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ARCHIVIO STORICO 

ITALIANO 



TOMO SETTIMO 




ARCHIVIO 

STORICO ITALIANO 

OSSIA ' ' ' ' j \\ 

RACCOLTA DI OPERE E DOCUMENTI 

FINORA INEDITI DIVENUTI RARISSIMI 



RISGDABDANTI 



LA STORIA D ITALIA 



TOMO VII 

P ANTEPRIMA 

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FIRENZE 

GIO, PIETRO VIEUSSEUX, Uirettore-Editoke 

Al suo Gabiuetto Scientifico-Letterario 

18 4 3 



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Tipografia Gnlileiana 



COMPiyZIOl E DIREZIONE DELL'ARCHIVIO STORICO ITALIANO 



Elenco dei Compilatori. 

Bencim (Canonico Gaspero) Bibliotecario della Riccardiana. 

Canestrini [Giuseppe). 

Capponi (Marchese Gino). 

Ciampi (Cavalier Professore Sebastiano) Corrispondente 

attivo in Italia dell' Imp. e R. Commissione della 
Istruzione Pubblica del Regno di Polonia. 

Del Furia (Professore Francesco) Bibliotecario della Mediceo- 
Laurenziana e della Marucelliana. 

Gar ( Tommaso). 

(lELL! (Abaie Tommaso) Bibliotecario della Magliabechiana. 

Inghirami (Cavaliere Francesco) Proprietario e Direttore della 
PoligraGa Fiesolana , e Solto-Bibliotecario della 
Marucelliana. 

Milanesi [Carlo]. 

Niccoi.INI (Dottore Gio. Batista) Segretario dell'Accademia 
delle Belle Arti, eProfessore d'Istoria nella medesima. 

PoLinoRi [Filippo-Luigi) Relatore della Società dei Compi- 
latori dell'Archivio Storico Italiano. 

Uepetti (Dottore Emanuele) Autore del Dizionario Geogra- 
fico-Fisico-Storico della Toscana. 

DlREZlOiNE. 

ViEussEUX [Gio. Pietro) Direttore-Editore, al quale devono 
dirigersi tulle le corrispondenze, e presso il quale 
è r uffizio centrale della Compilazione. 



Carlo Milanesi, Conservatore dei Manoscrilli. 



ANNALI VENETI 

dall'anno 1457 al 1500 

DEL SENATORE DOMENICO MALIPIERO 

ordinati e abbreviati 
DAL SENATORE FRANCESCO LONGO 

CON 

PREFAZIONE E ANNOTAZIONI DI AGOSTINO SAGREDO 

AGGIUNTOVI 

I DISPACCI AL SENATO VENETO 

DI FRANCESCO F0SC4RI e di altri oratori 

all' IMPER. MASSIMILIANO I 

E LA STORIA VENETA DETTATA DA DAMEL BARBARO 

E COMPLETATA COLLA STORIA SEGRETA DI LUIGI BORGHI 

DALL' ANNO 1512 AL 1515 



Parte I.'' e 11/ degli Annali 

( Guerre co' Turchi — Guerre d' Italia ) 



FIRENZE 

GIO. PIETRO VIEUSSEUX, Direttore-Editork 
O 

184 3 



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AVVERTIMENTO 



X RIMA che s' incominciasse la stampa degli 
Annali dei Malipiero, volle la nostra buona ventura 
che nella ricca collezione di MSS. del Marchese Gino 
Capponi se ne rinvenisse una copia , fatta in sul 
principio del secolo XVII. In essa non è nominato 
né l'autore, né il compendiatore Francesco Longo ; 
ma bastava il titolo generale sul dorso del Codice 
{Successi Veneti dal 1457 al 1500) per richiamare 
la nostra attenzione, e quindi persuaderci della iden- 
tità dell'opera. 

Ora , avendo la Società deW Archivio Storico Ita- 
liano principalmente di mira , che i documenti sto- 
rici offerti al pubblico, quando non siano desunti da 
perfettissimi originali , ottengano il maggior grado 
possibile di correzione per via di riscontri su varie co- 
pie; volle profittare anche dell'esemplare suddetto , e 
incaricò me a collazionarlo con quella copia, di cui il 
Sig. Sagredo rende esattissimo conto nella Prefa- 
zione. Dal confronto attentamente istituito risulta, che 
il Codice Capponlano debba posporsi al Veneto per 
due ragioni gravissimo: la mancanza di alcuni fra i 

Abch.St. Ir. Voi. Vii. ** 



X AVVFRTÌMENTO 

documenti latini , e lo scemamento della Parte HI 
rìcompendiata in quattro pagine e mezzo. La lezio- 
ne però è pregevole, o quasi interamente conforme a 
quella del testo Veneto : se non che vi si scorge lo 
studio dell'amanuense di ringentilire l'originale det- 
tatura. Ad ogni modo, la fatica del riscontrare cotesta 
copia non fu perduta ; giacché con essa abbiamo 
potuto sopperire a qualche rara omissione, emendare 
alcuni sbagli di cifre e di nomi proprii , e torci da 
certi dubbi sulla vera h^zione d'una parola che, per 
la lontananza dell'egregio illustratore degli Annali, 
sarebbe stato difficile lo sciogliere senza ritardare la 
stampa. Alla quale posero con noi cura diligente il 
Sig. Filippo Polidori e il Sig. Carlo Milanesi, prin- 
cipalmente riguardo alla ortografìa, ai documenti , e 
a qualche notarella dichiarativa , dove parve oppor- 
tuna. 

La stessa cura sarà adoperata per le tre altre 
Partì di questi Annali, in cui si tratta dell'acquista 
del regno di Cipro , dei successi delle navigazioni 
per conto dei commerci, e degli avvenimenti della 
città di Venezia; colle quali comincierà la seconda 
distribuzione di questo Tomo. Ad esse faranno se- 
guito alcuni Dispacci mandati al Senato Veneto da 
Francesco Foscari Ambasciatore presso Massimi- 
liano 1, che si riferiscono a parecchi avvenimenti 
narrati in questo volume ; e la Storia Veneziana 
di Daniele Barbaro, dal 1512 al 1515, supplita nella 
parte mancante colla Storia Segreta di Luigi Borghi. 

Tommaso Gar. 



PREFAZIONE 



ì. i^uESTO splendido monumento di storia italiana 
adesso per la prima volta messo in luce , sebbene fosse 
sempre inedito , pure era conosciuto, e lodatissimo. Il cele- 
bre cronista Marino Sanudo ricorda ne' suoi Diarii l'autore 
e l'opera (1) ; se ne fece menzione da Piero Giustiniani , il 
quale, se non fu de' migliori nella povertà farraginosa di 
storici veneziani , pure ebbt il merito del notare gli scrit- 
tori veneti (2). Apostolo Zeno , critico eccellente come 
poeta mediocre , ne favella con molti encomii (3). Il Doge 
Marco Foscarini , il quale con franchezza e sapienza dettò 
la sua opera solenne sulla letteratura veneziana, che morte 
gli tolse di compiere , lo commenda con magnifiche pa- 
role , e lo mette fra le migliori sorgenti , dalle quali lo 
storico futuro di Venezia dee attingere notizie e documenti 



(1) Diari (li Marino Sanudo Libri LVI (MS. nella Marciana, Classe VII, 
Cod. CCCCXIX e seg.) , Tomo 1 da carte 143 a 581 passim. Volume II 
da carte 14 a carte 154 passim. Questa noia e l'altra più scilo sul Ma- 
lipiero , devo alla cortese amicizia del sig. Rawdon Brown , autore dei 
liiigguagli sulla vita e le opere di Marino Sanudo , stampali in Venezia , 
Voi. Ili, Tip. Alvisopoli 1837. 

(2) PeUi JuslinUini Imloria veneta, Lib, IX. X. Venoliis apud Co- 
rainura de Trino MDLV. 

(3) Disseriazioni Vossiane. 



xri PUKFAZJO.NE 

intorno ad un'epoca importantissima (1). E ai nostri giorni 
l'amico e collega mio , Emmanuele Cicogna, il quale se 
ne servì spesso per la illustrazione delle iscrizioni vene- 
ziane, che è d'onore all'Italia , e di sommo giovamento alli 
scrittori dì storia , stese la vita del Malipìero , primo au- 
tore degli annali , e quella del Longo , che li abbreviò e li 
ordinava (2). 

II. Facile è lo scernere le ragioni per le quali un'opera 
di tanta importanza, sebbene conosciuta e pregiata, non 
vedesse ancora la luce. Fino a che il gran Muratori , 
con pazienza e coraggio che avanzano ogni credibilità , 
non mostrò noi Italiani possedere preziosi documenti di 
storia sconosciuti , e insegnò doversi cercare il vero nei 
documenti, erano in poco onore i cronisti; tranne quelli 
che scrìssero nel più nobile fra i vulgari dei quali si com- 
pone la lingua del nostro bel paese ; i Villani cioè , i 
Malespinì ed altri. Gli scrittori di storia nei secoli XVI 
e XVII sdegnavano citare da quali monumenti fossero con- 
validate le asserzioni loro , e se usavano i cronisti , li raf- 
fazzonavano a posta loro , per vestirli in guisa tale da 
tórre loro la vera fisonomia del secolo nel quale i cronisti 
aveano scritto. Così, mentre andavano pel mondo le decla- 
mazioni di tanti storici , e i periodi artifiziati e sonanti 
(anziché sapienza e verità di storia) , erano trascurati i 
buoni cronisti. I quali sono ingenui spositorì dei fatti che 
aveano visto co'propri occhi , o nei quali ebbero parte; 
presentano esattamente l'espressione del secolo nel quale 
vissero; ritraggono la condizione della civiltà, l'intel- 
letto , i sentimenti , i costumi , le usanze dei contempo- 
ranei. Errano talvolta o per tenerezza alla parte seguita 



(1) LeUeralura veneziana, ^oL 1 in fo. mass. Padova 17.52 Tip. del 
Seminario, a facce 177. 178. 223. 247. 

(2) Sul Maiipiero ; Iscrizioni veneziane. Voi. I a facce .361. Voi. 1 1 27S. 
Voi. HI 619. 699. 

Sul Longo, ibid. Voi li 77. 81. 30. Voi. Ili 68. 221. 289. da 4.30 
a 834. ."514. Vol.lV 82. 459. 660. 699. 



PREFAZIONE xrri 

da loro, o per le ignoranze dei tempi; ma l'errore che 
non viene da mala fede di leggieri si conosce , facilmente 
si corregge. Non iscrivevano per boria o prezzo , ma per 
satisfare all' impulso che veuiva loro dall' inlimo animo , 
per servire a quel bisogno che è connaturale all'uomo di 
lasciare memoria di sé. Non iscrivevano né pregati , né 
comandali , né ad essi era d' uopo di far uso di alcuna 
desterità, o di grande apparato di parole per inorpellare 
il vero , perchè molte turpezze mutassero aspetto , e si 
convertissero in grandi fatti; e di quei delitti ch'era im- 
possibile negare, restasse almeno dubbia la memoria appo 
le generazioni seguenti. 

Il Doge Marco Foscarini lasciò scritto , nel secondo 
libro della Letteratura veneziana , quanto si può deside- 
rare intorno ai cronisti veneziani ; e nulla , o pochissimo, 
altri ha saputo aggiungere. Egli frugò nelle biblioteche e 
negli archi vj : e se di un solo cronista, Marino Sanudo, non 
accenna la grande opera, i Diarj; fu solamente perchè non 
glielo concedevano le leggi della repubblica , sendo posta 
nella segreta o archivio dei Dieci. Le sue parole scossero 
gli studiosi , ed il senatore Flaminio Cornaro pubblicò 
la cronaca Ialina di Lorenzo de Monacis ed altri opuscoli 
storici ; Girolamo Zanetti la cronaca antichissima di Gio- 
vanni Sagomino , facilmente la prima che abbiamo ; Apo- 
stolo Zeno , il Morelli , il Temanza , il Padre Galogerà , 
il Coleti ; e, a' giorni nostri, il cavaliere canonico Beltio, 
prefetto della Marciana, l'abate Giuseppe Cadorin , e 
sovra tulli il Cicogna hanno pubblicati molti importanti 
documenti storici. Lo che si accenna in iscorcio per mo- 
strare , che anche in Venezia in ogni tempo gli studi sto- 
rici non furono trascurati. 

ÌIL Se gli Annali non videro ancora la luce , altra ra- 
gione ne é lo stile. Il Malipiero scrisse come parlava , 
cioè nel vulgar veneto ; il Longo volle conservare la di- 
zione , e fino a' nostri giorni non si avrebbe fatto buon 
viso ad opera storica vasta , quando fosse scritta senza 



XIV PREFAZIONK 

eleganza. Lo stesso Muratori, pubblicando le vite dei Dogi 
del Sanudo , opera diversa dai Diarii , tuttora inedili , 
volle ridurre a più purgata lezione lo stile del cronista ; 
dal che ne vennero inesattezze e lacune. Pure il vulgar 
veneto non è da confondersi colla massima parte degli 
altri vulgari d'Italia, che ricordano le nostre antiche 
sventure. Il vulgar veneto è uno di quelli che meno si 
discostano dalla lingua nostra scritta e intesa dalle Alpi ai 
capo Sparavento; s'accrebbe e si raddolcì per la lunga 
consuetudine co'Bisantini: non vi si trova traccia d'idioma 
settentrionale; per lunghi secoli fu lingua parlata e scritta 
nel foro , nel senato. E senza la scoperta del Capo di 
Buona Speranza e la Lega di Gambrai , maggiori destini 
gli erano forse promessi. 

IV. La terza ragione , più importante di tutte , per la 
quale rimasero inediti questi Annali , siccome altre opere 
storiche della nostra nazione , si è che Domenico Mali- 
piERO, uomo di stato e valoroso capitano che li dettò, 
scrisse liberamente senza rispetti umani ; e la medesima 
libertà e schiettezza fu conservata da Francesco Longo 
suo abbreviatore. La franchezza del Malipiero , il non 
aver mai risparmiate anche ai suoi le verità , sebbene 
suonassero dolorose e vergognose ; la severità dei giudizj , 
la pubblicazione dei documenti , non potevano garbare al 
governo della repubblica , siccome non garbavano punto 
ai governi degli altri popoli. Da per tutlo si tenne quasi 
somma ragione di stato l'usanza del tacere o inorpellare 
gli errori che i governi commettono , i quali , sendo com- 
posti di uomini , sono soggetti a cadere negli errori 
umani , ed ancor più si volevano celate le colpe antiche, 
quasi che sia nel mondo alcuna nazione senza colpa. Gli 
archivi erano gelosamente serrati , le adulazioni premia- 
le , chi osava dire il vero o punito o biasimato, e senza 
speranze di onori e guiderdoni. Vana precauzione invero, 
se la storia sopravvive ai popoli, se non è mai avvenuto, 
che lutti i monumenti ne sieno distrutti, e viene poi il 



PREFAZIONE xv 

tempo che la storia sa dove e come razzolarli per trarre 
la verità dal pozzo , e distribuire imparziale tremenda 
giustizia. 

V. Io penso , né credo andare errato , che pochi sieno li 
scritti di storia che avanzino questi Annali per la gravità 
delle materie , la sincerità della sposizione , la sapienza 
delle riflessioni , la maturità nei giudizj , la sicurezza nel 
presagire quello avvenne di poi, l'abbondanza dei docu- 
menti. Quanto all'importanza dei tempi, ognuno s'avvedrà 
di leggieri che abbracciano nel corso di quarantatre anni 
una delle epoche più importanti che sieno nella storia del 
genere umano : in cui si comprendono la scoperta di Co- 
lombo e quella di Gultemberg; il trono di Costantino, vacil- 
lante già molti anni, rovesciato; la monarchia degli Osmani 
che ne toglie il Juogo, e fervida di gioventù e calda di en- 
tusiasmo religioso minaccia 1' Europa di una barbarie no- 
vella; il conquisto di Granata e le nozze dell'erede di Spagna 
con quello d'Austria e di Borgogna, per cui si fonde il me- 
tallo onde Carlo V avrà uno scettro che quasi doveva do- 
minare il mondo; e se non lo dominò, pure gli preparava 
sorti novelle eliminando l' influsso degli stati minori dalla 
bilancia politica delle nazioni. 11 feudalismo fu distrutto, 
si consolidarono i sommi poteri, e le sorti umane d'indi 
in poi furono trascinate giusta il volere e la forza di sommi 
poteri : poche e grandi monarchie ressero il mondo. 

Per noi Italiani fu epoca dolorosa; finì miseramente 
quel nostro gran dramma, tanto gloriosamente comin- 
ciato nel medio evo ; i padri nostri distrussero finalmente 
il prezioso e sprecato retaggio che gli avi accumularono 
a così duro prezzo di sangue e tesori ; furono allontanate 
per lunghi secoli le nostre speranze. Il potere temporale 
del pontificato s'indebolì, né l'ardire generoso e mal prov- 
vidente di Giulio II potè restaurarlo ; le signorie dei pic- 
coli principi che avevano ingojate le franchigie delle 
piccole repubbliche , le signorie dei piccoli principi tutte 
invide, gelose l'una dell'altra, e nessuna potente così da 



XVI PREFAZIONE 

dominare le vicine, sempre pugnanti insieme, cieche sem- 
pre per quanto spettava all'interesse vero e comune, pre- 
paravano la comune distruzione. E delle repubbliche su- 
perstiti, Genova infiacchita dalle lunghe guerre con 
Venezia, di dolorosa e obbrobriosa memoria per entrambe, 
discorde in sé stessa, spesso suggetta ad altrui, non era 
che r ombra del suo passato; Firenze mal ferma negli or- 
dini civili , generosa ma improvida , innalzò sul rogo di 
frate Girolamo la dominazione della quale i Medici aveano 
già lungo tempo gittate le fondamenta; dominazione splen- 
dida esternamente, nell'intrinseco dura, viziosa, tiran- 
nesca , piena di colpe e vergogne. Quanto poi a Venezia, 
della quale gli Annali parlano principalmente, in que'qua- 
rantaselte anni vide cominciare il suo abbassamento , e 
prepararsi la sua distruzione. Le andò mancando il com- 
mercio , perdette in oriente le sue conquiste e le glorie di 
Domenico Miohiel e di Arrigo Dandolo ; ebbe a sostenere, 
e spesso sola , l' impeto della potenza turchesca. Ebbe a 
nemici i principi italiani; duo volte si collegarono insieme 
a'su<!Ì danni, nella guerra di Ferrara ed in quella di Pisa 
minutamente descritte negli Annali, ed ammaestrarono 
così gli stranieri a stringere il patto di Cambrai che le 
recò tal piaga, che non ha potuto rimarginare giammai. 
VI. Gli Annali parlano distesamente di un gran fatto. 
Il varco dell'Alpi fu di nuovo aperto dopo molto tempo; 
rovinarono giù dalle giogaje dei monti le schiere dei 
Francesi capitanate dal Re Carlo Vili, prode cavaliere, 
inetto politico, che venne, vide, vinse e fuggì sconfìtto. 
Un traditore gli agevolava gli aditi, Lodovico Sforza; ma 
sui campi di Fornovo gl'Italiani una volta congiunti in- 
sieme, hanno sconfitto gli estranei. Le rive del Taro ri- 
cordano ancora quella vittoria; ma la vittoria non fu di 
ammaestramento pel futuro; anzi causa di nuovi danni, 
e doveva essere scaturigine di sommi vantaggi. L'ardire di 
Francia fu rintuzzato, non domo; Luigi Xlt vendicò l'of- 
fesa sulle ghiaje dell'Adda. Dopo questi esempi bella a tutti 



f»«FFAZIONF ivn 

parve la terra nostra, uon difficile l'acquistarla; Spagna 
e Francia se la disputarono. La lite fu vinta a Pavia; Fran- 
cia non ebbe mai lunga dominazione sopra di noi; Spagna, 
prevalendo , radicò nel bel paese la lunga e ferrea domi- 
nazione. 

VII. Gli Annali sono un vasto quadro sul quale gran- 
deggiano uomini singolari , e la terra nostra può andarne 
orgogliosa. Antonio Loredano sostiene la difesa di Scu- 
tari , e agli abitanti affamati , estenuati offre le proprie 
carni; se ne satollino, ma non cedano lui vivo. E resiste- 
rono, e Scutari fu libera. Ogni azione di Pietro Mocenigo è 
un trionfo; Vittore Cappello muore per l'ambascia del non 
conseguire la vittoria. Nell'assalto di Gallipoli è colpito Ia- 
copo Marcello, cade sul cassero della galea; il suo segretario 
lo ricopre del suo mantello , nasconde la morte di lui; Galli- 
poli è presa, e nessuno contende la palma trionfale alla salma 
estinta del capitano. Antonio Grimani, prode ma sventurato, 
senza colpa né viltà, è vinto a Lepanto. La giustizia, spesso 
incerta nelle repubbliche che di rado perdonano le battaglie 
perdute, lo chiama alle carceri. Egli ubbidisce; ed il figlio 
Vincenzo con virtù di cittadino e amore di figlio cinge 
egli stesso i ceppi al piede paterno , ma non lo abbandona 
mai. Il quale Antonio Grimani vide strani eventi di for- 
tuna che qui si ricordano, poiché succeduti in tempi poste- 
riori agli Annali. Fu condannato, spoglialo di ogni dignità, 
messo a conQne ; fuggì , e si riparava a Roma presso al 
figlio Domenico, Cardinale. Nelle dure privazioni e nei de- 
sideri che contristano V animo dell' esule , non mai di- 
samò la patria ingiusta, la servì esule come quando era 
colmo di onori, e fu principale movente per cui pap;i 
Giulio II si ravvedesse dell' errore e abbandonasse i col- 
legati di Cambrai. Perloché il Grimani fu richiamato in 
patria, se gli restituirono gli onori, fu eletto capo dello 
stato. Vecchio di oltantacinque anni, sali il trono ducale; 
e s'inginocchiò, e trattosi il berretto ducale, pietosamente 
s' accomandava a Dio, che degno lo facesse di tanto onore 

ARCH.Sr. Ir. Voi. VII. 



XVIII PREFAZIONE 

ed ufficio. E un giorno mentre in mezzo alla pompa di so- 
vranità saliva la barca ducale, fermatosi sull'approdo, si 
volse agli ambasciatori cbe gli facevano corteggio, e disse 
loro: — Qui, tornato di capitan generale, mi furono messi 
i ferri ai piedi, e fui condutto in carcere, e adesso son doge 
di Venezia. — Parole che rivelano tanta parte dell'intimo 
animo, che gli storici trascurarono, ma che raccolse Marino 
Sanudo nei Diarj, e pubblicava Rawdon Brown, amico mio, 
nella sua opera importantissima Ragguagli sulla vita e le 
opere di Marino Sanudo, che raccomando agli studiosi di 
storia,. Le quali parole non credetti soverchio ripetere , sic- 
come non credo soverchio il ricordare, che Vincenzio Gri- 
mani non vestì mai che veste di mestìzia , e non se ne 
spogliò neppur quando così orrevole ammenda la repub- 
blica fece al padre suo. V hanno dei dolori che nulla può 
consolare. Cittadino, servì alla patria, né concesse ad altri 
che il padre cingessero di ferri. Figlio, non bastarono a 
consolarlo di tanta amaritudine il ravvedimento della pa- 
tria, e le solenni onorificenze date al genitore. 

Vili. Non era tempo meno glorioso per tutta Italia , 
quello in cui Pietro Capponi disse la sua gran rispo- 
sta , il frate di San Marco cercò la salute di Firenze, e 
l'avrebbe forse ottenuta , se le sue riforme non voleva 
aflrettare di troppo ; lo che è appena concesso a coloro 
a' quali fu dato unire mente acuta, cuor caldo , generoso , 
alla forza del braccio e al prestigio che viene dalla gloria 
dell'armi. Gli Annali narrano tanti fatti nostri, e quello 
che vale per tutti, la battaglia sulle rive del Taro. Credo 
che nessuno nel nostro paese sarà che legga la lettera di 
Bernardino Fortebraccio (Documento N.** XIX della se- 
conda Parte), e non senta batter forte il cuore, provando 
tal sentimento , santo , puro e vivissimo , che mai non de- 
stano le fole di romanzo. Gli Estensi, i Gonzaga, i Monte- 
feltri, i Malatesta, ì Sanseverino, gli Orsini, cento altri fe- 
cero prove singolari di valore e di strategia; e s'aspetterebbe 
loro gloria immortale, se più spesso che cercar gloria non 



PREFAZIONE XIX 

avessero venduto il coraggio e l' anima per vile denaro. Fu 
età di sapienti, fu splendida per le arti; e tutto ciò viene 
ricordato dagli Annali. Età di grandi atti e di colpe gran- 
dissime ; non è casa di pilncipotto che non sia lorda di san- 
gue domestico; frequenti i fatti, continue le suspizioni di 
veleni e pugnali, lascivie svergognate e pubbliche, tradi- 
menti crudelissimi , vituperevoli. In Venezia la giustizia 
vegliava, severissima puniva i rivelatori dei segreti, le pub- 
bliche e private violenze; perchè anche in Venezia si pro- 
vava l'influsso del tempo. Era il tempo di Lodovico Sforza 
e dei Borgia. Gli è però vero che anche le altre nazioni 
d' Europa non erano men brutte di delitti che la nostra. 
Furono della nostra più fortunate, ma in quel contine 
della seconda gioventù del genere umano , nessuna è che 
possa vantarsi innocente di frodi atrocissime , di aperte 
usurpazioni e tirannidi insanguinate. 

L'importanza istorica degli Annali non si stringe né a 
Venezia , né all' Italia ; abbraccia tutto il mondo ; vi si 
narrano le nuove scoperte di terre incognite; vi si rac- 
conta la storia di Ussan Gassan , che di povera nazione 
salì a grandissimo dominio in Asia , e arrestò la fortuna 
di Maometto II, e salvò l'Europa. Vi si dipingono i ri- 
volgimenti dell' Egitto, le contese lunghe ed aspre di Fran- 
cia , d' Inghilterra , si accennano gì' incunaboli della po- 
tenza Russa, e le sue prime prove contro a' Turchi. Vi è 
la descrizione dell' assedio di Granata. 

IX. Chi dettò gli Annali si trovò in condizione da saper 
tutto quello si sapeva in Venezia : e Venezia tutt'ora era 
tale che nessun negozio politico importante avea luogo in 
■cui non avesse parte; tutt'ora in essa era il centro dei com- 
merci. Ser Domenico Malipiero, nato di nobilissima stirpe 
nel 1-428 , passò la gioventù nei commerci e le naviga- 
zioni , siccome tutti i patrizi a quei tempi ; vide molte 
terre lontane , conobbe da presso i contemporanei dei quali 
lasciò scritte le memorie. Tardi sedette nei consigli della 
repubblica, solamente nel 1465, recandovi maturità, 



XX fnKFAZIONIi 

esperienza d' uomini e affari , forza di mente e di bracciti» 
che non s'acquista da chi in gioventù annighittisce nelle 
opulenze e le accidie. Fu messo a profìtto il suo corag- 
gio e l'ingegno. Nel 1488 eletto capitano delle navi, 
grado che risponde a quello si direbbe aminiragHo , militò 
sotto gli ordini del Capitano Generale Iacopo Marcello ; 
morto il quale , prese il governo dell' armata , e raccolse 
il frutto della vittoria di Gallipoli. Nella guerra di Fer- 
rara pugnò nel Genovesato ; nel 1494 fu podestà a Ro- 
vigo; nel 1496 fu spedito al soccorso di Pisa assediata. 
Nel 1505 era Podestà a Rimini ; nel 1515 a Trevigi , dove 
chiuse la vita onorata , operosa. Egli potè nei diversi uf- 
fizi e nel senato raccorre le notizie ed i numerosi docu- 
menti che sono posti negli Annali. Oltre agli Annali la- 
sciò molte lettere e dispacci raccolti nei Diarii del 
Sanudo (1). 

Il tempo nel quale il Malipiero imprese a scrivere 
gli Annali , è da supporsi che fosse nell' epoca nella quale 
incominciano, cioè nel 1457; sebbene la sua vita politica 
non abbia avuto principio che nel 1465 , giunto che fu 
air età di anni trentasette. Egli è però da osservare che 
maggior diligenza e più esatti particolari si riscontrano 
nei fatti degli ultimi anni , in quei fatti dei quali fu at- 
tore o testimonio. Di sé parla pochissimo (rara modestia 
invero !) e non mai canta le proprie lodi. Il perchè poi 
cessasse coli' ultimo Dicembre 1499 , sebbene sia vissuto 
quindici anni più, non si potrebbe veramente determinare. 
Si può credere che l'età avanzata o i pubblici ulUzi o il 
dolore dei danni venuti alla sua patria per la guerra di 
Cambrai, lo stogliessero dalla continuazione. E forse causa 
principale sarà 1' aver egli saputo , che Ser Marino Sa- 
nudo aveva intrapreso lo stesso lavoro. 



(1) Diarii del Snnudo, Tomo I. Supplemento . Ledere N." 4. 12, 
19. 73. 112. 145. 174. Tomo li. 2. 42. 02. S9. 78. 97. 99. 108. 112. 
124. 163. 



PI{ E FAZIONE XXI 

X. Gli Annali vennero per le mani a Ser Francesco Longo 
senatore , morto nel 1584, che fu Podestà di Bergamo e 
Brescia , e due volte Riformatore dello studio di Padova; 
magistratura che soprintendeva agli studii nelli stati della 
Repubblica , e non si conlìdava che ad uomini di spec- 
chiata dottrina. Ebbe fama d'uomo sapiente , onesto ; e gli 
uffizi che sostenne attestano in quanta estimazione fosse 
tenuto. Non potrei dire come arrivassero a lui gli Annali 
del Malipiero ; ma non parmi fuor del probabile che li 
avesse da una sua sorella di nome Suoradamor ; nome 
singolare ma non raro nelle donne di gente patrizia a 
quei tempi , e che si usava vezzeggiare chiamandolo So- 
retta. La Sorelta Longo andò a marito in casa Malipiero. 
Il LoNGO abbreviò 1' opera sceverandola dalle superfluità; 
la ordinò col partirla giusta la divisione delle materie ; 
conservò interamente lo stile, le riflessioni dell'autore, e, 
quel che più monta , conservò integri i documenti. Il 
LoNGO prestò un grande servigio al Malipiero ed alla sto- 
ria , ed è da lodarsi la sua pazienza; tanto più che pubbli- 
cando io fra breve una sua scrittura storica, sarà dimo- 
strato come fosse uomo atto ad ogni più nobile e diffìcile 
opera d' ingegno. Se alcuno lo avesse imitato , togliendosi 
la pazientissima cura dell' abbreviare e ordinare i Diarii 
del Sanudo , che sebbene preziosissimi , ridondano di su- 
perfluità , potrebbero veder la luce. La qual cosa è quasi 
impossibile, perchè sarebbe troppo grande l'assunto dello 
stampare cinquantotto grossi volumi in folio , che racchiu- 
dono la storia di trentauove anni (dal 1496 al 1535). Questi 
Annali del Malipiero che danno contezza delli avvenimenti 
successi in quarantatre anni , per il merito e la fatica del 
LoNGO, sono di tal mole , da poter consegnarli ai torchi. 
Egli è però da notare , che unendo gli Annali del Mali- 
piero ai Diarii del Sanudo, s' ha intera la storia di set- 
tantotto anni (dal 1457 al 1535). Ed è vera istoria, scritta 
da onesti e savii uomini contemporanei ai fatti che de- 
scrivono e provano co' documenti ; non vanità di melati- 



xxii PH E FA ZIO NE 

siche settentrionali , né stiracchiature di scrittori che se- 
guono od una od altra delle odierne scuole , anzi sette 
istoriche ; i quali spesso travisano gli avvenimenti a posta 
loro , alterandone circostanze importanti , talvolta gli 
omettono, giudicano col criterio del post hoc, errjo propter 
hoc, perchè appaia approvato quel sistema che seguono, 
anziché il vero. 

XII. Per quanta diligenza io abbia usato , non mi fu 
concesso trovare 1' opera originale del Malipiero. Non la 
vide il Doge Foscarini , al quale può dirsi che nulla sfug- 
gisse per ciò spetta alle cronache veneziane. Penso di non 
ingannarmi se credo che 1' originale da lungo tempo non 
esista più; ed il mio testo, autografo di mano del Longo, 
mi porge argomenti che convalidano la mia opinione. 
Nel mio testo a penna , il privilegio concesso dalla repub- 
blica alla città di Cremona, venuta sotto al suo dominio, 
è a stampa : unico esempio nel codice , sendo tutti gli 
altri scritti dalla mano istessa che scrisse gli Annali. Con 
attenzione esaminai questo privilegio (Documento XLIV 
della seconda Parte), che é di facce dodici, di nitido ca- 
rattere; mi sono fermato sul frontespizio; è stampato con 
parole maiuscole di forma tedesca : 

PRIVILEGIUM MAGNI- 
FIGE COMUNITATIS 
CREMONE (sic) 

Sotto la parola Cremane m' accorsi esservi scritto con 
inchiostro nero, debct poni in folio 186. Il carattere è assai 
diverso da quello del Longo abbrevia tore, ed é di forma 
più sottile ed antica. Mi par probabile che Ser Francesco 
Longo abbia tolto l'esemplare del privilegio a stampa 
dall' opera originale del Malipiero , per non durare la fa- 
tica del copiarlo; e che quella nota alluda alle carte del 
volume del Malipiero, alle quali doveva essere collocato. 

Un altro argomento più importante per dimostrare che 
l'opera originale del Malipiero è perduta (o fosse distrutta 



PREFAZIONE xxiii 

dal LoNGO, o che altro ne fosse avvenuto ) si conosce dalla 
fine del Privilegio. Dopo la solita formula di data, usala 
dalla signoria, Datum in nostro Ducali Palalio, X. Februarii, 
indictione III , MCCCCLXXXXIX , v'è uno spazio; poi le 
parole a stampa: Laus onnipotenti Deo. Finis. Sotto queste 
parole a stampa, v'è scritto a penna: 

ANNALIVM VENETOR. L. XXV INCIPIT. 

Il carattere simula il majuscolo latino di stampa , ed è 
scritto con inchiostro rosso. Fra la parola VENETOR e 
la sigla L, che significa liber, v'è un taglio nella carta, 
fatto con un temperino , di poche linee e di forma di tra- 
pezio, ., /,-:;, KiV'-) ;-_''• , ■■?■' "■"■' "'wv^-v .' 

Ora , il LoNGO non divise la sua opera in libri , ma , 
come dice nel proemio, la ordinò, dividendola in cinque 
parti , secondo la qualità delle materie ; non v' ha alcuna 
relazione fra il libro vigesimoquinto degli Annali, e la se- 
conda parte del Malipiero. Se il Longo avesse avuto da 
altri un esemplare del Privilegio , e non Io avesse tolto 
all'Opera originale, non vi sarebbero né la nota prima 
accennata sopra, e meno ancora questa seconda. Si può 
argomentare adunque, che l'opera del Malipiero più non 
sussista ; che fosse divisa in ventisei libri , perchè fino al 
Febbrajo 1499 arrivava il libro vigesimoquinto. 

XI. Dirò adesso come mi sia pervenuto l'autografo del 
LoNGo. Francesco Longo non menò moglie , e col suo testa- 
mento olografo, in data de'dieci Febbraio 1382, lasciò erede 
di ogni suo avere il fratello Marcantonio , dal figlio del 
quale, di nome Francesco, nacque Antonio, ultimo ma- 
schio di questo ramo della gente patrizia Longo. Quattro 
figlie ebbe Antonio : due si monacarono , le altre due si 
maritarono con due fratelli figli di Ser Agostino Sagredo 
senatore. La primogenita, Lise, nome abbreviato in Venezia 
da Fiordiligi , fu moglie di Messer Giovanni Sagredo , 
cavaliere e procuratore di San Marco , autore delle Me- 



XXIV PREFAZIONE 

raorie istoriche dei Monarchi Ottomani , di molte altre 
opere , uomo de' primi nella repubblica a'suoì tempi ; cele- 
bre per la sua vita concitata , avventurosa. Pietro Sagredo, 
nato da loro , sebbene s' ammogliasse , non ebbe figli , e 
morì prelato della Chiesa di San Marco. Agostino morì ce- 
libe. La secondogenita, Orselta , diminutivo di Orsola, fu 
consorte di Ser Lorenzo Sagredo, senatore, dal quale io 
discendo in linea retta. Estinta la linea del Procuratore 
Sagredo, i beni fìdecommessi dei Sagredo e dei Longo ven- 
nero in eredità a Ser Francesco Sagredo Senatore, figlio 
di Lorenzo ed Orsetta , e padre del bisavolo mio. Co' beni 
acquistò anche gli archivi della casa Longo, che si conser- 
vano in perfetto ordine. Molti sono i manoscritti che io 
possiedo per tale eredità , e dei quali darò conto in questo 
Archivio di Storie Italiane. 

XIIL Che il codice da me posseduto sia di mano del 
LoNGO, lo certificano le altre carte che da lui scritte sono 
da me conservate. In fine è scritto MDLXIIII, e più sotto, 
con inchiostro assai sbiadato e giallognolo , Frane ° Longo. 
Sul frontispizio è scritto di mano del Procuratore Sagredo, 
Annali della Rep." dall'anno 1457, sin 1500: e sulla schiena 
del codice, Annali veneti, anno mille quattrocento cinquanta- 
sette, fìn mille cinque cento. Ho creduto di dover conservare 
questo titolo d'Annali , perchè lo credo quello dell' opera 
originale, e lo trovo nel codice del Longo. Devo però no- 
tare, che l'opera è più spesso citata col nome di Diarii, che 
con quello di Annali. Il mio codice è in foglio mezzano , 
e porta fra' miei il N.° XLII. 

Il Doge Foscarini nell'opera sua cita un codice che 
egli possedeva degli Annali ordinati dal Longo fra' suoi 
mss. N.® L. LI; volumi che sono adesso nella Biblioteca im- 
periale di Vienna , per la quale furono comprati ne' pri- 
mordi del secolo tutti i manoscritti della casa Foscarini. 
Viene accennato dal Doge , che il suo esemplare mancava 
della terza parte ; e ricorda inoltre di averne veduto un 
altro esemplare presso la famiglia patrizia Ruzzini ora 



PREFAZIONK xxv 

estinta. Questo codice Ruzzioi portava in fronte il nome di 
Francesco Longo. 

Due esemplari degli Annali si trovano nella Biblioteca 
di San Marco (Classe VII, codici LXXXIII. LXiXXIV). 
Il codice LXXXIII non contiene che la prima parte, cioè 
le guerre coi Turchi. Il codice LXXXIV contiene tutta 
l'opera, mancante della terza parte, come il codice del 
Foscarini; cioè l'acquisto del regno di Cipro. Bisogna con- 
fessare , che questa parte è assai meno importante del 
resto , perchè non reca che pochissimi lumi nuovi sulla 
cessione della regina Caterina Gornaro. Assai bello però è 
il principio di questa parte , nel quale si dà un sunto 
della storia di quella isola famosa. Il codice LXXXIV della 
Marciana, da me riscontrato diligentemente col mio, è esat- 
tissimo: fu scritto da due mani; e in fine della prima parte 
vi è notato l'anno 1700. 

Il dotto amico e collega mio Emmanuele Cicogna , 
nella sua copiosa e scelta biblioteca, ricchissima di monu- 
menti storici veneziani inediti , possiede quattro esemplari 
degli Annali. Tre sono imperfetti ; il quarto è perfettamente 
conforme al mio autografo ; come tale riconosciuto anche 
dal Cicogna , giudice sicuro in tali materie. Li abbiamo 
riscontrati insieme ; ed anzi egli volle che io apponessi al 
suo codice una nota di mia mano che assicurasse la con- 
formità della copia coli' autografo mio. 

XIV. Nel far trarre dal mio codice la copia che serve 
per la stampa , ho voluto che fosse seguito fedelmente il 
testo ; e poi ho riscontrato tre volte la copia col testo me- 
desimo, che per lo innanzi avevo letto due volte. Alcuna 
volta mi sono permesso di adattare alle parole la orto- 
grafia che s'userebbe adesso scrivendo il volgar veneto ; 
ma sono poche le mutazioni d'ortografia, e di nessun mo- 
mento. Le abbreviature ho fatto scrivere distesamente : e 
merita lode il valoroso giovane sig. Giovanni Jager vene- 
ziano, che ha ricopiato il codice con singolare esattezza. 

ARLU.Sr.li. Voi. VII. .**** 



XXVI PREFAZIONE 

Avrei facilmente potuto ridurre il codice a lezione dì 
lingua italiana , ma mi sarei tenuto reo di profanazione, 
imbellettando la fisonomia dell'autore, e togliendole la na- 
turale freschezza e verità. Ho pensato di apporre qua e là 
la spiegazione delle parole che più si dìscostano dalla lingua 
scritta e intesa per tutta la Penisola. E ra'è accaduto d'os- 
servare che molte parole e frasi antiche dell'opera, non 
sarebbero più intese neppure in Venezia: lo che mi recava 
la dolcezza del pensare come, lentamente sì , ma pure con- 
tinovamente vadasi perdendo la differenza dei dialetti , e 
allargandosi la lingua comune a tutto il paese. Molte delle 
differenze tra la lingua comune d'Italia ed il volgar veneto 
consistono nelle abbreviature , come ne'participj de' verbi ; 
per esempio, sta anziché stato , andà per andato , ec ; molte 
nell'ortografìa. 11 lettore italiano durerà alcuna fatica in 
principio , ma poi se ne troverà di gran lunga compen- 
sato; anche se fosse di coloro che non domandano dai libri 
altro frutto che il diletto. 

Confesso che mi sarei trovato assai incerto e confuso 
nella spiegazione dei termini di antica marineria , se non 
fosse venuto in mio soccorso , con rara gentilezza e sincera 
amicizia , il dottissimo ingegnere Giovanni Casoni , socio 
del Regio Istituto Lombardo-veneto di scienze , lettere ed 
arti , architetto in capo della Kegia Marineria di guerra. 
Egli mi prestò il modo di trarmi d'ogni impaccio; e qui 
ne attesto la mia gratitudine pubblicamente a lui che nel 
discorso sui navigli poliremi dei Veneziani , nella guida 
dell'arsenale di Venezia , e in altre scritture fatte di pub- 
blica ragione, mostrò come sappia addentro in siffatte ma- 
terie non solamente , ma in tuttociò che spetta alla storia 
di Venezia. Egli solo potrebbe scrivere la storia dell'antica 
marineria veneziana , che sarebbe di tanto lustro per la 
nazione. 

XV. L'opera del Malipiero avrebbe domandato lunghe 
annotazioni, ed io le avrei fatte se l'indole di questo Archivio 
lo avesse concesso. Ma qui non si deve tórre il luogo colle 



TTi E FAZIONE xxvn 

scritture dei vivi alle scritture dei trapassati. Ho apposto 
in qualche luogo qualche breve nolarella per ispiegare al- 
cune parli della legislazione veneziana , e dei magistrati 
che la esercitavano cosi internamente come al di fuori. 
Tutti sanno, che formata l' aristocrazia ereditaria, la 
somma sovranità era del Maggior Consiglio ; composto di 
tutti i patrizi che oltrepassavano l'età di anni venticinque. 
11 Maggior Consiglio era presieduto dal Doge , magistrato 
che, senza averne i diritti, esercitava la pompa della so- 
vranità , e dal suo Consiglio Minore composto di sei consi- 
glieri , e dei tre capi della Quarantia criminale , che ave- 
vano con altri magistrati il diritto di proporre le leggi , e 
si chiamavano Signoria. Il Maggior Consiglio delegava 
la sua autorità al Senato , chiamato anche Pregadi o 
Pregai , perchè in antico si pregavano a sedervi gli uo- 
mini più cospicui della Repubblica. Il Senato disponeva 
dell'amministrazione dello Stato, indiceva la guerra, fer- 
mava la pace , eleggeva gli ambasciatori che vi dirige- 
vano i dispacci , e tornati, vi leggevano le relazioni; reg- 
geva le finanze. La proposizione degli affari nel Senato e 
e r eseguimento delle sue deliberazioni era dei Savii , che 
sì dividevano in tre ordini. Si dissero Savii grandi i mi- 
nistri di Stato, che alle relazioni politiche co' principi e gli 
altri Stati attendevano, e alla somma di tutti gli affari im- 
portanti. I Savii di terra ferma erano ministri della guer- 
ra, delle milizie, delle finanze, degli archivi ; dei Savii agli 
ordini, a' tempi degli Annali, era uffizio il presiedere alle 
cose marittime. I Savii ed il Consiglio Minore del Doge , 
formavano il Collegio , nel quale si consultavano le propo- 
sizioni da farsi al Senato ed al Consiglio Maggiore. 

Al Consiglio dei Dieci era delegata la cura della sicu- 
rezza dello Stato ; quello adesso si direbbe alta polizia ; ed 
i tre Inquisitori di Stato, due scelti fra i Dieci , uno fra i 
consiglieri del Doge , vegliavano perchè fossero mandate 
a compimento le deliberazioni dei Dieci , e aveano la vi- 
gilanza sulla quiete pubblica, con autorità di antivenirne 



XXV ifi PREFAZIONE 

r (Ianni ; ed ai tempi degli Annaìi avevano principale ulli-' 
zio vigilare sulla custodia dei secreto, e punirne i propa- 
latori. Il tribunale dei Dieci era composto del Doge, de' sei 
consiglieri e dei Dieci ; diciassette , che tutti aveano di- 
ritto di proposizione e voto deliberativo. Gl'Inquisitori 
erano eletti dall' intero Consiglio de' Dieci , che meglio si 
avrebbe a chiamare dei Diciassette: i Dieci, dal Consiglio 
maggiore. Duravano un anno nel magistrato ; nel secondo 
anno non potevano essere rieletti. Neil' anno del magi- 
strato potevano essere mandati ad altri magistrati o reg- 
gimenti fuori di Venezia; lo che serviva di punizione a 
chiunque dei Dieci o degl'Inquisitori avesse oltrepassato i 
limili dell'autorità. Poteva da quell'altezza precipitare al 
governo di un borgo poverissimo. 

Non erano valide le adunanze del Consiglio dei Dieci, 
se non v'assistevano gli Avogadori del comune; magi- 
stratura gravissima , alla quale era confidata la tutela 
delle leggi e della libertà e degl'interessi della Repub- 
blica. Avevano diritto di sospendere le deliberazioui d'ogni 
consiglio e magistrato; e l'esercizio di questo diritto di- 
cevasi inlromissionc. Gli Avogadori non deliberavano, ma 
consultavano , e proponevano le accuse e le pene. Un Con- 
sesso tratto da' Dieci cogli Avogadori presiedeva all'esame 
de' rei. Oltre a questo uflizio spettava ad essi il giudicare 
di colpe minori. 

Il processo fatto dai Dieci era segreto ; ma nessuno era 
catturalo senza che prima si giudicasse esservi indizi baste- 
voli por inquisire ; ed il partito doveva esser vinto con 
due terzi di voti dei diciassette votanti. Si interrogava 
il catturato, se ne ascoltavano le discolpe, si riferiva. Il 
consiglio giudicava. Si usò anco la tortura , come da tutti 
i tribunali del mondo : i Dieci furono i primi che la 
smettessero in Europa, lo ho veduto negli archivi pub- 
blici tutto il processo del Valaresso del quale parlano gli 
Annati , il quale si diede vilmente ai Turchi ; e credo 
che nessuno possa trovarsene più regolare e meno arbi- 
trario. 



PH E I-AZIONE XXIX 

Ne' casi gravi i Dieci si aggiungevano molti uomini 
specchiati per sapienza e dignità, quando con volo con- 
sultativo , quando ancora con voto deliberativo. Cosi fu 
giudicato il Carmagnola traditore. Quest'aggiunta, negli 
Annali, si chiama Zonla, venuta dal verbo veneziano an- 
tiquato zonzer {agijiunfjere) e voltata in latino nella parola 
addillo. Spesso dal Consiglio de' Dieci coli' aggiunta si trat- 
tavano anche gli aifari della politica esterna, per mante- 
nere più strettamente il segreto. Gessò l' aggiunta dopo la 
metà del secolo XVI. ° 

Solamente i delitti di maestà e di pubblico scandalo 
erano spettanza del Consiglio dei Dieci. Aveva autorità 
assoluta sui nobili , proteggeva il popolo da soprusi e 
violenze. Gli Annali mostrano come severa fosse la giu- 
stizia esercitata sui nobili. 

Gli altri delitti erano giudicati dal Consiglio de' Qua- 
ranta , detto Qiiarantia Criminale. Pubbliche erano le ac- 
cuse, pubbliche le difese. E cosi nelle liti che erano giu- 
dicate da altri consigli di quaranta, dette Quarantie Civili. 
Le tre quarantie, e poi una quarta quarantia, divisa in due 
collegi per le liti minori , alternavano le mansioni ; la 
criminale entrava con voto nel Senato. 

Norma dei giudizi lo statuto veneto : in nessun caso 
le leggi romane. Ove lo statuto mancasse , il giudice giu- 
dicava giusta la, propria scienza e coscienza. Le leggi 
erano facili , sicure , fondate sulla natura degli uomini , 
modificate secondo la condizione dei tempi e delle circo- 
stanze. 

Moltissime magistrature tutelavano le rendite dello 
stato , i commerci , le industrie , la sicurezza , la sanità , 
il comodo, l'ornamento della città; proteggevano le ve- 
dove , i pupilli , gli orfani ; decidevano le liti di poco 
momento, reggevano l'arsenale, e provvedevano alle sol- 
datesche. Ogni magistrato aveva il suo proprio statuto 
detto Capitolare , e durava a tempo. Nessuno ullizio era 
a vita , tranne il Doge e i nove Procuratoi i di San Marco; 
dignità che non impediva il sostenere altri magistrati. 



XXX PREFAZIONE 

I patrizi conventati nelle leggi , aveano onorificenze : si 
premiavano i più valorosi capitani d' armata o ambascia- 
tori col grado di cavaliere. 

Ognuno ne' Consigli poteva parlare liberamente , nei 
limiti però dell'ordine pubblico. Quando il Doge moriva, 
si eleggeva una magistratura temporanea detta dei Cor- 
rettori , che rivedevano la sua promissione , e s' eleggeva 
ancora quando si vedeva essere necessario il riformare lo 
stalo. I Correttori aveano facoltà di proporre ogni rifor- 
raagione ; vinta la proposizione dal Maggior Consiglio , 
diveniva legge fondamentale dello stato. 

L' armata , i navigli che la componevano, erano sem- 
pre capitanati dai patrizi ; gli eserciti, da uomini fore- 
stieri assoldati per un dato tempo. A' fianchi dei gene- 
rali si mettevano due consiglieri col nome di provveditori , 
che gli sopravvegghiavano, li reggevano; censori in uno 
e moderatori d' ogni azione. La marineria tutta di cittadini 
e sudditi ; alcune milizie pedestri stanziali di sudditi ; 
nerbo degli eserciti le soldatesche mercenarie, vendute dai 
mercenari condottieri, come per tutta Italia. Prode la ca- 
valleria greca detta degli Stradiotti , scorridori veloci , 
senza paura , senza misericordia. Questa era la sola mi- 
lizia terrestre sempre comandata dai patrizi. 

Rendite principali , il sale , le gabelle su' traffichi , i 
dazi dei viveri. Le gravezze sulle case e le terre, assai lievi. 
Nelle strettezze si chiedevano prestiti; alcuna rara volta 
divenivano balzelli , perchè non si restituivano : degli al- 
tri prestiti si formava un monte che pagava l' interesse , e 
talvolta si saldava il capitale. Si domandava in prestito 
la decima parte delle rendite. Le decime prestate e le 
rendite di esse erano proprietà mobile , soggetta a diminu- 
zione ed aumento secondo le circostanze ; e si trafficava. 
Venezia forse fu il primo stato nel quale il debito pubblico 
fosse ordinato come quello delle nazioni presenti. 

Il patriarca di Venezia , quello d'Aquileia dappoiché 
perdette lo stato , i vescovi eletti dal senato ; i patriarchi 
ed i prelati delle città principali , quasi sempre patrizi dopo 



PREFAZIONE xxxi 

che i patrizi soli governarono la repubblica. La Repubblica 
professò stretlamente la fede cattolica, apostolica, romana. 
La fede calda , e la pietà appajono dagli Annali ; così la 
misericordia verso i poveri. Negli Annali si osservano con- 
troversie molte colla corte romana: non sono mai per causa 
di religione, ma per interessi temporali, e per quel limite 
così sottile che divideva la giurisdizione civile dalla eccle- 
siastica. 

Le Provincie suggette si reggevano col proprio antico 
statuto municipale ; avevano i propri consigli che rappre- 
sentavano le città e le provincie ; eleggevano i magistrati 
municipali. Tenevano un nunzio presso la Signoria , che pa- 
trocinava le cause loro , ne dimostrava le querele. I Ret- 
tori sempre patrizi , e governavano con autorità depen- 
dente dalla capitale ; deposto 1' uflBzio , davano conto del 
reggimento al Senato. 

Gli uffìzi secondi, tutti de' cittadini ; capo il Cancelliere 
grande. Cittadino chiunque fosse originario di Venezia , 
o stanziato ivi da lunghi anni. Il diritto di cittadinanza re- 
cava molti privilegi, e spezialmente nei commerci. I Consoli 
proteggevano i cittadini, come i patrizi, nei paesi lontani , 
e li chiamavano a consiglio negli affari difficili. Dopo il 
Cancelliere grande venivano i segretari del Senato , che 
si mettevano a parte del segreto dello stato , a' quali si af- 
fidavano gelose mansioni , siccome appare dagli Annali. 

Il popolo , allontanato lentamente nel corso di tre 
secoli dal pubblico reggimento , era poco aggravato e non 
più de' patrizi: egualmente gli veniva fatta giustizia. Le 
arti in corpi o fraglie avevano molti privilegi; si mantene- 
vano le abbondanze a spese pubbliche. Negli Annali si vede 
quanta cura s'avesse dello antivenire il caro, comperando 
frumento , rivendendolo a modico prezzo nei pubblici fon- 
dachi. Nei commerci il popolo s' associava ?i patrizi ; ai 
ricchi non era difficile l'essere ascritti all'ordine patrizio. 
Dagli Annali appare che Andrea Vendramin Doge na- 
sceva di gente che vendeva grasce. Le case nuove di pò- 



XXXII PREFAZIONE 

polani falli patrizi, non per allro si distinguevano dalle 
vecchie, che per la origine e l'antichità. I patrizi andavano 
in gioventù a trafficare in terre lontane per crescere le 
ricchezze avite, o acquistarne, come si disse sopra del 
Malipiero autore degli Annali. 

Questi cenni brevissimi ma esatti, spero che torneranno 
di alcun giovamento per chi legge gli Annali. Più lunghe 
parole mie sulla storia e la costituzione di Venezia ver- 
ranno al cospetto del pubblico fra breve , e saranno il frutto 
de' mipi lunghi studii. Io le annunzio non per inutile jat- 
tanza, né perchè creda che bastino per sopperire alla man- 
canza di una buona istoria di Venezia, libro che vien richie- 
sto dall'Italia e dal mondo. L'Italia lo domanda, perchè di 
somma importanza per la gloria ed il bene del paese; il mon- 
do, perchè nella storia di Venezia si racchiude tanta parte 
della storia della civiltà presente. Ed il libro manca. Quella 
moltitudine di storici che abbiamo , sono per la maggior 
parte o ridondanti di abiette adulazioni, o di calunnie mal- 
vagie ed obbrobriose. L' opera mia non sarà storia , ma 
quasi commentario a questi Annali, e segno della riverenza 
che sento per 1' autore, e prova del diletto che mi hanno 
recato leggendoli cinque volte. E se 1' annunzio, egli è 
perchè spero che i lettori, la mercè della pubblicazione 
di questi Annali, vorranno usarle indulgenza. 

Venezia , a' dì cinque gennajo 1842. 

Agostino Sagkedo. 



SOMMARIO 

DEGLI ANNALI VENETI 



PARTE PRIMA 



Delle Guerre coi Turchi. 

Anni 

Papa Calisto III manda Arabasciartori alla Signoria di Venezia per rauo- iio7 
verla alla guerra contro il Turco. 

Morie di Papa Calisto: gli succede Pio II. 1^38 

Esortazioni del Papa alla guerra. La Repubblica di Venezia aderisce alla l4o9 
lega contro i Turchi. 

Maometto minaccia di far l'impresa di Negroponte. Disposizioni della li61 
Signoria per la difesa. 

Presa di Metelino fatta dai Turchi. Sospetti della Signoria. Veltor Ca- 1462 
pello, Capitano Generale, va in difesa dei possedimenti veneti in Le- 
vante : ricupera Argos e S. Basilio. Valaresso tradisce la Repubblica. 
Il Papa loda in concistoro i fatti dei Veneziani. Il Capitano Bertoldo 
d'Este si unisce col Capello al muro d' Islhon. Battaglia di Corinto. 
Morte del Capitano Bertoldo. 

II Cardinal Bessarione, Legato del Pontefice, fa predicare in Venezia la i46:ì 
crociata contro i Turchi. Il Duca Filippo di Borgogna divisa d'andar 
contro i Turchi , e invila il Papa ad andarvi in persona. Il Papa ac- 
cetta e scrive al Doge di Venezia per indurlo ad andar con lui. Lega 
stabilita fra il Papa, il Duca di Borgogna e la Repubblica Veneta. Il 
General Capello abbandona l'assedio di Corinto. II Re d' Ungheria 
prende Giaiza ai Turchi. 

Provvedimenti per l'accompagnamento del Doge. Sigismondo Malatesta 146i 
è fatto Capitano Generale di terra per la Repubblica Veneta. Ussan 
Cassan, Re di Persia, muove guerra al Turco. Impresa e grandezza di 
Ussan Cassano. Il Duca di Milano e il Re di Francia cercano di disto- 
gliere il Duca di Borgogna dall'impresa contro i Turchi. Istituzione dcl- 

Arcii.St.It.VoI.VII. s* 



XXXIV S M M A R r 

ruflìzio delle Cazude in Venezia. Assalto di Metelino. Morte dei Capf- 
tano Giustiniani; gli succede Giacomo Loredano. La Ropuliblica di 
Venezia rifiuta la pace ofTerlale dai Turclii. Il Papa giungo in Ancona, 
e il Dogemelte le vele per andare ad unirsi al Papa. Il Papa ammala 
e muore. Il Doge consulla coi Cardinali in Concistoro, poi ritorna a 
Venezia. Elezione di Papa Paolo II. Malalesta giunge a Modone : as- 
salto di Misilra. l Torchi tentano di riavere Giaiza. Ussan Cassano e 
Caraman fanno lega colla Repubblica di Venezia contro il Turco. I! 
Turco invita il Duca di Milano a muover guerra ai Veneziani. 
I4f66 Vettor Capello succede a Giacomo Loredano nel capitanato generale. 
Prende Larso ed Ebro, e la città d'Atene. Morte di Giacomo Barba- 
rigo , Provveditore. Disfatta del Capitano Capello. La Signoria vuol 
trattare di pace col Turco. Papa Paolo manda il Cardinal Sant'An- 
gelo a esortarla di continuare la guerra. Il Capitano Generale manda 
un Anìbasciadore a Costantinopoli, per trattar una tregua col Re d'Un- 
gheria. Risposta del Bassa. 

1467 Morte di Veltor Capello: gli succede Giacomo Venier. Nomina di Gia- 

como Loredano a Capitano Generale, e di Niccolò da Canal a Provve- 
ditore. Il Re di Napoli esorla il Turco a' danni della Signoria. La Re- 
pubblica di Venezia offre al Turco buone condizioni per una pace , 
sapendo che il Duca di ^Milano si prepara a muoverle guerra. 

1468 Maoraello volge le armi al conquisto della Soria. Provvedimenti della 

Signoria per far denaro da sostenere la guerra col Turco. Niccolò 
da Canale saccheggia e brucia Evo. Fortifica la Vostiza. 

1469 Lettera di Pietro Dolfin a Candiano Bollani , sui preparativi del Turco 

alla guerra. Il Turco cerca d'avere a tradimento l'isola di Scio : sco- 
perta la congiura e puniti i traditori , il Turco si rilira dall' impresa. 

1470 L'armata turca enlra nel canale di Negroponfe. Preparativi della Signoria 

per opporsi al Turco in queir impresa. Vantaggi riportali dal Capitano 
Generale sull'armata turchesca. Lettera di Girolamo Longo : descri- 
zione df^r armata turca. Nuovi provvedimenti della Signoria per salvar 
Negroponte. Preci e bolla del Papa per aver buon fine di quest' im- 
presa. Impresa di Negroponte falla dai Turchi. La Signoria cerca di 
far pace col Turco. Pietro Mocenigoè fatto Capitano Generale in luogo 
di Niccolò da Canale: succeduto da Giacomo Loredano: Provveditori Al- 
vise Bembo e Marin Malipiero. Il da Canale è mandato prigioniero ;i^ 
Venezia ; processato e confinato a Portogruaro. Il Bassa entra in Mo- 
rea, e per villa del Contarini ha Vostiza e Belvedere. La Signoria metto 
nuove imposizioni per sostegno della guerra. Chiede ajuti alla Re- 
pubblica di Firenze. 
t471 Paolo Morosini va ambasciadore per la Repubblica Veneta alla Dieta 
diRatisbona, convocata dall' Imperator Federigo per trattarvi le cose 
del Turco. Trattative di pace non conclusa fra la Signoria e la Porta. 
Lettera di Ussan Cassano Re di Persia , alla Signoria. Scandelovo si 
, dà ai Turchi. I Turchi corrono depredando il Friuli e l'Istria. Papa 

Sisto IV permette alla Signoria di riscuoter dazi dai preti , e manda 
quattro Cardinali ai Principi Cristiani per eccitarli a prender le armi 



DEGLI ANNALI VENETI xxxv 

contro il Turco. Ussan Cassati con potentissimo esercito si prepara 
alla guerra. 

Il Consigiio dei Dieci manrla il Segretario Marco Aurelio a negoziar la pace 1472 
colla Porta , quando intenda che il Re di Persia non faccia gran profitto 
contro i Turciìi. Un ainbasciadore del Re di Persia viene alla Signoria 
con lettera di un frate minore, il Capitano Generale eccita il Re di 
Cipro e ì! Gran Maestro di Rodi alla guerra contro il Turco. Passa 
coll'arraala sopra Natòlia, e a Capo Crio fa gran preda di animali e di 
schiavi. L'armata del Re di Napoli arriva a Modone; poi quella del 
Papa a Samo. Numero delle navi degli alleati. Assalto e sacco del 
porto di Selelia. Legato di Ussan Cassano per sollecitare i Principi 
cristiani alla guerra contro i Turchi. La Repubblica di Venezia è dan- 
neggiata dai Turchi in Morea , Albania , Dalmazia e Italia. Scanderbec 
difende l'Albania. I Turchi, passato l'Isonzo, entrano nel Friuli, e 
vengono fino ad Udine. Il Capitano Mocenigo saccheggia ed incendia 
le Smirne. Scoperta della sepoltura e statua d'Omero. L'armata ve- 
neta si ritira a svernare a Modone. Il legato di Ussan Cassano è bat- 
tezzato a Roma da Papa Sisto. Il Turco cerca di far pace col re 
d' Ungheria. Lettera di Catarino Zeno al Bailo di Cipro. Antonello si- 
ciliano incendia 1' arsenale dei Turchi : é preso e decapitato. 

Girolamo da Mula propone in Consiglio d'andare a combattere Costanti- 1473 
nopoli. Morte del Re di Cipro. I Turchi muniscono con mura lo stretto di 
Costantinopoli. Federigo Imperatore favorisce II Turco a danno della 
Signoria. Lettera di Luca da Molin alla Signoria. Conquista dei Vene- 
ziani nel Caraman. Il Capitano turco è rotto dal figlio di Ussan Cas- 
sano. Lettera di Catarino Zeno. Il Turco manda ambasciatori al Re 
di Persia per trattar la pace. Risposta di Ussan Cassano. Ritorno di 
Catarino Zeno dalla legazione di Persia : è spedito in suo luogo Paolo 
Ognibene. 

I Turchi assediano Scutari. Il Capitano Generale vola in difesa di Scu- 1474 

tari; e i Turchi ne abbandonano l'assedio. Morte del Provveditore 
Bembo. Il Mocenigo, avuta licenza di ripatriare, giunge a Venezia. 
Lettera della Signoria al Provveditore Loredano. Il Gran Consiglio 
nomina il Loredano Provveditore d'armata, e poi Capitano Generale, 
in vece di Triadan Grilli. Un figlio dell'Ammiraglio di Candia va a 
Costantinopoli, ed esorta il Turco a far l'impresa di quell'isola. Un 
ambasciadore della Russia offre ajuti alla Repubblica Veneta nella 
guerra contro il Turco. 

II Turco invita la Signoria a far proposizioni di pace. Il Duca di Milano 1475 
offre ajuti per la guerra contro il Turco. Candia e Corfù fortificate. 

I Turchi sono rotti dai Valacchi , Ungheri , Boemi e Russ.. La Porta 
si accorda col Soldano del Cairo. L'armala turca s'impadronisce di 
Caffa. 
!l Capitano Antonio Loredano mette le genti in terra di Natòlia; poi 1476 
va alla volta di Cipro. Incontro d'una nave genovese, che portava, 
contro i patti , passeggieri turchi. Combattimento e presa di essa : i 
passeggieri turchi sono fatti prigionieri. 



XXXVI S M M A II 1 O 

1477 Scoperta ti' intelligenza fra i Turclii ed alcuni di Lepanto, e castigo di 
tiuesti. Assedio di Lepanto e di Croja , fatto dai Turctii. Edificazione 
delle fortezze di Gradisca e Foglianica, nel Friuli. Disfatta delle genti 
venete nel Friuli. Morte del Capitano Geronimo Novello. I Turctii 
mettono a ferro e fuoco i paesi sull'Isonzo: passano il 'ragliamento, e 
saccheggiano molli luoghi de' dintorni. Ercole, Duca di Ferrara, e la 
Duchessa di Milano offrono ajuti alla Signoria contro i Turchi nel 
Friuli. 

1578 Tommaso Malipiero , Provveditore dell'armala di Costantinopoli, giunge 
in Venezia. I Turchi assediano Scutari. Ritorno da Coslantinopoti di 
Alvise Manetli , segretario. Antonio Loredano , Capitano Generale, è 
fatto Procuratore di S. Marco, in luogo di Filippo Foscari. I Turchi 
prendono Drivasto. Provvedimenti della Signoria per soccorrere Scu- 
tari. Scutari è data ai Turchi. La Signoria manda Alvise Landò a fer- 
mar la pace col Turco : patti della medesima. 

Ii79 Un Ambasciadore del Turco viene in Venezia a ricevere il giuramento 
della pace. 

1580 I Turchi vanno all' impresa di Rodi : sono respinti dal valore dei Rodiani, 

e perdono molta gente. La città di Otranto è presa dai Turchi, e sac- 
cheggiata. Lecce e Taranto, minacciate della stessa sorte , sono difese 
dal Duca di Calabria. L'armata turca, avuto nuova della morte di 
Maometto , si ritira. 

1581 Bajazette succede nell'impero al padre Maometto. Alcuni Bassa favori- 

scono Gen, suo fratello. I due fratelli vengono all'armi; Bajazette 
trionfa. La Signoria manda Antonio Visturi a rallegrarsi con Bajazette 
per la sua elezione al trono. 
•1 i82 Guerra fra i due fratelli, Bajazette e Gen. Gen è disfatto ; fugge a Rodi. 

1483 Pace fra il Turco e il re di Napoli. 

1484 Presa di Moncastro e Licostano in Vaiachia , fatta da Bajazette. 11 Re 

d'Ungheria prende Vienna all'Imperatore. Elezione del Doge Marco 
Barbarigo. Benedetto Trivisan è mandato Ambasciatore a Bajazette, 
per ratificare la pace conclusa da Giovanni Dario. 

1486 II re di Tunisi manda un ambasciatore al Turco, per esortarlo a far pace 

col Soldino. A Ragusi éscoperlo un trattato per dar la terra al Turco. 

1487 Un ambasciatore turco annunzia alla Signoria la pace conclusa fra la 

Porla e il Re d' Ungheria. 

1488 Gli Albanesi si rivoltano contro il Sangiacco e lo tagliano a pezzi. Il Turco 

erotto dal Soldano. Gen, fratello di Bajazette, va a Roma per trattare 

col Papa a danno del fratello. 
1589 11 gr^'i Maestro di Rodi è fatto cardinale. 
1490 Pace conclusa fra il Turco e il Soldano. 

1492 Ladislao, Re d'Ungheria, arma per andar contro il Turco. Cosma Pasqua- 

ligo è fatto dalla Signoria Provveditore del mare in tutto il Levante. 
11 Turco inlima alla Signoria di richiamare il Bailo Geronimo Mar- 
cello , e di non voler più quella dignità in Costantinopoli. 

1493 Lega fra la Repubblica di Venezia e Papa Alessandro VI. Il conte Ber- 

nardino Frangipane, per non aver modo di ricuperare i castelli tolti- 



DEGLI ANNALI VENETI xxxvii 

gli dal Re di Ungheria, si fa turco. V Imperalore Massimiliano domanda 
alla Signoria di unirsi con lui per far guerra al Turco : risposta della 
medesima. 

Morte del Re Ferdinando di Napoli: gli succede il figliuolo Alfonso. Il Re 1494 
di Napoli manda a chiedere ajuti al Turco contro i Francesi. Pace 
pubblicata fra il Re di xNapoli e il Turco. Gli Ungheri tagliano a pezzi 
diecimila Turchi sul Danubio. 

Morte di Gen, fratello di Bajazette. Il Turco offre ajuti alla Signoria contro ii9lì 
i Francesi. Lettera di Girolamo Contarini alla Signoria. 

Giorgio Buzando, Nunzio del Papa, giunge a Costantinopoli. Rotta data 1496 
dagli Ungheri a! Turchi. 

Tregua della Signoria coi Francesi. L'armata turca prende una galea di 1497 
Alvise Zorzi, veneziano. Lettera di Zaccaria Garzoni. 1 principi d'Italia, 
e massimamente i Fiorentini e i Ferraresi, fanno mali ufTicì presso il 
Turco contro la Repubblica di Venezia. 1 Fiorentini ofTrono al Turco 
cinquantamila ducati, acciocché mandi genti a danni della Repubblica 
di Venezia, col fine di divertirla dall'impresa di Pisa. 

Andrea Zantani è mandalo dalla Signoria arabasciadore al Turco , con i498 
molli presenti. 11 Papa Alessandro VI cerca d'irritare il Turco contro 
la Repubblica di Venezia. Lagnanze dei Veneziani : il Papa confessa 
r errore commesso. 

I Polacchi rompono i Turchi. Antonio Grimani è eletto Capitan Generale 1499 
di mare. Preparativi del Turco alla guerra ; provvedimenti della Si- 
gnoria per la difesa. Andrea Zantani e Piero Marcello sono fatti Prov- 
veditori in Levante. Il Re di Francia promette ajuti alla Signoria. Il 
Papa concede quattro decime del clero alla Signoria per questa guerra. 
Il Duca d'Urbino manda ajuti alla Repubblica di Venezia. Il Re di 
Napoli offre Taranto al Turco, quando gli ricuperi le terre di Puglia dalle 
mani della Signoria. Il Vescovo Martino, mandato a sollevar gli Al- 
banesi contro il Turco, è avvelenato. Ordine del General Grimani, 
occorrendo che l'armata turca venga alle mani colla veneziana. Bat- 
taglia fra le due armale. Marco Trivisano è fatto Capitano Generale 
di mare. La citlà di Lepanto si dà al Turco. Morte di Giacomo Mar- 
cello, Capitan Generale. Bolla del Papa per eccitare i Cristiani contro 
i Turchi. 1 Turchi vanno sotto Gorizia nel Triestino. Partenza del Tri- 
visano, con ordine di mandar a Venezia Antonio Grimani suo anteces- 
sore. Francesco della Giudecca è mandalo al Re d' Ungheria per invi- 
tarlo ad unirsi colla Repubblica in questa guerra. I Turchi, passato il 
Tagliamento , mettono il paese a ferro e fuoco. Il Vescovo di Lepanto 
giunge a Venezia. I Turchi corrono il Friuli. Piero Marcello è fatto 
Provveditore a Gradisca in luogo del Zantani. Il Generale Grimani ri- 
chiamalo a Venezia per render conto delle sue operazioni , giunge a 
Parenzo, e trova suo figlio Vincenzo che gli mette i ceppi ai piedi, 
per muovere a commiserazione il Senato con quesl' atto di riverenza 
alle leggi, intimazione ad Alvise Marcello di costituirsi prigione. Con- 
danna del Zantani, Provveditore del Friuli. I Turchi corrono l' Istria. 
Tommaso Pisani e Tommaso Zeno sono falli Provveditori dell'armata. 



xxxviii S i\I MARI 

Massimiliano Imperaloresi o!Tre alla Signoria per andar conlro i Tur- 
chi. Uti Ambasciatore russo cerca di lar lega colla Signoria conlro i 
Turchi. Leltera di Alvise Manenti, segretario alla Porta. Il Re di Spagna 
manda la sua armata in ajuto della Repubblica di Venezia contro il 
Turco. Federigo Re di Napoli, i Duchi di Ferrara e di Mantova, e i 
Fiorentini dissuadono la Porta dal far pace colla Repubblica di Ve- 
nezia. 



PARTE SECONDA 



Delle Guerre d' Italia e di altri negozì esterni. 



i^ili7 Alfonso di Re Napoli manda GiacomoPiccinino, e il Conte d'Urbino, conlro 
Sigismondo Maiatesta Signor di Rimini, e contro i Genovesi. Mala- 
testa supplica la Signoria di Venezia a soccorrerlo. Otflci di Francesco 
Sforza, e della Repubblica di Firenze, presso la Signoria, affinchè non 
consenta che il Re di Napoli muova guerra al Maiatesta. Il Doge di 
Genova domanda la protezione della Repubblica di Venezia. Il Piccinino 
prende Valle e Reforzalo, castelli del Maiatesta. I Genovesi e il Ma- 
iatesta trattano di accordo col Re di Napoli. La Repubblica di Vene- 
zia prende in sospetto l'armata del Re di Napoli, e si prepara alla difesa. 
11 Piccinino e il Conte d' Urbino propongono al Re di Napoli la pace con 
Sigismondo Maiatesta. 

1458 Elezione di Papa Pio II. 

l/i63 II Redi Francia cede a Galeazzo Duca di Milano tutte le pretensioni che 
aveva su quel ducalo. Il Duca sposa una nipote di quel Re, ripudiando 
una figlia del Marchese di Mantova. Assedio di Trieste. La Signoria fa 
pratiche per condurre a' suoi stipendi il Marchese di Mantova. 

l/i6/| Isotta, moglie di Maiatesta, è assicurata della protezione della Signorìa. 
La Repubblica di Venezia compra Cervia con le saline da Maiatesta 
Novello. 

14G6 Piero di Cosimo de' Medici, col mezzo del Duca di Milano, si fa Signore 
di Firenze. li Duca di Milano dà in moglie una figlia di Madonna Rianca 
ad un figlio del Redi Napoli. I fuoruscili fiorentini promettono lo stato 
di Milano al Colleone, quando cacci Piero de' Medici da quello di Firenze. 
Papa Paolo cerca di far una lega fra i Principi cristiani per andar contro 
i Turchi. Morte del Conte Frangipane: la terra di Fiume viene in do- 
minio dell' Imperator Federigo. 

1407 11 Re di Napoli, Piero de'Medici e Galeazzo Duca di Milano fanno lega con- 
lro il Colleone , che tenta di rimettere i fuorusciti florenlini in patria. 



DEGLI ANNALI VENETI xxxix 

Alessandro Sforza Signor di Pesaro , ed Astorre Manfredi Signor di 
Faenza , vengono al servizio della Repubblica di Venezia. Il Colleonc 
giunge in Romagna : ballaglia di Bndrio. Lega fra la Signoria ed Ama- 
deo Duca di Savoja, il quale promelte di muoversi a danno del Duca di 
Milano. Lettere di Giovanni Gonda sulle intenzioni del Duca di Milano. 
Tommaso Soderini , ambasciadore dei Fiorentini alla Signoria di Vene- 
zia, cerca d' indurla alla pace colla Repubblica di Firenze. II Colleone 
entra nella valle di Caslrocaro, prende Modigliana ed altre terre. I Fio- 
rentini, per trattenere il Colleone che minaccia di andar sopra Firenze, 
eccitano il Duca di Milano a muoversi contro la Signoria di Venezia. La 
Signoria dà piena facoltà al Papa di concluder la pace fra i Principi e 
le Repubbliche Italiane. Il Papa pubblica la pace fra il Re di Napoli, la 
Repubblica veneta, il Duca di Milano e la Repubblica di Firenze. 

Il Duca Galeazzo tenta in Malapaga di far prigioniero il Colleone , ma non 1468 
gli riesce. 

Ricevimento fatto in Venezia all' Imperatore Federigo. Il re di Napoli , il 1469 
Duca di Milano e la Comunità di Firenze mandano ambasciadori alla 
Repubblica di Venezia , per invitarla ad entrar in lega contro il Papa. 
Papa Paolo manda a spodestare della signoria di Rimini Roberto Mala- 
testa , per investirne Agostino Barbo suo nipote. I Veneziani mandano 
in difesa del Malalesta. 

La Signoria di Venezia fa lega col Duca di Borgogna. Il Re di Napoli 1 i70 
manda il Duca d'Urbino a ridurre Volterra all'obbedienza dei Fioren- 
tini. La Repubblica di Venezia e il Re di Napoli fanno lega contro il 
Turco : il Duca di Milano cerca di sconciarla. Morte di Papa Paolo : gli 
succede Sisto IV. Ercole da Esle , alla morte del Duca Berso, cogli 
ajuti dei Veneziani s' insignorisce di Ferrara. 

Lega stabilita fra la Repubblica di Venezia, i Fiorentini e il Duca di Mi- 1473 
lano. Malcontento del Papa e del Colleone. 

Don Federigo d'Aragona, tìglio del Re di Napoli, giunge in Venezia per visi- 1474 
tare la Signoria. 

Morte di Barlolommeo Colleone da Bergamo , Generale della Repubblica 1475 
di Venezia. 

Niccolò da Este tenta di togliere il dominio di Ferrara al nipote Ercole da 1476 
Esle ; ma è fatto prigioniero , dato nelle mani d' Ercole . e decapitato. 
Il Duca di Milano è assassinato in chiesa da Gian Andrea da Lampugnano. 1478 

Congiura dei Pazzi in Firenze: morte di Giuliano de' Medici. Il cardi- 
nale Salviati. complice della congiura, è appiccato, il Papa scomunica i 
Fiorentini, e manda in Toscana il Duca d'Urbino colle sue genti. La Re- 
pubblica di Venezia cerca di placare il Papa. Il Duca Ercole di Fer- 
rara è fatto Capitano Generale della lega. I! Re di Francia manda ajuli 
alla Repubblica di Firenze in guerra col Papa. La Signoria di Venezia 
favorisce i Fiorentini. 

Roberto Malatesla è fatto Capitano Generale da terra della Repubblica 1479 
di Venezia. I Fiorentini fanno accordo col Re di Napoli. Lega conclusa a 
Roma contro i Turchi fra il Papa, il Re di Napoli e le Repubbliche di 
Firenze e di Genova. 



XL SOMMARIO 

1^80 La Repubblica di Venezia s'accosta alla lega contro i Turchi. Girolamo 

Riario, nipote del Papa , è fatto capitano della Repubblica di Venezia. 

l-iSl La Signoria di Venezia delibera di far guerra al Duca Ercole di Ferrara. 

1482 Guerra col Duca di Ferrara : i Veneziani sono battati a Melara. Roberto 

Sanseverino. Luogo(enenteGenerale,ha il carico della guerra diFerrara: 
riacquista la ròcca di Melara; mette un ponte sul Po. Comacchio si dà al 
Veneziani. Assedio e presa di Figarolo , fatta dai Veneziani. Scoperta 
fatta nel campo veneziano di una congiura per ammazzare il Sanseveri- 
no. Fregoso, doge di Genova, s' unisce alla Signoria e al Papa contro 
il Re di Napoli e il Duca di Ferrara. Battaglia di Lagoscuro: vittoria 
dei Veneziani. Morte di Roberto Malatesta. 11 Papa si separa dalla lega 
colla Signoria , ed accetta le proposte del Re di Napoli , unendosi 
con lui e col Duca di Milano. 

4483 II Papa licenzia l'ambasciatore veneto, e si prepara a muover guerra alla 
Repubblica di Venezia. Assedio di Ferrara. Il Papa interdice i divini 
offlzi alla Città di Venezia, affinchè levi l'assedio. La Signoria spedisce 
Ascanio Loredano in Francia, e Sebastiano Badoero all'Imperatore, per 
dolersi del procedere del Papa , e giustificarsi presso a quei principi. 
La Signoria, per toglier riputazione al Papa, ordina che tutti i Prelati ve- 
neziani che si trovino in Roma , debbano abbandonare quella città. 
Lodovico Sforza assedia la cognata e il nipote nel castello di Milano ; 
toglie Parma ai Rossi. 

1484 I Rossi, scacciati dal dominio di Parma , vengono a raccomandarsi alla Si- 
gnoria di Venezia. Pace conclusa fra la Signoria , Il Papa, il Re di Na- 
poli, il Duca di Milano, Firenze . Ferrara e Mantova : condizioni della 
medesima. Allegrezze in Venezia per questa pace. Morte di Papa 
Sisto : gli succede Innocenzio IV. 

1483 I figli del Sanseverino prendono Imola al Conte Girolamo Riario, nipote di 

Papa Sisto. Scontento della Signoria di Venezia per questa occupazione. 
Roberto Sanseverino va al servizio del Papa contro il Duca di Cala- 
bria. Il Papa ofTre a Renato Duca di Lorena d' investirlo del reame di 
Napoli, quando venga in suo ajuto. Pace fra il Re di Napoli e il Papa. 
Venezia è liberata dall'interdetto messo da Papa Sisto. 
i486 I baroni del regno di Napoli si rivoltano al Re, lo assaltano in campo e 
lo rompono. I Baroni chiamano in loro ajuto il Re di Francia e Roberto 
Sanseverino. Gli Ungheri tentano l' impresa di Pordenone e di Trieste. 
La Signoria di Venezia prende nuovamente a suo servigio Roberto 
Sanseverino. 

1487 L'Arciduca d'Austria assedia e prende Rovereto di Trento. Sfida d'An- 

tonmaria Sanseverino e del conte di Norimberga. I Veneziani sono per- 
denti a Bassano. Morte di Roberto Sanseverino ; gli succede provviso- 
riamente Guido de' Rossi. Pace fra la Repubblica di Venezia e l'Arciduca 
d'Austria. Il Re di Napoli , contro la fede data al Papa, mette in castello 
i Baroni. Alfonso Duca di Calabria dà una figlia in moglie al Duca di Mi- 
lano. Niccolò Orsino, Conte di Pitigliano, è fatto Capitano Generale della 
Repubblica di Venezia. 

1488 II Re di Francia intima al Re di Napoli di porre in libertà i Baroni, e mi- 

naccia di venirli a liberare in persona. 



DEGLI ANNALI VENETI xr.i 

Il Papa scomunica II Re di Napoli, ed invita la Signoria di Venezia ad ^'**'"^ 
unirsi a lui per far l'impresa di quel regno. Morte di Mattia Re d'Un- 
gheria : gli Ungheresi eleggono per successore Uladislao Re di Roemia. 
Massimiliano rioiippra Vienna e Ruda dagli Ungheresi. 

Massimiliano Re de' Romani prega la Signoria di Venezia di non dare ajuti ^^^^ 
al Re di Polonia, che aspira a farsi Re d'Ungheria. ^ 

Morte di Papa Tnnocenzio IV: gli succede Alessandro VI ^'^ 

Scoperta dell'America. Un amhasciadore del Re di Francia espone alla **'•''* 
Signoria di Venezia la deliherazione del suo Re di far l'impresa del Re- 
gno di Napoli: e chiedeil passo per gli slati della Signoria. IMorte di Fe- 
derigo Imperatore. II Conte di Gorizia muore, e lascia per testamento 11 
suo slato a Massimiliano . Re de' Romani. Massimiliano sposa Rianca , 
sorella del Duca . e lo investe del ducato di Milano. Lodovico provoca II 
Re di Francia alla conquisla del Regno di Napoli. Profezia di frate Inno- 
cenzio, dell'ordine de' Predicatori. 4aqa 

Lega del Papa . del Re di Napoli e de'Fiorenlini, per opporsi all'impresa 
di Carlo Vili Re di Francia. Prospero Colonna occupa Ostia a nome 
del Re di Francia. Morte del Duca Giovan Galeazzo : lo zio Lodovico gli 
succede nel ducalo di Milano. La Signora d'Imola e i Fiorentini ahhan- 
donano la lega del Papa e del Re di Napoli, e s'accordano con Lodovico 
Duca di Milano, e coi Francesi. II Re di Francia entra pomposamente In 
Firenze, ed ha in dono il palazzo di Pippo de'Medici. Il re di Spagna 
manda soccorsi al Re di Napoli contro i Francesi. Il Re di Francia entra 
in Roma. I Principi di Germania offrono genie e denari a Massimiliano 
per {scacciare i Francesi d' Italia. Alfonso di Napoli sta di mal animo per 
l'appressarsi del Re di Francia. II Re di Francia chiede al Papa Castel 
Sant'Angelo ed altri luoghi, in deposito. I Francesi «archeggiano Roma. 
Accordo concluso fra il Papa e il Re di Francia. I Francesi rompono il 
Duca di Calabria a Terracina : prendono la ròcca di Monte San Gio- 
vanni. Alfonso Re di Napoli rinuncia il regno a Ferdinando suo figlio, 
e lascia Napoli : fugge pure Ferdinando, ed il Re di Francia entra in 
Napoli viltorio,so. ^ „ 

Lega conclusa tra il Papa e Massimiliano Re de' Romani , I Re di Spa- 
gna , la Repubblica Veneta , i Duchi di Milano . Ferrara e Rologna. per 
la conservazione degli stati loro. L' amhasciadore di Francia si l'gna 
al Doge di Venezia per questo trattato. II Papa licenzia l'amhasciador 
francese da Roma. Il Re di Francia domanda al Pana l' investitura del 
Regno di Napoli : il Papa non l'accorda. Il Re di Francia manda un am- 
hasciadore alla Signoria di Venezia , ad intender le ragioni della lega 
fatta senza sua saputa : risposta del Doge. Il Papa lascia Roma . e va 
ad Orvieto. Il re Carlo, di ritorno da Napoli, entra in Roma, e fa .sac- 
cheggiare il palazzo del Cardinale di Monreal. spagnolo. L'armata del 
Re di Spagna arriva a Messina. Francesco Gonzaga. Signor di Man- 
tova, è fatto dalla Signoria di Venezia Governalor delle genti di terra 
in Lombardia. Muore Giovanni Re di Portogallo, e lascia il regno al Re 
di Francia. Il Re Carlo da Roma passa ad Orvieto : il Papa lascia Orvieto, 
e si porta a Perugia. Quelli di Otranto, coli' appoggio dell' armata della 
Arch.Sf.1t. Voi, VII. «■ 



XLn S O M M A R I O 

Signoria, vengono alle raani coi francesi , e si erigono in comanifà. 
Deliberazione della Signoria di muover guerra ai Francesi. Lettera del 
Guidiccioni sulle cose operate dai Francesi. I Fiorentini e i Genovesi 
accedono aneti' essi alla lega contro i Francesi. Il Re Carlo entra in Sie- 
na: il popolo si dà a lui. Nota delle forze della Repubblica di Venezia 
contro i Francesi dopo formata la lega. Il campo Veneziano passa il Po 
sul Parmigiano, per scontrarsi coi Francesi. Ercole Duca di Ferrara tien 
segreta intelligenza coi Francesi. Il Re Carlo cliiede denari ai Fioren- 
tini, che glieli negano. Il Papa ritorna a Roma. Memorabile rotta det 
Francesi a Fornuovo. I Veneziani riacquistano nella Puglia Monopoli , 
Tranl e Bari. Ferdinando Re di Napoli fa prigioniero Monpensier, la- 
sciato dal Re di Francia Viceré del Regno. Il Re di Francia va 
in Asti. Il Marcliese di Mantova è fatto Capitano Generale di terra. 
Il campo veneziano e quello del Duca di Milano vanno all'assedio di 
Novara. FI Re di Francia da Asti va a Torino, per passare in Francia. 

' ' Gli Svizzeri accordati colla Signoria di Venezia, intimano ai loro com- 

pagni che difendevano il Duca d'Orléans in Novara, di levarsi di là, sotto 
pena della confisca dei loro beni. Il Papa scomunica il Re di Francia. 
Il Duca d'Orléans , astretto dalla mancanza di viveri , offre la città alla 
Signoria , che la rifiuta per non mancar di fede al Duca di Milano. 
Breve di Papa Alessandro alla Signoria, in ringraziamento d'aver li- 
berata l'Italia dai Francesi. Pace fra il Re di Francia e il Duca di Mi- 
lano. Il campo della Signoria si leva da Novara. Il Re di Francia cede 
la ròcca di Novara al Duca di Milano. Pisa si offre alla Signoria di 
Venezia. Morte d'Alfonso Re di Napoli. Grande inondazione di Roma. 
Il Re di Napoli Ferrando ricupera il Castel Nuovo dalle mani dei Fran- 
cesi. Il Duca di Milano ei Fiorentini tentano d'aver Faenza da Astorre 
Manfredi, il quale si pone sotto la protezione della Repubblica di Ve- 
nezia. II Re di Napoli ricupera il Castello dell' Uovo. La Repubblica di 
Venezia delibera di togliere in protezione la persona del Re e il Regno 
di Napoli. Condizioni di questo accordo. 

Ii96 La Signoria di Venezia manda Paolo Capello a Napoli, per pacificare il 
Principe di Salerno e gii altri baroni col Re Ferrando. I Fiorentini 
sono rotti a Vico Pisano dai Pisani e dai Veneziani. Accordo fra II 
Re Ferrando di Napoli, e Monpensier. Lagnanze del Papa alla Signoria 
di Venezia per quesl' accordo. Lega pubblicata fra il Papa, Massi- 
miliano, i Re di Spagna e d'Inghilterra, la Repubblica di Venezia 
e il Duca di Milano. Massimiliano delibera di venire a Milano. I Pi- 
sani , stretti dai Fiorentini, invocano la protezione della Signoria, 
^ la quale manda loro Fortebraccio con soccorsi. Monpensier consegna 
I^Atella al Re Ferrando, e parte da Napoli per ritornar in Francia. Il 
Re di Napoli ha , per accordo , Sanseverino , e la ròcca di Salerno. 
. Massimiliano intima ai Fiorentini ed ai Pisani di deporre le armi ; e 
domanda obbedienza alla città di Pisa. Massimiliano giunge a Vige- 
vano. I Lucchesi si otTrono di venire all'obbedienza della Repubblica 
, di Venezia. Morte di Ferrando Re di Napoli : gli succede Federigo , 
Principe d'Altamura. Quei di Taranto innalzano le Insegne della Repub- 



BEGLI ANNALI VENETI xliii 

bìica di Venezia, dicliiarando di non volere star soggetti agli Aragonesi; 
e la Repubblica lì accetta in prolezione. Il Re di Napoli fa decapitare il 
Duca di Melfi. Il Cardinale di San Pietro in Vincula e Balista Campo- 
fregoso giungono coll'armata francese nelle acque di Savona, per en- 
trare in Genova e mularvi il governo. Giovan Giacomo Trivnlzi , dalla 
parte del Piemonte, minaccia un' invasione nel Ducalo di Milano: la 
Signoria di Venezia manda soccorsi al Duca. Il Trivulzi prende sul 
Parmigiano sei castelli al Duca di Milano. La Signoria di Venezia, te- 
mendo i progressi dei Francesi, gli manda contro il Conte di Piti- 
gliano. Taranto di buon accordo ritorna sotto l'obbedienza del Re di 
Napoli. li Trivulzi, vedendo le forze del nemico molto grosse, si ritira 
in Àsti. 
Morte del Duca di Gandia, figliuolo di Papa Alessandro. Il Cardinal di 1497 
Valenza, figliuolo del Papa, va a Napoli ad incoronare il Re Federigo. 
Il Cardinale di Valenza rinuncia il cardinalato a suo fratello minore. 
Malcontento dei Baroni di Napoli: uniti ai Fiorentini, chiamano Carlo 
Re di Francia in Italia. Lo stesso fanno i Duchi di Ferrara, di Man- 
tova , d'Urbino , di Rimini , di Pesaro e gli Orsini , molestali dal 
Papa. 
i^a Signoria di Venezia continua nella prolezione e difesa di Pisa. Morte 1498 
di Carlo Vili Re di Francia ; gli succede il Duca d'Orléans. Lega fra 
il Papa, Massimiliano, il Duca di Milano e i Fiorentini. I Pisani rom- 
pono i Fiorentini. Paolo Vitelli va ai soldi dei Fiorentini. Il Duca di 
Milano inlima ancora alla Signoria di Venezia di desistere dall'im- 
presa di Pisa, il Conte Giiidobaldo d'Urbino è fallo Capitano Generale 
per la guerra di Pisa. I Fiorentini mandano ambasciadori alla Signoria 
di Venezia, per rimuoverla dalla protezione di Pisa. I Fiorentini sco- 
prono che Paolo Vitelli voleva ritornar Piero de' Medici in Firenze. 
Il Duca di Milano manda denari a Massimiliano per far guerra al Re 
di Francia, e impedirlo cosi dal venire ad occupare lo stalo di Milano. 
I Fiorentini cercano d' accomodarsi colla Signoria di Venezia per la 
guerra di Pisa. Il Duca di Milano manda ambasciadori al Turco, per 
eccitarlo a muover guerra alia Repubblica di Venezia. Il Conte di Pi- 
ligliano è mandalo in Toscana a sostegno dei Pisani. La Signoria di 
Venezia fa lega col Re di Francia per difesa degli stati comuni , e a 
danno del Duca di Milano. Federigo Re di Napoli dà denari al Duca di 
Milano per mantenerlo nella guerra a favore dei Fiorentini. 
I Fiorentini rimettono nel Duca di Ferrara 1' accomodamento delle loro i499 
vertenze colla Signoria di Venezia circa gli alTari di Pisa. La sentenza 
del Duca, quantunque di mal animo, viene accettata dalla Signoria. 
Compendio della guerra di Pisa. Il Re di Francia, per mezzo di amba- 
sciadori , domanda ed ottiene dalla Repubblica di Venezia ajuti di gente 
per muover guerra al Duca di Milano. 11 Duca di Milano fa prepa- 
rativi per difendersi dall' invasione dei Francesi. Il Cardinale Ascanio 
Sforza va al governo di Milano, intanto che il fratello Lodovico debba 
slare in campo contro i Francesi. Il Papa e il Duca d'Urbino tral- 
tengono i soccorsi del Re di Napoli al Duca di Milano. I Francesi 



XMV SOMMARIO DEGLI ANNALI VENETI 

rompono contro il Duca di Milano con prosperi successi, e vanno sopra 
Pavia. Anche la genie della Signoria passa sul Cremonese a' danni del 
Duca di Milano. Pizzigliellone innalza le insegne di San Marco. Il 
Trivuizi prende Bosco e Tortona. I Pisani, coli' ajulo dei Lucchesi, rom- 
pono i Fiorentini. Il Trivuizi prende Piacenza, e va ad assediar Ales- 
sandria della Paglia. Il Duca di Milano si ritira ne! Castello di Mi- 
lano, e si fortifica. Alessandria si dà al Trivuizi. Il Duca di Milano 
abbandona il Castello , perde lo stato , e fugge per Como nella Sviz- 
zera. Il Conte di Pitigliano prende possesso di Cremona per i Vene- 
ziani. Il Castellano di Pizzigheltone cede questa fortezza ai Provveditori 
Veneziani. Paolo Vitelli è decapitato dai Fiorentini. Il Ile Lodovico di 
Francia entra trionfalmente in Milano. I Fiorentini sono accettati 
sotto la protezione del Re di Francia. Il Duca Valentino, col consenso 
del Rp di Francia, fa l'impresa d'Imola, Forlì e Pesaro contro Cate- 
rina Sforza, vedova di Giovanni de'iMedici. Il Re di Francia lascia Mi- 
lano per ritornare in Francia , e pone al governo della Lombardia il 
Trivuizi, e Monsignore Alain d'Alibret. Lodovico Duca di Milano, cogli 
> ajuli del Duca di Baviera e di Cleves, e di Massimiliano, vieae alla 
ricuperazione dello stato di Milano. Il Re di Francia torna contro Lo- 
dovico : richiama da Romagna gli ajuti dati al Duca Valentino. Ber- 
nardino Visconti suscita un movimento in Milano contro il Trivuizi, il 
quale si ritira a Novara. Lodovico entra in Milano. Il Re di Francia 
espugna Tortona ed Alessandria. Privilegio conceduto dalla Signoria di 
Venezia alla città di Cremona. Federigo di Napoli è molestalo dal 
Papa per cagione del Duca Valentino suo figlio. 



Nota dei Dogi che vissero nel tempo di questi Annali, 

Anno 1457. Pasquale Malipiero Doge lxv 

succedette a Francesco Foscari , 
deposto. 

» 1462. Cristoforo Moro » lxvi 

» 1471. Niccolò Tron » lxvii 

» 1473. Niccolò Marcello » lxvih 

» 1474. Pietro Mocenigo » lxix 

» 1476. Andrea Vendramin » lxx 

» 1477. Giovanni Mocenigo » lxxi 

» 1488. Marco Barbarico » lxxii 

morto nell'anno 1501. 



ELENCO 



DEI 



DOCUMENTI INSERITI NEGLI ANNALI VENETI 
DI DOMENICO MALIPIERO 



PARTE PRLMA. 

Bolla di Papa Pio II, con la quale indice il Concilio di Man- 
tova (1439) Pag. 6 

Breve dello slesso Ponlefice, sullo slesso argomento (1439) . » 7 
Parlamento tenuto dallo slesso Pontefice in concistoro, sullo stesso 

proposilo (1462) » 17 

Altro Breve dello slesso Pontefice , sullo stesso argomento (1463) » 18 

Arringa del Doge Cristoforo Moro, sullo slesso argomento (1463) » 21 
Lettera di Antonio Mictiiel a Vellor Capello, Capitano Generale 

(1466) » 3» 

Lettera di Piero Dolfln a Candian Bollani (1469) . . , » 45 
Lettera di Geronimo Longo a Lunardo e Francesco Longo , sui 

fatti di Negroponle (1470) » 49 

Lettera di Fra Giacomo Pugliese , sullo stesso argomento (1470) » 33 
Dispaccio di Ussan Cassan , Re di Persia, alla Signoria, sullo 

stesso argomento (1470) » 68 

Altro dispaccio dello stesso alla Signoria (1472). . . . » 71 

Lettera di Catarino Zeno , sul suo viaggio in Persia (1472) . » 76 
Lettera dello slesso ad Andrea Correr , Bailo in Cipro, sullo 

stesso argomento (1472) » 82 

Lettera dello slesso al medesimo (1472) » 83 

Lettera di Luca da Molin , intorno ai successi di Caramania 

(1473) » 87 

Lettera di Catarino Zeno, Ambasciatore in Persia (1473) . » 89 
Lettera di Sebastiano Badoero, Ambasciatore al Re Matlias d' Un- 
gheria (1474) w 98 

Dispaccio del Senato ad Antonio Loredano , sulla difesa di Sculari 

(1474) » 99 



Pag. 


148 


» 


lo4 


» 


174 


» 


175 


» 


191 



XLVi ELENCO DEI DOCUMENTI 

Lettera di Geronimo Contarini, da Modon (1493) 
Lettera di Zaccaria di Garzoni, da Candia (1497) . 
Ordini della battaglia sul golfo di Lepanto, dati dal Capitano Gene- 
rale Antonio Grimani (1499) 

Relazione della battaglia di Lepanto, d'incerto autore (1499) 
Lettera di Alvise Manenti , sulle occorrenze co' Turchi (1499) 



PARTE SECONDA. 

Dispaccio del Gonnella , intorno a' suoi colloqui col Duca di Mi- 
lano (1467) » 216 

» sul secondo abboccamento avuto collo stesso Duca (1468). » 22 1 
Discorso del Soderini , Ambasciatore di Firenze, alla Signoria 

(1467) » 226 

Trattato di pace tra i potentati italiani (1467) .... » 231 
Lettera di Luigi XI di Francia al Papa (1478) . . . . » 247 
Breve di Sisto IV per la guerra di Ferrara (1482) ...» 269 
Breve del Sacro Collegio de' Cardinali , per la stessa occasione 

(1482) » 271 

Risposta della Signoria al Papa (1482) » 272 

Risposta al Sacro Collegio de' Cardinali (1482) .... » 277 

Interdetto contro Venezia (1482) » 282 

Profezia sopra Firenze di Fra Innocenzo, dell'ordine de' Predicatori 

(1493) » 317 

Patente di Carlo Vili, colla quale fa nota ai popoli cristiani la 
sua intenzione di andare contro il Turco. ( Da Firenze , 

22 Novembre 1494 ) » 325 

Lettera di Francesco Guidiccioni , sulla entrala di Carlo Vili in 

Roma. (Da Roma , 8 Giugno 1495) » 344 

Lettera di Niccolò Lippomano , intorno alla battaglia di Fornovo 

- (1495) » 333 

Lettera di Daniel Vendramino , sullo slesso argomento . . » 356 
Lettera di Angelo di Madei , sullo stesso argomento. . . » 336 
Lettera di un Cancelliere di Piero Duodo, sullo stesso argomento » 360 
Capitolo di una lettera del Cappellano di Luca Pisani, sullo 

stesso argomento » 362 

Lettera del Conte Bernardino Fortebracci, sullo stesso argomento. 

(Da Parma, 20 Luglio 1493) » 367 

Profezia in versi latini , sulle cose d' Italia nel 1495. . . » 372 
Lettera di Geronimo Contarini , sulla presa di Monopoli (1495) » 372 
Lettera di Francesco Capello e di Marino Zorzi , Ambasciatori in 

Spagna. ( Da Burgos, 9 Luglio 1493) » 379 

Bolla di scomunica di Alessandro VI a Carlo VIII (3 Agosto 1493) » 383 
Lettera di Melchior Trivisan , Proveditore in campo, intorno alla 
espugnazione di Novara. (Dal campo presso Novara , 13 Set- 
tembre 1495) . . . . , » 390 



INSERITI NEGLI ANNALI xlvii 

Breve dì Alessandro VI , col quale ringrazia la Signoria di aver 

liberato l' Italia dai Francesi (20 Agosto l49o) . . . Pag. 39i 

Orazione trovala scritta neil' iitTizioIo di Carlo Vili ...» 393 

Lettera di Geronimo Conlarini , in ragguaglio della sua andata al 

Re di Spagna in Napoli. (Da Napoli , 24 Ottobre 1493) » 399 

Bolla di Alessandro VI , colla quale promette di favorire Carlo Vili 
nella spedizione che voleva fare contro il Turco (I.° Feb- 
brajo 1494) ..,.,....)) 404 

Lettera d'ignoto, in ragguaglio della inondazione del Tevere. (Da 

Roma, 4 Decembre 1493) , . )> 409 

Lettera del Coadiutore di Roma , sullo stesso argomento. (Da 

Roma, 8 Decembre 1493) » 411 

Capitoli fra il Re Ferdinando di Napoli e la Signoria di Venezia, 

stipulali a' 21 di Gennajo 1496 < 419 

Lettera del Segretario di Giustiniano Moresini , Provveditore de- 
gli Stradiotti in Pisa. (Da Pisa , 12 Giugno 1496) . . v 435 

Lettera d'ignoto, sopra la mala condizione delle cose de' Fioren- 
tini. ( Da Lucca , 20 Luglio 1496 ) )) 4 38 

Lettera di Carlo VIII all'Arcivescovo di Magonza, Elettore dell'Im- 
perio , in sua propria giustificazione. (Da Amboise , 11 Ago- 
sto 1496) w 441 

Apologia fatta da Geronimo Donato , in giustificazione della Si- 
gnoria (1496) )) 443 

Lettera dell' università di Taranto a Priamo Contarini , Provve- 
ditore a Brindisi, per notificargli la loro devozione e fedeltà 
alla Signoria di Venezia. (9 Ottobre 1496) ...» 473 

Lettera da Roma , in ragguaglio della morie del Duca di Gandia 

( 17 Giugno 1497 ) » 489 

Lettera degli Anziani di Pisa a' suoi ambasciatori a Venezia , sulle 
occorrenze della guerra co' Fiorentini. (Da Pisa, 22 Mag- 
gio 1498 ) ), 303 

Versi latini affissi sulle porte della Libreria del Papa, in occa- 
sione della pacificazione degli Orsini coi Colonnesi (1498) » 308 

Lettera di Don Piero Dolfin , Generale di Camaldoli , a Don Piero 
, Barocci , Vescovo di Padova , in ragguaglio di quello che gli 
avvenne da poi che si parti da Venezia per tornare in Ca- 
maldoli. ( Da Firenze, 3 Decembre 1498 ) . . . . » 319 

Pacls Traclalus autenlicus "infer Pisanos et Florentinos, arbi- 

tratu Herculis Esfensis (1499) „ 33s 

Lettera di Vido Moresini , Pagatore in campo , In ragguaglio delle 

occorrenze della Lombardia. ( Da Fornovo , 4 Agosto 1499). » 362 

Altra dello stesso, sul medesimo argomento. ( Da S. Menio, 10 Set- 
tembre 1499) . i> 364 

Privilegium Magniflcae Communitatis Creraonae (1499) . . » ò70 



ANNALI VENETI 



DAL MCCCCLVl! AL Mf) 



DEL SENATORE DOMENICO MALIPIEIU) 



OKDINAl'I E ABBULVIAH 



DA FRANCESCO LONGO 



''iHìHlU 1: 



PROEMIO 



FRANCESCO LONGO 



ilo cavato tutta questa scrittura da un volume che contiene 
coi)iosamen(e et molto diffusamente le cose di questa Repub- 
blica successe dall'anno 1457 fin all'anno 1500. Non vi ho 
posto altro del mio che la eletta delle cose et 1' ordine: quanto 
a le cose , mi ho sforzalo non ne lassar alcuna degna di me- 
moria ; quanto all'ordine, ho diviso essa scrittura in cinque 
parti. La prima contiene li negotii che si ha avuto con Turchi; 
la seconda quelli d' Italia , et qualcli' uno esterno ; la terza 
r acquisto del Regno di Cipro ; la quarta li successi della na- 
vigazion per conto de' cornerei i ; la quinta le cose della terra. 
Et tutto è scritto con quella forma di parole che ha usato 
chi primo scrisse , et che portava 1' uso di quei tempi. 



— -.j ,->?;,»-,- 



ANNALI VENETI 



D M E NI C O M A L 1 P 1 E K O 



PARTE PRIAiA 



DELLi: GUKRIU': COI TURCHI. 

iflaometto, Signore de Turchi, a questo tempo s lete su le 1'»57 
arme , e in dieci anni de pace che 1' ha habudo con la Signoria, 
ha aquistato molte provincie vicine al suo stato ; in muodo che 
se ha continuamente suspelto de lui , e se attende ad assunar (lì 
(lanari , e far tutte quelle provision che è necessarie per assi- 
gurarse. E '1 mese de Agosto , a persuasion del Bailo de Costan- 
tinopoli è sta deliberà de mandar al so medico 32 brazza de 
veludo cremesin in due peli (2) , per haverlo favorevole a la 
Porta. A 6 de Decembrio el Dose , D. Pasqual Malipiero , ha 
refendo al Consegio de Pregadi (3), che l'è sta in Collegio (4) 
un ambassador de Papa Calisto terzo; et ha esposto per so 
nome, che l'ha sempre cognossudo questo stato disposto de 
metter ogni opera per la fede cattolica contro Turchi , e che 

(1) Raccogliere. ^ ■■,v ,> .,.-■•,•<•.■>■,•;■-■',,(•.' 

(2) Qualità più fine del velluto. 

(3) Consiglio de' Pregadi o Senato. 

(4] I Consiglieri, i Capi del Consiglio de' (Juaranla e il Doge erano 
la rappresentanza dello Sialo. 



() MALIPIERO 

j| prosenlo ol desidera de trovarlo in la medesima disposiziou 
de Car la sua parte , se parrà tempo de tuor quel!' impresa ; 
die 'I procura che questo so pensier babbi un zorno effetto , 
e che per tal causa !' Iia manda so ambassadori a tulli i Prin- 
cipi per redurli a la so corte ; e fa inslanzia che la Signoria 
mandi anch'essa. Sozonse (1) el Dose, che è sia resposo all'Am- 
hassador , che al presente la Signoria non è manco calda a 
questa impresa del passato ; e quanto ai oratori , che se ghe 
bavera un puoco de considerazion. 

1 V58 Papa (Calisto terzo sopraditlo è vegnudo a morte , el ha 
iassado 115,000 ducali da esser spesi conlra Turchi. È sta 
fatto .in so luogo Pio segondo Senese , chiamado per avanti 

HoO Enea Picolbomeni. E 1' anno driedo (2), 1459, ha scritto a la 
Signoria, che '1 vuol andar a Mantova per celebrar un Concilio, 
e trattar de far l'impresa conlra Turcbi, e la esorta a mandar 
suoi legati : e la Bolla è questa. 

I- 

Pius Episcopus , servus servorum Dei. Dilecto filio Pascali 
Maripelro Duci Venet. , salutem et apostolicam benedictionem. 
Hodie,inDei et Christi nomine, almam Urbem, apostolatus nostri 
sedem relinquentes, ad Civitatem Mantuanam, locnm Dictae in- 
dictum, iter dirigimus, persoluturi fidelibus dilectis populis vim 
palicntibus , quantum in nobis erit paternae pietatis et miseri- 
cordiae dehitum. Cum itaque tam ex Ungharià , quam ex locis 
orientalibus , novae in dies calamitates Christianorum afferantur; 
nuperque certissimis nunciis acceperimus , Turcas in tota Rnssid 
sihi jam receptus parasse, et super Danubium loca quamplurima 
munita coepisse, ex quibus in Unghariam liberum transitum ha- 
beant; quotidie insuper ad pestem nostrum majoribus praesidiis 
insurgere; et, quod dolenter referimus, Peloponesum totum, quam 
Moream appellant, calamitosis excursionibus pervagatos , multa, 
animarum millia in lachrimabilem servitutem abduxisse: videntes 
his tantis malis, et quae in futurum majora timenda suìit, non 
nisi comuni christianorum suffragio posse obviari , atque ad hanc 

, , (1) Soggiunse. 

(2) Dieiro ; e qui ed allrovo , per dopo. 



ANNALI VENETI 7 

rem moram omnem esse suprnmodum (famitosam ; hortnmur No- 
hilitatem tuam iu Domino, ut hoc pie considerans , paternam re- 
quisitionem per alias noslras lileras tuae generositati factam , 
sicut decet catholicum principem , mature adimpleas ; faciasque, 
ut ad tempus praescriptum , tua vox in reliquorum conventu Deo 
et nobis non desit. Etenim, ctim fidei causa agatur , non uni ant 
alteri nationi, sed toto gregi dominico salutar is; cum nos etiam 
qui C liristi locum in terris tenemus, non aetatis , non valetudinis , 
non fratrum nostrorum S. R. Ecclesiae Cardinalium, non curiae 
nostrae, non suhditorum incomoda ai tende nte s , tibi et caeteris , 
in obsequium Dei, obviam exeamus; tuo nimirum et illorum de- 
bito convenit , Sanctae Sedis exemplum imitari , ne in medio co- 
natu soli relieti, perfìcere canata nostra non possimus. Grave hoc 
avertat Deus, ne macula desertae fidei principibus christianis 
perpetuo relinquatur. De tua nobilitate, cujus zelum ad omne 
opus bonum perspectum habemus, cuncta devotionis officia expe- 
ctamus; atque ita obtestamur, opere ipso adimplere contendas. 
Datum Romae , X Cai. j unii MCCCCLIX. - •; , 

È sta fatto Pregadi su questa materia molti dì continui, 
dubiosi de quel che se doveva far , perchè la terra è in pase 
con Turchi, e no par che sia ben mandar Ambassadori a Mantoa, 
per no restar soli su '1 fatto : e finalmente è sta deliberà de 
mandarli , e a 12 de Luglio è sta fatto Orsalo Zustinian K. (1) 
e Alvise Foscarini I).;et è sta scritto ai Rettori de Verona, che i 
li fazza (2) compagnar fin a Mantoa da 200 cavalli leggeri disar- 
mati ; et è sta scritto ai Rettori de Padoa, Vicenza, e Verona, 
che quelle Comunità manda in so compagnia 20 giovini per 
una, e ne va anche molli di nostri. Eì (Concilio è redutto a 
Mantoa , e no manca altri che i Ambassadori della Signoria , 
che li fa che i se interlien per i sospetti cousideradi avanti ; e '1 
l*apa ha scritto queste lettere : 

,-, ..-w: ,,• ■- ^ 

Pius Episcopus, servus servar um Dei. Dilcctis filiis Pascali 
Maripetro Duci, et Consilio Rogatorum Venet., salutem et apo 

(1) La lettera h'. significa tlignilà di Cavaliere; la lellcra />. (}igiiil;ì 
(li Dottore. 

(2) Facciano, >' . 



8 M A L I P I E H O 

stolicam henedictionem. Romae cum essemus , promiserunt nohù 
oratores vestri, quamprimum hic constitueremur , legationem ve- 
stram affuturam: idem littcrae vestrae ad hos et alios missae, sae- 
pius afjìrmarunt. At tertium jam Mantuae agimus mensem , el 
nemo vestro nomine apparet. Scripsimus , nuncium misimus, di- 
versis vos modis excitavimus ; frustra tamen conati sumus , ut 
legatio vestra mitteretur. Adsunt hic oratores omnium ferme na- 
tionum, rogant ut rem aggrediamur prò qua convenimus: coepis- 
semus jam plures dies rem tractare, si oratores vestri affuissent. 
Non adsunt , nec scimus cur tam diu differant. Si ageremus de 
alìquo nostro commodo, aut aliqud re quae nos tangeret , non 
mireremur ; ncque in aliena mirari homines solent. At nonne 
Destra res agitar? nonne libertas et Senatus vester in periculo 
est, ni Turcarum conatibus ohvietur? Albani fessi sunt ; Pelopo- 
nenses viribus exhausti ; Russiani et Bossinenses ad Turcas defe- 
cerunt. Soli Unghari arma tenent, et hostibus resistunt, Verum 
hi quoque paulatim deficiunt; sunt inter se divisi, et multis af- 
flicti bellorum calamitatibus ; et nisi adjuventur , perseverare non 
poter unt. Si succumbant, aut aliquas cum hos te conditiones ac- 
cipiant, vos primi estis, quos arma Turcarum arripiant. In vos 
omnis hostium impetus casurus est ; nec vos foedera juvabunt , 
nec pacta fides infìdelem hostem tenebit. Non latent ista vos. Cur 
ergo dissimulatis? Cur oratores non mitlitis? Sunt qui vos excu- 
sant quia timetis mittere, ne prius quam res hujus conventus 
cousoUdae fìant, conatus nostri deficiant, et vos poenas detis , 
qui ad nos miseritis. Heu animum Reipublicae , quae ad Nationum 
Principem legatum mittere non audet! Ubi vestra magnanimitas? 
Ubialtum cor? Uhi memoria rerum quae vestri maiores prò reli- 
gione magnifice gesserunt? Siccine pergitis? Quanto progenito- 
ribus vestris potentiores facti estis, tanto remissius fidem chri- 
stìanam tuemini. Non meruit hoc de vobis Christus, Deus vester 
et noster, qui ìiobis prospcritatem magnani in hunc usque diem 
largìtus est. Gratos vos esse deceret, ad ' adiuvandam religionem 
christianam. Non excusatur hic timor vester. Norunt omnes 
quantum valetis; nec dubitant vos, si velitis , solos sufftcere ad 
expelkndum Europa Turcas. Quanto magis animo plenos esse 
dcbctis , cum sedes apostolica vobiscum sit ; cum Unghari arma 
conferant ; Catelani , Burgundi , Sabaudienses , Mediolancnscs , 
Fcrrarienses, Fiorentini, et omnis ferme Italia auxilia polli- 



ANNALI VENETI 9 

ceatur! An non isti su/Jiciunt, vestris j aneti armi);, Turcos ilelerc? l'i 59, 
Dicetis: non nobis constat de tot auxiliis. Non constai quia non 
mitlitis, nec vultis cognoscere quid alii offerant , nec cognosci 
quid vos offeratis. Loquimur vohisemn aperte, ut in tanta re 
decet. Dolemus vestri causa. Videmus in hoc negocio non paruni 
honoris vestri detractum iri. Dileximus semper Rempublicam 
vestram, et diligimus: et si qui aliter vobis suadent, mcndaces 
sunt; neque vos ncque nos amant, quaerentes discordias et pu- 
blica mala; hostes veri , et christianae fidei persecutores. Nos 
numquam cogifavimus quae rei publicae vestrae adversa essent; sed 
statum et gloriam vestram magnifacere quaesivimus , et quaeri- 
mus, vobis volentibus. Sed impeditis voluntatem nostram, tam 
diu tardantes ad nos mittere legationem vestram, cum nulla 
subsit excusatio legitima. Et si, ut aliqui aiunt, oratores vestri 
differunt, donec melior efficiatur Mantuanus aer; nimiae sunt de- 
liciae vestrorum civium, qui iUa perferre nequeunt, quae senex 
palitur Romanus Pontifex , quae debilcs Cardinales tolerant, quae 
nobilis Dux Clevensis, et tot Regum ac Princifum oratores par- 
vifa<;iunt, ut rei publicae consulant. Male sese reshabet,cum in 
civitate non sunt qui prò communi ulilitate mortem subire parati 
sint. Et quomodo ibunt ad bellum prò tutela fidei, qui Man- 
tuam ire formidant? Credile, viri Veneti , qui prudente s estis , et 
cerba, cogitationesque hominum etiam absentium pensitare su- 
letis ; non desunt multi qui nomini vestro detrahunt. Alii vos 
pluris Turcos quam chrisfianos facere dicunt; alii vos solum mer- 
cimonia curare, et opes et lucra mundana quaerere ; fidcm aa 
religionem christianam parvipendere murmurant. Dolemus han- de 
vestrd potenti ac nobili Republicd vulgari. Excusamus ros quan- 
tum valemus. At ultra vestram mittendi huc moram [erre non pos- 
sumus. Vocavimus omnes potentatus Italiae : adsunt ex regno Si- 
ciliae legati ; filius Ducis Sabaudiae pì'opedicm aderit ; Duces 
Mediolani et Mutinae, ut con fidi mas, infra octo vel deccm dies 
aderunt; idem putamus de oraloribus Florentinorum: de solum 
vestris duhii sumus. At cum velimus sine ulteriori mora in calcndas 
Septembris proximas, negocia, prò quibus venimtis , aggredi, et 
iilis fincm imponere; hortamur vos, ne amplius legationem ve- 
stram suspendere velilis: sed miti ite cum pieno mandato, ri fa- 
cile ut bonos decet christianos, imitemini progcnitores vestros , qui 
magnas saepe classes armarunl prò testamento Dei , et magnai 
Aitcu. Sr. IT. Voi. VII. Par. I. 2 



10 M A 1. 1 1» I E R O 

1459 ex hoste mctorias reportar unt. Si miseritis , et ea feceritis quae de 
vestrd devotione confidimus, invcnietis Pium Pontificem non minus 
rei vestrae afjjectum , quam aliquis unquam praedecessorum no- 
strorum; invenietis nos ardentes in hoc Turcorum negocio; inve- 
nietis praesulem, qui vestrae gloriae vestrique commodi procurator 
crit, nec unquam vos deseret. Quod si neglexeritis, nostrisque 
vatibus resisteritis , quamvis inviti, cogemur tamen in hoc Con- 
ventu, resistentiam vestram accusare, atque in medium addùcere 
et praeterita et praesentia. Ipse tamen Conventus, quin et ipse Ma- 
ximus et Omnipotens Deus , inter nos et vos iudicabit ; cogno- 
scentque omnes gentes, omnes tribus, omnes linguae, quia per 
vos non sietil, quominus religioni et fidei christianae, Turcorum 
insaltus patienti, bene ac salubriter consuletur. Et vos fortasse 
aaxilia quae nunc spernere videmini, ultro requiretis , neque in- 
venietis. Quod Deus , prò sud pietate summd , dignetur avertere ; et 
in cor vestrum ponere, ut progenitorum vestrorum vestigiis inhe- 
rentes, ea faciatis quae nos cupimus, et quae infelices Unghari, 
et aia christiani Turcis vicini, erectis in coelum manibus , ex 
vobis petunt. Datum Mantuae, anno incarnationis Domini 1459 , 
8 Cai. Septembris , Pontificatus nostri anno primo. 

Quae saprà scripta sunt, ipsi dictavimus , ut inteUigeretis 
nobis esse cordi quod requiritur. Si obedietis Evclesiae Mairi 
Vestrae, addetur grafia capiti vestro , et torques collo vestro ; 
sin minus, cogemur in hoc celebri Conventu providere , ne quod 
detrimenti Respublica Christiana per vestram vel contumaciam 
voi negligentiam patiatur. Datum ut supra, manu proprid. 

Aeneae B. de Brandis. 

Dapoi lelto 'l Bricve al Consocio de Pregadi, ci Dose ha 
parla su la instauzia del Papa, e ha esorta el Consegio a dar 
la coiiuiiissioii a i amhassadori , e s[>e!lirli. La sustanzia della 
coinmission è, che i prometta nel convento, che sempre che i 
Principi Chrisliani farà espedicion contra Turchi , la Signoria 
sarà pronta de far la so parte. Per lettere de levante Maumeto 
menazza (1) de far V impresa de Negroponte ; e la Signoria glie 
ha manda 400 provisionadi (2) e 300 balestrieri , et è sta fatto 



(1) Minaccia. 

(2) SUpendiali. 



ANNALI VENEJI 11 

(ìiacotno Barbarico capitano in tfolfo (1) , o ghc è sia ordina ii^9 
che '1 vada a quella custodia con Lorenzo Moro, so prcdecessor, 
e che i fazza '1 capilaniato a settimana (2). 

È sta manda Nicolò Sagondino secretario a la Porta , HGO 
a dolerse che le genti turchcsche ha dannizado la Dalmazia e 
l'Albania. A 5 de Novembrio è stia preso, che l'officio del Sai LV61 
paghi per tre anni continui el dacio del vin a 36 monasteri 
osservanti, e che'l mandi 300 ducati al Patriarca per despcnsar 
a povere persone , e fazza far orazion per la terra. È sta 
anche dà 2,000 ducati per la fabrica della Giesia (3) de S. Zac- 
caria. E continuando el sospetto dell' ambizion e perfidia del 
Turco , è sta deliberà che ogni mese se metta in deposito alla 
procuratia 6,000 ducati de i danari dal sai, per i bisogni della 
guerra. E se ha comenzà a munir tutti i luoghi de Levante, 
Modon , Coron , Napoli , Negroponte e Candia ; e perchè a 
Costantinopoli se fa gran preparazion d' armada e d'esercito, 
è sta manda a Negroponte Vettor Capello, Capitaneo General, con 
18 galle [k): el qual, arivado a Scio, ha inteso che Turchi va 
a Metelin con 150 vele, tra fuste , galie e altri legni armadi, li02 
tra i quali è 4 navi candiote (5Ì, prese e armate per quel!' im- 
presa ; e la persona del Turco va per terra con 30,000 persone. 
El General, havuto questo avviso, se ha redutto con 29 galie 
verso Metelin, dalla parte de fuora verso ponente : e perchè la 
Signoria ghe ha comesso che '1 no offenda el Turco , se '1 no 
è provocato ; el no ha dà soccorso al Signor de Metelin , se 
ben l'ha havuto occasion de farlo; perchè al so arivo el Turco 
era sotto la terra, e lui podeva intrar in porlo e brusarghe 
r armada, e denegarghc de tornar a Costantinopoli. El Turco 
ha habudo Metelin a patti , e ha fatto morir el Signor con i 
figli ; ghe ha lassa .300 gianizari a la guarda, et è parlido. Per 
ol successo de tal impresa , la terra sta nel so suspello, che 'l 
no vegni a danni della Signoria; el è sta preso che le nave da 
150 botti in su, no possa navigar per Costantinopoli, acciocché 
le no sia ritenute. Ma 'I Turco è sta chiama in Valachia in 

(1) Capilano in golfo , Vice-ammiraalio delle galee. 

(2) Uno per solliniana. 

(3) Chiesa. 

(4) Galere. 

[o) Legni da carico di forma (oz/a e lari^lii. 



12 MALI PI Elio 

1'«02 (lefosa del rralello del Sigjnor Viacola , che è sta scazzado 
da esso Signor Viacola; e conduUo l' esercito in quella pro- 
vincia, \ iacola se glie ha opposto con polente esercito, e l'ha 
rebatudo gagiardamente; e vedendo no poder operar ci so intento, 
è passato in Rossina e ha preso quel Re a iiian salva con 
tutto '1 so Regno , eccello '1 Castello de Glissa , lonlan da Spa- 
lato 12 miglia , nel qual Castello la madre e la mogier del Re 
e 'l Re è sta decapitalo. Ogni dì i suspetti della Signoria cresce 
di più; tal che è preso de mandar Alvise Lombardo, homo de 
gran valor , con 50 barche armate , con 200 balestrieri e con 
un niaran (1) de munizion a presidiar Spalato, e alcuni altri 
luoghi .della Dalmazia. Ma 'i Turco è sta avisalo, che Ussan 
Cassan Re de Persia fa molo a i confini , et è sta astrcllo le- 
varse del paese e tegnir altra via. 

A' 13 de Decembrio , Veltor Capello , Capitan General da 
]\Iar, è vegnudo a desarmar , e ha porta in la Terra la testa de 
S. Zorzi (2) Martire , tolto a Lesina; e refcriscc, che i luoghi 
maritimi della Signoria è in manifesto pericolo de capitar in 
man de Turchi , se no se fa maggior provision : onde a' 28 De- 
cembrio dillo, è sta deliberà de far da nuovo Capitan General , 
e de armar 30 galie ; et è sta follo Alvise Loredan Procura- 
lor ; e se ha comenzà ad armar le 30 galie co' i danari del 
deposito de procuratia , et è sta anche tolto ad imprestilo 
30,000 ducati. A'25 de Gennaro, il General è parlido con 19 galie 
armade in la terra. Ghc è sta comesso che '1 slagha (3) alla 
guardia de i luoghi de Levante ; e se '1 Turco mandasse fuora 
armada, che '1 la investa; et è sta preso che sia messo el segno 
della f su '1 so stendardo e de' successori , e che '1 precieda 
tulli i Rettori. 

In questi dì è fuggilo uno schiavo Christian del Subassì (4) de 
Setincs, con 100,000 aspri ; et è andà in casa de Geronimo Va- 
laresso, Consiglier a Coron , el qual 1' ha acellà per participar 
de i danari. El Subassì Y ha fatto domandar al rezzimento , el 
qual no glie ha parso de darghelo, per esser Christian; e per 
questo el Flambulo della Morea è andà sotlo el castello d'Argos, 

(1) Bastimento da trasporto. 

(2) San Giorgio. 

(3) Stia. 

(4) Potestà. . , . , . 



ANNALI VENETI l'i 

e r ha preso con inlelligenzia d' alcuni de quei de denlio , e 1V62 
Nicolò Donado Reltor de quel luogo è sUà espulso. E in lanlo 
el Capctan General è capitato in quei contorni , e inforniado 
de quanto era seguido, ha manda a intimar a i agenti tur- 
cheschi , che restituisse'! luogo occupato; e loro ha resposo, 
che i l'ha fatto con ordeno da la Porta. El (leuoral scrive a 
la Signoria tutta questa cosa , e dà avviso che i Principi d'Ai- 
hania se offerisse de darghe tutta quella provincia, con qualche 
ajuto che se ghe manda , perchè hanno al so comando 20,000 
persone. Scrive anche, che con Tarmata che '1 se trova, el de- 
segna de tuor (1) Metclin, e mantenerlo con 2,000 persone 
che 'l custodisca. Per questo aviso è sta preso de far traghetar 
a Napoli de Romania 2,000 cavalli e 5,000 fanti. Quest'opera è 
sta principiada a' 28 de Maggio e finida a ultimo de Agosto, 
con 28 nave, 5 galeazze e 8 maraiii ; et è sta fatto per questa 
impresa capitanio da terra ci strenuo Bertoldo da Esle, fiol del 
Marchese Thadio: e per haver pronta hona summa de danari 
e no gravar la camera de impreslidi , è sia preso , che ognun 
si ecclesiastico come secular , habitante in Venezia e Dogado, 
paghi la decima de tutte le intrade , rendili . proventi e utilità 
che hanno ; e che tutte le mercanzìe che intra per via de mar, 
occettuade le vittuarie, paghi uno per cento a la guerra : et è 
st.à dà anche gravezza a tutte le botteghe de artigiani per una 
volta sola. È sta etiam preso, che delle do paghe do prò (2) de 
impreslidi Marzo e Settembrio , se pagiii solamente la decima 
de quella de Marzo , e tutta quella de Settembrio se ritegna 
in camera. La prima decima è sta messa a' 28 de Zugno , e 
ha reso più de 120,000 ducati, insieme con la tansa delle bot- 
teghe; senza l'uno per cento delle mercanzie, che importa più 
de 20,000 ducati ; senza '1 terzo del prò d' impreslidi delli do 
per cento, che andava ai Governadori (3) per diffiilco della ca- 
ntera , che importa 28 in 30,000 ducati; e senza le inlrade so- 
rahondanle delle camere de Treviso, Padoa, Vicenza, Verona 
e Bressa, che importa 100,000 ducali e più; e senza altri danari 

(1) Tórre o prendere. 

(2) Due rate degl' interessi delie somme delle quali era formalo il 
debito pubblico. 

(3j Governatori delle entrate ; magistratura che araminislrava i red- 
diti dello stato. 



IV MALllMEKO 

14(J2 por la suinnia de 80 in 100,000 ducali: e tulli è olirà ci de- 
posito principiado in Procuratia per sospetto de questa guerra; 
ci qual deposito è adesso de 230,000 ducati , e tuttavia con- 
tinua a G,000 ducati al mese. È sta manda molte artiglierie, 
munizion e arme clic era in l'arsenal e in le sale del Consegio 
di X , per 10,000 liomeni ; perchè è andà a questa impresa 
molti Albanesi, dreci e (^andioti desarmadi , et è sta condulo 
molti valenti liomeni. 

A' 12 d'Agosto, el Capilanio General ha manda 3,500 fanti 
a la recuperation d'Argos , e nel primo impeto hanno preso la 
Terra: i Turchi se ha rctirà in la roca , che è fortissima; e 
ccrcaudo la gente de la Signoria de sforzarla, è soprazoTilo 
1,800 Turchi, che alla fine è rimasti rolli, e quei de la Signoria 
ha continua l'assedio , e 1' ha havuta salve le robe e le persone: 
da poi tornando a Napoli , i se ha scontra in alcune compagnie 
de cavalli turchi e 2,000 fanti, e i ha rotti. In questo mezo, 
Alvise Loredan, procurator Capilanio General, ha ordina a Gero- 
nimo Valaresso, che l'andasse ad Argos con 300 fanti , che era 
a so obedienza , a soccorrer ci Capilanio della Terra ; e fesse la 
via della marina, azzochè, in caso de bisogno, l'armada potesse 
jnelter in terra e soccorrerlo. No glie ha parso de obedir , et 
è andà alla traversa per alguni vilaggi, dando d'intender a i 
soldati eh' ci faceva quella strada per farbotin; e s' ha scontrtà 
in algune compagnie de Turchi a cavallo , le qual ghe se sta 
attorno e l'ha rollo. Lui montò a cavallo e scampò a marina; 
e montò in barca e passò in Turchia , e se presentò al Bassa 
della Romania , che l' ha condulo in Adrianopoli a la presenzia 
(le! Signor Turco, e ghe ha ditto, che le genti della Signoria 
son andade a occupar el passo de Islhmon, e che le non è più 
de 5,000 fra pedoni e cavalli: e con questa informazion ha tolto 
la riputazion a le cose nostre , e ha fallo Turchi più animosi. 
Questo Geronimo Valaresso, da poi la consiglieria (1) de Coron, 
tornò in questa terra, e fo lauda da Antonio di Prioli, so barba, 
a Polo Moresini savio della guerra , per liomo pratico delle cose 
della Morea. E co '1 so mezo fo introdulo a i cai (2) di X, e 
se offerse de far aver a la Sio^noria la città de (Corinto, e fo 



(1) Dignità (li Consigliere. 

(2) Capi. 



ANNALI VENETI 15 

proso do mandarlo con lottoro de credenza dal General, e c:lie iìiil 
lo dà conio ducati por le spese del viaggio, El General lette le 
lettere , e inteso da lui el so dessegno , 1' accettò e l' adoperò 
come è ditto. 

A' 24 d'Agosto, le zente della Signoria son andade a occupar 
el Castello de S. Basegio, 24 mia (1) lontan da Napoli; e l'ha 
habudo senza difficultà , e ha tratta ben quei del luogho per 
esser cbristiani. A' primo de Settembrio, el Capitanio Bertoldo 
se ha levado con 10,000 homeni, parte a piò parte a cavallo, 
et è andà al muro de Islhmon , et ó zonto in tempo che ari- 
vava el Capitanio General con 20 galio. Subito è sta celebralo 
una messa solenne , e pianlado el stendardo d' oro del nostro 
protettor. Poi è sta dà principio a cavar le mure vecchie e lo 
fosse del luogo , e i Capitani Generali è sta i primi, e in puoco 
tempo r ha messo in defesa. A' 3 ditto, ò sta scoverto su'l Monte 
de Corinto 3,000 cavalli turcheschi , e 'l Capitanio da terra so 
ghe ha spinto contra con bona banda de gente , e i ha fatti 
relirar sotto le mure , e se ha combaludo per spazio de 8 boro. 
È morto molti Turchi: alcuni se ha salvado su '1 monte, per l;t 
sorazonta de la note, che ha sforzado quei della Signoria a far 
fin de combater. La note, di sei, 2,000 Turchi, parte a pie parto 
a cavallo , è venuti ad assaltar le zente della Signoria ; le qual 
sentido 'l strepilo, glie se andà addosso , e ha presso 360 cavalli, 
e molte donne e puti , e da loro se ha inteso che presto dee 
/onzer (2) 10,000 persone in so soccorso; onde '1 capitanio, zon- 
zendo diligenzia a diligenzia, ha messo in sogurtà la muraglia 
e 'l passo in 15 giorni. Et è sta scrito a Lorenzo Moro, Duca (3] 
de Candia , che ghe mandi quel mazor numero che sia possi- 
bile de arcieri e balestrieri, e che'l faccia pubbhcar per tutta 
l'isola, che i banditi che anderà loro medesimi, o man- 
derà do homeni per essi , sarà assolti: in muodo eh' el mese 
de Settembrio è sta traglietà de Candia a Napoli 7,000 homeni, 
tra arcieri e balestrieri ; e ghe è sta manda da quel rezimenlo 
800 miera (4) de biscoto, 1,000 boto de vin, e altro munizion; 
e da Corfù è sta manda 1,400 arcieri , Iraghetadi a Lepanto. 

(1) Miglia. 

(2) Giugnere , da cui zonlo giunto , zonzendo giungendo, ec. 

(3) Il governatore dell' Isola di Candia avea nome di Duca, 
(/t) Miglioja. 



Hi MALIPIEHO 

lVf)2 lil i Albanesi ha manda General el Mag. Piero Bua con 5,000 
liomeni, i quali è sta acarczà e presenta; e con essi ci Capi- 
tano Bertoldo s'ha messo in via, insieme con altri 2,000 cavalli 
e 3,000 pedoni, e bona quantità d'artiglieria; et è andà verso 
Corinto, con speranza d'aver quella città per la intclligenzia 
che l'ha con i Greci de dentro. Quella città è su '1 monte; ha 
una porta a basso a pie del monte ; la roca è su la sumilà del 
ditto monte , e no se puoi andarghe senza gran diflìcultà, per 
esser molto diruposa. Le genti della Signoria se ha acampado 
un tiro de balestra visin a la terra , e ha manda a scovrirla 
fin sotto le mure; poi se ha pianta le artelarie, e se ha minato 
mia parte della muragia ; e i Turchi è uscidi fuora, e ha fatto 
repari con boti , legnami e terren. La note i marineri è an- 
dadi su '1 monte, e ha tirado su le artelarie, e s'ha batudo la 
roca. E in dar ordene a la battaglia , el capitanio Bertoldo se 
ha acostà al muro senza elmo, per causa del caldo, et è sta fe- 
rido da un sasso che lo ha percosso fin su l' osso : e per tal 
caso è sta condulo all'alloggiamento, e in capo de 12 zorni è 
morto , e ha lassa la zente in governo de Betin da Calcina. 
Tutta la Morea se ha reso al General, eccetto Patras , Misilra 
e Corinto, per la virtù de 300 soli cavalli e 500 asapi che è 
a quella custodia. È uscido do christiani della città di Corinto, 
e da essi se intende che quei de dentro è in gran penuria , e 
che i vive de Tormento cotto ; e se no ghe giunge soccorso , i 
sarà sforzadi a prender partido. Dapoi è calado da! monte de 
Isthmon 10,000 Turchi , e le zente della Signoria se ha opposto., 
e i ha rotti con morte de molti ; ma '1 Beglierbei della Grecia 
i ha soccorsi con 15,000 persone, spazzade (1) in diligentia per 
la relazion del Valaresso, e hanno tolto la impresa de Isthmon, 
che ghe è riuscita molto difficile: in modo che '1 Beglierbei ha 
chiamado a sé el Valaresso che era con lui, e se ha dogiudo (2) 
che l'abbi affermado al Signor Turco, che le zente della Signoria 
no sia più de 5,000 persone. E vedendo esso Valaresso che 
Turchi no fa più conto d'esso, s'ha dubita de no esser fatto 
morir , et è monta a cavallo et è scampado: e s' ha scontra in 
alcuni Turchi che 1' ha fatto preson , e poi è sta cambiado per 



(1) Spacciate o spedile. 
(•2) Doluto. 



ANNALI VENETi 17 

un lurco preson ch'ora in man de nostri, con zonta de 300 i'ti'yì 
aspri ; et è sta consej^nado a Lunardo Zantani Reltor de Filiteu, 
(d (jual r ha manda ai licttori de Ne^roponle, et essi 1' ha manda 
al Capilanio General , che I' ha fatto condur a Modon , con or- 
dene che '1 sia manda in l'erri in questa città^ ove è arivado, a 
17 de Novembrio ; e dopo tolto '1 decimo costituto sora diverse 
cose , è sta condanado per Consegio dei X a la forca , i; a' 2^+ 
è sta apicado a le coione rosse del palazzo: cai (1), (Giacomo 
Marcello che mori a (lallipoli , e Bernardo Capelo. 

È sta scritto de i successi de la Morea a Bernardo Zustignan. 
K., Ambasciadore a Homa, el qual i ha comunicadi co'l papa, de 
l'ordene della Signoria ; e '1 papa ha mostra de haver gran con- 
lento , e ha chiama concistoro , e ha dà conto de quanto è sc- 
guido , e ha parlado della Signoria in questo muodo. 

111. 

Ecce ecce , quomodo Deus excitavit fidekm populum suum , 
dilectos fiiios nostros, Senatum et Dominium Venetum. Ecce 
quomodo hi^ quos dormire el desides esse omnes dicebant, primi 
omnium in honorem Dei arma sumpserunt. Ohloquebantur haec 
de Venetis ; hi soli dicebantur , qui in tanta Christianorum ne- 
cessitate subvenire recusabant. Ecce ecce soli vigilant, soli la- 
horant, soli subveniunt Christianis, soli parant se ad ulciscen- 
dum inimicum Chrisli , persecutorem fidei. Moveantur nunc 
caeteri, eorum exemplo, quos damnabant ; sequantur eos quos 
culpabant. Faciant vel minimam particulam eorum quae faciunt 
hi, quos desides vocabant. Benedicti filii nostri Veneti; benedicta ■ 
eorum pia et sancta intentio. Benedicat Deus Christianissimam 
Rempublicam , et eorum Senatum adiuvet , eisque honorificentissi- 
mam adversus Turcas praestet victoriam. Offici um vestrum est. 
Venerandi Fratres , in eorum tam laudabili proposito adiuvare 
dilectos filios nostros Venetos. Non sunt soli in tanto negocio 
relinquendi. Adiuvandi sunt omni conatu, a nobis praesertim qui 
ruram Christianorum gerimus. 

(1) Capi, come ;<i è dello a pag. 11. \i qui soUinlendasi . essendo 
( capi del Consiglio di X ). Il processo del Vallaresso sussiste ancora nel- 
l'Archivio pubblico di Venezia. 

AncH. ST. IT. Voi. VII. l'nr. I. a 



18 M A ìAVi li l{ O 

1403 K per lavorir questa impresa, ha iiiatidà a la Sijjnoria, legalo 
a lalere, Hessarioii r^ariional Tusculano , Nicerio , Trebisondo , 
(d (|ual è sta alogialo in S. (liorgio Maggior: e a so pcrsnasioii 
è sia comanda che se predica [)ubblicamente la (a'uciata conlra 
Turchi ; e '1 carico è sia dà a Fra Michiel da Milan , dei Frali 
Minori , homo de vita esemplar e de gran facondia. E a' 28 
d'Agosto se scomenzò a predicar in piazza de 8. Marco, presente 
la Signoria e '1 Legalo. È sta publicà, che ognun maschio e 
remena libero, sia tegnudo per questa espedicion a pagar la 
trigesima parie de tulle le intradc dal Sellembrio dell' anno 
passado 1462, fin a Settembrio presente 1463 , sotto pena d'esco- 
munegazion. (Aù esborserà 20 ducali per pagar un soldato, bah- 
bia in vita indulgenzia plenaria; chi non ha il muodo , dando 
<]uel che '1 puoi, o andando in persona, habbia la medesima in- 
dulgenzia. È sta fallo una cassa granda de ferro per tegnir i 
danari in deposilo , e messa in S. Marco : una chiave è sta dà 
al Dose , una al Patriarcha , e una a Fra Michiel ; e in più 
volte che l'è sta averla, è sta trovado settecento mille ducati. 

Fra tanto, Bernardo Zustinian K. ha scritto da Roma, che '1 
Duca de Borgogna ha scritto al Papa , che già molli anni ha 
fatto voto de andar in persona conlra Turchi , e no 1' ha mai 
eseguido, e che 1' ha havulo una gran infirmila ; e per una 
vision che r ha havuto, s' ha resollo d'esequir el so voto; e per 
effettuar questa intenzion , V ha restituido al Re de Pranza la 
Picardia, havula in pegno dal Re Lodovico so padre per 400,000 
ducali , el ha habudo tutta la summa in contadi ; e lo priega 
che '1 vada in persona all' impresa. 

El papa, habudo questo aviso , ha domanda a cadaun de r 
Cardinali separadamente , se i vuol andar con lui alla ditta 
impresa ; e i ha trovadi tutti disposti ; e recerca la Signoria 
che vogia inlrar per terzo in la ligha. El partido està acellà, 
e la ligha è sta conclusa e pubblicada , segondo 1 solilo, in piazza 
de S. Marco. Dapoi el Papa fa instanzia al Dose che vada in 
persona su l'armada in so compagnia e del Duca Filippo de 
Borgogna ; e scrive el Breve infrascritto. 

IV. 

Pim Episcopus , servus servortim Dei , dileclo filio Nobili Viro 
Christophoro Mauro, Duci Venefiarum , salulem et apostolicam 



ANNALI VENETI 19 

henedìctionem. Quod iam pridem animo concepimus , nunc in hi- l/f.G3 
cem venil , et omnibus palefactum esl. Estate proximà in expc- 
ditionem cantra Turcas exibimus, et ApostoUcus sacer Senatus 
Comes erit. Nec deerunt robuslae militum cohortes, quae, nobis 
oratione pugnantibus , ferro dimicent. Decretum nostrum puhlice 
leclum est XI Calendas Novembris in adiutorio (sic ) nostro: 
quod promisimus , faventc Altissimo , perficiemus , ncque irrita 
invenientur verba nostra. Quantum per facultates licebit , tatt- 
tum fortiores in bellum proficiscemur. Comitabitur et Nos , 
Deo propitio, dilectus fìlius Burgundiae Dux , ex alto Franco- 
rum sanguine natus, quem validas et expertas in armis copias 
adducturum non dubitamus. Spem non parvam in ejus exercitu 
collocavi mus , nec minorem in classe tua, quam in Peloponesum 
navigare iussisti; cujus egregia facinora, et priscis aequanda 
mirabilibus, referuntur. Perseveraturam hanc in bello contra 
Turcas, nobiscum , et cum praefato Duce, fiduciam gerimus; quo- 
niam ita cum oratore tuo conventum est; iwc dubium habemus , 
quin totis conatibus tuis, bellum hoc adiuves quod prò fide ca- 
tholicà suscipitur. Flaec, quamvis magna sint, prosperitatemque 
haud dubiam promittere videantur, multo tarnen et majora et 
praeclariora essent, victoriaeque certiorem spem pracseferrent , 
si tu ipse in bellum ires, teque Nobis adiungeres , Reipublicae Ve- 
netae auctor et princeps. Multum in rebus bellicis auctoritas 
valet, et majestas ac gloria Principum ; terrenlurque saepc ma- 
gnis nominibus hostes, et fama mngis quam re ipsà dissipantur. 
Multum, crede nobis, terroris afferei inimicis nos tris magni 
Burgundiae Ducis praescntia. JVos quoque , propler Apostolicac. 
sedis dignitatem, hostilem metum, non nihil augebimus. Quod si 
tu pariter accesseris , Buccinatorià navi et Ducalibus sublimis 
insignibus , non Graecio solum, sed Asia e regione sita, et omnis 
exterrebitur oricns; nec dubium, quin simul vincti prò sancto 
Evangelio , proque gloria nostri Dei, auctore ipso, res clarissi- 
mas gerere valeamus. Hortamur igitur Nobilitatem tuam, ut no- 
stro in hac parte desiderio satisfacere non postponat. Accingere 
huic bello, atque res tuas ita disponilo, ut nobis mare ingredienti- 
bus praesto adsis apud Anconam te nobis adiungere. Erit hoc 
Reipublicae Venetiarum calde gloriosum , et Reipublicae Chri- 
stianae admodum salutare. Tu vero aeternae vitae proemia con - 
sequeris. Scimus apud Venetos non esse novum Urbi;^ Principem 



20 M A J. I IM K l{ C) 

IVGli in classe m ascendere ad hclltim yerendum. Quod d ntu/iiam U- 
cuit, nunc maxime licet, quando prò religione certamen adest, 
et Christi Salvator is Nostri causa geritur. Veni ergo, Fili, neqne 
lahorem rccuses , quem nos sponte subinius. Nequc te senein 
dixeris, tamquaìn propter aelatem debeas excusari: Philippus 
quoque senex est; et multo longiorem quam tu, ipse facturus est 
viam; et Nos etiam setiectus immsit, annos duos et scxaginta no 
tos. Accedunt morbi, qui nos dies atque noctes urgent; nec tamen 
labores subterfugimus. Noli tanquam senem aut debilem huic tam, 
sancto et necessario bello te substrahere. Consiliìim tuum atque 
auctoritatem, quaerinius; non lacertorum robur, ncque alias cor- 
poris vires. Quod Philippus in bello praestabit, hoc ex te desi- 
deramus. Cura ut renias. Tres erimus in bello senes: in trinitatc 
Deus gaudet. Trinitatem nostrani ipsa coelestis Triniias adiu- 
vabit, et ante oculos nostros conterei hostes. Expeditio ista se- 
mini appellabitur , quia senes in bello praecrimus: juvenes tamcìi 
brachia exercehunt, et hostem conficient; veruni Consilio, ductuque 
nostro. Praeclara res est ad quam te invitamus: fac ne desis , 
nec mortem metuas, quae vitam tribuit meliorem. Moriendum 
est omnibus in hoc saeculo; ncque quidquam melius est, quam 
bene mori; nec honestiiis mori licet, quam in causa falci. Veni 
ergo, et consolare nos: aut cum inctorid revertemur , praestante 
Domino; aut si aliter in coelo decretum fuerit, eam sortem fe- 
remus, quam dabit Divina pietas. Nobis male esse non poter it , 

, roluntatem nostrani codesti beneplacito subiicientibus. Datum 

Roniae apud Sanctum PetrumikQS, Vili.' calendas Novembris , 
pontificatus ìioslri anno sexto. 

