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Full text of "Atti della Società dei naturalisti e matematici di Modena"

















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CD.: Indice decimale, 5 (063 (45.431) 



ATTI 



DELLA 



SOCIETÀ DEI NATURALISTI 



DI MODENA 



Serie III - Voi. XV - Anno XXX 



1896-97 



IN MODENA 

COI TIPI DI tt. T. VINCENZI E NIPOTI 

Librai-Editori sotto il Portico del Collegio 

1898. 




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C. !D.: Indice decimale, 506 (454:). 



ATTI 



DELLA 



SOCIETÀ DEI NATURALISTI 

DI MODENA 



Serie III - Voi. XV - Anno XXX. 



1896-97 



IN MODENA 

PRESSO G. T. VINCENZI E NIPOTI 

Tipografi-Librai sotto il Portico del Collegio 



1898. 



RENDICONTO DELLE ADUNANZE 



ADUNANZA GENERALE DEL 26 APRILE 1896 



Presidenza del Prof. Dante Pantanelli Presidente. 

La seduta è aperta alle ore 11,20. Presenti Chistoiii, Della 
Valle, Mazzetti, Mori, Namias, Pantanelli, Picaglia e Zannini. 

Letto ed approvato il verbale della precedente tornata il 
Presidente commemora con opportune parole i compianti 

colleghi Prof. Dott. Cav. Curzio Bergonzini e Prof. Dott. 

Comm. Eugenio Griovanardi ricordandone le pubblica- 
zioni ed il valore scientifico. 

Il Segretario riferisce intorno a due lavori presentati e 
cioè: Fiori Prof. Andrea « Revisione delle specie del Genere 
Abax » e Moretti-Foggia Dott. Amalia « Piante spon- 
tanee del Bosco Fontana presso Mantova ». Di tali lavori si de- 
libera la pubblicazione negli Atti. 

Intorno alla gita annuale sono messe innanzi tre proposte:* 
una che ha per obiettivo « I Sassi della Rocca » — la seconda 
« S. Martino ed il Lago di Garda » — la terza « Curtatone 
e Montanara ». Dopo breve discussione è accettata l' ultima, e 
viene delegata la Direzione a, stabilire il giorno e le modalità 
della gita. 

Dai Soci Pozzi, Picaglia e Goldoni viene proposto a Membro 

Ordinario il Sig. Rangoni-Macchiavelli Marchese Giu- 
seppe che viene accettato. 

Aperte poi le urne per la nomina della Direzione e fatto lo 
spoglio delle schede dai Soci Namias e Picaglia, sono 
riconfermati 



— IV — 

a Presidente il Prof. Dante Pantanelli 
a Vicepresidente, il Prof. CffiO Chistoni 
a Segretario il Prof. Luigi PiCAGLiA 
ad Archivista PIrig. Luigi Pozzi 
a Cassiere il Dott. Luigi Messori. 

La seduta è tolta alle ore 12,20. 

IL PRESIDENTE 

DANTE PANTANELLI. 



Il Segretario 
Luigi Picaglia. 



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93. (B.). 



CURZIO BERGONZINI 



Il Prof. Curzio Bergonzini sortì i natali in Modena 
il 29 Marzo 1851: ultimati con lode gli studii classici, si inscri- 
veva nel 1867 alla nostra Università e nel 1873 riportava con 
plauso la laurea in medicina, presentando bellissima tesi sul- 
1' elmintologia. 

Appena laureatosi, nello stesso anno fondava la Società Me- 
dico-Chirurgica di Modena, della quale fu più tardi Cassiere e 
Bibliotecario. 

Prima, Astante dell' ospedale ( 1875 ), poi Assistente del Prof. 
Alessandro Puglia nella Clinica Medica (1876) e successivamente 
Medico condotto della Compagnia di Carità per la città di Modena 
(1877) egli disimpegnò questi incarichi con generale soddisfazione. 
Fu più tardi Assistente alla Cattedra di Zoologia ed Anatomia 
comparata ( 1877-81 ), ed ebbe in quest' occasione a sostituire più 
volte il Prof. Carniccio, titolare di quello insegnamento, con pieno 
gradimento del Professore e della scolaresca; e col Professore 
stesso e collo scrivente cooperò allo studio e riordinamento delle 
collezioni. 

Colla venuta del nuovo insegnante di Zoologia, Modena si 
ebbe pure un giornale di medicina, che il Prof. Carniccio seco 
trasportò da Firenze la Rivista di Scienze mediche e naturali (già 
chiamato La Sardegna medica e più tardi Lo Spallanzani): nella 
redazione di questo giornale fu collaboratore indefesso il Bergon- 
zini, il quale vi pubblicò numerosi lavori originali e molte re- 
censioni. 

Conseguita nel 1881 presso la nostra Università la libera do- 
cenza in Anatomia comparata, vi tenne un corso di Istologia nor- 
male e comparata, il quale fu frequentato volontieri e con assiduità 



— VI — 

dalla scolaresca, che grandemente profittava degli insegnamenti da 
lui dati con molta chiarezza e con vedute scientifiche ispirate a 
moderni concetti. 

La libera docenza in Anatomia comparata gli valse l' incarico 
dell' insegnamento di Anatomia Pittorica nel R. Istituto di Belle 
Arti (1882), come le molte sue pubblicazioni di medicina e pato- 
logia gli valsero più tardi quello dell' insegnamento della Pato- 
logia generale nella nostra Università (1889). 

Ingegno pronto, versatile, egli aveva larga coltura e teneva 
dietro con amore ed assiduità ai progressi delle discipline scien- 
tifiche; della conoscenza delle matematiche e della fisica si giovò 
in moltissime sue pubblicazioni e gli tornarono di grande utilità 
allorquando, intento più che altro ad aiutare la Scuola normale 
« Tarquinia Molza », egli assunse l'insegnamento delle scienze 
fisiche e naturali in quell' Istituto. 

Nel 1876 entrò nella Società dei Naturalisti di Modena della 
quale diventò poi Segretario dal 1888 al 1891. Nel 1892 fu nomi- 
nato Membro dell'Accademia Modenese di Scienze, Lettere ed Arti. 

Fece poi anche parte dell' Accademia fisico statistica di Mi- 
lano, della Anatomische Gesellschaft, della Società Italiana di Scienze 
Naturali e dell'Associazione Medica Italiana, della quale ultima 
Società fu anche Segretario. 

Prese parte attiva alla riunione dei Naturalisti Italiani a Va- 
rese (1878) e a diversi congressi dell'Associazione medica, anzi 
in quello di Modena coprì la carica di Segretario generale. A ri- 
meritarlo poi dell' opera intelligente da lui spiegata in tale cir- 
costanza il Ministro Guido Bacelli, a cui erano ben noti i meriti 
scientifici, 1' attività, lo zelo di Curzio Bergonzini, lo fece nomi- 
nare Cavaliere della Corona d' Italia. 

Nò solo dimostrò 1' operosità sua nel campo scientifico, che 
anche nelle amministrazioni pubbliche egli portò un contributo di 
saggi consigli, volti a pratici ed efficaci risultati. 

La Società Operaia lo ebbe a membro del Consiglio e della 
Direzione ed ivi apportò serie riforme; come pure di molto gio- 
vamento alla locale Congregazione di Carità trovò l' opera sua, 
allorché, nominato Consigliere di quel caritatevole Istituto, compilò 
e fece approvare un ben inteso regolamento ospitaliero, ispirato a 
moderni concetti e a sagge norme economiche. 

Né di minore utilità riuscì il suo ingresso nella Giunta del 
Municipio di Modena (1892-95), di cui fu più volte Consigliere 
(1889-95). Come Assessore alla pubblica Igiene egli, si può dire, 



— VII — 

creò V ufficio locale d' igiene, al quale stava pei' annettere un ga- 
binetto bacteriologico cui poi avrebbe dato quell' indirizzo pratico 
che la competenza speciale per gli studi fatti gli suggeriva. 

Impiantò anche presso l' Ospedale congregazionale un Labo- 
ratorio di microscopia e chimica clinica, al quale accorrevano per 
esercitarsi molti studenti, ed a cui ricorrevano volontieri i medici 
per analisi ed osservazioni microscopiche le quali nel 1891, am- 
montarono al numero considerevole di 675. 

Assai colto e dotato di grande memoria egli poteva dirsi una 
biblioteca ambulante di medicina, ed agli studiosi suggeriva le 
monografie da consultare apparse sui giornali medici molti anni 
avanti. Il latino, il greco e diverse lingue moderne conosceva assai 
bene e di queste si giovò nei suoi studi. 

Collaborò in parecchi giornali cittadini politici, letterari ed 
umoristici scrivendo articoli di vario genere, e fu anche poeta 
facile e gentile. 

Ma la sua attività fenomenale, e come altri disse quasi mor- 
bosa, gravemente gli andava logorando il sistema nervoso; si che 
egli ferito nell' amor proprio da responsi che lo colpivano, ben 
crediamo a torto, e come pubblico amministratore e come scienziato 
non potè resistere ai disinganni e miseramente in breve volger di 
giorni moriva (7 febbraio 1896) dopo aver smarrita quell'intel- 
ligenza che in ogni circostanza aveva dimostrato così lucida e ben 
equilibrata. 

Ogni ceto di cittadini ne pianse la morte immatura che fu 
vero danno per la nostra città: e a perpetuarne il ricordo valga 
meglio di ogni altra cosa la serie varia e numerosa dei lavori da 
lui pubblicati nei venti anni di sua operosa vita scientifica. 

L. PlCAGLIA. 



TIII 



BIBLIOGRAFIA 



Sovra un mezzo pronto per fissare le linee nello strumento delJMarey — 
in « Rivista di Scienze Mediche e Naturali » An. XI — Modena. 
Tipografia Vincenzi, 1873, (p. 340 e seg. ). 

Sopra l'anestesia locale mediante l'acido fenico, 1. e, An. XII., 1874, 
(p. 118-123). 

Della microscopia delle urine, 1. e, (p. 145-159; 193-214). 

Sull'esame degli espettorati — Studi' teorico-pratici, 1. e, An. XIII, 1875, 
(p. 316-325; 380-383: 459-462; 490-501; 539-547. 

Sopra un caso di obliterazione della vena cava ascendente — Osservazioni 
e considerazioni cliniche, 1. e, An. XIV, 1876, (97-107). 

Resoconto degli ammalati curati nella clinica medica diretta dal Prof. 
Alessandro Puglia, 1. e, (p. 337-348: 383-396; 433-440; 490-497). 

Un caso di malattia del Meniére — Nota, 1. e, An. XV, 1877. (p. 321-330). 

Resoconto degli ammalati curati nella Clinica medica della R. Università 
diretta dal Prof. Comm. Puglia nell'anno scolastico 1876-77, 1. e, 
1877, (p. 385-393; 433-442; 481-500; 529-540). 

Alcuni usi terapeutici del cotone — Nota, in « Lo Spallanzani, Rivista 
di Scienze Mediche e Naturali », An. VII, 1878. Modena, Tipo- 
grafia Vincenzi, 1877, (p. 111-115). 

Dermatite cangrenosa disseminata — Nota clinica, 1. e, (p. 307-312: 
367-380 ). 

Contribuzione allo studio istologico del sistema osseo nei Vertebrati (e. 1 
tavola) — in « Annuario della Società dei Naturalisti di Mo- 
dena », Serie II, An. XII. Modena, Tipografia Paolo Toschi 
e C, (7-26). 

I Bacteri — Studio, 1. e, 1879, An. XIII, (p. 19-100). 

Sulla struttura istologica della mucosa stomacale del Myoxus avellana- 
rius L. — Nota, 1. e. (p. 127-129). 

Nuovi studi ed esperimenti sui Bacteri, 1. e, (p. 161-179). 

I Bacteri — Studi critici sperimentali, in « Lo Spallanzani &, « An. Vili, 
(p. 289-296; 349-355). 

Alcuni dati statistici sulle malattie acute manifestatesi nei Soci della Società 
operaia di Modena durante l'anno 1877, 1. e, 1879 (p. 244-252). 



— IX — 

Sul modo di agire di alcune cause che ritardano la putrefazione — Studi 

sperimentali, 1. e, 1880, An. IX. (p. 272-283). 
Sulle glandole salivali degli Helix — Osservazioni, 1. e, (p. 406-411 ). 
Di alcune questioni che riguardano i Bacterii e i loro effetti sull' orga- 
nismo — Nota sperimentale, 1. e, 1881, An. X, ( p. 180-183). 
Intorno all'influenza dell'acqua potabile nella genesi della febre titoidea, 

1. e, (p. 70-84). 
Singolare affezione dei peli del labbro superiore, l. e, An. X, (p. 361-363). 
Nuovi studi sperimentali sopra la presenza dei Bacteri nei terreni vegetali 

— Lettera alla Direzione dello « Spallanzani », 1. e, (p. 601-606). 
Sopra un nuovo Bacterio colorato — Nota, in « Annuario della Società 

dei Naturalisti & », An. XIV, (p. 149-138). 
Sul Mioxus avellanarius e sul letargo dei Mammiferi ibernanti — Nota, 

1. e, (177-204). 
Sopra un cranio di Odobaenus rosmarus Malmg. esistente nel Museo di 

Anatomia comparata della R. Università di Modena — Nota (ci 

tavola), 1. e, An. XV, (p. 218-232). 
Sopra un caso di agarofobia, in « Lo Spallanzani » An. XI, (p. 64-68, 

130-134, 197-200, 288-292, 379-383, 493-496, 535-538). 
Catalogo dei Protozoi raccolti nel Modenese con appendice sui Flagellati, 

in « Atti della Società dei Naturalisti di Modena » — Rendiconti 

delle Adunanze, Serie III, voi I, 1882, Modena, Tipi di G-. T. Vin- 
cenzi e Nipoti, 1883, (p. 19-23). 
Sinossi delle lezioni di istologia comparata generale tenute nella R. Uni- 
versità di Modena, in « Lo Spallanzani &, An. XI, (p. 288-292; 

379-383; 483-496; 535-538). 
Sull' uso del cloralio e del fenolo nella tecnica microscopica — Nota, 1. e, 

An. XII, 1883, ( p. 196-200). 
Caso di cisticerchi multipli in una donna — Nota, 1. e, (p. 316-320). 
Introduzione allo studio dei Bacteri — Nota, 1. e, (524-557) — 1. e, 

An. XIII, 1884, (p. 20-41). 
Osservazioni sulla vita e lo sviluppo di alcuni Protozoi (e. 2 figure), in 

« Atti Soc. Nat. Mod. », Memorie, serie III, voi. II, An. XVII, 

(p. 1-18). 
Catalogo dei Protozoi raccolti in Modena e suoi dintorni del Dott. Curzio 

Bergonzini, 1. e, ( p. 71-80). 
Intorno ad un caso di Cisticerchi multipli in una donna, 1. e, Rendiconti 

delle Adunanze, Serie III, voi. I, 1882-83. (p. 79-81). 
Sopra alcune particolarità della struttura microscopica della pelle del 

glande (e. 1 figura), 1. e, voi. II, 1884-85, (p. 158-164). 
Sulla struttura dello stomaco deU'Alcedo hispida e sullo strato cuticolare 

( corneo ) del ventriglio degli Uccelli — Nota, 1. e, Memorie, 

Serie III, voi. IV, An. XIX, 1885, (p. 1-13). 
Sopra 1' uso dell' atropina in alcune affezione degli organi respiratorii, in 

« Gazzetta degli Ospedali », 1885, (n. 39). 



— X — 

Sopra una tenia seghettata, 1. e, Rendiconto delle Adunanze. — Serie III, 
voi. Ili, 1886-87, (p. 45-49). 

L' importanza dell' anatomia nelle arti figurative — Discorso letto in oc- 
casione della premiazione degli Alunni del R. Istituto di Belle 
Arti — Modena, Tip. Vincenzi, 1886. 

Sopra una tenia seghettata — Comunicazione, in « La Rassegna di 
Scienze Mediche, Organo ufficiale della Società Medico Chirur- 
gica di Modena » An. I, Modena, Tip. G. T. Vincenzi e Nipoti, 
1886, (p. 309-313), 

Sulla struttura della pelle del glande, 1. e, (p. 15-21). 

La riproduzione cellulare (Carcinoma — Scissione diretta — Gemma- 
zione) — Lezione, 1. e, An. II, 1887. ( p. 249-257). 

Contributo allo studio della spermatogenesi nei Vertebrati — Nota, in 
« La Rassegna ecc. », An. Ili, 1888, (p. 337-345; 419-425; 462- 
468). 

Contribuzione allo studio della spermatogenesi — Nota (e. 5 figure in- 
tercalate nel testo ), 1. e, ( p. 62-68 ). 

Spermatogenesi in alcuni Mammiferi — Nota (e. 1 tavola), in « Atti Soc. 
Nat. Mod. », Memorie, Serie III, voi. II, An. XXII, ( p. 122-144). 

Sulla ricerca dei bacilli tubercolari negli sputi — Nota, in « La Ras- 
segna &., An. IV, (p. 49-52). 

Sulla respirazione ad aria calda coli' apparecchio di Weigert, 1. e, 
(p. 264-267). 

Contributo allo studio dei microbi nelle nefriti — Nota, 1. e, (p. 394-401). 

Contributo allo studio delta struttura e delle alterazioni extravasali dei 
globuli rossi del sangue — Nota (e. 1 tavola), in « Atti Soc. 
Nat. Mod. », Serie III, voi. Vili, An. XXIII, ( p. 140-173). 

Bacteri riscontrati nelle acque della Salsa di Nirano, 1. e , 1890, (p. 65-68). 

Sopra alcuni metodi di colorazione multipla in istologia — Nota, 1. e, 
voi. IX, An. XXIV, (p. 59-62). 

Contributo allo studio della struttura e delle alterazioni extravasali dei 
globuli rossi del sangue — Nota, (e. 1 tavola), in « La Rassegna 
&, An. V, (p. 1-17; 49-61). 

Studi bacteriologici sull'influenza — Nota, 1,-c, (p. 115-124). 

Contributo sperimentale allo studio dei mezzi che l'organismo oppone 
all'influenza, 1. e, (p. 551-568). 

Tic convulsivo e paramioclono multiplo — Nota, 1. e, An. VI, 1891, 
(p. 20-34). 

Sopra i cosi detti organismi caratteristici del cancro (Corpuscoli fuesina 
di Russel), 1. e, ( p. 97-106). 

Sul valore antisettico e sull' azione fisiologica del violetto di metile — 
Studio sperimentale, 1. e, ( p. 133-161 ). 

Osservazioni sugli annessi fetali di due embrioni umani di 13 e 15 mil. 
limetri di lunghezza — Nota, (e. 1 tavola), 1. e, ( p. 373-388). 

Sull' azione preventiva contro il carbonchio del siero di animali immuni 
— Nota sperimentale, 1. e, ( p. 437-444). 



— XI — 

— Ueber das Vorkommen von granulierten basophilen und acidophilen 
Zellen im Bindegewebe, und ueber die Art, sie sitchtbar zu machen 
in « Anatomiseher Anzeiger Centralblatt fur die gesamte Wis- 
senschaftliche Anatomie- Ani tliches » organ der Anatomiscben Ge- 
sellschaft, VI Jahrgang, Nr. 20-21 — Jena, Gustav Fischer, 
(p. 595-600). 
I Micrococchi — Saggio di ordinamento e diagnostica Bacteriologica, in 
« Memorie della R, Accademia di Scienze Lettere ed Arti in Mo- 
dena », Serie II, voi. Vili, Modena, coi Tipi della Società Tipo- 
grafica, 1892, (p. 359-408). 
Tavola statistica degli esami chimici, microscopici, bacteriologici eseguiti 
durante 1' anno 1891 nel Laboratorio di microscopia e chimica di- 
retto dal Dott. Curzio Bergonzini. in « La Rassegna & », An. VII, 
(p. 46). 
Contributo allo studio delle cellule eosinofile — Nota, 1. e, (105-118). 
Sopra un ascesso flemonoso da pneumococco — Nota, 1. e, (158-162). 
Della reazione infiammatoria dei tessuti in rapporto all'infezione — Note 

sperimentali, 1. e, (237-244). 
Sulle forme degenerative dei globuli rossi e bianchi del sangue — Nota, 

1. e, (p. 455-462; 509-516, 525-351). 
Dell' azione dei micrococchi piogeni e del Proteus vulgaris sulla reazione 

dell'urina — Nota, 1. e, An. Vili, (p. 137-166). 
Sopra un caso di elefantiasi — Note istologiche, (e. tavola), 1. e, 1893, 

(p. 196-299). 
Alcune osservazioni sul fungo della tricomicosi nodosa, (e. 1 tavola), in 
« Atti Soc, Nat. Mod. ». Serie III, voi. XIII, An. XXVIII, 1894, 
(p. 1-15). ■ 
Sopra un caso di elefantiasi delle piccole labbra — Nota, in « La Ras- 
segna » An. IX, (p. 1-7). 
Sulla struttura istologica delle piccole labbra e del clitoride — Nota, 

(e. 1 tavola ), 1. e, (p; 103-109). . 
SuU' infarto bianco della placenta ( e. 1 tavola ), in « Memorie R. Acc. 

Se. Let. Art. Mod. », Serie II. voi. X, (p. 229-255). 
Contribuzioni allo studio delle origini e dello sviluppo dei Cisto papil- 

lomi ovarici semplici, 1. e, voi. XI, 1895, (p. 271-298). 
Studi sperimentali sufi' emissione del calore nel corpo umano, 1. e, 

(p. 359-408). 
Bergonzini e Ronchi dott. Ignazio — Due casi di sifilide costituzionale 
curata colle iniezioni di Calomelano e a tenuissime dosi, in « Ri- 
vista Se. Med. », An. XII, 1874. { p. 318-22). 
— e Pozzi Ing. Carlo — Contribuzione alla Fauna entomologica nel 
Modenese, in « Annuario Soc. Nat. Mod. », Serie II, An. XII, 
1878, (p. 168-74). 
[ — e Picaglia Luigi] — Psittaci posseduti dal Gabinetto di Zoologia 
della R. Università di Modena, 1. e, 1878, (p. 191-192). 



— XII — 

— e Pozzi Ing. Cablo — Sul passaggio della Vanessa Cardui nel Mo- 

denese — Nota, 1. e., An. XIII, 1879, (p. 141-144). 

— Passaggio di Farfalle, in « Il Panaro Gazzetta di Modena » An. XVIII, 

n. 171, 23 Giugno 1879. 
[ — e Carruccio Pr. Antonio] — ■ Un insetto roditore della vite, 1. e, 
An. XX, n. 124, 6 Maggio 1881. 

— e Tonini dott. Guglielmo — Intorno ad alcune inoculazioni bacteriche 

nell' organismo animale — ■ Ricerche sperimentali, in « Lo Spal- 
lanzani », An. XI, 1882, (p. 631). 

— Intorno agli effetti di alcune inoculazioni bacteriche nell'organismo 

animale, 1. e, An. XII, 1883, ( p. 14-27). 

— Osservazioni alla nota del dott. Petrone « Ricerche sperimentali sulla 

setticemia », 1. e, An. XII, 1884, (378-79). 

— e A. Rovighi — Sui benefici effetti della Cairina nella pneumonite 

— Nota, 1. e, 1884, (p. 216-229). 

— e Riccardo Frignani — Sul valore comparativo di alcnni antisettici 

— Nota sperimentale, in « La Rassegna & », An. I, (p. 345.355; 
398-403; 450-457; 511-514; 537-547). 

— e Simonini Dott. Leandro — Sul valore antisettico del iodoformio 

— Esperienze ed osservazioni. 1. e, An. Ili, 1888, (p. 49-56). 

— e Bosellini Pier Lodovico — Le scoperte recenti sulla istologia dei 

centri nervosi — Lezioni del Dott. C. B. raccolte dallo studente 
B. P. L, 1. e, An. Vili, 1893, (p. 273-282). 

— La struttura istologica del midollo spinale secondo i recenti studi sul 

sistema nervoso centrale — Lezioni e. s., 1. e, (401-407). 

— e A. Boccolabi — Igiene, in « L' Appennino modenese descritto ed 

illustrato (con 153 incisioni, carta geografica, ed 1 geologica) — 
Rocca S. Cassiano, Licinio Capelli Ed., 1895, ( p. 126-139). 

— e Baccarani Umberto — Della Struttura istologica del cervelletto — 

Lezione del Dott. C. B., libero docente d' istologia raccolte da 
B. U., 1. e, 1894, An. X, ( p. 197-201). 

Comunicazioni presentale alla Società Medica ed alla Società dei Na- 
turalisti di Modena (1) e pubblicate in sunto nei Processi verbali. 

Atrofia gialla del fegato — Avvelenamento per petrolio — Avvelena- 
mento per semi di ricino — Ernie scrotali — Frattura del cranio 

— Idrotorace destro con pericardite pseudomembranosa emorragica 
Mancanza congenita di movimento in tutti i muscoli della fisono- 
mia — Mania religiosa con pneumonite — Rammollimento cerebrale 

— Ristringimento intestinale per entero-peritonite ■— Studii fisico- 
microscopici sulle putrefazioni — Sulla tisi polmonare — Teinpe- 

(1) Le comunicazioni fatte alla Società dei Naturalisti sono contrassegnate 
col segno *. 



— XIII — 

ratura delle malattie -febrili — Tetano spontaneo — Tumore cefa- 

lorbitario con esoftalmo — Valore della Uroetrina nelle urine — 

Valore diagnostico del Nitrato d'Urea, 1873-74. 
Cloralio come topico sulle piaghe — Commozione del midollo spinale — 

Ferita penetrante nel cavo pleurale — Osteoplasma nell' omero e 

nella scapola, 1874-75. 
Sul Iaborandi, Osservazioni fatte nell'Ospedale di Modena, 1875-76. 
Nefrite parenchimatosa, 1876-77. 
Contribuzione all' istologia comparata del tessuto osseo — Risposta agli 

appunti critici sulle diagnosi di dermatite cangrenosa 1877-78. 
Dati statistici sulle malattie acute manifestatesi nei membri della Società 

Operaia in Modena nel 1877 — Sulle fibre perforanti delle ossa 
Un caso di Taenia mediocanellata, 1878-79. 

* Alcune considerazioni sul movimento delle amibe. — * Sopra un feno- 

meno riproduttivo della Stylonichia pustulata. .— * Sulle vorti- 
celle, 1881-82. 

Sull' efficacia dèi jodoformio nelle malattie dell' apparecchio respiratorio 
(in collaborazione col Dott. Guglielmo Tonini), 1882-83. 

Sopra un caso di catalessi e sui fenomeni ipnotici presentati da un in- 
ferma, (in collaborazione col Dott. Gaetano Bruni), 1883-84. 

* Donna affetta da cisticerco. — Un caso di sordità verbale 1886-87. 
Alcune osservazioni sull'esistenza dei microbi nell'urina normale — Re 

perto istologico di un cilindroma - [Un caso di] Situa inversus 

cordis, 1888-89. 
Colorazioni multiple in istologia - Studi sui microbi nelle nefriti, 1889-90 
Sull' immunità artificiale, 1891. 
Della reazione infiammatoria dei tessuti in rapporto all'infezione. 1891-92 



93. (G-.). 



EUGENIO GIOVANARDI 



Nacque Eugenio G-iovanardi il 19 giugno 1820 

nella villa suburbana di S. Faustino su quel di Modena da onesti 
e poveri campagnoli, i quali coli' operosità e col commercio sep- 
pero poi procurarsi onorevole agiatezza. 

Compiuta l' istruzione diremo così classica sotto i Padri Ge- 
suiti, i quali tenevano 1' unica scuola pubblica cbe allora fosse a 
Modena, passò all' Università dove si dedicò àgli studi medici. 

Secondo la legge d' allora limitati erano i posti disponibili in 
ogni facoltà e si conquistavano con esame comparativo ; ora per 
il felicissimo risultato dei suoi esami nella classe filosofica, egli 
fu inscritto all'Università senza bisogno di esame d'ammissione, 
onore a ben pochi concesso. 

In quei tempi nei quali solo il parlar di libertà era delitto, 
gli studenti universitari, suddivisi fra le principali città dello Stato 
estense, vivevano sotto la custodia di speciali delegati in case 
apposite chiamate Convitti e con speciale uniforme. Di Convitti 
legali eranvene parecchi nello Stato ; un solo Convitto per i medici 
Francesco IV aveva istituito a Modena ed in quello percorse i 
suoi studi superiori il nostro Giovanardi, il quale nel 1846 riportò 
la laurea — unanìmiter et cum acclamatione — a pieni voti con 
lode come or si direbbe. 

Le disposizioni governative non consentivano allora al lau- 
reato il libero esercizio di quella professione, e occorreva un corso 
pratico, alla fine del quale dovevansi dare esami che il Giovanardi 
superò pure con onore — unanìmiter et cum acclamatione — 
nel 1847. 

Gli incontestabili meriti del Giovanardi attirarono su lui l'at- 
tenzione del Governo, ed ecco a questo proposito quanto scrive il 
« Foglio di Modena » sotto la data del 22 luglio 1847 (n. 609): 



— XV — 

« Cose di Patrio onore. — L'A. R. del regnante Francesco V, 
venuta in cognizione che il distinto allievo della medica facoltà 
di questa R. Università degli studi Sig. dottor Eugenio Giovanardi 
di Modena è fornito di particolare disposizione ed attitudine agli 
studi anatomici, come ne fanno prova le molte e belle prepara- 
zioni da lui eseguite e che conservansi nel patrio museo d' ana- 
tomia, si è degnata con grazioso e venerato chirografo del 5 cor- 
rente mese ordinare all' eccelso Ministro di pubblica economia ed 
istruzione, che il nominato giovine sia per due anni almeno man- 
tenuto a carico del pubblico erario in Bologna, sotto la direzione 
del valente professore di anatomia comparata cav. Antonio Ales- 
sandrini, onde si perfezioni negli anatomici studi. 

« La celebrità del maestro, il cui nome in fatto specialmente 
di anatomia è sempre celebrato, ed alle cure del quale viene af- 
fidato il Giovanardi, il sentimento di gratitudine d' altra parte, 
del quale deve essere questi compreso verso la Sovrana munifi- 
cenza, sono argomenti che fanno concepire una fondata lusinga 
di bella riuscita nello stesso giovine; e così Modena che non ehbe 
1' onore di possedere il prof. Alessandrini oriundo modenese, potrà 
un giorno fruire de' talenti suoi luminosi colle cognizioni che sarà 
per trasfondere nel Giovanardi. — Prof. Gaddi ». 

I torbidi che nel principio del 1848 scoppiarono in ógni parte 
d' Italia ed anche a Modena gli impedirono di proseguire gli in- 
trapresi studi. I liberali modenesi ottennero dal Duca di poter 
armare una Guardia Civica, mentre i rovesci subiti dall'Austria 
lo costrinsero a partir da Modena, lasciando una Reggenza coli' in- 
carico di preparare liberali riforme. Frattanto fu istituito dalle 
Guardie civiche un provvisorio Governo, furono armati milizie 
volontarie, e a similitudine delle altre città fu anche a Modena 
formato un battaglione universitario, nel quale il nostro Eugenio, 
di recente tornato a Modena, venne acclamato ad ufficiale insieme 
a molti professori universitari. 

Intanto il Governo provvisorio continuando l'opera del Duca 
lo mandava a Bologna con sussidio di 80 lire mensili, onde com- 
piere gli studi di Anatomia comparata già intrapresi, pei quali 
mostrava singolare disposizione; serbò egli fino all' ultimo particolare 
amore a questa disciplina, tanto che non volle cedere al Museo 
di Zoologia ed Anatomia comparata della nostra Università alcuni 
preparati da lui eseguiti su animali ; altri preparati esistono nel 
Museo Anatomico di Bologna e questi egli compì sotto la direzione 
del prof. Alessandrini che lodò molto la singolare disposizione del- 



— XVI — 
1' allievo. Il Giovanardi profittò molto delle lezioni dell' Alessan- 
drini, e per lui serbò sempre profondo affetto e singolarissima 
considerazione, sicché poi più tardi toccatogli in sorte di aprire 
con un suo discorso 1' anno accademico, volle tessere l' elogio del 
valente scienziato, del venerato Maestro. 

Nelle mediche discipline due erano le laurea che si consegui- 
vano; in Medicina propriamente detta l'una, l'altra in Chirurgia 
maggiore, che ai Chirurghi minori o flebotomi non davasi laurea, 
ma semplice diploma d' abilitazione, il quale ottenevasi assai facil- 
mente dopo un corso pratico. Giovanardi lasciato il corso di Ana- 
tomia comparata nella Università di Bologna volle completare il 
corso medico e nel 1850 riportava la laurea in Chirurgia maggiore 
all' unanimità e con lode. 

Dal 1850 al 1859 si dedicò all' esercizio della professione me- 
dico-chirurgica, ed ebbe fama di valente ; ma però non abbandonò 
i suoi prediletti studi, sinché avendo le disfatte patite dagli Au- 
striaci nei piani lombardi costretto il Duca a ricalcare la via 
dell' esiglio egli fu dal Farmi, eletto Dittattore per le Provincie 
Modenesi, nominato dapprima Chirurgo maggiore della Guardia 
Nazionale e più tardi, ricompensa di lui più degna, sostituito alla 
cattedra di Anatomia generale. 

Nel 1860 dal governo italiano fu nominato Prof, di Anatomia 
patologica, ed ebbe anche l' incarico dell'Anatomia topografica e 
la Direzione delle esercitazioni pratiche sul cadavere, e più tardi 
anche quello dell' insegnamento della Fisiologia insegnamento che 
egli disimpegnò gratuitamente. Nello stesso anno fu anche nomi- 
nato Perito ordinario della Curia criminale di Modena. 

Venuto a morire nel 1876 il suo venerato maestro ed amico 
Paolo Gaddi, dalla .cattedra di Anatomia patologica passò a quella 
di Anatomia normale, disciplina questa alle sue aspirazioni ed 
ai suoi studi più adatta. 

Finalmente nel 1876 venne incaricato della Medicina legale 
allo studio della quale con molta passione erasi dedicato fin dai 
primi tempi ne' quali era stato assunto a Perito giudiziale. 

Fu settore anatomico pronto, brillante, finissimo; insegnante 
chiaro, ordinato ed efficace; investigatore acuto e paziente; perito 
giudiziale abile e perspicace, lavoratore indefesso e fortissimo sino 
agli ultimi giorni di sua vita. 

Era Membro della R. accademia di Scienze Lettere ed Arti 
di Modena ( 1863 ), della Società Italiana di Antropologia ed Etno- 
grafia di Firenze ( 1872 ), della Società dei Naturalisti di Modena 



— XVII — 

(1874), della Società Medico-chirurgica di Modena (1874) e della 
Associazione Medica Italiana ( 1881 ). 

Fu Preside della Facoltà medica del nostro Ateneo pel triennio 
1889-92 e Presidente della Società Medico-chirurgica di Modena 
per hen 3 lustri. 

A premiarlo della sua operosità illuminata, dalla benemerenza 
acquistatasi il Ministero della Pubblica Istruzione conferivagli, 
ben meritata onorificenza, 1' ordine equestre di S. Maurizio e Laz- 
zaro (1873) e negli ultimi giorni di sua vita onoravalo anche 
della Commenda della Corona d' Italia. 

L' opera sua disinteressata prestò anche nelle pubbliche am- 
ministrazioni ; nel 1865 i cittadini lo elessero a Consigliere Co- 
munale, ed il patrio Municipio lo nominò consigliere delle Opere 
Pie; fece parte più volte del Consiglio sanitario provinciale e di 
altre commissioni speciali. Dovunque egli portò attività, illuminato 
consiglio, giusto criterio, illibata coscienza. 

Sempre ilare e gioviale, dall' occhio suo traspariva la bontà 
dell' anima ; ai colleghi fu amico, consigliere ; agli scolari padre ; 
con tutti buono, leale, affezionato: a moltissimi giovò, a nessuno 
per propria volontà mai recò danno. 

La sua vita si spense il 17 Febbraio 1896 : pochi giorni avanti 
egli lavorava ancora nel suo laboratorio, ed agli scolari dettava 
bellissime lezioni. 

La sua morte fu quella del giusto, il rimpianto di ogni or- 
dine di cittadini lo accompagnò alla tomba. 

L. PlCAGLIA. 



— XVIII 



BIBLIOGRAFIA 



Ipertrofia straordinaria del cuore destro, con restringimento agli orifizi 
del medesimo — Nota (e. 1 tav. ) in « Annuario della Società dei 
Naturalisti di Modena », An. II, Modena, 1867, ( p. 122-134). 

Intorno all' infanticidio — Osservazioni, in « Eco delle Università - Gior- 
nale scientifico letterario scolastico », An. 1, n. 14 e seg., Modena 
Tip. Moneti, 1870. 

[Descrizione degli avanzi mortali di Lodovico Antonio Muratori], in 
« Relazione ufficiale del Riconoscimento e del Trasporto delle ossa 
di Lodovico Antonio Muratori », IX ottobre MDCCCLXXII, Mo- 
dena, Tip. Lit. e Calcog. Capelli, 1872, (p. 7-8). 

Per la solenne inaugurazione del monumento al Prof. Paolo Gaddi — 
Discorso, in « Rivista di scienze Mediche e Naturali », An. XI. 
Modena, Tip. Vincenzi, 1873. 

Anomalia di conformazione con parziale degenerazione del fegato — Nota, 
in « An. Soc. Nat. Mod. », Serie II, An. Vili, Modena, Paolo 
Toschi e C, 1874, (p. 107-118). 

Intorno alla fosetta occipitale media — Nota, in « Rivista & » An. XI, 
1875, (p. 1-8). 

Rapporto fra la forma e le dimensioni di una ferita e lo strumento fe- 
ritore — Osservazioni sperimentali, 1. e, (p. 68-81). 

Esistenza del foro del Botallo in un adulto — Nota, 1. e, ( p. 193-204). 

Perizia medico legale intorno ad una ferita di un ramo del nervo radiale, 
1. e, An. XIV, 1876, ( p. 296-301). 

Percosse sull' Epigastrio susseguite da morte in donna affetta da tuber- 
colosi polmonare — Determinazione dell'influenza del trauma sul- 
1' esito letale — Perizia medico legale, in « Rivista sperimentale 
di Freniatria e di Medicina Legale in relazione coli' Antropologia 
e le Scienze giuridiche e sociali », An. II, Reggio Emilia, Tip. di 
' Stefano Calderini, (p. 442-448). 

La prova dell' orecchio in sostituzione alla prova polmonare — Rivista 
critica, 1. e, (p. 478-485). 

Su di una frattura del cranio — Nota, 1. e-, An. Ili, 1882. (p. 738-741). 

Intorno ad alcune importanti lesioni cerebrali, in « Memorie della R. 



— XIX — 
Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena », Tomo XVII, 
Modena, Società Tipografica, 1877, ( p. 17-36). 

Intorno alla docimasia dell' orecchio ■ — Osservazioni ed esperimenti, in 
« Lo Spallanzani Rivista di Scienze Mediche e Naturali », Voi. XV, 
Modena, Tip. Vincenzi, ( p. 1-11; 46-66). 

Intorno ad un nuovo segno per riconoscere se un feto abbia respirato 
— Comunicazione preventiva, in « Rivista Sperimentale & », An. Ili, 
(p. 738-741). 

Intorno agli effetti derivati da percosse sulla regione addominale — Pe- 
rizia e relazione d'esperimenti, 1. e, An. IV, 1878, (p. 179-187). 

Elogio di Antonio Alessandrini, in « Annuario scolastico della R. Uni- 
versità degli Studi di Modena per 1' anno accademico 1877-78 » , 
Modena Tipografia e Litografia di A. Capelli, 1878. 

Intorno ad alcune importanti lesioni cerebrali — Memorie, in « Lo Spal- 
lanzani & », An. VII, (p. 97-103; 145-154). 

Intorno agli effetti derivati da percosse sulla regione addominale — Pe- 
rizia, Relazioni d' esperimenti, 1. e, ( p. 445-456 ). 

Intorno al nervo depressore del Cyon — Ricerche anatomiche, 1. e, 
An. VIII, 1879, (p. 96-103). 

Intorno a un feto trovato morto — Perizia medico legale, in « Rivista 
sperimentale & », An. V, (p. 392-400). 

Contribuzione alla Dottrina dell' infanticidio, in « Mem. Ac. Se. Let. Ar. 
Mod. », Tomo XIX, (277-304). 

Perizia medico legale intorno ad una frattura del cranio, in « Lo Spal- 
lanzani », An. X, 1880, (p. 261-571). 

Intorno ad un caso di anoftalmia doppia congenita ( mancanza di nervi 
ottici, atrofia dei lobi occipitali ) ( e. tavola ), in « Rivista sperimen- 
tale & », An. VII, 1881, (p. 244-250). 

Iatorno ad alcuni importanti casi di ferimenti — Note di Anatomia e 
Medicina legale, in « La Rassegna », An. I, 1886, (p. 49-55; 
97-105; 168-172; 297-308). 

Su di una frattura del Cranio — Nota, l.c, An. II, 1887, ( p. 1-3). 

Di un cranio scafocefalo ed ultra dolicefalo, ( e, 1 tavola ), in « Atti 
della Società dei Naturalisti di Modena », Serie III, voi XIII, 
An. XXVIII, 1884, (p. 41-44). 

Comunicazioni presentate alla R. Accademia di Scienze Lettere ed 
Arti di Modena (1) ed alla Società Medica di Modena. 

* Origine della leucocitosi, 1864. — * Caratteri intorno ad un feto nato 
vivo — * Caratteri intorno alla morte per soffocazione, 1869. 

Alterazione dell' organo uditivo di un sordo-muto — Aneurisma generale 
del cuore — Anomalia del pneumogastrico — Anomalie muscolari 

(1) Le comunicazioni fatte alla R. Acc. sono contradistinte col segno *. 



— XX — 

— Cirrosi e melanosi del fegato — Comunicazioni anatomo-pato- 
logiche — Diagnosi della pneumonite — Fegato trilobato — Forme 
degli angoli nelle ferite penetranti nell' adorne — Sulla leuciemia 

— Tic doloroso, 1873-74. 

Apertura del ventricolo del setto lucido — Alcune questioni pratiche di 
medicina legale — Casi notevoli di emoragie cerebrali — Caso di 
cisti della milza — Caso di nefrite parenchimatosa superata — 
* Caso di persistenza del foro del Botaldo in un uomo adulto — 
Intorno alla fossetta cerebellare media — Ipertrofa del cuore 
senza lesioni valvolari — Produzione abbondante di pus — Quattro 
casi di lesioni cerebrali — Sopra i primissimi fenomeni della pu- 
trefazione, 1874-75. 

Anomalie anatomiche — Autopsia di un idrofobo — Casi di morte vio- 
lenta — Caso di dilatazione dello stomaco — Ferita del nervo 
radiale e sue conseguenze — Particolarità di struttura di alcuni 
crani esotici — Valore delle echimosi pleurali nella soffocazione, 
1875-76. 

Anomalia muscolare arteriosa — Altre anomalie anatomiche — Caso di 
suicidio per appiccamento — Effetti delle percosse violenti nel- 
P addome — Emoragia vertebrale fulminante — Infanticidio — 
Lacerazione della membrana del timpano, 1876-77. 

Anomalie anatomiche importanti — Comunicazioni di medicina legale: 
casi di morte violenta — Intorno ad un nuovo segno per ricono- 
scere se un feto abbia respirato — Perizia medico legale sopra 
un caso d' infanticidio — Sulla deflorazione — Note di medicina 
legale, 1877-78. 

Anomalie sulla vena cefalica — Cranio platicefalo di un uomo di 21 anni 

— Origine, andamento e terminazione del nèrvo cremastere — 
Rara anomalia di una vena poplitea — Sullo sviluppo del canale 
uditivo esterno — Tre casi di frattura del cranio per traumatismo 
seguiti da morte, 1878-79. 

Alcune anomalie arteriose della carotide — Sull' infanticidio ( studio di 
medidina legale), 1879-80. 

Anomalie del cervello e cranio di un bambino — Casi di frattura del 
cranio prodotto da traumatismo — Diramazione dei nervi mediano, 
radiale e cubitale e modo di distribuirsi alla cute delle dita della 
mano — Importanti anomalie di conformazione nel cranio di un 
neonato — Sovra un caso d' intolleranza del chinino, 1880-81. 

Anomalie in due crani — Caso di criptorchidia congenita — Cinque casi 
di criptorchidia — Corde vocali — Del modo di terminazione di 
arterie e nervi in alcune regioni — Intorno ad una ferita con per- 
dita dell' apice della lingua — Sopra alcune anomalie dei vasi dei 
nervi e delle costole — Sopra le concause di morte nei ferimenti 

— Studi intorno allo sviluppo delle ossa in rapporto colla medi- 
cina legale, e allo scopo di stabilire 1" età di un individuo, 1881-82. 



— XXI — 

Posizione dei testicoli in un feto ottimestre — Sperma di un vecchio di 
89 anni — Sul modo di terminazione dei nervi cutanei 1882,83. 

Comunicazioni di anatomìa e medicina legale — Considerazioni medico- 
legali sopra una ferita del cuore — Sopra una ferita del nervo 
mediano, 1833-84. 

Comunicazioni di anatomia e medicina legale — Intorno ad una lesione 
traumatica dell' intestino, 1884-85. 

Anomalia di rapporto fra la vena e 1' arteria poplitea — Cuore di un 
feto avente una rara anomalia — Di alcune anomalie arteriose — 
Due casi di anomalie del sistema nervoro — Sopra un caso di 
rottura spontanea del cuore, 1885-86. 

Anomalie del nervo sopraclavicolare — Due casi importanti di vizio car- 
diaco — Ferita riportata da un uomo nella faccia posteriore del 
braccio destro — Polmoni di un feto nato vivo — Polmoni di un 
feto prematuro — Su di un suicidio mediante arma da fuoco, 
1886-87. 

Anomalia dell' apparato joideo — Cranio fratturato d' un suicida — Due 
crani di 2 feti immaturi — Importanti anomalie artei'iose — Lesioni 
studiate sul corpo d' un suicida — Sulla produzione di soffi sotto- 
clavicolari — Un caso di frattura del cranio, 1887-88. 

Apertura del canale arterioso, del canale venoso, [in un bambino di 19 
giorni] — Autopsia giudiziaria [bimba morta per soffocazione] — 
Cuore [di un vecchio] col foro del Botallo — sopra un caso di 
suicidio, 1888-89. 

Anomalie arteriose — Un suicidio per impiccagione, 1889-90. 

Anomalie sulle arterie della gamba — Anomalie delle arterie dell' arto 
superiore — Comunicazioni di anatomia — - Tre crani di uomini 
delinquenti, 1890-91. 

Anomalie arteriose — Infanticidio — Suicidio per impiccamento — Sui- 
cidio per arma dà fuoco — Sui muscoli del martello nell' orecchio 
umano, 1892-93. 

Anomalie anatomiche — Anomalie delle arterie — Comunicazioni di 
anatomia umana — Comunicazioni di medicina legale — Sopra 
una frattura del cranio — Un caso di emiplegia sinistra, 1893-94. 

Comunicazioni di anatomia umana — Comunicazioni di medicina legale, 
1895. 



— XXII — 



ADUNANZA GENERALE DEL 6 GENNAIO 1807 



Presidenza del Prof. Dante Pantanelli Presidente. 

La seduta è aperta alle ore 10,20. Sono presenti i Soci Ben- 
tivoglio, Cugini, Fiori Andrea, Generali, Macchiati, Namias, Pan- 
tanelli, Picaglia e Rangoni. 

Letto ed approvato il verbale della precedente tornata il 
Presidente commemora con acconcie parole il Socio Abate 
Griliseppe Mazzetti ricordandone i meriti scientifici e le 
virtù personali. 

A nome del Cassiere assente presenta : 

1.° il resoconto delle Entrate e delle Spese per il 1896 dal 
quale risultano : 

Entrate L. 499,70 

Spese » 526,95 

Disavanzo in pareggio L. 27,95 

2.° il Preventivo pel 1897 nel quale le entrate e le spese 
si bilanciano in L. 450. 

Tanto il conto consuntivo quanto il preventivo vengono ap- 
provati. 

Ricorda poi come per motivi indipendenti dalla Direzione, la 
pubblicazione degli Atti della Società sia in arretratto di un anno 
e neanche sia possibile stampare due volumi in un anno; per ciò 
egli, d' accordo coi colleghi dell' Uffizio di presidenza e viste anche 
le condizioni del bilancio, propone che non sia messa in esazione 
la quota sociale del 1896, il che viene approvato». 

Espone in seguito come nello scorso anno non si sia potuto 
fare la gita sociale per motivi che qui torna inutile ricordare, 
spera ciò non avverrà nell' anno corrente, ed a questo proposito si 
riserva di presentare a tempo opportuno un apposito programma. 



— XXIII — 

Propone quindi, per parte anche dei Colleghi Chistoni e Pi- 
caglia, a Socio Ordinario il Dott. Carlo Bonacini Profes- 
sore di Fisica nel R. Liceo Muratori, che viene accettato all' una- 
nimità. 

Il Segretario presenta a nome del Socio Prof. Luigi 
Facciola il sunto di ricerche da lui fatto su alcuni Leptoce- 
falidi del Mar di Messina, che verrà pubblicato negli Atti della 
Società. 

Il Socio Prof. GriOVanni G-enerali comunica le se- 
guenti due brevi note : 

1.° Sulla pneumomicosi aspergillina. 

L' oca che presenta il caso che ora descriverò era malata da 
qualche tempo ed era divenuta magrissima. 

Mentre tutti gli altri organi erano in istato normale, il pol- 
mone presentava numerosi noduli di forma e volume variabile, di 
consistenza aumentata. Tagliati i noduli, la superficie di sezione 
appariva di un colore grigio sporco, con un alone rosso all' in- 
torno. In alcuni di questi noduli si notava ora al centro, ora alla 
periferia come una escavazione, la quale era ricoperta da una 
specie di muffa bruno-verdastra. 

Non potendo attendere all' esame microscopico, ne incaricai 
mio figlio Dott. Francesco Generali assistente alla anatomia pato- 
logica, il quale mi diede le seguenti indicazioni : 

« I noduli, assai resistenti al taglio esaminati al microscopio 
risultano dovuti a processi di pneumonite fibrinosa e catarrale 
con prevalenza di questa, determinata in uno speciale parassita 
appartenente agli aspergilli, 1' aspergillus fumigatus. 

All' esame microscopico si osservarono numerosissimi filamenti 
di aspergillo negli alveoli polmonali. 

È per tal modo dimostrato che si tratta di un caso di pneu- 
momicosi aspergillina degli uccelli; una forma morbosa non infre- 
quente in simili animali, che spontanea si svolge, in essi e può 
essere ed è stata anche sperimentalmente provocata. 

In parecchie specie di uccelli è stata osservata la pneumo- 
micosi aspergillina, ed anche nell' uomo. Sembra però che mentre 
negli uccelli può essere primitiva, nell' uomo essa sia sempre se- 
condaria a processi cronici distruttivi del polmone ». 

Un' altra oca morta allo stesso proprietario, qualche giorno 
dopo e che si dubitava affetta dalla stessa malattia, era invece 
affetta da infiammazione fibrinosa, con grosse pseudomembrane, 
dei sacchi aerei addominali specialmente del sinistro. 



— XXIV — 

2.° Su un caso di echinococco delle costole. 

Dal macello fu mandato un pezzo patologico il quale per la 
rarità del caso merita di essere ricordato. 

Si riferisce a un caso di Echinoccocosi, osservato in una co- 
stola di un bue ( settima costola ). 

L' osso nella sua faccia interna presentava, poco rilevate sulla 
superficie della costola diverse cisti. Tolte queste, si riconobbero, 
per cisti da echinococco, si rilevò che la costola per 1' estensione 
di circa 15 centimetri in lunghezza presentava delle irregolari 
usure dell' osso, dovute alla presenza di varie cisti da echinococco. 

Una di queste si era sviluppata e approfondita nell' interno 
dell' osso scavandovi una larga caverna. La lamina esterna della 
costa era in corrispondenza della caverna fortemente assotigliata. 

E da ritenersi che dette cisti, le quali erano in via di dege- 
nerazione, si siano sviluppate sull' osso od entro, senza essere in 
relazione con cisti del polmone, perchè sebbene anche nel polmone 
se ne trovasse qualcuna, in corrispondenza però a quella della 
costola la pleura era intatta, e non esisteva alcuna aderenza col 
polmone. 

Il Socio Prof. Tito BentiyocfliO presenta una breve 
comunicazione intorno ad alcuni libellulidi da lui raccolti nei din- 
torni di Eimini nell' estate dello scorso anno. 

Il Socio Prof. Luigi Macchiati viene quindi a parlare 
di una nuova stazione del Nostoc verruccosum ( Vauch ). La specie 
in discorso fu da lui rinvenuta a Cuneo. Dopo di aver parlato 
dell' importanza della specie viene a dire come nell' ispezione 
dell'Erbario Crittogamologico Italiano su 6 determinazioni, fatte 
dai collezionisti 2 sole gli parvero giuste. 

Le note dai Colleghi Generali, Macchiati e Bentivoglio ver- 
ranno inserite negli atti. 

Il Prof. Fantanelli presenta una varietà di selce di 
color miele più o meno carico che trovasi in noduli, assai fre- 
quente, nelle arenarie del miocene medio dell' Appenino mode- 
nese. E criptocristallina ed è ricca di sostanze organiche che cede 
all' acqua bollente. 

Presenta quindi un grosso frammento di legno in parte ri- 
dotto in schisto, sempre però molto ricco di straterelli carboniosi; 
le sezioni al microscopio sono state completamente opache. 

Presenta infine un dente di Diodon che riferisce al D. Scillae 
( Agassiz-Guiscardi ). E la stessa specie che è passata col nome di 
Phillodus corsicanus (Locard) e I). italicus (Alessandri). 



— XXV — 

Dopo di che si procede alla nomina della Direzione. Dallo 
spoglio delle schede fatto dai Soci Namias, Picaglia e Rangoni 
risultano riconfermati 

a Presidente il Prof. Dante Pantanelli 
a Vicepresidente il Prof. Ciro Chistoni 
a Segretario il Prof. LUIGI PlCAGLlA 
ad Archivista V Ing. Luigi Pozzi 
a Cassiere il Dott. Luigi Messori. 

La seduta è levata alle ore 11,30. 

IL presidente 
DANTE PANTANELLI. 

Il Segretario 
Luigi Picaglia. 



93. (M.). 



GIUSEPPE MAZZETTI 



A S. Martino di Montese, ameno paesello sull'Appennino Mo- 
denese, nacque Giuseppe Mazzetti da Paolo e Francesca 
Zeni il 18 agosto 1818. Suo padre, che apparteneva ad una delle 
più antiche ed agiate famiglie del luogo, fecegli compiere i primi 
studi in una scuola la quale esisteva fino a pochi anni fa (1885) 
presso la plebana e che fu istituita circa il 1600 dalla nobile 
famiglia Montecuccoli. Di là passò al Seminario di Modena, in cui 
ottenne la laurea in teologia, nel giugno 1843, con esami supe- 
rati assai felicemente. L' anno successivo venne ordinato prete a 
Carpi, e la prima messa celebrolla con molta pompa nel paesello 
nativo, assai festeggiato da quegli alpigiani. 

I primi anni del sacerdozio li trascorse studiando la filosofia 
e la teologia (1) e facendo nello stesso tempo il precettore presso 
alcune famiglie cui si era legato d' amicizia e che sino agli ultimi 
giorni di sua vita per la sua franchezza e lealtà, per le sue servizie- 
voli abitudini, per la bontà dell' animo suo lo ebbero assai caro. 

Nato in un paese nel quale — anche per la vicinanza del 
Bolognese in cui i tentativi insurrezionali contro il governo papale 
succedevano di frequente — i ricordi di tempi liberi eransi con- 
servati assai vivi, e che fu culla di molti patrioti, i quali anda- 
rono popolando le carceri ducali, può dirsi aveva succhiato col 
latte principi liberali : ed era cresciuto infatti formandosi un ca- 
rattere fermo ed indipendente, sicché, schivo dal contrarre legami, 

(1) De suoi studi filosofici e teologici ci restano alcuni lavori inediti 
e un libro pubblicato nel 1876 « La domanda siamo ancora cristiani? 
di Davide Strauss, brevemente discussa » in Opuscoli Religiosi, Letterari 
e Morali. Serie III, Tomo XIII, (p. 359-379), Tom. XIV, (p. 35-56; 
193-216; 321-342). Modena dalla Società Tipografica, 1876. 



— XXVII — 
giammai volle vincolarsi accettando dalla Curia uffici ecclesiastici ; 
per il che, quasi tenuto in conto di settario, era dai colleghi e 
superiori sfuggito, sebbene menasse vita semplice ed austera e le 
pratiche di buon sacerdote compiesse con zelo esemplare, con pro- 
fondo convincimento, ma senza ostentazione. 

Che appartenesse a Società secrete non si sa e noi credo, ma 
era francamente liberale e per la unità ed indipendenza d' Italia 
s' adoperava, tanto che caduto in sospetto della polizia ducale nel 
1859 era stato col Carbonieri e con altri compreso in una lista 
di proscrizioni; e buon per lui che avvisato in tempo da un amico 
potè ridursi in salvo nel finitimo bolognese, altrimenti Francesco V 
seco in ostaggio lo avrebbe tratto a Mantova. 

Dei primi a sottoscrivere per 1' annessione di Modena al Regno 
sardo, quando il Re Galantuomo venne a Modena fu dei pochi 
sacerdoti che in Duomo accogliessero il Sovrano e per il lieto 
evento a Dio rendendo grazia cantassero un solenne Tedeum, tan- 
toché dal Sindaco di Modena ne ebbe poi lode. Amò sinceramente 
Vittorio Emanuele il quale era per esso un modello di principe 
e chi scrive lo vide piangere alla notizia della di lui morte : fu 
uno degli iniziatori del civico Museo del Risorgimento Nazionale 
ed a chi lo interpellava se avesse nulla a ridire in quanto l'in- 
vito per la costituzione del Comitato che doveva fondare quel 
Museo nella ricorrenza del 20 Settembre portasse anche la sua 
firma, rispose con fierezza maravigliarsi di tale domanda; aveva 
data incondizionatamente la sua adesione e questo bastava. 

Se dai clericali e dagli oscurantisti veniva sfuggito e tenuto 
in poco conto, era invece apprezzato dai liberali ; tanto che il Co- 
mune di Carpi nel 1860, senza egli vi concoresse, avevalo nominato 
direttore di quel civico Ginnasio, carica che rinunziò poi subito 
perchè entrato in dimestichezza, col Doderlein si era appassionato 
allo studio della Storia naturale alla quale quasi cinquantenne si 
dedicò con assiduità e giovanile entusiasmo, occupandosi di geo- 
logia, paleontologia e paleoetnografia. 

Il suo primo lavoro fu appunto di paleoetnografia, ed a pub- 
blicarlo si decise per combattere le deduzioni degli amici suoi 
Salimbeni e Canestrini intorno all'origine dell'uomo (1868). 

Ma ben presto abbandonò questo genere di studi per dedi- 
carsi più attivamente a quello della geologia e paleontologia; ed il 
primo frutto di tali suoi studi apparve nel 1872 nell' Annuario 
della Società dei naturalisti di Modena di cui era diventato socio 
fin dal 1869. 



— XXVIII — 

Fu pure Membro della Società italiana di Scienze Naturali 
( 1877 ) e della Società geologica italiana, della quale anzi fu uno 
dei fondatori ( 1881 ). La E. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti 
di Modena (1892) e quella Pontificia dei Nuovi Lincei (1886) lo 
vollero onorare della nomina di Socio. 

Alla vita della Società cui appartenne prese parte attiva; e 
nel 1871 e nel 1881 a Bologna e nel 1877 a Varese rappresentò 
la Società dei Naturalisti di Modena, della quale fu anche Biblio- 
tecario (1878-79). Quasi mai mancò ai congressi e riunioni della 
Società dei naturalisti di Modena e della Società geologica italiana 
della quale fu anche consigliere ( 1895-96 ). 

