o meno grande dei moscoU ia 
rapporto coi oranio e alio svilappo generale dei slstemi osseo e ma« 
aeolare^ ciod dei aietemi la di oai fanztone si traduee in lavoro mec* 
eanieo: -* gli altri sono doTuti alio STilappo pitt o meno eontld^eyole, 
assolnto o relativo dell' eacefalo e deile yarie aae parti. > Ora qaesti 
oltimi oaratteri sono es8i pore infiaenzati parzialmente dallo sriiappo 
del Bistema oeaeo-mnacolare o della forza meooaaioa, ,perchd si aa ohe 
Uencefalo 6 destlnato a molte faniioni e il sao svilappo d6T*essere per- 
eib in rapportOy non solo coila sensibility e intelligenzai ma anohe con 
la motriciift e colle fanzioni puramente yegetative. 6 par certo che le 
diverse atUyltft fanzionali deir enceftUo non soao proporzionali le nne 
alle altre, oome la sensibilltii e rintelligenza non sono proporzionali al 
volame del sistema mnscolare. Inflne le proporzioni, nolle quail noi ve- 
diamo combiaate ed nnite fra loro le diverse fanzioni nervose, debbono 
corrispondere a proporzioni qaantitative delle diverse parti deirencefalo, 
e qaeste poi debbono per loro parte corrispondere a differenze morfo- 
logicbe tanto oerebrali, qnanto craniensi. 

Peroi6 r inierpretazione della grandezza e della forma del cranio e 
del cervello 6 estremamente complicata. Essa esigerebbei per essere 
esatta, I'analisi e la yalntazione qnantltativa delle fanzioni odapparec- 
«bi organic! in rapporto coi oentri encefalici. 

La difflooltit di tale operazione d tale da scoraggiare, ma si pa6 in« 
tanto cominciare con nn'analisi sommariay la qaale baster^ almeno 
per an tentative preliminare di spiegazione. Si posaono ciod oonside- 
rare le fanzioni del cervello come divlse in dae gruppi, rintelligenza 
coUa sensibiUUk da una parte, le fanzioni di movimentOiO di nutrizione 
dell'altra; in altre parole Tinsieme delle fanzioni cbe 11 cervello eser- 
oita in rapporto coUa massa deirorganismo. 

La yalntazione della massa deirorganismo essendo immensamente pid 
facile cbe qaella dell' intelligenza, conviene rioorrere ad essa prima di 
spiegare ana differenza anatomica per ana differenza intellettaale, II 
Manoavrier credo pereib cbe sia utile fondare i confront! snllo scbele- 
tro, giaccbd fra le parti molli dei diversi individui esistono differenze 
enormL 

Bopo avere esaminato quali siano le parti dello scbeletro , il di cui 
aviluppo pici dare nn^ idea pid adeguata dello svilappo generale del 
corpo, TAutore credo averlo trovato nel pe^Q del femore ; qaesto peso 
rappresenta, secondo lui, molto esattamente lo svilappo dell' apparec- 
cbio looomotore connesso in mode si intimo coirapparecoblo eerebrale« 

Un'altra parte dello scbeletro possiede an signiflcato prezioso dal 
panto di viata fisiologicoy ed ^ la mandiboUHt !! di en! peso serve a 



84 ' BITISTA. 

rapprMendare JU> siilappo dell* appareoeUo digesUvo^ almanq in ..«na 
atefifla apeoie o ia ana specie yioioa. Qoeeto risolifi^ del MaaouTrier 
coUima oon qnelli che il Morielli otteane iflao dal 1874*7^ nelle eae.rlr 
ce»be.sal peto deUa mandibdia e del eranio in rappottoeol sH90» 

Inline lo jyilappo 4el cranio essenjo sabordinato strettapMnte.a 
qnello dell* encef^lo , riusclya di somma importanza di pacagonare 11 
peso del eranio: 1.® colia eapacitd craniana {peso delVenoefalo)^ £.* opl 
pe$o del femore (o peso iiellQ scheUtro intero)\X^ eoXpeso dellaman* 
dibola^ mentre qaest^altime peso poteTe Taataggiosameateparagoaaisi 
a qaelio del femQre e dello seheletro totale. 

Lo studio dei rapporU ponderalL ohe esistono fra qaeate dlT.enia 
partt dello scheletro, fa intrapreso dal Maooayrlar per na doppio 
scope : 1.* qaelio di troyare neilo scheletro dei termini , cbe potessero 
seryire a rapipresentare lo syilappo degli appareobi locomotore e dige* 
stiyo, 6 preparare cosi I' interpretazione dello syilappo qaantltatlyo e 
morfologico dell* encefalo ; 2.^ qaelio di cominciare lo studio dello syi- 
lappo quantitatiyo oomparato di tutte le parti deilo sobeletro ooaiide- 
rate nei lore rapport! ponderali le una colle altre, seeondo gU indiyiduif 
le et^ i sessiy le razze e le specie. 

Non possiamo riferire tatte le conolasioni di questo studio paziente e 
partioolareggiato. Una parte d gi^ oontenata nell' artioolo dello atesso 
Manouyrier, di cni diamo pii!i sotto la riyista; qai oi coatenteremo di 
riassumere Je dednzioni piiH importanti di questo bel layoro : 

1.* Tutti i rapporti studiati dairAutore yariano considereyo|mante 
seeondo lo syilappo generale dello sobeletro espresso sia dal sue pese 
totale, sia dal peso dei femori. Quest! rapporti yariano pure f seeondo 
Vetkf il sesBO e la specie. 

2.* Lo syiluppo quantitatiyo delle diyerse parti dello scbeletro 4 de- 
termlnato da quelle degli organi attiyi direttauiieBte in rapporto con 
esse, ma anobe.dallo syiluppo generale del sistema ossee. 

3.* Lo syiluppo relatiyo del cranio, come qnello, deli'eneefalo d enor- 
me nel bambino neonate , e diminuisce gradatamente dair infanela al<* 
I'etk adulta, tanto piii quanto piili si syiluppa il sfstema o8seo« 

La donna pa5 essere considerata sotto questo riguardo come on uomo 
di piooola stature. 

Lo syiluppo relatiyo del cranio, come quelle dell* eneefalo, 6 pit de- 
bole nelle scimie antropoidi obe neiruomo. 

4.^ Lo syiluppo dell* encefalo per rispetto al cranio 6 pii!i considered 
yole nel faDciullo cbe neiradulto; nella donna e nell* uomo di debole 
stature, che nell'nomo di alta e forte complessione; laAne nella iq;»eoie 
umana cbe i£agli antropoidi. 

5.* Ayyiene ii eontrario dello syiluppo della mandibola ,in nqsporto 
eoir encefalo e in rapporto eol cranio; ma relatiyamante al femore-. la 
mandibola d invece piCi syiluppata nel faaoiuUc!, nella donto^n^Vaomo 
di pioccria stature, obe neiraemo adulto e di Copte statanu^ - 



» , 



V D*A)mtOMLOGIA C85 

- 6.* Lo'^Ythippo relatlTo d«lla mandibola d pi(k ^rande iialle iwsse 
"UMattt iiifarlori cha ttelle mae omane aoperlcrf. dlf aaaaashii tattatia 
<l8lkdono atd ayrioiBafaiy sotto tala aapetto, alia faszo inferior!. 
- 7.*' 1 dlversi tappoM «tadiaU fin qat non poasono oostftaire del oai* 
ratteri dl saperiorftlt o €tt inferi<^rit& dal pun to di 'vista delie ttatie 
-avolndofiistleliei «e aon ai prendono in esame indlTidni o grctppi di in« 
4kviAvA arenU stotani egaale (?)• 

9* Dal panto di Tiita deH^tli, PAntor^ osaerva che lo sviiappo pon* 
derale dell* efieefalo 6 il piCt preoooe e 11 piCi rapldo; poi Tengono lo 
4BiYitnppo del cranio, poseia qaello della mandibola e in uliimo qneUo 
4ei ibmorl. 

Bd ^ poi nello ateaso ordine che ciafcana di qneate parti sembra 
ragginngere il sno peso maastmo ; insomma, pi^ grande d lo sTllnppo 
^1 ibmore e pid debole rieaee il peeo delie altre parti relatiyamente 
^ peso delie parti clre yengono dopo di esse, nelt' ordine sarriferito. 

9.* I fatti stndiati dal Manoavrier in qnesta memoria soUerano nna 
-questione capitale dal pnnto dl vista della teoria trasformistica, ma 
jaenia rlsolverla; eied ee la specie umana discenda da nna specie pit 
«vilnppata nel sistema mnseolare o pidi debole. 

10«^ Un'altra quesiiune aon mono importante d^anatomia fllosofica 6 
«ollevata dalla preeocitii dello sviluppo dell'enoefalo e del oranio, pre- 
eooft&iin virtti del qnale il ftenoiollo presenta nn peso oerebrale ed nn 
peso eraniense relatlvamente enormi. Questo fktto sembrerebbe con- 
trmddire la legge deirHaeekel^ aeeondo la quale revolnsione ontogeniea 
MTebbe an riassonto dell* eroliizione dlogenetica* L* Aotore erode perb 
con ginstessa ebe tale contraddirione sia soltanto appareate e si pro* 
pone di fltodiaria in nn prosaimo lavoro. 

< Rav&b* — Die Sehaedal dar altbayerisohen Lsuidbeydikenuig. 
i^Sui cranj della popolajsione rurale deWantica Baviera). In : BeUrdge 
sur AnthropologU und UrgeseMehte Bayems^ Bd, II, III, IV, 1873-1882 
« preoisam. Bd. I, p. 227. 

II Rank^ si d proposto an piano veramente gigantesco in qnesiesue 
OofiMbUMioni alVantn^ologia e storia primiUoa della Baviera. Bglt 
itttende dl raecogliere ool mezzo del suoi allievi e oollegbi, e con iXfoto 
41 a^l oJsservatori , mtgliaja e migUaja di osservazioni salla oranlola- 
^ia, craniometria » antropometriai 6olorazione del eapelli e degli oocbi 
4ella popjolazione bavarese, onde formare deirantropologia della Baviera 
^m monumento perenoe alia sua valeatla di soienziato e di antropologa. 
•B se dobbiamo deSumere il valore delP opera eomplessiva da quelle 
delie parti fin qui apparsOi noi dobbiamo convenire che mal nessan an* 
tra|K^oge avera ideato dn qui piano pl^ vasto e pi^ atile per la sciensa* 
(Ma noi ndn poBsiamo parlare sa qnesta Rivisia ebe delie memoria dl 
laleiiBsse geaerale^ e peroid preseegliemme qnella del Banke stesso suUa 
^ranidlogia delie jiop^azioni oampagnnole bavaresi } ansi della merioK^Ha 



86 RIYIOTA 

iQDga 300 pagine non ci oocuperemo che 4eUa prima parie^doya riLatore 
8i propone lo etodio delle caate oosmicheiflslologicbe, a iociali* oho da^ 
terminano le diyerse forme del cranio fra gli abitanti delle campngneb 
Sebbene le ricerche del Banke rigaardino ^oltanto la BaTkera* pure ci 
aembra ntUe diffonderne gll importantissimi risaltati. 
' Partendo dal principio che 1 diversi agenti, 11 clima, il saolo, U nih> 
trimento, Teccesso dl lavoro, 11 metodo d*allattamentO| eoo,, debbono 
avere la loro inflaenza speoiale snllo sTilappo del cranio nmano, parti- 
colarmente nell* etlt infantile , il Ranke deduce eon molta vottigUesaa 
ohe V atrofla del oervello, come anche il decorso troppo lento d' ossiflf^ 
cazione del cranio, essendo prodotte dalle or ricordate influenae, deter^ 
xninano delle particolarit^ caratteristiche nella morfologia cranienae in 
generale. Qaeste particolarit&y che persiatono nel cranio delP adulto , 
possono disporsi sotto due grnppi differentii oiod 1.^ reBtrlngimento 
della *parte temporale del cranio , o stenooraiafia del Virchow ; 2.^ aLr 
largamento parziaie della cavity craniana. 

I. Per rispetto al prime grnppo di modiflcazioni, si sa dope i lavori dei 
Virchow, che alcane forme particolari caratteristiche, dovute air arre* 
sto di svilnppo del cranio, sono rlguardate da moltl antropologi come 
segni d' inferiority, di razza ; ora il Ranke, associandosi all' illustre an-t 
tropologo berlinese, tI apporta per& questa riserva, che moltl di que^ 
stl caratteri creduti proprj delle razze inferiori possono essere proTO^ 
cat! anche nolle razze snperiori dagU agent! che arrestano lo svilnppo 
normale dell'lndividuo, come ad esempio rinsafflcienza del nutrimenta, 
reccesso di lavoroi Tallattamento artificials, 

Trovandosf, in possesso d* una numerosa serie dl craiu appartenenti 
ad una popolazione abbastanza omogenea, il Ranke ha fatto la stati- 
stica di tutte le partlcolaritk ohe le ossa di qnesti eranj presentavana 
in conseguenza dei disordini di sviluppo. Vediamo che cosa egli sia rin^ 
scito a trorare per riguardo a tali caratteri e specialmente alia aten(hf 
crotafla. 

La stenocrotafia, o restringimento anormale delle region! temporal! 

del cranio, 6 dovuta principal mente all'atrofla del cervello. II Virchow 

ammette anzi che essa possa arrivare fine al grado di rera microce- 

falia parziaie (o temporale). II rallentarsi dello svilappo del cerVeUo^ 

nolle regioni lateral! porta quest* efPetto, che le ossa temporal! nei 

fanciuUi si infossano, per cosi dire, verso rinterno del cranio, determi- 

nando un accavallamento delle ossa frontal! ed oocipitale suUe parie- 

taji e temporal], in modo che la testa acquista una forma alquanto g\(h 

bosa« Questo disturbo nello sviluppo della regione temporale pu6 lasoiare 

anche nell'adulto in proya della suo azione pcegressa alc»ne p^rtieola^ 

rit& morfologiche importanti ; una delle qua!! oonsiste neUa (brmaaioa^ 

di parti addizionali nella regione del pterion^ comesar^bbero i-apofiat 

firputale della squama del temporale o p^srion riduriMiAi^ dal BiXHm » 



fftpdfisi temporals deiroiso frontale, oppnre della ossa wormiana pie* 
riebe. Altfl' earattari inyaaa ayrangono par ana modiflcasione aeoonda-* 
t!a dalla dimanaicxiii delia aasa; tali ad eaampio la atrattnra anormala 
deirala dallo afenoida a il raT7iainameiito anormala dalla aqoama'dal 
temporala coll* otao fjrontala, oaala pterUm in K 6\ Broca. Ecco ora i 
nsuttatl atatistiai otlanntt dal Banka : 

' 1.* La praiansa dell*apofisi flrontala dal tamponda fa notata 17 
volte an 1000 eranj dt aontadini BaTaraai; ma leoondo il yirehow, qaa* 
ato oarattara sarabbe molto pMi iiraqaanta nairinsiama dalla popolaziona 
tedesea. 

2.* I eranj Slavi a Pranoasi , aeeondo Gfiniker a Ylrchow, a i craqj 
ItaUani (intomo ai qoali TAatora dice dl poasadare dati iasafflcianti ) 
preaantano qnasto earattare eon fraqaansa presso a che agaale, di modo 
eha potrabbe dirai oba la praaensa dairapoflai frontala dal temporala 
si troTa in propondoni analogbe prasao tntta la popolazioni dl raaza 
Aryans. 

2L* Nolle rasza non Arjane inyeee qneata partleolarita sarabbe aaaal 
piti fjceqaente, eome ayera oaseryato gia il Yirobow : TAatore dice cbe 
la freqaenza 6 decmpUL 

4^ Nella popolasione Bayaraae 11 carattere aarricordato, eome anebe 
tntti gli altrl caratteri relatiyi alia atenoorotafia, yariano di freqaenza 
aeeondo la posizione geograilea ; laggiangono il lore maximom nolle 
region! montnoae« oasia fra gli abitanti del monti, e decreacono a mano 
a mano ai diaoende fra gli abitanti dei piano. Eaaendo del reato tali ea- 
ratteri indipendenti daila diyeraa miatione delle razze (Slaya e Fran- 
oeae), ae no pa6 desamere ehe la lore yariabilit& dipende dal genere 
di vita ehe 6 diyerso tra 11 piano e il monte. 

5.* La ffeqnenza deir apodal temporale del frontale 6 molto minore 
41 qaella dairapoflai frontale del temporale. 

0.* La canaa prineipale della stenocrotafla deye eaaere oeroata nelr 
V inaoffioienza di natrimento dnranta la prima infanzia. In aeguito aU 
r atrofla del ceryello, ai produce ana praaaione negatiya nell* interne 
della eayitit eranienaoi ehe a ana yolta porta T infoaaamento delia re- 
giona temporale* 

7.* La miorocefkiia temporale parziale coincide apeaao col reatringi- 
mento della parte te^iporale del cranio, come ayeya detto il Virchoyr. 

8.^ L'eaiatenza dell* apofiai frontale del temporale non aigniflca per 
neeeaaita nn diaordine nello ayilappo del eeryelloy percbd apeaao ilre- 
atringimento temporale 6 eompenaato dallo ayilappo eaagerato d* altre 
parti del erania 

n. Paaaaado ora al aeeondo grnppo di oaratteri morfologid dipendeati 
dalla modifieaiione ganerale del .cranio, no! dobbiamo oeeaparci del- 
Tallargamanto parziale della eayita del cranio. QaeaVallargamento at 
pfodaee prineipalmante aella regiool frontale ad oeeijirttala del cranio; 



88 XlYISTiL 

fpdMo 6M0 eompeiiM it fesiringimoBto della regioft* tMHpov^ , dl 
gain ofae il Tolnme totale della e«Titi^ del craalo, oeeia la oapaeiyk 
eobiea, non varia pimto e pad aaahe awneatare aon ottaale la ttaao*- 
erotafia. 

L'aUargameato panlale della caTitlt del eraaio predooe aleAli ea^^^ 
nitteri morfologiei eeeondarj degai dl rllleTO ; £ra i qvall ^lereiiio m 
prime loogo la peniftenza deUn sotara fronto-^fhmtale (Bieioplemv del 
eraoio); in eecondo laogo la pereieteaza della satara tiasTerea e dell^ 
•otora mediana della eqaama dell' oceipitale^ fra 1 dhrevei panti dl oi- 
flificazione del Meckel, ed d a qneete sotore peniatenti ehe sf deve li^ 
fonmuione delPoseo pattale od epatialei detto anehe o«te degU Inomty. 
eome pare la formazioae di oeea wormiaae puatote deU'oceipitalef 11-4 
nahneate in teno laogo la preaenza di panti d' oeeifleatiena e di aaW 
datara anormale nella regione della satara lambdoidea, alle qoali partis 
eolarit& Bi coUega reeisienza dell'osso della fontanella poeteriore, d^' 
wormiane, infine d'osea interparietali e intercoronarie. 

Stadiando la etatistiea ehe 11 Ranke ba eeegaito pacieniemeDte 
tatte qaeste modlQeaiioni craniologiclie nella popolazfoae Barafeee^ noi 
troviamo di importante qaanto segne: 

1.* La aatara metopiea persiste totalmente nei oranj Bavareai 1 volta 
en 13 f la soa persistenza parziale s'inoontra aazi 1 volta an VL 

2.* La fireqaenza della satara frontale nei oranj Bavaresi d danqoa 
egaale a qaella offerta dai craoj Slavi (1 sn 14 seeondo Graber), ma 4 
minora ehe nei Tedescbi in generale (1 sa8seoondo Weloker).N^p(M 
tremmo aggiongere clie d minore anehe della proporzioae offerta dai 
eraaj Italiani, cbe seeondo le ricercbe di Canestrini, Calorl, Iforaelli 
la presenterebbero solo nella media del 5 per 100, mentre fra i erai^ 
Papaani s^avrebbe, seeondo le belle indagini del Regalia, la oifra di soli 
3.49 per 100. 

3.* In eomplesso, seeondo il Ranke » si potrebbe dire ebe la sntnra 
metopiea si pr^nta eon ngaala ireqaenza in totU i popoli di razsa 
Aryana. 

4.^ In ona popolazione omogenea eome» qoella della Bayiwai il me«s 
topismo varia seeondo il laogo di proyenienza del cranj. Nei enug del 
mentanari il metopismo 6 pi£L frequente ehe in qnelli dei pianigiapi , 
pi6 ehe si accorda eoUa gi& ricordata diflerenza per riapetto alia ate-^ 
noerotafia. 

5.* Qaanto aU'osso lacas, il Ranke trova esatte le asserzioni del Me» 
ekelf cbe la persistenza ddlle sutare fetali della sqoajna deli^occipitala^ 
6 in accordo coUa formazione embrionaria di qaesta . stessa sqoama' 
mered qaattro panti di ossifieazione. 

6.* Nella ibrmaaione deH'osso epattale notansi tre gradl r osso epai- 
tale propriamente detto ; osso pantnto della sqaama deireoelpitale{ per-* 
aistenza della satara trasTorsa dell*occipitale nolle sae parti laterali. 

7.* I/oaso degli Ineas 6 eecessiyamente raro nei eraoj Bavaresi ; a{K 



D ANTROPOI^OOIA 3^ 

pMna Mt^ oaio Bopva 1000 enmj , mentre eha fhi i PeraTlani s* tvrebbe 
b«tt ^ volte au 1000 (Virchow(^ dimodocbd tale oaratiere arrebbe ana 
raaU importaBMi atiiologica. Aaehe nei craiy Papaaoi dellaNuoTa Giii*, 
&ea si sarebbe osfenrata una maggior freqoenza del grandi ossi wor< 
mtanl deUa ngiana )aiiibd<4dea (Riccardi). 

8.* La oiBa warmiane pantote della regione lambdoldea sMncontra*. 
iMbero In pfopoixiooa del li.5 per 10J0;^la persistenza delle parti la- 
tenrii della sutora oceipitale trat versa nel 72.3 per 1000; infine laper- 
sisteasa toiale di qaesta steasa sutora nel 94 per 1000 , clod con pro- 
poradoae egoale a paella del metopismo totale o parziale. 

9.^ La freqoenza delle formazloni epattall sta generalmente in rap- 
potto inrerso con qaella del metopismo ; e il Virohow ayeva gik os- 
serrato che ealate sotto tal riguardo on vero oontrasto etnlco fra le 
varia serie cranologiche, 

10^* Fatia aatMizione dal fktto che la persistenza delle sotnre fetali 
del cranio pa6 servire di oompenso alia stenocrotofiat resta pore molto 
probabile ohe tal carattere sia dovnto all*eredit&. 

11.* Ib qaanto ai punti di ossiflcazione e alle satare, 11 Ranlce ha 
troyato qneste prot>orzioni : ossa della fontanella posteriore, 4 per 100 » 
irormiaai nnmeroaii 15 per 100; ossa interparietali, 0.76 per 100; ossa 
intercoronarie, 0.^0 per 100. 

12.* Finalmente, rlspetto alle modiflcazioni nello syilnppo del cer- 
yeilo, ^ a notare che 11 metopismo denota syiloppo della parte frontale 
del oeryello; la persistenza della satara trasversa oceipitale inyece 
svilappo delle parti corrispondenti encefaliche. Inoltre la persistenza 
della sntnra trasyeraa snddetta d dovata alia posizione pii)i orizzontale, 
che prende V oeoipitala in causa delia pressione esercitata sa di esso 
daila ooionaa yertel^rale; ed 6 a questo abbassamento deiroccipite 
yerso la linea orizzontale che si deye la cosi detta impressiane b<ui^ 
larCy cio6 i' infossamento di tutta la parte che circonda il gran foro 
yerso Pinterno della cayitk branica.. 

Tali sono i risultati principali ottennti dal Ran^e sulle modiflcazioni 
generali dello syiluppo del cranio; egli studia perb anohe i rapport! 
fra la capacity cabica e la circonferenza orizzontale, e anche di questa 
parte del suoi stndj d atile sapere la conclasioni. 

I cra^j femminili Bavaresi hanno nna capacity minore di qaella dei 
maschili, ecco le cifre: 

Capacita media tfassima Minima 

100 craDj di nomini . . 1503 1780 1260 

100 cranj di donne . . 13^ 1683 1100 

Ma si otUene an risultato interessantissimo, se si confronta la capa- 
city dei normali con qaella del criminali. Quetto confronto fatto col 
metodo seriaie propugnato dal Morselli, dimostra che due serie egaali 
di craiUy l^^^f^, di indiyidai normally Taltra di delinqaenti, danno la me- 



40 EiyisTA 

desima media df oapaciUi cubica; ma mentre nella B«i*ie oriminale <8i 
banno crasj grandissimi e crarj piccolifiKimi , nella aerie iar^oe del 
aani le variaziooi individaall sono meao aplceate e abbondano i crtig 
di capacitii media. Eoco nn'altra prova cbe il eonfronto delle medie« 
tanto caro alia scnola classica ft^anoese ed ai saoi plft o meao Talentl 
fieguaci, a nulla approda. 

La sTilappo della parte frontale del cranio ba ana granda iDfluemsa> 
salla capacity; qaesta varia spesso di 100 centimetri cubici» seoondo 
ohe la fronte d piCi o meno promioente (come nei Bavaresi pari) e piCi 
o meno faggente (come nei Bavaresi di tipo misto, slavo e francefie). 

Quanto ai rapporti fra la oapaciU e la circonferenzaS, il Ranke- ba 
trovato che in generate qaesta dk la misura di qaella«. In media fegli 
valuta cbe, se la circonferenza aumenta di un mUlime1ro\ la capacity 
interna anmenta di died centimetri cubicU Le cifre calcolate differl- 
scono poco dalle cifre ottennte direttamente coUa misara f almenp in 
media ; ma qui, dice il Ranl^e, occorre procedere con pradenza, Difatti 
nei cranj bracbicefali la capacity calcolata sulla misara della circonfe- 
renza orizzontale d sempre nn po'piili piccola della capacity efitettira , 
mentre avviene il contrario nei cranj dolicocefali. D'altra parte questo 
rapporto [regolare fra circonferenza e capacity non si osserya cbe 
nei cranj a fronte prominente o almeno dirltta ; in quelli al contra- 
rio con fronte sfaggente si possono commettere error! di 220 centime- 
tri cubic!. 

Cbecchd ne sia, 11 Banke non ba misurato direttamente cbe la capa- 
oit^ cnbica di 200 cranj Bavaresi d^ambo 1 sessi mescolati, ed ba avajto 
la media di 1410 cent, cnbici. Calcolando poi, secondo la circonferenza 
media (250 millimetrl), la capacity d* altri 673 cranj pare dei due sessi 
commisti assieme^ ba ottenuto la cifra di 1419 cent, cnbici, cbe d poco 
diversa dalla precedente. 

Geobnbaur. — Snlla parte facoiale dell' osso lagrlmale nel- 
ruomo. (Nei Morphologiiche Jahrbuch. T. VIL fasc. I, 1881). 

II celebre anatomico avrebbe osservato in na certo namero di oranii 
umani uno srilappo esagerato della parte inferiore ^elV osso lagrimale 
{hamulf4i\ di mode cbe il lagrimale verrebbe a far parte del marglne 
inferiore dell* orbita e perflno si troverebbe qualcbe volta intercalato 
nei mascellar soperiore. II Gegenbaur ba trovato la prima disposizione 
5 volte sa 120 cranii, e la seconda 2 volte soltanto sa 200: d danque 
on nuovo carattere atavistico da studiare, e noi lo tegnallamo airat- 
tenzione dei nostri giovanl antropologi, cbe vanno sempre cercando 
Argomenti di stadio. 



D*AMTBOPOLOaiA 4l 

- A.MOtiTOfltKB (AtiiiUeMn DimitrQ)* Ueber ainlge Anomalien am 
sneiiscdiUoIieii Sohftdel mit besonderer BeriiokBiolitigiing deft 
TortemnMiis be! versobiedenen Rassen. ( Su aleune anotnaiie 
del (cranio umanOf con speeidle riguardo alia loro frequenza neUe 
ratse). Moskmo, IBSKK ifi-^-^ ^i P&flT- ISO, oon 104 fig. Originalmente ia 
Iingaa rassa. Yedi Biologisehes Ceniralblat^ Jahr. II, nameri )^ 3, 4 

Qitesio ItLfOTO mftgittrale dell'iliastre antropologo rnsso 6 divisa in 
tre parti prinefpati t nella prima tratta delle anomalie del pterion ; 
11611a seoonda deirosao degli Incas : nella terza della antora frontale. 

1. Anomalie det pterion. Le diverse forme del pterion nelTuomo 

e negli animali superiori. 

La parte cbe si riferisce airimportantissimo argomento del pterion 4 
forae la memoria antropologica piil completa, che io oonosca naoita 
alia laoe negli nltimi anni. Dopo aver rlcordata tatta la letteratnra 
della qnesiione (e nol vi vediamo con placere ricordati i lavori del 
nostri Mantegazza e Calori], TAntore passa ai risultati delle sue osaer* 
Tazioni. Le anomalie del pterion possono avere, secondo la loro na- 
tural nn Talore molto diverso : nn* anomalia nell nomo, che d nonnale 
o frequentissima nelle scifllie snperiori e che nello stesso tempo si 
trova piili spesso nelle razze Inferiori rispetto alle snperiori , d oer- 
tamente di natnra diyersa da nn' anomalia che caratterizza invece le 
razze piCi alte, e non si presenta mai negli animali piii vicini aU'aomo. 
L'nna tenderebbe a scomparire nel^amaniti^ 1* altra a renders! sempre 
piCi fi*eqnente» Per determinare adunque il valore gerarohico d^nna ano- 
malia occorre partire da tre punti fondamentali : 11 conft'onto delle 
razze umane fra loro, il confironto deirnomo cogli animali superior!, i 
fattl dell'embrologia. tlS questo appunto I'indirizzo che TAnontcbine ha 
aeguito nel suo lavoro, 

Le anomalie del pterion si riduoono principalmente alle segnenti : 
L® eaeo -^ il temporale Ta ad nnirsi al frontale per mezzo d*nna larga 
apoflsi ordinariamente di forma qnadrangolare , e allora si ha la oo- 
aiddetta € apoflsi frontale oompleta deU'osso temporale >; 2.* coto— Fa- 
pofisi d incompleta e non arriva a toocare il frontale ; 3.* caso -«• rnnione 
del temporale col frontale anriene senza intermezzo di un* apoflsi spe- 
ciale, ma per reoiprooo avvicinamento delle dne ossa ; 4.* caso — • esiatono 
delle ossa wormiane o eplpteri nella regione del pterion ; 5.^ caso — esi- 
ate inTece an assottigliamento eccezionale di tntta la regione del pte-* 
rion medesimo. Seoondo TAntore, ogni pterion che misnrato sulla lan« 
ghezza della sntnra sfeno-palatina reata al disotto degli S miliimetri, 
rientra in qnesta alUma categoria. Nel fare la riviste 4el Banke noi 
abblamo gi& parlato della stenocrotafia, e delle modiflcazioni oraniensi 
che ne dipendono nelle popolazloni campagnnole* 
:L*aaaliai| ehe rAntoie f a della relatiya Creqaeaza di qaeste anomalie 



mxvism 

.irarte lant^ 6 cod ptftteirtangi^to e foUD* Ae^aol ooft p ii rti 
IM MpUrio. Gl ^Mtflrt rieordant eoiiie» Meoodo I0 di 1# ilMWli^ Tft*: 
poid fiponftala d#l tattpormla Mitka a«i onaU McgriiA praponkiw jM 
HE fu 0|(>, aeatre aal enuii Soropei 6 appaoa del 1j5 p. Oia UMnda 
atdame taila le divitne anonalie, dall'api^ completo dal tam^ariJa. 
al^aempUea mmaWgUam^nta del pterioo, ai ha dim di«a ta meiky eista. 
11 49 pw 0|a» del eraail dl Negri 6 afistko da aaomaUe deUa regiaaapte- 
riea, meDtre 1 eraail BaTaresi daiebbero 11 rapporto di ua qaaiio a 
mt^ia di S8 p. 0|0. AaaMsaaado polrtotte la aoria di raaza di?acia ehe 
egU ha potato raeeogliere ia nomero di 15^109 eraail, al ottengono lo 
aegoaati proponiOAi riapetto all* apoflai froataU del temporalaj ebe 
^ ranomalia pit importaata a earaUMiitiea : 

Razza bukga. Earopei: Popolarione deIl*Allemagiia,Italia, 
BoMia, Aastiia e Francia : 9907 cranj, di cni 157 col- 

I'apoflsi completa 15.9 sa 1000 

Popoli atiatid di razza bianca : 195Gaaea8ici: 314 In- 
dian!; 16S indlTidai del Torkes tan ; 617 Torco-Finni ; 
in totto 1194 craaii, dl cni 23 con apoflal' completa 19JS sn 1000 
Bazza ams&icana. 775 cranil stndiati daU^Anontchine, di 

cul 15 eon apoflai completa 19.4 em 1000 

Razza mongouca. 596 eraoii, di cai 22 con Tapoflfli compL 37.0 sa 1009 
Razza malbsb. 946 cranii« di cai 35 con rapoflai completa 37.0 an 1000 
Razza papuana. 697 cranii, di coi 60 con rapoflei compl. 86.0 sa lOOO 
Razza mboba. 884 cranii^dicai 110 con I'apofiai completa 124.0 sa lOOO 
AuBTRAUANi e TASBiANiANu 210 cranii« di cai 27 con Ta- 

pofisi firontale completa 129.0 su 1000 

Aastraliani soli : 166 cranil, di cni 26 con Tapoflsi snd- 
detta 187.0 sa lOOO 

In complesso, per 15169 cranii di tntta le razza, eompreaivi 1560 
Americanl ani qaaii TAntore lia potato trovare] notizie pid o meao ai- 
aura, la proporzione della freqaenza deii'apofiar frontale complete 4al: 
temporaie era del 29.6 sa 1000 , o in cifre pi£i piccolo del 3 per lOOi 
Qaanio alle ^tre forme d^anomalie, ecco che eosa risolterebbe daUe 
rloerobe ^eli'Anoutclune. 

L*apofisi frontale incompleta d freqoent^ei cranil del Melanesi (ILO 
p. 0(0), dei Caaeaaici, Tareomanni e Tareo-Finni (10.7) : 6 piA rara Ui> 
Teee fra i Kbngoli (3.9) e i Feroviani (2.2). 

Le oaia -wormiana del ptarion aooo pid freqaentl fra i detti popoli^ 
del Cancaao, Torkestan e Tareo-Finni. (66.5 p. 100) : mediocremente fra 
gll AnattaliaM e Tasmaniani (29.4), Melaneai (25,9) ^ Mongoli (16.0)^ 
Roasi (16.9); aoao iaTeea rare fra i Maieai (10^), Polinesiani (9.3), a Pe« 
niTlaai (6.0). 

U pterion strettiisimo troraai prevalantemente aai eraail di Anatra^ i 
iianiy Taamaniaai, Kegri, Mongoli e Melaneai (dal 2L§ al X4l p. OjO) • 



del^ra^ , — ~, -^ 

raxxe). Htwbw. 18S0. iii-J.'' di p^r. 1^;. 
Bngtu nun. Tadl i W piari w* " O imti mhtiu . . 
Qowto laroro nwgirtnla daU 'll tM H i i anov 
tn parti prinotpsli : miBia. -prim -tsatu ^' 
Bflllft Moonda dall'MK) degli SBsn:sBli&-Mfs 

L AnomaHe del pMKon. £e dmerae form'- 



Ls parte flhe si riferisce airii 
fi>rse la HMmorta antropologiea piu cois: 
alia laoe negli nltlmi anni. Dopo arer' r:- 
dfllla qaetrtione (e noi vi T«diaiiiD coe t 
nostri Uaategazza e Calorl), I'Aatore o^ 
TazlonI- Le aQomalle del ptarioa pbmd: 
tvra, nn Yslore molto dlveno : on^aBHii. 
freqaenUaahna nalie aoimie mpsTr 
trora piA ipeaso nelle raEU infeniTr -r^ 
tamento di natnra diTersa da uo jnan- 
raise i^il alte, e non si preaenu, m^ 
L'ana tondsrabbe a scompuirti se^^i^ 
pitk &wqs«nte. Per dntnrminnn- irr^ 
malia ocooire pwUre da iie xm^ - 
raiM smane fra loro, 11 niiiiiiiiiiii m— 
&tU dell'eiBbrulogia. h tji— w-"^ 
Mgoito Del too lavttrc 




- -v OiO), 
■ I, Cau- 
■" Peru- 

' >ir apoflsi 

I' antro- 

companso 

i! serial» 

vi,iMeIa- 

irettisslmo. 

riterlon ooa 

■ fra i Mon- 

•-<■] 3.9, fra I 

"-ale si unisca 

•"s nelle rane 

- - la tendenea 

■ ':rGtta. 6 cbtaro 

va Ecomparendo 

HKb' .\a razze, 

e; ■ .c, le Bcimlo pre- 

^^^- oione pterioa, Noi 

*" ..J umaoo , ma ta- 

.uporala col frontala 

*^ ,.j quesla partioolarlU 

imano, costltniBDe on 

.atico. 

^^ , -ue pel loro caratterl pli ai 

.^a massima dalle Somalia. 

... a ohd nelle solmle tale earat- 

„.i •":co che I'esame dl 466 oranil 

.ipatito codeeta BuppoBliiane.; 

jiilla e nel ChlmpanE^ 1' apofiii: 

-yenerale, meatre tSTeoe 1' Omnff: 

:aeate;aDzi qnesfaltimo geoere' 

;^iODe minore di quella dei ofanll 

<);j<)rEionBii: > 

CranU eoa apodal completa- ; 
1000 sa XOOp 



44 &IVISTA 

Cranii ecm vpoltA domplela 

Cfnocefali (81) 815 sa 1000 

Ceroopitecii (63) 571 > 

Semnopitecii (69) 391 > 

Orang (65) 292 > 

Oibbome (24) 125 > 

L*Aatore ha pare stadiato le condlzioni del pterlon nei cranii d'aitrt 
tnammiferl. Egll lia trovato che Tanione del temporale col frontale per 
metto deirapoflsi non si incontra ebe nelle scimie e nelPaomo: ttegll 
altrl mammiferi Tanione si fa pel sempliee rawicinamento deile due 
Ossa. In eonclasione rapoftsi frontale completa del temporale nell*aomo 
d ana anomalia pitl rara nelle razze saperiori che nelle inferiori, e devo 
esgere considerata come nn earattere pitecoide riprodotto talora neHa 
specie nmana per atayismo. 

L'oltimo capitolo di qnesta stapenda memoria tratta la qaestiono 
dello svilappo deirapoflsi fronto-temporale, qaindi diseate I'inflaenza deU 
le anomalie del pterion sol cervello, e inflne riassame tatte le ricereho 
deli'Anoatcbine. Diamo in snocinto le condasioni, non potendo arre- 
fitaifci piti a lango sn qnesta parte : 

1.* La rianione delta sqaama del temporale col frontale d nn*anoma- 
lia piti o mono rara, che conTiene considerare come nna teremorAa^ e 
il oaeo partieolare in cat tale nnione ha laogo mediante nn'apofiai spa* 
ciale pab dirsi ana teremarfia pUeetride , perchd ei presenta come ea- 
rattere normale in certi generi di Primati deirantico Gontinente ( An« 
tropoidi e 8clmie catarrine). 

2.* Nelle diyerse razie nmane la freqaenza dell'anomalia del pterion 
▼aria molto : nelle razse nere, a capelli lanod ( AastraliaBi , Papnani , 
Negri), I'apofiei frontale completa della sqaama temporale 6 la piil 
freqaente: yengono poi le raue Malese e Mongolica, poi le razze Ame* 
ricana e Bianca, nelle qaali Fanomalia 8*incontra da 5 a 8 yolte mene 
ebe nelle razze Nere. 

3.0 I diyersi generi del Primati si distingnono anche pit tm lore per 
la dlfferente conformaiione del pterion. Nel Qibboni^ Orang e Semnopi* 
tecii Tapoflsi frontale completa non si incontra che per eccezione (ano- 
malia f), anri nei primi la freqnensa non eeoede qaella dei Negri ed Au- 
stralianL Inyeee negli altri generi di Catarrine qnesta anomalia acqoista 
di pit in piA ii earattere d*ana conformasione normale, spedalmente nei 
Maeaehi, Cbimpanz^ e Gorilla. Inflne nelle scimie Platirrine ^ranomalia 
^ rarissima ed il pterion ha ana ibrma speciale. 

4.* Ali'opposto di qaanto pensa il Qrabery Tapoflsi frontale si forma 
talyolta a spese di ossa wormiane che si saldano colla sqaama del 
temporale. Esistono infiitU molti esempii di ossa wormiane pitt o mono 
rionite chlaramente colla sqaama, ed anche nei Primati si osserrano 

>yenti yolte nella regione pterica del wormian! saldati talora coUe 

sa yieine* 



L 



d'amtropoi^ooia ^ 

5.* Part) la formazione di wormian! nella footanella sfenoidale non ^ 
normale, e I'apoflsl pub talvolta essere prodotta merc^ an' escrescenza 
dell' orlo della squama temporale, che si form! verso la fine del pe- 
iriodo fetale o poco dopo la nasclta, e si inserisca nello spazio fra Tan- 
golo del parietale ed il pierion. L'aamento dl Tolame deirapoflsi potr& 
anotie farsi a speg^ del panti d* ossifloazione formatisi per avventara 
nel tessato fibroso della fontanella. 

0/ Ignoriamo le cause cbe favoriscono lo svilappo delle anomalie 
del pierion : il solo infossamento del pterion yerso 1* interne del cranio 
sembra di carattere patologico. L'apoflsi frontale del temporale e lo 
ossa epiptere si svilappano probabilmente in causa di un rallentamento 
neU'ossificazione del pariatali, il cui atiffulns antero^inferior stenta ad 
onirsi col frontale e con lo sfenoide ed 6 surrogate perci6 dalla squama 
del temporale, Frattanto si pu6 accettare la spiegazione del Yirobow, 
cbe tale anomalia si debba aireredit^ • pii!i specialmente airatayismo. 

7/ L'apoflsi frontale incomipleta non pa6 riguardarsi come una te« 
remorfiat peroh6 i Primati la presentano con minore frequenza della 
specie umana. Carattere di maggiore inferiority risulta invece Tanor* 
mala strettezza del pterioui e piili ancora I'unione diretta del frontale 
e temporale mercd il lore semplice ravvicinamento. In ogni case Tuomo 
non presenta queste conformazioni ebe per anomalia , e il pii!i spesso 
nelld razze inferiori* 

8.* La questione deirinfluenza dell' anomalie del pterion sal cerrelio 
dey'essere ancora studiata: sembra per6 cbe tale influenza sla molto 
piccola, eccettuatine i casi di depressione del pterion. Si conoscono casi 
in cui Teslstenza deirapoflsi frontale completa non ioflui menoma- 
meiAte sulla forma del cervello. Dippiii i Primati ofTrono il pterion con- 
formato secondo due tipl> come vedemmo; da una parte il Gorilla e il 
Gbimpanz6, dall' altra il Gibbone e 1' Orango ; eppure non presentano 
una corrispondente yariet^ di tipi cerebrali. Ancbe sul cranio le ano- 
malie del pterion esercitano poca influenza, dimodocbd si pu6 conclu* 
dere cbe esse ofTrono piuttosto an' importanza morfologica e pretta- 
m,eiite antropologica cbe flsiologica o patologics. Sono per6 Importanti 
per caratterizzare 11 grade geratrcbico delle razze e determinare la loro 
maggiore o minore tendenza alle formazioni teremorfe o pitecoidi. 

IL Vo8so degli Incas e le formazioni ancUoghe, 

La seconda parte deir opera dell' Anoutchine s' occupa del cosldetto 
< epattale od osso degli Incas » scoperto per la prima yolta dallo Tscbudi 
nel 1844 e da lui ritenuto come una caratteristica morfologica della 
razza Peruviana. Quest^osso, cbe si forma nella regione lambdoidea per 
distacco d'una parte deUa squama occipitale, ba avuto dagli antropo- 
logi diversi nomi, ma questi sembrano piuttosto riferirsi a variety della 
medesima formazione : os inierparietale , sive sagitCale : — os gt«a- 



4« 



xinsTA 



dratum^ Hte' fonticulare posteriui: — os apids ^tiiiBmae wsetpiums, 
ti0e triquefrum : — 09 Ineae tripartUum : •^ a epadale pfopriunh 
Hve Ineae, 

L*Aatore in an primo oapttolo fa la storla- aocmratiasima dell» qM- 
tstione, 6 speioiahn^nte rifBiris'ee le stopenda ricerobe dal Vlrehow (18tB>. 
fi cnrioso cfae la letterotara antropologloa ftaliana non eontenga ateim 
lavoro di merito so qneato interessante argomento. 

Pasaando in riTista le varie formaziotii osaee cbe si eoUagano eon 
rasiste&sa dair epattalei TAutore ne fa nna olassificasionei -t^ qui aoii 
possiamo riportard per la saa complioazlone : basti dire ehe si possoso 
avere nalla regione lambdoidea, ciod nella roglone deila fontaoella pa- 
sterlore , ben dae grnppi principali di formazioni a seoonda della loio 
origine da ptinti d'ossiflcazione normali o anormali ; diviso il primo dl 
quest! grnppi in altri tre sotto-gmppl, e quest! alia lor Tolta comprea* 
denti ben dtcianove confotmaxiani diverse anomale. La pit! importanie 
« caratteristica 6 per5 qaella dell^oaso Incas , cbe deriva dal ri^&anare 
^istlnti mediante sutara il terzo e il quarto ptjo del punti d'ossiftea*- 
zione della sqnama ocdpltale. Si hanno due forme principali dell* osao 
dell'Ineas ; una semplice, in cut I'osso d tntto d'un pezzo ; nna eemposta» 
uella qnale Tosso d divlso in due, tre o quattro pezzi, a seeonda; della 
l)ersistenza dalle sutore cbe divtdono- i pnntl di ossifloazione. 

Ma venendo alia frequenza dell'anomalia nolle diverse razze umane, 
i'Aatore espone prima le ricercbe del yarii antropologi cbe lo banuo 
preoednto in questo stadio. L'antropologo fortnnato fa fin qui il Lueae 
cbe in 86 cranii trov6 Tosso epattale ben 3 volte, clod nel rapporto 
del 3.5 p. 100: invece I'Anoutcbine in 887 cranii di Rnssi lo trov6 solo 
3 volte, col rapporto del 0.3 p. 100. In eomplesso negli Earopei la pro- 
porzione sarebbe di 0.45 p. 100. Si pa6 danqne dire cbe an tfold cranio 
SQ 200 di individai Earopei presenta qaesta anomalia. 

Ma vi banno delle razze nolle qaali ranomalia d ben pi^ freqnentot 

baster^ riassamere in an prospetto le namerosissime indagini del* 

TAatore. 

Proporzione per 100 

dei oraaii 
aventi Tosio Incas 
cotnpleto 

5.46 p. 100 

3.89 » 



Hazze 

Peraviani 

Americani (in genere) 
Americani (senza.i Peraviani) 

Negri 

Malajo-Polinesiani . . . 
Mongoli • • • • . . 
Papuanl • • • . • 
Razza bianca (in generale) . 
Popoli asiatici di razza bianea 
Earopei . . 
Australian! e Tasmaniani . 



Namero 
da! eranii 
eBaminati 

664 
1054 

300, 

57i' 

918 

530 

351 
6871 - 

970 
5896 

167 



L30 
1.53 
.1.09 
0.56 ' 

o^m 

0.46- 
0.51 
0.45' 
0.00 (!) 



> 
» 



Gosi nei popoli Amarioani Tosso lacaa 6ompieto 8i offra clroa otto 
TOlta pit ft^oeata 43ha nei popoli Earopal. Le formazioni Meondaria 
anomala dalla regiona lambdoidea si inoontrano para oob fraqaanza.dl- 
Tarsa aacondo k-ranat nan patenda dtlangaroiaAriportara altri qaadrly 
linaitiamoei a dira aha I casi nai qaal' 1* OMO looas si prasenta , ona 
oomplato, ora pid o mano iaoomplatOv aono para pii^ fraqaenti nalla 
rasza Amaricana a spacialmanta aai PamTiaai (6X)8 p. 100): madioora- 
mant^ liraqiianti nei Negri a Mongoli (3^86 a 2.66 p. 100 rispettirl): 
plifli rari ancora nai Malanasi a Mai%ja-*Poliiia8i ; Jnflna rarissimi nalla 
rassa Bianoa a spacialmanta nagli Bnropoi (\M p. 100). Qaanto agli An- 
stndianl e Tatmaniani la pieaolena dalU saria son pannetta aondn- 
fldanl praoisa. 

Uas quadratum 4i Yirohow, otaa si ATilnppa coma osao wormlaiio 
4alla fontanaHa oadpltalay troYasi pnra piCl spasso naiU rasca Nagra , 
jiella Amaricana, spo^laenia nei Peraviani ; nei Malajo-Polinesi a Ali- 
straliani; pid.raro nai popoli Mongolioi e Asiatioi : rariMlmo nalla razoa 
Biancfaa in ganarala. Ho« 6 11 medesimo delVos iriquetrum di Vir- 
'Oliow, aba sa d sampra pitii f^nante fra i Pemviani, Amarioani^ Man- 
*^\\ a Metanasi, ^ pMi scarso f)ra gli Enropei, i Negri a I Mal^o-Poli- 
iiesl. 

- Rinnando per5 totte le anomalie della ragione apatalica si ottan- 
gono le segaenti proporzioni yaramante interassanti per ordina disean- 
'denle : 

A ) 0s90 degli Incas t anomalie relative. 

nn ft 1 inn ( PeroTlanl. 
• m o » • per luu | ^^^^ ^^ ^^^^ ^^^^. j^jj^^^^^^^^^ 

f Negri. 

D.3.U,8p..OO «»£. 

V Popoli Asiatioi di ra^za bianca. 

r Malajo-Polinesiani, 
Da 1 li8 a li2 p. leoj ^pjl'""* '" **""^*- 

' (Aastraliani).* 

B) Qua toormiane della fimtanella occipitaie. 

Da 9 a 6 p. 100 [ ?•">▼«««'• 

( JkUri popoli americani. 



jJiS UYISTA 



Da 4 a2 p. 100 J j,^,^ 

( Popoli Asiatici dl rassa biaaca. 

iRazza bianca in generale* 
UU^Tpoimadani. 
(Aostraliaui), 

L^Aatore stadia in aegaito le proporzioai dalla ossa della fontanella 
sagittale, che sono raiissime sn tatte le razze; poi esamina rioflnenza 
delle formazioni epattali sulla forma del cranio, iroTando che i cranii 
fornitl di osso Inoas, anzicchd aamentarei diminaisoono invece di lar- 
ghezza massima, mentre cresoono nel diametro bloccipitale ; infine cerca 
di stabilire rimportaoza coznparativa di qaeste anomalie. 

Come per le anomalie del pterion, cosi per quelle del lambda, TAu* 
tore le erode caratteri di teremorda, ossia trova ohe le oasa Interpa- 
rietali e le oesa wormiane delle fontanelle eompsjono neU'uomo adolto 
solo per anomalia regressiva, giacch^ ricordano i caratteri flsiologici 
di specie animal! inferiori. Tali formazioni sono danqne caratteristiche 
d*una organizzazione inferiore. 

Qoanto ai rapport! ohe V anomalia delP o# Incas pa6 avere col co« 
stnme di deformare e schiaociare 11 cranio cosi proprio dei Peravianf, 
dove appunto tale anomalia si incontra con sorprendente freqnenza ^ 
PAutore non ammette la ipotesi del Gosse, che yi sia rapporto^di ean- 
salitii : giacchd i cranii d^altre razze, che non asano deformare il cranio^ 
presentano Tanomalia in forma egnale, se non in proporzione ugnale a 
qnella dei Feraviani. Non possiamo perb negare che 1* uso di compri- 
mere 11 cranio dei bambini non debba eserdtare la sua influenza , aia 
direttamentes , ia per mezzo deir(ereditii , nel rendere P anomalia del 
lambda pii!i frequente fra ! popoli American!. 

III. Sulla sutura frontale nelVuomo adulto. 

L*altima parte tratta del metopismo , e V Autore ▼! porta il oontri* 
bnto d^ona meravigliosa erudizione. Le sue tabelle si riferiscono a I6fi00 
cranii, e da esse risnlta che la sntura metopiea o medio-frontale A a»- 
sai pii)i frequente fra i popoli Europei che fra le altre razze. 

Blportiamo nel aeguente prospetto il riassunto delle lunghe rioerche 
deU'Anoutchine : 





I>*AMTROPOLOaiA 






4» 




Nnmero 


Cranii 


Rapporto 


Raize 


Popoli del 


eraoii 


con 


per 100 




oeiervati 


metopiimo 


cranii 




Francesi e Basobi . 


1105 


109 


9.9 




Italian! .... 


1777 


181 


9.1 




Ingleei .... 


497 


45 


9.0 




Tedeechi (Olandesi, Svedeai) 4400 


379 


8.8 


aiza Bianca 


i Earopei oceideatali in genere 


7924 


717 


9.0 




Rusei 


2009 


38 


8.8 




Popoli Torco-Finni . 


450 


30 


8.7 




Earopei oriental! in genere 


2004 


189 


7.3 




1 PopoUAfliaticidi razza blanoa 


817 


31 


3.8 




f Ohinesi e popoli afflni . 


300 


2Q 


8.7 


Raxxa 


\ Mongol! e popoli Mongoloid! 


» 




Mongolioa 


) deirXsia aettentrionale 


321 


8 


1.9 




( Melanesi • • • . 


098 


24 


3.4 


Razza 


( Males! . • . • 
( Polinesian! 


422 


12 


2.8 


Malese 


470 


5 


1.1 


Razza 


( Pernyiani . • . . 
( Altri popoli Amerioani • 


585 


20 


3.5 


Americana 


428 


5 


IJ2 


Razza 

Nagra 


1 Negri 


959 


12 


1.2 


Razza 
Negritioa 


( Anstraliani 1 

f (Tasmaniani) J ' * • 


199 


2 


1.0 



Riunendo adunqae le varie popolazion! secondo la razza si ha il se- 
guente risultato : 

100 



Earopei an cranii 10,078 


8.7 p. 1 


Razza bianca > 11,459 


8.2 » 


> mongolica » 821 


5.1 » 


» melanesica > 898 


3.4 » 


» americana » 1,191 


2.1 > 


» malese » 892 


1.9 » 


» negra > 959 


1.2 > 


> aastraliana » 199 


1.2 > 



Yi d nna scala discendente dagli Earopei agli Anstraliani, ore cia- 
scnna razza occaperebbe il posto comnnemente assegnatogl! nella ge- 
rarcbia antropologica e intellettnale. 

II Galmettes ba messo in rapporto il metopismo coUa bracbioefalia , 
ma dalle ricercbe deirAatorOy specialmente oondotte snlle popolazion! 
nltrabracliicefale della Caucasia e Asia tartarioa, tale rapporto non esi< 
sterebbe. 

iltvifle. 4 



50 BinsTA 

La conclQgioiie flnal© che rAnontehine ricava da tutti i aaoi stiidii 
(da pag. ) 17-120 del suo libro) si riferlsca al probtema ae tali oarat- 
terl craniologici posaono eleTars! al grado di earatteri spedflei j in al- 
tP6 parole ae la flrequenza maggiore o minore di qaeste anamaiie rf- 
gnlflclil una diversity d' origine delle diverse razze omane , e ae tale 
dlTersitli d'origine possa fare ammetiere la distinzlone di rarle speela 
nmane. Ora, solo che si rlassnmano in nn prospetto 1 risaltati genendi 
delle tre parti dell'opera, si ha qnesta dassiflcazione : 



Proeesso fironfale 
eompleto 


Osso IncM 


I 


Satvra matoi^toa 


Anstraliani 


15.« 


Amerieani 


53 


Bianofai S2 


Negri 


12.4 


Hegri 


2^ 


Mongol! 5.1 


Melanesi 


8.0 


Mongol! 


2.3 


Melanesi 3.4 


Malesl 


3.7 


Melanesi 


1.0 


American! 2Ll 


Mongol! 


3.7 


Males! 


L4 


Males! 1.9 


Amerieani 


1.9 


Bianchi 


1.2 


Negri IJ2 


Bianchi 


1.0 


Anstraliani 


0.8 


Anstraliani 0.0 



La disposizione deUe razze in qaeste tre serie dlmostra, secondo TAn- 
tore, che la distinzione delle razze nmane fondata snlla frequenza delle 
anomalie craniche non ha an valore assolnto , giacchd la proporzione 
percentaale delle anomalie opposte, qaali sarebbero 1* apofisi pterica e 
la sutara metopica, non segue an ordine regolare. Le razze nmane 
adnnqne non si mostrano come specie, nel sense zoologico della parola» 
henn solo come eaUo-sfede o sotto-razze (Unterrassen) (?). 

Bbgalia E. — Gli angoli cUitl dal goniometro iaccdale sono 
da correggere. {Archivio per VAntrqpologia, Anno XIl, 1882, fitsc. 1). 

L*Aatore» con qnella pazienza d*anaUsi e qnella profonda conoscenza 
del metodi antropometrici che lo distingnonOy essendosi accorto che la 
applicazione del goniometro fkcciale laterale del Broca dava Inogo ad 
nn errore^ ha volato pome in avvertenza colore che fossero obbligati 
a servirsene. 

B goniometro facciale laterale ha una costrnzione difettosa, e produce 
error! di qualehe grado nella misure dell'angolo facciale. II difetto 
indicate dal Regalia consiste principalmente in cl5 che la sommitSi del- 
Tangolo da misurare, in luogo d^essere situate snl bordo inferiore della 
taYoletta orizzontale nunita ali'asse del turaccioli auricolari', cade in- 
yece sal suo margine superiore. Ne proyengono error!, che possono dare 
an angolo facciale diverso dal reale di circa 4^ 

Ci6 era utile a sapersi, e gli antropologi saranno riconoscenti al dotto 
qnanto modesto antropologo di Flrenze per avere posto in luce questo 
difetto del goniometro del Broca* il quale del resto d state fin qui 11 piii 
usatO| per ci6 che no! sappiamo , dagli studios! italiani. 1^ preferibile 




d'amtropolooia 51 

usare adan^De il gonlometro faociale mediano inventata dallo atesfo 
froca, oi^ara mUurara Tangolo salla projeziona del cranio ottenata 
per mezzo deUo stereograA) o del craniografo. 

SjiRai a. -* L'angolo laooiale ed nn noovo goniomeiro. {Ar* 
•^ivio dPAniropoHogia^ Anno XII^ 1882, Cmc. I). 

II prof. Sergi, certo ignorando gli atadil del Regalia angli error! di 
^)08trazione del goniomeiro faociale , ma oonvinto per le sne rioercha 
€he la misnrazione deirangolo faociale oomnne era di.poco vantaggiOy 
lia immaginato «n nuovo goniometro , cbe per6 d& un angolo facoiale 
modifloato. La modiflcazione dipende dali* avere soelto per linea oriz- 
soutala la llnea oondilo-alTeolarOi olie determina pure 11 piano orizzon- 
tale del Broc». 

Stabilita la linea orizzontale, si tratta adanqae soltanto di oercare la 
Terticale e le sue doTiazioni: se la vertioale d perpendicolare, avremo 
nn angolo di 90*; lo ayremo al di aotto del 90*, ee la rertioala d pift 
o mono inclinata all*indtetro. Oercando adanqae la vertioale del profile 
4ella faccia, si aapr& di quanto eeea deyia dalla perpendicolarcy e la 
deviazione segnata da an aroo di cerchio gradaato esprimer^ in gradi 
Tangolo di inclinazione della llnea di profile per rapporto alia linea 
perpendicolare, ossia dar& an € angolo facoiale. > 

La desorizione dello stramento non pub farsi senza figare : ad ogni 
mode es8o oi par semplioe, bene immaginato, e per di pifi T Autore ag« 
giunge che d poco costozo. Gib fai& si cbe il goniometro del Sergi pren- 
der& il suo posto nell'armamentario antropologico : e sebbene TAutore 
non abbia avuto fin qui opportunitii di studiare il aao nuovo angolo 
estesamente sopra serie numerose di cranii di diyerse razze , pure of 
aembra destinato a flgorare con vantagglo nella numerosa categoria 
degii angoUl facciali immaginati da Camper a Daubenton , da Brooa a 
Topinard ed a Welcker. 

Uqouni dott UooLiNo. — La oostruzione e lo studio dal poli- 
goni oranioi (BuUeUino deUa Sodetd Vemio-TrenHna cU scienMc 
naturali, Anno 1881, Tom. II, N. 1). 

UAutore tuoI far rilevare Timportanza dei poligoni cranid ottennti 

mediante sezioni plane del cranio, e dei quail c i yertioi ed i lati appar- 

tengono, comejpunti e dimensioni, alle ossa oostituenti lo stesso cranio. » 

Due sono i modi di costruirli : < 1,* trasportando in un disegno 1 due 

-^unti, estremitA della linea, mercd le loro altezze dal piano di soategno 

- distanza orizzontale cbe separa i piedi delle altezze | 2.* eostrnendo 

'^olo «'»"•>'» « ''n^iio cbe forma nel cranio la linea considerata 

"^ar cbe passi per una delle sue estremitA. » 

'ore limita le sue oonsiderazioni alpo^ii^ofio 

""cbd questo € mentre d il piA ageyola a 

"portante di tatti| come quello ebe di* 




52 BIYISTA 

segna il contorno o proftto del cranfo* > Per trovare i livelli vertioaU' 
6 le distaDze orizzontali dei panti presi di mira, si serve della doppia^ 
sqaadra e della squadra semplice proposte d%l Topinard. Fa osservare- 
ohe si pub inoltre ptojettare nel poligono qaantl si voglia punii late* 
ralU ^lod sitaati faor del j>iaao del poligono. Conclude TAutore cha i 
rilievi offerti dai poligoni oranici si prestano a molte indagini di era-* 
niometria anaUHea c una oraniometria ohe nella molteplice variety dei 
suoi elemeati pub introdurre verso sintesi elevate >. Dice di averfatto 
Qn'applicazione parziaie di questo metodo in an Saggio analitico #u aU 
euni cranii di ecimmia^ che noi perb non abbiamo ancora visto. 

Bono G. B. — Del rapporto tra la forma del oranio a la re- 
traaione ooulare. {Qiornale della Sacietd Ualiana d^ igiene , Anno 11^ 
1882, N. 9 e 10). 

Di questo breve, ma succoso lavoro, diamo solo i risnltati per bre- 
vity di spazio: 

L® LMpermetropia (dipendente da bracbiroorfia del bulbo) suole essere 
in rapporto colla brachioefalia. 11 diametro antero-posteriore deiroocbio 
sarebbe in quest! casi pid oorto, come 6 pii!i corto Tasse antero-poste- 
riore del oranio. 

2.* La miopia raramente si presenta in individui fortemente brachi*^ 
cefali. Accade perb di trovare bracbicefali miopi, mentre TAutore non 
trovb (e con cib non vnole escludere la possibility cbe se ne trovi) ai^ 
Bolo ipermetropo dolicocefalo. La maggior parte dei dolicooefali da lni> 
esaminati erano miopi, 

3.^ Gli emmetropi presentano an indice oefalico appena di poco sa<^ 
periore a quello dei miopi e molto inferiore a quello degli ipermetropi* 

4.® Qaesto avvicinarsi deirindice oefalioo dei miopi e degli emmetropi 
potrebbe forse spiegarsi pensando alia possibilit^i, cbe nn certo numero^ 
di occhi miopi siano stati originariamente emmetropi (miopia aoqni* 
sita), mentre il distacco che c* d fra qaesto indice cefalico e qaello de* 
gli ipermetropi si spiega pensando : 

a) Che ripermetropia (negli occhi giovani) 6 di regola congenita ; 

b) Ghe d quasi esclnsa la posslbilitii di una miopia acqnisita per oc- 
chi originariamente ipermetropi. 

5.^ Anche facendo astrazione dalle ametropie dipendenti non dalla Inn- 
ghezza deirasse ocalare, ma dalla carvatura dei mezzi, le qaall almeno- 
in linea di fatti possibill sono ammesse in ottalmologia, TAutore d ben 
lontano dalio asserire, che la refrazione ooulare sia sempre e solo di-- 
pendente dalla forma cranica. Egli vuole essere tanto plii pradente ia 
quanto che nessano, per quanto si sappia, nd in antropologiai nd in ot* 
talmologia ha accennato ancora a qaesto argomento. 

Le osservazioni deirA. sembrano provare Tesistenza di un rapporto tra 
la forma cranica e la forma del bulbo, ossia la refrazione ooulare. Fino- 
a che panto questa relazione si faccia sentire in mezzo a tante diver0a^ 



oondisioni cU- racs^ di tita» e dl fbnzione, etloo qaanto dovranno stabi- 
lire nlteriori ricerche. 

Se queste TeniBsero a dare an valore generale aU'opinione ddll*Aatore> 
nelle varietA della refrazione bisognerebbe vedere una manifestazione 
di piii di qaella diftorenza Bomatica Ara la olasse agiata e la non agiata, 
cai gi& accennarono Pagliani ed altri antropologi. II fatto, ad esempio, 
della minore freqaenza (relativamente alia elasse colta) della miopia, 
anche presso arteflci, che occapano la vista da yieino, in condizioni sfa- 
Torevoli di laee , eoc, troverebbe , aimeno in parte, la saa spiegazione 
nella forma corta congenita del bulbo ocalare collegata colla congenita 
braoliimorfla del cranio. 

< UaoLiNi dott. UaoLiNo. — Prima nota ;dl anomalle nel oranio 
del MammilerL (BolUttino delta Societd Veneto^Trentina di seienze 
naturalif Anno 1881, vol. II, N. 1). 

Le anomalie osservate dalPAntore si riferizcono in minor parte a 
condizioni delle ozza e delle conneszioni Ara le ozsa, e nella parte mag- 
^iore airesistenza di ossificazioni wOrmiane. 

Se si consider! il materiale pinttosto soarso, che egli ha potato stndiare, 
8ar& facile persaadersi che le anomalie vengono offerte dal cranio dei 
mammiferi con una certa Areqnenza ed abbondanza, forse pi& che nol 
siano quelle, g\h numerose, presentate dal cranio umano. 

Un problema che gli sembra interessantissimo 6 questo ; € vedere sell 
posto jplik meno avanzato, che occupa una specie o an genere od una 
&miglia nel sistema tassonomico e genealogico degli animal! , influisca 
no soir attitudiae a deviare dalla forma ordinaria e prodarre ano- 
malie >• 

L*Aatore ha ossenrato anomalie del lacrimale in crani di Yolpe e di 
cane; anomale connessioni e satare dei frontali e masceUari nella pe«- 
cora, nel cavallo, nel cane; anomalie delpterion nel Mj/eeies ursima b 
in orani di Felis. 

Come Qrnber (che ha studiato tali ossificazloni anche negli animali, 
secondo una citazione deirHyrtl) deirAutore ha trovato wormiani in yari 
punti di tntta la saperficie del teschio : non ne manoano alia faccia, e 
fiono abbastanza curios! ; ma 1 piiH belli e numerosi appartengono ad una 
linea-limite fra 11 oranio e la faooia , perohd interrompono il margine 
inferiore delle lamine orbital! del frontale. c Una specie del legame tas- 
somonico per regolare la comparsa dei vormiani sembra accennato 
dalla freqaenza, melto singolare, di ossiflcazioni identiche o strettamente 
analoghe per numero, aituazione e grandezza, nel cranio di una specie^ 
di un genere o di famiglie afflni. » 



54 ^TIBTA 

JIbrkxl. -^ B^i^cAg* snr Kanntnltw dnr post^mbryonalein 
Bntwiokelung des mensohUohen Sohftdels* (i9u2to ^viZiiispo jpo^'- 
andWonoltf d«{ croiU^ t«mano). Bonn^lSSS. ( Dalla lUvisia spetimenUile 
di Freniatria, Anno YIII^ fasc. II e III). 

I tedeidii danno tanta importanza alia qneatione bisBantiaa della linea 
ibBdamentale orixEontala del cranio, Che V Antore ne fa ar^omento delle 
prime pagiae del euo laToro, 

Qael obe di plii notevole vi d detto rigaardo alio avilnppo del crania 
nmano, 6 ebe la linea orblio-aaricolare non pa6 essere conalderata come 
orisccmtale net primi anni della Tita, nei qoali deye essere sostitdita 
dalla liaea tangente al margine saperiore del xigomatiooi e cbe ceiil 
rapporti di posisione delle parti non possono essere ben intesi, se non 
si Kicorre ad nna conTcniente linea oriczontale come base di conflronto*, 

Lo svilnppo postembrionale del cranio d diviso dall'Autore in dae 
ben distinti period!. 

n prime ya dalla nascita al 7.® anno; e gli snccede ana sosta fino al 
prinelpio della pnbertii» ool quale inoopUJic^ il periodo secondo cba 
mena alio svilappo completo. 

II prime periodo presenta direrse fttsL La prima oconpa il 1.^ anno 
di Tita, e dk laogo ad an accrescimento di tntte le parti del cranio in 
proponioni agnail. Solo l*occipite sUncnrva pi«)L fortemente, e peroib la 
fossa cranica posteriore si fa relativamente piii profonda. 

Nella seconda s'incarva la calvaria neiroocipite e nei parietali; ii 
distenderst della capsala cranica si fa In ogni parte pronanciato ; 1* aU 
Inngamento della base 6 in proporzione sempre minore; Lo sriluppa 
della Ikccia si effettna nelle sue parti lateral! ; il temporale si STiloppa 
in alto e in dietro e si inclina lateralmente. Nella fase terza cresoona 
piCi sentitamente le ossa della volta, e s*allunga tutta la base cranica ; col 
qnal fatto 6 in connessione il piiL forte svilappo in profondiUt della &o- 
oia; qnesta cresoe anche per sd in langliezza» in corrispondenza delle 
proprie satnre. 

Alia fine di qnesto prime periodo la langbezza dell* osso basilare 6 
giania al sno syilappo completo, come pare la grandezza del foro oo» 
cipitale e la distanza tra i process! pterigoidei ; anche la rocca petrosa 
e la lamina cribrosa, ambedae strettamente connesse con gli organi del 
sensiy hanno raggianto la lore deflnitiva grandezza. 

II periodo cbe cominoia colla puberty porta un prolangamento della 
base, al qaale si collega da ana parte an pii!i forte svilappo del fttm- 
taie, dairaltra an approfondersi della faooia. L'intiero cranio si Ingran* 
disce fortemente e eontemporaneamente da ambedae le parti. 11 tempo-^ 
rale, cbe mota colla parte anteriore vesso resterno, produce an pii^ forta 
incorvamento all' infdori del zigomatico. L' alluogamento del vise ba 
laogo per isvilnppo del margin! alveolar! e in una zona cbe corrisponda 
alia regione nasale mediana. 

n cranio si pa6 considerare diviso in doe metii, ana anteriore, una 



D*ANTROPOLOaiA 55 

posteriore. Son distinte da una linea cbe ya longo la sntara coronale e 
poi al znargini posteriori del process! pterigoidei. La meU posteriore d 
piii Tariabile nolle sue proporzioni , 1* anteriore piii stabile. Ma anebe 
qaesta pab presentare delle considereToli sproporzioni nolle singole parti, 
senza cbe percib tutta ne soflira. Nei crani normali, durante lo sviloppof 
il piano sfeno-etmoidale ed il processo pterigoldeo si dispongono in ana 
poslzione molto oostantOi ma non percib aloun punto osseo del cranio 
resta completamente inyariabilB. Tutte le parti possono matare posl- 
zione e svilnppo, senza cbe le altre debbano percib restarne tnflaeazate 
in una perfettatnente determinata direzione, benobd fn casi faTdreroli 
possano aver luogo azioni compensatorie anobe di grand! deformitlu 

Le correlazioni di sviluppo stndiate in qnesto lavoro merltano pure 
molta attenzione. Yl ba una stretta oonnesslone tra lo sviluppo della 
parte anteriore della base cranica , la fronte e la faocia ; e si mostra 
neirinflnenza delle piti piccolo yariazioni di sviluppo dell*una parte sullo 
sviluppo delle altre. 

Non d cosi della metA posteriore del cranio , cbe ba flra le sue parti 
meno stretti rapporti. L^una met& poi poco influisce suU* altra. L* Au-* 
tore non ammette, contro Topinione di Vlrobow e di altr!, cbe il corpo 
deirocdpitale abbia in alcuna manieray sia pure indiretta^ unMnfluenza 
snlia metA anteriore del cranio. Secondo Vlrobow, quanto piti lo sfe- 
nolde si abbassa, si fa pid piccolo V angolo cbe il suo diametro longi- 
tndinale fa col corpo deU'occipitalei si arretrano i processl pterigoidei^ 
il rostro si abbassa e le grand! all rotano in avanti. Ma qui a torto, 
secondo V Autore, si d preso per punto fisso il corpo dell' occipitale , 
menire bisognava servirsi del corpo sfenoidale^; errore cbe si sarebba 
snbito avvertito se fosse stata adottata come criterio una conveniente 
linea orizzontale. 

Ba ricercbe su crani patologlci V Autore si persuase ancbe cbe la in- 
clinazione del clivo d in assoluta correlazione colla disposizione della 
squama occipitale ; questa si fa piii dirltta quando il clivo si appiana, 
si abbassa quando il clivo si inchina. Ma la faccia e la fronte possono 
indipendentemente da quest! fatt! essere di bellezza greoa, ovvero ancbe 
deform!. 

La direzione molto incbinata dal clivo s! osserva benissimo nei crani 
a torre e in alconi microcefali. Altre influenze suirinclinazione di que- 
. sto piano sono, secondo l* Autore, da ascriversi a cause ereditarie. 

Tircbow credo cbe nella maggior parte del casi , spedalmente nella 
regolare saldatura delle ossa, non avvenga piili, dope la cbiusura della 
sincondrosi condiloidea, nessuna notevole alterazione nella disposiziono 
del clivo e nella forma del tabercolo innominato, e cbe se tali altera- 
zion! piiii tardi s'incontrano debbasi ritenere cbe si siano prodotte prima. 
L' Autore crede invece cbe, appunto quando le suture occipital! sono 
cbiuse, la direzione del clivo viene deflnitlvamente stabilita. 

L'errore degli autorl nei credere ad unMnfluenza del clivo sulla di- 



56 RIYISTA. 

■j^osizione della faccia deriva da ci6y cbe essi, per es«npk>, II WeU 
cker, credono che la sua direzione anormale derlri da asa inclina^ 
zione dello sfenolde ; mentre per le ricerohe dell' Aaior^ al deye in essa 
coosiderar solo la disposizione del oorpo deir occipitale, e si deva ri- 
ferire al piano sfeno-etmoidale ana maggiore influenza suUa meUt ante- 
riore del cranio, fronte e faccia, la quale per altro mostra meno varia- 
zioni della posterlore. 

, IL — Anirop0logla anatomlea 

Manouvrier. L. — De rinterpretatlon du poids de renoe« 
phale. (Interpretazione del peso deW encefalo). In : BuUeHns de la 
Societ6 d'Antrqp. de PartV, is^ance 2 e 16 f^vrier 1882. 

II Manouvrier da lungo tempo si occupa nel cercare un metodo piil 
sicuro ed esatto per valutare 11 peso assolntp e relatiya del cerveUo* 
Egll sostiene cbe 11 rapporto del peso encefialico o alia statura o al peso 
del corpo non conduce ad alcun risultato soddl^fiacente. In generale le 
specie grand! superano le piccole per il peso assoluto deirenoefaloy ma 
le piccole d' altra parte superano le grandi pel peso relative. II peso 
del ceryello diminuisce relativamente alia statura dair et& infantile al- 
Tetk adulta : infine il peso relative aumenta in ragione inversa, mentre 
il peso assoluto aumenta in ragione diretta colla massa del corpo. Da 
che dipende questo fatto 9 Se si ammette (oi6 che del resto d evidente) 
che lo sviluppo delle facolt& intellettuall non 6 proporzionale al peso 
del corpo, si pu6 rappresentare con i la massa del cervello corrispon- 
dente airattivit^ intellettuale e con m Tinsieme delle parti del cervello 
corrispondente, il di cui peso varia proporzionalmente alia massa del 
corpo M. 8e si ha i presso a poco eguale nei due gruppi d* individniy 
xnentre che M varier& molto nei due casii 11 rapporto del peso dell*an- 
cefalo m+i a M aavk evidentemente piCi elevate negii individui dl oul 
m e M sono pii]i piccoli| e ci6 per una semplioe ragione matematica : 
fle ai numeratori di due rapporti eguali si aggiunge una medeslma quan- 
titiiy questi rapporti diventano ineguali , giacchd quelle 11 cui numera* 
tore era piill piccolo diviene pii!i grande deiraltro. 

Se frattanto si trova nel corpo, o come vuole 11 Manouvrier, nello 
acheletro, un termine di confronto serio ft*a V encefalo e la massa del 
corpoy BELTk facile, egll dice, determinare approssimativamente 11 valore 
di i presso un date numero di individui, nei quail questo valore varia 
pocO| ma dove al contrario M varia molto. AUora, con un caloolo sem- 
plidssimo di proporzloni, sar& facile determinare il rapporto di m a Af 
6 con questo processo ottenere 11 mezzo di oonoscere in tutti i casi 11 
peso dl i. £ appnnto quest'ultimo peso che deve servire ad una claasi- 
Hcazione gerarchioa del cervelli. Donde in fine si pu6 concludere, ohe 
per il cervello le question! dl quantity oosi comprese dominano le que- 
4Sition! di forma. 



d'antropologia 57 

• 

La lettora dt questa memoria in seno alia Society antropologica di 
Parigi ha dato origine ad una importante discnasione. II Pozzl ha so- 
0ienuto ohe il termiae di confronto doveva cercarsi nel sistema ma- 
acolare, ma non in tatto il sistema veramente, bensi in dati grappi ma- 
aoolari ie cni fnnzionl siano come V espressione deir attiyit& fanzionale 
di tatto il sistema. Egli crede che si potrebbero prescegliere i muscoli 
pettorali oppnre i gastrocnemii. 

Anche 11 prof. Parrot s^occapa da Inngo tempo di tale questione. 
Dopo avere snccesslv^mente scelto tnttl i termini di conAronto fin qui 
proposti, come la statnra, il peso del oorpo, la circonferenza della te- 
sta, qnella del corpo, la mascalatura, diverse misare del tronco o delle 
membra, certe ossa, ecc, 11 Parrot ha visto che non se ne avevano mat 
se non risaltati contradditorii. Egli allora ha scelto 11 caore come mo- 
dalo (dtalm) i 11 caore d Infatti il termine che varla mono cosi neira- 
dalto come nel fanciallo e perfin neiranimale. Proporzionando il peso 
del caore a quello deir encefalo si ottiene 1* indice encefdlo-cardiaco. 
Dippiik si ha con tale Indice un processo assai semplice di indagine : 
basta porsl questo problema: € per 10 grammi di caore qaanti gramml 
si hanno di eervello? > 

II Le Bon (Gastavo) critlca successiyamente tatti 1 process! proposti: 
egli pensa che la circonferenza del cranio costltaisca un baonisslmo 
panto di confronto. Ma conriene perb riflettere che con una stessa cir- 
conferenza la capaoltit cranica pub variare entro limiti assai estesi: 
perb con an attento esame si possono eyitare tatte le cause di errore. 
II Le Bon sostiene che la statura e la circonferenza del cranio danno 
simultaneamente degli eocellenti risaltati. 

TopiNABD. — Le poids da oerveau d'aprts les reglatrea da 
Paul Brooa. {R peso del cervello secondo le annotazioni di Paolo 
Broca). In : Revue d'Anthropoloffie 1882, Tom. V, fasc, !•, pag. 1-30. 

Yedi Minieta d'anatomia. {Annali di med. 1882, COLXII 50). 

Lmrs. — Gontribution & I'^tude d'tme statistlque snr le poids 
daa h^miaph^res oteebrauz. {Contributo aUo studio statistico dei 
pesi degli emisferi eerebraU). In: V Eneephale^ 1881, N. 4 

L* Atttore ha studiato 32 cervelli adulti di sesso femminile dell' eUi 
dai 18 ai 90 anni, appartenenti ad individui mortl di malattie toraciche 
oardlache o diyerse, senza alcuna partecipazione dei centri encefallci. 
Descritto 11 metodo da lul asato in queste ricerche, ohe del resto nulla 
presenta di notevole, egli conclude che: 

1.^ Alio stato normale 1* asimmetria dei due emisferi cerebrali d la 
regola nella specie amana e nella popolazione parigina attuale. Sopra 32 
cerTelli, in 27 esistcTa inegaagliasza del due emisferi e solo in 5 essl erano 
egoali in peso. 

2.* La predominansa deU'emisfero slnistro d parimente la regola. To- 



5S BIVISTA 

gliendo i 5 6errelli con emisferi di peso egaale , restano i 27 asimme* 
triciy in cut ben SI TOlte (78 Oio) I'emisfero sinistro pesava plii del destro* 

3.* La predominanza dell' emisfero destro fh trovata solo sei yolte 
(22 Oio) * ^^ ^° questi casi le differenze in peso non sorpassavano gU B 
o 10 grammi. 

4.* Alio stato patologico, e specialmenie negli alienati, i rapport! di 
peso fra i dne emisferi sono invertiti : sbpra 55 ceryelli di donne alie- 
nate della popolazlone parigina e deU'et^ compresa fhi i ricordatl H«' 
miti, la preponderanza in peso deiremisfero destro fti dairAutorb tro*- 
vata 39 volte (71 0[o) ; qnella invece deiremisfero sinistro solo 16 volte 

(29 010). 
Secondo n Lays, qnesto fatto deirasimmetria dei dne emisferi cere* 

brali con Tanbrmale superiority del destro, qnale si osserva negli alie^ 

natif ha una notevole importanza. £ evidente, egli dice, clie se i^iper'* 

trofia deiremisfero destro si fa in an modo insolito e progressivo, que- 

sta deviazione delie fanzioni natritive di determinate region! deirence* 

falo deve provocare an pertarbamento profondo nell'armonia delle fan* 

zioni psichiche, e disordinare cosi necessariamente Pinsieme delle facolt& 

avendo rignardo alle connessioni anatomiche e percib ancbe flsiologicbe 

fra i due emisferi. 

Garsom I. G. — Pelyimetry. (La pelvimetria). In: Journal of ana^ 
iomy and physiology, 881, Vol. XVJ, parte I, ottobre. 

Secondo V Antore, la pelvimetria h dope la craniometria il mezzo piu 
vantaggioso per determinare le razze nmane: per5 occorre intendersi 
suUe misare da scegliere e sal modo migiiore di procedere in qaesta 
misarazione. II Verneaay che ha fatto fin qai il lavoro piCi complete sal 
bacino, aveva stabilito 54 misure diverse, senza perb designare le prln- 
cj^ali: invece il Garson preferisce dare i risaltati delle sae ricerche 
solo per rispetto alle piiH vantaggiose. 

Tanto pel cranio quanto pel bacino, si d fin qui procedato al con- 
fronto delle misare ragguagliandole ''fra di loro e cavandone degli in- 
dici ; tali il rapporto della langhezza alia larghezza, qaelli della lar- 
ghezza airaltezza massima, o qaello dei diametri fra di loro. II Garson 
erode piCi ntile invece prendere ana misura c&none o modulo, e rap- 
portarvi tutte le altre: la misura-campione del bacino^ preferibile se- 
cOndo lui, d il diametro trasverso del distretto superiore. 

Gil strumeDti di cui i'Autore si serve sono Vosteometro^ simile al 
compasso a pnnta scorrevole del Broca, ma piii grande: una specie di 
forma da cappellajo per la misura dei diametri internl; ed an gonio- 
metro, specialmente per TaDgolo sotto*pabioo. Con tali strumenti ven- 
nero esaminati 14 bacini di Earopei, 5 Australiani, e 8 Andaman! di sesso 
femminile. Le misare sono le seguentl : ' 

1.* Lungfiezza del sacrOf o lunghezza veriicale delle cinque vertebra 
sacrali, dal mezzo deirjorlo superiore del promontorio delta prima sa- 



D*AllTBOPOLOaU 59 

erale al meuo del margiae inferlore del corpo della qoiota* Qoesta mi- 
89rs yaria ppoo pel ire grappi, se conslderata in mode aasolato; ma 
Yaria Iny^oe aen^bilmente ae proporzionata alia misara-modalo, eio& al 
diametro traSTerao del distratto snperiore: cost nella donoa AQdaman% 
rieioe piti langa, neir Earopea pii!i certa , per cul la prima avrebbe 11 
baeioa ^lik profondo in aranti della seeonda. 

2p* Larghezza del saoro, presa salla vertebra aaorale al punio mas- 
aim) 41 divergenza delle punte del con^paaso. Essa aegue nelle ana ya* 
rlazioni la mieuia {Nrecedente. 

^^ Larghezza fra le due spine Uiache aniero'superiori d*arnbo i laUf 
prendendo non il margine interno della spina, come ynole Verneao, ma 
U.sno ceatro, come Impoae 11 Flower. Eoco le oifra di queata misora 
tanta aasolute, qaanto relatiye al diametro trasverso del diatretto sn- 
periore fatto » 100 : 



• 


ICisnra asiolnta 


MUnra relattra 


Baropee 

Australiane 

Andamane 


'231 mm. 
19 > 

172 > 


173,8 
167,8 
167 



4.* Larghezxa maesima da una cresta Uiaca aXCaltra^ ponendo nna 
branca deiristrnmento al di fuori delle labbra esterne. 





Misnra assoluta 


Misnra relatira 


Earopee 

Aaatraliane 

Andamane 


271,0 mm. 

240.6 » 

207.7 > 


203,8 
204,1 
201,9 



Risnlta da qaeste clfre cbe 11 diametro bis-iliaco massimo varia presso 
a poco come il diametro trasverso del distretto snperiore. 

5.* Aitezza del hacinOf o altezza dell'osso innominato o cozale, dalla 
parte piii elevata della cresta iliaca alia parte piili declive della tnbe- 
rosit& ischiatica. Questa misnra importantissima era gi& stata stndiata 
dal Topinard sotto 11 noma di indice generate del bacino. Essa serve a 
distingnere zoologicamente 1' nomo dal mammiferi superior!, e special- 
mente dagli antropomorfi, giacohd d in rapporto coir attitndine bipede 
del oorpo e dimostra cbe Tnomo ba il bacino piii largo relativamente 
cUla sna altezza cbe non le scimmie snperiori, le quail poi a loro volta 
r banno piCi largo degli altri mammiferi. Ancbe nelle oif^e del Garaon 
al osserva cbe le razze inferior! presentano nn bacino relativamente 
mono largo per rispetto airattezza, cbe non le razze superior!.] 

Lairgbezza masaima Altezza massima Rapporto a 100 
del badino dfH bacino 

Earopee 271 201,7 132,8 

AostralUne 240^^ 184,4 130,4 

Andamane 207,7 167 126,5 



60 BIYISTA 

6»« LarghexMa delVos^o iUaeo dalla spina iUaea anterioraaporiore aite 
apina iliaca posterior-saperiore. yaria nateyolmente nei dlyeral grappi. 

7.* JHstanza fra le s^ne iUaehe posterior-niiperiori, dal oentro dl 
ana spina a qneUo delPaltra. Confrontandola allaxniaara N. 4 (oio^ al}a. 
iarghezsa massima del baoino), qnesta misora indioa il grado d'indina-. 
zione deli^osso cozale in addietro e Indentro, e peroi6. qaello del re-* 
stringimento del baoino. 





Ifif nra aisolnta 


Hisnra relhtlTa 
•1 diam. traav. sup. 


paropee 


83 


63,1 


Aastraliane 


85 


72 


Andamane 


79 


7«,l 



Dalle misure precedenti risnlta che nelle Earopee le spine iliacbe an- 
terior! sono lontanissime : la parte anteriore del bacino d perci5 pla 
larga e la parte posteriore pid stretta obe nelle Australiane e Anda- 
mane. Nelle donne Andamane, le spine iliaehe anterior! sono invece meno 
distant), mentre Le posteriori si allontanano dippiiH , oi6 cbe porta nno 
svilappo corrispondente delle region! vicine del bacino. 

8.^ Larghezza HnfisO'acetabuiare, ossia distanza dal bordo postero- 
estemo della cavit& cotiloidea di nn lato alia slnflsi pnbica. La mistira 
4 plii eorta nell'Europea, piti Innga nell'Andamana, intermediaria nella 
Australiana. 

9.^ La profanditd isehio-pubicaf ossia dalla faccia inferiore del pube 
alia faccia inferiore dell*ischion presa in projezione col compasso di 
spessore. Qnesta misura indica la profondltit del piccolo bacino in avanti^ 
mentre la misura N. 1 d& la profonditit in addietro. Ambedae le misnre 
forniscono i seguenti risnltati assolnti e relatlTi al diametro-campione: 

M isnra asiolnt a Misura relativa 

nTT %9. "ITT W.9. 

Europea 101 91,4 7b^ CSfi 

AnstralUne 91,4 82,2 77,1 69,5 

Andamane 91,4 76,4 88,3 73,8 

Dal che si ricava che nelle andamane il piccolo bacino d piii profondo 
tanto in avanti, che indietro. 

10-11. Diameiri antero-posteriore e irasverso deldistreUo n$periore 
del piccolo bacino: il prime si misnra dal mezzo del promontorio del 
aacro al panto piii Tieino del labbro posteriore del pube (distanza mi- 
nima) ; Taltro d oostitnlto dalla larghezza massima perpendicolare alia 
precedento. Ecco le citre : 

Diametro Diametro 

antero-posteriore trasrerso 

Earopee 106,6 millimetri 133 milllmetri 

Aastraliane 108,6 > 118,2 » 

Andamane 99,1 > 102,8 » 



d'ahtropoloqia 6if 

Rinnendo le sue colle misnre analoghe del Yerneao, TAutore trae 
nmportante conclmdone ebe il baoino delia donna Europea d pitl ap-^'^*. 
piattito dalPavanti airindietro per dimlnazione del diametro antero-pbw- 
sterlore (ctod plii rotondeggiante) che non nella donna Anstraliana. Mii 
la razza che ofErirebbe il baoino piii pitecoide sarebbe TAndamana, dove 
11 diametro traBverso d ancora mono STiluppato nel sense antero-po- 
steriore che nella razza Anstraliana. Qaesto STilnppo in lunghezza an 
tero-post#riore del baoino sarebbe , secondo U Topinard , un carattere 
animale, xnantre lo syilnppo in largbezza sarebbe nn oarattere morfo- 
logico umano. 

II diametro trasverso del distretto saperiore 6 dnnqne la misnra piilt 
fissa e meno variabile, non solo ma anche la pii!i importante dai pnnta 
di Tista della anatomia oomparata : di gnisa ohe ben fece il ^tosou a 
prenderlo come termine o modulo fondamentale di confronto. Perb vi 
d un rapporto inyerso costanta £ra il diametro antero*posteriore ed ii 
trasverso del baoino: quando Tuno aumenta Taltro diminuisce. Gonfiron- 
tando fra loro yarie pelvi prese a tutta la serie animale, si yedrebbe 
un graduate passaggio dalle forme plii Innghe appiattite e strette del 
bacino fine alia forma larga, ampia del bacino della donna europea* 
Quindi si potrft, come ha fatto il Garson » preferire come misura-cam- 
pione il diametro trasverso del distretto snperiore; ma, come nota il 
Topinard, ci6 aark utile solo per una determinata specie, a mo' d' esem* 
pio per la specie umana. 

12*13. Diametro antero-posferiore e tra9verso del distretto inferiore : 
il prime peso dal mezzo dal bordo inferiore e anteriore della quinta 
vertebra sacrale alia sinfisi pubica, il secondo perpendicolare al prece- 
dente, e si prenda fra i punti piii lontani deir ischion. 

14. Angolo sotto-ptMco^ aperto in basso e formate daU'incontro delle 
due blfanche ischlo-pnbiche. Ecco i risultati del Oaraon e del Yemeau* 

Garson. Ybbnbau. 

Numero Media Numero Media 

del easi deirangolo del cati deU*angolo 

Europee 14 76» 35 74» 

Australiane 5 IS"" 2 80* 

Andamane 13 88* — — 

Il Qarson nota poi che 6 falsa la credenza comune fra gli anatomici 
che il foro otturatore sia rotondo nel bacino femminile, triangolare nel 
maschile: Tunica differenza d che nella donna esso 6 piii grande. 

Dalle figure congiunte alia memoria risulta anche piii chiaramente 
che nolle razse Inferiori, come TAndamana, 11 bacino presenta dei ca- 
ratteri pitecoidl che non s' incohtrano nel bacino delle razze piii ele- 
vate. 



02 BIVI8TA 

TX8T0T. — Sor IM ftttomalias muflcmlaiMs da llfcomma 
pUqndes par ranatomia oompar6a at snr laiir importanoa 
Antliropalagia. (Sulle otwnwiHe mnucdUui ddTuomo gptegate eolTa^ 
natomia eomparata € MHUa lore imporiainfa hi Aniropoloffia). In : JHii- 
i0iiH9 de 2a Soc. d^Anihrqpologie^ Paris 1882, 16 novembre. 

i qaotto il riatsanto della prima parte d* iiii*opera <^ 1' Antore, capo 
del lavori anatomiei della FacotU medica di Bordeaaz, intende desti*- 
nare alio stadfo delle anomalie moaeolarl deiraomo, elie tanta fmpoB- 
tansa taanno per ranatomia eomparata e 1* antropologla non 8oIo» ant 
anche per la anatomla topograflea e ebiror^oa, 

L'Aatore per ora eomanlca 1 eooi stodii sal moeeoli del troneo.Bgli 
ha etadlato eompletameiite 60 individal , e conclode da qoeste sae ae- 
eorate OBserrasionl ebe le anomalie del eiatema maeeolare presentata 
dall^omo sono sempre la riprodozione di an tipo ehe 6 normale neila 
eerie zoologica. Deseriita snccessiramente eiaecana anomalia mneeolara 
nmana, TAutore fa segnire la deserisione del mnscolo corrlspondente 
d^ana speeie animale. Lo stadio del moecoli del troneo ai dlTide poi in dna 
parti: nella prima vengono esaminati i moscoli eoprannnmerarl!, e nella 
seeonda le variazioni morfologiolie del muscoli normali. Co^ Teagono 
aaeceeeiTamente paesati in rivista 11 gruppo del muicoU pettorali^ il 
piccolo pettorale^ 11 sotto^latricolare^ i muscoU elavicolari toiprcamu^ 
fnerariif il gran dentato^ il Moprorcoitale, 11 pre^temdle^ 11 Unhbo-occi* 
pitale^ V omO'Cleido-trasversale^ 11 soprannumerario dorMO-epUroclea'- 
re, ecc. Ciascnn mnecolo d descritto dal panto di Tista delle anomalia 
d^ineerzione, delle ealdatare eoi mascoll yieini, o al eontrario della dis* 
soclazione anormale del suoi fasci, e eiascuna anomalia d paragonata ai 
tipi fisiologici omologhi o analoghi , che ei ineontrano fra gli animali, 
in mode che ciaecnna anomalia abbia la sna significazione anatomiea) a 
filosofica. 

In an nlteriore capitolo, I'Aatore si propone di etndlare la freqnenza 
di queste anomalie, la loro predilezione per certi mneeoli, 11 loro grado 
di traemissione ereditaria, e la loro presenza plft o meno frequente se- 
condo le dlTerae razze nmane. Inline il confronto fra 1 mnscoli del- 
Taomo eolle loro anomalie e qaelli della scimmia colmerji la distanza che 
sotto qnesto rapporto sembra esistere fra Pnomo e 1 Qaadrnmani. 

Broca p. — La torsion da rhtun^ms at la tropom^tra. (La 
torHone delVomero e il tropometro). In : Eevue d' Anfhrqpologie, 1881, 
fascieoli 2 .• 3.* e 4». 

II prime a Yolgere Tattenzione degli antropologi ed anatomiei salla 
torsione delFomero nella serie animale e sal sno sfgnificato per cosi 
dire dlosofico fn Ch« Martins, ai larori del qttale altri se ne aggiansero 
in breve per opera di Gegenbaur, di Welcfcer, dl Broca. £ ana qae- 
stione ebe interessa tanto pICi la seienza anatomiea in qnanto porge il 
mezzo di risolvere la dibattnta qnestione deir omologia delle membra 



D'AMTBOPOl^OaiA CtS 

SQpesiori ed ipfectorl (aeiraomo), cio& ^nteriorl e pottoviori (negll ani- 
xnali). 

II Brooa, Tolendo riiolvere tale qoeatione inero^ I'eaama della varia- 
9ioni qnalcha yoUa assai asteae ohe ogni oaratiara morfologiao preaeata 
nella stessa apeole a nalla madeiima raua, daliber6 dl rianire aa na- 
xnaro di fatti cbe gU fowe safacianta per dateroiiQara le m^die e par 
OQDOflcere cosi rimpartaaia dalle difTarense iadiTidaaii. Bgli chiam^ on- 
golo cU torsions qaeirangolo diadro^ che d formato daU'inoontro del piano 
Tarticale paseanta per TaMa deU'artlcolasioiia dA gomita ool piano par 
Terticale passante per la Unea meridiana della ieata delPooiera; ed 
immag|n5 quo atmmentOy detto tropometro, col quale ai p(^va ndan* 
rare codesto angolo e ceroare dl diiq;»orre altram V omero aeoondo una 
liiiaa yertlcale. U Broca ayeva cominoiato ooireatendere le ane ricerobe 
anche airanatomia comparata, ma la mtrte non gli permiae di rioavare 
le coneloaioni dalllngente mataria leraccolto in moiti anni di atadio. Uno 
del aaoi allievi piii diatiniii il Manoavriery al aaaanae TnflQcio di ordi- 
nara i dooamenti lasaiati dal oompianto antropologo, e di coordinarli 
In modo da giungere a qoalche riaaltato. Ci aembra otile riportare qui 
alcana delle propoaizloni formalate dalL' Antore. 

1.^ La toraione deiromero ragginnge il aao grado maasimo nella ape- 
cie nmana, con questo che i Negri aervono da intermediarii, come in 
molti altri caratterl morfologici, fra le razze nmane anperiori e gli An- 
tropomorfl. 

2.^ Esiate una tranaisione insenaibile fra Tangolo di toraione del grandl 
Antropoidi e quelle deiruomo. 

3.^ La toraione deiromero non differiace molto nei diverai ordini di 
mammiferi e nei primati : a'aggiunga cbe la tranaizione tra le acimmie 
inferiori (sclmmie qnadrnpedi) ed i carnivori aembra aver Inogo in modo 
lento e graduate. 

4.* L*angolo di toraione 6 aaaai elevato negli Europei: ^ per6 mono 
grande negli europei del tempi preiatorici che in quelli contemporanei. 

5.^ L'angolo di toraione deiromero era pid grande negli abitanti prei- 
atorici della Franeia cbe nelle razze umane inferiori attuali. 

6.^ In quasi tutte le aerie I'omero ainiatro d piii torto del deatro, aeb- 
bene questa differenza diminuisca negli Europei moJerni. 

7.® L'angolo omerale anbiace variazioni notevoliaaime in una mode- 
aima razza, aia che ai conaideri Tomero dello ateaao late, aia che ai eon- 
aidarino i due omeri dl un date indiyiduo. 

8.* La toraione ^ piCi grande in media nella donna che neirnomo. 

9.* La toraione d minore nei fanciulli che negli adulti. Eaaa au- 
menta col progredire deiretk, il che dimoatra ohe eaaa ai produce in 
modo reale : ma aiccome eaaa d abbaatanza alta nei neonate, ai po- 
trebbe porre la dimanda ae yi aia un periodo della yita in cui tale tor- 
aione ^ aoltanto.yirtuale* Certo, vi ^ on date grado di toraione che 6 
traameaao per mezzo deU'eredit^ aenza relazione ooUe cauae mecoani- 



64 RIVISTJL 

che, ohe poi darante resistenza deirindlvidno seryiranno ad acorescerla 
e a meglio determinarla. 

Riguardo alia qoestione dell* omologia delle dae piga di aril , clod 
dei toracici e degll addomlnali , il Broca aveva gi& scritto , ohe se d 
comodo prendere il femore oome termine di oonfronto per conside- 
rare poi Tomero come an femore modifioatOy d molto pid conforme al 
Yero ed alle leggi della filosofla anatomica riferire Tano e I'altro ad an 
tipo comnne, che si d modiflcato per adattarsi rispettivamente alle fan- 
zioni di membro toracico (braocio) e di membro pelvico (coscia). 

Chudzinski. — Gontxlbutions H l'6tnda das variations mu- 
Boulaires dans las Races humainas. ( Cfontribuxione alio studio 
delle variazioni muscolari nelle razze umane). In: Reriue d'AnthrO" 
pologiCj 1883, N. 3 e 4, pag. 280 e 613. 

L* Antore ha disseccato nel Laboratorio d* antropologia della scuola 
degli 8tad)i superiori di Parigi, 21 cadaveri di razze esotiche, la mag- 
gior parte di razza Negra, an Annamita, an Peruviano ed an Arabo. Seb- 
bene il nnmero dei soggetti esaminati sia troppo scarso per caTarne 
delle dedazioni general!, erode per6 il Ghadzinski di poter fin d*ora 8ta«- 
bilire qnalche panto importante per la miologia comparata delle razze 
nmane. Ommettendo di parlare d'alonne varielA mnscolari molto rare, 
per esempio il terzo oapo dei gemelli della gamba, il terzo pettorale 
piteooide dellMndiano del Peril, ecc, restano altre varietlt piii ficeqaenti 
a constatare, e perei6 piti interessanti dal panto dl vista dell* antropo- 
logia etnologiea. 

In prime laogo nota FA. la fasione dei miaeoli della nuca e dei mueeoli 
lunghi del dorso^ sia per i tendini, sia per i fasci carnosi generalmente 
digastrici, di sorta che i mascoli Innghi del dorso si prolangano diret- 
tamente fine alia nnca ed anche fine alia testa. B seeondo carattere 
dei mnscoii di qaeste dae regioni d la yariabilit& delle lore inserzioni 
e oonnessioni: essi sono piCi intimamente legati assieme nella razsa 
sera che nella razza bianca. Fra i mascoli della naca, 6 degno d'atten- 
zione il romboide, perch^ le sae inserzioni snperiori, o qaelle che si flEUino 
al rafe mediano cervicale posteriore, si assomigliano del tatto alle in- 
serzioni oervloali degli antropoidi, specialmente dei Ghimpansd. Infatti, 
r Aatore ha visto che nel negro le inserzioni cervical! del romboide ri- 
salgono flno alPaltezza deirapofisi spinosa della qainta vertebra cervi- 
cale e in an individuo fine airapoflsi spinosa dell'asse* 

In ieoondo laogo, conslderando i museoHi lunghi •fleseori delle diia, 
si nota una freqaente fasione del lungo /lessor del poUiee col lungo 
flessor eomune deUe dita , cl6 che rende il polliee meno indipendente 
dalle altre dita. H Ghadzinski ha trovato qaesto carattere in sette Negri 
sopra 15 sezionati. 

YengoQo in terzo laogo le anastomosi analogbe dei tendinl del lungo 
tetensore delle dita del piede. 



d'antropologia 6a 

N^lla categoria dei muscoli, obe spesso mancano neirnomo bianco e 
cbe eslstono presfiecbd sempre nei Negri, eonviene ricordare : 1.® 11 mu- 
seolo piccolo palmare ; 2." il piccolo fascio muscolare epitrocleare del 
lungo /lessor propria del pollice, ove questo fascio esisteva dal dae 
lati, eocettaatahe TArabo ; 3.^ 11 muscolo piramidale delVaddovne^ sal to 
nel PeruvianOy cbe lo presentava solo a sinistra; 4.® 11 muscat plantar 
ffracile, trovato in tutti i Negri tranne uno. Si sa cbe 11 mascolo plantar 
graoile d molto utile alle seimmie quadrnpedi o scimmie inferiori, presso 
le qnali esso serve a tendere Taponearosi plantare media; ma negli an- 
tropoidi o sdmmie snperiorl e neiruomo questo mascolo dlyenta del 
tntto inntile, glaccbd non ba piCi alcnn rapporto con la detta aponea- 
rosi. Eoco percbd esso manca spesso neiraomo bianco, e percbd la saa 
presenza quasi costante nei Negri h un carattere pltecoide di somma 
Importanza. 

I fasci soprannumerarii osservati pi& frequentemente dal Gbudzinski 
sono: 1.* 11 terzo o quarto fascia del bicipite brachiale, Qaesti fasci 
accessor! del bicipite esistevano in otto Negri, in uno anzi 11 muscolo 
era munito di pi(i capi soprannumerarii. £; a notare poi cbe il Gbud- 
zinski ba trovato un terzo capo dello stesso muscolo in due sopra cin- 
que Orang-outang da lui sezlonati; 2.^ 11 fascio accessorio dei muscoli 
peronei lateralis rlscontrato in sette individui ; 3.® le intersezioni tendi- 
nose dello stemo-joideo^ cbe sono abbastanza comuni; 4.* le interse- 
Mioni iendinose del muscolo sterno-tiroideo, cbe sono costanti e moito 
laigbe, come del resto s*osserva sempre nei Primati ; 5." le intersezioni 
tendinose del grande retto deWaddome^ cbe possono nel negro diven- 
tare cinque e perflno sei, e cbe non sono mai meno dl quattro. 

Infine fra 1 muscoli cbe mancano costantemente nei Negri, 11 Gbud- 
zinski segnala il muscolo piccolo psoas-iliaco cbe manca qualcbe volta 
ancbe nel bianco. Al contrario esiste sempre nel Primati inferiori, anzi 
d In essa plili sviluppato obe neiruomo. 

L* Antore promette uno studio speciale dei muscoli delta faccia, cbe 
riuscirit dl molto interesse per la fisiognomonia comparata delle razze 
umane, la quale, anzicbd fondarsi su assioml volgari o su generality 
affrettate e aziardose, Come sembrano pensare alcunl scienziati, deve 
Invece trovare la sua piCi solida base sulla conoscenza sperlmentale dei 
numerosl elementl cbe concorrono alia straordinaria mobility del viso 
umano. 

Lbdoubls. — Note tsar oextains mosoles oomnuinB aux ani- 
manx at & lliomme. (Nota su dleuni muscoli comuni agli animali 
ed alTuomo). In : Setfue ct Anthropologic^ 1881, fasc. 4^ 

L' Antore parla di muscoli anormall, cbe neir uomo riproducono le 
disposizlonl anatomicbe d*alcuni animali inferiori e cbe si trovano nelle 
region! della nuca , del dorso , delle parti anteriore e laterale del to- 
race, della spalla e del oollo. 



66 BIVISTA 

Alia naca si trova qaalche volta un museolo irasverso deUa tmea^ 
Che nas^. dalla protaberanza occipitale eaterna e daUa parley intacna 
della linea corva jsuperlore deir occipitale e tetmina ia tiiori ia xnodo 
Tariabile (analogo a Gi6 die si riscontra in certi GhirQUe^i). Si tcovaao 
pare del muscoli spinoH superfidaU della nttca sotto agli iiitor^pioaU 
ordinarii (martora^.lQntray.foca). 

Nella regione del dorso, TAutoce indica i'esistenza anomala del mti- 
scolo occipitO'Scapolare^ ,o romlH)ide antetiore del Id^ckelt o romboide 
della testa del Gavier, che si incontra nella maggic^r pai^te del miuii- 
nuferi, e del muscQlo stilO'lombare cosi. ben dascipltto del Brooa. 

Alia regioae toracica anterlore si osserva tal volta V esietenza ^d* un 
museolo stemO'Clamcolare (cbe d avilappatis8im4> negli Uccelli^ nei Chl- 
rotteri e nella talpa) d* an m%^colo siemo^condro^scapolare (propcio 
deiragoati e della talpa) d^an nmscolo scapolo-^lavicolare (del soroio 
o della talpa del Capo); infine iX'unmuscQlqpr^temale ossia stemaUs 
brutorum^ chefn dairAatore troyato neiruomo bianco e neU'aomo nera 
e yenne gi& descritto da Broca, Turner, Halb^atmaf Halet^ lasanrat; 
esse riprodnce nelPaomo oerti fasci del pelliccii\jo pettorale degiij ani*« 
mail. 

La regione toracica laterale pub possedere an museolo sopra^costale 
anteriore, cbe secondo il.Ledouble rappresenterebbe il n^dscolo stemo" 
cosiale del cane, del coaiglio e del tasso, 

Nella spalla il LedoulHe descrive an museolo sotio-seapolare acMt- 
soriOf e un museolo tensore della capsula, con insersione allMndeatro 
sul mannbrio dello sterno e sulla cartilagine della prima costa (si itt^ 
contra nel Gbimpanzd). 

Infine al coilo si trovano in certi casi |il museolo 'omo-traeheUano e 
11 museolo cleidO'OccipUale delle scimmie. Agli scaleni classic! possoao 
poi aggiungersi degli scaleni soprannamerarii. 

Cbudzinski. — Anatoxnte coxnpar^e de rouraxig-outaag et de 
rhomme. {Anatomia comparata delVourang-oiUang e delTuomo). In : 
Eev. d^Anthrop, 1881 e Revue scienUfique, 1881, 2.® sem. , p. 63. 

L^orang sezionato dal Chudzinski era quasi adulto ; la dentiziono era 
quasi completa ; la .statura di m. 1.38. Fra i caratteri anatomiol piii 
important! da paragonare a quelli deiruomo, notiamo il volame enorme 
dello stomacoy la piik grande lunghezza del duodeno, la brevity assolata 
e soprattutto relativa deir intestino tenue (fatto contradditorio all' opi- 
nione. comane sai rapporti diretti /ra la lungbezza del caaale digestivo 
e r alimentazione vegetale o frugivora). ^icordiamo aaeora il^ande 
oalibro del ceco e deirappendioe yermiform^i il volume del.lobulo qui^« 
drato del fegafo, del lobulo dello Spigelio e della yesclcola biliare, in- 
fiae la sottlgliezza e piccolezza della mil^a* 



u ' 



D*AMTBOPOI#0 6U 67 

AUDBBSON 8t0AIi^, -« The onrdad Hair and oimrdd f ollkd^ of 
-tlM Nagro; ( I iutpcffli rieehrti e i folHcoU aurmti delta UMta' &ei 
Mm^f*)* 1a: Jammcatof Anaimny and Phy^dtogy. VoL XVI , P. ni, 
apdU 168SL 

Lo Stewart^ in ana oomimicazione letta alia Society fteale di 'Ml- 
^iMCOpla D6l i.^ g^itiKajo 1875, aveva detto. ehe < la porzione del oa- 
l»Ua e dal foUteolo OGatanBta Mlla pelle del cnctjo cat>elliito 6 pit' 
ktaga' nal Negfo che tnaU^Eofopeo, ad d notavolmdntB inoarrata in mode 
4a deaevivere d'ordioapio'ctt'ixieieo t^ireolo. La papilla infondo al toW 
iiooio 6 disfNitia Miscontalmente o almeno iaciinata obbiiquamente al* 
llodentro tatso 11 teamito adiposo 8otto*t$utaneo. Un* altra diffarehza 
foi U Negvo a ii Biaaao, ^cbe nal primo le gliiandole sebacee tono 
pi&<plooole > (?)• 

L'Andaraaa Stuart ritoraa ^airargomento e credo di poter confer^ 
juira le <oei«rYaaiofti 'delid- 8temrt. Egli ha esamiaato una testa di 
Ifegro (a pemli^ uaa aola?), ma ha trovato ohe la parte balbara del 
pelo non deecriva pid di an <|uarto di oiroolo. In alcane preparazionl 
microsoopiche li TOdeva ehe il pigmento dello itrato Malpighlano del 
KagTo Bon %i approfonda nel foUicolo piii in \k deli'orificio della ghian- 
<dola sebacea e ehe la carVa descritta dal foUicoio fa aegdito ad una 
curra prolungata al di faori del cuojo capeilato : dimodochd, secoado 
Fiftitare, la corra della porkione di capello contanata nel follieolo spie- 
gfaaiiabba la dlsposisione onnra della parte libera. Anche nella lana di 
mdntoae il Maltfansioe areTii da Inngo tempo troyato una aoaloga di- 
aposizione del pell. 

Bbbtxllon Alph. — Una appUoation pratiqua de TAnthropo- 
m^trie. ( Un^applicazione pratica delVAntrqpometria). Id : Annates de 
J)ifno$raphie intemationaie, 188.1. 

SpeesQ.oi si domaiida« ohe appradino totte le rloerche minate eaot- 
tili dflgli antropologi salla-^forma e sal volnme del eranio , sulle pro- 
porzioai del oorpoi a sni mille altri oaratteri dsici umani. Ora eoco ehe 
rAatorOf partendo dai prineipli deU'antropometria, viene a proporre un 
iagagaoeo proeesso dl classifieazione del detenu tif ehe avr^, noi spe- 
riaaiay an' utile applicasione nella pratica qnotidiana dalla polizia nolle 
.graaidi oitU, e ohe, dal panto di yista scientifloo, permetteri di rendera 
q^ii faoileed astesi gli stndii anll^nomo deHnqaente; 

Ihproeasso. proposto dal Bartilloa p^motte di ritrovare il nomardi 
un dalinquente raeidivo per measo d'nn solo eonaotatOydi mode oho 
pa6>a0saM applleato con fratto alia olassiflcaslone generale delle foto- 
grafLe del oriiniaatt depoaie negli affioU di poiizia, rendendo eoA ina- 
.stimabili vantaggi alia sicurezea pubblica ed alia giustizia. 

Qnando un indlviduo, ehe ha snbito gi& ana o piii condanno, h arre* 
cctato per an nuovo delitto, egli ha interesse a nasoondere il sue noma 
^ero, e tale dissimnlazione ^ aosi freqnenta fra le class! criminali della 



68 RIVISTA 

gi^andi cUtft obe i gaardiaai spesso ne denaneiano all'astorlUt giudUiaria 
d a 10 a 12 oaai al giorno (in Parigi). Per eludere qaeate firodi, si ^ lai^ 
maginaio di ritrattare tatti 1 eondannati ; ma dopo poohi anal d faolle 
comprendere qnal numero enorme di fotograda si va aconmalando na* 
gli ufflzii della prefetturai readendo imposiibile stabilise rideiitit4 par- 
sonale dei nttovi ammdssi. Si tratta dunqae di diaporra a olaasifleaare 
qneste* fotografle in modo ^a le rieer(^d poaiana essare limitata a bd 
grappo dMndividai della ateiaa ataturay per esempio, di &iQ5 centlme- 
iri. In qnesto modo, misarata la statara del nooTo ammesso, si sa im« 
mediatamenie in qoal grappo dev'essere cercata la sua earta. 

Ma questo grappo sark a Inngo andare eomposto, esso pure, da oeA- 
tinaja e migliajadi fotografle: saranno adanqne divise queste a seoonda 
di altri caratteri antropometrici difflcilmente Tariabili , per esempio, la 
lnngbez2:a del piede. Infine, quando la prima soddiytaione aon baatassey 
8i potrk apingere la apartizione della fotografle in gmppi ancbe al oar- 
rattere del colore degli occbi; poi al earattere del colore dei capeUi,e 
oosi via via. In tal modo la rioerca del rilvatto dell' impatato, in altre 
parole la determinazione della sna identity perseaale 8ar& resa estra* 
mamente fkcile e rapida, ana volta cbe si oonoseano i saoi connotati 
antropometrici. 

Qnesta olassfflcazlone ingegnosa dei ritratti dei recidivi e delinqoenti 
baaata sul metodo seriale antropometrico d analoga a quella asata "dai 
botanioi e dai zoologi. L*Aatore anzi b& oomplato an lavoro impor- 
tantissimoy effettuando nel 1880 quasi 10,000 misnre di individai » 
applicando loro il suo metodo, che dar^ ne siamo convinti, molto pro*- 
fitto tanto alia scienza antropoiogica para, quanto nelle sue applica* 
s(ioni alle discipline penali e carcerarie. 

Vincent. — De la persistanoa de I'os oentral dans la oarpa 
homaln. (Sulla persUienxa delVosso centraHe nel carpo t«mana). Al- 
ger, 1881. In : Remie dea feienees midicales^ Tom. XX, pag. 39S. 

Si pu6 trovare talvolta, secondo la ricerohe dell' Antore, nella mana 
deirnomo un osso supplementare aituato nella seconda flla del earpo-,. 
ove esso si presenta oogli atessL rapporti cbe offre Tosso centrale dagli 
amflbii, dei rettili e del maggior numero dei mammiferL II carpo del— 
Tembrione umano contiefle ana cartilaglne soprannumerarla tranaitoria 
(Henke, Reyher, Rosenberg), cbe scompare verao 11 principio del terzo- 
meae: se per ayrentura esaa peraiate, ne orlgiaa un nono oaso del oarpo- 
analogo a qoello del vertebratl inferior!. 

Ecco dunque una nuova anomalia di sTibippo da mettersi nella cai^*- 
goria dei caratteri ataTlstiei o regresaiTi della apeoie nmana* 



V 



d'a»tbopologijl 69 

HsNNiNa. ^ Uebei^ die Targleiohende KeMung der DarmUn^* 
i^SuUa misura c^mparaUva deUa lunghejtza deW inte^Hno neWMomo 
e neffli animaU). In : Centralblati f* die medieiftischen Winensehaf- 
ten, 1881, N. 2L 

Ooando 8i ^ determinata la longliezsa relativa dellMatestino nell'uomo 
8i d stabiUta a d volte iaoirca la langheua del eorpo (Spigelio)^ si 4 
temito oonto doiraltezsa totale del corpo dal veptioe fino al calcaf aO* 
layece* qnando si ^ proeedato a misure analoghe negli animali i si 4 
ppeso per langhezza la diatanea del vertioe air ano. II confronto , lo ai 
vede, 6 dunque ineeatto. 

Se el appUca airoome la i«gola adottata pel regnp animale el tfora 
ehe il rapporto flra la langhessa del eorpo dal vertioe al ooeolge » e la 
kmghezza deinnteetioa dal piloro all'ano. cresce di 1 1 10 (i|10). Qoesta 
oifra 6 presso a poeo qaella del Chlmpaozd ehe el natre di frutta : 11 
ebe proTa non eeeere eeatta Fa^ermazione di molti fisiologi ehe ruomo 
eia on animale onnivoro: I'uomo ha inveoe un inteetino d'erbiyoro* 
KAntore sogginnge ehe le mienre earebbero piili esatte^ se la langheaza 
deli'intestino yenisse proporaioaata a qaella del tronoo, dalla [yertebia 
prominente al ooceige. 

Tali oonolosioni deir Henningi meatre soao di graade yalore per la 
antropologia comparata, danno anohe ragione a ooioro ehe aegli oltimi 
tempi hanao nei paesi Aaglo-Sassoni iasistito snlla aecessit^ di ritor- 
aare i popoii oiviii airaUmentaaioae purameate vegetale. Ricorderemo 
ia proposito come si siano foadate delle sette o assooiazioai di Vege^ 
tanriitL 

III. — Antropologia Molost^sa. 

Lbqott. — Les Inflaenoes da GUmat sur la vie dee hommes 
at des xttoes. (Le inflitenxe del cUtna etUla vita degli uomini e deUe 
razMe). In : i^emie eetenHfiguef Tom. ZXIZ, de la III S^rie, 1882, pa- 
gina 73a 

L* Aatore, gi& aoto per importaati larori di statistioa e di antropo* 
logia geaerale^ si propoae di ceroare le probability d*aooUmameato de- 
gli Boropei nolle regloal traasatlaatiobe e speoialmeate aelle regioai 
tropicalU Egli premette alenne ooasideraaioai geaerali, ehe ci sembra 
cpportuao di riassomere ia qnesta Riyista. 

Le opinioai soll^aeelimameato degli Earopel soao molto diverse, il 
ehe dipende dalla searsitik del docomeati noa solo, ma aache dalla dif« 
dooltk di iateadersi sal limlti del problenuu Ghe cosa 6 raoclimameato f 
n Boadia lo deflaieee c c ia foooltit di Yivere in ua paese straalero e 
iaoltre la ilieoitii dl ripredarriai e propagarvisi. » II Simoaot ha soste- 
anto ehe aelle regioai calde gli Eoropei non si acclimaao ehe alia eon* 
disioae di maateaerrisi ia modo dnrevole col loro saagne, oiod seaza 
iaterveato di razze esoUche^ e di soddisfhre alia loro sossisteaza eolle 



70 WTIBTA 

i^>kisafbrM^Ha'iLB6r4lttoii^li»a»di^m6gli^ d^onsilDato Id eondi- 
£lOBi«'d)^raioel!iiram6iito, dcrtvendo qdantb seg^e: « Qoando an essoro' 
eft&gta dhollina O'soladietite di Idogo, 00 11 mez2o nuovo d diffa^nt^^ 
dall*antico, si prodaoono nuova condizioni di esistenza, ia natara dell& 
relazlbni che collegano I'indiyidao coirambienie d oangiaiai e da oib deye- 
orlgrintuni Bna modiftcazlone pid o meno profbnda, ma neeeasaria, del*^ 
i*ci»ganiBino» 8e queste modiflcazioni sembrano oompatibili coUa Tita 
eolla isalutd fhtora, si dirft ehe si eflisttaa raeelimamento : questo sarft. 
eompintOy qdando terorinate le dette modlfloazionl e f latabilitosi l^eqni* 
librio, IMndfvidtto rlcapererii g!i attribati delta 8afiit&» fra i quail prln^ 
dpaltireiite le fbrze necessariie per maateoersi e^ per pnopagare la sua. 
msza, cht3 a sua Tolta diyenter& ana rasza modifieata o aoelimatata. > 

Ippoorate e Celso fdrono i priml a notare T azittne inorbigena dei 
eaagiamenti brasehi di clima. Ma nei tempi modernl lo stadio delld* 
condizioni igienicbe e sanitarie delle troppe, apecialmente nei paesi pror« 
¥i8ti di oolonie, per esempio, IMngbU terra, laFranda, rOlandaylaRaa-' 
aia, ba servito a megifo determinare gli effetti delle tranBizloni troppa 
i^pfde da an elima all*aUro. Nei paesi caldf dae sono le oondizioni pi(fe 
difficili deiracclimamento : la malaria e la ibiseria, a oni si rannoda la 
impossibUiiik difdooltit di variare ii regime seoondo le naore cireo- 
stanze cllmateriebe del paese. Forae Italia temperatara delle regioni 
tropical! non impedirebbe per s^ 1* aoelimamento degli Boropei; una 
cansa ben pi£i* grave d 11 miasma palnstre. Del resto qneste dae fatlorif 
clod caldo e malaria, ai nniscona 11 piii sorente per rendere estrema- 
mente dannoso 11 soggiorno nei paesi transatiantici o tropical!. L*ef« 
fetto dei climi caldi sagli Europe! si traduce dapprima in una specie^ 
di esaltamento funzionaley cbe non tarda ad essere sostituito da an* a- 
nemia tanto pit raplda ed intensa quanto piA 1* individno proviene dal 
adttentrionie del nosteo continente. Da cib la maggior flaciliUi airaceli- 
mamento che presentano gli Europei del mezzogiornoy eiod.gllrltatiiBiif) 
i Maltesi, i Oreci, gli Spagnuoli^ i. Portoghesi, i Oorsi, gli AibanesL ^ 

L*acolimamento, considerando eguali tntte le altre condizloni|.di{»enda 
dal sesso, daU'etft, dalla razza, dalla salate e.dal regime. L'adallD an* 
eor robusto lotterii piA efdcaeemente centre ie influenza morbigenadi* 
materlcbe, obe non 11 fiinoiullo o Taofflo arrivato alia. plena. matoi^itdt e 
aoprattntto aUfr Teecbif^a. In coadizioni; eguali d'et^, la denna a'accH-*^ 
mer& p!i!i facilmente deiruomo, e< IHmmigrante di baona salate pv^ del 
malatiecio e debole, sebbene sotto questo rapporto la cosa non avyen- 
gono ugualmenta per tntti 1 temperamenti e per tatte ie eostltuaioni^ 
Infine colai cbe adatter^ 11 soo regime alle esigenze del naovo (dimsi 
trionfbrit del danni risoltantl dalla in8alabrit& di questo, meatre le pidmir 
Tltttane aaranno sempre coloro obe Intenderaaao continaaro' nolle abl-r 
tndini ed asanze del loro paeae natlTo. . 

Gib premesao, 11 Legoyt passa in rlTiata tntti i latti pld imporVaatI 
4ibe:4»i. sifeviseo&o airacoliinaai0Bto degli Boropei nellaTai*b) regioni del 



d'aktropolo6Ha 71 

glbbo. Teniamo nota a bupa oonto che ancVegli confessa come in Al- 
geria (e poteTa aggiungervi i dati per la- Tunisia) g\i Italian! piii dl 
tutti gli altri popolf , poi in seconda flla i Maltesi e gli SpagnnoU si 
8}ano acclimati; fnvece i Francesi presentano an tenaissimo movimento 
demograflcOy giacchd la mortality d in essi pre98ochd uguale alia nata» 
Ut& (99,06 per Ojo), inentre fra i nostri compatrioti vi d an* ecoedenza 
notevolisflma delle nascite snlle i^orti (72,54 morti soltanto contro 100 
nascita).vi Tedeschi non resistono al clima algerino, e menp ancora dei 
Tedeechi tnttl gli ajitri popoli Earopei, oke offrono eotto 11 clima aifri- 
cano an*eccedenza spaventoBa della mortality sulla natalit^^ I Giadei e 
gli Italian] presentano pare in Algeria la minore proporziona di morii, 
clod solo 2,90. e 2,96 su 100 abitanti, mentre i Francesij danno il 3,64, 
gli Spagnuoli il 3,75, i Maltesi 11 8,74 e i Tedeschi il 5,05. Notiamo an- 
cora on altro fatto cba nelle proyincie di Costantlna e di Orano V ac- 
climamento degli Itallani 6 piiH oompleto che nella provincia dl Algeri : 
i Francesi non presentano in eceedenza delle nascite sulle morti che 
nella sola provincia di Orano : in tutto il resto deir Algeria le nascite 
non hastano a scoprire i vapti prodotti dalle malattie , dimodochd la 
popolazione franoese dell* Algeria non aumenta che per mezzo dellMm- 
migrazione. Nd possiamo dimenticare che la mortality del nostri com- 
patrioti in qaelle regloni d maggiore di quelle degli altri popoli : gli 
Italian! hanno il numero minore di nascite illegittime, un numero anzi 
che d appunto la met& di quelle dei colon! francesi. 

Riassumendo le conclusion! deirAntore, no! possiamo dire che la 
maggior parte deir Africa 6 inabitabile per la razza Europea, eocetto 
nei punti molto distant! dalle coste ed assai elevat! sul livello del mare. 
Vi d an solo esempio di perfetto accUmamento degli Europe! neir A- 
frica, ed d qqello degli Olandesi al Capo dl Buona Speranza. In Algeria 
r accUmamento pu6 considerars! compiuto per gli Spagnuoli, Italian], 
Maltesi e Giadei : incomincia ora (?) per i francesi , mentre d ancora 
negatlva per le altre nazion! Europee. 

In Asia il soggiorno neir India, almeno neir India inglese, d fatale agl! 
Europe! anche incrociat! colle razze indigene. La sitoazione d meno 
cattiva a Geylan. Dell* India francese (Pondichery) sembra che 1 creoU 
t! si mantengano ma senza prosperare. La Cocincina d fatale alle trappe 
deirarmata francese, e lo dev'essere perci5 anche alia popolazione bor- 
ghese. 

In America Tacclimamento d complete negl! Stat! del Nord, nel Ga-.. 
nad& e in tutte le part! dell' America inglese : anzi i caratteri della 
razza anglo^sassone vi si sono modiflcati al panto da dare origine ad , 
una razza speoiale, che presenta ora una straordinaria affinity col suo ' 
clima, ed un'energia ammirabile nelle forze flsiohe e mentali. In quantp 
agl! Stat! del Sud,i document! sonopoco precis!. Nell* America del Sad 
e del centre rinamigrazione Earopea si arresta specialmente nelle. citt^:. 
i Tedeschi prosperano nel Brasile, ove col concorso del governo arrw 



72 RIVISTA 

yarono a fondare colonie stabili : la Gaiana d micidiale al Fraacesi e 
probabilzneiite ancbe agli Ingksi. Quanto agli Italiani essl si sodo ac- 
dimati (sebbene 11 Legoyt lo taccia) negli statl della zona temperata 
deir America meridionale, clod nella Argentina, nel Paraguay , nell* U* 
ragaay e meno nel Chili, Gil Spagnaoli si 3ono poi acolimati dapper- 
tattO| perfino nelle Antille. 

L' Oceania presenta la meravlgUosa salubrity del continente austra- 
liano e delle isole vicine: fra poche decine di anni la razza inglese vi 
sar^ perfettamente acclimata. Cos! pure la Nuova Caledonia sembra 
fornire ai Frances! Tunico punto esotico ove essl possano adattarsi alle 
oondizioni d'un nuovo clima. 

Dblaunay. — De Tegalitd et de Tinegalit^ des deux sexes. 
{SulVeguaglianza e ineguaglianza dei due sesH), In: Revue scienti* 
fiqu^^ 1881 1 2.® semestre, pag. 304 e seguenti. 

Idem — De Tegalitd et de rinegalit6 des individus. {SulVe- 
guaglianza e ineguaglianza degli individw). In: Ibidem^ 1832, 1.^ se- 
mestre, pag. 621. 

L'Autore si h proposto da molto tempo di riunire in una sintesi ta- 
lora ardita, ma pur tuttavia basata sempre sui fatti , tutte le nostre 
conoscenze intorno alle variszioni indivlduali morfologicbe e fisiologiche 
della specie umana e nello stesso temi)0 di dimostrame IMmportanza 
dal punto di vista della antropologia generale. 

In un primo lavoro il Delaunay studia le differenze sessuali, ed eceo 
quail sono le principali conclnsioni cui egli arriva. 

La preponderanza del sesso femminile sul maschile non trovandosl 
cbe imcerte specie o razze inferior!, e nei fanciulli delle razze supe- 
rior!, denota un grado inferiore d'evoluzione. 

Ci5 avYiene pure deireguaglianza fra i due sess!, la quale non si os* 
serva che negli indiyidui poco aranzati nell' evoluzione ; nelle specie e. 
razze Inferiori, negli adolescent!, nei vecchi, nelle classi sociali infe- 
rior!. 

Al contrario la preponderanza del masohio sulla femmina rappresenta 
una fase superiore dell'evolazione, perchd caratterlzza le specie e razze 
superior!, Tet^ adulta e le classi elevate. 

Dal punto d! vista morale come dal punto di vista fislco, Pevoluzione 
sembra procedere dalla preponderanza del sesso femminile a quella del 
sesso maschile, e la uguaglianza dei due sess! sarebbe ia transizione na- 
turale fra le due fasi estreme deU'evolnzione. 

Un secondo scritto si oocupa delle dlfferenze indivlduali eonsiderate 
senza riguardo al sesso. Passate in rivista raplda e concisa le preoi- 
pue variety dipendenti dalla specie, dalia razza, dal sesso, daireUi, co* 
stituzione, alimentazione, ecc, ecco come conclude: 

Sarebbe importante, egli dice, di mostrare come nnegnaglianza d do- 
vuta alio sviluppo pitji o meno grande di certi caratteri di superioriU 



D^AMTROFOIiOaiA 73 

che i^pioono 8ao(mdo ua dotermlnato ordine neUe differenti fast della 
eyoluioBe. Qoestl irradi diverai di evoluzioae 8ono T origine dello di* 
•tiiiiiAni stabilite fra la ooatitazioni e le et& o fasl dl svilappoi le qaali 
aono pi^ nnmerosa negU individal saperiori che negli iaferiori. 

Ib riasaanto regoaglianza flsica, intellettaala e morale caratterizza gll 
iadividai inferiori (specie , razze, e yarietii iaferiori^ donne, fanciuUi, 
deboli di spirita e di oorpo). Al contrario rinegaagUanza s^osaerTa ne* 
gh individai zuperiori o arrivati al termine della loro evolaziooe (zpe- 
oiei rafsze e yarietii elevate; aomini, adalti, indlvidai forti e intelli- 
geuti). 

L^evolazioae aaoendente precede adaaque daU*egaaglianza airinegoa- 
glianza, ed d favorita da tatte quelle circostanze che anmentano la na- 
trizione : ciod ralimento abbondante, reseroizio fkinzionale, eco. Al con- 
trario revolazione disoendente o retrograda 6 caratterizzata da an rl- 
tomo aireguagllanza che zl osserva nolle specie In via dl estlnzlonei 
neUe Tarietii o class! degenerate e nel yecchl 

Db SoLAyiLLB. — Les gmndes long^vlt^B. (Le grandi longevUd). 
In : Bewte sdentiftque, Ann^e 188i, Tom. XXVIII (II de la III Sdrie), 
pag» 176. 

Artlcolo molto Interessante^ nel quale si contengono oariose notlzle 
intorno alia longhezza della yita ragglunta da alcunl aominl straordl- 
narli e intorno alia presenza del centenarll fra le yarie popolazlonU Ci 
oontenteremo di spigolare qaalche fatto del piii spiccati. 

La qaestione se Taomo possa raggiungere e sorpassare Tet^ di oento 
anni d degna dl attenzione,tanto da parte degll statistic! e antropologl 
ohe da parte del medic! e flsiologi. Secondo 11 BafTon, V nomo poteya 
considerarsi come adulto, oiod come nel sao complete syilappo, al 16.^ 
anno dl yita ; Buffon daya pel all^esistenza umana una darata sestapla dl 
questo tempo, c!o6 76 anni. II Flourens fi8s6 a yentl anal lo syiluppo 
oompleto dell*aomo e a cinque yolte questo tempo, clod a 100 anni, la 
durata deiresistenza fUiotogica umana: Petit del massimo syiluppo po- 
trebbe stabilirsi, secondo lui, dalla saldatura delle eplfisi colle ossa. In- 
iSitti il cavallOy che presenta qnesta saldatura al 5.^ annoi yiye in media 
yentlcinque anni ; 11 bne, che 1* ha al 4.% ylye yenti anni ; il gatto, che 
pit precooemente Toifre al 1&? mescy non sorpassa d' ordinario i dieci 
anni di yita. Da oib Ja condusione che, se Tuomo muore prima di rag- 
giungere il limite flsiologico deU'esistenza, d perchd < rhomme se tne 
pldtot qull ne meurt, » 

Altri flsiologi sono statt anche pid corrlyi ad allungare la esistenza 
umana : 11 Berthelot citaya in proya 11 ylaggiatore Delahaye, che diye- 
nuto padre a 70 anni, ylyayi^ fine a 120, perchd era state tardo nel sue 
syiluppo. L' Haller ha soatenuto che r uomo pub yiyere anche due se- 
4M>li (?) : r Ha£dland non troyaya strano che V uomo yiyesse al di Ut di 
120 o 150 ansi# e rHnfelandf in un Ubro conosoiuUssimo intitolato Ma* 



t4 iftVlSTA 

HfrdbioM^ e stankpato fn pift adfzfdnf In tntte Id lingne del mondo, totip> 
ponendo' cbe Yixomo'tH STf lappa lino al 25.* anno, ammettera posafbil^ 
dhtf fetM&ntB dnrasM otto Tolte tanto, cio6 ihio a 200 annL Molti 8!i«-^ 
tori tedaaehl, fra cot fl Karap, il Basclinef, fficono lo ttoSBO. 

Mono ottlniisti sono gli ingieai, tn f qnali il flsiologo Gardtaef; adei- 
tando 11 ppinolpfo della mirara delta eaisteDsa niOBna aeeondo la dorata 
d^ periodo di formazfoney sottfeiie ehe la dorata ddla vita Taria fhiM 
e 106 anni, ^accbd il periodo erolutivo Taria fra 18 e 21 aaiii. Ma egll 
non erode ebe posaa mal I'oomo raggiangere I'eta-limite, aceordandoei 
eol 0>rnewal Lewis ehe pare non ammette per provataresietensa del 
eentenaril* Anebe U Thomas , eombattendo la dottrina della longevitlt 
nmana, rieorda an fndlTidao morto nel 1870 in et& dl 102 annf, e seriTe 
enere qaello Tanieo easo measo in Inee dalle aecnratissime inebieste* 
fbtte* daHe toeietft inglesi per 1' assfenrazione della Tita. Tnttavia an 
altro aotore iagleeoy il Thompeoni sostieae ehe la grande nirit& dei lon^ 
geyi eentenarli secondo le Gompagnie d*as8icarazione non ha alcnn Ya* 
lore, giaecbd i casi di centenarismo si trorerebbero piii specialmente 
nolle elassl inferibri delle^soeietk, eome fra gli agrieoltorf, ebe non hanno 
molta proTidenza e non si assienrano la vita. 