El Breve è sia ledo a' 9 de Novetnbrio in gran Consegio; er 
è sia messo parie da i Consegieri , che per haverse da Iraltar 
(fuesta maleria in quel Consegio, i procuralori (1) possa vegnir, 
balolar e arringar come cadaun allro per questa volta ; et è 
sia della parte 1059; de no, 3; no sincere, (2). E subito dopo 

(1) I Procuratori di San Marco, dignità seconda dopo il Doge, erano 
custodi del Maggior Consiglio e non vi aveano voto. Vegliavano alla 
guardia esterna ; nel Senato poi avevano volo come gli altri. 

(2) \on sincero era un terzo bossolo, oltre 1' alTermalivo ed il nega- 
livo, usato negli scrutinii secreti. 11 non liqiiel dei Romani ne'giudizi fo- 
rensi e nei civili ordinariamente , se prevaleva , significava la massima 
essere adollala: non i modi della proposizione. 



ANNALI VENFTI 21 

presa la parlo, i prociiralori v intradi , o 'I Doso lia parlati»» U\ 1V6o 
qiiesio in u odo. 

V. 

ff Signori. No so muove foglia d'albero senza '1 voler do Dio. 
«'onsiderè, che se questo stato è vegnudo a tanta grandezza , 
questo è processo per volontà do Dio, più che per nostro sonno 
por le nostre forze. Chi crede ciie le cose contra'l Turco fosso 
passade sì ben, se no fosse concorso la volontà de Dio? Vollonio 
la monte a Dio, e alla sua Madre, e ringraziamola de i benoficj 
che la ne fa ogni zorno ; e sforzemose de far quello che la ne 
comanda , e posponemo i odii e la invidia. Se faremo così, Dio 
prospererà questo stato de ben in mogio. Sora '1 tutto, no so 
partimo dalle elemosine, dalle orazion e dal far giustizia. El 
Cardenal Niceno no ha presenta una Boia del Papa , che ò sta 
Ietta a rEccollenzo Voslro ; la Signoria e i Savii deCologio no ha 
domanda l' anemo nostro su quello che '1 Papa ne scrive. Havemo 
resposo , che dependomo dal voler della Signoria Vostra, perchè 
già molti anni ve havemo dedica la facultà , la persona o tutto 
quel che havemo; e so fassemo altramente, saremo ingrati, 
perchè lutto 'l ben che havemo, l'havomo dall'Ecccllonzc Vostre; e 
quel medemo replichemo addosso a lo Signorie Voslro. Ve pre- 
ghemo ben , Signori, che considerò qual è el meglio della terra. 
Fé orazion , elemosine, lassò da banda le passion, e deliberò 'I 
vostro ben, Priogo la bontà de Dio humelmente, perchè ìiiimilitas 
vincit omnia, che ne inspira a deliberar quel che è honor so, 
e serviso vostro ». 

Quando T Dose finì de parlar, la Signoria messe parte, che 
offerendose 'l Dose de andar a questa impresa contra Turchi , 
recercado dal Papa , vada in so conqjagnia , e dell' illustre Fi- 
lippo de Borgogna ; e ne sia scritto a Roma , e resposo al Car- 
denal legato in conformità: e 1607 è sta de la parte, 11 do 
no , e 16 no sincere. Questa deliberazion è sta accetta a Uoma 
con gran satisfassion universal , e ha dà in ogni luogo gran 
riputation alla Terra. 

A' 1.3 de Decembrio è giunto Fantin Rimondo , partido da 
Modon a' 21 de Novembrio. Riferisce che '1 Capitanio Cionoral 



22 IVI \ I. I P I E R 

1463 s' ha Icvailo da 1' assedio de Corinto , o se ha accampado lOii le 
genie su J pian de Napoli ; perchè le so spie ha scoverto, che 'I 
Begherbei (1) della Romania era Ire giornate lonlan con 50,000 
persone, e che '1 Turco die (2) andar in persona a la defesa 
de Corinto: e'I (Capitan , considerando che le pioggie e l'inverno 
va avanti , e no havea da star a coverto , e V esercito è senza 
governo per la morte del Capitan Bertoldo , co '1 consiglio de 
i condottieri s' ha retirado per metterse in guernison in le terre 
de Napoli , Modon e Coron. Questa relazion ha fatto deliberar , 
che Orsato Zuslinian K. e Procuratore eletto, per avanti Capitan 
General, metta banco (3) la mattina seguente con 4 soracomiti ; 
Nicolò Longo, Francesco da Molin, e do altri. È sta anche preso 
de mandar in campo 3,000 cavalli e 3,000 fanti : è sta spazza 
Alvise Foscarini D. , eletto Ambasciador al Papa; e ghe è sta 
comesso che'l parta subito, e che '1 vada in diligcnzia, per far- 
ghe intender i bisogni della guerra, e per soUicitarlo a effettuar 
le provision necessarie. È sta spazzado Nicolò da Canal D. Am- 
basciador in Franza , a invitar quel Re a intrar in la lega ; e 
Marco Donado D. al Duca de Borgogna, per sollicitar la so par- 
tita ; e Polo Moresini al Re de Bohemia et Polonia, a recercarli 
che i vogia intrar in la lega. La mcdema sera è sta comesso 
a Anzolo da Pesaro, Capitanio in Golfo, che'l parta la notte; 
perchè ghe è aviso , che Alvise Loredan, Capitanio General, è 
amalado gravemente. 

Passadi alquanti dì, el Dose è andà una mattina in Collegio, 
e ha ditto che 1' ha considera la so andada in armada , e che 
l'è vechio, e ha poca esperienzia delle cose da mar, el è 
inhabile della persona ; et vede de no poder satisfar al desiderio 
della Terra de andar a questa impresa, e s' ha scusado. ! ('on- 
segieri s' ha dolesto, che Fabia lassa andar per lutto '1 ponente 
r aviso della so andada, e ghe ha ditto che se dovea pensar 
avanti. E stando su la so scusa , Vettor Capelo Consegier s' ha 
levad»7, e ghe ha ditto modestamente, che l'è necessario che'l 
vada , e che la Terra no puoi far de manco de adoperar la so 

(1) Governatore. 

(2] Deve. 

(3) Solevasi, in occasione di armar navigli , mettere un banco in 
piazza, (love sedevano i comandanti, e scrivevano i nomi di chi s'as- 
soldava nella milizia. 



ANNALI VENETI 23 

persona per le occorrentie de questi tempi: e lutti i (^onsif?lieri 1463 
l^tie ha promesso de provederghc de un zentilhomo pratico, clic 
vada con lui ; e glie è sta ditto , che no se vuol altro che la so 
autorità , e che se ghe darà 4 conscgieri, co i quali consegierà 
({uello che accaderà. El Dose ha risposo , che dapuò che la 
Terra vuol così, che '1 se contenta; e che '1 desidera d'aver 
Lorenzo Moro, Duca de Candia, con lui. Onde è sta scritto al 
<iitto Moro, che subilo el venga de qua per andar armiragio (1) 
del Dose ; et è sta preso, che l' abbi 60 ducati al mese de salario. 
A' 18 Decembrio è sta preso in Gran Gonsegio, che i debitori (2) 
|)ossa esser provadi e balotadi in Pregadi , acciochè la Terra se 
possa valer del Gonsegio de tulli quei che glie parerà. È sta 
latto Proveditore in campo all'impresa della Morea, Andrea Dan- 
dolo da Grema, con 80 ducali al mese, con 14 cavalli, e le spese 
a spesa de la Signoria. 

In questi dì el Re Malhias de Ongaria ha preso la roca de 
Giaiza, in la qual glie era 400 gianizari, che se ha reso per 
mancamento de acqua , salvo 1' havere e le persone. 

A' 30 de Zener è sta preso de far 4 honorevoli consegieri 1464 
al Dose, con 60 ducati al mese, i quali habbia due compagni de 
stendardo e due trombetti per uno ; e a' 7 de Fevrer è sta fatto 
per scortinio (3) Triadan Grilli , Nicolò Tron, Geronimo Barba- 
rigo e Piero Mocenigo ; el è sia preso, che'l Dose habbia 10 galle 
con lui , che 1' abbia la so tenda da puppa de veludo cremisin, 
e i stendardi de seta recaraadi d'oro, e che'l possa portar a 
rischio della Signoria 5,000 ducati d'arzenti (4), e che ghe sia 
dà in cassa 4,000 ducati. E sta anche dà cargo a do de Colegio 
<le far 3,000 cavalli e 3,000 fanti per la Morea ; e preso de 
mandar in Albania 500 cavalli o 500 fanti ; e che tulle le navi 
e navili, andando e tornando da Levante, facciano la via de Modon 
Un che durerà la guerra. È sta manda Gironimo Karbarigo 
Ambasciadore a Milan per questa impresa de Turchi , per la 



(l) Ammiraglio. 

(2j I patrizi debitori verso lo slato non imtevano ottenere alcuii 
uffìzio dignità. Era necessario un alteslato che dimostrasse non aver 
debiti . per poter concorrere. 

(3) Scrulinio. 

{■'»} Argenterie, 



24 • M A L I P I E H O 

1464 (jual Jia |»r(>incsso 1,000 cavalli e 2,000 farili; El He Matliias 
d' Ongaria ha lognudo al so servizio 200 gianizari de queli che 
f:;era in la roca de (liaiza ; e ha inteso da loro che '1 Signor 
Turco ha ditto de mettere a ordene per poter resister alle forze 
de «Christian!, e che '1 manderà la megior banda delle so zenle 
contra '1 ditto Ile ; e per questo 1' ha fatto un bando che tutti 
i Turchi che anderanno nel so stado, sia sicuri che i possa 
galder (1) le so cose , e sia trattadi come i propri del regno : 
e ha fatto tal bando perchè '1 Signor Turco è molto odiado da 
i sui , perchè 'I no se vai del consegio d' algun , e non parte- 
cipa le so cose con loro , e fa profession de crudeltà. Questo 
ììa ho scritto a la Signoria , e se offerisse da far e mantegnir la 
guerra a' Turchi per due anni continui con 3,000 combattenti, 
dandoghe 5,000 ducati ; e desegna d' andar all' assedio d'Audri- 
nopoli , e de lassar 8,000 fanti a la custodia de quella parte 
del regno de Bosnia che l'ha recuperado, e 8,000 in quel de 
Servia. 

A' 10 de Fevrer, siando seduto el Consegio de Pregadi, è 
zonto una fusta da Costantinopoli , su la qual è vegnudo Am- 
bruoso e Gabriel Contarini , Pantalon Zorzi e Zaccaria da 
Molin, mercadanti retegnudi, e liberadi per opera de Zorzi da 
Tran. Questi referissc, che in Costantinopoli è parechià 60 galle, 
e poco lontan se ne fa 100 , che sarà in acqua a ordine d'ogni 
cosa per el mese d'Agosto; e se fa gran apparechio de guerra, 
maxime contra Ongari. Non fanno gran conto della Morea , 
perchè vedono che in qucU' impresa se consuma gran ({uantìtà 
de vittuaria, e se perde assai zentc ; e credono che l'armata 
della Signoria debba andar a Metelin , per esser mal fornido e 
cuslodido. 

È sta preso de luor 300 ducati del deposito, e darli al Pa- 
triarca , che i despensa a' poveri : poco dapoi ghe n' è sta manda 
altri cento, e 200 stara de farina. 

È sta fatto Capitanio General da terra Sigismondo Malatesla , 
Signor de Kimini , che è sta liberado de prigion ultimamente 
dal Papa , a instanzia della Signoria ; et è sta spazza all' impresa 
della Morea: e'! Papa s' ha dolesto grandemente, e ha ditto 
che '1 no vuol esser dove sia Sigismondo. 

(I) Goder. 



ANNALI VENEll 25 

Està manda al rreneral pani de lana per 1,500 ducali, con liGV 
ordene de dislribuiili tra (^onstantin l'aleologo e allri capi de 
slradioti (1). 

Ussan Cassali, re de Persia, s'ha luosso conlra '1 Turco, 
percliè '1 glie ha occupado senza causa 1 regno de Trebisonda, 
patrimonio di sua moglie, n;> mai ha possudo sperar de farlo 
condescender ad accordo: onde ha messo in punto 150,000 ca- 
valli, e i ha allozzadi appresso '1 Monte Tauro per la commo- 
dità de i pascoli e delle vittuarie, e ha manda alcuni capi con 
bon numero de allri cavalli in soccorso del Caraman; el qual 
con questi ajuli ha recuperado gran parte delle so cose , che 
Turchi ghe havea usurpado. Ghe è andà conlra el secondogenito 
del Turco con 30,000 civaìli, de i quali ne è morii 4,000 in la 
prima fattion, e 600 de quei del Caraman: el qual, havendo 
presentido che '1 Signor Turco era in persona poco discosto, 
s'ha retirado, e s'ha unido con Ussan Cassan, che marchiava 
alla so volta; e ha scoverto che tra le sue zenti ghe era una 
spia del Turco, la qual, conduta davanti d'esso, ha ditto che 
l'è sta manda per informarse della qualità delle so zente e delle 
so forze. El Caraman, considerando l'ardir grando della spia, in 
luogo de punirlo, ghe ha usado gralìssime parole, e ha vo- 
giudo (2) che ghe sia moslrado ogni cosa; e dapoi se l'ha fallo 
vegnir d'avanti un'altra volta, e ghe ha dillo che '1 torni al 
so Signor, e ghe referissa quel tanto che de so ordene ghe è 
sia fatto veder; e l'ha licenziado. 

La Signoria, certifìcada de questi movimenti, fia scritto a 
Marco Corner K., che '1 manda un so messo de Cipro al (Ca- 
raman e a Ussan Cassan con lettere de credenza, a farghe in- 
tender che la noslra armada sarà pronta a ogni so piaser conlra 
Turchi. (Questo Ussan Cassan è figlio d'un Signor de alcuni 
pochi castelli alla montagna, de poco moni mio. El so paese 
se chiama Tactai, el è de poco circuito. Costui deventò mollo 
valente e savio, el era do bellissimo corpo, liberal, cortese 
e benigno: se mosse del 1V55 con 3,000 homeni, e corse nei 
paese d'un Signor so vicin più polente de lui, e lo dannegiò 
grandemente ; tal ciie sdegnado d'esser offeso da un princip(> 



(1) Scorridori greci valorosissimi. 

(2) Voluto. 

ARcn.Si.il. Voi. VM. /»«/-./. 



•2<; MAI. JI>IKH(> 

IWi- {piovono, do poca rcputazion o (l(^ poclie forzo, publicò uif 
haniio, «lo investir d'una città chi f^hc portasse la testa del so 
nemigo: in modo che un di soi messe insieme alcuni boni 
soldadi, e se ghe messe driedo, e lo trovò in campagna visiri 
al monte , l'assaltò e lo messe in fuga con tutti i soi. Ma '1 dì 
seguente, no se perdendo d'ancmo, adunò 1,500 homeni; o. in- 
formado che 1 so nemico reposava con le so zcnle, l'assaltò. 
tagiò a pezzi parte delle sue zenli, e parte prese. Perdonò 
a tutti i presoni, e molti restò al so servizio: fra questi fa 
preso el capilanio, el qual per speranza de premio havea tolto 
(luoir impresa. Ussan se 'I fece menar d'avanti, e ghe domandò 
qual causa l'havca mosso a darghe travaglio, e la intese dalla 
so propria boca: questi ghe fece tagiar la testa, e la mandò al 
so nemico; ma usò gran cortesia a so moglie e ai figli. La 
so reputazion e andà cressendo, tanto che 'I Signor Turco, 
i sudditi del (jual era travagiadi de continuo dalle so zenti , 
tentò de destrugerlo: e operò el coiilrario , perchè *1 ghe mandò 
contra lo zentc da i confini, e forno (1) rote; e lui crescttc de 
nome e de forze. Da poi , del 14-GO, l'Imperador de Trebisonda 
vene alle man con alcuni confederadi de costui , e nel fatto 
d'arme fu fatto prigion; e conduto a la so prescntia, se con- 
tentò, por libcrarse de servitù, <le darghe per mogier una sua 
fiola. E con questo parentado ftUto più grando, ci Signor Turco 
comcnzò a temerlo, e ghe mandò contra potentissimo esor 
cito per distrugerlo; e lui, \cdcndo de no poder resister a la 
so potenzia, ghe voltò le spale, e se retirò al monte; e Turchi 
s'impadronì della metropoli de queir Imperio, che è la città àc 
Trebisonda. l'oi, prosperando le cose de Turchi contra de lui, 
se redusse verso 'I monte, per no esser astretto de vegnir al 
fatto d'arme con disavantaggio: e (juesto fece che Giansan, Si- 
gnor de Tactai, confederado dfl Turco, confin (2) de Ussan, vc- 
dando <ho era impossibele superarlo, so rotirò con le zenti » 
ne liconziò gran parto, E Ussan, havendo pressentido che l'era 
«juasi desarmado, uscì una note del forte con una banda delle- 
so zen te, e Tassallò, e '1 foce preson insieme con un suo fio, 
e tagiò a pezzi lutti i soi. e foco fa^iar la tosta a [widre o a 



(1) V'uiono. 

(2) (■.(iiifìiiantc. 



ANNALI VENETI 27 

fio, e inaiidò quella del padre al Turco, v <[uella del Ho al iWt 
Soldan: el Turco mostrò despiaser, e inenazzò de far vendetta 
de quella morte; e '1 Soldan fece gran segno de allegrezza, e se 
inanemò a prender le arme contra Turchi. Dapoi la morte de 
costui, tutte le cose de Ussan hanno prospcrado tanto, che 
l'imperador de Tartari, temendo della so potenzia, deliberò de 
farglie gagliarda guerra per destruzerlo. E messo in campagna 
un grosso esercito, ghe andò contra. Io assediò, e Io messe in 
pericolo : tal che el ghe mandò un Ambassador , e ghe fece dir 
molte parole huniili , de sorte che se comenzò a trattar de pace; 
e per questo trattamento, le zenti se fermò, e lui de note al- 
l'improvviso l'assaltò e Io ruppe. In questa fation fece preson 
el so nemico principal, e ghe fece tagiar la testa in publico , 
e' per la so morte tutti i so populi ghe dote (3) obedienzia , 
e restò pacifico Signor della Persia , della Media e della Tar 
tarla; e nonziò al Signor Turco questa vittoria per messi a 
posta. Poi se solevo alcuni figli del Signor de Tactai , i quali 
volscno vindicarse della morte del padre, e restorno superadi 
e presoni ; tal che a! presente el regna in quel paese , senza 
contrasto, patron de molti regni richissimi e potentissimi. 

Tornando alle cose della Morea, està manda altri 1,000 ca- 
valli per quell'impresa; e a'26 de Febbraro è sta preso, che 
tutti i Rezimenti (2) paghi 30 fin 80 per cento dei so salarli; 
et è sta dispensado a'poveri 100 ducati e 100 stara de farina, 
A' 17 de Marzo è sta fatto triegua con Turchi per 3 mesi, 
perchè le genti e l'armada della Signoria era in besogno de 
formenti. 

A questo tempo la terra se ha certificado , che '1 Duca de 
Milan e Fiorentini trattano co '1 Re de Pranza per mezo de 
sui Ambassadori , che '1 Duca de Rorgogna no vada contra 
Turchi. Luchesi domanda un corpo de galia da armar per 
questo effetto; e a' 17 d'Avrile è sta preso de darghelo, soraco- 
milo Nicolò da Pesaro. E a' 15 de Maggio è sta creado l'olficic» 
delle Cazude, con cargo de scuoder (3) le angharie che no vieti 
pagate in tempo, con la pena de do soldi per lira. 

(1) Wi dettero. 

(2) 1 rettori. 

(3) Il Miigislrato alle Cazude aveva ufficio di riscuoleic le iiii|'o^'« 
insolute. 



28 M A L l IM K f5 

\k(ì't El Zeneral I.orodan ha tolto Stalimene al Cornino £;io(0 , pi- 
rata, ci qual l'ha rubata a' Turchi; e ha rononciado rannada al 
Zusti£^nan so successor. E subito è sta taijliado a pezzi fra terra 
1,500 do nostri; i quali, da poi questo fritto, se hamio roduto 
a marina, o liainio preso e ruinado molti casteloti de lurchi, 
e son andadi all'impresa de Metelin, e hanno espugnado 'I ca- 
stello e dado una batteria general a la terra, con tutte le ciurme 
e altra trenle d'armada. Questa battaglia ha durado sei bore; 
e finalmente i nostri se hanno retirado con perdita de .'5,000 
tanti. Do zonii da poi s^ ha reintegrado l'esercito, e reapi- 
zado (1) la battaglia; e un'altra volta quei della Signoria è sta 
rebatudi, e Anzolo da Pesaro, Capitan al golfo, è resl<à ferido 
d'una freccia, et è guarido : ma pochi dì dopo, ghe è sora- 
zonto flusso de sangue, el è morto a Modon, con despiaser de 
tutta la terra. Slandose in questa fattion sotto ÌVIetelin, T anti- 
guarda delParaiada ha s(;overto molle vele turchesche a nu- 
mero de 150 legni; 4-3 de i quali è galìe, e '1 resto fuste e 
altri legni, tutti armadi da Greci, Ciudei e Turchi. E 'l (ie 
neral s'ha partido da l\letelin, per haver perso 5,000 homini che 
era su l'armada, e i altri è rimasi feridi: non ha artigliarle, 
che ghe son crepade quasi tulle in l'assedio, e la polvere ghe 
('. mancada : et è vegnudo a Negroponle, e occupado da dolor 
che l'impresa ghe sé malamente reussida, se ha gittà al letto, 
et è andà a }.Iodon et è morto, recevudi prima tutti i sagra- 
menti della <;hiesa. E questo è stado '1 fin de Orsalo Zuslignan, 
K. e procuratore, Capitan General , homo illustre ; de grandezza 
d'animo e de ricchezze : el è sta fatto in so luogo Giacomo 
Loredan. 

A' 10 de Lugio è zonto el cancelier del Bailo de Costantino- 
poli, mandado da Macmul Bassa a trattar de pase con la Si- 
gnoria. E ridotta la cosa al (Jonsegio de Pregadi , e sta consi- 
dera da una banda, che 'J Papa cerca ogni occasion de lassar 
la Terra sola in guerra; dall'altra, che Tè zonlo in Ancona per 
montar in galla; che el Duca de Borgogna e 'I Bastardo è messi 
in camin. È sta opposto a quelli che voleva trattar de pase , 
che i è homeni di poco cuor, che i no ha speranza in Dio, 
e che i lemc^lroppo della mala voluntcà del Duca de Milan e de 

(1) Riacceso. -, 



ANNALI VENETI 29 

Fiorentini. FinahiietUe ò sia resposo al (lancellior del Bailo , IVGi 
che no se puoi aldir (1) proposta alcuna de pace, pen^hc la Si- 
gnoria è in lig:lìa co '1 Papa , co 'I Re d' Onijliaria e co '1 Duca d(» 
Borgogna. 

A' 30 <ic Lugio ditto, se ha aviso da Alvise Foscarini i)., Ain 
basciatore in Corte, che 'I Papa è zonto in Ancona, e fa armar in 
quel porlo alcune galie; e 'I Dose, 'I zorno driedo de Luni a 
21 bora, è monta in galla con 10 conserve, 4 de i so consegieri, 
e le altre de soracomili; et è sta acompagnado da tutta la nobiltà 
della Terra, da cittadini e da lutto '1 populo per piazza e per 
barca, et è monlà in gaìia al pontil (2) delle legne, e là ha dato 
combià (3) a lutti, e se ha slarga (4) a mezo canal. A'due d'Ago- 
sto gli fu mandalo un memoriale, conforme alla comniission che 
si dà alli altri ministri, il qual memoriale è qui innanzi del- 
l'opera (5), in carta pecora , et è il medesimo che fu 

mandalo al su dello Duce. E a' 12 d'Agosto è zonlo in Ancona 
con 24 galie, et è sta incontra e visita da 4 Cardinali, capi delle 
galie armade in quella ciltà. El Papa era alozado in vescovado 
su'l monte, e sentì 'I strepilo delle artelarie, e dubitò che 'I Dose 
fosse arivado , e mandò un suo camerier a intender se l'era zonlo, 
con ordene che '1 lo dovesse veder lui medemo; e questo fu perchè 
1 vene in Ancona, non possando creder che 'I Dose dovesse andar; 
e lui s'havea obligà d'andar a tal impresa in compagnia de i prin 
cipi chrisjliani, massimamente del Dose de Venezia, e no altra- 
mente. El camerier vene alla galia, e domandò dove era 'I Dose , 
el qual a caso era in pizuol (6); e no 'I vcdando, pensava che '1 
no ghe fosse: ma i so scudieri e zenlilhomeni 1' acerlò, che aspet- 
tando alquanto, lo vederia; e lui ghe disse , che ghe fesseno in- 
tender che Pera messo del Papa , e che 'I voleva parlarghe: e su- 
bito de ordine del Dose el fu inlrodutlo , o fatlaghe reverenzia ; 
e visitatolo per nome del ì'apa, tornò indriedo e referì al Papa 
che lo havea visto e visilado. El Papa sentì gran dolor, perche 

(1) Uilire. • , 

(2) Pontile, approdo spnrironle iieHjicqua. 

(3) Commiato. 

(4) Allargò la galea. 

(5) Qiioslo flocnmenln manca noi manoscritto del Longo e in dille le 
copie. 

(6) Parte superiore della galea , verso lo spori>ne : era il luogo d'onore. 



:ìo m vi, utero 

146'i i^lii- (icspiasova andar in persona, e ghe despiaseva anche mancar 
della promessa. La sera ci Dose mandò 4 soracomiti a far reve- 
renzia al Papa , e a dirglic che '1 desiderava de visitarlo e de ha- 
sarghe 'I piò: el Pa|>a respose a i soracomiti, che '1 giorno se- 
guente r abbrazzaria volentiera, a 20 bore. Questa vose andò per 
la terra , e tutta la gente se messo in aspettazion de veder andar 
el Dose a visitar el Papa. El zorno dricdo fo mandaci Cardenalde 
Pavia, con 2 Vescovi, a far intender al Dose, che già alquanti dì 
<'l Papa era amalado de flusso, e che 'I mal ghe era cressudo , 
e no podeva esser con lui; pregandolo che 'I lo havesse per escu- 
sado , e che '1 defferisse fin che 'I migliorasse. El Dose respose 
al (Jardcnal con forma de parole conveniente , e fece giudicio con 
tutti quei che sentirno a parlar el Cardenal, che fosse una finzion; 
e mandò 'I so miedcgo (l) a colegiar el caso del Papa con quei che 
consultava su la so infìrmità. El micdego parlò con modo pru- 
dente, e disse che l' indisposizion della Sua Santità era, per sua 
opinion, pericolosa; e tornado a galla, referì al Dose e a' consi- 
glieri che per so giudicio ci Papa moreria presto: e così la 
note seguente lunedì , venendo il martedì , el Papa Pio segondo 
mancò de questa vita. 

La mattina el Collegio de <^ardenali mandò a nonciar la 
morte al Dose per due Cardenali , e a dolerse che 'I se fosse 
partido de Venezia con incommodità per servizio de Dio, e che 
fosse sorazonto tal impedimento della morte del Papa, El Dose 
ghe corispose con dir , che 1' havea desiderio de conferir co '1 
Colegio de Cardenali molte cose d' importanzia spettante al- 
l' impresa. Referida questa resposta al Collegio, se redusse 'I 
r^oncisloro a' 15 d'Agosto, giorno solenne dell'Assunzion de Santa 
Maria , e fu manda 4 Cardenali a levar el Dose ; el qual se 
levò dal palazo onde l'alogiava, e montò su un cavai liardo co- 
verto de pano d' oro fin in terra , e fo messo in mezo da i 4 
Cardenali, due de i quali el precedeva e do '1 seguitava, con 
tutta la cittadinanza d'Ancona, che ghe andava avanti a pie; 
compagnado da i soracomiti e consegieri a cavalo, e da infiniti 
altri a pie; e andò in vescovado, onde vede '1 corpo del Papa 
morto. Da poi intrò in Concistoro , e fo messo a scntar appresso 
'1 presidente, che era 'l Cardenal Niceno Tusculano; e parlò a i 

(I) Medico. 



ANNALI VENETI 31 

'arilciiali parole gravi e bricvi , esortandoli e pregandoli che 14fiV 
siano favorevoli all' impresa , lolla a lionor de Dio in defcsa della 
santa fede ; e che in la creazion del Papa voglino lassar da banda 
ogni respelto , e haver 1' occhio al pericolo che sovrasta a tutta 
la Christianità : affermando che, quanto a la Signoria, tutte le 
cose son apparechiade ; e protestando che el Turco è armado 
gagliardamente; e considerando che, sebben el Re d'Ongharia ha 
messo insieme un gran esercito per opponerse, è necessario pro- 
vedcrghe de danari, e che la Signoria ghe darà in so parte 
60,000 ducati all' anno , acciochè '1 possa ressister al comun ini- 
migo- 

Dopo che '1 Dose finì de parlar , il Cardenal Niceno presi- 
dente, ghe respose, e l'honorò con parole piene de laude, e parlò 
de i meriti e de la gloria della Signoria, che sola tra tanti prin- 
cipi christiani habbia seguido l'esempio del Papa. Poi è sta con- 
segnado a i so ministri W,000 ducati , trovadi in cassa del Papa, 
de ragion de la Crociala, i quali per la via de Zara sia man- 
dadi al Re Mathias de Ongharia; et è sta offerto al Dose 5 galle 
de Cardonali, armade e pagade per 4 mesi, a obedienzia de i 
ministri della Signoria ; dapoi hanno consegiado el Dose che 
vegna a desarmar, perchè i Cardenali anderà con ogni diligenzia 
a Roma per la creazion del Papa. E a' 16 d'Agosto ditto, el Dose 
parli d'Ancona, e vene in Istria, e lassò là 5 galle con ordine 
che vadano a trovar el General; e a'23 ditto, la vigilia de San 
Bartholamio, è zonto su 'I porto de Venezia, e la Signoria ghe 
è andà contra, fuora di do castelli, e l'ha accetta in Bucintoro, 
e l'ha acompagnado in palazo. 

A' 30 d'Agosto ditto, de zioba (1), in Roma, i Cardenali son 
iiitradi in concistoro per la creazion del Papa; e al primo scru- 
tinio, è sta creado summo pontifice, de tutti i voti, Don Piero 
Barbo , Cardenal de San Marco, el qual ha vogiudo esser nomina 
Pauhis Papa Secundus Venetus. E Dio che no abbandona quei 
che se fida in lui, ha mostra la so possanza: che habbiando 
Papa Pio, nel qual la Signoria havea posto tulta la so spe- 
ranza, messo questa Terra in manifesto pericolo, l'ha fatto niorir, 
e ha vogiudo che sia fallo in so luogo Papa Paulo sccundo ; 
onde, per render grazie al Signor Dio, è sta despensà iOO staia 
(le farina a'poveri , per dclibcrazion del Consegio de Pregadi. 

(Il Giovedì 



32 Al A j. I IM E H 

H()V L'andar del Dose in Ancona e le parole che l'usò in Concistoro, 
è sia in bona parlo causa de questa creazion: per la qual e! 
mal animo del Duca de Milan e de' Fiorentini s' ha infredido : 
e da cadaun d'essi s'ha leniudo assai a questo tempo, perchè 
Papa Pio era amicissimo dell'un e l'altro potentado; e Fioren- 
tini, vedando la Signoria intrigada nell'impresa de Turchi, 
pensava che l'osse tempo de Targhe guerra. Alcuni teme che 'i 
Papa tegna memoria del successo del vescovado de Padoa , che 
sarà al so luogo in la quinta parte de queste mie note; e per 
indolcirlo e honorarlo, è sta preso de mandarghe 10 ambassa- 
(lori , se ben a i altri non se manda più de 4 , e a Papa Eu- 
genio'se ne mandò 8 per esser cittadin veneziano. È sta fatto 
a questi ambassatori un manto cremesin per un, fodrà de vari (lì, 
e ghe è sta dà licenzia de menar con loro do zoveni nobeli per 
cadaun. 

Sigismondo Malalesta, (-apetan Oeneral de Terra, è zonlo a 
Modon a'8 d'Agoslo, e ha trovado che era zonto là 1,400 cavalli 
di so homeni d'arme, e 400 balestrieri a cavallo, con 300 pe- 
doni; e ha tolto l'impresa de Misitra, altre volte chiamada 
Sparla, sedia principal della Morea; e acostade le genti, l'ha 
liavula facilmente; dapoi l'ha comenzà a bater la roca, e l'ha 
assedia tre mesi continui, e in fin è calado 14,000 Turchi e l'ha 
presidia. 

Stando la terra in consolacion per la creazion del Papa , 
è zonlo lettere de Sigismondo Malatesla e de Andrea Dandolo 
Provedilor circa i bisogni dell'esercito, del mancamento delh^ 
viltuarie e del danaro ; del besogno di guastadori, munizion, 
anemali per la conduta delle artigliarle e de le vittuarie : 
con protesto, che i no puoi far altro che regolar la milizia , 
guidar l'essercito, e ressolver cerca l'imprese: e disc con pa- 
role espresse, che la provision delle altre cose loca a quei che 
è patroni del Slato, che ha fatto l'essercito, e tolto l'im- 
presa. 

El Signor Turco , insuperbito che le zeote della Signoria 
habbia lassa l'impresa de Metelin, è andà ad espugnar la roca 
de (iiaiza in la Rossina, occupada da Onghari l'anno passado, 
con 30,000 persone; et è sta ocupado in quella fattion da li 
10 de Lugio fin a i 24 de Agosto: ha atteso a minar la for- 

(!) Soppannalo di v;ij '■ 



ANNALI VENETI 33 

Iczza con artelarie e cave sotterranee, e infm l'ha havuta: poi i>))V 
Ila dà rassallo a la terra, in la qual ghe era 8,000 fanti per 
el Re d'Ongharia, La battaglia ha comenzà el dì de San Bar- 
tholamio, a un'hora de giorno, e ha dura tutta la notte (in a 
4 bore de dì del giorno driedo: è morto molti Turchi , e de quei 
de la terra (cosa maravigliosa) un solo; ma assai feridi. Vedando 
'I Signor Turco non aver possudo operar l' intento suo con si 
longa e aspra battaglia, e dubitando che '1 Re Mathias arivassc 
in soccorso (perchè le spie ghe reportava che l'era acampadó con 
grossa banda de gente a pie e a cavalo su le rive della Sava), ha 
fatto gittar nel fiume 5 pezzi d'artigliaria, longhi 17 pie, e larghi 
tre palmi in diametro, ftitti fonder particularmente per l'espu- 
gnazion della roca, e ha lassado le bagagie, e se ha partido. Le 
bombarde è sta cavade fuora del fiume de ordene de i ministri 
regii con gran fatica, e s'adoperarono in la terra: el numero de 
i Turchi morti è sì grando, che quei de Giaiza è stadi, da 24 fin 
28 d'Agosto, tre zorni continui a netar le strade, e gittar i corpi 
morti nel fiume, per liberarsc dal fetor che havevano causado in 
quei contorni. 

A'28 de Settembrio è zonto per via d'Alepo un Ambassador 
de Ussan Cassan a la Signoria. Dice che l'è manda dal so Signor, 
per intenderse ben con la Terra contra Turchi ; promette 60,000 ca- 
valli sotto la so persona, e se obliga de no far mai pace con essi , 
senza participazion della Signoria, e domanda che anche essa 
ghe prometta 'I medemo; e disc che per far questa guerra , se 
concita contra molte nazion, e però se vuol assicura do no re- 
star solo; e promette che 'l so Signor sarà, el mese de Marzo 
(;he vien, su le rive del stretto de Galipoli, cioè al castelo del 
Dardanelo, sì che l'armada della Signoria podere andar fin a 
Constantinopoli. Ha considera la grandezza del Turco, e ha parla 
del poco frutto che ha fatto la ligha della Signoria co '1 Re 
d'Ongharia e Scanderboc; e dice che, con le forze del suo Signor, 
è da sperar che '1 nemigo comun se redurà a passo che '1 no 
saverà onde voltarse; e comemora che '1 Tamberlan, chiamado 
da lui avo del so signor, prese Baisit (1), padre de iMahoraeto 

(1) Bajazel l. Qui il Malipiero confonde Maometto li , die regnava 
a quel tempo, con Maoraello I lìglio di Bajazet , il quale inori nel i}2i. 
Circa il crudele trallamento che di Bajazet vuoisi facesse Tainerlano , le 
storie discordano, ed anzi da buoni critici è tenuto per falso. (A', di T. (}.). 

Akcu.Sx. iT. Vol.VU. /'«r. /. K 



34 M A I. ri' I E f( ( * 

l't04 che addosso regna, e Io tene in rabbia sotto la tavola onde 'I 
mangiava, e se '1 condusse driedo onde '1 andava, tal che '1 finì 
miseramente la so vita; e disse die l'ha commemora quel suc- 
cesso per far capace la Signoria dell'anemo del so Signor conlra 
'1 Turco; e in fin priega la Signoria, che dagha ampia fede 
a quello che l'ha esposto per nome del so Signor, e stimar le 
so forze, e sperar che le diebba far frutto, se ben quelle della 
ligha non l'ha fatto. E dise per esempio, che se ben l'arboro grosso 
sta forte al vento, e molte volte non se attera per fortuna che ve- 
gna, niente de manco un picol vermo che ghe vada a le radici , 
el rode tanto che '1 vento el buta a terra senza diftìcultà; e aplica 
'1 vepmo al so Signor, dicendo che '1 roderà in tal modo 1' ai- 
boro grosso, inteso da lui per el Turco, che co '1 vento dell'ar- 
mada della Signoria el resterjì distrutto. 

Questo parlamento ha mosso ogn' un talmente, che è sta dc- 
liherado de acelar 1' accordo con tutte le condicion proposte, 
e con espressa dichiarazion de non far mai pase con Turchi , 
se no se include '1 so Signor; e che tutto quello che se acqui- 
stasse fra terra in Asia, resti liberamente suo; e quel che se 
acquistasse a marina con 1' armada della Signoria, resti nostro: 
e fatta la capitolazion, è partido ben satisfatto con le galie de 
Barutho (1). 

A questo tempo medesimo el Caraman, inimigo de Othomani, 
ha manda so ambassadori fin a Rhodi a trattar ligha con la 
Signoria conlra Turchi: et è sia commesso ad Andrea Corner 
q. Zorzi, amador della patria, il qual è confina in quell'isola 
per 10 anni , che tratti con loro , e consenti a nome della Signo- 
ria de mandar 7 galie secondo che domanda , che accompa- 
gna '1 suo esercito per le marine della Turchia : e cosi è sta 
capitolado. 

Quest'anno è sia gran carestia de formento in la Terra, per 
raccolto cattivo, e per la spesa dell' armada e dell' csscrcilo; in 
modo che '1 formento è sta vendudo el mese de Seltembrio 5 li- 
re e 10 picoli el slaro, fin 6 lire; e le farine fin 7 lire e 4 picoli ; 
e perchè le farine comenzano a mancar, è sta fatto un proclama 
l)or r officio delle Biave, de dar a chi ghe ne condurà in fon- 



ti) (lalee di Irallico. che si armavano a spese pubbliche e s'affilia 
vano a' mercanli. 



ANNALI VENKTI 35 

Jogho (1) por tu(Jo'l mese d'Ottubrio, 10 soldi del slaro do don: i'iGk 
in modo clic in pochi zorni glie n' è vegnude tante, che glie 
n'è sta una mattina in fonteglio 2i,000 stara. A' 8 d'Ottubrio 
è sta preso de metter mezza decima alla Terra per imprestar 
W,000 ducati air officio delle Biave. 

Le zente della Signoria su la Morea da 12 de Settembrio 
a' 22 son stade alle man con Turchi, et è reusside ben. È zonto 
a' Turchi pressidio de zenti in campagna; ma è zonto anche 
al campo della Signoria buon numero de schiopetieri, e de ga- 
lioti, e de navaruoli (2), con molte delle cosedomandade; es'lia 
sparso fama nell'esercito turchesco , che era zonto in campo 
delfa Signoria aiuto d' homeni, de cavali e de monizion: e Tur- 
chi, con dir d' haver habudo commandamento de tornar in- 
driedo, son parlidi. Li ministri della Signoria tuttavia continua 
a domandar molte cose per continuar l'impresa; e disc che 
10,000 ducati, che i ha habudo dal Zeneral Loredan, no fa per 
una minima parte del so bisogno; e che se ben in le scara- 
rauzze con Turchi, i son rimasi superiori, niente de manco 
son stadi in maggior pericolo de' Turchi. Con questi avisi s' ha 
habudo una lettera data in la Morea nel campo della Signoria , 
(Irizzada a i Cai de'X, senza sottoscriltion ; la sostanzia della 
qual è, che Sigismondo Mala testa Capitano General s'intende ma- 
lamente con Andrea Dandolo Proveditor, che i se ussa (3) insieme, 
e che è necessario proveder per beneficio dell'impresa: e a' 14 
de Decembrio è sta preso di far (4) in luogho do Andrea Dandolo. 
Due Greci è uscidi della fortezza deMisitra, e son sta presi da 
nostri; e glie sta trova addosso cinque lettore drizzade a i capi 
delle zente turchesche, per le qual quei de dentro domanda aiuto, 
con protesto de darse alla Signoria, se i no ha presto soccorso. 

in questi dì è vegnudo in luce , che Sigismondo Mala testa 
ha manda un Ambassador al Re Mathias d'Ongharia, e ghe 
fa intender che la Signoria provede scarsamente a i bisogni della 
guerra, e che esso solo no puoi continuar l'impresa; e gh(> 

(t) Fondaco, deposito pubblico di farine che si compravano dal go- 
verno per rivenderle a minor prezzo e raanlenere le abbondanze , cai 
soprintendeva il Magislralo delle Biave o Biade. 

(2) Marinaj. 

(3] Aizzano o cozzano insieme. 

(4) Eleggere altri. ^ 



•M) MA I. 1 l>l EIU) 

1VG4 (loiiKinda 'I suo animo circa ci prog:resso della guerra; e glie 
(lice, che quando'! voglia andar in persona, el continuerà con 
bona speranza: ma quando la Sua Maestà no vogia alrovarse, 
è sforzalo per so honor a prender altro parlido. 

Ussan Cassan Re di Persia ha cavalcato, el mese de Lugio 
e de Agosto , con 40,000 cavalli e gran numero de pedoni a 
danno del l'ureo, e se deve unir co '1 Caraman. Vedando il si- 
gnor Turco d'esser travagiado, per opera della Signoria, da 
Onghari, da Scanderbec, da Albanesi, dal Caraman § dal Re 
de Persia, ha manda co'l consegio de Cristiani un suo Ambas- 
sador al Duca do Milan per provocarlo contra la Signoria, e lo 
ha invia a la Valona con presenti molto ricchi: e perchè esso 
Ambassadore ha da passar a Trani, ha fatto domandar salvo 
condutto a Ferdinando Re de Napoli, e lo ha presentado hono- 
ratamenle. Questa cosa è annunziata al Consegio de Pregadi 
per lettere de Geronimo da Molin , Bailo a Corfù: el qual è 
avisado dal consolo de Trani, tra le altre cose, che '1 Turci- 
nian de questo Ambassadore è Niccolò (Corner, greco renegado, 
el qual è sta Sangiacco (1) a la Valona ; e che i presenti che va a 
Ferdinando è 14 cavalli, 20 cani, pavioni (2), pani d'oro, pani 
di seta, molti lavori de seta, d'arzento e d'oro. 

A'14 de Decembrio Sigismondo Malatesla ha tenta più volle 
indarno l'impresa della roca de Misitra, et è andà in guarnigion 
con le zenti, con poco honor. 

(iabriel Trivisan Provedilore in Albania scrive , che 'l Scan- 
derbec è sta a parlamento co '1 Subassi (3) de quella Provincia ; 
e che l'ha inleso da lui, che 'I Signor Turco ha manda un Am- 
bassadore al Duca de Milan , co *1 mezo de Nicolò (]orner re- 
negado, per far che '1 muova guerra a la Signoria a sue spese ; 
e che esso Scanderbec ghe ha resposo che '1 no farà niente , 
perchè la Signoria ha concita tutte le potenzio Christiane contra 
de lui. E '1 Subassì ha fatto saver tutto questo a Costantinopoli; 
e ha ordene da la Porla de tentar co'l ditto Scanderbec de far 
pace con la Signoria, con bonissimc condicion, e particolarmente 
con concederghe Metelin e altro; e quando esso Scanderbec voglia 
interponerse, promelle de recognoscerlo. Hanno parlalo insieme, 

(1) Governatore del oonlado. 

(2) Padiglioni. 

(3) Poleslà. 



ANNALI VFAFTI 37 

e'I Scandcrbec ghe ha rosposo, v.he tulli i Principi ('lirisliaiii liaiino 1 'if)4 
capitolado insieme de no far pase co 'I Turco un senza l'allro, 
e che no se farà nienlc. E ì Signor Turco, inlesa (jucsla ri- 
sposta, ghe ha fatto dir, che al tutto el vuol che'I se inlorpona. 
e che '1 ghe dà libertà de concluder con quelle condicion che 
ghe par honcste. El Scanderbec ha comunica tutto (juesto co 'I 
Trivisan , e ghe ha ditto de vegnir in persona a la Signoria. 
Lette queste lettere, e intesa la so continenzia, è sta chiamado 
ci Consegio dePregadi; e ben ventilada la cosa, e considerado 
che la Signoria ha molti emuli in Italia, che procura '1 so mal, 
è sta preso de scriver a Gabriel Trivisan predillo , che metta a 
ordene la galia de Catharo, e ghe metti su Scanderbec; e ch'esso 
s'informa diligentemente de tutte le cose dell'Albania, e vegna 
in so compagnia in questa terra. 

In questi di de Lugio è sta scriito a Lunardo Longo, che i^^GS 
lievi su la so galia Zaniboc, Ambassador del Soldan , e lo con- 
duca in questa Terra. 

A' 9 de Fevrer è sta fatto Capitanio Ticncral Vcllor (Capello 1466 
in luogho de Giacomo Loredan. A' 20 d'Avril , Vettor Capello 
ha tolto r armada per consegnada; e dopo visitali i luoghi della 
Signoria, è andà con 23 galle in golfo de Salonichi, e ha messo 
in terra le ciurme e i homeni da combater ; et s' ha messo fra 
terra , e ha preso per forza Larso et Ebro ; e tornado su 1' ar- 
mada, ha preso la città de Athenc, nobilissima per 1' antichità , 
chiamada addesso Setines , e 1' ha dà a saco all' armada , et è 
sta fatto gran preda. Poi è andà in golfo de Corinto , perchè 
quei de Patràs ghe havea promesso de amazzar le guardie de 
Turchi e (larghe la Terra: ma la cosa è successa altramente, 
perchè le zente della Signoria, sinonlade in terra sotto la guida 
de Giacomo Barbarigo Proveditore, se spinge avanti vicin alla 
Terra, e vene alle mani con Turchi. El Proveditor è resta morto 
con 3,000 fanti ; el corpo del Proveditor è sia cognossudo da 
Turchi, e così morto è sta porla in la l'erra, e impala su la 
roca : e sotto '1 Capitanio General è sta tagià a pezzi 11,000 sol- 
dadi ; tal che queir impresa è reussida infelicemente. 

Continuando la Signoria in questa guerra importantissima, 
con grandissima spesa, è sta descovcrto che la mazor parie dei 
Prin<;ipi d'Italia tratta de far ligha conlra la Signoria; e Icnicndo 



38 >[ A L I P I 1^: ì\ O 

l^t66 de no podor rossister da lanle bande, è sia deliberado de 
mandar David riiudco alla Porta del Turco, a domandar salvo 
condolo per un Ambassador che se voria mandar a trallar pase 
e triegua. 

Papa Paulo , mosso dal Re Ferando de Napoli , dal Duca (ìa- 
leazo , dal Duca de Ferrara e da Fiorentini , ha manda a la 
Signoria ci Cardenal Santo Angelo Spagnol , a esortarla che 
la continui la guerra co '1 Turco, offerendo 300,000 ducati; 
100,000 lui, 100,000 el Re e 100,000 tutte le altre polenzie d'Ita- 
lia insieme; e voria che se fesse nuova intelligenzia tutti insieme. 
Tihe è sta resposo, per deliberazion del Consegio de Pregadi, che 
se vuol continuar l' impresa , e che se acetta i danari per tal 
effetto ; ma che la Terra no puoi obligarse a no concluder la 
pase , quando la ghc sia offerta con bone condicion. Quanto 
a la confederazion de i Principi d' Italia , ghe è sta dillo che 
la no accade, perchè la Signoria se trova con tutti in bona 
pase. E per trattar con Turchi con avanlagio, e poder continuar 
la guerra, in caso che l'accordo non babbi effetto, è sta fallo 
provision de danari per via de decime; et è sta preso de armar 
10 galie de più, a tempo nuovo; et è sta condolo Geronimo da 
Verona K., per Governador delle zente in la Morea, con 400 ca- 
vali e 1,000 fanti Italiani. 

Quest'annoel paese e i sudditi del Scanderbec è sta trat- 
tadi sì malamente da Turchi , che '1 Scanderbec medemo se 
ha messo in desperazion, massimamente vedendo Albanesi alie- 
nali da lui; e ha consegnado Croia, passo de gran imporlanzia 
per l'Albania , ai ministri della Signoria ; e ha manda qua so 
Gol , e lui è andà in persona a Roma e Napoli per far co- 
gnoscer in che termine se trova le cose de quella Provincia, e 
mostrar che se '1 iurco se fa patron de quel paese , ghe sarà 
facile passar in Italia. 

El Re Malhias d' Ongharia a questo tempo s'ha impalronido 
de Glissa , la qual dea transito principal a le marine de Dal- 
mazia ; e chi l'ha, può passar tanto in Ongaria quanto in 
Dalmazia. El Re è sta svegiado da una vose sparsa, chela Si- 
gnoria trattava d'haverla per via de danari; et è sta vero, che 
co '1 mezo de Giacomo Marcello Conte de Spalalo, è sta lenlà 
de comprarla per 16,000 «lucali. 



ANNALI VENEII 39 

Copia d'una lettera d'Antonio Michiel, che ha Tapallo de i 1466 
Allumi a Constanlinopoli , drezzada a Vettor Capello Capitano 
Zeneral. 

VI. 

« A' 14 de Decembrio vene qui nuova, che Giacomo Venier 
Vice Capitanio havea preso navilii e robe de carazani (1) e 
altri sudditi de questo Signor : per il die si sdegnò grande- 
mente, e comandò che fusse fatto tante galle che compisse '1 
numero de 100, et fussero in questo porto a mezo Marzo pros- 
simo. Hanno anche 7 galle grosse, e 3 bastarde, e 24 paranda- 
rie (2) de 20 fin 24 remi, a 3 homeni per remo; e queste se 
stimano quasi più che le galie, perchè vano meglio a la vela; 
poi numero infinito de fuste e griparie (3). Et è cosa notabele 
in questo Signor, che non è in alcun altro; che se 'I comanderà 
che la sua armada sia ad ordene, la sera. Prendase esempio , 
che a tempo de M. Orsato Zustignan, quando se hebbe aviso 
qua, che a Venezia era sta dà ordene de far armada, la era 
già uscida. Sono sta dati altri ordeni de homeni e de arme, 
e già son sta fatte infinite corazze. Son de parer che i carazani 
che serano posti su l'armada, farano più danno che non fa- 
rano i Turchi, perchè son peggio trattadi da i nostri che i pro- 
pri! Turchi. Tutti haverano le sue arme , tanto Christiani 
quanto Turchi; et serano armadi a modo nostro, perchè così 
è sta comandado. Stimo che sera fuora 200 vele; l'essercito si 
mette ad ordene. Facendosi qui apparecchio per mar e per terra , 
pensi la M. V. ove babbi a sborar (4) questo nembo. Si 
giudica qui da tutti , che sera a Negroponte. V. M. non si 
togli d'animo; che, sempre che l'haverà 40 galie sotil, 20 nave 
grosse de 500 in GOO bote (o) , con 100 homeni per una , e 
10 galie grosse, se poderà lassar andar Turchi a ferir onde 
vorano, e andar a trovarli vigorosamente, che se ne reportera 
vittoria. Dico navi de questa portada, perchè son più destre a 

(1) Crisliani che pagano tributo (caiaz) alla Porta. 
{2j Galee grosse. Le bastarde erano mezzane e più larglie. Paran- 
(larie, bastimenti a vele e a remi. 

(3) Griparie o gripi , bastimenti leggeri e veloci, a vele e a remi. • 

(4) A sfogarsi. 

(5) Botti. 



40 M A 1. 1 r I E ]\ O 

1V66 Icvarse de porlo, a ilar reaiurchio et a far ogn'allra cosa, che 
non sono quelle di maj,'^gior porlada: dico con 100 hotneni per 
una, per manco spesa; et sarano assai, purché le navi siano 
ben coverte come bisogna, fornite de pali, de dardi, de bo- 
cali (1), de calcina, de piera (1) e de oglio. Ricordo a V. M. 
che questi fano gran stima di navi, perchè non ne hanno; 
e perchè quando fu preso Constantinopoli, entrorno in questo 
porto certe navi genovesi et de l'Imperador, non ostante l'ar- 
raada che se li opponeva; e perchè hanno veduto Genovesi più 
volte passar per questo stretto, non slimando le sue bombarde: 
et sempre che se parla che sia uscita armada da Venezia, di- 
mandano se ghe intravien nave. V. M. stia di buon animo ; 
rhe vcgnirà su l'armada o 'I Capitan , che è pusilanimo , o 
Macmut Bassa, il qual non è in stima per altro che per il 
successo di Patràs, causado da altro che da la sua virtù : ma 
vaglia quanto si voglia, vai in terra e non in mar. Le cose de 
qui sono da slimar grandemente, e non da farsene beffe per 
ingannar sé medesimi. Questi fano conto che la Signoria non 
possi armar più de 40 galle, e stimano che 4 o 5 de suoi legni 
siano sufficienti per uno de i nostri. Hanno questa natura ; e 
l'ho veduto per esperienzia, che stimano più che non si convien 
il suo nemico, e provedeno a quel che bisogna senza alcun spa- 
ragno. Così voria che facessino i nostri. Sono sta scritti 25,000 ho- 
meni da remo, et è sta fatto provision granda per l'essercito. 
Sempre che si metta da banda l'avarizia, e che si facci conve- 
niente preparazion, ci di che uscirà questa armada, si potrà 
chiatnar il dì desiderado. Fin addesso son stato di opinion che 
questa armada non debba ussir, se la nostra se li metterà in- 
contro. Addesso son mudado de opinion per i grandi apparechi 
che vedo; et se altri senleno altramente, si troverano ingannadi. 
Hier sera gionse qui David giudeo, et la sua venuta mi fa metter 
qui lìn: ma prima dico, che questo Signor, per pratica che l'ha- 
vessedi pace, el no resteria de mettere ad ordene la sua armada, 
perchè l'è nemico dell'ozio ». 

El General ha nìandà a (Ainstantinopoli con David giudeo, 
/uanc Capello per Ambassadore: e nel trattar del negocio, ha 

(1) Mortaielti 

(•2j Piclra. 



ANNALI VENETI il 

ì'allo tiìonzion del He d'Ongharia, e a so inslanzia ha parla de 1460 
triec^u I e no de pase ; e ha trova Turchi molto mal disposti , 
perchè i non è usi a far Irieg^ua , e perchè no glie par che sia 
de sua reputazion trattar delle cose del Re d' Ongharia con un 
Ambassador della Signoria. De modo che non è sta fatto con- 
olusioii alcuna; anzi i non ha fallo conto della proposta : e se 
intende che Fiorentini e Genovesi ne son in bona parte causa, 
perchè '1 (Consolo de Fiorentini, avanti che giungesse Zuane Ca- 
p<?llo, affermava al Bassa che la Signoria no manderia Ambas- 
sadore per la pase, e l'esshorlava a melterse a ordene; e da poi 
fatta la domanda del salvo condulo, ghe ha ditto più volte, che 
la Terra è in stretta, perchè '1 Papa, la Comunità de Fiorenza 
e altri Signori d'Italia ne muove guerra , e che la Signoria 
manda a trattar de pace, perchè la è in besogno e in pericolo: 
tal che 'I Bassa è tatto più anemoso. Ghe è anche alguni che 
va de qua a Constantiuopoli su e giù, che informa el Consolo 
de Fiorentini delle cose della terra; e lui fa saver el lutto al 
Bassa, e ghe disc anche de più, per tuor la reputazion a la Si- 
gnoria. Della qual parlando '1 Bassa co '1 Capello, ha ditto che 
'1 so Signor no ha auchora comincia a far guerra alla Signoria , 
né ha manda le sue genti fin addesso a combatter i so luoghi; 
ma che essa ha ben fatto tutto '1 so poder contro le terre e cose 
soe, e non ha fatto né farà niente: anzi ha dà del pugno nel 
muro, e da dolor ha lira la man indrio (1); che in 5 anni che 
i ha guerra con la Signoria, i ha cognossudo la sua possanza; 
che fin addesso 'I suo Signor ha lassa far a la Signoria quel che 
r ha vogiudo , per veder quel che la podeva far, e che addesso 
el comincierà a far prova anche lui della sua ventura ; e se una 
cosa no ghe succederà, ne proverà un'altra; e se Dio no vo- 
lesse che r ottegnisse cosa alguna , che per questo el non per- 
deria niente del suo; e ha ditto: Ambassador, chi vuol manzar 
co '1 cuchier (2) d'altri , resta digiuno : voi havete speso i vostri 
danari, i havete mandati a (]rali ( che cosi i chiama '1 Re d'On- 
gharia ), e no v'ha giovato. Io dissi una cosa al vostro Bailo 
che morì qua in Conslanlinopoli , che per esser subito morto, 
la Signoria non l' ha intesa ; voglio che tu la sapi, acciochè possi 

(I) Indietro. 
i2) Cucchiajo. 

ARCli.Sl. 11. NOI. Vll./'ro. /. 6 



42 M A !. I PI E fi 

14-66 riferirglielo. El Dospoto de Servia mandò tulio 1 so Ihosoro 
a'Ongliari; e 'I frullo che l'ha fallo, è che '1 se ha eslinlo 
come fa una candela. Voi Irallatc per Ongharia ; e Onghari ne 
hanno fatto saver , che i non vuol che mercadanti faccia pace 
per loro. 

1467 Vctlor Capello è morto, occupado da dolor della mala riuscita 
delle cose della Terra. Se ha habudo despiaser della so morte, 
perchè l'era homo de gran virtù, e perchè se dubitava che 
l'armada turchesca no assaltasse quella della Signoria a tempo 
che la era senza capo. È sta fallo subito in so luogo Giacomo 
Vcnier, Capelanio del golfo , Vice Capitanio General; et è sta 
preso de far un altro Capitanio General con salario de 100 du- 
cati al mese, e un Provedador co '1 moderno salario, con obligo 
de star de continuo a Negroponte ; e in caso che '1 Capitanio 
mancasse per in6rmità o per altro accidente, debba subintrar 
Vice Capitanio in so luogho al governo dell' armada ; et è sta 
fililo la quarta volta Giacomo Loredan , e Nicolò da Canal 
D. Provedador. 

In questi dì Geronimo Orio soracomito , ha manda algnnc 
lettere intercelte tra la Valona e Durazo, scritte dal Re Ferando 
de Napoli al Turco; per le qual l' essorta a mandar, come fece, 
le so gente in Albania , perchè haveria facilmente Croia e Du- 
razo. La reussida del so consegio è sta , che '1 Turco ha manda 
l'essercito in Albania all'assedio de quei luoghi; et è sta re- 
batudo per opera de Giacomo Venier Capitanio al golfo. 

È sta dà ordene a Nicolò da Canal D. Proveditor, che '1 tenti 
con i ministri del Turco de vegnir a qualche trattamento de 
pase; e i rettori de Scuthari e Drivasto hanno scritto, che 'I 
Signor Alessio Spanno ghe ha fatto intender che puochi giorni 
avanti el parte da Costantinopoli , e ha ordene da Macmut 
Bassa de tentar la Signoria se la vuol pase col '1 Signor Turco ; 
e vedando che 1' babbi intenzion de farla, che'l prometta su la 
so fede , che mandando per tal effetto un Ambassadore a la 
Porta , el sarà ben visto. E per questo aviso è sta scritto a i 
ditti rettori, che dicano al Signor Alessio, che'l procura d'haver 
el salvo conduto per un Ambassadore, che'l se manderà: e cosi 
è sta scritto al Proveditor Canal a Negroponte , che se l' ha 
atacado pratica de pase , el la continui co '1 nome de Dio , se 
r ha speranza de vegnir a conclusion ; ma se '1 no ha trattado 



ANNALI VENEÌf V3 

fin hora , clic 'I soprasieda non essendo rcccrcado , perchè da 14G7 
altra parte se puoi praticar la pase con avantaggio per esser 
recercadi. È sta dà orechia a questo trattamento , perchè in 
5 anni che la Signoria fa questa guerra , I' ha speso molti da- 
nari , e perchè tutta Italia è in moto. 

A'4 de Decembrio Francesco Diedo Ambassadore inOngharia, 
scrive che se tratta triegue de tre anni fra quel Re e '1 Signor 
Turco , e che la Signoria sarà inclusa ; e per concluderle se 
aspetta el Re, che è andà in Moldavia, la qual ghe è ribellada ; e 
che dee vegnir in Varadin un Vaivoda de Servia a nome del Signor 
Turco per far zurar esse triegue. Per questo avisoè sta deliberà 
de spazzar a Francesco Diedo preditto un corriero a posta, per 
commetterghe, che se '1 Vaivoda vegnisse a zurar le ditte triegue, 
fazza tutto '1 so poder de far dechiarir che chi ha, tenga; e con i 
capitoli soliti, che l'armada turchesca no possa uscir del streto; 
e se 'I no podesse concluder senza la esclusion de questo capi- 
tolo , che lo remuova, e che concluda : et è sta dà tal ordene, 
perchè '1 Duca Galeazo de Milan cigna (1), insieme con i so con- 
fedcradi , de romper contra la Signoria. Et è sta gran cosa che 
la Terra s' habbia contenta de far acordo con Turchi senza 
quell'antica e nobile condicion , tanto apreziada da i nostri 
vechi , messa in tutte le capitolazion che se faseva con loro. 

Maggio. È fama che '1 Turco vien all' impresa de Scuthari ; 1468 
e per questo è sta preso de far un Capitan de 20 galle in golfo, 
et è rimase Giacomo Venier la seconda Data. È sta fatto anche 
Proveditor in la Morea Giacomo Marcello q. Christofalo. 

A' 2 d'Agosto Maumetlio Signor de Turchi , no abbiando fatto 
cosa d' importanzia contra '1 Re d'Ongaria e la Signoria in 5 anni 
continui; et essendo successo dal mese di Marzo fin tutto Avril, 
tre Solilani nel Dominio della Soria, un scazado dall'altro, per le 
parte che è tra i Mamalucchi ; ha giudicado che sia tempo de 
far l'impresa della Soria, e ha messo insieme i soi eserciti , o 
li manda in Asia por el paese del Caraman e de Scandeloro; 
e ha tolto al Caraman l'Armenia , e ha messo in assedio ci 
Signor de Scandeloro, e nei confini d'Alepo ha rotto una banda 
de Mamalucchi. E '1 Soldan quando lo ha inteso , s' ha squarzado 
la vesta , ha buttado la spada in terra , e ha pubblicado do 

fi) Accenna. .,i 



44 M A I. I P I K FU) 

1468 volor andar con 1' esercito in la Soria, e ha revoca 2,000 schiavi 
che r aveva manda contra Arahi che hanno rotto le strade ; e 
per questa causa , e perchè Mori calava dai monti , Turchi se 
ha retirado. 

1469 A' 9 de Settenibrio è sta preso, che i officii e reggimenti, 
continui a pagar 30 e 40 per cento per 3 anni , e tanto 
più, quanto durerà la guerra con Turchi ; e la parte è sta 
anche presa in Gran ('onsegio. È sta fatto 5 Savii con cargo 
de tansar tutti i marcadanti che fa facende fuora della Terra da 
luogo a luogo , oltra l'angaria della decima; e questa tansa (1) 
é sta la mina delle nave. A"21 de Zugno è sta messo la de- 
cima Ji." 12, con don (2) de 2 per cento, per i bisogni della 
guerra contra Turchi. 

A' 17 d'Agosto Zuanne Capello soracomito che è sta per 
avanti a la Porta , è zonto, e porta lettere de Nicolò da Canal 
de 17 de Luglio; per le qual scrive, che a' 14 la mattina per 
tempo l'ha assaltado la città de Evo, e l'ha presa, sachezada 
e brusada ; e ha fatto 2,000 presoni , e ha menado via 200 fe- 
mene greche Christiane, e ha tagiado a pezzi molli ; e non è 
morto salvo che un solo delle galie. È sta fatto allegrezza tre 
dì continui qua in la Terra, con fuoghi, campane e procession; 
et è sta despensado 200 (3) ducati e 300 stara de farina. 

El General, fabbricando la Vostiza, è sta tenta do volte de 
far pase con Turchi da i ministri della Morea ; ma non tia con- 
cluso niente. È sta alle man con 3,000 cavalli , e i iia mal tral- 
tadi , e ha compido de fortificar la Vostiza. 

El mese de Agosto è sta scritto al General, che 'I manda un 
soNonzio aUssan Cassan per rallegrarse d' una vittoria che l'ha 
habudo, e per esortarlo d'attender alla guerra del Turco; re- 
cordandoghe che so mogier , fia dell' Imperalor de Trebisonda, 
è parente del Duca de Nixia e del Re de Cipro , che è nostri 
Nobili. 

Copia d'una lettera di Piero Dolfin , mercadante a vScio, de 
14 de Fevrer , drizzada a Candian Bollani. 

(1) Tansare e lansa , tassare e lassa. 

(2) Chi pagava le imposte in tempo debito aveva il dono o sconto dol 
due per cento. 

(.J) Il Codice Capponi dice 2000. 



ANNALI VENETI ?»'i 

VII. 

a A primo de Decembrio havessemo da Pera, che 'I Turco 
t'aseva preparar l'arrnada, e havea dà ordene anche d'essercilo; e 
era vegnudo in persona a Costantinopoli a' 29 (1) de Novembrio, 
non slimando '1 pericolo della peste, per sollecitar le cose soe. 
Questo aviso ne fa dubitar che le cose che vanno intorno sian vere, 
che'l se tegna offeso delle prede fatte l' istà passado, e parti- 
colarmente della presa della città d'Evo, e che'l vogia vegnir 

contra Negroponte; e 1' ha fatto fabbricar 4,000 , e in Con- 

stantinopoli 1,500 per poder condur l'essercito dalla Terra Ferma 
su r isola per un ponte che se farà. È sta fatto '1 mese de Decem- 
brio molti biscoti ; e perchè i molini se adoperava per le farine 
de i biscoti, e no se podeva masenar farine de particulari, man- 
cò 'l pan su le piazze; onde '1 populo se solevo e andò alla Porta 
a domandar provision, e subito fu provisto. È sta latto in Bur- 
sia (2) gran quantità de carboni per polvere de bombarda. 
A'29 de Gennaro vene un schiavo da Galipoli, e comandò a'Mao- 
nesi , che desse obedienzia a Macmut Bassa in tutto quello che li 
fusse comandato. Domandò 60 calafati per mandarli a Galipoli, 
e ordinò che tutte le galìe che son in queste parte si trovino 
a Galipoli al tempo deputado. È sta descritto gran numero de 
Asapi per i'armada; cioè da ogni cinque, uno. Per lettere da 
Pera de 11 se attende con gran diligenzia a metter ad ordine 
l'arrnada; e za son descritti 100,000 homeni, et è fatta pro- 
vision grande de vittuaria. Maonesi attende ad assegurarse; hanno 
manda un Ambassiador alla Porta col tributo ; se vano intriì- 
tenendo, e tuttavia se armano. L' anno passado temevano che li 
Turchi fesseno la sua impresa, e comenzorno a munir el ca- 
stelo, a cavar le fosse, e a renovar le mura; ma fu scoverto 
un trattado, e gasligadi i ribeli: le cose restò quieto, onJe non 
finirno de far l'opera cominzada: addesso son tornadi a con- 
tinuarla con gran diligenzia. Ultimamente hanno habudo let- 
tere del Turco, che li cornette, che capitando in questo luogo 



(1) lì Cod. Capponi dice : al 28. 

(2) Cod. Capponi : Brussa. 



um 



',r, MALIPIERO 

1469 le c;alcazzc fiorentine e la nave d'Anzolo d'Ancona , le mandi 
a Conslantinopoli. Ilo inleso da un prete, che fra Guglielmo 
dell' ordene di Predicatori è vegnudo da Galipoli,e s' ha fer- 
inado alquanti zorni in questa città de passazo, et è andato in 
Candia. Esso fra Guglielmo ghe ha ditto, che è sta scritto par- 
ticolarmente da Negroponte a Macmut Bassa a Galipoli delle 
zenle e delle guardie che son in la Morea; et che una noto 
è sta chiaraado dal Bassa, e ghe ha mostrado le lettere per sa- 
per se '1 cognosceva la manoi , e se '1 poteva prestarli fede. Ne 
ho scritto al Rezzimento de Negroponte copiosamente, e 1' ho 
avertido che '1 guardi in chi si fida. Similmente ho scritto al 
Rezzimento di Candia. Havemo dall' Arabassador de Maonesi da 
Galipoli de 8 di Gennaro, che Macmut Bassa è in Andrinopoli, et 
ha mandado commandamento, per el stado del Turco, fina Tre- 
bisonda per haver galioti. Per lettere delli 6 Fevrer'da Sères 
de Natòlia , l' essercito era per passar de lì. Tutti questi par- 
ticolari mi son sta comunicadi dal Podestà et da Maonesi, el 
mi hanno pregato che ne dia aviso all' Illustrissima Signoria , 
per la bona amicizia et respetto che le portano. Li ho rin- 
graziati et pregati a continuar. Havemo inleso il slato pre- 
sente delle cose d'Italia; le quali se non si conzano , non so 
in che modo si potrà resister a tanta spesa di guerre tanto 
importante. Qui è fama che un Ambassador del Re Ferando 
de Napoli è passado a la Valona, et va alla Porta con presenti. 
Per lettere de 5 da Pera , molti populi d'Asia se sono aco- 
stadi a Ussan Cassan, e vano co'l suo essercito all'impresa 
di Trebisonda. Il «Capitano del Turco, con parte dell* essercito , 
è sta tagiado a pezzi; il resto e sta fugato. Ildrin pri- 
mogenito del Turco, che è in Amasia con Chisirbei Bassa, con 
r essercito contra Ussan Cassan, ha fatto segar per mezo, de 
ordene del padre, el Bassa, per haver (per quel che si sente) 
ascoltado li Arabassadori di Ussan Cassan , che erano vegnudi 
per trattar maridazzo d' una fiola de quel signore con Ildrin , 
el haverli espediti, senza dar aviso alla Porla della sua venuta , 
e dei presenti porladi per el signor Turco. Si dise anche, che 
il padre havea dato ordene al Bassa , che venenasse '1 fiol per 
sospetti che havea di lui; de i quali giustificato, ha revo- 
cado r ordene, e ha donado ad esso so fiol la citlà de Trebi- 



ANNALI VENETI Ul 

sonda, et Io ha espedito in Amasia contra Ussan Cassan; et liG9 
per tal ordene datoli , ha voluto che sia fatto morir. Si fonde 
artigliane appresso a Salonich de ordene della Porta. E '1 signore 
Turco dise de so boca, che'l vuol tuor l'impresa di Europa. 
È officio vostro essortar quel Senato a schivar i pericoli che 
soprastano, lo ho avertilo el Rezzimento di Gandia , che non 
lassi partir nave da queir isola, fin tanto che no s'intenda 
dove vada quesl'armada. Fate quel che si può, che si metta 
ben all' ordene l'armada, e che si proveda a tutti i luoghi 
di Levante delle cose necessarie; e no se defferissa tanto 
che le no siano a tempo, come successe a tempo de Constau- 
tinopoli. De qui pende la segurtà dello stado della Signoria. 
Perso Ncgroponte, tutto '1 resto del Levante sarà in pericolo. 
Il nostro nemico è homo, et è mal sano. Li fioli sono in 
discordia, e non si pacificherano mai, se uno non cede all' altro. 
A' 14 di Fevraro 1469 ». 

(.-.--■ 

Quest' anno '1 Signor Turco ha tenta d' haver la città de 
Scio per via de trattado, per mezo d' un nominado Galimaco 
Romano, Veneziano d'origine. Costui stava in Pera, e s'inten- 
deva con un Marc'Antonio Perusin, e alcuni altri che era in 
Scio. El Signor Turco ha fatto apparechiar 250 vele, 120 delle 
quali era galie, e 100 fuste; e dete voce de andar in Mar 
mazor. Quei de Scio sospettarono de sì grand' apparechio, e 
ritennero per so ajuto e pressidio tutte le nave che capitava là, 
e no hanno lassa partir nessun del luogo. Un dì zonse lettere 
da Pera, e pensando che le fosse del so Ambassador, le man- 
domo a tuor per un gripo; e fo trovado che le no era dell'Am- 
bassador, ma che era zonto un spazzado a posta, che por- 
lava lettere de Galimaco. E desiderando de saver qualche cosa 
da nuovo, fecero domandar le so lettere a Marc'Antonio, el 
qual se rese difficile de mostrarlo: e presero sospetto de lui, e 
lo fecero retegnir con un suo compagno, e mandarono a tuor 
le lettere a casa sua, e per esse fo scoverto tutto el trattado, e 
loro messi alla tortura, confessarono ogni cosa; e i hanno falli 
morir su le forche. I ha anche manda a chiamar an altro, no- 
minado Galeazo Zustignan; el qual vegiuido, è sta tagiadu a 
pezzi: e per questo el Signor Turco ha revocado l'armada, e 
ha remesso '1 so disegno. 



i8 M V L I P I E R 

14^69 A (|uesto tempo i conti de Segna era tra loro in discordia; 
<• acciocché i Turchi no logia (1) occasion de dannìzar l' Istria 
o '1 Friul, è sta manda Nicolò Michiel D. Ambasciator per re- 
conciliarli. E a' 16 do Zugno el ditto Nicolò Michiel , e il Rezzi- 
menlo de Raspo, e la ("omunilà de Trieste, scrive che 16,000 Tur- 
chi della Rossina è corsi per Modrusa ne i confini de Segna , 
e parte ha passa l'Erupa, e ha corso 30 miglia lontan da 
Raspo , e in tre dì ha espugnado 3 castelli , e poi se ha reti- 
rado, perchè quei del paese se ha opposto; e ha brusado, tor- 
nando , alcune ville , ha tagiado a pezzi molti, « ha menado i altri 
presoni ; e la Signoria ha manda a confini dell' Istria tutti i 
soldadi vecchi che era in Trivisana e in Friul, e son 2,000 
cavalli e 2,500 fanti, sotto Deifebo dall'Anguilara. È sta anche 
manda i balestrieri delle galie d'Alessandria e de Baruthi, con 
ordeno de aspettar le galie in Istria. 

1470 A' 15 de Marzo. Se razona da ogni banda, che 'I Turco è por 
far l'impresa de Negroponte; e la Signoria ha dà ordene , per 
deUberazion del Consegio de Pregadi , che do dei Patroni del- 
l'Arsenal (2) stagha continuamente in la casa , e 'l terzo vada a 
procurar le cose che bisogna ; e che i soracomiti che se spaz- 
zerà, sia obbligadi andar a trovar el General in termine de 30 dì; 
e ghe è sta scritto, che '1 dagha aviso dell' arrivo de cadauna 
galia , acciò se possa proceder conlra i inobedienti. E per la 
importanzia delle cose occorrenti, è sta manda un Ambassador 
in Borgogna e un a Napoli ; e per spazzarli e proveder ad altri 
bisogni , è sta tolto ad imprestito 40,000 ducali dal banco di 
Garzoni , Gueruzi e Soranzi e ghè sta obligà i depositi e le 
decime. È sta preso , che Cesare Malipiero e Borlolamio 
Squarza stia al soldo delle galie de Fiandra (3), con 500 ducali 
al mese per un, per timor de Colombo corsaro. Per nuovi avisi 
s' intende, che '1 Turco va certo all' impresa de Negroponte; onde 
è sta suspeso i danari de tutte le camere e de tutti i offici i , 
non ostante che i sia obligadi; et è sta deliberà de armar 10 nave 
grosse con 200 homeni per una, e mandarle con biscoti a Ne- 
groponte, con monizion e con 500 fanti; et è sta dà libertà al 



(1) Non piglino. 

(2) Magistrato ctie governava l'arsenale. 

(;{) Muta (ii galee che faceva il commercio col nord. 



ANNALI VENETI 49 

Colegio de spazzar le galie de Levante e de Fiandra. È sia an- 1470 
che preso de armar 3 altri soraconiiti, e de farne sei da nuovo; 
e da poi ne è sta fatto 20 oltra i altri, et è sta deliberà d'armar 
altre 10 nave e 10 marani. A' 22 de Zugno è sta preso , 
che Giacomo Venier Capitanio delle navi, parta la notte pros- 
sima con le navi e con i marani, e vada con ogni diligenzia 
a trovar el Capitanio General. A' 6 de Lugio è sta preso che 
se fazza procession e orazion per la Terra , e sia despensà 
200 ducati. A' 28 è sta deliberà de astringer quei che gode i 
fìtti de stabeli d'altri , a pagar la decima, e de vender alumi 
per 5,000 ducati; i quali alumi Papa Paulo Barbo ha dona alla 
Signoria, come per so Breve appar; e son sta stimadi a 22 du- 
cati el mier (1), 62,000 ducati. A' 31 Lugio ditto, è sta preso de 
far 2,000 fanti per mandar in Levante. 

L' armada del Turco è uscida a principio de Zugno , et è 
intrada in canal de Negropontc da Cao Mantelo, e s' ha presenta 
a' 12 a la terra. El General era andà a Loredo in cao dell'Isola 
per dar soccorso alla Terra, e la guardia de Schiati scopuli fece 
segno di fusle; onde '1 Genei'al s' ha levado con 40 galie, e a 
20 bore ha preso 17 fuste al Platano, e do. galie turchesche ; 
le quai, vista l' armada, ba messo in terra, e le persone s' ha 
salvado. Le fuste era carghe de farine e artelarie, e son sta 
condutle in Candia de ordene del General per armarle. 

Copia d'una lettera de Geronimo Longo soracoraito, scritta 
a Lunardo e Francesco Longo so fratelli. 

Vili. 

« Vi ho scritto molte volte, e vi ho ditto la causa che me 
faseva creder che l'armada turchesca dovesse ussir. Addesso ve 
darò notizia delle cose che son occorse, e che ho veduto della 
ditta armada turchesca, la qual poderia esserla ruina della chri- 
slianità, se Dio non ne agiuta. V^edo dal canto nostro le provision 
knte, e l'armada del Turco polente. Non so come si potrà starli 
all'incontro, se no se farà manco stima del danaro de quel che 
se fa; e Dio no vogia , die iu pochi zorni no se perda quel che 

li) Migliajo. 

A«CH. S T. Ir. Voi. VII. Par. I. 7 



50 M A L I P I E R 

1V70 so ha acquistado in longo tempo. Dio per so clemenzia no guarda 
ai nostri peccati, L'armada turca ò de 300 vele; 108 son galie , 
60 parandarie e 'l resto fusle. La uscì del stretto a 3 de Zugno : 
se crede che l'habbia 70,000 homeni da fatti: a'o l'andò a Embro, 
e prese '1 castelo, con Marco Zantani Rettor, e tagiò tutti a pezzi: 
a' 8 l'andò a Stali mene, e combatè 5 zornì Paliocastro, e non 
potè haverlo. El nostro General se mostrò da lontan, e Turchi 
se levorno ; a'13 andorno a Schiro, brusorno el borgo, e non 
l'eceno altro, perchè '1 castelo era forte. El General se levò da 
S. Mandrachi, e vene a cao dell'Isola de Embro, onde hebbe 
vista de 8 nostre galie che vegniva in armada; se unì con esse, el 
andò a scoprir l'armada turchesca; la qual, drizzadi che fussimo 
verso d'essa, si tirò fuora del cao, e se fece veder in tanto nu- 
mero che giudicassimo haver habudo gran grazia da Dio a no se 
haver intrigado: perchè andassemo due volte per investirla, senza 
algun ritegno, e fussimo tegnudi dal vento. Sorazonse el scuro 
della note, e venissemo al Paliocastro, sempre seguidi Gn a 4 bore 
de note dall'armada turca, un miglio e mezo per pupa. La mat- 
tina si trovassimo a Paliocastro. Quella note el General no 
levò fanò{l), salvo che dapoi 4 bore de note; e dove se suol le- 
varlo a pupa, lo levò a prora, perchè ninna delle nostre galie 
ghe era da driedo. Per grazia de Dio stcsscmo tutte unide. El 
General diede lingua a quei de Paliocastro, confortò quei del 
luogo, e ghe disse che l'andava con l'armada a far legne et 
aqua; avertendoli che andando l'armada turca in quel luogo, 
facesseno segno il zorno con fumi, e la note con fuogo. Fatte 
legne e aqua, e reposata la ciurma, tornassemo a Paliocastro 
circa 8 mia in mar; perchè havevinio veduto l'armada intrar 
in la vale de Paliocastro , e sentivimo che quelli del castelo 
bombardavano. Stessimo là tutto '1 zorno e la note fin la mat- 
tina, che mai non ussì fuora legno de sorte alcuna. Parse al 
General de mandar 9 galie verso '1 castello per mostrar de no 
temer, e per dar conforto a quel luogo: allora l'armada tur- 
chesca se levò, e tene la via de S. Strathi , giudico , per venir 
verso Cao Mantelo, e intrar dalla banda de sotto in Canal de 



(1) Fanale doralo e ornalissirao che era sulle galee, e dalla forma e 
numero delle faci mostrava la qualità del comandante il legno. Quello 
'del generale era (riplice. Non levò fanó , cioè non lo accese. 



ANNALI VENETI 51 

Negroponte. L'antiguarda incalzò le nostre 9 g;alie; e poi tutta 1470 
l'annada turcha che tegniva la via ditta de sopra, se spense a 
l'orza verso de noi, onde convegnissemo a forza de remi mon- 
larghe a vento , eh' era da griego e tramontana. Cerca 50 galie 
turche ne vene driedo a' remi ; poi fecero vela, perchè le nostre 
ghe era più de tre mia soravento. La galla de Francesco Corner 
Fochia , de Candia , cativa de remi per la ìnfìrmità delle ciurme, 
non potè montar a vela a le galie turche , e fece vela tegnando 
la volta de Schiati. Fo sempre ìncalzada da Turchi , e non sa- 
piamo quello che ne sia successo. Noi venissimo a Paliocastro ; 
trovassemo che Turchi haveano brusado alcuni molini da vento, 
e che in altro havevano fatto poco danno, eccetto che de carne. 
Hanno tentado d'haverlo con battaglia da mano (1), e non hanno 
operado cosa alcuna. Io, che era anliguarda della nostra armada, 
diedi la cazza (2) a una parandaria alberata, credendo che la 
fusse galla , la qual investì sopra una secca , e li houieni si 
salvorno ; la trovai cargha de hiscoli bianchissimi come i nostri 
de munizion, e de gran quantità de chiodi da cavallo. Vi ho 
detto tutto quello che è seguido dapoi che 1' armada turca è 
uscida, fln al mio arivo a (]orfù. Adesso vi dirò delle qualità 
di essa armada; perché essendo sta in soa conserva, posso dar- 
vone informazion. L' armada ne è parsa la seconda volta de più 
numero de legni e più potente, che la non ne parse all'isola 
di Embro , quando la uscì. Prima giudicai che la fusse di 
300 vele; bora credo che le sieuo 400, partide in questo modo: 
100 galie, 150 fuste, 2 galeazze, una nave de 500 bolo, il resto 
parandarie. Il mar parca un bosco; a sentirlo a dir, par cosa 
incredibile, ma a vederlo è cosa stupenda. Non vi maravigliate 
che el Turco habbia fatto tanto adesso, perchè 1' è 17 anni che 
'1 fa ogn' anno qualche cosa. Le bombarde son d' altra sorte che 
non sono le nostre. Vi poderò mostrar le piere, che ne trovai 
su la parandaria. Le galie sono impavesadc (3) tutte da pupa 

(1) Ad armi bianche. 

(2) Caccia. 

(3) Le pavesate [impavesadc] sono alcuni alzali o ripari che vengono 
sovrapposti ai Iati dei baslimenti , quando si apprestano ad un comballi- 
menlo, non per difesa , ma piuttosto per impedire al soldato ed al raari- 
najo la visla del pericolo. Gli odierni baslingaggi servono allo scopo me- 
desimo, ma procurano anche una difesa dalle palle di moschetto e dalle 
scheggie. Essere impavesadc inberloela, vuol dire che sono assicurate alle 
bandelle, che permettono alzarle ed abbassarle. (iV. di G. C). 



52 M A L IIM E R O 

1470 a prova, et impavesade de sbara integra per prova; e tutte le 
handc son in bertoela , come le nostre. Vogano benissimo, ma 
con voga spessa : non sono sì bone da remi , come sono le no- 
stre; ma le vele e tutte l' altre cose son più bone cbe le nostre : 
penso che habbino più homeni sopra che non havemo noi, perchè 
facevano vela della mezana, e tutta la galia vogava senza impazo 
de remo alguno. El General s' ha portado virilmente , quando 
vedessimo 1' arraada ad Embro. Fu nostro grand' honor metterse 
quel di fra tante vele, e starli sempre dietro. È passato '1 tempo 
che se polca dir: a le coaze (1) dell' armada turca; perchè hanno 
regolato le cose sue. Quest' armada tien antiguarda e relroguarda, 
circa 50 galle per banda ; e cadauna galia ha la so fusta: guar- 
dale come con astuzia si puoi haver avanlazo. Besogna forze , 
e no parole. Vi prometto, che dal capo alla coda, tutte le galle 
erano in conserva 6 mia poco più. Chi volesse spoutar quest' ar- 
mada in mar, per mia opinion, non se voria manco de 100 bone 
galie ; e anche no so quello che seguirla: ma volendo segura- 
mente vincer, besogncria haver 70 galie sotil , 15 grosse e 
10 nave de 1,000 botti l'una, tutte ben armade; perchè i Turchi , 
oltre i homeni deputadi, ne hanno molti altri da ripescar (2), e le 
so galie no son carghe d' altro. El General ha manda Zuane 
Tron soracomito in Candia , con ordine a quel rezzimento, che 
debba luor tutte le nave, galie et altri navilii da conto, e far 
più homeni che sia possibele, e mandarli a Negroponte ; el ha 
manda questa mia galia qui a Corfù , per spazzar do gripi alla 
Signoria, e darli aviso de questi successi. Bisogna che adesso la 
mostri la soa possanza, e che si metta da canto lutti i altri rispelli , 
e che se mandi con prestezza soccorso de navilii, de zenle, de pan 
e de danari: altramente, Negroponte sta in pericolo; e se il se 
perde, lutto '1 slado de Levante fin in Istria sarà perso ; perchè 
r anno venturo el Turco manderà fuora la metà più d' armada , 
e sarano più gagiardi, per l'ardir che haverano preso l'anno 
presente. Ma spero in Dio che se farà provision tal, che questa 
non tornerà indriedo ». 

El Rezimento de Candia, lette le lettere de Nicolò da Canal, 
successo Capilano General a Giacomo Loredan, ha fallo armar 

(1) Si poteva dire che s'inseguiva a tergo l'armala turca. — Coaze, code 
di un'armata. 

(2) Di soccorso. — Il Cod. Capponi dice: rinfrescar. 



ANNALI VENETI 53 

7 nave , la mazor delle qual è de 700 bole ; e poco avanti è sta 1i70 
arniado 4 galle, e raandade in armada. El General, con le 17 fa- 
ste prese, è andado anche lui con l' armada verso l'isola de 
Candia; e quando '1 se ha acostado , quei dell'isola pensò che 
fosse r armada turchesca, e lo fece saver al Rezimento. I feu- 
datari che erano in la terra , tolsero le cose preciose che ha- 
veano, le mogier e i Coli, e fuzirono ai casali e ai monti; 
i Borghesani se redussero in la terra , in la qual no era fatto 
provision alcuna , né alle porte né alle mure, come se no i ha- 
vessc habudo guerra con Turchi. Zionta l' antiguarda dell' ar- 
mada, fo nonziado per tutta l'isola la venuta del General e del- 
l' armada della Signoria; se depose '1 timor, e se ghe andò contra 
al molo: e da poi le solite cerimonie, el Rezimento disse al 
General , che '1 no l' aspettava a tempo tanto pericoloso , pen- 
sando che '1 dovesse restar a Negroponte per darghe soccorso; 
perchè , quanto alle cose de Candia , no se podeva far più de 
quel che era fatto, e za le nave era parechiade; e lo consegiò 
a parti rse. 

A' 24 de Zugno, a tempo che il gran Consegiò era seduto, 
ò zonta lettera de Nicolò da Canal D. , Capitano General, circa 
r uscida dell' armada turchesca; e subito è sta liconziado, prima 
che s'habbia finido de balotar, o la Signoria è andà in Colegio 
a consegiar quel che se die far. L' è 10 anni che la Signoria sa 
dell' apparechio de questa armada, e no la mandando fuora , se 
credeva che '1 no la mandasse per no poder ; e la causa è sta , 
che la Signoria era più potente su el mar che la non è adesso, 
che '1 Turco havea contrasto da Ussan Cassan , dal Caraman 
e da Onghari. Si biasma el General che 'I sia andà in Candia 
con r armada , e che l' habbia lassa Negroponte assedia : ci 
scrive , che quando 1' havesse 100 galio, tra grosse e sotil , con 
10 nave , l' anderia a trovar 1' armada turchesca. E '1 zorno dietro 
ò sta chiama '1 Consegiò de Pregadi , et è sttà fatto provision de 
200,000 ducati. È sta tolto 28,000 ducati del prò d' imprestido ; 
10,000 ducati del deposito del sai; 45,000 da i banchi Garzoni 
e Soranzo : et è sta messo do decime, n." 14 e 15. Dapoi è sta 
preso d'armar tutte le galie grosse e sotil, nave, e marani : 
e da 16 de Zugno fin 12 Lugio è sta arma 15 nave da 300 bole 
in su; 14 galie grosse , a i patroni delle qual è sta dona 1,000 du- 
cali per uno , azzochè i metta a ordene con diligenzia le so galie, 



54 MALI PIERO 

1470 e vada a servir la Terra: està anche arma 14 raarani , i quali 
è partidi un dietro l'altro, e son andadi in armada , con pan, 
artigliarle e altre monizion. La Terra è in travaglio per bisogno 
de vittuaria e de danari , e le terre suddite s' ha mosso a do- 
narghe fermento e danari. Padoa ha dona 6,000 staja de biscoto e 
3,000 ducati ; Verona 5,000 staja e 2,000 ducati ; Bressa 8,000 
staja e 4,000 ducati ; e così le altre terre quello che le ha possudo. 
Da poi se ha habudo avviso dal General, che 1' armada tur- 
chesca so ha presenta alla Terra de Negroponte , e che quei de 
dentro ha arma 4 galie , e le ha manda a obcdienzia di esso 
General; e che quel Rezimenlo ghe scrive, che l'ha provisto al 
bisogno; che la parte verso '1 porto, onde pareva che la fosse 
più debole , è sta riparada ; che i ha vittuaria per 4 mesi , e che 
i son d' animo de tegnirse virilmente. Questa nuova è sta molto 
grata ; e la Signoria ha manda a dir a D. Maffio Ghirardo Pa- 
triarca, che fazza cantar ogni zorno le litanie avanti la messa 
a tutto el clero , e che la Domenica se fazza solenne procession: 
e così è sta comenzà a S. Marco, poi a Castolo; e '1 Patriarca è 
sta a piò nudi: è sta fatto '1 moderno in tutte le torre suddito, e a 
Roma , et è inlravegnudo el Papa e i Cardenali, e ha dura molle 
liore del zorno: è sta porta attorno el sudario , e la tosta de 
San Piero ; cosa che no è sta fatta mai più. Oltra '1 donativo de 
i allumi che '1 Papa ha fatto alla Signoria, 1' ha publicado una 
Boia do Indulgonzia plenaria a tutti quelli che va in persona con- 
tra Turchi , o che pagherano por 4 mesi un homo che vada in 
so luogo. È sta prohibido alle nave de partirse senza licenzia della 
Signoria , azzochè in ogni occasion se habbia navilii da soccorrer 
r armada; perchè do patroni do nave, disprczzando '1 comanda- 
mento fatto per l'armiragio, so ha partido senza licenzia : per el 
placito de i Avogadori de Comun son sta bandidi do questa Terra 
destretto in pena della testa, e le navi son sta confiscade in- 
sieme co '1 cargo. Lorenzo Loredan, Capitano del Golfo, ha scritto 
da Modon, che anche Andrea Moresini, patron al Zaffo, ha desprez- 
zado '1 commandamento che '1 ghe ha fatto de andar in armada , 
et ò andcà al so viazo; et è sta condanado a no poder esser pa- 
tron né capitanio de galia nò nave in vita soa, e confinado un anno 
in preson; e se 'I no sarà anchora andà in armida, che '1 sia 
bandido de questa Terra e so destrelto sotto pena della testa , 
con taglia de 500 ducati , e ghe sia confisca i noli e la galia. 



ANNALI VENETI 65 

Paolo Erizo, Bailo a Negroponte, ha manda un messo a posta l'iTO 
a la Signoria con so lettere , e scrive che la Terra «"' ben ad 
ordene de vittuaria, de raunizion e de bona difesa: per el messo 
fa saver che in falli è tulio '1 contrario, e che l'ha scritto così, 
azzochè, capitando le lettere in man de Turchi, perdessero la 
speranza de haver la terra. 

Fin ai 9 de Lugio el Capitan General havea in esser 52 galie, 
18 nave e una galla grossa, e attende ingrossarse per poder 
soccorrer Negroponte, e spera de poder impedir all'armada tur- 
chesca de tornar a Constanlinopoli. L'è sta 3 zorni in Candia, 
e ha fatto rimpalmar 1' armada. I capi era tra loro differenti de 
opinion; alguni sentiva de andar in Negroponte, alguni no: 
finalmente i ha deliberado de andarghe; e zonli all' isola, il Ge- 
neral è sta con so galla tanto vesin al ponte che Turchi ha 
fallo per passar dalla terra ferma su l'isola, che se scopriva 
i Turchi su le parandarie; e ha fallo sorzer l'armada là: onde 
quei da Negroponte prese animo, e alzò più volte el stendardo 
(le S. Marco per far segno che i no podeva più tegnirse. Alcuni 
soracomiti che era su la pupa del General, l'esortava a investir 
con la segonda dell' aqua e del vento, e romper ci ponte, per 
soccorrer la terra: e stando su questa considerazion, sorazonsc 
Nicolò Pizzamano, patron della so nave armada; e se presentò al 
General, e ghe disse che l'era parechiado per investir; e '1 (ie- 
neral lo laudò, e ghe disse che '1 stesse parechiado: e slaudo in 
sì fatto dubbio, sorazonse la sera , e '1 vento bonazzò, e '1 Ge- 
neral se levò con tutta l'armada, e andò a una ponta poco 
distante, onde se scovriva molti pavioni turcheschi, i quai,per 
esser poco distanti, fumo bombardadi; ma '1 se levò de là, e 
tornò a sorzer onde l'era sorto prima. La mattina essendo calma 
de vento, el General fece levar la nave con algune galie, mo- 
strando de andar verso 'l ponte ; ma i scoverse dal brandir dello 
spade su le mure, che Negroponte era perso , no vedando segno 
algun de alzar e sbassar el stendardo, come facevano 'I zorno 
avanti: onde '1 General, tolto d'anerao, tornò indietro, e fece 
remurchiar le navi da algune galie fin a la Canea , e andò con 
l'armada fin a Zia, con pensier de chiamar consegio. 

Copia d'una lettera de Fra Giacomo Pugiese : 



IWO 



5G - M A L 1 P I E n O 

IX. 

« A' 14 de Zugiio raniuida turca intrò in canal de Negro- 
ponle per via de Loredo, dalla banda de sotto del capo delle co- 
lonne. Scorsizò appresso la ponta de S. Marco, e prese un nostro 
maran, cargo de munizion con 100 fónti. A'15 la si presentò a 
Negroponte, e apparechiorno di far el ponte dalla parte di Santa 
Chiara, fin in terra ferma, con 45 galle e 7 nave armade; e non 
fu finido. L'armada dell'Illustrissima Signoria era a Schiati, et 
hebbe segno da quelli dell' isola di Velie, et s'inviò verso 18 fu- 
ste el- 2 galie turche; le quali, veduta la nostra arniada, invcv 
stimo in terra, et lassorno i legni senza zurma abandoivadi. 
Neil' islesso zorno la nostra armada, dapoi presi questi legni, 
prese anche un gripo da Scio, che andava all' armada con 
16,000 ducati e 100 canne de scarlalo; con un Ambassador de 
Maonesi, che andava co '1 tributo al Turco. A' 20 del mese fo 
finido el ponte con parandarie conzade pupa con pupa, con 
legni grossi, longhi 12 passa l'uno. Il Signor Turco, co 'l fiol 
picolo e con un Bassa, passò, per el ponte de terra ferma su 
r isola, con la metà dell'esercito; e lassò '1 resto in terra ferma, 
a le riscosse. 11 Turco hebbe il suo pavion a S. Chiara; il fiol 
a la Galogreta , il Bassa a S. Francesco; nel (jual luogo fumo 
posti molti mortari, che tiravano in allo dentro della Terra et 
le facea gran danno. Ne fu posto uno a S. Chiara, che tirava 
alla porta del Christo; un altro alle Forche, clie tirava nel- 
l'istesso luogo; un alle Fornase, e un altro poco avanti, che 
tirava alia porta del Tempio. In terra ferma fumo piantade 
10 bombarde, che tiravano alla Zudeca et al Burchio. A'25 '1 Si- 
gnor Turco mandò 2,000 cavalli scorrendo per l'isola , i quali 
tagliorno a pezzi tutti quei che trovorno da 15 anni in su, e 
fecero schiavi li altri. Il di medesimo che si acamporao, man- 
dorno a dir a quei di Negroponle, che si rendessero; el gli fu 
resposo, che se volevano qualche cosa, che si tirassero avanti: 
et non lassorno mai de tirar artelarie; et gli fu dato la prima 
battaglia dalla banda dell'isola , et fu per Turchi empite le fosse 
de fascine el homeni per vencer l'acqua, e dar modo a li ho- 
meiii di dar l'assalto alla muraglia , el adoperar il palo. Ma 



ANNALI VENETI 57 

quelli della terra con barili de polvere cazzortio luogo in le 1470 
fascine, et le brusorno insieme con i Iioraeni; in modo che, parie 
con questi fuoghi , parte con bombarde, spingarde e balestre, 
morirno 14,000 Turchi. A' 30 fu dato la seconda battaglia a la 
città, et raorirno 16,000 Turchi, et reslorno sfondratc 30 delle 
sue galle. A' 15 de Lugio fu dato la terza battaglia, in la quale 
morirno 5,000 Turchi. In questo giorno fu scoverto un trattato 
ordito per Thomaso Schiavo, contestabele de 500 fanti, il qual 
voleva dar quella note la terra al Turco. La cosa fu scoverla 
da una vechia. Lui fu ferido in palazo del Bailo da Alvise Dol- 
tìn Morona da un pugnai nel petto ; tutti li sui complici fumo 
morti, et lui fu appicado per i piedi ai balconi del palazo. In 
questo medesimo giorno il Rezzimento espedi due messi al Ge- 
neral da Canal, il qual era andato attorno con le fuste prese; 
e la terra di Negroponte havea bisogno di soccorso. Per questi 
due messi si dimandava ajuto ; uno andò salvo, l'altro fu preso 
da Turchi et fu impalado. A' 8 di Lugio fu dato la quarta batta- 
gia , et le artelarie amazzorno 15,000 Turchi; in modo che ve- 
dendo '1 Signor Turco che le sue zenti andavano di male, scrisse 
per tutti i soi luochi, che lasciato uno per casa, tutti li altri 
andassero a quella impresa. A' 11, do bore avanti giorno, il Si- 
gnor Turco fece accostar la sua armada dalla banda del Bur- 
chio della Zudeca, dove 'I muro era minato con le 10 bom- 
barde; et dalla banda dell' isola fece empir le fosse di botti piene 
di corpi morti, in modo che avanzorno le mure ruinate. Sopra- 
giunta la notte, i Turchi continuorno la battaglia, et si niudorno 
di fresco in fresco; et quelli di dentro non poteron resister , 
perchè non havevano da cambiarsi: onde la mattina 12 di Lugio, 
a due bore di giorno, i Turchi introrno in Negroponte. Fu com- 
battuta la piazza tutta quella giornata : le strade erano talmente 
sbarrate e incatenate , che convenne combaler a corpo a corpo 
con quei della città ; i quali elessono più presto de morir con 
la spada in man in defesa della patria, che andar in man de 
l'urchi. Il Signor Turco intrò in la città a' 14 , et in quel giorno 
hebbe la torre del ponte, con patto di donar la vita a quei che 
erano dentro; ma tutti fumo tagliati a pezzi. A' 15 il Turco 
donò et consignò Negroponte a suo figlio. Neil' ultima battaglia 
fumo morti 27,000 Turchi , si che in ciucine battaglie ne morir- 
arcu.st.it. Voi. vn. /*<»-./. ,8 



58 MALIIMERO 

1V70 110 77,000. De'Venfiziani, por la dcscrizion falla, iiiorlmo, tra la 
terra ci l' isola, 6,000 persone ». 

Kl primo aviso della perdila di Negropoiile s' ha habudo 
qua in la terra da un mariner scapolado d'un gripo somerso in 
Quarner a' 27 de Lugio , su una cassetta del patron del gripo, 
su la qual è sta un zorno e una note. E ha n!t'erido a boca, che 
fin a 6 de Lugio , Negroponte era salvo : tna averla la cassa , 
e sugate (1) le lettere ch'era dentro bagnade , s' ha inteso per 
una de 18 de Lugio de (»iacomo Barbaro, Hotlor a Lepanto , che 
un da Vegia ghe havea referido de haver visto a Stiri far gran 
allegrezza de fuoghi in terra da Turchi , e che alcuni ghe havea 
ditto che r allegrezza se fascva per la presa de Negroponte ; e no 
se fidando della relazion do costui, haveva spazzado do barche, 
una a «Corinto , 1' altra a Palràs, e per esse haveva habudo la con- 
t'ermazion: cioè, che a' 11 de Lugio el Turco s'ha qìosso con la 
Porla , con i Gianizari el Asapi , e dapoi molte batlagie 1' ha ha- 
budo; e che a' li el Signor Turco è inlrado, e ha fatto morir 
i puli e i vechi , e attende a cavar i fossi, e a fornir la terra; 
che Polo Erizo Bailo s' havea redulo in Palriarcado per mazor se- 
gurtà, e s' havea fatto schiavo d'un Bassa, el qual ghe havea 
promesso de salvarghe la vita ; e per manlegnirghe la fede, ghe 
havea raso i cavoli , la barba o lo cegie (2), e 1' havea vestido de 
saco, e dovea mandarlo a Napoli per indur (juclla città a darse 
al Turco, proteslandogho che non se dando, faria morir tulli, 
come ha fatto quei da Negroponte. Queste lettere ha messo tulli 
in gran terror , e se dubitava che seguitando '1 Turco la vittoria, 
se perdesse tutto T slado; et quei de colegio, discesi in piazza 
[ìor andar a casa, domandadi da molli che desiderava de saver 
come andava le cose, no respondevano, e come stupidi andavano 
co 'I capo basso a la so via; in modo che la Terra è rimasa tutta 
sbigollida, dubitando che fusse seguido qualche notabele infor- 
tunio ; e perchè fo sentido alguni a mormorar che Negroponte 
ora perso , tutta la Terra so empì di questa nuova , e no se po- 
deria dir quanti gemiti e sospiri se ha senlido. Adesso, par ben 

(1) Asciugale. 
2) Ciglia. 



ANNALI VENETI i9 

che sia abbassarla la grandezza veneziana , el estinta la nostra 1470 
superbia. Le scarse provision della Signoria, e del Capitan Ge- 
neral, incredulo e timoroso, e de Polo Erizo Bailo e de Alvise 
(]aIbo Capitanio , ne ha tatto perder quell' isola ditta anticamente 
Eubea ; la qual s' haveria conservado seguramenfe , se fosse sta 
fatto avanti 'I bisogno le provision necessarie, perchè Turchi 
in la espugnazion è stadi in pericolo d' esser rotti ; e se T General 
dava ajuto in tempo a quei de dentro , el Turco no levava mai 
più la testa: però chi ha tempo et aspetta tempo, perde 'l tempo. 
No se puoi far tante provision che sia bastante a tanto nemico ; 
dise T proverbio: In obsidione et expugnalione urbis tuae , ini- 
micus formica, ut leo timendus est. 

Napoli de Homania, per mancamento de vittuaria , e per no 
ha ver altro da mantegnirse che herbe, era per coraponerse con 
Turchi , se no ghe sovragiungeva una nave con 8,000 stara de 
tormento. El Consegio de Pregadi comincia a cognoscer el so 
error de tuor guerra contra mazor Signore de lui ; e se duol 
d' haverse separado dal Re d' Ongharia , che faseva guerra 
a'Turchi con 60,000 ducati, che la Signoria ghe esborsava 
ogn' anno a tal effetto : e questo è processo perchè Bortholamio 
da Bergamo (1), Capitanio, ha tolto l'impresa de Toscana a fa- 
vor de fuoruscili, come se dirà a so luogo; e a so instanzia la 
Signoria ha manda a dir al Re Mathias che la no podeva con- 
tinuar r impresa , e che T fesse pace o triegua a so benepla- 
cito : e "1 l'è se accordò subito , e la Signoria devenne a questa 
risoluzion, pensando d' haver la pace con facilità , e mandò a tal 
effetto Lunardo Boldu ambassador al Turco; ma ghe fo domanda 
Stalimenc e altre isole d'Arcipelago, e la persona de Scanderbec. 
che era homo della Signoria; e no se operò niente. Se alienassimo 
dal Re d' Ongharia, spendessimo oro assai in Toscana, fasemo 
pace ignominiosa con la liga d' Italia , come si dirà al so luogo; 
e roraagnessemo (2) soli in guerra co '1 Turco. 

Subito è sta chiamado Pregadi, e deliberado de far 2,000 fanti, 
e mandar soccorso de danari e pan all'armada; et è sta restretto 
'1 tempo de pagar le do decime n." ik e 15 , per mezo '1 mese 
d'Agosto, e tutti i debiti dell' oflìcio delle ('azude senza pena, e 



(1) Il Colleoni. 

(2) Rimanemmo. 



00 M A L I IM R R O 

lltTO che le lanso delle botteghe se debba pagar un'altra volta. È sta 
scrino al Papa, al He Ferando de Napoli, al Duca Galeazo de Mi- 
lan e a' Fiorentini, che la Signoria sola ha inantegnudo la guerra 
co "I Turco, e che per la sua grandezza la no puoi continuarla; 
lazzendoghe instanzia, che i voglia ajutar l' impresa , (;onsideran- 
doghe che l'animo del Turco è de procicder più oltra; e che è 
tempo de lassar le passion da banda, e attender al ben comun de 
christiani. 

L'armada turchesca, dopo preso Negroponte , s' ha messo 
alla via de Caristo per tornar in stretto; e passada l'isola, è 
intrada in canal de Andre per andar in canal de Scio, et è sta 
assaltada da fortuna de buora (1); in modo che per salvarse Mia 
convegnudo redurse in tre isole, che una parte no podeva soc- 
correr l'altra. Bonazada la buora, el General s' ha ridotto verso 
Andre, e ha manda alcuni soracomiti a soraveder verso Tino 
dell' armada turchesca : e giunti in una valle dell'isola , hanno 
trovadi cinque Turchi in terra , i quali credeva che le galle fosse 
turche, vedendo alguni galioti con cappelli turchi in testa; e i ha 
presi tutti cinque, e un d'essi era patron de galia. S' ha inteso 
da loro, che I' armada turchesca aspetta tempo per andar in 
stretto per canal de Scio ; e '1 fieneral ha manda a dir a Piero 
Vilturi, Rettor a Tine , che quando senta che Turchi se lieva , 
fazza segno : el qual segno fatto a meza note , el General se levò 
la mattina a 4 hore de giorno, e con vento da griego (3), ha 
incalzado l' armada turchesca ; ma le navi no l' ha seguita. 
A 3 hore de note el General fece segno de calar, e quella note 
slete a secco; e fatto l'alba , lo scoverto la coda dell' armada , e 
fatto vela verso el capo, de Mastici de Scio, scoverse che i Turchi 
voltava '1 capo e intrava in canal de Scio. Giunto 'I General al 
capo , mandò per do soracomiti a scovrir l'armada; i quali tor- 
nadi, referi che alcune galle turche, descoverta l'armada della 
Signoria, havea messo i so homeni su l' isola de Scio. Con questo 
avviso 'I (ieneral tolse la volta de fuora de Scio , all' incontro 
dell' isola di Lapsera; e stele là due giorni, e chiamò consegio su 
tiuello che se dovea far ; e fo concluso per la maggior parie de 
la marinerezza, de no andar a trovar l'armada turchesca: e su 



(1) Tra montana. 
(2j Greco. 



ANNALI VENETI 61 

quel scojrio(l) fo lagiado la testa al palron della galla lurchesca, 1V70 
e i altri Turchi fo inipaladi. Dopo s'intese che l'armada tur- 
chesca andava de longo ;e '1 General tornò indietro a Capo Man- 
telo, e trovò là Giacomo Venier, Capitan delle navi, con tutte le 
navi , e andò insieme a Zia in porto , e consultò de tentar de 
recuperar Negroponte. 

Stando la Terra adolorada per tanta perdila , un nominado 
Antonio JMoriani,cancelier deThomaso Schiavo conlestabele, fatto 
morir, come è sta ditto, ha indotto un soldà a dir, che l'è par- 
tido da Negroponle a'IS de Lugio , e affermar che quella terra 
se tien, a fin che con questo avviso le paghe che Thomaso sco- 
deva dalla camera de Padoa, corresse, E no sovragiungendo altro 
da mar, da 30 fin 31 Lugio a 23 hore, questo soldato con gran 
audacia è andà a casa del General, e poi a palazo , digando (2), 
che Thomaso Schiavo contestabele, incolpado de tradimento, ghe 
ha dà 25 ducali, e l'ha manda da so mogier a dirghe che l'è 
vivo, e che mai 'l no è sta tradilor, né mai sarà; cl)e l'è par- 
lido a 15 de Lugio, e a 11 el Turco ghe ha dà una battaglia, 
e quei della terra s' ha defeso; che '1 General ha messo in la 
terra iOO fanti, e per quel soccorso quei della terra ha fallo 
gran festa de fuoco, e 'l simile ha fatto quei dell'isola; in modo 
che per i fuochi tutta la terraferma credeva che Turchi ha- 
vesse habudo quella terra; che l'è passado per mezo 'l campo 
turchesco, e vegnudo a Carisio, e di là con la galia de Francesco 
Quirini al capo delle Colonne, e de là a Napoli , Patrasso e 
Corfù; che l'è montado là su un gripo, eie vegnudo in Istria, 
e de là con barca de pilota in questa Terra. Per le parole 
de cosili par che la Terra sia respira; el populo ha concorso 
in piazza e a palazzo in gran moltitudine; e perseverando '1 
soldà in questa finzion, diseva che se no è vero quel che l'havea 
deposto, che ghe fosse lagià la testa, e se '1 se verificava , che 
ghe fosse dona 200 ducati. El Dose ghe disse, che l'era in 
libertà de dir quel che ghe piaceva; ma che 'l mettesse 
mente a quel che 'I diceva , perchè '1 voleva che '1 fosse 
tegnudo con guardia fin tanto che se savesse la verità : e 
perseverando nel so parlar, l'è sta messo in preson in Tore- 



(1) Scoglio. 

(2) Dicendo. 



62 M A L I IM E 1^ 

1470 sele (1). Quei che vene con esso dalla Marca, sapendo che 
'1 continuava in questa pazzia, disse che 'i no diseva 'I vero, 
e che r era vegnudo con loro da Pesaro. Fu referido queste pa- 
role al Colegio, e fu fatto chiamar el patron della barca davanti 
la Signoria, presente '1 soldà, e disse che l'havea condutto dalla 
Marca a Venezia; in modo che, vedando d'esser scoverto, se butò 
in terra e domandò perdon: el so caso fo commesso a i Cai di X, 
e fu manda a anegar. El Moriani che 1' havea indutto a questa 
finzion, scampò, e no fo più visto. 

A' 5 d'Agosto zonse lettere da Ragusì, de 26 de Lugio ditto, 
che diseva che'l Signor Turco havea fatto mala deliberazion d'an- 
dar a Negroponte, perchè fin a quel dì l'havea perso molte miara 
d' homeni , e 'i General havea preso 36 de i so legni , tra galle 
e fusle. Fo dado qualche fede a queste lettere , et era cosa 
rairabelc a veder el populo concorso a palazzo per saver quel 
che reussiva de sì fatto a viso ; e fo fatto fuochi , brusà barche 
contra el voler della Signoria: ma 4 dì dapoi, a' 9 d'Agosto , 
s' ha lettere da Marco Salamon , Rettor de Napoli , per gripo a 
posta, con la perdita de Negroponte, seguida a' 11 de Lugio. 
Queste lettere ha messo la Terra in dolor e in dubio se l'aviso 
è vero o no ; perchè no se ha confermazion alcuna , e su la 
piazza se mette repentaglio da molti : ma finalmente, a' 17 de 
Agosto, è zonto lettere de Nicolò da Canal D., Capitanio General, 
e de Lorenzo Loredan, Capitanio in golfo, e de soracomiti , d(^ 
14 de Lugio, con la certezza della miserabil perdita de Negro- 
ponte ; la qual è successa per defetto del Generai , bon da far 
preda e scorrane , e mal atto a far el so officio. E sta preso 
de far in so luogo , e a' 19 d'Agosto è sta fatto in Gran Gon- 
segio, Piero Mocenigo, con 100 ducati al mese, e do Proveditori 
con 800 ducati all'anno; i quali è Aloise Bembo, Podestà de 
Bressa, e Marin Malipiero che è andà '1 giorno avanti Capitanio 
a Padoa ; con pena de coofiscazion de beni se i refuderà. Questi 
tre per la maggior parte ha da governar l' armada , e solo el 
(]apitanio ha da esseguir le cose deliberade. Subito hanno ar- 
mado; e a' 30 d'Agosto, de zuoba, è sta ditto una messa del 
Spirito Santo in S. Marco per D. Maffio Ghirardo Patriarca ; 
el è sta dà '1 stendardo al General, e la Signoria e'I Clero l'ha 

(1) Prigione stretta, presso al Palazzo Ducale. 



ANNALI VENETI r>3 

compagna a galia, in bellissima zoruata, in cressente de luna. IWO 
È sta anche fatto nove soracomiti ; i primi dei quali spazzadi, è sta 
Zoan Francesco Zuslignan , Lorenzo Griti e Lunardo Longo ; e 
poco avanti è partido Francesco Longo so fratello, con altri so- 
racomiti; e Geronimo Longo, terzo fratello, è in armada. Dapoi , 
perConsegio di X, è sta comesso al General Mocenigo, che giunto 
in armada , el mandi a Veniesia Nicolò da Canal in ferri ; e 
no si ha possudo far la cosa sì secreta che '1 no sia sta avisado. 
La casa dell' arsenal se trova al presente consumada per 
r armada che è sta cavada fuora , la quale è sta 73 galie e 
40 marani; e non resta in la casa salvo che 24 galie non cora- 
pide , el è vacuo de artelarie e munizion. 

Persa l' isola de Negroponte , 1' armada priva del so porto 
solito, va per l'Arcipelago hora a questa bora a quell'altra isola , 
e finalmente s' ha veduto in porto de Zia. Giacomo Venier, Ca- 
pitanio delle nave, giunse con 25 tra nave e marani; poi zonse 
H galie grosse, e poi 16 sdii, e poi alcune altre; in modo 
che in pochi giorni le è zonte a numero de 100 galie. Le 
nave se ha redutto appresso a Negroponte su V isola de Zia ; le 
galie se ha messo a incalzar l' armada turchesca , carga de 
preda , e l'ha seguita fin a Scio con speranza de romperla. El 
Turco ha lasciato valido pressidio a Negroponte, e s' ha partito 
dell'isola con el campo. 

El General, quando è giunto al capo de Mastici de Scio, da 
la banda d'Ostro, onde se vedeva l'armata turchesca, ha chia- 
mado consiglio, e ha vogiudo che ogn'un metta in scrittura 
la so opinion. La mazor parte ha ditto, che non era da metter 
a pericolo l' armada ; e senza l'ar altra esperienzia, le galie è tor- 
nate a Zia. I Turchi, vedendo che l'armada della Signoria s'apros- 
simava, cominciò a metterse in fuga, perchè no feva per essi 
apizarse(l), per la quantità de i presoni e della preda che i ha- 
veva su le sue galie; e son passadi su le fuste, e hanno lassado 
le galie per esser presti a discender in terra ; e partidi da Scio , 
son andadi a Stalimene per intrar in stretto. I dubitava che 
l'armada della Signoria fosse a Tenedo , e d'esser astretti de 
vegnir a le man ; e mandorno 1' antiguarda a scovrir se 'I viazo 
era seguro , e non trovando impedimenti , son passadi da Te- 

(1) Non faceva per loro rallaccare. --:' 



(Vi M A r. l P 1 E R O 

tklO nodo con lesta in slrello ; o '1 (]apitanio ha havulo a dir che 
r è sia compagnato da Tenedo fin in slrello , e ben Iraltado 
dall' armada della Signoria. 

El General da Canal, sialo più zorni con l'armada a Zia , ha 
deliberà lentar de recuperar Negroponte, e darghe l'assallo da 
quallro bande; e ha fallo un proclama, che el primo che monlerà 
su le mure, babbi 300 ducali, el segondo 200, el terzo 100; 
e ha dato ordine a Geronimo Longo q. Marco , a Ferigo Zusli- 
gnan e Nicolò da Molin , con altre nove galle , che vedendo 
l'armada approssimarse alla Terra dall'altra banda, dismontino 
in terra, e con le ciurme dalla parte del prato (1) tentino d' in- 
trar in la terra per le mure : ma discesi in terra , el resto delle 
ciurme delle galie no i ha seguidi ; e alcune compagnie grosse 
de Turchi i ha scontradi , e 200 è restadi tra tagiadi a pezzi 
e presi; e fra i altri, è sta Geronimo Longo e Zuane Tron. El 
Longo è sta messo tra do tavole e segado per mezzo , e'I Tron 
è sta impalado ; tutti due homeni anemosi ; e prima che i sia 
sta presi , i ha fatto pugna grande con i so officiali contra Tur- 
chi. 1 altri discesi in terra, e vedendo i nostri superati, se messe 
in fuga , e se redusse a marina a le so galie , perchè nessun 
dell'armata no ghc dava favor; e così l'assalto è reussido vano, 
e l'armala se redusse a la porta de San Marco, un mio e mezo 
lonlan da Negroponte. E in quel luogo sopragiunse Piero Mo- 
cenigo, Capitanio General, co '1 stendardo d'oro spiegado; el qual 
scoverlo dal Canal e inlesa la sua venula , con le arme ancora 
in dosso montò in schifo e andò a trovarlo , accompagnado da 
molli soracomiti , e ghe comunicò 'l suo pensier de attender a 
recuperar Negroponte; e forsi che l'haveria podudo otlegnir el 
so intento, se'l Mocenigo no fosse giunto: e ghe disse, clie'l ghe 
lassava '1 cargo a lui. El Mocenigo ghe respose, che l'era ìà 
per ajular l'impresa, e habbiando speranza che la ghe dovesse 
succieder, che la proseguisse; affermandoghe che 'l no ghe sa- 
rave de impedimento , offerendosse de far la sua parte, e de 
accettar ogni carico, El Canal ghe rispose, che 'l no voleva co- 
mandar sotto l'imperio d'altri, e fu licenziato tutti i soraco- 
miti, e mandadi a le galie: e perchè 'I Mocenigo intese che 
I" impresa era sta tenta infelicemente, per no metter 1* armada 

(1) Il Cocl. Capponi dice : de snra. 



ANNALI VENETI 65 

a pericolo e poder andar a Modon per lar altre esporienzie , li70 
chiamò el General Nicolò da Canal in pizuol , e glie mostrò la 
commission habuda dal Consiglio di X ; e lui intesa e letta la 
commission , glie disse : Io son qua a obedienzia , fate de mi 
quel che ve piace. El Mocenigo lo messe su la galia de Marci» 
Bondimier in guardia, e l' ha manda insieme con la galia Canala 
in questa Terra ; con ordene al patron che lo tegna in custodia, 
e no se fermi in luogo alcun , e zonto , lo presenti a i Avoga- 
dori de Comun, in pena de la testa. Et è arivado a' 19 de Ottu- 
brio , e a' 7 de Novembrio l'è sta placità in Pregadi da Marco 
Barbarigo, Bernardo Venier e Candian Bollani , Avogadori de 
Comun, e confinato a Porto Gruer, sotto pena della testa, con 
taglia de 500 ducati. 

El General Mocenigo, unita l'armada, l'ha manda a visi- 
tar l'Arcipelago, che era in spavento per la perdita de Negro- 
ponte. Poco dopo sopragiunse Marin Malipiero e Alvise Bombo, 
Proveditori, e dietro de loro 10 galie del Re Ferando de Napoli, 
raandade a obbedienza del General; perchè la presa de Negro- 
ponte r havea commosso con lutti i potentadi d'Italia a far 
provision contra Turchi, e principalmente ci Re, per ha\er le 
marine della Puglia esposte ad ogni suo impeto. 

Intanto il Bassa intrò con 25,000 Turchi in la Morea; o 
Luca Contarini a la Vostiza , dapoi una leggiera battaglia da 
man, per viltà d' anemo abandonò el castello; e rimase 20 soli 
stradiotti, i quali se rese a Turchi, e gho diede '1 castello for- 
nido d'artigliarle e de vittuarie. E Belveder, per el successo della 
Vostiza, è sta abandonato da i soldadi, e da tutte l'altre zenle; e 
i Turchi trovado '1 Castel vacuo, ghe ha messo '1 fuogo dentro, 
e r ha ruinado fin alle fondamente : e con sì fatti esempi , quei 
de Chilidoni se ha reso anch'essi. El medemo ha fatto Polo Orio. 
Rettor del Castello de Calamala, el qual s' ha messo in fuga con 
quei del paese, e se ha partido con le fantarie , e ha lassado 
quel luogo abandonado : Giacomo Marcello , Provedi tor in la 
Morea, s'ha trovado là a caso con una galia, e no havendo 
possudo persuader de mantegnirse, ha brusado '1 castello. 

La Signoria, recercada dal Duca de Mila n e da Zenocsi, ha 
scritto in Candia a quel Reggimento , che fassa relassar 1' am- 
bassador da Scio, ci qual fu preso de bona guerra dal Gene- 
ral da Canal, con un gripo, come è sta ditto do sora, con danari 
Auca.ST.lT. Voi. vn. Par. /. 9 



m M ALIPIE K () 

1470 e pani : o ({ueslo è sta fallo per star ben con loro a questi 
tempi. 

Fin adesso è sta speso in questa ^iierra in rason de un 
milion e dugentomilc ducati all'anno. E per esser besogno 
de danari , è sta preso, cbe tutti i offici, de dentro e de fuora, 
de nobeli e de populari, da 25 ducati in su, paghi per do 
anni i do terzi ai Governatori (1), e quei da mar paghi la metà, 
e che'l Dose paghi tutte le decime e gravezze come fa i altri: et è 
sta messo due decime con don di due per cento (2); et è sta 
preso, che de tutte le intrade de la Signoria se dia la decima 
per un anno all'Arsenal. 

A"* 22 de Sellembrio è sta manda Antonio di Prioli a Fio- 
renza, per ha ver qualche ajuto da quella Communità contra 
'I Turco. 

A' 27 de Novembri© è sta preso de armar 20 galie sotil , 
10 grosse e 10 nave ; et è sta dichiarato, che quei che ser- 
virà no possa esser astretti in la Aìcultà, fin che i starà in 
servizio della Terra. 

A' do de Novembri©, per la im|xjrtanzia delle cose che oc- 
corse, è sta preso, che quei del Colegio vegna a mezza terza (3) 
a palazzo, e stagha fin a un' bora de note; e fin a Marzo 
prossimo, ghe sia apparechià da disnar per quei dalle Rason 
vechie (4). 

A' 10 Decembrio dillo, è sta preso de tansar tulli i capi 
de famegia per i X Savii (5), da 10 ducati fin a 200 per un , e 
sia resliluida la lansa del prò 1456. È sia fallo do Proveditori 
all'Arsenal, e preso che un solo de i Patroni (6) possa vegnir in 
Pregadi, e i do altri slagha continuamente in l'officio, sotto 
pena , ec. 

(1) Governatori flclle entrate, magistrato al quale incombeva 1' esa 
zione delle rendite pubbliche. 

(2) Chi pagava esadamenle ed allo stabilito tein|)o i l)alzelli , aveva 
una minorazione del due per cento. 

(3) A terza (U ore antimeridiane) lutti i magistrati sedevano. Mezza 
terza , un'ora e mezzo prima di terza. 

(4) Magistrato cui spellava il mantenere chi si spesava dallo slato. 

(5) Magistrato che sopranlendeva alla divisione delle imposte o de- 
cime. 

(()) Magistrato cui spellava la custodia dell'Arsenale e la direzione 
dei lavori. 



ANNALI VENETI 67 

A' primo de \larzo v sia preso, che (re Savii de dollegio il), \'^Ti 
un per man, liabbia cargo de far essequir le deliberazion del 
Consegio de Pregadi circa questa guerra. 

A"26 de Mar/o ditio, è sta fatto Polo Moresini Ambassador 
a Halisbona, alla Dieta cbc fa Federigo Imperador per le cose 
turchesche. A' 28 è sta dà 300 ducati a una fia de Zuane Jion- 
ilimier, morto a Negropontc. per el so munegar (2) ; et è sta de- 
puta 32 ducati all'anno all'olTicio de'Governadori, a 4 so floli in 
so vita; e così 32 ducali alla mogier e a 3 fioli de Alvise Calbo, 
morto anch'esso a Negroponte; e a 12 cittadini de Negroponte 
vegnudi qua, 25 ducati per un. 

La maregna (3) del Signor Turco, sorella del Despoto Zorzi 
de Servia, se offerisse de intromelterse per la conclusion della 
pace, et esorta che se manda Ambassador alla Porta; et è sta 
eletto e manda Nicolò Cocco e Francesco Capello, i ({uali ve- 
gnudi a parlamento eoi Bassa , ghe è sta domanda do cose: che 
la Signoria ghe cieda Statimene e altre isole, e che la ghe paghi 
100,000 ducati all'anno de carazo [k); e loro ghe ha resposo, che 
la Sigtioria soporlerave più presto de veder destrutta la Terra 
fin alle fondamenta, che pagar tributo a nessun; e mostrando 
dispiacer che ghe sia sta fatto queste domande, se ha partido 
senza conclusion alcuna. Francesco Capello è morto a Costan- 
tinopoli; Nicolò (^occo, acompagnato in C.ritopoli , è rnontado in 
barca de pescatori, et è vegnudo a Stalimene, onde una galia 
l'aspettava; e montado su, è tornado a casa. 

La Signoria commesse per avanti a Nicolò da (JanaI,Capilanio 
General, che mandasse Lazaro Querini, genero de Marco (Corner 
K., Ambassador a Ussan Cassan He de Persia, per annunciarghe 
l'apparecchio d'armada e d' altre cose necessarie, fatto per l'im- 
presa de Turchi, et esortarlo a far el medemo. Quel Re, intesa 
l'ambassada, desideroso de unirse con la Signoria, ha manda un 
so Ambassador, con lettere de credenza, in Italia a la Signoria 
e a Papa Paulo secondo: le lettere è sta scritte in lengua per- 
ii) Savi di collegio, ministri di slato: uno per mnn , «no per cia- 
scuna delle due qualità; Savi grandi, minislero degli affari esteri; Savi di 
lerraferma, rainislerii delia guerra , delle finanze e dell' interno. 

(2) Suo monacarsi 

(3) Matrigna. 

(4) Tributo. Vedi sopra. 



GS MA LI PIERO 

H71 siann, e la copia (lolla traduzion è questa, rorcvuda a'T do 
Marzo 1470. 

X. 

« Illuslrissimo. Salutatioii et racomandation. Significamo a 
Voi, die modiante la vittoria che Dio ne ha concesso, habbiamo 
espulso et eradicato con la potenlia nostra el Signor Ziansan 
Signor de Persia , nostro ncmigo , con tutta la so signoria , la 
rjual era granda et sublime; e siamo restadi possessori de tutto 
'1 so dominio. Appresso, habbiamo acquistada la signoria e gran 
dominio del Signor Abulsad, della nation de Zagatai, che occu- 
pa va -gran parte della Persia fin alla città de Ninive, al presente 
chiamata Bagadet (1). Vedendo Noi per la virtù de Dio haver 
eradicado tanti nostri nomici, et possieder le loro provincie et 
signorie, lo ringraziamo de tanto dono a Noi concesso, et de 
tanto dominio el signoria. Non ne rosta altro ostaculo et ini- 
mico, salvo el fiol dell'Othoman Turco, Maomet Bei; et ne è facil 
cosa abbassar et eradicar el suo dominio et signoria : et ha- 
vendo noi bona et vera intelligentia con voi, che 1' armada vo- 
stra sia proparada por mar, e '1 nostro essercito potentissimo per 
terra , facilmente esso fiol dell' Othoman sera privado in tutto 
della sua signoria che 1' ha in Asia et in Europa. Io mando alla 
presentia vostra (questo Nontio e fidel servidor nostro, il qual 
si chiama Mirai, de nazion armeno. Dateli piena fede di quello 
che a boca vi riferirà in nome nostro. Scritta a'2 d'Agosto nel- 
l'anno dopo Macometo 874, nella città di Soltania, ove è la nostra 
ressidenlia, in la provincia di Persia ». 

Quesl'Ambassadore giunse in questa Terra el mese de Fe- 
vrer dell' anno passado 1470 , e fo intertegnudo 4 mesi continui 
senza larghe risposta, perchè se aspettava el fin che prendeva 
el nogocio della paso a Constantinopoli; e habudo aviso del suc- 
cesso , lo deliberado de responder al ditto Ambassador, che la 
Signoria manda al so Signor Catharin Zen (2), per significarghe 
che i anemi nostri non è invilidi per la perdita de Negropon te; 



(1) Rag(i;ui. 

(2) CaUerino Zeno. Intorno a questo celebre viaggiatore , veggasi il 
Foscarini , Letteratura Veneziana , a facce i07 ; ed il Ramusio. 



ANNALI VENETI G9 

anzi, che semo disposti do continuar l'impresa con tutte le no- 1471 
sire forze, sperando in 1' ajuto de Dio, che unida la polcntia 
(le esso lÀe de Persia con la nostra arniada, se scaccerà '1 Turco 
de stato; e per acertarlo che a tempo nuovo l'armada della 
Signoria sarà parechiata ad ogni so rechiesta. 

In questi dì el Turco ha habudo Scandeloro a patti , se ben 
el He Giacomo de Cipro l' liavea soccorso de 300 balestrieri; 
i quali, dopo la presa del luogo, è sta mandadi a t^onstantino- 
poli, insieme con quel Signor, e son sta fatti morir; al Signor 
ghe è sta dà alcuni casali verso Andrinopoli per so viver; e per 
liberarlo, el ditto Re de Cipro , ha manda un so Ambassador 
alla Porta, e non ha possudo ottegnir cosa alcuna. 

A' 19 d' Ottubrio, è sta messo tre decime alla Terra , con don. 

A' 9 de Novembrio , 20,000 Turchi ha corso in Friul e in 
Istria, e ha depreda e ruinà tutto '1 paese; et è sta messo do 
altre decime alla Terra, con don de 2 per cento, pagandole in 
termene de 15 zorni. E' sta anche preso che i officii paghi la 
metà delle so utilità per do anni, et sia assolti de tansa; che 
i rezimenti che pagava 40 per cento , paghi oO; e quei che pa- 
gava 30, paghi 35; che i Consoli da mar paghi 50 per cento; 
e tra questi no s'intenda soldadi, cancelieri, secretarli, ma tutti 
sia esenti. Tutti i avocati sia tansadi, e no possano esser ad- 
messi a parlar se i no presenterà un boletin de haver pagado. • 
È sta etiam previsto, che per i poveri scazzadi da Turchi, che 
se ha reduto in questa Terra e dormeno sotto '1 palazzo , sia 
fatto un alloggiamento a Sant'Antonio, e che l'Officio della 
Biava (1) ghe dia el pan necessario. E perchè adesso ghe è 
poche navi grosse in esser , e la Terra ghe ne ha bisogno, è sta 
preso de dar 250 ducali per cento de bote. Adesso ghe è in la 
Terra 4 Banchi : Andrea Barbarigo Broca , Zuane Soranzo, An- 
drea di Garzoni , e Piero Gueruzi ; e cadaun d' essi i ha im- 
presta alla Signoria purassà (2) danari. 

Se ha havudo quest'anno da Papa Sisto IV due decime 
del Clero ; e se ha anche oltegnudo de poder scuoder dacii da 
preti , non ostante la prohibition de Paulo II so precessor, 
e 20 galle armade conlra burchi ; e che 'I mandi 4 Cardenali 

(1) Collegio alle biade , uffìzio che tiovca mantenere le abbni\(lanze. 

(2) Pure assai, molli. 



70 M A L I P I E R O 

1471 ai principi clirisUani per eccitarli a questa impresa. E ha manda 
'1 Cardenal Barbo, titolo do S. Marco, al Re d'Ongliaria et Po- 
lonia ; el Cardenal Bessarion in Franza ; el Cardenal do Roan in 
Spagna, in Borgogna e in Portogallo ; el Cardenal Aretino a tutti 
i potentadi d'Italia; e '1 Cardenal de Napoli è sta dessegnado 
su l'armada. Bessarion s'ha scusado per esser vechio de 70 anni; 
ma '1 Papa l'ha astretto ad andar, per esser stimado a quella 
corte, e per esser partigian della Signoria. El Cardenal Barbo 
era absente da Roma , quando l' è sta spazzado : et è passado 
per de qua, andando alla so legazion; ha allogiado a S. Zorzi, 
con D. Piero Baroci, Vescovo de Cividal (1), et è sta aconipa- 
gnadó da la Signoria a S. Mathia de Muran ; 1' ha reposado là 
una note , e poi è andado per aqua a Treviso ; poi è passado 
a Udine a visitar el so Patriarcado. 

La Signoria ha adesso in armada 56 galìe sotil , 4 grosse , 
4 sotil de Candia , e 12 de Schiavonia ; in tutto 76 legni. Se 
dubita che '1 Turco non insa (2) fuora a' nostri danni: però se 
manda in Candia danari per armar 4 galie, a 1,400 ducati per 
galla ; e Candioti, per assicurarse, circonda 'I Borgo d'una fossa 
larga 12 passa, e 6 profonda. 

È giunto ne i conGni de Trebisonda molte zenti de Ussan 
Cassan appresso la città de Calcichia de Giorgiani , sotto la guida 
• della mogier , figlia dell' Imperador de Trebisonda , scazzada 
dal Turco; e già l'ha preso diversi luoghi là atorno, e ha co- 
menzà con gran sforzo a oppugnar la roca : onde '1 Turco fa 
parechiar 30 fuste, e 10 galie in so difesa, con bando della 
vita a chi annunzia por el paese la vignuda de Ussan Cassan. 
Dalle zenti del qual el Caraman ajutado, descende dal monte con 
potente essercito , e va conlra el fiol del Turco , che fa una 
fortezza a quei confini, e per più freschi avisi lo ha fugato; 
e 'I Signor Turco , so padre, ha fatto passar su la Natòlia 
15,000 asapi (3) per soccorrerlo. 

È sta deliberà d'armar 4 navi grosse, e mandarle in armada: 
e perchè s'intende per cosa certa, che 'I Turco no manderà ar- 
mada fuora, è sta deliberà de lassar andar le navi in Soria a 



(1) Cividale di Belluno: cosi dicevasi la Città di Belluno. 

(2) Esca. 

(3) Milizia turca. 



ANNALI VENETI 71 

i so viazi. E l'anno seguente, le preparazion de i firlncipi diri- ikll 
stiani se lianno alenlado , perchè se ha havudo aviso certo, che 
Ussan Cassan è calado conlra 'l Turco con potentissimo esser- 
cito; e la Signoria, slraca da la spesa, e dubitando d'esser aban- 
donada da lutti , ha deliberà in Consiglio di X de mandar Marco 
Aurelio Secretarlo a Corfù, con ordine, che intendendo che '1 
Re de Persia no l'azza gran profitto contra Turchi , se conferissa 
alla Porta per negociar la pace , la qual deve esser proposta 
un'altra volta da la maregna del Turco. 

Dapoi spazzado Marco Aurelio , è giunto un Ambassador de 
Persia, de nazion giudeo, a la Signoria, el qual vien per via de 
(]affa e Ongharia , mandato per assegurarne, che quel Signore è 
messo con i so numerosi esserciti a i danni del Turco ; e ha 
|)resentato lettere scritte da un frale dell'Ordene de i Fra Minori , 
che è in Persia : e poi el dillo Ambassador è andà a Roma, 
La copia delle lettere presentade alla Signoria è questa. 

■ '■: ■ XL 

Magnarum provinciariim caput , ac etiam omnium lllustrium 
Dominationum Domine, Magne Dux. Teste Dea, augetur felicitas 
tua, et bona omnia, quae in te abundanter esse certum et mani- 
festum est. Nec potest aliquis tantum Magnitudinem tuam exal- 
tare ., seu extollere, quantum decet, et tibi conveniens est. Sumus 
nos tibi amicitià et dilectione conjuncti, nunc et semper, uti prius 
et anlea eramus; nec aliquid aliud in corde nostro fictum aul 
simulatum cogitamus. Et dignum est , quod literae tuae, oratores 
et nuncii tui apud nos continuo esse debeant , et de occurrentibus 
nos teneant certiores. Nos autem, si de nobis scire cupis, adepti 
sumus, Dei gratid, ea quae numquam animo cogitavimus , nec 
aliquo modo speravimus; subjugavimus Nos provinciam Phars, 
liabiloniam, Aniaminain, Adicabigias , et omnia quae continentur 
in eis; et fecimus nobis ea subiecta, et possidemus usque ad portas 
Romaniae seu Graeciae: et non tantum violentiti et viribus, sed 
benignitate et aequitate; et omnes perfidos inimicos confundimus. 
Laus et gloria Altissimo Deo. Erat tamen unus, qui solus nobis 
aliquantulum adversabatur. Rie etiam sponte sud humiliatus ad 
nos venit, et largiti sumus et Dominium de Corasavi. Lundelur 
Deus incessanfer. Sulfan (Jassan Baicarn est nomcn isiius Do 



72 M A L I IM E R 

14.72 mini Corasavi. Restai mine alias secundus SuUan Graeciae, seu 
Romaniae, qui nimirum faclus est magnus, praesertim super Ca- 
ramanos, quibus veteri et antiqua amicitid conjuncti sumus. Ipsi 
Caramani venerunt ad nos suppUces , usque ad Provinciam Azia- 
miae: quibus visis, subito venimus in Tauris, itispeocimus super 
negocia eorum , et cognovimus quod ipsi proprii malorum suorum 
causa fuere. In principio tamen Lunae Rebeniel, sive Julii 14-72, 
ad partes ejus iter faciemus. Multa alia in praesenti dicere omit- 
timus , quae hic medicinae Doctor , Orator noster , ad te in ser- 
mone, prudens, fidelis, Magister Medicus Isaac, in qiiem ma- 
gnani fìdem habemus, oretenus tibi omnia de mandato nostro 
sufflcienter narrabit. Et quacumque pacta intrinseca et secreta 
cum €0 tractabis, et ipse tecum, habebimus rata, grata et firma; 
tamquam si ad componendum ea praesentes essemus per veruni 
dictum. In principio Lunae Rebeniel, sive lulii, anno Maume- 
thi 877 secundum cursum nostrum. 

A tergo. Magnarum Proinnciarum Domino , et Principi Civi- 
tatis Venetiarum. Teste Deo augeatur Felicitas Vestra , Magnitudo 
Veslra, Excellentia Vestra, quae nota est omnibus, et quae sii 
semper firma. 

È stalo risposo a questo Ambassador, che la Signoria è di- 
sposta de continuar la guerra contra '1 Turco, e che '1 se at- 
tende a parechiar una grossa arraada per l'anno venturo. 

In questo mezo Piero Mocenigo, Capctan General, ha tentado 
con lettere de eccitar el Re de Cipro e '1 Gran Maistro do 
Rhodi alla guerra contra '1 Turco; et ha visita le isole dell'Ar- 
cipelago, et ha atteso a regolar le cose, e prepararle per ha- 
verle pronte l'anno che vien; e finalmente l'è vegnudo a Modon, 
onde ha trovado do Proveditori giunti poco avanti, Stefano Ma- 
lipiero e Vettor Soranzo, homeni de gran autorità in la Terra; 
e insieme con loro , ha deliberà de metter 10 stradioli per 
galia, oltre i scapoli (1). Questa gente è bellicosa , più alla a dar 
assalti all' improvisa che a combatter ordenadamente ; porta 
l'elmo in testa, la spada a lato, e la lanza in man; pochi usa 
la coraza; veste habiti de bombaso (2), assetai a la vita, che se 



(1) Volonlarii. 
^2) Bambasìa 



ANNALI VENETI 73 

chiama casache; i so cavai è molto veloci, e alti a correr lon- 1472 
gamente. Se usa questa milizia coQtra Turchi per tutta la 
Morea; e quei del paese de Napoli e là atorno, è perfettissimi, 

EI General, dopo messo l'armada a ordene, è sta a dar el 
guasto a tutti quei luoghi che l'ha possudo, eccetto quei de 
christiani , a i quali la Signoria ghe ha commesso che l'habbia 
respetto, se ben è sottoposti al Turco. Dapoi l'è passado su la 
Natòlia , et ha fatto gran preda de anemaii e de schiavi , per 
haverla assalta all' improviso ; ma sopragiunse alcuni cavali tur- 
chi, e fo astretto de tornar a Marna. I slradioti se ghe ha op- 
|)osto anemosamente , e i ha messi in fuga , e ha tagià a pezzi 
<iuei che è rimasi a combater; e per cadauna testa che i ha 
presenta , el General ghe ha fatto dar un scudo d'oro, e cosi 
è sta osservado per tutto '1 tempo della guerra. Dapoi l'armada 
se ha volta a Capo Crio, e ha fatto gran preda de anemaii, 
lapeti, feltri e schiavi; et è passada a Delos, isola famosa per 
el tempio d'Apoline, e per la fiera che anticamente se soleva 
far là, a la qual ghe soleva concorrer zente da lontanissimi 
paesi a vender e comprar diverse sorte de merce preciose. Se 
v<»de molti vestigii del tempio e del anfiteatro, i quali è de 
marmo bianchissimo e finissimo; alcune colonne bellissime, e 
gran numero de statue de marmo antichissime, e un colosso 
de 15 cubiti. Poi el General è vegnudo a Napoli; onde i slra- 
dioti è desmontadi in terra per reposo de i cavalli, et è andà 
a rimpalmar l'armada a Modon, e le ciurme se ha restaurado. 

L' armada del Re de Napoli è comparsa là con 17 galie ; 
e fatti i soliti officii de bona amicizia tra i capi , son intradi 
insieme in Modon, dove el General ha liavulo aviso che l'ar- 
mada del Papa era poco distante: ha fatto provision de vittua- 
ria, e ha messo su le galie del Re 6 slradioti per una, e no 
più , per esser più picole de quelle della Signoria. Tulle son 
52 galie, e son venule a Castel S. Piero, luogo della Religion 
de Rhodi, onde vcgniva a salvarse lutti i christiani che fugiva 
d'Asia da le man de Turchi , i quali possiede lutto 'I territorio 
de (juel luogo ; tal che quei de dentro è come assediadi , che 
i no puoi andar securamenle pur a far legne per so uso. Li 
habitanli de quel luogo ha una certa sorte de cani, che i manda 
fiiara dolio mure a la guardia, e ha questa usanza: che scon- 

Akcii.St.Ii. Vol.VII. /V<r./. 10 



74 M A L I P I E R O 

1472 trandose in uii Christian, i lo lassa andar per la so via senza of- 
fenderlo ; se i descoverzc Turchi, prima co la vose e co '1 crido 
i significa la so vegnuda , e poi unidamente i ghe va contra 
e i lacera, come se i fosse tanti valenti soldadi. 

Poi el General è passado a quei lidi visini de Turchi , e 
giunse a un'hora de giorno; sì che hanno possudo benissimo 
esser descoverli da quei del paese , i quali fidandose in la so 
fortezza, se messe a ordene per combater: se messe le ciurme 
in terra, e fo apizado un fatto d'arme, nel qual è morti assai 
da tutte do le bande; ma infin i nostri è restadi superiori. È sta 
tagiado a pezzi molti Turchi, molti fugadi e molti fatti pre- 
soni ; tla poi el General ha fatto dar ei guasto al paese, et 
è sta menado gran preda all'armada ; et è sta divisa a questo 
modo: la decima parte è sta dà al General, secondo l'usanza 
vechia ; da poi è sta fatto tre parte del resto: do è sta dado 
a i stradioti , secondo che ghe è sta promesso; i presoni è sta 
veududi, e '1 tratto con la terza parte è sta diviso tra questi : 
prima è sta dà 3 ducati d' oro per testa a i patroni de i 
schiavi, poi è sta pagado le spese de i cavali a i patroni della 
nave; del resto è sta fatto 4 parte: una è sia divisa per rata 
su cadauna galla ; el doppio a quelle da comando che porta 
fanò ; un' altra fra i soracomiti ; le do altre fra le ciurme. 

Dapoi el General ha habudo aviso che 'l Legato del Papa 
era poco lontan , e gh' è andà contra con l' armada ; e dopo 
i debiti officii , è sta insieme deliberà de condur le armadc al- 
l' isola de Samo per consigliar in quel luogo quel che s'ha da 
far ; e giunti là , hanno messo in terra le gente e i cavali. E fin 
che i se ha reficiado , el Capetan General , con i legati dell'ar- 
raada, ha deliberado de far l'impresa de Setelia, che è città della 
Pamphilia , edificada dal Re Alalo; et è la maggior et la più fa- 
mosa città a marina che sia in Asia, et ha un porto difeso da 
do castelli e serato da una grossa catena : è frequentata da 
i populi de r Egitto e della Soria , e fa la maggior e la più 
ricca fiera che se fazza in tutta la provincia. 

Al presente ghe è in armada 85 galic: 19 del Papa, 17 del 
Re de Napoli, 47 della Signoria; e 12 de queste è sta armade 
in Dalmazia; e 3 della Religion de Rhodi: alcune altre galle 
(Iella Signoria è sia niandado in diversi luoghi por i bisogni 
(ho occorro. 