Montese, la sua cara patria, attrasse la di lui attenzione e 
la geologia e la paleontologia di quel paese illustrò splendida- 
mente in modo speciale per quanto riguarda gli echini, i quali 
studiò con molta costanza e con grandissimo amore, in che poi 
acquistò una particolare e riconosciutagli competenza. 

« Ebbe il supremo buon senso — così di lui scrive il Pan- 
tanelli — di circoscrivere i suoi studi in un campo limitato, in- 
coscientemente forse, preferendo di essere il primo in un villaggio 
piuttostochè secondo in una città ; gli echini furono gli esseri che 
studiò a preferenza e li studiò bene, tra questi gli echini terziari 
ed i viventi, nello studio dei quali non può dimenticarsi il suo 
lavoro sulla fauna echinologica del Mar Rosso ». 

Allo Stoppani fu amico carissimo ; e quando questi coi cleri- 
cali intransigenti ebbe a lottare, il nostro Mazzetti scrivevagli 
continuasse ad occuparsi di geologia che per questa mai avrebbe 
avuto grattacapi, cessasse una inutile e sterile lotta coi Gesuiti, 
che gli avrebbero amareggiata fino all' ultimo istante la vita. 

Il Manzoni, lo Statuti, il Pantanelli, il Taramelli, il Della 
Valle e molti altri scienziati italiani e stranieri lo ebbero in sin- 
golare stima e a lui affidarono la revisione delle collezioni degli 
echini da loro posseduti, od appartenenti ai Musei che essi di- 
rigevano. 

Questa stima universale ben meritata attirò finalmente 1' at- 
tenzione dei suoi superiori ecclesiastici che vollero essi pure con 
ostentazione rendere omaggio al suo sapere e accordargli la par- 
ticolare loro benevolenza. L' eco della sua fama giunse anche 
sulle cime delle native montagne, e 1' ultima volta che recossi a 
Montese venne accolto con grandi onori, dalle autorità visitato e 
complimentato e la banda del paese, dandogli una prova di sim- 
patia, allietò di allegri concenti la sua modesta casetta. 



— xxix — 

Le cognizioni da Ini ricavate sullo studio delle naturali di- 
scipline volle anche mettere a vantaggio degli altri; e nel 1881 
fondò con parecchi insegnanti una scuola normale femminile. 

Giunto al 78° anno di età la morte pose fine alla sua ope- 
rosa carriera, ed egli in poche ore si spense a Modena il 21 di- 
cembre 1896. ... 

« Sotto un involucro non raffinato, Mazzetti — così scrive il 
Pantanelli — nascondeva un cuor d' oro, un' anima fiera, indi- 
pendente suscettibile dei sentimenti più delicati. Fu modesto e 
dotto, mite di carattere, sacerdote esemplare, ottimo cittadino, li- 
bero sempre, anche quando poteva non esserlo senza fastidi ». 

L. PlCAGLIA. 



— XXX — 



bìbliografia 



Dell' antichità dell' Uomo e degli oggetti preistorici — Alcune riflessioni 
in « Opuscoli Religiosi Letterari e Morali », Serie II, Tomo XIII, 
Modena, Tipi dell'Eredi Soliani 1869, (p. 356-386), Tomo XIV, 
(p. 55-71). 

Dell' origine dell' Uomo e della trasformazione della specie — Alcune 
riflessioni, in 1. e, Serie III, Tomo I, 1870, (p. 384-419), Tomo II, 
(p. 3-26). 

Dottrina della genesi e tradizioni degli antichi popoli intorno all'origine 
dell'uomo brevemente accennata, 1. e, Tomo Y, 1872, ( p. 417-48), 
Tomo VI, (p. 60-79; 247-273). 

Cenno intorno ai fossili di Montese, in « Annuario della Società dei Na- 
turalisti di Modena », An. VI, Modena, Tipi Eredi Soliani, 1872, 
( p. 257 e seg. ). 

Riflessioni intorno agli oggetti preistorici alla trasformazione della specie 
e all' origine ed antichità dell' Uomo — Modena, Tipografia di An- 
gelo Capelli, 1873, (p. 188). 

Catalogo di fossili miocenici e pliocenici del Modenese e suoi contorni 
raccolti dall'Abate G. M., in « Ann. Soc. Nat. Mod. », An. Vili, 
Modena, Tipi Paolo Toschi e C, 1874, (p. 151-178). 

Relazione intorno alla roccia di un ammonite che ha tutto 1' aspetto di 
una roccia a munmuliti, (e. 2 figure), 1. e, An. XII, 1878 ( p. 17- 
20 Proc. Verb.). 

La molassa marnosa delle montagne modenesi e reggiane e lo Schlier 
delle colline bolognesi, (e. 3 fig.), 1. e, An. XIII, Modena, Tipi 
di G. T. Vincenzi e Nipoti, 1879, ( p. 105-126). 

Montese i suoi terreni geologici, le sue acque minerali ed i suoi prodotti 
— Cenno monografico (e. 1 tav. ), 1. e, An. XV, 1882, (p. 23-60). 

Echinodermi fossili di Montese, 1. e, 1882, (p. 108-129). 

Relazione intorno al modo di formazione delle argille scagliose di Mon- 
tese, in « Bollettino della Società Geologica Italiana », Voi. I, 
Roma, coi Tipi del Salvucci, 1883, (p. 156-160). 



— XXXI — 

Della stratificazione delle argille scagliose di Montese e dell'analogia 
che passa fra alcuni lembi di terreno di Costa di Grassi nel Reg- 
giano ed alcuni affioramenti di S. Martino e di Ranocchio nel 
Modenese, in 1. e:, voi. II, 1883, (p.190-192). 
Una specie nuova del Genere Spatangus (e. 2 fig. ), in « Atti della So- 
cietà dei Naturalisti di Modena », Rendiconti delle Adunanze, 
Serie III, vot. I, 1883, (p. 126-128). 
Toxobrissus varians, 1. e, An. II. 1885, ( p. 73). 

Contribuzione allo studio della Geologia delle montagne Modenesi e Reg- 
giane, in « Atti dell'Accademia Pontificia dei Nuovi Lincei », 
An. XXXVIII, tomo XXXVIII, Roma Tip. delle Scienze Matema- 
tiche e Fisiche, 1886, (extr. p. 9). 
Intorno ad alcuni echinidi dei dintorni di Schio ( e. 1 tavola ), in « Me- 
morie dell'Accademia Pontificia dei Nuovi Lincei », voi. V, Roma, 
1889, (extr. p. 17). 
Sopra un affioramento cretaceo di argille scagliose in S. Martino di Salto 
frazione del Comune di Montese — Nota, in « Atti Soc. Nat. 
Mod. », Serte III, voi. VIII, An. XXIII, 1889, (p. 136-138). 
Sopra la presenza dell' Inoceramo in Montese, 1. e, (p. 174-175). 
Osservazioni intorno al carattere cretaceo del terreno delle argille sca- 
gliose del Modenese e Reggiano, 1. e, Voi. IX An. XXIV, 1890, 
(p. 41-58). 
Lettera aperta al Cimone, in « IlCimone» (Corriere ddl Frignano) An. II, 

n. 5, 1891. Modena, Società Tipografica Modenese ( p. 18-19). 
Contribuzione alla fauna echinologica fossile — Una nuova specie di 
Brissospatangus [B. vicentinus Maz. ] (e. 1 fig.), 1. e, voi. X, 
An. XXV, 1892, (109-111). 
Per lo scavo di un nuovo pozzo in Modena — Cenno intorno alla fauna 
e alla flora del sottosuolo di Modena dai 10 ai 21 m. di profon- 
dità, 1. e, voi. XI, An. XXVI, 1892, (p. 59-73). 
Echini del Mar Rosso dragati nella campagna idrografica della R. Nave 
Scilla nel 1891-92, in « Memorie della R. Accademia di Scienze, 
Lettere ed Arti di Modena », Serie 2, voi. X, Modena. 1893, 
(p. 211-228), id., [Comunicazione preventiva], in « Atti Soc. Nat. 
Mod. », Voi. XII, An. XXVII, 1893, ( p. 100). 
Per la Frana di Lama Mocogno, in «Cimone » etc, An. IV, n. 1 (p. 3). 
Al Prof. D. Enrico Zaccaria, 1. e, n. 4 (p. 16). 

Catalogo degli echinidi fossili della collezione Mazzetti esistente nella 

R. Università di Modena, ( e. 1 tav. ), in « Memorie della R. Acc. 

di Se. Lett. ed Arti di Modena » Serie II, Voi. XI, 1895, ( p. 409-461 ). 

Echinidi fossili del Vicentino o nuovi o poeo noti, in « Mem. Ac. Nuovi 

Lincei, voi. X, 1894, (extr. p. 12). 
Le frane dell' Apennino Modenese — Lettera aperta al popolo frignanese, 
ai loro comuni, alla loro provincia ed al r. governo, in « Atti 
Soc. Nat. Mod. », Voi. XIV, An. XXIX, 1896, (p. 1-11). 



— XXXII — 

Mazzetti Ab. Giuseppe e Manzoni C.te Angelo — Echinodermi nuovi 
della molassa miocenica di Montese nella provincia di Modena 
(e. 1 tavola) in « Atti della società toscana di Scienze Naturali » 
Voi. Ili, Pisa, Tip. T. Nistri, 1878, ( p. 350-356). 

— — Le spugne fossili di Montese — Memoria (e. 2 tav.), 1. e, IV > 

1879, (p. 57-66). 

— e Pantanelli Prof. Dante — Cenno monografico intorno alla Fauna 

fossile di Montese, P. I, (e. 2 tav.), in « Atti Soc. Nat. Mod. », 
Memorie, Serie III, voi IV, An. XIX, 1885, (p. 5S-96). 

— id, P. II, (e. 1 tavola). 1, e, Voi. VI, An. XXI, 1887, (p. 46-82). 



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T. BENTIVOGLIO 



OSSERVAZIONI INTORNO ALLE VARIETÀ DELLA SPECIE 

« PLATYCNEMÌS PENNIPES » 



Diversi naturalisti studiando i libellulidi hanno osservato 
come la specie Platycnemìs pennipes possa presentare due varietà ; 
l' una caratterizzata dall' avere 1' addome bleu nel maschio, e rosso 
verdastro nella femmina, con una linea nera dorsale semplice o 
doppia su tutti i segmenti e che venne dal Selys prima indicata 
come varietà a indi dallo stesso naturalista e da molti altri col 
nome di bilineata — l' altra con addome biancastro tanto nel 
maschio che nella femmina, con due punti neri alla base del se- 
condo, terzo, quarto, quinto e sesto segmento e due linee longi- 
tudinali nei tre seguenti, fu indicata col nome di varietà |3 indi 
con quello di lactea. Però Selys, Charpentier, Pirotta, Griffini ed 
altri accennano in modo più o meno vago alla possibilità che le 
due varietà siano più che altro prodotte da differenze nell' età 
degli individui considerati. 

Da vario tempo mi occupo di raccogliere libellulidi e la mia 
attenzione fu più volte fermata sulle diversità che presentavano 
gli individui appartenenti alla specie Platycnemìs pennipes, co- 
sichè ho conservati tutti quelli che a mio avviso potevano dare 
campo a qualche induzione per decidere sul valore delle due 
varietà sopraccennate. 

Le due tavole che accompagnano la presente nota sono state 
disegnate e dipinte, dal Prof. G. Soli sugli esemplari freschi da 
me raccolti ; per maggiore chiarezza tutte le. parti sono state in- 
grandite di tre volte e mezzo. Data 1' esattezza colla quale gli 
esemplari sono stati riprodotti non ho a dilungarmi nella descri- 
zione dei singoli individui, e quindi accennerò solo ai caratteri 
più importanti. 

Esemplare 1.° — Torace (fig. la) di colore giallognolo, late- 
ralmente con due linee nere lucenti, delle quali la superiore più 
larga, la seconda nella parte anteriore ripiega un poco in basso; 

1 



_ 2 

esiste pure una terza linea, ma appena marcata. Tarsi privi di 
linea longitudinale. L' addome ( fig. 16) è di eolore biancastro, 
nel primo segmento vi è una piccola macchia quadrangolare nera 
che ne occupa circa la metà anteriore, nel secondo, terzo, quarto, 
quinto e sesto segmento, verso l' orlo posteriore vi sono due jiunti 
neri poco marcati, nei tre segmenti successivi due macchie longi- 
tudinali nere. 

Esemplare 2.° — Colore del torace (fig. 2 a) quasi come nel 
precedente lateralmente con tre linee nere, le due prime molto 
marcate, la terza quasi in sfumatura. Tarsi con una leggera linea 
longitudinale. Addome ( fig. 2 6 ) di colore celeste pallido con 
macchie e punti come nel precedente* però molto più marcati. 

Esemplare 3.° — Torace (fig. 3 a) di colore giallognolo - ver- 
dastro con due linee laterali oscure ben sviluppate ed una terza 
poco accennata. Tarsi colla linea longitudinale ben marcata. Ad- 
dome (fig. 3 6) di colore azzurrognolo, alle due estremità giallo - 
verdognolo; macchia quadrangolare nera nel primo segmento, due 
punti verso 1' oido inferiore dei tre segmenti; nel quinto, sesto, 
settimo, ottavo, e nono due linee longitudinali, che non giungono 
mai ai due orli; nella parte superiore del quinto vi è anche una 
sottile linea trasversale nel sesto, quasi nella stessa posizione, 
due punti. 

Esemplare 4.° ■ — Torace (fig. .4 a) giallo - rossastro con tre 
linee nere, delle quali la terza va ad unirsi anteriormente colla se- 
conda. Tarsi con linea longitudinale ben visibile. Addome ( fig. 4 6) 
azzurro colle estremità verdognole, con macchia quadrangolare nel 
primo segmento, due punti verso la base del secondo, terzo, quarto, 
quinto e sesto; due linee longitudinali marcate nei tre seguenti. 

Esemplare 5.° — Torace (fig. 5 a) con tre linee longitudinali, 
la terza si congiunge anteriormente colla seconda, le spazio com- 
preso fra le due prime è di colore verdastro, il rimanente gial- 
lognolo. Tarsi con linea longitudinale ben visibile. 

L'Addome (fig. 5 6) è azzurrognolo con macchia quadran- 
golare nel primo segmento ; due punti nel secondo e terzo ; alla 
base dei tre seguenti due . punti ben distinti e da questi parte 
una linea sfumata longitudinale, semplice nei due primi doppia 
nell'ultimo; nei tre segmenti successivi le due linee sono assai 
pronunciate. 

Esemplare 6.° — Torace (fig. 6 a) giallo - verdognolo con tre 
linee disposte come nel precedente. Tarsi con linea longitudinale 
ben marcata. Addome ( fig. 6 6) con macchia quadrangolare nel 
primo segmento; nel secondo, circa nella parte mediana, due 



punti dai quali partono leggere sfumature ; nel terzo, quarto e 
quinto una macchia nera quasi a forma di cuore che parte dalla 
hase del segmento e che nei due ultimi si prolunga alquanto 
in due sottili linee, nella parte allargata di ogni macchia vi 
sono due punti azzurrognoli ; nel sesto due linee che toccano 
1' orlo posteriore ; nei tre segmenti seguenti le due macchie lon- 
gitudinali molto intense ed alla hase di quelle del secondo par- 
tono due linee trasversali che vanno verso l' esterno. 

Esemplare 7.° — Torace ( fig. la) di colore verdognolo 
con tre linee nere, delle quali la terza si unisce assai presto 
alla seconda. Tarsi con linea longitudinale intensa. Addome 
(fig. 7 6) azzurro con macchia quadrangolare- nel primo segmento; 
due macchie di forma irregolare partono dall' orlo superiore del 
secondo segmento e giungono sin presso la base del medesimo; 
nel terzo, quarto e quinto dall' orlo inferiore hanno origine macchie 
nere allargate, con punti azzurri, che terminano con due linee 
che giungono fin presso l' orlo anteriore ; nei quattro segmenti 
successivi due macchie longitudinali molto intense, che solo nel- 
1' ultimo toccano l' orlo superiore. 

Esemplare 8.° — Torace (fig. 8 a) con tre linee delle quali 
l'ultima si unisce anteriormente alla seconda, lo spazio compreso 
fra le due prime è di colore azzurrognolo il rimanente giallognolo. 
Tarsi con linea longitudinale intensa. Addome ( fig. 8 6 ) con mac- 
chia quadrangolare nel primo segmento; nel secondo vi è una 
macchia di forma irregolare che parte dall' orlo superiore ed oc- 
cupa i due terzi del segmento ; nel terzo e quarto una doppia 
linea mediana longitudinale, la quale non tocca 1' orlo anteriore 
giungendovi però vicinissimo, ed invece arriva all' orlo posteriore, 
ai lati di queste e circa al terzo in inferiore, due diramazioni 
laterali; nel quinto una macchia quasi come nei due precedenti, 
ma non arriva all'orlo posteriore; nel sesto due punti che si uni- 
scono, per mezzo di due sottili linee, ad una macchia a forma di 
punto di esclamazione; nei tre seguenti le due macchie longitu- 
dinail sono assai intense. 

Esemplare 9.° — Torace (fig. da) verdognolo con tre linee 
disposte quasi come nel precedente. Tarsi con linea molto mar- 
cata. Addome (fi. db) azzurro con macchia quandrangolare nel 
primo segmento; nel secondo una macchia di forma irregolare 
che parte dall'orlo anteriore e giunge fino quasi al posteriore; nel 
terzo e quarto una linea longitudinale che tocca l' orlo posteriore 
e che in basso porta due diramazioni laterali quasi perpendicolari 
alla sua direzione ; nel quinto la macchia è disposta come nel 



— 4 — 

sesto dell' esemplare precedente ; nel sesto due punti in basso ed 
al disopra di questi, ma staccata, una macchia claviforme ; nei tre 
seguenti la solita linea assai marcata. 

Esemplare 10.° — Torace ( fig 10 a) come nell'esemplare 
settimo tranne che lo spazio compreso fra la prima e la seconda 
linea è di colore verde -cenere. Tarsi con linea molto marcata. 
Addome ( fig. 10 b ) azzurro, alle estremità verdognolo ; primo se- 
gmento con macchia quadrangolare nera; nel secondo una macchia 
irregolare che parte dall' orlo anteriore e giunge sin presso al 
posteriore; nel terzo, quarto e quinto macchie come nel quarto 
dell' esemplare precedente ; nel sesto come nel quinto del prece- 
dente; nei tre seguenti le linee longitudinali sono intense e nel 
primo di questi ve ne sono anche due trasversali. 

Esemplare 11. — Torace (fig. Ila) giallo -verde con tre 
linee, l' inferiore si congiunge a due terzi circa colla seconda. 
Tarsi con linea assai marcata. Addome (fig. 116) azzurro con 
macchia quadrangolare nel primo segmento; nel secondo una 
macchia molto allungata che rimane scoltata tanto dall'orlo an- 
teriore come dal posteriore; nel terzo e quarto le macchie come 
nei corrispondenti dell' esemplare precedente ; nel quinto una 
grossa linea mediana longitudinale che non giunge agli orli del 
segmento e che in basso alquanto si spande linearmente; nel 
sesto due piccole linee longitudinali presso l'orlo anteriore e 
due grossi punti presso il posteriore; nei tre seguenti le macchie 
sono molto pronunciate, tanto che occupano una gran parte del 
segmento. 

Dall'esame di questi undici individui si vede come oltre le 
due varietà descritte dai vari autori, abbiamo una serie grande 
di modificazioni tanto nelle colorazioni, come nelle macchie carat- 
teristiche così che si trova esistere una serie graduale di pas- 
saggi i quali lentamente ci portano dalla varietà lactea alla bili- 
neata. Il fatto poi di trovare quasi costantemente gli individui 
della prima varietà nel principio di primavera e del non trovarne 
che assai raramente accoppiati, mentre quelli della seconda com- 
paiono a stagione più avanzatale con facilità si vedono in accop- 
piamento, mi fanno propendere a concludere che, più che a varietà, 
le diverse forme si devono considerare come conseguenze del 
dimorfismo di stagione che in questi insetti si presenterebbe in 
un modo molto spiccato. 

Correggio -Emilia, settembre 1897. 



564 (45.413). 

*E. NAMIAS 



COLLEZIONE 

DI MOLLUSCHI PLIOCENICI DI CASTELLARQUATO 



esistenti 
nel Museo di Mineralogia e Geologia dell'Università di Modena 



Doderlein in molte occasioni aveva raccolto per questa 
Università un ingente quantità di fossili della classica loca- 
lità di Castellarquato o meglio della zona pliocenica compresa 
fra 1' Ongina e il Chero. Altri fossili della stessa regione fu- 
rono raccolti dal Prof. Pantanelli e da me personalmente, o 
furono acquistati in questi ultimi anni dai Pallastrelli di Ca- 
stellarquato. L' esame dei molluschi fossili che contiene detta 
collezione è lo scopo di questo lavoro. Sarà citata la lo- 
calità precisa soltanto quando le specie sieno in condizioni 
tali da essere certi della loro origine. Non vi è dubbio che 
questa classica località meriterebbe tanti parziali cataloghi, 
anche semplicemente nominativi, per quanti sono i centri di 
maggiore riunione di fossili, ma se si tiene conto della poca 
disformità delle condizioni bati metriche nelle quali si sono 
depositati i fossili stessi, se una divisione molto dettagliata 
sarebbe utilissima per criterii biologici speciali, non ha uguale 
interesse per questioni geologiche propriamente dette. 

Infatti i giacimenti fossiliferi di Castellarquato sono o 
littorali, o di mare di mediocre profondità ne arrivano mai 
a condizioni equiparabili a quelle di certi giacimenti di mare 
profondo della Toscana ove tutti i fossili si riducono a pochi 
Pteropodi o a poche specie abissali. 



— 6 — 

La zona dei coralli isolata è appena rappresentata, e il 
massimo numero dei fossili è dato dai giacimenti litorali o 
da una zona paragonabile a quella della zona delle coralline 
di Forbes. 

La sinonimia delle specie è stata limitata alle citazioni 
di Castellarquato, e i Molluschi sono citati nell' ordine del 
Fischer Manuel de Conchyliologie. 



— 7 — 

Fam. Testacellidae. 

Gen. Grlandina Schumacher. 
Glandina sp. 

Castellarquato ex collezione. 

Un esemplare le di cui condizioni poco felici non permettono 
di designarla con un nome speciale. Pel resto appartiene sicura- 
mente al genere Glandina e offre rispetto alle specie note, di- 
mensioni colossali. 

Fam. Helicidae. 

Gen. HeliX Limi. 
Helix Brocchii Mayer. 

Helix Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 251. 

Castellarquato. 
» Brocchii De Stefani, Moli. cont. nei terreni plioc. ecc. 

Atti della Soc. Tose, di Se. Nat , Voi. V, 

fase. I, pag. 37. Castellarquato. 
Galactochilus Ex Brocchii Sacco, Moli. terz. Pieni., Liguria, P. XXII, 

pag. 62. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

De Stefani cita ancora nel suo lavoro un Helix piacentina 
che non conosco, un' Helix obvoluta, Muli, e una Hyalinia Oli- 
vetorum Gm. che esistono in collezione ma che non enumero rite- 
nendoli esemplari postpliocenici. 

Fani. A.ctaeonidae. 

Gen. A-Ctaeon Montfort. 
Actaeon tornatilis Limi. 

Voluta tornatilis . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 97. Piacentino. 
Tornatella semistriata Bromi, It. Tert. G-eb., P. I, pag. 69, n. 363. Ca- 
stellarquato. 



Actaeon tomatilis. . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 508. 

Castellarquato. 
» semistriatus . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 244, 

Castellarquato. 
» » . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 33. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fontannes (1) giustamente osserva che quantunque la specie 
vivente differisca dalla fossile per diversi caratteri che special- 
mente si concentrano in un diametro maggiore per la specie vi- 
vente, e nella facile assenza delle strie per la specie fossile, non 
si può stabilire una specie fossile distinta col nome di A. semi- 
striatus ; intanto l' assenza delle strie è facile, ma non costante e 
anche fra gli esenrplari di collezione uno se ne offre uniforme- 
mente striato, restano quindi soltanto il diametro e caratteri ac- 
cessori. 

Se quindi il nome di semistriatus deve essere impiegato a 
designare esclusivamente le forme fossili, deve però esserlo come 
varietà di un tipo vivente che tende ad ingrandirsi. 

Actaeon Woodii May. 

Tornaiella Woodii Mayer, Journ. Conc, Voi. XXII, pag. 309, tav. XI, 
fig. 2. Castellarquato ( 1874 ). 

Castellarquato ex collezione. 

Actaeon punctulatus Fér. 

( Tornatella punctulata Bastecot., Descript. Gèol. du Bass. Tert. S. 0. de 
la France, Tav. I, fig. 24, pag. 28). 

Castellarquato ex collezione. 

Un solo esemplare, la citazione di Cocconi non può qui trovar 
posto riferendosi essa soltanto a Maiatico. 



(1) Fontannes, Moli. Rhòne et Rouss., P. I, pag. 234. A. tomatilis 
var. semistriatus. 



— 9 — 

Fam. Tornatinidae. 

Gen. VolVUla Adams. 

Volvula acuminata Brug. 

Volvula acuminata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 247. 
Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 42. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Scaphandridae. 

Gen. Scaphander Montf. 

Scaphander lignarius Montf. 

Bulla Ugnarla .... Brocchi, Conch. foss sub., pag. 40. Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 80, n. 425. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck., P. I, pag. 617. Castel- 

larquato. 
Scaphander lignarius Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 250. 
Castellarquato. 
» » Weinkauff, Conchyl. des Mittelm, pag. 193. Ca- 

stellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 43. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Atys Montf. 

Atys utriculus Brocchi. 

Bulla striata . . . non Brug., Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 42, tav. I, 
fig. 6 a, b. Piacentino. 
» utriculus. . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 80, n. 427. Castellarquato. 
» utricula . . Hornes, Foss. Tert. Beck., P. I, pag. 618. Castel- 
larquato. 



__ io ._ 

Bulla utriculus . . Weinkauff, Concyl. des Mitt. V. II, pag. 190. Ca- 
stellarquato. 
» » . . Cocconi, Foss. inioc. plioe. Parma, Piac, pag. 748. 

Castellarquato. 

Roxania utriculus Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., P. XXII, pag. 45. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

G-en. CyliClina Lorèn. 
Cylichna elongata Bronn. 

Bulla elongata . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 80, n. 429. Castellarquato. 
» conulus. . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 620. 
Castellarquato. 
Cylichna conulus . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 246. 
Castellarquato. 
» elongata Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 50. 

Castellarquato ex collezione. 

Cylichna Brocchii Micht. 

Bulla ovulata? . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 43, tav. I, fig. 8 a, b. 
Piacentino. 
» conulus . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 80, n. 428. Castellarquato. 
» Brocchii . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 624. Castel- 
larquato. 
Cylichna Brocchii Weinkauff, Gonchyl. des Mitt., pag. 201. Castellarquato. 
» » Cocconi^, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 246. 

Castellarquato. 
» » Fontannes, Moli. Rhòne et Eouss., pag. 24. Castel- 

larquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 52. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cylichna convoluta Brocchi. 

Bulla convoluta . . Brocchi, Conchyl. foss. sub., pag. 43, tav. I, fig. 7 a, b. 

Piacentino. 
Cylichna convoluta Bronn., It. Tert. Geb., pag. 81, n. 430. Castellarquato. 



— 11 — 

Cylichna convoluta Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 246. 

Castellarquato. 
Bullinella cylindracea var. convoluta Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., 

P. XXII. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie di distingue dalla C. Brocchii per la forma 
più stretta e oblunga, per la superficie nitida, per l'apertura stret- 
tissima. Il nome di convoluta come dimostrano le diverse sinonimie 
del Kobelt, Weinkauff, Monterosato è esclusivo delle forme fossili. 
La specie corrispondente vivente sarebbe la C. cylindracea Penn. 
non la cylindrica Brug. 

Oylichna truncata Mont. 

Utriculus truncatas Mont. Cocconi, foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 247. 
Castellarquato. 

Refusa truncatula . Sacco, Moli. terz. Piem, Lig., P. XXII, pag. 40. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Ringiculidae. 

Gen. RingìCUla Desìi. 

Rìngicula buccinea Brocchi. 

Voluta buccinea .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 93, tav. IV, fig. 6. 

Piacentino. 
Marginella auriculala ( parte ) Bronn, It. Tert. Geb., pag. 17, n. 50. Ca- 
stellarquato. 
Rìngicula buccinata . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 134. 
Castellarquato: 
» buccinea. . . Morlet, Monografia Gen. Rìngicula, pag. 49. Ba- 

cedasco. 
» »... Seguenza, Ring. Italiane, pag. 25. Piacentino. 

» auriculata var. buccinea Sacco, Moli. Piem., Lig., P. XII, pag. 21. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Conservo a questa comunissima e tanto discussa specie il nome 
assegnato da Brocchi, convinto che le profonde osservazioni di 



— 12 — 

Seguenza in proposito restino sempre le migliori e cioè che la R. 
buccinea risulta dall'associazione di molte forme collegate insieme 
per graduate transizioni, ma che resta un tipo assolutamente di- 
stinto dalle affini e specialmente dalla R. auriculata. 

Ringicula Brocchii Seguenza. 

Ringicula Brocchii . . Seguenza, Ring. Italiane, pag 25. Piacentino. 
». » . . Morlet, Monogr. Gen. Ringicula, pag. 48, tav. 8, 

fig. 2. Castellarquato. 
» striata. . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 34. 

Lugagnano. 
»- auriculata var. ventricosa Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XII, 

pag. 25. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



Fam. TJmbrellidae. 
Gen. Umforella Lk. 

Umbrella Mediterranea Lk. 

Operculatum Mediterraneum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 250. Riorzo. 
Untorella Mediterranea . . . Weinkauff, Conchyl. des Mitt. , Voi. II, 

pag. 179. Castellarquato. 
» ... Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, 

pag. 55. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Di questa specie abbastanza Tara e fragilissima, la collezione 
lia alcuni esemplari che coincidono benissimo cogli esemplari vi- 
venti del Mediterraneo, tranne leggere differenze quali il mucrone 
apicale meno pronunciato nelle forme fossili che nelle viventi e 
la faccia interna meno concava. 



— 13 — 

Fani. Terebridae. 

Gen. Terebra Ad. 

Sottogen. SUBULA Schumacher. 

Subula fuscata Br. 

Buccinimi fuscatum . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 124. Piacentino. 
Terebra fuscata .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 20, n. 67. Castellarquato. 
» ». .... Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 129. 

Castellarquato. 
» d e var. Cocconi. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 130. 

Montezago, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione — S. M. Maddalena, Stramonte. 

Sottogen. Tebjebrum Montf. 

Terebrwn neglectum Micht. 

Buccinum strig ilatum var. j3 . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 127. Pia- 
centino. 
Terebra pertusa var. fi ... . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 20, n. 68. Ca- 
stellarquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. I, 

pag. 132. 

» . » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , 

pag. 131. Montezago, Diolo. 
Terebrum postneylectum .... Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. X, pag. 30. 

Castellarquato ex collezione — Burrone del M. Bertoldo. 

È logico ammettere con Sacco che avendo Born assegnato il 
nome di pertusa a una specie vivente questo nome non può essere 
impiegato nella specie in discorso, e quindi la preferenza deve 
essere data al Michelotti. Dal confronto poi degli esemplari di Ca- 
stellarquato con quelli di Montegibbio e Tortona non riesce altret- 
tanto accettabile l' uso di un nuovo nome, giacché l' unica variante 
consistente nelle pieghettature longitudinali, più accentuate e fre- 
quenti nelle specie plioceniche, sembra carattere transitorio. 



— 14 - 

Terebrum acuminatum Bors. 

Terebra acuminata Cocconi. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 130. 
Montezago, Chew. S. M. M. 

Castellarquato ex collezione. 

Terebrum Basteroti Nyst. 

Terebra duplicata Bromi, It. Tert. Geb., pag. 21, n. 69. Castellarquato. 

» Basteroti Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 133. Ca- 
stellarquato. 

» » Coccoui, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 131. 

Castellarquato, Diolo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione — Burrone del Monte Bertoldo. 

Fam. Conidae. 

Sottogen. Lithoconus Morch. 
Lithoconus Mercatii Br. 

Conus Mercedi . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 149. 

Montezago, Stramonte. 
Lithoconus Mercatii Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIII, pag. 14. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Lithoconus virginalis Brocchi. 

Conus virginalis .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 59, tav. II, fig. 10. 
( Piacentino ). 
» deperdiius . . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 12, n. 5. Castellarquato. 
» » .... Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 152. 

Diolo, S. M. Maddalena. 
Rhizoconus? virginalis Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIII, f. 2.", 
pag. 114. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Anche nei nostri esemplari si riscontra affinità fra questa 
specie e i giovani individui di L. Mercatii; perciò anziché atte- 



— 15 — 
nermi alla denominazione generica interrogativa data da Sacco 
ascrivo senz'altro gli esemplari in esame al Gen. Lìthoconus. 

Sottogen. Leptoconus Swainson. 

Leptoconus Brocchii Bronn. 

Conus Brotichii Bronu, It. Tert. Geb., pag. 12, n. 7. Castel- 
larquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 154. Riorzo, Castellarquato. 
» canal ic tilatus .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 154. Castellarquato. 
» ante diluvianus vai - . De Gregorio, Studi conc. Medit , pag. 361. 

Castellarquato. 
Leptoconus Brocchi. .... Sacco, Moli. terz. Piena., Lig., P. XIII, pag. 30. 

Piacentino. 
» var. ex canaliculata Sacco, Moli. terz. Pietri., Lig., P. XIII, 

pag. 31. Piacentiuo. 

Castellarquato ex collezione. 

Conus antediluvianis Brug. 

Conus antediluvianus ... Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 60, tav. II, 

fig. 11. Piacentino. 
» » ... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 12, n. 8, Castel- 

larquato 
... Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, 
pag. 39. Castellarquato. 
» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 154. Stramonte, Riorzo. 
» » ... De Gregorio, Studi conch. Medit., pag. 361. 

Castellarquato. 
Conospirus antediluvianus Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIII, pag. 40. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte, Bacedasco, Monte- 
zago, Monte Bertoldo. 



— 16 — 

Sottogen. Chelyconus Mòrch. 

Chelyconus pelagicus Br. 

Gonus ijelagioas . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 57, tav. II, fig. 9. 
Piacentino. 
» « ... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 12, n. 1. Castellarquato. 

» » ... Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 31. 

Castellarquato. 
» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 151. 

Castellarquato. 
Chelyconus pelagicus Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XIII, fig. 2, pag. 91. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Chelyconus ponderosus Br. 

Gonus ponderosus . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 62, tav. Ili, fig. 1. 
Piacentino. 
» » ... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 13, n. 12. Castellarquato. 

» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 149. 

Lugagnano, Montezago, Diolo. 
Chelyconus ponderosus Sacco, Moli. teft. Piem., Lig., P. XIII, fig. 2, 
pag. 77. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte, Montezago. 

Chelyconus N~oe Brocchi. 

Conus Noe . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 62, tav. Ili, fig. 3. Pia- 
centino. 

» ponderosus var. (3 spira elongata Bionn, It. Tert. Geb., pag. 13, 
n. 12. Castellarquato. 

» Noe . . . Hornes, Foss. Tert. Beck., Wien, P. I, pag. 28. Castel- 
larquato. 

» - »... Cocconi, Moli. mioc. pliye. Parma, Piac, pag. 150. Ca- 
stellarquaro. 
Chelyconus Noe Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIII, pag. 85. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 



17 



Chelyconus Mtorósus var. ex ventricosa Sacco. 

(Sacco, Moli. terz. Piera., Lig , P. XIII, pag. 109, tav. X, fig. 22.). 
Conus ventricosus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 18, n. 17. Castellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck., Wien, P. I, pag. 33. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 151. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Per quanto gli esemplari che rappresentano questa specie 
siano in stato poco soddisfacente, tuttavia lasciano riconoscere 
l' affinità loro col Conus oitorosus Font. . La figura e descrizione 
di Sacco convengono molto agli esemplari di collezione, seguendo 
quindi il suo criterio, conviene escludere il nome di ventricosus 
applicato da Bromi, né si può applicare rigidamente la sinonimia 
di Fontannes per leggiere differenze. 

Chelyconus striatulus Brocchi. 

Conus striatulus . . . Brocchi, Conch, foss. sub., pag. 63, tav. HI, fig. 4. 
Piacentino. 
» » ... Brohn, It. Tert. Geb., pag. 12, n. 3. Piacentino. 

Castellarquato. 
» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 154. 

Diolo, Riorzo, Stremonte. 
Conus lineolatus . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 153. 
Chelyconus striatulus Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIII, pagg. 93-94. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte, Riorzo. 

La spira più elevata e gli anfratti decisamente scalariformi 
sono i caratteri sui quali si può basare p>er tenere distinta questa 
specie dal C. pelagicus. Il Conus lineolatus di Cocconi, come Sacco 
osserva, è una varietà di questa specie, ove le strie sono molto 
accentuate e che esistendo in collezione accenno col nome di var. 
lineolata Cocconi. 

Chelyconus pyrula Brocchi. 

Conus pyrula. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 56, tav. II, fig. 8 
( Piacentino ). 



— 18 — 

Conus pyrula . . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 12, n. 9. Castellarquato. 
» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 150. 

Riorzo. 
Cheliconus pyrula Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIII, tav. IX, F. 2.°, 
pag. 88. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Eiferisco a questa specie due piccoli esemplari ben conservati 
e perfettamente coincidenti cogli esemplari del pliocene di Siena. 
Credo inoltre che il C. fuscocingulatus Bromi sia una specie 
preferibilmente miocenica differente dal C. pyrula, per questo ri- 
tengo il nome di pyrula. Le forme plioceniche di questa specie 
si distinguono dalle mioceniche per la spira alquanto più rialzata. 



Gen. Pleurotoma Lk. 

Pleurotoma rotata Brocchi. 

Marex rotatus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 227, tav. IX, fig. 11. 

Piacentino. 
Pleurotoma rotata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 45, n. 218. Bacedasco. 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck., Wien, P. I, pag. 355. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Foss. mioc plioc. Parma, Piac, pag. 53. 

Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Pleurotoma monilis Brocchi. 

Marex monilis . . . Brocchi, Conch., foss. sub., 227, tav. Vili, fig. 15. 

Piacentino. 
Pleurotoma monile . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 45, n. 219. Bacedasco. 
» monilis Hornes, Foss. Tert. Beck., Wien. P. I, pag. 353. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 53. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 19 — 

Pleuroioma turricula Brocchi. 

Pieurotoma turricula Bronn, Ifc. Tert. Geb., pag. 46, n. 228. Castellarquato. 
» Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck., Wien, P. I, pag. 350. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 52 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo. 

I molti esemplari della collezione si potrebbero distinguere 
in una forma tipica ben descritta da Bellardi e in una varietà 
intermedia carina obsolete denticulata. Le altre varietà accennate 
specialmente da Cocconi derivano dall' unione cbe egli fa della 
Pieurotoma turricula colla PI. ambigua. 

Gen. Surcula Adams H. et A. 

Surcula dimidiata Brocchi. 

Muréx dimidiatus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 226, tav. Vili, 

fig. 18. Piacentino. 
Pieurotoma dimidiata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 45, ti. 220. Castellarquato. 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck., Wien, P. I, pag. 361. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac., pag. 54. 

Piacentino. 
Surcula dimidiata . . Fontannes., Moli, plioc. Bhòn et Rouss., P. I, 
pag. 45. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Monte Oliveto di Bacedasco, 
Burrone del Monte Bertoldo, S. Stefano di Bacedasco. 

Surcula intermedia Bronn. 

Pieurotoma intermedia Bronn, It. Tert. Geb., pag. 45, n. 221. Castel- 
larquato. 

» » Cocconi. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 54. 

Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck., Wien, P. I, pag. 359. 

Castellarquato. 

» Serventii . Mayer., Journ. Conchyl., Voi. XX, pag. 272. Ca- 

stellarquato (1872). 



— 20 — 

Castellarquato. ex collezione — Burrone M. Bertoldo, Strato 
superiore. 

La maggior parte degli esemplari corrisponde alla varietà [6 
del Bellardi ( Moli. terz. Piem., Lig., P. II, pag. 54 ) Carina magis 
prominens, obtusa transverse striata ecc. 

Gen. G-exiOta, H. et A. Adams. 

Genota ramosa Bast. 

Pleurotoma ramosa Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 48. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Drillia Gray. 

Drillia Allioni Bellardi. 

Murex oblongus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 223. Piacentino. 

Pleurotoma oblonga . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 46, n. 223. Castel- 
larquato. 
» obeliscus. . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I. 

pag. 372. Castellarquato (non fig. ). 
» brevirostrum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 58- 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Drillia incrassata Duj. 

Raphitoma incrassata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 68. 
Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Drillia obtusangula Brocchi. 

Pleurotoma obtusangula Bronn, It. Tert. Geb., pag. 47, n. 234. BacedascO' 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 55- 

Diolo, Stramonte. 



— 21 — 

Castellarquato ex collezione. 

I molti esemplari posseduti si riferiscono esclusivamente alla 
specie tipica: Anfractibus carinatis, postice canaliculati ecc. (Bei- 
lardi Moli. terz. Pieni., Lig., P. II, pag. 98 ). 

Drillia sigmoidea ( Bromi. ). 

Pleurotoma sigmoidea Bronn, It. Tert. Geb., pag. 437, n. 232. Castel- 
larquato. 

Eaphitoma » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 68, 

Castallarquato, Bacedasco, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Drillia Brocchi (Bonelli). 

Murex oblungus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., tav. Vili, fig. 5. 
Pleurotoma Brocchi Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 57 , 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Drillia pustulata Brocchi. 

Pleurotoma pustulata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 47, n. 229. Castel- 
larquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 370. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 56. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Seguendo il criterio di Bellardi comprendo sotto questo nome, 
ma però come varietà distinta, la PI. cupressìna Dod. la quale si 
distingue dalla D. pustulata oltreché pei caratteri accennati da 
Bellardi (Moli. terz. Piem., Lig., P. II, pag. 105, var. a) per la forma 
più svelta e la spira più allungata, per gli anfratti meno rilevati, 
per tutta l' ornamentazione più finamente scolpita. È molto pro- 
babile che la varietà di Cocconi spira elongata sia la stessa. 
Tanto la Drillia pustulata come la cupressina sono comuni a Vi- 
goleno e Castellarquato. 



22 



Drillia crispata Jan. 

Pleurotoma crispata Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 368. 
Castellarquato 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 56. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Bela Gray. 

Bela septangularis Mont. 

Bela septangularis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 59. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Clavatula Lk. 

Glavatula interrupta Brocchi. 

Pleurotoma interrupta Bromi, It. Tert. Geb., pag. 46, n. 227. Castel- 
larquato. 
» » Cocconi,~ L Moll. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 50. 

Diolo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Per quanto questa specie sia citata per Castellarquato anche 
dall' Hòrnes, non ho potuto comprenderla nella sinonimia, perchè 
come osserva Bellardi per la specie del Piemonte, trattasi proba- 
bilmente di specie affatto diversa, e tale diversità appare anche 
dal confronto degli esemplari di Castellarquato con le figure del- 
l' Hòrnes. 

Clavatula inornata Bell. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P. II, pag. 161, tav. V, fig. 20). 
Clavatula inornata Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. Parma, Piac, pag. 18, 
n. 4. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 



— 23 — 

Clavatula Aradasi Bell. 
(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P: II, pag. 162, tav. V, fig. 23). 

Càstellarquato ex collezione. 

I molti esemplari classificati con tal nome non trovarono ri- 
scontro, ma sono da riferirsi alla, Clavatula Agassizii, uno soltanto 
fu sufficientemente riconoscibile. 

Clavatula Agassizii Bell. 

(Bellardi. Moli. terz. Piem., Lig., P. II, pag. 166, tav. V, fig. 30). Var. A. 

Càstellarquato ex collezione. 

Quasi tutti gli esemplari corrispondono alla varietà A del 
Bellardi, cingulum plerumque nodiferum ecc. 

Gen. Clinura Bellardi. 

Clinura elongantissima (For. ). 

(Foresti, Cat. Moli. foss. plioc. Bologn., pag. 60, tav. II, fig. 10-13. Pleu- 

rotoma elongantissima ). 
Clinura elegantissima Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 
Piac. pag. 19, n. 1. For. non Forb. 

Càstellarquato ex collezione. 

Gen. Pseudotoma Bellardi. 

Pseudotoma intorta Brocchi. 

Murex intòrtus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 220, tav. VIII, fig. 17. 

Piacentino. 
Pleurotoma intorta Bromi, It. Tert. Geb., pag. 46, h. 226. Càstellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 332. 

Càstellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 47. 

Càstellarquato. 

Càstellarquato ex collezione — Burrone Monte Bertoldo, strato 
superiore, Stramonte. 



— 24 — 

Pseudotoma Bonella Bellardi. 

Pleurotoma bracteata Broun, It. Tert. Geb., pag. 45, n. 215. Bacedasco 
» Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 333 

Castellarquato. 
» Benellii . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 47. 

Castel lai'quato, Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Pseudotoma brevis Bell. 

Pleurotoma brevis Hornes, Foss Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 333. 
Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 47, Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. DoliellOtoma Bellardi. 

Dolichotoma cataphracta Brocchi. 

Murex eataphractus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 221. tav. Vili, 

fig. 16. Piacentino. 
Pleurotoma cataphracta Bronn, It. Tert. Geb., pag. 46, n. 225. Castel- 
larquato. 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I 

pag. 335, Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 48. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Delle molte varietà di cui la specie può essere suscettibile 
accenno a tre : la prima più abbondante in collezione designata 
dal Doderlein, colle parole : tuberculis crassioribus, carina nodosa 
trova riscontro nella Var. B di Bellardi (pag. 232), la seconda 
di Stramonte e intermedia fra la Var. B e C pure di Bellardi, la 
terza di Monte Bertoldo identifica la Var. A. 



— 25 — 

Gen. Aphanitoma Bellardi. 

Aphanitoma labellum Bon. 

(Bellardi. Moli. terz. Piera., Lig., P. II, pag. 242, tav. VII, fig. 28. 
Aphanitoma labellum ). 

Castellarquato ex collezione. 

• Gen. Clatliurella Carpenter. 

Clathurella emarginata (Donov. ). 

Murex oblongus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 223. Piacentino. 
Pleurotoma suturalis Bromi, It. Tert. Geb., pag. 48, n. 235. Castellarquato. 
Raphitoma gracilis Cocconi, En. Sist. Moli. mioc. plióc. Parma, Piac, 
pag. 67. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Burrone del Monte Bertoldo. 

Clathurella scalaria Jan. 
(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P. II, pag. 248, tav. VIII, fig. 1). 

Castellarquato ex collezione. 

Cocconi cita questa specie soltanto per Majatico (Cocconi, 
pag. 68). Nella collezione di Castellarquato trovai con tal nome 
un solo esemplare che corrispose al confronto della figura e de- 
scrizioni di Bellardi e Foresti ( Cat. Moli. Foss. Bologn., pag. 69) 
meglio però alle descrizioni che alla figura. Esistendo poi nella 
collezione del Modenese, e precisamente della Cianca di Spezzano, 
tre individui di questa specie potei meglio estendere il confronto 
e convincermi della bontà dell' esemplare di Castellarquato il quale 
rappresenterebbe il vero tipo della Clathurella scalaria Jan, in 
cui l'ultimo anfratto acutissimamente carenato non ha solchi lon- 
gitudinali. 

Clathurella crassivaricosa Bell. 
(Bellardi, Moli. terz. Piem. Lig., P. II, pag. 254, tav. Vili, fig. 9). 



— 26 — 

Castellarquato ex collezione. 

• Di questa specie abbastanza rara due esemplari del quale 
uno presenta intatta la varix magna, arcuata valde sinuosa ac- 
cennata da Bellardi. 

Clathurella subtilis Partsch. 

(Bellardi, Moli. terz. Piera., Lig., P. II, pag. 249, tav. Vili, fig. 2). 
Clathurella subtilis Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 
Piac, pag. 19, n. 1. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Homotoma Bellardi. 

Homotoma textilis Brocchi. 

Pleurotoma textile Bronn, It. Tert. Geb., pag. 48, n. 236. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La figura di Brocchi (Conch. foss. sub., pag. 216, t. Vili, fig. 14, 
M. textile) non corrisponde bene alla descrizione di questa specie, 
perchè gli anfratti invece di essere convessi sono subangolosi, il 
che fu causa che specialmente Hòrnes abbia riferito a questa 
specie la Clathurella subtilis ( Hòrnes, pagg. 381, 382, tav. X, 
fig. 4, R. textilis ). di esemplari di collezione pur coincidendo 
colla figura e descrizione di Brocchi hanno gli anfratti come ap- 
punto gli esemplari del Bolognese (Foresti, Moli. Foss. Bologn., 
pag. 63 ) molto convessi. 

Homotoma histrix Jan. 

Rqphitoma histrix Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 63. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Il tipo descritto da Bellardi non esiste in collezione va invece 
accennata una varietà anfractibus scalaratis Dod. distinta pei se- 
guenti caratteri: costulis trasversis minor interposita, costulae tran- 
sversae magis spinosae, anfractibus scalaratis. 



. — 27 — 
Homotoma erinaceus Bellardi. 

(Bellardi, Moli, ter»., Piera., Lig., P. II, pag. 267, tav. Vili, fig. 23. 

H. erinaceus ). 
Homotoma erinaceus Bagatti, Agg. Enuin. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 20. n. 1. S. M. Maddalena. 

Castellarquato ex collezione. 

Homotoma reticulata Ben. 

Murex echinatus . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 216, tav. Vili, 

fig. 3. Piacentino. 
Pleurotoma reticulata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 47, n. 233., Castellarquato. 
Defrauda reticulata . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 59. 

Bacedasco. 

Castellarquato *ex collezione — Rio dell' Asse 2.° strato. 
Homotoma turritelloides Bellardi. 

(Bellardi, Moli, terz., Pieni., Lig., P. II, pag. 281. H. turritelloides). 
Homotoma turritelloides Bagatti, Agg. Enura. Moli. mioc. plioc. Parma, 
Piac , pag. 20, n. 5 Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo. 
Homotoma stria ( Cale. ). 

Raphitoma stria Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 64. Ca- 
stellarquato 

Castellarquato ex collezione. 

Homotoma inflata ( Jan. ). 

Raphitoma inflata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 64. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo. 



— 28 — 

Ho?notoma semicostata Bellardi. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P. II, pag. 282, tav. Vili, fig. 30. Homo, 

toma semicostata ). 
Homotoma semicostata Bagatti, Agg. En.. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma- 

Piac, pag. 20, n. 6. Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Homotoma purpurea Mont. 

De/rancia purpurea Weinkauff, Conchyl. des Mittelmeer, Voi. II, pag. 131. 

Castellarquato. 
Homotoma » Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 20. Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Homotoma elegans Donov. 

De/rancia linearis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 62. 

Castellarquato. 
Homotoma. elegans Bagatti, Agg. En. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. 

pag. 20. Riorzo e Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Daplmella Hinds. 

Daphnella Satinasi Cale. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P. II, 284, tav. VIII, fig. 32. Daplmella 

Satinasi). 
Daplmella Satinasi Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , 
pag. 21. Chers. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Mangelia Leach. 

Mangelia Clathrata Serr. 

Defrauda clathrata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 60 
Castellarquato. 



Castellarquato ex collezione. 



29 — 



Mangelia angusta Jan. 

(Béllardi, Moli. terz. Pieni., Lig. P. II, pag. 295, tav. Vili, fig. 40). 
Raphitoma angusta Cocconi, Moli, plioc. Parma, Piac, pag. 68. Lu- 
gagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Mangelia longa Béllardi. 

Mangelia coendans ! Cocconi, Moli. mioc plioc. Parma, Piac, pag. 68. 
Castellarquato. 
» longa . . . Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag 21. S. M. Maddalena. 

Castellarquato ex collezione. 

E certo che per il tipo generale questa specie è molto affine 
alla Pleurotomia ccerulans Pini. (Voi. II, tav. 6, fig. 24), dalla quale 
però differisce sensibilmente specie nell' intaglio. Il nome poi di 
P. ccerulans come Béllardi dimostra non conviene al fossile de- 
scritto e figurato con tal nome da Hòrnes. Cocconi riferendosi a 
entrambi le figure a quale specie avrà voluto alludere ? 

Mangelia Vauquelini Payr. 

Mangelia Vauquelini Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 63. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Raphitoma Béllardi. 
Raphitoma vulpecula Brocchi. 

Murex valpeeulus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 212, tav. Vili, 

fig. 10. Piacentino. 
Fusus » . . Bromi, It. Tert. Geb. pag. 41, n. 190. Castellarquato. 

Raphitoma vulpecula Cocconi, Moli, mioc plioc Parma, Piac, pag. 65- 

Bacedasco. Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 



— 30 — 

Raphitoma submarginata Bon. 

(Bellardi, Moli. terz. Piera., Lig., P. II, pag. 309, tav. IX, fig. 21. E. 

submarginata ). 
Raphitoma submarginata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 60. 

Castellarquato ex collezione. 

Raphitoma plicatella (Jan.). 

(Bellardi, Moli. terz. Piera., Lig., P. II, pag. 307, tav. IX, fig. 19. 

R. plicatella ). . 
Raphitoma plicatella Cocconi, Moli. mioc. plioc. Paratiti, Piac, pag. 64. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Raphitoma turgida Forb. 

(Bellardi, Moli. terz. Piera., Lig, P. II. pag. 312, tav. IX, fig. 25, 

R. turgida). 
Raphitoma nana. . Bagatti, Agg. en Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 22. Marne di Bacedasco. 
» turgida Bagatti, Agg. en. Sist. Moli. mioc. plioc Parma, 

Piac, pag. 22. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Raphitoma tenuicosta Brugn. 

(Brugnone. Ale Pleurot. foss. Palermo, pag. 20, tav. I, fig. 17. Plettro- 

toma attenuata var. B) 
Pleurotoma tenuicostata Bagatti, Agg. En. Sist. Moli, mioc plioc Parma, 

Piac, pag. 22, n. 14. Rio dei Vassalli. 

Castellarquato ex collezione. 

Raphitoma hispidula ( Jan. ). 

(Bellardi, Moli. terz. Pieni., Lig. P. II, pag. 304, tav. IX, fig. 18. 
R. hispidula). 

R. hispidula Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 64. Castel- 
larquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 31 - 

Baphitoma nevropleura Brugn. 

( Brugnoue, Alcune Pleurot. foss. Palermo, pag. 33, tav. I, fig. 24). 
Baphitoma proxima Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 65, 
tav. I, fig. 17-18. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Baphitoma Megastoma Brugn. 

(Brugnoue, Alcune Pleurot. foss. Palermo, pag. 34, tav. I, fig. 25). 

Castellarquato ex collezione. 

Baphitoma Brachystoma Phil. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Liguria, P. II, pag. 318). 
Defrauda brachi/stoma Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 60. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Rio asse. 

Baphitoma harpula ( Brocchi ). 

Fusus harpula . . . Broun, It. Tert. Geb , pag. 41, n. 189. Bacedasco. 
Pleurotomia harpula Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 376. 

Castellarquato. 
Baphitoma » Cocconi, Moli, mioc plioc Parma, Piac, pag. 67. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Baphitoma attenuata Mont. 

Fusus pentagonus Bronn., It. Tert. Geb., pag. 41, n. 191. Castel- 
larquato. 

Baphitoma attenuata. . . Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma., Piacenza, 

pag. 67. Castellarquato sabbie gialle. 
» PaijraudeauVÌ Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piacenza, 

pag. 66. Riorzo. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 



— 32 — 
Le affinità fra questa specie e la R. Payroudeaui Desh. sono 
assai spiccate, e tale affinità confermano descrizioni e figure. Però 
per entrambi le specie mancano buone figure e le uniche che si 
offrano discrete sono del Filippi ( PI. Payroudeaui Desìi, tav. XXVI, 
fig. 20, PI. gracile Phil., R. attenuata tav. XI, fig. 23). Le distin- 
zioni esatte riescono difficili, Bellardi nella sinonimia della R. atte- 
nuata fonde le due specie, e le fa corrispondere al Murex vulpe- 
culus costis rarioribus di Brocchi; altri autori invece come Cocconi 
Monterosato ecc. ammettono che Murex vulpeculus var. costis ra- 
rioribus debba riferirsi soltanto alla PI. Payroudeaui. Della R. 
attenuata vivente mi sono reso conto esattissimo, e certo i pochi 
esemplari di Castellarquato corrispondono quasi tutti a questi, 
alcuni pochi offrono leggiere varianti specialmente sull'andamento 
delle costole, e forse questi sarebbero da riferirsi alla R. Payrau- 
deaui ma nell' incertezza anziché sdoppiare gli esemplari preferisco 
mantenerli sotto il nome unico di R. attenuata. 

Raphitoma spinifera Bell. (1). 

Pleurotoma spinifera Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pga. 55. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Distinguunt liane varietatem a R. spinifera. — Testa subfu- 
siformis, anfractus minus carinoti, suturae minus profundae, 
costae longitudinales minus prominentes, striae transversae ma- 
iores et magis perspicua^. 

Raphitoma columnae Scacchi. 

(Bellardi, Moli. terz. Pieni., Lig., P. II, pag. 321, tav. IX, fig. 36 R. 
oolumnae). 

Castellarquato ex collezione. 

Raphitoma hispida Bell. 

(Bellardi, Moli. tevz. Pieni., Lig., P. II, pag 299, tav. IX, fig. 5. Ra- 
phitoma hispida ). 

Castellarquato ex collezione. 

(1) Oltre la forma tipica accenno una varietà degna di nota sub- 
spinifera Dod. 



Gen. Halia Risso. 
Malia helicoides Brocchi. 

Bulla helicoides. . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 48, tav. I, fig. 9 a b. 

Piacentino. 
Priamus helicoides Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 156. 

Riorzo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Cancellariidae. 
Gen. Cancellarla Lk. 

Cancellarla cancellata Linn. 

Voluta cancellata. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 79. Piacentino. 
» » ... Bronn., It. Tert. Geb., pag. 43, n. 208. Castel- 

larquato. 
Cancellarla cancellata Hoernes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, 
pag. 317. Castellarquato. 
> » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 165. 

Castellarquato. 
Rivetia cancellata. . . Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XVI, pag. 37. 
Piacentino. 

Cancellarla serrata Bronn. 

Cancelleria serrata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 44, n. 211. Bacedasco. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. It, Voi. II, pag. 115. Piacentino. 

■ » » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 165. 

Castellarquato. Diolo. 
Bonellitia serrata . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, pag. 43-44. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cancellarla Bonella Bell. 

Cancellaria Bonella Hòrnes, Foss. Moli. Tert, Beck. Wien, P. I, pag. 316. 
Piacentino. 



— 34 — 

Cancellarla Bonella D' Ancona, Moli, plioc It, Voi. II, pag. 115. Pia- 
centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 166 

Castellarquato. 

Bonellitla Bonella . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, pag. 42. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cancellarla varicosa Brocchi. 

Volata varicosa. . . Brocchi, Conch. foss sub., pag. 84, tav. Ili, fig. 8. 
Piacentino. 
» » ... Bronn, It.Tert. Greb., pag. 44, n. 213. Castellarquato. 

Cancellarla varicosa Hòrnes, Foss Moli. Tert. Beck. Wien. P. I, pag. 312. 
Castellarquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. II, pag. 110. Pia- 

centino. 
». » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 166. Ba- 

cedasco. Diolo. 
Sveltia varicosa . . . Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XVI, pag. 54" 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Rio di Montagnano, Bacedasco, 
Lugagnano, M. Bertoldo. 

Cancellarla lyrata Brocchi. 

Volata spinalosa Brocchi, Conch. foss, sub, pag. 82, tav. III, fig. 15. 

Piacentino. 
» lyrata. . Bronn, It Tert. Greb., pag. 44, n. 214. Castellarquato. 
» » . . Hòrnes, Foss. Moli Tert, Beck. Wien. P. 1, pag. 309. 

Castellarquato. 
» » . . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 108. Piacentino. 

» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag.. 167. 

Castellarquato, Riorzo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione — Burrone M. Bertoldo, Rio 
di S. Franca, Bacedasco. 

