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Full text of "Annuario del Museo Zoologico della Università di Napoli"

tS'f^ 



2-0?, 3 






OF 



COMPARATIVE ZOÒLOGY, 



AT DARVARD COLLEGE, CAMBRIDGE, MASS. 



ifounlieìi bs tirftonte subscrfptfon, (n 1861. 



Deposited by ALEX. AGASSIZ. 

n No IH. ^1! 




^ 



(k 



A^KUARIO 

DEL MUSEO ZOOLOGICO 

DELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI 



ANNO I. 



C\h^' 



* AIV^UARIO 



DEL MUSEO ZOOLOGICO 

DELLA R. UNIVERSITÀ DI NAPOLI 

PER 

^©MOLILI ©©tT^ 

PROFESSORE DI ZOOLOGIA 
E DIRETTORE DEL DETTO MUSEO ZOOLOGICO 



ANNO I. 



CON TRE TAVOLE 



C^^^ 



NAPOLI 

STAUPERIA PISCOPO 

Largo Avellino, n.° 7- 



PREFAZIONE 



F 



IN dal primo momento in cui veniva a noi affidata, con 
l'insegnamento della Zoologia, la Direzione del Museo Zoo- 
logico di questa Università, ben sentivamo tutto il peso 
che da un tale uffizio ci veniva, meno pel non lieve lavoro 
cui andavamo incontro , che per la grande responsabilità 
scientifica, che su di noi gravitava. Il quale peso se è 
sempre grave in simili casi , lo diveniva assai maggiore 
per noi , avuta considera/.ione allo stato in cui si trova- 
va il Museo, del quale assumevano la direzione. Nulla di 
meno ci consagravamo animosi al difficile compito, nella 
grande fiducia, che il nostro buon volere e l'attività del 
lavoro cui siamo già da lunga pezza abituati , secondati 
dalle buone intenzioni del Governo Italiano, avessero potuto 
metterci nella posizione di elevare il Museo Zoologico al 
grado convenevole, perchè rispondesse al lustro che l'Uni- 
versità Napoletana dovrebbe rivendicare , e che star do- 
vrebbe a cuore di ogniuno, nel cui animo le politiche in- 
novazioni non han distrutto 1' amore del proprio paese. 

Per adempiere intanto il meglio che si potesse al 
nostro uffizio , e dividere in certa guisa la responsabilità 



— 6 — 

che sopra di noi gravitava, pensavamo non esservi altro mi- 
glior mezzo, che quello di render di ragione pubblica, da 
un lato lutti i movimenti che in detto Museo hanno avuto 
luogo dal giorno in cui venne a noi confidato, le modifiche 
che si arrecano alle diverse collezioni, le specie di animali 
delle quali si arricchisce; dall'altro, le osservazioni scienti- 
fiche e i lavori zoologici a' quali esso può porgere occasio- 
ne. Un tal pensiero abjjiam creduto effettuarlo con la pubbli- 
cazione di un Annuario del Museo Zoologico, che venisse 
diviso in due parli distinte , delle quali la prima ammi- 
nislrativa comprendesse lutto ciò che ha rapporto all'an- 
damento materiale del Museo; la seconda fosse tutta scien- 
tifica, e racchiudesse quelle osservazioni che avremmo po- 
tuto fare nel corso dell'anno per effetto dello studio degli 
oggetti stessi del Museo. 

Essendo quindi compiuto il primo anno della nostra 
gestione, diamo alla luce il volume primo di detto An- 
nuario. 11 quale se per avventura si presenta assai scar- 
no , non è nostra colpa. Ne ciò è valuto a farci arre- 
stare nel nostro proponimento ; nutrendo fiducia che la 
magrezza di questo primo anno possa essere compensata 
dagli anni avvenire, ne' quali ci auguriamo che una mag- 
gior abbondanza di materia renda le pubblicazioni assai 
più voluminose. 

Gennaio 18G2. 



PARTE PRIMA. 



Ijome nella breve prefazione abbiamo annunziato, lo scopo che 
ci proponiamo nella parte prima eli questo Annuario, si e quello 
di render di pubblica ragione gli aumcnli che annualmente si van 
facendo nel Museo, e le modifiche che si arrecano ncHordina- 
mento delle collezioni diverso in esso esistenti. Perchè però 
si potesse di tali cose giudicare, sarebbe indispensabile far co- 
noscere lo stato del Museo nell' epoca in cui ne venne a noi 
aflidata la Direzione , ondo poter avere 1' elemento necessario 
per istituire un confronto tra il passato e Tavvenire. Sarebbe 
stalo quindi mestieri dare in questo primo anno una minuta 
descrizione delle condizioni nello quali le collezioni giacevano 
nel novembre 18C0, qnando ne venne a noi fatta la consegna, 
insieme all'elenco degli animali trovati nel Museo, onde servi- 
re di punto di partenza. Ma ciò, come è chiaro, avrebbe ri- 
chiesto un lavoro non facile a compiersi in breve tempo, so- 
prattutto a causa delle numerose lacune esistenti nella deter- 
minazione degli oggetti. Nondimeno cercheremo supplire a tale 
bisogno premettendo un cenno storico, nel quale, dopo alcune 
notizie relative alla istallazione del Museo, consagreremo quello 
che sulle condizioni e sui bisogni di esso abbiamo esposto in 
vari rapporti ufiiziali, principalmenlc nell' ultimo del 30 set- 
tembre 1861 indirizzalo al Rettore della Università. 

Akticolo 1." 

Cenno storico sul Musco Zoologico dell' Università di Napoli. 

Il Museo Zoologico della Università di Napoli, rimasto in- 
forme, estremamente povero e mal collocato per lungo tempo , 



— 8 — 
fu provvecluto di niolliplici oggetti poco innanzi al 1845, epoca 
in cui venne trasferito nella gran sala, ove attualmente ritro- 
vasi, bene adornata, corredata di stiglio di legno-noce elegante 
più di quel che la bisogna richiedeva, benché non in tutte le 
sue parti ben accomodato all' uso cui destinavasi , e per lo 
quale 1' Università spendeva circa dugentomila lire. Se però è 
molto da lodare per questo lo zelo e le premure di chi allora di- 
rigeva in Napoli la Pubblica Istruzione, è da vituperare non poco 
il non aver consagrato una almeno egual somma per corredarlo di 
Oggetti, che lo avessero reso ricco tanto, quanto elegante. Sic- 
ché il Museo mostravasi (ed in ciò forsi è da addebitarne parte 
della colpa a chi ne aveva la direzione scientiGca) ben fornito in 
animali che avessero potuto allettarci occhio e la curiosità comune, 
come Uccelli e Conchiglie principalmente di terre straniere, e 
sprovveduto quasi del tutto in quegli altri che potevano più ri- 
chiamare l'attenzione dello scienziato. Dal 18Ao al 1860 non sa- 
premmo con precisione additare di quanto si fosse accresciuto. 
Certo è che la sua povertà in animali delle classi inferiori, e di 
parecchie ancora superiori, si osserva tuttavia, come può rile- 
varsi da quel che andremo a dire qui appresso. Della quale 
miseria non ispella a noi indagar la cagione. Dobbiam solo con- 
fessare non esser noi del numero di coloro, che di lutti i di- 
felli delle amministrazioni sono usi addebitarne la colpa al Go- 
verno. Certo che ciò non può dirsi nel caso che ci occupa. 
IS^ei quindici ultimi anni 1 Università ha speso pel Museo Zoo- 
logico (dedotto lo stipendio del custode) ben quattordicimila 
lire. Se solo una ter;ta parte si fosse impiegata in acquisti , 
certamente il Museo si sarebbe trovato meglio cori-edalo; mentre 
per opposto se qualche aumento sensi!)ile vi è staio, questo è 
provenuto da doni ricevuti. Infilili, molli importanti Uccelli ed 
alcuni Pesci stranieri vennero al Museo da Principi della Fa- 
miglia allora regnante, e molte rare conchiglie parimenti eso- 
jjche furon donale dal defunto professore Stefano delle Chiaje. 
Volendo riassumere perlanlo in breve la esposizione dello 



— 9 — 

stato del Museo, in qaanto a numero di specie di animali esi- 
stentivi nel novembre 1860, si può essa ridurre alla seguente 
rassegna. 

Mammiferi. Specie dugento , ripartite con disugual pro- 
porzione fra i diversi ordini. I Roditori ed i Marsupiali vi son 
meglio rappresentati; per lo contrario i Ruminanti sou rappre- 
sentati da specie del solo genere Antilope. Di Pachidermi i soli 
generi Dicolyles ed Hyrax , e di Cetacei un solo, Ddphinus. 
De' rimanenti ordini poche le specie, e pochissimi i generi. Non 
Sirenidei , non Tardigradi , non Solipedi. 

Uccelli. L'è questa la classe nella quale il Museo è me- 
glio provveduto. Ve ne ha novecenloqiiaranta specie ; fra le 
quali pochi dei primari generi mancano. Molte delle specie 
straniere all'Europa rappresentate da numerosi individui, men- 
tre delle indigene parecchie si desiderano. 

Rettili. Il numero totale delle specie è di men che cen- 
to. Scarseggiano soprattutto i Chelonì, di cui abbiam trovato 
sole sette specie, comprese le comuni nostrali. 

Amfibii. Sole sedici specie, le quali, ad eccezione di po- 
chissime, come il Proteo, sono le comunissime dell'Europa tutta, 
od almeno di queste provincie meridionali d Italia. Non vi ha 
alcuno de' tanto importanti generi stranieri all'Europa. 

Pesci. Questa classe, che avrebbe dovuto offrire almeno una 
collezione completa delle specie del nostro Mediterraneo, non ne 
contava nell atto della consegna più che centoventi specie, delle 
quali, sedici di mari stranieri, tre di acqua dolce, un centi- 
naio del nostro mare. 

Animali Articolati. La intera estesissima sezione degli 
Animali Articolati può dirsi che mancava totalmente. Dappoi- 
ché di Crostacei vi ha solo una trentina di comuni specie ; 
quattro di Aracnidi; e della numerosissima classe degl'Insetti 
quel pochissimo che esisteva è in tal condizione, da non poter 
fare parte di un pubblico ]\Iuseo. 

Molluschi. Di Molluschi conservati in alcool vi ha pic- 
Ann. 1. 2 



— 10 — 

col numero , mancanclo moltissimi di quelli del Mediterraneo ; 
e molli ancora essendo in tale cattivo stato di conservazione, 
da esser necessario sostituirvene altri migliori. 

Non così per le conchiglie, di cui vi ha ricca collezione, 
conlandovisi poco oltre a duemila specie. 

Da ultimo, per gli animali delle classi inferiori il Museo 
possiede pochi Anellidi, pochi Elminti, pochi Echinodermi, ed 
una ottantina di polipai. 

Mentre tali cose noi esponevamo a chi di dritto fìn dal 
primo momento in cui dovemmo assumere la Direzione del 
Museo (1), e ripetevamo ancora piìi recentemente (2), non man- 
cavamo di esporre in pari tempo quali erano i bisogni più ur- 
genti del Museo; additando in generale, che sarebbe stato no- 
stro desiderio elevare almeno proporzionalmente le collezioni 
di tutte le classi di animali al livello cui trovavansi quelle de- 
gli Uccelli e delle Conchiglie : ed esprimendo ancora la ne- 
cessità di avere principal cura a formare collezioni complete 
degli animali che abitano in queste meridionali provincie d'I- 
talia, sia nell'arido suolo, sia nelle acque del mare che le ba- 
gnano, sia nelle altre dolci che le solcano, o vi formano laghi. 
Le quali cose non polendosi ottenere con le meschine somme 
assegnate ad annuale dotazione del Museo (3), era mestieri che 
una somma eccezionale (che proponevamo non minore di duca- 
ti tre mila) venisse destinata ad un primo ampliamento, e che 



(1) Rapporto del 2 dicembre 1860 al Vice -Presidente della Com« 
missione provvisoria delia Pubblica Istruzione. 

(2) Rapporto del 30 settembre 1861 al Rettore della Regia Universitè. 

(3) La dotazione annua netta del Museo Zoologico è di ducati du- 
gentonovantadue , dai quali dedotti ducati settantadue par stipendio del 
custode, restano per spese di manutenzione, preparazione ed acquisti 
ducati dugentoventi. Nell'anno decorso 1861, in seguito a nostro rapporto, 
stando a Segretario Generale della Pubblica Istruzione in Napoli il sig. 
Imbriani , vennero straordinariamente accordali altri ducati cento. 



— 11 — 

innoltre venisse accresciuta l'annuale dotazione da servire per 
saccessivi acquisti. II primo voto è slato già esaudito; che, grazie 
al zelo ed alle provvide cure del Rettore di questa Università 
sig. Giuseppe de Luca , secondalo dalle simili intenzioni del 
Ministro di Pubblica Istruzione sig. Francesco De Sanclis, tra 
le dotazioni straordinarie falle a tulli i Musei e Cliniche, una 
cifra di dieciassettemila lire è stata destinata per questo Mu- 
seo Zoologico. E noi siam certi che ove non s' incontreranno 
opposizioni intorno al modo da noi proposto per lo impiego 
di detta cifra, potremo con essa ottenere Io scopo che aveva- 
mo a cuore. 

Articolo 2." 

Aumenti del Musco da novembre 4860 a dicembre 'iS61. 

Perchè si possa giudicare se doviziosa sia slata la messe 
degli oggetti, dei quali abbiamo arricchito il Museo durante i 
quattordici mesi decorsi dal novembre 1860 a tutto dicembre 
1861 , fa mestieri metterla in rapporto con la somma spesa. 
Devesi adunque conoscere, che per puro acquisto di animali la 
cifra impiegata è slata di soli ducati 169: 95 (1). 

(1) Sommando le spese tutte fatte pel Museo nei 
quattordici mesi , si ha una cifra di ducati. . . . 458. 89 

Da questa cifra si debbon sottrarre : 

Per stipendio al Custode, mesi quattordici (dedotti 
giorni otto di sospensione ) 82. 40 

l'er spese di manutenzione , materiali per prepa- 
razioni, boccacci di cristallo, basi di legno, trenta sca- 
tole di cartone a libro per insetti, apparecchi diversi 
tassidermici. . 148.94 

Per vari libri indispensabili a tenersi ad uso esclu- 
sivo del Museo 46.00 

277.34 277.34 

Restano per spese di acquisti 181.55 

Da questa cifra di ducati 181. 55 dedotti ancora 
per teste di vari vertebrati preparate per la collezione 
craniologica necessaria alle dimostrazioni nell'insegna- 
mento, e varie spese per trasporto di oggetti ricevuti 
da fuori 11. CO 

Restano per acquisto di animali 169 O5 



— 12 — 
Con tale somma il Museo si è accresciato di un vistoso numero' 
di specie di animali, siccome rilevasi dall'elenco che ne diamo qui 
appresso. Certamente i Zoologi si meraviglieranno vedendo com- 
parire in tale elenco varie specie comuni abbastanza, soprattutto 
delle indigene. Ma questo stesso fatto servirà a dare più chiara 
idea delle condizioni indecorose, nelle quali il Museo si tro- 
vava nell'epoca del passaggio della Direzione. Ed in quanto alla 
sproporzione che si osserva nel numero di specie delle diverse 
classi, vuoisi ricordare che esso, generalmente parlando, è, come 
era mestieri, nella ragione inversa di quello che già si trovava 
nel Museo. 

Da ultimo avvertiremo esser nostro intendimento che l'e- 
lenco che andiamo a dare riunisse ancora una utilità sotto il 
rapporto de' reciproci scambii di oggetti, proposti a Direttori 
d'altri Musei Zoologici. Per la qual cosa verranno con ispecial 
segno additate le specie delle quali conserviamo individui rad- 
doppiati, da poter olTrire in cambio di oggetti che al Museo 
mancano. 

ELENCO 

DELLE SPECIE DI ANIMALI IMMESSE NEL MUSEO 

da Novembre 1860 a lutto Dicembre 1861. 

IV. B. Le specie precedute da * mancavano nel Museo : quelle senza * 
vi esistevano, ma rappresentalo da individui o in cattivo stato di conser- 
vazione i od unici. 

Le specie precedute da = son quelle di cui si conservano individui 
disponibili da poter offrire in cambio ad altri Musei. 

Rlammifcrl 

* 1 Cercopithecus ruber, Desm. Senegal '' (1) 

* 2 Felis pardalis, Linn. Amcr. mer. 1 



(1) Il numero che si segna è relativo agl'individui messi nelle col- 
lezioni , indipendentemente dagli altri che possono esservi duplicati. 



— 13 — 






3 Erinaceus enropaeus, Linn. 

4 Flecotus auritus, Linn. 


Napoli 
id. 


1 
1 


Vecellt 






5 Buteo communis, Gmel. 

6 Columba livia, Lin.varpavonina (1] 

7 Àrdea alba , Gmel. juv. 

8 Fuligula clangala, Bcchst. 


Napoli 
). id, 
id. 
id. 


1 
1 
1 
1 


Rettili 






9 Testudo graeca, Linn. 

10 Emysaurus serpentinìis, Linn. 

11 Stanrotypus odoratus, LaU\ 

12 Pentonyx capensis, Dum. Bib, 

13 Homaeopus areolatus, Thunb. 

14 Cryptopus graiiosus, Schopt. 

15 Boa constrictor, Linn. (2). 

16 Tropidonotus natrix, Linn. 

17 Zamenis viridiflavus, Lacep, 


Napoli 
Amer. mer. 

id. 
Cap. B. Sp. 

id. 
Gange 
Brasile 
Napoli 

id. 


1 
1 
1 
1 
1 
1 
2 
2 


Amflbll 






18 Bufo vulgaris, Band. 


Napoli 


1 


Pesci 






a) Preparati a secco. 






19 Cernua gigas, Bronn. 

20 Serranus bepatus, Linn. pullus. 

21 Pelamys sarda, Bl. 

22 Mugil capito, Cuv. 

23 Labrus merula, Linn. 


Mediterr. 
id. 
id. 
id. 
id. 





(1) Vedi la parte seconda. 

(2} Ne esisteva altro individuo piccolo in alcooL 



— 14 — 






* 24 Crenilabrus lapiiia, Riss. 


Mcdìlerr. 


2 


* 25 Salmo fario, Liim. 


Volturno 


1 


* 26 Phycis linea, Limi. 


Mcditerr. 


1 


b) Conservati in alcool. 






* 27 Trigla lineata, Lìnn. 


Mediterr. 


i 


* 28 — aspera, Viv. 


id. 


2 


* 29 — obscura, Linn, 


id. 


\ 


30 — corax, Bnp. 


id. 


1 


* 31 — ? 


id. 


1 


* 32 Oblada melanura, Cuv. 


id. 


2 


* 33 Bops salpa, Linn. 


id. 


1 


* 34 Pagrus vulgaris, Cuv. 


id. 


2 


* 35 Saigus Rondeleti, Cuv. 


id. 


1 


* 30 Naucrates duclor, Raf. 


id. 


2 


* 37 Micropteryx Dumerili, Riss. 


id. 


1 


38 Zeus faber, Linn. pullus. 


id. 


1 


* 39 Trachyplerus taenia, Schn. 


id. 


1 


* 40 — fiUcauda, n. (1). 


id. 


1 


Labrus merula, Linn. 


id. 


2 


* Al — festivus, Riss. 


id. 


2 


* 42 » — psittacus, Riss, 


id. 


1 


* 43 Crenilabrus tìgrinus, Riss. 


id. 


1 


* 44 "— ocellatus, Forsk. Val 


. id. 


1 


— Tarielas. 


id. 


1 


* 45 -^ massa, Riss. 


id. 


1 


* 46 Callionymus maculatus, Raf. 


id. 


4 


* 47 — dracunculus, Linn. 


id. 


6 


* 48 — ? 


id. 


3 


* 49 Triplerygion nasus, Riss. 


id. 


1 


50 Blennius ocellaris, Linn. 


id. 


1 



(j) Vedi la parte seconda. 



— IS- 
SI Blennìus galerita, Art. Mcdìlerr. 

52 Cenlriscus scolopax, Ltnn. id. 

53 Leucos rubella, Bp. Volturno. 

(JjCUCÌscus dohulal Fn. Np.) 

54 Belone rostrata, Fahcr. Mcditerr. 

55 Grammiconolus bìcolor, noh. (1). id. 

56 Goniosoma argentinuia, 0. Cost. id. 

57 Gadus minutus, Liti. id. 

58 Leptocephalus pelluciclus, Riss. id. 

{Lcpt. Raftnesquiy Fn. Np.) 

59 Pleuronectes cilharus, Raf. id. 

60 — arnoglossas, Raf. id. 

61 — Boscii, Riss. id. 

62 Solea lutea, Riss. id. 

63 Plagusia pietà, nob. (2). id. 

64 Lepadogaster adherens, Rafin. id. 

junior, Tar. id. 

65 — Gouani, Lacep. id. 

66 Branchiosloma lubricura, 0. Cost. id. 

Insetti 

Coleotteri. 

67 Cleonus clalhratus, Oliv. 

68 Hypsonotus clavulus, Gertn. 

69 Larinus bucci nalor, Oliv. 

70 — onopordinis, Fab. 

71 — ursus, Fab. 

72 Heilipus mulliguttatus, Fab. 

73 Ambates apricans, Herbs. 

74 Homalonotus deplanatus, Sahlb. 

75 Madarus quadrìplagiatus, Lac. 



4 
4 
4 

4 
1 
3 
2 
1 

4 
4 
4 
2 
2 
3 
3 
3 
5 



Oriente 


2 


Brasile 


3 


Orano 


1 


Barberìa 


2 


Bona 


2 


Cajenna 


2 


id. 


2 


Brasile 


3 


Cajenna 


i 



(1) Vedi la parte seconda. 

(2) Id. 



— 16 — 
' 76 Baris nltidus, Dej. 

77 Centrinus politus, Germ. 

78 — sanguinicoUis, Germ. 

79 Conotrachelus irroratus, Dej. 

80 — inexplicatus. 

Ortotteri, 

81 Blabera grossa, Thunb. 

82 — pedeslris, Scrv. 

83 — reflexa, Thunb. 

84 Brachycola sexpunctata, Thunb. 

85 Corydia peliveriana, Linn. 

86 Phoraspis pallens, Scrv. 

87 — ? 

88 Gryllus? ? 

89 OJontura punctatissima, Serv. 

90 Pterolepis armillata, Serv. 

91 Meconema varium, Sei-v. 

92 Prosopia granulata, Klug. 

93 Acridium ? 

Nevrolteri. 

94 Libellula umbrata, L'mn. 

95 — fusca, Ramb. 

96 — coerulans, Ramb. 

97 — ? 

98 Ascalaphus longicornis, Linn. 

99 Biltacus tipularius, Latr. 

Imenotteri. 

100 Sphex sumptuosa, nob. (1). 

101 — chlorargirica, nob. (2). 



Brasile 


1 


id. 


1 


id. 


3 


Cajenna 


2 


1 


2 


Brasile 


2 


id. 


1 


id. 


2 


idi 


1 


Jnd. or. 


1 


id. 


1 


? 


1 


? 


1 


Ital. set. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


Brasile 


1 


Indie 


1 


Brasile 


1 


id. 


1 


id. 


2 


id. 


1 


Ital. seti. 


1 


id. 


4 


Brasile 


1 


id. 


1 



(1) Vedi la parte seconda. 

(2) Id. 



— 17 — 

102 Pelopoeus fistularius, III. 

103 Ammophila abbreviata, Fab. 

104 Enodia publdorsa, nob. (1). 

105 Chlorion azureum, Limi. 

106 — lobatum, Fab. 

107 Pompilus alramentarius, Kl. 

108 Priocnemìs flavus, Fab. 

109 Pepsis Pieaumuri, Dhlb. 

110 — floralis, tcp. 

111 Tacbytes labiata, Fab, 

112 Palarus ? 

113 Scolia glabrata, Kl. 
1U — ? 

115 Campsomeris ? . 

116 — ? 

117 Mulilla americana, Fab. var. (2). 

118 — diadema, Fab. 

119 — escoriata, Lep. 

120 — cardinalis, Kl. 

121 Methoca icbneumonides, Latr. 

122 Oecodoma cephalotes, Fab. 

123 — alrata, Fab. 



124 Formica 




125 — 




126 — 




127 — 




128 Eumenes 




129 — 




130 — 




131 — 




132 — 




133 — 





mer. 