Ad onta perb di qaeste negatiye, noi sappiamo dalla storia, dalle cro- 
naebe, dai giomali, dai registrl mortaarii e dalle statisttcbe ebe in tntti 
i' temp! e in tutti i paesi si ebbero esempii noteyoli di longevity, e ebe 
afteani individni poterono Tivere oltre at 100, ai 110 e perflno ai 120 annl. 

Neirantlcbit^ sono eelebri fra i eentenarli molti moralist! , fllosoff, ' 
poeH ed artisti, di eni Lnciano ed altrl aatorl greci oi hanno lasciata 
la biografia. Solone, Talete, Pittaco, Epimenide, qaattro dei sette sapient!' 
della Greeia^ ayrebbero snperato i 100 annl ; anzi Plinio assegna ad ' 
Eflimenide Fetfii di 154 annl. Aristaroo, poeta tragieo, mor! di 100 anni ; ' 
Oratilo d' Atone, poeta eomieo, di 99 anni ; Sofocle componeva V Edipo ' 
nel sao centesimo anno (forse per mostrar yana la eredeoza ebe Testro' 
poetieo sia proprio deiretft gioyanilet): Demoerito, poeta satirieo, moriya' 
a 109 anni; Gorgia, dl Leonte, a 106; Isocrate, il grande oratore, rf' 
laseib morir dl ftimo a 99 anni, e anebe Ippoorate, il padre della medi* ' 
etna, mori di 99 anni. Teofrasto fllosofo yisse 107 anni ; Gleanto d'Epiro 
100 anni ; Gieronimo di Rodi, storieo, 104 anni ; Galeno, altro fondatore 
della medieina, staya per oom^re il lOO' anno qnando roori; Demonaee^ 
fllosofo, si lasei6 morir di ietme a eent' anni. Anebe lo soaltore Bafbncro 
sarebbe morto oentenario. 

Fra i Romani, Gioyenale, Qainto Fabio Massimo>, Torenzia moglfe df- 
yopslata di GieerodO morlroao eentenarli; Tarrone yisse^98 anni; ma 
il noteyole si ^ ehe nolto donne ragglongeyano anebe altera an'etii straor-'* 
dinaria. Marzialo riporta Pepitaflllo d'ana yeecbia morta netret^ favolosa 
di 20O anni {%% ma per eitaro fiiAti ben aeeertatati , la eomraediante 
Lacla la nayieeili^a Galeria di^ennero eelebfi peroh6 non morlrono' 
ebe complaio il 104* anno; ana Claadla, m^ ' natore Aosilib,' 



D*AlfTX9P0I#DajA 79 

ETreUba aniioTisaoto 115 aiiiii4 Rlegone; d^ uaUasaii opamJDff Ipngmtxit 
Felenoo di.llT centenarii moctlin diveno epeolie neir Impure Ramaoo^ 
e quaada aptto Yespasiaiio sloperdil oenaimeoto deir Impevo (Aii«o.74 
d. Gr.) B\ trovaroQO la ana aola airooaerisioiie ammiiiMratiiva, V ¥111% 
74 ^antanarii sempUal; 114 IndiTidoi da 100^ a. UQt anni; daa da i 10 a 
12&; quattro da 125 a 130; qoattro da 130 a 136; tre finaUoeota da 195 
a 14Q (?)« Ma ^ a obiedarsl ae qiiaata paraoyne &ob« avavaao qaaleko in- 
taresse a dichiararsi cosl longayj. 

> yenando all*epooa moderna, d tA preaauta prima la Francia4o>ya, aa 
l#i naacite sono proporsionalmente in minor niimaro che iiagllaltrLpaeai» 
la dnrata madia dalla vita d invaca piii langa. Non ai poaaaggonadati 
ricnri anterior! al 1700: d'altra parte ia una qnastiona dl eti, oc* 
corre fondarst antdocamanti aatentici, i qaali maneano maHo spaaao*, 
Tnttavia ha ragione Da Solavllle nel notape obe, aaolia ia manoaaaav di 
prove dooamentate, la sola notorietlipnbblica d'nna vita oltsemodo langa 
^ nn indizio presantivo per la, veritii dei fatto. In generale ia tampe* 
ranaa d il carattere oomana ai longevi : di atrano par6 che fra i oentenatj 
del XVIII aeeolo ai incontrlno due abbriaooni. Gitiamo del centenarii 
franceai i segnenti esempj. 

n diptomatieo De Vignancoart morto a 108 anni nel pieno eseroiaio 
deile sue Ibnzioni ; 1' avvocato Laroqua d* Agon e IV aw. Gosta di Bor- 
deaux morti a 111 anni; Taw. Gr6via di Pont«rEv6qae a 107; ii ael- 
la^o Herbelot, obe nel 1714 nell*et& ben ooaatatata di 114 anni rioevatta- 
ana pensione da Luigi XIV ; Colbert, fipatello del gran ministro, morto 
a 104 anni; Fontenelle a 100 anni; Mabiilon^ membro deli*Aocadeaiiay 
a 106; la marobeia di Balestrio, celebre pei saoi versi e per la sua vena 
satirica, a 117; Madama Lnllin che & 100 anni riceveva an madrigaie 
da Voltaire; la celebre cortigiana Ninon d*Bnclos morta a qnaai 100 
anni, e cosi V altra non men celebre Marion Delorme. Air assemblea 
nazionale, ii 28 ottobre 1789, venlva presehtato an ihdividno di 120 anni. 
Nel secolo XIX sono faoiosi il medico De Beaapin, morto a Ghatean- 
briant in et& di 117 anni; egli'si eta rimaritato' ad 80 anni e avava 
avnto nnmerosa figlinolanza (?) ; il dott. Dafoarnet' di Parigi, morto di 
110 anni, inaritato a 80 anni con ana giovane di !S5 e padre fortanato 
di due figli ; an pensionato' milltare Haet, decorate nel 1822 in et& di 
117 anni; D*Ornois, erndito di Roaen, morto a 105; MoDgeot| profes- 
sore di matematica, a 1(3 anai| con facoItA iateilattaall Integra; il ce- 
lebre Becquerel, nato nel 1778 e morto nel 1878^ oasia ali*etft di eenttf 
aani preeisi. 
L* Infrbllterra sarebbe, seeondo il Tbompson, la terra del eentenarii- 
no "solo- XYIl surebbe viasuta un contadino flna a 179^ 

T ^za vanne aotterrate a Weatminafcery la dove qna^ 

?arlo Darwin aceanto a Newton a a Liwingak^ f 

igleae famoao, viventeancora nolle kadisioHi pa** 

enkioa, morto a 17^. anni. Anebe Baoona da Ve^^ 



76 xrnsTA 

ralamio ammette chd raomo possa ragginngere TeU di 150 e 160 anni 
auonatu Ma il piii celebre esempio di loogevitii ereditaria d qaello delU 
fkmiglia Parr: vi 0i oontano pareoohi centenarii di 120, 125, e perfino 
130 anni. Uno di essi morto a Birmingham nel 1770 a 120 anni aveTA 
Tisto sotterrare centoquarantaqoattro individai della sua famiglia, per 
ooi non avendo pii)i eredi la8Ci6 tatto il suo per opere di beneficensa. 
Un eerto Jordan d^ Edimborgo aarebbe morto nel 1775 a 131 anxd. 

Ma nel nostro secolo, dove i documenti statistic! sono meglio tenuti 
e pi& seyeramente consnltati, questi esempii di straordinaria longevitii 
flono divennti rari. In IngMterra la Tita militare d, come altrove, con- 
dizione favorevole a Innga vita: cosi pare la professione ecclesiastica* 
Nella famiglia di eerto Hingham , paatore evangelico che contava 103 
anni airepooa della sua morte, erano esistiti altrl dae oenteneriL 

L' Autore non si estende su altri paesi d' Europai ma dice ohe le sue 
ricerche gli hanno rivelato che ovnnqne , senza dlstinzlone di razza o 
di olima, esistono individai eentenarii d*ambo i sessi, pressoohd sempre 
nolle dassi medio o inferiori delle society quaiche volta anzi nolle classi 
indigenti. Egli conclude il sdo lavoro riportando qnalohe date statlstico 
deannto dai censimenti Earopei degli nltimi anni. 

Sopra 21:^940,376 abitanU d' Earopa si sarebbero veridcati dal 1869 
al 1872 ben 79,859 individai di eih saperiore ai 90 anni, e 3108 d' et& 
aaperiore a 100 annU La longevitii d pid frequente nella donna ; fr a gli 
individai centenarii il vantaggio del aesso femminile d di circa il 00 
per IGO. Dalle statistiche mortuarie si rileverebbe poi che, facendo eguali 
a 100 tntte le morti, gli individai di et& saperiore a 90 anni sarebbero • 

nella Gran-Brettagna 9,73 per 100 

Svezia 7,39 » 

Francia 0,58 > 

Belgio 6,07 » 

Svizzera 6,00 » 

Olanda 4,47 > 

Italia 3,76 » 

Baviera 3,42 » 

Prassia 3,00 » 

Aastria 2,61 > 

Di gaisa che in Inghilterra, a' avrebbe 11 namero pid alto di veoohit 
poi in Svezia e in Francia. 

Sarebbero a riceroarsi ora qoali caase inflaisoano a prodarre la lon- 
gevity amana. Un eerto namero di centenarii hanno fiBitto oonosoere ii 
loro regime di vita. Malgrado qaaiche rarissima ecoezione , conviene, 
oome dieemmo, mettere in prima fila la temperanza, la sobrietii • la 
regolaritit delle abitndinl; vengono insegaito Tereditii, an benessere re- 
lativoi I'assenza di forti e frequenti emozioni, 11 sogglorno alia oampa- 
gna, inflne resercizio d'ana professione pacifloa e salabre. 



d'antropologia 77 

Delaunat. — M6thode poor faire la part de la race et du 
nillea. (Metodo jper disHnguere Vinfluenza della 'razxa e delV am* 
tfiente). Nei CompU rend, de VAssociaHon frang. pour Vavancemeni 
des sciences, session de 1883). 

n metodo d abbastanza semplioe e pub riassumersi nella proposizione 
seguente : 

« Ogni carattere distintivo presentato da una yarietii di aomlni 6 
impntabile alia razza , quando non esiste negli altri esseri o individai 
sottoposti alio stesso ambiente; d inyece impntabile airambiente, quando 
si inoontra in tutti gli esseri cbe yivono nolle medesime condizioni di 
vita. > 

BiDoo. — Osservazioni sul oolore del oapelli e degll ooohi. 

(Bulletins de la Society d'Anitrop^ 1882, sedute del marzo). 

II B^doc ha notato in pitk paesi il colore dei capelli e il colore e le 
dimension! degli occhi, e fa in proposito qnesta slngolare osseryazione 
da lungo tempo si d constatato neiringhilterra che le donne erano in 
altri tempi piiH blonde che oggigiorno. Rayvicinando tale fatto con 
Taltro da lai yisto che il color brano era pii)i frequente f^a ie donne 
maritate, si pub yedervi un esempio evidente della selezione sessuale 
scoperta dal Darwin negli animali e specialmente negli ucoelii, e che 
seoondo 11 celebre naturalista, potrebbe anche spiegare Torigine di m olte, 
se non di tntte le razze umane. II B^doo ricorda inyece come nel Fi- 
nistdre piii le donne sono di capegli giallastri o scolorati , e piil facil- 
mente troyano da maritarsi, dimodochd nei dne paesi la elezione ses- 
snale ayrebbe un effetto opposto: nel prime farebbe crescere 11 no- 
mero delle donne brnne, neU'altro quelle delle blonde. 

{fiontinua): 



Jl IHrettore e Qerente responsMbile 
Prof. JL Corradi. 



18 

IMCE DELLE MAT£Rl£ 



RIVISTA DERMO-SIFILOPATIGA. 

del prof: DOMBNICO M&JOOCHI di PiTmi. 

1.* Parte dermatologfca. 

Scarenzio — PrutUo e prutigine — pag. 4. 

Breda — Anaiomta paiologiea del tupus kuHngeo *- 4. 

Unna — Contrtbuzione alia patoloffia delle unffkie — ^ 

Gnyot — SulVAinhum — 6. 

Saohard — VAinhum — 6. 

Bemier ^ Un caso di eruzione bollosa dovuta al foduro di potasHo, 

— Un caso di eruzione aniraooide dovuta al medeHmo agenie — 7. 
Unna ^ Bxfoliatio areata palmae manue et ewfoUaUo areata Unguae 

— 7. 

De Lnoa — Sulla Xantama a grosH nodi ^ 8. 

Breda — La trieoreesi nodosa — 9. 

Giber -— II batterio del pemfigo — 11, 

Comil — Noia sulla eede dei batterj neUa lepra e suUe Ueioni deg 

organi in questa malattia"^ 11. 
Vldal — Delia piOrUui cireinata o marginata. — Descrizione da mo 

micoderma X^^icrosporon dltpar) — IZ 
Hass — Identitd dell'erpete ionsuranie e delia pftiriaH cireinata'^ 13. 
Majocohi — EspeHmenH fiskhpaiologiei eolTdUo di eroton tilium nei^ 

Verpete toneurante — 14. 
Baehner — Osseroazioni critiche sulla etiologia deXCArea Celsi — 15, 
Schnltze — DeUe teorie suIVArea CelH — 16. 
Majocchi — Ricerehe nUcroecopiche euUa pelle deWArea CelH — 17. 

2.® Parte alfilografioa. 

Rasori — Sopra una complieanza non comune della blennorragia — 1& 
Oourgues — Del permanganate di potassa e del euo impiego in ie- 

rapeutiea, principdlmente neUa blennorragia — 18. 
Taylor — 2>ella cur a abortiva dei bubboni mercd deV aeido carbo- 

Uco — 19. 

Becchini — Contribuio alio studio delta sciatica blennorragica — 19. 
Marti nean — n mierobio della zifiUde — 19. 

PetrowBlLi — meerea delC influznza dei proeessi febbriU acuti suOa 
ei/Uide^20. 



7» 

RoUet ^ StgU wUiOu focQlai deOa sifiHOM € dOTariffine amsrietma 

dOTepidemid da Meolo XV — 20. 
Malasses e Reeltfi -* SlOte luioid MMtyfete dOM ttfiUde dH «r- 

jtfeolo — H. 
Reolus — JMla nfiUde del tesHeolo — 22. 
Majoedii — Rieerehe UUhpojMoffiehB nOla endb*arieriie e |ier»*-arCf- 

riie net si/Uoma del peHaio aeeeo, iermmaiUe ^eelia perforasiome 

-22. 
•earlier — Shidie euUa eiflHde pt^monrnte — 21 
Wagner — Let eifiKde eoUUueitnuOe e le afpBMkmi del rene — 24. 
Cohadon — Cominbusione aUo etudio d^aUm miHmr ia ehe owime diH 

ranle U eono degli aeddenH eeemdmj — 21 
PeUinari — Beinfexione HfiUUca in due cof^itgii'^ 25. 
Sturgis •* Bemfeekme eifiKitea — 2S. 
Seareniio — Cato .di rebefexUme eifilitiea — 26. 



RIVISTA D' ANTROPOLOCrIA 

IN KELAZIONE CON LA MEDIGINA E L'IGIENE 

del dotL BNRIOO MQRSELU 
profetsOTB di diniea deilo mlettio neatali In Torino 

I. — Graniologia. 

Topinard — La mietira deBa c qpa e it d del cranio eecondo i regMri 

del Braea — 29. 
Sfliimidt — SoBa deietuUn aMhme della espocAtt del eranio — 3L 
MaaoaTrier — Bieerehe dTanatonda eomparaia e d^anaiomia filoeofiea 

eai caraUeri dei ermuo e del cerveUo — 32. 
Ranke — Sui eranj deUa popolasiOHe rttrdle deifanHea Baviera — X. 
Oegeitbaiir — SmUa parie faedaie delFauo lagrimaU MStwnao — 40. 
Anoatchine — 8a dleane anomaUe dH eranio amano^ eon epedale ri^ 

guardo alia loro frequensa neUe razxe : 1.* Anomaiie del pie* 

rioa; 2.* Quo degli Jneae; 3.* Satura framede — 41. 
Regalia — QU angoHi daU dai goniometro facdaie lateraJle eono da 

eorreggere — 50. 
Sergi — Vangolo faeeiaU e un nnooo goniometro — 51. 
Ugolini — La eogtmzione e lo etudio dei pofigoni craniei — 51. 
Bono — Del rapporto fra la fbrma del eranio e la refraxUme octi- 

lar«^52. 
UgoUai — AnomaUe ntH eranio dei mamndferi — 53. 
Merkel — ConMbrnMo atta eonotcensa deUo evitappo poetembrionaU 

^W eronto umano — 51 



80 

II. — Antropolcgla anatomioa e oompamta. 

Manonvrier — InUrpretoMione del peso deWeneefalo ^ 56. 
Topinard — 11 pew del cervello secondo le annotazioni di Paolo 

Broea — 57. 
Lays — • Coniribuzioaiifi alio etudio d^una etaHetica e%^ peso degli emi- 

sferi cerebrali — 57. 
Garson — La pelvimetria — 58. 
Testnt — Stdle anomdlie musoolari deWuomo spisgate eoltmatomia 

comparata e suUa loro importanza in antropologia — Q2. 
Broca — La torsions deU'omero e il tripomeiro — • 62. 
Ghadzinski — Contribuzione aUo stiidio delle variazioni musoolari 

nelle razze umane — 64. 
Ledoable — Nota su alcuni musooU comuni agU animali ed alVuomo 

— 65. 

Chadzinski — Anatomia comparata delV ourang-outang e delTuomo 

— 66. 

Anderson — / capegU riceiuti e i follieoU curvati della testa dei 

Negri — 67. 
Bertillon Ad. — ZMapplicazione pratiea dManiropometria — 67. 
Vincent — Sulla persistenza delVosso centrals nel earpo umano — 68, 
Banning — StUla misura eomparativa delta lunghezza delf intesHno 

nelVuomo e negli animali — 69. 

III. — Antropologia biologioa. 

Legoyt — - Le influenze del clima sulla vita degli wmini e delle razze 

— 69. 

Delannay — SuiPegudgUanza e ineguaglianza dei due sessi -* 72. 
Delaunay — SuWegiMgUanza e ineguaglianza degli indiioidui -« 72L j 
Bo Solaville — Le grandi longevOd — 77. 
Delannay — Metodo per distinguere rinfluenza deUa razza e deWam- 

Uente. 
B6doc — Osssrvazioni sul colore dei eapegli e degU oeehi — 77. 



RIVISTA D' ANTROPOLOGIA 

IN RELAZIONE CON LA MEDIOINA E L'IGIENE 

del dott. ENRICO MCmSBLLI 
profssaore di Clinioa delle malattie mentali in Torino 

(Gontinuazione • flue. — Vedi ftuiei^lo preeedeote, pag. 77 )« 



IV. — Antropologia patologtca. 

Amabbi. *- La oapaoltft del cranio negli alienati. (Nei Rendi* 
Gonti del X Congresso medico di Modena^ 1882. Vedi Itiviata di fre- 
niixtridj. 

^ L' Antore ba fatte le propria rioerche nell* Istitato psichiatrico di Reg'* 
gio, il quale contiene la pitii ricca eoilesione di cranj di alienati ehe 
eaiata, almeno in Italia. Yi sono raecolti i teeohi di tatti gli alienati 
morti negli nltimi anni, e di ogni individno si conoscono i piCi minnti 
particolari. Le cabatare prese dair Antore furono oompite sa 475 cranio 
195 nomini e 280 donne appartenentl in massima parte alle proyincie di 
Reggio e di Modena, e col metodo di misurazione insegnato dal Broca 
e dal Topinard. 

Per porre in rapporto qaeste cifre con quelle deiruomo sano di mente, 
V Autore si serve della capacity del craig del {Maseo nazionale d' An- 
tropoiogia di Firenze, osservando per6 cbe queste sono probabilmunte 
troppo piccole, non tanto pel metodo di misnrazione asato, qaanto per- 
chd la capacity del crani modenesi e reggiani normal! d an po^mag-* 
giore di qaella degli altri Italian!. 

La media generale dei sani d di cent. cub. 1474 per gli uomini, e di 
>316 per le donne ; pei pazzi d di 1544, per gli uomini e di 1341 per le 
donne. Tale differenza rileva anche meglio nella disposizione seriale. 

II massimo di individui d dato pei sanl dalle capacity di 1400 a 1450 
cent. cub. ; pei pazzi da quelle tra 1500 e 1550. Le capacitii grandl dt 
1050 cent cub. e piii si trovano nella proporzione tenue dell' 8 per 100 
tra i sani, ma nei pazzi in quella del 18. 

Nel rapporto tra i due sessi mostrano i pazzi una distanza maggiore, 

dovuta pill all* eterogeneit^ degli element! cbe si confrontano, che non 

ad ana maggiore differenziazione sessaale degli alienati, cbe sentona 

anzi, meno della norma, 1' influenza del sesso sal cranio. Sotto questo 

Bteisea. 



^2 junsTA 

Eapporto 8ono tra loro pid. yicioi gli epilettici, poi i maniacli i pella- 
grosiy. i melaneonioi, gli imbecUlU 

Rigaardo alto forme mentali il basso della scala h tenuto dagli <m- 
9eeiUi e dagli epileMci^ ii somino dai meUtneonieii staaBO in meszo I 
peUagroH ed i maniaci* 

Amapbi. — Sulla CSraniologia degli epilettioi. (Ibidem). 

1/ Aaiore staii6 in 30 teschi del Museo-oraniologico del Frenooomio 
di Regglo e ia 70 ricoveratl del Manicomlo di Imolat Id condizioni morr 
fologiohe del cranio e della facoia degli epiletticii considerando col La- 
sagne oolo Quelli in dai V epilessia d come una malattia dl sTllappo • 
appare tra i 10 e 18 anni. 

II Las^ne asserisce, in questo grappo di epileUici» costante 1' asim- 
metria della faccia, che secondo lui d dornta a quella della base del 
cranio ; la ^nale^ perch^ porta aaco la deformity del foro occipitaley sa- 
rebbe la causa prima del morbo comiziale. V Antore eaamina ancha 
oriticfunente queata dottrinay e da qnofto esama e dallo stadio diretto 
del <srani epilettioi Tiene alle segaenti condusioni : 

1.* Gli epilettioi, del grappo determinato qai aopra, banno crani aon 
capacitii. m^dia inferiore alia comune, a con pesot apeasore e compat- 
teeza delle ossa, superipri. 

2f^ Nella ^ran maggioraaza i orani epilettioi |iono anomali per forma* 
La de^rmitii piii comune ad essi h la plagioeefalia con coyrelaHpa dm- 
quM della faceia. B 1* Autore ne d^ una desorizione particolaregglata 
tanto del yiventey quanto del teschlo, che non d pos^ibii^ riassumer^ 

3.^ Ma qoesta forma non h caratterlstica degli epilettioi » perchd yi 
aono alcuni di questi che non la presentano^ e vi sono crarg obe la 
presentano e non farono dl epilettioi. 

4* X gradi di asimmetria della testa, che possono offrire indiyjtdai 
non epilettlci, possono essere cosi grand!, e i gradi di asimmetria degli 
epilettici essere oosi piccoli, che non d possibile stabilirne una diatin* 
sione qnantitativa. 

5.® Lo state della base del cranio non conferma le supposizioni too** 
riche del Las^uow La deformity epilettica non deriva da anormali si- 
Bostosi ; d una plagioeefalia piuttosto legata col racbltismOi con prea-* 
Bioni eateme oblique subite dalla testa, e con prooessi idrocefalfci. 

6.* II foro occlpitale in generale parteeipa airobliquit^ di tutto il cra- 
nio epilettlcoi ma non sempre ; e di piii qrani non plagiocefalioi o ad 
ogni mode di non epilettioi possono presentare fori baailari in vari modi 
e misure asimmetrici, obliqnii deform! come quelli degli epilettioi. 

7.^ II yalore diagnostico della plagiocefolia con relatiya asimjuiietria 
della fiiocia h grande, ma aon h assoluto. Le yarietii normali e qnelle 
degli epilettioi. costituisoono delle serie^ che rientrano le uae nelle altre 
% non ai possono per nulla nettamente distinguere. . 



^ Po&itowa&V. £- Cto' Itt dMomatloft du ^rdne daiis diflfey#iiilM> 
parties d« la Russie. (Sulla deformaMione del cranio nelle*diffirm 
pa^ diUa'tiuiHdY In: Bmut d^ Anthropology tMi^ p^. ttl , fodi- 
oolo 3.* • : ' - w 

A noto eome presflo alouDO popolasionl selvagge esista T art liiige'*^ 
Itre' dl deformare ariiflctotmebte ii cranio, aso ^he yige del vaMtf U4 
<^o in mezzo alia aoeielA civile eaPopea» come ne fanno fide ^le modtil* 
eiazloni arttflcfali cbe'le levattlot, le nntrioi e ie niadri di aleoee F#o« 
yincie 'franoesi prorocano nel^ cranio 4ei heonaitl' a bambini medianto^ 
la compressiohe di fasoie, di berrettio di maschere tpeeiall {dtSpAnUm^ 
Hon totaou9aine degW antropologl franceBi). Ora il PokrowalLy in 4ae<> 
ata nota preaentaia al Congresso antropologico di Mesoa (1679) ba il^^ 
iQstraio le defbrmazionl speoiall ehe ptrailoaao mil cranio aUmai' popoli 
d^la Russia; \' ' • ' ' >. 

Si aapeva i^k^ per i DaTori del Broea e del YircboWy ctafe in aieiiti^ 
ProTincte del Ganeaao qnesio nao Amolto diffaso, manoe baata: altre^ 
parti della'Rnssia offrirono-al Polcroiraky abitadlni oensiDtiii. Nel €aii<« 
easo Vnso era gilt stato aegnalato da Ippocrate e Strabbne : ineno ee«' 
noiielnta h la diflkisione di qaezio costume neUa Russia bfanoa^'e pressor 
V Lapponi del governo di Arcangel, a Ciflis* a Tartalihi, nel distrelio 
di Akaltzik , di Sygnaek e dl Deuohet , abitati speeiaimente da (|eor-* 
^iani e da Armeni, indne snlle rive della IJalka ore abitano priaol- 
mente del Greci, rAutore ba scoperto del metodi speeiali di deforma- 
Mione. Per esempidy in Akaltzik si dli'alia testa la-foiinna d'mi pope&e 
sviluppato nel sense. yerticaLe; sulla TJalka si stringe fortemeote ir 
testa del bambini fino al 12.* o. 13.^ mose, neUo scopo di impedlra eliev 
e^a inj^ossi, giaccbd Topinione yolgara di (juei paesl d obe'le teste 
piccolo siano pill belle e denotlno maggiore intelligenza. la reaUat 11 
volume della testa di quegli abitanti resta iaferipre a quelle delle vi-: 
eine popolazioni, ancbe di razza consimile. • 

Presso i Tartari del governo di Brivaa^ la bignorji Ostanewlteh ha 
osservato obe si circonda la testa del neonate con ovatta, rieoperta ft 
sua volta da on berretto o euffta abbastanza eonsidtente , mantenutst 
in posto da an fazzoletto fasciato tutt'attomo. Boggiornando A*a quel 
nomadif rillustre viaggiatrice potd constatare ehe la testa del bambini^ 
dapprima rotonda, va a poco a poco alhingandosl secondo il tipo ideaia 
cbe quel popoli hanno della bellesza, 

L*Autore descrive inoltre altri metodi di deformazione artificiale 4el 
cranio usati dagli Armeni e Tartari del distretto di Cheroura-Dala-^ 
queltz, dai Ooostiani , dai Massiilmani di JCarabatcb nel distretto dl 
Choachin; dagli abitanti di Dargbin nel Da^hdstan, dai Kapoutcbini^ 
Koumiki, Tchetzi, Salotowiit e Nogaii. Non d solo col mezzo di ber* 
rette fbaciatai^e cbe i popoli Caucasici defbrmano la testa: la forma 
delie cullCy la posizione «del bambino mantenoto sempre sal dorso meA« 
tre 6 in cqlle, produeono appiattimento deiroccipite. Le stesse Iform* 



H - WVISTA / i 

41 iOQlla gt troYAiio nel TartL^tam ia Porsint e generalmenta nolP Asia 
•Mtrale. 

Ma anelie nella Bnssia Earopaa a specHalmente !n Polonia » il Saka^ 
roff attesta d*avere sooperto eha nei distretti di Oournakalyari e dl 
Radomakt la leyatrioe tenia sempra di dare ooUa pressione delle mani 
aHa testa del neoaato la forma d^ana palla : qoando poi si yede ohe la 
tiNita non oorrisponde al tipo Tolnto, si ricorre anehe alle fleuBciatnre. 
Kella Russia bianoa aon si impie^ao le fasoie per dare alia testii del 
bambino ana forma determinata , ma per oorreggeme i possibili di* 
feftti di strattura ebe vengono in generate rilevati dalle mammane^ 
C^ede I'Aatere che In qnesta parte della Russia il oostame sla stato 
importato dai Polaoehi. 

Qaanto ai Lapponi* non sembra cbe il oostame dl deformare il eraaia 
sia diffaso fira totte le tribili nomadi : esse non d pratieato ohe per tra*^ 
dialoae da aleane fiamiglie o tribiOi. Qaando si lava la testa del neo* 
aato^ lo si copre in Lapponia eon an berretto o oaffia particolare € de» 
stinato a impedire Tenbrata deiracqua nel cranio e perelb Tingrossa- 
mento della testa >, giacchd i Lapponi preferiscono anch* essi le teste 
pieeole alle grandi. Questo pregiudizio singolare farebbe snpporre che 
Tidrocefalia sia in realty molto frequente in Lapponia: Infatti d noto 
che i cranii Lapponi hanno in generale ana grande capacity cranlana 
ed nn'estrema bracbicefalla, 

' Db MoRTitLBT G. — De la trepanation dea Grflnes pr^hiatorl- 
qoea {SuUe trapanazioni preistoriche). In: Bullets de la Society d'An* 
ihrdp. de Paris, 1882, sdance de 2 niars. 

11 problema delle trapanazioni del cranio che i nostrl antenati prei- 
atorici praticavano con carta freqaenza, come ne fanno fede le scoperto 
fatte negli altlmi annf| non interessa solo la etnologia e la sooiologia, 
riyelandocl strane asanze e superstiziosi costami ; ma tooca anche day** 
vioino la chirargis. Fa il dott. Pranidres 11 prime a porre in lace che 
nei cranii delle stazioni preistoriche esisteyano yere trapanazioni, seb* 
bene in qnelle epoche remotissime Paso del metalli fosse ancora ignoto, 
II Broea face ana serie di esperienze per ginngere a riprodarre sia sa- 
gli animali, sia sal cadayeri, an'operazione egaale, Egli pensaya che la 
perdita di sostanza Ibsse ottenata mercd an raschiamento prolnngato so- 
pra on panto della teca ossea messa alio sooperto, e per appoggio 
tale spiegazione citaya In appoggio la disposizione del bordi deiroriflcio 
che erano fatti a sealpello o a Inngo becco di flanto (en hiseau). Ma 
intanto si poteya obtsfettare, nota il Mortlllef, che fra gli oggettl prei- 
Stbrici si sono iroyate delle yere rotelle (Iroyenienti da cranii amani, 
spesso traforate e che eerto ayeyano doyoto servlre da amaleti o talis- 
manh II Broca rispondeya che forse y*eraiio doe modi di trapanazione : 
Fona fatta con raschiatara sal yiyente e in ano scope terai^eatico, pi^e- 
aisamente come si pratioa ancora da qaatohe iribii selyaggia ; e nil* al- 



d*aktropol6ou iS 

Ira, probabilmente connessa oon qnalehe Idea anpersUslosa e ehe at pra« 
ticava iol oadavere alio aeopo di proenrarsi roielie oraniolie porUita pol 
<oome amoloti. 

tl De Mortillet opina che le opinidni del Broea foeeero troippe aiso^ 
late, e-in appoggio del sao dire ha preaentato alia Social^ antropotogM 
H modello d^an pezso eeistente nel Maeeo dl LIsbonai sal qaale el potsoiul 
Yerifieare le tracele del due proceeeL Sembra che el eia eomlnelato ooV 
raechiare la enperflcie del pnnto preseelto, ohe si troyaTa nn po* al dt 
gotto della gobba parietale sinietra ; ma che in segoito el abbia eon an 
4atramento in aelce ecavato tutt'attorno an aoleo, che h rimasto Inoom*' 
pinto. Un altro peszo trovato dal Sonchet in on tmnnlo preistorleo def 
dlpartimento delle Doe-Sdyreg moatra delle inolaioni dirette, nette^ cir* 
conacriventl an qnadratox anob'esse non vennero terminate/ Per6 in 
qnesto ultimo caao Toperasione pare fosse pratSoata eon nno istromenta 
In ferro : difatti 11 tnmalOi ove fa trovato 11 craniOi d di nn*epoca rela^ 
tiyamente moderna. 

La Baron. — Iieaioxui oaaensea dm VBcmxnm pr^hiatmlqw^ 
{Leikmi ossee deWuomo ptH$Unico). Tkdie de Parity 1881. 

Una parte non pooo intereaaante degli atndii antropologioi aalle oaair 
nmane deirepoca preistorica d qaella che al riyolge a determinare le 
leaioni che esse preseatano, per poterle confrontare con le affezloni che 
aitaalmente trayagUano le nostre generasionL Noi abblamo ifih par^' 
lato sa qaesta Rivisia delle trapanaxlonl prelstorlehe e della aappoata* 
aifllidey che il Parrot dice ayer constatato aa qaegli antichiasimi ayansi. 
Oat donqne baaterii ricordare che il Le Baron ayendo rianite 121 osaa 
delle cayerne, del dolmens e del tamall della Prancia e deirAlgerUi hi 
▼erlflcato le traccie dl nnmeroae affezloni , sia doyate a caase dirette' 
tranmatiche, da a malattie speolall del tesauto osaeo » eia anche come 
lesioni secondarle dipendenti da qnalehe malattia generale , oppare a 
malattie delle parti yloine. 

La prima e pi& alcara conolnslone delUAatore 6 che in qnelP epoc4 
le ferlte erano eatremamente freqnentl , e che per lo pl^ gli nominl 
preistorlcl ai teriyano alia testa. Un* altra conclnslone desnnta dalle 
traccie constatate aalle ossa A che V nomo era antropofligo air epoctf 
della pietra. 

Qoanto alia alflltde, rAotove non osa pronanciaral declsamente : per6 
dice d*ayere constatato sopra nna tibia del dolmen dl Lery (Bore) nna 
iperostosl che j^ sembrare slfllltica. Moltl dentt presentano le ero«^ 
aloai che 11 Parrot dice d'origine aifllitioat ma che 11 Magitot mette in* 
yece in relazlone eolle conynUdoni deUMnfanida. 

L*Aatore ha pore troyato esempli di trapanasionl prelstorlehe , m4 
pift interessante ^ lo atadio delle Ihtttnre , che egll ha yisto 18 yolte, 
fra le qaali ben 14 preaentayano nna aaldatnra normale. Tre di qneste 
flratture ben consolidate apparteneyano alia clayicola, ed ana era nien-*^ 



$1 iv9JlWMI9^:iK\i 

tiliiaeiio <she iiM'frtfttum Intraeftpittls^ del famogt. Fm^ -|t«0itt e^m 
foa^oAO Temmeiitd pMMprie^ daUoido i^lo dall^opoei^^falUea- 

ditiamo inra le altre affezioni ossee atadiafe dal Le ^v«o^ da)la ^h 
triti Aragaenti, dalU ciatt del perioftie e delle eaoatoai del mtuiceUai^ ^ 
ap'altoraaiene del cyranio fo^jre conaeeu^Ta airoleeraiione del cuojo ca-- 
yellatoy ana aeolk>ai^ pii^ iperoatoai del oranloi unHperoatoal della tibia 
eerto aeeoBdaria ad un^aleera della gambat imareaBie della' roeea pe-n 
^aa, an eancro (?) del maeoellare .inferbjEe> ana ain^eUre eaoalopfc 
del cen^o della mandibela, eoc In.cpmpleBao, lapatologlade&aialevKit 
eaaeo dc^i uomlni preiatoriei em iigoale a qoella delle pre^eati 
yaiioal. ,....,•, 



/. ' 



, VtMiL -* Atrophia sdaile aymmetrlqnie daa parie^nz- .(^^f^ 
fa senile timmetriea dfi parietaU)^ In: BMeUmi^ laSode^, €iii^*, 
tmique de Parity sedata!del-l** la^lia i^ai*. . . r. 

L^Auiore ha oaaerVato apeaao del oasi di atrode aeniU aimaietK^ebe^ 
localizzate alia Y61ta del cranio, e ne preaenta alia Soelet^ anatomica 
daeietoalpli deeisiarL : ') v - ; i : -- . .• 

n prime craaio -ifketta ad aaadoana di (7J9 aaiii; al iiedeio aaai>-dii» 
^tecmi teto e al di fiioii: della regioae^ delL^e^e2lofl»,aa abbaaaaaaento 
ddlla tavola eatema |M:proii«Qoiaike: a dtaix« ,ebe: a eiaialra liiriMei 
da( ioiia ap^eie di ini^eaainMte od eiie.- tie futimi peetorteai anno iaaaii 
tnite iUiterate/atta (ert)Btaiio r tattera deHe.traoeie ;deUa jetAara aet<»n 
1^3 e lamttira e^reaark^ ^ dilatiatiyBaiaaa.- : :. 5 . : ; . > i:* < 
:. L^altro eaempio 4 molto aaalego al preeedeata: jaai«t0iai:da0 li^tt M?« 
PebQlif9i| aa asBpttigliam^nto 4el.pa?ieiale, pp4 f<}irt9'a deatoa eaiielie 
firi.eirceAd&to^ da an or)o Tilevato anf^ pUi ^ii|ei;tito. ^ (laeUo.rfal 
yriodo caae. Le aatave noa f^%9^ tutie obliterate v la^ tola iambd^idea ^ 
«9l^mpai*aaft i^a li^ aietoflea h tattora appareate in tatto il ;ano dtp* 
florae. ^ . . : . ^^ - ■> f» ■ ^ 

Qneate atrofie lateral! aembrano ayilapparai cf^teiaj^oaamaaieBto a 
per cod dire in mode parallel^: laa ti fatte piA itapfrtaate ^ ehe.ti* 
lieme con i*atrofla senile dei parletali eoineide in ambo i oaai ta P99- 
aiatepsa delle aatnre anteciori la ebiaaorpi della poateripri. Sope^din^ 
tae^e^nii ^ov^fial aella p^rte aatt^riore; Tecohl neUa poateiioaai '^ /: 

.: FoNi^N. -- Dli:<4Mpt|^a paiaerdf 4iAt87cjbiqi Vbaiium'^41^ 

^ia^e(UeHmg>-pa}p di ilaa^t). la: ifitfix. i^oa.^ Ant)w(^ ^.gevneefitsnW^ 
1981« ^4* aemeafare p. j52). ^: . , c . ? .^ 

, L'Aatpre ha iu?tato ,nei eran} di Nee^^aledoaoei delPiaala Km 
una curiosa anomaiia. Si tratterfbbe delPeaiateoiia d'Qa<P4J<9.4i«4iabV!ll 
fiipplepaeatari dietro ai inolaifi anperier^«^ Qa^eto 33i* e «3^f deatr^ia- 
;ceb!)ero nago^roiente cpUooati aa)la eorva delP ai^tft deata^ .qapa? 
iderew )Sppo pieeoli | ma Wne a^ ilappfiti ; aalla anper jci^ tritii|«MAt# Mfr 
hfiM aop dae (?)^taberpqlij» ma,^ loro. coroaa aea WsiHiigia^. r<»t? 



ilil# ootMe dtgll: iiM denti, D^ hA n^rwMiU •ppotta iiiUa eke- 
le fiiaeift ii«(«iitfe. IjH i^rm<»Ui deniaFia dl qn«fU Indlvidal a 84 ieatl 
MMM^'kdittiqfM qaesta t 

Fia qui PaiMiiaMat eterioaida la daatiiiMie di molti asimall iiifa- 
rtori ed ha perolO un oarattere eminentemente atavlstleo^ fa coastatata 
dlt^ veJtta B&pf9L Ul eriulj 4^daHi | .ppopmreioirB 9.5 per 100. N6 pa5 op« 
p(MHrt*o)ie ei trattl'di deati dl laite ximasti aaolie depe Tevolazioae 
della dentlslone permanente ; la posizidne di qaeito XVII paje di deati 
noB permette altra splegaeioae ehe qoella d'aa'aaomalla regreBsireL. 



• BMiL< ^ Le Gi^tln de BatlgneUes. (II tretino di BaiignoUeay 
hki rSnd^ale, 1889. Yedl pafeaei BuXIMfud^ta SooiMdfAnmro^ 
ptXofftB^ Faiihi9j ' edoaeo • de Jaia^ 1882. 

-^11 ease ttlastrato dal BaH'^ Teraaieate straoTdiaaMe: ti. tratta d* aa 
IndlTidao affetto da ereHnismo 9poir€Meo^ peroM naio nelle adiaeeate 
^' Paflgiy ova il eretlaismo boa ewtte. Eppnre quell* iafeUce oflire totti 
i' carttMei4 del iretiai. Kmo ha on 81 aaoi , h alto appeaa 1 m. 10 , e 
pdfa 8^k> 82 ehllogramivi. La fltoBomia h tlplca , i ietsatl flosol e ra^ 
fosH !a*priie forma nnmerose plegbe atierae alia bocoa ed agli oe- 
dif! )e laftbra aono groBse, cadeati; la formala doatarla ^ di OflO, oMia 
^ aaeera la prima dentitioDe, pift dae iaeisii4 mediaai Mperlori (?)• La 
fh»ttte d per6 abbiHansa alta, non faggeate, e il craalo 6 dolieooefalo 
(iadiee eeMHeo 70) : < la panta delFocolpitale fa naa forte salienza ia alto 
eta^^addletto, eMi ehe d4 an aspetto ape^le alia regieae ; lambdeidea, 
#U oTgaal 'geaitali aoao. STiloppatlMiniiy ma aeaza vitality :mai Tindi- 
Tldao ha ereKtbni. Dai paato di Tiita pslehico , aoa & altrettanto arre-- 
etato Del eao STilappo qaanto nel flirioo: egU parla eome ua fanoiailo ; 
k amablle, baono, aaperiere iasomma alia generalita del eretini. Maa- 
eaae-l^l aateeedeatl ereditavil: tola li aa ohe a 11 meaiiaeaiiaa d^aaa 
eattAta e inaoffieieate alimeatasieae veaoe colto da ceavolaloDi , ehe 
dafarene fiao a^ tereo aano di vita: d*allora la poi lo aviluppo fa eom- 
ptetaiaeftte aireatato. 

* ^ella diaeaaaioae ohe aegoi alia Soeieta aatropologiea i dope la pre-- 
aealazione del nialato, il Lanier preae la parola per dichiavare ehe 
oeom« bea diatiogueee 'ramblente eademico pel eretiniamo da qaeilo 
eodemioe pal gozzo : esei aono Yioini, ma ben diverai (1)1 cretiBi aoa 
ii'fiDTmaao ae noB'-ia on defeemlnato ambieate: taato e Tero ehe ae 
aaa.faayglia delle regioai iaibttey dove siano eaiatiti del caal di oretl- 
aiiHiey al traaporta; ia altre loeaMtlk pii£t aalubri , 1' eademia eeasa del 
tattd. Qaahte atta peaalUUta ehe del casi di oretiaiamo aI prodaeano 
apovadieamente> ^ oa &tto ehe le coadicioai mal aote cal al dove Tea-' 
demla eretiabaa, per eaemplo ia caiUiMBt igleae, ramiditk, lo scarao att-* 



88 MrsnA 

naaato, ik^mooo trojam aaebe. tielte oittl^ auiggioffi f upmaiakmai^ »& 
iiftUoh« e mal oostraite^ Nelle citt& tedesohe •! ^sapvano speaso del 
oretini, ma sono mono tipicl di qaelli delle vallata Alpiaa. N^ I^6ndill^ 
nd Id malattie cerebrali possono in^^enerare 11 eretiniimo yeroy mentre 
iaveca danno origlaa airidlotUmo ; vi ha Infotti qaesta dlffereaia che 
mentre ai dlyenta cretinl per inflaenze esterne oiod per 1* aztoae d^* 
I'amblente, non si resta idioti ebe per ragioni laterae eiod eerebrali; 

CouoNHT e Dk Paoli. — studio di 20 cra&ii di GrlminalL .( ilr* 
chivio di .Psichiatria ^ Seienze petMli e AntropoL Criminale , ldS2 « 
fa8c« 1-11, pag, 107-117 eon tav.). 

Gil Autorl hanno atadlato 26 eranli di orimiaali ^sUteati ael Iiabp« 
ratorio di Medicina legale di Torino diretto dal prof. Lombroio: del 
^aali 9 eraao d'assassini, fra oui dae di donae, a 17 di ladri e tniffatori. 
Le prlndpali anomalie risoontrate in qnesti oranli mediaate un attento 
eaame farono: saldatara pariiale o completa della eatura: aieataao- 
pracigliari sporgenti : fronte sfuggeate : dteme^o bisigomallco elaT*- 
tiflsimo: fossetta ocoipitale mediaaa; plagloee&lia ad aslmmetria: tra-. 
eooefalia: prognatismo: mandlbole enormi : iperostosi: ozicefalia : aa* 
tura media frontale e antora anomala del malare : sab-mierocaAilia e 
sabsoafocefalia, ece. Una notoTole anomalia d la aaldatura deir atlanW 
call'oecipitale» troyata nei sani col rapporia appena del 0.84 p. OfO, nei 
delinquenti inyece del 10 p. 0(0 : pare lateressante d la jfreqnansa dalia 
foeaetta ocoipitale mediana» 23 p* OtO^ ehe aei eani, saooado 11 RonUti ^ 
ii troyerebbe solo nei 5 p. 0[0 e negli alienati nei 12 p. 0(0. 
. La capacity media del ladri fa di 147d cenUmetri oobioi^ dagU aeaaa- 
8ini di 1492 ; ma mentre gll Antorl la dioono inferiore alia media M- 
munet lo inyece la direi preaso a poco egaala , «a non auperiore aUa 
eifra ordinaria. Applicando il metodo eerlale » le ci^aeit& maai^ma ap^ 
parterebbero agli aisaasini, le minime ai ladri; il che forse non oelli^ 
marebbe con qaanto fln qai riteneya la acaola antropolagiea orinliiiala* 
L^area del foro ocoipitale fa troyata enormoi clo& 1015 mm« quadmli, 
in an ladro eon fossetta ocoipitale mediana e scarsa capacity cabica. 
I^ capadtii orbitaria d in complesso piattosto eleyata, eome gi& troya- 
rono 11 Lombroso e il Tamassia. Qaanto airindice cefolioo oontinoa an* 
clie nei delinquenti la tendenza etnica« eebbene talora eiagerando la 
brachiceCalla o la dolicoeefalia comune. ^. 

Qli Aatori hanno infine atadiato le diyeree parti della earya aslero« 
poateriorCy diyidendoki aecondo il matodo del Bordler, in qaattro parti 
che yengono poi ragguagliate a 100 : cioA la oupya aotto-earebralay la 
onnra fh)ntale9 la parietale e roQoipitale» II Bordier ayava troyata pctr 
dominara la carva parietale (34«4l p. OiQ) neir deUnqaenti^aaaai pidLalia 
nei aani (circa il 35.5 p. 0(0) con una granda tnferiorltfik del flrootala. 
U Coaguet ed il D0 Paoli^ pur ammettenjo il predomUilo dal pasiaMa^ 
non ayrebbero troyato una coai graya 4«heiea%a delta earya froataka 



I>*ANTEOMXiOaiA 8ft 

per riapetfco fd naa^ e indinaao peroi6 a ritenere eBagarata nmportanta 
4iaU dal Bordier prima, poi dairHager e dal Laeasaagne a qnella 
miaura. 

Hbobr et Dallbmaohb. •-* £taclo sur les oaraotteos oranlolo- 
gtqnes d'uaa s^rle d'assassliis taeonMs en Belgiifue. ( Studio 
MCpra i caratUri eranioiogiei d^una terie di assiisHni deeapiioH nel 
Belgio), In : Annales d€ V Unioernii de BruweU$M^ 1881. 

QuaUro sono le sarle dl cranii stadiati dagli Aotori : la prima con- 
tieae II oranii d*ai«asiriiii dl Bruxellea, la maggior parte di origiae 
flammingai ma tre di tipo Tallone : la seconda 9 cranii di aasauini ap- 
partenenti al Mnaeo di Liegi, ma non distintl secondo ia razsa; la 
terza 10 oiaaii di assamini del Mnseo di Gand: flnalmente la qnarta 
82 eisanii d*indiyidai non crimlnali d^origine Braxellese. Si comprenda 
Che lo etadio dagli Aotori i molto incompleto , aia olie i 30 cranii di 
deUnqaenti ai anisoano ia una eerie sola, sia che essi si lasoino divisi 
aeeondo la provenleaaa. Infatti ael primo oaso ia aerie riaaita compo- 
eta di elementi eterogenei, nel aeeondo 1 qnattro grnppi aone poco na- 
laeroai. Tnttavia la moderasione con la qoaie gii Aatori hanno atndiato 
qneati 90 teachi e la llneasa deila lore analiai antropologica ci fanno 
dave nn giadisio molto faTorevole alia lore memoria , la quale ha an- 
ebe il merito di elcTarai ad alte conaiderasioni aociologictie per riapetto 
all'arduo tema della natara della delinqnensa* 

Oelle nnmeroae miaore preae da Heger e Dallemagne sal 30 cranii 
d'aaaaasini, noi non erediamo atile qni intrattenere i nostri lettori: an 
per gidi le eifre della aerie di crimlnali belgi presentano gii ateaai carat- 
teri eeaniologioi di altre eerie di crimlnali atndiate dal Lombroso^ dal- 
CougBet, dal Tenkate , dal Bordier e dal Paw lowaky. Ci aembra aol- 
taate ntile riforire le medio della capaeltii cranienae, che eaai mi- 
fltiraroao col metodo del Broca , aebbene non aegnendone letterdlmetUe 
le iatmsioni, come aembra neeeaaario ae ai yogliano ottenere riaultati 
e<«eordl e aieari : 

Capacity craniana: Aaaaaaini di Brnxellea • c. c 1538 

» di Lldgi » 1565 

» di Gand • • » 1487 

Indiridoi normal! di Broxellea » 1400 

Sembra adunqne ebe la eapaeit& media degli aaaaaaini aia anperiore 
alia media degli individai normali, ci6 che del reato ta osaerTato anche 
da altri antropologi^ It fatto 4 importante : eaao ai collega eolla grande 
ampiessa oerebrale del paazi e con qnella pare grandiaaima degli no* 
mini preiatorici di Cro-Magnon. 

La aemi-onrTB €nUeHor$ oriaioniale 4 piCi grande nei oranii Belgl 
aormali ; la poiieHote 4 in^ece piOi grande nei cranii di criminali. Coal 
qneati cranii hanno la oanra traoToraale, la aopra-anrioolare, la circonfe^ 



i«nnt orlszontale totale 9 la enrTa'sotto-o^rebralaVla etmra paHetater,* 
Fooaipitale totale, e IVmtero^posterlore totKla pt^ graad^t sembpa tUhm^ 
qtie Che tatte qtMite mfsure segaano nel loro sTituppo la capaoitt era- 
niana. 

i^aeendo la ctura antero-posteiiore =» 100 ,' el "oaserra che la onrra 
eotto-eerebrale 4 relaiftamente piili pieeolu negU aeeaaaiai; la^omi^ 
frohtlile eerebrale h iiiTeee piti grande. La corra parietale e foceipHahr 
teveee sono mBggforl net eranii Braxellesi normftU. Keglf aseasatoi trtti-^ 
jliai! Qal Bordler, paragonati a tre eerie dl Partginf, Urearraeottd^eiB- 
rebral^ e la enrra parietale eraao relattTameiite piti' graAdit'la-earra 
Pontile cerebrate era Invec^ plti pibcola , e coili poire la cdrra occi^ 

pitaie. ' '■ -•- 

. Tatte ib altre mirare, e dfametri, e distance del cranio e delta fftccfft 
unlla preaentano dl partieolare: soltanto parfebbe agli Antorl cfae ^ 
projezione unteriore e Ik poiterfore del cranio preseatlno nei crani? 
assassini on rapporto inrerso a qnello del eranii normall , perehft nei 
primi la projetione posteriore , negli altri ' inrece l» projeeiene ante** 
riore cbe ^redomina. In conolDsione, git Atttorl conclodono , concordat 
mente a Lombroso e ai Bordier^ che negli assassin! predomlna 11 tipa 
parleto-occipitale cerebrale; ' ... 

Per6 essi non ammettodo che I crimlnali costftoiscano -ana varieto,' 
Pitt o mono degenerata, della specie umana. I caratteri cranlologflei 
degli aasasslni dipendono prima dl tutto dal tipo delta raita cni appar- 
tengonoi'di modo che d impossibllB applicare loro nna teorfa qnalfilca!. 
Pra'l gru|;ipi' per6 oiferti dal criminali se ne troTa nno piti o ineno' 
QopaeroBo, dore f caratteri degeneratiyi predominano onitamente at pa-^ 
tologioi : sarebbe opportano forse, dal panto di Yista delta gioithBia to - 
ciale; distingoerer qaesto grappo da tntti gll altri, gfodieandoh) come 
issblotamente Tefrattari'o alia influenza emendatrice' della pena.dirAo<^ 
tori paragonano giastamente qneeta riforma net dIHtto e neirantropo^ 
h)gia criminale a qtiella che Chiarogl e PInel operarono solla* fine d^ 
secolo scorso a favore degli alienati. . , .: > 

• •'• *■ .« t, 

BnscARDi^P. — Notei antropDteglch^ latte intomo ad aloanl 
gloiw&i della Rv Gasa di ouat^dia dl Bologna. {Arehivio di Psieh. 
Se. pm,:e 4n<vwip. criminal's Anno Ui,.198?, p. 151). 

i nno stndio antropometrico e cranlometrico condotto dall* Antore 
seconde rindirizz6 del prof. Lombroso. II Riocardi cl^de im'portante il 
fktto dk Ini trovato che nei'gioTiini detennti le dlffer^nse fira la gi^nde 
in[>ertnra delle brac<^ia 4 la statnra ijono 'alqaante m^ggloH che neglf 
<H(eti hdrmali delle scuble.* L* angolo fti^ehtie ha 'fo^nito qnittro oiAfcr 
molto basse (sotto 70*) e in generale cfft^ poCo nlte'i la ibasBlma fti 
dIM*. Ma lo ndn'poiAso abcordafmi colFAtitdre^nell'Ettrlbidre grlisde 
fmportknza a quesla mtsoni, epecialMehtfi dopio le tiodrchledel To^nard 
che hanno ts^Ko qnail ognf TiHore al y^ccUo' angelo M Gampdr; iM 



)mM0| II ieanAoiito iktte dal Rlooirdl b ioeMtli : In m^dim «« » gtovimi 
dettAVmiti ^pafi toUL tMto I 15 wibI 4'ttlt^, iaisoiido l6 8ii» alsMtf 
fldiH^ dl 71M^ «i«Dt»» U madia dl 40 woo^ni modMMl dtlL^eU e«r«^ 
riipoftdeiite lanl^be di '701* 71*. 

.. I'^iovsai'ilatMttl avn^btoo poi ima ^irooBisreiisfr'anMiieft tolMore 
a.fMlfardal glownrtU.delto Mtole iaod0M0i«' attraitulo dieati dal 
diiu w i« »> blflfoataJa miaifliou Ma oi6 in ool TAatota .TanraMa arraaUra 
IfatiaBBlaiia dagii * aotropatogl a paaalialA.d^ la i^ada flMqaaaaa daUi^ 
MoaMdia afaaiaba a [aamaliehat par aaampla, raalmmalria dal araala^* 
la' dtaa^la ad aaiMi , i aaffatteri idraaa&liai, la dafbraiaalonl <HraalaBtt 
dllairipaatiliat aatfoeafUla, aabiaalbaafttUa)^ I tlpi iaiMriiifri (tlpa manga^ 
Mda e nai^aideX U taloagglay aaa.fi impaaslbila, dlea l*A«iora| ifOTara 
ia^iMaaarla di giavaat daUa aaaire laoola taita ta aarfa di aaaaialia 
a dalbrmitb cha agli hA troTato in aall Taatl miaaranal raakial artla 
Oiaa di Oaalbdta, * 

Fbrri Enrioo. — Stndi oomparatl di antropomaftria afiay'^ 

MM • AoromlA. {Arehftrto MPsm^citriat «^ VoL II, ftuBdcolo II, 
M81)b V ♦.• ». .J. ( . / - . t 

< BlpbrUano, ammittanda salo la taballii alia raacompagna^, qaasU 

kra¥B aozoaaiaatloiia. praTaattra^ parah^ aanaasia riaaltatt aafalonatrial 

inportiuitL 

4 La manaaasa, aeriTa FAatorat notata in tntti gUiatoi^Jt ^ >ne> noti^ 
di aatropok>gia ariminala , di nna compwaiiona immediata a coatinna 
fra la r^rattansa offarta dail^aon^o dalinqnan^ e qaalla propria airaomo 
normala^ mi ha parsnaso a intraprandara nairautanno acorso ana aaria 
di riaerejie siopra i dalinqnanti, i pazzi ad i solda^. 

Ho atodiaAo a misnrato, in tntto, 1700. individai ; a4 d la prima yolta. 
io arodo, aha lo steaso osservatora, coa^dno stasso piano di ricarcha , 
ai d& ad nn.Bimila laToro, oha pnra dava afsere, par la parfetta com* 
parabiliUt dai daU, assai'^conclndanta a pbsi'tiTo. 
> Riaattoadaini di pnbbliaara par aatafo 1 datl alampatluri a la Idro 
Hapiltanaava laseiando ^ara. ^a parta ci6.oha rignavda la oMar^asionl 
pBioofldolagiohavy patmi . ialaraaianta Taatiaipara. alaana dalle ooaalu^ 
lioiu^ oba Baatariae(»o dalle ei£re aeiUomatrlcha, sni delinqaanti a aal 
aaldafi* . . » .. . » . . . , . . i. 

E siccoma 11 mio scopo non ara soltanto il confponto diralto fra no^' 
mini anormali a normal! , ma anche fra la diversa oatagorie di dalin- 
q^fu^^em dMtogn«^ 1 rtaaltati .^tiaaoti ndlo: afcodki dal forsati U- 
plga) iielbagno diPaiaffo.<iii maggtpraaaa dallDqiBBBii.aaii)^da^qafaUt 
dai detannti nel carcera aorroEionala di Caatelfranco (per lo piil dalin«i 

taa^ 41: oaaaaiona o:par a|»iiadi^;aiiqaiBtataX 
^ iD^lAa ,q«}adial. miaarai prasa sal aorpa viTo^ mi lifaitaab alia xsiBoaa«» 
Miam9i daUft iaati^ aUa aamiqiraoaferaaia antariara (pnaia aoUa sqna^ 
dint iiagicolara dal , Mrof^) M alia larghassa dftUa man^bala. * . 



Stadiando col m^todo feriale^ e ridoeendo al per Ofi i datl ralatM g. 
la oonclosione delle mie riearohe, che rieseono parlanti jse ridotte a» 
rappreaentaiione graflca, seoondo 11 metodo del doit Le Boq, d qaestas; 
cbe nelle serle atadlate, i delloqaenti danno ana preyaleosa di clrcon^ 
ferenze e di semicirconferenxe anteriori (lobi frontali) pi4 piccole, e ,di 
mandlbole pii)i grandi, in confironto ai normali* Non aolo; ma dlaoon*:. 
ferma positiva di qael faito da me preTiato e preannansiato » che dai» 
normali al discostano aaaai pit i deilDqaenti nail (fonati di Pesaro). 
Qhe i delinquenti d^oecasione o per abitndine (detenati di Gast^fimneoy 
quantonqae tutti apparteagono alie steate proTincie di origlne. E di 
qaei rlsultatl, che coatitalsoono altrettaatl earatteri d*inferiorit& , V nl'^ 
timo d singoiare » che ridaoe ad eapreeaioiie nomeriea qael carattere 
fiaionomico notato dal Lombroao nei delinqaenti, di una freqaenaa mag* 
giore di mandibole grosae e qaadrate. 

Bd eeco oome» non adegnando le pazienti ricerche, anche 1* aniropo- 
metria ai manifeati aempre piii qaale efficace mezzo di atadio deli*aomo 
dellnqaente. > 

li Regalia ha fatto na rilioTO, di oai Tegregio Aatore potrebbe foraac 
gioyarsi. La largbezza della mandibola ha variato da 89 o 90 a 131 o 
132 mill.: danqoe flno a 104 v\ ha an terzo, e al diaaopra di 110 la 
metky an pooo pii)i> della yariazione. Ora, oaaenra il Regalia^ dalla ta^ 
bella obe TAatore dit, oi riaoltano. saWo che alamo incorai in qaalcbe 
ayista, qaeate proporzioni : 



Parrebbe danqae obe i delinqaenti nati anperaaaero qnelli d* oooa« 
aione del 10.9 nel prime grappo e del 2.5 p^ ojo nei primi due grappl 
rianitii oasia nella prima met& della yariazione, e oiod lit doye doyreb- 
bero esaere piCi aoarsi, e foasero pidi aoarai Ut doye doyrebbero eaaere 
piii namerosl. Noi aperiamo che 11 prof, Ferri yorrii ohiarire qaeato 
oontraddizlone. 

BuacH. — Aiiiinmetria della mandibola per aTilnppo asafla^ 
rato daUa ana mmtk ainiatra. {Berliner hlMe. TFocAen^c^ 
p. 127). 

Qaeata anomalia merita attenzion6| perchd a prima yiat 
ehe ai trattasae d* ana lasaazione antiea del maaoellare 
'caoaa della deyiazione del mento dalla linea mediana e de 
;glianza eaiztente fra le due areata dentarie. II prime inciaix 





Delinqaenti 
nati * 


Dalinqaenti 
d*oeea»ione 


Soldatl 




Fine a 104 
Da 104 a 110 
Sopra 110 


85.2 
33.1 
9lJt 


24.3 
41.6 
33.7 


34.9 
40.9 
23.7 


- 




99.6 


095 


99.5 


* 




d'amtropoloou 9^ 

siAistro corrlspondeva infatti al seoonda incisiYo destro laperiore, eiod 
la' inandibola era devlata a destra per lo ipazio di ciroa dae denti, 
L'articolaiione temporo-maecellare era per6 in poeto. Misorando dal 
ooadllo air angolo xnatcellare , ai aveya qq centimetro fa pii!i di Inn- 
ghesza pel lato sinistro; dall* angolo mascellare alia spina mentoniera 
ai aTerano invece dae centimetri di pii!i sempre a ainietra, Poca era 
la differensa nell* bltezza delle eorone dentarie al di aopra del borda 
alyeolare della mandibola. Ma la maatioaxione era aasal diatarbata in 
eansa del non corrisponderai delle due areata dentarie. II malato pre- 
tendeva ebe tale asimmetria a* era Tenata aTilnppando aolo dal 16.^ 
anno di etii e ehe, progreaaiTamente anmentando, aveya raggianto ana 
atato definitivo aolo yerao il 25** anno. 

ft 

Allen. — Afrlcanl oornntl. (Nel Journal of the Anthropoiogieal 
Instituchef 1881. — V. pare Arehivio dTAntropologia , Vol. XI, fasci- 
colo a*). 

Una fotografia recata d&l ta tdott Minehin dali^Aflrica occidentale^ 
moatraya nn aomo con nna mai piCi yiata eaoreacenza nella facoia, e ai 
dlsse appartenere eaao ad ana famiglia in oai tutti ayeyano le ateaae 
corna, cbl pii!l grandi, chi piii piocole. 

II dott. Allen gianae, eon eateae ricerche, a aapere ohe coteata gente 
yiyeya neIl*Akim (paeae degli Aaciantl). 

In an altro eaao d atato detto le corna troyarai anir oaao malare e 
aporgere eatemamente airocchio. Nella fotografia del Minehin il corno 
aarebbe maacellare e come aaa aporgenza deirorlo inferiore deiPor* 
bita. II corriapondente agginnge, ohe in yerna cranio afiricano egli non 
ayeya mai yiato qnalche coaa di aimiie. 

II dott. Allen acriaae poi che il Cap. Hay yide qaeata gente in 
Akim. 

II Cap. 0*Brien yide qneat^aomo in Elmina, e diaae che non differiya 
in alcnn altro parbicolare dagU altri indigeni ; le corna oooapayano la 
regione malare, erano Innghe circa dae pollici (5 ceatim.) , immobili e 
coperte dal la pelle. 

Dalla fotografia appare trattarsi di ana eaoreacenza, che non ha ana- 
logia con an corno ; eaaa 6 aitaata a ciaacan lato del naao e in baaao. 

Si dealderano notizie aalla natnra di qaesta deformitit, per aapere ae 
aia malattia o carattere dl raiza. 

Altana. — I ire miorocefali d! Riola. ( Lo Spallanxani. Anno 

XI, fasc. X-XI, 1882). 
KAatore ha ayato la rara fortana di atadlare tre caai di microcefalia 
fratelli naciti d*an medesimo letto, e che offrono perci6 ana grande 
inza dal panto ^Ml^delle leggi dell*ereditli. 
[atelll m1cro<ill|^^^By^errebbero ad ana famiglia, dove non 
mai defoi^l^^^^^g^ malattie nervoae. I genitori erano 
maangnli 




- La prima -ha oggl 14 annlx fa sempre sana, ma Hon Aa aial patl«lQ»i 
Qpmfaiei6 a oaaftkinare'a 4 anai» ma aalo « ft- preaa la alaaiona avetW: 
Non aVYarta i saoi bitogni: ^ sodtoia • conTieiM imboeoavla. j^apatiea*;' 
e ft^pnra ha imparato a ooaosoara i noqii degU ofgatltl pid pomanl;, 
compfende perb qnaiido flmit i^iamata a nome» ' • 

11 aeaottdq dai fratelli ha 12 annl : ta imnatoio fla da piooolo a at 
airaao!n5 a qoattro gambe flno al noa^ anoo, ia oai; io^tanto paU tHe*' 
▼aral in piedl. ife impreyideaie, nemptn in moto : nw avfar^ i Maogai : 
HOD ha liaguajflgia, nd pianto. Non aanta affanona par aleuao. 
^11 tarso d di 8 anal, ad ha aYado oacr sTilappo aUrattaata tardlva 
qnanto indomplato. Noa eammiaa aaaorai ma at trafoiaa: ha taadaasft: 
ad arrampicarsiy d difAdente, 8empra aftdioio* Ba riagegoo (?) pid avi*>. 
lappato degli altri dua. 

I risoltati antropomatriei a oraniamatrial dei ixe antorooefali aono 
qaaflti : ' \ 





Bote . 


' Saltatora 


Pietro 




d^anni 14 


4*anoi 


12 


d*anni 8 


SUtara . 


1 m. 31 


1 m. 


12 


m. 91 


Cireonf. dal cranio 


380 mm. 


360 mm. 


350 mm. 


Cnnra ant •poster. 


180 


176 




170 


» trasTeraa 


200 


180 




190 


Diam. anl-postar. 


115 


125 




m 


» traav. mass. 


95 


95 


. 


90 


Altazzadella fronte 


25 


25 




20 


DistbiBigomatioa • 


100 


95 




90 


Lung, della faccia . 


105 


115 




100 . 


Indice cefalico 


82 


75 




75 



Noi poisiamo dire, scrive TAutora , dt trovarci di fronte a ire oasi 
rari di microaafalia unita ad idiotismo del pid basio grado , a con fa^ 
telligania perflno inferiore a qaalla delle scimia. Sarebbe il prima 
esempio di microcefalia in Sardagna, ma la sna importanza d al tempoi 
atesso accompagnata dalla difdcolU di spiegare come senza cause eo- 
nosciate possano avers! ire figli snccessivamente microcefali^ mantra 
un quarto fratello , ad ecceziona d' una leggera paralisi infantila alia 
gamba sinistra, 6 sano (!). Grade poi TAutore che in quanto alle causa 
probabili si debba tener cento della osseryazione fatta dalla madre, la 
quale avrebbe visto ossiflcato oompletavMnte- fin dalla nascita 11 cranio 
dei suoi tre figli. 

'& a dolersi che TAutore non abbia potato sottoporra questi micro- 
cefali ad un esame pid particolaraggiato e scientiflco : par eaem^o, era 
opportuno fame .lo studio delle proporzloni della mambra. Bgli ha 
avuto la gentilezza di mandarmi la fotegrafla del tra idiotl , a cosi dal 
loro asame come dalla lettura dalla ralazionei orado che sia quasto un 



D ANirBQFQM>aiA 

cato molto rai*(i, etae sMriiiM^bbe di esaer^ atodiato ^a piji oomo^it^. 
^^^egne^lo AiUorey e perpib lo .eociiiamo a pqa pordare dl virta i. 
anoi.tre mierooefalip 

OiaLiou prof« Enbioqw -^ L'Albinimao* (Randiconti dalla Sociatt ita«N, 
|iaaa d* Aotropologia, pubblioati nelVArchiviQ del Mantagazza» AaaoZI,' 
1880y faac 8.% 

. II Qiglioliy fooando vadere il ritra^tta di una I>iegra albipa dl S* Tho- 
xnaa (Antilla)» bit teiratta^nto la SodaUi italiaoa d*antropokigla epn ana 
oomnsiicasioaf mo)to intaraasaota auU* Alblnismo. £aordisoa con alcana 
9onaidarazionl genarali attiralbinlsmo* i*isabaliiaino a 11 malanianao: DattfL 
pal. una rapida raaaegoa dl (laaata anormalitiinaUa varia clasai dal var- 
tabrati, dal pasci ai mammifari, ai farma a diacorrara piii dattagUata* 
oaania di <^b aba riguarda la apaala nmana. 

L^aomo prasanta apeaso oasi di yaro albinlsmo : sono iodiyidai dalla 
palla blancbissima, con oapeiU a con tatto il rasto dall* apparato paloao 
bianobi a atopposi, a con oecbi f cbe par la mancanza di iiigmanto, ap- 
partocono roaal a non poaaono aopportara la Inoa del gloruo. La rasza 
Anana a la Mongoloidl oontano rari caai di albini , pure si ynola cba 
qoeati aiaao pli^ naaiarosl fra i Negri cba tea, 1 bianobi e ancba Bnffon 
parla dl aegri albini piiH o meno complatamante. £; probabile cbe 11 fa- 
nomeno di an negro bianco^ Dii!i singolara assal di qaanto non ala on 
bianco piii bianco degli altri, abbia pii)i apesso fermato Pattensione del 
yiaggiatoriy a perci6 ai aia datto cbe I* albinismo & piii freqaenta nalla 
razze negra. Beccarl e d^Albertls negli nltimi loro yiaggi aila Naoya 
Gninaa raocontaao di ayer yeduto Indiyldai albini, ad 11 aeoondo dl qaa- 
ati naturaliati emette Tipoteai cbe le razze biancbe poaaono esaare state 
originate da negri albini (?)• Fra gli animal! non mancano esempi dl razze 
cbe ai sono formate da Indlyidai albini (11 topo, 11 tordo, 11 canarlno^ ecc,) 
ma non pertanto sembra poco ammissibile cbe origlnariamente nalla 
specie umana non esistessero razze biancbe, e cbe poi queste siano state 
originate da Individui afletti da albiniamo oompleto ed ereditario. 

Fra le razze Ariane aonyi molti indiyidal biondl con oocbl ceralai a 
sono detti Xantocroi ; quando fosse accertato cbe gll albini negrl banno 
gll occhl cerolei, tatti i biondi e xantocroi ai potrebbero forse conai' 
derare come albini incipienti ; il GigUoli anzi rammenta cbe Beccarl 
assarlsce di ayer osseryato an albino papuano con oecbi cernlel. 

Y. — Aniroiiologto einologlea. 

KoLLMANN. — Beitrftge su einer Krasdologle der Europ&o* 
Qchen Vdlker. (Contribuio alia craniologia dei pqpoli Europei), In : 
Archip fur Anthropologies Vol. XIII, 1881. 

Dl queata memoria dotUsaima non ci interessaao , per lo scope spa- 
oiale di qaesta RioUia^ pba le parti general! oye V Aatore espone aU 



93 EIVISTA 

I.*' Razza doUcocefala leptoprosopa. — Conosciuta da lango tempo 
in craniologla, corrisponde alia razza dolicocefala ortognata di Retzias 
u fa studiata da Ecker, da His e Rutimeyer. Secondo alcuni, qaesti do- 
licocefali sarebbero gli antenati degii attuali loglesi, German! e'Scahdi- 
navi : secondo altri, sarebbero invece i Roman!. L!m!tandoc! ai sol! ea- 
ratteri anatomiciy ecco eome il Kollmann li riassame: 

Scatola craniepse langa, stirata in addletro, ed allangata, con debol. 
impronte muscolari. La parte facclale del cranio 6 stretta; orbite ro- 
tonde e grand! ; naso stretto e prominente ; zigomi poco salient! ; ar- 
cate zigomat^cle viclne; ossa mascellarf strette; palato lango e stretto, 
Predominano fra questi dolicocefali gli ortognat!, ma vi sono ancbe del 
mesognati e del prognati. 

2.* Razza dolicocefala cameprosopa, — Corrisponderebbe ai doHeo- 
cefall mesorrin! di Broca, ed avrebbe i saoi pii)i netti rappresentanti 
nei craaii delle tombe a tumuli, nei cosidetti Anglo-sas8on! dl Davis e 
Tburnam, nei tipo di Syon o di His e Rutimeyer, nei tipo germanico 
di Hoelder. Essa ^ mono dolicocefala della precedente, 

Scatola craniense un po* pii!i iarga : occipite largo e prominente ; tern* 
pia appiattite ; impronte muscolari assai fort! ; ossa pesanti e grosse. 
La parte facciale del cranio d bassa, quasi costretta; le orbite sono 
cameconcbe, ossiaf microsome ; il naso d corto, appiattito, scbiacciatoi 
spesso sormontato da arcate sopraccigliari confluentl ; la mascella su- 
periore ^ corta e Iarga; i zigomi sa1ienti\ le arcate zigomatiche lon- 
tane; le arcate alveolar! largbe danno una forma Cdl ferro di cavallo 
al palato e alia mascella inferiore. 

3.* Razza brachicefala leptoprosopa, — £! molto conosciata, anzi d 
la piili nota delle razze bracliicefale earopee. Corrisponderebbe alia razza 
brachicefala ortognata del Betzias : ha molta estensione geografloa ; per5 
non d esclasivamente ortognata, perchd comprende anche forme pro- 
gnate, di gnisa che la media del prognatismo h spesso abbassata. Si 
trova qiiesta razza fra i rest! degl! antichl Roman!, i il tipo di Dis- 
sentiZf di His e Rutimeyer. 

Cranio rotondo-ovalare, corto ; fronte, occipite e tempie proeminenti 
(bomb^s). Inserzion! mascolari mediocri ; ossa non molto spesse. Faccia 
lunga; naso allungato; orbite grand! e rotonde: mascelle strette; zi- 
gomi non salient!; arcate zigomatiche ravvicinate. 

4.* Razza brachicefala cameprosopa, — 6 I'opposta'della precedents 
Secondo il Virchow sarebbe rappresentata dal brachicefal! di stirpe 
Slava: il Prunerbey la chiamerebbe tipo Mongoloide. 

La scatola del cranio d caratterizzata da nna fronte Iarga e appiat- 
tita e da un occipite retto disposto in sense verticale. Tempia appiat- 
tite in avanti, reglone auricolare allargata. Faccia bassa ; naso corto. 



D'A^TBOPOZiOAIl. ^ ^ 

largQ e sclUacciato ; arcate sopraccigliari alcjuanto a^gettate^ confluenti; 
mascelia sufieriore lar^a e.corta; zigqmi salienti; volta palatiaa^e ma- 
'sceila inferlord larghe ; ossa del cranio spesse e pesaati]; impronte mil- 
'sGolari forti. Angolo facoiale inclinante verso 11 prognatlsmo e 11 me- 
aogaatismo. 



5.^ Razza mesocefala cameprotopa. — Si pone . latermedjaria fra i 
bracliicefaU e i dolicocefali per il sao indice cefalioo, e presenta carat- 
terl yerapi^ente , distiati. 11 KoUmann Tayeya descjritta flnodal 1877. 
Essa oorrlspond^ alia Forma aniica di Turi^iq del Vircbow, al fipo 
Batavo di Spengel: alia i^orma Oermanico-turaniana di0oelder; alia 
razza di Oro-magnon di Qaatrefages e Hamy. II tipo dolicocefalo del 
^era^ii caoaeprosopi ricorda 11 Hpo Neanderthaloide di qnesti due ultimi 
antropplogi. 

. Cranio di langhezza raedla, con fronte larga e con occipite proemi- 
.uentOi spesso mnnito di una cresta mediana longitudinale ; aepetto dl 
tetto, visto dalla norma occipitalis (forma subgcafoidea). Faccia bassa'; 
naso corto e schiacQiato, con indloe catarriniano eleyatissimo : apertara 
nasale larga. Arcate zigomaticbe diyergenti : orbite straordinariamente 
camecoQcbe, ossla microseme; profile spesso inclinato (prognatlsmo). 

Crediamo utile, dope la descrizione sommaria delle cinque razze del 
KoIJmapn, dare ancbe le medie degli indicL 

Dolicocefali. BracMcefali. ICesocefiAli . 



Indici. 

Indice ce£alico. 

Rapporto dell'altezza coUa 

Inngbezza. 
Rapporto deiraltezza oolla 

largbezza. 
Indice facciale. 

» orbitario, 

» nasale. 

> palatine. 

> della mascella super. 
Angolo di profilo (facciale ?). 



Lepto* Game* Lepto- Came- Game* 

prosopl. prosopL proiopi. prosopL prosq;)!. 

71,5 73,8 83,1 84,0 77;^ 
72,8 72^ 75,8 78,2 73,8 



100,7 
92,5 
91,7 
43,3 
72,0 
50,8 
85,5* 



99,2 
76,2 
76,1 
47,0 
82,7 
48,2 
89,3'> 



92,3 
104,0 
87,1 
46,4 
75,0 
54,2 
88,5'^ 



92,7 
82,0 
77,5 
48,4 
85,1 
46,9 
83,3" 



95,6 
87,8 
79,8 
55,5 

48,1 
84,0* 



Queste medie sono calcolate sopra piccolo serie dl 11 a 16 or anil, 11 
Che a parer nostro toglie molto al lore yalore. 

Parr& strano cbe 11 KoUmann sostenga I'esistenza di cinque razze fra 
le popolazionl d^Gurapa, ma esamlnando 1 risultatl della oraniometria 
e tenendo conto degli studii gi& fatti suU'etnologia di molte regloni^la 
asserzione dell' Autore assume un grande aspetto di yerit&. Dappertutto 



K)0 RIVISTA 

gli antropologi, nello stndiare le razze che popolano attaalmente T Ett* 
ropa, si sono trovati di fronte a graTiBsime difleolt^ prorenfenti dalla 
diversitit del tip! che essi ogservavaao fra gli abitanti di una region^ 
anohe circoscritta. Ma qaesta mescolanza del tip! non ^ solo neirepoca 
moderna: dice giastamente il Kollmana che nelle epocbe preistoriohe^ 
avTeniva lo stesso. Diftitti noi troriamo fra gli avanzi 4elie piiii remote^ 
et& rappresentati sempre parecchi tip! etnici, per esempio in Franda, 
in Baviera e nell' Italia stessa (1). Infktti frale varie regioiti d'Earopa. 

' possono esistere alcune differenze dipendenti dal divensio grade di mesco- 
lanza delle cinque razze fondamentaify oppure dal predeminio di nn tipo- 
determinato. In ciascun grappo nazionale, dicef il Kollmann, 11 mode di 
composizione 6 diyerso ; di guisa che le trlbi^r, i popoli, le nazioni, tatti' 
i grappi etnici grand! e piecol!, sono formati col discendenti di p\h razze. 
I grappi etnici sono transitorii e perltari, e popoli innamerevoli scom^ 
pajeno nel turbine del tempi ; ci6 che resta d invece la razza, essa per-^ 
siste coi suoi caratteri anche attrayerso a molte generazioni, e la cra- 

'niometria pa6 col metodo analitico e spe^ialmente col metodo delta 
seriazione scoprirne il tipo anche !n mezzo alle popolazioni ^it com* 
miste. ' . 

ScHULTZ. — I caratteri fisici degli Ebrei. (Bulletin de la Classe 
physico-math^matique de VAcad4mie imperiale des Sciences. Pietro- 
burgo, N, 87-88. — Riportato nel Scientific American Supplement, 
1882, N, 261). 

1^ note che la razza giudea ha una singolare tenacia nel conservaro 
e trasmettere i snoi caratteri fisici. 61i Ebrei portano sempre sotto 
tntti i dimi e in mezzo a qualsiasi popolo le traccie della lore origine 
orientals Essi hanno, secondo Topinione comune, un tronco relativa* 
mente grande, estremit^ sottili, occhi neri , naso particolarmente pun- 
tutOy men to saliente an poVolto airinsi!iy corpo magro, gambe curvate 
in Wj andatura pronta e caratteristica , infine conservano neila voce e 
nel dialetto un*impronta etnologica importantissima. Questi caratteri 
flsici sono ammessi dallo Schultz, ma egli dice che le gambe in a; non 
sono castanti e che il piii importante carattere antropometrico degli 
Ebrei d 11 rapporto delta grande apertura delle braccia colla statura. 



(i) lo stesao, studiando or sono plii di dleci anal 1 cranj antichl deirEmi* 
lia* era arrlvato alle medesime coacluaioni, e no riferil in sunto alia Society 
Antropologica italiaaa, sebbene la memoria completa non sia stata pol piu 
da me pubblicata (V. Archivio d'Antropologia, Anno II (1872), Vol. 11, pag. 340)^ 
L*anno dopo, e con piti particolari, esposi analoghe id^e etnologlche nella 
mia memoria 8ui cranj Sieiliani e suW Etnolagia .della Sieilia (Arehivioi 
Buddetto, Anno III (1873), Vol. Ill, pag. 452) ; ma allora io dava molta impor* 
tanza alia etnologia classica e quella mia xnomorla [sa ne risente, la dove^ 
cerco di determinara Torigine del tre o quattro tip! da ma osservatl nella. 
craniologia della Sicilia. £!* MorsellU 



d'antkopologia 101* 

Paragoaaada la etatora dei Rassly Ebrei, Qircasaiy Lettoni, Estpniani 
V Negri, lo Sobultz troYa ohe qaella degli Ebrei ^ la pivi piccoU : la^ 
statara degli oomini varia in media dai 48 al 05 poUiciJ, mentre negli 
altri popoli la Tariet^ ya dai 67.S0 ai 69.S4 pollici. La grande apertura 
ddlljB braecia paragoaata alia statara d sempre piii piccola negli Ebrei^ 
qoalche Yolta d*an pollioe, mentre negli altri grappi etnicl la statura 
supera la grande apertara di 8 pollici (?). 

L'altezza totale del corpo fatta uguale a 1000, la testa e 11 coUo ria^ 
niti sono rappresentatl da 185 negli Ebrei, 184 nei Russi, 179 nei Let- 
tonii 180 nei Twouovachi, 182 nei Negri : ossia gli Ebrei hanno la testa 
piCi Yoluminosa per rlspetto al corpo. 

II perineo pore d piik lontano dalla testa negli Ebrei, essendo ^Vi««o 
dai suolo f mentre negli altri gruppl d a 460 , e perfino a 490 nei Ne- 
gri. L'ombellico d a ^*Vto«o dai saolo nei Giudei, 598 nei Rassi, 590 nei 
Liettoni, 597 negli Estopiani, 600 nei Negri. 

L'aYambraccio del Oindel misara ^^Aott mentre cbe negli altri grappi 
sorpassa 150 e negli Estonian! raggianse i 157. Finalmente la coscla 
del Qindei, dairanca al ginocchio , misura '^Viooo ^ quella del Let- 

toni 267. 

.- 

Letournbau. — Qnestionnalre de Sociologie et d'Ethnogra- 

jpibie* (Questionario di Sociologia ed Etnogra/ia). In: Bulletins de la 
Soc, c^Anthrop. de Paris, stance de l.*' juin 1882. 

Uoa delle grandi difficoltk da parte del Yiaggiatori, cbe YOgliono 
contribaire agli studii deirantropologia e sociologia comparata, d quella 
di non sapere molte Yolte in qual direzione rlYolgere le loro ricercbe, 
e quali indagini compiere salie razze cbe essi yisitano. Di qui la ne- 
cessity del questionarii etnograflci e psicologici ^ cbe le Society d' An- 
tropologia di Firenze ( cbe fa la prima ), di Mosca e di Parigi ^banno 
fatto redigere in tempi diyersi da apposite Commission!. Delia Com- 
missione nominata dalla Societik parigina era relatore 11 dott. Letoar- 
neaa, cbe avoYa pure collaborato ool Mantegazza e con lo Zannetti al- 
qaestionario ampio e diffuse diramato nei 1874 dalla Society fiorentina. 
Noi crediamo di far piacere a molti lettori della Rivista rlportando an 
rlassunto del Yarii capitoli del qaestionario, tanto pii!i cbe le ricercbe 
a'ccennatevi banno an certo rapporto cogli studii di psicbiatria , di an- 
tropologia criminale, e di statistica e topografia medica. 

Le estrinsecazioni deirattiYit^ nmana possono distinguersl sotto cin- 
que grappi princlpali. 

L Vita nut&itiya. a) Alimentazione : natara degli alimenti, mode di 
prepararli: pasti: sostanze inebbrianti (alimenti nervosi del Mante- 
gazza). 

IL Vita SBNsmvA: A. Come el sopportano il dolore, le malattie, ecc. 
sf) Tatto : esplorazione coir estesiometro. — b ) Qusto : i sapori , loro 
percezione, qaali sono i piti graditi. — c) Odorato : ricercbe analogbe« 



ite- BIYISTA 

— d) Udiio: sua aeotezza: saoni preferiti* — e) Tisia:, acatezia vi«> 
flira, miopia^ presbiopia^ pereezione dei color!, color! preferiti. 

B. Bstetlca : omamenti : belle arti. a)^ Ornamentl : tatuaggio : — b) De- 
formazioni e mntllazionl etniche,'come e per quale scope si pratioano,. 
-* c) G!ojelli. -— d) Peltinatare e copertnre del capo. -^ e) Vestimeota*. 

— f) Daaza: snoi oaratterL «— g) Moaiea: strameati preferiti. r- b) A.rtt 
graflcbe e plasticbe: scaltaFa, disegno, pittarai arobitettara : predispo- 
sizioni sessaali. , . 

IIL Vita affbttiva. A. Generalitlu —-a) Caratiere^ morality: ga- 
jezza» trlstezza, ooraggio, mdnzogoa, amioizia, educazione, antropofa- 
g!a, eqc^ --r* b) De! £ancialli| comesbno trattati'.iDfaaticidio^'aborto.pro- 
ToiBatOi ecc r- o ) Veccbi e parentL — d ) Condizione dejle donne. — ^ 
e) Ouerra. — f) Riti flinebri*. , 

B. ReligioDeyTitafatnra. a) Credenza alle omiire, alia yita fatura, ecc» 

— b) Feticoi, idoli , calto , clero. ;^ c ) Idee della creazione » ctosmo- 
gonia, ecc, 

rv. YrpA sociALE. a) Faojiiglia; parentala, eredit^ — b) A.more; ma* 
trimonlo ; praticbe e forme del mairimonio'; monogamia, poligamia o 
poliandria; condizione delle donne; contratti; prostituzione , eoc» — 
e) ProprieUi sua forma: proprietii mobiliare e immobUiare, agricpltura, 
trasmlssione della propriety. — d) Ooverno : oostituzione sociale , .sua 
forma: caste, gerarcbia sociale; scbiavitii, imposte. — e) Giastizia': de» 
litti cbe yengoDQ previstl o tollerati ; cbi esercita la giastizia: diritto 
di conquista. 

y. Vita intbllbttuale. A. Dati generall. a ) Caceia , pesca , ecc, ^^ 
b) Agricoltnra, come si coltira e cbi coltiva. — c) Geramica. — d) Mj^- 
tallurgia. — e^ Armi, lore forme : materie impiegate : arm! ay velenate* 
^f) Navigazione. — g) Abitazioni, forme, material!; se terrestre, acqua- . 
tiobe aeree; semobili. — b) Vestiti, forma, fabbricazione: sentimeato 
del pudore. — i) Mezzi di trasporto, animal!, raote. — k) Gommercio ^ 
moneta, ecc 

B. Facolt& intellettoali : a ) Memoria : sae forme , sae variety : rac- 
conti anticb!, calcoli, ecc. — b) Immaglnazione, sogni, poesie: genioin- 
▼entiyo, — c) Inteiligenza, percezioae, attenzione : sonno, scrittnra, ecc^ 

— d) Spirito di osseryazione, curiosity. — e) Patologia cerebrale : pazz!^ 
idiot!, forme di pazzia, come sono trattate ; yariet^ sessuali, ecc. 

C. Applicazion! special! deirintelligenza. -^ a) Lingoaggio: variety ^ 
formoi caratteri, pronnncia, dialetti. — b) Namerazione :]quanto estesa : 
sistema di nnmerazione e di cifre. — c) Oompnto del tempo : durata del 
mesi, delle settimane, ecc. ; determinazloae delle epoobe. 

GioLiOLt e Zannbtti. — Antropologia ad Etnologia (nelle ptri/b^ 
zioni scienHfiche pei viagffiatori raccolte da A. Issel i edite in Roijfia ^ 
1881 , an yoU di pa^. XII-556 ,. con fig. e tay. da pag. 316 a pag. 356), 

Per la natara stessa di qaesto periodico no! aon posslamo ocoaparbi 



d'antr6pologia 103 

degli scritti di etnologia e di etnograda, ohe costitniseono, specialmente 
nelle pubblleazioni atraniere , la parte piCi ricca e earatteristica della 
letteratura antropologica moderna. Cosi non avremmo ricordate qiieste 
istrurioni per Fantropologia ed etnologia del professori Gigiioli e Zan* 
netti se non per la parte generale relativa ai earatteri dsicl a morali 
umani, ai metodi migliori per ietadiarli ed all'antropometria ; ma vi d 
an capitolo che merita tntta la nostra eonslderazione , contenendo un 
saggio di classiflcazione delle razze umane che dobbiamo farconoaoerd 
ai lettori di questa RivUta^ eaaendo tall stadj ana vera novitft nella 
letteratnra antropologica italiana. E note inflatti che lo stesao professor 
Mantegazza, in ana lettera diretta dal prof. Qiglloll e da qaesto pre* 
messa alia relazioae tifflciale sal Yiaggio della « Magenta » intamo al 
globo, aveva dichiarato espllcitamente la gray! difficolt& che si inoon- 
trano nel classificare le specie o sotto- specie o razze amane , che dir 
si Yoglia, e si era anzi limitato a riprodarre alcani del piii not! tenta. 
tivi di classiflcazioni etnologiche senza aggiangervi noUa pitl che un 
quadro grafico della gerarchia delle razze. Bcco ora ohe i professori 
Gigiioli e Zannetti tentano Inyeee rispondere al problema nella prima 
parte delle loro istrozioni. 

Le classidcazioni fin qai proposte dagli antropologi peccano, essi 
scrivonoy di esclusivismo ora da an lato, ora dairaltro. Giascan Aatore 
d& sempre soverchia importanza ad an carattere isolato oppure a oa* 
ralteri insafflcienti per costitoire vere diagnosi differenziali , come la 
forma del cranio, il colore della cute, la strattura del capelli, 11 carat- 
tere del linguaggio, eoc. Dae sono le categorie che raggrnppano sotta 
di «d tntte le classiflcazioni proposte fin qai; Tanatomica o morfolo- 
gica e la filologica. A. qaeste si potrebbe per6 aggiaagere ana terza 
categoria di classiflcazioni mlste, che a dire il vero sono le migliori. 

In rigaardo alle classiflcazioni etniche anatomiche, diremo che ben 
soventi nei diversi membri di ci5 che si considera come razza distinta^ 
yariano non solo il colore della cute, la struttara del capelli, la forma 
del cranio, ma assnmono perfino i earatteri credati proprj d'an'altra razza» 

Le classiflcazioni etniche a base filologica hanno anche piu name- 
rose sorgenti di errore, perchd non d raro 11 case di popoli che abbia- 
no adottata la lingaa di altri inyasori o conquistatori. Forse 11 meglio 
sarebbe di non fare troppa analisi, di oontentarsi cio6 di larghe linea 
sintetlche ridacendo le razze a piccol nomero ; ma specialmente fa- 
cendo' poco conto delle pretese migrazioni dei popoli. 

Linneo ammetteya yarie specie nel genere Eomo e traseuranda 
quelle che erano basate sa false notizie , possiamo citare le 4 fonda- 
mental! : ffomo aUms^ E. luridus , ff. rufus ed J?, niger. Qaeste cre- 
dute specie umane serVirono di base alia famosa classificazione del 
Blnmenbacb, che ammetteya le cinque razze Caticasica, Mongolica^ 
Malese^ Americana ed Bti&piea^ oio6 razze Bianca, Gialla^ Bruna^ 
Bossa e Nera» Variant! suUo stesso tt>no furono le classazioni di Buf- 



104 RIYISTA 

foB, Lac^p^de, Dam^ril, Kant, Hunter, Virey, Jacqaiaot, eecu.Bory de 
Saint- Vincent gianse a frasionare le dette razxe in 15 i^eoie, Dasmoa- 
lin8 ne propose 16, Morton divise gli aomini in 22 famiglie, Luke Barke 
propose 63 (!) razze, di oai- 28 sarebbero variety intellettaali e 35 razze 
fisiefae. Nott e Glidd^ ^embrano inclinati ad accettare la olassifica- 
zione di JacqaiQot, nella- qaale le varie razae soao ripartite iag^nosa* 
inente sotto tre capi prineipali) CavLoasiana^ Mongolica e Negra^ ma 
rAgaflsis nol saggio etnologico die serve di introdnzione alia loro grande 
opefrsk {Types of Manhdnd) adotta .ana ..classiUcazioae prettamente, 
^eogra^oa, in acoordo colla sua ortodosiBa ipotesi del centri di crea- 
zfpne. Metzan e Morray rid8.8ero tatte le razze a dae sole, la Bianca 
e la Nera. II Pritehard, adottando come criterio etnologico 11 lingaag- 
gio, fece una ciassiflcazione assai confosa, da cui si rioaya per6 se non 
altro Vesistenza d*un namero strepitoso di variety e sotto-variet&« II 
Geoffl!*oy SaiDtrHllaire ridusse a saa volta a quattro i tipi principali » 
ciod al Cat4casico ortoffnato, al Manffolico eurignafOf a\V BHopico pro^ 
gnata e M' Ottentotio eurignaio e proffHiUo: colloea per^ intorno a 
qneste qaattro principali altre otte razze, aon una sintesi pinttosto ar- 
dita e infelice. Finalmente il Pickering .ammise undici razze senza 
escladere Tesistenza e la possibility di altra 

Tralasciamo di parlare delle classificazioni fllogenetiche, ossla genea- 
Ipgiche inaugurate dairHaeckel e adottate oggidi dair Huxley , dal Fr. 
MiiUer, e dai pi£l reputati etnologi darwinisti, perchd gll Autori si di* 
meuticarono di parlarne in questo loro studio^ e riferiamo senz'altro la 
olassificazione proposta dai professori GigUoll e ZannettL 

Essi hanno pensato di dividere le razze umane sotto quattro groppl. 
principali piti o mono equiyalenti, disponendole nel mode segnente : 

A) AUSTBALOIDI. 

1,* Razza Australiana (cranio dolicocefalo). 
B) Nroroidi. 
2.® Razza Tasmaniana (cranio dolicocefalo). 
3*^ Bazza Negrita (oranio brachicefalo). 

a) Ramo asiatioo. 

b) Ramo af^lcano. 

c) Ramo australiano. 

4.^ Razza Negra (cranio dolicocefalo). 

6,^ Razza Gafira (idem). 

6.^ Razza Abissinica (idem). 

7.^ Razza Papaana (idem). 

8.° Razza Polinesica (idem). 

C) MONOOLOIDI. 

9.^ Razza Iperborea (oranio braofaice£alo). 
10.^ Razza Americana (idem). 
IL* Razza Malese (idem)* 
!£.* Razza Mongola (idem). 



d'antropologia lOS 

D) CaOCasoidi. 
13.* Ratea Aino (era&io xaesocefiaUoo). 
14.** Baz2a DraTidiana (i<lo°i)- 
15.® Ba2sa Iado«Boropea e Semitica (idem). 

La seconda parte della istrazioni tratta delle misare , delle indica** 
zloni DDtorfologiohe^ delle osservasionl fleiologiche e psioologiobe, flaaU 
metite delle ooUeKionk 

'Qnaftto alle mieare gli Afitori aegaono le istruzloni deUa SocieU an- 
ta^pelogica' franeese glA da noi riassimie «a qaesto steasa. giornale tre 
miA ot sonoi e per gU etramosti danno la iHrefereosa a qaelU fobbri- 
cati dal Matbten dietre le Indioazloni del prof. Broca* P«r obi Toglia 
fai^e ane stadio ofaniometrleo e aatropomeirioo eopra'ttna data popo- 
liizione, ei^si daane an qaadro delle misare principalit eal qaale ricbla* 
miamo rattenzione del neatrl ieitorl, parendoci cbe esse sia 8af&ciente« 
xna cbe non riportiatno per manoanza di spazio. Piii atile el aembra 
riferire la elasslflcazleiie morfolegiea del capegli , essendo qaesto na 
argomento poeo oonoiokito dalia generale del medici* 

I9ei oapelll doyra notirsi eesono radi o folti, rigidl o docUi, steal , 
ondatl, inanellatii ricciutl o ereapL 

I oapelll steH {cheveuw U$^es) o come aogliono cbiamarai, bencbd 
impropriamente, lis^H^ non banoo biaogoo di eaaere definiti, 

I capelli cndati {ond4s) deaorlvono delle carve ample e aaaai regolari. 

I oapelll inaneUoH (powiUs) ai avvolgono formando degll anelU , ge« 
neralmente incompletl e ben Tisibilu 

I capelli ricduH {piais) formano degli anelli pii2i piccoli » piii fitti e 
plil flnltU 

I capelli ereapi o lanoH (laineuto) difGariaoono dai ricoiati per dae 
caratteri : fanno degli anelli ancbe pliji piccoli e al intricano ool plii t1- 
clni, facendb del ciaffetti diatinti, tali da rammeatare la lana. 

I capelli in glomeruli (d graines de poivre) aono 11 maaaimo dMn- 
crespatara : i ciaffetti aono piti atrettamente avTolti, aiccbd la oapiglia- 
tara d formata da tanti piccoli gomitoli, ataecati gli nni dagli altrl. 

I capelli a peneri {en t^te de vadrouille) aono groaal, atopposi, Ian- 
gbi, e deaorlvono in tntta loro langbezza nna atretta elica, formando 
tatt'inaieme nn'enorme parraoca arraffata. 

I capelli in glomeroli sodo caratteristici del Negrlti, Ottentotti e razze 
aflQnl : qnelll a peneri del Papaani. Non ai incontrano mai nelle nostre 
popolazlonl. 

La parte dello acritto relativa alle oaaervazioni paicologiobe d impor- 
tantiaaima. Gli Aatori oredono che poaaa porai qaeato grande principio : 
— L'umanitd nello spazio e nel tempo percorre le medesime fasi per 
le quali passu tinditfiduo «^ principio ohe pab eaaere fecondo dl molte 
sooperte, poicbd, ae queato d vero, cib ebe afagge airoaservazione nel- 
rindividao per la ana picoolezza, aar& manifeato in voce nella amanltft, 
e la atoria e Tantropologia diverranno i mioroacopii coi qaali lo paico* 
Ibgo potra oaaervare Taomo ingrandito. 



106 



RIVISTA DI GHIRURGIA w 



Patologia e terapia generale. 

T.' Bergmann — Di un^alierazione del sangue nelle maXatUe infMive 

acute. 
Fischer — Medicatura eolla naftalina. 
Ranke — Medicatura col Umolo. 
Neuber — • Medicatura con la polvere di torba* 
Kummel — Medicatura inorganica delle ferite col sublimato. 
Zeller — Jodoformio. 

T. Langanbdck — Medicatura col jodoforfnio. 
SoDnenbarg -- Medicatura delle ferite eai bagnt permanenH, 
Glnck — Piemia guarita. 

Mnsooli. 

Helferich — Trapiantamento di muscoli. . . 

Oftsa, axtloolaaloiiL 

Scbmid — Cura delle necroei, 
Sohede — Cura delle pseudartrosi. 
Flesob, Biedel — Corpi mobili articolari. 
Scbuller — Malattie articolari sifiUtiche. 

Vasi. 

Braan — Legatura circolare e legatura laterale delle vene. 

Capo. 

Kiister -— Ferite d^artne a fUoco del cranio, 

Olack -« Reeezione del temporale. 

Hahn — Rinoplastica. 

Guterbock — Iperoetosi delta maacella inferiore, 

Gol02ina vertebrale. 

Kudter — Frattura di vertebra. 

CoUo. 

Michael — Otturamento della trachea. 
Scbede — Estirpazione di laringe* 
Braan — Struma maligna. 



(1) Comprende la relaEione degli argom^ati tmttati nell' Zl Congreno del 
eUrnrghi tedeschi tennto dal 31 maggio al 3 giu^o 1882 in Berlino* Vedi < 
Appendice al N. 29 del Centralhlatt fur Chirurgie^' l^^ Trad, del dott Vlt^ 
torio Cavagnis. 



RIVISTA Dl CHIRDRGIA . 107 

Petto. 

Riedinger — OotnmoMione toraeica. 
Lo siesso — > Fraitura deUo stsmo. 
Glnck — Aneurisini dettaorta. 
Block — Ferite del euore. 
Lo s'tesso — Besezione del polmone. 

Tnbb gastro-ttiterioo e glandole addominall. 

Miknlicz — Qcutroscopia. 

Lanenstein, Rydigier — Beeezione del pilorth 

Xlhde — - LaparQ-coMomia, 

Scbwalbe — Ouarigione radiedle delle emie. 

Tauber — Ano pretematurcUe. 

Gnterbock — Echinococeo sub-frenieo con perforasione intestinale^ 

Landaa -^ Echinocoeehi del fegato. 

Gredd — ^sHrpazione di milea. 

Laparotomle. 
Rosenback — Le laparotomle nella OUtUea di QotHnga. 

Organl orinar). 

Hahn — Reni mobili» 

Sonnenbarg ^ Operazioni stdla vescica. 

Jaiilard — Sutura della vescica, 

Organl gasltall. 

Schmid — Operazione d^idrocele. 

Arti. 

Kuffer — Lueeazione abUtuUe della spcUla, 
Boscb -— Diearticolazione della epaUa. 
^olff -- Reeezione del gomito e del cotUe, 
Scbede^-7 Bi^attura del radio. 
liO stesso — CKnocchio valgo. 
Habn, Kraske — BesezUme del ginoechio. 
Kuater — Betirpazione dell'asiragalo. 
Kraske -— Luseazione ereditaria del piede* 

Teonioa operatorla , istnimentale e di medioatura. 

Hagedorn — Porta^ago, 

Scbede — Mandaririo per il catetere di N4laton, 

Tialla — Cassetta per le fratture, 

Beely — Apparati ortopedicU 

XMixiOBtMilone. 

Eocb — Bacilli del iubercolo. 



108 RIVISTA 

Y. Bergmaj^n. — Di una alterazione del sangue nalle malat* 
tie acute d'iniezione. . , 

In qaelle malatUe acate d'lQfezione, .che sono eoQirassegaate da ve* 
^tazione di bacteri nel sangue circolante, com^ ad esempiQ, il carbon- 
<ihio, la febbre ricorrente, la tabercoiosi acuta* e speoialmente le forme 
di setticemia sperimentalmente provocate nel conigli e nei topi dft Koch 
e da Oafiky, i bacilli patogeni entrano in uno speoiale rapporto coi lea- 
citi del sangue. Sssi cio^ vi penetrano, yi si ingrossano^ e 11 portano 
«l disfacimento ed alia distruzione. II disfacimento del leucociti nel san- 
gue circolante yiane per6 prodotto ancbe da altre sostanze, come a 
dire le solazlonidi varii ferment! non formal!, cbimicamente pure e 
non contenenti alcun batterio del fermento della flbrina^ della pep^ina, 
della tripsina, come pure della sepsina e deU*emoglobina» Secondo gli 
studj di Alessandro Schmidt (1) la dottrina della coagulazione del san* 
gue d stabilita come segue : il disfacimento del leuoiti nel sangue del 
salasso rende libere le sostanze fibrinogene e ne determina Uunione in 
coagulo. Ora si forma egualmente 11 coagnlo ,qu^ndo si injettano nel 
sangue delle fortl dosi del soprannominati ferment! ; e gli animal! as- 
soggettati a tali esperimenti muojono subito ; ed alUautopsia presentano 
il cuor.destro ed 1 rami deirarteria polmonare riempiti di trombi. Se 
invece si ii^ettano piccolo dosi di tali fernienti si sviluppa una forma 
morbosa, analoga a quella data dalla intossicazione putrida ; si ha ciod, 
febbre gastro-enterite, e debolezza cardiaca. 

Quest! fenomeni morbosi possono venire spiegati per il disfacimento 
dei leuciti del sangue, speoialmente daccb6 Alessandro Schmidt riusci a 
dimostrare, che i leuciti del sangue funzionante contengono maggior 
fermento vitale, ed i leucit! del sangue morto contengono mono fibrina. 
Ora se si ammette che sla una alterazione primitiva del sangue la causa 
deirintossicazione putrida e deirintossicazione per fermento, ^ evidente 
4ihe i'organismo dove spiegare una straordinaria attivit^ con tnttl qnei 
mezzi che conservano costante la eras! sanguigna. Quest! consistono spe- 



(1) La dottrina di Schmidt sulla coagulazione del sangue consiste sempli- 
-cemente in ci6, che la Jibrina non d che il risultato della combinazione di 
due albuminoidi del plasma, il flbrinogeno clod, e la paraglobulina. 

I lavori di Schmidt sulla storia chimica della flbrina, sono stupendi e le 
flue esperienze classicha ; ma egli non ha spiegato perchd il Jibrinogeno e la 
paraglobulina restino liqnide nel sangue circolante, mentre si combinano nel 
cadavere ed in aloune paculiari condizioni della vita. II prof. Mantegazza 
{Sulla causa della coagulazione del sangue^ ecc, Gomunicazione prevent 
Hva. « Gazzetta Medica Italiana Lombardia », 1899), prov6 che la coagulazio- 
ne del sangue , della linfa e di altri liquidi fibrinosi & dovuta ad una irri- 
tazione dei leuciti, i qnali per contatto di corpi stranieri o di tessutl infiam- 
mati o tolti ftiori dalle condizioni flsiologiohe. del loro scambio nutritivo» 
mandano foori un albumlnoide, che d la soneente della flbrina o del coagulo 
fibrinoso. G. 



DI CHIRURQIA 109 

dalmente nella s^crezioDo orinaria e neli*aamento dei prooessi d* ossi- 
dazione nel sangae* Qaesti oltimi danno luogo a riaizo della tempera- 
tora del corpo e con ci6 al oalor febbrile. L*affezi6oe gastro-intesttnale 
poi e le Qumerose eocbimosl, che si trovaao nel miocardio e sotto I'ea- 
docardio degli anlmali, assoggettati airesperimentOi Bono consegoenze di 
diflturbi locall della circolazione ; e tali disturb! sono di leggier! pro- 
dotti dal disfari^i nell* albero circolatorto di molti leuciti. Qaesto disfa- 
eimento rende il sangue viseido e tegnente oosi ohe alia fine si soiTerma 
n^ei capiUari. Se qnesto arresto persiste , ne vengono tnmefazioni, tra- 
sadazionl ed iDflltrazioni, sotto le quali T anlmale maore. Nei casi In-* 
Tece, in on! vennero injettate B6lo piccole qaantitit di fermento, Hi hanno 
le condizioni per il compenso del disordlne oircolatorid e qaesto sva*- 
fiisce. L'imbarazzo temporaneo del territorio oapiliare disteso nei pol» 
moni si pub benisslmo imparare a conoscere misurando la pressione 
sangaigna prima e dopo le injezioni di fermento, come ha fatto Angerer 
in lino studio snl riassorbimento dei grandi stfavasi. La pressione del 
sangue dopo Tinfezione scema in conseguenza della vacuity del cuore 
sinistro ; ma se qaesto si riempie di nuovo perch6 si rendono libere le 
Tie sanguigne del polmone , anche la pressione sanguigna si rinforza e 
. ritoma airaltezza di prima. 

II disfacimento dei corpascoli bianchi del nangue nel circoloy sla nel- 
rinfezione per microorganismi yegetanti nel sangue, che nell' intossica- 
2ione per certi ferment!, come la pepsina , la tripsina , e la sepsina, 
spiega i sintomi comuni ad ambedue le malattie, cio6 la febbre di un 
dato tipo, la tumefazione degli organ! sanguiflcatori, della milza e delle 
glandole linfatiche, la colorazlone itterica della pelle, 1 disturb! gastro- 
intestinal! e la debolezza cardiaca prontamente subentrante. 

Ora sono appunto quest! sintomi, unitamente ai cosidetti fenomen! ner- 
Tosi o tifosi, quell! che s! sogliono rlguardare come caratteristici, anzi 
addirittura come patognomoniel delle malattie acute infettive. Mentre 
pertanto i detti sintomi vengono spiegati dal mentovato disfacimento 
dei globuli bianchi del sangue nel circolo, ha ragione di continuare a 
sussistere I'ldea deU'unit^ della febbre, la quale, invece di venire ricer- 
cata nel sangue abnormemente caldo , viene piuttosto trovata in una 
alterazlone primitiva del sangue medesimo e simile, per^razione, a tutti 
i fattori nocivi che ooncorrono neireziologia della febbre. 

E. Fischer (di Strashurgo). -- Della medioatura della feiite ooUa 
naltallna. 

La naftalina d un idrocarburo della formola dl C^^ H*, che venne pre- 
parato nel 1820 da Garden dal catrame minerale ; esso d un corpo cri* 
fltailino, bianoo, piuttosto volatile, che si fonde a 79^2 C. e bolle a 2W C. 
del peso speoifico di circa l,!, brucia con fiamma molto fuligginosa, ed 
ha un odore disoretametite p^etrante ed nn sapore acuto, che richiama 
quello del catrame. Essa d quasi asBOlntamente insolubile nell' acqua » 



110 BITI8TA 

negli umori delle forite, come pure negli alcali e negll aoidf dllaitl ; 6 
facilmeate. saiabile inYooa aelPetere gi& airortilQaria temperatara^ e nel- 
TalcQol boHeatey. come pare neU*acido solfarico oaaeentrato bollente ed 
in varii olii graesi e yolatili. A 150* G« si sablima abbftstaaza presto in 
sottili fogUette; easa viene faoillsslmamente tradportata col yapore 
aoqaeo, cosicehd se ne possono molto facilmente dimostrare traccie me- 
diante la semplioe distiUazioney nelle solazioni acquose, oeirorina, nello 
stereo e somigiianti » mentre i fogliettl oristallini di naftalina aderi- 
scono alle pareti dei pecipienti fireddi e si trovano anebe neiracqifa di- 
stiUata. La naftalina ^ molto diflbsa in natura, e erl forma Eiopraiitatto 
doTe brodano corpi organfoi oontenenti molt' acqoa / perei6 fil tifova 
in.conaidereYole qoantitli nelfbmo del tabacoo, dei camini, ecc. Iiacon- 
4seryHSBiOIle della earne affamicata dipende, in gran part4 almenb, dalla 
virt^ anHsetHca della naftalina. II catrame minerale contiene qnanlitA 
molto grand! di naftalina. Questa ciroostanza , nnita alia faeillt^ della 
ana preparazione ed al sno poco nso n^la grande indastria, spiega il 
minimo prezzo della sfessa. ^ 

Mentre la naftalina, inalata come gae, ovvero asata intdrnamente ed 
«8ternamente, non d& Inogo a fanomeni d'awelenamento nd sair uoftio, 
nd sagll animali saperiori , produce negli organism! inferior! di na- 
tura sia animale sia yegetale (schtzomiceti , fungbl della muffa ed al* 
tri animali articolati , ecc), degli eftetti molto different!, inqaantoobd 
ess! non possono resistere all'azione prolnngata della naftalina, ridotta 
. alio state gazoso (1). Essa antra peroid nella serie degli antisettici, e 
yenne come tale appnnto impiegata nella clinica cbirnrgica di 8%ra8- 
. burgo in molti casi per la medicatura delle ferite. Le qaali grazie alia 
naftalina^ se ancbe prima erano sordide (come le plaghe alle gambe , 
le nicer! da Ine, i carcinomi icorosi, ecc), tosto assamono un belPa- 
spetto ; n6 si osseryano panto fenomen! di irritazione locale nh gene- 
rale, nd s! presentano eczemi, nd snccedono alterazioni degli umori, 
percbd la naftalina non forma minimamente una crosta con gli umori 
medesimi delle ferite, i quali, anzi escono all'esterno come filtrati attra- 
yerso a sabbia. 

Eelatiyamente al mode di usarla si not! che la naftalina yenne applicata 
in sostanza direttamente sulle ferite e fti anzi adoperata in grande quan- 
titdi per riempirne le cayit^, come i tumor! apart! ed icorosi, dope la 
estirpazione del retto, nei oaroinomi della yagina, sulla bocca dell* u- 
tero, nelle estese ferite cayitarie con cattiya secrezlone, nella gan- 
grene 'che talora tien dietro alle ferite recenti, nelle amputazioni, eoc. 
In seguito yenne impiegata per impregnare !l materiale di medfcatara, 
usandola sia in sostanza cbe in soluzione eterea od alcoolica. La sua 



(1) Gonfrontisi in proposito la pubblicazione dei N. 8 e 9 della « Berlin. 
klin« Woehenscbr* », 1882. 



DI OHIBURaiA 111 

<olozione '^rea ppi jvanne impiegata per iiOdsione nelld flitole , nelle 
quail 81 adoper6 pare rintrodazione del bastoncelll di naftalina; lanaf- 
talina e la vaselina si comblnarono per fame nngaentl ; insomma eesa, 
al pari del jodoformiOy veone usnfruita In tatte le galse. 

In alcnne resipole maligne sacpessive a resezioiti articolari, dope il 
complete mmpimento delle ferlte coa naftalina si osserrd Immedla- 
tamente avrestarsl 11 processo resipelatoso, scomparendone tatii i eln- 
tomi io 2-3 giorni. Finora non gl conoscono oontroindlcazionl aU*im- 
piego della naftalina nella medlcatara delle ferlte» 

Slecope quasi tutti 1 preparatl dl naftalina, ohe trovansi in commer- 
cio, contengono delle miacele dl fenoli, bisogna dlr^ersi ad Ohlgardt 
et Cie. ; Naphtalinfabrih in Kehl (Baden\ per avere una naftalina para, 
.4a itnplegarsi per la medicatura della difterite; ela detta ditta d& tale 
pi^^p^rato pure a 1 Marco (L. Ital. 1,25) al chilogratnmo. La naftalina 
pura d bianca, oia non Candida, anzi tira leggerissimamente al Foaeo. 
Per provare la purezza del suoi preparatl, vale la seguente reazione , 
indlcata dal dott. Scbultz, Docente private di chlmlea. 

Si prende una picoola. quantity (oirea 10-15 gr.) della naftalina da 
^saminare, la si fa boUire per aloani minuti con pooa acqua alia quale 
siano state prima aggiunte alonad goccle di «oda oaustica; si lascla 
rafCreddare e si flitra. Se nella naftalina el erano del fenoli, essi ftirono 
discioltl e si troveranno percib nel filtrate. Non si ha allora che da 
rendere leggiermente aoido quest* ultimo e da aggiungergli un poMl 
acqaa bromata , perchd tosto si forml del fenolo bromato , 11 quale si 
palesa direttamente per I'opalescenza che assume 11 filtrate ; oppnre 
se in questo si conteneva molto fenolo, si forma un precipitato latti- 
ginoso. 

Si debbono considerare quail speciali vantaggi della naftalina nella 
medicatura' delle ferlte 1 seguenti : 

L* La comodlt& del sue use; 

2.° II non esservi pericolo di intossicazione ; 

3.^ II modesto prezzo, pel quale la sua introdnzione viene special- 
mente raccomandata nella pratica del poveri, negll ospedali militari, ecc. 

Ortre che nella medicatura delle ferite, fin dalPautunno del 1881 la 
naftalina nel civico ospedale di Strasburgo viene ancora usata speclaU 
mente : 

\^ Qual mezzo generale di dislnfezlone nelle sale degli ammalati, 
negll abort!, ecc. 

2.^ Nella poUcllnica chirurgica per unguento nelle varie malattle cu- 
tanee parassitarie d*origine sia animale sia vegetale ; 

3.® Nel riparto dei bambini del prof. Kohtz per mezzo di prolungate 
inalazioni nelle malattle Infettive deiralbero respiratorio , come crup, 
difterite, bronchlti, ecc. 

II Fischer ha inoltre raccomandato la naftalina centre i parassiti degli 
animali domestici, e delle piante, e specialmente per difendere le cruel- 



112 EIVISTA 

fere oontro la davastaKione delle podare (inaetti) , la patate contro il 
fango loro, la yita odntro 1 saol parassiti ; e della saa favorevole azlona 
per la dlfesa delle cracifere egli stesso ha potato personaloaente persaa- 
dermi. Per asare pratieamente la naftalina a proteslone deUe patate e 
della Tite dovrebbero prima essere fatte delle prove. 

In medicina la nafbaliaa venae asata nel 1840 per breve tempo dai 
mediol Franoesi (Rossignon, Em^ry, Dapasqaier), poi da Veiel, Klem- 
hans e Simon, tanto nolle malattle della pelle (ecsema cronico, psoriasi, 
lebbra volgare)^ qaanto nolle malattie interne, ma pare eon poco 'vantag- 
gio. Farbringer (1) V ha di nnovo raccomandata come an baon rimedio 
anti-8cabbio80. 

H. R. R4K0KB. — Dell' effioaoia antisettlca della medlcattira 
oon garza timolioa seoondo le prove tettene nella oHnioa chi* 
rurgica di Qroninga. 

Qaantanqae 11 timolo siasi dimostrato oon molte osservazioni teoricha 
come an baon mezzo antibacterico, esao re8t6 tattavia finora nella pra- 
tica al disotto delle concepite speranze; e tale disaccordo invitava anaova 
prove. Per mettere la qaestione il piik semplicemente che fosse possi- 
bile si pens6 di sostitaire paramente il timolo aU'acido fenico della me* 
dicatara coUa garza di Lister; e tale medicatnra venne continnata per 
4 anni nella clinioa chirargica di Groninga. 

Le circostanze esterne vi erano sfavorevollssime e Tospedale non cor- 
risponde minimamente alle condizioni cbe ora si esigono. Inoltre al 
principiare di tal cara ci esistevano malattie infettive e ripetatamente 
ve n*entrarono altre. 

L'isolamento di qaesti ammalati fa possibile solo di rado per il fktto 
del sovraempimento degli ambient! gi& per sd insafficienti. 

I risaltati ottenati con tali condizioni farono presentati al Congresso 
disposti in tavole a seconda delle malattie e delle operazioni, le qaali 
farono ampatazioni, resezioni, osteotomie, frattare complicate, ampata- 
zioni di mammella, operazioni di idrocele e di ematoceie , castrazioni, 
fognatare di articolazioni e stiramenti di nervi ; ma non possono qai es- 
sere singolarmente ripetati. Per dirla in breve, si osservd che, fatta 
eccezione del tetano, che fa osservato due volte i non si osservb nes- 
Sana malattia infettiva osando del timolo , e che inoltre il decorso 
delle medesime fa tipicamente asettico. Malgrado qaesti baoni risalr- 
tati , che consonano coile notizie teoriche che si hanno pel timolo , e 
malgrado che qaesto abbia namerosi vantaggi sairacido fenico, la me- 
dicatnra col medesimo non pnb senz^altro venir consigliata per V aso 
generale perchd se ne trovano nel commercio solo qaantit& limitate, e 
la bont& del material! di medicatnra risf etto alia qaaiit& ei alia qaan^^ 



(1) « BerL klin. Wochenschr. », 1S82, la 



Di cmRxmotiA 113 

iatk realmente ccintenata dl timolo assai dlffloilmeate puo eMeve AHor- 

znfnata. 



» I 



G. NsuBER. — Snlle propriety antipatride ctolla polv^r* 
torba: ' • ' 

La medicatara fissa (1)» osata ora'a Kiei, eonaiste in dae borse di 
garza ripiene di polvere di torba eomane, dispo^te intorno alia ftrita 
ed assicnratevi cod bende pure di garza, Qaesto apparecchio ^i lasoia 
in pbsto; senza toccarlo, flnehd b\ predome cbe iia avTeaata ia goari* 
gfone,"ciody a seoonda della quality e delPaatensione della feritai da 10 
a 4<) giorni. A qaesto mode farono trattate 212 grandi ferite per ope- 
razlbni o per lesioni: e noii morirono che 3 ammalati> ma per dreo- 
stanze, le qaali nnlla bairao a fare col nietodo di cora aaato delie ferite. II 
primo apparecchio recrtd in posto 198 volte flao al termine giaato e 
solo 11 volte venne levatd prima del tempo; e nel 85 0[o del casi $i 
ottenne perfettamente o quasi, la gaarigione con ana sola medicatara. 
Questi baoni risaltati se non sono da ascrivere del tatto alia torbai si 
devono per6 in gran parte alia medesima, perchd essa non solo d an 
ottimo assorbente, ma possiede atiohe in certe condizioni delle propriety 
antipatride. 

A favore della propriety antipatrida della torba depongoao , ,per 
esempiOy i cadaveri trovati nolle torbiere dello Scbleswig-Holstein ed al> 
trove. Per lovestigare se la torba agisce quale stimolo flogistico, ven- 
nero fatti varii esperimenti. Nenber injettd nel tessato connettivo aot- 
tocdtaneo e nella muscoiatura deU'acqaa da torbiera e non ne ebbe in- 
fiammazione alcuna. Si introdassero inoltre nel cavo peritoneale di por* 
ceilitti d*lQdia 2 centimetri cabioi di torba e pare non ne segoi panto 
peritonite acuta; ed alouai del detti animali vivono ancora, altri go-- 
pravvissero piii mesi all* operazione* Anche le ferite recenti e Jie su* 
perflci granulanti guarirono senza incidenti, ricoprendole eon questa 
torba di mosco. Perei6 dunqae, secondo V Autore, la torba non agisee 
da stimolo flogistico« II dott GaflTky poi, per consigiio di Neuber, feoe 
an*altra serie di esperienze su degli animali, collia quali si doveva sta- 
bilire se la torba possiede delle propriety antibacteriche ; e il loro ri- 
saHato fa cbe la torba che contiene batterii, spore del funghi della moffa 
e d't oidiOy pub'bensi ritardare ma.non impedire del tatto lo.sviluppo 
degli organismi patogenici. ■ ' ; . * 

' Che'-poi malgrado o\b siansi ottenuti risaltati cosl segnalati .colle a^B-, 
dicatare di torba, si pa5 cosi spiegare: l.^.la torba asaorbe molto ener-. 
gicamente gli nmori delle ferite ; 2.® la sua porositii favorisce T evapo*- 
ratio ne, piifii pronta ohe d possibile dei compoaenti liqnldi delle dette'se- 



(1) Pans^ment durable ou rare del Franeesi, Dauerverhand deirAutore* 
Jtitiua ' 8 



114 BITISTA 

cresio&i e perci^ la medicatara diventa perfettamente asolatta.e ne segad 
la gaarigione sotto la crosta. Per il baoa esito si deve anche far oonto 
Uella reazione acida della torba e deir essere sicaramente ripairata la 
ferita dallVia.^ 

Ricorda infine T Aatore ohe nella elinlca di Kiel vennero fotte delle 
prove anche con altre aostanze, quali la segatara di legno, la polyere 
della concla delle pelli, la cenere, la sabbia, la crasca, la. scorza di 
qaercia, eoc Anche qneate sostanze aarebbero convenienti per la oc- 
correaza delle medicaturey ma a tutte d preferlbile la torba, sia per 
la aoa porosity che per il suo pid forte potere assorbente ; e solo 
qvando riesclsse difficile il procararsi della torba i come per esempio, 
doraDte una guerra, si dovrebbero ease adoperare, dando la preferenza 
alia aegatora di leguo. Neuber termlna osservando che V esito di una 
operazione antisettica dipende poco dalla scelta di questo o di questo 
altro mezzo antisettieo, o dl uno o di altro materiale di medicatara, 
ma dipende pluttosto dal modo con cui 11 mezzo prescelto yiene im- 
piegato. 

RdMMSLL (di Ambnrgo). — Di on nuovo inetodo di medioatnra 
e dell'uBO del snblimato in chirurgia. 

L' Autore comincia dal far rilevare Talio yalore delle medicature con 
polveri antisettiche in generale^ la cui cognizione e diffusione d doyuta 
airintiipdazione del jodoformioi qaantunqae Tuso di questo mezzo yoglia 
essere estremamente limitato per le sue perlcolose propriety tossiche e 
per i numerosi tristi eslti avutine. Nel deaiderio di sostituire al jodo- 
formio una polyere non nociva, ma per6 egualmente attiya ed antiset- 
tica, yennero introdotti in chirurgia con buon esito 1 piii differentl an- 
tisettici, come Tacido salicilico da Kuster e da Schmidt, la naftalina da 
Fischer e il sottonitrato di bismnto da Kocher. 

Nel riparto dl Schede , dopo yarii tentativi poco soddisfacenti fatti 
con misoele di clornro di zinco e acetate d'allumina con argilla bianca, 
carbonato di calce ed altre sostanze, yenne alia fine trovato an sale 
doppio &cilmente solubile, in una mescolanza meccanica di polyere di 
carbone di legna e di aoetato dl allamina, e questa polyere antisettica 
p«6 per molti [rispetti sostituire 11 jodoformio. Essa yenne impiegata 
con yantaggioy col modo stesso del jodoformiOi per riempiere le ferita 
cayitarie, non appropriate per la guarigione per prima intenzione, ra- 
sidoe a resezioni, necrotomiei estirpaziooe di glandule, ecc. Vennero 
con essa ottenuti risaltati fayoreyoli apecialmente doj^o V estirpaiione 
del retto, riempiendo completamente la eayit& della ferita, aenza prima 
rionire alia pelle esterna il moncone rettale, con delta polyere e rico- 
prendola con della carta pecora. In tre casi cosi trattatl il daeorso 
della ferita ta affatto senza reazione, e la deflnitiva configurazione del 
nuoyo aoo a la fonzione della parte forono felicissimi. 
In aeguito alle raccomandazioni di Koch yenne naato quasi eaolusi- 



]>I OBIRUBCU 116 

yamente il sablioiato oome antisettieo poteiitissitno e]eKe d inolto attird 
^ncbe se si adopera diiaitissimo. Dal principio 'di novembre esflo fa 
^doperato estesamente qaal liqaido disinfettante , soiolto nelle propor» 
ziQQi di 1 per 1000 a 5 per 1000 e solo pid tardi \n solnzfo&l p!i!i eoB- 
^entrate di 1 0(o* Finora ventiero osservati solo dae casi di oomparaa 
di fenomeni di intossioazione (ciod salivaziona affatto passaggiera) in dae 
individai decrepit!. 

Coirasoidel sublimato le mani diyeatano aspre e ravide per rirritasione 
della pelle, analogamente a quando si asa la soluzione al 5 0(o d^acido 
fenico, ma non sabiscono perb la ingrata sensazione del formieolio e 
deiranestesia. 

Dalla solatione di sublimato gli stramenti verrebbero molto intaceati 
B resi ottasi : percib per la loro disinfezione , come pare per la polve- 
rizzazione si nsa ancora la solazione al 5 0[o d^acido fenico. Le spugae 
e le compresse si mantengono in una solazione di sublimato al 1 0[o; • 
tutti i materiali di medicatura sono preparati col sublimato. La seta con 
sublimato si prepara facendo bollire , come g\k faceva Hegar, il mate- 
riale greggio per due ore in una soluzione di sublimato all' 1 Ofo e viend 
poi conservata in una soluzione ancora di sublimato dell* 1 per 1000. Si 
prepara poi un catgut con sublimato, flessibile e di Innga conserraziona 
ienendo per 12 ore le minugie greggie di intestine in una solazione 
acquosa di sublimato deli' 1 0|0, e quindi avvolgendole strettamente au 
del rocchetti e conservandole in una soluzione alcoolica di sublimato 
4el 4 per 1000, a cui siasi aggiunto 11 100(0 di glicerina. 

Si prepara poi al mode solito la garza e Tovatta con sublimato (efae 
contengono V I per 200 di sublimato ) , che si adoperano invece della 
garza carbolica e deirovatta salicilicay impregnando i materiali sgraa* 
aati colla sopranominata soluzione alcoolica di sublimato, al 4 per 1000, 
ooir aggiunta di 10 0[o di glicerina. La quantity di liquido esuberantii 
viene poi tolta via con uno .speciale maiscbinismo , somigliante ad an 
torcbio. 

Per preparare un materiale di medicatura , cbe , disinfettato prima 
con sicurezza e facilmente merod di molto alte temperature o con acidi 
minerali concentrati> si potesse poi rendere antisettieo col sublimato, e 
cbe assorbisse bastevolmente gli umori della ferita, e si potesse prepa- 
rare ed avere dappertutto, e possedesse insieme il vantaggio del poco oo- 
eto, si impiegarono esdusivamente sostanze inorganicbe , e oioft la oe- 
nere, la sabbia e il cotone di vetro, 

L' ordinarla sabbia blanca di quarzo venne arroventata a lungo ia 
on crogiuolo di creta e poi mescolata con una solazione eterea di su- 
blimato nella proporzione deiri per 1000 e coA bastarono 10 gr. di su- 
blimato sciolto in 200 di etere per preparare 10 cbilogr. di sabbia ar- 
roventata. 

Qaesta sabbia con sublimato o si nsa, come gUi il jodoformio e le al- 
tre polyeri antisetticbe, per riempiere le caYit& delle ferite e vi si fissn 



US / ^BvnmA 



( I 



medianta alcuDi s^ati di garza preparata pure con sablimato e medhtat^ 
una faflcia; oppure si yersa abbondantemente sopra le fdrite» cha si cuthw^ 
per prima iatenzione^ e che si oodscono, si ricoproao eon eotoae di ve-^ 
tro e si .pro¥vedoDo di tabi da fognatura eapiliari aneh*essi di yetro W 
ei si mantiene in egaal modo. Qaesta medioatura si dimostrb speoiaU 
nente pref^ribile nelle ferite per operazioni agli arti ed al capo, nelle 
apaccatare degli asoessi, nella cura dei condotii flstolosi, eeo. • < 

In quelle regioni del corpo , nelle quali torna dilfieile 1* appltcare an 
appareockio col silicato di . poiasaa, rieecono i QtMnciaU di cenere. L» 
La cenero di carbon fossile depurata dalle mescolanze aocldentali mee* 
caniche grossolane, yiene leggiennente innmidita, per acorescere la ca- 
pacity assorbente, ebn ana solazione acqaosa di. sublimate ( I parte di 
snblimato su 2500. di cenere) e yiene qalndi me&sain strette'borse'di 
ootonp, preyiamente disihfettate (dope ayerle ben ripulite) in ana solo* 
zione di sablimato ain per 200 con agginntovi il lOOfo di glicerina. > 

Di tali guanciali di cenere se ne preparano di 5 differenti grandezze^ 
da 12 a 40 centimetri quadrati, e si riempiono p\^ o meno, trapnntanda 
i piu grandi con una o due serie di punti. Essi si adattano benissim-o 
alle differenze di liyello delle .yarie parti del corpo ed essendo molli 
esercitano una forte compressione senza portare aloun pregiadizio. 
' II cotone di yetro, che h fioissioiio, molto assorbente, e che fllato che 
sia si laya con fadlitli e con sicurezza cogli- acidi' coneentrati, si cbn- 
eerya in una solazione di sublimate all'I 0[0'riUQito in'piamaccioli'e 
leggermente spremuto, si applica i salla ferita in'sottile strato. Per la 
sua forte yirt^ essiccante^il cotone di' yetro tiene lontana ogni irrita- 
alone e ooopera airazione assorbente delta fognatura, ed ha peroib un 
eonsidereyole yantaggio sul protettiyo di Lister. * < 

Dagli ultimi studii di Kehrer e di Hegar sul yantaggi e aui' dannt 
della fognatura capillare, TAutore yenne indotto a preparare eon del 
eotbne di yetro appropriate, delle asticelleda fognatura eapiliari e eon- 
yenienti per il trattamento delle ferite in genere. Qneste aste capillar! 
di yetro si preparano intrecciando il cotone di yetro, disposto in ibrma 
di cordon], che sono pel la cosi detta seta di yetro ; se ne fonno di qaat- 
tro diyerse grossezze e si conseryano in una solazione di sablimato 
all' I Oio. 

Yantaggio speciale di queste aste da fognatara di yetro d quelle' di 
eserbitare ancora una sufdciente azione aspirante aaehe essendo sottl- 
lissime, ayendo le pid piccolo di esse an diametro di 2 millimetri* Per- 
cib esse (anche le piik lunghe) possono essere leyate anohe in una yolta 
3ola senza che ne segua ritenzione dei secreti , non essendo per esse 
necessario un gradaale aecorciamento come d spesso il case dei tubi dr 
gemma. Quest! sottili e piatti intrecci di yetro ocenpano cosi poco po- 
sto e comprimono cosi poco i tessuti, con oui aono a contatte, che non 
tlanno mal luogo alia formazione di un canale e che la adeslone imme- 
•diata e soda d'ambedue le soperfici delia ferita che appunto- eostitnl- 



DI CHIBUBlCtlA 117 

iseono 11 oondotto non inoontra il xniDlmo ostacolo , teyata ohe 8la V a* 
stiealla da fog&atwa. NeBsdtia oompressione poi & nassuQa flfltesio'nd Mid 
dBUe asticelle oapilUhri di yelan) ira() ioterrompeire la lono aeio&e donti* 
nuata; ed ease possono eBSdredirettamente oondotto in nn fifroiSBo strata 
di sabbia o di qnalaDque altra polvere aotiiGfettica it^mich^ resti ifttpd* 
djta.la loroAmzione. oome ayviene af tnbi dl gommdf qaandb il loro 
Ipsne. «i reade imperyio. Usando di qoBSto asticelle di yetro ben d! rafo 
si (aano. neoessarieie.ineisibni.e 16' oontroincisioni alle piti basse partt 
dalle 'ferite; soao anzi'talora-^debtntto iDntili, pbrcb^ per ca|^illaritft gli 
WBori. delia fibrita yengono trasportati benissimo in alto anehe dki pttotf 
piti deoUyi. Qeste asticelle sono poi di yalore singolare per rendefe 
asiQiatte qnelle estese fbrite cs^yitarie che non permettono per lif loro 
poflizione'una controincisione, oome, per esempio, quelle che restano ai 
di dietro dello stemo, in segoito airestirpazione di tnmori profondi del 
G^lo ; oome pare sono di grande yantaggio per la fognatara dello sp^- 
zio del Doaglas. Bsse intanto cohyengono solo per gli umori separati 
da^e ferite asettiche ; e qiiindi per eVacaarb 1 liquid! purulenti bisogns 
rioorverd aneora ai tubi da fognatura. 

11 megUo dmettere a posto^qiieste astio^le di yetro prima di fare la 
sfttnra della ferita : per la loro introduzione poi nei canali delle ferite 
molto Innghi si troyarouo assai opportune le pinzette per le arterie di 
Billroth an po'piii sottili e piCi langhe. 