Oltre la forma tipica accenno una varietà già detta da Sacco 
(Moli. terz. Piem., Lig. P. XVI, pag. 59). Sveltia lyrata var. spinu- 
losa e rappresentata anche nel caso in esame da forme giovani.^ 



— 35 — 

Cancellarla calcar ata Brocchi. 

Voluta calcarata . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 81, tav. Ili, fig. 7. 

Piacentino. 
Cancellarla calcarata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 43, n. 201. Bacedasco. 
» » D' Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. II, pag. 107. Pia- 

centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 167, 

Stramonte, Montezago, Castellarquato. 
Calcarata calcarata . Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XVI, pag. 33. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cancellarla hlrta Brocchi. 

Voluta hlrta. , . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 88, tav. IV, fig. 1 a, b, 

pag. 88. Piacentino. 
Cancellar ia hlrta Bronn, It. Tert. Geb., pag. 43, n. 205. Castellarquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. II, pag. 104. Pia- 

centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 168. 

Solatia Iurta. . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig, P. XVI, pag. 28. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione — Burrone M. Bertoldo. 

Cancellarla Brocchi Crosse. 

Voluta piscatoria non Limi.. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 80, tav. Ili, 

fig 12. Piacentino. 
» » var. (3 . . . Bronn , It. Tert. Geb., pag. 43, n. 205- 

Castellarquato. 
Cancellarla Brocchii Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 169.. Castellarquato^ 
Solatia, piscatoria var. minor Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, 

pag. 26. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Numerose discussioni furono fatte dagli autori su questa 
specie, inutile ripeterle, più utile riassumere i pùnti di comune 
accordo : 



— 36 — 

Il nome di C. Brocchii proposto da Crosse le spetta perchè 
il Bucclnum piscatorium L. al quale da Brocchi fu riferita questa 
specie non ha a che far nulla con essa. 

Ha molta somiglianza colla C. hirta ma ne resta nettamente 
distinta (D'Ancona, Fase. II, pag. 105). 

Gli esemplari giovani e mezzani differiscono sensibilmente 
dagli adulti ove l' ornamentazione è più fortemente pronunciata. 

Cancellarla tribulus Brocchi. 

Volata tribulus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 82, tav. Ili, fig. 14. 

Piacentino. 
Cancellarla tribulus Bromi, It. Tert. Geb., pag. 43, n. 203. Bacedasco. 
» » D' Ancona, Moli. Plioc. Ital., Voi. II, pag. 102. Pia- 

centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 169. 

Bacedasco, Strarnonte, Lugagnano. 
Sveltia tribulus. . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, pag. 63-64. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cancellarla uniangulata Desìi. 

Cancellarla fusulus . . . Bromi, It. Tert. Geb., pag, 13, n. 204. Bacedasco. 
» ' uniangulata Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien. P. I, 

pag. 307. Piacentino. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 100. 

Piacentino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 169. 

Castellarquato. 
Trivla uniangulata . . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, pag. 35. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cancellarla Ampullacea Brocchi. 

Voluta ampullacea Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 86, tav. III, 

fig. 9 a b. Piacentino. 

Cancellarla ampullacea. . . Bronn., It. Tert. Geb., pag. 43, n. 207. Ca- 
stellarquato. 



-r 37 — 
Cancellarla ampidlacea . . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 95. 

Piacentino 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, 

pag. 171. Castellarquato. 
Trigonostoma ampullaceum Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, pag. 9. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Cancellarla Nysti Hórnes. 

Cancellarla Nysti Hòrnes, Foss. Moli. Tertiar-Beck Wien, Voi. I, pag. 306, 
tav. 34, fig, lab Castellarquato. 
» » Bagatti, Agg. En. Moli. Parma, Piac, pag. 29, n. 2. 

Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

D' Ancona a proposito della C. Urclanensis giustamente nota 
che questa ha rapporti d' affinità colla C. Nysti ma non tali da far 
ritenere che siano la stessa specie. Gli esemplari di Montegibbio 
corrispondono meglio alla descrizione e figura dell' Hòrnes di quelli 
di Castellarquato ma in ogni modo restano distinti dalla 0. Ur- 
clanensis per la conchiglia di forma turrita, per la diversa disposi- 
zione -delle strie e costole, per la piccolezza relativa degli esemplari. 

Cen. Trigonostoma Blainv. 

Trigonostoma iimbillcare Brocchi. 

Voluta itmblllcarls . . . . Brocchi, (Jonch. foss. sub., pag. 85. 
Cancellarla amblllcarls . Bromi, It Tert. Geb., pag. 43, n. 206. Ca- 
stellarquato. 
» scabra. . . . D'Ancona, Moli, plioc It., Voi. II, pag. 96. 

Piacentino. 
» » . . . . Cocconi, Moli. mioc. Parma, Piac, pag. 171. 

Montezago. 
Trigonostoma umbillcare Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVI, pag. 15. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Come Pantanelli e De Stefani dimostrarono (Moli, plioc. dint. 
Sien. pag. 116) la figura di Brocchi corrisponde esattamente alla 
Q. scabra Desh. 



— 38 — 

Trigonostoma cassidea Brocchi. 

Voluta cassidea . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 87, tav. Ili, fig. 13 a, b. 
Castellarquato. 
» » . , . Bronn., It. Tert. Geb., pag. 44, n. 209. Piacentino. 

Cancellarla cassidea Hornes , Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 682. 
Castellarquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. Ital., F. II, pag, 97. Pia. 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Trigonostoma Bollar dii Pant. De Stef. 

Cancellaria umbilicaris (non Brocchi). D'Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. II. 

Piacentino. 
» » » » . Cocconi. Moli. mioc. plioc, Parma, 

Piac, pag. 171. Castellarquato- 
Trigonostoma unibilicare var. Bellardii Sacco, Moli, terz., Piem., Lig., 

P. XVI, pag. 5. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Questo nome, venne assegnato da De Stefani e Pantanelli a 
quelle forme considerate da D' Ancona e altri autori come C. um- 
bilicaris, nome che per quanto ho esposto parlando della Trigo- 
nostoma umbilicaris Brocchi non conviene a questa specie. 

Sottogen. Merica Adams 1853. 

Merica mitraeformis Brocchi. 

Voluta mitraeformis ... Brocchi, App. alla Conch. sub., pag. 478, tav. XV 

fig. XIII. Piacentino. 
Cancellaria mitraeformis Bronn, It. Tert G-eb., pag. 44, n. 212. Bacedasco - 
» » D'Ancona, Mol. plioc. Ital., Voi. II, pag. 118, 

Piacentino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc , Parma, Piacenza, 

pag. 164. Rio delle Ascie, Castellarquato, 
Diolo. 

Castellarquato ex collezione. 



— 39 — 

Il tipo di questa specie è evidentemente costolato pel lungo. 
Sta però il fatto, come Cocconi osserva, che almeno pel Piacentino 
il maggior numero d'individui ha costole molto deboli nei primi 
anfratti, quasi sempre ne è sprovvisto nell' ultimo che mostrasi 
anche più turgido. La varietà designata da Cocconi colle parole: 
Anfractubus convexioribus, plicis longitudinalibus obsoletis può 
essere mantenuta. 

Oltre questa è facile riscontrare 2 forme; in una le costole 
pur non essendo molto accentuate sono visibili anche sull' ultimo 
anfratto, nell' altra le costole sono assai accentuate con tendenza 
più obbliqua e cogli anfratti quasi per niente convessi. Data però 
l' instabilità con cui le costole si presentano in questa specie, si 
può considerare questo fatto come semplice accidentalità di struttura, 

Sottogen. Admete Kroyer 
Admete Urcianensis (D'Ancona). 

(Cancellarla Urcianensis D'Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. II, pag. 117, 

tav. 12, fig. 4 a, b, e. ) 
» Urcenensis . Bagatti, Agg. En. Moli , mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 29, n. 1. Castellarquato. 
Admete costelli/era v&r.fasoeonvexa Sacco, Moli, terz., Piem., Lig., P. XVI, 

pag. 71-72. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Admete triplicata nobis. 

Testa fusiformis, anfractibus convexis, subcarinatis, reticu- 
latis, costis longitudinalibus sub equalibus et transversis minoribus 
instructis. Anfractus aitimi coivo exiores, striis interstialibus mu- 
nitis, columella triplicata, apertura trigona, umbìlico subnullo. 
Long. 14 mm L. 8. ram 

Conchiglia fusiforme con anfratti convessi subcarinati. Le 
costole sono di 2 specie longitudinali e trasversali, le longitudinali 
alquanto ottuse le trasversali notevolmente più esigue, le une 
e le altre non sono rigorosamente uguali. L' ultimo anfratto sen- 
sibilmente più convesso degli altri e diversamente dagli altri è 
munito di strie intermedie che si alternano regolarmente colle co- 
stole longitudinali e trasversali. In alcuni esemplari le strie sono 



— 40 — 

limitate all'ultimo anfratto, la columella è triplicata, l'apertura tri- 
gona, l' ombelico quasi nullo, il labbro è sottile, internamente liscio. 
Questa specie ha qualche affinità colla C. urcianensis D' Ancona 
dalla quale si distingue per gli anfratti non carenati, per la forma 
della conchiglia meno acuta, per l' andamento delle costole tra- 
sversali e longitudinali, che non danno alle maglie della C. ur- 
cianensis l'aspetto reticolato di questa nuova .specie. 



Fam. Marginellidae. 
Gen. Marginella Lk. 

Marginalia auris leporis Brocchi. 

Marginella auris leporis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piacenza, 

pag. 104. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Giustamente osserva Cocconi che questa specie non collima 
perfettamente colla figura e descrizione di Brocchi ( Voluta auris 
leporis, pag. 94, t. IV, fig. 11 a 6) che ebbe in esame soltanto 
individui di Toscana. L'angolo formato sul penultimo anfratto è 
assai evidente negli esemplari del Piacentino e questo non appare 
né nella figura, né nella descrizione di Brocchi. Inoltre Brocchi 
parla di una columella triplicata mentre in tutti gli individui della 
collezione esaminati essa è quadruplicata. 

Fam. Mitridae. 

Gen. Mitra Lk. 

Mitra fusiformis Brocchi. 

Voluta fusiformis Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 89. Piacentino. 
Mitra » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 19, n 62. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 94. 

Castellarquato, Lungagnano, 

Castellarquato ex collezione — Rio dei Gatti. 



- 41 — 

Mitra turrieula Jan. 

Mitra turrieula Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 94. Ca- 
stellarquato, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Mitra alligata Defr. 

Voluta striatula Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 91, tav. IV, fig. 8. 
Piacentino. 

Mitra » Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 20, n. 63. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 98. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Rio dei Gatti. 

Mitra scrobiculata Brocchi. 

Voluta scrobiculata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 90, tav. Vili, fig. 3. 

Piacentino. 
Mitra <■ Bronn, It. Tert. Geb., pag. 20, n. 64. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 99. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Ho distinto i numerosi esemplari della collezione nel modo se- 
guente : Forma tipica, corrispondente alla fig. 19, t. II, Bellardi 
(Moli. terz. Piera., Lig., P. V, pag. 7) in cui l'anfratto non pre- 
senta quasi affatto o molto debolmente traccia di solchi. 

Varietà A ( Bellardi, pag. 8 ). Superficie internamente solcata 
con solchi più grandi, alternati da solchi più piccoli. 

Varietà B ( Bellardi, pag. 9 ). In questa varietà, che riferisco 
con dubbio a quella di Bellardi, gli anfratti sono generalmente 
lisci nella parte mediana e vicino alle suture mostrano solchi, ora 
accentuati, ora labili, variabili per numero. Noto ancora che la 
var. B del Cocconi corrisponde alla M. planicostata del Bellardi 
(pag. 5, t. II, fig. 9). 



— 42 — 

Mitra transiens Bellardi. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P. V, pag. 62, tav. II, fig. IO). • 

Castellarquato ex collezione. 

Sulle prime ritenni gli esemplari che ora riferisco a questa 
specie, forme speciali della M. scrobiculata presentanti solchi tran- 
sversali punteggiati, equidistanti per tutta l'estensione della con- 
chiglia. Il Prof. Doderlein infatti distinse tali numerosi individui 
col nome di vav. striis impressis aequidistantibus. Cocconi ancora 
accenna parlando della M. scrobiculata a individui uniformemente 
solcati. Il ripetuto esame dei moltissimi esemplari m' induce a ri- 
tenere questa anzi che varietà, una specie distinta strettamente 
collegata alla M. scrobiculata da attribuirsi alla M. transiens Bell, 
intermedia fra la M. exornata esclusiva del Miocene e la M. scro- 
biculata. 

Mitra Bronni Michelotti. 

( Mitra Bronni Bellardi, Moli. terz. Pienti., Lig., P. V, pag. 13, tav. IV, 
fig. 54). 

Castellarquato ex collezione. 

Non ho citato Cocconi perchè si riferisce a un solo esemplare 
del Parmigiano. Nel pliocene Modenese la specie sembra essere 
meno rara, nella colleziene del Piacentino ho trovato due soli 
esemplari, uno dei quali rappresenta la forma tipica, e l'altro la 
varietà A del Bellardi che si distingue molto dalla prima per la 
forma degli ornamenti superficiali, pei quali è affine alla M. ele- 
gantissima propria del miocene. 

Mitra Capelliniana Cocc. 

Mitra Capelliniana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 100. 
Castellarquato ex collezione. 

Mitra affinis Cocc. 

Mitra affinis Cocconi. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 98, tav. Ili 
fig. 1-2. 

Castellarquato ex collezione. 



— 43 — 

Mitra Astensis Bellardi. 
( Bellardi, Moli. terz. Pieni., Lig., P. V, pag. 21, tav. I, fig. 18 ). 
Castellarquato ex collezione. 

Mitra postacuta n. sp. 

Castellarquato ex collezione. 

Testa utrinque attenuata, spira valde acuta, anfractus parum 
convexi ultimus prope suturavi posticam parum inflatus, dìmidia 
parte longitudine longior. Superficies nitida, suiti trasversi prope 
rimani decurrentes, plerumque quattuor; os ovale, labrum sinistrum 
subarcuatum, plicae columellares quatuor, columella suberecta an- 
tice vix sinistrorsum incurvata. Long. 15 mm Lat. 7 mm . 

Questa specie è molto affine alla M. acuta Bellardi (pag. 53, 
t. Ili, fig. 41). Ne differisce per le dimensioni più esigue, per la 
superficie nitida e per i solchi della base in minor numero sottili 
ed avvicinati. Bellardi ebbe in esame un esemplare di Tortona 
simile a quello di Castellarquato che egli rimandò coli' indicazione 
affine alla M. acuta. 

Quest' indicazione e il confronto colla M. acuta del miocene 
superiore mi ha persuaso di presentarla come specie nuova per 
quanto stimi essere la forma di Castellarquato la corrispondente 
pliocenica della M. acuta di Tortona. 

Mitra Pantanellii n. sp. 

Castellarquato ex collezione. 

Testa subfusiformis, spira ad apicem acuta, anfractus parum 
convexi, marginati, ultimus depressus dimidiam longitudinem su- 
baequans, subulati punctulati, parum profundi, prope suturam 
magis perspicui et contigui; septem in primis anfractubus, decem 
vel undecim in ultimo. Sulti prope rimam decurrentes, inaequales, 
crebri, undulati. Superficies tota transverse silicata. Os ovale, 
columella ad apicem dextrorsum aliquantum obliquata. Plicae 
columellares quattuor. Long. 37 mm , Lat. 16 mm . 

La presente specie è molto vicina a un esemplare della colle- 
zione di Tortona contrassegnato dal Bellardi col nome di M. Si- 
smondae var. C. Questa varietà differisce dalla forma tipica, come 



— 44 — 
la specie in discorso resta separata dalla varietà del Bellardi per 
diversi caratteri propri, quali proporzioni, anfratti maginati, di- 
versa disposizione di solchi e strie. 



Gen. TJromitra Bell. 

Mitra cupressina Broun, It. Tert, Geo., pag. 20, n. 66. Bacedasco. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 101. 

Càstellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Specie largamente rappresentata, pei nostri esemplari le figure 
più addatte sono quelle di Foresti ( Contr. Conch. fòss. It., pag. 10, 
t. I, fig. 3,4, 6 M. cupressina ). La forma tipica con individui 
assai grandi, rispettivaménte a quelli '"dì Tortona e del pliocene 
di Siena, collima colle figure citate da Foresti 3, 4. Alcuni piccoli 
individui elegantemente reticolati sembrano avvicinarsi assai alla 
varietà A del Bellardi (Moli. Pieni., Lig., P. V, pag. 26,. t. V, 
fig. 25, a b ). 

TJromitra Ebenus Bell. 

Mitra ebenus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 102. 

Castellarquato ex collezione. 

Cocconi seguendo il criterio di Weinkauff riunisce col nome 
di M. ebenus tre specie; a me invece è sembrato meglio seguire 
il Bellardi che le mantiene distinte ; altre due specie quindi sa- 
ranno accennate a parte e cioè U. plicatula e U. pyramidella. 

Uromitra plicatula (Brocchi). 

Volata plicatula . . Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 92, tav. IV, fig. 7. 

Piacentino. 
Mitra » . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 19, n. 60. Castellarquato. 

» ebenus var. (3 Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 102. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 45 — 

Uromitra pyramidella ( Brocchi ). 
Mitra pyramidella Bromi, It. Tert. Geb., pag. 19, n 61. Castellarquato. 

Castellarqtiato ex collezione. 

Ho distinte fra i molti esemplari alcuni che sembrano corri- 
spondere alla Var. (3. Bellardi ( pag. 47 ) e dei quali gli identici 
nella collezione pliocenica del Modenese andavano col nome di 
M. comicula Lk. 

Gen. Micromitra Bell. 

Micromitra obsoleta Brocchi. 

Mitra obsoleta Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piacenza, pag. 103. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Mitrella (Risso). 

Mitrella turgidula (Brocchi). 

Bruccinum turgidulum Bromi, It. Tert. G-eb., pag. 25, n. 101. Castel- 
larquato. 

Columbella turgidula . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 100. 
» » . Fontannes, Moli. Rhòne et Rouss., pag. 910. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Mitrella semicaudata. 

Columbella semicaudata Cocconi, Moli. mioc. plioc, Panna, Piac, pag. 108- 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 46 — 
Fam. Fasciolariidae. 

Gen. FUSUS Klein. 

Fusus Rostratus Olivi. 

Murex rostratus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 208, tav. Vili, fig. 1. 

Piacentino. 
Fusus » Bronn, It. Tert. Geb., pag 39, n. 177. Castellarquato. 

» » Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. II. pag. 105. Castel- 

larquato. 
» » D' Ancona, Moli, plioc. Ital , Fas II, pag. 126. Piacentino. 

» Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 291. 
Castellarquato. 
» » Cocconi, Foss. mioe. plioc, Parma, Piac, pag. 45. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo, Burrone del M. Ber- 
toldo, S. Stefano di Bacedasco, Monte Oliveto di Bacedasco, Rio di 
Montagnana, Rio dei Gatti. 

Specie molto variabile ; il tipo sarebbe secondo D' Ancona 
dato da una forma ad anfratti convessi carenata e ottusamente 
dentata, mentre secondo Bellardi le forme più acutamente care- 
nate e dentate segnerebbero una varietà ( D' Ancona op. cit., 
t. XIV, fig. 8, 9). Bellardi invece non considera tale varietà e la 
fonde coli' altra forma stabilita da D' Ancona, destinandole en- 
trambi a rappresentare il tipo di questa specie. E infatti le due 
forme di struttura sono così comuni e abbondanti sì nelle forme 
fossili che nelle viventi, da poter ritenere come attendibile il giu- 
dizio di Bellardi, e che la carena più accentuata e i denti più 
acuti rappresentino soltanto un maggiore e più perfezionato svi- 
luppo. Dove invece notasi una differenza strutturale degna di nota 
è in due varietà notate, 1' una dal Foresti nel suo catalogo dei 
Moli, pliocenici Bolognesi col nome di var. Bononiensis (Foresti 
Cat. Moli, plioc. Bologn., pag. 32, t. I, fig. 10, 11) che si distingue 
pei suoi anfratti convessi, privi di spine e quasi di carena, l'altra 
chiamata ante riormente cincta dal Bellardi e Michelotti, poi Va- 
rietà dal Bellardi (Bell. Moli. terz. Pieni., Lig., P. I, pag. 130) 
— Carina obsoleta — Costae longitudinales in ultimo anfractu 
nullae vel rarae et obsoletae — e questa sembra essere almeno a 
giudicare dagli esemplari di collezione la meno comune. 



— 47 — 

Fusus longiroster Brocchi. 

Murex longiroster Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 210, tav. Vili, fig. 7. 

Piacentino. 
Fusus » Broun., It. Tert. Greb., pag. 39, n. 179. Castellarquato. 

» » D'Ancona, Moli, plioc It., pag. 121. Voi. 1. Piacentino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 45. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Monte Oliveto di Bacedasco, 
Burrone M, Bertoldo. 

Non ho citato il F. longiroster dell' Hornes poiché trattasi 
evidentemente di forma diversa da quella del Piacentino, come 
Bellardi addimostrò essere diversa da quella del Pieni, e Liguria. 

Fusus clavatus Brocchi. 

Murex clavatus. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 211, tav. VIII, fig. 2. 

Piacentino. 
Fusus clavatus . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 39, n. 171 Castellarquato. 
» » D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 122. Piacentino. 

» etruscus ? Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 45 Montezago. 
» clavatus . Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 
pag. 12. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La distinzione fra questa specie e il F.jìtruscus è nettamente 
posta da Bellardi (Moli. Terz. Piem., Lig., pag. 136). Certo che 
a prima vista molti esemplari di F. clavatus sembrano allontanarsi 
dalla forma tipica, ma ciò solo apparentemente. Ritengo probabile 
che il F. etruscus citato da Cocconi sia il F. clavatus e ciò trova 
appoggio nelle osservazioni stesse di Bellardi, non essersi cioè la 
forma tipica, del F. etruscus rinvenuta nell' Italia settentrionale e 
oltre ciò per 1' esame che potei compiere sulla memoria di Pecchioli 
( F. etruscus ), e pel confronto della forma pliocenica del F. etruscus 
esistente nella collezione Pantanelli. 

Fusus lamellosus Bors. 

Fusus lamellosus D'Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi I, pag. 128. Piacentino. 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien. P. I, pag. 289. 

Castellarquato. 



— 48 — 

Fusus lamellosus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 14. Ca- 
stellarquato. 

Casfcellarquato ex collezione — S. Stefano di Bacedasco, Str. 
superiore. 

Gen. Latirus (Montfort). 

Latirus fimbriatus Brocchi. 

Murex fimbriatus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 211, tav. Vili, 

fig. 8 Piacentino. 
Fasciolaria fimbriata Bronn., It. Tert. Geb., pag. 42, n. 199. Castellarquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. II, pag. ^79. Pia- 

centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 92. 

Stramonte. Montezago, ecc. 

Castellarquato ex collezione. 

Per le pieghe columellari ascrivo questa specie al genere 
Latirus anziché al genere Fasciolaria. 

Latirus Lawleyanus Bellardi. 

Murex polygonus . . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 205. Piacentino. 
Fasciolaria Tarentina. Bronn, It. Tert. Geb., pag. 42, n. 198. Castel- 
larquato. 
Fasciolaria Lawleyana D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 81. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 93 

Castellarquato. 

Castellarquato. ex collezione 

Il maggior numero degli esemplari corrisponde alla seconda 
varietà del Brocchi ( anfractibus subcarinatis ), un individuo che 
tengo distinto per la grande elevazione dei nodi offre affinità 
generiche colle Fasciolarie. Tenendo però conto delle condizioni 
poco felici dell' individuo e delle osservazioni di Bellardi sull' in- 
stabilità dei caratteri de"l L. Lawleyanus, ritengo utile considerare 
anche questo esemplare appartenente alla specie suaccennata e 
forse identificante la var. I. di Brocchi. 



— 49 — 

Fam. Buccinidae. 

Gen. Eutliria Gray. 

Euthria cornea Linn. 

Murex corneus. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 203. Piacentino. 
Fusus lignarius Bronn, It. Tert. Geb., pag. 40, n. 183. Castellarquato. 
* » D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 138. Pia- 

centino. 
» corneus . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 43. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Montezago, Burrone del M. 
Bertoldo, Stramonte. 

Euthria adunca (Bronn.). 

Fusus aduncus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 40, n. 182. Castellarquato. 
» » D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. Il, pag. 139. Pia- 

centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 42. Stra- 

monte, Montezago, ecc. 

Castellarquato ex collezione. 

• 

Gen. Anura (Bellardi). 

Anura infiata ( Brocchi ). 

Murex inflatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 203, tav. IX, fìg. 6. 
Castellarquato. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 37, n. 166. Castellarquato. 

Fusus » D'Ancona, Moli, plioc. It., Fase. II, pag. 141. Pia- 
centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 42. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 50 — 

Gen. G-enea (Bellardi). 

Genea Bonella (Gene). 
(Bellardi, Moli. terz. Piein., Lig., pag. 205, tav. 11, fig. 10 a 10 b). 

Castellarquato ex collezione. 

La Pleuvotoma Bro&eripi Grat. die secondo Doderlein e D'An- 
cona avrebbe qualche affinità con questa specie non mi è nota. Se 
per la distinzione valgono oltre ad altri caratteri quello importantis- 
simo, accennato da Bellardi, di avere la G. Bonella i primi anfratti 
muniti di coste longitudinali, mentre gli ultimi ne sono affatto 
privi, 1' unico esemplare di collezione collima colla figura e descri- 
zione del Bellardi. 

Gen. Metula. 

Metula mitraeformis (Brocchi). 

Murex mitraeformis Brocchi, Conch. foss. sub., Voi. Il, pag. 218. Ca- 
stellarquato. 
Fusus » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 40, n. 185. Castellarquato. 

» » D'Ancona, Moli, plioc. It., F. II, p?g. 136. Piacentino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 43. 

Castellarquato. 
» » Hòrnes, Moli. Foss. Tert. Beck. Wietì^P- I, pag. 284. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Rio di Montagnana, Monte- 
zago, Riorzo, Burrone del Monte di Bertoldo, Stramonte, Rio 
dei Gatti. 

Gen. PtLOS Montf. 

Phos polygonum 

Buccinimi polygonum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 123, tav. V, fig. 10. 
Piacentino. 
» » Bronn., It. Tert. Geb., pag. 22, n. 81. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 75. 

Castellarquato. 



— 51 — 
Buccinum polygonum Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 161. 
Castel larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Cyllennina Bellardi. 

Cyllennina Pauìucciana D' Ancona. 

Nassa pauìucciana Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. Panna, Piacenza, 
pag. 13, n. 2. 

Castellarquato ex collezione. 

Cylienina Haueri Michelotti. 

(Bellardi, Moli. terz. Piero., Lig., pag. 1(59, tav. X, tìg. 22-23 {a b ). 
( Cylienina Haueri). 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Pisania Bivona. 

Pisania plicata ( Brocchi ). 

Murex plicatus Brocchi, Conch. Foss. sub., pag. 200. Piacentino. 
» » Bronn, It Tert. Geb., pag. 36, n. 162. Castellarquato. 

» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pagg. 245-46. 

Castellarquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. It , F. I, pagg. 38-39. Piacentino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pagg. 33-34. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Pisania turrita Bors. 

Murex plicatus var. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 201. Piacentino. 
» flexicauda . . Bronn, It. Tert. Geb. pag. 36, n. 163. Castellarquato. 
» » . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pagg. 241-42. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pagg. 29-30. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 52 — 

Pisania fusulus Brocchi. 

Murex fusulus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 30. Ca- 
stellarquato, Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Pisania Mayeri Bell. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., Voi. I, pag. 182, tav. XII, fig. 22. 

Pollia Mayeri. 
Polita Mayeri Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. Parma, Piac, pag. 14, n. 4. 

Stramonte. 

Castellarquato ex collezione — Marne di Bacedasco, Rio dei 
Gatti ecc. 

Pisania exigua Dug. 

( D' Ancona, Moli, plioc. Ital., Voi. I, pag 50, tav. 5, fig. 4. Murex 
exiguus ). 

Castellarquato ex collezione. 

Pisania intercisa Michelotti. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem., Lig., P. L pag. 172, tav. XII, fig. 9. Pollia 

intercisa ). 
Pollia intercisa Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, 

pag. 14 ; n. 2. Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Jania (Bellardi). 

Jania angolosa (Brocchi). 

Murex angulosus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 202, tav. VII, fig. 16. 
Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 36, n. 160. Bacedasco. 

» » D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 48. Castel- 

larquato. 



— 53 — 

Murex angulosus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 40. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



Fara. Nassidae. 

Gen. Nassa Lk. 

Nassa clathrata Born. 

Buccinum clathratum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 116. Piacentino. 
» » Bromi., It. Tert. G-eb., pag. 22, n. 79. Castel- 

larquato. 

Nassa clathrata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. Piacentino, 
pag. 76. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — S. Stefano di Bacedasco, Rio 
dei Gatti ecc. _ 

Nassa Emiliana Mayer. 

Nassa Michelottiana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 77. 
Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Gli esemplari di questa specie andavano col nome di N. Mi- 
chelottiana, mentre come addimostra la storia della sinonimia la 
precedenza spetta al nome datole da Mayer. 

Nassa scalaris Bors. 

Nassa clathrata var. ? Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 76. 
Castellarquato. 

» scalaris Bagatti, Agg. En. Sist. Moli, mioc plioc. Parma, 

Piac, pag. 23. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Ottime per questa specie la figura e descrizione del Foresti 
(Cat. Moli, plioc. Bologn., pag. 41, t. 11, fig. 1, 4.). 



— 54 — 

Nassa serrata Brocchi. 

Buccinum serratimi Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 116, tav. V, fig. 4. 

Piacentino. 
» » Bronn., It. Tert. Geb., pag. 22, n. 80. Castellarquato. 

Nassa serrata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 77. 

Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa prysmatica Brocchi. 

Buccinum prysmaticum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 115, tav. V, fig. 7. 
Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 22, n. 78. Castel- 

larquato. 
» *> Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, 

pagg. 146-47. Castellarquato. 

Nassa limata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 78. 

Castellarquato. ™ 

Castellarquato ex collezione — Burrone^del Monte Bertoldo, 
S. Stefano di Bacedasco. 

Non sono rari fra gli individui di collezione quelli che rag- 
giungono la lunghezza di oltre 40 mm accanto ad altri che di poco 
oltrepassano i 22 mm . Ciò addimostra che alcuni dei caratteri com- 
parativi posti da Bellardi fra N. limata e N. prysmatica rigoro- 
samente non reggono. Avendo confrontato molti individui di N. 
prysmatica, con altri di N. limata vivente mi sono convinto che 
la separazione deve avere specialmente effetto per l' angolo spirale 
meno acuto nella limata che nella Prysmatica, e anche per gli 
anfratti più lunghi della prima e la sinuosità meno accentuata 
di quelli dell' ultima. In quanto alle dimensioni trovasi discre- 
panza fra i datifdel Bellardi e quelli di Kobelt (Faunae Mollu- 
scorum Testaceorum maria europaea inhabitantium) che a pag. 45 
citando la N. limata Chemn. gli assegna una lunghezza fino a 
35 mm , mentre Bellardi la limita a 27 e la .dichiara rarissima a 
32, cosi per la Prysmatica sono assegnati limiti fra i 20 e i 35 mm 
soltanto. 



_ 55 — 

Nassa musiva Brocchi. 

Buccinum musivum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 188, tav. V, fig. 1. 

» Bronn., It. Tert. Geb., pag. 22, n. 83. Caslellarquato. 
Nassa musiva . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 78. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — S. Stefano di Bacedasco, 

Nassa corrugata Brocchi. 

. Buccinum corrugatum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 487. Piacentino. 
> » Bronn., It. Tert. Geb , pag. 23, n. 89. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa reticluata Linn. 

Buccinum reticulatum Brocchi, Conch. foss. sub. pag. 113-114, tav. V, 
fig. 11. Piacentino. 
, » Bronn., It. Tert. Geb., pag. 22, n. 82. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck., Wien., P. I, 

pagg. 151-152. Castellarquato. 
Nassa reticulata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piacenza. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa ìncrassata (Muli.). 

Buccinum asperulum . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 117, Tav. V, 
fig. Vili. Piacentino 
« » . Bronn, It. Tert Geb., pag. 22, n 85. Castellarquato. 

» incrassatum Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Vienn, P. I, pag. 148, 

149, 150. Castellarquato. 
Nassa Ascanias .... Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 80. 
Cartellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Ho distinto i molti esemplari in due categorie, la prima si 
riferisce alla forma tipica e contiene individui adulti, la seconda 
con forme piccole trova buon riscontro nella varietà C di Bellardi 
(Moli. terz. Pieni. Lig., P. Ili, pag. 100, Nassa ìncrassata Muli. 



— 56 — 
Var. C ) e l' affinità è specialmente resa evidente per la maggior 
convessità degli anfratti e per l' andamento obbliquo delle costole 
nell' ultimo anfratto. 

Nassa angulata Brocchi. 

(Bellardi, Moli. terz. Piera., Lig., P. Ili, pag. 105, tav. VI, fig. 22. (oì) 

N. angulata). 

Castellarquato ex collezione — Rio Asse. 

Nassa serraticosta Bronn. 

Buccinimi serraticosta Bronn, It. Tert. Geb., pag. 23, n. 90. Castellarquato. 
Nassa serraticosta . . Cocconi, Moli, mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 81. 

Lugagnano 
Buccinum serraticosta Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 147, 

148. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Burrone del Monte Bertoldo, 
Rio Asse S.° superiore. 

Nassa serrula Bellardi. 

(Bellardi, Moli. terz. Piera. Lig., P. Ili, pag. 110, tav. VII, fig. 10 a, b,c). 

Castellarquato ex collezione. 

L' esemplare unico venne classificato dietro l' esame del suo 
identico della collezione di Tortona studiato dallo stesso Bellardi. 
Il carattere più saliente di questa specie è dato dalle costole tra- 
sversali che nel punto in cui sorpassano le longitudinali divengono 
prominenti e acute. 

Nassa turbinella Brocchi. 

Buccinum turbinellus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 488, tav. XV, fig. 17. 

Piacentino 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien , P. I, pag. 150. 

Castellarquato. 
Nassa turbinella. . . Cocconi, Moli. mioc. piioc. Parma, Piac.,, pag. 81. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



57 



Nassa verrucosa Brocchi. 

Buccinimi verrucosum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 484. Piacentino. 
Nassa verrucosa . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. pag. 81. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa asperata Cocconi. 

Nassa asperata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 81, tav. II, 
fig. 2, 3, 4. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La figura di Cocconi non corrisponde bene alla descrizione 
data per questa specie per la quale la forma ovale subfusiforme 
non è esclusiva. La figura di Bellardi (Moli. terz. Piem. Lig., 
P. Ili, pag. 116, tav. 7, fig. 19 a, b, e) tende a dare un tipo 
più allungato come realmente è quasi sempre. Gli esemplari di 
collezione sono molti e ho distinto quelli più lunghi caratteristici 
per l' ultimo anfratto poco o nulla ventricoso, i quali forse trovano 
riscontro nella varietà B di Bellardi. 

Nassa exigua Brocchi. 

Buccinum costulatum Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 23, n. 87. Bacedasco. 
Nassa costulata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 83. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa semistriata Brocchi 

Buccinum comiculum . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 121. Piacentino. 

» semistriatum Bronn, lt. Tert. Geb., pag. 24, n. 92. Castellarquato. 

Nassa semistriata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. pag. 83. 

Castellarquato. 
Buccinum semistriatum Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, 

pagg. 144-45. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 58 — 

Nassa gigantula Bon. 

Nassa semistriata var. integro striata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, 
Piacenza, pag. 83. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa pulchra D' Ancona. 

Nassa Dujardini Desh., Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 86. 
-Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

E dimostrato che la Nassa Dujardini ( Desh. ) è una forma 
strettamente miocenica che trova la sua corrispondente nel plio- 
cene Francese colla Nassa coarctata Eichw. Gli esemplari di col- 
lezione coincidono bene colla descrizione data da Pantanelli e 
De Stefani per questa specie ( Moli, plioc. dint. di Siena, pag. 107 ) 
soltanto nelle dimensioni segnano un leggero aumento. 

Nassa mutabilis Limi. 

Buccinum mutabile Bronn, It. Tert Geb., pag. 25, n. 99. Castellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pagg. 154-155. 

Castellarquato. 
Nassa mutabilis . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piacenza, pag. 86. 
Lugagnano, Castellarquato. 
» Guidoniana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 88. 
Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione — Rio dei Gatti ecc. 

Nei numerosi esemplari di collezione manca una forma tipo 
che coincida perfettamente colla specie vivente, e della forma tipo 
manca anche una buona figura. Gli esemplari citati trovano buon 
riscontro nelle varietà di Bellardi. 

A C ( alla quale corrisponde la N. Guidottiana Cocc. ) 
D » (Bellardi, Moli. terz. Piem. Lig. P. Ili, pag. 24, 25, 26. Nassa 
mutabilis Linn. ). 

Nassa obliquata Brocchi. 

Buccinum obliquatimi Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 113, tav. IV, 
fig. 16 a b. Piacentino. 



— 59 — 

Buccinum vai*, spira elongata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 25. Castel- 

larquato. 
Nassa obliquata . .' . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 87. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Rio dei Gatti. 
Nassa conglobata Brocchi. 

Buccinum conglobatimi Brocchi, Conch. foss. sub., pag. Ili, tav. IV, fig. 15. 

Piacentino. 
» lampas . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 100, tav. V. fig. 2. 

Nassa conglobata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 88. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa conglobata var. A. Bellardi. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem. Lig. P. Ili, pag. 83). 

Buccinum pupa Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 112, tav. IV, fig. 14. Pia- 
centino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 24, n. 95. Castellarquato. 

Nassa pupa . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pagg. 88-89. 
Diolo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa turrita Bors. 

Buccinum pupa var. spirae apice longitudinaliter plicato Brocchi, Conch. 

foss. sub., pag. 112. Piacentino. 
Buccinum conus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 21, n. 94. Castellarquato. 
Nassa turrita. . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 89. Mon- 

tezago. 

Castellarquato ex collezione. 

Nassa praccedens Bellardi. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem. Lig. P. Ili, pag. 22, tav. I, fig, ila b). 

Castellarquato ex collezione. 

Come nel pliocene Senese (Pantanelli, Agg\ o corr. ai Moli. 



— 60 — 
plioc. dei dintorni di Siena, Bull. Soc. Mal. IL Voi. X, 1884, 
pag. 17) nel pliocene del Piacentino questa specie era confusa 
colla N. mutabilis dalla quale resta distinta pei caratteri accen- 
nati da Bellardi. 

Nassa Bollenensis Tournouer. 

(Pantanelli e De Stefani Moli, plioc. dint. di Siena, pag. 106. N. Bol- 



Castellarquato ex collezione. 

Questa specie rappresentata da un solo esemplare andava in 
collezione col nome di N. senilis ma però 1' esitanza di Dorderlein 
nel farne un tipo a parte era rilevato dal seguito della citazione, 
prox. Nassa Bufo. Col confronto degli esemplari di Siena potei 
convincermi che trattavasi realmente della N. Bollenensis. 

Nassa interdeniata Bon. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem. Lig. P. Ili, pag. 68, tav. IV, fig. 18 a, b ). 

Castellarquato ex collezione — S. Stefano di Bacedasco. 

Nassa Semperi Bell. 

(Bellardi, Moli. terz. Piem. Lig. P. Ili, pag. 96, tav. 6, fig. 13 a, b). 

Castellarquato ex collezione. 

Doderlein aveva ritenuto questa una specie nuova alla quale 
assegnò il nome di N. pineata. 

Gen. Elione Risso. 

Eione gibbosula Linn. 

Eione gibbosula Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag 89. Mon- 
tezago, Diolo. 

Castellarquato ex collezione. 



— 61 — 

Gen. CyclopS Montf. 

Cyclops nerìteus Linn. 

BuGcinum neriteum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 111. Piacentino. 
Cyclope neriteum . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 26, n. 103. Piacentino. 
Cyclops » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piacenza, pag. 90. 

Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Columbellidae. 

Gen. Anacllis (Adams). 

Anachis Thiara Brocchi. 

Murex thiara. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 217, tav. Vili, fig. 6. 
Piacentino. 
» » . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 41, n. 188, Bacedasco. 

Col-umbella thiara Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien , P. I, pag. 119. 
Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli, mioc. plioc. Parma, Piacenza, pag. 106. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Anachis corrugata Bon. 

Collumbella corrugata Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, pag. 120. 
Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 107. 

S. M. Maddalena, Rio della gatta, Stramonte. 

» » Fontannes, Moli. Rhone et Rouss., pag. 99. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

E necessario ricostruire la sinonimia di questa specie giacché 
Un primo errore del Bellardi fu conseguenza di molti. Nella Mo- 
nografia delle Columbelle fossili di Piemonte (1) Bellardi descri- 

(1) Bellardi, Mon. Columb. foss. Piem., pag. 236, tav. I, fig. 9. Co- 
lumbella corrugata Bon. ( Mem. Acc. Se. di Torino, Serie II, T. X, 1849 ). 



— 62 — 
vendo la Columbella corrugata Bon. pose fra i sinonimi di questa 
il Buccinum corrugatimi Brocchi. 

Nel 1882 lo stesso autore (1) procedendo allo studio generale 
dei molluschi di Piemonte riconobbe giustamente che il Buccinum 
corrugatum. Brocchi era una vera Nassa. Il Prof. Sacco (2) ripi- 
gliando il lavoro di Bellardi ripetè la Columbella corrugata come 
fu primitivamente intesa da Bellardi stesso, solo cambiò il nome 
d'autore Bonelli in Brocchi avendo fra la sinonimia trovato il 
Buccinum corrugatum. Così ne venne una Columbella corrugata 
Brocchi che rappresentava due specie appartenenti a generi diversi. 
Cocconi (loc. cit. ) ripetè l'errore primo di Bellardi e così Hòrnes 
(loc. cit.) se non nella denominazione almeno nella sinonimia. I 
signori Hòrnes e Auinger (3) nella loro pubblicazione sulle Colum- 
belle s' avvidei'o dell' inesattezza ed escludendo dalla sinonimia il 
Buccinum corrugatum Brocchi cambiarono soltanto il nome d' autore 
Bonelli in Bellardi, descrivendo la Columbella corrugata Bell, forse 
guidati dal criterio che Bellardi fu il primo a figurare e descrivere 
questa specie. Dopo ciò presento la specie col nome di Colum- 
bella corrugata Bon. essendo che Bellardi stesso ammise la prece- 
denza del Bonelli. 

Sottogen. Strombina Mòrch. 1852. 

Strombina subulata ( Brocchi ). 

Murex subulatus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 219, tav Vili, 

fig. XXXI. Piacentino. 
Fusus politus .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 40, n. 186. Castellaquato. 
Columbella nassoides Hornes, Foss. Tert. Moli. Beck. Wien, P. I, pag. 123. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 108. 

Bacedasco, Prato Ottesola, Diolo, ecc. 

Castellarquato ex. collezione — S. Stefano di Bacedasco S.° su- 
periore, Rio dei Gatti. 

(1) Bellardi, Moli, plioc. Pieni., Lig., P. III, pag. 64. Nassa corrugata 
Brocchi. 

(2) Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. VI, pag. 59. Anachis corrugata 
Bon. non Brocchi, Tav. 7, fig. 81 a, b. 

(3) Hòrnes- Auinger, Gaster, ersten undzweit Mioc. Medit. Stufe, F. II, 
pag. 103, tav. XI, fig. 8 a, b. Columbella corrugata Bon. non Bellardi. 



— 63 — 

Strombina controversa Seg. (nome emendato). 

( Columbella Bellardii Seguenza, Studi strat. form. plioc. It. Merid., Boll. 
Com. Geolog., 1875, pag. 276). 
» subulata . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 107. 

Bacedasco, Stx'amonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Pantanelli e De Stefani pur giustamente stabilendo i caratteri 
proprii alle due specie S. controversa e S. subulata, dapprima 
c onfuse, commisero l' inesattezza di riferire la Columbella subulata 
Bellardi al Fusus aculeiformis Michelotti (Michelotti Foss. mioc, 
pag. 282. Fusus aculeiformis Lk.) ( Pantanelli-De Stefani Moli, 
plioc. dint. Sien., pag. 209 Strombina aculeiformis). Ora il Fusus 
aculeiformis Lk. non esiste, poiché essendo la specie del Lamark 
vivente, per nessun motivo può riferirsi all' attuale in discorso. 
Seguenza compreso l' errore sostituì il nome di Bellardii a quello di 
subulata Brocchi sfuggendogli però che il nome di Columbella Bel- 
lardii era stato anteriormente impiegato dall' Hornes (1. e. pag. 123) 
per un' altra specie. Dovendo escludere il nome di aculeiformis e 
Bellardii chiamo la presente specie Strombina controversa. 

Farn. Miuricidae. 

Gerì. TyplliS Montf. 

Typhis fistulosus Brocchi. 

Murex fistulosus Brocchi, Conch foss. sub, pag 182, tav. VII, fig. I2a,b,c. 
Piacentino. 
» » Brónn, It. Tert. Greb., pag. 34, u. 144. Castellarquato. 

(Typhis) Murex fistulosus Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., 

P. I, pagg. 261-262. Bacedasco. 
Typhis fistulosus D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pagg. 52-53. Pia- 
centino. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 23. Stra- 

monte. 

Castellarquato ex collezione. 



64 — 



Typhis tetrapterus Bronn. 

Murex ( Typhis) tetrapterus Hòrnes, Poss. Moli. Tert. Beck. Wien., 
P. I, pagg. 263-264. Castellarquato. 

Typhis tetrapterus Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. II, pag. 83. Ca- 
stellarquato. 
» » Cocconi, Moli, niioc plioc. Parma, Piac, pag. 23. 

Stramonte, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Murex erinaceus Linn. 

Murex erinaceus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 181. Piacentino. 

» » Bronn, Ital. Tert. Geb., pag. 34, n. 146. Castellarquato. 

» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, pagg. 250, 

251. Castellarquato. 

» » D'Aucona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 12. Piacentino^ 

» » Weinkauff, Conchyl. des Mitt. Voi. II, pag. 94. Castel- 

larquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 24. Ca- 

stellarquato. 

Ex collezione Castellarquato. 

Ritengo il Murex Sowerby molto affine al Murex erinaceus, 
ma meno comune di quanto si crede almeno pel pliocene del Pia- 
centino. Certo le forme tutte della collezione sono da riferirsi al 
Murex erinaceus. Soltanto Cocconi cita un esemplare del Murex 
Sowerby di Montezago, va però tenuto conto che la determinazione 
è stata fatta dietro la scorta di un solo esemplare. 

Murex lassaignei Basterot. 

Murex Lassaignei Cocconi, Moli, plioc. Parma, Piac, pag. 25. Castel- 
larquato. 

Ex collezione Castellarquato. 

La diagnosi chiara e semplice data dal Basterot per questa 
specie non trova figura che le convenga cominciando da quella 
del Basterot stesso che è insufficiente. Le descrizioni degli autori 
successivi quali specialmente Bellardi e Hòrnes accennano alla 
forma tipica della conchiglia, ma più alle molte varianti della 



— 65 — 
medesima. Hòrnes aggiunge alla descrizione una figura che per 
l' ultima varice fortemente dilatata, come 1' autore stesso conviene, 
rappresenta un eccezione. D'Ancona conformandosi ai criteri ge- 
nerali esattamente descrive la specie (D'Ancona Mol. plioc. It., 
Voi. I, pag. 15, t. Ili, fig. & a, ò) ma anche la sua figura per la 
prominente costa longitudinale da cui è attraversata e da me rico- 
nosciuta in un solo individuo non può essere presa a tipo. Cocconi 
infine aggiunge particolari utili solo per riuscire a nuove distin- 
zioni e varietà, dopo questo ritengo che gli individui esaminati 
sieno molto vicini alla forma tipica la quale forse trova il più 
conveniente commento nelle parole del Fontannes, e pei caratteri 
generali la più fedele riproduzione nelle sole figure 6 a, b, b dello 
stesso autore. (Fontannes Moli, pliocenes de la vallee du Rhone 
et du Roussillon voi. I, pag. 7, t. I, fig. 6 a, b, b Murex Lassaignei 
Bast. var. Artesiana Fontannes). Come appare dalla citazione 
l'autore considera una varietà la quale però non si allontana 
dal tipo Basteroti che per la denticulazione del labbro, avendo 4 
denti invece di 5-6. 

Murex Jani Doderlein. 

Murex Pseudo-phyllopterus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 25. Lugagnano Val d' Arda, 

Ex collezione Castellarquato. 

Bellardi (Moli. terz. Piem., Lig., Parte I, pag. 73) descrive 
esattamente questa specie, contrapponendola però al Murex scala- 
riodes Blainv. e al Murex distinctus. Jan, sospetta molto che dessa 
altro non sia che uno stadio giovanile o una deviazione del Murex 
Jani. L'esame comparativo di molti individui esclude tale dubbio 
e fa ritenere il Murex Jani una specie distinta. I caratteri diffe- 
renziali posti dal Bellardi in confronto al Murex scalarioides sono : 
^4) mancanza di finissime strie trasversali. 
B) varici molto sporgenti compresse, a foggia di lamina, 
acute al margine. 

G) coste più piccole ed inuguali. 

La mancanza di strie non mi sembra buon carattere poiché 
esse esistono anche nel Murex distinctus e sono pure ammesse da 
D'Ancona (Mol. plioc. Ita!., Voi. I, pag. 17 Murex pseudohylopterus 
non Michtt). Restano quindi caratteri distintivi le varici taglienti 
e le coste più piccole ed inuguali. 



— 66 - 

Murex spinicosta Bronn. 

Murex spinicosta Bronn, Ital. Tert. Geb., pag. 34, n. 142. Bacedasco. 

» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. "Wien., P. I, pagg. 259-60. 

Castellarquato. 

» » D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 19. Piacentino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 25. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Bacedasco, Riorzo. 

Murex torularius Lk. 

Murex cornutus Brocchi, Conch, foss. sub., pag. 177 (non Linn.). 

Piacentino. 

» brandaris .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 177 (non Linn.). 
Piacentino. 

» trunculus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 178 (non Linn.). 

Piacentino. 

» cornutus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 133, n. 140. Castel- 
larquato. 

» brandaris .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 133, n. 141. Castel- 
larquato. 

» » .... Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, 

pag. 258. Castellarquato. 

» pseudo-brandaris D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 20. 
Piacentino. 

» brandaris .... Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac , pag. 26. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Monte Bertoldo, Rio dei Gatti, 
Montesago, Rio di Montagnano, Straniente. 

L'accuratissima discussione di Bellardi (Moli. Piero. Lig., Voi I, 
pagg. 51, 52, 53 ) pone fuor di dubbio che la specie proteiforme 
originò disparati criteri e specie erronee. Una forma tipica esiste 
attorno alla quale si raccolgono le secondarie strettamente connesse. 
Quando si è notato come già fecero Pantanelli e De Stefani (Moli. 
Plioc. dint. Siena, pag. 19 ) che gli individui giovani somigliano 
al vivente M. brandaris più degli adulti, torna inutile e brigoso 
tener dietro alle anomalie più o meno interessanti di struttura 
che imporrebbero altrettante varietà. 



- 67 — 
Murex absonus Jan. 

Murex saxatilis Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 180. (non Linn.). 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 25, n. 152. Castellarquato. 

» absonus . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, pag. 222. 

Castellarquato. 
» » . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 22. Piacentino. 

» » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 28. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato — Montezago, Burrone del Monte Bertoldo, 
Kio dei Gatti. 

Murex distinctus Jan. 

Murex distinctus . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 25. Castel- 
larquato. 

» scalaroides Weinkauff, Conchyl. des. Mitt. Voi. II, pag. 92. Castel- 
larquato. 

» distinctus . Cocconi Moli. mioc. plioc, pag. 29. Castellarquato. 

» » . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, pag. 247. 

Castellarquato. 

Ex collezione Castellarquato. 

Murex conglobatus Michelotti. 

Murex pomum .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 179 ( non Linn. ). 

Piacentino. 
- » » .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 34, n. 148. Castellarquato. 

» canglobatus. . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma Piac, pag. 31. 

Castellarquato. 
» Pecchiolianus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 32. 
Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Fra i numerosi esemplari due attirarono specialmente la mia 
attenzione per essere distinti coi nomi di M. trunculus Lin. t o 
M. Tappar onii Bell. Dietro esame ho ritenuto dover escludere 
tali nomi e incorporare i due esemplari nel M. Conglobatus rife- 
rendomi a quella varietà di Bellardi che trova riscontro nel 
M. Pecchiolianus D'Ancona. Secondo l'autorevole parere di Bel- 



— 68 — 
lardi la forma tipica fossile del M. trunculus Linn. non è per 
anco conosciuta, e il Murex trunculus citato da D' Ancona deve 
riferirsi al M. Tapparonii che non riconobbi negli esemplari esa- 
minati. Cocconi ripete la citazione del M. trunculus riferendosi a 
quella di D' Ancona, ma pel diametro diverso degli esemplari e 
per dubbi che allo stesso autore sorgono, non sarei lontano dal 
credere che anche in questo caso si tratti di una varietà del 
M. conglóbatus. 

Murex rudis Borson. 

Murex rudis Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien , P. I, pag. 674. Ca- 
stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 32. Castel- 

larquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 33. Castel larquato. 

Castellarquato ex collezione — Kiero, Gropparello. 
Murex truncatulus Foresti. 

(D'Ancona, Moli, plioc. Ital, Voi. 1, tav. 5, fig. 5 a, b). 
Murex truncatulus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 32. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Per la figura quella di Foresti è da escludersi : è strano come 
questa specie che pur si presenta con sufficiente abbondanza nel 
pliocene sia poco ricordata, come sembra pure strano che essa sia 
stata confusa col Murex trunculus dal quale la distinguono forti 
differenze. Gli esemplari di Castellarquato furono compresi da Do- 
derlein colla denominazione di Murex trunculoides denominazione 
da abbandonarsi per essere stata anteriormente impiegata da Puslc. 

Murex cristatus Brocchi. 

Murex cristatus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 182, tav. VII fig. 15- 

Piacentino. 
Cancellaria cristata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 42, n. 200. Castellarquato. 
Murex cristatus . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien. P. I, pag. 244- 
Castellarquato. 
» » . . D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 36. Piacentino. 



— 69 — 

Murex cristatus . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 33. 
Castellarquato. 
» » . . Weinkauff, Conchyl. des. Mitt., Voi. I, pag. 89. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo, Bacedasco. 

Murex funiculosus Bors. 

Murex craticulatus var. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 499, tav. 16, 
fig. 3. Piacentino. 

» bifidus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 36, n. 156. Castel- 
larquato. 

» funiculosus . . . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 38. Pia- 
centino. 

» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 33. 

Castellarquato. 

Ex collezione Castellarquato — S. Stefano di Bacedasco, 
Monte Bertoldo. 

Per quanto questa specie corrisponda alla var. striis tran- 
sversis eminentioribus, costis crispatis descritta dal Brocchi non 
si può risconoscere che rappresenti una specie distinta dal M. cra- 
ticulatus; molto affine invece al Murex multicostatus, affinità spie- 
gata da D'Ancona, Pantanelli e De Stefani. 

Murex scalaris Brocchi. 

Murex scalaris Bronn, Ital., Tert. Geb., pag. 36, n. 158. Castellarquato. 
» » D' Ancona, Moli, plioc. It , pag. 40. Piacentino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 36. Castel- 

larquato. 
Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien , P. I, pag. 240. Ca- 
stellarquato. 

Ex collezione Castellarquato — Riorzo. 

D'Ancona opportunamente distingue in questa specie due 
forme, una tipica disegnata nella figura 6, tav. 7, l'altra come 
varietà alla figura 5 della tavola stessa la quale presenta tutti i 
caratteri del tipo ma con proporzioni più accentuate di diametro 
e rilievo. 



— 70 — 

Murex imbricatus Brocchi. 

Murex imbricatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 198, tav. 7, fig. 13. 
Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 36, n. 157. 

» Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, pag. 239-40. 

Castellarquato. 
» » D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 41. Piacentino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 35. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Montezago ecc. 

Murex craticulatus Brocchi. 

Murex craticulatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 195, tav. 7, fig. 14. 
Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 35, n. 155. Castellarquato. 

Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien. P. I, pag. 235. 
Castellarquato. 
» » D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 42. Piacentino. 

» 9 Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 35. 

Castellarquato, Montezago. 
Fasus » Weinkauff, Conchyl. des Mitt. Voi. I, pag. 101. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Monte Oliveto di Bacedasco, 
Montesago, Rio di Montagnano. 

I molti esemplari trovano collocamento fra la forma tipo — che 
sembra essere quella figurata dal D'Ancona, (op. cit. tav. 6, fig. 4-5), 
forma non tanto ventricosa, avente la parte superiore degli anfratti 
declive e a carena accentrata — e la varietà chiamata da Cocconi : 
anfractubus rotundatis, costis crassioribus. Pochissimi esemplari 
trovano riscontro nella figura, 3 tav. 7 del D'Ancona stesso, che 
distinguesi dalle forme suaccennate per maggior convessità degli 
anfratti, maggior profondità di suture, maggior gonfiezza del- 
l' ultimo anfratto, mancanza della carena. 

Murex polymorphus Brocchi. 

Murex polymorphus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 206, tav. 8, fig. 1. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 35, n. 153. Castellarquato. 



— 71 — 

Murex polymorphus D' Ancona, Moli, plioc. It., pag. 44. Piacentino. 
» » Coceoni, Moli. mioc plioc. Parma, Piac, pag. 36. 

Castellarquato. 

Ex collezione — Rio di Montagnana, S. Stefano di Bacedasco, 
Montesago, Monte Bertoldo. 

Specie abbondantissima e molto variabile. Il maggior numero 
degli esemplari corrisponde alla l. a varietà del Coceoni : Costis 
longitudinalibus numerosioribus spinis fornicatis ecc. varietà che 
nel nostro caso assume l' importanza di forma tipica. Oltre questa, 
esistono due varietà pure frequenti ma meno comuni e cioè: 

Var. A. Varices subnullae, costis transversis simijlicibus mu- 
ticis Dod. 

Var. B. Spira brevior, anfractus ultimus ventricosior, varices 
numerosiores Bellardi (Moli. terz. Piem., Lig., Parte I, pag. 108) 
(Var. A). 

Murex bracteatus Brocchi. 

Murex bracteatus Brocchi, Conch foss. sub., pag. 199, tav. IX, fig. 3. 
Piacentino. 
» rotifer . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 37, n. 165. Castellarquato. 
» bracteatus D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 45. Piacentino. 
» » Coceoni, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 37. Ca- 

stellarquato. 

Ex collezione Castellarquato — Bacedasco, Riorzo ecc. 
Murex squamulaius Brocchi. 

Murex squamulatus D' Ancona, Moli, plioc. It., pag. 46. Piacentino. 

» » Coceoni, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 39. 

Castellarquato. 

Ex collezione Castellarquato. 

Gli esemplari numerosissimi sono intermedi per diametro fra 
le misure date dal Bellardi, Long. 15 mm Lat. 6 mm , e quelle date 
dal D'Ancia 1887. 

Murex Campami Pant., De Stef. 

(Moli. Dint. Siena, pag. 91). 

Murex Hómesi Coceoni, pag. 31. Piacentino. 



-.- 72 — 

Castellarquato ex collezione — Stramonte. 

Coincidendo perfettamente gli esemplari di collezione con quelli 
del Senese, classificati da Pantanelli e De Stefani, ho ritenuto 
giusto mantenere anche uguale sinonimia per gli esemplari del 
Piacentino. La questione si riduce puramente al nome, giacché nel- 
F essenza la specie rimane tale e quale fu descritta dal D' Ancona 
(Mol. Plioc. Ital. Voi. I, pag. 30 Murex Hornesi). 

Murex vaginatus Jan. 

Murex vaginatus Jan., Cat. rer. nat. in Museo Cristofori et Jan. ext, 
pag. 11, n. 27. (in D'Ancona, Moli, plioc. li, 
Voi. I, pag. 46). 

Ex collezione Castellarquato — Bacedasco. 