Brasile 
id. 
id. 
China 

id. 
Brasile 
Ind, or. 
Amcr. 

id. 
Brasile 
Jsol. Maur. 
Nuov. 01. 
? 
? 
dava 
Brasile 
Cajenna 
Giava ? 
Messico 
hai. seti. 
Brasile 

id. 

id. 

id. 

id. 
Bombay 
Giava ? 
Brasile 

id. 

id. 

id. 

id. 



1 

2 

1 

1 

1 

3 

1 

1 

2 

3 

1 

2 

1 

1 

1 

3 

1 

2 

1 

2 

3 

3 

2 

4 



(1) Vedi la parte seconda. 

(2) Differisce dal tipo per la fronte priva di macchia. 

Ann. 1. 



— 18 — 



134 Eumenes ? 


Brasile 


2 


135 — ? 


id. 


1 


136 — ? 


id. 


1 


137 Polybia liliacea, Fah. 


id. 


1 


138 Polistes distigma, Klug. 


C. B. Sp. 


2 


139 — instabilis, Lcp, 


Messico 


2 


140 — calcusii, Zep. 


Cuba 


i 


141 — ? 


Brasile 


2 


142 — ? 


China 


1 


143 — marginalis, Fah. 


C. B. Sp. 


2 


144 — chlorosloma, Lep, 


Messico 


1 


145 — ? 


Brasile 


2 


146 — ? 


id. 


1 


147 Macrocera analis, Lcp. 


id. 


2 


148 Euglossa cordata, Fah. 


id. 


1 


149 Xylocopa barbata, Fah. 


id. 


1 


150 — ? 


id. 


4 


151 Anthophora ? 


id. 


1 


152 Dasypoda hirlipes, Lalr. 


Ital. sclt. 


2 


153 Halicius chloris. 


Brasile 


4 


154 — diversipenois, Lcp. 


id. 


2 


155 — dimidiatus, Lcp. 


id. 


1 


156 Nomia humeralis, Jur. 


Il al. seti. 


3 


157 ? ? 


Brasile 


1 


158 ? ? 


id. 


1 


159 Colletes ? 


Brasile 


1 


160 Melipona fulvescens, Gùcr. 


Cuba 


4 


161 — interrupta. 


Brasile 


2 


162 — ? 


id. 


2 


163 -. ? 


id. 


4 


164 Crocisa hislrio, Fah. 


Pori. Nat. 


1 


165 Psithyrus ? 


Brasile 


1 


166 Pasites Scbotti, Latr. 


Ital. seti. 


1 


167 Phileremus punctatus, Latr, 


id. 


4 



— 19 — 
168 Epeolus variegatus, Linn. 
1G9 Apis ? 

170 Megachile ? 

171 Anlhidlum ? 

172 Schizocera furcata, Faò. 

173 Tarpa cephalotes, Fab. 

174 Leucospis intermedia, Spin. 

175 Clialcis sispes, Faò. 

176 Euchaiis cyniformis, Latr. 

177 Cryplurus argiolus, Ross. 

178 Lyssonota verberans, Grao. 

179 Pimpla flavicans, Grav. 

180 Tryphon elegantulus, Grav. 

181 Cainpoplex pugillalor, Grav. 

182 Spalili US clavalus, Nccs. 

183 Cardlochilus saltator, Necs. 

184 loppa ? 

Emilleri 

185 Tectocorìs cyanipes, Fab, 

186 Cantao dispar, Stoll. 

— var. 

187 Callipliara nobllis, Fab. 

188 Callidea excellens, Burm. 

— — var. 

189 — Buquelii, Guer. 

190 — formosa, Hope. 

191 — slockerus, Linn. 

192 — 12-punctata, Fab. 

193 Augogoris Gomesii, Burm. 

— var. 

194 Pacbycoris Fabriciì, Linn. 

195 — Scbonsboei, Fab. 

196 — rubropunctata, Gcrm. 



197 — 



pinguis, Germ. 



Ital. sctt. 


3 


Brasilo 


1 


id. 


3 


id. 


1 


Ital. selt. 


4 


id. 


4 


id. 


4 


id. 


4 


Ital. sctt. 


2 


id. 


3 


id. 


A 


id. 


1 


id. 


4 


id. 


4 


id. 


1 


id. 


2 


Brasile 


1 


Glava 


1 


id. 


1 


id. 


2 


id. 


1 


Ind. or. 


1 


Coromand. 


4 


id. 


1 


Ind. or. 


1 


China 


1 


Indie 


3 


Senegal 


2 


Amer. 


1 


id. 


1 


Cajenna 


1 


jdmcr. mcr. 


1 


Brasile 


3 



— . 20 — 

198 Pachycoris ? Brasile 

199 Agonosoma ilavolineatum, Lap. Cajcnna 

200 — dichroum, Serv. Brasile 

201 Psacasta pedemontana, Fab. hai. selt. 
20!i Tetyra pagana, Fai. Nuov. 01. 

203 Plalaspis silphoides, Fab. Indie 

204 Cbloenocoris impressus, Fab, Brasile 3 

205 Odontoscelis signalipennis, Gcrm. id. 1 

206 — n. p. ? id. ? 4 

207 Erthesina mucorea, Fab. China 2 

208 Nevroscia grata, Pai. B. S. Doming. 2 

209 — nubila, Fab. dava 4 

210 Phloea corticata, Drur. Brasile 1 

211 Dryptocepliala BruIIei, Lap. id. 1 

212 Eurydema stolidum, Fab. Messico 2 

213 — repandum. C.B. Sp. 1 

214 Stracliia crucigera, Hahn. dava 2 

215 — histrionìca, Hahn. Messico 1 

— vai'. id. 2 

216 Pentatoma juniperinum, Fab. Ital. sctt. 4 

217 — ? C.B.Sp. 1 

218 — Lifasciatum, Hahn. Brasile 1 

219 — ? Is. Maur. 1 

220 Eysarcoris decoratus, Hahn. Messico 3 

221 — Irisignatus, Gemi. Indie 1 

222 Prooxys victor, Fab. Cajenna 1 

223 Nezara smaragdula, Fab. Is. Maur. 1 

— var. torquata, Fab. Pondichcry A 

224 — ? id. 1 

225 Rhaphigaster nigripes, Fab. id. 3 

226 Arvelius albopunctatus, Dcg. Brasile 1 

227 Acantliosoma lituratum, Fab. hai. sctt. 4 

228 — griseum, Linn. id, 4 

229 Tesseraloraa papillosum, Thunb. Giova 2 



— 21 — 

230 Tesseratoma proximum, Hope. 

231 Asopus cuslos, Fah. 

232 Cydnus aetbiops, Fai. 

233 — ? 

234 Hiverus hirtus, Am. Serv. 

235 Lobosloma giganteum, Burm. 

236 Aspongopus mactans, Fab, 

237 — janus, Fab. 

var. vicinus, Hope. 

238 — ochreus, Hope, 

239 Menenotus luuatus, Lap. 
2/i0 Pachyiis Hopei. 

241 Meropachys Buquetii, Spin. 

242 Nemalopus indus, Linn. 

243 Homoeocerus nigrlpes, Klug. 

244 Leplocorisa costalis, Her.-Sch. 

245 Slenocepbalus negleclus, Ha/in. 

246 Corizus sidae? Fab. 

247 Stenogaster tardus, Hahn, 

248 Lygaeus variicolor, Fab. 

249 — aulicus, Fab. 

250 — ? 

251 — signalus, St. 

252 — suturalis, Fab. 

253 — livularis, Germ. 

254 ^ hospes, Fab. 

255 Odontopus Coqueberlii, Fab. 

256 Dysdercus Koenigii, jPo^. 

257 — carnifex, Fab. 

258 Largus rufipennis, Lap. 

259 — lineola, Linn. 

260 — atomarius, Kl. 

261 — cinctus, Her.-Sch. 

262 Cicada fasciata, Fai. 



Pondichcry 
hai. sctt. 


1 

2 


Brasile 




id. 




Senegal 
Cajenna 
Brasile 




Ind. or. 




Pondi chery 




Bengala 
Brasile 




Cajenna 
Brasile 




Cajenna 
C. B. Sp. 
Giova 




Ilal. sclt. 




Brasile 




Sardegna 
Trinità 




Amer, mer. 




Colombia 




Messico 




Amer. wer. 




C. B. Sp. 
Tranqueb. 
Ind. or. 




Indie 
C. B. Sp. 
Brasile 




id. 


4 


Messico 




id. 




Giava 





— 22 — 



* 


263 


Cicada grossa. 


» 


.264 


— mamnifera, Fai. 


* 


265 


— atrata Fab. 


* 


266 


— virescens, Oliv. 


* 


267 


— 4-tuberculata, Sign. 


<f 


268 


— timpanum, Fai. 


* 


269 


— capensis, Linn. 


* 


270 


? 


* 


271 


— nobilis, Germ, 


* 


272 


— Tillosa. 


* 


273 


— orni, Linn. 


* 


274 


— ? 


* 


275 


_ ? 


* 


276 


? 


* 


'277 


— curvicosta, Germ. 


* 


278 


• — maculala, Fab. 


* 


279 


— septemdecim, Linn. 


* 


280 


— incarnata, Germ. 


♦ 


281 


? 


» 


282 


— ciaticola, Gene, 


* 


283 


— cantans. 


* 


284 


? 


♦ 


285 


Encliopliora recurva, Spin. 


* 


286 


— ? 


* 


287 


Pyrops candelaria, Linn. 


* 


288 


Aphaena farinosa, Faò. 


* 


289 


— nigropunctata, Gei 



290 Lystra pulverulenta, Oliv. 

291 Poeocera perspicillata, Fab. 

292 Dycliophora ? 

293 — virescens, Germ. 

294 — Gayi, Spin. 

295 Phenax variegata, Oliv. 

296 Cisius pinicola, Duf. 



Brasile 


1 


id. 


2 


China 


2 


Giava 


2 


id. 


1 


Brasile 


3 


C. B. Sp. 

Giava 


2 
2 


Ind. or. 


2 


C. B. Sp. 

Napoli 
Malia 


1 

4 
1 


Brasile 


3 


id. 


1 


Nuov. 01. 


1 


China 


2 


Am. seti. 


1 


China 


3 


Is. Maur. 


2 


Sardegna 
Affrica 

Senegal 
Brasile 


2 
2 
1 
1 


id. 


1 


Ind. Or. 


3 


id. 


2 


Indie 


2 


Brasile 


1 


id. 


3 


id. 


M 


id. 


1 


Chili 


1 


Brasile 


3 


S. Se ver. 


% 



— 23 



* 297 Cixius serralulae, Ilcr.-Sch. 


Parigi 


1 


* 298 


Issus coleoptralus, Fair. 


id. 


1 


* 299 


Ommatidiotus dìssimilis, Fall. 


id. 


1 


* 300 


Derbe 


? 


Is. Maur. 


1 


• 301 


Fiala 


? 


Brasile 


1 


• 302 


Poeciloptera phalaeuoides, Fab. 


id. 


2 


* 303 


— 


brasilieiisis, Spin. 


id. 


2 


* 304 


— 


? 


id. 


2 


* 305 


— 


? 


id. 


i 


* 306 


— 


? 


id. 


1 


* 307 


— 


pruinosa, Koll. 


? 


1 


* 308 


Membracis 


cari naia, Fabr. 


Cajcnna 


1 


* 309 


— 


lunata, Fabr. 


Brasile 


3 


• 310 


— 


C-album, Fairm. 


id. 


1 


* 311 


— 


rectangula, nob. (1). 


id. 


3 


• 312 


— 


follata, Fabr. 


Cajcnna 


1 


* 313 


— 


fasciata, Fabr. 


id. 


1 


• 314 


— 


tectigera, Oliv. 


Brasile 


2 


* 




var. (2). 


id. 


3 


• 315 


— 


consobrina, nob. (3). 


id. 


1 


* 316 


— 


albidorsa, Fairm. 


id. 


2 


♦ 317 


— 


lanceolata, Fabr. 


Cajcnna 


2 


• 318 


— 


fulica, Genti. 


Brasile 


1 


* 319 


.— 


uutans ? Gcrm. 


id. 


1 


* 320 


— 


monoceros, Germ. 


id. 


1 


* 321 


Pterygla cruciata, Fabr. 


Cajcnna 


1 


* 322 Oxyrhacbis 


tarandus, Fabr. 


Ind. Or. 


2 


• 323 


— 


? 


id. 


2 


• 324 


— 


gibbulus A. C. (4). 


Sennaare 


1 


(1) Vedi la parte seconda. 




(2) Id. 










(3) Id. 










(4) Id. 











— 24 — 

325 Hoplophora pertusa, Gemi. Brasile 

32G Umbonia uigrala, ^ììi. Serv. Messico 

327 — reclinata, Germ. id. 

vai: id. 

328 — spinosa, Fabr. Brasile 

329 . — Amazili, Fairm. Amer. con. 

330 Ceresa vitulus, Fahr. Brasile 

331 — uslulata, Fairm. id, 

332 — nervosa, Fairm, id. 

333 Sinilia vaginata, Germ. id. 

334 — campeslris, Fairm. id. 

335 Aconophora flavi pes, Germ. id, 

336 var. « id. 

337 — incumbens, Germ. id. 

338 Polyglypta pilosa, Germ. Messico 

339 — maculata, Burm. id. 

340 Oxygonia alliacea, Gei'm. Brasile 

341 Tbelia mlltoglypta, Faòr. Bagola 

342 — expausa, Germ. Messico 

343 Hemiptycha punctata, Faòr. Brasile 

344 — camelus, Kiugd. Messico 

345 Darnis lateralis, Faòr. Brasile 

346 — trifasciata, Faòr. id. 
•347 — convoluta, Oliv. id. 

348 — limacodes, Burm. id. 

349 Horiola lineolala, Fairm. Cajenna 

350 Centrotus coinutus, Linn. Parigi 

351 — flexuosus, Fabr. Ind. Or. 

352 — ? Indie 

353 Telligometra obliqua. Parigi 

354 Dorydium lanceolalum, Burm. Francia 

355 Eurymela fenestrata, Lep. Serv. Nuov. 01, 

356 — ? id. 

357 Aelalion reticulalum, Linn. Brasile 



3 
2 
2 
1 
3 
1 
1 
1 
1 
1 
2 
2 
1 
3 
A 







— 25 — 






* 358 


Ulopa obtecta, Fall. 


Parigi 


4 


• 359 


— trivia, Germ. 


id. 


4 


* 360 


Cercopis 


heros, Fab. 


China 


1 


• 361 


— 


1 


Brasile 


1 


* 362 


— 


? 


id. 


2 


* 363 


— 


? 


China 


3 


* 364 


— 


? 


Brasile 


1 


• 365 




Scachi, Fab. 


id. 


2 


• 366 


— 


1 


id. 


1 


' 367 


•^ . 


? 


id. 


2 


* 368 


— 


? 


Madagascar 


1 


• 369 


— 


analis, Germ. 


C.B.Sp. 


2 


* 370 


_— 


? 


Brasile 


1 


* 371 


— 


melanopterà, Germ. 


id. 


4 


• 372 


? 


? 


Giava 


1 


* 373 


Tomaxis 


furcata, Germ. 


Brasile 


4 


* 374 


— 


coccinea, Fab. 


id. 


2 


• 375 


Sphenorhina rubra, Linn. 


Brasile 


4 


* 376 


Aphrophora ? 


? 


2 


* 377 


Ptyelus 


lineatus, Linn. 


Parigi 


2 


* 378 


Tetligonia purpurata, Germ. 


Brasile 


1 


♦ 379 


— 


12-punctata, Germ. 


id. 


1 


* 380 


— 


5-maculata, Germ. 


id. 


1 


* 381 


— 


fasciata, Linn. 


id. 


1 


* 382 


— 


■vernicosa, Lep. Serv. 


id. 


2 


• 383 


— 


obtusa, Fab. 


Amer. mer. 


k 


• 384 


— 


canaliculata, Fab. 


Giava 


1 


* 385 


— 


4-puuctata, Germ. 


Brasile 


1 


* 386 


— 


rutilans, Fab. 


Cajenna 


1 


• 387 




excavata, Lep. Serv. 


Brasile 


1 


* 388 


— 


albipennis, Fab. 


id. 


2 


* 389 


— 


adspersa, Fab, 


id. 


2 


' 390 


— > 


? 


id. 


1 


• 391 


— 


? 


■ id. 


1 


Ann. 1. 




4 





— 26 — 

392 Tetllgonia ? 

393 Rhaphirbinus Fabricii, Sign, 

394 Scaris ferruginea, Fab, 

395 Gypona glauca, Fab. 

396 Fenthimia atra, Fab. 

— V. haemorrhoa, Fab. 

— V. thoracica, Panz. 

397 Jassus ? 

398 — ? 

399 Typhlocyba aureola, Fall. 

400 — lineatella, H. S. 
iìO] Psylla fraxini, Fab. 

402 Livilla ulicis, Cwt. 

403 Platymetopius vittatus, Fab. 

404 Dellocephalus abdomiualis, Gcrm. 

405 — pulicariusj Fall. 

406 Paropìa scanica, Fall. 

Ditteri 

407 Lapbria ? 

408 Asilus ? 

409 — ? 

410 Anthrax georgica, Macq. 

411 — ? 



* 412 Eristalis 




? 


* 413 — 




? 


* 414 — 




? 


* 415 — 




? 


* 416 ? 






* 417 ? 






* 418 Cheilosia 


subalpina, Eond. 


* 419 ? 






* 420 ? 






* 421 ? 






* 422 ? 







Brasile 

Cajenna 

Brasile 

id. 
Parigi 

id. 

id. 
Is. Maur. 

id. 
Svizzera 
Parigi 

id. 
Londra 
Parigi 

id. 

id. 

id. ■ 

Brasile 

id. 

id. 

id. 

id. 

id. 

id. 

id. 

id. 

id. 

id. 
Jtal. seti 4 
Brasile 

id. 

id. 

id. 



1 

3 



2 
2 
4 
2 
2 
2 



— 27 — 

A23 ? 

424 Brachyglossum erostratum, Rond. 

425 Sphixisoma aureo-fasciatum, Rond. 

426 — mucronalum, Rond. 

427 Zodion notatum, Meiy. 

428 Sepedon Hofiierii, Fall. 

429 Trypcta ? 

430 — ? 

431 ? 

432 ? 

433 ? 



Brasile 


2 


hai. selt. 


1 


id. 


4 


id. 


4 


id. 


2 


id. 


4 


Brasile 


3 


id. 


2 


id. 


1 


id. 


1 


id. 


1 



Crostacei 



434 Pilumnus hìrtellus, Linn. 

435 Pirimela denticulata, Mont. 

436 Portunus plicatus, Riss. 



437 — 

438 — 

439 — 

440 — 

441 — 

442 — 



Leach. 



marmoreus, 
corrugatus, Penn. 
pusillus, Leach. 

ì 

1 

Rondelelii, Riss. 

443 Platyonycbus latipes, Penn. 

444 Carcinus moenas, Linn. 
4-45 Thia polita, Leach (1). 

446 Illa nucleus, Fab. 

447 Gsapsus marmoratus, Fab. 

448 Gonoplax rhoraboides, Fab. 

449 Maja squinado, Latr. 

450 Herbslia condyliata, Riss. 



Medìterr. 


2 


id. 


1 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


1 


id. 


1 


id. 


2 


id. 


1 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


2 



(1) Ne esisteva nel Museo un individuo in alcool col nome d'Ate- 
locydut. 



— 28 — 

451 Pisa tetraodon, Leach. 

452 — corallina, Riss. 

453 Lissa chiragra, Hcrbs. 

45i Acanlbonyx lunulatus, Riss, 
^55 Achaeus Crancliii, Leach. 

456 Inachus scorpio, Latr. 

457 — ? 

458 Macropodia phalangium, Perni. 

459 — tenuirostris, leach. 

460 — ? 

461 Lambrus angulifrons, Latr. 

462 — ? 

463 Calappa granulala, Fab. 

464 Dorippe lanata, Linn. 

465 Ethusa mascarone, Roux. 

466 Pagurus angulatus, Riss. 

467 — maculalus, Riss. 

468 — ? 

469 Galaihea strigosa, Penn. 

470 — squamifera, Leach, 

471 Scyllarus arclus, Fab. 

472 Callianassa subterranea, Mont. 

473 Homarus marinus, Fab. 

474 Crangon ? 

A75 Egeon cataphractus, OUv. 

476 Alphaeus ruber, Raf. 

477 — Edwardsii, Aud. 

478 ? 

479 Typton spongicola, 0. Cast. 

480 Palaemon Treillianus, Riss. 

481 — squilla, Leach. 

482 — antennarius, Edw. 

483 Sicyonia carinata, Oliv. 

484 Squilla Mantis, Fab. 



Medìterr. 


2 


id. 


1 


id. 


4 


id. 


2 


id. 


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2 



— 29 — 
A85 Phronima sedentaria, Forsk. 

486 Araneops diadema, A. Cast. 

487 Lysianassa spinicornis, ^. Cost. 

488 — filicornis, nob. (1). 

489 Gammarus pulex, Fab. 

490 — scissimanus, A. Cost. 
4,91 — punclìmauus, A. Cost. 

492 Amphithoe Prevostii, Edir. 

493 — semicarinata, A. Cost. 

494 Amphilonotus Marionis, Edir. 

495 Idotea tricuspidala, Desm. 

496 — alrata, J. Cost. 

497 — chelipes, 0. Cost. 

498 Anlhura gracilis, Moni. 

499 Ancaeus forficularis, Riss. 

500 Anilocra mediterranea, Leaeh. 

501 Nerocila biviltata, Eiss. 

502 Melbocia contracta, A. Cost. 

503 Bopyrus ? (2) 

504 Nebalia Strausi, Riss. 
■ 505 Notodelphis ? (3) 

' 506 ? (A) 

' 507 Pychnogonum ? 



Clrrlpedi 

* 508 Pollicipes scalpellum, Linn. Mediterr. 



Mcdì'terr. 


1 


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2 


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10 


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1 


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5 


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5 


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1 



(1) Vedi la parte seconda. 

(2) Parassito della Callianassa subterranea. 

(3) Entro il pallio delle Ascidie. 

(4) Coa la precedente. 



— 30 — 

IHoIlnschi 

fi) Conservati in alcool. 
= 509 Sepiola Rondeletii, Gcsn. 
= 510 Cymbulia Peronii, Lamk. 
= * 51 ! Pterolrachea coronata, Forsk. 

512 Sigaretus haliotldeus, Linn, 
— * 513 Doris ? 

514 — ? 

515 Polycera ? 
^ * 51C Tritolila quadrilatera, Schultz. 

{Trit. thethjdca, D. Ch.) 
517 Thetis leporina, Linn. id 

( T. fimbria^ Linn.) 

* 518 Antiopa (? Janus, Ver.) (1). 

* 519 Eolis Scaccbiana, Phil. 
= * 520 — afilnis, GineL 
.- * 521 _ ? 
= * 522 Elysia viridis, Riss. 

{jiplysiopterus neapolitanus, D. Ch.) 
= 523 Aplysia punctata, Cuv. 
== 524 Bullaea aperta, Linn. 

' 525 Doridium marmoralum, Riss. 

526 Gasteropteron Meckelii, Kosse. 

527 Pleurobranchus tesludinarius, Cantr. 

(PI. tubcrculatus, D. Ch. n, Meck.) 
:= 528 Phallusia mamniillata, Sav. 
529 Cynlhia papillosa, Sav. 

* 530 Ascidia jiitestiualis, Linn. 



Mediterr. 


5 


id. 




id. 




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id. 




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2 


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2 



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1 


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3 


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5 


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6 


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6 


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3 


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10 


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3 


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1 


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3 


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2 


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2 


id. 


10 



(1) La specie che con dubbio riferiamo alla janus di Verany sembra 
quella figurata da Delle Chiaje col nome di Eolis cannata, ma non de- 
scritta. 



533 — 

534 — 

535 — 



— 31 — 

531 Salpa democratica, Forsk. 

b) Conchiglie. 

532 Helix studeriana, Fcr. 
lanx, Fcr. 
magnifica, Fei'. 
caffra, Pfr. 

536 — polygirata, Barn. 
53T — liaemastoma, Linn. 

538 Bulimus fibratus, Mari. 

539 — ioslomiis, Sojr. 

540 — magnificus, Grat. 
54.1 — nigrofascialus, Pfr 

542 — perversus, Linn, ì 

543 — ioxapreganus (!) 

544 Cochiostyla cincinna, Soir. 



5/i5 



mirabilis, Fcr. 



5A6 Pupa ovoidca, Brug. 