* La teonica della medioatura oon sostanlze inorganibhe d sempliciMma!. 
Oopo ayere appllcato le necessarie asticelle capillari di yetro, si copre 
la ferita, per una sufflcfente estensione di nn sottile strato di ootone 
di yetro, poi ci si applicano sopra- nno o dde picooli gaanciali di cenei^ 
un po* inumiditi, e tA • oopre il tutto con an guanciale pure di cenere 
naturalmente piil grands del primi e 16 si tiene fissato con una benda 
di Mull, usando una compressione non troppo debole. Non 6 necessario 
di.riooprire rultimo guanciale di ceiiere con carta gommata o oon carta 
peoora.nd oonaltro dl simile, e neppureirchindere la medioatura eon 
oyatta antisettica. ^ • . 

i La prima medioatura si mantiene in posto quasi senza eccezione flao 
alia presunta guarigione della ferita: circa al 7«"-10.^ giorno, e nolle pic* 
o<Ae ferite prima , . oambiando la medieatnra si estraggono le asticelle 
daTi fognatura' capillari in una yolta sola, e si soprappone un guanciale 
di cenere e si yersa sopra anpora, ae ne 6 11 baso» nel mode desorltto, 
della sabbia al sublimate. Dope ci5 la medioatura resta in posto flno 
alia' deflnitiya guarigione. Soltanto' per eccezione 6 necessario an cam- 
biamento di.mfedicatura prima del tempo flssato. ' 

t II piii delle yolte neL decorso della cura non ci 6 febbre , osserran* 
dosi molto piiji raramento con tale medioatura, che noi^oon tutte le 
altre medioature antisettiehe, la febbre 'asettica delle ferite. L'assencar 
di irritazione sia nella ferita che suUa pelle circostante 6 quanto si pubu 
dl mef Ho desiderare ; e la guarigione per prima intensione rieaee edit 



118 RIVISTA 

una sionrassa e €oii nna onildcmitik cbe Boa si & mai aentita neanoh^ 
adopraado U pid rigocoio aiatodo Liitar. Noa gi ossarvapoao mai fi- 
nofa flaWte da fognatova, ad eesami etttaaei , qaaatnaqae iia II ootoae- 
di vetro cha le asiioalla per la fogaatava yeagono a longo teaote ia ana- 
solaiiaBa 4i anUinftata dair 1 Oio. 

Goa tale >in9todQ di ipedioatarafii ottengono le gnarigioai deflaitlye 
ip0r prima intoasione nei plii bpeva ^mpo ehe si pub immagiaare: ooei^ 
oaa ampataciaae di cosoia gnati ia 13 giofai, delle eFniotomie in 14. 

I materiali di medioatara 8i possoao dappertatto faoilmente proTve- 
dere ( almeno le coee principali ) e qnalonqae medloo pa6 prepararil 
aema difaeoltlt^ 

La tecnlca della medicatnra, per la quality sicarissimamente antiset-^ 
tica del dettl materiali, 6 molto piii eemplice di qnella tiploa di Lister 
e di qnalanqpe altra medicatara antisattica per ocoluaione. 

n oosto poi delle medioatare inorganiohe 6 minimo. II sablimato ne- 
cessario per la preparaiione di 100 litri della pid forte solasione non 
ooeta pii!i di 0,65 marchi (L. ItaL 0,82). Dieci chilogrammi di sabbia con 
sublimato esigendo solo 200 grammi di soiuzione eterea di sablimato » 
▼angODO a costare marcbi 0,56 (L. Ital. 0,70) oltre al carbone naoas- 
sarlo per 1* arroventamento della sabbia stessa. La preparazione di 2& 
ebilogr. di oenere con sablimato oosta 6 centesimi. Le asticelle di ve- 
tro per fognatara oostano, secondo la grossezaa, da marobi 0,10 a 0,30 
al metro (da 13 a 38 oaat ital.). II materiale necessario per due medi^ 
eatare di nna ampntazione di coscia, obe deoorse tipicamente, compvesa 
aaahe ia soiuzione di sablimato oocorsa per 1* operazione e le fascia 
adoparate oostb marcbi 0,90 (L. ItaL 1|13): qnelio per le erniotomie ca- 
stb per oiascana operazione marcbi 0,41 (L. Ital. 0,52). 

Nei tre mesi ineiroa, corsi dall'introdaaione di qnesto nnovo metodo 
di medicatnra, non si sono pii!i osservate nei oomparto di Sobede nel- 
I'ospedale d' Ambargo, malattie dlnfezione tranmaticbe (le qaali prima 
yi si osseryayano con formidabile freqnenza ed esigeyano le lore yit- 
time) nolle ferite ricoperte da an apparecobio ad occlasione. 

Per prima condizione capitale per potere ottenere bnoni risaltati oolla 
corretta applicazione di tale medicatara esige TAntore ana snffioieate 
antlsepsi primaria esegoita a stretto rigore nei snoi piii piocoli dot- 
taglf e qnaie seoonda condizione ynola cbe aia lasciata in posto la prima 
^ledicatnra piili a lango obe sia possibile, fino clod a cbe si presame 
cbe la ferita sia gaarita. 

La possibility di potere ageyolmenta proonrarsi doyanqne il mata^ 
riale necessario per le medicatnre inoi^gaaieke, la relativamente picoole 
quantity della sostanza antisettica aacessaria per la preparazioaa di 
grandi qoantit^ di liqnido disinfettante, ed ii poco costo fanao raooo-* 
mandare l*oao di qoesto nuoyo metodo neila pratica delia cbirargia 
belUoa. 

Ii metodo di medioatora in dlscorso posaiede ^nche 11 yantaggio dl 



DI (^{ROR^IA 119 

son Hmitarsi ad uaa determfiiata soataosa antisattica* Sa aaofaa avTa^ 
nisse cbe il sn'blimato per le sae propriety toaaicha o per altre eireo* 
atanze si dimostrasse non piCl oltra aanflraibile con Tantaggio ; tAb cha 
non ritiene 1* Aatore, nd erede d( dover ammettere, el potrabbe rioor* 
rare, senza pregindizio del meiodo generale, ad attro afftoaea aaiiaatileo. 
Una tabella di cirea 2(X^ oasi, trattati da! prinoiplo di marso 1888, 
nell'Ospedale Generate d* Ambnrgo oolle medioaUifa inorgant<Aa iUoatra 
i Tantaggi del metodo rifento di medicatara faeendone yadere i Dito« 
revoli risnltati avnti (1). 

Zbller (di Berlino). — Eaperienze clroa al riaaaorblmeiito dal- 
Jodolormlo. 

B. y. Langenbeck. — Del trattamento delle ferite ool Jodolor^ 
mio 6 specialmenta della xnedioatura con involuoro di ]odO'< 

fomiio. 

' Yeggasi per qnesti dae lavori qaesta atessa Bivista^ fascieolo di no- 
vembre 1882, pag. 413 e segaenti. 

SoNKENBURG (di Berlino). — Dell'tiao a dell'importanza del ba- 
gnl permanenti nella oura deUe malattle ohirnrgiolie. 

Qik da circa nn anno sono in nso nella Clinica reale di Berlino e nei-« 
rOspedale de'Gindei della stessa citt& i bagni permanenti nella cura 
delle malattie cbirurgiche ed essi s'accostano alia immersione perma'« 
nente delle ferite gib, raccomandata da Y. Langenbeck al prinoiplo del 
1850, ed essendo opportunamente disposti'e perfezionati possono and* 
diafare a tntte le esigenze. Qnesti bagni sono fabbricati dalla ditta B&r- 
ner et Co. di Berlino e sono cosi disposti cbe rendono poasiblle il con» 
servare la temperatnra sempre eguale giorno e notte e an eontinuo^ 
cambiamento d' acqna : 1' ammalato vi si trova comodamente e vi d a 
snfficienza premunito contro il pericolo di affogare. Gih da tempo sono 
not! 1 faroreroli effetti del bagni general! caldi permanenti nolle ma* 
lattie della pelle, nolle scottature, nelle piagbe da decnbito ed ancba 
nolle snppnrazioni croniche: ora TAutore fa mettere gli operati nelba-^ 
gno d*acqaa immediatamente dope Toperazione. Tra gli altrl egli Ti ba 
messi 5 operati di litotomia (taglio ipogastHco e taglio laterale)$ ed egU 
troTa poi commenderolissimo (fhesto metodo di cnra delle ferite, dopo 
Testirpazione del retto e dell'atero, come pnre dope le operazioni angil 
intestiniy e snlla vescica, e dope Tesportazione di grossi tumori nella re*' 
gione del bacino. I pazienti vi stanno senza punto difebbreedi dolore, 
gli umori separati dalla ferita Tengono trasportati via benissimo da sd 
e Tandamento delle ferite non lascia nnlla da desidarare. Nel oorso di 



■7"«sn^ 



(1) n materiale di medicatura v iene date in eommercio dalla ftibbrica di 
xnatsilati per medicatnra dt Max Arnold a Ghemmits. 



120 RIYISTA 

cm ame vennei'o trattati c<ii detti bagni permanenU^ben 40 call, re- 
atandoci i pazienti da poehi giorni fino a.dei meal, seosa che si siano 
mai maltrttia aceideataii delle ferite e aonza cUe V eih doi pazleati vi 
ossarYate ooatitaisea neaeuna controiodicaclone. . 

. IHsouisione: fiagedorn :(dl'Magdeburgo) ha g\k in aso da dicias- 
aette' anpi neil* pspedale di Magdeburgo due apparecchi ' molto co« 
modi per .bagai permaaenti, che < egli chiama semplicemente letti per 
bagni. Ne , fa . riaaltare : i considere voli yantaggi , speclalmente nelle 
scottatnre d*ogni grado; nelle scottature estese del tronco, queeto bagno* 
riesce sorprendentemente calmante e fa cessare del tutto 11 dolore. Qoe^ 
fti anttnalati, che prima spaaimavano pel dolore e non potevano dM7- 
mire, trovavano toato nel letto da bagno calma e lenlmento al proprlo 
dolore an oho quando per la gravezza del caso dovevano in segalto asc- 
cofbbere. L'acqua deve sempre atare a 30* R. altPimenti gli ammalati 
si raffreddano e non posaono reaiatere a ataroi coUa temperatara di 29^ R. 
Bon potendoaopportare a Inngo il raffreddamento del corpo ae Tacqua 
d appena an po'meno calda. Appena. gli ammalati hanno pcovato il 
beneficio che loro porta 11 letto d*acqaa, vi restano volentieri settimane 
e mteai. 

Nd aono minorl i riaultatl che aa ne ottengono nel flemmoni eateal, 
nelle gravi oateomieliti, nelle gangrene diffuse, in cul gli ammalati yen- 
gono per le profuae anppurazione talmente a deperire che il aacro non 
•oLo-t ma anohe i talloni, i trocanteri ed in aleuni caai fin le.acapole 
cadono in decnbitp. Non pochi di tali ammalati gaarirono, magari aolo 
dopo molti meai ; e ad essi il* letto ad acqua aalv5 addlrittnra la Tita. 
La fayoreyole azione del letto ad acqaa al fece conoseere . anche lielle 
leaioni. degli inteatinl che ayevano dato luogo a fistola aterooracea o 
ad ano preternatarale» come pare nella gangrena dell* inteatino dopo 
I'erniotomiay in qael tempo in cni non ai pensava ancora alia reaezione 
deirinteatino. 

' 'I^reglaQiente vide oorrispondere Hagedorn queato mezzo dopo la li- 
totomia rinciaione deiruretra. Gli gaarirono tntti i 16 operati di lito- 
tomia, di cai 6 farono operati coiralto apparecohio e 10 col tagUo inferiore 
mediano (qaeati altimi coU'anaa tagliente galvano-caaatica) : toato dopo 
V op0razione esai yennero meaai nel letto ad aoqaa e yi rlmaaero fin 
qaaai a oompleta gaarigione. A questi aperati egli prima introdaceya 

n yaaoica un tabo d^argento, ora introduce inyece an tabo di gomma, 
• ye lo laacia per circa 8 giorni. Non aoprayyenne mai una forte rea- 
zione ; tatti anzi gli operati ai trovayano beniaaimo, cesaayano ibro tatti 
i dolori, che prima per tanto tempo II ayeyano ooai tormentati. Hage- 
dorn non potrebbe fitr aenza del letto ad acqua, della grande effloaoia 
del quale egli ai d pienamente peraaaao colle sue nameroae proye. 

Sohede (dl Ambargo), ha impiegato aa grande acala 11 bagno gene- 
rale permanente dal 1875, quando cominoib il ano aeryizio airoape^ale 
Friedr^chahaini in parecchie affezioni'e gli deye ana aerie di balllaiftni 



DI OHIRURQIA 12L 

risattati ed indubbiamente molte vite salvate. BgU non ha per6. mai 
m608O nel letto ad acqua gli operati di recente, peroh6 egU lo rigaarda 
solo come on ripiego a cut non ricorre se non per necessity, riservan- 
dole a quel casi, nei qaali gli altri metodi curatlyi antifiettiol) pid* co- 
modi e piT)i' sicari sono impossibili a praticarsi o restano senza effetto 
{deonbitOy complicazioni di ferite della coscia o del bacino, con incoa- 
tinenza d^ orina, supparazionl profase, d' odore . molto penetrante ,' per 
asoessi parametritic! in puerpere settiche, ecc). Schede cita molti esem- 
piii in cui degli ammalati con qualouna di queste affezioni restarono 
fin 10 mesi nei bagni permanent! ed alia fine gnarirono. II bagno per- 
manente ba sicuramenite in 8^ stesso delle propriety antisettiche, e neu- 
tralizza nominatamente in forte grado I'azlone delle feccie e deirorina 
suUe ferite. Tali propriety antisettiche risultano anche piCi attive quando 
airacqaa del bagno slano state aggiante delle sostanze antisettiche, ei 
a qnesto riguardo sono approprlatissimi per il loro buon mercato e per 
la loro innocuit^ specialmente gli ipofosfiti alcalini (Minnich) (1). , 

Schede raocomanda nelle circostanze che 16 rlchiedbno, di semplice- 
mente distendere un lenzuolo nella tinozza e quindi di mettervi i pa- 
zienti. II tempo pel quale deve essere continnato il bagno permanente, 
^ pressocb^ indeterminato* Schede si ricorda d! un ammalato della Cli- 
nica di Halle, che ayeva frattura delle vertebre che rest6 nell' acqua 
glorno e nbtte di cootinno per 15 mesi. Gli ammalati curat! da Schede 
col bagno generale permanente deaideravano . che la temperatura del- 
Tacqna fosse moltp alta, la maggior parte e 30®, alcuni . anche di pii]i, 
giammai nessnno resse a 27^ 

Bardeleben (di Berlino) richiama il consiglio di Weber (di Halle) di- 
sciogUere del cloruro di sodio neiracqua, perchd cosi ie granulazion! si 
gonfiano meno. Egli poi coir aggiungere timolo o acetate di allumina 
aU'acqua, le fa assumere una azione antisettica. 

. Gluck (di Berlino). — ISspoBizione dl tin caso dl piemia gua- 
rlta. 

Un paziente affetto da carie venne operate di trapanazione deirapo- 
fisi mastoidea del temporale nella ^Clinica delle malattie deir orecchio. 
Dope avere avuto ben 13 access! di brividi di ft'eddo, fu esse messo in 
cnra d'eir Autore. • 

^ Glack not6 che la regione epatica era molto sensibile , vi era una 



(1) KAntore intende licnramente dl alludere al dott Angelo Minlch, chi* 
mrgo ^fi^id neirOspedale Civile di Yenezia, il cui icritto « Cnra antiset- 
tica detti^drits e pi^oposta di an nnoro m^todo. > — « Oiomaile Veneto di 
SciUkize Mediehe », 187e, d quanto di meglio si pu6 desiderare per oonoscere 
e per imparare a praitidare la cura antisettica delle ferite. In.easo si troTano 
molts assenttalissime osservazioni sol sistema Lister^ che ora TiTsmente in* 
teressano i chirnrghi tedeschi. C. 



122 RIYISTA 

leggiera dispnea ed itterizia, grandissima tumefazioae ed infiltraziono 
poriartioolare d^ambedae le articolazioni del ginoochio oon raocolta sie- 
rosO'parulenta. 

I dolori airoci del paziente erano real tollerabili eon grand! deal dl 
morflna. 

li paziente prese ogni giorno dopo la saa eatrata nella Olinica ehi- 
rurgioa 10 gp. di salioiiato di soda; e gi& dopo 24 ore era segQlto ui^, 
iadabbio miglioramento; ed ogoi volta ehe si sospendeva il rimedio i 
dolori si esac^rbayano. 

II paziente prese 400 gr. di salioiiato di soda in 3 mesi e guari oom« 
pletam^nte. 

Grede Gluck cbe si debba raecomandare questo sale come speoiflcO' 
non solo nel reamatismo articolare acato , ma eziandio neile monoar^ 
triti snccessiye a tifo, ed anche nolle affezioni piemiche articolari.] 

Hblfericb (di Monaco). — Del trapiantamento di muaooli nel- 
I'liomp. 

Nel case comunicato si trattava di un tumore ehe risiedeya neli& 
meik superiore del mnscolo bicipite del braocio destro. Essendone in- 
dioata V estirpazione per il crescere cbe esso faceya e per 11 conse- 
gaente distarbo fanzionale, si provide di dovere esportare anche tntta 
la met& superiore del detto mnscolo: perci6 TAutore fece 1 necessarlf 
preparativi per poter, airevenienza, neir opera zione togliere il difeitp 
muscolare coir innesto di nn pezzo corriepondente di mnscolo di cane, 
essendo Ule tentativo gin^tificato dopo gU studl sperimentalL di Glock 
in proposito. II tamore venne infatti estirpato il 16 febbrajo 1882 e del 
mnscolo non potd essere rispettato cbe na sottile fascio , della gro8«^ 
sezza neppnre di ana matita, e tntto il resto rest6 esportato per la lau* 
ghezza di circa 12 centimetri. La mancanza residua yenne colmata sn-* 
bito con nn mnscolo di cane (bicipite femorale), preparato allora aUor& 
e delta corrispondente (solo un po* pid grande) lunghezza e gro8sezza|: 
vi yenne esso cuclto con 6 punti di catgut al capo snperiore del ten- 
dine e con 30 al capo inferiore costituito dal yentre del mnscolo. 

L'operazione yenne fatta col rigoroso metodo antisettico, per6 senza 
polyerizzazione. Ancbe la medicatura fix fatta col metodo Lister, Tarto 
si tenne appUcato al torace in posizioue di flessione. 

Al 10.* giorno si cambib la medicatnra e si troy6 nn piccolo pezzetto 
muscolare caduto in necrosi, il quale eomprendeya iutta la longbezza 
del muscplo innestato e solo nn ottayQ del suia gfossezza. Dopo ^Ui^ 
10 giorni yenne ancora cambiata la QtediQatura^ La gnariglone 8Qg)i4 
qenza inoidenti. Dopo nn mese ai cominci6. ad afiplicare V elettricitj^ 19 
col stto nso metodico si migliorb a yista d*oechiQ la fimzione dell' ari# 
operate, e ora, tre mesi dopo roperazioaoi essa.d ^in^al ]Himale» mi'* 
giiore sienramente di prima. Si pu6 eon ssmirezsa aeoeriar» ebe' it >bl^ 
eipite si contrae attiyamente e produce la flessione dell*antibraeel& sat 
braccio. 



DI CHlRTJRftIA 12S 

Helferioh dubita per6 ohe il pezzo di miuicolo trapiantato si oomporti 
da tessato eontrattiie, e crede che la eontrazione del bicipite ayyenga 
aoltanto nella sua meUt inferiore oonseryata; ed anche ooiPeccitasione 
elettrica una oontratUlitik del muscolo trapiantato non si d potota di» 
mostrare oon sicnrezza. 

Discussione: XMge (dlNaora York), ha par esso impiantato un 
groBBo pezzo del mnscolo Isohiatieo di an cane nei maseolo radiale di 
on nomO) nel qoale areva dovato ftire ana larga brec^^ia estirpando an 
nenroma. Qaesto pezzo di masoolo t1 aderi e si po6 sentire ancora at- 
t^averso alia peilo, ma nan ha nesaana contrattilit^ ; e Lange orede 
difficilissimo che si contragga anche il pezzo di mnscolo innestato da 
Helferioh. 

Glock (di Berlino) ha sperimentalmente veriflcato che an mnscolo in* 
nestato pn6 realmente attlTamcnte contrarsi. 

H. ScHMiD (di Berlino). -^ Qagf di neorosi guarite, per dimo- 
strare I'efficaola della medioatura asoiutta colla polvere sa- 
UoUloa. 

Viene presentato bnon nnmero di necrotomie andate a gaarigione, 
nelle qaali era stata impiegata la medieatara ascintta coUa polvere 
salicilicai come gi& fa raccomaadata nel 1*^ N. del 1882 del Centna-' 
hlatt fur Chirurgie. 

Diacussione : Esmaroh (di Kiei), espone 1 yantaggi del 6ao metodo di 
cara delle necrosl, il qaale consiste in oib, che, flnita che abbfa la se- 
qaestrotomia, non mette nessun antisettioo nel vano lasciato dalla parte 
necrosata, e tale vano viene perci6 a riempirsi di sangue. Fa la sntara 
della pelle e oopre 11 tntto con ana medieatara fissa antisettica, che 
lasda in posto per sei settimane. 

Sohede (di Amburgo) d& la preferenza alle soe nnove medicatare inor* 
ganiche. 

SCHBDE (di Ambnrgo). — Sulla oura dalle pseudartroai. 

Schede presenta 1* ago d*acclajo doratO| lungo 3 1^2 — 5 centimetri e 
largo circa 2 millimetri^ che egli ha impiegato con ottimo risnltato in 
ana serie dl casi, in cai oi era ritardo nella formazione del callo e si 
erano percib formate delle psendartrosi. Qnesti aghi a lancia di Lan- 
genbeck, vengono conficcatl direttamente attraverso alia pelle nel oon- 
nettivo e neiPosso rammoUito conflnante. 

II processo d poco doioroso e gli ammalati non molto sensibili vi si 
assoggettano volentieri senza narcosi. Gli aghi si ricoprono con ana 
medieatara antisettioa per ocdaslonei e si estraggono di solito dope 14 
giorni ; dope altri 8 le piccolo ferite sono di gl& gnarite. Si pa6 do- 
sare a volenti il gradd di irritazione appiicando piti o mono aghi per 
ogni sedata (Schede ne mette ordinarlamente 10-12 per volta) e ripe- 
iendone piili o metfo dl spesso l*applieazione. Qaesto metodo lianisce 



12i AIVISTA 

percib la comodiU e la mnocuiUt degll aghi a lancia dl LaQgenbeckad 
una efflcacia mollo maggiore, la quale ^ probabilmente superlore^ aii-^ 
che al chiodetti d'avorio. I cinque pazienti flnora cosi curati sono tuttl 

Flbbch (di warzburg). — Presentazione di tin preparato^IMr 
aeryire allastoriadellaformazionedei oorpimobili artioolarl. 

, II preparatq presentato di Flesch d forse capace. di contribuire alia 
storia dell^origine di quel corpi articolari liberi, che dipehdono del pez- 
zetti distaccatisi da una superficie articolare. 

, Ad nn nomo robnsto si distaccby al capo iaferiore del femore destro, 
dialla parte mediana del condili che guarda alia fossa intercondiloidea' 
yicino alilnserzione del legamento crociato posteriore, un pezzettb emi- 
sferioo di sostanza, lungo un centimetre e largo 6 millimetriy 11 quale 
aderiva ancora mered di un sottile e ristretto ponte cartilaneo airorlo 
della cayit&y che esso stesso riemplYa. Le superfici . delia cavitit che si 
guardano I'una Taltra, del pari che le superfici del corpo distaccatosi^ 
sono liscie a guisa di cartilaginci come si pu5 facilmente rilcYare col 
far fuoriuscire alquanto 11 detto corpicciuolo dalla cavit& eke lo racoo* 
glie. Tagliando questo frammento distaccato di traverso, lo si.vede for- 
mate . dalla cartilagine articolare e dalle yicine trabecole ossee. Col 
microscopic vi si riieya, sulla superficie libera degli spazii midoUari 
ehe yi si troyano, la presenza di cartilagini jaUne di uuoya formaizione 
6 un principio di arrotondamento« alia periferfa, della cartilagine arti- 
colare originaria, doyuto ad una dissoluzione e ad uno sfibratnento del 
suoi orlL 

Sulla origine di questo preparato, accidentalmeute trorato nelia sala 
dl dissezione di WOrzburg no a si pu6 dir nulla di sicuro; le tracciedi 
pigmento che si troyano alia sua superficie pare che accennino a saa- 
gue riassorbito, la cui effusione fu forse oonseguenza di un trauma. 

i ragioneyole V ammettere che per una causa relatiyamente lieyls- 
sima poteyasl yerificare il complete distacco del firammento e formarsi 
eosi nn corpo articolare libero. In un case osseryato poco prima nella 
Cllnica dl Bergmann a Wurzburg, si troy6 una gomma articolare li- 
bera somigliantissima al preparato presentato, 11 quale era anoora pe- 
duncolato; e yi erano tali circostanze .che rendeyano yerpsimilissimo 
<$he fosse corso lungo tempo fra il trauma primitiyo e il prime, dimo- 
strabile comparire del corso libero. Rlunendo queste due osseryazioni^ 
qi deyono prendere in considerazione due circostanze per la splegazione 
della, formazione di questi ganglii articolari, circostanze di tempo di- 
yersoy una delle quail 6 il trauma che produce, ia rottura del fram^ 
mento e Taltra Ail complete distacco del medesimo. Nel fhittempo poi, 
restando il ftrampa&to ancora alqnanto oonnesso oolla parte da cu! pro- 
yleiie, oi d la possibilitli che andandoyi materiali dl nntrizione, yi iL 
prodttoano alia superficie delle yegetazioal oartllaglnee. 



DI CHIRURGU 125 



' RiBDBL (di Aqnisgrana). — Dimostrazione dl oorpi artioolari 
d^l oavo dol glnoooldo. " ''' ' 

Qciesti oorpi articolari del glno'cchio si distingaono per la posisionee 
per la loro forma e vennero toiti da ana dotina di 26 anni, la qaale a 14 
anni era cadata sal glnocchfco e da allora soflerse di dolori e di perio- 
diche tamefazioni di qaella articolazione, senza fenomeni proprii di com- 
pressione. Malgrado che talora per case si veriflcasse ana sporgenza 
nel eavo del ginocohio la diagnosi era tattavia diffloile perohd 11 ten- 
dine del bicipite stava al di sopra del detti corpi liberi che erano si- 
tnati molto profondamente al latoesterno del oayo medesimo. Per fare 
r esportazione si dovette recidere 11 capo esterno del gastrocnemo : 
S corpi stranleri giaceyano nel fondo cieco articolare posteriore e an 
terzo stara fra il femore e la tibia, ed era peroi6 appiattito d* ambo i 
lati. Di ft*onte a qaestl corpi, nelia parete posteriore della oapsala si 
era formato an osso, grosso circa come an fagiaolo, cbe yenne pore 
estirpato al pari del detti corpicciaoliy i qaali erano cartilaginei. 

SoHdLLBR. — Dalle artropatie slfilitlohe. 

' Scholler fa rilevare che mentre sooo generalmente note e con ogni 
esattezza investigate tutte le altre forme di manifestazione della sifilide, 
regna invQce tattora ana grande inoertezza suila comparsa delle affe- 
zipni articolari della sifllide stessa e flnora manca ana conveniente de* 
scrizione delle medesime. Stando alle'sae proprie osservazioni diniche 
ed ai suoi esami ianatomici, che concordano cogli stadj della letteratara 
che i'Aato^e ha fatto sairargomento, egli ritiene che le affezionl arti- 
colari dipendenti dalla sifilide possono essere caratteristiche abbastanza 
per rendere possibile I'intendere la loro comparsa e le varie loro ma- 
nifestazioni* In base alle sue osservazioni, Schuller trova che le affe- 
zioni articolari sifilitiche si presentano sotto le segaenti forme e con- 
dizioni.: 

, I.« NellaHfilide acqtUsUa. 

' a) Gome inflammazione aierosa, acata nella sifilide secondaria con 
erazione di sifilidi cutanee, talora accompagnata da febbre; 

b) Come inflammazione sierosa acata, sabacata o cronica negli stadii 
tardivi della sifilide terziaria. Compajono anche sotto forme croniche di 
caratteristiche vegetazioni papillari delle sinoviali, accompagnata ta-> 
lora da alcerazioni e cicatricl delle cartilagini, le qaali 'per6 sono piil 
freqdenti ancora nolle segaenti forme notate in c e d\ 
" e) Gome infiammazioni prodotte da nodositk gommose articolari. Tali 
infliammazioai possono essere sierose, papillari, gommose, sapparatOi e 
possono anche semplicemente aceompagnare tali nodosita senza dipen- 
deme ; 

d) Gome infiammazioni provocate da periostite, osteite od osteomie- 
lite tifllitiohe delle ossa langhe confinanti. Qaeste infiammaiioni pos* 



Y 



I2S KIYISTA 

Bono pare so^plioeiae&te aooompagnarsi at nomlnati procesi^ MtifAtl 
6 fono o sierose o papillari, raramente sapparate. Molto pi& freqaente 
(lella oontingenza della sappurasione deir articolazione ^ la sua chia- 
sara per anohilosi aifllitica. 

2."^ mila sifilide ereditaria. 

a) Gome inflammazione sierosa subacuta deirarticolazione con tame- 
fazione della capsnla senza manifesta comparteeipazione del capi ossel 
artlcolari, ma con focolaj necrotiei caratterlstici nella cartilagine ; 

h) Gome infiammazioni (sierosei gommoso-supparate) proyenientl dalle 
nodositit gommose o accompagnanti le medesime ; 

c) Gome infiammazione artioolare dipendente da periostitCi osteite od 
osteomielite sifiUtica di ano degli ossi langhi yidni ; tale Infiammazione 
^ sierosa o papillare. 

d) Gome infiammazione articolare che accompagna o che sta sabor- 
dinata ad nna afiPezione epifisaria sifllitica (stravaso sieroso con consi- 
derevole tumefazione del periostio delle epifisi: infiammazioni suppn- 
rate. Sohuller discnte a Inngo se ed in quail rapporti si troyino alenne 
dl qneste forme ooirosteocondrite sifllitica delle linee^epifisarie descrltta 
da Wegner). 

Schuller porta innanzi del casi toiti dalla propria pratica e dalla 
letteratnra per ognuna delle forme di affezionl articolari sifilitiche de- 
scritte sopra , sotto ai numeri 1 e 2 e di tutte mette brevemente in 
rilievo i fenomeni dinici caratterlstici e le alterazioni anatomiche e per 
rignardo alia piili diffasa spiegazione delle sae idee, come pnre alia dia- 
gnosi differenziale, egli rimanda alle sue pubblicazioni suU'istesso ar- 
gomento. 

SoHULLBR. — Dixnostrazione dl an preparato di affezionl ar» 
ticolari slfilitiche. 

Qnesto preparato 6 rarticolazione del ginoochio destro di nna donna di 
49 anni, alia cui autopsia si trovarono delle lesloni terziarie slfilitiche 
diffuse a molti altrl organi. Questo ginocchio presenta una infiamma- 
zione articolare sifilltlca caratteristica. Gi& esternamente esse d alquanto 
ingrossato ; ed aprendo V articolazione ne sorte un cucchiijo e mezzo 
da tavola di un liquido torbido, fioccoso, giallo-rossigno. La sinoviale d 
tutta tempestata dl piccolo papille, specialmente nei dintorni della ro- 
tala. La cartilagine della rotula d irregolarmente scabra e presso al 
euo orlo interne presenta una profonda depressione, o mancanza che 
dir si voglia, la quale d coperta da una cieatrice a raggi, bianco-splen- 
dente. Si osservano altre piil piccolo depressloni irregolari aul pericpn- 
drio del condili femoral! e del condilo interne della tibiat mentre in- 
▼ece 11 pericondrio del condilo esterno della tibia presenta una man- 
canza rotondai deirestensione dl una buona ayellana, con depressione 
imbutiforme> il cui fondo d riempito dl un tessuto rnolle, gommofo, il 



DI GHlBUBaiA 127 

qoato al approfopda Mohe per ciroa mezzo oentimeftpo nella parie spa- 
^noaa dell'eplfisi della tibia. Soholler sospetta che la depreiBione n(H 
lata nella cartilagine della rotala sia derlvata da una nlcerazione della 
>cartilagine steisa, ed inrece resta in dubbio per riguardo dll'estesa man* 
cansa ohe it essdrva nella cartilagine della tibia, se essa aiasi origl- 
aata da nna formazione di gomma nel capo della tibia, oppnre se vi sia 
stata la combinazlone di una formazione di gomma neir oaso eon una 
ulcerazione della cartilagine. SchuUer accenna alia caratteristiea dl qae- 
{ste manifestazioniy delle quail sono egaalmente espressiTe di lae le ei« 
oatrici cartilaginee lor proprie e le formazioni di gomme. 

Di9cu99Ume : v. Langenbeck vorrebbe far rilevare solamente che aa* 
cbe Yirchow lia aocennato alia caratteristiea delie manoanze delle car- 
tilagini nolle affezioni articolari sifllitiche. 

SchuUer lo conferma ed aggiunge che nella Raccolta deirisUtnto 
anatomo-patologico dl Berlino vi sono pareochi altri preparati raccolti 
da Yirchow di inflammazioni sifllitiche di articolazioni, nolle quail esi- 
stono simili mancanze di cartilagine, e che inoltre tall fatti sono staU 
osserTati nel process! sifilitici delie articolazioni da molti altri autori, 

H« Braum (Heidelberg). — Delia legatura della vena temorale 
nell'aroo del Poparsio a della legatura laterale delle vena. 

Quasi in tutte le pubblloazioni degli nltimi anni, ad eocezione delia 
nuoTissIma di Bergmanni la quale apparve solo dopochd erano finitl 
gli esaml qui comunicati» viene raccomandato, in una lesione della vena 
femoraXe appena al disotto del legamento di Poparsio, specfalmeote se 
tale lesione avvehne non durante I'estirpazione di tumori, ma per altre 
•cause traumatiche di non passare alia legatura isolate di quel Taso» 
ma di eseguire invece la legatara deirarteria femorale o deiriliaea 
esterna, per togUere i disordini circolatorii. Braun, fondandosi sulle os- 
eervazionl gi& fatte, ma perb flnora non mal compietamente racooltOi e 
fondandosi anche sui proprii esaml in merito al cambiamento della 
pressione sanguigna dope la legatura della vena, rltiene questa vista 
generale come falsa e pericolosa. Per quanto riguarda il prime punto, 
si trovano notate 12 legature isolate della vena femorale nel luogo no- 
minate, e a 2 di esse tenne dietro la gangrena (ferite da punta) : le altre 
10 invece non furono seguite da disturbo alcuno di circolo (7 legature 
per estirpazione di tumori, 3 per altre lesioni). Dei 14 casi di chiusnra 
eontemporanea delP arteria e della vena femorale 7 diedero gangrena 
(3 estirpazioni di tumori e 4 altre lesion!) altri 7 no (4 estirpazioni dl 
tumori e 3 altre lesioni). Quale causa del peggiori risnltatl di questa 
eeconda serie di casi, si deve riguardare la legatura deirarteria, la qaale 
fa si che la pressione della vena non pub tatmente cresceroi come d 
oecessario, da rendere insufficienti le valvole delle anastomosi che si 
trovano fra essa vena femorale e le vene del baeino. Infatti la pres- 
eione della vena aUacclata, quaudo essa d 11 solo vaso che esporta il 



128 RIVI8TA 

.♦'»♦■• ... ,, ,, . 

saiji^ae dall'arto, cresce dal momento della legatara in pochi Becondl 
fiooad una tale altezza che egdaglia quella deirarteria orarale od ^n- 
cliej[a 8upera». ia conseguenza della pressioae aortica che h piik altft, e 
che- VI si^propaga^'come pa6 dimostrarsi sulla carva del polso tolta ad 
on cane, Mapper vadere ae in realty, neiruomo, dope la legatara della 
yexu^femoraje un liquido iigettato nel 300 capo periferioo poss^i passare 
nelie yene del baclno, e per misarare che grado di pressione sia ne- 
ce^sario per ottenere cib, furono fatte delle, prove su del cadaver!, le 
quail permisero. di leggere sul manometro la pressione precisamente 
impiegata in ogni momento per tale ixyezione. Si prov6.qon oi6 che in 
circa 85 0[o del casi, .si potevano rendere insnflQcienti le valvole con 
ana pressione di 10-180 millimetri di mercurio, e negli altri 15 O^o esse 
non si.poterqno superare neanclie con una pressione. di 200 e pii!i mil- 
limetri di mercurio. In seguito a queste esperienze si deye ritenere che 
in alpuni casi pa6 mantenersi la circols^ione neirarto dopo la legatara 
isolata della vena femorale come pure se venne allacciata anche V ar- 
teria» mentre in altri casi non sopravyiene la'gangrena se Tarteria resta 
libera, ma si forma tosto se questa si chiude. In altri casi poi la gan- 
grena.deirarto.pu6 tener dietro alia .legatura della vena orurale,.ma 
tale triste^esito'non p\i5 essere impedito neanche dalla contemporaneai 
allacciatura deirarteria. £ perci6 desiderabile di arrestare remorragia 
della vena femorale senza renderla impervia, e cibsipub ottenere nolle 
piceole lesioni di essa colla legatura laterale, impiegando la medicatura 
antisettica. , 

Nolle esperienze fatte da . Brann , sui canl e sui conigli , la legatura 
laterale, fatta coUe .norme antisettiche , riusci sempre 'senza che sue* 
cedesse emorragia nd trombosi della vena.' Dopo tutte queste .spie> 
gazioni si conchiude coasigliando di eseguire la legatura doppia della 
vena. femorale in tutti quel casi nei quail essa d notevolmente lesa ap- 
peha al disotto deirarcodel Poparzio, sia che tale lesione dipendadal- 
reatirpazione di un tumore o.da qualche altra causa, riservando la le- 
gatura deirarteria (la quale d sempre sfavorevole alia circolazione del 
sangae neirarto) a quel rari casi, nei quail, legata che sia la vena, non 
cessa.ancora Temorragia. Si passeri^ poi alia legatara laterale della 
vena .mettendo in opera la. medicatura antisettica , nei casi di piceole 
lesioni della vena ,stessa,se non si.trovano fragili le sue paretL 

DUcusHone ; Scbede ( di Amburgo ) ha fatto pi£l volte la legatara 
della vena femorale ed ha anche esciso delle ragguardevoli porzioni 
della medesima neirestirpazione di voluminosi tumor! deiringuine, e non 
vide mai in quest! casi, n6 in altri, osservati nella Telinica di Halle ^ 
succedere alcun disordine circolatorio, e erode che la graduate ostra- 
zidpe del circolo nella vena indottavl dal tumore che va crescendo e 
che la comprime, egregiamente favprlsce la formazione di an circolo 
eollaterale, cosicchdi dopo la legatura del tronco principale, non porta 
nessun'disorJine. In un caso di lesione della vena attigaamente alio 



Di CHIRUR61A 129 

sbooco delia vena grande safena in cai era tornata impossibile la sua 
legatnra laterale, I'Aatore riani la ferfta ddla yena con an pnnto di 
catgat e oaoi anohe la gaaina vasoolara delta qaate era stato esportato 
un pesaetto. La sntura delia gaaina eserdtara anobe ana modica com- 
preesione salla yena. 

Langenbeck osserva che Temorragla che tien dietro a lesiotte dslla 
yena femorale viene 11 piil delle volte arrestata ccrila legatora di detta 
yena ; si danno per6 delle circostanze in eai Temorragia non s'arresia ed 
allora devesi passare alia legatura anche delFarteria. Bgll ha pratieailo 
la iegatnra laterale delia vena ascellare con boon eeito nell' oecaeiane 
dl svaotamento del cavo ascellare in seguito ali'ampatazione delia mam- 
mella. 

Raster (di Berlino) loda la legatura laterale delia vena; masiocome 
essa non d sempre possibile, egli raccomanda la compressione laterale 
con dae pinzette, che si lasciano applioate per 12-24 ore e non chin- 
done completamente 11 lame delia vena. 

Braan dice che doye 6 possibiie la Iegatnra laterale , essa d preferi-» 
bile alia compressione con pinzette. 

Bartels (di Berlino) esegai la iegatara laterale di an ramo laterals 
delia yena giagalare interna. Qnesto ramo erasi slffattamente infossato 
nella yena gingalare, che era come se fosse stata lesa questa stessa. 
La iegatara del ramo indicate flnl col reciderlo ; V applicazione di ana 
pinzetta non pot6 mantenersi perchd la pinzeita scivoiaya ?ia$ peroi6 
si doyette passare alia Iegatnra circolare delta giagalare. 

y. Langenbeck* Nolle lesion! delia vena giagalare interna si pnb ten* 
tare la compressions Gosi estirpando egli an ateroma del oollo pro* 
fondOy fori la yena giagalare interna, e bastarono la compressione ed 
an leggiero fasciatojo per arrestarne Temorragia. Ci6 ayyenlTa prima 
deirintroduzione delia medicatura antisettica. 

Braan. Si pab provare la compressione nolle ferite per arme da 
punta; d perb qnestionabile se essa riescaa bene qaando si tratta deila 
yena femorale. 

E. KdsTsa. — Dne ferlte del oranio per surma da fnooo segiiite 
da gnarlgione. rlmanendo i proiettili nella oavitdt oranioa. 

Ambedae i casi ebbero nel lore decorso molta rassomiglianza. TraJt" 
tayasi di dae gioyani^ Tnno di 22^ Taltro di 17 anni. li primo ayaa ten- 
tato di snicidarsi ; e la palla gli era penetrata profondamente nella fossa 
temporale destra e dope allargata la breccia oraniea si potd conita* 
tare che 11 projettile erasi insiniiato f^a la pia madre e.la dora madre 
e proiiabilmente erasi oonficcato nella rocca petrosa deir oeao tenvpo- 
raie destro. Si manifestarono del sintomi di fooolajo molto caratteri- 
8tlQi» « si ebbe scolo id. pas per piii giorni dall* oreochio destro e poi 
findiyidao gaari perfettamente. Nel 2.^ ease U fatto era stato acciden*- 
tale. n piccolo projettile era penetrato neirosso frontale sbiiaitro, e dopa 

9 



130 RIVISTA 

dilatata I'apertara d'entrata si potd scorgere che csso aveya attraver- 
sato rosso. Toito si manifestarono sintomi manifest! di focolajo, pot 
alalia, ed anche del sintomi cerebral! diffasi. Tutti quest! fenomeni 
andarono poi scomparendo dopo molto tempo, e Tammalato yiene pre- 
sentato pienamente gaarito, senza che gli si possa riconoscere yeruna 
alterazione psichica. 

JHscussione : Eraske (di Halia) ha pare fatto, di recente/Ia trapana- 
zione del cranio in nn case per ferita penetrante d' arme a faoco e ne 
vide scolare della massa cerebrale senza ayer potato rinvenire il projet* 
tile. II paziente gnari senza avere presentato fenomeni cerebrall. 

y. Bergmann (di Wurzbarg). Nelle ferite penetrant! del cranio per 
colpi d'arme a faoco doyute a projettili di piccolo calibre, non si deve 
nh incidere nd trapanare. 

y. Langenbeck (di Berlino) 6 dello stesso parere. Egli ha osservato 5 
cas! di ferite del cranio penetrant!, doyette a piccoli projettili d* arme 
a faoco, che gaarlrono tntte senza trapanazione. Uno dei feriti yenne 
in segnito preso da pazzia. 

Bardeleben (di Berlino) riferisce 4 casi analoghi andat! a bnon fine. 
In tre di essi il projettile era andato a finire nel cranio o nel ceryello ; 
Taltro eras! probabilmente fissato nelle ossa della faccia. In uno dei tre 
prim! feriti (curat! tutti in principio col solo metodo aspettante) yenne 
in seguito eseguita una dilatazione della ferita del cranio mercd di uno 
scalpello. Ne segui prolasso del cervello, ma rindividuo guarL 

Raster domanda perchd non si debba fare il pronto esame delle fe- 
rite del cranio, penetrant!, per arme a faoco, quando d necessario farlo 
coli*!mmediata dilatazione collo scalpello. Senza tale dilatazione, non si 
potrebbe pure estrarre nd 11 projettile nd le scheggie ossee, la cui pre- 
senza nellMntemo del cranio tornerebbe alia Innga sicuramente peri- 
colosa. 

y. Bergmann. II numero delle lesion! per piccoli projettili d' arme a 
faoco andate a felice esito senza la trapanazione , 6 considerevole ; e 
d^altronde anche colla trapanazione si riesce di raro a rinyenire ii pro- 
jettile 8 ad estrarre tutte le scheggie. 

y. Langenbeck d andato cercando parecchie yolte con molta prudenza 
i projettili nel ceryello collo specillo, senza poterli tocoare : il projet- 
tile restaya doye era e i pazient! guariyano. 

Kraske credeya nel sue case di potere troyare sicuramente il projet- 
tile dopo la trapanazione primitiya , ma inyece non lo potd assolnta- 
mente. 

y. Bergmann* Tale insuccesso d firequente colli trapanazione. 

K^Sster, non fidandosi dello specillo, preferisce di trapanare per potere 
introdurre il dito attrayerso airapertura dilatata. Egli inoltre fayorisoe 
col dito stesso Tuscita del projettile della brecoia'cranica, perchd an pa- 
ziente che tiene 11 projettile nella cay!t& cranica troyaai d! conUnuo ia 
paricolo d! yita. 



DI CHIRURaiA 131 

'Baum (di Danzlca). Anche asando il dito, an projeUile si pa6 diffi- 
cilmeiite jsentire nel cervello. 

Glucil (di Berlino). — Dl un oaso di resezione parzlale delkt 
rocca.petrosa del temporale oon aloone considerazionl auXla 
legatura della oaratide interna nel oanale oarotideo, 

la base a 15 prove fatte sal cadavere, Glack dimoatra la possibilitii 
dl isolare la carotide interna per tatto il decorso del sqo canale sensa 
.portare nessuna leslone agli important! tronchi vascoiari e nerrosi vi- 
cinl e dimostra pare la possibility di allacciarla. Egli ha fatto an- 
^che sol yiyente, dopo avere per() fatti molti esperimenti in proposito, 
la resezione della rocca petrosa del temporale collo scalpello, in an oaso 
di otorrea cronica da sapparazione iatrameningea e si 6 conyinto della 
pratioabilit^ di tale operazione. 

Yenne portato via collo scalpello il terzo anteriore deir apoflsi ma- 
stoidea, la met& posteriore della rocoa petrosa e parte della poriione 
sqaammosa del temporale; e spaccata ampiamente la dara madre sor- 
tirono 60 gr. di pas fetido. Fognatara. Medicatara col jodoformio. 

Gluck coDSiglia di fare la resezione della rocca petrosa del temporale 
collo scalpello specialmente nei processi di carie per aprire la via ad 
ana gaarlgione piti radicale e consiglia tale resezione anche nel tamori 
e nelle ferite. La legatara della carotide interna nel sao oanale d ri- 
tenata specialmente indicata dair Aatore anche negli anearismi della 
carotide cerebrale e su di ci5 bisogna ieggere Poriginale. 

Diseussione: Escher (di Trieste) ritiene che in tali casi saranno fre- 
qaentissime le emorragle venose. Egli conta 15 casi di otorrea, nei 
4iaali colla trapanazione precoce dell' apoflsi mastoidea mise rimedio 
alia carie ed ottenne la gaarigione. Consiglia di fare la trapanazione 
deir apoflsi mastoidea e la fognatara, in qaei casi di otorrea, nei qoali 
si presentano i plti piccoli segni del propagarsi del processo alia detia 
apoflsi. 

E. Hahn (di Berlino). — Della rlnoplaatioa. 

Habn presenta tre pazienti, ai qaali ha fatto la rinoplastica. 

I. Parzlale distrazione dell* impalcatara ossea per sifilide. Mancanza 
4el vomere, del tarbinati e del setto. La panta del naso si trova alia 
aitezza della palpebra inferiore. Distacoo della parte cartilaginea del 
naso dalla ossea e trapiantamento di an lembo frontale. Per riparare 
il setto, Hahn prese an lembo dal pavimento della cavit& nasale, it 
qoale era Oomposto di mucosa, periostio ed osso e si ripromise [di po- 
ter con qaesto lembo formare non solo an baon setto, ma di dare an« 
^he an buon appoggio airapice nel naso. , 

II. Distrazione completa deir impalcatara ossea per sifilide. Naso a 
conca. La panta del naso spdrgeva al disopra del labbro saperiore come 
un bottonciao. 



132 BmsTA 

1.® Atto. Di0taedo e sotievame^&to della panta del navo. 

2.^ Atto. Distacoo della pelle e del periostio del naso infofifiato a^ 
coBca. PdDte d'attacoo (per la nutrizione) all'apertnra piriforme. 

af Atto* SoUeYameDto dei prooesai^ aasaii e delle osaa nasal! infbg- 
^tfMrte^ clia ia parte aaaalstoiio ancisa; 

4.® AttQj Stttara deite gvanoie aaiia Itaea in«dtaaa» ta eoaaegtfajita 

dellA quale le osaa Ba&sll vengono tirate in an e 11 labbro (11 qaale 

prima era ad nn llvello snperiore deile gnaiicle) iiene tfrato In basso. 

Jae goanoie senroBo com dipitnto d^ppoggio per il labbro e per le ossa 

soUeTate. 

&® Atto. InoiBlone e sbrigliamento delle goanoie parallela al naao 
e distaooo delle naedesime* 

6l* Atte. SoTrappoaislone a tatta la parte dl an esteso lembo firon- 
tale, composto dl pelle e dl perlostlo, li quale riene (mcito ai latl GoUe 
due Inoii^onl dl eul all'atto 5.^, infbriormente oolla panta del naso e 
•idia llnea mediana ooi dne lembl distaotmt! nel S.® atto. 

Kel 8.^ paziente venne riparata con tin lembo firontale la mancanza 
della porzlone cartilaglnea del naao, approflttando perb anohe del re* 
aldnl dl cartilaglne tattora smsistentl. 

GuTBRBOGK (dl Berlino). — Iperostosi della mfiiscella inferiors. 

GAterbock presenta nn ragazzo dl 9 anni , aftetto da iperostosi della 
jBcrt^ sinistra della maseella inferiore , la quale fa Teffetto dl una pa* 
nosteite svilappatasi da ana comune paralite. Qaesta panosteite avea 
portaio la necrosi totale della detta metii del maseellare inferiore. flil^por- 
tato 11 seqoestro restb sexnpre an piccolo pezzetto osseo, cbe impedlva 
la guarigione. Qaando esso venne esportato, an anno circa dopo la prima 
necrolromiai si vide che ii pezzo presanto d* osso non era altro obe an 
dente xnolare permanente, e in breve si ebbe la gaarigione* La speota- 
Kkk del case, seoondo 1' Antore, eonsiste In ci5 che si veriflob In segnito- 
an riassorbimento parzlale dell' osso reso Iperostotico , e ci6 vlen resa 
manifesto particolarmente confrontando lo state attuale del paziente 
con ana fotografia del medesimo, di piti meisd prima. 

E. Kdarsa (di Berlino). -« Antiohe irattore di vertebra. 

Dlseorre breremente di dae casi di antiea frattara di Tertebre, di enl 
egli area gi& tennto parola nel Oongresso precedente (yedesi la rela-^ 
^ione del 10.* Congresso. -^ Gaso di Watzer e di Dieger). QtiestI due 
:amimalatiy die allora erano in via di gnariglone, bobo in legulto plena* 
mente gnariti. La coloaaa Terteft^rale del prime ibggetto (Watzer) 6 era 
eosi diritta, che U paziente teme aeriamente didorer andar soldato; i'ai* 
tro (Dieger) vlene presentato in persona. Bsso era fltato rioevato al- 
Tespedale per paralUl delle qnattro e)tftremitii, in segnito a fhtttara 
delle vertebre central!, ma pol gnari si bene che pa^i darsi ad ogni 
lavoro, e solo si stanca ancora facilmente. 



J. MiGHABL (di.Ambarga). *- attarameAto permapnute MUjtt 
^trachea. 

Si fa qaesVoperazione yef so Tapertara saperiore d«Ila iraeliea in ae- 
.guito aUe estirpaxloi^ della llsgoa , dalia maacella infeplora a 8pe<3fiil- 
mente della laringe , ad ia aagaito alia tiraolomie , par garantirai aoa 
sicurezza contro la polmenlti che saccado&o alia aeaaa a panatra^oaa 
di amori a d'altpe xaa(aria« Caa tala ottaramaato ¥iana para prdira>- 
nuta con certazsa la QoaaimilepolmoaJito nelle paraliai ialla fairtng* 
con^cotiTe a diftarlio p dipandenti da aaoaa eaoiralL Si poirabba an* 
ohe ammettere obo aia posaibila il preronira ooUo ataaso aapadiantai 
il arap digeoodaiita a la polmoniii eha tangono dletro alia diftorite la- 
ringea a faringea, la qaale d forsa la oaasa dal arap a dalla polmoaitl 
nominato par T inocolaziona del mala cba si trasmetta da mnooas a 
mucosa. Kon si dave pdr6 aagare cba qaest^altlma sparansa espraaaa 
in merito alia oora della dlfterite Abbisogna in prima della aonferma di 
iin buon nnmero di osaerTazionif anentra gik a priori pn6 ritanarsi aaao- 
lutamente giastificata la aperanza di potare ool datto otinramento pre- 
venire cotali polmoniti meceaniche o pasrive. I matodi finora usati per 
premanlrsi durante V operaziona dal >aangae e dal Uqaido dalla ferita* 
non conYengono minimamenta per una obioanra permanente. L* ocola- 
sione della trachea col metodo di Gluck e Zeliar ^ una gravisslma ope- 
razione ; la giacitura coatinuata di Rose ^ didaggradevolisBima al pa- 
ziente e si pu6 difjflcilmente ragginngere : lo zaffo di Trendelenburg giit 
dope 6 ore comincia per diffusione a lasciar sfuggire la sua aria. Ss* 
sendo I'^ecesso della traebea molto iargo, lo si cbinde sempUoemenie 
mettendo intorno alia cannula uno o piiH tubi da fogoatara flwah^ il lora 
diametro corrlsponda al lume della traobea^ la quale ne resta cost pac- 
fettamente ocdosa. Tala modo di agire Yenne gi& messo in opera in due 
casi. In nao di esai qnaata chiusura renne toUarata per ben 5 meal, 
sfloza che ne venlaaa od irt itazione o decubito a aanzaeb^ mai paasassaro 
nei bronchi gU omori della ferita o particelle di cibo attraYorso alle 
fistole esofago-laringee esistenii. 

Nei cari poi, nei quali non vi d che una samplioe apertura da tre« 
•cheotomia, si pub soegliere fra i due meiodi saguenti : 

Si prende nn pezzo di spugaa cilindrieo, del diametro di 1*2 li2 can* 
ttanctvxy lo si trafora per laago, lo al bagna e mediante un fllo lo si Lega 
anlla cannula. Dissecoaio che eaao sia, ha la grossezza di 1-3 millimetri: 
^ aUora lo si introduce in nn tabo fatio eoUa peUicola del battilorOp 
imbeYuta di una soluzione di gatti^parcha* Datto tube Yiene in prixoa 
aUacciato in basso»8i introdoce la oannn)a» quindi fra ia spagna e il soo 
i;ubo iuYolgente Yengono iajettati 1-2 achizzatti di aoqnaed infine sial- 
iaccia il tube anche snperiormente. AUora la spngna si gonfla e serra 
<soil Ul trachea* La ana aatrazipne poi riesce fkciUnente. Questo ma* 
iodo in dae casi di puralisi della farfanga al dimostrb efficaaissima. 

H sacondo metodo consiste iA cib , che si riempia nn sacohaito dk 



181 RIVISTA 

gomma, oome qnatlo. ehe adopera Trendelenbiugi di aoqaa o di glioe-- 
rlnai inreoe dbe di aria. A questo modo il saoohetio si oonserra hen 
pieiio per aettimane e mesi. 

Per estrarre lo zaffo ei fa prendere al paziente ana poBisione alqaanta 
inelinata allMnnanzi, perohd gli nmori che ai trovaao al dieopra dello 
zaffo Btesso eseanoper la booea. 

Per regolara poi I'ttsoSta del liqaidi e per potere eontemporaneameata 
fare la cnra della lartnge dalla apertura traoheale , 1* Autore ha £atto 
eostrarre la segnente cannala. La eannala esteraa preeenta al disopra 
vna apertarai ohe pa6 chludersi daU'estemo mediante una valvoia huh- 
bil«. Oltre ad una ordinaria cannula interna, vi. d poi neUa cannala del^- 
r Autore anobe una seoonda cannala, la quale yieae messa dentrp, 
estratta ehe si abbia la prima ora nominata per servire alia oura tor 
pica; ed essa allora chinde nella sua parte discendente la cannala 
eatema» La soa parte orizzontale forma ana docciatura) la quale riem- 
pie solo la metli inferiore della cannula jesterna. Tostochd si apre la 
valYola, poBsono sobito usoire gli umori, che si troyino al disopra* Si 
pu6 pure introducendoYi una sciringa £ar passare un liquido^ dalla la- 
ringe alia bocca e yiceversa per nettare la parte. 

Le spugne, i tubi per mettere intornoalla cannula ed i sacchetti 
di gomma vengono somminlstrati dal farmaoista P. Bejersdorf, iu 
Mublenstrasse ad Ambnrgo , e le cannula da Ch. Balte , pure d' Am- 
burgo. 

ScHEDB (d'Amburgo). — Sulla oura oonseoutiva nell'astlrpa- 
adone della laringe. 

La cura consecutiya airestirpazione della laringe incontr6 finora due 
serii inconyenienti. II prime, che 6 11 piili graye, consiste nella difldeoltk 
dl impedire che la secrezione della ferita entri nella trachea e yi dia 
perci6 luogo a pneumonite da aspirazione, che riesce mortale (di 2^ 
estirpazioni di laringe ne morirono 12 nei primi giorni di cui dioci per 
sifEatta polmonite). A tale difficolt^ erode per6 1' Autore che ora si 
possa riparare merc6 del processi di Michael, esposti da questo me- 
desimo nel presente Gongresso , e che troyansi sopra indicati. Uft 
operate di Schede tenne appllcata per molte settimane una cannula 
tracheale ingrossata per modo da un dense strato di materia gommosa 
da riempire completamente il lume della trachea e cosi appuntino I'ottu- 
raya, che si poteya irrigare a yolont& la ferita , senza che mai pehe-^ 
trasse pur una goccia dl liquido nella trachea. 

Di minora importanza, ma per6 aneora sempre graye 6 la questione- 
del modo migliore di nutrire artificialmente tl paziente nei primi tempi 
susseguenti all* operazione, speoialmente neicasi, nei quail si doyette- 
leyare una buona parte deir^esofago e nei quail perci6 si 6 fatto ne* 
cessario di continuare a luogo tale nntrizione artiflclale. L* alimenta-^ 
2ione liquida, che d la sola possibile artificialmente, presenta del grayi 



DI CHIKXTRGIA 135 

iiioonYenienti negli ammalati assai deboli: e di regola U p«ao del oorpo 
floema. Per6 Thierseli in an ano casO| agglangendo znocaro e tynno al 
latte, aUe nova ed al brodo conoentrato , ottenna vn anmento di peso 
di 4 obilogrammi in eapo a an meaa ; e ai pa6 anohe ottenere dl plik 
86 gli ammalati poaaano mangiare cibi solidi. 

Schede preaenta ana airlnga di yetro da lai ooatratta a qaeato in- 
tento. BBsa d ad imbocoatara molto larga, ooaiechd vi pa5 eisera ap- 
plicato esattamente ancbe il namero pli)i alto di ana airinga di gomma 
esofagea. Qaesta viene reeiaa di ableco al sao capo inferiore, perdid 
ooA preaenta Tapertara anl dinnanzi, e diviene peroid inatile la ana in- 
trodaEione fino nello stomaco. Con tale airinga ai poaaono comodamente 
i&Jettare anohe dalle pappe. II paziente rieoTe percib ana natrisione 
aostansioaay come an aomo aano, la maatioa e la spata in on Taao, dove 
Tiene disciolta nel latte, nel brodo e aomiglianti. Si eatrae io atilo 
dalla soiringa, si riempie qaesta della pappa formata dai oibi nominati 
e 8l iDjetta nelP esofago qaeata pappa. Con tale metodo 11 paxiente di 
Schede crebbe nella prima aettimana di aei libbre, nella seconda di 11 
e cofli via, in mode da ayere in an mese an aamento di 25 Ubbre. 

H. Bratjn ( di Heidelberg )• — Gontrlbuzioni alio studio [della 
atnima maligna. 

Braan comanicb le sne osaeryazloni salle strome maligne, le qaali 
rigaardavano apecialmente i rapporti anatomici di tali tamori oogli or- 
gani circoatantiy la possibilitlt della lore gaarigione radioale mediante 
I'estirpazione ed 11 proapetto della tracheotomie intrapreae a motiyo di 
qaesti tamori. Le relazioni anatomichci la posizione della trachea o del- 
Teaofago e le lore stenosi, la dislocazione del grossi yaai del coUo, ecc, 
vennero dimostrate con diaegni presi sal tagli trasyeraali eaegaiti au 
pareccia cadayeri congelati. Yenne inoltre ricordato che ringroaaamento 
di tali tamori ayyenne di spesso per 11 ooncrescere del tirocele con 
glandole linfatiche e con nodi secondarii, che troyayanai in yicinanza; 
ed d pare per tale processo che [ayviene la maggior parte delle ade* 
renze totali o parziali coi yasi del ooUo , colla trachea e coll* esofjago. 
Per riaolvere la qaestione delle probability di ana gaarigione radicale 
mediante P estirpazione , yennero prese in esame 20 operazioni fatte 
da altri, 61tre a 5 caai operati nella Clinica chirargica di Heidelberg. 
Su qaesti ^ ammalati in 17 ayyenne la morte tosto dope Toperazione, 
in 6 si yerificb una recidiva (ano di qaesti casi yenne gaarito eon ana 
seconda esportazione) ; ed in an aol case V ammalato si mantenne an* 
cora sano an anno dopo operate. Le eagioni di qaesti tristi risaltati 
dipendono, aecondo Braan, non g\ik dalla tecnica operatoriai nd dalla 
cara consecutiya, ma dalle nominate sfayoreyoli circostanze looali, dalla 
freqnente infezione delle glandole linfatiche ceryicali, bronchiali e me* 
diastiniche» dalla metastaai del tamori negli organi intemi, dal diagno- 
atico mancheyole dislla strama maligna in genere e dagli indioati rap- 



136 RITISTA 

port! in ispeoie/L^attenta ooosiderazioiie di qaesti sbgbll pHtiti ^Mt 
concbiudere che tntta le eiiirpazioni di strnme nialigiia, vsegal^ a«gii 
atadii avvanzati dello avilappo del tnmora devono "dare sempre oattlirl 
ridaltatiy e ohe pertanto Toperasione non dere asaerd^ fliUa c^ ia <gi6l 
casiy nei qnali il tamore h anoora pioeolo, molHIe, e ei pnt ooa siait* 
rezza dellmitare al disopra dello atemo e delle clayioole, ed in citAM 
sentono le pnlsazioni detla oarotide comnne id bqo bordo poeteffier* e 
non si rlscontrano nd metastesi, nd estese inflVtraziomi delle glandold 
linfatiche. Aacbe i risnltati delle tracheotomie aono pesalmi^ pereh^^fi 
17 ammalati la piiQi parte perl tostamenta deypo Toperazione e aok> trao 
TlBse fino al 12.° giomo ; la dispnea venne il p1i!i delle volte rimozaa 
solo momentaneamentey talora anobe niente afiEatto, cosiccbd Tesito le«- 
tale in conclnsione ebbe quasi sempre laogo sotto ai sintomi deUa fHi 
grave dispnea. 

IHtciissione: Gassenbaner (di Praga) ba operate 3 easi di struma 
maligna. Due degli operati morirono tosto dope P operasfione i il terao 
S6amp6 (sono ora soorsi 4 mesi dairopecazi^Mie) ^uantunqua iHasi dO'- 
vuta eaportare, insieme al tumore, anebe la trachea pel tratto del aoo 
sesto anello superiore. La ferita venne mantenuta tamponata a po^* 
manenza« 

V. Langenbeck a Berlino ba osservato non freqnenti l^ozzi maligniy 
e i pit di essi erano caroinomi. Di solito la possibility^ di una estirptt- 
zione d eselnsa dalla estensione del tnmore, tantoobd egli non Tbapra- 
ticata ebe doe volte, una con estto favorevole; l*altro operate mori di 
ana mediastinite. Si pnb sperare cbe tamponando la fiarHa eol jodefe^ 
mlo led owiera ora a tale inaorgenza. 

Brann (di Heldelberga). L* ottnramento ooUa garza di Lister qui pvr 
troppo non bastb. 

Volkmann (di Halla). I gozzi maligni da lui osserrati nei montaaari 
deir Harz erano tutti sareomi e la piiQi parte erano affatto inoperabili* 

V. Langenbeck ba vedoto tanto dei piccoli car<rinoml oome d^ groasi 
saroomi a cellule rotonde non operabili. 

Scbwalbe (di Magdeburgo). In oiroa 500 gozzi da lai vedutl vi erano 
2 sareomi e due caroinomi. 

RuDiNoaE (di warzbnrg). •— DeUa oominosloBe toraotoa. 

La commdzione toracica d una delle lesioni meao, studiate. Alcuni 
autori non la nominano, oppure stanno salle generali; altri poilacon- 
foapono colla contusione. Queste due forme si devoao inveoe tenere ben 
distiate, perchd, meatre nella oontosione suooede grave guasto ai pol- 
ladnif rottnra dei vasi, ecc, nella oommozlone non el tratta obe dl on 
afliitto dello sconqaasso senza eomplicarioni material! grossolane. Quelli 
obe ricevoao an colpo al petto, tosto dopo, fanno per solito aaa pro- 
fonda Inspirazione, seguita da una espirazione interrotta ad aoeonzpa- 
^nata spesso da sospiri ; diventano paUidi , si mettano a tmnave ed 



DI CHIRPS^ lA 137 

iMHiio mdor fraildo i^lU^ froate. Ln piii parte di Uii puienti si &*ba 
wMi> (t9ti^,i putt 0i conotcoDQ aQcbe casi, ne'qiiaU la morte tenne 
f «Uto 4Mro al teaama. Sfortun^tameDte la maggior parte dei oasi noa 
^lAeeerittfr abtbaatama nartioolarmente per poter mettere fnori di dab* 
bift il pufo efletio della commozione; a in altri oasit atando alio oirco- 
nteilfff) ^ 8i ^ aoapettaia ana sempUoe commozione e si 6 trovata una 
eoitttwieiut. Peroift r Mtore ba oercaio dl poter dare G|>erimentalmente 
«M eoBosoenza.pid esatta deila ooaa. Tale via era stata g\k battata da 
MaoUi ma i aaoi esperimeDti non sono espo^ti con precisione. EgU 
▼tune ^a eonchinsioiie obe la oo^unosione toradca dipende da una 
Inribuiione del vaga e. da una paralisi del slmpatico. 

Qli ei^riHieiitl deir Aotore ebbero per oggetto dei conigU. La mag* 
gier parte 4i qoesti animal! Teniya lagata in mode che si poteva co- 
iBodamente insinnare ona mano sotto al loro dorsoi e con ci6 non te- 
neya dieiro ateun eoBtraocolpo al oolpo che loro si dava. Nella maggior 
igmtb^ dei eaa i Teaae preso 11 disegno della respirasione e misorata la 
freaaimie del sangne. In eompleseo depo percosso 11 petto la pressione 
.flangnlgna dimiBniva grondemente e poi di botto tendeva a ritomare 
eil*aUena. normale, 01 tawBQ per6 dei eaafi nei quail essa rest6 a Inngo 
molto al disotto della norma. La respirazione inveoe presentb di sollto 
aoltanto pieeole modlfleazioai. Se gli animali Tcnivano snbito slegati, 
•eiai faoiUavanOi giaoevano in terra a diTenivano dispnoici. Alcane yolte 
Kautotttia diede eolo rianltati negaUvi; non raramente si trovayano 
degU stravasi si poknonl, di solito piooolissimi, spesso anche solo pun- 
yit^rml e^ aempte aotto-pleuiici. Se i colpi inferti erano molto forti, in- 
dooarano anche fratture delle coste e lesioni oontnadenti dei polmoni, 
# qoalche Tolta anehe del fSsgato ; e gli animali di sollto prontamente 
Yi aoooombeTano. 

L*Antore apiega il prodnrsi del soprfidndicato fatto della pronta e 
l^ande diminnskme della porea^ne sanguigna con una eccitazione di- 
mita del Tago, ed infatti la curva arteriosa che si ottiene ^ come qoella 
•che si ha applicando al vago una covrente interrotta* Qnando la detta 
pMuimia sanguigaa resta a lango molto bassa , come ^^esso succede» 
cl6 si deye airaziene sia del slmpatico, che del nerve deprimente, e di 
altri cordoni nervoiri, obe troTansi nel territorio della commozione. Gbe 
poi la coiunozioBe irii estenda a gran tratto di territorio , lo dimostra 
la circostanza che per colpi sul torace si Terifleano rotture del fegato, ecc. 

La commozione toraoica dipende dunque da un dissesto circolatorio 
daLaiatema aerroso amtvale^ii quale alia sua Tolta d di pendente in 
pfli&a llaea daU'arraato^l auotMida eaasa daireocitazioaa intratoraoica 
del vago ed la seoonda linea ed in segaito dalla diminuzione dhe si 
mantiena a laago net .teno del distretto yasooiare periferico. 

RxBDimBR (di Wfirzbai^}. -^ Delia fratture dello atama 

La maggifor parte dalle fratture dello sterao soao trasyersali e soo* 



/^ 



138 HIYISTA 

cadono fra il sno manabrio e il eorpo delPowo. Qaeita soliuione di con*- 
tiDoitt^ Tidiie giadicata molto differentemente : alouni la dioono firatkiffar 
altri lossazione ed altri anoora diastaaK La diipota pod Tenlre rigotta 
solo mercd resame a&atomlco dalle parti iateregaate; eci6 yeniie ried*^ 
zioBciuto g\k da Maisonneaye. In 5 indiTldni se ne troTaroDo dae, i qnaU 
preaentavano solo dalle oartllaglni fibrosa ; gli altri 3 inveca offriyaoB^ 
dalle oartilagini di inorostazione o diartrodiall. Brinton in 30 praparattt 
troy6 20 yolte formasiona di artiooUsionay 7 yolta oartilaglna flbraaa 
e 3 yolte rinnione ossea. Riylngton osseryb in 100 stern! 83 rimdoni 
articolari, 6 ossee e 1 1 indeterminate. Bagnlt in 32 st^ni troy6 20 ydte 
ua'articolazione mobilissima, 3 yolte la saldatara ossea a 8 yolta troy6^ 
consaryata rarticolazione. Qaestl datl stanno in eontradiziona oolla oa- 
seryazioni di Luscbka, Henle, Hyrtl ed altri, 1 qnali tatti ritengono oh» 
la riunione sia cartllaginosa ; e Lusobka orade oha sia una yariat& aa 
si troya ana cayit& articolare diyisoria. L' Aatora prasantando namia- 
rosi preparati appoggia qaesto mode di yadare e dimostra eiia di soiita 
si possono distinguere tre different! strati, cio6 nno snperiora ad ima 
infariore, format! da cartilagini jaline ed one mediano formate da car* 
tilagine fibrosa, cosicehd la solaziona di continuity fra il eorpo daQa 
sterno ed il manubrio deye rigoardarsi piattosto quale firattura che liia*^ 
sazione. Al letto deirammalato ana diagnosi differenziale riesee molta 
difficile, se non impossibile, perchd non esiste nesson determinate cri- 
terlo per Tuna piattostochd per Taltra maniara di intarrnzione .di -0011- 
tinuitlt, neppura ana linea plana e trasyersale di solaziona. Presanta pel 
r Aatora molti preparati, nei qaali la linea di rianione era afEatto ob*^ 
bliqaa. II mode di yedere degli aatori d pare di spesso ben difibranta^ 
Ancelet rigetta il case di Cheyanee, qaantanqae anehe Malgalgna la 
coDsideri come ana lassazlone e Brinton rigaarda per dabbii anaha i 
casi di Maanoary a di There. Anche il postalato di Brinton, eha <^od 
nella lassazlone le dae seconde coste debbano restara rianita al mann- 
brio, non costitnisca ana regola assolata : infatti F6v6 ha giudicato oha 
il sac fossa an case di lassaziona, qaantanqae non yi si yerificasse 
quanto pretende Briogton. L'esperimento depone poi assolatamente par 
ammettere ana frattara ; ed i preparati presentat! dair Aatore dimo- 
strano che la cartilagine strappa coma sempre an po' di esse ; e oi6 si^ 
yedeya anche in an preparato, nel qaale il paziente era cadato da na 
ponte e si era rotto lo sterno. 

Glugk (di Berlino)« — Dimostrazione di nn anafozisma dalla 
aorta toraoioa diaoendanta traumatloo a.diim ananriama dal* 
Taorta addomlnala. 

a) Anearisma dell*aorta toraoioa discendanta traumatioo par fsrita da 
arme da faoco. Emotorace sinistro, eyacoato colla pnntnra daa yolta dal- 
r Autore ; poi resezione eostaie a svootaoiento complato del oayo 
pleurico. Dope 7 settimane morta per plaaro-^polmaaita sinislra. Alia 



DI GHlRT:rRGIA 13& 

i^ntopsia si troiFb asai manoanza ellttiea tratrersale nella parete ant6<» 
xiore dell'aorta toraoiea discendente, posta oiroa 4 oentimetri al disepra 
deli^aperinra aortica. Tale mancaaza meaava in iiQ saooo anenrismatico 
del Toloine di una pieoola melai il qaaie era riempitito completamento 
dl sodi eoagali Bangaigai* Nella letteratara atm ci sono aitre ' simlli os- 
Mrrazioni, alllnftiori del oaso dl Klebs , di anenrisma deir aorta addo- 
tninale per feriia d* arma a faoco. L* ammalato di Klebs soccombd per 
emoniagie secdndarie; iaveee qaelto di Giuck mori d^ana malattia ac- 
oideiitale. 

by Aneorisma della ps^ete anteriore deir aorta addominale nella vi- 
(dnanza del tripoda dl Halier. Doppio sacoo della grossezza di an pa- 
gno : apertora della parete aortica deirestensione di an taltero. II saceo 
riempHo in parte di ooagali. Rottara deir anearisma, emorragia intra- 
addomiaale mortale. fi interessante la etiologia del easo. La paziente si 
eva sempre allacolata molto stretto ed aveva portato an bnsto con 
robiistlssiine aste d*osso di balena. Esea doveva inoltre layorare in po» 
aisione eorva, cosicobd te aste dl balena facevano ana pressione conti- 
naa proprio in viciiianza del tripode, snir addome di lei, che era gra- 
oile e mingberlina. II restante dell'apparato vascolare era assolotamente 
intatto. 

In segnito a qoesti casi Y Autore discorre di dae ordini di esperienze 
ftitte da lai, nolle qaali egli aveva esegaito la legatara laterale e la sa- 
tora di grand! arterie e vene. 

In tali esperienze gli riasei, come del resto g\h conferma I'esperienza 
elinieay di portare a gnarigione delle ferite di vasi, senza formazione 
di trombo. Nolle sue esperienze snirestirpazlone del polmone, 1* Antore 
ba gi& parlato di ana goarigione per prima intenzione del vasi polmo- 
znonari legati) oiod dl ana proliferazione deirendotelio della intima, pro- 
xnossa dallMrritazione del traama e di ana contemporanea vegetazione 
del tessnto connettivo deiraTventizia, ebe danno laogo ad ana gnari- 
gione dello stelo polmoaare senza formazione dl trombo. 

La sntara del Taso con conservazione della circolazione non rlesce 
che nolle fente non piil estese di 2-3 centim. Percbd so esse sono pii^ 
grandi, ocoorre la doppia legatara del vaso leso per arrestare 1* emor- 
ragia, oppore doYondo mettere le satare molto sode e profonde, ci5 oc- 
casiona ana trombosi obbliterante del Inme Tasoolare. (Si speriment6^ 
sairarteria e salla vena femorale oomnne e sall'aorta di robasti' cani). 
^ Glnck ba inoltre tentato di inventare an apparato, 11 qaale sia in 
grado di sostitairsi alia satora del vasi sangnigni e che possa restare 
come oorpe straniero nella parete del yasi. Esse 6 Mto d*avorio e per 
la saa descrizione yedasi Foriginale. 

■ L^Aatore si ripromette grandi vantaggi per la terapia da nnapii^i 

perfetta sntara delvasi sangnigni o dalla applicazione del sac istra- 

^ento alle ferite da tagllo da vasi stesSi. Egli anzi non ritiene impos- 

jAbile die si possono gnarira degli anearlsmi deir aorta, come i sopra- 



140 BinsiA 

dagcrittiy miiiiaain V eMrgtakao del musoo e U ttttant MU ^uoti 

SgU ^ ad 4WI 9oda eonvista cha ti debbaao proMfsife la ^omIil 
Tift le sue Munsrote Mpflneaia, pweUii indtta di qb problttiiA Import 
tfiffi^f*"*^ delU iu»B»M. chinugiea, problenui, c]i«^ a aooaTviiOy ai pa<> 
adofUenu 

Block (di OaasieaV ^ Doila tarito del oaon • deUa loro gva- 
xf gfona mniHanfa la sutiiim durante llaohemia. 

Block eapoae i riaaltati della ana e^eriaoie aoUa aofana deUa faiila 
del caore (ktta aotto all^iadiemia. 

1^ aaimatie elia la caaaa dalla morta nalla foiiia del aaoM aoao 
qnattro. La pia iiraqaaiiia s Taaflaaia par la raaeolta del aaague aal pe- 
rieardio (eaao di aoieida in 10*20 minBti al pMi); la Z.^ eanaa^ TeiBor* 
ngia (BarmeBs il eaao di Heaanar , mori a ^oasto mode di^o 63 oie) $ 
la 3u* ^ la distmzioBe del gaa|^ proprii moiori del coiMra, la 4.* A fl* 
aalmeDte T obliterazloaa dell'arteria ooronana. Saeondo Besold, eome 
pm aaeoado CoBhaim a Schaltbafla^Reehbaig, tale obliteraaone ia 
eiq»o qaaai a dne miBnti dk Inogo alia sKxria. Sa dopo an miaBte ai 
to^ie la lagatora, artificialmaBia fiitta dell'arteria eoiOBaria» bob aaa- 
aegna la morta, ae al traita di eoaigli; anecada inTaee ae ai tratta 
di eaaL 

Sieoome fiaora i oiedid ripBgaa&o ad apriie la caTit^ toraciea, eoaaa 
an^rve aadia par la lore timidity riqiatto alia raaailoao da polmoai 
ad aaa laaciaao parci6 paeificamaBta morira i diagraiiaU eha hasao 
avato aaa ferita al enaray maBtre aarabba baatato bbb aam^Uaa laai* 
anoBe nel pericardio pw presanrarii dalP aaiiaaia, a oaa aabira aaeor 
ptt aampUoa par ailTarii dalla morta par amorragia, 1' Antore piaaa a 
dimoatrara cob e^ericBie an caai a an aoaii^ cha tali opavaiioBi mmo 
lalattTamaBte aeaaa perieolo. Baaa ai poaaoao compiare ia 3-4 Biiaati* 
a rapparacdiio iatrnmantaJa aacaaaario ai trova aaUa aacaaeeia d' agai 
madiaa^ bob eaaaado con^oato cha del biatori, dalla Ibrbiaa^ dalTago a 
dalla ptoietta dantata. 

L*apertara d' ambadoa la eayit^ toracicha a del pericardio TiaBa par 
poeo tempo aa^ortata dagli aniBiaU» eome ae £umo feda i qoattro ao* 
oigli oparati, tattora TiTaatL 

L*i^rtara del dne TaatricoUy come para la Ibrte tirnnprnnafoao di 
tatto 11 caore TieBa sopportata par oa certo tMBpo ed alToopp teooe 
preaaatati aliri 4 animali, coa trattati a para viTaati* 

Ancbe aaa laoeraiioBa daUa'caraa del caore COB apwtora dl taita a talt la 
-CBTitk toracicha a aatara del polmoae par ahiadare la apcHoie daUa 
plaoza TeaBe toUarata da bb cane molta ▼iTaca, cha viaoa ptaaoatato. 

Per BOB BTare riacoBTeBieBte dell' emona^ daranta la aatoniv ai 
praade il caore alia aaa pnata a la ai atira fortameate ia fhctl fiaA^ 
caaaa il polao e U reapiro, coaicchA ai pob opararo aol aooie fmaiftWlt 



m cHiBORaiA HI 



(nessan animale teoii per tul! proye), oppure bi iiifa hfpendk tanto 
la fertta del oaore si riduoe ad ana ftssara, eon ehe eessa pare l*emop- 
fagia, eontifroaad^ per6 11 polso ed 11 re^plro. Tiene presentato an pre- 
fiaratt) Mto da an conlgrllo, aeeld<eatalmeDte aehlaoelato an meaa prinu^ 
neik qnale era etaia ftttta la aMdata laeKeiala, e vongoao pare preeen- 
iatl tre animali vlventii al qaali, aloani mesi prima, era etata fittta la. 
autura o la legatura del caore, durante risobemla relatlTa. 

La eutara del ooore, al i^irl detia reeeeione del polmone, d^rono di- 
veatare operazionl, «he ^xgnl medtoa prat!eO| la eaaa dl aeeefliilA potrlt. 
ittmediafamente eaegaire. 

BLook (di Danisica). — Delhi raseaslona del polmone e delle eae 
indioaiioni oon dimoflrtraaione 61 animali ftSBoggettati a tale 
crperaasione. 

L* Aatore fiferi sopra 1 rlaaltatl dl 50*d(> resesioni di polmone, da lai 
fatte sn conigli , oanl , lepri , miglall , montoni e boTini , preeentando 
del preparatl di animali saaf, di animali tuberoolosl od altrimentl am* 
malati e operati, e presentb pure baon numero dl oanl e di oonigli, del 
<|iieli alonnl erano statl operatl di esportazione dl 1-4 lobi pohnonarl 
da eel mesi e che contlnuavano ad essere sani. 

Specialmente negU animali pit grossl , 1 qaali eono piti somlgllanti 
alPoomo, od anche In qoelli, ammalati e sospetti di tabereolosi, i ri- 
BQltati done soddisfacentissimiy percb^ roperazione viene complata in 
pocbl minati (in 8 negli animali ^H piocoli) 6 fn 6-14 giorni , osando- 
la naftallna, 11 jodofbrmio e Tacido fenteo, eacceese la gtiarigione senza 
auppnrazione. In totti gli nltimi casi la resezione polmonare gaari zenza 
espo^tazfene di oozte e senza fognatnra. 

Block in segaito rose oonto del laTorl di Vircbow, Liebtelffly KGnig,. 
Hadllcb, Sobmldt e Gluck , i qaali dimostrano cbo la soppressione di 
rami delP arteria polmonare e dl bronchi , come pore T estirpazione dl 
slngoli porzioni del polmoni, di intiere meti dl polmone e di intierl lobi 
polmonari d*ambo le parti, Tiene sopportata senza pregiudlzio dagli ani- 
mali. Si conosoono anche del casi olinicl , nei qaali si trotb neir noma 
Aiancare per intlero met& del polmone , senza che cib sia aeanohe 
state avvertito , e ei sono pare del casi clinid (Weinleohner) nei qaali 
era stata sopportata senza noonmento V operazlone dell' estirpazione dl 
intierl loibi. Non d dlfetto del^operazione, ma sibbene difetto, eventaal- 
fliente eTitabile, della cara eonseoatiya se si svilappa piemfa o settice-- 
mia* Anche U pneamotoraoe dot ato all^esportazione non eseroita 11 me- 
nemo efaforevole InfloMa salla gaatigione dene lesloni. 

IndieaztoM della resezione polmonare sono le pneamorragfe, ehe mi- 
saeolMio di ricisclre mortaaf, i tamori, ! corpi stranieri , la gahgrena e 
Ihacewo del polaieae. L'indieazione prinelpale pel 6 la tlsl pohnonare,, 
apeoialmente neg^i staW prImftiTi , cjaando la malattia , ehe non ^ 
aampra tobereotarSi echo innanzi tntto non si dere scambiare cdla 



142 BiVlSTA 

tirbercoloai millare sperimentale degli animali, non ha colpito che qqo 
del lobi di an solo, o d^ambedue 1 polmoni. La tisi d an processo lo« 
calei che gi& da tempo si combatte con baon saocesso mediante operazioni 
ne\\e ossa, nolle articolazlonl, net testloolii nel reni, nolle ovaje e nolle 
glandole. Anche nei casi piili gravi, nel qaali no sono colti tntti i lobi, 
^oiresportaxlono del lobi Infiltrati e pieni di caverne si possono dimi- 
naire notoTolmento gU incoDvenienti prindpali o si pa5 arrestare 11 
progredire- del mala. OolPoertirpaziono di queste parti Tiene diminnito 
lo seolo oontinno o periodico del pas dalle oavorne e lo stimolo della 
toBse e viene pare moltissimo diminaita la febbre etica da riassorbi- 
monto della materia deoomposta. 

Siccome Baumgarten ha dimostrato oho i bacilli rinchiasi nelle cel- 
lule giganti del tabercolo sono meno infetttyi del germi liberi , e sic- 
come essi devono appanto diyentare liberi in grazia della faslone pa- 
ralenta delle caveme, risnlta perci6 indicato di esportare , qaanto piii 
presto 6 possibile » quel focolaj infettiyi primitfyi , per evitare 1* Infe^ 
zione delle parti polmonari vicine, che sempre lentamente si estende. 

Mikulicz (di Vienna). — Delia gastroscopia e della esofagosoo- 
pia (oon dimoBtrazione sul vivo). 

Mikulicz dimostr6 I'apparato per la gastroscopia e per resofagoscopia 
gi^ descritto nel Centralblatt fur Chirurgie, e quindi si studi6 di 
fame conoscere la parte teenica ossia 11 maneggio. LMntroduziono 
del detti due istramenti, la posizione del paziente, la cautela da, ser- 
bare durante rosservazione, son cose che si possono rendere molto piti 
^videnti con una dimostrazione che non colia migliore descrizione. 
L*autore fece venire con sd da Vienna una donna, g'lk abituata a tali 
csami, e percib adatta ad una pubblica dimostrazione; e ad essa 
egli introdusse gli istrumenti e ne port6 in vista Tesofago e Vinterno 
niello stomaco. 

Le comunicazioni che furono aggiunte alia dimostrazione sono in 
parte un breve riepilogo dei primi scritti in proposito, che si pu6 qui 
ripetere come segue. Comincib Milculicz col dare la storia della gastro- 
scopia, al che gli diedero occasione due scritti di Baratoux di Parigi, 
11 quale rivendica la priority dell* invenzione ai firancesi e specialmente 
a Trouv^. Mikalicz riohiama ci6 che gill piii volte ha detto, che cio6 
11 oistoscopio e V uretroscopio di Nltze e di Loiter formarono 11 punto 
di partenza degli strumenti costruttl da lui (Mikulicz) e dallo stesso 
Loiter per T illuminazione del ventrlcolo e dell* esofago. Che prima 
g\k esistessero degli strumenti, chiamatl gastroscopii, fu pure espressa 
mente dlchiarato; ma tall strumenti non potevano soddisfare al loro 
jntento; e cib d ammesso anche da Loiter e Nitze rispetto ai loro 
priml tentativi su qnesto proposito. Soltanto Trouv^ di Parigi pare 
non voglia rinunziare alia priority deir invenzione, e certamente eglt 
ha costrutto e descritto gi& da aloani anni an gastroscopio ; ma ^ 



DI CHIRUROIA 148 

per lo meao molto inyerosimito cbe gia Bt^to adoperato eon bnoa sue* 
€6880 neiraomo vivente. In primo loogo non se ne parl6 mat estesa- 
mente e solo fa mentovato ohe Collin professore alia Souola Yeterl- 
naria dl Alfort iUuminb lo fitomaco di an tore da una flstola che si 
troyaya in detto stomaco, cl6 che ai pod fare anehe eon an sempllce 
tabo retto, e con nno specchio riflettore. In seoondo laogo si pa6 ap« 
pena pensare, stando alia deserizione ed alle flgare preaentate dei ga« 
atroscopio di Troay^i clie iL medesimo abbia potato seryire per Tesame 
ooulare dello stomaco d^raomo, e flnalniente mancano del tatto i dati 
salle difficolU della gastroscopiay oome pare i mezzi per rimaoyerli^ 
ei6 che ayrebbe doyato sembrare importante a oolni almeao, il qaale 
doyeya ayere esegnita la gastroscopia. 

Riguardo alia esofagosoopia ricorda anoora Taatore gli studi di Schr5t- 
ter, di St5rk e di Waldenbarg» i qaali adoperayano dei tubl congegnati 
e degli specchl riflettori per Uesame yisaale dell'esofago, principio che 
in segaito St5rk ha condottoa perfezione. 

In merito al metodo dell'esofagoscopia si deyono priacipalmente tener 
d'occhio 3 pnnti: 

1.^ II superare la resistenza aU'entrata noir esofago spiegata dalla 
laringe e dal costrittore inferiore delle faringe. Ci6 riesce facile , im- 
plegando come guida ana sonda elastica conica. 

2.* La conyeniente posizione del paziente. Qaesto deye essere in po^- 
aizione laterale, e la sua testa deye essere . tirata indietro da an assi- 
stente. Si deye anche prooarare che per tatto 11 tempo, in oul dara 
Tesame, il maco e la sallya possano sortire dalla bocca del paziente. 

3.^ Mikalicz ha sempre ayato cura in salle prime dl rimaoyere con 
una iniezione sottocatanea di morflna i moyimenti riflessi del yomitare 
e del deglatlre; ma in segaito ha imparato sempre piil a far senza di 
questa precaazione. Ci sono moltl| i qaali gi& la prima yolta sopportano 
senza difflcolt^ Tesofagoscopo; e anche chi non riesce a poter essere esa- 
mlnato la prima yoltai colla ripetata siringatara acqaista di solito molto 
prontamente il grade necessarlo di toUeranza. Ultimamente Mikalicz 
ebbe molto di rare bisogno di gloyarsi della iniezione di morflna per 
Tesame deiresofago. 

Qaanto airintrodazione del gastrosoopio, il processo d in complesso 
il medesimo; per5 IMntiero maneggio h oertamente piil difflcile; ed d 
anche indlspensabile che Uosseryatore abbia fatto an conyeniente eser- 
cizio sal cadayere. 

Per6 anche il gastroseopio in molti aomini si pa5 introdnrre fln dalla 
prima yolta senza preparazione: tnttayia di aolito oocorre prima smor- 
zarne la sensibilitlt col cateterismo. Qaelli che per varie malattia gastri- 
che sono stati assoggettati pii!i yolte air introdazione della antlia ga* 
strica sono gik per cU> stesso diyenati molto toUeranti. Siccome asando 
11 gastroseopio, fa di bispgno an esame pliU lango e piiH tranqaillOy che 
non asando T esofagoscopiOy crede T antore che debba per esso piili di 
l^eqaente riesoire yantaggiosa la narcosi morflnica. 



144 RIVIBTA 

Oltre ai gift descritti iBtramenti, ifikalicz dlmosM aaeliB an altr^ 
6Sofago8Copio ed vn altro gafltroioopio, di dlmensioni alqaanto magglori 
che Bervono ad alcnni nsi apeoiati. Preseitt^ varil altri iatnuneAti a#^ 
cesaori per rasofcgoacopia, qaali un porta ootone per ripulire il campo^ 
Tiaaale, on portacaoatioo, aleane pinaette per estrarre i eorpl atra* 
iueri| eoc. 

Qnanto alia pratica fatta flnora coi desoritti metodi d'esame, Mtkn* 
llez non pab ftire ancora alcana comnnicazione deflnitlTa. In meriia 
air esofagoscopia, Tantore avTerte innanzl tatto ohe ultimamente noa 
gli fall! mat reaame in nessnn oaso, talohd egli erede che esao aia fat* 
tibile in tntti gli uomini normalmente eostituiti. II nomero degll indi-^ 
Yidai fin qui sottoposti a tale esame d dl 50; e flnora non gli capita 
mai di dover osservarey n6 prima nd dopo resame, del serii inoonve-^ 
nienti; solamente alconl pazienti si lamentaoo di an aenso dlsaggrade- 
Tole di compreasione alia aezione laringea, ohe di solito syanisce in 
breye e che solo nei pazienti dotati di sensibility speciale dara ancora 
11 secondo giorno dopo resame, 

Belativamente alle condizioni flsiologiche deiresofago Mikalicz ri- 
chiama specialmente I'attenzlone aal fatto molto importante che Teao* 
fago nella ana porzione toracica h an tabo apertOi pieno d' aria e non 
chioso verso lo stomaco. Le palsaiioni della adiaoente aorta toracica 
trasmesse airesofagoscopio si possono asafraire per ottenere la corra 
aflgmografioa del polso aortico; e Mikalicz presenta ano stramento co» 
strutto a tal uopo : e ci6 potr& forse giorare per la diagnosi delle ma* 
lattie cardiache. 

Rispetto alle circostanze patologiche dell*esofagOy l*Atitore ha glA 
ayato occasione di oaseryare coll* esofagoscopio le piilt grayi afTezioni, 
come a dire stenosi cicatriziali, carcinomatoses e da compressione^ 
corpi stranieriy alcerazioni oatarrali ed altre. Di pecaliare interesse tor 
rono per I'aatore parecchi casi di ectasia deiresofago, semplice, tasi-* 
forme, accompagnate da grayi disordini Amzionali, e specialmente dal 
rigargito. £! qaesta ana aflfezione, almeno cosi sembra, rara e non ancor 
ben chiarita (Zenker e Ziemssen ne troyarono 18 casi nella letteratara 
medica), che solo pad essere diagnosticata coir esoflagoscoplo. L* esofa^ 
goscopio pa6 fors* anche dare la spiegazione della natara di qaeata 
singolare affezione, e Milcalicz orede che Tectasia non sia che ana ma* 
nifestazione secondaria, proyocata da ana chiasara spastica al cardias^ 
talch^ sarebbe forse meglio chiamare la malattia col noma di eardiO'* 

Circa al gastroscopio, Mikal4ez non pa6 ancora disporre di ana pra* 
Ilea estesa; e percR> si limitb, priacipalmente a spiegare difldsamente 
Innanzl tatto, ancora la tecnica del metodo d' esame ed a stadlare* in 
prima 11 contenato flsiologico dello stomaco. Stando al nomero degll 
Indiyidai fln qai con esao eaaminati (che d di circa 20, di eai la mag-^ 
gior parte erano affetti da dilatazione dello stomaco e da carcinoma. 



DI CHIKUROIA 445 

del piloro), crede Mikulicz dl poter ammettere che anehd il gastrosco* 
pio si possa introdarre pressoch^ in tatti gli individai^ Siceome lo strn- 
mentOy qnando d nelio stomacoy d capace dl estese escarsioni, si 6 in 
grado di poter perci6 esaminare la maggior parte deirintemo del yen* 
tricolo e speoialmente la porzione pilorica che piii Interessa. 

QQanto alia pratica importanza d* ambedne qnestl metodi d* esame^ 
Miknliez crede che gi& fin d* ora non si possa essa negaro alia eso&- 
goscopia, perchd qaand' anche si pqssa^anche senza Tesofagoscopio dia- 
gnosticare la maggior parte dalle malattie ^ deir esofogo, esso per6 in 
molti casi pa6 dare uaa evidente spiegazione del sintomi, oppare ren* 
dere sicnra la diagnosi. Rignardo alia gastroscopia, concede V aatore 
che presentemente si tratti soltanto del principio dl un metodo d'e* 
same, che sta svilnppandosi e che d capace ancora di nnmerose som- 
plificazloni e mfglioramenti; e giova sperare che coUa cooperazione 
del chirarghi e degli assistentl negli ospedali anche la gastroscopia sard, 
per raggiungere una vera importanza pratica. 

Discuasione: Nitze (di Dresda) dubita del valore diagnostico del ga- 
stroscopio di Mikuliez, trattandosi di ano stramento rlgido e perci6 
in generale quasi inservlblle e Torrehbe pertant0| perchd dlvenisse piii 
facilmente introduclbile , che esso fosse articolato , pleghevole. Gosi 
modiflcato e munito dl una leya, lo strumento si potrebbe facllmqute 
Introdurre nella cavity del ventricolo e potrebbe venire conyenlente- 
mente spinto molto innanzi e si cambierebbo perci6 in un tubo so- 
lido e piegato ad angolo, solo al disopra della laringCi e ad esso si 
potrebbe benissimo applicare la necessaria combinazione ottica di ca- 
nocchiali, la quale 6 dovuta a lul, Nltze e non gl& a Bendche. 

Mikulicz osserva che egli aveva sempre rlconosciuto il grande me- 
rito di Nitze nello sviluppare I'elettro-endoscopia e sempre anche di- 
chlarato che gll uretroscopli ed i cistoscopii costrutti da Nitze e da 
Leiter ayevano costituito ie basi degll strnmenti qui da Ini descritti. 
Cionondlmeno , era costretto a tenere per ineseguibile il piano ori- 
ginario di Nitze , di costruire un gastroscopio articolato , ed a perse* 
yerare perci6 nella sua oplnlone flnch^ non gli sia stato proyato il 
contrario dalla costruzione di un gastroscopio flessibile, pratfcamento 
servibile. Prima d! tutto egli ritieoe che un tale strumento, per le leggi 
deirottlca» sia impossibile. Le lenti infatti deU'apparato ottioo contenute 
nel gastroscopio, deyono esserci flssate coila stessa precisione, come 
nel microscopic e nel telescopic, e ci6 d affatto impossibile^ anche col 
meccanismo pit delicate, in un tubo flessibile; e le proTC fatteper ben 
due annl da Leiter in proposito, lo hanno dimostrato a soffieienza. II 
maneggio inoltre dl ano strumento tanto complicate, diventa cosl dif- 
ficile che si rende g\k molto problematico anche 11 sno yalore pratico. 
E poi un tubo articolato non d senza pericolo, per essere esso flesslbila 
solo durante rintroduzionei doyendosl con adatto meccanismo rendere 
Rivi$ta. 11 



146 RIVISTA 

fiisso in una determinata posizione, sotto ad an determinato angolo dl 
flessione. Ora se tale meocanismo si gaasta, IMstrumento sta \k eon*' 
fiocaio ad immobile^ e non lo si pu6 tostamente estrarrey come spMSi^ 
torna neoeBsario ; ed ecco percib ohe 11 pazlente si tpova in assai grara 

pericolo. 

Qussenbaner (di PrJEtga). In un caso, nel quale Tlstesso Leiteip intro^- 
dasse in Praga V apparecchlo di Nltze-Leiter, senza ohe si sfa vednti^ 
nulla col medesimo, comparvero tosto nell* ammalato del minaedoil 
sintomi di soflocazione , che esigettero V immediata estrazione delKd 
strumentOi il quale invece se ne staya conficeato saldamente. Sioooma 
il pericolo della soffocazione cresceva di continue, GassenbauePy im^ 
piegando molta forza, estrasse ristrumento, e insieme con esso vt erano 
dei brandelli dl mucosa deiresofago, i quail eransi impigliati nelle' ar- 
ticolazioni deirapparato. Non ne consegui serio danno : per6 egli ritiene 
cbe il detto appareccbio sia inseryibile. 

Nitze. Non sarebbe succeduta quella disgrazia se rappareccbio avesse 
avuto una fodera di gomma. 

Mikulici. II suo strumento si pu6 estrarre faoilmente quando cbe sia. 

Laubnstbin (di Amburgo). — Dimostrazione di un pUoro re* 
secato. 

L* autore presenta un tumore del piloro esportato colla resezione e 
rintestino crasso d* una ammalata, la quale mori Tottavo giorno dopo 
Toperazione, e cbe alFautop^ia presentb una gangrena circoscritta in cor- 
rispondenza del colon trasverso. 

Si trattava di una stgnora dl 34 anni* cbe soflriya da anni di di- 
sturb! al yentre. Da circa un anno poi si era accorta di ayere nel yen- 
tre un tumore mobile, cbe faoilmente si lasciaya ballottare dall* uno 
alPaltro ipocondrio ed arrecaya dei forti dolori air ammalata, sia che 
questa cammlnasse o stesse ferma in piedi. Tali dolori si calmayano 
durante la grayidanza e quando 1' ammalata si metteya a letto, assu- 
mendo una posizione supina. Non si ebbero mai fenomeni oaratteristici 
di restringimento intestlnale: percib si era in dubbio circa al punto 
diimpianto del tumore. Due mesi pri^a dell* operazione, clod nel no- 
yembre 1881, il tumore appariya del yolume di un pugno, si troyaya 
alia regione ombelicale, e di \k si poteya con facility portare neir ipo- 
condrio destro, mentre soltanto con del dolori si poteya tirare yerso 
ripocondrio sinistro. L*ammalata insists per resportazione del tumore, 
qnantanque non fosse state nascosto tanto a lei, cbe al marito il peri- 
colo di una tale operazione. 

L*aatore fece Toperazione il 3 genoaio 1883, e aperto il yentre, troy6 
sulla linea medianai un tumore nella regione pilorica del yentrioolo, al 
quale stayano uniti alcunl altri tumor! glandolari gross! come una 
ayellana, cbe erano post! snlla grande curyatura dello stomaco. Nel 
piccolo e grande omento poi si troyayano ancora delle glandole linfia- 



DI OHIBURaU 147 

"tiohe ingroBsate ma piili picoola* L* an tore esegai la resezlone col me*; 
todo di Billroth e dl Wdlfler, ed e8port6 ana porzione del piloro, langa 
15 oentimetri alia grande carvatnra e 10 alia piccola. bistaccando la 
grande curvatura egli re8t6 molto sorpreao vedendo che essa non era 
•aolo attaccata, come di solito, al legamento gaatro-collcp , ma che 
Qi erano inoltre delle aderense solide ed anticlie, che dalla grande cur- 
Tatara medeaima al' e&tendevano alia faccia pogteriore fino alia piccola 
earratara. Lanenateia di8taco6 tali aderense. mettendoci delle legatare 
la massa, eervendosi perci6 con molto vantaggio degli aghi d^avorio dl 
Thiersch, e pot6 inserire senza trazionci malgrado la estensione della 
parte resecata, il daodeno alia grande cnrvatura. U colon trasverso 
Tcnne rimeaso intatto nella cavity addominale. 

In principio pareva che Tammalata sopportasse bene la gravisaima 
operazione; ma al 5.* e 6.^ giorno si andarono gradatamente svilup- 
pandosi r sintomi di peritonite, che crebbero flnchd Toperata airottavo 
giorno dbpo Toperazione sventaratamente moriva. 

AU'apertora del ventre, che venne permessa, si troYb, in corrispon- 
denza del luogo in cni si erano troyate le aderenze, che mancava 
il mesocolon trasverso e si trovb che il colon stesso era necrosato per 
Pestensiooe di 8-10 centim., a 32 centim. al disotto del cieco. Proprio 
al diaotto della parte gangrenosa v' era nel grand* epiploon an piccolo 
ascesso ; e il grande epiploon stesso a livello della ferita addominale 
rimarginata aderiva al peritoneo parietale, e le anse deirintestlno tenae 
trovaroDsl agglutinate le nne coUe altre dl recente alia saperflcie an- 
teriore e laterale del ventre. Non ci era del resto nessana raccolta 
liquida nel cavo ventrale. Lo stomaco e il daodeno si erano solida- 
mente saldati ano coU'altro : il campo operatorio era asettico e verso 
la flessura sigmoidea si trov5 on coagalo sanguigno asettico. 

Pare indlscutibile che la gangrena sia stata la consegaenza della 
iegatura del rami arteriosi, bhe allmentano 11 colon In qaella parte. 

Tale spiegazione s' accorda perfettamente col risaltatl del lavorl dl 
Litten — sulla obliterazione deirarteria mesenteriqa superiore — e delle 
^sperienze di Madelang sal distacco del mesenterio, esposti nel sao 
acritto sulla sutura circolare deir intestine e salla reaezione dell*inte- 
etino, che egli ha comanicati al congresso precedente. 

Le poche esperienze di Rjdygier sullo stesso tema, malgrado i ri- 
-snltati apparentemente contradditorii, non pare che stiano in opposi- 
<zi9ne colic conclusion! dello scritto di Madelang. 

Nella letteratara chirargica si trovano pochissime oaservazionl ell- 
niche che Inf ermine del modo dl comportarsi dellUntestino, quando ne 
aia distaccato il mesenteric; e Paatore non conosce che due casl, nel 
qaall sia state osservato e riferlto il distacco deir intestine tenae dal 
mesenterio. 

U prime del dettl casi d comanlcato da Obhausen nella sua Ghlrargia 
>delle ovale. Si trattava in esse deirestirpazione d*un tumore deU'ovaia^ 



^49 RiTIStFA 

il quale avera* delle estese aderenze col mesenterio deirintestino tenue- 
II mesenterio si Laseib in parte distaecare fleoBa lacerarsi, ma per Ve^' 
gtensione di 15 centim., si dovd incidere e legare. Al 12.* giorna dope^ 
Toperazione Toperata mori per embolismo polmonare e ali'attlopsia jH*. 
troY6 che rintestino non era gaDgrenato. 

E secondo casoy che 6 molto interessante, Tenne eomaaicato da ft^^ 
ricke, poco tempo fa nella ZsUsehrifi far GeburtsTnuife wid OynSkb^ 
loffie! Si trattava anehe in esse deirestirpazione di uq tumere, il qual^ 
era flbroso, e si era svilappato fra le pagine del mesenterio della parte 
inferiore deU'ileo. L^lotestino tenae Ti aderiva cosi fortemente per r^» 
steaslone di 30 centim. circa, che per separarnelo eempletaineiite ven- 
nero distaccati insieme al tumore anche del hrandelli di taoiea mti^ 
scolare deinotestiao. In qaesto caso adunque rintestino venue distac- 
cato per 30 centim. circa dal sno meseaterio; I'ammalato ci6non oetante^ 
gaari senza nessana diffleolt^ 

Lauenstein ritiene che anche queste due osservazioni diniche si pos- 
sono mettere d'aecordo colle osseryazioni di Madelnng, perchd non gli 
pare da esclndersl che prima delPoperazione si fosse eyiloppato in am* 
hedoe nn circolo collaierale sappletorio. 

Rtdtoier (di Culm). — Presentazione di un ammalAto, <^(>0mto 
per iilcera del ventrioolo di resezione pilorioa e guaritone: 
dimostraziofie del pezzo reciso. 

Rydygier presenta la paziente, alia qaale il 21 novembre 1881 feee 
la resezione del piloro per nlcera del yentricolo nella regione pilo- 
riea , ^be dava laogo a stenosi del pilcH'o stesso e dilatazione eonse* 
cutiva dello stomaco di altissimo grade (veggasi Berlin, hlin, Wb^ 
hefUehHft. 18B2« N. 3, e Centralbl. f, Chir. 1882, N. 12). L^antore eoglie 
Toccasione per srolgere due questioni che si connettono col suo easo; 
e prima di tutto parla deir indioazione dell' operazione. La mlglior 
prova che roperaeione era appieno giustiflcata d la donna stessa oi>e- 
rata, la qaale prima deiroperazione non poteva piii viyere e che ora 
d sanissima e molto ben nntrita. Parla pure in qaesto sense il pezzo 
presentatOy nel quale infhtti si vede che il ristringimento o specialmente 
la rigidity della porzione pilorica erano cosi forti che doveyano sien- 
ramente dar luogo ad ana ritenzione degli aliment! nello stomaco e ad 
ana consecutlya dilatazione di qaesto. Qli alimenti perci6 nello stomaeo 
imputridivano , e ci6 , proyooaya febbre, oome V autore ayeya yedute 
.prima deiroperazione. Inoltre Tuleera non ^ ancora gnarita e si appro- 
fonda fine al pancreas, talchd ne potevano yenire ancora deUe altre 
distruzionL La stenoai pilorica del resto bastaya da solo a far mo- 
rire Pammalato, come lo preya, fra g\i altrl, il easo di B. Wagner. 
Dope ci6 , 1* Autore non riesee a intendere per quail motiyi la Dir^ 
slone del CentralbUU fur Chirurgie, aUa relatione di Janicke lalla 
^ detta prima resezione del piloro per alcera del yentrioolOi abbia oredfato 



y^. 



DI CHIRURQIA 149 

<il agf iuDgere cbe era da sper^re che tale resezione fosse anche Vut* 
'Uma. L^aatare Hon ha aloun dubbio cbe l*ulcera deUo stomat^o [obe d& 
loogo a Bt^DoA non costituisca ana indicazione per la resezione del pi« 
lore, migUore del cancro pilorico, e ci6 percbd mentre nel caso di 
caaero 1>eQ di raro si fa Toperazione cob! di buon*ora da potere 
eaportare iuUa la parte oanoerosa, e Bi pob in segaito arer a chefkre 
con reoldive piji o meno frequently egli ha ottenato neiia sua operata 
tatto qneliOi ebe si pub desiderare da un* operazione, avendola plena- 
mente risiabilita in salute^ mentre prima col suo male non poteva pit 
Tivere. Ij^ autore ha percib speranza , che V anzidetto giudizio verrii 
modldcato. 

. Tratta in aeoondo laogo V altra qaestlone, che gii preme i e che ri- 
goarda la priority deir avere introdotto 11 metodo del rimpiocloll- 
mento del lume dello stomaco. GolP ainto degll 8 dlsegni , cbe fenao 
Tedere i casl di Billroth ed 1 saoi e cbe illustrano la direzlone del 
taglio e la flgara ehe reata dopo la sntnra, 1* autore prova che il suo 
metodo nel piincipio non d panto differente da quello aagaito a Vienna, 
come sostiene Wolfler, non essendool altra differenzap ohB questa lie«- 
visBima, che clod la saa incisione obliqua d fatta ad angoio aperto al« 
X*innanzi, mentre col metodo di Billroth viene solo a formarsi un angoio 
per rincontro della sntara circolare coila sntura occludente. Siccome 
poi qnesto punto per rintersecarsi di tre ordini di suture Tiene ad es- 
acre un punto di minore resistenzay ne yiene soltanto accresciuto 11 pe- 
ricolo per lo stiramento dovuto a tale piegatura e cosi questa modid- 
cazione Viennese ridonda alia fine solo a pregiudizio del metodo. Le 
date notate allato ai disegni dlmostrano poi che Rydygier ha indicate 
ed eseguito questo metodo per primo e molto tempo inaanzi che Hon 
abbtano fatto a Vienna. Si osservino infatti queste date: 

Rydygier operb con tale metodo 11 Id noTCmbre 1880 e pubblicb tale 
operazione Til dicembre 1880 e r8 marzo 1881. Billroth Invece non 
operb il suo 3.^ case, nel quale egli usb tale metodo, che 11 13 marzo 
1881 e lo pubblicb ai prlmi di maggio 1881. 

Mscussione: E. Hahn (di Berlino) crede che nolle resesionl dello ato- 
maeo spetti una importanza ed una influenza alio stato ed al contenato 
del colon molto magglori, per 11 ftvorevole esito deir operazione, di 
quello cbe Im generale si ritenga e ehe siasi dichiarato nelle pubblica- 
;2loni flnora &tte. Egli ebbe occasione un mese f& di ftire una resezione 
del Tentricolo per una oonBiderevole ectasia del medesimo : V operato 
mori e Hahn «e attribuisoe la morte ali'lufluenza del vomito di materia 
iacaUt 4h^ si ebbe^ e ahe yenne provooato dal non essera stato preea^ 
daatamente abbastanza Tuoiato H ookm* Otto giorni prima eesendoai 
.^Nsentati fenomeni di ileo , yenne continuata per piii ore F appliea** 
^io9e dell' entero-oliama e Be yennero emesse abbondantissime ao- 
atanose j(beall; perb lo syuotamento del colon non deve essere stat^ 
complete , perchd alcuni giomi dopo V operazione insorse yomito fe-* 



150 BIYISTA 

QlJe, e neir &* giorno Toperato mori improTvisamente^ qaando gi it em, 
del tntto Benza reaiione e senza febbre. Alia Bezlone si trovb che ia< 
ratnra cireolare aveva lasoiato la presa (ci6 che deve esaere snoeeaso 
solo poco tempo prima delia morte) e si trovb tatto ii colon ripieno; 
di masse fecali molli A dare. Hahn d indotto a ritenere che le masse 
fecali troYandosi nello stomaco^ sotto la pressione deiratto del vo-^ 
mlto abbiano nel sao oaso esercltato an* Inflaenza deleteria salla so- 
tora e ritiene che lo stesso sla ayyenato negli altri oasl consimlli. , 

Bichter (di BreslaTia), dichiara che in oocasione della pubblicazfone 
del oaso di Rjdygier di resezione pilorica per alcera dello stomaco, ISr 
Dlrezione del Oentralblat fur Chirurgie^ si era espressa contro Rydy- 
gier solo in qaanto al generalizzare tale operazione per qaella malattia 
oome propoueya lo stesso Rydygier, appoggiato al buon esito di qoel 
suo caso. Mentre nel oaso di cancro piloricop la resezione dello stomaco 
ha di mira la rimozione di un male, che, se non vlene tolto via merc4^ 
di nn' operazione, in breye sicaramente accide, se si ha a fare inyece 
eon una semplice stenosi cioatriziale del piloroj si pub sostitaire alia, 
detta resezione, che d an' operazione pericolosissima speoialmente per 
le aderenze fta il pancreas e lo stomaco, che prima dell* operazione 
stessa non si possono diagnostieare e che esige molto tempo, Taltra ope- 
razione, introdotta da W51fler, clod la gastro-enterostomia, che gira 
soltanto la stenosi e che d molto mono pericolosa deir estlrpazione^ 
Qaesta yenne, per qaanto egli sa, fatta finora 18 yolte e solo 3 di tall 
operati yiyono ancora. 

Bydygier. La gastro-duodenostomia yenne esegaita 3 yolte ed ebba 
8 saccessi mortali (1). 

y. Langenbeck (di Berlino) ha praticato ana resezione pilorica e in 
tale operazione restb ferito anche il pancreas. II paziente mori collas* 
sato poco dQpo Toperazione. 

Billroth (di Vienna) resta meravigliato sentendo che yenne cosi fre- 
qnentemente esegaita la resezione pilorica in caasa di cancro. Qaan- 



{H) Nel paziente di Woliier roperazione era rinacita henissimo, e in oapa 
ad nn meie Toperato ayeya delle defeeazioni eolorate e sode: esse aveya ma* 
nifditamente del tumori canceroil in altre parti. L* operato di Billroth no>- 
eombd in decima giornata; in esso per lo Btu^amento deiransa deir intestina 
tenne si era formato nno sprone, il qnale respingeva nel yentricoio la bile 
scorrente nel dnodeno, e ci6 dlede Inogo a frequenti Tomiti biliosi. Vi fa 
dnnqne in qnesto caso nna mancanza nell*esecaziotte deir (^razione, man- 
eanza snperabile negli altri casi ; del resto 11 paziente ayeya ben • snperata 
quel che era Toperazione in sd stessa. Non so come sla andato il 3«* eaios 
ma pare ad ogni modo , stando al decorso del priml due casi , che la ga- 
atro-enteroBtomiasia un* operazione molto meno pericolosa della reseziiui^ 
pilorica^ la quale spesso dlrettamente rieBoe mortale. Ricbtbiu 



DI CH1RT7R0IA 151 

tunqoe egli sla stato invitato nltlmamente aisai dl spesso a fletre tale 
operazioae, egll per5 trovb rarissimo il oaso dL risolversi ad oparare , 
e ci6 sia perchd i pazienti chlamano troppo tardi, sia peroU IMnflltra-' 
zione canoerosai An da prinoipio, si presenta molto diflPtisa e bea 
presto si estende anche alio glandole. E pol ancbe la diagnosl non 6 
sempre sicara. Infatti la malattia, per cat egli la prima volta, dopo 
avere indaglato ben 5 mesi, voleya fare la resezione pilorica, al- 
Tapertara del ventre si dimostr5 essere an linfoma del mesenteric ; ed 
egli perci5 tralascib r estirpazione. Del pari che la qnesto caso, non 
81 deye aver vergogna ad intralasciare Toperazioae ed a tornare sem- 
plicemeate a cbiudere la cavitd. addominale, qaando, al diretto esame 
del male, fatto nella cavit& stessa , si riconosce che V estirpazione det 
piloro d molto pericolosa. II maggior pericolo deiroperazione sta nella 
lesione'del pancreas. Egli non erode che il contenato dello stomaco^ 
nd quelle dell* intestine , agiscano sinistramente sulle satarOi speeial- 
mente se la ferita sia stata cacita a dovere, s! che sia restata coperta 
in ogni dove dalla macosa. Si abbia poi cara di adoprare per le sa- 
tnre la seta e non 11 catgat, che resta assorbito troppo presto ; e non 
si restringa troppo 11 lome deir intestine coUa satara '^stessa. Le ste- 
nosis non cancerose, del piloro probabilmeote danno del risnltati pli!^ 
favorevoli, ed d per esse innanzi tutto e per la dilatazione dello sto^ 
maco, che di solito dipende da ostacoli al piloro , le quail [coi metod! 
dl cura abituali guariscono rarissimamente, e spesso prodacono la morte^ 
che egli ritiene con Leube indicata la resezione pilorica e consiglia 
di fkrla, quantunque non abbla mal potato risolversi a metterla in 
opera egll stesso. Non d per5 d'altronde ancor certo che lo stomaco , 
dopochd si ^ reso una volta assal dilatato , possa dl naoTO eontrarsi 
come alio state normale, qnando si sia reso ancora pervio il piloro. 

Gassenbauer (dl Praga) rlferlsce su una resezione pilorica (la ^•*) * 
da lul praticata, per cancro. Siccome il tamore era molto mobile , si 
sperava che nell* operazione non si sarebbero trovate compllcazioni » 
ma invece si trovarono delle aderenze col pancreas, del quale se ne 
doYctte escldere una porzione. Sedici ore dopo 11 pazlente moriva in 
collasso. Non si era avuto panto emorragia, e la fbrita era restata ben 
chlusa. Anch* egli ritiene che per V operazione siano plCi favorevoli le 
stenosl non cancerose, delle dancerose. 

Uhde (dl Brunswich). — Estrazlone di nno strumenio di legno 
dal colon disoendonte mediftnte la laparooolotomia. Preseir- 
tazione di tale strumenio. 

Oerto R. , d* annl 25 , 1{ 1.^ giugno 1881 , stando in oarcere , si in* 
trodnsse dairano nel retto, dalla parte ottusa V ordigno di legno , ool 
quale doveva ondlre del sacchl di canape. II 26 dl quelle stesso mese, in 
nn subitaneo movimento del corpo , ta colto da dolorl di ventre , 



152 u^iSTiL 

6 da allora noa poM pift sentire heme il detto logao odlla psvte 
jBioistra del ventre. Nel luglio Tenne preao da febbre, evacQaitQnl 
eangaigne eon tenesmo , e diaaria. Nel meae di ottobve eMie brividi 
41 fireddo, e forti dolori air anoa ed alia ooaeia iriniBtrai 1 qoali omb- 
bero a segno da fargli desiderare d* essere Uberato dal ^egno , eiie si 
era introdotto; venne percl6 ammesso il 6 aprile 1^2 neli* oi^* 
dale dncale di Bmnswiob. Esaminando il ventre^ Yen&e swiiita nefi^n- 
temo delta spina iliaca anterlore saperiore una resistensa dnra, la quale 
dal paziente fa riferita all* istramento di legno nominate. II 7 apvile 
eollMntroduzlone della mano destra e della parte inferiore deU^aTam*' 
braecio nel retto del paziente, non si potd troyare nessan eorpo itra- 
niero, II 13 di queiristesso mese gli veane fattala laparo^colotomia 
coUe regole Listeriane. II taglio delle pareti ventral! cadde Innghesso 
Torlo esterno della gaaina del mnscolo retto addominale ainistro. Indso 
obe si ebbe il peritoneo rammalato ebbe vomito e ci5 dlede laogoalla 
protmsione dl aleone anse delP Intestino tenne, che vennero tosto ri- 
messe. Il corpo straniero si trovava nel colon disoendente ed era In- 
caneato fi^a Le ultime coste e Tileo. L^ inconoameato venne tolto oon 
una oerta forza, e il colon discendentetirato insieme ool legno neBa ferita 
ventrale; la parte di intestiao, in cai stava il legno, venne indsa lo^gi- 
tndinalmente per 3-4 centimetri e, introdotto nell'inoisione fatta I'indice 
della mano sinistra , sopra dl -esse si condasse ana pinzetta per V e- 
■strazlone del legno. Dope essere la pnnta acata del corpo straniero 
sfbggita dae volte alia presa della pinzetta, riasci ad Uhde di estrarlo 
dairintestino. Per Tinsorgenza del vomlto> an tratto di ansa Intestinale 
feoe emia all^apertara addominale ; ma venne tosto ridotto. L' appUoa- 
zione di ispngne Intorno alia ferita delle pareti addominali imped! Ten- 
trata del sangae e del oontenuto intestinale nella cavitii peritoneale. 
Fatta la sntnra di Gzerny adoprando seta molto fina e gli agbl di 
Madelnng e quelli a perla N. 12. Dopo averla ripnlita oon ana soloilo- 
ne alpooliea d^acido salioilico, si rimise. in cavitk la detta portione di 
intestine e si caci la ferita addominale. L* operazione avea dnrato dae 
ore e mezzo. L* operate prese del gbiaccio , del vino e deiroppio e ta 
spesso molestato da vomito e da singbiozzo. L'ordigno di legno estratto 
era Inngo ben 23,3 centimetri , aveva nella parte pid voluminosa la 
ciroonferenza di 9 centimetri e pesava , cosi nmido come si trovava , 
4BjS grammi. Operazione simile hanno fatto Real! nel |1848 e Stods- 
gaard nel 1878. Neir ammalato di Stndsgaard il eorpo straniero era 
aog|flomato neir intestine on glome , in quelle di Jleali 9 e in qaesto 
41 Ubde 317 giorni ; e tutti tre son gaariti, 

SCHW4LBX (di Magdeburgo). — Dellsi oara radioale doUe amie. 

L* Antore riferisce sopra 34 oasi di guarigione xadicale di ernie otte- 
note meroift le injezioni di alcool. Fra i detti casi Be[ne trovano di qaelU 



DI GHIBUROU 15 J 

mi ^t^U la jwrigtofte 4iira ^i^ da § ed anehe 7 aimi / a ii tpovaao 

pore del cusi di drnia molto yolamiiioae e oon apertwa laolto J^giL 

. Gib pro.Vft eha qoesto matodo gioya vpar la mana tanto ooma i imetodi 

' uparatarii v^ii tutM , ai quail tutti aua 6 praiteibila perchd ^ ataola* 

< -, taaaata seitza parieoio* L* Autora ha para provata Paatratto di aortaeoia 

- di qaoreia di.Haatoa, xna finora Hon na abba nassan TaDtaggio aansi- 

. bila. jDoltva naaado la golaziona di Beaton, ooaorra usare granda pre- 

: canjUoaa: par6 au easa non d aoaor datta raltima paraia* La pi& fticill 

r, a gaarire 41000 la aroia ombalicali a qaalla della linea alba, le pui dif- 

0oiU sono foaUa dalllngaina dairaomo: par6 aacha ia qaeata colla per- 

iBv^pama ai riaaco nal pii!i dai caai a boon porto, 

Useusikme : Bardalaban (di Berlino), a cai ai rlfari Sohwalba ooma a 
ooQsiilanie la an oaso di ernia goarita, diobiara oba non ha visto qaaato 
XMSpu aa cMik a gaarigioaa aomplata, aU> cd&a non baata par polar atabi- 
lira il /eliee esito della aora. Dal reato ^§11 trovb all' ombaliao dal pa- 
sieata ana flaaaora arniaria, da oai per6 aoa faoava Bporganza nesaun 
Tiaoera* 

Banka (di Gottinga) ha trattato piiH che 100 arnia ooUa iq}aBloBl di 
aloool, a trova racoomandabile qoesto meiodo par saoondara la gaari- 
giana epontanaa dalle piooole emia a dalle ernia del bambini. 

U lato svantaggioao di qaesta cara d il dolora a le inflltrazionl te- 
naci che y1 tengono dletro, come nolle iajeaioni dl sablimato, Banke 
non pa6 diehiararsi in marita al dafiniUvi risaltaU di tale oura, ayan- 
dola cominoiata solo da qaatU^o anni : egli orede per6 di potere g\k fln 
4*ora diehimrare oha qoasto metodo A inefficaaa nalle emie a larga 
aperiuca e nei sqggetti oon pareti addaminali rilassate. 

Gofisenbaaer (di Praga) ha eon tale matodo caralo 6 ernlasi pdr 
auBparimento a lo ritiena ianocao. Con asao in 40*90 giorni «i nota 
tale rimpiooolimento dBlTapartora arniarSa che rintestiaa nan sorte piii. 
I anoi risaltati inyltano ad nlteriori prove coa tale matodo, ool qaale 
al potrebbe forae ottanere, e ci6 senza alcan pericolo, an rastrlnghnanto 
deirapertara arnlarla negU anonalati ambalaatl 

Taukr (di YarsaTia). — Modifioasioiie oaaervata nelltatestino 
bk on Gauu> di afto-pntamatnrale dvrato Inago tempo. 

In consegnanxa dl ana oparasiona andata a male si era format nel 
paziante, satta imaal prima aha si mattassa In cara deir Aatore, aa aao 
pratematorale. Per togliarlo, Taabar resao6 36 centimetri di intastlno, 
a S glorai dope 11 pazlante moriva con fenomeni di perltoaita$ ed alia 
aatopsia si trov6 che nella porzione di iatestino sottostante all' ano- 
preternatnrale si araoo Jformate molUsaima pieghe , la qoali a mala 
pana parmetbeyano r Introdaziona di aaa aottila matita. A preparato 
irenna prasantato air Aasamblaa. 



154 RIYISTA 

OfiTsaBooK (di Berlf no). — GhiarigloBe di un eoobf noooooo W9ttito^ 
diaframmatloo. 

P. Gtlterbock dfseorre di nn caso di ecehiBoeoeoo flotto^iafipamraa^ 
tioo, posto alia parte dettra, goarito mered la reaeiione oostale , dalf 
4ual6 era affetto un gioTane di 19 a&nf. In emo eegid eoniempota*^ 
neamente V apertnra della cisti nel colon trasYeiao, o fbr8*anelie aeUa 
flesftura eolica destra e Tap^nra nel polmone, eoaiooh^ il pasiente per 
pift giornl evacab materie fecali sia per la bocoa che per 1* ano, come 
pore per la ferita fatta colla resesione. In segnito a qneeto easo TAn^ 
tore dimostrb an apparecchio da fognatnra, molto sempliee, oompostor 
di dae tnbi di isomma, col quale egli riasci nel paziente nominato m 
tenere pulita la cavity della ferita dalle scibale, che yI ei raocoglieyano. 

Landau (di Berlino). — Del modo di operare gli eodhlnoooow 
oU oha si trovano nella oavlt& addominale. 

Landau fa rilevare ohe ancor oggi mnore nn gran nnmero di indiTl«' 
dui, affetti da eechinococco del fegato o d'altri yisoeri addominali, dopo 
essere stati cnrati solo eintomaticamente, 1 qaali ayrebbero potato es^ 
sere salyati con ana operazione eemplice e sicnra nolle sae consegaenze;. 
Non d piili era permesso 11 diecatere i metodi preoedenti alia doppia 
puntnra di Simon, Per6 anche qaesta ayrebbe degli -eyantaggi in eon* 
fronto del metpdo altimamente raccomandato da Yolkmann , come la 
dimostrano le relazioni degli antecedent! Gongreasi chirnr^ci. Landaa 
perb fa a mono anche di questo metodo ed opera in an sol tempo, 
come gi& raceomandarono (yiyamente e fecero S&nger (di Groninga) 
e Lindemann (di Hannoyer). Tattayia egli in alcani pnnti si seosta da 
Lindemann, percbd egli dopo Tincisione delle pareti addomlnali non rin* 
nisce subito il peritoneo separatamente coUe pareti addomlnali mode- 
9ime e non coelsoe la cisti deireochinooocco, rispettiyamente I'organo, in 
col esea sta, ^\a^ la milza, il fegato, ecc, parallelamente coi bordi della 
ferita delle pareti yentrali. 

Inoltre egli parimente non incide recchinococcoy gi& cacito alle'paretf 
addomlnali e ci6 d essenziale ; ma lo syaota con una siringa di Dlen^ 
le^oy, Cos! resta siouramente impedito il yereamento del contenato 
della cisti deirechinococoo nella cayit& peritoniale, il quale yersamento 
d dannosissimo. Quando il sacco deirecchinococco non ^ piil molto. teso^ 
soltantoallora lo incide, ne royescia airestemo le pareti con forza,nel 
case che esse soyrabbondino ne escide quanto pub, e le rlunisce all^ 
pareti addomlnali con molti pnnti, che mette assai yicini, lasoia aperta 
la ferita e la fogna; e tutto cib compie in una sola seduta. 

Landaa fo rileyare anoora alcnni punti special! relatiyi airecchino- 
cocco del fegato, che d fra tutti 11 piii firequente, e clod la oonsistensa 
molle, propria del fegato normale, cosl che palpando si sente come tma 
cisti yuota, la secrezione biliare ; V odore caratteristico , che non di* 
pende dalla diffasione dei gas intestinaii. Presenta qalnM due operati 



DI GHIRXTRGIA 155 

«ol 100 metodo. Uno era ana ragasia dl 12 anni, Taltro era pure una 
ragazBiy che aveya 6 anni e che era etata operata da lal. In qneeta r\ 
enno dne aaeold di ecohiaoeoecoi dittinti e non eomunioanti I'nno col" 
Faltro ; nno si trovaTa al lobo deetro del fegato^ 1* altro al Binlsiro, ed 
aaibedoe erano etatl. eeilrpati in nna sola eedata operando in an eol 
tisnpo duo meal innamd. 

DiffCitfifBone: Kibtter (di Berlino) lia nitimamente operate tatti i easi 
di eccliiiiococco del oaTo addominale col metodo di Landaa e ne lia 
avnto boooi riealiati ; ma egli non crede necessario che il saoco Tenga 
eliminato merod la sapporasione Cosi non vi ^ eeolo di bile, il qaale 
si osserTa solo ae il deeorso deiroperazione non d asettioo* 

Landaa domanda oome possa ayverarsi la goarigione senza sappa* 
razione* 

Kdsiei^risponde che si forma ana solida oicatriee, senza sapparazione 
merc6 il raggrinzarsi della parte e mercd la formazione di granala* 
zioni. 

Tliiersch lo oonferma e diohiara che dove si conserva V asepsis noa 
vl d neason oattiyo odore. 
• *■.»' 

CRBDis janiore (di Dresda). — Bstirpaslone dl vaxm mUza degd- 
nerata, a presentaxioiie dall'anmialato oparato* 

II moratore V., di 43 anni, 10 anni addietro ayeya riceyato an eolpo 
di pietra alia regione della milza e ne ayeya risentito del dolori per 
parecohl giomi. Ferh stette pel 9 anni benissimo di salate. Un anno 
prima dell'operazione egli si acoorse di ayere alia parte sinistra del 
basso yentre an tamore, che oresceya lentamente si, ma di eoatinao, il 
faale gli daya iastidio mecoanicamente e speeialmente mentre layoraya.. 
Esse gli rendeya inoltre dolorosa, comprimeodoglielai anaemia Inguinala^ 
destra, che ayeya da 23 anni, e che non poteya peroib piti mantenere 
ridotta oo' solito bendaggio erniario. II 25 settembre 1881, mediaate ana 
inoisione, praticata al bordo esterno del mascolo retto addominale si-- 
aistro, yenne messo a nado nn tamore mobitissimo , del volnme della 
testa di an bambino riooperto dallMntestino e dairepiploon. Lo si spaco6 
e ne sortirono 1350 grammi di llqaido giallo-chiaro, contenente cole* 
sterina. II resto della milza yenne estratto , ed il pednncolo yenne le- 
gato replieatamente e poi rimesso. Si ottenne la gaarigione per prima 
intenzione senza nessana reazione. Malgrado perb la piccolissima per- 
dita di sangae e qaantanqae Toperato ayesse boon appetite, la conya- 
lesoenza ta molto stentata e il pazlente fece ana ciera anemica. Che o| 
fosse anemia lo confermb Tesame del sangae, fatto an mese dopo, col 
quale yi si troyb an aamento considereyole del oorpascoli bianchi ed 
ana diminnzione del globali rossi, ed oltre a oib yi si risoonlrb la pre- 
senza dl an gran ntimero di microoiti, clod di globalini rossi, noeleati» 
VMo etesso tempo la glaadola tiroide si fece dolente e si rese tamida 
6 come inflammata. Le altre Amzloni si conseryarono normal!. Oinqae 



156 RIYISTA 

mesi dopo Toperasioiie 11 saiigae e la tiroide erano xiiornati sormBM ad> 
il paziente aveva ricaperaio le sae fans in modo ctae pot^ lipjRMdanc 
11 gQo mestiere di morature. Non forono oitervati d^ doiori alio ommy 
ii6 tamefazloni delto glaadole Tinfatiebe, n^ Toracitlii a^^iaiaclUk; e^tMa^ 
%ofre oonohiade ohe la aiUza potrebba entrare nella loraiaBmB dttl(n»r 
gne piili di qnelio ohe reeentemente Biasi ammeaso, a aapipcNM iAb te 
saa fansione coAftlata iieUa lafasformazione dei glotaU biaMht lid na* 
^ae la globali rossi. Dopo la sua estirpatione pare diala aiub finwo* 
nalilit venga supplita foiiicipalmeiite dalla glandoLa tiroide « dal mi-4 
dollo rosso delto ossa, menira non solo non Tenae osser?atft in qua- 
sto caso nna partaclpasiona delle glandole linlKtieha in Huigo 4<A]a 
mitea, ma ansi poU tale fonzione vioaria da parte di ease glandol* ve^ 
nira qoasi esolusa. 

IHsoMiion0: (Hshaoden (di Halla) raccomanda la legatanimdastica 
neir esUrpazione della milza: anzi con essa si potranno probabtl<» 
mente intraprendere anche delle resezioni parziali della milza a dal 
l(igato. 

Braun (di Heidelberga) discorre di ana estirpazione di mikcia ingcos- 
sata, ma non leaoemica, fatta da Czerny neirinyemo 1877-78. L'opa* 
rata iTlve aneora a n^ prima, od d»po r operaziona non si poterono 
dimostrare nella cajtt^^o^aioiia del Sftngns dei oaogtamsatt ootevolL 

Winkel ( di Drasda ) nota elie lo state di salute del paziente di 
€red6 si d migUorato sotto ogni rapporto. Bgli stesso ha in oara ftn dal 
1874 ana doiina aUa qaale si d formata nna dsti dalla milaain segaito 
ad on colpo rLceTotari. In questi 8 anni tale eisti Tenne gi& pimta 

10 yolte. Dae tarzi della pareie della eisti sono ora ealoifioati, oosiaoM 
la pantiu^a rm^^ oon diffloolt^. La paziente di tanto in tanta si lamanta 
di fenomani febbrilif duraata i quali per5 non presenta anmento di tem* 
peratara,. e ebe la randono incapaca di layorare per tntio il tempo ^m 
4urano. Con tatta probabiliUt, se yeaisse estirpata la milza, tali Jtoa- 
menl nan si presenterebbero piA. 

Langeaboeh (di Berlino) eatirpando an tnmore della milza, molto ¥a» 
laminoso^ osserY6 ana emorragia , ohe potd appena essare airffestaia, a 

11 paziente poeha ore dapo roperazione mori, oartamenta in oaosegnanza, 
di emorragia seeondarie nella oavit^ addominale* In an ease analago di 
emarragia seooadaria nel oayo addominale, gli riasci> riapiando ia ft- 
rita, di lagare il ramo sangainante deirartarta renale i ad egli pvopBiia 
nai aasi eonsimili di tamori della milza di legare Tarteria Uenala. 