Specie ben distinta per la sua forma fusiforme e per la carena 
munita di spine assai acute. All' infuori di Jan non è citato dagli 
autori pel Piacentino, Cocconi e Hòrnes lo citano del Parmigiano 
nelle marne inferiori plioceniche. La specie esiste abbondante in 
collezione e a conferma che anche nel Piacentino è facilmente 
rinvenibile tengo alcuni esemplari raccolti di recente a Bacedasco. 
Per la sua forma caratteristica è specie facile a descriversi e figu- 
rare. Fra la figura dell' Hòrnes, t. 23 fig. 131 e quella del D'Ancona 
t. 3, fig. 8 sembrami più fedele quest' ultima. 

Gen. Purpura Brug. 

Purpura striolata Bronn. 

Purpura striolata . . Bronn, Ital. Tert. Geb., pag. 26, n. 106. Castel- 
larquato. 
» haemastoma (in parte ) Cocconi, Moli, inioc. plioc. Parma, Piac, 
pag. 91. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Credo che nella sinonimia di Cocconi debbasi leggere Purpura 
striolata Bronn. non d' Orb., anziché il contrario. Purpura striolata 
Bronn. e P. haemastoma L. sono due specie distinte per notevoli 
e note differenze. Non dando Cocconi ne dimensioni ne descrizione, 
ò arduo decidere se si tratti dell' una o dell' altra specie. Però una 
citazione della figura che Bellardi e Michelotti danno per la P. hae- 



— 73 — 

mastoma — citazione ripetuta con riserva da Bellardi per la P. strio- 
lata — fanno ritenere essere probabilmente la P. haemastoma 
di Cocconi la specie in discorse. 

Purpura Haemastoma Linn. 

(Foresti, Moli, plioc. Bologn., pag. 50). 

Castellarquato ex collezione. 

Per questa specie la collezione offre un solo esemplare e non 
intiero. Appariscenti la superficie nodifera e le proporzioni. Per 
l' identificazione mi sono giovato di due esemplari della collezione 
pliocenica Pantanelli e di individui viventi del Mediterraneo. 

Purpura H'órnesiana Pecchioli. 

Purpura H'órnesiana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 90, 91. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Non avendo per questa specie a disposizione figure e descri- 
zioni mi valsi pel confronto di alcuni esemplari della collezione 
Modenese e di Siena trovando solo che questi ultimi hanno minori 
dimensioni dell' unico esemplare del Piacentino. 

Gkm. Acantliina Fisch. 

Acanthina monacanthos Brocchi. 

Buccinum monacanthos Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 107, 108, tav. IV, 
fig. 12. Piacentino. 

Monoceros monacanthos Bronn, It. Tert. Geb., pag. 26, n. 104. Castel- 
larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 91. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 74 — 

Fam. Tritonidae. 

Gen. Triton Montf. 

Triton nodiferum Lk. 

Murex tritonis . . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 205. Piacentino. 
Tritonium nodiferum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 31, n. 128. Castellarquato. 
Triton nodiferum . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., P. I, pag. 202. 

Castellarquato. 
Tritonium nodiferum Weinkauff, Conch. des Mittelmeer, Voi. II, pag. 76, 

Castellarquato. 
Triton nodiferum . . Cocconi, Moli, inioc. plioc. Parma, piac, pag. 69. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Triton Olearium Limi. 

Murex doliare . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 186. Piacentino. 
Tritonium doliare Bronn, It. Tert. Geb., pag. 31, n. 129. Castellarquato. 
Triton doliare . . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 77. Piacentino. 

» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 70. 

Castellarquato. 

» olearum. . Bagatti, op. cit., pag. 15. Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Fra i molti esemplari di tutti i diametri sono interessanti alcuni 
giovani individui che come descrive Brocchi non mostrano vestigio 
della varice laterale accentuatissima nelle forme adulte. 

Triton distortum Brocchi. 

Murex distortus . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 188, tav. 9, fig. 8. 

Piacentino. 
Tritonium distortum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 32, n. 133. Castellarquato. 
Triton distortum . , D' Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 72. Piacentino. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 70. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



75 



Triton affine Desh. 

Murex pileare Brocchi, Conch. foss. sub., pag, 184. (non Linn. ). 

Piacentino. 
» intermedius . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 189, tav. 7, fig. 10. 
Piacentino. 
Tritonium corrugatimi Bronn, It. Tert. Geb., pag. 31, n. 132. (non Lk.). 
Castellarquato. 
» » var. j3 Bronn, It. Tert. Geb., pag. 32 

Triton corrugatimi . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck.Wien., P. I, pag. 206. 
( non Lk. ). Castellarquato. 
» affitte D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. I, pag. 74. Pia- 
centino. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 71. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

E bene notare die il M. intermedius citato da Brocchi si rife- 
risce alle forme giovani di questa specie. In quanto alle figure 
mi sembra assai buona quella data dal D'Ancona (Mol. Plioc. It. 
Voi. I, tav. 9, fig. 6 a, b). 

Triton Apenninicum Sass. 

Murex reticularis .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 192. Piacentino. 
Tritonium Apenninicum Bronn, It. Tert. Geb,, pag. 32, n. 134. Castel- 
larquato. 
Triton Apenninicum . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 71. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Comunissimo. Doderlein nota le seguenti varietà: creberrime 
tuberculata, mediocriter tuberculata, rarituberculata, striis et tu- 
berculis rarioribus. 

Triton Heptagonum Brocchi. 

( Triton Heptagonum D'Ancona, Moli, plioc. It., P. I, pag. 76. Piacentino ). 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 72. 

Diolo. 

Castellarquato ex collezione. 

Non è citato pel Piacentino, e la stessa citazione del D'Ancona 



— 76 — 

è discutibile dato che egli si riferisce al Brocchi e Bronn che non 
ammettono questa specie che nel Parmigiano. 

Tritoni tuberculiferum Bronn. 

Tritonium tuberculiferum Bronn, It. Tert. Geb , pag. 32, n. 133. Castel- 

larquato. 
Triton tuberculiferum . . D'Ancona, Moli, plioc. It., P. II, pag. 67. 

Piacentino. 
» tarbellianum . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 72. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Triton Doderleini D' Ancona. 

(D'Ancona, Moli, plioc. Ital., P. I, pag. 68, tav. 9, fig. 3, a, b). 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie importantissima non è segnata da altri autori 
per Castellarquato. 

Gen. Persona Montf. 
Persona tortuosa (Bors. ) 

Murex cancellinus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 192, non Lk. 
Piacentino. 

Tritonium cancellinum Bronn, It. Tert. Geb.,pag. 31, n. 131. Castellarquato. 

Triton tortuosum . . . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 70. Pia- 
centino. 

Persona tortuosa. . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 73. 
Diolo, Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 

Cen. Ranella Lk. 

Ranella reticularis Linn. 

Murex reticularis Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 192. Piacentino. 

» gigantea . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 33, n. 137. Castellarquato. 



— 77 — 
Murex reticularis Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 212. 
Castellarquato. 
» gigantea . D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 60. Piacentino. 
» reticularis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 74. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte. 

Ranella marginata Mart. 

Buccinum marginatimi Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 109, tav. IV, fig. 71. 

Piacentino. 
Ranella marginata . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 33. n. 138. Castel- 
larquato. 
» » . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 215. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 74. 

Castellarquarto. 

Castellarquato ex collezione. 

Ranella nodosa Bors. 

Murex rana . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 190. Piacentino. 
Ranella nodosa D'Ancona, Moli, plioc. It., Voi. II, pag. 62. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Cassididae. 

Geu. CaSSÌS (Klein). 

Cassis crumena Brug. 

Buccinum plicatum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 104. Piacentino. 
Cassis plicata . . . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 28, n. 108. Castellarquato. 
crumena . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 181. 
Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 111. 

Diolo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 



— 78 — 

Gl-en. Semieassis (Klein). 

Semieassis intermedia Brocchi. 

Buccinum intermedium Brocchi, Conch., foss. sub., pag. 103. Piacentino. 
Cassis intermedia . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 28, n. 109. Castel- 
larquato. 
» variabilis . . . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck.Wien, P. I, pag. 177. 

Castellarquato. 
» » .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 109. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Montezago. 

Semieassis laevigata (Defrance). 

Buccinum areola . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 105. Piacentino. 

» saburon Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 105. 

Cassis texta .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 27, n, 107. Castellarquato. 
» saburon . . Hòrnes, Moli. Foss. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 178. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli, plioc. mioc. Parma, Piac, pag. 110, 111. 

Castellarquato ex collezione — Burrone Monte Bertoldo, (Strato 
superiore), Rio dei Gatti, Stramonte. 

Fra le Cassidee offre il materiale più abbondante di collezione. 
Defrance riconobbe per primo che le Semieassis di questo tipo 
del Piacentino non potevano identificarsi con la C Saburon Brug. , 
e cosi le due specie, C. striata, C laevigata delle quali la striata 
precede la laevigata. Bronn riunì le due specie in una assegnan- 
dogli il nuovo nome di C. texta, più tardi nell' Indicator paleon- 
tologicus tornò a riprendere per entrambi le specie il nome Saburon 
mentre Brocchi aveva riservato tale nome alla forma chiamata 
da Defrance striata, e riferiva al B. areola la 0. laevigata. Dopo 
Bronn il nome di Saburon fu usato da tutti per designare en- 
trambi le forme. Cocconi notò le differenze fra le formi viventi e 
quelle plioceniche, Sacco le conferma, e ritorna alla laevigata Defr. 
facendo della striata una varietà. 

Le differenze segnate da Sacco e il ritorno all' antico nome 
sono esatti, ma non è ugualmente accettabile che la forma striata 
debba considerarsi neppure come varietà, dal momento che gli 



— 79 — 
individui giovani della laevigata sono certamente striati. Come 
anomalie poi vanno considerate tutte quelle forme varicose ( Var. 
varicosa auct), giacché il fenomeno è dovuto al non avere l'ani- 
male disciolto il proprio peristoma nei successivi accrescimenti ed 
essendo del resto comunissime le varici nelle Cassidee. Così tutte 
le altre varietà e subvarietà stabilite per questa specie possono 
essere accettate come utile mezzo di descrizione ma non sembrano 
aver valore che indichi costanza di forma, 

Gen. Mori© (Montfort). 

Morio Echinophora Lin. var. Piacentina Defr., Sacco. 

Buccinum echinophorum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 102. Piacentino. 

» diadema . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 102. Piacentino. 

Morio echinophorus . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 28, n, 112. Castel- 

lavquato. 
Cassidaria echinophora. Hòrnes, Foss. Moli. Wien, Voi., I, pag. 184. 
Castellarquato ecc. 
» » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 112. 

Riorzo, Castellarquato. 

» » . Weinkauff, Conchyl. des Mittelmeeres, Voi. II, 

pag. 48. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo, S. M. Maddalena, Ba- 
cedasco 3.° strato superiore, Rio dei Gatti. 

Assumendo come fece Sacco a punto di partenza per questa 
specie le forme provviste di 5 cingoli nell'ultimo anfratto, si viene 
a constatare che : nei tipi pliocenici non si riscontrano mai 5 cingoli 
nodiferi, ma bensì 4 segna il massimo numero, e da questi poi 
si passa a forme intermedie con 3, 2, 1 (come negli individui 
giovanissimi rappresentanti il B. diadema Brocchi). Il confronto 
esteso oltre 50 esemplari delle diverse collezioni plioceniche del 
Museo convalidò tale osservazione. Le forme a 4 cingoli nodiferi 
sono i rappresentanti tipici del pliocene, identificano la Galeodoea 
Echinophora var. Piacentina Defr. citata da Sacco a pag. 57 e 
si avvicinano più di tutte le altre forme alla specie vivente nei 
mari attuali, dalla quale tuttavia si scostano pei seguenti caratteri. 
Conchiglia meno globosa, anfratti maggiormente declivi e carenati, 
columella più contorta, e pel rimanente sia rispetto allo spessore 
dell'intera conchiglia, sia pei tubercoli più acuti tutto accenna a 
condizioni di vita che resero possibile una più robusta costituzione. 



— 80 — 
Assumendo le forme a 5 cingoli come punto di partenza è bene 
dire, che anche nelle specie viventi questo numero è raro a tro- 
varsi. Sen«a questo particolare sarebbe forse stato più opportuno 
controssegnare questa forma con nuovo nome specifico anziché 
farne una varietà della Echinophora, attribuendogli la specifica- 
zione Piacentina del Defrance, per quanto non pubblicata secondo 
le regole della nomenclatura. Non l' ho fatto per non introdurre 
un nuovo nome per una forma troppo nota, e quindi non suscet- 
tibile d' equivoci. 

Molte delle varietà citate dal Sacco trovano riscontro nelle 
forme prov viste di meno di 4 cingoli quali Photriseriata la Sub - 
seriata ecc. 

Morio rugosa Linn. 

Buccinimi tyrrhenum Brocchi, Conch. foss sub., pag. 104. Piacentino. 
Morio tyrrhenus . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 29, n. 113. Castellarquato. 
Cassidaria tyrrhena . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 112. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Da un solo esemplare è rappresentata questa specie in colle- 
zione. L' individuo ben conservato e sviluppato appartiene a quelle 
forme che il Bronn indicò col nome di var. |3 (nodis omnino de- 
stituita) e che Brocchi accenna vagamente. Nell'accuratissima 
rivista critica, che su questa specie è fatta dall' Hidalgo (1), è 
tenuto conto dell' incostanza o no con cui le nodosità si mostrano 
in questa specie. Già Linneo notò che quando i nodi esistono 
formano un cingolo ben distinto sulla 6. a stria d' ogni anfratto. 
Anche nelle forme viventi questo fatto è comune come è pure 
comune la completa assenza. Nella nota dell'Hidalgo ancora sono 
esposti i caratteri che distinguono questa specie dalla Morio Echi- 
nophora colla quale fu da molti autori scambiata, e le ragioni 
per cui sulla sinonimia del Chemnitz debba prevalere quella di 
Linneo essendo Cassidaria tyrrena Chemn. = M. rugosa Lin. e 
avendo la pubblicazione di Linneo (1771) preceduto quella di 
Chemnitz (1778). 

(1) Hidalgo, Molluscos Marinos de Espaua, Portugal, ecc. ( Cassidaria 
rugosa, pagg. 5, 6, 7, 8 ). Madrid, 1870-82. 



— 81 — 

Fam. Doliidae. 

Gen. Dolium (Lk. ). 

Dolium Stephaniopliorum Font. 

Buccìnum dolium . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 99. Piacentino. 
Pyrula cingulifera Bronn, It. Tert. Geb., pag. 38, n. 173. Castellarquato. 
Cassidaria fasciata Cocconi, Moli. mioc. plioc.| Parma, Piac, pag. 112. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie è stata posta da Fontannes (1) fra le Galeodee 
col nome di Galeodea Stephaniophora Font. . Sacco (2) ha preferito 
di collocarla in un genere a parte, Eudolium nome emendato per 
il Doliopsis di Monterosato. Tuttavia la forma in questione differisce 
pei caratteri generici dal D. crosseanus Monterosato, tanto è vero 
che lo stesso Sacco ha fatto del genere Eudolium 4 sezioni, fra 
le quali 1' ultima alla quale apparterebbe questa specie meriterebbe 
almeno un nome sottogenerico speciale. La forma descritta da 
Fontannes è munita di 2 cingoli tubercoliferi. Fontannes stesso 
avverte che questi 2 cingoli j^ossono ridursi a uno solo. Fra le 
molte forme di collezione si hanno tutte le varietà possibili da 
quelle mutiche alle altre con 2 giri di tubercoli; è quindi a credersi 
che questo elemento variabile non costituisca una speciale diffe- 
renza. Sacco ne fa 2 specie; la cingulata che riferisce al D. Stepha- 
niopliorum Font, e dove pare che i cingoli possano essere anche 
più di 2 ; quella priva di cingoli che riferisce all' Eud. fasciatimi 
( Pyrula Bors. ). Indipendentemente dalla descrizione di Fontannes 
è da osservarsi che esiste già un Dolium fasciatum Lk. corri- 
spondente al Buccinimi fasciatum Brug. ed un Buccinum fasciatum 
Lk. che non è la medesima specie. 

Gen. Mialea, (Valenciennes). 

Malea denticulala Desh. 

Buccinum pomum . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 101. Piacentino. 
Dolium pomiforme <. Broun, It. Tert. Geb., pag. 21, n. 74. Castellarquato. 

(1) Fontannes, Molluf.ques Pliocenes de la vallee du Rhòne et du 
Roussillon, Voi. I, pag. 101. Parigi, 1879-1882. 

(2) Sacco, Moli. Tert. Piem., Lig., P. Vili, pag. 2. 



— 82 — 

Dolium denticulatum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 113. 

Piacentino. 
Malea denticulata. . Fontannes, Moli, plioc. du Rhóne et Roussillon, 

pag. 104. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Sacco (1) osservando che esiste un Dolium denticulatum Quoy. 
anteriore a Desh., ne potendo accettare il nome di po?nìforme Bronn, 
ha creduto tornare al nome stabilito da Brocchi per una forma 
giovane di questa specie chiamandola Malea orbiculata (Brocchi). 
Per quanta venerazione si possa avere verso il fondatore della 
malacologia fossile terziaria, questa non deve giungere al punto di 
consacrare per la specie adulta un nome creato per una forma 
giovanile tanto più poi che la forma adulta ricevè da Brocchi il 
nome di B. pomum L. 

Il Dolium denticulatum Desh. è specie troppo conosciuta, 
perchè, si debba, attenendosi rigidamente alle buone regole della 
nomenclatura abbandonare per un nome poco conosciuto non 
esattamente impiegato. Se poi non si voglia tener buono che il 
genere Malea, può essere considerato come distinto nella famiglia 
dei Dolidi e non un sottogenere dei Dolium, e si voglia abban- 
donare il nome di Desh., si dovrebbe sempre per legge di priorità 
preferire il nome sub denticulatum D'Orb. 

Pirula undata Bronn. 

Bulla ficoides . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 47, tav. I, fig. 5. Piacentino. 
Pyrula undata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 38, n 168. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Il Cocconi cita questa specie solo come caratteristica delle 
marne di Tabiauo. 

Pirula intermedia Linn. 

Bulla ficus .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 46, var. cauda repanda, 

apertura effusa. 
» » .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 38, n. 171, var. strìis 

interstitialibus solitariis. 
Ficula intermedia Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 115. 

Castellarquato. 

(1) Sacco, Moli. Tert. Pieni. Lig.. P. Vili, pag. 18 e seg. 



— 83 — 
Castellarquato ex collezione — Montezago, Monte Oliveto 
di Bacedasco, (S.° superiore), Kiero ecc. 

Gen. Pirula Lk. 

Pirula Geometra Bors. 

Bulla ficus. , . . Brocchi, Conch. foss. sub, pag. 46. Piacentino.Var.il. 
» » ( var. |3 striis interstitialibus nullis) Bronn, It. Tert. Geb., 

pag. 38, n. 171. Castellarquato. 

Pyrula geometra Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 272. 
Castellarquato. 

Ficaia geometra. Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 114. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Monte Oliveto di Bacedasco. 
La varietà II accennata dal Brocchi è quella che ha la base 
più allungata e stretta in modo da formare un canaletto. 

* 

Fam. Cypraeidae. 

Gen. Neosimnia Fischer. 
Neosimnia spelta Linn. 

Bulla spelta . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 45. Piacentino. 

Ovula » ... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 17, n. 46. Castellarquato. 
» »... Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, pag. 76. 

Castellarquato. 
» »... WeinckaufF, Conch. des Mittelmeer, Voi. II, pag. 4. 

Birostra spelta . Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 164. 
Montezago, Riorzo. 

Ovula formosa. . Bagatti, Agg. En. Moli. Parma, Piac, pag. 28. Ca- 
stellarquato. 

Neosimnia spelta Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XV, pag. 64. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Neosimnia passerìnalis Lk. 

Bulla birostris Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 44. Piacentino. 

Ovula passerinalis . . Bronn, It. Tert. Geb.. pag. 17, n. 47. Castel- 
larquato. 



— 84 — 

Ovulo, adriatica .... Weinkauff, Conch. des Mittelmeer, pag. 2, Voi. I- 
Piacentino. 
» passerinalis . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 163- 
Lugagnano, Diolo. 
Ovula adriatica .... Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. Parma, Piac, pag. 28. 
Castellarquato. 

» lactea Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. Parma, Piac, pag. 28. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Cypraea Lin. 

Cypraea physis Brocchi. 

Cypraea physis Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 52, tav. II, fig. 3. Pia- 
centino 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 15, n. 28. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 158. Ca- 

stellarquato. 

» » Fontannes, Moli. Rhoue et Rouss., P. I, pag. 108 Ca- 

stellarquato, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie resta assolutamente distinta dalla C. Pyrum 
colla quale molti autori vollero fonderla. Le differenze principali 
che separano le due specie sono esattamente descritte da Fontannes 
(loc. cit. ). 

Cypraea pyrum Gmel. 

Cypraea porcellus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 53, tav. II, fig. 2. 

Piacentino. ' 

» . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 15, n. 30. Castellarquato. 

» pyrum. . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien P. I, pag. 67. 

Piacentino. 
» » . . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 157. 

Diolo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte. 
Cypraea elongata Brocchi. 

Cypraea elongata . Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 51, tav. I, fig. 12, a, b. 
Piacentino. 



±- 85 — 
Oypraea rufa . . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 15, u. 27. Castellarquato. 
» elongata . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 159. 

Montezago, Diolo. 
Zonaria ? flavicula Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XV, pag. 31. Pia. 
centine 

Castellarquato ex collezione. 

Oypraea globosa Dry. 

Oypraea globosa Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 157. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Oypraea fabagina var. amygdalum Brocchi. 

( Zonaria fabagina var. amygdalum Sacco, Moli. terz. Piena., Lig., P. XV, 

pag. 21, tav. II, fig. 12). 
Oypraea amygdalum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 157. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Oypraea inflata Brocchi non Lk. 

Oypraea inflata . . Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 52. Piacentino. 

» utriculata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 15, n. 32. Castellarquato. 
» inflata . . Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 160. 
Lugagnano. 
Zonaria? flavicula Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XV, pag. 31. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Oypraea longiscata Mayer. 

( Oypraea longiscata Mayer, Journ. de Conchyl., Serie III, T. XV, pag. 66, 
tav. II, fig. 2. Castellarquato 1878). 

Castellarquato ex collezione. 

Enumero di questa specie due esemplari che si distinguono 
dalla C. elongata per la forma della conchiglia più stretta e 



— 86 — 

oblunga, e più di tutto pei bordi cbe nella specie in esame sono 
entrambi dentati, mentre nella Cyprea elong ata uno soltanto offre 
tale caratteristica. 

Gen. Tri Via Gray. 

Trivio, Europaea Mont. 

Cypraea pediculus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 49. Piacentino. 

» coccinella Bronn, It. terz. Geb., pag. 16, n. 43. Castellarquato. 

» europea . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck , P. I, pag. 73. Castel- 
larquato. 
Trivia europaea var. cocinelloìdes Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig , P. XV, 
pag 47. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Trivia affinis Dug. 

Cypraea dimidiata Bronn, It. Tert. Geb"., pag. 16, n. 44. Castellarquato. 
» affinis . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck., pag. 72, P. 1, tav. 8, 

fig. 14 a, b. 
Trivia affinis . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag 162. 
Diolo, Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 

Trivia sphaericulata Lk. 

Cypraea sphaericulata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 16, n. 42. Castellarquato. 
Trivia sphaericulata . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 161. 
Stramonte, Riorzo. 
» » . Sacco, Moli. terz. Piern , Lig., P. XV, pag. 48. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie fu da alcuni autori ritenuto uno stadio adulto 
della T. europaea, colla quale ha molta somiglianza, ne differisce 
essenzialmente pel diametro maggiore, e pel maggior interstizio 
offerto fra le singole costole che «adornano la superficie. 



— 87 — 

Gen. Erato Risso. 

Erato laevis Don. vai*, cypraeola Brocchi. 

Volata cypraeola Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 95, tav. IV, fig. 10. 

Piacentino. 
Erato laeris . . . Hornes, Foss. Moli Tert. Beck. Wien, pag. 80. Piacentino. 
» ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 105. 

Castellarquato, Riorzo ecc. 

Castellarquato ex collezione. 

Gli esemplari di collezione coincidono perfettamente con quelli 
della collezione Pantanelli e colla figura del Fontannes (Moli. 
Rhòne et Rouss., pag. 107, tav. VII, fig. 4). La dentatura e spes- 
sore del labbro esterno sono subordinati allo sviluppo, e così avendo 
moltissimi individui, alcuni presentano il labbro dentato e sono i 
più adulti, i più giovani non mostrano alcuna dentatura ne spessore 
rilevante. 

Fam. Strombidae. 

Gen. Strombus Limi. 

Strombus coronatus Def. 

Strombus fasciatas Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 173. Piacentino. 

» coronatus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 155. 

Castellarquato. 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 188. 

Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig. P. XII, pag. 8. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Chenopodidae. 
Gen. Chenopus Phil. 

Chenopus pes pelecani Linn. 

Strombus pes pelecani . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 172. Piacentino. 
Rostellaria pes pelecani Bronn, It. Tert. Gteb., pag. 29, N. 118. Castel- 
larquato. 



Chenopus pes pelecanì . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beek. Wien, pag. 197. 
Castella rquato. 
» » » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 155, 

1Ò6. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte. 

i 

Chenopus Uttingerianus Eisso. 

Rostellaria Uttingeriana . Bronn, It. Tert. Greb., pag. 30, n. 119. Castel- 
larquato. 

Chenopus Uttingerianus . Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XIV, pag. 24. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Cerithidae. 

Gen. Ceritllium Adanson. 

Cerithium varicosum Brocchi. 

Cerithium varicosum Bronn, It. Tert. Geb.. pag 49, n. 240. Castellarquato. 
» » Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 176. 

Castellarquato. 
» » Fontannes, Moli, plioc. Rhòne et Rouss., pag. 165. 

Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XXII, pag. 14. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Bacedascp, Monte Bertoldo. 

Cerithium, vulgatum Brug. 

Murex alucoicles . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 233. Piacentino. 
Ceritllium vulgatum Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 388. 
Castellarquato. 
» » Weinkauff, Conchyl. des Mitt , Voi. II, pag. 154. Ca- 

stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 174. 

Castellarquato. 
» Sacco, Moli. Tert. Terz. Piem., Lig., P. XVII, pag. 7. 

Piacentino. 



— 89 — 

Castellarquato ex collezione. 

Le varietà di questa specie sono numerosissime, quasi tutte 
hanno però un valore relativo. Dando uno sguardo soltanto alle 
più importanti è facile per esempio rilevare che le varietà minuta 
e pulchella sono stadii giovanili delle adulte spinosa e tuberculata. 
Risulta poi evidente che la forma tipica di questa specie è data 
da individui muniti di cingoli più o meno nodosi. Accanto a esem- 
plari di simile struttura noto, perchè esistenti in collezione, le 
varietà distinte dal Filippi coi nomi di nodulosa pei tubercoli 
ottusi, e di gracilis per la forma snella e acuta che ripete con più 
esigue proporzioni la struttura della varietà nodulosa. 

Ho trovato ottime pel confronto di questa specie le figure del 
Fontannes Moli. Plioc. du Eliòne et Rouss., tav. IX, fig. 8, 10. 

Fra le varietà devesi annoverare anche il C. alucastrum che 
Cocconi ha eretto a specie distinta. Cocconi, op. cit., pag. 175. 
C. alucastrum. 

Cerithium crenatum Brocchi. 

Mar ex crenatus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 238, tav. X, fig. 2. 

Cerithium crenatum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 49, n. 241. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 409. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 177. 

Montezago, Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione — Montezago. 

Cerithium doliolum Brocchi. 

Cerithium doliolum. . . . Bronn, It. Tert Geb., pag. 49, n. 242. Castel- 
larquato. 

» » . . . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 393. 

Castellarquato. 

» » .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 175. 

Bacedasco, Lugagnano ecc. 

» mediterraneum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 176. 

Bacedasco, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie fu controllata sopra esemplari della collezione 
Pantanelli del pliocene Senese, ove sembra essere assai abbondante. 
Gli individui del Piacentino posseduti in collezione sono scarsi e 



— 90 — 
pochi gli integri. La non molta frequenza di questa specie nel 
Piacentino è pure accennata da Cocconi. La figura dell' Hornes è 
certamente affatto da escludersi nel caso in esame. Del Cerithium 
Mediterraneum ho un solo esemplare ma non esito a riunirlo al 
C. Doliolum. 

Cerithium, Europaeum Mayer. 

Cerithium minutum ? . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 48, n. 238. Castellarquato. 
» » . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 391. 

Castellarquato 
» Europaeum Mayer, Journ. Conchyl., Serie III, T. XVIII, n. 1, 

pag 89. Bacedasco. Tav. 41, fig. 8, 9. 

Castellarquato ex collezione. 

Gli esemplari del Piacentino abbastanza abbondanti e belli 
differiscono da quelli del Senese e dalle figure del Mayer per la 
forma più tozza e ventricosa, ma per gli ornamenti uguali e per 
la diagnosi stessa del Mayer, testa plus minusve ventriosa, non è 
possibile la minima indecisione per questa variante. 

Cerithium neogenitum Mayer. 

Cerithium neogenitum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 177, 
tav. IV, fig. 12, 13. 

Castellarquato ex collezione. 

Innegabilmente questa specie è molto affine al Cerithium va- 
ricosum Brocchi, specialmente negli individui giovani. De Gregorio 
(Studii su talune conchiglie Mediterranee viventi e fossili — 
Bull. Soc. Mal. It. Voi. X, 1884, pag. 116) è d'opinione che il 
Cerithium neogenitum altro non sia che il varicosum. Disgrazia- 
tamente non pare che il C. neogenitum di Mayer sia stato pubbli- 
cato, ma per quanto si può giudicare dalla descrizione e dalle 
figure del Cocconi resterebbe una specie distinta. Né in ogni modo 
io con soli 2 esemplari potrei arrogarmi di mettere le cose a posto. 

Gen. Fotamides Brongniart 1810. 

Potamides bicincium Brocchi ? 

Murex bicinctus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 243, tav. IX, 

fig. 13. Piacentino. 



— 91 ^ 

Cerithium bicinctum . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 49, n. 245. Piacenza. 

^ pictam Hqrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 395. 

Castellarquato. 
» bicinctum. . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 178. 

Bacedasco. 
Tiarapìrenella bicincta. . Sacco, Moli. Piem., Lig., P. XVII, pag. 60. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Ho innanzi a me parecchi esemplari che colla denominazione 
comune di Cerithium pictum Bast. sono in parte ascritti a Vi- 
goleno, e in parte a Castellarquato. Per le ultime opinioni che 
concordano sulla natura miocenica di Vigoleno, non è compito 
mio trattenermi su tali esemplari; solo limitandomi ad osservare 
quelli di Castellarquato, dirò che questi individiii mi sembrano es- 
sere forme giovanili di quelli di Vigoleno, e che entrambi corri- 
spondono fino ad un certo punto alla denominazione di C. pictum. 
Questa specie ha realmente un valore molto discutibile, e la de- 
scrizione del Basterot creatore della specie, non lo ha certo aumen- 
tato. (Basterot, Bassin Tert. S. 0. de la France pag. 57. C. pictum). 
Quella del Locard pure spesso citata (Locard, Tert. de la Corse, 
pag. 91. C. pictum?) è interrogativa, e si basa su un solo esem- 
plare. Dopo questi criteri, C. pictum e C bicinctum, si scambiano 
nei diversi autori e le proprietà caratteristiche dell' uno sono asse- 
gnate all' altro ; la breve diagnosi del Brocchi invece pel C. bicin- 
ctum è chiara, e da questa derivarono certamente le poco chiare 
del C. pictum. Sacco mantiene ancora la distinzione delle specie, 
mostrando però come parecchie sinonimie del 0. pictum debbano 
ascriversi al C. bicictum, e così la descrizione dell' Hornes dei 
C pictum, viene attribuita al bicinctum, benché sia accennato ai 
fascis longitudinalibus rutilis una delle caratteristiche essenziali 
del pictum. Da ultimo poi Simonelli nei suoi appunti sopra la 
Fauna e l'età dei terreni di Vigoleno (Simonelli, Sopra la Fauna 
e l'età dei terreni di Vigoleno. Soc. Geol. It. Voi. XV, pag. 303) 
cita il solo Potamides bicinctus, e ammette probabile che a questa 
specie debbano riferirsi le citazioni di O. pictum Bast. Con ciò 
non intendo escludere in via assoluta la possibile esistenza del 
C. pictum, solo credo tale designazione di difficile e prudente 
applicazione per la mancanza di una buona descrizione. Frattanto 
coli' interrogativo ascrivo gli esemplari di Castellarquato al P. bi- 
cinctus per non aver potuto in essi nettamente scorgere, quelle 
strie intermedie fra l' una e l' altra serie di tubercoli, strie che 



- 92 - 

sembrano avere abbastanza valore caratteristico, mentre poi nella 
diagnosi citata dell' Hòrnes pel C. pictum non si parla affatto di 
esse, e pel dubbio che anche questa specie sia strettamente mio- 
cenica. 

Potamides Giulii De Stefani. 

(De Stefani, Icon. nuovi. Moli, plioc. Siena. Boll. Soc. Mal. Ital , Voi. XIV, 

pag. 227, tav. XI, fig. 33, 35. Potamides Giulii. 
Cerithium tuberculiferum? Cocconi, Moli. mioe. plioc. Parma, Piac, pag. 177. 

Potamides Giulii Sacco, Moli. Piem., Lig., P. XVII, pag. 43. 

Piacentino. 

Castellai'quato ex collezione. 

Questa specie andava in collezione col nome di Cerithium 
tricinctum ; del confronto colla figura e descrizione di Brocchi dubitai 
di tale classificazione e infatti confrontando i pochi esemplari con 
altri della collezione Pantanelli del Senese, li trovai diversi dal 
vero C. tricinctum e coincidenti invece col Potamides turbinatum 
Brocchi della stessa collezione. Tale nomenclatura poi non essendo 
più esatta per le ulteriori osservazioni di De Stefani la sostituì col 
nome di P. Giulii — Forse a questa specie si deve attribuire il 
C. tuberculiferum di Cocconi. Il C. tricinctum è citato da Cocconi 
(pag. 179) ma solo per località miocenica. 



Gen. CeritlliopsiS Forb. et Hanl. 1849. 

Cerithiopsis tubercularis Mont. 

Cerithiopsis tubercularis Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 143. 
Riorzo. 
» » Sacco, Moli. Piem., Lig., P. XVII, pag. 66. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Di questa elegante e piccolissima specie che costituisce il tipo 
del genere esistono in collezione 3 esemplari. 



— 93 -, 

Gen. Cerithiella Verr. 1882. 
Cerithiella Genei (Bell. Micht. ). 

Cerithiopsis Genei Cocconi, Moli. mioc. plìoc. Parma, Piac, pag. 143, 

Castel larquato. 
Cerithiella » Sacco, Moli, terz., Piem., Lig., P. XVII, pag. 69. 

Piacentino 

Castellarquato ex collezione. 

Cerithiella Manzoniana Cocconi. 

Cerithiopsis Manzonianus Cocconi, Moli. mioc. plioc. , Parma, Piac, 

pag. 143, tav. IV, fig. 1, 2, 3. Bacedasco. 

Cerithiella Manzoniana . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVII, pag. 70. 

Piacentino, Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione — Bacedasco. 

Anche nel caso in esame si tratta di frammenti ben conservati. 

Gen. Bittium (Leach. ) Gray 1847. 

Bittium spini Partsch var. eviliore subulata Dod. 

Bittium spina Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 
pag. 29, n. 3. Bacedasco. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., P. XVII, pag. 41. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Il Prof. Doderlein trovando qualche differenza fra gli esemplari 
di Castellarquato e quelli figurati dall' Hòrnes, aveva tenuto di- 
stinto questa piccola specie col nome di C coarctatus ; un attento 
esame mi ha convinto che non vale il merito di elevarla a specie 
distinta, tutt' al più tenendo conto di leggere varianti può essere 
considerata come varietà. 

Bittium scabrum (Olivi). 

Cerithium scaber . Bronn, It Tert. Geb., pag 51, n. 263. Castellarquato. 
» scabrum Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 412. 

Castellarquato, 



— 94 — 
Cerithiopsis soaber Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 142. 

Castellarquato, 
Bittium reticulatam var. pliolatreillii Sacco, Moli. Tert. Piem,, Lig., 

P. XVII, pag. 30. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

La maggioranza degli esemplari appartiene al tipo comune 
ben conosciuto; tre esemplari erano classificati col nome di Ceri- 
tiopsis ferrugineus, in due riconobbi la struttura solita e li riunii 
agli altri numerosi del Bittium scabrum, in uno riscontrai caratteri 
buoni differenziali clie consigliano almeno di tenerne conto come 
varietà, colla denominazione di var. exferruginea Sacco ( Moli. 
Pieni., Lig., Parte XVII, pag. 39, tav. 2, fig. 107). Cocconi (Moli, 
mioc. plioc. Parma, Piac.) mantiene il Cerithiopsis ferrugineus 
come specie autonoma, ciò clie parecchi autori posteriori hanno 
dimostrato poco attendibile e fra questi Sacco, che rivendicando il 
nome di reticulatum al Bittium scabrum, fra le varietà pone anche 
V exferruginea equivalente al Cerithium ferrugineum Brug. L'esem- 
plare che ho accennato, si distingue più che per la grossezza dei 
tubercoli, pei cingoli in numero di 3, invece che 4 come comune- 
mente si osserva nel Bittium scabrum, e per questo mi convinco di 
trovarmi precisamente di fronte al tipo che Cocconi classificò come 
Cerithium ferrugineum, per le tre serie di linee punteggiate gra- 
nulose, che come egli stesso scrive girano sugli anfratti. Brocchi 
però colla sua varietà cingulis quinque punctato granosis dimostra 
di aver trovato egli pure nei numerosi esemplari del Bittium 
scabrum anormalità (Brocchi, Conch. foss. sub. r pag. 246, Murex 
scaber var. (3) e afferma altresì che il numero dei cingoli, benché 
da Bruguiére sia ritenuto invariabile in 4 accade non di rado 
di vederne tre negli anfratti più prossimi all'apice della spira. 

Gen. Triforis Desh. 

Sottogen. Monophorus (Grillo 1877). 

Monophorus Bartalinii Pant. De Stefani. 

(De Stefani, Icon. nuovi Moli. Dint. Siena, Boll. Soc. Mal. II., Voi. XIV, 
pag. 228, tav. XI, fig. 46). 

Castellarquato ex collezione. 

Il rappresentante di questa specie in collezione è un ma- 



— 95 — 
gràfico frammento, nel quale sono evidentissime le granulazioni e 
le altre caratteristiche, per cut questa specie merita di essere di- 
stinta dal M. perversus. 

Monophorus perversus L. 

Cerithium granulosum Bromi, It. Tert. Geb., pag. 51, n. 264. Castel- 

larquato. 
» perversar», . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wiéii, pag. 415. 

Castellarquato. 
Triphoris perversa . . Cocconi, Moli, mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 180. 

Castellarquato. 
Monophorus perversus var. adversa (Mont.) Sacco, Moli. Piem., Lig., 

P. XVII, pag. 64. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Vermetidae. 

Gen. VermetUS Adanson. 
Vermetus arenarins Linn. 

Serpula arenaria Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 31. Piacentino. 

Serpulorbis polyphragma Bromi, It. Tert.. Geb., pag. 65, n. 340. Castel- 
larquato. 

Vermetus arenarius. . . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 484. 

Castellarquato. 

» gigas Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 196. 

Lugagnano, Stramoiite. 

Lemintina arenaria. . . . Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XX, pag. 10, 11. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Monte Bertoldo. 

Vermetus intortus Lk. 

Serpula lumbricalis var. |3 Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 462. Piacentino. 
» intorta Bromi, It Tert. Geb., pag. 130, n. 740. Ca- 
stellarquato. 

Vermetus intortus Hornes, Foss. Moli. Tert Beck. Wien, pag. 485. 

Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. ; 

pag. 196. Piacentino. 



— 96 — 

Vermetas intortus Fontannes, Moli, plioc. Rhòne et Rouss., 

pag. 202. Stramonte, S. M. Maddalena. 

Petaloconchus intortus . . . Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XX, pag. 78. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Bivonia Gray. 

Bivonia triquetra Biv. 

(Sacco, Moli. terz. Pieni, Lig., P. XX, pag. 13, tav. II, fig. 1). 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Tenagodes Guett. 

Tenagodes anguinus Linn. 

Serpula anguina . . Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 29. Piacentino. 

» » . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 129, n. 737. Castellarquato. 

Siliquaria anguina. Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 487, 488. 
Castellarquato. 
» » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 197. 

Lugagnano, Diolo, Stramonte. 
Tenagodes anguinus Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XX, pag. 17, 18. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Turritellidae. 
Gen. Turritella Lk. 

Turritella tornata Brocchi. 

Turbo tornatus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 153, tav. 6, fig. 11. 

Piacentino. 
Turritella tornata. Bronn, It. Tert. Geb., pag 53, n. 269. Castellarquato. 

» » . Cocconi, Moli, niioc. plioc. Parma, Piac, pag. 189. 

JJaustator tornatus Sacco, Moli. terz. Piem , Lig , P. XTX, pag. 25. 

Piacentino. 



— 97 — 

Castellarquato ex collezione — S. Maria Maddalena, Monte- 
zago, M. Bertoldo. 

Gli esemplari sono tutti di grandi dimensioni. La variabilità 
della specie entro una cerchia assai limitata di caratteri consiglia 
di accettare pochissima varietà, e piuttosto considerarle come sem- 
plici anomalie. Forse le varietà s calar if or rais e subscalariformis 
del Cocconi, avrebbero buoni dati di struttura, ma nessuno degli 
esemplari esaminati mostra tali caratteri. 

Turrìtella vermicularis Brocchi. 

Turritelìa vermicularis Bromi, It. Tert. Geb., pag. 54, n. 278. Castel- 
larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 189. 

Rio della gatta. 

Haustator » Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XIX, pag. 21. 

Piacentino. 

Turritelìa » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, pag. 423. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Turritelìa triplicata Brocchi. 

Turritelìa inorassata Cocconi, Moli. mioc. Parma, Piac, pag. 190. Ca- 
stellarquato, Lugagnano. 
» triplicata. Weinkauff, Conchyl. des Mitt , P. II, pag. 321. Ca- 

stellarquato. 

Haustator triplicatus Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIX, pag. 27. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

2 soli esemplari che furono confrontati con quelli della colle- 
zione Pantanelli, distintissimi da quelli precedenti ( T. verimicu- 
laris) pel numero e forma dei cingoli. Sulla opjiortunità della pre- 
sente sinonimia si esprime esattamente Sacco (loc. cit. ). 

Turritelìa Brocchii Bronn. 

Turbo imbricatarius Brocchi, Condì, foss. sub., pag, 154. 

Piacentino. 
Turritelìa Brocchii Bronn, It. Tert Geb , pag. 53, n. 273. 

Castellarquato. 



— 98 — 

Turrìtella Brocchii Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 188. 

Haustator vermicularis var. Brocchi Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIX, 

pag. 23. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Turritella tricarinata Brocchi. 

Turbo tricarinatus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 159, tav. VI, fig. 21. 

Piacentino. 
Turritella tricarinata Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 53, n. 277. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 194. 

Piacentino. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIX. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Turritella communis Risso. 

Turbo terebra non L Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 147. Pia- 
centino. 

Turritella terebra Bronn, It. Tert. Geb., pag. 53, n. 276. 

Castellarquato. 

» communis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 193. 

» » Fontannes, Moli, plioc. Rhòne et Rouss., 

P. I, pag. 200. Piacentino. 

» » Weinkauff, Conchyl des Mitt., II, pag. 319. 

Castellarquato. 
T. tricarinata var. communis Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIX, pag. 6, 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Le differenze che separano questa specie dalla vivente non 
sono molto rilevanti, tuttavia in quest'ultima si nota una maggior 
convessità d'anfratti e una maggior espansione della bocca. Le 
costole poi sono più accentuate nella forma fossile che nella vi- 
vente, nella quale non è raro trovare individui in cui le costole 
sono appena percettibili ad occhio nudo. 

Turritella striatissima Doderlein. 

Testa elongata pyramidalis, spira producta, apice acuto, anfra- 
ctibus (16-18) convexis, costellis aequalibus et perspicuis (8-9), 



— 99 — 

striis interpositis undulatis, consertis, vix sub lente perspicuis, tran- 
sversim sulcatis. Suturae distìnctae, sed parum profundae, aper- 
tura subquadrangularis. Long. 45-50 mm. Lat. 10-12 mm. 

Conchiglia di forma allungata piramidale con spira ad apice 
acuto, anfratti (16-18) convessi, percorsi da costicine uguali e 
distinte trasversali (8-9). Interposte a queste e solo visibili col- 
1' aiuto della lente si scorgono altre strie esilissime d' aspetto ondu- 
lato, riunite in fasci, raccolte nell'interstizio esistente fra le singole 
coppie delle costicine. Le suture che dividono i singoli anfratti 
sono ben distinte, ma poco profonde; l' apertura è subquadran- 
golare. 

Per la forma degli anfratti e la spira acuminata questa specie 
si avvicina alquanto alla Turritella communis Risso, dalla quale 
però si distingue a colpo d' occhio, per la presenza delle costicine 
trasversali uniformi e regolari, che nella communis sono disuguali, 
elevate e simulanti veri- cingoli ; inoltre gli interstizi fra le costole 
maggiori nella T. communis non sono mai riempiti da fasci di 
strie, ma da 10 o 12 strie d' aspetto filiforme senza regolare distri- 
buzione. In alcune forme viventi della communis il distacco è meno 
apparente, perchè non esistono veri cingoli ma le costicine sono 
sempre irregolari di diametro e disposizione. A giudicare dai molti 
esemplari posseduti in collezione la specie deve essere assai ab- 
bondante. 

Turritella subangulata Brocchi. 

Turbo acutangulus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 151, tav. VI, 

fig. 10. Piacentino. 

» duplicatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 150. Piacentino- 

Turritella subangulata. . . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 54, n. 279. Ca- 

stellarquato. 
» biplicata .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 55, n. 270. Ca- 

stellarquato. 
» subangulata. . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. I, 

pag. 429. Castellarquato. 
» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 192. 
» var. acutangula Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac, 

pag. 192. Piacentino. 
» biplicata .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 194. Castellarquato. 
» Strobeliana . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 193. Castellarquato. 



— 100 — 

Zarla subangulata e var. . Sacco. Moli. Tert. Pienti., Lig., P. XIX, pag. 9 

e seg. Piacentino. 

Castellarquato — Montezago, Stramonte. 

Gen. Matllilda Semp. 

Mathilda Brocchii Semp. 

Mathilda Brocchii . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Panna, Piac, pag. 133. 

Castellarquato. 
Fimbriatella Brocchii Sacco, Moli. terz. Pieni , Lig., P. XIX, pag. 37, 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Mathilda Quadricarìnata Brocchi. 

Turbo quadricarinatus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 160, tav. 7, fig. 6. 

Piacentino. 
Turritella quadricarìnata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 54, n. 281. Castel- 
larquato. 
Mathilda quadricarinata. Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 133. 

Bacedasco, Montezago, Castellarquato. 
» » . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIX, pag. 34. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

s 

Fam. Fossaridae. 
Gen. Fossarus Phil. 

Fossarus costatus Brocchi. 

Nerita costata .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 70, tav. I, fig. 11, 

a, b, e. Piacentino. 
Delphinula costata . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 65, n. 339. Castellarquato. 
Fossarus costatus. . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 468. 

Castellarquato. 
» »... Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 182. 

S, M. Maddalena. 



— 101 — 
Phasianema costatimi Sacco, Moli. Tert. Piena., Lig., P. XVIII, pag. 17. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fani. Solariidae. 
Gen. Solarium Lk. 

Solarium pseudoperspectivum Brocc. 

Trochus pseudoperspeetivus . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 141, tav. V, 

fig. 18. Piacentino. 
Solarium pseudoperspectivum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 62, n. 330. Ca- 
stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 144. Bacedasco. 
» » Sacco, Moli. terz. Piena., Lig., P. XII, pag. 49. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — S. Stefano di Bacedasco. 
Solarium simplex Bronn. 

Solarium pseudoperspectivum var. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 142. 

Piacentino. 
» simplex Bronn, It. Tert. Geb., pag. 63, n. 331. 

Castellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, 

pag. 464. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 144. Castellarquato, Stramonte. 
* » Sacco, Moli. Tert. Piena., Lig., P. XII, 

pag. 45. Piacentino. , 

Castellarquato ex collezione. 

Solarium millegranum Lk. 

Trochus canaliculatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 140. Piacentino. 
Solarium millegranum Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., pag. 464. 

Castellarquato. 
» y> Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 145. 

Piacentino. 



— 102 — 

Solarium' millegranum Sacco, Moli. Tert. Pierri., Lig , P. XII, pag. 59. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Solarium moniliferum Bronn. 

Trochus pseudoperspectivus var. Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 142. Pia- 
centino. 

Solarium moniliferum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 63, n. 334. 

Castellarquato. 

» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, 

pag. 467. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 145. Montezago. 

» » Fontannes, Moli, plioc. du Rhóne et Rouss., 

pag. 138. Piacentino. 

» » Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., pag. 53. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Solarium semisquamosum Bronn. 

Solarium semisquamosum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 63, n. 333. Castel- 
larquato. 
» » Sacco, Moli. Tert. Piem., Lig., P. XII, pag. 51. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Solarium Aragonae Bag. 

Solarium Aragonae .... Bagatti, Agg. En. Sist. Moli, rnioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 27, n. 3. Castellarquato. 

Grano solarium? Emilìae Sacco, Moli. terz. Picm., Lig., P. XII, pag. 63. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Bacedasco. 

Gen. Torinia Gray. 

Torinìa obtusa Bronn. 

Trochus variegatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 143. Pia- 
centino. 



- 103 - , 

Solarium canaliculatum vai'. Bromi, It. Tert. Geb., pag. 64, n. 356. Ca- 

stellarquato. 

» fallaciosum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 146. Castellarquato. 

» » Fontannes, Moli, plioc. clu Rhòne et Rouss., 

pag, 140. Castellarquato. 

Torinia obtusa Sacco, Moli. Tert. Piem., Lig., P. XII, pag. 68. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



Fara. Rissoidae. 

Gen. RiSSOia Fróminville. 
Rissoia auriscalpium Linn. 

Rissoia auriscalpium. Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 183, 

184. Castellarquato. 
Zippora auriscalpium Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVIII, pag. 21. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Rissoa Sulzeriana Risso. 

( Pantanelli De Stefani, Moli plioc. dint. Sien., pag. 171 ). 

Alvania Sulzeriana Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 29. Castellarquato. 
Apicularia Sulzeriana var. villalvemiensis Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., 

P. XVIII, pag. 21. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Rio Asse. 
Gen. Alvania Risso. 
Alvania acinus Brocchi. 

Rissoa acinus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 184. Bacedasco. 

Acinus cimex var.. Tauroparva Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVIII, 

pag. 25. Piacentino. 



— 104 — 

Castellarquato ex collezione. 

Per quanto si tratti di piccola specie e facilmente scambiabile, 
ritengo che la figura data dall' Hòrnes per la Rissoa Venus debba 
riferirsi s\Y Alvania acinus, specie affatto distinta à&lY Alvania 
Marine (T. Cimex Brocchi). Così pure la figura e descrizione di 
Fontannes ( R. venus ) devono riferirsi alla presente specie, alla 
quale pure come fanno osservare Pantanelli e De Stefani corri- 
sponde la Rissoa sculpta di Phil. 

Alvania cimicoides Forb. 

Alvania cimicoides . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 186. 

Castellarquato. 
Alvaniellaf cimicoides Sacco, Moli. terz. Piera., Lig., P. XVIII, pag. 26. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie vivente nei mari d'Europa è affine all' A Ze- 
tlandica dalla quale però nettamente si distingue per la forma 
degli anfratti gonfia e convessa anziché angolosa, per 1' andamento 
flessuoso undulato delle costicine trasversali che si mantengono 
rettilinee nell' A. zetlandica e formano maglie più fitte, per la 
forma della bocca leggermente ovale anziché rotonda e più spe- 
cialmente per la forte dilatazione dell' ultimo anfratto. 

Alvania Zetlandica Mont. 

Rissoa zetlandica Bagatti, Agg. En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 
pag. 29, n. 1. 

Castellarquato ex collezione. 

Alvania Thalia Pantan.-De Stef. 
( Pantanelli-De Stefani, Moli, plioc. dint. di Siena, pag. 172. A. Thaliay 

Castellarquato ex collezione. 

Questa piccolissima specie corrisponde esattamente agli esem- 
plari di Siena. Questa specie fu pure da molti riferita all'A Mon- 
tagui citata anche da Cocconi, ma pare senza molto fondamento: 
mentre ba più spiccate affinità coli' A lineata. 



— 105 - 

Alvania diadema Doderlein. 

(De Stefani, Annotazioni al Saggio di Condì, sub., Bull. Mal. It., Voi. Ili, 
pag. 25, tav. IT, fig. 2. Alvania n. sp. ). 

Castellarquato ex collezione. 

Questa piccola specie ha molta affinità pel diametro e gli 
ornamenti coli' A. Thalia Pant. De Stef. dalla quale principalmente 
si distingue pel reticolato più largo, per le costicine longitudinali 
più acute e costituenti nodosità più accentuate nell' incontro colle 
trasversali, per la persistenza delle costicine trasversali anche sul- 
l'ultimo anfratto. 

Alvania Agiata Pant. -De Stef. 

( Pantanelli De Stefani, Moli, plioc. dint. di Siena, pag. 173. A. Aglaia). 

Castellarquato ex collezione. 

Tranne il diametro che è alquanto più rilevante gli esemplari 
di Castellarquato coincidono perfettamente con quelli del Senese. 

Gen. RlSSOina D'Orh. 

Rissoina pusilla Brocchi. 

Eissoina pusilla Hornes, Foss. Moli Tert. Beck. Wien,, pag. 558. Ca- 
stellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Panna, Piac, pag. 182. Ba- 

cedasco. 

» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XVIII, pag. 36. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione — Bacedasco. 

Descrivendo questa specie nel pliocene di Siena Pantanelli e 
De Stefani (pag. 175) osservano che né la figura di Brocchi, né 
quella di Hornes corrispondono esattamente a questa specie; meglio 
di tutto vi si addattano figura e descrizione di Libassi (Ale. Concli. 
Foss. dint. di Palermo, pag. 18, fig. 12. Rissoina Savii) salvo leg- 
gere differenze consistenti principalmente nella forma della con- 
chiglia meno tozza, e nel maggior numero di strie trasversali che 
solcano le Rissoina Savii. Una piccola differenza ancora da no- 



— 106 — 
tarsi fra gli esemplari pliocenici di Castellarquato e quelli del 
Senese e che in questi ultimi le costicine longitudinali hanno 
andamento più obbliquo. 

Rissoina Bruguierei Payr. 
( Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 558, tav. XLVIII, fig. 5, a,b.). 

Castellarquato ex collezione. 

La caratteristica di questa specie è data dal modo con cui si 
presentano e s'intersecano le costicine longitudinali e trasversali, 
le prime sono obblique, undulate nell' ultimo anfratto, e le seconde 
intersecando queste danno all' intera conchiglia un aspetto cancel- 
lato. Per tali caratteri la specie è nettamente distinguibile dalla 
R. decussata e dalla R. pusilla. 

Fam. Hydrobiidae. 

Gen. Peringia Paladilhe. 

Peringia simplex Fuchs. 

( De Stefani, Molluschi Cont. pliocenici, Atti Soc. Tose. Se. Nat., Voi. Ili, 
F. II, pag. 320, tav. XVIII, fig. 19). 

Castellarquato ex collezione. 

Il cartellino contrassegnava questa specie col nome di Peringia 
Ulvae, ma non mi è sembrato ebe la figura data per questa specie ri- 
spondesse ai nostri esemplari, meglio si addice per le dimensioni più 
piccole e la forma generale della conchiglia il nome di P. simplex. 

Fam. Capulidae. 

Cen. CapulUS Montf. 

Gapulus sulcosus Brocchi. 

Nerita sulcosa Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 68, tav. I, fig. 3 a, b. 

Piacentino. 



— 107 — 

Capulus sulcosus . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 205. 

Castellarquato, Riorzo. 
Amanthinoides sulcosa Sacco, Moli. Terfc. Piem., Lig., P. XX, pag. 41. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Due individui rappresentano questa specie in collezione; uno 
corrisponde alla forma tipica mostrando fra gli altri caratteri, 
l' apice rivolto a spirale ; l' altro sembra da riferirsi alla varietà 
stabilita da Cocconi, vertice hamato, in cui l'apice è soltanto unci- 
nato. Oltre ciò poi mi sembra che la specie tipica abbia le varici 
più accentuate e che le medesime si prolunghino in modo da ren- 
dere più dentellato il margine della conchiglia. 

Capulus Hungaricus L. 

Patella ungarica . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 20. Piacentino. 
Capulus Hungaricus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 82, n. 439. Castellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Tert. Moli. Wien, pag. 637. Castel- 

larquato. 
» » Weinkauff, Conchyl des Mitt., II, pag. 338. Castel- 

larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 203, 204. 

Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig.. P. XX, pag. 36. Pia- 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Broechia Bronn. 

Brocchia sinuosa Brocchi. 

Patella sinuosa . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 20, tav. I, fig. 1 a, b. 

Piacentino. 
Brocchia sinuosa Bronn , It. Tert. Geb., pag. 82, n. 437. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 207, 208. 

Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XX, pag. 39. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 108 - 

Brocchia sinuosa var. cornaliaeana Cocc. 

Brocchia Cornalieana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, 

Piac, pag. 210. Diolo. 
» sinuosa var. cornaliaeana Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XX, 

pag. 40. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa varietà si distingue dalla B. sinuosa pel suo minor 
diametro, e per le sue pieghe continue e regolari che adornano 
la parte anteriore mediana della conchiglia rendendo così anche 
ili questa parte il margine elegantemente crenato. 

Brocchia laevis Bronn. 

Brocchia laevis Bronn, It. Tert. Geb , pag. 82, n. 438. Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XX, pag. 40. Piacentino. 

Castel larqiiato ex collezione. 

Nella Monografia di Biondi (Monogr. gen. Brocchia. Atti Acc. 
Gioenia Se. Nat. Voi. XIX, Serie II, 1864, pag. 212) è riparato 
alla poca conoscenza che si aveva di questa specie, giacché Bronn 
pur riconoscendo nella stessa una forma distinta dalla B. sinuosa 
non la descrisse. Sacco la ritiene una varietà della sinuosa, e 
Cocconi non la conosce. Secondo me il dorso levigato della con- 
chiglia e il margine integro senza frastagliature la distinguono 
efficacemente. 

Gen. Crepidula Lh. 

Crepidula unguiformis Lk. 

Patella crepidula . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 15. Piacentino. 
» unguiformis. . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 83, n. 443. Castellarquato. 
» » . . Hórnes, Foss. Moli. Tert. Beck Wien., pag. 629. 

Castellarquato. 
Crepidula unguiformis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. Castel- 
larquato. 
» cochlearis . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 202. 

Castellarquato. 
Janacus crepidulus . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XX, pag. 34. 
Piacentino. 



- 109 — 

Castellarquato ex collezione. 

La Crepititela gibbosa è realmente una specie distinta dalla 
O. unguiformis, che non esiste nella collezione di Castellarquato 
dal museo; la Crepidula cochlearis invece non è che un fenomeno 
di modellamento, frequente in queste forma parassitiche. 

Gen. Calyptraea Lk. 

Calyptraea Chinensis Linn. 

Patella nutricata Brocchi, Conch. tose sub , pag. 16, tav. I, 

fig. 2 a, b, e. Piacentino. 

» sinemìs Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 17. Piacentino. 

Infundibulum squamulatum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 83, n. 445. Castel- 
larquato. 
» laevigatum . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 83, n. 446. Castel- 

larquato. 
Calyptraea Chinensis. . . . Hornes, Foss Moli. Tert. Beek.Wien., pag. 632. 