ANNALI VENETI 75 

È sta manda VcUor Soranzo Proveditor, con 10 galle, a oc- i'i72 
cupar ci porto; e Stefano Malipiero, secondo Proveditor, con le 
zentc atte a dar 1' assallo a la terra. I slradioti è sta mandadi 
a ocupar el monte vicin alla terra, con ordine che una parte 
de loro staglia parecliiadi per dar soccorso a i altri in caso de 
bisogno; e in essecuzion de tal ordine i son andai, e fta occu- 
pado '1 monte, e fatto preda de anemali e de schiavi ; e '1 So- 
ranzo ha urtado con gran impeto in la catena del porto con 
tutte le so galie ; 1' ha rota, e ha preso la tore e '1 porlo. È 
sia brusà assai magazenj pieni de roba; è sta preso i borghi 
(in sotto le mure, dove se salvava la roba de mercadanti, i 
quali se ha retirado in la terra per no esser fatti presoni dal- 
l'armada: i magazeni era pieni de pevere, de canele, garofoli, 
incensi, tapeti e altre robe; le qual tutte è sta messe a saco, 
e el resto è sta brusado a lerror de Turchi. La tore è sta presa 
al primo assalto da Francesco Zustignan e Polo Muazzo: e se 
la terra fosse sta batuda egualmente da tulle le bando, la se 
prendeva facilmente, perchè i homeui de faltion se redusse in- 
sieme da quella banda che se ghe dele 1' assalto, e l'ha defesa 
gagliardamente ; 1,000 de quei della Signoria è resta Ibridi , 
e 50 morti ; tra i quali è sta '1 Capitanio de Rhodiani. Per la 
sorazonta della note le ciurme se ha ritirado a galla; e la mat- 
tina seguente è sta renovado la battaglia, e se ha trovado che 
la note era intrado soccorso in la terra, e fo deliberado de ri- 
lirarse: 16 galie è intrade in porto, e hanno fatto botlin de 
specie, saoni (1), tapeti, cere, zucari e cose simile, per 6,000 du- 
cati, olirà quel del dì precedente. È sta preso una nave de Mori 
carica di rami, di sua ragion, et è sta relassada; poi se ha 
messo in terra a Strovili , e se ha fatto preda granda de 
schiavi, lini, forraenti, orzi, animali d'ogni sorte; et è sia bru- 
sado 400 case. 

Fin che è sta fatto queste fattion su la Turchia, è zonto a 
Rhodi a' 28 d'Agosto un legalo de Ussan Cassan, con l'inter- 
prete de Catharin Zen Ambassador, in una fusla spazza da 
Cipro, con ordene de passar in questa Terra, a Roma et a 
Napoli, per sollicitar i Principi Cristiani all'impresa del Turco; 
confermando che'l suo Signor è in viaggio con potcnlis- 

(1) Saponi, 



7G M A L I P I E R O 

1472 siniu essercifo , risolto de noi» partir d'Asia inferior con 
lo so zonte, so no debelado '1 Turco: e ha portado lollcre 
do Catliarin Zen, la copia dello qual ò questa. 

XII. 

(( Magnificis et Generosis D. Petro Mocenico Cap. Gene- 
rali, Bailis et Provisoribus III. D. Venet. A' 30 d'Aprii 1472, 
con l'ajuto de Dio , zonzessemo in Tauris con gran pericolo 
delle vite nostre. Per il porlator de queste, Polo Truciman , 
Vostre Magniflcentie saranno informade del tutto. Dio per sua 
misericordia ne ha liberado, al qual rendcmo grazie infinite. 
Era necessario che io venisse a questo Signor, el qual m'ha 
veduto volenliera; et subito che io li esposi la mia ambassada, 
>ni disse che '1 voleva venir nel paese del Caraman in Ar- 
menia: e a' 11 de Maggio Sua Signoria se partì da Tauris, et 
io veni seco, et mi trovo tuttavia appresso di lui, el son ogni 
giorno con Sua Signoria. Mi fa spesso manzar seco; et caval- 
cando, mi ha dimandato 'l mio parer cerca la qualità di questo 
essercito. Io 1' ho laudalo et magnificato, perchè in fatti è 
grandissimo; et lui mi sozonse: Questo che tu vedi è niente, a 
quello che vederai all'ari vo del mio fiol, il qual ho comandato 
che vegni con tutte le zente del mio paese; et allora bavero 
200,000 liomeni a cavalo. Questo Signor vien verso el Caraman, 
et vuol venir alle marine verso '1 Turco per veder la nostra ar- 
mada, e per haver bombarde grosse, bombardieri e schiopetieri ; 
et vuol far fatti. Ha intenzion de far l'impresa dell'Asia inferiore 
co '1 suo essercito, chiamado in sua lengua Lordo: condusc la mo- 
gier et i figli, e dice che starà fuora del paese quanto farà bi- 
sogno. Manda a la Signoria un legalo, co'l qual io mando '1 
mio interpreto, portator della presente, con lettere d'importanzia. 
Prego VV. MM. che subilo ghe diano passazzo seguro, azochè 
siano presto a Venezia; et a VV. MM. mi riccomando. Dal. iti 
felici exercitu Regis Ussan Cassan, in le campagne de Cogi , 
a' 30 de Maggio 1472 ». 

Fin tanto che 'l General ha ateso a depredar le marine della 
Turchia, i Turchi ha danizà da più bande i luoghi della Si- 
gnoria, no solamente in la Morea,in Albania e in Dalmazia, 
ma anche in Italia. Scanderbec Giorgio Caslrioto ha defeso 



ANNALI VENETI 77 

per gran spacio l'Albania. Qapst'homo era ferocissimo, repu- 1^72 
lado un altro Pirrho Re d'Epiroti; è stado al soldo de Ru- 
bcrlo Orsino alla j?uerra de Calabria, o passò con 600 bravi 
cavali al soldo del Re Ferando de Napoli, e fese molte opera- 
zion egregie; tenne sempre a so servizio in difesa dell'Albania 
600 cavali, e fese molle prove de importanzia contra Turchi; 
e quando '1 morì, lassò in quei populi gran desiderio de Ini. 
A questi tempi le cose delia Signoria seria passade felice- 
mente , se no se havesse havudo da guerreggiar anche in 
Italia: ma le so forze divise non ha possudo far quell'opera 
che le haveria fatto unite. 

Era quasi la metà dell'Autunno, quando appresso'l tramontar 
del sol, una squadra de Turchi comparse su le rive del fiume 
Lisonzo; e già cominciavano a passar, quando i sudditi della 
Signoria i scovrirno, e se glie oppose, e i ha rebatudi gagliar- 
damente. Diverse compagnie de soldati alogiava in quelle ville; 
e subilo se messeno insieme , e glie prohibirno el transito : 
tutta la note steteno su le rive del fiume , temendo che i no 
passasse ; e se redusseno all' isola de Cervia , luogo che no è 
molto lontan da Aquileja , fallo isola da alcuni fiumicelli che 
se chiama Rovedula, Amphora et Alsa, i quali glie discoreva 
d' attorno. Li Turchi passòno'l fiume , e vagando per la Cargna, 
messeno in fuga gran quantità de gente ; in modo che i habi- 
tadori de quelle contrade, se redusse in le torre rauradc: e loro 
sachezò 'l paese, e inlrò nel Friul , e vene fin a Udenc ; e fo 
tanto '1 spavento de quella città , che le donne con i fioli na- 
scenti se redusse in le giesie , e 'I populo in piaza e in la roca : 
ma '1 spavento durò poco , perchè Turchi dubitando d' esser 
seguitadi da le gente d' arme , falla preda d' anemali , se reli- 
rorno el dì medemo. 

Se sta con gran desiderio de saver che progresso fazza 
l'armada; et è sta coraesso a i Rettori de Modon, che spazza 
de quindcse in quindese di un gripo con quei avisi che ghe 
occorrerà. 

El General , dopo spazza l'Ambassador del Re Ussan per 
questa Terra , co 'l consegio de i Legati , se ha i idulto verso 
la Turchia dalla banda de Scio; e ha messo la zenle iii terra, 
e ha fatto gran preda , e ha mena via molti presoni : i quali è 
sia venduti , e '1 tratto fo diviso tra le ciurme. Diipuo' '1 se ha 



78 MALIPIERO 

1472 redotlo a Nixia ; e '1 Capitan del Re de Napoli se ha partido, 
perchè r havca comission de andar a desarmar ; e '1 General è 
passado con l'armada alle Smirne, cillà nobilissima de Ionia, 
situada in un luogo remoto , e però non ha patido travagio de 
guerra già gran tempo: el so circuito è assai grando, parte 
in monte, parte in pian ; ma '1 monte è più abitado. La gente 
montò subito in terra, e dete l'assalto alla città, e messe in 
spavento i habitanti ; perchè da una banda ghe deteno la bat- 
teria , e dall'altra scalorno le mure. I Turchi per salvarse se 
retirorno in le moschee , e la terra fo sachizada , e lagiado a 
pezzi gran numero de Turchi : fo mena via molti presoni , e 
fo falrta grossa preda d' oro , arzento , panni de seta e vasi 
preziosi. 

Sparsa la vose per el paese della presa delle Smirne , el 
Beglierbei della provincia adunò molta gente , e andò verso i 
nostri; e i stradioli ghe andò contra, e fu a Itaca ta una grossa 
scaramuccia: sopragiunse la ciurma dell' armada, e fo tagliado 
a pezzi el Beglierbei , e messi i Turchi in desordene, e manda 
tutti a fil de spada. La zentc della Signoria tornò in la città , 
e mandò a galia gran quantità d' anemali e de cebibi (1) , e 
450 presoni; e mise fuoco in la terra, tal che la fo conversa 
in cenere. Fo trovado in questo luogo, tra le altre notabele an- 
tichità, la sepoltura d'Homero, e la so statua in bellissima forma ; 
e fatti questi effetti, F armada andò a depredar su l' isole vicine, 
dalle qual fo conduto via gran quantità de grani e de uve 
grosse. E perchè sorazonzeva l' inverno , e le buore comenzava 
a regnar , fo deliberà de redur 1' armada a Napoli vechia , e 
là fo messo in terra stradioti ; e se vene a Modon : onde '1 Le- 
gato del Papa tolse licenzia dal Capetan General , e vene alla 
volta d' Italia. 

Annunziati questi successi alla Porta, el Turco dete ordei\e 
de fabricar l' inverno 200 galie , e 100 parandarie con le pupe 
basse, averte a modo d'arsili (2); portano securamente gran quan- 
tità de arlelarie, e 120 cavali per una : e ordenò anche che fosse 
fabricà 120 fuste , e 200 schirazzi (3), simili a i burchi da logne 



(i) Zibibbo, uva passa. 

(2) Arsilio, legno a vele e remi . più grande della galera. 

(3) Bastimenti lurcheschi. 



ANNALI VENETI 79 

che se usa qua in Veniesia ; i quali, levade le falche (1) dalie 1472 
bande , restano con le sue postize (2) , e può vogar 80 in 100 
remi per uno. 

È sta fallo saver alla Signoria, che'l Turco dosegna de man- 
dar a tempo nuovo 1' armada in Candia al porlo della Suda , 
alto a recever una gran armada ; dove '1 paese è pian , fertile , 
e più atto a recever cavaleria che altra parte dell'isola. 

Ultimamente è sta anche dà aviso alla Porla dell' assalto 
dato alla città de Trebisonda ; e in 10 dì è sta armado 70 fuslc 
e 13 galie, e mandade a quella volta; onde le son sta mal me- 
nade, e son tornade con circa 15 homeni per una. 

Quesl'anno'l Signor Turco ha fallo resluarare le mure de 
Coiistantinopoli con 10,000 opere (3) , e ha fallo cavar le fosse, 
e salizar [k] parie della terra. 

La Signoria ha dà ordene, che 10 galic che doveva vegnir 
a desarmar , resta in armada ; e che subito sia armade altre 
20 galie, sì che le sia 76; et è sta parechià 20 corpi de galie 
grosse. Queste preparazion , e i avisi de i essercili potentissimi 
del Re de Persia , già inviadi per invader i paesi de Turchi , 
dà gran speranza che l' impresa diebba riuscir. 

L'Ambassador de Persia è sta baltezato a Roma da Papa 
Sisto, insieme con due famegli ; e ghe è sta messo nome Sisto, 
dal nome del Papa , el qual con tutti i Cardenali e tutta la 
corte , r ha presenta de gran doni e molto richi ; e sendo per 
tornar al so Re , el Papa e '1 Re Ferando ghe ha eletto so 
Ambassador, per assegurarlo che i son pronti de far espedila- 
mente questa impresa. E fin che se attende alla espedizion de 
questo legalo de Persia , Ussan Cassan ha manda so Ambassa- 
dori al Turco , a proteslarghe che '1 ghe reslituissa la città 
imperiai de Trebisonda , come cosa sua , per esser sia sedia de 
so suocero; e mederaamenle i luoghi d'Armenia, usurpadi a i 
Signori Caramani so cusini; e la città de Sinopi, occupada a'so 
nevodi, figli de sorella : el Turco ha risposo, che i diga al so Re 
che '1 vada in persona a trattar questa cosa ; e non andando , 
che renderà esso a trovarlo con la Porta. Li Arabassadori, ha- 

(1) Levalo il piccolo bordo di fuori. 

(2) Parte inferiore del bordo. 

(3) Lavoratori. 
fi) Sclciaro. 



80 M A L I P I E R 

1V72 buda la resposta, glie hanno presentado a nome del so Re una 
mazza e un |,'ran saco de megìo (1) ; e ghe hanno nonciado la 
guerra: con la mazza , e co '1 saco de niegio, hanno vogiudo in- 
lerir che '1 so Re ghe andarà conlra con zente innumerabele. 
Questa figura è sta ben considera dal Signor Turco , e ghe ha 
dà tal e«posizion ; e poi ha fatto chiamar i Ambassadori alla 
so presenzia , e ha fatto svodar el saco , e portar alcune galine, 
che subito manzo tutto '1 megio;. e ha ditto a i Ambassadori, 
che referissa ai so He ; che poche delle so galine ha devorado 
el so megio ; e che anciic pochi de i so gianizeri confonderà 
la so zent-e innumerabele, che no è usa a far fattion. Dapoi, per 
i avisi che 1' ha hahudo delle tre città de Caramani recuperade 
dal dillo Re , e de i so potenti esserciti che se va acostando 
alla Natòlia, e de i movimenti de Onghari ; l' ha comesso tutta 
la spedizion della guerra a Macmut Rassà, homo de gran virtù 
et esperionzia ; et ha fatto metter insieme tutte le zente che 
r ha possudo trazer (2) della Grecia , della Valachia e d' altri 
paesi circonvicini ; e '1 mese de Ottubrio le ha fatte passar su 
la Natòlia a Scutari , et è andà anch' esso. Ghe è sta condulo 
a la Porta preson un nevodo de Ussan Gassan ; e driedo d'esso 
è comparso un Ambassador de Persia, el qual ghe ha ditto iti 
nome del so Re , che è in so libertà de reslituirghe 'I nevodo 
e de farlo morir: che quanto a lui , el no se cura che el fazza 
più una cosa che l'altra; ma che el ghe fa intender, che l'ha 
30,000 presoni , tutti homini de nobil sangue , so schiavi ; co i 
(piali poderà far vendeta , avanti che el se muova con 1' esser- 
cilo conlra de lui. Poco dopo el Signor Turco ha fatto tagiar 
la lesta al preson: ma Turchi è in gran terror , vedendo haver 
da far con homeni forti , e in maggior numero de loro; perchè 
Persiani hanno numerosa cavaleria, parte sotto 'l Re, parte sotto 
tre so figli , tutta armada alla leggiera secondo 1' uso d' Italia , 
veloce a correr , con le barde de cuoro (3) , con feltri sotto , 
con do spade per uno, do archi e do turcassi. Queste cose 
annunziale alla Porla, e disseminale per la Turchia, ha messo 
furchi in gran spavento ; si che è mazor el suo timor , che 



(f) Miglio. 
(2) Trarre. 
(;^] Bardature di cuojo. 



ANNALI VENETI 81 

110 fo quello de (Ireci quando Turclii tolse l'impresa de Con- 1/|.72 
slanlinopoli. 

El Sis^nor Turco vedendo i sui in si latto timor , ha manda 
un so Ambassador al He d' Ongharia , a trattar de pace; ma 
subito zonto , subito è sta licenziado senza darghc audienzia. 
E no ghe sendo successo '1 so pensier per quella via, l'ha fatto 
tentar el Caslelan de Belgrado, che 'l voglia indur el Re a man- 
dar so Ambassadori alla Porta a trattar de pace, con offerta 
de darghe per ostaggi 20 Turchi, homeni de repulazion ; e ghe 
dà inlenzion de lassarghe la Bossina e parte della Servia. Questo 
è tentado dal Turco , no per far pace, ma per metter diflìdenzia 
fra Ussan Cassan e i Principi della liga ; e per levar el timor 
a i sui populi , e tegnir in riputazion le cose sue , e metter 
necessità alla Signoria de far pace con lui con ogni condicion : 
e ha manda un Ambassador al Cairo, per trattar accordo co'l Sol- 
dan ; el qual solo puoi impedir che le gente del Re Ussan no 
se unissa co '1 (]araman. Questo Ambassador è sta spazzado 
dal Soldan con bone parole senza conci usion alcuna , perchè 
il Re Ussan ghe ha protesta che 'I no se impacci tra lui e 
rOthoman. 

La maregna anche del Turco ha manda a Corfù un so 
Nontio con 8 cavali, a rechieder che Marco Aurelio Secretarlo 
Ducal, che già è sta manda là per trasferirse ala Porta per ne- 
gociar la pace, vada con esso a questo effetto alla Porta. Questo 
messo zonto a Corfù, ha fatto la sua ambassada ai Rettori e al 
Secretario; i quali ghe ha risposo, che i no ha comission alcuna ; 
che i scriverà alla Signoria , e farà quanto ghe sarà ordina. El 
Nontio se ha ferma in Corfu per haver la resposta , e intanto 
no è sta fatto demoslrazion alcuna verso de lui. El Signor Turco 
no se ha contenta de tegnir questo mezo con la Signoria , 
che 'I ne ha tegnudo anche dei altri ; e ha spazado un messo 
ad Alessio Span de Albania, con ordene che 'I fazza saper al 
Reggimento de Scuthari, che 'l vuol mandar un so Nontio a la 
Signoria per trattar de pose: eia Signoria, immediale habudo 
sì fatto aviso , ha scritto efficacissime lettere al Rezimento de 
Corfù e de Scuthari , che subito dagha licenzia a ognun , sia 
chi se voglia, che parli de pase : e che i opera che no sia visto 
alcun per tal effetto. 

Arch. St. 11. Voi. vn. Par. L 11 



82 M A L I P I E R 

1Ì72 Dapoi è sta manda Josafat Barbaro (1) Ambassador in Persia, 
in luogo de Catharin Zen, in compagnia del Nontio del Papa 
e del Re de Napoli ; e ghe sé sta consegnado da presentar a 
quel Re argenti lavoradi per 4,000 ducati; pani d'oro de più 
colori per 4,000 ducati ; pani de seta per 4,000 ducati ; pani 
de lana de più colori per 10,000 ducati, che fa in tutto 22,000 du- 
cati ; 6 bombarde grosse , che pesa 400 lire ; 10 bombarde de 
reparo, che pesa 500 lire ; 200 spingarde de bronzo e de fero ; 
10,000 schiopeti ; 3,000 pali de ferro; 3,000 baili (2) da guastado- 
ri; 2,000 zappe ; 1,000 schiopetieri; 2 ingegneri ; 2 tagiapiera: e 
tutte queste cose è sta condote in Cipro , e de là in Armenia. 

Copia de lettere de Catharin ^en, Ambassador in Persia, de 
Oltobrio 1742, ad Andrea Correr, Bailo in Cipro. 

xin. 

• « Non ho possudo scriver a Vostra Magnificentia per il 
messo che questo Signor ha manda i dì passadi all' 111.'"^ Signoria, 
né per fra Sebastian di Crosechieri (3), mio Capelan: suplirò con 
questa. Questo Signor mandò per me a Barisus, et mi disse de 
mandar in mia gratitìcazion 100,000 cavalli contra l'Othoman, 
mettendome in libertà d'andar con loro; et mi disse che dietro 
volea venir in persona, con gente innumerabile. Mi acompagnai 
co '1 suo Capitanio, et venissemo a far la mostra su una campagna 
lunga 30 mia et larga 10; onde turno vedute le zenle in squa- 
dra : li cavalli erano tutti armadi , eccetto una parte che era 
coverta di cuoro , et alcuni di seta et di lana, et di sotto ha- 
vevano feltri che li difendevano dalle frezze. Li soldati erano 
armadi di tutt'arme, et la maggior parte all'antica: a modo 
nostro portano lanze et scimitare; alcuni scudo, arco et frezze. 
Fatta la mostra , la quale fu di 100,000 cavalli , il Capitan si 
messe in via per andar a trovar gP inimici ; et io presi licenzia 
di andar dall' Imperatrice , dalla qual fui ricevuto per parente , 
et mi fi! offerto la casa et l' imperio. Diedi a S. Ecc. una let- 

, (1) Vedasi il Foscaririi ed il Ramusi<» su questo illustre viaggiatore 

(2) Badili. 

(3) De' Crociferi, 



ANNALI VENETI 83 

tera drezzada al Re de Zorzania (1), scrittali per esortarlo a 1472 
r impresa contra '1 Turco. Poi son venudo dietro V essercito , 
et mi son ferraado in questo luogo, nominato Capoto; et qui 
a 29 del passato mi son sta presentate lettere di V. M. , del 
Magnifico General, del Legato del Papa, et del Capitanio dell' Il- 
lustrissimo Re Ferando, drizzate a questo Illustrissimo Signore; 
le qual tenirò appresso di me , fin che Sua Signoria sia qui. 
Il prospero successo delle cose nostre in golfo de Setelia, com- 
municato per me in queste parte , ha dato gran riputazion 
alla Serenissima Signoria. Questo Capitanio con buon numero 
de cavalli ha posto tutto '1 paese a fuoco e a fiama , et è andado 
a Garaseri, terra altre volte del Caramano, et l'ha havuta, con 
molle bombarde ; le qual son sta lassate dal fiol del Turco, che 
è fuzzido , et ha lassado tutto quello che l'havea nel suo alo- 
zamento. Questo iniquissimo Othomano ha cognossudo, che por 
mezo del stado del Caramano , Chrisliani se uniria con questo 
Signor, et metteriano in confusion le cose sue; et ha posto ogni 
suo pensier a questa impresa. 11 povero Signor non si trova 
(lanari; et l'inimico lo sa , et va tentando de subornar li guar- 
diani dello fortezze, et de privarlo del stato, et de tutto quello 
che el possiede. Per il messo che questo Signor ha spazzado 
ultimamente a Venezia , fa intender all' Illustrissima Signoria , 
ch'egli è disposto di metter l'imperio, li danari et li fioli per 
continuar quest'impresa; et la conforta a far che le galie siano 
ad ordene. Prego V. M. che facci ogni piacer ad esso messo, 
il qual zonzerà in quell' isola poco dopo le presenti ; le qual 
espedisso a posta: e particolarmente desidero, che la procura 
la sua presta espedicion di quel luogo ». 

Scrive ancora <"a!harin Zen le infrascritte lettere al ditto 
Bailo. 

XIV. 

a Ho scritto più mie a Vostra ÌNIagnificentia per messi a posta : 
et perchè i Mori hanno tenuto i passi dell' Eufrate in gran custo- 
dia, non hanno potudo passar, et sono tornadi con le lettere in 
driedo. Spazzo Sebastian per Venetia : V. M. intenderà da lui 

(1) Georgia. 



Hi MALIIMKIK) 

1472 quanto fa bisogjno. La prego che la lo espedissa quanto più presto, 
et che la glie faccia ogni piacer et favor. Questo Signor ha roto 
virilmente 1' Othoman ; gli ha tolto molli luoghi , et li ha tutti 
brusadi. Il Capitan ha lassato nel paese de! Caraman 10,000 ca- 
vali ; e per respetto delle neve , e per no restar in bisogno de 
vittuaria, se ne torna al so Signor. A'il d' Ottubrio Sua Signoria 
zonsc a questi confini, et fui a la so presenzia; li presentai le let- 
tere che mi mandò '1 Magnifico General, et gli le lessi; et Sua Si- 
gnoria le aldi (1) volentiera. Vedo manifestamente che le cose 
operade dalla nostra armada in Armenia et in Natòlia, danno 
gran reputazione in queste parte all' Illustrissima Signoria: questo 
Signor mi disse che l'attendeva a quanto '1 me ha promesso, 
come poteva veder manifestamente; che scrivesse a Venezia che 
si facci altretanto dalla nostra banda. Gli risposi, che Sua Si- 
gnoria poteva conoscer che l'Illustrissima Signoria faceva '1 me- 
desimo ; che secondo la promessa che gli feci 1' anno passato , 
l'ha su 'l mar al presente 100 galie ; et oltra quanto gli ho 
promesso , l' ha gran numero de nave in conserva delle galie : 
et è restado ben satisfatto. A' 8 de Novembrio Sua Signoria 
passò l'Eufrate, et prese per forza Malatia , città murada del 
Soldan. Non ha respetto che sia l' inverno ; non teme neve, né 
pioza , né l'asprezza de i monti, nò altro impedimento per 
relardarlo da i so viazi. Molti de questi I^egnicoli sottoposti al 
Soldan , hanno mandato a prestar obedienzia a Sua Signoria ; 
e gli hanno per ostazi mandato i fioli et le donne. La sua 
potenzia è grandissima ; ha gente innumerabele , et attende a 
metter ad ordene un potentissimo esserci lo per far l'impresa 
d'Alepo. In questa corte et in campo si vive modestissimamente. 
Non si fa oltraggio ad alcuno , sia chi si voglia. Piacciavi rac- 
comandarmi a quelle RR. Magnificentie. Dal. nel felice Lordo 
del Signor Ussan Cassan, in la campagna d'Alepo, a' 15 de 
Decembrio 1472 ». 

È sta spazza da Constantinopoli 4 spie in Candia , Modon 
e Napoli ; e una è sta discoverta in Candia. Ghe è facil cosa 
haver gente che i serva in simil bisogno, perchè i (jreci che 
habita in Constantinopoli ha privilegio dalla Signoria, e va e 
vien come ghe piace. Un Sicilian, giovine virtuoso e de gran 



[1) Udì. 



ANNALI VENETI 85 

cuor , è andà a trovar el Tieneral Moconigo , e s' ha offorto de 1472 
briisar V arsenal e l' armada del Turco. El General ghe parse 
che la cosa podesse reussir, e l'abbrazzò, e ghe fece proveder 
de tutto quel che bisognava ; ghe armò un gripo , ghe dele 
6 homeni , che 'l se avea eletto; ghe dete polvere, solferò, ra- 
sa (1) , e altra materia da fuogo : e carcadè tutte queste cose 
nel gripo , con gran copia de naranze (2) , montò su , e andò a 
i Dardaneli ; fece i so presenti , e andò verso Constantinopoli ; 
e giunse in Galipoli a' 20 de Fevrer, la note del Sabato; e smontò 
in terra con 5 homeni, che portava in spale un saco per uno, 
e giunse al seraglio dell' artelarie , onde era la munizion delle 
galie ; rompe le porte , a verse le seraure con tanagie e con 
vide (3) , e inlrò con i sui compagni in 15 magazcni , che i no 
fu sentidi ; apri le fenestre per dar esito al fuogo, e messe 
per ogni magazen un canal de ferro , in forma de gorna (4) , 
e lo empì de polvere de bombarda ; e in testa d' esso canal messe 
un saco della medema polvere appresso le sartie , le vele e le 
artelarie; dete più volte fuogo; e perchè la polvere era falla 
humida in viazo , non se accese. In un magazen di mezo , 
dove era i Gladi della sartia , gran quantità de pegola , et de 
sevo, se accese grandissima Oama , e molli concorse per estin- 
guerla. El Sicilian era ancora col fuogo in man , e con dissegno 
de impizar (5) fuogo in le galie, fin che i Turchi attendeva a 
estinguer quello de i magazeni : andò nel so gripo , ma la cosa 
no ghe successe ; perchè '1 fuogo ghe cascò in un saco de pol- 
vere , e se brusò la vela, l' alboro e T antena : e per el fuogo 
che se vedeva da lontan , dubitò d'esser discoverto; e dete in 
terra su la Turchia, e fondò 'I gripo. El Subassì promesse gran 
premii a chi prendesse e ghe desse in man i authori dell' in- 
cendio. E T Sicilian , el qual se chiamava Antonelo , fu trovado 
ne i boschi con i compagni ; e un d'essi, defendendose, fo amaz- 
zado ; i altri fu conduti a la Porta : e Antonelo confessò alla 
presenza del Signor Turco, senza tormento, che l'era quello, 



(1) Zolfo , ragia. 

(2) Di aranci. 

(,3) Serrature con tanaglie e viti. 

(4) Di grondaja. 

(5) Appiccare. 



8G M A L 1 P I E R O 

1472 clic de comandamento del «ìenoral haveva impizà '1 luogo ; e 
soggiunse con gran ancmo , che tulli i homeni da ben doverave 
perseguitarlo, perchè l'è la peste del mondo, ha spogiato tutti 
i Signori so visini de i so stadi senza alcuna causa , non ha 
mai osservado la fede a nessun , e cerca de destruzzer el nome 
de Ghristo ; e che per tal causa lui s' ha messo in anemo de 
tentar quel che l' ha tentato. El Signor Turco aldi con gran 
admirazion e pazienzia le so parole, e poi diede ordene che ghe 
fosse tagià la testa , insieme con i sui compagni. L' incendio 
durò 10 zorni , che '1 no se potè estinguer ; e fo giudicado 
che 'l danno havesse importa 100,000 ducati. 

El Capitanio delle galie de' Fiorentini è sta al seraglio del 
Signor Turco , come Ambassador del Duca de Milan e de' Fio- 
rentini, con molti presenti. 

1473 A Constantinopoli è sta fatte gran quantità de bombarde, e 
son sta messe alle porte della città e de Pera ; et è sta sera '1 
porto de <]onstantinopoli con una grossa catena de ferro. 

<ieronimo da Mula , q. Zuane, Savio di Ordini , homo de 
bona pratica e intelligenzia , vedendo V armada della Signoria 
jngrossada a numero de 100 e più galie ; e che Ussan Cassan 
He de Persia se approssimava a i confini del Turco con poten- 
tissimo essercito ; e che la Grecia e la Turchia è vacua de gente 
e de pressidio, per esser andadi tutti in campo contra '1 Re de 
Persia; ha messo parte, contra l'opinion de tutto '1 collegio, 
che sia scritto a Piero Mocenigo Capitanio General , che l' entri 
in stretto con tutta 1' armada , e vada a combatter Constanti- 
nopoli ; ma che prima '1 consegia la cosa con i Capitan della 
liga , se i se troverà in armada ; e no vada , se el no ha un che 
lo consenta. 11 suo dissegno è, che '1 General fazza sorger una 
nave de 200 in 300 bote con brusca (1) et legni , vicin al castelo 
della Grecia ; e metta fuogo in la nave , con speranza che per 
quel caler le bombarde de i Castelli debba descargarse da sé ; 
e sparade che le sia , che 1' armada debba passar oltra : perchè 
Turchi no podarave (2) per el caldo del fuogo recalcar sì presto 
le arlclarie. La parte è sta presa largamente contra tutto '1 Col- 
legio; e subito è sta scritto al General, el qual ha habudo le 



(1) Materia combusUbilc. 

(2) Non potrebbero. 



ANNALI VENETI 87 

lettere a' -24 de Lugio : e lezcndo le lettere, glie sorazonse 1473 
aviso de Cipro, della morie de quel Re; e de Persia, de (^atharin 
Zen, Ambassador : e fo recercado de redurse con tutta l' armada 
a le marine d'Armenia , et è passado a quella banda. 

Quesl' anno è sta preso de far 32 forni nei magazeni presso 
il Canal , i qual forni farano biscoto per cento galie e più ; et 
è sta speso in quel!' opera 8,000 ducati. 

El Re Mathias d' Ongharia ha manda do Ambassadori a Con- 
stantinopoli , i quai è sta accettati gratamente dal Signor Turco; 
e ha habudo parola che ogni condicion che i proponerà, sera 
acetà : e per indur quel Re a mandar essi Ambassadori , ha dà 
in man de Onghari 25 Turchi, homeni de authorità, per metter 
gelosia tra i Principi christiani e '1 Re de Persia. 

I Turchi ha preso suspetto de alcuni in Negroponte; e per 
assegurarse, i ha fatto andar a Gonstantinopoli 150 famegie: itt 
modo che non è resta in quella città greco alcun. E in (]on 
stantinopoli i ha habudo paura che la Signoria mandasse la sua 
armada in stretto ; e per questa causa hanno fatto un muro 
lungo 20 passa a S. Dimitri , e gho hanno messo 14 bom- 
barde grosse; e hanno fatto altretanto muro in cao del borgo 
de Pera, a la marina, con bombarde. 

Ussan Cassan ha manda un de i figli, con grossa banda de 
zente, contra 3,000 gambeli (1) e vittuaria che 'I Soldan manda 
al campo del Turco; e i ha tutti presi. 

Federigo Imperador cerca de redur una dieta , a fin che no 
se dia ajuto a Ussan Cassan , acciochè '1 Turco possa prosperar 
contra la Signoria : trama senza dubbio de Galeazzo duca do 
Milan e de Fiorentini, i quali no puoi patir che nell' esserci to 
de Ussan Cassan , no se legna conto d' altri che dell'Ambassador 
della Signoria ; e vedono, che se aquisterà la Grecia , la Signoria 
ne sarà patrona. 

Copia de una lettera de Luca da Molin Soracomito , data in 
porto S. Theodoro a' 14 de Zugno. 

XV. 

« Zonzessemo (2] in questo porto, ditto S. Theodoro, giuridit- 
tion del Caraman; el a nome suo fu fatto intender al Magnifico 

(1) Cammelli. 

(2) Giungemmo. 



88 M A L I P I E R O 

1473 General, che '1 Re de Persia era lontan C zornade ; et che spe- 
rando che 'I dovesse comparer de hreve in questo paese, l'havea 
fatto assediar i luoghi del Turco a marina ; onde lo pregava che 
si facesse avanti con l'armada ad ajutar l'impresa. Sua Magni- 
ficentia, inlesa la rechiesta et l'aviso che '1 Re Ussan era vicino 
con Tessercito, fece la massa delle galie, e volse che andassimo 
a bater Castel Sechi ; il qual non putendo ressistcr alla batteria, 
si rese, con gran reputazion della Illustrissima Signoria. Il Ca- 
stelo è in cresta di monte, un miglio distante da marina. Le 
bombarde ne '1 fecero haver. Fu piantado il stendardo di San 
Marco, et poi fu consignado a li Caramani. Poi venissemo al 
Cun'co per darli la batteria : ma quelli di dentro, presentida la 
nostra venuta et l'aparechio della batteria , fecero intender che 
se renderiano a la Signoria, et non ad altri ; onde si hebbe la 
terra, salve le robbe et le persone. Si piantorno li stendardi su 
le mure, et fumo conduti 150 gianizeri a Laiozo per patto fatto ; 
perchè se se havesseno tegnudo , s' haveria havuto '1 luogo con 
gran difficultà, per la fortezza del sito. El zorno driedo fo con- 
signado questo luogo al Caraman, con gran reputazion della 
Illustrissima Signoria e della fede sua. Poi venissemo a Selesica, 
primo luogo d'Armenia, giuridittion del Caraman. Subito che 
comparessemo , quelli del luogo si resero, et non aspeltorno la 
batteria. Con questa reputazion havemo acquistado l'Armenia et 
tutto '1 paese da marina, et dato a 1 Caramani. Dio voglia che 
lo conossano. Tutto è sta fatto in gratia de Ussan Cassan , il 
qual vede chiaro che l'armada è presta ad ogni suo soccorso. 
Si tuoi (1) questi stati a' Turchi Othomani, et si dà a' Turchi 
Caramani: non si può far altro, per inlertegnirse con questo Re 
di Persia. Dio voglia che succeda di fatti sui quello che si demo 
ad intender. Siamo venuti qui con l'armada, credendo trovar il 
suo essercito a questi confini, o qualche nuova certa di lui. 
Fin qui non habbiamo certezza alcuna delti sui progressi : in 
modo che stemo sempre in pensier dei fatti sui. 

Havemo per lettere da Constantinopoli , che è zonto alla Porta 
una spia del Signor Turco, che torna de campo de Ussan Cassan; 
et dice esser sta scoperto per spia , et conduto alla presenzia 
dì quel Signor; gli ha fatto dar guida che gli mostri la po- 
tenzia del suo essercito ; et poi l' ha vestito, et gli ha dato da- 

(1) Toglie. 



ANNALI VENETI 89 

nari, et Tba licenzialo; dicendoli che 'l torni a referir al suo li73 
Signor, quello clic l'ha veduto. Et dimandalo alla Porla, se le 
zente che l' ha veduto son 150,000 persone , ha risposo che . 
150,000 è una poca parte de quelle che 1' ha veduto ; perchè 
ha camminalo 4 zorni intorno all'essercilo: et dubitando '1 Si- 
gnor Turco che sì fatta nuova non si pubblichi, l'ha fallo 
morire ». 

11 Capitan del Turco è sta rotto '1 mese di Lugio dal fiol 
del Re di Persia ; e Turchi comenzorno a temer assai quella 
potenzia, e fo manda comandamento a Constantinopoli che se 
lazza astinenzia e oraziou, e fo prohibido '1 vin. 

Marco Barbo, Bailo a Corfù, ha messo insieme 3,000 persone, 
et è andato a Castel Strovili, et l'ha habudo con morte de i 
gianizerì che era a quella custodia ; e fo dado provision in vita 
de 500 per peri (1) al primo che montò su le mure. 

Copia de lettere de Calharin Zen , Ambassador in Persia , 
dei 12 Lugio 1473. 

XVL 

« Serenissimo Principe. Scrissi a Vostra Sublimità a' 14 del 
passalo dalle campagne di Arzignan, in risposta di sue di 13 Fe- 
vrer ; et gli dissi della buona disposizion di questo Illustrissimo 
Signor, e delle parole dittemi da Sua Signoria per ringraziar 
quella delle promesse dell' armada e delle munizion , et de la 
fede che la ghe ha osservado , di non voler aldir l'Ambassador 
dell' Olhoman, venuto a Corfù a offerirle larghe coudicion di 
pace. A tempo che si trazeva le lettere di Vostra Sublimità , 
zonse un Ambassador del Turco a questo Signor per farli ogni 
parlido di pace. Dimandai audienzia per prevenirlo, et fui in- 
troduto da Sua Signoria a tempo che l'era in letto. Gli esposi 
quanto Vostra Sublimità mi commette. Mi fu risposo che scri- 
vessi a Vostra Sublimità, che sicomc ella ha osservato le sue 
parole verso Sua Signoria, refudando ogni parlido di pace, cosi 
lui faria l' istesso per mantener quanto che 1' ha promesso , et 
che di questo Vostra SubUmità stia secura. Dapoi l'espedicion 

(1) Moneta greca. 

Arcu. Si. 11. Voi. VII. nur. l. 12 



90 M A L I P ì E R O 

i473 dell' uìtime mie, questo Signor non ha mai adraesso TAmba^- 
sador del Turco per rispetto di Vostra Sublimità; ma lo ha 
licenziato et scazzato via. 

Al presente siamo con l'essercito, il qual è mollo ingros- 
sato, in le campagne di Arzignan. Per le ultime descrittion sono 
in campo 300,000 persone. Sono sta mandadi comandamenti per 
tutto 'I stato suo, che si facci venir homeni da guerra in campo : 
in modo che questi Signori dissegnano d'havcr alla fin del mese 
500,000 homeni da fatti ; e per quanto intendo, potriano ha- 
verne molto più. 

È zonto qui in campo un Ambassador del Tartaro de Ci- 
tracan , et ha presentato questo Signor de 9 ferri da lanza , 
9 archi con i suoi turcassi, una scimitarra, do ferali (1], una 
pezza de pano biavo (2) et 200 homeni i quali portavano pele (3) 
de diverse sorte ; martori, fuine, zebelini , armelini, dossi, 
vari e volpe ; e 3 gambeli corridori. Questo Ambassador è ve- 
nuto a firmar bona pace con questo Signor , il qual all'incontro 
gli ha donato scimitare d'oro, sele d'oro e danari , et è partido 
contento. Questo Signor è sicurissimo dalla parte di sopra , et 
non teme d'alcuno, et pone ogni suo pensiero contra l'Otho- 
mano. 

Sono zonti in campo 40 gambeli da Tauris , carghi di mo- 
nede ; et 12 a suo fiol ; et 50 con tafctà di questi paesi, frezze, 
et scimitare, etarchi. Con l'arrivo di questi danari, sono sta dati 
li sui stipendi! a questa zente ; la qual tutta de bon anemo è 
disposta d'andar contra '1 comun inimico. 

Hieri questo Signor mi mandò a chiamar, et mi commesse 
che scrivesse al General, che infesti più che li sia possibile le 
cose del Turco con l'armada ; et che scrivi a Vostra Sublimità, 
alla Maestà dell' Imperador et al Re d' Ongharia, che dalle parti 
di Europa si facci qualche faccenda; et che conforti la Subli- 
mità Vostra a far qualche officio con questi Principi per ecci- 
tarli a questa impresa. Io ho scritto secondo la forma della 
comission mia , sì come la vedarà da le copie qui incluse. 

Havemo inteso che '1 General ha preso '1 Castel dell'Arco, et 
lui stretto Selefica , la qual se giudica che fin a quest'hora sia 

(1) Fanali. 

(2) Grigio, turchino ciiiaro. 

(3) Pelli. 



ANNALI VENETI 91 

pervenuta in sua mano. Oucsla nova ha dato ijran credito a 1473 
Sua Magnificentia , el ha messo in gran essistimazion le cose di 
Vostra Subhmilà appresso questo cssercito. Questa mattina 
è sta fatto un proclama, che se facci orazion a Dio per la 
vittoria ». 

Li esserciti del Turco e del Re de Persia son stadi la seconda 
volta alle man : la battaglia è sta molto aspra d'ambe le parte, 
ma i Turchi è rimasi superiori, perchè i cavalli persiani, non 
dissuefatti al strepito delle artelarie, se lia messo in fuga al 
principio del fatto d' arme, El General avisado de si fatto suc- 
cesso, e certificado che '1 Re de Persia s'havea retirà in Tunis, 
s' ha partio dalle marine della Caramania , et è vegnudo in 
<jpro. 

El Signor Turco ha manda un altro Ambassador al Re 
Ussan per trattar de pace ; e da poi che l' ha aldido , ghe ha 
fatto veder 5 suoi Agli ; e poi ghe ha ditto , che '1 referissa al 
suo Signor da sua parte , che '1 no se gloria d' averghe morto 
un fiol , perchè ghe ne resta 5 , i quali lutti anderà contra de 
lui, un driedo l'altro; con fermo anemo d'andar poi lui in 
persona con tutte le so forze per destruzerlo. 

Catharin Zen, che torna dalla so legazion de Persia , scrive 
(la Gaffa , e manda lettere del Re Ussan , in le qual se nara 
particularmenlc el successo de tutte le cose operade da lui , 
e da i sui agenti in questa guerra del Turco ; e promette de 
metter in campagna a tempo nuovo un potente esserci to per 
continuar l' impresa ; et essorta la Signoria che vogia continuar 
in la so bona disposizion , e parechiar potente armata a lai 
effetto : e 'I Zen ha porta so lettere de credenza a tutti i 
Principi. 

La Signoria ha habudo gralissime le lettere sopraditte ; tal 
che è sta preso de farghe un altro Ambassador con 2,000 du- 
cati de don , e 200 ducati al mese de salario , per persuaderlo 
a passar l'Eufrate con l'essercito: et è sta fatto Francesco 
Michiel da i Alumi , et ha refudà : è sta fatto in so luogo Am- 
hruoso (1) Contarini che fu soracomito , e anch'esso ha refudà: 

(1) Ambrogio. Vedi il Foscarini e il Raraiisio , Viaggio in Persia ed 
in Russia. 



92 M A L I P I E R O 

1473 tal che, per consegio de X, è sia spazza Paolo Ogniben, mar 
catlante pratico delle cose de Persia ; et la sustanzia della so 
commission è che '1 fazza intender a quel Re , che la mentr 
della Signoria è de continuar la ligha con Sua Signoria, e no 
acetar acordo alcun con l'Othoman ; ponderandoghe (1) quanto 
importa a questa impresa, che '1 passi con le so gente l'Eufrate. 
No ghc è sta dà salario ; ma ghe è sta usa parole amorevoli . 
che el fiizza 'l so officio secondo 1' aspettazion della Terra, che 
no se mancherà de usar verso la so persona e famiglia quella 
munificenzia che la Signoria è solita de usar verso chi la 
serve. 

1474, Piero Mocenigo, Capitanio General, è tornado a Modon ; e là 
r ha inteso che '1 Turco è all' assedio de Scuthari , città d'Al- 
bania, situada su un monte altissimo, che ha d'attorno una 
region fertile , abondante de tutte le cose necessarie. Questa 
città ha dalla parte de occidente un lago che circonda 80 mia, 
da 'l qual nasce 'l fiume Rogiana , che discore alle raise (2) 
de '1 monte della terra : dalla banda de Oriente ha un altro 
fiume che se chiama el Drin; tutti do questi fiumi è molto 
grossi , in modo che le nave grosse può navegar per essi molle 
mia: ha pianura da una banda e dall'altra, che senza fa- 
diga de i lavoradori, butade le semenze del gran in terra . 
rende fruito mirabelc : la campagna è tanto grassa, che prohi- 
bisse alle piegore (3) el starghe longamenle , azzochè le no palissa 
de repletion. Questa region è circondata da monti asprissimi 
e altissimi: i colli è pieni de vigne e de olivi: appresso alla 
palude verso la marina ha boschi grandissimi , ne i quali ghe 
è gran quantità de legnami da ogni fattion. 

A' 17 del mese de Mazo, el Reglierbei della Grecia è andà 
con 10,000 Turchi fin sotto le mure de Scuthari, e ha lenta 
d' haver la terra all' improviso: no s' haveva sentio a dir niente 
del movimento de Turchi ; e Antonio Loredan Conte (4) haveva 
lassa andar la mazor parte dei guardiani fuora , e veneno alle 
man con alcune compagnie de Turchi , et ne restò de morti 

(1) Facendogli ponderare. 

(2) Radici. 

(3) Pecore. 

(4) Alcuni governatori avevano lilolo di Conte finché durava il reg- 
gimento. 



ANNALI VENETI 93 

da una banda e dall' altra. El Beglierbei , perchè '1 dessegno 1474 
no glie successe, se retirò con le zente per aspettar el Bassa , 
el qual era poco distante co '1 resto dell' essercito ; e con esso 
ghe era pur assai gambeli , carghi de rami da fonder artigliarie. 
L' aviso de questo moto de Turchi s' ha habudo prima da Cat- 
laro; poi veriflcado per la confermazion habuda da altri luoghi. 
È sta deliberà che le galie da Barutho e d'iVlessandria , e le 
nave messe al viazo de Soria , vada in Bogiana con la nave 
Dragana de 1,500 bote, nolizada per Fiandra; è sta anche fatto 
Lunardo Boldù proveditor in Albania , el qual subito s' ha par- 
lido; è sta arma altre 5 galie; è sta revoca le galie de Barbaria 
e d'Aqua morta , e son sta mandae in Bogiana drio (1) le altre 
con purassà provisionadi. 

La Signoria è avvisa da Scio, che '1 Re Mathias d'Ongharia 
ha manda un so Ambassador a Costantinopoli; el qual arivado, 
è sta menado in campo de ordene della Porta , e intertegnudo 
tre mesi continui, e no è sta mai aldido: anzi , quando '1 Turco 
è torna a Gostantinopoh, l'è sta astretto a restituir le provision 
che l'ha habudo come Ambassador de quel Re, e licenziado. Per 
questo se spera de poder indur ci ditto Re d'Ongharia a muo- 
verse contra'l Turco da quella banda, e divertir l'assedio de 
Scuthari: e ghe è sta fatto un Ambassador, el qual è Benetto 
Trivisan, con pena de 1,000 ducati; el qual subito eletto, se ha 
absentà, per non esser sforza a acettar o a pagar la pena; et 
è sta fatto in so luogo Sebastian Badoer , el qual ha acettà pron- 
tamente. 

El Zeneral ha habudo aviso dell' assedio de Scuthari a Mo- 
don, come è ditto: e seben el savea che Triadan Griti eletto 
so successor, era andà con 22 galie alla defesa de quella città, 
ha deliberà de trasferirse anche lui in Albania con l' armada ; 
e zonlo a Corfù, ha trovado lettere ducal, che ghe commette, 
co'l Consegio de Pregadi, cheT vadi onde (2) a punto l'andava 
a defender l'Albania: onde, senza metter tempo de mezo, è andà 
in Bogiana con Stefano Malipiero Proveditor, e se ha conzonto 
co '1 Griti, e con Lodovico Bembo so proveditor, 

(1) Dietro. _ ^ ,, ,.j,, ,^. , 

;2) Dove. . ,,'"!,,' ,' !!'',' -, 



94 M A L I P I E I{ O 

ìklk Se trova addesso in armada 4 lanò (1), ma ghe è grandis- 
sima union; perchè Piero Moconigo, ci qual per decreto del 
Senato podeva solo operar ogni cosa, antiponendo '1 benefizio 
pubblico a ogni altro so respelto , fa tutte le deliberazion co '1 
consegio del successor e dei proveditori , e tutti insieme ha co- 
raesso a Lunardo Boldù Proveditor in Albania, homo pratico 
de quella provincia, che'l vada a trovar el Signore Zuane Cer- 
novicliio, signore del paese vicin al lago de Sculhari, e homo de 
gran seguito e authorità; esortandolo a adunar quanta più 
zenle sia possibile; e con quella che anch'esso Lunardo ha a 
pie e a cavallo, vegna amigo e confederado della Signoria a 
soccórrer la città de Scuthari per via del lago; e poi con 5 ga- 
lle entri nel Drin a soccorrer Alessio e la so Isola , fatta dal 
polesene (2) de quel fiume, onde è reduta tutta la zente del 
paese. E oltra le galie mandade a la custodia deDurazzo, ne 
è sta manda altre 4 , con cavalli e stradiotti. 

Questa città de Durazzo è famosa per le guerre de Romani. 
Addesso l'è quasi deshabità per la mala qualità dell'aere: ha 
molti vestigii de statue antiche, tra i quali ghe è un Imperador 
a cavallo ; alguni dise che l' è Theodosio , alguni Costanlin. La 
Signoria soleva custodirla con poco spesa, per la commodità 
del porto. 

L' armada se redusse alla Badia de S. Sergio, 14 mia distante 
dal mar; e qua se faseva i fuoghi che besognava per far segno 
a quei della città. 

Era necessario far provision de danari per mandar presidio 
de gente in Albania; e 'l Dose nominò 40 cittadini, da i quali 
ha trova 30,000 ducati ad imprestito per questa espedicion. 

Piero Salamon, Rettor al Dagno , havendo presentido che 
Turchi era all' assedio de Scuthari con valido essercito , ha 
abandonado '1 castelo e ha brusà tutte le monizion ; e alcuni 
vilani se ha reduto in la fortezza , aspettando quel che seguiva 
dell' assedio de Sculhari. Questo Piero Salamon è sta confina 
5 anni in preson serada, e poi in castelo de Padoa, e poi per 
gratia ghe è sta dà per confin la città de Candia. 



(1) Quattro capi dell'armala. 
(2] Dalle alluvioni. 



ANNALI VENETI 95 

A' 22 de Zugno 20,000 l'urchi ù corsi fin 8 mia lonlan da 147i 
Monfalcuu; onde è sta preso de far 60,000 fanti de cernidc (1), 
e mandarle in Friul con 500 cavali. 

Turchi ha occupa tutte do le rive della Bogiana , e senza 
contrasto ghe hanno fatto un ponte sora ; in modo che la città 
de Scuthari è resta occupada da ogni banda. 

A' 18 Zugno ditto, de sera, Triadan Griti Capitanio General, 
co '1 mezo de Piero Busichio fu avisà da do schiavi fuzidi dal 
campo turchesco con veste e con danari , che poco avanti '1 
Bassa era sta avertido da un galioto dell' armada della Signoria, 
che '1 podeva prender 7 galie che era in Bogiana , con stropar la 
boca del fiume , el qual se strenze fra do sassi , 8 mia lonlan 
dalla Badia de S. Sergio, e fa una boca che se chiama el stretto 
della Scala. Subito che 'l Griti hebbe questo aviso , tutti do i 
Generali d'accordo fece dar la trombeta della battaglia , e messe 
tutte le galie in ordene , e ordenò che tutte ghc andasse drio, 
una dopo l' altra , per una balestra (2) , per no se impedir in- 
sieme la voga. Era quasi giorno quando i Generali zonse a la 
boca del fiume ; e fu trova che Turchi gittava giù dalle rive 
arbori nel fiume , per impedir le nostre galie che le no podesse 
insir (3) fuora ; i nostri descargò le arlelarie, i archi e le ba- 
lestre centra i Turchi; e loro fese 'l medemo contra i nostri, 
e molti anche se buio all'aqua, e andò anemosamente a tagiar 
i remi a le nostre galie , e molli romase morti : de i nostri 
molti fo feridi, e 14 morti. El zorno drio, fo deliberà de condur 
l'armada fuora; e prima fo manda l'armiragio con 300 soldadi 
a defender la bOca del fiume : fu impido quattro copani (4) 
delle frezze che haveva tirado i Turchi. La Signoria ha dà 
50 ducati de provision all' anno , e 25 stradiolti a Piero Bu- 
siciiio, che fece saver al General el dessegno de Turchi, -.'i , 

A' 27 de Zugno è sta dà licenzia al General Mocenigo de 
repatriar, atteso le so indisposizion. 

Zuane Cernovichio se fese forte sul '1 Monte de S. Marco 
con 8,000 fanti; e nel lago se uni insieme 18 navili,tra fuste 



(1) Milizia di fila, de' sudditi. 

(2) Un tiro di balestra. 

(3) Uscire. 

(4) Caicchi. ' 



de MALI PIERO 

1474 e allri legai più piceli , e a S. Sergio 17 galie ; e Turchi no 
se acoslò più a marina. 

Era conte a Sculhari Antonio Loredan ; el qual per aver 
difficultà de far intender per le vie solite i sui bisogni a i Ge- 
nerali, chiamò un giovine Epirota anemoso , e con promessa de 
recognosserlo el spazzò con lettere a i Generali. Coslù insì la 
note della terra, e con cativo tempo de pioggia e folgori ; e 
passò per mezo el campo turchesco, e descese a marina, e portò 
le lettere salve a i Generali : i quali intese per le ditte lettere , 
che la terra s' haveva mantegnù (1) per la virtù de i cittadini; che 
i repari era ancora gagliardi , ma che per maggior sicurtà glie 
mafidasseno quel maggior aiuto che fosse possibile, considerando 
che r evento era dubio ; tanto più che Turchi era fatti potenti 
là attorno , e havevano serrado i passi. 

I Generali lette le lettere , scrissero al Provedi tor Boldù e 
al Cernovichio, che i solicitasse la so venuta; onde el Boldù che 
za haveva parechià 30 burchiele (2) armade , e T Cernovichio 
ch'era in ponto con la sua gente, vene via con i soi per la 
cresta del monte, e i legni armadi per el lago verso la terra. 
La Signoria anche havea manda 400 homeni, habudi dalle 
scuole de'battudi (3), con 70 barche pescaresse , et era ari- 
vade in armada. Fo dà cargo a i Armiragli , che condusesse e 
guidasse le barche visine a le genti che marchiava verso la 
terra. 

Li Turchi fo avisadi de quest' ordene , e intese che questi 
apparecchi se faseva per metter viltuaria e altri pressidii in la 
terra, e mandorno 12,000 cavali centra '1 Cernovichio, el qual fo 
assalta a tempo che '1 comenzava a descender dal monte ; e lui 
ghe fese descargar addosso le artilarie, e con argani tirarghe sassi 
zo dal monte. El Boldù volendo intrar in Bogiana, trovò '1 fiume 
pien de pescaresse, messe là a posta per prohibirghe de intrar 
nel fiume ; tal che fo necessario veguir a le man. Quest' impe- 
dimenti fese che i Generali, che cognosseva che la terra no se 
podeva espugnar sì facilmente per la qualità del sito , se levò 

(1) S' era matilemila. 

(2) Burchi. 

(3) Le scuole o coiilralernile ilei baKuti , dette a Venezia scuole 
grandi, erano sei, ricchissime. In caso di guerra assoldavano genti, e le 
mantenevano a prò dello Slato. 



ANNALI VENETI 97 

dall'impresa de presidiarla; reputando più segura cosa aspettar IÌ74, 
nuovi aiuti de qua, per poder resister più gagliardamente all'im- 
pelo de Turchi che se opponca. El General Griti e '1 Proveditor 
Bembo amaladi da fricvc (1), se redasse a Catharo per curarse. 
EI Mocenigo, tutto che '1 no fosse troppo gagliardo , deliberò de 
aspettar el fin dell'assedio, insieme co '1 Proveditor Malipicro. 
El Bassa dete una batteria alla città, e fese notabii danno a la 
muragia ; ma Antonio Loredan Conte , usò gran diligenzia in 
far le provision che besugnava alla so defesa : e vedendo esso 
Bassa de no poder ottegnir el so intento per forza , ci tentò per 
via de traltado, e mandò a offerir danari e dignità grande al 
ditto Antonio Loredan Conte, el qual ghe fese responder che 
el voleva mantegnir la fede a la so patria : onde '1 Bassa ve- 
dendo che '1 so dissegno no ghe riussiva n' anche per quest'altra 
via , s' aparechiò de darghe un' altra gagiarda batteria ; e a' 28 
de Lugio a l' aurora , fese circondar el monte da gran numero 
de Turchi , e poi i fese andar sotto la terra. 

Era in Scuthari 2,500 homeni da fatti, e vitluaria per un 
anno con gran quantità de munizion. Scutharini haveva molti 
coffani de vimini impegoladi, ne i quali i conservava el for- 
mento : fo impidi questi coffani de pegola, solfere e stopa; 
e accesi i se butava addosso i Turchi. Se trabucava anche 
purassà dirupi de sassi, parechiadi a tal effetto su i ripari; se 
messe in le artiglierie quanti cuogoli (2) ghe potè star, per 
ferir molli in un colpo; se adoperò anche diverse sorte do 
fuoghi artilìciadi: in modo che con tutte queste defese se con- 
servò la città. E 'l Bassa, vedendo de no haver fatto frutto in 
spacio de 6 bore, e haver lassado gran numero de Turchi 
morti, e che molti vivi se retirava, molti fugiva; levò l'asse- 
dio, e se n'andò verso '1 monte con le zente: le qual fo fugade 
da quei della terra, che per vederle in fuga se messe a per- 
seguitarle, et ne amazzorno gran quantità con poca perdita 
de i sdì; de modo che i corpi morti de Turchi fo 3,000 in circa, 
e i nostri solamente 14, e 59 feridi. 

Liberada la città dall'assedio, el General Mocenigo, per dar 
reposo all'armada, in la qual ogni zorno cresseva i maladi, 



(1) Febbre. 

(2) Ciottoli. 

Aucii. Si. ir. Voi. VII. Par. I. 13 



9^ MAL PIERO 

ìklft' per la mala qualità dell'aere causacla da alcuni fumi grossi 
ohe se levava dalla Bogiana e infettava quei che lonzamente 
stava là attorno (e za 'I Proveditor Bembo, amalado in quel 
luogo e ritirado a Gatharo per curarse , era morto , e '1 Ge- 
neral Grilli era in malissimo stato ) el General Mocenigo se 
levò, e se redusse a Ragusi, e lassò in Bogiana el Proveditor 
Malipiero. 

El Bassa nel so partir fese spezzar le artigliarle, e condusse 
via i rami su i gambell ; e per mostrar de no se haver levado 
senza frutto, andò al Bagno, perchè 1' havea presentido che '1 
Castelan per paura haveva abandonà 'I luogo, e l' haveva lassa 
in custodia d'alcuni pochi soldai; e '1 circondò e l'hebbe, e 'I 
lece minar; e in quel luogo, 6 mia lontan dalla città de Scu- 
thari, licenziò l'essercito. 

El General Mocenigo, certificado che'l campo turchesco era 
dissolto, e che no s' haveva da temer d'altro assedio, no glie 
zovando i remedii che ghe era sta dà a Ragusi, con la so li- 
cenzia de repatriar, se partì e vene de qua. 

Havudo l'aviso della liberazion de Scuthari, fo fatto fuoghi 
e procession in la Terra, e per tutte le terre e luoghi del Do- 
minio. 

Copia de lettere de Sebastian Badoer, Ambassador al Re Ma- 
thias d'Ongharia. 

xvn. 

« Serenissimo Principe. Piacque alla Regia Maestà che io an- 
dassi a trovarla al Tutu; onde incontrato da i soi baroni, fui 
accompagnato fino alla sua presenzia. S. M. mi accettò huma- 
namente, et lesse le lettere di credenza: li esposi in lingua la- 
tina quanto si contiene nella comission datami da Vostra Su- 
blimità. Pregai S. M. che con i sui presti ajuti fusse contenta 
divertir l'assedio de Scuthari, et quel più che era desiderio di 
quel Senato che si operasse. S. M. mi promesse di mandar un 
potente essercito verso la Russia et la Rossina in termine di 
8 giorni. Capitano di queste gente anderà '1 suo thesoriero , 
huomo di grande essistimazion a questa corte. Egli mi ha fatto 
lompagnar dal luogo del Tutu fin (}ui con 500 cavalli, bella e 
Horida gente della sua famiglia. S. M. propone cose honoratis- 



ANNALI VENETI ,,r|99 

sìme, di gran rpputazion di V, E.; siccome la intenderà da doi ^1^,7/^ 
oratori che S. M. manda a quella Repubblica con mandati 
honorificentissimi. Questo ihesoriero va a questa impresa con 
grandissimo animo, et mi sollecita che Tazza ogni istanzia a 
Vostra Sublimità, che voglia con prestezza proveder dal canto 
suo di quanto fa bisogno. Io, per far che le genti si mettano 
in ponto senza inlerposizion di tempo, ho tolto 15,000 ducati 
a cambio, e li ho esborsati. Hieri trovandomi con questa Maestà 
in un giardino , mi fumo usate da lei queste formali parole : 
Domine Orator, Deus vos misit ad ine, et estis mihi caris- 
simus et gratissimus. Petite quicquid iMltis, ratione christiani 
nominis, et illius Dominationis vestrae. Et ego vere satisfaciam 
vos. Quoniam, ut mihi prima oratione vestra dixistis, venit tem- 
pus acceptahile, venit dies salutis; et ut dixistis, credo quidem 
Divinam Bonitatem me ad hoc sanctissimum opus praeelegisse. 
Io gli risposi convenientemente, e prendendo licenzia, S. M. mi 
replicò : Faciam quod vultis , sicut dixi vobis. V. E. intende 
la mirabile operazione di Dio: purché de lì non si manchi, 
tutte le cose succederanno bene. Io son qui per sollicitar il 
lutto. Diman questo Thesoriero sera in camino per Belgrado , 
<iove son alogiate le zente; e non molto distante sono le Pro- 
vincie da esser invase da Onghari ». 

A' 10 di Agosto Piero Mocenigo , Capitan general , è zonto 
qua in la terra mal condicionado (1) : è sta fuora 4 anni 
e 20 zorni; e le so imprese conlra Turchi ghe successe felice- 
mente. Altro capitanio non ha mai habudo sì longamente el 
governo dell'armada. 

La terra è benissimo satisfatta del prudente governo de 
Antonio Loredan, Conte e Capitanio de Scuthari e Proveditor 
in Albania ; e da lui se ha habudo particularmente aviso de 
ogni cosa spettante all'assedio de quella città, e della so libe- 
razion: dove è sta deliberà de scriverghe le infrascritte lettere. 

XVIII. 

« Dapoi molti avvisi habuti da luoghi più liberi della levala 
del campo turchesco et liberazione di quella fidelissima citl^ 

(1) In caltiva condizione di salute. 



100 M A L n> I E K O 

1474 nostra, havcmo riccvudo una vostra de XI del presente; la quaS 
per esser piena de cose meravegliose, ha commosso raoiiuo 
nostro a diversi afTelti. Ma consolati da incredibile allegrezza 
per la conservazione de tanti amorevoli servitori nostri, homeni 
valentissimi; ringraziemo '1 signor Dio che ne babbi preservato 
essa città con tanti fidclissimi nostri, le persone et vite dei 
quali non ne son manco care, che la istessa città. Della per- 
sona vostra diremo queste poche parole: bavete, Antonio, su- 
perato tutti li meriti delli progenitori vostri, che sono stali 
quanti può esser quelli di cadaun' altra nobile famiglia nostra; 
et quando ben volessimo commemorar tutti li fatti grandi, le 
vittorie et li trionfi delli maggiori cittadini nostri ah Urbe con- 
dita fin questo giorno, siamo certi che non trovaressimo ope- 
razion alcuna di tanta difficultà, di tanti pericoli et di tanta 
grandezza. 

Facciasi pur qual considerazion si vuol della potenzia 
dell'inimico, che ninno si può comparar con lui ; dell'acerbità 
dell'assedio, che mai fu la maggior; del prudentissimo governo 
vostro, che non s' haveria poludo desiderar maggior prudenzia, 
né cura più diligente in così dure et miserande angustie. Ve- 
ramente conoscerao che le virtù vostre meritano essere admi- 
rate da cadauno; che ogni giorno ne perviene all'orecchie, che 
li istessi nemici, altrove sempre vincitori, bora da voi vintici 
rejetli, vi laudano et vi estoUeno. Senza dubio conossemo esser 
grande ci frutto de tanta vittoria , per la conservazione di tante 
cittade che da quella dependeno, et de si commoda provincia; 
{;on tante anime Christiane, che tutte andavano in captività 
ed in durissima servitù. Estendesi tal beneficio non solamente 
a tutto '1 stado nostro, ma a la salute de tutti gli Chrisliani. 
Dicessimo di parlar brevemente della persona vostra per ri- 
spetto della vostra modestia; ma non potemo larlo per la gran- 
dezza delli meriti vostri, e per gratitudine delli animi nostri. 
Fin che piacerà a Dio Onnipotente conservar incolume la Città 
e'I Dominio nostro, ogn'uno tenirà memoria dei meriti di casa 
vostra per voi rinovati et tanto illustrati, con perpetua rico- 
noscenza et gratitudine della patria verso di voi. Del magna- 
nimo et valente Caslelan et (]amarlengo nostro, per voi gran- 
dentente laudato, non diremo qui altro, perche a lui scrivemo 
quanto ne par che si convenga alle sue laudabilissime opera- 



ANNALI VENETI 101 

zioni. Carlino, esempio di virtù ; Francesco Sacorbaro, l' amor 1474^ 
e divozion del qual s' è affinata et illustrata in sì longo ci- 
mento ; Maestro Donato, nostro fidclissimo servitor ; Antonello 
da Buino et Giacomo Grande, con tutti li altri da voi nominati, 
haveremo sempre per raccomandati, et saremo sempre disposti 
di fargli ogni honor, commodo, et beneficio; et lo faremo in 
tal modo, che conosceranno haver servito una Signoria non 
manco grata et munifica , che, per grazia di Dio, potente. 
Confortateli tutti, et con tutti ralegratevi a nome nostro, non 
solamente della liberazion della città, ma ancora de la salute 
loro, tanto a Noi cara quanto vi habbiarao detto. Laudate ed 
confortate quelli fedelissimi cittadini et homeni del paese, com- 
balitori robusti et forti, gloria et ornamento di tutta la nazion 
et gente sua; la qual con questa esperienzia fatta della loro 
virtù, sera famosa in ogni parte. Affermateli che al presente 
faremo sufficiente provvision per il viver et sustentamenlo suo. 
Et a questo proposito, respondcndo a quella parte delle lettere 
vostre, ove dite che farete ec. ; vi dicemo, nostra ferma inten- 
zione essere, che sia osservato quanto per voi è stato promesso; 
et appresso volemo amplificar ogni vostra promissione et con- 
cessione. A quelli veramente, che chiamati da voi per li bisogni 
occorrenti, non sono comparsi, o altramente vi sono stati deso- 
bedienti, rendeteli co '1 tempo il cambio conveniente alia loro 
perfidia et ingratitudine; acciocché in questi malcmeriti et in- 
grati la punizion, et ne i fedeli et benemeriti la grazia et be- 
neficenzia vostra, a tutti sia essempio et incitamento de ben 
servir, et meritar del stado et Signoria nostra. Havete da Noi 
ogni libertà; et da novo, co '1 nostro Consegio de Pregadi, la 
concedemo a voi solo in quella provincia. Havemo deliberalo 
mandarvi, oltra li danari per conto dei soldati valenti, bona 
quantità di pani grisi (1) et tele; delle qual volemo che voi solo 
habbiate a far la distribuzion fra quelli nostri fidelissimi cit- 
tadini et paesani, per vestir et honorar quelli corpi tanto per 
Noi affaticati et affannati. Et di vitluaria faremo anche solli- 
cite et abondantc provisioni. Provederemo subitamente di le- 
gname, ferramente, maistri (2), et ogn'al tra cosa necessaria per 



(1) Panni grigi. 

(2) Mastri. 



10-2 MA L I P 1 E HO 

1474. la restaurazion delle case et mure minate, et per la fortifìcazioii 
(li quella nostra carissima città ; essendo nostra ferma intenzion 
de far ogni cosa possibile de remover ogni impedimento al so 
soccorso, et de redurla a tal segurtà, che mai più l'inimico 
glie aspiri, et aspirando, non possi redurla a tanto pericoloso 
partito. Vi espediremo con ogni celerità tutte le cose necessa- 
rie. Siamo del tutto disposti di far per quella città quello che 
farcssimo per la più cara et preciosa cosa che habbiamo ; et 
è nostro desiderio che, siccome per l' importanzia dell' ossi- 
dione et delle battaglie la è famosa per 1' universo ; così la sia 
per munimento et fortificazion la più nominada città del mondo, 
et de Schulari che la si nomina al presente , si chiami all'av- 
venir scuto et propugnaculo della Cristianità. Siccome voi 
r havete diffesa et conservata , insieme con quei valenti soldati, 
cittadini et paesani nostri ; così voi solo , senza alcun superior 
et compagno, che niuno volemo che ne habbiate , provedete a 
tutte le cose possibili : et zonti che siino li maestri et li instru- 
menli da lavorar , procedete con la usata virtù et diligenzia 
vostra, perchè non vi lassaremo mancar danari né cosa alcuna 
del mondo. Dat. in Nostro Ducali Palatio, die 80 Augusti , Indict. 
VII.\ H74 >,. 

A' primo de Settembrio è sta preso de comprar 500 schia- 
vine (1) per mandarle a donar a Scuthari ; et de far far, per 
memoria della fedeltà de quela città , un vexilo cremesin con 
r arma de quella Communità , da esser messo in giesia de 
S. Marco; et de dar 2,000 ducati all'officio di Governadori a 
Antonio Loredan per el maridar d'una so figlia, in recompensa 
delle sue fatiche. 

Adì 5 Settembrio ditto, Antonio Loredan està fatto Prove- 
ditor dell' armada (2) ; ha habudo in scortinio (3) 146 balote , 
e in gran Consegio 1,008, 46 de no; e i scontri no ha passado. 

(1) Coperte di lana. 

(2) Ammiraglio (si direbbe adesso) delle galee. Dignità dell'armata. 

(3) Squiltinio. Nello squittinio il Senato proponeva alla votazione del 
Maggior Consiglio quelli che credeva alti a sostenere le dignità ed offici. 
Il Maggior Consiglio nominava anch' esso degli elettori , e le doppie no- 
mine erano poste a' voli. Scontro si diceva colui che aveva la nomina 
degli elettori , e che veniva opposto a quello del Senato, 



ANNALI VENETI 103 

E a 20 de Novembrio, «le domenega , zorno che fo pubiicà la 1 Wt 
ligha co '1 Duca de Milan e co la Communità de Fiorenza , 
dopo la messa solenne canta per J). Maifio Ghirardo Palriarcha, 
ci Dose r ha fatto C.avalier, tre zorni dopo vegnudo da Scuthari, 
davanti l'aitar grando della giesia de 8. Marco, con concorso 
de tutta la terra. Liberado Scuthari dall' assedio, la Signoria é 
sta tentada de far pace, per via de Santa Maura, co '1 Signor 
Turco. La cosa està deduta al Consegio de Pregadi, e tratlada 
per 4 zorni continui , da 24 fin 28 d'Agosto : quei che voravc 
attender a la pratica , disc che la terra è eshausta de danari, 
(! che no se puoi proveder per via de decime; quei no vuol, 
disc che no se die mancar de fede a Ussan Gassan , né al Re 
d' Ongharia. E perchè stando in questa consultazion, è zonto let- 
tere da Tripoli, d'Aman e d'Alessandria, che Ussan Gassan 
s' ha spento avanti con gran essercito a i confini de i Turchi, 
è sta preso de difl'erir. 

Un figlio de l'Armiragio del porto di Gandia , bandito da 
quel rezimento, è passado a Gonstantinopoli, e ha eshortà quel 
Signor a tuor l' impresa de queir isola, e s' ha offerto de guidar 
l'armada e de adoprarse in tutto quel che accadesse: e' Turchi, 
per procieder securi, ha chiama a la Porta un altro Gandioto 
bandito , per haver consegio da esso su tal impresa. 

A' 6 de Settembrio ditto, è zonto in questa terra una galia 
co '1 corpo morto de Triadan Griti, Gapilan General, homo de 
84 anni , pratico et saputo ; e a' 10 è sta fatto le so esequie a 
S. Giorgio Maggior , e glie è sta '1 Dose e la Signoria , et 
Hermolao Barbaro, dottor giovine de 22 anni, ha fatto l'orazion. 

A' 8 ditto, zorno solenne della Natività de Nostra Donna, è 
sta fatto Gran Gonsegio , che no è sta mai più fatto , per far 
Gapetan General in luogo del morto , perchè ressonava da ogni 
banda che Turchi fa gran aparechio d'armada; et è sta fatto 
Antonio Loredan per scortinio et per gran Gonsegio , e ha 
habudo 1000 balote de sì , 93 de no. 

In questo medemo dì s' ha habudo nuova d'Alessandria , che 
Ussan Gassan ha manda al Gairo un Ambassador, con 500 
cavalli, a protestar al Soldan che '1 stia neutral traini e '1 Turco; 
altramente che lo tratterà da nemigo. 

Li avvisi da (Gonstantinopoli conferma che '1 Turco fa gran 
preparazion per l'anno che vicn ; dove è sta preso, che 12 galic^ 



lOi MALIPIERO 

1474 e una nave grossa che è in Bogiana, vada in Levante a trovar 
Giacomo Marcello Proveditor, che ha solamente 6 galie: et 
è sta manda a Scuthari maistranze e munizion. È sta anche 
preso, che tutte le nave che torna de Levante , porti fede d'esser 
sta a Modon, sotto pena de 500 ducali ; et è sta scritto al Capi- 
tanio d'Alessandria, che tornando debba toccar Modon ; e se fosse 
besogno , descarghi le galie , e resti in obedienzia del General. 

A' 13, è sta scritto a losafat Barbaro, Ambassador in Persia, 
della liberazion de Scuthari, recognossuda principalmente dalla 
virtù de Antonio Loredan , e da la fedeltà de quel populo. 

A' 5 de Novembrio, è sta preso de armar 40 galie, e far 
40 soracomiti, a 20 per volta; con dechiarazion che i tolti possa 
farse depenar (1) avanti che i sia balotai; ma che dopo rimasi, 
i no possa refudar , sotto pena de 1,000 ducati. È sta deliberà 
de far tre essattori con la medema autorità che ha quei de 
colegio, con cargo de scuoder da i debitori del Dominio per 
tutti i officii. 

È sta scritto a Vcttor Soranzo, Proveditor in Cipro, che 
certificado dell'uscir dell' armada turchesca, lassi do galie a la 
guardia de quelle marine, e vegni a obedienzia del General. 

È sta scritto a tutti i Rezimenti da Mar, che i faccia de- 
scrittion de tutti i homeni da fatti , e de i navilii e della so 
porlada , e dagha subito aviso. 

È sta anche commesso al Rezimento de Candia , che armi 
in quell'isola quel mazor numero de galie che sia possibile, e 
le mandi in armata con obligo de servir per sie mesi , e quel 
più che parerà al General. 

È sta scritto a Roma a Lunardo Sanudo Ambassador, che 
fazza saper al Papa i avisi de Levante; e ghe consideri, che la 
qualità de i tempi che corre , vorave (2) che i Principi d' Italia 
s' intendesse ben insieme per defesa universal della Christianità. 
E '1 Papa ha resposo, che '1 no vede altro remedio contra la 
potenzia del Turco , se no quel che la Signoria arecorda : cioè 
che i Principi d' Italia se unissa insieme; e de più, che unidi, 
i fazza a spese comune un gagliardo essercito : e che se manda 
all'Ambassador più particular commission. 



(1) Esimere. 

(2) Vorrebbe. 



ANNALI VENETI 105 

Calharin Zen K. Ambassador, è zonlo a Roma de relorno de H74 
Persia , et è sia incontra dall'Ambassador de la Signoria , da 
quel de Napoli , e da purassai Prelati e fameglic de (Cardinali. 
È sta dà libertà al Golei,MO de elegger do nobeli che habbia da 
esseguir quel che ghe sarà comanda dalla Signoria, provedendo 
e solicitando come ghe sarà imposto ; e che i sia de (^olegio e 
de Pregai per sie mesi senza balota , e possa esser relàtti. 

La Signoria ha manda un homo del Despoto, fratello della 
maregna del Turco , a trovarla senza lettere , per dirghe che 
r ha inteso che l' ha manda un so agente a Corfù con partido 
de pace, e che la saveria volenliera i parliculari; perchè quando 
sarà proposto cosa ragionevole, la ghe attenderà. 

Ussan Cassan ha manda un araldo al Signor Turco , a dirghe 
che per quesl' anno el no ha possudo far impresa , per la morte 
de so mogier e del figlio; ma che lo desfida per tempo nuovo, 
e che lo anderà a trovar ne i so paesi. 

È sta manda 2,000 stara de megio a Napoli de Romania, e 
1,500 de orzo per munizion. È sta preso, che tutti i danari del 
deposito del sai de 6 mesi prossimi venturi , sia depositati in 
Procurala, per armar a tempo nuovo. A' 3 d'Ottubrio è sta 
preso de metter in ordene 100 galle sotil e 25 nave , oltra 
({uelle del Papa e del Re de Napoli. 

A' 4, è sta preso de far elettion per Colegio de un Nobelc, da 
esser tolto de ogni luogo , che debba andar per la più secreta 
via che '1 poderà , a trovar la maregna del Turco, con quella 
comission che parerà. 

È sta scritto all'Ambassador a Napoli , che '1 digha a q^uel 
Re, che ressona da ogni banda che '1 Turco fa gran apparec- 
chio per tempo nuovo centra la Signoria, e che se attenda qua 
a metter le cose nostre in segurtà ; e che l' esortemo e prc- 
gliemo, che '1 lazza anche lui per la so parte le provision ne- 
cessarie tanto in tempo, che '1 se ne possa servir all'averta (1); 
e nel resto , che '1 ne vogia dar quei consegi che ghe par. 
El Re ha resposo , che '1 continua in la so bona volontà verso 
la Signoria, e che '1 desidera de perseverar con la Terra in bona 
amicizia , reputandola la più bella heredità che 'I possa lassar 
a i so fioli ; e che quanto a lui, se farà una ligha general de 

(IJ All'aprire dell'anno, a primavera. 

Aiicii.Sr.lr. Voi. Vll./'rjr. /. l'i 



lOfi M A L I P I E R 

1474 luUa Italia ; ma che '1 teme che el Duca de Milan se tirerà 
indriedo, e farà ogni opera per metter mala intelligenzia tra 
lui e la Signoria: ma che per conto suo, no ghe sarà mai def- 
lèrenzia ; e che l' è desposlo de far più potente armada per 
r anno che vien , che el no fese 1' anno passado. È sta scritto 
anche al Gran Maestro de Khodi, per esortarlo anch'esso a ar- 
mar per tempo nuovo almanco 4 galle. A' 8 d'Ottubrio è sta 
messo 3 desi me, numero 27, 28, 29. La prima da esser pagada 
per tutto Novembrio ; la seconda per tutto Zener ; la terza per 
lutto Fevrer; con don de 5 per cento a chi pagherà in tempo. 
È sta scritto in Dalmazia, die cadauna terra mandi 300 homeni 
a Sentila ri a lavorar in la fortezza. A' 11 è sta commesso a 
i'Ambassador a Roma, che esorti '1 Papa a mandar un so Am- 
bassador in Ongaria per confermar quel Re contra '1 Turco , 
e per haver el Re de Polonia in ligha. 

El Dose ha referido al consegio de Pregadi, che un Ambas- 
sador del Re de Russia è sta alla sua presenzia ; e dopo pre- 
seutade le' lettere de credenza , ghe ha esposto che '1 suo Re 
è mollo affettionado a la Signoria, e stima la sua amicizia; che 
'1 sente gran despiaser della molestia che dà alla Terra le cose 
lurchesche; che ordenariamente l'ha 100,000 cavalli, e in tempo 
de guerra ne puoi fare 300,000, e che tutti son parechiadi a ser- 
vizio nostro, e di chiarirse amico di suoi amici, e nemico di 
nemici. Che Zuan Batista Trivisan Secretarlo, che va all'lmpera- 
dor de Tartari, è sta relegnudo per non esser cognossudo; ma 
dapoi che s' intese che '1 passava per nome della Signoria, è stato 
fatto liberar, e ghe è sta data scorta e ogni favor; che quel 
Tartaro è molto potente, che in tempo de pase 1' ha 300,000 ca- 
valli, e 700,000 in tempo de guerra. E dopo Guido la esposizion, 
l'ha presenta tre mazzi de zebellini finissimi, de 40 pele per 
uno; due a nome del s.i Re, e un per conto suo. Se crede che 
'1 ditto Re vegnirà prontamente a questa impresa de Turchi , 
perchè l'è genero del Despoto Thomaso Paleologo, che morì a 
Roma ; e mancando due suoi figli senza posterità , l' Imperio de 
Romania ptrvien in lui: e se Ussan Gassan se muove per l'Im- 
perio de Tribisonda, rasonevolmente el Re de Russia die (1) far 
el simile per quello de Romania. 

(1) Deve. 



ANNALI VENETI 107 

È sia tolto da Padoa, Voroaa e Bressia 1,000 ducali al mese 1474 
per 6 mesi, che fa 18,000 ducali; da Vicenza e Bergamo 500, 
che fa 6,000; da Ravena e Crema 1,000; che fa in lutto 25,000. 
È sta preso de metter una trigesima a tutte le terre , da es- 
ser pagada come parerà al (^olegio; et è sta commesso a Bor- 
Ihoiamio Coleon, Capitanio general da Terra , che el vada in ca- 
dauna delle terre predille a persuaderle a questa contrihuzion. 
La comunità de Crema ha recusado de pagarla , e ha suplicà 
de poderse tuor da sé a pagar quello che la cognoscerà por- 
tar le so forze; el è sta dà libertà al Colegio de rcsponderghe 
come ghe par. 

El mese de Decembrio , è sta preso de spazzar Geronimo 
Zorzi, eletto dal Collegio per andar al Turco a trattar de pase : 
anderà a Modon , e passerà a Monte Santo , per intender dal- 
l' agente del Despoto manda dalla maregna del Turco, se la 
pratica ha da passar per le so man o no. Se se haverà da 
trattar con esso, se ghe commette ch'I dagha principio; se no, 
r haverà da procurar d' haver un salvo conduto, e anderà a 
la Porta , e farà i presenti che ghe sarà consignà , e darà prin- 
cipio all'accordo: nel qua! accordo se sforzerà de far dechiarir 
che chi ha, legna. E per haver favorevoli quei che ha aulho- 
rità co'l Signor Turco, ha libertà de donar a! medico de Sua 
Altezza fln 5,000 ducati, e altrettanti al suo Bassa ; e più 
presto che tornar senza la conclusion della pace , no possando 
spazzarse segondo 'l desiderio della Signoria, ha libertà de pro- 
metter al Signor Turco 13,000 ducati , da esser esborsadi in 
10 anni , e quel mazor tempo che 'l poderà. Questa parie ha 
habudo 84 balole e 51 de no, e 13 non sinciere; et è sta presa. 
E sta anche in considerazion do altre opinion : una de darghe 
libertà de poderghe dar Stalimene e 50,000 ducali ; e ha ha- 
budo 28 balole: l'altra, che 'I no possa concluder, salvo che 
con condicion che chi ha , legna ; e questa ha habudo 10 ba- 
lole. È sta deliberà de dar 1500 ducati alla settimana alla casa 
dell'Arsenal, a parte a parte o tutti insieme, come par al Co- 
legio. 

Li Ministri della Signoria in Levante teme grandemente del 
fm della guerra per la grandezza del Turco, e per la poca repu- 
tazion de i nostri soldati, e del nostro governo. Ne chiamano 
homeni imperiti, irapolenti, imbelli, desprovisli, senza capitani. 



108 MALIPIERO 

iìlk senza cssorcito, senza arme, senza obedienlia, e senza aleiiii 

presidio. 
1475 A Conslanlinopoli se fa provision granda per 1' anno che vieii. 
e presto la sarà in esser. Dove è sia preso de melter insieme 
<iuella maggior quantità de danari che sia possibele, perchè la 
maggior parte de i travagi della terra depende de qua, e da 
lar pagar i debitori; i quali perchè la Terra no ha i so trai- 
fichi e no corre 'I danaro, no paga le so angarie: e per prove- 
der a tanto desordene, è sta preso, a 4 de Zener, de far 3 alle 
Cazude, che sia per due anni; e possa esser refato, e sia di' 
Pregadi senza balote per tre anni dopo finito l'oflìcio : el suo 
cargo special sia attender a scoder el danaro publico, con utile 
de 10 per cento de pene. 

A' 6 de Zener, sendo el Dose con la Signoria in sala granda 
a una festa che è sta fatta por honorar 1). Ferigo d'Aragona , 
a 3 hore de note è giunto un messo della raaregna del Turco, 
vegnudo con un gripo a posta; ed ha porta un salvo condulo 
del Bassa, che se possa mandar un agente a la Porta a trattar 
la pase. Le lettere è sta presenta in man del Dose, el qual 
tolse licenzia da D. Ferigo; e lassadi con lui molti zentilho- 
meni che ghe fesse compagnia, andò con i consegieri a legger 
le lettere. Questa materia è sta consegià due zornì e gran 
parte della note; e por legnirla più secreta, la è slada ridutta 
in consegio di X, con zonta (lì de 20 di principali della Terra. 
E ghe è sta due opinion; alcuni voleva la pratica dell'accordo, 
alcuni no la voleva. Se considerava che '1 re de Persia deve 
uscir in campagna tanto gagliardo dalla parte di Soria ; che'l 
Re d'Ongharia ha fermado la ligha co 'I Re de Polonia a lai 
effetto ; che la Valachia superior ha rebelà con 1' ajulo de On- 
ghari, Poloni e Russi; e che è sia spazza Polo Moresini Am- 
bassador a Roma, per far ligha de tutta Italia conlra Turchi ; 
che'l duca de iMilan e Fiorentini s' ha obbliga de conlri- 
buir 100,000 ducati a egual porzion, e con simile considerazion. 
Alcuni diseva, che saria de gran carico a la Signoria no con- 
tinuar la guerra: dall'altra banda consegiava la pratica prin- 
cipalmente el Dose D. Piero Mocenigo, che è sta tanto tempo 

(1) Consiglio di X con giunta, che in casi estremi deliberava anche 
delle materie politiche. 



ANNALI VENETI 100 

Capitanio genera!, e ha mollo ben cognossudo la grandezza del 1475 
Turco, Se diseva che la Terra è in questa guerra ardentissima 
za 13 anni, senza ajuto d'alcun, abandonada da tulli; che le 
borse de parliculari è vuote, e le facullà deslrulle ; non glie è 
danari da pagar refusure (1), né da mantegnir l'annada ; i galioti 
vien lumultuariaraente a cridar a le scale ; no gbe è modo de 
mantegnir 40 galie armade, non che quel numero sì grando che 
è necessario a resister a tante polenzie. E per sì fatte rason 
se diseva, che si deve trattar d'accordo, e respirar da tanti 
danni che se patisse per tante vie, e proveder a tanti pericoli 
che soprasta al stato da Mar ; e dopo molte consulte , è sia 
preso de accellar el salvo condulo. E dall' altra banda è sta 
fatto diverse provision d' armar ; et è sta manda '1 salvo con- 
dulo a Geronimo Zorzi, per Zuane Dario Secretarlo. 

Vidal Laudo I). e Vettor Soranzo, mandadi a Galeazo Duca 
de Milan per indurlo a contribuir all'impresa contra Turchi, 
scrive : che ci Duca i ha inconlradi 5 mia lontan dalla città de 
Milan con 150 cavalli, e gran quantità de gente, andata 
avanti; che'l Duca descese da cavallo, subito che i scoverse, 
e i ha acciai con la berella in man, e i ha conduli nel so 
palazo con gran segno de festa e de honor ; e ghe ha porta 
le chiave della Terra, con dirghe che i dispona del stado, della 
città, e della persona soa a beneplacito della Signoria: e '1 
zorno driedo , 25 de Zener, ghe è sta consegna 30,000 ducati 
per armar 10 galie; e ha dillo e replicado de volerne armar 
altrelanle per questa impresa, a beneplacito della Signoria. Ha 
fatto K. Vettor Soranzo, e ha dona a lutti do una vesta d' oro 
e cremesina, con maneghe fodrà de martori. 

L'Isola de Candia è in grandissimo timor de Turchi, per 
no haver fortezza onde redurse ; e i villani , per esser desar- 
madi, cegna (1) de fuggir a la montagna, e lassar l' isola aban- 
donada. Kethimo e la Canea no fa provision alcuna ; el borgo 
de Candia no è in fortezza, perchè i fossi è munidi , e i bor- 
ghisani ha tumulluado davanti 'l Rezimento : e per questo è 
sta preso de armar 17 nave , e mandar in quell' isola 500 ca- 



li) Le decime o imposte ricevute anticipatamente. 
(2) Accennano. 



Ito M A L I P I E R O 

1475 valli e 1,000 pedoni; el è sta fatto proveditor Vettor Soranzo K. 
con 200 ducati al mose , et ha refudà. 

A Corfù se attende a fortificar la città , e og^nun fa la sua 
parte, comenzando da l'Arcivescovo fin al minimo: tutti porta 
piere, calcina, sabion, tassine, e ogn' altra cosa necessaria fin 
al Castel nuovo ; e su un terren vacuo presso la giesia de San 
Sidro, è sta tagià'l sasso in scarpa, che niun no poderà mon- 
tar, se no per el portelo del castello; e se salverà molte 
anime. 

A' 17 de Fevrer , è giunto de Persia Polo Ogniben Alba- 
nese , manda per consegio de X a Ussan Cassan ; e referisse 
che'l se partì de qua el mese d'Agosto, e passò in Cipro, e de 
là andò al Caraman, e se compagno con alcuni Turchi che 
andava alla Mecca; co i quali capitò in Alepo, e fense d'haver 
perso una borsa con danari , e tornò indrio, dicendo de tornar 
per cercarla; e partio da loro, se messe a altro camin, e passò 
r Eufrate e intrò nel paese de Ussan Cassan : fo introduto alla 
so presenzia, e udito gratamente; ghe fo fatto le spese, e ve- 
stio. Dopo giunse Josafat Barbaro, spogliato e senza compagnia, 
perchè '1 fu roba per camin, e la famegia fo tagià a pezzi; e 
lui se salvò per haver sotto bau cavalo. El Re lo fese vestir e 
farghe le spese, e subito mandò sua gente per el paese a cer- 
car i assassini. Referissc anche che'l Valaco, con ajuto de On- 
ghari. Bohemi e Russi, ha rotto 90,000 Turchi; dei quali 40,000 
ne è morto, e 4,000 è resta presoni ; tra i quali è un Bassa 
e un fio del Turco. S' ha partito da quel Re, el mese de Lu- 
gio , con ordene de referir a la Signoria , che 1' è Re de la so 
parola, e che'l vegnirà all'averta con 300,000 cavalli e 80,000 
pedoni : dice che se faceva in quel paese 25,000 targoni 
e 50,000 arraadure , gran quantità de schiopi, e altre provision, 
per far a tempo nuovo l' impresa de Turchi. Le so fadighe è 
sta grate a la Terra; e per recognosserlo, ghe è sta dà, per 
consegio de X, la Massaria dell'Officio della Giustizia Vechia 
in vita, della qual se traze 400 ducati all'anno. 

Per riporti da Constantinopoli, el signor Turco ha fatto ac- 
cordo co'l soldan del Cairo, e ghe ha manda munizion e al- 
beri per 100 galle. La rota delle zente turchesche in Valachia 
è sta mollo molesta al Signor Turco, in modo che 'I pensa de 



ANNALI VENETI 111 

mandar i so esserciti in quelle bande; e per tal causa potic- li75 
rave esser che le provision de 1' arniada andasse tarde. E per 
diversi avisi che conferma '1 medeino , è sta suspeso l'armar 
delle navi: saria anche sta suspeso l'armar delle galie,se i so- 
racomiti no havesse sollicilà la so espediciou. 

A' 20 de Magio, 1' armada del Turco è ussida de Constanli- 
nopoli, et è andada verso Mar Maggior, mal in ordine e amor- 
bada (1). Ha fatto l'impresa de Gaffa, e l'ha habuda con patto 
che no se dagha impazzo (2) a nessun in la persona né in la 
roba: la terra è sta consignà al Bassa, e subito fu fatto un 
proclama , che ognun desse in nota i so beni , sotto pena 
della vita ; con dir de voler far 1' eslimo del carazo (3] , acio- 
chè ogn' un pagasse quel che era conveniente : tal che 
ogn' un palesò el so haver, e ghe fo tolto i schiavi, sì maschi 
come femene, e dedicadi (come fo ditto) al serviti© del Signor 
Turco. Dapuò '1 Bassa chi imo da parie i patroni , e ghe disse, 
che i no podeva far senza schiavi; e ciie el voleva che i li 
comprasse, con patto che i fosse liberi in capo de sie anni: e così 
forno astretti a retuorli a gran prezzi. Poi el dichiarò, che i 
schiavi liberai 10 anni avanti , tutti tornasse schiavi del Signor 
Turco; e fece una cerneda de 5,000 garzoni de tutta la terra, 
e i menò via ; e mandò fuora un proclama, che ognun dovesse 
portarghe la metà del so cavedal (4) , dicendo che '1 ne aveva 
comission da Constanlinopoli; e a tal conto no volse altroché 
oro e arzento: e per ultimo fese bandir, che tutti i latini e schiavi 
se dovesse redur a le galie in termine de 3 zorni; altramente, 
che'i darla la terra a sacco. Turchi tolse quell'impresa, per- 
chè 8 cittadini de Gaffa andò a trovar el Bassa a Gonstanlino- 
poli , e se offerì de farghe haver la terra, se '1 ghe voleva dar 
ei quarto del bottin : el Bassa ghe fece la promessa, e l'or- 
dine che i messe insieme, fu che 1' armada andasse potente; e 
che giunta, i opererave (5) che fosse domanda triegua, e persuade- 
rave'l populo a renderse. Quando'! Bassa hebbe la terra , i 8 
ghe comparse davanti, e ghe disse che'I ghe dovesse attender 

fi) Infetta di peste. 

(2) Rechi danno. 

(3) Tributo, 

(4) Capitale. . - 
(.")) Opererebbero. 



112 MALIPIERO 

1/1.75 alla promessa; e l'attesa fo che '1 glie lece tagiar la testa, e 
glie tolse tutto quel clie i aveva. Dapuò el fece V impresa della 
Tana. 

Geronimo Zorzr, Ambassador al Turco, scrive che avanti 
che '1 passasse noi paese de Turchi , se ha fatto conzar (1) tre 
volte el salvo conduto, e fo satisfatto con gran prestezza: poi 
l'è andà dalla raaregna del Turco, la qual ghe ha comunica 
la rota de Valachia; e glie ha ditto che le genti turchcsche 
non ha mai habudo la maggior rota, e l'ha esorta a proseguir 
el so viazo con bon animo; perchè '1 Signor Turco ha causa 
«le far la pace , e che '1 no poderave haver raazor occasion de 
negociar. 

È sta dcscoverto in Candia alcuni che havea intclligenzia 
con Turchi; e el Hegimento ha scritto subito al General, el 
qual immediate se ha transferido in quel!' isola con 45 galle , 
e ha fatto morir diversi trovadi colpevoli. 

Per via de Scio, la Signoria è avisada che a Constantinopoli 
è giunto una spia del Signor Turco , tornada d' Italia , dove è 
stada a veder quel che se fa a Roma, Napoli e qua; e ha re- 
ferio, che i Principi Cristiani è in pase , ma che la Signoria 
sola fa armada contra quel Signor; e che l' armada sarà 
de 70 (2) galie e qualche nave, ma tarda. 

El Regimenlo de Candia ha chiama i feudati, per saver da 
loro che deffesa e che ajuto puoi haver da loro in caso che 
Turchi vada all'impresa de quell'isola; e tra i altri, Mathio 
Calerghi s' ha offerto de condur gran numero de villani a ogni 
beneplacito del Rezimenlo: el qual l'ha fatto Capitanio General 
de tutta r isola; con do proveditori, i quali ha revisto el paese, 
e son tornadi con 5,000 contadini, sotto l'insegna del Calerghi. 
È sta proclama per el Regimenlo, che tutti i parici della Si- 
gnoria (3) che servirà in caso de bisogno, sia liberi; e qua è 
sta biasmà tal provision. È sta anche proclama, che tutti i con- 
tadini debitori de qualunque suma, sia assolti da ogni debito, 
se i servirà la Signoria; e no ghe siando bisogno, che i sia 
esenti per 5 anni da ogni fattion : e tutti i bandidi che se ha- 



(1) Metter in ordine. 

(2) Il Cod. Capponi dice 30. 

':{) Soggetti imrnediataiucule al governo, non a' feudatari. 



ANNALI VENETI ' 113 

vera presenta in ter mene do 20 zorni per servir , sia assolti ; 1475 
eccetto per causa de assassinamento e de rebelion : e oltra de 
questi r bavera 4,000 schiopetieri, se ghe sarà besogno. 

Adi 9 Mazo. Zuane Dario Secretario è tornado, e referisse 
che Geronimo Zorzi , Ambassador al Turco, giunse a' 27 de 
Mazo, e no hebbe audienzia dal Signor Turco per esser ama- 
lado; e fo remesso a un Bassa: el qual ghe ha resposo su 'l 
fatto della pace, che no se farà niente, se no se ghe dà Croia, 
Brazo de Maina, Castel Rampani, Vazica et Stravili, con tutti 
quei altri luoghi che la Signoria ha abudo per trattado e non per 
forza d'arme: e con sì fatta ressoluzion è sta licenzia, con 
promessa che per 6 mesi no uscirà armada a danno della Si- 
gnoria. Dise anche, che Geronimo s' ha offerto de procurar che 
r armada della Signoria in questo tempo no fazza danno a i 
luoghi e cose de Turchi; eche'l Bassa ghe ha ditto, che M no 
sene curare con questo ha tolto licenzia, et è vegnudo a 
Corfù, et aspetta ordine de quel che l'ha da far. 

Intesa questa relazion, si ha colegià (1) do zorni continui , 
et è sta deliberà de despensar 500 stara de farina a'monesleri 
osservanti , a far far orazion. 

A' 14 de Decembrio, è sta preso de far 4 navi grosse de 
1,200 bote l'una, per resister alle navi che s' intende esser sta 
fatte ultimamente a Constantinopoli, e per no ha ver spesa da sa- 
lariar quelle de' particulari. 

El mese de Zugno se ha aviso, che Antonio Loredan, Cape- 1476 
tan General ha messo in terra su la Natòlia, e ha fatto in do 
volte 600 presoni, con gran botin, con morte de assai Turchi 
e con perdita de 4 soli de i sui: poi è andà alla volta de Ci- 
pro: e perchè ha protesta a' Genovesi che no accetti Turchi su 
la nave, altramente i tratterà da nemici; e ha inteso che in 
quei mari è una nave che si chiama la Palavicina, de 2,000 bo- 
te (con 500 turchi passaggieri, molti de' quali è mercadanti) è 
andà alla so volta; e perchè la uose ha vogiudo render, l'ha 
combatua e presa : i marinari Genovesi ghe ha usa purassai pa- 
role ingiuriose. Niente de manco ha lassa la navo in libertà : 
prima ha fatto presoni i Turchi, e ha tolto 1' haver del patron , 
perchè ghe è sta fatto 'I protesto sopraditto; e perché 'I non ha 

(1) Si consultò. 

ARcn.ST.lT. Voi. VII. Par./. 15 



114 MALI PI ERO 

1476 vogiudo renderse, se ben el General ghe promesse de no glie 
dar molestia alcuna, eccetto che far presoni i Turchi. Questa 
nave, per el danno patido in la battaglia, s' ha indebolio assai, e 
se ha sommerso in mar, visin all'Isola de Candia. 

1477 El Proveditor dell' armada ha descoverto che Turchi ha in- 
telligenzia a Lepanto, e ha fatto morir 15 del luogo, e ha rado- 
pià le guardie. La città di Lepanto è in golfo de Corinto; so- 
leva esser la principal do quel paese, ma addosso la è mal habitada 
e ha le mure quasi tutte in terra , per vechiezza e per terre- 
moti; ha la fortezza in cima '1 monte, e guarda verso 'l mar in 
tramontana. Per questo trattado, el General è andà con l'armad» 
là; e stando su'l riparar de i muri della fortezza. Turchi ha 
conduto zò del monte zente a pie e a cavallo appresso la terra, con 
speranza de esser recevudi e d'haver la terra; ma i ha trova che '1 
tratta è sta descoverto, e che la fortezza è sta raunida. L'hanno 
assedia 3 mesi, e a' 20 de Zugno i se ha leva: e qua è sta 
sona campane e fatto luoghi , per dar rcputazion alla cosa. 

In questo assedio, un frate, capelan de un Soracomito, passò 
nel campo turchesco; e fese intendere al Bassa, che el Capitanio 
General se reduceva la mattina in un certo luogo per aldir messa, 
e che facilmente el lo poderave far amazar con un tiro de ar- 
tiglieria; e ghe considerò che dalla so morte dependeva la vitto- 
ria. Un turco sentì '1 frate a far quest'officio , e subito andò a 
Lepanto, e fece intender al General quel che 'l frate haveva ditta 
al Bassa: dove che '1 General ordinò che la mattina fosse suonata 
la messa, ma fese tegnir serada la porta, e la messa fu ditta in 
un altro luogo: e perchè dopo'l son della campana la giesiola fo 
ruinada da Turchi con tre tiri d'artegliaria, el General condusse 
qua el turco, e '1 raccomandò a la Signoria; la qual ghe ha dà 
provision a la camera de Padoa: e ha vivesto (1) purassai anni ir> 
quella città. 

Quest' anno Turchi ha assedia anche la città de Croia, la 
qual se ha mantegnudo per esser in cima a un monte aspris- 
simo. È sta fatto do notabili fatti d'arme; nel primo i nostri è 
sta superiori , nel secondo i Turchi. 

È sta fatto diverse provision in Friul per impedir le inva- 
sion de Turchi; e tra le altre cose, è sta serado le rive del fiume 

fi) Vissuto. 

> , '.^'i iti' '.>v , 



ANNALI VENETI 3115 

Lìsonzo dalla nostra banda , o fcrmadc con spalti grossi 8 pie. Se 1477 
ha coraenzà dal ponto de Gorizia, e se ha continua fin a le pa- 
lude de Aquileja, per opera de un gentilhomo della Fratina; e in 
quei luoghi che se podeva guazar, fo fortificado con dopi fossi e 
spalti. È sta anclie fatto do fortezze; una se chiama Gradisca, 
r altra Foglianica, dal nome de do ville circonvicine: quella de 
Gradisca è sta anche circonda de muro per opera de Francesco 
Tron, Proveditor in quella Provincia. Per questi presidii, e per 
la custodia dei 3,000 cavalli che è sta mandai là con alcune com- 
pagnie de fanti, se ha pensa che '1 Friul sia securo, e che Tur- 
chi noT diebba invader da quella banda: niente de manco una 
gran banda de cavalli turchcschi, è sorazonta su le rive del 
fiume. È Capitano in Friul D. Geronimo Novello K., adoperado 
avanti in la Morea, e molti condultieri; tra i quali fo questi: An- 
tonio Caldera, Anastasio Flaminio, Hercule Malvezzo, Zuane e 
Giacomo fioli del Conte Giacomo Felipo Novelon, Zorzi Galese e 
Zuane Chiercgato. Tulli questi, dopo giunte le zenti turchesche, 
se resolse de mettere i soldai che era in la provincia, in tre squa- 
tironi, e sguazar el fiume e invader Turchi. All'incontro Tur- 
chi occupò '1 ponte, e amazò alcuni de nostri; e passado '1 fiume, 
con bel artificio imboscò parte delle zenti su 'i monte, parte 
in un luogo de pianura là dappresso, e parte fu manda a invader 
le genti della Signoria: le qual accettò la battagia, e per un 
pezo pensò d'esser superiori; e vogiando (1) proseguir la vittoria, 
Turchi i condusse a l'imboscada, e tutti fo tagiadi a pezzi, parte 
per paura (che ghe tolse la defesa), parte per la furia de Tur- 
chi, che ghe andò all'improviso impetuosamente addosso. El Ga- 
pelanio restò morto insieme con un so fio , e Anastasio Fla- 
minio conduttier, e alcuni altri; de Turchi è resta ferido gra- 
vemente el capo, e molti morti. La fama de si fatta rotta ha messo 
in spavento tutto '1 paese. Tutte le ville che zè tra Lisonzo e 
Tagiamento,è sta brusade dai jTurchi. Tre giorni dopo '1 fatto 
d'arme, sunada (2) la preda, i fense de partirse; e all' impro- 
viso i tornò, e i messe a ferro e a fuogo tutto el paese da tutte do 
le rive : e perchè se sparse una vose che se feva gran prepa- 
razion per terra e per mar contra de loro, i sunò le bagaic 



(1) Volendo. 

(2) Raccolta. 



116 MA LI PI ERO 

1477 e la preda, e tornò indrìo, e usci d' Italia. Le sue corarie (1) ha 
messo tanto terror ne i animi de popoli vicini, che i ha lassa le 
possession, i gregi, le case e le facultà, e son vegnudi in questa 
Terra; e tassano quei che i governa, digando che i ha poca 
cura de loro. Li pressidii che ghe son sta mandai, è andai a tempo 
che non ghe era più besogno. E perchè è casca in considerazion, se 
se die lassar i repari in quel termene che i è, o veramente deslru- 
zerli; e chi sente una cosa, chi un' altra; è sta manda su '1 luogo 
Domenego Zorzi, Zuane Emo K. , Zaccaria Barbaro K. e Can- 
dian Bollani, con commission de considerar diligentemente qual è 
meglio, o lassar o destruzer le cose fatte. E tornadi, i referisse 
unidamente, che è ben munirne uno, e tenir dentro qualche 
corpo de gente; onde è sta preso de condur la seconda volta el 
conte Carlo da Brazo (2), et è sta manda alla custodia del Friul 
con 800 cavalli, a 50 ducati per lanza, e 200 pedoni: l'è andà a 
Gradisca, e 1' ha munida de vittuaria e de zente; ghe ha amplia 
la fossa e l'ha forlitìcà , senza respetto de spesa. 

A' 19 de Settembrio, è sta preso de dar a la moglie e a'fioli 
de Francesco Contarini, morto sotto Croia, 150 ducati all'anno 
dei danari del sai; a le fie, se le vorà maridarse, 1,000 ducati; 
se le vorà munegar, 300 per una ; e a fioli una balestraria (3) 
per un, a quel viazo che ghe piaserà. 

A' 14 de Novembrio, è sta preso de far 6,000 cavalli e 3,000 
fanti per mandarli in Friuli. È sta eliam preso de descriver 
20,000 fanli de tutto '1 stado della Signoria, da esser nominadi 
provisionadi de S. Marco , i quali staga a le frontiere contra le 
scorarle de Turchi , in caso de besogno : e fin che i servirà 
attualmente, che i habbia le spese da i terrilorj iuxta la carata 
che ghe sarà dà ; e del corpo de questa città ne sia tratto quel 
mazor numero che sia possibile. E per far la descrillion giusta, 
è sta preso de far elettiva de un Nobile per sestier, el qual dopo 
acettado el cargo, no possa refudar sotto pena de 1,000 ducati; 
e diebba clezer un altro Nobile per contrada , con cargo de 
descriver particularmente tutti quei che è atti a portar arme , 
e fatti i so libri, presentarli a la Signoria; e a spese de comun 

(1) Scorrerie. 
(2 Da Braccio. 

(3) Ufficio di balestriere sull'armala di traffico , che dava diritto di 
porto a mercanzie senza spesa. 



ANNALI VENETI 147 

sia dà pan e vin a quei della Terra che anderà a questa spe- 1477 
dicion. 

Zaccaria Barbaro che torna provedador dal Frinì , dà la 
colpa de la rota de le gente a Zorzi Martinengo, condulier de 
gente d'arme; e per questa impulazion l'è sta commesso 
all'Avogaria, et è rimaso condanà. 

Questi ultimi dì , Turchi ha passa ci Tagliamento, e ha sa- 
chizà el paese su '1 territorio de Pordenon, Codegnan, S. Daniel 
e Sacil ; e per questo è sta preso de mandar in la patria 600 ca- 
valli , oltra i altri. È sta fatto 1,000 balestrieri, a 4 ducati al 
mesp e '1 biscoto , e mandai a Maran e altri luoghi circonve- 
sini, sotto 10 Soracomiti : è sta anche spazza alcuni padroni de 
nave con 100 homeni per un , e alcuni maestri de scrimia (1) 
con 80. E i Proveditori referisse, che i passi per i quali i Turchi 
è passadi in Friul, no se puolserar, e che bisogna difenderse 
co le arme in man. 

A' 22 de Novembrio ditto , Turchi ha tenta el General de 
far pace. È sta consulta 4 zorni continui , che '1 Consegio de 
Pregai è sta su Cn a 9 bore de note ; e la conclusion è sta , 
che è sta preso d' armar alcune nave grosse , e una banda de 
galie sotil. Dopo , el mese de Fevrer , vedendo che le scorarie 
de Turchi in Friul continua , e che in Dalmazia è assedia Croia 
e Lepanto in Levante, è sta preso de scriver a Thomaso Ma- 
iipiero, Proveditor dell' armada, che '1 vada a Constautinopoli a 
trattar la pace con quel più avantagio che 'l poderà. 

Per i moti de Turchi in Friul, Hercule Duca de Ferrara ha 
fatto offerir a la Signoria 100 celade (2) pagade per 4 mesi; le 
qual è sta acettade e adoperade : e per la medema causa la 
Duchessa de Milan ha manda 600 cavalli. 

A' 3 de Mazo, giorno solenne de la Croce, sendo sieduto gran 1478 
Consegio, è zonto Thomaso Malipiero, Proveditor dell'armada, 
da Constautinopoli ; e per el so arivo , è sta licenziado '1 Con- 
segio, e chiamado Pregadi , e introdutto el Malipiero: el qual 
ha refendo quel tanto che 1' ha negocià alla Porta , che in su- 
stanzia è, che 'l no ha possudo concluder la pace; perchè sempre 
ghe è sta proposto nuove difficultà. La Terra era desiderosa 

il) Di scherma. 

i2) Celate; soldati d'armatura leggera. 



118 MAI. 1 PIERO 

1478 de saver quel eh' era sta operado in tal negocio: e alcuni zoveni 
troppo curiosi è andai per el tetto del palazzo su la scala de 
Pregai per aldir la relazion del Malipiero ; e per el strepito 
del zapar (2) è sta dcscoverti, e condanai 6 mesi in preson , e 
5 anni bandii da Gonsegio : e fu Zuan Loredan Gol del General, 
Alvise Barbaro fio de Zaccaria , e Giacomo Trivisan dalla 
Brezza. 

El mese de Zugno, Maometo, Signor de Turchi, è tornado 
all'assedio de Scuthari con gran moltitudine de zente ; e i avisi 
dise, che '1 monte e '1 pian è coverto da ogni banda quanto se può! 
deslender l'ochio. Quei de Croia , strachi da i danni patidi , se 
ha reso, salve le persone. Se trova in Scuthari 1,800 terazani, 
persone da fatti, e 1,600 soldai. Turchi ghe ha dà do battagic 
general; e no ha fatto niente, per el valor de i defensori, e per 
la fortezza della terra, ben munida e provista de tutte le cose ne- 
cessarie. In questo assedio è sta tira tante frezze da Turchi in la 
terra , che dopo che Turchi s' ha partio , no s' ha adoperà no i 
forni, per scaldarli, altre legne per molti mesi continui. 

A questo tempo medemo è calado in Friul 30,000 Turchi; i 
quali a' 22 de Lugio è passadi per i monti de Gorizia, e ha fatto 
la via de Pesin, destretto de Trieste ; e vegnudi su la pianura 
de Monfalcon, ha passa Lisonzo : e sie mesi avanti s' intese che 
i dovea calar. El conte Carlo da Brazo se trovava in la cittadella 
de Fogian con 2,000 cavalli de la Signoria , 600 della Duchessa 
de Milan, 300 del Duca de Ferrara, con alcuni pedoni; e Veltor 
Soranzo era in Gradisca con 1200 cavalli e 500 pedoni. E '1 
Conte , memore della rota dell' anno passado , no ha vogiudo 
combatcr , e sempre è sta con le zente in ordenanza ne i ripari, 
e ha inlcrtegnuo i Turchi lontani in aspcttayion che '1 ghe 
andasse contra su '1 pian de Gradisca , dove i era acampadi. 
Per questi avisi é sta scritto a tutte le terre et luoghi , che i 
manda a i passi compagnie de zente ; et è spazza Nicolò Tri- 
visan, Savio della guerra, in Vesentina e in Veronese a far quel 
mazor numero de zente che sia possibile ; et è sta manda in 
Friul gran quantità de vittuaria. E quei che le couduseva , fo 
tolti per spie da Turchi , e assaltadi da essi ; i Turchi è rimasi 
inferiori ; e vedendo no poder metter el paese a saco , per la 

(1) Dello stropiccio de' piedi. ~ 



ANNALI VENETI 119 

defifesa delle zenlc della Signoria, e no le poder redur a battagia li78 
averla, se ha redulo a i so confini. 

È sia manda, per via de Monfalcon, 10,000 ducati a Vetlor 
Soranzo per Francesco Cacna Armiragio , e 15,000 fanti de i 
luoghi de la Signoria. È sta anche fatto 4,000 provisionadi (1) 
in questa Terra , a 3 ducati per testa in rason de mese e per 
un mese , sotto sie Capi nobili; Fantin Marcello, Maffio Bafo, 
Arseni d'Armer , Maria da Canal , Vettor Michiei e Cosmo 
Pasqualigo. 

Li Turchi ha drizzado le gente al monte , e caminando per 
dirupi asprissimi ha penelrado ne i paesi vicini a la Germania ; 
e in passar, no possando condur i cavali zò de i monti della 
Carnia , per la so asprezza , i ha ligadi a corde e caladi a basso. 

A' 27 de Lugio, Alvise Manenti Secretario, è tornado dalla 
Porta del Turco ; e referisse che zonlo in Bogiana , ghe è sta 
dà 40 cavalli in compagnia , che 1' ha guida all' esercito sotto 
Scuthari. Non ha possudo negociar co T Signor Turco , ma ha 
tratta con un Bassa, che ghe ha dimanda la città de Scuthari ; 
e ghe ha ditto, che quel Signor stima poco ìc forze della Signoria, 
per no haver assegurà la terra de Croia. Quanto a Scuthari, ha 
resposto che '1 no ha comission alcuna ; quanto a Croia, che la 
Signoria non s'ha cura de munirla, habbiandosse contenta in 
la trattazion della pace de ciederla a Sua Altezza: che 1' ha fallo 
munir la città de Scuthari , perchè la dessegna de conservarla. 
El Bassa ghe ha replica , che quel Signor no vuol partirse del 
paese se 'l no 1' ha, e che habuda, el vegnirà in persona in Italia. 
Dise poi, che presentade le lettere della Signoria, s'ha partì acom- 
pagnàda 30 cavalli fin a i confini ; e che quando '1 tolse licenzia, 
ci Signor Turco s' havea acoslà mezo mio a la terra : da la 
qual è sta tirado un pezo d' arlelaria , che è pervegnudo fin al 
so pavion , e per questa causa , el se ha retirà do mia ; e in 
cao d' otto mesi , informado per più vie della qualità della for- 
tezza , s'ha leva dall'assedio. E la Signoria, per render grazie 
al Signor Dio, ha deliberà de despensar GOO stara de farine a 
povere persone, a 100 stara per sestier; e de mandar 4,500 du- 
cati alla camera dell'armamento, per pagar povere donne de i 
crediti de so maridi. 

(1) Assoldati. 



120 M A L I P I E R O 

1478 A' 30 (le Lugio, per lettere de Cividal (1), Turchi è penetrai 
per el Canal de Pezzo , destretto de quella terra , nel paese 
dell' Imperador ; e Todeschi attende a rebaterli. E por lettere 
de 7 d'Agosto da Udene , Turchi è uscidi del Friul con preda 
de 8,000 anime, e 10,000 cai d' anomali : tulle le ville dei conta 
de Gorizia è resta brusade. Son penelrai nel deslretto de Auspurg, 
e son sta rebaludi da quei del paese : da può i ha scorso fin su 
quel de Vilaco , giurisditlion dell' Imperador ; e con 8,000 ca- 
valli, ha fatto preda de 12,000 anime. 

È sta descoverto che '1 Re Forando de Napoli ha promesso 
de romper in Italia contra la Signoria. 

A' 30 d'Agosto, è sta fatto Procurator de S. Marco Antonio Lo- 
redan. Capitan General, in luogo de Filipo Foscari, con 238 balole; 
sì poche per causa della peste. 

A' 19 de Settembrio, Turchi ha habudo la terra de Driva- 
sto, e l'ha habuda a questo modo. Un de la terra, che è sta 
fallo preson da loro, i ha consegiadi (2) che i metta tutte le zenle 
a la espugnazion d'una delle porte, che tutta la terra se re- 
durave là; e che da l'altra banda i fesse scalar le mure del 
Vescovà, che se trovarave abandonae, e così i haveravela terra. 
E '1 consegiò fo acettà, e la terra de Drivasto è andà in le so 
man ; i terrazzani è sia tagiadi tutti a pezzi ; e Giacomo da 
Mosto, Podestà, è sta vestio d'oro e manda sotto Scuthari per 
indur quel Rezimenlo a renderse, con promessa de recogno- 
scerlo: ma perchè la cosa no ghe zè reussia, i l'ha fatto im- 
palar sotto le mura della ditta città de Scuthari. 

A' 17 de Novembrio , è sta preso de far 6,000 cavalli 
e 10,000 fanti per soccorrer Scuthari assediado nuova- 
mente da Turchi ; e a' 10 de Decembrio , è sta fatto Pro- 
vedilor in Albania Michiel Salamon , con 100 ducati al 
mese. La so commission è che '1 vada a Gatharo, a dar conto 
a quel Rezimenlo e a quel populo, delle genti a pie e a ca- 
vallo parecchiade per mandarle a la so diffesa sotto Mollo da 
Tortona, e delia munizion de formenli, mogi e biscoti che se 
ghe manda; dapuò, che '1 dagha notizia del so arivo in quel 
paese a Zuane Gernovichio, confermandolo in la devozion della 



(1) Cividale del Friuli. 

(2) Consigliali. 



ANNALI VENETI 121 

Signoria , e dandoghe aviso delle galie e fuslc (^lic se vuol 1478 
mandar in lago de Scuthari ; e fallo questo, che 'l vada a Du- 
razo, e che 1' acetta a so ohbedienzia le galie che sarà là, fin 
che vegna '1 General , o veramente Piero Rimondo Capitanio 
de Candia, eletto ultimamente Proveditor dell' armada. 

Addesso le cose della Terra è in gran pericolo ; le genti tur- 
chesche è tornade all'assedio de Scuthari; e peravisi de Constan- 
tinopoli, die vegnir in Italia un essercito potentissimo per la via 
solita del Friul. I principi d'Italia è in rotta fra loro; la Signo- 
ria sola fa la guerra e la spesa ; però a' 4 de Zener è sta deliberà 
de tornar a consegiar su la materia della pace co '1 consegio de 
Pregadi. Le opinion è varie; ma finalmente Alvise Landò, Savio 
della guerra, el qual fin a 8 hore de note è sta pertinace de con- 
tinuar la guerra, se ha remosso, e ha parla per la conclusion 
della pace; e ha ditto, che se le condicion proposte dal Turco par 
dure, che se vogia considerar che semo in caso de necessità ; e 
che su una balanza(l) se die ponderar el bisogno che ha la Terra 
de pase, e su l'altra tutte l' altre condicion che può balanzar la 
pace : talché alla fin è sta preso de mandar Zuane Dario Secreta- 
rio a la Porta, con libertà de prometter Scuthari, Stalimene, 
Brazo de Maina, levade prima le persone, le robe e i pressidii; e 
de darghe 8 fin 10,000 ducati per la navegazion de Mar maggior. 
E a' 21 de Fevrer, se ha habudo nuova della conclusion della pace 
con queste condicion, tra le altre : che '1 Duca de Nixia sia ac- 
cetta e tratta come Venezian, con tutti de la so famegia; che i co- 
muni legni sia accettadi e trattadi amichevolmente, e i corsari 
sia perseguitadi e castigadi ; che no se diebba astrenzer nessun 
per el debito o delitto d' altri ; che la Signoria possa mandar un 
so Bailo a Constantinopoli,per giudicar e regger le cose de nostri 
a modo suo, e sia tegnudo dar ogni anno al Signor Turco 10,000 
ducati per conto de mercanzia ; che la Signoria desborsi in ter- 
mene de do anni 100,000 ducati alla Porta , per resto de ogni 
conto; che la Signoria fazza consignar a i agenti del Signor Turco 
la città de Scuthari in Albania, prima remosse tutte quelle cose 
che ghe parerà; similmente l'isola de Stalimene, con tutti i al- 
tri luoghi occupadi su la Morea in la guerra presente ; e da la 
parte del Signor Turco, sia restituido i territorii delle terre e 

(1) Bilancia. " . 

Ancri. Si.lT. Vol.VII./>«r./. 16 



i'2l M A L I P I E U O 

1478 luoghi della Signoria fin a i confini vechi. E a' 9 de Zener e sta? 
consignà la ditta città de Scuthari ; e a' Scutharini vegnudi qua 
è sta dà inlertegnimento de officii, e altre utilità dentro e de 
fuora. E subilo è sta manda da Constantinopoli a Scutha- 
ri 14,000 persone da meter in opera, 3,000 carri, e 7,000 homeni 
ad habitar ; et è sta dà ordene che sia fatto fornase de piere. E 
a' 21 de Marzo, è sia deliberà de levar de Friul 2,500 cavalli. 

14,79 A' primo di Avril, Antonio da Leze è sta fatto K. per le so bone 
operazion fatte a Scuthari, dove è sta Conte. Costù (1), a primo de 
Maggio, ha accusa alcuni cittadini de Scuthari e de mala volontà 
e de poca fede; e loro se ha giustifica, e ha fatto constar che i ha 
perso la so terra e i so beni , perchè el scriveva a la Signoria che 
la no se podeva mantegnir: niente de manco i ha prova che 
ghe era munizion e viltuaria per 4 mesi. Tal che è sta chiama 
Consegio di X, e preso la soretenzion; poi firmado el processo 
e fatta la zonta secondo '1 solilo, è sta confina un anno in Ca- 
mera dell'armamento, e poi 10 anni in Gao d'Istria, e privo in 
perpetuo de cousegi. 

A' 6 de Maggio ditto, è sta preso de dar a quei de Scuthari 
la terra de Gradisca in Friul su Lisonzo, e de divider el territorio 
arativo in 150 parti fra loro. 

A' 16, è zonto un Ambassador del Turco con 20 persone: 
ghe è sia manda contra 40 Zentilhomeni con i piati (2) ; e 'l 
Dose co '1 Golegio è sia su le fenestre de la sala de gran 
Consegio. È sta fatto un proclama, che alcun in la Terra no 
ardissa de chiamarlo Ambassador del Turco, ma Ambassador 
del Signor, sotto pena della vita. L'ha habudo audienzia 
a'18, e ha presenta al Dose un fazzuol sotil, digando che 'I 
so Signor s'ha cinto con esso, e che anche lui lazza '1 niedemo 
in segno de stretta e ferma amicizia: disc, che l'è vegnudo per 
tuor el zuramento della pace; la qual a' 25 del ditto mese, zorno 
solenne de San Marco, è sta zurada e pubblicada in so presen- 
zia; e do zorni avanti, è sta vestio de do veste d'oro, eia fa- 
raegia vestia d'altri vestimenti; et è sta mena in gran Consegio, 



(1) Costui ; nel volgar veneto si osa per disprezzo. 

(2) Piali; barelle dorale delle quali si serviva il Doge quando usciva 
in pubblico, non adoprando il Bucintoro, riservalo alle solennità piin- 
cipali. .... 



ANNALI VENETI 03 

Quest' anno 1' armada Turcliesca ha fallo l' impresa de Santa 1479 
Maura e della Ceffalonia , i quali luoghi era d' un Signor 
absolulo. 

El Signor Turco recerca la Signoria perso lettere, presentade 
da un zudio (1) vegnudo a posta , che la ghe mandi un bon 
depentor che sapia retrazer (2) : e per gratiOcarlo è sta manda 
Gentil Belin, contentandosse così esso; e ghe è sta paga le spese 
del viazo. 

A'16 d'Agosto, el Capitan dell'armada turchesca s'ha manda 
a scusarse con la Signoria, che sia sta fatto presoni dalle so 
fuste alcuni Veneziani in la Marca d'Ancona ; e ha recercà, che 
se manda a la Valona persone che i cognossa per sudditi del 
Dominio , che i sarà liberadi. Offerisse 1' armada , e dise che '1 
priega Dio che dagha occasion de unir la so armada con quella 
della Signoria per far qualche gran impresa. 

Questo Capitan è andà con 150 vele all' isola de Lango , 
sottoposta a' Rhodiani, in la qual havea intelligenzia con hebrei ; 
e se '1 trattado no era scovcrto, la prendeva; ma ha fatto gran 
occisione de gente , et è torna a Constantinopoli senza far altro. 

A' 8 de Marzo, è gionto qua un Ambassador del Turco , e 1480 
domanda che sia messo i conGni a so modo in Schiavonia , in 
Albania e in Grecia ; e perché no se fu d' acordo , è sta preso 
de far tornar Zuane Dario a la Porta. Poi, a' 3 d'Avril, è sta 
fatto Nicolò Goco Ambassador al Turco, per dolerse che alcuni 
cavalli ha corso fin su le porte d'Antivari a depredar el paese; 
e alcuni nostri marcadanti è sta sachizadi su quel de la Valona, 
e presi a Cao Malio alcuni nostri gripi e sfondradi , e amazadi 
i homeni. 

A' 29 de Avril ditto, è zonlo qua un altro Ambassador del 
Turco, e ha domanda porto a Corfù e vittuaria per i su danari, 
per besogno dell'armada che '1 manda contro el Re Ferando de 
Napoli , chiamado da lui per inimigo comun. Ghe è sta resposo, 
che la Signoria se trova in pace con ogn' un, e che per addesso 
no se puoi satisfarlo. 

Quest'anno quel Signor pensa de far V impresa de Rhodi , 
per i danni che ghe fa le galie de la Religion , e per el des- 

(1) Giudeo. ' ' 

(2) Far rilrtiKi. . , 



124 MALI MERO 

1480 segno che 1' ha d" inipadronirse del Mar Egeo et Ionio , e per 
el gran conto che i antighi ha sempre fatto de quel sito , e per 
la comraodità de quel porto. La sua arniada è sta rebatua 4 volte, 
in diversi luoghi, dalle galie della Religion; e no ha mai pos- 
sudo indur quei Cavalieri a contentarse de pagar carazo né 
tributo alcun, mostrando sempre de no stimar l'amicizia de 
quella nazion che perseguita la fede de Ghristo , che essi ha 
voto de dofcnder. Due principalmente ha solicità 'I Turco a 
(luesta impresa: un è sta Antonio Meligalo Rhodian, ben nas- 
sudo, ma de mal inzegno; ha consuma la so facultà, e sforzado 
dal bisogno, è andà a Constantinopoli , ben informado del sito e 
della fortezza dell' isola de Rhodi, e s'ha offerto al Signor Turco 
de farghela haver: l'altro è sta un Demetrio Soffiano da Ne- 
groponte , el qual è sta longamente a RJiodi , et è andà poi a 
('onstantinopoli , con nome de Ambassador. Tutti do questi ha 
cecità Turchi a questa impresa. E '1 Gran Maistro, homo dili- 
gente e valoroso , ha pressentio de tal dessegno de Turchi ; e 
ha atteso tre anni continui a reparar la muragia , a provederse 
de vittuaria e de niunizion,e ha chiamado d'ogni luogo i Cava- 
lieri della Religion a so difesa. La gente de ferra è sta spazza da 
Constantinopoli per 1' Helesponto in Asia, e nella Licia, provincia 
opposta all'isola de Rhodi ; e de là se ha calado a marina, alla 
città del Fisto , 18 mia lontan dall' Isola. L' armada s' ha invia 
a quella volta , sotto 'I governo d' un Bassa de casa Paleologo ; e 
perchè el Meligalo Rhodioto, che ha consegià l'impresa, è morto, 
el Bassa s'ha valesto del Soffiano. L' espedicion è sta tegnua 
secretissima a Constantinopoli; ma no è sta possibile tanto scon- 
derla che '1 Gran Maistro no 1' abbia intesa. 

A'23 de Mazo, è zonto l' armada de 100 vele all'isola, con 
l'essercito imbarcado al Fisto; e se ha acampà su la cima de 
monte S. Stefano. Nel campo turchesco ghe era un bombardier 
Aleman , homo pratico e valente, che è sta longamente a Scio, 
e poi passò a Constantinopoli , e portò in dessegno l' isola de 
Rhodi con la so fortezza ; el Signor Turco 1' ha aldio , e ha 
stima assai el so consegio: e sendo costù all'assedio, el domandò 
a' Rlìodiani che i l'accettasse in la terra, e fu esaudito. Rhodianj 
ghe domandò perchè l'era andà là : el respose che '1 zelo della 
fede l'ha mosso a partirse secretamente da Turchi, e passar in 
la fortezza a offerirse ai servizi ; e disse che le gente turche- 



ANNALI VENETI 125 

scile, computa ogni sorte d' liomeni, è 100,000 persone, e ha su ^^^^ 
l'anuada 16 bombarde grossissime da bataria. Quei de Rhodi 
ha dubita che 'I fosse spia , perchè fo lira con le frczze alcune 
lettere in la terra, che diseva che i no se Gdasse , perchè l'era 
esploralor ; e pur fo deliberà de adoperarlo in le cose de la so 
arte , in compagnia de 6 altri valenl' homeni , che avea ordene 
de no se partir mai da lui. 

Turchi ha combatuo per la prima cosa la tore de S. Nicolò 
del Molo , sperando de poder ha ter el porto per quella tore. 
EI Molo è cosa molto bella, fabricà antigamente con gran arti- 
ficio : se estende 300 passa in mar , e per la so longhezza fa 
un porto capacissimo da la parte de ponente; la boca del qual 
è serada in tal modo con sassi , che a pena puoi intrar una 
galia a la volta. In cao del Molo, dalla banda de tramontana, 
glie è una tore, fabricà no è gran tempo dal Duca Filipo de Bor- 
gogna, dove antigamente ghe era T colosso famoso. L'assalto de 
Turchi è sta terribile , in modo che fo ruinà gran parte della 
tore: ma l' industria e '1 valor del Gran Maistro fu mazor; per- 
chè el fece tngiar el scogio atorno atorno, e messe in la fortezza 
quel numero de homeni che la potè capir; e sul fondo del mar, 
che se podeva sguazzar, fece metter gran quantità de taole Otte 
con chiodi , pensando che Turchi dovesse transitar per de là , 
per dar più d' appresso la bateria. Fece anche parechiar barche 
con luoghi artificiadi, da adoperar conlra Turchi nel passar a 
la torre. 

A' 9 de Zugno, nel far del giorno , Turchi dette l'altro as- 
salto ; nel qual fu sì granda la virtù de Khodiani , che Turchi 
perse 800 persone , e se retirò. 

Rhodiani, habuda questa vittoria, rese grazie al Signor Dio; 
e Turchi perse la speranza d' haver la tore, e deliberò de dar 
la batteria a la città da la parte de la Zudeca : ma i no lassò 
de combater anche la tore, acciocché Rhodiani occupai in più 
luoghi podesse manco resister. Tutti quei de dentro , de ogni 
età e de ogni sesso , se adoperò per difender e salvar la città ; 
la batteria fu grandissima per el gran numero de i tiri , e per 
la grossezza dell'artiglieria, e per el so strepito che se sentiva 
con gran slupor fln a Castel Ruzo , che è 100 mia lontan. Le 
mure fu in gran parte fracassade ; tal che Rhodiani comenzò a 
metter la so defesa in la fossa e in i repari de dentro: e 1 Tur- 



l^B M A L I P I E H O 

l+*^t) ehi, ruinae le mure, se spinse avanti e piantò atomo a terra 
purassai mortari, che batteva dentro di e note con gran spavento 
de ognun. EI gran Maistro fece alozar le donne e i puti ne i 
giardini fatti covrir de legname a questo effetto, accioché le 
piere che i Turchi tirava co i mortari, no i offendesse: e fo eletto 
i giardini, perchè i mortari tirava dove le case era spesse. El 
resto della zente averliva dove le piere doveva cazer, e se re- 
parava; e la note alozava nei luoghi sotterranei: tal che i mor- 
tari no fece danno de momento. I Turchi replicò la bataria più 
d'appresso la terra, dalla banda de ponente, su alcuni luoghi 
eminenti, che descuovre tutta la terra; e per no lassar de ten- 
tar la vittoria con ogni mezo, el Bassa, vedendo che la vigi- 
lanzia del Gran Maistro era granda, indusse alcuni Greci a 
fenzer de scampar dalle man de Turchi, e intrar in la terra, 
e tentar d' amazar el Gran Maistro. Ma '1 primo che intrò in 
la terra, fo descoverto, perchè ì se contradisse lu' medemo; dove 
che '1 fo messo al tormento, e confessò ogni cosa, e fo fatto 
morir: e i compagni tornò indrio. 

Turchi attese a dar un altro assalto a la tore de S. Nicolò: 
ma la defesa fo sì granda, che quanto i avanzava '1 zorno, i per- 
deva la note; in modo che descazadi dalla fossa e dalla tore, 
i deliberò de fabricar un ponte per condur le zente al Molo. 
Questo ponte fo ferma con gomene ligae a anchore in fondi del 
mar: un mariner la note del fatto tagiò le gomene, e perseno 
le anchore. Rhodioti dubitò che i volesse darghe 1' assalto in 
do luoghi a un tratto, per tegnirli divisi; e ordenò talmente la 
deffesa della toro e delle mure, che i preservò la città. 

La note de 18 de Lugio, Turchi dete l'assalto a la tore ; 
e '1 ponte fo rotto da Rhodioti, e i Turchi che era su (che era 
purassai), tutti restò sommersi, e quei che andò in terra fo 
tagiai a pezzi : le galie parte fo rebutade , parte se retirò ; e 
4 carghe d'artelarie e d'altre munizion, fo butade a tondi dal- 
l' artelarie de Rhodioti. La batlagia continuò fin a 18 bore , e 
Rhodioti restò vincitori : fo fracassa alcune galie , e fo amazzà 
gran numero de Turchi , e se fece gran preda delle so spogie. 
Poi Turchi fece trincee atorno la fossa, e minò la terra atorno; 
e impì talmente la fossa , con sassi conduti a questo effetto e co 
i muri cazudi , che '1 pian della fossa vene a egual della cam- 
pagna , e l'ascesa della mu ragia era fatta molto facile. Quei de 



ANNALI VENETI 127 

dentro no lassò de far ogn' opera per la so defesa; e fabricò 1V80 
alcuni istruraenli da tirar sassi nel campo turchesco, e con essi 
ne amazò gran quantità; e per alcune vie sotterranee tirò dentro 
gran quantità de sassi che faceva scala a' Turchi; e fabricò un 
muro de un pie e mezo dentro della città, con un reparo de 
crea (1) e de vimene : fo parechià diverse sorte de fuoghi arti- 
ficiadi da tirar in le schiere de Turchi in tempo de fatto d'arme, 
e alcuni istrumenti da tirare piere addosso a Turclii. 

Rhodioli stava sempre occupai a la defesa , e pensava de 
continuo a che modo i se podesse asse^urar dell'assedio; e 
chiamò tutti i homeni valenti che se potè haver per consegio: e 
tra i altri, el Bombardier Aleman, partido da! campo turchesco; 
el qual no se adoperava a quel modo che 1' aveva promesso. E 
fo tira la seconda volta in la terra lettere che diseva, che i se 
guardasse da lui ; in modo che, multiplicando i sospetti, i de- 
liberò de esaminarlo da nuovo. E perchè ne i so constiluti el 
parlava variamente, i lo messe ala tortura; e confessò d'esser 
sta manda dal Bassa per operar che la città ghe cascasse in le 
man ; e no possando, che '1 tentasse de far morir ci Gran Mai- 
stro ; e ben informa della qualità della terra, della so defesa, 
del sito e della natura de i homeni , tornasse a lui : e con la 
so confession fo descoverto spion de Turchi , e fo fatto morir 
publicamente su le forche. 

El Bassa, vedando che '1 so dessegno no ghe era successo, 
fese tirar alcune lettere con frezze in la terra , con le qua! 
consegiava i marcadanti greci, latini, e populo a darghe la città; 
digando, che '1 no voleva altro che '1 dominio della terra , e la 
morte de i superbi Cavalieri ; promettendo de recognoscer quei 
che se mostrasse amici, e far morir quei che ghe fosse contrarii : 
e poi ha manda a domandar per un Ambassador , e ghe fu 
risposo, che l'andasse su la riva della fossa a dir quanto ghe 
occorreva , che 'I saria aldio , e ghe saria risposo. L'Arabassa- 
dor, homo greco, andò, e ghe disse, 'I Bassa se maravigiava 
che '1 Gran Maislro volesse contrastar con si gran Signor come 
è '1 Turco , che ha sogiugado do imperii , tanti regni , tante 
Provincie e tante città ; e che lo consegiava ad haver compas- 
sion alla città (2), a no voler la so mina, e la morte de tanta 

(1) Creta. 

(2) Le parole che lo consegiava sifio a cillà sono supplite dal Cod. 
Capponi. 



128 MALIPIEKO 

1480 gente : clic se '1 voleva pace , la darla , e farla 1 cavalieri po- 
sessori della città; no la vociando, tratteria tutti da nemici. 
Glie fu resposo, che '1 Gran Maistro se maravegiava lui , che 
habbiando circonda 1' isola con armada e con essercito, e hab- 
biandola combattua per tutti i modi , ghe mandasse a parlar 
de pace ; parlamento che no se convien a quel che V ha operado 
fin alhora. Che el referissa al Bassa, che *1 cognoscc i so in- 
ganni , e che '1 sia certo che né promessa né minazza no i' in- 
dura a far cosa vergognosa; che tutti era d'una fede e d'un anemo 
de metter la vita per no restar sottoposti a la so legge ; che 
quai)do l' armada turchesca sarà tornada a casa , e che quel 
Signor ghe mandi a parlar de pace , allora se consegierà e 
ghe responderà: ma stando all'assedio de quell'isola, fazza '1 so 
officio ; che '1 ghe farà cognoscer che 1' ha da combater con 
homeni forti e con boni soldai. 

El Bassa, habuda questa resposta, deliberò de dar un'altra 
battaglia a la città in cao de 37 zorni che l'era all' assedio ; e 
fece proclamar de dar la terra a sacco ; che i homeni senza 
barba fosse schiavi de chi li prendesse; i altri tutti fosse manda 
a fil de spada, e i presi vivi fosse impalai : e per tal effetto ha 
fatto parechiar 8,000 pali , reservado a lui solo el dominio della 
città per nome del Signor Turco. Fatto '1 proclama , Turchi 
se parechiò all'assalto: se lavorno secondo el solito, feceno 
la orazion , parechiorno sachi per la preda , e corde per i 
pregioni. 

Il Gran Maistro chiamò tutti a consegio, e i eshortò a la 
difesa della terra , e partì le compagnie di soldai, e ordinò tutte 
le cose con gran diligenzia. 

A' 28 de Lugio nel levar del sol , Turchi dettero l' assalto 
a la città con gran vigoria. Monlorno su le ruine , e scalorno 
la muragia , e tagiorno a pezzi i defensori ; i quali assaltai 
all' improviso , no ebbe da i soi quell' ajuto che voleva i boni 
ordeni messi : el medemo fo fatto a la torre del Molo. Rhodiani 
montò su la muragia, e se oppose a la furia de Turchi, con 
r esempio dei Cavalieri e del Gran Maistro , che hebbe cinque 
ferite ; e stettero a la defesa , e ammazzarono gran numero de 
Turchi : tal che i se retirò , e come rotti e fugati, lassarono 
abandonale gran quantità de spoglie e de bombarde. Fu brusà 
3,500 corpi de lurchi trovati morti su la muraglia, in le fosse 



ANNALI VENETI 120 

e in le triiicoe ; e coìnpiitai questi co i allri morti in questo 1480 
assedio , lu a numero de 9,000. 

I Turchi rctirai , se dette a depredar l' isola e brusar i luo- 
ghi depredai : e apparechiandosse de partir , descoverseno le 
navi del Re de Napoli e de Sicilia , che vegniva in soccorso 
della Relig^ion , e entrarono salve in porto a' 13 d'Ag^osto ; se 
ben 30 galie turchesche le combattè. Per queste navi 'I Gran 
Maistro hebbc lettere de Papa Sisto iV, per le qual lo con- 
fortava a defenderse virilmente ; avisandolo che 1' era per in- 
viarghe presto una potente armada, con gran numero de soldai 
e gran quantità de raunizion ; tal che resteria libero dall' asse- 
dio, e poderave anche batter l'inimico. 

La fama de questi ajuti andò tanfo attorno , che Turchi 
aparechiati de partirse , in capo de 89 giorni date le vele al 
vento, passano in streto con gran ignominia e danno. El numero 
vero de le gente turchesche che fu a questa impresa, e questo : 
10,000 Turchi de Constantinopoli, 3,000 gianizzeri, 20,000 Tur- 
chi de Natòlia, 10,000 Asapi , 7,000 Spachi (1); vivandieri e 
altri che seguiva '1 campo per speranza de preda, 10,000; in 
tutto G0,000 persone. L' armada fu 46 galie , 34 parandarie; e 
con le fuste e altri legni , erano a numero di 104 vele, quando 
partirne da Rhodi. Le gente che serviva in armada, sì al remo 
come scapoli (2), era 30,000 in circa: condussero 4,000 cavalli, 
12 pezzi grossi da batteria , le baie (3) de i quali circondava 
12 palmi l'una; e altri menori fin a la somma de 150; e 
15 mortari. Rhodioti disse de haver habudo 4,000 colpi d' arte- 
gliaria , e che hanno consuma 150 botti de polvere. 

Antonio Surian, patron de galia grossa de Soria , referisce 
che navigando 'I mese de Maggio passado per canal de Rhodi, 
scoverse l' armada turchesca ; e no polendo schivarla , ghe fu 
comanda da do galic sottili che ghe andò attorno, che calasse 
le vele , e obedì : e montando su una d' esse , fo conduto dal 
(^.apitanio, el qual ghe domandò quel che l'andava fazendo ; e 
ghe respose che l'andava al so viazo , e informa che la so ar- 



(1) Il Cod. r.apponi dice roHamenlc : Spalli; ch'erano soldati ;i ca- 
vallo. 

(2) Volonlarii. ' 

(3) Palle. 

Aur.ii.Sr.lT. Voi. Vll./'«r./. «7 



130 M A L IIM E R O 

1480 mada era là , havea vogiudo farghc reverenzia come bon ser- 
vidor della Signoria, por offerirglic l'iiaver e la persona, per 
la bona pace che l'ha co '1 Signor Turco. Il Capitanio ghe 
respose che 1' havea cara la sua visita, e ghe offerse l'armada 
e r essercito ; e ghe disse che '1 riferisse in so nome alla Si- 
gnoria, chela pace no se romperà mai da la so banda; che è 
capila in quel canal 3 nave de Soria , e per no havcr vogiudo^ 
calar le vele, le ha Hìtto reJegnir,e ha scritlo a Constantino- 
poli e aspetta ordene de quel che l'ha da far : ma che se le 
fosse sta d' altri , che l' haveria fatto morir tutti quei che ghe 
era su. E dopo questi ragionamenti lo menò attorno '1 campo ^ 
e ghe ha fatto veder le gente e 1' arteglscria : e poi se ha par- 
tio, e ha continua el so viazo. 

Vettor Soranzo, Capitanio General, se trovava a Corfù el mese 
de Zugno, a tempo che Turchi era all'assedio preditto, e fu 
avisà che doveva uscir da Constantinopoli un' altra armada per 
intrar in Golfo : onde T se ridusse con 28 galie a Modon ; e 
stando là , se approssimò l' armada turchesca , la qual glie 
mandò un Ambassador a domandar el transito per quel canal , 
e vittuaria per i so danari. El transito ghe fu concesso; quanto 
a la vittuaria, ghe fo ditto che '1 mandasse un legno o due a 
tuorla , che ghe la faria dar: poi passarono GO vele, 13 sole 
galie , verso la Zeffalonia, e de là in canal de Corfù. El General i 
seguitò sempre navegando a so vista: quei da Corfù, dcscoverta 
l'armada turchesca , hebbe gran spavento; ma cognossuda quella 
della Signoria poco distante, preseno animo. I Turchi vene al 
Paxò ; e '1 General, per far numero de vele, comandò al Rezi- 
mento de Corfù che fesse armar 30 gripi grossi , con 30 fin 40 
homeni per un, con obligo de servir per 2 mesi; e che armadi, 
i andasse a trovarlo. 

Turchi se levò da la Valona con 70 vele , e andarono alla 
volta d'Otranto; e '1 General se partì con 60 vele, e ghe andò 
drio a so vista : e fermadi Turchi a Otranto , tornò al Paxò , 
dove slete 26 zorni ; e in quel tempo sentì bombardar la terra 
d'Otranto; e certifica che l'era presa, tornò a Corfù. Fu messo 
a sacco la città de Otranto, e fo tagliato a pezzi 12,000 homeni. 
I Turchi habudo Otranto, tentarono Lecce e Taranto: ma Al- 
fonso Duca de Calabria, primogenito del Re Ferando de Napoli, 
andò a recuperar Otranto con 20,000 fanli, e 60 galie, 6 nave^ 



ANNALI VENETI 131 

e 16 caravcle (1) de 300 fin 600 boto. EI Re scrisse al Papa , 1480 
che g^he desse ajuto; aìtramenle, dada el passo a le zente tur- 
chesche per el regno de Napoli , de andar a Roma : e la Si- 
gnoria vedendo che le cose de Turchi prosperava , e che i 
haveva habudo Lecce in Puglia, deliberò de far do Provedadori 
in Friul , a soravedor i passi de Gradisca e de Fogian. 

Finché se coinbalè per la recuperazion de Otranto , ci Ca- 
pitanio dell' armada turchesca fo avisà che Maometho Signor 
tle Turchi, andando all' impresa de Persia, era morto per viazo; 
per la gran fattion del Duca Alfonso , e per la nuova de 
questa morte , Turchi se partì con l'armada , e Otranto restò 
recuperado in man del Re de Napoli. 