547 Siliquaria anguina, Linn. 

548 Eulima nitida, Lmk. 

549 Ovula carnea, Linn. 

550 Modiola discrepans, Lmk 

551 Galeomma Turioni, Sojv. 

{HiaUlIa Poli, 0. 

552 Gastrochaena tarentina, 0. Cast. 

(G. Polii, Phil.) 

Anellidi 

553 Aphrodita aculeala, Bast. 

554 Polynoe tessellata, noò. (2). 

555 — ? 

556 — ? 





Medilcrr. 


1 




Js. Scychell. 






Madagascar 






id. 






C. B. Sp. 






Brasile 






Ccjìan 






N. Caled. 






Rio Gian, 






Brasile 




'. 


Anlille 




b. 


Is. Moluc. 






Valica 






Js. Filip. - 




var. 


id. 






Is. Socotor. 






Mcditerr. 






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(1)- 


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6 




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Cost.) 







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Mcditerr. 


5 


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1 


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2 


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1 



(1) Nella spessezza del mantello delle Ascidie. 

(2) Vedi la parte seconda. 



— 32 — 

557 Lophonotus Àudoulni, 0. Cosi. 

558 Eunice ? 

559 Diopatra iridicolor, nob. 

{N. cuprea, D. Ch. 1) 

560 Lysidice parthenopeja, D. Ch, 

561 — torquala, nob. (2). 

562 — ? 

563 Alciopa vertebralls, nob. (3). 

564 Glycera siphonostoma, D. Ch. 

565 Siphonostoma diplocbaitos, Otto. 

566 Lophiocephalus Edwardsii, 0. Cast 

(^Slylarioidcs tiioniliferus, D. Ch.) 
56T Amphitritoides rapas, nob. (4). 

568 Sternaspis thalassemoides, Otto. 

569 Sipunculus nudus, Linn. 

570 Phascolosoma lima, 0. Cast. 

571 Pontobdella muricata, Linn. 



Medilcrr. 


2 


id. 


4 


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1 


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1 


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1 


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1 


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3 


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2 


•) 




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3 


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1 


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2 


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5 


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1 



572 Mizostomum cirriferum, Leuck. (5). j'd. 
Ecbinoderinl 



573 Hololhiiria pentactes, Linn. 

* 574 Synapla inhaereiis, Midi. 
= 575 Aslerias rubens, Linn. 

576 — variolosa, Lmk. D. Ch. 

* 577 — subulata, Lmk. 

= * 578 — angulosa, D. Ch. 
= * 579 ■— pentacanthia, D. Ch. 



Mcdlterr. 


2 


id. 


2 


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2 


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1 


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1 


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2 



(1) Il nome specifico cuprea trovandosi anteriormente impiegato da 
Bose per altra Diopatra dell'America settentrionale, non può conservarsi 
per la presente. 

(2) (3) (4) Vedi la parte seconda. 

(5) Parassito della Comatula mediterranea. 



* 



— 33 — 

^ 580 Asterlas bispinosa, Olio, Mediterr. \ 

" 581 — minuta, Muli. id. 1 
(cxigua, D. Ch.) 

582 Ophiura laevis, Eond. id. 1 
(^Àst. ophiura, Linn. — Oph. lacertosa^ Lmk.) 

* 583 — tricolor, Muli. id. 2 

* 584 — penlagona, Lmk. id. 2 
585 Comalula mediterranea, Lmk. id, 1 

Celenterati 

' 586 Cydippe pileus, Gmel. 

587 Diphya bipartita, Bor. 

588 — quadrivalvis. 

* 589 Abyla pentagona, Q. G. 

[Diphya tetragona, 0. Cosi.) 

* 590 Hippopodius mediterraneus, 0. Cast. id. 4 

[ffip- neapolilanuSj Koell.) 

Polipi 

* 591 Dynamena reptans, 0. Cast. (1). Meditcì-r. 4 
592 Gorgonia juncea, Soland. id. 4 

Rizopodi 

* 593 Quinqueloculina Aknerlana, D'Ori. Mediterr. 

* 594 — labiata, nob. id. 

* 595 Pleurostomina bimucronata, nob. id. 

* 596 Triloculina inornata, D'Orb. id. 

* 597 — ? id. 



Mediterr. 


3 


id. 


1 


id. 


2 


id. 


2 



(1) Faun. Napol. Polipi a polipajo flessibile, tav. Vili , f . 2 : per 
errore citata nel testo la tavola III, fig. 2. 

Ann. i. 5 



— 34 — 
In seguilo alle specie di animali aggiunte al Museo con 
gli assegni di cui abbiamo da principio tenuto parola, ci spet- 
ta registrare alcuni entomati raccolli in una peregrinazione zoo- 
logica, della quale sarà detto nella parte seconda. Tra essi ve 
Ile ha pochi che meritino qualche considerazione. Nulladimeno, 
poiché forman parte del novello patrimonio di cui il Museo 
si è accresciuto nel corso dell' anno, noi, giusta 1' esposto pro- 
ponimento, li registriamo qui fedelmente. 

* 598 Demetrias atricapillus, Limi. 

* 599 Harpalus ? 

* 600 Quedius molochinus, Grav. 

* 601 Cyphon pubescens, Fab. 
== * 602 Apion fuscirostre, Faò. 

* 603 Sitona ? 

* 604 Xylocopa violacea, Linn. 

* 605 Crocisa ramosa, Lcp. 

* 606 Hispa testacea, Linn. 

* 607 Crepidodera impressa, Fab. 

* 608 Gastropbysa polygoni, Linn, 

* 609 Coccidula scutellata, Hcrbs. 

* 610 Arachnocephalus vestitus, ^. Cosi. 

* 611 Acridium lineola, Fab. 

* 612 Pachytilus cinerascens, Fab. 

* 613 Phaneroptera liliifolia, Fab. 

* 614 Anthophora nidulans, Fab. 

* 615 — albigena , Lep. 

* 616 Prosopis variegata , Fab, 
= * 617 Scolia unifasciata , Cyr. var. 4 
= * 618 Elis interrupta , Fab. 6 

{Fem. Scolia scxmaculata, F.) 

* 619 Tiphia femorata , Fab. A 
= * 620 Bembex olivacea, Ross. 3 

* 621 Slizomorphus tridens, Fab. 3 

* 622 Ammopbila Heydeuii, Bahlb. i 



— 35 — 

623 Larra anatbema, Ross. 3 

624 Chalcis ? 1 

625 Odontotarsus grammicus, Linn. 2 

626 Ancyrosoma leucogramma, Linn. 1 

627 Aelia Klugii , Ha/in. 2 

628 Aeliodes bifida, J. Cast. 3 

629 Eysarcoris binotalus, Hahn. 4 

630 Corizus crassicornis, Linn. 

631 Camptopus lateralis, Germ. 

632 Lygaeus equestris, Linn. 

633 Pacbymerus ? 
634- Diclyonola crassicornis, Fab. 

635 Pygolampls femoratas, A. Cosi. 

636 Hydrometra ? 

637 Pseudopbana europaea, Linn. 

638 Nepbropsia elegans , 0. Cosi. (1). 

639 Cisius stigmaticus, Gcnn. 

640 Hysleropterum immaculatum, Fab. 

641 Lepyronia coleoptrata, Linn, 

642 ? 

643 Trypetimorpba fenestrata, A. Cast. (2). 
6^4 Cbrysotoxum italicum, Rond. 

645 — cbrysopolita, Rond. 

646 Argyrospyla pandora, Fab. minor. 

647 Milesia crabroniformis, Fab. 
6A8 Micropeza lateralis, Linn. 

649 Gyraiiosoraa rotundala, Linn, 

650 Tbereva plebeja, Linn. 

651 Odontomyia bydropota, Meig. 



(1) Vedi la parte seconda. 

(2) Id. 



— 3G — 

Oltre degli animali di cui il Musco si è accresciuto per 
gli acquisti di clie si è discorso, parecchie specie si sono an- 
che aggiunte per effetto delle relazioni aperte con i Direttori 
di altri Musei Zoologici, ovvero per cambii fatti con privali 
cultori di zoologia. 

Il Direttore del Museo di Genova, prof. Lessona, ci in- 
viava parecchi pesci e taluni Crostacei del mare o del suolo 
Ligure; fra (juali però pochi soltanto giunsero utilizzabili per 
le nostre collezioni : e sono i seguenti. 

* 652 Crcnilabrus Roissali, Riss. Mcditerr. 2 

* 653 Blennius basiliscus, Cuv. Val. id. 

* 654 Barbus plebejus, Biip. Lombardia 

* 655 Squalius cavedanus, Bnp, id, 

* 656 Acanlhopsis taenia, Linn. id. 

* 657 Alausa vulgaris, Cuv. Val. id. 

* 658 Motella tricirrata, Bl. Mcditerr. 

* 659 Raja miraletus, Linn. id. 

* 660 Punaeus membranaceus, Riss. id. 

* 661 Orcheslia Dcshayesii, Jud. Lit. Ligur. 

* 662 Apus cancrifonnis, Schoeff. Liguria 

* 663 Nemesis lamna, Bonjy. Medilerr. 3 

* 664 Cecrops Latreilli, Lcac/i. id. 5 



Il nostro collega Prof. Guiscardi faceva ancor dono al Mu- 
seo di alquante conchiglie che vi mancavano del tutto. Esse sono: 

* 665 Cleodora tricuspidata, Q. G. 

* 666 Lacuna canalis, Turt. 

* 667 Balea perversa, Lìidi. 

* 668 Clausilia caltaroensis? Zicg. 



669 — 

670 — 

671 — 

672 — 

673 — 

674 — 



leci 



piens, 



Ross 



m. 



dalmatina, Paris. 
conspurcata, Crisi. 
pachygastra, Parts. 
exarata, Ziegl. 
albocincta, Pfr. 



Messina 


1 


Mcditerr. 


2 


Eur. sett. 


2 


Dalmazia 


1 


id. 


2 


id. 


1 


id. 


3 


Is. Meleda 


1 


Dalmazia 


2 


id. 


1 



— 37 — 



Altre 


specie di Coiicliiglie Terrestri t 


li europa, e talu 


ni 


insetti non 


ovvii della provincia di Napoli 


riceveva il Museo 


dal nostro 


Coadiutore Doli, Giuseppe Palma. 




* 675 


Helix cingulata, Siud. 


Verona 


2 


* 676 


— Da Campo, Vili. 


Lombardia . 


1 


* 677 


— angigyra, Jan. 


id. 


1 


* 678 


— ? 


Dalmazia 


1 


* 679 


? 


hai. scU. 


1 


* 680 


— obvolula, Muli. 


Verona 


2 


* 681 


— candidala, Slud. 


id. 


3 


682 Clausilia exarata, Zicgl. 


Dalmazia 


1 


* 683 


— blanda, Zicgl. 


id. 


2 


* 684 


— semìrugata, Ziegl. 


id. 


1 


* 685 


— adposita, Parr. 


Dalmazia 


1 


* 686 


— crenata, Mcnk. 


id. 


1 


* 687 


— latestriata. Villa. 


Lombardia 


1 


* 688 


— Pielzii, Parr. 


Transilvania 


1 


* 689 


— imbecilla, Parr. 


D(dmazia 


1 


* 690 


— lamellosa, Vili, 


Lombardia 


2 


• 691 


— albopustulala, Jan. 


Verona 


2 


692 


— albociiicta, Pfcif. 


Dalmazia 


2 


* 693 


— binotata, Zicgl. 


id. 


2 


• 694 


— pi i cala. Drap. 


Transilvania 


2 


* 695 


— parvula, Slud. 


Carinzia 


2 


• 696 


— Slentzii, Eossm, 


Tiralo 


1 


* 697 


Torquilla Iricolor, Vili. 


Lombardia 


2 


* 698 


Chlacnius spoliatus, Fab. 


Napoli 


1 


' 699 


Harpalus ruficornis, Fab. 


id. 


2 


• 700 


Eunectes sticticus, L. v. griseus, 


F. id. 


1 


* 701 


Silpha sinuata, Fab. 


id. 


1 


* 7*02 Hoplia lepidota, ///. 


id. 


4 


* 703 Rbisotrogus ? 


id. 


4 


* 704 Anlbaxla nilidula, Linn. 


id. 


2 




— Tar. minor. 


id. 


2 



— 38 — 

705 Blaps gigas, Linn. 

706 Meloe autumnalis, Oliv. 

707 INIesosa curculionoides, Linn. 

708 Clylhra taxicornis, Fah. 

709 Adimonia liltoralis, Fab. 

710 Sphex maxillosa, Fab. 

711 Myzine sexfasciala, Fab. 
(Fcm. Maria 3-punclata) 

712 Macrocera malvae, Ross. 

713 Andrena holoraelena, Lcp. 

714 Colletes succinola, Lair. 

715 ? 

716 Dasypoda hirtlpes, Latr. 

717 INomada ? 

718 — jacobeae, Pnz. 

719 — ? 

720 Abia sericea, Linn. 

[dorsalis, A. Cost.) 

721 Hylotoma enodis, Linn. 

722 Sphixisoma mucronatum, Rond. 

723 Myopa ferruginea, Fab. 

724 Pliasia crassipennis, Fab. 

725 Milesia crabroniformis, Fab. 

726 — splendida, Ross. 

727 Volucella myslacea, Latr, 

728 — zonaria, Poda. 

729 Eristalis floreus, Fab. 

730 Gerla conopsoides, Linn. 

731 — vespiformis, Latì\ 

732 Anihrax helrusca, Fab. 

733 — morio, Linn. 

734 Argyrospyla pandora, Fab. 

735 Exoprosopa vespertilio, Wied. 

736 Asilus crabroniformis, Fab. 



Napoli 


A 


id. 


2 


id. 


1 


id. 


A 


id. 


2 


id. 


3 


id. 


4 


id. 


2 


Ischia 




Napoli 


2 


id. 


4 


id. 




id. 


4 


id. 


2 


id. 


4 


id. 


1 


id. 


4 


id. 


4 


id. 


1 


id. 


4 


id. 


4 


id. 


2 


id. 


4 


id. 


A 


id. 


4 


id. 


4 


id. 


A 


Ischia 


A 


Napoli 


2 


id. 


2 


id. 


2 


id. 


4 


a. 


4 



Napoli 


2 


id. 


2 


id. 


4 


id. 


1 


id. 


4 



— 39 — 

* 737 Bombillus medius, Lalr. 

* 738 Chrysops caeculiens, Mcig. 

* 739 Haemalopota italica, Mcicj. 

(longicornis, Macq.) 

* 740 Sargus Reaumurii, Fab, 

* 741 Loiiialia belzebul, Fab. 

Da ultimo abbiam voluto ancor noi apportare la nostra 
pietra al grande edifizio, con le qui sotto segnate specie di 
enloraati, rare nelle provincie napoletane. 

* 742 Prognatha quadricornis, Kirb. 

* 743 Rbysodes canaliculatus, 0. Cosò. 

* 744 Podabrus lateralis, Linn. 

* 745 Oederaera melanapyga, Scimi. 

* 746 Cbrysanlbia viridissima, Linn. 

* 747 Ancylopus melanocephalus, Oliv. 

* 7A8 Mycelina cruciata, Schat. var. 

{Eumoiyhiis calabrus, 0. Cost.) 

* 749 Cerceris tuberculata. Fili. 

* 750 Scolia abdominalis, Spin. 

* 751 Pelogonus marginatus, Latì\ 

* 752 Pachymerus unifascialus, ^ Cost. 

* 753 Stenogasler byalinipcnnis, ^. Cost. 

* 754 Capsus montivagus, ^. Cost. 

* 755 Capsus Foreli, Muls. 

* 756 Apbanosoma italicum, A. Cost. 

* 757 Hallicus albonolatus, A. Cost. 

* 758 Dirapbia limbata, TFaga. 

Riassumendo quindi tutti i diversi elementi superiormente 
riportati, si ha che il Museo Zoologico nel corso de' quattor- 
dici mesi decorsi dal novembre 1860 a tutto dicembre 1861 si 
è accresciuto di 696 specie di animali, così ripartite nelle di- 



Napoli 


2 


Aspromonte 


1 


Siìe 


1 


Calabrie 


2 


id. 


1 


id. 


\ 


Aspromonte 


1 


) 
Calabrie 


2 


id. 


1 


id. 


1 


Napoli 


1 


id. 


1 


Calabrie 


1 


id. 


1 


id. 


1 


Sile 


1 


Napoli 


1 



— 40 — 
Terse classi ; senza tener conto delle molte altre delle quali 
migliori individui si son sostituiti ad altri mal conservati. 



Mammiferi 


specie 3 


Uccelli. 


» 3 


Rettili. 


>j 5 


Pesci. 


.i 49 


Insetti. 


w 479 


Crostacei. 


» 63 


Cipripedi. 


1 


Molluschi in alcool. 


« 15 


Conchiglie. 


« 44 


Anellidi. 


» 14 


Echinodermi, 


» 8 


Celenterati. 


w 5 


Polipi. 


« 2 


Rizopodi. 


« 5 



696 



Articolo 3." 

Ordinamento delle Collezioni. 

Indipendentemente dalla sollecitudine usata onde arricchi- 
re di nuovi animali il Museo, è stata nostra cura il dare miglior 
ordinamento alle collezioni : lavoro nel quale ci è stalo non 
poco di ajulo r opera intelligente del solerle e culto nostro 
coadiutore Dottor Giuseppe Palma. E dapprima si è preso a 
dare melodico ordine alla estesa collezione delle Conchiglie; 
le quali con sistema vecchio, ed indegno di un pubblico Museo, 
giacevano in scatolette di cartone in tal modo , da non esser 



— 4Ì — 
sempre facile all' osservatore né vedervi i caratteri distintivi , 
uè conoscerne il nome scientifico. Messe da banda le specie 
fossili , che trovavausi tramezzate alle viventi, queste si è co- 
minciato a piazzarle sopra tavolette di cartone, mettendo cia- 
scuna specie o varietà sopra tavoletta distinta, portante in testa 
il numero progressivo, rispondente all' inventario del Museo, ed 
a piedi la cartella sulla quale è scritto il nome generico e spe- 
cifico, l'autore, la patria : e gì' individui fissativi per modo, da 
poterne con la massima agevolezza osservare i caratteri. Un tal 
lavoro, lutto materiale, associato all' altro scientifico della ret- 
tifica di varii nomi mal appropriali, e dello studio e determi- 
nazione di non poche specie rimaste indeterminate, richiede tem- 
po non breve , attesa la vastità di tale collezione. Sicché Del- 
l' anno decorso si è quasi compiuto per le specie sole spet- 
tanti a Cefalopedi , Pteropedi , Eleropedi , Gasteropedi Pol- 
monati , e ad alcune famiglie di Gasteropedi Pettinibranchi. 

Abbiamo superiormente accennato il pensiere da noi espres- 
so in uno de' rapporti indirizzati a colui che da vicino reg- 
ge questa Università, di istallare collezioni distinte degli ani- 
mali tutti che vivono in queste proviucie napolltane; almeno 
per le classi inferiori, a cominciare da' Pesci. Un tal pensiere 
abbiam cominciato a metterlo in atto. Neil' ordinamento della 
collezione delle Conchiglie , e dell' altra de' Crostacei , sempre 
che il numero degl' individui ce lo ha concesso , due distinte 
tavolette si son formate per ciascuna delle specie o varietà che 
spettasse alle dette provincie j 1' una destinata per la colle- 
zione generale , 1' altra per la speciale delle Provincie Napoli- 
tane. Lo stesso abbiam praticato per varie specie di Pesci, di 
Molluschi , di Echinodermi , di SIfonofori , ce. , che abbiam 
potuto procacciarci dal nostro mare nel corso dell' anno. Per- 
tanto uno de' principali elementi che entrar dovrebbe nella for- 
mazione di questa speciale raccolta degli auimali della Fauna 
Napolitana, Tè certamente una collezione degl'Insetti; la quale, 
come ben si comprende da chi non è estraneo a siliatte fac- 
Ann. I. 6 



— 42 — 
cende, anche col maggior buon volere, non può aversi ne ìu 
breve tempo, né senza grandissimo dispendio. Perchè adunque 
il nostro pensiere potesse avere nella sua alluazione un facile 
e pronto sviluppo, non abbiamo avula diflicolfa di offrire of- 
ficialmente alla Università la nostra Collezione Entomologica 
delle Provincie Napolitane , frullo di ventitré anni di assidue 
ed accurate ricerche in ciascuna delle diverse provincie , e 
la quale racchiude tutte le novità Eiilomologiche da noi pub- 
blicate sia nella Fauna Napolilana , sia in altri speciali la- 
vori , e che oramai lian preso il loro posto nella scienza. Se 
una tale offerla, fatta non senza nostro rincrescimento, come 
quella che ci priverebbe dell' elemento che ha formalo il pa- 
bolo principale delle nostre scieniiliche occupazioni, sopratullo 
negli ultimi dieci anni, ne' quali non altro ci è sialo concesso 
fuori che il lavorare rinchiusi nel proprio gabinetto, verrà presa 
in considerazione; nutriamo fiducia che il pensiere d' istallare 
una Raccolta zoologica delle Provincie Napolitane potrà effet- 
tuarsi. In opposto saremo sempre soddisfatti di aver manife- 
stato il nostro modo di pensare non solo , ma di averlo an- 
cora messo in allo con quei modi che per noi si potevano. 

La collezione de' Crostacei può dirsi iniziata di pianta ; 
pochissimi de' pochi antichi elementi avendo potuto essere uti- 
lizzali. Le specie di grande o mezzana statura, come la parte 
maggiore de'Decapodi , alcuni Stomapodi ed Isopodi, sono pre- 
parali a secco e piazzati sopi'a lastre di cristallo : le specie 
minute, come gli Amiìpodi, ec, sono in duplice sistema conserva- 
ti : altri a secco sopra lastrine di cristallo piane ricoperti ed 
ermeticamente chiusi da altri cristalli convessi; altri in alcool. 



PARTE SECONDA 



Da quanto abbiamo esposto nella parte prima è facile ri- 
conoscere come del mollissimo tempo che consagriarao volen- 
tieri pel IVlasf'o, buona parie sia slato speso e per l'ordinamen- 
to delle collezioni , e per la determinazione di oggetti trovati 
non defiiiiii , e per le cure necessarie onde provvederlo di 
nuove specie; siccliè poco ne è avanzalo cbe avesse potuto im- 
piegarsi esclusivarae'iie per lavori scieolifici. Nulladimeno sem- 
pre che ne abbiamo avuia la opporlimiià , ci siamo occupati 
della scienza , non senza van;aggio dello stesso Musco. Hanno 
principalmente fissata la nostra atienzione gli animali marini , 
sopraluilo inveriebraii , de' quali il nosiio golfo è ollremodo 
dovizioso , e pe' quali i lavori lasciatici da' nostri predeces- 
sori non sono laU, da non far sentire piìi il bisogno di nuovo 
studio ed illusi,! 3:'.lone. E poicliè nella storia naturale riescono 
prcssocchè insuniclenii le piti mliHUe descrizioni , quando non 
vengano accompitgnaie da fedeli immagini , un abilissimo pit- 
tore-naiurallsia, il sig. Salvatore Ciilyò, è slato a proprie spese 
impiegato a lavorare nel Museo. Neil anno già decorso vari 
materiali abbiam preparati, i quali dovran successivamente esser , 
completati, per potersi rendere di pubblica ragione : la qual 
cosa ci proponiamo fare nell anno cbe volge. Non dobbiamo 
pertanto lacere, cbe un grande ostacolo in noi si frappone per- 
che i nostri lavori possano essere proporzionati alle attuali e- 
sigenze della scienza : ed è la immensa scarsezza di opere, sia- 
no antiche classiche , siano recenti , delle quali vi ha positi- 
va penuria, tanto nella grande Biblioteca nazionale, quanto in 
quella della Università. La qual posizione non la si può al certo 



— A4 — 
tollerare sotto un gOTerno che proclama civiltà e progresso, e 
che quindi si annunzia intenzionato di migliorar per ogni Iato 
le antiche condizioni. Piìi volte si e fatto sperare che la no- 
stra Biblioteca Uui versi ta ria avrebbe anch' essa fatto un passo 
innan/,i ; ma nulla finora si è realizzato. Per la qual cosa noi 
non possiam lasciare questo argomento senza alzar viva la voce 
perchè il chiaro uomo che attualmente regge il Ministero della 
Istruzione pubblica voglia volgere lo sguardo alla delta Biblio- 
teca Universitaria , e nel modo stesso che il di lui predeces- 
sore ha provveJuto per un primo ampliamento dei Musei, fac- 
cia egli per la Biblioteca, assegnando una cifra con la quale 
questa si renda alquanto meno sfornila in opere sopratulto di 
Storia Naturale, delle quali si sente maggiormente il bisogno. 
Ritornando al nostro argomento , tra i diversi materiali 
scientifici riuniti nello scorso anno , ne abbiamo scelli alcuni 
brani per pubblicarli nel presente volume, augurandoci poter 
dare più eslesi ed ordinali lavori negli anni avvenire. 