KAster (di fiarlino) ha sperimentalmente fatto la legatara in 
4x tntti i vasi della milaa, aeoetto ana arieria ad una yena ad lia 
4at0 oha a ok) teneya dietro on oonsidecayole raggriocamento dite 
^landala« Ha pore tentato ana yalta talajpralioa aell*aomo4 ma le dWi* 
i>oltlt che in ei6 si laaontrano fhrono eosi gray! a Pasito eoai sfhmra«» 
yola (morte per perttonite settiea)| aha egli aeoasigUa daalterfc»ri tan- 
tatiyi analoghi* 



DI CHIlttJR0IA 157 

Kolaozek (di Breslavia) riferisee sa di ana estirpavione d! un tamore 
dl milZB, ocoafionato dalla obliterazlone della vena lienale. Tala< ope** 
mdiDim Teniia foUa nalla Oliaiea di BrMlayia e ta Mgoita dalla 

v'Bteav ^- Heidtflbarga) espoae cbe Gzerny Imi estirpato dae volte d«l 
immai leocaBoriai della mitoa, ed ambedoe gii operati morinmo' ia oon* 
stgaensa dl «iiiorra9ie date da iaolti pioooU vasl della glandefea e deU^ 
pn»ti addoaatoall inoiee. Fioof a pel nearan oaso dl estlppaziene <tt ikiilxa 
knMemica lia date- un ealto taytovevcie. 

J. RasBvmiLGn ( di Gottioga ). — Aloime laparotomies eaagoite 
aeila Cainloa dl Gottlnga, degne dl monatone^ oon dimostra-' 
afeae dl lui preparato dl asoesao del pancreas, 11 quale diede 
Inogo a rlstagno dl feol e qtnlndl alia kiparotomla. 

L^ Oaso. Operaziona di an cancro del retto, cite si spingfeya molto ia 
alto nel baeino, distaooandolo prima nel yentra e poi Mtirpaadolo per 
V ano. 

Uii> contadhie, di 39 anniy soffriya della molestie alia parte da al- 
qaanix mesi; e gli si troy6 ua cancro del retto, oiFcelare, aito molto> 
ia alto, tanto che la sua terminazione snperiore noa potd eesere rag* 
ghmta neanclie nella nareosi : palpando profondamente trovaya uaa dn» 
rezza al disopra della aisflsi pnbica. Sicoome non si poteya sperare di 
potere estirpare 11 carcinoma nel modo solito , neancbe aprendo il pe- 
ritoneo e tirando airinfaori Tintestino, si procedd nel modo segaente: 
Si aperse Taddome appena al disopra del legamento siniatro di Fallop- 
pie, si tir5 infhori la flessura sigmoidea, e, dopo ayer eonstatate cbe 11 
earefttoma sporgeya largamente nel piccolo bacino, ta appUc6 sulla 
detta flessura una doppia legatara, e la si reoise. SI redero poi asettioi 
scK^ due eapi formatlsi e Tinferlore yenne rimesso nelllEiddome dopo 
avergli ben applicato una plooola medlcatura asettlea, e depo aycrne 
dl8taiectfte> il mesanterio quasi lino m basso. II capo imperiore yenne 
cucilo nella ferita addominale, doyendo senrire da ano permanente, e 
la detta ferita yenne completamente cbiusa. Allora, dopo avere ben pn« 
lito la parte, yenne comlnciata dal basso, restirpazione del capo infb^ 
riore dell'intestino per la yia detrano. Per fortuna rlusei fat)ifmente il 
4i8ta6Co dalla vescioa. 

Dopo aperto aateriormente il peritoneo, 11 capo legato dell' Intestino^ 
Tesae riplegato in ftiori e si potd compiere ancbe dalla parte poste- 
riore restfrpatione della parte, operando sempre su tessutl sani. Si do*- 
-yette poi eatirpare buon nnrnMro di glandole linfatlche retro rettali an- 
<tfe8fle ammalate« Fognatura per Tapertara del reito , aon-Manita, cbe 
ywrne poi riemplnta di gmrea jodoformiea e eenyenientemeate medioata. 
nut 24^glorDo dopo Feperartone^ eoltaaso quasi hsaspettato e morte. Sol- 
^aata le anae iatostlnali, poste di oontro alia ferita peritoneale inferloro 
^pMseBtayaao segai veeenti di peiitoaite. 



158 EITISTA 

I&* Caso. Operatione di ana ciatifellaa idropica i eonteneata molfiiT 
<3alooli. 

Bra ana ragasza di 7 annl, la qaalo gift; dae anni prima ayea Fimae^ 
cato che nella parte destra del Tentra la si andaya farmando an in* ' 
more. Qaando la Tide TAatore, qaeato tamore era del Yolaiae <fi $14 
ohe nn pagno, era apparentemente flattaante e si troyara aol meaao^ 
della parte deatra del yentre. Solo alia met& di detto tamore li rl^. 
scontraya ana legglera ottasitit; la saa iuperfloie era liecia, e rotoii^ 
deggiante e il tamore era mobile. L* ineisione fatta a liyelk) di easo^ 
scoperee la yescicola biliare, assai diatesa, e niente aflCatto inflam*. 
mate, e aopra di ewa si yedeya il bordo atrofizzato del fei^o. Sotoca': 
di alouni centimetri qaadrati della saperfloie della oistifi^ea cot bontt 
della ferita addominale; apertora della detta oistiMlea died giorni do]^o 
con ftioriuscita di molto liquido, chiaro, macoso e di circa 40 calooili 
biliarL Qaarigione senza reazione. 

3.^ Gaso. Bstrazione di calcoli biliari con apertura fortaita del peri^. 
toneo e abbandoao in questo di aloani calcoli biliari. 

Una donna di 3d anni, era ammalata da 2 anni con febbre e ddOEt 
ai petto ed alia spalia sinistra. In seguito poi ad an graye aceesso di 
colica le si era formata una nodositft. alia parte destra del yentrOi ebe 
in capo a an anno ayea raggianto il yolume della testa di an bambino 
e cbe poi 8coppi6 e scomparve lasciando una flstola. Qaesta si troyaya 
a destra della linea mediana, quattro dita al disotto deir ombelico. In« 
trodocendovi ana siringa, qaesta penetraya yerso destra ed airinsa e fi» 
niya col toeeare del calcoli. Spaccata con preeauzione tale flstola ^ si 
estrassero aloani oidcoli e faoendo altri delioati maneggi la pinzetta pe- 
netr6 improyykiamente in uno spazio libero, il quale staya tutto a si* 
nistra deirombelioo. In esse si poterono sentire altri calcoli, ma non si 
poterono estrarre. AUuagando il taglio a sinistra e coiresame digitale 
si sentirono 1 yisceri addominali cosi a contatto coUe dita stesse che 
non si poteya qnasl credere che yl fosse ancora di mezzo ana mem- 
brane per quanto sottile, come per esempio, la yescichetta biiiare assai 
distesa. Satura, fognatora a parte del peritoneo e della flstola con oyatta 
sidicilata. Goarigione sesza reazione. 

4.^ Caso. Cisti dermoide retroyisceraie. 

In una donna di 36 anni , dope un parto ayyennto due anni prima, 
comineid a farsi sentire un tamore nel yentre, 11 quale crebbe comsl^ 
dereyolmente, dando luogo a molestie locali ed a distarbi general! di 
nutrizione. Esaminandola, TAutore le troy6 I'addome molto disteso in 
caosa di an grosso tomore, al di sopra del quale stayano sempre deUe 
anse intestinaliy irregolarmente configurate. II tumore. a sinistra si pre* 
sentaya flattaante. Laparatomia a sinistra dell* ombelico. Dope ayere 
tentato indamo di soUeyare il grande epiploon insleme al eolon tra- 
ayerso, si dovd recidere 11 mesocolon trasyerso. Finalmente ai presents 
la parete bianca e fltta del tamore, di cai si conobbe il eontenato der- 



DI GEIBU&aiA 15d 

nioids m^diaato ma pantora eaploratriee. Si tenia iayano di aflerrar^ 
II tomore dalla parte poaterioro per introdnrvi no tabo fognatore e 
ooii apesto avaotario; Noa restava partaato obe 1' estirpatioaa : ma yI 
ai doTatte riBunoiara giacchd il tomore «i implantaya aodameate eoa 
laiga baae aall'aorta. Si chloae la ferita delle pareti addomlaaii^ «i face 
1ft aatara deUa porxio&e dl oiati messa a nudo* mtorno all'apartara della 
pontura: apertora piii eatesa della medeaima e laratara. Nelle medi* 
oatoxe sagneiiti ai estrasaero delle loaghe ciocehe di capelli. Deeorao 
aensa reaaionei dlacretamente regolare. lasorta in aegnito ana Toita 
aoeidentalmeiita la patreaoenza nella oiati, si potd easa faaiimeate to- 
gliere. La paaieata venne dimeasa, proyreduta di na groaso tabo da 
£9gDatara d'argeato e ai ripresentb poi in an ottimo atato di aalate. 
5«* Caao. Tomore oongenito retro-peritoneale (neuroma del ganglio 

aolara?). 

Una ragazsa di 9 anni, aana e robosta presentava flno dalFetk di doe 
anni ana tomefazione del ventre doTuta a on tomore probabilmente 
oongenito, il qoale era andato creacendo di eontinno. Non Yi ai trovava 
<»abra di flottoazione; ne era oecopata totta la met& saperiere della 
parte aiaistra del ventre e il detto tomore ai eatoideva anobe nella 
parte aaperiore della met& destra delI*addome. La aaa sopardcie era in 
generale levigata : vi si trovavano perb nodositii dare e abbastaaza vo* 
Uiminoaey fra eoi se ne trovava ona a sinistra ai di aopra dell*ombelico 
della groasezia del pogno di on bambino. Totta la massa di neoforma- 
alone era diaoretamente mobile; e lo erano del pari i siagoli tomorettL 
11 tomore air inso si trovava al di dietro dello stomaco e ai estendeva 
evidentemente al di dietro degli arcbi oostali per non piccol tratto^ e 
ai poteva eolla percosaione delimitare facilmente dalla milia e difdcii* 
mente dal fegato. Fatta la laparotomia i visoeri ai afnnaero violente- 
mente in foori ; e qoaoto pi£i si insisteva p^ isolare il tomore i taato 
pit! si rendeva evidente Pimpossibilitk di eatirparlo ; ai dovette peroi6 
rinonciarvi. Una peritonite settica trasse alia morte doe giorni dope la 
paziente. II tomore avea la grossezza della testa di on nomo adolto, 
atava totto al di €ietro del visoeri e davanti air aorta e non aveva 
aderenze con nesson viscera. L'esame miorosoopioo, obe ne venne fatta 
nell* Istitoto anatomo-patologico dimo8tr6 cbe esao era on neoroma 
con grand! cellole gangUari fornite di prolongamenti , con gross! cor- 
don! nervoai ebe oontenevano anche delle fibre midollari e che si di* 
ramavano anobe dal tomore agli organ! addominali , per esempio , al 
panereaa. 

6.* Case. Laparotomia per stasi fecale dovota ad on grosso aaoesso 
panoreatioo. 

Una donna di 57 anni, del resto sana, aveva avoto doe meal prima, 
senza eaoaa nota, aUtichezza a forti dolorL Pronto miglioramento. 
Dope 6 aettimane, dod 20 giorni prima di essera vedota daiP Aotore, 
d! nuovo teneamo oon inaottoiente defeoazlone. Da 8 giorni atitiehezza^ 



16Q RIYISTA m eSIRITRffIA 

fteqnefo^ TomUo di sostenze^ yerdfocie; GraB<d<» prontraiioiie di fone» 
EaamkiaDda la pazlente FAutore trovd che hi parte sinistra del ven* 
tre era molto gwkfL^^ al disotto e al di dietro delio fftomaeo, astai di* 
latato, 8i trovava on tnmore flattoante , della groMessa deHa testa df 
as bambino, immobile e non estendentesi fine nel piccolo baeino. Le 
injezioni di acqaa eon una canna da olistere molto langm noa feeere* 
nnlla; pereib aecondiscese alle preghiere della paziente di eperarla- 
con la laparotomia. Feoe una inoisioae Inngbesso la linea alba ed 
ttn*altra trasrersale a liTello del tnmore. Distaooato 11 cokm teasvema 
cercb di scoprire il tomore la di cni periferia era per6 tatta infli- 
trata per processo flogistico. Tentb fnvano di isolare in qnel pnnto. 

10 stomaeoy e in conelnsione lacerb in nn piccolo Inogo 11 tnmore e no 
yenne fbori on contenuto , che in principio era chiaro , pel torbido e 
pnzzolento. Si potd farlo scolare e si potd ouoire il sacco cosi aperto ooi 
marghii della ferlta addominalOi senza obe penetrasse nella cayltA brio* 
ciolc di IftiQido. Dopo ayere ben cneita la ferita addominale, yeane di-^ 
latata la piceola apertnra, fatta eolla laoerazione; yi si istrodnsse nn 
tnbo colatojo a la si sciacqn6. L*operata non si riebbe pi& dal coMaiso 
e mori^ in capo a 6 ore. Fatto nn accnrato ^same neir istitnto paiolo<» 
gico si troy5 necrosi del pancreas; e la supposta eisti non era che on 
ascesso syoltosi dal medesimo tra, il yentricolo e il piccolo omeato. 

11 ristagno fecale era prodotto dalla eompressione prodotta dal detto 
ascesso snlla porzione snperiore deirintestlno tonne, che ffii si era Mto 
aderente per infiammazlone. Dimostrazione del preparato. 

(Oontinuay. 



^'wVM^ V_. 



161 



BIBLIOGRAFIA 



Post GsoaGB E. — On tlie Treatoment of aome Forms ot 
tetostlnal Olratraotiong by Opiam. — (Cura di alcune spe- 
eie d^occlusioni intestinali per mezzo delVoppio). In : The Medical 
Record. New York, 1882, Vol. XXI, N. 16, pag. 431. 

Da an medico che ata in Siria, sia pure Professore nel Syrian Pro-' 
testant CoUege^ non pa5 aapettarsi, e tanto meno pretendere an art!** 
colo o]i6 tratti on particolare argomento dal panto dl yista deireradi- 
zione ; ma neppare si pnb scusare tanto oblio della atoria della propria 
scienasa ed arte da credere cosa affatto nuova oi5 che da secoli h no* 
tisaimo. 

Gosi h del profl Post, il quale, secondo che scrive, pare YOglia far credere 
che il cnrare certe forme di ostrazione intestinale mediante I'oppio sia 
frutto esclusivo de' saoi stndi , an'invenzione tutta di Ini. Nondlmeno 
poichd Tarticolo oontiene pregeyoli osseryazioni cliniche e flsio-tera- 
peutiche, cosi gindico di far cosa grata al lettore riassomendolo ed 
esponendo la versione letterale di aicani punti dl particolare impor- 
tanza. 

L* Autore distingue anzitutto dae yarietft dell' occlusione intestinale, 
la cronica e Tacuta. La cronica si presenta sempre quale effetto di al* 
terazioni anatomo-patologiche flsse (tumori addominali, ascessi della 
spina e della pelri, anomalie di posizione deir ntero, cancro deir inte- 
testino, briglie clcatriziali). 

Piii svariate sono le cause anatomioo-cliniche che danno luogo alia 
forma acata, e il Post le distingae in sei class!, che sono le seguenti: 

L® Corpi stranieri indigerihiliarrestatin in un punto idelVintesHno, — « 
Son questi rappresentati molte Tolte da scibale fecali indurite e agglo« 
merate. II migllor modo per combatterle conaiste nei pnrganti drastic! 
e nei clisterj, e taivolta anche nel rompere ed estrarre le scibale col-* 
Ti^uto delle dita o di an apposite cucchiajo. 

2.® Emia strangolcUa interna. — Questa diagnosi h diffioilissima: 
quando d possibile, la cara consiste nel mettere alio scoperto la por* 
zione erniosa e togliere lo strozzamento. 

3.* Ernia strangolata estema. — Qui T Autore cominoia a trovara 
1* indicazione terapeutioa deir oppio e dei suoi deriyati. € AUorch^ egU 
« dice, il taxis non basta a ridarre I'ernia, due yie sono aperte al me- 
€ dico-chirurgo cnrante. Se i sintomi sono urgenti, il chirurgo fprooe- 
< derik all^erniotomia, purohd V infermo ed i suoi famigliari non yi si 



1.62 BIBLIOGKAFIA — POST 

« oppongano. Se i sintomi non sono argenti (per esempio, se il Yomlto ^ 

< scarso o nnllo, se il pelso 5 ^acora. sosteoato, la temperatara pres- 
« eoclid normale), oppnre, anehe esseiido nr^enti, rinfermo od i saoi 

< famigliari riensano con insistenza il snssidio deiratto operatiyo, allora 

< il medico rlcorrerk airuso deU'oppio. I pcrganti in simlli easi soventi 

< aggravano il turbamento yenendo a spingere 11 contenato delle in- 
of testina posto al di sopra del punto gtrojszato contro la porzione Iq* 
€ earcerata e prodacendo incoDTenienti gravi, qaali rimtazione el^in- 

< flammazione del contendto del saceo, e talvolta lo stravaso d^H^'lBci 
« nel cayo peritoneale. In sfmili contrngenze Toppfo sommfnistrato per 
« via della bocca o La mcgrflna p^ yiia ipod^rmica^ combltlati <S(|gli 
« emoUienti esterni, bastano a ridarre la tnmefazione , a far si cbe il 
« taxis si possa ripetera con magglOjre speranza dl bnon risnltato .op- 
5 pare ageyolano il ritoroo della permecU)ilit^ del tabo intesttnalel > 

L' Aatore conforta qaesto asserto coiresporre due casi clinici di^rande 
importanza. II prime di essi rigaarda ana donna di 75 anni, affetta da 
j^mia crarale strozzata, L'c^nia daraya da parecchi annl, e si erasem- 
pre mostrata irridacibile. Falliti i parganti, i clisterj e il taxis, yennero 
latte le prescrizlonl segaentl: mezzo grano di opplo ogni sei ore, nn- 
zione del tnmore erniario colP angaeoto di belladonna, cataplasmi di 
^linseme snl tamore • sal basso yentre. Dope il terzo giorno di qaesto 
jgftetodo di cura, at cataplasmi yennero sostituite le pennellatare didol- 
dqdlon elastico. I sintomi di strozzamento cedettero in seguito alle prime 
.4osi di oppio, e al 6.^ giorno dal principle della cura, la paziente e6be 
cinqne scariche spontanee. H secondo case rigaarda an nomo di 65 anoi, 
.affetto da emii^ Ingainale strozza^, Fa^lito il taxis, rifintata T opera - 
.zione dalla famiglia dell'in&rmo, si ricorse air oppio, e nel 7.* ^brno 
r ernia si era spontaneamente ri^btta. Amendae qaesti casi si riferl- 
Boono a persona d^ etk ayanzata , nelle qaall V ernia ingainale o cra- 
rale d afPezione freqaentissima. 

; 4.^ TumefazUme della vaZvQla ileo-cecdle (jfiunta a tal punto da im^ 
pedire il passage della feci. — Si rieonosee qaesto state speciale^ piiH 
jaro dei precedenti, pel yiyo dolorcche si manifesta in cbrrispondenza 
Ma regioite ileo-oacale, pel distendin^ento deir intestine tenae, la. p^i- 
iioaf ecci, Aacbe ia qiiesto state di cose Topplo torna efdcaciasimo. < I 
ic parganti, dice rAatpre, in simili eajBi hanno rinconyeniente 4i sjjXn^ 

< gere il oontenato degl'lntestini contro ana barriera insormontabile, > 
:fi quesjto il^pnnto fbrse meglio trattato dall'Autore e chei mecita >ii$e- 
^ii^ ; coQsiderazione. E par qaesto U panto interne al qaale V Au- 
sore ha raocolto il maggior namero di casi, qitandone ben tre per con- 
(fortare U aixe aiigamento sal : yantaggio , dell'.oppio in qaesta f^fm^ di 
jto^lvwteaa: iAt^tii^d a;ca1ia« Fatto cbe mei^ita qualcbe rigaardq, meptre 
•i aogigetti oolpKi da ernia, strozzata qr^no amendue yecchi| ^QTaQi 
•taTMd gH ftttri due eolpiti d« tamefajsione: della yalyoia ileo-cec^lg. 
ill prima case rignartena nomxi . d^Ui ed4 di 35 t^nni^ sorprea^t .dja^/PQ- 



t } 



j^es9o p^r^c^^le , e in, \^ss^ a ci6. preacyi^s^ (Tj^uti; 9igpa^^ fi^'9^14^% 

^^irinf^rmoy st^blH .mvec^ che a'a-Teya ^ farA,PQD,.o^^rt<^i^nei ifeorifer 
eafe^ e in b^se a ci^ pr^scrifusfei Ja, polycuT'^. fie\,J>oyfeji:iUcpi^^qtXQ pr>«\nf. 
46^« dapppji^a s^i gra^i ogai tp^i qr^, j^nq a chp .^ 4oiQr9 ai.^oissetafin^ 
fiibj^f^eojbp; . ijQltigatO- UoitaiB^ntf preacri^ffd ^tapljasi»>l emQll^oii ,dji 
IjpBeme al lato destro del ventre, lo oapo al tersp. gU^^vpff, daA priA^ir, 
pio di questa cjara » il pasaaggio r^del tabo IntesUfiale. ef asi , r^ls^ir. 

Il^aecoiido caso al rif^rlsce ad qii gjoyanei dii 30 ^nji%, )\ fuaW yfilo^% 
ipaprpYvivamante colpito da atipsi ostiQata e disaria. QlmQJLp ^rpp^iq. 
ppeae un en^rgiqo porgante e ripef^ti clUteri, aenza ^^trp ^£ret|to, jqn^ 
i|i.Aggravare i si^tomi, apecialipepte la dlate^e^ioae del, ventre* Qaaadqt 
PAatore.TQtaneohla.mato, rinfei;mo. versava in nap sjtato grayifLBlQ|ip j 
la tumefa^ioBe e.la ticapanit0 erano maggiori nella, rqg^oae; il^p-qa-^. 
Qale. Ghe<fa egli^^n qi^.esto frang;^n]taj?.B8trae rorina ool-G^.^i;^,I|]:e^ 
i|crive ventl migoattp )sul . ppnto. piil ran^molljitp' d^lla iui?c^jra?:ip^ef.,^n- 
^iqn| coirongaento di l;)elladbnoa e cataplasini eippUiaati aUa jpart^ |xi- 
jGariore e al Latp destrp. del ventre :, iofijoe. preacriye tr^ gran^t^ 
jpolvarl del Dpwer da prehd0rsi,pg^i,tre,,ore. JUa, priina 4pia di ^queat^ 
po^vqre vepne Tejetta per voniito, s^a le do3i, successive .vpnperp tpat- 
tenote^ i 8intom],,c,olici in brevp si .jfiltig^i^ojaq, . 11, ^ventre VUpf^npj xnfijlf 
^ Ixajbtabile ; . i aintoDQi aadaronp aenipi^'p .sijicca^sfy^jtx^tej i)PLlg^ipr,a^^ 
flnchd nelia aesta giornata dal principio della cara T i^fe^irmoi^ P9t^ 
9yare di|e |3G{^?lobe copiose. I^rante lajpr^p gQ ore^ f ijjyS3rj;n[0\prQse 
f^oye. gr^ai di. polyere del Dower; e dara^te jp jj^iorpji ff^^eaa^ in t9t^ 
una dramma 41 detta palyer.e* In. segpito «, qnesta scaJ^i^lie alyiof 
valine HQsp^ao Vnso d<^U'Qppio» edin so^ vee^.fV'dato l*|Olio,efsenzial«| 
^ castoreo, aomminjBtrahdpne.yenti gpccie.pgni 4ne ore (flap ad aviir.^ 
la acarica alvina. ^ questa ai pttepne a^biit^. naUa p^li^a^nptte j^ 01^49 
rinferipo in breye^tenapo guari.; ., , , : < -^ 

. ..Spggetto del tar;cp caso d lo. atesao g^ovane djel aepondo. Alaoni m^- 
^ppo coi^a^gijiita la gnarjgipne yen^ egl( ((^^%lHp ^a uaaecjondOc^ttajoqoY 
con ainto^i pari pei^, forma a intensity al.prejeedenti. Inyec^ della pol«^ 
vere del Dowei: n\l?oat poiQniinW^ la mprPna:,I>?&t(Q ptfianqto f^ 
;9ira8aoeh^,,idfint|qo, ppiph^ dopp nqaapttinia^a .di q^^ata <;araAWeraio 
ab)^ nn^ apfirifl^ a^yiaa:^«galte,pwitp.,4a gpapigi^iia . aowfil^ta- .VA*t 
tojpe a^penpaadialtpl'pasi di q.ueB]fcfijnc^tflpa>nai flualMl trattarpantpijoj^ 
V9BR^?;fa' Wonfrtp;^a,Ti««ltM*ii^^^ . > . > ' - 1 

aiiataaiyaDp^te, p^npftftp #,i^pp4o:^, l^ltpnflPPWiiqf^Waff^^ l» »WJ» 
j,.A\\^^.^^\pvifi ^IJi ft|iz)fj^(ti tra p^ai jppgjiono: Moupa: Pwervaalpnl 



l64 dlBUOAEAFIA — POST 

obe meritano dl essere riferite poichd questa forma morbosa della ta^ 
mefazione della yalvola ileo-cecale sembra rara presso di nof. € L*aBo- 

< dell'oppiOy dice V Autore, in tutti questl casi diffarenti si fonda sopra 
« nn'onioa base ed ba per iscopo dl mantenere in uno state di calma 

< la parte irritata o congesta od inflammata flncbd 1* irritazione o Iftr 
« oongestione o rinflammazione sieno completamente vinte. Cib otte* 

< nutOy i'intestino ridlviene pervio ed il natural movimento peristaltica 
€ sgombra il tubo dal sno contennto. La considerazione del danni ine- 
€ rentl aU'emia strozzata e airocclasfone prodotta dal gonflamento della 

< valvola lleo*cecale, dimostra obe essl non si debbono riferire all' in- 

< carceramento delle materle fecali per pareccbi glorni. QaestMncarce- 
€ ramento si verifica in alcunl indivldni cbe sono abitualmente oostipati 
« per lo spazio di pareccbi giorni, senza cbe si abbiano i gray! sintomi- 
€ aceennati. II cbirurgo in segaito airoperazione della flstola cisto-ya- 
€ ginale prodnce coll* oppio una stipsi artificiale cbe dura uno o pid 
€ glorni. Parimente il medico produce la stipsi. nella iDflammazione del 
€ peritoneo. In cbe cosa consistono adunque quest! danni ? Essl consi- 

< stono nella Indammazione del tnbo intestinale o deiromento, Infiam- 

< mazione cbe spesso d& luogo a gangrena, e nella indammazione del 

< peritoneo oagionata dalla rottura deirintestino o dalla contusione por- 
« tata dai tentativi di taxis. La cura coir oppio d commendevolissima 

< in tutti quest! casi, non escluso quelle in cui abbia luogo la gangrenar 
« ancbe allora Topple gioya coirarrestare i moyimentl peristaltici fin- 
€ cbd la Unfa effusa tutto airintorno abbia raggiunto un grade di con- 

< sistenza tale da non esser pii!i possiblle il sue strayaso nel cayo pe^ 
€ ritoneale. > 

5,® Invaginazione delVileo nel colony oppure di una parzione del co^ 
Jon nella rimanenie, — ^ La diagnosi di questo state dl cose, spesso non 
si pub stabilire se non qnando la porzione inyaginata sia accessibile 
alle dita o yisibile alPendoscopio. Ancbe in questo case d commende- 
yolissimo Fuse delT oppio. Lo scope 6 sempre I'identico, quelle clod dr 
arrestare il moyimento peristaltico e mettere in uno state di perfetta 
quiete tntte le parti inyaginate, flno a cbe la connessione fra la por- 
zione peritoneale sita al di sopra e quella sita al di sotto del pnnto in- 
yaginato siasi effettuata in modo cosl sicuro, la mercd di nn copioso 
deposito e dl una sufficiente organizzazione di linfa plastica, da impe- 
dire la effusione di material! setticl nel cayo peritoneale. 

Quest*a8serzione d ayyalorata dalla considerazione di uno del modi di 
guarjgione naturale della inyaglnazione, quale d quelle cbe ba luogo col 
cadere in gaqgrena della porzione inyaginata e colla sua espulsione per 
la yia del retto. In questl casi d'inyaginazlone Toppio ba per6 nn altro 
scope, quelle ciod di mitigare la colica e diminulre la tensione del yen- 
tre, sintoml di grandissima importanza e dai quali dipende la grayit& 
maggiore o minore dl ciascun caso speciale. 

Solo qnando i sintoml ancbe in seguito al metedico aso delfoppio noa 






BIBLIOaRAFU — POST 165 

^aecennino panto a migliorare^ pa6 offrirsi T indicazlone deir inter vento 
rchirargico. 

0.* La eolica spasmodiea. — Qaest^altima forma di occlasione into- 
utinale acuta, sostenuta fra i clinici contemporanei dello Jaccoud, sQole 
prediligere le persona che sono abitualmente costipate. Essa corrisponde 
all^ ileo nervoso di altri antori » alia passio iliaca vera di Sydenham. 
Benchd qaesta forma esiga I'uso del drastic! , pare h molte volte 
oonveniente il far precedere nn* injezione di morflna sal panto piCi do* 
lente. U Autore avvalora questo asserto citando il caso di un uomo abi- 
tualmente costipatOy il quale venne assalito da un vivo dolore aUMpo- 
condrio destro, in corrispondenza ali'angolo che forma 11 colon ascen- 
dente col colon trasverso, accompagnato da vomito e da distarbi ge- 
nerali assai gravi. Prima di ricorrere al purgante ed al clistere, 1* Au- 
tore injott6 per via ipodermlca sul punto pii!i dolente un terzo dl grano 
di morflna, Qaesto metodo curatiro venne ripetuto anche negli attaochi 
«accessivi, ed ebbe sempre per risultato quelle dl rilassare lo spasmo e 
-e di agevolare Tazione del purgativi. 

Perchd mai, mentre nelle prime cinque variety dl occlusione intesti- 
nale acuta si nsa somministrare V oppio od i suoi derivati e compostl 
^per la via della bocoa, in quest'ultima variety si preferisoe 1* injezione 
ipodermlca di morflna? L' Autore si affretta di esporne i motivi, che 
fiono soddisfacenti. Nelle prime cinque variety 1* oppio deve portare la 
sua azione sedativa sullo strato mucoso e suilo strato musoolare del 
tubo intestinale non solo, ma anche sul peritoneo. Di qui la necessity 
che Toppio, o il laudano, o la polvere del Dower, sieno somministrati 
per ia via della bocca. Nel caso di coliea spasmodica per lo contrario, 
ci6 che 11 medico deve anzitutto cercare d V azione antUpasmodica^ e 
^uesta si ottiene piili agevolmente dalla injezione ipodermlca che da al- 
tri mezzi. Ma v* ha di piili : )*oppio preso per via della booca splega 
sempre un*azione astringente e sedativa suUa membrana mucosa del- 
rintestino ; se quest* azione nelle prime cinque variety, non si oppone 
airopera del purgativi, nel caso di eolica spasmodica tomerebbe indub- 
biamente dannosa. 

Tali i concetti, tali le pratiche del prof. Post Ma quanta somiglianza 
&a questo articolo e queUo sullo stesso argomento pubblicato da chi 
ecrive sugli Annali Univ. di med. e chirurgia^ nel fasolcolo di maggio 
deiranno 1879, YoU 247! In quell* articolo io riferiva anzitutto Tesem- 
pio di felice applicazione deiroppio in an caso di occlusione intestinale 
ribelle ai purgativi fatta sin dalFanno 1867 dairegregio dottor Gesare 
Goggi, attuale medico primario neirOspedale maggiore di Cremona. Ma 
Tuso deiroppio neirocclusione intestinale non data da anni, bensi da se- 
coli. II Tralles in un'operetta, che incominoib a pubblicarsi a Breslavia 
nel 1757 e venne ristampata a Napoli nel 1789 col titolo Usus qpii #a 
ivibris et nocoius in morbarum medelOf tratta estesamente delP oppio 
Jiei casi di occlusione intestinale, chiamandolo remedium elegantiisi'^^ 



f€6 %miAomkSfik^'^ mill 

mufn Himwe^ pf^fidukmi^^^pet pldQii«mer6 da qaeifito M^p^^^Ht* 
1*1180 deiroppio nei oasi anzidetti , bisogna risalire fin presfid ai-j^HP 
mo^ delFafttf. Ak^teo rkoeomao davit git «moiiit<» -Tj^alllano k4al^ I 
diisteri d^oppio e giasqaiam^ nel oasi d*ileo, non pei^& giosta il doilei^dto^ 
odierno, ma sold per calmare 11 dolore e temperara^ T asioae del piu^. 
ganti. Si avvieinapond di piil al crilerio moderod racooma&duido IVp-^ 
j^to nelPileo nledloi illustri di tempi k nai pit vioinU qaaii. Lealflld|. 
Wedeiio, Sydenham, Hoffmann, Baglivi, Van-Swieteiu Di tatti i iliedi^' 
dalio scorso seeoio, ii Tralles d perb qnelie che in qtiesto pfiato piikiA 
iCVybfna a^ noi. Aleuni saoi tratti, olie lio ripetati ndlla mia mef^' 
moria sopta citata, si direbbero ana tradazione di questo o di quel passcP 
deirartieolo del prof. E. Post. ' 

8d ayvi grande somigiiaaza :fra il criterio clinico per 1* amministta'^ 
done dell'oppio nei east d'oeclusione intestinale eaposio nelia mia me^ 
moria e qaello esposto neli^arlHcelo del periodieo amerieanoy'tton v^ba 
gfraade divario qnanto al modo di somministrazlone e aliii dose. Sold 
ii prof. Post parla della injezione ipodermlea di morfina, cb'egii aServIa 
di aver trovato effldadssima in alonne forme di occlasione intestiit^ie^ 
6ra, per qnanto ne so, iieiisaflo prima di !ai, trattb deli* ii^ezione ip^» 
dermica di morfina helie occlasibni intestlnaii ; pef eid il lavoroi' dei^ pro^ 
ftissor Post segna an qnesto panto nn reale progresso. Dfssi cbe fioa 
V'ba grande divario : neppure riguardo alle dosi rmpiegate. E per dh- 
mostrar qnesto con an esempio, bast! osservar^ cbe'ii mezzo granb di 
oppio preseritto ogbi sei ore hel primo case di ernia strbzzata esteiirna 
ricordalo dair Atttore, eorrisponde approsisimativamente a 3 centigrammi' 
e mezzo; qitesta dose qnhidi diBbrisce pbeo dai 4 centigrammi d'oppib 
prescHtti ogni due ore dai dott. Oo^i nei caso di occlasione intestinale 
da me narrate nella memoria sopra ricordata : e meno ancora questa 
dose differisce da qaelia di 4 centigrammi d'oppio ogni 4 ore prescritti 
dsii sailodato dott. Ooggi in qaeli'infermo cbe forma Toggetto delia sto-' 
ria 1^*- di un' altf a memoria sullo stesso argomenta da me pabbiieata 
sal fascicolo di settembre 1880, Vol. 253 di qaesti Annali. Per qoanta 
rigaarda la polvere del Dower usata in piili casi di occkislone intesti** 
nale e con molto &at^ del 'prof. Posll, Aon posse fare ^Icun raffronto 
poibhd esi^a non venbe impiegat^ in aldono degll iilfermi cbe formlino^ 
Toggetto delle mie memorle* ..'... 

Tra le variety di occlusidnd|inte«tibaie acuta,^ I'Adtore atmov^a pare- 
Temia strozzata. Qaesto fatto 6 nuovo, ma pare sembrami fondato so- 
pra an criterio e'satto» L^eraia«li*otZBta, eeme prova chiaram^te P Atr- 
tore nei casi espodti, non ispetta. ]^ii!i ^oiasitamente al- eampo d&Ua^ 
cbirnrgia: an'ernia strozzata pbbiridctrsi mediante roppio, ielisteri^ ie 
mizioni di belladonna e i cataplasmi emolliently mezzi taiti cbe ipcit- 
tant> ana ir&Micina non operativa; ParMeAte il volvolb, la torbiofie^in-- * 
tdsl^ttftle, non Ispettanb plA edOladiVamentid^lia medioinit p^ric^ettiW^ 
detta^ ftimtl totti t meezi calztfa&tti eompiMo i'oppio v f^Utto I'eatdro-^ 



elismisi, alfora pub hadcere nndieazione del!* Interventb drirargioo ehe 
d'U safiretno rimedfo. La grands * analogia di stntomi'i di* Mita e di- 
dura'di qudste affezibni rende giosto e razionale Tabbracciarl^ iii una 
gola tilasse. ET pep tlemnieglio mo&traroqaeBt*aoal6gia notiaino comer: 
alcntii niu8tt*i clinic! moderni, quale lo Jaccoad, racoomandino d1 esa^ 
minare attentamentb g\\ anetli pel <|uali pad aver Itiogo 1* ernta, tspeei» 
\* anell0 ingatnale ed II crarale , in ogni 6a8o di occlnsione intestinata 
acuta. 

II Post non fa alcun c^no didi vantaggi deH' oppio nella cosi delta 
fbrma cronica dl occluidione intestinale. In qoesta- forma egli abbraccia 
tutte qaelle variety di occlusione intestinale ehe flono prodotte da tu- 
mor! addomlnali, da ascesBi della spina e della pelvi da anomatie di' 
posizione deirutero> dal cancro deirin'tesfino, da briglie cloatriziali, e 
(aggiangiamo noi) da divertiooli intestinali. Frattanto il case olinioo' 
esposto nella infa prima meiboHa {Ann. Univ, med, 1879, GCXLYII, 2d7X 
rignarda nn contadino all* aatossia del ^uale si trovarono 7 diyertieDii'^ 
intestinali e ona langa briglia clcatriziaie, la quale dal mesocolon destro - 
saliya fine alia parte saperiore del mesocolon sinistrn. Qnest^era la yera^ 
caosa dell'oocluBione intestinale cronica sofferta dall'infermo, il qnale 
aveTa difatto asserite di essere abitoalmente oo^ipato. Ora, in segnito' 
airaso dell'oppio neirinasprirsi di questa forma cronica, l^infermo ebbe 
diverse scariche alvine con solUevo notevolissimo ; e la morte ebbe 
luogo coh tatti i caratterl della ifiincope. Piacemi danque V ammettere 
il vanta^io d^H'oppio anciiid in determinate varietd. di occlnsione inte- 
stinale ehe TAutore appella croniche. E invero, comprendono troppo 
facilmente ancbe i profani al^arte ehe una occlusione intestinale cro- 
nica, nel senso letterale, non 6 compatibile colla esistenza: i pazienti 
affetti da questa forma sono abitualmente stittici, ma la vita loro non 
d minacbia'tS cih\9 ib un litometfld in >cii*'B!'hl ^dta la fbrma morb&sa* 
cronica, cl6 ehe pu6 aver luogo per cause svariate; Per -tal gulsa que- 
ste forme ehe TAutore chiama croniche vengono, quanto alia cura, a 
cadere nella stessa classe delle forme acute. 

Un altro ammaestramento pn6 trarsi dal citato articolo del periodic© 
americano. Ed 6 ehe non torna necessario Tamministrare Toppio puro^ 
nsi casl di occlusione intestinale: effetti identlcl si ottengono dai sufil^ 
compost! e derivuti, quali la polvere del Dower e la soluzione di mor**' 
fina. Non gmettiamo per6 di notare come Uno da! suoi tempi Sydenham' 
raccomandasse in simili casi il laudano, e Hoffmann prescrivesse una* 
miscela di liquore anodino e di laudano. 

I fatti esposti c! portano a concludere ehe V oppio 6 ^rimedio so- 
vrano nella cura dell' occlusione intestinale. Non vogliamo con ci6 
destituir^ del. loro giustp valore altri sussiidi, quali T intervento chl- 
rurgico, il bagno ghiacciato sul ventre tanto raccomandatp dailo Jac*?^ 
coud, Vuso deireletti'!6it& per eocltare il mdvimento vermicolare, i dra- 
stic!, 11 mercurio metallico, ef fnflne renteroclisma. Quest* ultimo^ 



168 BIBLIOaRAFIA — POST 

espediente oon di cosi reoente datsi presso di noi come 8i crede 
e che in Germania corre sotto il nome di metodo dell' Hegar (1) forfla 
4 destinato ad occapare tra breve an posto importaDtissimo nella te-* 
rapia delle affezioni intestinalL L* enteroclisma pa6 rinscire giorevoISs* 
simo cosi in alcune forme di enterite oronica, come in alcone forme di 
occlnslone intestinaley e in ispecle nella coprostasi : io gilt ebbi oeca- 
sione di narrare la storia di an contadino affetto da diarrea pellagrosa 
cronica e ribelle ai pit!i forti astringenti presi per bocca, la quale oe- 
dette solo in segaito airenteroclisma piil volte ripetnto (2). Qaanto aU 
rocdnsione intestinale, oltre alie lodi tribatate all* enteroclisma in al«* 
cune variety di qnesta forma morbosa da valenti dinici, quail ii Oan- 
tani, ricordo un esempio che ho osservato airagosto dell'anno 1880 nel- 
ri. R. Ospedale generate di Vienna. Era un uomo di civile condisione 
6 d! mezzana et&, di buona costituzione, affetto da occlusione intestinale 
(assai probabile coprostasi) con meteorismo considerevole e vomito. I 
sintemi cedettero solo in seguito alia qaotidiana applicazione deirente- 
roclisma, fatto con acqua semplice, e associate al bagno ghiacciato sul 
ventre e ai calmanti interni (acqua di lauroceraso e morllna In piccole 
dosi). Le prime applicazioni dell' enteroclisma rimasero senza f^utto : 
ma quelle successive erano sempre seguite dair espulsione di qualche 
scibala: e rinfermo venne a oompleta guarigione. 

Cappi Ercolano. 

Medico-chirurgo di Castelverde 

e TredosH di Cremona, 



GOLGI C. — Salla ipertrofia eompensatoria del rent. {Re^ 
dtcond del R. Istituto^Lombardo, 1882, XY, 591). 

i antico assioma di fisiologia e patologia che nei casi di maneanza 
congenita od aoquisita di un reoe, quelle rimasto supplisce con un rad« 
doppiamento della sua attivitk funzionale ai bisogni dell' organiimo, e 
che in conseguenza di tale aumento di funzione in esso accade un au- 
mento di volume e di peso, ha luogo ciod la cosi detta ipertrofia com^ 
pensatoria. 

Ma quanto d Taccordo esistente fra i patologi neirammettere 11 fatto 



(1) Ne diede le prove il prof. A Corradi in questi Annali (A. 1879, Vol. CGL, 
pag. 482, 488). 

(2) « Sulle manifdstazioni cliniche della pellagra nell' agro cremonese. » -^ 
« Annali Univ. Med. » 1880, GCLT, psg. 514. 



BIBLIOORAFIA. «— QOhOtl 169 

gdiiArioo deli' aamento di pese e yalume del rene costretto a raddop- 
pittto lavoro, altrettante sodo le divergenze allorohd trattasi di inter- 
pretare i fatti istalogioi ed istogeniciy cbe stanno a fondamento delPac- 
oesnata alterasione. 

Per esempio, mentre Ribbert, in an reoentissimo layoro ammettey ma 
80iusa dimoatrarla e solo appoggiandosi soUa namerazione del nuclei e 
salla misura della distanza fra essi, una proliferazione epiteliare che si 
associerebbe ad nna notevole dilatazione del canalicoli , Tizzoni e Pi- 
sentiy in altro lavoro testd pubblicato, asserlscono cbe nellMpertrofia 
Gompensatoria, gli epitelii del tubuli veocbi si eomportano sempre pcis* 
H^amentei qaanto ai canalicoli gli siessi osservatori da nna serie di 
xnisnre, dedacevano, che inveee di presentarsi dilatati , offrono anzi an 
calibro minore del normale, e ci6 percbd , sarebbero compresBi da ca- 
nalicoli di naoya formazione, cbe ayrebbero origine , per an different 
xiamewto di cellale epiteliari dalle connettiycy nel connettiyo reticolare 
interstizlale. 

Prendendo In considerazione solo un lato della qnestione, 11 professor 
Qolgi a proposito delle qui ricordate opinioni di Tizzoni e Plsenti, nella 
aaa comanicazione, rileyaya anzitntto come questi abbiano asserito che 
negli epitelii del canalicoli non si osserya mai vera moltiplicazione e 
che anzi gli stessi epitelii comportansi sempre passiyamente, senza te^ 
ner conto del pid importante, forse deirunico criterio che ora si pos- 
«iede per poter con sicurezza dire, che negli dementi di an teisato^ 
Tattiyit^ formatiya troyati in atto od d soppressa. 

Applicando neirinterpretazione dei risaltati dalle sue esperienze sagll 
animali i risultati delle moderne ricerche salla genesi cellalare e spe- 
cialmente quelle di Meyzel, Hemming, Strassburger, ecc, V Antore po- 
teya troyare la proya che in seguito alia nefrectomia, gli epitelii dei 
eanalicoli oriniferi dell' ipertrofizzato rene rimasto, lung! dal compor- 
tarsi in mode affatto passiyo, -hanno inyece uua parte attiyissima, yale 
a dire in essi ha luogo an manifesto processo di proliferazione, la quale 
proliferazione si yeriflca secondo le note leggi della cariocinesi. 

Nd soltanto egli osseryaya risyeglio dell' attiyit& formatiya di quella 
parte dei canalicoli della sostanza corticale, oye per qaanto si sa del 
modo di comportarsi deirepitelio di altre ghlandole, allorohd in esse ha 
inogo an aamento dell* attiyit^ fcfnzionale, 11 flatto potrebbe facilmente 
eisere sospettato; ma yerificaya lo stesso risyeglio ed in modo assai 
spiccato ancha neirepitelio di quella parte di canalicoli (canalicoli retti 
delle piramidi di Malpighi a perflno i grossi canalicoli colettori delle 
papille) riguardo ai quali Topinione di an contegno passiyo a priori ye* 
ramente apparirebbe molto piCi giustiflcata. 

Tanto nel prime quanto nel secondo sistema di canalicoli, il Oolgi 
potd infatti osseryare, che per effetto della nefrectomia, 11 nucleo di 
molte cellale epiteliari presenta le diverse metamorfosi che neirinsieme 
earatterizzano la cariocinesi di scissione indiretta. 



l76 itaL)»(mAJfiK ^ 4dfM 

L'Auiore deseme va eoi Yolotl dettagli l\ rafio Knod(» di preMiitaivir 
delle figure earfoci&etiche, il eaceeddrsi delle m^eflf ml aei dltvrfsi $%u 
riodl dopo la estlrpadone del reae , ecc^ dettagtt ixS&X ciie abnf it' |^ire* 
Btano ad una liaMantiya espoaizione, relativamenie al qttall piirel5, nol 
rimandiamo alia memorfa origlnale. 

Noteremo soltanto, ehe la cotidiUlone ohe risdlta da qneUe jmrtfeo- 
lar^:giaie osserYazioni, d che Fiagrossamento di mi rene eoasegfdento 
alia esiirpazlone deiraltro, yuol enere attribaita ad nno ii7liu|)po dirt 
tessuto ghiandolare preesittente, sViloppo c&o snccede 8all*indirizKo del- 
r aeoreEetmento fisiologlca. E qa| PAatore si pone 11 queslto', se a1U*a- 
qnesto mode dl acerescimento, s! debba ammettere aacbe ana ne^fi^ 
mazione vera dl canalieoU nel tessato Interstlzlale, qnale rtone de* 
ficiitta da Tiz2onl e Pisenti. In propoalto dichiara, die di fironte al nty> 
tato risYeglio dell' attiyit^ formatira delle oellcile epllelfari del tco* 
chi canalicoll, egli non si erederebbe antorlzzato a sostenere-referlffteinBa 
anche di tale neoformazione vera. 

Ci6 cbe fnvece crede debba essere ammesso lenz'altf o, d che il moda 
di accreseimento patologico del teesato renale da iai descifito, ctfrti* 
spolide al znodo di accrescimento fisiologlco del i«ne, tanto inh^ qaantb 
eastra-uterino. Infatti egli pote^a osserTare del pari , come non -sol- 
tanto nel rene fetale, ma anche in qnello del primi giomi e d^le prime 
jfettimane dopo la nascita, le figure carioclnetiche (sclsslbne indiretttf del 
ancle!) esfstono in abbondanza , si ntll* epitello dei canalicoli contdrti, 
come in qnello dei retti. 



•' 



^^glo dl JLnigl Bolju&da. — Discor«o prononzl^ dal jprofessAra 
- (SoaoHA il 2a «prile 1882 neirUniveniit^ di Sassaci^ Modana, T^ dl 
irtnoenzi e ttlpolf, 1882, 8.*. ' ' 

L'esatta esposizione che il professor Corona fa del lavftr! del celebre 
^atoiiico, mostra ch* egli ha cognizione delle opera nameroslssime 
di Lulgi Rolando. Biologo e sperimentatore il Corona seppe affer- 
^re 11 pensiero fisiologico del sno predecessore nell' University fi»s- 
sarese. 

' Rtassumeremo in poche parole ci6 che in questo discorso piQ rf- 
iJette la flsiologia cerebrale , chiedendo scusa air egreglo Antore se 
iii nh piinto dissentiamo relativamente alia ptiorit^ di una vednta fl- 

8f6logica. 

11 Rolando in una memoria, suUe cause' da ctn dipende ta vifd in 
tuttC gU esseri organiztaH^ tenta dilucidare ufta questione iinportan- 
ttlBsima, quella dellfefitabilitii Halleriana," o deU'eccitabilftft del Brown; 
egli vuole che la forza per cai tutti i tessati rispondorio a^li stfmotf' 
debba distlnguersi col nome di mobiHtd^ in quanto dh^ egli dice tuttli' 



iassuti iiritaii rispoadono con nn moTimeiito, e clie non d possibil^ 
Qdegare le fansioni delT ancefalo e del nenri 86 non se aecordando nn 
morimento alta siessa sostansa cerebraie. 

Le moUisaime indagini institnita dal Rolando snlla Sensitiva^ solia 
IHtmea^ sa\L^ Hedismrum, salle IVemeile^ sol SaUfero^ le dednzlenidie 
egU ne trasse antorisuuio il prof. CiNrona ad affermare che il Rolando 
arrebbe ool tempo e coi mesxi nlteriori accettato il concetto del pun 
toplaama. 

Bn^Bando in aegnito a rassegna i larori cbe fbcero veramente grande 
il Holando, qaelli del sistema nerTOso, fa rileyare con molta precisione 
^ome invano si attribnisca al Gallic ed alio Sparzbeim la priority d^ 
aver « loeallczalo le diTerse &colUi intellettnali nolle diverse parti del 
oefVellOy per Rolando inrece cib che lo preoccnpa si h di ricercare la 
inflaenzia che le direrse parti dell'encefalo hanno sal nervi, sai mascoli, 
aoTra ogni parte di teseati. > Rolando dice ohe molto tempo avan^ die 
i medici viennesi Qall e Spnrzfaeim pabblicatsero le loro oaservaEionf 
tflsatomiche doveya essere a lui nota la deicritta strattora del oervelio, 
essendosene servito a splegare le ftnizioni degli emisferi , del cervel* 
letto, del midollo allnngato, del nerro intercostale, e le alterazioni mor- 
bose le piil dlfficili a comprendersi. 

'• II Oorona dimostra che le idee di Rolando snlle fanziemi del mido&o 
aSlaiigato (centre di tntte le sensazioni) del cervelletto (deatinato alla^ 
i^ct^idone delta sostanza nervosa che divers&mente condotta e modifi- 
csta si eonosce atta a prodorre la mobility e 11 movimento maacolare) 
di^^t emisferi (destinati alle manifbstasioni intellettaall, e non gi& alia 
lore prodnzlone ) datano dal 18DS, e ehe \\ soo postamo lavoro in 
pi^oposito nsoHo nel 18:86 non d che I'amplifieazione del prioK). 
- igll ^ percib ehe ben ^a ragiene Rolando entra m lotia con Plonrens 
e diee che qaeati < non sia solito a fttr gli esperimenH, -mai si- ooatelti 
di presentar qaelU %\k fatti introdncendovi selianto quttkhe modiile»- 
ziofie, ci6 che ^ moUo piu facfl^, dispensa da profonde cognizioni ana-» 
tofniidie* > 

Aeoenniamo era al pnnto snl qnale non concerdano i nestri apprez- 
zamenti. 

A pagina 26 di qnesto elogio si legge : c Sono infine namerosi ed ol* 
€ tre ogni dire important! le idee e ffli esperimenli sngli tmisferi. Prima' 
€ di tnUe non pcsso passare setto tilenzio , ed anzi ml piaoe farvi no- 
c tare come il Rolando sia il prime che applichi una corrente di flaida 
« galvanico diretta dal cervelle alle varle ps^ti del eorpo, applioazlone^ 
« cbe pochi anni or sono , eon poche variant! , nolle man! di Hitzig e 
«-Ferrier, dovea sooprire i oentrl oosidetti pslco-metoriy ed essere fbnte 
« dl' ntilissimi stndil solle loealizzazioni nella corteoela oerebrale. 

Iiifttti.(I) egli scrive: < AUo tCK^o di osservare qudU effetH inOu^ 



11) Tohmie 2.^ pag. 183. « Speriehza snl cervelle del mammiferL » 



172 BIBLIOGHIAFIA — BLOGIO ROLANDO 

« cesse una carrente di fluido galvanieo diretia dal cervello alle va* 

< rie parti del corpo^ ho trapanaio il cranio ad un majale^ quindi 
« introdusH un conduttore elettro-motore del Volta negli emisferi dA 
€ cervello taeteggiando ora una parte , ora Valtra , nel mentre che 

< Valtro filo, veniva applicato a varie parti del corpo. Da guesteeepe- 

< rienze ripetute in varii guadrupedi e volatili^ altro non ottenni che 

< violenti contrationi ed osservai che queete erano piu gagliarde 
€ quando il metalUco conduttore penetrava nel cervelletto. Da queste 
€ eperienze non ho eubitamente dedotte quelle conseguenze che traeH 
« dopo avers seoperto essere gli emisferi del cervello un ammasso di 
€ fibre deetinate a produrre singolari movimenti e dopo aver tenUxto 
€ altri esperimenti sopra il cervelletto, Sa il Rolando , ripeto , avegse 

< dato maggior importanzai che non annnisce alia sostanza cinerea oe« 
« rebrale, earebbe stato tratto alia scoperta del centri psico-motorl 
« esifltentl nella sostanza grigia , precorrendo quasi dl an secolo i la- 

< Yorl di Hltzig e Eerrier, sulla cortecela cerebrale. > 

Le idee che Rolando si era fatte della disposizione delle fibre midol- 
lari nel cervello , non >rano tali da laiciargli intravedere le different! 
fiinzioni di motricitii yolontariay e di sensibility cosciente localizzate ia 
panti determinatl degli emisferi. 

Se si immettono nella sostanza cerebrale gli eccitatori galvanici senza 
gradaarne Tintensitii, come lo possiamo far ora, e senza rldarre la cor- 
rente ad an estremo grado di debolezza, e se si tiene Taltro metallico 
conduttore^ come feee Rolando, applicato alle varie parti del corpo, si 
potranno vedere suir animale delle contrazioni pii]i o meno forti , ma 
nalla che accenni a dei movimenti distinti, isolati, che corrispondano 
airecoitazione di determinatl panti della sostanza grigia corticale degli 
emisferi, come feoero Hitzig, Ferrier, Luciani, Albertoni ed altri. Le 
condizioni sperimentali che si riehiedono afdnchd appigono i fenomeni 
di localizzazione, sono assolatamente diverse. Vnolsi che Tanimale sia 
profondamente anestetizzato fino airabolizione di ogni movimento spon- 
taneo o riflesso e fino anche all'abolizione della sensibilitii ; la corrente 
deve essere debolissima, che appena sia sentita dalla lingua. Se la cor- 
rente d troppo forte si hanno effetti disordinati , contrazione , e feno- 
meni varii per dlffasione di elettricitii. Da quel che si pub arguire, Ro- 
lando si trovava in condizioni ben diverse. 

Anche dopo i lavori di Rolando per tutto il tempo che dominarono 
le teorie di Floareni, si ritenne sempre, e lo si ritenne ancora da ta- 
lani, che la sostanza grigia fosse ineccitabile. 

Fo certamente an grandissimo merito di Rolando Taver applicata la 
eorrente alio studio delle fanzioni cerebrali, ma, coUe idee cosi man!- 
festamente erronee, scusabili per6 a* suoi tempi , che Rolando profes* 
sava snirelettricit^ e suUe fanzioni del cervelletto, crediamo che fosse 
ben lungi dal supporre le fanzioni che Hitzig e Ferrier notarono nella 
eostanza grigia. Le idee che ebbero salle fanzioni degli emisferi i piil 



BIBLIOaRAFIA — ELOdIO ROLAKDO 17$ 

ardent! ammiratori e stndiosl delle scoperte di Rolando Bulla vera 
strnttura del cervello, non ci lasclano snpporre che abbiano trovato nelle 
opere del grande anatomioo le traocie degli altimi stadi e rlcerche sui 
centri psico-motori. 

Prendiamo in esame le opere ormai classiche del Renzi che, colle 
tfae sperienze sui centri encefalioi , rese tanto omaggio al Rolando , e 
cerchiamo se, colle idee da qaest'altimo tramandate, B\ pub dedurre ohe 
Bupponesse Tesistenza delle localizzazioni cerebrali. 

11 Renzi a pag. 74 del III fascicolo aalla flsiologia sperimentale dH 
centri nervosi (Milano 1864 ), dopo d'aver portate le testaall parole 
colle qaali il Rolando descrisse gli emisferf, dice: « da qneste dottrine 

< anatomiche di Rolando, emergono 1 seguenti fatti : la contiguity sem- 
€ plice, e non la continuity immediata delle fibre delle piramidi ante- 

< riori con quelle del midollo spinale. 2.* Lo stato di isolamento cbe le 

< dette fibre piramidall mantengono colle yioine fibre spinal! nel pro- 

< lungarsi che esse fanno fino al cervello. 3.® Lo sviluppo del corpi 
« ttriati e degli emisferi cerebral! suU* unioo sistema delle fibre pi- 
« ramldali che vengono perci6 ad essere le radio! degli emisferi. > Ed 
un po* piii arant! 11 Benzi toglie ancora dal Rolando queste parole • 

< 80ggiunger6 inoltre che le mid esperienze sngli emisferi ripetute re- 
« oentemente da Elourens, provano chiaramente che le lesloni di quest! 
€ organ! non si trasmettono declsamente al midollo spinale e nemmeno 
€ perci6 si manifestano dal lato opposto, la quale osservazione distrugge 
€ Tammessa continuazione tra le fibre delle piramidi e quelle del mi- 
c dollo suddetto, ed il supposto incrooiamento ; come ayr6 campo d! 
« mostrarcy parlando d! quelle piiH diffusamente. > Dopo queste citazioni 
« il Renzi conchiude: cecco dunque 11 cervello propriamente sviluppato 
« sopra un sistema di fibre unico ed omogeneo, siccome uniche ed 
« omogenee sono le funzloni del cervello stesso, non continuo con quello 
« del fase! costituenti il midollo, 6 quindi nd sensihile , nd eceitdbile^ 
« siccome Insensibile ed inneccitabile 6 la sostanza propria degli emisferi 

< cerebrali, ma semplioemente contiguo a! dettl fasc! spinal!, e quindi 
« proprio e specialCy siccome proprie e special! sono le ftmzioni d! detti 
€ emisferi cerebrali destlnati airesercizio deirintelligenza. > 

Le idee ed 1 fatti che condusiero Fritsch ed Hitzig sono ben altri , 
ess! non partirono che da una osservazione fisiologica, dal fatto clod che 
una corrente galvanica traversando neiruomo la parte posteriore della 
testa da un*apofisi mastoide ali^altra, provoca del moviment! degli oo- 
chi. Mettendo allora a nudo una certa estensione degli emisferi ceroa- 
rono se non si fossero potut! ottenere de! moviment! per mezzo ddlla 
eccitazione elettrica della scorza cerebrale. In queste circostanze ot» 
tennero dei moviment! delle membra e della faccia. Ferrler a Londra 
istitui le steste esperienze ed ottenne gli stessi risultati. 

Pub darsi benissimo che Fritsch ed Hitzig, non contenti delle no- 
zioni che si avevano sulie funzloni degli emisferi, legatee! da Lorry, d 



Q'lpurens (}),.ohe mlgero semiure ar^itamcoit^ la Mee iiellavori dl So- 
l^ndo , abbiano voldto risfaire aUe fonti/e ch9» percorrendo i capolar' 
yori dell'anatomlco toriaeisiay si siano imb^ttuti nel frammento obe tanip 
opportanamente Tien citato dal prof. Corona, e, che Tldea.di appUcac^ 
1^ deboU correnti alia sostanza grigia» sia venota in segdito^ ma pare' 
a noi cbe «oUe idee di Roiando e dei aaol cbntemporanefe eegnacj^ 
ibflae difficile arrivare al concetto del^e localiKxasioni cerebi*ali e 80|)rat- 
tntto al concetto dei centri psico-motori. 

Qaeste nostre breVissime osservazioni nulla tolgono al yalore deQa 
tmportante lettura fatta dal professor Corpna , che merita d' essere at* 
tentamente stadiata.da qnanti amano gU'stndii storici in medicina, ed 
il ginsto tribute alle glorie patrie. Euobnio Ret, 



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' (1) Valpian nella sua « Pysiologie g^n^fftle «lt compared » ' pnt>Vli<ia!ta nel 
1866 — nel capitel^ « Fisfologia del eerrldlo », dfce^eepHeftamentB : « atant 
dialler pins loii^ Je tiens a vons vappeler qne lev exeiiations expMmentalaa 
portant snr le cerTean propremaBt difc n^ d«tetitiinant .aHenn effet ai^melft'' 
h\e soit eomtne douUnr, soit conune conynVlion , • . . , ici par eonseqnea^ 
non aenlement la anbstanoe grise, inais e^one la sij|)tatanee blanche parai»f 
^at inaxcitables on dg nu^na, comme je yiens da le dire, U ne aemanifoatf 
ancnne reaction, reconnaissable de sensibility, on de monveme^t , ■ sons jUfir 
Ifinence des excitation expdrimentales. »' 



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ProtXCorndL 



IHDICE DELLE MATERIE 



RIVISTA D' ANTROPOLOaiA 

IN RELAZIONE jO(»( . LA. . MQBI€IN A E L'IGIENE 

del dott. ENRICO MORSELLI 
profeasore di Clinica delle malftttie mentali in Torino 

(Gontiniiazioiie llne» — Yodi Ikscieolo preoedante, pag. 77). 
IV. — Antropologia patologioa. 



Amadei — Xa capaeM del cranio negU MenaH — U, 

Amadei — SuUa eraniologia degli f^pUetUci — 82. 

Petrowsky — SUlla defornuuii&ne dtt cranio neUe diverse parH delta 

Riueia — « 83. • 

De Mortillet — Stdle trapanoMiom preittoriehe — 84. 
Le Baron — Lerioni oseee delTwnno preisiorico — 85. 
Fdr6 » Atrofia semU Mmmetrica d£i pof^^MjH 86. 
Fantan — MeioMeetieeimo pojo di denii — 86. 
Bali — n creHno di BaU^noOer — ^ d7. 

GoQgaet e De Paoli ^ Sindio di 20 cramj di criminal ^ 88. 
Heger e Dellemagne — Studio sopra i caratteri craniti gici d'una se- 

He di asecueini decapitaH fiel Seigio — 89. 
Bicoardi — Note antropdlogieke intomo ad aieuni ffiovani delta Caea 

di custodia in Modena ^ 00. 
Ferri Enrico — Studj comparaU di aniropometria eriminale e nor- 

nuUe — 91. 
Blueh — Asimmetria delta mandtbola per evUuppo eeagerato deUa 

eua metd sinistra « 92. - 
Allen ^ Africani cornuH -;- i>3< 
Altana -- 1 tre mieroeefaU di Biola — 96. 
GIglioU ^ UaJbinismo — 95. 

V. — Antropologia etncdogica. 

KoUmann — Oontritmto aUa eraniologia dei popoU Europei — 95. 
Sehaits — / caratteri fisiei degli Ebrei - IW. 
Letoomeaa — Ouestionario di sodotogia ed etnografia — 101. 
Oiglioli e Zannettl ^ Istrtizioni per V antropologia ed etnaiogia » 102. 



RIVISTA DI CHIRURGIA 

Patologifli .e imo^pte generale. 

T. fiergmann — > Di un'aUeraMione del sangue nfSliU malattie trnfetOve 

acute — 108. 
Fischer ^ Medicatwra eoVa naftatina — 109. 
Ranke — Medicatwra col timolo — 112. 
Neater — Medieatura ctm la potvere di torba — ,lia> 

5;Anim6l — MtdietUtira itMrganiea delle ferite col stMinuito ^ .114. 
eller — Jodt^x^rmio » 119. 



176 

T. Langenbeck — Medhatura col jodoformio « 119. 

Sonnenborg — Medicatura delle ferite coi bagni permanenti — 119* 

Gluck — Piemia guarUa — 121. 

Musooli. 

Helferioh — Trapiantamento di muscoli — 122. 

Oflsai artioolasionl. 

Schmid — Cura delle necrosi — 123. 
Schede — Cura delle pseudartroH — 123. 
Flescb, Biedel — Corpi mobili articolari — 124* 
SchuUer — Malattie articolari nfiUtiche — 126. 

▼asl. 

Braan » Legatura cireolare e legatura laterale delle vene — 127« 

Capo. 

Kuster — Feriie d^arme a fuoco del cranio — 129. 

Oluok — Besezione del temporale — 131. 

Hahn •* BinoplasUca — 131. 

Guterbock ^ Iperostosi deUa maecella inferiore — 132. 

Gelonna vertebrale. 

Kuster — Frattura di vertebra — 132, 

Gollo. 

Michael — Otturamento della trachea — 133. 
Schede ^ Bstirpazione di laringe — 134. 
Braua — Struma maligna — 135. 

Petto. 

Riedinger — CommoMione toraeica — 136. 
Lo stesso — Frattura dello stemo — 137. 
Gluck — Aneurisini delVaoria — 138. 
Block — Ferite del cuore — 140. 
Lo stesso — Resezione del polmone — 141. 

Tnbo gastro-enterioo e glandole addomiziall. 

Mikalicz — Qastroscopia — 142. 

Lauenstein, Rydigier — Besezione del piloro — 146. 

Uhde — LaparO'Coloiomia — 151. 

Schwalbe — Qv^rigione radieale delle emie — 152. 

Tauber — Ana preternaturale — 153. 

GQterbock — Echinococeo aub-frenico con perforasione intestinale — 

154. 
Landau — Echinococehi del fegato ^ 154. 
Cred6 — Eetirpazione di miUa — 155. 

liaparotomie. 

Rosenback — Le laparotomie nella Clinica di QotHnga —.157. 

BIBLIOGEAPIA. 

Post — Cura di alcune specie d'occlusioni intestindU per mezzo del^ 

Voppio — 16U • ' 

Golgi — Sulla ipertrofia eompensatoria dei rent — 168. 
Corona — Elogio di Luigi Rolando — 170. 



SULLA OURA BELLA DIFTERITE 

NBGLI ULTIMI OTTO ANNI 

BiTista critica del dott. ERNESTO KORMANN di Goburgo 
tradotta oon aggiante del dott. GABLO RAIMONDI 



Uno sguardo alia terapia della dlfterite in qaesti ultimi anni avr^ 
valore non dubbio agli occhi del medico pratico. 

II dott Kuttner janiore di Dresda aveva iniziata una RivMa di la- 
Tori an qaesto argomento, ma poi manoandogU 11 tempo di prosegairla 
mise a disposizione del dott Kormann, il materlale gi& preparato per- 
chd* proaeguisse Topera. 

Oil articoli del Kuttner sono contraddistinti daile inizlali Kii tatti 
quelli del Kormann non portano segno ed hanno inveoe un R^ le ag- 
giante del tradattorei che rignardano il tribute a questo studio da parte 
di quel medici italiani, e sono i pii^i del cui laYori il Kormann non ebbe 
a far cenno. 

Yenne rispettato nella tradnzione^ I'ordine dairAntore tennto in questa 
RM$ia^ nella quale 11 ricoo materlale fa possibilmente disposto seconde 
la natnra de' rimedj adoperati. Per altro, dice bene 11 Kormann , tale 
piano non potd essere seguito a rigore, poiohd un gran nnmero di ar- 
ticoli riguardano parecchi rimedj impiegati contemporaneamente o nei 
divemfi Btadj della malatUa. A risparmio di ripetizioni sono tali articoli 
aocennati in que* punti doYe la successione cronologica 11 indioava. 

Soltanto in tal modo credesi d'aver reso utile la presente BMsia* 

1. — Profilassl. 

Poco, almeno relatlTamente, d stato soritto suUa Profilassi della dif- 
terite, di cui dobbiamo anzitotto occuparcU 

II dott Oscar Oiacohl ( « Lo Sperimentale, > marzo. < Qaz. de Paris, > 
19, pag. 241, 1874) raocomanda in base alia sua eziologica provenlenza 
oome profilassi della dlfterite di accrescere la resistenza e la oompat* 
tezza della mucosa buccale e della gola. 

A questo cenno del Kormann, 8*aggiunga che 11 dott Giaochl avendo 
osserrato in una epidemia di dlfterite ohe 1 montanarl del Casentino 
erano rlmasti immuni dal flagello toccato in vasta plaga del oircostante 



178 RIVISTA 

paese, voile trovartie la ragione nelP azione del tannino (di oai d ricca 
la farina di castagne, esclasivo alimento o quasi di qaelli) , capace da 
indnrre una carta resistenza del tessato deir agola e delle tonsille. (£.) 

Marchionnesclii 0. (1) ammette gli effetti del tannino contenato nella 
farina di oastagne dole! snlla mucosa delle faaci, ma non crede cbe tale 
inspeBsimento valga per sd a difendere dalla difterite, ed a prova rl- 
corda casi di difterlte SYoltisi in montanari dl Montieri, par eflsi usi a 
cibarsi di polenta fatta con la suaccennata farina. (E.) 

II dott. Sabbata (2) in Feletto Umberto dominando la difterite nel 
noyembre 1875 propose ed ottenne cbe si faoessero le ustioni di BoWo 
in tatto il paese nolle case e nolle Tie per sette giornL Non si ehbeto 
pit altri casi nnovi. (R,) 

II dott. Franco (3) consiglia la maggior pnlizia e ventilazione nelle 
case, rallontanamento del bambini dal centre dUnfezione, revitare tatto 
cl6 Che poBsa diminaire la resistenza deU'organismo. (B.) 

Visoontl di Milano (4), in occasione dell* epidemia del 1873 stese 
con apposita Gommissione anMstruzione al popolo dalla citt& e del co- 
muni di tatta la provincia. Raocomandaya in essa la maggior pulizla 
delle latrine, la neatralizzazione con disinfettanti delle materie fecali. 
Syoltasi la difterite in una famiglia » si allontanino i bambini : non si 
permetterik cbe venga data ai bambini la poppa di balie cbe allat- 
tarono infanti ammalati di difterite. Le persone addette alia cara del 
difterici doyranno eyitare quanto pii!i possibile di esporre 11 lore yiso 
dayanti alia bocca del malati e per precauzione faranno gargarismi 
astringent!, disinfettanti. L'isolamento del pazienti doyriL essere rigoroso. 
Propagandosi la malattia nel Gomone , sar& yietato 1* agglomeramento 
delle persone, specialmente del bambini e ragazzi suUe piazze, nolle 
chiese e sospese saranno le scuole. (22.) 

II dott. Felice DeirAcqua (5) insiste nel raccomandare : IJ^ rinvio 
degU ammalati poveri all' ospedale ; 2/ allontanare le persone d* ogni 
et& non strettamente nece'ssarie alia cura deglMndiyidui infettl curat! 
a domicilio. I bambini e fancinUi rimasti incolumi sieno tenuti loatani 
dalla casa e dalla famiglia che fa yisitata dal morbo per il maggior 



(i; Marchionnescbi 0. « Delia profilassi e cura della difterite. » Lettera al 
dott 0. Giaccbi. 

(2) A. Sabbata. « Mezzo profllattico nella difterite. » (« Annali di cbimlea 
applic. alia med. > 1876, vol. 102, p. 61). 

(3) Dott Dom* Franco. « Sulla difterite. » — « Lo Sperimentale. » 1872 , 
yoL 29, p. 11. 

(4) YiscontL « La difterite e le Autoriti sanitarie di Milano. » — « Igea. » 
* 1873, p. 219. 

(5) Dell'Acqua F. « La difterite in Milano nel triennio 1873-74-75. (« Gazz. 
med. ital. Lomb. » 1876, p. 211, ecc. 



SULLA CURA BELLA DIFTXRITS 179 

tempo possibile; 3.^ impedlre le rianionl del ragazci nei riirovi mala 
ventilata. (R.) 

II dott. Giuseppe Ayr (1) per saa propria esperienza oomilglia di oam- 
biare dl flreqaente Taria nella camera deirammalato per diftorite e oon 
Imposte aperte di bruciare deilo zolfo. Anche in yia preyentiya si fao-* 
<)iano gargarismi dagli adalti, petmellatore nei bambini con solozionl di 
Iposolfito di soda e si amministri internamente solfito di magnesia. (£). 

n dott. Giov. Ferrini (2), durante una epidemia di difterite nelia citt& 
di Tunisia consigliava ai suoi clienti che avevano flgli di guardar loro 
in boeca ed alle fauoi tntte le mattlne e non appena vedessero qoalohe 
cosa d^anormale ohiamare ii medico, cosi pnre se dessero qualohe segno 
di corizza: e oi6 esser meglio che una cura prodlattioa con i solfltii per- 
chd essendo noto che la difterite introdotta in una cittit pn6 durare de« 
gli anni, il far prendere per mlsura precauzionale per tantp tempo dettl 
solflti, oltrechd stancherebbe la pazienza di chichessia, potrebbe anche 
auocere* (R.) 

II dott Faralli (3) asserisce senza ambagia che non esiste un mezzo 
di cui la propriety preseryatlya della difterite sia dimostrata, nd dai 
fatti flno ad ora osseryati rimane comproyata la yirtili prodlattica dello 
zolfo. (/?.) 

Senator (cYoikmann^s Samml. klin. Vortr^ge, innere Med.> N. 27 
(N. 78) 1874) ayyerte di gnardarsi durante una epidemia da quelle cause 
nooeyoii che possono produrre un catarro di gola, della laringe e delle 
yie aeree e raccomanda il frequente ed accurate ripulimento. della bocca 
e delle fauci mediante gargarismi (permanganate, dorato di potassa od 
acqua di caice con aggiunta di tintura di mirra). 

II dottor A. Jacobi (c Contributions, ecc.^ New Jork 1875) ritiene 
come specialmente importante sotto il riguardo profilattipo di esami- 
nare regolarmente la bocca e la faringe dei fanciolli, di curare per 
tempo le espulsionl al capo e gll ingorghi ghiandolari al collo a cosi 
pure il catarro di gola e del naso. Le tonsilie ipertroflche deyono m- 
sere esportate^ se perb non domini la difterite, perohd nell'inAiriare di 
una epidemia ogni ferita pub essere causa ad una locale o generale in- 
fezione difterioa. Inoltre raccomanda il clorato di potassa o di soda 
come mezzi precipui contro ogni forma di stomatite e di faringite, cha 
in tempo di una epidemia di difterite Isono cosi frequenti ed il piili spesso 
poggiano con la difterite su eguale eziologia. Detti sail devono essere 



. (1) Ayr. c Osservazioni teorico-cliniche sariufezipue difterlca, ecc. » (« Ann« 
nniv. di med. e chir. » 1873, yol. 223, p. 299). 

(2) Ferrini G. « Storia clinica della difterite osservdta nella cittii di Tunfsl 
negli anni 1872-78. » (c Sperimentale. » 1874, p. 11-288J. 

(3) Dott. Faralli. « StildJ intomo alia difterite fatti in seno della Sezione dl 
mediclna della Society medico-flsica di Firenze. » — « Sperimezitaie. » 1878, 
iom. 31, p. 200. 



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Bl VISTA 



w p omo osatl (ad og&i 1(4 a 1(8 ora) slecfid tHukO eonimiiati 2-4 gruBml 
al gtwrno (con ci6 Jacob! iiiette in goardia dal possibUe aTYeleaamant^ 
f0r dorato di potisaa). 

J. Lewis Smith (c Amer. Jonnu of Ostetr. » Yin 2, paglna 288; 187^ 
Mtto Tltta profllatiiea dice di noa lasciare mat a iltneinlli frequeBtaie 
loegU, dore la dilleriie abl^a demlnato, se non dopo molto tempo^ a 
^po ehe Ti Bieao itati largamente adoperatt i dkrinfetlaBtL Qoaado la 
merite domini, SmKh fa a tattt i faneinlli fiire gargariami eoa flofai«» 
zleni dl eloTato di potassa : e qoando sono trc^^po piceoli, fa prendere 
Memameiite dl 1 in 28 ore 0,12-0;25 grammi di detta soionone. Qoandi^ 
fa aaa famiglia, cbe lia parecchi fimeinlli sopragginaga nn easo di ^ 
ftevile, dovranno i sani essere tosto eeparati , sottopoeti a yisita ogal 
iglenio e te loro prendere prolllatticamente del diinino. 

n doti H. Henligen (< Deotsche Wocbenacbr. » U^ 30, 31 joli, aagi. 
WMi ritiene come profllatticameiite impertante di separare gU amaia* 
lati, specialmente i primi ad ammalarai in ana data locality. I sani tob*^ 
g»BO traaportati via, e qaesti ed i loro abiti sieno acenratamente pnliii 
a dielnfettati. Dopo cessata la malattia, sono da spnrgare affatto il letto, 
tl eiiolOy le stoviglie. La cbinsnra delle scnoie non ba8ter6l)be ad irnpe* 
dire la diffodone. 

ft dott Carlo Panli, in Colonia (c Jabrb. t, Kinderiieilk. > N« F. X 1 n ;^ 
]^ 217^ aog. 15, 1876) ebbe |NPoya deli*atilitA deiraeido salieilico in nn 
Imeinllo di 3 li2 anni, cbe non si potd separare dai soot frateiU am- 
SMAkti di difterite: lo si ibeoTa diligentemente sgargariasare con soUi'^ 
rione d*acido sallcilioo ed esso rimase incolnme. 

II dott. E. Lewy (< Mittb. d. Yer. fd« Aerate in Nieder-Oeste. » II ^ 
M, pag. 383; dee. 15, 1876) riflt la storia della difterite da Areteo di 
Gappadocia, il qoale descHsse le nlcerazioni del coUo siriaehe ed i^'- 
lHane, cbe dai snoi segnaci Tennero indicate come EynandU (Honda* 
ialsband). NeHUdioma scozzese mantiene detto male il noma di ermtp 
a Tibne qnindi dai medici come dai profbni spesso insieme confiiao il 
Tero con il psefsdO'Croup, Qaesti nltimi sono entrambi mall pi& pioprii 
4k\Uk laringe non contagiosi, peroib non epidemici La difterite inyeca 
A contagiosa in alto grado, specialmente per le secreEioni orali. Dal 
Ibto della terapia, il trattamento con Tacldo salioilico ed il salicilato di 
soda ebbe nessnn segnito. Anche la tracbeetomia d in Germania par la 
dHterite seonsigltata percbd non ba salyato maggior nnmero di ibnokilll 
di qnello cbe il metodo aspettativo (li2 per 0|o)- lu rigaardo alia eeio<» 
logia ritiene V Antore come di gran peso la miseria di carta dasse del 
"popoloy poicbd la diffasione della difterite ba Inogo da determinati AioolaJ 
(^bitazioni leppe, ecc). Qai dovrebbero segnirsi le opportune norme^ le 
qnali gnadagnano significato, qnando ogni case sia denunoiato dal rispet-^ 
tiyo medico. Tosto cbe V ammalato sia goarito, o morto, o trasp<Nrtato 
HJiVispedaley pa6 essere Catta, sia pare in yia coeroitiTa, la conveniente 
disinfezione della camera deirammalato e degli osati eflEsttL 



SULLA CURA J>mk DIFTERITB 191 

Anetoqaaado il fanciallo d graai*HO) aTanti di estece ciammesso a«I 
l^risUna oereliio 41 famigUa, deye tare ua bagno adoperaado del lapolsi 
fenicato* Tutti gli oggetti usati devono essere pBrfettamente diaioiUU 
tail, gii oggetti dl poco valore (paglia 4el letto) diatratti col fuoco^ \h 
iNiveti della camera di nooro mtonaeate, il pavimento , eco„ essere la- 
yato con il liseivio di Javelle. I vestiti e simili devoao essere disinM^ 
tati| nd devesi poterli regalare o yeadere prima che abbia avato lao|^ 
bene la disinfeKione. 

81 ^ .pur pensato (Ibid. III. 1, pag. l, Jan. 1877) alia misara profllat- 
idca di non mandare a souola i ft*atelli del fancialll ammalati di dilM* 
rite e solo di conoedere qaesto dopo la presentazione d' an attestaila 
medico: inoltre usare deiracido solforoso in sjato deila disinfesioiidb tt 
4ott. Yon Becker consigliava il coeroitiTO trasporto degli ammalali ill 
ospedali (detti case di contagio), e dovrebbero ancbe i casi iievi di atl« 
giiia oatarraie infettiya essere dai medici, infermiere e natrici meglie 
4ieQati in osservazione cbe nou siasi fatto fin qai» giacch^ le form# lieti 
d'infezione sono ancbe da altri medici confermate (Oaaster, Telefef)» 
Inftne renga costitaito an oomitato con incarico di consigliare le ae>* 
cessarie norme da segnlrsi in una epidemia di difterite. 

Heasinger (< Sitzber. d. Ores, fur Bef&rd. d.fges. Natur. zu Marbiirg«> 
If. 2p pag. S2, 1877) inslste sempre sulia separazione degli ammalatii 
€ome snUa disinfezione delie camere e delle vie. La camera dell*amttii» 
lato deva essere grande e nei oanti non dar ricetto a muffe. In essH 
Taria deve essere di frequente rinnoTata^ oltrecobd dlsinfettata con !»« 
4iO| acido-fenico o cioruro di calce. II sapone fenicato per layarsi ed U 
permanganate di potassa per collutorio sono da impiegarsi dai Mau 

A. Jacobi (< Gerhardt's Handb. der Kinderkr. > II» pag. 675, flg. 187Q 
ripete le sopraddette regole, con cbe esse specialmente sostiene V atl- 
lit& del cloraio di potassa o di soda, epperb accenna al periealo del- 
rimpiego di grandi qaantit&. I fancialll fine ad un anno non deT<dftt0 
prenderne pia cbe 1,0*1)5 grammii gli adulti non al disopra di 6-6 0K 
«i giorno. . 

C. Rwchfass (< Oerhardt*s Handb. » III, 2, pag. 207, 1878) fa eenllB 
irtere la profiiassi neli'allontanamento delle caose al catarro laringne e 
.&el prevenire il trasporto della difterite (negli ospedali e famiglieX coiso 
nel preyenire I'estendersi delPaffezione difterica della gola alia laring«L 
Secondo Laiseau gioya sotto il rispetto profllattico Fappiicazione di Id^ 
lame e tanniao salla mneosa delle faaci. 

II prof. F. Beitz (< Bayr. &rztl. InteU. > Bl. XXV, 6, 1878) d di ^sp 
rere cbd la profiiassi della difterite riohieda decisamente maggi^ al* 
tenzione di queila cbe se n*ebbe finora (isolamento flno a guarigioni 
4Sompleta ancbe nei tsasi leggieri), cib che speeialmente fa rapporto con 
la difltasione della malattia per le scaole. La disinfezione di tatto c\b 
S^ «1 troYb in possesso degli ammalati di difterite sia conyeniei^te- 
meiite praticata (aoqna calda ad alto grade, cloro i acido solforosoy ^ 



182 UYIBTA 

trlolo di tsrrOf permanganati aloallBi, ptdisia della eamerai nittonl di 
iolfo 6 ioamblo d*aria). Inoltre le T^wmmb ohe debboso atare preaao gH 
ammalati, fkre pICi yolte al giorno gargariami eon aeqaa freaoa o eoii 
dilulta aeqaa di eloro o di ealee. 

R. Searfenberg (c Inangoral-Diaa. > Breslan, 1878) vnola eome ngoUi 
generale di profiiassi la disinfezione Bon aolo della etaiiza dall*ainmalatd 
aia di tntti gli ambient! della caaa in coi la malattia ei vrolae^ nonoM 
lliolamenio degll ammalatL 

n dott B. Lewy aeeenna in ana 2.* Dissertazione (a. a. O. Y. 4, pa- 
gina 56, febr. 15, 1879) a qneeto ehe 1* epidemia di diflerite del seeolo 
aeorso darb dal 1739 al 1778 e ehe Tattoaleb ohe in Vienna appariva 
negli anni 1876-77| probabilmente jfid a lango delle altre Tolte darerlu 
Come regola fondamentale eontro ralteriore difltaaione. d dal lato pub- 
blieo ohe priyato, la regolare denanoia di ogni oaao di malattia all'af- 
llcio di Sanlt&. Indfpendentemente dalle note regole generali della pro- 
fllattica disinfeiione e dairesolnafone del ftatelli dell*ammalato dal fte- 
qaentare la lenola, PAntore yolge i*attenKlone dapprima ai meni dl 
trasporto per gli ammalati, ohe flno ad ora sono aasai inaddatIL Vor- 
rebbeai nna yettara eosidetta di Santt& per ogni rlone della oitt&, da 
ehiamarsi al bisogno, e qaesta sia poi aempre bene disinlbttata* Ma 
apeoialmente per IHenna riehiede V Antore nn apposite Stabilimento <B 
disinferione. Soltanto in qneato modo pub il commercio con yecohi abitiy 
lingerie e simili od il done del medesimi esser fotto libero dai priueip} 
infettivi ehe yi si erano appiccicatL Un pnbblico stabilimento di disinlb' 
sione potrebbe faeilmente essere messo in commnnicazione eon an'ospl- 
tale di endemie. looltre dovrebbonsi eiigere ospedali apposlti per f 
diflerici, poichd i fanciolli ammalati di difterite danno fiusilmeate oo- 
easione alio syolgersi di endemo^pidemie negli ospedali dei bambini. 

Ballet (1) insiste pur esso salla neeessitii di raccogliere gli ammalati 
difterici in appositi e ben isolati ospedali ; ricorda ehe sa 100 caai di 
difterite carati negli ospedali de* bambini, 15-20 yolte la malattia prose 
origine per eontagio nolle sale: nel 1877 all'ospedale di S. Engenia sa 
73 easi so no contano 18 di syilnppo entro Tospedale (R.) 

W. N. Thnrsfield di Birmingham ( c 8. Gesandheit, > IV, 9, pag. 131, 
mai 1879) oonsidera la difterite per nn tipo di malattia premnnibile^ 
poichd essa nel sue nascere e nel diffondersi d dipendente da difetti di 
fkbhricato, yiene trasportata fjekcilmente mediante personate infedone^ 
preyenibile mediante la rimozione di talane locali eircostanze. Nolle fii* 
miglie dove il dischindimento, la disinfezione e la palizia yengono tra- 
Bcnrate, syiluppasi la difterite sotto le peggiori forme. So si tien conto^ 
delle saddette condizionii si potrii eontare sni fayoreyoli esiti. L'Aa- 



(i) Ballet c De risolement comme moyen prophylactiqae appliqn^ anx ma^ 
ladies infectieoses et contagieuses;. » (« Jonrnal de Th^rap. » 1879, p. SSMtfi. 



SULLA CUBA DBLLA DIFTKRITB 188^ 

tore orede quindi che la malattia venga immediatamcnte inflaenzata dai 
rapport! deli'ammalato : Bpeoialmenta di preferenza Bono attaccate per- 
aooe ohe da poco tempo abitano nel laogo iafetto dalla difterite. Tatte 
le Tie solle qaali panut la diftorite, devono essere sottopogte a yigilanza 
per una aocnrata disinfezione. Ma non sono soltanto da dislnfettare gli 
aMtii le masserizie e le tappezzeriOi ma anohe 1 eanali di scarico. In- 
flae Tuole r Antore che qaando in una scaola si moatrano malattie di 
gola contagiose, quelia debba rimaner chiusa fino a che presso a poco 
dura lo atadio d*incabazione della difterite (ana aettimana) : inoltre de- 
vono durante queato tempo le latrine e le pareti deile camera essere 
totalmente puUte e si yada cauti nella riammissione dei oonyalescenti. 

II dott. E. Wise di Carlottenburg (c Die Heilung und YerhfltuDg der 
Difteritis, > Berlin 1879, A. Hirschwald) considera come non suffloiente 
il mezzo proposto da Collin per impedire ii passaggio del gaa delle 
eloache nelle abitazioni (trasferimento dei principali eanali di sbocco 
nel cortile, far use di condotti d*argilia cotta inverniciata saldati con 
cementOy applicare condotti ventilatori, che finiscono sul letto, a tutte 
le canne di deflusso) perchd Taria del auolo si commescola con l*aria 
deirediflcio. Egli stesso riferisce alcuni casii nei quail l*origine del tifo 
e della difterite parve proprio devoluta a gas putridi accumulati nei 
smaltitoi della casa. Oltre ai difettosi eanali di asportazione, vuolsi prov- 
yedere alle latrine ed ai eanali di scolo delle cucine che lasciano pas- 
aare i gas putridi nelle abitazioni. Qui raccomandansi delle disposizioni, 
come quelle proposte da Alridge e da Zeitler, clod eanali yentilatori 
che dalle latrine e dai eanali di scolo delle cucine salgono ai tetto (le 
yalYole di questi yengono aperti mediante nn getto d'acqna e sono for- 
nite d*nna porticella di pulizia. Ma Wiss dk la maggior importanza ai 
pozai neri bene cementati e perfettamente chinsi od a corrispondente 
aistexna di barili (di Heldelberga) ed alia .frequente inodora esporta- 
zione. Soltanto quesVuUima pu6 rendere superflaa la disinfezione. 

In una 3.* comunlcazione ripete Jacobi ( « Treatise on Diphtheria. » 
New Tork| Wm. Wood, 1880) le note regole riguardo alia profllassi. A 
proposito deiramministrazione del clorato dl potassa o di soda consi- 
glia le firequenti piccolo dosi. 

II dott Lachmund in Leisnig (c Allg. med. centr. Ztg. > IL, 1, pag. 1, 
Jan. 1880) raccomanda sotto yista profllattioa qaando minaoci la ma- 
lattia i bagnolinl freddi specialmente al cello ed alia faccia ed anche al 
petto. 

II dott. H. Fatten di West Newton ( < Philad. mod. and surg. Re- 
porter. > XLII, 5, pag. 107, Jan. 1880) d& come preservatiyl gli alcoo- 
lici, specialmente acquayite, anche al fanciulli in moderate dosi, rlpar- 
tite in 4 yolte al giorno, e erode con ci6 di poter conseguire buoui ri- 
fiultati. 

n dott. Nathan Jacobson, di Siracusa ( c New York med. Record. » 
XYII, pag, 308y March 180, 1880) cerca di neutralizzare l*azione del coa*** 






l|84 RIVISTA. 

tagio giit inyadente, inBisiendo m 016, ohe 1 canali siano aoonratameiEbe 
pnlitif corretta una difettosa ventilaziODe , impodita aa aoverohia 0tl- 
parsl nelle abitazioni, disinfezione degli esorementi, con risolameatode- 
gli ammalati e che i membri rirnasU incolami nella famigUa non- tra^ 
smettano ad altri il male. Inoltre devono tattl gli istrameatl usati presto 
i* difterici essere disinfettati, prima di esser impiegati presso malatl iion 
difterici. 

II dott. Coesfeld, di Barmen (< Deatsche med. Woohenschr. » VI, . 35, 
pag. 473, ang. 28, 1880) ritiene importantissimo dal lato delta profllasgi 
come ad impedire reoidive, il ristabilire in condizionl normali le ton- 
sille e procnrame Tindarimento : qaindi gargarismi con solazione di sal 
dl cucina o d'acqna di mare, pennellatnre delle tonsille con Untora di 
jodio od asportazione delle medesime. L* indorimento raggiangesi con 
giornalieri ripetnti gargarismi d'acqua fireddai iarghe bibite della me« 
deslma, lozioni tredde al collo e poi yigorose f^izioni, aver mente di re- 
spirare dal naso a bocca chiusa, specialmente quando soffl yento di le- 
Tante e di settentrione. 

11 dott, Giaseppe Mart, di Erlangen ( € Arob. f. klin. med. » XXYIf, 
1, N. 2 1880) Tuole ad impedire 1* alteriore diflasione della malattia la 
separazione degli ammalati, specialmente dai fitnciuUi, e astenersl dalla 
scaola anche per le piii ieggiere forme catarrali. L'eyitare atti di tane- 
rezza (baci e cosi via) non dovrebbe mai lasciarsi inosservato. 

II dott. R. Weise ( c BerL klin. Wochensobr. » XVIII, 4, paglna 5^ 
Jan. 24, 1881) fa svolgero mediante il suo apparato la nebbia fenica di 
una solazione al 5 per 0(0} affine di proteggere il piii possibile i mem- 
bri della famiglia (Fnhrmann). Sgraziatamente da parte delle antorit^ 
e del medici si 6 fatto troppo poco per dissipare quelle condizicAe ebe 
dispongono alle endemic croniche (scarlattina e difterite) 

II dott Giuseppe Schmid (4 Wien. med. Presso XXII, 18, pag. 46S, 
april 10, 1881) insiste sulla separazione degli ammalati e sulla ligorosa 
disinfezione delle abitazioni per riguardare almeno dall'infezione i luo- 
gbi ciroostantL 

II. — Gura. 

Non ostante la numerosa serie di rimedj, ohe contro si micldiale ma- 
lattia Bono stati raccomandatii flno ad oggi nessuno se n'd trorato cbe 
sotto ogni circostanza yalga come specifico, quale possediamo nel cl^- 
nine per la febbre intermittente. Ma dalla segnente esposizione ci per- 
«uaderemo che la via sulla quale ci siamo messi dovr& pure eondurci 
a baon fine. 

£i UA fatto che flnora ogni rimedio, che in una epidemia od in una re- 
gione si mostrb gioyevole, cosicohd quasi parve uno speciflcoi in altra 
ierie di casi quantunque apparissero consimili, non ta efdoacej: e oi6 forse 
fii effetto di condizionl locali; onde che siamo tratti ad amm^ttere, eonia 



SULLA GURA DBLLA DlfTBRITB 

la Diirezlone della c Bdatsch. med. Wooliensclir. > (VI, 3, pag. 31^ 1880) 
fa op|)ortanameBt6 osservare, che nella difterite debbono inflaipo le ptti 
grand! differenze di laogo e dl tempo. Peroi6 deve il medico pratieo 
6ono8cere tnttl I riibedj che per case furono applicati cos baon enito- 
Vale qaiadi la pena di registrare tutte le esperienze precedentemente 
istitoi^, ei6 che noi qoi abbiamo procurato di fare il meglio ohe ei fti 
poBsibile. 

A) RimedJ tolforost — Oscar Giaccbi racdomanda lo zolfo ed i ri- 
medi solforosi ad impedire lo gvolgimento del ferment! malefic! ( « Lo 
Spetimentale^ » marzo; c Gaz. de Paris, > 19, pag. 24I9 mai 1874). 

Lo stesso Antore in precedent! pubbiioazioni aveva portato !1 suo tri- 
buto all*appl!cazione de! solfiti, da la! osati airinterno e per garga« 
rismo (1). . . (B.) 

SulPimpiego dello zolfo e del rimedj a base d'aoido solforoso non fanno 
difetto le note d! medic! italiani, 

Morelll e Nesti (S) nel decennio 1862-72 a Flrenze, provarono eontro 
la difterite fra gll altri Boccorsi, ancbe le insafflazioni d! fiori d! solfo 
6 davano internamente il maglstero d! solfo in muciiaggine nel de- 
cotto di china. (£.) 

Nelle forme anglnose difteriohe le insnfldazioni di solfo gioyarono in 
mano a non poohi. Lnt! (3) ne ebbe vantaggio manifestissimo in 6 casi, 
Barbosa d! Lisbona in 18 cas! (4). (JR.) 

11 dott. Becchini (5) sn 200 cas! di difterite si valse del decotto di 
china e del chinino allMntemo, oltre le spolyerizzazioni con i fiori dl 
solfo : ebbe 172 casi guariti. II dott. Brambilla (6) nella cara topica del- 
i'angina, non trovb yantaggio dalie spolyerature con i fiori dizoifo, bentd 
dai tocchi colla pietra infernale. (R) 

Ayr (7), Marchionneschl (8), Ferrini (9) asarono del solfiti non solo 
airintemo ma pore come gargarismo. (RJ) 



(i) 0. Giacchi. « Natnra e terapia deir angina difteiioa. » (« Lo Sperimen- 
tale. » 1872, vol. 80, p. 472). 

Id. « Un* altra parola snlla difterite. Sn! yantaggi dalla cara solfitieai » 
Lettera al prof. Polli. (« Lo Sperimentale. » 1873, toI. 32, p. 25). 

(2) Morelli C< e Nesti Leop. « Istoria dinica ddla difterite osservata nella 
cittA di Firenze e contorni nel decennio 1862-72. » — c Lo Sperimentale. » 
1872, vol. 80, p. 118 e seg. 

(3) lYi. 

(4) « Insaffiazioni di fiori d! zolfo nella difterite. » (c Lo Sperimentale* » 
1870, facs. 2.«). 

V (^) Becchini. « Salla difterite. » (« Lo Sperimentale. » 1873, yol. 31, p.'144. 

(6) Brambilla. « Sulla cara deir angina dif terica in S. Angelo Lodigiano« » 
.(« Oazz. med. itat. Lomb. » 1876, p. 61). * . . 

(7):(8> (9) Opasooli relatiyi citali. 



Da 1-2 


DaiM 


Da 4-8 


Da 8-iO A 


anni. 


ft«i|i- 


aimi. 


20 aimU 


gr. 3 


6 


9. 


10 


» 1 


2 


2 


2 


» 50 


100 


150 


20O 


> 85 


25 


85 


25 



189 KITI8TA 

n doti Tamborlini, di Palmanoya, (1) sa 110 east di diftorite cnrati 
iliio al 1873 con Tlpoa^fito di^0oda (10 per 0\q d'aeqoa), amminlitcaiidQla 
tftBto iniernamente, quanto per gargarismot ebbe aoli 5 mortL L' anna 
dopo riferlTa intorno ad altri 59 oasl goaritt sa 63 corati {2) e di al- 
tre 5 guarigioni ottennte con la cura solfltica diede relazlone pit tacdi 
(1875) (3). («.) 

n dott. Bt Franzoni (4) dnrante I'epidemia di difterite nell^anno 1877^ 
face e con profitto largo nao deli'iposolflto di Boda preseriyendolo nella 
xnifura e forma segnente : 



Pr. Iposolflto di soda • . 

Eatr. moi. di cliina • . 

Acqna di fonte • • . 

Boiroppo di cedro • « 

II dott. Barbieri (5) ns6 come gargarismo 11 aolflio di soda (gr« 25) 
neiracqaa di calce (gr. 100) con miele (gr. 50), ed internamente ammi- 
nistraya il solflto dl soda (gr. 15) nella maoilaggine (gr. 300) con sci- 
roppo di China (gr. 35). {R) 

II dott. Gnangiroli (6) neU'epidemia di dif teritOi cbe dominb in Saronno, 
n96 con Tantaggio il soldto di soda nella deoozione di cbina sia inter* 
namente obe per gargarismo. (R.) 

E. Ayerbeck (« Wien. mod. Wocbenscbr. > 38, 39, sept. 1876) ba per 
nna.serle d'anni corata con baon esito la difterite con aliment! nntrienti 
liquid!, con le insofdazioni di dori di zolfo non deparato, a coi piii tardi 
agginnse da 1[10 ad 1 per Oio di acido salicilico o fenico, la qual pol- 
yere esse insuffla in gola o nella laringe col mezzo di una cannula di 
giunco, ed anche si potrebbe, senza pericolo, introdurre mediante una 
palla di gomma, come TAutore stesso adott6 una yolta. Per le insuf- 
flazioni nolle coane egli adopera delle cannnle di yetro piegate ad 
angolo. Ogni mezz'ora deyono f)sirsi 2 a 3 insufflazioni , di giomo e di 
notte, flno a cbe ogni traccia dl pseudo-membrane diftericbe sla scom- 
parsa. Dopo ogni insufdazione, deye cbi le ha subite, sciacquarsi la 
bocca con una soluziono al 1^2 per 0[o di acido salicilico. So V amma- 



(1) Tamborlini. « LMposolflto di soda nella difterite. » (« Gazz. med. lomb. ») 

(2) Tamborlini. « Deiriposolfito di soda neir angina diftdrica. » (« AnnaU 
di ehimica » del Polli. 1874, yol 99, p. 244). 

(3) Tamborlini* « Sulla difterite. » (« AnnaU di cbimica » 1875, toI. iOl, p. 31. 

(4) Franzoni B. « La cura solfltica nella difterite. » (« Ann. dl cbimica. » 
1881, ToL iiZ, p. 160). 

(5) Barbierf. € DelPuso del solfiti, nel yajuolo, nella difterite e nel colera* » 
(« Ann* di chim. » 1873, p. 349). 

(6) QuanglrolU « Trattamento dell* angina difterica coi solfiti. » (« Ann. di 
cbimica. » 1873, p. 169). 



SULLA OURA DBLLA DUTBRITB 187 

lato non pub aprire abbastanza la bocca, TAatore fti fare (oltre gUim- 
pacebi di Priessnltz attorno al colio) le sehizzeitatare nella faringe eon 
niia solozione di li2 ad 1 per 0[o d*aeido fenico o aalioilieo, per mezzo di 
un pallone di gomma, il oai becco sia introdotto in booca o meglio nel 
naao. Sempra deve essere agginnta una oara interna ogni qnalyolta zi 
tratti d*nn prooezso generate difterico. L' Aatore dk al fancinlli grammi 
0,3-0|4 di zolftito di ohinina con gr. 0,4-0|75 d'acido solforico in 120 gr. 
d^acqna, agli adulti poi gr. 1,0 a 2,0 di cbinino con gr. 2,0 a 3,0 d'acido 
Bolforico in 150 grammi d'acqaa. 

II dott. B. Chenery ( c Boston med. and snrg. Jonrn. > XGI7, pagina 
657, Jane 6, 1876) raooomanda, appogglato a 168 casi di difterite e suUa 
teoria d*an avrelenamento zimotico del sangae, come cora antifermen- 
tatiya, la freqnente amministrazione deir iposolflto di soda. Egli ne d& 
gr. 0,3-0^9 (e pid) in sciroppo ogni 2-4 ore, ciod secondo la gravitlt 
della malattia e ret& del paziente. In agginnta esso d& nel latte 5 goc- 
cie flno a 2 grammi di ana tintara di mirra composta, che ottiene per 
digestione di capsioo, mirra e gasjaco in polvere ana gr. 30 in ana mez- 
zetta di alcool. In nessuno del casi oomanicati che molto fiiYoreTOl- 
xnente deoorsero, venne date Talcool (non per6 in tinturs). {R.) 

II dott. Edwin Bard, di Lisbona, Jowa ( < Philad. med. and sarg. Re- 
porter. » XLIII, 21, pag. 445, nor. 1880) osservava in 8 casi, cbe egli 
car6 con Tlposolflto di soda, decorso molto benigno. Egli nsa dare ad 
an bambino di 5 anni. ad esempio, an cuochiaino ogni 4 ore (di glomo 
e di notte) di ana mistara di 10,5 gr. di iposolflto di soda, 2,0 grammi 
di solfato ,'di cbinino e 120,0 gr. di splrlto di framento : in aggianta fo 
prendere ogni 4 ore an cacchlajno (tanto di glome che di notte) dl ana 
mistnra di 8 gr. di clorato di potassa, 8 gr. di tintara di percloraro di 
ferro e 120 gr. di sciroppo semplice, oltreochd fa ogni glomo ripetere 
le spolverizzazionl di flori di zolfo. Egli spera con qnesto trattamento, 
qnando sia fatto a tempo, di poter ottenere in ogni case la gaarigione. 
Rignardo come caasa delia malattia particolarl bacteij. 

B) Antisetticif dinnfettanti, {Acido fenico^ salicUico, barico). ^ Se« 
nator ( c Volkmann^s Samml. klin. Vortr. » N. 78; < Innere Med. > N. 27, 
1878), erode cbe non si possa impedire la difiTusione della sqainanzie 
(o Kynancbe) alia laringe, perchd le malattie di qaesta appartcDgono 
alia sqainanzie come Taffezione fkringea e del reni alia scarlattina (?) 
Ma devesi cercare di allontanare ogni stimolo agli organi disposti alia 
inflammazione. La flogosi della gola pub promaovere soltanto la diffasione 
deirinflammazione alia laringe. Anzitatto le pseudo-membrane non sono 
la malattia , ma an prodotto di qaesta. Per ci6 si sono con ragione 
abbandonate quasi del tutto le caaterizzazioni. Neir applicare i mezzi 
disinfettantl alia fariuge trovansi molte difflcoltl^ con ad esempio^ o 
non possono qaelli essere portati in tntti i meandri deli^alcera, oyvero 
i mezzi adoperati non sono abbastanza potenti. Se applicati troppoforti 



I^ BIYISTA 

potrebl)ero i rhne^j irritare esageratamente la mncofla delle Tie aeree 
e Gi6 per i fancinlli piooolii i qaali per Tappanto sono al mauimo grado 
minacciati, dere essere afCatto [risparmiato (gaiiGfarisiniy injetioni ogai 
10-15 minnti). Con tali prooedimenti atrillano rauchi i fkncialli a queato 
h QQ nnoYO stfmolo t Qaando Besaaoa ripagaanza yiene opposta, Sena&or 
tiBL seiacqaare le ftraoi con una Jsolnzione di permanganato di poteMa 
(1: 300) o eon acqoa di calceo eon ana solaaione di eiorato di potaaaa 
ovyero yi passa aopra morbido pennello od ana plocola lE^agna ; qnando 
moiio viva sia rinfiammazione pezzetti d^ gUaocio per boeea. Internamente 
Ak ogni due ore gr. 0,05-0^3 di clorato di potassa sololti in aeqna. Toato ehe 
la laringe sia attaccata, d indicate an deoisiTO procedimento. Dapprima 
eempre on emetico« non per6 i*apomorflna| la qaale fkcilmente produce 
coIUmbso, ma aite dosi d*ipecaquana con tenui quantitii di tartaro erne- 
tico, ovvero a aeelta il solfato di rame o di zineo: i yomitiyi yerranno 
i*ep]icati neirurgenza respiratoria o per acceasi di solldcazione. Oltre a 
ci6 inalazioni di yapor acqueo da grandi bacini nei fanoiulll predisposti 
anche a mezzo dpU* appareccbio dMnaiazione (pentola con imbuto ed 
aequa o tbd di camomiiia con o aenza acqua di caloci acqua nitrata, 
acido lattice e bromo seoondo il metodo di Scbutze) ; nei fancinlli yi* 
gorosi e con febbre alta, frizioni d^unguento cinereo al collo ; nei teaipo 
di mezzo alle 2 frizioni, impacchi idroterapici nei collo o ayyolgimento 
di esse con cotenna di lardo. In seguito, nella n^iaggioranza dei oaal 
grayi si tratterii della tracheotomia e del ginsto memento di sua at- 
tuazione. La tracbeotomia d in ogni oaao indioata, appena cbe la la- 
ringe d oppilata. La condizione dei polmoni non presenta controiadi- 
eazioniy percb6 anzitutto la tracbeotomia non modifica la prognosi, ma 
aoltanto ripara al momentaneopericolo di aoffooazione. 

Per imminente biaogno reapiratorio o negli access! aofToeatiyiy da 
eausa riposta nella laringe, l*operazione d sempre indicata. Le pandiai 
eedono dietro an ricostitnente trattamentO| piji rapidamente aotte Tap- 
plicazione dell'elettricit& (il piCi spesso corrente d* induziona). Al mmbl- 
festarsi di minacciosi fenomeni (di paralisi centrali) si somministrino 
gH eccitanti. 

Giorgio Jobnson ( c Lancet, » I, 3 Jan. 1875), racoomanda anzttutte i 
locaii rimedj disinfettanti, per togliere alia malattia il carattere di i^- 
eiflcit&: acqua di cloro, permanganato di potassa, acido solferoao, ma 
«gli preferisee 1 preparati di cloro. Salter d& la tintora di peroloniro 
di ferro ; per gargarismi usa il sal oomune : dieta abbondante , spa- 
oialmente Uquida (yino di Porto). Tbomas Stills 6h spedalmente la 
aolnzione di elorina di Beaufby all' interne e p^ gargarismo, pitii tin- 
tora ferroginosa. A quest* ultima Jobnson ascriye una peouliare azione 
locale, cosi pure ai principj astringenti del yino di Porto. I yiolentt ft* 
medj eaustici, cosi anche i yescioanti sono, seoondo Jobnson, da eyl* 
tarsi, quest*nltimi percbd 11 denndamento del derma durante malattie 
Infettiye costitnzionali rende piiii fitoile Pentrata al yeleno. Qaando Fes- 



. il 



SULLA CURA DBLLA BTVTBRITE 189 

sadasiane siasi estesa aUe vie aeree^ Johnson raocomanda le pennella^ 
tare od inalasioniy speoialmente con aoido solforoso, porclid qnegto aon 
irrita di troppo i polmoni (oosi il doti Joyce). Tatti i rimedj topici de« 
vono molto di freqnente eesere impiegati. Se 6 imposaibile Finghiottiret 
deve rammalato eesere nntrito per la via dell'inteetino. Le camere degll 
ammalati devono essere bene yeniilate. Se la difterite Tfene dlffiisa per 
abitazioni mal/Mine, devonsi portar via qaando d possibile gli ammalati od 
idmeno porre i medesimi 11 pM lontano cbe sia conceseo dallafonte d'ln« 
Unione. Per Tesame raocomanda Johnson nno specchio concai^o da as* 
sioararst alia fronte deirosserratore e tenere una fiamma di flanco alia 
testa del paziente. (Et) 

11 prof. A. Jacob!, ( c Contrib. to the Pathol, and Therap. of Diphthe- 
ria. » |New Jork , 1875. Wm. Wood. — < Amer. Jonrn. of Obste- 
tric » YII, pag. 628, febr. 1875) pone al trattamento curativo tre indi- 
eaidoni : 1.® Sciogliere le pseudo-membrane, speoialmente se queste sono 
poste nella laringe (acqua di calce, glioerina, caldo-nmido). Ma con ci5 
talvolta ayyiene che i principj infettivi anche piu facilmente giunganc 
al piii profondi strati del tessuti; 2.^ Modlfioare la superficie, dalla quale 
fa staecata la membrana con gli astringent! ed in prime laogo 11 se- 
sqoiclororo di ferro, snlla di cui appUcazione nella difterite Jaoobi ag« 
ginnge akmne notizie storiche ; 3.® Ad impedire chimiche alterazioni ed 
a dar fine alia vita di parassiti, quanto a prevenire anche le infettiye 
proprietii deiressudato difterico stesso (speoialmente acido fenico) deb- 
bonsi usare 1 disinfettanti. Gome antisettloo dovrebbe essere preso 11 chl- 
nine ad alta dose : si deve per6 usarlo a >copo antiplretieo e secondo 
Bins non da amministrarlo in soluzione acida. 

Jacob! ha tentato la rimozione delle membrane ; 'ma crede che da 
cl6 per la yulnerabilit& della mucosa faringea piiH danno che utile se ne 
possa trarre. Egli prescrive quindi nei casi lievi, frequent! e tenui dosi 
di clorato di potassa, associate con acqua di calce o tintura di oloruro 
di jbrro (gr. 2 fine ad 8 gr. al giorno) con un po* di glicerina. Gontro 
gli ingorghi ghiandolari al coUo applicazionl di ghiacelo ed acqua fredda. 
Nel croup membranoso non si ha alcuna controindicazione alia tra<^ 
cheotomfa, tosto che insorge soffocazione per effetto dell* affezione la- 
ringea : oltre a cib inalare acqua di calce od aoido lattice. Del resto 
ogni case a s& deve essere trattato diversamente. 

In altro luogo ( c Gerhardt's Handb. » II , p. 760) Jacob! considera 
come sempre periooloso un contegno aspettante nella difterite, perehd 
devonsi anche impedire gli improvyisi cangiamenti nel carattere di una 
malattia. Inoltre nella difterite d piili periooloso 11 dare troppo pooo cbe 
troppo , e speoialmente- richiedesi cognac , del quale un bambino di 3 
anni ne pub sopportare da 30 a 150 gr., o carbonate di ammoniaca in 
dose di 1,0 a 5^0 gr* ovvero canfora o muschio da 0,5-1,0 nelle 24 ore. 
Jaeebl fa tre class! di rimedj topici. Nella prima olasse annovera le 
inalazioni per la difterite larlugea (acqua dl calce, glicerina, acidp laU- 



190 RIVISTA 

tico, oaldo-umido), aaohe dopo «8oguita la tracheotomia, wl mezao del 
polverizzatorci. Bgll aon pott rilevare per6 aleona inflaonaa BjalT esito. 
Alia 8e(^nda olasse asorive Jacobi U olorato di potasaa e dl soda e gli 
Astringeati, contro la di eui applicazione parlano le sae propria eape- 
rienze. Qui appartlene anche 11 perdoruro di ferpo, dalla cnl sommiiii- 
atrazione per bocca Jacobi vide vantaggi, quando lo amminietrb in alte 
e frequeatl dosi (da 5-15 gocoie ogni li4 a li2 ora). La terza claas^ ab- 
braccia i mezzi diainfettanti, fra 1 quali Paoido fonico tiene il L* poito 
(internamente li2-2 gr. nolle 24 ore , oltreccW topicamente solozlonl 
di li2-2 per Oio). Mono soddisfacenti farono gU effetti dell' acido saUci* 
lico e del salioilato di soda, airinfaori dell'a«o intemo contro la &bbre 
di grade elevato. £i considera V azione antiflettioa del chinino eome 
an effetto del contatto immediato, non di aflsorblmento nello stomaoo. 
La canterizzazione d gl& controindicata da ci6 clie si devono rlspar- 
miare nuove feriie ed erosion! , ci6 che con la eauterlzzazione non 6 
possibile. Al piii sarebbe da adoprare una miscela di glicetina e d'a- 
cido fenico. Dal bromo non Tide esso alcuna azione e cosa pore pooo 
dallo zolfo e dai balsamici (cubebe). II distacco meccanico delle mem- 
brane d eontroindicato. Infine propone special! trattamenti della dif- 
terite secondo le diyerse parti (amigdale, naso, laringe). Nel croup mem- 
branoso 1 fenomeni di soffooazione esigono particolare terapia, la tra- 
cheotomia clod, la quale ; malgrado la cattiva prognosi , d indicata in 
tutti i casi quando minacci V asfissia. Ma la prognosi d cosi infaosta , 
che Jacobi idle volte acoondisoendeva yolentieri alia ripngnanza del 
parenti per Toperazione I (altri furono pii!i fortanati, ad esemplo, Wi- 
niwarter in un bambino dl 10 mesi). Le paralisi difteriche debbonsi 
curare con agevolare anzitutto la digestione (pepsina ed acido dori- 
drico, ed essendo la temperatnra normale, medianteala oorrente faradica 
e galvanica. Oltre al ferro, Jacobi prescrive la stricnina (iniezione sotto- 
cutanea), e nella paralisi del muscoli della deglutizione clisteri nutrienti 
od alimentazione mediante la siringa esofagea. 

Nel suo pregiato < Treatise on Diptheria > (New Yorls, 1880) Jaoobi 
ripete di curare ogni case con ricostituenti , stimolantiy febbriftiglii 
esternamente, internamente od ipodermicamente. La magglore atten- 
zione richiede il manifestarsi del coUasso. Un potente sussidio d I'alcool 
a frequent! e grand! dosi da 2-12 oncie al giomo ; la sottrazlone di 
sangue d assolutamente controindicata, le complicazioni debilitanti (diar- 
rea) doTono essere tosto curate. Nella difterite locide la prindpale in- 
dicazione sta in una locale disinfezione , perchd nessnn mezzo pofl- 
sediamo per disinfettare efl&cacemente 11 sangue. Bensi i [rapport! nella 
casa, nella scuola e nella society yanno cosi modiflcati che possa es- 
sere impedito il diflondersi di una epidemia. Fra i mezzi curaiivi, 
raccomandati nella difterite, Jacob! cita le inalazioni d! vapor! medicat! 
di trementina o cloruro ammonico, larghe bibite d*acqaa con agginnta 
o no di stimolanti,';il ghiacoio airinterno e looalmente ; coadiavati queeti 



SULLA CURA DSLLA DIFTBRITB 191 

rimed! eon 1*iibo interno ed eiterno di glicerina. Secondo i saoi eipeii* 
mesti, sono molto vantata Tacqaa di caloe e l*aoido lattico ; layeoe Pal- 
lame ed il tannino operano sfavoreyolmeiite e debbono oonsiderarsi OOI110 
inutili ii benzoato di soda, i'eacalipto, lo zolfo ; utili al massimo grade 
neileaai sporadici 1 mercuriaii. 

Air inoontro il perclornro di ferro ^ uno de' migliori antlsettici ed 
Bfttringentlf ma dove essere ammlnistrato (oome gi& si d detto) a dosi 
iion«troppo piooole, spesso ripetute. Un bambino di an anno dove pren- 
derne almeno 4 gr. al giorno, an bambino di 3-4 anni da 8-15 gr., 
B piCi anoora gli adaltL Perci6 diventano ie applicazioni iocali in gola 
per la massima parte saperflae. Inappresso possono essere impiegati 11 
Dlorato di potasra o di soda ( entrambi a IM gr ), acido fenico (iocal- 
mente ed intemamente da 0|2-2,0 gr. al giorno), V acido borioo alio 
estemo come applicazione topioa. I salicilati operano meglio neiie feb- 
bri infettiye, il chinino nolle inflammatorie. I caastici liqaidi sono pe- 
ricolosi ; da preferirsi gli aoidi minerali e specialmente T acido fenico. 
Bssi per6 sono soltanto indicati, qaando la lore azione possa essere li- 
mltata alia saperficie malata. Le psendomembrane non possono yenire 
tolte prima cbe sieno discioite. 

Malgrado il piil diligente trattamento (continnata la disinfezione del 
naso e della faringe mediante injezioni glome e notte, aitrettaato se vi 
vi sieno ingorglii glandalari o no)» pa6 la dlfteriie nasale flnire eon la 
morte. 

La dlfteriie laringea flni sempre con la morte, airinfaori di qaando 
fa fatta la tracheotomia, la qaale ha men bnono esito se V epidemia 
od 11 case special e ha an carattere settico. Oil emetlci possono glo« 
Tare soltanto a cacciare fdorl le pseado«membrane qaasi discioite. 
Nello state di parallsi sono indicate la bnona dieta, i rimedj ferragi- 
nosi, la strlonina, relettro-terapia, i bagni. Per la congiantivite difterica 
Jaoobi raccomanda ghiacdo ed acido borico : centre la difterite>atanea 
valgono i caastici e ie disinfezioni. 

John Davy (c Med. Times and aaz.> March. 27, 1875) eara la. difte- 
rite con rimedj dlsinfettanti miti, non irritant!. La solazlone eterea di 
biossldo d'idrogeno (etere ozonico di Robbin) da 12-16 gr. mescolato con 
240 grammi d'acqna, rlesce disinfettante aggradevole e calmante sal 
oollo, se yenga applicato con pennello di crini ad ogni era, oyvero se 
ne facciano gargarlsmi. Oltre a ci6 prescriye Day per gargarismo il 
permanganato di potassa (O;^ sa 240 gr. d' acqaa) od ii perossido di 
manganese (4,0 sa 30,0), ed afferma di non ayer osseryato mai , cosi 
facendo, fenomeni general!, tranne che nella difterite nasiJe, perchd qui 
solitamente gli stessi mezzi non sono bnoni da applicare. 

In qnesti casi preferisce i yapori d^ jodio. Nei casi non complicati d& 
internamente chinino come disinfettante, ed aggiange in sostegno cbe il 
sangne di pecora, a cai fa aggianto chininOi dope 14 giorni non era pe- 
ranco pntrido. {Kt) 



1^ BinSTA 

n dott Hanow, la Uekermunde, ( « Berlin, kiln, Wochenscbr. » Xll, 
90, mai 1875) vanta Tacido salicilico. Emo diede ad an adulto una sola^ 
slone di 0,5 gr. d*acido salioilioo e 5,0 gr. di solfato di goda in 150 gr. 
d'acqoa, ad ogni ora an oacchiajo da trangagiarsl a rilento, In tntti sei 
1 oasl cominci6 dopo la 3.*-4.* dose di rimedio il rapido staocarsi delle 
inexnbrane. 

n dott Teodoro ScMler, in Gastrin (Ivi, 40 , oct.}, oomanlca in«^ 
yeoe caai di esiti sfavorevoll per la cara con Tacido salicilioo. £i 
Qnr6| matando rimedio ad ogni sei mesi, 41_caBi con il olorato di po- 
iassa (6 morti), 23 con I'acldo fenico (1 caso di morte) e 15 con l*acido 
salicilico (7 cast di morte) : in tatti i cast fa inoltre &tta ana energica 
cora con Taoqaa fredda. In uqo del 15 casl trattati con V acido salici*^ 
lico 81 SYolse ana nefrite con finale esito di morte. L'Aatore ritieno 
Taeldo fenico come piCt effleace delP acido salicilico , sebbene oltre il 
dott. Wflgner (vedi la segaente nota di Letzerich)^ anche il dott Font* 
helm ( € Journal fur prakt. Ghemle. > N. F. XI, 1875) in 32 casi abbia 
oflseryato fayorevoli esiti con Tacido salicilico. 

II dott. Luigi Letzerlch, in Braunfels, ( «yirchow's Arcb. LXIV, 1,. 
pag. 104, luglio 1885) stadi6 al microscopio I'azione dell'acido salicilico 
sui microrganlsmi della difterite coltivati per innesto in tubetti. Pre- 
parb solozioni d* acido salicilico di divers! gradi di forza (1* 1*4 p 
d'alcool e 40-480 d*acqaa) e vide, per Taggianta di una goccia di quelle, 
rapidamente cessare i vivaci movimenti circolari a zig-zag del bacteri : 
i globuli plasmatic! perdeyano splendore e mostravano presto 11 dop- 
pio contornoy mentre il protoplasma di piiH grossi globi plasmatici che 
ora in procinto d'ingenerare micrococchi, spesso appariva alterato per 
boUicine d^arla (vacuoli) come si vedono per Fazlone deiralcool asso- 
luto. Due prove d'lnnesto con microrganlsmi della difterite a cui eransi 
aggiunte due goccie della piiji forte soluzione d'acido salicilico (1:1: 40) 
rlmasero inattive. Di 7 casi di difterite, in cui V Autore impiegb Tacido 
salicilico , V esito fu buono. In 5 casi di leggiera difterite (3 adulti, 2 
fanciuUi da 11 e 12 anni) giovarono i gargarismi con una 'soluzione di 
un grammo d'acido salicilico con 2 gr. d*alcool rettificato in 220 gr. di 
aoqua per qaattro giorni. In due casl gravi Letzerlch prescrisse dap* 
prima solo internamente ogni 2 ore gr. 0,3 d^acido salicilico e zucehero- 
a p. eg. G16 mlglior6 senza dubbio lo state generale, ma le pseudomera-^ 
brane erano ancora grand! come prima. Percib Letzerlch nettava le 
tonsille con una spngna e le spolverava dappoi con acijio salicilico 
seoco , per il che i deposit! (pseudomembrane) presto scomparivano r 
in nn caso fki sufflciente nna sola spolveratura , in an secondo Asi- 
rono necessarie due solamente. Pure buon esito ebbe 11 dott. Wagner > 
in Friedberg su 15 casi ( « Journ. f. prakt. Chemie. > N. F. XI, Jan. 
1875). Qui Letzerlch dk notizia di tre esperimentl sngli animal!. Dae 
eonigl! id quail esso inocul6 sotto pelie i microbj difterici rimasero la 
vita per Tuso interne d! acido salicilico (!i). In entrambl i oasi furono- 



SULLA CURA BELLA DIFTERITE 193 

i microoocchl e Taoldo salicilico rltrovati neir orina (1!). Per terzo espe- 
rimento prase esso uno del oonigli risanatf, che venne inoculato sotto 
la mucosa del labbro superiore e nel Arenalo labiale. Al terzo gioroo 
6ominoi6 Letzerioh la cara con Taoido saliciliooi che non yalse ad im- 
pedire la diffasione del processo alia mncosa laringea, nd la morte del- 
Fanimale. Letzerich conchiude col notare che non bisogna soltanto ft- 
darsi deiramministrazione ainnterno di acido salicilico, ma devest im» 
plegare qaesto topicamente. 

J. L. Smith (c Amer. Journ, of Obstetr. » VIII, 2, Ang. 1875) racco- 
znanda come fattibilissima la cara preventiva locale della difterite , 
perchd almeno in principio la gravezza della malattia sempre dipenJe 
dalla diffasione del processo locale. La cura ha lo scopo di tramatare 
rinflammazione craposa in una catarrale, modiflcare clo6 Tinflamma- 
zione. 

L'esperimento ha mostrato che le pseadomembrane difteriche con- 
tengono il veleno specifido inoculabile e che I'aria circumambiente pii)t 
o mono diyenta pregna di qaello. Qai sta il pericolo del contaglo ad 
altri e dairauto-infezione (affezione laringea seoondaria alia primitiva 
ln4gola)..Il trattamento locale quindl ha per iscopo di prooarare la disin- 
fezione della gola e della cavity nasali ed impedire i*avvelenamento del 
sangae. Essa non deve prodarre dolore ; Smith la esegaisce con an lungo 
pennello di crlni. NeU'ospedale cattolico per i trovatelli farono nei primi 
5 mesi deiranno 1875 carati 32 bambini, di cui sei morirono (ad ecce* 
zione di ano, che flni con la morte, yennero tatti presi in osservazione 
neirincominciar del male: queiranico era state accettato*in 6,* giornata 
di malattia). Per le pennellature (ogni 2-3 ore) raccomanda ana ml- 
scela di acido fenico goccie VI-YIII e 12 gr. di liquore di solfato di ferro 
in 30 gr« di glicerina. Nell' affezione della membrana Schneideriana e 
delle eavit^ nasali Terr& injettato nelle cavity anzidette ogni 3-6 ore 
Il3-li2 cacchlaino di detto liquido con altrettanta qaantit^ d' acqna. 
Inoltre sar& amministrato il chinino in dose di 0,06-0,12 gr. (ogni 4 ore) 
secondo Tet^ deirammalato e la gravezza del case, ed infrattanto ogni 
era li2*l cacchiajo di clorato di potassa della segaente mistara (do- 
rato di potassa della seguente mistara (clorato di potassa gr. 4-6| tin- 
tara di perclomro di ferro gr. 4, sciroppo semplice gr. 120). £! da rao- 
comandarsi Taggiunta di ana goccia d'acido cloridrico. Per qualche ml- 
nuto dope la presa della medicina non bisogna sia data alcana bevanda. 
Se 11 case decorre favorevolmente, dope 3-4 glorni il rimedlo verr& im- 
piegato meno energicamente, per6 continaato finchd Taltima traccia dl 
infiammazione sia scomparsa perchd flno a qaando dara la faring! te, ra- 
pidamente sorgono naove membrane. Inflne basta una solazione di clo- 
rato di potassa da here e sgargarizzare. Se insorgono indisj d^infezione 
generale , sono indlcati oltre la baona dieta gli stimolanti ed i tonic!» 
Be r affezione si diffonde alia laringe. Smith d& nn emetico, pii!i vo- 
lentleri sol&to di rame, associato ad ano stimolante alcoolico ; 1' ipe^ 



194 BIYISTi. 

caquana e « Vhiv$ syrup » devono essere oome deprimenti lasoiati da 
parte. Smith cnra le paralisi difterlehe eon la strioaiaa ed i ton&ol , ed 
Qsa la forma dell'elixir di fosfato di ferro, chinino e atrieiiuia : in qaat- 
tro grammi di elixir 6 eontenuto 0^001 di atrionina. 

Roberto Bell ( c Brit med. Joom. > Jan. 29, 1876), preBcriTe , qnando 
la malattia arreca presto eoiiasso, gli stlmolantl di tratto in tratto, 
nonch^ alimentazione rioostitaente in forma di gelatine, zappa e latta» 
per igatare la natara. Topicamente impiega una solazione di 1 p. di 
aeido fenioop 3 p. d' acido soiforoso e 4 p. di sesquicloraro di ferro in 
30 p. di glioerina per pennellatare o oome ^roy ogni 2 ore. Oltre a ci6 
fa diiigentemente pulire la booca con una debole solazione di Oondy 
neiraequa. Internamente dk ogni dae ore sia di giomo che di notte un 
piccolo caccbiaio di una mistara di olorato di potassa 12A aoido solfo* 
rieo 14,0» tlntnra di percloraro di ferro 12^ gUcerina gr. 30, aoqaa di- 
stillata gr. 180. Dopo che esse si 6 attenuto aSqnesto metodo di cnra, 
ba soltanto avnto iiue oaai di morte in fancialli, che farono renitenti 

alia cnra. 

Bottchut ( < Gaz. des Hop. » janyier 1876) ottenne in un case la gna- 
rigione in pochi giorni col coaltar saponificato di Leboeuf introdotto 
con la siringa esofagea, oltre la buona dieta. Gontro le paralisi dif« 
teriche Bouchut raccomanda (c Gaz. des Hop. > 47, 1880) in prime luogb 
i tonici (cognac o Bordeaax con acqua, yino chinato 0,05 di estratto di 
china su un grammo di solazione) in secondo luogo gli eccitanti loeali 
(frizioni alle gambe , bagni a yapore aromatioi , bagni solforosi o 8a« 
lati, applicazioi^e della eorrente elettrica continna od intermittente, di 
preferenza qaest*ultima al yelopendolo, ai collo ed alia parte ceryieale 
della colonna yertebrale. Oltre a ci6 gloyano il soggiomo in campagna, 
Taria fresca, Tidroterapia, i bagni di mare* 

B. Robinson ( < Amer. Journ. of Obstetric » IX, 2, jane 1876) fece 
esperienze sulle sostanze capaci di distruggere 1 oontagi ed i baoteri, 
che esse ritiene portatori del contagio. L* acido fenico e salicilico non 
Bono secondo Robinson, sebbene siano buoni rimedj preseryativi ed an- 
timicrofitici, da ritenersi rimedj diainfettanti nel yero senso , perohd il 
yeleno effettiyo proprio delle malattie yirulente non yiene da essi at- 
taccato. Qaesto deriya specialmente dal principio yeneflco delle malattie 
zimotiche, alle quail anohe la difterite appartiene. Ben pochi del cosi- 
dettl rimedj dlsinfettanti , e forse neppur uno, si possono impiegare 
Bella quantity approssimatiyamente sufficiente per disinfettare tutta la 
massa'del Bangue. 

Perci6 yorrebbe Robinson sapere esclnsi dalla terapia della difterite 
il, permanganate di potassa e I'acido solforico. Anche il chinino (se deye 
tornar utile) deye esser amministrato in dosi rapidamente crescenti, le 
qnali non tutti i pazienti senza pericolo sopportano. Deyesi percib pre- 
ferire le piccole dosi di sail d' acido solforoso o solfocarbolico e di 



chinino. 

i 



SULLA CUBA 0BLLA DIFTBBITl 185 

' II (tott. W. H. Wright dl Skelmersdele (< Lacnoet > Ut 1 ; JaU 1876), 
lia oon la locale applioaElone dl ima sohislone dl ana parte ia pose dl 
aeido fenlee sopra sei parti dl glieerma ottenato IkyoreroU risultatl. Ia 
una epidemia dl dift^rit^ Wright dalle pemiellatare ooa la detta tola* 
^tone ebbe a lamentare an sol caso di morte ed anche in qaeato la 
<»>lpa fa la negUgenza del parent! , 1 qaall cerearono troppo tardi i 
saesldi medlof. II dott G. Paoli (< Jahrb. t Kinderkrank. » N. F. 2, 
p.- 217, 1876)y eard ana bambina di 13 meel ed an bambino dl 2 annii 
affetti da dlfterite, con Tacido salicilico^(aU'intenio 0,05 flno a 0,1 
gramml In polvere ogni dae ore). Coiitro il parere di W. Wagner 
(< Prakt. Boebaeht. fiber die Wirkaag der Saoilykaare Allg. med^ 
Gentr.-Ztg. » 17, Febr. 1876), fa coctretto in an caso di amminSstrare 
na emetieo , perohd la raacedine e la toese abbaiante s' erano fSatt« 
grayi. 

Secondo J. Eisenschitz (< Wiener med. Wochnsehr. > XX VIL 8 m. 4, 
1877), 8l deye fin dapprincipio distraggere 11 primitiTO fooolsjo della 
malattia, per 11 che 1 rimedi caastioi sono applicabill soltanto in prin-* 
<ctpio Be' focelai non ancora difiTosi della malattia. Negli stadi pii^ avan- 
^ati per soddisfare a qaesta indieazione si hanno i rimedi antidogUtlcr 
(impacchi ghlacclati, crawatia di PriessnUz) la disinfezione del focolai 
del morbo (permanganate di potassa acido fenico, pepsina, addo 8ati« 
itco, solozione di sesqaioloraro di ferro, di acido aolforoso e di solfiti) 
come pare ruso di « medicatare che agevolino la fine del procesao 
locale (yapori d*acqua calda, come osarono Oertel e Haake, bromo* 
bromaro di potassfo, acido fenico^ acido lattice, acqaa di calce, M* 
sioni con unguento cinereo). Eisenschitz , impiega \k dove i gargarl-* 
ami non possono essere fatti a doyerci le peanellatore (ogni dae, qaat« 
tro ore), nelle quail per6 d da risparmiarsi ogni forte raschlatara del- 
repitellio. Se queste non sono praticablli. nei bambini, deyesi stare 
content! di far inghiottire rimedi dlslnfettanti in deboli solazioni. Ed a 
tal uopo sono principalmente da raccomandare T acido salicilico ed i 
salioiltiti. Le iniezioni nel aaso devono con prestezza esser fatte in gnlsa 
che la maggior parte del liqaido possa reflaire dalla booea tenata 
aperta. Lo stato di generate patimento sar^t efScacemente combattato 
con la bnona alimentazione, chinino, vino chinato (estratto di china 
preparato a freddo nel vino), yini forti, cognac, etere, specialmente etere 
^cetico. I bambini debbono rimanere a letto fine a che siansi propria- 
mente riayuti. Appena merita d* essere aocennata ripotesi che coi ba- 
gni caldl e con grimpacchi, come pare con I'amministrazione di^molte 
biblte si possano espellere dal sangae attrayerso ai reni 1 miorobi della 
diftorite. Nel eroap difterico rindicazione della traeheotomla dipende da 
ci5 che la speranza della goarigione esista tnttora, e la stenosi delle 
vie aeree sia tale che ne minaod an immediato pericolo. 

II dott. Ad. Werthelmber, 11 quale nella sua nota Monografia (« La 
^iftcritc faringea del 1870 >), ha raeeomandato la cura con Tacido fenleo 



196 BiyiSTA 

•d aequo di ealoe, ossenra (< Bayer. &rzt]. latell. Bl. » XXIV. 6; Febr^ 
1877X che per naa esperieaza Vaeido saiicilieo ed il salicilaio di tod<t 
noB mostrarono nessana prerogatiya degaa di menzione. Eayorevole 
flegnito ebbero le prove fatte eon Taeido borico, che in 8 lAalati (tra 
i 4-9 annl) prestb baon servigio. Dapprincipio faceva Wertheimber an* 
cbe inghiottire dei pezzetti dt ghiaccio, pennellare le piasl^e diftericbe 
2-3 yoUe al giorno con ana solozione di 1 gramme d' acido fenico cri- 
stallizzato nello spirito di yino e glicerina ana grammi 10 ed usare per 
gargarismo r acido borico nel rapporto di 1 sa 25-30 parti d'acqaa*. 
Qaando i gargarismi non farono possibili, vennero con la detta sola- 
alone fatte iniezioni (nel naso con la cannula di Weber). Infine Wer- 
theimber ha del tntto abbondonato 11 clorato di potassa ed interna- 
mente amministra soltanto chinino , yino , cafiP<&. Per il freqaente in- 
ghiottire deiracido borico pub insorgere yomito e dolorl di stomaco*. 
Fra ana gargarismo e T altro deyono esser lasciati i necessari inter- 
yalli di riposo. Ognl stiramento 43ulle disciolte membrane d da ri- 
aparmlarfliy cosi pure la cauterizzazione. 