A' 2 de Novembrio, Turchi prese Castel Nuovo in boca de 
Catharo ; e la Signoria per avanti l' ha possudo haver per 
300 ducali, e no se n'ha curado: 50 stradiothi da Coron è 
intrai in la fortezza de Brazo de Maina ; e amazadi i Turchi , 
ha preso '1 luogo , e s'ha messo in fortezza. 

L' armada del Duca de Calabria ha preso 12 fusle e k pa- 
randarie de Turchi , co 'i Bassa Capilanio dell' armada, sora 'I 
Saseno (2). 

A' 6 d'Avril è giunto un Ambassador del Re Catholico a 1481 
persuader la Signoria che se muova contro Turchi ; e ghe è 
sta resposo che no se vuol far guerra con loro , per rima- 
ner soli. 

Baisilo, fio magior del Signor Turco, è sta grida Signor in 
Constantinopoli , et è sta manda in Amasia a larghe intender 
che '1 vegna a Constantinopoli: alcuni dei Rassà Anorissc Gen (3) 
Soldan, so fradelo , el qual è in Bursia, e ha tagiado a pezzi 
2,000 gianizeri de Baisit. 

A' 16 de Zugno , i do fradcli è vegnudi a le man , e Baisito 
è rimaso superior , e ha perdona a quei del paese che ha dà 
obedienzia al fradelo; el qual fugge e va alla volta del Caraman; 
e s' ha scontra in la madre che ghe vegniva in ajuto con 
10,000 persone. Baisito co '1 favor de i [X)puli va verso Con- 
stantinopoli, e ha manda so comandamenti a Pera, per i quali 

(1) Caravelle, nome di una specie di liavc, usitata particoiarmonle 
dagli Spagnoli e Portoghesi. 

(2) Saseno , canale. 

(3) Conosciuto sotto il nome di Zizira. 



132 M A L \ P I E [( il 

1481 ha leva un per cenlo de i tlacii a'Christiani , tre a' carazarii (f ), 
4 a' Turchi , e lia leva la gabella della senseria. 

A' 6 d'Agosto el Signor Turco è giunto in Constanlinopoli, 
e secretamenlc ha fatto retegnir un Bassa suspetto d' haver dà 
ajuto al fradelo , e lo ha fatto tormentar : i gianizzeri lia do- 
manda che el sia liberà, con protesto de far el fradelo Signor; 
tal che l'è slato rclassà , con pretesto d'haverlo trova itmo- 
cente , e subito è sta presenta e rimesso al so grado. L' oppo- 
sizion che ghe è sta fatta, è nassuda da un altro Bassa che è 
molto grato al nuovo Signor; e i gianizzeri ghe l' ha domanda 
per farlo morir. El Signor, aldia sì fatta domanda, s'ha messo 
un fazzuol al colo, digando che i ghe tolga la vita anche a lui; 
e ha fatto passar el Bassa con una fusta su la Natòlia , e ha 
fatto despensar 30,000 ducali a i gianizzeri. 

El fio de Scanderbec, chiamado da Albanesi, è passa da 
Puglia in Albania; e con l' ajuto de Cimerioti lia recupera la 
maggior parte del stado paterno , e rotti 2,000 Turchi che se 
ghe ha opposto. 

A' 15 de Settembrio è giunto in Albania un capo de gente 
lurchesca , con 1,500 cavalli e altrettanti pedoni , con pani , 
veste e danari da dispensar tra la gente Albanese. Zuane Or- 
novichio fo avisà del so giunger, e lo ha assalta e roto, e l'ha 
fugado , e ha preso alcuni cavalli con alcune summe de da- 
nari : e '1 Go de Scanderbec continua la so impresa, con 4,000 Al- 
banesi e 600 cavalli. . . 

El Signor Turco ha fatto chiamar Nicolò Coco Ambassador^ 
Mathio Loredan Capitan delle galie de Romania e Battista tiriti 
Bailo, e i ha ascoltai benignamente su i rubamenti de i gia- 
nizeri, che importa 15,000 ducati , e ghe ha promesso de rifarli 
nei commerci; e no ne avendo tanti , i refarà de' contanti. Per 
questi moti è sta deliberà de ingrossar l' armada , la qual è ad- 
desso de 48 galie. 

A' 5 de Luglio è giunto Nicolò Coco Ambassador da Con- 
stantinopoli , e ha referto che 'l Signor Turco ha bona volontà 
verso la Signoria: e per la so relazione sta fatto Antonio Vit- 
turi Ambassador, per rallegrarse della so succession , e per re- 
novar la capitolazion della pase che se havea con so padre. 

;i) lriJ)ulaiii. 



ANNALI VENETI 138 

El papa è andà a Civita Vechia per benedir la so armada che 1481 
die andar centra Turchi ; ma i patroni delle galle pretende no 
esser più obligai , per esser sia ricupera la città de Otranto, 
e perchè i è mal satisfatti del Re, che no ghe ha fatto parte 
della preda in la sconfitta dell' armada turchesca. 

Antonio Vitturi, Ambassador al Turco, giunse al primo de 
Ottubrio con Alvise Manenti so sccretario : è sta accetta hono- 
ratamente , ha bascià la man in pubblico a quel Signor , e ha 
mangiato con lui. El Signor ghe ha promesso de remetter a la 
Signoria i danari che se dovea dar a so padre , e de cederghe 
r isole del Zante e de Zeffalonia. 

Fa cavalcar 50,000 cavalli contra '1 Soffi. Caramani ha scon- 1482 
fitto la so gente , e so fradelo è andà al Cairo. E '1 Signor Turco 
per questa causa se ha mosso con grosso essercito, e ha fatto 
gran donativi a i gianizzeri per far guerra al fradelo, e al Soldan 
che l'ha aceltà : ma '1 Soldan, avisà de i movimenti del Turco, 
ghe ha dona 40,000 ducali , 2,000 schiavi , e alcuni casleli a 
confln del Garaman, de i quali trazerà 50,000 ducati all'anno; 
e l'ha licenzia. Il Signor de Damasco con tal esempio ghe ha 
dona 10,000 ducati, e simelmente el Signor d'Alepo; e danno 
10 deremi (1) al giorno a chi va a servirlo a la guerra. 

Baisito è partido de Constantinopoli , e ha porta con sé un 
milion e cento mille ducati in contante ; e ha fatto un bando 
de dar 10 aspri al zorno a chi '1 serve a cavallo , e 5 a pie ; 
e ha dato taglia al fradelo 100,000 ducati, con promessa a chi 
r amazza o prende, de fòrlo signor de quella provincia che '1 
domanderà. I esserciti de questi do fradeli era 5 giornate 
lontan 1' un dall'altro in Cilicia , e a quelle marine stava appa- 
recchiate 3 galle da Rodi , a inslanzia de Gen Soldan. 

El Re Ferando de Napoli ha mandato un so Ambassador al 
Signor Turco ; el qual è giunto a Constantinopoli con presenti, 
e I' ha trova absente , e ha manda in campo per saver se el 
die continuar el viazo ; e ghe è sta risposto che l'aspetta che '1 
torna , e ghe è sta mostra de legnir poco conto del so Re. 

Finalmente Baisito ha giunto el fradelo e 1' ha rotto in Ci- 
licia, a i contini della Caramania; e lui , fida da Rhodiani, è passa 
su queir isola. Baisito ha mandato a dir al rezimento de Corfù 

(1) Moneta lurca. 



13V MALI PIE KG 

1482 che no glie dia ojuto ; altramente, che l'haverà hi guerra per 
rotta con la Signoria. Ghe è sta resposlo che se vuol la so 
amicizia, e no quella del fradelo. 

Ticn Soldan, zonto a Rhodi, ha trova una nave de 1,500 hote 
ben arma , fatta parechiar dal Gran Maistro , e con essa è passa 
in Provenza; dove è sta custodie appresso Marsiglia, in un ca- 
stelo che se chiama Overgne. 

1483 A' 18 de Zener è sta fatto Domenego Bollani Ambassador al 
Turco, per rimuoverlo dall'accordo che se tratta tra lui e '1 Re 
Ferando de Napoli. 

A'.28 de xMarzo è giunto qua un Ambassador del Turco ; 
e disc che '1 ditto Re de Napoli ha manda un so Ambassador 
a Constantinopoli a trattar accordo , e che quel Signor no vuol 
devegnir a conclusion alcuna, senza consenso della Signoria: 
e se giudica che le cose del Soldan ghe prema , e che però 
r babbi manda a far tal officio. Ma dapuo è successo acordo tra 
loro , cioè tra '1 Turco e '1 Re de Napoli; in esecuzion del qual 
el Re ghe restituisse i presoni e le artegliarie che era in 
Otranto. 
Ii84 Quest'anno Baisito s'ha mosso da Constantinopoli per far 
l'impresa del Vaivoda Stefano: ha messo 100 vele in mar, tra 
galie e fuste, cariche de munizion de ogni sorte ; e ha in campa- 
gna 300,000 tra cavalli e pedoni , tra i quali ghe è 30,000 ca- 
valli che r Imperador de Tartari ha manda in so ajuto. Ai 20 de 
Giugno è giunto a Moncastro, e '1 primo giorno ha fatto de- 
stender i paviglioni ; e '1 secondo ha fatto piantar le artegliarie 
da tre bande , e ha fatto principiar la bateria , la qual ha con- 
tinua giorno e notte ; sì che in termine de 10 giorni i muri 
è andai a terra. I ha anche atteso a impir i fossi che circonda 
'1 castello, ne i quali ghe è 8 pie de aqua da ogni lato; e \n 
10 dì, i è sta tanto muniti che se podeva montar comodamente 
su la muragia , non ostante che la fortezza batesse da ogni 
banda con 1' artegliaria : tal che quei de dentro, vedendo che era 
cosa impossihelc a defenderse , a' 3 d'Agosto i mandò 5 de i so 
homeni principali a dar la terra al Signor Turco ; el qual i ha 
acetlà , e ha manda 100 gianizzeri in la fortezza. E '1 giorno 
dietro ha manda 3,000 Turchi sotto un Bassa , el qual ha fatto 
una grida, che tutti quei de i viiaggi , che è andà a salvarsc 
in la fortezza, dovesse uscir fuora , e usciti; tutti è sta fatti 



ANNALI VENETI 135 

schiavi ; 2,000 ne è sUi dona ali'Imperador de Tartari, 1,000 a 1484 
1 gianizzeri, o i altri è sia partii tra i principali. Dopo, '1 Bassa 
se ha messo a una delle porte, e ha fatto passar lutti quei de 
la terra con tanta roba per cadaun , quanta i podeva portar su 
le spale e no più, per lassarli partir; ma no ghe è sta atteso 
a la promessa , perchè parte è sta venduti . parte è sta donali. 
Fu anche cernio (1) 2,000 garzoni per farli gianizzeri, e '1 
resto fu manda a Constantinopoli : fu anche cernio 2,000 pule ; 
parte fu manda in serraglio, parte fu donae (2), parte vendue. 

È sta trova in quel castelo 20,000 anime, delle qual no fu 
lassa se no 200 famegie de pescatori. Poi andò all' impresa de 
Licostano, et 1' hebbe in 5 giorni: non uiandò alcun di quel 
luogo a Constantinopoli, ma i messe tutti a refar Licostano 
vcchio, situa sopra un scogio nel Danubio. El Signor Turco è 
intra in persona in la terra, un dì de Venere (3); e fatta la 
orazion, uscì fuora, e lassò ordene che '1 fosse fortifica, e s(! 
partì per Andrinopoli; e mandò un comandamento a Constanti- 
nopoli, che tutti quei del so essercito, tornadi con l'armada, 
dovesse tornar in campo, sotto pena della vita. Esso Signor 
Turco era tre giornate appresso Andrinopoli; e fo avisà che 
Onghari se moveva a i confini : onde tornò in Softìa , e ordinò 
r essercito, e mandò a tuor gran quantità de danari a Constanti- 
nopoli. 

El Re de Ongharia ghe mandò un Ambassador a targhe 
intender che I' haveva tolto la città de Vienna a Federigo Impe- 
rador; e con sì fatta occasion ghe domandò alcune cose, delle 
qual non è sta satisfatto. E del successo di Vienna ha mostni 
despiaser; e stava in aspettazion d' un ambassador del Soldan. 
le cose del qual regolerà quelle del He d' Ongharia. 

El Signor Turco ha al presente in mar 90 vele; et le manda 
nel paese de Licostano, per fabricar un castelo, e serar el passo 
a Poloni de andar in Valachia. 

A' 9 de Giugno, per deliberazion del Consegio di X, è sta 
apicà un nomina Simon di Solili da Zara, imputa d' haver vo- 
giudo dar a' Turchi la città de Zara. 



(1) Scello. 

(2) Donale. 
(3j Venerdì. 



136 M A L I P l E K O 

1484 Quest' anno el Signor Turco ha manda 60,000 persone con- 
tra la Soria: 40,000 cavalli, e 20,000 fanti. El Soldan, homo 
vechio e valoroso, se ghe ha opposto con 30,000 cavalli, e ha 
roto una parte delle genti turchesche a numero de 40,000 , e 
ha fatto preson so genero, e ha manda 4,000 Turchi presoni 
al Cairo. El Signor Turco no ha voluto partirse de Constanti- 
nopoli per timor del fradclo , che è in man de Rhodiani in 
Provenza; a i quali paga 45,000 ducati all'anno de pension , 
acciochè i lo tenga sotto bona custodia. E perchè 1' ha reinforzà 
l'essercilo contra la Soria, el Soldan ghe ha manda un am- 
bassador per trattar acordo , et è parlio senza conclusion al- 
cuna. 

A' 29 de Lugio, è vegnudo a la Signoria un Ambassador del 
Turco con presenti, ad allegrarse della creazion del Dose D. Marco 
Barbarigo; e lo ha trova amalado, e fo admesso fin al so leto. 
Questo Ambassador ha domanda che l'armada turchesca sia 
acetlà ne i porti de la Signoria: ha allogiato alla Zucca (1); 
ghe é sta fatto le spese secondo el solito, e ghe è stcà vestito 
la fameglia. 

Benetto Trivisan è sta eletto, sendo consegier, Ambassador 
a Baisito, per ratificar quel che ha concluso Zuane Dario; el 
qual è torna de qua, per esser perseguita da Almorò Minio 
Bailo. Ghe è sta deputa 100 ducati al mese de salario, e 60 du- 
cati per spese , senza obligo de dar conto ; e sia tegnuo havcr 12 ca- 
valli e 16 servitori: e in termine de alcuni dì, 1' ha refudà , e 
la Terra ha habuo per mal (2), per esser sta do mesi eletto, e 
haver dato voce di voler andar. Se ha giudica che 1' habbia re- 
fudà per el caso de i Ambassadori de Tunis, che se dirà qua 
sotto. È sta eletto in so luogo Antonio Ferro; e '1 Minio è sta 
chiama a casa per Consegio di X, e spazà per homo semplice. 
A Zuane Dario secretario , de nazion Cretense , è sta dona 
una posession a Noenta (3) de Padoana , compra per 1,500 du- 
cati, e 600 ducati de contadi all'officio del sai, per el maridar 
d'una fiola; perchè la Terra se chiama molto ben satisfatta de 
lui, havendo concluso la pase co 'I Turco. 

(1) Giudecca , contrada di Venezia divisa dalla cillà ed isolala. 

(2) Se ne ebbe a male. 

(3) Novenla, villaggio distante Ire uVv^li.x da Padova. 



ANNALI VENETI 13Y 

El Re de Tunis mandò, quest'anno inedemo, un Ambassa- I486 
dor al Signor Turco, a eshortarlo a la paso co '1 Soldan; di- 
cendo che la so legge, comune a 1' un e all'allro, divieta far 
guerra co' Maomettani. Quest'Ambassador capitò a Modou, e 
presentò lettere a quel Reggimento; per le qual ci so Re lo pre- 
gava che lo fesse scompagnar scguro nel paese del dilto Si- 
gnor. El Reggimento ghe dete una scorta de Stradiothi fin a 
i confini; su i quali i Stradiothi lo lassò, e tornò a Modon. 
L'Ambassador fo assalta da Albanesi, e fo despoglialo e taglialo 
a pezzi; el Reggimento diede aviso a Tunis e a Constantinopoli 
del successo, e fece ogni diligenzia per haver i malfattori in lo 
man; e no ghe venne fatto. 

A Ragusi è sta scoverto un tratlado , e presi 7 che voleva 
dar quella terra al Turco; e per questo effetto doveva uscir 
80 vele da la Valona; e in questo moto ci populo se descoverse 
affezionado a la Signoria, e i principali mostrò incUnazion di 
darsi più presto al Turco: el qual mandò a Modon a domandar 
porto per 20 galio, e '1 Reggimento ghe lo negò. 

A' 14 de Decembrio, è sta messo do decime alla Terra a 
restituir, per armar 25 galle, in caso che l'armada del Turco 
vegna fuora 1' anno che vien (1). 

A' 16 de Marzo, è zonto qua un Ambassador del Turco, di- 1487 
cendo d'esser manda a far saper che l'ha fatto pase con On- 
ghari, e ha domanda per che causa s'apparecchia arm.ula: et 
è sta descoverto, che quest'Ambassador è vegnudo per abocarse 
con un nominado Bocalin da Osimo, el qual è sta al soldo della 
Signoria a la guerra do Ferrara, e offerisse al Turco la città de 
Osimo in la Marca. La causa e sta, che successa la pace tra 
la Signoria e 'l Duca de Ferrara , 1' andò a servir il Papa , e 
havè da lui in governo la ditta città de Osimo; e con pretesto 
che 'l no era satisfatto delle so paghe, se fese patron del luogo. 
El Papa mandò le so gente per recuperarlo, e no potè; per- 
chè la terra è in un sito forte, et fabbricada con artificio, et era 
fornida per 5 anni de vittuarie: e lui, per no podere sopportar 
la spesa de defenderla, mandò a offerirla al Turco; ci qual dete 
ordene a questo so Ambassador, che trattasse qua con un so 
agente; e faseva massa dell' armada a la Valona. 

(1) Prossimo venturo. 

AncH.Sx.lT. Voi. VII. Par.l. 18 



138 MALIPIERO 

1487 A' 3 d'Avril, è sta preso che Zuane Dario Secretario tornr 
a Constantinopoli con Antonio Ferro , e cosi è sta essequido. 

È zonto al Signor Turco un Ambassador de Ussan Cassan, 
con 300 cavalli, recevado honoratamente; e un altro del Re 
d'Ongharia è a i confini. Quel de Ussan Cassan glie domanda 
per mogier una fia per un so fiol, e 'I stado che l'ha tolto a so 
padre, e 1' eshorta a far pase co'l Soldan: e s' ha partido non 
satisfatto de nessuna cosa. 

A' 4 de Settembrio, è zonto qua un Ambassador del Turco 
a far officio con la Signoria, che la lassa navegar Ragusei conio 
so nave in questa terra. Glie è sta resposo bone parole circa 
i nostri respetti , e fo licenziado. 

In fin dell' anno , se ha habudo aviso che '1 Signor Turco 
bavera 100 gaiie per tutto Maggio, e che l'ha manda a la 
Valona gran quantità d'artcgliarie, e fatto commandamenti de 
far 60,000 homeni: dove è sta deliberà de ingrossar l'armada, 
e de armar do galie a la volta. 

1488 Adì primo Marzo, Turchi ha scorsizà (1) in quel de Napoli; 
et è sta preso de far 10. Soracomiti; e'i General ha anche rete- 
gnuo 10 navi in armada. 

El mese d'Avril, s'ha aviso che '1 Signor Turco è giunto a 
Galipoli con 100 vele, e che è passa su la Natòlia 70,000 per- 
sone, per far una fortezza all'Aiazo. 

L'armada della Signoria è addesso de 30 galic sotil, e 15 
nave grosse, e 30 gripi corfioti (2). 

A' 14 de Zugno, per lettere di Francesco Zane, Bailo a Du- 
razzo , l'Albania , da Croia fio alla Valona, offesa dal Sangiacco, 
che l'ha depreda Fanno passa, fidandosi che T Turco è passa 
all'impresa del Soldan, s'ha mosso, con 1,000 cavalli e 3,000 pe- 
doni, e ha assalta '1 ditto Sangiacco, e l'ha tagliato a pezzi 
con i Turchi che era con lui : e 4 di principali Albanesi 
è passa in Puglia a chiamar el fio de Scanderbec per ca- 
po: 4,000 Albanesi s' ha redutto su quel de Durazzo. Et è sta 
preso de mandar a Durazzo 500 provisionadi, per ovviare che 
i ditti Albanesi no entri in la terra, come i poderave far per 
salvarse da Turciji. 



;i) Corseggiato. 
;2) Di Corfù. 



ANNALI VENETI 139 

L'armada dol Turco ò passa per l'isola de Hhodi verso 1488 
l'Aiazo con 108 vele, e 'i iiran Maislro è in porto con 100. 

El mese de Settembrio , se ha da Constantinopoli che '1 
Turco ha habudo una rota notabile dal Soldan; e le lettere è 
ves^nude in balle di cera. Se ha '1 raedemo d'Alepo, per via de 
Cipro ; e che '1 Soldan, senza metter man al so Ihcsoro, ha fatto 
provision, per via de so vassali, d'un milion e settecentomille 
ducati ; e '1 fatto d' arme è seguido a' li d'Agosto. La bataglia 
fu commenzà la mattina a bon'hora, e ha continua fin a sera; 
e a tempo del conflitto, calò cerca 2,000 montanari a i pavioni 
de' Turchi, e tagliò a pezzi i guardiani, e portò via la vittua- 
ria, e molta roba d'ogni sorte: de modo che quando Turchi 
tornò, i no trovò altro che corpi morti; e se spaventorno tal- 
mente, parte per questo caso, parte perchè aveano perso nel 
fatto d'arme 4-0,000 homeni, che se ritirorno e lasciorno a' Mori 
molti pezzi d'artigliaria, e pavioni: e 'I Soldan fese impa- 
lar 20 schiavi, perchè i havea abandonà ìa terra dell' Aiazo 
quando giunse l'armata lurchesca. 

Per relazion de Sebastian Badoer e Bernardo Bembo, tor- 
nadi Ambassadori da Roma, el Soldan se nomina a questo 
modo in le lettere che el scrive al Papa: — Abdelasis Soltan, 
Locotenente de Dio in terra, Mantenitor della giustizia et fede 
Macometana, Governator de quanto Dio ha coramandato, Giu- 
dice sopra i giusti et peccatori. Salvator della verità, Procurator 
della pace, Mantenitor della stirpe de i Profeti, signor de i 
Principi et Duchi de Mori et Christian! in tulle Je,parrte de 
India, et altri Signori delle case sante di orazion ; Locotenente 
de Dio in terra sopra la fede Macomettana, credendo e sperando 
in un Dio Vero — . La mansion delle so lettere al Papa, disc : — 
Al Santissimo e Beatissimo Signor Signor Innocenzio Quarto , 
Luogotenente de Dio in terra, giustissimo e divotissirao Papa 
de Roma, Signor e Manlenilor de la Fede, Principe e Signor 
de tutti i Principi Christiani, Signor della terra, del mar e de 
i fiumi, Signor de i Patriarchi, Vescovi, Preti et Monache, 
Maestro della buona via, Amator del benfar, Ben amato da i 
Principi, Fiato de Dio giustissimo : Dio vi ha creado in suo 
loco a mantener la giustizia : così eseguite et continuale — . 
Il Re d' Ongharia ha manda \m Ambassador a! dillo 
Soldan, el qual Iha ben visto e honorado ; e un altro Am- 



140 M A L 1 P 1 E H 

1488 bassador ghe ha manda de Provenza Gen Soldan, fradelo dei 
Signor Turco: l' un e l'altro per trattar contra esso Signor 
Turco. E con le galie d'Alessandria è giunto qua de ritorno i 
nepoti dcU'Ambassador del He d'Ongharia, che è morto per 
viazo. Li presenti che '1 Soldan ghe ha dà da portar al so Re 
in so nome, è sta messi in Procurala, per mandarli alla Sua 
Maestà. 

Tre Gianizzeri a Gonstantinopoli dava molestia alla moglie 
d'un gentiluomo: e '1 gentiluomo si lamentò co '1 Bassa, e 'l 
Bassa el fese saver al Signor Turco; e de suo ordene fu co- 
manda che i tre Gianizeri fosse retegnudi e apicadi. Quando i 
fo retegnudi, i gianizzeri se solevo, e tentò per ogni via de 
farli liberar; e perchè i no fo esauditi, se ne unì 400, e la note 
andorno a la preson, e tolte le chiave delle porte, i liberò; e 
andò a la casa del gentiluomo, e no trovando nessun, ruinorno 
la casa : e de sì fatto atto el Signor Turco no fece deraostrazion 
alcuna. 

in questi dì Sultan Gen, fradelo del Signor Turco, è partito 
de Provenza da Borgo nuovo de Rhodiani, con scorta de 200 ho- 
meni; e va a Lion , per andar a Roma a trattar co '1 Papa a 
danni del fradelo. 

In questi mederai giorni, el Signor Turco ha fatto prohibir 
a do nave de Provenza, fermade a Tenedo, de poder andar a Gon- 
stantinopoli ; se ben el no puoi saver altro de Gen Soldan , se 
no che 1' era in Provenza. 

A' 2 de Zener, la Signoria è sta avisà che è sta nolizà(l) un 
gripo per Corfù con lettere. Se dubitò che '1 spazzo fosse per 
dar aviso al Signor Turco della venuta del so fradelo a Roma; 
e fu tolto tutte le lettere che era sul gripo , e ben ligade in 
un saco, è sta mandade sotto bollo a Gorfù , con ordene che 
le sia spazzae subito al Bailo a Gonstantinopoli: al qual Bailo 
è sta scritto, che l' intertcgna le lettere, e che '1 lazza saver al 
Signor Turco la venula del fradelo a Roma ; e poi dia recapito 
a le lettere. 

A' 7 de Zener ditto, s'intende da Roma che '1 Papa se ha 
obbliga de far Gardcnal el Gran Maistro de Rhodi e so fradelo, 
per haver in le man Gen Soldan, fradelo del Signor Turco : el 

(1) Noleggiato. 



ANNALI VENETI 141 

qual cohdato da Provenza a Lion, è sta consignà al legato del 1488 
Papa, che ha opinion de mandarlo al Soldan, per darghe modo 
de far maggior guerra al Turco. 

A' 3 de Marzo , fo fatto 5 Cardenali . tra i quali el Gran 1489 
Maistro de Rhodi. 

El Signor Turco è passa T mese de Lugio in Natòlia con 1490 
80,000 persone, contra 'l Soldan : l'Ambassador del qual havea 
concluso la pase , e se dovea far la capitolazioii ; e sorazonse 
a Gonstantinopoli corrieri, con avisi che el ditto Soldan era pe- 
netra nel paese del Signor Turco , e 1' havea depreda e brusà. 

Giunse anche nel mcdemo dì un messo de Ussan Cassan, con 
so lettere al ditto Signor Turco ; per le qual glie diseva , che 
restituendo al Soldan i suoi luoghi , intendeva che ghe fosse 
restituido anche i suoi: in modo che T Signor Turco se risolse 
de passar a quell'impresa, come è ditto. 

A' 23 d'Ottubrio, se ha aviso che '1 Turco ha habudo Na- 
renta. 

A' 10 de Fevrer, se ha che è seguido paso tra '1 Turco e 'I 
Soldan, e che ogn'un restituisse el tolto. 

A' 10 de Mazo 1492, è sta descoverlo un trattato in Ragusi, 1492 
e fo squarta 12 che voleva dar quella terra al Turco. 

A' 12 de Mazo ditto, la Signoria ò avisada che Vladislao Re 
d'Ongharia, ha messo in campagna 130,000 persone, tra cavalli 
e fanti, con l'ajuto de Poloni e Bohemi; e va a incontrar el 
Signor Turco. El è scoverto in Belgrado, che el Castellan havea 
intelligenzia con Turchi, e dovea darghe la fortezza; e per com- 
mandamento del Re , è stato rostido (1) vivo. 

A' 16 de Mazo ditto, per Consegio di X e soa Zonta, è sta 
fatto Cosma Pasqualigo Proveditor del mar in tutto 'I Levante 
fin in Cipro , con 100 ducati al mese. 

A dì 18 Ottubrio , se ha da Gonstantinopoli che 'l Signor 
Turco è torna dalla guerra del Soldan; e per viazo ghe è sta 
tira do colpi de spada senza nocumento nessun ; e quel tal è sta 
preso e fatto morir. 

A' 19 de Novembrio, el Signor Turco ha manda soi coman- 
damenti da Andrinopoli a i Bassa, che dagha licenzia a Gero- 
nimo Marcello Bailo della Signoria , e a tutti i altri consoli de 

(1) Arrostito- 



142 M A L I P 1 E R O 

1492 ogni nazion : e così è sta esscguido. A i inarcadanli ù sta ditto 
che i rosta come i slava prima. La causa è, che'l mese de Luglio 
fo intercetto alcune lettere in zifra , con la sottoscritta anche 

; in zifra; e mandade a la Porta, fo considera el nome del Bailo, 
e da quello lo cava la zifra, e intesa la continenzia delle let- 
tere; e no ghe piacendo che fosse scritto i so secreti, devenuc 
a questa deliberazion. È sta manda per questa causa Domenego 
Trivisan Ambassador a Constantinopoli , e fu ben visto e vestido 
d'oro: ma no fu essaudito; dicendo 'i Signor Turco, che l'era 
rissolto che no staghi più Bailo in quella città. 

A' 6 de Fevrer, se dubitava che '1 Turco no mandasse fuora 
armada grossa a tempo nuovo : e fo preso de armar in la Terra 
20 galie ; 4 in Dalmazia e 6 in Gandia : et è sta preso de tuor 
60,000 ducati parechiadi per la francazion de Monte Nuovo (1), 
e de armar do barze (2), e far do Proveditori all'Arsenal. 

In questi dì è sta preso da Turchi un navilio de castagne 
de 100 bole, de Giacomo da Mosto; e i homeni è sta tagliadi 
a pezzi. 

1493 ^' ^^ d'Avril, la Signoria ha fatto ligha con Papa Alessan- 
dro VI llispano, e se ha obligà darghc 200 homeni d' arme in 
caso che 'l sia raolestado: se lui darà molestia ad altri, no ha- 
vemo obligo nessun: se '1 Turco darà molestia a la Signoria, el 
Papa è obligà darne Gen Soldan ne le man per valerse de lui. 
E questa ligha è sta publicada el dì de San Marco. 

A' 3 de Zugno, se ha aviso che corsari turchi ha preso do 
nave veneziane in le aque de Modon ; una de Michiel Foscari, 
de 600 bote carica in Puglia per Alessandria, de rami , sapon, 
carte e 500 bote de ogli, de rason de Alvise Mocenigo, so ge- 
nero ; el qual subito ha manda 6,000 ducati al so fattor in 
Puglia, el qual è morto, e so flo ò fuzido con i danari. L'altra 
nave presa è da Rethimo, de 250 bote; e poco dopo ne è sta preso 
un'altra sotto Cerigo de 700 bote. Per questo aviso està preso, 
che no succedando la recuperazion de queste nave , per le qual 
è andà in le aque de Cerigo diverse navi e galie veneziane ; 
Domenego Trivisan, che torna da Constantinopoli, debba tornar 
a la Porta per lamentarse de questo caso. Ma Geronimo Conta- 



fi) Monte del debito pubblico. 
(2) Barche. 



ANNALI VENETI li3 

rini, Capetan do do galie de Barbarla, ha habudo aviso de questa 1V93 
presa in le aque de Malta, e ha inteso che '1 corsaro è andà a 
Tripoli de Barbaria a partir ci botin ; e tolte in so conserva do 
fuste maltesi e una barca, con promessa dcdarghe la quarta parte 
del botin, è andà a Tripoli; e zonto a' 10 d'Agosto, zorno de San 
Lorenzo , acoslò le galie al porto, dove era 'I corsaro co la preda , 
e lo combatè e recuperò le nave: dell' haver sotil no ghe era altro 
in esser, salvo che una cassetta con 1,500 doble. Quei da Tri- 
poli fece gran danno , e sfondrò a pupa la galia capetania. Mori 
In quella fattion molti Turclii: el corsaro se buttò all' aqua , e 
se salvò per no esser sta cognossudo si presto , e perchè i galiotti 
fu intenti a la preda. Fu ferito 60 Christian! , e nessun morto : 
su la nave foscara no fu trova altro che piombo , e 15 bote de 
oglio; in un'altra, che era carga de formento, quando la fu presa, 
fu trova i formenti mal in ordine ; e in la terza purassa' arte- 
gliarie. 

Quei de Tripoli mandò a dolerse che s'haveva rotto '1 so porto, 
e domandò che se glie restituisse il tutto. El Capitan respose, che 
esso hàvea causa de dolerse de loro, che contra la capitolazion 
che la Signoria ha co '1 Re de Tunis, fosse sta dà in quel luogo 
recapito a i corsari, i quali ha fatto danno a i naviìii e cose 
nostre; e che l'aspettava che fosse fatto giustizia: altramente, 
che a qualche tempo la Signoria vorrebbe esser satisfatta. Circa 
il romper del porto , che el corsaro era sta el primo a tirar ar 
tigliarie ; e che su le nave era sta trova Turchi e no Mori , e 
bandiere turchesche e no moresche. E con questa risposta i se 
quietò, e dette pratica a i nostri , i quali contrasse con loro ; 
e Geronimo Contarini, Capitanio absente, fo eletto Capitanio del 
golfo : tanto ha piasudo questo successo a tutta la città. 

A"20 Zugno, se ha nuova che '1 Conte Bernardin Frangipan, 
per no aver modo de recuperar i so casteli che 'l Re Mathias 
d'Ongharia ghe ha tolto in Croazia, s' ha fatto Turco : e Turchi 
per occupar Segna, ghe ha manda 5,000 Turchi; e ha fatto un 
forte a S. Zorzi distante 5 mia da Segna , e 10 da Veglia e 
Arbe; e se i havesse Segna, seria gran pericolo de perder 
lutto el Quarner. El conte Angelo suo fradelo è gentilhomo no- 
bele de questa Terra. 

A'24deNovembrio, Massimilian Re de Romani, ha mandado 
Ambassadori a la Signoria, a domandar che se fazza unitamente 



nk MALI PI ERO 

1493 la guerra al Turco ; che la ghe ceda a la Sua Maestà la Ti- 
sana (1) ; e che se ghe vogia dir per che causa se ha manda 
gente a Gradisca. Ghe e sia risposo quanto a la guerra co '1 
Turco, che quando i Principi Christiani se moverà, la Signo- 
ria se moverà anch' essa con loro ; quanto a la Tisana , che la 
è sta compra da chi havea rason de venderla; quanto a le 
genti manda a Gradisca, che le son sta mandae là per oviar a 
le incursion de Turchi. 

El mese de Decembrio, è vegnudo qua el Vescovo d'Agri, 
che torna dal Papa come Ambassador del Re Massimian, e do- 
manda un' altra volta che la Signoria entri co '1 ditto Re nel- 
r impresa del Turco: e ghe è sta risposo, in conformità de 
quanto è ditto de sopra; e che la Signoria sta de continuo in 
spesa per rispetto de Turchi; e che la no ha su '1 mar quasi 
mai manco de 40 galic e qualche numero de navi , con bona 
quantità de soldai. 

1494 Baisito Signor de Turchi , ha manda a Napoli un so Ambas- 
sador a dolcrsc con Alfonso della morte del Re Ferando so pa- 
dre; e ghe offerisse ajuti in mar e in terra contra Francesi, 
dicendo che '1 no i vuol in Italia. 

El mese d'Avril, Turchi ha cavalca su quel de Spalato con 
Morlacchi , e ha depreda '1 paese : dove che è sta deliberà de 
mandar Alvise Sagondino, Socretario a Castelnuovo appresso a 
Catharo, per farse rifar de i danni patidi da loro. 

El mese d'Agosto, se ha da Conslantinopoli, che Alfonso Re 
de Napoli ha manda un Ambassador a quel Signor, con pre- 
senti de importanzia, a domandarghe ajuto contra Francesi; 
e che fa instanzia che '1 fazza l' impresa de Scio per separar 
Genovesi da Francesi, e promette de dargho Brindisi e Otranto, 
e un' armada da 32 vele , tra galie e fuste. Il signor Turco 
ghe ha risposo che '1 no vuol impedirse (2) tra Christiani, attro- 
vandosse in pace con ogn' un ; ma se '1 sarà offeso , farà le so 
vendette: e ha reinforzà le guardie a tutti i so luoghi a ma- 
rina, perchè era su '1 mar molte galie de diversi principi. 

Nel mese de Novembrio è vegnudo qua a la Signoria un Am- 
bassador del Turco, e ha recomandà le cose del Re de Napoli 



(1) Terra nel Friuli. 

(2) impacciarsi. 



ANNALI VENETI U5 

a la Signoria, con protesto; e dice che un altro Ambassador che 1494 
va al Papa, è passa a Senigaglia, e che el Cardcnal S. Pietro 
in Vincala l'ha retegnudo, e ghe ha tolto 40,000 ducati che 
ì portava al Papa per conto de Gen Soldan : la qual cosa in- 
tesa dal Signor Turco , ha ordina che ghe ne sia manda altret- 
tanti. Questo Ambassador dise della bona mente del so Signor 
verso la Signoria, e che l'è parato ad ogni so servizio; et è sta 
vestio, e licenzia. L'Ambassador de Pranza, partido de Collegio, 
s'incontrò in esso Ambassador del Turco; e per saver quello 
che '1 Turco esponeva alla Signoria , volle tornar in sala de Col- 
legio: la Signoria el pressenlì, e ghe fese dir, che per i ordeni 
della Terra non se permette che se dia audienzia a un Ambassa- 
dor d'un Principe, e l'altro resti presente; e che no saria so 
honor no star a so luogo , che no se ghe puoi dar per alhora. 
El Francese se turbò, e se partì; ma '1 se fermò da basso fin 
che el Turco fo licenziado. 

A la Porta è sta stima grandemente i progressi del Re Carlo 
de Pranza in Italia : e vedendo che l' haveva su 'I mar armada 
potente, ha fatto reveder le so galle in modo che '1 poderà 
metter in aqua 120 vele a tempo nuovo ; e ha fatto lavorar at- 
torno i Dardaneli, e i ha presidiadi d'artegliaria ; e ha manda 
3,000 gianizzari a Galipoli, e un so fio a Negroponte, e un altro 
a Metelin; e teme che el Re Carlo no passa in Grecia con Gen 
Soldan, e che 'I no sollievi quel paese contra de lui. 

El Re de Napoli ha fatto publicar su la piazza de Napoli 
pace perpetua con Turchi. 

Onghari ha tagià a pezzi 10,000 Turchi su 'l Danubio, dove 
j era andadi a depredar. 

El Papa, astretto da necessità, se ha ressolto de ceder al Re 
(]arlo de Pranza tutte le fortezze, eccetto Castel Santo Angelo; 
e andando contra Turchi, ghe darà ogni ajuto , e la persona de 
Gen Soldan. Questo Gen Soldan è pervegnudo in man del Re 
Carlo, et è sta sempre accarezza e honorà, e tegnù a mangiar 
con lui; ma presto '1 se amalo gravemente, e lutto gonfiado, fo 
conduto a Capua per curarlo. Se dise che l'è tossicato ; e la 
verità è, che '1 Prefetto de Senigaglia, fradelo del Cardenal San 
Piero in Vincula, dise, che 'l trovò al Turco che portava i 
40,000 ducati de tributo a Roma, una lettera del Signor Turco 
al Papa ; la qual lettera par che lazza risposta a un aviso ha- 

Akcu.Si. iT.Vol.VII./'a). /. 19 



146 MALIPIERO 

1494 budo del passaggio del Re Carlo in Italia , per l' impresa de 
Napoli, e per passar da' poi conlra d'esso, e che ghe sarà do- 
manda '1 fradelo che l'ha in le man. La sustanzia della resposta 
diseva, quanto alla persona de Gen Sultan, che '1 Papa saprebbe 
ben proveder opportunamente alla sigurtà dell' un e dell'altro, 
e non dubitasse; che mancando, ghe dovesse mancar li 40,000 du- 
cati che '1 ghe paga ogn'anno; e stesse in la so parola, giuran- 
dogli per i! so Dio e profeti, che seguitando l'effetto, ghe man- 
deria 300,000 ducati (1). Questa lettera fu mostra al Re Carlo 
dal Cardenal S. Piero in Vincula , el qual la riebbe da suo fra- 
delo, prefetto de Senigaglia. 

1495 A' 4 de Marzo, se hebbe aviso della morte de Gen Sultan per 
via de Catharo; e a' 6 ditto, per Consegio di X, è sta spazza 
a Constantinopoli Alvise Sagondino, a significar la ditta morte 
a Raisito so fradelo. E perchè l'ha manda homo a posta a do- 
lerse con la Signoria, che l'Arcivescovo de Durazzo ha fatto 
sollevar 30,000 Albanesi in Albania , e li ha offerti a i Re de 
Ongharia e Pranza , acciochc i vada a liberarli della servitù 
de' Turchi; è sta commesso al ditto Alvise Secondino, che l'af- 
ferma constantemente a la Porta , che questo no è sta de inten- 
zion de la Signoria, e che la ghe ne farà provision. E a' 7 de 
Marzo ditto, è sta preso de relegnir ci mcdomo Arcivescovo per 
la ditta causa, e per haver tenta de ocupar la città de Croia ; 
e retento, è sta messo in ferri, S' intende anche, che 'l Re Carlo 
ha spazza in Albania un Albanese con 40,000 ducati per via de 
questa Terra; e ghe è sta manda drio una barca arma per re- 
tegnirlo. 

El Papa e '1 Re Allònso ha manda so Ambassadori a Con- 
stantinopoli; e subito giunti, è sta introduti in Serraglio del Si- 
gnor Turco. El giorno dietro, è sta leva a tutti le tratte de for- 
mento; et è sta manda commandamento a 40,000 Turchi, che 
vada a la Valona. È sta scritto su la Natòlia 20,000 Asapi , che 
no fu mai scritti in tempo de so padre; et è sta fatto comanda- 
mento de muli e garabeli per portar artegliarie e vittuaria, e 
che ognun se metta a ordine, perchè '1 vuol cavalcar con l'es- 



(1) Risposta a questa lettera è quella stampata nel prezioso libro 
Lettere di Principi, le quali si scrivono a da Principi o ragionano di Prin- 
cipi. Venezia 1373, presso Giordano Gilelli ; volume 2.° a facce 3 e seg. 



ANNALI VENETI f47 

sercito. S'intende che l'ha habuo due nuove d'Italia, che ghe 1^95 
ha dà alegrezza: una è stata la morte de Gen Sultan suo fra- 
delo; l'altra, la ligha d'Italia con(ra Francesi, la qual ligha 
tien le sue ragioni. E per sì falli avisi 1' ha revocato i ordeni 
dell'armada e dell'essercito, e ha fallo far l'essequie del fra- 
delo, secondo le so usanze; e ha porla per tre di sessa (1) negra, 
e i Bassa ghc ha basa la man, e ha fatto serrar le boHeghc de 
Constanlinopoli e de Pera : dopo tre di el Signor Turco s' ha 
vestio d'oro con tutta la Porta, e tulli glie ha basa la man 
un' altra volta in segno d' allegrezza , e ha despensà in Constan- 
linopoli 100,000 aspri a i poveri, e 80,000 in Andrinopoli. 

A' 26 de Zugno, Alvise Sagondino Sccretario scrive da Con- 
stanlinopoli, che '1 Signor Turco ha inleso che '1 Re de Pranza 
ha tolto Ravenna a la Signoria; e lo ha manda a chiamar, e ghe 
ha ditto che '1 scriva, che se l'ha besogno, el ghe darà 30,000 ca- 
valli, e quanta armada la vuol. E '1 mese d'Oltubrio è giunto qua 
un so Arabassador, veslio a la slradiola; e ha presenta a la Si- 
gnoria tapeti, un arco, frezze, e tre cavalli de gran prezzo; e ha 
oÉFerto 20,000 cavalli de gente Christiana contra Francesi : e la 
Signoria l'ha rengrazià e licenzia; e ha dona un de i cavali al 
Conte Bernardin Fortebrazzo, che è qua per risanarse , e ha ser- 
vido contra Francesi; e i do altri al Conte de Piliglian, governador 
de gente d'arme. 

A' 9 de Noverabrio, è giunto Alvise Sagondino Secretario da 
Constanlinopoli; e riferisce che Sultan Baisito ha do milioni 
e 200,000 ducati d'intrada, e che '1 li spende tutti in 6 figliuoli 
e 7 generi , cadaun de i quali tien corte separada. Dice che 
r ha thesoro inestimabile che ghe ha lassa so padre; che l'è homo 
quieto, ma che l'è sii mula a la guerra da i so Bassa; che 
quando '1 ghe comunicò '1 successo del fatto d'arme del Taro 
contra Francesi, el ghe disse che la Signoria doveva haver svo- 
dà(2) in quella espedicion lutti i sui saconi de ducati; e lui ghc 
rispose , che la ne havea speso assai , ma che ne era anchora de 
i altri che noè sta anchora tocchi; che l'ha temudo assai del 
passaggio del Re de Pranza in Italia ; che l' ha fatto riveder 
Constanlinopoli, e ha fornido le mure d'arlegliarie, e tutti i altri 

(1) La tela del turbante, di bambagia. 

(2) Vuotali. 



148 MA LI PIERO 

1495 luoghi da marina, massimamente i castelli e la città de (Gallipoli; 
che r ha 200 galie tra vechie e nuove, 8 navi, grandissimo nu- 
mero de fuste e parandarie , cavalli quanti che '1 no vuol ; che 
remai condizionato della persona; che 'I primogenito de' figli 
attende ai piaceri; el secondo ad acumular danari ; el terzo alle 
lettere e a le arme, e questo è ben voluto, e se giudica che 'I suc- 
cederà al padre; che la Signoria è in gran considerazion appresso 
a' Turchi, e che i no vuol Bailo per modo alcun. 

El mese de Zener, è vegnudo un altro Ambassador del Turco, 
e ha presenta la Signoria d' un cavai morello , el qual è sta 
dona a. Bernardo Contarini, Capitanio de slradioli. 

(]opia d'una lettera de Geronimo Contarini, Proveditor de 
l'armada, dada a Modon a' 21 de Marzo 1495. 

XX. 

« Serenissime Princeps, et D. D. Observandissimi. 

« Per mie de 23 Fcbraro, Vostre Eccellentie bavera inteso 
del partir mio da Corfù, per essequir quanto per el Magnifico 
(>apitanio General mi fu imposto. Da poi ho usato ogni diligenzia 
nel mio navegar, e giunsi a' 27 di Febraro ditto a Modon, e 
a' 28 mi parti. A' primo de Marzo, giunsi a l'isola di Cervi; 
a' 2, al porlo delle Botte: aspettai li la galla Spalatina un giorno e 
mezzo; e giunta, la mandai a Cerigo per haver nuova de M. Fran- 
cesco Venier, e per saper se in quel luogo se intendesse qualche 
cosa de Camali corsaro, o d'altri simiU. A' 4 de Marzo veni a 
Egina, et lì volsi sapere di certo , onde era dillo Camali: na- 
vigai sempre de noie , e a bore che no se podeva saper cosa 
alcuna di noi. Giunto a Egina, mandai una spia sur un ber- 
gantino a Negroponte , per saper in quel luogo de i progressi 
del corsaro ; et intesi per cosa certa , che Camali era posto in 
viaggio per venir in Golfo a la volta de Loreto : onde mi levai 
la noie di 8 , et sempre navegando lontano da terra , senza stre- 
pilo et senza fanò et senza far mai fuoco, più presto con modi 
da corsaro che da Proveditor , giunsi a' 12 a l' isola de Schiati : 
nel qual luogo mi fu fatto segno; el presa lingua, intesi che '1 
corsaro, con un altro in sua conserva , erano a capo di quel- 
r isola, et haveano con loro un barzolo de 200 bote, il qual fu 



ANNALI VENETI ti9 

ile Piero Soressi , et doi l'uste grosse che portavano copaiio , et 1495 
(loi bergantini. Havuto questo aviso, tolsi la volta di tramon- 
tana intorno l'isola, acciocché havendo li corsari vista di noi, 
non fuggissero alla volta di Terra Ferma, o per canal di Ne- 
groponte: et date le vele al vento per siroco , voltai l'isola con 
le mie conserve. Parve al Soracomito Sebenzano di ammainare, 
et gittar il schifo in aqua per mandar a levar dui che erano 
in terra , et, come disse, l'ammattavano (1). Io, considerando che 
ci corsaro era sì ben a ordine, non volli andar avanti, se non 
unitamente, et feci deponer le vele, et aspettai esso Sebenzano 
prosuntuoso ; il qual disse che quei due ghe havevano referido 
che 'l corsaro era levato. Questa dilazion fu causa di farmi 
perder questa impresa, perchè se andava senza quella conserva, 
il mio rischio era troppo grande; non andando, diedi 10 mi- 
glia d' avantazo al corsaro : feci ogni opera per dar animo alle 
ciurme, promettendoli tutta la preda; ma li miei Sopracomiti 
mi mancorno , in modo che mi ho trovalo in gran travaglio : 
perchè quando 'l corsaro scoperse che le conserve erano lontane, 
prese animo, et si mise per investirme; ma io feci ghittar la ve- 
la (1) da brazzo , et presa 1' altra volta , gli montai a vento, seben 
con difllcultà. Il corsaro mi seguitò , et io veni retirandomi 
verso le conserve; mi abocai con la galla Sebenzana, et mi 
dolsi che si navigava di quella maniera : mi fu risposto per il 
suo Gomito, che '1 corsaro era troppo grosso, et che non era 
da investirlo. Queste parole , Serenissimo Principe , tolsero il 
cuor alle ciurme, et mi misero in disperazion ; in modo che, 
vedendo che per dapocaggine delle mie conserve , mi era tolta 
sì bella occasion che Dio mi mandava , feci ad essa galla un 
commandamento in vose , perchè non si poteva farlo in scrit- 
tura : che '1 mi dovesse seguir, sotto pena della disgrazia di 
Vostre Eccellentie ; et mi fu risposo in modo non conve- 
niente all'autorità concessami da Vostre Eccellentie. Intanto el 
tempo scorreva. Io presi l'altra volta, et il corsaro vedutomi 
unito con le mie conserve, si misse ancora a fuggir : io mi 
missi a seguirlo a vele el a remi , et mi vene fatto di giungerlo. 



(IJ Ammaliare una nave, schifo, oc; alberare una nave, meltere 
al loro luogo gli alberi. V. Slratico, Vocabolario di Marina. 
(2j Alzare la vela. 



150 M A L I P I E R 

1495 La galia Spalatina , non saprei dir per qual causa, restò driedo 
di me 4 miglia, lo, se ben mi trovava in angustia, mi risolsi 
di non lassar l' occasione ; et più presto mi volsi metter a pe- 
ricolo di perder la vita con qualche servizio de Vostra Eccel- 
lentia , che viver con nota sua et mia. Mi trovai soravento al 
corsaro a 24 hore; et havendo la galia Sebenzana non molto 
lontana da me, investii un scbirazzo (1), appresso 'i qual erano 
messe in lista due fuste, et la barza in mezzo. Due bergantini si 
abandonorno , et li honieni montorno su '1 schirazzo. Il vento 
bouazò, et si stuò le vele (2). Si stringessimo insieme , et venuti 
a le mano , si tirassimo gran quantità di frezze. Soprazonse la 
note , et non si vedendo più , mi slargai. Il Spalatino stete alle 
riscosse , et andò a trovar i bergantini abandonadi ; ne investì 
uno, et lo giltò a fondo, con 4 Turchi che erano dentro; in 
l'altro introrno i sui homeni, et li Turchi si gittorno all'aqua. 
Il bergantin si alargò in mar, et fin bora non ho havudo nova di 
lui. La fortuna ha ajutalo questo corsaro; perchè combattendo, 
el mio artimon s'intrigò ne i remi del quartier da prova, et sì 
ne squarzò più de 10 (3); in modo che refrescando '1 vento da 
siroco, fui costretto farlo pontar. Allora la galia Spalatina mi 
era venuta a' lati ; gli comandai che la dovesse impiar sotto fa- 
nò (4) , et seguir il Corsaro, perchè volea far pontar l'artimon, 
et subito lo seguirla. La obedienzia che mi fu data , fu che de 
lì ad un pezo , trovai che essa galia mi era a lati; in modo 
che, essendo la note oscura e '1 vento fresco, con questo novo 
desordene de non haver obedito a quanto havea ordenalo, perdei 
'1 corsaro di vista, et conveni navegar a ventura. Tolsi la volta 
di Terra Ferma verso '1 canal di Negroponte , perchè giudicava 
che '1 dovesse andarvi a salvarsi ; et tutta la note steli su T mar. 
Feci lengua (5) un'altra volta a Schiati , et intesi che si giu- 
dicava che '1 corsaro havesse tolto la volta del golfo de Magarisi 
verso Galipoli, per acompagnar quel schirazo cargo de formenti 
del Subassi de (jìalipoli, et che co '1 suo favor s' Inter tenesse 

(1) Bastimento turco. 

(2) Si calarono le vele. 

(3) 11 Cod. Capponi : 10 teli. 

(4J Accendere il proprio lume sotto al fanò del comandante , cioè, 
dietro la sua galera. 

(5) Feci lingua , parlai. 



ANNALI VENETI 151 

in quel luogo per provederse di quanto li faceva bisogno. Per 1495 
queste considerazion , et perchè '1 mio cornilo (1), il paron, il 
calafao con alcuni balestrieri et alquanti homeni da remo, erano 
feriti, ma non di ferita mortai ; et perchè havea ordene dal 
General de tornar in diligenzia a S. M. , con i Sopracomili 
che erano in mia conserva, deliberai di venir a dritto camino 
in armada. Vedo, Serenissimo Proveditor, che la mia sorte con- 
tinua a voler che io babbi in conserva Sopracomiti che non 
sanno né vuoleno obedir. Se non saranno castigali, non so in 
che modo si potrà operar mai cosa di honor di Vostra Eccellenza. 
Questa era la occasion disiderada. Che la mi sia fuggila sì ma- 
lamente di mano, son per rammaricarmene tutto '1 tempo di mia 
vita ; perchè tengo per fermo , che se una sol volta le conserve 
fusseno stale unite con mi, vicine al corsaro, haverei bombar- 
dato tulli i sui legni: et non dubito ponto che'l (ine seria stato 
buono ; perchè la bombarda che io mi trovo , haveria batulo 
maggior nemico di costui; et haverei dato a Vostra Eccellenza 
la più notabile vittoria , che l'abbi mai avuto con tre galie solil. 
Dio sa con quanto cuor et fede mi ho portalo. Così continuerò 
sempre. Et se piacerà a Dio inspirar il Magnifico General de 
darmi galie conveniente, spero che buona parte de questi cor- 
sari morirano per le man mie. Grazie (2) ». 

Queste lettere ha commosso assai el Consegio de Pregadi ; et 
saria sta fatto qualche notabile demostrazion contra li Soraco- 
miti nominadi, ma '1 Capitan General scrisse che el ghe faria 
provision. 

El corsaro, a' 24 de Mazo, se trovò in le aque de Grisopoli con 
la barza del Coronato de 400 bote, e fo fugalo da essa; la qual 
fece presoni molli Turchi, e ne amazò molli che se aveva bu- 
tado all'aqua, e ne tagiò molti a pezzi, messi in fuga; e ghe 
ha tolto una caravella, in la qual ha Irovado 51 pezzo de bom- 
barde, de le qual ne è tre de grosse, che basterave a una nave 
de 2,000 bote; do bote de polvere; 200 cantera de biscoli, e 

(1) UQìziale subalterno ; che non era nobile come li sopracomìto. 
Paron , nocchiero ; calafao , calafato. 

(2) Ogni dispaccio di arabasciadori , capitani ed altri . diretto alla Si- 
gnoria, terminava colle parole Grazie , come di suddito a sovrano; seb- 
bene chi lo scriveva fosse parte della sovranità. 



152 MALI PI ERO 

li96 alcuni vestimenti turcheschi : e '1 corsaro se ha salva con una 
fusla de 15 banchi. 

Poco tempo dapuò, el Signor Turco ha ordenà che '1 sia re- 
tegnù e mena a Constanlinopoli: e introduto a la so presenzia , 
el ghe ha presenta 12 schiavi, e ghe ha basa la man; et è re- 
sta assolto de tutti i so mesfatti, e ghe è sta comanda che '1 no 
vada più in corso : et è sta manda un genero del Signor Turco 
con 10 fuste attorno le marine della Turchia, a sindacar i cor- 
sari , i quali è fuggiti de ogni luogo. 

A' 28 de Fevrer passado, è giunto a Constantinopoli Zorzi 
Buzando, Nonzio de Papa Alessandro VI ; et e sta visto volen- 
tiera e honorado. 

El mese de Mazo, tre fuste de corsari turchi ha scontra in 
le aque de Monte Santo una barza d' un corsaro genoese; la qual 
Ongendo de fugir, fu assalta da esse, e slargada in mar: do 
delle fuste è resta prese, e la terza malmenada,e'l corsaro ferido. 
Il messo del Signor Turco ha fatto anch' esso sì ben el suo of- 
ficio, che se puoi dir che '1 mar sia libero da corsari; perchè 
l'ha preso le fuste; l'ha fatto impalar 23 homeni, che ghe era 
su ; e ne ha fatto morir 4 sulle forche, che haveva intelligenzia 
con le ditte fuste, etera richi de 10,000 ducati per uno. 

A' 2 de Lugio, Alvise Sagondino, Secretano a ConstantinopoU, 
è sta introdotto al Signor Turco ; lo trovò su un mastabè , e 
subito che lo vide, se messe su 1' oro, e ghe tocò la man , e 
ghe la volse basar, e non volse. Ghe ha fatto ottima ciera; ghe 
ha domanda de tutti i stati d' Italia ( segno della stima che '1 fa 
de i moti de Francesi ) ; ha mostra gran contento delle prospe- 
rità della Signoria ; ghe ha ditto de haver desiderio de haver 
lettere de qua per incontrar i avisi che l' ha dall'Aria e da la 
Valona , dicendo che l' è molti giorni che '1 no ha habudo lettere 
dalla Signoria : e lui ghe ha resposo, che no habbiando la Si- 
gnoria Bailo in Constantinopoli , la no sa a chi drezzar e scriver 
le cose soe, 

El mese d'Agosto, Onghari ha rotto 3,000 Turchi a i confini, 
e li Re d'Ongharia e Bohemia fa zente per mandarle a Lico- 
stano; e da Constantinopoli è sta manda a quella volta 1,000 gia- 
nizzeri ; et è sta proclama che tutti quei che è obbligadi de 
andar in campo, stiano parechiadi. Se lavora atorno do nave 
grosse da 2,000 bote , e 30 galie nuove ; e per quest'opera è 



ANNALI VENETI 153 

sia manda un commandaracnto a'Maonesi, che ghc manda ma- 14% 
rangoni. Quel Signor continua a slimar purassai la venula del 
Re Carlo in Italia , e vuol saver de di in di dall'Aria e dalla 
Va Iona de i so progressi 

In (^onstantinopoli i Gianizzeri è vegnudi a le man con i 
Spahi , e molli de loro è sia feridi e morti : né '1 Signor Turco, 
né i Bassa ha habudo anemo de opponerse; ma 5 giorni dopo, 
è sta anegado 6 gianizeri , e apicado 10. 

El Duca de Milan ha manda Ambassadori al Turco. 

\ dì 2 Decembrio, Alvise Sagondino, Secretario torna da 
Conslantinopoli, ha fallo la so relazion in Pregadi. Alcune fusle 
e galie turcheschc ha trova a i caricatori le navi della Signoria 
che caricavan formento , e ha habudo 500 ducati de ceca (1) 
de manzaria (2). A Conslantinopoli muor de peste fin 300 al 
giorno. E! Signor Turco fa armada de 30 galie. Ghe è giunti 1497 
Ambassadori de Ongaria e Polonia , e ha rinovà con loro le 
Iriegue. I nostri no ha habudo ancora tratta de formenti , e i 
compra a ogni prezzo. 

È gionto qua in la Terra un Ambassador del Turco, che 
va, per opera de Lodovico Duca de Milan, Ambassador a Mas- 
simian Re de Romani. 

Quest'anno se ha fatto triegua con Francesi, e '1 Turco ha 
preso gran suspetto. 

Due Casali grandi del destretto de Catharó, che era sotto 
'1 Signor Zorzi Cernovichio , se ha dà volontariamente al Turco. 
A principio dell' anno, mandò qua i so agenti a la Signoria , e 
domandava che ghe fosse messo i so confini con Turchi, per no 
esser de continuo robai e malmenai da loro; e domandava d'es- 
ser separai da Catharo; e che la Signoria ghe mandasse un 
Rettor che i governasse, con offerta de darghe '1 salario, e de 
pagar i drelti a la Terra. I Catharini se opponeva, dicendo d'es- 
ser sta accettati con le so pertinenzie, e che no se podeva sepa- 
rarli , e farghe prcgiudicio ; tal che i no fo essauditi, e se parti 
de qua desperati: e finalmente, i se ha dà a Turchi, per no star 
sottoposti a Catharini. 

A' 26 deMazo, è uscito de Conslantinopoli 10 vele, una barza 
de 300 bote , una caravela , do galie e 6 fuste , e vaiuio cer- 

(1) Zecca. 

(2) Mangeria. 

Aivcu. Si. Ir. Voi. VII. Par. 1. iO 



154 MALI PIERO 

1497 cando corsari: ha Capitanio Erichi corsaro, el qual ha cor 
esso 300 gianizzeri e 8 bombarde; e va verso Salonichi. 

A' 19 de Zugno, è giunto a la Signoria un schiavo del Signor 
Turco, con lettere de credenza; e dise che l'è vegnudo a dar 
conto d'una vittoria d' importanzia che ha habudo '1 Oo del 
Turco in Persia , e dell' acquisto che ha fatto un so Bassa della 
Valachia. Quel Signor ha voluto con questo mezo metterse in 
repulazion in queste bande, habbiando habudo a mal la conclu- 
Sion delle tregue con Francesi, e preso suspetto de i due Am- 
bassadori che la Signoria manda in Spagna per la conclusion de la 
pace .tra i principi Cristiani. 

A' 4 de Lugio, F armada del Turco de 11 vele, ha preso la 
galia grossa dal Zafo, patron Alvise Zorzi. La causa s'intende es- 
ser che la galia no ha vogiudo calar , come de rason la doveva 
far: e per tal nuova la Terra è in travaglio; e a'4 d'Agosto, è sta 
preso che Marchio Tri visan, Capitanio General, parta da Catharo 
con 3 galle , e con Geronimo Contarini Proveditor, con tre altre 
galle, vada a Cao Mallo, con Andrea Loredan Capitanio delle barze 
armade; e che le nave de Soria vada con loro, sotto Barlho- 
lamio Minio, che va Gapilanio a Famagosta. Dopo, se ha habudo 
aviso, che questa galia è giunta in Gandia con la pupa brusada, 
e la prova e le antene; morto '1 cornilo Sun (1), nobile Francese, 
Ire galioti , e molti feridi : ma cognossuda la galia per legno 
della Signoria, l'ha lassada. E stando la Terra in aspcttazion de 
intender con fondamento come sia passa la cosa , sorazonse let- 
tere de Zaccaria di Garzoni Ferier, figlio de Marin; e la copia 
è questa. 

XXL 

« A' 24 de Zugno, de Sabbato, zonzessimo a Modon , e parlis- 
semo de lì el Luni, a' 26 a mezo zorno. Il Venere 30 de Zugno 
ditto, a 18 bore zonzessemo tra Cerigo e Cao Malio; tardi per i 
tempi contrarii. Scoprissemo in quel luogo 9 vele , 2 barze , 
2 galie e 5 fuste. Era Perichì Capitanio del Turco, con Erichi 
che soleva esser corsaro, compagno de Carnali; subito clu* 
hebbero vista di noi, vennero a la nostra volta; et avanti di altri, 

(I) Il C.od. Capponi flice : un nobile francese. 



ANNALI VENETI 155 

^-ene a' lati una delle fuste, perchè '1 vento n'era mancato 1'*^*^ 
quasi del lutto. Dimandò chi erimo, et li fu detto di S. Marco , 
€ome potevano veder per l' insegna , che era levata in ventarne 
et in staza , et poi il stendardo della Croce. Noi dimandassimo 
de chi era l'armada: dissero, del Gran Turco; ne confortorno a 
calar le vele per esser amici ; et temessemo che fossero cor- 
sari, perchè più volte gli dimandassimo chi era Capitanio , et 
non ne lo volsero dir; se ben li dicevimo che ne '1 dicessero , che 
faressimo '1 debito nostro. Per questa causa non calassimo , 
parendone nostro debito più presto patir ogni pericolo et morte, 
che mainando far honor a persone non cognossude; e conti- 
nuando '1 nostro viazo, una delle galie ne tirò una bombarda, 
la qual zonse in la vela dell' artimoni allora facessimo calar, 
et tutte le 11 vele ne circondorno la galia, et con frezze , 
fuoghi e bombarde ne diedero una battaglia terribile; onde si 
mettessimo su la defesa. Facessimo tutti li ripari possibili alle 
bande, et si mettesimo in arme al meglio che potessimo; se ben 
non havevimo in galia altro che tre corazine, e solamente 
le mie arme inhastade che portava a Rhodi, erano 25 pezzi. 
Rompessimo '1 forzier onde le erano; le facessimo inhastar; 
et con esse et con le spade (che ne era pur qualch'una), 
et con le mie rodele (1) et targhette che portava similmente 
a Rhodi , si defendessimo ; et fo salvato la vita con le mie 
arme a 50 persone. Li pelegrini , in luogo de corazine , se 
misseno indosso li strapontini (2), facendoli un buso in mczo , 
per defendersi dalle freze. In "questo modo , se ben despro- 
visti, defendessemo gagliardamente la galia. La battaglia durò 
4 bore et meza, et non fu Turco che montasse su la ga- 
lia che non restasse morto : se la galia fusse sta armada come si 
conveniva , Turchi non si accostavano , overo gli facevimo ver- 
gogna; et giudico che havressimo havulo una delle mazor vit- 
torie , che si havesse za molti anni. Per grazia di Dio scapolas- 
semo dalle sue mani ; ma havemo havuto che far a resister no 
solamente a le sue arme et artelarie, ma anche a una gran 
quantità de fuoghi che de continuo gittavano in galia; da i quali 
per defenderse, è sta consumato tutta l'aqua che havevemo, 

(1) Rotelle. 

(2) Materassi da marinai. . , 



150 MALIPIEKO 

1497 et 200 barili do via. Questi fuoj?hi ne ha brusado l'antenna , 
!' artinion , la mezana et molle robe ; et in fln s' apizò luogo 
in castelo (1). Turchi se retirorno per refrescar la battaglia ; 
ma un galiolo se gittò all' aqua persalvarse, dubitando che la 
galla restasse presa , e fu fiilto preson dalle fuste : e menato 
dal Capitanio, fu interrogato che galia era questa; et rispose che 
era galia dal Zafo della Signoria di Venezia; et soggiunse ani- 
mosamente : che bona pace è questa che ha 'I vostro Signor con 
la Signoria , che ne venite ad assaltar come fareste con vostri 
nemici ? Queste parole feceno che '1 Capitanio levò bandiera 
bianca de seguranza , e ordinò che tutte le sue conserve si le- 
vasseno. In questa faltionc non si trovò una delle barze , per 
esser bonaza; et se la vi era, restavimo presi. Questo Capitanio 
havea su la sua galia per peota un Christian renegato , nomi- 
nato Benetto Barbeta ; il qual subito che ebbe vista de la galia , 
la cognobbc , et la nominò per galia di pellegrini ; et disse che 
r havea le budelle d' oro : onde el (Capitanio deliberò de pren- 
derne ; ma vedendo che si brusavemo , si retirò , et mandò la 
barca a dir al nostro patron che andasse a lui : gli fu doman- 
dalo salvo condotto , et fatto segno di seguranza con un fazuol 
in cima un'asta , et mandato '1 salvo condotto. Il patron della 
galia andò a lui : il Capitanio si escusò, dicendo haver credulo 
che la galia fusse una galeaza francese , che l' aspettava già 
più de do mesi ; el disse che ci mancamento era stalo del pa- 
tron a non calar et farli honor, per esser più potente di lui el 
nostro amico. Il patron gli rispose, che '1 mancamento non era 
suo , perchè '1 no 1' havea cognossuto ; et non lo conoscendo, 
non li havcria mai fatto honor, el dubitava che fussero corsari; 
che r havea dimandato del suo nome , et non gli l'havevano vo- 
luto dir: onde non poteva pensar altro, se non che fussero nemici; 
et che se l'era amico, bastava mandarli una fusta a farsi cono- 
scer, che subito l'haverebbe fatto 'l debito suo. Gli fece ri- 
sponder, che di quanto era seguito havesse pazienzia, perchè 
dovea esser così ; che lo farla remurchiar per sua maggior com- 
modità ; che la mattina seguente delibereria quanto si havesse 
a far, et stesse di bona voglia; et lo licenziò. Li pellegrini du- 
bitorno che '1 patron, per liberarse lui, li desse pregioni al 

(1) Poppa della galera. 



ANNALI VENETJ 157 

Capitanio, per esser Francesi et Alemanni inimici de Turchi ; l*-^' 
et mio de i principali, il qual è Duca di Pomeres, tirò il patron 
da parte, et gli disse che '1 tentasse de liberar la galia con da- 
nari, et li offerse fin 15,000 ducati, che 1' havea con lui in galla. 
El patron gli rispose che 'i no temesse, che '1 lo assegurava su 
la sua testa. Erano de i nostri homeni feriti più de 60 , et le 
vele brusate in modo che non si poteva regger la galia; et Turchi 
maudorno do galle a remurchiarne tutta la note. Non fu mai 
maggior pietà che aldir i lamenti e i pianti che si facevano su 
<juesta galia. La mattina giugnessimo a Cao Mallo, et trovas- 
simo '1 Capitanio Turco che havea sorto; sorzessimo anche noi; 
poi el ne mandò la barca, et fece dirne che T patron, i pelle- 
grini e '1 capellan andasse a lui. Quando sentissemo questa di- 
manda , si tenessimo per morti; ma perchè la necessità portava 
così, il patron andò con alcuni altri; e '1 Capitanio lo ricercò 
che '1 gli promettesse su la sua fede, che '1 dirla sempre, che tal 
battaglia et inconveniente era processo dal nostro canto et non da 
lui, dicendo che se noi calavimo, non era altro. Io credo che se, 
appresso l'ajuto de Dio, non se havessimo saputo defender, et 
che avessimo lassato montar Turchi in gaUa, ne haveriano preso, 
et tagiato tutti a pezzi. Finalmente ne fu dato licenzia de andar al 
nostro viaggio. Tornato '1 patron a galia, Erichi corsaro mandò a 
dimandarli scadalo per una vesta , et facessimo che 1 patron 
gli ne mandò 5 pichi (1) , et altrettanti al Capitanio, con una 
barila de malvasia , confetti , bozoladi et biscoteli (2) : il qual 
acettò T tutto, et mandò a dir al patron, che andasse a far 
sdraviza (3) con lui , el qual vi andò. In tanto noi facessimo 
metter in ponto la galia al meglio che si puolè, et stessimo fin 
a la sera ad aspettar che si mettesse provenza (4). A 24 bore 
facessimo vela con l'armata turchesca ; ella andò verso Scio, et 
noi tenessimo la volta di Candia. Giungessimo qui Lunedì 3 Lu- 
gio a mezo giorno , condizionadi come quelli che scampano 
dalla morte. Subito descendessimo tutti in terra ; et co '1 ga- 



(1) Pezze. 

(2) Ciambelle e biscottini. . , 

(3) Forse stravizzo, per dire a mangiare con lui. II Cori. Capponi 
dice : a far allegrezza con lui. 

(4) Nebbia .sottile. 



158 M A L I P I E H () 

1497 ì^iardo a vanii (1), andassimo a visitar la Chiesa di Santa Maria 
di Miracoli fuori della porta , per render grazie al Signor Dio 
et a Lei di tanta grazia che ne ha fatto. Tutta la città di Candia 
ne vene contra al Molo ; et vedendo la galia sì mal condicio- 
nada , et li homeni mal trattadi , non fo Candiotto che non si 
commovesse. Questa nostra liberazione è la più miracolosa cosa 
che fusse mai aldita. Havemo habudo in galia 11,000 frezze» 
et una estremità de pignale de fuogo (2), et de bombarde. È sta 
tratto in galia alcune piere di bombarda che volseno4 palmi (3). 
Havemo 95 feriti, con 613 ferite; e tra i altri, il patron ferito 
de 5' frezze. Fin qui son morti 6 : un cavalier Alemano , il 
cornilo , et 4 altri ; de Turchi son morti 30 , et molti feriti. 
Son pochi su questa galia che non habbino habudo danno nella 
vita, nella roba. A me ha locato in la roba, perchè '1 fuogo 
si apizò in castello, et mi ha brusato 4 forzieri pieni. Lau- 
dato Dio che non mi ha toccato in la vita. Mediante T suo 
ajuto, ne farò dell'altra. È cosa miracolosa, che un sasso che 
vene de cheba (4), mi rasò i capelli, et non m'ha fatto danno 
alcuno. Di Candia a 6 di Luglio 1427 ». 

El Re de Polonia , e '1 He de Bohemia ha fatto 40,000 fanti 
per uno, e son andati in Valachia verso '1 paese de Tartari , e 
hanno preso un luogo, nominado Lerexo, a marina verso CalTa; 
e Turchi, per questo moto, ha habudo commodità de metterse 
in ordene per andar a la guerra. 

A' 14 de Oltubrio, s'intende da Constantinopoli, che i prin- 
cipi d'Italia fa mali officii co 'i Turco contra la Signoria; mas- 
simamente Fiorentini e Ferraresi, che se intertien con quel Si- 
gnor, et lo presenta ogni tratto. 

A' 8 de Novembrio, è giunto una parte de pelegrini sopra- 
ditti a Licsina della galia dal Zafo, patron Alvise Zorzi ; su la 
qual è monta D. Marco Malipiero, Gran Coramendator de Ci- 
pro. I pelegrini ha patteggiato con la ditta galia, che de ri- 
torno la no vada in Candia; e tra tutti ha dona 500 ducati al 

(1) Gagiardo avanti è il castello, ossia la parie delle galere a prua. 
Fu alto di divozione il metterlo in capo alla processione. 

(2) Pentole piene di materie combustìbili. 

(3) Intendasi : le quali (pietre) ebbero di circonferenza i palmi. 

(4) Gabbia. 



ANNALI VENETI 159 

patron, acciochè 'I vada de fuora via dell'isola per schiena de 1V97 
mar, per no se scontrar con l'armada turchesca. A' 18 la galia 
dal Zafo giunse qua co 'I resto di pelegrini , e tra essi ghe lo 
ol Duca de Pomeres, el qual è sta alla Signoria, e ha fatto ot- 
tima relazion de Alvise Zorzi patron : ghe è sta parechià la 
casa de Alvise Zane a la Zudeca. Questo Duca ha 100,000 du- 
cati d'intrada ; el so stado è appresso Cologna, 1^200 mia lontan 
de qua ; e va a Loreto , e poi a Roma. 

Massimian Re de' Romani, con dessegno de far trovar da- 
nari, ha fatto promuover, co '1 raezo del Duca de Milan , de far 
r impresa del Turco; e domanda licenzia de scriver a nome della 
Signoria a i Principi occidentali, che i vogia intrar in questa 
espedicion : e l'Ambassador ghe ha resposo che '1 no scriva senza 
el consenso della Signoria ; et è sta lauda della so resposta. 

Fiorentini ha manda un Ambassador a Constantinopoli, o 
offerisse al Signor Turco 50,000 ducati, acciochè '1 mandi gente 
contra la Signoria per divertir l'impresa de Pisa; e trovano 
questi danari non per via d' imposta , ma da alcuni cittadini 
dei più potenti. Ma ci Turco è occupado contra Poloni , e , per 
grazia de Dio, no se poderà impedir; e ha patto con la Signoria de 
no se impazar in quei luoghi che lieva le insegne de S. Marco. 
Niente de manco, a' 9 de Marzo se intende, che '1 manda fuora 1498 
armada; e però è sta preso de armar de nuovo 20 galle; 6 in 
Candia, 2 alla Canea, 1 a Rethimo, 2 a Corfù, 4 in Dalmazia , 
e 6 in questa terra : e per haver el danaro pronto, è sta preso 
de vender 70,000 ducati de Monte Nuovo a 80 ducati el cento, a 
danno de quei che è debitori a quell' officio: ma no se ha trova 
chi abbia vogiudo comprar a quel prezzo ; però è sta calado 
a 75 el cento. 

A' 17 Marzo ditto, è sta messo le galle de Levante, 4 a Ba- 
rulho, e 4 in Alessandria, se ben è a bon' bora : se soleva met- 
terle a mezo Avril, fin mezo Maggio; ma rissonando che 'I Turco 
fa gran armada contra Rhodi, e dubitandosse dell'Isola de Cipro, 
le è sta messe addosso, acciocché le sia fornite a bon' bora de 
officiali , e che le possa andar in armada in caso de besogno. È 
sta fritto Capitanio a Barulho Gabriel Barbarigo, e in Alessan 
dria Piero Landò q. Zuauc : e perchè rissona da ogni banda 
che el Turco manderà l'armada a Rhodi, è sta preso de far 
prnvision de altri 50,000 ducati, senza melt(H* angharia a la terra; 



160 M A L I P I E H O 

1498 25,000 è sta tolti da Procuratia ; 10,000, che era aplicadi a sfal- 
car (1) Monte Nuovo ; 7,000 ha impresta Filippo Tron ; el resto 
i Banchi. 

Carnali, altre volte corsaro, hora Gapitanio dell'armada tur- 
chesca de 25 vele, ha messo in terra a Nixia, e ha preso alcuni ; 
tra i quali è sta un prete, el qual dopo che 1' ha tormenta, 1' ha 
fatto morir. La Signoria ha ordenà che Andrea Loredan , Gapi- 
tanio de tre barze armade, vada a trovarci Proveditor, e che 
insieme i vada a trovar esso Gamalì. 

Turchi coradori (2), è descesi in numero de 20,Q00 in Friul, 
a la -via de Mozo; et è scorsi in Lubiana ai luoghi dell' Im- 
perador, e ha mena via 50,000 aneme (3) : ma ne i luoghi 
della Signoria i ha paga tutte le vittuarie, e no ha fatto danno 
alcun. 

Un Cogia (4) del Signor Turco è desmontà a Scio, e va alla 
Meca con 70,000 ducati de elemosena: et è perchè so padre soleva 
mandar ogn'amo 4,000 ducati de elemosene in quel luogo, <^ 
lui no i ha mai mandai ; che in 17 anni che e'I regna, fa 68,000 du- 
cati. 

A' 3 d'Agosto, el Proveditor Pesaro s'ha scontra con 5 ga- 
lie in un schirazo turchesco de 300 bote , ben armado ; et ha- 
vea su 150 Turchi , i quali ha fatto gran danno con le frezze 
e con le arteglierie a la galia del Proveditor: ma finalmente l'è 
sta buia a fondi , e i Turchi è tutti peridi ; e 86 homeni della 
gaUa del Proveditor è restadi feridi , e 10 morti insieme co '1 
comito , e la galia sfondrà a la giava del cornilo (5) , e d' una 
galia Sebenzana 64 feridi e do morti; e '1 Proveditor non ha vo- 
giudo cosa alcuna del schirazo, per no dar che dir a' Turchi, 
Questo schirazo era del Subassi de Ncgroponte , cargo de cere 
e piombi , e andava in Alessandria. 

È molti zorni che no è sta manda Ambassador nò Secreta - 
rio a Gonstantinopoli a visitar el Signor Turco : e Massimian Re 

(1) Diffalcare. 

(2) Scorridori. 

(3) li Cod. Capponi dice 5,000; ciò ctie é più verosimile. 

(i) Forse Chiaja o Chioia che significa inlcndeyile , maestro di casn. 

(3) Rolla alla stanza e deposilo del cornilo.. Il cornilo era uOìziaie 
secondo della galera ; quello che adesso si direbbe : Capitano di bandiera. 
La giava era verso piua. 



ANNALI VENETI 161 

de' Romani , e el Re de Napoli , e 'I Duca de Milan , e Fioren- 1498 
tini , e Ferrara , ha cerca de provocarlo conlra la Signoria ; e 
non ha dà orechie ad alcun. L' è anche occorso alcuni casi che 
no se puoi esser seguri dell'animo so verso la Signoria, come 
è '1 caso della galla dal Zafo , e la presa del schirazo : però è 
sta preso de farghe un Ambassador, che è Andrea Zantani Avo- 
gador, con 400 ducati per k mesi ; e stando più , che 1' hab- 
bia 50 ducali al mese; e habbia 16 bocche (1) con esso, per 
spese delle quali habbia 5 ducati al mese, de i quali no sia le- 
gnudo mostrar conto alcun. 

Lodovico de Milan ha opera che '1 Cardenal Ascanio ha 
indotto el Papa Alessandro VI a far un so Ambassador al Turco, 
con comision de dirghe che la Signoria cerca de far tornar el 
Re de Pranza in Italia, e ghe promette 4,000 ducali , azzocchè '1 
faccia l'impresa de Milan e de Napoli ; e che essa dessegna de 
occupar Pisa , e che, se '1 so pensier ghe riesce, la resterà pa- j 
trona d' Italia ; e che '1 no deve tollerarlo, ma per mar e per terra 
astalar siffatti pensieri. E la Signoria certificada de questo, ha 
fatto dir a! Papa per parole espresse, che questa è operazion in- 
degna , massimamente siando sta sempre respetlà e agiulà da 
la Terra , e da i nostri maggiori ; e che è so oftìzio revocar 
l'Ambassador, e descazzar el Cardinal Ascanio; e che se '1 no 
lo farà, se ghe leverà l'obedienzia , e se convocherà '1 Concilio, in- 
sieme co '1 Re de Pranza. Il Papa ben inteso tulio questo, ha 
confessa 'l so error ; e ha ditto, che '1 Cardinal l'ha fatto pre- 
cipitar in purassai cose ; e che '1 no lo admctterà più , e re- 
vocherà quanto che l'ha ordenà: e già il Cardenal è levado de 
Roma, e S. Pietro in Vincula è reconciliato co '1 Papa, per 
mezo del Re de Francia. 

A' 18 de Settembrio, è vegnudo un messo del Plambularo 
Turco in le parie de Antivari, e se lamenta che alcuni zoveni 
Antivarini è andadi su i so confini per tuor un giovine; e no 
'1 possando haver, ghe ha amazado '1 padre e la madre, e averto 
per mezo la mogier gravida, e cavado la creatura de corpo; e 
domanda che la Signoria glie tazza giustizia. E subilo è sta 
chiamado quei d'Antivari che è qua; e informada la Signoria 
del caso, ha comesso a Bernardo da Canal Rettor, che cerchi de 

(1) Corte di sedici persone. 

.\K(;ti.ST. Ir. Voi. VII. /'nr. /. 81 



1G2 M A L I P I E R O 

1498 haver i malfattori in le man , e faccia giustizia ; e no pos- 
santlo havorli , liabbia libertà de bandirli de terre e luoghi con 
«he tagia ghe par ; facendo intender a quei d'Anlivari che tal 
operazion ghe despiasc, perchè la Signoria vuol conservar la pace 
che l'ha co '1 Signor Turco. 

A' 19 de Novembrio, è sta spazza Andrea Zantani, che va 
Ambassador al Turco, e porta presenti per 4,000 ducali. 

A Constantinopoli se parecchia armada grossa, e se disc per 
l'impresa de Rhodi; e '1 Gran Maistro ha chiamado a si (1) lutti 
i Cavalieri con protesto che i porla con si arme e arligliarie. 

A' 15 de Zener, è sta preso de armar 30 galie; 10 in Candia , 
dove se manda i danari e i corpi , 10 in golfo a destra et a sene- 
slra, e 10 in questa Terra, per esser parechiadi in ogni beso- 
gno die Turchi rompesse da qualche banda contra la Si- 
gnoria. 

1499 El mese de Marzo, 40,000 Turchi è sta roti da Poloni in 
Russia , e la maggior parte se è sommersa nel Danubio. 

A' 4 d'Avril, è sta messo 4 galie a Barulho , e 4 in Alessan- 
dria, si per mandarle a i so viaggi, come per haveric ad or- 
dene in caso de bisogno ; confermandosi da ogni banda che 'I 
Turco ha in esser 60 galie per uscir fuora. 

Andrea Zantani, Ambassador a Constantinopoli, giunse a'27 de 
Fevrcr ; fo incontra da 400 cavalli fln a la pupa della so galia; 
e 3 dì dapuò l'andò a la Porta, e fo acettà publicamente con 
tutta la nazion ; baciò la man al Signor Turco e fo ben visto 
da lui; fu seduto per mezo; a man destra seduti i Bassa, a man 
senestra la famegia dell' Ambassador e i mercadanti Veneziani , 
contra '1 solito. 

A' 10 d'Avril, è sta messo do decime con don de 10 per 
cento, da esser pagate una a'20, l'altra a' 30 del presente, per 
poter armar in caso che '1 Turco se movesse. È passado de Pro- 
venza a Rhodi 20 nave grosse, armade da i cavalieri con mu- 
nizion e villuaria. 

È sta preso de far Capitanio General da Mar, e armar 10 So- 
pracomiti; e Antonio Grimani s'ha scusa in renga , digando 
I che '1 no puoi servir ; e se ha offerto de armar a so spese 10 ga- 
lie ih caso de besogno. 

(1) A sé; come qui appresso, con gè. 



ANNALI VENETI 163 

A' 14 (l'Avril , AiUonio (irirnani ditto è sia l'atto Capolanio 1499 
lieneral per scrutinio ; e '1 giorno drio l'è andà in Collegio , e 
ha ditto, che dapiiò che questa è la volontà della Terra, l'an- 
derà volonliera a servir; e ha pregado la Signoria, che in caso 
che r armada turchesca no vegna fuora , no se vogia tegnirlo 
fuora con spesa publica e soa , e con danno della so vita e delle 
so cose: e ghe è sta promesso de satisfarlo. E lui, senza ri- 
chiesta alcuna della Signoria, ha ditto che '1 puoi servir la Terra 
de 16,000 ducati; 8,000 addesso, e 8,000 a le galle; e che i 
son al so comando , con condizion che ghc sia obligà, per parte 
présa in Consegio di X, i do primi depositi del sai (1). E fo 
accetta l'offerta ; con la qual , faccia o no faccia faccende, se 
mete '1 corno in testa (2). 

A' 17 d'xVvril, se ha nuova del partir de Andrea Zantani Am- 
bassador a Gonstantinopoli, e che l'essercito e l'armada del Signor 
Turco è in procinto ; tal che è sta deliberà che Antonio Grimani 
Capitanio General metta banco subito, con do Soracomiti: e così 
è sta essequido a' 21 del mese; e ha tolto per so x\rmiragio, 
Zorzi dalla Moneda ; e condurrà su le nave 600 fanti, per las- 
sarli a la custodia de i luoghi de Levante. Se arma anche 
4 nave grosse , Pandora , Trivisana , Marcella grossa , e quella 
de Piero Ruzier de 1,500 bote. 

"''■ A' 18 ditto, continuando la Terra in besogno de danari, Fi- 
lippo Tron ha ditto in Colegio al Dose Barbarigo, che se '1 vuol 
imprestar 10,000 ducati, con T esempio de Antonio Grimani, el 
se offerisse de imprestarne anch' esso altrattanti ; e '1 Dose no 
rispose. 

A' 26 Avril ditto, è sta obligà per Consegio di X a Antonio 
Grimani i depositi del Sai, che l'ha domanda per cauzion del 
so danaro. E a' 28, de Domenega , dapuò canta la messa del 
Spirito Santo, ghe è sta dà el stendardo, e compagnado fln in 
galia con trionfo, per mezzo le Colonne al Baro delle herbe (3), 

(1) Il reddito dei due raccolti di sale, che, posti nei deposili o magaz- 
zini , sarebbero venduti nel più breve tempo. - * >- 

(2) Cioè, diventa doge. 

(3) Chi non fu a Venezia conosce per certo alcuni di quelli infiniti 
disegni che ne rappresenlano le vedute; e quindi tutti sanno, che in 
capo alla piazza minore, sulla riva del mare, sorgono due alte colonne 
che portano, una il leone di bronzo, insegna di S. Marco, ri>l(ra ,' la 



IG'i MALll»IKHO 

Ii99 veslilo de cremesin a nianeghe a dogai, lodrà de vari. Hcbbc 
46 galie; 10 de Candia ; 10 de golfo, Ira Pugia e J)almazia, 
4 con Domencgo Malipiero (1) Provedilor; 8 con i Provedilori 
in Levante, Nicola de Pesaro e Simon Guoro ; e 12 de quesla 
cillà ; e se bisognerà, l'haverà 10 galie grosse, messe a i viazi 
de Barulho , Alessandria , Aqua morta e Fiandra. E oggi in 
gran Consegio ei Gancelier, de ordene della Signoria , ha ditto 
al Consegio con accomodade parole, che la Signoria cshorla , 
pricga e comanda che in tanto bisogno , per le occorrenze de 
questi tempi, ogn' un vada a pagar le so decime, acciocché se 
possa- proveder alla segurtà della Terra. 

A primo de Marzo , è giunto un Frier (2) con barca da Buda: 
se partì a 5 d'Avril da Rhodi , e referisse che '1 va in Franza, 
spazzado dal Gran Maestro, a domandar ajuto al Re, perchè '1 
Turco die' andar a Rhodi con 200 vele; cioè CO galie, 36 nave, 
parandarie grosse, con cavalli e fuste, fin a ditto numero. E a' 3 
del ditto mese, è sta preso d' armar 9 nave : a quelle de 600 bolc 
in su, se darà 55 lire al mese con 110 homeni ; a le mezane, 
lire 50 con 100 homeni; a le menor, lire 45 con 100 homeni : 
e '1 pagamento de i homeni è 20 lire al mese all' officio delle 
Cazude; e se quei denaro nosuplirà, in termene de do anni ghe 

statua in pietra di S.Teodoro ; in onore dei due principali protettori della 
cillà. 11 quale leone di bronzo, fruito di troppo facile vittoria , che non 
torna in onore dei vinti , egli è vero , ma fu anche disoneslà e malvagità 
dei vincitori; non durava lungamente in terra di Francia, e altri vincitori 
ve r hanno tolto, e lo riposero al suo luogo. Presso alle colonne, al tempo 
degli Annali, era un mercato di erbe mangerecce, detto il baro delle erbe, 
che poi fu tolto quando il Doge Andrea Grilli fece levare tulio quello 
che deturpava il luogo bellissimo {Sansovino , Venelia , ec. a facce .306). 
Baro veramente in questo senso significa cespo , ed è voce usala nel vol- 
gar veneto. £ qui cade in acconcio di notare al lellore un' avvertenza 
omessa nel discorso preliminare. Egli nelle spiegazioni dei vocaboli ve- 
neti troverà qualche voKa due o più significazioni, in lingua della nazio- 
ne , di parole che nel volgar veneto hanno un suono solo. Ciò avviene 
perchè una parola nel volgar veneto ha spesso sensi diversi. Se ne po- 
trebbero arrecare esenìpli molti , ma basti quello della parola baro. Boro 
de rose, baro de zensamìni , de basego , ec. si dice ad un cespo di rose, 
di gelsomini , di basilico ; e baro significa egualmente barro, IrulTalorc, 
giuntatore, barattiere nel senso del Vocabolario. Così sia dello per lòrre 
al lettore ogni dubbiezza sulle spiegazioni diverse della medesima parola. 

(l) L'autore di quest'opera. 

(2} Cavaliere di Rodi. 



ANNALI VENETI 165 

sia deputa le inlrade del Polesine. La nave de Battista Zuslignan li99 
de 600 bote ha accetta, e quella de Francesco Gradenigo de 300: 
tutte le altre ha refudà el partido. È sta diviso su le galie o 
nave, che se arma fuora del porto, 200 homeni fatti vegnir dalla 
riviera del lago de Garda e de Bergamasca , per mancamento 
de homeni qua in la Terra. 

A' 9 de Mazo ditto , giorno della Sensa (1) , è zonto Andrea 
Zantani de retornu da Constantinopoli , e referisse che '1 Signor 
Turco ha bona mente verso la Signoria; che l'ha fatto gran 
apparechio d'armada; et è fama che '1 vada a Rhodi. Ghe è 
sta fatto le spese 18 giorni continui che l'è sta là; ha mangiato 
col Signor e co i Bassa ; ha habudo purassai presenti ; è sta 
vestido co '1 Secretario e co i principali della famegia. Quando 
'1 se parti de qua , la Signoria ghe commesse che '1 dovesse do- 
mandar ì' isola della Zcffalonia, assegurarse che Corsari no tosse 
alozai là , e offerirghe mazor censo che '1 no ha addesso ; e 
dise che.no ghe ha parso de far simel rechiesta. Referisse che 
i Bassa ghe ha domanda chi è maggior Signor in Christianità 
de forze e de saver , Massimian Impcrador , o Lodovico Re de 

Pranza : e che '1 ghe ha resposo, che '1 Re de Pranza no ha par 

tra Christiani , e che a le so parole i Bassa se ha amutido (21. 

Ila lassa ordene che le lettere ducal che zonzerà a Constantinopoli 

dapuò la so partida, indrezzade a esso, sia dade in man de 

Andrea Griti marcadante ; e ghe ha ditto a lui, che 'I faccia 

saver a la Porta la so continenzia. 

El campo del Turco fa la massa a Nemuri, 60 miglia lontan 

dall' isola de Cipro. 

A Rhodi è sta fallo descrittion de homeni da fatti , e se 

trova 5,000 persone; et è sta fallo un proclama, che ogn' un 

che anderà a la difesa de queir isola , i ghe darà 3 ducati al 

mese , e le spese. 

È giunto in Ancona un Ambassador dei Turco, che va a 

Milan con gran famegia; et è cosa de momento, perchè '1 Turco 

non è solilo mandar Ambassadori a quel Duca. 

In l'Aquila, paese della Puglia, è sta visto in aere una gran 

j)ugna Ira gran quantità de corvi e de avoUori ; do i quali, tra 



(i) Dell'Ascensione. 
(2} Si arainatolirono. 



IfiO MALI IM ERO 

1499 una sorle e T altra , ne è sia suiiadi (1) 12 cara de morii ; 
ma più avoltori che corvi. Dio vogia che la no sia cosa pro- 
digiosa , e che 'I no sia pronostico de qualche mal tra Christian! 
e Turchi ! Siracl dado segui in Borgogna tra queste do specie 
d'anemali, l'anno che '1 Duca Carlo fo sconfitto da Turchi 
su '1 Danubio. 

A'ITdeZugno, è sta preso d'armar 11 galie da marcalo, 
messe a i viazi de Baruthi, Alessandria e Fiandra, per andar 
contra Turchi, con titolo de Soracomiti, con i salarii e utilità 
solite, e do nobili per una da pupa. 

Antonio Grimani, Capitanlo General, ha rechiesto due volte 
la Signoria, che ghe faccia saver chiaramente, se scontrandoso 
in r armada del Turco , e habbiando occasione de invaderla , 
die' farlo : e no ghe è sta ditto altro. 

Per avisi da Scio se intende che '1 Turco manda la so armada 
a i danni della Signoria ; dove che è sta dà ordene, che le tre 
galie de Fiandra sia descarcade immediate , e armade insieme 
<on 3 galie sotil , e che le vada in armada con le otto che 
resta ad armar : e da più bande se ha 'I medemo , e special- 
mente da Constantinopoli, per messi spazzadi a posta senza let- 
tere. Questi messi referisse, che la mente de quel Signor era 
de andar all'impresa de Napoli o de Lepanto, ma che dopo '1 
se ha ressolto de far quella de Corfù ; del che Corfìoti avertidi, 
offerisseno a la Signoria de armar a so spese 60 gripi , dando- 
ghe la Signoria ci pan e le arlegliarie: e con questi secondi 
avisi, è sta preso de accettar l' offerta de Corfioti , e de dar a (juei 
«he servirà un ducato per testa, e quel più che vorrà '1 General. 
È sta preso de far due Proveditori in Levante ; quello che 
bavera più balote in la Morea , l' altro a Corfù ; con salario 
(le 100 ducati al mese , e obligo de tegnir 8 famegi. E sta fatto 
Andrea Zantani e Piero Marcello q. Giacom'Antonio ; e tutti 
due ha rifiutato. 

È stalo preso de armar da mattina 4 galie sotil, e che su- 
bilo le niella banco : è sta salariado 4 nave; Mema de 900 bote, 
Marin da Cherso de 600, Soranza de 400, Pesara de 400. 

È sta comesso a Zuane Moresini, Duca in Candia, che sotto 
pena de 1,000 ducati e privazion del Reggimento, se parta su- 
fi) UaccoKi. 



ANNALI VENETI 167 

bilo con lo galio grosse; e che lutti i debitori a tutti i oflìci 1W9 
possa pagar senza pena; sperando de rescuoler danari con questo 
mezo. Si attende a metter all'ordine le 11 galle grosse; si dà 
a i galioli 8 lire al mese, e la paga de tre mesi avanti tratto; 
e acciocché quelle de Fiandra vada volentiera, se ghe dà de ri- 
torno la scala de Candia. Galioti se rendeva difficili de andar, 
disendo che '1 salario era poco; e che quelli che servono su le 
galle sotil, ha 13 lire: ma è sta fatto un proclama, che quei che 
è scritti a banco, e che no anderà a tuor el suo soldo, no possa 
navigar per 5 anni con galle né con nave. E a quei che ha 
comincia a vegnir, està ditto, che 'I salario de quei che serve 
su le galle sotil, non è maggior del suo, perché s'è obligai in 
le refusure (1) lassar el terzo a la Signoria; talché tutti é andadi: 
o per interzarle del tutto, è sta tolto 10 homeni per traghetto (2), 
o messo 100 homeni per galla per soldati; e questi è sta tolti 
dalle scuole dei battui , a 250 per una. 

A' 27 de Zugno, per lettere de Zara, 2,000 Turchi ha de- 
preda tutto '1 paese de Zara, e se ha ferma. È sta preso un 
turco, schiavo del Sangiaco; ol qual torturado, dice che '1 suo 
patron ha habudo un mandato da Consfantinopoli boia (3), con 
ordene de no l'avrir, fin che T no sia su '1 territorio de Zara: 
e per el mandato ghe vien ordenà che '1 dia '1 guasto al paese: e 
ha menato via 3,000 aneme, e gran quantità d' animali grossi 
e menni, et è discesi la note lìn a le marine d'Istria, e a Sene- 
slra, acciocché nessun no fugga su l'isole. 

È sta messo 4 decime: 2 ai governadori, numero 64 e 63; e 
2 a Monte Nuovo, numero 52 e 54: e se dee pagar de 8 dì in 
8 dì, una drio l'altra, con dono de 10 per cento. Oltra una per 
cento che se paga de ogni roba all' inlrar e uscir della Terra, 
è sta preso che se paghi meza de più, e che quel danaro sia apli- 
cado al prò de Monte Nuovo. 

È stato fatto l'roveditor in Kriul Andrea Zantani, con 120 
ducati al mese, de i quali non è tegnudo dar conto : mena un 
secretarlo e 8 fanìogi, computa quel del secretarlo; e se ha par- 
tio a' 29 de Zugno ditto, due giorni dapuò eletto. 



(1) V. pag. io;», HO. 1. 

[2) Dei gondolieri clie servono a' Iraglietii di Venezia. 
';.3) Sng^ellato. ' « " '■■■ 



168 M A L I P l E R 

1499 Per lettere de Milan , è giunto d'Ancona l'Ambassador del 
Turco, e ghe è sta fatto gran honor. Porta a quel Duca, che 'I 
Turco romperà contra la Signoria: de sorte che è sta preso, che 
i so Savii tansi la Terra a testa per testa, sì nobili come cit- 
tadini, e tutti i altri, come fo fatto in la guerra de Ferrara. 

El General è giunto a Modon, e ha leva de castello Polo 
Contarini Cas(cllan, e ha messo un altro in so luogo, e ha fattoi 
(foularini capo de 500 stradiothi in la terra ; e ha manda in 
Candia ad armar 20 navi che son in quel porto, e 4,000 du- 
cati per far fanti, parte per Napoli, parte per le navi; e ha fatto 
descar'gar le galie dal traffico per poterle adoperar; e ha ordina 
che sia fatto le spese a certi Mori, che era su le ditte galie; e 
ha intratenulo a Modon sette navi , e le fa descaricar e armar. 

Marco Ciabricl Caslellan fa benissimo el suo officio. El Pro- 
veditor Malipicro è andà a Coron, a confortar quel populo , 
e a provveder al bisogno. El Proveditor Guoro è in Andre, e 
sta su '1 passo per dar aviso dell' uscir dell' armada turchesca, 
e ha con esso 36 galie sottil. È in porto de Modon 11 nave 
armade, e 6 galie grosse; e in Candia è parecchia, fin a 5 de 
Zugno, 20 navi da 200 fin 450 bote; e s' attendeva a spac- 
ciare la nave nuova de Piero Ruzier de 1,500 bote; e per armarla 
el General ha manda là i 4,000 ducati sopradditti, revocando 
ogn' altro ordene; e se besognerà più danari, ha scritto che i 
se togia a cambio sora d' esso per questa Terra nei suoi figli; 
e Bernardo Zustignan, Gapitanio in Candia, ha arma 3 galie dei 
suoi danari. 

A' primo de Lugio, per l' importanzia de questa espedicion, 
è sta preso de far do esecutori delle deliberazion: e fo Anzolo 
Trivisan q. Polo, e Zaccaria Dolfin q. Andrea; i quali è homeni 
molto utili a far tal opera. 

È sta fatto Proveditor in Morea Francesco Cicogna, e Pro- 
veditor a Corfù Andrea Loredan, fo Capitanio de navi armate; 
e tutti do è partidi in tre giorni. Si prende anche homeni da 
i tragheti, fin a 30 per un. 

È sta fatto vegnir de Terra Ferma 300 schioppettieri, e se 
fa 1,000 provisionadi per l' armada. 

È sta domanda a imprestito 30,000 ducati al Cardinal Zen, 
tit. Santa Maria in Porligo, obligandoghe la camera de Padoa 
e de Verona; e per questo effetto ò sta Polo Barbo, capo del 



ANNALI VENETI 169 

Consegio,so parente, a Padoa, e ha tollo tempo a rospondor; o 1W9 
la mattina dopo è partilo da Padoa co i so Ihesori molto a 
bon'hora, et è andà a Reggio. 

Oltra i primi Turchi discesi su 'I territorio de Zara, ne è 
vegnudi altri 5,000; e 'I General iia aviso, che l'armada lur- 
chesca, a numero de 300 vele, va all'impresa de ('.orl'ù; e ha 
spazza la galla do Francesco Pasqualino con Z. Giacomo Tarsia 
Contestabele. con ordene che sia spiana tutte le case del Borgo, 
acciocché le no sia recetto de Turchi: e questa galla s' ha scon- 
tra in una fusta lurchesca, et ò sta assalta da essa; et è morto 
4 homeni, e feridi 60. 

È sta preso de crescer un terzo tutti i dazii della Terra, 
eccetto vin, pistori e becciioria; e che tulli i officii e rezzimenli 
da Quarnier in qua, eccetto le Quaranlie, paghi la mità del so 
salario, e da Quarner in là un terzo; eccettuadi quei Castelani 
che havesse da 60 in 70 ducali all' anno. La parte è sta messa 
in gran Consegio, et ha habudo 1,259 balolte de sì, 159 de no, 
e 4 non sincere. ^ 

È sta preso de armar 8 fuste de 20 banchi l'una, per guarda 
del golfo , contra le fusto del Turco uscite da la N'alona e da 
Scuthari; et è sta preso de far un Capitanio in golfo , et è riniaso 
per scortinio Aguslin Malipiero q. Alvise , fu Capitanio a Ba- 
rulho , e se ghe dà 1 galia e 4 de queste fuste. 

El Rezimento de Corfù ha fallo minar le case dei ì>orgo 
appresso le porte , e tagiar i arbori per far spianada , eccello 
olivi e fighi; e fortifica la Terra, e dice che l'ha villuaria per 
un anno, e che '1 no teme de cosa nessuna. È sta scritto a 
Cherso e Vegia, che i arma le so fuste contra quelle de Turchi, 
che fa preda su quel de Zara. 

È giunto in Bogiana un Ambassador del Duca de iMilan, che 
va al Turco con presenti ; e 'I Subassi de Scuthari ghe è andà 
incontra , e ghe ha fatto gran honor. 

Per trovar danari, è sta sospeso a tutte le camere e officii i 
pagamenti , eccello i prò de Monte Nuovo e Vecchio lìii a No- 
vembrio ; et è sta preso, che i X Savii lansi da un fin a 50 du- 
cati donati , e da 50 fin a 300 imprestali, e siano restituiti dai 
deposito dal 1502 indietro. 

A' 10 de Lugio , è sta lansa le città de Terra Ferma, che le 
dia sussidio a la Terra, in tanto besogno, por tutto Sellembrio: 

Aìicii. St. IT. Voi. VII. l>ar. I. 22 



i70 MALI PI ERO 

1499 Padoa 10,000 ducati, Vicenza 8,000, Verona 8,000, Bressa 12,000, 
Rori^^imo 4,500, Crema 2,000, Salò 300, Asolo 1,000, Bassan 400, 
Feltre 500, Cividal 500, Udene 1,000, Ravena 1,000, Treviso 3,000: 
e i primi che ha porta la so porzione, è sta Feltre ; i secondi 

Padoa, e i terzi Bressa, ma solamente 6,000, et Ave- 

roldo ha promesso portar 12,000 ducati. Le altre città con gran 
prontezza se offerisse dar tutto l' imprestilo per tutto 'l mese 
d'Agosto ; e a le so lettere che i ha scritto , la Signoria ha fatto 
resposla, rengraziandole pureassai: e fln addesso, dalle 4 decime 
messe a'25 de Zugno, è sta scosso 45,000 ducati; e i X Savii 
ha già tansà per 12,000 ducati , e tutti paga. 

El General ha dà ordcne al Proveditor Guoro, che se l'ar- 
n)ada del Turco tegnirà la via de Napoli, avanzi tempo, e 
vada a fondar in porto alcuni corpi de galia. In Napoli ghe é 
5,000 Stradiothi, e se manda le fameglie a Malvassia. 

È sta preso de armar qua in la Terra 20 caravele da 200 
fin 400 bote, con 50 homcni per una, con paga di due mesi. È 
sta preso de vender per l'officio del Sai el resto delle volte nuove 
e boteghe de Rialto, e quelle sora le becarie, a' 8 per cento. 

Lodovico Duca de Milan, ha ottegnudo da Massimian Re de 
Romani, so cugnato, de mandar un so confidente al governo de 
Trieste: è andà, l'ha domanda a' Triestini la rócca, e no ghe 
r hanno voliuta dar , per haver pressentio che Turchi dee calar 
in Friul a instanzia de Lodovico e de Massimian. E '1 so pensicr 
è de darghe recapito in quella terra , acciocché i possa dar 
mazor molestia alla Signoria. 

Con la solecitudine dei due esecutori, è partito 24 caravele 
da 200 fin 300 bote, con 50 homeni per una, ben armade. 

El Re de Pranza, ricerca dalla Signoria, commette al Capi- 
tani© della sua armada de Provenza, che dovea andar a Ilhodi, 
che '1 vada a obedienzia del nostro Capitanio General : e ghe 
scrive per due man lettere ; una spazza per via de questa Terra 
a Modon , 1' altra per via de Provenza : e scrive anche a la Si- 
gnoria, che '1 sarà in Asti al fin de Lugio, e romperà contra 
ci Duca de Milan, e disc de far V impresa in 20 giorni ; e doppo 
fatta, se offerisse de mandar le gente, e andar in persona contra 
'I Turco. 

È sta manda 15,000 ducati m Bresciana per dar paga alle 
gente; facendoghe intender che le stagha parechiae per Levante, 
(luando sarà hesogno. 



ANNALI VENETI 171 

È giunto a Castel Nuovo 12,000 cavalli, e con essi un agente l'i-99 
(le Massimian, e un de Lodovico. 

Ai 22 de Lugio, è uscita l'annada del Turco de 300 vele , 
e a' 24 la velizava (1) in golfo de Coron ; e '1 Capilanio General 
lese levar el Capilanio Marcello con 34 nave e 12 galle grosse, 
e andarghe contra in tre squadroni, con quattro galle sotil per 
galia grossa : e T General è resta con 34 galle sotil. 

A' 31 de Lugio ditto, per lettere da Genoa, 4 galeaze e 
24 barze arniade in Provenza, con 7,000 fanti dessegnadi per 
Rhodi , vien de ordene del Re de Pranza a obedienzia del 
General. 

Fin questo dì primo d'Agosto, i X Savii ha tansà per 50,000 du- 
cati ; la maggior parte dei quali è pagati. 

L' armada del Turco dissegna de far l' impresa de Napoli de 
Romania ; e '1 campo turcliesco è gionto 4 giornate lontan da 
Lepanto, a un luogo che se chiama Vardari. La Città de Napoli 
è ben munida, e quasi è inespugnabile. El Proveditor Malipicro 
è sta a Lepanto de ordene del General, e ha dà diversi ordeni, 
e ha mena via tre de quei cittadini per esser de natura scan- 
dalosi. 

El Papa ha concesso alla Signoria 4 decime del clero per 
questa spedizione contra '1 Turco; e son oltra le due ordenarie; 
e ha eccettua i Cardinali. 

Da poi che l' armada turchesca è ussita de Constantinopoli , 
è perido 30 delle so vele , con munizion e vittuaria. 

El General scrive, che l' è giunto a Modon la nave di pelle- 
grini de 600 bote : i pellegrini è 14 , e ha habudo da loro 
6,000 ducati che la Signoria ghe ha manda ; e ha ditto a i 
pellegrini, che 1' ha besogno della nave; e che '1 ghe provederia 
de casa in terra, dove senza spesa aspetteranno passaggio: e 
gli ha fatto honorevol convitto; e essi s' ha offerto no solamente 
de ceder la nave , ma anche de metter la vita per defesa della 
fede de Christo : e ghe ha ditto che i ha con loro bona summa 
de danari , con offerta de imprcstargheli. 

El Duca d' Urbin manda in Cipro de ordene della Signoria 
100 elmetti e 500 provisionati. El Re de Napoli ha offerto Ta- 
ranto al Turco , se 'l ghe recupera le terre de Puglia de man 
della Signoria. 

(1) Veleggiava. - 



172 M A L I P l E R O 

1499 Le galle dei trafBco e de Barbaria, eh' è in armata, ha fallo 
alcuni bastioni a mezza galia con i corridori alti quanto è le 
garide (1) del castello, et è benissimo armade. 

Quando '1 General intese che 1' armada lurciiesca era in 
golfo de Coron , ci se levò de Modon , e vene a Sapienzia, e 
levò un Crucifisso in luogo de stendardo. A' 24 de Lugio Tar- 
mata turchesca se levò, e andò de fuora via de Sapienzia; e '1 
General fese 'I simile con tutta l' armata. Quella de Turchi 
è de 260 vele , et era lontana una dall'altra 5 in 6 mia (2], 
et ha veleggiato insieme 4 bore continue ; e le gente della Si- 
gnoria è sta sempre in arme. Le nave eie galie grosse pozò (3) 
verso r armata turchesca ; e essa tolse la volta de terra verso 
Porto Longo, (Irlo Sapienzia, e se ha fatto forte là. El General 
tornò a Modon ; el Gapilanio delle nave siete circa otto di su 
le volte, con le nave e con le galie grosse, lontan circa 10 mia 
da Sapienzia ; e dopo, per esser rinfrescato '1 tempo da ponente 
e maislro , vene al prodo , e sorse là tutta l' armata. Le galie 
grosse è sotto do Capitani, Barbaria e J'rallìco ; e '1 Marcello , 
(^apitanio della barza, è a governo de tutte le nave. 

El General ha fatto consegiar sopra tre parlidi : se se dovea 
tornar a Modon, e veder d'assediar l'.irraada turchesca; se se 
dovea star su le volte, aspettando che l' armada turchesca esca 
fuora per investirla; e se se dovea andar a trovarla fin in porlo. 
Et è sta ressollo de andar a .Modon, e sorger a Sapienzia, aspet- 
tando che la turchesca esca fuora per investirla, si ghe sarà 
occasion; e l'armata della Signoria sarà su l'avanlaggio, perchè 
la ghe sarà sora vento. 

Ai 26 de Lugio ditto, el Signor Turco giunse su la Morea 
con 60 in 70,000 persone, per danneggiar Modon , Coron, Na- 
poli , Lepanto e altri luoghi della Signoria. La so intenzion era 
che l'armada andasse a Corfù; ma avisando ciie era naufragado 
30 vele , e che l' armada della Signoria era potente , deliberò 
de no vegnir tanto avanti , essendo avanti anche '1 tempo. La 
sua armada è mal in ordenc, e ghe è su gran mortalità. 

Turchi ha preso un Christian spazza da Constanlinopoli a 
Lepanto da Andrea tiriti, e l'ha impala; et v sta scrillo a Con- 

(1) Casolli da sen linei la. 

(2) Miglia. 

(o) Poggiarono. 



ANNALI VENETI 173 

stanlinopoli, che '1 dillo (irili sia fatto preson; e così f' sta fallo: 1499 
ma dopo 1' è sia slargalo (1), e trattato honoralamenle. L'ordenc 
del Turco era che 'i fosse fatto morir ; ma Breì Bassa ghe disse, 
chel'havea fatto quel che haveria fallo ogn'uii, e che 'I no 
meritava morir; che se podeva retegnirlo , e quando Sua Maestà 
anderà a Gonstantinopoli poderà esaminarlo; e trovando che 
r habhia fatto cosa contra d' esso , poderà allora lermenar quel 
che ghe piacerà. E così fo ordina. 

L'Ambassador del Duca de Milan è gionto appresso '1 campo 
turchesco , e s' ha fermalo là , e ha fatto saver al Signor Turco 
del so giunger; e ghe domanda ajulo. 

Finalmente T Signor Turco tuoi l' impresa de Lepanto , e 
ha dà ordene che 'I sia messo in assedio a' 6 d'Agosto , e che 
sia fatto scorrerie più che sia possibile su la Schiavonia. 

La Signoria ha manda, già due mesi, el W'scovo Marlin da 
Durazo in Albania, per concitar quei popoli contra '1 Turco. 
Questo Vescovo, sendo a' 6 d'Agosto in palazzo de Durazo, con 
Vido Diedo Bailo, se accorse de esser sta tossicato ; e subito 
tolse la penna in man, e scrisse a la Signoria che 'I se sentiva 
morir, e no poder operar quel che era so desiderio per questo 
slato ; e che ghe raccomandava i suoi nipoti. Quei che 1' ha 
avvelena son l'Archidiacono , un Canonico e im Zago (2) ; i quali 
è relegnudi, e sarà mandai qua co "1 processo forma (3). Costui, 
per el seguito che l' havea in quelle bande , havea aduna 
6,000 Albanesi sudditi turclieschi, i quali haveria soleva tulio '1 
paese; e la so morte ha dolesto assai a tutta la Terra. 

El Capital de Monte Nuovo è tanto cressudo , che a pagar 
el prò de Settembrio presente, besogna 52,000 ducati ; che vuol 
dir 104,000 ducati all'anno d' interesse, per le spese de questa 
guerra, e de quella de Milan. 

A' 24 de Lugio, uscì de Constantinopoli 290 vele; ma addesso 
le non è più de 267 : zoè 00 galie , 30 fuste , 113 parandarie, 
21 nave ; do delle qual è nave grosse , e una de 3,000 bole. 

L' armada della Signoria è 110 vele; 46 galie solil, 17 galie 
grosse, 1-5 nave grosse. 



■1) Liberalo. 

(2) Chierico. ■ ' 

(3) Processo rurinato,cioè istituito sul luogo, e giudicalo nella cipilale. 



174 M A L 1 1» ! E R O 

1499 Copia dell' ordene che ha dato Antonio Tirimani, Capitan 
Cenerai, occorrendo che l'armada venga a le man con Turchi ; 
e ha dei deffetli. 

XXII. 

« Antonms Grimani, Procurafor Capitaneus Generalis Maris. 
Facendo buon vento , sì che noi possiamo andar sora vento a 
l'armada turchesca con nostro avantazo ; se '1 par a voi, Ma- 
gnifici Provedadori dell' armata , che '1 se diebba, co '1 nome et 
favor del Nostro Signor Dio, investirla, acciò la non passi più 
avanti a' danni della Nostra Signoria , qui vi sottoscriverete. 

« Io Maria Co. Nicolò da cha da Pesaro Proveditor, son 
contento di quanto è soprascritto. 

<( Io Simon Guoro Proveditor, son contento di quanto è 
soprascritto. 

« Io Domenego Malipiero Proveditor, son contento di quanto 
è soprascritto. 

« AI Nome dell'Onnipotente Dio, Io Antonio Grimani (]a- 
pitanio. 

a Marco Beazano Cancelliero de M.'" scripsi ». 

« Questi sono gli ordeni dati a le galie per il Magnifico 
M. Antonio Grimani, Procurator dignissimo, Capitan General da 
Mar, di quanto si bavera ad esseguir combatendo, se '1 biso- 
gnerà , contra gì' inimici, 

« A mezo, '1 Magnifico Capitan General. 

a A banda destra , il Magnifico M. Nicolò da cha da Pesaro 
Proveditor; et con lui scranno queste galie, numero 15. 

« A banda sinistra del Magnifico Capitan General , il Ma- 
gnifico M. Simon Guoro Proveditor ; et con lui seranno queste 
galie, numero 17. " 

(( A soccorso dell'armada , cioè a le rescosse, il Magnifico 
M, Domenego Malipiero Proveditor, con queste galie, numero 11, 

ff Tutte le galie con l' ordene soprascritto vadino tanto lon- 
tane r una dall'altra, che no se investano insieme, né rompano 
i remi ; ma più unide che sia possibile ; e non se habbino a 
muover dell' ordene suo , sotto pena a i Sopracomiti de priva- 
zion della sopracomitaria. 

« Li Magnifici Proveditori, con le galie che li seguitano 
ordinatamente , non si possino partir da la compagnia del Ma- 



ANNALI VENETI 175 

gniGco General, secondo 1' ordene dato, so non haverano special lh99 
mandato da Sua MagniGcentia o dall'Arrairagio , per suo nome; 
et non comandando cosa alcuna, vadino sempre uniti ut supra. 

« Se accaderà, nel nome di Dio, qualche impresa contra li 
inimici ; se per il Magnifico General , o per alcun di Magnifici 
Proveditori sera comandato, per nome del General, a i Sopraco- 
miti, che vadano a investir con la sua galia in alcun luogo, 
quelli che non obedirano '1 Magnifico General e Provveditori , 
e non investirano, siino apicadi subito per la gola. 

a Mentre che durasse la bataglia , alcune delle galie et le- 
gni nostri armadi , non possino far altro botino, sotto pena della 
forca. 

ff Se alcun contrafarà et sia accusado, l'accusador babbi '1 
botin et sia suo, e '1 contrafacienle sia punito, ut supra ». 

Con questi ordini pieni di diffetti, 1' armada è sta in batta- 
glia con quella del Turco tre volte, da poi che la è uscida da 
Porto Longo, fin che la è intra in golfo de Palras, et ha preso Le- 
panto: e i nostri saria sta vincitori, se ghe havesse basta l'animo 
de investir; e che i avesse obedio al General; e che esso ha- 
vesse ordenà megio le cose soe. -, 

CiOpia d'una lettera de questo successo (1). , 

XXIIL 

« A' 12 d'Agosto corrente, dì de Santa tlhiara, stando noi 
sopra 'l prodo ad aspettar vento per investir l'arraada del Turco, 
la qual era in Porto Longo, che è per niezo Modon con 260 vele, 
molto gagliarda , con tempo prospero facessemo vela ; et quando 
fussimo due miglia discosto, cessò '1 vento, et non andassimo 
più avanti, ma si retirassimo. Era l'armata turchesca due navi; 
una de 3,000 bote, con 1,000 homeni sopra, tra gianizeri e sna- 
rineri ; l'altra de 2,000, con 700 homeni benissimo a ordene: 
2 navi de 700 bote; 14 barzoti da 400 bote in giù; 3 galioni 



(I) Questo documento non porla il nome di clii lo scrisse, siccome gli 
altri ; perciò ò da credersi clie sia dettato dal Malipiero medesimo , uno 
dei capitani della battaglia qui descritta. 



176 M A L I P I E R O 

1499 con i so castelli et baladori; 90 galie sotil ; 90 fuste ; 40 tra 
parandarie et schirazi. U vento reinforzò , et noi a 6 bore 
de giorno inveslissemo essa armada. Il primo che investì, fu 
Alban d'Armer con la so nave. Il segondo fu Stefano Ot- 
tliobon con la nave Pandora, la qual è slata bellissima nave: 
si afrontorno con la nave grossa de Turcbi , et si combatè 
circa 4 bore terribilmente. Per desgrazia, si apicò fuogo in la 
nave de Turchi, et si brusò tutto el balador: poi si appiccò 
similmente '1 fuogo in le nostre ; e non se Gnì la battaglia che 
tutte tre si brusorno. Una nostra galia grossa. Patron Vincenzo 
Polanì, investì anch' ella , et andò neto in mezo de tutte le galie 
sotil del Turcho: combatè per do bore valorosamente; ogn'uno la 
tene per persa : gli fu piantado su le bandiere turchesche , ma 
si difese con gran occision de Turchi; et de nostri non ne fu 
morti se non 14 , ma più de 70 fé ridi con frezze ; et se non 
erano valenti in adoperar le artelarie, quella galia restava presa. 
Piacque a Dio mandarli un poco di vento; e spiegata la vela, 
uscì de mezo l' armada de nemici con gran vigoria, et andò verso 
Modon mal condizionata et tutta arsa; et se T resto delle galie 
grosse et nave nostre la seguivano, si rompeva 1' armada de 
Turchi , i quali se misero in fuga , vedendo brusada la nave 
grossa; et era faltion de nostro gran honor. Era su la nave grossa 
turca 3,000 barili de aspri ; la cadena grossa che havevano por- 
tado per besogno dell' armada, e gran quantità de munizion : 
delle nave brusade se sou salvadi alcuni homeni con le so barche; 
sono sta fatte gran poltronerie e assassinamenti conlra la Signo- 
ria nostra , e conlra la Christianità. L'ordene era, che '1 Capi- 
tano delle navi, con l'Armer e un'altra nave, dovesse investir 
la nave grossa de Turchi; e l'Otthobon e la Marcella, le altre nave 
turchesche. Allora allora giunse M. Andrea Loredan da Corfù 
con 28 vele, et havea 1,000 provisionadi partiti sopra di esse. 
L' armada della Signoria era 50 nave da cheba (1), 17 galie 
grosse, 46 galie sotil, e circa 60 tra fuste e gripi. Eremo ben ad 
ordine di artegliarie e de valent' homeni : ma i Capitani delle 
galie et nave son sta tanto più poltroni et traditori, perchè '1 
(Japetauio delle gahe non volse spiegar el stendardo d' oro per 
non esser il primo ad investir; et comandò a M. Alban d'Armer 

(1) Da gabbia. 



ANNALI VENETI 177 

che andasse avanti. M. Andrea Loredan andò a far reverenzia 1499 
al Capetanio General, il qual ghe disse che '1 montasse sopra qual 
legno più ghe piaceva: et montò su la nave Pandora, et mandò 
a tuor le so arme; et tutta 1' armada cridava Loredan! Lore- 
dan! M. Alban d'Araier se separò dall' armada, e andò a in- 
vestir la nave grossa de Turchi, sperando che il Capitanio do- 
vesse insieme con lui far l'istesso: ma T Capitanio, homo de poco 
cuor , fese spazzar le bombarde , et orzò , et si mise in mar. 
M. Andrea Loredan, homo de animo viril, andò a investir con la 
so nave, e s'incadcnò co '1 Turco, e combatè più de mczo dì. 
Una nave turca si cacciò in mar , e niuna delle nostre nave no 
volse andarli dietro. Combatendo M. Andrea Loredan, si appicò '1 
fuogo in tutte tre le nave, et si brusorno. Turchi andorno su- 
nando (1) i sui con fuste et bergantini ; et ne sunorno anche 
de nostri, perchè dalla parte nostra non se usava questa pietà. 
H povero M. Alban d'Armer non fu ajutato da alcuno : e 
vedendo la sua nave presa dal fuogo insieme con le altre, montò 
con un nobile in gondola, per vcnirse a salvar su la nostra ar- 
mada ; et fu preso et morto. Se allora le sole galic grosse ha- 
vesseno investido T armada del Turco, l'haveriano tutta fracas- 
sada. Tutta la ciurma cridava: addosso addosso; et questi cani 
de i patroni mai non volsero investir. Quel giorno non si fece 
altro. L' armada del Turco andò al Zonchio, et la nostra andò al 
Prodamo ; ma eremo sì divisi, che stessemo do zorni a reunirse. 
La segonda battaglia fu a' 20 d'Auosto, per mezo '1 Prodamo; 
e in questo giorno giunse Y armata francese con 16 nave , 
3 galie , 2 fuste e un bergantin ; i quali tutti fumo molto de- 
siderosi de investir come era tutta l'armata. Turchi voleano 
passar a Patras ; e 'l nostro Capitanio ghe fece cale (2), et i 
lassò andar, e fece toccar la Irombela et andò in mar; e Turchi 
si cacciarono in terra. Fu deliberado scaricare 6 nostre nave 
vechie, e impirle de brusca (3); e mandarle tra Tarmada nemica: 
e così fu eseguito. Ma '1 Turco fu avisato del tutto : onde la 

(1) Raccogliendo. 

(2) Strada. 

(3) Fascine di cannucce ed altre erhe palustri, o di sarmenti, delle 
quali si fa uso nello spalmare ogni sorla di navigli. Da questa parola 
viene la parola veneta bruscar una barca, e vale spalmarla. Si usava di 
riempire di brusca le navi incendiarie. 

ARtn.Sr.lT. Voi. VII. />ar./. * 23 



178 MA LI PIERO 

1499 matlina volendole galie grosse accompagnar esse nave, Turchi 
se Icvorno , el ne venero centra , et fu comandato che tornas- 
simo indrio , in modo che le nave restorno preda de Turchi. 
Polo Calbo si missc a seguitarli con la sua nave; et h' altri lo 
seguirno, et diedero la caccia a Tarmada fino in terra. Fu co- 
mandato a le galie grosse, che andasseno a bombardar i'armada 
turchesca, et si levorno: ma I'armada si levò et vene ad investir 
le galie grosse , le qual stettero forte ; et lurchi presero altra 
volta, et andorno ad investir una barza de Francesi, el una 
delie nostre nave ; et combaterno insieme per più de due bore 
valorosamente. Erano 40 galie quelle del Turco attorno queste 
due navi ; et non ghe feceno altro danno, se non che fu morto 
due homeni , e le navi sfondrale in cinque luoghi. De Turchi 
fu morto molti , et sfondrate diverse galie. Le galie grosse se 
misero per investir 1' armada turchesca , e Turchi accorti se 
levorno , e andorno a terra via a Castel Tornese ; e sorse lì. 
La nostra sorse tre mia lontano. La terza battaglia fu fatta 
a' 22 : et quando la nostra armada si mosse per investir , la 
mità dell' armata de Turchi scampò in terra, e 'I nostro Capi- 
tonio non volse seguir V impresa ; che se allhora V avesse in- 
vestido, l'haveria rottoci nemico. Né '1 Capitanio né alcun di 
Soracomiti hebbe cuor de investirlo ; et presero la volta del 
mar. Quando Turchi videro che non bastava l'anemoa i nostri 
de investir , se levorno con vigoria, e venero ad investirne. Li 
nostri nel primo affronto sostenendo '1 nemico , presero 4 galie 
sotti I et do fuste ; e '1 Turco andò in porto del Papa , et la 
nostra armada se li mise all'incontro. La quarta battaglia fu 
a' 25 d'Agosto, a la ponta del Papa. La sera si fece consiglio , 
et se risolse de investir la mattina : fu fatto Capitanio delle 
nave '1 nevodo del Gran Maestro de Rhodi. L'ordene era, che 
al segno d' una bombarda del Capitanio , tutte le nave si levas- 
sero. La mattina, tratta la bombarda, il Capitanio franzoso 
si levò via ; il simile fece il nostro Capitanio delle galie , et 
lassò passar 1' armala turchesca : la qual meza passada, i nostri 
investirno in la coaza (1), et preseno 10 galie sottil, con morte de 
gran numero de Turchi : Polo Calbo fu '1 primo ad investir. 
Turchi ghe sfondrorno la nave a banda dretta ; tre passavolanti 
ghe diede nell' albero , el uno a prova ; due lo sfondrò a meza 

(1) V. pag. o-i, no. 1. 



ANNALI VENETI 179 

galia, el uno rompe 'I scrigno sopra "I qual era esso Polo Calbo, 14.99 
el restò con un piò magagnalo. Subito fo previsto al besogno. 
Prese do galie soUil con 50 Turclii vivi ; le altro Turno prese 
da Alvise Marcello patron al trafTico : se le altre noslre galie 
investivano, havevemo a man salva l'armada turchesca, come 
Dio è Dio. Francesi, scoverto tanto dcsordone , non volsero in- 
vestir n' anch' essi ; et vedendo che non ghe era obedienzia , 
dicevano che la nostra armada era bella, ma che non liavevano 
speranza alcuna di far bone. Se havessimo maggior armada , 
seria maggior confusion : tutto procede da poco amor verso la 
christianità et verso la patria; da poco cuor, da poco ordene, 
e da poca reputazion. L' armala turchesca andò a Lepanto ; 
e '1 simile fece '1 signor Turco co T campo; et hebbe la terra 
subito. Tutti i homeni da ben de questa armada , che pur ghe 
ne son molti , piangono, et chiamano traditor el Capitanio, che 
non ha havuto anemo de far il debito suo. Francesi sono partidi, 
et hanno abandouado l' impresa. In questa fattion Turchi non 
hanno preso niun nostro legno : due nave se son brusate ; una 
sfondrata ; 6 caravele, parcchiade per cazzar fuogo in V armata 
turchesca, sono sta prese vuode : sono morti 800 valent' homeni: 
se ha perso la riputazion, la spesa, et 300,000 stara de formento, 
che si traeva ogn' anno de questo golfo. Il Capitanio General ha 
licenziado le tre galie dal fraffego, che vadano con i Mori, 
che erano a Modon , in Alessandria. Dal Zante , a'2 de Scttem- 
brio 1499 ». 

Con questi avisi è sta preso in Consegio di X de far , dome- 
nega, 15 del presente mese de Settembrio, Capitanio General da 
Mar; et è sta dichiarado, el dì medemo nel medemo Consegio, che 
Thomà Zen K. possa esser balotà , non ostante che T sia debitor 
d' alguni danari per conio della guerra de Pisa , condanado a re- 
stituirli : e in Pregadi Y è sta fatto Capetanio de 17 galie grosse 
con 180 balole, et babbi a parlirse in termene de 8 zorni. E nel 
medemo Pregadi è sta proposta la parte presa in Consegio di X 
de far Capitanio General, in luogo dei Griraani: e V^icenzo so fio 
contradisse, pregando che no se fesse tanto carico a so padre che 
no ha fallilo, e che se imputasse a chi no ha obedio. Bernardo 
Zuslignan, Savio della Guerra, ghe respose liberamente, dicendo: 
che '1 doveva castigar e far morir i desobedienti. 



180 MALI PIERO 

li99 È sta preso de far 14 governadori de galie grosse, i quali 
liabbia salario de Soracomiti; e dapuò tornadi, vada un anno in 
Pregadi. È sta anche preso de mandar a luor in ferri Andrea Ba- 
sadona, Capetanio delle galie de Barutho, con 13 patroni desobe- 
dienti; et è sta falto Luca Querini Proveditor a Corfù, con 500 pro- 
visionadi; et è sia manda 500 galioli per interzarle galie grosse; 
et è sta preso , che chi vuol andar patron d'esse galie, se fazza 
notar; e i rimasi sia obligadi parlirse in termene de 8 dì, eno 
possa refudar, sotto pena de 500 ducati. 

A'15 de Seltembrio, è sta fatto Gapelanio General da Mar Mar- 
chiò Trivisan, siando Proveditor a Cremona. 

Vicenzo, Piero e Geronimo Grimani, lìoli del General, dapuo' 
che fo fatto in luogo de so padre , ha dubita che ghe sia anche 
pericolo della vita; e mandorno subito Piero a trovarlo, per con- 
solarlo e per eccitarlo a far qualche notabile operazion, avanti 
che giungesse el successor in armata : e volseno nolizzar un 
gripo che andasse a aspettarlo a Malamoco, perchè no se savesse 
della so partida; e no trovò mai chi volesse servirli, dicendo 
ogn'un , de non voler esser visto partir dalla riva: talché Piero 
tolse una barca e passò in Ancona , per montar là a cavallo e 
andar a Otranto, per passar de là a Corfù, e andar a trovar so 
padre. 

Se haveva fatto scriver per governadori delle galie grosse, ho- 
mcni insufficienti, poveri e de poca esperienzia; e fo preso che 
1 Golegio elegcsse de quei che da 10 anni in qua è sta Capi- 
tami de galie e nave: e fo eletto tutti homeni da conto; e in 10 dì 
montono su le galie grosse, e andono via. 

I Albanesi de Lepanto, vedendo no haver soccorso dall'armada, 
a' 29 d'Agosto ha patteggiato co '1 Turco, e ghe ha dà la città, 
salvo r haver e le persone. Son sta fatti esenti de carazo 
per 10 anni ; chi vuol star staglia , e galda '1 so (1); e chi vuol 
andar vada: ma no ha osserva la promessa. Ha lassa tre galie 
turchesct>e ih porto ; e '1 castello se tegniva. 

El General Grimani è mezo alienato al Zante; e ha preso là 
alcuni legni turcheschi; 6 galie, algune fuste, e parandarie. 

A' 18 de Setlembrio , el Collegio ha spazza Thomà Zen, che 
vada con do gripi in armada, con amplissima comission. 

In Ongaria è sta cridà la guerra contra Turchi. 

(1) Goda il suo. 



ANNALI VKNETI 181 

Andrea Loredan, Capelanio delle nave, se salvò dalla nave 1499 
Pandora brusada, e fuggì con 80 homeni verso Modon in la barca 
della dilla nave; e tulli fo presi da Turchi, e condanadi a morte. 
El Loredan fo cognosuo (1) ; e fo salva vivo con tre de sol, e scrive 
de so pugno. 

Alvise Loredan, Capitanio General contra '1 Re Alfonso de 
Napoli del 1449, al so andar in armada, se partì con la galia da 
S. Biasio Catoldo; e andando a remi a segonda d' aqua per Canal 
della Zudeca verso '1 porto, per inavertenzia del limonier investi 
su '1 canton della Velma de Canal Orfano; e per la fuga che la 
galia havea preso, se piantò meza in terra, e con fadiga la fo le- 
vada. Al so desarmar, ghc fu preso do galie da Villamarin. 

Giacomo Marcello, Capitan General in la guerra de Ferrara 
del 1482 e 83, impalmando a Zara, se glie roversò la galia; e in 
la espugnazion de Galipuli, fo amazado da una bombarda. 

Quest'anno 1499, a' 28 d'Avril, Antonio Grimani Capitanio 
General contra Turchi , quando fo benedetto el so stendardo in 
chiesa de S. Marco, fu messo '1 pomo d'oro in la mazza del 
stendardo rovescio; e niun se n' acorse, se no dopo fatta la be- 
nedittion e la elevazion del stendardo; e fo tolto per mal au- 
gurio. 

A' 24 de Settembrio, è sta dà '1 stendardo a Marchiò Trivisan, 
Capetan General; fu di Martedì, presente '1 Cardenal Borgia Le- 
gato: e dapuò 1' Evangelio della Messa, è sta publicà una Bolla 
de indulgentia plenaria, mandada dal Papa motu proprio, a tutti 
quei che va contra Turchi; con dechiarazion, che chi visiterà sette 
chiese in questa Terra, per l'anima dei morti, habbia quelle in- 
dulgentie che i haverave, visitando quelle de Roma. Questa Bolla 
è sta spazza dal Papa, dapuò habuda la nuova della perdila de 
Lepanto. 

7,000 Turchi è passai sotto Gorizia, e se ha ferma su quel de 
Trieste. 

A' 29 de Settembrio, ditto Marchiò Trivisan è gartito, con or- 
dine de mandar in ferri Antonio Grimani so precessor, in una 
(usta alla preson. Avanti che ghe sia sta dà questa comission, \ì- 
cenzo e Geronimo Grimani, fioli del Capelanio, è andai a casa de 
Filippo Tron , Procurator capo del Consegio, e se ghe ita gittà 
d'avanti in ginocchioni, pregandolo che '1 no metta tal patte per 

(1) Conosciuto. 



182 M A 1. 1 PI ERO 

1499 no ruiiiar casa soa; dicendo che so padre no doveva patir per la 
desobedienzia d' altri. I putti e el populo va Gridando per le 
piazze : Antonio Grimani mina de (^Jiristiani. E i sui figli dubi- 
tando d'esser messi a saco e malnienadi dal populo, iianno manda 
lo spezierie , che i haveva in casa , e tutto 1' haver sottil (l) 
a' monasteri]. 

È sta preso de mandar Francesco dalla Zudeca secretarlo in 
Ongharia , per disponer quel Re a no continuar le triegue co '1 
Turco, e a farghe la guerra cridada (2) nel so regno, insieme con 
la Signoria. 

tn do conscgi è sta tolto al Sai Antonio Loredan, fradelo de 
Andrea fatto preson da Turchi; e Alvise d'Armer, fradelo d'Alban 
morto su la nave brusada: et è rimaso con 1,150 balole; che per 
altro conto no era tempo de nessun de loro d' esser al Sai, 
fin 15 anni. 

Turchi ha scandagià (3) Lisonzo , e se ha acampà tra Udene 
e Porto Buffale-; 2,000 ha passa ci Tagiamento, e fatto preda de 
aneme e de bestiame ; e mette '1 paese a ferro e fuogo. 

È sta manda 5,000 ducati a Domenego Contarini , Capitanio 
de Vicenza , che faccia 5,000 homoni delle ceroide ; 300 a Feltre, 
300 a Cividal, a Bassan, a Treviso e Goneglian; et che con quel 
più numero che '1 puoi, el vada in Friul : et è sta spazza 2,000 ca- 
valli e 500 stradiothi per Udene. 

Andrea Zantani ha descritto 15,000 homeni in Friul , e i ha 
deputai de 4- in 4 di, a 5,000 per volta , a la guardia del paese; 
massimamente delle terre. Quando Turchi è comparsi , quei che 
era deputai no ha vogiudo andar a far le so guardie, dicendo 
de voler guardar casa sua. 

A' 3 d'Oltuhrio, el Capitanio de Vicenza è giunto a Sacil 
con 3,000 cernide; tra le qual ghe è 500 cavalli. 

In la Patria è aduna 6,000 fanti verso Gradisca , et è giunto 
altri 1,000 delle ceruecle da Bassan , Feltre , e Cividal ; e 400 de 
loro é sta assaltai da Turchi verso Porto Buffale ; 200 è sta 
tagliai a pezzi per haversc messo in desordene, e 200 se ha salva 
per haver fatto testa ; e 150 stradiothi de Gradisca ha roto 
500 Turchi, de 9,000 che è nel paese. Se ghe manda 40 barche 

(1) Effetti di poca moie. 

(2) Intimala e pubblicata. 

(3) Hanno scandaglialo. 



ANNALI VENETI 183 

armade, parte a 6, parte a 8 remi, parte a 10 , parte a 12 per ^+^^ 
una ; et è sta fatto capo Alvise Loredan fo S. Polo da S. (]an- 
zian ; e i horaoni ha 3 ducati al mese per un , e '1 capo 4. 

Turchi giunti al Tagiamenlo, 1' ha trova talmente ingrossa, 
che no '1 possando passar a guazo, ha lagiato a pezzi 2,000 pri- 
gioni. 

Quando '1 Re de Pranza intese ci successo dell' armada , 
disse a Antonio Loredan Ambassador: « Voi Veneziani sete pru- 
denti , abondate de richezze ; ma havete poco animo nell' im- 
prese : havete troppo timor della morte. Noi tolemo a far la 
guerra con anemo de vincer o de morir ». 

A' 5 d' Ottubrio, è zonlo qua Pre Marco Saraco Veneziano . 
Vescovo de Lepanto : è sta alia Signoria e referisse : che quando 
Turchi inlrò in Lepanto, el fu lassa partir per terra , e vene per 
via della Parga a Corfù; che quei da Lepanto se ha diffeso sette 
volte in baltagia contra Turchi, sperando d' haver soccorso dal- 
l' armada ; che una mattina discoverscno molte galie a voga ran- 
cada (1) verso Lepanto, e pensarono che fosse l' armada della 
Signoria , e feceno gran festa de campane e cridori. E quando i 
cognoscette che le era galie de Turchi , i se perse d' anemo : e 
el giorno dietro, Albanesi mandò sette Ambassadori in campo a 
darse al Turco, con libertà de star e andar , facendoli esenti da 
carazo per 10 anni. Turchi accettò l'offerta, e vestì d'oro li Am- 
bassadori. El Castellan Geronimo Tron q. Priamo, fu abandonà 
da i soldati ; e trovandose senza speranza de soccorso , si rese ; 
né per haver habuto Lepanto, Turchi fece segno algun d'alle- 
grezza. Narra anche, che l'è sta longamente a parlamento co '1 
Bassa : el qual ghe ha ditto, che '1 Signor Turco, a persuasion 
del Duca de Milan e de Massimian , s' ha induto a romper 
guerra alla Signoria ; promettendo che per i 24 de Maggio tutta 
Italia romperia anch' essa ; perchè la Signoria trattava de far 
liga co '1 Re de Pranza contra esso Duca de Milan et contra '1 
Turco; considerando a esso Signor Turco, che siccome la Si- 
gnoria è sta atta a scacciar el Re Carlo d'Italia, così co '1 Papa 
e co 'l Re de Pranza sera atta a minar Milan e lui. El Signor 
Turco , disse '1 Bassa ai Saraco , havè pensier su questa cosa ; 
e se ressolse de far la guerra. E perchè '1 Duca, a tempo che 
per i ordeni dati el dovea romper, convene aplicar 1' anemo a 
(1) Arrancata. 



184 MALI PI ERO 

1499 salvarse , e mandò nuovo legalo al Turco a scusarse che '1 no 
podeva romper per allhora : e '1 Turco soraslette, e mandò a 
far scorarle in Schiavonia ; e quando '1 pressenlì che Francesi 
era caladi , e che '1 stato de Milan era ocoupado , fese calar le 
so genie su quel de Zara ; e vedendo che altri che lui non se 
moveva , stelle sora de sé , e finalmente trasse fuora l'armata. 

A' 5 d'Ollubrio, Turchi è corsi in Friul fin' all' Isonzo , e 
ha brusado 132 ville; poi ha passado l'Isonzo, e i Slradiolhi 
voleva uscir conlra de loro; e Andrea Zanlani no i ha lassadi 
uscir: anzi D. Nicolò Savorgnan fese inslanzia ad esso Zanlani, 
e se -atacorno de parole , e poco mancò che i no vegnisse a le 
man. Questo Savorgnan venne qua , e se lamentò del Zanlani , 
che r havea lassa tutto '1 Friul in abandon; e, disse che '1 paese 
è deslrutlo, e che è impossibele habitarlo. Fo proposto de scriver 
al Zanlani che visitasse le castella , e vegnisse in questa Terra 
a referir in che termine se trova la patria del Friul; e Fran- 
cesco Bollani q. Candian, Capo de Quaranta, propose le lettere 
con questo de più : che '1 vegna a presenlarse a le preson ; e 
havè balole 120 , e quelle di Savii 34 ; e in renga el Bollani 
ha parla liberissimamente conlra '1 Zanlani, e '1 Dose ha aiuta '1 
Bollani , e ha lauda la so opinion con poche parole , le qual 
anche disse bassamente. 

El General Grimani intese a Corfù della eletlion del so suc- 
cessor ; e con vesta roana (1) è sta visto a passeggiar solo per 
la piazza de Corfù. 

Turchi ha lassa su le rive dell' Isonzo 1817 corpi morii. 
È sia messo che i Pro vedi lori dell' armada vegna a presenlarse, 
e no è sta preso. 

A' 9 de Ollubrio , è sta fallo Provedilor a Gradisca Piero 
Marcello in luogo del Zanlani , e no è andà. È sta preso de 
armar 25 galie, e de finir do barze grosse. Turchi su '1 pian 
de Gorizia vende '1 bestiame e la preda , e fa rescato de 
persone. 

El Gran Maistro de Rhodi, avisato che Mons. de Laverna, 
Capilanio dell' armada Francese, è parlilo dal General, l'ha 
messo in distretta , e ha creado in so luogo un altro Capilanio, 
e ha manda in le parte della Morea 24 Ira galie e nave. El 
Signor Turco è torna in Adrianopoli per la discordia de i figli. 

(i) Colore nero rossigno. 



ANNALI VENETI 185 

È sta preso, che giunlo 'l General Gnmaiii , ol sia messo 1490 
co i ferri ai pie in la preson forte. È sia preso che lutli i na- 
vilii , sì galie grosse come altri , liceuziadi per i so viaggi dal 
General Grimani , sia rivocali, e stia in armata. El ditto Gri- 
mani scrive da Corfù per via de Otranto, che el no ha inveslio 
in l'armada turchcsca, perchè glie parse troppo pericolosa cosa 
investir senza speranza d'esser obbedio ; e quanto alle galie 
grosse, disc d'averle licenzia, per scansar spesa, no abbiando 
besogno d' esse. 

È sta preso che Alvise Marcello, Capitani© delle navi, vegna 
con gripo a presentarse alle preson ; e che Marco Orio resta 
in so luogo. 

Vien ditto che 'I General Grimani no ha voluto soccorrer 
Andrea Loredan, perchè habbiando vittoria, ghe pareva che tutta 
la gloria dovesse esser soa , e però 1' ha lassa perir : et è sta 
caso simile a quel de Giacomo Loredan; che del li63, quando 
Alvise Loredan Procuratore, Capitanio General, prese Corinto 
senza la rócca , ci domandò aiuto per fornir l'impresa; e Gia- 
como, temendo che '1 se fesse Dose (a la qual dignità l'aspirava 
anch'esso, trovandosse Capo del Consegio), diverti l'impresa, e 
propose d'espugnar Trieste; tal che Alvise Loredan fo astretto 
de partir da Corinto , e abandonar ogni cosa. Ma Andrea Lo- 
redan, sendo Proveditor a Corfù, fese error a partirse senza 
licenzia, e lassar quella custodia; e se '1 fosse vissuto, uial saria 
sta per esso. ' . \ - • 

Franesco Bollani q. Candian, Capo de Quaranta, che messe 
parte, come è ditto, de far vegnir a lo preson Andrea Zantani Pro- 
veditor in Friul, è rimaso della zonla de Pregadi; e senza questa 
occasion el no saria rimaso, per esser troppo giovine. I Quaranta 
so collega voleva che se cavasse un Capo in so luogo; e la Si- 
gnoria ha determenà, che '1 stagha tutto 'I so tempo a la banca, 
acciocché el soUicita i Avogadori alla espedizion de i relegnudi. 
Zaccaria Dolfin e Anzolo Trivisan, deputai in questa guerra alla 
essecuzion delle parte prese, son rimasi del Consegio di X. 