Castellarquato. 
» » .... Coccoui, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 199. Castellarquato. 
» squamidata. . . Coccoui, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 201. Castellarquato, Stramonte. 
» Monicii: .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 200. Eiorzo. 
» Chinensis. . . Weinkauff, Conchyl. des Mitt., pag. 334. Ca- 

stellarquato. 
» » var. muricata Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XX, 

pag. 30. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

L'attento esame di questa specie molto discussa e diversa- 
mente interpretata pone fuor di dubbio che C chinensis e C. int- 
ricata rappresentino la medesima specie, come hanno dimostrato 
Filippi, Hornes, Wood. Le forme depresse schiacciate colla super- 
ficie a struttura zonata sono le più comuni e abbondanti, e 1' osser- 
vazione ad esse limitata fu causa d'errore perchè gli osservatori 
si basarono sulla mancanza o presenza di squame, e sulla forma 
più o meno conica. Le forme intermedie invece stanno evidente- 
mente a dimostrare come dalle forme più piatte si passi grada- 
tamente a quelle più coniche. Alcuni autori ammisero come ter- 
mine di confronto la sproporzione fra il diametro della Muricata, 



— 110 — 

e quello . della Chine iisis, ma anche questo viene escluso tenendo 
conto del rapporto di grandezza che naturalmente esiste fra le 
forme giovanili e le adulte. La C. Monicii e la C. squamulata 
C. squama, ecc. citate da Cocconi non sono da attribuirsi che a 
fenomeni d' aderenza, pei quali una specie imita gli ornamenti di 
un altra. 

Fani. Xenophoridae. 
Gen. Xenophora Fisch. 

Xenophora infundibulum Brocchi. 

Trochus infundibulum . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 132, tav. V, 

fig. 17. Piacentino. 

Phoras infundibulum . . Bromi., It. Tert. Geb., pag. 61, n. 322. Castel- 
larquato. 

Xenophora infundibulum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parm?, Piac, pag. 198. 

Chero, Montezago. 
» » Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XX, pag. 24. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Xenophora crispa Kònig. 

Trochus ugglutinans Brocchi, Conch. foss sub., pag. 140. Piacentino. 
Phorus crispus . . . Bronn., It. Tert. Geb., pag. 62, n. 326. Castellarquato. 
Xenophora crispa. . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 198. 
Diolo, Montezago, Castellarquato. 
» » . . Sacco, Moli terz. Piem , Lig., P. XX, pag. 22. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Xenophora testigera Bronn. 

Phorus testigerus . . Bronn, It. Tert. Geb., pag., 61, n. 323. Castellarquato, 

Bacedasco. 
Xenophora testigera Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 444. 

Castellarquato. 
y, » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Panca, Piac, pag. 198. 

Bacedasco. 



— Ili — 

Xenophora testigera Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XX, pag. 24. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Naticidae. 

Gen. Natica Adanson. 

Natica millepunctata Lk. 

Nerita canrena. . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 65, 66. Piacentino. 
Natica millepunctata e var. Bronn, It. Tert Geb., pag. 70, n. 369. Ca- 
stellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., pag. 520. 

Castellarquato. 
» • » Weinkauff, Conchyl. des Mitt., pag. 244. Castellar- 

quato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 116. 

Piacentino. 
» maculata. . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 117. 
Diolo. 

Castellarquato ex collezione — Rio dei Gatti, S. Stefano di 
Bacedasco. 

E certo che la N. millepunctata vivente rappresenta diretta- 
mente la continuazione della forma fossile, sia col nome di mil- 
lepunctata, sia con altri diversi. Giusta l'osservazione di Sacco 
che considera la rarepunctata Sasso — giudicata dal Fontannes e 
molti altri come varietà della millepunctata — essere la forma più 
comune di questa specie, non toglie che la millepunctata pliocenica 
ha caratteri a se, che se non possono servire a distinguere indi- 
viduo per individuo, ossia i fossili dai viventi, nella media gene- 
rale costituiscono un insieme, pel quale occorre riconoscere che la 
fossile aveva attitudini fisiologiche diverse dall' attuale. Variabi- 
lissima nei suoi caratteri il Sacco ha creduto utile contrassegnare 
varietà e subvarietà di questa specie con nomi diversi (Sacco, 
Moli. terz. Piem., Lig. P. Vili, pag. 43 e seg. ). Al medesimo è 
però sfuggito una particolarità effettivamente assai rara nel plio- 
cene di Piemonte, assai comune invece e ben marcata in quella 
del Piacentino, del Modenese, e della Morea e che servì al Deshaies 
per stabilire la N, cruentata ed anche la N. maculata. Questa 



— 112 — 

particolarità fu in parte notata dai descrittori della N millepunctata 
vivente e fossile, e consiste nella presenza di cordoncini filoformi 
trasversali visibili sotto la lente. Nel Piacentino è molto comune 
una varietà a cordoncini rilevati ben visibili ad occbio nudo e non 
occorrenti di speciale incidenza di luce, è questa la varietà riferita 
dal Cocconi (pag. 116) alla N. maculata Desìi. In nessun individuo 
però corrispondente alla descrizione di Cocconi si è potuto ricono- 
scere la distribuzione dei colori cbe distinguono la N. hebraea 
Martyn (vivente. = N. maculata) dalla millepunctata, come pare 
invece trovarsi in Piemonte, e che il Sacco ba riunito alla mille- 
punctata considerandola come varietà di questa (Sacco, pag. 53. 
N. millepunctata var. pliomaculata). Nelle forme viventi in ge- 
nere, mancano i cordoncini suaccennati, e solo eccezionalmente 
qualche individuo lo presenta, sono invece sempre visibili senza 
raggiungere l'intensità delle varietà fossili nella N. hebraea. Un 
altra differenza è a notarsi sull' opercolo il quale negl' individui 
fossili è sempre liscio, mentre nei viventi sono spesso rilevate e ta- 
glienti le successive linee d'accrescimento sul bordo superiore, fatto 
cbe si verifica anche nella N hebraea Martyn. Il guscio poi della 
Natica millepunctata fossile, come di tutte le altre jDlioceniche è 
sempre senza confronto più robusto anche delle forme viventi, 
così dicasi delle dimensioni superiori nelle fossili; è solo dato alla 
N. hebraea di raggiungere qualche volta le dimensioni della N. 
millepunctata fossile. 

Dopo ciò i numerosissimi esemplari di questa specie posse- 
duti in collezione possono essere distinti in : 

Forme grandi sprovviste di macchie con funicolo bene o 
discretamente sviluppato corrispondenti alle 2 sub varietà del Fon- 
tannes (pag. Ili) funiculosa e subfuniculosa. 

Forme con macchie grandi e rade corrispondenti alla var. |3 
Bronn (pag. 74 maculis maioribus paucioribus = var. Tigrina 
Defr. raropunctata (Sasso). 

Forme var. a Bronn, pag. 71 maculis minor ibus numero- 
sissimis. 

Forme Natica maculata (Desìi.) Cocconi, pag. 116. 

Natica Helicina Brocchi. 

Nerita Helicina . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 67, tav. T, fig. 10. 

Piacentino. 
Natica epiglottina Bronn non Lk , Bronn, It. Tert. Geb., pag. 71, n. 370. 

CastellarqUato. 



- 113 — 

Natica Helicina . Hornes, Poss. Moli. Tert. Beck. Wien., pag. 527. Ca- 
stellarquato. 
» » . Weinkauff, Conchyl. des Miti, pag. 250. Castellarquato. 

Nerita Helicina . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 119. 
Castellarquato, Rio della Gatta, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Su questa specie così ben descritta da Brocchi non può cadere 
dubbio significato; la mancanza di cordone ombelicale stabilisce 
perfettamente il gruppo al quale, appartiene. Dove può esservi 
dubbio e dove i malacologi furono di discorde parere è se debba 
riferirsi alla N. catena alla N. fusca o alla N. Guillemini. Stando 
alle dimensioni sempre limitate della N. Helicina dovrebbe essere 
preferita la N. Guillemini, ma esiste un carattere che la stacca 
assolutamente da tutte tre, ed è la presenza costante lungo il labbro 
sinistro di una testa piana limitata da 2 angoli ottusi che accenna 
l' articolazione di un opercolo, area articolata che non si riscontra 
in nessuna delle 3 forme viventi e neppure nella N. fusca Blainv. 
fossile, esistente nel Pliocene piacentino. La N. Helicina era o no 
operculala? È probabile, per quanto tale affermazione non sia con- 
fortata dal fatto d' aver rinvenuto individui di questa specie muniti 
d' opercolo. Tuttavia avendo trovato alcuni opercoli isolati che in 
nessun modo possono riferirsi alle specie conosciute, mentre conven- 
gono perfettamente alla N. Helicina, fanno ritenere che tale oper- 
colo dovesse differire da quello della Millepunctata, e da quello 
della Pseudoepiglottina per avere il bordo esterno costituito da 
5 o 6 linee sottili, granulate. La Natica descritta con questo nome 
dal Fontannes (pag. 115) deve riferirsi alla seguente N. fusca, 
non potendo supporre che a Fontannes sfuggisse la probabile traccia 
d' un angolo opercolare. L' articolazione opercolare nelle forme 
preplioceniche è sempre assai più evidente. 

Natica pseudoepiglottina Sism. 

Nerita helicina? Brn. non Brocchi Bronn, It. Tert. Geb., pag. 71, 

n. 371. Castellarquato. 
Natica pseudoepiglottina Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 119. 

Montezago, Diolo. 
» epiglottina var. pseudoepiglottina Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., 

P. Vili, pag. 58. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 114 — 

Sacco considera questa specie e le forme affini come varietà 
della N". epiglottina Lk. È probabile cbe alcune delle forme mio- 
ceniche debbano essere riferite a questa specie, ma non potrebbe 
in nessun modo accettarsi quale forma pliocenica ; infatti la forma 
tipica di Lk. di Grignon, e dei piani sincroni del miocene Francese 
non aveva opercolo calcare, come facilmente può riscontrarsi per 
la mancanza d' ogni e qualunque traccia d' articolazione col labbro 
sinistro della bocca. La specie pliobenica che indico con questo 
nome aveva un opercolo calcare e per analogia fra le specie viventi 
dovrebbe avvicinarsi alla Natica Dilvynii Payr. Sacco riferendo 
individui di questa specie e tutte le loro varietà alla N. epiglottina 
Lk. ( Sacco, pag. 57 ), non ha dato della medesima una descrizione 
reputo quindi utile farlo : 

Testa glob aiosa spira brevis. Anfractus quinque convexiusculi 
ultimus leviter depressus, apertura obliqua, semi lunaris dilatata, 
in angulo canaliculata, labrum acutum, columella recta, callum 
crassum, postice et saprà umbilicum late expansum, umbilicus me- 
diocris, funiculus semicylindraceus, parvam umbilici parte oc 
cupante. 

Conchiglia globosa a spira breve, cinque anfratti convessi, dei 
quali l'ultimo mostra vicino alla sutura una leggera depressione; 
apertura obliqua semilunare, dilatata, canaliculata sull' angolo po- 
steriore, labbro acuto, columella retta, callo spesso esteso sopra 
l'ombelico; ombelico mediocre, funicolo semicilindrico occupante 
piccolo parte d' ombelico. 

Si distingue questa specie da alcune forme della :villepunctata 
per l'ultimo anfratto meno dilatato, per la forma dell'ombelico 
che nella millepunctata si presenta più grande e più profondo, 
rotondo nella sua parte posteriore e subcarenato sulla parte ante- 
riore del suo contorno esterno, per la forma del funicolo profon- 
damente discendente nella parete interna dell' ombilico, per 1' oper- 
colo limitato nella millepunctata sul bordo esterno da 2 linee 
d' accrescimento rilevate che invece formano una larga doccia nella 
pseudo epiglottina ; le linee di rilievo poi sono molto meno accen- 
tuate e il solco assai più stretto o profondo. In nessun caso è pro- 
babile che questa specie possa riferirsi alla N. plicatula Bronn, 
la quale è probabilmente una millepunctata. 



— 115 — 

Gen. Neverita Risso. 

Neverita Josephinia Risso. 

Natica glaucina . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 70, n. 368. Castellarquato. 
» Josephinia. Hornes, Foss. Moli Tert. Beck. Wien, pag. 525. 

Castellarquato. 
» » . Cocconi, Moli, mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 117. 

Montezago, Lugagnano. 
» subconoidea Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 118. 
Montezago, Piacentino. 

Castellarquato ex collezione ■ — Rio dei Gatti, Stramonte. 
Specie come la N. millepunctata assai abbondante. Distinguo 
le seguenti forme : 

a ) Individui adulti di forti e medie dimensioni in cui l' om- 
belico è più o meno ricoperto dal callo. 

b ) Individui piccoli con ombelico completamente chiuso 
corrispondenti alla var. antiqua Sacco (Moli. terz. Piem., Lig. 
P. Vili, pag. 85). 

e) Individui grandi variabili di proporzione fra larghezza 
e altezza a spira piuttosto elevata corrispondenti alla var. Aegy- 
ptiaca Reclus. (Pant. De Stefani, Moli, plioc. dint. Sen., pag. 141) 
e alla specie citata. Natica subconoidea Cocconi. 

Gen. Sigaretus Lk. 

Sigaretus striatus De Serres. 

Helix Haliotidea . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 74. Piacentino. 
Sigaretus Raliotideus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 70, n. 366. Castellarquato. 
» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien., pag. 514. 

Castellarquato. 
» striatus. . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 120. 

Diolo, Chero. 

Castellarquato ex collezione. 

Sigaretus Michaudi (Micht. ). 

(Sacco, Moli. Piem., Lig., P. Vili, pag. 97, tav. I, fig. 55 a, b. Sigare- 
tohema Michaudi) Micht. 



— 116 — 

Sigaretus coneavus Lk. Cocconi. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 120. 
( Castellarquato, Riorzo, Rio della Gatta, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Per quanto l' unico esemplare che rappresenta questa specie, 
non abbia la spira tanto elevata come indica la figura del Sacco 
e per quanto il cartellino si riferisca al JS. clathratus Reclus, de- 
scritto e figurato nell' Hòrnes non esito a ritenere che si tratti 
invece della specie del Michelotti, e per ciò includo nella sinonimia 
anche il Cocconi. 



Nella famiglia delle Scalarie avendo a disposizione gran parte 
degli esemplari che servirono al De Boury pel suo lavoro, Revù des 
Scalidae Miocénes et pliocénes d' Italie, ho mantenuto fermo oltre 
che i criteri generali, anche il sistema di classificazione dell' au- 
tore accennato. 

Fam. Scalariidae. 

Gen. Dentiscala De Boury. 
Dentiscala Babilonica Bromi. 

Scalaria babilonica. . . . Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 65, n. 341. Castel- 
larquato. 
» » ... Cocconi, En. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 126. Bacedasco. tav. Ili, fig. 12, 13. 

Dentiscala crenata var. Babilonica Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, 

pag. 82. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. P*liciscala De Boury. 
Pliciscala abrupta Jan. 

Pliciscala abrupta De Boury, Rev. des. Seal. mioc. et Plioc. de l' It. Boll. 
Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 166, tav. IV, fig. 5. 
Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 72. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 117 — 
Si tratta di un frammento che come l' autore stesso accenna, 
avendolo avuto in esame, molto ben conservato. 

Gen. NodiSCala De Boury. 

Nodiscala hellenica Forbes. 

Nodiscala hellenica De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. Bull. 
Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 171. Oastellarquato. 
» » var. subappennina Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX. 

Piacentino (rara). 

Oastellarquato ex collezione. 

Nodiscala cavata De Boury n. sp. 

Nodiscala cavata De Boury Rev. des Seal. mioc. et plioc. 

de l'It. Boll. Soc. Mal. It., pag. 173, 
tav. IV, fig. 13. 
» risoides var. cavata Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, 

pag. 81. Oastellarquato. 

Oastellarquato ex collezione. 

Gen. IPunetiseala De Boury. 
Punctiscala disjuncta Bronn. 

Scalaria disjuncta. . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 66, n. 348. Oastel- 
larquato. 

Puntiscala disjuncta . De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It-, 
Boll. Soc. Mal. It,, Voi. XIV, pag. 178. Oa- 
stellarquato. 

Punctiscala? disjuncta Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 74. Oa- 
stellarquato. 

Oastellarquato ex collezione. 

Gen. Turriscala De Boury. 

Turriscala torulosa Brocchi sp. 

Turbo torulosus . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 162, tav. VII, fig. 4. 
Piacentino. 



— 118 — 

Scalarla torulosa . Bronn, It. Tert. Geb., pag 66, n. 345. Castellarquato, 
Bacedasco. 
» » . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. ^Wien, pag. 481. 

Castellarquato. 

» » . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 129. 

Bacedasco, Stramonte, Castellarquato. 

Turriscala torulosa De Bouiy, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It., 

Boll. Soc. Mal. It, Voi. XIV, pag. 189. Piacentino. 

» » Sacco, Moli. Piem., Lig , P. IX, pag. 76. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gerì. SttienorytiS Conrad. 

Sthenorytis trochiformis Brocchi sp. 

Sthenorytis trochiformis De Bouiy, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l'It., 
Bull. Soc. Mal. It, Voi. XIV, pag. 197. Ba- 
cedasco. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 36. 

Piacentino 

Castellarquato ex collezione — Bacedasco. 

Stenorytis globosa De Boury n. sp. 

Scalarla retusa non Brocchi, Cocconi, En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, 
Piac , pag. 120. Castellarquato. 

Sthenorytis globosa De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l'It., 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 195. Castel- 
larquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 39. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Cirsotrema Morch. 

Cirsotrema lamellosum Brocchi. 

Turbo lamellosus . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 165, tav. VII, fig. 2. 
Piacentino. 



— 119 — 

Scalarla lamellosa. . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 66, n. 343. Castellar- 

quato, Bacedasco. 
Scalarla lamellosa. . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 475. 
Castellarquato, Bacedasco. 
» »... Cocconi, Moli, rnioc. plioc. Parma, Piac, pag. 121. 

Bacedasco. 
» »... Pontannes, Moli. Gast. Wallèe Rhòne et Rouss., 

pag. 124. Piacentino. 
Cirsotrema lamellosum De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc de l' It., 
Boll. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 200. Ba- 
cedasco, Piacentino. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 48. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Bacedasco. 
Gen. Cirsotrema Morch. 

Cirsotrem,a pumiceum Brocchi. 

Turbo pumiceum . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 166, tav. VII, 

fig. 3. Piacentino. 
Scalarla pumicea. . . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 66, n 342. Castellarquato. 
» » . . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 478. 

Castellarquarto. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, n. 127. 

Bacedasco. 
Cirsotrema. pumiceum De Boury. Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It, Voi. XIV, pag. 205 Riorzo. 

Gen. Clatliroscala De Boury. 
Clathroscala cancellata Brocchi. 

Turbo cancellatas . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 163, tav. VII, fig. 8. 
Piacentino. 

Scalaria cancellata. . . Bronn, It. Tert Geb., pag. 68, n. 354. Castel- 
larquarto. 
» »... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 127. 

Bacedasco. 

Clathroscala cancellata De Boury, Rev. des Seal, mioc et plioc. de l' If. 
Bull. Soc Mal. It., Voi. XIV, pag. 217. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 120 — 

Clathroscala Catulloi Dod. 

Clathroscala Catulloi De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 

Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 218. tav. IV, 

fig. 3. Castellarquato. 
Clathroscala cancellata var. Catulloi Sacco. Moli. terz. Pietri., Lig., P. IX, 

pag. 85. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Olatliroscala geniculata Brocchi. 

Scalaria geniculata . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 68, n. 856. Castel- 
larquato. 
» » . . Bagatti, En. Sist. Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 24, n. 1. Marne di Castellarquato. 

Clathroscala geniculata De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It, Voi. XIV, pag. 222. Ca- 
stellarquato. 

Acrilloscala » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 86. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Aerilla Adams. 
Acrilla Bronni Seguenza. 

Scalaria decussata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 67, n. 353. Castellarquato 
» » (non Lk. ) Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 126. Bacedasco. 
Acrilla Bronni . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 64. Pia- 
centino. . 
» » . . De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. Bull. 

Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 225. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione — Rio di S. Franca, Bacedasco. 

Acrilla Coppii De Boury n. sp. 

Acrilla Coppii De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. Bull. 
Soc. Mal. It., Voi. XIV, tav, IV, fig. 1, pag. 232. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 121 — 

Gen. G-yroscala De Boury. 
Gyroscala pseudoscalarls Brocchi. 

Turbo pseudoscalaris . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 164, tav. VII, 

fig. 1. Piacentino. 

Scalarla » Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 67, n. 351. Castel- 

larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 122. 

Bacedasco. 

Gyroscala » De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de 1* It. 

Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 236. Pia- 
centino. 

Opalia » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 31. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gyroscala Pantanellii De Boury. 

Gyroscala Pantanellii De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de 1* It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 238. Castel- 
larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. CirculOSCala De Boury. 
Cìrculoscala italica De Boury n. sp. 

Circuloscala Italica . De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. d'It. Bull. 

Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 240, tav. IV, 

fig. 14. Castellarquato. 
Circuloscala? italica Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 93. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 122 — 

Gerì. ClattLrus Oken. 1815. 

Clathrus proximus De Boury. 

Turbo clathrus . . Brocchi, Conch. foss. sub, pag. 164. Piacentino. 
Scalaria communis Bronn, It. Tert. Geb., pag. 67, tav. II, pag. 378, n. 350. 
Bacedasco, Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 121, 

Rivalta Variatico. 
Clathrus proximus De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 232. (Riorzo). 
» communis var. proxima Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. IX, 
pag. 23, Riorzo, Piacentino. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte. 

Clathrus elegans Eisso. 

Clathrus elegans . De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de 1' It. 

Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 258, tav. IV, 

fìg. 10. Castellarquato. 
Hirtoscala elegans Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. IX, pag. 25. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Clathrus spretus De Boury. 

Clathrus spretus De Boury, Rev. des Seal mioc. et plioc. de l' It. Bull. 
Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 254, tav. IV, fig. 8, 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie fu determinata dal De Boury dopo la sua pub- 
blicazione, il cartellino porta scritto dall' autore. C' est Meri lui. 
Varieté a cotes un peu moins nombreuses. 

Gen. Foratiscala De Boury. 

Foratiscala tenuistriata Bronn. 

Scalaria tenuistriata . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 68, n. 355. Castel- 
larquato. 



— 123 — 

Foratiscala tenuistriata De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 263. tav. IV, 
fig. 6. Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piera., Lig., Parte IX, pag. 83. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Hemiacirsa De Boury. 

Hemiacirsa corrugata Brocchi. 

Turbo corrugatus. . . Brocchi, Conch, foss. sub, pag. 161, tav. VII, 
fig. 9. Piacentino. • 

Scalarla corrugata . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 66, n. 346. Castel- 
larquato. 

Turriteìla corrugata . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 195. 
(Diolo, Bacedasco ). 

Hemiacirsa corrugata De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 273. Pia- 
centino. 
» » Sacco, Moli, terz., Piera., Lig., P. IX, pag. 91. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Hemiacirsa lanceolata Brocchi. 

Turbo lanceolatus. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 161, tav. VII, 
fig. 7. Piacentino. 
» » ... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 66, n. 347. Castel- 

larquato. 

Scalarla lanceolata. . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 128. 
Bacedasco. 
» » . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 482. 

Castellarquato. 

Hemiacirsa lanceolata De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 271. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione — Stramonte. 



— 124 — 

Gen. Sealaria Lk. 1801. 
Scalarla tenuicosta Michaud. 

Scalarla alternieostata Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 66, n. 349. Castel- 

larquato. 
» tenuicostata . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, 124. 

Bacedasco, Castellarquato. 
» » . Fontannes, Moli. Gast. Rhòne et Rouss. pag. 123. 

Piacentino. 
» tenuicosta . . De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 

Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 285. Ca- 

stellarquarto. 
Fuscoscala Turtonls var. alternieostata Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., 

P. IX, pag. 16. Piacentino 

Castellarquato ex collezione. 

Sealaria Trevelyana Leach. 

Scalarla Trevelyana De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 285. Castel- 
larquarto. 

Castellarquato ex collezione. 

Sealaria Subtrevelyana Brugnone-em. 

Scalarla Subtrevelyana De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 

Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 293. Ca- 
stellarquato. 

Scalarla muricata Risso. 

Scalarla muricata Bronn, It. Tert. Geb , pag. 67, n. 352. Castellarquato. 
» frondosa Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 122. 

Castellarquato ex collezione. 

Il primitivo nome dato da Risso a questa specie, venne ripri- 
stinato dal De Boury nelle modificazioni che egli fece al suo la-' 
voro sulle Scalarle (Boll. Soc. Mal. Ital. Voi. XV, pag. 191, tav. IV, 
fig. 3. Scalarla muricata). L'esemplare unico venne classificato 



— 125 — 
dal De Boury stesso per S. frondosa nel 1890. Date le osservazioni 
posteriori, e la figura che coincide ho ritenuto opportuno riprendere 
il sinonimo antico. 

Scalarla frondicula S. Wood. 

Scalarla frondicula Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 122. 
Castellarquato, Lugagnano. 

» eximia . . Cocconi, Moli, inioc. plioc. Parma, Piac, pag. 123. 

Bacedasco. 

» frondicula De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Bull. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 300. Piacen- 
tino, Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 

Sacco (Moli. Tert. Piem, Lig., P. IX, pag. 28. Hirtoscala vel 
Linctoscala nutricata Risso) pone fra le sinonimie di questa specie 
anche la S. frondlculata. Non ostante le osservazioni fatte da 
De-Boury, per quanto queste addimostrino l' affinità che in certi 
esemplari possono condurre allo scambio, mantiene tuttavia di- 
stinte le specie. 

Scalarla mesogonla Brugnone. 

Scalaria mesogonia De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Boll. Soc. Mal. It., Voi. XIV, pag. 305. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Scalarla Stefarìll De Boury n. sp. 

(Scalarla Stefanii De Boury, Rev. des Seal. mioc. et plioc. de l' It. 
Boll. Soc. Mal. It., pag. 309 ). 

Castellarquato ex collezione. 

L' esemplare inviato al De Boury fu di Siena, l' identificazione 
con quello di Castellarquato avvenne dopo. 



— 126 - 
Fam. Eulimidae. 

Gen. Eulima Risso. 

Eulima polita Linn. 

Helix nitida . . . Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 75. Piacentino. 
Melania distorta Bronn, It. Tert. Gelo., pag. 76, n. 411. Castellarquato. 
Eulima polita. . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 545. Ca- 
stellarquato. 
» . . Weinkauff, Conch. des Mitt. Voi. II, pag. 226. Castel- 
larquato. 
» » ' .. . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 140. Riorzo. 

» » . . Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig , P. IX, pag. 4. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Eulima lactea D' Orb. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie resta direttamente distinta dall' E. polita per 
la forma dell'ultimo anfratto angolare, e per l'apertura romboidale 
anziché ovata. Negli esemplari di collezione non si è potuto trovare 
nessun individuo, che avendo forma meno angolosa segnasse un 
passaggio all' E. polita come accenna Sacco. In quanto ad alcune 
forme leggermente incurvate all' apice è più ovvio considerarle 
come anomalie di struttura anziché varietà. 

Gen. Sllbularia Monterosato. 

Subularia subulata Don. 

Melania Cambessedii Bronn, It. Tert. Geb., pag. 77, n. 412. Castellarquato. 

Eulima subulata. . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 548. 
Castellarquato. 
» » ... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 141. 

Riorzo, Stramonte. 

Subularia subulata . Sacco. Moli. terz. Pieni., Lig., P. IX, pag. 13. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 127 — 

Gen. NÌSO Risso. 

Niso eburnea Risso. 

Helix terebellata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 75. Piacentino. 
Niso » Bronn, It. Tert. Geb. p. 79, n. 422. Castellarquato. 

» eburnea. . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 550. Ca- 
stellarquato. 
» » . . Cacconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 141. 

Riorzo, Stramonte, Diolo, Gropparello, ecc. 

Castellarquato ex collezione — Riorzo. 

Alcuni hanno creduto bene riferire questa specie alla N. Tere- 
bellum vivente nell'Oceano Indiano. Preferisco attenermi alla 
vecchia sinonimia del Risso essendo la specie stata distinta pel 
pliocene Meditterraneo. Gli esemplari sono moltissimi, i più gio- 
vani mostrano accentuatamente l' angolosità dell' ultimo anfratto 
che va mitigandosi collo sviluppo fino a trasformarsi in una linea 
ottusa persistente nelle forme adulte. 



Fam. Pyramidellidae. 
Gen. "Pyramidella Lk. 

Pyramidella plicosa Lk. 

Pyramidella terebellata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 68, n. b58. Castel- 
larquato. 
» plicosa . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 493. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Odostomia Heming. 
Odostomia conoidea Brocchi. 

Odostomia plicatum Mont. Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 496. 
Bacedasco. 



— 128 — 

Odostomia conoìdeum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 139. 
Castellarquato, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Odostomia plicata Mont. 

Odostomia plicata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 139. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. JPyrgulina Ad. 

Chemnitzia pygmaea Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 136. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Eulimella (Forbes). 

Eulimella Scillae Scacchi. 

Eulimella Scillae Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 141. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Turbonilla Leach. 

Turbonilla elegantissima Mont. 

Chemnitzia elegantissima Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 135. 

Castellarquato. 
Turbonilla lactea var. Campanellae Sacco, Moli. Tert. Pieni., Lig., pag. 72. 

Piacentino. 

• 
Castellarquato ex collezione. 

La Turbonilla gracilis Brocchi colla quale spesso questa specie 
venne confusa resta distinta pei caratteri accennati anche da Pant. 
e De Stef. (Moli. dint. Siena, pag. 153). La Melania Campanella 



— 129 — 
Philippi (Enum. Moli. Siciliae pag\ 156, tav. IX, fig. 5) corri- 
sponde esattamente alla specie in esame. 

Turbonilla costellata Grat. 

Turbonilla costellata Hornes, Foss. Moli. Tert Beck. Wien, pag. 498. 
Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mìoc. plioc. Parma, Piac, pag. 155. 

Castellarquato ex collezione. 

A questa specie si riferisce bene la figura data dal Sacco 
(Moli. terz. Piera., Lig., P. XI, pag. 77, tav. II, fig. 64. T. iplioco- 
stellatoides), la figura dell' Hornes accenna a una forma più pia- 
neggiante e acuta, corrispondente a quella miocenica di Monte- 
gibbio. 

Turbonilla obliquata Phil. 
(Phil. Enum. Moli. Siciliae II, pag. 137, tav. XXIV, fig. 10). 

Castellarquato ex collezione. 

Questa elegantissima specie è nettamente caratterizzata dalla 
N. costellata e dalle affini per 1' andamento flessuoso delle costicine, 
e per gli interstizi molto più serrati. Questa specie non fu mai 
citata a Castellarquato ma i confronti eseguiti non lasciano dubbio 
sulla sua identità. 

Turbonilla internodula Wood. 

(Wood, Crag Moli., pag. 81, tav. X, fig. 6, 6 a). 

Castellarquato ex collezione. 

E una buona specie non molto conosciuta. 

Ha caratteri affini specialmente nella forma degli anfratti colla 
T. gracilis Brocc, dalla quale si distingue per la forma della con- 
chiglia meno cilindrica, per i solchi che dividono le costicine più 
obbliqui o profondi, per l' andamento discontinuo delle costicine 
che non vengono mai a coincidere nei singoli anfratti come nella 
T. gracilis. I due esemplari della collezione di Castellarquato coin- 
cidono perfettamente con quelli del Pliocene di Siena. 



— 130 — 

Geu. PyrgoSteliS Monterosato. 
Pyrgostelis rufa Phil. 

( Philippi Enum. Moli. Siciliae, pag. 156, tav. IX, fig. 7. Chemnitzia 

rufa). 
Chemnitzia densecostata? Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 137. 

Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

La figura di Filippi segna il tipo di questa specie variabilis- 
sima e con questa coincidono perfettamente alcuni esemplari di 
collezione. Due si distinguono nettamente dagli altri per l' anda- 
mento obbliquo e ondulato delle costicine longitudinali. L' esem- 
plare a costicine longitudinali obblique è munito di strie trasver- 
sali più numerose e fitte che non sia l' esemplare tipo della P. 
rufa, va riferito alla Ch. densecostata Phil. L' esemplare a co- 
sticine ondulate e di forma più cilindrica si riferisce benissimo 
alla forma inglese del Wood (Crag Moli., pag. 79, tav. X, fig. 2. 
C. rufa Phil. ). Sacco ha giustamente interpretato che la forma 
inglese non è riferibile alla specie tipica di Filippi, creando la 
varietà anglorufa. 

Gen. FyrgOStylUS Monterosato. 

Pyrgostylus Lanceae Lib. 

(Libassi, Sopra alcune conchiglie fossili dei dintorni di Palermo, pag. 21, 

fig. 6. Turbonilla Linceae). 
Chemnitzia Scarabelliana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 138. 

Castellarquato ex collezione. 

I caratteri distintivi posti da Libassi fra questa specie e la 
Turbonilla striolata Lin. {'Melania pallida Phil.) restano sempre 
i migliori, e consistono nella carena basale, e nella base spianata 
e striata circolarmente, la prima delle quali manca nella striolata, 
e la seconda anziché spianata mostrasi rotondata; oltre a ciò le 
strie che sormontano le costicine longitudinali nella striatula sono 
limitate agli interstizi nella Lanceae. 



131 — 



Pyrgostylus striatulolanceae Sacco. 

(Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XII, pag. 10, P. XI, tav. 2, 

fig. 141 ). 
Chemnitzia striolata Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 136. 

Kiorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Non è fuori dì opportunità il nuovo nome assegnato a questa 
specie da Sacco giacché Turbonilla striolata Linn. T. striata Mon- 
terosato, Melania pallida Phil. sono tutti nomi impiegati a indicare 
bensì una stessa specie ma spesso erroneamente impiegata e della 
quale non si possiede una descrizione soddisfacente. Col nome stria- 
tulolanceae pur conservando distinta questa specie si è voluto 
ragionevolmente dimostrare la sua affinità colla T. lanceae. 



Gen. Fyrgolidium Monterosato. 
Pyrgolìdium gracilis Brocchi. 

Castellarquato ex collezione. 

Parlando della T. elegantissima ho accennato come quella 
specie sia stata spesso confusa con questa. Riguardo alle figure 
del Seguenza e dell' Hornes, come osserva anche Sacco, nessuna 
può dichiararsi idonea. Per la classificazione dei rari esemplari di 
Castellarquato mi sono servito degli esemplari pliocenici di Siena 
e di una figura inedita del Prof. Pantanelli. 

Fam. Neritidae. 
Gen. Neritina Lk. 

Neritina Bronni D' Ancona. 

( D' Ancona, Neritine Fossili dei terreni superiori dell' Italia centrale Bull. 
Mal. It., Voi. I, A. II, pag. 44, tav. II, fig. 4). 

Castellarquato ex collezione. 



— 132 — 

Fam. Turbinidae. 

Gen. Tricolia Risso. 

Tricolia pulla Linn. 

( Pantanelli e De Stefani, Moli, plioc. diiit. di Siena, pag. 79. Phasia- 

nella pulla). 
Tricolia pidlus Coccoui, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 214. 

Castellarquato. 
Steganomphalus pullus Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, pag. 5. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Turbo Linn. 

Turbo rugosus L. 

Turbo rugosus Bronn, I't. Tert. Geb., pag. 56, n. 192. Castellarquato. 
» » Hornes, Foss. Moli. Tert Beck, Wien, pag. 434. Castel- 

larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pagg. 215, 216. 

Castellarquato. 
Bolma rugosa Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, pag. 10 Piacentino. 
» » var. depressa anfractubus Brocchi, Conch foss. sub., pag. 145. 

Piacentino. 

Turbo affinis Cocc. 

Turbo affinis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 217, tav. V, 
fig. 22, 23. Rivalta. 

Castellarquato ex collezione. 

Turbo fimbriatus Bors. 

Turbo fimbriatus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 218. 
Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione. 



— 133 — 
Fani. Trochidae. 

Gen. OlanCUlUS Montf. 

Clanculus corallinus Gmel. 

Clanculus corallinus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 218. 
Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, pag. 21. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Monodonta Lk. 

» 

Monodonta Brocchii May. 

Trochus obliquatus . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 60, n. 318. Castel- 
larquato. 
» Brocchii . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 222. 
Bacedasco. 
Trochocohlea Brocchii Sacco, Moli. terz. Piem., Piac, P. XXI, pag. 25. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

T. conoìdea, depressa, perforata, spira parum elevata, radiis 
violaceis, obliquis piota, anfractubus quinque convexis, sulco lato 
exaratis, ultimus subcarinatus, interdum rotundatus, basi con- 
-vexiuscula, umbilicus parvus semilunaris, apertura subtetragona 
Lung. 14 long. 19. 

Senza dubbio questa specie si riferisce alla var. J3 del Trochus 
obliquatus L. (Brocchi, Concb. foss. sub., pag. 135). Gli esemplari 
numerosissimi della collezione e anche alcuni altri raccolti recente- 
mente nello Stramonte sono più o meno carenati, la forma tipica 
del T. obliquatus mancherebbe quindi nel Piacentino, giacché 
Brocchi da come caratteristica del T. obliquatus V incurvatura 
pochissimo sensibile degli anfratti. Mayer ritenendo che la varietà 
di Broccbi non potesse considerarsi tale, e trovando la coincidenza 
sugli esemplari del Piacentino, che come Cocconi afferma ebbe 
in esame, applicò il nuovo nome di T. Brocchii. La denominazione 
a quanto sembra rimase inedita e perciò ho creduto opportuno 



— 134 — 

fare la descrizione di questa specie molto interessante principal- 
mente per la vivacità dei suoi colori tanto rari a riscontrarsi nelle 
forme fossili. 

Monotonda patula Brocc. 

Trochus patulus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 137, tav. V, fig. 19. 
Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 60, n. 316. Castel larqn arto. 

» » Hornes, Foss. Muli. Tert. Beck. Wien, pag. 439. Castel- 

larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 221. Diolo, 

Straniente. 
Oxystele patula . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, pag. 29. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 



Gen. G-ibfoula Risso. 
Gibbuta Magus Linn. 

Trochus magus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 186. Piacentino. 

Gibbuta » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 60, n. 314. Castellarquato. 

Trochus » Weinkauff, Conch. des Mitt., pag. 380, Voi. II. Castellar- 
quato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 220. Ca- 

stellarquato. 

Gibbuta » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, pag. 30. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gibbuta magus var. infundibuliformis Cocc. 

Trochus infundibuliformis Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, 

pag. 221. Castellarquato. 

Gibbuta magus var. infundibuliformis Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., 

P. XXI, pag. 30. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



~ 135 — 

Gibbula fannia Gmel. 

Trochus fanulum . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 446, 
Castellarquato. 
. Weinkauff, Conchyl. des Mitt. Voi. II, pag. 381. Ca- 
stellarquato. 
» » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 219. 

Castellarquato. 
Forskalia » Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XXI, pag. 32. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gibbula Guttadauri Pliil. 

Trochus Guttadauri Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 220. 

Castellarquato. 
Forskalia » var, sub unisulcata Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., 

P. XXI, pag. 33. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gibbula Adansoni (Payr). 

Trochus Adansonii . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 223. 
Castellarquato. 

Colliculus » . Sacco, Moli. terz. Piera., Lig., P. XXI, pag 37. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. CalliOStoma Swains. 

Calliostoma granulata Born. 

Trochus granidatus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 130. Piacentino. 
» » Bromi, lt. Tert. Geb., pag. 58, n. 303. Castellarquato. 

» Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. II, pag. 369. 

Castellarquato. 
» papillosus . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 224, 
Lugagnano, Bacedasco. 



— 136 — 

Ampullotrochus granulatus var. laurenta Sacco. Moli. terz. Piena., Lig., 
P. XXI, pag. 42. Piacentino. 

Castellar quato ex collezione. 

C. granulata var. Stoppaniana Cocc. 

Trochus Stoppanianus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 224. 
Ampullotrochus granulatus var. Stoppaniana Sacco, Moli. terz. Pieni., 
Lig., P. XXI, pag. 43. Piacentino 

Calilo stoma miliaris Brocchi. 

Trochus miliaris Bronn, It. Tert. Geb., pag. 58, n. 304. Castel- 

larquato. 

» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck Wien, pag. 455, 

Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 225. 

Castellarquato. 
Ampullotrochus miliaris Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., P. XXI, pag. 44. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Calliostoma cingulata Brocc. 

Trochus cingulatus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 58, n 306. Castellarquato. 
^ » Weinkauff, Concbyl. des Mitt., Voi. II, pag. 360. Ca- 

stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 225. 

Baeedasco. 
Ampullotrochus? cingulatus Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, 
pagg. 45, 46. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Calliostoma exasperata Penn. 

Trochus punctactus. . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 59. n. 312. Castellarquato. 
» exiguus . . . Weinkauff, Concbyl. des Mitt., Voi. II, pag. 365. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. pag. 225. 

Castellarquato. 



— 137 — 

Jujubinus exasperatus Sacco, Moli. terz. Piem., Pig., P. XXI, pag. 45, 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Calliostoma exasperata var. colligens Sacco. 

Trochus striatus Cocconi, Moli, raioc. plioc. Parma, Piac, pag. 226. Ca- 
stellarquato. 

I. exasperatus? var. coli/gens Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, 
pag. 47. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Calliostoma turgidula Brow. 

Trochus turgidulus Brohn, It. Tert. Geb., pag. 59, ni 310. Castellar- 
quato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 227. 

Castellarquato. 

Strige-sella strigosa var. turgidula Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXI, 
pag. 49. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



Fani. Haliotidae. 

Gen. Haliotis Linu. 

H. tuberculata Limi. 

Haliotis tuberculata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Panna, Piac, pag. 229. 
Riorzo. 
» » var. tauroplanata Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., 

P. XXII, pag. 6. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 138 -~ 

Fam. Fissurellidae. 

Gen. Fissurella Brug. 

Fissurella Italica Defr. 

Patella Graeca. . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 22. Piacentino. 
Fissurella Italica Bronn, It. Tert. Geb., pag. 82, n. 436. Castellarquato. 
» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Moli. Wien, pag. 641. Ca- 

stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. piioc. Parma, Piac, pag. 230. 

Piacentino. 
» » Sacco, Moli. terz. Pieni., Lig., P. XXII, pag. 5. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Fissurella Graeca Linn. 

Fissurella Graeca Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 643. Ca- 
stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 231. 

Diolo. 

r 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Emarginula Lk. 

Emarginula fissura L. 

Emarginula reticulata . . , Bronn, It. Tert. Geb., pag. 81, n. 435. Ca- 
stellarquato. 

» fissura Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

pag. 232. Castellarquato. 

» » Sacco, Moli. terz. Piem. Lig , P. XXII, pag. 13. 

Piacentino. 

» » Cocconi. Moli. terz. Piem., Lig., pag. 232. 

Riorzo. 

» clathraeformis Hornes, Foss, Moli. Tert. Beck. Wien, pag 646. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 139 — 

Emarginula cancellata Pini. 

Emarginula cancellata Cocconi, Moli, uiioc. plioc. Parma, Piac, pag. 234. 
Castellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., P. XXII, pag. 15. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



Fani. Dentaliidae. 

Gen. Dentalium Aldrov. 

Dentalium sexangulum Linn. 

Dentalium elephantinum Bronn, It. Tert. Geb. pag. 84, n. 447. Castel- 
larquato. 

» Michelottii. . Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 655. 

Castellarquato. 

» sexangulare . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 237. 

Piacentino. 

» sexangulum . Fontannes, Moli, plioc. Rhòne et Rouss., pag. '226. 

Piacentino. 

» » . Sacco. Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 93. 

Piacentino. 

€ 

Castellarquato ex collezione. 

Dentalium, inaequale Brn. var. Delphinense Font. 

(Fontannes, Moli, plioc. Rhòne et Rouss., pag. 227, tav. XII, fig. 3, 5. 

D. Delphinensis) . 
Dentalium planatum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 236. 
Castellarquato. 
» inaequale Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 95. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Per le osservazioni di Fontannes e per quanto il confronto 
sulla figura dello stesso può acconsentirlo, ritengo che il D. ine- 
quale Bronn e il planatum Cocc. non rappresentino che una stessa 



— 140 — 
specie molto uguale a quella descritta da Fontannes che chiamo 
var. Delphinense. 

Dentalium Michelottii Hornes. 

Dentalium Michelottii . . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 655. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 238. 

Castellarquato. 
» Passerinianum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 239. 

Bacedasco. 
» Michelottii . . Fontannes, Moli plioc. Rhòne et Rouss., pag. 230. 

Castellarquato. 
» » . . Sacco, Moli. terz. Piera., Lig., P. XXII, pag. 97. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Ritengo con Fontannes, che il D. Passerinianum altro non 
rappresenti che giovani esemplari di questa specie. 

Dentalium fossile ( Schròt. ). 

Dentalium fossile Bromi, It. Tert. Geb., pag. 84, u. 453 Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 657. Ca- 

stellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 241. 

Castellarquato. 

» » «jSacco, Moli, terz Pieno., Lig., P. XXII, pag. 100. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Dentalium dentalis Linn. 

Dentalium dentalis? Bronn, It Tert. Geb., pag. 84, u. 451. Castellarquato 
t> dentalis . Weinkauff, Condivi, des Mitt., Voi. II, pag. 420. Ca- 

stellarquato. 

Dentalium dentails Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 240 
Castellarquato. 

Antale novem costatum var. mutabilis Dod. Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., 
P. XXII, pag. 103. Piacentino 

Castellarquato ex collezione. 



141 



Dentalium rubescens Desh. 

Dentalium fissura . . . Bronn, It. Tert. Geo., pag. 85, n. 455. Castel- 

larquato. 
» dispar . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 242. 

Castellarquato. 
Pseudantalis rubescens Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pagg. 111-112. 

Piacentino. 

Castellai-quato ex collezione. 

Gen. Pulsellum Stol. 

Pulsellum triquetrum Brocclii. 

Dentalium triquetrum Bronn, It. Tert. Geb. pag. 85, n. 458. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 241. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Pulsellum tetragonum Br. 

Dentalium tetragonum Cocconi, Moli mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 241. 

Castellarquato. 
Entalina tetragona . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 114, 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Cadila Gray. 
Cadila gadus (Montg. ). 

deodara gadus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 86, n. 462. Castellarquato. 

Dentalium » Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, pag. 662. Castel- 
larquato. 
■> » Cocconi, Moli. mioc. plioc , Parma, Piac, pag. 243. Ca- 

stellarquato. 

Cadila » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXII, pag. 117. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 142 



Ostrea edulis . . 
» foliosa . . 
» lamellosa . 
» corrugata 



Fani. Ostreidae. 

Gen. Ostrea Linn. 
Ostrea Lamellosa Brocchi. 
Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 380. Piacentino 



» » » » » 382. » 

» » » » 507. Tav.XVI,fig. 17. 

Castellarquato. 
» edulis. . . . Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 123, n. 696. Castellar- 
quato. 
» corrugata . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 123, n. 698. Piacenza. 
» lamellosa. . Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 447. 

Castellarquato. 
» edulis. . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 351. 

Castellarquato. 
» lamellosa . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 355. 

Castellarquato. 
» cataplasma. Cocconi, Moli. mioc. plioc , Parma, Piac, pag. 337. 

Castellarquato. 
» Cortesiana . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 354, 

tav. XI, flg. 6, 7, 8. Montezago. 
» exasperata . Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac, pag. 353, 

tav. X, fig. 8, 9, 10, 11. Diolo. 
» hippopus . . Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac, pag. 352. 

Stramonte, Lugagnano. 
» Lamarlci . . Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac, pag. 353. 

Castellarquato, Lugagnano. 
» Italica . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 352, 

tav. IX, fig. 12, 13, 14. Diolo. 
» edulis .... Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 273. Ca- 
stellarquato. 
» » var. foliosa Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., P. XXIII, pag. 5. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione 

La sinonimia di questa specie eminentemente polimorfa fu pel- 
le diverse viste degli autori eccessivamente allargata. 

Se qualche esagerazione è tollerabile meglio attenersi a quella 
che semplificando un tipo molto complesso lo riduce ad unità. 

Per questo ho ritenuto conveniente di aceettare il sinonimo 



— 143 — 

di lamellosa che le opinioni più accreditate e moderne ritengono 
il solo legittimo. (Pantanelli, Lam. Pliocenici pag. 61, 62, 63). 
Nella sinonimia dovrebbe pure figurare 1' Ostrea cristata Born. 
citata da Cocconi a pag. 359, ma non riferendosi la citazione suac- 
cennata al Piacentino ho dovuto escluderla. 

Ostrea cuculiata Born. 

Ostrea cornucopia. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 383. Piacentino. 
» cornucopiae . . Bromi, It. Tert. Geb., pag, 124, n. 702. Castel- 

larquato. 
» Forslcahlìi. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 384. Piacentino. 
» linciata Goldfuss, Peti - . German, Voi. II, pag. 14. Pia- 
centino. 
» borealìs .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 356, 
tav. X, fig. 16, 17, tav. XI, fig. 9, 10. Mon- 
tezago. 
» crassissima. . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 357. 
Castellarquato, Lugagnano. 
Alectryonia Hyosotis . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 359. 
Montezago. 
» cuculiata. Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac. pag. 361. 
Ostreola Forskalii . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIII, pag. 17. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione 

Ostrea navicularis Brocchi. 

Ostrea navicularis Brocchi, Conch foss. sub., pag. 383. Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 123, n. 695. Castellarquato. 

» Cochlear . . Cocconi, Foss. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 450, 
tav. 68, fig. 1, 3. Castellarquato. 
Weinkauff, Conchyl. des Mitt , Voi. I,. pag. 278. Pia- 
centino. 
Pycnodonta cochlear var. navicularis Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., 
P. XXIII, pag. 23. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione 

Ostrea plicatula Gm. 

Ostrea plicatula Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 381. Piacentino 
» plicata. . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 125, n. 709. Piacentino. 



— 144 — 

Ostrea plicatula Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 441. 
Castellarquato. 
» » . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 277. 

Piacentino. 
. Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 277. Ca- 
stellarquato. 
Alectryonia plicatula var. germanitala Sacco, Moli. terz. Piena., Lig , 
P. XXIII, pag. 20. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Buonissime figure sono quelle di Fontannes (Moli. Elione 
et Eouss. ). Tav. XVI, fig. 35 e tav. XVII, fig. 1, 6 denominazioni 
escluse. 

Fara. A.nomiidae. 

Gen. Anomia Linn. 

Anomia ephippium L. 

Anomia ephippium Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 259. Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 124, n. 704. Castellarquato. 

» plicata? . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 125, n. 709. Castellarquato. 
» ephippium Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 348. 

Castellarquato. 
» » Sacco, Moli, terz., Piem., Lig., P. XXIII, pag. 31. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Anomia radiata Brocchi. 

Anomia radiata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 263, tav. X, fig. 10. 

Piacentino. 

» costata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 263, tav. X, fig. 9. 

Piacentino. 

» electrica .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 261. Piacentino. 

» pellis serpentis Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 264, tav. X, fig. 11. 
Piacentino. 

» costata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 124, n. 706. Castel- 
larquato. 

» pellis serpentis Bronn, It. Tert. Geb., pag. 125, n. 711. Piacenza. 

costata Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. II, 

pag. 464. Castellarquato. 



— 145 — 

Anomia costata Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 349. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. PlaCUnanomia Broderip. 

Placunanomia striata Brocchi, 

Anomia striala . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 265, tav. X, fig. 13. 
Piacentino. 

» » . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 124, n. 705. Castellar- 

quato. 

» orbiculata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 125, n. 712. Piacenza. 

» striata . . Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 349. 
Riorzo. 

» » . . Nyst, Conchyl. des terr. tert. Belg., pag. 142, tav. X, 

Fig. 2 a, b, e. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Placunanomia 'pattlliforj.is L. 

Anomia palelliforinis . . Cocconi, Moli, mioc plioc , Parma, Piac , pag. 350. 

Castellarquato. 
Placunanomia Brocchii Simonelli, Boll. Soc Mal. It , Voi. XIV, pag. 16, 

fig. 8, 9. Castellarquato. 
Monia imtelliformis . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIII, pag. 38, 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione 

Placunanomia Margaritacea Poli. 

Anomia squamala Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 261. Pia- 
centino. 
Bronn, It. Tert. Geb., pag. 125, n. 708. Ca- 
stellarquato. 

Placunanomia margaritacea Simonelli, Boll. Soc Mal. It., Voi. XIV, 

pag. 17, tav. I, fig. 1. Castellarquato. 

Monia margaritacea Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIII, 

pag. 40. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione, 



— 146 — 

Fam. Spondylidae. 
Gen. Plicatula Lk. 

Plicatula mytilina Philippi. 

Plicatula mytilina Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 426. 
Castellarquato. 
> » Cocconi, Foss. mioc. plioc., Parma, Piac , pag. 346. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gli esemplari del Piacentino concordano colle descrizioni date 
dagli autori per questa specie giacche trattasi di piccoli individui 
in cni il diametro medio sta fra i 15 e i 20 mm. 

Spondylus crassicosta Lk. 

Spondylus crassicostata . . Bronn, It. Tert. Ceb., pag. 120, n. 686. Ca- 
stellarquato. 

» rastellum. . . . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 120, n. 688. Ca- 

stellarquato. 

» crassicosta Lk. Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 430. 

Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac. pag. 345. 

Castellarquato ex collezione. 

Spondylus ferreohnsis Fontan. 

Spondylus excentrìcusf Bronn, It. Tert. Greb., pag. 121, n. 691. Bace- 
dasco e Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Nel Fontannes (Moli. Elione et Rouss.), pag. 210, tav. XIV, 
fig. 3, 7 questa specie è descritta e figurata ottimamente. La 
denominazione di Spondylus concentricus impiegate da. Bronn non 
è conveniente perchè molto probabile che la specie di Bronn 
altro non sia che una varietà dello S. goederopus o dello S. cras- 
sicosta. Dovendo quindi attenersi a una nuova sinonimia la pre- 
feribile è quella di Fontannes, 



— 147 — 

Spondylus goederopus L. 

Spondylus goederopus Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 408. Piacentino. 

» Bronn, It. Tert. Geb., pag. 120, n. 687. Castel- 

larquato. 
» » Weinkauff. Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 270. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 346. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La miglior descrizione clie si può citare di questa specie che 
ha il suo rappresentante vivente è quella data da Kobelt (Pro- 
dromus Faunae Molluscorum Testaceorum maria europaea inhabi- 
tantium) pag. 445 per quanto la forma fossile diversifichi alquanto 
dalla vivente. 

Fam. Limidae. 

Gen. Lima Bruguiére. 

Lima inflata Chemn. 

Ostrea tuberculata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 888. Piacentino. 
Lima inflata. . . . Bronn, It. Tert. Geb. ; pag. 114, n. 659. Castellarquato. 
» » . . . . Weinkauff, Conchyl. des Miti, Voi. I, pag. 242. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Limea strigliata Brocchi. 

Li'ìiea strigliata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 345. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione, 



— 148 — 

Fani. !Pectinidae. 

Gen, Clamys Bolten. 
Clamys Angelonii Meneghini. 

Clamys Angelonii. . . Pantanelli, Lamcllibranchi Pliocenici, Bull. Soc. 
Mal. It, Vo!. XVII, pag. 86, (Estr.). Castel- 
larquato. 

Aequipecten Angelonii Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIV, pag. 21. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Clamys glabra Chemn. 

Peclen glaber . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 334. 

Castellarquato, Lugagnano, Montezago. 
Flexopeclen glaber Sacco, Moli. terz. Piem. Lig., P. XXIV, pag. 43. 

Piacentino, 

Castellarquato -ex collezione. 

Clamys Pusio Linn. 

Pecten Pusio (non Penn.) Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, 

pag. 337. Castellarquato. 

Clamys multistriata .... Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIV, 

pag. 7. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Clamys scabrella Lk. 

Pecten scabrellus . . . Cocconi, Moli, mioc plioc Parma, Piac, pag. 336, 
Castellarquato, Lugagnano, Riorzo. • 

Aequipecten scabrellus Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIV, pag. 25. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

L' Ostrea dubbia di Brocchi riferita da Cocconi a questa specie 
va invece riportata alla Claìnys opercularis, 



149 



Clamys opercularis Li. 

Ostrea clubia . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 395. Piacentino. 
Pecten opercularis Bromi, It Tert. Geb , pag. 118, n. 673. Castellarqnato. 
» » Cocconi, Moli, raioc. plioc, Parma, Piac, pag. 335. 

Piacentino. 
Aequipecten opercularis vài", cf. Audouini Sacco, Moli. terz. Piera., Lig., 
P. XXIV, pag. 14. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Clamys excisa Bronn. 

Ostrea pyxidata . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 399, tav. XIV, fìg. 12. 

Piacentino. 
Pecten pyxidatus . . Bronn, It. Tert. Geb, pag. 117, n. 668. Piacenza. 
Lissochlamys excisa Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIV, pag 46 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



Gen. Hinnites Defrance. 

Hinnites crispus Brocchi. 

Ostrea crispa . . Brocchi, Conch. foss. sub, pag. 386. Piacentino. 
Hinnites crispus. Bronn, It. Tert. Geb., pag. 120, n. 684. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 341. 

Riorzo, Strarnonte, Montezago. 
> » Sacco, Moli terz., Piem, Lig., P. XXIV, pag. 10. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. AmUSSium Klein. 

Amussium cristatum Bronn. 

Ostrea pleuronectes. . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 392, n. 17. Castel- 
larquato. 



— 150 — 

Pecten cristatus . . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 116, n. 664. Castel- 

larquato. 
» » ... Hòrnes, Poss. tert. Beck. Wien, P. II, pag. 420. 

Castellarquato. 
Pleuronectìa cristata Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 340. 

Castellarquato. 
Amussium cristatum . Sacco, Moli. terz. Pierri., Lig., P. XXIV, pag. 48. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Le sole figure date per questa specie sono quelle dell' Hornes. 
(Foss. Tert. Beck Wien, tav. LXVI, fig. 1) e del Fontannes 
(Moli. Foss. Rhòne et Rouss Voi. II, tav. XIII, fig. 1, 2 ). È specie 
comune molto fragile, di diametro considerevole, il maggiore sembra 
essere rappresentato dalle specie del Piacentino (40 mm. ), fu ci- 
tato con diversi nomi Pecten, Pleuronectìa, Amussium. 



Gen. Pecten Belon. 
Pecten flàbelliformis Brocchi. 

Ostrea flàbelliformis Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 400. Piacenza. 

Pecten » Bronn, It. Tert. Greb., pag. 116, n. 665. Castel- 

larquato. 

Janira » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 339. 

Castellarquato. 

Pecten » Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XXIV, pag. 56. 

Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Pecten Jacoboeus Lk. 

Pecten Jacobaeus Bronn, It. Tert. Geb., pag. 117, n. 677. Castellarquato. 

Vola Jacobaea . Cocconi, Moli. mioc. plioc , Parma, Piac, pag. 338. 
Riorzo, Castellarquato, ecc. 

Pecten Jacobaeus Weinkauff, Conchyl. des Mitt , Voi. I, pag. 269. Ca- 
stellarquato. 
» » Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XXIV, pag. 58. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 



— 151 — 
Fam. _A.viculid.ae. 

Gen. Pema Bruguiére. 

Perna Soldanii Desìi. 

Ostrea maxillata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 403. Piacentino. 
Perna » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 114, n. 658. Castellar- 

quato. 
» Soldanii . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 379. Ca- 
stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 319. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Pinna Brocchii D' Orb. 

Pinna nobilis . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 410. Piaeentino. 

» » Bronn, It. Tert. Greb., pag. 114, n. 656. Castellar- 

quato. 

» Brocchii Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 372. 
Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 319. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Pinna tetragona Brocchi. 

Pinna tetragona Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 411. Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 114, n. 657. Castellar- 

quato. 
» Hornes, Foss. Tert. Beck Wien, P. II, pag. 374. Ca- 

stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 319. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 152 — 
Fani. Mytilidae. 

Gen. MytilUS Limi. 

Mytilus edtdis Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 405. Piacentino. 

» Galloprovincialis Cocconi, Moli. mioc. plioc , Parma, Piac, 
pag. 316. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Mytilus seaphoides- Bromi. 

Mytilus seaphoides Bromi, It. Tert. Geb., pag. 113, n. 653. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

L' esemplare unico di Castellarquato è abbastanza in buone 
condizioni per potere su di esso riscontrare i caratteri fondamen- 
tali dettati da Bromi con magistrale precisione. 