Articolo I. 

Osservazioni su talune specie di Pleuronetlidei. 

Lo studio de'Pleuronellidei del Mediterraneo dal lato zoo- 
logico ha costituito oggetto di occupazione per parecchi Ittio- 
logi, Senza rimontare ad epoche mollo remote, e stando agli 
autori recenti che con maggiore specialità ne hanno scritto, ri- 
corderemo i lavori del Bonaparle (nella Fauna Italica) per le spe- 
cie dell'Italia in generale; del Risso per quelle speciali de' mari 
di Nizza; del Costa 0. G. (nella Fauna Napolilana) per quelle 
del mare di Napoli , e del Caneslrlni per quelle del mare di 
Genova. In seguito di tali lavori parrebbe che dalla loro riu- 
nione dovesse la Storia Naturale de' Pleuronetlidei del Medi- 
terraneo risultare talmente illustrala , da rimanere pochissi- 
DJio o nulla a spigolare. Purluttavia consultando i fatti , pa- 



— 45 — 
re che una tale sentenza non venisse appoggiata. Dappoiché, 
avendo impreso anche noi a studiare i pesci di questa fami- 
glia, vi abbiam trovate specie ancor controverse da illustrare, 
e qualcuna ancora non caduta sottocchio ad alcuno de'sopraccen- 
nati Ittiologi. Dalle quali cose abbiamo dedotto che sarebbe 
slata opera non inutile passare a nuova rassegna i Pleuronettidei 
del noslro mare. I risullamenti de' nostri studii saranno resi 
di pubblica ragione lorchè saranno completati. 

Per ora ci limitiamo a rischiarare un Rombo descritto da 
Risso e rimasto sconosciuto e mal apprezzato dagllltiologi po- 
steriori ; a sciogliere alcuni dubbt messi innanzi da qualche 
recente scrittore intorno al Monochirus hispidus; ed a descrivere 
una seconda specie di Plagusia, che in nessun modo può con 
la lactea confondersi. 

Rhombus candidissimus, Risso. 

Il Risso nella sua Storia Naturale dell' Europa meridio- 
nale (1) descrisse ed effigiò un piccolissimo Rombo , che dal 
colore generale bianchissimo chiamò Rh. candidissimus, dicen- 
dolo a corpo ovato-ritondalo , coperto di squame poco appa- 
renti, a capo prominente, bocca piccola, mascella superiore un 
poco più lunga della inferiore, gli occhi rilevali piazzati so- 
pra una medesima linea, la linea laterale diritta. Ed in quanto 
a colorito, lo dice di un bianco trasparente, orlato nel contor- 
no superiore d'una linea, rossa carnicina, con cinque macchio- 
line rosse su ciascuna delle due pinne verticali , dorsale ed 
anale. 

Gli autori che succedettero, e che si sono occupati dei 
pesci del Mediterraneo, pare non avessero avuta occasione di 
osservare alcuna specie riferibile al Rh. candidissimus , e te- 



(1) Histoire Naturelle de VEurope merid. 



— 4G — 

ne.'ido presente il colore bianco, dubitarono avesse 1' Ittiologo 
di Nizza voluto descrivere la Plagiisia lactca; senza dare al- 
cuna importanza né alla forma del pesce, che certo nella Pla- 
gusia è tult' altra che ovato-ritondala ; nò alla presenza delle 
pinne pettorali, le quali (almeno quella del lato sinistro) ben 
si veggono efligiate nella figura benché grossolana che 1' au- 
tore ne porge. Così il Bonaparle, nel suo Indice metodico dei 
Pesci di Europa, registra il Rhomòus candidissi»iiis Riss. co- 
me sinoninìo della Plarjusia lactca , facendovi solo seguire un 
interrogativo. L' autore dell' articolo Pesci della Fauna Napo- 
litana non ne fti alcuna menzione. E pili recenlemenle il Ca- 
nestrini con maggiore accorgimento, annunziando i dubbi messi 
innanzi da altri autori, fii rilevare le didlcollà che si oppongo- 
no a riconoscere nel Rombo candid ssimo la Plagnsia lactca. 

Noi pertanto, fra soli quattro Pleuronettidei conservati in 
alcool nel Museo Zoologico, uno ne abbiam trovato col nome 
di Pìhonibiis caiididissiìinis, Riss. E vis.Li i dubbi precedente- 
mente elevali sulla validità di tale specie, al)l)iam voluto stu- 
diarla con accurattezza, comparandola con la descrizione e con 
la immagine data della specie in parola dall' llliologo di Niz- 
za. Dall' esame fattone abbiam rilevato che, tranne la forma più 
ritondata del corpo, e la mancanza delle macchioline e della linea 
rossicce sulle pinne , conviene esattamente con la descrizione 
del Rh. candidissiììius. Se quindi la inesattezza della Dgura del 
Risso si è voluta esagerare di tanto, da vedervi la Plagusìa , 
a molto maggior diritto noi crediamo riconoscervi il Rliovibns 
che abbiamo sott' occhi ; la piccola differenza nella forma del 
corpo polendo ben addebitarsi a poca esattezza dulia figura, e 
le macchioline rosse avendo dovuto naturalmente scomparire in 
seguilo alla luncra conservazione dell' animale nell alcool. 

Per (ali ragioni noi crediamo doversi ripristinare qual 
buona specie il Rhoìi.bus caudidissimus di Risso, sottraendolo 
da' sinonimi della P/agiixia lactca. Ed aflinihè gì Ittiologi pos- 
sano meglio giudicare delle ragioni che ci hanno indotti a tal 



— in — 

conclusione, ed abbiano chiara notizia del Rombo che ritenia- 
mo pel candidissimus, ne diamo qui appresso una più minuta 
descrizione, accompagnata da accurata eflìgie. 

Corpo ovalo-ritondalo; stando la massima altezza alla lun- 
ghezza, esclusa la pinna codale, come uno ad uno e cinque se- 
sti. Il capo ne occupa la terza parte in lunghezza, stando la di- 
stanza della estremità del muso al margina posteriore dell'o- 
percolo , alla Juiigliezza tolaie del corpo come uno a tre. Gli 
occhi sono poco distanti fra loro, ed il superiore posto poco 
più dietro dell' inferiore. Lo spazio anteoculare, calcolato per 
questo secondo occhio, sta alla lunghezza del capo come uno 
a tre e mezzo ; la distanza fra i due occhi è eguale alla metà 
dello spazio anteoculare. La linea laterale è un poco inarcata 
in origine, e quindi scorre diritta fino al peduncolo codale. 
Le apofisi inierspinose che sostengono i raggi delle pinne 
■verticali, dorsale ed anale, sono nell individuo conservalo nel- 
r alcool ( probabilmente ancora negl' individui freschi ) molto 
sviluppate, e visibili a traverso de' comuni tegumenli, sembran- 
do a primo aspello far continuazione coi raggi delle pinne me- 
desime. La pinna dorsale comincia poco dietro la mascella su- 
periore , e si arresta poco innanzi la base della pinna coda- 
le i la sua maggiore altezza sta all' altezza maggiore del corpo 
come uno a quattro e mezzo. La pinna anale è poco meno 
alla della dorsale. La codale è posteriormente rilondata; la sua 
lunghezza sia a quella del corpo come uno a quattro e mezzo. 
Le pettorali sono piccole , lunghe appena quanto la metà del 
capo; le ventrali più piccole delle pettorali. 

Il colore è uniformemente bianco-sudicio, tendente appena 
al gialliccio. 

Lunghezza del corpo, esclusa la pinna codale, millimetri 
cinquanta. 



— 48 — 
Monochirus h ispida s. 

11 signor Canestrini non avendo oss ervato in natura questo 
Monochiro, ha mosso dubbio sulla validità della specie; e ciò 
sopralulto a causa della discrepanza che apparisce tra la de- 
scrizione datane dal Bonaparte e dal Professore 0. G. Costa, 
in quanto alla pinna pettorale del lato sinistro o cieco: la qua-' 
le pinna dal primo de' cennati scrittori dicesi mancare affatto, 
e dal secondo essere rudimentale. Quest' ultimo però dice con- 
sistere « in una espansione cutanea membranosa assai corta, ma 
M larga, triangolare, terminata da tre filamenti visibili solo ad 
}> un forte ingrandimento ». Dalle quali parole non pare ri- 
levarsi che r autore avesse voluto additare la esistenza di una 
pinna, fosse anche rudimentale, non avendo caratterizzati per 
raggi que' filamenti cui accenna. 

Pertanto dallo esame di varii individui, altri trovati già 
nel Museo, indeterminati, altri ricevuti freschi, ben sviluppati, il 
maggiore misurando 96 millimetri di lunghezza, esclusa la pinna 
cedale, risulla evidente che la pinna pettorale del lato sinislro 
manca totalmente; e che il Monochiro in parola è ottima specie, 
distinta per due essenziali caratteri, 1' uno consistente nell'as- 
senza di detta pinna, 1' altro nella speciale forma delle squa- 
me. Queste, siccome le ha ben rappresentate il Costa 0., hanno 
forma allungata, ristretta nel mezzo , con la porzione basilare 
fortemente concava a guisa di un cucchiajo, e l'altra terminala 
da spine delicate e lunghe più che in qualunque altra specie. 
Dalle quali due condizioni risulta che la superficie del corpo, 
mentre vien resa fortemente ispida per le spine un poco ascen- 
denti , dall'altro, guardata accuratamente apparisce scavata di 
tante picciole fossette quante sono le squame , a causa della 
Conca.vilà della porzione basilare di queste. 



— 49 — 

Plagusia pietà, noi. 
Tav. I, %. 2. 

P. clangala, lalcre sinistro scu oculifcro saturalo griseo- 
lutcsccnte , irrcgulariter nigro signato , pinm's sordido lutcis , 
radiis omnibus nigro notalis: latore dcxlcro s. cacao albido-lu- 
tcsccnlo imwaculato i opercido jjoslice pi'opundc sinuato. — Lou- 
glt. mill. 90, 

Habitat in Mediterraneo. 

Mus. Zoolog. Rcg. Archig. Ncapol. 

Corpo alliiiigalo, stando l'altezza massima alla lungliez- 
za, esclusa la pinna, come uno a Ire e mezzo. Il capo ne oc- 
cupa poco meno del quarto , stando la lunghezza dalla estre- 
mità del muso al margine posteriore dell' opercolo come uno 
a quattro e due terzi. Gli occhi sono tra loro contigui , e 
l'uno superiore all' altro sulla medesima linea verticale. La loro 
distanza dalla estremità del muso, ossia lo spazio anteoculare 
sta alla lunghezza del capo come uno a quattro e mezzo. I raggi 
maggiori delle pinne verticali eguagliano in lunghezza un quinto 
dell altezza del corpo. Le squame sono obluiigo-retlaiigolari, col 
margine libero posteriore rilondato, guarnito di spine ben svi- 
luppate. Di esse squame si coniano nella maggior altezza del 
corpo venticinque su ciascuna serie verticale, e Irentaquattro a 
trenlasei su ciascuna serie obbliqua ; e cenlocinque serie nella 
lunghezza a cominciare dal contorno posteriore degli occhi. 
L'opercolo nel suo contorno posteriore offre un seno profondo 
angoloso. Il colore del lato sinistro è grigio-gialliccio inten- 
so , sparso qua e là di traltolini verticali irregolari ed ine- 
guali neri assai ben distinti , alcuni de' quali piegati in zig- 
zag. Le pinne verticali sono parimente dal lato sinistro di color 
gialliccio sudicio, ornate in tutta la loro estensione egualmente di 
tratti neri, tanto Su'raggi, che sulla membrana che li congiunge. 
Ann, 1. 1 



— 50 — 

Ne possiede il Museo due individui identici in tutti i 
loro caratteri , e poco tra loro diversi in grandezza. L' indi- 
viduo maggiore è lungo millimetri 90 , non compresi i raggi 
rappresentanti la pinna codale. 

Osservazioni. Comunque affinissima sia questa Plagusia 
alla comune servita di tipo al genere, P. lactea^ nuUadimeno 
ne dilFerisce per tali caratteri , che non solo la rendono di- 
stinta da quella , ma guardandola a primo aspetto, senza por 
mente a' caratteri generici, la si potrebbe giudicare una Solca 
per r abito e pel colorito. In fatti il suo lato sinistro lungi 
dall' essere bianchiccio come nella laclea , offre quasi le tinte 
della S. lulca, con di più i trattolini neri ben distinti. An- 
che la faccia opposta o destra ha una tinta bianco-gialliccia, 
che non è nella lactca. In fine, stando ancora ai colori, altra 
differenza si osserva fra le due Plagusie nella coloritura dei 
raggi delle pinne verticali, e della membrana che li riunisce. 
A tutto questo vuoisi aggiungere il corpo proporzionalmente 
pili allungato, e le squame più piccole. 

Articolo 2." 

Di un piccolo Trachiptcro. 

Le incertezze che tuttora regnano intorno alla validità 
delle specie di Trachipteri descritte da' diversi Ittiologi , ed 
alle differenze che in questi delicatissimi pesci risultar pos- 
sono dall' età , dal sesso e dallo stato di conservazione , ren- 
dono necessario il raccogliere ogni fatto, il quale contribuir po- 
tesse allo schiarimento degli svariati problemi. Per tal ragione 
noi crediamo non inutile la illustrazione di un piccolissimo Tra- 
chiptcro, che abbiamo avuto l'agio di studiare vivo, ed in uno 
stato di perfetta interezza, e che ci ha data opportunità di no- 
tare qualche fatto non ancora avvertito. Il quale Trachiptero, 
comunque fossimo persuasi che sia un piccolo di specie che 



— 51 — 
raggiunge dimensioni maggiori , e che probabilmente progre- 
dendo nello sviluppo può subire modificazioni in quelle parti 
appunto, che nella prima elìi offrono caralleri distinti; nulladi- 
nieno, nella impossibilità di prognosticare (juali essc-r possano 
tali cangiamenti, si rende anche impossibile il deflnirc la spe- 
cie di cui debbasi considerare 11 piccolo. Per la qual cosa, nel 
darne qui la descrizione, ci vediamo costretti ad additarlo, al- 
men provvisoriamente con nome speciale, che sarà di 

Trachypterus fillcauda, noh. 
Tav. I, llg. 3. 

Corpo allungato , stando la sua massima altezza alla lun- 
ghezza, esclusa la pinna codale, come uno a quattro. Il profilo 
dorsale quasi diritto , abbassandosi solo leggermente verso la 
coda : il profdo ventrale è quasi parallelo al dorsale nella parte 
che precede le pinne ventrali , ove forma un seno, dietro del 
quale va gradatamente restringendosi verso la coda, nulla quale 
rimane però distante dalla linea laterale quanto il dorsale. Il 
profilo anteriore del capo è quasi verticale , formando angolo 
poco men che retto col profilo del dorso. La bocca è assai pic- 
cola, e corrisponde al quarto inferiore dellaltezza del capo. La 
estremila codale, guardata con lente, vedesi distintamente biloba. 
Gli occhi, proporzionalmente grandi, sono vicini più al profilo 
anteriore del capo che al dorsale. Il contorno posteriore del- 
l' opercolo dista dal profilo anteriore del capo per quanto è la 
massima altezza di questo. La pinna dorsale comincia dall' e- 
stremo anteriore del profilo dorsale, e si termina un poco in- 
nanzi il peduncolo codale. I suoi primi sei raggi, che stanno 
sulla nuca, sono molto allungati, e costituiscono una cresta : il 
primo è lungo circa una volta e mezzo il corpo; i tre seguenti 
si prolungano in filamenti lunghi tre volte il corpo, senza al- 
cuna espansione; il quinto è più corto del primo, ed il sesto 
più corto del quinto. Detti raggi sono tra loro congiunti da 
membrana, meno i filamenti de' tre raggi più lunghi, che ri- 



— 52 — 
mangono liberi. Il rimanente della pinna, di cui il primo rag- 
gio è congiunto da membrana al sesto de' cervicali, bassa dap- 
prima , dopo quattro o cinque raggi si eleva , divenendo alta 
poco meno dell'altezza maggiore del corpo : e giunta a' quattro 
quinti si arresta ritondata. Nello spazio compreso tra il termine 
della pinna dorsale e la base della pinna cedale corre uu an- 
gusto orlo membranoso privo d'ogni vestigio di raggi. Le pinne 
ventrali sorgono al terzo anteriore della lunghezza del coi'po, . 
e si compongono di sei raggi, de'quali i tre anteriori prolun- 
gansi in filamenti simili ed egualmenle lunghi de' tre medii cer- 
vicali; gli altri tre sono corti e decrescenti. Le pinne petto- 
rali sono piccole, composte di quattro o cinque raggi : la loro 
distanza dall' estremità della bocca sta alla lunghezza del cor- 
po, esclusa la pinna codale, come uno a quattro e mezzo ; la 
lunghezza eguaglia appena la metà della distanza sopra men- 
zionata. La pinna codale si compone di due porzioni distinte: 
r una, inserita al lobo superiore del peduncolo codale, si com- 
pone di sette raggi, de'quali il medio più lungo ed un poco men 
lungo del quarto della lunghezza del corpo ; gli altri grada- 
tamente decrescenti; tutti riuniti da membrana sin poco innan- 
zi r estremità. L' altra porzione, inserita al lobo inferiore, si 
compone di cinque raggi, de' quali i primi tre assai più pic- 
coli di quelli della porzione superiore e graduali ; il quarto 
prolungato in un filamento lungo tre volte il corpo; il quinto 
lungo un poco piìi del medio di quelli della porzione supe- 
riore. Nello spazio compreso tra le pinne ventrali e la origine 
della pinna codale corre un orlo membranoso senza alcun ve- 
stigio di raggi , simile a quello che sta dietro la dorsale. 

Il colore del corpo è argentino uniforme e splendentissi- 
Bao; il capo e porzione del dorso sono sparsi di punti neri ben 
marcati. Le pinne sono leggermente cerulee, con alcune mac- 
chie rossicce su la porzione cervicale della dorsale, sulle ven- 
trali e sulla codale. I tre fdamenti si della porzione cervicale 
della pinna dorsale , che delle ventrali sono rossicci : quello 
della pinna codale è ceruleo anellato di nero. 



— 53 — 

Lungliezza totale del corpo, esclusa la pinna codale, piil- 
limetri ventisette. 

Osservazioni. La specie, tra le note nello slato adulto, con 
la quale oITie maggiori rapporti il piccolo Trachiptero descrit- 
to, è il T. rcpandus, descritto primamente dal Metaxà, e po- 
scia illustralo ed effigiato sopra individuo inlerissimo dal Prof. 
0. Costa nella Fauna Napolilana (I). Da quello pertanto dif- 
ferisce pe' filamenli della pinna dorsale e delle ventrali sem- 
plici, senza alcuna espansione membi'anosa, e più ancora per 
la struttura della pinna codale ; senza tenere conto del profdo 
ventrale non cosi sinuoso. Volendo quindi supporre che fosse 
un piccolo di quella specie , si dovrebbe ammellere che 1' e- 
spansioni de' filamenti delle pinne si andassero con 1' eia svi- 
luppando ; lo che certo non sarebbe difficile. Ma la struttura 
della pinna codale, lungi dallo annunziare quella del T. rcjìan- 
dus, che si compone di raggi tutti eguali e simmetrici, sem- 
bra piuttosto annunziare, anzi dar ragione di quelle pinne codali 
anomale ascendenti che sì facilmente si trovano in altri Tra- 
cbipleri adulti. In fatti, ben considerando quella struttura, scor- 
gesi agevolmente come fin dalla prima età la pinna codale si 
divide in due metà distinte, di cui quella inserita al lobo su- 
periore del peduncolo codale segue uno sviluppo normale , 
mentre per opposto 1' altra inferiore cresce inuormalmente, ed è 
iu parte atrofizzala. Si può quindi fiicilmente supporre, che con 
r età questa cada , e quella superiore continui a crescere di- 
venendo obbliqua, perchè non tenuta più in silo da' raggi del 
lobo inferiore. Per modo che se nel Tr. rcpandus adulto la 
pinna codale fosse anormale, noi non incontreremmo alcuna diffi- 
coltà a ritenere il Trachiptero ora descritto come piccolo di 
quella specie. Ma invece tutti gì' individui adulti del rcpandus 
finora osservati presentano la pinna codale eguale e normale. Poste 
le quali cose, non potendo a priori giudicare quali cangiamenti 



(1) Genere Trachypterus, p. Il, tav. IX ter. 



— 54 — 
il progresso dello sviluppo arrechino a siffate appeiicllci, ne 
conoscendo alcun Trachiplero che nello slato adulto sia for- 
nito di un lungo filamento codale , abbiani dovuto contrasse- 
gnare il piccolo Trachiplero descritto con nome specifico proprio. 
Lo studio poi di questo piccolo Trachiptero ci ha ri- 
chiamati ad un esame del dubbio messo innanzi da taluni It- 
tiologi sul Krohnius filamcntosus di Cocco (1), che vuoisi sia 
il piccolo del cennato T. rcpandus. Un tal sospetto poteva reg- 
gere allorquando non conoscevasi la organizzazione di tali sin- 
golari pesci nella prima età. Ma ora non pare sia più am- 
missibile. In fatti, la mancanza di pinna anale caratteristica 
de" Trachipleri si annunzia sin dai primi periodi della vita , 
ne' quali quella è sostituita da un lembo membranoso caduco. 
Intanto il Cocco descrive e figura nel suo Krohnius una pinna 
anale più sviluppata della dorsale (se si eccettui la porzion cer- 
vicale ). Innollre nel Krohnius il corpo si assottiglia poste- 
riormente in punta acuta, nella quale vanno a confondersi le 
due pinne dorsale ed anale, senza esservi codale distinta. Tutti 
questi caratteri son di tale importanza , da non potersi attri- 
buire alla tenera eia. Per la qual cosa noi crediamo che ove 
la descrizione e la figura del Krohnius fdanicntosus del Cocco 
siano, come abbiam ragione di credere, esalte, esso non può 
considerarsi come piccolo del T. rcpandus. 

Articolo 3." 

Di un novello genere di Pesci Esocetidei. 

Benché di assai piccola mole si fosse il pesciolino di cui 
andiamo a parlare, nuUadimeno la consistenza de' suoi tessuti, 
la precisione di ogni sua parte e l' abito che da siffatti ele- 
jiieuti risulta j ci danno ragione a credere eh' esso non sia pic- 



(1) Intorno ad alcuni Pesci del mare di Messina. 



colo di specie clie vagglunge grandi dimensioni, bensì animale 
di compiuta o quasi compiuta crescenza. 

Tutti i suoi essenziali caratteri conducono a vedere in 
esso rapporti inlimi con gli Esocetidei, nella cui famiglia cre- 
diamo debba prender posto. E poiché non è a nostra notizia 
che alcun pesce sia descritto cui questo possa assomigliarsi, ne 
diamo la descrizione e la immagine , perchè gT Ittiologi po- 
tessero averne chiara conoscenza. 

Genere Grammicouotus (1), noh. 

Corpus clongatum , valJc compressum, dorso an^juslo, li- 
neari ^ planalo. Caput acutiusculitin; ore parvo , maxilla infe- 
riore svperiorem panilo superante. Pinnae dorsalis et analis si- 
miles atque opposilae , in corpioris parte postica sitae , radiis 
anticis a viemòrana conjunctis , Simplicio us ; posticis discrclis ^ 
ramosis , pinnulas formantibus, Pinnae veutrales minutac , in 
medio abdominis inserlac. Cutis pigmento argenteo vestita; squa- 
mis haud conspicuis. 

Ne' premessi caratteri generici nessun cenno trovasi del- 
l' armatura dentaria , per la ragione, che della sua esistenza o 
mancanza non abbiam potuto assicurarci. Ci è sembrato in vero 
vedere nella inferiore mascella alcuni denti minuti e conici. Es- 
sendo però l'individuo unico, non abbiam voluto sconciarlo per 
forzare le mascelle e divaricarle onde meglio assicurarci di un 
tal fatto. 

Grammiconotus bicolor, ìiob. 
Tav. I, fig. 4. 