Anche 11 prof. Francesco Seitz di Monaco (< Bayer. Erztl. Intell Bl. » 
XXV. 30, 1880), raccomanda 1' applicazione topica deir acido borico, il 
quale per altro gi^ dal dott. Yogel in Eisleben con buon effetto h stato 
Impiegato (c Allg. med. Centr. Ztg. » 99, 100. 1876]« 

II dott. H. T. yon Becker (< Zur Pathol, u. Ther. d. Racben-* 
diptherie a. s. w. » Wien 1877. « Mittheil, d. Ver. d. Aerzte in 
Nieder^ Oesterr. > III. Febr. Marz. 1877), stabilisce il genere di cura 
secondo V affezione locale e generale. II trattamento curatiyo topico 
fii^ risolye nel chlrnrgico (raschiature , scucchiamento , tonsillotomia) » 
nel trattamento chimico (cauterizzazione, dissoluzione delle pseudo- 
membrane) e nel trattamento disinfettante (clorato di potassa e per- 
manganato, cloro, acido fenico, acido salicilico). 11 Neurin agisce, secondo 
Becker, pid fortemente come dissolyente le masse di essudato di qnello 
che uno degli altri ben noti rimedi, ed anche 11 fetore che dalla bocca 
Bl syolge non pad sotto Tuso di tal rimedio raggiungere un grade ele- 
yato. Lo stato generale degli ammalati ourati col Neurin fa buona 
malgrado 11 grande syiluppo della forma morbosa locale. Gontro 1 priml 
ftnomeni Indammatorl 6 indlcata V applicazione del fireddo, soltanto 
per6 fine a che la piastra si delimitL II distacco delle membrane ylene 
aecelerato con Tapplicazione del caldo (Oertel). L*aria yeniya condotta 
da un apparecchio pnenmatico di Haukes attrayerso una caldaia di 
aoqua bollente doye era portata alia temperatura di 40-50^ B, impre* 
gnata di yapore acqueo, condotta poi per un tube di caoutchouc cha 
dalla caldaia ya a far capo ad una cannula pure di caont-chouo ap- 
plicabile alia parte di gola ammalata. La cura generale si riyolge 
opntro la febbre (chinino, specialmente salicilato di soda), e centre i 
•intomi deirayvelenamento del sangae (bagni caldi, eccitanti). 
. II dott Rpdolfo Tauszky (< The CHnic. » XII. 10; March 1877) tratta. 



SULLA OVRk DELLA DIFTBBITE 197 

la difterite come an processo patrido coi rimedi dislnfettanti, i qaalt 
non sono necessari nel croup. Devesi nella difterite impedlre Taocre- 
flcimento e la vegetazione degli organismi esistenti in tanta qnantii&y 
ma devonsi tali rimedi appUcare per tempo, appena oiod Biano visibili 
i primi aegni della patrefazione e la formazione di membrane diffce-* 
riche. 

II medico distrettuale Carlo Stadler dl Szombatbely (c Med. Chir. 
Gentr. fiL > XIL 27-29, Jnli 1877), ooneidera la difterite infettira come 
tm processo morboso generale che in parecchie epidemic delade ogni 
eara e fatica. In tal modo domin6 epidemicamente la difterite in nn 
distretto di Comorn e nella contea di Yesprim. Qaasi tntti [gli 'amma- 
lati morirono tanto ee sottoposti a cura qaanto no. Le miserabill abi- 
tazioni, Tindigenza e IMndifferenza della popolazione appaiono com* 
la verosimile causa del cattiro esito. Stadler dk relazione di tre caai 
Important!, nel quail Timpiego del diversi antisettici e disinfettantt 
ebbe aguale esito. 

1.^ In an luogo dove forse la difterite mai erasi presentata, amma* 
lava una bambina di 4 anni con sintomi gastric! e tosse forte. Sotto 
la lonsilla sinistral Stadler troyb an piccolo grametto d^essudato bianco, 
grigiOy saldamente aderente. Pronto allontanamento dalla casa di due 
bambini e due adnlti. La bambina ammalata, ma senza febbre, tanne 
rimpacco di gbiacoio al collo, prese cbinino, e pezzetti di ghiaccio; la 
bocca e la gola yenivano lavate con soluzione di olorato di potasaa. 
Nel corso dl tre giomi si estese piA oltre il processo , speeialmente 
verso la laringe, siccbd ne sopravvenne la morte per asilssia. 

2.^ Un bambino di 3 annf, flglio di persone alle quail erano stati 
affidati i 4 membr! delle famiglie del prime case, ammalara con feno* 
meni di alta febbre ed irrequietudine: airesame risultarono gi& eei- 
Btenti in gola piastre diftericbe. Ad ogni tre minnti si mntavano le 
compresse gbiacciate, ogni due ore insufflazione nolle cavitli del naso 
ed in gola con acqua di calce ed in principio toccbi in gola con una 
miscela d*acido fenico e glicerina. Intemamente chinino e solozione di 
clorato di potassa altemandone I'nso. Morte in sesta giornata per ste- 
nosi laringea. 

3,* Dei tre flgli della prima famigiia ne era gik morto an secondo 
quando 11 terzo, una fanciulla di sei anni pur essa ammalava. Due in- 
tiere settimane giacque per nueosite catarrale della gola con febltfo 
continua: faceva gargarismi con soluzloni di clorato di potassa pren« 
deva cbinino ed era ogni glorno esaminata* Tre settimane dopo la ma- 
lattia del prime bambino, le comparve un deposito difteroideo sulla 
tonsUla; a cagione dello sfortunato esito ne! primi due oasi, renne 
questa fanciulla carata omeopatlcamente, ma pur essa mori. 

Stadler fa notare in special modo, cbe malgrado V infesione del tvo 
bambini (caso prime e terzo) Tcrosimilmente abbia avuto laogo neilo 
atesso tempo, pare nel secondo bambino ernppe la malattia dopo IZ 



196 lEaVISTA 

giornlt &6l terzo dopo 20 giorni dairammalarai del primo bambino. L*e^ 
•ito dMla terapia di altri medioi va rioeroato nel carattere dei e^A 
iUsti. 

n prof. B. Wagnor (t Die eronp&sa u. diphthar. Bntzilndang des wei* 
ahen fianmenf. Ziemssen's Haadb. dor opeo. Pathol, n. Therapie. » VS^ 
Bd. 1 H&lfte. 2 Aafl. 1878)^ coasiglia in primo laogo 11 rigoroso isolamonto 
dagli ammalati^ la giatta temperatara • la yeBiilazloDe della camera 
dairammalato. Oionaliostanto non pub la diffosione del prooesso mor- 
bo0o faringeo alia laringe essere impedito da alcan rimedio. In Inoga 
della primltiva cara oaateriszante, la quale faollmente porta a ledesa 
la parte fana, impiegansl giosta lo seopo rimedi rlsolTenti (aoqua dl 
oiiice, aoldo lattiooy oarbonato di lltinat solozione di pepsinaX non tpe* 
elfici nd parassitioldi (Insnfflazionl ed inalazioni di allamOy di tannine^ 
flori dl solfOy olorato di potaMa, aoido fenioo, acido aalicllico, acida 
Bolforoao, diyersi sail solfofenatiy jodio, bromo, permanganato dl po- 
taMa, clnabro, biossido dMdrogeno, etere solfbrico, glioerinay spirito 
Mtiiflcatlaslmo). Sempre d da raocomandarai la maggior pnlizia. Qaanta 
alia enra geaerale, raoeomanda Wagner oho anohe nelle forme piA 
iieyl si stia rigorosamente In lotto. Anche con alta febbre non deva 
ftire difetto la dleta: cosl gli apiritosi apeeialmente nelio state d' a- 
dlnamia , oltre al gbiacoio , ohlnino , olorato di potassa , bioarbonato 
di soda da lolo o con nitro o salioilato di soda. La cura dell' acqua 
fredda sia fatta sottanto nella febbre dnratnra da pit glorni e nel 
viTl dolori. Nei casi gravi raoeomanda la trasfasione secondo il metoda 
dl Demme. 

11 dott. A. Kien di Strasbnrgo (c Ctae. mod. de Strassb. » « BolU de 
Thdr. » Cp. 88. Janv. 30, 1880), enra la difterite col benzoato di soda, 
11 quale agirebbe da iintisettioo meglio deli' acido fenioo: dl 12 amma- 
latl nessnno mori con tale trattameato. Kien dava al bambini fine ad 
nn anno ogni ora un cncohiaio da tayola d'ana solnzione al li2 per 100, 
al bambini da nno a tre anni nn' egaal dose ma dl una soluzione al 
7-8 per 100, ai fancinlll da tre ai sette anni la stessa quantity d' una 
solnzione deirs-lO per 100, dai 7 al 14 anni ana del 10-15 per 100,agll 
adulti una soluzione dell*ll-17 per 100: oltre a cl6 prescrivera garga* 
rlsml con una soluzione al 5 per 100. 

II dott. L. M. Renss (< Journal de Th6r. > VIL 10, pag. 389. Mai 
25, 1880), sostiene che non si 6 oerti se la malattia sia da oompntarsl 
Dra le affesioni settiohe o parassitarie , pure si adattano entrambe le 
teorie al benaoato di aoda, poichd queeto rimedio d ad an tempo an 
buon antisettico e antiparassitico. L'opinione che Letzerich sia state tt 
IMTimo ad usare del benzoato di soda, sembra air autore non del tatta 
esatta, per quanto esse sia stato 11 primo a proporre la glasta dosl- 
metrla per tntte le etA. 

II dott Mosd Mosrachi In Salonioco (c Gaf. des. Hop. > 117. 1886)^ 
ottenne mediante la enra col benzoato di soJa la guarigione Inselcasf. 



SULLA CARA DBLLA. DIFTSRITB 199 

III nno di qaesti, trattayasi di grave difterite laringea • tracheale, il 
rfmedio si mostrb speclalmdnie attivo, sebbene fosse eon altrl rime li 
alternatiyamente dato. Anche altri medlei ne ooafermayano I'efti* 
eada. 

II dott Micbel di Wintertbnr (c Jabrb. f. Kinderb. » N. 7, XVI, p. 35^ 
1880)| 6 d'ayyiso cbe fln tanto cbe la natara della difterite non sia 
esattamente conosciata, doyremo rispetto ai rimedi giovarei di quelli 
cbe sono plili atti a modificare la decomposizione obe ayyiene nelle 
pseudo-membrane. A qnesto proposito, non propriamente ad impedire 
lo svilnppo del microbi parassiti, Micbel si serye d' ana solnzione ne- 
balizzata d'acido fenico airi per 100 per inalazione^ cbe riusciya a mo« 
tivo della sua azione refrigeranta spesso molto gratlita agli ammalati 
adulti e procnra ancbe ai bambini, tostocbd yi si sieno abitaatii qaalcbe 
gloyamento, Pev Tepistassi fb amministrata la gUcerina con la soluzione 
di sesquiclornro di ferro. Cbe tale rlmedio possa senrire come tonico, 
sembra cbe in nian modo lo possano dimostrare i oasi fln qui osservatt 
dairAutore. Miglior effetto yide esse dagli stimolanti; yino, alcoolici, 
neU'QSo del quali non 6 mai abbastanza presto rinoominciare. Ai ritorno 
dell' appetito debbano tenersi le stesse precaazloni come dopo on tifo. 
Tnttl i rimedi cbe qui non sono menzionati, passa Micbel sotto silenzio, 
sebbene di tratto in tratto abbiano ayato nna applicazione. 

Giorgio Hill in Hagbesyille (c Philad. med. and snrg. Reporter. > 
XLII. 15, p. 310, april 10, 1880), ricorda cbe nel sno paese la difterite 
6 apparsa per la prima yolta Tanno 1856, mentre in 18 anni di pra- 
tica non ebbe a yederne nessan case. La cura» dalla quale Hill ba 
yedato esiti soddfafacenti , consiste nell* amministrazione di nna ml- 
stora di acqna di cloro grammi 60, solfo-fenato di soda grammi 7-5^ 
glicerlna grammi 30 con acqsa distillata q. s. flno a grammi 120; ogni 
due ore due cuccbiaini diluiti coll'acqna, cos! pure lo zolfo nel sciroppo 
come aperitiyo. Esternamente impiegaya Hill talyolta insufSazioni dl 
tannine, tal altra gargarismi con solnzione concentrata di sale comune, 
alle yolte ancora le inalazioni di yapori di caloe ylya. Qaesti ultimi 
sono prodotti nel seguente modo: 45 grammi di calce yiya si yersana 
in una padella con- mezza pinta di acqna freddi^y sulla padella si 
eapoyolge un imbuto, alia cui estremit^ 6 congionta una cannula coa 
imboccatura mobile, mediante la qnale i yapori syolgentesi yengona 
inalati per una mezz^ora. Hill raccomanda queste Inalazioni sol- 
tanto allora obe esse crede dl poter ottenere mediante la lore cau- 
stlca azione una esfogliazione pronta del deposito difterico: nel cast 
eomuni gll bastaya nn epitema caldo di salyia o di luppolo, Sconsiglia 
il trattamento toplco con tintura di iodic, tintura di ferro, soluzione 
di pietra infemale od altro consimile, percbd tali rimedj molto spessa 
danno luogo a gray! conseguenze. Finalmente si dicbfara ifecisamente 
ayyerso al triste uso della acquaylte, in yoga nel sue paese. 

n cbirurgo distrettnale dott. Walbaum di Gerolsteln (i Allg. med.. 



200 BIVISTA 

centr.-Ztg. » XLIX, Td. 1880)y Yide baon esito dalle layatore poiBibil- 
mente regolari e freqaenti, e del risoiaqaare la mucosa faiingea e naaald 
limmalate per mezzo di soluzioni antlsetUche , lira le qaali prescriaaa 
Taoido salioilico al 4 per lOO. Bgli poi le faceya fare di giomo 
ogni doe ore, di notte ogai 3-4 ore mediante una oannalai e di |^& 
general! lavatare con acqoa tiepida* Come cannala naaale adoperaya 
un catetere elastico con adatto imbato. Oltre a ci6 presoriTeya le ap-« 
plicazloni di ghiaccio al oollo, Taso airinterno di pezzetti di ghiaecio 
ed 11 benzoato dl soda (ogni dne ore nn cnochiaio di una solozione al 
6 per 100) e vino (Sherry) in abbondante dose. S2 

II trattamento ourativo del dott. VaL Biganer (c Die Diphtheria m. 
ihre BehandU darch das kalte Nasenbad. Leipzig > 1880. F. C. W. 
VoguU 8, 98 S., mit 2 Tafeln), consisie essenzialmente nell^applicaslone 
di antisettici e del firaddo, U quale agisee appunto da. antisettieo ed 
anestetioo: 11 bagno fireddo del naso ohe Rigauer racoomanday yale lnoi« 
tre alia pulizia del naso e deir esofago , la quale doyr& farsi ogni li4 
d^ora in li2 yersando acqua fredda entro II naso con un cuoohiaio ad 
orlo arrotondatOy poi passare per bocca. Possano andhe essere'asati 
degli sohizzetti di stagno a sbooeo conieo per Tiniezione in boeca e 
nel naso. Ultimamente approfittava Rigauer per i bagni del naso «dei- 
r acqua d' Ems. Come anUparassitioo adopera una soluzione d' acido 
fenico al 2 l\2 per 100, parte in pennellature , parte per garga- 
rismi od iniezioni del naso : anche dair aoido borico vide esse bnoai 
effettL Soltanto nelle affezioni della larlnge e delie yle aeree egli pre- 
flcriye le InalazionL Nella difterite del naso egli fa yersare acqua 
ghiacoiata 3-4 yolte entro 11 naso, indi un cucchiaino di una soluzione 
antisettica (soluzione di dorato di potaasa 1-2 per 100, d* aoido borioo 
al 3 per 100). Crede che la difterite possa essere guarita anehe sol- 
tanto coi bagni d*acqua ghiaeciata, quando non esistano per6 sintomi 
49ettici e gray! fenomeni cerebral!. Nella spiccata difterite della larfnge 
non yide ma! seguirne guarigione senza tracheotomia , che egli ynol 
^segulta aubito dopo 11 primo accesso di soffocazione. Inoltre raooo^ 
manda la buona dieta, cognac e yino spumante. 

a dott. I. B. filack di Newark^ Ohio (c Philad. Med. and anrg, Be«- 
porter. > XLIII, 26. p. 561. Die. 1880), parte dalla oonsiderarione die 
ogni essudato difterico si manifesta con la malatUa costituzlonale : 
quando questa manoa, non trattasl di essudati difterioU Croup e difte« 
rite sono per Black malattie diyerse , malgrado che I' anatomo-pato« 
logo le possa cosl poco differenziare, come un' uleera sifllitica da una 
non sifllitica, subito ohe ^bbo non ha un punto di appoggio nd deoorso 
del case. 

Quando esso piil innanzi presenta in forma di tabeUe le contrappoete 
4iffdrenze.d>ntrambe le malattie, solo un punto ci reob sorpresa e clod 
II fatto ohe la difterite infettiya ha la sua prima sede in&llibilmenta 
nolle tonsillar 11 non Infettiyo croup nella larmge I II metodo dl cura di 



SULLA CUBA. DELLA DIf TBBITE 201 

£lack consiBte in pennellature ripetate 2 volte al giorno in gola ooa 
la segaente mistora: glioerlna 15,0, tintara di iodio gr. 2,0, acido sali^ 
oilieo gr. 1«2. Se la cavitii del naso 6 aliresi offega, Black fa fore delle 
sohiz^ettatore oon an liquido che sa 4 grammi di solazione d*aoido fenioo 
(in quale proporzione?) contiene 28 grammi di una Bolazione satura 
di clprato di potassa. Sotto 11 rispetto profllattioo Black fa singolaro 
attenzlone a cbe gli ammaiati debbano scbivara di oacciare spatando le 
membrane difterlohe spappolaie sal pavimento o sal tappeto, perobd da 
qaesto tatta unMntiera la famiglia ne potrebbe essere infetta; giaochi 
r espettorato qaando sia essicato yiene come polvere insieme air aria 
inspirato da qaelli rimasti fin allora sani. 

11 doit. R. Weise (< Berl. kiln. Wochenschr. > XVin, 4, Jan. 1881), 
applica 11 trattamento antisettloo e non ebbe dalla Pasqaa del 1879 pi& 
nesson caso di morte. Egli si meravlglia ohe con innocai antisettioi si 
oUengano risaltaii completamente favorevoli. Inoltre fa sgargarizzare 
con una solazione d^acido salicilico al 20 per 100 od inalare la stessa 
medianie ano strumento da Ini inventato, che contiene la spatola orale 
oon Vappareccbio nebalizzatore. La soluzione operata a tale seopo si com- 
pone di acido salicilioo gr. 2, alcool rettiflcato e glicerina ana gr. 50. 
Dope mezz'ora amministra nn cuccbiaino di vino ungberese, di nupyo 
dopo mezz^ora an cuccbiaino di benzoato di soda al 2 li2 per 100, indi 
ogni mezz* ora vino d' Ungberia e dopo mezz* ora fa gargarizzare con 
una solazione acquosa d'acido salicilico ad li3 per 100: e cosl di seguito 
nello stesso ordine aggiungendo vitto nutriente. 

II dott. Giacomo B. Ayer (< Boston med. and sarg. Joum. » GY. 22, 
p. 513, Deo. 1881), adopra per cnra locale la pennellatora delle pseudo- 
membrane con una solazione di gr. 8 di liquore di sotto-solfato di ferro 
e gr. 0,50 d'acido fenico (fortius) in gr. 300 di glicerina. Dapprincipio 
vi mesoola uguale quantity d'acqaa e procura col pennello di penetrare 
sotto le pseudo-membrane. Nella difterite del naso Ayer y'lnietta 
ogni tre-quattro ore una soluzione di 24 gocoie di acido fenico la 60 
grammi di glicerina con 180 grammi d*acqua. Le inspirazioni di va- 
porl, per 11 tempo da 5 a 10 minuti, ripetute tutte le ore sia di giorno 
obe di notte, sono della massima importanza e suppliscono perfetta* 
mente ai gargarismL Per questi Ayer adopera parti uguali di una so- 
luzione d^acido fenico al 2 per 100 e di una solazione satura di elorato 
di potassa e d*acqaa di caloe; ancbe una debole solazione aleoolica pu6 
essere impiegata alio stesso scope. La cara generale ba lo scope so- 
pratutto di eombattere la debolezza con i conosciuti rimedi; ond'd ebe 
^ tmcbe ai bambini seoondo 1* et& ogni 2-3-4 oi^e 6 date un cuccbiaino 
di acquaTite. La pilooarpina ed altri rimedi debllitanti dorrebbero^ 
' isecondo 11 convincimento del^Autore, non essere impiegati. 

II dott. 0. Oiaocbl (1) nei casi di difterite, cbe ebbe a curare durante 



(1) 0. Giacchi. « Natura e terapia dell'angina difterica. » — « Lo Sperimen** 
lale. » Vol. 80, p. iiS. A. 1872. 



202 EtVlSTA 

repidemla del 1S7S, troy6 gioveroli come rimedio toploo in gola pli\ le 
penneilaiiire con Tacido fenico di qneUo che i gargaHsmi di dorato dk 
potassa; e cosi pure as6 delle pennellatare in gola con la solozion^ 
&nioa il dott 0. Marchionneschi (1). (R.) 

II dott Brnnetti In CostantinopoU al malati di difterlte asara pre- 
BCrivere airinterno piccole deal di fenato di ohinina, facera delle pen- 
nellatnre Bulle amigdate con addo fenico nell'alcool a parti egaali» ol» 
tfe i gargarismi con 11 decotto di china (2). (i?.) 

II dott. GiOYanni Callegari neii'epidemia di difterite del 1871 in Car- 
rodano inferiore (Prov. di QenoTa)i usb delle soluzion! deboli d* acido 
fenico per gargarismo. alternando con altri d* acqna ed aceto. Con tal 
metodo sn 58 casi ebbe a lamentare 1 solo dece6S0(8). (IS.) 

II doti LoUi nel Frinll ebbe ad ottenere ottlmi risnltati nelia somma 
dei casi di difterite da Ini cnrati (4) segnendo le segnentl norme : 1.® Non 
canterizzare se non In casi di gangrena. 2.* Non sottrarre sangno. 
3.^ Far prendere vitto nutriente. 4/ Favorire le fnnzioni della pelle 
5.* Localmente tocchi con pennello bagnato d*ana mistora composta A 
acqna di calce oncie 4A2, liquore di sesquidomro di ferro dr. 112-2» 
acido fenico grani I, scrnp. 1, miele rosato oncle 3. (R.) 

B dott, Felice DeirAcqna riassnme cosi i rimedi nsati durante repi- 
demla di difterite in Milano nel triennio 1873-74-75: le cauterizzazioni 
nsate in principle d'epidemia vennero poi abbandonate e usate invece 
le spolTeratnre ton allnme, i bagnoli ft>eddiy le lavature con solnzione 
fenica ai 2 per 100, i gargarismi di solfato d'allumina e potassa, ii cbl- 
Ikino internamenie ad alte dosi (5). (R.) 

11 dott. Fr. Qatti nelia Memoria sammentovata espone le sne convin- 
sioni snlla terapia della difterite, che brevemente comprendiamo. Vuolsi 
combattere anzitntto Tadinamia con 11 chinino, decotto di china, vini 
alcoolici. Giova coadinvare la rinnoyazione delle piastre dlfteriche, ina 
riconosciata I'inefdcacia dei caustioly non d da consigliare Tuso dell*acfdo 
fehico in solnzione alcoolica concentrata come venne indicate da Kemp- 
ster, da Rothe e da MoritZi invece basterebbero le pennellatnre tre 
Tolte al giomo con solnzione d^acido fenico al 3 per 100, oltre garga- 
rismi di derate di potassa: nelia difterite lariogea nega i'efdcacia delle 
inalazioni come dei Yomitiyi per rimnovere le pseudo-membrane adese 
alia glottide ed 6 necessario fare la tracheotomia il pin presto pos- 



(1) 0. Marchionnesohi. Lett, cit 

(2). Brnnetti. « Salla difterite. » — « Aanali di Chimiea » 1879. Vd. 198^ 
pag. 229. 

(3) Oallegwpi. « Acido fenico nell' angina diffcerica » — c Gazz. med. itaU 
lomb. » 1871, p. 395. 

(4) Lolli. « Angina difterica Sua cura » — « Gazz. med. itaL lomb. » 1878^ 
pag. 8?. ^ 

(5) Dott P. DeirAcqna Op. cit 



SULLA CUBA SILICA DIFTBRITB 23$ 

sibila, da non tentarai pevb qaando 11 perioolo provenga datlo fltaia 
geneiale. Nella conTalescenza il deootto di <$]iioa, i ferraglooBi, il sog- 
glorno alia oampagna e eontro le paraliai relettricit&< (R.) 

0). ClatAto di poiasHi. ^ II dott Ceaare Giattaglla di Roma cara la 
dlfterlte, come rilevasi da nna relazione dl L P. Steele (< Lancet. > 
II, 1; Joli 18^6)« con grand! dosi di clorato di potassa allMnieirao, ct^ 
cbe iera stato da^ Vogel proyato glii nel 1860, e topicamente 11 doralio^ 
che per la prima volta d stato uBato da Ferrinl a Tanlsi. Giattaglla pre- 
aerlye 4 grammi di doralio in 20 gramml di gliceriaa e oon tale ml- 
aeela fa sofiPtegare con an pennello 8-4 volte al giorno «uUe membrane 
nello stesflo tempo che £a prendere il olorato di potasea alia dose dl 
10-15 grammi al giorno ai bambini da 3 ai 6 anni, a 90 grammi agli 
adnltl sciolti in 140 grammi d'acqua. 

II dott. Mascherpa (I), presorive^ an vltto nntriente ma facilmente 
dlg^ribile (minestre natrienti, latte, aoVaX molto vino (In rapporto alia 
gravezza della malattia), chinino all^intemo ma nessun rimedio esterno.. 
Appena cessata la febbre dava !1 dorato di potassa Internamente e 
per gargarismo. Malgrado i pareochi casi di morte, i qaali pare colpl 
rono 1 bambini delicati e si SYOlsero aotto sfayorevolissima stagione, 
esso ebbe, rispetto alia eaasa generale del monbo a troTarsi eontento 
di qaesto metodo corativo. Qaanto ai caastici Mascherpa si dichiara de* 
eiHamente contrario: 11 considera per gll argomenti gia notl'ed esposti 
diffasamente come non ntUi, l^lvolta anche dannosl. (R.) 

II dott. 0. Brambilla, altro medico di S. Angelo Lodigiano (S)^ non 
troTb vantaggio daU'uso ^el olorato di potassa, si invede dai tocchi con 
il nltrato d'argento dopo raschiate via con caeohiaio le piastre difte* 
]^che. (B.) 

11 dott. Fallanl per la Society medico-flsiea di FWnze (3), ha sensa 
ambagi dichiarato dannose per i difterici le sottrazionl dl sangue e 
come ammette I'otilitA della cara locale Intesa a modificare e favorire 
la dissolazione delle membrane, non erode a ci6 necessari i caastici,^ 
ckB tembra alMano faXlito Mile mani deUa maggior parte dei ms- 
diei. (R.) 

Qaglielmo S. Stewart (i Philad. med. Times. » YII, p. 1. N. 232. Oct. 14,^ 
1376), raccomanda per cara ddla difterlte 11 clorato di potassa assieme 



(i) Dott G. Mascherpa* « Breti cenni sail* epid^mia dl difterlte che negii^ 
anni 1875-76 domih6 in altro dei circondarl medic! di S. Angelo Lodigiano. » 
— « Gazz. med. ital. lomb. » 1876, pag. ^i. 

(2) Dott G. Bramhilla. « Salla cnra delFangiaa di{fterlca. » — (« Gazz. med. 
ital. lomb. » 1876, p. 61). 

(3) Fallani. « Stndl intorno alia difterlte fattl in seno della sezione di Ue- 
;dlclna della Society Medlco-flaica di Flrenze. » — « Lo Sperimentale. » 1S73 
pag. 200^24. 




204 BITISTA 

al ohinino ed acido solforico. Se le membrane 8ono divenute molte 
grosse, egli soffrega le parti colplte con an pezzo di tela imbevnto di 
liqaore di persolfato di ferro, flnchd ogni traccia di membrane aia 
scomparaa (2 volte al glorno e piii spesso). Inoltre ritlene Stewart in- 
dioati gli fltimolanti. W. G. Cotton (Ivi , N. 234 , Nov. 21) » che ha 
sperimentata la cura di Stewart in parecchi casi, ritiene la medesima 
lignale ad ogni altro metodo^ in vernn mode poi bastevole per tatti i 
casi. (R> 

li dott. A. Seeligmnller di Halle aiS. (< Jalirb. t Einderheilk. N. F. > 
XI, 2, n. 3, p. 273. Jnni 1877), indica come speciflco per la difterite 
nna solnzione satura di clorato di potassa. Agginnge che il dott Sachie 
in Berlino g\k flno dal 1870 (< Virchow's Archiv. > LI, p. 150), aveya 
adoperato il clorato di potassa (1 : 20) nella difterite, ci6 che fine ad 
ora era stato poco considerate anohe da Letzerich (< Berl. iLlin. Wochen- 
8chr. > N. 12. 1873), e da Oertel (c Ziemssn's |HandbuoIi). Sachse non 
ritiene necessarl, oitre ali*aso interno del clorato di potassa (10:200, 
di cni ogni ora li2-l cncchiaio da tavola pieno flno all'et^ di 3 anni!!), 
nd pennellature, n^ gargarismi, nd fregiagioni o raschiamenti dell^alceri 
n^ cauterizzazione; ma la detta solozione deve giorno e notte esser data 
6 preseritta senza agglunta di sciroppo, e non deve in segnito I'amma- 
lato bere acqna. FanciuUi pinl grandicelii possono anche sgargarizzarsi con 
detta solnzione od adoperarla con la cannnla nasaie, ma qnesto non d 
Indispensabile. Dapprima scema 11 fetore della bocca, poi si soUeya 
Tescara e si forma presto una sana, viyamente rossa snperflcie di gra- 
nulazioni. Specialmente sorprendente d il pronto miglioramento dallo 
atato generale e la febbre, il delirio presto s/aniscone. Soltanto ana 
▼olta trov6 Sachse neoessario di dare il chinino, perchd il poiso era 
piccolo ed aritmico. Per dietetico esse prescrire latte, brodo con nova, 
alle volte Tolcay (di rado e poco). 

II dott Cadet de (}asBicoart (< Boll, de Th6r. > XCII, p. 481. Juin 15, 
1877), riferisce intorno alle esperienze terapeatiche, che esse ha contro 
la difterite Istitnite negli anni 1874-76 e nel primo trimestre dal 1877 
€on il clorato di potassa, cnbebe e balsamo copaive^ ed il salicilato di 
soda nella difterite. Egli distingue 1 casi secondo che le angine difte- 
riche erano complicate o no dal croup. II nuQiero delle angine dihe- 
riche non complicate d tenne, 37 su 241 casi di affezioni difteriche. La 
ragione del fatto sta in ci6 che gli ammalati dlfterioi senza croap soli- 
tamente non sono portati all' ospedale (Hopital Sainte-Eug^nie). Qoi Bl 
riassumono i risnltati ottennti con i snddetti rimedi : 

Clorato di potassa in 15 casi, 15 guar* Nessun morto 
Gubebe e bals. copaive >7»6»— 1 » 

Salicilato di soda >5»3>«— 2 » 

Dei casi in cnl 11 clorato di potassa fti impiegato furono aegnatt do- 
4ici come leggier!, qnando anche le glandule, linfatiche e sottomaMet- 



SULLA CUBA DELLA DIFTSRITB 205 

lari e tattMntorno al collo erano piil o meno tumefatte. In dae oasl la 
malattia fti mediocremente grave: neir ultimo caso yi erano grosse 
pseudo-membrane nella retroboccay cattivo odore dalla bocoa e copioso 
eaqreato dal naso. Cadet prescrlve al piii 10 grammi di olorato di po- 
taasa nelle 24 oroi solitamente 6 grammi (nel sciroppo) nd vide mai in- 
eorgere distnrbi nel generale nd di appetito. 

II cubebe venne dato in 6 casi come oleoresina in soluzione in dose 
da 0J5-2 grammi, o come oleosaocaro in dose di 15-20 grammi. Que- 
st'ultima forma conviene specialmente per i fanciulli. Tre di qnesti casi 
erano mediocremente gravii due gravi: In 6 aegni la morte dopo Tina- 
flpettata insorgenza di gravi fehomeni. In un caso molto lieve di on\ 
avvenne la guarigione fa adoperato 11 balsamo copaive. 

Oadet de Gassicourt dava 11 salicilato di soda ad 1-4 grammi al giorno 
secondo I'etlt del malato e la gravezza del caso. I 5 casi si risolvono 
in due leggerissime angine che gnarirono, 1 caso grave cbe pur esso 
gaari e due casi gravi (I di natura tossica ed 1 in soggetto tubercolosoy 
obe finirono con la morte. 

Da un*ulteriore raccolta in forma di tabella scaturisce cbe la premi- 
nenza del clorato di potassa da Cadet de Gassicourt asserita non pu6 
essere ammessa senz^altro, percbd se il rimedio suddetto venne nei casi 
lievi molto spesso usato (12 volte), nei casi piOi gravi non lo fu affatto, 
fliccbd Tesito pn6 farsi dipendere dalla gravity del caso. 

L'Autore distingue 1 casi di croup difterico con o senza precedente 
angina , cosi curati « in quell! ne* quali venne fatta la tracheotomia e 
quelli in cui no. Ecco nn criterio sulla medicatura ancor piii difdcile 
cbe nelle isolate angine. Venne dato: 

Clorato di potassa in 16 casi, di oui 4 senza e 4 dopo la tracbeoto- 
mia guarirono. 

II cubebe in 12 casi, di cui 6 senza e 2 dopo la tracbeotomia gua- 
rirono. 

II salicilato di soda in 10 casi, di cui due guarirono senza la tracbeo- 
tomia e sel dopo questa. 

Dopo la tracbeotomia morirono sotto Tuso del detto rimedio 8, 4 e 2 
malatf. 

Cadet de Gassicourt ne conclude cbe 1 tre medicament! banno ugnal 
merito contro il croup difterico, sebbene anobe per I'uso del salicilato 
di soda meno casi di morte si ebbero cbe per il clorato di potassa. 

Inflne TAutore concbiude cbe nessuno di quest! medicament! ba 
nn*azione specifica, ma cbe perci6 non sia da ritenersi come inutile^ 
e per6 ngni modo d'applicazione ed ogni medicamento, cbe non distur- 
bino la nntrizione ed il sonno, vanno provati. 

Secondo 11 dott R« Scbarfenberg ( c Inaug. Diss. > Brealau 1878) ven- 
nero implegati nell'epldemia di difterite a Primkenau, pezzett! di gbiac* 
cio per booca, impaccbi di gbiaccio, nell*nlcerazione delle membrane o 
niella suppurazione delle glandule cervical! cataplasm! caldo-umidi, gar<^ 



206 BIV18TA 

^rismi di olorata di potaasai carbonafto di soda, tannino, acido borioo 
e pennellatore oon aeqaa di ealce, solazione dl nitrato d'argento 0-6 
per Oio) od acido fenioo. Di neasono dei rimadiJ oaati per penQellatare, 
ta rilevabile con ceriesza an'azione. Nolle diffoaioai della difterite alll^ 
laringe Yonnero ancha fatte frizioni d'ungaento cinereo. Nei casi gra-* 
▼Issiml si discnsse soltanto dl far la tracheotomia , sebbene i risaltatl 
di qaesta fossero appena appena incoraggiantU De' rimelj iQierni ftirono 
impiegati solo sintomaticamente 11 clorato di potassa, il chinino ed U 
Ibrro in via sinj^omatlca. 

II doti Gzarneckiy di Christianstadt, dichlarasi ( « AUg. mod. Centr. 
Zeitung. > XL» 49, 1879: IL, 68, 1880) per la cara locale della 'diftQ- 
rite. In princlpio di malattia esso fa sgargarizzare con solazioni dl do* 
rato di potassa od acqna dl cloro dilaita, in aggiunta a ohe i rlcostl- 
taenti ed antipiretici. Ai bambini che non possono sgarizzare, si fisiramio 
achizzettatare con solazione di clorato dl potassa, cbe loro si da ancbe 
internamente. 

Nei casi gravi Czamecki fa pennellatnre in gola con ana apagnnzza 
imbevata d'acqua di cloro para. Specialmente importa che gli nsati pe- 
nelli, spagne e Tasi sieno accaratamente disinfettati o distratti. 

II doit. J. D. Frickelton ( < Canadian Joarn. of mad. Pbllad. mad. 
and surg. Reporter. > XLII, pag. 17, jan. 1880) avrebbe da 20 anni im- 
piegato con grande esito favorevole ana miscela dl 4,0^di clorato di po» 
tassa, gr. 8,0 d'aoido doridrico dilaito, gr. 12,0 di tintura di percloraro 
di ferro e 860 gr. d*acqaa distiUata. Esso ne fa prendere ad ognl 3 ore 
an cnocbiaino e nessana bibita poi per an quarto d'ora. Nei casi gravi 
fa sgargarizzare con ana miscela di una parte di tintura di ferro e due 
parti della suddetta mistura, nella febbre alta fa aggiungere ad ognl 
dose alcune goccie di tintara d'aconito. 

II dotl Rob. Callen ( € Pbllad. mod. and surg. Beporter. » C. e. pa- 
gina 20) combatte Taso delle alte dosi di clorato di potassa raccoman* 
date dal doit. Backer (1. c. XLI, die. 13, 1879). Esso aggiunge che In 
aeguito all'amministrazione di una mistura di gr. 12,0 di clorato dl po- 
tassa, 16,0 di tintura di ferro, glicerina ed acqna distiUata, sana gr. 60 
<ogni 15' an cucchlaino), oltre gli impacchi di ighiaccio al collo, anche 
ne* piccoli bambini, alPinfuori del note esantema, non avrebbe mai os- 
servato esiU tr}sti. Dopochd perb in pit casi si ebbe esito letale, esso 
feoe aggiungere a ciascuna dose della mistura ana goccia d' acido ni- 
trico o clorldrico ed assicura d'aver ottennto con la buona cura la goa- 
rigione del 98 per 0(0 de* suoi casi. 

II dott. Mc. Palls {€ New- York med. Record. > XVII, 4, pag. 89, Jan. 
1880) ordina le frizioni sulla gola mediante pennello bagnato in nn Qii- 
scuglio della soluzione di Lugol (forte aoluzione di fodio e Joiuro po- 
tasaico) e tannino. Internamente somministra una forte solazione dl 
clorato dl potassa e tintura di ferro oltre che 11 chinino ed acquavite 
in grand! quantiiiL Nella stenosi larlngea raccomanda 11 solfato di sinoo 






SULLA CURA DBLLA DIFTERITS 207 

come vomitiYOi nei periodlei aocessi di dispnea il bromaro dl potasaio. 
Dalla tracheotomia non attende di molto. 

II dott. Thorn. Barling (c Micliigan med. Newfl. » IV, pag. 41, fob. 10, 
1881) dal laglio 1879 in 300 casl di difterite da lui carati ha ottenato 
eoddisfaoenti risultati con il procedimento seguente. 

Olire curare la maggior polizia, ottiene la dielnfezione della ca- 
mera deirammalato ponendo sotto la stufo an piatto ripieno a met& di 
terra fresca, in col sono impiantatl 50-60 pezzetti di legno resinoso che 
prodacono ozono soprayyersandoyi 30-40 goccie di acido feaico: e 
€16 ya ripetato 3-4 yolte al giorno. Internamente prescriye ana (Dorte 
qaantit^ di caiomelano e 6 ore dopo ana dose d*olio di ricino; la fa- 
ringe sar^ curata con ghiaccio. Oltre a Gi6 impiega ana solazione di 
acido tartarlco e clorato di potassa, ana gr. 0|18 in acqua distillata 
grammi 60, di cui nsa presoriyere per gargarismo ogni 20-30 minuti an 
Gucchiaino con 2 di acqua ghiacciataf del che an po* yerrii inghiottito. In- 
fine Barling adopra sempre controstimolanti ; de* fazzolotti inzappati in 
acqaa boUentCi e sprnzzati eon 1-2 caochiai di kerosina, yerranno po- 
st! attorno al oollo e riooperti con panno asciatto (3-4 yolte al giorno). 
Tosto che si formano yesoichette, la kerosina sar^ sostituita da qaai- 
che emoUiente. 

II dott Cadet de Gassicoart , riferisce ( < Bull, de Th^r« » U 4, pa- 
glna 161, aodt 30, 1880) intorno ad una memoria presentata dal dottor 
Peyraud di Libaurne, alia Society di Terapeutica, risguardante ii bro- 
muro di potassio nella difterite. Ii dott. Peyraud ha usato di que- 
sto rimedio allMnterno e come topico, e cosi anche per ioalazlone: 
fiu 29 casi, ne' qaaii la difterite ayeya attaccato parti diyerse, ebbe 27 
gaariti: i due casi seguiti da morte finirono per croup. La Commis- 
sione (composta di G. Fer^ol e Bacqnoy) non potd conyincersi della yan- 
tata utilitiu Qnelli ammalati leggermente erano gnariti, ne* casi gray! 
eoprayyenne la morte, come si osserya in tutte le maniere di cura, spe- 
oialmente secondo il carattere delFepidemia. 

II dott. Edoardo H. Shell ( « Public. Health. > IV. 179, pag. 463, June 
16, 1876; ref. aus c Boston Joarn. of. Chemistry > ) ha adoperato in un 
graye case di difterite ii liquore dipotassa (potassa caustica) dopo che 
il ferro, 11 clorato di potassa e Tammoniaca erano stati senza buon esito 
amministrati. 

ShoU prescriyeya 20 goccie del detto liquore di potassa ad ogni tre 
ore. In trentasei ore era scomparsa ogni traccia di deposizione. Ado- 
pera esse in ogni caso 11 liquore di potassa in dlyersa quantity secondo 
1' eUn Solitamente lo d& nei primi stu^J alternando con quello ana 
forte solazione di clorato di potassa e aggiunge a 120 gr. di questa, 4 
grammi d'acido doridrico ed 8 grammi di tintura di ferro (sesquido- 
ruro ?) di cui yenisse date un cucchiaino neiracqua ogni tre ore ad nn 
bambino di 6 anni. 

II dott Fehr, in Eidelberga (i Deutsche Zeitschr, f, prakt. med. > 24j 



208 BIYISTA 

joiii 23» 1877) tub U oarbonata sodico, [fl quale per le indagW di Pa- 
aohatin e Tiegal distrngge rapidamenie i baeteij e mlorococclii, eome 
on rimedio ehe rendesae ianocai gli organiBmi parasslii della dlfterite 
(ancbe qnelli nel aangae). Per gargarismo ne uaaya Felue taato coae 
una ponta dl coliello in an biechiere d*acqaa. Internamente preAnriTeTs 
una solozione delP 1 : 150 (ogni ora an ouccbiigo pieno) , e toecaTa 
i pnntl ammalati della gola con eoda poWerissata. A qaeito modo Ten* 
nero trattaU con ottimo esito 27 oasi di vera dlfterite. In sol principio 
Febr impiegb tonicamente i canstici senza Tedeme qaalcbe baon ef- 
fetto; perdette 1 primi ammalati, percbd 11 pericolo di generale in 
fezione d eon qaesta cara grandissimo. Infine mostra ancora eome la 
dlfterite (73 casi) e la scarlattina (103 casi) neir ineieme delle sae oe- 
aervazioni camminarono parallele e qaaal sempre contemporaneamMite 
80 non ebe la mortality neila scarlattina fa evidentemente plik grande 
(15 casi) ebe nella para dlfterite (4 casi). 

Fra i 15 oasl di morte nella scarlattina sono da ascriversi 4 a ne- 
fHte, 5 alia febbre d' elevato grade, 6 alia dlfterite come tale. Ancbe 
nella scarlattina Febr fla prendere carbonate dl soda per 4 setUmaae 
fine a ebe il pericolo della neCrite 6 svanito. 

n dott 0. V. Heasinger (c Sfltz. Ber. d. Gtos. zar Befdrd. dor ges, Na- 
tarw. zor Marbarg. > N. 2, 1877) neirepidemia da lui osservata ba dato 
solo dl rado 11 cblnino per la fbbbre od il salidlato di soda, sempre 
invece il dorato di potassa e plii tardl an preparato di ferro. Come 
esse erasi conyinto del danno dairapplicazione de^caastici e del mee- 
canico allontanamento delle membrane, applied in cara locale 1' acqaa 
di calce (per gargarismo , inalazione , pennellatare , inlezioni nel naso) 
od ancbe ana solozione di dorato di potassa* Speclalmeate dimostra 
Heasinger la necessity di disinfettare la camera delfammalaio, tatti 
gli annessl dope terminata la malattia. 

II dott Andresse, in Teltow, (c Deatscbe med. VWocbensebr. > N. 5a, 
1879) applicb con boon esito il doraro di calce direttamente sal panti 
ammalati. Con l\2 cnccbiaino dl doraro di calce ed an po* di acqaa Ik 
una poltlglia da far applicare dagli assistenti e soffiregare un poco rayi- 
damente con an pennello di bambagia e ci6 ogni 2-3 ore ossia 4 
yolte al giomo. Per fanctalli piii grandi i gargarlsmi eon acqaa di do- 
rare di ealce (li2 caccbiigo da tayola in ana tazza grande d' acqaa). 

D. Rimedf ferruginosi. — 11 doti Hothom , in Halberstadt, ( c Ailg; 
med. Gentr. Ztg. > XLY, dec. 23, 1876) yide assai &yoreyoli esili dal- 
raso di ona misoela di 1-3 gr. di sesqaidoraro di ferro e 60 gr« di gli- 
eerina e di ana polyere composta di 25 gr. di zolfo dep. e ana gr. 25 
di radlce di iiqairlzia e licopodio. Delia prima deyesi dame an cne- 
cbiaino, della seconda possibllmente ana panta di coltello altematiya- 
mente ogni dne ore. Inoltre>ono da farsi gargarlsmi con acqaa di calce^ 
aUame o solazione d^acido salieilico, fin doye qaesto 6 aitaabile. 



SULLA. CURA DELLA DIFTBRITB 20^ 

n dott. G. E. BilliDgtoa («N6w York med. Record, n ZIII, pag.^U 
jam 12, 1878) raceomanda nna mistara di 4-6 gr. di liqnore dl sesqal* 
elortiro di ferro con ana gr. 80 di glicerina ed acqua distiilata, come 
pare una ^Bolazione dii 2-4- gr. di clorato di potassa in gr. 15 di glice- 
rina e 75 gr. d'acqaa- di oalce. Di qaesti- medicamenti devesi alternando 
aomministrare an cacohiajo ogai 1(2 ora: alcani minati dopo la presa 
del rimediOy Billington fa bagnare col mezzo di polverizzatore la gola oon 
una felazione d'aoido fenico (1 : 180), nell^affezione delia macosa nasale 
iqjettare piili volte al giorno aoqaa salata tiepida. Billington non nsa 
mai il pennello esofageo, ma soitanto iojetta la Bolusione fenica. Noa 
d& mai ai bambini chinino ed alcoolici» invece fa prendere moito latte 
Dreddo oon agglunta di acqua di caloe e nella grande debolezza som- 
miniBtrare sugo di came, 

II dott Rodman (< New York med* Record. » XIII, 4, jan. ^, 1878) 
cnra la difterite al pari di Billington. Prescrive una miscela di li- 
qnore di sesqnicloruro di ferro e clorato di potassa ana grammi 15 in 
aoiroppo di limone ed acqua distillata ana gr. 90, di cui ogni 2 ore un 
caoebiaino, alternando con 16 oentigr. di chinino in un Yeicolo fluido) 
Oltre a cib Rodman conBiglia di riempire la camera di vapor! d*acqua 
di oalce. 

n dott. Willard (Ivi) usa dare 11 liquore di sesqulcloruro di ferro a 
4*6 gr. commisto a giicerina ed acqua distillata ana gr, 30: contempo- 
raneamente prescrive una Bolnzione di 4-8 gr. di tintura di solfato dl 
ferro in 60 gr. d'acqua distillata per lavature in gola, con che Tamma* 
lato trangagia alcune goccie dl detta solnzione alternandone T uso con 
BoluBioni di cloralio di potassa. 

Per una volta Willard dk nel giro di 4-6 ore Tacido fenico interna- 
mente e fu quindi oon una solnzione del medesimo sgargarizzare, ape* 
dalmente avanti 11 pasto. Ogni giorno 4-6 volte (ed 1-2 volte durante 
la ttotte ne'casi gravi) essu fa inalare acqaa di oalce per 10'-20\ Pro- 
enra inoltre esse di disgregare ii pii!L presto possibile le pseudomem- 
brane a mezzo di un bastoncello dl balena. 

II dott. V. GoUan ( « Petersb. med« Wochenschr. » V. 30, 1880) pre- 
scrive una miscela di 0,5-1,0 gr. di liquore di sesquioloruro di ferro in 
180 gr. d'acqua distillata di cui sia amministrato un cucchiaino] ogni 
10*- 15' minuti durante la giornata. nella notte ogni 15'-30'. Oltre a ci6 
sarft 11 liquore dl ferra diluito con 1-2 parti d^acqua, applicato per pen- 
nellatnre 2 volte al giorno sulle membrane in gola. 

Morelli e Nesti (1) videro giovare nella difterite le penneUatare con 
iolnzione debole di nitrato di argento, o d' acqua di caloe eon giice- 
rina i gargarismi di solnzione fenica ed all* interno il percloruro dl 
ferro. (U.) 



(1) liemoria dtata. 



tlO B1TI8TA 

n dott L. Regnoli (1) raeeomanda yiyamento Vuao interno dl perelo- 
raro di ferro con la seguaiite formula : 

Pereloraro di ferro anidro • • • • • gr« 5 
Aeqna dMllaia » 15 

Di qnesta soladone che segna 15* B. si prendano goceie 30 da dilnire 
con 180 gr. d^ acqaa e ge ne diano ai fancinlli da 1-4 bicchlerini , agU 
adolti da 4-7 per molto tempo. (J2.) 

ViBconti (2) raceomandava 11 perclomro di ferro come iopico nei midle 
o nella glicerina, e detta sostanza fa parte della mistora raccomandata 
ad uso locale ed interno dal Lolli (3). (12.) 

OLtre i citati medici italiani e stranieri , nsarono del perclomro dl 
ferro anche Noary ed Hagenbnclu 11 primo (4) ha impiegato la sola- 
zione dl perclornro di ferro d' Adrian adottata dal Codex« e come An- 
burn (5) ne da 20-40 goceie in an bicchier d'acqoa para da bersi nelle 
24 ore. {R) 

E) PreparaU mereuriali. — Ad abbreviare 11 corso del processo 
difterico e ad impedire la formazione di pseado-membraDe A. Ericbsen 
fli serve (aPetersb. med. Wochenschr. » 11, 14, pag. 115, 1877) del cia- 
nuro di mercariOy 11 qnale con severa dosatara amminigtrato airintemo 
oon lede affatto il tabo intestinaley anche se adoperato a lango. Se 
n' ^ servito ia bambini di tatte le etiL dai 7 mesi in sn , come ancha 
negli adalti ; da tatti fa egaalmente bene sopportato e Tesito fa Bingo- 
larmente favorevole. In an tempo relativamente breve cominciarono 
le membrane a dlventare sottili e piCi lassamente adese e sotto Taso 
interne del cianaro di mercuric e P applicazione esteraa di spagne 
calde segai la guarigione, anche qaando il processo erasi diffaso alia 
laringe e 8i erano presentati fenomeni di gtenosi laringea. Oltre a cl5 
questo metodo di cara ha il vantaggio che il trattamento locale d 
ridotto al minimo: a limitare il processo basta la caaterizzazione 
1-2 volte al giorno con tintura di jodio. Ai bambini flno a 3 anni 
dava li96 di grano (0,00064 gr.), agli adulti li48 di grano (0,00125 gr.) 
nella giornata tatte le ore, di notte ogni 2 ore della segnente mistnrar 
(cianuro di mercario gr. 0,06, acqaa distillata gr. 180, sciroppo semplioe 
gr. 15, a tatte le ore li2-l cacchialno). Specialmente nei bambini fiao 



(1) Dott L. RegnolL « Cara della difterite. » (< Gazz. med. ital. lomb. > 
1874, p. 138). 

(2) ViscontL Mem. cit. 

(3) LoUL Mem. cit 

(4) Dott J. M. Nourj. « Percloru*o di ferro airintemo ad alta dose nella 
cara della di/terite e specialmente delPangina pseadomembranosa. » — « BolL 
delle sc. med. di Bologna. » Serie 5.% vol. 13| p. |K6i« 

(5) « Union m^d. » i860 Dee. 



SULLA GURA BELLA DIFTBRITB 211 

a ^4 anniy ne' qaali la prognosi per altra maniera di cura d da oonsl* 
derarsi come Incerta, raccomaDda Eriohsen Taso deiranzidetto rimedlo* 
Bi 25 easi enrati da Brichson oon il oianaro di merourio tre finirono 
con la morte (dei qaali nno per paralisi oardiaca, parotite sappurata 
meningite), ma aache in questi tre casi erasi arrivati alia rlHoluzlone 
del processo difterico. 

il dott. L. Hoist ( < Petersb. med. Wochenschr. » III, 13 april 1878), 
fjli ammalati del qaale erano piCi innanzl che qaelli curati da Erichsen, 
non Tide nel^aso dei cianaro di mercario nd un'azione certa nd an pid 
rapido decorso, sibbene an disgastoso apparato di consegaenze mor- 
bose (affezioni del tabo intestinale e specialmente della mucosa bac- 
eale). Hoist prescriveva ogni 2 ore an cacchiaino di ana solazione di 
0,06 di cianaro di mercario in 150 gr. d'acqaa distillatai oltrecchd acqaa 
di oalce per schizzettature ed acido fenioo (4,0 sa 8,0 d*alcool rettifl- 
cato). A prova di quanto sopra comaniea sei casi (relativi a fan- 
cialli di 16, 11, 10, 14, 17, 9anni, di cai cinqae flnirono a gaarire, d*al« 
tronde sotto il contemporaneo nso del chlnino o del clorato di potassa. 
tin fanoiallo molto debole (d*anni 17), in cai Taffezione difterica fu molto 
grave, mori ; Hoist 6 di parere in questo case non avrebbesi dovuto dare 
11 cianaro di mercario, ma si inyece il chinino. 

li dott. Annaschat ( c Berl. klin, Wochenschr. » XVII, 43, oct. 1880) 
dopo che in nn^ epidemia sotto i'aso del clorato di potassa, acido sail- 
oiiico, benzoato di soda, inalazioni di acqaa di oalce od acido lattice 
ebbe perdato i primi 13 malati, impiegb per la prima Tolta il cianaro 
di mercario in ana bamblna nella quale si vedeva un' nlcera difterica 
sal lato sinistro della vagina larga 8 centim. protendentesi verso la 
coscia corrispondente, e che sotto Tuso del nltrato d'argento e dell* a- 
cido fenico in due giorni erasi allargata del doppio. L^Aatore pre- 
ficrisse un cacchiaino ad ogni ora di una solazione di 0,1 cianaro di 
fiiercurio sa 100 gr. di acqaa di menta peperita; dopo 24 ore eravi 
calma, dopo altre 24 ore era avviato an miglioramento si note vole, che 
il rimed io potd essere abbandonato* Parimenti buoni servigi prest6 detto 
rimedio in altri due casi di difterlte vaginale senza partecipazione della 
gola. 

Annaschat ha poi carato col cianuro di mercario 120 fancinlU am-* 
xnalati di difterite faringea' (dei qaali nessnno era al disotto dl an anno, 
due al di \k dei 15 anni), con che esse faceva fare in principio pennei- 
latare salla mucosa faringea con la tintura di jodio o con solazione di 
nitrate d'argento, ma piCi tardi con an polverizzatore insufldare del ben- 
zoato di soda in gola ed entro il naso. Con tale cura di 120 malati ne 
morirono soltanto 14 (11,66 0[o)> H piii spesso dopo sole 24 ore nessun 
progresso piik della difterite era rilevabile : in parecchi fancialli la ma- 
}attia era gi& estinta, in altri darava 6-8 giorni prima che le membrane 
fossero al tutto disgregate. In un certo numero di casi si dovette ac- 
vorescere la quantitdi di cianaro di mercario fine a 0,3-0, 4 per 0[0 : an* 



218 BITISTA 

cli0 di qaesta soluasione fd giorno e notte a tatte le ore amminiatrst^ 
un cacehiaino, Soltanto in un oaso si SYOlsa in nna ragazsina d'aani 8^ 
aremica, come postumo della malattia T ambliopia. GoDsidera ineffi«- 
oaee il cianaro di mercurio , appena cbe ia laringe iia ' attacoata od 
almeno insafflcieate compenso. t'er altro gnarirono bambini, in cni 
era bensi invasa la laringe, ma i disordini congegnenti erano assal 
li^ti. Poicbd ebbe a notare ana recidiva della difter)te in un bambino 
dopo'14 giorni» dava esso in nltfmo pfii a Inngo il rimedio (per 844 
glorn4) in dose decreseente e non 08serv6 altre tebidive. Se snbeiitra 
11 vomito dopo ramministrazione del eiannro di molfCHriOy se no diml* 
nair& la dose per alcune ore. 

II dott. G. G. Rothe, in Altenbarg, ( < Allg. med. Centn Ztg. » IL, 89^ 
nor. 6, 1880) vide per il tratto di 11 anni i migliori esiti dalle peimel*" 
lalare ripetute a tutte le^ ore con V aoido fenico jodato. Per 4al modo 
eMo non aVeya avuto nessnn case di morte Be' primi 200 casi. Per6 
dairanno 1874 in poi, nuUostanie I'nso di tal rimedfo, la mortality no& 
dieoese mai dal 12 0[0* Piti volte ad0pr6 anche il bromo: died goeoie 
di cina solnzione di 1,0 di' bromo in 20,0 di alcool ognl ora in un cue* 
ofaiaino di una soluzione di bromuro potassieo (0^8:60,0) e vide con oib^ 
disiraggersi le membrane. 

Pi«!l tardi racoolse Rotbe esiti ancora pii!i favorevoli col cianaro di 
mercurio (cianuro di mercurio 0,02, acqua distillata gr. 60,0, tintura di 
aconite gr. 1,0, ogni ora un cuccbiaino). Nel prime case subentrd inat- 
tesa e rapida la guarigione. Altri 11 malati vennero cosi curati, ma nei 
primi 2 3 giorni subirono pennellature tre volte al giorno eon acida 
fenioo jodato : guarirono tnttU 

In una ulteriore communicazione lo stesso Bothe riferisee (c Deutsche 
med. Woohenschr. » VII, 34, aug. 20, 1881) di altri 28 malati, che nella 
eUddetta guisa curat!, tntti quanti guarirono. Fancialli piili che deeenni 
e gli adnlti prendevano un cucchisjo ogni ora dl una mistara di cianaro 
di mercurio 0,01, acqua distillata gr. 120,0, tintu]^ d' aconite 1,0. Bi 
prescrive inoltre Timpacco dl Priessnitz al collo e tre volte al gioma 
pennellature delle fauci con aeido fenico jodato (acido fenico cri0talli&- 
zato, alcool, tintura di jodio ana gr. 1, glicerina pura gr, 5,0. 
' Inoltre potrebbe ancora essere ricordato che eecondo il dctt. A. Orth 
(< Allg. med. Centr. Ztg. > XLIX, 79, 1880) Hon h state Ericfasen U primo 
a proporre di curare la difterite con il cianuro di inercario, ma ehe 
qaesto, secondo 11 dott. v. Yillers (< Neue Zeitschr. f. homSopath. Klin. > 
1808) gi& nel 1868 era state centre la difterite provato non soitanto in 
Bassia maancbe in Germania. 

Circa rapplicazione del rimedio, Orth propone <^ome bastevole di darta 
a dosi refratte. 

II dott 0. Rauchfuss. (tOerlitfdt's Handbac^ III, 2, pag. 207, 1878)^ 
11 quale ritiene controindicate nella difterite le tottraaioni di saogae, 
Tide esito favorevole dairuso del bioloraro di mercnrlo seeondo la re*^ 



SULLA CURA DELLA DIFTEBITB 213 

:9ola di Barow, oon8oei«to ftlla onra delle unzioni. Esso presoriva da 
•omministratsi taite la ora sia dl giorno cha di notte 0,002 gr. di aa- 
blimato oorroaivo (bioloraro di mareario 0,06 albume d^aovo anp, acqiia 
dicitillata gr. 120^ ogni ora ud oacchiaino) flDa a.O,^ 0;25 gr*, raramanta 
aitanda Raaahfdss Toso del meroorio oltra tre giorai. Coa ragiona A 
df&yyiaoafaaBolo per incidenta I'ematico possa^essere indicato e nott coma 
rimadio del processo medpsimo. PreyentiTa iDalaslonl dl yapor d^acqna 
(iimnidimanto dell'aria dalla camera) o di liqaidl medicati polverlzaati 
ioao. ntili avaDti a dope la trachootomiai quaadp la camera sia ban 
yanttlata e sa na aviti 11 riscaldamento. L^applicazione del ft*eddo a del- 
ridroterapia deve fanii secondo rindole del case (iaaflQamenii per l^n- 
aalzante insaflQcienza respiratoria )• Dl medioamenti ricorda anoora 
Raacbfdas 11 carbonate d'ammonio (0,06-0,15 par dose in solusione) ad 
il mnsoliio. A caglone de' fanomani dell' iofazloDe difterica la trachea- 
tamia non & mai troppb tardiva (premesso il cateterismo della larioga), 
aache se si yede Tammalato minaociato d'asfisaia, snbito ohe siavi rin- 
dioazione principale ed 11 caore batta tuttora sufficientemente. 

II dott« W. Peppar (< New York mad. Record^ » June 25, 1881) rlfe« 
flsce di an bambino di.5.anni, cha con la solita cura (chinino, dorato d^ 
potassa) sarebbe andato a morte con fenomeni d^asflssia, Al 7.^ giorno 
fK malatiia farono somminlstrati 0,002 ^. di snblimato corrosiyo in nn 
alixir di pepsina e bismato con 2 goccie di tintara di noce vomica ad 
Ogni due ore. con che nel lasso di 48 ora snbentrb la gaarigione. 

II dott Mailer-Warneck, di Bielefeld ( < BerliD. klin. Wochenschr. » 
XV, 44, 45, nov. 1878) riferisoa che il prof. Bartis nella clinica di Kiel 
fln dalio scorcio del 1876 progredendo il processo difterico alia traf 
-ahaa ad ai bronphl^ ha adoparato di praferenza la frizioni d'ongnento ci« 
Mvao (2^9^ gr. ogni ora fine a 60 gr. al giorno) senza poi vadere oon- 
aagnenza tristi, (|aali la diarrea sanguigna, yioienti epistassi, grayi emor^ 
ragle catanee, stomatite. Dopo che nelL*ospetlale carava dae malati par 
aiilHda con le nnzioni di ungnento dnareo ed 11 protc^odnro di mercotio 
airinterno, qnelli infarmatisi dl diftarite presto morirono, pare la cara 
mercvriale fa conservata. 

In an caso dMsolata diftarite toingea, implegb Bartes, secondo MAI- 
ler-Warnacky all' interno ad astemamanta ghlaccio, all' intamo a par 
imgacismi il dorato di potassa (5 0|p ogni ora an cucoblaino della so- 
Inzione), topicamente tannine o polvere d'allnme e bromaro di potassio. 
In casi gravi (cominciando Tasflssia) fa sempre fatta la tracheoto- 
mia saperiore, in plena narooai. Bartes del resto non faceva alcana dif* 
farenza tra angina membranosa, croap a difterite: esso dinotava col 
croup Boltanto on sihtoma dalla difterite , dod la caratteristica tosia 
aroapale. 

Oairanno 1867 flno alia fine del 1877 farono in tntto carat! 131 ma- 
lati di difterite faringea, laringea e bronchiale, di cui ne morlrono 73. 
In tntti gli 83 malati di difterite laringaa a bronohlale si doyetta tm^ 






214 RITISTA 

la traebeotomla a motivo della steDosi laringea di rilevanta' grado« 01 
qaesti ne morirono 66 , eon ana diflerensa nell* eU da a meei fino m 
12 anni. 

II doit. EyaDgelista Castrncei, di Firensa, in an^epidemia di diflerlto 
troYb vantaggio dairaso del niteato d*argeato in cara locale (gr, 1:20 
d'acqaa) e del solftaro nero di mercnrio airiaterno nella doae di 10*20-90 
cantigrammi: an 83 malati ebbe 78 gaaritj (!)• (JS.) 

U dott. Attilia, di Roma, en 17 caai da difberite avati in osservazione 
n*ebbe nessan morto t esso dava il solfiiro nero di mercorio come sppra 
6 detto (2). {E.) 

n dott. Laer riferisce dae casi nei quali si ebbe baon •'risaltato dal<* 
Tuso interne del calomelano e bicarbonato di fioda seoondo il metodo 
d' Harlow (3). («.) 

Oltre Tacido fenioo, salicilico e borieo rioordato in molte delle accen* 
nate memorfe come rimedj principal! per la diftdrite, abbiamo ancora da 
menEionare i seguenti tre, che hanno trovato soltanto per6 ana applica>- 
zione topica. 

II dott Bergeron riferiva alia SooietiL di med« di Parigi (c Philad. 
med. and sarg. Reporter XLII, 1, pag. 19, Jan. 1880) intorno ali^a* 
zione delle inalazioni d'acido flaoridrico. Un gramme di questo deve 
essere eyaporato nel lasso di 3 ore an ogni metro cabico di spazio nal 
qnale trovasi V ammalato. Di 24 casi curati in tal modo, dei qaalt 17 
fdrono assai gravi, soprav venne la morte solo in 5, di oni 4 in bambini. 
Bergeron non ha mai notato tristi consegaenze« 

II prime a provare I'acido flaoridrico nella difterite era state Bastiea 
(vedi 4 Union med. » 1870, pag. 48)« (A) 

II dott H. Beyer ( « Brit. med. Jonrn. » may, 4, 1878) yide in 2 casi 
di difterite grave assai fayorevole esito dallo Spray con Tacido lattico 
(Mancano p\ii partloolareggiate notizie intorno ai grade della sola- 
sione), 

KiDgsford (4) insegna di toccare le piastre difteriche con pennello in- 
znppato in ana solazione d' aoido lattico nell* acqaa nella preparazione 
di 1 : 3. (A.) 

11 dott Caspar!, di Meinberg ( < Dentsche med. Wochenschr. > III , 
18, mai 1877) ba con baon esito impiegato V acido salicilico (5 : 30 ^ 
glicerina) con o senza agginnta di ana parte d* acido fenico in pen* 



(1) B. Castrucci. « Salla cnra della diftei*ite epidemica. » ^ « Lo Speri-^ 
mentale. » 1874, torn. 34, p. 196. 

(2) Vedi Cadet » Sulla cura della difterite. » — < Lo Sperimentale. > 1872, 
vol. 30, p. 49t 

(3) Luer. « Cnra della difterite faringea con Tnso interno del calomelano e 
dellblcarbonato di soda. » (« Lo Spallanzaai. » 1875, p. 469. Riy.). 

(4) KingBford. « Solution ^contre la diplxtberie. » — L'Uaion mdd. » 1880» 
p. 541. 



SULUL OTTBJL DKLLA DIFTSRITE 21$» 

nellatare. In due adaltii in oai qaesto rimedio noa mostrt) abbastan^^a 
Pfonta asione, servivasl d'ana soluzione oonoentrata d*aoido citrico 
officinale per pennellatnre della gola ogni doe ore eon ottimo effetto 
e dope questo osserv6 pare favoreyoli estti dairapplioazione topica del 
I'acido citrico in 40 casi: di tntti qnesti malati ne morirono dae sol- 
tanto, bambini di non anoora an anno, Negli adalti Taie la eolazione 
conoentrata, nei bambini dilnita con 10-30 perOlQ di glicerina. Trieti 
consegaenze Caspar! non ha mai osservato. 

Yidal (1) d^ molta importanza alia cara locale e raccomanda per pro- 
pria esperienza la segnente miscela, da appliearsi in penneliatare; acido 
tartrico gr. 10, acqua distillata di menta gr. 25, glicerina gr. 15, (12.) 

II doit. Oinseppe B. Postdamer riferisce (c Piladelph. med. and sarg. 
Reporter. > XLII» 15, pag. 3 17, april 10. 1880) an ease, in cai le ina< 
lazioni d'ossigeno ebbero esito si fansto ehe si potd desistere dal pro- 
poiito di fare la gi& indicata tracheotomia. 

F) Jl cloralio idrato d state pid volte adoperato come rimedio topioo 
Bella difterite* 

II prof. v. Rokitansky ( c Med. chir. Randschaa. » Nov. 187B) riferisce 
tre cast, in cui esse applied con ii miglior esito possibile le pennelia- 
tare di cloralio idrato in soluzione conoentrata (50 0(o). Appena si aveva 
an zniglioramento Rokitansky impiegava solazioni pi^ debolL 

n dott R. Carney ( < Canada Lancet, Fbiladelph. med. and snrg. Re- 
porter, a XLII, pag. 104, Jan. 1880) vide an'azione favorevoie dai garga- 
rlsmi ripetuti ogni 1-2 ore o dalle penneliatare con una soluzione di 4 
parti di cloralio idrato su 30 parti d'acqua distillata. 

n dott. Giuseppe Schwarz ( c Mittb. d. Ver. dor Aerzte in Nfeder- 
-Oesterr. > TI, pag. 22, febr. 1880) impiegb in an case la soluzione di 
cloralio al 50 per Oio raccomandata da Rokitansky, per peanellature pii)i 
volte ripetute nella giornata. Qik dope 24 ore eravi miglioramento e di 
U a tre giorni guarigione perfetta. In due altri casi^ sotto Tuso del clo- 
ralio idrato, sebbene non date ad eguale intensity, pure si attepne la 
guarigione: furono perb in aggiunta fatti gargarismi con altri liquid!. 

Molto approvata fU I' applicazione topica di cloralio dal doti Korn 
di Berlino, ( c Deutsche med. Wochonscbr. » YII, 22, mai 1881). Korn 
adopera, secondo Tet^ delFammalato e la gravezza della malattia, una 
soluzione di 15-30 parti di cloralio in 100 parti di glicerina, che ad ogni 
due ore, nei casi piiH gravi una volta anche nella notte precauzional- 
mente viene applicata in pennellature. In seguito a queste osservava 
Korn pid o men forte salivazione. Egli ha adoperato nell* indicata ma- 
niera ii cloralio daS a anni ed anche ne^casi gravi vide in 3-4 giorni 



• • ■ 

(I) Tidal. « Pu traitement de la diphtherie. » (« Bullet de Th^rap. » 188a> 
vol. 98, p. 5183). 



216 RIVISTA 

scomparire le piastre. Per saa esperienza non yi ha mezEO migliore per 
impedire od arrestate 11 rammoUfttiento inftammatorio e la decompod- 
jsione settioa dei tessnti attaccatl dal processo difterlco, 

II dott. Ferrini (1), nislla gaa pratica fn Taoisi, Tide che i toechl col 
nitrato d'argento accrescono gl! ingorghi gbiandolari, e gioyan0 le pen- 
Hellatare di soiBzlonl feniche aleoolizzate, p!i^ tardi esperimentb oon 
traniaggio le peanellatare di idrato di cioraUo gr. 2*3 nella glicerina 
gr. 15 20. ' (-8.) 

Plii volte hanno trovato applioazione contro la difterite gli aleoolicif 
eccitanti e stimolanti, 

3. H. NQwlin (< Philad. med. and snrg. Reporter. » XXXIII, 18; p. S45* 
oct. 1875) ayrebbe ottenuto mirabili esiti con il sao metodo di cura. Ei 
preecrfye nna misoela di spirito di firamento (alcool debole) parte 90» q^l- 
rito d' atnmaDlaca arom. parti 4, spirito di lavanda oomp. parti 15, da 
darsene trn caecbiaino diluito in egaal qaantit^ di acqaa a tatte le ore 
8ia dl giorno che di notte: oltre a ci5, yitto nutriente ma di facile 
digestione. Inoltre fa sciaqnare la gola oon ana soluzione conoentrata 
di olorato di potasaay con addizione del 8 per Oiq di tannino, e poi ilie- 
diante an pannolino^ portato fin dietro le tonailie, soffrega in modo elie 
ogn! molie de^osito possa essere allontanato. Contro 1' ayyelenanseato 
del sangae. Nowlin yanta V azione di grand! dosi d* aloool, fine a dae 
cacchiaj da tayola ad ogni ora (anohe net bambini?) (JCf.) 

Ford. S. Dodds (« Philad. med. and sarg. Reporter. » XXXIV, n, pa- 
gina 804, March. 1876) ricorda i fayoreyoli eaiti che ha ottenuto oon 
Tantidoto di Bibron per 11 yeleno de^serpenti, Oonsiste esao di bromo 
liqnido 10,0, jodaro di potaasio 0,12, sablimato corrosiyo 0,06, aloool dU 
laito ISO grammi: in iaogo del jodnro di potaasio aggiange Dodds 
ngaal qaantitii di clorato di potassa e ne fa prendere an cnechiaino 
gciolto In acqaa ogni 3-6 ore dope cessati i fenomeni Infiammatoif , al- 
temando con forti dosi di Brandy o di Whisky in forma di punch eol 
latte o birra con noyo (egg-nog). Dodds trascara tatti 1 rime^j toptd, 
all'incontro raccomanda Taggianta di glicerina a tatti i medieameAtt 
che yengono preacritti all'interno nelle afTezionl di gola. La meiMtaa 
deye infiltrare i teasnti ed eaercitare an^lnflnenza rammoUonfte^ eal- 
mante. (Kt) 

Tripe ( < On diphtheria. Med. Exam. > N. 125, 1878) aostlene obe la 
medicatara atimolante sia la migliore ; e Chapman ( « The Oannadtan 
Jonmal of med. Sc. » N. 9, 1878) per esperienza propria di 20 annl e 
plCi 8i d conyinto che T alcool d per il yeleno difterlco nno speolAco 
qaasi come la chinina nelle febbri intermittent! ( !! ). Baooomanda alto 



(i) Ferrini. « Difterite osBervata nella citt& di Tnnisl negli anni 1872-78. » 
(« Lo Sperimentale. » iS74, yoL 34^ p. 11-228). — « Solosione^ oontro lar difte— 
itite. » (« Union mdd. » 1876, p. W). 



SULLA CUBA MLLA DIFTERITH 2lT 

do8i e fraqaentemente rlpetata. La oomparazione deUa sua slatiatioaeoii 
quelle di altri mediol d 11 mlglior argomento.a favore. del sue metodo 
di cara« (R.). 

II dott* F. H..Pattoii (€ Canada. Lancet ;.Plillad. nwd. and surg. Re- 
porter. » XLIIy pag. 107| Jan. 1880) impiega taato a scopo proQLattloo 
quanto contro Y elemento parassitarlo gU aleooUoi, e propriamepte ad 
alte dosi fine al prhioipio.deirinto^sioazlone. Al proprlo flglio d'anni 3^ 
dava gr* B di acqaavite para (per Utratto di 30 oreX Oltre a ci6 Pat- 
ton presorive chinino (ai fSstneiulli d*anni 10, 0|1)2 ad ogni 4 ore, o se il 
Tentricolo d irritate, gr. 0,6 per il retto. Dalla cora topica in gola noa 
vide Patton alcun efTetto. 

II doit. Nathan Jacobson (cNew York med. Record, » XVIF, 12, pa- 
gina 8Q8» March 20, 1880) aocenna al diversi rimedj raccomandati come 
jipecifici nella difterite. "k d'avviso che neila difterite ogni cura 4e- 
bilitante d da proscriversi , e sianc sompre indicati V alcooi , il fe^ro 
(tintara di percioraro di ferro dializzato) ed il chlnino* Buona dieta deve 
corroborare il trattamento oarativo. Nella malattia delle cavltd. nasal! 
^ indloata la disiqfesione delle medesime eon 1' apparecohio a doccia o 
eon lo sobizzetto. 

AUoraquando vl siatK) ooagoll nel cnore d posslbile ancora la sal- 
Tezza : 1 oitrati ed acetati, 1* ammoniaca o le Injezioni di soluzioni al- 
caline nelle yene devono sotto tali drcostanze yenlre appUoati. Nella 
difterite laringea Jacobson ritiene indlcata la tracheotomia e propria- 
zoente in ogni et&, 

II dott. Edel (cNew York med. Record.* XTII, 3; Jan. 19, 1878) vide 
bnoni^^^etti aella difterite e nel croup daU'olio di tramentina« Yersava 15 
goccie d*oIio essenziale di trementina nella oaldoja d*an apparecobio ina- 
latere e faoeva fare la inalazioni ad ogni ora (anche di aotte) per IQ' mi*- 
nnti. Le pseado-membvane ed i deposit! oruposi a ferma di oanale pre- 
sto si ridassero sotto qaeito tfaltaoM^to ed anche la febbre cadde ra- 
pidamente; 

. Parimente faToreToUsaimi eelti os^erTava per le inataslonl drt vapor! 
dPolio dl trementlBai il dolt. Mas. Tanbe^ di Lipsia (« Deutsche Zeitg. 
I. prak. ined.> 37, sept. 18(77). Si aer^e tall inalazioni semyre nel ma- 
nifeat^rsi dei segni di diffaslone alia lacinge e fa versare 15 goccie 
dVlio d! trementina in un biochierino riemplto d^acqua di uno dei so- 
lit! apparecchi per le inalazioni di vapori. II bambino va rayvolto in 
HB lenzaolo e V apparecobio tenuto dinanzi alia bocca distaatot 3*' da 
qnesta per il tempa di 10-12 minuti. La faecia sia bene unta di olio 
^ gU occhi ricoperti d>un piuinllint)!^ la sul prinoipio TAutore fa fare 
le inalazioni a tatte le ere sia di giorno che di notte. la 12-24 ore 
cadde la febbre e le membrane prontamente si distaccaronOb Egli eoa- 
tflidera Tazione della trementina come an particolare mas^atiif della gola 
per il che non si forma alcana pregiudizievoie piaga. y olio passato 
4iel sangne rialza ht tensiomai arteriosn a per d'ozono che ▼! si svolge 



218 jcinsTA 

bit (brae azione dif infettanid. Tanbe non pot& rileyavft mat un" azieaa 
!ioci?a gai raal e oon yia. A cnra oonseootiva raccomanda le inaXa- 
sionl idi solazione debole di sal di cncina. Che per altro poseano aneba 
presentarsi disaggradeToU faoomeni, lo dimostra il case aggimito da 
Taube, id cai in segaito alP azione dell' olio di trementina si formb nn 
asce680 nel naso. Oltre a questo trattamento ei faoeva ancora le in* 
jezioni con solazione d^acido fenico (3 per Ofo) direttamente nel tessato 
delle tonsiile (2-3 volte al giomo l\2 siringa di Pravaz). In generale 
raccomanda il segnente trattamento: 1.^ giomo e notte a tatto la 
ore inalazioai d' olio di trementina ; 2.® injezionl d* aoido fenico, 2*3 
Tolte al giomo ; 3.* ad ogni ora 2-2 cncchiaini di vino nero o madesa 
compresse fredde, nna vescica di gbiaccio al collo, 2-3 Tolte al giomo 
bagni caldi con doocie fredde impaccbi bagnati, use della digitale (0,5; 30 
gr. d'acqaa)con acido benzoico (1-2 gr.) Per dieta latte ed aova, contro 
le ostrazionl olio di semi di lino. Per la espnlsione delle membrane nn 
emetico di solfato di rame. Anche dope la tracheotomia devono essere 
impiegati entro e sopra la cannula i yapori d*olto di trementina, 

II medico maggiore dott, Lindemann, in Ifunster ( « Allg. mod. Cen* 
tralb. Ztg. » XL VII, 84, oct. 19, 1878) impieg6 le inspirazioni dai yapori 
di trementina con esito favorevole in ana aignora d^anni 26, gravida al 
7.^ mese, la qaale con dispnea di grade rilevante, andava soggetta a 
fi'eqoenti e intensissimi attacchi di croup con afonia. Le tonslUe eran0 
intatte (se prima abbia avuto difterite faringea, non 6 detto). A cagione 
delia gravidanza non fnrono dati emetici. LMntroduzione d'un catetere 
non port6 nessun soUievo. Alle prime inspirazioni di olio di trementina 
pure (an cacchiaino pieno in una pentola d*acqua bollente) vi fu pronto 
miglioramento, Pareccbi giorni dopo furono cacciati dei pezzi d*eisadaU 
•broncbiali dentritici ancora foggiati a canale. Nel bambini non vide 
Lindemann nessun vantaggio speciale dalle sopraddette inalazioni, poi- 
chd queste debbono farsi con grande energia. 

n dottor Bosse, in'Domnau (c Berl. klin. Wochenscbr. » XVII, 43; 
oct. 1880^ XVIII, 10, mars 1881) curava con Tolio di trementina 23 
•malati, Ne dava 8 gr. ai bambini dai 2*7 anni d^etli, agli adulti U 
grammi per dose, del latte freddo veniva preso in seguito : e per cura 
consecutiva precauzionale era date il derate di potassa fine a guarl- 
gione. In 4 casi dopo 24 ore dalla somministrazione di gr. 12. il depiO- 
9ito era ancora tenace e perci6 vennero amministrati ancora una volta 
gr. 10« Sempre giov6 il rimedio a prontamente disgregare le pseudo* 
membrane, tan to se esse fosse date al 1.® od ar 3.* giomo dall'apparira 
della maccbia. Dopo 24 ore dalla 2.* applieazione la difterite era gofti- 
rita, mentre cbe per altro trattamento curative ne morirono 4 so 33 
malati. Piii tardi Bosse applicb Polio di trementina nella stessa maniera 
ancbe in deasi di difterite da scarlattina, lenza spiacevoli eonseguenze^ 
neancbe la neflrite. 

Kel 2^ articolo (1381) d& relazione di 11 caai, in eui venne adoperati^ 



4 



BULLA. CURA BBLLA. DlfTBRITB 219 

foltanto Tolio dl trementiiuu Tatti gll ammalati gnarirono : in 4 maiatf 
insoTie il Yomito. Per vedere ae il olorato dl potassa presoritto dap- 
prima ia aggiunta abbia uD*azioae antiemetica, diede Bosse at primi 2^ 
sialati dopo Tolio di tremeDtina (6-12 gr« in nna Tolta, il giorno dopo 
la atesia od nna pi& piccole dose) nna solnsione di olorato di potassa 
al 5 per Oio In 11 ammalati sopraggianso II Tomito. 

II olorato di potasta non ha danqao manifeatato la sperata azlone» 
Talana yolta Tinsorta diarrea gaari da sd per V uso della trementina. 
Soltanto in un easo insorse stranguria (in una signora d* anni 45, oon 
edemi ai malleoli). 

Fra gli ultimi 20 oasi, di cai Bosse comanioa le storie nosoIogiohe> 
trovansi due casi dl morte solameDte, gli onioi che ebbe a lamen- 
tare nel tempo trascoreo dal luglio 1880 al febbrajo 1881. In entrambi 
i easi gli ammalati vennero in cnra solo in Istadio avanzato del male, 
dimodochd qnalsiasi altro metodo di cnra avrebbe portato al medesimo 
riKiltato. Ghe non si doyesaero attendere tristi consegaenso dalle doai 
impiegate da Bosse risnlta anche da qnesto ohe il prof. Nannyn e dno 
altre peraone neir anno 1868 in 4 ore ebbero a prendere 100 grammi 
di trementina neir emulsione con tuorlo d'novo e dopo non soffer- 
sero cbe nn lieve mal dl capo. Bosse ritiene V applicazione deli* olio 
di trementiaa specialmente raccomandabile per qnesto ohe le paendo- 
membrane con tale cnra si dissolvano prontamente. Per auo convinoi- 
mento i baoni risultati non autorizzano a racoomandare del tutto nn 
rimediOy mentre le yantate care, di oai egli porge nn esemplo, talnno 
Yolte approdano a risultati egualmente buoni, perchd appuuto una parte 
degli ammalati guariace con qualsiasi metodo di cura. II relatore ha 
finora aperimentato la trementina soltanto in un case d*altronde dispe- 
rato» pure confessa che in seguito a old insorse una modiflcazione ne^ 
fenomeai. 

II prof Moaler, in Greifswald ( c BerU klin. Wochenschr. » XVI, 21,. 

mal 1879) ha impiegato con esito fausto rinalazione d' olio d' euoalipto* 

Sgli prescrlve per 10 Inalazioni gr. 2-5 d' olio d' eucalipto tratto dalle 

oglie, gr. 20-25 di alcool rettificato su 170-180 gr. d'acqua -distiliata. La 

ftniscela avanti d'essere adoperata deve essere dibattuta. 

Ajiche Mosler nota come fatto fondamentale della locale terapia nella 
difterite, 11 frenare i process! distruttlvi che haano 11 lore punto di 
partenza dalla faringe, al quale acopo anche per molte sue proro 
aono da raccomandarai in luogo del canatici le inalazioni .e propria- 
mente quelle di yapori d'acqna calda (50®), conformemente alio scope 
oon aggiunta di aal marine, come anche quelle di aoluzioni disinfettanti.. 
X rlmedj aolitamente usati come disinfettanti quali V acido fenico o 
Salioilico, 11 permanganate di potassa, non sono bene adoperabili^ 
poich^ intrattenendo rinalazione, facilmente magglor o minora qnan* 
tiU^ delle dette aoatanze arriva ne^ bronchi e yi potrebbero prove* 
eare f enomeni d* irritazione. Poich6 V olio di trementina per 11 conti- 



820 lOYlSTA 

naato HBO. lia qaalehe ieqiiela« e la ioa asione ''dlf ind^ttante noa A f^f 
^eralmantd rleonosoioia. Mosler s'd giovaio deiroUo d'eoeaiipto per ii^ 
iailoai cbft & eaegoire eon on intarvallo di li2 a 2 ore per 15 o 30 ^': 
DQtL fier I' inalazione adopera dA ai^ni m appiureeebio a vnpor^* d«| 
^aale i llqaidi medloati iielializzaiti Tengoao p^rtaAi per mezzo di am^ 
pia oaDnala dinanzi o den^ boeca del pazieoie*^ 
, La qaeatione precipaa nella cara generale ^^eecondo-rAoterewdixia* 
Coreare. rorganlemo eon la baona dieta ed i toniei, per prevenira fli 
ImproT-viil fdnomenl paralitie!, speclalmeate da parte del eaore. A tioifi 
ttopo prescriTOy oltre brodi nutrieDti» 11 liquore di sesqaielorara 41 
ferro coo alte doai di Tino geoeroso. Coatro la febbre adoperfi il <4o- 
ridraio di cbiaiao crlatallizzato air interno od 11 cloridrato aqiorfo di 
ohioino in acqna carbonata aotto forma di oiistere. 

II dott Perat^ da doe anni ( c Ballet, de TMr. » XL. 12, pag. 529, jain« 
^, 1880) cara la difterite faringea* secondo la propoeta del dott^ 8ool4 
di Somorantln, (L c. XCIY, pag. IS, jany. 1878), con Tacido feaico e«ii- 
forato a tocca i panti ammalati con pennello bagnato in ana soloiioiie 
di gr. 25. di ciAfora, 9 parti d'aoido fenico ed oaa parte d'aleool a eni 
fa aggianta una egual qnantitl^ d*olio di mandorle (gr. 35), ogni doe ore 
di gionio, ogni tre ore dl notte. Dope aloanl giorni , zecondo il grade 
del miglioramento sono da praticarsi le pennellatore ogni 3-4-5 ore. 

Bambini di 4 anoi giii ei av vezzavano faciimente alia cara. Nella W* 
terite della gola isolata si ottiene in tal mode piti o men preeto la i^m- 
rlgione talvolta nelle 24 ere, Nella difterite diffasa della gola con ittr 
^Tgh\ ghiandolari od edemi, qaesti nltimi scomparvero nel lasao di 24 
ore : dope 48 ore la tamefazione delle glandale era pnre diminaito. Pa- 
rat6 loda in qaesto metodo cojratiyo speeialmente 11 pronto anmaato 41 
fMrze e di appetite, L^iosorgenza di paralisi secondarie, qnali si tptmh 
festano nella d flerite grave, non d per6, come ei medesimo fa. notoMi 
del tntto Impediui per qae^. metodo di enra. GoQsidera V azioae del 
rimedio pi^ come locals aebbene non negbi anebe on leggier aeeovUp 
Siento del Uqaido. U pronto ritopio degli edemi 6 dipendente dall^ ^ 
zione locale. 

H) A propoaito del rimedj balaamioi centre la difterite » diAbtamo 
iBJt menzione di nna contribozione del dottore Beyerley RobiaaoB 
( « Amer. Jonm. N. & > GXLIII, pag. 30; jnly IgTd) aoi vantaggl d^l 
onbebe. Robinson, il qnale ecmsidera la difterite fira le affezioni eatav* 
rail, ha adoperato il detto rimedio in 20 oaai almoAO di ftriagite pae«ie* 
membranoaa, di eol 8-10 BKwtrarono i segni caratteristiei deirinfezioaa 
difieriea. Solto tale cnra morirono zolamente una donna di 60 aHai ed 
. ift. bambbko, %neet* ultimo in meno di tre gieni dopo 1' insorfeoza del 
dntemk Totti gli nttoi malatl gnariroao. Girea Tazione del eobebe nella 
41ft9rltef.eiU ammette^ cbe esao inflnieea snlla aaperfleie maeoaa per 
'^laUo eoflkUtio e per eliminazione del sno oU^e eterao ayento Inegsa 



SULLA CURA DBLLA DIFTERITB iSI 

oMref^o&d per i renf , ndla maggior parte attrarerflo la mnooaa degik 
ofgani renplrateij. 

La iecrezione (II muoo ylene aeeresoidta e perci6 reseadazicmemem* 
Ixranaeea nen pu6 ilBirai eofii prontamente^ abboBdantemeote. Le pseudo- 
zaetobrane formafte perdoDO rintima loro oolleganta cob le parti aotto* 
stanti e vengono rlassorbite oryero staocate ed eepettorate. La teB* 
d^nsa dei processo a difEbnderai alia laringe od alle oavltik Basftll, d ces* 
sala. I rfbordatl effetti aocaddero al pit preeto oirea 48 ore dopo iai- 
zkita la cara del cabebe, piti tardi al 3.^-4.* giorno. Per altro pnb tra* 
s<yorrere tatta ana Bettimaita, prima chele membra Be aeeoBdapie eiaBa 
al tatto soomparse dalla farfnge. Assolute coutrolBdioazloDl alPueo del 
edbebe fion ve ae banBO. Nella digestioBe torpida agisooBO le graad^ 
qoaBtitft stimolaado 11 prooesso digeetlvo. 

Da alcuDl pazieatl fnroBo beae sopportate graadl deal , ma Halvolta 
^nftorge dispepsia e diarrea: debbensl la tal oaso Impiegare doel piti 
pfooole. II balsamo copaiba yieae molto male sopportato. Roblaeoa agli 
adnlti fa solitameate preadere naa mlscela di gr. 30 di polyere di on- 
bbbe receatemeate preparata ael sciroppo di corteccia d'araaeio cod 
aoqaa di meata peperita aaa gr. 30 aelle 24 ore (ogni dae ore aa coc 
cbii^o da tayola); ad aa bambiao di 3 aaai si pa6 dare li4 parte fiao 
a 1(2 della suddetta dose. la priacipio di malattia Robinsoa ritiene aa- 
ofaa vaataggloso V ai o della strioaiaa, perchd eserciti uo* aaioae rinfor- 
zate ii miocardio. Per altimo Robiasoa ricorda cbe aocbe attri medici 
banao per sua raccomaadazioae asato coa yaataggio 11 cabebe. 

II dott. Trideaa, di Aodottilli(§, il qaale, come d aoto, gift da alqoaati 
aaai adopera i balsaaUei Bella di/terite , cbe ooasidera come un pro- 
oesso catarrale , fa aaa laaga relazioae ( < Gtaz. bebd. > 2 S^rie. Xiy» 
IS, mars 1876) iatorao alfaso del cabebe a del baisamo oopaiba come 
rimedj abortiyi aella difterite, meatre poi li rUieoe iaattiyi qvAodo il 
proceiM ^ diffaso alia lariage. Trideaa adopera 11 cabebe sempre ia 
polyere » mescolaadolo poco prima di ammi&ist^arlo a sciroppo o ad 
aoqaa molto zaccberata. Si deye dare il medioameato la ripetnte dost 
(ogai dra), cosicchd ae sia date ai bambiai al disotto di aa anno da 
8-10 grammi, agli adalti 25-40 grammi. L'ammiaiatraaioae del medica- 
meato 4eye essere prosegaita per alcaai glorai dopo la soomparsa delle 
membraae. Se bob si ottieae aessua migllorameato ia di 2 o 3 giorni, 
al d^te proataiaeate aumeatare la dosci ia reiafestoae airetli del pa- 
sieate* 

~Al mnrioMf iadlzio di Teeidiya, il rimedio deye dl aooyo essere preso. 
All*apparire' della diaorraa si dia ai baibbiai aa po'di aciroppo diacodio, 
agli adolti aoiroppo eoa oppio* Trideaa prescriye solitameate aaa mi- 
aceia dl 12 a 15 grammi dl polyere dl cabebe receatemeate preparato^ 
COB 100 grammi di sciroppo e yiao di Spagaa ed acqaa distlllata, aoa 
gr. 20, da ammiaistrarsi 1*3 yolte al glerae aecoado l^etlt deWaiiHBalato- 
e la grayezza della malattia. Qaando ool ctAebe eoto meb si^cfttieadt 



222 BIYISTA . 

sessan mlglioramento , oome non di rado oeeorre negli adaltj, egli ^ 
11 balBamo oopaiya insieme al onbebe. Fa preparare del troehiBol OM 
0,35 gt. di detio balsamo aolidiflcato (M ialhe) e 0,15 gi^ammi dl poWere 
di cubebe, da somminiBtrarne 20-30 peszi nella giornata : ai bambini ne 
d& qaotldianamente taaii pezzl quantl anni ooataao. II balsamo ooptdre 
da Bolo d preseritto nel rapporto di liS-lfli delia qaanUUt maggiore ; 
quindl 9-12 trocblsci per an bambino dl 6 anni, e per gli adalti fine 60 
troobisei nelle 24 ore, per ottenere Temzione copaibicay con Tapparirtt 
della qaalo solltamente d rileyablle an mfglioramento. Tosto cbe qaesfee 
h apparso, o Biano scomparBe le pBendo-membraney 8i traiaseia di am- 
ministrare i trocbiaoi. 

In ana communicazione sn di nna epidemia di difterite neir ospedala 
di S. Eugenia darante Tanno 1876, 11 dott Brocbin ( c Gaz. des Hop* » 
17y 1877) riferisce cbe il balsamo copaiva, giasta la proposta dl Moizard, 
sembrb porgere vantaggi nei casi in cni la difterite non era infetttra, 
oltreecbd esso fkyorisoe la scomparsa delle pseado-membrane nella fk- 
ringe* Bergeron presorive ogni dne ore an oaocbiigo pieno di ana ml« 
scela di gr. 100 d^aeqaa di menta piperita, 18 gramml d^alcool e I{2-2 
grammi di balsamo copaive. II clorato di potassa d state poeo adope* 
rate in qaesta epidemia, per6 esse servi nd meglio nd peggio del bal- 
aamo copaiye. 

All' ineontro T aeido salicilico ba pijl volte come antisettleo (mono 
eome antipiretieo) prostate baon servizio (4 gr. sa 40 d'alcool e 80 di 
acqna) 

Con la tracbeotomia, nel detto ospedale darante gli altimi 9 meai del- 
Tanno 1876 ottennesi la gaarigione soltanto nel 12 0[0 del casi. 

Martinean ba date relazione alia Society di Terapentica di Parigi nella 
sedata del 25 nov. 1874 di an ease di angina difterica in an fancioUo 
d*anni 9, cbe gnari con ramministrazione del saccamro di cabebe (1). 

Morell Mackenzie oonsiglia di Bostenere le forze eon la bnona natrl« 
zione e prescriye per rimedio locale in pennellatnre la solazione eterea 
di tolii. (22.) 

Riguardo alia favoreyole azione del cbinino nella difterite, aceennata 
in molte delle accennate memorie, yi hanno aleane altre commaniea* 
zioni da rioordare. 

II dott. E. Q. Zinke (cThe Giinic. > XIII, 26, pag. 301, dea 1877) ri- 
ferisce 7 casi, di cni qaattro sotto la solita cara morirono , mentre gli 
altri ire gnarirono , in segnito all'ayere Zinke asato le pel verizzazionl 
in goia con ana solazione di gr. 8 di solfato di cbinina in 30 gr. d'acqna 
difltiliata e propinati per booca ogni ora 5 oentigrammi di cbinino. La 



(i) Martinean. « DipbthMe grate traitde par le Baccbarore de cnbdbe. 
<« Bulletfai de Thirap. » 1874, yoL 87, p. 521). 



8TJLLA CUBA DSLLA DIFTBRITB 223 

membraQO esaminate al microscopio contenevano moUi mtorococehi, ma 
aenia ladlzj di TitalilJL Per ultimo Ziaker comnnioa alcunl esperlmeati 
inteai a dimoBtrare TattiTit^ del chinino sal micrococchi, ma per la pitiL 
parte sono poeo dimostrativi. 

n dott E. WisB ( c Deatsche Zeitschr. t prakt Med. » 34, aog. 1878* 
— « La gaarigione e la cura preventiya della difterite* > Berlino 1879X 
raccomanda 11 chinino consociato al cloridrato d*ammonio clie esse 
preferisce al clorato di potaesa come di piili sioara e piiSi pronta azio- 
ne, speoiaimente salle ghlandole. Wiss prescrisse una soiniione di 
0,4-0,9 grammi di chinino e 2-6 grammi di eloridrato d^ ammonio in 90 
grammi d*acqua con agginnta di 3 goccie d* acido cloridrico dilnito e 
gr. 30 di sciroppo* Dello stesso ne yerrft ^omministrato ogni 2 ore un 
cucchlaino da tavola. Ne' casi di decorso precipitoso come contro la de- 
1iole27.a ed anemia residae Wiss preacrive la tintura di sesquicloruro 
di ferro neiraoqua addoloita. 

Siecome insieme alio difteriche insorgono molte angine catarrali, e 
come nn preesiatente catarro dispone ad ammalare di difterite, Wi88 
inolina a conalderare la difterite come un'affezione locale che ha per 
fondamento un proceaso oatarrale. 

L'indicazione per Tuso del chinino Wiss la trova nelia propriety del 
medesimo di agire come distruttore del bacterj, i quail nelia difterite 
ai trovano nel sangue come negli essudati e Hon soltanto come latori, 
ma sembra proprio che slano prodnttori del Teleno* Nel temporario use 
Wiss ha col proposto procedimento ottenoto sempre bnon esito. 

II dott. Aug. Lachmnnd, in Leisnig, ( < Allg. med. Gentr. Ztg. » IL, 1, 
januar 1880) curava secondo 11 metodo di Wiss 71 bambini ammalatl di 
difteritCy di cui tre soltanto morirono, i quail avevano soggiaciuto alia 
acarlattina e tre settimane dope gnarita questa fhrono colpiti dalla dif- 
terite. Lachmund faceva prendere della mistura proposta da Wiss nn 
cucchiajo da tavola ad ogni era, oltre le inspirazioni di poche goccie 
d*olio di trementina, ne*fanoiulli piCi avanzati negli aoni i gargarisml 
con una solnzione di borate di potassa. Per cura consecutiva racco- 
mandava contro laj debolezza 11 liquore di sesquicloruro dl ferro ed 
il decotto di china. 

L) Fra i medicamenti di recente commendati tI d in special mode 
la pilocarpine, la quale ha trovato grande seguito ed ha date molte lu< 
singhe. 

Al 4 d'ottobre 1880, il dott Giorgio Quttmann, in Constad» 0. Slesia, 
(« Berl. klin. Wochenschr. > XVII, 40) faceva note come rimedio ap- 
plicato con buon esito nelia difterite, e ci6 da piii di un anno, la pilo- 
carpina con la pepsina. Lo scopo della cura, ciod di allontanare 11 piil 
presto possibile 11 principio infettivO) viene raggiunto con Teccitata se- 
erezione di saliva mediante o senza artiflciale stimolo, nello stesso 
mode che essa insorge per Tuso interno di foglie di jaborandi ode'suoi 
preparati. 



224 KIVISTA 

Ndl'aprila 1879 ammalarano :dl difterile setle -persone «ii Qoa &mi» 
glia, di eni S con caiattera tifoideovln 6 oaai impiegava OottmaQa 4ap« 
^ima la pilocarpina (0»05 gr. per giwno), ma in appresao di^de aaoha 
ohinino, face fare pennellatare col tannino, gargarismi con aoqoa dl 
oalee e pepaina. Tntti gli ammalati gnarirono in 2-4 giomi. II dottore 
Oeliner, in Pitechen, ed ii dotior Dylewsky, in Orabow, ebbero esito. 
egnalmente ftiTorevoley coai nei easi piti gravi. Gattmann etaseo in ae- 
galto ha, fino a tatto laglio 1880, curato 66 eaai di difterlie, di cni 15 
erano molto gravi 18 leggieri, ma 33 erano complieaU da noterole eaten- 
aione delle psendo-membrane difteriche. In tntti i 66 pazienti yaane- 
ammuuatrato aU'intemo la piiocarpinaconpepsina: gnarirono taitinel 
corso di 1 ad 11 giomi. 

In base ad altre considerazioni Gnttmann ritiene apecifica la pilocar-^ 
pina contro tatte ie apecie dMnfiammazione della mncoaa orale e della 
gola, come contro 11 croap laringeo. Finalmonte esao curava neil'amio 
1880 4 malati di cni 2 erano gik tanto asfittioi che la pilocarpina pot& 
per nalla gioTare, mentre i dae a tempo preai in enra ai riebbero in S 
a 4 giomi. Anche in dne caai di laringite stridnla ai ottenne pronto 
eaito. 

Gattmann preacrive ai bambini aeeondo ToU ad ogni era nn oac- 
ebiaino di nna aolnzione di gr. 0,02-6,04 di cloridrato di pilocarpina 
0,6-0,8 gr. di pepsina sn 80 gr. d*acqna diatillata con agginnta di 2 goe* 
cie d'acido cloridrico, gli adnlti prendono ad ogni ora an onccbii^o 
grande d*ana aolnzione di 0,03-0,5 gr. di cloridrato di pilocarpina, gr. 2 
di pepsina an 240 gr. d'acqna diatillata con agginnta di 3 goooie d^acldo 
doridrico : ad ogni dose i bambini prendono an encchiaino di generoao 
Tino nngfaerese , gli adnlti on cacchlajo : la medicina ed il vino de- 
vono aomminiatrarai regolarmente andlie darante la notte. II flaaao 
aalivale inaorae sempre, alio volte p8r6 era appena aecreaoiato bi- 
aogno di apntare. Dallo apoglio della aoa riviata vide on aol eaao di 
difterite, corata dal dCott. (3eldner con la pilocarpina, che abbia avnto 
decorao afavorevole. Inoltre fa fare Pimpacco di Prieaanitz attomo al 
coUo tre volte ai gforno, fa prendere ogni 2 ore poca qoantitli di latte 
caldo, caffd o mineatre aostanziose, e bere di freqnente molta aeqna 
fredda ed ingbiottire pezzetti di ghiaccio. In fine rlferiace altri 15 caai 
(di eni 7 melto gravi), no* qnali at ebbe per la accennata cara la gnarU 
glone in 1 a 5 giomi. 

II dott E. Lax, in Schollkrippen (c Bayr. &rztl. latell. BL » XXVU» 
43, oet S6) curava dal 24 aettembre al 15 ottobre 1880, 16 bambini (da 
1*6 anni d' eik) mal«ti di difterite. Nei primi 6 nab le pennellatare 
con nna w^nsieae al 5 Oiq di pietra infemale, ed il elorato di potaaaa 
intemaneale e per gargerlMio: di eaai no morinmo dae. Non ai abba 
Boaanna vlttima fra gli altri dioci, ehe proaero la pilocarpiaa^pepaina 
nei t^ai ed app&iearona impaeebi eaW al eoUo. 

B dott Wm» (4Berl. kiln. WocheBBofar.> XVUI, 4, Jan. U81) vide 



SULLA. GURA DELLA DIFTERITE 225 

in 5 easi esito fitYorevole dairimpiego.della piloearpina seoondo ilme- 
todo Gattmann, in an 6.* oaso per6 (ana bambina d*anni 5) osservb ana 
rtato di coUassb ohe la portb a morte. Pit tai^di Tide tre aliri oasi ehe 
sottd il medeaimo trattamento finirono con la morte. Da cib insiste esso 
tax minaziose pi*escFizioni ed airossenranza seyera per parte del pab^ 
blico. Nel' rispetto storico Weise nota cbe la piloearpina era gi& da 
parecchi anni adoperata nel Policlinico di Warzbarg. Gattmann (Op. cit. 
N. 14, pag. 108) aggiange dietro notizie ayate direttamento cbe la pilo- 
earpina nella Glinic& di Wfirzbarg non fd mai adoperata contro la dif- 
terite, e obe ancbe nel Policlinico non lo d stata piCi da gran tempo. 

II dott. F. W. Togel (c Boston med. and snrg. Joarn. » GIY, 40, March 
1881) riierisce circonstanziatamente sal processo difterico in tre fratelli 
(an fanciallo di 7 anni, an bambino di 2 anni, ana bambina di 8 mesi) 
in ctti rose assai baoni servigl nna solazione di gr. 0,03 (ael piti giovane 
0,02) di piloearpina ed 1,25 gr. di pepsina in 80 gr. d'[acqaa distillata, 
con 2 goccie d^ acido cloridrioo (ogni era an cacohiaino). II piti grands 
del fancialli mori 8 giorni dope saperata la difterite per nefrite con 
edema polmonare. 

II dott Hidor Alfold, in Pancsova (c Wien. med. Presse. > XXII, 13, 
marz 1881) noa ebbe nessan esito favorevole dalPaso della piloearpina, 
Tatti i sei casi, in cai 1* esperimentb, flnirono con la morte. Lo stesso 
dicasi di altri 5 casi in oai medic! nngberesi avevano prescritto la pi- 
loearpina. Alfold a proposito di qnesto metodo di oara fa notare cbe 
esBO in an case (an bambino robasto d'anni 5, ammalato da 2 giorni)^ 
Tide insorgere an*edema acato del polmoni a oagione della piloearpina 
(gr. 0,2 sa 80) di oai se ne amministrb an caccbiaino ogni ora, in tatto 
ee ne propinarono 5 cacchiaini. 

II medico anstriaco dott. Giaseppe Schmid (Op. oit. 15, pag. 452 aprile> 
aniyasi al medico distrettaale dott. Szymonowicz ed al medico primario 
deirospedale dott. Slarczynski per proyare nella difterite la oara della 
piloearpina*: si mostrb qaesta cotanto priya d^azione, cbe Scbmld con- 
olade col dire cbe la piloearpina 6 an rimedio molto costoso, inattiyo 
11 pi^ delle yolte nella difterite, spesso molto nociyo. 

Tatti tre i collegbi ripresero 11 primitiyo trattamento caratiyo della 
difterite, clod Fisolamento degli ammalati, Taso degli analettici e degli 
antisettici, dieta ricostitaente ed assolata disinfezione delle abitazioni. 

In consegaenza di qaeste pabblicazioni il dott. Gattmann yedesi co- 
stretto (€ Breslaaer ^rztL Ztschr. » III, 8, 9, aprile e maggio 1881) a so- 
stenere ancora ana yolta 1* azlone specidca della piloearpina, obe clod 
gaarisoa il morbo stesso immediatamente. 

II merito di ayere per il primo fatto menzione di cib, reclama egli a 

sd, per qaanto gik ayanti la saa prima pabblicazione, fossero stati isU* 

taiti esperimenti con la piloearpina (Weber 1877, Demme 1877, Leh- 

^ess 1879, Merkel 1880). Rigaardo all^azloneldella piloearpina egli pot^ 

RivUta. 15 



226 BIYI8TA 

conyineeraiy ehe in segaito all'eoeitameAto dell* attMtit flsiolo^^ detla 
mucosa malata e del rispettM organi dl seerestone, i fenomaai !&• 
flammatoij cedono eompletam6nto..Malgrado qaeato non teanno di<f 
fetto 1 eaai di morte, poichA qaando 1' infeziona generale si maaiteta 
troppo rapida, nemmeno gioYorii reliminare eon Tesereato ia ca- 
gione eceitatrice del male ed i prodotti di essa. Gnttmann oonslglia 
qalndi di dare in aggiunta rimedj antimicotici aeeertatl (specialmente 
chinino). L*apparire del coliasso in segaito della propinazione all* in- 
terno della pllocarpina, non Tha mai notato ne^snol 120 eaai. Se la 
somministrazione del Tino non d sienra per parte degli assistenti, si fa 
bene a prescriyerlo a gnisa di medicina (ad esempio, vino di Xeres o 
eognao). 

Anche nei casi di morte impntata al tratiamento con la pilooarpina» 
da Weise pubblicati, Gattmann pn5 soltanto raYYisarri ana paralisi car^ 
dlaca od nn coliasso polmonare in consegnenza delle alteraxioai pro- 
dotte nel sistema nerroso centrale dal processo difberioo. Tatti gU oa> 
aervatori s'accordano sn ci6 che il coliasso sia sempre da preyenira eol 
cognac, yino e nitrate d*amile. Per amministrazione sottocutanea, la qaale 
di rare d necessaria, Gnttmann consiglia Tiigezione di 1|2 siringa (Pra- 
vaz) di una solnzfone al 2 per Oio, precednta e segnita da bibite apir 
ritose. 

Infine 1* Antore d& relazione di nn case graye di nn faneinllo d*aniii 8, 
oon forte angina, completo sopore eon stertore, affette entrambe le car 
vitit del naso, otite media difterica e paralisi della deglutiziona da 30 
ore, che sotto Y use della pilocarpina passb a gnarigione. 

II dott Carlo Dehio (< Petersb. med. Wochenschr. > VI, 19, 20, 21, 
mai 1881) riferisce, che gf& nel 1878 nelPospedale dei bambini delpria- 
oipe di Oldenbnrg sono state impiegate le injezioni sottocntanee di pi- 
locarpina nella difterite delle fanei e della laringe, e che yerso la fine 
deiranno 1878 Lehwess di Pietrobnrgo (c Petersb. med. Wochensohr. > 
y, 1, 1880) ottenne fayoreyole estto nella difterite della gola, Dehio pa- 
rimente ha sperimentato la pilocarpina in 24 casi di difterite : in 14 eaai 
Taffezione era limitata alia gola, in 10 erano intaccate la laringe e le 
Tie aeree profonde. Dehio prescriye nna solnzione di gr. 0,02'-0^ di 
cloridrato di pilocarpina in acqna e yino di Spagna ana gr. 50, di oai 
ne yengono propinati sia di giomo che di notte 10 grammi ogni due 
ore. Airinsorgenza del yomito o del coliasso era il rimedio lasoiato a 
parte. Topicamente yeniyano fatte ogni dne ore risciaqoatnre e sclna- 
zettature eon solnzione d'acido borico o di derate di potassa in acqna e 
tre volte al giomo pennellature con solnzione di tannhio al 10 p. G|o, 
oltre le inalazioni di bicarbonate di soda neiraffezione laringea. In tntti 
i 14 casi di difterite delle fauci, i qnali erano in parte leggieri, in parte 
^sai grayi, segui la gnarigione; di cinque d data relazione. Tosto che 
<nrono ayyiate la saialorrea e la diaforesl , yi ebbe una modifloazio&e 
nel pMcesso e propriameDte in dne casi dope 60 ore , in 5 4Qpo 48 » 



SULLA CUBA DELLA DIFTBBITB 227 

ip 1 dopo 40, in 1 dopo 36, in 3 dopo 24 ed in 2 dopo 12 ore. Pei com* 
pleto distacoo ed eflpuiflione dell'esgadato oooorsero in i;n oaao 15 
^orni, in nno 18 jriorni, in altro 8; in 2 casi 7 giorni ; in dne 6 giorni, 
in 2 oasi 2 giorni. Dehio deduce da ci6 oome la piti importante azione 
della pilocarpina sia la pronta aoppressione del processo morboso. Bsao 
fia notare come diversamente operino i differenti proparati di pilo- 
carpina : qnello fbmito da Merk in Darmstad , apparve 11 piil effl- 

<sao6. 

Dei noye casi, in cui oltre la gola, fa dal processo dlft0rico attac- 
oata la laringe, 5 flnirono con la morte, 4 gnarirono. Nel case 5.® con 
esito letale, venne al manifestarfli d^U* asflssia ^fatta la tracheotomia* 
Nel 4 oasi di gaarigione, ne'qnali conTesame laringoscopico Tideai 
apiccatamente la difberite laringea, non fa discusso dl fare la tracheo- 

tomia. 

IL caso 10.» rigaarda an fanciuUo di 9 anni, con laringite flbrinosa 
^enza contemporanea malattia della gola. Malgrado V impiego della pi- 
locarpina crebbe tanto la stenosi, che la tracheotomia dlvenne necea- 
4Baria : dopo cib la pilocarpina non yenne piCi amministrata. L' esito fii 
dt gaarigipne. Una fayorevole inflaenza della tracheo-bronchite non d 
stata adanqne osservata. Airincontro fa indabitato in piii casi an pronto 
miglioramento del processo locale. 

Nella maggioranza dei casi Dehio non vide nessana sgradevole con- 
segaenza : alle volte insorse il yomito dopo 1 o 2 dosi di pilocarpina, pi& 
tardi no. Solamente 5 volte si manifest^) an leggier collasso, ed in vero 
un bambino di anni 1 li2, aveva in 8 ore preso gr. 0,009 di pilocarpinat 
un. bambino di 4 anni ed an fancinllo di 8, in 10 ore gr. 0,02 di pilo- 
carpina, on ragazzo d^anni 9 in 48 ore 0,19 di pilocarpina ed ano di 11 
anni in 4 ore 0,024. II coUasso ce8s6 nel lasso di tempo dalle 4 a)le^8 
^re. Dehio non potd da ci6 ammettere ana sfavorevole inflaenza della 
pilocarpina snirattivitk cardiaca e sal polso. 

In condusione Dehio ricorda ancora qni che il prof. W. Laschkewitsch 
in Charkow in 10 casi di grave difterite di gola non ottenne nessan 
caso di gaarigione con la pilocarpina, nnllostanta che i pazienti aves- 
sero preso nel prime giorno di malattia gr. 0,02 di pilocarpina ogni 
dne ore, in segaito ad ogni era. 

Non si pa6 danqae, ei dice, negare la favorevole azione della pQo- 
carpina nella difterite della gola : per altro ne^fcasi piu gravi di difte- 
rite settica fallisce qnesto come ogni altro metodo di cnra. 

Gattmann (Op. cit. , 46) ritiene troppo alte le singole dosi pre- 
scritte .da DehiO| del che Dehio stesso in altimo si sareb)i)e corretto. 
Oattmann cominci5 con dosi di 4, 5 e 7 milligr. ogni 2 ore, ma in 
segaito trov5 bastevoli delle qaantit^ di gr. 0,0012 fine a 0,0025 ogni 
era, per ottenere re£Fetto speciflco. Ei preferisce Tasa interno all$t 
Jnjezione sottocatanea e d& aI bambini al di^otto di 1 a 2 anni gr. 0^02^ 
Jai piei avanti gr. 0|03 epiQ][;aticaipQnte, agli adalt^ gr. 0,045 al giorao a 



228 BIYISTA 

8e in 24 ore non si manifesta migliorame&to notabile, anmenta la doge 
di 0,005-0,01. 

La medloina deve essere somministrata di oontinuo, giorno e notte^ 
per piii giorai di seguito. Per i'aso intemo Gattmann non Tide mai col- 
lasso , per introdazione sottocatanea solo ana yolta in on accesso dt 
croapi che per6 d gaarito. Di 109 ammalati per difberlte in tal gnisa* 
eorati mori ana gioyinetia , che fa messa in cara soltanto qaando V a- 
sfissia giii minacciaTa. 

Qui pare Gattmann cita 1 medici, che trovarono efflcace il sao me- 
todo di cara. Con qaesto non Tide in nessnn caso estendersi la difterite^ 
alia laringe, ci6 che anche parecchi colleghi confermarono. E qaanda 
tale diffasione fa notata, era essa gi& esistente avanti di cominciare la 
cara, forse per deficienza della necessaria energia d*inneryazione deglf 
organi del respire, il di cai aamento procnra Gattmann, aggiongendo 
alia solazione di pilocarpina 11 liqaore anisato d^ammoniacao.rellxir di 
sacoo di liqnirizia. Se non si giange con ci5 ad espettorare le disdolte 
membrane, diventa indispensabile la tracheotomia. 

La pilocarpina, che, secondo Dehio, non distragge i micrococchi della 
difterite, nataralmente pa6 in principle inflaire sal decorso settico della 
difterite, perciocchd essa prontamente porta Tia dalla caviUi della gola 
i prodotti della malattia e cosi impedisce an aamento di materie set- 
tiche, per il che an^lnfezione settica gi^ incominclata pa5 venire inter- 
rotta. 

II dott Neameister (c Deatsche med. Wochenschr. > VII, 8, pag. 95 
1881) carava, secondo il metodo di Gattmann, 28 malati di diflierite. 
Di 5 adnlti 3 ebbero salivazione (nno mori) ; di 23 bambini soltanto S 
ebbero spiccata saliyazione, nno Tebbe dinsignificante grade (13 mori- 
rono). Neameister vide sei volte insorgere 1* afflevolimento del poise. 
Per bambini rlfiata tale rimedio perchd inoerto Feffetto sialagogo e pa& 
indarre collasso^ 

G. Faladi (c Pest. med. chir. Presse. > 1881 N. 12) vede manifestarsi 
sicara r azione della pilocarpina anche per aso intemo , senza per5 
avere nn^azione specifica contro la difterite, nd che possa impedire la 
diffasione alia laringe e trachea. 

II dott. Manrizio Baschschltz , in Zsarnovitz (c Wlen. med. Presse. > 
XXH, 21, mai 22, 1881) di 32 casi avati contemporaneamente in osser- 
vazione, ne carava 22 con la pilocarpina e 6 senza di qaesta. 

Di qaesti 6 casi ne morirono tre, del primi 26 soltanto qaattro. In 17 
casi Baschschltz, per osservazione del qaale 1 poppahti assai di rado 
Tengono colpiti da difterite (!?), potd direttamente conoscere la fonte 
dell*infezioae. Per altimo Baschschltz (per la scarsezza del materiale noa 
riasoendo a vernna carta oonclasione) dii il segnente qaadro della mor- 
tality nella difterite. 

II dott. Settegast (1873-1877) ebbe sa 481 casi 302 deeessi (62,8 0\o) t 
11 dott Gnandinger (benzoato di soda) so 17 casi 8 morti (47 0[o) ; II 



SULLA CnB4. DELLA. DIFTEBITE 229 

*dott» Sfertz) pennellatnre col tannino 8a 62 casi 22 morti (35,5 0[o), ire 
zuorti (50 0[o)» mentre asando la pilocarpina in 26 casi ebbe soli 4 de- 
cessi (15,4 0|o}!; Gattmann (pilocarpina) in 66 casi nessan morto. (E qtd 
aggiungiamo che 11 dott. Callimani (1) ih Basto Garolfo, ebbe in due ann^ 
la rileyante oifra di 200 casi di dlfterlte, che tratt6 secondo 1 pia di* 
^parati metodi di cara, e non Tide yantaggi special! da nno piuttosto 
Che da altro, e Pesito fh letale in 115 casi (57 0[o)* W ^ 

11 dottor Federico B5bm, in Niederwerm (cBayr* 3.rztU Int. Bl. > 
XXXIIIy 21, mai 1881)^ vide Tesito della cara con la pilocarpina rima- 
nere inolto al disotto della saa aspettazione. Egli ne provb Tazione in 
JLO bambini. Malgrado ana abbondante separazlone di maco, pare si 
espahsero rapidamente i deposit! difterici, e morirono 2 fancialli di 7 
anni, no* qaali eras! svolta ana forte salivazione. B5hm riprese qaindl 
la cara antisettica con soluzione concentrata d* aoido borico, in casi 
oBtlnati associata alle inalazioni con ana solazione d' acido fenico al 3 
per 100. Con tale cara nessano piii mori del rimanenti malati (in 
tatto 30). 

11 dott Lereboallet (c Ballet, de Tb^r.» L. 12, pag.1529. jain. 30, 1881) 
impleg6 per injezione sottocatanea la pilocarpina con fayorevole efletto 
In ana fancialla d^anni 8, nella qaale sotto la solita cara era insorta 
afonia completa, contemporaneamente anohe albdminaria e persisteya 
abbattimento di grade notevole. 

Lereboallet faceya in 7." giorno di malattia an^iojezione sottocatanea 
di gr. 0,005 di pilocarpina doroidrata (solata in 1 c. c. d'acqaa) e la rin* 
noYb nei segaenti giorni 8, 9, 10, 11 di malattia, perfino 3 volte. Sotto 
qnesto trattamento che fti coadjava[to dairimpacoo di ghiaccio al coUo, 
■dalle inalazioni d'acido fenico e dairalimentazione forzata con 1 clisteri 
di peptone, sopravvenne la scialorrea e V ammalato espettorb grosse 
pseado- membrane. II sadore abbondante, polso piccolo* PiCi tardi yen- 
aero di nnovo amministrati la solazione di percloraro di ferro, la china, 
^ed 11 solfato di chinino a caasa della prostrazione. Mentre Talbaminu- 
ria diminaiva, si manifesto ana risipola della faccia, con che la darata 
della malattia si protrasse flno a 4 1^2 settimane. Anche dopo persi- 
fltette la paralisi faringea ed anUncompleta paraplegia, piCi evidente dal 
lato sinistro. 

Lereboallet crede in qaesto case di non dover ascriyere la gaarigione 
esclasivamente alia pilocarpina, perchd si ottenne realmente con le ina- 
lazioni antisettiche e con i clisteri di peptoni. Ma gli sembra che la 
pilocarpina abbia impedito Tinsorgenza deirasflssia, consegaenza del fe- 
nomeni del croap : esse cohsidera qaindl la pilocarpina come rimedio 
preventivo nella difierite. 



(i) Dott G. CallimanL « Una parola snlla difterite. » — « Gazz. med. ItaL 
lomb. » 1875, N. 52, p. 409. 



280 RinSTA 

II dott. Paolo Landowski (€ Joarn. de Tli6r. > VIII, 13, pag. 485, ]rA\Ust 
10, 1881) espone alcane considerazicni aalla oara della difteritd, In eul^ 
acoenna anche alia pilocarpina, ^Come trattamento locale preferisce 16 
oaaterizzazloni con Taoldo fehico neUa glicerlna (4-5 gr. d*acldo fisnieO' 
an 30 gr. di glicerlna) a le Bohlzzettatare con acqna zaccherata font- 
eata (4 gr. d*acido fenico la nn litro d* acqna zuocherata). Air interno 
adopera oome antisettico il benzoato dl soda (4-6 grammt al giorno) o 
Tacido salleilico (2-3 gr. al glorno), quest^nltimo apedalmente nella feb* 
bre alia. Ha per nnlla affatto sicnra Tazione della pilucaTpina, iSpe- 
oialxnente ne' bambini. Talvolta comincia la salivazione dopo la soiftmf* 
nigtrazicne dl 8 cacchialnl (nno ogni ora) dl una solazione di gr* 0,64 
di doridrato di pilocarpina in 80 gr. d* acqua e 20 gr. di sciroppo : la 
altri casl dopo 6-8 cncchiaini* In un case segnl intensa diaforesi senza 
indizio di salivazione, in altri pol nd Tuna nd Taltra. Landowski credid 
che la pilocarpina eserciti nn*inflaenza soltanto salla difterite della gola 
e non ne avrebbe snlle membrane poste profondamente nella laringe. 
Ne*fancinlli deboli non azzarda esso di impiegare la pilocarphia, per- 
ciid anche dosi piccolo possono accrescere 1* adinamla in modb perico- 
lose. Rignarda le Inalazioni di ossigeno, che vide seguite da buon 
esito, oome rimedio atto a gnadagnar tempo , specialmente qaando tin 
ostacolo respiratorio impedisce V accesso di snfflciente qaantitli d* aria* 
Oil ammalati aspirano il gas assai avidamente da an pallone (me- 

. diante un imbnto di gomma) e pol da an allro qaando 11 prime d vuo* 
tato. 

II dott Corrado Raster (« BerL klin. Wochenschr. » XVIII, 27, plc- 
gina 394, 1881) ha fatto la prova che la pilocarpina 6 di tanto pi^ at- 
tiva quanto piii presto viene asata, mentre qaando esistono pi^ estesi 

, deposit! od i microbi sieno penetrati negli umorl , perde di molto in 
virtCi e sionrezza d'azlone. Qaando essa venga propinata, pare che valga 

' a troncare la difterite : in an case , che Kflster comunica fra gU altrb 
sembra che per virtii della pilocarpina non si sia svilappata la piastra 
difterica, che da! priml matamenti locall era da attendersi. Ma secohdo 
Eiister il rimedio non ha nn^azione speciflca ma soltanto sintomaticat 
I<Iessana sgradita conseguenza vide Kuster dalF uso della pilocarpina. 

II ^ott. P. Naake (c Berl. klin. Wochenschr. > XVIII, '38, pag. 55I» 
1881) nella sua contrlbnzione alia casistica della tracheotomia fa pa- 
rola anche deirappllcazione della pilocarpina. Esso Tadoprb in una serie 
di casi leggieri e gravi di difterite e nella para angina tonsillare. Le 
dosi proposte da fiattmann non prodassero sempre salivazione, e per6 
Naake impiegb dosi maggiori. Diede quindl ai fancialll dai 7-10 anni 
nel corso della giornata ogni li2 ora ad 1 ora an cucchicgo d* ana so- 
lazione di gr. 0,05 di doridrato di pilocarpina in lOO gr. d'acqua, e dn- 

, rante la notte di 2 in 2 ore : inoltre buon vino, impacchl freddi al collo^ 

^ diirgenti gargarisml di cloriato H potassa. Soltanto in un oaso ft ritti6d|a 
operb prontamente ed intensamente, nella plaraKt^ del cbsi non segbi 



BULLA GURA BELLA DIFTIBITB 231 

aidi^rrea ed anobe la diaforeai rimase il pi(i delle volte limitata at 
eapO| qaando por si manlfest^^ Nd la febbre nd 11 decorso della ma- 
lattia parvero dl essere infiaenzatl dalla pilocarplaay neppare nel caso 
Ml qaale prontamente manifestossi una forte sallvazione. Cosi pare poco 
oper6 il rimedio neirangina tonslUare. Non yi 6 adanqae motivo a ri-» 
tenerla an sieuro e speciflco rimedio. 

' U dott. Alft*edo Mailer (c Tberap. Gaz. N. S. > II, 11, pag. 403| noy« 
1881) yide esito boono dairimpiego della piloearpina sdcondo il metodo 
di Gnttmann. Mailer ricorda inoitre cbe il dott Kablmaan ba troyato 
utile Testratto di foglie di Jaborandi. 

. U dott. Arcbambaalt (c Ball, et M^m. de la See. de Tb6r. » XIII, 30, 
pag. 211, 1881) ba adoperato la pUocarpiaa in 21 oasi, di cai 9 (dap- 
principio noa i;rayi) flnirono coa la gaarigioae , 12 con la morte. Ar- 
cbambaalt prescriye an caccbiajo d* itna> solazione di gr. 0,1 sa 250 gr. 
di liquido ad ogni ora. In dae casi fece tre yolte al giorno an* inje- 
zione ipodermica di 5 milligr. di piloearpina, ma siccome presto dopo 
la prima iojezlone segai 11 yomito ed in an case yi fa ancbe graye ool- 
laBso, GOBI Arcbambaalt daya la preferenza air introdazione per bocea. 
Nei caei gray! si riprodassero le pseadomembrane dopo 11 lore dfstaoco 
ed il deoorso del morbo parye non fosse inflaenzato dalla piloearpina. 
Arcbambaalt ne [^conclude cbe la piloearpina d inattiya contro la dif- 
terite. 

II dott. C. Picot (« Reyne m^d.de laSaisseRoms^do I,ll,pag.674, 
noy. 15, 1881) dk ano sguardo agli esperimenti da noi gi& comnnicati 
sairazione della piloearpina nella difterite, sia introdotta per iniezione 
«yttoeatanea, sia alio interne ed anohe per cl!stere« A sno ayyiso i fa- 
yoreyoli esiti, ayati dai singoli medlci e cbe per altro ancbe col genio 
epldemioo si poteyano spiegare, indnssero a prosegaire nolle proye. 
^ De* layori menzionati nella raccolta del Picot ed In qaella analoga 
del dott. C. Zaber (c Gaz. bebd. » 2\ Ser. XVin, 37, pag. 586, 1881) 
possono yenir qai ricordate ancora talane relazioni salla terapia della 
difterite. 

II prof. Gialio Lepidi-Cbioti (c II Morgagni ») ba con buon esito ado- 
perato la piloearpina in soluzione in 3 malati (2adalti). Esse crede cbe 
il rimedio promaoya Teliminazione del yirua difterico cbe si raggiange 
a mezsio della profasa diaforesi. Esse yide dopo applicata per clistere 
ana solazione di 3 centigr. di cloridrato di piloearpina in 60 grammi 
d*acqaa distillata insorgere saliyazione dopo 10 a 15 minati; osserya* 
'Zione cbe ba importanza per i easi in cui il rimedio non yiene toUe- 
rata dalle stomaco: ad ogni mode ai bambini non sarebbe da aminlni- 
strare cbe a tenai dosi. 

Aggiange ancora cbe gli incomodi di stomaco sassegaenti all^am* 
ministrazione della piloearpina sono spesso saperati col prendere in 
segaito del cafE^. 

II dott* Masini (< Imparziale >) riferisce tre easi, di cai dae ebben^ 



232 BIVIBTA 

«8ito letale, ed il dott Gaaita pare tre easi, d! eai due sarebbero gas* 
riti sotto Taso della pilooarplna, in aggionta ad altri ilmedL 

Cassin in Avignone (c Lyon m6d. ») in nn caso di difterite eam» 
plicata con cronp in un fancinilo d'anni 6 ottenne la gnarigione merod 
lo straordinario efflasso di saliya e di sadore. 

II dott. Lemoyne di Lorient (c'Jonm. do m^d. et de (Mt, de Lneas 
Championniere ») adoper6 le iniezioni ipodermiclie di nitrato di {Hloear- 
pina in an fanciolle d'anni 6, nel quale era stata praiicata la traeheo* 
tomia, caosa la minaceiante asflssia. 

In aeeonda giomata dope Toperazione vennero sotto yiolenti aeeeflsl 
fli tosse, espnlse delle pseodomembrane insieme ad ana grande qoan- 
titiL di saliTa ; con che incomincib la gnarigione. 

Jf)* II dott C. R* S. GnstiB (c Boston med. and sarez. Joara*> C. IV, 
marzo 1881) ha sperimentato contro lo difterite la Juglans nigra , da 
N^Iaton lodata nella pastola maligna. Ne & preparare an deootto densa 
di foglie, speciaimente del mallo yerde e di qnesto preserive i garga- 
rismi e le inalazioni del yapori ed in qnalche case anohe per bibita. 
Oltreacoib prestarono \pion senrigio gli impacchi col decotto contro le 
tnmefazioni delle glandale. In 30 casi osseryb bnoni effetti dal detta 
rimetio ; in tatti ne segm la gnarigione , ne* casi lieyi sotto V escla- 
aiyo aso del medesimo , nei piti gray! per contemporaneo impiego del 
preparati di iodic (intemamente ed alio esterno), come anebe del clii-> 
nino e ferro. 

iV). Un rimedio, ohe promette di riascire di grande ntilitli per dis- 
eolyere le membrane difteriche e crapose, d secondo le esperienze isti- 
tuite dal prof. J. M. Rossbacb, la Papigotina (c Berl. klin. Webnsor. > 
XVniy 10, marzo 1881). Da molto tempo ha fittto esperienze per tro- 
Tare an rimedio atto a disciogliere le* membrane crnpose: ma tatii 
i rimedi che in solnzione concentrate raggiangono tale seopo , laseia* 
rono insoddisfktti , quando yennero nsati in tale dilnzione da pofer 
yenire applicati sal corpo nmano per pennellatare od inalazioni: i pel* 
zetti di membrane gallegglayano ancora intatti nei rispettiyi liqnidL An-* 
che la proya di dissolyere le membrane crnpose con agginnta di pep- 
«ina e deboli solnzioni di acido cloridrico od aceto (1x10 - li5 per 100) 
Aon ebbe esito fayoreyole. 

Soddisfkcentissimi risaltati atteneya inyece dal sncco latteo di pa^ 
payoHna^ che, giasta le esperienze fatte, non ha azione suUe mucose Id- 
tegre nd snl tessoto polmonare. In nna forte solnzionla di qnella (0.1:2.0) 
nn pezzo di membrana tnbalata proyeniente dalla traehea d' an barn* 
jbino ammalato di difterite dope angora era ridotta in minonoii , ete 
iopo 6 ore erano del tatto scomparsi e la solazione perfettameuts 
cbiara. In ana solazione al 5 per 100 pezzi di membrane erano dopa 
S ore completamente discioltii solo in parte in ana solazione al 21x8 



StJLLA OXJRA DBLLA DIFTBRIT8 233 

'per 100 e per nalla aS^tto in una solazione al Ifi per 100. Solnzioni a 
caldo non operano oome dissolvent! piilt rapidamante di qaello che le 
tredde. Meno attiYO troy6 11 sacco della CSsr^a Papaya ^ un estratto 
dalla medesizna pianta, che per il colore Yerde-scnro e sappre amaro si 
differenzia dalla papayqHna preparata, la quale d bianca e senza sapore. 
In ana solnzione di qaello dei pezzi della pseadomembrana adoprata nolle 
precedent! esperienie si rappero solo dope 12 ore e la solnzione perfetta 
npn ebbe luogo neppnre.dopo parecchi giorni. Che per6 anche.questo pre- 
parato di piCi debole azione possa accelerare la dissoluzione delle mem- 
brane, lo prova an fatto narrate da Rossbach, di an bambino di 15 mesi 
d'et&y debolacciOy che soggiacqae alia malattia straordinariamente graye, 
xna in cni dopochd erano stati amministrati nel lasso di 24 ore grammi 5 
di ana concentrata solnzione , tntta la gola non presentb pitii alcana 
traccia di chiazzoi ma solo forte arrossamento e tamefazlioae. 

Bossbach consiglia di fare le pennellatare o far instillare goccia a 
goccia sia in booc^ che nel naso ana solazione sataradi papayotina o 
di sacco di (7* Papaya. 

U Relatore potd fln qui solo in an case adoperare la papayotina. 
Trattavasi di an bambino d'anni 5, che gi& aveva sofferto di lieve m& 
assai protratta difterite d! gola (14 giorni flno a tre settimane). Nel- ' 
rnltimo attaoco gli fa prescritta una solazione di papayotina a 1|2 per 100 
flecondo il metodo di Rossbach. Qnesta volta ne segui la gaarigione in 
dae giorni. 

0/ II dott W. Hale White (c Lancet » II, 17,pag. 700, ottob. 1881) 
raocomanda per disciogliere le membrane difberiche la peptoglicerina 
adda di Bullock, che esse per la prima yolta adoper6 in ana bam- 
bina di 2 anni e I|2, dope pratioata la tracheotomia. Bsso faceva ina- 
lare col mezzo d^un apparecchio neblizzatore grammi 15 di detto rimedio 
ogni due ore. La cura potd essere smessa in quarta glornata, dopochA 
per 18 ore pi£i nessuna membrana fa con la tosse espulsa, e presto le- 
Tata Tia anche la cannula. La bambina mori pit tardi per una bron« 
xopolmonite (11 tempo non ^ detto). Alia sezione si vide che la sola- 
zione di pepsina non aveva pregiadizleTolmente influito sulla trachea » 
«ai bronchi e laringe. 

r White nota che presso Bullock e G. pub ayersi ana solazione di 
pepsina con meno di glicerina di qaello che ne contenga la solita 
jniscela. 