Gen. Modiola Lk. 
Modiola Adriatica Lk. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie non è citata pel Piacentino, la figura e de- 
scrizione die ne dà il Fontannes (Voi. II, pag. 1.34, tav. Vili, 
fig. 3) sono buonissime, resta solo d'inesatto, come anche Panta- 
nelli afferma, la denominazione di Modiola barbata. 

Modiola longa Bromi. 

Modiola longa . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 112, n. 650. Castellarquato. 
» Brocchìi Cocconi, Moli. mioc. plioc, Parma, Piac, pag. 317. 

Castellarquato. 
» longa . . Bagatti, Agg. en. Sist. Moli, mioc plioc. Parma, Piac, 

pag. 37. 

Castellarquato ex collezione. 



— 153 — 
Gen. LittLOdomUS Olivier. 

Lithodomus avitensis Mayer. 

Lithodomus avitensis Coccolai, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. pag. 318. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Modiolaria Low. 

Modiolaria sericea Bronn. 

Modiola sericea Bronn, It. Tert. Geb., pag. 112, n. 649. Castellarquato. 

» » Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wieu, P. II, pag. 346, 

Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 317. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. A.rcidae. 

Gen. A.rca Limi. 
Arca barbata L. 

Arca barbata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 106, n. 617. Castellarquato. 

» » Hòrnes, Foss. Tert. Beck. W'ien, P. II, pag. 328. Castel- 

larquato. 

» » Weinkauff, Condivi, des Mitt, Voi. I, pag. 195. Castel- 

larquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 325. Castel- 

larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Arca diluvii Lk. 

Arca antiquata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 279. Piacentino. 

» diluvii . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 106 ; n. 611. Castellarquato. 



— 154 — 
Arca diluvii .... Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 334. 
Castellarquato. 
» » .... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 323. 

Piacentino. 
^ Syracusensis? Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 322. 

Castellarquato ex collezione. 

Arca imbricata Poli. 

Arca imbricata Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 200. Castel- 
larquato. 
» clathrata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 324. Lu- 
gagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Buone figure secondo Pantanelli, e che maggiormente s'avvi- 
cinano al tipo medio di questa specie sono quelle date da Me- 
neghini (Paléont. de l'Ile de Sard., tav. VI, fig. 17), Libassi 
(Sopra alcune conchiglie fossili dei dintorni di Palermo, fig. 4) e 
Fontannes (Moli. Eliòne et Rouss, tav. IX, fig. 17). 

Arca lactea Linn. 

Arca nodulosa Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 281, tav. XI, fig. 6, Pia- 
centino. 

» » Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 107, n. 618. Castellarquato. 

» lactea. . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 338. Castel- 
larquato. 

» » . . Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 197. Castel- 

larquato. 

» » . . Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 325. Stra- 

monte. 

Castellarquato ex collezione. 

Arca mytiloides Brocchi. 

Arca mytiloides Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 280, tav. XI, fig. 1. 

Piacentino. 
» » Bronn, It. Tert. Geb , pag. 106, n. 616. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 323. Mon- 

tezago. 

Castellarquato ex collezione* 



— 155 — 

Arca Noae Linn. 

Arca Noe. Brocchi, Coneh. foss. sub, pag. 277. Piacentino. 

» Noae Bronn, It. Tert. Geb., pag. 10(3, n. 612. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 325. Castel- 
larquato. 

» » Cocconi, Foss. rnioc. plioc. Parma, Piac, pag. 320. Castel- 
larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Arca pedinata Brocchi. 

Arca pedinata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 279, tav. X, fìg. 15. 
Piacentino. 
» » Bromi, It. Tert. Geb., pag. 106, . n. 615. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 321. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Arca Tetragona Poli. 

Arca tetragona Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 321. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Arca variàbilis Mayer. 

Arca barbata . (in parte) Hornes, Foss. Tert. Beck Wien, P. II, pag. 329. 
Castellarquato. 

» » . Bronn, It. Tert. Geb, pag. 106, n. 617. Castellarquato. 

» variàbilis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 325. Pia- 
centino. 

Castellarquato ex collezione. 

Le figure 9, 10 dell' Hornes rappresentano una forma leg- 
germente diversa da quella del Pliocene, mentre i numeri 6, 8, 
Il corrispondono perfettamente alla forma in esame. 



— 156 — 

Gen. Pectuncuius Lk. 

Pectuiiculus glycimesis L. 

Pectungulus glyeimeris Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 327. 
Castellarquato. 
» stellatus . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 327. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Pantanelli fa un accuratissima discussione sulla specie in 
esame finendo col riconoscere nel pliocene italiano 3 specie fon- 
damentali di pectuncuius e cioè P. pilosus, P. ìnsubricus, P. gly- 
eimeris, il quale ultimo corrisponde al pilosus Poli, bimaculàtus 
Kobelt, glyeimeris Lam., glyeimeris Wood, glyeimeris Nyst glyei- 
meris. Fontannes. Danno buone figure per questa specie Fon- 
tannes. (Moli. Elione et Rouss., tav. X, fig. 2), Wood. (Moli. 
Crag Poly., tav. IX, fig. 1, a, b). 



Pectuncuius ìnsubricus Brocchi. 

Arca insubrica var. valvis tumidioribus eoe Brocchi, Conch. foss. sub., 

pag. 299. Piacentino. 
Arca inflata ....... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 299. Piacentino. 

Pectuncuius inflatus. . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 108, n. 626. Ca- 
stellarquato. 
» romuleils . . Bronn, It. Tert. Geb , pag, 108, n. 627. Castel- 

larquato. 
» . inflatus . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 327. 

Castellarquato. 
» violacescens Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 326. 

Castellarquato. 



Castellarquato ex collezione. 



Pectuncuius pilosus L. 

Arca polyodonta .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 295. Piacentino. 
Pectuncuius polyodonta Bromi, It. Tert. Geb. pag. 107, n. 623. Castel- 
larquato. 



— 157 — 

Pectunculus pilosus . . Hornes, Foss. tert. Beck. Wien, P. II, pag. 318. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Limopsis Sassi. 
Limopsis anomala Eichw. 

Limopsis anomala. . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P» II, pag. 313. 

Castellarquato. 
Trigonocoelia anomala Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 329. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Limopsis aurita Brocchi. 

Arca aurita Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 289, tav. XI, fig. 9. 

Piacentino. 
Pectunculus auritus. Bromi, It. Tert. Geb., pag. 108, n. 624. Bacedasco. 
Trigonocoelia aurita Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 328. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Limopsis cancellata Micbelotti. 

Trigonocoelia Bronni . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag 328. 
Lugagnano. 
» Brocchii Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 329. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. IsTuculidae. 
Gen. Nucula Lk. 

Nucula nucleus L. 

Nucula nucleus Hornes, Foss. Tert. Beck. AVien, P, II, pag. 299. Ca- 
stellarquato, 



— 158 — 

Nucula nucleus Cocconi, Foss. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 331. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Nucula piacentina. 

Arca nucleus . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 283. Piacentino. 
Nucula piacentina Bromi, It.-Tert. Geb., pag. 109, n. 632. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 330. 

Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Leda Schumacher. 

Leda Bonella Bellardi. 

Arca nitida . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 286, tav. XI, fig. 3. Pia- 
centino. 

Nucula nitida, Bronn, It. Tert. Geb, pag. 110, n. 635. Castellarquato. 

Leda » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 333. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Leda commutata Philippi. 

Arca minuta . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 285. Piacentino. 

» » . Bronn. It. Tert. Geb, pag. 110, n. 637. Castellarquato. 

Nucula striata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 110, n. 637. Castellarquato. 
Leda fragilis . Hòrnes, Foss. Tert, Beck. Wien, P. II, pag. 308. Ca- 
stellarquato. 
» » . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 332. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Leda pellet L. 

Arca pella Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 285. Piacentino. 

Nucula emarginata Bronn, It. Tert. Geb., pag. Ili, n. 638. Castel' 
larquato. 



— 159 — 

Leda pella Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. IT, pag. 308. Ca- 

stellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 332. 

Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 



Fam. Carditidae. 
Gen. Venerieardia Lk. 

Venericardia intermedia Brocelii. 

Chama intermedia. . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 331. tav. XII, 
fig. 15. Piacentino. 

Venericardia intermedia Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 101, n. 575. Castel- 
larquato. 

Cardita » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 313. 

Gropparello, Castellarquarto. 

Castellarquato ex collezione. 

In tutti gli esemplari del Piacentino che sono assai numerosi 
si scorge benissimo 1' area depressa di cui fa cenno il Prof. Pan- 
tanelli, pag. 153, e tutti nell' assieme corrispondono perfettamente 
alla figura di Brocchi. 

Venericardia pedinata Brocchi. 

Cardita pedinata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 314. 

S. Maddalena Chero. 
Venericardia pedinata Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It., 

Voi. XVII, pag. 153, (Extr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Venericardia rhomboidea Brocchi. 

Chama rhomboidea Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 334, tav. XII, fig. 16. 
Piacentino. 
» » Bronn ; It. Tert. Geb., pag. 101, n. 576. Castellarquato. 



— 160 — 
Chama rhomboìdea Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 313. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Venericardia rudista Lk. 

Cardita rudista Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. IT, pag. 270. Ca- 
stellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 314. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Venericardia trapezia L. 

Venericardia trapezia Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., 
Voi. XVII, pag. 156, (Èxtr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Venericardia silicata Brug. 

Cardita antiquata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 314. 
Diolo. 

Castellarquato ex collezione. 

La forma allungata sarebbe quella che distinguerebbe prin- 
cipalmente questa specie dalle affini rhomboìdea, intermedia e, il 
numero maggiore delle costole la distinguerebbe dalla vivente 
che è molto abbondante. 

Fani. -A.stardid.ae. 

Gen. A.Starte Sowerby. 
Astarte fusca Poli. 

Venus incrassata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 374, tav. XIV, fig. 7. 

Piacentino. 
As /ar te /lisca . , Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 312, 

Piacenza, 



— 161 — 

A star te f usca . . Pantaneìli, Lata, plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII, 
pag. 160, ( Estr. ). Piacenza. 

Castellarquato ex collezione. 

Astarte silicata Da Costa. 

Asturie silicata Pantaneìli, Lam. plioc, Bull. Soc. Mal. It. ; Voi. XVII, 
pag. 161, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. .-.'.. 

Fam. Cardiidae. 

Gen. Cardium Linn. 

Cardium aculeatum Linn. 

Cardi-ani aculeatum Broun, It. Tert. Geb., pag, 104, n. 596. Castellarquato: 
» » Coceoni, Moli. miòCi plioc. Parma, Piac, pag. 296. 

Diolo, S tram onte. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium cyprium Brocchi. 

Cardium Hillanum Bromi, It. Tert. Geb., pag. 102, n. 587. Castellarquato. 
» cyprium . Pantaneìli, Lam. plioc., Bull. Soc. Mal. It, Voi. XVII, 
pag. 170, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Per quanto esista qualche somiglianza fra la specie in di- 
scorso e il C. Norvegicum, tuttavia si riconosce a prima vista 
trattarsi di specie diversa, e oltre l' ornamentazione diversa ac- 
cennata da Foresti, anche la forma tumida e cordata del C. cyprium 
in confronto a quella ovale allungata del C. Norvegicum concorre 
alla distinzione. 

Cardium Desliayesi Payr. 

Cardium Desliayesii Bromi, It. Tert. Geb., pag. 104, n. 598. Castel- 
larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

il 



— 162 — 

Cardium edule Linn. 

Cardium edule. . Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 30G. Piacentino. 

» crassum Bromi, It. Tert. Geb., pag. 103, n. 591. Castellarqnato. 
» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 188. Ca- 

stellarquato. 
» ' » Cocconi, Moli, mioc plioc Parma, Piac , pag. 301. Castel» 

larquato.. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium erinaceum LI?. 

Cardium erìn i eeurn Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 298. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cirdium hirsutum Bronn. 

Cardium hirsutum Bronn, It. Tert. Geb, pag. 104. n. 599. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag'. 300. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium hians Brocchi. 

Cardium hians Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 316, tav. XIII, fig. 6. 
Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 101, n. 580. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 296. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezióne. 

Cardium mucronatum Poli. 

Cardium cchiaalum . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 104, n. 594. Castel- 
- larquato. 
» Bianconianum Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 297. 
Castellarquato, 



— 163 — 

Cardium echinatum. , . Cocconi, Moli, mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 298. 
Castellarquato. 
» Brocchii . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 299. 
Castellarquato. . , 

Castellarquato ex collezione. 

Il Prof. Pantanelli nel suo noto e citato lavoro Lamellibranchi 
pliocenici parlando del C. aculeatum (pag. 167, Estr. ) si trattiene 
diffusamente sopra varie forme di Cardium che presentano fra di 
loro molte affinità, quali il C. aculeatum L., il C. Deshayesi Payr 
il C. echinatum L. e il C. mucronatum Poli. I caratteri differen- 
ziali furono stabiliti sulla forma esterna e sugli ornamenti delle 
costole spinose, papilose, cocleari. Cosi nel caso nostro basandosi 
su tali osservazioni si scorge che il C. mucronatum Poli, si di- 
stingue dal C. echinatum L. per avere a differenza di quello le 
costole spinose e cocleari mentre l' Echinatum le ha tutte spinose. 
Diversamente poi in quasi tutti gli elenchi si è impiegato più 
volontieri il nome di Echinatum che non quello di mucronatum; 
data però la persuasione entrata in; molti autori che il C. echi- 
natum, il quale non si trova nel Meditterraneo non abbia vissuto 
nei mari pliocenici, il nome di mucronatum è più conveniente. Il 
C. Bianconianum rappresenta una varietà del mucronatum. 

Cardium multicostatum Brocchi. 

Cardium multicostatum Brocchi, Concb. foss. sub., pag. 313, tav. XIII, 
fig-. 2. Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 102, n. 581. Castel- 

larquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P.'II, pag. 180. 

Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 302. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium norvegicum Spengler. 

Cardium ìaevigatam Bronn, It. Tert. Geb., pag. 102, n. 586. Castel- 
larquato. 
» fragile. . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 178. 
Castellarquato, 



— 164 - 
X/evìcardìum fragile Cocconi, Moli. mioc. plioc. Paraia, Piac, pag. 303. 
Chero, Diolo. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium óblongum Chemn. 

Levicardium óblongum Cocconi, Moli mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 301. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium papillosum Poli. 

Cardium planatum . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 122, n. 582. Castellarquato. 
» papillosum Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 300. 

Castellarquato. 
> » Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 193, 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie è rappresentata per Castellarquato da individui 
perfetti, di mediocre statura come risulta essere la specie vivente. 
Caratteristiche le papille che adornano le parti laterali della con- 
chiglia. 

Cardium paucicostatum Sow. 

Cardium ciliare var. |3 Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 307. Piacentino. 

» » . . , . Bronn, It Tert. Geb, pag. 104, n. 597. Ca- 

stellarquato. 

» » .... Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 298. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cardium pedinatimi Linn. 

Levicardium pectmatum Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 303. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 165 — 

Cardium striatùlum Brocchi. 

Cardium textum . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 102, n. 589. Castellarquato. 
» striatùlum Pantanelli, Lam. plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII, 
pag. 179, ( Extr. ). Castellarquarto. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa bella specie dal numero degli esemplari che la col- 
lezione possiede sembra essere abbastanza comune nel Piacentino, 
ed è strano che da pochi autori sia citata. Pantanelli commen- 
tando questa specie è incerto se la sua denominazione debba es- 
sere C. striatùlum Brocchi, oppure C. textum Bronn. Nella dia?- 
gnosi di Bronn Pantanelli stesso rileva un inesattezza, mentre la 
diagnosi di Brocchi per quanto assai concisa non lascia dubbio ed 
è accompagnata anche da una discreta figura. 

Cardium tuberculatum Linn. 

Cardium tuberculatum Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 310. Piacentino. 
» rusticum. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 307. Piacentino. 
» tuberculatum Bronn, It. Tert. Geb., pag. 101, n. 595. Castel- 
larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 299. 

Stramonte ecc. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Chamidae. 

Gen. Chama (Linn.) Brug. 

Chama- Gryphoides Linn. 

Chama gryphoides Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 328. Piacentino. , 

. » » Bronn, It. Tert. Geb., pag. Ili, n. 642. Castellarquato. 

» piacentina. Bronn, It. Tert. Geb, pag. ili, n. 643. Castellarquato. 

» inversa . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 112, n. 646. Castellarquato. 

» » . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 211. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 307. 

Lugagnano ecc. 



— 166 — 

Chama grypliina . Cocconi, Moli. mioc plioc Parma Piac, pag. 308. 
Castellarquato. 

.: ■ ■': Castellarquato ex collezione. 



Fam. Cyprinidae. 

Gen. Cyprina Lk. 

Cyprina islandica Linn. 

Cyprina aeqùalis . Bronn, It. Tert. G-eb., pag. 97, n. 549. Castellarquato. 
» islandica Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 295. Rio 
della gatta. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Isocardia Lk. 

Tsocardia cor Linn. 

Chama cor ...... Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 530. Piacentino. 

Isocardia cor Bronn, It. Tert. Geb , pag. 105, n. 609. Castellarquato. 

» Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 304. 

Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 304. 

Diolo, Straniente, Chero. 
» Mayeriana Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 305. 

Chero. 

Castellarquato ex collezione. 

Isocardia Moltkianoides Bellardi. 

Tsocardia Seguenzaéana Cocconi, Moli. mioc. plioc. pag. 185. Castellar- 
quato. 
» Moltkianoides Pantanelli, Lam. plioc, Bull. Soc Mal. It., 

Voi. XVII, pag. 185, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 167 — 
Gen. Coralliopliaga Blainv. 

Coralliophaga lithophagella Lam. 

Chama coralliophaga . . . Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 337, tav. XII, 

fig. 7. Piacenza. 
Vcnerupis Faujasii .... Bromi, It. Tert. Geb., pag. 91, n. 496. Ca- 

stellarquato. 
Cgpricardia coralliophaga Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 

e 293. (Var. comprese). 
» glabrata . . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac. , 

pag. 292, pag. 294. Chero. 

Castellarquato ex collezione. 

Pam. Veneridae. 
Gen. Cytherea Lam. 

Cgtherea Braun'i Agass. 

Venus Bramili . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 279. 
Riorzo, Stramonte. 
» Dujardini Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 278. 
Diolo, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 

La Venus Dujardini citata dall' Hornes P. II, pag. 121 è 
specie affine, ma distinta, e a dimostrare ciò oltre gli esemplari 
stanno le figure dell' Agassiz die sono le migliori per la specie 
pliocenica Italiana. La Venus Dujardini invece citata da Cocconi 
è da riferirsi alla Cgtherea Brauni. 

Cgtherea Chiane Linn. 

Venus Chione . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 363. Piacentino. 
Cgtherea » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 283, 
Montezago, Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 



— 108 — 
Cytherea pedemontana Agass. 

Venus erycina ..... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 363. Piacentino. 
Cytherea pedemontana Hornes, Foss. Tert. Bcck. Wien, P. II, pag. 152. 
Gastellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc plioc. Parma, Piac, pag. 283. 

, Castellarquato. 

Castellarquato ex .collezione. 

Cytherea multilamella Lk. 

Venils ruyosa L. . Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 364. Piacentino. 
» » . . Bromi, It. Tert. Geb., pag. 98, n. 557. Castellarquato. 

» mutilamella Hornes, Foss. Tert. Béek. Wien, P. II, pag. 132. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac , pag. 284. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cytherea rudis Poli. 

Cyprina affinis Bromi, It. Tert. Geb., pag. 97. n. 551. Castel- 

■ ■■; ■ larquato.. 

Cytherea cycladiformis Bromi, It. Tert. Geb., pag. 97, 554. Castellarquato. 

» rudis Coceoni, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 284. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Circe Schumacher. 
Circe minima Montagu 

Circe minima Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 159. Castel- 
larquato. 

, » . ■_. » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 285, Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 169 — 
Gen. Dosinia (Scopali). 
Dosinia Adamsoni Pbilippi. 

Dosinia Adamsoni Hòmes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 148. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 287. 

Riorzo e Castellarquato. 
» » Pantanelli, Lam. plioc, Bull. Soc. Mal It., Voi. XVII, 

pag. 195, (Estr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Dosinia excoleta Limi. 

Dosinia excoleta Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, Voi. II, pag. 144. 
Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 286. 

Diolo, Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Dosinia piacentina n. sp. 

Distinguimi nane speciem a Dosinia lupinus T. magis orbicu- 
lare, magis tumida, striis concentricis magis densis et profundis, 
lunula minus impressa, umbonibus minus reflexis. ( Cfr. Descr. 
Kobelt. Prodromus Faunae Molìuscorum Testaceorum maria eu- 
ropaea inliabitantium, pag. 350, D. Lupinus). 

Ritenendo giusto quanto Pantanelli espone (pag. 197) che 
cioè D. lupinus e D. linda siano state confuse dagli autori, e 
che poi la forma pliocenica non debba ascriversi né all' una né 
.all' altra, mantengo distinta questa specie che andava in collezione 
col nome di Dosinia lincia. 

Alle differenze suaccennate vanno aggiunti i rapporti fra lo 
spessore e il diametro verificati in diversi esemplari viventi e 
fossili. 

Rapporto fra lo spessore e il diametro nella vivente 0,47 
» » » » fossile 0,56. 

Ridotti all' unità questi rapporti lo spessore della vivente sta a 
quello della fossile, per ugual diametro, come 1:1. 2. 



— 170 — 

Gen. Venus Limi. 

Venus excentrica Agass. 

Venus clathrata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 279. Ca- 
stel larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Confrontati gli esemplari di Castellarquato indubbiamente 
giovani, e che andavano sotto il nome di V. clathrata con 2 bel- 
lissime valve tipiche della collezione d' Asti mi sono convinto trat- 
tarsi realmente della V. excentrica, della quale la miglior figura è 
data da Agassiz ( Icon. coq. terz., pag. 34, tav. 5, fig. 9, 11). La 
V. clathrata descritta e figurata da Hornes è un tipo molto pros- 
simo ma differente dalla V. excentrica. 

Venus fasciata Da Costa. 

Venus Brongniarti Bromi, It. Tert. Geb., pag. 100, n. 569. Castellarquato. 

» fasciata. . . Weinkauff, Condivi, des Mitt., Voi. I, pag. 110. Ca- 
stellarquato. 

» » . . Cocconi, Moli, inioc. plioc. Parma, Piac, pag. 280_ 

Castellarquato. 

» Brogniarti . Cocconi, Moli. mioc plioc. Parma. Piac, pag. 282. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La forma presente è certamente affine alla V. scalaris Bronn, 
come lo è alle due forme viventi V. fasciata Da Costa dell' A- 
tlantico e V. Brongniarti Payr del Mediterraneo. Descrivendo la 
V. scalaris accennerò le differenze che distinguono questa specie 
dalla V. fasciata. Il confronto della forma pliocenica deve farsi 
con quella dell' Atlantico e del Mediterraneo, esaminandole assieme • 
si trova che il lieve spessore, la forma triangolare, il numero va- 
riabile delle lamelle avvicinano la forma pliocenica più agli indi- 
vidui del Mediterraneo, che a quelli dell' Atlantico. Questi ca- 
ratteri però sono variabili e sembra che si colleghino molto a 
determinate località, così mentre le moltissime specie che il 
Museo possiede del Piacentino e del Modenese presentano quasi 
tutte le costole larghe schiacciate e in piccolo numero come nella 
Brongniarti, in un centinaio di specie di Valle Andona (Asti- 



— 171 — 
giano) nessuna ha costole larghe come quelle del Piacentino, 
ma rimanendo nello stesso numero sono strette, lontane fra di 
loro, nella stessa disposizione figurata da Brocchi (tav. XVI, fig. 7. 
V. dysera). Non tutti gli autori sono concordi se la V. Bro- 
gniarti Payr. debba considerarsi come specie distinta dalla V. 
fasciata Da Costa, e le differenze che sarebbero specifiche per 
coloro che le vorrebbero distinte, sono minori di quelle ohe corrono 
fra la forma fossile e le due forme viventi, a seconda degli indivi- 
dui che si considerano o della loro origine. 

Non vi è dubbio che le dimensioni è il numero delle costole 
avvicinerebbero le forme fossili alla V. Brogniarti più che alla 
V. fasciata, e quindi per coloro che ritengono la V. Brogniarti 
distinta dalla V. fasciata si dovrebbe impiegare un nome diverso 
per la forma fossile. Non volendo creare un nome nuovo per una 
forma, che ba tante affinità con due forme prossime fra loro, pre- 
ferisco conservare a questa forma pliocenica il vecchio nome di 
Da Costa; tutt' al più se ne potrebbero distinguere alcune varietà 
così controssegnate. 

a) a coste larghe depresse separate da un solco profondo. 

5) a coste larghe rialzate presso poco come nella scalaris 
così frequenti nel Piacentino e Modenese. 

e) varietà a costole sottili separate da un largo spazio 
pianeggiante. 

Queste ultime sono anche le più depresse. 

Venus gallina Linn. 

Venus senilis Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 353, tav. XIII, fig. 13. 
Piacentino. 
» » Broun, It. Tcrt. Gol)., pag. 100, n. 567. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. p'ioc Parma Piac, pag. 281, Stra- 

ni onte, Montezago. 

Castellarqnato ex collezione. 

Venus gigas Lk. 

Venus islandica. . . . Brocchi, Conch. foss. sub, pag. 370. Piacentino. 

Cyprina pedemontana Bronn, It. Tcrt. Geb., pag. 96, n. 547. Castel- 
larquato. 
» f/igas .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 97, n. 548. Castel- 
larquato. 



— 172 — 

Cyprina islandicoides Bronn, Ifc. Tert. Geb., pag. 97, n. 550. Castel- 

larquato. 
Venus islandicoicìes . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 122, 
Castellarquato. 
» umbonaria. . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 120. 

Castellarquato. 
» islandicoides . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parira, Piac, pag. 279. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Come risulta evidente dalla data sinonimia dividendo l'opi- 
nione del Prof. Pantanelli ( Lamell. plioc., pag. 203, Estr. ) am- 
metto come unico tipo collettivo della Venus islandicoides Lk. e 
della Venus umbonaria, la Venus gigàs Lk. Molti autori fra i 
quali recentemente il Foresti hanno ritenuto che la Venus islan- 
dicoides Agass., sia la stessa della Venus islandicoides Lk. Mi 
sembrano 2 tipi affatto distinti, specialmente per la mancanza 
del solco che divide la parte anteriore delle valve negli esemplari 
figurati dall' Agassiz (pag. 31, tav. VI, fig. 5 6). 

Venus ovata Pennant. 

Venus radiata Bronn, It Tert. Geb., pag. 100, n. 573. Castellarquato. 
» ovata . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 141. Castel- 
larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 283. Riorzo. 

Castellarquato ex collezione. 

Anche nella collezione del museo gli esemplari relativamente 
grandi sono mescolati ad altri piccoli. 

Il fatto accennato da tutti gli autori non mi sembra però 
avere grande importanza, giacché il maggiore o minore sviluppo 
non influisce per nulla sull' ornamentazione che è sempre uguale. 
Per questo ritengo inutile il tener distinto in questa specie co- 
munissima 2 varietà che a seconda del Cocconi dovrebbero chia- 
marsi, maior e minor. Le figure tutte date dal Wood, dall' Hornes, 
dal Fontannes, riproducono fedelmente gli esemplari-. 

Venus pliocenica De Stef. 

Venus plicata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 357. Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 99, n. 565. Castellarquato. 



— 173 — 

Venus pìieata Hornes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. IT, pag. 133. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 281. Pia- 

centino. 

Castellarquato ex collezione. 

La descrizione di De Stefani per questa specie (Boll. Soc. 
Mal. Tt. V. XIII, pag. 193) è accuratissima. 

Non esito quindi a preferire la nuova sinonimia in sostituzione 
a quella di V. plìcata che è specie vivente nell' Oceano Indiano 
e differente sensibilmente da questa. Ottima la figura di Fontannes 
(Moli. Plioc. Rhone et Rouss., tav. Ili, i\g. 3, V. plìcata). 

Venus scalaris Bronn. 

Venus clysera . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 355. Piacentino. 

» scalaris Bronn, It. Tert. Geb., pag. 100, n. 568. Castellarquato. 
» » Hornes, Foss, Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 138. Castel- 

larquato. 
a » Cocconi, Moli. mioc. plioc Panna, Piac, pag. 282. Bacedasco. 

Castellarquato ex collezione 

Le differenze tra questa forma, le affini fossili, e le viventi 
V. Fasciata Da Costa e V. Bvognìarti Payr. sono state in parte 
chiaramente enumerate da Fontannes (Moli. Rhone et Rouss., V. Il, 
pag. 57, tav. Ili, fig. 9, 10) ne avrei da aggiungere altro a detto 
autore. La forma rotonda e il suo spessore la distinguono netta- 
mente dalla V. fasciata dell' Atlantico che è più piatta, più trian- 
golare e sempre più piccola, essendo in ambedue per contro va- 
riabili e nello stesso ordine il numero delle lamelle e la loro forma. 
La presente specie raggiunge facilmente le seguenti dimensioni. 
Lung. 25, larg. 22, ;spess. 18, in alcuni individui si arriva per- 
sino a 30, 27, 20. Le dimensioni della V. fasciata dell' Atlan- 
tico sono rispettivamente 18, 24, 17, 22, 8, 11 così mentre il 
rapporto fra lo spessore e la lunghezza è più di 2 nella V. fa- 
sciata, nella V. scalaris oscilla intorno a 1,5. 

Venus verrucosa Linn. 

Venus verrucosa Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 280. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione, 



— 174 — 

Gen. TapeS (Megerle von Mùhlfedt). 
Tapes eremita Brocchi. 

Venus eremita. . Brocchi, Condì, foss. sub, pag. 361, tav. XIV,. fig. 4. 

Piacentino. 
Petrìcola eremita. Bronn, It. Tert. Geb., pag. 92, n. 505. Piacentino. 
Tapes laeta . . . Cpcconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 290. Lu- 

gagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Tapes senescens Doderl. 

Tapes seneseens Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 288. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie stabilita da Doderlein fu bene illustrata e de- 
scritta da Coeconi e non ha rappresentante vivente come dimostra 
il Pantanelli, pag. 213 (Estr. ). 

Fra gli esemplari belli e robusti di Castellarquato notasi pure 
la varietà che Cocconi chiamò crassiore e che distinguerebbesi 
dalle altre per le valve molto più tumide, per le linee longitudi- 
nali più manifeste, e un angolo meno ottuso nella sua parte po- 
steriore. 

Tapes vetulus Bast. var. pliocenica Foresti. 

Venus rotundata Brocchi, Conch. foss. subì, pag. 352. Piacentino 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 99, n. 563. Castellarquato. 

Tapes Genei . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 289. Ca- 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Con Foresti concordo pienamente nel ritenere anche gli esem- 
plari di Castellarquato come una varietà del Tapes vetulus. Bast. 
e che questa denominazione sia più conveniente dell' altra T- Genei, 
che portavano gli esemplari ora indicati, 



175 



Tapes intermedius n. sp. 

Testa ovato transversa fere aequilatera, transversim silicata, 
sulcis exiguis regidarilris, umbonìbus fere centralibus miaimis. 

Più che a una descrizione dettagliata la diagnosi suaccennata 
si arresta alle caratteristiche più esenziali che distinguono questa 
specie dal Tapes vetula Bast. Disponendo di un solo esemplare, 
e anche in condizioni poco felici non ho potuto senza pregiudi- 
carne lo stato di conservazione scendere ai particolari interdi 
delle singole valve. Quello che importa rilevare e che già il Prof. 
Pantanelli accennò (Lamell. Plioc, pag. 211, Extr.) consiste nel 
dimostrare, che la specie di C astellar quato comunemente chiamata 
Tapes vetula Bast. non è né il Tapes vetula Bast., né il Tapes Gemei 
Michelotti, ma un tipo intermedio che può essere scambiato col 
Tapes vetula. 

Dal Tapes vetula differisce specialmente per le costole sottili, 
regolari, pel numero molto più abbondante delle costole stesse, e 
per la forma generale. È molto probabile che il Tapes vetula 
citato da Cocconi ( Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 287 ) sia 
da riferirsi a questa specie. 

Tapes Bronnii Mayer. 

Tapes Bronnii Mayer, Journ. Concliyl., Serie 2. a , Voi. II, pag. 376. 
Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 289. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Venerupis Lk. 

Venerupis glabrata Brocchi. 

Mya glabrata. '. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 344, tav. XII, fig. 13. 

Piacentino. 
Saxicava conglobata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 91, n. 501. Piacenza. 
Venus » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 292. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione, 



— 176 — 

Venerupis irus L. 
(Hòines, Foss. Téf't. Beck. Wien, P. II, pag. 110, tav. X, fig. la, e). 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie, pur essendo pliocenica, non figura nell' elenco 
di Cocconi, e la figura data da Hòrnes resta migliore. 

Venerupis substriata Montagu. 

Venus rupestris. . . Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 376, tav. XIV, fig. 1. 

Piacentino. 
Venerupis decussata Cocconi, Moli, niioc. plioc. Parma, Piac , pag. 291. 

Montczago. 

Castellarquato ex collezione. 

Reso evidente che la V. rupestris Brocchi è uguale alla Ve- 
nerupis substriata quest' ultima denominazione deve prevalere 
per ragioni di priorità. La figura dell' Hòrnes anche per questa 
specie è buonissima (Hòrnes, Foss. Moli. Tert. Beck. Wien, P. II, 
pag. 108, tav. X, fig. 45). 

Fam. JPetricolidae. 
Gen. IPetrieola Lk. 

Petricola lithophaga Eetzius. 

Petricola lithophaga Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 339. Piacentino. 
» » Bromi, It. Tert. Geb., pag. 92. n. 506. Piacenza. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma. Piac, pag, 294. 

Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. XJngulinidae. 

Gen. Diplodonta Bromi. 

Diplodonta lupinus Brocchi. 

Venus lupinus . . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 369, tav. XIV, fig. 8. 
Piacentino. 



— 177 — 

Diplodonta lupinus Brona, It. Tert. Geb., pag. 96, n. 543. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 311. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Diplodonta rot andata Mg. 

Diplodonta rotondata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 311. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Diplodonta trigonula Bronn. 

Diplodonta trigonula Bronn, It. Tert. Geb., pag. 96, n. 544. Castel- 
larquato. 
» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 218. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 311. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Donacidae. 

Gen. Donax Linn. 

Donax jjolitus Poli. 

Donax longa. . . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 95 n. 538. Castellarquato. 
» complanata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 277. 
Stramonte ecc. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie è stata generalmente indicata col nome di Donax 
complanata, Pantanelli (Moli. Lamell., pag. 224, Extr.) ritenne 
utile ripristinare l'antica sinonimia. Solo Wood ( Crag Moli., Voi. II, 
pag. 220, tav. XXXII, fig. 9, a. b) dà di questa specie col nome 
primitivo politus descrizione e figura. Entrambi sono fedeli ma 
solo è a notarsi che invece di testa laevigata negli esemplari 
in esame bisognerebbe dire leviter striata. 

12 



— 178 — 
Donax semistriatus Poli. 

Donax fabagella. . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 95, n. 536. Castellarquato. 
» semistriatus Cocconi, Moli, inioc. plioc. Parma, Piac, pag. 277. 
Stramonte, Riorzo. 
(Philippi, En. Moli. Sicil., Voi. I, pag. 36, tav. Ili, fig. 12. Donax se- 
mistriatus ). 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie, per la sua forma caratteristica e per le stria- 
ture speciale che occupano una parte della conchiglia si distingue 
assai bene dal Donax politus. L' unica figura e descrizione suffi- 
cientemente buona, per questa specie è data dal Filippi (loc. ci't. ). 

Donax minutus Bronn. 

Donax minutus Pautanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVI1, 
pag. 223, (Extr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Psammobiidae. 

Gen. Psammobia Lk. 

Psammobia ferroensis Chemnitz. 

Psammobia muricata. Bronn, It. Tert. Geb., pag. 93, n. 515. Castel- 
larquato. 
» ferroensis Cocconi, Moli, inioc. plioc. Parma, Piac, pag. 269. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

E specie comune di tutti i giacimenti pliocenici citata con 
diversi nomi. 

Psammobia uniradiata Brocchi. 

( Tellina uniradiata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 320, tav. XII, fig. 4). 

Castellarquato ex collezione. 



— 179 — 
Le caratteristiche che tengono ben distinta questa specie 
dalla precedente P. ferroensìs sono chiaramente indicate da Pan- 
tanelli ( Moli. Lamell. pag. 226, Extr. ). La Psammobia uniradiata 
citata da Hòrnes. (Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 100), deve 
riferirsi alla Psammobia Hornesii. 

Psammobia Hornesii Cocconi. 

Psammodia uniradiata Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 100. 
Castellarquato. 
» Hornesii . Cocconi, Moli mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 269. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Si de^e a Cocconi l'intuizione giusta di questa specie che 
rilevò come la Psammobia uniradiata citata da Hòrnes fosse del 
tutto diversa dalla Psammodia uniradiata Brocchi. La figura del- 
l' Hòrnes però si addice benissim'o a questa specie. 

Psaìnmobia vespertina Chemn. 

Psammobia vespertina Bronn, It. Tert. Geb., pag. 92, n. 507. Castel- 
larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

E specie vivente, si distingue dalle specie sopraenumerate pel 
diametro più rilevante, che coincide con quello degli esemplari 
viventi. 



Fani. Solenidae. 

Gen. Solenocurtus Blainv. 

Solenocurtus coarctatus Gmel. 

Solen coarctatus Bronn, It. Tert. Geb., p;<g. 88, n. 476. Castel- 
larquato. 

Solecurtus coarctatus . . Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 19. 
Castellarquato. 

Psammosolen coarctatus Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 22. 
Castellarquato. 



— 180 — 

Psammosolcn coarctatus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 257. 
' Stramonte ecc. 

Castellarquato ex collezione 



Solenocurtus candidus Renier. 

Solen candidns Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 304. Piacentino. 

Psammosolen candidus Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 256, 
Riorzo ecc. 



Castellarquato ex collezione. 



Solenocurtus dilatatus Bonelli. 

Solenocurtus dilatatus Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It., 
Voi. XVII, pag. 229, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



SoVknocurtus strigilatus L. 

Solen strigilatus .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 88, n. 475. Castel- 
larquato. 

Psammosolen strigilatus Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 20. 

Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli, mioc plioc, Parma, Piac, 256. 

Montezago, Stramonte. 

Castellarquato ex collezione. 



Gen. Pliarus Leach. 

Pharus legumen 

Polia legumen Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 255. Ca- 
stellai'quato. 

Castellarquato ex collezione 



— 181 — 

Gen. CultellUS Schumacher. 

Cultellus olivii Micbelotti. 

Cultellus Olivii Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII, 
pag. 230, (Estr. j. Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. EnsiS Schumacher. 
Ensìs ensis Linn. 

Solen ensis . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 303. Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 88, n. 474. Castellarquato. 
Ensis Rollei Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 255. Castel- 
larquato. 

» ensis . Pantanelli, Moli. Lam., pag. 231. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



Gen. Solen Linn. 
Solen vagina Li. 

Solen vagina Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 303. Piacentino. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 87, n. 473. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien. P. II, pag. 13. Castel- 

larquato. 

» » Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 10. Castel- 

larquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 255. Pia- 

centino. 



Castellarquato ex collezione. 



— 182 — 

Fam. iMesodesmatidae. 

Gen. Mesodesma Desh. 

Mesodesma trigona Cocconi. 

Mesodesma trigona Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 273, 
tav. VII, fig. 4, 5, 6, 7. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Mactridae. 

Gen. Mactra Linn. ? 

Mactra corallina L. 

Mactra inflata. . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 89, n. 484. Castellarquato. 
» corallina Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It , Voi. XVII. 
pag. 234, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Mactra solida L. 

Mactra solida? . . Broun, It. Tert. Geb., pag. 89, n. 483. Castellarquato. 
Hemvnactra solida Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 266. 
Lugagnano. 



Castellarquato ex collezione. 



Mactra subtruncata Montagu. 

Mactra triangula .... Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 348, tav. XIII, 

fig. 7. Castellarquato. 

» » .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 89, n. 485. Castel- 

larquato. 

» » .... Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 67. 

Castellarquato. 



— 183 — 

Hemimactra trìangula . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 26. 
» Tiberinna . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 266. 

Castellarquato. 
» subtruncata Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 266. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gen. Lutraria Lk. 

Lutraria elliptica Lara. 

Lutraria elliptica Bronn, It. Tert. Geb., pag. 89, n. 482. Castellarquato. 

» oblonga Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 59. Ca- 
stellarquato (in parte). 

» » Weinkauff, Conckyl. des Mitt., Voi. I, pag. 42. Castel- 

larquato. 

» elliptica Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 267. 

Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 

La specie è vivente, sopratutto molto comune nell'Oceano 
Atlantico. Giustamente Cocconi osserva che la L. oblonga citata da 
Hòrnes non corrisponde alla vera L. oblonga, ma è una specie 
nuova, mentre la figura 7 dello stesso autore corrisponde alla 
L. elliptica. 

Lutraria lettissima Desh. 

Lutraria latissima Cocconi, Moli, mioc plioc Parma, Piac, pag. 267. 
Piacentino. 
» » Pantanelli, Lamell. plioc , Bull. Soc Mal. It., Voi. XVII, 

pag. 288, ( Estr. ). Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Lutraria oblonga Chemnitz. 

Mactra oblonga . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 349. Piacentino. 
Lutraria solenoides Bronn, It, Tert. Geb., pag. 88, n. 481. Castellarquato. 
» oblonga . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 268. 

Chero, Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 



— 184 — 
Fam. Myidae. 

Gen. Corbula Brug. 

Corbula Cocconii Fontan. 

Corbula revoluta . . ( var. 2. a ). Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, 
pag. 260. Piacentino. 
» Margaritae Mayer, Journ. de Conch., Serie III, Voi. XXVI, 
pag. 304, tav. XVI, fig. 3. Bacedasco, Montezago 
(fide Pantanelli). 

Castellarquato ex collezione. 

Corbula Deshayesi Sism. 

Corbula Deshayesi Cocconi, Moli. mioe. plioc. Parma, Piac, pag. 259. 
Piacentino. 
» » Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It, Voi. XVII, 

pag. 242, (Estr. ). Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Corbula gibba Olivi. 

Tellina gibba . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 327. Piacentino. 
Corbula rugosa? Bronn, It. Tert. Geb., pag. 90, n. 492. Castollarquato. 
» gibba. . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, Voi. II, pag. 36. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 259. Ca- 

stellarquato. 
» » . . Pantanelli, Lamell. plioe., Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII, 

pag. 242, (Estr. ). Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Corbula revoluta Brocchi. 

Corbula revoluta Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 260. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 185 — 

Fam. Grlycymeridae. 

Gen. Grlycymeris (Klein). 

Glycymeris faujasi Menarci. 

Mya panopaea. . . . Biacchi, Conch. foss. sub., pag. 344. Castellarquato. 
Panopaea glycimeris Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 258. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gerì. Saxicava Fleurian de Bellerue. 

Saxicava arctica L. 

Mya elongata. . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 341, tav. XII, fìg. 14. 
Piacentino. 
» » . . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 91, n. 500. Castellarquato. 

Saxicava arctica Hórnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 26. Ca- 
stellarquato. 
» » Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 21. Castel- 

larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 257. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Non mi occuperò della sinonimia di questa specie di cui si 
occupò già il Prof. Pantanelli (pag. 246). Trovo soltanto opportuno 
ripetere che Saxìcava arctica e S. rugosa sono due specie note- 
volmente distinte; che se le differenze non si possono dichiarare 
sempre evidentissime a motivo della variabilità della specie, al- 
trettanto spesso sono sufficienti. Il Prof. Pantanelli tiene essen- 
zialmente alla mancanza di carena nell' arctica, e alla forma più 
ovata nella rugosa. 

Pur riconoscendo la validità di tali caratteri non mi sembra 
trascurabile l' aggiunta dei seguenti. Dimensioni. Relativamente 
molto più notevoli nella rugosa che nelV arctica, margine anteriore 
brevemente e ottusamente arrotondato nella rugosa, interrotamente 
inclinato nell' arctica. Il carattere della rugosità è comune ad en- 



— 186 — 
trambi e se qualche volta è più accentuato nella rugosa non può 
fornire assoluto criterio di distinzione. 

Accenno inoltre a un esemplare che il Prof. Doderlein chiamò 
Saxicava mytiloides. Trattandosi di un solo esemplare e neppure 
in condizioni perfette non è lecito pensare a stabilire una nuova 
specie. E notevole però una fortissima depressione che divide en- 
trambe le valve e sul margine posteriore due costole assai promi- 
nenti che non si notano comunemente nò sopra la S. arctica, né 
sopra la S. rugosa. Collego quest' esemplare alla S. arctica, consi- 
derandolo per prudenza un anomalia di struttura. 

Saxicava rugasa L. 

Mya rustica . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 346, tav. XII, fig. 11. 
Piacentino. 
» conglobata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 91, n. 501. Piacenza. 
» rustica . . Bronn, It. Tert. Geb., pag. 91, n. 499. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. G-astrochoenidae. 

G-en. G-astrochoena Splengler. 

Gastrochoena abbreviata Bonelli. 

Gastrochoenn abbreviata, Pantanelli, Lamell. plioc ., Bull. Soc. Mal. It., 

Voi XVII, pag. 248, (Estr. ). Castellar- 
quato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gastrochoena dubia Pennant. 

Pholas hians Brocchi, Conch. foss. sub , pag. 415. Piacentino. 

Gastrochoena cuneiformis Bronn, It Tert. Geb., pag. 86, n. 466. Castel- 
larquato. 
» dubia. . . . Hornes, Foss. Tert. Beck., Voi. II, pag. 6. Ca- 

stellarquato. 
» » . . . . Weinkauff, Conchyl. des Mitt., Voi. I, pag. 3. 

Castellarquato. 



— 187 — . 
Gastrochoena dubia Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 253. 

Montezago. 

Castellarquato ex collezione. 



Fani. IPholadidae. 

Gen. Pliolas Lister. 

Pholas candida L. 

Barnea candida Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 253. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Differisce leggermente dalla forma vivente per le valve più 
larghe, o per le coste che nella forma fossile non seguono tutta 
la regione dorsale, ma a un certo punto e precisamente verso la 
fine svaniscono, mentre nella specie vivente le costelle si riscon- 
trano per tutto, fin contro le placche accessorie. 

Questo carattere differenziale aveva forse deciso Doderlein, 
di chiamare questa specie marginata, anziché candida. 

Gen. Pholadidea Goodall. 

Pholalidea rugosa Brocchi. 

Pholas rugosa. . . Brocchi, Condì, foss. sub., pag. 413, tav. XI, fig. 12 
a, b, e, d. Castellarquato. 
» »... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 87, n. 470. Castellar- 

quato. 
» »... Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 252. 

Lugagnano ecc. 
Pholadidea rugosa Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It , Voi. XVII, 
pag. 250, (Estr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Questa specie assai abbondante nel Piacentino è rappresentata 
nel museo da esemplari bene e mal conservati. In molti si trova 
ben netta la parte accessoria limitata dal caratteristico solco. 



— 188 - 

Gerì. Jouannetia Des Moulins. 

Jouannetia semicaudata Des Moulins. 

Jouannetia semicaudata Pantanelli, Lainell. plioc , Bull. Soc. Mal. It., 

Voi. XVII, pag. 251, ( Estr. ) Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



Fani. Lucinacea. 

Gen. Lucina Brug. 

Lucina borealis Linn. 

Lucina borealis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 309. Pia- 
centino. 
» Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 230. Castel- 
larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Sulla forma tipica di questa specie non è a spendere parola, 
perdio la sua sinonimia è ben conosciuta ed assodata La var. de- 
signata col nome di costìs nonnullis elevatis rarioribus, corrisponde 
alla specie creata da Deshayes col nome di Lucina orbicularis. 
Come il Prof. Pantanelli dimostrò la specie non ha ragioue di 
esistere autonoma, questo riconobbero anche altri autori e a seconda 
dei vari criteri, variamente 1' aggregarono a specie note. Così p. es. 
la Lucina orbicularis, citata da De Stefani e Pantanelli va rife- 
rita all' Axinus flexuosus Mtg. 

Qui però ci troviamo di fronte a una vera e propria Lucina 
e, dato il mantenimento del genere, bisogna cercare la specie più 
vicina alla quale aggregarla. 

Evidentemente la L. borealis è quella che meglio si presenta, 
e le differenze in molti casi si riducono ai minimi termini. Tenendo 
un conto mediocre della disposizione delle costole, negli esemplari 
segnati pel Piacentino col nome di L. orbicularis, stabilisco una 
varietà che però potrebbe anche non essere considerata tale col 
confronto di molti individui. 



189 



Lucina Bronni Mayer. 

Lucina Bronni Mayer, Journ. de Conch., Serie II, Voi. Ili, pag. 75, 
fig. 1 ( nel testo fig. 5 per err. tipog. ). 
» » Cocconi, Moli. inioc. plioc. Parma, Piac, pag. 309. Ca- 

stellarquato. 

Castellarqviato ex collezione. 

Lucina columbella Lk. 

( Lucina columbella Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 231. 
tav. XXXIII, fig. ba, /). 
» » Pantanelli, Laraell. plioc., Bnll.Soe.Mal.lt., Voi. XVII, 

pag. 254, (Estr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

L'unico esemplare di questa specie fu esaminato e control- 
lato dal Prof. Pantanelli ( loc. cit. ). È da rilevarsi però che erro- 
neamente la Lucina astensis Bon. citata da Micbelotti (Brevi 
cenni di alcuni resti della classe Brachiopodi Acefali, pag. 25 ) 
fu riferita alla Lucina orbicalaris Desìi., mentre risulta evidente 
che la L. astensis Bon. coincide esattamente colla la. columbella Lk. 
ora accennata. 

Lucina cunctata Fontannes. 

(Lucina cunctata Foutannes, Moli. Rhòae et Rouss., Voi. Il pag. 109, 
tav. VI, fig. 20-21). 
» » Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Sor Mal. It., Voi. XVII, 

pag. 255, (Extr. ). Castellarquato. 
t 

Castellarquato ex collezione. 

I 
Lucina ellv^ca Borson. 

Castellarquato ex collezione. 

La storia di questa specie, affogata in un mare di sinonimi è 
riportata fedelmente dal Prof. Pantanelli (Lamell. Plioc, pag. 256, 
257 ). Il nome di elliptica gli spetta per precedenza. Nella colle- 
zione di Castellarquato era stata posta da Doderlein come varietà 



— 190 — 
della transversa, colla quale pure fu spesso confusa. Doderlein 
chiamandola var. ingrassata già aveva intuito le differenze. Dispo- 
nendo di un solo esemplare, non è lecito sfoggiare in discussioni, 
solo si può affermare che l'esemplare è diverso dagli altri della 
L. transversa. Due le figure huone per questa specie Lucina 
rostrata Pecchioli (Descr. di alcuni fossili delle argille sub. To- 
scane, pag. 32, fig. 43, 45) Axinus rostratus Fontannes (Voi. II, 
pag. 115, tav. VII, fig. 4). 

Lucina fragilis Phil. 

Venus edentula Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 367. Piacentino. 
Lucina globosa Bronn, It. Tert. Geb., pag. 95, n. 533. Castellarquato. 
» fragilis Pantanelli, Lamell. plioc., Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII. 
pag. 258, (Estr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

È specie prossima ma distinta dalla Lucina incrassata Desh. 
La distinzione si basa essenzialmente sull' assenza dei due solchi 
attorno alla lunula, solchi che sono costanti in tutti gli esemplari 
di L. incrassata. 

Lucina Meneghina De Stef. e Pant. 

Lucina Meneghini Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII, 
pag. 261, (Extr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Anche per Castellarquato si tratta evidentemente della specie 
chiamata da Bonelli L. unguis. Paragonando la Lucina spinifera a 
questa specie non è possibile ammettere relazioni fra 1' una e l'altra. 

Lucina reticulata Poli. 

(Jagonia reticulata Fontanne^ Moli. Rhòne et Rouss., Voi. II, pag. 112, 
tav. VI^JV 1). 

, Castellarquato ex collezione. 

Lucina spinifera Mont. 

Lucina spinifera Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 310. Ca- 
stellarquato. 



— 191 — 

Lucina spini/era Hòmes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 237. Ca- 
stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La L. hiatelloides, citata e illustrata da Fontannes (Moli. 
Rhòne et Rouss., pag. Ili, tav. VI, fig. 20, 24) è certamente molto 
vicina a questa specie dalla quale appunto come dice Pantanelli, 
può staccarsi solo a titolo di varietà. 

Lucina transversa Brìi. 

Castellarquato ex collezione. 

È strano come questa specie, non sia stata notata da nessun 
autore per Castellarquato, quantunque si possa ritenere che al 
Prof. Pantanelli sfuggì per mero caso. 

Per esser ben certo della classificazione ho preso a confronto 
gli esemplari d' Asti, e ho trovato che coincidono perfettamente 
con quelli di collezione, anche per le dimensioni. L' unica figura 
a cui riferirsi resta sempre quella dell' Hornes ( Foss. Tert. Beck. 
Wien, Voi. II, pag. 246, tav. XXXIV, fig. 2 ) accennata anche da 
Pantanelli. 

Fani. Tellinidae. 

Gen. Tellina Linn. 

Tellina compressa Brocchi. 

Tellina compressa Bromi, It. Tert, Geb., pag. 93, n. 513. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 513. Ca- 

stellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 271. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La specie come ha accennato il Prof. Pantanelli (pag. 266) 
è assai bene riconoscibile per la piega anteriore interna delle sue 
valve, e per le strie obblique esterne che corrispondono alla stessa 
parte. Tale caratteristica è resa difficilmente dalle figure, delle 
quali la migliore potrebbe quasi dirsi essere quella di Brocchi 
(tav. XII, fig. 9.). 



— 192 — 

Tellina balaustina L. 

Arcopagla balaustina Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 275. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Tellina crassa Penn. 

Tellina subrotunda Bromi, It. Tert. Geb., pag. 93, n. 523. Castellarquato. 
» crassa . . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, pag. 96. Castel- 
stellarquato. 
Arcopag ia crassa . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 274. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Tellina distoria Poli. 

Tellina distorta Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It., Voi. XVII, 
pag. 267, (Estr.). Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

È specie vivente non molto comune, come non molto comune 
deve essere stata fossile giudicando dalle scarse citazioni. E specie 
assai fragile e delicata, di forma allungata, forma che anche allo 
stato fossile conserva i più vaghi colori. Si distingue dalle specie 
affini per la sua forma allungata quasi appuntita, pei suoi colori, 
per le tenuissime strie concentriche, pel lato posteriore più lungo, 
più acuto e anche maggiormente inflesso. 

Tellina donacina L. 

Tellina subcarinata Bronn, It. Tert. Geb., pag. 93, n 521. Castellarquato. 

» donacina. . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 87. Ca- 
stellarquato. 

» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 272. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Specie comune allo stato fossile vivente nel Mediterraneo e 
Adriatico. Buona la figura di Fontannes (Moli. Eliòne et Rouss., 



— 193 — 

tav. II, fig. 8, 9 ). La specie vivente non diversifica sensibilmente 
dalla fossile, le leggerissime differenze furono accennate da Fon- 
tannes stesso. Anche le specie di Vienna secondo Weinkauff, sono 
identiche alle viventi nel Mediterraneo, le differenze che si notano 
nelle figure di Hòrnes riguardo alla cernieia, seno palleale, ecc 
sono a considerarsi come inesattezze d'incisione (Fontannes, pag. 36). 

Tellina elliptica Brocchi. 

Tellina elliptica Bionn, It. Tert. Geb., pag. 93, n. 522. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 271. 

Castellarquato ex collezione. 

Tellina incarnata L. 

Tellina depressa Bromi, It. Tert. Geb., pag. 93, n. 518. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 271. Mon- 

tezago, Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Gli esemplari fossili di questa bella specie corrispondono assai 
bene a quelli viventi. 

Tellina lacunosa Chemnitz. 

Tellina lacunosa Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, pag. 12. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 274. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

E una specie di notevoli dimensioni, l'esemplare unico di 
Castellarquato raggiunge i 60 centimetri. Bronn e Brocchi la citano 
solo di Val Andona. 

Tellina nitida Poli. 

Tellina nitida . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 319. Piacentino. 

» » ? Bronn, It. Tert. Geb., pag. 93, n. 517. Castellarquato. 

» » . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 272. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

13 



— 194 — 
Tellina planata L. 

Tellina planata Bronn, It. Tert. Greb., pag. 92, n. 511. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli, raioc. plioc. Parma, Piac, pag. 270. Ca- 

stellarquato. 
» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 85. Castel- 

larquato. 

Castellarquato ex collezione. 

E una grande e bella specie, assai frequente, che vive nel 
Mediterraneo e nell' Adriatico. Come Cocconi accenna gli esemplari 
del Piacentino offrono in generale tracce di zone rossiccie trasver- 
sali. Buonissime le descrizioni e figure del Fontannes, i di cui 
tipi non si allontanano da quelli del pliocene italiano. 

Tellina pulchella Lk. 

Tellina pulchella Bronn, It. Tert. Greb., pag. 93, n. 519. Castellarquato. 

» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 273. Ca- 

stellarquato. 

» » Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII, 

pag. 269, (Estr.). Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

È specie tuttora vivente nell'Adriatico e Mediterraneo. E ben 
riconoscibile per le descrizioni date, fra le migliori quelle di Kobelt 
e Locard ( Coquilles marines des Cotes de France, pag. 274), ma 
non conosco buone figure. 

Tellina serrata Ren. 

Tellina serrata Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 319, tav. XII, fig. 1. 

» » Bronn, It. Tert. Geb., pag. 92, n. 512. Castellarquato. 

» » Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 89. Castel- 

larquato. 

» » Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 271. Ca- 

stellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

La specie è comune abbastanza nel Piacentino, sembra invece 
scarsa nel pliocene Bolognese. Buona la figura e descrizione del 



— 195 — 

Fontannes (Moli. Rhòne et Rouss., Voi. II, pag. 33, tav. II, fig\ 6) 
per quanto gli esemplari di Roussillon a detta dello stesso Fon- 
tannes differiscano alquanto dalla figura di Brocchi che è più 
esattamente triangolare, e della quale il margine palleale è alquanto 
triangolare. Cosi pure pel diametro gli esemplari del Piacentino 
aumentano leggermente da quelli di Roussillon e altrettanto leg- 
germente diminuiscono da quelli viventi. 

Tellina striatella Brocchi. 

Tellina striatella Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It , Voi. XVII, 
pag. 270, ( Estr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Tellina ventricosa De Serres. 

Tellina corbis .... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 94, n. 525. Castellarquato. 
» ventricosa . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 93. 

Castellarquato. 
Arcopagia » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 275. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cen. G-astrana Schumacher. 

Qastrana fragilis Linn. 

Fragilia fragilis Hòrnes, Foss. Tert. Beck. Wien, Voi. II, pag 81. Ca- 
stellarquato. 
Oapsa » Weinkauff, Conchyl. des Mitf.. Voi. I, pag. 60. Castel- 

, larquato. 
Fragilia » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 276. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Gastrana foliosa Dod. n. sp. 

Testa ovata trigona posterius obscure rostrata, striis concen- 
tricis lamellosis, raris, regularibus, erectis, postice maxime expli- 
catis, striis longitudinalibus nullis. 



— 196 — 

Conchiglia ovata triangolare, sul lato posteriore rostro poco 
accentuato, strie concentriche lamellose, rare, regolari, rialzate, 
molto spiegate nella regione posteriore. Dimensioni medie. Diam. 
umb. 14 mm. Diametro transv. 19 mm. spessore 10 mm. (Pan- 
tanelli). 

La designazione di questa specie inedita venne fatta da Pan- 
tanelli; ( Lamel. Plioc, pag. 273) che parlando della G. fragilis 
accenna alla specte del Doderlein chiamata G. (Petricola) foliosa. 
Egli ritiene che questa specie potrà conservare il proprio nome, 
ma però l'incorpora colla Gastrana fragilis. Per la convinzione 
entratami che valga la pena di differenziarla dalle specie affini 
ne ho dato la descrizione. Le differenze principali fra la presente 
specie e la G. fragilis date da Pantanelli consistono nella man- 
canza di strie longitudinali, nella regolarità e forma delle lamelle, 
nella mancanza di rostro, nel dente della valva sinistra che trian- 
golare e bifido si protende in avanti senza rialzarsi dal piano di 
giunzione delle valve, e finalmente nelle dimensioni medie, in- 
feriori. 