G. saturate argenteus^ dorso et laterutn margine supero 
angusto et determinato nigro-caeruleis; pinnis dorsali et anali 



(1) Dalle greche voci '}paiifuy.(3S lineare, e vwt»s dorso. 



— 56 — 
radìis simplicibus odo , iotidcmque ramosis discrctis pìnnuìas 
formanliòus ; pinna caudali apice emarginala. 

Long. corp. millim.40; alt. mill. 5; latlt. dorsi, mill. 1 \fl. 

Hahilal in Mediterraneo. 

Mas. Zoolocj. Rcg. Archig. Ncapol. 

Corpo allungato, molto compresso, stando la larghezza al- 
l' allezza maggiore come uno a sei , e 1' altezza maggiore alla 
lunghezza, eselusa la pinna codalc, come uno a olio. 

Il dorso, angusto come lo abbiamo indicato è quasi pia- 
no , in guisa da formar angolo pressocchè retto co' due piani 
laterali del corpo. 

Guardando 1' animale di lato, il profdo dorsale si presen- 
ta quasi diritto, inclinato leggermente verso il muso, e grada- 
tamente ancora verso Y estremila cedale; il profilo ventrale cor- 
re quasi parallelo al dorsale, ascendendo solo verso la bocca, 
e convergendo col dorsale dalla origine della pinna anale fino 
alla coda. 

11 capo occupa poco meno d' un quarto della lunghezza 
totale. La bocca è piccola : il muso guardato da sopra è ri- 
tondato , velluto di lato è alquanto aguzzo , la mascella infe- 
riore superando un poco la superiore. Gli occhi sono propor- 
zionalmente grandi , il loro diametro orbitalo essendo eguale 
alla mela dell' altezza maggiore del capo. 

La loro distanza dall' estremila del muso, ossia lo spazio 
anteoculare, sta alla lunghezza del capo come uno a tre e un 
quarto; 1' orbita superiore è quasi contigua al profdo dorsale 
del capo. 

L' opercolo è quasi rettangolare. 

La linea laterale vedesi appena abbozzata : essa scorre di- 
ritta pel mezzo del corpo. 

Le pinne verticali , dorsale ed anale, sono perfettamente 
simili uguali ed opposte: sorgono al terzo posteriore della lun- 
ghezza del corpo e si terminano presso 1 estremità della coda. 



• — 57 — 

Si compongono di sedici raggi, de' quali i primi otto, semplici 
e congiunti da membrana, formano propriamente la pinna; gli 
altri otto isolati, ramificali e successivamente più discosti l'uno 
dall'altro, costituiscono altrettante pinnette o false pinne. La 
lunghezza de' raggi uguale all'altezza rispettiva del corpo, ad 
eccezione del primo semplice, che è lungo metà del seguente, 
ed è un poco arcuato. 

Le pinne ventrali sono piccolissime, inserite precisamente 
sulla metà della lunghezza del corpo. 

Le pinne pettorali, inserite immediatamente dietro il con- 
lorno dell opercolo, ed al quarto superiore dell' altezza, sono 
piccole , composte di sette raggi, lunghi tanto da raggiungere 
con la loro estremila il profilo ventrale. 

La pinna codale è lunga un settimo della lunghezza del 
corpo, posteriormente un poco smarginata, rimanendo divisa in 
due lobi ritondati all' estremità, de' quali il superiore un poco 
più lungo. Consta di quattordici raggi, oltre i piccoli superio- 
ri ed inferiori basilari. 

Il colore del corpo è argentino ; il dorso ed il margine 
superiore di color cilestre oscuro: colore che ne' lati si termi- 
na bruscamente , facendo un bel contrasto eoa V argentino che 
succede. Le pinne tutte sono incolori. 

Articolo 4." 

Ragguaglio di una peregrinazione zoologica. 

Con rapporto del 7 giugno 1860 noi proponevamo a chi 
di dritto, che in cadaun anno, compiuto il corso scolastico, si 
fosse eseguita dal Professore di Zoologia insieme ai giovani 
stati piìi assidui alle lezioni, e mostratisi più trasportati per 
le naturali scienze, una peregrinazione zoologica, con lo scopo 
di praticamente ammaestrare i giovani nel campo stesso della 
natura alla ricerca degli animali di ogni classe, allo studio dei 
Ann. l, 8 



— 58 — 
iuedesitni, non che alla maniera di conservarli. Al quale pri- 
mario scopo seguiva ancora un vantaggio pel Museo, nel qua- 
le sarebbero stati depositali gli oggetti tutti raccolti , che lo 
avessero meritalo. Una tal proposta veniva favorevolmente ac- 
colta, e quindi approvata da coloro che reggevano allora in Na- 
poli la Pubblica Istruzione. Le condizioni pertanto di assai po- 
ca sici;rczza personale, nella quale si trovavano in quell'epoca 
le nostre provincie , non escluse le adiacenze slesse della ca- 
pitale, e' impedirono di effettuare la peregrinazione nel tempo 
prestabilito, e di perlustrare i luoghi che avevamo ideati. Nul- 
ladiineno essa ebbe luogo nella prima metà del mese di set- 
tembre; e come luoghi meno insicuri si prescelsero le adiacen- 
ze di Pozzuoli , dividendo le ricerche tra il mare e la terra. 
Nel primo si ebbe agio di fare osservazioni sopra vari Mol- 
luschi, Crostacei eCirropedi che abbondano sulle nostre spiagge, 
non che intorno le Gorgonie che crescono sopratutto in copia 
sulle pareti della grotta scavata nel tufo sul quale siede il Laz- 
zaretto di Nisita. Della seconda poi furono percorsi e ricercati 
il Cratere della Solfatara, il Monte Nuovo, le adiacenze de' La- 
ghi Lucrino, Averno, Fusaro, Maremorto: ne' quali luoghi tutti 
si esercitarono i giovani in ricerche entomologiche, E comunque 
la stagione non fosse stata la più propizia per investigazioiii di 
tal natura, considerate dal lato dell'interesse scientifico, pure in 
mezzo alla scarsa raccolta, sempre sufficiente per Io scopo pri- 
mario cui si mirava, non mancarono alcuni oggetti i quali in- 
teressano la scienza , ovvero con ispecialitk la geografia ento- 
mologica di queste provincie meridionali. 

Ed in prima vogliam parlare del Cratere della Solfatara. 
Le specie di Entomati che in questo rinvengonsi non sono or- 
dinariamente molto numerose ; per compenso però, nella scar- 
sezza del numero, il più delle volte vi trovi specie che fuori 
di quel recinto non è facile rinvenire. Ed egli è soprattutto 
nella Sezione delle Cicadarie, che si offrono tra quelle spon- 
tanee praterie specie più o meno interessanti. E nella circo- 



— 59 — 
stanza di cui è parola non è stato smentito il concetto che ne ave- 
vamo. lu effetti ci ha dato una specie, la quale non solo giun- 
geva a noi nuova, sicché per questo solo fatto costituiva già 
un acquisto importante per la Fauna Napoletana; ma racchiu- 
deva ancora in sé una importanza per la singolare sua orga- 
nizzazione. In quanto poi all' essere o no conosciuta nella scien- 
za, non osiamo con assolutismo pronunziarlo. Solo possiam di- 
re che nelle opere che sono a nostra disposizione essa non tro- 
vasi descritta. Per la qual cosa noi ne daremo la descrizione 
e la effigie chiamandola Trypclimorpha fenestrata , per atten- 
derne il giudizio degli Entomologi. 

Oltre la specie menzionata, un' altra ancora non meno sin- 
golare, benché non nuova, ci si presentava, la quale, discoperta 
già nel medesimo luogo fin da molti anni dal Prof. 0. G. Co- 
sta, veniva da questi con brevi note indicata nell'Annuario Zoo- 
logico del 1834 col nome di Fulgora clegans. In fatti avendo 
essa una certa affinità con la Fulgora curopaea , stando alle 
classificazioni vigenti in quell' epoca, non poteva meglio che ?l 
genere Fulgora riferirsi. Esaminala però un poco pili attenta- 
mente , e messa la sua organizzazione in rapporto con quella 
degli altri Fulgoridei, ci è stalo facile riconoscere non potersi 
essa ascrivere al genere Diclyophora Germ. {Pseudophana Burm.) 
cui la F. curopaea si appartiene, e dovere indubitatamente co- 
stituire un genere distinto. Per tanto 1' esame di questa specie 
ci ha chiamali ad uno studio de' diversi Fulgoridei della Fau- 
na Napoletana. Per la qual cosa, nello stabilire i caratteri del 
nuovo genere, che istituiamo per la F. elegans, col nome di Ne- 
phropsia , passeremo ancora in rassegna quelli degli altri ge- 
neri affini di Fulgoridei, onde metterli meglio in correlazione, 
non ostante che non tutte le specie che agli altri generi si ri- 
feriscono formino parte dell'attuale raccolta, e quindi della Col- 
lezione del Museo Zoologico. 

Dopo il Cratere della Solfatara vogliono esser ricordale lo 
adiacenze del lago detto di Mare?ìiorto, ora convertito in Sa- 



— 60 — 

lina. Esse sono state da noi in altra epoca per più anni conse- 
cutivi le mille volte ricercate. Soprattutto le nostre indagini si 
erano aggirate alle radici delle piante che vegetano presso il 
muro dal quale per una parte del suo circuito vien cinto, ove 
fra le molle specie non ovvie , discoprimmo il Podops curvi- 
dcns da noi descritto fin dal 1838, e che non altrove si è po- 
steriormente rinvenuto. L' importanza quindi del luogo , e la 
premura di raccogliere altri individui di quell' Emiltero, onde 
soddisfare i desideri di parecchi Entomologi da' quali ci veu- 
ne richiesto, ci chiamava a fermarci qualche tempo a ricerca- 
re su quel medesimo silo. Ma mentre neppure un solo Podops 
apparve , con maggior sorpresa vi rinvennimo il nostro Py- 
golampis feworatits , specie la quale, frequente nelle adiacen- 
ze di Palermo, nella parte continentale era slata da noi tro- 
Yata soltanto nella Valle di Lruzzano nella estrema Calabria. 
Di essa eranvi individui adulti, ed altri ancor larve, siccome 
varie larve pur vi esistevano delV Oncocephalus squalidus, Re- 
duviideo non meno raro tra noi, e che neppur avevamo innan- 
zi in quel silo rinvenuto. 

Infine l'abbondanza della Scolia unifasciala presso il Lilto- 
rale di Baja ci porse occasione non solo di rettificare quel che 
nella Fauna avevam detto dell' habitat di quella Scolia, ma di ri- 
conoscere ancora come presso Napoli predomini la varietà con 
la piccola fascia gialla sul quarto anello addominale dorsale ; 
mentre dalla Sicilia e dalla Terra d' Otranto abbiamo in pre- 
ferenza gì' individui tipici con I' unica fascia gialla sul terzo 
anello. 

Articolo 5.** 

Di un nuovo genere di Emitteri Omotteri. 
Genere Trypetimorpha , nob. 

Verlex planus, fiori zontalis, marginatus, latitudine pani- 
lo brevioTy antico obtuse angulatus. Frons verticalis, tricarina- 



— Gl- 
ia, lalìludine nltior. Anlennae òreviusculae, arlicuìo terti'o mi- 
nulissimo , oòconico, secundi dorso virlicaliler insidcnte ; seta 
longa oblique asccndenlc. Pronolum lalìludine postica panilo 
òrcvius, unlrorsum angustatum , antice subtruncatum , poslice 
obtusangulo-eniarginatum. Mesonolum transvcrsum^ posticc late 
rolundatum. Sculclluui niinulum, patuluniy semicircularc. Ely- 
tra cloiigala, abdomiiiìs apiccm atlingentia^ vel superaiìtia, sub- 
jìcUucida, vcnis Iribus discoidalibus longiludinalibus vcnulisque 
t7'ansversis interposilis'^ margine omni venulis transvcrsis ornato. 
Tibiae poslicae margine jioslico biapinosae. 

Vertice piano, orizzontale , di un quarto piìi largo che 
lungo, in avanti e ne' lati cinto da delicata carena ; il margi- 
ne anteriore avanzato nel mezzo formando un angolo ottuso, i 
margini laterali quasi paralleli , il posteriore assai leggermen- 
te arcuato. 

Fronte verticale, formando angolo retto col piano del ver- 
tice, più alta che larga, con tre carene parallele, di cui le due 
esterne marginali: le aje comprese Ira le carene esterne e la 
media alquanto incavate per tutta la lunghezza. 

Occhi globosi, sporgenti, posti un poco dietro il margi- 
ne anteriore del capo, in dietro di poco superanti il margine 
posteriore dello stesso. 

Antenne inserite immediatamente dietro la porzione infi- 
ma degli occhi, mediocremente lunghe; il primo articolo assai 
corto, il secondo piìi lungo, ristretto dalla parte superiore nel- 
la seconda metà : il terzo minutissimo , in forma di cono in- 
verso, impiantato verticalmente sulla porzione ristretta del pre- 
cedente, e portante una lunga setola obbliquamente ascendente. 
Clipeo cordato-triangolare, mediocremente convesso. 
Prolorace nel dorso poco men lungo che alla base largo, 
ristretto da dietro in avanti; il margine anteriore troncato-ri- 
tondato; i lati carenati, divergenti verso dietro; la base smar- 
ginata ad angolo ottusissimo , a margini un poco sinuosi. I 
lobi inflessi raggiungenti quasi la base delle anche de' piedi 
anteriori , inferiormente ritoudatì. 



— 62 — 

Il dorso del mesolorace trasversale, largamente ritonda- 
lo in dietro, con tre carene longitudinali, le quali fanno piìi 
o meno esaltamente continuazione con quelle del protorace. 

Scutello piccolissimo ma ben apparente, semicircolare. 

Tegole alari quasi rettangolari, un poco più larghe che 
lunghe , a margine posteriore sinuoso. 

Elitre allungate, raggiungenti od anche superanti 1' estre- 
mità dell' addome; più o meno anguste, a lati quasi paralleli, 
posteriormente ritondate , coriaceo-trasparenti , con un nervo 
obbliquo che dall' angolo omerale va diritto alla sutura che 
raggiunge al terzo della lunghezza , limitando nettamente il 
davo; questo con un piccolo nervo parallelo alla sutura ; il 
resto dell' elitra (il cario) con tre nervi longitudinali ben ri- 
levati, quasi paralleli, congiunti tra loro da nervi trasversali; 
tutto il margine inoltre fornito di altri nervi trasversali formanti 
altrettante areole, delle quali altre quadrate, altre trasverso-ret- 
tangolari, altre romboidali. 

Ali ben sviluppate in taluni, mancanti in altri. 

Addome robusto, convesso nel dorso parimente che nel 
ventre. 

Osservazioni. Considerando la struttura del capo, del pro- 
torace, non che quella de' piedi, è indubitato che i maggiori 
rapporti di questi Omotteri sono con i Cixii. Per l'opposto però 
la disposizione delle vene delle ali non solo V allontana da 
tutti i Cixiidei, ma se si volesse tener presente il sistema di 
classificazione stabilito da' signori Amyot e Serville , essi do- 
vrebbero riferirsi agli Infericorni Strigimargini, fra quali cer- 
tamente non trovano analoghi per la generale organizzazione. 
La quale dovendo a nostro avviso esser sempre tenuta in maggior 
conio nella determinazione del posto, che un essere qualunque 
occupar deve nella serie naturale , ci determina a riporre le 
Tripetimorfe nella famiglia de' Cixiidei. Avvertiremo pertanto 
che oltre alla disposizione delle vene alari , il genere da noi 
stabilito differisce dagli altri affini per la forma del mesone- 



— 63 — 
to, e pel piccolo sculcUo che rimane a scoperto anche quando 
le plilre sono Ira loro ben ravvicinate. 

La specie che forma il tipo del genere è slata raccolta 
nella peregrinazione di cui è stalo discorso , e perciò conser- 
vasi nel Museo. Ne abbiamo però , anche delle adiacenze di 
Napoli, una seconda specie, che conservasi nella nostra privata 
Collezione Entomologica delle Provincie Napoletane , e della 
quale diamo anche qui la descrizione, onde render completa la 
storia di questo novello gruppo generico. 

1. Trypetimorpha fenestrata, nob. 
Tav. II, %. 1-10. 

T. luteo- cinerea ,f fronte et pronoti laterihus fusco notalis\ 
elylris angustia , parallelis , brevissime et puree hirte pilosis , 
venis discoidalibus vaìde elongalis; nigris nitidis, venis omnibus 
pallidis, margine loto pallido, serìalim nigro-maculato; alis nul- 
lis; pedibus nigro maculatis. — Long. mill. k. 

Habitat in Phlegraeorum Cratere. 

Mus. Zoolog. Rcg. Archig. Ncap. 

Corpo di color cenerino tendente al gialliccio sporco. 
11 capo guarnito di peli delicati ma rigidi , poco stivali ; 
due punti foschi sul margine posteriore del vertice ; fronte 
con quattro macchioline poco limitate di un colore più oscu- 
ro del fondo, due al livello degli occhi, due altre presso il 
margine inferiore. Dorso del protorace con tre delicate carene 
longitudinali, una media, due marginali divergenti verso dietro, 
i lati inflessi con macchioline fosche. II dorso del mesotorace 
con una carena media che fa continuazione con quella del pro- 
torace, e due altre laterali obblique meno rilevate che corrispon- 
dono poco piìi dentro delle laterali del protorace. Elitre an- 
guste, a lati quasi paralleli, ritondate all'estremità, coriacee, 
trasparenti, con le tre vene longitudinali prolungate pe' sei set- 



— G4 — 
limi dell' elitra: ornate di peli rigidi brevissimi in tutta la su- 
perficie; nel disco nere, lucide, come verniciate, con alcune delle 
vene e tre piccole macchie bianclie rotondale ; di queste, due 
posteriori allo stesso livello, ed una verso il mezzo della lun- 
gbezza; il margine lutto intero pallido con una serie di mac- 
chie fosche entro ciascuna areola; quelle dell' estremila al nu- 
mero di Ire o quattro piìi grandi e nere. Piedi finamente pe- 
lacciuli, sparsi di macchioline nere; le anche posteriori con una 
piccola punta triangolare spiniforme quasi membranosa nella loro 
parte posteriore: tibie dello stesso paio con due spine margi- 
nali posteriori, 1 una piìi piccola verso la mela della lunghez- 
za., r altra più robusta Ira questa e 1' estremità della tibia. 

Nel maschio le elitre superano l'estremità delladdome, e 
sono più dominate dal nero, quindi le Ire macchioline bianche 
restano meglio limitale. Nella feraina le elitre non superano 
r estremità deli' addome, il nero è meno intenso, le vene di- 
scoidali si longitudinali che trasversali in gran parte pallide. 
Le ali mancano completamente in ambedue i sessi. 

Raccolta nelle praterie spontanee del Cratere della Sol- 
fatara, nel mese di settembre: rara. 

2. Trypetimorpha psyllipehnis, nob. 
Tav. II, fig. 11 {elitra). 

T. afaCa, elytris abdomen supcrantìbus, oblongo-ovatis, venis 
discoidalibiis dimidium panilo excedcnlibus : luteo cinerea^ fronte 
pronotoqxic fusco nolalis ; elyiris vilreis , disco fuscesccntibus , 
venis pallidis, inarginalibus ftavcsccntibus macula minuta nigra 
tci'minatis. -^hongil. millim. 5. 

Simile perfellaraenle alla specie precedente per quanto 
spelta alla organizzazione generale, e particolarmente del capo 
e del torace, non che pel colorilo del corpo, e le macchie delia 
fronte, del torace e de' piedi. La essenziale dillerenza risiede 
Rella struttura dell'elitre, e nella presenza delle ali. 



— C5 — 

Le elitre sono in ambedue i sessi pili lunghe dell'adclome, 
proporzionalmente più larghe, non a lati paralleli, ma un poco 
allargate dal lato interno o suturale , rappresentando piuttosto 
un ovale; e sono innoltre più trasparenti. Le tre vene discoi- 
dali oltrepassano di poco la metà della lunghezza dell'elitra , 
e sono tra loro congiunte da cellole trasversali molto varia- 
bili in numero, talvolta due o tre solamente, in altri individui 
cinque o sei. Le vene marginali sono oblique, sei a sette nel 
margine esterno, due o tre nell interno dopo il davo, e quat- 
tro altre assai lunghe partono dalle venette di congiunzione 
delle discoidali, e si portano raggianti al margine posteriore, 
altre semplici , uia o due biforcute : la superGcie è perfetta- 
mente liscia e nuda; sono trasparenti, quasi vitree, nel disco 
soltanto più o meno fosche; le vene discoidali pallide, le mar- 
ginali giallicce, finamente orlate di fosco e terminate ciascuna 
di una macchiolina nera , quasi alla maniera di alcune Psille. 
Le ali sono più corte dell elitre e perfettamente incolori. 

Trovasi nelle adiacenze di Napoli, poco frequente. Con- 
servasi nella nostra Collezione Entomologica delle Provincie Na- 
poletane. 

Articolo 6." 

Osservazioni su talune specie d'insetti stranieri alfEuropa. 

Noi non disconosciamo le grandi difficoltà che s incontra- 
no nel pronunziare un giudizio di novità su specie d' inselli 
stranieri all'europa, stante la impossibilità di tutto conoscere 
quanto si è pubblicato e giornalmente si pubblica in tutto il 
mondo scientifico : diflicollà le quali non mancano per molto 
specie indigene, ma sono cerlamenle mollo maggiori per quelle 
straniere. Per la qual cosa, se diamo la descrizione di alcune 
specie, diagnosticandole come non ancora per altri descritte, non 
lo è certamente senza qualche esitanza sulla loro positiva novi- 
tà, avendole solo tali giudicate in seguito al lisconlro di quelle 
Ann. 1. 9 



— 66 — 
opere, non molto remote, le quali hanno con più specialità 
trattato delle famiglie cui esse si riferiscono. Parimente ci son 
sembrate non inutili talune illustrazioni a specie già descritte. 

Sphex sumptuosa, nob. ( n. p. ? ) 

S. capile thoraccque nigris, aureo pilosis, facie, clfpeo, 
pronoti margine supero, mcsonoti linea media villaque utrinque 
supra alas, macula irregulari sub alis, j^oslscutcllo , metanoli 
vìtta utrinque laterali obliqua maculisque duabus poslicis ori- 
chaleeo sericantibus ; abdomine tcslaceo-ferrugineo, petiolo ni- 
gro; pcdibus testaceo- ferrugineis, coxis nigris orichalceo serican- 
tibus; alis hyalinis fere aureo nitentibus, apice dilute fumatis^ 
venis corpoqua obscure teslaceis, tegulis ferrugineis.'^ Longit. 
corp. millim. 18; exp. alar. mill. 35. 

Habitat in Brasilia. 

Mus. Zool. Reg. Archig. Neap. 

È questa specie afllnìssima alla Sph. ornata, Lep. (1) dalla 
quale differisce per le ali incolori, trasparenti, splendenti leg- 
germente di oro , non rosse nella prima metà ; pel picciuolo 
dell' addome nero. Le antenne sono interamente nere ; il dorso 
del metanoto finamente coriaceo ; le seconda cellola cubitale 
delle ali anteriori come nella cennata specie. Maschio. 

Sphex chlorargyrica, nob, (n. p. ?) 

S. nigra, capite thoraceque aureo pilosis; facie clypeoque 
orichalceo lomentosis ; jjì'onoli margine supero, mesonoti villa 
utrinque sapra alas, macula irregulari sub alis, postsculcllo, meta- 
noli villa utrinque laterali obliqua, macidisque duabus poslicis 
chloreo-argenleo-sericanliòus; abdominis segmcnlis primo secundo 



(1) Nouv, Suit. à Buff, Hijmen, 



— 67 — 
et tcrtio margine postico ìalcrihus expanso, ccleris margine tenui 
vcntrisquc medio obscure rufo-fcrrugincis; pedibus rufo-fcrrugi- 
neis, co.vis et trochanteribus nigris^ illis orichalceo micantibus, 
fcmoribus basi postica nìgrìs; alis cinerascenti-hy aliai s , apice 
fumalis, venis carpoque nìgricanlibus^ legulis obscure tcstaccis, 
medio nigris. — Long. corp. millim. 18; exp. alar. mill. 32. 

Habitat in Brasilia. 

Mus. Zoolog. Pieg. Archig. Ncapol. 

Per la figura della seconda cellola cubitale delle ali ante- 
riori, e pel punto in cui questa riceve la seconda renetta tra- 
sverso-discoidale appartiene questa specie alla sezione medesi- 
ma della precedente. Le antenne sono interamente nere 5 il 
dorso del metatorace è finissimamente coriaceo. Maschio. 