- PJ. A! dianzi citati laypri, che, meno alcuni singol! . rimed! , riguar- 
^ano piattosto singol! punt! del trattamento curatiyo per la difterite , 
aggiangiamb una comunicazione che il prof. St5rk di Vienna ha fatto 
4Balla cura della difterite (c Wien. med. Wockenschr. > XXXI , 46 , 
^ag. 1281, 1881). 
Bt&rk fonda rimpiego del suo^ metodo su 30 casi da la! esattanaenta 



ISii AlYlSTA 

Aisryati e ebe, eceettoati alooni di fimcialii dafli 8 al 10 amii d'ett^ 
risgaardaao tatU adoitl Per la ana esperieiisa li pad nello atadlo inU 
dale della diftarite^ ebe si earatierizaa per la formaiione di saffi di ee^ 
eadato bianeo^^igUuiro nelle Tie d'esoresione delle tomiille oon tanie- 
&2ione delle medeeime e dei panti droonTieini , ataccare oon la me« 
todica pennellatora fatta per pit minttti di aegaiio eon peimello a 
eorti pell gli infiltrati insinuando cea appropriati moTimenti 1 pell d^ 
jieDnello nelle fessnre della saperfloie tonsillare. La penaellatora deve 
essere prosegaita fino a che tatti i panticini grigiaairi aieno tutU al- 
lonianati. Dapprinclpio nsava I'Autore per le pennellature dei liqaidi 
atitisetticl, pift tardi indifferenti (acqna di oalce, alcool, rham), aegll 
Qlttmi tempi spesso aoqua para. Nei oasi ostinati V operazioiie de¥d 
essere ripetato anche nel secondo giorno. Con il distacco dei zaflfll d^ea- 
sndato sembra che la dlfterite maligna sia arrestata nel suo progreaao. 

Nella rianione dei nataralisti a Salzburg, la proposia di SiOrk trov6 
come egli stesso confessa, poca accoglienzay mentre dalla plurality dei 
presenti venne ammessa senza contrasto la proposizlone € i oaai leg* 
geri si risolvono spontaneamente, le dlfterite grayl finiseono con la 
morte (Seitz). » 

' Le opposizioni di St&rk debbonsi vedere nell'originale. Per suo mode 
di yedere, ritiene ricoro che sistematiche scbizzettatore oon debole so* 
lazione d^acido salioilico, borace o oognao sieno vivamente da raceo^ 
mandare in molti casi anobe con 1* aggiunta dl bibite di thd chiaese* 
Qaando minaccia 11 ooUasso esse fa iniettare del vino bianco da pasta 
iollto. 

LMnspirazione di Tapori d'acqua od i gargarismi con acqaa oalda Ai- 
rono piik Yolte snggeriti. 

' II dott. Froelich di Neastadt ai Bagni della Selva nera (c Deustohe 
Ztflchr. f. prakt. iied. » 28» 1677) prescriyeva inspirazioni di yapori di 
acqna calda, oltre gargarismi col clorato di potassa con 11 permahga- 
"natOi come pure V uso di ghiaccio alio intemo ed estemamente , oon 
adeguata eura per la febbre. 

Per le tamefasioni glandolari fa applicare dei fomenti e spaoca per 
'tempo rascesso. 

Neiroso di emetici d necessario andar cauti: debbono abbandonarsi 
le canterizzazioni e la meccanica dissoiuzioae dei depositi difterfer in 
gola. 

Froelich ha segaito questo metodo curativo per tre mesi in 150 oaai 

di angina parte da scarlattlna, parte da difterite (40 angine difteriche 

grayisslme). Morirono 4 dei pazienti: 1 per perdite di sangue,2 c^nf&« 

' nomeni di ayyelenamento per aoido carbonicoy 1 di bronohite oapillara. 

Concorde nell'essenztale con il trattamento curatiyo raccomandato da 
Fr&licb, 4 il metodo segbtto dal dott. delmkampf di Halberstadt (Op* 
oii , 37) in 140 oasi. Anch* esse ayyerte dl astenersi 4a ognl rf medio 
debilitantei speoialmente dagli emetici. Riduce la cura topica all'ajppli* 



i 



SULLA CX7RA>BLLi DIFTBRITB 28^ 

4)iUB!ofie del ghiaooio (per 3 b 4 giorn!) ed alle inalaiifoni del vapori dt 
acqnai In snl principio con agg:ianta di rlmedi disinfettanti. Per Toddre 
i^tido esalante dalla booca, preacriTe an coUuttorlo d'acido fenica 
gfidbmi 5^ alcool dilaito ed acqna di menta piperita anagrammi 50, del 
Che 2-4 oncchiainl in 1 bicchiere d' acqna , servono da gargarismi ad 
'bgni 2 ore. Nei bambini piil picooli Helmkampf troT6 ntile 11 clorata 
'di potaaaa a 2-5 grammi in 180 gramml d'acqna distillata con o eenza 
estrattb di ehina regia preparato a freddo^ o tintara di cloraro di ferro^ 
o tintara di clomro di ferro etereo (ad ogni ora an eacobiaino). 

Negli ingorgbi delle glandale linfktiche gono da pratioarsi le iniezioni 
ipodermiebe d'aoido fenioo In solazione al 2 per 100, tatti i giorni 1-2 
Tolte dae o tre siringbe per volta, e gli ascessi debbono possibilmenta 
essere per tempo aperti. Ogni debilitante trattamento (emetici) 6 da ri- 
sparmiarsL 

II dottE Eidam di Gnnzenbaasen (c BerL Klin. Wcba8cbr>XV, 34^ 

"ang. 1878) si dicbiara istessamente eontro Timpiego dei caostlci, seb- 

lene sal fayoreyole effetto di qnesti sieno state oomanioate delle prove 

(a. a. 0. Xllly 46, 1876). Bidam adopera principalmente le inspirazioni 

dei yapore d'acqua, con cbe verrebbe ottimamente raggiunta la disso- 

' Inzione delle membrane e con qaeste la rimozione di ftingbi. £ indiffe- 

rente per Eidam 11 medicamento da asarsi per inalazionl mediante all 

imbato di vetro per 30 minati con panse di 15-30 minati , nella notte 

'con interralli pii!i langbi. Eidam prescrive inoltre per gargarismo o pen- 

nellatare una solazione di clorato di potassa (1.20)| e qaesta pare nel 

rapporto di 1 : 30 per aso interno, oltre caldi epitemi intorno al coUo^ 

Ancbe 11 dott. Giaseppe Mars di Erbangen (c Dentsches Arcb. f* Klin« 

Med. > XXVII, 1 2| 1880) avverte nel trattamento carativo della difterite 

di astenersi dai forti rimedi aggressivi (caastici). Egli cerca saile orme 

dl Oerteli di eccitare la formazione del pas con inalazionl del yapori 

d'acqna calda (dapprinoipio almeno ogoi ora per 15 minati, dnrante la 

notte ogni 3-4 ore). Per palizia della cavity orale possono yenir ati« 

lizzate delle solazioni di sal comane, di clorato o permaoganato di pof- 

tkssa come pare d*acldo fenico o salicilico. In casi grayi sono inoltre 

ntili i gargarismi con le dette solazioni come pare con qnelle di timolo, 

41 alcool di acqna clorata. 

il dott. tlieck di Scbbnborn neirHolsteln (< AUg. med. Cent. Zeitg.V 

L. 52, pag. 1313, dec. 1881) fece con baon elOtetto inspirare 1 yapori di 

' ana solazione calda di sal comane, messe in na biccbiere da reagenti 

mediante an tabo di gomma. Per gli adolti preferisoe 1 gargarismi con 

'solazione calda di sal comane. 

II dott. Coesfeld di Barmen (c Dentsobe med. Woobenscbr. » YI , 35» 
pag. 473, 1880) oonsidera come onra "^razionale della difterite 11 sem- 
plice gargarismo con acqna calda sola. Ai bambini, cbe non sanno pe- 
ranco gargarizzare, prendano per bibita ad ogni mezz'ora deiracqiia 
calda del latte caldo. Con 1 gargarismi d^acqaa calda yiene la dl- 



2S6 RinsTA 

sirnzione delle membrane energicamente eoadlavata ed accelerata dal 
XDoyimenU moficolari che segoono neiratto del gargarizzare ; e quindi 
.a diffasione del processo difterlco alia coanei alia laringe e tromba 
d'Eustachio 8ar& resa difficile, qaasi impedita. Nelle inalazioni dl Ow^ 
tel, in cni la glottide viene al massimo dilatata , le particelle fsolnbiU 
yengono spinte eniro la larlsge, cosicchd si pa6 artificialmente £Eir am* 
malare la laringe stessa. Neppure la difterite laringea va ^carata eon 
le inalazionii ma con Tapomorfina, con la radice di senega e con Pa^ 
cido benzoioo ; e cosi la difterite settica con i gargarismi di solozlone 
d^acido fenico, assieme airnso interne degli antizimotici, antl-febbrili 
•ed eccltanti. 

Alia questione snlla razionalitiL della diretta applicazione del canstlci, 
id risposto negatiyamente dalia maggior parte degli osseryatori, come 
Jippare dalle precedenti comnnicazioDi. 

Ye ne ba per6 qualcuna, in cni d risposto in mode affermatiyo. 

E. N. Wbittier (c Boston medl and snrg. Joorn. » ZCIII, 20 p. 547. 
^oy. 1875), raocomanda oltre ai gargarismi ed ai dlsinfettanti, dl nsare 
della pietra infemale o meglio ancora deiriperniirato o del perclornro di 
ferro. Ne yiene quindi che 11 trattamento debba essere diyerso secondo 
la specialitit del case e che anche in quanto al trattamento generale (cbi* 
.nine, ferro, grandi quantitit di alcool) sia da avere rigaardo alio stadio 
della malattia ed alia ripugnanza delPammalato. E del restoil miglio* 
ramento locale non serya mai di regola per la prognosi. Nella mi- 
nacciante dispnea , Wbittier consiglia di fare per tempo la tracbeo- 
tomia. 

II dott. W. Hensgen (c Dentsche med. Wocbenscbr. » III, 30, 31 ; Jnli, 
Aug. 1876), non ha yednto neir applicazione topica dell' acldo fenico 
^pennellatnre) fayoreyoli risnltati. Esse qnindi cara la difterite an* 
eoTSL secondo 11 yecchio sistema con le caaterizzazioni con la pietra in- 
fernale e Tesporta^ione delle membrane difteriche [e con ci6 ossery6 
la piili pronta dlssoluzione della membrana che ricopre la mucosa. 
€anterizzaya le piastre difteriche 2 o 3 yolte al giomo e faceya to- 
.glier via T escara formatasi mediante nn bastonoello inyolto in nn 
pannilinoy ma questo pennello deye ogni yolta brnciarsi. Sulla ripulita 
mucosa era poi portata una soluzione d* acido fenico al 15-20 per 100 
>Qgni 2 ore, flncbd i deposit! di nuoya formasione rendeyano necessaria 
una nuoya cauterizzazione. Inoltre prescriyeya Hensgen 11 ghiaccio sal 
x^ollo ed in pezzetti per bocca. Dello zolfo e deiracido salicilico usati alio 
interne e come gargarismo, non Tide buon eslto. Nella tosse eron- 
pale lasdb da parte le cauterizzazionie feoe inalare Paoqna di calee» 
La tracbeotomia yenne fatta soltanto in 1 caso , che flni con la 
morte. 

II dott. Hagenbucb ( < Chicago med. Jonrn. and Exam. » XXXIV, 
p. 209. March 1877), troy6 necessaria in 1 caso la cura locale per 17 
jflorni di seguito. Su 83 casi in 20, nei quali ebbe luogo nn energ^a 



SULLA CUBA DBLLA DIFTERITS 237 

cara topioa, ottenne gaarigione piili completa di qnello che in quei casi, 
in oai la oara aveva consistito aolianto in gargarismi leggermente- 
aistringenti. Per tale nso TAutore impiegb una miscela^di sesqui* 
oloruro di ferro e d* acido nitrico dilaito a parti egnali, che, dopo de- 
terse le membrane con ascintto filaticcio, yi veniva applicata con 
on morbido pennello. Solamente in 3 cast venne adoperata una forte 
aolnzione; a sd medesimo Hagenbucli applicb 1' acido nitrico puro con 
an catetere d'avorio. Un trattamento locale energico in tutti i casf 
arreca manifesto vantaggio. Se per uA giorno intiero venne interrotto> 
U male peggiorb. 

II prot 0. Heubner (c Jahrb. f. Kinderheilk. » N. P. XIV, p. 1. Jnni 
1879), considera come princip^le scope di promuovere prontamente una 
inflammazione delimitatrice. Fa pennellare i panti affettl con acido 
fenico (1:4 di alcool) 1-2 volte al giorno e vide da questo trattamenta 
parecchie volte assai buoni effetti: in altri fa inefflcace. In 2 casi ria- 
sciva Pinalazione di vapori di trementina ripetata ad ogni ora ne' primi 
dae giorni di malattia (scarlattina) ad impedire Taffezione in gola. In 
on case Heabner contro an' ostinata affezione glandalare fece con 
esito favorevole onMniezione d' acido fenico nel tessuto della glan- 
dala. 

II dott. C. Schaster in Diebarg (< Deutsche med. Wochenschr. » VI, 3 
Jan. 1880), car6 in 12 anni tatti qaanti gli ammalati di difterite (piit 
di 500) mediante tocchi di pietra caustlca ed amministrazione per 
bocca di clorato di potassa (4-8 grammi al giorno). Con tale me^ 
todo non ha perduto nessun ammalato, se curat! in tempo: poichd gli 
8 malati che vennero a morte, si erano messi in cara pressochd ago* 
nizzanti od avevano gravi complicazioni (polmonitei difterite laringea). 
Schuster ritiene infondato il timore che dalla cauterizzazione con la 
pietra caustica ne provengano emorragie od infezione del sangue* 

Alia domanda sulPammissibilit^ delle sottrazioni di sangue nel tratta- 
mento della difterite d risposto negativamente da E. Headiam Greenhow 
(< Med. Times and Oaz. » Jan. 6. 1877). L*Autore distingue 11 croup 
dalla difterite, anche a proposito della cura. Per quest' ultima devesi 
fin dapprincipio cercare di sostenere le forze: un contegno diverse d 
qui pregindizievole, mentrechd nel croup 11 sanguisugio, i vomltivi, gli 
antimoniali sono bene sopportati e sono oapaci di produrre il dissol- 
Timento delle membrane; perflno una generale sottrazione di sangue 
d possibile nel fanciuUi. 

II dott. H. Zeroni sen. di Mannheim (c Aerztl. Mittheil. aus Baden. » 
XXXIl. 10. 1878. — < Memorabilien. > XXIV, p. 145. 1879), non vide 
mai effetto sanative dalle locali applicazioni salla superflcie deir essa^ 
dato. Invece prestarono a lui mi^liori servigi le oavate di sangae. Per 
i dolori molto violenti al capo applicava sanguisughe dietro i pro- 
cessi mastoidei d*ambo le parti : cosd ai primi sintomi di malattia della 
laringe : a soUievo degli ammalati devono farsi diligent! lavacr! del 



2S8 KIYISTA 

coUo, pel dolori yM con I'acqua ghiacolaU e per oalmarll amnibU-. 
atrare solazioni di elorato di potasfa o di nitrata come pnre acidi mi- 
sarali dilaiti. Gesaata la febbre Zeroni ik fkre impaeohl caldi at* 
torno al collo« In 1 caso^ nel quale al 9.^ giorno di malattla insorf^ro 
graTlsflimi dolori di testa e dolirio fiirioso, ottenne, la goarigione coa 
rappltoazione di 12 mignatte alio tempia, rJmanendo per5 per piik giomi 
dei disturb! di vista. In altro case di difterite laringea, in coi la 
tracbeotomia' resib senza effetto, s'ebbe esito favoreyole dalla doeda 
fk*edda aH'occlpite ed alia cervice. 

La traoheotomia, di cui nelle preoedentl relazioni sono pi& ToUe atati 
4a Boi accennati gli elOtetti e le indicasioni, viena peculiarmente soate* 
Buta dalle seguenti note. 

Ginsta 11 prof. Kaulich (c Prag. med. Wochensehr. > IIL Z Jan. 1878) 
la tracbeotomia d indioata ne* casi di aocertato ostacolo alia mac* 
canica della respirasione per difterite dalle vie aeree, come indnbita- 
tamente d stata ottennta la guarigione in casi di grave pericolo dl 
asfissiay quantnnque si possa appena supporre, cbe la toacbeotomla 
valga a mettere fine al progredire del procesfo. Soltanto per la ma- 
desima 11 oorpo ritorna in calma, ed d indugiato od Impedito lo 
avolgersi deirenfisema aoato dei polmoni, inflne vengano con una ra- 
zionale medlcatnra a guadagnarsi tempo e panti di presa. Anobe nei 
casi nei quali la tracbeotomia assicnra rispetto all' esito poca o niuna 
probability (polmonite), non devesi essa, secondo Kanlicb, tralasciare 
poicbd quella impedisce le angoseie deirasftssia, o rende pit Ueye la 
morte del paziente (non sempre ; poichd tntta la scena pn5 ripeierait 
subito cbe la difterite si diffonde al disotto della cannula. — Beiat) 

L'operazione d adnnqne sempre ammissibile. Non si pub perb tra* 
senrare 11 giusto memento, e far uso invece di emetici ed altri, i quail 
non Talgono a&tto ad espellere le membrane diftericbe aderenti: molto 
piiQi facilmente giungono ad essere espulse le quantity di mnoo accnmi]^- 
late nell'interno della laringe dope la tracbeotomia. Kaulicb consiglia 
peroib di sempre praticare la tracbeotomia subito cbe i primi decisi 
fenomeni di stenosi laringea si manifestarono. Se qnesta non esistai la 
tracbeotomia non ba verun scope, e riesce superflua, malgrado la gn^ 
vezza dei sintomi insortii la soggettiva euforia, la quale d accompaguata 
da cianosi. 

Kaulicb d*altronde accenna espressamente cbe la guarigione deiraf- 
fezione difterica locale non accerta della guarigione del morbo : possono 
seguirne emorragie dalla feritaprodotta dairoperazione o dalle erosionl 
della mucosa tracbeale. Ai fanoiulli poi operati di tracbeotomia dev^ai 
prima riprfstinare la normale respirazionoi avanti cbe possa esaer 
tolta via la cannula. 

Dope la comunioazione di Mnller-Warneck, yenne nella clinica del 
prof. Bartels in Kiel fatta la tracbeotomia » come noi plili sopra ab- 
biamo accennato, sempre dope i primi acoessi di ortopnea: la ferita. 



gULLA CUBA BBLLA DITTSRITE 839 

bagnata oon solazione d* aeido fenico al 5 per 100 e dopo la onqitiira^ 
imbevnta di balsamo peniviauo. OltreaQcib fa per tatto U giorno (eo* 
oetio efae nel bagne), sparsa sni fiincialii la nebbiat prodotta da ua ap- 
pareeehio iaalatore (folazioae di gal eomnne ad 1 per 100), Malgrado 
€i6 MfiUer^Wameck son pa5 pienamente coadividere le aperanze di 
Pauly (c Beitr&ge zor Traoheotomie: > Op. oit. 8). Se nonogtaate Tiaa- 
lazione, il prooesso difterico si diffonde alia trachea ed ai bronobi^ po- 
trebbero aaohe flegaime complicazioni di polmoaite catarrale: ed6an- 
ehe cattivo pronostico lo ataccarsi, a cansa delle iai^lazioai, di groaae 
membrane insleme appico}oate. Le inalaziofii aono aempre gradiie al 
pazie&ti. LMncroatazione di zaffl entro la trachea al impadisce benisslmo 
con lo disgregamento] dei medeiimi per mezzo di catetere (moUe di 
Mercier od nn semplice catetere franceee bagnato in acqua oalda), ohe, 
dopo levata via la cannula od entro qae8ta\ vien introdotto fine alia 
biforeazione della trachea. Con alonni moTimenti in giro e prontameate 
ritirando il catetere, aono gli zaffi forati e staccati. A prevenire il dif- 
fondersi del processo difterico alia fbrita. della tracheotomia aono da 
raecomandarsi le pennellatore di balsamo pernyiano an tatta la super- 
flcie della ferita. Qaando malgrado qnesto comparvero delle piastre 
(difteriche) queste si sperdettero prontamente, spargendoyi sa I'iodofor*- 
mlo in polyere. La cannula ya tolta yia al piilL tardi in 2.* giornata 
dairoperazione:al 5.^ giorno essa poteya per fayoreyole decorso essere 
affatto abbaadenata. 

Non d qui concesso di far un oenno delle numerose statistiche rela- 
zioni sulPesito della tracheotomia. Potrebbero soltanto troyar interesse 
le importanti ossenrazioni che il dott H. Settegast di Berlino ha fi|tto 
nella sua relazione snlla sezione chirurgica neirospedale di Betanie per 
gli anni 1873-76 (t Arch, t klin. Chir. > XXII. 4 1878; « Chir. Centr. 
BL» Y. 95. p. 583. 1878), rispetto all' applicazione della tracheotomia 
nella difterite. 

Dei 568 casi di difterite yenntl in cura in tale tempo (274 maschi, 
2H femmine) morirono 315 (160 m. 155 f.) ed 11 furono dimessi non 
gnariti. I fanciulli dell' et^ di M5 anni erano 481 (260 maschi , 231 
ffsmmine) con 302 casi di morte (154 m. 148 f.) 11 (7 m. 4 f«) dimesai 
non guariti. Da ci5 risulta la proporzione di guarigione del bambini di 
42.6 per 100, per gli adulti ^1 85 per 100. Su 87 adulti si face in 6 la 
tracheotomia con esito di 4 morti*; su 481 bambini 375 tracheotomie 
(204 m. 171 f.) con 250 deceufsi (130 m. 120 f.); 6 furono dimessi non 
guariti. Dei 106 malati, su cui non era stata eseguita la tracheotomia, 
ne guarirono 49, furono dimessi non guariti o sono morti 57. In 16 
anpi (1861-1376) la tracheotomia yenne fatta in queH'ospitale in 754 bam- 
]biDi, del quail morirono 512, 7 dimessi non guariti, 235 guai^iti (31.16 per 
100). I risultati mensili, i risultati graflci annuali e Teyentuale influenza 
4eUe fltagioni, Indlcata ooq opportQne tayole, e cosi altri particolari 
debbono cercarsi nel layoro originale*. 



21ft BIVISTA 

Neiret^ al disbtto dei 2 lt2 anni forono operati solianto i piti robosU, 
per5 tatti qaelli al disotto dei 2 anni d*et& morirono. Fino agli 8 annI 
Tenne quasi esolasiyamente fatta la tracheotomia inferiore. Per cara 
oooBecntivavennero prescrltte le inaiazioni di liqoidi divers!, senza per6 
Che ne segnisse unMnflaenza soUa mortality : soltanto Tespiisttorazioiie ne 
era cbiaramente agevolata. La levata della cannula non av yenne mai prima 
del 3.* giorno il piiH delle Yolte al 5.^ L'esito mortale segui 11 pin spesso 
per affezioni polmonari e della pleura. In un case si troy5 una media- 
stinite suppurata, la quale non era stata prodotta da ingresso di aria. 

Infine ricordiamo la relazione del dott. Werner di Markgr&ningen 
su di on cattivo esito della tracheotomia, fortunatamente rare (c Wur- 
temb. Corr. Bl. > XLVIIL 10. 1878). 

Werner aveva compiuto (senza narcosi!) la tracheotomia snperiore 
in un bambino d^anni 5, nel quale malgrado V appllcazlone dei noti ri- 
znedi, erano insorti molti acoessi di soffocazione. Tutto era pronto per 
rintroduzione della cannula, quando 11 bambino assai inqaieto feee una 
yiolenta mossa, con che syid Tuncino che fissava la trachea. Dopoch^ 
a stento quello fu rimesso in posto, cercb Werner d' introdurre 11 ca- 
tetere di Flourens, cib che per altro non fu possibile. Dopo allargata 
la ferita, allorchd si glunse ad introdurre una cannula, il bambino era 
appunto morto. La sezione mostrb che la trachea era aperta non pre- 
cisamente suUa linea mediana, ma alcune linee al .disopra deir istmo^ 
la ferita comprendeya non tutta la trachea, ma soltanto lo strato car- 
tilagineo, mentre la mucosa sottile come carta era rimasta completa- 
mente intatta. 

Werner raccomanda quindi in luogo deiruncino di Esmarch di ap- 
plicare pinzette ad entrambi i margini della ferita. II relatore d d'av- 
yiso che il fare la narcosi e rindlzare un ago con filo in oiascaa 
margine della ferita della trachea possa essere ancora di maggior yan- 
taggio alia sicurezza deU'operazione. 

Goering (1) riferisce un case, che non miglioraya atfatto con le caa- 
terizzazioni, con gli emetici e yescicanti, mo8tr6 inyeoe un notevole 
miglioramento per le inaiazioni di bromo e bromuro di potasiSlo (1 : 150 
d'acqua) e le pennellature con la medesima soluzione (2). Ha vedata 
ottimi effetti dalle inaiazioni fatte specialmente nei bambini con la se- 
guente soluzione: bromuro di potassio gr. 0.20, bromo 0,05,J]acqua di- 
stillata gr. 150. 

E con tale metodo il dott Gotteyald (3) ha curato 18 casi di difterite 



(1) Goering. « Gura della difterite. » (Riy. tlin. di Bologna » 1875» p. 6^ 
C^) Schutz. « Soluzione antidlfteriea. » (« BulL delle se. med. di Bologna » 

Serie 5.*, voL 17, p. 395). 
(3) Qottevald. « Ubo del bromo nella difterite. » (« BulL deUe so, med« di 

Bologna. « Serie 5.% yoL J^, p. 156). 



SULLA CORA. DELLA. DIFTSRITE 241 

di cui ne guariroao 14 Dei qdattro oasi oon eslio Idtale, due morirono 
nella stessa glomata che erano atati aecolti neirospedale per la ciira. 

In ana adananza della sesirione di medicina deir ultimo ooDgreaso 
medico a Qenoya (l\ a proposito di una digcnasioDe impegnataei auUa 
terapia della difterite, il dott Giani ha sosteauto i rantaggi del san« 
gnisngio e degli eccoprotioi (!), il dott. Boooa disse d* arep sempre ot- 
tennto buoni risultati dalle eaaterizzasioni col nitrato d'argeato, mentre 
il Tarri negava ratilit^ di qnesto, oonsigliando invece il chinino ad 
alia dose, i gargarisml oon aeqaa di oalee e clorato di potaasa. (R.) 

Joll J (2) ha impiegato il collutorio di glioerina para e eloraro di calce 
ana gr. iOO; il Cenni (3), oome poscia il Gomillean (^, ha provato i gar- 
gar ismi e le pennellatare oon la aolazione d' aoido ossalico; il dottor 
Clemens (5) usava per gargarismo airinterao Tacqaa di eloro ool bro- 
muro di poiassa. (R.) 

In fine in rapporto al sassidio della traoheotomia, abbiamo a rife« 
rire il parere di Wanscher (6), che nei casi d*argente indioazlone dk 
la preferenza al prooeseo di traeheotomia saperiore, e al riserva di fare 
la traeheotomia inferiore nei casi in cai la cannula deve restare appli* 
cata a lango. (R.) 

GONOLUaiONE. 

L' esposizio&e At lunga e fors* anoo tedlosa, ma era bene conosoere 
quail e quanti rimedi ed in qual yario modo e concetto aono stati racoo- 
mandati contro an morbo tanto grave ed eaizlale per i bambini e 
fkncinlli. Quanto ai risultati di questo studio, sono aconfortanti pnr 
troppOy dorendo noi condudere ohe flno ad ora sono riaseitl a vnoto 
gll aforzi della acienza sia per iscoprire e toglier di mezzo le cause della 
difterite, sia per impedime I'lnsorgere con opportunl mezzi protilattioiy 
preventivi generali od individuali, come pure farono ben povere di ri- 
sultati le diverse cure mediche e chirurgiche istituite per vinoere la 
malattia in atto. Non solo non si d trovato uno specifico per la difte- 
rite, ma neanche an rimedio n^ diretto nd indiretto che abbia giovato 
nella plurality del casi. 



(1) « Relazione del 9.^ Congresao medico in GenoTa. » (« Ann. univ. di 
mad. e chir. » A. 1880, vol. 254, P. BXy.\ p. 464). 
^ Jolly. « Collutorio contro la difterite. » (« L*Union m^dicale. » 1877, N. 41. 

(3) Oatti. Mem. eit 

(4) Comilleau. « Traitement de la diphtheric par Taeide ozalique. » (« Ball, 
de Th^rap. » 1880, toL 89, p. 479). 

(5) Clemens. « Da traitement de la diphthSrie. » (« Bull, de Th^rap. » 1875, 
TOL 89, p. 284). 

(6) Wanscher. « Della difteria , del croup e della traeheotomia. » (« Ann. 
nniv. di med. e chir. » i879» toI. 250, p. 419). 

Biviita. Sd 



242 BiViSTA SULLA CUBl DSLLA DIFTSRITB 

11 rioordaio metodo aborttro di Stdrk, cbe d pur baoao dice Kormann, 
non d elie troppo nnmesU ap^caUle, pareM di aoUto il madiao d 
cbiamato a malattla gik apiagata. 

L'onico rimadio dal -qoala non 6 atalo fla qui rlfarito pro?a in oom- 
trario ^ la Papayotina, ma lo oaaarraiioiii aoao podia par aoaaeplia la 
aparaaia d'ayara in qnaila troTato an afdcaea rimadio oontro la dif* 



£ par d'aopo ileordare aha la difterita aoole prasantara neUa aiagold 
apidamie od in diTersi momanii d'ana astaaa andemo-apidamia an grado 
dlillsrenta di malignitiL a d^infeziosiU; a ci6 apiega U Ceitto cha on rima- 
dio Tantato, esaltafi) coma apaeifico da taiani^ aia atato da alM trovato 
di neason affetto od almano par naiia aflktto aapariora a qaaiii da 
tempo in nao» 

In oggi pore, per concladere, 1 cast lioTi di difterita poaaono a^ar 
vantaggio a gaarira*con. i pid diaparati rimadi, ma i caai graTi noa 
hanno ana baa doterminata tarapia a par troppo il maggior nomaro 
finiaea con la mortal 

Ma qoaati Taai aforzl della tarapia aono da ineolparu intiaramento 
allHaefldcacia del medicamantl o piattosto alle inaafncieoti cogoizloni 
cha noi abbiamo della natnra propria del morbo! 

La tendenze odieme della patologia aono di assegnare a ciascan 
morbo infettlTo nna causa Fpecifica, an parassita: augariamo cbe qnesti 
atodi aieno fecondi di applicazioni e cbe ai progreasi della acienza rl- 
spoada I'effloacia dell*arta« Ma qaando para avvenga qaeato avvaata- 
rato momentOy non si dovranno mai intermettere qaella indagiai a qaegU 
atadi cbe poaaono ccmdarre pia cba a carara, a preyenira il morbo (1). 



(i) La Rivista del Kormann d inseiita neir ultima dispensk del toL CX€«II 
degli Schmidi's Jahrbucher (p. 273). 



24S 



^RIVISTA DI OHIRURQIA 

(CoAUaoAzloi^ flaa* t- Vedi fasoicolo precedente, pag. 160). 



E. Hahn (di Berlino). — Operasdone per lermare 1 mi moblU. 

Hahn presenta ana paziente, nella quale egli avea fatto immbbile il 
rene destro 9 mesi pfima e il sinlstro da 5, col sac metodo pabblt- 
cato nel 1881 nel Ceniralblait fur CMfurgU (1). 

Che ool sao metodo gi ipendado immobili i renl in mode siciiro e da- 
revole non pa6 essere dobbio ; se pbi in tutti i oasi acompiga&o tatte 
le molestie cbe si aveyano prima dell* operazione lo potrti diobiarare 
floltanto Pesperienza. Con tal metodo V Autore ha gaartto pienamente 
una paziente. In altra Tesito ^ rimasto sconoscinto e in qnesta; ohe osa 
presenta, vi 6 an gran miglioramento. 

L'Aatore dfehiara che la sna operazione 6 afbtto senza perlcolo : non- 
dimeno egll la fa soltanto quando non riescono gli ordinarii mezzl e 
qtiando i rent mobili prodacono del gray! dlstarbi. 

Nello state attnale della qnestione ei ritiene permesaa 1* estirpa- 
zione dei renl mobili sanii soltanto quando non siasi riesciti a renderli 
fissi. 

Egli spera che grazie al sao metodo operatorio si porrii una barriera 
all' estirpazione dei reni sani mobili , che va ognor piiH guadagnando 
terreno. 

Liseuisione: Landau (di Berlino) ritiene che la sutura dei reni di- 
slocati sia non che inefficace dannosa, pereh6 Colla medesima la glan- 
dola non Tiene flssata nella sna posizione normale, e 1 vasi e gli 
ureteri soffrono per tale loro difettosa disposizlone; e specialmente se 
si svilnppa una grayidanza gli ureteri yerranno fiicilmente compressl e 
potr& percib seguirne un*idro-nefh>8i. Nel caso dl rene mobile d*ambedne 
le parti, specialmente se h congenito, si deye astenersi da ognt pratica 
operatoria. Se poi tale dislocazione fa prodotta da un trauma, allora si 
deye dare una dieta che ingrassi, oltre ad usare d'un fasclatojo. 

KCLster ed Esmarch hanno anch* essi flssato una yolta per ciascuno i 
reni mobili col metodo di Hahn; ed In ambedue i casi ne restarono di- 
minuite le molestie degli ammalati, ma non yennero perb tdte del 
tutto. Eguale risultato diede loro un 3.^ case, che yiene comunicato. 



(i) Vedi la relazione seritta dal dott Prati di operasione cruenta fatta dal 
prot Bassiait perrendece fisao un rene mobile, edinserita lo aeerso anno in 
t[uaati AfynuiU. (Vol. CCLXI^ pag. 881). 



244 BIYISTA 

E*HahD. — Egllhaspecialmente Yolato ool sao metodo operatorio met* 
tere nn riparo alia nefrectomia clie tende ^ppo ad ealeaderri. Dai^tea 
fll deve sempre oomineiare ool far aso di toelatoj, posela, ae qveatt a nalla 
riesooBo, rioorrere alia saiara, e flnalmente qaando lo irtato del parieati* 
non no restl aneora migUorato, si dovrii pensare alia nefreetoittla. 

SoKNBKBxmci (di Berlino). — Oelle operftztoni snlla vesoloa tiri* 
nariay specialmente dal pnnto di vista deir estirpazione di 
queat'organo nei oasl di inversione del medeaimo (oon pre* 
sentazioxie di amxnalati). 

NeU'estirpazione dl un grosso tamore oyarico, eonoresciato da tntte. 
le parti oogli organ! del piccolo bacinO| Tenne, malgrado ogni cara, nel 
riaizare con forza il tumore^ ohe era mc^to pesante, compreso nella le* 
gatnra on pezzo di arooiisti e qaindi reciso. Si sarebbe potato fare be<^ 
nisrimo la satnra della vescioa, se inoltre n6ll*estrarre 11 tamore non si 
fosse anche lacerata la parete posterlore e laterale destra della Teseioa 
stessa^ cosicch6 non rest6 in site cbe una parte relativameate pioeola 
della medesima. Per mantenere in yita la paziente 1* Aatore ouci qoesto 
residno di vescica coi marginl della ferita addomlnale, formandone come 
una specie di imbuto. Fortunatamente si ottenne la guarigione e la sal- 
datora della vescica manteneado la paziente in an bagno d*aeqaa p^-^ 
mai^ente, e la yescica Tenne in segnito coperta con un lembo ontaaeo 
grannlante, il quale pure cicatrizz5 bene, tanto da non laseiare che uaa 
pioeola fistola. £! poi rimarchOFole il fatto che il residue di reseiea,, 
contro quanto si aspettava, si dilat6 anoora discretamente, oosieeb4 la 
paziente era in case di trattenere Torina flno due ore. 

Nei casi molto gravi d'' inversione della vesciea TAutore ha credato 
di doYere rinunciare alia formazione di nno spazio yescieale (Beoondo il 
metodo di Thiersch) ed ha ottenuto un risultato sotto ogni rigoardo 
fsLYorevole mediante la totale estirpazione [della yescica e mediante la 
sutura degli ureteri recisi nella doccia rndimentaiia del pene. Perehd^ 
secondo T esperienza propria e quella di molti altri chirurghi, nei detti 
oasi, non potendosi schivare la forte tensions del lembi cotanei desti- 
nati alia formazione della parete anterlore della yescica, non s\ deya 
quasi pensare alia formazione di ana parete anterlore della yescica, 
astraendo anche dal fatto che tale operazione 6 molto lunga e che spesso 
solo dope degli anni si pad ripromettersene un risultato deflnitlvo. Si 
formano inoltre abbastanza frequentemente nella nuova yescica delle 
inorostazioni, del calcoli, e molti di tali operati muojono per pielfte; a 
tutto ci5 giastiflca Tesportazione della yescica oon recisione ed isola.-^ 
mento degli ureteri, che yengono cuciti Tuno di oontro all* altro net 
pene rndimentario. Besta d* altronde lo sgocciollo eontinno dell'oriaa^ 
ma in segulto airoperazione si migliora moltissimo qoesto state col ma- 
nire il paziente di on apparecchio semplice e non ponto incomodo (qaaie 
egli fa yedere in un sue operate), tnyece i* applicare tale arlaale nei 



I 



Di cmRUBau 245 

•ead di graTo inveniioDe della Tesoica^ non 6 possibile so prima non 
fli 6 fatta r operasione indieata dall* Autore , percbd p^ la posi- 
zieae latarale degli nreteri non si pa6 ottenera un safficiente cam- 
l>iameQto del reeipienta deli*orina senza ooatare le ooatinue esco- 
riasioni ed aloerasioni della macoM veacieale » ehe aggittnte ai dolori 
ehe le acoompBgaaBo, permettoiio appeaa di portare tale appareochio. 
Negli iadividal che si trovano anoora Delia prima infanzia V Autore non 
esporta tatta la Tescica, ma solo la massima parte e solo piiH tardi egli 
isola gli areteri e li oneisce col pene, essendo qaestotroppo piccolo in 
4|iiella tenera et^ perehd vi si faccia 11 2.® atto delPoperazione. 

DUcmssiom: TUersch (di Upaia) preeeataado dae operati iaterTieae 
a &yore del sao metodo di operare le fessore yescicali, al col rispetto 
quelle di Sonnenbarg d on regresso. II sno metodo ottiene die Tam- 
malato, ehe prima era sempre bagnato, incapaoe di lavorare e che poz- 
SttYay guarito che sia, d senza cattiyo odore, si trova asdutto e pub lavo- 
rare. Egli aatoralmeiite non ha mai avuto intenzione di'voler formare ono 
eflnterci a cai sappUsce colla compressione di an cuscinetto. Operando, 
ai deve sempre procedere ooll'ordine da lai indicato, ciod si deve 4ap- 
prima eonvertire in an oanale la doocia del pene, poi incastrare il lembo 
laterale per ricoprire la met& inferiore della vescioay poscla chiadere 
I'apertara fra i*orlo inferiore di detto lembo e Tingresso nel canale del 
pene mediante an lembo a parte tolto dal prepuzio o dallo scroto e fi* 
nalmente innestare.il lembo laterale superiore per chiadere del tatto 
la Tcsoica. II paziente presentato da Thiersch, che 6 operate gih da 6 
anni, non ha avato in tutto qnesto tempo nessuna cattiva consegaenza 
dalPoperazione e fa sempre in grade di lavorare. Biempiendoglf con 
due sdiizzetti d'acqaa la vescica, esse la sraota con an forte zampillo 
Sieoome nolle donne non si pnb impiogare nessan cuscinetto compri- 
mente per la chiusora temporaria deir uretra, esse doveyano sempre 
portare an urinale, e per togliere anche qaesto Thiersch faceya, in una 
paiiente, che presentaya ai congregati, una comunicazlone Ara la yeseica 
formata di nuoyo e rintestino coll*applicarle ripetatamente una morsa, 
la quale in an punto oircoscritto necrotizzb le pareti della yeseica e 
dellMntestino prose in mezzo. La ragazza non perde orina e finora non 
ha vtsentito alcun inconyeniente dal passaggio dell' orina nell*intestino ; 
trattiene Torina stessa a Inngo e ya di corpo come al solito, 

Billroth credo che gik dal chirurghi americani sia state tontato di 
Ibrmare una fistola yeseico-intestinale per Panzidetto scope; ma rl- 
tiMie die alia lunga una tale comunicazione non sarh, toUerata bene 
nd dall*intestino nd dalla yeseica. Anch' egli in una ammalata con una 
inyersione della yeseica quasi chiusa del tutto , ha messo in opera un 
apparocchio per la completa chiusura della flstoia residua, il quale con- 
aistoTa in un oatotore di gomma ohiuso da una specie di morsetto, sul 
quale due anolli di gomma, cayi a ehe si poteyano rigonflaro orano per 
tal mode saldati, che gonflandoli, quelle del due che si troyaya nel- 



M6 smnA 

nntano, si api^HeaTa fiilla mnooia doUa VMete aoil da 
perCrttABMita meiitre Taltro ri i^plleava mUo •!«» aodo al dl tad 
aoUa peUa. La paiieiite polara in prima ooa tale appaiaeeUo tnila> 
BtfTB f oriaa per 2*3 ore^ ami fa BBguli o lieoiaa dl aaova aUPmriaala^ 
Billrolh propose inteee dl ektedeM eea^lelaiDeate la iaK aiamatati la 
^teadoa, e di laaeiarvl va eateteve a penaaaeaaa, aaalogamoale al ■•• 
todo di Dittel aell*lpeiiroila proetotlea, qwttdo oeeoiae ptuagBm la ym- 
adea, fa eui si appHea tide eatetero atlrawrao alfaperteim artffiniala 
RidiiaiBa iaoltre alia memoria ebe glladlTldal affrttt da aelopla deila 
Teeciea A ben mo elie raggiaagaao aa'eU avaaata, aoeeea ufcea do di 
aoUio prestameate per pMite^ prodotia aatiie didlft r^iegatara degS 
nreteri. B eoatro tale aeeideate aalla pii6 toe Fopeiaaioae di Tlitaaeii, 
perebd eon qoeata U prolaaso della ^eaeiea aea ^faae tlparaio, ma aolo 
rieoperto, e la parete poaterlore della ▼e w i ea' vlaae di eontlBae aplala 
in fbori dalla pr e m i eae Intra-addomlnale, eoaiediA r interaaeaxloaa 
gfttale ddla Teeciea rfemplta d Tede diapeeta a mena lana. la im 
dividno operato eoa tal metodo le paretl della veadea dopo 4 anal 
tntte eoplosamente iaeroatate e si derette Ineidera la parela aaterioffe 
della Tesdea sterna. Dopo poebi giomi 11 paileate moriTa ed attVurtepna 
s! troTb ehe del reni non era saperatile ehe ana ben pieeela pariei Tali 
incrostazloDi soiio da sospettaie in moltl easL Nelia inyersioae della 
Toseiea Bfllroth lia Iktio aneora altri teatatiTi operatoril, ma totH 
darono a male. Una ToUa egll lia tentato di Isolde rorelfa dalla 
connession! e dl tirarla gid lln aotto alia aiallai pabiea, ooraaadodi fal 
fermarla. Egli sperava ebe la slaflsl disginata si potesse ddadaio fi 
nooTo; ma fl pazieate morL la an altro caao egli iaoib qnaal taUa la 
Teedea e eercb dl rhminie sal da^anti i maigini laterall, eon ebe la^o- 
selea restaTa eUnsa. Tale eblasnra era ai^na otienvia, ma d*allnmde 
fl hime Teseieale neoformato non era maggiore di an eanale e i'am- 
malato mori 

Tbioreeb espone ebe la ilgnra della veseica ^ sabordinata al gndo 
della pressione intra-addominale e di qnella del enseinetto. %li ba^ope- 
rate eol sno metodo 20 IndMdnl e 19 di essi gnaiirone e 4 moxiioao. 
In 2 dl qoesU era state lose II perltoneo, an 3.^ mori di resipola, U 4»*dl 
pielite Insoria gi& prima dell'operasioae. Mon erode ebe la dilatajioam 
degli nreterl e qnanto no dipende eia doTata al restar esd seUae- 
eiati, ma pintlosto la ritiene dipendente dalla distensione deila Teeeiea 
prima della sua rottnra net feto. Bg^ non ba Todaio ebe dne Telle for- 
marsl dei caleoli nella nnora toseiea. La formadoae* di ealeeli si t»a6 
pel impedire eraentando fin salla mucosa qnaado si opera, teneade ben 
ripnlita la Tesdea ed estlrpaado le porsloni della pdle da adi^nrsl 
ebe deno proTTlste di peli. 

Langeabaob (di Berlino) ba osaerrato I'inTordoiie della Teaelea In an 
Teeoble di 75 aaal, ed ba operator an case eeeoado il melodo di Soft- 
aeabniv, ottenendone an rlsnltato egnale a qnello ebe espone lo sisaeo 



m cHiftuRGiA. 247 

Smienborg. la luk 2«* caao ia ferita operatoria Tenne ioTasa dallagan* 
greiia, determinata dalla searlattina. 

* 

JcLUARD (di Ginevra). — Sntnra della iresoloa. 

Si tnctta di oaa UMerasioBe della Tescica, oocona nel fere an* ova- 
riotomia, nel maatre si prooaraTa <ti dfstaoeare la ciaii dalki Tisdca a 
oiii adertTa. La laamaione abbe laoge nella parete poatariora della 
leeieioay la qaaia m Nstb diviaa per totta ia sua larghaasai oiod per 12 
eentiinetri; e la cayiUk della Yeacica restaya largamente aperta. 

Rifletteiido che quando la aoparflaie di dne xnembraae f^OToae oom- 
baeiaBO» adwiaoono atsai prontamante aens'aitro, T Antora riaoraa el 
meiodo di Lambert e face la aotora dalla veaeica , ooma ai fa quella 
daU^itttestiiM^, con 15 pnnti alia diatanza di nn oantimetro Tono dairal- 
ti^, aTando onra di appUoara nn panto proprio dove finira la ferita ad 
ambo i lati a di xnetterDa anoora on* altro nn oantimetro al di 1^ con 
che ottenne nna rinnione della ferita^ ohe s'eatandeva an centimetre pl& 
in Hi del dae angoli della medesima. A tale cirooatanza egli oreda di 
dover dare molto peso, perchd egli ha osservato che nolle autare di 
qaeeto genera non d la parte di mezzo della antara chs cede, ma i li • 
qnidi si aprono ana atrada apeeialmente agli angoli della ferita. 

Per tale aatura ai serri del oatgat, non credendo ginsto il rimpro- 
varo ebe gli si fo di non essere forte abbaatanza. Ma per la sntnra della 
Tescioa el fk la stesaa considerazione ohe per la sntora dell' intestino ; 
riflette olod che qnello che in questi casi piii importa d Payera nn esatto 
combaoiamento dalle anperfici sierose: per far ci6 bastaan file ohe ab- 
bia nna fbrza appana piCk che oomanoy quale d an bnpn flio di catgut 
flno^ 11 quale ha poi il vantaggio sngli aitri fill di yenir riassorbito : ed 
esso basta ad ottenere la necessaria cbinsura della ferita. 

Tosto dopo la sutura, TAutori) tenne in yescica una airinga per 5 
giorni^ per 11 complete ripoao deirorgano. 

n aegoito di questa operazione fla semplicissimo e la pazienta ee ne 6 
pienamente ristabilita. Nei prlmi due giomi Torina era sanguigna : nel 
terzo non ci era piti sangua, ma ayaya il color yerdognolo dairacido 
fenico ; al 5/ giomo era tornata affatto normalOi nd mai eontenne mnco 
o pua, e neppnre si face torbida. 

£i gi& molto tempo che fenne in mente ad alcani chirurghi di cncire 
la yescica. Tale antura nell* nomo yenne per5 due yolte soltanto ese- 
gnita per lacerazione accidentale, la 1.* yolta da Willet, la 2.* da Heath» 
ma senza buon esito ambedue le yolte, cosicchd restaya dubbio il yan- 
taggio di simile operazione. 

Airautopsia della sua operata, morta 7 mesi dopo per carcinoma del 
fegato, il Juiliard troyd che la ibrita yescicale era gnarita per prima 
Intenzione, e la cicatrice era coatituita da una linea bianca , e pareya 
nna cucitura. La yescica poi era mobile in ogni senao e normale. Nes- 
anna traccia dei fill di catgut adoprati. Quindi concludaya : 



248 RIY18TA 

1.^ La aatora d il miglior modo di eoira d^le laodraaoni dalla 
orinaria; 
S.* Bflsa deve 638«re praticata eol metodo di Lemkart ooma V anta* 

rorafia; 

3»^ Poasono oon assa guarira per prima intansioiia an^a dalia fMita 
molto aataaa, aansa inconvenianti primltiTi o laoondariL 

J>Ueu9sUme: Eamareli (di Kial) in on ease aaaldga ha Iktto la an- 
tara della voBcica oon seta flna, maitendo anclia U aatatera *p«niiaiiaate. 
L'esito fii folioa. 

Biiiroth (di Vianna) oparaado an aaaaro oTariea rida aasarai for- 
mala una eatasa laoarasiona dalla YaBcica a la aacl eon aata. Siaeana 
ai arano andia dalle eateae adaranaa coH'intaatino a nal aaraara di dl- 
ataeaarle, si prodnaae ana laearaziona anaha dell* intaaUoo^ si doTotia 
reaeaare nna parte di qaeato e tare poi rantarorafla. Non Tanaa taoata 
parmanenta la airinga a anclie quaato eaao and6 bene^ aaaando ia pa- 
zianta gnarita ia 20 glomL 

Sonnanborg (di Vienna) in nn caao analogo di aaiirpazioaa ovariaa 
aompreaa nella lagatnra una boona porsione di vaacica. Qnaata non solo 
ai lacer6» ma rimaae eoai grande laanaa ebe non ai poiava panaara a 
cUnderla con nna autnra. Peroi6 Sonnenboig cogi con grande difflo<Atik 
qael poco ohe restava di yeacica coi margin! dalla farita addominale a 
miae I'oparata in on bagno parmanente. La ferita gnari interamenia ee« 
cetto nel Inogo corriapondente al reato della Yaadea, U qnala rlmanaTa 
in forma ad imbato ed era del Tolnme di nn piccolo pngno. Per ao- 
pririo anteriormente. Sonnanborg ad laraal tI tirarono aopra on laaabo 
cntanao grannlante, il quale infalti fece bnona preaa non laaciando che 
una piccola fistola, la quale aforiunatamente non ai potd ehindere perahd 
la pasienie imoaxzL Nondimeno quel po*di veaciaa ai dilatb, aaaando 
che la paxiente prima d'impazaire era in grade di ienare Torina par 
an'ora; Torina poi era di aolito aeida. Sonnanborg preamta la aoa 
operate. 

H. ScBMiD (di Beriino). — Appareoohio sorotale dopo I' opam* 
aoUma deU'idrooele. 

Schmid moatra un apparecchio, che egli ba i^pplicato in airca 20 aaal, 
dope I'operationa dell' idrocele di Yoikmann. Tale apparaoehlo laieia 
libero il bacino a non abbraccia aha lo aeroto ad il pane. Un aaaiatanta 
tiene rlalzato il pene; e intanto al dispone Tai^araeebio, giraado in- 
tomo alio aeroto prima dairavanti all*indietro^ pal da deatra a ainiatra, 
a quindi intorno al pene, il quale Yiene per6 in parte laaelato libera. 
TaU giri deyono eaaere ben teai , altrimeati awYolano. Nondimeno al 
badi, apecialmente al perineo, che nolle ripiegatora non si ibrmino pin- 
gha di deonbito o aha ai formi on edema troppo forte del prepoxio. Jk 
▼antaggio di qneato appareoohio in oonfronto dl quelli aha abbraoaiano 
anoha 11 bacino eonaiate in cib che la oompresaione da Ini Xhtta d per- 



J' 



DI OmRUSGIA 249 

/etta ed ttniformoi ohe dlt ona baoaa ocolasione verao il perineo, ohe i 
pazieati non hanno da osseryare nessana preoauzioae speoiale nel de- 
Iteare e ohe gVb, dopo 4-6 giomi posaono idzani, raooomandando aliora 
rapparecchio ad an 8oiH>oB8orio. 

« Al diflopra dell* apparecohiOf al pene, viene meiso an pezzo di stoffa 
impermeabile per impedire che eseo yenga gaaataio dairorina. 

L'apparecohio €\ laseia in posto per 8-14 glarnl e dopo ana o dae ap- 
{dioazioni di eseo la ferita operatoria d gaarita. 

Viene presentato an paziente, che porta qaesto apparecchio. 

E. KasTER. ^ Delia lussaBione aUtnale della spalla. 

Ad un gioyane, esseudo caduta neU'ottobre del 1881 ana cassa salla 
spalla, si prodasse ana lussazione deU'omero, la quale, felicemente ri- 
dotta, si riproduceya 2 settimane dopo e 5 altre yolte in seguito. Kuster 
si decise di fore neirartioolazione e per la yia dell'aseella nn'inoisione 
esploratorla, per yedere so yi era ana lacerazione della capsala non 
saldatasi, o se si era distacoata qaalche porzione d^osso che rendesse 
neeessaria ana resezione. Ma non troy5 la sospettata lacerazione ; anz^ 
la capsala era indarita ed ingrossata molto pliU del natarale, inyece 
troyb che mancaya non piccola parte del capo artloolare senza che nel^ 
I'articolazione yi fosse 11 pezzo osseo distaooatosL Venne fatta la rese- 
zione del capo articolare ; ed il risaltatOi 7 settimane dopo Toperazionef 
era tale che Toperato poteya esegaire tatti i moyimenti attiyi deirarto, 
ecoetto l*el6yazione. 

J>Ueussione: Kuster (di Halle) espone che in ana resezione della 
spalla fatta in Halla per la stessa indicazione, ma esegaita sul lato an- 
teriore, si troy6 ana lesione del capo articolare somigliantissima a 
qaella yedata da Kuster insieme ad nn'altra nella fossa glenoidea. In altro 
case di anUca lussazione della spalla si face parimente in Halla la re- 
sezione dalla parte deirasoella, inoontrando per altro grayi difftcolt^. 

Riedinger (di Wurzburg) inelinerebbe a riguardare la suddetta per- 
dita del capo articolare, quale espressione di un' erosione per elletto di 
oompressione. formatasi gradatamente. 

Easter non pub acconsentire a tale spiegazione perchd il capo arti- 
colare non stette lassato che, relatiyamente, per poco tempo, e dopo 
la riduzione rimase nella sua cayit& normale, 

F. BusGH (di Berlino). — Dimostrazione di nn oaso di disar- 
ttoidiasioiie dellai spalla per osteite dell' omero e per paralisi 
del nervo radiale. 

II paziente era an gioyane di 21 anni , il quale 3 anni prima si era 

ammalato di osteomielite acuta deiromero, che si rlsolyette coUa for- 

. mazione di flstole, che poi, circa nn* anno dopo yennero dilatate per 

estrame del sequestri. Pare che in oib fare foise state reciso il neryo 

radiale, perch^ tosto dopo Toperazibne la mano pendeya git paralitica. 



250 sinsTik 

sensaehA qoMto fltatoTeaiase modiaaato eoU*apptlMMloiM ialLN 
Le ftrita gaarlvon in pooiie settiniMie , out rMtarono del 4oioii aaUft 
spaHa • lnBgo 11 braocio. Qaeati dolori noa Tamaro aalmatL dal jodwa 
potaasiaoy e neppnra esfogiiando Tobbo per baoa tratta neU^iatento di 
trorare an aaeeflio eentrale. U pOTare pasiante daaldaBara agli aieasa 
la disartieolaziona pareM da ana parte Tartsa nan gli rlnaci^a di aaa- 
sun profltto in grasia dalle paraUsi del radiale e dairaltra gli era ana 
di grare incommado p«r i Ibrti dalori oasei obe vi riaantiTa. U 5 mag- 
gio qaella Tenne compinta col metodo ardlaario , liMaada nn groaao 
lembo esiemo ed nno pioeolo intemo. La ferita gaari in 2 lettlmane 
colla mediaatnra aeolntta di Liatar, dando paoo traaodi^ aieioHMUigai- 
nolento, e reatb ana eieatrice aollda. Dopo d' allora i dolori aoompar* 
yero del tatto. 

L*eBame anaiomieo deirario face vedere i nerri madiaao a Tnlaare 
llberi e noa alterati : il nervo radiale inyeoey nel la<^o in eni ai inaro- 
aia ool lato eatemo dell* omero, per V estenslone di eirca 3 aeatimetri 
era ingrossaio ad appariva nodoao ; era eonglobato in ma masaa dMua 
di tessato conaettiTo cicatriziale ed aderiira eodamente al perioalia« 
L'omero pare considerevolmente ingrostato per depoaiii fatttsi anl pe- 
riostto e in tale state di eeierosl, cbe la eaTit^ midoUare era qoasi 
del tntto riempita da tennito osseo denso e eompatto, in meno ai 
qaale ai trovaTano dae cavitii ripiene di tessato rosso gelatinoso, ma 
in nessun luogo nd ascessi, nd seqaestrt. 

J. Wolff (di Berlino). — Delia resezione del oiiMto e del- 
Tanoa. 

L* Presentazloae di ana faneinlla di 12 anai, a cai l^Aatore stesso 
aTora fatto 10 anni prima la resezione deirarticolasione del oabito id- 
nistro, la qaale conaervava la motilitii attiva liberis^ma e forte e pa- 
teva inoltre saperare eoi snoi movimenti 11 campo deUa lore escnrsione 
ncmnaleLjL'omero sinistro misarava al pari del destro 26 oentimetri d! inn- 
gbossa, e perb non era restate nlent*affatto indietro nel creseere, ansi 
aveTa goadagnato i 2 centimetri , che gli erano stati reseeati. L* olna 
sinistra era Innga 18 centimetri^ la destra 20 inTcce : e siecome 11 peszo 
resecato datralna sinistra era di oentim. 2,9, essa crebbe qaasi an cea- 
tlmetro piti della destra. Le cartilagini epiflsarie deirarttcolasione del 
cablto non solo non sono danqae di poca importanza per la crescita 
delie ossa, cosa cbe gjik si sapeva, ma non contano proprio nalla afllfttto, 
almeno darante 11 periodo di maggior crescita, clod dai 3 ai 18 anni 

2 * Presentaxione di an ragazzo di 12 anni, al qaale pare V Antore 
ayeva &tta 10 anni prima la resezione dell'articobizioQe cotiloidea de- 
stra, a dae e mezco centimetri ai di sotto del trocantere. Ancbe qm si 
ottenne la motirt& attiva deirartieolazione liberissima e fortissima con 
estensione norTiale neir esecozfone di tatti i movimenti, il ragazzo po-- 
leva seoza bastone pereorrere delle miglia a piedi , tare del ginodii e 



Di cBiBtmoiA 2S1 

dei 9tM BnWtatUt operaioy «altare oofi ftgilitti solla taTola, sdiiza rtn- 
ddnni saltara eoB ambetee i pledi iMieiiM crai ana aedla^ ehe gli ni met- 
toTa davanti. II femora destfo in qaenti 10 anni ara ' restato hidtotn^ 
80I0 2 \\2 centimetri nella lunghezsa al alnlstra; ma tale difetto non 
potevaBi addebltare alia mancanza della oartilagglne artlcolare lerata 
tfa, perehd erano aoooroiatl anclie la tibia destra e 11 plede deetro e pol 
taif aeoorefamenti del femore, enceedono anchenelle eotiiiti gaartte spoft* 
taneamente. In Qtiesto oaeo 1* aeeorclameato ehe si osserYa d ^tottlra* 
mente Pespreflflione di un dtstnrbo trofico primltlTOy Ae in mode li* 
flerao pep rintermeszo nervoso si d irradiate dair artieolazione amma- 
lata. Tali acoidenti ohe per via riflessa sopravvengotto nelle malattie 
aftieolarl Teanero per prime dimostrati dall'Autore nel 1876 e in segnito 
da sorittori francesi (Lefort^ Voltat, Gharoot). 

8.^ Presentaziene di an ragazzo di 13 anni operate di resesione del 
eetlle e goaritone eon risaltato faTorevolOi eome nei easi sopraesposti 
Qaantanqae in qnesto easo tatte le oiroostanze sia prima <Ae dopo la 
resezione, apparissero motto pltt AtvoreToli, tnttavia la ftinzlone della 
arUoolazione dopo la resezione stessa si trora oontidere'Tolmente pi6 
seadente ehe non nel ease preeedente : ei5 ehe d ana naova prora del 
ftitto ebe ii risoltato deflnitivo dopo ana resezione d essenzialmente de« 
terminato dall* intensitii degli seonoerti troflel riflessi nominati, cbe si 
irovano nei singoli easi. 

Scsana (di Ambargo). — Gura diella frattara olaasioa deU'epl* 
fist Infertore del radio. 

Sebede rlcblama V attenzione sni gravi sooncerti tyinzioDali, ebe oc* 
eorrono non tanto di rado nella ordinaria flrattara del radio e cbe sono 
le parziali anehilosi delie artieolazioni delle dita di qnella della manoy 
le adesioni del tendini alle lore gaaine e le retrazioni del mascoli. Qae<- 
sti Inconyenienti spesso non solo difficilmente e dopo molto tempo e 
langbi dolor! scompajono, ma V Aatore ba yisto parecebi, i qaali eb- 
bero a soflrire per tatta la rita delie oonsegaenze di detta frattara 
seasa peter mai piA ricaperare il pieno aso della mano. La maggior 
parte del ^ttatisti degnano tali aooidentl appena di ana menzione, e 
nessano di qnelli, cbe sono noti a Sebede, porge an mezzo sicoro di 
prevenirli ; anzi la nota opera salle frattare di Hamilton espressameote 
awerte ebe non d sempre possibile 11 farlo. 

Secondo i' esperienza deir Aatore , qaestl scoaoerti fbnzionali sono 
piattosto la consegaenza del rimanere i cap! frattarati darante la cara 
troppo a bmgo e soyercbiamente flssi anzicbd poco od insafidcientemente«. 
Le artieolazioBi della mano e delle dita meno delle altre tollerano ana 
immobilitli prolangata, e le parti molli della mano e deir avambraceio 
perdono molto presto la loro normale estensibillUi e la scorrevolezza 
ebe banno in state normala le nne salle altre« La disposizione all' an- 
ebilosi coUa qniete prolangata h sempre molto forte ; ma Vei^ ci ba ana 



252 BIYISTA 

iBfluenza grandisslma* V etit iiifaniiie non tI ^ aflatto diaposte a to d 
pooo aaehe la glovent^ ma tale dicpofiistoae oreaee coU'etiu Le pliii aog- 
gette aono le donne di et& aTvanzatay e fira esse quelle ehe M troyatae^ 
in piili agiata posisione. \- - 

Peroi6 nalla oara dalle Drattare del radio all* apparecehio gesaato^ 11 
quale h dX sua aatura un apparecohio permanente ed ^ applicate .14^ 
punto per stare In posto flno a ehe si 6 eompiuta la oonsolidaaloiiA 
delPosso, si deve aostltaire rappareechio a steeclie, ehe si cambia meHo 
Daeilmente, anobe astraendo dal fatto ehe 1* applicazione esatta di on 
iNion apparecohio gessato nelle fhtttare del radio non d punlo &oile ed 
esige Ara le altre eose Tajnto di un assiatente molto pratioo. Ma sono 
pure da esclndere le steoche, ehe flssano anche le dita; e Sohede pre- 
aenta una stecca, di cni egli si serve g\k da sei anni, la oui parte de- 
stinata a ricevere la mano, forma eolia parte della stessa ehe eorri- 
sponde airantihraocio una forte flessione palmare (di eirca 1\% aagolo 
retto) e una flessione eubitale un po' minore. Schede attribnisee una 
Importanza speoiale al fatto ehe la stecca non sorpassa in baseo V ar- 
4icolaeione metacarpo falangea, cosicchd le dita restano perfettaoMnte 
libera. Dopo avere ridotto lo spostamento mered una forte flessione 
palmare ed ulnare^ si applloa la stessa sulia facoia palmare e ye la si 
Assicura con una fascia di flanella a oui si soprappongano delie bende 
jnamidate. II paziente yiene esortato non solo a muoyere di apesso le 
dita fln dai principio, ma ogni otto giorni gli si leva la steoca per fsigli 
fare del movimenti passiyi neir artieolazione della mane ; nd id deye 
esitare a fiGir ci6, giacchd si sa ehe le frattnre del radio una yolta rl«* 
dotte hanno pochissima tendenza a scomporsi ancora. Dopo 3 settimaae 
poi si teglie definitivamente la stecca; e Schede in pii^ centini^a dl 
Dratture del radio, curate con questo suolmetodOy non ha osservato giam- 
mal la rigidit^i neppure passaggiera, deile dita o deirartioolazione della 
mano. Vide pure con tal metodo preyenuta ogni e qualunque didoea- 
zione; e a tcde risultato contribniice naturaimente in parte aneheilri- 
petuto controUo della posizione dei frammenti. 

Dopo tali fatti TAutore ha esteso anche ad altri oaai il prlAoipio di 
lasciare libere le dita quando si deyono losare le stecohe della mano, 
perchd rispondenti airuopo, e ci6 speoialmente nelle inflammazioni d^e 
«rticolazioni della mano stessa. Anche qui i riaultati ottennti fiurono 
eguali ai sopra Indicati, e Schede presenta una di tali steoche. 

JHscussione: Sch&fer (di Breslayia) ricorda la ateoeadi A. Oenzmer, 
ohe egli ritiene rispondente al bisogno. 

Bardeleben 6 al pari di Schede pooo propenso all'uso dell^appareoehlo 
gessato nella frattnra dassica del radio. Gil pare poi ehe la ateeca di 
Schede si assomigli molto a quella di Malgaigne. Egli pure la nsa, ma 
la applloa sul lato dorsale. 

Rosenbach (di Gottinga) comuniea ohe anohe nella Cliniea di Got* 
ihiga sono abbandonati gli apparecchi gessati e si adoperano delle atee- 
ehe dorsali. 



DI CHIRUROIA 253^ 

Scb&obom (di Konisberga) racoomanda la steeca dorsale, fatta di oa- 
napa gessata, come asa Beely. 

Wagner (di Kdnigedatte) sottopone air attensione dell' aMexaUea la 
0leeoa di Kars. 

Billroth (dl Vienna) erode eha fira le altre cose il perieolo della for* 
masione deiranehitosi sia datermfnato dalla graveEza della fJNkttnra. SF 
trovano infatti non di rado negli iadlTidai , eon frattvra del radio per 
grave eadata, e che soccombettero ad altre maggiori lesiani contempo-- 
raneamente patite; ma In essi sono si gravi lesioni nel capo artiaolare 
dal radio, ch^ qaaado non fosse segnita la morte, si sarebbe doynto 
aspettaMi ana anchllosi. D*altronde non vi d nessana frattara piiH fre- 
qneste di qaella del radio , e Billroth ba yeduto gli ineonvenientl la- 
mentatl da Scheda anche in casi di tali fratture, che non farono carati 
o lo farono inadegaatamente. Del resto d partiglano deir appareoehio 
gasaato^ oha par6 applioa eempre in mode ohe le dita ne reetino libare. 

Y, LangenbeclL ha parimenta mantenuto V appareockio gessato, met- 
tendo la mano in posixione di abdozione nlnare ; e giadiea an regressa 
l^mpiego dalle etacoba. 

Sehede ripate ohe ci6 che & easanziala Jnnanzi totto d che si lasoioa 
libere le dita ; per5 non d naoessario che T appareoehio gessato aom- 
prmide le dita. 

Laiiger (di Naova York) non erode che la scomposiziona Tonga tolta 
ooirapplicaziona dell* appareoehio in flessione a abduzione alnare. Egli 
fa la riduzione col cloroformio. Sehede nota che 6 oome sottinteso oha 
la ridazione debba essere fatta prima di applicare rappareeahio, Egli d 
oontrariissime alFaso del cloroformio. 

T. Langenbecli para d contrario alia narcosi nalla ridaiioaa dalla 
flrattara del radio. 

SebiLUer applioa l*apparecehio gessato senza naroosi, lasciando libera 
la dita. 

ScHBDB (di Amburgo). Delia oara del ginooohio valgo. 

Nei oasi gravi di ginocobio valgo dell' infanzia , Scheda consiglia la 
osteoclasia inveoe della ridazione gradaata colle atecchey gli apparec<» 
chi gassati o 1' astensiona permanentOy la qaale ridazione va alia Innga 
a non raggiange sempre con sioaresza lo scope. Egli dice ohe V azione 
di tatti qaasti mezzi ortopedioi poggia principalmente sa ana disten- 
alone deirapparato legamentcso del lato esterno e sal prodarsi di ana 
breeeia eaneiforma ohe si forma tra i cap! articolari^ e che ha la basa 
rivolta in basso. Tale breccia deva riempiersi col orescere ''dell' osso,. 
che a ci6 si adatta ed opportanamente sapplisce, Innanzi che si possa 
disoorrere di gaarigiona. Prima che sia cib ottenato dove danqae tra- 
acorrara an intervallo di tempoi durante il qaale P articolazlone viena 
ad esaere artificialmente dissestata; e tale intervallo sarii sj^sbo abba- 
stanza lango nei ragazzi, gravemente rachitieii nel qaali il cresaere dalle^ 



I 
I 



254 BlYiSTA 

osaa Ta molto adagio. Se poi, come apeMo oocorra nella pratloa amlm- 
laote, i parenti dai ragazd perdono prima daL: tempo la paaieaaaa wm 
contiaiumo pUi la oora prima di ayara ottanuto na pieoa aifeUqs« aitd 
aliora fatto piiji male clie bene. Da tale rlmprorero noa ^a aeettta aba 
la pava cara par fleaeioae di HfttMV Ma aach*eaiay oUraeoM moUa laosa 
6 anoha d^affetto inaarto; a T Antora aoa lia mai Tadatacoii tal^maaao 
saoaadeire dalle jtMOelgloQi in poeha aattimaae, aoma diaa Hfilar, od' id« 
meno eaia soao poartblli aolo nei oasi leggieri. 

Stando alia esparianza di Scliede si riasoa aacera abliaataiiza feoil- 
m^ta» nei ragaisi fira i 6 ed i 6 anai, ooUa a^ aoano a fratiarava II 
femiure o ia tibia al Inogo preciso in oni negli adalti ai aarabbe bila la 
osteotomta» o phiitosto a fhmgarlo perebd di regola ai ottieoa aaa aam- 
pliae inflraaione. Ua asaistente prenda i*arto yerao la raa radioes e L'o- 
peraiore lo prende nei Inogo in oni yooI produrre la ftattara a qniadi 
t1 agiaee aopra eon forza gradatameate eraieanta e noa a aooase, ofi-^ 
tando coUa massima onra. di laoerare 1 legamanti eatemi. Per fraltarasa 
il femora non si dovr^ danqae mai impiegare la gamba eome leya. 

L' Antore ha troTato infondato il timore ebe noa ai poeaa flesara prar 
ciaameate il Inogo della frattnra. Si riaaee sempra a rompare il femoM 
appena al disopra del coniili e la tibia appena aotto la tuberosiUt, ab* 
baatanza vicino airartioolazione per ottenere comodamente la oorraaiOBe 
della poaizione ed abbaatanza distanta dalla eartilagina di oo^Joga- 
zione perebd non aa ne abbia a tMaera neasan pregiodizio nella eraaeita 
deiroaao. 

La guarigione ai ottanne in tatti i eari in modo molto aempliee. Yenna 
tosto applicato nn apparecchio gesaato aella nnova poaizione ottenota» 
a di aolito gi& dopo 8 giomi i ragazzi ponno camminare col madadmo. 
Dopo nn mese di regola la oonsolidazione d gift completa, e mai ooeor- 
aero piii di aei aettimane. Se Tapparato lagamentoso era prima aoUdOy 
la cnra d beU'e flnita. Se inTece I' articolazione era diasestata deva di« 
rigersi la cara au qaesta atesaa a mezzo di apparecchi rigidi o arti- 
colati, 

II procedimMto di dolore per la frattnra artifioiale d troppo rozio, 
ed in Germania almenoi non d molto diftuao; dlpende dal caao aa con 
ease ai ba pinttoato. ana lacerazione del iegamenti lateral! eatemi od 
nno atrappamento dalle loro inserzioniy oppure ana firattara od vltl di- 
staeeo delle epidaiy ae detta frattura sacceda nei femore o nella Ubiai 
ae eaaa d traaversalei ae viene distaccato anobe il oondilo interno dal 
femore (Menzel) ; in confronto di eaao la aempliee oataoclasia ha il gi^nde 
yaataggio di non prodarre ehe la leaione, ohe ai deaidera e che pare la 
pia eonveniente in ogni caao. Si piega il femore o la tibia a aeconda 
che d Tano oppor Taltro di qaesti oaai che pid entra nella formazione 
del giaocehlo valgo e ai piegano ambedae se lo riohiede 1' alto grado 
della deformit&i o la contemporanea partecipazione d^ ambedae le osaa 
Alia formazione della deformity ateaaa. 



DI CHIBUBOIA 255 

Le osteoolaaie aiegaite da Sohede pel giaoc(^io Talgo sono gU t qo0« 
8i*ora discretamente nameroM, Egli ne feoe 2 ad ambedae i femori a 
ad ambedae le tibie oimtemporaiieameatey ne feoe 10 ad ambedj^e i &- 
BuyrI aoltaato e ne feee ad on sol femore per glnoocbio yalgo d*oa 
sol lato. In nno del eml^ ia oai feee V osteoclasia ad ambedae 1 femori 
ai' trottata di giaocebio ralgo del laio sinistra e ginooobio yaro al de- 
stro* Rarissimamente si trorb ebe la tibia fosse la eansa del ginooobio 
▼algo. Dae volte venne esegoita rosteoelasia bllateraie, e 4 volte runi- 
laterale in na oaso poi a sinisra si fsoe rosteoelasia e Tosteotomia a 
desftnu la tatto dnnqae foroao 33 le osteoclasie del femore e 13 qaelle 
deUa tibia, senza cbe mat slane segoito alcan accidente spiaoevole. 

Per qaanto rigaarda i ragaszi an po' piii grandieelli, nei qoaii rosteo- 
elasia non A pi^ posslbile, Sohede flno a poco tempo fa si atteneva alia 
regola generalmente riconosoiata, di non appigliarsi cio6 ad operazioni 
eraente flnobd reslasse ana .speraaza di ao*altra via di gaarigione. In 
consegnenza egli nei primi tempi non s* 6 mal deoiso per V osteoto- 
mia, nei ragaszi al disotto del 12 annl ohe in via aflatto ecoezlonale 
in casi gravissimi , che in tatto farono 3 soU, facendo in essi V esol- 
aione coneiforme della tibia ; e tatti tre i dettl oasl (ebb^ro decorso 
Davorevoie. Ma ora egli 6 d'altro avviso dopochd eonobbe i risaltati fe- 
lieisshni e i^oari dalla osteotomia sottooatanea di Maowen, che egli 
ha ripetato da eirea an anno 21 volte secondo le preeise regole del sao 
Aatore, adoprando di solito an solo soalpello. Di qaeste 21 osteotomie 
16 vennero fatte sal femore in 11 pasienti per glnoocbio valgo, Le al- 
tre 5 vennero esegaite per deformitii del femore e della tibia d* altra 
natara. In tatti i casi la piccola ferita si trov6 gi& pienamente chinsa 
dope 8 giorni, talchd si vede che i periooli dell'osteotomiachegi& prima 
d*ora erano minimi, col prooesso di Macwen appajono del.tntto ri-> 
mossi e non si dove pii)L oltre esltare a far partecipl anche i ragazsi 
di etii pii)L avanzata del vantaggi di ana terapia cosi pronta e oosi of* 
lieace. 

DisctMSione: Riedel (di Aqaisgrana) credo che neir osteoclasia la tN 
bia non rest! frattarataf e cbe inveee T operatore oomprhna la linea 
eptflsaria che non ^ ben serrate. 

Miknlioz (di Vienna) diohiara che alia cara ortopeiloa si oonvengono 
solo i casi llevi, e che terminate il t;empo del creseere si deve rlcor« 
rere alle operazioni. Nei faneialli dai 2 ai 5 anai i oasi pi£i leggieri si 
agginstano spontaneamente, Nei gradi piil avvanzati (eon plede valgo) 
egli diL la preferensa alia rottora forzata di Delore. Del resto U me- 
todo di Schede d nient*altro che il metodo di Delore istesso, perchd 
qaesto frange appanto ordinariamente il femore senza distacoo di epi- 
HA So la rottnra non riesce, si rlcorre airosteotomla lineare. 

Sohede neirincnrvatara del famore non si serve della tibia come levat 
benai del condili del femore stesso : e nella inoarvatara della tibia tien 
fissa rarticolazione del ginoccbio mentre prodace la rottora* Oosi non 



266 BIYISTA 

SQceade, oome nel metodo di Delore, la laoerazione del legamenti ar- 

tioolari. 

Sonnenbnrg (di Berlino) raeeomanda dl aehiTare rimmobiliU : qnindi 
una maooblna ortopedica che differiaee dalle altre pitii naaali solo pereh^ 
ba QQ mecoanismo dl gomma ai ginoeohio e t1 manoa dl eerslera. 

T. Winiwarter (dl Liegi) rleorda ehe fktta rosteotomla resta aneora 
speseo da raddrizzare la torsione deireetremitiu Egll oonsiglia V Infira- 
zione oome pure raccomand6 Schede; e tale Infrazione poirk In dati (Mi 
eflsere ftttta sla al femore cbe alia tibia. 

Mlkalloz ba luato il metodo dl Delore applicando In aegnlto V appa- 
recobio gessato. 

Bidder (di Mannbeim) avrerte che 1 ragazii eon ginoceblo yalgo in 
on lato poMono in segaito pregentare neiraltro 11 glnooohio yaro se ead 
fanno aempre pesare il corpo sol medealmo. 

Wagner ( di K5nigsbutte ) ritiene cbe ei6 sia po88ibilo solo nel ra- 
cbitiel. 

Hensner (di Barmen) domanda ae per la lesione della cartllaggini ept^ 
fisarie non slano a temere degll sconcerti nella cresclta delle ossa. 

Scbede riaponde cbe nel anoi caal crede cbe la solazione di continnit^ 
sia sempre aTvenuta al dl fborl della afera d' azione delle giuntnre e 
acoenna alia estrema raritli deir arresto dl sTllnppo delle oasa anobe 
dopoebd si sono Yeriflcatl sicnramente del distaccbi di essL 

▼• Langenbeck rleorda aneora cbe medlante la perforazlone sottoca- 
tanea deirosso lo si pa6 rendere poroso e determinare con ci6 la parte 
predsa, in cui si ynole dopo; aver la flrattara. 

E. Hahn (dl Berlino). — Della resesione dell'artioolaxione d^ 
ginooohlo. 

Presenta tre pazienti a cni ba fatto la resezlone deirarticolazione del 
ginoocbio« Uno era state operate 4 settimane avanti per artrite suppa- 
rata e la ferita era gnarita per tatta la sna estensione e pl& si era for- 
mata nnn completa anchilosi ossea. Un altro era state operate 8 setti- 
mane prima per artrite fdngosa con carie e con seqnestro nel capo della 
tibia del volume di nn fagiublo; il 3.* pel era state operate da 5 mesi 
per artrite ftxngosa con carie. Ancbe in qnesti doe nltiml casi dl decorso 
fb egnale a qnello del prime, clod gnarigione per prima intenilone • 
anchilosi ossea dopo circa 4 settimane. Habn crede cbe in certi casi di 
resezione parziale per lesionl recent!, come a dire frattnre per colpi 
d*arme a faoco, nel qaali si pn6 sperare di ristabilire completamente la 
fbnzione deirarticolazione potr& da molti a bnon dirltto venlr conser- 
vato il tagllo loogitndinale di Langenbeclr, percbd esse lascia perfetta- 
mente intatto e capace di fdnzionare V apparato estensivo della parte. 
Ma d ben altro nolle resezioni, in cni si rinnnzia gik da prineiplo alia 
mobility deir articolazione, e nolle qnall V anchilosi ossea d qnanto di 
megllo si possa desiderare , come pnre nel casl in cnl ai deye soprat* 



DI CHIBUJ^IA 257 

tatto procarare di esportare oon ogni diligeaza tatie le parti ammalate 
dell* articolasione ed aache in quelle resezioni che yengono Unite per 
artrite sappurata coa carie o per artriie fangosa. 

In tutti qaesti easi adnnqae il miglior metodo d quello ohe permette 
di esportare meglio e con maggior fSetcilit^ la sinoyiale ammalatay e 
Yolkmann ha gik fln dal 1877 fi&tto rilevare di quale grande importanza 
flia V estrasione di tntta la sinoviale ftmgosa per 1* andamento delle re« 
aezioni del ginocchio ed ha anche indicato per le resesloni dell* artico« 
laiione del ginocchio un metodo che consiste nel eegare trasyersalmente 
la rotula. 

Dal mese di febbrigo 1881 Hahn ha fotto 23 resezioni dell' articola- 
zione del ginocchio, e propriamente 3 con lembo anteriore e 20 col me- 
todo seguente. Egll mette Tarto su cni deve operare e ehe venne reso 
esangue colla benda di Esmarcb, in posizione di estensione, ed appli* 
cando un ordinario colteilo da amputazione alia parte piii posteriore 
della linea articolare interna, recide il tendine del qnadricipite tosto al 
diaopra della rotula e ya a flnire col taglio al punto pld posteriore della 
linea articolare estema. Questo prime taglio deve giungere addirittura 
fln sull*088o. Allora si plega Ibrtemente il ginocchio, e con ci6 si rende 
beante tutto rintemo dell'articolazione, cosicchd si pub facilmente estir- 
pare con prontezza tntta la sinoviale. Col prime taglio resta gi& in parte 
esportato il fondo cieco, superiore deirarticolazione. L* Autore crede che 
il sue metodo abbia su quello di Yolkmann il vantaggio di essere piu 
semplice e pifi facile perchd fo a mono di segare la rotula e di oucirla 
la quale ultima cosa fa perdere molto tempo e negli adulti richiede 
prima ehe l*osso aia perforate. Col sue metodo inoltre ai pub esportare 
fbcUmente anche il cul di sacco superiore dell'articolazione. 

Quanto al ristabilimento della fnnuone del quadricipite, esao si cou- 
aegue con pari sicnrezza tanto col metodo di Hahn quanto con quelle 
di Yolkmann, 

Hahn ha eurato un medico e due altri per strappamento del tendine 
del qnadricipite, prodotto direttamente dalla distensione di esse. In tutti 
tre si ristabili completamente la fhnzione del quadricipite stesso, mal- 
grado che la diastasi fosse larga come una mano, colla sempliee appli- 
cazione dell*apparecchio gessato; e cib in un tempo relatiyamente 
breye. 

L'inoisione trasyersale al disopra della rotula ha i seguenti yantaggi 
in confironto all*incisione a lembo anteriore e all'incisione ad H: 

1.* Col medesimo si ottiene molto piii sicuramente la guarigione per 
L* intenzicme perch^ la ferita non si troya proprio soli' esse, e perch^ 
le parti molli che si troyano al disopra della rotula pi^ono essere me- 
glio disposte a guarire per 1.* intenzione ; 

2.* Si pub sempre fognare la parte piti profonda della ferita e ikre 
eib ginsto sulla linea articolare, e questo d molto importante» Se colla 
MMita. il 



B58 JtinsTA. 

loctsfone a lembo antariope si yaol aMttere a nnda il fondo eiom> av- 
periore dell*artieolaKlone, biiogna prolongare motto all'iiuiA la esteenittt 
deirincisione, in modo ehe aise Toagaao a troyarai al dUN^ra deUa ttiaa 
artie<Aare. 

3.* La rotala aon pa6 mai Tonir eaeoiata in so* a resta inyeoa appli- 
«ata alia linea iatar-artlcolare, anmentando la soliditii della rimiiiMiti 

4.* Vengono gozioDati meno wasl arterioai a parci6 i^ potd aempre, 
aeoza arer mai a lamentare una emorragia fleocmdaria, dope appUoaio 
un apparecohio alia Lister, levare il tabo 4i B«narchy aenza lioomre 
a legatore. 

In segnito Hafan espone come egli inveoe della satora ehe fRGena prima 
« ohe riasoiTa molio difficile e dava spesso laogo a aaorosi aaperfUaala 
applioa ora del chiodi speciali ai eapi articolarL B daooh^ egli ricoire 
a questo mezzo, eiod dal febbrajo 1881# in tatte le resezioni del ginoo- 
<^bio, non ha pi^ yednto snccedere delle consegaenze pregiadizieroli e 
che crede che qaesto inehiodamento delle ossa, produeendo la loro mn- 
tua e soda contrapposizione ae favorisca il piti pronto e piii slcuro ade- 
rire merod di sostanza ossea. Pereib si serve di chiodi del miglior ae- 
<siajo , langhi circa 10 centimetri , del diametro di 3 millimetri , colla 
panta jhtta come an ordinario tre quart! e ana piccola capooohia. D 
chiodo si prende come an treqaarti, si infilza nella pelle della tibia 
« con on pi\Jo di martellate si spinge attraverso alia tibia ed al fe- 
fnore. 

Di solito si applicano 3 chiodi parallelamente, Tano acoosto al- 
Taltro. 

Nataralmente 1 detti chiodi si disinfettano ordinariamente, prima di 
Qsarli. 

Dopo dae setUmane eesi di solito sono ancora molto solidamente in- 
flssL La prima medioatara viene di regola cambiata dopo 24 ore» a la 
2.* medioatara resta in posto flno alia fine della 3.* settimana. Allora 
1 chiodi si possono assai facilmente estraire con una pinzetta, flBUMDdoli 
ruotare ana Tolta intomo al loro esse longitndinale e tirandoli Id fiiori. 
Per lo pid allora si d g\k ottenuta ana rianione ben soda. 

Delle dette 23 resezioni, esegnite nei Id mesi trasoorsi dal febbMo 
1881, 3 finirono colla morte: e ciod !.• mori an aomo di 30 anni, di 
tabercolosi generale, 4 mesi dopo operato. Qli si trbvb tabercolosi ai 
polmoni, ai testieoli, all* intestino, con osteomielite tabercolare del lb- 
more; 2.^ on ragazzo di 5 anni mori di difterite faringea e bM^neblte 
<3raposa, 3 settimane dopo che la ferita era gaarita per prima inteu- 
tione; 3.^ an ragazzo operate per anchilosi angolare mori di setticemia. 
€on tutta probability IMnfezione provenne dal riassorbimento per la* 
aafflciente sgorgo di amori dall'osso. La morte ebbe laogo 14 giemi 
dopo lV>perazione. Alia sezione si ttovb la ferita d'aspetto grigio sporoo 
«d asciatta: IMnfiammazione non progrediTa panto, e ci erano delle 
oomerosissime emorragie nolle glandole linfatlohe della eosela» n tntta 







Di caixBTJAaiA 2W 



le w&mbniDB ilerose e salla maoosa deir iaiestlao per tatta la 
^Mfeensioiia 

Degli altri SO oparati 16 gnarircnio per prima intenzione, in 14 ae- 
i;ai la rinnione ossea. Qaattro volte maac6 la rianlone per prima ia- 
tenzione « fra qaesti 4 operati si troyano 2 del 3 operati a lembo an- 
terioee; 

Dae Yolie si fonn6 una rinnione fibrosa e 2 attre Yolte na ttere 
mobility nell'articolazione. Nei dae nltimt operati Pesito non d aaeova 
4serto per il poco tempo trasoorso dairoperazione. 

I dae primi oasi di morte notatl non ricliiedono nessana spiegtzione; 
•e il tevzo si sarebbe potato prevenire* Per qaanto rigoarda 1* eU degli 
opera^ ecoone la tayola: 

6 ayeyano dai 5 ai 10 anni 

4 » » 18 » 20 » 

5 > » 20 » 30 » 
5 » » 30 » 40 » 
2 » > 40 » 50 > 
1 ayeya 5$ annt 

Nei fanclalU non vennero di sollto estirpate cbe le masse fangose o 
yennero leggermente craentate le cartilagini senza ledere la linea #pi^ 
flsaria. 

Per qaanto riguarda le malattie obe riebiesero le operazioni, rM- 
tore espone cbe 18 yolte oper6 per artrite fangosa, la qaale era in 
generale assooiata con carle, 3 yoUe per artrite suppnrata com earie 
saccessiya agonorrea, od a reamatismo articolare acato od a febbre 
paerperale e 2 volte per ancbilosi ossea angolare« 

K&A8SX (di HaHa solla Saale). — Presentazione di m <mum> dl 
xeaeaiooe dall'artioolaziono del ginooolnio. 

Si tratta di un aomo di 28 anni, al qaale 4 anni prima era sMa 
fatta tale resezione, col metodo di Yolkmann, per artrite fuuigosa^asi- 
steate gilk fino dai 22 anni, e per difettosissima posizione, delFartioela^ 
^Lone del ginoccbio destro. La ferita gaari per L* intenzione e come 
si vede con rinnione ossea del capi artlcolari riseoati; ancbe la rotoia 
aegata si d oonsolidata dl nnovo come an vero osso riunlto, QaanAon- 
qae la saperficie cartilaginea della medeslma sia stata esportata b«1 
fare la resezioQCy la rotala d restata discretamente mobile salle ossa 
^lie le stanno di contro. II case dimostra cbe 11 ristabilimento della 
iiolidiU^ deirapparato estensore d possibilissimo in mode completissimo 
-Aol metodo di Yolkmann, 

DiseitsMione: v. Bergmann (di Wftrzbnrg) ritiene cbe ileaso riftoiio, 
per essersi fonnata Tanchilosi fra il femore e la tibia, non pa6 essere 
f)Qrtato in eampo qaale prova ebe il qaadrieipite ritorna a fonziOBtfP» 



260 BIVISTA 

perfettamente dopOvil processo operatorio di Yolkmann. lovece 016 4r 
provato dagli importantl stadi da lai fatti in iHK>po8itO| aYendolo egU. 
piti Tolte verifioato nei oaai nel qoali no& si form6 la ainogtosi £ra it 
femore e la tibia. 

E. EftSTBR (di Berlino), — Dell'estlrpaxione dell'astragala. 

Presentandone I pezzi, V Aatore discorre di tre casi di estirpasioiie^ 
dell'astragalOy nei quaii il piede ha rignadagnato tatte le sue fanziooi 
Nal 1.° casQ si trattava di lussazioae del eorpo deli^astragaiOi la di cni 
testa, fratturatasi al coUo, era restata al sao posto. II 2.^ case si rife- 
Tisce ad una lussasione di tatto Tastragalo; ed il 3.* riguarda nna ne«> 
crosi deirosso per osteomielite acata infettiya, limitatasl al xoedesimcH 
In tatti tre i easi la forma del piede d perfetta. Noi ci figuriamo eha 
mancando Tastragalo, le cose si diporteranno come segue: 1 malleoli 
poggiavano nel caloagno ed il piede verr^ perci6 a restare acoorciata 
nel sao diametro vertlcale, menfcre lo spazio clie Yerr& a formarsi £ra i 
dae malleoli sarii riempito da un tessato connettivo cicatriziale. Gobi 
d sicuramente ayyennto nei dae ultimi casi; nel primo invece, che viene 
presentato, Ara i due malleoli si trova an pezzo d* osso, ii quale alia 
palpazione si dimostra somigliantissimo alFastragalo, cosioohd, malgrado 
ohe si troyi an aceorciamento nel diametro yerticale del piede, si ^ 
eostretti ad ammettere che sia successa ana parziale rlgenerazione del- 
Pastragalo. Siceome in quel primo case 11 capo ed il coUo dell'astragala 
restarono In posto', cosi la delta ammissione ha perci6 meno dellMn* 
Terosimile di quelle che sarebbe se il case fosse altrimenti. 

IHscussione: Bidder (di Mannheim) riferisce che un ragazzoi a cid 
egli ha estirpato I'astragalo perchd necrotico, era cammina benissimo^ 
e 1 malleoli si troyano nello stesso relatiyamente molto in alto. 

.KRA8KB (di Halia salla Saale). — * Delia lussazlone oongesdt^ 
ereditaria del piede, con presentazione di axmnalatl a dimo^ 
strasione dl pezzi. 

Rraske presentaya an gioyane con deformitii congenita del piede^ la» 
quale yenne gi& descritta da Yolkmann nel 2.« vol. della DeutMcJie Z9U^ 
^ehrift f. Chirurgiet come una lussazione congenita ereditaria di anti^ 
bedue le articolazionl del piede coUa gamba. Le due gambe soao molte 
meno Innghe di quelle che doyrebbero essere, e ie tibie, che del reste. 
lianno una forma regolare, al lore capo inferior e si rigonfiano in una 
massa clayiforme con alqnante bozze discretamente liscie. L^estremitiL 
inferiore di questa massa, che d poi il malleolo interne, discende motto 
piii in basso del malleolo esterno. I due malleoli esterni^sono alqaanta^ 
molli ed hanno una forma regolare, ma non sono disposti yerticalmente^ 
benM piuttosto orizzontalmeate. DaU$ punta del malleoli esterai dqii 
si riesce a troyare il corpo del perone al di U di 4 ceatimetri: al di-- 
aopnti i due peroni manoayano del tatto ed anche il capo soi^riore: 



DI CHIRtTRaiA 2BI 

^1 medeslmi non M travava panto. I due piedi hanno in complesso it 
oarattere di pled! piatti di grado leggiero la modioa pronazione e forte 
abdazione: ed essl non stanno in continnaBione dell'asae delle dae gambe» 
ma appaloBO pinttoato, applicati lateralmente alle medesime. La sorella 
di questo giovane, deiret& di IS anni, e olie pur yenne fatia Yodere, 
aveya nolle dae gambe la stessa deformity. Nella Clinica Chinirgica dl 
Halla le yenne fatta la resezione di ambedue le artioolazioni della gamba 
per porre rimedio alia difettosa poslzione del piede, e si yide ohe si 
trattaya di ana lassazione. I dae astragali stayano di fianoo alio ^sn* 
perflci articolari delle dae tibie: e tale saperficie era da entrambe le 
parti riyolta molto obliqaamente airestemo ed ali'insa. Al lato destro 
yenne esportato l^apiee del malleolo interno ed an pezzo disoretamente 
grosso di astragalo; al lato sinistro yenne esportata ana piccola por- 
zione di astragalo e tatta la epiflsi inferiore della tibia, oompresa la 
oommessara oartilaginea. Dopo tale operazione la poslzione del piede 
restb eonsidereyolmente migliorata; e cib ^ eyidentissimo specialmente 
Qonfrontando i snot piedi con qnelli di sao padre. Kraske presentaya 
ittflne le estremitii inferiori di an altro ragazzo della stessa famigliai 
morto di 13 anni, nel qaale pare la deformity del piedi era stata eon* 
genita. Si yedeyano le gambe abnormemente breyi, ooi malleoli intemi 
molto piiji in basso degli esterni; e le flbale giangeyano appena fino 
alia met& delle gambe e terminayano saperiormente eon ana epiflsi 
Isolatai come dlmostraya anche Tesame microsoopio. Dair apice della 
^edesima si staccaya an solido legamento, il qaale si portaya al con- 
diio esterno dal femore. Ambedae i piedi si troyayano in forte abda« 
zione e pronazione; e tale difetto la poslzione era detorminata da oi6 
^e le saperflci articolari inferiori della tibia non erano in poslzione 
•rizzontalCi ma erano riyolte obliqaamente aU'inso. Dette saperflci ar- 
ticolari stayano per6 qnasi pienamente a contatto delle saperflci arti* 
oolari delPastragalo; talobd la eattiya poslzione del piede era da rite- 
nersi piattosto ana snb^lassazlone esterna. 

Qaesta deformity che presentayano anche molti aUri membri di qaella 
fiuniglia, non pare danqae che al momento della nascita fosse gi& ana 
lassazione completa. Sembra piattosto che 11 fatto principale fosse on 
4ifetto della flbala e precisamente della saa epiflsi saperiore, in consa- 
gnenia doUa qaale qaest* osso rest6 troppo corto. II malleolo astemo 
renne gradnalmente tirato all* insa, e tatta la flbala, restata troppo 
eorta assanse ana poslzione piti orizzontale, cosicch^ r astragalo, e con 
esse tatto il piede, sciyold all* esterno della saperficie articolare d^la 
tibia, la qaale percib si mise in poslzione obliqaa ed alia fin fine si 
f bbe ana lassazione completa^ 

Saokdorn (di Magdebargo). — DimostrOxioiie dl on noffTO porta* 
ago per gU aghl plattl. 
Qaesto sao porta«ago ha le saperficie della morsa, oolla qaide prend* 



268 Bxm&TjL 

l^Of parillele l*ana airdtra per tatta la aoa ettsnsione. P«reid «3»^ 
miff^ ^ og^i altro porta-ago, prende mollo soUdaBtokiie gH agM A 
platti ooma rotondi, groMi o sottili, cnnri o diritiL 

L'tstmrnento h eompoato di ana aaticalla di fano, rotoaday e gromt 
mmo eenttmetra, dirisa in dne mati^ di cti 1* naa (antariove qoando* 
8l iaapogaa l*ago par cncire), d aoataaaia da na maaioo, a aalPaitro- 
capo tiene la parte aatan'ora d'ona moraetta, cbe ai adatta eaattamesta^ 
aM'altra parte della morsetta con ooi flniaae la aeeonda matii o metft. 
poaterlore daU*aita la qnala al pa6 fkre icorrara loUa prima. Qnaato 
dne mati rionita che siano formano come naa aola asta» al eni oapa 
avtmore, madlante il moTlmaDtd dalia metli postariore aalf aaterioray 
g| ahiiida a ai apre la morsa. Tale moTimento si effettna ma^asta- 
ma leTa per aftezzo dell*altro manioo mobile; e dae cbiodelti ear- 
nono ad ottenere resattezza del moTimento dell* ana metli deUT aata dl 
farro enil'altra. Airestremitii del manico delllstramento na beeeo Aen^ 
tato prende a tien ben ferma restremitii ottoaa dell^ago, e pramenda 
oan forsa eon tntta la mano anl manieo si serra tosto Tago sol 1.*, sol 
2/^ o aoi 3»* dente del becoo, eome si Tuole; e basta ana leggiera prea- 
Siena del mignolo sul l>eooo stesso per aprire ia morsa e toglier 
rago. 

Si deve fkr in mo4o cbe Pago rasti sempre nella direzione longftn-- 
dtMala* della morsa a obe la ana estremitit ottosa eorriaponda all* asta 
di fsrro: allora Tago pnb agire eon forza e non si amnove. n cnoira 
eon qnesto iatmmanto riesoe facilissimo, basta applieare ia mona aiim 
parte eon caTa deirago a poi girare ristmmento nn po* a dastra. 

I Tantaggi di qnesto porta-ago sono i segnenti: 

Bsso prende I'ago piili aienramento a lo tien fbrmo meglio d'ogni altro^ 
ed inoltre permatta 4i lasoiar la preaa e di riprenderla a piaeara; 
raata perci(^ ftieile e eomodo il prendere ed il laseiare la pnnta delI*ago^ 
^piaado esaa ba perforata Torlo della ferita, a percib non ne raatano 
intaceati rA la pnnta, nd il fllo degli agbi piattL E non solo si pro-^ 
tag^ la pnnta deirago^ ma si in^)edl8ee anobe ooa tale iatrnmanto che 
essa Ma a feriaoa la parti molli, il cbe nolle sntare profoade 4 molto 
vantaggioso* 

fiaata addirittnra enDlnaa che qaeato porta-ago posaa rampere anebe 
Tago pitl rienrro, obe gli Tonga applieato. fisso iaaeia Inoltra libaro 
qnaai tntto IVigo, e ai pnb maneggiare eon fbcilitiu La morsa poi d 
Uttga solo 8 ndllimetri a laiga & Si pn6 fkr costrorra qnesto porta-ago 
^aago aorta a volontk non ayendosi cbe ad aeooMiara o ad ablaii* 
gara Tasta di ferro senza obd perci6 ne rest! pregindlcato 11 ano Talora. 
I modelli Inngbi potrebbero specialmente serTira per ie sotore da 
Hursi nelle cayitk ed ancbe nolle operazionl di giDocologiay dove of* 
fiMUk IbaUmaola iella dimooitli aaeba gli agbi pi^ ricnrri degU aliri 
porta-agbi. 

II modello aarto di qnesto porta-ago, cbe ba la Inngbezza di 15 een* 



DI CmRURGlA 26$. 

tiiddtrLy A approprifttiflflimo per totte le ordinarie sntiure chirorgieiieu 
Lo stesflo porta-«go» ma in dimenttoni pUk piceole, 6 oonTenientifsimo 
per le operasioni sagli ocehi e per qaelle di plastica fina. 

n modello deUa Iwghtzta di 20 centimetri d adatiatissimo apecial- 
mente per le eature nelle caTit& e percid in molte operazioni gineco* 
logiche.. 

In un case 8olo non si pa5 impiegare qaeeio porta«>aga, ciod qnando 
ti deTe fare una cacitara auUa sezione mediana del corpo nel profondo 
di nna caviUi oome sarebbero alcane flstole vescico-yaginali poete 
jDolto in alto. Per tali rari casi I'Autore ha applicato ad an modello 
longo del eao porta-ago la morsa e le saperficie delia medesima ia 
eenso obliquo, in modo da ayerne una morsa molto in isbieco. Qaesto 
porta-ago cosi modificato egli per distingaerlo lo cbiama moraa o&2»» 
fpu^ e con esso si pn6 agevolmente praticare la satara anche sul piano 
mediano del oorpo, perb bisogna confessare obe 11 far la presa come 11 
lasdarla non d con qaesta morsa obliqua n^ cosi eomodo, nd cosi si-» 
euro come col porta-ago ordmario deirAntore. 

Si trover^ sempre in qualcnno di qnesti porta-agbi uno strnmento 
da satara adattato e gLovevole per ogni caso, e speoialmente osando 
gli agbi piattl di qaalanqae forma grandezia e robnstezsa. 



SoHEDB (di Ambargo). — Dlmostrazlone dl una gnlda pel oa» 
tetere di N61aton. 

Qaesta gaida od anima deve essere adoprato in qaei casi, nei qaall 
oceorre nna siringa a permanenzSv ma d impossibile introdurre la si- 
ringa molle di gomma nel modo solito. I fbstl nsaali sono in qneste 
circostanze perfettamente inservibili, per essere non solo troppo deboIi» 
ma ancbe molto pericolosi, percbd la lore panta sdraociola faori daU 
Foccbiello del catetere e lede Taretra. Per impedire cl6 si dovrebbe 
tenere in ana certa tensione II catetere sal mandarine; ma ci6 offenda 
moltissimo la 8ensibilit& della parte. Lo strnmento di Sch^de ^ com* 
posto dl an^anima metallica d^alpacca, ben sollda, provyista di an ma- 
nico mobilCy che ylen fissato a yite. A qaesto manico sono assicaratl 
dae forti fermagli a moUa, i qaali tengono nella yolata tensione 11 ca» 
tetere di gomma. II gnidare qaesto stramento riesce qaasi coUa stessa 
flBu:ilit& e sicarezza, come qaando si adopera an catetere metallico. Per 
facilitare Testrazione del tasto od anima cbe attesa la neoessaria gros- 
sezza del medesimo potrebbe faoilmente tornare alqnanto difficile , 
riesce Tantaggioso di nngerlo ben d'ollo prima di nsarlo. 

FxALUL (di BttkarestX — Presentasiono di lua oasaetta per 
gU aril. 

Sono tante canne o steccbe di legno, con cnl si possono apprestare 
in pochi mlnnti degli appareccbi che poi si applicano alio estremitfti e 



I 



S[64 BIYISTA 

flpecialmente alle iaferiori, tanto ehe la parsoiia stia a letto, OTT«ia«l 
alzf; nel qaal easo serrono da aostagno dall'arto ammalato. 

Bbblt. — Dimostrazloiie di apparati ortopedicL 

* 1.* Corsatti di flltro per tcoliosU Qaesti eoraetti differfBCono dal pro*' 
cedenti (confrontisi OetUralbUiit f. Chir. I88I9 pag. 61, SelazUme dM 
#0.* Conffresso dei Chirurgi Udesehi)^ in qoanto ehe la lore poRione 
addominale non yiene piil imbevata di laaa, ma viene aoltanto riafor-* 
zata con alcane sottili stecche d*acoiaio e percli6 selle gravi aeolioei 
8i dispone, snlla fkcoia dorsale dell'apparecchio, on eongegao per poter 
eeercitare ana maggior pressione sol panti delle eoatey elie piii spor-' 
gone innanzi. 

2J* Corsetti eon cintara pelviea e gmceie aeeellarl per aeolioei e ei« 
fofi (eeeondo Hessing). La eingbia pelvica d eomposta di dae parii se- 
parate del tntto, le quail sono cnciie sopra on ngnale coraetto di atoffat 
e Bono rinnite fira di lore sia sal davanti ehe airindietro eon delle cor- 
reggie di cnojo, e al disopra delle creste iliaelie si infossano profon- 
damente nell'addome. I eostegni delle ascelle sono applicati solidamente 
o in modo mobile alle parti pelviehe. 

3.** Apparecchi di stecclie a docda per le estremitli inferiorl (veggaai 
il CentraXblaU fur Chir. 1881, p. 61, Relatione del iOf Congreuo dd 
Chirurgi tedesehi). Gli apparecchi dimostrati erano destinati a pasienti 
con piede piatto e gonilite oronica, 

4.® Apparato per le forme leggiere di ginoochio valgo e Taro. Qne- 
at'apparato consta di doocie femorali e di doecie per la gamba, rinnite 
con una steoca laterale, interna od eetema a seconda ehe si tratta di 
ginocchio yaro o di ginocchio yalgo. A livello deir articolazione del 
ginocchio si trorano snlla stecca doe articolazioni, una snbito sopra 
Taltra, nna delle quail coll* asse frontale, P altra col saglttale. Al lato 
intemo od estemo deir articolazione del ginoochio, a seconda ehe si 
tratta di ginocchio valgo o di ginocchio yaro, ei sono due liste incro- 
ciate elastiche le qnali dalla parte fomorale della stecca si portano aUa 
parte della medesima ehe sta a ridosso della gamba ed agiscono rad- 
drizzando la deformitiu 

5.^ Apparato per le forme leggiere, speoialmente spastichey di piede 
aqnino. Una correggia di cuojo, ehe arriya fine al ginocchio, d rinibr- 
zata da una stecca di aceiaio elastica e ehe si artieola con una snola 
usuale mediante con chiodetto, 11 quale riunisce alia stecca il cappei* 
letto del tomaio del ealcagno e la snola di quest' ultimo. Due liste la- 
terali di gomma si portano dalla parte anteriore della snola alia metk 
della stecca posteriore e fimno da antagonist! ai muscoli del poplite* 
Kell'articolazione del piede non resta abolito dd tutto nessun moyi- 
mento. 



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m CHmuBoii. a05L 

BMlIli del tobaroola 

n eomdc^tf dl goy«nio doit Koch dimostrb nel Segio Ufficio di Sa- 
nitk a bnoB numero di membri del Gongreno le me eoltore di Tarii 
fkmghi inftricuriy speolaliiiaiite patogeniei, fira le quali si eattiYarono il 
laafflimft intarease innansi tatto quelle dei bacilli del tobercolo nel siero 
sangoigiio eongelaio e di ease diacone in modo spedale. Qnali eaem- 
plaii di iabercolod artiflciale prodotta dalTinneato di bacilli coltiTaii 
Ti efano dd peaiy measi nell*aleool, di organi di eonlgli e di poroellini 
dladia* In fneati pcBi l^eeTa soriHrasa Ferazione nodnlare raggcop- 
pa&a in nmwe, n Koch dimoairb inoltre una serie di preparati mioro- 
aco^ciy aia di mal pariaoeo, sia di tnbercoloei da inneato, sia di tober* 
colosi nmana spontanea (polmoni e spnti), nei qoaii i badlli erano real 
Tisibili medianta 1 noli metodi dl coloraiione. 



V 



2I» 



BIBLIOGRAFIA 



OARDlLE CIOPALO. — I^e fobbri infettlTe nell« spedale 
dvlAo pel periods 189i-lgSl, raiH^Mrteie all» tmgma - 
Uatm ed alia eaia di PatoraM. Siudi tiaUtticL Palenno 1362^ 

L* Aaloro trae Tantaggio 4alla propria positioiie di medici» alatlBta 
pre«80 lo spedale eitUe di Palermo, per eUarire alenne qaistioiil d* i» 
giene pobblioa, che interoflsano viTameiite qnella eittli^ e nelio hIbbbo 
tempo porta nn utile contribato agli stadi general! eolla pabblioa igieae 
^n Italia. La statistiea sanitaria 6 il metodo piii adatto per far cono- 
•cere le eondizfoni igieniebe od antigleniche di ana determinata p<^« 
lasione ; ed d indispentabile ricorrere ad essa per formnlare on* esatta 
diagnoai delle malattie popolari; piimo passo per poter rieacire ad in- 
dicarne la terapentica. Per tal mode la statistiea mediea interviene 
oome mezKO importante di studio, per cbiarire Tindirizzo da tenersi in 
molti intricati argomenti amministrativi, che hanno attinenza colla sa- 
lute della popolazione. Da molti anni si agitano a Palermo le quistioni 
Sttiraoqua potabile , sulle fogne , suUa cala^ sul porto, e su tanti altrx 
argomenti che interessano la pubblica igiene. Molte volte nel trattare 
tali argomenti si portano in campo criteri erronei, che potrebbero tra- 
Tiare il giudizio del pubblici amministratori. A nessun criterio deve 
essere conoessa importanza maggiore, che ai responsi della ^statistiea 
sanitaria, interrogata senza idee preconcette e con severitii di metodo. 

II dott Cardile-Clofalo ha racoolto sia dai registri dell'ospedale civico, 
sla dalle statistiche deiruflflcio mnnicipale, i dati relativi al numero del 
malati e del morti per febbri di natura infettiva in Palermo. 

Bisulta che nel novennio 1873-1881 farono registrati in Palermo 8841 
morti per febbri infettlve, comprese fi*a queste la febbre tifoideay la 
jfebbre miliare, 11 tifo, il morbillo, la scarlattina, 11 yajolo, la difterita» 
11 croup, ecc. La proporzione annua media fa di 982 morti, che, sopra 
una popolazione media per lo stesso corso di anni di circa 230 mila 
abitanti, d& per risultato 4,3 morti per mllle di popolazione alFanno. 

Limitando Tindagine alia febbre tifoidea, ed al solo triennio 1879-81» 
V Autore riferisce, che in tale tempo morirono per questa forma mor- 
bosa 089 individut, i quali su una popolazione di circa 240 mila abitanti 
oorrispondono ad 1 decesso su mille di popolazione all'anno. 

L'Autoreb ^^"^^ paragona questo risultato da lui ottenato, coi dati re- 
lativi a molte citt& italiane, e da me registrati nella Qeografia Naso^ 
logica deJC Italia, troya opportunamente che questa media di Palermo 
4 inferiore a quelle di Catania , Ferrara , Torino , Padora , Uyorno e 



"^ BIBLIoaRAVU -^ OARDlLE-ClOFAIiO 26T: 

Milano I e pooo saperiore a quelle di Napoli , Yerona , Bologna e Ge» 
nova. E ee altre 9 etttlfc italiaoe hanno mortalltt alqaanio minorey biso- 
gna [pore tener conto della poaizione merldionala di Palermo^ e della^ 
saa sitnazione topografleai elie tendono plattoato ad aggravare le con- 
dizloni tifogene. 

Da qaesto primo raftronto TAntore deduce qnindi, che non aarebbe il 
cast) di allannarai troppo salla ftreqaenza delle febbri tifbidee in Pa-^ 
lefmo. 

Occorreya fiire anebe nn altro studio, e clod oonoscere se 11 numero 
di qneste febbri vada di anno in anno anmentando, come si asierisce 
da molti in cittlu Essendo male redattl i bnllettini sanitari monicipali 
ftno al 1879, nh potendo da essi ricarare notizie saffioientemente ana<» 
litlclie, 1* Autore rioorse al registri deirospedale cirile, dai qnall risulta^ 
ebe II nnmero del malati ricorerati in quel nosooomio neir undioennio 
ltnri-81 per febbre tifoidea ta di 294, ossia 27 air anno in media; ma. 
mentre nei primi anni di tale tempo oltrepassaya d'ordinario i 30 ma* 
latl» nelTultimo si ridusse a soli 9 ed 8 malatL I morti, cbe fnrono 24 
nel I87i, non ftirono cbe 5 nel 1881. Onde 1' Autore' conclude, cbe la 
febbre tifoidea in Palermo, almeno per ci6 cbe se ne pub dedurre dall» 
notizie racoolte nello spedale, si pub credere che non mostri tendenza 
ad aumentare, si bene a diminnire. 

Ricercando a quali quartieri di Palermo appartenevano i maltiti rl- 
coverati neirospedale dal 1871 al 1881 per febbre tifoidea e migliare (?)» 
troya che, rapporto alia popolaziCM di daiouB quartfere, il ]itiiggi#r 
nnmero dl malati si ebbe nel Qnartiere Palazzo Reale (8,73 per miU6> 
indi in quelle detto Monte di Piet& ( 2,54 ) ; 11 quartiere Casteilamara 
ebbe 1,19, e quelle del Tribunal! 0,93. Ora T Autore fa notare che la 
Gala, luogo ove vanno a sbocoare le fogne della citti^ si trora nel quar- 
tiere dl Gastellamare, che ebbe, proporzionalmente, un numero piceol9 
di malati. L* Autore spiega questo fatto, avvertendo che questo quar*» 
tiere si troTa nella parte bassa della cittii, e che le fogoe obe lo at- 
trayersano sono percib piCi rioche di acqua, eonvogUando le materia 
esererhentisie eon sufficimte velocitd in un eorpo d'aequa suffieienie* 
mente grande^ e versandole poscia nel bacino della Gala. 

0*onde r Autore conclude che 11 bacfno non h causa, per le sue ema- 
nazioiii, di maggiorl febbri infettive fra gli abttanti che alloggiano nelle^ 
sue Ticinanze. 

n metodo seguito dal doti Gardile-Giofelc nel trattare tali qniistioni di 
Igiene pnbblica, d il pitt raocomandabile, perchd si appoggia su[l*osser- 
razione, e sul fatti raccolti. Ti ha soitantb a iame&ta!re che la stati<^ 
slica deirospedale oomprenda elementi troppo scax^i al bisogno, e che 
quella dellTJfflcio mnnicipale si riferisca ad un tempo troppo breve, . 

G. SoRUAiri. 




^ 



•Vj^ie/iETA 



. UiiA €«mftlca iiatontoto neUa prima meiit del seeoto 
JXT. -^ Roberto d' Aiigi6 Re di Napoli il 3 novembre 1326 dava la 
licenza in ehinirgia a Sabella de Berro vedoTa di Berlingieri di Villa" 
noya, perohd potease eaercitare qaella proibsaioiie nella Tenra di La* 
Toro, nel Contado di Molise e nei due Principaia. Madonna Sabella, 
nella ana istansa avea dictiiarato che il sac prineipala esereizio ( og|^ 
4irebbeai la ana spedalitA) era in medieandis vuXneribua ei apoitema- 
tilms (1). Nd Ti metteya restrisione df sesso o di partly ehft di tatta, 
siocome vedova, era eaperta. D^altronde ella Tolgeyaai a Prineipa aaaai 
liGtToreyole ai mediei, ae tanto pa6 argnirai dal nnmero cbe ei ne ten«?a 
aeco. Nel 1324 non erano meno di qaatiro , oltre il ehimrgo , cbe eea 
anche oiamberlano, lo apesiale ed 11 botanico. Nd baatandogli tntto que* 
ato collegioy avea fatio venire nel marzo del medesimo anno dall' Ar- 
menia f aTUtane lioenza dal Be Leone , maestro Filippo de Baldac ; il 
^nale non aapendo n^ di latino, nd di franoeae ayea di continao biiio- 
^o deiriaterpreta (£)« 

lAfeenitoiJ d' igiene pnbbllea. — A Parigi U Ministro d* a« 
gricoltora a oommercio ha domandato al Parlamento an oredito di- 
30,000 firaaohi per iatitnlre il Idboratorio dPigiene ptMliea di FranoUt^ 
addaoendo le segoenti ragloni. 

La Gommisaione dMgiene pnbblica ha piii yolte manifestato 11 deal* 
derio di ayere nn laboratorio per esegnire le esperiense ed analisi ri« 
ahieste da certe ineombense ad esaa affldate. Infatti Tigiene precede oggf 
eo'metodi esattl delle aoienze flaiche, e molte qnestioni non poaaono 
essere debitamente riaolate ae non aono ftttte oggetto di atadlo aperi- 
mentale, Gi6 sMntende per la maggior parte delle qneationi conceni«atl 
le materie alimentari, le beyaade, le aoatanze tossiohe , le profeaiknii 
insalabri, la disinfezione, le acqae in generale, ed in partioolare la 
acqne minerali« Simili domande aono apesao preaentaie alia anddetta 
Gommiisioney e chi 6 incaricato di trattarle, se non ha on labora* 
torio a poata , ai yede oostretto di ricorrere al baon volere di per- 
aone eatranee per eaegnire le ricerohe aperimentali che ocoorroao« 
Donde 1 ritardi^ le posaibili incertezze, ed in ogni caao una dabbia m» 
aponsabilit&i che non A aenza inconyenienti. La Gommisaione da aloiini 



(1) Minieri-Rlceio G. « Genealogia di Carlo d*Angi6.> la : AreK 8tor. ProVi 
Kapolet^ 188C, pag. 498. 
{$) iTit pag. 486, 487. 



i 



YARlETjL 2^ 

anni ha preso a rivedere le analisi delle aequo minerali di Francia ; 
analisi che si fanno ora al laboratorLo della FaeoiU di medioina, quan- 
timqae non abbia le oondizioni nacesaarie per cotali iadagini. Ma questo 
fierrizio quando fosse pienamente ordinato , si confonderebbe natural-* 
mente oon quello, di cni si domanda ri8tltnzione» della quale non si po-^ 
trebbe contestare nd l*utilitii, n6 V nrgensa; basti rloordare che si fatti 
lalKMAtorj Bono annessi airnffldo di sanltit in Oermania ed in Inghil* 
terra* Queilo: domandato dalla Gommissione d*igiene si terrebbe almeno 
nei primordi , in modesti limiti : le prime spese di collocamento e di 
ibrnitui*a non dovrebbero snperare i 30 mila firanchi ; assegnandone ogni 
anno 15,G00 per le altre relative al servizio , vale a dire per 11 perso* 
naU e il maieriiOe (1). 

Mentre ci6 chiedeTasl a Parigi, il Gonsiglio Comunale di Milano, ao» 
cogUendo la proposta della Commissione sanitaria mnnlcipale^ svolta 
BoUa relazione del professori Agostino Frapolli e Luigi Gabba, lodevol"- 
menle.delibprava d'instituire presso il Municipio un* ^adoraft)reo chimico 
ptt VaMoggio e VanalM delle eostanze alimeniari e di alM generi 
di eonsumoj alio seopo d^indagame la bontA^ le cUterazUmi, le .falsi* 
^OMionif dietra richiesta deUe autoritd o dei privati. 

Qli Autori della relazione intesero a dimostrare che Tesame delle 
sostanze alimentari col mezzo di laboratorj a posta e seoondo le norme 
stabilite da un regolamentOf o meglio da una legge, d Tunico modo 
effloace ad impedire le falsificazioni e tutelare gl'interessi della pubblica 
igiene, e per6 rioordavano che in Inghilterra nel 1872 si trovarono 65 
iislsiflcazioni per ogni 100 assaggi di aliment! ; nel 1875, quando and6- 
in Tigore la nnova legge (Sale of food and Druge Act)^ le falsiideazioni 
diseesero a 26 per 100, nel 1877 a 18, per non esser pii!i che di 16 nel 
1878 (2). 

Opere presentate alia Direaslone 
degll Mnnaii i/niversati di Medieina. 

< Annual Beport of the national Board of Health. > Washington, Go- 
yemment printing omce, 1882, 8.<> 

Areari Angelo. < La cura delle deviazioni raohitiche ;degli arti infe- 
i4ori. > Milano, Rechiedei, 1883, 8.« < Gazz. med. Lombardia. > 

Jialestieri F. Mi <L8l Fidvre typhoide k Gdnes 1880-81 et le Con- 
grds international d'Hjgidne a Geneve 1882. » Genova , Tip. Sordo- 
Muti, 1882, 8.0 

BarbieH QiiMeppe. < Delia yitalitit del feto dal lato ostetrico-mo*- 
rale. » Bergamo, Tip. Sant'Alessandro, 1882, V 



(1) « Union m^dicale. » N. 40, J20 mars 1883, p. 478r 

0) « Sulla convehienza di istituire in Kilano un JLaboratorio chimico mu-> 
nidpale. » Ildlaziono alia Commissione sanitaria munioipale. Milano i883». 
pag. 4L 



99!2 

nnnCE BELLE UTEBIE 

• 

SuUa eura deOa OifterUe negU vMtni cUo atmL — BivUta trUSea 
da dote. Ermbsto KoBMAim di Coburgo^ tradoUa eon aggkmie del 
dotU Cablo Raimondi -^ pag. 178. 



RIVIST A DI CHIRURGIA : 

(Coiitinuazioiie e fine. — Yadi faideolo preeadentoy pag* \^V 

Organl orinar). 

^Uin — Rem mobUi — 240. 

BonDenbnrg ^^ Operasioni euUa vesdca — 244. 

JuiUard "^ Suiura deUa vescica — 247. 

Oigani genitali. 
Bobmid — Operaxione d^idrooele — 248, 

Artl. 

'^ILflter — Lu9S€udone dbUwile delta spdUa — 249. 
BoBCh ^ DUarticoldzione della spalla — 249. 
Wolff •— Resesione del gomito e del eotUe — 250. 
Scbede -— Fratiura da radio — 251. 
€iO stoMo ^ Qimocehio vaigo — 253. 
Hahiiy Kraake — BeeesUme del ginoechio — - 258, 2S9. 
Mater — * BetirpazUme delVastragalo — 260. 
Kraake — LueeaMione eredUaria del piede — 280. 

Teonioa operatoria « Istmmentale o dl aaedloatiinu 

Hagedom — Porta^ago — 261. 

Soliade — Mandatino per il eatetere di NiUUtm — 283. 

Fialla — CaeeeUa per le fraiture — 283. 

Beely -^ Apparaii artopedici ^ 284 

Dimostrasl<me. 

Koeh — BaeOU del tubercolo — 285. 

BIBLIOGSAFIA. 

Gardile-Giofalo ^ Le febbri infeUive neUo Speddle cMeo pa periods 
i87i'8i rapportate dUafognatura ed atta eala di Palermo — a68» 

VABIETl. 

Una eerueiea pateniata neUa prima meid da eeoOo XIV -^ 288. 
Ldbaraiori dtigiene pubWea — 288. 

Cipere preeenMe aUa Direxione degU AnntM IMotreali M MMkina 
f-208L 



RIYISTA DI PAT0L06IA SPECIALE B CLINICA MEDICA 

del Prof. A. DE-GIOVANNI e Dott. P. PENNATO 



Moretti — Contribuzione alia eamisHca ed alio studio degli spa^mi 

ritmici localizzati. 
Vierordt — Sulle paralisi atrofiohe deile estremitd superiori. 
L6pine — Sopra una forma particolare di crisi gastriche non gastral'^ 

giche nelVata^sia. 
De- Giovanni — Alcune risuUanze terapeuticM oitenute mediante Vtp" 

notismo. 
Brown — Storia di un caso raro che illusira alcuni disturbi vaso-- 

motorj, 
Dippe — Vizto cardiaco complicato — emisistolia — (ono venoso eru- 

rale. 
Proebsting — Sulla tachicardia. 

Smolenski — Intorno alia teoria del movimento del cuore. 
Neidert — Del polso di ritomo, 
Sarah Post — Irritazione cutanea e il polso: 
Riegel — - Del poUo venoso normale e patologico. 
Riegel — Sul polso venoso normale^ e sul compottarsi del sistema t?e- 

noso negli essudati pericardid. 
Davison — II polso carotideo nelVinsufficienza aortica* 
L6pine — Del romore di galoppo in generate e in particolare [nella 

nefrite acuta. 
Concetti — Sulla natura e guaribilitd della tisi polmonare. 
Maragliano — Sul trattamento della pleurite essudativa, 
Woodbury — Sul trattamento razionale della consunzione polmonctre. 
Petrone — Contribuzione alio studio della carcinosi miliare acuta 

primitiva della sierose. 
De- Giovanni -* Casi rari di malattia delVaddome, 
Kohn — Caso unico di corpo straniero nel tubo gastro-enterico. 
Brandt — Vn caso di diarrea tubulare. 
Luzzatto •— Angiocolite suppurativa con pigmentazione anomala e in- 

termittente delle orine. ^ . 

Whittaker '^ Scoperta dei calcoli biliari con un ago esploratore* 
Luzzatto — Due casi di ileo^tifo a decorso acuiissimo. 
Martin — Un caso rarissimo, fors0 unico, di eruzione generate vac-- 

cinica. 

' Rivistm, 1$ 



274 R I VI ST A 

MoRETTi Odorico. — GontribtuBione alia casuistica e alio ata« 
dio degli spasxni ritmioi localizzati. {Oiorn. Intemaz, 1882, N. 251, 
486 e seguenti. 

L* Autore riassame il lavoro fatto sa questo tema dal prof. Broole 
Oalvagni {Rivisia CHnica di Bologna 1880), e pabblica alcani casi di 
propria osservazione. Tra questi , doe sono relativi a bambini (primi 
mesl della vita), che presentavano spasmo bllaterale nel domiDio del- 
raccessorlo. Qaanto al movimento del trooco che qaalche volta oome 
in uno di questi 2 casi, si accompagna al dondolamento del capo, 1' An- 
tore lo crede un fatto puramente consensuale, o trasmesso e qnindi di 
Don molto riiievo. Un terzo caso ancora di ipercinesi (spasmo bllate- 
rale deiraccessorio) I'Aatore osserv5 in una donna di 67 anni, che a 39, 
In seguito ad un patema cominci6 a presentare oscillazioni del capo da 
destra a sinistra, e vice versa, movimento che si manteneva abbastanza 
lipiitato, si sospendeva solo durante il sonno, e nel glorno, appena per 
qnalche minuto o quando I'ammalata parlava di cosa cbe molto la in- 
tctressasse : non si notava alouna contrazione del muscoli del* colic, e la 
testa esegniva bene i movimenti. 

II quarto caso (oscillazione del capo antero -posted ore), fu osservato 
dair Autore in ana lavandaja di 70 anni^ che a 50 comincib ad avere 
un movimento spastico antero-posteriore della testa, che cessava da- 
rante il sonno, e nel giorno intermetteva con intdrvalli di otto o died 
minuti di riposo. £) questa storia notevole per la sua rarity nel lavoro 
di Galvagni sopra ricordato, si cita un solo caso analogo di Barnes in 
bambino nel quale il moto scomparve poche settimane dopo. II caso 
descritto dair Autore durava da 20 anni, non vi eranb muscoli con* 
tratti, nd si vedevano in essi oscillazioni, nd movimenti flbrillari: vi 
«ra dolore ai lati delle vertebre cervical!. 

La storia quinta e sesta, sono di ipercinesi unilaterale della branca 
^sterna deiraccessorio. Si tratta nella 5." di una donna di 70 anni, che 
a 40 cadde da an albero e battd la testa e il petto, senza cbe avesse 
dalla caduta altra conseguenza che una oscillazione irresistibile o tra- 
lEipne a sinistra , a cui non poteva sottrarre il capo , e che allora ap- 
parsa, piiH non scomparve. Lo sterno-cleido-mastoideo sinistro, era piii 
svilappato del corrispondente, si faceva piti duro e apparlscente quando 
la donna raddrizzava il capo. Le contrazioni del muscolo si eseguiyano 
rapidissime, ma dopo otto o quindici vi era una piccola pausa. II mu- 
scolo preso tra le mani si sentiva qualche volta palpitare: non vi era 
indaramento del trapezio, solo hi quando in quando si faceva vislbile 
per piccolo rialzo 11 sue stretto bordo anteripre. La storia 6.* 6 dl ana 
donna di 48 anni, cbe all'etii di ^ essendosi esposta alia ploggia a al- 
l'umidit&, avverti prima difflcolt^ a muovere il capo, e poi tlratara del 
capo verso sinistra, con movimenti clonicl prima rari, poi freanentto- 
«imi che facevano sosta solo durante il sonno. Avea la faccia volta a 
destra ^l mento in alto, T occipite abbassato verso la spalla sinistra a 



DI PATOLOaii. 8PB0ULS S CLINIOA MSDIOl. 275 

^mpo* Urate indietro^ un movimento dn sinistra a destra e rieey^sa, 
« un poco dair avanti all* indietro teneva la testa osoillante oon mo- 
menti cortissimi di rlposo quasi mal oompteto, tali oscillazioni erano 
166 al minuto , involontarie. Lo sterno cleido-mastoideo sinistro , era . 
ipertroficOf si ayanzava sul davanti almeno un centlmetro in conflronto 
delPaltro, compreso fra le dita faoeva sentire una osciliazione o meglio 
una palpitazione. Tutto 11 muscolo cucullare era manifestamente con- 
trattOy non si vedeva muovere che 11 sao fascio anteriore dall* indietro 
alVavanti e vioeversa, nei momenti di maggior contrazlone dello sterno 
cleldo-mastoideo , quella porzione del oucuUare che va all* ocdpite era 
molto rialzata , la rimanente dura come legno non presentava alcuna ' 
osciliazione. Golla elettricit& si otteneva una leggiera dimiauzione nel 
ffumero delle oscillazioni. Tanto nel oaso 6.® ckie net 6.*, erayi il soloo 
naso-labiale destro pfi!i profondOi e a sinistra la narice piCi aperta, e 
•qualohe alt^a leggiera assimetria, ci6 che mostra, secondo 1' Autore, un 
iieve grado di eccitamento in alcuni muscoli della faccia. 

Nei due casi, a sinistra si not6 pure un rialzo di temperatura, fatto 
ohe V Autore farebbe armonizzare coUe osservazioni di Charcot e Bou- 
4shardy circa il piccolo aumento di calore nei movimenti convulsivi di- 
namici o clonici. L* Autore classificherebbe il suo sesto caso, per iper- 
•cinesia della branca esterna deiraccessorio elonico-tonica o mUta per* 
chd mentre il muscolo sterno-cleido-mastoideo presentava lo spasmo 
oloniooy il cucullare presentava lo spasmo tonico. L* Autore esclude ohe 
quest! fattl dipendano dal diverso grado di degenerazione, avvenuta nei 
due muscoli, perchd la posizione del capo fa sempre la stessa, e perchd 
la contrattura del cucullare doveva essere antichissima avendo anche 
indotio uno spostamento rilevante ed una curva esagerata della clavi- 
CDla. Inoltre la potenza contrattile dello sterno-oleidoi non era afflevo- 
lita ma al maximum di forza, dando 166 movimenti al minuto primo 
che non si potevano frenar colle dita. 

La storla 7.* fu comunicata air Autore dal prof, Galvagnl: riguarda 
un uomo di 60 anni, che presentava il mento in preda a tremolio sus- 
sultorio, per cui chiudeva ed apriva ritmicamente la bocca, e cresceva 
se la bocca era tenuta aperta: qui lo spasmo elonico aveva sede nei 
anuscoli elevator! della masoella innervati dalla branca motrioe del 5.% 
e quindi anche in questo case si tratterebbe di un dlsturbo fnnzlonale dl 
un nervo motore. La malattia durava da 20 anni. 

Vi sono po! nel lavoro deir Autore, altre 5 storie di iperoinesiai nel 
dominio del facciale. Egli erode che sia tanto piik facile e ft*equente la 
turhata Ainzionalit^ del musool! mimici, per quanto i rami del faooiale 
che ne dirigono Tazione si allontananoi snddividendosii dal tronco prin- 
-oipale. A questa proposizione egli erode non si opponga quanto si os« 
irerva nella paralisi del 7.®| perchd questa acinesia d rara relativamenta 
al frequente precedersi delle oause maleflohe, in confronto coUa posi- 
^ieue superflolale del tronco prinoipale di quel nervo, e tra tuttl qnelli 



276 : BIVISTA 

ctae si eepoDgono ad una medesima influenza nooiva, poohissimi amina-^ 
lano di paralisi facciale, ci5 che mostrerebbe la poca flUBoettibilit& del 
tronco nervoso ad essere impressionato. In ano del casi di spaBmo del 
faociale, citato dalP Aatore vi era anche la salivazione che viene da lai 
attribuita ad irritamenti diretti degli element! glandular! per la eon- 
trazione de! mnscoli vicini. La quiete momentanea ottennta in due cas!^ 
dopo le replicate fregagioni alia met& stessa della taccia, la attrlbnisoe 
ad una modificazlone nei rapport! nerveo-muscolari, pel fatto della com- 
pressione o ad istantaneo effetto reflesao, Quanto airesordire dell'iper* 
cinesia facciale molto frequentemente in ano o dne mascolif estenden-. 
dosi poi a tutto il gruppo, e viceversa, il renders! liber! ^1 alcuni dalle 
moleste contrazionl seeondo 1* Autore pu6 far pensare ad un disordixie 
molecolare nel nervl ascendent! prima, che cederebbe poi, in via discen- 
dente* 

Un'altra storia di spasm! fanzionali fa offerta all' Aatore dal dottore 
Marcucci. Si trattava di ana donna di 44 anni» che fln dall'et^ di andicl 
anniy presentava an nistagmo qoasi continno. L*oscillazione deH'occhio 
si cdmpieva piCi speclalmente intorno all* asse verticale, con estensione 
prevalente verso Tinterno (addazione), neiratto del rilasciamento I' a-, 
zione del retto esterno riportava a posto il balbo. L* 4utore crede che 
tale affezione se non d consecativa ad alterazione neli' apparecchio tI- 
sivo come era appanto nel sao case non si deve rimandare a! trattati 
di ocalistica. Lo spasmo era bilaterale, ci6 non pertanto, dice 1* Autore^ 
non dipendeva da lesion! central!, perchd ayveaato lo spasmo fanzio- 
nale da an lato, presto avviene dalUaltro ci6 che per lo strabismo, una 
specie di nistagmo compensativo , oppure si pa6 dire cl^a le fibre ner- 
▼ose che riannodano 11 nucleo d'origine del terzo di an lato con qaello 
del sesto dairaltro, o sabiscano modiflcazioni nella compage moleco- 
lare, o compiano in modo fisiologico Passociazione del movimenti late- 
ral! d'ambedae gli occbl. 

Anche nel dominio di nervi mist! V Aatore osservb di quest! spasmi 
fanzionali. Le storie sono due. Una d di una signora di 51 anni, che da, 
qualche anno presentava nella veglia e nel sonno un movlmento nel 
pollice destro, di flesslone e di estensione e qualche volta di leggiera. 
torsione in fuori : Testensione in cert! movimenti si esagerava a tale da 
tirare il ditoin direzione dorso-radiale. Tenenio quel dito in unamano. 
si avvertiva sempre il ritmico movlmento. Questo, qualche volta «ra 
accompagnato da dolore acuto, che talvolta in voce, insorgeva sponta- 
neo. Notevole d il case anche per la gnarigione seguita rapidamente 
(dopo 37 sedute di elettricitii faradica). Qui, seeondo V Autore, non j^o- 
tevasi pensare airafTezione di Hammond, perchd d oapitale per questa In 
prime tempo Temiplegia (?) e la lesione verosimilmente coglieva i 86-« 
gUenti nervi: un ramo dell'interosseo, che anima ii flessor proprlo del 
p6llice,' il primo ramo in cui fendesi il mediano giunto, alia vola deUii. 
tnanOf e che suddiviso anima il flessor breve abdnttore ed opponente, e. 