A' 14 d'Ottubrio, el Zantani è giunto qua, el è sta messo 
in preson all'armamento. El Grimani scrive, che '1 vie») a desar- 
mar con la so galla e con 4 de Pugia, segondo la promessa 
faltaghe <lc no le tegnir fuora più de sie mesi. Ghe è sta resposo, 
che la so galia resta , e che lui vegna con una fusta o gripo 

Akcii. St. 1 1. Voi. VII. Par. I. -ìk 



186 MALI PIERO 

1499 a presentarse alla preson forte; e Francesco Bollani, Capo de 
Quaranta, ha messo, che se '1 no obedisse, tre dì dopo giunto 
ci sia decapita ; e ha liabudo 40 balote : et è sta preso che i 
Proveditori vegna a presentarse all'Avogaria. 

Turchi ha corso per l' Istria, e ha brusà '1 Castello S, Vicenti 
de Marco Moresini q. Polo. 

Andrea Zantani ha tanto concorso de zente che va a vistarlo, 
che i Avogadori no ghe lassa più parlar. 

A' 18 Otlubrio ditto, e sta fatto Provedadori dell' armada, 
Geronimo Pisani Baieto 1) q. Piero, e Thomà Zen K. 

(1) In Venezia , poiché fu fermata l'aristocrazia ereditaria ed il go- 
verno stretto in poche famiglie, avvenne che molle case vi fossero dell» 
stesso nome, le quali, sebbene comune avessero lo stipite , non erano 
punto congiunte fra loro con vincolo di parentela. Per distinguere i di- 
versi rami del casato istesso, solilamenle si usava nominarle dalla par- 
rocchia dove avevano il palazzo loro: come , per esempio, si diceva Sa- 
gredo da Santa Sofia , e Sagredo da Santa Trinità , ec. Alcuni rami 
dello stesso casato, si distinguevano per un soprannome, l'origine del 
quale spesso è sconosciuta. Così i Grimani si distinguevano in Grimani 
Spago ( famiglia del doge Antonio), Grimani Passerella, Grimani Al- 
bero d'oro, Grimani da San Luca , Grimani da San Paolo, ec. Di questi 
soprannomi ve ne erano de' curiosi : come, per esempio, Giustinian dai 
■ ' Vescovi , e Giustinian Budelle d'oro ; Soranzo Tocco d' oro , Pisani Mo- 
retta , ec. E siccome avveniva che spesso nel Maggior Consiglio fos- 
sero genliiuomini che avevano il nome e cognome ed anche sopran- 
nome istesso, usandosi in Venezia ripetere nei nipoti i nomi dell'avo 
e delti zìi ; allora si dava un soprannome al più giovane , spesso scher- 
zoso , e che gli durava solamenle sino a che un altro avesse lo stesso 
nome e cognome e il casato medesimo. Il soprannome di Ser Gero- 
limo Pisani , pare di quesl' ultima qualità ; perchè de' Pisani Bajettt 
non c'è memoria. I soprannomi non erano però legali, ma si bene del- 
l' uso ; e molti durano ancora. Il modo legale di proporre un gentiluomo 
ad un ufizio, e proclamarlo (stridarlo) , era questo: Provveditor d'Ar- 
mata , Pier Gerolirao Pisani fu de Sier Piero. Uno sbaglio nel nome 
dell'eligendo o dell'eletto, portava che la elezione era nulla. I patrizi 
non avevano legalmente altro titolo che Sier (Sere) ; ai Procuratori di 
San Marco spettava il titolo di Missier (Messere) ; come pure al Doge. 
In antico il titolo di Messere si diede comunemente ai Senatori, poi 
venne loro V Eccellenza; poi Y Eccellenza fu dato a lutti i patrizi, non 
mai però nei consigli. Le magistrature solevano così intitolarsi nei de- 
creti : — Il Serenissimo Principe fa sapere , ec. ; e per ordine degli III.^' 
et Ecc.''"^ Signori eie. — I consigli sovrani, cioè il Maggiore de' quaran- 
tatre , giudizio supremo , avevano tilolo di Serenissimo Principe da chi 
arringava o supplicava. Al Senato si diceva Serenissimo Principe, Ec- 



ANNALI VENETI 187 

Àntonio Griniani è partio da Corfù, et è vegnudo per li99 
schiena de mar in questa (erra. Ha tocca solamente Liesena , 
e ha trova a Parenzo Vincenzo so flo; el qual ha habuo de- 
spiaser che 'I sia vegnuo con galia, e no con gripo, dubitando 
che r inobedienzia no ghe faccia danno. Vincenzo andò da Ge- 
ronimo Bondimier Podestà a domandarghe se V havea qualche 
ordine da la Signoria cerca la persona de so padre; e ghe disse 
de no: e lo pregò che come Podestà el ghe faccia metter i ferri 
a i piedi per segno de obedienzia; e '1 podestà no volle farlo : e 
Vincenzo 'i pregò che '1 volesse almanco vegnir fin alla barca, 
che '1 ghe li voleva far metter in so presenzia, e non volle: 
tal che Vincenzo andò lui medesimo, e mise de sua man i 
ferri a i pie de suo padre, e tolse là 4 barche da peola (1); e 
a' 2 de Novembrio, a 2i bore, giunse a riva da Palazzo, accom- 
pagna da due barche del Consegio di X, deputae a i castelli 
per aspettarlo. Se sparse per la terra fama del suo giugnere, 
e concorse gran quantità de gente in corte. El Cardinal giunse 
alla piazza, e inteso che l'era a la riva, desmontò de barca; 
e tutto affanato, spinto dalla gente, andò in rocheto alla barca 
del padre. Antonio giunto alla riva, volle andar de longo a 
casa , e fu desconsegiado da i sui ; con dirghe che '1 popolo 'i lapi- 
derave(2). Quando la Signoria intese che l'era giunto, la mandò 
Andrea Gabriel consegier, Domenego Marin capo del Consegio, 
e Piero Balbi savio della guerra; i quali fece aspellar la barca 
per un terzo d'hora, e fecero cavar i presonieri della preson 
forte: e Antonio Grimani, col Cardenal so Gol, se nascose sotto la 
prova della barca per no esser visto; e a un' bora de note, esso 
Antonio fu leva de barca con 5 torce, e porla da due, co i pie 
descoverti, calze de scarlato, e i ferri visti da tutti, con vesta 
paonaza da scrittor. Passando, vide i Avogadori, e i Cai di X, e 

cellentissimo Senato. I Dieci avevano titolo di Eccelso Consiglio dé'Dieci; 
gl'Inquisitori di Stato, Supremo Tribunale. Chi avesse dello Eccellenza 
ad un patrizio ne' consigli, era punito; e fu solamente ne' tempi delle 
corruttele , che si disse Eccellentissimo Signore. Fu sempre fermo in- 
tendimento del governo, che nei patrizi apparisse perfetta ugualità. Il 
titolo legale di Eccellenza non s' aspellava che al Gran Cancelliere , 
che non era patrizio ; ed ai generali d' esercito sempre, o stranieri o 
forastieri. 

(1) Pilota. 

(2) Li lapiderebbe. 



188 M A L 1 P I E R O 

1499 se cavò la hareta; la qiial glie cascò, e '1 Cardenal la tolse de 
(erra e glie la messe in lesta; e fo condotto in preson; e '1 (lar- 
denal e i fratelli restò a le cantinele (1): e la mattina el mandò 
a domandar ci confessor per esserghe sorazonta la fievre. l tìgli 
domandò a Nicolò Michiel Avogador, e a i Cai di X, che i 
podesse tegnir un servidor in preson; e no volle: ma glie fu 
deputa un guardian, e ghe fu prohibido de parlar a ognun, e de 
portarghc polize. Era cosa compassionevole a veder in tanta 
estremità colui che poco tempo avanti era tanto sublime, et era 
per esser Dose; e in sì bassa fortuna so figlio, che poderave 
esser Papa. 

A' 14 de Novcmbrio , giunse qua in un gripo Andrea Basa- 
dona, Capitanio delle galle de Barbarla, a presentarse. 

A' 8 ditto, fu preso che Zuane Moro, Rettor a Lepanto, che 
ha dà quella terra al Turco, si presenti a le preson in termine 
de 8 zorni; e similmente Geronimo Tron q. Priamo, Castelan. 

Li Avogadori, senza altro conseglio, ha dà licenzia che se tira 
via i ferri da i pie a Antonio tlrimani, e che '1 possa tegnir 
un servidor in preson. 

Massimilian ha fatto far un proclama per tutte le so piazze, 
che r ha bona pace con la Signoria, e che ogn' un vada ne i so 
luoghi sicuramente; e ha manda a la Signoria do Ambassadori 
a offerirse de andar contra Turchi : et è sta manda 20 nobili 
a incontrarli. 

A' 19 de Novembrio ditto, è giunto un Ambassador di Russia 
per far ligha contra i Turchi: ha aloggiato in calle delle 
Basse {!), in cha Venier; e dee andar per el medemo effetto a 
Roma e in Pranza. 

El Turco ha manda un so Ambassador in Ongharia, per havcr 
r anemo de quel Re cerca la continuazion delle tregue; e ghe 
è sta resposo, che 'I lo saverà per un Ambassador che '1 ghe 
manderà. 

A' 25, è zonto qua un che domanda salvo condotto per un 
Ambassador del Turco; e ghe è sta resposo, che '1 no vegna 
in luogo algun della Signoria: replicando la instanzia, è sta 
preso de star su la prima resposta ; e ghe è sta manda Alvise 

(1) Cancelli. 

(2j Via presso la riva dclii Schiavoni ; e la casa indicala è oggi l'al- 
bergo reale di Danieli. 



ANNALI VENETI 189 

Manenti. E tutto questo ò sta fatto, acciocché '1 Re de Ongaria 1499 
no pressenta che se tratta de far ligha contra Turchi ; e che 
i Ambassadori che è qua, no fazza qualche mal officio. 

A' 28 Novenabrio ditto, è giunto Geronimo Tron; e s'ha pre- 
senta con speranza d' esser assolto , perchè '1 no havea salvo 
che 17 homeni che volesse servirlo a la custodia del castello. 
Antonio Griraani ha fatto domandar de mutarse de preson: è 
sta manda do miedeghi a vederlo ; e con le so deposizion no è 
sta fatto altro. ^ 

El Capitanio General ha reduto l'armada in 32 galle sotil e 14 
grosse. Dapoi la perdita de Lepanto, el Re de Pranza no mostra 
far quella stima della Signoria che T facea prima. 

A' 6 de Detembrio, è giunto tutti quei che è sta preso che 
s'apresenti; et està ditto a tulli, che slaga in casa fin che ghe 
sarà dà altro ordine. 

A' 14, Zuane Moro, Reltor a Lepanto, se ha presenta a i Avo- 
gadori, e loro no l'ha vogiuo (1) aceltar, per esser passa '1 ter- 
mine de un zorno; e co T Consegio è sta aceltà per presenta. 
A'15, è sta preso parte in Gran Consegio, con 1516 balole, de 
dar a Eitor Ottobon la Scrivania del Sai, la qual vai 400 ducati 
all'anno; acciò '1 se possa sustenlar con 8 fratelli, fu figli de 
Steffano Ottobon, brucialo su la nave Pandora; con la qua! in- 
vesti anemosamente, come è ditto, de ordene del General, e bru- 
ciò la nave grossa de Turchi , de 3,000 bote. 

Quei de Lepanto s' ha lamenta co 'I Bassa de esser mal trat- 
tati, e ghe ha ditto che i' è carazari, e che è sta saccheggiati 
e malmenali. El Bassa ha vogiuo intender, e ha trova esser vero, 
che i paga carazo già alquanti anni. El Signor Turco ha pro- 
cesso contra un nominado Amet Bei ; e dicendo lui che lutto 
questo trattalo, del qual el Signor no ne ha mai saputo cosa 
alcuna, è sta un' intelligenzia de Imbrai Bassa; lo ha priva del 
so olfizio, e 1 Bassa se ha avvelenato da so posta : e 1 carazo 
era certi presenti che quei da Lepanlo ghe dava ogni anno. 

El Signor Turco fa fabricar in Mar maggior 100 galic sotil , 
e 20 grosse, a similitudine delle nostre. 

Onghari ha lagiàa pezzi 12,000 Turchi, che usciti del Friul, 
era andà a invader i so paesi. 

(1) Voluto. 



190 >IALIP1ER0 

1499 Su la Grecia è 400,000 case de Christiani che paga carazo al 
l'ureo; e no aspetta altro che qualche mossa de (Christian! , per 
voltar anch'essi centra Turchi. 

A'26 de Decembrio ditto, è sia preso in Pregadi de dar el 
liOnsegio 2. 3. 4. de Zener a i Avogadori, per el placito de Andrea 
Zantani ; et è sta fcommandà , che ogn' un vada al bastar della 
campana, acciochè se habbia tempo per 160 carte de processo. 

A' G de Zener, è sta fatto Ambassadori in Ongharia Geronimo 
Lion K., e Marin Zorzi D., a persuader quel Re a la guerra contra 
Turchi. 

È sta dà '1 consegio de Pregadi a i Avogadori per el caso del 
Zantani, come è ditto; e adì 7 Paulo Pisani K. Avogador ha parla 
cinque bore continue ; a'8 e 9 ghe ha resposo D. Rigo Antonio ; 
ha replica Marco Sanudo Avogador, e manda le parte a 7 bore 
de note: fo 32 balote no sincere, 62 de assolverlo, e 85 de pro- 
ceder ; la segonda volta 26 no sincere, 64 de assolverlo, e 89 de 
procieder. A' 10 Nicola Michiel D. Avogador, ha torna a placitar 
el caso : ghe ha resposo D. Venerio so avvocato; poi Andrea Zan- 
tani ha parla lui medemo, e parlando è andà in angonia ; e 
questo Consegio è sia 24 balote no sinciere, 75 de assolverlo , 
e 95 de procieder. Poi a' 11 è sta placità per Marco Sanudo : ghe 
ha resposo Venerio, e poi ha parla '1 Dose, e in fin è sta preso 'I 
procieder. E de 5 parte, è sta preso la più leziera de i Cai de 
Quaranta: che '1 sia bandio perpetuamente del Friul; che'lresti- 
tuissa alcune utilità ; che '1 sia confina a Padoa per 4 anni, con 
taglia de 1,000 lire rompendo '1 confin; e stia sie mesi in preson 
Torte, e tornì al bando; e che 'i paga 100 ducati a i Avogadori. 

L'armada della Signoria è alla Zeffalonia per far quell'im- 
presa : 350 Turchi difende T castello, e de fuora 6,000 isolani. 

A' 16 de Zener, è sta fatto Ambassador in Ongharia Vettor 
Soranzo dal Banco, e Sebastian Zostignan q. Marin : i primi ha 
refudà, questi ha acetà. Alvise Manenti Secretarlo, va alla Porta 
in Andrinopoli; et va anche un Araldo de Pranza. 

Per le tanse de i X Savii è sta scosso 170,000 ducati. 



^NNALr VENETI 191 



1499 



(ìopìa d'una lettera d'Alvise Manenti- 

XXIV. 

c( Zonzessemo a' 20 del mese de Decembrio a Castel Tornese: 
Fossemo compagnadi da molti cavalli de Ali Bassa , con ampio 
salvo conduto. A' 22 arrivassemo a Patras,clil Magnifico Ali mi 
mandò ad incontrar per la sua famiglia honorata mento. A' 23 
andai a Sua Signoria; gli dissi a nome del General, che la 
causa della mia andata alla Porta era per la pace, parlando 
con parole generali. Gli dimandai agiulo, mettendoli avanti 
l'amor che T porta al suo Signor , alla Signoria et a i populi. 
Egli è molto savio; mi vide graziosamente; disse che 1' havea 
sempre amado la Signoria; et che disse al Sagondino, che la 
consigliasse in suo nome a renovar la pace, perchè i giovani 
consegiavano la guerra; che fin che l'è sta alla Porta, el no 
ha mài consenlido che si facci guerra con la Signoria ; che 
addesso l'è tenudo in la Morea ; che la sua natura è inclinada 
al ben, et sempre l' ha consegiado la pase per honor de Dio e 
ben del mondo ; che i giovani hanno divertido l'impresa de 
Rhodi, et hanno fatto mover guerra a la Signoria. Mi ha com- 
messo che la conforti a donar , a tener per amici i Sanzachi 
vicini, perchè da i Rettori e da lor depende la guerra e la 
pace ; che la Signoria consideri che '1 danaro che se dà con 
le man proprie, è bon danaro; quello che se dà con le man 
d'altri e per forza, è despiasevole et amaro; che se consideri 
quello che vai le aneme che se perde con vergogna, e quello che 
poderia importar i doni che se facesse a i Sanzachi. Dissi che 
la Signoria sapeva che i mali ofTicii del Signor de Milan, e de 
altri mali Christiani, son sta causa de questa guerra ; e Dio 
r ha punido e gli ha fatto perder el stado. Mi rispose, che tutto 
quello che '1 conseglia , lo conseglia per bene ; et che Dio è 
testimonio che 'l conseglia per altri quello '1 voria che fusse 
consigliato per lui, per non offender Dio. Circa la pace, prega 
Dio che la succeda, perchè chi non voi pace, son mali homeni ; 
che 'l Signor Turco è grandemente alteralo, et che si Hi certo 
gran preparazion, come vederla per strada ; che '1 teme che la 
pace no seguirà , ma che Dio sa che lui è disposto de favorir 



192 M A L I P l E R 

1499 le cose della Signoria; che '1 manderia a dir a quei Bassa a chi 
m' indrizzava , che questa cosa era sua , et che facesseno tutto 
el poder suo, che segua la pase. Disse anche, che non il Signor 
di Milano ed altri Christiani erano causa , ma quelli che lui ha 
ditto: disse che '1 Signor Turco dessegna d' uscir il mese d'Aprii; 
che mi confortava ad usar diligenzia nel viaggio. Mi diede modo 
di comprar cavalli ; ma li comprai con gran spesa. Sua Signoria 
mi diede in compagnia il suo scrittor , gentilhomo grave et sa- 
puto, con 15 cavalli , che mi fecero compagnia et scorta fin a la 
Porta in Andrinopoli. 

« A' 27 andassimo a Lepanto, et per 6 dì non potessimo pas- 
sar il golfo per gran fortuna. Per via intendessimo che si tagliava 
legnami , si faceva preparazion di stoppe, canevi , sete , telami , 
feramenli , rami per artegliarie ; et che erano sta descritti 
C)0,000 Turchi ; et era voce che questa diligenzia si usava per 
far uscir 1' armada 1' anno venturo avanti la nostra. Parlano di 
questa sua armada con gran vigoria ; et dicono che se perdes- 
seno in mar , guadagneranno in terra , et saranno patroni anche 
del mar ; et si confortano d' aver pace con tutti. Trovassimo per 
strada marangoni et botteri che venivano de Mar Maggior per 
le sue galie della Voniza , della Prevesa et de Lepanto ; et ve- 
dessimo 8,000 cavalli corridori che andavano a Ganzides , et 
4,000 Asapi clie doveano andar a correr a Durazzo. El Signor 
Turco mi fece incontrar 6 giornate fuora d'Andrinopoli , dal Pro- 
togiero de Scuthari. Tre zorni prima che arrivassimo in Andri- 
nopoli, fu mandato '1 Bassa Visir all'armata, con fama di menar 
con sé 4,000 homeni, 200,000 ducati, et 600 veste per repu- 
tazion. Costui è perfido nemico de Christiani , et specialmente 
nostro; homo leggier, furioso; et sempre consiglia '1 peggio dei 
Christiani. A' 17 Fevrer arrivassimo in Andrinopoli. La città è 
piccola , i borghi sono grandi. Li Bassa non hanno voluto esser 
visitati a casa. Mustafà Bassa et Beglierbei mi fece intender per 
il Protogiero, che tre dì avanti havea mandato a lui per ragionar 
seco del modo che io havevo a tener in questo negocio ; che per 
niente non lo nominassi ; che nominandolo, seria astretto , de 
amico che egli mi è et fautor , diventarmi nemico. 11 Protogiero 
non ha mai potuto venir a me , perchè le guardie non lo per- 
mettevano ; veniva sotto le finestre , el mi salutava , et mostrava 
buon voler ; né mai mi ha potuto parhir. 



ANNALI VENETI 193 

« A' 22 Fevrer, fui compagnado a la Porta con gran compagnia 1499 
de Bassa et altri signori. Intrati, ogn' uno levò in piedi. Fu messo 
un scagno in mezo con un tapeto , et sentassiino insieme co '1 
truciman da Santa Maura inzenochiado alla sinistra ; presentai 
le lettere credenzial, et feci le solite raccomandazion et offerte; 
dissi dell' amor et fede osservata sempre per l' Illustrissima Si- 
gnoria verso '1 Signor Turco , et che in tempo di Gen Soldan , 
quando l'era al Cairo, et poi quando '1 fu a Roma, mai l'Illu- 
strissima Signoria s' havea voluto mover conlra Sua Eccellenza, 
et havea sempre voluto amor e pace più presto con lui che con 
altro Signor del mondo; che al presente non sapendo l' Illustris- 
sima Signoria che per lei sia sta fallo cosa che possa esser de 
despiaser de Sua Signoria , non sapea nò, anche perchè li havea 
mosso guerra ; et se i Bettori havesseno commesso qualche man- 
camento , pregava Sua Eccellenza , che con la grandezza del 
cuor et anemo suo , se '1 smenticasse , perchè l' havea più beso- 
gno de buoni et fideli amici, che di slato; et facesse un presente 
di Lepanto all' Illustrissima Signoria , perchè essendo della Si- 
gnoria, gli torneria più utile per i commefcii , che tenendolo in 
sua mano; che lo pregava che ci facesse liberar i mercadanti 
retenudi senza sua colpa , come si conveniva alla sua fede. Sog- 
gionsi che questa guerra era nata dalla persuasion de mali Chri- 
stiSni, et specialmente del Signor Lodovico; ma che 'I Signore Dio 
con farli perder el stato, l' havea castigado delle sue male opo- 
razion et ingratitudine verso la Signoria, la qual gli havea fatto 
tanto bene. Pregai i Signori Bassa che favorisseno la mia giusta 
domanda, che porta quiete a i Signori et ai populi che habitano 
per due mille miglia di paese. Misic Bassa rispose : Ambassador, 
tu sii il ben venuto. Quanto al movimento della guerra , la Si- 
gnoria è stata causa , perchè li homeni delle sue terre della 
Morea et Albania hanno commesso et commettono molli ladro- 
necci et homicidii contra i homeni del Signor : è sta scritto a la 
Signoria che li castighi , e no 1' ha mai fatto ; et stando ditte 
terre impunite , il Signor conosce che non può esser pase tra 
la Signoria et lui ; però se mosse ad ira et comandò guerra : 
ha pace con tutti , et potrà ben attender a questa guerra. La 
Signoria non ha sapulo cognoscer el benetìcio di questa pase; 
perchè con quella ha battuto i sui nemici, ha acquistalo (]ipro, 
terre in Puglia, Cremona et altri luoghi in Lombardia: si dia 
Alien. Sr. IT. Voi. VII. Par./. 2,5 



194 M A L I P 1 E R O 

1499 la colpa a lei di questa guerra. È vero che '1 Signor per 18 anni 
r ha reputala amica fedel , et non li ha mai dato molestia al- 
cuna. Tutti li altri Bassa , i quali erano tre , sogionsero con 
animo irato, hora uno, hora l'altro: Si maravegliamo che tu 
habbi animo di nominar Lepanto ; non è homo de noi che ar- 
disse dirne parola al Signor per quanto ne è cara la vita. De 
prigioni et de mercanti non parlar; lassali star appresso di noi 
finche sia fatto la pace, se la si farà. Il Signor ha deliberado 
de haver il mar per confin con la Signoria : sii certo che Lo- 
dovico non ha poder co '1 Signor de moverlo a offender la Si- 
gnoria , ma ben le cause che sono sta ditte. 

« Io, con dolcezza et convenientia di parole, dissi ad essi Bas- 
sa, che i omicidii et furti alegati , se erano stati fatti, che la Si- 
gnoria non ne sapeva niente, et erano fatti avanti la renovazion 
della pase fatta per il Zantani ; et che queste cose meritavano 
esser scordate da un Signor sì buono et sì giusto, specialmente 
verso buoni et reali amici ; et parole simili. Cercego (1) disse con 
gran impeto: Le cose da Catharo sono state dapoi la renovazion 
della pace. È sta scritto alla Signoria, et non ha fatto provi- 
sion, et non ha dato risposta. Replicai modestamente, che delle 
cose da Catharo, né i Rettori né la Signoria ne havea colpa. 
Poi ì\lisic disse : Ambassator, ti haverao udito graziosamente , 
et ti habbiarao ditto la mente del Signor. Diman li riferiremo 
quanto ne hai esposto, et Luni ti risponderemo la sua volontà. 
Et con questo presi licentia, et tornai a casa. 

« A' 24 Fevrer, fui chiamato a la Porta, et ricevuto con ho- 
nor. Mi fu detto per Misic Bassa, presenti i sui compagni, che '1 
Signor havea deliberado al tutto che '1 mar fusse suo confin 
con la Illustrissima Signoria; et che udita la mia esposizion 
humana et dolce, la qual era sta coadiuvada da tutti loro, et 

^ che l'havcano pregato a voler far pace con la Signoria, la 
qual tutti sapeano esser stata buona et fedel amica del Signor 
so , si a tempo di Gen Seldan come ad altri tempi, Sua Eccel- 
lenza s' havea remosso de voler il mar per confin, et se era 
ressolto in questo : che se ghe desse Napoli de Romania, Mo- 
don, Coron, Malvassia, et 10,000 ducati de presente ogn' anno, 
come si dava a suo padre ; che '1 Signor manderia un schiavo 

^ . (1) Rinnegalo. 



ANNALI VENETI 195 

con mi, perchè '1 orhc portasse la risposta. 8e la Signoria voleva 
concluder la pase in questo modo, che la mandasse ambassador 
a concluder : quando no, Dio faria la sua volontà ; et che par- 
lissemo presto , perchè la cosa non pativa indugio di tempo. 

(( Io risposi con parole convenienti, che questa era gran do- 
manda, et che la Signoria non la potria acettar; né mai haveria 
creduto, che ghe fusse fatto simile richiesta. Li Bassa rispo- 
sero, che sopra questo non bisognava più parlar, et che por- 
tasse questa risposta con una lettera del Signor che mi da- 
riano. Et con questa conclusion, conveni tuor licenlia dalla 
Porta, et tornar a casa. 

« A' 26, il Signor Turco mi mandò una veste, et una ne 

mandò per M. Theodoro Paliologo ; tutte due erano di quei sui 

brocadi a Gori: et ne mandò anche alcuni aspri, non secondo 

l'usanza, ma secondo che usano in tempo di guerra, et come 

a homo andato a lui senza presenti. A' 27 andassimo vestiti la 

mattina a visitar Misic Bassa per tuor commiato. Li altri Bassa 

erano andati a la caccia: dimandai se mi voleva comandar 

qualche cosa da referir all'Illustrissima Signoria ; disse: dilli che 

la facci pace ; tu sai che due volte praticai con te di dar Scu- 

thari al Signor, con alcune altre poche condizion ; la Signoria 

non volse farlo; poi per Gioan Dario gli diede Scuthari, Slali- 

mene, il Brazzo di Maina, et perse Drivasto, Croia et Alessio: 

digli che la non facci bora così, per mio aricordo, lo replicai. 

che le dimande fattemi erano grandissime, et che la nostra 

fede le dinegava, et che '1 Signor non havea bisogno di terre; 

massimamente che 'l poteva reputar tutte quelle della Signoria, 

tanto sua buona amica, proprie sue. Sua Signoria disse: dì 

alla Signoria che non manchi di mandar suo Nonzio alla Porta. 

L'ha sposalo el mar tìn adesso; per 1' avenir tocherà a noi, 

che habbiamo in mar più di voi. Dissi che quella beneditlion 

non si fa per usurpazion, né per superbia, ma per una con- 

cession del Papa et de i Imperadori d'Occidente; et si ù\ per 

una certa parte del mar, che è il golfo di Venezia: et con 

queste parole si aquielò. Penso che l' era stato informato da 

Fiorentini, nostri buoni amici ; et presi licenzia. Il Bcglierbei 

disse che si tornasse a lui, perchè l'anderia dal Signor. Il Signor 

dà voce di partir per il mese d'Aprii; et si dice publicamente, 

che r ha giurato di andar a tuor Napoli di Romania , Modon , 



1499 



196 M A L I P I E R O 

**"^ Coron et Malvassia. 11 Truciman mi ha detto che dica a i suoi 
da (]orfù , che se levino de lì. 

« Cercego ha fatto gran lamento che non gli sia sta dato '1 
rubino della mugier di M. Marco Loredano ; et dice che per 
il testamento, è suo; che l'è zentilhomo Veneziano, et che '1 
Dose Foscari mise suo padre in sedia. Il vaivoda di Delvino, 
che ha la madre et altri parenti a Modon, m'ha detto : prove- 
dete a Corfù ; vi bisogneranno fra poco tempo tre generali ; 
che non si potrà passar dal Saseno. 

« Il Signor Turco ha mandato ad incontrar l'araldo di Pran- 
za , il "qual die esser qui fin a do giorni. Il Gran Maistro di 
Rhodi ha mandato qui un suo messo; il qual dice, che egli non 
è per intromettersi tra dui sì gran Principi, come è questo Si- 
gnor e '1 Kc di Pranza ; e Turchi giudicano che '1 Ke debbia 
far acordo con questo Signor. 

(( Mustala Bei mi ha detto, che 1' ha veduta la lettera che 
scrive 'I (ìran Maistro, et una d'un Cardinal, et un'altra d'un 
suo amico d' Italia ; et crede che il re di Pranza non babbi 
buon animo verso la Signoria, et che 'I Gran Maistro farà 
(juesto accordo. 

<( A la Porta si dice che è gionto nel paese un Ambassador 
di Massimiano et uno di Ludovico, i)er venir a questo Signor : 
il qual ha manda in Ongaria un suo schiavo con 100 cavalli , 
per tener quel He in bona pace con lui; et dà voce di mandar a 
tuor 40,000 ducali che gli paga di carazo '1 Re di Polonia, delle 
quali esso di Ongharia è restato pieggio (1). Delle genti di questo 
Signor, 10,000 bomeni s' hanno tagiado a pezi, credendo che '1 
fusse morto sotto Lepanto , quando mancò Calul Bassa. Su l'ar- 
mada mancano 13,000 bomeni. In Russia ne son mancati 40 in 
50,000, et altri tanti cavalli. A la Porta ne son morti 100,000 da 
peste, et è stata mortalità grande de cavalli. Il primo Bassa disse- 
gna l'impresa della Morea, el secondo di Cipro, il terzo dell'Isola 
di SiciUa, il quarto del Reame di Napoli, il quinto del Friul ; 
et dimanda gente, et promette di andar lino in Lombardia », 

Vicenzo Polani, patron della galla grossa, arivò qua a' 30 del 
mese de Zener; e '1 zorno dietro è sta alla Signoria, con gran com- 

(IJ Mallevadore. > ., . , 



ANNALI VENETI , 197 

pagnia de parenti et amici; e poi è sta a visitar Antonio Grimani ^^^^ 
in prigion, e lia deposto a so favor. 

Per lettere da Roma, el Re de Spagna manda la so armata 
in ajuto della Signoria contra Turchi. 

L'armata della Signoria fazendo l'impresa della Zeffalonia, 
Thoma Zen che era capo dell'impresa in terra, ha fatto apiccar 
un galioto per haver roba una piegora; e per questo è sta gran 
romor tra galioti: el General l'ha remosso dall'impresa, e ha 
messo in so luogo i Provedilori Malipiero e Guoro, e ne ha 
scritto al Consegio di X. El Zen , sì per esser remosso, come per 
esser vegnuto a parole e quasi a fatti con Carlo Venier, Governa- 
dor de galia , ha domanda lecenzia per so lettere. 

Federico Re de Napoli , e i Duchi de Ferrara e de jMantoa 
e Pesaro, manda al Turco per operar che '1 sopraslia de conclu- 
der la pace con la Signoria, perchè Lodovico de Milan, con aiuto 
de Alemani e Svizeri , torna in Milan. 

La Signoria ha intertegnuo i Ambassadori eletti al Re di On- 
garia, perchè se sperava de concluder la pace a Costantinopoli ; 
ma addesso i se spedisse, perchè no se è per concluder acordo 
co '1 Turco: e Fiorentini fa ogni mal officio per divertir la 
conclusion della pace, e la ligha co '1 Re de Ongharia. Bologna 
manda canevi in Turchia per via de Ragusi ; e qua i è montai 
a 50 ducali. 

La Signoria, intesa la desposizion del Re de Spagna de man- 
dar armada contra Turchi a nostro favor, ha deliberà de man- 
darghe un Ambassador; et è sta eletto Domenego Pisani q. Zuane 
da Santa Marina, che è Provedilor de Comun. 

È sta preso de armar 30 galle; 6 in Candia, 4 in Pugia , 
4 in Dalmazia, e el resto qua in la terra: e perchè no compar 
galioti, è sta preso de farne 2,000 con paga de 12 lire al mese, e 
de tre mesi avanti tratto; con obligo de servir sie mesi, e che 
tornadi , habbia escnzion de angharie real e personal per do 
anni. 

A' 26 de Fevrer, i Consegieri ha messo parte de mutar de 
preson Antonio Grimani; e Nicolò Michiel, Dottor e Avogador, ha 
contraditto. La parte ha habudo 70 balote, e 120 de no; e i Conse- 
gieri ha consentido che '1 caso possa placitar in Gran Consegio. 

A' 29 de Fevrer , è sta fatto Domenego DolGn Capilanio in 
Golfo, siando provedador a Castel Lion ; e va alla guardia de 



198 MALIPIERO ANNALI VENETI 

H99 Durazo, Catharo e Antivari, con (regalie, tre fuste, e un bar- 
zoto de 300 bote fatto in l'Arsenal. 

È giunto Bernardin di Ambruosi Secretario, da Corfù, manda 
secretamente da i x\vogadori a formar processo insieme co '1 
General Trivisan nel caso de Antonio Grimani e de i so Pro- 
vedìtori. Le galie grosse è più stimae da Turchi che tutto el 
resto dell'armada della Signoria. 



Fine drlla Parte Prima. 



ANNALI VENETI 



DOMENICO MALIPIERO 



PARTE SECONDA 



DELLE GUERRE D' ITALIA E DI ALTRI NEGOZI ESTERNI. , 

i^uesl'anno, Alfonso d'Aragona Re de Napoli, e Francesco 1457 
Sforza Duca de Milan era in ligha con la Signoria, insieme con 
la Communità de Fiorenza; e Nicolò Sagondino, Secretario a Na- 
poli , scrisse che '1 conte Giacomo Picinino e '1 conte d' Urbin 
era acordai con quel Re , e liavea habudo danari per interte- 
gnir ìe so gente, e dovea andar de suo ordine a'dannì de Sigi- 
smondo Malatesta da Rimini, per refarse de 28,000 ducati che '1 
dice dover haver : e che il manda 30 galle e una nave grossa con- 
tra Genoesi, i quali ha 18 galie armate, e ne arma altre sie,e 
cinque navi grosse con ogni celerità, per poderse difender da lui ; 
el qual ha destina un so Ambassador a i potentadi della ligha 
per giustificarse de questa impresa. 

Drio questo aviso da Napoli, è giunto un Secretarlo del Ma- 
latesta, el qual suplica la Signoria in so nome, che ghe con- 
cieda '1 Conte Carlo da Braccio, o almanco che la el lassi su '1 
territorio di Ravena ; che la ghe manda un nobile per tcgnir 
in officio i so popoli , e per valersc del so consiglio; che la ghe 
lassa trarre due navilii de sai, e quella quantità de mulinelli 



200 M A L I P I E R 

1457 da balestre che ghe farà besogno per poderse defender dal conte 
Giacomo Picenino, e dal conte d'Urbin che '1 Re de Napoli 
manda contra de lui; che ghe sia dà le barche armate, e che 
la Signoria se vogia interponer tra lui e '1 Re per accomodar 
le defferenzie. El Dose de Genova scrive anch'esso, con quella 
Communità: che no se sopporta che ghe sia data molestia dal 
ditto Re de Napoli ; che se tolga la so protettion, o che la Si- 
gnoria se intrometta per la pace. 

Dopo lette queste lettere, l'Ambassador de Francesco Sforza ha 
fatto officio con la Signoria, che non consenta che '1 Re de Napoli 
muòva guerra a Sigismondo Malatesta; perché '1 se lascia in- 
tender chiaramente, che se l'è debitor, ci vuol satisfarlo integra- 
mente, pur che sia conosciuto prima se V è debitor o nò, da 
giudice sincero; et eshorta la Signoria , che se intrometta fra 
loro per accomodar le so differenzie: le qual no se termenando, 
el Re farà presto levar le sue gente, e le manderà a i so danni 
ne i conGni dell'Abruzzo, havendole già pagae a questo effetto: 
soggiungendo che, se ben l'inverno è visin, l'ha sempre com- 
modità de campeggiare e alloggiar le sue genti come ghe par, 
per esser i luoghi del Conte d'Urbin, suo Capitanio, confini a 
quei del Malatesta. Al Secretario de Malatesta è sta resposo: che 
la Signoria no se puoi persuader che '1 Re de Napoli diebba 
muoverse addesso contra '1 so Signor; sì perchè l'ha ditto molte 
volte de farlo, e no l'ha fatto; come perchè no se vede l'habbi 
fatto espedizion di gente, e l'inverno è vicino. A le lettere del 
Dose de Genoa è sta resposo, che '1 rincresce alla Signoria che 
ogni di vada cressendo la diffidenzia tra quella Communità e '1 
Re de Napoli, parendoghe che questi sia mezi da vegnir alla 
guerra, con desturbo della quiete d'Italia. AH'Ambassador del 
Duca de Milan è sta ditto, che 'l Re manda un so Ambassador 
a i Principi della ligha per questa causa: et par alla Signoria, 
che sia a proposito soprasieder fin a la so venuta; la qual spe- 
remo che debba esser presta. 

La (]ommunità de Fiorenza scrive alla Signoria, che havcndo 
sempre procura la quiete d'Italia, addesso la no dee mancar 
de inlerponerse tra '1 Signor Sigismondo e '1 Re de Napoli , 
acciocché no se rompa tra loro la guerra, la qual necessaria- 
mente porteria disturbo a tutta Italia. Ghe è sta resposo: che 
la Signoria desidera veder accomodae le defferentie de questi 



ANNALI VENETI 201 

due principi, e che la crede che le se accomoderà; perchè 'I 1457 
Re domanda d'esser pagado; e 'I Signor Sigismondo dise, che 
se l'è debilor, lo vuol satisfar. 

A' 13 de Settembrio, Nicolò di Grassi, Secretano a Milan, 
scrive che T Duca l'ha manda a chiamar, e ha ditto che 'I faccia 
officio con la Signoria per so nome , che la no permetta che 
questa guerra se rompa per quiete de i stati d' Italia : e ghe 
ha pondera, che Genoesi è in pericolo , perchè le so galie è mal 
armae , e hanno besogno de formento ; e '1 Re ha la so armata 
in ordene , poco distante da Genoa , e ha fatto gran provision 
de gente per sustentar le parte de fuorusciti , e ghe ha manda 
danari. 

Nicolò Sagondino, Secretano, scrive da Napoli, che 'I detto 
Duca de Milan ha fatto intender a quel Re , che la Signoria ha 
sentio con despiacer che '1 sia per far guerra a Sigismondo 
Malatesta , et ha deliberà de tor la so protezion : e che '1 Re ha 
resposo, che 'I no può creder che la Signoria habbia mala mente 
verso de lui , e giudica che questo aviso nasca dalla so mala 
volontà. El Conte d' Urbin ha prega '1 detto Secretario, che 'I lo 
scusa con la Signoria se '1 va contra Sigismondo ; digando , 
che per esser a servizio de quel Re , el no puoi mancar de 
far la sua volontà; e se offerisce a la Signoria co '1 stalo e 
colla vita. 

L'Ambassador de Sigismondo è torna alla Signoria , e 1' ha 
suplicà in nome del so Signor , che la el vogia haver per rec- 
comandà , e darghe ajuto e consegio ; e se la non può darghe 
aiuto per i so respetti, la priega che 1' habbia per scuso, se, 
astretto da necessità, prenderà partito che no ghe piasa (1). 
Ghe è sta resposto, che per l'amor che se ghe porta , se sente 
con despiaser ogni suo travaglio , e particolarmente quello che 
ghe dà '1 Re de Napoli : ma che la Signoria no dubita che le 
so differenzie no se habbia ad accomodar , vogiando (2) 'I Re 
esser paga del suo , e dicendo esso de volerlo satisfar ; tanto 
più che senio in inverno , che no se potendo adoperar le arme, 
la è certa che se troverà muodo de componer le cose. 

A'29 d'Ottubrio, Mathio Rarbaro, più vecchio Gonsegier, ha 
esposto al Consegio de Pregadi, per la indisposizion del Dose, 

(1) Non le piaccia. 

(2) Volendo. 

Arcii.Sx. Ir. Voi. VII. Par.//. 26 



202 M A L 1 P I E R O 

1457 che l'Ambassador de Sigismondo è sia in Collegio, e ha com- 
municà che 'I so Signor ha saputo per cosa certa, che '1 Conte 
Giacomo Picinin ha dà 10 ducali per lanza a le so genti , e 
che senza racller tempo l'è per andar contra di lui;csuplica 
che se ghe dia ajulo. Ghe è sia resposo, che se saria insieme (1), 
e se ghe daria resposla. Poi el Barbaro ha soggiunto , che 'I 
zorno drio (2) l'Ambassador de Milan lia communicà, che '1 so 
Duca se vuol interponer tra questi due Principi, per veder che 
se compona le so differenzie ; e che a questo effetto manda un 
Ambassador a Napoli, con speranza do concluder l' acordo: e 
<;he fa Signoria ha dello ail'Ambassador, che se comenda suni- 
mamenlc la Sua Eccellenlia che l'habbia tolto questo cargo ; 
e ha manda a chiamar l'Ambassador de Sigismondo, e ghe ha 
ditto che se ha aviso certo, che l' Illustrissimo Duca de Milan 
se vuol interponer tra 'Iso Signor e la Maestà del Re; e che 
già l'ha manda un Ambassador a Napoli per questo clTetlo; e 
che po' no ghe par de proceder più olirà. E l'Ambassador ha 
resposlo, che 1' Duca de Milan fin addesso no ha manda né ha 
(atto cosa per la qual se possa sperar che 1' habbia a mandar 
questo Ambassador a Napoli ; e che '1 so Signor conosce chia- 
ramente, che ghe zoveria (3) più una lettera della Signoria, che 
lutto quello che cercasse de far el Duca , del qual el no se fida 
in conto alcun ; onde '1 priega che almanco se scriva in so 
raccoraandazion , replicando che '1 so Signor vuol satisfar in- 
tegramente '1 Re de quanto che 'l ghe va debitor, e se offerisse 
de star a giudicio de chi piace a la Signoria ; e quando no se 
vogia compiacerlo de scriver al Re , priega che se ghe dagha 
licenzia de polerse accordar come ghe tornerà meglio : e che 
ghe è sta ditto, che se sera insieme, e se ghe darà resposla. 
E a farghela, è sta considera, che per quel tempo che Sigismondo 
è sta al soldo della Signoria , la è sta mal servila da lui; per- 
chè r ha podesto (4) aquistar Crema , e no ha vogiulo ; e se no 
fosse sta la fede e '1 valor de Andrea Dandolo , la no se have- 
rave habudo ; e quando a so tempo è sta tolto l' impresa de 
qualche luogo , la notte l' è sta a darghe soccorso ; su '1 Vero- 

(1) S'unirebbe il Consiglio. 

(2) Il giorno appresso. 

(3) Gli gioverebbe. 
(i) Ha potuto. 



ANNALI VENETI 203 

nose el levò per forza una donna ben nassuda, de casa soa, e la 
vergognò, con noia della Terra; e per coprir el so fallo, fece rite- 
ner quattro homeni d'arme, e i incolpò loro; in modo che pareva 
che no se havosse causa de gratificarlo. È sta anche considera , 
che co '1 scriver se ofifenderà '1 Duca de Milan , perchè V ha 
richiesto più volte Nicolò di Grassi Secretario della Signoria , 
che per so nome faccia instanzia a la Signoria de interponerse , 
e la non ha voluto; e ha fatto far el medemo officio del suo Ani- 
bassador in Golegio, e no se ha voludo: addesso che el se ha intro- 
messo lui, volendo la Signoria intrometterse anch'essa, no se puoi 
se non offenderlo. Le lettere anche no opererave ; perchè al re- 
cever di esse , o 'I Re ha vera spazza '1 Conte Giacomo, o no : 
se '1 lo haverà spazza, le no sera in tempo; se '1 no l'haverà spaz- 
za, el sarà vesina spazzarlo, e no vorrà haver fatto la spesa in- 
darno: e in ogni caso 'l Re resterà offeso, e crederà che i avisi ha- 
bui (1) da Milan sia veri , e che la Signoria vogia lor la prolettion 
de Sigismondo. E pur se ha causa de andar intertegnui (2) con 
esso Re, perchè le nostre galle de Fiandra va a Palermo; quelle 
de Barberia , de Aquamorta capila ne i so luoghi ; addesso 
r è potente su '1 mar , l' ha 40 galie e 10 nave : se scriverà , 
el no se remuoverà; Sigismondo tornerà a la Signoria; che se 
farà? Chi replica, è mal, perchè se poderia vegnir alle rotte ; 
chi no replica , è poca dignità haver scritto una volta , e no 
procieder più avanti. A l'incontro è sta considera: 1.° Che la Si- 
gnoria suol tegnir per amici e per reccomandai molti che l'ha 
offesa, per guadagnarli ; e azzocchè quei che si die temer 
più de loro , no se fazza più grandi. 2.° Che '1 Duca de Milan 
haverà grato che se fazza ogni officio perchè '1 Conte Giacomo 
ghe è suspetto ; e se questa impresa ghe succedesse, el diven- 
leria più polente , e più anemoso : el Re anche divenleria più 
potente in la Marca, perchè i luoghi de Sigismondo è più vicini 
a quei del Signor Alessandro fratello del Duca. 3.° Che se let- 
tere no gioverà e che Sigismondo torna , no sarà inconveniente 
dirghe che l'havemo satisfatto de tutto quel che se ha potuto, 
e che no è in poter delia Signoria sforzar el Re ; e con (luesto 
l'haverà causa de restar satisfatto. 4." Che l' interlegnirse (3) 

(1) Avuti. • ' 

(2) Circospelli. ■ ' 

(3) Tenersi circospetti. 



1V57 



204 M A L I P 1 E R O 

^' con tulli, è '1 fondamento delle cose nostre: che '1 Duca de 
Milan dissimula con tutti; e quando l'havesse besogno de qual- 
che cosa , tutti sarave al so comando : e noi non tegnimo 
conto de nissun ; e però no havemo gran fatto de chi promet- 
terse cosa d' importanzia. E finalmente glie è sta risposto co 'l 
Consegio de Pregai : che do volte ghe è sta ditto che per esser 
r inverno vicin , e el tempo messo a la piova , el Conte Gia- 
como no se poderà levar : che s' haverave scritto volentiera a 
la Maestà del Re quanto '1 ne ha rechiesto , se l'Ambassador 
de Milan no ne havesse fallo intender , che il suo Duca se ha 
interposto (1), et ha manda a questo effetto un Ambassador a 
Napoli; in modo che '1 nostro scriver ghe poderia far creder, 
che ghe vogiemo tuor la pratica da le man. 

La Comunità de Siena scrive, che '1 Conte Giacomo Picinin 
si dovea levar con le so gente , et dava voce d' andar contra 
Sigismondo; ma che i è avisadi, che '1 die andar in Toscana 
contra di loro ; e priega la Signoria che faccia far officio co T 
Papa , che '1 conserva la pase in Italia. 

Nicolò Sagondino Secrelario scrive da Napoli , che '1 Re fa 
parechiar 10 galie appresso a le altre , e che 1' ha pratica co 
i forusciti de Genoa: i patti è de remetterli in casa, e de tornar 
la so dignità al Dose. AH' incontro '1 Re domanda che i legna 
25 galie e 10 nave armae, a so instanzia ; e che i lieve le so 
insegne (2). 

Fiorentini scrive, che 'I Conte Giacomo ha habudo Reforzato, 
(fastello del Signor Sigismondo , e che '1 continua l' impresa ; e 
priega la Signoria , che ghe faccia saver quel che la sa della 
causa de tal movimento. Ghe è sta resposto ringraziandoli del 
so aviso; e ghe è sta ditto, che pensemo che tutto questo moto 
sia per conto de danari che '1 Re deve haver dal Signor Si- 
gismondo. 

A' 23 de Novembri©, el Duca de Ferrara e de Modena scrive 
che 'l Conte Giacomo ha habudo anche Valle , olirà Reforzalo 
(l'un e l'altro de Sigismondo); e dise, che '1 teme che siegua 
qualche notabile inconveniente: che saria ben metterghe le man 



(1) Questa clausola che fino a inlerposlo , mancante nel Codice 

Sagredo, è supplita dal Capponiano. 

(2) Dirizzino le insegne di lui. 



ANNALI VENETI 205 

davanti , o far che la cosa prenda qualche assestamento per via ^^^'^ 
d'accordo. Ghe è sta risposto, che rincresce alla Signoria de i 
danni de Sigismondo; che già la lo ha consegià che l'accomoda 
le sue cose per no dar causa al Re de rissentirse ; e che no 
r habbiando vogiuto far , imputetur sibi. 

Decembrio. El Dose D. Pasqua! Malipiero, ha esposto al 
Gonsegio de Pregadi , che 1' è comparso a la so presenzia un 
Arabassador d'Alfonso d'Aragona Re de Napoli ; e dapoi pre- 
senta le lettere de credenza , ghe ha offerto per nome del so Re 
32 galle , 4 nave che è al viaggio de ponente , e 5 che è a quel 
levante: poi ghe ha ditto, che l'ha tolto l'impresa de Genova , 
perchè Genoesi l'ha sempre perseguita; e ghe ha basta l'.anemo 
de mandar 3 nave fin in porto de Napoli , a danizar i so navili: 
e de la guerra mossa a Sigismondo Malatesta , ha detto , che 
altre volte l' andò al suo soldo con 600 lanze , e hebbe da lui 
32,000 ducati , de i quali ghe ne ha resti tu ido 6,000, e ghe 
è romaso debitor del resto : più volle 1' ha ricercado che '1 
vogia satisfarlo , e no se ne ha fatto mai conto ; in modo che 
r è sta sforza a seguir la via dell' arme. Dapoi la esposizion 
del Dose, è sta preso de risponder all'Ambassador, che la Si- 
gnoria ha sempre cognossuo el so Re sempre pronto a farne 
cosa grata; e addesso più che mai, per le sue gran offerte , 
delle quali la ringrazia assai la Sua Maestà. Quanto all' impresa 
de Genoa, la Signoria è certa, che avendosse '1 Re governa sem- 
pre con ragion, el no haverave tolto questa guerra, se no mosso 
da legittime cause. Quanto al Signor Sigismondo, l'ha cognossuo 
la Sua Regia Maestà sempre giusta; e crede, che se quel Signor 
havesse satisfatto al so debito , la no haverave manda a i so 
danni : e per so ben la Signoria vorave che 1' havesse pagato 
quanto che l'è debitor, perchè la è certa che no seria ocorsi 
questi inconvenienti. 

A' 27 de Decembrio, se tratta a Napoli acordo tra '1 Re e i 
Genoesi fuorusciti, per mezo d'un suo messo. El Re domanda 
che la Corsica resta sua ; che Genoesi sia obligali darghc 
25 galie e 10 nave contra Turchi e contra la Signoria ; e Ge- 
noesi sta renitenti ; e '1 Re ha ordina che sia arma 20 galie 
appresso le altre : e Nicolò Sagondino scrive, che si ragiona che 
le si armi contra la Signoria. 



20G M A L I P I E K O 

**57 f^' Anibassador de Sigismondo, che è appresso quel He , ghe 
lia offerto 26,000 ducali che '1 ghe domanda : e 'I Re ha resposo, 
che 'I vuol anche 40,000 ducati per le spese che l' ha fatto , 
e 15,000 ducati per altri interessi. 

Genoesi domanda ajuto a la Signoria; e dice per so lettere, 
che no fa per essa che i perda '1 suo ; perchè quando '1 Re 
Alfonso i haverà anichilati , l' attenderà ad armarse conlra 
d'essa. 

Dopo letti questi avisi, Sebastian Badoer è andà in renga; e 
ha considera che i nostri vechi ha sempre osserva , quando 
Genoesi o Catalani armava 10 galie, armarne 12; se i ne ha- 
veva 20 , loro ne haveva 25 ; in modo che i voleva sempre 
avanzarli : onde addesso che el Re Alfonso ha in esser molte 
galie e nave, dovemo armarsi, e no star a sua discrettion ; 
tanto più che risuona da più bande, che l'ha dissegno su questo 
stato. L'ha anche considera, che no fa per la Signoria, che '1 
stato de Genoa, e quel de Sigismondo, si perda ; e ha ditto e 
discorso, che se la Signoria si armerà, tutti due se sustenterà: 
tal che è sta preso de tor 30,000 ducati dall'officio del Sai , e 
metterli in deposito alla Procuratia, per farne la volontà del 
(]onsegio de Pregadi. È stato anche preso, che se diebba tor in 
nota tutti i debitori dal 32 in qua, e mandarli a palazzo ; e che 
alla dogana se scuoda i dazii delle due e tre per cento. 

A'30 de Decerabrio, Nicolò Sagondino scrive da Napoli, che '1 
conte Giacomo e '1 Conte d'Urbin, ha manda suoi Secrclarii al 
Re, per darghe conto che Sigismondo se contenta darghe 20,000 
ducati; 10,000 addesso, e 10,000 de qua do anni; obbligandosse 
de servirlo con la persona e co 'i stato contra cadaun: e eshorta '1 
Re a acetlar el partito, perchè co '1 mezo de Sigismondo l'aqui- 
sterà facilmente Siena, Fiorenza e Bologna. 
1458 È sta manda quattro Ambassador a la creazion de Papa Pio 
segondo; e poi è sta fatto per ressidenzia (1) Francesco Contarini 
1)., che legge addesso philosophia in Studio de Padoa. 
1463 Quest'anno, el Re de Pranza ha cesso a Galeazzo Duca de 
Alilan tutte le rason che l'havea in Genoa, Saona e Esle, e 
tutte le pretension che l'havea su '1 Ducato de Milan. E '1 Duca 

(Ij Residente. 



ANNALI VENETI 207 

j^lie ha dà 250,000 ducati; e ha tolto per mogier una so ncza (l) ; 1463 
o ha repudia la fia del Marchese de Mantoa, che ghe era sta 
promessa, e lui l' havea acettà: in modo che a un mcdemo 
tempo '1 Re se ha fatto un vassallo, ha imborsa una gran summa 
de danari, e se ha liberà da una gran spesa. E '1 Duca per 
aquistar questi stati, e per unirse più co '1 He de Fran/a, ha 
tegnudo un suo Ambassador lungamente alla corte del Re ; e 
co '1 so mezo s' ha interlegnuo tutti i baroni de Pranza con 
gran suma de denari. 

Piero Fulgoso, Arcivescovo e Duca de Genoa, ha manda se- 
cretamente a domandar a la Signoria 3,000 ducati a imprestito; 
e ghe ha fatto dir, che Gn che 'l viverà, el no lasserà pervenir 
la città de Genoa in man de! Duca de Wilan. Quanto all'im- 
prestilo, ghe è sta ditto, che la Signoria è molto occupata in la 
guerra del Turco, e che la spendo gran quantità de danari; e 
se scusa de no '1 poder accomodar. Et è sta fatto saver al Duca 
de Milan, per via del nostro Ambassador, quanto '1 ditto Arci- 
vescovo ha fatto dir a la Signoria: e poi, a' lo de Fevrer 1464-, 
atrovandose '1 deto Arcivescovo in questa Terra in gran, beso- 
gno , ghe fu dona 300 ducati. . , : ? ' 

Li Morlachi, sudditi dell' Imperador, era soliti passar con 
le so mercanzie cinque mia lonlan da Trieste, e vegnir in 
Cao d' Istria : e Triestini no habbiando utilità alcuna de i 
suoi coraercii, ha suplicà Federigo Imperador, che i faccia 
passar per la sua terra, per farla capo de i traffichi de quella 
provincia: e l' Imperador i ha satisfatti, e i mercadanti ha lassa 
volentiera la strada vechia, e ha cominciato a far quella de 
Trieste. Quei de Cao d' Istria ghe ne havea danno, e ha fatto 
esponcr el so gravame alla Signoria; la qual ha fatto dire a'Trie- 
stini, che lassa '1 transito libero: e perchè i è sta renitenti, è 
sta manda 20 barche armade a assediar quelle marine, accio- 
chè i no habbia vittuaria per via del mar; e Santo da Gavardo , 
con 60 celate, a scorsizar per quel territorio. E perchè questa 
provision no è bastante, è sialo comandato al Comun de Gorizia, 
che eshorla i Tedeschi a far la strada vechia, e vegnir in (^ao 
d'Istria; e se i Triestini se opponesse, sia trattai da nemici. E per 

(1) Nipote. •■',■,•■ , ~ • ■ 



208 M A L I P 1 E R 

1463 la so insolenzia, el Gavardo ha dà el guasto al suo territorio: 
e perchè la cosa procede avanti, è sta manda in soccorso del 
Gavardo 1,400 cavalli e molti pedoni ; tra i quali è 300 bale- 
strieri Torcellani, con paga de tre mesi, sotto l'Alvise Landò suo 
podestà; e 1,000 guastadori del Padoan, Trivisan, Vicentin e 
Veronese. Et è sta fatto Proveditor in Istria Vidal Landò D. e 
K. ; et è andà con la gente sotto a Trieste, e l' ha stretta in tal 
modo, che Triestini ha domanda tre zorni de termine de pensar 
se i die renderse, e l'ha habudo: ma i no ha osserva la 
triegua de i tre zorni , perchè i ha visto che le provision della 
Signoria è tarde, e perchè i ha habuo raezo de haver de 
questa Terra arme, polvere e altre munizion; e le ha toltela 
note in la terra. È sta manda 4 galie, e assai barche armade 
a assediar el porto ; e vedando che da Zugno fin a Settembrio 
no s'ha possuo operar quel che se desiderava, è sta manda 
Giacom' Antonio Marcello, Rettor de Udine, con 400 cavalli; et 
è sta stretta talmente la terra de Trieste da primo d'Ottubrio 
fin 25 de Novembrio, che '1 pan d'un soldo se pagava 8 mar- 
chetti. Per la sorazonta dell' inverno, e perchè Tedeschi ghe 
ha manda soccorso, le gente della Signoria se ha messo in 
guarnison; e Papa Pio, che ne i so principii è sta Vescovo de 
Trieste, vuol intromelterse tra loro e la Signoria; e finalmente 
la cosa è sta composta in questo modo: che '1 Papa remetta in 
stato Sigismondo Malatesta, rotto da Fedrigo Duca d'Urbin, 
e scazado da Rimini; e la Signoria lievi l'assedio de Trieste: 
che resti a la Signoria Castel Nuovo, Moco et la Bastia de San 
Servolo, con la so giuridittion e territorio: e che le strade pub- 
bliche resti libere, sì che i Morlachi possa andar dove ghe 
parerà; salve sempre e reservade le obligazion vechie e nuove 
de Triestini a la Giesia de S. Marco, e a tutto 'l Dominio. 

A' 21 de Lugio, è sta preso che Bortholamio Coleon, Capitanio 
General, pratichi de condur el Marchese de Mantoa a servizio 
della Terra, con stipendio de 2,000 ducati al mese; e lo facci 
più secretamcnte che sia possibile: perchè per la capilolazion 
che la Signoria ha fatto co '1 Duca de Milan, una parte no puoi 
condur i capi che sono a servizio dell'altra; e par che sia le- 
cito trattar questa condotta , perché 'I Duca de Milan se ha 
sottomesso la città de Genoa, contra la capitolazion, e a in- 



ANNALI VENETI 200 



1463 



stanzia de Fiorentini, machina di farne guerra; e anche per- 
ché '1 Marchese è fatto intrinsecamente so nemigo per el repu- 
dio della fiola; se hen el continua a i so stipcndii. 

La Signoria ha al suo servizio el Conte Piero da Lodron ; 1^^^ 
e ha presentido che '1 Conte Gian Francesco da Arco, con pre- 
testo de far passar gente in Alemagna, ha prepara 5,000 e più 
horaini a' danni del ditto Conte Piero: onde è sta scritto a i 
Rettori de Brescia, che lassi andar liberamente tutti quei di Bre- 
sciana, Valade (1) e Riviera che vuol andar a sua diffesa, pur 
che i sia sotto boni capi. È sta anche dà a esso conte Piero 
1,000 ducati delle so provision, avanti tempo; et è sta scritto 
a Bartholamio Coleon, che no permetta che gente armada passa 
per la valle de Ledro, perchè va a' danni del Conte: e con queste 
provision se ha divertito i desscgni de Francesco da Arco, con 
gran beneGcio del Conte Piero da Lodron. 

È sparso una voce, che '1 Signor Sigismondo Pandolfo Ma- 
latesta, Capitanio della Signoria in la Morea, è morto: e perchè 
la Terra desidera che '1 dominio della città de Riniini resta ne 
i Malatesta, e che '1 Duca de Milan no se faccia patron, co '1 mezo 
de Ruberto Gol de Sigismondo, che è al so servisio, e ghe mo- 
stra affetlion; è sta spazza Chimento Thealdini, Secrctario Ducal, 
a la Signora Isotta, mogier de Sigismondo, a dir che fin addesso 
la morte è dubia; e ghe è sta manda presenti per 200 ducati: 
e die persuaderla a lassar da banda ogni timor, e tor con bon 
animo el governo della città insieme con Salustio suo fiastro , 
de età de 12 anni; con promessa che la Signoria ghe darà ogni 
favor, affermandoghe che la mento della Terra è de no lassar 
capitar quella città in man d'altri che de i so legittimi Signori. 
ElThealdini, giunto a Rimini, ha fatto intender a Madona Isotta, 
che rhavea da csponerghe alcune cose de importanzia a nome 
de suo marito, in presenzia del consegio. E così fo convocado 
ci consegio, e lui fece l'officio che ghe è sta commesso; e 
mosse tanto l'animo de cadaun, che subito Madona Isotta intrò 
in castello, e si fortificò co i so partigiani. È stato anche preso 
de mandar un Ambassador e Proveditor a Rimini con 16 ca- 
valli; et è stato fatto Francesco Capello fo de Alban dalla 
Canea; e apparechiandosse per partir, è sopragiunto lettere della 

(1) Valli bresciane , e Riviera di Salò. 

ARCU. St. IT. Voi. VII. Par. II. 2T 



210 MALIPIERO 

1464 Morea, con aviso che Sigismondo è vivo: talmente che '1 njofo 
della città de Kimini è cessato; e el Papa ha habuo a dir, che 
se la morte era vera, el no intendeva che Salustio succedesse; 
perchè quando Papa Pio fece pace con Sigismondo, lo investì 
del Vicariado de Ri mini solamente per lui, ma no per suc- 
cessori. 

1465 '^'4 de Luglio, la Signoria ha comprato Cervia con le Sa- 
line per 4,000 ducati dal Signor Malatesta Novelo; e l'officio del 
Sai l'ha satisfatto integramente. 

1466 A questo tempo, Piero de Cosmo de Medici acquistò favor co 'I 
populo de Fiorenza, co '1 raezo del Duca de Milan; e con le so 
gente ha scazza i fuorusciti contrari! a la so fattion: el Duca 
ha procura, co '1 mezo de Piero, che la Signoria no hahbia in- 
telligenzia in quella città. Questo Duca ha anche dà una 6a de 
Madona Bianca a un de i figli del Re Ferdinando de Napoli; 
talché tutto '1 stado che è tra i lidi della Calabria e 1 Lago de 
Como, è ligato insieme, e le forze de chi è patron è grande; 
perchè, tra le altre cose, el Duca possiede Genoa, e ha Manloa 
e Bologna per raccomandate. Questi Principi se ha ligà insieme, 
perchè Bortholamio Coleon ha dà fama, che l'è sta 13 anni a 
servizio della Signoria, prima con 60,000 ducati all'anno, poi con 
81,000, e no ha fatto mai prova di sé; et è rissolto de provar 
sua ventura, e tentar qualche impresa in Italia: e questo è tempo 
molto atto a dar effetto al so pensier, perchè '1 Duca Galeazzo 
è giovine de 23 anni, e ha puoca esperienzia del mondo; e Piero 
de Medici no è anchora fermado in stato, e no ha possuo ha- 
ver danari da far zenle ; e i fuorusciti non è andati a i suoi 
confini, e son in questa Terra, e se reduse (1) in casa de Bor- 
tholamio Coleon, Capitanio della Signoria; e ghe offerisse de farlo 
Signor de Milan, se '1 scazza Piero de Medici, e che '1 li ri- 
metta essi con le so famiglie in Fiorenza: perchè scazzado Piero, 
el Duca no haverà più fondamento in quella città; e Ferdinando 
Re de Napoli no haverà più mezo de mandar gente al Duca 
in Lombardia, perchè i ghe sererave (1) i passi. El Capitanio 
Bortholamio, vechio de 75 anni, ha conferito questo trattamento 
con la Signoria; e ghe ha ditto, che l'ha in esser 6,000 cavalli, 

(1) Si radunano. 

(2) Gli chiuderebbero. 



ANNALI VENETI 211 

e che l'allende a redurli a 10,000, con 6,000 fanti: e ghe ha 1466 
considera, che per esser la l'erra occupata in la guerra del 
Turco, no se poderavc romper i dessegni de fuoruscili, fomen- 
tati dal Duca de Savoja e da Svizzeri; e che dall'altra banda, 
quei de Milan ghe fa partilo di tórre sua figlia per un de i 
fradelli del Duca Galeazzo, e de aceltarlo esso per protellor de 
quel stado, e de darghe 10,000 cavalli pagati per far l'impresa 
del stato della Signoria; la qual reussida, ghe vuol cieder Bre- 
scia e Bergamo. 

Papa Paulo Barbo, mosso dal Re Ferando, dal Duca Ga- 
leazzo, dal Duca de Ferrara e da i Fiorentini, ricerca la Signoria 
per mezo del Cardenal Santo Anzolo, Hispano, de far nuova 
ligha per assegurarse de i movimenti del Signor Bortholamio : 
e ghe è sta risposto, che no accade far nuova ligha, perchè la 
Terra se trova con tutti in bona pace; che '1 Signor Borthola- 
mio è Capilanio delle gente della Signoria; e siccome fin ad- 
desso, per tutto quel tempo che l' è sta al servizio della Terra , 
el no ha fatto novità alcuna ; così per 1' avvegnir, hahbiando 
la Signoria animo de recondurlo, la se sforzerà de manlegnirlo 
nel raedemo proposito. E subito è sta manda Geronimo Barba- 
rigo Ambassador al dillo Signor Bortholamio, el qual s'ha par- 
tito de qua; e questo è sta fatto per trattar de recondurlo, e 
rimuoverlo dal pensier che l' ha de muoverse a favor de fuo- 
rusciti de Fiorenza. 

Piero de'AIedici, per indur el populo de Fiorenza a darghe 
danari per poderse mantegnir in stato, e favorir le parte del 
Duca de Milan, s'ha sforza de persuader a quella Communità, 
che la Signoria no pensa ad altro che a sottometterla: e con 
tal mezo l'ha cavado da quel populo 120,000 ducati, co i quali 
ha comenzà a intertegnir capi, e a far zente. El Duca de Milan 
anche ha impegna tutte le entrate a 6 per cento, per trovar 
denari, e ogni di conduce gente : tal che è sta preso co 'l (]onsngio 
de Pregadi, de dar paghe a i soldati, e de farne da nuovo 1,500; 
e de dar voce di farli per la guerra del Turco; ma in effetto 
per no se metter a risego (1) d' esser assaltai da questi poten- 
tati all' improvisa. 

Quest'anno, è morto el Conte Doimo Frangipan, fradclo de 
i conti de Segna e Vegia, senza heredi ; e la terra de Fiume 

(1) Risico. 



212 M A L I P I E R O 

1466 è vegnua in dominio de Federigo imperador: e in tempo 
della guerra de 'SYiosle, Vidal Landò ha possudo liaverla per 
pochi danari ; e quei che governava no l' ha vogiudo aldir, 

1467 Lorenzo Loredan, Ciapitanio de 4 nave, ha preso sora Ca- 
mallo 4 nave d'Ancona, die vegniva de Constantinopoli, carghe 
de robe de Turchi e de Fiorentini. Quelle de Turchi è sta 
messe a sacco, come robe de nemici, e le altre è salve; e 
per so lettere ci domanda ordine. Queste nave è sta prese, 
perchè è sta comesso al Capitanio , che quante el ne trova 
andar in stretto de Constantinopoli, tutte '1 le combatta; perchè 
se è fnformadi che le conduce no solamente merce, ma vittua- 
ria , azzali (1) e arme. È sta scritto al Loredan, che T mandi de 
qua le nave, le robe e i homini, per metter a la tortura alcuni 
Anconitani, e saper da loro quel che i ha conduto a Conslan- 
tinopoH. 

Anconitani, intesa la presa de queste nave, se ha lamenta 
co '1 Papa; e se ha tolto per espediente de mandar in Ancona un 
Secretarlo a farghe intender , che i no manda sue navi a Con- 
stantinopoli, perchè se le sarà trovade, le sarà mal trattade. Fio- 
rentini domanda anch' essi la restituzion delle sue robe; e ghe 
è sta risposto, che se ha dà ordine che le nave vegna de qua con 
lutto 1 cargo; e vegnude che le sia, se delibererà secondo che 
sarà conveniente per la formazion de i processi. 

Ferando Ile de Napoli, Galeazzo Duca de Milan, e Piero de 
Medici ha fatto insieme ligha a Roma contra Borlholamio Coleon, 
el qual, come è ditto, tenta de metter in Fiorenza i fuorusciti ; e 
ha serva honorato luogo a Papa Paulo Barbo, e a la Signoria. 
Ei Papa no lia vogiudo entrar, e sta neutral ; la Signoria pensa 
che ghe torna a proposito la conservazion del Signor Borlho- 
lamio, e ghe dà ogn' anno 90,000 ducati de provision più cauta- 
mente che sia possibile, con obligo de no se partir da i so com- 
mandamenti. 

Quest' anno è sta condotto Alessandro Sforza, Signor de Pe- 
saro, con 25,000 fiorini. Quest'Alessandro è sta fradelo del Duca 
Francesco, el qual co '1 so ajuto ottenne '1 Ducalo de Milan. Questa 
condutta ha dà gran repulazion alle cose de la Signoria, perchè 
l'è capitanio valoroso, pratico e molto reputato: e se ha manda 
so fio in campo al Signor Borlholamio con 1,000 cavalli. È sta 

(1) Acciai . 



ANNALI VENETI 213 

anche condotto Estor Manfredo, Signor de Faenza, con 600 ca- 14^7 
valli, con stipendio de 10,000 ducati all'anno ; e '1 Signor de Farli 
con 300; e la Signoria 1' ha tolto in protettion. È sia scritto al 
General, che '1 manda in Golfo Giacomo Venier Capitanio, con 
6 galle, per soccorrer Bortholamio Coleon, che è leva de Bressana 
con 8,000 cavalli e 6,000 fanti, per darei guasto alla Puglia e a 
la Calabria. 

A' 25 de Lugio, Bortholamio Coleon è giunto in Romagna, do 
mia lontan da Budrio ; ha inteso che quei della ligha è acampadi 
là vicin, sotto 'l Conte d' Urbin, e ha deliberà de andar a la sua 
volta per vegnir al fatto d' arme ; ha leva le zente, a 8 bore , e 
le ha inviade versoi campo della ligha: et è sta scontra prima 
da una banda delle so zenle, e poi da tutto el campo; el qual è 
sta mosso, pensando de assaltar el Capitanio Bortholamio con 
avantaggio, e credendo che la zente fosse straca del viaggio, e che 
l'havesse patito de vittuaria. Da principio i ha fatto gran furia, 
e ha apizà una grossa scaramuza , che ha dura fin a un' bora 
de notte ; che volontariamente cadauna delle parte se ha retirà 
con danno quasi ugual. E 'l Conte d' Urbin, vedendo de nohaver 
possudo superar el Signor Bortholamio in tempo che le gente 
havea palilo assai, sorastele, e no ha vogiudo vegnir più alle 
man con lui, fin che non sorazonse le zente del Re de Napoli, 
che è 800 homeni d'arme e fanti assai , sotto '1 Duca de Calabria 
so fio. Con queste zente el campo della ligha s' ha ingrossa tal- 
mente, che le supera de numero quelle del capitanio Bortholamio; 
el qual per el straco (1) del viazo e del fatto d'arme, ha piado (2] 
una febre sì gronda, che con l'età de 75 anni, se ha dubilà della 
so vita ; de modo che i soldati in campo comenzò a tumultuar: 
e qua è sta preso de mandar in l'essercito Geronimo Barbarigo 
Proveditor, el qual con promesse fatte a i soldai , ha aquietà 
tutto '1 moto; e 'l Signor Bortholamio si ha consolato assai, e 
s' ha ressanà in pochi giorni : ma '1 Barbarigo ha piado gran 
straco in viazo, et è morto a Ravcna el mese de Settembrio. 
È sta homo de gran bontà, piacevolissimo verso tutti , affeltio- 
nado al ben della Terra, e molto eloquente ; e se l' havcsse vis- 
suto, saria stato facil cosa che 'l fosse sta Dose, come è sta Marco 



(1) Stancliezza. 

(2) Preso. 



214 M A L I P I E R O 

1467 e Auguslin so fradeli de minor età de luì. In so luogo è sia 
manda Marco Corner K. 

Papa Paulo Gn da principio de questo moto, ha tenta de met- 
ter pace in Italia ; ma 1 Signor Borlholamio è sta sempre con- 
trario. EI Papa ricercò la Signoria che desse authorilà a i Am- 
bassadori che era in Roma, de concluder accordo; e la Signoria 
ghe rispose, che quando i Principi d'Italia conzerà (1) le cose sue 
co '1 Signor Bortholamio, le sera conze anche con essa, perchè 
la no ha guerra con alcuno. 

1;1 Re Ferando de Napoli ha manda 8 galie a Pisa; e Fio- 
rentini arma tre galeazze. La Signoria ha dubita che i vo- 
lesse dar molestia a 4 galie che vegniva de Fiandra, e 3 da 
Barutho; e ha commesso a Giacomo Venier, Capitanio in Golfo, 
che con 12 galie el vada a Messina, e più avanti se farà besogno, 
per assegurar le ditte galie. 

Borso Duca de Modena, un de i nostri confederadi, ha fatto 
intender a la Signoria, che l'ha modo de praticar la pace con la 
ligha, co '1 mezzo del Duca d'Urbin suo Capetanio; e considera 
che le difficoltà dell' accordo son do (2) : una de pagar la spesa 
fatta dal Signor Bortholamio; l'altra, che i fuorusciti de Fiorenza 
torni a casa. Circa la prima, ghe par che le potenzio della ligha 
poderia contribuir tanto ogn' anno fln che '1 sia satisfatto ; circa 
la segonda, che i fuorusciti galda (3) i suoi beni in ogni luogo, 
dove i starà; o veramente, che dopo '1 bando de un anno o do, 
i tornì a casa , e ghe sia restituito i so beni. 

A'24 de Ottubrio, la Signoria ha fatto ligha con Amadio Duca 
de Savoja , e con Felipo so fradelo ; i quali tutti do promette de 
no haver intclligenzia con alcun centra la Signoria, e de muo- 
verse contra '1 stato de Milan a ogni sua requisizion. La Signoria 
se obbliga de darghe 16,000 fiorini all' anno de provision, e do- 
narghene addesso 16,000 per una volta, no ì mettando a conto 
de provision : et è sta fatto questa composizion, perchè è sta in- 
tercetto alcune lettere del Re Ferando de Napoli, per le qual con- 
segia '1 Duca de Milan che se pacifichi co '1 Signor de Savoja , e 
attendi a dannegiar la Signoria e '1 Signor Bortholamio. 



(1) Aggiusteranno ; come poi conze , per aggiustate. 

(2) Due. 

(3) Goda. 



ANNALI VENETI 215 

L'Arcivescovo de Genova , insieme con Obietto di Fieschi, do- 1467 
manda 4,000 ducali ad iraprestedo alla Signoria, e promette con 
essi far ribelar la Riviera al Duca de Milan ; e la Signoria ghe 
promette de accomodarli con fideiussion, e de esborsar ci da- 
naro, fatto che i habbia moto in Riviera: e questo, per indur el 
Duca de Milan all'accordo. 

Quest' anno, è sta manda a Genoa Zuane Gonela, Secretario, 
per recuperar la nave de Vettor Paradiso de Candia, retegnuda 
in porto de quella città per far rcpresagia contra la Signoria ; e 
andando, el se ha ferma per viaggio a Milan , per aver da quel 
Duca una lettera de recomandazion, come ghe era sta comesso; e 
con tal occasion è sta a parlamento con lui. El qual ghe ha ditto, 
che '1 se ha mosso contra '1 Duca de Savoja contra la sua volontà, 
perchè le sue genti ha corso fln sul Monferà e sul Milanese non 
spinte da altro vento che dal suo, tal che l'è sta astretto a ris- 
sentirse con speranza de metter presto fin ; che già 1' ha otte- 
gnudo 10 suoi castelli, e ha stretto in modo quel stado, che al suo 
nimico convien prender partito ; che '1 Re de Pranza s' ha inter- 
posto per accordarli; e che se ben l'è dal ladi de sopra (1), 
niente de manco l' è per far tutto quello che vorà 1 Re : perchè 
in queste cose '1 no stima nessun avantaggio; ma che 'l suo de- 
siderio è da vederne presto '1 fin , per poder a tempo nuovo adope- 
rarse in altro che più importasse. Et poi scrive, che questo Duca 
soggiunge , che attrovandosse in questa Terra , sentì dir al Dose 
Foscari, che la pace è megior che '1 paradiso ; perchè del paradiso 
i boni solamente ne galde, ma della pace ne galde i boni e i cat- 
tivi ; e che '1 se maraviglia che la Signoria , a instanzia de Bor- 
tholamio da Bergamo, voglia turbar la pace d'Italia; che quando 
morì '1 Duca Francesco suo padre, la non se mandò a doler 
della so morte, né aliegrarse delia so succession , come è de suo 
costume, e come la fa addosso che la manda Antonio Dandolo 
Dottor al Duca de Borgogna; che dell'andata del Signor Borto- 
lamio in Romagna , ne è seguito danno e vergogna, perchè l'ha 
spese molte miara de ducati, e ne ha fatto spender anche ad 
altri; che la Signoria attende a no lassar acumular danari al Re 
Ferando e a lui, per esser principi giovani; ma che presto el se 
spazzerà de questa impresa, e che a tempo nuovo el potrà esser- 

(I) Lato di sopra. 



216 MALIPIERO 

1467 citarse dove ghe parerà ; che se la Signoria vorà continuar questa 
guerra, l'entrerà in gran travaglio, e spenderà purassà danari , 
e poderia metter in pericolo el so stado; che la se fida de tal, 
che '1 persuade esso a farghe la guerra; che la so intenzion è de 
star in pace e galder el so stado, el qual è si fatto che '1 puoi 
bene contentarse; che se la Signoria vuol pace, la l' bavera, offe- 
rendosse de far che le potenzie de la ligha se comprometteranno 
in lui; e se la Signoria vuol el Duca de Modena o altri dalla so 
parte, che l'è contento, pur che la no togia (1) elPapa; perchè, 
se ben l'è Patrizio Veneto, el sa certo che '1 no vuol pace; 
e se pur la vuol, el vuol prima Faenza e Furlì, o almanco po- 
terle invader; e facendosse compromesso, se poderia praticar a 
Rezo (2) o Parma, con commodità de cadaun : giurando, che se '1 
fosse arbitro , el compiaceria la Signoria in tutte le cose ho- 
neste; e se '1 fosse richiesto da quei della ligha de cosa non co- 
veniente, el no ghe haveria nessun respetto. 

I. 

« Vogio ( scrive el Gonela che 'i Duca ghe disse ) che tu 
scrivi alla Signoria che me responda, acciocché sapia come ho a 
governarmi ». E dice che, concludendo, el ghe ha ditto: « La 
Signoria vede ben in che scacco l'ha messo el so stado, che 
no è da metter a pericolo a compiasentia de un sacoman ». Poi 
scrive, che l'ha vogiudo informarse delle genti che l'ha in esser, 
e che in lutto le è 5,000 tra cavalli e pedoni, ma tutti boni; poi 
aggiunge : « Essendo per partirme, andai al Duca Galeazzo 
per tuor licenzia: lo trovai a Carisan, in una piccola capella, e 
con lui era molti di principali suoi capetanii, co i quali l'era re- 
dotto per aldir messa. Et vedutomi, fece ussir tutti di chiesa , 
fin el prete che havea da dir messa, et Ceco suo secretarlo, che 
è l'anima sua; et mi replicò queste parole: — Io vi dissi hieri 
a cavallo parte di quello che volea dirvi avanti che partiate. 
Voglio dirvi anche queste poche parole. Certo voi Veneziani ha- 
vete gran torto, havendo '1 più bel stato d'Italia, a no vi con- 
tentar , e turbar la pase e '1 stato d'altri. Se sapeste la mala 



(1) Tolga. 

(2) Reggio. 



ANNALI VENKTl 217 

volonlà che lutti universalmente hanno contra <le voi , vi se riz- 1467 
zeriano i capelli, e lasceresti viver ogn'uno nel suo stalo. Credete 
che queste potenzie d'Italia ligate insieme, sieno amiche fra 
loro? certo no ; ma la necessità i ha conduti a ligarse insieme ; 
e se ha stretto per paura che hanno de voi e della vostra poten- 
zia. Ogn' un farà tutto '1 suo poder per mozzarvi le ale. Vi par 
haver fatto una bell'opera, haver messe le arme in man a tutta 
Italia ? Se sapesti in quanto pericolo che state, se sapeste quel 
che mi vien offerto in Lombardia, acciochè vi rompa guerra; vi 
maravigliereste. (Et mi giurò che li è offerto il Marchese di Man- 
ica pagado, con molta zenle). Et quei de chi vi fidate, saranno i 
primi a farvela. Credetelo, ch'io vi dico il vero; et vi n'avvedrete 
avanti tempo novo. Lassate, lassate viver ognun. Quando morì mio 
padre, parendomi d'haver un bel stado, andava a sparavier (1), 
mi dava bon tempo et non mi pensava d'altro: poi, vedendo 
quello che facevi con Bortholamio da Bergamo, mi è stato neces- 
sario, per mantener el mio stato, unirmi co '1 Re Ferando , che 
è mio nemico capitaL Con questo vostro Bortholamio havete posto 
le armi in man a tutta Italia , et vi par d' haver fatto ben ; ma vi 
n' avederete. Io non conosceva nessun de homeni d' arme de mio 
padre ; ho dovuto cognoscerli per forza e acarezzarli. Havete 
speso danari assai, e n' havete fatto spender ad altri ; predicate 
la pace, e fate quanta guerra potete; e di essa ne sete mal 
riusciti. Et vi giuro , che 'I Papa , che è vostro gentiluomo , 
farà peggio che gli altri; et se la guerra continua, el sera 
el primo che se moverà contra de voi, per haver Faenza, 
Forlì, Ravenna e Cervia; e so quel che vi dico: nò mai vorrà 
pace , se no gli lasciercle queste terre. Il Re vi è nemico 
capital, ne mai pensa in altro che in nuocervi; e se l'havesse 
tanta possanza quanto l'ha mala volontà, el no ve lassarla com- 
parir al mondo. Io ho continuamente uno de'suoi che mi sollicita 
a romperme cim voi ; et non è un' bora, che Giorgio Daraon, 
suo Ambassador, mi era alle orecchie ; e vedendo che per i sti- 
moli che mi danno , e per le offerte fattemi, io non mi muovo, 
crede eh' io abbia qualche segreta intelligentia con voi. Fioren- 
tini e Zenoesi quanto vi siano amici , lo intendete : così sono 
tutte l'altre communilà d'Italia. Buttate via li vostri danari; 

(1) Andava a caccia collo sparviere. 

AHCii.ST. Ir. Voi. vn. 1>nr. II. 28 



218 MALI PI ERO 

14.67 et ne havele riportato, et riportate tuttavia grande infamia ; per- 
chè se dice che volete divorar ognun, contra la vostra usanza. 
Addesso havete tanta spesa, che non vi avanza danari. So in 
che modo riscuotete queste vostre decime, con quanta fatica e 
diflìcultà, per i gridori de tutta la città. So che v' havete fatto 
prestar danari a i banchi e a' vostri cittadini, e che no li ha- 
vete ancora satisfatti (parlando come '1 faria se '1 fosse stato a 
Venezia, presente a tutte le cose). Tutto procede che non vi fldate 
di me, o che volete tornii il mio. Li Signori hanno un gran avan- 
taggio più che le Signorie; perchè le convien tìdarse d'altri; 
e i Signori son de continuo su '1 fatto. Val più, e fa più un Si- 
gnor con cinquantamila ducati, che una Signoria con cento mile; 
perchè un Signor vede quel che fa i so soldati , e i soldati fa 
tutto quel che possono presenti i suoi Signori : e in somma (disse) 
io era un bufalo in le cose della guerra, e voi m' havete fatto un 
merlino (1), contra '1 mio voler; perchè io inclinava più alla quiete 
che a questo mesliero. Ma vi prometto per 1' hostia che si ha 
da consacrar, che mai non vi farò novità alcuna, se non mi 
darete causa; et avanti che vi faccia guerra , vi ne farò motto. 
Voi siete in libertà d'haver pace e guerra: se vorete pace, Tha- 
verete ; se vorete guerra, haverete la più pericolosa che hab- 
biate havuto a i vostri dì. Sete soli, et havele tutto '1 mondo con- 
tra; non solamente in Italia, ma anche de là da i monti. Siale 
certi che i vostri nemici non dormono. Consigliatevi bene, che, 
per Dio! ne havete hesogno. So quel che vi dico. Havete un bel 
stalo, e maggior entrata che potenzia d'Italia; no la sbara- 
gliate; dubius est eventus belli: non vi potrete scusar che no siale 
stati causa d'ogni inconveniente. So quello che avete trattalo 
con Filippo de Savoja per moverlo contra di me ; e similmente 
con Obbielto di Fieschi , e con l'Arcivescovo de Genoa. Vi prego, 
non date fastidio ad altri. Stale in pace per ben vostro, e della 
Christianità ». 

Scrive poi el (ionela, che vogiando giustificar la Signoria, Ga- 
leazzo ghe sozonse : Quanto più mi dite, tanto men vi credo. 

A' 5 de Novembrio , Thomaso Soderini , Ambassador de' Fio- 
rentini al Duca de Milan, giunse qua in la Terra , e ha domanda 

(1) Uccello. 



ANNALI VENETI 219 

the ghe sia resliluido le robe de Fiorentini prese su le nave 1467 
d'Ancona ; e ha dillo che quella communità no vuol guerra con 
la Signoria , e che la desidera de continuar in quell' amicizia 
con essa che 1' haveva del 1428 ; e ha considera che i moti 
d'Italia minaccia gran ruina; che la pace fa per la Signoria sì 
come la fa per Fiorentini; e che stando a la Signoria la pace 
e la guerra , desidera de saver quel che la vuol r che '1 no ha 
comission nessuna su questo negotio ; ma che l' è un de i X 
della Balia , e cognato de Piero de Medici , et è informa delle 
inclinazion del populo de Fiorenza : e quando '1 savesse la mente 
della Signoria , el daria opera de trattar la pace con honorate 
condizion per essa. 

Ghe è sta risposto, per deliberazion del Consegio de Pregadi, 
che quanto a le nave d'Ancona , è sta dà ordine che le sia con- 
dotte qua ; e che giunte che le sia, se vederà le scritture del 
General e del Gapitanio delle nave , e se farà quello che porterà 'I 
dover. Quanto a la domanda fatta , se la Signoria vuol guerra o 
pace; che la vuol pace con cadauna delle polenzie della ligha , 
massimamente con loro ; che 1' ha favorido Bortholamio da Ber- 
gamo per interesse de stato , vedendo mosse contra de lui tutte 
le potenzie d' Italia; e che no è sta fatto a so favor tulio quel che 
se podeva far, per rispetto de quella communità: e habbiando 
pressentito che alcuni della ligha ghe havea fililo parlilo , la Si- 
gnoria ha vogiudo ajutarlo e sustentarlo , acciochè altri no se 
serva d'esso contra de nui ; e che habbiando esso Ambassador a 
dir altro, el se aldirà volentiera. El rispose, che Thavea inleso 
con gran contento la buona disposizion della Signoria; e che 
esso in particular faria volentiera questo appuntamento, per po- 
derse gloriar de haver dato pase a la sua patria e a tulle le 
polenzie d' Italia ; e se talun non volesse condescender a le cose 
del dover , se concluderà senza de loro. 

La Signoria desiderava assai de concluder questa pase con 
Fiorentini , perchè si veniva a assegurar un stato con 1' altro, e 
a separar Ferando Re de Napoli da Galeazzo Duca de Milan, e a 
restar superiori a tutti i Principi d'Italia, succedendo la pase 
con Turchi. 

Gon r arivo de Marco Corner K. , Provedilor e Ambassador al 
Signor Bortholamio in campo, s' ha comincia a farfacende; per- 
chè fin allhora esso Signor Bortholamio è sta infermo de feb- 



220 M A L I P i E FA O 

1467 bre e ilusso, come è dello; e no glie ha parso tempo de muo 
verse , perchè la gente della h'gha è ingrossada assai. El Duca 
de Calabria era andà su '1 dominio del Papa con la zenle Ara- 
gonese ; el Duca d' Urbin con altre zenle su '1 Bolognese ; e '1 
Duca de Milan havea chiama le so zente in Lombardia , per 
difcnderse da Filippo de Savoja ; e la presenzia e '1 nome del 
Proveditor Corner ha dà riputazion al Gapitanio Borlholamio. 
Le so zenle è sta redulle in 3,000 cavalli cernidi (1), e 3,500 pe- 
doni; e con esse el se ha mosso de i aloggiamenti , con finta 
d' andar in guarnigion; e fatta provision de vitluaria per 4 zorni 
in Ravena, i ha messo in viaggio una mattina qualtr' ore avanti 
giorno, per vegnir in la Valle de Castro Caro , che da sé re- 
stava assediato ; e venne a Mediana , e 1' ha habuda al primo 
assalto ; poi a due bore di giorno ha fallo piantar le artiglie- 
rie alla Rócca , e ha gillà a terra gran parte del muro , in 
modo che quelli che era dentro è sica sforzadi renderse a le 
23 bore. Se stette gran pezzo in contesa , perchè '1 Capitani© 
voleva che i se rendesse a i fuorusciti Fiorentini che era in 
campo; e essi voleva renderse al Proveditor, e esser acetlai a 
nome della Signoria. El Proveditor no volle acettarli , tal che 
i è sta astretti a capitolar co 'I Capitanio; el qual ha habudo 
anche Adoadola, Bugnara , Mordan e Buban : e vedando che se 
pativa de vitluaria, e che le pioggie conlinuava, fu deliberato 
(le andar a Ravena. 

Quando Fiorentini intese che '1 Signor Borlholamio, insieme 
co '1 Proveditor detla Signoria, era intra in la valle de Castro 
(]aro, e che i havea havuto quei luoghi , i dubitò che i andasse 
più avanti, e che per la valle i no intrasse nel pian de Fio- 
renza ; e mandò fanlaria all' incontro per le Alpe de Modiana ; 
e ha scritto al Duca de Milan, che i no vede altro rimedio a 
divertir quell' impresa , salvo che far muover le sue genti con- 
Ira la Signoria per la via de Giaradada in Bresciana ; e ghe 
hanno fatte gran offerte. El Duca e sta dubio alquanto zorni, 
perchè alcuni dei suoi el consigliava, alcuni el desconsigliava, 
parendoghe gran cosa melterse in guerra a requisizion d' al- 
tri : ma per far qualche cosa, ha chiamadoda solo a solo Zuane 
Gonela, Secretano nominato qua de sopra, che, de ritorno da 

(1) Scelti. 



ANNALI VENETI 221 

Genoa, s havea fermato a Gen, castello nel Navareso per visi- 1407 
tarlo; e ghc ha parlalo in questo muodo, per quanto 1' ha refe- 
rido. 

II. 

« Havete havulo risposta dalla Illustrissima Signoria delle 
cose che vi dissi i giorni passati ? Io risposi de no, disse M 
Gonela; e che pensava che la causa fusse , che l' Eccellenza 
Vostra non sapea che strada fusse per far nel mio ritorno. Sog- 
giunse '1 Duca : Diretele 'I tutto a bocca, et vedete che io habbia 
risposta ; et accertateli che sono in gran pericolo, perchè havete 
non solo Italiani contrarii, ma anche oltramontani : et se io me 
trovassi in simil pericolo, vi giuro che mi contenterei tener da 
Tecino in qua, et lassarvc '1 resto. Voglio che sappiate '1 tutto. 
Abbiamo fatto provision de tutto quello che bisogna per mar e 
per terra. Io ho undeci mille e dugento cavalli in condotta , e 
8,000 fanti, fra quelli che ho al presente in esser, e che bavero a 
tempo nuovo: sono in tutto 19,000 persone. El Re Ferando bavera 
10,000 persone, e vegnirà lui medemo. Fiorentini ne bavera 4,000 
e più. El Marchese de Mantoa e Monferrato, e Filippo Monsignor, 
6 in 8,000 fanti; che sono in tutto circa 40,000 persone. Batte- 
te (1) di queste quel numero che vi par, e considerale '1 resto. 
Noi havemo più capitani famosi, che non havete voi capi di squa- 
dra; habbiamo recondotto 'I Conte d' Urbin, se ben gli manca 
assai a finir la so ferma; similmente il Signor San Severino, e '1 
Marchese de Mantoa. Tulle le genti che se partono, el Re et io 
le conduciamo, et le manderemo in luogo che no le poderà pra- 
ticar con le vostre; et così faremo de tutte l'altre che se haverano 
suspette. Non anderemo in Bresciana con le nostre gente, ma 
passeremo l' Adice, e ve offenderemo fin nel cuor; e voremo veder 
chi ne scaccerà. Et sappiate che i vostri sudditi vi son poco 
amici: et se mi diceste che ne anche i miei mi sono fedeli, vi ri- 
spondo che potria esser che qualcun d' essi havesse mal animo 
verso de mi; ma però non è homo che volesse esser suddito al 
vostro stato: et se facesse intender al populo de Milan che ha 
tanto mala volontà contra de voi , de volermi muover a i danni 
vostri, io haveria quanti danari volessi, che impegnerebbero le 

(1) Levale. 



222 M A L 1 P l E R O 

1467 inoglier e i figli per questo efifelto. Et mi giurò ( disse *1 Go- 
nela ) che 1' havea 200,000 ducati de contadi (1), trovati in di- 
versi modi; né mi volse dir come. So ben che l'ha tratto de Ge- 
noa 24,000 ducati, a un ducato per cento de prò. Disse poi, che 
havevano 15 galie del Re Ferando , et quelle del Re Zuane so 
barba; et che da Genoesi haveranno galie et nave quante vo- 
ranno, pagandole, perchè sono nostri nemici; et disse chel'have- 
rano facilmente, perchè sono composte quelle differenzie che 
teneva la città in parti ; e perchè M. Obietto di Fieschi , capo 
della parte Guelfa, e principal author della divìsion de quella 
città , è sta spogliato de tutti i suoi castelli ; et la parte 
Oria è unita co la parte Spinola, e tutti mira a un segno de 
scacciar i Capelazzi, né già molti anni se trovò quella terra 
più unida che addesso; in modo che '1 se rende certo, che con gran 
facilità havcriano 25 in 30 galie, e 8 in 10 nave grosse. Et disse: 
Voi mi potreste responder: faremo pace co '1 Turco, e poco se 
curaremo della vostra armada. Respondo, che a tutto è sta pro- 
vislo. Già è sta manda al Turco a disturbar ogni pratica che 
haveste con lui, et a farli saper a che condicion vi trovate: li 
havemo promesso '1 nostro favor , et se habbiamo offerto de 
intrar in ligha con lui, a destruttion et ruina vostra. Et tutto 
questo mi fate far voi : se non potremo far altro, non vi lasce- 
remo navigar in luogo alcun. Fra pochi giorni vegnirà a Milan 
el figlio del Re Ferando, ci Conte d' Urbino, e '1 Conte Orso, don 
Alonso, e '1 Cavalier Orsino, el Marchese de Mantoa, el Mar- 
chese de Monferrato, e Filippo Monsignor, co '1 qual m' havete 
fatto far pace voi, contra mia volontà; et parla di voi con poco 
respctto: dice che l' havete messo in salto et che l' havete lassato, 
el minaccia de vendicarse. Io farò honor a tutti, perchè lo potrò 
far: anderemo tutti a Pavia, et non si partiremo de là, che met- 
teremo ordine al tutto, et massimamente come si possa più of- 
fenderve. De Oltramontani havete assai nemici, et gran maestri 
(ma non mi nominò alcuno); et è persona tale de chi vi fidate, 
che sera de i primi a offendervi; et concluse: Strania opinion 
è la vostra, voler metter el vostro stato in una punta d'ago, per 
no guadagnar niente. Mi doglio che, non vi havendo fatto di- 
spiacer alcuno, cerchiate di farmi tutte le offese et dispetti che 

(1) Contanti. 



ANNALI VENETI 223 

potete con Filippo de Savoia, con Obietto di Fieschi, con l'Arci- li67 
vescovo de Genoa, et per altre vie mi vogliate tor el mio stato. 
La defesa è concessa da Dio e dalla natura. Faremo la guerra 
per difenderse, e quando vorrete la pase, non la potrete havcr. Né 
vi persuadete, che lusinghe, preghiere, offerte, danari, mi possa 
retirar dalla confederazion nostra ; perchè non lo farò in modo 
alcuno. Voglio mantener la mia fede , et osservar quanto ho pro- 
messo. Vi ho detto, et vi lo replico, se volete pace, l'haverete, 
perchè non ho a partir cosa alcuna con voi. Voi havete il vostro 
stato, et io ho '1 mio; né si ha da far reslituzion alcuna da una 
parte né dall' altra. Vi darò la pace in un dì , secondo la 
forma de i capitoli rechi; e perchè sete sulla spesa della guerra 
del Turco , mi par conveniente che siate sovenuti el ajutati. 
Aggiungeremo questo capitolo : che tutte le potenzie della ligha 
siano obligade contribuir per la sua rata; et vi prometto su la 
fede de real Signor, che se potenzia alcuna no la vorà far, che 
io sarò con voi a sua ruina. Del Capitanio Bortholamio, vi dico 
realmente, che non mi par ragionevole, che per haver turbato la 
pace d' Italia, el debbia haver provision. Se vorele guerra l'ha- 
verete, et la più pericolosa che haveste mai. Non voglio levarmi 
de qui, se prima non intendo l' intenzion vostra. Voglio darvi 
una lettera de credenza a la Signoria, scritta de buon inchio- 
stro, sottoscrita de mia mano; et un altra per el mio Ambassador 
che è li in Venezia: per la qual gli do ordenc, die se otto o dieci 
giorni dopo '1 giunger vostro, non mi sarà fatto resposla, el se 
lievi di quella città, perché intendo che la guerra sia rotta. Et per- 
ché vi dissi che no faria mai novità contra quella Signoria se 
prima no glie lo facesse saper; vi dico addesso, che la certifichiate 
che le romperò la guerra, et metterò in Giaradada, et alle vostre 
frontiere, et in le terre del Capitanio Bortholamio, la più lèdei 
gente che bavero. Né credete che M. Thomaso Sederini, Ambas- 
sador Fiorentino, sia venuto a Venezia per causa della nave 
d'Ancona; ma per intender la vostra intenzion cerca la guerra. 
Voi m'intendete: non passerà l'anno che conoscerete che (ia- 
leazzo ve bavera ditto il vero. — Poi presi licenzia, el mi partii 
et andai a Milano; onde la Duchessa Bianca Maria mandò |)er 
me, et mi disse: Tu torni a Venezia; raccomandami all' lllu- 
slrissima Signoria, et offerissimi ad ogni suo comando. Cortili- 
cala a nome de Galeazzo mio figlio, e mio , che la nostra volontà 



224 M A L I P I E R O 

1467 è de viver in pace, e continuar in quella benevolenzia che è 
stata già tra quella Illustrissima Signoria, e '1 Signor Duca Fran- 
cesco mio consorte ». 

Intesi questi ragionamenti , l'Ambassador del Duca Galeazzo 
( el qual ha havuto la lettera consegnata a Zuane Gonela dal 
Duca niedemo) vene a la Signoria, e domandò resposta de 
quanto haveva referito el Secretario Gonela ; e per deliberazion 
de Consegio de Pregadi, ghe fo resposo, a 23 de Novembrio, in 
questa sustanzia: che la Signoria è sempre amica della pace, e 
che hcra la no ha guerra alcuna co '1 Duca Galeazzo. Quanto 
a Borlholamio Coleon, da poi finida la so ferma con nui , el se 
volle partir; e lutto '1 mondo sa che non havemo guarda a spesa 
per farlo restar : ma '1 se ha parlido per far prova della so for- 
tuna. I fuorusciti de Fiorenza l'ha chiama, che '1 li remetta in 
casa,et è andà; e la Signoria, vedendo tutte le potenzie d'Italia 
unide con tante forze contra d'esso, ha giudica che ogni suo si- 
nistro potesse far danno grande alle cose della Terra , e ghe ha 
parso d'esser necessità a darghe favor : e confessemo, che per no 
acender maggior fuogo , no è sta fatto tutto quello che se haveria 
possuto in so ajuto. Ma pretermettendo tutte queste cose, la ferma 
e indubitata intention della Signoria è de voler pace con tutti ; e 
quando esso Duca vogia vegnir a più particulari , el sarà aldio 
volentiera. 

Falla questa resposta, se ha aspetta molti zorni, che se vegna 
a qualche trattamento de pase: tanto che i Rettori de Lombardia 
ha scritto, che si ragiona publicameritc che '1 Duca de Milan vuol 
guerra con la Signoria , e che '1 romperà in Bresciana, e che in 
Giaradada se parechia alloggiamenti per 3,000 cavalli. 

È stato ragionato de condur el Duca Zuane d'Angiò, Gol de 
Renato Duca de Calabria, per far l'impresa della Siciha : e a' 7 
de Decembrio è sta proposto la condotta al Consegio de Pregadi, 
per indur el Duca de Milan a la conclusion della pase. Non 
ha parso al Consegio de Pregadi de far questo moto; et è sta 
rimessa la cosa ad altro tempo ; et è sta preso de far 
4,000 fanti. 

Intanto è giunto lettere del Duca Galeazzo e del Re Forando, 
che ricerca la Signoria , che faccia restituir le robe de i Fioren- 
tini suoi confederati , prese su le nave d'Ancona. Queste lettere 



ANNALI VENETI 225 

è piene de parole pungenti : niente de manco è sta deliberà ^!^Q^ 
co '1 Consegio de Pregadi , che succedendo la pase , le sia rese, 
se ben per ragion de guerra le son perse ; e quando no succieda 
la pase , è preso che le sia vendute , e sia aplicà '1 danaro alla 
guerra : e perchè circa la pase no se sapeva quel che dovesse se- 
guir, è sta deliberà de far vegnir de longo in questa Terra le 
nave, le qual è a Parenzo; e che '1 tutto sia descargado ne i ma- 
gazeni de Doana da Mar, e sequestrate per l'officio dell' Avo- 
garia, fin che se sapia se se ha da far pase o guerra. 

È passa 30 zorni che Thomaso Soderini , Ambassador de 
Fiorenza, ha scrito a i X della Balia circa la pase; e ha fatto 
intender al Dose, che l'ha habudo risposta, e che l'ha pensato 
sopra '1 luogo della Irattazion: e da poi che in tanti zorni no se 
ha possudo concluder cosa alguna né in Ferrara né in Roma , ghe 
par che questa Terra sia più atta che ogn' altro luogo , perchè 
qua poderia trovarse presenti i Ambassadori de tutti i confederali, 
si che se poderia concluder in poco tempo: che 1' offeriva la 
pase con condizion dell'ultima capitolazion. Poi ha ditto: se queste 
condizion ve piaseno, se può reputar conclusa la pase ; se le 
no ve piase, e che vogiè mutarle, besognerà parlar co '1 Re e 
co '1 Duca nostri confederati, e la cosa anderà in longo: e 'l 
metter tempo no fa per nessuna delle parte. 

Vedendo la Signoria , che non se parla de dar provision né 
grado al Signor Bortholamio, e che in la pratica de Roma, che è 
in man de Papa Paulo e de cinque Cardinali, con Piero Morosini 
Ambassador, se havea tratta che le potenzie della'ligha ghe desse 
70,000 ducati all'anno , in caso che 1' andasse in Albania contra 
Turchi, e de pagarghe la spesa fatta in Romagna l'estate passata; 
se ha dubita che l'Ambassator de Fiorenza tenti de levar la 
pratica da Roma, per tema che il Papa no astrenza (1) la ('om- 
munità de Fiorenza a contribuir a questa spesa; e cerchi de ri- 
durla in questa Città, con speranza de avanzar le so cose, per 
el gran desiderio che '1 vede in la Signoria de concluder la pase. 
Se ha anche pressentido, che i confederati desidera che la cosa 
se tiri in longo fin all'averta (2), per assaltar la Signoria all'impro- 
viso: e a' 7 de Decembrio, è sta deliberà de far 4,000 cavalli. 



(1) Astringa. 

[2) All'aprir dell' anno — a primavera. 

Arcu. Si. II. Voi. VII. Par.//. 29 



226 M A L I P 1 E R 

1467 per metter le cose della Terra in mazor segiirtà e reputazion; 
perchè se ha saputo dal Duca Galeazo , che i confederati die re- 
durse a Milan per consegiar circa el progresso della guerra , 
e attendono a far danari per ogni via. E '1 giorno medemo, per 
consegio de Zuane Soranzo dal Banco, tornado ultimamente da 
Roma, è sta preso de far chiamar l'Ambassador de Fiorenza ; e 
dirghe, che nel tempo che l'ha differito a dar resposta sopra la 
resoluzion del luogo che se ha da trattar questo negocio, la Si- 
gnoria è sta avisà dall'Ambassador in corte, che 'I Papa glie ha 
ditto, che i Cardinali deputati a la pratica della pace è ricercati 
da i, oratori della Ligha d'Italia, d'intender dalla Signoria se la 
pase comenzada a trattar in quella città, glie piase o no; perchè 
tardando la resposta, i se persuaderave che la no la vogia ; e 
che è astretta de responder per rispetto del Papa, che se offerisce 
de componer tutte le defferenzie. E perchè esso Ambassador de 
Fiorenza tarda a resolverse, la Signoria ha remesso la cosa a Ro- 
ma, in arbitrio del Papa: e così è sta chiama l'Ambassador, e 
gheèstà parla, come è ditto; e lui ha resposo in questa forma. 

Ili. 

« tiià dissi a la Serenità Vostra, a'7 del passato, che quando 
voleste la pase, io haveva modo di darvela in quattro zorni , 
purché si sapesse dove si havesse a praticarla. Fu ditto che questa 
(]iltà era attissima, perchè qui si trovano presenti tutti i Am- 
bassadori delle potenzie della Ligha. Io ne scrissi a Fiorenza; et 
se i miei Signori havesseno voluto trattar la cosa con i sui con- 
federati per via di lettere, son certo che mi haveriano data rispo- 
sta in 8 o 10 zorni: ma desiderando che la cosa babbi quel- 
l'effetto che saria de satisfation della Serenità Vostra, hanno 
voluto trattar con i Principi suoi confederati per via de Ambassa- 
dori; e perchè li Ambassadori non ponno andar in quella diligen- 
zia che vanno i corrieri, è stata tirata la cosa più in longo de 
quello che no aspettava la Serenità Vostra. Se la pase vi piace, 
i nostri confederali si contentano che la si fazza qua. Dissi alla 
Eccellenza Vostra, che volendo la pase, secondo le condizioni 
proposte, farla venir qua le comission de i confederati: addesso 
se mi manca (1); perchè el remetter la pratica a Roma, fa creder 

(I) Si manca a me (di parola^. 



ANNALI VENETI 227 

che si voglia più presto guerra die pace; perchè l' è un anno che 1467 
si principiò questa pratica, e Gn hora non è conclusa cosa alcuna. 
Io venni l'anno passato in questa città; dissi a Vostra Sere- 
nità, che la pace e la guerra era in le sue mani; la volle la 
guerra, perché la no potè tegnir in officio Bortholamio da 
Bergamo; la l'ha havuta , et ha conosciuto che io le dissi '1 
vero. Addesso replico il medesimo : a voi sta la pace e la guerra; 
mi par che eleggiate la guerra, perchè non si vien a la via della 
pace, non se contentando del luogo già concluso: et dico, che la 
Serenità Vostra haverà una guerra mortalissima , et sarà fuoco 
d'altro che di paglia. Noi si difendessimo l' anno passado; se de- 
fenderemo anche addesso. La non dica che io la minaccio, perchè 
antivedo quello che ne convegnirà far: dico, che se se farà guerra, 
se farà fuoco d'altro che di paglia. Me par strania cosa, che a 
instanzia de quattro disperati, nostri fuorusciti, defendiate Bortho- 
lamio da Bergamo, e vogliate che siegua tanto scandalo in Italia. 
Se non vi pareva di acettar la pase,con le condizion che io vi 
proposi, era in vostra libertà de mutarle, e responder quello 
che vi piaceva : essendo questa la vostra volontà , non so che 
dir altro, salvo che la mia fortuna, non vuol che sia mezzo che 
se faccia tanto bene. Io sperava riportar laude da Vostra Ec- 
cellenza e far servizio a'miei Signori; se me reuscirà '1 contrario, 
no lo ascriverò ad altro che a la mia mala fortuna , che no ba- 
vera voluto che io porti co 'i mezzo de le mie fatiche la pase 
a tutta Italia. Non so d' haver da far altro, salvo che pregar 
Vostra Serenità che con grata licenzia me lasci tornar a casa; 
et circa '1 fatto de i mercadanti e robe loro, i quali sono qui 
malmenati, la prego che la me dica la mente sua, acciochè 
possa partirme ». 

Inteso '1 parlamento de questo Ambassador, è sta considera 
che continuando esso in questa Terra, el Papa poderia prender 
suspetto che se vogia trattar con lui , e per questo no lassar 
continuar la pratica in Roma. Se desiderava anche de tegnir 
in speranza i principi della Ligha, che questo trattamento se 
podesse ancora far in questa città: onde, acciocché esso Ambas- 
sador no disturba '1 negozio de Roma appresso i X della Balia 
de Fiorenza e appresso 'I Duca Galeazzo , al qual el die andar 
per nome de Fiorentini, ghe è sta resposo: che circa la libe- 



228 M A L I P I E R O 

1467 razion de i mercadanli e delle so robe, no è sta letto ancora 
i processi formadi dal Capitanio della nave, e le altre scritture; 
che se vederà quel che porta la giustizia, e se ghe respon- 
derà fra 8 o IO giorni. Quanto a la licenzia che '1 domanda , 
la Signoria el vede sempre volentieri , e ghe sarà grato che '1 
continui appresso d'essa; che la deliberazion fatta de rimettere 
a Roma la pratica della pase, è processa dalla tardezza della sua 
risposta, e no da altro: e per farghe conoscere la bona intenzion 
della Signoria, se ben fin bora la no ha vogiudo esser nomi- 
nata per principal in questo negozio; niente de manco, accioc- 
ché per nostra causa no se resta de concluder sì bona opera, 
la è contenta de esser nominata. 

L'Ambassador, indolcido da queste bone parole, disse che '1 no 
haveva possudo risponder avanti, per le rason dette altre volte ; 
ma che se tratti onde par meglio, pur che se concluda, che ogni 
luogo sarà accetto a tutti: e che addesso che l'ha pensado meglio, 
ghe piase più Roma che questa città; perchè trattandosse qua , 
seria facil cosa che '1 Re, e 'i Duca Galeazzo sospettasse che 'i 
negocio fosse tirato qua da lui per unir la so Comunità con la 
Signoria. El Collegio ghe rispose, che tanto pesa 100 lire d'oro 
quanto 100 de pagia, e che tanto vai che se faccia la pase qua 
quanto a Roma; e pur che la se faccia, che la sera bona in 
ogni luogo. 

A' 30 de Decembrio, per mostrar confidenzia co '1 Papa, è 
sta deliberà de darghe piena libertà de componer e de concluder 
la pace come ghe par, e de rimetter tutta la cosa in le sue man ; 
con condizion che no sia dà impazzo a i Signori de Pesaro, de Ri- 
mini e de Faenza, acettadi dalla Signoria in protettion: aver- 
tendo la Sua Santità, che habbia reguardo de dar al Signor Bor- 
tholamio condizion e grado conveniente. E subito è sta fatto 
r instrumento del sindicalo in persona de M. Piero Moresini da 
Santa Giustina, Ambassador a Roma; e al simile anche l' instru- 
mento del compromesso. 

Trattandosse questa cosa, el Signor Bortholamio ha fatto 
intender a i deputati, che '1 vuol 100,000 ducati all'anno de sti- 
pendio, e 300,000 per conto de spese fatte per questa impresa ; 
e che ogn' un tenga quel che '1 possiede. Li Ambassadori della 
Ligha, quando hanno intesa questa proposta, hanno ditto chia- 
ramente, che i no vuol contribuir cosa alcuna, acciocché '1 mondo 



ANNALI VENETI 229 

no creda che i suoi principi ghe paghi tributo, overo che i sia l'+67 
sta vinti da lui; e che pretendono che 'I rifacciala Ligha delle 
spese falle per soa causa, come quello che ha turbato la quiete 
d' Italia. 

Il Papa, che ha el negozio a cuor, ha manda so Nuntii al 
Re Ferando; e ghe ha fatto dir, che 1' habbia considerazion a 
le cose soe, e che el pondera che tocca più a lui che a i altri con- 
tentar de contribuir la so parie de 100,000 ducati, secondo che 'I 
giudicherà ; e ghe ha fallo prometter, che quando no manca 
da lui, tulli Principi d'Italia se paciflcherà, e cadaun se obligherà 
d'essere amigo de i amici, e nemigo de i nemici; e la Sua 
Maestà assecurerà le sue cose, che altramente poderave esser 
desturbade dal Re Renalo; e che se non mancherà da lui, tulle 
le potenzie d'Italia se assicurerà l'una dell'altra; la Signoria de 
Venezia, de lui e de i so confederati; e Sua Maestà con la Ligha, 
della Signoria e del Capitanio Borlholamio: el qual siando con- 
dullo da i Principi d'Italia, se poterà esser securi che oltramon- 
tani no r bavera a so servizio con pericolo de quel Regno; anzi, 
che '1 se obligherà in la capilolazion a defender la Italia contra 
cadaun : e però, che '1 die contentarse de questa spesa che non 
è granda, dovendo esser falla con tante borse; che se puoi dir 
che a lui ne locherà una poca parte e per puochi anni, havendo 
'i Signor Borlholamio 75 anni ; tanto più che la Santa Sede se 
offerisce de contribuir la so porzion, se ben la no ghe n' ha altro 
che far, che desiderio de veder in pace la Italia: che quando la 
Sua Maestà no vogia unirse co i altri, e ressentirse de questa 
spesa per la sua parte, la Signoria poderia chiamar el Duca 
Zuane fio! de Renalo Re, e ajutarlo a far l'impresa del Regno 
de Sicilia; e con i agiuti de ollremontani, che no ghe mancheria, 
la melleria quel Regno in pericolo. 

El Re ha fatto responder al Papa: che la so intenzion è che 
se concluda la pase, e che circa le condizion se Temette al so 
voler; ma essendo obligato ai suoi confederali, non vuol assentir 
se no con saputa e satisfattion sua , sperando de redurli a far 
la volontà della Sua Santità. 

Fin che è sta tratta in Roma questa cosa , è sia deliberà de 
deputar un per Ordene de quei de Colegio a aldir i processi 
e le scritture delle nave d'Ancona e delle robe de Fiorentini , i 
quali ben informali venga con le sue opinion al C-onsegio de 



230 M A L 1 P I E R 

1467 Fregadi per deliberar quel che se ha da far. E questi depu- 
tadi ha aldio i processi e le ragioni de cadaun, cioè del Capi- 
tanio delle nave, de i Ambassadori de Ancona, e de merca- 
danti Fiorentini; e per maggior parie hanno referito secretamente 
alla Signoria, che per ragione non si podeva retegnir esse nave, 
e che se doveva restituir ogni cosa. Alcuni sentiva de no far 
la restituzion, se prima no seguiva la conclusion della pace; e 
alcuni voleva che la repressagli a fosse ben fatta, e che no se 
dovesse restituir cosa alcuna in nessun caso, ma che 'l tutto fosse 
diviso. In questa diversità de opinion è sta considera, che se '1 
Pregadi prendesse de restituir el tutto, se mostrerave d'haver 
preso le nave ingiustamente; e saria necessario satisfar inte- 
gramente tutto quello che è sta tolto da i marinari , e astringer 
a la restituzion quei che le ha havute (cosa che saria difficile), 
o veramente pagar del publico : e fu deliberà de no trattar la 
cosa in Pregadi, perchè difficilmente se può tener le cose scerete 
in quel Consegio; e Zuane Soranzo dal Banco, Savio della guerra 
et Capo di X, con i so coleghi, ha reduto la cosa in Consegio 
di X: e dopo tre zorni che questa materia è sta tratta continua- 
mente, è sta deliberà che le nave d'Ancona co 'I so cargo (le 
qual è sta ben e giustamente prese, a instanzia del Papa e della 
Comunità de Ancona , i Ambassadori della qual è sta qua quat- 
tro mesi continui per questo effetto, e per la intercession del Re 
Ferando de Napoli e del Duca Galeazzo, i quali son interessadi 
per i beni de i so sudditi) , esse nave sia liberamente lasciate e 
donate. Se devenne in questa deliberazion per far più facile la 
Ligha d'Italia a la conclusion della pase, e per ovviar che non 
fosse domanda la salisfattion delle robe che son andate de mal: 
e 'I Papa e i altri Principi d' Italia ha molto ringraziato la 
Signoria. 

Fuochi giorni dapoi Zuane Soranzo nominato de sopra , è 
manca de questa vita da malinconia, perchè l'è sta calumniato 
de haver habudo 5,000 ducati da quei de Ancona , per operar 
che le so nave ghe fosse restituite. 

El Papa ha differito molti zorni la espedizion del negozio 
della pase , aspettando che i Principi d' Italia mandasse piena 
authorità de concluder in quel mior (1) modo che ghe paresse, 

(1) Miglior. 



ANNALI VENETI 231 

come ha fatto la Signoria : ma essi Principi è sta renitenti; e 1 1407 
Papa ha deliberà, co 1 Consegio di Cardinali, de publicar essa 
pase de plenitudine potestatis, volessero i Principi della Ligha 
o no volessero; e a' 2 de Fevrcr, giorno de Santa Maria, dopo la 
solennità della Messa, è sia publicata la pase in desia de Santa 
Maria in Ara Coeli , come qui sotto. 

IV. 

« Pax inter Ferdinandum regem, regem Siciliae citra Pha- 
rum; et Christophorum Mauro, ducem Venetiarum; et Galeatium 
Mariam Vicecomitem, Mediolani ducem; et Communitatem Flo- 
rentiae publicatur. "" 

« Perpetuam pacem observandam decernimus , infra triginta 
dierurn spatium, a publicatione praesentium acceptandam. Ac 
etiam decernimus , quod Bartholameus de Bergamo , nonnullarum 
gentium armigerarum Capitaneus, apostolica author itale man- 
dantes , arma deponat. Et nos ipsi , prò honore et reputatione 
ipsorum potentatuum , canonice intrantes, cum omnibus Vas- 
salis, Vicariis ac Dominis, civitatibus, oppidis, subditis im- 
mediate subiectis , in ipsà pace includi volumus , prout de prin- 
cipalibus potentatibus antediclis; ac eiusdem pacis conservatores 
esse ac protectores, inter Ferdinandum regem, Duces, Dominium 
et Comunitatem praediclos; nec non Nobilem virum , dilectum 
filium Borsium ducem Mutinae, ac Marchionem Ferrar iensem, 
ac quoscumque alios Principes Ciiiitatum, Communitates , Ba- 
rones, Milites, et Nobiles totius Italicae nationis praedictae, 
infra quinquaginta dies similiter a publicatione numerandos ; 
qui sub pace, concordia, imitate et confoederatione huiusmo- 
di includi voluerint , ac veluti concordiae amatores , sub ipsius 
pacis amoenitate laetari. Confoederationem et intelligentiam , 
unionem , et ligham olim inter claros memoriae Alphonsum 
Aragonum et Siciliae regem, et q. Franciscum F ascari et 
Dominium Venetorum , Franciscum Sforciam ducem Medio- 
lani, et Communitatem Florentiae pracdictos; inHas , ac per 
ipsum ducem Mutinae poslea acceptatas; auctoritate praedictà 
innovamm, reintegramus , stabilimus, et approbamus , et firma 
esse decernimus; non solum cum dictis omnibus, sed et dilectis 
filiis Senensibm ac Lmanis; nec non quibuslibet tam nostris , 



232 M A L I P I E R O 

1467 quam aìiorum Vassalis , Vicariis , ac subditis infra ipsorum 
quinquaginta dierum spatkim nominandis , et in dicto spatio 
per documenta publica acceptantibus : qiiibus et eorum singulis 
honorabilem et convenientem locum iuxta ipsorum qualitates 
resservamus. Et ut eam quam intendimus Turco de illatis 
iniuriis vindictam inferre possimus , et prò maiori robore et 
firmitate ipsius pacis Italiae, ac prò tuitione fidelium aliquod ini- 
tium praebealur ; eundem Bartholameum , maturi consilii vi- 
rum, strenuum, ac fidelem nostrum et ipsorum potentatuum 
(quemadmodum alias prò reprimendis eorumdem Turcorum cona- 
tibus, tam a Nobis,quamab Oratoribus potentatuum eorumdem 
laudaìum extitit) , nostris ac communibus stipendiis, expedicio- 
nis huiusmodi cantra turcas praticas , Generalem Capitaneum 
facimus; et deputamus sibi stipendia per Nos et potentatus prae- 
dictos, usque ad summam centum milium florenorum auri , in 
hunc qui sequitur modum persolvenda. Constiluentes et assi- 
gnantes videlicet JSos, ut aliis praebeamus exemplum, in tribus 
terminis; videlicet in calendis Aprilis, Augusti et Decembris an- 
nuatim, summam florenorum 19,000, per Cameram apostolicam 
supradictis calendis integre persolvendam , dare, solvere et assi- 
gnare offerimus, et bona fide pollicemur ; et similiter praefatus 
Ferdinandus rex totidem ; Dux et Dominium Venetorum toti- 
dem ; Galeatius Sfortia dux Mediolani totidem ; Priores liber- 
tatis et Vexilifer iustitiae et Commune Florentiae 15,000 : reli- 
qui vero tres praenominati adhaerentes et confederati, 9,000; duo 
primi Senae et Mutina, 4,000 prò qualibet; et Communitas Lu- 
cana mille florenorum summam ^ in eisdem terminis annuatim 
persolvere teneatur. Ita tamen, quod idem Bartholameus infra 
quinquaginta dierum spatium a notificafione praesentium com- 
putandum. Communitati praedictae veleius Sindico, Dovadulae, 
Mordani et Bubani castra Comitatus nostri Imolensis, Thadeo in 
temporalibus Vicario Generali, absque ulterioris morae dispendio 
rcstituat, et restitui faciat cum effectu; et insuper commissum 
sibi exercitum in Albaniam, seu alias regiones, sibi per Nos 
et potentatus praedictos , prò defensione eiusdem Catholicae Fidei, 
et insolentiis in fidelium reprimendis , trajiciat, et obsequenti animo 
peragrare teneatur, sicut censuerit opportunum, sine dolo vel 
fraude. Cui interim usque ad praefinitum tempus praedictum , 
prò stativis castris et mansionibus expedientibus sibi tripartiti 



ANNALI VENETI 233 

exercitus, et armigerarum gentium praedictarum ; videlicel prò li67 
persona ipsius Bartholamei, et una tertià parte exercitus, su- 
prascripti Cristophori Mauro Ducis et Dominii Venetorum ul- 
tra Padum ; prò alia vero Ducis Mutinae et Marchionis cius- 

dem ; prò reliqud autem tertià parte civitatum nostra- 

rum Fori lulii , Ravenae , et Faventiae territoria assignamus. 
Volumus autem, quod idem Bartholameus per se, vel procuratorem 
suum, ad hoc specìaliter deputatum et constitutum , de officio prae- 
dicto bene , diligenter, ac fideliter exercendo in nostris et aliorum 
potentatuum manibus , fidelitatis debitae , corporaliter teneatur 
praestare in forma publicà iuramentum. Caeterum , ut praedicla 
omnia et singula illibata serventur , in virtute sanctae obedien- 
tiae, et sub anathematis ac divinae maledirtìonis incerminatione , 
ac etiam interdica ; partibus ipsis , ipsarumque adhaerentibus , 
confoederatis , colligatis , fautoribus , sequacibus , et colligandis 
atque confoederandis , atque aliis quorum interest vel interesse 
possit quomodolibet in futurum, ne pacis, concordiae , confoedera- 
tionis , et unitatis foedera violare , perturbare , ac alio quocis 
mx)do contrafacere , seu venire praesumat. Et si (quod absit) quis- 
quam violator extiterit , in ipsum maleditionis aeternae anathe- 
mate sententias , censuras , et poenas , quas nunc prout ex tunc 
in ipsos violatores , ac contemptores , atque rebelles , sententialitcf 
ferimus ; et nihihminus pacis concordia in reliquis firma per- 
maneat. Adiicentur etiam supradictis, quod si hostis antiquae dis- 
cordiae , praemissorum occasione , ambiguitatem aliquam, seu ex 
verborum signi ficatione, vel aliter dubietatis scrupulum oririfecerit 
in futurum; Nobis sit libera et piena facultas , prò ipsarum par- 
tium quiete, ac pacis, concordiae, confoederationis et ligae praedictae 
subsistentid et observatione firmiori , omnes et singulas ambigui- 
tates et dubia , nostrae declarationis oraculo tollere penitus et 
amputare; interque potentatus ipsos differentias, controversias , ac 
simultates, si (quod absit) emerserint , dirimere, et terminare, 
ac decidere; prout nobis et successoribus nostris prò omnium prae- 
missorum substantià , necessarium visum fuerit , ac etiam op- 
portunum; capitulis aliis ligae in suo robore permunentibus ». 

Dapoi la pubblicazJon della paco, el Papa ha fatto batter 
talenti d'oro da 20 ducali 1' un, coii T impronto della sua ima 

Ancn. S r. ir. Voi. VM. Par. II. :!0 



234 M A L I P I E R O 

1467 gine , e con lettere che dìsono: Papae Paulo pacis Italiaefun- 
datori. 

La Signoria ha havuto a viso de questa pubblicazion della 
pace per corier a posta , et ha consegiato alquanti di su la 
ratiflcazion, e in tanto no è sta fatto segno alcun d'allegrezza; 
anzi se ha mostra de restar mal satisfatti del Papa , perchè in 
questa publicazion Sua Santità ha pronunzia la ligha della qual 
la Signoria no se curava ; ma tutto è sta fatto , acciochè i altri 
obedissa prontamente alla volontà del Papa : e così è sta diffe- 
rido la ratiflcazion fin a' 16 de Fevrer, che se ha habulo aviso 
da Rpma, dall'Ambassador Morosini , che la ligha d' Italia vuol 
ratificar condizionatamente , e ricusa de contribuir a la spesa 
del Signor Boriholamio, fin tanto che el starà in Italia ; e no 
vuol dar fuora danaro alcun, se prima el no conduce l'essercito 
in Albania. E per dar esempio a i altri , e per mostrar segno 
de respetlo verso la persona del Papa , acciochè l' abbia causa 
de star unido con la Signoria , è sta preso a' 16 ditto , de acettar 
ratificar e aprobar in tutto e per tutto la bolla: la qual cosa è 
stata tanto grata al Papa , che l'ha ditto all'Ambassador quando 
'I ghe dete la nuova , de voler procieder con tutte le censure 
ecclesiastiche contra li inobbedienti ; e ha promesso de unirse 
con quei che la ratificherà. 

1468 A' 3 de Marzo , zorno deputado alla ratificazion , alguni 
Ambassador della ligha, ha fatto intender al Papa, che i suoi 
Principi è per acettar la pace e la ligha: ma perchè 'l Re Ferando 
e 'l Duca de Milan è lontani , e per la brevità del tempo non 
hanno possudo consultar sopra le condizion della pace, pregano 
la Sua Santità, che vogia prolungar el termine 12 giorni, e 
riformar alcune cose che se contien in la ligha del Re Alfonso; 
la qual, per la morte de i Principi e per la mutazion de stati , 
merita esser riformada. Appresso, Galeazzo Duca de Milan do- 
manda d'esser nominato in la ligha co i suoi titoli, zoè Signor 
de Genoa : i ha fatto anche dir al Papa , che i pretende che 
questa ratificazion no deroghi alla confederazion fatta tra loro 
per avanti; e domandano, che '1 Papa se oblighi de legnir una 
banda de gente pagada a spese della Santa Sede , e no ghe ne 
servi alcun: e '1 Papa ghe ha resposto, che 'l cognosse che 
alcune cose è degne de reforma , ma per reverentia della Sede 



ANNALI VENETI 235 

Apostolica vuol prima che sia ratifica la bolla; et ha dà parola 14.68 
de reformar tutto quello che meriterà reforraazion ; e se ha 
contenta de prolongar el termene per 12 giorni , secondo la 
sua rechiesta. La Signoria ha dubita che la intenzion de i Prin- 
cipi delia ligha sia de no ratificar la pase : e per metter le so 
cose in reputazion , e poderse defender in caso de besogno, ha 
fatto far la rassegna de i soldai vechi , e ne condusse de nuovi, 
perchè fin addesso non è sta fatto preparazion alcuna , stando 
in aspettazion che la pase fosse ratifica ; et è sta licenzia la 
raità delle zente del Signor Bortholamio: e questa cosa ha fatto 
che la ligha non ha ratifica. È sta conduto 4,000 cavalli 
e 3,000 fanti ; et è sta messo do decime , n.° 10 e n.° 11 , a 
restituir in termene de do anni, parte del deposito del Sai, 
parte delle 30 e 40 per cento da i Governadori ; con dechia- 
razion , che quei che bavera prima pagado, sia prima satisfatti. 

È sta fatto Proveditor in Lombardia Marco Corner K., e 
Filippo Corer Ambassador al Gapitanio Bortholamio, per tegnirlo 
ben informado della volontà de la Signoria , e per farghe in- 
tender che la è parechiada a la guerra , a quel modo che la è 
anche alla pase. 

A' 14 de Marzo, è sta preso de far un Capitanio in golfo 
con 20 galie , con comission che 'l vada dannizando le marine 
della Pugia e della Calavria : et è sta scritto all'Ambassador a 
Roma, che eshorta '1 Papa a farse obedir da i Principi della 
ligha, assegurandolo che in ogni occasion la Signoria sarà 
pronta a defender 1' onor della Sede Apostolica. 

El Capitanio Bortholamio ha fatto dir alla Signoria , per 
mezo de Filippo Corer Ambassador, che per so respetto la no re- 
sta de concluder la pase , perchè, con stipendio e senza , è pronto 
a far el so voler: e in caso che se continuasse la guerra, che 
l'haverà 7,000 cavalli e 2,000 fanti; ma che con 40,000 ducati 
all' anno , el no puoi sustenlar tanta zente. 

È passa 'l termene della ralificazion della pase; e Lorenzo da 
Pesaro, Ambassador del Duca Galeazzo, è andà a Roma, e ha 
«'sposto al Papa per nome de i Principi della ligha , che i è res- 
soUi de no ratificar la pase, se prima no se reforma alcune cose; 
e no vuol contribuir al stipendio del Signor Bortholamio, se prima 
el no passa co l'essercito in Albania, per no esser tegnudi tribu- 
tarli de chi ha turbado la pase d'Italia e la quiete. El Papa ha re- 



23G M A L I P I E R 

14G8 sposo, che l'è desposlo de rcfonnar lutto quello che ghe sarà 
nrecordà se prima se ratifica la pase , no potendo tolerar che la 
sia interotla da loro : ma che 'I ghe dà la so parola de satisfarli , 
perchè '1 se ha risservà authorità de reforraar e dechiarar tutto 
quello che havesse besogno de reforma e de dechiarazion. Quanto 
a no voler esborsar danari al Signor Bortholamio , se prima el 
no passa con l'essercito in Albania; ghe ha ditto , che è cosa im- 
possibile condur gente, se prima no se ghe dà i danari della prima 
rata. L'Ambassador, stando su la prima risposta, ha soggiunto al 
Papa : Padre Santo , se Vostra Santità non havesse dà '1 passo 
per la Romagna al Capitanio Bortholamio, no havessimo ad- 
dosso tante difficultà. Dove el Papa, sdegnato, ghe ha resposo: 
Andate con questa vostra opinion, che sarete con i vostri Prin- 
cipi maladetto da Dio e da me : se vi occorrerà qualche sini- 
stro per questa vostra pertinacia et mala volontà , io starò a 
veder la festa ; el voi , con i vostri Principi , ne haverete 'I 
danno. 

A' 29 d'Avril , è vegnudo qua 'I Signor Hercule da Este , 
ferido in campo della Signoria. 

Finalmente, dapoi molti contrasti ffilli a Roma per i Am- 
bassadori della hgha , è sta ratiflcata la pace; e qua per segno 
d'allegrezza, è sia fatto fuoglii e suonato campane tre giorni 
continui; e 'Idi della Sensa(l),26 de Maggio, està publicata 
la pase in piazza de S. Marco ; e a' 12 de Zugno , è sta fatto 
solenne procession, e rivocato la decima n.° 10 e n.° 11, resti- 
tuite a quei che le ha pagate. 

A' 15 de Luglio, Marco Barbarigo, Bernardo Venier e Candian 
Bollani, Avogadori de Gomun, ha piacila in Prcgadi Felipo Go- 
rer , torna dall' Ambassadoria de Napoli , e romaso (2) Podestà 
de Verona : et è sta privo della Podestaria , e confina 6 mesi 
in preson, e bandio per due anni da Consegi secreti , e privo 
in perpetuo de Ambasciarle. La opposizion che ghe è sta fatto 
è, che siando Ambassador a Napoli al Re Ferando, el se ha 
tolto maggior libertà che 'l no avea in comission ; e ha con- 
cluso ligha co '1 detto Ferando, de poco honor della Signoria, 
acetlando i capitoli del Re , e lassando i nostri ; e ha scritto 



(1) Ascensione. 

(2) Rimasto; cioè (come in molli altri luoghi) rimasto eletto. 



ANNALI VENETI 237 

(luesle formai parole: — Ho conchiuso liglia coq Ferdinando, li68 
veduto '1 bisogno della Serenità Vostra , per causa della guerra 
del Turco: onde se la vi sarà grata , me piaserà ; quando no, 
la è pur fatta ; besogna haver pacientia. — L' arroganzia de 
queste parole ha mosso i Pregadi a condannarlo, et 1' aver 
obligà la Terra a dar ajuto al Re, sempre che ghe paresse de '-^^ 
far guerra a Papa Paulo Barbo. 

A' 8 d'Agosto, Galeazo Sforza Duca de Milan , è vegnudo a 
Caravaggio, e ha tenta con alcuni soldati del Signor Bortho- 
lamio de far metter fuogo in le so stale, che è in Malpaga, 
dove r habita , con disegno de prender el castello e la persona 
del Signor Bortholamio con quella occasion. Ma la cosa è sta 
descoverta; e '1 Gapitanio da poi è sta giorno e note in mag- 
gior custodia. 

Quest'anno, Federigo Imperador s' ha partilo d' Alemagna iiG9 
per andar a Roma , per un voto fatto quando 1' era assedia in 
Viena , de visitar i luoghi santi de quella città, e forsi per 
trattar qualche cosa con Papa Paulo Barbo: e passando per 
el stato della Signoria , ha domanda salvo condutlo , se ben 
l'ha havuto l'anno passato per i movimenti del Signor Bor- 
tholamio; e con questo salvo condulto, l'è vegnudo in questa 
Terra a primo de Fevrer. Ghe è sta manda fuora di confini 
H Ambassadori ; e poi acostandosse, ghe ne è sta manda 12, che 
r ha compagna per el stato ; et è sta fatto elettion de 3 prove- 
ditori, che proveda de tutto quel che fa besogno per la so ve- 
nuta: e a' 31 de Zener , fu preso che per honorarlo se porti 
vesta de color. 

El Re Ferando de Napoli, Galeazzo Duca de Milan, e la 
Comunità de Fiorenza , ha manda a la Signoria , fin l' anno 
passa 1468, a' 4 de Novembrio, soi Ambassadori a ricercarla che 
la entri in ligha con essi contra Papa Paulo Secondo: el qual, 
el mese de Giugno dell'anno presente, ha manda 1,500 elmetti 
all'impresa de Rimini contra Ruberto Malatesta, fiol de Sigi- 
smondo, morto l'anno passato in essa città de Rimini, tor- 
nato dalla Morea dal servizio della Signoria. El pretesto del Papa 
è sta, che '1 diceva che Ruberto trattava de lorghe Oscna; ma 'I 
so vero dissegno era de far Agustin Barbo, suo nevodo, Signor 
de quella terra: e capo della sua genie è sta Lorenzo Zane. Arci- 
vescovo de Spalato. La Signoria ha fatto ogni otììcio co "i Papa 



238 M A L I P I E R O 

1469 per remuoverlo da sì fatto pensler , e no ha operato niente : 
tal che è sta deliberà de far cavalcar in Romagna a defesa del 
Malatesta una gran parte delle gente d'arme, le qual è al 
presente 6,700 homeni d'arme; e per darghe due paghe, està 
suspeso tutti i pagamenti delle Camere. 

1470 A'2 de Marzo, se ha aviso che '1 Re Odoardo d' Inghilterra, 
cugnato de Filippo de Borgogna, ha scacciato '1 Re Enrico da 
Londra, e ha fatto morir el Duca de Varvic so cugnato: questa 
nuova è reputata bona perla Terra, perchè a questo modo se 
resta securi che '1 Re de Pranza no bavera pie in quel Regno. 
Questo' Re de Pranza, a inslanzia de Galeazo de Milan, è ini- 
mico della Signoria ; e de so ordene. Colombo so Capitanio de 
nave armate , ha proso in Spagna le nave de Nicolò Miaui e 
Giuliano Copo. E perchè la Signoria se intende ben co '1 Duca 
Carlo de Borgogna, al qual se tien un Ambassador che fa rcs- 
sidenzia , et è addesso Bernardo Bembo D.; col mezo del qual 
è sta concluso ligha co 'I Re d' Inghilterra , con esso Duca , 
co '1 Re Perando , e co '1 Papa Sisto : e '1 ditto Duca promette, 
restando libero dalla guerra de Pranza , tcgnir fuora a so spese 
10 galie in armala, a beneplacito della Signoria , finché durerà 
la guerra del Turco. All'incontro la Signoria se obliga, libera 
che la sia dalla ditta guerra del Turco, a sborsarghe ogn'anno 
100,000 ducali, fin che 1' bavera guerra co '1 Re de Pranza. 
Et è sta preso de donar 100 ducati a colui che ha porla i ca- 
pitoli della ditta ligha ; la qual è sta fatta volentiera per ab- 
bassar el Duca Galeazzo de Milan , el qual stando in ligha 
co 'I Re de Pranza , machina giorno e noie contro la Signoria. 

Quest'anno , s' ha visto tre mesi continui due comete. 

El Re Perando s' lia obligà la Comunità de Fiorenza , e 
massimamente Lorenzo di Medici; e ha havuto intelligenzia con 
un Contestabile che era a la guardia d'una delle porte de 
Volterra, la qual havea rebelato a' Fiorentini , e se governava 
a communità : e ha manda Pedrigo Duca d'Urbin, con la gente 
della ligha, a tor la città, e 1' ha consegna a' Fiorentini con sua 
gran reputazion ; e 1' ha fatto per poder remuover più facil- 
mente la Communità de Fiorenza da la devozion del Duca de 
Milan. Questo successo ha despiasudo a la Signoria, perchè 
continuando la guerra tra Voliera e Fiorenza , se podeva solevar 
qualche novità in quella terra , e fuorusciti ajulati da Volterani 
saria intrati in Fiorenza. 



ANNALI VENETI 239 

A' 4 de Lugio, è giunto a la Signoria 3 Ambassadori del 1470 
Duca de Milan , e domanda che se renuova la capitolazion 
del 1456. El Duca fa sta domanda , perchè già '1 Re de Na- 
poli ha l'alto ligha con la Signoria conlra '1 Turco , et è sta 
lassa luogo a fialeazzo de entrar ; e no potendo esser per prin- 
cipal , se duol che '1 Re so confederato habbia fatto essa ligha; 
et anche perchè in la dilla capitolazion del 56 no è incluso el 
Duca de Savoja , e Galeazzo dissegna de farghe guerra. Dapoi 
molte dispule, è sta risposto ad essi Ambassador in questa su- 
stanzia : che poco avanti se ha concluso ligha co '1 Re Forando 
de Napoli , e in essa ligha glie è sta resservado honorato luogo; 
et é in so piaser de entrarghc. 

Questo Duca attende con ogni raezo a desconzar (1) la ligha, 
e cerca de mettere sospetto tra "1 Re e la Signoria: ma '1 Re 
se porta da savio, e cognosse la necessità de questi tempi; vede 
la mala volontà del Duca, e la realtà della Signoria; e cognosse 
la rcputazion che ghe dà l'esser in ligha con essa. 

A' 26 de Lugio, Papa Paulo Barbo è morto a tre bore de 
note: havea cenato allegramente, et è stato trovato morto nel 
suo leto, co 'l capo fuora, secondo '1 suo solito. È morto con 
fama d'haver sempre atteso a cumular danari: e perchè '1 no 
ha fatto provision alcuna contro i Turchi, el se ha fatto odioso 
a tutta la Christianità. Per questa causa la Signoria è vegnuda 
in discordia con esso, e a tempo della so morte la no legniva 
Ambassador in Corte, come era sua usanza. 

È stato fallo Papa in so luogo Sisto Ouarto Saonese, cardinal 
de San Piero, dell'ordine de i Frati Minori, e General de quella 
Religione. È sta manda 4 Ambassadori a allegrarse: i quali ha 
ottenuto, tra l'altre cose notate a i suoi luoghi, dove se parla 
della guerra del Turco, che i cascali in censure ecclesiastiche sia 
assolti; che '1 confermerà volenliera la elctlion de i Piovani 
eletti da i parrocchiani, domandandosse le confermazion avanti 
che le pieve sia conferite per la Sede Apostolica; che '1 confe- 
rirà i vescovati che vacherà, in nobeli e cittadini confldenti. L'è 
sta principe de bona mente verso la Signoria, e in sua grati- 
ficazion l'ha armàSOgalie, se ben Tè sta povero, e ha habuto 
chi '1 desconsigliava: ha atteso a metter pace in Italia; e per 

(1) Sconciare. 



•240 M A L I P I E R O 

1470 farla, s'ha contenta de restituir al Re de Napoli la fortezza de 
Ponte de Bo, e '1 Contado d'Ossera, e i Castelli che Papa Giulio 
no ghe volle mai conceder, per esser la chiave della Romagna; e 
l'ha fatto (ionfalonier della Giesia. All'incontro '1 Re se ha obligà 
de dar al Papa ogn' anno un palafreno, e tegnir de continuo 
due galle fra Corneto e Civita Vechia a custodia de quelle ma- 
rine , e difender in ogni caso el stado della Giesia contra cadaun. 

A' 17 de Zugno , Hcrcule da Este ha fatto intender a la Si- 
gnoria, per messo a posta, che 'I Duca Dorso de Ferrara è ama- 
lato a morto; e che Nicolò da Este so barba, con l'ajuto de 
Francesco Gonzaga de Mantoa so cognato, vuol occupar quel slato. 
La Signoria ha desiderio de ajutar Hercule per i suoi meriti; 
e de consenso del Duca Borso suo fratello, ha manda subito 
800 lanze con molte fanterie a Legnago sotto Francesco Michiel 
Proveditor, e 30 barche armate dalle contrade, e 3 galle con 
una fusta da Parlo (1) , Capltanio Zuane Soranzo dal Banco , con 
60 ducati al mese; et da poi Damian Moro, che per haverse infer- 
malo, è sta manda in so luogo due mesi da poi. È sta anche 
manda Ambassador a Ferrara Domenego Zorzl, savio e eloquente, 
per stabilir i animi de Ferraresi a là devozion de Hercule da 
Este sopraditto; et ha continuato in quella città fin a' 27 de 
Zugno, che è morto el Duca Borso: el qual è sta venenato con 
un melon dal Cardinal de Mantoa a Roma, dove era andà a basciar 
il pie al Papa. 

A' 22 d'Agosto, è sta deliberà de scriver che lutti i soldati 
che è In Padoa, Treviso, Vicenza, Este, Castelbaldo, stia parec- 
chladi de cavalcar in soccorso de Hercule sopraditto: ma vedando 
'I Signor Nicolò, che la Signoria dava favor a la persona de 
Hercule, se ha remosso dell'Impresa; e Hercule è resta Signor 
absoluto de Ferrara, e la Signoria ha manda due Ambassadorl 
ad allegrarse. 

In questi dì, fra Piero Gardenal, nevodo del Papa, ha fatto 
intendere ai nostri Ambassadorl che era In Roma, che l Ambassa- 
dorl del Duca de Milan havea consiglia de torghc '1 luogo In Cap- 
pella, e no '1 voglando ceder, havea messo ordine de farli tagliar 
a pezzi; ma che i no resta per modo alcun de andar, perchè '1 
ghc darà soccorso, se Milanesi ardirà do muovcrse contra (\(^ 

(I) Fusta ^jrande. 



ANNAJJ VENETI 241 

loro. El Papa ha presentilo el moto, e dubitando de scandolo, ha li73 
dà ordine che nessuna delle parte no vada in cappella. Per questi 
a visi è sta fatto Pregadi due giorni On a meza note; e perché 
la guerra del Turco ne preme, està preso de scorer (1). 

Triestini ha rubato el castello de San Servolo appresso Capo 
d'Istria, e l'ha fatto forte con alcuni bastioni. Subito è sta manda 
Zuane Dedo Secrelario , a protestarghe che i lo restiluissa ; e 
no l'hanno vogiudo restituir: e Geronimo da Mula , Savio di or- 
deni, ha messo parte che sia fatto intender a Triestini , che se 
i no lo restituisse in termene d'un' bora, che se userà le forze 
contra de loro. La parte è sta presa, e 'I protesto è sta fatto; 
e subito è comparso tre Ambassadori a la Signoria, e ha domanda 
che se metta tempo de mezo a far moto rontra de loro, fin 
tanto che i habbia una risposta che i aspetta dall' Imperador; 
dalla volontà del qual diseno de no se poter partir, per esser suoi 
sudditi. Dopo che quest'Ambassador ha fatto questa domanda, 
el Collegio, che no ha opinion de romperse per no disturbar la 
guerra del Turco, ha fatto chiamar alcuni homeni da guerra per 
intender se é cosa facile recuperar el castello; e ha resposlo , 
l'orsi mossi da altri, che '1 castello è inespugnabile. Per questa 
risposta Geronimo da Mula è resta sospeso, e ha fatto chiamar 
Benetto dal Borgo, soldato famoso; e l'ha eshortà a tuor cargo de 
recuperar el castello, e acquistar la grazia del Dominio, e andar 
la mattina drio (2) a offerirse in Colegio: e lui ha resposto, che 
ghe basta l'animo de far tal operazion. La mattina el Colegio ha 
havuto la so offerta, e ha chiamado Pregadi per el dopo disnar. 
1 Savii ha messo, che, deponendo molti che la recuperazion è 
difficile, sia differido de mandar gente a quell'impresa: el Mula, 
con l'offerta de quel dal Borgo, ha messo che se staga su '1 
preso; e così è sta deiiberado. 