Pepsis floralis, Lep. 

Lepelelier nella sua storia degl' Imenotteri (1) descrisse 
cliiaramenle questa specie sopra individui femine soltanto (2). 
Nel Museo abbiamo ambedue i sessi, sui quali ci pare poter 
rilevare alcune noie carallerisLiche illustrative. 

11 maschio a le antenne nere col solo ultimo articolo ful- 
vo-rossiccio ; il mezzo del metanoto , cbe come dice il Lepe- 
lelier si eleva a schiena d' asino, è più alto, e le strie trasver- 
sali sono profonde iu modo da generare linee elevate assai mar- 
cate sopratulto uella parie media e su' margini laterali, mentre 
ne' due avvallamenti che fiancheggiano la parte rilevata si can- 
cellano sensibilmente : laddome è oblungo, quasi ellittico. La 
femina ha gli ultimi cinque articoli delle antenne fulvo-rossic- 
cì , r addome accorciato ovaio-conico. Li ambedue i sessi il 
capo ed il torace sono nero blu , 1 addome nero cangiante in 



(1) Nouvelles Suites à Buffon. 
\2] Loc. cit. 11. p. 490, n. 36. 



— 68 -» 
Color smeraldo oscuro, rimanendo il margine posteriore di cia- 
scun anello di color nero intenso. 

Halìctus Tiridis, Lcp. 

Descrive il Lepelclier col nome di Halìclus-diversipen- 
nis una specie sopra individui femine (1), e con la sua descri- 
zione conviene esaltamente un individuo parimente femina che 
si conserva nel Museo Zoologico , se ne eccettui la statura 
maggiore misurando linee 4 1(4 in lunghezza (non linee 3 1[2), 
e r addome a riflesso cangiante leggermente in blu. Ne abbia- 
mo parimente parecchi individui maschi, identici perfettamente 
alla femina, eccettuate quelle differenze proprie del sesso, vuol 
dire il corpo più snello ; più le antenne dal lato inferiore 
testacee dal terzo al settimo articolo. 

Lo stesso autore poco più oltre descrive 1' Haliclus vi- 
ridis sopra individui maschii, e mentre che si parò alla di lui 
mente poter nascere il dubbio che questo fosse il maschio del- 
l' Hai. diversìpcnnis^ egli cercò eliminare tal dubbio pel rifles- 
so del diverso punto nel quale la prima venetta trasverso-di- 
scoidale viene ricevuta dalla seconda cellola cubitale: poiché 
mentre nella diversijjvnnìs quella è piazzata in modo da far 
continuazione con la venetta che divide la seconda dalla ter- 
za cellola cubitale, nel tiridis poi occupa il posto ordinario 
che ha negli altri Ilalivlus. 

Ora osservando i quattro diversi individui che couser- 
vansi nel Museo, abbiam potuto verificare che la posizione di 
quella venetta è soggetta a variare. In fatti, in uno sta esat- 
tamente come nella divcrsipennis femina , vuol dire fa conti- 
nuazione con la seconda venetta trasverso-cubitale ; in altri 
due è ricevuta dalla seconda cellola cubitale innanzi la metà 
della sua base; in un altro è ricevuta, più abnormalmente, dal 



(1) Loc. cit. III. p. 262, n, 23. 



— G9 — 

principio della terza cellola cubitale. Or se il Lepelelier eli- 
minava il sospetto cbe Xllal. virìdis fosse il maschio del divcr- 
sipennis, noi in seguito delle riferite osservazioni siamo indot- 
ti a credere, che lungi dall' eliminarsi il detto dubbio, debba 
per opposto ritenersi definitivamente come una medesima spe- 
cie 5 per la quale crediamo doversi conservare il nome speci- 
fico virìdis , come piìi acconcio. 

Enodia pubidorsum, tioò. (n. sp. ? ) 

E. nigra, aureo pilosa , fcicie , clypeo, pronoti margine 
supero^ macula sub alis, allcraque in ìnelalhoracis latcribus 
cinereo- argenteo sericcis: aòdominc obscure ì-ufo-fcrrugineo, seg- 
menti primi pellaio maculaquc oblonga dorsali nigris; segmen- 
to secundo macula magna ovato Iransvcrsa 7iigra, pube tenui ho- 
ìosericea vestita; segmcntis scquenlibus dorsalibus nigrìs mar- 
gine postico picco decolori; alis cinerco-hyalinis, apice fumalis^ 
carpo vcnisqne nigro-piceis; tegulis nigris : tibiis posticis extus 
fulvo tomentosis. — Longit. corp. millim. 15 esp. alar. mill. 21. 

Habitat in Basilia. 

Mus. Zool. Reg. Archig. Neapol. 

Capo nero, finissimamente punteggiato; faccia e clipeo a 
splendore cenerino-argentino, e rivestiti inoltre, al pari delle 
gote, di lunga peluria dorata. Torace nero a superficie fina- 
mente coriacea : il margine supcriore del protorace, una mac- 
chia sotto ciascuna ala anteriore, ed un' altra nelle pleure po- 
steriori a splendore cenerino argentino, e con peluria simile a 
quella del capo: il dorso del melatorace nel mezzo quasi nu- 
do, ne' lati con peluria poco stivala ma lunga cenerino-dora- 
ta. Addome piccolo, ovato-conico; il picciuòlo delicato, nero; 
il primo anello dorsale nero nel mezzo, rosso-ferruginoso oscu- 
ro ne' lati, il secondo di questo colore con una grande mac- 
chia ovaia-trasversale nera, rivestita di delicato e breve tomen- 



— 70 — 
to color di olio a splendore serico; i rimanenti anelli dorsa- 
li neri col margine posteriore scolorato piceo-rossiccio. Anel- 
li ventrali rosso-ferruginosi. Piedi neri : anche con splendore 
serico cenerino argentino; tibie posteriori nella faccia posterio- 
re-esterna rivestite di lomento fulvo-rossiccio : i tre denti del- 
le unguiette de' tarsi ben sviluppati e quasi eguali. Ali cene- 
rine, trasparenti, con 1' estremila affumicata; le vene ed il car- 
po picco-oscuri : le tegole nere. La seconda cellola cubitale 
delle ali anteriori molto men larga che alta, riceve la prima 
venetta trasverso-discoidale Ira il mezzo e 1' angolo interno : 
la terza assai ristretta verso la radiale, riceve la seconda ve- 
nella trasverso-discoidale presso V angolo interno. Maschio. 

Membracis rectangula, nob. ( n. sp. ? ) 

M. nigra, pronoto valde elevato , fascia antica marginali 
strigisquc duabtis posticis inferius ad angulum rectum coniun- 
ctis, albidis. — Long. mill. 11. 

Habitat in Brasilia. 

Mus. Zool. Rcg. Archig. Ncap. 

Affinissima è questa Membraclde alla M. C - album, dal- 
la quale differisce per la fascia bianca anteriore del pronolo, 
che occupa il margine stesso del pronoto, mentre in quella ne 
rimane distinta benché vicina; e per le due strisce posteriori 
che in quella formano quasi un arco di cerchio rivolto in giù, 
ed in questa che descriviamo sono diritte e congiunte inferior- 
mente in guisa da formare un angolo quasi retto. 

Membracis tecligera, var. 

Differisce dal tipo pel pronoto un poco piìi prolungato in 
avanti, e pel suo profilo dorsale posteriormente meno sinuoso. 
In quanto poi a colorito varia pel bianco del margine ante- 
riore ora pili limitato, ora più dilatalo. 



— TI — 
Membracis consobrina, tiar. 

Considerala pel colorito questa Membracide, simiglia com- 
pletamente alla M. tcctigcra ; tanto che la diagnosi specifica 
potrebbe egualmente bene all' una ed all' altra applicarsi. Nul- 
ladimeno confrontale le due specie scorgesi una positiva dif- 
ferenza nel profilo del dorso del pronoto. Nella tcctigcra 
questo si eleva dapprima quasi verticalmente ed indi ripiega- 
si in dietro, per modo da formare un angolo smussalo. Nel- 
r altra di cui noi intendiamo parlare il profilo del dorso del 
pronoto si eleva di più nel suo mezzo , e nell' insieme for- 
ma una curva continuata, o quasi un semicerchio. L' unico in- 
dividuo che esiste nel Museo viene dal Brasile. 

Umbonia reclinata, var. 

Differisce dal tipo del protorace scavato da punti più 
grossi e piii profondi, e di color sanguigno sbiadito, con le 
linee gialle quasi cancellate. 

Articolo 7." 

Rivista da' generi e delle specie di Folgoridei e Diclioforidci 
dell Italia meridionale contincnlale. 

I confini di diverse famiglie di Emitleri Elerotteri , so- 
pratatto di quelle spettanti alla sezione degli Infericorni Ca- 
vigerli , non ci sembrano siano stali ancora ben fermati dagli 
Emitterologi, per non esser questi di accordo su' caratteri dai 
quali debbonsi intendere contrassegnate. Né noi possiamo entra- 
re in simile argomento, non permettendolo la natura di que- 
st'articolo. Nondimeno, essendo indispensabile additare in qual 
modo intendiamo circoscritte le due famiglie di cui voglia- 



__ 72 

Ilio parlare , onde si abbia la ragione de' generi che vi com- 
prendiamo ; diremo cbe trovando la classificazione delle Fol- 
gorelle datane dal chiaro Entomologo Spinola (1) la più con- 
scienziosa, adotteremo questa in preferenza, e quindi per Fol- 
goridei riteniamo i suoi Fulgovoides, e per Diclioforidei i suoi 
Dyctiophoroidcs. 

Secondo la enunciata classiGcazione , come parimente se- 
condo quella de' signori Amyot e Serville (2), la famiglia de' 
Folgoridei non abbraccia alcun genere che abbia rappresentanti 
in Europa. Nulladimeno noi non esitiamo a comprendervi una 
delle specie spettanti alla Fauna Italiana. Parimente la famiglia 
de' Dictioforidei secondo Spinola raccliiuderebbe i soli generi 
Dyctiophora ed Elidiptcra che avrebbero specie europee : a 
questi un altro ancora ne possiamo aggiungere , afline sotto 
alcuni rapporti al primo de' due cennali. 

Famiglia de FOLGORIDEI 

Genere Bursinia (3), nob. 

Caput valde pì'odiictum, productìone tctracdia, lalerìbus pa- 
raUclis : fronte trìcarinata, cariiiulnque altera in quavis facic 
laterali. Pronotum traiisvcrsum, mesonoto brevius. Elytra abbre- 
viata, 2)0slicc tnmcala, omnino coriacea, obsoletissime reticula- 
to-venosa. Tegulae elytrorum alaeque niillae. 

Fra i diversi generi di Cavigeni che l' europa possiede 
l'è certamente questo l'uno de' piìi singolari per la conforma- 
zione del capo; e quello ancora che per la medesima ragione 
pili si avvicina ad alcuni de' generi stranieri all' europa. 



(1) Essai sur tes Fulgorelles — Ann. de la Soc. Entom. de Fr. 1839. 

(2) Nouv. Suit. à Bajf. Heinipt. 

(3) Dalla greca voce [ivpcrivos coriaceo; per l'elitre interamente co- 
riacee. 



— 73 — 
Il prolungamento cefalico è lungo il doppio della por- 
zione del capo conapresa tra gli occhi , di egual larghezza in 
tutta la sua lunghezza , e con quattro facce ben distinte. La 
faccia superiore è per traverso convessa, con una carena media 
poco pronunziata, e le carene marginali delicate e dirette in 
fuori; la faccia inferiore o frontale à tre carene ben rilevate, 
quasi parallele, delle quali la media si continua sul clipeo; le 
facce laterali sono incavate, ed hanno un' altra carena, la quale 
parimente si continua sui margini del clipeo : queste carene late- 
rali cominciano dalle gote, passano rasente il margine inferiore 
degli occhi , e si terminano alla estremità del prolungamento 
cefalico. Le antenne per grandezza e posizione poco differi- 
scono da quelle delle Dicliofore. Il pronoto è più largo che 
lungo , un poco più corto del mesonoto ; i suoi lobi laterali 
posteriormente vanno a poggiare sugli omeri, mancando le te- 
gole alari ordinarie. 11 mesonoto è piccolo , e quasi in forma 
di triangolo curvilineo , di cui il lato anteriore a curva spor- 
gente, gli altri due lati a curva rientrante Le elitre sono am- 
pie, posteriormente troncale, molto più corte dell'addome, in- 
teramente coriacee, con leggieri indizi di rete di vene. Tibie 
posteriori terminate da corona di spine, senza sperone mobile. 

Bursinia hemiptera. 
Tav. II, fig 16 e 17. 

B, sordide lutea vel luteo-virescens , pronoli et niesonoli 
disco tricarinato, lalcribus pustulosis; abdomine dorso carinalo, 
segmentis pustulosis; tibiarwn et tarsorum spinis apice nigris. — 
Long. corp. millim. 6: lat. mix, millim. 3, 

Fulgora hemiptera, O. Cost. Faun. NapoL g. Fulgora , n. 2 , tav. 
I, fig. 4. (1840). 

I lati del pronoto e del mesonoto al di fuori delle ca- 
rene, del pari che gli anelli addominali dorsali sono scavati 
di grossi punti a contorno quasi calloso , dal cui centro si 
Ann. 1. 10 



— 74 — 
eleva un tubercolo spianalo. Le elitre sono poco più lunghe 
che larghe , ciascuna anteriormente ritondata ad arco di cer- 
chio, posteilormente troncate per traverso, con l'angolo esterno 
largamenle rilondato, l' interno quasi retto un poco smussato; 
interamente coriacee , senza limile tra il davo ed il corio ; 
esternamente con delicata linea rilevata marginale , e talvolta 
ancora una simile meno sensibile dal lato interno parallela alla 
sutura. 

Raccolta nelle provincie bagnale dall'Adriatico. L'abbiam 
parimente trovala nella Sicilia, sia nelle adiacenze di Palermo, 
che sulle medie altezze dell' Etna. 

Famiglia de' DlCTÌOFORlDEI. 

Genere Dietyopliora, Gemi. 
[Pseudophaììa, Burm.) 

Caput modico pyramidato-jìroduclum ; vertice tricarinato ; 
fronte quinquc carinata , carinis media et exlernis in clypeum 
contimiatis. Oculi rolundati^ integri. Anlennae brevissimae. Pro- 
nolum Iransversum , mesonoto multo breviiis. Mesonolum fer& 
aeque longum ac latuin , suhtriangularc. Elylra vitrea , venis 
longitudinalibus jìluribiis cellulas varias formantibus ; jionc me- 
dium vcnulis transversis ccllulisque numcrosis. Tibiae posticae 
calcare mobili nullo. 

Questo genere è troppo conosciuto, perchè noi entrassimo 
in grandi dettagli. Noteremo soltanto, che paragonale le carene 
frontali della Bursinia e della Dictiofora, vedesi che in fondo 
sono le stesse, con tal differenza, che nella Bursinia le due ca- 
rene esterne sono più rigettale in dietro e restano completa- 
mente nelle facce laterali del prolungamento cefalico; mentre . 
nella Dictiofora stanno più in avanti , e quindi rappresentano 
i margini laterali della faccia frontale, restando nondimeno un 
poco più ia dietro delle altre esterno mediane. 



— 75 — 

Una sola specie ne abbiamo finora incontrata in queste 
Provincie meridionali d' Italia , ed è quella slessa diffusa per 
la piìi parte di europa. 

Dictyopliora europaea. 

D. vlridis immaculata, clytris hyalinis venis carpoquc vi- 
ndibus, tibìarum iarsorumqtie spinis apice nigris. — Long, cum 
elyt. mill. 13. 

Fulgora europaea, Lin.— O. Cost. Fn. ìiap,— Di/etiophora id. Spin. 
1. e— Pseudopliana id. Burm. — Ani. Serv. 

Diffusa per tutte le provincie. Giunge allo stato d' imma- 
gine sul cader della state. 

Varìctas rosea, nob. 

D. rosea immaculata , clytrorum venis caipoquc concolo- 
ribus , tìbiarum tarsorumquc spinis summo apice nigris. — 
Long. mill. 11. 

Differisce dal tipo pel colore sì del corpo intero , come 
ancora delle vene e carpo dell' elitre , che in luogo di esser 
verde, è d'un bel roseo uniforme; colore the si è perfettamen- 
te conservato anche dopo la coniplula disseccazione dell' ani- 
male. 

Osservazioni. Se i caratteri organici di questa Dictiofora 
non convenissero completamente con quelli della comune curo- 
paea , non saremmo slati alieni dal considerarla come specie 
distinta, tanto maggiormente, in quanto ne possediamo due in- 
dividui perfettamente identici. Ma poiché, se ne eccettui la sta- 
tura di poco minore , nel rimanente la differenza consiste sol- 
tanto nel cangiamento del color verde in roseo , e tali modi- 
fiche possono ben dipendere da cagioni eventuali, d'ordinario 
da un diverso nutrimenlo; così abbiam creduto non dargli mag- 
giore importanza, che d'una distinta varietà. 



— 76 — 

Genere Kepliropsiaj ('') nob. 

Caput antico breviler pyramidalo-pfoduclunr, vertice fron- 
teque tricarìnalis^ carìnis frontaliòus in cljpeum continuatis. 
Oculi reniformes , mp-a sinuosi. Antennae in oculònim sinu in- 
sertai', minus brcves, validae. Pronotum transversum, mcsonoto 
multo brcvius. Mesonotuni fere acque longum ac latum, subtrian- 
gularc. Elytra coriaceo-hyalina , venis dìscoidalibits longitudi- 
nalibus tribus apice conjunctis, venulasque ad ìnarginem posti- 
cum mittcntibus; areolis nullis. Tibiae posticae calcare mobili 
valido compresso lato , oblique tnincato praeditae. 

Tra i diversi caratteri che distinguono le Nefropsie dalle 
Dictiofore, quattro meritano principalmente l'attenzione: la forma 
degli occhi , il numero delle carene frontali , la disposizione 
delle vene dell'elitre, lo sperone delle tibie posteriori. Gli occhi 
sono quasi reniformi , nel dorso inarcati, inferiormente sinuosi 
nella parte posteriore , la quale è meno ampia ; ed in quel 
seno stanno inserite le antenne. La fronte à tre carene, delle 
quali le due laterali son quelle stesse che separano la fronte 
dalle gote, e che al pari della media si continuano sul clipeo. Le 
elitre presentano nel cario tre vene longitudinali che ne percor- 
rono quasi i Ire quarti della lunghezza, e nel termine sono tra 
loro congiunte da venette trasversali. Da questa regione partono 
altre vene che si portano al margine bifurcandosi nel loro cam- 
mino. Le tibie posteriori, oltre la spatola terminale coronata di 
denti spiniformi come nelle Dictiofore, hanno uno sperone mo- 
bile , grande, compresso, largo, troncato obbliquamente. Oltre 
a ciò, le antenne sono evidentemente più lunghe, in modo da 
avvicinarle quasi a quelle di alcuni Delfacidei ; il prolunga- 
mento cefalico è mollo piìi corto, il dorso del protorace è pro- 



(1) Dalle greche voci vnqpo^ rene, ed "^^ occhio. 



— 77 — 

porzionalmente assai meno corto del mesolorace ; le elitre piU 
coriacee. 

Nephropsia elegans. 
Tav. II, fig. 12-15. 

iV. hrunnea^ capite thomceque tricarìnatis laele viridilfus, 
genis fuscis; elytrìs fusco-violaceis, pone medium ac in margine 
postico hy alino- fenestratis , sutwa davi viridi ; vcnis minutis- 
sime pallido arliculatis , jìilis minutis rigidis parce hirtis. — 
Long, cura elyt. mill. 3 1(2 - 4. 

Habitat in Foro Vulcani. 

Rlus. Zool. Rcg. Archig. Ncap. 

Fulgora elegans, O. Cost. Annuario Zoolog. pel 183i , p. 82, n. 12. 

Capo superiormente piano , con tre carene ben rilevale , 
le laterali convergenti all' estremità del prolungamento cefalico, 
il quale è lungo quasi quanto la porzione occupala lateralmen- 
te dagli occhi, e restringesi gradatamente in linea retta, e non 
è affatto ascendente. La fronte è ellittica , parimente con tre 
carene, di cui le laterali Inarcate verso fuori. Il secondo arti- 
colo delle antenne à due anelli rilevali , ornati di spinuzze vi- 
sibili a forte ingrandimento. Il dorso del protorace è un poco 
più corto del mesotorace, con tre carene longitudinali, le quali 
fanno continuazione con quelle del capo, e quindi le laterali 
divergenti verso dietro; leggermente inarcato : il disco occupato 
dalle carene è quasi tanto lungo, quanto posteriormente largo : 
i lobi inflessi inferiormente ritondati. Il dorso del mesolorace 
è un poco men lungo che largo : ristretto verso dietro , ad 
estremila rilondata. Le elitre superano notabilmente 1' estremila 
dell' addome in ambedue i sessi. Le ali sono poco più corte 
dell' elitre. Le anche dei piedi posteriori hanno posteriormente 
una spina triangulare minulissima, acuta ; le tibie dello stesso 
pajo sono nel margine posteriore guarnite di due spine , 1' una 



— 78 — 
assai presso II ginocchio, 1' altra alla metà della lunghezza; lo 
sperone è lungo poco più della metà del primo articolo del tarso. 

Il capo ed il torace sono verdi ; le gote oscure; le an- 
tenne pallide con gli anelli coronati di spinuzze neri. Le eli- 
tre son di color fosco violaceo ; il margine interno suturale 
del davo è verde ; il corio à tre spazii incolori , traspa- 
renti , posti in linea trasversale presso 1' estremità delie ve- 
ne longitudinali; altri simili spazii trasparenti stanno sul mar- 
gine posteriore parimente presso il termine de' nervi ; questi 
inoltre sono finamente articolati di pallido , e fiancheggiati 
d' ambo i lati da puntini trasparenti, da' quali si elevano al- 
trettanti peli rigidi setolosi. Ali bianco-lattee. Addome nel 
dorso bruno, talvolta col mezzo ed i margini rosei : ventre bru- 
no-gialliccio, piedi giallicci , con le punte delle spine delle 
tibie e degli articoli de' tarsi piìi oscure. 

La femmina ha tutti gli anelli ventrali scissi e nel mezzo 
ristretti per dar posto alla trivella. 

In alcuni individui il color verde del capo e del torace 
dopo la morte si conserva inalteraLo , in altri si converte più 
meno in verde-gialliccio. 

Genere EUa85)tera , Spìn. 
( lleììcoijlcra, Ani, S.erv.) 

Caput anlicc brevissime aìigulatoproduclum; vertice brcvi^ 
bifoveolalo^ fronte clypcoqiic Iricarinatis. Pronolum brcvissimum^ 
anlice in vicdio produclum , poslicc oblusangu'o-emarginalum. 
Rlesonotum rhomboidaìc. Elylra stiborizoniaìin, sutura incumbcn- 
tia, venis longitudinalibus ccllulisquc numcrosis^ venisquc mar- 
ginalibus obliquis. 

Le Elidiplere pel loro abito generale occupano assai bene 
1' ultimo posto tra i Dictioforidei, avvicinandosi evidentemente 
a' Cixiidei, precisamente quando, come noi pensiamo, pongasi 
alla testa di questi il nostro genere Tripelimorfa. 



— 79 — 
El i diptera adven a. 

E. pallide testacea, verlia's macnlis daahus nirjrls'^cly tris albi' 
dis,suò farinosis,venis longiludinaliòus testaceo inaciJatis^ pundis- 
quù duoòiis nigris ad anguhint postico -cxtcrimm caì/osunr^ re- 
nis niarginalibus fuscis nigrisve ; alis laclcis. — Long. corp. 
cura elylr. millim. 9-10. 

EUdiptera advena, (Gene) Spia. Ann. Soc. Ent. Fr. 1839, p. 307, 
tab. XV, fig. 3. 

Trovasi nelle adiacenze di Napoli, non mollo rara, e nep- 
pure troppo frequente. 

Osservazioni. Noi non possediamo in natura le altre due 
specie affini descritte da Spinola, cioè la inarginicoUis della Si- 
cilia, e la Cenci della Sardegna, che il signor Amyot à cre- 
duto considerare come varietà d' una sola specie : quindi non 
possiamo entrare a dare su ciò alcun parere. Assicuriamo sol- 
tanto che tutti gì' individui osservati sinora in queste provin- 
cie serbano costantemente i caratteri di quella chiamata da Spi- 
nola advena. 