DI PATOLOGIA SPICULE X CLINIC A KEDICA 1277 

• Tami del tronco profondo del nervoradiale allungo abduttore ed esten- 
sori del pollice. L* Autore confessa di Don sapersi decidere, se si debba 
riienere per veramente esistente nn identico processo patologlco loca- 
lizzato in an punto del tramite terminale di nervi, che benchd abblano 
-comune I'originei pure sono separati nel loro ulteriore decorso, tutto 
concorrendo a dimostrare che in essa origine non esiste alteramento o 
81 deva invece pensare, che nella vola delta mano (ove avvenne la com- 
pressione esagerata che sarebbe stata la causa della malattia) il tronco 
nenroso abbia sabito un alteramento qnalsiasi che apportando anlper- 
cinesia del gruppo muscolare flessore, qnesto dopo il masslmo dell' a- 
zione oontrattile si esaarisca dando campo agli antagonist! di far va- 
lere una esagerata potenza estensiva. 

L'altima storia d di ipercinesia di mnscoli innervati da diramazioni 
dello sciatico. Fa fornita alF Aatore dal prof. Galvagni. Rigaarda an 
aomo di 38 anni, merciajo ambalante che presentava nelParto inferiore 
destro dairingaine al piede an tremolio che non poteva esser dominate 
dalla volenti : applicando la mano nei momenti di masiima intensity del 
fenomeno si percepiva nna palpitazione mascolare in forma di palsa- 
zioni cosi rapide da poterne numerare fine 180 in nn minato prime, ri- 
fiiedente nei mnscoli della faccia anteriore della gamba, nei gastroone- 
mii o nel soleo. La prima falange dell* allace era in estensione tonica. 
*II paziente gaari coiraso della noce vomica, ricadato poi nella stessa 
forma present6 anche una tensione fortissima del tendine deirestensore 
lungo deH'allnce, mentre il tendine del lungo estensore delle dita pre- 
'Sentava energici movimenti di contrazione e rilasoiamento. Anche qne- 
sto case presentava adunque FassociazioHe della forma tonica alia clo- 
niea. 

Le concluslonl che 1' Autore fa, dopo alcone conslderazioni esposte 
intorno airinterpretazione patogenica di questa forma morbosa sono le 
fleguentl ; 

. l.** La nuova e indipendente posizione stabilita dal Galvagni per gli 
spasmi ritmici localizzati d pienamente giastiflcata. 
' 2.® Gil spasm! che manifestamente dipendono da lesion! centralis qnelli 
che trovano il loro substrate nell* isterismo , tutti gli altri che ohiara- 
mente traggono origine da alterazloni e discrdlnl funzionall del nervi 
49ensibili, non dovrebbero essere ammessi in tale categoria, 

8.® Pu6 esser posto an qualche dubblo, se il inovimento bilaterale 
<lel capo dipenda dall.a vera e propria ipercinesia doppia degll spinal!. 

4.* II movimento del tronco che in epoca ulteriore si accompagna al 
bilaterale del capo 6 consensuale, e quindi di ordine affatto secondario* 

5.® I tic indolentl non essendo che spasm! localizzati in cui spessis- 
simo si osserva il ritmO| devono essere inclnsi e accettati nello stesso 
gruppo. 

6.<^ AUrettanto d a fars! per quello spasmo limitato a certi mnscoli 
•del globo ocalare (nistagmo essenziale indipendente da lesion! ocalari). 



'SB snnsTA 

7.* Lo spamno elonioo pa6 anehe mostrani al solo poUiee del&t inaiio 



8b* In mufooli innerrati dallo atesao nerro, pnb casern eontempora* 
aoamrntn lo apaamo ionieo e il elonieob 

9.* B tronco del &oeiale ba poca TalnenbiUtiiy ^ tanto pit fiieUa e 
fipeqnente la turbata flmzionalitiL del mnacoli mimiel, per qaanto i ri«^ 
apeiii^ rami del foecfale Tanno allontanandoai dal tronoo, 

10.* La legge di Nataaaon (elod ehe gll apasmi procadantl dlretta-^ 
meate daf nervi di moto deTono aempre easer tonici, e elonici inreoe 
qaelli indiretti o reflesai) offra per molti easi addentellati filla eritiea. 

11.* Qoando ai tratta di apaami limitati ad on ristretto groppo ma- 
aeolare, regolato da diramazioni di on aolo neryo, raffesione con molta 
probability dovrebbe risiedere in an panto pid o mono periferico dello 
aieaao nerro di moto. 

12.* La grande maic^oraiisa del caai di QalTagni • dell* Antore in cal 
orano interesaati i neryi eadasivamente motori, appoggiano indiretta- 
mente la probability che le contrazioni ritmiche localizzate aiano indi- 
pendenti da eccitamenti del ner?! fiensibiii. 

13.* Alcnne iadagini ed esperimenti (solle rane, fatti dall* Aatore) in- 
dieano cbe indipendentemente dai centri, ana carta attivitii funzionale 
eaiale nei troncbi neryosi e che qaesta pel aolo fatto di an irrltamenio 
qnalfliaai nel lore decorso » potrebbe esplicarsi eon fenomeiu di iperoi* 
neaia donica-tonica o mistai date condizioni special! che non si sanna 
determiaare. 

14* Nel massimo namero del casi la cara non porta alcnn nttle rir 
aoltato. 

YiBROBDT. — neber>trophi8Che L&hmimgen der obem Ezlre- 
mlt&ten. (StUle paralisi airofiche delle estrenuta superim). In : Deut 
med. Zeit 1883, N. 2. 

Malgrado la ricchezza delle esperienze fatte suUe paralisi atroiiehe^ 
yi d ana grande oscorit^ si nella sintomatologia, come nelle diyerae oon- 
dizioni anatomiche di esse. L' Aatore considera qnattro grnppi di affe- 
zionl in segaito dei qaali si sono osseryate le suddette paralisi. 

!•* Paralisi traumatiche periferiche. — In queste .ralterazione mo- 
toria sta nel dominie neryoao colpito, h segaita da maggiore o minora 
atrofia dei mnscoli, Alterazioni di sensibility nelle lesioni an poco grayi 
xnancano quasi mai, ma non si tengono assolntamente nei confini dei 
neryi affetti, limitansi spesso ad una parte di quest!. La ricerca olet*^ 
triea, secondo la grayit^ e lo stadlo della malattia, pub dare risnltati 
different!. 

2.» Nevriti periferiche. — In qneste le alterazioni motoric occapana 
di solito un determinate dominio neryoso. Alcnn! muscol! di qaeato, 
posaono o in tutto o relatiyamente essere intatt! , ma prescindendo da 
oircoBtanze particolari, si pa5 riconoscere come malato ano o piik neryL 



DI PATOLO0U SPBCIILB X GLIinCA ICEDICA 27d 

Le debolezze nella fanzione accadono , spesso prima clie P atrofla , ma 
non sempre ponno ambidue procedere di pari passo. La sensibility di 
solito nel dominio del nervi colti, d depressa, ma pub anche essendoyi 
tattavia la lesione del muscoli, essere normale. La ricerca elettrica, 
pa6 dare risuUati molto different), ed anche pub esservi differenza nel 
risultato delFesame del singoli muscoli. Di solito nel grade masaimo 
della malattia, vi d completa o parziale reazione degenerativa. 

3.® Atrofla muscolare progresHva. — In questa mostrasi pii!i o meno 
diffusa, qualche volta affatto irregolare, e qualche volta ben tipica la 
malattia di different! nervi. Comincia per lo piil nei piccoli muscoli della 
mano, yi d pronunciato parallellismo tra atrofla e debolezza, nessuna 
alterazione di sensibility. Di solito vi d una reazione degenerativa par» 
ziale, qualche volta completa, che spesso d difficile a constatare; negli 
stadj ultimativi non v'd alcuna reazione; molto frequentemente eon* 
trazioni fibrillari. 

4.® Poliomielite cronica anteriore. ^ La malattia del muscoli non sta 
in un determinate territorio d'innervazione^ ma h in altra maniera pid 
o meno tipica. Nolle forme sollte la paralisi precede Tatrofia, nolle forme 
medio questo rapporto si scambia. Pub perb darsl che paralisi e atrofla 
decorrano paralelle, Mancano rilevanti alterazioni di sensibility. Vi 6 
completa o parziale reazione degenerativa. 

LjSpine. — Sur une forme particuli6re de crises gastriques 
non gastralgiques dans Fatazie. {Sopra una forma particolare di 
crisi gastriche non gastralgiche nelVatassia), In: Lyon MM. XLI, N. 38. 

L'Autore credo che oltre le crisi gastralgiche deU'atassia, desoritte 
da Charcot, vi sia una forma rarisslma, caratterizzata essenzialmente da 
vomit! non dolorosi, ma incoercibili, che durano per un periodo di pa-* 
recchi giorni, e che ribelli ad ogn! trattamento, possono mettere in pe- 
Ticolo la vita del paziente. In appoggio di questa opinione TAutore ri- 
ferisce di un marinajo di 56 anoi,^ da sei sofferente con segni manifest! 
di atassia, che fu colto da vomito quasi inces^ante , spontaneo , che si 
riproduceva dope ringestlone anche d! una goccla di liquido, ma senza 
dolor! gastrici. 11 vomito durb ribelle a! trattamento, per quattordici 
giorni, non vi era diarrea, nd acceleramento notevole del polso. Un caso 
molto analogo a questo, d citato da Fournier, anz! in questo, i vomit! 
iniziarono il quadro della tabe. Erano crisi che duravano sei giorni, ca- 
ratterizzate da vomiti ripetuti, con intolleranza assoluta dello stomaca 
per ogni specie d^alimenti, di bevande, o di farmachi. Anche I'acqua e 
il ghiaccio erano quasi subito reietti , cosicchd il paziente si riduceva 
alia completa astinenza per evitarsi il vomito. Questo, nel caso di Four- 
nier era accompagnato da qualche molestia, inevitabile nel vomito, ma 
non era certo caratterizzato da! dolor! atroc! segnalati come crisi ga- 
stralgiche da Charcot. E queste forme special!, V Autore le chiamerebbe 
crisi dl Intolleranza gastrica senza gastralgia. Egl! poi erode che oltre^ 



280 RIVISTA 

a qaeste grand! orisi, ye ne siano altre meno gravi di Yomito pare non 
doloroso, e rlporta an caso di saa osservazione in cai 11 malato stesso, 
an aomo di 50 anni, indic6 eome principio del sac male, la Bintomato- 
logia gastrica. Qaesto pazlente, narrava d'esser state, dope nn raffired- 
damento, eolto da vomitl biliosi freqaentissimi, ehe in an anno si ri- 
prodnssesp otte volte, e dararono una settimana circa, ogni volta* Qne- 
sti Yomiti per6 non erano incessant! nd inflqenzati dali* allmentazione, 
potendo Tammalato digerire qnalcnDO del suol pasti. Nessnn altro fe- 
nomeno esisteva in lui, eppure T Antore per la mancanza del reflesso 
patellare sospettb che la forma gastrica non gastralglca , inizlasse ana 
tabe, ed a ragione perchd in segaito in quel paziente sopravvennero 
dolori folgoranti, fenomeni di incoordinazione ; ed infino la neoroscopia 
segnal5 le lesioni caratteristiclie della tabe. L* Antore fa pare notare 
4he in qaesto malato negli altimi tempi eransi manifestate delle vere 
crisi gastriche dolorose con yomiti. 11 earattere indolente di qaesti al- 
timi non dur6 dunqae per tutto 11 tempo delia malattia. 

I yomiti indolenti nel corso della tabe, furono registrati anehe in os« 
servazioni antiche, specialmente in an' osseryazione di paraplegia di 
Oall, ed in dae tesi di Parigi. E Bernhardt in ana saa memoria dice di 
aver veduto dae casi parissimi di sintomi dispeptici.negli atassici, i ma- 
lati erano per quest! andati a Carlsbad: in mancanza del dolori d 
difdcilissimo per il medico di pensare ad una malattia spinale a meno 
ch* egl! non abbia continuamente il pensiero riyolto alia possibilitit di 
quest! fattL E Fournier, precitato, dice: yi sono malatl che nel periodo 
preatassico della tabe, sono di quando in quando calti da yomito ed al- 
lora emettono sia materie alimentari, se la crisi si produce ad an^epoca 
yicina al pasto^ sia (nell* alternativa inyersa) materie liquide muoose, 
qaalche yolta giallastre o yerdastre. 

Ds-GioyANNi. •— Alcnne risoltanze terapentlohe ottennte me- 
^ante ripnotismo. (Qazjg. Med. IL Prov. Venete. XXV, N. 43. 

In una malata di costituzione neyrosica esaurita dall* allattamento e 
pellagrosa sospetta, afifetla da contratture delle estreinit^ inferior!, TAa- 
tore ottenne facilmente ripnotismo. Durante questo state che contina6 
tre quart! d'ora la paziente presenU) : risoluzione delle muscolature, ipe« 
restesia ed eccitabilit^ de! reflessi spinal!, 11 piCi lieye tocco della oate 
era seguito da un moyimento della parte, o della persona, le punture 
fatte con uno spillo snlla pelle erano seguite da locale paralisl yaso- 
motoria, che non si yeriflcb ma! fuori del periodo del sonno artiflciale. 
Dope il sonno ipnotico, 1' ammalata annunci6 la diminuzione della sua 
abituale rachialgia ; questa, nolle successive sedate di ipnotismo scom- 
parve affatto ed anche vi fu un acquis to di sicurezza in tutti i feno- 
meni della vita di reiazione, e magglore espansivltit morale. 

In un'altra donna di 18 anni, affelta da bronco-alveplite deirapice, 
^bsoleta, e che presentaya oltre ad altri fenomeni, un yomito ribelle a^ 



DI PATOLOaii. SPECIJLLE E CLIKIGA MEDICA :281 

Kigni irattamento, nel primo tentativo V ipnotismo riusoi, e si vide la 
pasiente accelerare 11 respiro e fare frequent! atti, di deglatizionei im- 
pallidire alquanto, e insieme chiader le palpebre e cadere in sonno. 
Durante questo, si osservb esagerazione del reflessi patellar!, risolazione 
muscolare, anestesia cntanea, spasmo delle palpebre, paraliei vaso-mo- 
torie, come nella malata precedente. II vomito cessb continnandosi nel- 
ripnotismo. 

In un^ altra malata V Autore adopr6 pare Tipnotismo. Trattasi dl una 
^iovane di 18 anni, affetta da nevrosismo. Era una forma nevrosica nella 
quale si notarono molti fenomeni succedentisi od alternantisi fra cui 
artralgie, anestesia dei pledi, apcessi dl febbre, emianestesia destra, di- 
plopia, glossalgia, dolore alia laringe, d!sfagia, apatia, accessi istero- 
epilettici, rachialgia, forte nevralgia alle spalle, e in ultimo debolezza 
agli arti inferior!, incurvamento della schiena, anestesia estesa simme- 
tricamente suile due avambracciar sui piedi, e sal due terzi Inferior! 
■ della gamba, di pii!i erano anestesiohe le conginntive. Le cure speri- 
.mentate in precedenza furono inutili. L' ipnotismo non riusci che alia 
terza seduta. I^elle due prime si, osservarono mot! di deglutizione, fre- 
.quenza di respiro e polso, aumento della .gastralgia abituale, e tremito 
degli art!, del quale Tammalata non avea affatto coscienza. Dopo quin- 
dici giomi di cura (ipnotismo due o tre volte al di) si ebbe migliora-» 
mento graduale e notevole nei dolor! nolle anestesie, nellMncesso. Gon- 
tinuando nella cura si ebbe la gnariglone definltiva. 

L' Autore poi uarra un*altro case. Rlguarda una ragazza di nutri« 
zione apparentemente floridissima affetta da alopecia areata. Gadeva 
facilmente coiripnotismo in un sonno profondo, e in oompleta anestesia 
tanto che se ne approflitt6 per esportare un pezzetto di cute per V e- 
same microscopico. Durante la lieve operazione, la cucitura, e la me« 
dijsazione, non did segno di alcnna sensazione nd di coscienza. Questa 
malata inoltre, durante 11 sonno diceya parole che si riferivano a per- 
sone famigliari o amiohe ma non present!. In essa cessava allora ognl 
rapporto psichico colle persone che la circondavano, cessava la coscienza 
d«l luogo in cu! si trovava, e invece s! sostituivano rapportl psichicl 
colla madre, col famigliari, e come se fosse in casa propria. 

Da ultimo, V Autore riferisce di un malato di coxite destra acutissima 
nel quale trattandosi di dover applicare un apparecchio si dovea fare 
Tanestesia per evitare i gravi dolori che s! suscitavano appena lo si 
toecava. In questo case V ipnotismo col solito metodo di &r fissare il 
.4ito riusci solo incompletamente, ottenendosi una incompleta rlsoluzione 
musoolare, ed essendo ancora vigile la sensibilitiu Si ottenne invece un 
sonno profondo e completa anestesia comprlmendo modicamente le tem- 
poral! col polpastrello dell* indice, medio, ed anulare d'ambe le mani, 
mentre col pollice deiruna o deiraltra mano si toecava lievissimamente 
la radice del naso, e si scorreva in alto oltre la glabella firontale* L*a- 
nestesia e la risoluzione muscolare erano complete , tanto che P appa- 
recchio si applied senza che 11 paziente avvertisse nessun dolore. 



SS2 RIVISTA 

L* Aatore fa poi aleane eonsiderazioni sa qaesti fktti. Egli orede the 
la maneata percezione del moti convulsivi (neila sua terza malata) non 
dipendesse da asaopimento del eentro cerebrale, ma da mancata e troppo 
searsa tradazioBo delle impressioni. Yi sarebbe an mntameato nello 
atato di eccitabiliUi del centri che risiedono nel midollo allungato, e an 
matamento ancha nella direzioae secondo la quale si traducono i feno* 
meni nervosi di quel medesimi centrU 

Dal fatto che le malate alio svegliarsi avvertivano la pantara fatta 
dorante 11 sodqo artiflciale sarebbe, secondo V Aatore, proyato che du- 
rante .11 ponno, le impreasioni non venlyano normalmente tradotte al 
cervello, ma esanrivansl in maggiori fenomenl reflessi nel domlnio del 
midollo spinale. La flbra nervosa etimolata, non esaurlyasi completa-- 
mente durante 11 sonno : si manifestava come uno siato di iperecdta- 
mento dopo questo. 

Nel case della coxite,era notevole che i dolori fierisslmi spontanei, 
e proYoeati dai movimenti del corpo, non erano ayyertiti, mentre 1 ra- 
mori scuoteyano 11 paziente. Qaesti perb qualche yolta faceya qualche mo- 
yimento riflesso quando yeniva toccato snlla regione malata. Qaesti fatti 
secondo TAatore, yorrebbero signiflcare che durante IMpnotismo le im- 
pressioni periferiche (eccettuato le acastiche le quali d proyato die per- 
'done piik dlfflcilmente e piii tardi le yie del cervello) non giangano al 
oentro psichico, senbene nel domlnio del neryl spinali si sogliono ma- 
nifestare anche fenomenl di ipereccitabilit^. 

' Nel caso dell* alopecia^ V Autore notb quando il sonno oessaya, una 
persistenza del torpore della sensibility fatto cbe si accorderebbe eol- 
ridea precedentemente esposta, circa 11 modo di completarsi dellMn- 
neryasione spinale durante Tipnotismo. 

Intanto senza yoler fare spiegazioni o teorie per le quail occorrono 
osseryazioni molto namerose, V Autore erode che air ipnotismo sia ri- 
seryata ana parte nella materia medica. (Vedi nella Parte Originale, 
pag. 328, lo studio del prof. Raggi intorno BWIpttotismo). 

Brown. — The history of a unique case Illustrating some 
vaso-motor disturbance. (Storia di un caso raro ehe illustra al" 
euni distnrhi vaso-mctorj). In: The Medical Record. 22, N. 4, luglioS?. 

L'Autore narra di un uomo di 45 anni, in origine robusto di coatiiu- 
zione, che per 11 suo mestiere (palombaro) era solito di portare un pesanlte 
appareechio aceomodato al dorso e comprimente la regione lombare. 

In questa regione, da dae anni egli ayeya notato una promlneoza 
estesa circa quattro pollici In lunghezza, e probabilmente due in lar- 
ghezza, la quale protrudeya dai processi spinosi dello yertebre lombari 
un mezzo pollice. Tale prominenza era fissa, immobile, pooo dolente 
alia pressione, ma i dolori yi si produceyano spontaneamente, molto 
grayi. In essa sembrayano inclasi il cellalare, e i tessuti molii in yi- 
cinanza della colonna yertebrale. Quantunque questo tamore a pooo a 



DI PATOLOaii. SPECULES CLINIGA MEDICA 2^ 

poco sempre crescesse, e fosse causa di grave dolore, il paziente oon*» 
tinaava nel sao mestiere; intanto fki soprappreso da febbri malarkhe a 
tipo remittente, itterizia, costipazione, deiirio, paralisi della vescica, do- 
lore alia regione lombare cbe si estendeva anohe alia gamba sleistra; 
Porina era torbida e alcalina. In quest'epoca la prominenza salla regione 
lombare, sporgeva almeno un pollice e mezzo dal llvello dei process! 
sptnosi. Era assai dura, fermamente attaccata ai tessnti cireostanti, a 
sembrava di consistenza, non ossea ma cartilagiuea. 

I sintomi malarici scomparvero eompletamente con un opportune trat- 
tamentOy ma dopo di essi, cominciarono a mostrarsi fenomeni special! 
principal mente di carattere nervoso : d anzitntto a notarsi che non vi era 
nessun segno di curvatura spinale, nd di malattia delle ossa yertebrali. 

Due tre settimane dopo la cessazione della febbre, la regione lom- 
bare continuava ad esser sede di dolori gravi, 7i fu pot la nevralgia a 
sinistra dello sciatico, del crurale e delle loro principali diramazioni 
fine al tallone e alio dita, con maroata anestesia cutanea alia cosoia e 
porzione della gamba. Eranvi pure parossismi di contrazioni cloniebe del 
flessori delle dita, che duravano anche per ore, ed erano evidentemente 
di origine centrale. Un sense di costrizione e tensione al diaflramma,. 
faceya pensare che anche questo muscolo parteoipasse a questl spasmi 
clonic!. 

Da ultimo (dopo tre mesi dacchd il paziente era in osservazione) vi 
fnrono contrazioni involontarie frequent!, ai musooli del lato sinistro 
della faccia e dell^occhio che prodassero stiramento delle palpebre e dei 
muscoli feicciali. Questo fu seguito da ptosi, eccessiva diiatazione della 
pupilla e perdita della visione da quel lato. La memoria del paziente si 
tQce difettosa, e diminui anche assai la potenza del ragionamento. 

Le paralisi dunque erano limitate alia vescica e airoccbio, furono di 
carattere transitorio, I'anestesia invece fa permanente essendo darata 
per alouni mesL 

Nella gamba affetta, eccetto alia pianta del piede, si notarono quoti- 
dian! cambiament! di temperatura, raggiungendosi in essa il grado di 
38*,3 38*^,8 mentre il resto del corpo era dl calore normale. Ed era 
sempre verso le ore dieci pomeridiane che si notava questa regolare 
fSebbre locale indipendente da azioni flogisticbe. Pol la temperatura de- 
-^esceva flno alia norma : durante le esacerbazioni di febbre locale vl 
era un passeggiero aumento nella vascolarit^ dell' arte. La gamba as-^ 
sumeva un aspetto pii!i roseo della destra, le arterie pulsavano piii vi- 
gorosamente, le vene erano pid turgide. Tutti quest! segni local! dimi- 
nuivano col venir mono della temperatura. 

Qualcbe volta il paziente era colto da febbre generate a freddo, che 
non era seguita da sudore, febbre che facUmente si vinceva col chinino» 

Oltre le alternative nella vascolarizzazione dell' arte g\k descritte, a 
seconda delle varianti della temperatura era notevole una permanente 
diiatazione delle arteriole per cui mentre il piede e la gamba sinistra 



:284 RIVISTA 

.erano sempre pallidi| e presentavano uno stato normale qneste parti a 
sinistra erano piiji tnrgide, coi vasi piii pieni, e pit!i calde. 

Un altro fatto assai notevole d la gangrena alia cate del tallone si- 
nistroy accadata in pochi giorni dopo esser stata precedata da dolorl 
atrocissimi. Staocatasi la parte mortai restb ana cavity livida di brutto 
^spetto ohe per6 in dieci o dodici giorni, si ricolin6 con granulazioni 
tanto esuberantii che protradeyano a gaisa di fungo rosso le quali ven- 
nero poi assorbite, e si form6 nna ben deflnita cicatrice. Durante que- 
sto processoy il malato fu esente piiH del solito dai saoi doiori ; nei primi 
4Stadii di produzione deile grannlazioni| veniva secreta dalla piaga una 
quantitii di sostanza gelatinosa senza odore, trasparente» tanto da ba« 
gname in nn giorno molte pezzuole, e le lingerie. Poi| dnrante il pe- 
riodo della gnarigione la seorezione ta semplicemente purnlenta. Giroa 
tre settimane dopo la oessazione di questi sintomi vi fu nna consimile 
seorezione alia pianta del piede senza indizio di rammoUimento: quan- 
tunqne qneste affezioni local! completamente guarissero continuarono 
doiori con esacerbazioni serottne snlle cicatrici. Un vescicatorio appli- 
catb sal tnmore della regione lombare, produsse una effusione non di 
«iero ma di una sostanza gelatinosa identica a quella prima accennata. 
<2uanto a qaesti fenomeni di essudazione speciale 1' Aatore propone la 
qaestione se dipendono da alterazione del sangae o da an disordine del 
vaso-motori. 

Alia malattia di questo sistema molti del fenomeni osservato nel sac 
oaso possonoy seoondo 1' Aatore essere attribuiti. Gita gli sperimenti di 
Nussbaam provanti che in alcuni animali i centri vaso-motori non sono 
<sonfinati alia base del cranio, ma numerosi fllamenti di qaesti nervi si 
originano pure lungo tutto I'asse spinaie; anche Flint appoggia questo 
mode di yedere. Per qaesto si pub credere che una malattia alPorigine 
del vaso-motori, nel cervello o nel midollo sia capace di indurre, ed in- 
duca ana yariet& infinita di affe^Joni locali producendo stati anormali 
di temperatura, di circolo, nutrizione, ossidazione, producendo contra- 
zioni yasoolari o spasmi o dilatazlone estrema, e determinando qulndi 
ora ipertrofle e iperplasie, ora atrofla e gangrene, ecc. 

L' Aatore considera quanta parta sia da farsi alia malattia del yaso- 
motori nella produzione di queste locali alterazioni nei yasi, costituendo 
ingorghi attivi e passlvi, rapida prollferazione cellulare e di tessnto, In- 
fiammazioni, disordinate e anormali secrezioni e gangrene, come pure 
^quanto quella malattia inflnisca su anormali tumor! e probabllmente sa 
alcuna di quelle intrattabili affezioni cutanee costituite da ingorghi di 
yasi cntanei da infiammazioni e deposit! avyentizii. 

Qnanto a! malato di cui P Aatore riferi la storia, il trattamento dopo 
. la cura della malaria consists in piccole dosi di olio di trementina,tin- 
tura di cantaride e di noce yomica, per la paralisi yescicale. Per il do- 
lore intense al piede, alia gamba e al dorse, opfati, e pit di tntto g!oy6 
ia preparazione detta clorodifia. Per il riassorbimento del tumore loin- 



DI PATOLOaiA 8PBCIAL8 B GLIMIDA ICBDICA 28S 

bare TAatore adoper6 yescicatorj, jodaro di potassio^ chinina. Con qiie« 
8ta cura'i le paralisl scomparvero, la visione fa riouperata, il tamora 
lombare quasi scomparve, L*infermo per6 soffre ancora per i dolor! al 
tallone e al piede, ma \n grade moderato ; ua piecolo iDnalzamento nella 
temperatura dell' arto alia sera, precede 11 dolore, L* Aatore credeva 
dapprima che 11 tumor e lombare fosse di natura sifilitioa , ma 11 pa-^ 
ziente non fii mai sifilitico nd vi erano segnl deir infezione secondaria o- 
terziaria, nd alterazionl di sifiiide costituzionale. 

• 

DiPPE. — Ein Fall von complioirtem Herzfehler, Hemisysto* 
lie Gruralvenenton. {Un caso di vizio cardiaco ^complicato^ emisi" 
siolia. Tono sulla vena crurale). In : Deut. Arch. f. Klin. Med, Voluma 
XXXI, pag. 427. 

Un sarto di 39 annl, aveva per la prima volta Buperato il reuma- 
tismo artlcolare, parecchi anni prima dl presentarsi all' oBseryazione 
dell'Autore. Le sofferenze cardiache datavano solo da due anni, e si 
sarebbero iniziate dopo una recidiva della forma articolare. Quanto al 
cuore, presentava 1' ingrandimeuto, e un rnmore aspro , sistoiico alia 
punta con un secondo tono oscuro. Toni aorticl non ben distlntl, ma 
non accompagnati da rnmori, accentuazione del 2.^ alia polmonale, alia 
tricuspide un debole rumore sistoiico, che non si sapeva bene stabilire 
se fosse trasmesso o no. Polso assal irregolare un poco celere, nan feb» 
bre. Gi fu ascite che crebbe rapidamente, e necessltb la paracentesl : 
la terapia solita giov6 a nulla, e ii malato per6 col segni deir edema 
polmonare, Nel decorso di quest*ultima fase, si notb che alia punta si 
era fatto anche un rumore diastolico. La irregolarit^ dell' azione oar* 
diaca a poco a poco venne cessando e si stabili in mode classico il fe- 
nomeno della emisistolia, che si poteva osserrare assieme allMnsorgenza 
di una manifesta pulsazione delle yene del collo. Alia tricuspide 11 ru» 
more sistoiico eras! fatto piCi muslcalCi che il rumore alia Lbicuspide. 
Pacendo rascoltazione del cuore ed esplorando contemporaneamente il 
polso, si udlvano due contrazioni rapldamente succedentesi , e qualche 
Yolta anche una terza, alio quali non corrispondeva che un fpolso solo 
radiale. Questo segno per6 non era costante, cosicchd numerando per 
uno o piii minuti, non si trovava esattamente un doppio numero di con- 
trazioni cardiache. (La terza contrazione pit breve delle altre non sr 
contava). 

Alle yene del collo, si notaya dal lato destro una vera pulsazione della 
giugulare esterna dilatata^ ed esattamente corrispondenti alia contra-' 
zione del cuore, due soUeyamenti della vena; quasi regolarmente e ra* 
ramente anche un terzo, piii piccolo. A qnesti tre oorrispondeya sol- 
tanto un polso radiale, o un polso carotideo (piccolo, che si percepiya 
solo profondamente), A sinistra quest! fatti erano asaai mono manifesti. 
Dl questl due soUeyamenti yenosi, era sempre il secondo (al quale non 
corrispdndeya nessuna pulsazione arteriosa) il piili manifesto. Questo si 



288 i^lviSTA 

poteya forse spiegare, ammetteado obe in tal moDdento ie Tene po8te in 
Tioinanza del oaore, fossero in uno Btato di magglor riempimeato, ehe 
4arant6 la prima contrazione cardiaoa» alia qaale precedeva una pitii 
fiatesa diastole del ventricolo destro e an magglor accasciamento delle 
vene. Yl era pure an. polso epatioo^ corrispondente al venoso. Ascol- 
tando collo stetoscoplo Bui grossi vasi della cojscia, immediatamente 
«otto il legamento di Poupart evitando ogni presBione, b1 percepiva an 
primo tone leggiero corto slncrono al polso radlale e alia prima pal- 
fiazione venosa, e pol corrispondente alia 2/ palsazione, an secoBdo tono 
piik i^hlaro e sonoro, e qaalche volta an tarzo, corrispondente alia 3/ pal- 
sazione, piii debole del 2 prlmi. Non di rado mancava il primo di qae« 
sti tonl, e si adiva solo il secondo, breve tempo dope il polso arte- 
rioBo. 

. Tatta qneata Bintomatologia, si raccolse qaalche Bettimana prima del- 
TeBito letale, poi non ta piil possibile constatarla, per la sopravTenienza 
deiredema. AUe altre regioni delle grandi arterie, non si ascoltb niente 
di particolare. 

Alia necroscopia, si troy 6 aamentato assai il cuore, specialmente a 
destra» ove vi era dilatazione, non ipertrofla. Yalvole del caor destro 
non rigide, ostio venoso destro, molto largo. Dilatazione leggiera del 
ventricolo sinistro, endocardio torbido, valvole aortiohe un poco ispes- 
Bite e rlgide» ostio venoso sinistro , stenosato in alto grade. L' arteria 
<}rarale liscia, an poco larga. Nella vena crarale (destra) cbe veramente 
«ra alquanto larga, sopra il legamento di Poapart, si introdasse ana 
cannala, iniettando cautamente acqaa, e la vena si riempid dopo la le- 
^atara di tatti i rami collateral! , flno a sei centimetri Botto il lega- 
mento di Poapart; la vena al di l^ dl qaesto panto (che era come an 
rigido anello) era accasoiata, nd si rinsciva a dlstenderla anclie aamen- 
tando notevolmente la pressione. Qaando la si incise, si vide che in qvel 
iaogo la resistenza al procedere del liqaido injettato, era data da ana 
valvola ben svilappata di aspetto normale, sei centimetri sopra di essa, 
oiroa alFaltezza del legamento di Poapart, veVera an'altra ingrossata, 
intorbidata ; e 5 centimetri e mezzo piCi in alto dl qaesta 2.* al di sotto 
della vena ipogastrioa, ana terza valvola appena rudimentale. 

Qaesto case 6 analogo ad ano pubblicato da Friedreich^ {Arcfu fur 
Min. Med. Vol. XXI), £) ioteressaote, dice T Antore, il fatto del doppio 
tono alia regione crarale, che certo, almeno per il 2/* tono, apparte- 
neva alia vena, e che ^ giastificato dal reperto nolle paretl intone della 
vena crarale. Difficile a deoidersi ^ se anche il primo tono apparte- 
fiesse alia vena, o non fosse pinttosto dovato airarteria, come pare non 
^ certo, se vi fosse nel case attaale anche an leggier grade di inaaf- 
ficienza aortlca. Per la spiegazione del fenomeno interessante della ai- 
atolia, e specialmente per la decisione di qaanta parte in qaesto ayeBsa 
|l ventricolo sfnlBtro, qoesto case non sembra appropriate. 

Le sflgmografie radiali, mostravanp an sollevamento alqaant<^ fbrta 



DI PATOLOaiA SPBCIALE E CLIKIOA MEDIGA 2^7 

sella linea dlsoendente, ma mal, ad ogal modo, il vero polso bigemfao 
di Riegel. 

PaoEBSTiNG. — Ueber Tachykardie. ( Sulla Tachieardia ). In : 
Deut Arch f. Klin. Mei. 31, Bd. 3, 4, Hft. 

11 rallentamento del caore d dato soltanto dall'ecoitaraento del vago: 
le fibre del simpatico irritate affrettano il battito cardiaco, ma paraliz* 
sate non danao alcana alterazione nelle pulsazioni del cuore (Nicati)* 
L*acceleramento d dato da paralisi tdel vago o da irritazlone d^l sim- 
patico : rallentamento e accelerazione ponno esser prodottl anche da le- 
fiioni del ganglii, per esempio, per diminuito afflasso di sangae. Oltre 
cbe da qaeste dirette influenza neryose, rattiyitlt cardlaca dipende pure 
dal tone vasale (dilatazione e restringimento) e dagli influssi del centro 
vaso-motorio, che a sua volta viene influenzato dalla quantity di acido 
carbonico del sangne. Ma di quest' influenza indiretta parlando^ delle 
nevrosi del cuore non d da occuparsi. II rallentamento del cuore, ;pro- 
dotto da diretta influenza nervosa ^ raramente osservato, ed d ancor 
pii)i raro che dia luogo a disturbi general!. L' Autore nella Tecchia let- 
teratura non ne troTa che un case descritto da Heine, nella recente 
alcuni cast di Landouzy, Samuelson e Flint. Invece Tipercinesi o 2Vi- 
chieardia, come V Autore la chiama, prodotta da paralisi del sistema 
ritardatore, e da eccitamento dell'acceleratore, richlama frequentemente 
I'attenzione del medlci per la gravity del sintomi e per i disturbi ge- 
nerali. L' Autore nel suo lavoro pubblica tre casi di tachieardia appar- 
tepenti alia pratica di Gerhardt, cita e critica varj casi di tachieardia 
aocessionale ed abltuale, prodotta da paralisi del sistema ritardatore,^ 
ed alcnni casi di tachieardia accessionaie prodotta da irritamento del 
simpatico, ed uno di tachieardia abituale avente la stessa orlgine, e ap- 
partenente ad Eulemburg. 

La tachieardia sia abituale ohe parossistica d piiH spesso dipendente 
da paralisi del sistema ritardatore che da eccitamento delle fibre ecci* 
to-motrici. L'etiologia della tachieardia parossistica 6 debolezza gene- 
rale, anemia e neyrosismo, in un case di Traube causa della tachieardia 
erano gli sforzi muscolari, qaalche volta la causa d reflessa (dispepsia 
disturbi gastrici). Tra le cause pu5 annoverarsi anche il puerperio ma 
k incerto se invece in questo case non si tratti di irritazlone del sim- 
patico reflessa dalla condizione degli organi sessuali. Dope una difterite 
grave si osserv6 tachieardia che si ascrlsse a paralisi periferioa del 
vago. La tachieardia abituale d quasi sempre prodotta da paralisi del 
vago ed d per lo pii)i perifbricar prodotta da pressione di tumor! (glan- 
dule bronchial! caseose, tnmori del mediastino aneurism! dell'aorta) piii 
frequentemente che il vago di destra d colto da questi prooessi il vago 
di sinistra che decorre in immediata vicinanza di molte glandule. Molta 
<)aii8e di tachieardia abituale da paralisi del centro del vago possono 
^sservi: frequente d la paralisi bulbare progressiva^ piii rara la sole- 
real multipla ed anche tnmori cerebellari o della midolla allangatiu 



288 RIYISTA 

n flintoma prfneipale d la fireqaenza del polso, ohe nella forma acces-^ 
slonale pn^ arrivare a 250 e plCi, nella forma abitaale d an poco mi* 
nore (120-100) perchd d a notarsi che in qaesti casl i motor! del caore 
8i spossano alqaanto. Yi d pare ansia precordlale, oppressidne al petto, 
dispnea fine aU'crtopnea, dolore alia regione cardiaca, e anohe lipoti* 
mia, sintomi che sono nella forma abitaale mono pronanoiati che nella 
aooesslonale. Darante gli aooessi vi d la dilatazlone del caore, 1* accen- 
taazione del secondo tone alia polmonale, romori da insafScienze yal- 
Tolari, polso delle vene maggiori; ai polmoni si possono trovare aegni 
di edema, focolaj pnenmonici, iperemie, eaflsema da crampo delle fibre 
del yago, 

1 eingoli aocessi ponno darare da pocbi minuti a piii giorni. Non sona 
pericolosl per sd ; la prognosi d assolatamente infaasta solo nei casi di 
occlasione delle coronarie. 

La forma abitaale termina qaalobe volta letalmente perchd d.legata 
a carcinomi, anearismi malattle splnali, eco. 

Per il trattamento bisogna badare all'etiologia. 

In alcnni casi, 6 atile la cara colla faradizzazione del vago al oollo, 
o ai precordj. Internamente si pub dare digitale, morfina. Roehrig rac* 
comanda an preparato speciale (Naron chlloinicam). 

SMOLENSK!. — Zur Theozie der HerxbeTTvegungen. {Intomo alia 
Uoria del movimento del euore). In: DetU. Arch. /. klin, Med. YoL 31, 
peg. 209. 

Ziemssen ha pabblicato nel voL XXX del < Dent. Arch, t klin. med. » 
UDO stadlo sal movimento del caore giovandosi del caore scoperto di 
ana malata. Nei cardiogrammi nniti a qaesto stadio, Smolensk! troTa 
alcani fatti che non corrispondono alle idee che si hanno in generale 
sal movimenti del caore. Gita in proposito rosservazione di KoTCzynski 
fktta snlla stessa paziente di Ziemssen e eoncorde con qaanto esprlme 
il cardiogramma di Ziemssen. 

In questo farono prese simaltaneamente le carve della polmonale e 
del ventricolo destro, e si vede che Tespansione deirarteria polmonare 
non coincide con Tespandersi del ventricolo; qamdi come sistole ren- 
trioolare deve ritenersi non il momento della massima protrasione della 
parete ventrioolarev ma il deprimersi di qaesta. Come si spiega, do- 
manda l*Aatore, che la linea di ascesa della carva dell* arteria polmo- 
nare coincide colla maggior porzione delia linea di discesa del cardio* 
gramma yentricohure e come d da intendersi I'esatta coineidenza del 
prindpio della linea montante della carvft della polmonare con I'apiee 
della carva ventricolaref Perchd il soUevamento dovnto allHirto di ri- 
tomo nella carva yentrieolare non d contemporaneo col solievamenta 
mediano nel lato disoendente della carva della polmonare, ma lo d in- 
yeoe col sao apiee f 

Qoosto, secondo TAatore, aceannerebba alia poca giasiena delle vedate 



DI FATOLOaiA SPECIALS B CLIKICA MBDICA 28d 

che si hanno salla ftinzioae sistolica e diastoUca e forse anche alia ne^ 
ceBBiik di dare al oardiogramma signifloato diverfio da qaello ohe gli 
si dit attaalmente. Qaesto camblamento dl vedute d gik stato Inlziato 
e confortato con esperlmenti che o rimasero Ignotl o non trovarono 
presso i flsiologl ed i cllnici la considerazione che meritaTano. Sa qae- 
sto soggetto TAutore olta 11 lavoro di Spring Sur Us mouvements du 
coeur (pabblicato nel Tomo XXXIII delle « M6m. de TAc. roy. Belg. »), 
che, sebben lodato da Meissner (c Jahresb. > 1861, pag. 409), cadde in 
immeritatil dimenticanza. Da quel lavoro, TAutore ricorda solo qaesto 
che oltre la sistole e diastole d da oonsiderare anche la cosidetta presi- 
stole come dilatazione attiva del ventricolo. La qaale secondo Spring 
£1 effettaa per la contrazione delle fibre mascolari longitudinal!, per cai 
il cuore assamerebbe una flgura pii)i rotonda e la sua punta si ayvicl- 
nerebbe alia base. Durante la sistole si contrarrebbero invece le flbr& 
ciroolari;per cui il cnore diverrebbe piili piatto e il suo apice si alien- 
tanerebbe dalla base, Fra sistole e presistole si intromette la vera dia- 
stole, ed allora tutta la muscolatara del cuore d in riposo. 

Questa teoria fa confermata anche dal prof. Piotrowski. Elgli nel suo 
lavoro (< Ueber den Einfluss des Vagus auf das Herz ») dice che in 
contrapposto alia teoria del ritardo e delP arresto, T influsso del vago 
sal cnore d reso intelligibile solo per le vedute di Spring. II Pio- 
trowski trovb infatti che per la stimolazione del vago il cnore resta 
in presistole e che i muscoli papillari anatomioamente dimostratl come 
fibre longitudinali si contraggono validamente. Ne segue che durante 
la presistole le fibre longitudinali del ventricolo sono attive e che de- 
vesi rignardare il vago come an nervo di moto che si distribuisce nelle 
fibre longitudinali del cuore e si comporta come antagonista del slm- 
patlco che innerva le fibre circolari. 

L'Autore osserva anche che la teoria di Spring e Protrowski spiega 
molti fatti trovati dagli sperimentatori suUa funzione cardiaca (e ac- 
cenna A*a gli altri Flint), che resterebbero altrimenM inesplioati. 

Questa teoria che modifica forse anche il significato del cardiogramma. 
pub introdnrre utili modificazioni nella patologia clinica. E qcfi PAutore 
riporta qnanto su ci6 disse Kovczinski. Secondo il quale, il romore 
presistolico qaalche volta assal aspro che si ode saH'ostio atrio-ventri- 
colare sinistro sarebbe da ascrivere piii al passivo passaggio del san* 
gue attraverso la ristretta apertura, che alia attiva dilatazione ventri- 
colare. Inoltre si spiegherebbe il detumefarsi presistolico della vena 
gingulare nei casi di concrezione del cuore col pericardio. Dl piu molti 
casi che ora si cr^dono dilatazioni del cnore per rilassamento o dege- 

ft 

nerazione dovrebbero- rignardarsi come conseguenza deir aumentata 
attivit^ nelle fibre longitudinali con indebolimento delle circolari. 

E ancora, la forza asplratrice preslstolioa spiega il meccanismo della 
compensazione in quel vizi valvolari in cui col mantenimento della 



[ 




290 RmsTA 

forza propalsiya del oaore (dipendente dairattlvita delle fibre circolari), 
yi d anctae la potenza aspiratrice dipendente dalla forza delle fibre ion- 

^itadinalL 

Poi| la differensa tra I'ipertrofia cardiaca nel morbo di Bright e qnella 
nella nefHte interstiziale si potrebbe fondare snlla attiTa dilataaone 
del cnore, esfiendo la qnantiUt del sangne anmentata nella prima e non 
nella aeconda, dipendentemente dalla secrezione orlnosa Ik ostacolata, 
e mantenuta normale o anmentata nella forma Interstizlaleu 

Da nltimo si spiegherebbe come la digitate sia yantaggiosa plA nelle 
malattie delFostio ^enoso con dilatazione del cnor destro elie in quelle 
ileirostio arterioso sinistro eon ipertrofia del ventrieolo sinistroy perehd 
la digitale inflolrebbe il vago il quale innerva le fibre mnsoolari presU 
stolicbe. 

Neidbrt. — Der rfleklanfige Puis. (Del polio di ritomoj. In: Deut. 
Arch. f. Tain. Med. XXX, pag. 213. 

Jaccond per prime ba attirata Tattenzione del medio! sul polfo di 
ritorno. Egli lo trov6 eempre negli individni sani, e tra 1 malati aven- 
dolo ricercato solo nei pnenmonici, si conyinse che in qnesti a seconda 
cbe la forza del cnore diyeniya pid fiacca, si tlEiceya piti debole, ed an* 
che.scomparlya. 

L*Antore conferma qaesto fatto cbe'eomprimendo negli indlyiJnl sani 
la radiale, ed esplorando poi con nn altro dito ii tronco arterioso, sot- 
toposto alia compressione, yi si ha pure nn polso, aflktto simile a qnello 
che si ottiene qaando si fist T esplorazione diretta. Facendo inyece la 
ricerca del polso dl ritorno in malati degenti airospitale per malattie 
diyerse, febbrili o no, acute o croniche, troy6 che 11 polso di ritorno 
non si effettuaya mai come nei sani. Qnanto pi£i tardi si manifestaya (In 
alcunl casi anche trenta secondl dalla compressione), tanto pi& debole 
era di solito anche Tonda di ritorno. UAntore fece anche delle sfigmo- 
grafle del polso diretto, e del polso di ritorno. Dai tracciati paragonati 
fra lore, si yede che nella linea ascendente del polso di ritorno, yi d 
minore altezza, minore yertioailt^ una inclinazione yerso destra yioino 
al yertice. Nella linea discendente, yi d minore yerticalitft, il crotiamo 
normale d portato piiSi yicino al yertice, e si yedono alouni altri pic- 
coli crotismi sotto forma di oscillazioni. Yi d anche in tatto il tracciato 
qnalche irregolarit&. 

L'Antore erode che quest! criteri sulla forza del coore fomiti dal 
pol8o dl ritorno non siano del tutto trascurabili. Specialmente potrab- 
bero diyenir utili nei casi in cui non si pu6 fare assegnamento soil* a- 
ficoltazione del cuore e sniresplorazioue diretta del polso radiale. Qae- 
ate dne rlcerche che si fiinno ordinariamente hanno secoado TAutore 
sempre qualche cosa di snbbiettiTO mentre nell'esploraiione del polso 
di ritorno si ha an risultato molto obbiettiyo e di fkorle rioerca. 



DI PATOLOdU SPECULK E CLIKICA MSDICA 291 

Sarah Post. -^ Gutaneous irritation and the pulse. (Vlrriia^ 
sione cutanea e il polsoj-. In : The Medical. Records Sett. 1882, XXII» 14. 

L*Aatore stadi6 gli effetti della faradizzazione cutanea sal polso. - La 
<^rrente impiegata (elettrodi asciatti, da 15 a qoarantacinqne minnti 
di darata) avea una forza magglore di qaella che per soUto si nsa per 
ottenere la oontrazione, ma non era mai tale da produrre dolori. 

In generate egli osservb rallentamento del polso. Nei casi In oai il 
rallentamento era del sette per cento, vi era anohe sonnolenza, pallore 
delia faccia, e senso di caldo alio estremit^» e con qaesti sintomi eoe- 
sisteva un generale effetto tonico. In media con&ontando 11 ntimero 
delle pulsazioni prima deiresperimento con quelle delle pulsazionl dopo 
di esse, si ebbe nn rallentamento di 8.31 per cento. 

Per dimostrare i cambfamenti nel carattere del polso ottennti in 
^nalobe caso, TAutore riporta ancbe le sfigmografie prese prima e dopo 
Vesperienza. In generale, mostrano aumento di tensione dopo l*applioa- 
^one al dorso ed airaddome ; invece una diminiizione o nessun earn- 
biamento, in seguito airapplioazione agli arti. Riepilogando i rlsultati 
ottenuti dai suoi sperimenti TAutore conclude: 

1.® Si ottiene una diminuzione nella frequenza, e questo accade sia 
'quando 11 polso prima deiresperimento d lento, sia quando d rapido. 

2.® Tale diminuzione dipende da aumento nella pressione intra-arte- 
riosa, determinate dai riflettersi di uno stimolo del nervi cutanei. 

3.^ Tale stimolo d pit tenue di quelle necessario ad eccitare perma- 
nentemente il polso. 

L'Autore fece inoltre sperimenti con empiastri senapizzati (genape 
^el commercio mista ad aceto, e non tenuta troppo a lungo snlla cute: 
il rossore fa notevole e persistente per parecchi giomi, in an caso ac« 
cadde desquammazione d^irepidermide). 

Dalle sfigmografle ottennte in quest! sperimenti TAutore conclude obe 
Ti fu un aumento di pressione con acceieramento, seguito da diminu- 
zione di pressione e frequenza, con qnalohe indeboUmento nella fori^a 
del cudre. 

Da ultimo TAutore presenta tracciati nei quail si vede la modiflca- 
zione indotta nel polso dall'applicazione delle coppette secobe: faoendo 
la coppettazione al dorso e al petto, si vede un immediato aumento 
nella tensione, mentre rapplicazione Datta agU arti non produce sensi^ 
bill modificazioni. Yi d ancbe an tracciato obe mostra una diminuzione , 
invece cbe un aumento nella pressione arteriosa: fu esse ottenuto coirap- 
plicazione delle coppette al ventre in an individuo al quale gi& prima 
erano state messe altre sei od otto eoppette. & un eftetto simile a 
quello ottenuto per la atimolazione prolungata di an nervo sensitive. 

Coir aumentata tensione pab eoineidere. an poeo di aeoeleratione, 
mentre in nn altro caso si ebbero dalle ooppatte alia spina, pallore e 
43onnolenza simili a qnelli ottenati daireQeitamento fofadico. 



293 RIYISTA 

RiBGBL. — Normalar mid pathologlscher Venenpnls. (TkHpoUo 
venosOf normale € paMogicoJ. In: Bewt, Arch, f* Kiin. Med. XXXI^ 

&8C. 2. 

I risoltati prlncipali delle rioerche delPAutore lo condassero alle sa- 
gnenti eonclasioni: 

1.^ Negli animali (cani e eavie) Ti d normalmente on movlmento pul- 
satorlo nella vena giagalare. 

2.* In molti nomini sani paossi egaalmenie Todere ana pnlsazione 
nella vena giagalare, ed d a ritenersi come molto probabile che anehe 
nell'aomo vi sia normalmente an polso nella vena giagalare. 

3.* II polso normale della vena giagalare d negatiyo, non dipende da 
an'onda reflaa durante la sistole cardiaca, ma piattosto dal deflasso 
del sangue venoso nel caor destroi ora affrettato ed ora rallentato se- 
condo le singole fasi cardiache. U polso normale della Tena giagalare 
Tien mancando sincronamente alia sistole cardiaca, ed a qaella deU'a- 
trio. Esse si comporta in mode opposto al polfio arterioso. Nella sistole 
cardiaca rifipettivamente diastole deiratrio 11 defiasso del sangae yenoso 
nel caor destro d ogni volta a&ettato (collasso Tenoso coincidente coUa 
sistole cardiaca): nella diastole 11 deflasso d rallentato e dlfficoltato 
(intacgidimento venose coincidente coUa diastole cardiaca). 

4p II polso normale della vena giagalare non d legato in nessana 
maniera airinsnfdcienza delle yalvole delle yene del collo. 

5.° Non yi d, come ammettono alcnni autori , ana distinzione netta 
fra ondalazione e polso delle yene. Bisogna inyece stabilire ana ve- 
ra distinzione fra 11 polso venose negative e 11 polso venoso posi- 
tive. 

6.^ Negll animali 11 polso venoso si pa6 vedere non soltanto nella 
vens^ giagalare ma anche in molte altre vene e specialmente in ana 
gran parte del dominie della cava inferiore. 

7.^ II polso venoso normale non ha come erode Mosso 11 sao fonda- 
mento nell*alterna pressione toracica negativa dipendente dalle oscil- 
lazloni nel volame del caore; Invece aasslste immatato anche dopo 
Tapertara del torace (come TAatore verificb con sperimenti sngll ani- 
mal!) ed d direttamente prodotto dalla stessa azione cardiaca. 

8.* Oltre 11 polso venoso normale negative vi d anche an polso ve- 
noso positlvo coincidente colla sistole cardiaca, che nell* nomo si ob- 
serva specialmente alia giagalare e al fegato (polso venoso epatico). 

9.^ Qaesto polso venoso positive (dl ritorno) pa6 soltanto aversi nel- 
l^insafficienia della trlcnspide ed d a rigaardarsl come an segno sicoro 
di qaestau 

10.* La earatteristica di qaesto polso venoso positlvo non sta in ana 
forma speelale dello sflgmogramma, ma nel rapport! di tempo delle sin- 
gole parti del tracciato. Contrariamente al polso venoso normale, qae- 
sto darante la sistole d positlvo. 

(Bisogna qai notare che aniti alia memoria dell'Aatore vi sono moltl 



BI PATOLOaiA SPBCIALE E CLimCA MBDICA '293 

iBfigmogrammi presi da uomini sani e malati , nei quali si yedono 
iBuUa stessa carta il tracciato della vena e quello deirarterla. Su quest! 
'sflgmogrammiy ai quali d pure aggiunta la storia anamnestica ed ob- 
biettiva e in qualche case anche 11 reperto necroscopico, ^ fondata gran 
parte delle conclnsioni. ]S inutile aggiungere che alia sola ispezione 
del tracciati si vede V indipendenza del polso venoso dair arterioso : 
nella maggior parte del casi infatti lo sfigmogramma Venoso ^ assai 
pii)L ampio delParterioso). 

11.^ II polso venoso posit! vo, sincrono alia sistole del ouore, in alto 
Bi estende soltanto fine al bulbo della vena giugulare e costituisce 11 
polso positive bulbare: se vi d anche insufflcenza delle valvole venose 
del coUo il polso pu6 estendersi in su anche oltre il bulbo (polso po- 
sitive delle vene del coUo). 

12.* Oltre il polso bulbare positive sistolico vi d anche un polso bul- 
bare presistolico che si osserva nel sovrempimento del cuor destro e 
"deiratrio, ma con sufflcienza della valvola tricuspide. 

13.* II polso normale venoso d in regola anadicroto catamonocroto, 
11 lato anacroto corrisponde alia diastole del cnore e sistole dell'atrio 
11 catacroto alia sistole del cnore. 

14.® Alia sistole deiratrio corrisponde non il prime lato delF onda 
anadicrota ma il secondo che per tempo d piii corto ma per lo piii 
sale pii)L ripido. Alia sistole del ventricolo corrisponde il lato catacroto. 

15." Nei casl di debolezza cardiaca di alto grado r anadicrotismo del 
polso venoso non di rado manca e il lato anacroto pub esser mono- 
croto. 

16. Anche il polso venoso delPinsufficienza della tricuspide presenta 
dlcrotlsmo del lato ascendente monocrotismo del lato discendente. Se 
la forza cardiaca d deflcientoi anche in esso V anadicrotismo diventa 
insigniflcante ed anche scomparisce. 

17.® La grandeua del polso venoso, non d criterio assoluto per 11 sao 
jiigniflcato. 

Sarebbero dunque secondo TAutore, a distinguere due pels! venosl: 
quello normale negative durante la sistole, o polso venoso diastolico 
presistolioo, e 11 vero polso venoso di ritorno o positive presistolioo- 
Bistolico il quale si ha solo nell'insufficienza tricuspidale, e pub prodursi 
iinche nella sezione venosa inferiore ed apparire come polso venoso 
epatlco, che d sempre prasistolioo sistolico ed d un segno sicoro del- 
rinsufflcienza della tricuspide. 

Come forma Intermedia tra questi due polsi vi d un polso diastolico 
presistolico molto marcato il quale si osserva spesso nolle malattie che si 
accompagnano a sovrempimento del cuor destro. Questo in casi di stasl 
considerevoli e con ben mantenuta forza cardiaca pub mostrarsi sotto 
forma di polso bulbare presistolico che presuppone IMnsufflcanza della. 
-tricuspide con sufdcienza delle valvole del bulbo. 



^4 RiyiSTJL 

RiBaEL. — Ueber den normaleu Venenpltis und mber dam^ 
Terhalten des Vexiensystem bei Perioardial-BrgilsBea. fSul 
polso venoto normale e sul eomportarsi del Mittema venoso negli es^ 
MUdaH perieardiei). In: DeuL arch. f. klin. med. XXXI, Y e YL 

L'Aatore feoe sperimenti Bugli animali per studiare, scrirenclo oon- 
temporaneamente le palsazioni della gingnlaro e della carotide , i rap- 
port! di tempo ft« i due polsi, quesito al qaale egli specialmente ayea 
diretta la sua ricercay e trov6 che negli animali vi d an polso Tonoso 
normale anadicrotOi catamonocroto, affatto simile a quello che si ha 
neli'aomo. Come questo, d negativoi 11 collasso yenoso essendo sincrona 
alia diastole arteriosa ; ha nel lato anadicroto un prime tratto eoinci- 
dente col principle della sistole arteriosa, e quindi coUa diastole yen- 
tricolare ; mentre 11 secondo tratto, che sale piCi rapidamente, coincide 
colla sistole del seno. fi insomma diastolico-presistolico. AUa diastole 
del seno, e quindi sistole yentricolare^ corrisponde il lato catacroto, e 
il coUabirsi delle yene d segnato da nna linea di discesa brasoa, men- 
tre qnella deirascesa d piiH lunga e mono brasca. La sistole del seno 
impedisce il deflnsso del sangne yenoso, e in questo memento si ha il 
polso delle yene (presistolico) al qaale succede la sistole yentrlcolare 
(diastole del seno) e la linea discendente. 

L'Antore si propose di ricercare, se nei casi di yersamento pericar- 
dico, yi sia il polso yenoso come Friedreich ayea gi& osseryato* Anche 
per qaesto, ricorse a sperimenti sugli animali come ayea gi& fatto Fran- 
cesco Frank, iniettando aria nel perlcardio ayeya troyato che a misnra 
il qaale la pressione intrapericardica anmentaya, diminniya la presBione 
arteriosa ed anmentaya la yenosa, e che con nna compresslone forte 
non era plii dimostrabile col cbimografo nessnna pnlsazione , mentre 
dagli apparati grafioi unit! al cuore si manifestaya ancora sussistente 
la pulsazione cardiaca. Consimili risultati ottennero Knoll e Cohnheim. 
L^Antore cercb se in queste circostanze il polso si prodaceya positiyo 
negatiyo, e percib dispose V esperimento in mode da scriyere con- 
temporaneamente la pnlsazione yenosa e T arteriosa, prima e durante 
riniezione nel perlcardio. Troy6 che il polso carotideo e la pr^sione 
arteriosa, yanno facendosi a poco a poco piii deboli a seconda che aa- 
menta la quantity del llqnido nel perlcardio, e yiceyersa 11 polso yenoso 
si fa pid eyidente; ma qaesto, a misara che il seno per Tanmento nella 
qaantit^ del liqaido iniettato d soggetto a maggior pressione, diyenta 
di nnoyo piccolo, e pa6 accadere che malgrado an' alta pressione ye- 
nosa, il polso nelle yene diyengA sempre piii piccolo, e manchi del 
tntto. Se poi, qaando la pressione intrapericardica ha ragglanto on 
grade di 25 a 30 miliim. di mercario, si lascia sgorgare il liqaido^ si 
yede 11 battito arterioso anmentare rapidamente d' Intensity edanojie 
11 polso yenoso farsi di nnoyo piili eyidente flno a ritornare come prima 
deiresperimento. Mentre 11 liqaido defluisce, si osserya pare che neUa 
jBistole yentrlcolare 'yi d an onda di ritomo del liqnido yerso il peri-^ 



BI PATOLOaiA 8PSCULS E CLIKICA MBDlCA 295 

oardio, e nella diastole il znoto inverso di propalsione'; fatto che si 
spiega colla pressione negativa intrapericardica aamentata durante la 
sistole Tentrioolare. II polso venoso negative durante la sistole si po- 
trebbe in p^rte ascrlvere a questa preasione negativa, zna in mas^ima 
parte d dovnto alia diastole del seno. 

Sempre, in tutti i moment! delle varie esperienze TAatore trov6 che 
il polso venoso nei casi d*aamentata pressione intrapericardica per es- 
sadati o trasudati^ d diastolico-presistolico, e mai sincrono alia sistole 
cardiaca. 

Jambs Davison. — The carotid pulse in aortio inoompetence. 
fn poUo carotideo nelVinsufficiefiMa aorticay In: British med, Jaum. 
1882» pag. 719. 

L'Autore esplorando 11 polso carotideo in an caso di insnfdcienza 
aortica, trov6 che era differente la forza di esso nei dae lati. Su died 
casi che vennero sotto il sno esame constatb, ehe In an grappo il, con- 
sistente di sai casi, il polso della carotide destra era piii valido che 
quelle della sinistra; in an altro grappo J?, di due casi, i polsi erano 
uguali; in an terzo grappo C, degli altri due casi, era pii!L manifesto 11 
polso dalla parte sinistra. In tatti quest! casi i polsi radial! aveano 
eguale intensity. II miglior mode di esaminare I'infermo h metterlo a 
sedere su una sedia, o se questo non 6 possiblle, sal letto, col capo 
leggermente piegato indietro, collocandosi di dietro di esso e tenendo 
le dita airaltezza del margine inferiore della cartilagine tiroide. £: ne- 
cessario non solo asare della stessa pressione, ma anche della stessa 
manlera di porre le dita da una parte e dairaltra, perehd si riceve 
una dififerente impressione secondo si esplora Tarteria colle dita poste 
in pieno o lateralmente. 

L'Autore cercando se in quel gruppi del suoi casi vi fosse ana qaal- 
che oircostanza a tutti comune, si accorse che in nessuno erano uguali 
nd il grade di manchevolezza nella compensazione, vA qaello deirostru > 
zione aortica, nd le condizioni del polso, nd la presenza del rigurgito 
mitrale. Ma invece un' altra circostanza distingueva que! gruppi : la 
relativa grandezza del cnore. 

I casi in cui la carotide sinistra pulsava di pii!i, aveano 11 cuore di 
volume maggiore. Nei casi in cui i polsi erano eguali, il cuore era 
molto grande: degli altri sei casi, quattro aveano il cuore piili piccolo 
che ognuno del casi delle due serie precedenti, uno nei quale non si 
potd fare la percussione in vita, avea an cuore che si trov6 pesaro 
soltanto (I) vent! oncie, neiraltro 11 cuore era un poco piii grande che 
nei casi del gruppo B^ meno per altro che in quelli del gruppo C 

Nello stato di salute, le due carotid! pulsano con eguale intensitlt» 
cosicch^ le differenze nei polso del due latl che risoontransi nolle ma- 
lattie delle valvole aortiche, non ponno riguardarsi come semplici ac- 
€identi relativi al lume arterioso. Le differenze nella intensity dei polsi 



296 RIVISTA 

carotidei 8ono soggette ad occasionali varianti nello stesso indiyidoo : 
TAutore troyb piii d*ana yolta che nei oasi in eai ayea notato il poltfo 
pit yalido a destra olie a sinistra, come nei casi in cni il polso sioi- 
fltro era state prima troyate piCi yalido del destro esii ayeyano tatti 
due Tegnale intensitit; ma non troy6 mal piii yalido dell^altro qael polgo 
clie prima era stato troyato il pit debole. Normalmente qaando il 
yentricolo sinistro si contrae, spinge ayanti on'onda di sangae nell'aorta, 
le pareti della quale sono distese daila pressione del sangae che eon* 
tengono. E quesVonda, che semplicemente aumenta la pressione sangai- 
gna, agisce egualmente snlle due carotidi. Ma qaando yi ^ il rignrglto 
aortico, immediatamente prima della sistole cardiaca, le pareU aortlohe 
e della oarotide sono per un certo tratto in nno stato di eoUasso, e 
quelle della oarotide destra pit che quelle della sinistra, perchd il sno 
asse h pii)i che il sinistro in linea retta , coll' oriflcio aortico, e cosi il 
yaso di destra d yuotato piu completamente che quelle di sinistra, du- 
rante la diastole. 

Ora, qaando il yentrieolo si contrae, Fonda sanguigna non agisce 8ol<- 
tanto aumentando la pressione del sangue, ma anche essa deye prima 
distendere le pareti arteriose parzialmente coUassate. NeU'effettuar cib, 
I'onda va diritta alia oarotide destra^ mentre per raggiangere la sini* 
stra, deye prima un pooo fiaccarsi per distendere la parte trasyerta 
dell'arco. Cosl la destra oarotide ad ogni sistole yentricolare rioeye 
piii sangue che ]fik sinistra. Di qui la maggior yalidit& nei polso delta 
oarotide destra, fatto che al tocco coUe dita d ancor pid manifesto per 
il piii complete yuotamento successlyo della oarotide di qaesto lato 
durante la diastole. Dei died casi deirAutore, questa condizione si tro- 
Taya in sei. 

Ma quando il cuore 6 assai grande, esse trascina seco Taorta ascen- 
dente, e cosi anche la carotide sinistra Tiene portata in una linea che 
ha coiroriflzio aortico quasi lo stesso rapporto ch% Tasse della earotide 
destra. In queste condizioni, i polsi del due lati sono eguali: ed erano 
appunto i casi del gruppo B in cui il ouore era molto grande. £ nei 
casi del gruppo C, in cui il cuore era grandissimo, uno spostamento 
ancora maggiore tra 1 rapporti degli assi delle carotidi e roriflcio aoiv 
tico pu5 spiegare la maggior yaliditii del polso di sinistra: le yariantl 
pel occasionali possono essere determinate da temporari e piccoli apo- 
f tamenti del cuore, per meteorlsmo o altre cause. 

L^Autore dice che ad ogni modo, se anche quella che egU dik non 
fosse la spiegazione yera, resta sempre 11 fatto che le differenze nei 
polsi carotidei sono neirinsufficienza aortioa molto firequenti. Qoesta d 
Importante come aiuto alia diagnosi della malattia, ma ancora pit per 
la possibility di yalutarlo erroneamente come segno di aneorisiiia 
aortico. 



DI PATOLOGIA SPBOIALE E CLINICA MEDICA 297 

LipiNB. — Du bruit de galop en g^n^ral, et en partlooUer 
dans la nephrite aigne. (Del rumore di galoppo in generate ed in 
parHcolare nella nefrite acuta). In: Lyon m^ical^ XL, N. 34. 

Ogni triplice romore (corrispondente a ana riyolozione cardiaca) noa 
merita il nome di romore di galoppo, cosi per esempib io sdoppiamento 
del secondo tono, che si ha tanto Areqaentemente nella stenosi mitrale, 
non d mai state considerato da alcnno come an romor di galoppo» Per- 
ehd vi sia romor di gaioppo, bisogna che il terzo romore corrisponda 
a qaello prodotto dalle valvole sigmoidee (aortiche e polmonari ; che 
alio stato normale sembra an romore anico) o almeno al prime di qaestl 
dae romori, nel case in cni siano sdoppiati. Ed ancora, ogni triplo ro- 
more (anche se soddisfa a qaeste condizioni) non d an romore di ga* 
loppoi bisogna far esclasione da ano sdoppiamento del prime tone, sdop- 
piamento, seeondo Potain, normale nel movimenti esagerati del respire, 
e che si fa manifesto al flnire deirespirazione, e al principle deirinspi- 
raiione. 

Ma meglio che la patogenesi di qaesto romore, TAutore crede ne sia 
accertato il signiflcato patologico: lo si troverebbe infatti ogni volta 
ohe il ventricolo d in presenza di ana esagerata resistenza relativa- 
mente aU'energia che d capace di spiegare; sarebbe an segno di debo- 
lezza relativa del caore. 

Esse non indica una diminazione assolata deirenergia cardiaca perchd 
d rare neir asistolia vera in cai, la tensione arteriosa essendo debolis- 
sima, non vi h sproporzione fk*a la resistenza da vincere e la poca ener- 
gia deir organo centrale della circolazione. D' altra parte se ne con- 
stata speaso resistenza in casi in cai il ventricolo, benchd ipertrofico, 
non d completamente safldcente al sao compito. 

Dalla coineidenza del romore di galoppo eel polso dare della nefirlte 
interstiziale si condase, seeondo TAatore con poeo fondamento, che 
^nel romore signifiohi forte tensione arteriosa. Diffatti anche Fr^ntzel 
dimostr6 che esse si trova anche in casi, in cui la tensione arteriosa d 
manifestamente diminuita. 

Nella nefrite interstiziale con polso daro e nell'asistolia, se y'd romore 
di galoppo, vi d sempre per condizione comane la sproporzione fra la 
forza del cuore e la resistenza da vincersi. Kel primo case il caore 
ipertrofico svilappa ana forza soperiore alia normale, ma insafdciente, 
avnto rigaardo alia tensione del sistema aortico; nel seeondo, benchd 
■questa sia mediocre, il caore indebolito d ancora al disbtto del lavoro 
da compiere, II trattamento conferma la realty deU'esistenza di qaesta 
tsondizione comane: ana dose oonveniente di digitale o di caffeina aa- 
menta la forza di contrazione del caore, e (a cessare il romore di ga- 
loppo. Qaesto segno per I'Aatore d di grande interesse diagnostico e 
pronostico. Limitandosi per ora ad indicare Tlnteresse che offre la ri- 
cerca di qaesto sintomo nella nefrite acata del giovani, egli pensa che 
l^esistenza di un romore di galoppo in an giovane oolto da nefritci abbia 



298 mviSTA 

an' importaazii incontestabila* per dimostrare r inflaenza del rene sal 
coore (in&tti, egli dice, sia direttamento, sia indiratftainentey 6 U sane 
che agisea ml eoore» e il rene soltanto, in on giovane non potandosi 
pensaie ad ana lesione generale del siBtema TaBcolare). L' Antore oa- 
8enr6 il romore -di galoppo in parecehi giovani nefiriUci: ciia il caao 
di on gioTane di vent'anni che preeentava scarsezia d'orina, eon noie* 
role qaantitA d' albnmina e cilindri, pallore^ cefialea, forte tenaione ar* 
teriosa, romore di galoppo: dope cinqae giorni (la lesione datava da 
on mese) di cara colla digitale, il romore di galoppo era acompi^rao, 
e ralbominnria diminaita. Narra pare di on malato di qaindiei anni in 
cai la lesione datava da pochi giorni, e vi era gi& on romore di ga- 
loppo dei pitL netti, che scomparre qnalohe giomo doiK>, col diininaire 
deiralbaminnria. 

La nefrite acuta, dice TAatore, non d sempre accompagnata da ro- 
more di galoppo, ma i fatti negatiTi non tolgono yalore ai positivi, e 
ponno spiegarsi ammettendo ehe la nefrite non agisea snl caore o per 
la saa poca intensity o perchd la sua sede non d nella parte che a 
preferenza inflaenza il cnore (la glomernlare), od ammettendo che 
(qaantanqae vi siano nel rene le circostanze fayorevoli) il cnore Ipor- 
trofizzandosi non manifesti disordini fnnzionali ben apparent!. QaesVnl- 
tima idea sarebbe appoggiata dai fatti necroscopici (enorme anmento 
di peso nel cnope) trovati da Friedlander e Silbermann nel fanrip^^^ 
morti da nefrite scarlattinosa. Dnnqne, secondo V Antore il romore di 
galoppo d on segno di dabolezza relativa del cnore; lo si riscontra 
abbastanza spesso colla nefrite acnta dei giovani, e in qnesto case prova 
11 riflettersi della lesione renale sal caore, inflaenza qoesia che pa6 
esercitarsi in ana maniera pii^ o mono latente senza che le condiaioni 
che danno origine al romore di galoppo siano realizzate. 

CoNGBTTi. — Snlla natora e gnaribilitii della tisi polmoi&are. 

(Qojgz. Med. di Roma, nam. 13, 14^ 15, 16, 17. 1882). 

L'Aatore, premesse alcane considerazioni per dimostrare che V ana- 
tomia e Tistologia patologica seoza la dinica sono insafiicienti a sta- 
bilire la natura dei process! morbosi, descrive an case della soa pratica^ 
importante per la qnestione della natnra e gaarlbiliUi della tisi pol- 
monare. 

Si tratta di ana donna gracile, indebolita da lenta enterite e da an 
aborto, che cominci5 ad aver tosse prima secca, poi con escreato maco- 
salivale, e qoindi pnriforme: dope qoaiche mese dalPinizio della^ ma- 
lattia, ambascia e senao di stringimento alia base del toraoa destro; 
dopo circa on anno, qnalohe leggera febbre, ed emottisi, ehe ana volta 
fa ana vera emorragia. Qaindi incalzare della febbre, deperlmento ge- 
nerale, e qoasi d^mprowiso sintomi razionali di escavazione del pol- 
mone, segni veriflcati pift tardi anche dairesan\e flsico, che dimostraya 
alia base del torace destro, V esistenza di ana cayoma con pleorite a 
pneomonite reattiya circostante. 



DI PATOLOGIA SPECIALEE CLINIC A MEDICA 299 

L'Antore eselnde che qui si trattasse di an empiema^ perohd non vi 
fti la pr^cedenza di plearite aenta, non vi era l*abolizione del fremito 
tattile, e ii soffio bronohiale si sentira non sul livello snperiore del-- 
Tottnsit&t ma nel centro dell^area ottasa. Per qneste stesse ragioni, & 
per la manoanza degli altri segni special!, non poteya secondo TAutore^ 
trattarsi di cisti da Echinocooco, e la gangrena polmonale sarebbe stata 
Inammissibile per la mancanza del processi cbe solitamente la deter- 
minano, e anohe per I'assenza del segni suoi particolari. Anche on 
asoesso del polmone non era ammissibile; mancava infatti la precedenza 
di nna bronchi te capillare, o di una pneumonite crapale: nd vi erano 
segni flsici, nd la patogenesi, per ammettere una forma bronchiettasica. 
A prinio tratto avrebbesi potato pensare dresser dinanzi ad una pneu- 
monite acuta, non risolta. Qaalobe volta infattf, la pneumonite non si 
risolye, e 1' essndato si trasforma (quantunque Buhl lo neghi) in ca- 
seoso. 

A sostegno di qnesta idea cita an reperto del prof. Marchlafava, pub- 
blicato nel BoUetHno delVAccademia di Romat 1882. B invece di questa 
trasformazione caseosa, pa6 accaderne anche un' altra studiata dalla 
stesso Marchiafava, la quale consiste nelV indurimento. Questo non 6 
nd la cirrosi, nd quella forma che segue a malattie del cuore, ma ve- 
ramente una sostituzione dl zaffi connettivali agli zaffl cruposi: si for- 
merebbe una neoformazione connettiyale, che Marchiafava chiama fi- 
broma endO'Olveolare diffusa. « 

Per6 nel oaso deirAutore era dairanamnesi assolutamente escluso che 
ayesse preceduto una forma acuta: Tinizio fu proprio quelle delle forme 
lente. Ritenne fosse una bronco-pneumonite 'catarrale , stabllitasi alia 
base inyece che (come di solito) agli apici, bronco-pneumonite che si 
trasformb in caseosa. In essa stabilironsi . dei rammoUimenti parziali» 
delle piccolo uleerazioni e cayerne, che a pooo a poco estendendosi, 
dayano luogo a ricorrenti emottisi, ed una yolta ad emorragia yera» 
la quale in questo case ebbe un^ Influenza beneflca , fondendo clod in 
una sola tutte le piccolo caverne, ed isolando come in un sequestro 
le masse caseose. 'k rare che una caverna formandosi, non sia di pro- 
gnosi infausta, ma tuttayia questa possibility esiste, ed d ammessa an- 
che da Jaceoud. Dope questi fatti, Tammalata alquanto miglior6, ma 
prima che si stabilisse 11 miglioramento reale e duraturo, doyette su- 
perare una riacutizzazione del processo, e perfino gli esaurimenti di 
una gravidanza^ che condusse a termine. D*aIlora all'esame del polmone 
non si troyarono piiH nd risonanze broncbiali, nd rantoli, nd sfregamenti, 
.e la cayerha, secondo TAutore, and6 gradatamente restringendosi oome 
un eayo ascessuale qualunque per formazione di buone granulazioni,. 
enflsema, e aderenze pleurlche. 

La cura consists neiramministrazione di latte a dosi frazionate nelia 
gioniata, olio di merluzzo durante i pasti . principal!, arsenlco che mi- 
gliora la digestione e la nutrizione, calma Teccitamento neryoso e di-^ 



SOO RIVISTA 

minnisce la sensibiliiit^ e Tipercinesi cardio-vasoolare, essendo secondo 
TAatore asserito a torto da Cantani, ohe I'arsenico sia < fienza alcun 
vantaggio, e reffetto della moda che non sMncarica nd di logica nd di 
critlca. » L'Aatore adoper6 pare la trementlna, ma per use iaterao 
(capsale): deile inalazioni non d partigiano; le credo ana semplioe 11- 
lusione. Adoperb pare a seconda che si mostravano i sintomi, gll opiati, 
la chinina, I'ergotiaa, 11 ghiacclo, nonchd qualche rivalsivo, non gik per 
le Idee della patologla amorale, ma per determlnare per azlone reflessa 
^ai nervi della cate, an'attlylUt natritlva maggiore nolle parti interne: 
a qaesto proposito egll fa notare Pesagerazione di Cantani, che dando 
Tostracismo al rlTalsivi rinnega rosservazione clinica di tanti secoli. 

II caso descritto dalFAatore d un caso di tisi guarita, ma non 6 una 
tabercolosi. Qaestat <^bo ^ contagiosa (come lo dimostrano le osserva- 
zionl cliniche antiche e moderne, gli sperimenti del patologi, la sco- 
perta di Koch, i di^loi sperimenti di ooltiyazione del {.baeillo, e la ma- 
niera della diffasione per semplice contatto e per mezzo del yasi san- 
gnigni) 6 tale processo che col mezzi attaali della scienza non si guarisce, 
a mono che non si vogliano forzare i fatti, e dare per forme tubercolari 
quelle che non lo sono* Anche Colomiatti ha protestato (< Giornale 
Intern, Scienze mediche, » Anno III, 1881) contro tatti colore che pre- 
tendono aver guarito ana simile infezione : le caverne cicatrizzate ap- 
partengono a polmoni dove non erano tabercoli. ^Se ^ ingiosto rite- 
nere Incurabili tatte le tisi ^eiridea falsa che tatte siano tubercolari, 
d del pari ingiusto ritenere gaaribili le tubercolari perchd aleane forme 
di tisi guariscono. Qaest'altimo fa appanto I'errore di Jaccoad. 

E yero che Grancher sostiene poter 11 neoplasma tubercoiare gaa- 
xire per una eyolazione fibrosa dei suoi elementi, ma TAutore crede 
che se qaesto ayyiene, tali casi non possano dirsi tubercolosi guarite, 
perchd doyrebbero essere cosi limitati i processi, che nessuno 11 ayrebbe 
potato dlagnosticare. Sarebbe piattosto da ammettere ana latenza del 
Tims, ma qaaado qaesto aecade non si guarisce: ci sono delle inter- 
mlttenze che finiscono poi collo syilappo classico della tabercolosL 

Se il microsoopio ha dimostrato che nolle masse caseose che formano 
11 substrate anatomico delle polmoniti croniche (dalla dottrina duali- 
stica diyise dalle tubercolari) vl sono gli stessi elementl descritti nel 
tubercolo, tanto che Charcot aftoma che nella pneumonite caseosa 11 
tubercolo non si vede perchd enormemente grande, la osseryazione cli- 
nica non deye abbandonarsl per correr dietro nnicamente alle teorie 
dei laboratorj. 

Non d poi yero ohe la caseificazione sia espressione nniyoea delP In- 
fezione tabercolare; d come dice Yirchow c an esito di diyersi prooani 
jnorbosl che in altre eondizioni potrebbero ayer altro esito. > Bisogna 
poi distinguere caseiflcazioae da caseificazione e dice Gohnhdim < flC 
metter& 11 focolaio caseoso in rapporto colla tabercolosi solo qaando 
«ssd stesso d gUt un prodotto del riras. > 



BI PATOLOGIA SPSCIALE S CLINIGA. MSDIGA SOI 

Nei casi in oui si trovano le masse oaseose e la tuberoolosi perchd 
non pu6 ammettersi invece che un aato-infezione, una infezione venata 
dal di Aioril infezione tanto facile negli ospitali? Nei casi di polmoni 
graTlssimamente lesi da procesdi caseosi, con poohissimi tabercolli bi-* 
sogna pensare ad ana tabercolosi locale, analoga a qnella che si os- 
serverebbe in qualunque processo flogistioo, che non ha nulla a fare. 
coUa tubercolosi, considerata come processo infettivo. Le conclusion! 
che TAutore d^ del proprio lavoro sono queste: 

1.^ L'anatomia e Pistologia patologica non sono da sd sole sufflcienti 
a stabilire la natura del process! tisiogeni, ma a cib occorre 11 con- 
corso della patologia sperimentale e della clinioa, la quale ultima ha. 
nn yalore spesso indiscatibilmente assoluto« 

2»^ la duality, della tisi ossia la possibility di una tisi non tnbercolare, 
risulta evidente dai fatti di anatomia patologica, di patologia speri- 
mentale, e di clinica. 

3.° mentre per le forme tubercolari la possibility di guarigione d assai 
discutibile, non lo e affatto per le tisi caseose scevre di elemento tu- 
bercolare. 

4.® la tubercolosi 6 malattia infettiva contagiosa. 

5.^ apparisce chiara V estrema necessltdi di formulare una diagnosi 
esatta sulla natura del processo per trarne utili oonseguenze tanto pro- 
nostiche quanto terapeutiche. 

Maragliano. -* Sul trattamento della pleurite essadativa. 
(Qazz. degli Ospit. N. 52, 63, 54. 1882. 

La tisichezza polmonare che segue alia pleurite, d secondo TAutore, 
d'ordinario in rapporto col trattamento della pleurite. Quanto piCl l*es- 
sudato persiste nella pleura, maggiore d la probability di quella sncces- 
sione morbosa: crede quindi necessario fare al piii presto i'eliminazione 
dell'essudato. Meglio sarebbe impedirne la formazione, come con cure 
depletive pretenderebbero Andral, Bouillaud e anche Peter, ma 1* Au- 
tore non crede a queste possibility perchd anehe dai lavori di Andral e 
Bouillaud emerge che nella massima parte degli individui da lore cosi 
curati, 11 versamento ad ogni modo si d manifestato, e perchd sono in- 
numerevoli gli esempii di pleurite che senza cura depletiva alcuna, non 
produssero versamenti. I vescicanti sarebbero utili solo nolle prime 
ventiquattro ore dairiniziarsi del processo, dopo no. 

L'eliminazione delPessudato per riassorbimento spontaneo non si com-^ 
pie tanto presto da poterla aspettare inoperosi : 11 catarro bronchiale 
che accompagna la pleurite mentre persiste Tessudato, facilmente si 
propaga agli alveoli, e diventa caseoso, e V Autore aocettando la verity 
di questo pericolo indicate da Cantani, insiste per la pronta elimina* 
zione deir essudato. La quale non si ottiene conyenientemente neanche 
dai diuretici e dailrisolventi; chd h sempre dubbio, quando si adoperano, 
se si tratti di un riassorbimento spontaneo o di un riassorbimento da 



1 



302 RIVISTA 

eMi procoratoy n^ sloufi sono i me^zl mecoanid (compressione del to- 
race sano proposta da Coneato ; foradiszazione). 

B meszo pit alearo d 11 Tnotameiito. Alounl lo rUerbano solo per 1 
ca8l in cni Tessadato per la saa abbondanza minaccia V asfisela, altri 
anche per qnei easl in oui d stazionario e non yI d pid speranza dl un 
riaBSorbimento spontaneo; altri lo fanno in ogni ease in cni tI aia una 
<^erta qnantltii di liqnido nel torace. e senza preoceaparsi 8e tI sia feb* 

bre o no. 

La ripognanxa di alcnni per ia toracentesi non d giaBtiflcata: TAu- 
tore crede ohe praticata colle dovnte cantele sia sempre innocente. lie 
^motragie intra^pUuraU ayrengono per rottnra dei tennissiim yaal 
delle neo-membrane speoialmente se il processo d avanzato, e qnando 
si es^ae il liqnido con poca accortezza. Gli embcUsnU avYengono sol- 
tanto in essudati yeochi ed abbondanti, i qnali prodneono'trombi nel 
onore e nella polmonale, ehe poi si distaecano. II pneumo-toraee (pre- 
scindendo dai easl in col ayyiene per imperizia dell'operatore) si pro- 
dnee secondo alcnni per svilnppo improTTiso del gaz disdolti nell* es- 
sndato, qnando yiene ad abbassarsl la tensione intraplenrale. Ma qne- 
ste forme dl pnenmetorace non banno importanza alcnna. Le morti im- 
pravvise senza cansa apprezzabile sono rarissime, e accaddero sempre 
in easl di yecchi essndati. La pnewnonite sierosa e Y emoUisi ayyen* 
gone pare, qnando si tratta di yeccbl essudatL Allora inflEdtl yi sono le 
circostanze fayoreyoli alia loro prodnzione: inyero 11 polmone compresso 
ha i snoi yasi con nntrizione alterata ehe facilmente si rompono, e da 
altra parte esso dilatandosl poco rapidamente facilita ia congestione 
dell*altro polmone, congestione cbe aceade anche per il pid energico 
layoro del cuore. Tntte le accuse adnnqne ehe si sono fatte alia tora- 
centesi hanno poco slgnificato e dipendono o dairimperizia dell'operatore 
o dal tempo in' col si fece la toracentesi. Secondo P Antore tatti i pe- 
ricoli della plenrite essndatlya dipendendo dair essadato, lo sbaraziare 
11 torace daH'ospite peiicoloso appena si presenta e malgrado la peni- 
stenza della febbre d nn' indicazione costante, assolota, nniyoca* La M- 
bre secondo alcnni clinici, sarebbe nna clrcostanza di contro-indicasfaAe; 
ma r Antore dice non esser ginsta l*opinione ehe persistendo lo stato 
inflammatorio prosegua V essndazione a dlspetto della toraoeatei^ e si 
esaoerbi la febbre; anzi De Renzi ha spesso troyato ehe dopo la tsift" 
centesi la febbre diminnisce. Che se anche si riprodnce poi ii yen&- 
mento, non ei sar& altro a fare ehe sottrarlo di nnoyo. GIm poi per 
Tatto operatiyo il yersamento diyenga pnmlento 6 obbleziono Taeehia 
e dlfflostrata erronea fine dai tempi di Tronssean. 

La legge ehe stabilirebbe r Antore iarebbe qnesta: t^^penaii^ mn^cff-' 
gtUo eblpiio da jpieuriie si presenta un eemtdato ehegiunga a!P0itffoIo 
delle ecapoU H praHchi la ioraeenkei gmatunque ne eia ia matura. 

Perb qnesta legge lia qnalche eeeeiiQne. Cod, per esempiOt qnando il 
polmone d in sito, non A ricaoeiato la alto^ d iperemieo, e in prada a 



DI PATOLOaiA SPECIALE B CLINICA MEDICA 303 

tin pr&cesso di peripneamonite bisogaa aspettare cbd il livello dell* 68 • 
sadato divenga piu alto. Infatti in questi cast T essadato d Bcarsissimo 
« soltanto circonda il polmone : la diagnosi di queste condizion! si fa 
Jtenendo conto che quango ▼! 6 plearite e peri-pneamonite persistono 
le Tibrazioni vocali, i ramorl respiratoij, y'd qualche yolta espettora* 
ziona abbondante e mncosai la linea di delimitaeione superiore d mar- 
catamente obliqua e il livello deirottasit& si eleva rapidamente. 

Qaanto ai metodi di yuotamento V Autore preferirebbe V appareccbio 
di Fraentzel a quelle di PotaiQ, ma in generale gli appareccbi di aspi- 
razione hanno rinoonveniente gravissimo di non ooordinare lo svaota-* 
mento alia eapacit^ ridattiva del cavo pleorico: perieolo grave spe- 
<sialmente negli essndati vecchi. L* Autore fa sempre use di un tubo di 
gomma ripieno di solnzione antisettica adattato ad una eomune cannula- 
tubo obe pesca in una bottiglia avente al fondo una soluzione antiset- 
tica. Qaesto yuotamento a sifone deve, secondo T Autore, esser fatto 
quando si tratti di versamenti tenui anticbi (cbe durano cio6 da piti di 
quattro settimane). Se non si pub usare il sifone e si adoperano i solitl 
aspiratori bisogna fare il vuotamento colla massima lentezza toglien- 
done non piil'di mezzo litro per sedata, e applicando se d possibile un 
manometro al tubo di deflusso e smettendo quando la pressione intra- 
toracica si abbassi fino a + 10, + 15. 

Nei versamenti appena format!, qualunque sia la lore abbondanza, TAu* 
tore consfglia di fare coiraspiratore il vuotamento piil completo possi- 
bile (lentamente) ; cosi pure nei versamenti tenui gi& veccbi ma poco 
abbondanti, usando sempre oannule sottili. 

Nei casi di essudato purnlento si deve fare la pleurotomia colle cau* 
tele antisettiobe, non togliendo il tubo a drenaggio cbe quando la pro- 
grediente obliterazione del sacco lo abbia completamente spinto alFin- 
fuori. 

Dope la toracentesi, si deve far metodicamente inspirare all'ammalato 
Taria compressa come suggerirono Seitz e Burresi ; applicare un vesci- 
cante appena dope evacnato Tessadato ; e somministrare allUnfermo una 
alimentazione azotata ed i ferrnginosL 

WooDBORT. — On the rational treatment of pulmonary eon- 
sumption. (Sul trattamento razUmale deUa consunzione polmicmale). 
In: Philadelphia med. tinu XII, pag. 693. 

Woodbury in ana lettura alia society medioa di Filadelfia trattb que- 
st'argomento dal quale sono perb esoluse le forme «ifiliticbe che hanno 
una terapia specifica, e le tubercolari. L' Antore rioorda anche un oaso 
di sua ofiservazione a provare la benefiea inflaeaza del trattamento bene 
indirizzato, il quale dev* esser diretto : I.* a mitigare sintomi urgent! ; 
2.9 a rimediare alia oattiva igiene ; 3 * a rimuovere la discragia. 

Parlando del primo scopo TAutore dice quanto alia tOMS$ cbe A anoora 
diiyputabile flno a qual pnnto ai debba agtre oontro di essa : «oIo sq si po- 



804 BIYISTA 

tesse rlmuovere la oondizione morbosa dalla quale dipende ci si potrebba 
llberarsene aenca danni. Se la toBse d a parosslsmi ed esaariente ai pos- 
aono adoperare i palliatiyi : reapettorazione durante il giorno deve &• 
Torirai per aver nella notte dairazione di un ipnotico un ripoao pid du- ^ 
raturo. Be la tosse d apasmodica e 1' eapetiorazione aoaraa la migUor 
formulai aecondo I'Autorei d la morflna e IMpeoacuana (tre o qnattro 
paatiglie al di oontenenti ciaacuna aoltanto un milligrammo di morflna) i 
ae yi d broncorrea fa baona prova reatratto di ergotina ohe agiaee di- 
rettamente aul yaai della muooaa e aul oiroolo. Poaaono anehe uaarai 
una Tolta al dl le polverizzazioni con aoqua di calce e belladonna, o (ae 
le aeorezioni aono fetide) con aoluzioni di acido fenico, aalicilico o ti- 
mioo, con benzoato di 8oda;equando lacondizione catarrale 6 aecen- 
tuata, r Autore trova vantaggl dair uso deir acqua medicata con olio 
volatile di eucalipto. Queato pu5 anche uaarai negli appareeclii di ina* 
lazione ad acqua calda e poaaono pure nsarai la tintnra compoata di 
benzoe e trementina, o preparati jodici. Tra le inalazioni di vapori 
V Autore dice ohe la pid rinomata d quella del doroformio ; de?e perly 
eaaere regolata dal medico. Se la toaae d spaamodica e grave ai pu5 tar 
inalare ai malati una miacela di etere e acqua di Golonia (una parte so 
quattro). Qualche volta d efflcace inalare una Tolta o due al giorno per 
dieoi quindici minuti, una miacela di iodic e acido fenico (ano au tre) 
meaaa a goccie au cotone imbevuto con olio di noce moacata. 

L' Autore inaiate nei far notare V abuse, apecialmente della pratica 
oap^italiera, degli oppiati. Anche nei caai in cui ogni aperanza d perdota 
e non ai tratta che di rendere mono penoaa la morte deve teneni a 
mente di dare gli oppiati a minime doai : easi aflrettano la morte per 
conaunzione. Sono a preferirai (qaando d richiesto un rimedio per la 
to8ae)^ratropina, Tioaciamo, le combinazioni idrocianiche, il cioraUo coa 
bromuro di ammonio, aodio o potassio aecoado i caai. Qnando la tosse 
^ continua il bromuro di polaaaio agiaee beniasimo, ma naato eontiana- 
mente deprime troppo. Nei easi in cui pn6 nsarai i'oppio d molte van* 
taggiosa la preserisione del prof* Da Coate (tintura dl oppio deodorata» 
aeido aolibrieo diluite e seiroppo di ciliegie aelTatiehe). 

L^inAiao della PnmtiM yirginiana d un buon antiapaamodleo e nello 
ateaso tempo tenieo. Qoello del Lycopmj pure di Virginia, gode un* alta 
ripatasioae nei trattamento del prime periodo. della tiai : contieae on olia 
TolatUe, un principio amaro e tannino ; d tonico » aedativo ed astiia* 
gente. i on rimedio immeritamente eadato in disuso. 

Qaaado la larlage d affetta, easa si mostra irritate e tumida per i 
eoatinni 8fi>ni di toase ed lia uleeri die di sidito sono aeeondarie e aoa 
taberoelari. MoHe Tantaggio pii6 awsi del trattamento ioeaie (polve- 
riaiKiioae eoa acqua di calce, o applieazio&e di iodoformio neir etere) 
garfarismi con deboH astringenti, o limoaate eoatenniti albnme di 
aove^ eec* 

Qnaato al del^H tU laraet pcamio Teair dinipatl eoi Haiaeati: trer 



DI PATOLOdlA SPECIALS B CLIKICA MEDiCA 805 

mentina, olio canforato , cloralio iu linimento saponato. Tra i rime^j 
che TAutore dta in qaesto oaso d la fasciatnra di lana ai fianchi te- 
nata costantemente, e la corrente galvanioa costante. 

Neir emottisi riposo a letto e ghiaccio e internamente ergotinai ipo- 
cacaana, acetate di piombo o aoide gallico. 

L' Autore non ha mai impiegata la tintura di ferro per inalazlone ooi 
polTerizzatori perch^ eccita la tosse, preferirebbe nelle gray! emorra- 
gie dare Tetere o Tergotina ipodermicamente. 

La dispnea se dipende da an aocumulo del secrete nei polmonl, e 
specialmente se vi d enflsemay dere trattarsi con un emetlcOy per esem* 
pio, ipecacuana o solfato giallo di mercario, o apomorflna ipodermioa- 
xnente qnando si Yuole un pronto effetto. Qaando la oapacit£t respira^ 
toria h molto ridotta sono assal utili le inalazionl di ossigeno. Qaando 
i polmoni siano ingombri per catarro o prodotti inflammatorj tenaoi e 
densi, Tttso del cloraro d'ammonio in dosi di an grammo freqaentemente 
ripetute, o date in piili piccole dosi assieme air jodaro di ammonio o di 
potassio d& rimarchevoli risultati. Bisogna assicurarsi coU'esame flslco 
se la dispnea possa invece esser dovuta a pleurite o ad endsema. Gran 
Tantaggio nella pleurodinia si ha adoperando sal torace un empiastro 
adesivo. 

Nella congesHone polmonale che accade dUmproyyiso nel corso della 
malattia si richiedon riposo, coppe secche, e riyulsiyi. Siocome general- 
mente precede l*emottisi, le misnre adattate a qaesta spesso deyono essere 
adoperate. L' induramento di una parte circoscritta di polmoae si ay* 
yantaggia spesso coir applicazlone successiya di piccoli yescicanti che 
pu5 esser conyenientemente fatta con applicazione di collodion cantari- 
date. L' Autore preferisce qaesta specie di riyulsiyi aU'olio di croton e 
alle pennellature con tintura di jodio. £! rare il case in cui le unzioni 
merouriali portino buoni effetti a meno che non si trattl di forme spe- 
cidche. Le unzioni con olio di cacao, di noce moscata e con grass!, in 
tatte le forme di bronchite cronica migliorano la nutrizlone e moderano 
la congestione della mucosa che tappezza le yie aeree. Nei bambini rolio 
di fegato di merluzzo pu6 essere cosi amministrato applicandolo sul 
petto la notte, e coprendo la parte con lana e cotone ; oppure Tunzionfr 
pu6 farsi dope il bagno del mattino su tutta la pelle^ tenendo poi il 
bambino coperto per una mezz^ora: oosi una considereyole parte n& 
Yiene assorbita* 

Quanto ai disturbi del ciroolo Y Autore dice d' ayer frequentemente 
osseryato il cardiopalmo e IMrregolarit^ nelle funzioni cardiache, in 
soggetti colti dalla tisichezza incipiente. Qaesti fatti cardiac! si osser- 
Yano nei maschi pid spesso che nelle femmine e forse sono in relazione 
ooirabnso del tabacco. Se yi d un poco d'ipertroda d utile il bromuro 
di potassio specialmente in unione a cloralio o morflna. Se il caore ^ 
fiacco bisogna dare un tonioo cardiaco, per esempioi chinina, digitale^ 
Tiscum album.'; ma se Fipertrofia ^ molto marcata bisogna ricorrere ai 



gOg KiyiSTA 

Teratram viride. Una piccola dose di alcool in una bibita calda d op- 
portanissima qoando vi ^ la fiaccbezKa del circolo. Ma al largo nso 
deiraloool nella tisi poimonale P Antore si oppone reoisamente : egli 
<OMde I'aloool coniroindicato , e che tntti gli stlmolanti siano dan- 
nosi in nna malattia degeneratiya come qaesta. Egli pensa che i casi 
dl oonsnnzione riportatl da Flint e da altri come gnariti con alte dosi 
dl alcool siano gaarigioni avvenute per altre cause* Le piocole dosi in- 
Tece ponno esser utili per Tazione snllo stomaco e sul cnore. 

Combattendo Tuso dell*alcool in questa malattia 1* Autore dice : nulla 
^ nella dinica pii!i sicnro che qnesto: Talcool in continue dosi anohe se 
moderate stimola io svilnppo ^el tessuto connettivo in tutto il corpo ; 
DuUa h in patoiogia piii avidente del fatto che Talcool d una causa po • 
tente di malattie polmonari ; nulla in tossicologia d meglio stabilito 
deirosserYazione deirazione esercitata dairalcool sul centro respirato- 
rio. Per questa ragioue 6 specialmente dannoso Talcool nella tisicbezza 
poimonale perchd con esse si aggionge nu veleno respiratorio agli esau* 
rieuU effetti della tosse. Probabilmente in questi casi il migliore stimo- 
iante 6 Testratto fluldo di coca. Per lo piii una buona tazza di brodo o 
oaffd caldo o td d assai pii!l utile ai pazieuti che Taicool della migliore 
quality. Quando un malato si senta freddo, gli eserci^ all'aria libera che 
flono stimolanti del cuore e del circolo gioveranno a risoaldarlo ben piu 
che le migliori coperte« 

Per la febbrt V Autore preferisce la salicina (an gramme due ore 
prima deiraccesso). Se yi d molta prostrazione si possono far^ spugna* 
ture sulla cute di tutto il corpo con rum, o con aceto e acqua oppure 
apugnature calde e fredde. 

Per i sudori noUurrU il rimedio pii!i efdoace d Tatropiaa, ma sforta- 
natamente aumenta la sete e per questo d bene unirla con ergotina o 
jaborandi. Son pure da raecomandare Tacido solforico aromatico (died a 
yenU goocie) ed anche i'ossido di zinco (dieci a trenta centigrammi in 
pillole) date alia sera* La muscarina e il physostigma furono pure usati 
con yantaggio, 

Fronmuller di recente ha molto lodato riAjezione ipodermica di ho- 
matropioa. Perb ogni rimedio specifico, secondo 1* Antore, dopo qoalehe 
tempo fallisce se non si tien contemporaneamente d^occhio i'lgiene del 
malato; Taggiunta di aUume, od alcool, o sal marine all' acqua che si 
adopera per la spugaatura quotidiana ^ utile molto per ridnrre la ten- 
denza della cute alia traspirazione. Si possono pure adoperare a questo 
scope, alia sera, spugnature con aoqua calda. 

Qoanto aUadieta di questi malati deye esser curata assai; per la 
ooncomitanza del catarro gastrico deye soryegliarsi rassunzione d^li 
amidacei che faoibnente yanno soggetti a fermentazione. Una dieta con- 
tenente troppo aioto pub danneggiare fegato e reni. Se y' d diarrea il 
ipiglior alimento d 11 latte bollito ; molto utile quando yi d rirritaziona 
4sl tube enterieo 11 Koumyss. L'estratto d'orzo, gli iposomti, lo sciroppo 






DI PATOLOaiA SPECIALE 8 CLIKICA MEDIGA 807 

^omposto di fosfato dl calce, ferro, sodio e potagsio (cibo chimioo di 
Parrisb) specie se coiraggianta di qaalche strionico, sono assai vantag- 
^iosiy assieme al cibo ordinario. II sangue di bue per evitare la natn- 
rale ripugnanza pub darsi atilmente per clistere. £i a rlcordarsi il me- 
todo praticato da Debove ( alimentazioae forzata can an tabo ), che ba 
gran valore nei casi in cui esistano ulcerazioni laringee cbo abbiano 
oolto ancbe l^epiglottide, e quindi vi sia difdcolt^ di deglatizione. L' Au- 
tre oloda assai per i tisici Tuso delle uora fresche, delle quali deyona 
prenderne quotidianamente da uno a tre. Il grasso giallo fosforato (ie- 
^itina) del tuorlo d buono per la riparazione del tessuti nervosi, men- 
tre Talbume ripara le perdite fatte con Fespettorazione e le emorragie. 

Quanto alia diarrea pub frenarsi con suppositorj di belladonna ed 
^stratto d^oppio in unione alia dieta lattea. Le ulcerazioni del colon e 
del retto molto si migliorano qualcbe volta coirinjezione di nltrato dl 
argento (an centigr. su 24 grammi). Se vi d cosHpazioney ai purgatiyi 
sono preferibili semplici cllsteri con pocbe goccio di canfora;ese 6 ne- 
cessario piuttosto cbe forti catartici si dlano I'elixir dl cascara; o granuli 
di podofiUina soli o con atropina e stricnina. Quanto alia presenza dl 
una Astola anale dl lunga durata se dal punto dl vista cbirorgico deve 
«ssere operata, dal punto di vista medico non deve esserlo troppo ra- 
pidamentcy e TAutore preferirebbe al coltello, la legatura. Non d senza 
fondamento nei fattl la veccbia massima di non cbiudere in casi di ma- 
lattia di vecchia data« uno spurgo cronico; e la pratica di aprire fon- 
ticoli benchd modernamente caduta in discredito, ba In suo fippoggio la 
esperienza delle passate generazionl del nostri buonl veccbl ed d so- 
Menuta dair autoritit di cbirurgbi emlnenti come Pancoast e Wood. 

Contro Veretismo cbe si trova tanto di frequente nei tisici i quali sono 
anche facilmente insonni I'oppio sarebbe il rimedio piCl utile, ma d an- 
cbe il piii perieoloso al cervello ed d quanto pii!l si pub, da evitare. Pre- 
ferlbile bencbd sbggetto alia stessa obbiezione d il cloraliOy cui d buono 
unire al bromuro d*ammonio con acqua canforata o con acqua dl lauro- 
ceraso. L^amminlstrazlone dl qualcbe cibo verso sera favorisce 11 sonno; 
Tacido lattice ed 11 fosforioo furono pure raocomandati a tal uopo. La 
etnaciazione e la debolezza attribuibili a difetto del sistema nervoso 
fiono da combattere coi rimedj generali; secondo TAutore nessun to- 
nico del sistema nervoso d migliore della stricnina e della noee vomica 
unita al fosfuro di zinco (piUole dl Hammond)^ o del soiroppo composto 
4el fosfati. 

Quanto al secondo seopo cbe deve proporsl il medico nella cura, clod 
zlmediare alia catUva igiene^ TAutore erode essenziale insistere sul bi- 
^ogno cbe banno questl ammalatiy di ossigeno. tin* aria cbe ba troppo 
acido carbonico o troppa umiditk d mono propizia air esalazione dal 
polmoni di acido carbonico e di vapor aoqueo. Cita In appogglo al suo 
ihodo di vedere Tesempio del dott. Parrish dl Filadelfia, cbe assai pre- 
^isposto per ragione di credits ammalb a 25 annl di tisicbezza polmonal^ 



308 mviSTA 

ma eorandoBi aoltanto con la bnona igiene ylase fino ai aessantaiio. Tro^ 
Yaronsi alia neeroscopla oloatrici nella parte snperiore del polmone. 

Alio stato delld eute bisogaa pare aver molta attenzlone. Negli ani- 
mall inferiori la ftinzione polmonale d sapplita o sostitaita dalla eata- 
nea, neiraomo an eqaiyalente dl an Tentesimo dl respirazione polmo- 
nale ^ £Eitto attraverso la pelle. Dl qni la necessity dl tenerla sana e di 
non eflporla a sqailibril di temperatara. La biancheria dey'easere sem- 
pre aaeiatta e dl freqaente cambiata, la stanza da letto aereata. L^Aa- 
tore raccomanda molto per i tlsici le fregagioni secche. Esse sono pld 
adattate che le freqaenti ablazioni, le qaall vengono poco toUerate per 
la poca reazlone di qaestl malati. I letti di pinne sono per qaesta apecle^ 
di infermi i peggiori. Sono sempre caldi e facUmente si impregnano di 
flostanze animaii. II letto migliora d qaello di crine. 

£ necessario ohe rinfermo dorma solo, sia perchd meno 6 distnrbato e 
piti facilmente riposa, sia percbd, anche prescindendo dalla ipotetica pos- 
sibilitit deUa trasmisslooe del morbo, sfugge piiH facilmente gli inyltl ai 
rapportl sessuali. Qaestl sono (specialmente per il maschio) esaarienti^ 
ma neppare alia donna riescono innocni : T Aatore riferisoe di ana ti- 
sica che qaante volte avea rapporti col sao sposo era nel giorno appresso 
colta da congestione polmonale ed emoftpe. 

Correggere, la discrasia d il terzo scope cbe 11 medico deve proporsl 
sella cara di qoesta malattia. L' Aatore si giastiflca di aver adoperato 
qaesto termine discrasia reliqaia della yecchia patologia amorale, di- 
cendo di non saperne troyare uno migliore cbe esprima un peculiaro 
disordine generale ed ana tendenza alio supparazioni croniche indlcbe- 
rebbe la presenza di ci5 cbe d state detto discrasia tabercolare o scro^ 
folosa. Tale tendenza pa6 essere ereditata od acqaisita, neU'an case e 
neiraltro pa6 essere yinta dal trattamento Inngo e sistematico. Questa 
consiste specialmente: nelia sana residenza, nel cambiare le abitadin 
sedentarie in attiye, nolle fri^uoni , neir elettricit^ , neli' aso di certi ri- 
medj. 

. II clima deye essere moderatamente eleyato, fresooy non soggetto n& 
a troppe yariazioni nh a yenti forti; eon aria para e secca, tanto meglio 
se ozonizzata daU'esalazione dei pini. L'^altezza non deye essere V anico 
reqaisito ; 6 noto che molti laoghi montani sono amidi. L' aria seoca, 
e rarefatta ristora non solo la funzione ciroolatoria e del respiro, ma 
anche migliora la digestione e Tassimilazione , cosicchd se 11 olima d 
state bene scelto si ha raumento nel peso del oorpo. Se yi ^ febbre,. 
per il cambiare del clima il case si aggraya : se yl sono alterazioni 
vasali, cardiache o renali, sar^ meglio non mandare il paziente in re-^ 
gloni eleyate. Uaria del mare^ benchd potente stimolante della natri- 
zione per Tumidity e density saa, h appena nello stadio di incipienza^ 
consigliabile. 

. Se il paziente non pa5 abbandonare la casa, deye fare la ginnastica^ 
specialmente polmonale (inspirazioni profonde al mattino , canto), Le. 



DI PATOLOaiA SPfiCIALE £ CLINICA HSDIGA 809 

friMioni e V eletMeitA modificano molto la natrizione (elettrissazione 
generale). 

Quanto all'aso del rime^ji V Autore preferisce rjoduro dl ferro (Blan- 
card) Che Iia un potere oonsiderevoie suUe ostinate consolidazioni del 
polmone. Gli jodari di potassio e d'ammoaio sono anche atili noa solo 
per Tazione loro alterantOi ma eziandio per i loro effettl snirepitelio tu- 
mido del bronchi e per 11 potere dl liqaefare i prodotti morbosi e le 
seorezioni. II latto«fo8fato dl calce e ToUo di fegato dl merlazzo sono 
XQOlto ntUi ma devono darsi separati. 

Nella consunzlone polmonale possono essere necessarj gli stimolanti, 
e Bartholow raccomanda Tuso dl piccolo dosl dl morflna con atroplna. 
L'arsenico sarebbe raccomandato piuttosto come profllatticd. 

Riassumendo T Autore dice che la tlsichezza polmonale d in gran 
parte una malattla che si pa6 prevenire; e come pub acquistarsl la dia- 
tesl esponendosi a non sane abitudini dl vita, si pub rlmediare ad essa 
con la appropriata igiene. Ricorda 11 motto dl Ghomel : curare U pa- 
ziente e non la malattia; dice da ultimo che i farmachi hanno In que- 
stl casi una parte secondarla, la essenziale consiste negli eserclzl al- 
Tarla libera, nel mantener sana la pelle, nel cibo convenlente , e nella 
buona aereazione delle abltazioni. 

Pbtronb. — Gontribuzione alio Btndio della carcinosi miliare 
acuta primitiva delle sierose. (Lo Sperimentale, 1882, Tomo L, pa- 
gina 567). 

L' Autore rlferlsce di un uomo dl 58 anni, che da sei o sette mesl 
aveya iuappetenza e nausea, tensione al ventre, deperimento progres- 
sivo della nutrizione e delle forze. Presentava la cute di colore paglia« 
rino, ventre tumido^ vene varicose sulle paretl, e al palpamento alcune 
tuberosity del volume di un pisello, o di una nocella. Fu sempre apl- 
retico. 

Alia necroscopia si trovb medico versamento siero-ematlco nel perl- 
toneo, che avea noduli carcinomatosi dlsseminatl su tutta la lunghezza 
del mesenterio, snll'epiplon, sui legamenti, e sul foglietto parletale nella 
faocia inferiore del diaframma, e nel fondo cieco retto-vescicale ; nella 
xegione sotto-diaframmatica del peritoneoi i noduli erano specialmente 
Inngo i vasi. Nessuna prodnzione cancerosa nel visceri, poche grannla- 
xioni carcinomatose grigiastre e liscie, sulla pleura polmonare e parle- 
tale. All'esame istologico sopra qualche taglio (dei noduli peritoneal!) 
si osservava nno stroma fibrillare contenente cellule e nuclei, dlspostl 
in serie lineari negli alveoli. Nei grandl noduli gli dementi centrali 
erano degenerati. II peritoneo intestinale, mesentericoi epiploico, infar- 
cito di element! cellular! carcinomatosi. I nodi sulla pleura e ! punt! 
Ingrossati di questa mostravano alterazioni identiche a quelle del pe- 
ritoneO| senonchd gli element! cellular! degll alveoli non erano dege* 
iierati nel centre. I polmonii anche ne! luogh! piili periferieii erano ri- 
fisparmiat! dalla neoplasia. 



310 BIVIBTA 

Seooado TAiitore il easo dimostra clie la sierosa addominale e la tora«> 
ciea poMono nella yecchiezza andare incontro ad an processo carcino- 
matoBo aeato,- primiiiTO, nodolare. Nel sno caso Bon si poM constatare 
rereditarietli. Sarebbe analogo a qaello di Laporie in coi i nodi oarcl- 
nomatosi liorono liscon^ati soltanto nel peritoneo» e nalle plearo : in on 
altro caso di Laporte yi era compartecipazione anche del pericardlo r 
in an easo di Harard, i nodoli erano solo nelle pleare : in quello di 
Raymond erano prese le sierose del petto e deli* addomew L' Aatore 
erode che nel proprio easo il prooasso si fosse originato nel peritoneo ^ 
i nodoli in&tti tI ayeano an eolorito rosso giallastro (degeneraziona^ 
grassa delle ceUale central! del nodalo), mentra 11 colorito del poeM 
nodi pleorici Mra grigio« Qaesta ipotesi sail* et^ del processo morboso. 
fondaU sal colorito e salla nntrlziooe degll element! cellalari secondo- 
1* Aatore sarebbe adegnata, ma Jion esatta. Egli erode con ComU e Ran- 
yiar ebe gli elementi alyeolari del carcinoma siano in plena comani- 
caiione coi yasi llnfatici; per col questi, in date circostanze, ponno tra- 
sportare cellaie e nnclei cancerigini nel circolo e depositarli in alire 
parti. Bizozzero e Sayioll dimostrarono (Archiirio seienze mecL 1877y 
cba i lin&tici peritoneali deirnomo hanno ana disposizione' speciale, clod 
comanicano con namerosa apertnre chiase appena dallo strato endote- 
liale col cayo peritoneale. Dimostrarono pare che nel peritoneo dia- 
frammatico esistono tre strati di plesai llnfatici, e che 1* assorbimento 
ayyiene massimamente nella zona peritendinea diaframmatica. 

Qnesti fiitU dell*assorbimento peritoneale fnrono confermati anche da 
Ladwig> Schweiger-Seidel. Recklinghansen edal nostro Maffixcci, e 
i^iegherebbero, secondo V Aatore, grande difltisione del processo nel 
peritoneo nel easo di cai fece la pabblicazione ; per le grandi anasto* 
mosi linfatiche peritoneali gli elementi cancerosi diedero laogo alPanto-^ 
infezione in tatte le parti deila sierosa. Dagli sperimenti di Maffacci (dif- 
fbsione di sostanze granalarl introdotte nel peritoneo del cane, nei lln- 
fatici toracici) 6 spiegata la diffasione plearale ayyenata nel case del* 
r Aatore. 

Qaanto al qnadro clinico V Aatore per Tassenza deU'ematemesi e della 
malena, qnantanqoe yi fossero yomiti e diarree, esclosell cancro dello^ 
stomaco; per 11 color giallo pagliarino della cate per il senso come 
di gelatina entro Taddome, e per le taberosit^ che yi si poteyano pal> 
pare, arriy6 al diagnostico di carcinosl del peritoneo, benchd in casi 
consimili si possa discntere anche il diagnostico della tnbercoIosL Egli 
crederebbe ginsto chiamare qaeste forme morbose neoplastiche delle 
sierose con an nome che in omaggio agli stadii di Goncato salla fbrma 
serofolosa, propone di chiamare poliarromenite cancerosa. 



Ds-GioyANNi. — Casi rari di malattla deU'addome. {Qazzeita^ 
med. Ml. prov. ven. N. 14, 18, 23, 26, 1882). 
L* Aatore narra la storia di an carcinoma primitiyo del pancreas, se- 



\ 



BI PATOLOGIA SPBOIALE B CLII9ICA HKDICA Sit 

condario del daodeno e del fegato, diagnosticato In Tita e oonfermato 
pienamente alia necroscopla. L' Aatore crede ebe in mezzo alia vaga 
sintomatologfa dai trattatistl esposta nelle lesion! primitire panoreati- 
che, si possa (ceroando 11 nesso di flgliazione, rordine oronologioo del 
sintomi) giuDgere qnasi sempre al diagnostico ; le difflcolUt speciali del 
quale hanno fatto si che flnora, nei trattati di medioina» le malattie di 
qnest'organo slano trascnrate. De«Giovaniii crede oon Verardiai ohe 
ppssa < rendersi , diligentemente osservando , meno ardno di qaef ebe 
siasi creduto a tatt'oggi il diagnosticare del mall al pancreas. » 

Prendendo in rlvista i sintomi obe farono regfstrati in qneste ma- 
lattlCi dice ebe sal tamore non pn5 farsi assegnamento, percb^ esse non 
sempre ^ sensibile , nd si pub facilmente elimlnare il meteorismo ^ o 
qualcbe altra circostanza ebe impedisce 1* esame. Poi, se il tnmore & 
sensibile, non riesce distingnerlo da quello ebe pnb all' epigastrio es- 
sere prodotto per malattia dello stomacoy del fegato, dell' omento. Pa- 
rimenti non puossi contare sui vomiti ebe non sono costanti o sono in 
relazione colla concomitante lesione gastrioa $ nd snlla esistenza di ma* 
terie grasse nelle feci percbd questo sintoma o manca o pub ascriversi 
ad alterazioni epaticbe : d nota infatti V importanza della bile nell* as* 
sorbimento ed emulsionamento del grassi. Casi come quello di Bowditob 
in cui la stearrea durb quattro anni, e come quello di Luitblen in cui 
fu straordinariamente abbondante, sono rarit&. 

Grande importanza diagnostioa dk l^Autore si dolore locale. Questo 
d osservato nelle malattie del pancreas quasi sempre, ed ba '^grande 
valore per la diagnosi sia ebe si presenti nella sua forma parossistica, sia 
ebe in quella di squisita sensibility, epigastrica superficiale o profonda^ 
od in quella di cupa, insistente sofferenza alia colonna vertebrale, alia 
altezza delle due estreme vertebre lombari, esaoerbantesi o no col mo* 
Tlmenti. P^an dice ebe il dolore non presenta in questi casi niente di 
caratteristico, ma non d vero ; esso ricbiama a quel tipo di dolore ebe 
Autenrietb e Bomberg specificarono come nevralgia celiaca la quale ^ 
ben differente dalla gastralgia. Quel dolore d probabilmente legato ad 
alterazioni del ganglio cellaoo : e non d punto da accettare quanto am- 
mettono Eulenburg e Gnttmann sulla fede di Bamberger, ebe questo gan- 
gllo non subisca alterazioni. II dolore del paziente, soggetto di questa 
pubblicazione, era gravativo ai lombi, e cingevagli il tronco irradian- 
dosi anteriormente ; si esacerbava dope il paste, e quando il paziente 
decombeva supino allora meglio che mai si concentrava suirepigastrio 
L' Autore dimostra ebe questo dolore non era emorroldario, per la sua 
sede troppo alta; non dipendoTa da dispepsia gastralgioa, perobd era 
continno e si esacerbava ancbe indipendentemente dai past!; non di- 
pendeva da sconcio vertebrale, perchd I'incesso del malato era diritto ; 
non da ncTralgia intercostale, percbd per le spontanee espressioni del pa- 
ziente era da ascriversi ad una forma nevralgioa interna, e di una ne - 
vralgia intercostale maneaya ogni sintoma. Nd dipendera da una affe* 



S12 RIVISTA • 

zione ulcerosa del ventrloolo, perchd era an dolore senza inter valll, e 
inrece dl cominelare epigastrico si ooncentrava suir epigastrio, diflton- 
dendovisi dalle parti posteriori. Era, secondo V Antore, proprio ana ne- 
▼ralgia eeliaca: egli differenzia la gastralgia e la nevralgia celiaca:la 
prima d an*espressione dolorosa suscitata da una lesa fanzlone del nervo 
Che si manifesta in mode centripeto ; Taltra d ana forma dolorosa che 
invece si msnifesta in modo centrifugo; la prima d an dolore concea- 
trlco, la seconda an dolore eccentrico. Per questa forma dl dolore nol 
case in questione doveva ammettersi una lesione o del pancreas, o delle 
glandule retro-peritoneali. Ora nelle affezioni di qaeste 1 dolori sono 
differently avendo la testa del pancreas una ricca provvigione di nerrl 
dalle propaggini del plesso celiaco. Poi il tumore si sente piCl facilmente 
nella degenerazione delle glandole, ohe in quella del pancreas : nel oaso 
attuale tumore non si sentiva, era quindi piii giusto pensare che la ma- 
lattia risiedesse nel pancreas. 

Nel case riferito dair Autore, vi furono come fase ultima Itterlzia, 
modica ascite, edema agli artl inferior! e melena. Secondo 1' Autore la 
testa del pancreas ingrossando fece compressione sul coledoco, e sulla 
cava determinando gli edemi e Titterizia mentre le scariche di sangne 
si dovevano alia diffusione del processo al duodeno. Tale diffusione al 
duodeno ed al fegato sarehbe stata nella storia della malattia aegna* 
lata da un aumento nei dolori, e dal rapido deperimento del paziente. 
II Arutto di questo studio clinioo d compendiato nelle due seguenU pro- 
posizioni : 

1.^ La nevralgia celiaoa non -deve esser confusa colla cardialgia e ga- 
stralgia. 

2.® La nevralgia eeliaca assocciata a fenomeni gastrici rlbelli, segulta 
da fenomeni gastro-enterici, ed anche da deperimento nutritizio e da sfl- 
nimento, fa sospettare una affezione del pancreas; e il sospetto tanto 
piii si rafforza, quanto piii frequent! e pales! sono i sintomi che a que<- 
fite affezioni si attribuiscono* 

Un altro case 6 narrate dalF Autore. A una malattia di Addisooi in 
un uomo di 40 anni, che a 21 si aocorse che la cute del pene e dello 
acroto si era fatta di colore molto oscuro, fatto che rest6 per alcnni 
anni come isolate ; dal 27® anno in poi il paziente soffriva frequente- 
mente dispepsia, scariche addominaliy e cefalea; ultimamente fti oolto 
da qualche febbre, deglutizione difficile per le sostanze solide, fiacchezza 
della voce, esacerbazione delle sofferenze addominali. Contemporanea- 
mente la cute a poco a poco andava cambiando di colore, divenendo 
oscura, d*una tinta come quella del legno luoido, specialmente alia fac- 
cia ed al dorso. Al pene ed alio scroto come pure in alcuni pnnti della 
fluperficie interna delle coscie la pelle era di color grigio souro splen- 
dente. La pressione all* epigastric era dolorosa; negli ultimi giorni si 
ggiunse anche un dolore intercostalCy vomito a singhiozzo. 

L'afflevolimento del pels!, Tastenia generale, Tambascia gastralgica» 



i 



DI PATOLOaiA SPfiCULE E CLINIGA MEDIOA 313 

Tapatia, la discrasiai la diarrea, sono 11 compendio del sintomi pii!i spe- 
ciosl di questo caso, compendio ebe raccbinde la triade sintomatologica 
attribalta dai pratici alia malattia di Addisson : sofferenze intestinali^ 
•cloroemiay depressione nervosa. Vera ancbe la melanodermia, ma que- 
8ta ha nn Talore relativo. Sonvl colorazloni cutanea analogbe dovnte 
solamente ai fattl di ereditaria colorazione del tegumenti; d noto che la 
cute bronzina si vide In alcuni per I'av velenamento miasmatico, e Ros- 
sel descrive un caso di colore bronzino della cute, simnlante la malat- 
tia di Addison. II coloramento non 6 patognomonico ; vl sono casi di 
cute bronzina senza lesioni delle capsule snrrenali, e casi di malattia 
dl Addison senza cute bronzina in cui le capsule surrenali erano pro- 
fondamente lose. 

Questo caso h singolare per la lunga durata (27 anni). 

Si syilupp6 in un individao che Y*era predisposto per la sua costitu- 
zione linfatico-scrofolosa, e per gli abusi sessuali. L^angosciaincessante, 
e profonda airepigastrio, sussiste secondo V Autore in ogni caso di ma- 
lattia di Addison. Nel paziente si aveva inoltre qualche altro sintoma 
riferibile a lesione nervosa, come un dolore al terzo spazio intercostale 
fiinistro (al quale non corrispondeva veruna alterazione di parti molli 
esteme, nd di parti' scbeletricbe^ nd del visceri toracici), una difficolt^ 
nella deglutizione, un dolore intercostale a destra, e vomito incoerci- 
bile. In questi fattl si devono vedere fenomeni irritativi, e fenomeni di 
depressione nervosa da ascriversl alia nevralgla celiaoa, e alia paresl 
di nervi emanati dai centri celiacl. Fece quindi la diagnosi di malattia 
di Addison, tubercolosi dei reni succenturiati e deirintestino, probabili 
alterazionl gravi nei centri celiaci. 

Alia necroscopia si trovb: un antico focolajo caseoso nel polmone de« 
stro, e tubercolosi diffusa deinieo e del crasso, un vasto focolajo ca- 
86080 nel rene snccenturiato sinistro in mezzo al quale appena qua e i& 
si notarono traccie di confini flbrosi cbe dovevano aver limitato 1 fo* 
colaj primitivi, i quali poi finirono a fondersi in uno. La massa caseosa 
vedevasi inoltrarsi dentro la sostanza cortlcale dell'organo, della quale 
erano superstiti alcune piccoie zolle di colore molto piCi cbiaro della 
sostanza corticale del rene snccenturiato sinistro, zolle che erano di 
durezza coriacea; la corteccia di tutto Torgano era costituita da un 
grosso strato di fitto tessuto connettivo. Del slmpatico vennero esa- 
minati un ganglio cervicale destro, e uno sinistro, gli inferiori dor- 
sal!, 1 semi-lunari, piiH qualche ramo del plesso solare, noncbd l*estre- 
mit& inferiore dei grand! splancnici. 

Bsaminati macroscopicamente non presentavano alterazioni, meno il 
semilunare di sinistra, che era pi£l flaccldo e piii piccolo del destro. 
L'esame microscoplco dimostrb in tutte le suaccennate parti del sim- 
patico una ricca inflltrazione linfatica a ipertrofia connettivale, vlsibile 
appena in alcune preparazioni, le cellule dai gangli fortemente pigmen- 
tate, alcune arteriole con ispessimento del connettivo circumambiente. 



314 RIYISTA 

Tanto negli splancaioi iiaanto nel pleiflo sobure, eome •ntto id gangli^ 
aleone fibre aTeyano snbito la degenorasione grasBosa. 

n ganglio semiliinare slniatro oilre a'taiio qaasio preaentaya iagNMi* 
aamento del pertnenrio, atrolla notevoUaaima dalle eellale e dcAle fllir» 
nerrose. 

L*Aatore crede ehe qneato caao ai proati aaaid bene per U rlacoatro 
delle aofferenie riferibili alia asTralgia eellaca e dell* fliteraslone ana* 
tomlea del relaUyi centri nervoai, e ehe ayyalori la dlfferenza ohe derve 
fajni fra gaatralgia e neyralgia eeliaea. i inolinato ad attribolre le par- 
tlcolari aofferenze gaatro-enteriche della malattia dl Addison alle le- 
aioni eatese del aimpaticoy perchd qaeste riaconiraronsl nella maggio* 
ranza del casi, e dove qnesta lesione non si troyb d a sospettarai aia 
rappresentata da alterazionl spinalL L*Aatore pel nega Importansa ai 
fatti aperimentali Ne feeero Brown -S^qnard , Bndge, Pincns, Adrian 
per eomproyare la Inflaenza del simpatieo snlla prodazlone dei feno* 
menl morbosi della malattia di Addiason, e toono contraddetti dagU 
aperimentt dl Harley, Gratiolet, Rossbacbi Nothnagel, Fok, ece. GU qie* 
rimentiy secondo V Aatore, non yalgono perchd ai tratta anzitatto dl 
stabllire quanto le alterazioni neryose inflniscano sal fenomenl InteiU^ 
nail della malattia, e non snlla pigmentazione cutanea, poi, perchd la 
malattia cbe si prodace negli animali 6 artificiale, neir aomo d oosti- 
tnzionaie. 

L* Aatore crede inoltre cbe le alterazioni del rene snocentnriato e 
quelle dei nenri simpatici spiegblno aasai bene talnni del aintomi mor*^ 
boai, non tntta la malattia. Vi sono altri sintomi cbe quelle alterazioni 
Don yalgono a spiegare ; lo state generate oostituzionale dei pazienti nel 
morbo di Addison flnora fa trascurato e si ammise solo qnesta o quella 
lesione con troppo esclusiyismo. 

La teoria obiraica di KdUiker e di Arnold, cbe ammette nel rene anoi^ 
centnriato esseryi una sostanza nera, d inaccettabile : sono ben note le 
obbiezioni portate contro ripotesi, cbe tutta la malattia dipenda dal 
rene saccentariato. La teoria composta o mista cbe si fonda isnl eon- 
cetto anatomico della strattura dei reni succentariati cbe rappresente- 
rebbero ad an tempo an organo glandolare e neryoso, d piil cbe una 
teoria, una ipotesi. La teoria neyrologica cbe poggia^sulle alterate fun« 
zioni del simpatieo 6 incompleta: Telemeato oostituzionale doyrebbe 
completarla ; anzi, secondo 1' Aatore, per oostituire la malattia di Ad- 
dison si rlobiede uno stato particolare diserasico^assieme ad alterazioni 
neryose nel sistema troflco, 

KoHN. -— ▲ tinlqae case of foreign bodies in the gastro«ln«^ 
testinal canal. Evaonation per aniun. (Caso unico di corpo sira- 
niero nel ittbo gastro-enterieo. BoacuaMione per I'ano), la: The med^ 
Meeord. Vol. 22, N. 4. Luglie 1882. 

L'Autore lamenta la scarsa bibliografla su qaesto importante argo* 



DI PATOLOGIA SPECIALS E CLINICA MBDICA . 31S 

mento: aarra nn oaso ehe eg\\ crede, ayendo fatta in proposito riviBta 
di molti giornali, uiiico. 

Si tratta dl una donna malineonloa con intercarrenii aooessi maniaei, 
lioenziata daU'ospitale, diatro istanza del parent!. A caaa ai mostrarono 
con maggior gravezza alcuni sintomi che erano g\k insorti darante il 
sof^orno airospitale, ciod vomito verdastro, Btitichezza, polso piccolo e 
rapido (120), temperatura di 38.9, aapetto pallido, affannato. Segni local! 
eranp: dolora a tntto Taddome speclalmente alia regione iliaoa destra,. 
meteorismo modiooy lingua molto impaniata. Dalla paziente non si po- 
teva ricavare niente altro cUa la eslstenza di un dolore interne per il 
quale a qaanto ella diceva non poteva piii yivere. 

La diagaosi di peritonite localizzata alia regione iliaca destra sem- 
braya la pii!i yerosimile. Dopo tre giorni la stitichezza face laogo a diar- 
rea: con questa scomparyero i sintomi piii minaeciosi : temperatura e 
polso diminuirono, non diyennero per6 normali. 11 yomito persisteya 
pep6 meno graye che per lo passato, esso insorgeya ognl yolta che la 
paziente assumeya cibi solidi ; pertaiito ralimentazione ai faoeya eola- 
mente con liquid! o aemi-solidi. Questa remisaione dur6 cinque giorni ^ 
dopo, insorge un nuoyo attacco di peritonite (?) deirintensitii e durata 
del precedente seguito poi da remissione analoga a quella prima no- 
tata. Con quest! fatti di alterno aggrayarsi e miglioramento, passarono 
cinque settimane, nel quale periodo di tempo furonyi quattra yolta 
ojstruzion! iutestinali parziali, II trattamento consisteya in opiati e ri- 
poso. PoGo appresso la madre della paziente, esaminando, come le era 
state inglunto, le materia fecal!, yi troy5 una massa yoluminosa che 
conteneya tre cucchiai« L'Autore esaminandoli yide in essl le tracoia 
manifesto del loro soggiorno neirintQStino. Quest! tre cacohiai deyono 
esser passati attrayerso 11 cauale enterioo in apposizione Tunc suiraltra 
(la conyesslt^ deiruno posando sulla concayitd, deiraltro), essendosi no- 
tato che suUe parti di essl in contatto coi liquid! e coi gaz dell' into* 
stino yi era un colore nero, mentre le parti difese da quel contatti 
erano del colore metallico. La lunghezza del cucchiai era pollici 5 7i8,^ 
la larghezza pollici 1 li4 

Lfi paziente dopo I'eyacuazione di quest! corp! stranieri guari di tutti 
i suo! disturb! addominali. Essa confess6 di ayer ingoiato i tre cucchiai 
neirintento di suicidarsi. In questo sarebbe rinsoita se uno d! ess! si 
fosse disposto trasyersalmente alia direzione di qualche ansa, come ay- 
yenne in un altro oaso. 

Brandt. — ▲ case of diarrhoea tubularis {Un caso di diarrea 
tubtUare), In : The medical Record. 8 luglio 1882. 

Una doiina di 38 aQni^ maritata, senza prole, sorofolosa,' che non fti 
ma! sifilitica, si lagnaya di dolor! intermittenti addominali di carattere 
colico che durayano da mezz' era ad un' orai e si ripeteyano quattro o 
Be! yolte al di. In preeedenza ayea sofferto dolori al yentre, al dorsa 






318 RIVISTA. 

Fowier> la tintura di ferro, e V estratto fluido dl i^nasia amara la pa- 
zlente migliorb e poi gnari, benohd non sia in qaeste forme sieuro ebe 
non succeda la reoidiva. 

L* Antore nota oon sorpresa ohe ana malattia ianto intdressante • 
causa di oosi gravi doiorl non sia stata in molte opere classlche regl- 
strata. Non se ne parla n6 da Graves nd da Trousseau nd da Watson 
n6 da Tanner nd da Niemeyer; e poco da Wood Altken, Bristowe a 
Flint. Meglio ne dicono Bartholow Lerche e Hartshorne. Un ammira- 
bile riassanto deila patologia della diarrea tabalare appartiene a Wood- 
war. Yi si accenna alia caratteristica delle feci ohe contengono muoo 
conformato a membrana o a tube, ai caratteri maoroscopici e micro- 
scopioiy ai nomi vari che ebbe questa forma morbosa (gastro-enterite 
oronica, pseudo-membranosa, diarrea tubulare, fibrinosa, oroup cronlco 
delllntestino, malattia mucosa del colon, entente membranosa, ecc), dei 
^uali 6 preferibile quelle di diarrea tubulare proposto da Mason Good. 
L^Autore cita poi pubblicaitioni di Powel e i caratteri delle pseudo- 
fiiembrane descritti da Willerm^. Scopo di questa pubblicazione fu, dica 
TAutore ricbiamare Tattenzione su questa forma morbosa che in pra- 
tlca accade pid frequente di quelle che si erode. Cita il snggerimento 
di Da Costa che crede necessario in ogni case di sintomi nervosi ano- 
mali (particolarmente se in isteriche) in eni vi sia qualche doiore ad- 
dominale, pensare alia possibility di questa malattia« I sintomi nervosi 
in tali casi possono esser tali da oscurare quell! forniti dal tube late* 
45(tinale. Copeland parla di unMsterica in cui si andava flno alia cata* 
lessi, nella quale si trovarono le pseudo-membrane nolle feci, epsendo- 
membrane provenienti anche dall'ntero. Possono darsi secondo TAuWre 
<$afii o piuttosto singoli attacchi in casi in cui non si trovano nolle feci 
le membrane o siano solo assai poco evidenti. II diagnostico allora d 
soHanto possibile tenendo cento deirinsieme^ e per esclusione: 6 gran- 
demente facilitate se una qualche volta si sia veduta qualehe membrana 
dope un accesso. 