È sta manda Benetto dal Borgo a Giacomo da Novelo, con 
500 cavalli e 1,000 pedoni; et è sta spazza per Colegio Vedor 
Pasqualigo , con 10 fuslc e 50 barche armade. Triestini , 
vcdando che i se tirava addosso gran ruina, ha restituito '1 
castello ; e Geronimo da Mula ha messo parte de aslrinzerli a 
pagar le spese che è sta fatte in questa espedizion. El Colegio glie 



(1) Di lasciar correre. ' '■■ 

(2) La mattina dopo. 

Akcu. si. 1 1. Voi. VII. Par. II. 31 



2i2 M A L I P 1 E K O 

1473 h;i contraditto; e Pietro Morosini ha ditto, tra le altre cose , che la 
Signoria no costuma de far simile rechieste : e ghe è sta resposto 
e mostrato, per i annali de Cancelleria, che Francesco da Carrara, 
Signor de Padoa, è sta astretto de pagar 150,000 ducati: onde è 
sta preso de astringerli a 48,000 ducati; et è sta intromesso a 
Cina Nuova le intrade del Vescovo per satisfazion delle spese. 

Dipoi questo successo, è giunto do Ambassadori de Federico 
Imperador, con commision de trattar acordo. 

Quest'anno, el Re Ferando de Napoli ha maridà Dionora so 
fia nel Duca llercule de Ferrara; e la Signoria ha manda 4 Am- 
bassadori a Ferrara, con presenti, a congratularse: Andrea Ven- 
dramin Procurator, Nicolò Marcello Procurator, Triadan Grill, 
e Andrea Lion. 

El Duca de Milan propone de far una ligha particular e 
secreta con la Signoria; e ghe è sta resposo, che se farla volen- 
tiera una ligha general, per ben d'Italia e defesa della Ghri- 
stianità. 

A'2 d'Ottubrio, TAmbassador del Duca de Milan è andà in 
Colegio; e ha domanda consegio per nome del so Duca, dell'of- 
ficio che '1 die far co '1 Re Ferando, per la bona volontà che '1 
ghe fa intender d'ha ver verso di lui: e ghe è sta resposto co '1 
Consegio de Pregadi, che la Sua Eccellenza s'ha governato sem- 
pre saviamente , e che la Signoria è certa che la farà '1 medemo 
addosso e nell' avvegnir. 

A' 7 dillo, '1 dillo Duca se duol per lettere, che la Signoria 
no habbia dà orechia alla sua richiesta , d' haver secretamente 
intelligenzia particular con lui; e che s' habbia principia a pra- 
ticar cosa siraele con Fiorenza. Ghe è sta resposto, che se la 
Signoria no ghe ha ateso, è sta perchè la desiderava de far una 
ligha general per sigurtà de tutta Italia ; e se l' ha coraenzà a 
praticar con Fiorenza , 1' ha fallo persuadendosse che no sola- 
mente Sua Eccellenza debba esser parlicipe , ma principal : tal 
che trattando con loro, repula de trattar con Sua Eccellenza; la 
qual mandando comission particular al so Ambassador, lo aldirà 
volonliera. 

È sta manda a Roma Marco Aurelio, Secrelario, per la infir- 
jnilà de Lunardo Sanudo Ambassador; el qual l'ha trova morto. 
Questo Lunardo Sanudo andando a Roma , se abocò a Fiorenza 
con Lorenzo di Medici; el qual ghe disse, che in quei giorni ghe 



ANNALI VENETI 243 

ora veg:nudo a man alcune lettere della Signoria, che feva saver 1473 
a suo avo , de un trattato niachinado da alcuni conlra la sua 
persona; e per tal causa ghe disse de restarghc obligatissimo, 
rome anche per molti altri favori fatti a i so antepassati. 

A' 20 d' Ottubrio ditto , è giunto Thomaso Soderini , Ambas- 
sador de Fiorenza, per trattar ligha tra la Signoria , el Duca de 
Milan, e Fiorentini; e a' 26, è sta scritto a Roma della so venuta 
et rechiesta , e similmente è sta scritto a Napoli : e dapoi è sta 
preso de deputar tre del Colegio, un per ordene; Zuane Mocenigo 
Consegier , Andrea Vendramin Capo del Consegio , e Antonio 
Venier Savio de Terra Ferma ; con cargo de trattar co i Ambas- 
sador de Milan e de Fiorenza , e referir al Consegio de Pregadi. 
E a' 2 de Novembrio, è sta concluso la ditta ligha fra i menzionali; 
e la sustanzia dei capitoli è : che inherendo a la capitolazion 
del 1454, duri per 25 anni e più, a beneplacito delle parti , a 
conservazion e defesa de i slati d' Italia contra cadaun , sia chi 
se voglia ; e a provocar altri no sia obligà. La Signoria habbia 
in esser, a tempo de pace e a tempo de guerra, 4,000 cavalli e 
2,000 fanti; el Duca de Milan e la Comunità de Fiorenza, la mità 
manco ; no derogando a più particular capitolazion che havessc 
qualch'una delle parti : le qual dapuo' publicà la ditta ligha , 
cadauna d'esse sia obligà mandar suoi Ambassadori a Roma 
e a Napoli, a giustificarse , e a eshortar el Papa e '1 Re alla 
conclusion della ligha general. 

A' 4 de Novembrio ditto, è sta scritto in tutti i do luoghi, 
Roma e Napoli, che tutto questo é sta fatto per sigurtà d' Italia , 
e per devegnir ad una ligha general a beneficio della Christia- 
nità: similmente se scrive in Borgogna, e dove parerà al 
Collegio. 

El Papa ha habuto a mal de questo successo , e disse che 
questo impedirà la ligha general. El Capitanio Bortliolamio ha 
habuto anch'esso dispiacer della conclusion della ligha; e disc, 
che '1 Duca de Milan non è principe da fidarse , e che '1 no puoi 
tolerar i oltraggi che 'I ghe ha fatto , e che ghe è lorza pro- 
vederse. 

Per deliberazion del Consegio de Pregadi, el Dose ha ditto 
a i Ambassadori de Milan e de Fiorenza , che i scriva a i suoi 
Signori, che i manda i Ambassadori a Roma a trattar la ligha 



2Vi MAL IP I ERO 

1473 gL'neral d'Italia, insieme co l'/Vnibassador che la Signoria ha 
eletto ; perchè '1 Papa ha dillo all'Aurelio Secretario , che 'l li 
acelferà volentiera , per far questa bon' opera a benefizio della 
Christiauità : e che poi da Roma i vada a Napoli. 

Per lettere da Roma , el Papa sollicita la espedizion de i 
Ambassadori per negociar la ligha d' Italia. L' ha parla in con- 
cistoro , e ha deputa cinque Cardinali a trattar con i Ambas- 
sadori che die andar : e disse , che V è per metter ogn' opera 
che questa ligha general succeda ; e se offerisse de andar in 
persona all' impresa del Turco , se farà bisogno ; e che l' è 
disposto de contribuir a la spesa per la sua parte, se ben el 
dovesse restar in rocheto. 

1474 In questi dì, se ha habuto aviso da Ferara, che D. Fedrigo 
d'Aragona, fio del Re de Napoli, è giunto là per vegnir a visitar 
la Signoria : e perchè '1 Dose è ressentio (1) , ghe è sta scritto 
che 'l se interlegna fino che el se riha. E a' 5 de Zener , 1' è 
giunto qua, ricevudo in Bucintoro: l'è sta qua sie giorni, e ghe 
è sia fatto le spese del publico, insieme con la sua corte; che 

^ è sta de 400 boche. 

1475 A.' 9 d'Avril, è giunto qua '1 Re de la Rossina, el qual vien 
da Roma e da Loreto: el Dose ghe è andà contra, e l'ha acellà 
co 'l Rucintoro ; e torna nel suo Regno. 

A' 29 d'Otlubrio, siando redutto Gran Consegio, se ha habudo 
nuova della morte de Borlholamio Coleon da Bergamo, Capitanio 
General da terra: e subito è sta licenzia el Consegio, e chiama 
Consegio di X ; et è sta scritto a Candian Rollani Ambassador 
appresso de lui , a Zaccaria Barbaro Capitanio de Verona , e a 
Francesco Diedo D. Capitanio de Bergamo, che i vada subito 
a far inventario delle so cose : e poi, de ordene del ditto Con- 
segio, è sta conduto qua in la Terra, per Alvise Manenti Se- 
cretarlo, 216,000 ducali de contadi, e messi in Procuratia; oltre 
i arzenti , la stalla , e 'l mobile. È sta deliberà tor in la Signoria 
tutta la facultà, e dar esecuzion al testamento in quella parte 
che parerà al Consegio de Pregadi ; e questo perchè 'i se ha 
ritenuto molte cose contra la volontà della Signoria. E a' 23 de 
Novembrio, è sta fatto eletlion de tre comissarii per dar esecu- 

(1) Indisposlo. 



ANNALI VENETI 2V5 

zion al lestatnenlo : Marco Barbarigo, Piero Foscarini e Gabriel 1475 
Loredan ; el so cavcdal (1) è 500,000 ducati , Ira contadi (2) , 
(astelli, palazzi, possession, stala, argenti, gìoje e arme. Tra 
i altri legati, lassa 100,000 ducati a la Signoria, i quali sia spesi 
in la guerra de Turchi; e sono oltra quello che '1 die haver del 
suo stipendio : e 10,000 ducali che '1 die haver dai Duca de 
Ferrara: e priega che se ghe fazza drezzar una statua de bronzo 
in piazza de S. Marco (3). 

Nicolò da Este, menzionado de sopra, se ha retirà a Mantoa; 1V76 
e se ha lassa persuader da so amici de andar a Ferrara, con 
30O fanti, per scacciarci Duca Hercule co '1 favor del populo, 
e farse signor de quel stato. E ha fatto aparechiar un burchio 
grosso, e ha fatto caricar el liemo (4) de fien, da pupa a prova; 
e sotto 'i Oen , el se ha accomoda esso con i 500 fanti; e tolta 
occasion dell' absenzia del liuca , a' 30 d'Agosto l'è entra in 
Ferrara per la porta de Lagoscuro, et è andato fin su la piaza 
con la so compagnia ; e vedendo che no se scovriva nessun a 
suo favor, el giorno drio el volse insir della Terra, e i borghe- 
sani r ha fatto preson ; e giunto '1 Duca, ghe 1' hanno dà in le 
forze: e 'l Duca, per segurtà del so stato, subito 1' ha fatto de- 
capitar in publico. 

A' 28 de Decembrio , siando reduto 'I Consegio de Pregadi , 
se ha inteso per via de Crema, che '1 Duca Galeazzo, trovandosse 
a Messa el giorno de S. Stefano , è sta amazzà con tre feride 
da Zanandrea de Lampugnan , nobele Milanese ; perchè per 
haver so mogier , 1' havea manda fuora della terra ; e in quel 
spazio l'ha havuta. E '1 giorno seguente, è sta eletto due Am- 
bassadori a la Duchessa, per dolerse e offrirse; Bernardo Zu- 
stignan K. e Procura tor, e Marco Barbarigo capo del Consegio: 
e tutti do ha refudà ; et è sta fatto in so luogo Vettor Soranzo K., 
e Zaccaria Barbaro K. .;;.,* ,,., ., .. 



(1) Capitale. 

(2) Contanti. 

f3) Qaesfa statua fu drizzala per opera del Verrocchio sulla piazza 
de' SS. Giovanni e Paolo, rirapetlo alla Confraternita di S. Marco. Cosi 
si credette satisfare alla volontà del testatore, senza porre la statua di 
un capitano assoldato nella piazza grande della città. 

(4) Copercliio delle barche grosso che navigano per i fiumi. 



246 M A L I P I E R O 

1478 A' 26 d'Avril, fu amazato Giulian di Medici da Giacomo di 
Pazzi in S. Liparato (1) di Fiorenza, digando messa D. Francesco 
Salviali Arcivescovo de Pisa. È sta anche ferito Lorenzo di Me- 
dici suo fralelo, da un della famiglia del Cardinal S. Zorzi, ne- 
vodo del Papa : ma non è morto. Giacomo di Pazzi è sta tagià a 
pezzi, avanti che '1 se habbia possudo salvarse; e '1 popolo non 
ha fatto moto contra la casa de Medici : anzi l'Arcivescovo de 
Pisa è sta apicà, per esser sta scoverto complice della morte; 
e 'l Cardinal S. Zorzi è sta retegnudo preson per molti giorni : 
e per questo moto la Signoria ha manda Zuane Emo K. Am- 
bassador a Fiorenza , e '1 Signor della Mirandola con 300 stra- 
dioli e 1,000 cavalli in suo soccorso. E '1 Papa ha scomunegà '1 
pupulo de Fiorenza per la morte dell'Arcivescovo , e ha manda 
in Thoscana el Duca de Urbiu, con la gente della Giesia , del Re 
Ferando e de Sanesi : e la Signoria ha fatto far officio co '1 Papa, 
che vogia dessister dall' impresa , che è ingiusta , ponderandoghe 
i pericoli della (]hristianità, per la vicinità delle zente turchesche. 

L'Ambassador de Fiorenza ha proposto a la Signoria, che 
se faccia Capitanio General della ligha '1 Duca Hercule de Fer- 
rara ; e dopo molte consulte è sta deliberà de responderghe, che 
no ne par espediente per boni respetli: ei respelli è, che Yv 
genero de Ferando inimico della ligha ; e no è cosa sicura dar 
le nostre arme in man d' un nostro vicin, con accrescerghe tanta 
riputazion. Ma '1 Consogio della Signoria no è sta aldido , e 
Fiorentini e la Duchessa Bona de Milan l' ha condutto particu- 
larmente contra 'I Papa e '1 Re Ferando : ma prima '1 ghe ha 
dà per ostaggi in Fiorenza la mugier e i fioli ; e ha 40,000 du- 
cali de piatto all' anno ; e la Signoria ha tempo un mese per 
aprobar la condutta per la sua parte. 

L'Ambassador de Franza ha domanda in Concistoro, a nome 
del so Re, un Concilio in Orliens , per far cognosser la causa 
che muove 'l Papa a far la guerra de Fiorenza; e ha ditto, che 
por tutto '1 Regno de Franza è sta levado la pragmatica. 

Li Principi della ligha , cioè 'l Re de Franza , la Duchessa 
de Milan e la Communità de Fiorenza , ha scritto a i suoi 



(1) S. Reparafa. Il Malipiero scambia alcune circostanze della con- 
|j;iiir;i, clie per essere ai dì nostri notissime, non si dichiarano. 



ANNALI VENETI 247 

Aiubassadori e Prelati , che se leva de Corte , e vada in la so 1478 
dizion. 

Copia d' una lettera de esso Re al Papa. 

V. 

« Beatissime Pater. Accepi literas Sanctitatis Vestrae creden- 
tiales , et audivi credentiam vestram. Utinam, Beatissime Pater. 
Sanctitas Vestra dignaretur considerare quod egit. Et si cantra 
Turcam resistere non valet , salterà nemini dando ullam offen- 
sionem, ut non vituperaretur ministerium vestrum , sic stetisset. 
Nam scandala ventura in Ecclesia designata in Apoealipsi, scio 
Sanctitatem Vestram non ignorare ; et autores scandalorum non 
durare , imo atrocissime perire , tam in hoc saeculo quam in alio. 
Utinam a tam nephandis rebus Sanctitas Vestra immaculata foret ! 
Quam Deus Omnipotens conservare dignetur regimini Eccksiae. 
Dalum Carnoti, die X Augusti 1478 ». 

LoDovrcus Rex Fr ancor um 
Sanctitatis Vestrae Filius. 

E Papa continua Tinipresa de Fiorenza; e 'I Re de Franza, 
a rechiesla de quella Comniunilà , ha manda in so deffesa 

4,500 cavalli sotto '1 Duca de ; e la Signoria ha manda 

un Ambassador a incontrarlo e honorarlo in campo , Antonio 
Donado K.; el qual è sta manda dapoi alla Duchessa de Milan , 
per far officio con quel stato che dissuada '1 Papa e '1 Re Fer- 
rando dalla ifuerra de Fiorenza. 

A* 24 de Novembrio , è giunto qua 8 Atnbassadori del Re 
Lodovico de Franza ; 4 de i quali va a Napoli e 4 a Roma, per 
dissuader quei potentati dalla ditta guerra ; e a citar el Papa 
al concilio publicato in Alons , per proveder a i pericoli della 
Christianità, per i dessegni che ha '1 Turco de passar in Italia. 
E a' 12 de Zener , è sta fatto Ambassador a Roma Sebaslian 
Badocr K., per dissuader Pa|)a Sisto dalla guerra de Fiorenza; 
e a' 21, è sta inviado 2,500 cavaUi verso Ravena, per impedir i 
progressi delle gente del Papa e del Re Feraiido, che va conlra 
Fiorentini. 



248 M A L I P l E R O 

1479 A' 15 de Zugno, è s(à revoca da Roma Sebastian Badocr, per 
non haver possudo concluder acordo co '1 Papa; et è sta chiama 
tutti i Prelati che è in Corte. 

La Duchessa de Milan ha fatto retegnir Cecho Cancelier 
del q. Duca Francesco Sforza , e V ha fatto morir. 

A' 12 de Settembrio , se ha che 12 bandiere delle gente 
della Signoria è sta rotte dal Duca de Calabria ; e per questo 
è sta fatto Vettor Soranzo Proveditor in Thoscana. E a' 19 de 
Ottubrio , perchè se dubita che Fiorentini e Milanesi , confede- 
rati della Signoria , non se unissa col Papa e co '1 Re Ferando, 
è sta suspeso la paga della Camera d' imprestidi per tutto De- 
cembrio ; et è sta messo tre Decime , se ben due messe ulti- 
mamente, numero 37 , 38 , non è sta scosse : e questa provision 
è sta fatta per poder remetler le gente rotte in Thoscana. 

A' 23 de Novembrio , Lodovico Guizzardini, Anibassador de 
Fiorenza, ha fatto intender alla Signoria, che se no se divertisse 
per via de mar le forze del Re de Napoli , e che no se ghe 
osti con maggior corpo de gente in Tlioscana, Fiorentini sarà 
astretti prender partito. Ghe è sta resposto, che all' averta se 
manderà in so deffesa 10,000 cavalli e 4,000 fanti ; e quando 
questo corpo de gente no basti , che i faccia quel che ghe torna 
più a proposito. 

A' 26 ditto , è sta fatto Capitani© General delle gente da 
terra Ruberto Malatesta, con 30,000 Gorini in tempo de pace, 
e 60,000 in tempo de guerra. 

In questi dì, el Re de Ongaria ha spazza 13,000 fanti all'im- 
presa de Vegia, dada dalla Signoria in feudo al Conte Zuanc 
Frangipan. La causa de questa espedicion del Re , o almanco 
el suo pretesto , è sta che '1 Conte tratta malamente i so sud- 
diti , e hanno reclamado a lui : e la Signoria , per no perder 
le sue ragion , ha dà subito ordene a Vettor Soranzo, Capitanio 
General da mar, che '1 vada immediate a la diffesa de quella 
Terra; e '1 Conte Zuane Frangipani se ha retirà, con tutta la 
ftimegia, qua in Venezia. E finalmente l' isola è resta in la Si- 
gnoria ; et è sta manda a so governo Antonio Vincivera Secre- 
lario ; e per i protesti che 1' ha fatto a Onghari per nome della 
Signoria , i ha traghetà su la Terra Ferma , e son tornai in- 
drio. La Signoria ha assegna al Conte 100 ducati al mese, e 
4,000 ducati de dota a una so fia ; poi esso Conte è partio 



ANNALI VENETI 249 

. air improviso , et è passado con tulli i soi in Alcmagna , e ha l'i79 
finido là la so vita. 

A' 7 de Deccmbrio , Fiorentini ha fatto acordo co '1 Re de 
Napoli ; e la sostanzia della capitolazion è, che Lorenzo di Me- 
dici vada a habitar a Napoli ; che Fiorentini dagha 5,000 du- 
cali all'anno al Re de Napoli in segno de tributo; che all'in- 
contro, ghe sia restituido tutti i so luoghi che ghe zè sta usur- 
padi in questa guerra. 

In questo niedemo giorno, è giunto qua un Ambassador de 
Fiorenza da Constantinopoli , el qual conduce in ferri Zuane di 
Pazzi, che intervene alla morte de Zuliandi Medici; e va a 
Fiorenza. 

È sta preso in Consegio di X, de condur Renato Duca de- 
Lorena , giovine de 28 anni, con 1,500 cavalli. Questa condutta 
è sta traltada da Antonio Vincivera Secretarlo ; poi è sta fatto 
salvo conduto a due nave grosse Genoesi che conduce de Pro- 
venza in Istria esso Duca con le so gente , e poi d' Istria in 
questa Terra. 

Zenoesi è in contumacia (1) con la Signoria, perchè una sua 
nave grossa da corso ha ritenuto una galla de Barbarla , con 
pretesto de volerse refar de 15,000 ducati de interesse che i 
haveva in una nave Palavicina, altrevolte ritenuta da Antonio 
Loredan Capitanio General , per aver tolto soldo da Turchi conlra 
i so protesti. 

A' 9 de Decembrio , Antonio Donado K. , ha dà in Ravenna 
el baston (2) a Ruberto Malatesta. A' 24 de Fevrer, è sta con- 
cluso ligha conlra Turchi a Roma tra Papa Sisto e '1 Re de 
Napoli , la Communità de Fiorenza e Genoa , resservato luogo 
a la Signoria. 

Questo mese, è sta qua un Ambassador del Re de Ongaria, 
manda a giuslificarse del successo de Vegia ; e dise, che '1 no 
se ha mosso per offender la Signoria , ma per vendicarse delle 
offese fatte a i suoi sudditi. 

A' 2 de Marzo, la Duchessa de Milan ha fatto retcguir ci 1480 
Cardinal Ascanio so cugnato , fra telo del q. Duca Galeazzo; per 
imputazion , che dopo havuto el capelo , habbia fatto saver al 



fi) In disgusto. " 

(2) Del comando. 

Arcu. St. 11. Voi. VU. Par. II. .S2 



250 MALI !• 1 E R O 

1480 Papa i suoi secreti, e liabbia concita la parte Ghibellina contra 
suo fiol. 

A' 13 de Marzo ditto , è giunto 'l Duca Renato per via de 
mar, acettalo in Bucentoro , e condutto da San Nicolò de Lido 
a la casa del Marchese (1). 

A' 16 de Avril, è sta fatto Nobile el ditto Duca, con 1,274 ba- 
lole ; e a' 20, è sta fatto similmente Nobile Ruberto Malatesta, 
con 1,173 balote : et è vegnudo '1 dì medemo a Consegio, et è 
sta in elettion. 

A' 25 ditio , è sta Pregadi per chiamar Consegio di X ; el 
è sta preso de intrar in ligha con Papa Sisto. È sta tolto per 
(^apitanio el Conte Geronimo Riario suo nevodo ; et è sta fatto '1 
Conte Fedrigo d' Urbin Gonfalonier della Giesia. 

[{Uberto Malatesta è sta condutto Capitanio General da terra , 
per opera de Antonio Donado K. , Proveditor in Thoscana , in 
tempo che l'era in condulta con Fiorentini, contra '1 Re Fe- 
rando de Napoli. La cosa è sta ordina e tenuta secreta : niente 
tic manco , habbiando '1 Malatesta manda a Fiorenza un suo 
Secretario a domandar 1,000 ducati a Lorenzo di Medici , per 
conto de so avanzi , ghe è sta usato male parole, digando che 'I 
voleva soldo da lui e da la Signoria ; e '1 Secretario lo negò , 
e Lorenzo ghe ha fatto veder una lettera de Zuane Lanfardino, 
suo fattor in questa Terra , che ghe dà aviso della condotta del 
Malatesta ; in modo che esso Secretario s' ha partido senza 'I 
danaro. E '1 Malatesta ha trova '1 Donado, e se ha lamenta che 
la cosa sia divulga con pericolo della sua vita ; e '1 Donado ha 
scritto '1 successo a i Capi del Consegio di X , Alvise Foscari 
e Nicolò da Pesaro; e loro ha fatto retegnir Zuane Lanfardino, 
r hanno messo a la corda ; e non hanno possuto haver altro 
da lui , se non die 1' ha inteso dall'Ambassador de Milan , che 
(lise haverlo saputo per lettere della Duchessa. Costui alla fine 
è sta bandito da terre e luoghi della Signoria , et ha havuto 
tempo due mesi de conzar i fatti soi, no se partendo de preson: 
ghe è sta lagià '1 privilegio della civilìtà, e so fio è sta priva 
d' un certo beneficio che 1' havea qua in la Terra. Se ha su- 
spettà che costui habbia inleso de questo manizo (2) da Phebo 

(1) Casa del Marchese di Ferrara, poi fondaco o albergo de' Turchi 
a S.Jacopo dell' Orio, dove s'accoglievano per Io più i principi forastieri. 

(2) Maneggio. 



ANNALI VENETI 251 

Capela suo compagno (1), Cancelier Orando; e perchè è sia ra- USO 
gionà per le piazze che '1 ditto Capela ha habuo certi danari , e 
ogn'un diseva quel che ghe pareva , el se ha amala et è morto. 

È sta preso de mandar al Patriarca 1,000 stara de farine 1481 
da despensar : 400 a muneghc Osservante , 350 a' poveri beso- 
gnosi , 100 alle contrade , 130 a' frati Conventuali. 

Hercule Duca de Ferrara ha manda un so Ambassador , 
a' 29 de Zener, a la Signoria, pregandola che la vogia far co- 
noscer le differenzie che 1' ha con esso ; e non è sta esaudito , 
perchè siando vassallo , se vuol che '1 se rimetta. E con questo 
mal modo de proceder, I' ha tanto offeso i animi de tutti , che 
è sta deliberà in Progadi, con 180 balote, de farghe la guerra 
ppr cacciarlo di slato : nissun dise de no ; due è sta non 
sincieri. 

A' 7 de Fevrer, Dolfin Dolfin, suspetto d' haver referito con 
l'Ambassador del dillo Duca della guerra che se vuol farghe , 
è sia privo del Consegio de Pregadi : e per questa espedizion è 
sia messo due decime a la Terra , e ha havuto 7 sole balole 
de no. E questa deliberazion è sta falla perchè '1 Duca fa far 
ol sai a Gomachio, centra la capilolazion ; fa pagar el dacio 
dell'ancorazo a tutti i nostri burchi che transitano per el Po 
con mercanzia per Lombardia ; ha fatto ligha con i Potentati 
d' Italia , Napoli , Milan e Fiorenza , contra la Signoria, contra i 
patti ; e ha opera che '1 Papa ha scomunica Z. Vellor Contarini, 
Visdomino a Ferrara ; e ha fallo cavalcar le sue zenle verso 
Loredo, per 4 mia de paese, nel slato della Signoria. Per la prima 
cosa, è sta fallo tre grossi bastioni a i confini de Loredo, e glie è 
sta messo grosse guardie. 

Piero Maria di Rossi da Parma è molestato da Lodovico 
Sforza, Governador de Milan. Costui è cugnato dell'Arcivescovo 
de Genoa ; e la Signoria , per consiglio de Ruberto Sanseverin 
condutlo ultimamente , l'ha tolto al so servizio, per haver chi 
dagha molestia al stato de Milan per suo interesse ; e con tal 
Genoesi se ha mosso anch' essi a favor della Signoria contra '1 
stalo de Milan. 

È giunto a Pisa 40 barze e 20 caravele de Spagna , con 
20,000 fanti in soccorso del Re Ferrando ; onde hi Signoria ha 

(1) In una delle Compagnie della Calza. 



2:')-2 M A I. I P I E R O 

IVSl deliberà de intcrlegnir tutto le nave: et està dimesso la nave 
darimberta , messa per Constantinopoli. 

1482 Ruberto Malatesta da Rimini, Capitanio General, ha sentito 
mal volenticra la condotta de Ruberto Sanseverino , tanto più 
che la Signoria ha fatto diverse dimoslrazion verso de lui ; e 
tra le altre, ghe ha manda a donar un bellissimo cavallo cor- 
vato (1), che vai 200 ducati , e un pavion da campo, lavorado 
de seta. La Signoria ghe ha fatto intender per Giacomo de 
Mezo K., Proveditor in Romagna, che '1 se debba metter in 
ponto per uscir in campagna. E perchè no ghe è sta manda sì 
presto quella summa de danari che l'ha domanda, ghe ha parso 
che non sia fatto quel conto della so persona che se convien al 
grado de Capitanio General ; e ha manda a la Signoria un suo 
gentiluomo in posta : el qual presentandosse, insieme co '1 so 
Ambassador , ha esposto, che se 'I Capitanio non è insido (2) in 
campagna, non è perchè '1 tema Y inimico, ma perchè '1 no ha 
quella quantità de gente che ghe fa besogno; della qual l'havria 
fatto provision , se ghe fosse sta manda '1 danaro promesso: e 
che per so opinion , saria meglio star a Rimini senza far cosa 
degna de laude , che star in campagna con disavantaggio e con 
pericolo d'esser batuto da nemici: che Gn addesso l'ha fatto più de 
(piel che l'era obligato; e che per questa causa el paga 1,000 du- 
cati all' anno de interesse in questa Terra : e se la vuol che el 
faccia '1 so debito , che la ghe manda '1 danaro che ghe besogna. 
A' 2 de Mazo, è sta publicà la guerra contra Hercule Duca 
de Ferrara , in questa Terra e in tutte le terre suddite ; e el 
giorno avanti è sta licenzia el so Ambassador , e ghe è sta dà 
termine de andar via solamente dieci bore. 

La prima faltion che è seguita fra le gente della Signoria e 
quelle del Duca , è questa : che essendo i nostri occupati in far 
un ponte per far passar 1' essercito de là da Po presso Melara , 
300 cavalli e 2,000 pedoni del Duca i ha assaltati e rebatuti. 
Questo aviso è gionto la note del 2, a quattr* bore ; e '1 Dose ha 
convocato '1 Colegio avanti zorno , e subito è sta spazza Alvise 
Loredan q. Polo, Proveditor in Padovana , a Castel Baldo; e 
questo perchè se haveva nuova che Ferraresi era passati a quella 



(1) Forse Croato. 

(2) Uscito. 



ANNALI VENETI 25^ 

banda. È sta fatto provision de danari per tutte le vie possibile: H82 
è sta tolto de Procuratia 240,000 ducati del Deposito de Barlho- 
lamio da Bergamo ; ci qual deposito ba fatto intrar la Terra 
gagiarda in questa guerra: in la qual è sta messo tante decime, 
fin quattro alla volta , cbe è sta pagade a 140 per cento. Et è 
sta tolto danari ad imprestilo da particolari , e da i quattro 
Banchi ; tal che '1 mese presente d'Avril, è sta speso 400,000 du- 
cati , et è sta spazza tanta armata in cinque dì : 100 barche 
picole dalle contrade (1) con 16 homeni per una, interzate de 
Nicoloti et Povcgioti ; 100 barche forzate de homeni da S. INi- 
colò , da Muran , da le Contrade , da Castello, da drao , da Cao 
d' Istria , e da Giran , a 10 fin 12 homeni per barca ; 100 re- 
deguardi (2) lunghi, a 24 homeni armadi per uno; 16 fuste 
da 20 fin 25 banchi; barbote (3) coverte, fatte de barche de 
nave, et burchiele da ruinazo (4], n.° 10; 50 galloni grossi fatti 
in questa Terra , e 20 fatti a Verona. È sta dà paga de due 
mesi a cadaun ; e per haver homeni da remo è sta manda in 
Trevisana, Padoana , e Visentina,a comandar homeni pratichi 
a navegar per le aque de i fiumi. È sta fatto Capitanio General 
in le aque dolce Damian Moro ; el qual scorendo a partirse da 
Chioza per haver una galia , che tra paghe e refusurc ha costà 
5,000 ducati. Ghe è sta scritto per Gonsegio de X , che sotto 
pena della desgrazia de quel Gonsegio, subito dopo lette le lettere 
ci diebba partirse con barca o con galia, e andar a dretto carain 
in Po a trovar l'armata. 

La Signoria havea ottegnuto la Città de Ferrara più de 
150 anni avanti , a tempo che 1' era sotto la Giesia ; e guereg- 
giando con Zuane XXII.°, l'acquistò, e la dette in feudo a 
Ghirardo da Este, cittadin Padoan; e sempre la è sta in possesso 
delle sue ragioni , e ha tenuto là un suo gentiluomo che dava 
ragion a i suoi sudditi. Fin che le convenzion è sta osservate , 
i Duchi de Ferrara è sta sempre cari a la Signoria e in so 
protettion , e co '1 so ajuto i ha aquistà stato ; massimamente 
Nicolò padre de Hercule , el qual fidado in la Signoria, tentò 
de occupar Modena , e la ottenne , e fece *1 simile de Parma 

(1) Parrocchie. 

(2) Legno da guerra a remi. 
(3J Legni da trasporlo. 

(4j Barche larghe che trasportano le macerie degli cdifìzj. 



254 M A L I P I E J{ 

1482 e de Rezo : ma Parma fo restituida al Duca de Milan , come 
membro del so stalo, e Rezo è sta conserva sotto '1 dominio 
de casa da Este. Poi 1' ha aquistà la GraGgnana, che era sotto 
Paulo Guinisio Signor de Luca ; e fatto grando per la depen- 
denzia della Signoria, ghe ha parso de star neulral tra essa 
e '1 Duca de Milan, in quella longa guerra che fo fatta dopo 
r impresa de Brescia. Costui hebbe tre fioli bastardi ; Ugon , 
Lionelo e Dorso: Ugon fo descoverto dal padre, che 'l cono- 
sceva carnalmente la maregna , e de so ordene fo fatto morir, 
insieme con essa ; e lui se remaridò, e tolse Kizzarila , Pia del 
Principe da Saluzzo , e da essa ha habudo do Boli legittimi ; 
un chiamado Hercule, l'altro Sigismondo. Siando tutti do gio- 
venetti , Nicolò so padre vene a morte ; e Lionelo bastardo tene 
Rezo , e lassò un fio piccolo, havuto con Margarita da Gonzaga; 
e Dorso, so fradelo bastardo, occupò tutto el so stato. 1 do fra- 
deli legittimi vivette longamenle a Milan come relcgadi in 
quella città : Hercule se essercitò nel mestier della guerra , 
e riuscì ben , e fo chiamado a casa da Dorso so fratelo , et 
hebbe Modena in governo ; e Sigismondo hebbe pur in governo 
Rezo. Nicolò fio, de Lionelo bastardo, vene a Ferrara, e poco 
dopo el Duca Dorso morì : restò Hercule, fradelo legittimo del 
Duca morto ; e Nicolò, fio de Lionelo bastardo. Questi due ha 
conteso insieme: Nicolò fo agiulà da Galeazzo Visconte, Duca 
de Milan, de ogni sorte de ajuto : Hercule fo tolto in prolcttion 
dalla Signoria , la qual ha messo ogni opera per remelterlo 
in stato; tal che in fin 1' è rimaso Duca de Ferrara e de quel 
stato, per i favori della Signoria. E rimesso in stado , se maridò 
in Lionora d'Aragona , fia del Re Forando de Napoli ; e la Si- 
gnoria no solamente ha havuto grate queste nozze , ma anche 
ha procura che le succeda ; e mandò suoi oratori , e i primi 
senatori a honorarlo ; e finite le nozze , '1 vene a visitar la Si- 
gnoria , e dopo de lui vene so mogier , e tutti do è sta acca- 
rezzai quanto è sta possibcle. Intanto , aspirando Nicolò a la 
Signoria de Ferrara , fidandosse in le forze e ne i favori del 
Signor de Mantoa so avo materno , fece un;i massa de bandidi 
de Padoa e de Verona , e con essi passò '1 Tanaro, e passò '1 
Po all'improvviso; e una mattina nel levar del sol, iiitrò in 
Ferrara per l'apertura d'un muro, e andò in piazza, che 
nessun de quei della Terra ghe dette aiuto: anzi quei del Duca 



ANNALI VENETI 255 

el cacciò fuora de Ferrara , e fo presa vesin a Mantoa , e con- 1^82 
duto a Ferrara fo fatto morir ; ma fo sepelido honoralamente. 
Hercule superado 1 nevodo, fidato in la grandezza de i suoi 
parenti, del Ke de Napoli suo socero e del Re d'Ongliaria so 
cugnado, che havea per mogier un'altra fìa del Re de Napoli; 
comenzò a far nuovi dissegui : e per no se romper subito con 
la Signoria , ha atteso a intenderse secretamente con diversi 
Principi. E dopo che è sia ricupera Otranto da le man de i 
Turchi , ha comenzà a muover ditTicultcì de confini con la Si- 
gnoria , e de le boche de Po : e dopo molti contrasti fatti per 
una casa che era fabricada a Gero , la Signoria '1 contentò che 
la fussc destrutta : e no conlento de questo ha manda fuora de 
Ferrara Z. Vcttor Contarini Visdomino , digando che l' è sco- 
munica dal Papa. La Signoria era in ligha con Sisto Quarto , 
e havevono insieme obligo de defender i comuni stati. La ligha 
fo falla per el suspetto che se haveva del Re Ferando de Napoli, 
el qual se haveva de nuovo confedera con el Duca de Milan , 
e con la Communità de Fiorenza; e se temeva, che con simili 
intertenimenti de bona inlelligenzia , quel Re attendesse a la 
monarchia d' Italia. Se haveva anche renovq co '1 Turco la pace 
che se haveva con so padre; in modo che se comenzò a pensar 
a le cose de Ferrara. Alcuni de' mazori no sentiva de farghe 
guerra; non perchè no se havesse rason , ma perchè ghe pareva 
che fosse meglio dcfferirla a altro tempo , dubitando clic co ì 
cercar de vendicarse de queste ingiurie, se mettesse la Terra 
in qualche gran travaglio : e de questa opinion era , più de i 
altri, Francesco V^cnier Procurator orbo ; e diceva che la Terra 
era stracca , e che anche era stracche le terre suddite ; e che 
co '1 passar da una guerra all'altra, la Signoria se feva (1) 
odiosa ; e considerava che '1 Duca Hercule era homo de gran 
virtù, massimamente nel mestier della guerra ; e che 1' haveva 
tanto stretta dependenzia co i Re de Napoli e de Ongharia, ch«; 
se podeva creder che '1 se mostrasse tanto gagliardo, confidando 
più in le forze de quei due Re che in le sue; e che se doveva 
stimar la inlelligenzia che 1' haveva con altri Principi ; e che 
quei che consegiava la guerra , doveva prima considerar se la 
Terra haveva più besogno tie scudo che de spada , e poi parlar. 

(i) Faceva. 



256 M A L 1 P l E R 

1482 La maggior parte del Consegio de Pregadi criava contro '1 Venier; 
e Francesco Michiel comenzò a dir, che le cose dite da homeni 
timidi, no doveva far metter tempo de mezo a vindicarse de tante 
offese; che con l'esempio de costui, i altri Principi no haverave 
respetto alcun a la lerra ; anzi , che ogn' un cercherave occasion 
de contrastar , per avanzar e per abbassarne ; che no era da 
temer che la Terra no sostenesse allegramente ogni gravezza 
per tanto besogno , massimamente siando assuefatta a la spesa 
e a i incomodi della guerra ; che le forze della Signoria, per la 
benignità de Dio, è tal , che se ben se ha speso gran quantità 
de danari in la guerra del Turco , se puoi far la guerra de 
Ferrara, e ogn' altra maggior per honor della Terra; che '1 mar 
è averto , e per questa guerra no se allenterà i traffeghi , ma 
che i dazii e tutte le altre utilità che porta la navigazion con- 
tinuerà ; che molti senatori là presenti se offerisse de imprestar 
gran summa de danari per i besogni che podesse vegnir ; che 
no è da temer le forze del Re de Ongharia, perchè 1' ha guerra 
sempiterna con Federico Imperador , e Turchi '1 molesta conti- 
nuamente a i confini , e no fa poco a ressister a le corerie che 
i fa su '1 suo ; che manco è da haver in considerazion el Re de 
Napoli , perchè a pena 1' ha respirado dalla guerra de Otranto , 
che ghe fo robado da Turchi , in la qual ha speso tanti danari 
e perso tanta gente ; e quando T vorà dar aiuto a suo genero , 
se manderà l' armata su la Pugia e su la Calabria , che '1 no 
poderà defenderse se '1 no abandonerà le cose de Ferrara ; e 
quando che l'habbia tanta gente che '1 possa far una cossa e 
l'altra, onde passerala (1)? Roma è del Papa, la Sabinia , 
r Umbria , l'Agro Piceno, e finalmente tutto quel tratto de paese 
che è dalla bocca del Tevere fin in Ancona : e quando 'I Papa 
ha visto de no poder tirar el Duca al so dessegno, non sola- 
mente el se astien de darghe ajuto, ma anche '1 vuol unirse 
con la Signoria. Se Milanesi e Fiorentini no sarà con noi , 
sera almanco Genoesi, e quei del Monferà ; sera i Rossi de 
Parma : e se no ne manca gente , oro e amici , volemo dubi- 
tar? Quando mai, Signori, ne è sta dà mazor causa da Prin- 
cipi nostri vesini de muoverghe guerra? Costui ha leva le 
immunità antighe , e i privilegi] che haveva i vostri cittadini 

(1) Per dove, da qual parte potrà quella gente passare? 



ANNALI VENETI 257 

in quel sialo ; ha violato i vostri conGni ; ha scacciato per via 1482 
de scomunica el vostro Visdomino , perchè no ghe ha basta 
l'anemo de scacciarlo con altro mezo ; l'ha fatto far sai a Co- 
machio contra le nostre capitolazion ; ha fatto disfar le nostro 
bastie da Cavarzere, digando de voler dar esso i conGni. Queste 
è ingiurie legiere? quali reputaremo grande? Seguite lo vcstigie 
di vostri maggiori, che non ha manco atteso a propulsar le in- 
giurie , che a conservar la pace; perseguite costui, vostro ne- 
migo , co '1 ferro e co '1 fuogo , in terra e in mar ; estinguè 
questo incendio che ne è tanto d' appresso , dopo che per la 
vostra toleranzia el ne menaz?a pericolo. 

El Consegio de Pregai , che anche prima era inclina a la 
guerra , è resta persuaso per questo offizio (1) tanto efficace ; e 
de consenso universal ha deliberà, come è detto, de far la guerra 
de Ferrara ; e in bandirla , se ha visto un contento sì grande 
nel populo , che mai è sta tolto a far guerra de tanto con- 
sentimento. 

A' 8 de Avril, è sta fatto nobeie i Signor Ruberto Sanse- 
verin, con la sua posterità, affinchè l' attenda con maggior 
anemo a la guerra de Ferrara ; a la qual ha titolo do Luogo- 
lenente General. 

A' 21 de Avril dillo , è sta preso de crear el Monte Nuovo 
per proveder a i bisogni de questa guerra , e per indur le per- 
sone a contribuir el danaro necessario, seaza ruina delle sue fa- 
cultà , ma con suo utile; el è sta dichiararlo, che continuando la 
guerra , no se possa agravar questo Monte per più de 500,000 du- 
cati ; e '1 prò è de 5 per conto all'anno, in do rate ; che suma 
27,000 ducati e 200. È sta anche preso, che no se possa obligar el 
prò ad altra cosa, né angarizar el cavedal (2Ì; e se possa alienar 
o portar da nome a nome, sì el prò come el cavedal, secondo 
che parerà a i patroni. La parte è sta presi in Pregadi con 
90 balote , 10 de no, o 7 no sinciere ; e confermade in Gran 
Consegio con 992 de si , IW de no e 72 non sinciere. 

Fatta questa deliberazion, è sta preso de metter in ponto 
un'altra armata, che vada a infestar le marine della Pugia e 
de la Calabria, in caso che '1 Re Ferando faccia qualche moto; 

(j; Discorso. 

(2) Metter angheria, o minorare il capitale. 

Arco. St. Ir. Voi. VII. Par. IL 33 



258 >I A L I P I E R 

1482 e de questa armata è sta fatto Capitanio General, Veltor 
Soranzo. 

È sta spazza in Romagna Ruberto Malatesta Capitanio General, 
e Ruberto Sanseverin Luogotenente General su '1 Polesene ; 
Proveditor in Romagna, Giacomo de MezoK. ; e in Ferrarese, 
Antonio Corer Proveditor. Molti del populo senza stipendio se- 
guita r essercilo e l' armada , per terra e per aqua ; parte mossi 
da speranza de guadagnar , parte dall' odio che i porta a la 
città de Ferrara. 

A' 30 de Avril , è sta butà 1 ponte a la Melara , e condulo 
r essercito su '1 paese del Duca ; e se ha havulo la róca a palli. 
Nel tramonto del sol è sta scoverlo Fedrigo d' Urbin su le 
rive del Po, che l'era per passar con le zente del Re Forando. 
el qual ghe ha comesso, che subito '1 se transferisca a Ferrara 
per opponcrse al primo impeto delle genti della Signoria. 

El Duca ha manda le sue genti sul Polesene , dove '1 pen- 
sava che i nostri se dovesse fermar, come paese che se desse- 
gnava de recuperar per le pretension che se ha. 

È sta manda Alvise Loredan q. Paulo a' confini de Padoana 
per defender le rive dell'Adige , confin del Polesene. 

L' armata della Signoria che va in Po, è sta divisa a Chioza 
in due parti : la maggior parte è resta a Damian Moro, Capi- 
tanio General, homo diligeulissimo; e 'l restante a Christofolo 
Da Mula de Zuano , e a Zuane Manolesso de Piero. El Moro 
è intra in Po per la bocca delle Fornase , e ha preso Corbola 
per forza , e poi le Papoze ; li due altri è intrati per un' altra 
boca in Po, e ha preso una bastia de nemici, e la città de Ari, 
che è sta sacheggià e brusà: e con tal esempio tutto el territorio 
ha dà obedienzia. 

Fra quei che è morti in questa fattion è sta l'Armiraglo 
del General; e per Consegio di X, è sta dà provision a so fiolo; 
et è sta fatto '1 simile verso le famiglie de cadaun de i altri, 
secondo le so condizion , per far bon anemo a chi serve. 

El Sanseverin, dopo havuta la róca de Melara, ha espugnado 
Bregantin , e ha dà a saco tutti i luoghi circonvicini : e può', è 
andà a 1' assedio del Castel Nuovo , e ha trova che '1 Duca s' ha 
mosso da Ferrara per haver inleso che 1* essercito della Signoria 
ha passa l'Adige. L' armata ha dà '1 guasto al paese del Duca, 
e ha preso Sariano e Tresenta. 



ANNALI VENETI 259 

E sia l'alto per Pregai Capitanio di galloni 'ìioraà Zen , 14^2 
Provedilor de là da Minzo (l) ; Zuaue Emo K., e Piero Diedo K., 
Ambassadori a Bologna, a protestar a quella Communità che 
no dagha aiuto al Duca de Ferrara : e glie è sta resposto, clic 
no se puoi far guerra a Ferrara, che no se offenda 'I Bo- 
lognese. 

In questi medesimi giorni, Anzolo Miani, che ha cargo deUa 
custodia del lido de Chioza fin in Romagna, navigando con le 
l'uste e barche langhe intorno le boche de Po , è intra in Ma- 
gnavaca , e ha havuto Goraachio , senza violenza alcuna; anzi 
quei del luogo, spaventai dalla ruina de quei de Ari , è andai 
a offerirghe '1 luogo e le persone. 

a'2 de Mazo, el Dose ha dà '1 stendardo in Giesia de San Marco 
a un nonzio de Ruberto Sanscverin ; e '1 giorno drio è sta eletto 
Piero da Molin , e Nicolò Michiel D. , che i vadi con presenti a 
darghe '1 baston in campo. È sta anche manda Andrea Bragadin, 
fu de Zuane da S. Severo, a Piero Maria di Rossi , Signor de 
Parma, per confermarlo in la so bona volontà e fede. E perchè 
el Duca de Mantoa ha contenta de dar el passo a le zente de 
nemici, e de unir le aque del Tartaro co '1 Menzo , azzochè '1 
Duca de Ferrara possa mandar le so zente a dar el guasto al 
Veronese; è sta preso de mandar Luca Pisani de Zuane, Pro- 
veditor a Verona, a proveder a i bisogni de quel territorio. È 
sta anche preso de mandar bona quantità de formento a Co- 
machio, et altri luoghi venuti a la devozion de la Signoria ; et 
è sta manda Antonio Diedo Capitanio in Ari, con cargo de guar- 
dar e defender el territorio e i confini. 

In questi giorni , Ruberto Sanseverin ha habudo a patti la 
róca de Castel Nuovo. El Moro, Capitanio General, ha conduto 
l'arniada a contrario del fiume a la Polesela, depredando e bru- 
sando T paese vicin a le rive de Po: e in questo luogo Ferraresi 
haveva fatto tre bastioni per batter l'armata; e '1 Cenerai i ha 
fatti combatter, e ne ha preso due, e ha brusà '1 terzo, perchè T 
no se podcva haver senza pericolo de perder purassà gente, per 
esser munito più de i altri. In questa faltion è morto molti , 
ma più della parte del J)uca : molti anche è sta fugali ; e tra i 
altri, Zuane Benlivogli, fio del Signor Anibal, che è sta rimesso 

(1) Mincio. 



260 M A L I P 1 E R 

U82 in Bologna per opera e spesa della Signoria. Ferraresi ha lenta 
de recuperar la róca de Melara , e 1' ha Irovà gagliardamenle 
difesa , e se ha ritira. 

A'2i de Mazo, è sta fatto Nobile Piero Maria di Rossi da 
Parma , con i suoi descendenti. 

Intanto Ferigo Signor d'Urbin, è vegnudo a Hostia (1) con 
la gente Milanese , e con Ferigo Gonzaga Signor de Mantoa : 
e vedendo d' esser inferior de gente , per no combater con gran 
disavantaggio , no ha vogiudo vegnir alle man co i nostri, e ha 
usa questo stratagema. Ha fatto far una fossa , per la qual con- 
ducemlo le aque del Menzo , se vegniva a ingrossar el Tartaro; 
e per tema de questo, la gente della Signoria vegnisse a par- 
tirse da Figarolo. Ma '1 Sanseverino è sta informa da quei del 
paese , che (juesle aque se podeva trametter in Po ; e ha fatto 
bassar l'arzere che ritien le aque del Po; l' ha redutto a 
livello della campagna, e per questa via ha manda in Po le 
aque che glie veniva addosso ; et è resta securo nei suo forte : 
e con tal esempio è sta tagià i arzeri del Ferrarese o inonda '1 
paese vicin; e ghe è sta tolto I' a reo Ito (2) de quest'anno. 

Fermate le cose in questo modo , se ha atteso all' assedio 
de Figaruol; e se ben l'era ben munito, ci Sansevcrin, colla sua 
virtù e col valor de i so soldati, ghe ha tolto le diPfcse de fuora, 
e in questo fatto son morti molli da una banda e dall' altra ; e 
alcune compagnie de Milanesi messe in barca per salvarse de 
là da Po , se ha annegalo ; e i nostri ha acoslà le artiglierie , 
e continua la baleria. 

El Capitanio Moro, a' 24 de Mazo dillo, ha fallo investir in 
la catena de Figaruol e 1' ha rolla , e s' ha abocà co '1 Sanse- 
verin ; e habbiandosse assegurà che quel luogo è custodito da 
1,000 pedoni e 300 cavalli , se ha ressollo de far passar le bar- 
che con carri nelle fosse : in le qual le son sta condute como- 
damente , e sono numero 30 , e con esse è sta fatto purassai 
fattion. Son vegnudi a le man con Ferraresi , e i ha mal me- 
nati ; hanno alerato le fosse, e condoto le arlegliarie sotto la 
fortezza. 

Da' 21 de Mazo fin a' 30 de Zugno, se ha inteso a oppugnar 
ditta fortezza ; e finalmente la è sta presa per forza. È vegnuto 

(1) Osliglia. 

(2) Il raccollo. 



ANNALI VENETI 2Gt 

più volio messi in diligenzia , per esser i primi a dar nuova l/i.82 
("Ile 'I luogo era venuto in man de nostri: e tra i altri, un è sta 
messo a la corda , e ha ditto che i haveva tolto tempo tre zorni 
a renderse; tal che è sta sona campanon , e brusado le caba- 
nele de la beccarla e de i herbazi (1), e la berlina, in segno de 
allegrezza, 

El Duca Hercule, vedendo che le so cose era strette , ha 
deliberà de assumer 16 suoi cittadini e vassali nel consiglio delle 
cose della guerra ; e con essi consiglia e delibera 'I tutto. 

In questi dì, Andrea Bragadin, eletto Ambassador a Piero 
Maria di Rossi, è sta espedio per la Thoscana ; e per viaggio 
ha lenta de haver salvo condutlo da Fiorentini ; e no 1' havendo 
possalo haver, deliberò de continuar el viaggio, no se dando 
nome de Ambassador né de Genlilhorao Venezian: e cavalcando 
per la montagna de Pistoia , è sta discoverto e preso e condulto 
a Fiorenza ; dove Fiorentini 1' ha licenzia e manda in questa 
Terra. \ '. ■ ' .,,,:.. :'. • - •■.•■_■■' ■ 

Le zente de Sanseverin ha occupa quel sito dove se di- 
vide T Po, e s' ha messo con gran diligenzia a farse forti; e 
nel far della note le genti Duchesche i ha assaltali, e i ha rotti. 
Ne son morti assai da tutte due le parte ; ma è sta fatto pri- 
gioni due condottieri della Signoria, i quali de ordene del Duca 
d' Urbin è sta mandai a Milan. . . 

El Papa ha fatto metter in Caslelo el Cardinal CoIona e T 
Savelo, suspetti d' haver voluto far morir el Conte Geronimo 
Riario so nevodo : e per questa relenzion , li Saveli è recorsi 
da Alfonso Duca de Calabria per muoverlo conlra '1 Papa: e 
la Signoria ne ha senlio gran despiaser , e ha manda Ruberto 
Malatesta a Roma, e '1 Papa 1' ha fallo Gonfaloniere della Giesia 
in luogo del Duca d' Urbin : e in so compagnia la Signoria ha 
manda per Provedilor Piero Diedo K., che era Ambassador a 
Bologna; e in luogo del Malatesta è sta manda in Kaveua Deifobo 
de l'Anguilara , che era con le so gente a i confini de Adda. 

È sta manda, per Consegio de X., Piero Marcello q. Benelto, 
Proveditor a Comachio, con 200 barche armade, perchè quei del 
luogo haveva domanda un Proveditor con pressidio. 

(1) Ceste di vimini fJe'beccaj e degli erbaiuoli. 



262 M A L 1 P I E R 

1482 È sia manda danari a i Rossi da Parma ; e a' 13 de Zugno, 
è sta manda a Ravena 60 burchi a traghettar 1,000 cavalli de 
Ruberto Sanscverin a Ghioza, con Z. Francesco Fracasso so fio. 

Nel campo della Signoria è sia scoverto , che due mandali 
da Milanesi s' havea conzà tra le genti per inchiodar le arie- 
larie, e per amazzar el Sanseverin ; e a' 15 de Zugno, i è sta 
apicadi. 

L'Armiragio deirarmada,chiamado Vincimanega, ha mostra 
poco cuor in la impresa de Figaruol ; et per tal causa è sta 
preso do revocarlo , e de mandarne un altro in so luogo ; che è 
sta Mathio de Candia. 

Obietto Fiesco ha habudo danari dalla Signoria per far genie 
da soccorrere Piero Maria di Rossi; e s' ha parlio dal servizio 
della Signoria , e s' ha acordà con Milanesi. 

Fracasso e Zanmaria Sanseverin, e Piero Marcello q. (liaco- 
mantonio, è andà con una banda de zente a far l' impresa del 
Polesene ; e l'hanno havuto, insieme con Rovigo e Lendenara , 
che tutti se ha reso : e per tegnir el paese ben disposto, è stato 
mandato a Rovigo Agustin Rarbarigo, Capitanio de Padoa ; el 
(|ual, confermadi i anemi de quei populi , è torna al so reggi- 
mento ; et è resta Piero Trivisan che poi è morto ; et è sta 
manda in so luogo Ruberto Venicr , ci qual con la sua destrezza 
ha tegnù in olfizio quei populi, e principalmente quei de Rovigo. 

Fin che se ha fallo queste cose contra '1 Duca de Ferrara, è 
sta spazza Veltor Soranzo, Capitanio General, con grossa banda 
de galie, a travagliar le marine della Pugia e della Calabria, 
e per remuover Alfonso Duca de Calabria dall'impresa tolta 
contra Papa Sisto Quarto e 'I stato della Giesia. È sta anche 
manda a Roma Francesco Diedo Proveditor, con ordene de condur 
con lui una banda de gente a diffesa del Papa ; et è sta comesso 
a Ruberto Malatesta, Signor de Rimini sopradilto , che '1 serva 'I 
Papa e defenda '1 stado della Giesia, con quella maggior banda 
de zente che '1 può ; et è sia comesso a Piero Diedo, che è Am- 
bassador appresso de lui , che 'I no lo lassa , e co 'I danaro 
della Signoria faccia dar el tamburo in le parte de Roma, per 
dar al Papa tulli i ajuli possibeli. 

El Signor Ruberto è vegnudo a battaglia con le zente del 
Duca de Calabria a Velelri, e in fin V è resta vincitor, con gran 



ANNALI VENETI 263 

ruina delle genti Calabrese: tra le qual genti è sta tagià a pezzi 1482 
400 Turchi , che quel Duca ha havuto al so servizio per via de 
Otranto. 

In questo fallo d' arme el Malalcsla ha fallo gran fadiga ; e 
da slraco , ha dà al letto con iìevrc , el è passado a miglior vita 
a Roma. 

Francesco Civran q. Bertuci, vedendo che la impresa de Fer- 
rara procede lentamente per el poco anemo de i soldati della Si- 
gnoria, è andà in Colegio, e ha arecordà che se conduga 500 Stra- 
diolhi, homini eletti, e che i se faccia traghettar in Ferrarese: 
r aricordo è sta acellà , e per Consegio di X, è sta manda 
10,000 ducali al Capitanio General per questo effetto; elqual, 
senza metter tempo de mezzo, ha fatto i 500 cavalli a Lepanto, 
Modon, Coron e Napoli, e i ha conduti per Po in Ferrarese; 
e sbarcali ad Argenta, son venuti a le man co '1 Duca d' Ur- 
bin , e r ha rollo. - 

A' 29 de Zugno , Vettor Soranzo Capitanio General, de ordene 
del Papa, con 104 vele, tra galie e fuste, ha messo in terra 
600 Stradiothi e 7,000 fanti a San Vito ; e ha ruinà la torre, 
e ha sacheggiato la Terra ; e può' è andà a Lanzan, e ha sacheg- 
giato '1 paese 40 mia fra terra. 

In questi medesimi dì , è sta fallo un ponte su burchi a 
Figaruol per traghelar gente su 'I Ferrarese ; e stando i nostri 
mal averlidi , quei del Duca 1' ha taglia e brusà. 

El Re Ferando, vedando che i marcadanli Veneziani se parte 
del paese, e che i comercii va mancando, e che l'armala So- 
ranza fa gran danni ; per tema de peggio , e mostrando de du- 
l)ilar che quei del paese no mettesse a saco le robe che è restate 
nel paese di ragion de marcadanli Veneziani, ha fatto un editto, 
che esse robe sia salve, sotto gran pene. 

Senesi ha scacciato de Siena quei che 'l Re Ferando ha messo 
al so governo, e se ha messo in libertà, e ha fatto ligha con la 
Signoria. 

Similmente Battista Fregoso, Dose de Genoa, ha fatto ligha 
con la Signoria e co '1 Papa , conlra '1 Re Ferando, e Ilercule 
Duca de Ferrara suo genero. 

A' primo de Lugio, Francesco Sanudo e Zaccaria Barbaro K. 
ha impresta a la Signoria, per i besogni della guerra, 3,000 du- 



264 M A L ! P I E R 

1482 cali per un ; Filippo Tron (u del Dose , e Marco Loredan da 
S. Lorenzo , 4,000 ; e Nicolò Foscari q. Giacomo fu del Do- 
se, 5,000. 

EI General Soraiizo, con 24 galic, 2 fusle grosse, e 78 gripi 
grossi, e 600 Slradiolhi, all'impresa della Pugia , e della Ca- 
lavria , ha messo in terra 7,000 persone su quelle marine; e 
ha fatto grossissimi bólini de liomini, de animali e de robe do 
prezzo ; e ha preso 24 castelli , lai che 1' ha acquista più de 
100 mia de paese. 1 Slradiolhi ha fallo gran fallion, e ogn'un 
li slima summamenle; e son diventati indomiti, e trattano ma- 
lanicnte i prigioni, e facilmente fanno morir quei che ghe ca- 
pita in le man; perchè una sua compagnia che ha dà riscato 
ad alcuni presoni, se ha lassa condur a guidarli in un luogo, 
onde proditoriamente è sta assalta, e tulli è s(à tagliati a pezzi. 

Per questi felici successi, è sta dispensa 2,000 ducati a po- 
vere famiglie de morti e feriti in questa fallion. 

Piero Maria di Hossi da Parma ha ha\uto i danari che la 
Signoria ghe ha manda in lettere de cambio da esserghe pa- 
gati da marcadanli Genoesi, per far gente a sua difTesa ; e se 
mostra più che mai ardente de metter a pericolo ogni sua cosa, 
e la vita insieme, più presto che mancar de fede a la Signoria, 
che l'ha sempre aiuta gagliardamente de danari e de gente 
contra i Palavicini , soi antichissimi nemici. Le zcnte della Si- 
gnoria ha fatto grossa preda in Polesine; e per la division delle 
robe, è seguito parole ingiuriose tra Thoma Zen, Capitanio di 
galioni Veronesi, e Z. Piero Sanseverin fio del signor Ruberto 
e suo luogotenente. E perchè el Sanseverin s' ha lamenta con 
la Signoria d' esser sl«ì mal traila dal Zen , è sia preso che '1 
vegna a presenlarse a le prigioni: è venuto, l'ha giustifica tal- 
mente le sue cose, che l'è torna alla guerra con la dignità che 
r haveva , e se ha adoperà virilmente con sua gran laude. 

El Conte Piero Maria di Rossi è morto, e ha lassa '1 Conte 
Guido e fradeli, so figli, nel Castel de S. Secondo; e s'ha difeso 
bravamente contro le genti Sforzesche , e le ha rotte in cam- 
pagna in Parmesana. 

È sta preso parte de dar 600 ducati all'anno, de i danari del 
Sai , a la famiglia de Antonio Loredan morto per la Terra , e 
2,000 ducati per el mandar delle fie; e 6 balestrarle a i figli 



ANNALI VENETI 265 

lìe Piero Loredan suo IValelo. El corpo è sia conduto in (luc- l'i82 
sta Terra, et è sta sepulto honoratamenle a Santa Lena (1). 

Fiorentini, Bolognesi, Galeoto de Faenza , tanto beneficato 
dalla Signoria , insieme con Ordelafo fu figliuolo de Pino Si- 
gnor de Furlì, e Tliadio già Signor de Imola, scacciati da Ga- 
leazzo Sforza Duca de Milan za 10 anni, tutti uniti, vien a'daniii 
della Signoria; e per questo è sta scritto a Giacomo de Mezo K., 
che è in Ravena con grossa banda de gente, che subito '1 vada a 
Furlì: e così è andà, e ha messo la terra in segurtà, e ha con- 
ferma i anemi dei cittadini, e disturba i nostri nemici. 

A' 11 d'Agosto, Ascanio Sforza Prothonotario , che fu poi Car- 
dinal, fio de Francesco Sforza e de Bianca Maria, està lunga- 
mente come foruscito a Ferrara e a Napoli ; e poi è andà a Roma , 
e di là a Ravena e in questa Terra ; e la Signoria 1' ha accetta 
co '1 Bucintoro, e ha tratta con esso cose de gran importanzia. 
Ghe è sta dà 20 ducati al giorno per sue spese; è sta a Padoa, et 
è andà a Milan, dove '1 Duca e T populo 1' ha recevudo hono- 
ratamenle. 

A' 12 dilla, è sta preso che quei che darà fomento che 
i fuga, a i homeni che serve su le barche armade in Po, sia 
apicadi. 

Finalmente, el Signor de Mantoa é passa a favor del Duca 
de Ferrara. 

El Re Ferando ha dà ordine a i so ministri in Trani, che 
metta in libertà lutti i mercadanli Veneziani , con lutti i suoi beni ; 
e la Signoria, per coresponder, ha fallo metter in libertà lutti i 
Pugliesi, con i suoi cavedali, con parte del Consegio de Pregadi. 

È sta preso de dar a Zuane e Sebastian Moro, per i meriti 
de Damian suo padre, 32 ducati all'anno a l'officio del Sai, e 
10 balestrane in vita per cadaun ; e a due sue fie, 500 ducati 
per una , al so maridar. 

A' 14 de Settembrio , Federigo Conte d' Urbin , Capitanio 
della ligha del Re Ferando , è andà amalato a Urbin , et è 
morto. 

Comachio està perso; e per opera de Bernardo Bembo D. (2), 
Podestà de Ravena, è sta ricupera. 

(1) Santa Elena. Vedi il Cicogna nelle Iscrizioni Veneziano. 

(2) Padre del Cardinal Pietro, quegli che elevò in Ravenna un mo- 
numento a Danle. 

ARtii.Sr.lT. Voi. VII. /'«r./y, 34 



266 M A L 1 P I E K 

1482 A' 24 ditto, Alfonso Duca de Calabria è andà a Ferrara 
per via de Pisa, e questa so andata ha dà che pensar a la Signo- 
ria; et è sta preso de far l'impresa della città de Ferrara: per la 
qual è sta scritto al General Soranzo, che faccia quel maggior nu- 
mero de Stradiothi che 'l può, e i metta su le galie sottil, e vada 
in Po per la boca de Premaor (1) e per la via d'Argenta, e 
per ogn'altra via se dagha l'assalto a la città de Ferrara. Quando 
questa armata s' ha aprossimà al Ferrarese, è sta proclama pub- 
blicamente, che la Signoria promette la vita e i beni a cadaun 
suddito del Duca che se vogia render, avanti che se appropin- 
qua J' esercito. È sia manda homeni d' ogni sorte in Po per 
supplinicnto dell' armada ; e son sta tolti da tutti i tragheti, e da 
tutte le scuole (2) , e da le barche del Consegiò di X, de i offici 
e dacii, e dalle contrade, Malamoco e Chioza; e quei da Loredo 
è sta eccettuadi , perchè per privilegio parlicolar de D. Vidal 
Falier Dose, i è esenti da simel fattion. 

A' 6 de Novembrio, l' armala della Signoria de 40 vele è intra 
in Po, e s'ha acostà ad Argenta; et è uscito fuora 9 compagnie 
d' homeni d'arme Ducheschi, e mille fanti. I nostri , per consi- 
glio de Nicolò Seco, el qual s'ha porta egregia mente in questa 
fattion , ha manda Alvise Valaresso , con 5 galie , a investir le 
genti Duchesche a la Bastia de Lago Scuro : i ha assaltai per 
terra e per aqua, e i ha rotti e presi, principalmente per opera 
de i Stradiothi; i quali ha condutto 120 homeni d'arme prigioni 
al Capitanio General Soranzo, e altri prigioni fin a numero 
de 700. 

È sta fatto gran festa in la Terra de ordine de la Signoria : 
e per veder el spettacolo de tanti prigioni , è sta lassa de far gran 
Consegiò ; e i prigioni è sta conduti a le Colone per via de Chioza, 
e son vegnudi a due a due per le Panatarie, per Piaza granda 
fin al Pozzo; e voltadi , son intradi per la porta Dorada in corte de 
palazzo. El Dose, con i Consegieri, era in giardin della Cortese- 
la (3) a vederli ; e la frequenzia del populo concorso a sì fatto 
spettacolo è sta sì granda, che non è sta mai visto la maggior. De 
i prigioni, Ugo Sanseverin è sta messo in la prigion orba; altri 



(1) Primaro. 

(2) Confraternite. 

(3) Pogginolo In corte del Palazzo Ducale, 



ANNALI VENETI m 

sij2:noroti e conduUieri, in Toresele; la zenlc mcnuda ai granari 1482 
in le prcson genocse, in Terra Nuova. 

A' 20 de Noverabrio, l' essercito della Signoria è »tà traghi là 
de là da Po a Lago Scuro, e se ha [erma nel Barco del Duca; 
et è sta proclama immunità a la città de Ferrara se la se rende, 
e de donar al populo 5,000 stara de frumento. 

El Re Ferando ha fatto liberar 5 nave veneziane, retenute 
per avanti; e ha dà ordene che la sua armata torni a Napoli, 
e non inferisca danno alcun a le cose della Signoria. 

El formento Padovan vai addesso 6 lire e 10 p. al ster (1), 
e la farina 7 lire e 10 p. 

Molti se ha amala per el mal aere de Po; e tra i altri, Ru- 
berto Sanseverin Luogotenente, e de consegio di medici l'è ve- 
gnuto a Padoa : e la Signoria ha manda Sebastian Badoer , e 
Antonio Vitturi Cavalieri a visitarlo; e ha menado con loro Gi- 
rardo raiedego (2) Veronese , homo excellentissimo. 

In questa guerra el denaro della Signoria corre sì larga- 
mente , che assai soldati se ha partito da altri Principi , e vien 
a servirne. 

El Duca de Ferrara ha manda a Modena e Rezo le genti inu- 
tili, per disgravar la città de Ferrara; e ha domanda ajuto a 
quelle due terre, e ghe 1' hanno negalo. 

Vito Maria di Rossi, retirà nel Castel de S. Secondo, obli- 
gato per i ordini del padre a riconoscer sempre la Signoria e 
star a sua obedienzia , se ha composto con Milanesi, a persua 
Sion de Zuane Boromeo, fratelo di sua madre. 

A' 14 de Settembrio, è sta retegnudo , per Consegio di X, 
Dolfln DolGn, imputalo de haver communicato le cose scerete a 
un Frate de Santa Lena, che le ha avisate a Ferrara. 

È sta fatto far do ponti in TArsenal, e son sta mandati in 
Po per le Fornaci, per traghetar le genti. È sta manda Vettor 
Marcello con danari in Romagna, a intertegnir (3) le genti del Ma- 
latesta. Subito che '1 ponte è sta condutto in Po, 1' è sta disteso 
secondo! va; e per la sua larghezza, se ha tegnuto su molte 
robe da vender; e in più parti ha ponti levadori. Fermato '1 



(1) Slajo. 

(2) Medico. 

(3) A nianlenere in fede e nel soldo 



208 M A L I P I R R O 

1482 ponte e ben armato, el Sanscveriu Luogotenente ha marchia 
con le genti un mio vicin a la città. 

260 Turchi, che se rese, co i altri nominadi de sora, al Duca 
de Calabria alla rccuperazion de Otranto, e che era con esso 
in ajuto del Duca de Ferrara suo cognato; se ha partito, per 
non haver i so stipendi. 

Ruberto Sanseverin sopraditto, è vegnudo secreta mente a la 
Signoria, e se ha offerto de darghe la città de Ferrara ; e domanda 
che no se faccia acordo , se '1 no se investe de Modena e Rezo. 
Glie è sta resposo, che la spesa della guerra ne pesa , e però 
!;i Signoria no se puoi obligar a no acettar qualche partito de 
ac^ordt) che ghe fosse offerto. El Garmignola fece dir anch'esso 
alla Signoria , che vogiando obbligarse de darghe la città de 
Milan , el ghe acquisterave tutto quel stato: e ghe fo resposto, 
che la Terra no voleva obbligarse a desponer de cosa che era 
in man d'altri. E perchè se dubita che el Sanseverin no resta 
mal satisfatto della resposta , e Ruberto Malatesla è morto , 
come è ditto ; per no star a pericolo de star senza capo da 
guerra , è sta condutto per Gapitanio General, Renato Duca de 
Lorena. 

Papa Sisto Quarto è sta tenta più volte dal Re Ferando , e 
da Lodovico Governador de Z, Galeazzo de Milan, de lassar la 
confederazion che 1' ha con la Signoria : e ghe ha messo da- 
vanti , che se non se provede, la se poderave far tanto granda," 
che ogn' un in Italia haverave ragionevolmente da temerla. Le 
gente Calabrese e Napolitane mosse contra '1 Papa per i conti 
de Colonesi, ha assedia la città de Roma, e ha tolto a i vi- 
vandieri la navegazion del Tevere : e parte per necessità, parte 
per el continuo slimolo de i Principi sopraditti , el Papa se ha 
ressolto de separarse da la Signoria, e acettar i partiti del Re 
de Napoli ; e ha fatto ligha con lui e co '1 Duca de Milan ; e 
insieme con loro ha congiura quasi tutta Italia : tal che no 
solamente se perde la vittoria contra 'l Duca e la città de Fer- 
rara , ma se caze (1) in pericolo de no poder resister a le forze 
de questa ligha. Tutto questo è sta scoverto alquanto avanti 
da Francesco Diedo , che era alhora Ambassador a Roma ; e la 
Signoria ne haveva havuto aviso : ma se stava pur in speranza 
che '1 Papa dovesse ricognoscersi , e no mancar del so debito. 

(1) Cade. 



ANNALI VENETI 269 

Fcrniada la ligha, el Papa ha scritto so lettere a la Signoria; l'».82 
e r ha eshortà a no dar più molestia al Duca Herculc de Ferra- 
ra, e de restituirghe quello che l'ha ghe ha tolto in questa guer- 
ra; e ha manda legalo a Ferrara, Francesco Gonzaga Cardinal: 
e '1 Duca ha fatto levar subito le insegne del Papa per tutta 
la città , e in tutto '1 resto del stato che '1 possiede. Questa 
novità ha dà gran travaglio a la Signoria , vedendosi fatta e 
fermata centra una ligha potentissima : et è sta preso subito 
de mandar Marchio Trivisan, Provedilor dell'armata, a Constan- 
tinopoli, per haver ajuto da quella banda in caso de besogno ; 
e poi è sta deliberà de responder a le lettere del Papa per 
giustifìcarse, e per moslrarghe che la Signoria ha tolto sforza- 
tamente e in sua gratificazion la guerra contra '1 Duca de 
Ferrara. Le lettere che è passate tra una e 1' altra parte , è 
queste per ordene (1). 

VII. 

« Sixttis Papa Quartus. Dilecte Fili, salutem et apostolicam 
henedictionem. 

« Ut primum ad apicem summi Apostolalus , divina ita di- 
sponente clementià, mentis licet insuffìcientibus, fiiimus evecti ; 
nihil praestabilius duximns , quam omni cura , ingenio , et indu- 
stria, procurare ea, quac pacis essent ; tam quod nihil magis 
officio nostro convenire arbitrabamur , qui regis pacifici vicem ge- 
rimus , tam quod Reipublicae Christianae a criidelissimis barba- 
ris violenter. . . . , maximisque et diuturnis cladibus afflictae, 
nihil salubrius videbamus. Hoc incensi studio , non solum Ita- 
liani , accersitis ad Nos saepius potentatuum oratoribus , ad 
mutuam animorum conjunctionem excitavimus, sed etiam Tran- 
salpinos Principes, et remotissimas nationes , missis ad id legati s 
et nuntiis nostris, monuimus, et iterum atque iferum fuimus ob- 
testati. Quod si aliquando aliquorum injuria impulit , ut praetei' 

(1) Queste lettere e le risposte dei Veneziani, furono stampate dal 
senatore Flaminio Cornaro in calce alla Cronaca di Lorenzo dei Monaci; 
Venezia 1738, co' tipi del Remondini, a facce 339 e segg. Egli Io trasse 
dalla Biblioteca dei Servili. L' autore delle risposte dei Veneziani fu 
Bernardo Ginsliniano; intorno al quale vndasi il F.itla nella famiglia r,ir 

sriNIANI. 



270 M A L 1 IM E R 

1482 institutum nostrum arma sumeremus; non nisì inviti et lacessiti, 
ubi spiritualia non profecissent , id fecimus , et prò libertatis eccle- 
siasticae conservatione , prò qua, si opus sit , vitam effimdere de- 
hemus : atque hoc quidem so Consilio gestum est , ut rebus belli 
compositis, pax optata sequeretur; quomodo semper animo nostro 
proposuimus, et intimo affectu concupivimus. Cum autem, praeter 
hujusmodi desiderium nostrum, periculosum et grave bellum in- 
ciderit ; coque processerit furor belli , ut Nos quoque immerito , 
causa tua lacessiti , plurihusque damnis et incommodis affecti fue- 
rimus ; agrum fere totum depopulatum ; cives adcersus Nos ad 
sedicionem instigatos ; littora nostra infesta classe exagitata ; 
interclusam comeatibus cicilatem ; prohibitos transitus eis qui Ro- 
mam , ex omni or bis terrarum natione , ascendere consueverunt ; 
interccptos tam venerabilium Fratrum Nostrorum S. A. E. Car- 
dinalium, quam aliorum Praelatorum proventus ; domiccllos ple- 
rosque nostros aperta rebcllione hoslilia omnia in Nos perpetrare; 
Ferrariam, insignem Ecclesiae civitatem, in manifesto pcriculo 
constitufam ; universam Italiam intestino bello conflagrantem : 
itaque haec omnia, Carissimi in Ch risto Filii Nostri, Ferdinan- 
dus et Ilelisabet , sapientissimi ac pientissimi Castellae Reges , 
considerantes ; animoque metientes , quam luctuosae rebus Chri- 
stianis, quam perniciosae fidei Calholicae essent huiusmodi pertur- 
bationes ( maxime propler scisma quod in Ecclesia Dei a non- 
nuUis jam procurabalur ), prò zelo dadi universalis concordiae, 
miscrunt ad Nos humiliter prò pace suplicatum. Itaque venere ipsi 
Fralrcs nostri; itaque populus Rumanus; itaque aliae Ecclesias- 
ticae Civitatcs ; itaque reliqui Italiae potentatus , summis pre- 
cibus idem postulaverunl , rogavcruntque. Duximus eorum honesto 
desiderio annuendum , praecipue cum ad prislinum institutum ac 
naturam nostrani , parandae conservandaeque pacis hoc spectet ; 
atque in ea inciderimus tempora, in quibus nihil magis repetendum, 
nihilmagis necessarium sit, quam Ilaliam inter se consentientem 
habere , ab armis discedere, capta hinc inde restituere, odia et 
simuUates deponere, in mutua tranquillitate conquiescere ; si vere 
Christiani esse volumus , si libertatem , si fortunas nostras , si 
Dei cultum et religioncm , qua nil nohis carius esse debet , ad- 
versus immanissimam Turcorum gcntem , excidio Italiae immi- 
nentem, tueri et protegere desideramus. Quam obrem, cum per- 
suadeamus Nobis, et Te et Inclitam Rempublicam tuam ab hoc 



ANiNALI VENtil ' 271 

communi bono non abhorrerc , quippe quae omni tempore pacem 1482 
dilexerit, et omnes discordiarum causas de medio t oliere studuerit; 
hortamur Te paterno affectu, ut poslquam reliqui omnes in mutua 
quiete esse , et nobiscum conjungi cupiant et postulent ; velis et 
Tu ad hanc sententiam et optabilem unitatem accedere , ab armis 
discedere , capta restituere , rcs Ferrarienses ommittere , neque 
amplius bello et obsidione civitatem illam nostrum urgere. Quod 
profecto non solum summd sapientid tua dignissimum erit , qui 
considerare potes quo in discrimine Italia omnis versetur ; sed 
ita tibi erit honorificum et gloriosum , ut immortalem laudem sis 
consecuturus; siquidem offcrimus Nos Exceìlentiae Tuae in justi- 
tid prompte et expedite non defuluros, si quid habes quod de Duce 
ilio conqmraris. Datum Romae apud Sanctum Petrum sub An- 
nulo Piscatoris , die XI." Decembris 1482. Pontificatus Nostri 
anno XII." ». A tergo « Dilecto Filio Nobili Viro Joanni Mo- 
cenigo Duci Venetiarum », 

Vili. "■. :,■■■■ • ■• 

ff Miseratione Divina Episcopi, Praesbiteri , Diaconi, Sanclae 
Romanae Ecclesiae Cardinales, post sinceram in Domino chari- 
tatem. 

« Quantum Sanctissimus Dominus noster , nosque , pacem 
et quietem Italiae semper non solum dilexerimus , verum etiam 
cum industria , studioque procuraverimus ; multis evidentissimis 
documenlis et literis , quas Sua Sanctitas sapienter vereque 
scribi t, infinitis quibusque nedum sapientissimis viris arbitramur 
liquere , sed ilio praecipue quod superioribus annis Sua Sanctitas , 
ac Nos quietis Italiae avidissimi, quakmcumque pacem bello quo 
tum superior erat Ecclesia , praeferre voluimus. Quod quidem eo' 
magis fecimus , quod ultra voluntatem ac propositum Suae Bea- 
titudinis et nostrum Excellenliam Vcstram id maxime cupientem 
videbamus. Quis igitur Sanclitatem Suam, Nosque, non summo- 
pere laudaverit , si perseverantes in instituto nostro laudabili , 
quietis Ilaliae comparandae conservandaeque , cum praesenti hoc 
et periculoso bello , quo ea quae Sua Sanctitas recenset damna et 
incommoda , Sedi Apostolicae ac Sanclae Romanae Ecclesiae im- 
merito, V estrac Celsitudini s causa, aliata fuere ; pacem et concor- 
diam universalem (ita maxime suadentibus et suplicantibus per 



272 MALI PIERO 

1482 oratores stios ad id missos , Serenissimis Hispaniae li egibus , et 
universa prope Italia) commutavimus? Profecto nemo, nisi ipsius 
pacis ac Religionis Christianae perturbator. Quae omnia Sua 
Sanctitas, Nosque eo libentius fecimus , quo, sicut superiori bello 
ad pacem erat , ita fiunc Vestra Celsitudo , ad communem mu- 
tuamque concordiam, ad restituenda ablata (sicut caeteri Italiae 
potentatus faciunt) , ad deponenda odia ac simultates , propensam 
esse credidimus. Hortamur igitur , quanto maxime possumus affe- 
ctu VestramExcellentiam, quae semper discordiarum semina eruere 
consuevit , et ipsam ad hanc communem , et opportunam ad re- 
primendos , infringendosque hostium fidei Catholicae conatus , 
concordiam accedere. Quod si Vestra Celsitudo, ut prò sud singu- 
lari justitid, sapientidque confidimus et optamus, executioni man- 
daverit, utilitati Reipublicae Christianae, et (quae nunc maximo 
in periculo versatur) totius Italiae quieti consulet , cunctis suspi- 
cionem cupiditatis dominandi tollens ; ac denique apud omnes 
laudem et gloriam immortalem consequetur. Praeterea , ut Sua 
Beatitudo scribit, si quid est quod de Duce ilio conquaeri possit 
Vestra Celsitudo , praeter rectum Summi Pontificis judicium , 
quod sibi minime defuturum est ; operam nostrum et Nos quoque 
praestaturos pollicemur. Bene valeat Celsitudo Vestra. Bomae , 
XVI." mensis Decembris, Anno a Nat. Domini 1482. Sub SigiUis 
Nos tris in ordine Praesbiterorum ». A tergo « Illustrissimo 
Principi , Domino Joanni Mocenico Duci Venetiarum , Amico 
Nostro Carissimo ». 

IX. 

a Xisto Pontifici Maximo. Joannis Mocenicus Dux Vene- 
tiarum. 

e Accepimus Breve Sanctitatis Vestrae, qua decuit et semper 
consuevimus , reverentià et devotione. Intelleximus ex eo causas , 
quae eam videntur impulisse ad foedus nostrum deserendum , et 
insinuandum sese paci, foederique communium hostium. Hortatur 
praeterea Nos paterno affectu , et pluribus verbis humanissimis 
ad pacem cum caeteris Italiae potentatibus ineundam , abstinen- 
dumque deinceps a Ferrariensi bello. Enimvero, Beatissime Pater, 
quantum attinet ad pacem^ et foedus cum communibus hostibus 
initum , diximus jam antea per orolorem nostrum : repefere ea 



ANNALI VENETI 273 

in praesentiarum operae praecium non videtur ; quandoquidem 1482 
ita faciendum iudicavit Sanctilas Vestra , cui omnia divina hu- 
manaque jura , prò sud summd aapientid , et incomparabili 
doctrind notissima sunt. Utinam Beatitudini Vestrac et UH Sanctae 
Sedis ita conducat. Illud tamen profari liceat , eam rem nobis 
non mediocri mulestiae futuram fuisse , nisi vetus institutum 
srga superiores omnes Sacros Ponti fices , et praecipue erga 
Sanctitatem Vestram , admonuisset aequo animo (erre quicquid 
illis collibuisset decernere , rescindere , facere , atque eadem prò 
infectis fiabere ; et nisi praeterea nobis spes esset, Deum ipsum 
supremum judicem rerum humanarum , aequis oculis haec ipsa 
conspicere : itaque , Nos potentiae aequitatisque suae brachio 
hac tempestate non deserturum ; praesertim qui Nos in difjìci- 
lioribus longe temporibus haud deseruit. Hortatus vesiri, Bea- 
tissime Pater , pieni bonitatis ac sapientiae , sunt illi quidem 
digni Pontifice et communi omMium parente ; si tamen (filios 
namque cum parente tam libere quam vere loqui decet) in tempore 
optimo actionum humanarum judice adhibeantur. Nani illud pri- 
mum profiteri non verebimur , pacem Nos , parentesque nostros 
ita semper coluisse , ut nunquam , nisi summis injuriis lacessiti, 
aut prò sociali servandd fide, quam nostris periculis semper ante 
tulimus , ad arma ierimus ; neque hostem duximus ullum hoc 
tempore , praeter Ferrariensem Ducem , foederum violatorem. 
Non recitabimus eius ingratitudinem prò benefìciis innumeris , 
tam erga majores suos quam in ipsum collalis , quem nostris 
copiis, pecuniis, ineo collocavimus Ducatu. Et quidnam unquam, 
prò tantis erga se meritis, gratiae retulit ? Sit haec inscitia ho- 
minis , humana omnia iura contemnentis : sed quod sit ausus 
mox , post Ducatum initum , quod nullus umquam progenitorum 
suorum ausus est , jura nostra Fcrrariensia infringere , cives 
Venetos vexare, extinguere magistratum, in Venetos denique fines 
atque adeo in Ducatum ipsum irrumpere ; monitus sit paternis 
verbis, per quinque et amplius annos, ut resipiscat. Haec si pa- 
tientiam nostrum, ne dicamus moliciem animi, et quasi ignaviam 
quamdam non attestantur , perierint sane aequa omnia judicia. 
Testis est Beatitudo Vestra, ad quam , j ani annum vertentem , 
injurias istas detulimus. Meminisse potest, quam indignae visae 
sint, qui haud ferendas censuerit: inflammavit etiam ad eas 
ulciscendas ; in primis autem ad persequendos hostes Beatitudinis 

Akcu. Sr. IT. Voi. VII. Por. II. 35 



274 M A L I P I E K O 

1482 Vestrae, Ferrar iemi confaederafos , terrà marique. Quanta igilur 
fide , stìidio, animi magnitudine hellum susceperimus , prò digni- 
tate commodisque vestris , et illius Sanctae Sedis , nemo est qui 
non intelligat. Ommittimus auxiliares copias equitum peditumque, 
quotquot petitae sunt , nostris isthic sumptibus libéralissime 
paratasi sed classis potissimum illa validissima triremium, na- 
viumqtie ferme octuaginta , milite equitibusque instructa , quae 
totam oram ab Aprucio Brundusium usque excurrens , ferro 
ignique omnia vastando , depopulata est. Victoria deinde nobi- 
lissima a Ruberto Malatesta, Duce nostro, apud Neptunum Cam- 
paniae , dictum Campo Morto , de vestris hostibus relata , nomini 
vestro consecrata , monumentis aeternis prò testimonio celebra- 
bitnr. Quid illud ? Quod Rubertum deserere Ferrariam . quod 
numquam creditum est , maluimus ; et cum omnibus copiis , ci- 
tato agmine , quanta potuit pernicitate , in hostem vestrum ferri 
ultra Campaniam ; quasi immemores , totius Italiae vires in 
unum coactas, clarissimumque belli Ducem. Federicum Vrbinatem 
castra castris nostris contulisse. Affuit Deus pio ardori nostro; 
kostis a Duce nostro fusus, fugatusque; liberata Urbs; comeatus 
aperti , triumphus actus in honorem Beatitudinis Vestrae, lon- 
gissimo caplivorum procerum ordine, quo nullum laetiorem, cla- 
rioremque multa, retro saecula vidit Urbs Rotila. Quod si prarfectt 
vestri serio bellum gerere quam ioco maluissent , et prosegui 
victoriam divinitus collatam , hostis captivus in deditionem, ve- 
stram veniebat ; confectumque esset bellum majori cum gloria 
quam uUo unquam Romano Pontifici contigisset. Nos tamen 
interea , paucos post dies , immatura Rubcrti morte , quod certe 
non debuit , clarissimum Ducem amisimus , maxima nostri do- 
mimi iacturà. Haud quaquam credere possumus , Pater Sancte , 
foedera ista nova tam alle animo vestro insedisse, ut haec officia 
et benemerita , tantis cum impensis et periculis nostris obita , et 
illorum acres injurias , quibus nihil intentatum in nos reliquére, 
omnino ex animo deleverint. Quam benigno , ut aiunt , animo , 
tum cum dabatur, in Ducem Ferrariensem extiterimus, decla- 
rant literae nostrae ad Vestram Beatitudinem scriptae. Parati 
semper fuimus ad eum in gratiam recipiendum , modo nobis ipse 
vetusta nostra iura , dignitatesque ereptas restitueret. Assenserit 
ne , an ohstinatior sit factus , cui notius , quam Beatitudini 
Vestrae? Cui verba dedit ipse, et ejus sodi, dum quacrunt frivolis 



ANNALI VENETI -275 

camlationibus rem trailer e usque adeo , ut numquam postime 1V82 
Vostra Sanctitas dignum iiabiierit, ut de pace et venia verbum 
ad Nos faceret. Sumptum igitur beUum est , quod quidem Omni- 
polem et Justissimus Deus, just itiae nostrae imie conscius , sum- 
mis ubique favoribus est prosequtus. Sed plura de vohmtatr 
nostra, rectitudineque animi, quam necesse est , mi quia trac tata, 
manibus Sanctilatis Vestrae omnia sunt , vel quia perspicua iam 
facta , non Italis modo , sed externis etiam nationibus. Quod 
aulem, Beatissime Pater, liortamini Nos ad pacem in praesentid, 
cum jam ad finem pene belli sii ventum; utinam id in tjratiam 
Beatitudinis Vestrae facere liceret edcumdignitate, et status 
nostri incolumitate , qud initio non solum voluimus, sed maxime 
etiam concupivimus. Vere dignetur prò aequitate, prò bonitate , 
prò juslitid denique sud , non ad id tantum quod optant alii , 
quam ad ea etiam animadvertere , quae iustitiae sint consentanea. 
Nam si ante bellum exiiortum , iiaec ad pacem emanasse t efficax 
adfiortatio; facile quidvis extitisset , parvique negocii fuisset,in- 
tegrd re, ducere Nos ad oblivionem iniuriarum fillatore poeniten- 
te), qitas divina lege et instituto majorum nostrorum facile semper 
potuimus ex animo delere. Sed post absumptam lantani vim auri, 
quantum nec ipsa valet Ferrar ia , quantumvis insignis liabeatur, 
post innumerabiles , eosdemque praestantissimos , cives amissos : 
iiostemque pertinacissimum obsessum moenibus ; quid aliud est 
hortari Nos ad pacem, nisi extortd Nobis de manibus ipsd victorid, 
derisui nostrum Dominium , ad libidinem iiostium, ioti mundo 
tradere? iiostemque, in visceribus status nostri ìiaerentem , ex 
insano, insanissimum reddere ? Et quoniam Beatiludo Vesfra 
Turcorum mentionem facit , profecto cum in eo bello per XX an- 
nos vexaremur , sustineremusque immeris Christianorum pericu- 
lorum totam molem ; fessi autem diuturnitate belli , et poten- 
tissimi iiostis copiis exercilibusque, opem quaereremus, numquam 
conspirasse vidimus Italiam ad auxilium ferendum, desiderio pacis 
Italiac. Nunc autem (si Dco placet ) deteriore sumus condicione, 
quam Hercules ipse. Lassis siquidem et pericUtantibus bello Nobis, 
pace fruuntur alii ; pereunte nunc ilio , iidem illi ad arma con- 
currunt : ut profecto non suspicari non possumus , non amore 
pacis convenisse , sed victorid nostrd commotos conspiravisse. 
Ncque dictum iioc volumus propter Sanctitatem Vestram ; cui 
semper et lionos Dei, et gregis sui pax alquc iranquillitas ita 



276 M A I. I P I E R O 

1 482 cordi fuil , ut ob eam rem , multa , majnaque incredibili ardore 
animi et charitate perfecerit; longe plura major aque perfectura , 
ai per eos maxime qui mine paci patrocinari videntur , Sanctitati 
eidem Vestrae licuissct. Neque etiam id dictum volumus , aut 
propter Revendissimos Dominos Cardinales, quorum sanctis- 
simum propositum et desiderium communis Christanorum pacia 
perspicuum clarissimumque est ; aut propter Serenissimos Cas- 
tiliae lieges , quibus omnibus pene saeculis purissimo amore , 
ac sincera benivolentid devincti fiiimus. Dictum {orlasse fuerit 
propter nonnullos alios , quibus neque pax nostra , neque bellum 
potest satisfacere ; nam cum in pace sumus, omnes adhibent 
aures , ut nos in bella coniiciant , et ea quidem pericnlosissima ; 
cum in bello versamur , victores nos pati non possunt. Quid 
iniquius ? Si tamen iis satisfactum non erit , satisfactum profecto 
(ore confidimus Sanctitati Vestrae aequissimae , justissimae , pien- 
tissimae ; satisfactum aequissimo judici nostro Domino Jesu 
Christo , ciijus sanctam fìdem religionemque, per annos plusquam 
sexcentos , corporibus et sanguine lutati sumus ; cujus sanctis- 
simos Vicarios pura veneratione sumus proscquti ; prò his pu- 
gnavimus ; Principes , Reges non extimavimus , prò illorum et 
Ecclesiae Romanae dignitatibus. Proinde , Beatissime Pater . ed 
qua decet reverentià suplicamus Sanctitatem Vestram , ut si qua 
reliqua est benemeritis gratia , si quid jmtitiae in rebus humanis 
usquam est , sinat Ducem istum Fcrrariensem eam fortunam uti, 
quam ipse maluit ; bellum optavit , bellum experiatur ; sprevit 
Beatitudinem Vestram , contempsit oblationes nostras ; percipiat 
fructum quem meruit ejus pertinacia. Non cedemus profecto aut 
dignitate , aut meritis in censu, Duci Ferrariensi. Quid ille un- 
quam, prò re Christiana aut egit, aut cogitavit? Nos, si dixerimus 
magna fecisse , non notabimur arrogantid. Quid sperare possit 
Bcatiludo Vestra ab hoc homine, non videmus. A Nobis certe po- 
test , si non grande aliquid , quale tamen aliquid aUquando ges- 
simus. Attamen et sperare potest , adiutore Deo, multa ejusmodi. 
Cur indigne ferat Beatitudo Vestra victoriam nostram, non vide- 
mus. Nos concilium non convocavimus ; scisma non procuravimus. 
Non bello Sanctitatem Vestram persecuti fuimms ; neque hactenus 
didicimus cum infideU milite , bello Chrislianos petere. Statutum, 
bond venid vestrd, Pater Sancte, decretumque est bellum prosequi. 
Et sicuti Sanctissimi Patriarcae benedictio filiis semel impressa. 



ANNALI VENETI 2T7 

avelli inde haud certe non debuit ; ita Nos fiaud sperare non pos- 1482 
sumus felicem exitum cjus belli , ad quod Summi Sancliqiie Pon- 
fificis auctoritas moverit, impulerit , concitaverit. 

« Venetiis , Idibus Januarii , ih'Si ». . 



c( Sacro Collegio R. D, Cardinalium. 

« Redditac sunt Nobis literac Dominationum Vestrarum , 
Reverendissimi in Chrislo Patres et Domini , in causa Fer- 
rariensi ; quae tametsi tota, propter ilUus Principis in Nos in- 
gratitudinem et injurias , acerbissima est , non potuimus tamen 
illas non videre et legere ed reverentià et ohservantid quam 
isti Collegio debemus, et semper habuimus. Sane prae se (erre 
videntur optimorum Christianae Religionis Patrum studium et 
diligentiam , qui ea quaerunt et optant , quae nisi alia insinl, 
maximam in se speciem habent honestatis et ofjìcii. Qualia 
sint ea quae dicimus , exemplum Uterarum nostrarum ad Sum- 
mum Pontificem , hisce insertum, abunde docebit. Laude tamen et 
summà omnium commendatione dignissimum, Vestrum Collegium 
est sumere patrocinium concordiae, et ad pacem omnes hortari; 
cujus ipsius non difjìtemur , aliquando etiam cum hoc Hercule cu- 
pidiores extitisse , majorum nostrorum exemplo , qui numquam 
bellum intulerunt nisi lacessiti, pacem quoad licuit cupierunt. 
Nunc autem , tot tantaque intervenere, aliorum stultitin , aliorum 
malignitate , ut sane mirum in modum doleamus, Nos, qui semper 
isto sanctissimo Collegio quibuscumque in rebus obtemperarc 
consuevimus, et ejus hortamenta prò praeceptis excipere, vestris 
humanissimis hortationibus obsequi et morem, gerere non posse ; 
singula namque, prò rerum , tcmporumque et causarum qualitate, 
moderari principes necesse est. Quam sit hoc verum, docuit rerum 
omnium Omnipotens Dominus , qui dedit suum utrique rei mo- 
dum , ut quamvis esset in benignitatem propensior , pertinaces 
tamen in peccato flagellis deturbare sit solitus. Miserli a prin- 
cipio sumus Ferrariensis istius Ducis , pocnamque peccati distu- 
iimus , quousque spes fuit resipiscere eum posse , injuriamque di- 
gnoscere. Quinque et amplius annorum patientiam nostrum vicit 
ejus pertinacia. Postquam effusa est vis auri principatu illius 
praeciosior , civcs nostri , tum ferro lum paludibus absumpti , 



278 M A L 1 Pi E K O 

1*8- petitur fax , sane intempestive. Paci acquìescere debuit inilio, 
Optimi et Amplissimi Domini , tum ciim Pater clementissimus , 
quietisque cupientissimus pacem pollicebat ! Si filius non abstineret 
injwiis , addidit peccato obstinationem: quam tantae esse maligni- 
tatis , tantoque sibi odio Deus testatus est , ut neque in hoc 
saeculo , neque infuturo, misericordia dignum existimaverit per- 
tinacem. Monetis ut fugiamus suspicionem cupiditatis dominanii, 
sapienter sane et paterne. Sed dabitur ne suspicioni locus , si 
per quinque annos injuriam foederum violatorum , et supra trecen- 
tesimum annum parlarum sanguine nostro immunitatum , (erre 
diutius non potuimus ? Datur ambitioni , cum id bello quaerilur 
quod justum aequumque non est; aut cum sine moia, irrequisitd 
parte aiterà , ne forte poeniteat , ad arma concurritur. In nos 
autem , quacnam relinquitur calumniae ratio? qui, ut diximus , 
vetustissima repetivimus , confinem appellavimus , pacate monui- 
mus , arma distulimus per tot annos , pertinaciorcm in dies in 
proposito mansuetudine nostra reddidimus. Turbarunt Italiae 
pacem, quorum turbare mos est, et qui miserum illum polUcita- 
fionibus illectum, ut beUum quam pacem mallet , impulerunt : non 
autem Nos , qui nihil omisimus , horlando , monendo denique , 
si pacem mallet quam bellum, praediximus , contestati sumus forf 
ut stultitiae poenas daret. Caetera quae ad causam nostrum 
pertinent, ex literis nostris ad Summum Pontificem intelligent 
Excellentiae Vestrae; ex quibus existimamus fore neminem tam 
obtorti mahgnique judicii, qui Nos coarguat in noxà esse, aut 
quidquam omisisse quod mcdestissimos komines deceret. Venetiis, 
Cai. Januarii 1482 o. 



Si ha aviso che '1 Papa si arma per muoverse contra la 
Signoria ; onde è sta scritto a Francesco Diedo, Ambassador in 
Corte, che tolga licenzia e torni a casa* ma prima che sia giunte 
!e lettere , l' è sta hcenzià. 

A' 3 de Marzo , (iabriel Loredan Procurator , e Giacomo de 
Mezo K., mandati Ambassadori a Ruberto Sanseverin, Luogote- 
nente General, a persuaderlo che voglia componer le cose de Fer- 
rara, è tornati; e rcporta, chel'è pertinacissimo in consigliar la 
Signoria che voglia continuar la guerra . dicendo che Ferraresi 
sera sforzati a acettar ogni part''.o. 



\NNALl VENETI 279 

A'8 dillo, una banda delle j?enti della Signoria s'iia amulinà 1482 
per no haver abiio i suoi stipeiidii a tempo ; tal che è sta tolto 
20,000 ducati a imprestilo da i banchi, e mandati in campo. 
A' 17 è sia cresciuto un terzo i dacii . eccetto el pan , el vin , la 
carne , e 1 fonlego di Thedeschi (1). 

È sta fatto Rortholaraio Vitturi q. Mattio , e Nicolò Foscari 
q. Giacomo , Ambassadori al Duca Renalo di Lorena , che se 
aspetta qua, 

È sta condotto Antonio Maria Ordelafo, Signor de Furlì, con 
150 cavalli e 25 provisionati. 

A' 10 ditto , per deliberazion del Consegio di X, è sta messo 
in libertà tutti i homeni d' arme Fiorentini e Milanesi , che era 
in questa Terra , senza taglia alcuna , e senza altro cambio ; 
ma i condottieri è sta retegnudi. 

È venuto a la Signoria un Ambassador del Re de Spagna a 
eshortarla a la pace co '1 Duca de Ferrara , e glie è sta re- 
sposto con parole generali. 

A' 13 d'Avril, Renalo Duca de Lorena, condullo ultimamente. 
è zonto qua per via de Padoa : è sta acorapagnà da quei due 
genlilhomeni che è sta manda a levarlo, e ha condutto con esso 
1,000 fanti e 2,000 cavalli. 

La Signoria ha concesso al Signor Ruberto. Luogotenente 
«leneral , el Conte Ugo Sanseverin, venuto in le forze ( come è 
(letto de sopra) , per far cambio con D, Zorzi Sanseverin. 

È sta tolto da Hebrei 15,000 ducali a imprestito, da esserghe 
restituidi dal deposito del Sai. 

A' 17 de Maggio, Antonio Zuslignan , Capitanio General in 
Vo, è smonta in terra con una banda de gente, per conoscer 
alcuni siti e per dar el guasto al paese ; et è sta preso da una 
imboscada de Ferraresi, e condutto a Ferrara, con bona parte 
della so compagnia. El suo Armiragio è sta amazalo; e lui s'ha 
vogiuto ammazar lui raedemo, se i guardiani no '1 teneva : e in 
20 zorni 1' è sta relassà. 

La Signoria ha dà 20,000 ducati al Duca de Lorena, per làr 
gente per andar all' impresa de Ferrara. 

A'18, Ruberto Sanseverin s'ha mosso da Brescia, con 2,000 ca- 
valli, contra le gente Milanese, per impedirle che le no vada a 

(1) Fondaco privilegiato della nazione Alemanna. 



280 M A L I PI E R 

1482 ocupar San Secondo, e altri caslelli de Vido di Rossi, su 'I Par- 
megrian. 

È sta preso , che niun geiitilhomo no possa trattar che se 
conduca capitanio nessun a servizio della Signoria, sotto pena 
de 500 ducali, e privazion per due anni de gran Consegio. 

El Re de Napoli fa cavar 30 galie e 5 nave de Napoli; e '1 
Papa, 5 galie d'Ancona, tutte armate contra la Signoria: e per 
questo aviso, è sta preso che Giacomo Marcello, Capetanio Ge- 
neral, metta banco. Per bisogno de danari, è sta deliberà de 
vender la Gastaldia de Crose e quella de S. Dona de Piave (1), 
che fu de Azzolin de Roman (2): e Francesco Fascari q. Alvise, ha 
compra quella de Crose ; e Francesco Marcello de Santa Marina, 
e Anzolo Trivisan q. Polo, quella de San Dona per 8,000 ducati, 
a patto de poder condur le so robe qua in la Terra senza dazio. 
Questo patto ghe è sta osserva per 18 anni ; e può' è sta 
preso, che i soggiaccia a i dazi e angherie come i altri. 

È sta deliberà de dar in commenda a Geronimo di Rossi 
l'Abbazia de S. Zen (3), che vai 3,000 ducati d'intrada, in re- 
compensa de i suoi beni abandonati a casa sua. 

Alfonso Duca de Calabria, fio del Re Ferando, è sta a Roma 
a fermar la ligha con Papa Sisto. Tutti i Cardenali ghe zè andà 
contra (4), eccetto Z. Battista Zen, titulo de Santa Maria in Porti- 
co, e Zuanne Michiel, titulo de Sant'Anzolo, Veneziani : e partito 
da Roma, è sta a Fiorenza e a Bologna : e finalmente è passa 
a Ferrara , dove 1' è sta recevuto con gran festa e honor ; e ha 
conduto con esso 500 lancie turchesche : 300 delle qual 1' ha 
abandonà poco de può', et è passade in campo della Signoria ; e 
i altri è passai su la nostra armada , e poco da può' i è partidi, 
e andai ne i so paesi. 

Alfonso è sta a sopraveder alguni luoghi fuori de Ferrara , 
che Ferraresi temeva che i no fosse occupati da le zente de la 
Signoria; e ha fatto dir a Francesco Michiel Proveditor, che '1 
desiderava di parlar con esso : e '1 Michiel ghe ha risposto, che '1 
vada, che '1 sarà tratta da bon amico. De modo che i se ha 
abocà insieme ; e Alfonso, da principio del suo parlar, ghe ha 

(1) In sul tenere di Trevigi. 

(2) Eccellino da Romano. 

(3) San Zenone in Verona. 
(5) Gli sono andati incontro. 



ANNALI VENETI 281 

ditto che l'era vegnudo a trattar de pase ; e intrò a dannar la li82 
Signoria , opponandoghe che l' habbia desiderio de dominar , e 
che la vogia tor ci stado al Duca Werculc: e poi in fin ha ditto, 
che i ajuti del Duca è grandi, per la union del Papa, del Re suo 
padre , e del Duca de Milan ; tal che la Signoria sarà necessità 
de abandonar l' impresa. La risposta del Michiel è sta simele 
alla proposta : che l' ha comission de far guerra al Duca de 
Ferrara , e no pace; che la Signoria è più potente de quel che '1 
crede. Tal che 1' abocamento se ha disciolto, e Alfonso è sta 
accompagna da due barche del Proveditor ; e subito 1' è andà 
in Cremonese a Casal Maggior, e là el se ha abocà con Lodo- 
vico Sforza, Governalor de Milan, e con quattro Ambasciadori 
della città de Milan ; tra i quali è sta D. Zuane Boromeo, Conte 
de Palavisin: e tutti insieme son andati a Cremona; dove se ha 
ridutto Francesco Gonzaga Cardinal, Fedrigo Duca de Mantoa, 
Hercule da Este Duca de Ferrara, Lorenzo di Medici, fio de 
Piero, che ha ocupà la Republica de Fiorenza , e Zuane Benti- 
vogli Signor de Bologna ; e hanno consultato sie giorni continui 
su 'l fatto della guerra. 

È venuto a la Signoria el Vescovo de Furli, Ambassador de 
Federigo Imperador, a intrometterse per la pace. 

Le genti della Signoria sotto Ferrara s'ha spinto avanti, e 
ha preso '1 palazo del Duca, chiamado Bel Forte, e 'I monastier 
di Anzoli de i Frati de la Certosa; e Ferraresi s'ha messo in 
spavento, e ha abandonà i borghi con le robbe, e s' ha ridutto in 
la città, e ha lassa T tutto in preda a i soldati. 

A' 23 de Giugno , Papa Sisto ha interditto in Concistoro i 
divini officii a questa Città et a tutto '1 stato della Signoria, se 
in termene de 15 zorni no se lieva 1' assedio de Ferrara. 

Francesco Diedo, quando T se levò da Roma per vegnir a casa , 
lassò là un so agente ; e 1 Papa ghe ha domanda se V ha scritto 
a la Signoria dell' interditto; e ha risposto de no, perchè 'l no 
se impedisse (1) in cosa che no spetta a lui. Passati alcuni giorni, 
r interditto è sta messo su le porte de S. Piero : in questo inter- 
ditto ghe era, tra le altre cose, queste parole. 

(1) Non s' impaccia. 

Arch.St.It.VoI.VIÌ. ^'«r. //. ^ 36 



1482 



282 M A L I P l E R O 

XI. 

« Quoniam oh potentiam Venetorum , non sunt qui audeant 
deferre interdictum nostrum Venetiis , et affigere in locis pubblicis ; 
auctoritate Apostolica mandamus, quod talem sortiatur effectum 
Interdictum affixum in valvis Ecclesiae Sancti Petri, ac si es- 
set affixum in palacio Ducis Venetiarwn ». 

No passò molli dì, che '1 Papa mandò un suo mazzier in po- 
sta a'D. Maffio Ghirardo, Patriarcha de questa Terra, con un 
so breve, che ghe comanda che '1 debba intimar l' interdillo al 
Dose e alla Signoria « sub poena excomunicationis , maledictionis , 
suspensionis, et interdicli ». El Patriarcha ha Anto d'esser 
amala , e ha fatto saver al Dose e a i Cai di X la cosa; e ghe è 
sta ordenà che 'I legna '1 tutto secreto , e no divegna a essecuzion 
alcuna. 

Le parole dell' interdillo è queste : 

« Quod si infra quindecim dierum spacium ad id prefixum, 
non abstinuerint ab obsidione urbis Ferrariae , ipsi Domini Ve- 
neti , ac eorum subditi, fautores, consultores et adhaerentes , cum 
aliis expressis civitatibus , terris et locis eorum dictioni suhiectis, 
ecclesiastìcas et saeculares personas degentes , si illis tunc expres- 
sis tnonitionibus , requisitionibus et mandatis non paruerint , ma- 
ledicti , et excomunicati ipsi , et bona sua sint data in praedam 
cunctis gentibus ». 

Cousiderado questo interdillo, è sia preso co 1 Consiglio de 
Pregai , che se diebba oviarghe per quella via che dispone l' or- 
dene de rason. 

Non anchora licenlià '1 Conseglio de Pregai, M.Geronimo 
Landò, Patriarca de Constanlinopoli, è vegnù a la Signoria, e in- 
trodutto in sala de Collegio, ghe ha ricorda, che la se appela ad 
futurum concilium, servatis servandis. E co '1 suo ricordo è sta 
deliberà de far cinque presidenti , prelati de bona fama, e co- 
nossuli dalla corte de Roma , e sono : M. Antonio Saraco Arci- 
vescovo de Corintho ; M. Nicolò Franco Vescovo de Parenzo ; 



ANNALI VENETI 283 

M. Piero da Monte Vescovo de Croja ; M. Leon (laraton Episcu- 1482 
pus Sitiensis, e M. Francesco Contarini Vescovo de Negroponte : 
et é sta deputa alcuni Nobeli che representa '1 Dominio: M. Ber- 
nardo Zustignan ; M. Sebastian Badocr K. ; M. Domenego More- 
sini ; e M. Francesco Venier; e iiabbia a inlerponer 1' appelazion 
d'avanti i Presidenti. I Consultori dell' appelazion è sta M. Giro- 
lamo Perlcon da Rimini ; M. Daniele Zucuol ; e M. Cristofolo 
Beghini, tutti Dottori in utroque ; e cinque altri Dottori ha scritto 
sopra de questo, separatamente un dell'altro. I notari è sta Aloise 
Zamberti , Andrea de Pase, Francesco Morando, nodari dcU'Avo- 
garia ; Filippo Morando nodaro del Patriarcha , e Aurelio Baci- 
neti. In l' appellazion è sta dedotto e allegato tutte le rason della 
Signoria contra l' interditto; l' appelazion è sta admessa da i 
Presidenti, come giustamente interposta. Tutta questa cosa è sta 
tratta in sala della Quarantia Criminal , presenti tutti i nomi- 
nadi e tutto 'l Colegio , e Zuane Dedo Cancelier Grando, e Al- 
vise Manenti Secretarlo del Consegio di X. La appelazion è sta 
ridutt.a in publica forma in tre copie, et è sta presenta al Dose 
e alla Signoria; la qual l'ha manda a Roma per Traversia 
Bergamasco, corier fedelissimo , con ordene che 'l ne metta una 
su la porta de la Giosia de S. Celso. Questo corier è andà , e 
ha dà diligentemente esecuzion a quanto ghe è sta comesso; e 
a' 9 de Lugio è torna. 

La mattina de 3 Lugio fu ditto al Papa dell' appelazion della 
Signoria , affissa la notte precedente , e che tutta la città de 
Roma era in romor; e per diligenzia che fosse usata, no se potè 
saver in che muodo fosse passa la cosa, salvo che gran tempo 
dopo. È sta dà al corier in premio della so fatica una fontega- 
ria, et è sta fatto misurator de frumenti. 

Per avanti, è sta manda Nicolò Foscarini q. Alvise , Procu- 
rator, Ambassador in Borgogna per giustificar la Signoria del- 
l' impresa de Ferrara: e a 3 de Lugio è sta spazza Ascanio Lore- 
dan in Franza, e Sebastian Badoer K. all'Imperador, per dolerse 
del procieder del Papa , e per giustificar la Signoria. 

A' 7 ditto , è sta preso che tutti i Prelati Veneziani che son 
in Roma, se diebba partir per la metà del ditto mese de Lugio, 
sotto pena de confiscazion de le sue entrate ; e vegna a preseu- 
tarse a la Signoria , e intanto le so entrate resta sequestrae ; e 
lutto questo per luor la reputazion al Papa , e per altro. 



284 MALIPIERO 

1482 È sia fatto Capitanio General in Po Andrea Zantani , ìjì 
luogo de Antonio Zustignan , preso da Ferraresi. 

È sta deliberà , che tutte le intrade de vescovadi e abbazie 
del Polesene sia vendute , e '1 tratto sia manda all' officio di 
Governadori dell' intrade. 

È sta preso de far 4,000 fanti, per mandar soccorso all'esser- 
cito in Bresciana : e perchè alcuni Gentilhomeni da cha Mali- 
piero e da cha Pisani è sta retegnudi in Puglia de ordene de! 
Ré Ferando , è sta deliberà de retegnir anche qua i so marca- 
danti ; ma perchè dopo se ha habuo aviso che i nostri è sta 
liberati , è sta fatto el medemo de qua verso i Pugliesi. 

Quattro nave grosse armade e 35 galie s' ha leva da Napoli . 
per venir in Ancona. 

È sta manda Bernardo Bembo D. K., e Benetto da Pesaro, 
a dar el baston al Signor Renato Duca de Lorena ; e Luca 
Pisani Provedilor in Romagna, al governo de i soldati del 
Malatesta. 

Una delle quattro galle de Fiandra, Capitanio Agostin Fosca- 
rini, è restata a Messina, e tre a Palermo; e Vilamarin corsaro 
ha porta al Vice Re de Sicilia un brieve del Papa , che dà in 
preda tutte le robe de i nostri : ma '1 Vice Re havendo fatto 
salvocondutto al Capitanio , no ha voluto obedir al brieve ; e 
con tutto questo, '1 corsaro ha tenuto assediae le galie per molti 
giorni ; e vedendo no le poder haver , è passa in Golfo. 

Do donne de casaOrdelafa, figlie de Pino Signor de Furli, 
informate de che maniera è stato trattato so fradelo dalla Si- 
gnoria, è venute in questa Terra , et è intrate in monestier de 
S. Zaccaria ; dove le è sta longamente , e ha finito la so vLta 
in santità. 

A' 15 de Lugio, Ruberto Sanseverin, co la intelligenzia che '1 
se persuadeva haver in Milan , ha butta un ponte su Ada , e 
ha condotto purassai gente fin su le porte de Milan, e ha fatto 
gridar el nome de Z. Galeazzo e della madre la Duchessa Bona, 
e libertà : e nessun no s' ha mosso contra Lodovico so Zio. 

Costanzo Sforza Signor de Pesaro, Condoltier della Signoria , 
è morto in campo; et è sta scritto a Luca Pisani Provedilor, 
che tolga i suoi cavalli in governo. 

Le trentacinque galie del Re Ferando menzionate de sopra, 
è giunte in porto d'Ancona; et è sta scritto a Giacomo Marcello 



ANNALI VENETf 286 

Gapitanio General , che le vada a trovar , e al tutto ^ eda de 1482 
combaterle. Ma a' 24 de Agosto , le se ha partio de Ancona , 
et è vegnude a combater la terra de Curzola : e per i boni or- 
deni , vertù e prudenzia de Zorzi Viaro Conte, dapoi lunga 
battaglia , le è sta ribattude , con morte de 1,500 de 1 suoi ho- 
meni, e con gran numero de feriti; tal che le se ha rimosso da 
l'impresa, e se ha retirà a Lagosta. 

Zuane Emo, Proveditor in Campo sotto Ferrara, è venuto in 
questa Terra senza licenzia ; e introduto in Pregadi , ha ditto 
che l'ha modo de haver in otto zorni la città de Ferrara, con- 
tinuando '1 Duca Hercule in la so malattia. Ghe è sta risposo, 
che 'I vada far el suo officio , e che el lassa '1 cargo al San- 
severin. 

A' 4 de Settembrio, Francesco Michiel Proveditor in Campo, 
principal author della guerra de Ferrara , è morto per el mal 
aere de Po : tuttavia se maledise per tutta la Terra chi ha 
persuaso questa guerra. 

A' 8 de Settembrio, Renato Duca de Lorena, Capitanio General 
della Signoria a la guerra de Ferrara , domanda licenzia de 
passar in Pranza, per esser avisato che '1 Re Lodovico de Franza 
è morto , e che 1' è instituido per testamento so Comessario. 
La Signoria 1' ha compiaciuto, e ha manda Geronimo Dona D., 
flo d'Antonio K., a compagnarlo fin in Alemagna. 

Antonio Loredan, Ambassador in Franza, ha trova a Paris 
el Re morto ; e per la scomunica de Papa Sisto publicata per 
tutto 'i regno, ghe è sta prohibito d' intrar in giesia , e coman- 
dato che '1 parta dal paese : in modo che 1' è venuto a Lion , e 
aspetta ordene ; ma anche là ghe è sta dà combia (1). 

La Duchessa Bona de Milan , per tema d' esser spogliata del 
so stato da Lodovico Sforza so cugnà , se ha ridotto in Castolo 
con Z. Galeazo so fio , per la morte del Castelan : e Lodovico, 
vedendo '1 populo inclina a la Duchessa , ha fatto intrar in la 
città 22 compagnie de fanti ; ma no succedendo altro, se ha 
mosso con le sue genti , et è andà su '1 Parmesan contra i 
Rossi , Signori de quella città : i quali era in possesso come i 
ha lassati so padre. Per questo modo i Rossi ha pressidiato i 
castelli del paese , et è andati co la faraegia su '1 Genoese : e 

(1) Commiato. ' 



286 M A L I P I E R O 

1482 i cittadini principali de Parma , accomodandosse alla fortuna 
de chi vince , come fa la maggior parte , s' ha acostà a Lodo- 
vico ; el qual è resta patron del paese, per la fuga de i Rossi , 
et è andà con le gente in Cremonese. 

Nel campo della Signoria se trova quattro 6gli de Ruberto 
Sanseverin; e due d'essi, Francesco e Galeazzo, s' ha partito al- 
l' improviso con alcuni cavalli, e son andati a Milan. So padre ha 
mostra de turbarse assai , per tema che la Signoria no dubita 
della so fede, e che i fioli sia andai de so ordene a Milan, a servir 
Lodovico Sforza ; e ha mandato un so zentiluomo a giustifì- 
carse con la Signoria, asserendo che '1 no ha mai saputo niente 
della partita de i figli; e che '1 darà tal testimonio della sua fede 
e volontà , che la conoscerà che '1 desidera summamente '1 ben 
eia grandezza de la Signoria. Dapoi l'ha manda a Verona la 
mogier de Francesco , che era a la Badia su '1 Polesene , acom- 
pagnà da due honorati cavalieri, servidori della Signoria. I Ret- 
tori l'ha acettà honoratamente; e la Signoria è resta quieta e sa- 
tisfatta. 

Intanto, Alfonso Duca de Calabria, ha passa Ada a Cassan 
con le sue genti, e ha preso due luoghi su '1 Bergamasco ; e 
per questo, Ruberto Sanseverin ha passa Oglio a Palazuol, e se 
ha ferma: e Alfonso se ha ingrossa con le gente del Papa e de 
Fiorentini, e ha passa Oglio anch'esso, e s' ha ferma tra i 
Orzinuovi e Quinzan; e per tema che le genti della Signoria no 
patisse per esser manco de loro, è sta preso che tutte le compa- 
gnie de cavalli che è sul Po, vada a obedienzia del Sanseverin. Le 
gente Calabrese e de quella ligha, ha occupa tutta quella parte 
del Bressan che è tra '1 fiume Mela e i Orzi; nel qual luogo ghe 
è 300 cavalli, e se mantien in fede. In questo moto è sta manda 
in campo Aguslin Barbarigo e Zaccaria Barbaro; ma può è 
sta manda '1 Barbaro a Bressa, per pressidiarla e confortarla a 
continuar in la sua devozion, come fece Francesco Barbaro suo 
padre, che la mantene tre anni continui contra tutti i conati de 
Francesco Maria de Milan. Alfonso de Aragona ha ocupà Bagnol; 
e '1 Signor de Mantoa ha Gnalmente congiunto le sue genti con 
esso : tal che addesso le gente della ligha è 130 bandiere, e ha 
ocupà tutte le castella de Bressana de qua de la Mela, eccetto 
Asola. Le genti della Signoria è redotte a Rezà, e Alfonso è ve- 
gnudo a Calcina: e può, a' 4 de Ottubrio, ha havuto a patti la 



ANNALI VENETI 287 

terra de Asola, e l'ha dà al Signor de Mantoa. Nicolò Querini, Ì'^S2 
Provedilor in quella terra, è sta lassa in libertà, et è sta con- 
danato ; e alcuni cittadini è sta banditi. 

Una nave napolitana ha preso la nave Landa candiota 
de 800 bote, carga de gotoni (1) : i Napoletani ghe ha manda 
la sua barca con 20 honicni a Cadi, con pretesto de intender da 
nuovo: e subito hanno preso '1 Castello, e s'ha impatronido. 

A' 30 d' Ottubrio, la gente Calabrese e della ligha ha habuto 
a patti la Capela (2) de Bergamo. 

È sta preso sopra Rhodi le nave de Dardi Zustignan e Al- 
vise di Prioli , carghe de gotoni e cenere (3) ; et è sta condute a 
Napoli. 

El re Ferando ha ingrossa la so armada con ajuto del Papa , 
e de 1 altri so coUegadi ; e perchè se dubita che la vegna a dan- 
neggiar la Dalmazia , è sta scritto a Giacomo Marcello, che più 
presto che sia possibile, dagha un assalto a i luoghi del Re in 
Puglia e in Calabria. Quest'armata regia è de 40 vele, tra galle 
e fuste, sotto '1 governo de D. Federico fio del Re Ferando; e va 
scorseggiando per le aque d'Ancona, tal che la navigazion è mal 
sigura: e se dise che Giacomo Marcello, Capetanio Zeneral , non 
ha fatto tutto quel che '1 poteva far per combaterla ; anzi , che 
r ha lassa passar 1' occasion de invaderla , e che 1' è sta ozioso 
in porto de Zara , e che l' ha dà occasion al nemico de assaltar 
Curzola , con pericolo delle nostre cose : però è sta preso de 
far un altro Capetanio General; et è rimaso Giacomo Venier, 
el qual ha soravivesto (4) pochi zorni. È sta messo a la Terra 
molle decime , per cadauna delle qual è sta cavato ottanta in 
nonanta mille ducati. 

Alfonso de Calabria ha cegnà (5) d'andar a combater la terra 
de Lonà; e Marc'Antonio Moresini s' ha partito da Rezà , e ha 
lassa l'essercito là, e ha chiama de Veronese molte cernide, 
e ha fortifica quel luogo de fossi e de repari : e ha trovato là 
Giacomo de MczoK., vegnuto a quella custodia con 300 fanti ; 
e con essi impediva le vittuarie al nemico, e l'uso dell'aqua , 

(1) Carica di cotoni. 

(2) Castello che domina la città. ' " 

(3) Cenere di soda per i vetrai. 

(4) Sopravvissuto. 

(5) Accennato, o fatto segno. 



288 M A L I P 1 E R 

1482 tagliando le seriole (1), che no le correva per i so alvei. Tal 
che Alfonso, vedendo de no poder operar altro in Bressana, è 
vegniito con le zente in Veronese ; e perchè l' ha recusà al 
Marchese de Mantoa de oppugnar Peschiera e Legnago, el 
Marchese è partito, et è torna a Mantoa: e intanto i nostri ha 
armato una galla a la Zise (2). 

Giacomo de Mezo K., mandato Proveditor in Bressana, s'ha 
amala gravemente; e tornato in questa Terra, è morto: homo 
de gran ingegno, de gran cuor, et eloquentissimo. 

Alfonso ha occupa Carpenedo , e ha conduto l' essercito a 
la Capriana ; ha passa '1 Mincio de sora Valezo, con parte delle 
gente; e vegnudo a Godi, è passa su '1 Mantoan, e ha conduto 
r essercito in Veronese. Valezo è situato su un cole su T Mincio, 
e la so muraglia se estende On a la palude del Tartaro. Al- 
fonso se ghe ha acampà attorno; ha ruinà la roca con le artelarie, 
e r ha preso in spacio de tre giorni , e ha dà T paese a sacco 
Gn su le porte de Verona: ha preso Isola dalla Scala e San- 
guenedo, e ha scorseggiato fln su l'Adige. Ruberto Sanseverin 
l'ha seguita per le rive del lago, e se ha ferma sopra Valenzo 
con tutto l'esercito: e Alfonso è torna in Bressana, e le genti 
della Signoria ha recupera tutti i luoghi del Veronese , e s' ha 
ferma a Calcina per assaltar le genti della ligha. Ma Alfonso, 
sollecitato da Hercule Duca de Ferrara so cugnà, che l'andasse 
a liberarlo dall'assedio avanti che venisse l'inverno, ha con- 
dotto le genti a Ostia; e subito che i nostri l'ha inteso, son 
passati l'Adige, per andar su '1 Po a presidiar le cose de la Si- 
gnoria : e '1 Sanseverin ha usa tanta diligenzia, che per viaggio 
r ha arivà le genti dei nemici con stupor de cadaun. 

Fintanto Lodovico Sforza è sta con le sue zenti a tentar la 
terra de Roman su '1 Bergamasco ; e '1 Sanseverin , dopo dati 
boni ordeni su '1 Po, è torna indietro e ha ricupera tutti i luoghi 
persi l'estate passala, sì in Veronese (come è ditto di sopra) 
come in Bressana , eccetto Asola. 

A' 11 de Zener, Ruberto Sanseverin, dapuò messo in garni- 
son le zente della Signoria, è vegnudo in questa Terra, ricevudo 
dal Dose e da tutto '1 Consiglio de Pregadi in Bucintoro: e per 



(1) Canali d'irrigazione. 

{2] Lazise, sul lago di Garda. 



ANNALI VKNETl 289 

havcr fatto servizio grato a la Terra, ghe està fatto doni amplis- 14.83 
simi. Ghe è sta dona Giltadela in Padoana, Montorio in Vero- 
nese, luogo amcnissimo; una casa de stallo (1) in questa Terra ap- 
presso la Gharità, in contrà de Santa Agnese su '1 (ùanal Grando, 
comprada per la Signoria da Doiuenego de Piero Zogielier (2) 
per 10,000 ducati; cento ducati al mese in vita a sua moglie , 
e 10,000 ducati a so figlia maridata in Vido di Rossi : e questa 
deliberazion è sta fatta a' 15 de Dicembrio, avanti che il vegnis- 
se qua. 

Al presente è gran carestia in la Terra: el formcnto vai 
otto lire e dieso soldi el stajo , e la farina nove lire e diesi soldi. 

A' 9 de Zener, è sta deliberà che Giacomo Venier, eletto Ga- 
pitanio General, armi, con do Proveditori: ghe è sta dà 20,000 du- 
cati da interzarse (3), e 5,000 per comprar biscoli de fuora. 

È sta spazza su la Morea Nicolò Contarini el Rosso , per 
far 1,000 Stradiothi. 

Per proveder a la carestia che cresce ogni dì, è sta preso, 
a' 17 ditto, de dar doni a chi conduce formenti de Sicilia, de Bar- 
beria e de Gatelogna; 40 soldi del stajo per tutto Marzo, 30 tutto 
Avril, e 15 tutto Mazo. 

Addesso se considera che la guerra de Ferrara ha causato 
tutti questi inconvenienti. È sta tolto 128,000 ducati dell'una per 
cento, deputati a pagar el prò de Monte Nuovo; è sta cresciuto 
un terzo tutti i dacii; è sta impegnato tutte le volte de Rialto (4) a 
rason de 28 per cento a l' anno; è sta pagato in Zeca (5) i argenti 
de particulari sie ducati la marca; è sta tolto le cadenele d'oro 
che le donne portava al collo, e messe in comun. Se fa i Offi- 
cii e Rezimenti con la metà e un terzo manco de salario. Oltra 
tante decime, è sta messo tanse a la Terra; le entrate de la Terra 
e quelle de la ferra ferma è calade; se ha perso molte nave 
e galie; se ha tolti homeni della guerra nudi e rotti, perchè no 
se ha possuto far altro; se ha evacuato l'Arsenal che altre volte 
ha fatto tremar el mondo; avemo fame e peste; mendicheremo 

(1) Dominicale. 

(2) Gioielliere. 

(3) Prepararsi. 

(4) Magazzini in Rialto fabbricati dallo Scarpagnino : ora residenza 
di tribunali e magistrature. 

(5) Zecca. 

Aiicu. Sr, li. Voi. VII. Par. IL 37 



200 M A L I P I E R O 

1484 la pace, e ghe reslituirGrnb el tolto ; se ha speso un milìoii 
e dusentoruila ducati ; et è morti tanti homeni da ben. 

El Conte Vido e Giacomo di Rossi, scacciati del suo Domi- 
nio de Parma da Lodovico Sforza , è venuti a raccomandarse 
a la Signoria : la qual i ha accolli benignamente, e ghe ha pro- 
messo de no si dimentecar de i meriti de casa sua ; e ghe ha 
dà compagnie de cavalli ; ghe ha fatto presenti , per vagiuda (1) 
de 30,000 ducati ; e al terzo fratello è sta dà la Badia de S. Zen 
de Verona, come è sta ditto de sopra. 

El Signor Ruberto Sanseverin è partito de qua con Nicolò 
da Pesaro da Londra Proveditor, et è andà a i Orzi Nuovi. Questo 
Nicolò da Pesaro è sta solo in campo fin a l' arivo de Luca 
Pisani , e con esso ha può continua fin al fin de la guerra. 

Nel convento de Cremona , i Signori de la ligha no ha fatto 
quella ressoluzion che la Signoria dubitava, e se spera che l'anno 
che vien no se bavera gran travaglio : anzi ci Papa ha fatto 
divulgar in Romagna da un suo Legato mandato a Cesena , che 
se farà la pace con honeste condizion. Et è sta preso de mandar 
Zaccaria Barbaro e Ferigo Corner a trattar con esso Legato 
cerca l' acordo : ma per le dure condizion che 1' ha proposto, è 
sta giudica che l' habbia messo a campo il negozio, no per con- 
cluder , ma per inlevidir (2) le provision per l' anno che vien ; 
e per prolongar l' espedizion de i Ambassadori della Signoria in 
Pranza e in Germania, dove s'havea deliberà de mandarli, come 
è ditto de sopra, per giustificarse de questa guerra, e per do- 
lerse del Papa. Li Ambassadori eletti è : Sebastian Badoer K. 
e Antonio Loredan , in Pranza; Domenego Zorzi e Polo Pisani, 
in Austria; Nicolò Foscarini a Massimilian; e Bernardo Bembo D. 
in Inghilterra. 

Questi movimenti de la Signoria ha indotto el Papa a metter 
a campo questo ragionamento de pace ; ma se ben se ha tratta 
de pace , se attende anche a far le provision che besogna per 
el continuar de la guerra. È sta reinforzà le gente in tutti i 
luoghi da mar e da terra ; el è sta condutto 1,200 Stradiothi , 
e parte è sta manda in Bressana , parte in Ferrarese : e '1 Si- 
gnor Ruberto Sanseverin ha intima a tutte le gente de la Signoria, 
che so 'cduga a Scorzan per i 24 de Marzo. E tutto a un tempa, 

(1) Valuta. 

(2) Intiepidire. 



ANNALI VENETI 291 

è sia deliberà de dar libertà e coinissiou in Roma a M. Piero 1484 
Foscari, Cardinal de concluder la pace co '1 Papa : e la Signoria 
se conlenta de restituir al Duca tutto quello che glie è sta ocupà; 
e che ogn' un de i Signori della ligha restituisca quel che i ha 
un dell'altro. Ma ci Re Ferando ha resposo, che no '1 vuol re- 
stituir Teracina al Papa; né Lodovico Sforza, San Segondo a Vido 
di Rossi ; né '1 Marchese de Mantoa, Ajola a la Signoria: tal che 
la cosa resta senza conclusion. 

Con questa voce de pace, el Monte Nuovo, che valeva 54 du- 
cali el cento, è monta a 65 ; et è sta bultata (1) la paga, de 
Settembrio 1462, de Monte Vechio. 

Ei Papa ha manda a la Signoria el General de Spagna, per 
via d'Ancona, a negociar la pase ; et è sta manda una galia ben 
arma fin in Ancona a levarlo. 

Christofolo Duodo, Proveditor in Po, s' ha inferma , e ha do- 
manda licenzia de ripatriar, e l'ha havuta ; e le ciurme de la 
so galia ha tumultua^, vogiando vegnir anch'esse a repatriar. È 
sta retegnudo do galiothi authori del tumulto, e son sta apicadi: 
i altri se ha solevato , e ha conduto la galia a la Polosella, in 
poder de quei del Duca; i quali i ha spogliati tutti e mal trat- 
ladi ; e da la nostra parte i é sta messi in bando della forca. 

La città de Roma è tutta in arme per le so discordie de 
Orsini e Colouesi ; e '1 Papa è intra in Castelo per salvarse. 

A principio de questa guerra è sta fatto 10 Soracomiti ni 
Po; con dechiarazion, che quei che andasse a servir, fosse per 
due anni de Pregadi : et è andadi homeni che è sta Soracomiti 
e Capitani de galle grosse. Queste galie andò su quel de Zara 
a trovar Giacomo Marcello Capitanio General, el qual dete vose 
de no tegnir le ciurme più de 6 mesi : e le interzete (2) in otto 
zorni. 

Daniel Muazzo, Capitanio della nave, navegando verso An- 
cona , ha havuto gran fortuna : e la sua nave , la qual era de 
comun , per i disastri del viazo, comenzò a far aqua; e prima 
che la se podesse condur in porto, la se ha fonda: e la Signoria 
ha habuo danno più de 20,000 ducati. E gionlo l' aviso, i Cai 
di X ha manda a chiamar Domenego Malipiero (3) , e ghe ha 

(l) Fu statuita la corresponsione degl' interessi del Monte vecchio, 
{2) E le interzò , malandò un terzo per galea. 
(3) L' autore di questi Annali. 



292 MALI PIERO 

1484 commesso che '1 daga fama d' haver compra un'altra nave 
nuova de comun, de 1,800 bote, che è sora porto; che '1 la arma 
con prestezza, e che '1 vada con essa in armada; con promessa 
de revocar el Muazzo , e de farlo esso Capilanio delle nave. E 
slete a partirse da 12 del mese de Auosto fln a' 20 ; et è andà 
in le aque de Zara; e ha trova là un comandamento del General, 
che, più presto che sia possibele, el vada sora Ancona , con 13 
nave so conserve. 

L' armada regia era venuda all' impresa de Curzola , come 
è ditto al so luogo , e batteva la terra: ma la pressentì, per via 
de Ragusei, che quella della Signoria la seguitava ; e se ha le- 
vado , et è torna in Pugia. E el Capitanio General, inteso questo, 
ha ordcnà al Muazzo, che 'l se unissa co 'I Malipiero , e fazza 
un corpo de 36 nave , e vada con esse verso Modon , e aspetti 
le galic da viazo, e vada con esse a Cao Mallo ; e dagha là 
licenzia a le nave che va per formcnto ; e ne dagha una a le 
galle de Barutho, che le compagni fin in Cipro, e là se saorni (1) 
de sai. 

El Malipiero è sta quest' inverno con le nave armade tra 
Modon e l'Arci pielago. 

L'armada regia ha desarmà le 12 galie del Papa , et le sue 
(le libertà: tal che è resta solamente undcse galie forzade del Re 
a Brand izo. 

È gran carestia per tutto; e '1 Re ha manda molte nave in 
Pugia e in Galavria a cargar de formenti ; e la Signoria ha 
comesso al General, che '1 se trasferissa in Pugia con tutta l'ar- 
mada a Manfredonia , per trovar esse nave del Re de Napoli. 
El General ha habudo quest' ordene al Saseno, e ha manda una 
galia in Arcipielago a chiamar ci Malipiero, con tutte le nave 
che è a so obedienzia. El Malipiero andò con cinque nave, e tro- 
vò 'l Capitanio partio per Pugia , e havea lassa ordene che '1 se 
fermasse. El Capitanio prese in Pugia trenta navilii Ragusei che 
cargava de formenti per Ferrara , e tolse i formenti , e brusò i 
navilii : e ha messo le zurme in terra , e ha trova i magazeni 
pieni de grani ; de i quali ne ha fatto cargar su 1' armada quella 
mazor quantità che è sta possibele , e ha brusà '1 resto : e può' 
è torna al Saseno , e ha trova 'l Malipiero che era sta 24 dì a 



(1) Prenda per zavorra. 



ANNALI VENETI 293 

spoUarlo ; e con esso deliberò de andar a Corfù, per conzar ìWp 
V armada, e far pasqua. El General andò a Corfù, e '1 Malipiero 
andò scorsizando , con ordene de esser a Corfù la settimana di 
Apostoli. El Malipiero andò verso Cao d' Otranto, e prese là una 
nave con 4,000 stara de formento , la qual fo manda in questa 
Terra; e può' prese tre altri navilii de fermenti, che andava a 
Napoli : e tutti è vegnudi qua con do nave in so conserva; con 
ordene de scorsizar de ritorno le marine della Pugia e della 
Calavria, prendendo tutti quei che ghe vegnisse per mezo ; e se 
trovasse a Corfù el zorno ordenà. 

Intanto 'l Malipiero, trovandosse 'l Sabo Santo sorto sora 
Cao CoIona per far carne , scoverse che una barza e una ca- 
ravela, carghe de fermenti, insiva de Taranto, e le messe in 
cazza (1); talché le se messe in porto delle Castelle, e la 
Tore le deffese : ma le fo prese , e cavade de porto. Su la 
barza ghe era 4,000 stara de formenti, e 20 bote de salnitri 
fini : e da i presoni intese, che in golfo de Taranto ghe era 
altri navilii che cargava formenti ; e vene là , e sora Gali- 
poli la so fusta prese una barca de pescatori. I quali con- 
stituidi dal Capitanio , depose che la terra de Galipoli era 
con poca vittuaria , e che '1 terzo de i habitanti era fuora a 
provedersc de formenti. E luì deliberò de andar a Corfù , per 
abocarse con Giacomo Marcello Capitanio General, a parlar con 
esso de quanto 1' havea pressentio dell' esser de Galipoli : e zonto 
a Casopo , fese intender al General che l' havea da esser con 
osso per cosa de momento ; e '1 General subito andò: e concerta 
la cosa insieme, deliberò de far impresa in Pugia. Prima le 
nave vene a le Merlere , e può' sorazonse l' armada. Fo ditto la 
Messa solenne del Spirito Santo , segondo '1 solito ; e può' fo 
proposto de tuor una de tre imprese, Monopoli, Manfredonia e 
Galipoli; e dapuo' molte dispute , fo risposto tuor quella de Ga- 
lipoli. Se presentò a la battaria quattordese galie e cinque nave, 
e fo messo in terra nonanta Stradiothi per impedir el soccorso. 
E prima che ghe sia sta dà l' assalto , el General ha fatto tentar 
r ancmo do quei del luogo : i quali no se vogiando render, ghe 
tia fatto dar la battagia ; in la qual ol Capitanio se ha mostra 
anemoso e pien de valor , e con gran celerità ha fatto metter 

(1) Caccia. 



294 M A L I P I E R O 

1484 le scale a le mure , e ha promesso premii a i primi che se 
movesse, et era de grandissimo ajuto a l'impresa. Ma stando 
su la pupa de la so galia per dar bon esempio , e inanemar i soi ; 
è sta ferido da una bombarda de quei de dentro nel petto, et 
è morto. E! corpo fo coverto e ocullado per opera de Alvise 
Sagondino segretario, e fo dà vose che l'era ferido, e che me- 
degado el torneria a la fatlion. La battagia continuò , e Dome- 
nego Malipiero dote gran ajulo; tal che i nostri intrò per forza 
in la terra avanti che se savesse la morie del Capitanio , e la 
hebbe in cao de do zorni e do noie. El Malipiero messe gran 
diligenzia che fosso, habudo respetto all' honestà de le donne , le 
qual se redussc in do giesie , e ghe fo messo bona custodia : e 
lui andò a la piazza e convocò i Soracomili , e ghe fese saver la 
morte del General ; e andono a combater la Roca , e l'hebbeno 
a palli. E 'I patto fo, che '1 Caslelan fosse salvo, e che ghe fosse 
provisto de tanta provision quanto soldo 1' haveva dal Ile. El 
zorno drio, el Malipiero fo fatto, per Consegio di X, Vice Capitanio 
General , e messe in custodia la terra , e mandò ogn' un a i so 
navilii; e tegnude serade le porle, fese un proclama, che ogn un 
vegnissc a tuor le so donne : le qual era sta levade de giesia , e 
messe in do sale del castelo , e così fo consigncà a cadaun le soe. 
Dapuo' fese far un cataslico de tutto quel eh' era sta trova in la 
terra , e fese averzer le porte , e messe 200 soldai e i Stradiolhi 
alla guarda ; e perchè la terra era sta messa a saco , e no ha- 
veva da viver , ghe fo impresta 20 miera de pan , e 400 ducali , 
da esser restituidi in do rate, tempo un anno. E può' fese condur 
tulle le robe robade da i noslri in piazza , e volse che le fosse 
vendue a i priesii (1) convenienli; tal che, in termene de olio zorni, 
la terra tornò nel so primo esser; e tra le altre cose, fo diviso 
dodese mille ducati de saoni de Zenoesi , e cinque mille ducati 
de ogii. El zorno drio , fo manda i Stradiolhi a depredar el terri- 
torio , e condusseno gran quantità d'aneraali. Quei de Nardo se 
mandò a offerir de vegnir a obedienzia; e ghe fo manda alguno 
compagnie de cavalli e de fanti , e Alvise Sagondino Secretano ; 
el qual capitolò , et hebbe la terra a obedienzia : e con questo 
esempio el Malipiero hebbe in otto zorni, oltre Galipoli e Nardo, 
Loporlino e XXN altre castelle. I Principi de Bisignan e de 

(I) Prezzi. 



ANNALI VENETI 295 

Rossan , e '1 Marchese de Bitonlo ghe fece saver che ì voleva 1484 
iiitenderse con esso , e far rebelar in un zorno al Re sessanta 
città. 

De lutto questo successo el Malipiero ha dà aviso a la Si- 
gnoria; la qual ha manda Marchiò Trivisan Proveditor, con titolo 
de Capitanio General. Prima fo fatto Vettor Soranzo K. P., el 
qual per la so gran età ha refudà. Ghe fo consignà el governo 
dell'armada; e '1 Malipiero tornò Capitanio delle nave armade. 

Questa nuova ha dà gran allegrezza a la Terra , se ben la 
morte del Capitanio ha dà comunemente despiaser a tutti : ma 
questa impresa è sta stima, perchè se poderà travagiar la Pugia 
commodamente. 

El Re Ferando ha chiama a casa, per questo successo, Alfonso 
Duca de Calabria so fio, e ha reinforzà la so armada de 20 nave, 
2 galeazze e 22 galie : e la Signoria no ha salvo che 22 galie e 
5 nave. 

El Malipiero vene verso Roca de Catharo per scontrar le 
5 galie che vicn de Rarbaria ( Capitanio Francesco Valier ), e do 
arsili, e una nave armada che conduse Rortholaraio Zorzi, eletto 
Proveditor a Galipoli ; e assegurarli, dell'armada regia, che è al 
Faro de Messina. El Zorzi se ha acompagnà co 'I Malipiero, e la 
note se ha partio da esso , e corse pericolo de capitar in man de 
nemisi, e se salvò a Corfù. Le galie de Barbarla fo fatto sorzer (1) 
in Roca de Catharo, perchè l'armada regia le seguitava; e tolto 'I 
Malipiero per spia, el seguitò fin dodese mia lontan da Liesena : 
ma '1 se messe al mar navegando dove '1 vento el guidava, e '1 se 
salvò: e saria sta ventura haver tutta 1' armada unida , che parte 
era a Corfù, parte in Roca de Catharo, zoè cinque galie de Rar- 
baria con algune nave; e '1 Malipiero era su 'l mar con otto nave 
armade, e cinque da carga. 

Alfonso, inteso '1 successo de Galipoli, e habudo 1' aviso de so 
padre , è andà in Reame , e ha consegià Hercule so cugnà che 
conzi (2) le so cose. Ma avanti che el sia partito, stando i campi in 
Rressana poco lontan l'un dall'altro, Zoan Giacomo Triulzi è andà 
a trovar Ruberto Sanseverin ; e ghe ha ditto, che per ogni modo 
se die veder de conzar le differcnzie de questi principi. E '1 San- 
severin ghe ha resposo, che se Lodovico de Milan se interpo 

(1) Sorgere. 

(2) Acconci. 