Articolo 8." 

Osservazioni sul genere Lysianassa e descrizione 
di una novella specie. 

Il ^^n^TQ Ly sianassa stabilito dallEdwards nel 1830 nel 
suo primo lavoro sopra i Crostacei Amfipodi (1) per una pic- 
cola specie scoperta nelle acque di Napoli ( Z. Costae), e 
dallo stesso autore meglio illustrato nella più estesa opera sui 



(l) Ann, des selene. Natur, Aout 1830. 



— 80 — 
Crostacei (1), venne nel '1853 da noi accresciuto di altre tre 
specie dei nostri naari , descritte nel lavoro sopra i Crostacei 
Arafipodi del Regno di Napoli (2), una delle quali , la Ljs. 
spiiiicornìs è stala recentemente rinvenuta ancora nelle acque di 
Trieste da Grube (3). In tutte le cennate specie le quattro an- 
tenne sono assai corte. Le superiori più grosse ; le inferiori 
più delicate, e per lunghezza eguali quasi alle superiori , ov- 
vero poco più lunghe di queste. Una specie trovata assai ab- 
bondante nel caduto anno si allontana notabilnienle dalle so- 
praindicate per la condizion delle antenne, di cui rimanendo le 
superiori quali nelle vere Lisianasse si trovano , le inferiori 
son fornite di un fdetto capillare lungo tanto da eguagl'are lo 
intero corpo. Per modo che, ove di siffatte variazioni si volesse 
troppo tener conto, la presente specie dovrebbe staccarsi dalle 
Lisianasse per costituire il tipo di un gruppo generico distinto, 
il quale terrebbe un posto medio tra il g. Lysianassa ed il 
genere Ichnopus, nel quale tutte quattro le antenne sono ter- 
minate da lungo filetto. NuUadimeno considerando che tutto il 
resto delia organizzazione si presenta perfettamente identico a 
quella delle vere Lisianasse, noi non crediamo dare alla mo- 
difica della lunghezza del filetto delle antenne importanza mag- 
giore di un eminente carattere specifico. Per la qual cosa ri- 
leniamo la specie che andiamo a descrivere nel genere Lisia- 
nassa, del quale potrà solo costituire una distinta sezione. 

Lysianassa fllicornis, nob. 
Tav. II, fig. 18-23. 

L. anlennis sitpcriorìbus corporis quarto brevioi'ibus, pc- 
dunculi articulo primo valde incrassato, infra spina acuta fer- 



ii) Nouvelles Suites à Buffon. 

(2) Memorie della R. Accademia delle scienze, voi. I: per estratto 
ancora nel Rendiconto di detta Accademia, 1853. . 

(3) AmfluQ nach Triest und (lem Quarnero. 



— 81 — 

minato'^ inferioribus seta gracillima corporis longitudìncm acquan- 
te ; pedibus primi paris manu clongato-conica , unguiculo va- 
lidiusculo pracdila , sccundi paris longioribus , gracilioribus , 
manu ovato-rolundata , sclis terminata ; pedibus spurtis abdo- 
minalibus aeque tcrminatis. — hon^ìL corp. mìllim. 10. 

Antenne superiori lunghe quanto il capo e i due primi 
anelli toracici; il peduncolo piìi corto del filetto primario, col 
primo articolo assai rigonfiato alla base, all'estremità inferior- 
mente terminato da valida spina che sorpassa un poco la metà 
dell' articolo seguente ; questo decrescente in grossezza ; il fi- 
letto primario di un quarto più lungo del peduncolo, piutto- 
sto robusto; il filetto accessorio lungo circa la metà del pri- 
mario. Antenne inferiori col peduncolo eccedente di poco quello 
delle superiori ; il suo primo articolo assai corto ; il secondo 
allungato, quasi fusiforme; il filetto capillare, lungo tanto da 
raggiungere 1' estremità posteriore del corpo quando sono ri- 
piegate, come l'animale naturalmente le tiene. Occhi assai grossi, 
verticali, reniformi. Epimeri del primo anello toracico nella parte 
inferiore dilatati obbliquamente in avanti raggiungendo il mez- 
zo del margine inferiore degli occhi; quelli del secondo e del 
terzo anello angusti , alti il triplo della propria larghezza , 
poco più larghi inferiormente ; quelli del quarto anello infe- 
riormente ritondati e prolungati in dietro abbracciando quelli 
del quinto fin presso la metà ; questi un poco meno alti che 
lunghi, ad angoli inferiori ritondati; quelli del sesto e settimo 
anello piccoli, poco più alti che lunghi. Piedi del primo paio 
corti, delicati, con mano oblungo-conica, terminata da unghiet- 
la ben distinta. Quelli del secondo paio più lunghi e più gra- 
cili de' primi, con mano corta, compressa, ovato-ritondata, ter- 
minata da un fascetto di peli setolosi che aggruppandosi men- 
tiscono una unghietla. Il primo articolo dei piedi posteriori, 
ossia del settimo paio, posteriormente un poco -arcuato e fina- 
mente seghettato; inferiormente smarginato ad arco rientrante. 
Falsi piedi degli ultimi tre anelli addominali terminati tutti ad 
Ann. 1. 11 



— 82 — 
egual livello ; gli stiletti più corti dei peduncoli : le appen- 
dici dell'ultimo anello eccedenti di poco i peduncoli dei falsi 
piedi che precedono. 

Il colore del corpo è gialliccio sudicio: i soli occhi neri. 

Articolo 9." 
Descrizione di alcuni Ancllidi del Golfo di Napoli. 

Non ripeteremo qui ciò che nell'esordio di questa seconda 
parte abbiamo dichiarato : e però diciamo solo che de' vari 
Anellidi studiati nello scorso anno , unitamente a parecchi al- 
tri importanti che abbiamo esaminati ne' giorni già decorsi del- 
l'anno volgente, ci proponiamo dar più ampio ragguaglio nel vo- 
lume secondo di questo Annuario. Ora ci limitiamo a dare i carat- 
teri di pochi soltanto che slimiamo nuovi, riserbaudoci di darne 
più ampia illustrazione e le immagini rispettive nel luogo indicato. 

Polynoè tessellata, nob. 

Corpo mediocremente allungato, stando la sua larghezza , 
rappresentata dall'elitre, alla maggior lunghezza, nell'animale 
vivo, come uno a sei, quasi di egual larghezza in tutta la sua 
lunghezza, composto di trentasei anelli, e ricoperto per intero 
da quattordici paja di elitre, più una impare cefalica che sem- 
bra risultare dalla fusione di quelle del primo pajo. 

Il capo è fornito di cinque antenne, delle quali la media 
impare lunga poco meno dell'elitra cefalica, le due laterali as- 
sai piccole, lunghe appena mela della media; le esterne più 
grosse e più Funghe della medesima. Asportando 1' elitra cefa- 
lica veggonsi nel dorso del capo due grandi eminenze mammel- 
lonari quasi cordiformi, su ciascuna delle quali stanno due oc- 
chi puntiformi neri ben apparenti, uno presso il margine ester- 
no innanzi la metà, F altro presso il margine posteriore (1 ). La 

(1) Edwards ne ammette quattro piccole, ciascuna portante un oc- 
chio : noi però tanto in questa, che in altre specie congeneri ne vedia- 
mo evidentemente due sole grandi portanti ciascuna due occhi. 



— 83 — 
tromba, lorchè è completamente svolta, è lunga poco meno del- 
le due prime elitre , finameute striala a traverso , e terminata 
da una corona di minuti tentacoli conici. Le mascelle, poste en- 
tro il suo orifizio estremo e nel mezzo della sua ampiezza, sono 
al numero di quattro, opposte, due superiori e due inferiori , 
contigue fra loro, cornee, larghe nel mezzo, ristrette avanti l'e- 
stremità; questa fortemente piegala ad uncino, in guisa da si- 
migliare un poco alle mascelle de' cefulopedi. Innollre notere- 
mo che avendo studialo 1' animale vivo abbiamo più volte os- 
servato che la loro azione è verticale, vuol dire che le due su- 
periori agiscono contro le inferiori e viceversa , ed in tal di- 
rezione sono rivolte le loro punte, 

I primi ventiquattro anelli sono ricoperti dalla prima elitra 
impare e dalle prime undici paja di elitre pari, alternando re- 
golarmente i piedi ad elitre, e quelli a cirri", i sei seguenti stan- 
no ricoperti dall' elitre del dodicesimo e tredicesimo pajo; altri 
cinque sono ricoperti dallelitre del quattordicesimo pajo; l'ul- 
timo anello è assai piccolo, quasi a scoperto, e munito di due 
filetti codali simili a' cirri dorsali de' piedi, lunghi quanto una 
delle elitre isolate. 

I piedi del primo anello sono forniti di due paja di cirri, 
uno per lato, grandi poco meno delle antenne esterne, alle qua- 
li simigliano per struttura, e che si avanzano su i lati del ca- 
po. I piedi de' rimanenti anelli Unno il ramo dorsale brevissi- 
mo e formante un semplice lobo, il ventrale piccolo, inferior- 
mente sinuoso innanzi l'estremila. I cirri dorsali, ne' piedi che ne 
sono forniti, sono molto sviluppati, lunghi tanto da oltrepassare 
r estremità de'fascetti di setole lorchè sono ben svolte, conico- 
cilindracei; osservali al microscopio veggonsi guarniti di minu- 
te papille carnose disposte senza alcun ordine. I cirri ventrali 
sono piccolissimi, non oltrepassando la metà del piede. Le se- 
tole del ramo dorsale sono corte, quelle del ramo principale 
assai lunghe. Al microscopio sì le une, che le altre veggonsi 
leggermente arcuate, terminale in punta acula, ed un poco al-» 



— 84 — 

largate innanzi l' estremità , col margine convesso fatto fina- 
mente a sega. 

L' elitra cefalica è grande , trasversale, in forma di scu- 
do, sinuosa nel mezzo del margine anteriore, ed in conseguenza 
biloba, da sembrar risultasse dalle due saldate in una sola. Le 
rimanenti tutte sono appajate , di egual grandezza dalle pri- 
me alle ultime, accavalciate le une sulle altre nel senso della 
lunghezza ed un poco ancora nel margine suturale interno; ognu- 
na di esse isolatamente è ovato-ritondata, 

II colore del corpo è bianco-gialliccio : le elitre appajate 
sono bianche con una strìscia suturale ed una fascia posteriore 
bruno-gialliccia, per modo che l' insieme del corpo si presenta 
superiormente bianco con una striscia media longitudinale e quat- 
tordici fasce trasversali, brune. L' elitra cefalica comparisce nel 
mezzo rossiccia per la trasparenza del colore de' sottoposti mam- 
melloni così coloriti : solo il contorno anteriore è bruno-gial- 
liccio. I cirri dorsali de' piedi sono bianchi alla base ed alla 
estremità, bruni nel mezzo; parimente colorite sono le tre an- 
tenne maggiori e le due appendici codali. 

L'individuo più grande nello stato vivo era lungo mill. 30. 

Trovasi nel golfo di Napoli nelle medesime condizioni delle 
altre Polinoè, cioè presso le radici di alghe; non è però fre- 
quente. Noi ne abbiamo avuti tre individui, de' quali uno più 
grande in perfetta integrità. 

Osservazioni. La condizione dell'unica elitra cefalica allon- 
tana questa Polinoè da tutte le altre finora conosciute , nelle 
quali le elitre sono tutte appajate : per la qual cosa non sarà 
forsi male a proposito formare in detto genere due distinti grup- 
pi o sotto-generi, de' quali I' uno Polynob s. s. abbraccerebbe 
le specie ad elitre tutte appajate; l'altro Monocolea (nob.) ab- 
braccerebbe quelle ad elitra cefalica unica. 

Lysidice torquata, nob'. 
Corpo assai allungato, lineare , composto di circa cento 



— 83 — 
anelli. Capo quasi circolare, col margine anteriore leggermente 
sinuoso nel mezzo, fornito di due occhi puntiformi posti pres- 
so la base, uno da ciascun lato, e di tre antenne iu forma di 
foglia di olivo, tutte di egual lunghezza, inserite quasi al livello 
stesso degli occhi, e superanti di poco in lunghezza la metà 
del capo, senza alcun vestigio di mammellone carnoso dietra 
la mediana. Le mascelle cornee, con 1' estremità ripiegata ad 
uncino, ed acuta. Il primo anello del corpo è quasi quadrato, 
privo di piedi ; il secondo poco più corto del primo, e pa- 
rimente privo di piedi; i rimanenti anelli assai piìi corti, tra- 
sversali, forniti di piedi; 1' ultimo terminato da due appendici 
conico-allungate, lunghe quanto i tre anelli che le precedono. 
Piedi ben sviluppati ; il cirro dorsale lungo poco meno del 
piede stesso nel pieno sviluppo, cilindraceo; il ventrale brevis- 
simo : il fascetto di setole lungo poco più della metà del piede. 

Il colore del capo è giallo-aranciato, con gli occhi neri, 
le antenne bianchicce, le mascelle nere. I tre primi anelli del 
corpo sono di color rosso fosco o vinoso ; il quarto bianco- 
ceruleo; i rimanenti rossiccio-pallidi, col canale mediano rosso 
più o meno fosco. 

Lunghezza totale del maggiore individuo, misurata sull'a- 
nimale vivo, millimetri cento. 

Osservazioni. La specie cui sembra più avvicinarsi questa 
da noi descritta , è la L. Valentina , dalla quale nondimeno 
differisce essenzialmente per la forma del capo, non che per la 
colorazione del corpo tutto affatto diversa. Aggiungi ancora le 
dimensioni notabilmente maggiori cui la nostra giunge. Vuoisi 
inoltre notare che i colori li abbiamo trovati costanti in in- 
dividui di sviluppo diverso da noi osservati. 

Àlciopa vertebralis, nob. 

Corpo angusto. Immensamente allungato, composto di circa 
centosettanta anelli, de quali nell' individuo integro osservato 



— 86 — 

ì primi novanta meglio sviluppati, i rimanenti bruscamente più 
angusti e piccoli , per modo da sembrare come anelli di so- 
stituzione ad altri già perduti. Capo più largo de' rimanenti 
anelli, a causa de' grossi occbi sporgenti molto in fuori, for- 
nito di due piccole antenne inserite alla base di esso e non 
eccedenti in lunghezza il suo margine anteriore; privo affatto 
di cirri tentacolari. Gli anelli che succedono al capo fin quasi 
alla terza parte del corpo sono trasversali , lunghi appena la 
metà della propria larghezza ; indi si fanno gradatamente piìi 
lunghi, per modo che i posteriori de' ben sviluppati sono un 
poco più lunghi che larghi. Quelli infine che costituiscono qua- 
si r appendice sono novellamente corti e trasversali. L'ultimo 
è terminato da due piccoli filetti codali. Il primo anello che 
succede al capo è un poco più piccolo di quello che gli vieu 
dietro, fornito di due falsi piedi cilindracei privi di setole: tutti 
gli altri sono forniti di piedi , non esclusi quelli piccoli che 
costituiscono l'appendice. I piedi sono forniti di un cirro dor- 
sale , e di un altro ventrale ben distinto, e di un fascio di 
setole ben sviluppate. Il cirro dorsale ne' piedi degli anelli 
anteriori p.ù corti è molto più lungo del piede stesso, quasi il 
doppio, cilindraceo, un poco ligonfialo alla estremità ; ma a 
misura che gli anelli divengono più lunghi, il cirro dorsale de' 
piedi corrispondenti si fa pili corto, compresso, laminare ed 
ovoideo, superando appena 1' estremità del piede. Il cirro ven- 
trale in lutti i piedi è quasi lungo quanto i piedi stessi. 

La tromba, lorchè è interamente svolta, eguaglia in lun- 
ghezza i primi quattordici anelli del corpo, è cilindracea, po- 
co dilatata ali estremità. Il suo contorno estremo à una corona 
di piccoli tentacoli; ed ha inoltre due tentacoli, uno per lato, 
molto più lunghi e rigonfiali alla base. 

Il colore del corpo è bianco tendente leggermente al ci- 
leslre : ogni anello con due macchie nere presso gli angoli 
posteriori; e gli spazi occupati da queste macchie sono quasi 
rilevali. Gli occhi sono d' un rosso vivo. 



— 87 — 

Ne abbiamo ricevuti due individui, de' quali uno interis- 
sirao, che conservasi nel Museo, ed un altro mancante de' tre 
quarti posteriori del corpo, servito per lo studio. 

Osservazioni. La grossezza, struttura e posizione degli oc- 
chi, conducono naturalmente a riferire questo Anellide al ge- 
nere Alciopa, siccome noi abbiam fatto nel catalogo riportalo 
nella parte prima. Lorchè però si esaminano comparativamente 
tutte le rimanenti parte dell'organismo, non si tarda a convin- 
cersi esistervi molle differenze tra l'Anellide servito di tipo al 
genere e quello non meno singolare da noi descritto. II nu- 
mero e posizione delle antenne, la mancanza di cirri tentaco- 
lari, il numero forma e disposizione de'cirri de'piedi, la forma 
ed il numero degli anelli del corpo stabiliscono fra i due anel- 
lidi una linea di separazione assai marcata. Per la qual cosa 
noi crediamo che la struttura e posizione degli occhi debba 
oggi servire a caratterizzare una piccola famiglia distinta, de- 
gli Alciopidei , e che la specie da noi descritta debba esser 
presa a tipo di un genere novello, che chiameremo Liocapa, ca- 
ratterizzalo come qui appresso. 

Genere LIocapa (1) , no&. 

Corpus angustum, valde elongalum. Antennae duo brcvis- 
simac in capitis jjai'tc postica insertac. Cirri tentaculares nulli. 
Pedes cirris duobus , dorsali et ventrali^ simjìlicibus praediti. 

Specie tipo. — Lioeapa vertebralis, nob. 

La piccola famiglia quindi degli Alciopidei avrebbe già 
due generi ben distinti, Alciopa e Lioeapa , e probabilmente 
studiando meglio le altre specie dal Grube registrate nel pri- 



[1] Anagramma di Alciopa. 



— 88 — 
mo de' detti generi (1), si troveranno caratteri organici, i quali 
imporranno a stabilirne qualche altro intermedio a' due indicati. 

Genere Pallonla (2), nob. 

L'Anellide pel quale instituiamo questo novello gruppo ge- 
nerico offre grandissima affinità con le Terebelle ; tanto , che 
esaminato dopo morte e più ancora dopo conservato nell' alcool 
od altro liquido qualunque, non si saprebbe da quelle agevol- 
mente distinguere. In fatti il carattere organico pel quale in 
principal modo se ne discosta risiede nella struttura de'tentacoli 
che partono in gran numero dalla anterior parte del corpo. 
Questi non consistono in semplici filamenti come all'ordinario, 
e come nelle stesse Terebelle ; ma anno struttura ed uffizio 
speciale. Risultano essi da un asse mediano fiancheggiato da 
due espanzioni laterali parallele , le quali a volontà dell' a- 
nimale si spiegano , ovvero si avvolgono suU' asse mediano. 
Hanno inoltre detti tentacoli una estensività immensa , e 1' a- 
nimale li vibra come altrettanti dardi a distanze considerevoli 
( il quintuplo della lunghezza del corpo, ed anche piìi ), ser- 
vendosene come di altrettanti organi di adesione e di presa. Lor- 
chè aderiscono a qualche corpo, qualunque sia il punto della 
propria lunghezza per lo quale aderiscono, in questo punto le 
due espansioni laterali si dilatano , e si forma una specie di 
ventosa : quando per lo contrario restano liberi o contratti , 
le dette espansioni si avvolgono ed i tentacoli prendono la 
forma cilindracea ordinaria. Per mezzo di tali tentacoli l'ani- 
male va raccogliendo i granelli di sabbia ed altri piccoli corpi 
de' quali si serve per costruire il tubo entro cui abita. Esa- 
minati al microscopio quei tentacoli, vedesi lungo V asce me- 
diano correre un vaso ben distinto, il quale quando il tenta- 



li) Die farpÀlien der Antmiden. 

(2) Dalla greca voce noXh^tv, clie vibra. 



— 89 — 
colo è contralto, sì avvolge sopra se stesso In continuate spi- 
rali. Distaccali i tentacoli dall animale continuano per piìi ore 
ad avere movimenti di contrazione e distensione. 11 rimanente 
della organizzazione si rileverà dalla estesa descrizione che 
segue. 

Pallonia rapax, nob. 

Corpo allungato , nella parte posteriore gradatamente ri- 
stretto , e ripiegato alla maniera di quello de' Paguri , com- 
posto di poco olire cento anelli, de' quali venti muniti di pie- 
di seligeri, altri ottanta e più con semplici appendici carnose 
senza setole. 

Il capo nella parte dorsale à un lembo bilobo; nella op- 
posta presenta 1 apertura boccale , trasversale , cinta da una 
specie di labbro anteriore ed altro posteriore. I tentacoli sono 
iu numero considerevole ( circa una quarantina o poco piìi ) , 
riuniti alla base in due gruppi , inseriti al disotto del mar- 
gine bilobo del capo , fra questo ed il labbro superiore. Le 
branchie , al numero di tre paja , sono impiantate sul dorso 
de' primi anelli del corpo , decrescenti in grandezza. Le due 
anteriori formano due eleganti arbuscelli , partendo da un 
tronco che si ramifica per dicotomia fino alle divisioni capil- 
lari : quelle del secondo pajo sono più piccole ; quelle del 
terzo piccolissime , e consistenti in delicato tronco ramificato 
tre o quattro volte soltanto. Il primo anello che succede al 
capo è privo di appendici laterali. I venti seguenti hanno 
da ciascun lato un piede carnoso, piccolo, in forma di orec- 
chietta , che porta un fascio di setole. De' detti anelli i pri- 
jui tredici presentano tegumenti un poco più consistenti, che 
formano una specie di corazza toracica , interrotta nel mezzo 
ampiamente dalla faccia dorsale, angustamente dalla ventrale : 
ciascuno ha una impressione trasversale lineare per la quale 
sembra risultare da due : gli altri sette hanno semplicemente 
un cordone trasversale rilevato e più consistente da ciascun la- 
Ann. 1. 12 



— go- 
to. I piedi setigeri partono da una rima trasversale che ha 
ciascun anello ne' due lati , entro la quale sono quasi comple- 
tamente retrattili. Le setole sono semplici, lisce, diritte, pie- 
gate ad angolo ottusissimo innanzi l' estremità , terminate in 
punta acuta. I rimanenti anelli hanno due appendici laterali 
carnose in forma di due orecchiette quasi quadrate, prive af- 
fatto di setole. 

Il colore del corpo è rosso- fegatoso picchiettato di bian- 
co : la corazza toracica è carnea, con gli spazi intermedi di co- 
lor fegatoso più oscuro e. con le macchioline bianche più di- 
stinte. I tentacoli ban color rossiccio articolato di pallido. Le 
branchie son di color rosso oscuro. 

La lunghezza de' maggiori individui osservati , misurata 
nella loro piena estensione, è di millimetri centodieci. Ne ab- 
biamo avuti parimente individui piccolissimi, il cui corpo mi- 
surava appena dodici millimetri , e ne' quali i tentacoli si li- 
bravano alla distanza di oltre i sessanta millimetri. Essi diffe- 
rivano unicamente dagl' individui adulti pei colori più pallidi. 

Vive ne' fondi sabbionosi. Abita entro tubo costituito da 
granelli di sabbia e tritumi di conchiglie impastati dal glutine 
che r animale segrega, enlro del quale 1' animale può ritirarsi 
completamente. II tubo de' maggiori individui osservati è lungo 
settanta millimetri. Non mollo abbondante. 

N. B. Nel catalogo dato nella parte prima di questo Àa- 
nuario al n.° 567 abbiamo indicato questo Ànellide col nome 
di Amphitriloides rapax. Quel nome generico però non sembrao- 
doci acconcio , abbiam creduto mutarlo nell' altro Pallonia. 