Fam. Scrobiculariidae. 

Gen. Syndesmya Récluz. 

Syndesmya longicallus Scacchi. 

Syndesmya longicallus Pantanelli, Lamell, plioc, Bull. Soc. Mal. It., 

Voi. XVII, pag. 275, (Estr. ). Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

È specie vivente e poiché non differisce dagli esemplari fos- 
sili, così la buonissima descrizione che ne da il Kobelt ( pag. 312) 
può servire all' uno e all' altro stato. 

Syndesmya Renieri Bronn. 

Erycina Renieri. . Bronn, It. Tert. Geb , pag. 90, n. 488. Castel- 
larquato. • 

Syndesmya apelina Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, pag. 78. Castel- 
larquato. 
» » Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 275. 

Castellarquato. 



— 197 — 

Syndesmya renieri. Pantaneili, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., Voi. XVII. 
pag. 275, (Estr. ). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Era indicata in collezione come Scrobicularia alba Wood. Pan- 
taneili ammette che la Tellina pellucida indicata da Brocchi, 
pag. 323 debba passare in sinonimia. Uniformandomi a questo 
criterio ho riportato anche la citazione di Hórnes e Cocconi, giacché 
Hornes pone nella sinonimia della S. ap elina la T. pellucida 
Brocchi, che è poi uguale alla S. Renieri. 

Syndesmya strida Brocchi. 

Syndesmya angulosa Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 276. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Cuspidariidae. 

Gen. Cuspidaria Nardo. 

Cuspidaria abbreviata Forbes. 

Cuspidaria abbreviata Pantaneili, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., 
Voi. XVII, pag. 277, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cuspidaria cuspidata Olivi. 

Tellina cuspidata . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 325. Piacentino. 
Neaera » . . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 43. 

Castellarquato. 
» » . . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 267. 

Cuspidaria » . . Pantaneili, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., 

Voi. XVII, pag. 277, (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 198 — 

Cuspidaria costellata Desh. 

Neaera costellata . . C occoni, Moli. mioc. plioe. Parma, Piac , pag. 263. 

Castellavquato. 
Cuspidaria » . . Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc. Mal. It., 

Voi XVII, pag. 277. (Estr. ). Castellavquato. 

Castel larquato ex collezione. 

Cuspidaria maxima Mayer. 

Neaera proboscidea Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 263. 

Riorzo. 
» maxima . . Mayer, Journ. de Conch., Voi. XXVI, pag. 302. 

tav. XVI, fig. 1. Castellarquato, Lugagnano, 

Montezago. 
Cuspidaria » . . Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It., Voi. 

XVII, pag. 278. (Estr.). Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Cuspidaria rostrata. 

Cuspidaria rostrata Pantanelli, Lamell. plioc, Bull. Soc Mal. It., Voi. XVII, 
pag. 279, (Extr. ì. Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fani. Verticordiidae. 
Gen. Verticordia Wood. 

Verticordia argentea Mariti. 

Chamaf arietina. . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 305, tav. XVI, fig. 13. 

Piacentino. 
Isocardia » . . Bronn, It. Tert. Greb , pag. 106, n. 610. Castellarquato. 
Pecchiolia argentea Cocconi, Moli. mioc. plioc Parma, Piac, pag. 308. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 



— 199 — 

Fam. IPandoridae. 

Gen. Pandora Bruguiére. 

Pandora inaequivalvis L. 

Pandora inaequivalvis Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 264. 
Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Anatinidae. 

Gen. Tliracia Blainv. 

Thracia convexa Wood. 

Thracia Maravignae Cocconi, Moli. mloc. plioc. Parma, Piac, pag. 261. 
Riorzo. 
» pubescens . . Cocconi, Moli mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 61. 
Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 

Thracia distorta Mg. 

Mya conglobata. . . Brocchi, Conch. foss. sub., pag. 343, tav. XII, fig. 12. 

Castellarquato. 
Saxicava » ... Bronn, It. Tert. Geb., pag. 91, n. 501. Castellarquato. 
Thracia ovalis . . . Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 261. 

Castellarquato. 

Castellarquato ex collezione. 

Fam. Clavagellidae. 
Gen. Clavagella Lk. 

Clavagella aperta Sow. 

Teredo echinata. . . Brocchi, Conch. foss sub., pag. 34, tav. XV, fig. 1 a, h. 
Piacentino, 



_ 200 — 

Clavagella Brocchii Bronn, It. Tert. Geb., pag. 86, n. 465. Castellarquato. 
» » Cocconi, Moli, mioc plioc. Parma, Piac, pag. 254. 

Lugagnano. 

Castellarquato ex collezione. 

Le ragioni esposte da Pantanelli ( Lamell. Plioc, pag. 285 Estr.) 
mi dispensano dal ripetere perchè al nome di O. Brocchii debba so- 
stituirsi quello di C. aperta. 

Clavagella bacillum Brocchi. 

Teredo bacillum .... Brocchi, Conch foss. sub, pag. 89, tav. XV, fig. 6. 

Piacentino. 
Clavagella aspergillum Bronn, It. Tert. Geb, pag. 86, n. 464. Castellarquato. 
» bacillaris . Cocconi, Moli. mioc. plioc. Parma, Piac, pag. 254. 

Castellarquato. 
■> » . Hornes, Foss. Tert. Beck. Wien, P. II, pag. 3. 

Castellarquato. 
» » . Fontannes, Moli. Foss. Rhòne et Rouss. Voi. II, 

pag. 7. Piacentino. 

Castellarquato ex collezione. 



L' opera del Prof. Pantanelli Lamellibranchi pliocenici ha spianato 
le maggiori difficoltà che questa parte del mio lavoro poteva riscon- 
trare. L' autore infatti nella sua Enumerazione e Sinonimia non si è 
limitato a un arido elenco di nomi e cifre, ma spesso è entrato nel a 
critica delle singole specie. 

Gli esemplari tutti della collezione di Castellarquato furono da lui 
esaminati, il compito mio si limitò quindi o a ripetere cose importanti 
dette, o a citare senza altro la specie. Incidentalmente qualche nuova 
osservazione è sorta, ma certo di valore assai relativo. 

Il metodo tenuto nella classificazione è lo stesso della prima parte. 



201 - 



ELENCO 

DELLE SPECIE CITATE NON ESISTENTI IN COLLEZIONE 



Gen. Scarabus. 

S. subglobosus Bagatti, op. cit., pag. 33. Bacedasco. 

Gen. Acteon. 

Acteon cf. subulatus Wood. Sacco, op. cit., P. XXII, pag. 31 = ? A. sul 
catus Cocconi, op. cit., pag. 245. 
» inflatus Bors. Sacco, op. cit., P. XXII, pag. 31 = A. Noae Coc- 
coni, op. cit , pag. 32. 
Tornatella attenuata Mayer, op. cit., pag. 308. Bacedasco. 

» Woodii . Mayer, op. cit., pag. 309. Castellarquato. 

Gen. Cyliclma. 

Gylichna clathrata . . Cocconi, op. cit., pag. 246. 
Cylichna cf. clathrata Sacco, op cit,, P. XXII, pag. 51. 

tornata . . Mayer, op. cit., Voi. XXII, 1874, pag. 309, 
tav. XI, fig. 3. 

Gen. Ringicula. 

Bingicula orniculata var. africana Sacco, op. cit., P. XII, pag. 27. 
Piacentino. 

Gen. Bulla. 

Bulla D' Anconaeana Cocconi, op. cit., pag. 249. Piacentino. 
» » Sacco, op. cit., pag. 22, n. 48. Piacentino. 

» sabampulla . . . Sacco, op. cit., pag. 22, n. 47. Piacentino. = Bulla 
Striata Brug., Cocconi, op. cit., pag. 249. 
. . Mayer, op. cit., pag. 310. Lugagnano. 

14 



— 202 



Gen. Terebra. 

Terebra Studeriana . Cocconi, op. cit., pag. 132. Piacentino. 
» subcancellata . Bagatti, op. cit, pag. 26. Castellarquato. 

Gen. Conus. 

Conus Aldrovandi Cocconi, op. cit., pag. 147. Montezago. 

Dendroconus Berghausi e var. Sacco, op. cit., P. XIII, pag. 7. Piacen- 
tino. = Conus Bergami Cocconi, op. cit., 
pag. 147. == Conus fuscocingulatus Coc- 
coni, op. cit., pag. 118. 

Chelyeonus Deskayesi Sacco, op. cit., P. XIII, pag. 73. Piacen- 
tino. = C. Deshayesi Cocconi, pag. 152. 

Gen. G-enota. 

Genota ramosa == P. ramosa Cocconi, op. cit., pag. 48. Castellarquato. 

Gen. Surcula. 

Surcula Reevei = P. Eeevei Cocconi, op. cit., pag. 54. Piacentino. 

» Mercati. . . . Bagatti, op. cit., pag. 15. Bacedasco. 

» diademata 

» Kossuti . . 

» Coquandi . 

» Laynarlcii . 

» avia » » » » Bacedasco. 

» disparilis . . 

» latyriformis 

» recticosta ...» » » 16. » 

» Chinensis ... » » » » S. Maria. 

Gen. Operculatum. 

0. plicatum Bagatti, op. cit., pag. 32. Bacedasco. 

Gen. Drillia. 

Drillia terebra = P. terebra Cocconi,' op. cit., pag. 57. Castellarquato. 
» rarieosta == P. raricosta Cocconi, op. cit., pag. 58. Castellarquato. 
» Scillae . . . Bagatti, op. cit., pag. 16. Bacedasco. 
» Pareti ... » » » » » 



— 203 — 
Drillia crebricosta . Bagatti, op. cit., pag. 16. Bacedasco. 



rotundicosta 

seiunota . . . 
Michelottii . 
crebristriata 
unifilosa . . 
Perrara . . 
bifilosa . . . 
soror .... 
obeliscus . . 



17. 



17. 
18. 



Gen. Homotoma. 

Homotoma anceps = P. anceps Cocconi, op. cit., pag. 56. Castellarquato. 
» Leufroyi = D. Leufroyi Cocconi, op. cit., pag. 60. Castel- 

larquato. 
■» Bellardiana = D. Bellardiana Cocconi, op. cit., pag. 60. 

Castellarquato. 
» Montagui Bagatti, op. cit., pag. 20. Riorzo. 

Gen. Daplmella. 

Daphnella Romanii = P. admìrabilis Mayer, op. cit., voi. XX, pag. 234. 

Castellarquato. 
» » Bagatti, op. cit., pag. 21. S. M. Maddalena. 

» Salinasii z= P. Caveola Bagatti, op. cit., pag. 21, S. M. 

Maddalena. 



Gen. Olavatula. 

Clavatula Romana = P. Mortilleti Mayer, op. cit., pag. 163. Castellarquato. 
» Taurinensis Bagatti, op. cit., pag. 18. Bacedasco. 

» bicarinata . Bagatti, op. cit., pag. 19. Bacedasco. 

Gen. Bela. 
Bela bucciniformis Bagatti, op. cit., pag. 18. Castellarquato. 

Gen. Pseudotoma. 

Pseudotoma hirsuta Bagatti, op. cit., pag. 19. Bacedasco. 

Gen. Dolieliotoma. 

D. doliolum Bagatti, op. cit., pag. 19. Bacedasco. 



— 204 



Gen. Clatlmrella. 

C. subtilis . . Bagatti, op. cit., pag. 19. Bacedasco. 

» detruncata » » » » Riorzo. 

» declivis . . » » » » t, 

» Lusiae . . » » » » Castellarquato. 

» Spreafici . » » » » S. Maria. 

Gen. Mangelia. 

Mangelia scabriuscula Bagatti, op. cit., pag. 21. S. Maria. 
» catagrafa. . » » » » Riorzo. 



Gen. Raphitoma. 



Raphitoma Cordieri . 

» Bertrandi 

» Semperii . 

» novella . . 

» megastoma 

» sulcatula . 

» Appellimi 

» iumidula . 

» scalariformis 

» Suessi. . . . 



Bagatti, op. cit., pag. 22. Castellarquato. 

» » » » » 

» » » » Riorzo. 

» » » » Bacedasco. 

» ' » » » Riorzo. 

* » » » Bacedasco. 

» » » » Riorzo. 

» » » » Bacedasco. 

» » , » » Riorzo. 

» » » » Bacedasco. 



Halia D'Anconeana. 
» Weìnkauffi . . 



Gen. Halia. 

Bulla D'Anconeana Cocconi, op. cit., pag. 248. 

— Sacco, op. cit., pag. 48. Piacentino. 
Bulla Weìnkauffi Mayer, op. cit., Voi. XX, 

pag. 309. Castellarquato. 



Gen. Mitra. 



Mitra rustica. . . . Cocconi, op. cit., pag. 95. Castellarquato. 

» nitidula ... » » » 96. » 

» incognita . . » » » 97. * 

» striatosulcata » » » 98. Lugagnano. 

» crebricosta . Bagatti, » » 24. Castellarquato. 

» elegans ... » » » » Bacedasco. 

... » » » » Castellarquato. 



— 205 



Fusus Bellardianus 

» affinis. . . . 

» Bredae. . . 

» Valenciennesi 

» multiliratus 

» decorus . . 

» squamulatus 

» laciniatus . 

» circinnatus. 



Gen. FUSUS. 

Cocconi, op. cit., pag. 43. Montezago. 

» » t> » Riorzo. 

Bagatti, » » 12. Bacedasco. 

» » » » Castellarquato. 



» » Ri orzo. 
» » Montezago. 
* 13. 



Gen. Turbinella. 

T. gracilis . Bagatti, op. cit., pag. 24. Castellarquato. 
» Dujardini » » » » » 

» Haueri. . » » » » Bacedasco. 

Gen. PhOS. 

PAos flexuosum = Buccinum flexuosum Cocconi, op. cit., pag. 7G. Ca- 
stellarquato. 
» exiguum . Cocconi, op. cit., pag. 76. Castellarquato. 



Gen. Nassa. 

Nassa Doderleiniana Cocconi, op. cit., pag. 80. Castellarquato. 
» strobeliana . . » » » 85. » 

» ungulata . . . Mayer, op. cit., Voi. XX, pag. 147. Montezago. 



» collaterale . 

» spinulosa . . 

» Falineoe . . 

» Linnaei . . . 

» Ferrusaci. . 

» multi sulcata . 

* nova 



» » » » 148. Piacentino. 

Bagatti, op. cit., pag. 23. Bacedasco. 

» » » » » 

» » Castellarquato. 

» » » 

» » » 

» » » 



Gen. Typllis. 
Typhis horridus Cocconi, op. cit., pag. 23. Castellarquato. 



— 206 — 



Gen. Murex. 



Murex Sowerbyi . . 

» heptagonatus 

» heptagonatus 
» » 

» varicosissìmus 

» brevicanthos 

» Sedgwicki. . 

» multicostatus 

» Janianus? . 

» pagodula . . 

» turbiniformis 

» Partschii . . 

» Borsonii 

» Veranyì. 

» subasperimus 

» umbilicatus 

» dertonensis 

» concerptus 

» bicaudatus 

» coelatus . 

» Bechi . . 

» Isseli . . 

» horrens . 

» confragus 

» fodicatus 

» electus. . 

» caper atus 

» irregularis 

» Capellini 

» corallinus 

» torulosus 

» novus . . 

» Strobeli . 

» dirutus . 



Coccoui, op. cit., pag. 24. Montezago. 
Bromi, op. cit., pag. 35, n. 151. Castellarquato. 
Hornes, op. cit., pag. 255. Castellarquato. 
Cocconi, » » 27. » 

» » e Stramonte. 

28. Piacentino. 
» Castellarquato. 
33. » e Diolo. 

39. 
Mayer, op. cit., Voi. XXII, pag. 314. Lugagnano. 

» » » » 315. » 

Bagatti, op. cit,, pag. 9. Stramonte. 
» » » » Montezago. 



» Bacedasco. 
» Gropparello. 
» Stramonte. 



Bacedasco. 



10. 



» Stramonte. 

» Gropparello. 
» » 

» Stramonte. 



Gen. Jania. 



Jania maxillosa Bagatti, op. cit., pag. 14. Bacedasco. 
» labrosa. . » » » » » 



— 207 — 
Gen. Pisania. 



Pisania crassa. . Bagatti, op. cit., pag. 14. S. M. Maddalena. 
» maculosa Cocconi, op. cit., pag. 41. Chero. 

Gen. Follia. 
P. exacuta . . Bagatti, op. cit., pag. 14. Rio dei Vassalli. 



» subspinosa 
» May eri . . 
» Meneghini 



» Bacedasco. 
» Stramonte. 



Gen. Triton. 



Triton ìampas .... Cocconi, op. cit., pag. 69. Castellarquato. 

>■> ranellae forme Bagatti, » » 15. Montezago. 

» Borsoni. ...» » » » » 

» Doderleini . . » » » » Stramonte. 

» abbreviatimi . » » » » Bacedasco. 

Gen. CassìS. 
Cassis sulcosa Cocconi, op. cit., pag. 111. Castellarquato. 

Gen. Cyplioma. 

C. intermedia Bagatti, op. cit., pag. 28. Castellarquato. 

Gen. Cypraea. 

C. cocconi Mayer, op. cit., Voi. XXIII, pag 76. Castellarquato. 
Gen. Trivi a. 

Trivia dorso laevigata var. sulconitens Sacco, op. cit., P. XV, pag. 52. 
Piacentino = T.pedicitlus Cocconi, op. cit., pag. 163. 
Castellarquato. 

Gen. Birostra. 

B. birostris Bagatti, op. cit., pag. 28. Castellarquato. 

Gen. Cerithium. 

C. Italicum Mayer, op. cit., Voi. XXVI, pag. 178. Bacedasco 



— 208 — 
Gen. Vermetus. 

V. protensus Cocconi, op. cit., pag. 196. Bacedasco. 

Gen. Turritella. 

T. varicosa Cocconi, op. cit., pag. 191. Castellarquato. 

Archimediella? bicarinata Sacco, Moli terz. Piem., Lig., P. XIX, pag. 14. 

Castellarquato. = T. Bicarinata Cocconi 

op. cit., pag. 191. Castellarquato. 
Haustator marginalis . . . Sacco, Moli. terz. Piem., Lig., P. XIX, pag. 16 

Piacentino. T. marginalis Cocconi, op. cit. 

pag. 191. Castellarquato. 
Turritella spirata Bagatti, op. cit., pag. 30 Castellarquato. 

Gen. Solarium. 

Solarium Aldrovandi Cocconi, op. cit., pag. 146. Castellarquato. = Pseudo- 
malaxis Aldrovandi Sacco, op. cit., P. XII, 
pag. 75. Castellarquato. 

» umile. . . . Bagatti, op. cit., pag. 27. Castellarquato. 

» Lyelli ... » » » » Bacedasco. 

» Aragonae . » » » » » 

Gen. Rissoa. 

Rissoa oblonga . . Cocconi, op. cit., pag. 184. Riorzo, = Zippora oblonga 
Sacco, Moli. terz. Piem , Lig., P. XXII, pag. 18. 
Piacentino. 

» monodonta Cocconi, op. cit., pag. 184. Riorzo. 

» ventricosa » » » 185. Castellarquato. 

» radiata . . Bagatti, » » 29. Bacedasco. 

Gen. Crepidula. 

C. rugosa Bagatti, op. cit., pag. 30. Riorzo. 

Fam. Scalariidae. 

Scalarla foliacea. . • . Cocconi, op. cit., pag. 123. Riorzo. 

» trinacria ...» » » » Bacedasco. 

» pulchella ...» » » 124. » 

» babilonica . . » » » 125. Castellarquato. 



— 209 — 
Dentiscala crenata var. Babilonica Sacco, op. cit., P. IX, pag. 82. 

Piacentino. 
Scalarla Capelliniana . Cocconi, op. cit., pag. 127. Montezago. 

» geniculata . . Bagatti, » » 24. Castellarquato. 

» clathratula . . » » » 25. Riorzo. 

» coronata ... » » » » Bacedasco. 

» planicosta . . » > » ». » 

» Delprati ...» » » » Riorzo. 

» septem costata » » » » » 

» Bel/ardii. . . » » » » Castellarquato. 

Gen. Chemnitziae. 

C. scalaris Cocconi, op. cit., pag. 137. Riorzo. 

Gen. Faludina. 

P. acuta . . Bagatti, op. cit., pag. 30. Bacedasco. 
» vivipara Cocconi. » » 187. » 

Gen. Fhasianella. 

P. Eichwaldi Bagatti, op. cit., pag. 31. Bacedasco. 

Gen. Troclius. 

T. euomphalus Cocconi, op. cit, pag. 220. Castellarquato. 

» vorticosus . Bagatti, » » 31. » 

» rotellaris. . » » » » Montezago. 

» divaricatus » » » » Gropparello. 

Gen. Clanculus. 

Clanculus Jussieui . Cocconi, op. cit., pag. 228. Castellarquato. 
Clanculella » Sacco, » P. XXIII, pag 23. Piacentino. 

Gen. Monodonta. 

M. limbata Bagatti, op. cit., pag. 31. Bacedasco. 

Danilia sublimbata Sacco, op. cit., P XXIII, pag. 23. Piacentino. 

Gen. Fissurella. 

F. clypeata Cocconi, op. cit, pag. 231. Castellarquato. 



210 



Gen. E marginalia. 

Emarginala crebricosta Cocconi, op. cit., pag. 233. Lugagnano. 

» elongata . » » » » Montezago. 

» » . Sacco, op. cit., P. XXII, pag. 15. Piacentino. 

» conica . . . Cocconi, op. cit., pag. 234. S. Maria. 



Gen. Dentalium. 

D. entalis. Cocconi, op. cit., pag. 241. Lugagnano. = Antale vitreum 

Sacco, op. cit., P. XXII, pag. 22. Piacentino. 
» Jani. . Cocconi, op. cit., pag., 242. Castellarquato. 
Fustiaria Jani Sacco, op. cit , P. XXII, pag. 112. Piacentino. 

Gen. Ostrea. 

Ostrea hyotis Brocchi Bronn, op. cit , pag. 117, n. 671. Ca- 
stellarquato. 

» cf. digitata Eichw Sacco, op. cit., P. XXIII, pag. 11. 

Piacentino. 

Cubitostrea Delboni var. Addolii May. Sacco, op. cit., P. XXIII, pag. 13. 

Piacentino. 

Crassostrea crassissima Lk. . . . Sacco, op. cit., P. XXIII, pag. 16. 

Piacentino. 

Gen. Anomia. 

Anomia squamula Linn. Brocchi, op. cit., pag. 261. Piacentino. 
» electrica » » » » » » » 

» squama » Bronn, » » » 125, n 707. Piacentino. 

Gen. Lima. 

Lima mutica? Lk. Bronn, op. cit, pag. 114, n. 660. Castellarquato. 
» squamosa » Bagatti, op. cit., pag. 39. Bacedasco. 

Gen. Chlamys. 

Chlamys varia Linn. ( ? ) Sacco, op. cit., P. XXIV, pag. 4. Pia- 
centino. 
» Bruei Payr Sacco, op. cit., P. XXIV, pag. 9. Pia- 
centino. 



— 211 — 

Chlamys (Manupecten) pes felis Sacco, op. cit, P. XXIV, pag. 36. 

Piacentino. 

» ( Palliolttm ) simile. . . Lk., op. cit., P. XXIV, pag. 45. Pia- 
centino. 

» (Peplum) inflexa Poli. Sacco, op. cit. P. XXIV, pag. 37. Pia- 
centino. 

» » septemradiata Milli, op. cit, P. XXIV, pag. 38. Pia- 

centino. 

» (Flexopecten) flexuosa Poli, op. cit. P. XXIV, pag. 40. Pia- 
centino. 

» » inaequicostale Lk , op. cit., P. XXIV, pag. 42. 

Piacentino. 

Gen. Semipeeten. 

Semipecten ( Pleuronectia) duodecimlamellatus Bronn. Cocconi, op. cit.. 

pag. 340. Castellarquato. 

Gen. Amussium. 

Amussium ( Parvamiissinm) duodecimlamellatum Bronn. Sacco, op. cit., 

P. XXIV, pag 48 Piacentino. 

Gen. Peeten. 

Pecten maximus Lk Bronn, op. cit., pag. 116, n. 466. Castellarquato. 

» excisus » » » 117, » 671. » 

» varius Lk » » » 118, » 672. » 

» rotundatus Lk. ... » » » » » 674. » 

» Dumasii Pay » » » » » 678. » 

» polymorphus Brn. . . » » » 119, » 679. » 

» islandicus Lk » » » » 680. » 

» pes felis Lk » » » » » 681. » 

» varius Lin Cocconi, op. cit., pag. 335. Castellarquato. 

» latissimus Brocchi, » » 333. » 

» Leytajanus Partsch . Bagatti, op. cit., pag. 38. » 

» miocenicus Micht . . <- » » » Bacedasco. 

» Brouei Payr » » » 39. » 

» turgidus Lk » » » » Castellarquato. 

» inflexus Lk •>> » » » » 

» plica Lk » » » » » 

» maximus Linn. ... » » » 58. » 

» medius Lk » » » 60. » 

» ( Vola) medius Lk. . » » » 39. Bacedasco. 

» (Janira)fallax Mich. » » » » » 



— 212 



Gen. Mytilus. 

Mytilus edulis Brocchi. . . Bromi, op. cit. pag. 113, n. 653. Castellarquato. 
» hesperianus Lk. . Cocconi, op. cit., pag. 315. Riorzo. 
» aquitanicus May.. » » » 316. Castellarquato. 

Gen. Modiola. 

Modiola subcarinata Lk. Bromi, op. cit., pag. 112, n. 618. Castellarquato. 
» mytiloides Brn. » » » 113, » 651. » 

» barbata Gmel. . Cocconi, op. cit., pag. 317. Castellarquato. 



Gen. Avicula. 

Avicula phalenacea Lk. Cocconi, op. cit., pag. 318. Castellarquato. 

Gen. Arca. 

Arca Darwini May Cocconi, op. cit., pag. 391. Stramonte. 

» cuoulliformis Eichw. » » » 323. Castellarquato. 

» candida Cmel » » » 324. Montezago. 

Gen. Pectuneulus. 

Pectunculus transversus Lk. Bronn, op. cit., pag. 109, n. 629. Castellarquato. 

Gen. Trinacria. 

Trinacria ( Trigonocoelia ) Semperi May. Cocconi, op. cit., pag. 329. Ca- 
stellarquato. 

Gen. NUGUla. 

Nucula rostrata Bronn, op. cit., pag. Ili, n. 639. Castellarquato. 

» decipiens Pliil. . Bagatti, op. cit , pag. 38. Bacedasco. 

Gen. Leda. 

Leda pellucida Phil. Cocconi, op. cit., pag. 331. Castellarquato. 
» clavata Cale. . » » » 333. » 

» pusio Phil. . . Bagatti, » » 39. » 



— 213 — 
Gen. Cardita. 

C'ardita elongata .... Bronn, op. cit., pag. 105, n. 605. Castellarquato. 
» negleota Micht. Bagatti, op. cit., pag. 37. Castellarquato. 

Gen. Cardium. 

Cardium oblongum Bronn, op. cit., pag. 102, n. 585. Castellarquato. 

Gen. Laevieardium. 

Laevieardium serratura Lk. Bagatti, op. cit , pag. 36. Riorzo. 

Gen. Oytlierea. 

Cytherea venetiana Lk. Bagatti, op. cit., pag. 36. Riorzo. 

Gen. Tapes. 

Tapes vetula Bast. . . Cocconi, op. cit., pag. 287. Lugagnano. 

» edulis Ihemn. . » » » 289. Castellarquato. 

» Bronni May. » » » » » 

» decassata Linn. » » » 290. » 

» aurea Gm. ...» » » » » 

Gen. Dosinia. 

Dosinia orbicularis Ag. Cocconi, op. cit., pag. 285. Riorzo. 

Gen. Donax. 

Donax anatinum Lk. . . Bronn, op. cit., pag. 537, n. 95. Castellarquato. 
» lucida Hòrn.. . . Bagatti, » » 35. Castellarquato. 

> intermedia Hòrn. Cocconi, » » 277. Piacentino. 

Gen. Mactra. 

Mactra podolica Eichw. Bagatti, op. cit., pag. 35. Rio Asse. 

Gen. Pholadomya. 

Pholadomya alpina Math. . . Cocconi, op. cit., pag. 261. Chero. 

» Vaticana Ponzi. Bagatti, » » 35. Castellarquato. 



— 214 — 
Gen. Lucina. 

Lucina divaricata Lk. . . Bronn, op. cit , pag. 94, n. 527. Castellarquato. 

» radula Lk » » » » » » » 

» Dujardini Plora.. Bagatti, op. cit., pag. 36. Bacedasco. 
» Sismondae Desh. » » » » » 

» strigosa Micht. . . » » » » » 

Gen. Semele. 

Semele ( Amphidesma ) lucinnlis Lk. Bronn, op. cit., pag. 90, n. 490. 
Castellarquato. 

Gen. Thracia. 

Thracia papiracea Poli. Bagatti, op. cit , pag. 35. Castellarquato. 

Istituto di Mineralogia e Geologia della R. Università di Modena - 7.° Novembre 1898. 



INDICE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO VOLUME 



Rendiconto delle adunanze — Adunanza generale del 26 

aprile 1896 Pag. in 

L. Picaglia. — Curzio Bergonzini » v 

— Eugenio Giovanardi '. » xiv 

Adunanza generale del 6 gennaio 1897 » xxn 

L. Picaglia. — Giuseppe Mazzetti » xxvi 

T. Bentivoglio — Osservazioni intorno alle varietà delia 

specie « Platycnemis Pennipes » (con 2 tav. colorate). » 1 

I. Namias. — Collezione di Molluschi pliocenici diCastellarquato » 5 



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ELENCO DEI SOCI 
1898 

Ufficio di Presidenza. 

Comm. Prof. GIOVANNI CANESTRINI, Presidente onorario. 

Cav. Prof. DANTE PANTANELLI, Presidente. 

ProfV CIRO CHISTONI, Vice-Presidente. 

Dott. NAMIAS ISACCO, /. Tesoriere. 

Dott. LUIGI PICAGLIA, Segretario. 

Ing. LUIGI POZZI, Archivista. 

Membri Benemeriti. 

Keaselmeyer Cav. Ing. Carlo Augusto, Manchester. 
Lehmann Astronomo Paolo, Berlino. 

Membri Onorari. 

Baccelli Comm. Prof. Dott. Guido, Deputato al Parlamento Nazionale. 

Bombicci Porta Comm. Prof. Dott. Luigi, Bologna. 

Canestrini Comm. Prof. Dott. Giovanni, Padova. 

Cannizzaro Prof. Comm. Stanislao, Senatore del Regno, Roma. 

Carus Dott. Prof. Giusto Vittorio, Lipsia. 

Cartailhac Cav. Prof. Dott. Emilio, Tolosa. 

Ciaccio Prof. Cav. Giuseppe Vincenzo, Bologna. 

Ciofalo Cav. Prof. Saverio, Termini Imerese. 

Cohn Prof. Dott. Ferdinando, Breslavia. 

Costa Comm. Prof. Dott. Achille, Napoli. 

De Bary Prof. Dott. Antonio, Strasburgo. 

Doria Marchese Comm. Giacomo, Senatore del Regno, Genova. 

Finali Comm. Ing. Gaspare, Senatore del Regno, Roma. 

Fuchs Dott. Teodoro, Vienna. 

Garbiglietti Prof. Comm. Giuseppe, Torino. 

Garrigou Cav. Dott. Felice, Luchon. 



— TV — 

Hauer Comm. Prof. Dott. Francesco, Vienna. 

Hooker Prof. Dott. Giuseppe, Dalton-Londra. 

Kesselrneyer Cav. Ing. Carlo Augusto, Manchester. 

Kowalewski Prof. Dott. Alessandro, Pietroburgo. 

Mantegazza Comm. Prof. Dott. Paolo, Senatore del Regno, Firenze. 

Milne-Edwards Prof. Alfonso, Parigi. 

Moller Prof. Valentino, Pietroburgo. 

Nicolucci Prof. Giustiniano, Isola del Liri. 

Omboni Comm. Prof. Dott. Giovanni, Padova. 

Paulucci Marchesa Marianna, Villa Novoli (Firenze). 

Preudhomme de Borre Cav. Adolfo, Bruxelles. 

Schmidt Valdemar, Copenaghen. 

Sennoner Cav. Dott. Adolfo, Vienna. 

Virchow Comm. Prof. Dott. Rodolfo, Berlino. 

Targioni Tozzetti Comm. Prof. Adolfo, Firenze. 

Membri Corrispondenti Onorari. 

Bernard Dott. Alfonso, Céligny. 

Biederman ( von ) Barone, Dresda. 

Bley Dott. Carlo, Dresda. 

Capellini Comm. Prof. Giovanni, Bologna. 

Curò Ing. Antonio, Bergamo. 

De Meuron Luogotenente Dott. Luigi, Losanna ( Vaud). 

Drechsler Cav. Dott. Adolfo, Dresda. 

Forsyth Major Dott. Carlo J., Firenze. 

Geinitz Giovanni Bruno, Dresda. 

Gibelli Cav. Prof. Dott. Giuseppe, Torino. 

Hartig. Cav. Dott. A., Dresda. 

Herzen Prof. Dott. Alessandro, Firenze. 

Hillyer Giglioli Comm. Prof. Enrico, Firenze. 

Hirsch Dott. Teodoro, Dresda. 

Koch Dott. A., Erfurt. 

Lambert Dott. Ernesto, Bruxelles. 

Lèfévre Dott. Teodoro, Bruxelles. 

Ludwig Dott. Ernesto, Vienna. 

Ludwig Dott. I. M., Pontresina (Grigioni). 

Le Jolis Ing. Dott. Augusto, Cherbourg. 

Monier Prof. Dott. Dionigio, Ginevra. 

Pavesi Cav. Dott. Prof. Pietro, Pavia. 

Pedraglio Bag. Leone, Milano. 

Bieco Cav. Prof. Ing. Annibale, Catania. 

Boberts G., Althrincham (Lancashire). 

Rousette Giulio, Santa Maria ( Svizzera ). 

Salvadori Conte Cav. Dott. Tommaso, Torino. 



Schubring Dott. Gustavo, Erfurt. 
Sciutto Patti Cav. Ing. Carmelo, Catania. 
Siminonds P. Luigi, Parigi. 
Struever Comm. Prof. Giovanni, Roma. 
Tacchini Comm. Prof. Ing. Pietro, Roma. 
Taramelli Cav. Prof. Torquato, Pavia. 
Topinard Prof. Dott. Pietro Parigi. 

Soci ordinari. 

Bagnesi Bellencini March. Arrigo. 

Bonacini Prof. Dott. Carlo. 

Casarini Cav. Prof. Dott. Giuseppe. 

Chistoni Prof. Dott. Ciro. 

Corio Dott. Francesco. 

Crespellani Cav. Avv. Arsenio. 

Cugini Prof. Dott. Gino. 

Del Re Prof. Dott. Alfonso. 

Generali Cav. Prof. Dott. Giovanni. 

Goldoni Vittorio. 

Macchiati Prof. Dott. Luigi. 

Magnanini Prof. Dott. Gaetano 

Maissen Prof. Pietro. 

Manzini Prof. Ing. Angelo. 

Menafoglio Comm. March. Paolo, Deputato al Parlamento Nazionale. 

Messori Dott. Luigi. 

Montani Adolfo. 

Monticelli Prof. Dott. Barone Francesco Saverio. 

Mori Prof. Dott. Antonio. 

Namias Dott. Isacco. 

Pantanelli Cav. Prof. Dott. Dante. 

Picaglia Dott. Luigi. 

Pozzi Ing. Luigi. 

Rangoni-Macchiavelli March. Dott. Giuseppe. 

Sacerdoti Cav. Dott. Giacomo. 

Salimbeni Conte Ing. Filippo. 

Sandonnini Comm. Avv. Claudio, Senatore del Regno. 

Sandonnini Dott. Geminiano. 

Soli Prof. Dott. Giovanni. 

Stanzani Dott. Rodolfo 

Tonelli Cav. Giuseppe. 

Zanfrognini Dott. Carlo. 

Zannini Cav. Prof. Ing. Francesco. 

Capanni Prof. Ab. Valerio, Reggio {Emilia). 



VI — 



Soci corrispondenti Annuali. 

Baldini Ing. Ugo, Ponte alle Mosse, Firenze. 

Bentivoglio Prof. Dott. Tito, (Correggio) . 

Bosi Cav. Dott. Pietro, Firenze. 

Carniccio Cav. Prof. Dott. Antonio, Roma. 

Della Valle Cav. Prof. Dott. Antonio, Napoli. 

Facciola Dott. Luigi, Messina. 

Fiori Prof. Dott. Andrea, Bologna. 

Fiori Ten. Dott. Adriano, Padova. 

Levi Prof. Ing. Giorgio, Bologna. 

Malagoli Prof. Mario, S. Remo. 

Olivi Dott. Ten. Gino, Medico nelV Ospedale della R. Marina, Venezia. 

Rosa Ten. Dott. Vittorio. 

Setti Ing. Fulgenzio Catullo, Parma. 

Statuti Ing. Cav. Augusto, Roma. 

Tirelli Avv. Adelchi, ili". del Tesoro, Roma. 

Accademie e Società scientifiche corrispondenti. 

4 

Catania — Accademia Gioenia delle Scienze Naturali. 
Firenze — Società Botanica Italiana. 

» — Società Entomologica Italiana. 

» — R. Accademia dei Georgofìli. 
Genova - Bollettino dei Musei di Zoologia ed Anatomia Comparata della 
R. Università. 

» — Museo Civico di Storia Naturale. 

» — Società di Letture e Conversazioni Scientifiche. 

» — Società Ligustica di Scienze Naturali e Geografiche. 
Messina — R. Accademia Peloritana. 
Milano — R. Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. 

» — Società Italiana di Scienze Naturali. 
Modena — Le Stazioni Sperimentali Agrarie Italiane. 
Napoli — Società dei Naturalisti di Napoli. 
Padova — Società Veneto Trentina di Scienze Naturali. 
Palermo — Il Naturalista Siciliano. 
Pavia — ■ Il Bollettino Scientifico. 
Pisa — Società Toscana di Scienze Naturali. 
Portomaurizio — Associazione Scientifica Ligure. 
Roma — R. Comitato Geologico Italiano. 

» — Società Romana per gli studi Zoologici. 
Rovereto — Museo Civico di Rovereto. 
Siena — R. Accademia dei Fisiocritici. 
Torino — R. Accademia di Medicina. 



— VII — 

Torino — R. Accademia delle Scienze. 

„ — Bollettino dei Musei di Zoologia ed Anatomia Comparata della 
R. Università. 

Trieste — Museo Civico di Storia Naturale. 
» — Società Adriatica di Scienze Naturali. 

Briinn — K. K. màrisch-schlesische G-esellschaft zur Beforderung des 

Ackerbaues der Natur- und Landeskunde. 
Cracovie — Académie des Sciences. 
G-ratz — Naturwissenschaftlicher Verein fiir Steimark. 
Reichenberg — Verein fiir Naturkunde. 
Wien — K. K. Akademie der Wissenschaften. 

» — Antropologische Gesellschaft. 

» — K. K. geologische Reichsanstalt. 

» — K. K. naturili storisches Hofmuseum. 

» — Zoologisch-Botanische Gesellschaft. 

Augsburg — Naturhistorischer Verein fiir Schwaben und Neuburg. 
Miinchen — Konigl. Bayerische Akademie der Wissenschaften. 
Nurnberg — Naturistorische Gesellschaft. 
Landshut — Botanischer Verein. 

Bruxelles — Académie Royal des Sciences. 

» — Société Belge de Microscopie. 

» — Société entomologique de Belgique. 

» — Société malacologique de Belgique. 

» — Société Royale Botanique de Belgique. 

Liège — Société geologique de Belgique. 

» — ■ Société Royale des Sciences. 

Kiòbenhavn — Naturhistoriske Forening i Kiobenhaven. 

Amiens — Société Linnéenne du Nord de la France. 

Cherbourg — Société Nationelle des Sciences Naturelles. 

Lyon — Société d' Agricolture Histoire Naturelle et Arts utiles. 

Nantes — Société des Sciences Naturelles de 1' Ouest de la France. 

Paris — Feuille des Jeunes Naturalistes. 

» — Revue des Sciences Naturelles de 1' Ouest. 

« — Société Linnéenne. 

» — Société Zoologique de France. 
Reims — Société d' etude cles Sciences Naturelles. 
Rouen — Société des Amis des Sciences Naturelles. 
Toulouse — Société d' Histoire Naturelle. 

Dublin — Royal Irish Academy. 



— Vili — 
Luxembourg — Sociétè des Sciences Naturelles du Grand-Duehé de Lu- 
xembourg. 

Bergen — Bergens Museums. 

Christiania — Kòniglige Norske Frederiks Università^. 

Upsal — Bibliothèque de 1' Université. 

Harlem — Archi ves néerlandaises des Sciences exactes et naturelles, 
» — Musée Teyler. 

Berlin — Botanischer Verein fiir die Provinz Brandeburg und die an- 
grenzende Lànder. 
» — Naturforschende Freunde. 
Bonn — Naturhistorischer Verein der preussischen Rheinlande und 

Westfaliens. 
Breslau — Schlesische Gesellschaft fiir Vaterlandische Cultur. 
Chemnitz — Naturwisenschaftlicber Gesellschaft. 
Danzig — Naturforschende Gesellschaft. 

Frankfurt a 0. — Naturwissenschaftlicher Verein der Regierunsbezirckes. 
Gòrlitz — Oberlausitzische Gessellschaft der Wissenschaften. 
Halle a. d. S. — Naturwissenschaftlicher Verein fiir Sachsen und Thiiringen. 
Hamburg — Hamburgischen Wissenschaftlichen Anstalten. 
Hamburg Altona — Naturwissenschaftlicher Verein 
Kiel — Naturwissenschaftlicher Verein fiir Schleswig-Holstein. 
Konigsberg — Physikalisch-okonomische Gesellschaft. 
Strasbourg — Bibliothèque de 1' Université de Strasbourg. 
Mulhausen — Industrielle Gesellschaft. 
Wiesbaden — Nassauischer Verein fiir Naturkunde. 

Dorpat — Naturforscher-Gesellschaft. 

Ekaterinbourg — Société Ouralienne des Amateurs des Sciences Naturelles. 

Helsingfors — Societas prò flora et Fauna Fennica. 

Moscou — Société imperiale des Naturalistes. 

Odessa — Zapiski Novorossiiskavo Obshtshestva Estesto oispitatele'i. 

S. Petersburg — Soeiété imperiale des Naturalistes. 

Dresden — Naturwissenschaftliche Gresellschaft « Isis ». 

Leipzig — Zoologischer Anzaiger herausgegeben von J. Victor Carus. 

Edimburg — Royal Physical Society of Edimburg. 

Stockholm — Entomologisk Tidskrift. 

Bern — Schweizerische naturforschende Gesellschaft. 

Genève — Institut National Genévois. 

Zurich — Naturforschende Gesellschaft. 



— IX — 

Zurich-Hottingen — Societas Entomologica 

Buenos-Aires — Istituto Geografico Argentino. 
» — Sociedad Cientifica Argentina. 

Cordoba — Academia Nacional des Sciences. 

Santyago — Société Scientifique du Chili. 

Kingston — Journal of the Institute of Jamaica. 

Baltimora — Johns Hopkins University. 

Boston — Society of Naturai History. 

Davenport — Davenport Academy of Naturai Sciences. 

Massachusetts — Tufts. College. 

New-Haven — Connecticut, Academy of Arts and Sciences. 

Philadelphia — Academy of Naturai Sciences. 

» — Zoological Society. 

Washington — U. S. Bureau of Statistics. 

» — U- S. Departement of Agriculture. 

» — Smithsonian Istitution. 

Montevideo — Museo Nacional de Montevideo. 



RENDICONTO DELLE ADUNANZE 



ADUNANZA GENERALE DEL 2 GENNAIO 1898 



Presidenza del Prof. Dante Pantanelli Presidente. 

La seduta è aperta alle ore 11,30. Sono presenti i Soci Ben- 
tivoglio, Corio, Macchiati, Mori, Namias, Pantanelli, Picaglia, 
Rangoni. 

Il Segretario dà lettura del Verbale della precedente 
tornata che viene approvato. 

Il Presidente a nome anche dei colleghi Namias e Pi- 
caglia propone a Socio Ordinario il Dott. Francesco Corio 
che viene accettato. Chiede quindi ai Soci, stante l' assenza del 
Cassiere, di potersi valere provvisoriamente dell' opera del Dott. 
Isacco Namias fino a che si proceda all' elezione della 
Direzione, la quale propone si faccia nella prossima tornata. 

Il Presidente presenta a nome del Dott. Luigi Bll- 
SCalioni una nota sui granuli a" amido incapsulati della Vida 
narbonensis in risposta alle osservazioni del Prof. Macchiati, nelle 
quali l' A. si propone di dimostrare, anche coli' appoggio dell' opi- 
nione di altri botanici fra cui il Prof. Berthold, come egli non si 
sia male opposto sulla questione dell' esistenza dei grani d' amido 
incapsulati nei semi della leguminosa di cui è questione. 

Il Socio Luigi. MlaCChiati chiesta ed ottenuta la parola 
espone alcune osservazioni sulla comunicazione del Dott. Busca- 
lioni colle quali vuol porre in evidenza come abbia ragione sulla 
tesi che egli sostiene circa la esistenza nei semi della Veccia di 
Narbona di grani d' amido incapsulati nel vero senso della pa- 
rola ; dà lettura di alcune lettere ricevute da colleghi in appoggio 



— XI — 

alla opinione da esso sostenuta, fra cui quella del Prof. Berthold, 
e finisce col domandare al Prof. Mori, giacché trovasi presente 
all' adunanza, quale fosse la sua opinione sul preparato del Bu- 
scalioni, che gli aveva fatto esaminare; sul preparato cioè che 
egli — il Macchiati — aveva avuto pel tramite del Prof. Cuboni. 

Avuta la parola il Prof. Mori dice che avrebbe desiderato 
non prender parte in questa discussione, ma che invitato dal Prof 
Macchiati deve dichiarare che nel preparato del seme della Veccia 
di Narbona mostratogli dal Prof. Macchiati ed a lui speditogli 
dal Prof. Cuboni non vide la capsula intorno ai grani d' amido 
che erano contenuti nel preparato del quale pure il Prof. Mac- 
chiati mostrava una fotografia trasmessagli dal Dott. Buscalioni. 
Aggiunge però che quando sulla fine del settembre ultimo de- 
corso ebbe notizia dal Conservatore dell' Orto botanico di Torino 
Sig. Ferrari che dal Dott. Buscalioni erano stati mandati ai bo- 
tanici italiani dei preparati che mostravano dei grani d' amido 
incapsulati, incaricò il proprio assistente Dott. Zanfrognini di do- 
mandare a varii orti botanici dei semi di Vida Narboìiensis allo 
scopo di studiare la questione. Credè necessario di domandare 
semi di varie provenienze in quanto che il Dott. Buscalioni nel 
suo lavoro originale fa osservare che la presenza dei grani d' amido 
incapsulati non va ritenuta come un carattere specifico perchè i 
semi di due varietà della V. Narbonensis coltivati nell' Orto bo- 
tanico di Gottinga non presentavano traccia del fenomeno. 

Fra i semi che furono mandati all' Orto di Modena ve ne fu 
uno inviato dal Dott. Fiori assistente all' Orto botanico di Padova 
il quale proveniva dall' Orto botanico di Torino. Il seme perfet- 
tamente liscio nella superficie, era più pesante dell' acqua ed il 
Prof. Mori dice di ritenerlo perfettamente maturo. Nello strato più 
interno dello spermoderma di questo seme lo stesso Prof. Mori 
asserisce di aver constatata la presenza dei grani d' amido inca- 
psulati assolutamente identici a quelli disegnati nella tavola che 
accompagna il lavoro del Dott. Buscalioni e pubblicata sul gior- 
nale « Malpighia » dell' anno 1876. Aggiunge di aver mostrato i 
preparati anche al Presidente della Società Prof. Pantanelli e che 
da questi ne fu scritto al Buscalioni. Non crede dal Prof. Mac- 
chiati citato a proposito il lavoro dello Schimper circa il modo di 
accrescimento dei grani d' amido e pubblicato nelle « Botanische 
Zeitung » del 1881 come non può discutere sulla natura protopla- 
smica ] o cellulosica delle capsule, mancando sull' argomento di 
studii proprii. 



— XII - 

Il Prof. MiaCClliati è lieto che il Prof. Mori, rispondendo 
ad una sua domanda, riconosca lealmente di non aver visto la 
capsula intorno ai granuli d' amido del preparato del Dott. Bu- 
scalioni, che egli — il Macchiati — ebhe in esame dal Prof. 
Cuboni; e, con pari lealtà, gli asserisce di non averla vista nei 
preparati dello stesso Prof. Mori, i cui granuli d' amido, com' è 
naturale, si trovano nel protoplasma in cui si formarono. 

E insiste che il lavoro dello Schimper fu da lui citato molto 
a proposito, come risulta dal seguente periodo, eh' egli ebbe già 
riportato nella sua terza nota critica : « Das Staerkekom und das 
dasselbe tragende Bildungsorgan liegen nàmlich, wie bekcannt, 
nicht im Zellsafte, sondern sind 'im Protoplasma eingebetter, und 
dasselbe ist, loie Hanstein zuerst nachwies, an den Contactstellen 
mit dem Staerhekorne sehr dicht ». 

Il Socio BentiVOglio comunica alcune considerazioni 
sulle varietà della specie Platychemis pennipes, presentando op- 
portune figure ad illustrare le sue osservazioni. 

Il Presidente presenta a nome del Signor Alessan- 
dro Trotter un secondo contributo sui Zoocecidii della Flora 
Mantovana. 

Il Socio Namias presenta un suo lavoro sulla revisione 
delle specie delle collezioni dei Molluschi pliocenici di Castellar- 
quato, esistenti nelle Collezioni Paleontologiche della R. Univer- 
sità di Modena. Giacché poi ha la parola viene a discorrere di 
un giacimento di Amianto, di cui fa vedere agli intervenuti alcuni 
esemplari, rinvenuti nella località dei Campacci presso Sestola. 

Le memorie presentate verranno pubblicate negli atti sociali. 

Più nulla restando a trattare la seduta è levata alle ore 12,30. 

IL PRESIDENTE 

DANTE PANTANELLI. 

Il Segretario 
Luigi Picaglia. 



581.8. 

L. BUSCALIONI 



I GRANU LI D 7 AMIDO INCAPSULA TI 

DELLA VICIA NARBONENSIS 

9 

Risposta al prof. L. Macchiati 

(Presentata da D. Pantanelli) 



La scoperta da me fatta di granuli di amido incapsulati nel 
tegumento seminale della Vieta narbonensis indusse il Prof. L. 
Macchiati a pubblicare una serie di note, in parte stampate negli 
Atti della Società dei Naturalisti di Modena ed in parte nel Bui- 
lettino della Società Botanica Italiana (1), allo scopo di dimo- 
strare che quanto io avevo scritto era completamente falso. 

A conferma del suo asserto egli non si peritò anche di pub- 
blicare un brano di lettera del Prof. G. Berthold, dal quale ri- 
sulterebbe che questi non sarebbe in grado di confermare il mio 
concetto. 

Forte poi delle personali e delle altrui osservazioni il Prof. 
Macchiati mi invitò, infine, a sottoporre la decisione della vertenza 
ad un giurì di persone competenti. 

A questo punto la questione era diveuuta troppo scottante 
perchè io potessi ancora rimanermene in silenzio e perciò scrissi 
al Chiar.mo Prof. Berthold, già mio Direttore di laboratorio, pre- 
gandolo di darmi qualche ragguaglio a proposito del brano di 

(1) In una di queste note, comparsa recentemente, il mio critico co- 
mincia ad ammettere la presenza dei granuli d' amido incapsulati in 

un velo di protoplasma. Osiamo sperare che col tempo finirà anche per 
riconoscere gì' involucri di cellulosa, le capsule a doppio contorno ed il 
capillizio. 



— 2 — 
lettera sopra citato. Questi cortesemente ini rispose che se il Dott. 
Macchiati avesse ben compreso la sua lettera avrebbe potuto con- 
statare che egli non condivideva punto le sue opinioni. Il Prof. 
Berthold aggiungeva ancora ehe io avevo perfettamente ragione. 

Di fronte ad un tale complesso di fatti avvisai il Prof. L. 
Macchiati che io ero disposto ad assoggettare la questione ad un 
Giurì, come egli mi aveva proposto, ma il Prof. Macchiati con 
una lettera piena di espressioni poco cortesi, per non dire di 
peggio, declinava 1' invito. Egli fondava il rifiuto sopra alcune 
considerazioni che a mio parere non meritano di essere discusse. 

A me non rimaneva quindi altra via, per dimostrare che io 
avevo ragione (1), all' infuori di quella di spedire i preparati, ed 
anco i semi di Vida narbonensis, ai Botanici italiani, pregandoli 
in pari tempo di accordarmi i loro autorevoli pareri (2). 

Le risposte che mi pervennero non potevano essere più schiac- 
cianti per il Dott. Macchiati. I Prof. Penzig e Baccarini, che cor- 
tesemente avevano accettato di far parte del Giurì, sfumato per 
causa del Dott. Macchiati, i Prof. Pirotta, Gibelli, Mattirolo, Cu- 
boni, Avetta, Nicotra, Belli, Brizi, Cavara, Acqua, Casali, Lopriore, 
ed i Dott. Chiovenda, Longo, Censi, Valbusa, Pollacci, Ferrerò, 
Peglion e Montemartini mi notificarono d' aver visti i granuli 
d' amido incapsulati e di non aver più alcun dubbio in propo- 
sito. Pure affermativamente mi risposero i Prof. Borzi e Saccardo, 
ma il primo di questi non ebbe tempo sufficiente per esaminare 
un po' dettagliatamente i preparati, mentre il secondo credette op- 
portuno di aggiungervi alcune osservazioni d' indole aprioristica 
per nulla in contraddizione coi fatti da me osservati. 

Le concordi risposte dei Botanici italiani mi autorizzano 
adunque ad affermare, senza tema di esser smentito, che i granuli 
d' amido incapsulati esistono realmente nel tegumento seminale 



(1) Se pure ne era di bisogno. 

(2) Un analogo preparato, accompagnato dal relativo fotogramma 
eseguito stupendamente dal Prof. Pozzolato, venne pure spedito al Prof. 
Macchiati, ma questi intravide nel fotogramma una messa a fuoco non 
rigorosa e la riproduzione di contorni fatti a mano, mentre nel preparato 
credette di poter riconoscere un accumulo di granuli d'amido messi lì 
ad arte e trattati in qualche modo onde far spiccare un accenno di ca- 
psula qualsiasi (!!!). Eppure i Prof. Pirotta, Brizi, Cuboni ed i Dott. 
Censi, Peglioni, Longo e Chiavenda avevano rilevato la fedeltà dell'ese- 
cuzione fotografica e la nettezza del preparato!! 



— 3 — 
della Vida di Narbona. E qui faccio punto inviando i lettori che 
desiderano maggiori ragguagli in questa spiacevole polemica, nella 
quale fui forzatamente trascinato, al prossimo numero delle Mal- 
pighie, dove sono riportati, in esteso, i fatti relativi alla stessa, 
le risposte dei Sigg. Botanici ed il carteggio scambiato col Prof. 
Macchiati. 

Roma 24 Novembre 1897. 



581.8. 

L. MACCHIATI 



Sui pretesi MOLI D'AMIDO INCAPSULATI dei tegumenti seminali 

DELLA VICIA NARBONENSIS , L. 
Prima replica alla risposta del prof. Luigi Buscalioni 



Mi si permetta una breve replica a quanto ci si è comu- 
nicato, or ora, dal nostro Illustre presidente prof. Dante Panta- 
nelli, in nome del dott. Luigi Buscalioni, il quale, con un co- 
raggio degno di miglior causa, seguita a sostenere .l'esistenza 
de' granuli d' amido incapsulati, nei tegumenti seminali della Veccia 
di Narbona, dopo che — con argomenti convincenti e con dati di 
fatto — dimostrai eh' egli era stato vittima d' una serie di illusioni. 

Egli incomincia la sua critica col dubitare ch'io non abbia 
capito la lettera che mi scrisse l'Illustre prof. Berthold, che se 
l' avessi compresa avrei dovuto constatare che egli non divideva 
punto le mie opinioni, e che, per di più, il Buscalioni aveva per- 
fettamente ragione. Se ciò fosse proprio vero, sarei ■ — per lo 
meno — condannevole di leggerezza, perchè quando non si abbia 
la piena conoscenza d' una lingua, bisognerebbe usare sempre la 
prudenza d' invocare l' aiuto di coloro che la conoscono a perfe- 
zione. E perciocché non si creda che io mi sia permesso di tra- 
visare ad arte — o quanto meno per imperfetta conoscenza della 
lingua tedesca — i concetti che, con tutta franchezza nordica, mi 
esponeva il su lodato prof. G. Berthold, la miglior cosa che mi 
rimanga di fare credo sia quella eh' io pubblichi senz' altro, per 
intiero, la lettera; dalla cui pubblicazione risulterà che il brano 
eh' io ne citai non fu in alcun modo alterato ; e risulterà eziandio 
che lo stesso professore non era neppure persuaso che, i pretesi 
granuli d'amido incapsulati del dott. Luigi Buscalioni, fossero 
realmente de' granuli d' amido. Egli però, allorché mi scrisse, da 



— 5 — 
quanto si ricordava, non credeva ammessibile che il Buscalioni 
avesse potuto scambiare le cellule a colonna coi suoi granuli 
d' amido incapsulati, perchè 1' errore, evidentemente, gli sembrava 
madornale. 

Questa è l'unica divergenza tra lui e me; ma io rimango 
della mia opinione che i granuli d' amido incapsulati con capil- 
lizio disegnati dall'autore alla fig. 7 della T. Vili della Mal- 
pighia (V. X, 1896) non. siano che una imperfetta riproduzione 
delle cellule a colonna ( Sdulenzellen ) osservate colla luce pola- 
rizzata, il quale mio parere fu condiviso da tutti quelli ai quali 
mostrai i miei preparati, tra cui figurano Botanici ed altri au- 
torevoli scienziati, come lo dimostrerò in un mio lavoro, che farà 
seguito alle tre contro-risposte, che prima mi sento in debito di 
dare al Buscalioni. 

Ed ora faccio seguire, immediatamente, la lettera del prof. 
Berthold, com'è stata scritta, in tedesco, dichiarando che son pronto 
di mostrarla a chiunque voglia prenderla in esame, come la ho 
presentata agli egregi colleghi della Società dei Naturalisti di 
Modena. 



Gottingen, den 21 Marz 1897. 



TIochgeehrter Herr College! 

Fùr die freundliche Uebersendung Ihrer beiden Mittheilungen 
und Ihren ausfuhrlichen Brief sage ich Ihnen meinen besten Dank. 

Herr D. r Buscalioni hat mir seinerzeit, wie ich mich erinnere, 
Preparate eingekapselten Staerkekòrner,n aus der Samenhaut von 
Vicia narbonensis gezeigt, indessen haben wir nicht so eingehend 
daruber gesprochen, und besonders habe ich nicht versucht, mich 
davon zu ueberzeugen, dass die betreffenden Objecte wirklich 
Staerkekorner waren. So bin ich durchaus nicht im Stande, die 
Auffassung von D. r Buscalioni meinerseits zu bestaetigen. Soweit 
ich mich erinnere, ist es nicht gut moeglich, dass Buscalioni die 
Saulenzellen mit seinen eingekapselten Staerkekornern verwech- 
selt hat. Ich habe damals das ganze fur eine anatomische Miss- 
bildung gehalten, deren Natur noch festzustellen war und habe, 
soweit ich mieli erinnere, D. r Buscalioni gerathen, zu versuchen, 
ob die Staerkesubstanz durch Diastase in Loesuna: zu brinffen sei. 