29G M A L I P l E R O 

1484 ncsse, facilmente se accomoderave '1 tutto: e così è sta comenzà 
a praticar de pase tra el Sanseverin e Lodovico Sforza ; e a la 
fin i è vegnudi a conclusion. Prima, a' 13 de Lugio, è sia dà li- 
cenzia, per Gonsegio di X, a Ruberto Sanseverin e a i Legali , de 
trattar con Lodovico Sforza; a' 18 è sta fatto suspension d'arme, 
a' 7 d'Auosto è sta concluso la pase; a' 8, de Domenegha, è zonta 
la nuova , et è sta pubiicà al Gonsegio de Pregadi ; la Signoria da 
una parte, el Papa, el Re de Napoli, el Duca de Milan , Fio- 
renza , Ferrara e Manica dall' altra. Le condicion è queste : 
che sia restituio a la Signoria Asola e Roman , e tutto quello 
che ghe è sta ocupà in Lombardia : che tutto quello che è sta 
toilo a Hercule da Este, de qua e de là da Po, gbe sia reslituido, 
eccetto '1 Polesene de Rovigo , el qual resti libero a la Signoria; 
a la qual sia reservà le giurisdittion antighe e moderne che l'ha 
in Ferrara : che sia restituido per la Signoria al Re Ferando , 
Galipoli, e altri luoghi ocupadi da i so ministri in Galavria fin a 
quel dì : che Ruberto Sanseverin sia Gapitanio General de tutta 
Italia : che la pase non se intenda conclusa, se '1 Papa no con- 
sente. No è sta dechiario che Gasici Vielmo s' intenda compreso 
nel Polesene, per inavertenzia de i Gancelieri. E questo è stà'l fin 
che ha habuo la guerra de Ferrara ; in la qual è sta speso in 
do anni do milioni d' oro. È sta fatto molli segni de allegrezza 
per la conclusion de la pase , fuoghi , soni de campane , e cose 
simele, per tre zorni continui. Està fatto giostre per molti dì, 
a instanzia del Sanseverino ; et è sta invida tutti i Signori 
d' Italia. È vegnudo Hercule da Este pacificado; el Gonte Giulio 
Gesare da Gamerin ; et Signor Lion, fio de Lodovico Sforza; 
Galeazzo Sanseverin ; el Signor Ruberto vecchio , el qual ha 
vogiuo esser presente, ma no se ha esserci là; i Rossi da Parma; 
e '1 Signor Galeoto da la Mirandola. Ai 23 de Zener, è sia acettà 
in Bucentoro la mogier del Signor Ruberto Sanseverin. A' 30 è 
zonlo Lionelo Sforza, fio de Lodovico, con 300 boche ; et è sta 
alozà in cha Gorner a spese publiche. A' 6 de Fevrer, de Dome- 
nega, è sta fatto le prime giostre. I giostranti è sta 43; e per- 
chè quei da Gamerin no è comparsi armadi , è sta remesso al 
zorno drio. E in questo dì medcmo è zonto Hercule Duca de 
Ferrara , acettà in Bucentoro , a un' bora de note , a lume de 
torce ; e ghe è sta dà cinquanta ducati ,al zorno per so spese. 
Ai 7 è vegnudo '1 Gonte de Gamerin , et è sta alozà in casa de 



ANNALI VENETI 297 

Bortholamio Vittari: l'è sta incontra, e ghe è sta dà 40 ducati Ii84 
al zorno. I premii de la giostra è sta 20 brazza de pano d* oro, 
e 20 d'arzento fodrai de varo; i vestimenti e ornamenti de 
quei che ha giostra, è stadi molto sontuosi. Tre fioli del Sanse- 
verin è comparsi per più dì con 25 cavai grossi, coverti d'oro 
e de seta ; e con pompa simele è comparsi i Rossi ; e megio 
di altri, i floli del Conte de Camerin. A le giostre è sta sempre 
presente '1 Dose D. Zuane Mocenigo, insieme con la Signoria e 
con i Magistrati. Dapuo'la giostra de più zorni, è sta dà i palii 
a i floli del Sanseverin, e fo a i 11 de Fevrer: e perchè un 
nevodo del Conte Giulio Cesare da Camerin se ha porta valo- 
rosamente , ghe è sta manda a donar tresento ducati , e no ha 
vogiudo acettarli. È sta dà ai Rossi cinquecento ducati , e un 
cavallo da cinquanta ducati al fradelo menor ; a li Coleoni tre- 
sento ducati , e pagadoghe un cavai morto in giostra ; a un 
soldà de i Sanseverini cento ducati. La giostra è sta fatta in 
piazza de S. Ziminlan, con grandissimo concorso de zente. E 
perchè '1 Sanseverin è sta fatto Capitanio General nella ligha , 
la Signoria ha conduto el Conte Giulio Cesare da Camerin , e 
ghe ha dà el baston , e fatto cavalieri i fioli. La Signoria ha 
tegnudo a battesmo una fia del Sanseverin , e ha dona a la 
madre do bacili d' arzento de vagiuta de tresento ducati , pieni 
de confettion. 

El mese de Auoslo passa, Papa Sisto quarto morite da morte 
subitana. Ha habuo mala volontà contra la Signoria. E in quel 
mese medemo fo fatto in so luogo Innocenzio ottavo, nominado 
Z. Battista da Saona , vescovo de Malfeta; e fo Capelan del Ve- 
scovo de Bologna , fradelo de Papa Nicolò ; e fo gran amigo de 
la Signoria. 

La pase con la ligha fo publicà a' 8 de Settembrio, zorno 
della Natività de Santa Maria. 

A' 18 d' Ottubrio el Duca de Ferrara ha manda quattro Am- 
bassadori a domandar che ghe sia restituido Castel Vielmo, atento 
che in la conclusion della pase no è sta dechiarido che '1 sia 
compreso nel Polesene ; e se fa imputazion a Luca Pisani e 
Nicolò da Pesaro, Provedadori, e a Zaccaria de David, Secretarlo, 
che no l' habbia fatto esprimer in la capitolazion della pase. 

El Re de Spagna ha fatto retegnir una delle cinque galie de 
Barbaria, Capitanio Francesco Valier , perchè siando all' assedio 

ARCH.Sf. IT. Vol.VH./'ar.//. a» 



298 M A L I P 1 E R O 

1484 de Granata , questa galla ha conduto formento, conlra '1 so com- 
mandamento, in Almeria , luogo del so nemigo. 

El mese de Fevrer è vegnù a morte Fra Zanetto, Vescovo 
de Treviso, dell' ordene di Fra Minori ; e ha lassa , che sia de- 
spensà tutto 'I so a poveri , con un legato perpetuo. D. Nicolò 
Franco Padoan, Vescovo de Parenzo, è mollo grato a Papa In- 
nocenzio , et è molto adoperado. Lo ha suplicà che '1 ghc dagha 
questo Vescovà de Treviso, e '1 Papa l'ha satisfatto; e la Si- 
gnoria era de anemo de darghe el possesso: ma i Cai di X 
ha intertegnuo un spazzo da Roma (1) ; e ha trova che Renuci 
Corne'r , e Michiel Salamon scriveva a Roma della bona dispo- 
sizion del Consegio de Pregai : talmente che i è sta proclamai , 
e '1 Corner è sta confina a Padoa per cinque anni , e privo in 
so vita de officii; e '1 Salamon, confina per cinque anni a Treviso^ 
e per altri cinque anni privo de officii: et a' 25 è sta eletto un 
fio de Vido di Rossi da Parma , et è sta scritto, per Consegio 
di X, a Nicolò Franco eletto dal Papa, che '1 renoncia al 
Vescovado. 
14,85 I fieli de Ruberto Sanseverin ha tolto Imola al Conte Gero- 
nimo Riario nevodo de Papa Sisto : e de questo la Signoria 
resta mal satisfatta; e ha manda a Padoa Ferigo Corner e Zuane 
da Leze a eshortar el Signor Ruberto, che proveda che quella 
terra sia restituida. 

El Re Mathias d' Ongaria ha habuo per via d' assedio la città 
de Viena de Fedrigo Imperador. 

Piero Contarini dalle Malvassie e Z. Antonio Minio, Sindichi ^ 
ha messo la retention de Antonio Roldù Provedilor a Lagoscuro,^ 
per mancamento de danari. 

Da principio de quest' anno è sta spazza quattro Ambassadori 
a Roma per la creazion del Papa : Antonio Loredan K ; Ber- 
nardo Bembo D. K. ; Piero Diedo e Lodovigo Bragadin. E a' 4 de 
Lugio, tre de essi è tornai a casa, e Antonio Loredan è resta 
per ressidenlia ; e può', a'6de Settembrio 1486, l'è sta revoca 
per lettere de i Cai di X, perchè un miedego che ghe praticava 
in casa, scrisse a essi Cai, che alcuni zoveni Trivisani dor- 
miva con esso , e per tal causa i haveva in libertà tutte le cose 
publiche , e le referiva al Cardenal de Napoli. E i Cai mandò 

(1) Hanno (rattenulo un dispaccio di Roma. 



ANNALI VENETI 299 

Antonio Vincivera a Roma, con ordene de fermarse fin che se 1485 
manda un Ambassador ; e per esso glie è sta fatto dir che '1 
vegna a presentarse a i Cai : ma '1 no vene altramente , e fo 
bandio per diese anni de questa Terra; ma può' l'è sta assolto, 
per esser sta cognossù che la imputazion era calunniosa. 

A Milan è sta apicà un Secretarlo de quel Duca, e 'I Signor 
Lodovico s' ha absentà , e anche l'Ambassador de Ruberto San- 
severin ; el qual avisà de tal cosa, è partio da Cittadela , et é 
andà in Bressana, con cento balestrieri a cavallo e cento pro- 
visionai (1), 

Zoan Galeazzo Sforza, Ducheto de Milan, è in Castello , e 
no se parte mai. 

A' 10 de Auosto la Signoria ha nega a Ruberto Sanseverin 
de farghe salvo conduto, per haver tenta cose nuove nel stado 
de Milan ; e ha manda Zaccaria Barbaro K. a Milan, a significar 
che no ghe è so participazion , e a inquisir contra la persona 
de esso Ruberto. 

Se ha pressentio che le nave Zenoese è fermae in le aque de 
Modon, aspettando nostre nave, per reintegrarse de i 20,000 du- 
cati, tra saoni e ogli, che se ha habuo del so nel saco de Galipoli : 
e per assegurar le navegazioni, è sta manda Piero Duodo Capi- 
tanio de nave armade, con do nave de so conserva, in quelle 
aque. 

Alfonso de Aragona Duca de Calavria , nomina de sora , 
andando a l'Aquila, è sta presenta dal Conte de Montorio de 
6,000 ducati in un bacil ; e con tal segurtà siaudo andà esso 
Conte a visitarlo , el Duca l' ha fatto preson , e l' ha manda a 
Napoli al Re so padre , el qual l' ha fatto decapitar : e i altri 
baroni per questa morte ha conspirà contra la persona del Re; 
e ha fatto so Capitanio '1 Contede Venosa; e Papa Innocenzio 
ghe dà ajuto: e con questa occasion Ruberto Sanseverin è andà 
in Reame. 

A' 13 de Settembrio, è zonto un Ambassador del Re de On- 
gharia; e ha ditto, che '1 so Re vuol far l' impresa de Trieste o 
Pordenon, contra Massimian e Fedrigo so padre ; e ha fatto in- 
stanzia che la Signoria no se impazzi , sicome esso no se ha 
impazza in la guerra de Ferrara. Ma la Signoria, avisada 

(1) Provvisionali. 



aOO M A L l P l E R 

1485 dell' arivo della cavalaria onghara a'confin del Friul, ha fatto 
cavalcar algune compagnie de homeni d'arme, che alozava in 
Padoana e in Veronese ( se ben se tien che la sia cala per la 
causa ditta de sora); e zonta su la giuridittion de la Signoria, 
è passada via quietamente, senza far danno nessun; e no ha 
possù ottegnir el so intento , e torna senza far altro movimento. 

Za è passa mezo l'autunno, e Papa Innocenzio ha chiama con 
gran instanzia Ruberto Sanseverin : e la Signoria, che desidera 
star quieta in mare e in terra , no ha messo in questo niente 
del suo; ma lui è andà a mezo inverno a Roma, con Fracasso 
e Galeazzo sol Goli, con 32 compagnie de fanti , et è sta con- 
duto con 30,000 ducali all' anno. EI Papa 1' ha chiama perchè 
Alfonso Duca de Calabria ghe dà molestia , per haver dà ajuto 
a I Baroni del Regno contra d' esso e de Ferando so padre ; el 
qual ha fatto molle inzurie a la sede Apostolica per causa della 
fattion Orsina. 

El Gran Siniscalco del Regno de Napoli, Duca d'Arian , ha 
dà so fìa a D. Fedrigo, fio del Re Ferando ; e ghe dà Lezze (l), 
Materà e Taranto, de consenso di Baroni. 

El Re Ferando ha manda a la Signoria un Ambassador, a 
rcngraziarla che la no habbia dà orechie a i Baroni del Regno 
contra de lui : e fatto tal officio , è partio. 

A principio dell' anno presente la fattion Orsina de Roma 
s' ha unio co '1 Re Ferando contra Papa Innocenzio : e perchè 
le zenle del Re era ocupade, i Orsini è sta maltrattai: e '1 Papa, 
per esser mal Servio da Ruberto Sanseverin, no ha fatto gran 
progresso contra i so adversarii ; anzi Ruberto ha habuo modo 
de dar gran travagio al Re , e no 1' ha fatto. El Papa ha scritto 
in Franza, e ha manda so noncii per haver ajuti da quel regno ; 
e ha manda Nicolò Franco a la Signoria. De Franza i ajuti no 
podeva esser si presti ; e la Signoria ghe ha resposo , che per 
la capitolazion ultima della pase , la se ha obbliga de no se 
muover contra i Duchi de Calabria e Milan , né contra Fioren- 
tini , che son tutti unidi contra de lui ; e però no puoi intrar 
in guerra. Appresso, el Papa ha fatto offerir a Renato Duca de 
Lorena,, de investirlo del Reame de Napoli , se '1 cala in so ajuto 
con 3,000 cavalli e 16,000 fanti; e ha manda a offerir la corona 

(1) Lecce. 



ANNALI VENETI 301 

<leir Imperio a Massimiau Re de' Romani, se '1 fa calar Svìzzeri 1485 
contra 'I Duca de xMilan , per divertir i ajuti che '1 dà a Ferando 
Re de Napoli. Finalmente, '1 Papa ha fatto salvo conduto a Bat- 
tista Cardinal Orsino, el qual è andà a gittarse a i so pie, e 
a offerirghe obedienzia , 1' haver e le persone de casa Orsina; 
e ha acetlà la pase , in un capitolo della qual è dechiario, che 
Ruberto Sanseverin diebba restar privo del grado che ghe ha 
dà i potentadi d'Italia. E lui ha domanda a la Signoria de poder 
alozar su '1 so stado con 2,000 cavalli , e ghe è sta ditto de no: 
e Alfonso Duca de Calabria l'ha perseguila; e lui ghe ha lassa 
in preda le so zente , e se ha reduto con poca compagnia su 
quel de Ravena. 

Massimian , fio de Ferigo Imperador , fo fatto per avanti 
Re de' Romani , come è ditto de sora ; e questo nome de Re è 
sta sempre odioso a la città de Roma. Pipin, fio de Carlo Magno, 
r usurpò a sto modo : che Carlo so padre scazzete i^l) Longo- 
bardi d' Italia ; e fatto quell' opera, dete '1 nome de Re a Pipin 
so fio, e rctene per esso el titolo de Imperador. Massimian ha 
tolto per mogier la figlia de Carlo Duca de Borgogna , che fo 
amazzà in la guerra de Svizzeri : l' Imperador e '1 Re so fio ha 
scritto a la Signoria de queste nozze ; e la Signoria ha manda 
do Ambassadori ad allegrarse , Domenego Trivisan e Hermolao 
Barbaro. 

Seguida la pase tra el Papa e i so nemisi , D. Marco Barbo 
Cardenal de S. Marco, D. Z. Battista Zen, Santa Maria in Por- 
tico, e D. Zuane Michiel Cardenal Santo Anzolo, ghe zè com- 
parsi davanti, e l'ha suplicà che '1 vogia levar a questa Terra 
l'interditto de Papa Sisto; e son sta essaudidi prontissimamente , 
e la bolla està espedia in forma, sotto ultimo Fevrer 1485. 

È zonto a Roma un cusin zcrman del Re de Portogalo , IVSU 
a dar obedienzia al Papa; e rasonando co l'Ambassador della 
Signoria, ghe ha ditto, che el vegnirave volentiera a veder questa 
Terra : e subito ghe è sta dà ordene che '1 lo invida , et è sta 
preso che , zonto sul stado della Signoria, ghe sia fatto le spese; 
et è sta manda 20 zentil homeni a Chioza a incontrarlo, e 40 
a Malamoco ; et è sta accetta honorevolmente , e ghe è sta fatto 
veder lutto quel che se suol mostrar a personazi forestieri; el 
è sta vestio de restagno d'oro, fodrà de dossi; e un so zenero e un 

(I) Scacciò. 



302 M A L 1 P I E R 

1486 so nevodo de veludo cremesin, pur fodrà de dossi; e '1 so can- 
colier, de daQiasco cremesin ; el resto della famegia, de raso cre- 
niisin fodrà de pano. 

Federigo Imperador ha fatto intender a la Signoria per so 
lettere, e per messo a posta, della eleltion de iMassimian so fio, 
Duca de Borgogna , in Re de Romani. El messo è sta vestio de 
scarlato, e ghe è sta dona 25 ducati; et è sta fatto do altri Ambas- 
sadori ad allegrarse, i quali è sta Sebastian Badoer e Piero 
Diedo K. , consegier. 

El Re Ferando de Napoli , conclusa la pase co '1 Papa , ha 
fatto retegnir quattro Baroni, e i ha fatto decapitar in castello. 
Questo caso ha indulto el conte de Fondi , con altri Baroni che 
temeno della so vita, a muoverse con le zente che i ha in es- 
ser; e ha assalta '1 campo del Re, e l'ha rotto; e chiama '1 Re de 
Pranza e Ruberto Sanseverin: el qual ha manda ancora nova- 
mente a suplicar la Signoria, che se contenti che el possa vegnir 
con 800 cavalli in Veronese e in Bressana. Ghe é sta resposo 
e dà licenza, che '1 possa vegnir a Cittadela, ma con cinquanta 
cavalli e no più , per no dar spesa a i territori. 

El Duca de Lorena è zonto in Savoja con do mille cavalli , 
per andar nel Regno a favor de Baroni , contra '1 Re. 

A' 31 de Auosto, per avisi de Friul, Onghari cala un'altra 
volta per l'impresa de Pordenon e Trieste: e per assegurar la 
Patria, è sta fatto cavalcar le zente d'arme; et è sta manda 
molte compagnie de fanti suU' Isonzo a Gradisca. 

A' 16 de Settemhrio, Ruberto Sanseverin è vegnudo inco- 
gnito in questa Terra, et è andà a la Signoria, e ghe ha narado 
i so travagi e 'I successo de la guerra de Napoli, e ha domanda 
d'esser conduto : e ghe è sta resposo, che per addesso la Terra 
no se sente de far spesa. 

A' 29 d'Ottubrio, Giulio Cesare conte de Camerin , Capitanio 
Zeneral della Signoria, ha fatto mostra de 1,500 fanti a Padoa, 
senza obligo nessun; e l'ha fatto per dar bota a Ruberto Sanseve- 
rin, e per mostrar che '1 tien in esser le zente che la Signoria 
paga. 

Finalmente, a' 3 de Novembrio , è sta preso de recondur 
Ruberto Sanseverin con dodesemille ducati de piato; azzochè la 
so compagnia no vada da mal, e che 'I no se acorda con altri 
principi a danno della Signoria. 



ANNALI VENETI 303 

A' 15 de Marzo, è zonlo qua Alfonso da Este, Go de Her- li87 
tuie Duca de Ferrara; e disc, che so padre 1' ha manda a far 
saver a la Signoria, che el va con 200 cavalli a S. Giacomo de Ga- 
licia,a esseguir un so vodo ; e la priega che intanto l'habbia 
el so stado in protettion. Dapuo' se ha inteso che '1 va a Milan; e 
ha ditto a quel Duca, che T armada del Turco die ussir contra 
questo stado, e che addesso è tempo de farghe recuperar el Po- 
lesene , perchè ogni picol moto che se fesse, lo recupererave; e 
in tanto che l'è sta a Milan, l'ha manda a Roma a tuor una 
dispensa del so vodo; e 1' ha habudo, et è torna a casa, e atende 
a far zente e provision de denari. 

Germano (1) Arciduca d'Austria, ha manda le so zente ad 
assaltar el Castello de Rovere de Trento, de rason della Signoria, 
se ben l'è in pase con essa. Questo moto è nassudo da i conti 
de Arco, che son vegnudi in differentia con quei da Riva de 
Trento, e ha depreda i so feui, e i so anemali. Quei da Riva se 
ha vendicado; e quei da Arco, per la vendetta, ha ottegnuo da 
l'Arciduca de poderse refar su le robe de' mercadanti che è 
andadi al marca de Bolzan (2); i quali, fidai su la fede dell'Arci- 
duca, ha conduto i so cavedali là ; e zonti, è stadi rctegnudi, 
insieme con le so robe. E a un tempo medemo, è sta manda le so 
zente a assediar la terra de Rovere; e subito che '1 se ha sapudo, 
la Signoria ha commesso al (]onte Giulio Cesare daCameriii, 
Capitanio Zeneral, che '1 cavalca, e che '1 vada a soccorrer la terra 
assedia. È sta fatto Proveditori Piero Diedo e Geronimo Marcello; 
i quali se ha partio subito, e ha fatto intrar in Rovere 1,000 
homeni da fatti; e se ha dàordene, che Guido di Rossi, primo 
conduttier, cavalca con una parte della so compagnia , che era a 
la custodia de Feltro, e vada in Veronese a obbedientia di Pro- 
veditori: ma za l'era partio con tutta la compagnia verso Bas- 
san. E perchè se ha aviso, che Je zente d'Austria ha comenzà 
a dar el guasto al Veronese, Vesentin e Feltrese, è sta fatto un 
terzo Provedador, Marco Bonzi; de ordene del qual, (luido di Rossi 
ha conduto in Visentina tutta la so compagnia; e son a questo 
assedio 24,000 fanti e 1,000 cavalli. I Provedadori voleva Air la 

(1) Anche il Cod. Capponi dice Germano, ma debbi', dire Sigismondo 
Arciduca d'Austria e Conte del Tirolo. ( N. di T. G. ). 

(2) Alle fiere di Bolgiano, frequentatissime dai Veneziani e dal Te- 
deschi. 



304 M A L 1 P 1 E R O 

1487 massa della zente a Seravale ; e sorazonse un de quei da Rove- 
re , spazza per sollecitar che se andasse a liberarli dall'assedio: 
e così le zente se levò, e andò a Rovere, dove l'Arciduca d'Austria 
haveva ocupà '1 monte , e s' havea fatto forte su la riva del fiume : 
el qual fiume (1) è tanto cressudo, che le zente della Signoria 
no ha possudo passar a guazzo, come se soleva; e '1 Capitariio 
se ha ressoluto de ritirarse, per no se metter in necessità de 
combatter con desavantazo. E i Provedadori è restai mal satis- 
fatti , sì per questa causa, come perchè un soldà ghe ha do- 
manda danari, ben con gran arroganzia; e habbiandolo più volte 
sopor^à, alfin l'andò con gran bravate al so pavion , e '1 Conte 
Giulio ghe ha dà d' un arma nel petto, e l'ha amazzà. Queste 
do cose ha tanto despiasudo al Consegio de Pregadi, che subito 
è sta deliberà de condur Ruberto Sanseverin , el qual era a Gitta- 
dela: la so conduta è solamente per un anno , et è sta conduto 
anche i fioli ; el padre ha 50,000 ducati, e i fioli 10,000. Subito '1 
Signor Ruberto se ha mosso , et è andà a Seravale; et è sorazonto 
nuovi messi da Rovere , che domanda ajuto ; e finalmente è sta 
deliberà de no se metter a battagia, per esser de gran lunga infe- 
riori al nemigo : tal che quei del castelo è sta sforzai a renderse. 
Nicolò di Prioli, Podestà, se ha reduto in la fortezza, con 00 sol- 
dai; e in cao de quindese zorni se ha reso al nemigo: el qual ha 
acettà i presoni su la so parola , e può' i ha mandai a Trento 
centra la fede, e ha dà la terra e la róca a saco. 

Occupa questo luogo, l'Arciduca ha manda 4,000 fanti in 
Vesentina verso Bassan; e la Signoria ha manda do Provedadori 
in Bassanese, con bona banda de zente. E per no metter el tutto 
in pericolo a un tratto , Antonio Maria Sanseverin , homo va- 
loroso, ha manda a sfidar a battagia un Conte de Norimberg (2), 
capo delle zente che è calade: e lui, ben contento, s' ha trovado 
tutti do, al zorno deputa, in un stecado libero; e ha combatuo 
prima a cavallo, e no s' ha possudo batter l'un l'altro; e può' i 
ha combatuo a pie; e combatando, el conte ha ferio el Sanseverin 
de tre feride notabele, a tal che l'è sta sforza a renderse: e '1 Conte 

(1) L'Adige. 

(2) Giovanni Truchsess di Waldburg, Conte di Sonnenberg. Di questa 
disfida trattano più estesamente il Sabeliico e il Bembo ; e ai dì nostri 
GotTredo Pritnisser ( Sammler fur Geschichle und Stalistik von Tirol. 
Voi. II. Insbruck 1807). {N. di T. G). 



ANNALI VENETI 305 

se I' ha manda drio preson , e in cao de tre zorni V ha liherà. 1487 
Da può' l'Arciduca ha manda 8,000 fanti e 3,000 cavalli a cercar 
vittuaria; con ordene de fermarsc in un luogo nomina Monte Co- 
rona, per el qual passa i vivandieri che porta vittuaria dal lago 
alle zente della Signoria; e de far là un'imboscada, e assalirli. 
El Signor Ruberto è sta avertio , e ha lassa in campo Guidon 
di Rossi al governo delle zente, et è andà in persona con Giulio 
Cesare da Camerin , e ha diviso le zente che i haveva con essi 
in do ale , e son andai per assaltar el nemigo ; el qual è sta più 
presto de loro , e primo i ha assaltai. Ruberto ha sostegnuo 
gagliardamente el primo impeto ; ma sorazonse 3,000 fanti 
dell' imboscada , e i nostri è sta astretti a retirarse; e se Felippo 
Maria di Rossi no havesse salva Giulio Cesare da Camerin, che 
era resta solo in la fattion , el restava o morlo o preson. Da 
tutte do le parte è sta combatudo virilmente ; ma le zente della 
Signoria restava superior , se le no se retirava : e pur è morto 
più de thodeschi che de nostri. De' nostri è resta presoni An- 
tonio Maria Sanseverin , Antonio fio del Conte de Camerin , e 
do di Rossi. 

El Duca de Ferrara ha fatto proclamar, che niun so suddito 
ardissa tuor soldo per vegnir a servizio della Signoria contra 
l'Arciduca d'Austria, con pretesto de volerse armar contra 
Svizzeri . 

È sta fatto Provedador a Vicenza Christofol Moro , in luogo 
de Polo Barbo, che ha refudà; e per no pagar la pena de 500 du- 
cati , è andà a star un anno a Zara al confin. 

Per trovar danari è sta preso, a' 15 de Zugno, che quei che 
ha fatto marcadantia dal 1463 fin addesso fuora de la Terra, 
paga uno per cento. 

In Rovere ogni dì cresce la fame e la discordia , in modo 
che Thodeschi è sta sforzadi a partirse : e i nostri , presentida 
la cosa, se ha ressolto de alozar a la Saca (1), villa del territorio 
de Rovere, su le rive de Adese ; e parechiae in tre zorni soli le 
cose necessarie per el fatto d' arme , ha ocupà sito conveniente, 
e ha deliberà de presentar la battagia al nemigo. E prima se 
ha oppugna Pietra , castello ; e in spacio de otto zorni i l' ha 
habuo e l' ha messo a saco , e ha fatto grossa preda : e può' i 

(1) Oggi, Sacco. • 

AncH.ST.lT.Vol.VII.Par.//. 39 



306 M A L I P I E R 

1487 se ha impatronio d" aJgani passi custodidi da netnisi, e ha passa 
l'Adese su per un ponte fabricà pur da essi con gran diUgenzia: 
e '1 nemigo, a' 17 d'Auosto (1), vedandosse sì puoco lontan dalle 
zente della Signoria, ghe ha presenta la batlagia all' improviso, 
E i nostri è resta inferiori , perchè i è sta sforzai a cotubater 
con desordene e desarmai : tal che i Capitani era ressolti de 
retirarse; ma i trovò el ponte (co '1 qual i havea passa el fiume) 
abandonà, che l'andava a segonda ; e l'Adese era tanto cressù, 
che chi no se volse gittar in aqua, restò morto o preson. Ru- 
berto Sanseverin è romaso morto , e de là a sie zorni è sta 
trova '1 so corpo in una fossa d'aqua, poco lontan da l'Adese; 
e i presoni che è a Trento, ghe ha fatto far quel mazor honor 
in sepehrlo, che i ha possù. 

A'IO Setlembrio, Zuane Diedo, pagador in campo, ha conduto 
qua in ferri Benetto dal Borgo, per no haver dà soccorso a Ru- 
berto Sanseverin, e esser sta causa della sua morte e della rotta 
che è seguida. 

A'16, è vegnù qua un nomina Antonio di Cavalli , e dà vose 
d'esser Ambassador dell'Arciduca d'Austria, e de voler trattar de 
pace: l'è sta introdutlo, ma no habbiando lettere de credenza, e 
confessando de parlar senza comission dell'Arciduca, de ordene 
de Thodeschi marcadanli . la Signoria l'ha licenzia. 

Le zente della Signoria, per l'infelice caso della morte del 
Sanseverin, va vagando senza capo, piene de spavento. Guido di 
Rossi è successo per addesso al Capitanio ; e ha chiama a sé 
alguni Capitani, tra i quali è sta Zuane Gradenigo; e ha fatto una 
massa de zente, e ha assalta el neraigo, e ha tagià a pezzi 700 
fanti, con morte solamente de 30 de quei della Signoria: 26 ca- 
valli del Capitanio Zeneral è romasi presoni ; 7 de Guido 
di Rossi , e 5 del q. Bortholamio da Bergamo. Le zente che 
ha messo insieme Guido di Rossi, è sta 2,000 fanti: e questa 
cosa ghe ha dà gran laude. In questa fattion non è intervegnudo 
1,400 cavalli della Signoria, ne 2,700 fanti, né quasi tutta la com- 
pagnia del Capitanio della fantaria, nò de molti altri capi. Le 
reliquie dell'esercito è sta redute a Sera vale, per consegio della 
mazor parte de i Capitani , e per commandamento de Piero Diedo 



(l) Secondo gli altri slorici e lo Statuto Trentino, questa battaglia 
fu combattula ai 10 d'Agosto. { N. di T. G.). 



ANNALI VENETI 307 

e de Geronimo Marcello, i quali ha suprema authorità. Può' i 1487 
è parlidi da Seravale, e son tornadi a Rovere: e da nuovo è sia 
fatto 5,000 cavalli e 6,000 fanti. Ma se ha comenzà a trattar 
pase per nome dell'Arciduca , el qual ha manda 16 sui Oratori 
a la Signoria; la qual ghe ha manda contra molti nobeli, e i ha 
recevudi benignamente e honoratamente : et è stfi ressolto de 
remetter tutto '1 negocio al Papa, e può' l'è sta remesso a D. Ni- 
colò Franco so Legato. Prima è passa parole tra '1 Papa e la 
Signoria , e avanti è vegnù qua el Vescovo de Trento con salvo 
conduto per trattar acordo; e può' è sta fatto triegua de 15 zorni 
in campo per 1' arrivo dell'Arciduca d'Austria , e del Vescovo 
d'Osmo, Nonzio del Papa, La pase e sta conclusa per D. Nicolò 
Franco sopraditto: con dechiarazion che tutti i luoghi occupai sia 
restituidi ; che i marcadanti spogiai (1) a la Aera de Bolzan, sia 
refatti, e satisfatti i danni inferidi al territorio Veronese e Visen- 
tin; con ostazi de essequir quanto è ditto in termine de un mese; 
e de i castelli che ha preso la Signoria, sia giudica dal Papa se 
i è ben presi o no. La pase è sta pubblica a' 18 de Novembrio per 
el ditto Legato, et è sta fatto Vescovo de Treviso. 1 danari che è 
sta spesi in questa guerra , oltre le gravezze, è sta tolti ad impre- 
stedo dalle Procuratie, da i Banchi, e da i particulari; el è sta 
obligà el deposito del sai per la satisfation. 

A'30 de Settembrio, Nicolò di Prioli podestà de Rovere, preso 
da Thodeschi, è romaso della zonta de Pregadi, eie sta primo 
de balote. A' 21 de Settembrio , è sta spazza a Roma Sebaslian 
Badoer e Bernardo Bembo K. a defender le rason della Signoria 
su la reslitution de i castelli aquistadi in questa guerra. A'24, è 
sta dà a Fracasso e Antonio Maria Sanseverin, fioli del Signor Ru- 
berto , 300 cavalli per un. 

Quest' anno, a i 12 de Mazo, el Re de Spagna ha habuo Gra- 
nata per forza, con gran mortalità della so zentc, e con peri- 
colo della so persona , a la qual è morto sotto el cavallo. 

Finalmente el Re Ferando de Napoli ha messo in castello 
tutti i Baroni suspetli, contra la fede dada al Papa; e è fallo li- 
bero e assoluto patron del Regno. 

Per Gonsegio de X se dava 25,000 ducati all'anno a D. Gia- 
copuzzo Galdora, per tegnir in esser mille homeni d'arme contra 

(1) Spogliali. 



308 M A L I P I E II 

1487 Alfonso Duca de Calabria: e fin che è sia dà questo interteni- 
mento a costui, el Re non è sta mai patron de quel Regno, 
Altre volte se dava anche al Signor Pandolfo Malatesta , Signor de 
Bressa, quarantaottomila ducati all'anno, azzochè '1 podesseman- 
tegnirse contra Filippo Duca de Milan. Dapuo' del 1504 se ha 
dà cento mille ducati al Re d'Ongharia in tempo di guerra, e 
trentamille a tempo de pase , con obligo de defender da Turchi 
la Dalmazia e '1 Friul. 

Questo istà (1) Zenoesi se ha dà a l'obedienzia de Lodovico de 
Milan , per haver habuo ajuto da esso in la recuperazion de Ser- 
zana', che Fiorentini ghe haveva occupa. 

Alfonso Duca de Calabria ha maridà una fia in Z. Ga- 
leazzo, pupillo Duca de Milan ; e queste nozze è sta impedie 
da Lodovico Sforza, so zio e so governador: ma infìn le è successe. 

El Re Ferando de Napoli ha messo in mar 40 galie per 
mandarle in Golfo; e la Signoria ha comesso al Capitanio Ze- 
neral, che '1 manda etiam lui in Golfo Marchio Trivisan, Pro- 
vedilor, con quel mazor numero de galie che sia possibele. 

El Papa manda D. Marco Barbo, Cardenal de San Marco, 
Legato in Ongharia. 

A' 16 de Decembrio , è zonto l'Arcivescovo de Varadin, Am- 
bassador del Re d'Ongharia, a la Signoria con 150 boche, et 
è sta alozà in S. Z. e Polo (2) ; e ha fatto officio che la no se 
impedissa in la guerra che '1 so Re fa con l'Imperador per 
le terre de Pordenon e de Trieste , né io le noze d' una sorela 
del Ducheto de Milan in un so fio bastardo. 

A' 21 de Zener, Papa Innocenzio IV ha rechiesto la Si- 
gnoria che ghe dagha Antonio Vincivera Segretario ; et è sta 
preso de darghelo, et è andà ; e sempre ghe è sta in gratia. 

A' 29 de Zener, é sta conduto per Capetanio General da 
terra Domino Nicolò Orsin, Conte de Pitiglian, con vinti mille 
ducati de provision. 
J488 A' 5 de Marzo, è passa per de qua un Ambassador de Mi- 
lan, che va in Ongharia con 120 cavalli, e porta la conclusion 
delle nozze nel Bastardo d' Ongharia. 

È vegnù qua Zuan Bentivogli da Bologna con 120 boche, e 
ha alozà in S. Zorzi , e ghe è sta dà 10 ducati al zorno per so 

(1) In questa estate. 

(2) In S. Giovanni e Paolo (convento dei Donoenicani). 



ANNALI VENETI 309 

spese; e a' 14 l'è sta fallo nobile. El primo Consegio 1' è andà 1^88 
in clellion (1), e ha tollo Podestà a Bressa Zuane Donado, che 
é roniaso. 

II Re de Pranza ha fallo dir al Re Ferando de Napoli, che '1 
«iella in libertà i Baroni, come l'è obligà ; altramente, che '1 
vegnirà in persona a liberarli. 

Massimian Re de Romani e Duca de Borgogna, è assedia, za 
tre mesi, e messo in stretta dal comun de Bragie ; perchè 
d'acordo con quei de Ganl e de Briselle, i vuol che dagha so 
fia per mogier al re de Pranza : e per liberarlo dall' assedio , 
Fedrigo Imperador, so padre, ha messo zente in campagna; e 
andava a la volta de quel paese; e prima che '1 sia zonto , l'è 
sta liberado. 

A' 31 de Avril, è vegnù qua el Duca de Sora, espulso dal 
so stado dal re de Napoli; e ghe è sta assegnado cento fiorini 
all' anno. 

A' 8 , è sta porta da Padoa un puto nassuo in la conlrà 
dell' Arzere con do teste, e ghe è sta trova do cuori, do 
polmoni, e un solo fìgado (2): el zorno drio, ghe ne è sta 
porta un altro a la Pietà, con un ochio in mezo '1 fronte, e un 
in la tempia zanca (3) , e i dei (4) de le man e de i pie lutti 
uniti : e in Bressana è apparso una cometa in tramontana. 

El Conte Geronimo Riario, Signor de Furlì, stando a una 
finestra, è sta precipita da quei della terra: e Lodovico de 
Milan ha manda le so zente in quella città a la deffesa de la 
so famegia. La mogier del conte è so nezza (5) , e se manlien 
con i fioli in la rócca. 

A' 24 de Mazo, è sta fatto saver alla Signoria , che la Regina 
de Dacia, partia da Roma, è zonta qua, el è alozà a l' hosleria ; 
e '1 Dose e la Signoria è andà a levarla con i piati, e l'ha 
fatta alozar in casa del Marchese de Ferrara. 



(1) Andare in elezione dicevasi di coloro che per sorte traevano 
dalle pallottole imborsate, molle d'argento e poche d'oro. Se d'oro, 
acquistavano diritto di proporre ai suffragi del consiglio il nomo di 
quelli che credevano degni dell' utlìzio che mancava di magistrali. 

(2) Fegato. . , ,- 

(3) Sinistra. ' ' ' , ^ . . - 

(4) Le dita. . ' 

(5) Nipote. . 



310 M A L I P I E R 

1488 A' 21 de Zugno, è sta manda Geroniaio Dona D. Anibassa- 
dor a Massimian, a allegrarse della so liberalion. 

El populo de Vegia se ha soleva contra Marin Moro conte; 
e per assegurarse, è sta manda el Provedador con do galie e 
do fuste, e con quattro gripi: e per Gonsegio di X, è sta fatto 
vegnir a casa el Moro, et è sta manda un Secretarlo in so 
luogo. 

A' 3 de SettembriOjè zonto do Ambassadori del Re de Rus- 
sia, con 20 cavalli, e hanno comunica che '1 so Re ha habudo 
vittoria contro Tartari, che haveva 120,000 cavalli; e va a 
Roma a far el medemo officio co '1 Papa; e ha presenta al 
Dose tre mazzi de zebelini, e a i Consegieri un mazzo per 
un, tutti de quaranta pele l'un. Hanno alozà a S. Zorzi, e la 
Signoria ghe ha dona una vesta d' oro e 100 ducati per un. 

A' 13 de Decembrio , è sta fatto zenthilomo D. Francesco 
Cibò Zenoese, nevodo del Papa. 

1489 A' 21 de Ottobre, è sta preso de continuar a dar 300 du- 
cati all'anno a D. Antonio Maria di Ordelafl, signor de Furlì , 
tra esso e un so fradelo; e a D. Sigismondo, Signor de Imola, 
25 ducali al mese, per sostenlazion della famegia ; e a D. Dei- 
febo dell' Anguillara, 50 ducali al mese, per sé e per la fa- 
megia. 

A' 9 de Zener, è sta fatto Ambassadori al Duca de Mantoa, 
per le so nozze, Geronimo Lion K., flo de Marin; Zaccaria 
Contarini K., q. Francesco; e Francesco Capelo K. 

1490 A' primo de Marzo, è zonlo qua un corrier del Re de Spa- 
gna , a dar nuova dell' aquislo che 1' ha fatto del Regno de Gra- 
nata: et è sta preso de vestirlo de damasco cremesin, e de 
donarghe 25 ducali. 

El Papa ha scomuneghà el Re de Napoli, perchè '1 no ghe 
ha paga el so censo, za molt' anni ; e a' 14 de Zugno, è zonto 
un so Ambassador a la Signoria a farghe instanlia che la lo- 
gia insieme con esso l'impresa del Regno ; e ha alozà a San 
Zorzi. 

El Re Mathias d'Ongharia, nomina Spavento de Turchi, è 
morto; e Massimian Re de Romani è intra in Ongharia con 
Irentamille cavalli, per occupar quel Regno; e ha stretto tal- 
mente Zuane Corvin, bastardo del Re, che '1 se ha retirà in 
Castel de Buda. Questo Zuane Corvin è sta può' amazzà da 



ANNALI VENETI HU 

Onghari, perchè i no 'l voleva per Re in modo nessun; e ha 1490 
fatto Re Uladislao Re de Boemia, e ghe ha dà per mogier la 
raogier del q. Re Mathias. 

A' 20 de Oltubrio, è morto qua in la Terra el Conte Guido 
di Rossi, che è za sta Signor de Parma : è sta fatto le essequie 
alla Charità, et è sta sona per tre volte le campane de San 
Marco. 

A' primo de Zener, è sta fatto Zaccaria Contarini K., e Fran- 
cesco Capelo K., Ambassadori a Ferrara per le nozze della fia 
del Duca Hercule. 

Massimian Re de Romani ha recupera Vienna e Buda dalle 
man de Onghari. 

A' 14 de Avril, Hercule Duca de Ferrara è vegnù qua con 1491 
so fio , e ha domanda licenzia de poderse fabricar un palazzo 
su la ponta de Lagoscuro , e no è sta essaudio. 

A' 2i, è zonto un Ambassador de Massimian Re de Romani, 
e domanda a la Signoria che no vogia dar ajuto de danari al 
Re de Polonia , che aspira de farse Re de Ongharia ; e voravc 
che se fesse ligha con esso contra Turchi. Poco dapuo' Massi- 
mian è sta rotto a Sagabria da Onghari e Poloni. 

A' 19, Massimian è vegnù a Trento per far una dieta ; el e 
sta manda Marc' Antonio Moresini K. , Podestà de Verona, con 
60 cavalli a visitarlo. 

Per lettere de Geronimo Dona D., Ambassador a Roma , el 
Papa è avisà de Portogalo , che ne i paesi nuovi de Calicul , 
un Re potente ha fatto saver più volte al Re de Portogalo, che 
r havea desiderio de farse Christian : e con questa occasion e 
passado messi da un a 1' altro ; e alla fin ghe è sta manda de 
Portogalo cinque Frati sacerdoti, con tutte le cose necessarie al 
celebrar delle messe, e alle cerimonie della Giesia Romana : e i 
Frati è sta accettai con gran honor , e '1 Re è sta battezza da 
loro con alguni altri , e ha fabricà una giesia , e va do volte 
al zorno devotissimamente all' oration ; e no permette che la 
zente menua (1) se fazza Christiana , digando che la no è degna 
del battesmo. 

È sta fatto Gerolemo Lion K., e Zorzi Pisani 1). e K., Am- 
bassadori al Re de Spagna, a allegrarse dell' aquisto del Regno 

(1) Minuta. 



312 MALIPIERO 

1491 Je Granata : e el successo de questa vittoria è passa a questo 
modo. I Mori de Granata è sta astretti , per forza d' arme e 
de fame a renderse al Re e Regina, a' do de Zener; e per as- 
segurarli tutti do de poder intrar in la città , i ghe lia manda 
per ostazi el fio del so Re, con 600 cavalieri ; e son sta dai per 
consegnadi a i Capitani dell' essercito. El zorno drio , è sta man- 
da '1 Comendador mazor, con cinque mille cavalli e quattro 
mille fanti , e ghe è sta consegna 'l castello : e può' '1 Comen- 
dador è andà al palazzo regal , e ha trova '1 Re Moro con 
trasento fanti, i quali sentida l'intrada del Comendador, è us- 
sidi per via secreta ; e subito è sta parechià un aitar in esso 
palazzo, el qual è grandissimo , et è sta celebra la messa. È sta 
trova in quel palazzo diesesctte stendardi de Ghristiani, persi in 
le guerre passae con Mori , i quali ha possedesto (1) quel regno 
per ottocento anni. E può', è entra '1 Re e la Regina con diese 
mille cavalli, e cinquanta mille fanti; e fo ordenà che i presoni 
(Ghristiani fosse liberai , e fatti inscir con la erose in man , e 
con r imagine della Beata Verzene : e '1 Re i recevete benigna- 
mente , e può' simelmente la Regina , la qual andava drio '1 Re, 
acompagnà dal Cardenal de Spagna. E zonto '1 Re al castello 
con gran zente e con diversi prelati, è sta leva '1 vessillo della 
Santissima Croce , e '1 stendardo de San Giacomo e quello del 
Re, e fo canta a alla vose: Crux ave spes unica; e tre volte 
inchinadi i stendardi a la Crose. Finido l' himno , un soldà 
armado è andà in cima la torre , e ha cridà : San Giacomo ; e 
può' ha seguita : Granata e Castiglia, sono, per tuo ajuto, sotto 
r imperio del Re et Regina. E può' è sta sona le trombe , e 
descargà le artelarie alla presentia del Re et Regina ; i quali 
stcva inzenochiai in cospetto de tutta la zente, insieme co 'I 
clero, con le man zonte a ringratiar el Signor Dio della vit- 
toria. E può' el Re Moro è sta admesso a basar la man al Re 
et Regina ; e '1 fio che i haveva per ostazo, è sta restituio alla 
madre. El castello è sta vittuagiado de trentamille some de fa- 
rina , e vinlimile de orzo ; et è sta messo a quella custodia 
domille cavalli e cinquemille fanti. E '1 zorno drio, el Re e la 
Regina è tornai a i so alozamenti ; e '1 secondo zorno, è sta fatto 
una solenne procession , a la qual è intra vegnudo settecento 

(1) Hanno posseduto . 



ANNALI VENETI 313 

Christiani messi in libertà; e '1 Re et Regina i ha latti vestir, 1492 
e g-he ha fatto un donativo per un. 

A' 5 de Marzo, è zonto qua do Ambassadori del Re de Po- 
lonia con 60 bochc, per andar a Roma e Napoli ; e ha alozà in 
(]orte (1) del Parangon , a spese della Signoria. 

El mese de Lugio, Papa Innocenzio è vegnù a morte ; e 
a' 10 de Auosto, é sta fatto in so luogo Papa Alessandro sesto, 
Hispano, vice Cancellier, Vescovo d'Ostia : e a' 4 de Settembrio, 
è sta fatto quattro Ambassadori per la so creazion , un de i 
quali è Polo Barbo. 

A' 25 de Novembrio, se ha nuova della conclusion della pase 
tra el Re de Franza e de Inghilterra. 

A' 23 de Decembrio, Hercule, Duca de Ferrara, è vegnù a la 
Signoria per scusarsi de algunì cavamenli fatti a i confini ; et 
è sta acettà co '1 Bucentoro ; e a' 30, è sta a tuor licenzia dalla 
Signoria, a cavallo, con i so staffieri; et è partio con barche 
da peota per i do Castelli (2) , per no ha ver possuo far altra 
via, per causa del ghiazzo. 

A' 11 d'AvriI , el Duca de Sassonia ha deposita diese mille 1493 
ducati in Banco di Garzoni, per armar qua in la Terra do galie, 
con le qual vuol andar a visitar el Sepulcro, con .300 soldai. 

L' armada del Re Catholico ha trova paese nuovo , e V ha 
aquistà per so nome. La prima isola i la chiama S. Salvador, 
la segonda Santa Maria , la terza la Ferandina , la quarta la 
Isabela , la quinta la Giovanna ; dalla qual 1' armada se ha 
partio, et è andà per la costa verso ponente. Quest' isola è sta 
trova sì granda , che se ha giudica che la fosse (erra ferma ; 
ma malissimo populada. L' armada è penetra avanti per gran 
pezzo; e perchè i no ha trova più terra, e l'inverno era sora- 
zonto , e i venti erano contrarli , l'è torna iadrio, e se ha ferma 
in un bellissimo porto , dove è desmontà in terra do, per veder 
se '1 paese era habità : e hanno trova gran quantità de zenle. 
Dapuo' l'armada ha circonda e! luogo per 600 mia, dove finisse 
r isola ; e ne ha descovcrto un' altra , lontana cento mia ; et è 



(1) Corte si dico a Venezia una piazzuola circondala da case, e chiusa 
per lo più con una porta. Campo-piazza. 

(2) Porto de' due Castelli , dello del Lido. 

.Vbch. Si. Ir. Voi. VII. Par. //. 40 



314 MALI PIERO 

14.93 andada là , e ghc ha messo nome la Spagnola : e ha trova 
molli porli e fiumi, e una lorre molto alta, altissimi monti, 
pieni d'albori altissimi, verdi a mezo l' inverno, come se fosse 'l 
mese de Mazo in questi paesi ; anzi alcuni floridi , e alcuni co 
i frutti ; e i oseli (1) cantava se ben era '1 mese de Novembrio, 
Ha trova miniere de diversi metalli, e el paese fertilissimo; i 
fiumi richissimi , tal che se ghe pesca 1' oro ; e per el paese 
ghe nasce le specie (2): la zente va nuda, ma se trova algune 
femene che se coverze con fogie , e con alguni lavori de bom- 
baso fatti a posta. La zente è timida ; adopera per arme le cime 
delle'canne, in cao a i bastoni. Alla prima vista dell' armada, 
molli comparse; ma quando se acostà i Spagnoli, quei del paese 
se retirò con segno de gran timor. Son homeni de bona natura, 
liberali de quel che i ha , che è cosa incredibele a chi no i 
prova. Alhora i no havea religion alguna ; ma però i mostra 
de creder che '1 vero Ben sia in Cielo. I ha fatto gran honor 
a quei dell' armada ; i navega alguni navilii che ha qualche si- 
militudene con lo fuste che se usa de qua , alguni mazori e 
alguni menori; e son incommodi per esser mollo stretti , cavadi 
d' un legno solo ; son più veloci delle nostre fuste ; navegano 
per quelle isole con quei legni, e conduseno le so robe da luogo 
a luogo. Questa isola è mazor della Inghilterra , e volze quanto 
la Spagna, e ha le miniere dell'oro. 1 Spagnoli dell' armada 
ha fatto una fortezza in un luogo nomina da loro la villa della 
Natività ; e ghe hanno lassa zente, viltuaria e arlclarie per un 
anno. La zente no è salvadega ; ha costumi assai boni ; sono 
bianchi ; scampano '1 Sol, per haver gran forza in quel paese; 
r inverno regna grandissimi freddi , e per remedio adoperano 
le specie. La Isola che i chiama Santa Maria, ha la zente simele 
a l'altra zente ; se no che le usa i cavoli longhissimi, e manza 
carne umana , e va robando i homeni per le altre isole , con 
i navilii ditti de sora ; i usa archi e frezze de cima de canne , 
con un legneto in cima, per mancamento de ferro. Hanno trova 
mastici, legno aloè, riobarbaro e canela. 

È sta fallo Zaccaria Conlariui, e Polo Pisani K., Ambassadori 
a Lodovico de Milan, che vien a Ferrara. 



(1) Uccelli. 
{2} Spezicrie. 



ANNALI VENETI 315 

A' 16 (le Mazo, ci Signor de Mantoa è sta in Bucentoro co '1 1493 
Dose , a sposar el mar. 

A' 27, è zonto qua la Duchessa de Ferrara, con so Oa Du- 
chessa de Bari maridada in Lodovico Sforza sopraditto ; e con 
so nuora, mogier d'Alfonso, sorella del Duca zovenc de Milan, 
con 1,200 hoche: e ghc è sta fatto festa granda per Canal. 

È vegnù qua Domino Zuan Battista Zen, Cardinal Santa 
Maria in Portego ; né è più torna a Roma a tempo de Alessan- 
dro VI, ma è morto a Padoa, e ha lassa dusento mille ducati. 

A' 7 de Lugio, è zonto un Ambassador de Carlo Re de Pranza. 
e communica alla Signoria che '1 so Re ha deliberà de tuor 
l' impresa del Regno de Napoli , e domanda '1 passo per le so ^ 
zente ; e che se fazza ufficio co '1 Papa , che ghe dagha an- 
ch' esso '1 passo per el so slado. 

A' 27 d'Auosto, s' ha habudo nuova della morte de Fedrigo 
Imperador. 

A' 30, è zonto '1 Duca de Sassonia per andar a visitar Terra 
Santa , et è sta acettà in Bucentoro, e conduto a casa del Mar- 
chese de Ferrara , e ghe è sta fatto le spese del publico ; et è 
andà de sora '1 Dose (1), per esser Elettor dell' Imperio. 

El mese de Settembrio, el Papa ha fatto XII Cardinali , un 
de i quali è Valentin so fio, e un Domenegho Grimani D., fio 
d'Antonio ; e ghe costa el capelo 25,000 ducali. 

A' 25 de Settembrio ditto, e! Conte de Gorizia, feudatario 
della Signoria per conto del Patriarcado d'Aquileia, è vegnù a 
morte, e ha lassa per testamento el stado a Massimian Re de 
Romani. La Signoria ha vogiù prohibir a Thodeschi l' inlrarghe 
dentro , e no ha opera niente. 

Le cose d' Italia è addesso in questo esser : el Papa ha ligha 
con Lodovico de Milan; ha fatto XII Cardenali come è ditto; 
se ha unio con Colonesi , et è andà a Viterbo con XXII Car- 
denah. Massimian Re de Romani è fatto Imperador ; ha tolto 
per mogier Bianca Sforza , sorella de Lodovico de Milan , con 
qualtrocentomille ducati de dota ; e Lodovico è sta investio da 
lui, come Imperador, del Ducato de Milan. Le cose del (^ardcnal 
Ascanio prospera, e Lodovico de Milan ha con lutti questi ot- 

(1) Ebbe la mano sul Doge. 



316 M A L 1 P I E R 

1493 lima inlelligenzia. Carlo Ottavo Re de Pranza parecliia zente per 
far r impresa del Regno de Napoli a tempo nuovo, Ercule Duca 
de Ferrara g:he ha manda in Pranza Alfonso so fio per ostazo, per 
assegurarlo, che vegnando in Italia a favorir le cose de Lodovico 
Sforza so zenero , haverà da lui transito e vittuaria. Orsini è 
andai a Napoli , e fa zente. El Re Perando de Napoli ha pro- 
testa a Lodovico Sforza, che no se impazza più nel Ducato de 
Milan , e lo restituissa al Duchelo so nevodo , zenero de Alfonso 
so fio. Lodovico, per assegurar le so cose, ha provoca i Francesi 
air impresa del Regno de Napoli , come de cosa che spetta a 
quella corona , per esser el Re Carlo successor de quei de casa 
d'Angiò. 

Massimian Imperador ha investio l'Arcivescovo de Salzpurg 
de 80 castelli che l'ha ne i so regni, con 70,000 ducati d' in- 
trada ; e '1 Vescovo de Palavia (1) de 34-, con 43,000 ducati d' in- 
trada: e acompagnà da i Ambassadori de Spagna, de Napoli, 
della Signoria e de Savoia a la giesia, trovò su la piazza d'essa 
giesia un palco parechià , coverto d'oro fin in terra : e per el 
palco intrò in giesia , in la qual se calzò un per de stivaleli 
zogielai (2) ; e può' se vestì d' un camiso da prete , de damasco 
bianco , o de sora se messe una stretta da evangelio (3) ; in testa 
se messe 1' amilo recamà de zogic ; la stola longa , el manipolo ; 
e de sora se vesti d'un pivial d'oro, co i frisi recamai de perle e 
zogie ; sora 1' amilo se ha messo la corona imperiai : ghe fo 
porta d' avanti el pomo d'oro zogielà, che significa '1 Mondo ; el 
scettro zogielà , la spada nuda co '1 manego zogielà : tutto è sta 
stima 150,000 ducati. E così aparà, tornò su '1 palco: e sora- 
zonse Iresento cavalli che acompagnava l'Arcivescovo de Salz- 
purg, con diversi instrumenti, e con tre bandiere dell'insegna 
d'esso Arcivescovo; el qual asceso su '1 palco in habito episcopal, 
con manto ae raso cremesin, fodrà de vari, se inzenochiò davanti 
al Re , e zurò l' osservanzia de alguni capitoli , e basò '1 scettro 
imperiai; e le bandiere fo butade alla zente. Sorazonse '1 Vescovo 
de Patavia, vestio de veluo negro a maneghe strette , e fece 'i 
medemo : e questo fo il modo della so incoronazion. 

(1) Passavia. 

(2) Un pajo (ii sandiili gioiellati. 

(3] Dalmatica. '•■'•'• '.■• 



ANNALI VENETI '317 

Questa è una protelia ci' un Frate de San Domenego , che 1493 
parla de Fiorenza. 

XH. 1 

- -, , ' '.,.": 'ir 

« Visio quam vidi ego servulus Christi, Frater Innocentius 
Ordinis Praedicatorum , scribenda Angeli jussu. 

« Tecum quidem laetabar per singulos dies in ilio tempore , 
cum virtute in manu forti ampliabaris. Florida civitas, inter 
magnos potentatus nominabaris. Quousque extollis vocem tuam, 
nomenque tuum? Persequentium te discrimen, in festivitatem 
titani dilucido cum simphoniis et canticis tradidisti , et de- 
lectasti nimis. Diu tuas dilatasti fauces , in montibus excelsis , 
et planiciebus latis amplioribusque. Si humiliter recognovisses 
datorem, decorata, firmataque extitisses. Tua praevidens visio- 
nibus mala, tecum plorans ploravi: inde sine consolatore, quia 
a coelo avertisti , et in terram firmasti oculos tuos. Te in ma- 
lum gloriasti , superbe a bono elongasti. Filii tui Gomorei im- 
pune facti sunt nimis , et fiiiae tuae sine blasphemià deargutae , 
stupratae. A via rectd declinaverunt omnes in justitiam Dei ; qua 
re irritaverunt eum. Ecce dies uUionum tuarum : ecce dies Do- 
mini , jugum iniquitatum venit; et filii tui, in quibus ultra Deum 
confidebas , externis nationibus tradent te , et opprobrium tuum 
impiorum manibus. Propterea in te insurgent pueri tui, et prae- 
valebunt ; cum libi non sit adiutor , nec qui consoletur te. Ecce 
derelinquetur tibi pene domus tua deserta , piena populo , ac ama- 
ritudine oppressa, et dissolutionibus ulterius circumvallata. De- 
cor tuus, decor adversantium tibi, et qui ludebant jam tecum , 
deludebunt ; et derelinquent te solam in tribulationibus multis , 
gemitus et singultus plenam , cum recordaberis fioridae juventutis 
tuae. Ecce luxuriae , et foeneratorum mercis , ac delinqucntium 
mandalorum Dei nostri. Indignationem ipsius non irritcmini 
amplius,et furorem ejus, ne torculari calcamini deteriori plaga: 
at potius, misera, induta sacco, cilicio, et tua cinere sparsa coma, 
in jejunio et planctu , toto corde , cito convertere ad Dominum 
Deum tuum : nam Dominus misericors , miserabitur tui , Flo- 
rentia , Amen. Utinam Amen , et tristitia tua , atque filiorum 
tuorum revertatur ad gaudium ». 



318 M A L I P I E R O 

1494 Papa Alessandro sesto, Forando Re de Napoli e Fiorentini 
ha fatto ligha , no derogando a la ligha che i ha con la Signoria, 
e ha fatto so Capitanio Zufredo fio del Papa : e questo i ha 
fatto per timor de Carlo ottavo Re de Franza , el qual ha fatto 
ligha co i Re de Spagna e Massimian Iraperador ; et è per ve- 
gnir con gran forza all' impresa del Regno de Napoli ; e dà fama 
de voler convocar un concilio, spazza che '1 sia dall'impresa, 
per trattar de deponer el Papa , opponendoghe che '1 sia simo- 
niaco. E a Roma è sta trova morto ultimamente in leto , con 
20 feride, un frate Carmelita, nominado Maestro Adamo da Ze- 
noa, €he ha predica della simonia del Papa : e se giudica che tal 
morte sia successa per sua opera. 

El Re è za vegnù a Lion per consegiar del modo de questa 
impresa : la qual non è consegià da tutti i so Baroni ; anzi 
alguni sente che la sia impossihcle. 

Ascanio Sforza, cognossendo 1 Papa desideroso de recuperar 
quel che 1' ha speso nel papato , 1' ha persuaso a cieder le 
so rason de Bologna a Lodovico so fradelo : e l' acordo è in 
70,000 ducati, con obligo de tegnir el Legato in Bologna , e de 
pagarghe 10,000 ducati all' anno de censo , segondo '1 solito. 
E Lodovico ha scemenza a far zcnte per scazzar Zan Bentivogli 
de Bologna, co '1 mezzo di Malvezzi et altri fuorussiti; e '1 Ben- 
tivogli se parechia de defenderse. 

El Cardinal Ostiense, San Piero in Vincula, reduto in Ostia , 
è avisà che '1 Re de Napoli tien 10 galie in le aque vesine alla 
boca del Tevere, per haverlo in le man, quando volesse fuzer (1), 
e darlo al Papa : e una note è monta su un navilio solito andar 
a pescar , con alcuni forcieri delle so robe più riche e più pre- 
ciose ; e stravestio , è fuzio verso Civita Vechia , el è monta là 
su una galia, et è passa a Saona, et è andà in Piemonte. El Papa 
se lia turba forte de questa cosa ; e no possando haver la so 
persona , ha tenta d' haver la fortezza d' Ostia ; e ghe ha manda 
sotto 'l Conte de Pitiglian , e può' Fracasso , con zente a pie e a 
cavalo. E finalmente, a' 26 de Mazo, el Prefetto de Sinigagia, fra- 
delo del Cardinal, se ha messo de mezo tra '1 Papa e esso, e ghe 
ha fatto cieder la fortezza; con promessa del Papa de restituir a 

(1) Fuggire. ■'' >»'«-' i^w^^'' '■>' 



ANNALI VENETI 319 

esso Cardinal tutte le so cose che '1 ghe ha fatto tuor, e receverlo 1494 
in gratia. Dapuo', a' 18 de Settembrio , Prospero CoIona 1' ha 
ocupà per nome del Re de Pranza. 

A' 2 de Mazo, è zonto qua Monsignor de Nansi, Ambassador 
de Carlo ottavo Re de Pranza , e domanda transito e vittuaria 
per el so essercito che 'l manda all'impresa del Regno de Na- 
poli ; et espone, che spazza da queir impresa, 1' anderà insieme 
con Massimian e co '1 Re de Spagna all' impresa del Turco , e 
ciederà a la Signoria Sculhari , Negroponte, Stalimene e i altri 
luoghi che ghe è sta ocupadi : e dise che '1 Re se die abocar 
con Massimian a' primo d'Auosto. - - 

È zonto qua do Ambassadori Fiorentini : un è de casa Ro- 
dolfi , r altro è Paulo Antonio Guizzardini ; e recercano che la 
Signoria se interpona tra Lodovico de Milan e Alfonso de 
Napoli. 

A' 11 d'Auosto , Antonio Grimani , Capitani© General , scrive 
che quei de Scardona e Glissa s' offerisse de vegnir a obedien- 
tia della Signoria; et è sta deliberà de no ghe dar rechie (1) 
per addesso. 

La causa che el Re Carlo ottavo de Pranza, zovene de 24 anni, 
viene in Italia, è che '1 Re Ferando de Napoli ha dà una fia de Al- 
fonso so fio per mogier a Zuan Galeazzo Duca de Milan , siando 
in tutela de Lodovico Sforza so barba; el qual continuò '1 governo 
del nevodo e del so stado, con mala satisfattion del zovene e de i 
so parenti : e perchè Lodovico era patron delle fortezze, de i da- 
nari e delle zente, e '1 zovene no potè recuperar el suo; dove '1 Re 
Perando, e dapuo' la so morte, el Re Alfonso , ghe ha protesta , 
che '1 lassa '1 stato libero al nevodo che è legittimo patron ; e no '1 
fazzando, se ne ressentirave , e '1 tratterave da nemigo. Lodovico 
havea per mogier una fia del Duca Ilercule de Ferrara , come è 
ditto de sora ; e quel potentato ghe dava gran reputazioni e i Re 
de Napoli, per debilitar Lodovico, comenzò a pensar de far morir 
per via de venen el Duca Hercule , co '1 mezo de so mogier , 
sorella del Re Perando. Ma avanti che succedesse l'effetto, el 
Duca Hercule se n' acorse , e la fece vencnar essa ; e se separò 
del tutto dal Re de Napoli , e se strense co '1 zenero ; e de 
comun consegio chiamò Francesi in Italia, per stabilir el stado 

fi) Non dar loro orecchio. 



320 M A L I P I E R O 

1494 de Lodovico , e per debelar i Re de Napoli. Dove Carlo ottavo 
mandò un so Ambassador al Papa , a dolerse che l' habbia in- 
vesti© Alfonso del Regno de Sicilia , el qual ghe spelta a esso, 
per esser legittimo herede della casa d'Angiò; e a proteslarghc, 
che se '1 no revoca tutto quel che l' ha fatto , el vegnirà in 
persona a recuperar tutto quel che ghe è sta usurpa. El Papa 
ghe respose, che '1 no haveva innovado cosa alguna ; ma che 
r haveva conferma '1 Re Alfonso al possesso de quei stati, che 1 
padre investio da i so precessori , ghe havea lassa : ma che se 
ghe pareva d'haver rason in essi, che 1' aldirave volentiera le 
so pretension , e giudicherave de jure quel che volesse '1 dover. 
L'Ambassador Francese respose, che el so Re no stara ve al so 
giudici© , perchè l'era come parte. El Papa no replichete altro; 
tal che l'Ambassador se parti da Roma senza ressolution : e 1 
Papa fese ligha co '1 Re Alfonso , con Fiorentini , Senesi , Bolo- 
gnesi , Pesaro , Urbin e Imola ; e insieme co "1 ditto Re Alfonso, 
ha tenta la Signoria che voglia intrar anch' essa : e sempre ghe 
è sta dà bone parole , come è sta dà a Lodovico e a' Francesi ; 
e se è sta neutral. E alle Gn le zente de tutte do le parte è 
inside potentissime in campagna. 

A' 15 d'Ottubrio, se ha aviso che el Duca Zuan Galeazzo de 
Milan è morto da flusso; et è opinion comune, che Lodovico 
so zio r habbia fatto morir per via de tosegho. E a' 19 , esso 
Lodovigo è intra in Milan vestio in abito ducal, per esser co- 
gnossuo legittimo patron de quel stado dal populo; e la Signoria 
manda Sebastian Badoer K., e Benetto Trivisan Avogador, per 
so Ambassadori, a alegrarsc della so succession; e ghe ha dà in 
commission, che i tratta con esso de fermar el Re Carlo, e che 
esso se contenta de esser agiutà da la Signoria e mantegnù nel 
so stado , lassando '1 Re de Napoli nel so Regno : consideran- 
doghe, che se i potentadi d' Italia sarà unidi , el Re de Franza 
bavera da far de mantegnirse de qua da monti ; ma le so cose 
prospera grandemente , e par che ognun cieda a la so fortuna. 
El mese de Novembri©, la Signoria ghe ha fatto Ambassadori 
Domenego Trivisan , e Antonio Loredan K., che fo in Franza a 
la so incoronazion. 

La Signoria de Imola confederada del Papa e del Re Alfonso, 
ghe ha rotto la fede, e s' ha acordà con Lodovico e con Francesi. 
El simele ha fatto Fiorentini ; e hanno manda Piero de Medici 



ANNALI VENETI 321 

a basciar la man al Re per nome della città , e a rccever IWi 
quella capitolazion che glie piase de darghe: e '1 Re ghe ha 
domanda tresento mille ducati, e ne ha habudo cento vintimille, 
e con protesti domanda 'i resto; e Piero de Medici ghe ha dà 
in man le fortezze de Sarzana e Sarzanelo e Pontremolo, per 
ciederle a' Zenoesi. 

È sta fatto proclamar, per deliberation del Consegio de Pregai, 
a le contrae Muran, Porcello ce, che tutti quei che ha barche 
forzae (1), le dagha in nota a le cancellarie , con anemo de far 
quattrocento barche armae ; et è sta dà ordcnc in l'Arsonal , 
che tutti i redeguardi sia fatti calafattar; e se fa metter in 
ponto 15 galie per poderse valer in ogni besogno , e metter in 
necessità el Duca de Ferrara de revocar le so zente, mandae 
in soccorso del Re de Pranza all' impresa del Regno. 

El Papa tratta anch' esso de acordar Orsini e Colonesi , per 
alentar i progressi de Francesi. 

Se tratta de far provision de danari ; e do cose è in consi- 
derazion, oltra le decime: una è de impegnar tutto '1 stabele 
de Rialto a'7 e 8 per cento, come fo fatto a tempo della guerra 
de Ferrara; l'altra, che tutti quei che è in la Terra e so 
destretto , e no paga decima , togia un ster de sai (2) per testa , 
a un ducato per ster. 

Sabastian Badoer K. e Benetto Trivisan, Ambassadori a Lo- 
dovigo, è intrai in Milan con gran pompa per la via de Lodi. 
8on sta incontradi diese mia lontan dalla Terra da quattro del 
Consegio Secreto; e può' tre mia vesin a Milan, Zorzi Pisani, IX K. 
Ambassador, ghe andò contra anche esso con 300 cavalli ; e a 
la porta '1 Duca in persona con gran compagnia , e ha vogiudo 
descender da cavallo, e darghe 'I luogo: ma essi no ha mai 
vogiudo , e r hanno tolto in mezo , e s' ha contenta d' esser ac- 
compagnai da esso fin all' alozamento ; che è sta '1 primo pa- 
lazzo della terra. El zorno drio, el Duca è andà a trovarli fin 
a la stantia ; e loro se ha dogiudo della morte del nevodo , e 
s' hanno allegra della so succossion al ducado : e '1 Duca, da- 
puo' conveniente resposta , ha sozonto che '1 vuol che 'I mondo 

(1) Barche armale per fare un" armaletla. Contrae (contrade) si dice- 
vano le isole della forte superiore laguna, e le attigue terre del continente. 

(2) Compri uno slaro di sale. 

Akch.St. IT. Voi. VII. /'ar.//. 41 



322 M A L i PI E R 

l49'i sapia, the 1 cognosse che '1 bene dell' un e dell'altro è inlen- 
derse ben insieme ; perchè fazzando così, no se bavera da temer 
de nessun. 

El Papa ha convoca ì Baroni de lloma , e ghe ha parla su 
i pericoli de quella città e su le so discordie, chiamandole 
raise (1) de tutti i so danni ; e ha opera che Orsini e Golonesi 
ha fatto triegua insieme per tre mesi : e de comun voler , i ha 
deliberà de mandar quattro Ambassadori al Re de Pranza, per 
nome del Papa e del populo Roman , a farghe intender, che se 
'I vuol intrar in Roma desarmà , i lo acellerà , ma no altra- 
mente : e si ha in Roma ottomile fanti. Dapuò' el Papa se ha 
ressolto, insieme con i Baroni e co '1 populo Roman, de dar 
transito e villuaria al Re per l'impresa del Regno; e '1 Car- 
dinal S. Piero in Vincula ghe è andà contra con trecento ca- 
valli, per vegnir con lui a Roma. El Re domanda al Papa Castel 
Santo Anzolo per so alozamento ; e adopera, per mezo el Car- 
dinal Ascanio, San Piero in Vincula, e Sanseverin, e Prospero 
CoIona e altri , per farse patron della fortezza , e desmetter el 
Papa e crear in so luogo el Giardinai Ascanio. El Papa ghe 
ha resposo, che '1 Castellan ha ordene de no dar ej Castello a 
nissuno , se ben ghe fosse presenta so mandato sottoscritto de 
so man ; e però, che '1 voleva andar in persona : e così, acom- 
pagnà da tutti questi , è intra con essi in le segonde porte della 
forre tonda , e ghe disse che i haveva per so presoni; e così i 
ha mandai in fondi della torre: e '1 Re, intesa la cosa, se ha 
re! irà a Viterbo. 

Massimian Re de Romani ha domanda a Lodovigo dusento 
mille ducali per resto della so dote ; e Lodovigo se ha scusis 
con le spese della guerra ; e ?i!assimian è resta mal satisfatto. 

Quando el Re de Pranza se parli del so Regno , el delc 
voce de andar a 1' impresa de Terra Santa ; e con sto mezzo 
r ha habuo dal clero de i so stadi quallrocentomille ducati. 

El Papa ha relassà i presoni, eccello '1 Cardenal Ascanio e 
Prospero CoIona. 

L'Ambassador de Pranza è sta in Golegio a iamentarse 
che '1 populo ghe dise in fazza parole inzuriose contra la per- 
sona del so Re , e conlra la so nazion ; e domanda che se pro- 

(1) Radici. 



ANNAIJ VENET5 ^23 

veda. EI Dose gho ha resposo, che no se puoi tognir i populi IVO'i- 
che non digha quel che i vuol ; ma che nominando qualch'un 
in parlicuiar , se farà corezerlo e castigarlo; e che in quei che 
governa sua Signoria , vede respello verso quella Maeslà. 

El Papa vedando che le cose de Francesi prospera tanto , 
ha deliberà de mandar el Cardenal de Siena a negociar co '1 
Re ; e '1 Re, prcsenlia questa cosa, glie ha scritto che '1 no ghe 
manda altramente legato , perchè 1' anderà presto a Roma a 
inchinarse a Sua Sanlil.à. Quesle ledere ha messo '1 Papa in 
spavento, massimamenle perchè 1' armada Francese è zonla a 
Porlo Hercule ; tal che l'ha fatto condur el so thesoro in Ca- 
stello , e ha fallo ruinar i palazzi de Saveli e Colonesi. 

Siando le cose d' Italia in tanto molo , è sta preso de metter 
quattro decime alla Terra : do donadc , da esser pagade all'of- 
ficio di governadori; e do al Monte Nuovo in cavedal, da esser 
pagade la meuà el mese presente de Novombrio con pena de 
do soldi per lira , 1' altra mila 'I mese prossimo de Decembrio. 
El Dose D. Aguslin Barbarigo, che ha investio sedesemille 
ducati in stabeli , che ghe dà grandissima intra , no sente de 
proveder per via de decime: ma se spera de cavar da queste 
(juatiro decime tresentomille ducati; et è preso che i danari se 
habbia a depositar in Procurala , et è nrohibifo metter parte 
de spenderli in altro che in zente d' arme e in Stradiothi : et 
è cosa stupenda, con quanta prontezza ognun porta la so [)()r- 
lion a i Governadori e alia Ciìmera. 

El Papa, vedando Francesi tanto gagiardi, vesini al so stado, 
ha manda Zorzi Ruzardo al Signor Turco , a domandarghe 
danari a conto della pensino che 'I ghe paga per conto de (ien 
Sultan so fradelo, che 1' ha in le forze; et esso Zorzi è sta mollo 
honorado- 

È sta messo su l'arca de Zoan Galeazzo Duca de Milan, da 
persona incognita, questi do versi : 

Duce Ligurvm Pater , hic ferro, natusque veneno: 
Mox reum sequiinr primum , ììiot fata aecrmdmn. 

E '1 Duca Lodovigo, parendoglie d'esser intacado , ha dà taglia 
all'author diesemille ducati. 



324 M A L I P I E R 

1494 Ei Papa ha chiama a sé el Cardenal Ascanio e '1 Cardenai 
Savelo, e ghe ha fatto sai vocond ulto, e ghe ha dà so fio per 
ostazo; e se tratta de pacificarlo con Francesi. 

L' armada Francese è de 40 vele , e quella del Re Alfonso 
è de 38. 

A' 9 de Novembrio, no se trova in la Terra più de 5,000 stara 
de farine, e '1 Golegio teme che a Nadal ghe sia mancamento: 
e stando in questi pensieri , el Re Alfonso de Napoli ha scritto 
al so Ambassador che è qua, che offerissa a la Signoria la 
tratta della Pugia per sessantamille stara de formenti ; tal che 
i formenti padoani che se vendeva un ducato el ster , subito è 
calai a 5 lire e 12 soldi. Questo Ambassador ha ditto in Golegio, 
che '1 so Re, in caso de necessità, puoi farse forte in Napoli , 
in Gaieta , in Rrandizo e in Otranto; e puoi sortir do passi: 
Tronto e Terracina. 

Fiorentini ha messo in bando Piero di Medici e T Cardenal 
so fradelo, con tagia de quattromille ducati vivi, e domille morti: 
e questo, perchè Piero, negociando co '1 Re de Pranza, ha tra- 
passa la so commission a maleficio della so patria ; per la qual 
ghe ha promesso, tra le altre cose, ventiraille ducati al mese 
fin a guerra fiuida, e ccnlomille ducati all'anno de censo per- 
petuo ; et è fuzio con zogic e danari per sessantamille ducati, 
el è andà a Bologna, e può' l'è vognudo qua nascosamente, 
con 14 boche, a' 14 de Novembrio , con Zulian e '1 Cardenal so 
fradelo ; e son sta recevudi in casa de Geronimo Lipomano dal 
Banco ; e ha signorizzà in Fiorenza, co i soi, per sessanta anni. 
Subito che Piero zonse qua , andò de note a visitar el Dose 
con Geronimo Lipomano solo , el è sta quattr' bore continue ; 
e dise che in Fiorenza ghe è sta messo a sacco centomille du- 
cati de contadi. 

A' 15 de Novembrio, è sta preso, per segurtà della Terra, de 
far per tempo nuovo quindesemille cavalli; cinquemille Stra- 
diolhi , e diesemille fanti. 

El Re de Franza vogiando intrar in Fiorenza, ha fatto in- 
tender a Fiorentini che depona le arme ; e ghe hanno resposo 
che el le depona anch'esso, vogiando intrar come amigo. 
A' 17, el Re è intra in Fiorenza pomposamente ; e ghe hanno 
dona '1 palazzo de Piero di Medici. 



ANNALI VENETI 325 

A." 21 , Piero e Zulian di Modici , e Zuane Orsino so cugnado, ^'^^* 
è sta publicamenlc in Coicgio , acompagnà da Veltor e Gero- 
nimo Lipomano , e da Alvise e Polo Capelo ; e per Consegio 
di X, glie è sta fatto salvo conduto de poder andar e star, con 
quanta compagnia ghe piase , in ogni luogo della Signoria, e 
portar le arme per segurtà delle so vite. 

El Re ha opera che Fiorentini ha anulà la tagia a Piero e 
Zulian di Medici , e al Cardcnal so fradelo , e revoca la con- 
Gscazion de i so beni , e datoghe libertà de andar a so bene- 
placito a trovarlo, senza offesa della so patria. El Re ha leva 
sulle so insegne queste parole : Missus a Deo. -' • 

A' 22 de Novembrio, I' armada Francese de trentadò galie 
ha habudo gran danno de vento e de fortuna nell' insir del porto 
de Ostia , e dodesc galie è peride. 

El Re ha manda fuora questi dì passadi una so patente, che 
dise a questo modo : 

« Carolus, Dei gratid, Fr ancor um Rex, universis christianls 
jidelibus praesentes literas inspecturis , zelum catholicae fidei et 
salutem in Domino sempiternam. Considerantes attentius, et infra 
nostrae mentis arcana saepe numero revolventes innumerahilia 
damna et incommoda , caedes , strages , et innumerahilium civi- 
tatum et fìdelium populorum desolationes et devastationes , ac 
plurima alia facinora horrendissima , quae spurcissimi Turcae, 
sanguinem christianum debaccantes , a quinquaginta annis citra, 
ut a priscis nostris profecto fide dignis didicimus , imtnanissime 
perpetrarunt ; cupientesque , more progenitorum nostrorum, Fran- 
corum Regum Christianissimorum , tantis sceleribus quae ipsi 
perfidissimi Turcae religioni christianac continue minantur, prò 
viribus nostris occurrere , ac eorum conatuum sitibundam ra- 
biem reprimere: postquam placuit Altissimo, in regno nostro et 
dominio pacem suam ponere, et illà tranquilliler potiri, propo- 

suimus prò 7'epellendo Turcarum , corumque furore 

rabido , et recuperando, Terrà Sanctd , et aliis damnis per eos 
Chrislianis Principibus et populis illatis , propriis personis , ac 
laboribus , facultatibusque non farcendo ; quinimo dilectissimis 
Uxori ac unico Filio nostro , regno amplissimo , pacifico et opu- 
lentissimo , et praeter voluntatem Principum et Procerum Regni 
nostri, relictis ; statuimus, cum adiutorio Dei, cujus causam 



32G M A L I P I E R 

1494 amplectimur , et fidem omnium Christianorum , Ponlificis, nec 
non Principum et aliorum fidelium praesidio , hoc sanctissimum 
opus fidei devotione et magno animo arredi : quod quidem san- 
ctissimum propositum divina credimns inspiratione nostro cordi 
infixum est. Nec arbitretiir quispiam, ut ad occupandum quo- 
rumcumque Principum vel populorum dominia ac civitates, opus 
hoc tam sanctum, tam laudabile agrediamur; sed, ut ipse Deus 
ineffabilis veri testis est, hoc solum ad ejiis laudem et gloriam, 
suaeque fidei christianae , ac religionis exaltatìonem et amplifica- 
tionem amplectimur; sperantes in ipso Deo, a quo omnia perfecta 
opera 'per fectionem suscipiunt, nos hoc sanctum desiderium no- 
strum ad optatum effecttim perducturos. Sed quia regnum Si- 
ciliae, quod Neapolitanum appellatur, saepius Progenitores nostri, 
e manibus infulclium et aliorum, Romanae Ecclesiae et Apostolicae 
sedi ereptum, et eidem Ecclesiae restitutum fuit ; et de quo Progeni- 
tores nostri vigintiquattuor investituras (videlicet XXII a diversis 
Pontificibus, et duas alias a duobus sacris generalibus Conciliis) 
receperunt, et quod ad Nosjure haereditario pertinet, quamvis Plus 
Papa Secundus, volens suos ex humili plebe natos ad principatus 
fastigium exlollere , Regnum ipsum Nobis contro justitiam ahstu- 
lit , et illud cuidam Ferdinando de Aragonia concessit ; ad oppu- 
gnandos ipsos perfidissimos Turcas, praecipue per portum Valonae, 
et nonnulla alia loca, nobis facile ingressum praebere poterit : 
illud, Domino auxiliante, recuperare intendimus, ut Nobis et nostris 
facilis ingressus et regressus , ac futum praesidium esse possit. 
Nec intendimus propterca Almae Urbi Romae , prout modcrnus 
Alphonsus de Aragonia, et sui praecessores ,Alphonsus et Ferdinan- 
dus, magna temeritate et rebellione, eam obsidiando fccerunt; aut 
illis terris Romanae Ecclesiae damnum seu praejudicium aliquod 
inferre: sed illam, et ipsius Sanctae Ecclesiae subditos, prò illius 
et Apostolicae Sedis reverentid et honore ab omni damno et injurid 
prò posse nostro illaesos conservare ; ac ipsius Ecclesiae statum , 
honorem et dignitatem, more dictorum nostrorum , quantum cum 
Deo poter imus. potius augere. Quia vero prò dicto Regno recupe- 
rando, et nostro sancto proposito exequendo, prò faciliori et bre- 
viori via ad Urbem praedictam veniendo, per nonnullas terras 
dictae Ecclesiae transitus nobis faciendus est ; Sanctissimum in 
Christo Patrem et Nostrum, Alexandrum divina Providentid Pa- 
pam Sextum, et Sacrosanctae Romanae Ecclesiae Collegium ; nec 



ANNALI VENETI • 327 

non quarumcumque cwitafum et locorum , oppidorum et terra- 
rum ejusdem, rectores, guhcrnatores, potestates, ofjìciales, cives, 
incolas et hahitalores quoscumqiie , in Domino requirimur et hor- 
tamur et ohlestamur, ut saltem quaemadmodum hustibus nostris, 
et in hoc sacro proposito nobis adversantibus , favores et auxilia 
quae potuerunt , praestiterunt et praestant, ita et Nobis et no- 
stris lìberum ingressum et regrcssum per civitates , oppida , 
terras et loca praedicta, et victualia necessaria, nostris sumptibus 
et expensis , exhibere dignenlur. Qui nisi nos impedivissent , in 
hoc saluberrimo opere, credimus jam Urbem Neapolitanam, et 
tnagnam Regni partem expugnasse , et in principio veris futuri 
fines hostium ingredi potuisse. Si vero ingressus et regressus , et 
liberi transitus, et victualia, Nobis et nostris, solvendo debita 
praetia, fuerint (quod non credimus) denegati ; nihilominus cona- 
bimur totis viribus meatum invenire, et capere victualia neces- 
saria, quibus poierimus mediis : protestantes nobis ad culpam non 
debere imputari, sed potius illis, qui perfidia, iniquitate, de fide 
nostra non recte sentientes, nostrum pium et sanctum propositum 
impedire voluerunt. Protestamur insuper de injuriis Deo et nobis 
factis , damnis quoque et interesse, per Nos perpensis cum inju- 
riis , et si quae in futurum incursuri fuerimus : quas protesta- 
tiones exequimur corani universali Ecclesia, et Principibus tolius 
Christianitatis , quos invocare intendimus , prò hac sanctissimà 
expedilione , et, Deo duce , feliciter omnia adimplere. In quorum 
fidem et testimonium praesentes nostras literas fieri voluimus , et 
per notarium infrascriptum subscribi et publicari mandavimus , 
nostrique regalis sigilli jussimus et fecimus appensione commu- 
niri. Datum Floreniiae, die XXII mcnsis Novembris , Anno Do- 
mini 1494, et Nostri Regni Anno XII ». 

El Papa ha fallo condur in consistoro el Cardenal Ascanio. 
(! l'ha publicado per so robclo ; e ha scommieghà '1 Prefetto 
de Senegaglia, per haver fatto rcpresagia dei danari che ghc 
mandava 'i Turco per la pension del fradelo. 

L' Ambassador de Spagna ha fatto saver a la Signoria, che 
r è zonlo in Sicilia trenta caravelc , e vinti nave del so Re , con 
cinquecento homeni d'arme, in soccorso del He de Napoli conlra 
Francesi. 



1494 



328 M A L I P I E R 

1494 El Re Carlo è intra in Roma de consenso del Papa, a' 30 de 
Novembrio, a un' bora de note; e 'l Duca de Calabria è sta 
licenzia da Roma dal Papa. È sta messo alla custodia del Ca- 
stello i Cardonali de Napoli , Caraffa e Orsin ; e '1 Papa è sta 
in palazzo Gn che '1 Re è intra in Roma. Fo messo a la guarda 
della piazza 1,000 cavalli e 8,000 fanti. Nessun Cardenal non 
ha incontra '1 Re; l'haveva con esso 4,000 cavalli; 2,000 pre- 
ciedeva la so persona , e 2,000 gbe andava drio ; et ha alozà 
in palazzo de San Marco. 

La Signoria no ha mai vogiù creder che Francesi vegnisse 
in Italia ; e '1 Consegio de Pregai era sì Osso che '1 Re no do- 
vesse calar, che '1 no voleva dar fede a i avisi de quel Regno, 
e no voleva creder né aldir quei che, consegiando la Terra, 
mostrava de crederlo. Tra i altri. Marc' Antonio Moresini Pro- 
curator, vedando el Pregai pertinace in non voler sentir a dir 
che podesse occorrer questo caso , no ghe bastò l' anemo de 
considerar l'importanzia della venuta de Francesi de qua da 
monti : e questo processe, perchè pareva a la Terra che no fosse 
per nui che i calasse ; e molti crede quel che i voria. Questo 
medemo occorse quando se deliberò de far la guerra de Fer- 
rara ; che, per 1' odio che se portava alla persona de quel Duca, 
no se voleva aldir chi consegiava a fuzer le occasion della 
guerra. Tra i altri, Francesco Venier Procurator orbo, diseva che 
'1 Duca havea rason in alcune cose ; e no se voleva aldirlo , e 
se inlrete co le man e co i pie in quella guerra , che è sta de 
gran ruina al publico e al particular ; e per dies'anni dapuo' 
fatta la pase, no se ha possù rehaverse e francarse; e quel che 
importa più , fossemo astretti a domandar la pase : e questo 
avvenne perchè la Terra se governete con sdegno , e no volse 
creder a chi consegiava , se no tardi. Se fese '1 medemo per 
avanti , quando '1 Turco piò Costantinopoli ; che se ben la Si- 
gnoria era avisà che el Turco se muoveva per terra e per mar, 
el no se volse creder : e può' tutto quel che è sta fatto per 
metter stalo (1) alla grandezza del Turco , tutto è sta indarno. 
El medemo è sta de Negroponte; che no se dete rechia a chi di- 
seva che el Turco se moveva per quell'impresa; e per la nostra 

(t) Limile. 



ANNALI VENETI 329 

incredulità e tardità perdessemo quella città. No se ha vogiù 1494 
creder anche a la venuta de Francesi ; e addesso che i è caladi, 
no se sa che far: perchè, se la Signoria se acosta a Alfonso, 
l'è signor debole, e tutta la soma cazerà sora de nui, mas- 
simamente mancando l' ajuto del Papa ; se la se acosla al Re 
Carlo, l'è potentissimo, et è cosa troppo pericolosa unirse con 
sì gran Re, che col nostro mezzo de ventasse nostro vesin : et è 
facil cosa che '1 no ne mantegna quel che '1 ne promettesse. 

A' primo de Decembrio, è sta preso de tansar tutte le arti, 
e de armar quindese galle ; diese in Candia , una a Relhimo, 
una a la Cania , e tre a Corfù : e che '1 Capetanio Zeneral 
Antonio Grimani fazza 2,000 Stradiothi. È sta chiama a gran 
(]onsegio trenta nobeli , che vada a Lizafusina contra (1) un Am- 
bassador de Spagna. 

El Re Carlo ha messo in fortezza el palazzo de San Marco 
in Roma , dove l' è alozà ; e ha ruinà algune case , che era là 
intorno , e se ha ben munio d' artelarie. Algune case de Roma 
è sta messe a sacco. Tutta quasi la città de Roma è in custodia 
de Francesi. El Re ha chiama a sé alguni Cardenali per haver 
danari , e per saver da loro che volontà c^e i ha verso '1 Papa. 
El Cardenal Grimani è sta '1 primo chiama ; e per haverghe dà 
danari, è sta ben visto. A quei che ghe ha ditto de no haver da- 
nari , ghe ha domanda i arzenti, con parola de satisfarli dapuo' 
finia r impresa de Napoli ; e de i arzenti fa batter monede con 
lettere che disc : Carolus Imperator. 

Fin a 5 de Zener, ci Papa no è sta co '1 Re, perchè un no se 
fida dell' altro. El Re ghe ha domanda '1 Gastelo ; e 'I Papa ghe 
ha fatto responder , che l'è custodio a nome del Re de Spagna , 
de Massimian e de Alfonso ; de i quali è sta leva le insegne. 

1 Principi d'Alemagna no puoi tollerar che '1 Re de Pranza 
se habbia usurpa 'I titolo de Imperator , per interesse della so 
giuridittion ; e hanno offerto zente e danari a Massimian per 
scazzar esso Re d' Italia : e '1 Re de Spagna consente. 

Alfonso de Napoli è sta travagià dell' intrada del Re Carlo in 
Roma, tal che 'l no saveva che consegio piar; specialmente perchè 
ogni zorno qualch'un de i so confidenti l'abbandona , e seguita 
la fortuna del Re de Franza ; e teme che D. Fedrigo so fradelo, 

(1) Incontro. ' 

ARcii. Sr. iT. Voi. VII. Pur. lì. ii 



330 M A L I P ì E R 

1494 se acorda con esso Re e l' abandoni , perché ha causa de tegnirse 
ofifeso de lui per più cause: e particularmente perchè in Taranto., 
quando D. Fedrigo l'aceltò (1), era sta parechià in giesia do sedie, 
una appresso Y altra per tutti do ; e '1 Re accòrtose , domandetc 
per chi era parechià la segonda sedia: ghe fo resposo, per D. Fe- 
drigo so fradelo; e lui ghe dete di piò , e la butò zo del palco , 
mostrando sdegno che l'havesse vogiuo esser so equal: e per 
abbassarlo, volse che '1 ghe cavasse esso i spironi de pie, e che '1 
ghe tegnisse la staffa quando '1 remonlò a cavallo , per levarghc 
quella reputazion che ghe deva la gran affetion che ghe mo- 
strava i populi. 

Màssiniian ha chiama una Dieta appresso Valsugana per el 
di de Santa Maria Candelora, per indur i l^rincipi d'Alemagna a 
luor la defesa della Giesia e della so giurisdiltion imperiai ; e i 
ha trova prontissimi. L'ha latto Zan Bentivogio Conte de Bologna, 
e ghe ha manda molti privilegii ; e ghe fa intender che l'è per 
vegnir a Roma a tempo nuovo , e che prima '1 vuol abocarse 
con esso. 

La Signoria ha fatto domandar al Re de Napoli tratta de 
200 cavalli , che 1' h<? manda a comprar in Pugia ; e 'l Re ghe 
r ha concessa , e ghe n' ha dona cento della so razza : e la Si- 
gnoria ha deliberà co '1 Consegio de Pregadi de farghe un pre- 
sente che ghe scuserà per ajuto in questo so besogno. 

El Re de Franza domanda al Papa Castel Santo Anzolo , Ci- 
vita Vechia , Spoleti con la roca , Tiburi, Teracina, Frusinone ; 
e vuol che le sia deposita in man de persone che no sia suspette, 
da esser deputae per el (^olegio de Cardenali; e domanda la per- 
sona de Sultan Gen , come cosa spettante a esso per la bolla de 
Innocenzio sottoscritta dai Cardenali, e particolarmerite dal 
Papa in tempo che l' era Cardenal ; e all' incontro esso se obliga 
de depositar Ostia , in ìnan come è ditto de sora : e tutto sia fin 
a espedicion dell' impresa. 

A' 13 de Zener, Francesi ha sachizà da nuovo meza Roma ; 
e '1 danno fatto a Romani , zudei e marani, importa cerca qua- 
ranlamille <lucati: e questo è processo, perchè '1 Papa, che se ha 
governa mal in lutto questo movimento de Francesi , non ha 
mai vogiù dar resposta alle proposte del Re ; el qual ha mostra 

(1] Accolse. 



ANNALI VENETI 331 

(lespiaser del successo del saco , e ha fatto morir su le forche IWV 
alcuni Irovadi authori del molo. Ei Papa so ha reduto in 
Castello , e dà fama che se Francesi V assedierà . 1' anderà su 
ie mure apparado co '1 santissimo corpo de Christo in man , 
e con le leste de S. Piero e S. Paulo. 

El Re de Pranza ha Ditto veder a Viterbo a i Ambassadori 
della Signoria un zovene nevodo dell'ultimo Signor de Padoa, de 
casa Carara. 

Per lettere de 13 Zener da Roma , è concluso acordo tra '1 
Papa e '1 Re ; in essecuzion del qual le zenle Francese son 
uscide de Roma , eccello che domille cavali restai con la per- 
sona del Re: el qual die andar, a i 15, a basar el pie al Papa, 
e a tuor licenzia. 

Questo dì medemo , dapuo' licenzia Gran (^onsegio, è sta 
deliberà co '1 Consegio de Pregai de commetter a i Ambassadori 
che è appresso '1 Re Carlo , che i 1' acompagni fin in Reame 
e in ogni altro luogo. 

A' 16 ditto, el Re Carlo andò iti Giesia de S. Piero, e fatta 
la so oration , intrò in capela de Santa Petronela, edificada da 
i so authori ; e può' intrò nel zardin del Papa, e de là passò 
in Concistoro , e trovò '1 Papa apparado ponliGcalmente , acom- 
pagnà da molli Cardenali : e lui fo acompagnà sotto 1' ombrela 
fin alla pressentia del Papa , e se butò a i so piò per basarli ; 
e *1 Papa no ha vogiù , e 1' ha abbrazzà ; e '1 Re glie ha basa 
la man, e può' l'està messo a senlar in una sedia parechiada 
appresso quella del Papa , ma alquanto menor. El Re se rese 
difficile ; niente de manco sento, e ringraziò el Papa de quanto 
che '1 ghe ha concesso per so segurlà ; e può' 1' ha prega che '1 
Tazza Cardenal el so Vescovo de Samalò : e '1 Papa 1' ha sali- 
sfatto. Dapuo' el Re ha fatto chiamar i Ambassadori della Si- 
gnoria, e ghe ha ditto de quanto I' ha capitola co '1 Papa, e che 
i ne desse aviso a la Signoria ; con dirghe che spazzado da 
questa impresa del Regno, se drezzerà contra Turchi; e per- 
chè 'l no poderave far cosa bona senza '1 so ajuto , intende de 
procieder sempre co '1 so consegio , e unidaracnte con essa. 

Questo acordo ha dà ai Francesi gran reputazion in Reame; 
e qua se comenza pensar quel che se do vera respondcr al Re, 
siando la Signoria rechiesta de danari per l' impresa de Turchi; 
massimamente che a altri tempi ne è sia dado gran summa a 



332 M A L 1 P I E R O 

1494 Balduin de Pranza , e a Sigismondo Imperador a tempo del 
Concilio de Basilea. 

A' 20 de Zener, la Signoria ha aviso per corier a posta, che 
a i 16, Francesi ha rotto '1 Duca de Calabria in quel de Teracina. 
El Duca no era in palazzo quando zonse '1 spazzo , e ghe fo 
manda a dir che 'I fosse contento de vegnir in Colegio : e intesa 
la cosa , è sta deliberà de mandar a chiamar l'Ambassador de 
Pranza ; ei qual era a tavola che '1 disnava , e subilo el vene. 
Ghe è sta ditto la continenzia dell' aviso , che Gn alhora no era 
vegnudo a so notizia. 

La 'Signoria ha conduto '1 Conte Guido d' Urbin, con 450 ca- 
valli e 20 balestrieri. 

A' 20 de Pevrer, de Domenegha, no è sta fatto Gonsegio per 
honorar quattro Ambassadori de Massimian Re de Romani; tra 
i quali è '1 Vescovo de Trento. Son vegnudi per via de Treviso, 
e hanno 60 cavai grossi in so compagnia ; ghe è sta manda 
fuora a San Segondo molti zentilliomeni incontra ; e hanno alo- 
zado a la Zucca, in cha Marcello. La Signoria ha comenzà a 
farghe le spese el dì che i zonse su '1 stado ; e arivadi in la 
Terra , se ghe dà diese ducati ai zorno. 

El Re Carlo zonto appresso Monte San Zuanc, ha manda a 
dir per do trombeti a quei della roca, che se renda ; e loro ha 
fatto apicar i trombeti; e T Re ghe ha fatto dar la battagia, e ha 
ruinà el luogo , e fatto morir lutti. 

Alfonso Re de Napoli ha renoncià el Regno a Perando so 
fio , et è uscio de Napoli ; e può' Perando ha fatto el simele 
anch'esso: tal che Napolitani ha manda XII Ambassadori al 
Re Carlo a offerirghe la città; e a' 22 de Pevrer ditto, esso Re è 
intra in Napoli, e ha dona Capua al Gardena! S. Piero in Vincula, 
e ha fatto so fradelo. Duca de Pescara, prefetto de Sinigagia. 

Quei della casa del Re de Napoli se ha redulo in la fortezza 
d'Ischia ; e '1 Re, avanti che '1 se habbia parilo de Napoli, ha 
fatto metter molte tapezzarie in salvo in casa dell'Ambassador 
della Signoria: e quando Prancesi l'ha inteso, i ha vogiuo 
metter a saco la ditta casa ; e l'Ambassador mandò a dolerse 
co '1 Re Carlo ; e fo fatto un bando, che nissun ardissa de dar 
molestia né a esso nò a la so casa, sotto pena della vita. 

Zonto 'I Re Carlo su 'i Regno , ha fatto stampar una moneda 
in forma de medagia da una banda , e dall' altra el motto che 



ANNALI VENETI 333 

l'ha zonto ullimamentc a la so impresa, ci qual (lise: Missus 1494 
o Dea. E habuda la città de Napoli , ha scritto lettere de so 
pugno a la Signoria, rengraziandola del transito , della vittuaria, 
e di altri favori fatti a i soi ; e disc che i' ha inteso de i pri- 
vilegi! che l'ha in quel Regno, e che la ghe i l'azza veder, che '1 
vuol confermarli e ampliarli: e la Signoria ha dona cento ducati 
al messo che ha porta le lettere. 

L' ha habuo 3,000 cavalli grossi de Re de Napoli , e la 
Signoria no ha habuo salvo che 17 de i cento che '1 ditto Re 
de Napoli ghe ha dona. L' ha fatto tuor in nota tutte le tapez- 
zarie del ditto Re, che era in casa dell' Ambassador della Signoria; 
e va inquirando dove sia altra roba de quella rason : e ha dà 
a saco tutte le case de zudei e marani che è nel Regno. 

A' 16 de Marzo, è sta deliberà de far un Provedador dell'ar- 1495 
mada, e 15 Soracomili in Pregadi, e do patroni de nave armae. 

La Signoria ha presentio che Giacomo Trinici die andar 
verso Milan con 3,000 fanti ; e ha deliberà che '1 Signor de 
Mantoa cavalca verso Malpagà in Bressana con 1,500 cavalli ; 
e ha comesso a Geronimo dal Monte, fio de M. Marioto Colateral, 
che fazza cavalcar in Bressana la compagnia del Signor Zulian 
da Carpi , e del Conte Carlo dal Pian de Meleto , con 450 ca- 
valli per un. 

A' 24, el Legato è sta a la Signoria a farghe saver che '1 Re 
Carlo torna a Roma , e che '1 Papa vuol vegnir a Padoa. 

A' 28 de Marzo , è zonto un navilio de Pugia con 2,000 stara 
de fermento ; e i Ambassadori del Re de Pranza e del Re Fe- 
rando de Napoli è comparsi a la Signoria, digando I' un l'altro 
d'aver rason in essi formenti. El Francese diseva, che altri 
che '1 so Re no ha rason su la Pugia ; e quel del Re de Na- 
poli ha giustiflcà che i era carghi 10 zorni avanti che Francesi 
havesse dominio de quel cargador : in modo che la Signoria 
ha termina che 'l fermento sia dà all'Ambassador del Re de 
Napoli. 

È concluso alla corte de Spagna una ligha tra '1 Papa , 
Massimian Re de' Romani , i Re de Spagna , la Signoria, i Duchi 
de Milan e de Ferrara , e Bologna ; e a' 31 ditto , el Dose lia 
chiama in la so camera lutti i Ambassadori de i ditti Principi 
per ratiflcar quel che è sta concluso. I particulari è , che i Re 
de Spagna , la Signoria e '1 Duca de Milan se obliga de 



334 M A L i P i E R 

U95 far 8,000 cavalli per un , e 4,000 pedoni ; Massimian 6,000 ca- 
valli e 3,000 pedoni ; el Papa 4,000 cavalli e 2,000 pedoni ; 
Zenoa, Ferrara e Bologna è acettai per adherenli. Se occorresse 
che '1 Re de Spagna fosse molesta in Spagna , cadaun è oblighà 
a contribuir tanti danari per rata ; se la Signoria fosse molesta 
in Italia , el Re de Spagna è oblighà contribuir danari in luogo 
de i cavalli: in mar cadaun è oblighà de armar per ci so poder. 
I son stadi 6n a do bore de note in camera del Dose a scriver, 
concluder e sigilar: e a' primo d'Avril, el Dose ha manda chia- 
mar l'Ambassador de Pranza, e ghe ha ditto che '1 zorno avanti 
è sta cencluso ligha e bona intelligenzia con i nominadi de sora, 
a conservazion de i stadi comuni, con le condicion che è ditto ; 
e che Domenegha dell' Olivo che vien , le se publicherà. L'Am- 
bassador restete sera de sé , e disse che mai questa Signoria 
ha roto la so fede ad alcun , e come podeva esser che la 
rompesse al so Re. El Dose ghe ha resposo, che più che mai 
voleva haver pase co '1 so Re; e lui replichete : Perchè è fatto 
la ligha ? Ghe fo resposo : Perchè volerao assegurarse de no 
esser molestai. E '1 Francese sozonse : A questo modo è sera 
la strada al mio Re de tornar a casa. E el Dose respose : 
Absil; anzi cadaun ghe darà libero transito, e la Signoria sarà 
la prima a darghe transito e vittuaria per le so terre; e che 
se '1 no se fida d' andar per terra , che '1 ghe offerisse 15, 20 
fin 35 galie a so comando. Subito che l'Ambassador se ha partio 
da Palazzo, è sta dà ordene che se comenzi a sonar campane 
per tutta la Terra; e ha continua per tre zorni con luminarie, 
segondo usanza. 

El Papa ha dona a Geronimo Zorzi K. , Ambassador della 
Signoria , la Rosa d' oro , che za quattro anni fo dona al Re 
Carlo de Franza; et està la quarta Domenega de Quaresima. 
Questa Rosa, el Papa apparado da messa, la porta in man in 
giesia ; e tornando de giesia a palazzo, la porta anche in man 
in vista, del popolo. Circa quod , duplex insurgit ratio; altera 
secundum literam, altera secundum spiritum. Sane secundum lite- 
ram , ne fidelium populus per quadragesimalis observantiae aspe- 
ritatem sub continuo labore deficiat ; quia quod caret alterna 
requie durabile non est : ideo in hac die , quodam recreationis 
solacium interponitur , ut anxictas temperala , levius sufferatur , 
juxta illudi « Interpone tuis interdum gaudia curis ». Hodiernum 



ANNALI VENETI 335 

namque officium , tolum laetitià plenum est , et omni verborum 14.95 
clausuld jucunditas exuberat, gaudium resonat, hilaritas incul- 
catur. Triaitaque repraesentat dies iste: charitatem post odiumin 
hilaritatc, undedicitur: « Laetare Jerusalem, et conventum facile 
omnes qui diligitis eam »; gaudium post tristitiam; unde: « Gau- 
dete in laetitià, quia in Iristitià fuistis » ; et satietatem post fomem; 
unde: « Ut satiemini ah uheribus consolationis vestrae » Quae tria 
pariter dessignantur in tribus proprietatibus hujus floris: charitas 
in colore , jucunditas in odore , satietas in sapore. Rosa quippe , 
prue caeferis floribus colore delectat , odore recreat et sapore con- 
fortat : delectat visu , recreat olfactu , et confortai gustu. Nempe 
rosa in manu Romani Ponfifìris gaudium Israelitici populi des- 
signat , quando per grafiam Christi data est illi de babdonirù 
captivitate licentia redeundi. Deinde illam donat nobiliori et po- 
tentiori qui nunc in curia reperitur, in quo nobilitas et excellentia 
illius peculiaris populi Domini designantur. Demum ille, cum 
magno equitatu et ingenti laetitià , civitatem cum Rosa circuii , 
fìgurans gaudium illius populi in civitatem Jerusalem reversi , 
atque communionem tolius fidelis populi, et Ecclesiae laetitiam de 
praemissis. Spiritualiler autern , flos iste illum florem significat 
qui de se dicit in chanticis : (t Ego flos campi , et lylium conval- 
lium »; et de quo Prophefa: « Egredietur virgo de radice lesse, et 
flos de radice ejus ascendet n ; qui vere est flos florum , Sanctus 
Sanctorum , quia prae cacteris floribus sanctis colore delectat in 
visu, nam speciosus forma prae filiis hominum, in quem desiderant 
Angeli prospicere ; qui odore recreat in olfactu , quia sicut legitur 
in Chanticis primo capitulo : « Meliora sunt ubera tua vino, fra- 
qrantia unguentis optimis » ; qui sapore confortai in gustu , quia 
panis quem ipse dat , caro sua est , prò mundi vita ; omne delecla- 
mentum habens , et omnis saporis suavitatem; hic est nam qui de 
quinque panibus et duobus piscibus , quinque milia hominum satu- 
ravit. Triplcx aulem est in hoc fiore materia : aurum videlicet , mu- 
scum, et balsamum, quia Iriplex est in Chris lo substantia : deitas, 
corpus et anima; sed balsamo aurum et muscum conjungitur , 
quia anima mediante, corpus conjungitur Deitati. Divina namque 
natura tantae subtilitatis est , ut rorpori de limo terrae formato 
non congrueret uniri , nisi rationabili spiritu mediante. Rursus 
flos ipse aureus est, quia Rex Regum est, et Dominus Dominan- 
iium; cujus rubar apparuit insignis in passione, et odor in gloria 



330 M A L I P 1 E R 

1495 resurrectionis. Hujus floris baculus estVicarius Salvatoris; roma- 
nus videlicet Pontifex , successor utique Petri et Vicarius Jesu 
Christi , qui hunc florem fidelibus populis demostrat , non omni 
tempore , sed in hac Dominicd tantum , quae septima est ab illà 
quae septuagesima nuncupatur : quia Christus non in qiialibet 
hard, sed in septimà tantum aetate videbitur ab illis qui beata 
requie consolantur. Hac nam die Christianus coronatur Impera- 
tor, ut semper coronam supernae Jerusalem meditetur. 

La Signoria e '1 Duca de Milan ha manda a Roma 10,000 du- 
rali per un , per assegurar el Papa. La ligha è sta comenzà a 
trattar 'in Milan dal Duca Lodovico, subito che '1 pervenne al 
Ducado: e chiamò Zorzi Pisani K., Ambassador della Signoria, 
ghe disse che '1 farave ligha volentiera con la Signoria. El 
Pisani scrisse de qua; e ghe fo resposo, che se mandava Be- 
netto Trivisan e Sebastian Badoer K. Ambassadori a alegrarse 
delia so succession , e che i parlcrave sopra questa cosa , come 
i fese : e lui subito mandò so Ambassadori a Ma ssimian , el 
qual se contentò e mandò qua a la Signoria i so do Ambassa- 
dori ditti de sora ; e simelmente '1 Duca ne mandete do altri, 
e un el Re de Spagna : e così fo fatto la ligha con gran repu- 
tazion della Terra ; e ogn' un s' ha contenta de quel che è sta 
tratta. 

È sta scritto al Capitanio General, che 'l vegna al Saseno , 
e se unissa là con l'arniada de Spagna, per star parechià a 
ogni movimento de Francesi. 

È sta fatto Benetto Trivisan e Zaccaria Gonlarini K. Ambas- 
sadori a Massimian, e do altri in Spagna ad allegrarse de la 
ligha , e a persuaderli che i vogia esser presti a effettuar le so 
promesse. La publicazion della ligha, fatta in tutte le terre della 
Signoria, dise in questo modo : « El Serenissimo et Eccellentis- 
simo Principe nostro dechiara a tutti e fa manifesto , che nel 
nome del Summo Creator Iddio , e della Santissima Verzene 
Maria, e de M. San Marco Protettor nostro, e de tutta la corte 
celestial , in questa nostra Città , fra '1 Santissimo et Beatissimo 
in Christo, Padre el Signor Alessandro per la Divina Providenzia 
Papa Sesto , et il Serenissimo et Eccellentissimo Signor Massi- 
♦ miano Re de Romani e sempre Augusto, li Serenissimi et Eccel- 
lentissimi Signori Ferdinando et Elisabeta Re di Spagna, et 
esso Nostro Illustrissimo et Eccellentissimo Principe et Inclita 



ANNALI VENETI 337 

Signoria nostra , ol lo Illustrissimo et Ecccllenlissirao Signor 1495 
Ludovico Maria Sforza Anglico, Duca de Milan, ci successori et 
adlierenti et riccomandati delle parte preditte , ad honor del 
Nostro Signor Dio, et a fin de pace e tranquillità de tutta Italia , 
bene et coramodo della Republica Christiana, felicemente è sta 
concluso, fatto et firmato, bona, vera, valida *^t perfetta intelli- 
genzia, confederazion et ligha, duratura per anni 25, et olirà, 
a beneplacito di esse parti , per conservazion della dignità et 
authorità della Sede Apostolica et protettion delle rason del Sacro 
Romano Imperio , et per defesa et conservazion delli stadi de 
ciascun de quelli, et sui adherenli et raccomandati ; la qual 
confederazion et ligha , per ditte parli è sta dcliberado che si 
debba pubblicar in questo zorno per tutto '1 Dominio, et ogni 
terra de cadauna delle parti preditte , a consolacion de tutti ». 

A' 9 d'Avril, se ha habudo da Roma indulgenzia plenaria, 
in giesia de San Marco, per la publicazion della ligha ; et è sta 
la Domenega delle Palme (la qual è sta a' 12], et è sta publi- 
cada: e 1 Legato del Papa, Vescovo de Treviso, ha canta la Messa 
della Trinità in S. Marco ; e fin che l'è sta canta , el Dose e la 
Signoria è sta a aldir quella della Domenega all' aitar de San 
Clemente ; e 'l Patriarca è sta apparado in procession. Le Scuole 
è sta anch' esse con le so reliquie , e con purassà arzenti ; e 
tutto '1 Clero, si preti come frati. Su le coloncle della giesia 
de S. Marco è sta desteso pano d' oro , e 12 stendardi de Dosi 
e de Capitani Zenerali. In campaniel de San Marco quattro fia- 
mole (1) de nave grosse , e su le colonele tre bandiere d' oro per 
ogni fazza : e publicà la ligha, è sta sona trombe e campane; 
e in la sumità del campaniel è sta spassa (2) cento bombarde, 
e molte atorno 'l Palazzo. La sera, è sta messo atorno tutti i 
campanieli della Terra molte lumiere , e '1 simele atorno tutte 
le coione del Palazzo per ogni faza ; et è sta fatto arder trenta 
cara de legne su tutte do le piazze; e galioti ha brusà le banche 
delle beccarle. 

El Re Carlo ha habudo da i Ambassadori della Signoria in 
Napoli la nuova della conclusion e pubUcazion della ligha ; e 
subito ha fatto publicar proclami de giostre per l'ottava de 
Pasqua ; e con pretesto de queste giostre ha revoca la so andata 

(1) Fiamme. Bandiere da barche, strette e lunghe, varie di colore. 

(2) Sparato. 

AiiCH. St. IT. Voi. VII. /'ar.//. 4:) 



338 M A L I P I E R 

1 i95 a Roma : la qual havea messo el Papa in gran travagio , e vo- 
leva partirse da Roma ; ma inteso '1 successo delia liglia, se ha 
ferraado. 

Aquilani , per esser mal trattadi da Francesi , hanno fallo 
do Ambassadori alla Signoria, per mandarla a pregar chela i 
vogia aceltar in so governo. Questi Ambassadori son vegnudi 
a Raveua, e ha parlado co '1 Podestà; el qual l'ha indrezzai 
con so lettere a Lunardo Loredan Procurator, e co *1 so mezo 
i son sta introduti in Consegio, e son sta ascoltadi quietamente, 
e ghe è sta usa bone parole : e perchè per i capitoli de que- 
sta li^ha è prohibido aceltar luogo algun del Regno che 
fosse offerto, i no è sia essaudidi. 

El Papa ha hcenzià da Roma l'Ambassador de Pranza; e 
per segurezza della so vita e della so famegia , che no fosse 
tagià a pezzi dal populo, l'ha fatto compagnar dalla so guarda 
fuora della terra. 

Andando Francesco dalla Zudeca , Secretario de i Ambas- 
sadori della Signoria in Napoli, alla corte del re Carlo, al- 
guni Svizzeri e Francesi ghe ha ditto , che habbiando la Si- 
gnoria fatto ligha conlra de loro , i vegnirà insieme a brusar 
questa Terra , nominandola quella Villa ; e lui ghe ha resposo, 
che qua havemo tanta aqua che se podcrà facilmente stuar (1) 
el so fuogo : e per questa resposta , i lo fese andar in fango; 
tal che '1 couvene tornar a casa per esser tutto imbrattado: e 
de tal caso ne fo fatto querela co '1 Re. 

A' 21 d'Avril, Marti (2) de Pasqua, el Palriarcha ha canta 
Messa in S. Marco , e '1 Legato del Papa ha presenta la Rosa 
in man del Dose su la porta del choro , a la so sedia , pre- 
senti tutti i Ambassadori ; e '1 Dose 1' ha porta in man fin in 
Palazzo, e può' la è sta messa in Santuario , appresso all' al- 
tra che Papa Sisto dete ad Antonio Loredan Ambassador. 

È zonto 533 cavalli de Stradiothi a Lio, traghetai da la Mo- 
rea a Gorfù su 12 galie sotil ; e conduti qua in tre arsili , se 
condurà a Chioza. Dapuo' ne è zonto de i altri ; e i capi princi- 
pali è Busichi, Renesi e Bua; e del so parentà e seguito se 
ha habudo 1,190 cavalli. Alguni altri capi è de famegia Rali, 
greci , nobili homeni e famosi. 

(1) Spegnere. 

(2) Marledi. 



ANNALI VENETI 339 

La Signoria ha cornesso a i Ambassadori della Signoria che l/i.9o 
zè a Napoli, che digha al re de Pranza, a nome della ligha, che '1 
restituissa al Papa tulle le fortezze della giesia ; e '1 He ha re- 
sposo , che l'ha destina a la Signoria un so Ambassador estraor- 
dinario, che ghe darà conto della so niente. E perchè i Ambas- 
dori ha scritto che i è mal visti in Napoli , e che '1 corricr della 
Signoria che andava in Spagna con so lettere cerca la conclu- 
sion della ligha, per esser sta cognossudo corner della Signo- 
ria , è sta svalizado in Pranza ; è sta preso de revocarli. Ma 
perchè quando i andò a licenziarse dal Re , el ghe disse che 'i 
no voleva che i se partisse, ma che i restasse appresso d'es- 
so, la deliberazion è sta suspesa. A' 23 d'AvriI, quei de Otranto 
s'ha vogiù dar a la Signoria; e de so ordene ghe è sta ditto 
che i se dagha al Re de Spagna ; e loro ha resposo, che i no 
vuol più governo de Spagnuoli : laiche è sta scritto al Gape- 
tanio Zeneral che '1 fazza massa de tutta l'armada al Saseno, 
e se reduga a Cao d'Otranto, per suslcntar quella città chela 
no se dagha a Francesi , e per oviar che la so armada no in- 
tra in golfo. 

A' 30 ditto , siando roniaso a Corfù Geronimo Contarini 
Proveditor dell' armada , de ordene del Capetanio Zeneral , so- 
razonse lettere della Signoria, pur drezzade al ditto Capetanio 
General per gripo a posta, segnade de prestezza; e conside- 
rando che le fosse lettere d' importanzia , deliberò insieme co '1 
Rezimento de Corfù de avrirle ; e trovete che la Signoria or- 
denava al General che '1 se levasse con tutta o con parte 
dell' armada , e andasse a Brandici (1), e mandasse a Messina a 
soraveder dell'armada del Re de Spagna. Per questo ordene '1 
Proveditor se ha leva con otto galie : do ne ha manda a Mes- 
sina , e lui con le altre è andà a Brandici ; e pochi dì dapuò, 
s' ha ingrossa a numero de 34 galie, 12 delle qual son armadc 
in Candia. Quei da Brandici ha manda 12 di principali a 
trovarlo a galia , e l'ha ringralià che '1 sia vegnudo; digando 
che '1 so esser là i l'aria mantegnirse per el Re de Napoli , e 
no se daria a Prancesi , come i era sforzadi de far se 'l no 
compareva: e hanno fallo tutti i segni solili d'allegrezza. 

El Re de Pranza ha fatto levar le porle de bronzo del Castel 
de Napoli , e per via de Pisa le ha mandae in Pranza in segno de 

(1) Brindisi. 



340 M A L 1 I» 1 E II O 

1495 vittoria ; a iiuitazion de Tito e Vespasian, che Icveteno (1) le quat- 
tro colono de bronzo del Tempio de Salomon , e le fese mettere 
in S. Zuane Lateran. 

A' 3 de Mazo, l'Ambassador de Pranza ha proposto a la Si- 
gnoria , che no se permetta che Lodovigo Sforza resta Duca de 
Milan. Ma Lodovigo Sforza prevedendo questa fortuna , ha ne- 
gocià talmente con Massimian, con 200,000 ducati che '1 ghe ha 
dà , che r ha investio; e l' investitura è in amplissima forma. 

A' 4, è sta messo do decime a la Terra n.° 36 e 37 ; e una se 
die pagar per i 15 del mese, 1' altra per tutto '1 mese : e nota, 
che le prime quattro decime ha dà cento e vintiquattromile du- 
cati de contadi ; e '1 resto , che è cinquantadò in cinquantaquat- 
tromile, è andai alle Cazude (2), con pena de diese per cento. 

EI Re de Pranza ha manda a domandar al Papa l' investi- 
tura del Regno de Napoli , e ghe è sta resposo che '1 farà quanto 
porterà la rason ; e per sì fatta resposta, i Ambassadori mandai 
a questo effetto e admessi dal Papa , se ha partio , e ha lassa 
tutta Roma in spavento ; e za i Prelati comenza a mandar fuora 
la roba , per paura che '1 Re no vada armado a Roma. El Papa 
haveva deliberà insir della città, ma i Romani l'ha aquietà , e 
ghe ha promesso de opponerse; et è sta descritto tutti quei 
che puoi portar arme. Francesi se appropinqua a Roma, e i re- 
pari se apparecchia fredamente. 

È sta preso de impegnar le volte (3) della Signoria a 8 per 
cento , e dichiario che le se die prima a quei che le ha a fitto, se 
i le vuol, per trovar in quattro zorni cinquantamille ducati; e 
vintimile ne è sta tolti dalle Procuratie. È sta trova molti pronti 
a imprestar danari a la Signoria, e alcuni a manco de otto 
per cento. La mogier de Zuane (foularini Procurator, se ha 
offerto de dar 5,000 ducati , a 6 per cento. 

A' 18 de Mazo, è sta fatto Marchio Trivisan , e Marc'Anto- 
nio Moresini Podestà de Padoa , Provedadori in campo : el 
Trevisan se ha scusa , ma la Signoria, con i Gai di X, ghe ha 
fatto instanzia ; e dapuo' assai parole , T ha acettà. El More- 
sini ha scritto anch'esso, che l'è in letto con le gotte, e che 



(1) Levarono. 

(2) Sono stali consegnati al magistrato ctie forzava i debitori al pa- 
gamento. 

(3) Altre fabbriche ad uso di magazzino per le mercanzie. 



ANNALI VENETI 341 

l'ha rotlc le gambe. È sta messo la so scusa in Pregai, et è 1495 
sta preso che 'l vada. 

La Signoria ha conduto Anibal Bentivogi , flo del Signor 
Zuanc, con 200 cavalli, a pcrsuasion del Duca Lodovigo de 
Milan ; dal qual so padre , el Signor Zuane , ne ha 1,200. 

A Napoli alguni Francesi è entrai con violenzia in casa de 
alguni Napolitani , e loro i ha strangolai , e ghe ha cava '1 cuor, 
e ha butà i so corpi su le strade ; e son stai a numero de 6. 

A' 24 de Mazo ditto, Monsignor Argenton, Ambassador del 
Re de Pranza, ressidente qua , è andà in Colegio con quel zen- 
tilhomo che '1 Re ha ditto de mandar a la Signoria : e tutti 
due ha ditto, che el Re 1' ha manda a intender la causa che 
ha mosso la Signoria a far ligha con tutta Italia, senza par- 
tecipar con esso cosa alguna ; e per saver a che fin s'apare- 
chia tanta armada , e sì potente essercito per i Signori della 
ligha ; e a che fin è sta conduto de Grecia tanti Stradiothi , e 
perchè se fa tanti homeni d'arme : e insieme a domandarghe 
se la è per mantegnirghe la fede et alianza in Italia. El Dose 
ghe ha resposo intrepidamente all' improvisa , senz' altra con- 
sultazioD de Colegio , che la ligha è fatta per aver pase e quiete 
in Italia, a commodo universal della Republica Christiana ; che 
quando occorresse che qualcl/un , fosse chi volesse, se mo- 
vesse per offender qualch' un de i stadi d' Italia , i Principi 
della ligha se ha unio per deffcnder quel tal che fosse of- 
feso ; che tutta Italia ha visto in che modo la Sua Maestà è 
processa contra Fiorenza, Luca, Pisa, Siena e Roma, contra 
la parola che '1 dete quando che ci se partì de Franza per 
l'impresa del Regno de Napoli, al qual tempo disse che '1 no 
se moveva per desiderio de stado , ma per recuperar quel 
Regno che ghe spettava a esso ; e che nell' aquisto del ditto 
Regno , no solamente la Signoria no ghe ha dà impedimento, 
ma per farghe reputazion ha volesto tegnirghe appresso do Am- 
bassadori : dapuo' queir aquisto, vedendo che l' impone a ognun 
quel che ghe par , la Signoria no vuol più soportar, insieme 
co 1 Signori della ligha, che '1 fazza altro movimento contra 
d'algun. Che in la guerra de Ferrara, la Terra ha habuo 
contra tutta Italia , e per grazia de Dio semo sta superiori ; 
che è sta parecchia potente armada , e fatto cavalcar le zcnte, 
per deffesa de i nostri confini , e per offender quei che ne vo- 



342 M A L I P 1 E K 

1495 lesse inquietar, così nel nostro stado come in quello de i 
nostri Confederadi. Se Sua Maestà vorà passar in Pranza quie- 
tamente , sarà in so libertà d' andar ; se la vorà passar armada 
e darne molestia, se glie opponeremo gagiardamente , quanto 
porterà le nostre forze , unide con quelle de i Signori della li- 
gha. Ditte queste parole per el Dose , i Ambassadori è resta 
confusi, e tolse licentia, digando de tornar el zorno seguente ; 
ma a' 30, i s' ha parilo; e de ordene della Signoria , Alvise Mar- 
cello, Officiai a le Rason Vochic , i ha compagnai Gn a Ferrara 
per via de Padoa ; e verso l'adoa i è sta scontrai da quattrocento 
cavalli, de Stradiothi. 

El Papa se ha leva da Roma a' 27, a diese bore, acompagnà 
da 1,200 cavalli lezieri della Giesia e 2,000 fanti , da 600 le- 
zieri della Signoria e 700 fanti , e da 600 lezieri del Duca de 
Milan e 1,200 fanti ; da tutti i Cardenali e Prelati de Roma ; 
tal che no è resta altri in quella terra che '1 Cardenal de Santa 
Anastasia, Vicario del Papa in Castel Santo Anzelo : et è andà 
a Orvieto, e per viazo l'ha tegnù la via più longa, per no passar 
per le terre de Viteli e Colonesi. 

È sta scritto al Capitanio Zeneral , che '1 resta in Pugia 
con 20 galie , e che '1 manda '1 resto dell' armada con un Pro- 
vedador a la guarda de i luoghi de Levante, che è romasi senza 
deffesa , per esser vegnù in Italia sì gran quantità de cavalli. 

A primo de Zugno, el Re Carlo è intra in Roma, e ha alozà 
in S. Marco , e ha fatto tagiar a pezzi alguni Spagnoli , e ha 
fatto metter a saco '1 palazzo del Cardenal de Monreal , spagnol. 

L'arraada del Re de Spagna è zonta a Messina con 15,000 fanti 
e 2,500 cavalli : son 50 barze da 200 fin 300 bote l'una. 

A'5 de Zugno, la Signoria ha fatto Governador de le so zente 
da terra in Lombardia, Francesco Gonzaga Signor de Mantoa ; 
et ha couduto anche Redolfo so barba , fradelo de so padre. 

El Re è partio da Roma, et e andà a Viterbo. El Papa è 
zonlo a Perosa. 

A' 9 de Zugno, è sta fatto Piero Marcello e Zorzi Emo Com- 
missari! a portar el baslon al Signor de Mantoa. 

El Re Zuane de Portogallo è morto , e ha lassa per testa- 
mento ci so Regno al Re Carlo de Pranza: e per questa causa 
el dillo Re disc de voler esser in Pranza per el dì de San 
Zuane. 



ANNALI VENETI 343 

Quei de Otranto, col pozo (1) dell' armada della Signoria, la 1495 
qual é in porlo de Brandici , è vegnudi alle man con Francesi , 
e ne ha tagià a pezzi 200 ; e se tien da essi in comunità (2). 

La città de Novara ha rebelà al Duca de Milan , suscita da 
alguni che son sta offesi da esso Duca. 

Bernardo Contarini q. Francesco, è sta fatto per Colegio 
conduttor de G75 Stradiolhi, alozadi in Padoana e Vesentina : 
ha habudo da la Signoria cento ducati de sovention , e cinque 
cavalli de Stradiotlii morti a Padoa , in don ; tra i qual ne e 
un de priesio (3) de 100 ducati. 

A' 15 de Zugno, la Signoria ha fatto chiamar in Colegio 
D. Piero DolGn, General de Camaldole , che doveva andar a 
Fiorenza ; e ghe ha imposto, che zonto in quella città , fazza 
ogni opera de tegnirla ben desposta \erso la Terra. 

Alvise Marcello, Provedador alle Rason Vechie, che ha acom- 
pagnà l'Ambassador de Franza su '1 Ferrarese , riferisse , che 
'1 ditto Ambassador è sta incontra da quattro zentiiuomeni del 
Duca.; e che domandando del so alozamento , ghe è sta resposo 
che in Ferrara ghe zè bonissime hostarie: e '1 simile ghe è sta 
ditto a Bologna. 

Per do dì continui è sta tratta de far la guerra a' Francesi , 
e la deliberazion pende: ma hozi, che é Domenega, se ha lassa 
de far Consegio, et è sta chiama Pregadi , et è sta letto quel che 
i ha fatto addesso ultimamente a Toscanela e a Monte Fiascon , 
terre della Giesia , e la preda de Novara ; e finalmente è sta 
preso de romper conlra de loro , per terra e per mar. 

El dì medemo de 15, è zonto un messo de Fiorentini, che 
domanda consegio a la Signoria , se i die admetter in Fiorenza 
'1 Re Carlo: e ghe è sta resposo, per Consegio di X, el zorno 
drio , che la Signoria ha deliberà de farghe la guerra ; e '1 
messo ha offerto 1,500 cavalli, e 2,000 pedoni, vogiando la 
ligha obligarse de defenderli. 

La Signoria è avisà che Lodovigo Duca de Milan è in gran 
Iravagio, per esser mal visto da i soi : e ha dehberà de man- 
darghe do Ambassadori ; Luca Zen q. Marco K. , e Andrea 

(1) Coli' appoggio. 

(2) Si reggono a comune. 

(3) Prezzo. 



344 M A L I P I E R O 

1495 Lion q. Lion ; per darghc reputazion , e per confortarlo che la 
Signoria no vuol abandonarlo. 

È sta deliberà, che ogn' un possa metter arzenti lavorai in 
cecha (1) a 6 ducati la marca, e de peza a 6 ducati e un quarto; 
e che i possa scontar el so credilo in do decime : e simelmente, 
che se possa mettersi a 76 ducati la marca , che vien a esser 
con utele de 12 per cento , obligando a i creditori el Deposito 
del Sai. 

Questa è la copia d'una lettera de Francesco Guidiccioni, 
data in, Roma 8 de Zugno 1495. 

XIII. 

« Ho intermesso de scrivervi per molte occupazioni. Suplirò 
con la presente , in dirvi , come desiderate, i successi di questa 
impresa de Francesi , con quella più brevità che potrò. Il Re 
Carlo intrò in Napoli chiamado dai Baroni , e da tutto '1 po- 
pulo; gli diedero la Terra e '1 Castel Capuano. Il Castel Nuovo 
e '1 Castel dell' Uovo si tennero per gli Aragonesi alcuni giorni ; 
ma finalmente tutti doi vennero in poter di esso Re , si può dir 
miracolosamente , essendo forti di quel modo che sono. Con la 
riputazione che ha dato a Sua Maestà 1' acquisto della Città , 
che senza contrasto alcuno gli ha dato obedienzia , s' ha im- 
patronilo di tutto il Regno. Sua Maestà ha riformato esso Regno 
di quel modo che l'era in tempo della Regina Giovanna; gli 
ha levato angharie introdutte per Catelani per la summa 
de 200,000 ducati ; ha remesso i fuorusciti , gli ha restituito i 
beni , ha riformato i giudizii ; et dato giuramento a i populi di 
Gdelilà , è ussito del Regno et lo ha lasciato ad ordine di buon 
consiglio, et ben munito di tutte le cose necessarie alla sua di- 
fesa. Sua Maestà non ha mai creduto che '1 manegio della ligha 
havesse quel Gne che ha havuto ; et quando l' ha udito , ha 
temuto grandemente che le cose sue d' Italia non patissero. 
Si ha incaminato verso questa Città , et Sua Santità non ha ar- 
dito di aspettarlo ; se ben prima si ha trattalo di non admet- 
lerlo , et di opponerseli , se Sua Maestà fosse perseverata in 

(1) Zecca. 



ANNAf>I VENETI 3i5 

venir armata. Il Papa è partito per Orvieto, luoco munilissimo, li9o 
a' 27 di Maggio , et ha lasciato questa città nuda di tutte le 
cose , raccomandata al Cardinale di Santa Anastasia. Il Re udita 
la partita di Sua Beatitudine, ha mostralo admiratione et des- 
piacere , perchè veniva tamquam agnus ad pastorem. Dice 
che è venuto per ringraziar il Signor Dio di tante prosperità 
che Sua Divina Maestà gli ha concesso , et ad visitanda limina 
Apostolorum ; et che volea conferir co '1 Papa molte cose che 
concernono al ben vivere ; et che ha promesso a Dio, di voto 
speciale, di procurarle con Sua Santità. A primo del mese pre- 
sente , a bore 18, giorno de Luni, è intrato in questa città , 
acompagnato da tutto l'essercito a pie et a cavallo, a numero 
di 30,000 homeni ; de i quali si dice che 20,000 sono da fatti, et 
non più. Tra questi sono 1,300 lance Francesi , et molti bale- 
strieri et arcieri. È bella gente , animosa e devota al suo si- 
gnore. Sono venuti con Sua Maestà , San Pietro in Vincula , 
Genoa, S. Dionisio, S. Alò e Lion, Cardinali. Il Legato si mosse 
per incontrar Sua Maestà , et la trovò già intrata in la città. 
Fu tolto in mezzo dal Cardinal Legato et da S. Pietro in Vin- 
cula , et acompagnato in San Pietro : onde Sua Maestà fece la 
sua oratione, et poi il Legato gli offerse il palazzo del Papa 
in nome suo. Sua Maestà non 1' acettò né per sé né per alcuno 
di sui; et alogiò in Borgo, in casa del Cardinal San Clemente; 
et fu dato per alogiamento a la sua corte tutto '1 Borgo del 
Turion di Belvedere; et fu loro prohibito di entrar ne la città, 
in gratia de Romani , che ne suplicarono S. Maestà , impauriti 
per le insolentie loro usate da Spagnoli. I quali tutti sono 
usciti di questa città, che non vi ne è restato pur uno, per 
timore de Francesi ; i quali, dal loro arrivo fino a la partila, si 
sono portati modestissimamente, come se fussero slati tanti re- 
ligiosi ; et hanno aquistato l' affettion di questo populo , che era 
in spavento di esser malmenato : et per certe insolentie usate da 
alcuni , ne hanno fatto morir quattro su le forche. Il Martedì 
mattina Sua Maestà tornò in San Pietro , et ivi fatte le sue 
orationi, visitò *1 Legato che con gli altri Cardinali era all'aitar 
dell' Organo. Udirno tutti messa all' aitar di Santo Andrea ; et 
vedute le reliquie del Santo . montorno a cavallo . et acompa- 
gnata Sua Maestà all'alogiaraento, ciascuno tornò alle case loro. 
Era stato posto ordine di mostrargli '1 Sudario '1 Mercore mal ■ 

AKCU. Sx, Ir. Voi. VII. Par. II. 44 



340 M A L I P I E R O 

1495 tina , et fargli cantar una messa solenne ; ma nel far del giorno, 
gli sopragionsero lettere da Milano d' importantia : in modo che 
udita la messa, montò a cavallo, et andò all' Isola. Sua Maestà 
havea fatto partii, la notte la gente d' arme et li carriagi , et il 
giorno innanli le artelarie con l'antiguarda. Dricto '1 Re andorno 
tutti li Cardinali. Dapoi pranzo, Sua Maestà, acompagnata da 
Fabricio et Prospero Colonna , et da una parte delle sue genti , 
andò ad alogiar quella notte a Campagnano , terra di Virginio 
Ursino ; poi andò a Sutri , et de li a Ronciglione , et a Viterbo. 
Gli Colonesi andorno per trovarlo a Isola ; et non lo trovato , 
tornorno a Roma. La notte. Sua Maestà mandò per loro; et vi 
andorno subito la mattina, dì quattro, con murmuratione della 
città ; ma tornorno hieri , espediti con molta gratia del Re. Gli 
ha dato denari , e gli ha proveduto de 2,000 ducati all' anno 
per uno, et gli ha investiti di alcuni castelli d' importantia. 
Gli Orsini sono stati posti in larghezza, et è stato loro assignato 
provisione per vivere con Sua Maestà , così in Pranza come 
in Italia , e dove più loro piacerà. Ha loro confirmato lo stato, 
et ha havuto giuramento di fideltà dal Signor Carlo, Ggliuolo 
naturale del Signor Virginio ; et si dice che anch' egli anderà 
in Pranza. Li Colonesi sono partiti hoggi, et vanno alle loro 
terre: il Cardinale a Fondi; il Savelo a questi sui luochi vicini; 
Antonelo Savelo a Todi, o nel vicinato, con le sue genti ; et in- 
sieme con lui Troiano , Paris et Ludovico Savelo. Le genti del 
Prefetto nella Marca; il Prefetto, non ben sano, tra Sesa et 
Sora. Giovan Giacomo Triulci è molto ben veduto et accarez- 
zato da Sua IVlaestà. Il Papa è stato ricercato di abocarsi co 'i 
Re , et gli ha dato intentione di farlo ; ma a' cinque del pre- 
sente è partito da Orvieto con la corte , et è andato a Perugia 
per schivar 1' occasione di trovarsi con Sua Maestà : la qual ve- 
dendo che Sua Santità la fugge, se n'andrà al suo viaggio, come 
qui si ragiona ; et andrà a Siena , a Fiorenza , et forse a Pisa. 
Fa gran provisione di viveri, et dà soldo a gente Italiana. Hab- 
biamo veduto cose assai , et tutte grandi ; et maggiori dubito 
che si habbino a vedere. Non vorrei che fussimo puniti per li 
peccati d' altri. Scio quid loquor. Mi doglio quanto più dir si 
possa , ma non posso parlare. Dio si adopera co 'l mezzo di 
costui: Habeo multa argumenta veritatis. Non son udito. Dii bene 
faxint. Sono a Napoli per guardia del Regno 12 gahe sottili ; 



ANNALI VENETI 347 

3 galeazze grosse Francesi ; 2 galioni grossi ; una nave grossa 14-95 
Genoesc de 1,700 botti, et 8 barche armate a soldo di Sua Maestà: 
con la quale è '1 Cardinal di Genoa con li figliuoli , M. Obietto 
con li figliuoli ; li padri per terra , li figliuoli por mare. Io, per 
me, tengo per certo che bavera Genoa. V^edete in che termine 
si trovano le cose. Stale sicuro che la intenlione di questo Re 
è di andare contra '1 Turco , et ne ha fatto voto al Signor Dio; 
et già si sarebbe volto a queU' impresa , se non gli fusse stato 
mosso garbuglio. Io che ho parlato con Sua Maestà, so quello 
che io dico. Tristi noi che perderemo questa opportunità. V^oi 
iiavete che il Turco arma : e de qui Genoesi et altri hanno 
lettere freschissime, che non arma per mare , et che non può 
armare. Ho inteso della elettione di vostri Proveditori, huomini 
dignissimi. Amerei che fussino Proveditori di un buon accordo 
et della pace; la quale fa per lutti, et massimamente per la 
Illustrissima Signoria , la qual vedo invidiata del suo bene et 
honore , parte conseguito , parte che è per conseguire. Siete 
stati persuasi a questa liga. Dio ci ajuti , governi e guidi. Sap- 
piate una cosa: che a questi tempi, confessiamolo pure, la 
disciplina militare non è in Italia. Sarebbe cosa da trattare più 
con prudentia et via di compositione , che per forza d' arme ; 
et notate questa parte. Utinam mentiar , et sim malus vates : 
quando io penso, mi confondo. Nec plura. Mi raccomando a 
Vostra Magnificenza ». 

Adì 19 Zugno, sono zonti qua due Frati de San Salvador (1), 
che vien da Milan; e subito la Signoria ha manda Domenego 
Moresini Procurator e Nicolò Trivisan, Capi del Consegio, a par- 
lar con loro , per saver qualche cosa de quel stado e del so Du- 
ca : e s'intende, che 'l Duca Lodovigo se ha reduto in la roca 
del Gastelo per tema della so vita , e se lassa veder e parlar 
rare volte ; che l'è fallo paralitico d' una man, e mal condicionà 
della vita ; che '1 dubita che '1 populo no se ghe volta contra. 
in caso che Francesi camina a quella volta ; che 1' è odia da 
ogn' un ; che per besogno de danari 1' ha fatto batter 15,000 du- 
cati de medagie d' oro, e 50,000 de arzenti lavorai, per pagar 
le zente d' arme ; che T Cardinal Ascanio so fradelo è zonto in 

(1) Canonici regolari ialeranensi. 



348 M A L ! ÌM E 11 

l'sOS quella città con 2,000 cavalli ; e i populi se contenta più d'esso 
e dei so governo , che del Duca. 

La Signoria ha scritto al Signor de Mantoa, Capitanio Ze- 
nerai, che el passa Ogio (1) ; e no l'ha fatto, digando che l'è 
vegnù a servirla per impedir Francesi che non se unissa co 'l 
Duca d'Orlicns: e Marchio Trivisau scrive, che '1 s' ha trova 
impazza, perchè l'ha in\ilio tanto le zente con dirghe ogni 
tratto che le no è atte a defenderse da Francesi , che no se 
puoi disponerle a combater , digando che le no vuol raetlerse 
a pericolo. 

È sta scritto al Papa, che '1 se reduga in Ancona per so 
segurtà, e azzochè le zente della ligha, che è a guardia e deffesa 
della so persona, possa redurse in Lombardia; ma '1 consegio 
no ghe piase , e se ne va a Roma. 

È sta fatto Marco Zorzi e Benetto Sanudo Ambassadori al 
Duca Lodovigo de Milan ; i quali parte subito per coiisegiarlo 
che '1 no guarda a spesa por salvar el slado e la persona. 

A' 20 de Zugno , per lettere de Francesco dalla Zucca Secre- 
tano, che è sta manda a Zenoa , s' ha concluso con Zenoesi 
che i intra in la ligha: el simele fa Fiorentini, co '1 mezo de 
D. Piero DolGn, (jcneral de Gamaldole, manda per questo effetto 
dalla Signoria; e anche per mezo de Antonio Vincivera, spazza 
drio d' esso. Fiorentini se obliga de impedir el passo de Lom- 
bardia a Ile Carlo ; e la Signoria promette a' Zenoesi, per nome 
della ligha, che ghe sarà rostituio Serzana , Serzanclo e Piera 
Santa. AH' incontro Zenoesi promette dar ajuto a Fiorentini per 
r impresa de Pisa : et è anche concluso confederazion con Bolo- 
gnesi contra Francesi. 

El Re Carlo ha carghà a Pisa, su tre galeazze, 10,000 some 
de spogie del Regno de Napoli , e delle terre della Giesia sa- 
chizae ; e tra le altre cose, ghe è una coverta da leto cremesina, 
lavora d'oro de troncafila , de valor de 20,000 ducati. 

(ienoesi ha in porto 4 nave armade , e 12 galle, per com- 
bater le galeazze de Franza. Se '1 Papa vorà mandar in Par- 
mesana i cavai lezieri della Signoria e del Duca de Milan , e 
se le zente della ligha se unirà, se poderà impedir gagiarda- 
mente el passo ai Francesi a Pontremolo. Se i campi se incontrerà, 

(1) Ogiio. 



ANNALI VENETI 349 

sarà faciì cosa che i vcgna a un fatto d' arme. Se Francesi resta ^'*^^ 
ballai , i no perde niente , perchè i ha el so regno de là da 
monti : se i vence , el stado de Milan sarà 'l primo destrutto ; 
può' quel della Signoria paliria , che Dio no 'ì vogia. 

El Re Carlo, subito intra in Siena, ha fatto spogiar delle 
arme e de i altri vestimenti 1,200 fanli che era a quella custodia, 
e in camisa i ha fatto insir della Terra ; e può' ha fatto presoni 
settanta zentilhomeni, e glie ha tolto '1 governo de man , e 1' ha 
dà al populo; el qual vinto da tanta benignità del Re, de comun 
voler ghe ha dillo, che '1 lo vuol per so Signor: tal che l'è 
resta patron anche de quella città ; in la qual ha lassa pres- 
sidio de 2,500 cavalli , et è andà verso Pisa , e ha mena con 
lui i settanta Senesi : e ha manda a domandar el passo a' Fio- 
rentini ; e loro ghe 1' ha nega. 

El Duca de Milan ha imposto nuova gravezza a la città , 
la qual s' ha soleva contra d'esso; e esso, perché Novara ghe 
ha rebelà, ha revoca la gravezza, e ha fatto 3,000 fanli a 3 du- 
cati per un ; e olirà de questi, altri 10,000 va senza soldo, volon- 
tariamente, alla recuperazion de Novara. In questa espedicion 
contra Francesi, dopo '1 serrar della ligha , la Signoria ha con- 
dulo tutti questi che sarà notai qua drio : 

El Signor Francesco Gonzaga , Marchese 

de Manloa, cavalli N.° 1,200 

D. Zufredo , fio del Papa » 740 

Bernardo Contarini , stradiolhi . . . . w 676 

Lanze spezzae Cogionesche (1) . . . . » 650 

El Signor Ranutio Farnese » 600 

El Conte Bernardin Frangipan da Segna » 600 

El Signor Zuane Sforza da Pesaro . . » 600 

Piero Duodo , stradiolhi » 600 

El Conte Bernardin di Fortebrazzi . . » 560 

El Conte Nicolò Rangon w 400 

El Conte Guido Gucrrier » 400 

El Conte Filipo di Rossi » 400 

El Conte Carlo de Pian de Meleto . . » 400 

El Conte fio del Marchese Thadio . . » 400 

(1) Colleonesche. 



350 M A L l P I E a 

1495 Zulian da Carpi » 400 

EI Signor Antonio da Urbin, da Monte Feltro « 400 

El Signor Anibal Bentivogi » 400 

EI Signor Pandolfo da Rimino. . . . » 400 

Lanze spezzac Rubertesche » 350 

Alessandro del Turco » 300 

Marco Marselengo » 240 

El Conte Z. Francesco da Gambara . . » 240 

Thadio dalla Motela » 240 

Alessandro Cogion » 240 

Anibal da Martincngo o 240 

.... da la Motela » 200 

El Conte Alvise Avogaro » 200 

Z. Paulo Manfron » 200 

Antonio di Pigli » 200 

Giaconaazzo da Venezia » 200 

Piero da Cartagena « 160 

Tre so fioli » 160 

Tre fioli del Conte Cola » 160 

Tutio Costanzo » 160 

Vido Brandolin a 160 

Vicenzo Corso » 160 

Piero Cbieregato da Vicenza .... » 150 

El fio de Antoniazzo » 150 

Carlo Secco » 140 

Zuane de Piamonte » 120 

Zuane Gradenigo » 100 

Zuane Greco , balestrier a cavallo. . . » 100 

Alvise Valaresso » 100 

Do fioli del Signor Deifebo da l'Anguilara » 100 

Angelo Francesco da Santo Angelo . . » 80 

Zuane dalla Riva » 80 

Ruberto Strozzi » 80 

Alessandro Beraldo » 80 

Alessandro el Anibal da Dolce .... » 80 

Giacomo Savorgnan » 80 

Lazarin da Rimini » 80 

Filippo Albanese » 80 

El Schiaveto » 80 



ANNALI VENETI 351 

Bargo » 60 1495 

Soncin Benzon da Crema » 50 

Brazzo di Forlebrazzi » 50 

Federico fio di Z. Antonio Starioto . . » 50 

Battista Sagramoro » 50 

El Signor Vido Paulo da Monte Feltro , 

d' Urbin » 50 

Summano N.'' 15,526 

Pedoni e provisionadi » 24,000 

Nicola Savorgnan » 1,000 

Cozzander Thodesco , cozzon .... » 1,000 

Zi Bernardo di Pellegrini da Verona. . » 1,000 

Geronimo Zenoa » 300 

È sta preso de vender Monte Nuovo, a 75 el cento, a danari 
contadi , con coramodità de otto zorni a esborsar el danaro , 
e con fede e promessa della Signoria, che questi sarà i ultimi 
danari francai del ditto monte: e se ha trova tanti che ha vogiù 
comprar , che in 24 bore Alvise Loredan q. Polo ha scosso in 
do carte del so Zornal (1) 52,000 ducati de contadi ; e tuttavia 
sorazonzeva chi voleva depositar: e la Signoria ha ordenà che '1 
scriva per 100,000 ducati ancora. De qua se puoi zudegar che 
in la Terra glie è purassà danari morti , dapuo' che i homeni 
se contenta de investir a 6 e mezzo per cento. 