Quanto alia terapia non vi sono specific!; essa non pub essere ehe 
«intomatica.lTntto quelle che pub ottenersi coi farmach! si ottiene coUa 
morfina (iniezioni-ipodermiche). L*uso interne dell'arsenicoy del ferro e 
<[ell'ignazia deve nei casi oronici esser continuato per mesi ; dove vi sia 
intoUeranza gastrica, V Autore racoomanda la soluzione di Fowler ipo- 
4erm!eam(»nte. Se nel colon vi sono feci irritant! si eliminino oon parti 
eguali di olio di ricino e siroppo aromatioo di rabarbaroi e poi per 
evitar costipazioni si foranno olisteri. 

I catartici e i mercuriali sono molto perioolosl : Bartholovv nel oasi 
anb»acuti e cronici racoomanda le tinture di noce vomica e fava del 
€alabar quindici a vent! goccie di eiasouna tre volte al di. Onmmings 
racoomanda assai retettrtoitft. 



DX PATOLOGU. SPECIALE S CLimCA MEDIGA 8(19 

LozzATTo. *— Angiooolite suppurativa con pigmentazione ano- 
mala ad intermittente delle orina. la : Archivio Med. It Maggio 
6 Giugno 1882. 

On uomo di 82 anni, degente da parecohio tempo all^Oapitale per de- 
bolezza generale e pellagra, ud giorno (26 giugno), pare dopo an abaso 
dietetieo fa colto da vomito, sonnolenza, e febbre* Da qael di flno al 
19 laglio in cai avvenna la morte presentb qualche poco di tosse eecca, 
colore itterioo della cate quaiche di piil, qaalche di joieno accentuato, 
fegato. leggermente ingrandito ( e soio negli nitimi giorni aumentato 
moito in volame), feccie di colorito normaie. Le orine presentavano 
qaesto di particolare che ayevano soio quaiche voita una leggiera e 
ilnbbia reazione di pigmenti biliari (mentre vi era, itterizia. alia cute e 
alia sclera molto pronanciata), ma invece oontenevano an pigmento 
anomalo speciaie che si mostrava nelle orine non oostantemente ma ad 
Intermittenze varie anelie di poclie ore : tali modificazioni che, oltre ciie 
nel coloritoi, si ayeano anche neila density e neli' albundna contenuta , 
non stavano in alcan rapporto con ie variazioni di temperatura, nh col 
YU*ii period! delta giornata. La febbre, per lo piii vespertina, sembrava 
incominciasse con freddo : le esacerbazioni yespertiae non erano per6 n^ 
oostanti, nd uguali osciilando esse tra 38® e 39V* Quaiche yoita la febbre 
«ra inyece al mattino, quaiche altra mancaya per tutto un giorno. 

Alia necroscopia oltre ad altre lesioni secondarle (catarro bronchiale, 
pleuriti yecchie « catarro gastrico ) , si troy5 il parenchima epatico se- 
minato da un gran numero di ascessi della grandezza fra i' ayellana 
ed il piccolo piseiio, e nello spessore del lobo sinistro in prossimit^ alia 
base contenuta in una capsula fibrosa erano tre calcoli bruno-yer* 
dognoli friabili, 'moito leggieri. Cistifellea dilatata coi dutti epatico 
e oistico enormemente dilatati , all* estremo duodenale del coledooo si 
teoyb un calcolo ooeiudente il passaggio della bile. Vi era anche ne- 
frite cronica, e tre piccoli calcoli innicchiati airestremo papillare di due 
piramidi del rene destro. 

L'Autore nelle osseryazioni epicritiche dimostra in questo case 1* it- 
terizia non essere stata prodotta dai calcolo del coledoco, perohd se un 
t^aicolo ayesse chiuso completamente il coledoco, il primo fatto conse- 
cutiyo all^occlusiona ayrebbe doyuto essere lastasi biliare con ingran- 
dimento della cistifellea e del fegato ed itterizia che ayrebbe doyuto 
precedere di molto la febbre. L' itterizia inyeoe doyea attribuirsi al 
calcoli entro. al fegato. Quando nel malato deperito per la yeochi^^a e 
la miseria si aggiunse ia titta^i biliare non si ebbe (n6 per molto tempo 
dappoi) segno alcuno; neanche gli accessi di colica, fatto abbastanza fi*e- 
quente nei yeochi che hanno elementi neryosi meno irritabilL Segni 
speciali si ebbero solo quando si manifest6 I'angiocolite causa della 
quale flarebbe stata la litiasi. I calcoli epatioi doyeyano prima ayer 
aumentata la pressione in singoli canalicoli : nolle pareti di questi per 
4si6 dilatate ebbe poi luogo una irritazione ed esulcerazione , donde i 



820 RIVISTA 

focolaj snpporatiTi ; i quail pore alia lor Tolta'deyoiio aver reaa pitii 
difficile la circolazione epatlca e qaindi contribulto col calcolo ddl e<K 
ledooo e con qnelli cpatid alia prodazione deiritterlzia. 

Dopo la necroscopia, si esamind la bile troYata nella ciBtifellea. Era 
aclda, e conteneva i pigmenti noa sclolti m a sospesl ; poich6y flltrata , 
il flitrato non dava reazione del pigmenti biliari, mentre la dava il de* 
posito raccolto sal filtro. L'Aatore spiega questo flBitto ammettendo di- 
znlnaita rattivit^ solvente dei liquido, infatti, nella bile sono i sail che 
tengono sclolti i pigment! e in qaesto caso, essendo adda la bile, i sail 
si sdoppiavano e lasciavano precipitare i pigment!. 

Ora, PAatore si domanda, come con questa insolabilit^ del pigmento- 
biliare coesisteva an poco d*itterizia nolle orine, fatto che sappone ne- 
cessariamente la solazione del pigmento ? Poteva darsi, dice egli, o clie 
durante la Tita rattiyit£i solvente della bile fosse maggiore ( e qaesto 
poteva ben essere per 11 calore aumentato e per la mono facile alte- 
razione della bile); o poteva pur darsi che la bile della cistifellea fosse 
differente da quell a contenuta nei canalicoli biliari, nei quali forse non 
aveva ancora subite le modiflcazioni che doveva subire nella cisti- 
fellea. 

Mentre vi era marcata itterizia cutanea , nolle orine non era repe* 
ribile pigmento biliare, ma invece un pigmento che dava aU'orlna una 
tinta tra il giallo-rosso ed il rosso-bruno. Queste orine presentavano 
col calore e l*acido cloridrico spiccata la reazione deir urofeina , coUa 
potassa caustica si prdducevano fiocchi di color rossastro; T acetate di 
piombo dava un coagulo roseo. Una volta con V acido nitroso-nitrioo- 
si ebbe un colorito rosso-brunastro. II oloroformio si tingeva secohda 
V intensity della tinta dell'orina in rosso sbiaditOy in giallo rossastro, 
in rosso sporco , o in rosso bruno. Mancarono sempre le reazionl del- 
Turoglaucina e uroxantina (Primavera) e la reazione delPematlna (col-* 
I'acido tannico). 

L'Autore esclude per queste reazionl che si trattasse di urofeina in 
eccesso, o di uroeritrina, o di pigmento del sangue (mancavay come si 
disse, la reazione dell'acido tannico). Credd questo abnorme pigmento 
fosse un derivato della bllirubina o la bilirubina stessa, le cui reazioni 
sarebbero state alterate da altra sostanza abnorme. Che potesse esser 
stata emafeina (Gubler) la reazione chimica non basta a deciderOi per** 
chd vi era infattl qualche reazione che le viene attrlbuita, ma oe n^era 
qualcuna che non le 6 propria : ma poi anclie Temafeina in fin dei oonti 
sarebbe come la bilirubina un derivato dell'emog lobina. 

Quanto alia spiegazione dell'lntermittenza nella presenza del pigmento 
nolle orine, I'Autore ammette Tostacolo intermittente nei rene. Questa 
idea era appoggiata dal fatto che oscillazioni analoghe a quelle dell^n- 
tensitii nei oolorito delle orine e nella lore ricchezza in pigmenti ano* 
mal! si osservarono pur anco neireiiminacione delPalbuminay nella den* 
ait& e nella quantity d'urea che veniva escreta dal rene. Perchd Be- 



PI PATOLOQIA SPECULA ^ OLINICA MEDIGA 321 

anchd ilpigmento separato dal fegato avesse trovato un ostacolo in- 
termittente ad arrivare in circolo flno al rene , il sangae ne doveva 
aver accolto gi& tanto cbe la eliminazione sarebbe stata oontinaa a 
xneno cbe ancbe la secrezione renale non fosse intermittente, ci6 cba 
non era. Nel rene'adunqae ad intervalll sarebbero accadute vftria- 
zionl nella pressione o nella composizione del sangue, donda la dif- 
fasibilit^ del suoi componentl sarebbe stata. era maggiore era 'mi- 
pore* Sarebbe accadato qualcbe cosa di analogo a qnello cbe aocade 
nella solerosi renale, in cai si osserva cbe T eliminazione delle orine ^ 
oontinua e copiosa, e quella delle sostanze solide diminaita flatantocbd, 
la pressione sanguigna d normale od ancbe superiore al normale; ma 
se qaesta si faccia mlDore del normale in allora la quantity delle orine^ 
diminnisce e ancor piil scema quella delle sostanze solide. 

Bencbd nella patogenesi di questo fenomeno ( intermittenza ) vi sia 
sempre qualcbe cosa di oscuro, la spiegazione si pu6 fondare (seoondo 
I'Autore) come fatto prineipale sulle accennate lesioni renali cbe crea* 
yano nn assai debole equllibrio nella diffusione delle sostanze attraverso 
il rene e quindi rendevano possibile cbe ancbe per lievi circostanze- 
questo equilibrio si rompesse e fosse diminulta Teiiminazione di alouae 
sostanze e inceppata quella di altre. Come fata accessorii la spiega- 
zione si fonderebbe sulla soarsezza di bile assorbita dal sangue (infatti 
la quantity di pigmento entrato in circolo non doveva essere molto 
notcTole se ne veniva eliminate ancora tanto da colorire le feccie, 
sulle oscillazioni deirassorbimento attestate ancbe dal dolorito itterico 
della cute variante da un di aU'altro, e finalmente suir abbassamento 
permanente e ad intervalli aumentantesi della pressione sanguigna. 

L'Autore osserva cbe questo caso dimostra cbe non bisogna fldarsi 
troppo sulle reazioni attribuite ai pigmenti. Un appunto si pub fare 
particolarmente alia reazione di Heller per Temoglobulina, e a quella 
dell'acetato di piombo per la uroeritrina. Nel prime caso i fosfati, nel 
secondo i sali in genere, trasportano seco il pigmento, ma non d certo 
cbe assolutamente sia un solo il pigmento cbe rispettivamente essi 
fanno precipitare. Se a questo criterio si fosse abbandonato , T Autore 
ayrebbe dovuto credere, per la reazione cbe otteneva colla potassa, di 
avere a fare ( non essendovi emazie libere ) con un caso di emoglobu- 
linuria cbe sarebbe poi ancbe stata parossistica o almeno intermittente, 
mentre per la reazione coll*liQetato di piombo avrebbe dovuto dire cbe 
il pigmento speciale si riduceva ad essere uroeritrina ; mentre, se non 
si pub negare cbe tale reazione si dovesse ad uroeritrina , non si po- 
teya n^ancbe esoludere cbe il pigmento biliare anomalo non fosse tra^* 
scinato dal sali in questa reazione. 

Questo caso, secondo T Autore, tenderebbe a dimostrare cbe qnando 
un pigmento abnorme eslste nel sangue, se coesiste una malattia atta 
ad alterare i caratteri della secrezione renale, il pigmento pub venire 
alterato; e ore ol sia ancbe il concorso di talune altre cause coUaterali 

RivUta, ^i 



S22 BtVlSTA 

il sao passaggio attrayerso il rene pa(> farsi Intermtttente. E sino ad 
hq certo panto qnesU fatti potrebbero contribnire alP interpretazlone 
di alcani casi d'emoglobalinaria parossUitica. A primo trattOi dice TAu- 
tore, poirebbe parere che per analogia a qaesto oaso Hi potesse am- 
mettere che quando remoglobina ha abbandonato i corpascol! deisan- 
gae, il 800 passaggio nelle orine possa venire inflaenzato da lesionl re- 
nali eyentaaimente coetfistenti : e potrebbe par parere che il casb ap- 
poggiasse la parte della teoria di Silvestrini e Gontl che rlpone 'nelld 
lesionl reoaii an elemento essenziale nella patogenesi del fenomenb. 

Ma. veramente le lesionl renali erano assal pii2i profonde di qaello 
che finora si sia riscontrato nell* emoglobinuria , poi difflcilmente una 
lesione renale permanente pn6 indurre ana intermittenza di fenotnen! 
nella. secrezione delle orine se non si aggiangono altri motivi. Poi nel- 
remoglobulinaria per lo piil la malattia stessa d a parossismi e Inter- 
xnittente, mentre nel case attuale rintermittenza rigaardava alcani fe- 
nomeni affatto parziali. 

Whittakbr. — Detection of gall-stones by the exploring needle 

i Scoperta del calcoli biliari con un ago esploratore)* In: The med^ 
Record, Vol 21. Mag. 1882, 

La diagnosi di colelitiasi 6 qaalche rolta assal facile : il reperto di 
oalcoli nelle feccie, d& slcarezza alia diagnosi, ma nella maggior parte 
del oasi quest! sfuggiranno alia ricercai se non .si avr& la precaazione 
di passar le feci per staccio. Murchison narra che Wolff, il quale esa- 
minb anche per mesi le feccie dopo un attacco di colica billare in cia- 
ficuno dei 45 casi ocoorsigli in an periodo di 43 anni, trovb sempre il 
calcolo. 

Ma alcune volte la diagnosi di colelitiasi h circondata da molte dif- 
fioolt& t non vi 6 alcun segno patognomonico, talora la colica manca ed 
^ spesso simalata dalla nevralgia epatica nd Titterizia ha per sd sola 
valore diagnosticOy essendosi gik notato da ron Schneppel che mentre 
essa pub darsi in altre affezioni, pub nella colica mancare 11 catarro 
duodenale; poi, accade piil spesso quando non si tratta dijcalcoli, che 
quando vi sia. questa condizione: e se ^ vero che 11 sesso femminile d 
piii facilmente colto dal male, nessnna et& no d esente. 

Anohe Ewald crede che in qualche case la diagnosi differenzlale sia 
impossibile, e. secondo TAutore una diagnosi assoluta non pub mai farsi. 
Egli poi riferisce an caso nel quale con un particolare mode di inda- 
^ine potd stabillre con sicurezza il diagnostico. 

Si tratta di an uomo di 76 anni che ayea da sei mesi profonda itte- 
rizia. Durante questo tempo ayeya perduto 50 libbre di peso. Le sea- 
riche somigliayano a calce^ V orina a pece : in generale era assai ab- 
battuto. II fegato si mostraya dilatato , sporgeya dair arco costale ()ae 
pollici e mezzo; la yescica billare costituiva lin tumore grahde quanto 
«n ppgno, liscio, globosO| mobile. Yi era un certo grade di asdte. Sem- 



DI PATOLOaiA SPBOIi^UB H OLINIOA MBDIOA 98| 

brava obe questo stato dipendeaae dalla oooloaione totale del datto oo- 
inHDA. La diagnosi «ra incerta tr^ la caleolosi e il canoro : ia &yor« 
4i qaoaio yi era raamento del fegato e I'atcite, in favore di qaella. il 
tamore della cistlfeUea, Ma contro tatte e dae queste forme yi era la 
manoanza del dolore. II malato che era mplto iatelligeate negaya af« 
Cfttio di ayer mat ayuto dolore. Coatro V idea del canoro yi era r at- 
aenza di ogni deposito primario. 

Per aMioararsi delia diagnori, PAntore stablti di esplorare la yesoioa 
biliare. Per tanto , flssatala eon una compressione dal basso ail* alto 
Terio il fagato, introdasae l^ago di nna airinga dainjeiioneipodermioai 
e lo ritir5 pieno di bile cbiara. II giorno appresBo , fissata agaalmente 
la oiBtifellea* yi iotrodasae inyece an ago laogo e sottile, 11 piil lango 
dell'aapiratore Diealafoy, Dope ia penetrazione del peritoneo non troy6 
resistenze (come fosse in uno spazio yuoto) al progredire dell'ago, che 
apiaae in direzione del condotto coledooo per qnattro polliei e ire 
qnarti. A qaesta profondiU troyb ana pietra e n'ebbe cbiara e dlstinta 
In^ressione per an crepito delicaio. 

II paziente non tofferse piii di quelle ebe per. una iqjezione ipoder- 
mica. Ayata la certezza nel diagnostico propose al paziente la coleli- 
totomia. E qaesta fki fatia da Baasohoff dope che qaestl pui*e ayea fatta 
Teq^lorazlone della dsUfellea con I'ago espioraiore, e sentito il oalcolo. 

Le pietre estratte ftirono dae, ana pesaya 138 , Taltra 162 gratU : di 
qneste ana era saldamente nicchlata nel condotto dstlco ; tre altre plo- 
oole pietre farono estratte, del peso di noye, cinquei e qnattro grani. 

L'operato peri il giorno dope Toperazione. 
« La colecistotomia ta nel 1733 proposta per 11 prime da Petit; se- 
condo Hartshome fa gladioata pratlcabile, ed indioata da Le Dran, Mor- 
gagnl, Good, Handfield Jones, Maander, Hnglings Jackson e TbadioaoL 

L'Autore conclude la sua Memoria dicendo che, quantnnqoe dope Bar- 
iholow (che fa il primo ad esegaire roperazione) altrl molti Tabbiano 
Iktta, egU non trovb accennato in nessun layoro qaesto mode sempli- 
dssimo e sicurissimo di accertare il diagnostico : T esplorajsione con 
Pago. 

LuzzATTo. — Due esisi dl ileo-tifo a deoorso sioutlaBimo. In : 
43azz. meoL it. Prov. Ven. N. 37, 1882. 

L'Autore ricorda le anomalie della tifpide specialmente rignardo alia 
darata^ che talora d molto piii breye, talora molto piii protratta del 
Aormale. 

La llnea termometrica pa6 yariare potendosi JQn dal principle ayer 
4ma temperatura di 40% e potendosi pur ayere intermittenze della da* 
irata di 7 a 10 glorni. La febbre, e il tumore della milza possono ea* 
«aer6 i soli fenomeni coi quail si manifesti la infezione tifoidea : molte 
(lebbri che passano sotto il nome di catarrali o renmatiche sono in« 
▼eoe ifoidU Airileo-^fo secondo TAutore bisognerit anzitntto pensare. 



$M : - ' : sivlSTA . 

quando •! abbia davanti aaa febbr« oMensiala e qaladi manohijio feno- 
ineni catamli o renmatioi e loiialisea^ionl, e ala dairalteriore deoorao-. 
esoioso ohe si tratti dell' eaordlra di altri proeasai morboai, di eol la 
natara pn6 mantenent per on eerto perlodo eelata. La nmaslma porie* 
del cast dl febbri essenziall , net qaall aecanto la febbre non ai pnbt. 
oonstatare niente altro di morboto oltre na eario aamonio daU'ottaaitl^ 
aplenica, sono casi di febbre tifoide. 

' Anche i fenomenl cerebrall, lo atato tiiloo, posaoDO mancara, ape- 
olalmente se per tempo si faccia ricorso agli eceitaatl Nd i feAomaaL' 
InteetiDali esUtono sempre : vi sono east in cal xnancano i dolori ileo«r 
oecaliy peri-ombellicali, il meteorismo e la diarrea. Nd qaaato ^ etrano f 
perchd come il cancro e la tubercolosi dell'iotestfno posaooo decorrera; 
aenza il oatarro , I dolori e 11 meteoiiamo , non pii6 aorprendero aba 
qneeti stesai aintomi manehlao quando tI ala 1* infiitrazione di poaba 
cbiazze del Peyer. Invece altre volte 1 aintomi inteatinali aono piedo- 
minanti , e V ammalato aulle prime pub aembrar affetto da paritonit^ 
per il meteorismoy e il dolore Tiyiaaimo: altre volte aono i fenomani 
gaatrici i prevalenti, ad eaai pn6 aaaoeiand bmciore alio fkaei ed al- 
resofSsigo. 

Qaantanqae tatte qaeate circostanze debbano &r ammettera'nna granda 
varletlt nel mode di preaentarai delta febbre tifoide, I'Antore re8t6 ma* 
ravlglliEtto del deeorso di dne eaai a lai preaentatiai. In tutti e dae al 
linvennero alia necroacopia aegai abbaatanza apiccati del tifo (plaeohe 
del Peyer ingrosaate con infiitrazione adipoaa ). In eaai vi fa per coa 
dire la forma falminante. Nel prime caao infatti , trattaai di nn nomo 
di 60 anni colto (dope dae giornl di diarrea) da fenomenl di grave col* 
lassOi ooi qaali condotto airOapitale in terza giomata di malattia veniia 
a morire. L'altro caao rigaarda an preatinajo di 40 anni, cbe al mat* 
{Ino mentre stava al lavoro, tatto di boon nmore. Id colto d' improv-^ 
vise da un deliqaio e poi da a no atato di aapore, vomito, e febbre a 
4S^fiz la morte easendo aopraggionta dope 12 ore di degenza all'O- 
spitale. — Ad onta della breve darata del male, le lesioni erano ab« 
baatanza progredite, ci6 cbe 6 interesaante perebd potrebbe aoflte* 
nere ripoteai cbe le leaioni deila tifoide eaordiacano prima del mani- 
festarai del aiatomi morboai, ed anche Taltra cbe rinfeztone tifoide 
incominci locale neirinteatino, e da qai al diffonda ai linfiatici del ma* 
aenterio e a tutto rorganiamo. 

Le placebo del Peyer sarebbero infiltrate per V infezione , aenza cba 
necesaariamente ne conaegaiti ano atato febbrile. Qaeato aarebbe pror 
vato anche dai varj eaai di tifo ambnlatorio, al qaale i doe snrrifaritl 
non appartengono eerto. E per vero i eaai analoghi aono moito dl rarjii» 
Murchison ricorda nn bambino perito nel ooma in 23 ore, an altra in* 
ISSf e un terzo in eui la morte aopravvenne il aecondo giomo di malattiaa 
I doe eaempj rUSsriti dairAatore non offrono ana gnlda per la diagnoafp 
ae altri aoaaimili ae na preaeataaaero in avvenire« Infktti egli osaarva^ 



DI PATOLOOIA BPKUl^:J^ GLINICA. HBDlGA fSB 



V^**'^ 



6ke la febbre da iiialaria> a la pemlmoBa oeftdioa potnbbeio oSHra 
an qaadro eonsiinile: aota pef6 ebe ia qii^ie.olUrae forme^ d rara luuv 
iflSDrgeaia eon improTrisa; e diaolito i fenomenl gra?! aon al pre- 
aentaiio fia6 dal pritno aac f w», o d xarq ehe 11 prlmo aaoesso condaca 
aU'esito l^fUla. *, : i - ^ 

^ Foi y potrebbero esaere la pFOYMoaa molto ragioBATolmeate altre 
Ibioie infettiTe, quail 11 Tajoolo o la aeariaUiDa. Fone'U aospetto sar 
relibe an poeo piik foadaio ■• ai8l«ii»al caso preseatato al ooaoaoeaa^ 
Poaiatenza dl epldemie eireoaarlUe dl.Mibro tiibldst per esemploi ae 
sella ateaaa eaaa t1 foaaero o reeeatemeate fonnero atatl aUrl tifoai come 
appanto fti nei eaal riferlii da Mar<^laon. — ^ Le dae oaaepvasioni delt 
PAdtore inaegaaao che la tifoide pa6 InaoriEere la modo brqaco , eon 
fenomenl gravl di eollaaao eon tempeiaUira fino a 42^fi a che pab ae* 
efdere nolle prime dodld ore, 

-^ Per qaanto rignarda la patogeneai, I'Aatore attribaiaee la fonna mo^ 
boaa alia notevole inienaitii della Infeilone: ferae la atagioDo, la loea- 
litk laflaiseono pare: iatanto d a notaral^la coladdenEa cbe 1 dae ca^ 
61 preaeatarono aello ateaao di^ o che eontemporaneameate ad eaal, 
altri Ti erano nellKtopltale per febtoe tifoide. 

Kartin. — A moat rara^ poaallily woiqm^ €umm 61 gemaral 
^raption of "vuobbdBu {Oh e««o rarUHmo^ far^e umica, di tnutioaf 
gmtrdU vaeelmca). In: Medical Seeord, 1882. XZI, N. 15. 
' L*Aatore e^Kiae on caao ebe erode rariaalmo^ del qoale noa poU 
trorare an eonalmlle neppore nella rleea raeeolta dl eaal eoceslonall 
regiatrati dal 1803 la pel (anno ddl'iatiltaslone del.Gomitato di vaeel- 
aaiione a Parigi, e negll altri dipartimeati della Franda). 
• SI tratterebbe dl ana enulone generate Taoeiaiea, perfetia. In «a 
•lattaata che la coatnaae poppando dalla madre rlfaoeiBata doraate 
raUaUameato. B pl4 ehe per la raritl^ I'Aatore lo erode aotoTole per 
la aoa ooaaesaioao eoUa teoria deUa identity del Titfaolo o del Taoeiao^ 
teoria da aleaal aceeiUta coim defiaitlTameate aaaeita. Keraiione go- 
aerale apoataaoa dl Taedna fti aempro oaa aaomaUa molto rara, par 
lo piili i casi cod anaandatl o aono enidoal di varioella o derlTaao dm 
anto-Taodaadoaa o da eoatatto eoa altri Taodaati* Bd eoeo i parti- 
oolarl dd eaao deaeritto dall'Aatore. 

Una dgaora dl Beaton dl 36 annl At rlTaodaata ai 13 febbn^o 1883 
t^lnu'Taedaieo boTino). H bamblao aon fit Taoelaato perdift aieeoma 
'era affetto da eeiema d temeva che la Taodaadone aggraTaaae qneata 
-eoadidono eataaea. Alia madre la Taodaaaioao atteeebi eoa oaa teaaa 
•dBovaaeenia ed eradoao Teoeiedara: al primo dl mano era gli ea- 
-data la teaae eroaU ebe a*era Ibrmata. Ia qadgiorao (aedieedmo) dalla 
'^i^raedaadoBO mataraa, U bamblao dlToaao Inqaieto a febbridtaate a 
d moatraroao aoUe aoe braoda inooole maodOo roaaa» die pd d dif- 
taevo anche la allri iaogU, aui pM gpedaiflMata la qoalll dova pcima 
ara akato PectoBuu 



BBS KnnjL 

VJMmb tite II temblM par la prima wlU Ui qnacia glornaia dl 
qprnta ovoTft totorfmiaa. La teaiporalaffa ava on: poooi alevata: waOtk 
anparfleia eataaaa Ti erano alquaao 400 Taaslaola pdrfbttameata aircQi» 
lart ombelllmtok VmMom» a^il ^uno aiiM qoaal liber! dall* eroiiona,. 
alia tomlgllaTa moltiiaiaio a qoaUa del nOoolo in S.* o 0.* gioraaW 
fialla teseela qoaloha Taaaladla ttrappala dai bamWaa « laieiaTa. ebia* 
ramaata radera la partiaalaiia ttrttttara aaUalaca daila Taieleala tao-* 
eiIlia^ a aa agorgaTa oaa aaatldara^ala qnaaUUt di floldo pelhiaido par^ 
ftttamanta laaolofa. Attorao ad ognl vatelaola aeparata o ad no gnn& 
dl anab ^ «ni on*araola dl forma p\ik Tiaiaa alia oiroolara aha qaalla 
bha si Tadono attomo allapnatola del ti^oIo, del viynolelde o daUa^ 
Tarlcella, Caleolando II prima gioma in ani la madra ai aeaarea dal«- 
famskKia papnloia (1.^ marso) ooma e<MTlepoadattte al qaarto dopo^ 
la Taeeiaaaiana» I'Antore arrabba Tednio.ll bambino la prima tqIU la 
Bona gioraatay aia^ nel lempa In eai 1* areola del Taocino direttp oo^ 
ttineia ad appariie, a qnella ladotta per trasporto del Tirna dalTnomo 
d pieaamente formate. La diagaoei fit di ernzione: Taociniea geaarala*, 
la fb aifermata dalla proata aesioeazlona 8agnlta» la qnale. fit molto pi4 
rapida di qnello ehe avveaga aalla dne o tre Taaeioole cba di eoUW 
lifoHano dalla ▼aooinazione ordinaria. Ai nova di marso molte eroate 
extttto eiidc^y iriAne aei looghl ova la foi^a era aiala donflaenta. Dava. 
el arado eiaoaata la orosta (alaona ombeilioate) A vadaia II eorion aH- 
non tanto daaaeg^aio da aTora delle infoaeatore. . 

KAntore rioorda a propdaito dalle emxioni generali e rash ebe ao-^ 

aadono per la Taodnasioiie eol Tiroa vaoolnieo ToaaerTasione dl WiUaO' 

Ipobbliaala nel 1006, di ernaione miliare profoaa a geoarale. Seooada- 

Willan aocadtebbe una Tolta an dnqaanta easL L*Antore oonfarma qna* 

ifaeaaervadona. Di qaeado in qnando^ lienchd raramente, allorchd Fa*- 

iwrfa d molto TiTlda nel fanolalli pletorioi e nei bambini a cate motto 

taa^larissata, ai maalfoalano piooole ▼eaeipbe globalari» non omballio 

:eatef contenentl on lloldo ebe. Inoeolato reaia laeffieaoewMa qaeata aoaa- 

effnfeloni aotto Tepldermide aensa earattare apecilloo ; aoltanto prodotta- 

'dalla eongeatione inteaaa dai vaai del. eorion. La ernzione miliare ml^ 

antisaitaa, d inveee eotnpoata di veaeiobette cbe ooU*iguto della.lmite at 

'iFedono ombellleata. Vi aono pel alonna format di rotA, aimili aU'ant»> 

alone dl roaeola, o dl morbilio, o di aearlattlna o all' (Mrticaria, o im- 

- £>rma dl larghe maeebie roaae ricoprenti parte o tatto 11 oorpo, Qnaate- 

emslonl aono fagad ed banno poehlaaima importanza, eeeetto oba pe^ 

gU an14-Taceinatori. Baae aoeadono aeroi^ qoando T areola d al ano 

aeme di avilappo, e troTano qaalcbe analogia nei eaai in oni ooaga-- 

'attonl inflammatorle intenaa occnpano ana porzione Umitata di ante* 

L*A.ntore a qoeato panto oaaerva cbe egli parla qni aoltanto del aia^ 
tomi prodotti del pmro ¥irna TaeoiaieOy non di altri prodotti da eaktlYO- 
a fiwdoleate preparazionL 

L*Aatora ride altri daa eaai dl am^ona Taeeiniea generale, flreMdnih 



DI FATOLOeiA 8PICIAU B CLimCJL XBDIGA 32^ 

1b bambint allbtti da esteia erasione di eoieuuL Questa non A €gll dice 
iiin templiM oolnoidMiza ma una ossarvaxioM aaaai teteremanta ad 
importanta. Holtl aaai di amxioBl ganwali apontaiiaa, boq aoDo raal- 
naata tali. 

L'Aatora da altlmo rioorda un eaao as poao analagro b qaallo da lol 
pnbblieaio, eaao eha at troTa regiatraio aal Rapporto del Gomitato Can- 
trala par la Taeeiaationi ( Parigl 1812). RIgaarda na bambiiia di 4 
anni cha tat Taedoata paraeebie volte iafrattaoaaineata nel 1809. 

NdPaimo aegoeate fa pore Tacdnata aeaxa effetto. Qneata rasi- 
atania auggeri al dott. Gaiaia (ebe adoperava per la TaadoazloBa le 
areata TaeeiBtche ), dl agevolara reifetto ftoeado iiiTeee praadera per 
beeea la polvere dl iiaa areata. Goai fbee, e la bambtaa aon ebbe aksaa 
diatorbo flno al 4.* du Allera ebbe langaore, naoaea e Tomito , Ibbbra 
aUa, ioaonnio , proatratlone estrema. Qoeato atato dnrb ael gtoral , iii 
mpo ai qaal!, ti Tide aaa erailoiie genende di 180 Teaeieole del tipo 
Taeclideo, eiaaeaaa dalle qoall feee il ano eorao. La eroale eaddero ael* 
tanto dopo 21 giorai. 

L*Aatore tornando aneora al eaao dl propria oaaerraiioBe rieorda 
ebe alia aaa aeeonda tiriia (declma giornata) eariebdel eoataaato dalle 
postole I aiioi agbl da laaeato. Ed inoealb \l Tiraa cod otteanto nel 
labbro padendo dl ana Titella ottenendone al 7.* giorao aei pnatele tl* 
piebe, colle qnaR Inocvlb con sneeesao tre bamalni e an adolto. Nel 
bambini ottenae belle poatole (aen erano mal priam atatl Taealaatl)^ 
Nell'adalto al trattava di rlTaeolnaiione. Baaa ebbe baoa effetto, ma 
aon molto maniibato. 

L*Antore rieorda pare la grandesut delle Teaeieole ael case da M 
deaeritto. Brane on poco plti piccole die qaelle ebe ai baaao didla bea 
ilnaeKa Taecinazioae ordiaarla* La maggiori tra eaae eraao na poee 
piti graadi delle ordiaarie postole Tajac^oaey meatre tra le piti picoola 
alenne aoa aon eraao grandi qaaato la metb di qaeate. La g r m de na 
miaore, e la neasnna oicatrice resldaa dlmoatrano ebe 1* intenaltjt e la 
arilnppo maggiorci e la mono rapida eaaiccaileiie delle dae o tre Te- 
aeieole di vaccinaiione ordinaria eon nn Tima pid TigoroaPy.rianltana 
dal limitarsi del proceaao a cod pocbi pnnti. Qoeato inoltro obntribaiaee 
a dimoatrare la noceaaitii e importaiua del pleao arilappo deil<i to* 
adcole e areole Taedaicbe, e dimostra ebe naando Tims da molto tempa 
nmaniiiato, b molto importante moltlplicare 1 ponti d*inocnlasione» 



S28 



RIVISTA DI ELETTROTERAPIAl 

M Doti PAOLO GIUUO m'oBIDS di Lipstft (1) * 
eon aggiante del Dott Gav. GESARB BBDNELLI di Soma 



n omnero dei lavori suirElettrotarapla oomparri in ^aasio tempo d 
raggoardeyole; moiti sono di merito ed allargano il eampo dalle nostra 
eognisioni, aondimeoo non havvi nessnna scoperta che fkccia epoca; fA 
tratta pitittosto di perfesionamantl al g\k acqaistato. 
/ Non d 8cano anebe il numero delle pubbliciuioni cbe non eontengono 
nnUa di nnoYo ; esse aumentano la letieratnra senza arriechirla. Per 
cni non Bark &tta eoipa al Relaiore so ba crednto di doTor eisere 

Sono compresi in questa Eiffista solo qaei lavorl obe considerano 
relettricitlk come stimolo flsiologlco, e non qnelli obe no oonslderaiio 
gli effetti flsiei o cbimici. 

La, galvanO'Catuiiea e VeleUroUsi per consegnensa sono esolose, co- 
stitnendo esse metodi ebimrgioiy an cni 1' eiettroterapista 9 come tale , 
non d gindioe competente^ 

Egoalmente viene esdnsa dalla elettroterapfa la luee eletpica riman- 
dando per lo stadio delle sae appUcazioni ai trattati speciali. 
, Qaantnnqae non sia possibile dividere oompletamente relettroierapia 
dalla metaUoterapii^ rientrando ambedne nei metodi estetiogmif pure 
ai 6 cercato di non comprendere 1 lavori cbe abbiano stretta relaxione 
colla metaUoterapia di Bnrq (2> 

* . - . - 

L Tsmttati e CovxpewkAk, 

1) RemaX B. ^ ElettrodiagnosUca ed elettroterapia. Wien n. Leipzig 

1880. 
^) Clemens Th. — - Soir azione cnraUva della elettrlcit^ e sna appli - 
cazione efftcace in diverse malattie, Frankfart a/2d. 1880. 

3) £0 steaso. — L*eiettricit& come mezzo caratlvo. Idem 1882. 

4) Pierean M. E. — Compendio di elettroterapia , 3.* edizione. Lipsift 

1882. 
h) Erb Th. — Mannale di elettroterapia (3 Bd. Ton € Ziemssen^s fland- 
bncb d. allg. Tberapie >), 1* parte. Lipsia 1882. 



(1) Articolo inierito nel c Sebmidt*B Jabrbucber » (1882, N. 8» p. 177). 
(t) Vedi sn qnesrargomento gli « Annali nnirersali di Medieiaa. » A» 1879, 
CGXLVIII, IS6, Zi9i CCL, 157. A. 183^ CCLIV, 314, 470. A. 18S1, GCLVI, 890« 



BIVISTA DI BLfittROTERAPlA. 839 

f 1) It laVoro di Itemak non ostante Id sua bj^evit^ dr oampleto eStqltd 
ricco di letteratnra. * . j. 

^ 2, 3) CUniens ha ter^mi&ato la saa ot)era a faseiooU coidineiata net 
1876, ^on tatoU r^ppre»entaiiti i aadi appisirecchi « L*elettricU& come 
mezzo curativo > ne 6 come^ua epilogo. - 

^ 4) 11 Cdmpendio di Pi^rson fa molto completato nella-3.* edizionid. 
]Si scrltto con chlarezza '^ed in itnodo aintetico. Tatti i nnovi lavori t! 
sbno padsati in rassegna. fi una bnoha gnida per i prinoipiantl^ 

5) Fra ie recent! pabblicazit)ni di elettroterapia la piili importaate d 
ii manuate di Erb» Ne d usoita ora la parte generate. Nataralmente 
non yi poteva essere nalla di naovo. Solo & descHtto *ua nuovo elet-* 
4rodo ( V, sotto ). Contiene per& una esposizione cosi cbiara della elet- 
troterapia che fin qui non a* era yeduto nulla di simile. Due capitoli 
specialmente m^dttoho in rilievo i pregi del libro: uno sulld elettrofi- 
Cfioa, Taltro snl metodi di esame elettrico* In quelle yiene ti^attata iii 
Inodo magistrale la distribuzione della corrente nel corpo. L'Antore fa 
ris^tare V importanza della forma degli elettrodi , troppo spesiio ye« 
nendo queiBta trascurata. In qaesii aono compresi di preferilnza i layori 
speciali deirAutore^ Sarebbe bene cbe nessuno prendesse in mano gli 
elettrodi, senza aver letta aconratamente questo capitolo. 

n. Elettrof isiciT^ Appareeelit eleitro-terap^utf eL C 

•w - m . I 

»- - »> ... 

1) Schioatbe. -^ Nuoya batteria oostante poriatile. Deutscbe med« Wo- 

chenschr. IV, 52, 1878. . ; 

S) Tavbe. -^ Batteria galvanica portatile con element! di Spamer. Idem. 
, YI, 6, 1880. 
i) Stein. — Nuoya batteria costante. Arob. f. Psycbiatrie XI, 1, 1880. 

4) Blackioood 22. A — Sistemazione di una discreta batieiia gatyanica. 
"^ Pbllad. mod. and. aurg. Reporter. XLIII, 5, 1880. 

5) YoltoUnU — Batteria galyanica per galyano-caustiea , eorrente in- 

dotta e continua, elettrolis! ed elettromagnetismo. BresU &ntl. 
' Ztscfar. II, 15, 1880. 

13) Stein. — Nuoyi apparati etettroterapeutioi per eorrente contiiiaa. 
' Centr. Bl. f. Neryenk. IV, 14, 1881. 
**!) Eirachmann.' -^ Heccanico. Nuoyi appareccbi elettroterapeutiof. 

Idem 24. • 
"S) Maeobina magneio-elettricia tasoabile^ Laincet I, 16 aprile 188L 
9) Wyllie. — Modiflcazione di reofori e di batteria galvanica per l*n8o 

medioo. Edinb. med. Journ. XXVI. March 1181. ^ 

'^10) Poet^ Sarah B. -^ Istrumenti- per massagglo elettrieo. New York 
* med. Record. XIX, 26, 1881. 

4l) SeeUofniiller. ^ Appareccbi elettroterapeutici. Gentr. BU f. Ner* 
^ ^ yenk. IV, 12, 1881. 
12) Felion L. E. "^ Appareccbio d* induzione. New York med. tteeord. 

XXI, 5, 1882 (nulla di nuoyo). 



SaO WVXOTA : 

^Xl^JMack ^. «»- Apiiarecohl olettrloi Mtomatiei^ PraeUiioner.XXBI^ 

4 «ttobre 1879. 
U) Bari$t -* Solla diposidon^ elattrQlogfoa di Pftrigl dal panto dl 

TiiU aiedleo a tarapeatioo. BalU 4a TMr. CII| p, 1^, 114, i^^ 

JaoT. 15, F^Tr. 16, 28, 1882. 
15) BeeiM "W. — Gli apparaeohi clattro-mediol alia Esposizlona alattrioa 

dl BariirL Bayr. kni\. IntalL BU XXi:^, 1S> 1882; 
18) Catalogo ganarale offlQlala dalla esposlzlona interaaslonala di elat* 

trioiUu Pari! 1881. Lahura 8, 199, pp. 

17) v« Bene, r- Sa oa sUiema dl anitii elaitrlotae a^aolnta^ €aatr. BI^ 
f. Nar?enbr. II, 23» 1879. 

18) BemhardL -*- Salla qaastiona dal galvanometro. Idem I^, 9, I880w 

19) De WamviUe. — Idem. N. 15. . 

SO) Remahp -— Balla qnestlone del galvanomeiro« Idem. N. 12 e 20. 
Sl> MiUler Fr. •— Snlla misqra a gradaaslone della oorreate eo^tianii 

nella elettrediagnostioa ed elettroterapla. Memorabilien ZXV, p. 289^ 

1880. 
22) Seure t -— Solla gradaasione della corrente elettrica. Bull de 

Tb^r. 01, p. 2ia Sept 1881. (PIsoaBslonl fislcbe. Nalla dl aaovo). 
28) Bditaher Jg. — Qalvaaometro Tertioale. Ztaobr. t angevaadte Blek* 

trict&Ulebre, eto^ 1882. 
24) SiemeeeH. •-* Qalvanomeiro Edelmaaa* ad nniU aeaolata. Deateobea 

^ Arab. t. Klin. Med. XXX, 1882. 
95) Benneiit Euffhee A* — Ua naoTO elettroda medico. Lancet If 2$^ 

Jane 188& 
, (Bennett dasorlTe an elettrodo obe contlene interrattore , commola^ 

tore e reostata. Per maggiori dettagli vedi roriginale). 
.28) *Eedinger. — Sopra naoTe batteria elettricbe. Wurtemb. Corr. BL 
, LII, 1 t2 1882. 

(L*Autore descriye le batterle esposte a Francoforte eal Mono da Be^ 
- ' niger a da Stohrer. 
• . . * 

1) La batteria di SchwaXbe peea ool llqaido 4 cbilogrammL Oil ele- 
mentl ai compongono di tabi di yetro ebiaei da ambo le partt da* ta?* 
raooloU di gomma, di an filo di platino e di an cilindro dl Kioeo. SI 
riempiono con ana solazione di acido aolforico e cgQ oarbone di iterta; 
Nella posizione eretta lo zinco non pesca nel liqnido. ^Ivoltando F ap- 
pareecbio ra8ta immereo nel llqaido a la pila fimsioaa. La balterU aar 
tebbe molto oostante. KHiger dl Berlino la spadisce per 90 marob^. 

2) Taube ba adattatp alia batteria di Spamer an commotatora a ia» 
terrattora j^er tatte e dae le correnti. Trenta plcooli e^ementi eoiio 41- 
apostl in 3 cassette dl 10 elemeati , ciaacana di qoeete Tien soUerata 

.^oando jd vaole adoperare» Gli elemeati sono coUegati per mezzo di mi 
coDgegao a slitta poggiante sa nn^asta d*otlone. La batteria costa jitiim 
■MfCke in Lipsla 200 marcUL 



J 



DI BLBTTROTSIUPIA SSI 

IX Helaiore per propria esperiensa ritiene le batterie di Spamer molto 
inoostatiti. Lo sforzarsi dl ottenere batterie dl ikeila maneggiamento 
w& & sempre per il meglio delta eiettroterapia^ Plii le maccliiiie INona 
iemplici e pit gU Inesperii tona tentatl ad adoperarle. Troppo epatto 
tiene obbliato cbe da an elettroterapista piCi ei rtehiede ok& non it 
possesio di una batterie. 

3) Anebe Siein ba ceroato la eomoditli oolla picealezza degli ele«> 
meat), eompoeti di alncbt e carbonl molto pioooli rinebtasi in vaaetti 
dt chftotttcbouc f e rianiti eon an sistema di tub! elasUei. Ognl volta^ 
che ei Togltono adoperare ei riempiono per meszo dl una bottigHa di 
Wolff annessa aU'apparecehio e quindl si vnotano. 

4) BlackfBood insegna il modo di oostrnirsi una disoreta batteria eon 
raei di cbinino e etHsele di rame e sineOy eoo., come si pub Todera^ 
nell*originale. 

5) YoUoliai ba modiflcato il sno apparecobio di galTano^oanstica onda 
renderlo adatto anche ad altre applioazionf. Per Ottenere la oorrente 
Indbtta vi Tiene invitato nn roocbetto d* induzione. Liquido eooitatore- 
piib eesere aequa di fonte o acqua minerale. Per la corrente ooatinaa 
el oambiano gli elementi e la disposisioDe. Cassa, meecanismo e liqaida 
^eoitatore rimangono git atessi. La batteria si costraisce da Brade in 
fireslavia. I partioolari sono da vedersl neiroriginale. 

6) Siein descriYo naoTe batterie ohe figuravano alia esposizione bal^ 
iie0loigioa di Franooforte. Dagna di nota ve n*d una costrutta da Stdh-^ 
fitv^neila quale gli elementi sono cbiusi In vasetti di ebonite. I oaf-* 
boni sono iunghiy gli zincbl eorti in modo da pesoare nel liquido solO' 
iinando Telemento vtene rivoltato. 11 Relaiare si 6 servito di questa 
liatteria, per6 preferisce le veccbie batterie ad immersione di Stdhrer^ 
L€f Stesso Siein racoomanda una batteria eostruita da BeitUger in-Qinith 
gart a seompartimenti comnnicanti. Vedine la eostrnzione neir ori* 
ginale. 

7) Sirst^tnann descrlTe 11 suo apparecobio portatile buono per amba 
le^ oorrenti ; pid una batteria portatiie e patentata oon dlspoaizioni 
particolari onde limitare il oonsumo dello zinco. 

' Bf II € Lancet » desorive una maocbioa-magneto^elattriea, costrnita 
da Lonffmate in Sbefdeld, la quale si distingue per la sua piccolezzi^ 
*I>t iinportante Ti d un congegno di ruote dentate cbe rendono piili fo^ 
olle a pit oeiere il girare del rocobetto. Per il resto vedi roriginale.; 
9) Wyllie desorive nn elettrodo disposto in modo da lnterrompere> 
eommutare ed inserire oea la oorrente foradica ora la oontinua. I doa 
rflli Tannoikl reoforo in questione e solo da questo si stacca il secondo^ 
:fllD per andare all*altro reofaro. 

: li Melalore dabita die qnesti artifloi rispondano alio scopo. In se^ 
:|tnito Wyllie raccomanda una batteria sexuplioe con elementi Le^ 
clanob6. / 

c 10) i^«r descriYa elettrodi per massagglo elettrlco; Sooo: pna s^taa- 



:S32 i\: BIVISTA 

sola elettrica, uno stampo e an cUiodro (ruUo) somigUante i|gU;appa- 
tecchi eoperti di tsarta fiagante per i tavoli da wriTere* , ■ . .. 

■: 11) SeeligmuUer paria di an naoYO elettrodo per galvanizsare it nki- 
dollo ^plnale. Si tfompone di dae eooitatori a forma di rettangoli al« 
lungati Che si alaoeiano ooU'eLettrodo e si pongono ai dae lati delle 
apofisi spinose. ConBiglia di coprire I'estremi^ metaliica degli elettrodl 
eon strisce di feltro che ai fis^ano agli orii con cappaeci di gomma 
elltBtioa. Cos! si evitano le escare prodotte dal passaggio della oorrente 
tango gli orli ed 6 reso facile ii pulire la aaperflcie metaliica* — * Pol 
descrive an apparecohio per batteria di facile trasporto. -« Consigiia ^ 
nel bagno elettrico, di porre il pazlente in an lencaolo a forma di letio 
<pen8ile. '^. * 

*■ 13) lailat^ ba immaginato varj appareccbi complioati per otteneira 
contrazioni riimicbe del mascoli malati e facilitare cosi 1 movlmenli 
'tiataraiu Pa6 vedersene la cosirazione nell' originale. Ma^saranno di 
^pplicazlone pratlca? * 

14) Erb loda un elettrodo oostraito da Stdhrer per V esame faradftoo 
4ella sensibilitit catanea. Un fascio di fill metallici isolati d rinchiaso 
In nn anello di gomma indarita e reso di snperficie levigata. Qnesto 
^elettrodo ba sal pennelio il vantaggio di poter esaere applicato forte- 

mente senza irritare menomamente la pelle* Ancbe il lUlcUQre ne ba 
fatto uso con vantaggio. > 

15) Sogli Appareccbi elettroterapeaticl della esposizione elettrolc^oa 
di Farigi diamo an breve cenno dietro la relazione fattane da JSeeiM» 
•» Secondo lai gii appareccbi esposti non avrebbero annanoiato grande 
progresso. Namerosissime erano le pile eiettricbe per lo piiji modifloa* 
sioni dell'elemento Danielh Si vide nna naova modifioazione della pila 
Stemgns con cbe si impediva accaratamente il mescolarsi del doe 11- 
qaidi, e Telemento di Meidinger esposto da Qaiffe ^ nel qaale si evita 
il depositarsi del rame salla lastra di zinco per mezzo di an dlaframma 
di rame« — Per gli elementi ad acido oromico sono adoperate diverse 
miscele. Qaella di LoUeau\ bioromato di potassa e solfato di soda$ e 
un'altra di Partz\ biccomato di potassa e oloraro di zinco sono state 
gindicate baone. Particolare attenzione fa fatta airelemento L€cUin/(^4. 
JYegli elementi di Barbie , Beau/ils a Lesting si snppliva la miscala 
■di manganese e carbone con nna pasta formata dalle medeaime so- 
stanze. Oai/fe stratifloa grossolanamente qnel oorpi e rigenera gli ela- 
menti spossati, facendoli traversare da una corrente inversa fomita. da 
Un'altra batteria. Le batterie elettroterapicbe di Cowelar e figlio ta- 
^ece della lamina dl carbone, come si trova neirelemento LeclAneMf 
contengono ana lamina di platino e sono ohiuse cosi ermetioameata 
■cbe lion soffrono anolie se trattate con poca onra* In genere ai vide 
-pri^dominare la tendenza a rendere possibile il maneggio delle pila aQe 
jiersone poco abili. ^. 

- Levarono molto romore le pile secoadarie di PlanM poco ooaosoiata 



DI ELBTTEOTERAPIA 33^ 

in Oermanie. Esse ooostano di dae lamine di piombo, immerse in ana 
solnzione di acido solforico, tra le qaali si fa passare a piii riprese una 
oorrente ora in an senso ora in an altro. Preparata cosi la piia ends 
averne maggior effetto di polarizzazione , se si fa passare la corrente 
primaria in direzione eostante ana lamina di piombo resia coperta dt 
perossido di piombo e l^altra di piombo ridotto. Chiudendo questo cir<^ 
inito secondario si ha ana forte corrente di polarizzazione e ii peros- 
sido di piombo viene di nuovo ridotto. Le pile secondarie di i^aure ^ 
ianto lodate da S. W". Thomson sono fondate sa qaesto medesimo prin- 
cipio. — Degli appareochi d'indazione si videro in gran parte le forme 
nsaali. Speciali disposizioni avevano quelli di Ttqux)^ e di Qaiffe onde 
regolare a piacimento il namero delle interrazioni ; i primi con an con- 
gegno di orologeria, i secondi col regolare una leva o coll* inclinare 
pii3i o mono 11 martello (nulla di nuoyo). Vi erano numerosi apparec- 
ohi di soccorso, sedie da elettrizzare, disposizioni per pedilavio\ ma* 
nilavio e bagno generale. 

Dope tatto, la parte medica della esposizione non ha oorrisposto alia 
grande aspettativa ohe se ne aveva, 

PitH important! della continua riceroa di nuovi elementi e ; batterie 
sono gli stadj salle unitH di misura elettrica, 

17) Hesse propose di adottare il sistema di misara^ nsato in InghiU 
terra, alia determinazione delle correnti elettroterapeutiche, onde averne 
rintensit& in anit& e paragonabili in tutti i galvanometri. Fino ad ora. 
runitlt di forza elettromotrice era an € Danieil » qaella di resistenza 
ana anitii < Siemens. > Nel sistema di Gauss e Weber^, adottato daU 
rassooiazione inglese , V unit& di forza elettromotrice d nn < Volt > 
presso a poco uguale ad un elemento Daniell. L' unitii di resistenza a 
< Ohm > 6 ugaale a 1,0486 V. S. a i'anit^ di intensitii. ossia la quan- 
tity di elettricit^ che in un secondo passa a traverse ad una resistenza 
di 1 Ohm con una forza elettro- mo trice di I Volt, d chiamata c Weber. »^ 

Watteville (< A practical introduction to med. Electricity. > London 
1878) ha proposto di adottare come misura medica il < MiUi-Weber. > 
Supposta la resistenza del corpo umano ascehdere a 3000 Ohm , una 
corrente di 3 elementi Daniell che la traversasse, segnerebbe 1 Miili- 
Weber, una corrente dl 15 elementi segnerebbe 5 Milli- Weber e cost 
di seguito. II galvanometro dovrebbe essere diviso in Milli- Weber e 
cosi potrebbe loggers! direttamente la vera intensity. 

18) Bernfuirdt accolse la proposta di Eesse e Watteville e d!mostr{> 
come formando piccolo tabelle per ogni galvanometro, si potesso oaU 
colare le grandezze assolute oorrispondenti al namero dei gradi, 

19) Remak reclamb per sd la priority del metodo di calcolo e so- 
stenne essere il galvanometro oonsigliato da la! e da Erb migliore di 
^qaelli ad nnit& assolute. 

Ne segui una breve risposta di Bernhardt ad una osservazione di 
Watteville. 



^854 RIVXSTA 

21) MUier pare deMera misare assolnte dl intensltiL Descrive il 
j^lTanometro orissontale aempliee oostraito da Gaiffe nel 1874, con 
finau Boala divisa la Mllli-Weber. Per<> fa osservare che qtaalaoqae gal- 
▼anomatro aimile h eaatto aolo par il laogo dove fa fabbrieato e per i 
. paati della saperfloie terrestre oei qaali ^ agaale rintensitlt della com- 
fionente oriizontale del magnetismo terrestre. 

L'opinioae del medioi soUe aaiU di misara doyr& probabilmente adat- 
tarii alia deoisionl prese dal Gongresso di Parigi dorante Fesposizione 
eleitriea. Fa atabilito : per aaita di forza elettromotrloe il Volt ( = 0,9 
J^aniell), per aaiU di reaiaieaza TOhm (» 1,05 U. Siement), per unitjt 
d^inteoaita TAmpdre ( aoatitaeadolo aempMoemente al Weber ). Per oai 
ua galvanometro modemo dorrebbe ayere una acala diTiaa ia Amptoe. 

Nel naoTo galTanometro prodotio da Hirsehmann V ago peaea in nn 
recipiente di glicerina. Onde ai ha arreato iataataaeo dell'ago nel panto 
«egnato. 

23) Un naoYo galvanometro vertioale, dietro indicazioni di BdtU^erg 
•d atato gradoato empirloamente da St6hr$r nel modo aegaenie. 

La miaura di diviaione corriapoade ad ana intenaitk dl un elemento 
Danlell per ana reaiatenza compleaaiTa di 1000 nnita Siemens (=s 950 
Ohm). Qaeata intenaiU 6 aolo di 5 per 100 pli)i grande che ^fi^^ Am- 
pera (Milii Ampere anticamente Milli- Weber).. LMatramento ha due flli 
ravvolti in direzione contraria, ooai che la deviazione dell^ago av^ene 
a deatra qnando ai leva il tnracciolo destro, a ainiatra quando al leva 
il tnraeciolo ainlatro. Nel !•* oaso la corrente percorre an filo lango e 
molto ravvolto , nel 2.^ an fllo corto con pocbl rivolgimenti. La meti 
deatra aerve a miaarare le correnti deboli ( elettroterapia ) , la ainiatra 
•a miaarare le correnti forti con lieTC reaiatenza eatema ( galyanocan- 
atica). La reaiatenza del lango filo moltipUcatore ammonta a oirca lOQ 
V. Siemena; e IcTando an determinate tnracciolo, viene inaerita ana 
nlteriore reaiatenza di 900 U. Siemena ( filo piii fino )• Siccome la reai- 
atenza interna della batteria d comunemente molto picoola, coai la de- 
viazione deirago miaara approaaimativameate la forza elettromotrice 
'della batteria in LanieU. 

Agginngendo ana grande reaiatenza, per eaemplo, qaella del corpo 
umano, se ne pnb calcolare il valore, poichd ai conoace la forza elet- 
tromotrice. La reaiatenza interna della pila e del reoforl pnb venire 
traacarata. Finalmente in qaeato galvanometro ai pa6 regolare dal di 
faori la direzione del quadrante inaieme al rocchetti, in modo che la 
incUnazione delFago riguardo al meridiano magnetico aia normale, Le 
oacillaaioni deirago aono amozzatCi trovandoai qaeato tra dne forti la- 
mine di rame. 

Qaeato magnifico iatramento riaponde alle eaigenze di chi vaole nJt^ 
aare aaaolute. In ogni modo d da preferiral al .galvanometro di Qaiffe* 

24) ZiemeHn deacrive an galvanometro orizzontale del dott. Edel" 
mann docente nella acnola aaperiore tecnica dl Monaco. La intensity 



DI ELETTROTERAPIA SSS 

yi d espresaa in MiUi-Ampdre. L* ago d formaio da an oiliodro oaT# 
<magneie a campana di Siemens) ob& oscilla dentro ad ana sfera €ava 
di rame, I dae rocchettt del galranometro , fra i qaali osoilla rago» 
8ono eoperti di circa 12,000 giri filo fino. Diyerai rocohettl di resisteiiza 
permettono di dtminaire la sensibilitiL 'deUMstramento, U resto pa(^ ve- 
dersi nell'origini^e. i\ dott Edelmann Iia costraite anehe^ nn gaWaniH 
metro tascabile segaendo le disposizionl del preoedente. 

III. FMologla. 

« -% 

• - - . k 

1) Fischer 0. ->- Rieercbe esperimentali salla galvanizzasione tera* 

peutica del simpatico. DeaUche Arch. f. klin. med. XX > p. 175, 
1877. 

2) Katyachev) J. — - Sulla eccitazione elettrioa del oordonl- del slmpa- 

iico , e inflaenza della corrente elettrica suUa papilla nelt* aomo. 
Arch. f. Psychlatrie, etc. VIII, p. 624, 1878. 

3) Katyschew. — Sairazione yaso^costrittiva detla faradizzaelene al 

coUo. Peters, med. Wochenschr. V. 5, 1830. 

4) Drosdoff. — Bicerche salla eccitabilit^ elettrica delta pelle nel sano 

e nel malato. Arch. f. Psychlatrie, etc. IX, p. 208, 1870. 
S|) Bernhardt -^ Le ricerche dl Drosdoff salla eccitabiliUi elettrica 

della pelle nel sano. Idem, p. 753. . 
^) Drosdoff. — Salla misara della ertezza della epidcrmide nolle di- 

Terse parti del corpo e relazione tra la saa ertezza e la sensibility 

elettro-catanea. Arch, de phys., etc. YI, 2, p. 117, 1879. 
7) Tschirieto S. e A. de Watteville. — Sulla eccitabmt& elettrioa d0lla 

pelle. Brain II, p. 163, 1879. 
^) VigourouoD R. — Importanza della resistenza elettrica del tessati 

per la diagnosi elettrica. Gaz. de Paris, 51, p. 657, 1879. 
^) GUuv /. — iDflaenza della faradizzazione. del muscoli del ventre sol 

riassorblmento e salla secrezione deirarina. Deutsohes Arch. f. klin. 

Med. XXII, p. 611, 1878. 

10) Stolnihow. — Oscillazloni della qaantit^ di area nella arina in se- 
gaito alia eccitazione elettrica del fegato. Petersb. med. Wochen- 
schr. IV, 45, 1879. 

11) SigHst W. F. — Inflaenza della elettrizzazlone del fegato salla se- 
crezione deirurea. Petersb. med. Wochenschr. V. 12, 1880. 

12) Baeumler. ^ Inflaenza della corrente faradica salle contrazloni 
della yescica e delle intestind. Centr. Bl. f. nerfenk. II, 20, 1879. 

' 13) Ziemssen. — ' Salla eccitabilit^ meccanica ed elettrica del cuore e 
del nervo frenioo. Dentsches Arch. f. klin. Med. XXX , pag. 270 , 
1882. 

14) ttosebach M, /. — Bulla possihillt^ dl eccitare colla corrente elet- 
trica i nervi e i moscoli della laringe*a traverse della pelle. Mon. 
Schr. f. Ohhde, etc. XV, 10, 1881. 



^ BIVISTA 

)5) Clemen^ Th^ -^ La corrente interrottag 0ao potere promorente II 
riassorbimento ed azionQ inolecolare. Med, Geatr. Ztg. XLIX « 10^ 
, 15, 18, 83, 28, 34, 1880. 

16) Qordon L. A. — loflaenza della fara^izzazione nella IperldrosU Cent 
Bl. f, nervenk. Ill, 18, 1880. 

17) SchUl L •— Salla elettroterapia. Dentsches Arclu tklin. Med. ZXVII, 
p. 241, 1889. 

18) WcUteville A. de. — Le eondfzioni della eccitazlone nnipolare iii' 
Fisiologia e Terapia. Brain III, p. 23, 1880. 

10) Waller A. e A. de Watteville. •— Influenza della corrente "galva- 
nica finlla eccitabiUtii del nervi motorl deU^aomo. £[earolog« Centi?. 
Bl. I, 7, 1882, 

20) Leiourneau. -^ Snila elettrizzazione della testa. Bull, de Th^rap. 
XCV, p. 130, sept. 15, 1878. ; . 

21) Letourneau^ — Influenza della elettrizzazione sulla temperatura 
degll organ!. Journ. de Tli6r. VIII, 9, p. 321, 1881. 

22) L6wenfeld Z. «— Rioerclie sperlmentall e critiche sulla elettrota* 
rapia del cervello, in particolare suU' azipne della galvanlzzazlone 
della testa. Munchen 1881. 

23) Watteville A, de, — Una superstizione elettroterapeatica; la gal- 
vanlzzazione del simpatico. Brain IV, p. 207, 1881, L* Autore pole- 
xnizza oontro i fautori della cosi delta < Galvanizzazione del sim- 
patico. > Propone per la galvanizzazione al coUo 11 nome di < Qal* 
vanlzzazione sub-auricolare. » La Memoria non contiene nulla di 
nnoTo. 

24) M6biue. — SuUe persone elottjro-sensltiYe. Memorabilien ZXVl 
p. 270, 1881. 

1) Fischer ha oontlnnato le sne ricercbe sulla galvanizzazione tera- 
pentica del simpatico, oominciate nel 1875. I risnltatl deli* interessante 
lavoro sono questl. £ posslbiie influire sulla circolazione intracranica 
per mezzo di correnti elettriche applicate sulla pelle del coUo; 'per6 
11 nervo simpatico, a cui se ne era attribuita in gran parte Tlnflaenza, 
non vi ba che ana parte del tutto secondarisu Fiecher propone perol^- 
di cbiamare in avvenire « Galvanizzazione al cqllo > la cosl detta gal- 
vanizzazione del simpatico. 

La galvanizzazione al collo, modiflcando la circolazione della testa 
pub avere, secondo le drcostanze, valore terapeutico. Perb la sua azlone 
non d determioabile con preclsionei non dipende nd dalla direzione 
della corrente, lA dairazione polare , ed in ogni modo h pli^ energfoa 
coUa corrente faradica che colla contlnna. L* Influenza della galvaniz- 
zazione al collo sul cervello d indiretta , per mezzo del nervl sensltlvi 
della pelle, del cordoni centripeti del vago e depressore e per mesza 
delle contrazioni muscolari. II nervo simpatico senza dubbio vien lit 
ragglunto dalla corrente ; pure neir effetto qomplesslvo piglia una mU 



DI ELETTROTERAPIA 337 

nima liarte. I suoi gangli non presentano eccitabillt& maggiore obe il 
tronco del collo. 

Non esiste prova alcuna che il grenxsirang reagisca alia oarrent^ 
continaa a modo di an nervo motore. Sembra che ad eccitare 11 sim* 
patico siano necessarie freqaentl a rapide inversion! di oorrente e cam- 
biamenti d'intensitii. Ci6 si ottiene colla oorrente faradica e colle al- 
ternative Toltaiche. Quantanqae V azione del galvanismo al collo sia 
anoora piattosto oscura, pare Fischer la consiglia nei casi in cal'em- 
pirlcamente Tha trovata atile. 

2) Katysehew dedace da considerazioni anatomicbe che nella galva* 
nlzzazione al collo la corrente non vada al simpaticoi sibbene si pro- 
paghi lango 1 grossi vasi del collo. Cosi la corrente eserciterii ana 
certa Inflaenza sal vasi e pooa o nessana sulla largbezza delia papilla. 
E ci6 spiega come nella galvanizzazione del simpatico sia cosi rara la 
dilatazione delia papilla e sempre cosi insignifleante , mentre le modi- 
ficazionl del circolo sanga.igno sono molto appariscenti. 

L'Aatore propone di applicare piattosto gli elettrodi direttamente 
salla carotide tra lo sternocleido-mastoideo e la laringe. In qaesto 
modo , dice , galvanizzando , il polso diviene € pieno e raro » specie 
quando la corrente venga spesso interrotta. Nella faradizzazione del 
plesso carotideo il polso diviene pitl freqaente e in qaello delia radiale 
pli]i daro. Per. la galvanizzazione la papilla si cangia poco e senza co- 
stanza, mentre per la faradizzazione si restringe da ambo i lati oam- 
biandosi anche 11 colore deiriride. 

Dalla galvanizzazione del Trigonum colli sup. non ebbe effetti favo- 
revolL Egli ritiene che se ne ottenga ristagno nella cavitii del cranio. 
La faradizzazione, secondo lui, d piil attiva. L*ha usata con boon ef- 
fetto nolle cefalalgie e nel Morbas Basedovii. Forte palsazione delle 
carotid! sarebbe ana indicazione sicara. 

3) Katyschew ha vedato scomparire il roHsore infiammatorio del tim- 
pano nella Myringitis e nel catarro deirorecchio medio, in segaito alia 
faradizzazione al collo ; anche 1 dolor! e i sibiii diminaivano. L' eftetto 
darerebbe parecchie ore. Uguale eftetto si avrebbe colla corrente con- 
tinaa a frequent! interrnzioni. 

4) Drosdoff^' ^oco contento dei metodi seguiti da Leyden e da Bern- 
hardt onde esplorare la sensibility delia pelle, ha intrapreso per in- 
carico di Efb naovi stadi in proposito. II sao metodo fa il segaente. 
< Si serviva di ana corrente dMndazione secondaria (tetanizirende) for- 
nita da an apparecchio Ditbois eccitato da 2 element! JBunsen. II polo 
positivo a forma d! piastra amida veniva flssato sallo sterno , il polo 
negativo a forma di pennello metallico morbido e a saperficie netta ve- 
niva posato dolcemente salle parti da stadiarsi. Qaindi il rocchetto se- 
condario si avvicinava flno ad avere ana minima sensazione di soUe- 
tico ( minimo di sensazione ). Notata la distanza del rocchetto, qaesto 
si avvicinava di naovo fino che si avossero le prime traece ohiare di 

RitUtm. %% 



833 EIVISTA 

dolore (minimo di dolore). Se ne notava la seeonda disianza. In fine 
si misarava la reaistenza elettrioa delle porzionl dl pello stadiate cool 
una <»orcente di 12 elementi Slohrer ed on galranometro di 150 girl , 
notando ie devlazioni dell'ago. > 

L*Antore esamln^ molte zone di pelle !n dieci persona saneyrlunendo 
i risultati in una tayola. Da qaesta traase le Begnenti oondoaioni : a) Le 
^sciliazloni della eccitabilli& eleitrica della polle nelie divarse parti 
^91 cprpo fono molto rlievanti* h) Qaeste variazioni dipendono pi& dalla 
^iversa eccitabiliUi dei nervi cutanei che non dalla resistenza della epi« 
4ermide, perchd spesBo la eccitabllitk della pelle d in disaccoFdo coUa 
aua resistenza. c) La eceitabilit& dei nervi cotanei varla nolle diverse 
parti con naa certa regolarit&, in modo da poter dividere tntta la aa- 
perflde della pelle, seoondo la sua eccitabilitiiy in 10 zone. Le zone e la 
distanze del rocchetto ( in millimetri ) per i minimi di senaibilitii e di 
4olore sono le seguenti: 

Min. Dolore Dev.dell'ago 

\.^ Zona della faccia 233,5 165,2 22,8 

2.® > del eoUo ....... 212,0 156,5 9,3 

3.* » del braocio 200,7 146,4 6,9 

4.* » deiravambraecio .... 193,3 142,3 4,5 

5.^ » della sup. ant. del tronco . 188,1 142,3 6,5 

6.* > della coscia 184,2 140,0 5,3 

' 7.<> > del dorso 184,6 143,0 7,1 

8."* » della gamba 178,1 133,0 3,4 

9P > della mano • 154,2 123,6 , 2,5 

10.<^ » dellapiantadelpiede(edita) 138,8 117,6' 2,9 

^) U rapporto tra le sensazioni minime e le doioriflche oscilla tra 6 e 
68 mill, (media 11-73,6). Le distanze del rocchetto diminuiscono nelle 
sensazioni dolorosa coiraccrescere Tintensitii della corrente. e) La aen- 
8ibilit& elettro-cutanea d quasi ugnale a destra e a sinistra, f) Nei gio- 
vani 6 maggiore che nei vecchi. Le occupazioni mentali T accresoono. 
^) Vi haoDO oscillazioQl Indiriduali, ma molto piccolo. Gollo stesso 
metodo farono anche esaminati 7 labetid, riunendone in una tavola i 
risultati. 

Le oonclusioni sono : a) La eccitabillt^ elettro-faradica della pelle nei 
tabetici, paragonata con quella dei sani, d molto abbassata, e per tutto 
II corpo. (Questa asserzione non ^ giusta per tutti i casi. Rel,) h) N9I 
tabetici la diminuzione della sensibility cutanea non va di pari passo 
colle manifestazioni atassiche, special mente nella metii snperiore del 
<sorpo. 0) I confini delle zone elettriche scompajono nei tabetici. d) La 
differenza nella distanza del rocchetto tra 11 minimo di sensazione e 
quelle di dolore d nei pii!i dei tabetici non molto superiore al normale. 
e) Iperestesie doioriflche s*incontrano in singoli punti e senza alcuna 
vegolarit^. /)-La resistenza elettrioa h talora nei tabetic! considerevoU 



BI BliETTROTBRAPIA 839 

in«iite accreseiuta. — la Hoe seguono varia osservazionl sal fenomeao 
di Semahf salla apaoiflcit& del senao elettro^utanao e aal Nearamdbi* 
toetro di Ecner^ 

5) Bernhardt tpova diversa laegattazze nel lavoro di Dro^doff e oa- 
aarra che in aostaaza i risoltati dalla \^ parte del lavoro noa aono 
€he ana oonferooia di stadj anterior!. 

-6) Droidoff in sdgaito, aotto direzione di Rangier ^ ha Iktto atadj anila 
«riezza delia epidermide nelie diverse parti del corpo. In flni tagii tra« 
averal oolorati coiracido osmieo ti miaarata al microacopio la groa- 
aezza della epidermide e del suoi strati. Lo strato coroeo fa trovato 
^quasi per tatto egoalmente erto (eseluse le saperdoie palmare e plan* 
tare). .Gi6 vale anche per ii corpo macoso, quantanqae questo aia for- 
mate con minora regolarit^. L* Autore conobiade che V ertezza delia 
apidermide non pa6 avere grande influenza salle osciliazioni delia sen- 
atbilitli farado^catanea. 

7) Tschiriew e de Watt$ville criticano tutti i metodi usati fin qai 
alia determinazione della seDSibilit^ elettriea della pelle. Essi intendono 
di riasclre in mode sioaro, facendo use dl un elettrodo di tale resi* 
atenza (2 millioni Ohm), che la resistenza ddlla pelle possa venire trar 
acarata. Inoltre con qnesto elettrodo intendono di escladere IMnfluenza 
delle diverse diramazioni nervosa, eccitando egualmente porzioni piii 
grandi di pelle. Con ci6 credono di poter stabiiire che reccitabilit^ elet* 
trica della pelle o piattosto dei suoi nervi d agaale in tatte le parti del 
corpo. 

II jRelatore non sa se esista un elettrodo oosi straordinario. Bernhardt 
(« Arch. f. Psychiatrie >, XI, p. 827, 1881), dice di aver fatto oostruira 
da Krugeri secondo le indicazioni dei sallodati Aatori , un simile elet- 
todo. Non aggiunge altro di piii precise. 

8) Yigouroux insiste sulla importanza del determinare la resistenza. 
& interessante la sua ossarvazione che nelle Uteriche spesso il lato 
anestetico ofTre molto magglore resistenza del sano e che nel transferi 
la anestesia e Taumento di resistenza cambiano lato insieme. 

9) Glaof riporta parecchi casi in cui colla faradizzazione delle paretl 
addominali fece scomparire asciti e aumentb la secrezione deir urina* 
In un case (enfisema polmonare con insufdcienza della mitrale), la 
quantity deirurina da 930 centim. sail a 2900 centim. dope la faradiz- 
zazione, ed in pochi giorni ascite ed edema erano scomparsi. Gli elet- 
trodi venivano posti nel punti motori dei muscoli addominali e si pro- 
vocavano 50-100 contrazioni in ciasoun muscolo. 

10) Stolnikow^ esperimentando su animall a cui faradizzaya il fegato 
oreL a traverse della palle ora con aghi immersi , trov6 che nel giorni 
deirelettrizzazione Turlna era pii!i carica d'urea che negli altri. Lo stesso 
iktto fU veridcato anche neiruomo. 

- 11) Sigristf aveudo fatto esperlmenti consimili, ritiene dimostrato che 
la eccitazione elettriea del fegato aumenta la funzionoi che gli viene at* 



340- Kl VISTA 

triboita, di formare nrea* Egli faradizzava ogni giorno per 15 mlntitik 
uomini flani, mantenendoli a vitto aniforme onde Qon variasse {a qaan-- 
iiik dl urea. Un elettrodo veniva posto sotto al Proc. xlfoide e si fa— 
ceva trascorrere Taltro salla regions epatica. La faradizzazione veniva 
ripetata da 3 a 7 giorni » alternandola qnalche volta colla corrente^^ 
continna. Si determinava la quantity dell* area col metodo di Liebiff^ 
prima, durante e dopo i giorni di esperimento , ed ogni giorno si nu- 
meravano i globuli sanguigni. 

In tutu i giorni della faradizzazione si ebbe maggiore quantity dl 
urea ohe prima e dopo, e anche 11 numero dei globuii rossi eraaccre- 
soiuto notevolmente dopo ogni faradizzazione. La corrente indotta ap-- 
plicata alia colonna vertebrale non aumeotb la quantity di urea, ap- 
plicata alia milza raument6 solo dl poco. 

. In un case di cirrosi con ingrandimento del fegato TAutore potd ac-^ 
crescere la secrezione di urea e rlmpiocolire ii fegato col solo fara-- 
dizzare la regione epatica. 

In due casi di ascite per cirrosi del fegato descritti minutamente 
(« Petersb. med. Wochenschr. > N. 18, 1880), ottenne TAutore aumenta 
della quantity di urina e scomparsa graduale deirascite col faradizzare 
i muscoli del ventre. 

12) Bdumler introdusse an elettrodo nella vesciea urinaria riempita 
d^acqua (o nello stomaco) e vide che neppure una forte corrente d' in- 
duzione valeva a far spremere il contenuto dall'organo; risultato ch^ 
egli aspettava. 

Nella discussionc Kussmaul si espresso molto favorevolmente sal 
trattamento faradico dello stomaco nella dispepsia nervosa, senza peri^ 
crederne necessaria una diretta eccitazione. 

13) Z'emssen ebbe campo di fare studj sulla eccitabllit& elettrica del 
nervo frenico e del cuore in una donna (Caterina Serafin) che presen- 
tava 11 cuore ricoperto solo dalla pelte , dopo 1* estirpazione dl vasto-v 
encondroma della parete anteriore del petto. 

II nervo diaframmatico sinistro si poteva facilmente eccitare sotto al 
solco atrlo-ventricolare con elettrodo a forma di bottone e della gros« 
sezza di un pisello. L^elettrodo indifferente veniva posto sullo sterno a 
suUe vertebre dorsali. Faradizzando si ottene^a contrazione della met& 
sinistra del diaframma, con istiramento del cuore in basso ed in faori^ 

II cardiogramma non ne era alterato. E non vi era dolore. Colla cor- 
rente galvanica si vide che 11 nervo frenico reagiva alia maniera del 
nervi motori. 

Elettrizzando il cuore , si osserv6 che con forti correnti continae i 
movimenti ne erano molto influenzafi , mentre colla corrente indottai;. 
pochissimo. Neppure con fortissimo correnti indotte si poteva notare 
un*alterazione di ritmo e di frequenza. Non v'era dolore (la cate che- 
rlcopriva il cuore era anestetica). L*eocitazione galvanica del oaore si 
esegui con doppio elettrodo a forma di bottone, o<«con an solo elettrodo* 



DI ELETTBOTEBAPIA Sll 

mentre Taltro era tenuto salla scapola o sallo sterno. Si ottennero coa- 
trazloni artlflciall del cuore anche con moderate correntl (Gat. G.G. -*• 
An. G.G. — An, A.G.). La corrente continna modificava il ritmo car* 
diaco, ed in mode costante se costante era il ritmo elattrico. Ogni ec* 
^itazione galvanica (invertimento) era eegaita da contrazione visibile e 
palpabile del due yentricoli. Una dalle carve disegnate mostra chiara* 
mente il passagio dal ritmo normale con freqaenza di 80 battiti ad ana 
ft*eqaenza di 140 al minnto. L*azione maggiore della obiusara del ca« 
todo si pot^ dimostrare oolla diversa elevazione deH'apice. Gon 120 
commutazioni si ebbe una freqaenza di 120 battiti, eco. Gessato io stU 
molo, tornara prontamente la freqaenza normale. La malata aTvertlVA 
4arante Teccitazione un senso dt stiramento dietro alia parte inferiore 
dello sterno ; nessan dolore ; a volte una sensazione al braocio sinistra, 
^on fn notato alcan cambi&mento nella circolazione periferica*' 
. Facendo circolare nna forte corrente senza interrazioni , se qnesta 
agiva sn talani pnntl della saperflcie del ventricoli , si aveva accele- 
Taroento delle pulsazioni flno al doppio o al triplo del normale. I pnntl 
^eccitabill si estendevano dal solco atrio«ventricolare per 2 centim, in 
giCi sal ventricolo; ci6 dipendeva probabilmente da stimolo del ganglj, 
Dopo ripetate prove anment6 talmente la eooltabilitii di qnestl centrl 
j(per la diminuita resistenza elettrioa] che bastarono correntl molto piii 
leggiere ad accelerare la freqaenza. La contrazione del mnscolo car- 
diaco, quando avvenlva, sembrb sempre egaalmente forte , o che fosse 
prodotta da corrente Intensa o leggiera. 

Si gianse ancbe a diminnire la freqaenza delle contrazionl del cnora 
•molto sotto al normale, mediante Invertlmenti di una intensa corrente 
igalvanica, ma le curve cosi ottenute non fUrono mal del tutto regolari. 

Venne acoelerata Tattivitik cardiaca ancbe col porre un polo snlbi 
porzione dorsale della spina e Taltro sallo sternO| usando per6 una cor- 
Tente fortisslma ed invertendo spesso il circnito. Bipetendo gli espe- 
Timenti su molti malatl, si pot^ condndere cbe il cuore d influenzabile 
'dalla corrente contlnua ancbe a traverso delle pareti toraciche. E le 
modificazioni sono tanto nel ritmo cbe nella energia delle contrazioni. 

14) Rossbach ba fatto sn un soggetto ben adatto studj aocurati , dai 
^uall sembra risnltare cbe sia possibile di ecdtare i museoli della la" 
tinge eoUa elettrizzasione soltanto cutanea. Essl dimostrano inoltre 
obe le contrazionl della larlnge cosi ottenute dipendono da diverse ca- 
tion! -—a) riflessi da parte del oervello e del midollo spinale per la 
eocitazione dolorosa della pelle^-« &) movlmenti galvanic! di deglnti- 
2ione — c) IMnfluenza meccanlca snl larlnge delle contrazioni del mur 
43coli del collo — d) flnalmente Tazione diretta della corrente sal nervl 
-e mnscoli del larlnge. 

c Dopo molte prove TAutore gianse ad ecdtare direttamente il nerro 
jricorrente. La corrente deve essere debole onde non produca contra- 
«loni del musooli del eoUo. Si pianta an elettrodo bottonato tra il la^ 



S42 BIYISTA 

riage e to sterno lotto airorlo aniertore deUo 8terao-eleido«ma8t<4d«o^ 
•^raltra 8i isipplioa Id an panto qaalunqoe lontano. Ad ogn\ chiararm 
«d apertnra di drenito si otUena chlaramente nna contraiione delte^ 
eiwda Toeale coMcpondente airelettrodo* 

Da eaperfmenti moltdpliei fkUi in tal gai«a» TAotore eoncbinde dtt^ 
-non ^ neeesiario elettrizzare direttamente la laringe, potendosi otten^re- 
jagnala effetto eon la elettrixiazione cotanea. 

> 16) Q&rdon trovli, insieme a Droidofft che in pefsone affatte da an- 
ddri ogtinati delle mani e del piedi -^ a) la sensibilitk elettro^cntanea' 
•0 la taltile eraoo diminnite nella palma ddle mani e pianta dei ple^ 
-^ ft) ancbB la temperatara era ivi abbasNita — * e) la fara^szasioiie 
jieiematiea (col pennello) mlgiiorava non solo la seeresione del sadore^ 
.ma anche quest! nltimi disordini nerrosi. - 

17) Seihiel tenta di dimostrare come nell* nomo Tirente persi'sta Fati-^ 
mento di eocitabiiit& anche dope il cessare della oorrente continna, e- 
che darante U passaggio della medesima per le membra o per 11 •!«• 
stoma nervoso oentraiOt ▼! sia nn anmento di forza mascolare. Poieh^r 
le prove che no addnoe sono poeo stringent!, non erediamo di doverei 
.Intrattenere sn cib. 

Segnono oonsiderazioni soUa resistenza elettrica delle ossa del cranio, 
sngli eftetti termici della corrente , ecc. In fine TAntore raocomanda. 
nna maniera partieolare di massaggio flaradico. 

18) De WatteviUe parla favorevolmente del metodo polare e con* 
ferma le idee di Erb saU*elettcotono , In opposixlone ad Eulembtirg ed 
altri. 

. 19) Waller e De WaiieiHlle eeroarono di dimostrare Y elettrotott|^« 
xinnendo in un circnlto la corrente polariszante e qnella di esperimento^ 

/P eccitando meccanicamente proprio il nervo coir elettrodo polariz- 
lante. 

Interpretarono i fenomeni ottennti coU*appoggio delle segnentl pro» 
messe — a) Qaando si applica un elettrodo snila pelle in oorrispoiK 
denza di an nenro, in qu^sto si formano 2 aerie di punti polarizsat! ;. 

.nna immediatamente Botto ail* elettrodo e oogli stessi segni eletlrlei^ 
•^ zona polare; Taltra in distaoza variabile e con segni elettrioi op-- 

.posti — zona peripolare — b) ilntensitii d maggiore nella zona polare- 
che nella peripolare — c) ie leggi di diffusione sono nguaii tanto per 

•la corrente galvanica che per la farad! ca; anche in qnesta predomina^ 
Tazione del catodo, giaechd ogni scossa d'indozione eeoita come una. 

•chinsura galvanica, ciod solo neila zona dd oatodo. 

I ifisuitatt degli esperimenti farono a^e ^ a) darante it passagglo^ 
della corrente galranlca la Jzona del catodo (polare o peripbiare) d 
trova in uoo state di ecoitabilit^ aumentata, e la zona (polare o peri- 
polare) deiranodo in' nno state di eecitabiliti diminuita — b) accreaeendc 
Fintensit^ di una corrente polai^iiizante oltre un certo grAdo , sembra 

^y venire nna invadione del campo "cateld^otbnicd snll* anelettrbt6&ic» 



BI BLBTTROTERAPIA S43 

ft 

(in 861180 fi8iologico). Per esempio, poDdndo Tanodo faradleo nella zona 
peripolare dl una moderata oorrente galvanica di seaso opposto, questa 
lona da oatodioa ohe era diviene anodica e in conaegaenza 8i ha dimi» 
nozione o annallamento deir effetto di eccitazione ; per6 dl maad in 
mano clie si rinforza la oorrente polariziante , ricompijono lo oontra* 
zioni e raggiungone an grado saperiore al normale -* c) qnando si fn« 
terrompe la oorrente dopo snffioiente polarizzasione segno nella re- 
gione oatelettrotonioa un abbassamento sensibilo della eeoitabilitft , e 
qnindi an nnovo anmento di lunga dnrata (per esempio, 1 Vi ot%). B 
nella regione aneletlrotonioa alia diminuzione ohe si avoTa delia eoci- 
tabiiitli elettrica snecede immediatamente un anmento molto pronnn-^ 
oiato di qnesta, e raamento persiste lungamente. 

20) II pensiero c^ominante nel lavoro di Letoumeau ft ohe si posda 
agire snlla oiroolazione del cervello , appUcando i poll della pila snlla 
nnca e sal ganglio oervical superiore. Darante 1* appiioasione si aTreb* 
hero sintomi « vascolari > o c pupillari > oomprovanti rinflueaza della 
oorrente sni Tasi-costrittori e sui dilatatori dellMride* L*Aatore oredo 
Indleato 11 sao metodo in oerte forme di psicosi e di flassioni prodotte 
da eccessiyo lavoro mentale. Conaiglia : dnrata della sedata da 5 a 10 
minnti, sedata giomaliera, Tigllanza snl ouore. In media dopo 40 se- 
date si avrebbe il risoltato favorevole. L' Autore appoggia le soe to* 
date eon aleani esperimentl sa animali. In un oane vide prodnrsi d!-^ 
latazioue della popilla, sporgenza del bulbo e dilatazione del vasi ddlla 
retina ad ogni interrazione (meglio InTersione) di una oorrente che an«^ 
dava dalla fronte o daH'angolo della mascella al oollo. Piill tardi Le(our» 
neau pobblicb an esperimento sa an glovane gatto, a oui scopri la 
dura madre, ed applicb Tanodo di dietro alia branca asoendente del 
mascellare inferiore, 11 catodo snlla' flronte. Facendo passare per 10- IS 
minnti una oorrente di media intensity , osserrb restrlngln^nto del 
Tasi meningei. 

Da qnesto esperimento sa nn gatto FAntore non si perita di inferlro 
che anohe nelPuomo sla facile prodarre anemia temporanea del oer- 
Tollo oon nna corrente asoendente I 

21) In una pnbblicazione saccessiva Letoumeau tentb di conTalidare 
Pidea ohe oolla corrente continoa si • contraggano 1 Tasl intracranici f, 
dimostrando nn abbassamento della temperatara della testa dopo To- 
lettrizzazione. Fece esperimentl sagli animali e sairuomo. (Al fielatora 
sembraoo inconcludenti). NelPaomo adoperb nna fasciatnra che teneva 
compress! i.ntomo alia testa parecchi termometri ( seoondo Broca ). I 
termometri ragglunsero il massimo dopo circa 1 ora ; qnindi Tonne di* 
retta per minnti dalla fronte alia nuca una oorrente oostantd eon 
freqnenti interrazloni. Dorante V esperimento e per 20 minat! dopo 
Tenne presa la temperatara ogni 5 minnti. Nella maggloranza dei casi 
qnesta si abbassb di qaalche decimo di grado, nella minoranza si eloTd. 
Per ooronare Topera, TAutore traforb 11 cranio a 4 gioyani eani cli» 



:3i4 RIYISTA . 

per la separazione dalla madre e per il oattivo natrimento erano di- 
yenuti debolissimi^ plantb loro un termometro nel cervello *e qaiadi dU 
resse una corrente discendeate a traverso della ie8ta. La temperatara 
si abbassb repentiDamente di circa 1 grado. 

. 22) Ldicenfeld ha fatto numerose ricerche salla inflaenza ohe eser«^ 
clta I'elettrizzazione estema nella circolazione del cranio. II sao lavoro 
contiene una raccolta di tutto cl6 cbe si ^ fatto snlia isaWaniszasione 
delVa testa, alcune esperienze elettroterapeutiche proprie ed nna esatta 
descrizione degli esperimentl che egU ha fatto sa una qaarantina di 
^nimali. Ai conigli venne asportato un pezzo di teca ossea, e si osser- 
vavano i vasi deila pta madre colia lente a traverso della dura madre. 
Talora questa si allpntanava. Lanciata una corrente continaa dalla 
flronte alia nuca o viceversa, si studiarono i cambls^entl che aweni- 
yano nei vasi meningei ad ogni chiusura e apertura di oircuito e ad 
ogni inyertimento della corrente. Da qnesti esperimentl TAutore crede 
di poter dedurre — a) che d possibile influire sulla circolazione in- 
traoranica per mezzo della elettrizzazione cutanea — & ) chd con una 
oorrente ascendente i vasi arteriosi del cerTcUo si dilatano con acce- 
leramento della circolazione — c) che con una corrente diseendente i 
vasi arteriosi generalmente si restringono — d) che con una oorrente 
trasversa alia testa si ha dilatazlone del vasi meningei dalla parte del- 
I'anodo e restringimento dalla parte del catodo — e ) che correatl in- 
dotte dirette a traverso della testa indncono nel ceryelio un anmento 
della massa sanguigna. 

II Relatore, dope un esame attento di quest! esperimentl, crede pro- 
bablle una carta influenza della corrente sniramplezza del yasiy ma noa 
ritiene lecito trarne deduzioni assolnte, sia per la diffleolt^ di tali os* 
«ervazioni sia per la irregolarit& del risultati, risonoscinta anohe dallo 
fitesso Likoenfeld. Molto meno poi sarebbe corretto il dednrre regole 
terapeutiche da quest! esperimentl su animal!. 

24) Mdbius ha fatto uno studio particolare sulla varietiL delle rea- 
4Bioni elettriche individuali e specialmente su quelle che si Teriflcano 
solo In certe determinate persone. Reazionl di qaesto genere sono: 
^sonnolenza dopo relettfizzazione, anmento di appetite, stimolo alia toase, 
jsalivazione, sensazionl eccentriche, eco. Egli propone di ohiamare per- 
sone elettro- sensitive quelle in cui sia facile il provooare simiU rea- 
£ioni. In talune malate potd faoilmente produrre lo stato ipnotieo 
iisando il metodo di Breid. Laonde sarebbe probabile che le persone 
elettro-sensitive, in ispecie quelle che divengono sonnolenti dopo V e- 
lettrizzazione,-posseggano le propriety nervose adatte agli esperimentt 
ipnotici, 

' L*Autore ha osservato che nei malati elettro^sensitlvi la oura elettrica 
^ pii!i proflcua che negli altri. Per cui , allorchd durante V esame elet- 
trico si hanno reazionl rare, si pub fare una prognosi faosta rigoardo 
cui trattamento elettricQ. 



DI ELETTROTBRAPIA 846 

IV. Generalltl^ — Metodl. 

i ..••.- . . . 

1) Bruchner. — Rapporto elettroterapeutioo. Momorabilien. XXIII, 7, 
,, 8,.9f 1878 nalla di nuovo). 

2) Blackwood W. -— Contribazioni elettroterapiche, Philad, med. andj 
, anrg. Rep. XXXIX. Aug. 1878. ( Comunicazioni dl casii in parte 

mentovati piDi sotto). 
9) Teissier L, L — De.la valear th^rap. des courants. ^continus. .Pa? 

rls 1878. (Esposizione sintetica di cpse oonosciute), 
A). Balfour Q. W. *— SnirapplicaziODd olinica della elettricit^ Edinb* 

med. Journ. XXV, p. 481, 1879. (t una breve riyista, ma ben fiitta). 
^) Poole Th. W. — Elettricit^ come agente.paralizzante. New Yor]c« 
< med. Becord. XVI, 18, 23^ Noy. Dec, 1879, (Considerazioai teore* 
i ilche prive di valore). 

«) Nefiel W. B. — Idem. Ibid. 20. Nov. 1879. (Crltlca del preoe- 
f dente). 
^) RochtoelL — Elettroterapia. Boston med. and sarg.. Journ. CI. 8, 

p. 2d5, 1879. (Casuistica. Nulla di nuovo). 

3) Albert E. — Storia della elettroterapia. Wien. med. Presse XXI, 
^ 12, 1880, ( Biporta le esperienze elettroterapeutiche del canonico 

ZHwisch nel 18.° secolo). 
9) Freusherg^ — Sulla contrattillt^ eletirica del muscoli paralizzati» 
Arch. f. Psyohiatrie, etc. IX, p. 244, 1879. 

11) R medesimo, — Osservazioni suUa reazione degenerativa. Idem , 
, p. 434. ^ 

12) B medesimo. — • Aggiunte, ecc. Idem p. 469. (II lavoro d di natnra 
,' purame^te speculativa. L'Autore vnol dare una teoria del movi- 

mento molecolare nel muscolo sano e nel malato). 
JL3) Morgan L E. — Applicazione deirelettricitd ai ner?i per mezzo 

. deirago puntura. Lancet II, 13, 14 Sept. Oct. 1879. 
14) Kurx E. — Risultati terapeutici della fasadizzazione. Memorabi- 

lien XXVi, 4.^ p. 204, 1881. ( Brevi comunicazioni su casi guaritl 

di nevralgie sciatiche » crurali e brachial!, reui^atismo^ enuresl 

nottuma, tumpre di milza, parte premature). 
yS) Seguia E. C. — II metodo intraboccale per la faradizzazione del 

facciale inferiore. Arch, of Med. IV, 1, 1880. 
),6) Onimus. — Applicazione medica della elettricitiu Journ. d^ Th^»; 
^ VIII, 22, 23, p. 851. Nov. Dec, 1881. 

17) Renzi E. de* — Impiego deirelettrlcit^ in diverse malatiie. An- 
^ nali unlv. Vol 257, p. 300. Ott. 1881. 

18) Beard G. M. — Graduazione della oorrente. ;Jonro. of n^rv. and» 
' ment 8c Jan., 1880. 

19) Paul C. — Corrente galvanioa e faradiea. Bull, et m6m. de la See 
t_\ de Th^rap. Xiir, 9, p. 103, 1881. (L'Autore crltlca respreasione in* 

determinata conrant continn). 



^ 



S46 BIT18TA 

20} Barthoicw W» -^ Sulla scelta tra la corrente galvaniea e la Lra^^ 
dloiu MecL News and. Absir. XXXIX, 1, p. Jan. 1881. (Esposizione 
,' . di cofle eoaoaeiute). 

21) Leegaard. — Sulla reazloue'degeneraUva. DeutechlMi Ardh. f. kliiu 
; Med. XXVi; 5, 6, p. 459, 1880. 

22) Beuielberffir, — * Stu«iJ Bperimentali sulla reazlone degeneratira. 
Idem XXVII, 6, p. 562, 1881. 

22 a)* Joliy. *-^ Salle irregolaritH della legge di eontrazlonl nell* nom^- 
Tivente. Neurol. Centr. B\. 13, 1882. 

23) Adamhimjoiez A. — Reazione isofaradica ed isogalTanloa. Chari- 
Uannalen, Y 1880. 

24) Matm /• Z>. — Importanza diagnostica della contrattilit& elettriea*. 
Brit med. Joum. July 16, 1881. (Ua tentatiro di famigliarizzara 
gli esercenti inglesl coiresame elettrico i senza menzione alcana- 
del gaWanometra). .... ^ 

25 a) Vigouroua R, — Osserrazloni svlV eftetto polare della corrente 

• * indotta. Comptee rend, des Stances- de la Soo. de Biol. N. 14, 21^. 

avril 1882. • 

■ 

25 b) YigouroUx. -- Elettro-diagnostico e reazione degeneratlTa. Pro-^ 

gr^s m^d. X, 14, 16, 1882. (Non contiene nulla di nuovo, se non la. 

euriosa asserzione che nella reazione degeneratlra 11 mascolo rea- 

gisce alia corrente di chinsara e non alia corrente di apertara 

del rocchetto secondario); 
25 c) Db WattevUle. — Btettro'erapia razionale detle paralisL Me^« 

Times and. Gaz. April 22 e 29, 1882 (^ una esposizione oorrettaf. 

ma non contiene nulla di nuoTo). 
26) M6hius. '^ BlettricitiL e sua azlone calmante 11 dolore. BerL klin^ 

Wochenscr. XVir, 35, 1880. 
1S7) Mtyer M. — Sui puntl dolenti alia pressione come punti dl ritroT^ 
_ nell^applicazione galyanica; Berlin, klin. Wochenscr. XVIII ,. 31^ 

1881. . - 

28) W)ius. -^ Sulla foradizzazione generale. Idem. ^VIL 

29) Engeihorn. ^ Idem. Centr. Bl. f. Nervenheilkde, 1, 1881. ^ 

30) 3£aienflsch. — Idem. Schwelz. Corr. Bl. Xf, 22, p. 721, 1881. 

81) fUcher /?*. — La faradizzazione generale. Arch; f. Psychlatrie, etol 

Xir, 3, 1882. • 

ISS) Paut C. — Cura del fremito e dl altri disordlnl dl-coordinazioni 
- per mezzo del bagbo galvanico. Bull.-de Th^r.XClX, 5 , p. 1931 
- Sept. 15, 1880. - ^ ^ 

33) n medesimo. Bull, et m6m. de la S6c. de Th^rap. Xlir. II, p;i2aL. 

* nrni. - . . ' . r? 

34) Ishetoskp. — Bagno elettrico. Cent^ Bl. f^ Nenrenheilkde , etfe. 6 ; 

• 1882. - „ : 

•35) De Wi/ttmVe. — Galrano-fara^izzazion-^i Neurolog. Centr. Bl. 12. 

1882. . i * 



DI ELBTTBOTERAPIA 817* 

86) ScMi O. -* Elettricit^ statiea e aao impiego nell* isterismo. Pro«> 

. gr6B xnM. 17, 18, 1881. 

97) Srlenmej/er. — Con8idera^ioni goirazione della elettrioitk stat'oa. 

fn UB caso di paralisi hterioa. Central* Bl. fur NerTanhellkde , 1 « 

1879. 
88) Morion W. L •— Eletiroterapia atatioa. New Jork m^d. Reeorder* 

XiXt 14 6 15, 1881. 

39) Blackwood W. JR. — Impiego della e1attricit& statiea in terapta.--^ 
New Jork m^d. Record. IX, 21, p. 584, 1881. 

40) Beard O. M. — Applicazione medica della elettricit& statiea. Idem. 
XX, 14 ottob. 1S81. 

41) Rockwell A. Z>. — Use della elettrieit& stdtica. Idem XX, 12 sept;. 
1881. 

42) DrosdofT* "- La Franklinizzazione nella neuroterapia. Gentr. fiL U 
Nervenhkde, 7 1882. 

4?) ^nigke /. — La elettrleit& statioa come mezzo terapeutico. New 

Jork 1882. (L*Aatore consiglia relettricit& statioa e per laoga^espe- 

rienza persoaale e per i lavori di Qolding Bird). 
44) Ventura. — Utilitjt del galvanismo associate ai bajfni di Trenschin* 

Teplltz. Wien med. Wochenschr., 13, 1879. 
44 a) Stein S. TK — La elettrizzazione generale del corpo omano. -^ 
^ Contribozioni elettrotecniche alia cura della debolezza nervosa 
;^ (nevrosismo e nearoastenia) e delle nenrosl general! affiai. Halle a 

S. 1-^2. 
4^ Clemens Th, — Contribozione airimplego metodioo della elettri'*- 

citk. Med. Cent Zig. LT, 28, 44, 1882 (nulla di naovo)s 

c 13) Morgan^ mosso da oonsiderazioni teoretiche e ancbe da qaalohe 
esperienza, cons'glia di applicare la corrente elettrica, specialmenta la 
galvanica per mezzo della agoptm^nra. Ci6 sarebbe in partioolar modo 
indkato nolle grari paralisi e anestesle da malattie epinali , da sifi-* 
dide satarnismo e nelPatrofia moscolare progressiva. 

15) Seguin propone di eccitare eon nn piccolo elettrodo. da «ntro la 
bocca 11 ramo inferiore del fjEiccIale. Qaesto processo non ^ nuovo per^ 
<ia Oermania. 

18) Beard espone cosl le sue vednte suUa graduazLone delP elettri'» 
<iitik -- a) gli effetti terapenticl, slano eccitanti, sedativi o tonic! si 
ottengono con ogni polo.e con qnalanque direzione della corrente. In. 
pfaiica non v*d che dtfTerenza di grado. 

In generale Panodo agfsce oome sedatiyo, ilcatodo come eccitante 
««*' 5) Ti sono eccezioni, ma che. non infirmaho la regola ^ e) la dose^ 
•0 gradoazione deirelettricit& 6 11 . prodotto della inteDsit& della oor- 
rente, della dorata deirapplicazione, della forma degli elettrodi e loro> 
posizione, del metodo pr^scelto e del temperamento del malato — ^ 
4) 11 voler gradnare matematicamente dietro le deviazioni del galva*^ 



852 RIVISTA 

molto eccitabile DellMsohlatico della rana, e ancfae nel confgli di ^Ter 
trovato ponti eccitabili airusclta dei nervi della coscia e nelLa porzione^ 
oeryicale del almpatico. 

28) Mdbius ha fatto nna relazione salla Faradizzazione generale. 
Si 6 yalso dei lavori di Beard e Rockwell, e ha notato coq ragione che 
in Germania sa cid si 6 fatto molto poco. 

UAutore ha udatosla faradizzazione generale quasi solo nolle nenro- 
astenie e ne ha yedato baoni effetti. Dalla sua relazione togliamo il 
0880 seguente. 

Un meroante, di 41 ann! , non immune anche prima da sofferenze^ 
nervose, 3 anni or sono ebbe an accesso di naasea» vertigine e pas- 
seggiera perdita di parola. E dopo d'allora fa persegaitato da distarbi 
neryosi d'ogni specie: nausea, yomito, dlarrea sporadica, sonno in-* 
quieto, yiyl dolori di testa a sinistra, crampi dolorosi, Intorpidimento 
delle dita, iperidrosi nel territorio dell* ulnare , e debolezza generale. 
Proyata inutilmente la galvanizzazione nel coUo, VAtUore ricorse alia fa- 
radizzazione generale, mediante la qnale potd troyare molti pnnti do-^ 
lorosl. li mlglioramento fu sensibiie fine dalla prima sedata. Dopo 9 ap» 
plicazioni 11 malato era quasi del tatto rlstabllito. 

29) Engelhom comunioa 2 casi, nel qaali ebbe buon effetto la fara* 
dizzazione generale. Nel l.^ una giovane di 19 anni patlya di smarri- 
menti epilettici alternati da estremo esaurimento nervoso. Con 12 8e-> 
dute guarlgione completa. II 2 * rlgardava una slgnora affetta da « Iste- 
romelancolia. > GoUa faradizzazione generale 11 sonno diyenne migliore 
e tomarono le forze. 

30) Anche Maienflsch ha yedato buoni effetti dalla faradizzazione ge- 
nerale, specialmente nolle neuroastenie e negli esaurimenti neryosi da 
eccessi sessuall. Ldwenfeld {Ueber Behandlungjeoc, Munchon 1881) de- 
scriye 2 casi. Nel 1.^ si trattava di un indiyiduo nearopatico fino dalla 
nascita, esaurito per isforzi mentali od abuse di cloralio ; nel 2.® si trat- 
taya egualmente di neuro-astenia con fondo ereditario. La faradizza- 
zione produsse noteyole miglioramonto, II sonno soprattutto fa pit tran- 
quillo. 

31) Layoro piii grande suUa faradizzazione generale ha pabblieato 
Fr. Fischer. Egli conferma in generale, come i suoi predecossori, le 
idee di Beard e Rockwell. E descriye 3 casi con esattezza. 

I. In un soggetto debole, con germi eredltari, si and5 syolgendo nel 
decorso di 10 anni uno state di angoscia melanconica con alluoinazioni 
e molteplici rmanifestazioni yaso-motorie : palpitazioni, acceleramento 
del polso, battito delle carotid!, calore alia testa, dilatazione di papille,. 
rossore della pelie a chiazze, oppresslone di testa, rumore alle orecchie. 
bruciore di gola con sete inostinguibile, formicolio alle gambe e disme^ 
norrea. Qaesto state si andava sempre piii aggravando non ostante si 
fossero tentati tutti i mezzi. Si yolle tentare la faradizzazione generale. 
Alia prima sedata segui subito un sense diyero sollieyo per mezs'ora.. 



DI 'teLETTBOTERAPIA 353 

In seguito dopo ogni seduta migliorayaao i fenomenl morbosi pe^qual• 
che ora; ma soltaDto dopo 15 sedate si ebbe migliorameiito darevole* 
La testa divenae libera, il sonno tranquitlo, fazione del cuore piii oalma 
e scomparye il tremito* 

II. Uomo di 35 anni eon neuro-astenia ipocondriaca e debolezza del 
piede destro. Anche qai le prime sedate prodassero aa vero sollievo 
quantunqae passeggiero; il qaale perb di venae persistente dopo 29 
sedate. 

III. Una giovane di 23 anni, da 4 anni clorotica, soffriva di oefalea, 
y^rtigine, deliqui, fieyolezza, palpitazione, mancanza di appetito, vomito, 
diarrea, insonnia, ecc. I preparati dl ferro non yalsero a nulla. Le se-* 
date faradiche erano segaite da forte bisogno di dormire, e piii tardi 
da benessere generale. Dopo 26 sedate ancbe il colore delle mucose era 
migliore. it carioso cbe il peso del corpo diminui alqaanto darante il 
trattamento elettrioo. 

II Rel. da poi della saa prima pubbllcazione ba raccolto gran namero 
di osseryazioni. Secondo il sao parere, la faradizzazione generale gioy^ 
molto 1& dove si tratta di semplice debolezza nervosa 83nza alterazione 
psicbica. Non pub tacere di avere avato ancbe degli insuccessi. Molte 
yoite dopo le prime sedate sopragglunse uno state di eccitamento ge» 
nerale cbe costrinse a sospendere la cura. E in quei casi non era da 
incolparne una incauta applicazione. Quande si applica la faradizzazione 
generale si deve avere in mente cbe la sua azione d soltanto regola- 
trice e non produttrlce di forza. Negli esaurimenti del sistema nervoso 
la parte precipua Tba sempre IMgiene, mentre i'elettrizzazione, al pari 
degli altri stimolantf, non d cbe un ausiliario. 

32) Strenuo difensore del bagno galvanico d Constantin Paul. EgU 
usa una tinozza di latta ben verniciata, con due lamine di carbone fii^- 
sate alle sue estremit^. A queste lamine si uniscono i poll deli'appa- 
recchio. La corrente traversa il corpo del bagnante in direzione ascen- 
dente. Essa 6 la corrente di apertura del roccbetto primario di un ap- 
pareocbio dMnduzione, eocitato da un elemento Bunsen. Se ne regola la 
intensity o coiravvicinare piili o meno il corpo alle piastre di carbone 
cbe pescano nel liquido, o colla graduazione del roccbetto; in mode cbe 
essa sia realmente sentita, ma non riesca sgradeyole. II bagno deve 
durare di regola mezz* ora e ripetersi ogni 3 giorni. L' Autore V ba asato 
principalmente nei tremori. Perflao nel bagno il malato suol sentirsi 
calmatOy perb dopo il tremore diviene piiH forte, e solo nel giorno se- 
guente se ne ha il yero effetto sedative. 

Paul comanica 6 casi di tremore mercuriale. Tutti ftirono gaariti 
per mezzo del bagno. Dopo 5 o 6 bagni subentrb miglioramento evi- 
dente, dopo 20-30 guarigione definitiva. Quasi tutti i malati erano stati 
prima trattati inutilmente con altri mezzl: bagni solfurei, joduro di po- 
tassio, corrente continua. Di 3 casi di tremore aloooiico, in 2 bastaroao 
6 bagni ed in 1, 7 bagni. 

Bivisia, 2S 



. V 



854 RIVISTA 

In I caso di sclerost xnnltlpla (donna di 63 anni) il tremore Tenne 
tnolto diminnito cqI bagno galvanico (dalla descrislone pa5 anche sup- 
porsi obe si trattasse di semplice tremore senile). 

Egualmente migliorato ne fu un vecchio malato di paralisi agltante. 
Farono curati 2 casl di corea, con risoltato rapido in nno, con nessan 
effetto neiraltro. Una paraplegia con tremito ne venne quasi del tatto 
guarita. Tre malati di irritazione spinale farono miglioraU considerd- 
Tolxnente. Un malato che dope raffreddamento era state co\to da pa- 
raplegia ed in segnito da tremore delle gambe ed inoesso ataaaico, fa 
guarito con 1 18 bagni. Tre tabetici invece peggiorarono. Ed un malato 
di atrofia muscolare progressiva non ne sent! alcnn vantaggio. 

33^ In un lavoro posteriore 1* Autore riporta altre due guarigionl dl 
tremore mereuriale. I caratteri di questo, secondo lui, garebbew.ra- 
pida invasione prima deile estremit^ superiori, poi delle inferiori eper- 
fiistenza continna. In media si richiedono 25 bagni alia guarigione del 
tremore mereuriale. Nel tremore alcoolico, cbe comincia lentamente,^ 
alternato da soste, e non diviene mai oosi yiolento come qaeUo,ba" 
etano in genere 6 8 bagni. Un caso piuttosto complicate di coreafu 
^uarito dopo.20 bagni generali e 50 maniiuvi. Un malato di emipZ^IT^ 
^ifllidca e atassia venue pure guarito con 19 bagni, senza cara io- 
teroa. 

• In un granchio degli scrittori giovarono I bagni ; rimase tattavia nna 
certa debolezza delia mano, che fu vinta colla farad izzazione. H caso 
era molto grave, ed il malato prima della cura non poteva scri^ere 
neanche il sue nome, mentre dope 31 bagni scrisse, a dir vero con fa- 
tica, ma in modo leggibile e senza tremito« In una signora con tremore 
congenito non si ottenne alcun giovamento. Per eontro migllor6 abba* 
stanza un malato cbe probabiimente era affetto da sclerosl mnltip^^ 

L* Autore riporta anche la scrittura di quasi tutti i suoi malati, prio^* 
e dope della cura, onde far meglio conoscere il grado del miglio^^' 
mento. 

34) Spronato dalle comunicazioni dl Paul^ Isehevoshi feoe namerose 
ricerche, servendosi dello stesso metodo. Egli venne a queste condi^' 
fiioni: a) negli uomini: con deboU oorrenti si ebbe sensazione pl&^' 
vole, con correnti piii intense il sense del faradismo, e con correnti an- 
cbe piCi forti tensione e contrazione speoialmente del muscoli pii!i ^^^^ 
nU'elettrodo. La frequenza del polso dopo il bagno era diminnitajiar^' 
fipirazione era pii!i profonda ; la sensibility della pelle e ia contrattilit^ 
faradica aumentate. la forza muscolare diminuita, aumentato il P^ 
del corpo (?22^^); b) nelle rane: con deboli correnti si ebbero leggi^^ 
contrazioni, e con piCi forte tetano. 

Furono curate col bagno galvanico le malattie seguenti : a) nenr^'^ 
fanzionali per anemia e cattivo nutrimento; h) affezioni reumaticlid 
€) tremore in segnito a sforzi eccessivi ; cQ avvelenamento ^da piooQ^ 

In generale 1 risultatl furono buoni. 



DI ELETTROTERAPIA 855 

35).2>e Waiteville fondandosi sa conslderazioni teoretiche e sa qaal- 
^be esperienza personale, consiglia la galvano-faradizzazione, ciod il pas- 
saggio simultaneo delle due correnti in una parte del corpo. In ttn cir* 
•paito galvanioo vlene inserito il rocchetto secondario di un apparecchio 
dMnduzione, in mode che la corrente indotta di apertura abbia la me- 
deslma direzione cbe la galvanica. L' Autor£ descrive un discreto ap* 
parecchio d' innerzione, per 11 quale rimandlaino all'orfginale. 

€ Poichd le due correnti seguono le stesse leggi di diffusione, traver- 
fieranno insieme i tessuti compresi fra gU elettrodi, e ciascuna impul- 
sione fkradica colpir^ muscoli e nervi , cbe si trovano di gl& in istato 
di catelettrotono o di eccitabilit^ aumentata. Per tal guisa colia gal- 
Tano-faradizzazione si possono ottenere effetti, cbe difdcilmente si ot* 
terrebbero colla faradizzazione. > 

In questi ultimi tempi la eletMcitd statica 6 tornata in gran yoga. 
A dir vero, gik da molti anni Frommhold e Schwanda si erano ser- 
viti della macchina di Eolz a scopo terapeutico, lodandosene molto» e 
Clemens ripetutamente Taveya consigliata, e success! isolati yenivano 
riportati da pareochie parti; per5 solo di fresco 6 rinata la conddenza 
generate nella elettricit^ di sfregamento. La scuola della Salp6tridre in 
particolar modo ba caldeggiato per essa. Vigourouof radoper6 nelle iste- 
Ticbe in connessione agli esperimenti estesiogeni. Buoni troyaniosene 
gli effetti, furono continuate le proye ancbe su malate non istericbe. 

36) Ballet (per relazioni di Charcot) rende conto delle esperienze 
iJEitte a Parigi. Quivi adoperano una maccbina di Carr^ modiflcata al- 
quando da Vigourouco. Le malate yengono poste nello sgabelio isoiante 
e carlcate di elettriclt^ posltiya o negatiya : bagno elettrostatico. Si 
ayyicina loro un eccitatore a punta flno cbe esse sentano un leggiero 
fioffio : yento elettrico, o di piCi in modo cbe scoccbi un fiocco di soin- 
tille, o flnalmente con un eccitatore sferico si traggono da loro scin- 
tille. Oltre le anestesie e contratture istericbe, furono curate colla elet-* 
triciU statica: parali si periferiobe del facciale, irritazioni spinali, di- 
spepsia neryosa, dismenorrea e perflno paralisl agitante , sebbene con 

^^^^ eflfetto passeggiero per quest' ultima. 

1^^' 37) Ancbe JSrlenmeu^r us6 relettrlcit& statica in un caso d'isterismo, 

B con qualcbe yantaggio; mentre le altre applicazioni elettricbe aye- 
Tano fallito. 

38) Morton si diffonde lungamente suUMmpiego della elettricit& sta- 
tica. Consiglia la maccbina di Holz perfezionata e riporta diyerse espe- 
xienze incoraggianti. 

39) Blackwood d molto contento della maccbina di Toepler. Con essa 
0' hh yinto molte neuralgle ostinate. In un caso di antica neuralgia del 

trigeminOy ribelle a protratta galyanizzazione , ottenne in poche setti- 
mane effetto complete. Egual successo ne ebbe in un signore affetto da 
neuralgia intercostale ed in un gioyane affetto da neuralgia spermatioa 
per onanismo. 



o: ml'' 



lUSJv-'! 



356 RlViSTA 

40) Beard pure ha asato yarie Tolte 1* eletirlciUi statica con baoQf 
risaltati. Egli oonflda in esperieose alteriori, e erode ohe speoialmente 
per talnai temperamenti essa Bia molto adatta. 

41) Rockwell viene a qaeste conclasioni: a) cbe la FranklinlEsazioiie 
ha effettl tonici e sedativiy ma^inferlori di grade alia faradizzazione ge- 
nerale e alia galvaDizzazione oentrale; h) che essa agisee bene boIo in 
dati temperamenti; c)che essa giova nelle affezioni reamatiche; d) cbe 
nelle antiche oontratture e neile anestesle offre yantaggi maggiori cbe 
gU altrl metodi; e) che non 6 da adoperarsi oome mezzo diagnostico; 
f) che in qnanto alie nenralgle gnarisoe sopra tatto qnelle dl carattere 
isterioo. 

42) Drosdoff nsb la maochina di Holz in modo nnipolare (il malato 
non yeniya isolate). Chlama Franklinizzazione le applieazioni elettro- 
etatiche. Curb molti casi di neuralgic reamatiche, e riflesse e di rea- 
matismo mascolare con sedate di 3-15 minati. Sabito dope la sedata i 
dolori o si mitigayano o spariyano, e darante tatto 11 giorno perslateya 
11 miglloramento. Dope ogni franklinizzazione le nenralgie diyeniyano 
sempre piCi leggiere, flno a dilegaarsi completamente. In casi recenti 
bastarono 3-4 sedate. In una nenralgia cbe daraya da 12 anni si ebbe 
guarigione completa con 15 sedate. L* Autore in 20 casi non ebbe an 
insuccesso. 

44 a) Stein yuol dare ai medici nna guida pratica per I'impiego deiia 
flaradizzazioae generale, della corrente galvanica e della elettrioiU 
statica. 

Nella 1* parte tratta della faradlzzazione generate e del galyanismo, 
descrive apparecchi e metodi, discatendo sul yalore terapeatico diqae- 
sti nltioii. Gli apparecchi sono giit noti per altre pabblicazionf (Diapason 
elettrico di Boudet in Parigi, interrnttore a orologerla di Onitnus^ a 
leya di Tronv^, rullo per massaggio elettrico , elettrodo che si bagna 
antomaticamente, e sedia per le applieazioni elettriche). Le esperienze 
terapeatiche furono in genere fayoreyoli. Sono riportate pareechle sto^ 
rie di malati. 

Nella 2.* parte V Autore consiglia il bagno farado-galyanico. Qaeste 
in sostanza presta il medesimo seryizio che la faradlzzazione generale 
senza ayerne gli incomodi. La disposizlone per bagni deseritta da Stein 
non differisce da qaella data prima da Paul. 

La 3/ parte d dedicata alia franklinizzazione, ed al bagno elettro-^ 
statico. V Autore consiglia la macchlna di Tb^^yeanche qnella ^IHoU 
modiflcata da /• TV. Albert di Francoforte a/M. II sue metodo d qaello 
Qsato nella Salp6triSre. Egli ba asato Telettricit^ statica in 23 cast dl 
neurosi ; essi *sono : 6 casi di nearo-astenia (nessano gnarito), 3 casi di 
ifiterismo (2 guariti, 1 no), 3 casi di epilessia (1 goarito, 2 no), 2 oasi di 
corea (1 gaarito, 1 migliorato), 3 casi di insonnia (2 guariti, 1 miglio- 
rato), 2 casi di oppressione e mal dl testa (gaarit!)i 1 case di tremore, 
eciatica, tic doloroso, anestesia (tatti gaariti). 



'!>' 



DI ELETTEOTBRAPIA 357 

^ Stein coDYfene eon Yigourouiv che sia da consigliarsi. la elettricit& 
«tatica 1^ dove d indicata la idroterapia. 

FiniscQ con osservazioni sul manegglo degll apparecchii del divers! 
'^iementi della macchina elettro-statica e del sao motorei 35 belle in- 
^\sioni chiariscono il teste. 

^V. Eletftrotevapla delle malattle del glstema nerroso. 

|) Vulpian. — Influenza della faradizzazlone limitata a breve tratto di 

pelle sulla anestesia d^origine cerebrale. Ball, de Th^rap. XGVII , 
f p. 433, 481, 529, 1879 (pabblicato anche separate). 
^) Leloir H. — EITetto favorevole della faradizzazlone locale in 2 cast 

di emianestesia isterica e della galvanlzzazione nolle contrattnre 

isteriche. Gaz. m^d. de Paris, 89, 40, 1879. 
^) Lowenfeld S. — Applicazione della corrente indotta nolle malattle 

del cervello e del midoUo spinale. MuDchen 1881, 19 S. 

4) Mumpf TK ^ Trattamento della tabe dorsale col peanello faradico. 
Neurolog. Centr. Bl. 1-2, 1882. (Veil la nostra prossima pnbblioa* 
zione sulla tabe). 

5) Idem, — Note di neuropatologla ed elettroterapfa. Deutsche med. 
Woehenschr., 32, 36, 37, 1881. 

6) Yizioli P. ^ Elettroterapia pratioa. Il Morgagni , 1878,^1879, 1880 
(nulla di nuovo)« 

7) Rockwell A. D. — II Galvanismo nel morbo di Basedow. New York 
mod. Record XVI, 14, 1879; XVIII, 11, 1880. (L'Autore haottenuto 
buoni risultati nel morbo di Banedow servendosldi diversi metodi 
elettrici, 7 malati migliorarono, 2 no). 

-a) Poole Thos. W, — L'elettricit& nel gozzo esoftalmico. Ibid. XVIII , 
' ^ 21, 1880. (L'Autore ritiene T azlone della elettrioit& nel morbo di 
)^'- Basedow come c paralizzante »)l 

^ ^) Rocktoell A. D. — Gnra della epUessia colla elettrioit&. New York 
f^ med. Record. ( Tratta V epilessia colla faradizzazlone generale e 

colla galvanizzazione centrale). 
& 10) Calonius. — Elettroterapia nella epilessia e violento dolor di testa. 
•' Finska l&karesallsk. handl. XXI, 2, p. 123, 1879. ( Casi di epilessia 

1' ^ e di violento mal di testa curati con piii o meno successo per 

mezzo della corrente continua). 
' ^I) Friedenreich, — Atassla dei movimenti della loqoela guarlta colla 
I' corrente continua, Hosp. Tid. 47, 1879. 

< JL2) Neflel W. — Trattamento galvanico della tabe dorsale con osser* 

yazionl sulla reazione galvanioa abnorme dei nervi sensitivi della 

i pelle. Arch. f. Psychiatric. Xll, 3, p. 616, 1882. (L'Autore con- 

^ siglia nella taba la galvaniizazione del cervello e del midoUa 

iipinale con una corrente ascendente. L*anodo sulle vertebre lom* 






, 1 



d58 WYISTJL 

bari sarebbe piA doloroio che il catodo salla nuca. Probabilmeiito 
81 tratta di ponU iparesteaiei nella regione lombare). 

13) Neumann S. — Neuralgia iniercoatale ribelle alia eorrente eontlnua^ 
goarita oon 2 sedate di fiuradizsazione catanea. Gas/m^ de Paria^ 
7, 1878. ( La neuralgia dnraya da on anno , la eorrente galvaniei^ 
era sUta applicata per 14 giomi). 

14) Dubois JL — Cora delle neoralgie per meiao della elettrieit& 0- 
deli*idroterapia. Tbdie de Paria 1878 (nnlla di naoYo). 

16) JMeh. — Paralisi delle estremiU inferior! in segnito a ieiatica». 
Quarigione eolla eorrente indotta. Wien.med. Prease|3, 1879 (poo9 
importante), 

16) Neftel TT. — Gontribnsione alia eonoscenza e enra delle neoralgie^ 
yiscerali. Arcb, t Psycbiatrie, eto. X, p. 575, 1880. 

17) WeUe — Gaariglone di ana neoralgia del trigeinino. Berl. klin» 
Wochenscbr. XYl, 43, 1879. 

18) Siampacehia B. -* Naoyo metodo elettroterapeatico nolle nearal- 
gie. Giorn. intemaz. delle Sc. mod. If, 8, p. 8ff7, 1880. 

19) Oibney, — Trattamento galyanico delLa sciatica. Reprint, from the 
Americ. Practitioner. March 1869. Indianopolis. 8, 26 pp. 1879. 
(L'Aatore desoriye 15 eaai di sciatica, delle 4aali 11 farono gaa- 
rite e 4 migUorate col solo nso della eorrente continna. Egli oon^ 
siglia « eorrente intensa > 1* anodo snila regione lombo-sacrale a 
sal tronco nenroso, 11 catodo sal laogo del dolore , nessana inter- 
rnzione , darata della sedata di circa 10 minati , applicazione qao- 
tidiana)« 

20) JlU)cktoell A» 2). — Use della eorrente ^alyanica interrotta nella 
cara della sciatica. New York mod. Recorder XIX, 23, 1881. 

21) Fieber. — Reazlone ottenata in an ease di contrattnra mascolare 
con stimolo meccanico ed elettrico. Yirchows An^h. LXXYI , ft^. 
p. 364, 1879. 

22) Me^er M. — Gnra delle contrattare colle altematiye yoltaiche^ 
Berlin, klin. Wochenschr. XVII, 51, 1880. 

23) Revnah B. — Patologia e terapia di crampi mnscolari loealizzatf* 
Berl. klin. Wochenschr. XVIII, 21, 1881. 

24) Bemak E. — Patologia ed elettroterapla delle paralisi del neryc^ 
radlale da coTupressione. Ddatsche Ztschr. f. prakt. Med., 27, 1878L. 

25) Bemak E. — Paralisi del radiale. Sep. Abdr. aas d. Real-Bncyklo*^ 
padie d. ges. Heilkande Ton A. EuUn^urg. Wien 1882. 

26) Vecchi Qiov. de* — Atrofia xnnscoiare progressiya acata dope gnky^^ 
difierite ; rapida gaariglone colla elettricitiu Ann. only. Vol. 245^ 
p. 3, laglip 1878 (nulla di particolare). 

27) WUhelm. — Sul yalore della elettricitA nelle paralisi difteriohe. 
Wien allgenu med. Zig. 17, 1879 (nulla di particolare). 

1^ Berger O, — Cnra elettrica del tic conynlslyo e della corea'minore^ 
Centr. BL t Nenrenhellkde, etc., 10, 1879. 



BI ELBTTROTXRAPIA 359 

29) Ldwenfeld X. — Elettroterapla deir angina di petto ed affezioni 

aHanl. Bayr. Mzl IntelU BL XX Via, 39, 188U 
90) Scha/Psr, ^ Asma e saa ciinu Deatsohe med« Woclienaehr. Y. 32^ 

33, 1879. 

31) Sehmitz — Cora deirasma eoila elettricit^ Ibid. YI, 47. 1880. 

32) leo /. B. — Cora dell'asma oolla eorrente indotta. Lancet II, 20; 
noT. 1880 (nulla dl particolare). 

33) Atihaus /. — Dlabete insi^do trattato eoUa galvaniszaiione del mi- 
doUo spinale, Med. Times and Gaz. N. 27, 1880 (an caeo di diabeie 
insipldo antieo sarebbe gaarito con ana eoli^ applioazlone di eor- 
rente continaa al midollo allaogato). 

34) ChMe C. P. B. — Diabete inaipiJo trattato eoila elettricit^. Lancet 
U, 18, oct 1881. 

35) Masseu — Paragone tra Tazione della eorrente continaa e della 
Indotta nella paraiiei delie eorde vocali. Ann. des malad. de To- 
reiile, eio. YII, 1, p. 1, 1881. 

36) Torrance R. — Aibnia completa da 5 annl. — Guarigtone coUa fa* 
radizzazlone delie eorde TocalL Lancet I, 19> may 1881. 

37) CSnUelli O. — Paralisi reamatica del facclaie, gaarita colla eor- 
rente continaa. Ann. aniy. Yol. 259, p. 422. Maggie 1882 (graye pa- 
ralisi del fkociale; gaariglone in 3 meei di gaiyanizzazione). 

1) Vulpian nel 1875 ayeva dimostrato che nel malati affetti da Smia^ 
neHesia cerebrals ei poieva rapidamente far eeseare V aneetesia in 
tutio iniero Varto^ faradizzando fortemerUe la peUe in una sona cir- 
coeeriUa. (Arch, de Pbysiol, etc. Yll. p. 877, 1873). Dope d*aIlora ebba 
occasione di osseryare analoghi ri&altati in ana eerie di emiinestesia 
tanto per lesion! organichd che fanzionali. L*azione della faradiszaziona 
cutanea non fa sempre cosi rapida come in quel primi casi, per6 ancha 
Belle gaarigioni lente era evidente Tatilitii del metodo. Non solo V a- 
nestesia yeniva migliorata, ma anche la paralisi motoria e qualcbe 
yolta perflno Tafasia e 11 torpore intellettuale. U processo fd sempre 
questo: asciogata 11 pit possibile la pelle deir ayambraccio anestetico. 
Be ne eocitava molto fortemente col pennello elettrico il late estensorlo 
in una estensione di 5, 10 centim. A conferma delie sue asserzioni, 
Yulpian comanica 7 casI, alcuni dei quail possiamo riprodarre. 

L Monoplegia del braccio destro con anestesia. Trattamento faradleo. 
Guarigione. Uo gio^ane di 18 anni , che in precedenza aveva sofferto 
di serofola, il 18 agosto 1873 fu colpito da un insulto apoplettico, dop9 
ayer sofferto per pareechi gioroi di yiolento mal di testa, specie a si- 
nistra. Lo state apoplettiforme durb 20 minuti , e al riprendere cone- 
Bcenza il malato si accorse che 11 braccio destro era completamenta 
paralizzato. Tranne leggiera aftisia nel primo giorno , la paralisi si 11- 
mitb fino dal prinoipio a quel solo meitbro. 

La paralisi era di sense e di moto, T anestesia si estendeya flno al 



i 



360 BITi&TA 

coUo 6 at metto della seapola. II malaio da prima yeiine earato dolla 
corrente indottai col nitrato d'argento e eloraro sodieo d'oro seaia sen- 
•ibila Tantaggio. Pol coirnso ddlla eorrente continQa torn6 gralata- 
mente an poco di senBibilitli alia spalla e alia parte saperiore del brae- 
eiO| e ti ebbe anche qaalche movimeoto delle dtta« II 31 dieexnbre si 
comiDCib la faradizzazione circoacritta, dando internamente jodaro di 
potaisio. Ne segai grande miglioramento. 

La pelle divenne sensibUe dalla spalla in gitly Tale a dire cbe la set- 
aibiliUi 8i ripristiob dal ceatro alia periferla. Mentre si faradiszava 
r antibraccio , 11 malato aTTertiya una sensazione di puotara nella re- 
gione della spalla. La motility e la forza miglioraroao di pari passo 
colla aenstbllltiL 11 27 febbrajo 1879 11 malato poteva servirsi della 
mano destra cosi bene come della sinistra. Solamente ohe la forza ne 
era un poco minora e IVbJuzione del poUice difficile. 

Yidpiim inclioa a credere che in questo caso si trattasse di una 
emorragia nel centre corticale del braccio. Non si dlssimula per6 11 
dnbbio che potrebbe flsir naseere la completa aoestesia del braccio. Egli 
anppone che in vicinanza di ana neoformazione abbiano avato laogo 
iperemie, una delle qaali occasionb Temorragia. Al pennello fiiradico 
attribnisce 11 risnltato della cara. Qaando ana lesione oerebrale a fo- 
colajo non d troppo estesa, pa6 lasclare illesi molti elementi nenrosi 
capad di sapplire i distrntti. 

Per6 questa sostituzione non pn6 ayyenire chs lentamente. Qaegli 
elementl abbisognano di langa eccitazioae prima di assamere la ftiQ-* 
zione della parte distratta. Egli d danque probablle che gli eccitamenti 
metodioi delle termlnazloni del nervi paralizzati , giungeado al rlspet- 
tlvo centre cerebrale e alle sue yicinanze, risyeglino quelle parti d^llo 
state dMnerzia fhnzionalei e le determlnino ad assamere 11 naovo afAcia 

II. Lesione a focols^jo delPemisfero destro. Bmlplegia sinistra poco 

prononciata, emianestesia oompleta del medesimo lato, compresi gU 

organl del sens), dolore nenralgico nella met^ sinistra del petto , tre- 

mlto nel maseoli paralizzati. Faradizzazione cutanea. Gnarigione. Un 

laYorante di 45 and fa colpito da apoplessia 11 13 marzo I87d. Ripresa 

conoscenza, ayyerti debolezza nel lato sinistro e Areqaenti vertlginl. 

<La loqaela non ta alterata. D'improvyiso yenne an delore yiolentissimo 

nella metlt sinistra del toraoe. E ci6 Tindasse a riooverarsi all* Ospe- 

'dale dope 14 glorni. L'esame del malato dlede: strascico del piede si- 

Siistro, debolezza e inettitudine della mano sinistral anestesia completa 

Mella met& sinistra del corpo, perdita del gusto e indebolimento della 

Tista a sinistra. II dolore neuralgico al petto perdnrava intensissimo , 

dlvenendo intollerabile a qoalunque moTlmento. A Tolte oomparlya ire- 

^mlto nelle membra paretlche. Forono preacrltte pillole di atricnina 

(0,001 gr. 4 yolte al giorno) e fu flEiradizzata la pelle deiraTambraccio. 

,In segoito si ordIn6 Jodaro di potassio. Tentate inotilmente le ii\ie- 

^xionl di morflna per vincere la nearalgia si ricorse alia farad izaaiiona 

applioaado on elettrodo a apugna sol laogo dolente. 



DI ELETTROTERAPU 861 

. 81 ebbe a poco a pooo miglioramento. Prima ricomparve la sensible 
liUt nella palma della mano e neli' aaca , piik tardi neir avambraocio e 
nel bracciOy e per ultimo nella faccia^ nel piede. II dolore andd sempre 
piii scemandOy mano e piede riacqaistarono la forza e la vista mi- 
glior6 pare, L' 11 maggio rimaneVa ancora qualche zona anestetiea 
aelle estremit^ e nella faccia* ma V incesso era piili sicaro e la farza 
nelie due mani quasi uguale. II malato lasci6 Tospedale coma guarlto. 

Anohe in quasto oaso Vulpian crede trattarsi di emorragia cere* 
brale; per la sede sta in forse tra la capsula interna posteriore e il 
peduncolo cerebrale, propende per5 per questo ultimo. II risaltato della 
cara fu soddisfacentei essendosi ottenuta in 2 y^ mesi guarigione quasi 
completa. L^influenza della faradizzazione era evidente; dopo ogni se* 
dnta si notava un miglioramento p'\ii o meno pronanciato della sensi- 
bility della motility o di enirambe insieme. L'azione favorevole dello 
stimolo elettrico si manifestb non solo nel braccio direttamente eooi* 
tatOy ma anche nella gamba cbe non ta mai elettrizzata. 
(, Vulpian conchiude da questi risultati che la elettricit& d nn prezloso 
ansiliario della natura, potendosi con essa ottenere prontamente gua- 
rigioniy che sltrimenti sarebbero lente ed incomplete. 

III. Saturnismo. Completa anestesia del lato destro, compresi i sens! 
specifioi. Anestesia leggiera del lato sinistra Applicazione della corrente 
Indotta ad una zona circosoritta dairavambraccio destro, Guarigione. 
. Un giovane di 28 anni» che da 3 anni lavorava in una fabbrica di 
specchi con frequente maneggio di minio, si presentb 1*8 maggio 1878. 
Da 2 mesi era comlnclata la malattia con dolori alle articolazioni del 
piedi. Dopo 3 settimana divennero dolenti anche le ginocchla e quindl 
tutte intiere le gambe. Accessi vlolentl di dolore tormentavano il ma* 
lato specialmente la notte. Maucanza dl appetitOi paresi delle estre* 
init& inferiori, continuo sapore metallicOi dimagramento, accessi di co- 
iica con ooprostasi, e in flue vertigines sibili alia orecchie e mal di testa 
a destra segnavano i progress! de