ÀBTICOLO 10.° 

• 

Osservazioni sulla Diphya quadrivalvis e su Crostacei 
che si sviluppano entro i bottoni delle appendici urtìcanti 

L' organizzazione delle Difie, come di parecchi altri Sifo- 
nofori, è stata in epoca recente di molto illustrata. I lavori di 



— 91 — 

Koelliker , di Leuckart e di Huxley hanno più di ogni altro 
contribuito potentemente a far progredire le conoscenze intor- 
no la struttura e lo sviluppo di essi. Nondimeno fra le diverse 
specie che giungono nel nostro golfo, la Galeolaria quadrival- 
vis ci pare che lasci ancora qualche cosa a desiderare. Per lo 
che , avendo avuta la opportunità di tenerne parecchi indi- 
vidui viventi , ci siamo di proposito occupati a studiarne la 
sua organizzazione, ritraendone fedele immagine. Lo scopo per- 
tanto di questo articolo non essendo la organizzazione di tali 
Sifonofori, ci limiteremo a segnare nella spiegazione della ta- 
vola alcune cose. L' argomento su cui intendiamo qui tratte- 
nerci l'è un fatto che da nessuno de'cennati autori, né da altri 
che fosse a nostra notizia, è stato finora accennato ne' Sifonofori. 
Nella primavera innoltrata dello scorso anno, avendo avuto 
nella piena interezza e vivi alcuni individui della cennata Galeo- 
laria quadrivalvis ^ ci occupammo ad esaminarne minutamente la 
loro struttura , onde riconoscervi quanto i sopra lodati natura- 
listi avevano scritto intorno a tali Sifonofori.' £ poiché esse 
vissero intere per ben quarantotto ore , ebbimo agio di stu- 
diarle posatamente, e ripetere ancora le osservazioni , le qua- 
li noi facevamo con semplice lente di ingrandimento, dappoi- 
ché i continui movimenti di rotazione che 1 animale esegue 
trascinando appresso la lunga colonia di polipi , non permet- 
teva sottoporli al microscopio. Osservando in tal modo nei 
momenti di quiete dell' animale i filamenti che costituiscono 
r apparecchio della urticazione , e propriamente i corpuscoli 
colorili di un bel rosso , o bottoni, che stanno alla estremità 
de' filamenti secondari , noi vedevamo un movimento come di 
varie palette che fossero in continua oscillazione, il quale era 
del tutto indipendente da quello di qualunque altra parte del- 
l' animale. E meglio studiando que' movimenti , ci si presentò 
immantenenle alla mente quello che eseguono i Crostacei ma- 
crouri con i loro falsi piedi addominali. Un tal fatto fissò tutta 
la nostra attenzione ; sicché lasciando da parte ogni altra co- 



sa , ci riconcentrammo su di esso. E ripetendo 1' osservazione 
sopra diversi di que' bottoni, di cui ve ne ha buon numero, 
mentre vedevamo costantemente Io stesso fenomeno, potemmo 
riconoscere essere ivi un animaletto a corpo ovoideo e seg- 
mentato , il quale con le sue appendici in forma di palette 
eseguiva que' movimenti. Riconobbimo allora la necessità di 
ricorrere al microscopio. Sicché tagliammo alcune di quelle ap- 
pendici filamentose co' bottoni terminali , con che ne 1' ani- 
male Dlfia risentiva alcun detrimento , ne alcun guasto arre- 
cavasi a que' corpuscoli , e le sottoponemmo al microscopio. 

L' osservazione confermò pienamente le nostre congbiet- 
ture. Entro que' bottoni , come entro di un sacco cistico, era 
un piccolo Crostaceo , nello stato quasi embrionale , co' pie- 
di toracici ripiegati contro il petto ed immobili, e con i fal- 
si piedi addominali in continuo movimento , che era appunto 
quel movimento che noi avevamo osservato fin dal principio 
con la semplice lente. Vista allora l' importanza del fatto noi 
sacrificammo la Difia onde ripetere tali osservazioni sopra mol- 
ti individui. E per tal modo non solo potemmo verificare la 
costanza del fatlo, ma in mezzo a molti, parecchi ne osser- 
vammo di que' piccoli croslacei in grado di sviluppo piìi in- 
nollralo , i quali senza aver lasciato gl'involucri membranosi 
entro cui erano rinchiusi, mostravano ben distinti i lineamenti 
del corpo e de' diversi suoi anelli , i piedi toracici svinco- 
lati , ed i falsi piedi addominali che eseguivano sempre i 
solili movimenti. 

Ciò posto, due quesiti ci si presentavano naturalmente 
a risolvere , 1' uno puramente zoologico , relativo alla deter- 
minazione del Crostaceo; l'altro risguardante la sua biologia. 

In quanto alla determinazione zoologica del Crostaceo, è 
facile cumprendere le difficoltà che s' incontrano a ben fissar- 
la. L'abito generale dell'animale ci porterebbe a vedervi qual- 
che affinità con le Fhrosinc : però la struttura de' piedi non 
presenta nulla de' caratteri propri! de' Crostacei di tal gè- 



— 93 -- 
•lere ; siccome non ci è permesso vedervi con esattezza al- 
cuno de generi già noti nello stato adulto. Laonde , salvo 
sempre a ben fissarne le note caratterisliclie, noi Io chiame- 
remo Diphyicola rubens. 

Relativamente poi alla sua biologia, varii problemi si pre- 
sentano a risolvere. D' onde vengono le uova di tali crostacei? 
I n qual modo penetrano in quelle appendici della DiGa? Do- 
po quel periodo di vita abbandonano que' ricettacoli per di- 
venire Crostacei notanti liberamente nelle acque del mare ? 
Vanno essi soggetti a metamorfosi, per modo da doversi con- 
siderare il primo stato di specie maggiore che poi si pre- 
senta sotto forme diverse ? 

La soluzione di tutti questi problemi non può essere che 
il frutto di lunghe e reiterate osservazioni, se pure potran- 
no queste condurre allo scioglimento completo dì tutti. In 
quanto ai tre primi quesiti, se dovessimo pronunziare le no- 
stre conghietture, diremmo esser molto probabile che le uova 
provengano da fuori il corpo della Dilla, e che esse venendo in 
contallo di quelle appendici vi si fissino, e vi si incistino in 
modo analogo a ciò che avviene per molti animali parassiti, la 
cui biologia ben studiata ha arrecato grandissimi lumi sulla 
genesi di molti di simili esseri. Che poi essi dovessero in 
seguito divenire Crostacei liberi, sembra doversi con ogni pro- 
babilità ammettere ; o che voglia supporsi che 1' animaletto 
divenuto più adulto laceri coi suoi piedi i delicati invogli 
entro cui sta rinchiuso, ovvero che si ammetta che morta la 
Difia, la cui vita è certamente più labile di quella del Cro- 
staceo, e seguito il disfacimento de' mollissimi tessuti di quelle 
appendici, il Crostaceo trovasi libero senza alcuno suo sforzo. 
Olire a che sarebbe anche possibile che il piccolo Crostaceo 
porti seco un qualche invoglio alla maniera stessa delle Fro- 
nime, le quali abitano que' corpi conosciuti col nome di Botrilli. 

Da ultimo il prognosticare se vada soggetto a sensibili 
e ambiamenti di forma fuori della cisti , non è cosa possi- 



— 94 — 
bile , dovencJo esser il risultato di osservazioni di fatto , e 
secondo noi sarà sempre il problema più difficile a risolver- 
si. Ad ogni modo noi non lasceremo di continuare le ricer- 
che su tale importante subbietto, conlenti per ora di avere fe- 
delmente esposto quel che abbiamo osservato, e di aver ri- 
chiamata r attenzione de' zoologi su questo novello argomento 
di studio. 

Articolo 11.° 

Di un novello genere di Foraminifcri. 
Genere Pleurostomina» nob. 

Conchiglia libera, inequilatera, compressa, con tre con- 
camerazioni visibili allo esterno, delle quali una occupa per in- 
tero una delle facce, e le altre due la faccia opposta. Aper- 
tura piazzata su quest'ultima in fondo aduna cavità posta nella 
parte superiore della concamerazione più angusta. 

Osservazioni. L'abito della conchiglia per la quale fondiamo 
questo nuovo genere presentasi a primo aspetto simile a quello 
di alcune Triloculine per la disposizione delle diverse con- 
camerazioni. Però ne differisce essenzialmente per la posizione 
dell' apertura, la quale in vece di stare alla estremità di una 
delle concamerazioni , sta sopra una delle facce, e proprio su 
quella nella quale veggonsi due concamerazioni » lontana dalla 
estremità della conchiglia. 

JPleurostomina bimucronata, nob. 

P. testa late ovata , compressa , ulraque extremitate in 
mucronem brevem cylindraccum apice subtruncatum producta ; 
apertura subbiloba. —- hon^ìt. millim. 'I 1^8: latit. 7/10 mill. 

Habitat in sinu Neapolitano. 

Mus. Zool. Reg. Archig. Neap. 



— 95 — 

Conchiglia largamente ovaia , mediocremente compressa , 
stando la spessezza maggiore alla larghezza come uno a due, 
prolungata nei due estremi in una specie di tubo a fondo chiu- 
so, e quello di un estremo un poco inclinato in direzione op- 
posta a quello dell'altro; la faccia occupata dalla cavità unica 
poco convessa e quasi liscia : nella opposta una delle couca- 
merazioni è più convessa, l'altra è un poco concava con i 
margini laterali quasi carenati : l' apertura piazzata innanzi l'e- 
stremità di questa concamerazione concava è trasversale, ante- 
riormente arcuata , posteriormente bisinuosa per due lobi che 
forma il margine posteriore dell'apertura. 

Articolo 12." 

Di due Scolie straniere all' Europa. 

Lorquando sono stati impressi i fogli contenenti 1' elenco 
delle specie aggiunte al museo, avevano sott' occhio il secondo 
lavoro del sig. Saussure sulle Scolie, inserito negli Annali della 
Società Entomologica di Francia, non però 1' altro, pubblicato 
precedentemente nelle sue Miscellanee Iraenotterologicbe. Per la 
qual cosa ci convenne lasciare indeterminate alcune specie di 
Scolie che avevano nel Museo , e che non trovavamo descritte 
in altri autori. Ora essendoci pervenuto quel lavoro, del pa- 
ri che il Catalogo degl' Imenotteri del Museo Brittannico, ab- 
biam potuto assicurarci che due di dette Scolie non trovansi 
descritte. Laonde ci siam determinati darne qui notizia agi' I- 
menotterologi. La patria di ambedue ci è ignota, essendo sola- 
mente certi che esse non appartengono all' europa. 

In un' altra poi abbiam potuto riconoscere la Elis (Caìn- 
psomcris ) aurea Fab. in virtìi delle illustrazioni che il detto 
autore ne porge. 



— 96 — 
S e I i a ( Lacosi ) urocbrysia, noh. 

S, ferruginea nigro varia, ferrugineo hirta; antennis tc- 
slaceo-feìTugineis; fronte, vertice, pronoti lobis , ahdominis fa- 
sciis Iribus (^in segni. 4-3 ) prima integra postice biloba, sccun- 
da et tertia inlerruptis, flavis; valvula anali dorsali tomento ful- 
vo-aurato vestita; alis fulvo-hyalinis , anticis macula magna 
ovali saturate violacea marglnis costalis apiccm occupante. — 
Longlt. corp. millim. 2G: exp. alar, millim. AO. Fem. 

Habitat. ... ? 

BIus. Zool. Reg. Archig. Ncap. 

Antenne testacee; i tre primi articoli ferruginosi. Mandi- 
bole grandi, fortemente arcuate, senza denti, furruginose alla 
base , nere nel resto. Capo ferruginoso, con peluria rigida del- 
lo stesso colore 5 la fronte, il vertice e la parte superiore del- 
l' occipite gialli , lisci ; lo spazio interocellare nero; la fronte 
con pùnti impressi disposti in piii serie quasi regolari ed in 
varie direzioni. Pronoto furruginoso oscuro con i lobi laterali 
gialli; mesonoLo ferruginoso con tre strisce longitudinali paral- 
lele accorciate nere ; i fianchi ed il metatorace neri : tutto il 
torace con peli rigidi ferruginosi. Addome oblungo ; punteg- 
giato : il primo anello dorsale nero con due grandi macchie 
ferruginose: la peluria rigida di quest' ultimo colore; il secon- 
do con una grande fascia gialla posteriormente biloba che ne 
occupa i due terzi anteriori; il resto nel mezzo nero a splen- 
dore di acciajo , ne' laii ferruginoso con una macchia nera 
contigua al rispettivo margine della fascia gialla ; lo spazio 
occupato dal color nero e furruginoso con peli di questo co- 
lore ; il margine posteriore con frangia corta di peli setolo- 
si coricati neri e ferruginosi: il terzo ed il quarto occupali 
quasi per intero da una fascia gialla interrotta nel mezzo da 
una striscia nera ; il margine posteriore con frangia di peli. 



— 97 — . 
ferruginosi; 11 quinto ferruginoso con frangia posteriore dello 
stesso colore più lunga che negli anelli precedenti. La val- 
vola anale dorsale rivestila di tomento fulvo dorato. Anelli ven- 
trali neri e lisci alla base, nel resto fortemente punteggiati , 
con peluria e frangia posteriore dello stesso colore. Piedi in- 
teramente ferruginosi coi peli dello stesso colore. Ali traspa- 
renti, gialle , quasi a splendore dorato : le anteriori con una 
grande macchia ovale ben terminata, di color violaceo^ oscuro, 
la quale comincia dal termine delle cellole radiale e cubitali, 
e si termina all'estremità dell'ala; le vene testacee. Femina. 

E 1 i s ( Campsomeris ) formosella, noh. 

E. nigra cinereo piìosn , cìypei lalertbus , mandibula- 
runi basi extcrna, pronoti margine antico et loborum limbo po- 
stico^ scutello, metanoti puncto medio baseos, fcmoribus tibiis- 
quc extus, saturate flavis; abdominis scgmentis tribus primis 
flavis, fascia basali lalcribus anela nigro-cyanea^ quarto ni- 
gro-cyanco margine postico flavo ^ caeteris nigro-cyancis nigro 
sctosis ; alis subftavcsccnti-hyalinis, venis brunneo-ferrugincis. 
Longit. corp. millim. 16: exp. alar. mill. 24. 

Assai affine è questa specie alla pidchclla Sauss,, tanto 
che a primo aspetto si sarebbe indotto a considerarla come 
una varietà di quella. Nondimeno i caratteri pe' quali ne dif- 
ferisce son tali, da non permettere di confonderla. 

Molto più piccola della cenuata specie: il clipeo nero nel 
mezzo, giallo ne' lati; il pronoto à il margine anteriore, ed il 
margine posteriore de' due lobi, gialli; scutello giallo; dietro- 
sculello nero : il metatorace è parimente nero, con una piccola 
macchia nel mezzo della base, gialla : le tegole alari gialle con 
una macchia nera nel mezzo del margine interno ; tutta la fac- 
cia posteriore del metatorace rivestila di folta peluria bianco- 
cenerina. I tre primi anelli addominali dorsali gialli con alla base 
una fascia nero-violacea posteriormente triloba, co' lobi laterali 
Ann. I, 13 



— 98 — 
più prolungati : quella del terzo anello plii larga; il quarto anello 
è nero violaceo col margine posteriore giallo intaccato nel mez- 
zo : i rimanenti anelli nero-violacei con peluria rigida nera. 
Maschio. 

AnTICOLO 13.." 
Della varietà pavonina della Columba livia. 

Tra le innumerevoli variazioni cui i Piccioni domestici 
vanno soggetti , certamente una delle più importanti è quella 
della quale qui intendiamo parlare. In questa di fatti non trat- 
tasi di cangiamenti di colori , ovvero della esistenza di penne 
su questa o quella parte del corpo ; sibbene di caratteri che 
hanno più direttamente rapporto con parti organiche. Essa di- 
slinguesi per 1' attitudine della coda a tenersi elevata alla ma- 
niera di quella de' Pavoni e de' Tacchini , le timoniere , ordi- 
nariamente al numero di ventiquattro^ stando non disposte so- 
pra uno stesso piano, ma sopra due piani .inclinati a schiena 
d' asino. Le ali parimente come in quelli prendono una spe- 
cial posizione con le.^lirettrici inclinate verso dietro. Il colore 
di questi piccioni è bianco candidissimo. Noi ne, abbiamo te- 
nuti vivi per molti mesi un maschio, ed una femmina per pro- 
curarne la moltiplicazione, ma non è stato possibile ottenerla. 

Di questa varietà molti individui ban figurato nella ulti- 
ma Esposizione di Firenze. Sono comunemente distinti in Italia 
col pome assai acconcio di pavoncclli , dal quale abbiam de- 
sunto quello tecnico pavonina assegnato a tal varietà. 



— . 99 — 
ALCUNE AGGIUNTE. 

Osservazioni sul genere Nepbropsia. 

Nello esporre i caratteri diversi pe' quali questo genere 
. dislinguesi ( pag. 76 ) , abbiamo annunzialo come per lo svi- 
luppo delle antenne quegli Omotteri si avvicinassero a' Delfa- 
cidei. Ora considerando d'avvantaggio i loro rapporti naturali, 
faremo osservare come non solo lo sviluppo delle antenne, ma 
ancora il grande sperone mobile delle tibie posteriori , e gli 
occbi inferiormente sinuosi son caratteri che consigllerebbero 
riporre quel genere fra i Delfacidei, piuttosto che tra i Dictio- 
foridei, coi quali nondimeno hanno maggiore afEnilà per l'a^ 
bito generale, e sopratutto pel prolungamento del capo. 

Pag. IT n. 114 leggi Scolla urochrysia, nob. 

115 — Campsomeris formosella, nob. 

116 — Campsomeris aurea, Fab. Algeria. 
35 635 — Hydrometra paladum, Fab. 

Alla descrizione della Alciopa vcrtcbralis aggiungi : lunghezza 
dell'individuo intero millimetri 110: larghezza maggiore wil'' 
Umetri 3. 



SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE 



Tavola I. 

Figura 1 . Il Rhombus candidissimus dì grandezza naturale. 
Figura 2. La Plagusia pietà, di grandezza naturale : 2 ^ una 

squama ingrandita. 
Figura 3. Il Trachyplerus filicauda di grandezza naturale : 3 A 

la coda ingrandita, col raggio più lunga troncato. 
Figura 4, Il Grammìconotus bicolor di grandezza naturale; a 

il suo profilo dorsale, b il taglio trasversale ideale; C il 

capo ingrandito; D la parte posteriore del corpo con le 

pinne verticali , parimente ingrandita. 

Tavola II. 

Figura 1. La Trypclimorpha fenestrata^ ingrandita, veduta di 
lato ; la linea sottoposta ne indica la lunghezza naturale. 

Figura 2. Il capo, il torace e la base dell'elitre veduti da sopra. 

Figura 3. Il capo ed il clipeo veduti di fronte. 

Figura 4. Un' antenna veduta di lato. 

Figura 5. Un' elitra mostrante la disposizione delle vene. 

Figura 6. Un piede posteriore. 

Figura 7 e 8. Gli ultimi anelli addominali del maschio ve- 
duti di lato e dal dorso. 

Figura 9 e 10. Gli stessi della femina, come sopra. 

Figura 1 1 . Elitra della Trypetimorpha jjsyllipennis. 

Figura 12. La Nephropsia elegans, molto ingrandita; la linea 
laterale uè indica la lunghezza naturale. 



— 101 — 

Figura 13. Il capo, il torace e la base dell' elitre della me- 
desima maggiormente ingranditi. 

Figura 14. Il capo Teduto di lato. 

Figura J5. Un' elitra per mostrarne la disposizione delle vene. 

Figura 16. Il capo, il torace e la base dell' elitre della Bursinia 
hetìu'ptera, veduti dal dorso, mollo ingranditi. 

Figura 17, Il capo della medesima veduto di lato. 

Figura 18. "Ldi. Lysianassa fd i corni s mollo ingrandita : la linea 
sottoposta ne indica la lunghezza naturale. 

Figura 19. Il capo veduto di lato maggiormente ingrandito. 

Figura 20. Antenna superiore. 

Figura 21. Antenna inferiore. 

Figura 22. Uu piede del primo pajo. 

Figura 23. Un piede del secondo pajo. 

Tavola III. 

La Diphja {Galeoìaria) quadrivalvis, con tutti i dettagli. 

Figura 1 . L' animale di grandezza naturale e qual si osserva 
tenuto vivo nell' acqua del mare : a a i due pezzi del 
Nectocalice; ò origine de' sifoni centrali {somatociste degli 
autori ); e corpo allungato, portante di Iato un organo d 
attaccato per uu picciuòlo : e e ccnosarco o colonia di in- 
dividui. 

Figura 2. Una porzione del cenosarco ingrandita. 

Figura 3. Uno degl' individui isolato e maggiormente ingran- 
dito : a il sifone centrale, il quale coi suoi estremi si liga 
a quello degli altri individui contigui : i h invogli cam- 
panulari formanti 1' organo di traslazione ; e polipo , che 
prende origine dal sifone centrale^ d vescichetta attaccata 
per un picciuolo alla base del polipo ; e e appendici 
formanti 1' organo dell' urticazione. 

Figura 4. Un pezzo dell' organo della urticazione : a a fila- 
mento primario, fornito alla superficie di piccole eminenze 



— 102 — 
porlanlì una spinuzza articolala ; b b fìlanaeuti secondarli, 
privi di spinuzze; e e bottoni terminali, entro i quali co- 
minciammo a scorgere i movimenti di palette. 

Figura 5. Uno di tali bottoni maggiormente ingrandito. 

Figura 6. Un altro bottone più sviluppato e più ingrandito", 
.entro del quale abbiamo osservato ancora sotto il micro- 
scopio i movimenti dell' animale rinchiusovi, e nel quale 
vedevamo i lineamenti di un crostaceo, avente il capo ri- 
piegalo contro il petto. 

Fignra 7. Il Crostaceo osservato in altro bottone più svilup- 
palo, ed avente giU tutte le parti ben determinate. Esso 
rimaneva avvolto da una semplice membrana, la quale come 
per un funlcello era attaccata al fdamento accessorio indicato. 

Figura 8. L'organo rappresentato in sito nella fìg. 1 rf, mol- 
lo ingrandito per vederne la sua struttura. Di tale corpo 
non troviamo fatta menzione da alcuno autore, né saprem- 
mo indicare T uffizio. 

Figura 9. Un pezzo de' filamenti secondari dell' apparecchio 
di urlicazione, coi canale spirale che vi corre allinterno. 

Figura 10. La vescichetta indicata in sito nella figura 3 rf, 
ripiena di globetti sferici. Di questa vescichetta , della 
quale neppur troviamo chiara indicazione negli scrittori, 
ci è parimente oscuro l'uflizio. Essa pare avesse qualche 
analogia con quella figurata da Huxley nel Cuboides vi- 
ireus (i). 

Figura 11. Estremità del polipo con la sua apertura boccale 
dilatata. 

Figura 13. La stessa quando dilata le sue labbra per formarsi 
a ventosa onde aderire a qualche corpo. 

Figura 14. Uno de' pezzi del Nectocalice , e proprio quello 
che dislaccandosi non trascina seco la colonia di polipi; 
per vederne i suoi vasi interni. 



(1) Oceanie [Iijdrozoa , tav. IV, fig. 5-6. 



INDICE DELLE MATERIE 



Prefazione pag. 5 

Parte prima » ^ 

Arlicolo 4 ." Cenno storico sul Museo Zoologico del- 

rUniversilà di Napoli " ivi 

Articolo 2° Aumenti del Museo da novembre 1860 

a dicembre 18G1 » 11 

Articolo 3." Ordinamento delle collezioni . ...» -40 

Parte seconda « 43 

Arlicolo i ." Osservazioni su talune specie di Pleu- 

ronetlidei » ''^4 

Articolo 2." Di- un piccolo Trachiptero » 50 

Articolo 3° Di un novello genere di Pesci Esocetidei. " S'i- 
Articolo 4." Ragguaglio di una peregrinazione zoo- 
logica » 57 

Articolo 5." Di un nuovo genere di Emitteri Omolteri. » 60 
Arlicolo 6." Osservazioni su talune specie d' insetti 

stranieri all' europa " 65 

Articolo 7." Rivista de' generi e delle specie di Fol- 
goridei e Dictioforidei dell' Italia meridionale 

continentale » 71 

Articolo 8.° Osservazioni sul genere Lysianassa e de- 
scrizione di una novella specie » 79 

Arlicolo 9." Descrizione di alcuni Ànellidi del Golfo 

di Napoli » 82 

Articolo 40° Osservazioni sulla Diphya quadrival- 
vis e sui crostacei ,che si sviluppano entro i bot- 
toni delle appendici urticanti m 90 



— 104 — 

articolo li." Di un novello genere di Foraminiferi, pag. 94 

Articolo 42° Di due Scolie straniere all'Europa. . » 95 
Articolo iS." Della varietà pavonina della Columba 

livia ..." 98 

Alcune aggiunte. . - . w 99 

Spiegazione delle tavole ......... jj 100 



Ttw.I. 



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