El Duca de Milan ha perso i sentimenti ; se abandona sé 
medemo ; no fa le provision a tempo ; e vien nota d' haver 
lassa far el ponte sora Po al Duca d'Orliens. 

A' 23 de Zugno, el campo della Signoria ha passa '1 Po su 'I 
Parmesan per scontrarse con le zente Francese. 

Cozzander thodesco , ohm cozzon da cavalli in Treviso , 
homo de 45 anni , zugador , ricco de 20,000 ducati su i nostri 
banchi , ha fatto hozi la mostra a Treviso de 1,000 Thodeschi 
schiopetieri , balestrieri e arcieri , tutta bella zente ; e va in 
campo. 

Bernardo Contarini è intra in Milan , a' 22 de Zugno , con 
676 cavalli Stradiothi ; e ha fatto la mostra su la piazza davanti '1 

(1) Registro. 



352 M A L I P I E R 

1495 Castello , con concorso de tutta la Terra , et è sta benissimo 
visto: e perchè se vede ogni dì più, che questa zente dà gran 
reputazion alle cose della Terra, è sta scritto, co '1 Consegio 
de Pregai, al Gapitanio General, che '1 ghe ne togia su l'armada 
fin a numero de 300, de quei de Dalmazia; azzochè raet landò 
in terra, se possa adoperarse utelmenle. L' armada de Spagna 
ha recupera gran parte delle terre de Calabria, e parte ha leva 
le insegne de Spagna , parte del Re Ferando. Don Ferigo so 
barba, è partio con 60 legni, tra barze e caravele spagnole; 
e ha su 600 cavalli zaneti, e 6,000 fanti; e con 20 galie de 
homeni per forza (1) , ma no ben in ordene, è andà a tentar 
de recuperar la città de Napoli, con intelligenzia de quei de 
denlrr, El Re Alfonso è a. Palermo , mal visto da ogn' un, così 
come '1 Re Ferando so fio è molto amado per la sua liberalità 
e piacevolezza. Alfonso è roduto ultimamente nel monastier de 
Monte Real, e fa in quel luogo vita da eremita. 

La Signoria ha descoverto che Hercule Duca de Ferrara 
tien avisà el Re Carlo de Franza quotidianamente de tutto 
quel che se fa , sì in questa Terra come in Lombardia ; e lo 
fa , perchè el Re ghe ha promesso de farghe recuperar el Pole- 
sene , se le so cose prospera. 

El Re Carlo ha domanda nuovamente danari a' Fiorentini , 
e i ghe li ha negadi ; e può' '1 ghe ha domanda 2,000 somieri , 
e simelmente i ghe li ha negadi. 

El Signor de Manloa ha obligo de 1,200 cavalli , e no ne 
ha in esser la mità ; e quei che 1' ha , è homeni de poca stima. 

A' 27 de Zugno, el Papa è intra in Roma. L' antiguarda del 
Re ha habudo Pontremolo. 

I Slradiothi se porta in campo mirabelmente ; son in gran 
stima , e el Duca de Milan fa gran deraostrazion verso de loro. 

l Proveditori scrive, che i sarà sforzai vegnir a batagia 
con Francesi , e che i spera ogni ben del successo , per esser 
superiori ; e che Francesi è desperai , cognossando che a voler 
andar in Franza, ghe besogna farse la via con le arme, e restar 
in Italia o morti o presoni. Per tanta importanzia de avisi , è 
sta deliberà de far far orazione , et è sta despensà 4,000 stera 



(1) Galeotti, forzati. 



ANNALI VENETI 353 

de farina : a ogni moneslier osservante 10 stera , o a ogni 1495 
sestier 200 stera , da esser despensai per le matrone pietose 
a' poveri besognosi. È sta anche fatto procession per tulle le 
parochic , e canta messa solenne per tre zorni continui ; e 
preme (1) grandemente a tutta l;i Terra , che '1 dose D. Augustin 
Barbarigo sia infermo , perchè la so presenzia è più necessaria 
che mai la fosse. 

È sta ordenà che sia conduto de Grecia altri 2,000 Slra- 
diothi , vedando che i ha facendo , e che i dà gran reputazion 
a le cose della Signoria. Ogni zorno se ha aviso de qualche 
notabel fatto de questa gente; la qual in pochi dì ha rollo 
1,400 Svizzeri , e 700 cavalli Francesi. 

Herciile, Duca de Ferrara, è andà con 400 cavalli e 200 fanti, 
con molti cariazi de tapezzarie, verso Rezo, dove T pensa che '1 
Re Carlo diebba passar, per acettarlo. La importanzia de questa 
guerra consiste in no lassar passar Francesi in Asti , e deve- 
darghe (2) che i no possa passar da Girola verso Pontremolo. 

A' 5 de Lugio, l'Ambassador del Duca de Milan è sta alla 
Signoria con avisi del so Duca , che 1' armada Francese è as- 
sedia in porta de Sestri dall' armada Zenoese, fatta per la mazor 
parte de i danari della Signoria. I contadini del paese no ha 
lassa sbarcar Francesi in terra , e tulli quei che desmontava, 
era fatti presoni. 

Hozi, per deliberazion del Consegio di X, è sta cava de San- 
tuario (3) 50,000 ducati , e imprestai a Lodovico de Milan , su 
tante zogie e medagie d' oro per vagiuta de tre volle tanto. 

El Re Carlo , stando co '1 so essercito su i monti de Girola 
verso Pontremolo, ha manda un trombeta in campo della Si- 
gnoria a dir al Conte de Gaiazzo, Capilanio del Duca de Milan, 
che T vada a parlarghe : el Conte ha resposo che el no podeva , 
per esser occupa ; e T Re ne ha manda un altro : e Marchiò 
Irivisan glie ha resposo, che se 'I vuol parlar co T Conte, che 
'1 venga fuora del Forte , come se convien a Re e a bon soldà , 
e no mandar trombeti atorno ; e che 'I no tornasse nò lui uè altri, 
che li faria morir. 



(1) Duole. 

(2) Vietar loro. 

(3) Dal tesoro di San Marco. 

Arch.St»It.VoI.VII. /««r, /i. 45 



35Ì M A L I P I E K 

1495 L'Ambassador de Milan Sia comunica alla Signoria , che 
Stradiothi fa ogni di laconde contra Francesi ; e che è sta preso 
un l'ante a pie, con ìelterc del Duca d'Oriiens, che è in Novara 
per el Re de Pranza , drezzae a esso Re : per le qua! par che 
el responda a un ordene habuo de abandonar Novara , e redurse 
su quel de Piascnza , per unirse con esso ; e responde che l'è 
assedia dalla zenle del Duca , tra le qual zente ghe zè alcuni 
cavali Levantini, Turchi o Mori, che ghe dà gran noolestia ; e 
che tra questi , i quali tutti zè bonissimi honieni , ghe ne zè 
de valentissimi. 

, Piepo Bragadin, flo de Andrea , che è sta con altri zoveni so 
compagni a veder le zente della Signoria , referisse che in campo 
ghe zè 25,000 persone tra cavali e fanti, che zè tutti da fatti; 
e de continuo ghe ne zonze delle altre , segondo che i Signori 
della ligha le manda , juxta l' obligo della capitolazion ; e ari- 
verà a 40,000 homeni. L'essercito è benissimo in ordene, bel- 
lissima zente ; le do parte è zoveni de età conveniente , e lutti 
desiderosi de combater; i è divisi in quattro coloneli, a 30 squa- 
droni per un , a cento cavalli per squadra. Tutti i homeni de 
reputazion che è in Italia , va a vederlo ; e za moli' anni non 
è sta Visio '1 più florido de questo in queste parte. 

Qua se sta con gran pensier , perchè da ogni banda ressona 
che i populi del Milanese no puoi sentir el Duca Lodovigo , e 
1 soldai no dà obedienzia a i so capi : tal che se dubita che '1 
Re de Pranza diebba farse patron de quel stado, senza nudar 
la spada ; cosa che se succedesse , el stado della Signoria saria 
in manifesto pericolo : e se crede che '1 mior espediente che se 
possa prender, sia assegurarse che no siegua qualche desordene 
sotto Novara nel!' esserci lo ; che i so soldai no l'abbandona, e 
che i se acosli al Re. Però è sta preso che 15,000 tra cavalli 
e fanti della Signoria passa a quella volta , e se unisca con le 
zente del ditto Lodovigo : e a questo modo se ha assegurà ogni 
cosa , le so zente sta in officio , e no se teme più de amuti- 
nazion né de altro per sinici conto. 



ANNALI VENETI 33o 

Ouesla è copia d' una letlcra de Nicolò Lipomano, data in 1495 
questa Terra a 8 de Lugio. 

XIV. 

(f Questa luallina, da poi la vostra partita , mi levai di casa, 
et mi inviai al solito verso San Marco. Gionto eh' io fui a Santa 
Maria , vidi gran furia di zente da ogni parte scorrer verso 
San Marco ; et con mia grande admiration , udii diverse voci 
che Gridavano : Marco , Marco. Li preti erano ussiti di chiesa 
con le loro cote , in modo che parca che la Terra fusse posta 
a saco. Dimandai di tanto moto , et intesi che era gionto nova 
della rota del campo Francese, Non vidi mai nel popuSo maggior 
allegrezza. Andai a piazza , a la qual ogn' un correva. Veni al 
canton della chiesa di San Marco , dove i vechi son soliti a 
redurse; e trovai tutti alcgri , et molti che lacrimavano da 
allegrezza , confermando la rota delle genti Francesi. Venni poi 
verso Rialto , e per le strade non si vedeva altro che circoli di 
gente, che ragionava del successo di questa vittoria; et un ab- 
bracciava r altro per consolazion. Andai al Banco , et trovai " 
M. Antonio Tron , M. Filippa Loredan, e diversi altri ; et stando 
in ragionamento di questa cosa , sopragionsero alcuni , da i 
quali intendessimo che erano gionli tre cor ieri , uno driedo 
r altro , che confermano quanto è ditto di sopra ; et si divulgò 
di più, che era presa la persona del Re , in modo che tutta la 
piazza si solevo. In un subito si serorno li banchi et le bote- 
ghe , et li putì con bandiere si missero a cridar per le strade , 
di questa vittoria , con segni cstraordiuarii d' allegrezza ; et 
missero a saco quelli che vendeno frutti ; et si afrontorno su 
la piazza de Rialto in otto Savogini (1) , et fumo loro intorno 
con ovi, scorze di melone, et ravaueli, et li trattorno male; et 
vi fu che fare a levarglili dalle mani. Tutto '1 populo cridava : 
a Ferrara a Ferrara; in modo che a mie giorni questa città non 
è stata in maggior moto. Laudato Iddio. Vi mando la copia 
d' una lettera del nostro Daniel Vendramino, pagador in campo, 
per la qual intenderete tutto '1 successo del fatto. La Terra si 
duol assai della morte de diversi condutticri. Mi raccomando 
a Voi ». 

(1) Savoiardi. 



356 M A L I P 1 E R 

1495 Copia d' una lettera di Daniel Veiidramino, pagador in cam- 
po, data a 6 de Lugio, a bore tre de note in campo appresso 
a Fornuovo. 

XV. 

« Hozi habbiamo fatto fatto d'arme con li inimici, i quali non 
banno bavuto quella rota cbe era nostro desiderio et che spe- 
ravamo , percbè le sue artelarie li banno grandemente aiutati. 
Questa mattina il Marcbese di Mantoa e '1 Conte Bernardin 
diede l'assalto al suo primo squadrone; nel qual assalto il ^lar- 
chese s-' ha portato valorosamente , et nella prima corsa passò 
un cavalier Francese da un lato all' altro , et ne ha ferito et 
morto molti altri di sua mano. Questi dui squadroni si attacorno 
di tal modo con gli inimici , cbe li ruppero et missero in fuga 'i 
resto dell' essercilo : et in questo alto giudicbemo cbe tra morti 
e pregioni siano intorno mille; e tra questi vi è il Bastardo del 
Duca di Borbon , et altri sui gentilliuomini. De nostri, per loro 
desgrazia, sono restati morti il Signor Rodolfo Gonzaga, il Signor 
Ranutio Farnese, Alessando Beraldo, Vincenzo Corso, Ruberto 
Strozzi, et altri, a la snmma de 200 : et questo è proceduto per 
essere andati ad assaltar i nemici serali. Questi nostri Slradiolhi, 
con alcune compagnie d' bomeni d'arme, con la guida de i loro 
conduttieri, banno atteso a far botini de cariazi Francesi ; et 
giudicbemo cbe babbino fatto preda per il valsente de circa 
300,000 ducati , al cbe se non avessero atteso , i nostri nemici 
seriano tutti rotti. È zonlo qui all' bora del fatto d' arme, il 
Conte di Piligliano Ursino, et la sua presenzia è stata a propo- 
sito delle cose nostre. Mi ba detto delli obblighi cbe ba all' Il- 
lustrissima Signoria , et cbe è suo schiavo. Non vi dico altro , 
riportandomi a quanto intenderete dalle alligale ». 

Copia d'una lettera di Angelo di Maffei, Cancelliero di Daniel 
Vendramino pagador in campo, data a Garela a' 6 de Lugio, 
a 2 bore di note. 

XVI. 

« loson in questo loco, solo, con alquanti provisionadi. Tulli 
sono in campo , et io son restato in casa per buon rispetto. Mi 
valerò di questa comodità pof scrivervi. TIora , cbe è 15 (lì, li 

(ij A quindici ore secondo l'orologio ilaliauo. 



ANNALI VENETI 357 

nostri sono alle mani con Francesi ; et per quanto posso di- ^'^^ 
scernerc alla lontana per una torescla , i nostri danno loro 
l'incalzo. Spero che '1 fln sera buono, et che potrò darvi buone 
novelle avanti '1 serar di queste. Questi huomini d' arme vete- 
rani dicono che inai fu in Italia il più potente essercito, sì de 
cavalli come de pedoni. Per la mostra fatta , ultimamente , ha- 
vemo 12,000 cavalli ; de i quali 2,800 sono homeni d' arme da 
elmeto , li primi d' Italia ; 1,500 cavalli lezieri ; 800 Stradiothi 
de Levante; e 14 in 15,000 pedoni. Vi è poi 1,500 tra cavalli e 
pedoni del Conte da Gaiazzo, a soldo del Duca de Milan; tutti, 
sì nostri come sui , benissimo in ponto , et disposti di combater 
contra questa zente barbara : che, per Dio, mai è sta veduto la 
più bella cosa di questo essercito. Manca Cozander Todesco 
con 1,000 fanti, e Ire altri capi de provisionadi ; i quali si 
aspettano per tutto hozi o dimane. Manca simelmente el Signor 
da Rimini con 400 cavalli , e 'I Signor Zuane Sforza da Pesaro 
con altrettanti. Temo che venirano dapuo' 1 fatto. Per quanto 
mi vien bora detto, li campi sono poco lontani l'uno dall'altro, 
et tuttavia marchiano , et si vanno stringendo con le artelarie. 
Dio ne dia vittoria. Questi traditori son cazzati dalla fame , et 
sono desperatii della loro salute. Puono esser circa 10,000 ho- 
meni da guerra ; 6,000 cavalli , tra i quali sono 2,000 lezieri ; 
et 4,000 pedoni , computando 500 Svizzeri. Hanno 50 pezzi 
d' artelarie , che sono spingarde et passavolanli , con le qual 
dubito che faccino danno grande a' nostri ; perchè da un' hora 
in qua , per quello che ho sentito io , hanno tirado 50 colpi. 
Non intendo ancora cosa alguna con fondamento. Il resto delle 
genti Francesi, per quanto son avisado , son sacomani et ca- 
nagia; et puono far in tutto la somma de 15,000 persone. Quelli 
che vengono addesso dal campo , dicono che Francesi caminano 
serati, che pareno d'un pezzo; ma siate certo, che anche li 
nostri sono compartiti con buon ordine. Hozi qui non è sole, ma 
nuvolo. Non è caldo ; in modo che li nostri che hanno fama 
di non esser troppo assuefatti a li incommodi , et al combatter , 
come si dice che sono li oltramontani, potranno meglio ajutarsi; 
et è la miglior zornata da fatto d'arme che si possa desiderar. 
Mi par bene che l' hora sia tarda , che già sono 18 in 19 bore. 
Hor hora ho veduto che '1 campo de' Francesi si va ritirando 
a costa d'un monte, alla volta di Piasenza. Intendo da uno 



358 M A L I P I E R 

1495 che parte addesso dal caaipo , che le arlelaric non hanno fatto 
danno alcuno a' nostri : di che sia ringraziato iddio, Horu che 
sono le due di note , intendo che 'I successo del fatto d' arme è 
passato in questo modo. Il squadron del Marchese de Mantoa 
fu 'I primo feridor contra un squadron de Francesi ; de i quali 
se ne mosse un altro , et tolse di mezzo esso di Mantoa. In 
quella prima fattione fu morto '1 Signor Ridolfo Gonzaga , che 
era la colonna del nostro essercito. Subito si mosse in suo luo- 
co '1 colonelo del Conte Bernardin Forte Braccio, con molli 
huomini valorosi ; tra i quali vi era '1 Signor Ranutio Farnese, 
Ruberto Strozzi et Alessandro Beraldo, i quali sono restati morti, 
con altri Ano al numero di 200. De' Francesi ne son morti più 
di 1,000 , tra cavalieri et homcni da conto. Sono sta fatti molti 
pregioni , tra i quali vi è il Tiran Bastardo de Borbon ; et sono 
a numero di 600. Se i Stradiothi et le fantarie attendevano a 
combater , come hanno atteso a la preda; Francesi, i quali erano 
tutti in fuga, restavano del tutto vinti. La preda è grande. Hanno 
havuto tutti li cariazi. Francesi si sono fermati circa mezzo 
miglio lontano de qui. Non so quello che faranno. È venuto a 
noi M. Nicolò Ursino Conte di Pitigliano , gran Capitano , con 
quattro in sua compagnia. Dice che in campo de nemici si 
muore di fame , et ne li dà per vinti. Prego Dio ne lo conceda. 
Se questa note non sera fatto d' arme, sera certo diman. Il (]onle 
Bernardino ha havuto 25 ferite ; nondimeno si ha speranza 
che debba vivere. Tutti quelli che sono valent' huomeni, sono 
feriti ; li poltroni hanno atteso a robar , et si sono salvati. Di 
quanto succederà vi darò aviso ». 

Li Proveditori scrivono che la cosa è passada a questo 
modo: Che a' 6 de Lugio presente, zorno de Luni, a 15 bore, 
a Fornuovo , M. Argenton andò nel campo della Signoria con 
salvo conduto , e trattò con li Provedadori de passar de plano. 
Marchiò Trivisan s'accorse che l'era andà per tegnirli a bada, 
lin che Francesi se parechiava ; e ^he disse che la comission 
no i serviva a trattar sopra tal cosa : e così il licenziò. Za '1 
marcìiese di Mantova, Governador, haveva habudo per spia, che 
Francesi se metteva a ordene : e fese far el medemo ai nostri. 
Argenton no fo si presto zonto a i soi , che Francesi con gran- 
dissimi gridori comcnzò furiosamente a descender, aprossiman- 
dosse all' essercito della Signoria. I era divisi in tre squadroni 



ANNALI VENETI 359 

<ic 3,000 homeni per uno; et havevano spento avanti i so ca- 1495 
riazi per ocupar i nostri nel botin , e per assegurarse che i 
soi havesse el cuor a andar avanti, e no a guardarse in drio ; 
come i haverave fatto , se i cariazi fosse restai da può' de loro. 
El Marchese de Mantoa inviete (1) subito '1 so squadron, che ha- 
veva i primi homeni che fosse; e perchè Francesi nel primo 
impeto è più che homeni , era ordcnà tre squadroni con ordene 
de seguitar el Marchese: ma i Stradiothi e le fanterie vedendo 
i cariazi, abandonete '1 combater, secondo l'aviso de Francesi, 
e attese a robar ; e al primo congresso vene un squadron de 
Francesi , e subito drio le so arteìarie ; e zonto d' appresso di 
nostri , el se averse in due ale , e fo sparae le arteìarie , le 
qual no potè tirarse più d' una volta , perchè subito quei 
della Signoria ghe fu addosso tutti serai. El Marchese fu el 
primo che corete la so lanza , e passete un cavalier da una 
banda all' altra , e rompete la lanza ; e può' con la spada 
amazzete quattro Francesi : e tornado a i soi , i trovete mal 
menai; e s' inviete al segondo squadron de Francesi , e rom- 
pete la segonda lanza : e andete cercando '1 Re Carlo , e lo . 
trovete, e lo volle far preson. Ma el Bastardo de Borbon, che 
è '1 primo Capitanio che l' habbia , lo soccorse; e per liberarlo, 
volle ristar esso preson. Ei primo squadron de Francesi fo rotto 
dal primo della Signoria; el segondo fo tratta come '1 primo; e 
el terzo restetc saldo. Fo sonade le trombe, e fatto raccolta, e 
lassadi i cariazi, algune munizion e i corpi morti, i tornete (2) al 
monte fracassati e rotti. Le zente della Signoria seguite (3) la 
vittoria; ma no possando intrar in la vale, abandonete i Fran- 
cesi: e 'l dì drio fo fatto triegua , per far assunanza de i corpi 
morti. De Francesi ne è morti 2,500, e falti presoni attorno 800, 
e molti è tornai indrio feridi. Fra i presoni ghe zè 'i Bastardo 
de Borbon, come è ditto, e purassai Cavalieri de reputazion; che 
fin bora non è cognossui particularmente, ma ogni zorno se 
descoverze homeni grandi. EI botin importa cerca 180,000 du- 
cati. Fra i cariazi è sta trova l'aitar del Re, con una erosela, che 
fu del Re Lodovigo, apresià (4) 25,000 ducati. De quei della 

(1) Inviò. 

(2) Tornarono. 
(:}) Seguitò. 
(4) Stimata. 



360 M A L I P I E U 

1495 Signoria è morti cerca 500; e tra questi ghe zè '1 Signor Redolfo 
Gonzaga, Vicenzo Corso, Zoan Francesco da Gambara, Alessan- 
dro Beraldo, Ranutio Farnese, Ruberto Strozzi ; e '1 Conte Bernar- 
din Forte Brazzo è resta ferio de assae feride, ma se spera ben 
della so vita ; e Geronimo Zenoa è ferido de ferida mortai; e pochi 
è sta fatto presoni : e son fatti più ardidi. e tutta la note i sta 
armai in aspettazion de combater. El Conte de Piligian, che era 
preson de Francesi, s' ha liberà in questa fattion, et è fuzio (1) 
in campo della Signoria: e '1 Marchese ghe ha dà arme, e '1 paga- 
dor ghe ha dà cavallo, e anch'esso s' ha adoperà. El fo fatto 
preson in Reame, siando in servisio del Re Alfonso, et era menado 
preson in Pranza ; e da esso s' ha inteso tutte le cose de impor- 
tanzia , massimamente della intelligenzia che haveva '1 Duca de 
Ferrara co '1 Re, e dell'haverlo accomoda de tutte le cose ne- 
cessarie, e ultimamente de vittuaria, strami e polvere. La Signo- 
ria l'ha acettà in protezion, e ghe ha dà in governo le zente che 
no ha capo, eccetto quelle del Signor Rodolfo; e ghe ha dona 
1,000 ducati da regovrarse (2). Et Re Carlo ha manda per so 
Ambassadori a domandar el passo ai Proveditori con che con- 
dicion ghe piase, e '1 so aitar con che tagia che i vuol: e i Ambas- 
sadori è sta manda indrio. El zorno drio è sta fatto una cria de 
dar una pagha a le zente. È sta scritto in campo lettere piene de 
laude al Governador ; et è sta dà ordene che sia manda '1 nome 
de i morti, per proveder a le so famegie ». 

Questa è la copia d' una lettera d' un Cancellier de Piero 
Duodo, Provedidor de Stradiolhi, data in villa de Girola appresso 
a Fornuovo , a' 7 de Lugio li95. 

XVH. 

« Hieri, 6 del presente, el campo Francese se levò da For- 
nuovo, e vene drio la giara (3) del Taro per passar a Piasenza. 
El nostro Governador, avertito che doveano far questa levata , 
si misse in ponto con tutto l' essercito avanti giorno ; e spintosi 
innanzi , s' incontrò sopra '1 fiume in le zente Francese , le qual 

fi) raggilo. 

(2) Per rimettersi in assetto. 

(3) La ghiaia , o sponda. 



ANNALI VENETI 361 

secondo che caminavano , tiravano le artclarie, e alle volte le- 1495 
vavano molti dei nostri : per il che il nostro campo lassò di 
serarsi Anche tirorno. Poi li nostri serati tirorno li nostri pezzi, 
co i quali amazzorno molli de nemici. Le squadre dei cavalli 
cominciorno ad apizzarsi (1) ; simelmente li pedoni con grande 
occision di una et l'altra parte. Questa pugna durò dalle lo bore 
fino ad un' hora di note ; et li nostri seriano stati roti , se non 
fusse stata la virtù de li huomini d' arme , massimamente della 
banda Goglioncsca, che hanno combatudo con gran valor. Il Si- 
gnor Dio gli diede vigor di combater , e dimostrorno grande 
affettione. Il fatto seguì tra i due Valli , che si chiamano Apian 
et Modesan. Il fiume ha corso tutto hieri sanguinoso. De Fran- 
cesi, perla descrittion fatta, sono morti 2,500, e moltissimi feriti; 
de i nostri, de un et l'altro ordine, 500, et molti feriti. Francesi 
senza dubio sono restati superati. Tutta la note passata sono 
stati in arme , come noi , dui miglia lontano un campo dall'al- 
tro. De nostri sono morti il Signor Ranutio Farnese, il Signor 
Redolfo Gonzaga , Ruberto Strozzi, Alessandro Beraldo, Ascanio 
da Martinengo , Pelegrin di Fieschi , Zuane Malombra , Zuane 
Picenin , Alvise Malaspina , Zuane da Thiene , Termo Bissaro , 
Zuane Novelo , Giacomo di Cavalli , Ruberto da Bagno, il Conte 
Galeoto da Spoleti , Alessandro da Este, Zoan Francesco da Gam- 
bara, et molti altri: in tutto mancano de nostri 960, tra i quali 
è 50 homeni d'arme da conto. Il Conte Bernardin è ferito di 
tre ferite di importanzia ; una nella gola , et do su la testa con 
incision dell' osso. Geronimo da Genoa ha 7 ferite grandissime 
et 17 piccole; et se '1 cuor grande che l'ha, non l'ajuta , 
non vi vera. Costui ha morto di sua mano otto Francesi. Sono 
morti li tre quarti della sua compagnia. Il Signor di Mantua 
si acostò per dar delle mani addosso al Re ; ma fu defcso dalli 
sui, et si salvò in una casa. Questa mattina s' ha cominciato a 
tirar le nostre artelarie , con tanto caligo (2) che a pena 1' un 
vedeva 1' altro. Francesi non hanno tirato per mancamento di 
polvere. Hanno mandato a dir al Capitanio et alli Proveditori , 
che voriano mandar qualro Baroni sul Taro , a referir cosa 
d' importanzia ad essi Proveditori a nome del loro Re. Li Pro- 
di Altaccarsi. 
(2) Caligine , e qui per nebbia. 

ARCH. Sr. ir. Voi. VII. Par. 11. if> 



362 M A L I P ! E R 

1495 veditori sono andati; et li Baroni sono iì Cardinal di Saraalò, 
Monsignor di Fois, Monsignor d'Argenton , et un altro, il nome 
del qual non ho ancora inleso. La zenle d'arme , li Slradiothi 
et le fanterie hanno fatto gran bottini ; et si tiene che li cariazi 
del Re siano tutti presi. Non si sa certo l' importanzia di questa 
preda , perchè il tempo è breve , et ogn' uno oculla. Se li huo- 
mini d' arme non s' impedivano in far bottini , certamente hier- 
sera rompevemo Francesi affatto; pur siamo, per gratia di Dio, 
vittoriosi. Li nostri Slradiothi hanno fatto 'I debito loro , et con 
gran occision de Francesi: non ne son morti de loro salvo che 10, 
et forsi meno , perchè lutti non sono ancora tornati ai aloza- 
menli ; et ne son 10 de feriti. Non posso più scriver, che mi 
sento stanco. Laudalo Dio, che mi trovo con buon Patron , eh' è 
un Ettor moderno. Sta continoamente armalo su la sela con i 
sui Slradiothi, per darli animo. Hieri gli passò d'avanti due bom- 
barde : ringraziato Dio che 1' ha salvato. Invero non bisognava 
altro huomo con questa nazione. Fin bora , che sono le 22 , li 
Raroni Francesi non sono comparsi. Si giudica che la pioza gran- 
(Hssima che è stata fin bora, li babbi fallo restar ». 

Questa è copia d' un capitolo d' una lettera del Capelan de 
Luca Pisani Provedilor in campo , data in campo a' 8 de Lugio, 
a hore 2i. 

XVIII. 

« Luni, a' 6 del presente, tra le 13 e le 14 hore, el campo 
del Re Carlo si levò del suo alozamenlo , che era nella Valle 
del Taro per raezo Fornuovo , el vene a costa del monte verso 
di noi. Il fiume però del Taro era di mezzo : cominciorno a 
salutare con le artelarie. Li nostri con gran desvantazo delibe- 
rorno de assalirli. Le fantarie si messero nella giara per passar 
il fiume ; et se ben le artelarie tiravano , andorno di longo al 
loro camino. Passorno l'aqua fino al petto; et gionli i nemici, 
venero a le man con gran vigoria. Havemo habudo senza dubio 
gloriosa vittoria. Il Signor Nicolò Orsino referisse, che Francesi 
hanno brusato tuli li impedimenti , et hanno fatto cantar una 
messa solenne, et il Re s'ha commuuicato con 500 gentilhuomini. 
liieri dopo disnar , il Re fece dir con instanzia a i Proveditori, 
che '1 desiderava che i se aboca^sero co 'l Cardinal di Samalò ; 



ANNALI VENETi 303 

co '1 quale sono stali , et hanno posto ordino di abocarsi questa 14.95 
mattina con Sua Maestà : et questa noto, senza son di trombota 
et senza tamburo, si sono levali, et andati verso Borgo San Donin. 
li Conte da Gaiazzo li ha seguitati con 2,400 cavalli; et ha man- 
dato a dir a i l'rovedadori, che '1 Re ha lascialo driedo lo arte- 
larie, con poca genie et meza morta ; et che subilo gli mandino 
driedo 1 Proveditor Duodo con i Slradiolhi , che '1 tutto venirà 
in loro mano : et così è stato essoguito. Piman a buon' bora li 
seguiremo tutti unidamentc. Li pregioni Francesi sono a numero 
di 600 : sono sta mandati in Castel di Brescia , et similmente 
la preda. Vi è 1' aitar portabile del Re , 1' ancona di zogie , la 
erosela zoielada che fu del Re Ludovico, il calese , il turibolo, 
et la campanella d' arzenlo oc. ». 

A' 8 de Lugio , è sta preso de dar ai fioli del q. Signor 
Redolfo Gonzaga 1,000 ducati de provision all'anno, per cadaun 
in so vita; et al Conte Bernardin 1,000 ducati de donativo, et so 
ghc acresse la conduta a 1000 cavalli. È sta preso alcuni ca- 
riazzi del Duca de Ferrara, che andava al campo Francese con 
vittuaria e polvere. Geronimo Thiepolo q. Andrea da Londra, 
dà (1) 30 per cento , che fin a' 11 del presente, ol He (]arlo o ò 
morto o è preson: e ha messo in banco Pisani danari purassai , 
che è in libertà de ogn' un de andar a locar (2) ; e molti ha 
loca, e tra i altri Piero Bragadin fio d'Andrea. È sta alla Si- 
gnoria molti Francesi e Savogini fin a numero de 80, e se ha do- 
giudo de i insulti che ghe zè falli, de parole e de fatti, in Rialto 
e per tutta la Terra ; e tra i altri, alguni è sia baltui e feridi: 
e de ordene della Signoria, è sta fatto cride su le piazze, che 
nessun no ghc daga molestia, sotto pena de 50 lire; e se '1 sarà 
puto , 50 scurizade (3); se homo, da esser frusta da S. Marco a 
Rialto , e de star un anno in preson : e questo è sta fallo per 
conservar la franchisia e segurlà della Terra. 

A Bologna è sta fallo fuoghi , suona campane , e fatto gran 
cridori a honor de S. Marco, per el successo del Taro; e in questa 
Terra hozi, 12 de Lugio, è sia fallo procession; come anco è 
sta fatto a Milan e Fiorenza , per rengraziar Dio de tanto don. 

(1) Scoraraette. 

(2) AcccUar la scommessa. 

(3) Slaflìlalc. 



364 M A L I P l E R 

1495 È sta conzà (1) la piazza de panni e de verdure. La Signoria no 
està; ma è andà le scuole (2), i preti e i frali, senza insegna, 
solamente con le reliquie de i Santi. 

È sta. tratta in Consegio di X de far un monastier de Frali 
Osservanti a Fuornuovo, dove è seguio el fatto d'arme; e de inti- 
tolar la giesia , Santa Maria della Vittoria , con 500 ducati de 
intrada. Ma 'l se farà qua in la Terra, e se glie metterà Donne 
Osservante, con i 500 ducati d' intra e col titolo predillo; e se 
farà drio 1' arzere de Santo Andrea, dove è sta attera da nuovo 
de ordenc della Signoria. 

Per le ultime lettere dal campo , i Francesi che zè morti 
é 4,000. È sta dà tagia a la persona del Re 30,000 ducali, morto; 

, e a chi 'l dà vivo in man de Provedadori o del Duca de Milan , 

30,000 ducali e do Castelli. I danari sarà desborsai dalla Si- 
gnoria; i castelli sarà dai dal Duca. 

12 Lugio ditto. El repentagio (3) su la vita del Re, è a 
400 partite. È sta fatto comuiaudamento a i barcaruoU de Pa- 
doa, che i sia stasera tutti al Portelo , per condur i Francesi pre- 
soni , che se conduse qua. 

El Capitanio General da Mar, se ha presenta a Monopoli, e 
ghe ha protesta che i se renda in termine de do zorni; altra- 
mente, ghe darà la battaglia , e i darà a saco. I no se ha vo- 
giù render, e i ha habù per forza, e ha dà la terra a saco; 
e tulli è sia lagiai a pezzi; et è resta morti cerca 500 di 
nostri. Da può' l'ha habuo Trani e Bari. In questa fallion è morto 
Piero Bembo, Soracomito, da una artelaria che ghe ha porta via 
la testa. 

13 ditto, l'Ambassador de Napoli ha comunica alla Signoria, 
che 'l Re Ferando ha habudo Napoli e Gapua a'6 del presente; 
e ha prega che, in segno d'allegrezza, se fazza sonar campane a 
San Marco e per tutta la Terra; et è sta satisfatto, ma più per 
l'acquisto de i luoghi della Puglia, che peraltro: e pur, se no 
se haverà l'investitura della Giesia, nihil egerìmus. L'Ambassa- 
dor de Ferrara è sta in Gonsegio a alegrarse della vittoria, chia- 
mandola vittoria della Ligha. L'è sta aldio e licenzia con brievc 
parole ; e tutta la Terra e ogni sorte d' homeni grida pubbli- 
fi) Apparata. 

(2) Confraternite laiclie. 
(3j La scommessa. 



ANNALI VENETI 3G5 

camente l'impresa centra quel Duca. Soii sia questi zorni (1) 1^9^ 
a Ceneda, e ho visita D. Nicolò Trivisan, Vescovo de quella città; 
e resonando con esso dcU'aquisto de i luoghi della Puglia , me ha 
ditto, che tutto '1 Regno de Napoli è feudo della Giesia, e che 
se la Signoria no sarà investia dal Papa, no se poderà tegnirli; e 
razzando altramente, se sarà sottoposti a censure ecclesiastiche. 
Né se ha da dir altro in contrario , se no che la Signoria ha 
tolto le arme in man azzocchè se possa recuperar el Regno dalle 
man de chi l'ha oppresso; che se ha speso grandissima suraa de 
danari per far armada et essercilo; che è morto molti zentilho- 
meni nostri ; e che la Signoria tegnirà essi luoghi fin che la sarà 
satisfatta : e quando si fece la ligha , e che 'l Papa e 'l Re Fe- 
rando era in fuga, e dimandava favor e ajuto alla. Signoria, come 
alla mazor potenzia dell' Italia , se doveva esser circospetti in 
capitolar , e farse investir dal Papa , con dichiarazion che tutto 
quello che la Signoria recuperasse dalle man de' Francesi spet- 
tante a quel Regno occupa da loro, fosse suo. Dio vogia che no 
succieda in questo quel che successe de Ferrara : che Papa Sisto 
incitò la Signoria a muover guerra al Duca Hercule; e può', 
quando se havè stretto Ferrara, el la scomuneghete, se la no 
desisteva de occupar el feudo della Giesia, e de quella guerra: e 
l'error fu, che avanti che se comenzasse la guerra, se doveva 
farse investir de quel che se prendeva de quel stado. Quella sco- 
munegha fo causa che quattro galie de Fiandra fo prese da' Fran- 
cesi ( capetanio Borlholamio Minio), con nota della Terra. No è 
da dar fede a' capi chieregadi, perchè i no usa gratitudine, se 
no quando ghe torna hen: e se se ha habuo el Polesene, el fo 
patrimonio de casa da Este, e no feudo della Giesia. 

A' 14 de Lugio ditto , ci Duca de J^ìilan ha fatto dir alla 
Signoria, che el Papa ghe ha scritto cerca l'aquisto delle terre 
della Puglia, digando che el no vuol tolerarlo; e che no le relas- 
sando, el ghe ne farà provision. 

Dugento Slradiolhi ha conduto a Crema un botin do gran 
valor; et è compresi i arzenti della credenza del Re Carlo de 
Pranza, la so spada guarnida, el bordon del Re, el so elmeto 
guarnido: e 1 lutto sarà conduto qua. 



(1) Sono sialo in quesli giorni ce. E da notarsi che questa è la priraa 
volta che il Malipiero parla di sé direllamenle. 



366 M A L I P i E R 

1495 Hieri in Pregai è sia ietto l' infrascritta lettera della mogier 
del Signor Redolfo Gonzaga. 

« Serenissimo Principe et Eccellentissima Signoria. Hieri mi 
fa portato il corpo del Signor Ridolfo mio consorte. La morte 
sua mi è stata di amarissimo dolor. Mi ha lasciato cinque figlioli: 
do mascoli et tre femmine. Li haverei mandali a Vostra Signo- 
ria, per farle di loro un presente, come di sui servi; ma sono 
in troppo tenera età. Li nutrirò a nome di lei, et quando serano 
a età perfetta , li manderò a far di se stessi un dono a Vostra 
Signoria, alla grazia della qual li raccomando insieme con 
me B. 

È sta preso de dar a questa donna 1,000 ducati all' anno 
in sua vita; e ghe è sta promesso de indotar le fie a so 
tempo, come parerà megio. Questa mattina s'ha comenzà a 
dir messe de morti per tutte le giesie della Terra, de ordine 
della Signoria; e se continuerà On Venere, 17 del mese; nel 
qual dì se farà essequie de tutto '1 Clero , per 1' anema de i 
morti nel fatto d'arme del Taro. 

I ultimi avisi, che è megio fondai de i altri, disc che i 
Francesi morti è a numero de 6,000; e su '1 Bolognese è sta 
trova corpi morti pur de Francesi a segonda del fiume, a nu- 
mero de 4,000 in cerca: i quai, per ordene del Bentivogi, è sta 
sepulti segondo che i è sta trovai. El campo de la Signoria è 
12 mia lontan da Francesi , che è a Tortona ; e alguni fanti ha 
trova per strada diversi pezzi d'artelaria de i soi , in una fossa: 
e in questa so parlida, i ha dà vose che la persona del Re no se 
trova, e che l' è morto o preson. 

EI Vescovo de Tortona e '1 populo no vuol accettar el Re 
in Asti ; e hanno Fracasso in ajuto con 2,000 cavalli, co i quali se 
i saverà tegnirlo a bada , le zenle della Signoria che è 18,000 per- 
sone, in lermene de cinque hore el zonzerà, e poderà comha- 
ter la segonda volta. Ma dapuo', è sta descoverto che Fracasso 
ghe ha fatto haver el passo e le vittuarie. I Provedadori Trivisan 
e Pisani, per quel che se dise , ha aleso più a far botini, che 
a altro, e per la Terra zè in mal predicamento. Zenoesi ha 
habuo le galie, e i altri navilii de Francesi, che era asse- 
diai in porto de Sestri ; e i Francesi che era su, parte è morti, 



ANNALI VENETI 367 

parte è fuzzidi. Ghe è sta trova su, cerca tresento donne zovene, 1495 
raoneghe, parte da Napoli parte da Gaeta; e 200 pezzi d'ar- 
telaria, che era in Castel Nuovo de Napoli : e costò a quel Re 
20,000 ducati ; e 400 bote de polvere , e altre spogie per gran 
vagiuda : tal che Zenoesi, co i danari della Signoria e del Duca 
de Milan , che ghe ha dà 30,000 ducati per un , da far armada, 
ha fatto una grossa preda. 

Forando Re de Napoli ha fatto preson Monsignor de Mon- 
pensier , che el Re Carlo ha lassa in Napoli per Vice Re ; e la 
so compagnia , è sta tagià a pezzi. El ghe ha domanda la vita, 
e ghe ha promesso de farghe dar al so Re Castel Nuovo , Ca- 
stel dell' Ovo , et Gaeta ; et ghe ha osserva quanto el ghe ha 
promesso , eccetto che de Gaeta : et in Castel Nuovo è sta trova 
un gran botin delle cose del Regno. 

El Duca de Ferrara ha fatto far publici proclami, che nessun 
no ardissa dir parole inzuriose contra la nazion Veneziana : 
ma qua per la Terra ogni sorte de persone va criando de far 
impresa contra d'esso; e alguni è sta a trovar Costanlin di 
Prioli e Nicolò Trivisan, Capi del Consegio , e ghe ha fatto in- 
stanzia che i metta la parte , che i li farà Procuratori ; e la 
notte passada è andà 300 persone cerca unidamente a la casa 
dell'Ambassador de Ferrara, e sotto le so fenestre i ha fatto gran 
strepiti , con invidarse 1' un 1' altro de andar a Ferrara a quel- 
r impresa. 

Questa è copia d' una lettera del Conte Bernardin Forte 
Rrazzi. 

XIX. 

« Replicherò particolarmente a Vostra Magniflcenzia, della 
qual son deditissimo , quello che la donna mia le scrisse in 
poche parole; acciocché la intenda quanto è succeduto di queslo 
fatto d' arme. Dio sa che non mi parca tempo di venir alle mano 
con gì' inimici. Volevo lasciar che si movessero , che si sariano 
rotti da loro stessi. L'Illustrissimo Marchese di Mantoa deliberò 
altramente , et diede dentro da Cesare. A me toccò ii secondo 
colonelo : lo ordinai , et andai al loco mio. Alcuni de i nostri 
pervertirno l'ordine , et ne fecero danno a tutti, lì terzo colo- 
nelo toccò al Conte de Gaiazzo : ognuno diede ì' assalto al loco 



368 MALrPIERO 

1495 suo. Io procedeva all' impresa mia bene armato, et ben a cavalo. 
(Jombatemo un pezzo, et andammo al basso. Fui affrontato da 
un cavalier che portava sopra l' arme una veste de veluto negro 
et d' oro, a falde. Gombatemo alquanto , et Analmente restò fe- 
rito da me , et se mi rese per prigione ; non dico a me , ma 
all'Illustrissima Signoria; che in altro modo non dimandai mai 
che si rendesse. Mi dimandò la vita , et gli la promisi ; mi 
diede '1 suo stoco, et lo puosi alla mia cadenela dell' arzone ; 
mi porse '1 suo guanto in segno di captività , et lo gittai in 
aqua , et consignai la persona sua al mio ragazzo. Procedei più 
oltra ,• et presi un altro ; et successivamente in un subito fino al 
numero di quatro; do de i quali sono , a mio giudizio, di qual- 
che condicione. Erano bene ad ordine , et tra le altre cose ha- 
veano le loro cadene d' oro al colo ; in modo che io havevo al 
mio arzone quatro stochi de nemici. Seguitai combatendo verso 
'1 stendardo reale, sperando d'esser seguitato et aiutato dalli 
nostri, con dissegno di condur nel felicissimo nostro essercito 
tutto o parte dell' insegna reale. Fui affrontato vicino ad essa 
insegna da un Gran Maestro ben a cavallo; et fussimo a le 
mani. Gli dissi che si rendesse, non a me, ma all'Illustrissima 
Signoria. Mi rispose che non era tempo. Spinsi '1 cavallo, et 
gli tirai della spada nella gola : ma ad un suo crido , fai assal- 
tato da quatro cavalieri , et fui con loro a battaglia. Non voglio 
dir quello eh' io feci ; ma combatendo contra otto , fui prima 
ferito d' una zeta (1) nella tempia , poi nella copa (2) , pur di 
zeta , et restai stornito ; ed ad un istesso tempo , una lanza 
restata mi urtò nella schena, et mi giltò a terra mezo tramor- 
tilo. Poi mi fumo addosso, et mi diedero dodici ferite: sette 
sull'elmo , tre nella gola , et do nelle spalle. Iddio benedetto mi 
ajutò , che mi havevo posto sotto l' elmo un mio gorzerino do- 
pio, il qual mi salvò la vita : che le ferite che io ebbi nella 
gola , mi haveriano dato la morte tante volte quante fumo ; 
ma non penetrorno. Ma quelle che io bobbi, mi hanno data 
tanta passion, quanta dir si possa. Fui lassato per morto, et fui 
abandonato da ogn' uno del mio colonelo ; il qual se fusse stato 
soccorso, non veniva conculcato da cavalli. Fui strassinato da 



(1) Accetta. 

(2) Collottola. 



ANNALI VENETI 3()0 

un mio ragazzo in un fosso ; persi '1 corsiero . un ragazzo , et 1W5 
un servitor che mi havea servito longamenle : alcuni allri de i 
miei più cari , perscno i cavalli ; et in questa fattione pioveva 
grandemente. Cessato '1 fatto d' arme , fui portato in campo al 
mio padiglion. Li Magniflci Proveditori fumo a visitarmi , ma 
io non mi n' avidi , che ero più morto che vivo; in modo che 
mi fu raccomandata l'anima. Fui portato qui in casa di M.An- 
drea Bagiardo, huomo da bene: fumo chiamali li medici; i quali 
non si curando di medicar le ferite, fu mandato a Bologna 
per un medico da Parma mio conosciuto : il qual prima che 
arivasse , un suo fratello venuto qui a caso m' havea levalo tre 
pezzi d' osso della testa , in modo che mi restò '1 cervello disco- 
perto per quanto saria un fondo di tazza ; perchè di tre ferite 
ne fece una sola. Gionse poi qui la Donna mia , et co '1 studio et 
sollicitudine sua, son ridotto, per grazia di Dio, ad assai buon 
termine; in modo che spero di salute. Ogni mal mi par niente, 
pur che babbi fatto cosa grata alla Illustrissima Signoria , et a 
i\\ie\ glorioso Senato. Non mi curare! della vita , purché 1' es- 
sercito de nemici fusse del tutto restato sconGtto. Mi par mil- 
l'anni a hberarmi del tutto, et poter tornar appresso 1' Illustris- 
simo Marchese nel felicissimo nostro essercito: dove, occorendo, 
mostrerò a pieno la mia vera servitù et fede; che son Marchesco, 
come sempre ho detto. Mi è stato di grandissima consolacione 
et sussidio , in tempo de sì grave caso, 1' arivo di Rafael mio, 
con quella lettera dell' Illustrissima Signoria, piena di humanità 
et dolcezza : et veramente non sento né doglia né passion , 
conoscendo di haver fatto cosa grata ad essa Illustrissima Si- 
gnoria ; et certamente ho più stimato le profferte che mi sono 
fatte nelle lettere, che li danari che mi sono sta mandati. Lau- 
dalo Dio. Non stimo nessuna cosa più che esser in gratia del 
mio patrone. Hozi mi è dato un' altra lettera pur dell' Illu- 
strissima Signoria, che mi dice quanto li è accetto 'I mioservicio; 
et mi ha mandato qui Maestro Andrea Morandino, eccellentis- 
simo cerusico, il (lual mi ha dato buon animo, et mi dice di 
volermi condur fin dieci giorni a Vinetia. Lì mi libererò af- 
iato, che potrò far rcvercntia a quel glorioso Senato, et gli diro 
cose assai , che non voglio scriver. La donna mia scrisse all'Il- 
lustrissima Signoria , et le ricercò per conto mio Maestro (iio- 
vanni de Tristan da Venelia , phisico, che è mio familiarissimo, 

Akcii. St. IT. Voi. VII. Par. II. iT 



370 M A L I P I E R 

l'»93 et mio medico già quatordici anni : egli è nelle forze de i 
Signori Avogadori. Spero che fin liora sia partito ; ma quando 
non sia , prego Vostra Magnitìcenzia che si adoperi che 'i sia 
mandato, lo ho gran fede in lui, cosa che conforta grandemente 
r amalato. Prego Vostra Magnificenzia che non mi manchi , ac- 
ciocché potiamo navicar più sicuramente. Questa note ho repo- 
salo meglio dell' usato, per grazia de Dio. Di quanto succederà, 
la farò tener avvisata. Mi raccomando. Di Parma, a' XX di Lu- 
glio MCCGCXCV. 

Bernardin de Fortis Brachiis 
Comes, Eques armorum. 

« Voglio dir queste parole, le quali non posso tacere. Eremo 
atti a romper quello et maggior essercito , se li nostri haves- 
sero atteso a la vittoria et non a li cariazi ; come particolar- 
mente ragionerò a boca con Vostra Magnificenzia . se così piacerà 
al Signor Dio ». 

El Re in questa fuga era su un cavai lezier , et ha con esso 
3,000 cavalli , e cavalca alla desperada verso Piasenza: el resto 
ghe va drio , e marchia lentamente , e da lontan el campo 
della Signoria el siegue, alla difesa del monte, per la pianura : 
el Conte da Gaiazzo è avanti con i so lezieri e con i Stradiothi, 
lontan da Francesi cerca diese mia. El Duca de Milan ha manda 
in campo della Signoria pressidio de 2,000 cavalli ; ma i no è 
anchora zonti. El Re è arivà in Asti co '1 residuo delle so zente; 
e se la ligha bavera quel luogo , non se bavera da temere che 
'1 torna de qua da monti. El campo della Signoria va verso 
Novara per unirse co le zente del Duca de Milan , e andar in- 
sieme a tentar de recuperar quella terra ; ma se dubita che 'l 
Duca no vogia che le so zente attenda a questa impresa, per 
timor che dapuo' la Signoria no se volta contra 'l Duca de Fer- 
rara ; el qual è andà a Milan. Dio ne aiuta ; che la casa de Ma- 
ganza ne ha dà sempre noia. Se disc che Piero Duodo, Proveditor 
de Stradiothi, ha tegnù 300 de loro per segurtà della so persona, 
e ne ha manda 300 a bottin. Dio ne aiuta : ogn' un attende al 
particobr , e reslemo miracolosamente vincitori. Luca Vendra- 
min q. Alvise, con do compagni, siando in Pugia per far ogi (1), 

(1) Per incollare olii. 



ANNALI VENETI 371 

s' ha parlio da .Monopoli ; e andando fra terra , so ha scontra in 1495 
Francesi , et è sta fatti presoui : e no ghe nessun che se dogia 
della so dess:ratia , perchè l' it sta avisà che '1 saria retegnuo , 
e da zovene no s' iia vogiù scliivar. 

El Duca de Ferrara è andà tacitanaente drio ai Re Carlo, che 
el lo libera dalia frieve (1) che V aspetta. Questa mattina, 20 de 
Lugio, la Signoria ha fatto comprar da Stradiothi l'elmetto che 
s'è trova in le spogie de Francesi. Questo elmetto è tutto coverto 
dalle bande de cape d' oro con smalti , e de sora de squame 
d'oro smaltae, e ha in cima una corona con algune zoie ; e 
simelmente ha fatto comprar la spada, fornia d'oro massizzo, 
per 60 ducati. 

Andrea Zantani, Podestà de Ravena, ha presscntio che 6 Stra- 
diothi voleva imbarcarse con un forcier francese ; e i ha inter- 
tegnudi , e ha vogiudo veder quel che i haveva dentro ; e ha 
trova una cassetta massizza d' arzcnto , tre quarte longa ; e do 
larga , fodrà de veluo celeste. Ghe era dentro un sigillo d' oro 
massizzo del Re de Pranza moderno , e un altro mazor , pur 
d' oro , che fo de so padre ; e un rctratto de so Go de età de 
tre anni. Questa cassetta è stiraada 5,000 ducati, e se crede che 
ghe sia sta trova danari dentro. 

A' 22 de Lugio ditto. Un cavalaro spazza dal campo, imbarca 
al portelo, ha ditto per cosa certa ad alguni, che i Svizzeri de 
Massimian e del Duca de Milan , ha tolto de mezo '1 campo 
della Signoria, e 1' ha rotto. Questa cosa s' ha sparso per tutta 
la corte, et è andà a rechie de quei de Colegio; e de so ordene 
el cavalaro è sta retegnuo, e ghe è sta fatto dar cinque strapade 
de corda, da alto a basso, per nonzaura 1), d'aver ditto '1 falso, 
come esso medemo ha confessa. Le lettere che l'ha porta, disc 
che zonto '1 campo sotto Novara , i Svizzeri e le altre zente 
duchesche ha lassa quel!' impresa a i nostri, e loro son andai 
a dar l'assalto a un altro luogo, e sì l'ha habudo e sachizado, 
e ne ha fatto gran botti n. 

(1). Febbre. 

(2) Per l'annunzio. 



372 M A L 1 P I E R 

1495 Questa è la copia de alcuni versi, scritti za più de trenta anni. 

XX. 

« Gallorum levitas , Germanos justificabit. 
Italiae gravitas , Gallos confusa necabit. 
Gallus succumbet. Aquilae victricia signa 
Mundus adorabit. Eril Urbs vix Praesule digna. 
Mille, ducentis bis , et nonaginta sub annis , 
Et tribus adjunctis , consurget Aquila grandis. 
Terrae motus erit , quod non procul augurar esse. 
Constantina cadet , equi de marmore facti , 
Et lapis Augusti erectus , et multa palatia Romae. 
Papa cito moritur ; Caesar regnabit ubique : 
Sub quo tunc vana cessabit gloria Cleri ». 

El Re Ferando ha liabù Trani , Rarleta , e tutta Terra de 
Lavoro volontariamente ; ma le roche se tien per Francesi. 

A' "24, è sta fatto Capitanio General da Terra el Marchese 
de Manica, per recognoscerlo delle so fadighe; e se ghe dà de 
pialo 2,000 ducati , e 1,000 per la Duchessa , e per soven- 
lion 10,000 ducati, per impir la compagnia del q. Signor Re- 
dolfo so Zio ; e se ghe dà cressimento de stipendio da 42 a 
55,000 ducali ; e se ghe manda el stendardo per Alvise Mar- 
cello q. Giacomo, morto Capitanio General sotto Gallipoli. Se 
accresce anche al Conte Bernardin Forte Brazzi la so compagnia 
da 400 cavalli a 1,000 , e se ghe dà 500 ducali de pialo. A i 
holi de Piero Bembo Soracomito, morto sotto Monopoli, se dà 
120 ducati in so vita ; a do Gè 2,000 ducali per una, per el so 
maridar; e a do altre per munegar 200; e a una che è munega, 
50 ducali per addesso. 

(Juesla è la copia d' una lettera de Geronimo Contarini , Pro- 
vedilor dell' armada , della presa de Monopoli. 

XXI. 

« A' 28 Zugno partissemo , co '1 nome de Dio , da Brandici 
con 20 gahc , la barza , la nave de Zanelo da Muran, e quella 



ANNALI VENETI 373 

ileirAmai. A' 29, a 20 h ore, si presentassimo a ([uesla città de 1V95 
Monopoli , con quelle galie che erano miglior da vele. Fu man- 
dado '1 schifo in terra per saper la sua intentione. Non lassorno 
ussir alcuno della terra , et Francesi comparsero su le mure , 
Gridando : Franza. Finalmente tolsero uno de nostri , e vene un 
Francese in copano (1), et zonto alla presenzia del General , 
disse che volevano tenerse per il Re di Franza. Il General su- 
bito io licentiò , et fo dato all' arme con tutte le galie ; et se 
havevemo tutta 1' armada , si mettevamo alhora sotto le mure. 
Ma alcune galie, la barza et una delle nave erano restate da 
driedo. Per questa causa si slargassimo : quelli di dentro pen- 
sorno che si partissimo , et tirorno alcuni pezzi , ma non ne 
poterò offender : facessimo sbarcar i Stradiothi che havevamo 
a Corfù , et 30 homeni per galla. Andorno per quella sera fin 
sotto le mure, mostrando de voler dar el guasto a i olivari et 
a i formenti ; e fu posto fuogo in alcuni campi , e tagiali alcuni 
rami d' olivari , nò però fecero mai dir cosa alcuna : et perchè 
era nostro desiderio d* haver la terra senza sachizarla , man- 
dassimo dentro un frate d" un castelletto lì vicino, che si rese su- 
bito, per indurli a rendersi. Non lo volsero ascoltar, mostrando 
de no far stima de sì poca armada. Usassimo tutti li mezzi 
possibili d' haverli a patti per sua salute; et veduta la sua osti- 
nazione, si mettessimo in ponto; et la mattina driedo, che fu 
a' 30, principiassimo a darli la batteria. La barza et la nave 
venero lentamente: et quando pensavamo de valerse di esse, il 
vento si fece contrario, in modo che non si poteva remurchiarle; 
et perchè tutti eremo desiderosi di espedirse, irabarbolassimo , 
co '1 nome di Dio, 16 galie a prova; et io hebbi dal General la 
mia posta, con cinque galie, in tiro de' nemici: do erano candiote, 
et tre dalmatine. Secondo '1 mio solito, mi missi in mezo delle 
mie galie, et a vuoga batuda andai co '1 spiron sotto le tre tore: 
sparai le artelarie con i soliti cridori de vigoria et de trombeti ; 
fui sempre stimolado da quei della terra con sassi e con 
bombarde : ma non restai mai d' andar per corsia da pupa a 
prova, per dar cuor et essempio ad ogn' un, senza altro pensicr 
che di servir l'Illustrissima Signoria: no stimando la mia vita più 
de quel che se cunvien a buon cittadin in simel occasion. Si 

(1) Schifo. ' 



37/i M A L I P ! E H 

1495 inalberò et si ponto le scale a le mure, dalle qual erano tirali 
sassi de 80 lire , et ogio bogiente (1) addosso quei che ascen- 
deva; talmente che molti che per el mio stimolo erano gionti 
fino al merlo, andavano da alto a basso, spenti da le lanze; et 
parte morivano, parte se asgorbavano (2). Finalmente un mio 
provier andò in cima, et misse '1 mio stendardo sopra le 
mure; li altri lo seguitorno chi di sopra, chi di sotto: faces- 
simo romper le mure in tre luoghi con pali di ferro, et fu bru- 
sato una porta falsa che era murada; et io fui quello che missi 
la polvere a segno per tal effetto. Fu posto avanti un gaiardo (3Ì 
del Zantani vecchio a un altro luogo; ma el luogo era debile: 
e certamente la mia galla con gran trionfo per la virtù del mio 
provier, fece che quelli dentro si tenero per persi, et comin- 
ciorno a retirarse. Mettessimo in terra con le altre galle tutte 
a le sue poste per dar in ogni parte la bateria, e per inane- 
mar ogn'un a metterse avanti^ Fu fatto un bando, che tutto si 
mettesse a saco, et quello che ogn'un prendesse, fosse suo; in 
modo che, a gloria di Dio et di S. Marco protettor nostro, in un 
bora e meza , spogliassimo questa povera città con 20 galle. 
In questa città sono 2,000 homeni da fatti , et è ricchissima. 
Fu cosa pietosa veder tante cose notabile , riche , spogiade tutte; 
e i homeni e le donne tormentade da galioti per haver danari. 
Si crede che '1 botino fatto da galioti importi dusentomille ducati; 
con tutto questo, non è sta fatto dcshonestà alcuna, et è sta morta 
poca zente. Questa è gran vittoria. La terra è fortissima da mar 
e da terra; è grande come Zara, et è più bella; il suo territorio è 
longo 60 miglia , et largo 30 ; è pieno di olivari, i quali danno 
4,000 bote d'ogio all'anno, che importano 70 fin 100,000 du- 
cati ; oltra la gran quantità de for menti , et altre cose. Con- 
cludo che de Napoli indriedo, questa è la prima città del Regno. 
Tutta questa armada è fatta rica; in le galle vi è tanta roba, 
che non si sa onde legarla. Chi bavera denari da investir, guada- 
dagnerà 70 per cento. Concludo che chi vuol haver servicio da 
galioti, bisogna che Tutele i aslrenza. È rimasto in la terra oggi 
per 4,000 ducati; i quali de ragion sono del Cieneral , miei , et 



(1) Olio bollente. 

(2) Profondavano. 

(3) Gagliardo , «sorle di bombarda. 



ANNALI VENETÌ 375 

de i Sopracomiti: ma '1 General ha fatto gratia a quei della 1495 
terra de poter recuperar 1,300 ducati, et forsi ha fatto torto a 
questi poveri Sopracomiti. Io non ho mai conteso uè in questa 
né in altra cosa. Si partirono questi danari , et alcuni schiavi 
et presoni. Penso che la mia parte possa importar 200 ducati, 
che come Proveditor mi toccano due parte. Voria non havor 
niente , et non haver veduto tanta miseria; se ben tutto quello 
che s'haverà, è di bona guerra. La morte di Piero Bembo mi- 
ha doluto grandemente: un arcobuso che gli ha dato nel petto, 
lo ha ammazzato. Non ho mai praticato la più zentil persona 
di lui. Tutta l'armada lo pianze. Do Sopracomiti CorCoti che 
erano alla posta di (erra, sono foriti gravemente. Habbiamo 
acquista questa terra co '1 sangue ; però habbiamo causa d' ha- 
verla cara , e non far come è sta fatto altre volle. Siate certo 
che se questi della Puglia credesseno che l'Illustrissima Signoria 
fusse per tener questi luoghi , tutto questo Reame veniria alla 
sua devotione : ma si dice publicamenle che si restituirà il tutto 
al Re Ferrandino. Per Dio, saria crudel cosa restituir questi 
lochi, perchè si fariano capitar male. Fatevi intender, che non 
si die haver tanti rispetti ; et attendasi alla reputation et ac- 
crescimento del stado nostro. Se si aquistasse questa Puglia, 
si saria patroni d' IlaUa , et non si haveria da stimar né Tur- 
chi né altri. Noi raettemo la vita nostra a tanti pericoli per 
aquistar stado alla Signoria , et non per restituir quello che 
guadagnemo con la ponta della spada , et che compremo co '1 
sangue proprio et con la vita. Che accrescimento di forze seria 
questo? Non havevimo ordene de levar le insegne d'altro, et 
levassimo quella de San Marco. So certo che la terra bavera 
havuto apiacer. Molte volte se convien metlerse a indivinar, per 
i ordeni che si hanno de lì. Ma quando si vence, non si può 
haver vergogna. La città de Polignano , la qual è fra terra , 
murada , e buon luoco , è venuta a inchinarsi al General ; et 
similmente molti altri luoghi sono per levar le insegne di 
San Marco. A Conversano si trovano 100 ht roeni d'arme et 
100 fanti. Stano su le arme, fanno corarie, et menazzano questi 
luoghi. II General et io habbiamo deliberado di lassar qui 
100 Slradiothi, et quatro galie, et la barza armada sotto M. Tho- 
mà Duodo ; et per no lassar questi cittadini desconsoladi , se 
differirà qualche zorno con tutta l' armada. Si trovano tutti 



376 M A L I P I E R 

1495 senza monìtion. Sedese galle sono carghe de spoglie fino alle 
postizze: potessamo haver qualche vergogna. Ringratialo sia '1 
Signor Dio che mi ha guidato in tutte le mie operationi. Sua 
Magnificenzia sa con quanto cuor et fede ho servido et son per 
servir quella Repubblica mia patria ; et quando morisse mille 
molte per lei , non haverei satisfatto all' infinito obligo che li 
ho. Il Magnifico General si ha portado valorosamente ; e stato 
sempre in tutti i pericoli , si può dir , più a parte degli altri , 
perchè ha voluto esser il primo ; ha havuto ottimo governo di 
ogni cosa , et ha sempre mostrado grandissimo cuor , et lo ha 
fatto a i altri. Dio per sua clementia ne doni quella vittoria 
che desideramo ». 

A' 30 de Lugio ditto , per proveder a i besogni della guerra 
in terra e in mar , è sta messo quattro decime alla Terra ; 
do al Monte Vechio donade , da esser pagade l'anno venturo a 
beneplacito della Signoria ; et do al Monte Nuovo , la mità da 
pagar per i 15 d'Auosto , V altra mità tutto Auosto , col don. 
A' 7 d'Auosto, è sta preso, che chi pagherà per tutti i 15 le do 
a Monte Vechio in contadi, babbi 12 per cento; e se possa dar 
arzenti al Sai per metter in Zeca , togiando (1) a scontar el 
credito in esse decime in rason de 6 ducati la marca ; e le 
decime è numero 56 e 57: quei che pagherà al ditto termene 
le do altre al Monte Nuovo , cioè numero 38 e 39 , habbia 
cinque per cento de don, oltra el prò. Questa provision ha fatto 
scuoder fin 30,000 ducali per decima , e fa per i richi ; ma i 
poveri è desavantazai per la pena. 

Dapuo' 'l fatto d' arme del Taro , el Signor de Mantoa Go- 
vcrnador, ha chiama a sé Piero Duodo Proveditor de Stradiothi, 
e se ha lamenta che '1 no habbia esseguido i ordeni che l'ha 
dà de combater con i so Stradiothi , e che '1 ne habbia lassa 
andar 300 a far preda ; e ghe ha ditto che per so colpa. Fran- 
cesi no è restai rotti del tutto. Piero Duodo giustificandosse , ghe 
ha ditto nel corso del so parlar, che n' anche lui ha fatto quello 
che '1 doveva far ; e eh' era sta error investir esso primo 'I 
campo de Francesi, e lassar 1' essercito senza governo. E '1 Go- 
vernador ne ha scritto alla Signoria; e lo ha acusà de inobc- 

(1) Prendendo. 



ANNALI VENETI 377 

dientia , e ha pondera l'occasion che l'ha perso, e '1 pericolo 1495 
che se corre quando i capi non è obedidi : e quanto a lui , 
dise che ghe par haver fatto, in quel che ghe è opposto, più 
del so debito , perchè ghe bastava guidar e ordenar le cose . 
e no se metter avanti ; ma che l'ha fatto per dar bon esempio, 
e inanemar el resto de i conduttieri. Per queste lettere è sta 
nota una parte de far vegnir ci Duodo in questa Terra; e pro- 
posta la cosa, Christofol Duodo so fradelo andò per contradir; 
e '1 Dose fese chiamar Consegio di X, e proponete esso la cosa; 
et i Provedadori, per parte presa, die far consegnar i Stradiothi 
al Contarini , e Piero Duodo vegnirà de qua. I Provedadori no 
ha scritto parola de questo caso , se ben i cognosse el fallo ; 
perchè Luca Pisani Provedador è cugnà de Christofol Duodo. 

I campi della Signoria e del Duca de Milan , è sotto No- 
vara , lontani un mio I' un dall' altro. El Marchese ha ditto a 
i Provedadori, che '1 no procieder in quell'assedio è un butar 
via e '1 tempo e l' insta (1); e s'ha dogiuto de no esser aiuta dalle 
zente duchesche. Fracasso ghe ha resposo con bravura e con 
poco respetto ; e con i suspetti che se ha de i fatti soi , tutti 
se duol, e '1 reputa degno de castigo. 

Hercule Duca de Ferrara, suocero de Lodovigo de Milan , 
che governa tutte le cose, non vuol la ricuperation de Novara; 
perchè '1 spera che 'I Re Carlo djebba tornar in Italia, e tuor 
r impresa de man alla Signoria e farghe la guerra , e assegu- 
rarlo de no haver da essa altra molestia : e per Ferrara se dise 
publicamente, che '1 Re tornerà, e farà vendetta delle menazze 
che è sta fatto a quel Duca. Ma in Pregai ghe è persone so pro- 
visionae , che za tre mesi i no andava mai , e addesso i ghe 
va , perchè i ha paura che se tratta de farghe guerra : e no se 
avertisse. 

Christofalo da Bergamo , che fa '1 mestier a cavalo alla 
Stradiotha , et è sta nel fatto d' arme co i altri Stradiothi , se 
ben r era bandio da terre e luoghi , con un salvo conduto che 
ghe ha fatto '1 Consegio di X per cent' anni ; ha porta alla 
Signoria un' anconeta d' oro , granda quanto è la palma della 
man: se avre in do fazze (2); e l'ha trova addosso un camerier del 



(1) Estale: mollo proverbiale. 

(2) Si apre in due faccie. 

ARCil. St. 1t. Voi. VII. Pur. II. 48 



378 M A L 1 P 1 E R O 

1Ì95 Re che è so presoti ; e referisse, che colui dise che '1 Re la por- 
tava sempre addosso , e che quando '1 fu per combater , el ghe 
la dote in salvo. Questa ancona ha del legno della Santissima 
Croce, del velo della vesta della Madona, della vesta del Salvator, 
della sponza e del ferro della lanza , un poco per cosa; e dise 
che l'è sta de Carlo Magno e de i so successori: la è adorna de 
perle e de rubini e de baiassi ; e ha lettere che mostra tutte 
le reliquie. La è sta porta in Colegio con quattro torce, con gran 
venera tion ; et è sta dà ordene che 'i preson sia conduto in 
questa Terra. 

In, fin del mese passa de Lugio, el Re Carlo se levete de 
Asti per andar a Turin, e passar in Pranza. 

A' do d'Auosto, è sta conduto el Conte de Pitigian per Go- 
vernador General; e ghe è sta dà la compagnia che haveva 
Ranutio Farnese, de 600 cavali, con 30,000 fiorini in tempo de 
pase, e 40,000 in tempo de guerra- L' è molto unio co '1 Mar- 
chese de Manloa , e per la so virtù el merita d' esser Capitanio 
General. 

A' 3 ditto, la Signoria è avisà dal Rentivogi da Rologna, che *1 
Re è a Turin , e aspetta zente da soccorrer el Duca d' Orliens, 
che e in Novara: e questi avisl dise, che '1 Re è mal condì- 
cionà della persona , e che l' ha sentio maravcgioso dolor del 
successo del fatto d' arme ; nel qual se lamenta d' haver perso 
ottantatrè baroni , i primi d(!l Regno , tutti del so Consegio ; e 
no se puoi dar paso che la Signoria habbia unio tutta Italia; 
e ghe babbi fatto perder Fiorenza , Siena, Roma e '1 Reame de 
Napoli , aquistà senza contrasto , con morte de tanti dei so ho- 
meni, e perdeda (1) de tutta la so supeletile. 

A' 4 ditto, i Comuni de Svizzeri della Compagnia del Bo (2), 
co T mezzo de Zuan Dolce e Francesco della Zucca, Secretarii 
della Signoria , è partii dal Re de Pranza, e acordai co '1 Duca 
de Milan , a forza de danari, e a spese della Signoria e del 
Duca. 1 so capi ha manda comandamento a quei che è in No- 
vara co '1 Duca d' Orliens , che i se lieva in ter mene de tre 
zorni , sotto pena de confiscation de beni. A Milan i ha fatto 
gran festa per questo acordo. Se ghe dà 30,000 ducati a tempo 

(1) Perdila. 

(2) Bue. 



ANNALI VENET! 379 

de pase, e 40,000 a tempo de guerra. Purassà voile i ha dà I'^Oj 
travagio grando ai stado de Milan ; e questo aviso se ha per 
bollissimo. Resta do cose da far : una è de vadagnar Zuan Gia- 
como Triulci, che nutrisse difidentia tra '1 popolo e '1 Duca de 
Milan, e lien le parte del Duca : l'altra è aquiclar i Sanscveri- 
ni. El remedio de questa saria che Bernardo Contarini i fesse 
morir con destro modo in qualche fatlion. 

El Duca de Borgogna ha rotto guerra al Re de Pranza. 

Hozi è zonto Piero Duodo Provedador de Stradiolhi , e( ò 
vegnù a San Marco, trionfante, in vesta de veluto cremesin in 
do peli ; e disc che '1 giustiflcherà benissimo le so cose. 

El Re Ferando de Napoli Analmente s' ha maridà in una fla 
del Re de Spagna ; et ha dechiario che, mancando Ferand.o senza 
fioli , el Regno vada in so suocero : e ha vogiudo sì fatta obli- 
gation, perchè crede che '1 no sia atto a far fìoli. 

Questa è la copia d' una lettera de Francesco Capelo K., e 
de Marin Zorzi D., Ambassadori in Spagna, data a Burgos 
a' 9 de Lugio. 

XXII. 

« Luni, sie del presente , entramo in Burgos co' li oratori di 
Milano. Fussimo ricevuti con gran honor da tutta la corte del 
Re , che ne vene contra. È essa corte molto pomposa. Vi sono 
molti cortesani, cavalieri, baroni, signori, conti, marchesi, du- 
chi e prelati. Questa città è bella , grande, in bel sito, piena 
di populo , rica et industriosa. Passamo per mezo la terra , 
avanti '1 palazo del Re , con tanta frequentia de zente a pie et 
a cavalo , sopra tutte le strado , che a pena potevamo andar 
avanti. Fussimo acompagnati fino al nostro alozamento, al qual 
arivassimo a 13 bore passate. Quella sera Istessa la Maestà del 
Re et Regina ne mandò a visitar , et fece '1 medesimo la mat- 
tina seguente. Hieri, che fu Mcrcoro, li Oratori di Milano ne 
venero a levar di casa, con molli baroni et prelati , per andar 
all' audienzia. Gionti al palazzo, trovamo la Maestà del Re et 
Regina seduti in due sedie fornite regalmente , vestiti in habito 
regale, et con grande apparecclùo. (ili facemo rivcrenlia , et 
gli presentamo le lettere credentiali ; et fussimo fatti sedere 
sopra un scagno per mezo di loro. Il Magnifico M. Marin Zorzi D. 



380 M A L I PI E R O 

H95 parlò pQblicaaìenle in lingua latina; e dopo lui, il Magnifiro 
M. Battista Sfondrato, Legato di Milano. Rispose, per nome de! 
Re et Regina, un predicator, huomo dotto, nominato Maestro 
Diego. Poi andarao in una camera segreta ; et il Magnifico 
M. Francesco Capelo K. parlò in modo , che spero haveremo 
fatto ottima operalion. Tornamo a casa che era notte. Cerca le 
cose d' Italia , haverete inteso degli honori che ne sono sta fatti 
in tulli i luoghi ; massimamente a Milano, dove fussimo deputati 
Oratori all'investitura de quel Duca , il qual ne donò l'insegna, 
con privilegio de poterla usar come propria. Similmente a Ge- 
noa siamo stali summamente honorali. Partimo di quella città 
a 8 del passato , su la nave Camila di 3,000 bote. Zonzemo a 
Barcellona a' 13 Zugno. Si fornimo lì de cavalcatura et di muli 
per li cariazi , con pericolo della peste che era lì, et in Ara- 
gona , Navara , et Castiglia, Ilabbiamo patido gran senestri per 
penuria d' alozamenli et altro. Finalmente siamo zonti qui sani, 
per la gratia di Dio, ci gagliardi. Queste Maestà hanno 13,000 ca- 
valli et 8,000 pedoni , come intenderete per le publiche. Dio 
vi guardi ». 

El campo della Signoria è sotto Novara tre mia lontan , e 
son 25 in 30,000 persone; e un mio lontan, è Bernardo Con- 
larini con 1,200 Slradiolhi da falli. El campo de Milan è do 
mia lontan , el ha 6 in 7,000 homeni , computando i Svizzeri. 
Non se fidano de apizzarse con Francesi, perchè hanno suspelto 
de i Sanseverini, e sanno che Fracasso ha compagna '1 Re fino 
in Asie ; ma con 1' andala del Duca in campo , è sta fallo tal 
provision, che se spera che ogn'un presterà la debita obedienlia 
al capilanio , e le cose lermenerà ben. El Papa , de consenso 
del Concistoro, ha fallo comraandamento al Re de Franza, che 
in termene de nove zorni 1' habbia reslituio tutto quello che 
r ha ocupà in Italia , e levadosse del paese de qua da monti , 
sotto pena de scomunegalion. I nove zorni è Ire per il primo, 
Ire per '1 segondo e tre per l' ultimo perentorio ; e se '1 se tien 
agravà , che '1 manda a dir delle so rason. 

Piero Marcello e Zorzi Emo va in campo a dar el baston 
del generalado al Signor de Mantoa. 

I Francesi che era in le fortezze de Trani e Barletta , ha 
leva l'insegna de San Marco; e '1 General no i ha acellai , e 



ANNALI VENETI 381 

ghe ha fatto dir che '1 no ha coraission de acottarli ; e i ha 1495 
eshortai a darse al Re Forando , con promessa de aiutarli. 

Le zente della Signoria ha comenzà a dar el guasto a 
Novara. 

A' 13 de Auosto ditto , è sta preso che 1' armada della Si- 
gnoria vada a Napoli , a soccorrer el Re Ferando contra Fran- 
cesi : e se va a combater senza speranza d' altro che de spogio. 

È sta manda a dir al Patriarca, che fazza far oration per 
tutta la Terra. 

A'15, i delegati Marcello et Emo, da può' una Messa solenne, 
che è sta celebra sull' aitar del Re de Pranza , e con i so 
fornimenti presi nel fatto d' arme e donai al Capitanio, i ghe 
ha dà solennemente '1 baston co '1 stendardo ; e Zorzi Emo ha 
fatto le parole : e '1 Capitanio ha resposo, che '1 grado è grando 
per r importanlia del governo della militia della Signoria ; che 
l'è zovene , ma che 1' è Capitanio de fede; che 1' ha fatto qual- 
che prova de sé , e la farà da nuovo. I Ambassadori ha habù 
con loro cerca 80 cavalli. 

La Signoria ha impresta altri 30,000 ducati al Duca de 
Milan in la soa parola , senza pegno nessun. 

In campo i conduttieri se lamenta , che ne i consegi secreti 
se chiama '1 Conte da Gaiazzo et i Sanseverini , che no è a sti- 
pendio della Signoria ; e i conduttieri de 400 e de 600 cavalli 
che serve za 50 anni , resta de fuora : e tra i altri , el Conte 
Bernardin Forte Brazzi se lamenta fuora de modo. 

El Colegio è in gran pensier , perchè se convien sustegnir 
tutta la guerra , che ogni di se parte homeni d' arme dal 
campo de Milan, per non esser pagai; ultimamente 7,000 Sviz- 
zeri ha protesta de levarse se i no ha danari ; e '1 Duca fa 
intender alla Signoria, che el no ha modo de darghene. La Si- 
gnoria è assegurà , come è ditto , su zoie : no se ardisse do- 
mandar segurtà su terre murade, come saria Lodi , Cremona, 
e simile ; perchè se teme che con sì fatta occasion el Conte da 
Gaiazzo e Fracasso l' induca a acetlar i partidi del Re. Se se 
volesse anche trattar de acordo co '1 Re , el metterave a campo 
de voler Zenoa , e de esser aiuta alla recuperation del Regno, 
che r ha perso per causa della Signoria ; e Zuan Giacomo 
Trinici, addesso che l' è fuora de speranza d' aver el generalado, 
che està dà al Signor de Mantoa , sarà sempre contrario alla 



382 M A L I P I E R 

1495 Signoria : cose che tuoi la repulation alla Terra , e accresse 
quella de Francesi : e questo mal ha un solo remedio, che è '! 
danaro, e a trovarlo non basta le decime. Chi vuol metter de 
far i officii de bando, induse molli inconvenienti de robarie e 
strusii (1) de sudili: né vai a dir, se manderà sindici (2), per- 
chè i scortela le camere e i populi ; i quali priega che i no 
se manda. Tuor le in trae de Monte Vechio e Nuovo, ha questo 
contrario: che la zenle mormora, e la Terra se mostra povera. 
Savio consegio è caminar per la via regia , tuor i danari ondo 
i è , conzar la Terra (3) come ha fatto i nostri vechi, e conzarla 
de cinque in cinque anni. 

El Dose ha parla in Prcgadi cerca la secretezza delle cose 
che se tratta, e s' ha lamenta che le se publica per le piazze; 
talché è necessario andar purassà volte in Consegio di X , e 
ogn' un può' se lamenta. 

A' 24 d'Agosto ditto. Li avisi de campo é contrarli tra loro: 
i Provedadori no scrive quel che scrive i Ambassadori , né i 
Ambassadori quel che scrive i Provedadori ; tal che no se sa 
come governarse, e tutto '1 mondo mormora: però é sta deliberà 
de mandar in campo Alvise Manenti, Secretarlo del Consegio 
di X , a avisarli che i scriva unidaraente; e che i no scriva a 
particulari. 

A' 22, Fracasso, con cento homeni d'arme e 30 balestrieri, 
ha fatto botin de 8,000 anemali grossi e 400 menudi, e 30 pre- 
soni da taglia, a Verceli. Da un' altra banda Stradiothi ha fatto 
simelmente preda d' anemali grossi e menudi, e 80 presoni. 

Un corier della Signoria, spazza de qua in campo sotto No- 
vara, è sta preso ; e le lettere é sta mandae in Novara al Duca 
d'Orliens, el qual dapuo' lette, le mandava a Turin al Re; e 
per strada i Stradiothi ha preso chi le portava , e le ha pre- 
sentae a i Provedadori. 1 quali ha manda alla Signoria quelle 
del Duca drizzae al Re che era con esse, e son sta lette presenti 
i Ambassadori della ligha : e per esse se vede che Francesi 
patisse in Novara de vittuaria, e le cose soe passa molto strette; 
tal che se spera che 1' assedio de Novara habbia a termenar 
presto , tanto più che 400 Stradiothi son andadi fln su le porte 

(1) Angherie. 

(2) Sindici, magistrature d'inquisizione sulla condotta dei rettori. 

(3) Far r eslimo della terra. 



ANNALI VENETI 383 

ile Vercelli , e nessun non è ussido ; e hanno restala (1) tutti 1495 
1 anemali che i ha trova , e i ha conduti salvi al campo la se- 
conda voUa, senza algun contrasto. 

Per lettere di Provedadori, de 26 Auosto ditto, i nostri ha 
preso 200 some de vitluaria che andava da Verccli a Novara , 
e 30 liomciì d' arme da lagia, con purassà danari; e a un ghc 
è sta trova 500 ducali. El nostro Gapitauio , e '1 Conte de Pi- 
tiglian Govcrnador, fa anch'essi de note la guardia con i soi 
coloneli, quando ghe toca la volta, per dar esempio ad altri. 

A' 29, el Conte Carlo de Pian de Meledo, stando col so co- 
lonelo alla guarda della note , pressentì che un squadron de 
Francesi caminava da Vercelli verso Novara per pressidiarla ; 
e i ha assaltai e roti, e ha preso 50 homeni d'arme, e i ha 
mandai presoni , parte a Milan , parte a Crema. 

In Cesena i Thibcrti ha supera i Martelini , e la parte su- 
perior se voleva dar alla Signoria. 

Addesso s' atrova in campo della Signoria 10,000 Svizzeri. 

Quando '1 Papa se partì da Roma, e no volse aspettar el 
Ke de Pranza , lo fece a persuasion de Geronimo Zorzi, Ambas- 
sador della Signoria: addesso, anche a soa persuasion, e per 
le tante insolentie usade da Francesi per tutta Italia , ha manda 
fuora a' 5 d' Auosto la admonitoria sottoscritta. 

XXIII. 

« Eoccommunicatio in Regem Gallorum. Carissime in Christo 
Fili. Dum imperscrutabilis caelestis Provìdentia consilH , Nos, 
quatenus immeritos , ad suas in terris vices gerendas vocavit ; 
Altissimus , siculi in Bealo Petro, Apostolorum Principe, aelernae 
vitae clavigero, omnes atque omnia, nullo prorsus excepto, ligandi 
atque solvendi plenarìam tribuit poteslalem ; ita Nos , super gentes 
et regna constitulos, ut clamare non cessaremus, et quasi tuba, 
vocem nostram exaltaremus ; Nos , inquam , in Prophelam man- 
davit. Audientes itaqùe, superiori anno, ingentes tuos, in Italiam 
irrumpendi causa , terrà marique bcllicos apparatus ; ut Regno- 
rum nostrorum Siciliae citra Pharum ad Sacrosanctam Roma- 
nam Ecclesiam, cui, aucfore Domino , praesidemus, superioritatem 

'(1) Raslcellati , raccolti. .. , w ■ 



384 M A L I P I E R 

1 495 perlinentem Tibi vendicares ; Celsitudinem tuam , satis congruo 
tempore , per literas et nuntios paternarum monitionum , roga- 
vimus et obtestati sumus in Domino, ut ab huiusmodi gravissimo 
et Christianae Religionis perniciosissimo bello abstineres ; viam 
Tibi justitiae offerentes , si quam super Regno praedicto Tibi com- 
petere putares; commemorantes nefandissima mala , et maxima 
et truculentissimis fidei nostrae hostibus Turcis imminentia peri- 
cula, quae ex mutua Galliae Italiaeque virium contritione seque- 
rentur; multaque alia, in quibus Nos Tibi sincero corde , vera 
salutariaque monita dedisse , liquido jam cognoscere potuisti , ob- 
audisti tamen Fili carissime, et tamquam aspis sur da, ad sa- 
pientis incantantis verba aures obturasti. Venisti maximo cum 
exercitu in Italiam , et Legatum Cardinalem de latere nostro , 
aliosque nuncios a Nobis ad Te missos spernens , multasque ex 
nostris et ejusdem Sanctae Romanae Ecclesiae terris et arcibus 
violenter occupasti. Almam Urbem, sacro Apostolorum sanguine 
dedicatam, armatorum ingentibus copiis circumsedisti ; adeo ut 
graviora detrimenta evitandi causa , Te una cum innumere diver- 
sarum gentium et nationum belligera multitudine , in Urbem , 
summd annonae penuria laborantem, recipere compulsi fuerimus ; 
data per Te Nobis fide publicà , quod nihil a Nobis peteres ; Nos et 
venerandos Fratres nostros , Sanctae Romanae Ecclesiae Cardi- 
nales et populum Romanum in rebus et personis tutos et illesos 
conservares. Ineffabile tamen dictu est , et miserandum auditu , 
quot quantaeque violentiae, caedes, ruinae, incendia, stupra, capti- 
vitates, extorsiones, furta, domorum efractioties; et extra Urbem 
prius , et in terris nostris et Sanctae Romanae Ecclesiae perpe- 
tratae, in ipsd Urbe , in Foro Romano , per gentes tuas, Teprae- 
sente, renovatae fuerint; tanto cum nostro et totius Urbis periculo, 
ut personam nostram conservandi causa , in arcem Sancti Angeli 
confugere coacti fuerimus : et cum multa horrenda contra Nos 
machinamenta tractarentur , ut a gravioribus scandalis cave- 
remus, Ginum, Sultanum Turcorum, Tyranni fratrem, qui apud 
Nos et hanc Sanctam Sedem, prò ut conveniebat , in tutissimum 
Christianorum praessidium servabatur , duasque ex potioribus 
nostris Sanctae Romanae Ecclesiae arcibus , Terraciniensem 
et civitatis Vetulae, extorquenti Tibi tradere, multaque alia gran- 
dia difficiliaque promittere coacti fuimus , quae nemo prudens e 
liberà et spontanea mente processìsse existimaret. Perdidit nostra 



ANNALI VENETI 385 

Christiana Religio in Sultano praedicto, qui manihus Itiis periit, 1495 
opportunum Turcorum in Christanos efrenatam rabiem compri- 
mendi remedium; compluraque alia detrimenta passa est, quae, ut 
hreviores simus , consulti praetermittenda duximiis. Discedens 
tandem ab Urbe cum exercitu tuo , et iter versus praefatum no- 
strum et Sanctae ejusdem Bomanae Ecclesiae regnum Siciliae 
citra Pharum dirigens , nonnullas Campaniae maremas, et mari- 
timas nostrarum et Sanctae Romanae Ecclesiae praedictae pro- 
vinciarum terras et castra , quae per dilectos filios Jacobum de 
Coììiite, et honoratum Jacobum Gaietanum Comitem Fundorum, 
a Nobis et Sanctd Sede tenebatur in pheudum , hostiliter cum 
gentibus tuis armigeris invasisti ; et caplas crudelissimeque ha- 
bitas , siculi de nonnullis aliis castris ad super ioritatem nostrani 
pertinentibus antea feceras ; alteri , prout Tibi apparuit , possi- 
dendas tradidisti , nostram et huius Sanctae Sedis auctorilatem 
temere violando. Perexisti demum in Regnum antedictum, et 
illud antiquo possessore nostro , et huius Sanctae Sedis pheuda- 
tario ,, vi et armis expulso, violenter occupasti, prout occupas de 
praesenti. Et quamvis ubique terrarum lileris et ore divulgasses. Te 
contra immanissimos crucis Christi inimicos transfretare et exer- 
citum ducere velie , Nosque Tibi ad hoc laudabile et sanctum opus, 
omnem opem , et ipsam personam obtulissemus ; Tu nihilominus , 
tanto Omnipotentis Dei servicio postergato, ut ex pluribus eviden- 
tissimis documentis apparuit , ad reliquam Italiam invadendam 
occupandamque conversus, in Galliam et in regnum tuum Te velie 
redire simulasti. Te igitur numerosissimo cum equitum peditumque 
exercitu ex Neapoli discedente , et per nostram et Sanctae Roma- 
nae Ecclesiae terras iter (adente, ita etiam omnia jussu nostro , 
Tibi, tuisque, patentia et necessaria subministrantia, caedibus ra- 
pinisque a gentibus tuis compellebantur , ut praeteritorum exemplo, 
importuno tempore, hanc Beati Petri Sedem deserere , et non sine 
maximis incomm^odis atque periculis, una cum Sacro Venerabilium 
Fratrum nostrorum, Sanctae Romanae EcclesiacCardinaUum, Col- 
legio, ad tutiora loca compulsi fuerimus. Non esset facultatis huma- 
nae calamÀtates, stragesque m/iximas, atrocissimasque referre, quae 
in oppidorum Montis Fertini et Montis Sancii Joannis expugnatio- 
ne, a gentibus tuis commissae sunt; cum sine ulld misericordia in- 
nocens sanguis sit effusus ; non actati, non sexui , nequc in ipso 
Domini Sanctuario parcendo ; quod ncque ab ipsis Barbar is facti- 

Aitcìi.Sr. Ir.Vol.Vll./V/;. //. 49 



386 M A L i P S E R 

1495 tatum audivimus. Gothi dum Urbem eaepissent, omnes quotquot ad 
Sanctorum Petri et Pauli Ecclesias confugissent , salvos esse vo- 
luerunt. Gentes tuae , quae Christianissimo vocabulo gloriantur ^ 
Christifidelium, sacrosancta altana, et Salvatoris nostri Crucifixi 
sacras imagines amplexantium, misericordiamque vociferantium , 
crudelissimis obtruncationibus , fuso sanguine, tempia Dei foeda- 
runt ; virginumque et matronarum pudicitid posthabitd , eas 
veluti infideles miserarti in servitiitem adduxerunt. Tacemus in- 
cendia , rapinasque rerum etiam divino cultui dedicatarum, in- 
numeras caedes , etiam sedato militum furore, extra Ecclesias per- 
petratQS , cum gravioribus commemoratis. Reliqua facile possunt 
conjectari. Denique , pergrediens uUerius per terras nostras , 
ingentem tecum agrorum , oppidorumque vastitatem trahere vio- 
lebaris ; quamvis alia ex parte stipendiarii tui ad hoc destinati, 
populos nostros vexare, et jurisdictionem nostram perturbare non 
desisterent. Potuissemus quidem propter praemissa , et praesertim 
Regni nostri Siciliae citra Pharum antedictam occupationem , et 
victualium in Urbe efferendarum prohibitionem , et aliata impedi- 
menta , et multa alia enormia perpetrata ; Te , militesque tuos in 
poenas et censuras quae in processibus , qui per Nos , praedeces- 
soresque nostros Summos Pontifices , cantra talia perpetrantes , in 
die Coenae Domini , quotannis publicari consueverunt , conti- 
nentur, incidisse, merito declarare. Siluimus tamen, atque distu- 
limus , Tibi ob regalis dignitatis amplitudinem deferentes , ac 
sperantes Te, ut affirmaveras , in Galliam cum exercilu conces- 
surum , Italiamque deinde facile pacatum iri ; sed aliter quam 
sperabaimis, evenit. Tu in Etruriam transgressus, tam in civi- 
tatibus Senensi, Pisandque, quae non solum sub Sacri Romani 
Imperii, sed etiam sub Sacra Romanae Ecclesiae tutela consistunt, 
et Nos speciali quodam vinculo protegere tenemur; quam multis 
aliis in locis iura dictionemque violasti. Verum etiam nonnullis 
oppidis combustìs, tentatdque Genuensium defectione, saevissimum, 
cruentissimumque cum Venetorum, Mediolanensiumque sua tutan- 
tium copiis conflictum iniisti. Ex quo tamen ingens hinc inde 
hominum strages secuta est, ut maxime formidandum sit, ne di- 
minutis hoc modo Christianorum viribus , insurgant adversus Nos 
religionemque nostram potcntiores communes hostes; contemptd- 
que Christianorum virium tenuitate, ipsam penitus, ad hoc anhe 
lanles, prosternant atque conculcent : quem casum miserabilem 



ANNALI VENETI 387 

quotiate magis extimescimus. Ex multis autem fidei dignorum re- 1495 
latwnihus accepimus, Te in finibus Italiae citra montes concessisse, 
et acceptis ex universa ferme Gallià novis auxiliarihus copiis , 
Italiani iterum invadere statuisse: quod resistentibus Italis, absque 
inaudita Christiani sanguinis effusione , et extremo Christianac 
Reipublicae excidio, altentari non posse manifeste dignoscimus. 
Nos itaque, super huius Sacrae ApostoUcae Sedis speculo ronstituti, 
ad evitandas saevissimas ejusmodi tam feralis belli crudelitates , 
quas gentes tuae, sicut cxperientia rerum magistra docuit, sitire 
videntur; ad occurrendumque imminenti Christianae Religioni 
exterminio , prout ex immerito Nobis divinitus adiuncto pastorali 
officio tenemur, praedecessorum nostrorum Summorum Pontifìcum 
vestigiis inhaerentes , qui dum vererentur, ne a necessaria incre- 
pantis voce conticescentes , veluti canes muti, non vakntes latrare, 
per Prophetas redarguerentur , prò longe levioribus causis, cantra 
Imperatores et Reges etiam praedecessores tuos, monitionibus et 
censuris ecclesiasticis, acrioribusque aliis remediis processerunt ; 
Te, comites, barones, capitaneos , militesqus tuos , omnesquc et 
singulos qui in Italia tuis stipendiis Tibi mililant, caeterosque 
Tibi adhaerentes et confoederatos , acdantes Tibi ad hoc auxilium, 
consilium et favorem, quacumque ecclesiastica vel mundand digni- 
tate praefulgeant, praehabità desuper cum praefatis venerabilibus 
Fratribus nostris , Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalibus , ma- 
tura deliberatione, de eorum Consilio, ex parte Omnipotentis Dei, 
et auctoritate Apostolorum Petri et Pauli ac nostra, requirimus 
et monemus, Tibique ac aliis praefatis, in virtute sanctae obedien- 
tiae, et sub excomunicationis latae sententiae, ac offìciorum, bene- 
ficiorumque, nec non bonorum quorumlibet, quae a Nobis ac 
Sanctà Romana Ecclesia, et aliis Ecclesiis, in pheudum vel emphi- 
theosim, aut quemvis alium titulum recognoscitis , dignitatumque 
quarumcumque privationis , poenis; eo ipso quod non obedientis 
incurrendis, ut infra, novem dies post praesentium titerarum inti- 
mationem vobis factum; quorum tres prò primo, Ires prò secundo, 
tres ultimos prò tertio peremptorio termino vobis assignamus. Tu 
et ipsi arma deponatis, et deponi per cosdem cum effectu facias; ab 
omnique ofensione, invasione et occupatione, innovationeque vel 
continuatione bellorum et guerrarum protinus desistatis, nec quic- 
quam , quovis quaesito colore , amplius contra Italiae potentatus 
hostiliter moliamini vel moliri procuretis; pravfatique auxilia- 



388 M A L f P 1 E U O 

1 V95 lores, milìtantes, et quomodocumquc consilium et favorem Tibi iti 
praemissis praestantes, absque lillà mora, ab huiusmodi praesta- 
tione desistant ; gentesque tuas , ac tuorum capitaneorum , ducum 
et militum quorumcumque, qiias cantra dictos potentatus paratos 
habes, de eorundem territorio remoreri et abduci facias, nihil ho- 
stile cantra ipsos quomodolibet attentaturus. Et nihilominus, si Tu 
et aia praenominati, praemissis omnibus et eorum singulis, sicuti 
praefertur , cum effectu et realiter non obtemperaveritis , Te et 
praenominatos contradictores , inobedientiae et mandatis nostris 
huiusmodi rebelles , ultimo peremptnrio requirimus et moncmus , 
quaterìus die vigesimo post dictos nocem dies , ubi Nos cum nostro, 
Romana curia fuerimus, coram nobis compareatis, ad videndum et 
audiendum conlra vos omnes et singulos antedictos sententiam; in- 
cursuros censuram poenarwn huiusmodi, per nostrorum mandato- 
rum inobedientiae declaratoriam concistoriabiliter,etin nostro sacro 
Concistorio per Nos pronunciari et declarari. Simili etiam modo, 
si Tu et praedicti, praesentibus mandatis nostris noti obedieritis, 
requirimus et monemus, ut in eorum XX dierum termino perempto- 
rio, post dictos iiovem dies incipiendorum, Tu quoque coram IVobis 
comparcas, ad videndum et audiendum per Nos in eodem Concisto- 
rio nostro declarari, Te poenas et ccnsuras incur risse quae singulis 
annis per Nos, in die Coenae Domini promulgantur cantra invaso- 
res et occnpatores locorum et terrarum et bonorum Sanctae Roma- 
nae Ecclesiae. Quod si forsan raliones aliquas vel causas, quando 
praemissa fieri non debeant, Te forte habcre praetendis, vel praedi- 
cti campliccs, consultores et auxiliatores habere praetendunt; com- 
pareatis in eodem termino coram Nobis ad eas allegandum,per Vos 
vel pracuratores vestros, recepturi a Nobis super eis justitiae com- 
plementum. Harum vero censurarum absolutionem impartiendam 
vobis in mortis articulo tantum, reservamus : quibuscumque in- 
dultis, privikgiis , aut concessionibus a Nobis , aut ab Apostolica 
Sede, vel ejus legatis forsitan obtentis, in contrarium facientibus 
non obstantibus quibuscumque. Non ammittcmus iterum Majestatem 
Tuam, Fili carissime, ex tota carde nostra, in Domino exhortari, ut 
per viscera misericardiae Domini Nostri Jesu Chrisli , per asper- 
sionem praeciosissimi Sanguinis ejus in ara salutiferae Crucis, in 
redemptionem nostram effusi; per sanctum illud vinculum, quo Te 
sacro baptismate initialum, et regalibus infulis coronatum Sancta 
Mater Ecclesia . ... ; ut pietatis et obedientiae spiritum sumas ; 



ANNALI VENETI 389 

et ea quae Christianae pacis suiit, amplectaris ; et animum tuum, 1495 
vicesque titas , ab Ecclesiae et filiorum ejus offensione , cantra im- 
manissimos Chris ti communes hosles , paternis monitis nostris 
obtemperans, convertere studeas. Ut namque sunt SS. Apostolorum 
Petri et Pauli assiduae ad gloriosum Deum preces, quae universos 
Ecclesiae dictionis turbatores , mandatorum Apostolorum contem- 
ptores , ad infelicem semper exitum perducere solent ; ita ipsorum 
suffragiis in sanctd et necessaria cantra infideles expeditione, quam 
toties tuo verbo regio , quasi vovens Deo , polliceri , decorum 
sanctumque putasti ; in aliisque ipsi gratis actionibus , ab eo bene- 
dici, juvari, prosperari merearis. Optamus namque, ut Carolum 
illum Magnum , antecessorem tuum , huius Sanctae Sedis obse- 
quentissimum filium , ita operibus sicut nomine referas. Datum 
Romae apud Sanctum Petrum , sub Annulo Piscatoris. Quinto 
Augusti 1495 ». 

El Duca d'Orliens, che è in Novara, e Novaresi, per man- 
camento de vittuaria, offerisse quella città alla Signoria; e la Si- 
gnoria no la vuol acetlar, per la fede che l'ha dà al Duca de 
Milan. EI Duca de Ferrara e Fiorentini ghe dà secretamente quel 
mazor ajuto che i puoi, de vittuarie e de danari; perchè Fioren- 
tini teme che, Gnia questa guerra, la Signoria dagha ajuto a 
Pisani a mantegnirse in libertà ; e '1 Duca de Ferrara ha paura 
che la no fazza impresa contra d' esso. Questo Duca ha pu- 
rassà favori da quei de Colegio, e sa ogni cosa; e se dise che 
r è sta manda a donar a un homo grando Senator, un per de 
caponi vechi , pieni de ducati. 

Antonio Grimani Proveditor, Gapitanio General, fa instantia 
alla Terra, da do mesi in qua, che se ghe dagha licenzia de 
far queir impresa che porta l'occasion; perchè ogni dì ghe vien 
fatto qualche oflerta de importantia, e la Signoria no consente. 

A principio de Settembrio , le zente della Signoria è andae 
Gna sotto le mure de Novara, e ha preso '1 Borgho, e brusà 
la bastia appresso la porta; e '1 Conte de Pitigian, Govcrnador 
General, è sta ferio de schiopo in una cossa ; e è sta dà lermene 
a Novaresi de rendersc, con protesto de dar la Terra a saco. 



390 M A L i P I E R 

Ì¥ò6 Questa è copia de una lettera de Marchio Trivisan , Prove- 
dador in Campo. 

XXIV. 

or Se havessamo havuto le cose necessarie alla espugnation 
de Novara , fin hora havessamo veduto '1 fine di questo asso- 
dio. Dicete, che se questa fortezza fusse stata a marina, la si 
haveria havuta con trenta galie, se la si fusse data a saco : 
et io vi respondo, che se in una fortezza a marina vi fusse 
stato 7,000 homeni disposti alladefesa, con muraglia simile a 
quella di Novara, quanti l'ussero andati a combaterla, tanti 
seriano rimasti; massimamente non havendo modo di levarli 
la diffesa. Vedete che a tuorli quel riparo che era avanti la 
porta, sono sta feriti et morti molti valent' homeni : et certa- 
mente Sanson non haveria fatto più di quello che hanno fatto 
alcuni Contestabili ; e tra gh altri , '1 Conte di Piligliano è re- 
stato ferito. È cosa chiara, che se havessamo havuto le bom- 
barde da muraglia in doi o tre luoghi , la si haveria havuto 
doi giorni da poi preso '1 Borgho ; ma non si può volar olirà 
le mura, non si havendo artelarie da baterla , né scale da mon- 
tar sopra. Hieri finalmente gionseno le bombarde. Hozi si co- 
mincia a tirar. Spero che di breve si ultimerà la cosa. Hozi 
sono otto giorni che havessimo '1 Borgo. Considerate che frutto 
s' haveria fatto in questo spazio, se si havesse havuto le artela- 
rie. Dio sa che solicitemo quanto potemo, et credete ch'io 
desidero sopramodo '1 fine. Mi raccomando. Ex foelicibus Ca- 
stris apud Novaram. Die XI II Septembris 1495 ». 

Melchior Trivisanus Provisor. 

Li Francesi che è a Napoli in Castel Nuovo, ha manda a 
dir al Re Ferando, che '1 manda homo fida per capitolar con 
loro e tuor el Castelo : e '1 Re ha manda el Marchese de Pe- 
scara, zovene de 26 anni, ma savio e valoroso; e aprossimà a 
la porta del Castelo, ghe è sta tira con una balestra un vere- 
ton in la gola, che l'ha passa da una banda all'altra. 

Hieri è sta Consegio di X con zonta de 80 ; cosa mollo 
nuova. La Signoria vende Monte Nuovo a settantacinque du- 
cati el cento. La paga de Settembrio vuol 28,000 e 200 du- 
cati; e '1 cavedal è un milion e dusento mile ducati; e va 



ANNALI VENETI 391 

cressando ogni di per i danari che se scuode delle decime che 1495. 
resta a pagar. Fàzzase la pase quando se vuol: no se poderà 
sftiicar un ducato de Monte Nuovo avanti dicse anni ; perchè 
prima besogna liberar le volte de Rialto, impegnae a 8 per 
cento. 

La Signoria ha impresta a' Pisani 6,000 ducali, per i so 
besogni. 

Papa Alessandro ringralia la Signoria che habbia liberà 
la Italia da Francesi ; e questo è '1 Brieve. 

XXV. ' .':'■' 

« Dilecte Fili, Salutem et Apostolicam Benedictionem. Licei 
Omnipotens Dominus , multorum Christiani orbis fidelium prin- 
cipum, quos Sacrosanta Mater Ecclesia, cui, Domino dispo- 
nente, praesidemus , per Sacrum Baptismum regeneravit in fi- 
lios , ipsam sponsam suam magnifica prole exornaverit atque 
muniverit, ut in afflìctionihus ejus promptam illi openi [erre 
non difjferant; libi nihilominus, generosoque Senatui tuo, inter 
caeteros Principes saepenumero , magna cum fiducia et ma- 
terna quadam familiaritate , in tribulationum angustiis consti- 
tuta, vulnerum suorum communicavit incendia. Nos vero, quam 
primum fuimus ad summum Apostolatus apicem sublimati , ad 
tutandum contra perversorum hominum machinamenta , Beati 
Petri Apostolorum Principis patrimonium, robustissimum in 
tuo religioso potentatu praesidium collocavimus. Nec Nos nostra 
fefellit opinio, cum tuus semper Nobis pio corde, in nostris et 
huius sanctae Sedis necessitatibus , opportunus exliterit favor. 
Conturbarunt deinde Italiae pacis amoenitatem Gallici tumultus; 
et irrumpente maximo ac validissimo cum exercitu Italiam, ad 
intima nostrarum et Sanctae Romanae Ecclesìae terrarum , 
cum ingenti omnium calamitate , penetrante ipso Gallorum Rege 
Carolo, ac Regnum nostrum Siciliae citra Pharum violenter 
occupante ; ex injuncto Nobis divinitus officio pastorali, post- 
quam vidimus eundem Regem exhortationibus ac monitis nostris 
paternis non mover i, clamavimus incess arder ; et aliorum no- 
strorum et Ecclesiae filiorum , tuamque ' imprimis opem implo- 
ravimus, eorumdemque Regni et Patrimonii ac totius Italiae 
ab externis nationibus liberationem procuravimus. Tu autem. 



392 M A L I P I E R O 

\^^'ò Dilecte Fili, clamor es et moerores nostros , nequaquam sarda 
aure sub dissimulatione pertransisti, sei suasionibus, horta- 
mentisque nostris obtemperans, quam primum Nos terrore Gal- 
lico cuncta prosternente percussos , Almam Urbem deseruisse , 
Gallosque (ut reliquas strages praetermittamiis ) civitatem no- 
strani Tuscenensem, hostili impetu invasam, praedae et occisioni 
crudelissimae expositam, poene desolatam intellexisti reliquìsse; 
immensis e vestigio tuae potentiae viribus exurgens, prò nostra 
et ejusdem Ecclesiae defensione, devotionis tuae solitae vexilum 
explicuisti: coacto siquidem maximo robustissimoque equitum 
peditùmque exercitu, paratdque validissima classe, prò nostra, 
et in primis Sanctae Matris Ecclesiae , et consequenter Italicae 
pacis ac suorum defensione, terrà marique, nullis sumptibus, nullis 
laboribus, nullisque periculis parcendo, audentissime decertare,sicut 
erat licitum,juxtum, gloriosumquc , putasli. Pulsi sunt, quamvis 
non incruenta Victoria, incomparabili tua tuorumque virtute , 
invasores Ecclesiae , et occupatores Italiae ; ereptaque est eorum 
manibus , classis tuae armis , Apulia ; majoraque in dies , prò 
reformandd , stabilienddque Sacrosanctae Romanae Ecclesiae , 
ac totius Italiae libertate et tranquillitate , abs Te constantissime 
et impigerrime geri, indubitate speramus. Maxima sunt haec, 
Dilectissime Fili , gloriosissimaque ardentissimae tuae erga Nos 
et hanc Sanctam Sedem devotionis documenta : quae sicut cla- 
ritate et magnitudine sua, omnium corruptibilium monumen- 
torum mensuram exsuperant , ita profecto immortali laude , 
sempiterndque memoria digna sunt. Quamvis igitur haec mul- 
totiens cum dilecto filio Hyeronimo Georgia, equestris ordinis 
viro probatissimo , apud Nos oratore tuo, sicut merebantur ex- 
tulerimus ; ipsique injuxerimus , ut condignas Tibi , Senatuique 
tuo , nostro nomine , gratias ageret ; existimemusque ipsum 
hac in re, sicut in caeteris ei commissis solitus est, sapienter 
et integerrime se habuisse ; Nobis tamen non putavimus sa- 
tisfactum esse, nisi perpetuo quoque literarum nostrarum te- 
stimonio, tam praeclaras a Te, Senatuque tuo res gestas aeterni- 
taii commendaremus ; contestantes immensas Nos vobis, prò tot 
tantisque meritis et obsequiis, gratias debere; quas si umquam 
dabitur occasio , Nos vobis rependere benivolentissimo animo 
non tardabimus. Verum, quia perseverantia est illa quae in 
bonis operibus sola coronatur a Domino; Nobilitatem tuam ex 



ANNALI VENETI 393 

loto cordis affectu exhortamur et obtestamur in Christo, ut li95 
cunctis viribus, omnique conatu, ad propulsandas turhationes 
Italiae reliquas seduto velìs intendere; ut illam in prislinae di- 
gnitatis et quietis decorem , amoenitatemque , diebus nostris , sicut 
vehementer optamus , tua praesertim virtute , reductam videa- 
mus : quod et si sponte tua Te facturum cerio sciamus , no- 
luimus tamen committere , ut tam glorioso operi exhortatio 
nostra deesset. Id autem Te , Senatumque tuum apud Altissi- 
mum coelesti triumpho decorabit, et in terris immortali fama 
laudatissimos reddet. — Datum Romae, die XXI Augusti 1495. 
Pontificatus Nostri anno tertio ». 

Questa è copia d'una oration trovada scritta in Francese, 
su r officio de Carlo Ottavo Re de Pranza , tante volte nomi- 
nado de sora; la qual oration se disc che fo de Carlo Magno ; 
tradutta ad literam in lengua Italiana. 

XXVI. 

« Mio Benedetto Dio. Io credo di cuore, et confesso di boca 
tutto che la Santa Chiesa crede e tien di voi, et che ciascun 
buon cattolico christiano die di voi sentir e creder. Et qui pro- 
testo, avanti la vostra santa figura, che voglio viver et morir 
in questa fede, et perseverar tutta la mia vita. Vi reconosco 
per mio Dio, padre, creator et redentor de tutto '1 mondo. 
Io son povera vostra creatura , soggietta et servente. Vi faccio 
fedel oblation del corpo et dell' anima , quali tengo da voi co- 
me da mio sovran Signore. Appresso de tutti i beni naturali , 
spirituali e temporali, quali ho al presente, ho havuti, et 
che aspetto haver da voi, mio Dio, in questo mondo et nell' al- 
tro , con tutto 'l cuor mio vi glorifico et ringratio. Et in 
segno et recognition , vi pago con questo picol tributo la mat- 
tina et la sera ; cioè vi adoro co 'I cuor , con la mente et 
con la boca, in fede, speranza e charità, con questa picola 
oratione, la qual solamente appartiene a Vostra Benedetta 
Maestà, Signoria et Divinità. Et vi richiedo tre cose : la prima 
è misericordia de tanti mali , et vili peccati che io ho latto 
et commesso per il tempo passato contra la santissima vostra 
volontà. La seconda , che 1 vi piaccia donarmi gratia che io 

ARCH.Sx.lT.Vol. VII. Par. /i. 50 



394 M A L I P I E R O 

1495 vi possa servir et adempir li vostri divini et santi commanda- 
menti, senza incorrer né cader in peccato mortai. La terza, che 
alla morte et al mio gran bisogno mi vogliate soccorrer , et 
donar gratia che io possa haver soventione , per virtù della 
vostra benedetta passione, et vera contrittione de i miei pec- 
cati ; et morir nella vostra Santa Fede ; et finalmente perve- 
nir alla gloria eterna, appresso i Santi et Sante del Paradiso. 
Amen ». 

È sta deliberà de mandar 1,000 fanti su '1 Polesene sotto 
do capi. 

El Duca e la Duchessa de Milan è andai in campo , et è la 
segonda volta ; e '1 Duca va su e zò nel campo Francese , e no 
comunica niente co i Proveditori. 

EI re de Franza no puoi haver da i so Regni né danari nò 
zente ; et è consegià che '1 se acorda , e che '1 torna a acomo- 
dar le so cose : e questi avisi che l'ha de Franza, el fa inclinar 
alla pace ; e Hercule Duca de Ferrara se ha interposto. 

Marchio Trivisan Provedador, se ha dogiudo con Lodovigho de 
Milan che '1 tratta la pace con Francesi, e che '1 no l'habbia 
parlicipà con la Signoria ; e ghe ha potestà de levarse con le 
zente: e esso ghe ha fatto gran instanzia che '1 no lo fa zza , e 
promette che le cose passerà con satisfation della Signoria. 

Saria sta bon remedio a i mali che sorastà , dar comission 
a Bernardo Gontarini, Capetanio de Slradiothi, che con qualche 
occasion fesse tagiar a pezzi el Duca Lodovigho e '1 Duca 
Hercule de Ferrara, che è nemici della Signoria. Tutto '1 no- 
stro essercito è de là del Tcsin, e no puoi passar senza '1 
voler de Lodovigho ; et è in so poder de devedarghe (1) le vittua- 
rie , senza le qual le zente scria rotte. È sta mal consegio passar 
ci Po. Era megio perseguitar Francesi , che za era messi in 
fuga e quasi rotti ; e lassar Novara , e no andar in casa d'altri , 
dove se convien depender dal so voler. No se die mai andar su '1 
stado d' altri , se no quando se é seguri de star e de andar 
quando se vuol : nò vai a dir che '1 patron del paese sia con- 
federado ; perchè dove se tratta de stado, no bisogna fìdarse de 
nessun, per quanto confidente che '1 sia. È sta proposto de far 
vegnir a casa tatti do i Provedadori , e no è sta preso. 

(IJ Vle'uirgli. 



ANNALI VENETI 393 

In fin dcS mese de Settembrio , Argenton ha concluso la 1W5 
pase co '1 Duca de Milan, in questo modo. Carlo restituisse No- 
vara, Scrzana, Serzanelo e Pietra Santa al Duca. Sempre che '! 
Re vegnirà o manderà in Italia, el Duca gho promette passo e 
vittuaria ; e ghe dà 1 Castel do Zenoa, e commodità de far ar- 
raada. Ghe dà 30,000 ducati; 20,000 addosso, e 30,000 a Na- 
dal ; e no ghe sia restituio la roca de Novara fin che 'I no ghe 
fa consignar el Castolo de Zenoa ; e se obbligha de far che la 
Signoria no se impedirà in le cose del Regno, a favor del ile 
Ferando. Le zento duchesche è andae alle stanzio , e quelle 
della Signoria die andar su '1 Milanese. 

A' 2 d'Ottubrio. L'Ambassador del Rode Napoli se ha la- 
menta in (]orte del palazzo con 1' Ambassador de Milan , che '1 
so Duca habbia concluso la pase senza parlicipazion do i prin- 
cipi della ligha : e ghe ha ditto, che 1' ha rotto la so parola ; e 
r Ambassador de Milan ghe ha dà una mentia : e sorazonse 
TAmbassador de Spagna , e disse : Se 1' ha fatto morir so ne 
vodo , el puoi anche no osservar la so parola. Talché i è sta 
per metter man alle armo , ma soravene chi messe de mezo , e 
no è seguio altro. 

Dal modo che '1 Re Carlo ha tegnii in questa so impresa 
del Regno , podemo giudicar se la Terra so ha governa con 
prudentia nel processo de questa guerra. El Re, habbiando da 
transitar per el stado de diversi Principi per condursc nel Re- 
gno , ha vogiù in le mani passi e le fortezze, acciò l'ingresso 
e regresso sia in so libertà : e la Signoria se ha lassa straportar 
dal desiderio della gloria d' haver liberà la Italia da Francesi , 
e ha spogià lutto T stado de homeni e de cavalli , e i ha man- 
dai a soccorrer el Duca de Milan nel so stado; e se ha lassa 
condur de là dal Tesin , e no se ha assegurà d' aver ci ponte 
in so libertà , per far tornar le zente a so beneplacito : e ad- 
dosso che se vorave che le andasse in Bressana e in Bergama- 
sca , no se puoi farlo senza consenso del Duca de Milan ; el 
qual va dissimulando la cosa , e no vuol che la zente della Si- 
gnoria passa , so '1 no conza del tutto lo so cose con Francesi. 

El camerier del Re Carlo, conduto qua prcson dal Taro, 
esamina per Alvise Manenti, Secretarlo del consogio di X, cer- 
ca '1 retorno del Re in Italia , diso che '1 Duca de Milan 1' ha 
induto principalmente a (juesta improsa de Napoli , e che '1 



396 M A L I P I E R O 

1495 Duca de Ferrara insieme con esso ghe promesse '1 passo e la 
vitluarie. 

A' 6 d' Oltubrio , s' aspetta in campo el Duca de Ferrara, 
de retorno dal campo Francese con la total conclusion della 
pase tra 'i Re e Lodovigho: e 'I Signor de Mantoa, Capetanio 
General della Signoria, so zenero, ghe é andà contra con 
1,000 cavalli; e finalmente l'è zonto con la espedicion della 
pace. 

Geronimo Lion K., Ambassador al Duca de Milan, è imputa 
de algune parole inconsiderate usate alla persona del Duca : e 
pur con lutti, ma più con Principi, bisogna esser circospetti. 

El Marchese de Mantoa è sta a parlamento co '1 Re de Pran- 
za, e el Re X ha lenta che '1 lo vogia servir all' impresa del Re- 
gno: e disc che '1 ghe ha resposo, che Ve oblighà alla Signo- 
ria , e che '1 no 1' abandoneria mai ; sì perchè '1 se contenta 
del grado che 1' ha , come perchè '1 ghe ha dà la so parola : 
che in gratification del Re, 1' ha liberà el Gran Bastardo de Bor- 
bon ; e che '1 Re ghe ha dona 10 cavalli grossi. 

El Re se die abocar con Lodovigho, e no puoi haver più 
do 400 cavalli per un. 

A' 9 d' Ottubrio , el Duca de Ferrara scrive alla Signoria , 
che '1 spera darghe pace de sua riputazion , e farghe cognoscer 
che r è so bon servidor. Ma però i mille fanti che è sta preso 
de far per mandar in Polesene , è sta pagai , e se manda a s 
confini del Bergamasco e del Cremasco , insieme con 500 ca- 
valli che era su '1 Polesene ; e questi cavalli è sta mandai a 
Crema ; et è sta dà el rnedemo ordene a tutti quei che è in 
le terre murade; tal che i sarà cerca 10,000 homeni per esser 
in ponto , se per caso l' esserci lo no fosse lassa passar su '1 
stado della Signoria. 

A' 11 de Oltubrio, se ha aviso che la pase è sta publicà con 
le condicion che ho ditto de sora. El Re no se partirà de Ver- 
celli , se prima no se parte i esserciti della Signoria e del Du- 
ca ; de i quali quel del Duca è leva , e quel della Signoria dovea 
levarse: e '1 Re die passar in Pranza; et è ottima nuova. 

È sta fatto la mostra de 250 fanti qua in la Terra , e ghe 
era sta dà la prima paglia : e habuda la nuova della pase , la 
Signoria i ha licentià per publico proclama , e ghe ha lassa la 
pagha che ghe è sta dà. 



ANNALI VENETI 397 

In la publication della pase, è sta ditto che essa pase è tra'l 14-95 
Re e '1 Duca , e che è resscrvà luogo honorato alla Signoria 
per do mesi : lai che le zente, vedendo che la Signoria no era 
compresa , ha fatto gran strepili, Gridando: Viva San Marco, con 
la so lealtà e fede. E '1 Duca ha preso suspelto, e ha dubita de 
qualche movimento. 

Orsalo Moresini, pagador in campo, è morto da fievre in 
Miian; e ha lassa una figlia sola, con facultà de trenta mille 
ducati. È sta fatto le so ossequio, a' 20 de Ottubrio, in giesia 
de S. Apostolo. 

El campo della Signoria s' ha leva , e ha passa '1 Tesin su 
per un ponte ; e per Lodi e Crema è vegnù in Bergamasca e 
Bressana; e i Provedadori ha passa per Milan, e son vegnui a 
Bressa. Le zente è anchora a i confini, e starà cosi , finché '1 
Re Carlo passa in Pranza, e può' le andarà a invernar. 

Avanti che se concludesse la pase, è sta fatto triegua tra 'I 
He e '1 Duca; e intanto '1 Re ha leva de Novara el Duca d' Or- 
ìiens e altri homeni d' importantia , e pressidià la róca. Subito 
che la Signoria ha habù aviso de questa pratica, V ha fatto far 
officio co 'l Duca per mezzo de i Ambassadori e de i Proveda- 
dori , dogiandosse che se trattasse composition senza sua sa- 
puda ; e ha dà ordene che le zente se levasse de Novara , no 
ghe parendo che le stesse segure, tra le zente francese e duche- 
sche , in casa del Duca ; massimamente habbiando '1 Capetanio 
Zeneral mostra d'haver intelligenzia con Francesi e co 'I Duca 
de Milan, come ho ditto; tanto più che, dapuo' se ha inteso 
che '1 Duca d' Orliens è sta ne i so alozamenti : tal che 1' è sta 
bon consegio e inspiration de Dio , far cavalcar le zente che 
era in le terre a i confini per dar reputation e ajuto alle cose 
della Terra , in caso de besogno; e che '1 Duca se scovrisse do 
no le lassar passar el fiume: come che '1 fese per un pezzo per 
tegnir Francesi in officio, e concluder con essi con più so 
avantazo. 

In campo della Signoria , tra cavalli e pedoni , ghe era qua- 
rantamille persone, e disdotto (1) mille ghe ne andava, parto 
levae delle terre del stado, parte assoldae qua in la Terra; e se 
mandava per assegurar le cose del campo , che '1 no fosse in- 

(1) Dicio((o. 



398 M A L l P 1 E R 

1495 terlegnù de là del flume : in tutto, cinquaotaotto mille persone. 
Gran espedicion , che ha fatto ressolver el Re de concluder 
r acordo , e de ceder al Duca la róca de Novara ; e ghe vene 
fatto, che le nostre zente in casa soa ghe forno de gran servi- 
sio : e una delle condicion dell'acordo è sta , che '1 Duca su- 
bito dagha licentia a le zente della Signoria. I Svizzeri del Re 
no è sta pagati , e loro se ha retegnù le artelarie. 

A' 8 de Ottubrio , el Re Carlo se ha leva. A' 9, el Duca de 
Milan , habua la róca de Novara , ha permesso che l' essercito 
della Signoria se parta a so beneplacito; e ha usa a i Proveda- 
dori parole assae de ringratiamento ; e ghe ha ditto, che '1 vuol 
vegnir in questa Terra , a i pie della Signoria, a referirghe gratie. 

El Re non podeva tolerar che la Signoria havesse messo 
insieme tanta zente , e havesse dà ajuto de danari al Re de 
Napoli , al Duca de Milan e a' Zenoesi. Dapuo' che seguì '1 fatto 
d' arme del Taro , el Re se ressolse de passar in Pranza ; e '1 
Duca de Ferrara, temendo che la Signoria havesse mala vo- 
lontà contra d'esso, el persuase a fermarse de qua da monti, e 
r ha aiuta de danari , de vittuaria , e d'ogni altra cosa. E '1 Re 
in r acordo co '1 Duca de Milan, ha tenta de obligarlo a stren- 
zer la Signoria a star in pase col Duca de Ferrara : e Lodovi- 
gho ha fatto officio ; e ghe è sta resposo, che no se ha guerra con 
esso: e cosi la cosa ha preso altro camin. 

Pisani ha manda a offerir la so città alla Signoria , e do- 
manda un Proveditor , 500 Stradiothi , e 500 pedoni ; e dise 
che i vuol dar 2,000 ducati all'anno al Proveditor, e sessan- 
tamille ducati , pur all'anno, per i pagamenti delle zente. 

È sta preso de andar incontra al Conte de Pitigian co '1 
Bucentoro. Se ghe darà la casa del Duca de Ferrara per al- 
zamento , e se ghe farà le spese dal publico. 

È passa otto vele grosse, tra nave e barze, da Ostia, che va 
a soccorrer Francesi in Castel Nuovo de Napoli. Tra queste 
vele ghe zè una barza grossa del Re d' Inghelterra , e una della 
Religion de Rhodi de 3,000 hote; e D. Zuffredo, Oo del Papa, va 
con quaranta insegne a soccorrer el Re Ferando. 

È morto a Pavia el Conte Carlo del Pian de Meleto , con- 
duttier della Signoria de 450 cavalli. 

El Duca de Ferrara è ancora co '1 Re de Franza ; ma l' è 
appresso d' esso in poca essistimation , e anche appresso d'ai- 



ANNALI VENETI 399 

tri. El ghe ha domanda licentia de partirse , e no l' ha havuta : 1495 
ì'ha manda a chiamar el Duca Lodovigho de Milan, so zenero, 
e non è andà. El Re se tien mal satisfatto de i fatti soi, per- 
chè le cose no ghe zè sucesse segondo che '1 ghe haveva 
divisa. 

A' 22 de Ottubrio , el Conte de Pitigian è zonto qua in la 
Terra ; l'è sta incontra Gn a Santo Antonio : 1' è homo grave, 
de cinquantado' anni ; el va curvo per causa della feria, in la 
qual l'ha tuttavia la baia. L'è molto grato a tutta la Terra. 

A' 23 ditto, è sta dà licenzia a i Provedadori, che i vegna a 
repatriar. A' 31, è sta presode far un Provedador a Monopoli, 
con 1,000 ducati all'anno de salario, e con obligo de quattro 
famegi, quattro cavalli , un cancellier e un cavalier. El Signor 
de Mantoa domanda che se fazza una giostra qua in la Terra, 
segondo , '1 solito. A' 3 de Novembrio , è sta fatto Provedador a 
Monopoli Alvise Loredan q. Polo, che è alle Cazue. 

Questa è copia d'una lettera de Geronimo Contarini Prove- 
ditor deli' armada. 

XXVIL 

« Serenissimo Principe. Per l'ultime mie da Galipoli deno- 
tai a Vostra Sublimità, che io era per trasferirmi in questo loco 
di Napoli con vinti galie , de ordene del Magnifico General. A' 7 
del presente mi levai , et la sera sorsi con tutte le nostre con- 
serve in Dromo de Rezo (1), con bellissimo tempo. Seria sorlo 
a Messina, ma per respetto de Vostra Eccellenza ho voluto diffe- 
rir Gn a la mattina, per far la mia intrada con ordene et unida- 
mente. La mattina di otto intrai houoratamente, et tutta la città 
ne vide con grande allegrezza. Per ogni luogo se fa tanta essisli- 
malion di questa armada , che non si rasona d' altro ; et ogn' un 
predica la honoriGcentia di Vostra Eccellenza, et le forze sue. 
Dapoi messi li ferri (2), il Viceré mi mandò a galla tutti i zu- 
radi, ed i primi cavalieri della Terra, a offerirse per nome 
della Maestà del Re di Spagna, Poi mi prcsentorno honorata- 
mente; tal che partecipai con tutte le conserve, ciascuna delle 



(1) Reggio di Napoli. 

(2) Gittate 1' ancore. 



400 M A L I P I E R 

1495 quali hebbe abondanteraente la parte sua. Son stato in quel luoco 
lutto quel zorno, si per dar commodità all'armada di potersi 
fornir delle cose necessarie, sì anche perchè la galia Lesigna- 
na havea molalo (1) et facea acqua, talché bisognò metterla 
a carena ; e tra '1 zorno e la note la restò conza. La mattina 
di 9, mi partii per andar a Relaio , a instantia de i Soracomiti, 
che desideravano fornirsi di vini : ma intesi che D. Alfonso, già 
re di Napoli, era in quel luogo, e che '1 voleva passar a Na- 
poli ; et dubitai che '1 me rechiedesse che lo levassi sopra l'ar- 
mada. Levarlo, non mi parca , senza ordine di Vostra Eccellenza ; 
dirli di no, mi dispiaceva, per non li dar causa di mala satisfa- 
tione : et mi rissolsi di dar licentia alla maggior parte de i 
Sopracomiti , che andassero essi , et che venissero subilo a tro- 
varmi a Bucari; et cosi fu essequito. A' 11, si partissimo tutti 
in conserva , et a' 12 , con 1' ajuto del Signor Dio, giungessimo 
qui ; et per esser note, sorzessimo (2). La mattina di 13, tro- 
vai in detto loco cinque galie de Vilaraarln, sopra le qual era 
la Maestà della Regina, et l'Infante, et l'Ambassador de Spa- 
gna , gionti '1 zorno innanti da Messina. Subito che hebbero 
vista di noi, mandorno una galia a ladi (3), et un suo messo, il 
qual mi disse a nome della Regina, che la si teneva obbliga- 
tissima a Vostra Eccellenza; che la venuta mia li era gratissi- 
ma; che la non haveva voluto sbarcar fin allora , perchè 'ì Re 
suo marito era in campo ; che mi pregava che gli dicessi so- 
pra ciò '1 parer mio. A la prima parte resposi quanto mi parve 
che fusse d'honor di Vostra Eccellenza. Quanto al suo descender 
in terra, dissi che mi reportava a Sua Maestà; ma ch'essendo '1 
Re sei miglia sole lontano, laudava che l'havesse '1 parer suo; 
et che andarci a basciarli la mano. II messo mi disse, che Sua 
Maestà l'haveria havuto grato: et io, messe le galie in ponto, 
andai , accompagnato da tutti li Sopracomiti, su la galia di Sua 
Maestà. Gli feci la debita reverenda; et Sua Maestà volse che gli 
sedesse per mezo. Mi allegrai per nome di Vostra Eccellentia 
del nuovo possesso che la Maestà del Re et sua haveano havuta 
di questo Regno; et le dissi che l'Eccellentia Vostra havea dato 
ordine al Magnifico suo General, che si transferissa qui con 

(1) S' era sconnessa. 

(2) Ci allargammo 

(3) A lato. 



ANNALI VENETI 401 

l'aripada, per favorir et soccorrer le cose loro. Scusai esso Magni- 14-95 
fico General per V infirmila sua ; et dissi , che per essere stato a 
Taranto ad instanlia del Signor D. Fedrigo , havea diffe- 
rito la venuta mia fino a quel giorno. Soggionsi che '1 
Magnifico General havea desiderio di venir in persona con 
l'armada; ma che non havendo potuto, havea dato ordine a 
me, di commissione di Vostra Eccellenza, che venisse in luoco 
suo. Gli offersi questa armada, et gli dissi che io era per 
dar tutti i favori et ajuti possibili a le cose delle loro 
Maestà. Mi fu risposto per lei , quanto al contento della recu- 
peration del suo Regno , che non facea bisogno de chiarirlo 
mazormente , perchè lo conosse ; et tengono per certo haverlo 
recuperato per lei ; et che sono obligati quanto si possa dir : 
quanto alla mia tardanza, disse che io era a tempo, et che 
questa armada libereria del tutto questo Reame , dal qual ero 
aspettato con gran desiderio. Concluse che li parca non poter 
perir, co '1 favor di Vostra Eccellenza. Poi entrò a domandarmi 
quello che la dovea far, cerca el suo sbarcar in terra; et stando 
su questa consideration , soprazonse una lettera del Re , data 
hieri , per la qual gli diceva , che smontasse sicuramente ; et 
che essendo io arivato con questa armada , come havea pres- 
sentito , dovesse intrar al Muoio con la mia compagnia. Io gli 
dissi , così ricercato da lei , che l' acompagnerei con tutta l'ar- 
mada insino alla terra: ma cerca all' intrar in porto, et andar 
al Muoio , non mi parea di farlo , dubitandomi che quelli dal 
Castel Nuovo non mi facessero danno et vergogna con le arte- 
larie ; potendo essi dir , che se ben hanno tregua con la Maestà 
del Re, non l' hanno con Vostra Eccellenza. Sua Maestà assenti 
a quanto havea detto , et non volse n' anco lei andar al Muoio , 
et descese in terra alla Madalena, Acompagnai Sua Maestà con 
tutti li Sopracomiti ne i copani (1) , ma non descesi in terra f 
et fattale riverentia , tornai a galia : et perchè non mi pareva 
che 'I star li fosse securo , mi levai , et veni a sorzer qui a 
Baia. Onde gionto, il Consolo mi ha presentado lettere di Vostra 
Eccellenza, drezzade al Magnifico General de primo dell'instante; 
con la conclusion e capitoli della pasc seguida tra la Maestà 
del Re di Pranza et lo illustre Duca di Milan : la qual pace, 

(1) Negli schiO. 

Akch. St.it. Voi. VII. /^a;-.//. 51 



402 M A L I P I E R 

1495 avanti '1 zonzer mio, era sta communicata per detto Consolo a 
Ifì Maestà del Re ; di che mi ha detto haverne dato notizia a 
Vostra Eccellenza. Hora mi ha parso di mostrar essi avisi a 
la Maestà della Regina , et a li Ambassadori di Spagna. La 
Regina siete a principio sopra di sé ; poi vedendo che Vo- 
stra Eccellenza sta constanlissima in favorir le cose di questo 
Regno , è restata ben satisfatta , et rengratia de novo la 
Sublimità Vostra de i favori che de continuo la fa al so Re. 
De novo Vostra Eccellenza bavera inteso l' acordo fatto qui co '1 
Castel Nuovo ; la rotta del campo di questa Maestà sotto '1 go- 
verno del Conte de Mctelin ; et la rebelion di Salerno e Tricorno, 
i quali hanno levate le insegne Francese. Dapoi Francesi sono 
venuti On su le porle di Napoli. Erano cerca 4,000 persone , 
con gran quantità de viveri et d' artelarie ; sperando che su- 
bito presenladi alla città , tutta la Terra si dovesse solevar a 
loro tiìvore. Ma comparsi che fumo , T Re ussì , et li andò 
contra, et li fugò di tal modo, che lasciorno driedo le vittuaric 
et le artelarie. Sua Maestà li ha seguitadi , et si è reduta in 
Nola , et ha mandato a tagiar le strade ai passi : ha in essere 
quindese mille persone , et scrive che dovea investirli , et spe- 
rava vittoria ; della qual seria facil cosa che Vostra Sublimità 
ne sia avisata , avanti '1 serar di questa. Sua Maestà espedita 
da questa fattione, tornerà qui. lo mi le presenterò, et gli dirò 
in sustantia quello che ho detto a la Regina; intenderò 1* intento 
suo , et ne darò aviso a Vostra Eccellenza : ma giudico che la 
tricgua del Caslelo, et il successo di questa vittoria, farà che '1 
non bavera bisogno di noi ; pur io sarò pronto con tutta questa 
armada a darli ogni favor , secondo '1 desiderio di Vostra Ec- 
cellenza. In tanto aspetlarò suo ordine di quello che averò a 
fare ; che non potendo condur queste galle al Muoio , patirano 
senza dubio gran seneslri in questo luogo , il qual è lontano 
otto miglia dalla città : et a' piedi sui mi raccomando. Dato 
appresso Napoli in porto di Raja , die 24 Octob. 1495 ». 

HlERONIMUS CONTARENDS ProVÌSOr. 

A' 5 de Novembrio, è sta Pregadi Gn a cinque bore di note; 
et è sta deliberà die Bernardo Contarini Stradiotho, se leva 
con 800 Stradiothi e 200 balestrieri a cavallo , e vada a Ra- 
vena , e fazza 1,000 fanti; per el qual effetto se ghe manda 
10,000. ducati. 



ANNALI VENETI 403 

Monsignor Argenton è sta qua cinque zorni a nome del Re 1495 
de Pranza. Prima , ghe è sta dà 3 ducati al zorno , e avanti 
ghe ne haveva dicse ; e '1 se ha dogiù de no esser tratta come '1 
so Re merita; e ghe è sta fatto le spese del publico. L'ha habuo 
audienzia , e subito ghe è vegnù drio un Ambassador de Milan: 
aliquid monstri alunt. Dio ne guarda da homcni duplici , e 
da traditori. 

A' 8 ditto , è zonto qua '1 Signor Francesco Gonzaga (^api- 
tanio General , e Annibal Bentivogi da Bologna , Gonduticr ; e 
altri Signori ; e Marchio Trivisan e Luca Pisani, Provedadori. 
L'è sta leva co '1 Bucentoro al Corpus Domini, con gran trionfo; 
l'è alozcà in casa del Signor Ruberto alla Charità; l'ha con 
esso 300 boche , e se ghe dà 40 ducati al zorno. 

Fiorentini se lamenta che la Signoria dagha ajuto a' Pisani. 

El Duca de Ferrara governa '1 stado de Milan , et ò andà 
a Zenoa , a tuor per consegua '1 (.'astelo per el Re de Pranza. 

El Duca de Milan attende addosso a cazzar el Re Forando 
de Napoli , per no se tirar Francesi addosso ; e la Signoria vuol 
piuttosto Ferando che loro in Italia: ma '1 Re è amala da ponta (1) 
in Lion. 

1 Stradiothi che torna de campo, ha speso qua in la Terra, 
tra pani de lana, de seta e d'arzento, 10,000 ducali ; e la Si- 
gnorìa ha fatto Cavalier Pietro Busichio Napolioto , e l' ha vestio 
de pano d'oro. L'è raonoculo, valent'homo, e va con 200 ca- 
valli a trovar el Provedador. 

El Duca de Ferrara è zonto a Zenoa , e arma sette nave 
grosse per soccorrer el (Castel de Napoli : e per tal aviso è sta 
preso de far Capitanio General , e che le quattro decime se 
diebba pagar per tutto '1 mese presente de Novembrio. 

L' è capita a Crema un Stradiolho con un cariazo Francese, 
e in un so forcier è sta trova assai scritture del Re Carlo: tra 
le qual Domenegho Benedetti, Podestà e Capitanio de quella 
terra , ha tolto una boia apostolica de Papa Alessandro drezzà 
al Re de Pranza , che lauda el so proposito de andar contra 
Turchi; che se contenta che '1 venga in Italia, e ghe offerisse 'l 
passo e le villuarie per el stado della Giesia. L' ha tolto anche 
una lettera ducal che Domenegho Trivisan e Antonio Lorcdan 

(1) Punta plearitide. 



404 M A L I P I E R 

1495 prosenlote al ditto Re , e le ha manda a i Cai di X ; perchè 
con queste lettere , massimamente con quelle del Papa , ci Re 
se giustifica del so passazzo in Italia , e se chiama offeso dal 
Papa e dalla Signoria; e dise che tutti do ghe ha manca della 
promessa : e questa è la copia della hola papal. 

xxvin. 

« Alexander Episcopus, Servus Servar um Dei. Ad perpetuar», 
rei memoriam. Ex Supremae providentid Majestatis , in supremo 
militantis E cclesiae speculo, Romanus Pontifex constitulus, ad ea 
libenter intendit , per quae Catholicorum Regum et Principum 
adversus perfidos Turcas , Christiani nominis hostes , ex eorum 
pia et innata devotione militantium , quieti et securitati consulatur. 
Sane cum carissimus in Christo filius noster Carolus Francorum 
Rex Cfiristianissimus , zelo catholicae fidei accensus , dimisso 
proprio regno , se cum maximo exercitu, facto sud impensà , ad 
expedictionem contra ipsos perfidos Turcas accingat , et hujusmodi 
suum piiim et sanctum propositum prosegui possit , ad almam 
Urbem nostrani personaliter se cum dicto exercitu contulerit , 
volens ultra progredì , et suum propositum hujusmodi ad effectum 
perducere; Nos, cupientes quieti et securitati praefati Caroli Regis, 
totiusque sui exercitus consulere , habitd super Ms, cum Venera- 
bilibus Fratribus nostris Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalibus, 
deliberatione maturd , pollicemur Nos et ipsi Fratres ejusdem 
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinales, quod prò posse cavebimus, 
ne ipse Carolus Rex , et tota ejus societas offendatur ; nec per- 
mittemus quod aliqua mala eis directe nel indirecte fiant et pro- 
curentur; nec auxilium et favorem inimicis praefati Caroli Regis, 
in gentibus , pecuniis vel alias praestabimus : quod etiam dilecti 
filii, populus Romanus , promittent. Nulli ergo hominum liceat 
hanc paginam nostrae pollicitationis infringere; vel ei, ausu teme- 
rario , contra ire. Si quis autem hoc atentare praesumpserit , 
indignationem Omnipotentis Dei et Beatorum Petri et Pauli Apo- 
stolorum ejus, se noverit incursurum. DatumRomae apud Sanctum 
Petrum, Anno Dominicae Incarnalionis MCCCCXCIIII, Cai. 
Feb. , Pontificai, nostri Anno Tertio ». 

Ego Alexander , Catholicae Ecclesiae Episcopus , subscripsi in 
medio paginae nomen meum positum. 



ANNALI VENETI 405 

Ego D. PraeshiterCardinalis Sancii €lementis,manu propria sub. 1495 

Ego Jo. Jac. Praesb. Cardinalis , Parm. m. p. sub. 

Ego L. Titilli Sanctae Caeciliae Praesb. Cardinalis Benevent. 

m. p. sub. 
Ego A. Tit. Sanctae Praxedis Praesb. Cardinalis m. p. sub. 
Ego Jo. Praesb. Cardinalis Montis Regalis m. p. sub. 
Ego B. Cardinalis de Ursinis m. p. sub. 
Ego Jo. Tit. Sanctae Sabinae Praesb. Cardinalis Sancii Dionisii 

m. p. sub. 
Ego Jo. Ani. Tit. Sancii Nerei et Achilei Praesb. Cardinalis 

m. p. sub. 
Ego B. Praesb. Cardinalis Cartaginensis m. p. sub. 
Ego F. Praesb. Cardinalis Guid. m. p. sub. 
Ego Jo. Episc. Port. Cardinalis Sancii Angeli m. p. sub. 
Ego Georgius Ep. Albanorum Cardinalis Sanct. XL.'"' m.p. sub. 
Ego Hier. Ep. Praem. Cardinalis Rodiens. m. p. sub. 
Ego A. Tit. Sancii Georgii Crim. in. p. sub. 
Ego Fr. Cardinalis Sancii Severini m. p. sub. 
Ego C. Cardinalis Valentinus m. p. sub. 
Ego lulian. Diaconus Cardinalis de Cesarinis m. p. sub. 
Ego Dom. Diaconus Cardinalis Grimanus m. p. sub. 
Ego An. Diaconus Cardinalis de Farnesiis m. p. sub. 
S. Paulus S. Petrus 

In te Domine speravi , non confundar in aeternum. 

A' 15 de Novembrio, è sta fatto Capitanio General da Mar 
Marchio Trivisan, romaso per scortinio da Nicolò Lion Con- 
segier alla Banca , de 31 balote , e tolto per quattro man de 
elettion. 

Bernardo Contarini, andando a Ravena con 400 Stradiothi, è 
passa per Ferrara, e ha manda avanti la compagnia, et è resta 
da drio con 60 de loro. I primi ha cridà su quella piazza: Marco 
Marco: e '1 populo de Ferrara ha cridà: Pranza Franza; e un 
puto è sta baluo severamente per haver cridà: Marco Marco. 
Tre hore dapuo' è passa Bernardo Contarini Provedador arma, 
e no ha fatto strepito nessun nò esso, né nessun de i soi ; anzi 
l'è desmonlà quietamente, e ha visita Zuan Francesco Pasqua- 
ligo Visdomino : e può' '1 se ha messo su la via de Uaven.i a 
aspettar altra comission. 



VOG M A L I P ! E R 

1495 A' 19 ditto, el Dose ha dà '1 stendardo, in Giesia de San Marco, 
a D. Nicolò Orsino, Conte de Pitigian, Governador della milizia. 
È sta cauta messa solenne del Spirito Santo, segondo 'I solito ; 
et è sta presente 1 legato del Papa, l'Ambassador de Massimian 
Imperator , Argenton per el Re de Pranza, l'Ambassador del 
Re de Spagna , quel de Ferando , del Duca de Milan, del Duca 
de Ferrara , e del Marchese de Mantoa. El stendardo no era 
anchora flnio , e per prestezza '1 fo porta a benedir così im- 
perfetto : et è sta compagna con gran trionfo fin al piato (1). 
Argenton è sta spazza ; ghe è sta dona 20 brazza de veluto 
cremisiu in do peli ; 1' ha domanda cavalli per il viazo ; et è 
sta scritto ai Rettori, che ghe proveda de tre cavalli convenienti, 
de luogo in luogo fin ai confini. L' ha domanda ajuto alla Si- 
gnoria per nome del so Re , che vuol pur renovar l' impresa 
del Regno; e fa partio de cieder la Pugia, da Cao d' Otranto in 
qua , con l'Abruzzo. Ghe è sta resposo , che per addesso la no 
puoi responderghe diffinitivamente, trovandose la Signoria obli- 
ghà alla ligha ; et che con commodi tà se parlerà co i confe- 
deradi ; e de quanto sarà deliberà , se darà aviso e resposta 
alla Sua Maestà. Ghe è sta resposo a questo modo, perchè '1 
Re die far a Nadal un parlamento de tutto 'l Regno a Lion , 
e se saverà quel che '1 sarà per far l' anno che vien ; e anche 
perchè par che i Principi d'Italia , eccetto 'l Papa, no voglia 
Ferando nel Regno de Napoli. El Duca de Milan teme , che 
ferma che el sia nel Regno, el ghe muova guerra, e ghe togia 
el stado che l' ha usurpa a so nevodo : el Duca de Ferrara 
dubita, che stabilite che sia le cose del Regno, la Signoria no 
ghe dagha travagio, per la mala salisfattion che 1' ha dei fatti 
soi. Fiorentini spera con la guerra de Napoli divertir da Pisa 
le forze della Signoria : e Zenoesi è obligati al Duca de Milan. 
Se inquirisse de quei che scrive e partecipa le cose scerete 
con Ferrara. È sta trova l'està passa in quattro mesi estrema 
quantità de danari per i besogni della guerra, fatta a fin de 
scazzar Francesi d' Italia , e quel serpe venenoso del Re Carlo- 
Ma se se havesse da continuar , se creparave sotto 'l giogo , 
perchè i poveri no puoi star a tanta spesa ; e però se va scuo- 
dando con destrezza all' ollìcio delle Cazude , e no se vende 

(i) Barca dorata del Doge. 



ANNALI VENETI 407 

altro che i Otti delle case. Altri che i richi no puoi portar 149^ 
questo peso , e questi è de Pregai e de Colegio , e ha in le man 
el viazo da Barutho , d'