— 6 — • 

Wie mir scheint, wird eine Aufnennung neben der Differenz 
Ihrer beiderseitigen Befunde nur mòglich sein, wenn D. r Busca- 
lioni sicb entschliesst, Ihnen von seinem Material oder von seinen 
Preparateli zur Untersuchung zu ueberlassen. 

Mit collegialem Gruss. 

Ihr ganz ergebener 
Prof. G. Berthold. 



Sarebbe poi strano che più tardi il prof. Berthold avesse 
scritto al Buscalioni, come questi asserisce, eh' égli ha perfetta- 
mente ragione; ma sono molto lontano dal crederlo. 

È pure falso ch'io abbia declinato l'invito d'assoggettare la 
questione ad un Giurì competente, con una lettera, com'egli af- 
ferma, « piena di espressioni poco cortesi, per non dire di peggio ». 
Le espressioni poco cortesi non so usarle ; solamente, quando il 
Buscalioni colla sua lettera del 20 maggio 1897, in mancanza di 
buone ragioni, si lasciava sfuggire qualche frase poco corretta, io, 
naturalmente, risposi nello stesso tono colla mia del 21 successivo 
ch'egli lasciò' senza risposta, e fece bene! 

Se il Buscalioni non pubblicherà per intiero, come promette, 
il carteggio che ci scambiammo, la detta pubblicazione la farò io, 
ed allora si vedrà chi di noi due sia venuto meno alle regole della 
creanza. Io, intanto, affermo che non rifiutai di rimettere la deci- 
sione ad un Giurì competente; e come avrei potuto fare un tal 
rifiuto, se fui quello che ripetutamente glie ne propose la nomina? 

Nella sua comunicazione d'oggi egli parla di molte risposte 
che gli sono venute, le quali, stando alla sua asserzione, dovreb- 
bero risultare schiaccianti per me. Prima di valutarne l' impor- 
tanza è necessario che le abbia potute leggere» per prenderle nei 
dovuto esame; ma allorché le avrò ponderate esporrò anche su 
codeste risposte il mio modesto parere. Sono però persuaso che con 
nessuna dichiarazione si riescirà a dimostrarmi che nello spermo- 
derma dei semi della Veccia di Narbona si contengano, come ebbe ad 
affermare il dott. Buscalioni nella sua nota, dei grunuli d' amido 
incapsulati, il cui incapsulamento vi si legge talora che ha forma 
di vescicola, tal' altra d' involucro, altrove che sono due sfere con- 
centriche, oppure un anello di sostanza omogenea, una membrana 
mucilaginosa, un anello di cellulosa, una borsa di natura cellu- 
losica periamilacea, con o senza capillizio. 



— 7 — 

Egli poi si compiace di poter rilevare che in una mia nota 
— comparsa di recente negli « Atti della Società oot. it. » — 
comincio ad ammettere « la presenza di granuli d'amido incap- 
sulati in un velo di protoplasma » ; e da ciò trae argomento 

a sperare che col tempo finirò anche « per riconoscere gl'invo- 
lucri di cellulosa, le capsule a doppio contorno e il capillizio ». 
Ma si capisce, evidentemente, che l' autore cerca di fare una 
strana confusione, fingendo di non aver hene intesa quella mia 
comunicazione, dove ricordai che lo Schimper, sino dal 1881, di- 
mostrava che i grani d' amido sono circondati da una membrana 
protoplasmatica molto densa ; ma ciò non ha niente a vedere colla 
sua capsula periamilacea di natura cellulosica. 

Chi non sa ormai che i granuli d' amido nascono nel proto- 
plasma a spese del quale si accrescono? Ciò è tanto naturale che 
il credere diversamente sarebbe un volere ammettere l' assurdo : 
si tratta d' un fatto acquisito, da tempo, per la scienza. Il Wiesner, 
per esempio, ne' suoi « Elementi di Botanica Scientifica » a 
pag. 43 (Voi. I, Traduzione italiana) scrive: « Tanto la origine 
quanto 1' accrescimento dei granelli d' amido presentano molta ana- 
logia cogli eguali processi della parete cellulare. Un granello 
d' amido non può formarsi ne crescere se non a contatto col pro- 
toplasma ». 

Se il dott. Luigi Buscalioni avesse letto, e accuratamente stu- 
diato, come ho fatto io, il lavoro del prof. Arthur Meyer che ha 
per titolo « Untersucliungen iiber die Stdrkekorner » il quale fu 
pubblicato nel 1895 coi tipi di Gustavo Fischer di Jena; e spe- 
cialmente se si fosse soffermato sul capitolo « Die vollige und 
konstante Umhullung eines jeden Staerkekornes.... ecc. » p. 162-167, 
sarebbe stato più prudente nelle sue deduzioni e conclusioni. Mi 
dirà che non si può leggere tutto quello che si pubblica per 
molte cause, e in questo gli do ragione ; ma allorché si ha la 
pretesa di erigersi a maestri bisognerebbe per lo meno approfon- 
dire gli argomenti che si prendono a trattare, tanto più quando 
si abbia la fortuna — come nel caso suo — di avere a propria 
disposizione tutti i mezzi di studio. 

Di suoi preparati ne ho visti tre : il primo, che fu da lui do- 
nato al prof. Cuboni, del quale si conosce la triste sorte, bastando, 
per convincersi che non v' è nessun accenno d' incapsulamento in 
quel famoso granulo d' amido, di mettere a confronto la fotomi- 
crografia che ne fece il prof. Pozzolato colle mie, eh' io mostrai 
in maggio dello scorso anno al Congresso Botanico di Firenze, e 



delle quali feci poi una larga distribuzione cogli estratti della 
mia seconda nota. Degli altri due preparati dissi quanto basta 
nella mia terza nota per dimostrare che, quei granuli d'amido 
contenuti ne' tegumenti seminali de' semi immaturi, erano molto 
lungi dall' essere incapsulati da una membrana di natura cel- 
lulosica. 

I certificati de' quali promette la pubblicazione — coi quali 
non si riescirà mai a cambiare i fatti, perchè ripeto — come dissi 
nella mia prima nota: l'anatomia non è una opinione, li vedrò, 
ed intanto lo assicuro che ne pubblicherò molti — concludentis- 
simi ! — anch' io. Vedremo allora a quali si dovrà attribuire mag- 
giore importanza. E dalla pubblicazione completa del nostro epi- 
stolario risulterà eh' egli — prima di scrivere, come fa ora, le 
sue note ad effetto, per diminuire la spiacevole impressione che 
produsse il suo lavoro sui famosi ! — aveva cercato, con ogni 
mezzo, d' interrompere le mie pubblicazioni ; e codesto è tanto vero 
che egli per questo intento credette di doversi rivolgere a me che 
non lo conoscevo che di nome, non avendo mai avuto con lui 
neppure l' occasione di scambiare un biglietto da visita. 

Egli nella sua prima lettera, affinchè non scrivessi oltre — 
dopo la mia nota critica originaria delle altre — mi lusingava 
colle seguenti parole molto cortesi: « Non mi stupisce, eh' Ella 
non abbia trovato quanto io. ho descritto, poiché anche nel mate- 
riale di Gottinga non son riuscito che a rintracciare qualche pic- 
colo granulo con una capsula molto rudimentale ». 

Ora tenta di fare effetto col molto strepito; ma non basta 
sempre fare la voce grossa per avere ragione. 

Per oggi basti, non volendo abusare della troppa cortesia 
de' miei colleghi ; ma nelle successive contro-ri sposte a quanto 
sento eh' egli deve pubblicare negli « Atti della Società bot. it. » 
e nella « Malpighia » gli dirò il resto, documentando le mie af- 
fermazioni, e dimostrando la veridicità dei fatti da cui trarrò le 
conclusioni che sono in perfetta armonia con quanto affermai nelle 
tre precedenti note sulla inesistenza dei famosi! 

Modena, 2 gennaio 1898. 



595. 3. 069 (4531*?) 

ALESSANDRO TROTTER 



ZOOCECIDII DELLA FLORA MANTOVANA 



Secondo contributo. 



Sul principio del corrente anno pubblicai, in questi medesimi 
Atti (1), un primo contributo alla conoscenza delle galle della 
« Flora mantovana » che, per essere stato frutto di appena due 
anni di ricerche, mi sembrò allora abbastanza lusinghiero. Con- 
tinuai in seguito con maggior lena le mie investigazioni nella 
stessa località, ed ora posso ben dirmi assai soddisfatto, perchè, a 
cominciar dalla primavera, durante tutto 1' estate e fino a questa 
parte dell'autunno, ho potuto raccogliere un discreto materiale 
che, diligentemente determinato e vagliato, forma l'argomento della 
presente Memoria, e che mi permette ora di aumentare di una 
sessantina, le galle già note per la Flora mantovana (2), e di 
accrescere inoltre di una dozzina il numero di quelle che già si 
conoscevano per la flora d' Italia. 

(1) A. Trotter, Zoocecidii della Flora mantovana. (Atti della Soc. 
dei Nat. di Modena, Ser. Ili, Voi. XIV, pag. 149-172, Anno 1897). 

(2) Le galle da me finora descritte per la Flora Mantovana, non 
tenuto calcolo né delle forme e varietà, né delle ripetizioni in causa di 
nuovi substrati, ammontano adunque a 108. — Il Prof. Enrico Paglia nel 
suo Saggio di Stadi Naturali sul territorio mantovano ( Mantova, V. 
Guastala, 1879), alla Parte VI (p. 386), dà l'elenco degli insetti rac- 
colti nel mantovano e, tra questi, ve ne sono alcuni di galligeni, ma 
delle galle però egli, o non ne parla affatto, o le accenna in modo in- 
sufficiente, per cui io mi contento solo qui di riportarli, lasciando nomi 
e indicazioni, quando ci sono, nella loro integrità: 155. Cleonus sidei, 
rostris L.; 297. Cynips liosac F. « produce le galle capellute sui fusti 
di rosa » ; 298. Cynips GlecJwmae F. « produce galle rosseggiaci sulla 
Glechoma » ; 299. Cynips quercus-peduncoli F. « produce galle sferiche 



— 10 — 

Tra queste ve ne sono poi alcune che, o per il substrato o 
per i loro caratteri, mi sembrano affatto nuove e che ho contrad- 
distinte con un asterisco (*). 

L' aver ottenuto, in così breve tempo, dei risultati abbastanza 
felici, non deve recar meraviglia, qualora si pensi che gli studi 
cecidiologici, che in questi ultimi anni sono andati notevolmente 
aumentando, sono ad ogni modo ancora sull' inizio — presentan- 
dosi il campo assai vasto — e specialmente qui tra noi in Italia, 
ove si può dire datino appena dal 1890 (1), all' apparire cioè delle 
prime ricerche del Prof. C. Massalongo, benché, già da due secoli, 
fossero stati qui tra noi scientificamente iniziati per la prima 
volta dal sommo Malpighi. 

Aggiungerò che le galle fino ad oggi segnalate in Italia sono, 
su per giù, 450 (2), mentre che per la Germania, ad esempio, se 
ne conoscono a quest' ora presso a 2000 ed aumentano sempre. Da 
ciò si può arguire che i presenti ed i futuri cecidiologi italiani 
dovranno lavorar molto prima che la nostra flora cecidiologica 
possa rivaleggiare con quella d' altri paesi ! L' argomento però è 
così attraente che son certo basterà per sé solo ad incitare i 
nostri naturalisti ad occuparsene, e gli ostacoli che sul principio 
s'incontrano in questo studio, non saranno che uno stimolo mag- 
giore, o, per usare le parole dello Schlechtendal, l'illustre ceci- 
cliologo di Halle, « Ist nur erst das Interesse fùr die Cecidien 
« erwacht, so lassen sich auch Mittel und Wege finden, weiter 
« in das Studium einzudringen . ». 

Dal Gabinetto di Botanica della B. Università di Modena, novembre 1897. 

sui Roveri »; 300. Cynips Capreae L. «. produce specie di bacche rosse, 
sulle foglie dei Salici »;301. Cynips viminalis F. « produce escrescenze 
rosse e verdi sulle foglie del Salice » ; 303. Clavellaria Amerinae F. 
« Sul salice, producendo delle rosole di foglie all' estremità dei rami » ; 
305. « Nematus Salicis Lep. « sui Salici » ; 437. Aplùs bursaria « sul 
Pioppo, entro borse prodotte nel picciuolo delle foglie » ; 439. Aphis 
Pruni F. « sulle foglie del pruno e del pesco che accartoccia e rende 
mostruose » ; 441. Aphis rumicis F. « Sul rumice » ; 444. Aphis Ulmi Blot 
« sull'Olmo, entro le gallozzole rosse che produce sulle sue foglie ». 

(1) Debbo ricordare il lavoro del Licopoli: « Le Galle nella Flora 
di alcune provincie napoletane. Memoria con 5 tav. illustrative », pub- 
blicato a Napoli già nel 1877, ma che rimase però, almeno allora, senz'eco, 

(2) Pubblicate per la massima parte dal Massalongo, 



— 11 



LAVORI CITATI (r 



28. Canestrini G. — Famiglia dei Phytoptini, in: « Atti Soc. 

Ven. Trent. Se. Nat. », Ser. II, Voi. I, fase. I, p. 49-198, 
tav. I-XVI (di queste tavole la IV- V, si trovano nel Vo- 
lume XII, fase. I, ai num. 6.° e 7.°). Padova 1892. 

29. Hieronymus G. — Beitrage zur Kenntniss der europaischen 

Zoocecidien und der Verbreitung derselben. (Erganzung- 
sheft zum 68 Jaliresbericht der Scliles. Gesellscbaft [Bota- 
nische Section], p. 49-272). 

30. Kieffer J. J. — Les Coleoptérocécidies de Lorraine, in : 

« Feuille des Jeunes Naturalistes », Ser. Ili, n. 255, fig. 
1-10, Rennes-Paris, 1891. 

31. — Les Lepidoptérocécidies de Lorraine, id., Ser. Ili, n. 256, 

1892. ■ 

32. — Diagnose de deux espèces nouvelles de Cécidiomyies, in: 

« Bulletin de la Soc. Eutom. de France », Voi. LXV, 
An. 1896, p. 236. 

33. Lichtenstein G. — Les Pucerons. Première Partie ( Genera). 

Avec 4 tab. en cromolit. Montpellier, 1885. 

34. Massalongo C. — Nuovo contributo alla conoscenza dell' en- 

tomocecidiologia italica. Prima conumicazione, in : Bull. 
Soc. Bot. it., p. 79-89. Firenze, 1894. 

35. — Nuovo contributo alla conoscenza dell' entomocecidiologia 

italica. Terza comunicazione, in: Bull. Soc. Bot. it., p. 91- 
101 e 137-144. Firenze, 1897. 

36. — Contribuzione all' acaro-cecidiologia della Flora veronese, 

in: Bull. Soc. Bot. it., p. 71-78. Firenze, 1892. 

37. — Sopra alcune milbogalle nuove per la flora d'Italia, in: 

Bull. Soc. Bot. it., p. 8-11. Firenze, 1893. 

(1) In questo elenco figurano soltanto quelle pubblicazioni che nel 
corso del presente lavoro ho citate per la prima volta, rimandando, per 
quelle che non vi figurassero, alla bibliografia del mio primo contributo- 



— 12 — 

38. Rubsaamen Evv. H. — Uber russische Zoocecidien und deren 

Erzeuger (mit 6 Taf.). Extrccit du « Bull. Soc. Impér. 
des Nat. de Moscou, n.° 3, 1895. 

39. Schlechtendal D. H. E. von. — Die Gallbildungen (Zooce- 

cidien) der deutschen Gefasspflanzen. (Aus dem « Jahre- 
sbericlit des Vereins fùr Naturkuude zu Zwickau far das 
Jalir 1890 » besonders abgedruckt, Zwickau, 1891). 

40. — Die Gallbildungen deutscber Gefasspflanzen. Nachtr&ge und 

Bericlitignngen. (? Zwickau 1892). 

41. — Die Gallbildungen (Zoocecidien) der deutseh. Gefàsspfl. 

Zweiter Nacbtrag. Sonderabdruck aus dem « Jabresb. d. 
Ver. far Naturk. z. Zw. ». Zwickau, 1895. 

42. Thomas Fr. — Beobachtungen uber Miickengallen. ( Separa- 

tabdruck der wissenscliaftlichen Beilage z. Progr. d. Gym. 
Gleicb. zu Ohrdruf. Gotha, 1892). 

43. Wachtl A. P. — Zwei Gallmucken und ihre Gallen, in: 

Wiener Entom. Zeitg., VI Jahrg., Heft. 10, 1887, p. 289, 
taf. IV. 

44. — Eine neue und eine verkannte Cecidomyide, in : Wiener 

Entom. Zeitg., Ili Jahrg., Heft 6, 1884, p. 161-166, taf. IL 



- 13 — 



A) Entomocecidia. 



1. Hymenopterocecidia. 

Hieracium sabaudum L. 

1. Aulax Hieracii Bouch. — Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 212; Sclilechtendal, 1. e, n. 1265; Kieffer, Hyménoptérocécid. 
Lorr., in 1. e, n. 7; Hieronymus, 1. e, n. 612 et seq. 

Ingrossamenti del fusto, globosi od ovoidi, pluriloculari, rive- 
stiti di lunghi peli, bianchi, sericei. 
Al « Bosco Fontana »/ novembre. 



Quercus Cerris L. 

2. Atldl'icUS Cydoiliae Gir. — Massalongo, Galle FI. it.. in 
1. e, n. 121; Schlechtendal, 1. e, n. 151; Mayr, 1. e, taf. V, 
fig. 59. 

Galle sublegnose, ovoidi o subrotonde, con superficie lanugi- 
nosa, derivate da una degenerazione ipertrofica delle gemme. Nel- 
1' interno vi sono più logge larvali. 
Al « Bosco Fontana » ; novembre. 

3. Nelli OterilS saltans Gir. {forma ramicoìa). — Massalongo, 
Nuovo contrib. entomocecid. it. . Terza com., in 1. e, n. 54; Schlech- 
tendal, 1. e, n. 153. 

Piccole galle uniloculari, subfusiformi, erompenti dalla cor- 
teccia dei giovani ramoscelli, in tutto simili a quelle che il me- 
desimo imenottero produce lungo la costa della foglia, o più di 
rado sul picciolo, [forma foliicola), e che già segnalai nel mio 
primo contributo ( n. 7). 

Al « Bosco Fontana » ; settembre. 



— 14 — 
Quereus pedunculata Ehrh. 

a) galle del fasto o delle gemme: 

4. AndriCUS globuli (Hart. ) Mayr, forma agama di A. inflator 
Mayr. — De Stefani T., Descrizione di alcune Galle etc, in 1. e, 
n. 6; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 130, tav. XXVIII, 
fig. 3 a; Schlechtendal, 1. e, n. 219; Kieffer, Hyménoptérocécid. 
Lorr., in 1. e, n. 30; Hieronymus, 1. e, n. 638 a; Mayr, 1. e, 
taf. IV, fig. 30, p. 24. 

Cecidio globuloso (3-5 mm. di diametro), situato all'ascella 
delle foglie, sormontato da una specie di papilla bianchiccia. Quando 
è giovane è di un bel color verde carico e trovasi immerso fin circa 
a metà tra le squame della gemma, dalla quale poi, giunto a matu- 
rità, se ne stacca. E fornito di un'unica ed ampia camera larvale. 

[Per la galla prodotta dalla generazione sessuata V. al n. 11 
del mio primo contributo]. 

Al « Bosco Fontana » ; settembre-ottobre. 

5. AndriCUS Malpighl'i Adler, forma agama di A. nudus Adi. 
— Schlechtendal, 1. e, n. 215; Kieffer, Hyménoptérocécid. Lorr., 
in 1. e, n. 24 (ultimo capoverso). 

Piccola galla fusiforme, con 1' apice molto acuto, glabra, ses- 
sile o leggermente pedunculata, 8-10 mm. lunga. È percorsa lon- 
gitudinalmente da 5-6 coste ben rilevate le quali si riuniscono ai 
due poli della galla. 

La galla d' A. Giraudi Wachtl, d' ordinario più lungamente 
pedunculata, ma del resto somigliantissima a questa, si differenzia 
essenzialmente per apparire assai presto, alla fine cioè della pri- 
mavera, anziché nell' autunno come avviene dell' A. Malpighii. 

[La forma sessuata produce, sulle infiorescenze, delle piccole 
galle ovoidi, glabre ]. 

Al « Bosco Fontana » ; novembre. 

6. AndriCUS trilineatUS Hart. ( = A. nodiili Hart. ), forma ses- 
suata di A. radicis Fab. 

Vedere al n. 14. 

7. Bl'orhiza termìnaliS (Fabr. ) Mayr, forma sessuata di B. 
aptera Mayr. — De Stefani T\, Descrizione di alcune" Galle etc, 



— 15 — 

in 1. e, n. 15 a, fig. 15 a; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 133, tav. XL, fig. 2-3; KiefFer, Hyménoptérocócid. Lori'., in 
1. e, n. 31; Schleclitendal, 1. e, n. 224; Hieronymus, 1. e, n. 645. 
— Andricus Mayr, 1. e, taf. IV, fig. 37, p. 28. — Lacaze-Dutbiers, 
Récherches etc, in 1. e, pi. 18, fig. 16-17; Réaumur, 1. e, T. Ili, 
pi. 41, fig. 1-4; Malpighi, « De Gallis », in 1. e, tab. VI, fig. 33. 

Trasforma, generalmente le gemme terminali, in tumori di 
varia grossezza, arrotondati, di consistenza carnoso-spugnosa, molto 
appariscenti allo stato giovanile per il loro colore bianchiccio sfu- 
mato di rosa. Neil' interno vi sono numerose celle larvali circon- 
date da abbondante tessuto protettore. 

[La generazione agama produce, sulle piccole radici della 
stessa pianta, dei tumori legnosi, arrotondati, pluriloculari, i quali, 
essendo spesso ravvicinati, per la mutua pressione, si comprimono 
lateralmente ]. 

Al « Bosco Fontana » ; maggio. 

8. Cytlips aries Gir. — Schlechtendal, in 1. e, n. 240; Mayr, 
1. e, taf. IV, fig. 43, p. 33. — Malpighi, « De Gallis », in 1. e, 
tab. XI, fig. 35, tab. XII, fig. ?39, tab. XVIII, fig. ? 64 A. 

Le gemme si trasformano in un corpo subcilindrico, legnoso, 
sessile, verde ed a maturità bruno-giallastro o bruno-scuro, circa 
10 mm. alto, largo 5, sormontato da una o più appendici, d' ordi- 
nario assai lunghe, le quali si vanno gradatamente assottigliando 
ed incurvando. L' estremità di queste appendici è, talvolta, sud- 
divisa in due o tre brevi lacinie. 

Queste galle sono o solitarie, o riunite in numero di 2-3, e 
l' insetto esce, durante il mese di settembre dello stesso anno, da 
un piccolo foro praticato lateralmente al corpo della galla. 
Al « Bosco Fontana »; agosto-settembre. 

9. CynipS Conglomerata Gir. — Massalongo, Nuovo contrib. 
entomocecid. it. Prima com., in 1. e, n. 11; id., Galle FI. it., in 
1. e, n. 137 (su Q. pubescens); Schlecbtendal, 1. e, n. 233; Hie- 
ronymus, 1. e, n. 647; Mayr, 1. e, taf. II, fig. 20, p. 17. 

Galle legnose, subglobose od obovate, solitarie o riunite, a 
superficie uniformemente liscia, verde sul principio, invecchiando, 
bruno-rossiccia. 

La loggia larvale, eccentrica, trovasi scavata, d' ordinario, 
nella metà superiore della galla. 

Al t Bosco Fontana »; ottobre. 



- 16 — 

10. Cyilips COrruptrix Schl. — Schlechtendal, 1. e, n. 236; 
Wachtl, Entoinologisch-biologische Studien I Ser., taf. IV, fig. 6. 

Piccole galle, sessili, legnose, bruno-lucide, irregolari. Sono 
costituite da un corpo (4-5 mm. largo, 1-3 mm. alto), più o meno 
compresso ai lati, e da alcune piccole gibbosità arrotondate che 
lo sormontano. Tali gibbosità sono tra loro disgiunte o riunite, ed 
in tal caso, disposte a guisa di piccola cresta. Il corpo della galla 
limita un' ampia camera larvale e 1' insetto esce da un foro che 
vi pratica lateralmente. In corrispondenza dell' inserzione del ce- 
cidio il ramo si mostra più o meno sensibilmente rigonfiato. 
Al « Bosco Fontana », sopra individui giovani; ottobre. 

11. CynipS glutinosa Gir. — Pallavicini Misciatelli M., Zoocecid. 
FI. it. conservati etc, in 1. e, P. Ili, Imenotterocecidii, n. 17; 
Schlechtendal, 1. e, n. 242; Mayr, 1. e, taf. Ili, fig. 21 a, p. 18. 

Produce sui rami, e all' ascella delle foglie, delle galle le- 
gnose, con superficie glutinosa di color bruno-giallastro, alte circa 
15 mm. Sono di forma subconica, ad estremità subottusa, ed infe- 
riormente fornite di lobi più o meno distinti ed arrotondati che 
ripiegandosi abbracciano il ramo. All' interno, verso la base, pre- 
sentano una cavità la quale contiene la « galla interna » di forma 
obovata, a pareti sottili. 

La marchesa Misciatelli (in 1. e.) segnala come Cynijys glu- 
tinosa Gir., la galla prodotta evidentemente, almeno dietro, la de- 
scrizione eh' Essa ne dà, da altro Cinipe e precisamente dal C. 
Magri, imenottero recentemente descritto dal Prof. Kieffer di 
Bitsch (1), ma la cui galla era già nota da tempo e che il Solla 
appunto (citato anche dalla Misciatelli) descriveva e figurava 
come nuova nella sua Memoria: « Zwei neue Eichengallen (2) ». 

Diffatti essa parla di una galla che avvolge la base del frutto, 
e certamente quindi non può trattarsi della C. glutinosa, la quale 
produce le sue galle sui rami. L' errore nacque certamente dal- 
l' essere la C. Magri un po' simile per la forma a quella varietà 
della C. glutinosa conosciuta col nome di coronata (V. descriz. 
al n. seg. ) e con la quale venne confusa anche da altri. Ad ogni 
modo, prescindendo anche dalla diversa località e dall' essenza 

(1) Descriptions de nouveaux Cynipides d'Europe, in: Bull. Soc. 
Entom. de France, n. 1, p. 8, 1897. 

(2) In: Zeitschrift fiir Pflanzenkrankheiten, Bd. Il, Heft 6, p. 321-323, 
taf. VI; Stuttgart, 1392. 



— 17 — 

specifica diversa dei due gallinsetti, vi sono parecchie altre dif- 
ferenze notevoli che caratterizzano assai hene queste due specie 
di galle. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

11 a. Cynips glutinosa var. coronata Gir. — Massalongo, 
Nuovo contrib. entomocecid. it. Prima coni., in 1. e, n. 12; 
Schlechtendal, 1. e, n. 242 6; Mayr, 1. e, taf. Ili, fig. 216, p. 18. 

Galla, per situazione, consistenza, colore e vischiosità, simile 
in tutto alla precedente ma più grossa. Differisce^inoltre notevol- 
mente per la forma, essendo superiormente ingrossata e legger- 
mente espansa, con irregolari dentellature sporgenti dal margine 
superiore, ma non situate su di uno stesso piano orizzontale, per 
cui, la superficie superiore, non si presenta regolarmente ap- 
pianata, come avviene per la galla di C Magri, ma, bensì, sinuosa 
e lobata. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

12. Cynips lignicola Hart. — Pallavicini Misciatelli M., Zoo- 
cecid. FI. it. conservati etc, in 1. e, P. Ili, Imenotterocecidii, 
n. 15; Schlechtendal, 1. e, n. 231; Hieronymus, 1. e, n. 649; 
Mayr, 1. e, taf. II, fig. 19, p. 16. 

Galle solitarie o agglomerate, legnose, subsferiche o legger- 
mente ovoidi nella parte inferiore (5-10 mm. di diametro), conia 
superficie irregolarmente screpolata, di color rosso-ruggine o rosso 
bruno. La loggia larvale, eccentrica, trovasi nella metà inferiore, 
verso la base della galla. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

j3) galle delle foglie: 

13. AndricUS Clirvator Hart., forma sessuata di A. collaris 
Hart. — De Stefani T., Descrizione di alcune Galle etc, in 1. e, 
n. la, fig. 7«; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 144 (su 
Q. pubescens) e 207, tav. XXV, fig. 2-5; Schlechtendal, 1. e, 
n. 274; Kieffer, Hyménoptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 47; Hiero- 
nymus, 1. e, n. 636; Mayr, 1. e, taf. V^fig. 56, p. 40. — Réaumur, 
1. e, T. Ili, pi. 39, fig. 5-8. 

Cecidio situato in corrispondenza delle nervature, subgloboso, 
grosso quanto un pisello, sporgente dalle due pagine della foglia, 
di color verdastro, con pareti esili limitanti una grande cavità 



— 18 -In- 
centrale entro cui trovasi la piccola « galla interna ». La lamina 
inoltre, per la formazione del cecidio, s' increspa e s' incurva. 

[La generazione agama produce, a spese della gemma, una 
piccola galla bruna, ovoide, uniloculare, racchiusa per un certo 
tratto tra le sue squame]. 

Al « Bosco Fontana » ; giugno. 

14. AndricuS trilineatUS Hart. (— A. noduli Hart. ), forma 
sessuata di A. radicis Fabr. — De Stefani T., Descrizione di 
alcune Galle etc, in 1. e, n. 5 a, fig. 5 a; Scblecbtendal, 1. e, 
n. 247 (/. ram.) e 252 (/. fol.); Kieffer, Hyménoptérocécid. Lorr., 
in 1. e, n. 18; Hieronymus, 1. e, n. 643; Mayr, 1. e, taf. I, 
fig. 9, p. 11. 

Produce sulla costa, sul picciolo della foglia, ^ed anche sui 
giovani rami, dei leggeri rigonfiamenti alluDgati o bozzoluti. È 
galla somigliantissima a quella prodotta da A. testaceipes Hart. 

[Per la galla prodotta dalla generazione agama, vedi descriz. 
al n. 9 del mio primo contributo ]. 
Al « Bosco Fontana » ; giugno. 

15. NeUl'OterilS baCCariim (L.) Mayr, forma sessuata di N. lenti- 
cularìs Mayr. — De Stefani T., Descrizione di alcune Galle etc, 
in 1. e, n. 18 a, fig. 18 a; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 149 (su Q. pubescens) e 208; Hieronymus, 1. e, n. 656; Schlech- 
tendal, 1. e, n. 278; Kieffer, Hyménoptérocécid. Lorr., in 1. e, 
n. 32. — Spathegaster (L. ) Mayr, 1. e, taf. VI, fig. 70, p. 49. 

Galle carnose, glabre, sferiche (5-7 mm. di diametro), pellu- 
cide, verdi o rossastre, le quali emergono per un quarto dalla 
pagina superiore, per gli altri tre dalla pagina inferiore. 

Cecidii uguali e prodotti dallo stesso Cinipide, si sviluppano 
anche sulle infiorescenze maschili. 

[V. al n. 19 del mio primo contributo la galla della forma 
agama]. 

Al « Bosco Fontana » ; aprile. 

16; NeiiroterUS flimipennis Hart., forma agama di N. tricolor 
(Hart.) Mayr. — Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 127; 
Schlechtendal, 1. e, n. 266; Kieffer, Hyménoptérocécid. Lorr., in 
1. e, n. 37; Mayr, 1. e, taf. VI, fig. 64, p. 45. 

Galle ipofille, discoidali, con il margine ottuso, 2-4 mm. di 
diametro, aderenti alla superficie della foglia per un solo punto. 



— 19 — 

Osservate grossolanamente si presentano all'occhio quasi fossero 
mi frammento sottilissimo di feltro rossiccio. 

La galla descritta al n. 21 del mio primo contributo spetta 
realmente ad una varietà di JSf. fumipennis ( var. subglabra), il 
cui autore fu già ottenuto e non differisce affatto dal N. fumi- 
pennis. Tale varietà però, a correzione di quello che dissi allora, 
è sempre leggermente pubescente e misura appena 1 mill. circa 
di diametro. 

[ Per la galla della forma sessuata vedi al numero seguente ]. 
Al « Bosco Fontana »; ottobre. 

17. NeurOtei'US tricolor (Hart. ) Mayr, forma sessuata di N. 
fumipennis Hart. — Schlechtendal, 1. e, n. 279; Kieffer, Hymé- 
noptérocécid. Lorraine, in 1. e, n. 33; Hieronymus, 1. e, n. 657; 
Mayr, 1. e, taf. VI, fig. 71, p. 49. 

Produce un piccolo cecidio ipofillo, tondeggiante, carnoso, del 
diametro di 3-5 mm., coperto di radi e lunghi peli, bianchi, se- 
ricei. Questa galla emerge, leggermente, anche verso la pagina 
superiore. 

[Vedi al numero precedente la descrizione della galla pro- 
dotta dalla forma agama]. 

Al « Bosco Fontana »; maggio. 

18. NeuroterilS laevillSCuluS Schenck, forma agama di N. al- 
bijies (Schenck) Mayr — Massalongo, Galle FI, it., in 1. e, n. 128, 
tav. XXIX, fig. 1-2; Schlechtendal, 1. e, n. 264; Hieronymus, 
1. e, n. 654 a; Mayr, 1. e, taf. VI, fig. 65, p. 46. 

Cecidio regolarmente discoidale od a contorno sinuoso, del 
diametro di 3-6 mm., ipofillo od epifillo, leggermente ombelicato 
nel centro, a superficie glabra o con rada pubescenza, di color 
bruno rossiccio, aderente alla foglia per un solo punto. 

[La generazione sessuata produce un piccolissimo cecidio 
ovoide, biancastro, glabro, a pareti sottilissime, situato ordinaria- 
mente sul margine della foglia la quale, in corrispondenza della 
galla, si fende fin presso alla nervatura mediana]. 
Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

Y) galle delle infiorescenze maschili: 

19. NeuroterilS baCCarum (L. ) Mayr, forma sessuata di N. 
lenticularis Mayr — Massalongo, Galle FI. it. ; in 1. e, n. 152; 



— 20 - 
Schlechtendal, in 1. e, n. 181. — Kèaumur, 1. e, T. Ili; pi. 40, 
fìg. 1-6. 

Galle come al n. 15. 
Al « Bosco Fontana » ; aprile. 

Quereus pubescens Willd. 

a ) galle del fusto o delle gemine : 

20. AndricilS globuli (Hart. ) Mayr, forma agama di A. inflator 
Mayr — Schlechtendal, 1. e., n. 220. 

Galle come al n. 4. 
Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

21. Cynipideanim sp. (an Andricus inflator Mayr var.f). 
Genera delle galle somigliantissime a quelle prodotte da A. 

inflator (vedi primo contrib. n. 11), ma molto più piccole, misu- 
rando appena 4-6 min. di lunghezza. Presentano inoltre questa 
differenza che, d' ordinario, esse non si trovano all' estremità dei 
giovani ramoscelli, essendo questi in così fatto modo raccorciati, 
che le galle si possono considerare come sessili. — Talvolta, invece, 
il rametto si allunga un poco, circa 1-2 cm. , ma si mostra legger- 
mente ricurvo e con la superficie longitudinalmente increspata 
come se il suo accrescimento fosse stato sotto l' influsso di una 
qualche causa morbosa. All' estremità di questo anormale rametto, 
si nota un leggero rigonfiamento che, sezionato, offre una confor- 
mazione analoga a quella che si osserva nell' interno delle galle 
di A. inflator. Tra la forma ora descritta e la prima si nota poi 
tutta una serie di forme intermedie. 

Ho trovate molte di queste galle ma tutte già abbandonate 
dal loro autore. In alcune, della seconda forma, non rinvenni che 
dei Synergus. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

22. Cynipidea.riltì1 sp. (an Andricus serotinus Gir. var. nov.f). 
Produce, d'ordinario sui giovani rami, dei graziosi cecidii, 

sessili, solitari o spesso agglomerati, irti di numerose eminenze acu- 
leiformi, a sezione subtriangolare, solcate per il lungo, rigide, diritte 
o leggermente ricurve, glabre, le quali, col disseccarsi, facilmente 
si staccano, lasciando così a nudo il corpo della galla, di forma 
ovoide, biancastro, del diametro di circa mm. 3-5, con pareti esili 



— 21 — 
limitanti un' unica camera larvale assai ampia. Il foro di uscita è 
situato ad uno dei poli della galla. 

Rassomigliano notevolmente alle galle di Andricus serotinus (1), 
senonchè queste presentano gli aculei molto più lunghi, reflessi, 
ed inoltre rivestiti di lunghi peli bianchi. 

Anche di queste galle non ho potuto osservare 1' autore aven- 
dole raccolte troppo tardi. 

Al « Bosco Fontana »; ottobre. 

(2) 23. Cynipidearum sp. (an Cynips conifica Hart. var.f). 

Cecidii legnosi, sessili, 5-15 mm. alti, conici, con l' apice 
spesso subottuso e leggermente incurvato per cui, in tal caso, 
possono venir paragonati ad un minuscolo cappello frigio. La loro 
superficie, bruno rossiccia, è rivestita di minutissimi peli bianchi 
che le danno un aspetto pruinoso; è inoltre percorsa, d'alto in 
basso, da fini venature, tra loro anastomizzantisi, di color rosso 
vinoso che, osservate con leggero ingrandimento, si mostrano come 
costituite di piccolissime coste rilevate. Si sviluppano sul tronco, 
di individui giovani, o sui grossi rami, ai quali aderiscono a 
mezzo di un brevissimo e sottile peduncolo che si diparte dal 
centro della galla nella sua faccia basale, appianata. 

Le galle prodotte dalla 0. conifica (3), secondo la forma ti- 
pica descritta dagli autori, differiscono dalle mie per avere la 
base fornita di emergenze che abbracciano il ramo e rispetto al 
quale la galla viene a trovarsi come a cavalcioni (reitet). 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

* 24. Cynipidearum sp. 

A spese della gemma vengono generate sui giovani rami delle 
galle legnose (5-8 mm. alte), sessili, subconiche a rovescio, cioè 
con 1' apice aderente e la base libera. Tale base, che ricorda un 
poco la superficie triturante di un grosso dente molare, ci si pre- 
senta come sublobata, essendo costituita di emergenze, da 3 a 6 per 
ogni galla, più o meno distinte, subemisferiche, tra loro per lo 
più disuguali, spesso sormontate da una piccola papilla nericcia 

(1) Vedi descriz. in: Mayr, 1. e, taf. II, fig. 13, pag. 13; Schlechtendal, 
1. e, n. 208. 

(2) Un unico esemplare di questa galla l' ho trovato di questi giorni 
(3 gennaio 1898) su Qaercus pedunculata, al « Bosco Fontana ». 

(3) Mayr, 1. e, taf. II, fig. 12, pag. 13; Schlechtendal, 1. e, n. 204, 



— 22 — 

più o meno rilevata. La superficie di queste galle ricorda ixn poco 
quella del Cynips lignicola Hart., per essere cioè di un colore 
bruno-rossiccio e screpolata, non però in tutte le parti, ma solo 
in corrispondenza della parte superiore, per modo, che i lobi ora 
ricordati, sembrano quasi essere usciti, in seguito al loro accre- 
scimento, da una sottile buccia che avesse servito sul principio 
di comune involucro, e che si vede ora circondare, invece, solo a 
guisa di anello, la base di ciascuno di questi lobi. Neil' interno, 
vi ha un' ampia camera larvale rivestita di tessuto nutritivo e 
limitata esternamente dalla zona protettrice. 

Questa galla offre una certa analogia di forma con la Cynips 
corruptrix e C. amhlycera, ma specialmente con la prima. 
Al « Bosco Fontana »; novembre. 

25. Cynips amblycera Gir. — Massalongo, Galle FI. it. , in 
1. e, n. 134; De Stefani T. , Descrizione di alcune Galle etc. , 
in 1. e, n. 12, fig. 12 [?]; Schlechtendal, 1. e, n. 237; Mayr, 
1. e, taf. Ili, fig. 25, p. 21. 

La gemma si trasforma in un piccolo cecidio legnoso, bruno, 
costituito da un corpo stipitiforme, in cui trovasi la larva, dal 
quale si dipartono superiormente 2-6 eminenze, ovato-acute, di- 
vergenti. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

26. Cynips argentea Hart. — Schlechtendal, 1. e, n. 226; 
Hieronymus, 1. e, n. 663. 

Galle come al n. 14 del mio primo contrib. ( su Q. pedun- 
colata ). 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

27. Cynips glutinosa Gir. var. mitrata — Schlechtendal, 1. e, 
n. 241; Mayr, 1. e, taf. Ili, fig. 21 e. 

Vedi descriz. al n. 15 del mio primo contrib. (su Q. pedun- 
culata). 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

28. Cynips Kollari Hart. — Schlechtendal, 1. e, n. 229; Hie- 
ronymus, 1. e, n. 664. 

Vedi primo contrib. n. 16 (su Q. pedunculata). 
Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 



23 



|3) galle delle foglie. 

29. AndnCUS Sufflator Mayr — Schlechtendal, 1. e. , n. 275. 
Genera delle piccole galle a guisa di pustule, sporgenti da 

ambedue le pagine della foglia, ma specialmente verso la pagina 
inferiore, le quali, a completo sviluppo, raggiungono appena 2 mm. 
di diametro ed offrono inoltre al tatto una certa consistenza. Sono 
sprovviste di galla interna. 

Ne ho ottenuto 1' insetto, il quale esce da un piccolo foro dal 
lato ordinariamente della pagina inferiore, durante il mese di 
luglio. 

Il Prof. Kieffer, al quale inviai parecchie di queste galle, 
mi scrisse che esse differiscono alquanto da quelle descritte dal 
Mayr, il cui lavoro non ho potuto consultare, ma che però l' in- 
setto è identico. 

Al « Bosco Fontana » ; luglio. 

30. AtldricilS lirnaeformiS (Fonsc. ) Mayr, forma agama di cui 
non si conosce la sessuata corrispondente — Massalongo, Galle 
FI. it., in 1. e, n. 146; Schlechtendal, 1. e, n. 269; Mayr, 1. e, 
taf. V, fìg. 55, p. 39. — Lacaze-Duthiers, Eécherches etc, in 1. e, 
pi. 17, fìg. 7-8; Réaumur, 1. e, T. Ili, pi. 35, fìg. 6-7; Malpighi, 
« De Gallis », in 1. e, tab. Vili, fig. 20. 

Sulla costa della foglia e dalla parte della pagina inferiore 
produce delle piccole galle, uniloculari, verdi o rossastre, a forma 
di umetta o botticella, alte 2-4 mm. , longitudinalmente striate. 
L' estremità superiore è depressa ed offre nel centro una piccola 
eminenza papilliforme. Crescono d'ordinario allineate regolarmente 
lungo la costa, la quale divenendo ipertrofica, induce un incur- 
vamento nella lamina. A maturità, si staccano facilmente, lasciando 
sulla costa una piccola cicatrice. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

31. Neill'OteruS lenticularis (Oliv. ) Mayr, forma agama di 
N. baccarum Mayr. 

Vedi primo contrib. al n. 19 (su Q. pedunculata). 
Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 



24 



Rosa (? canina L. ). 

32. Rhodites Rosae (L.) Hart. — De Stefani T. , Descrizione 
di alcune galle etc, in 1. e, n. 1, fig. 1; Massalongo, Galle FI. 
it,, in 1. e, n. 159, tav. XXXII, fìg. 4, e tav. XXXI, fig. 6 6 
(forma epifilla); Kieffer, Hyménoptérocécid. Lorr. , in 1. e, n. 57; 
Schlechtendal, 1. e, n. 817; Hieronymus, 1. e, 698. — Lacaze - 
Duthiers, Récherches etc, in 1. e, pi. 18, fìg. 14-15; Réaumur, 
1. e, T. Ili, pi. 47, fig. 1-4; Malpighi, « De Gallis », in 1. e, 
tab. XVII-XVIII, fig. 62. 

Cecidio legnoso, pluriloculare, spesso molto grande, ricoperto 

fittamente da numerosissime sottili appendici ramificate, le quali 

danno alla galla un' apparenza muschiosa. Queste galle, conosciute 

anche col nome di Bedegaar, si sviluppano a spese della foglia. 

Al « Bosco Fontana » ; novembre. 

2. Dipterocecidia. 

Artemisia vulgaris L. 

* 33. Rhopalomyia baccamm Wachtl — Schlechtendal, Zweiter 
Nachtrag, 1. e, p. 52. — Cecidomyia, Wachtl, Zwei Gallmiicken etc. ; 
in 1. e, taf. IV, fig. 1-1.4 (galla), fig. 1 B ( cecidiozoo ) ; Schle- 
chtendal, 1. e, n. 1206. 

Galle carnoso-succose, pluriloculari, solitarie o spesso concre- 
scenti, verdi o rossastre, subrotonde o subconiche, con estremità 
spesso subacuta. Si riscontrano sul fusto, sul rachide dell' infio- 
rescenza, sulle gemme nonché all' ascella delle foglie. A maturità, 
si aprono all' apice, o, direi quasi, sbocciano, lasciando aperto 
1' adito alle cecidomie le quali hanno compiuta nell' interno la 
loro trasformazione. Tale galla era nota solo per l' Artemisia sco- 
parla W. et K. (fide Kieffer in liti;). 

Debbo dire però che le galle dell' A. vulgaris differiscono 
alquanto da quelle dell' A. scoparla essendo queste, come ajipare 
dalla descrizione che ne dà il Wachtl (1. e), veramente bacci- 
formi ed inoltre uniloculari. 

Ho ottenuto l' insetto alato agli ultimi di agosto. 
Abbastanza frequente in varie località dei dintorni; luglio-agosto. 



— 25 — 
Cynodon Dactylon Pers. 

34. LotlChaea lasìophthalma Maeq. — Massalongo, Galle FI. 
it., in 1. e, n. 47, tav. XIII, %. 1-3; Schlechtendal, 1. c. ; n. 42. 
— Vallisneri, 1. e, T. I, p. 200. 

Galle sotterranee o lievemente sporgenti dal suolo, allungate 
ed ingrossate all' estremità a guisa di clava o di spatula. Sono 
costituite da molti internodi, accorciatissimi, coperti di squamette 
densamente embricate, derivanti da una ipertrofia delle gemme. 

Anche a Mantova, come nel veronese (V. Massalongo, 1. e), 
è nota comunemente ai contadini, i quali sanno pure che dà na- 
scimento ad un insetto, un « tafano » secondo loro. 

Ne ebbi in gran numero dal Sig. Arminio Borelli che le raccolse, 
durante il mese di ottobre, in un terreno di sua proprietà detto « la Mal- 
pizza » presso il paese di Villanova Majardina. 

Fraxinus excelsior L. 

35. Dichelomyia aCl'Ophila (Winn.) Rlibs. — Scblechtendal, 
Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 39; Cecidomyia, Massalongo, Galle 
FI. it., in 1. e, n. 204, tav. XL ; fig. 4-5; Schlechtendal, 1. e, n. 957. 

Cecidio turgido, verdastro, suhfolliculiforme, derivato da un 
forte ispessimento delle fogliette lungo la nervatura mediana, con 
ostiolo epifillo allungato. 

Fuori Porta Belfiore; aprile. 

Lychnis vespertina Sib. 

36. Dichelomyia Lychnidis (Heyd. ) Riibs. — Schlechtendal, 
Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 17. — - Cecidomyia, Massalongo, Galle 
FI. it., in 1. e, n. 68; Kieffer, Diptérocécid. Lorr. in 1. e, n. 87; 
Scblechtendal, 1. e, n. 399. 

L' estremità dei germogli, in seguito all' azione parassitaria 
delle larve di questo dittero, si trasforma in una agglomerazione 
globosa od ovoide costituita da foglie ispessite e ricoperte da ab- 
bondanti peli bianchicci. 

Al « Bosco Fontana » ; maggio. 



— 26 — 

Medicago sativa L. 

37. Dasyneura ignorata (Waclitl) fide Kieffer in litt. — Di- 

chelomyia JRiibs., Sclileclitendal, Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 35. 
— Cecidomyia Wachtl, Eine neue etc, in 1. e, taf. II, fig. 1 
(galla), fig. 2 (cecidiozoo); Schleclitendal, 1. e, n. 871; Kieffer, 
Diptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 93. 

Le gemme fogliari si trasformano in cecidii ovoidi, glabri, 
verde-giallastri, derivati specialmente da una forte ipertrofia delle 
stipole le quali si riuniscono tra loro fittamente imbricandosi. Nel- 
1' interno vivono parecchie larve di color rossastro le quali si 
trasformano in terra. 

Comune nei dintorni della Città; giugno-luglio, 

Populus Tremula L. 

38. Agromyza Schineri Gir. — Massaio» go, Nuovo contr-ibi 
entomocecid. iti Seconda coni., in 1. e, n. 30; Kieffer, Diptérocécid. 
Lorr., in 1. e, n. 113; Schleclitendal, 1. e, n. 302. 

Produce sui giovani rami dei leggeri rigonfiamenti allungati, 
unilaterali, solitari o talora concrescenti, nell' interno dei quali 
trovasi una sola cella larvale. 

Al a Bosco Fontana » ; ottobre. 

Q,uercus Cerris L. 
*39. ? Arnoldia sp. 

Nel mio primo contributo (n. 3) descrissi dei lievi ingrossa- 
menti subfusiformi della costa e nervature delle foglie come do- 
vuti ad Andricus testaceipes Hart. Si conoscono invero deforma- 
zioni consimili prodotte da questo imenottero, ma solo però sulle 
foglie di Q. sessiliflora e pedunculata. Per cui, data, in linea 
generale, la non promiscuità delle galle del Cerro con quelle che 
ordinariamente si trovano sopra queste due specie di Querce, era 
da ritenersi, con molta probabilità, che il cecidio da me segnalato 
non dovesse attribuirsi allo stesso autore. D' altra parte, sulle 
foglie della Q. Cerris, non sono stati sino ad ora descritti tali 
rigonfiamenti e quindi li ritengo come nuovi, come è da ritenersi 
probabilmente nuova anche la specie dell' insetto che li produce. 

A quello che dissi allora, aggiungo, che la camera larvale è 



— 27 — 
di forma allungata, e trovasi scavata eccentricamente all' ingros- 
samento, per modo che una delle sue pareti, e precisamente la 
esterna, è molto sottile. 

Al « Bosco Fontana » ; autunno. 

40. Arnoldia Szepligetii Kieffer, Diagnose de deux espèces 
nouvelles etc, in 1. e, p. 236 (sub Janetia). 

Le larve di questa cecidomia generano, sulle foglie, delle 
piccole pustule (2 mm. circa di diametro), leggermente salienti 
sulle due faccie, ispessite, e d' ordinario, provviste di una piccola 
papilla centrale puntiforme. Si mostrano fin dalla primavera, ma 
le larve non sono visibili che nell' agosto o settembre, nella quale 
epoca, ed in seguito più intensamente, le pustule hanno assunta 
una colorazione giallo-rosastra. 

La larva, di color rosso, esce nell' ottobre, dalla pagina infe- 
riore, attraverso ad una fenditura semicircolare, per modo che una 
piccola porzione della parete della galla si solleva un po' a guisa 
di coperchio. 

Al « Bosco Fontana » ; autunno. 

*41. Arnoldia sp. 

Pustule delle foglie somigliantissime alle precedenti ed alle 
quali, per ora, non saprei assegnare dei buoni caratteri morfolo- 
gici differenziali. Si distinguono solo per aver nell' interno una 
larva bianchiccia anziché rossa. Secondo il Prof. Kieffer ( in litt. ), 
tali pustule, a differenza delle prime, s' aprirebbero forse circo- 
larmente, o piuttosto sarebbero perforate dalla larva. 

Tali pustule sono somigliantissime a quelle già descritte dal 
Prof. Massalongo (Nuovo contrib. entom. it. Prima com., in 1. e, 
n. 9), nell'interno delle quali egli avrebbe trovato delle larve 
pure biancastre, ma da lui però riferite, sulla fede di Eubsaamen, 
al genere Dichelomyia. 

Al « Bosco Fontana » ; autunno. 

Quercus pedunculata Ehrh. 

42. Oiplosis dryobia Fr. Lòw — Massalongo, Galle FI. it., 
in 1. e, n. 88, tav. XVIII, fig. 4 su ( Q. pubescens); Schlechtendal, 
1. e, n. 178; Kieffer, Diptérocécid. Lorr. , in 1. e, n. 125; Hiero- 
nymus, 1. e, n. 491. — Malpighi, « De Gallis », in 1. e, tab. VI, 
fig.? 8. 



— 28 — 

I lobi della foglia si ripiegano verso la pagina inferiore, si 
ispessiscono un poco, e si decolorano irregolarmente. 
Al « Bosco Fontana » ; maggio, 

43. DiplOSÌS Liebeli Kieff. — Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 196, tav. XXXIX, fig. 5; Scbleclitendal, 1. e, n. 179; Kieffer, 
Diptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 126; Hieronymus, 1. e, n. 492. 

Produce, verso la pagina superiore, uno stretto arrotolamento 
della lamina a guisa di cercine, situato, d'ordinario, tra due lobi 
e molto ispessito. 

Al « Bosco Fontana » ; maggio. 

Q,uereus pubeseens Willd. 

44. Diplosis dryobia F. Low — 

Come al n. 42. 
Al « Bosco Fontana; giugno. 

45. Diplosis Liebeli Kieff. 

Come al n. 43. 
Al « Bosco Fontana » ; giugno. 

Sonehus oleraceus L. 

46. Cystiphora Sonchi (F. Low) Kieff. — Schlechtendal, 
Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 56. — Cecido?nyia, Massalongo, 
Galle FI. it., in 1. e, n. 98; Thomas, 1. e, p. 11-12; Scblecbtendal, 
1. e, n. 1307 ; Kieffer, Diptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 169 ; Hieronymus, 
1. e, n. 558. — Malpighi, « De Gallis », in 1. e, tab. VII, fig. 10. 

Galle fr>gliicole discoidali, derivate da una ipertrofìa del pa- 
renchima il quale si solleva verso la pagina superiore. Nella pa- 
gina inferiore, dietro all' epidermide sensibilmente disgiunta dal 
mesofjllo, si scorge la larva di color bianchiccio. 

Il Thomas (1. e.) distinse questa forma di cecidii col nome 
di: Spannhautgallèn o Tympanocecidien. 
Fuori Porta Belfiore; giugno-luglio. 

Trifolium (*? repens L. ) 

47. Dasyneura Trifolii (F. Low) fide Kieffer in litt. — Di- 
chelomyia Riibs., Schlechtendal, Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 37. 



— 29 — 
— Cecidomyia, Schlechtendal, 1. e. , n. 922; Kieffer, Diptérocécid. 
Lorr., in 1. e, n. 190; Hieronymus, 1. e, n. 580-58 1. 

Le due metà laterali della foglia si piegano verso 1' alto e si 
combaciano, divenendo ipertrofiche specialmente in vicinanza della 
costa. 

Fuori Porta Belfiore; settembre. 

Ulmus campestris L. 

48. Cecidomyideamm sp. — Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 102, tav. XX, fig. 3-4; Schlechtendal, 1. e, n. 361; Hiero- 
nymus, 1. e, n. 586. 

Le larve di una cecidomia, non ancora ottenuta allo stato 
perfetto, generano a spese di una ipertrofia della costa, delle ner- 
vature, e talvolta anche del picciolo, delle piccole galle costituite 
da un corpo con cavità centrale, che è parte preponderante del- 
l' ipertrofia degli organi anzidetti, e da un prolungamento cavo, 
cilindrico o leggermente imbutiforme all' estremità, epifillo, od ipo- 
fillo, il quale, o si solleva perpendicolarmente, o rimane addossato 
alla lamina. 

Al « Bosco Fontana », sopra individui cespugliosi; maggio. 

Vitis vinifera L. 

49. CeCÌdomyia Oenopllila Heimhf. — Massalongo, Galle FI. 
it., in 1. e, n. 110, tav. XVIII, fig. 6-7, e tav. XIX; Schlech- 
tendal, 1. e, n. 589. — Malpighi, « De Gallis », in 1. e, tab. XVI, 
fig. 58. 

Galle uniloculari verdi o rossastre, tondeggianti, sporgenti 
sulle due pagine della foglia lungo le nervature. Sono glabre 
superiormente, pubescenti alla pagina inferiore, ove sbocca l'ostiolo. 
Al « Bosco Fontana »; giugno. 

3. Coleopterocecidia. 

Populus Tremula L. 

50. Saperda populnea L. — Massalongo, Nuovo contrib. ento- 
mocecid. it. Seconda com., in 1. e, n. 31 ; Kieffer, Coléoptérocécid. 
Lorr., in 1. e, n. 22, fig. 9; Schlechtendal, 1. e, n. 301. 



— 30 — 

Rigonfiamenti globosi od ovoidi dei rami, in corrispondenza 
dei quali, in una cavità scavata nel tessuto midollare, vive la 
larva. 

Al « Bosco Fontana » ; ottobre. 

4. Hemipterocecidia. 

Ajuga reptans L. 

51. Aplliditlearum sp. — Massalongo, Nuovo contrib. entomo- 
cecid. it. Seconda coni., in 1. e, n. 19; Kieffer, Hémiptérocécid. 
Lorr., in 1. e, n. 2. 

Accartocciamento involutivo dei margini delle foglie radicali 
verso la pagina superiore. 

Fuori Porta Belfiore ; settembre. 

Cerastium sp. 

52. Aphis Cerastii Kalt. — Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 8 ( su Cer. arvense); Kieffer, Hémiptérocécid. Lorr., in 1. e, 
n. 13; Schlecbtendal, 1. e, n. 396; Hieronymus, 1. e, n. 311. 

Le foglie dell' apice dei germogli restano agglomerate rico- 
prendosi 1' una con 1' altra. In alcuni degli esemplari da me tro- 
vati, questa deformazione era accompagnata anebe da cloranzia. 
Fuori Porta Belfiore; settembre. 

Clienopodium album L. 

53. Aphis AtHplicis L. — Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 210; Kieffer, Hémiptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 14; Schlecb- 
tendal, 1. e, n. 390. 

La foglia, per 1' azione di questo Afide, a partire dal margine, 
si accartoccia verso l'alto, si decolora leggermente e si ispessisce. 
Fuori Porta Belfiore; luglio. 

Fraxinus excelsior L. 

54. PsylIopsiS Fraxini L. — Massalongo, Galle FI. it., in 
1. e., n. 205; Kieffer, Hémiptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 21; 
Schlecbtendal, 1. e, n. 962; Hieronymus, 1. e, n. 293. 



— 31 — 
Accartocciamento dei margini delle foglioline verso la pagina 
inferiore. 

In corrispondenza del cecidio la lamina è ispessita, decolorata, 
e presenta come un fine reticolo rossastro. 
Fuori Porta Belfiore; aprile 

Fopulus nigra L. 

55. Pemphigus affinis Kalt. — Massalongo, Galle FI. it., in 
1. e, n. 14; Schlechteudal, 1. e, n. 291 (su Pop. italica); id., Zweiter 
Nachtrag, in 1. e, p. 12; Kieffér, Hémiptérocécid. Lorr., in 1. e, 
n, 49, fig. 1; Hieronymus, 1. e, n. 344 (su Pop. italica) e n. 348; 
Lichtenstein, 1. e, pi. II, fig. 4 (galla), fig. 5 (cecidiozoo). — 
Eéaumur, 1. e, T. Ili, pi. 27, fig. 5 (excl. g-g). 

Cecidio caratterizzato da un breve e stretto arrotolamento 

marginale della lamina verso la pagina inferiore, notevolmente 

ispessito (Pseudc-gyna fundairix), oppure, da un ripiegamento 

delle due metà della foglia, talvolta una sola, verso la costa, con 

la convessità corrispondente alla pagina superiore ( Pseudogyna 
vnigrans). 

Dovunque nei dintorni; maggio. 

56. Pemphigus marsupialis (Koch) Courch. — Massalongo, 
Galle FI. it., in 1. e, n. 16, tav. V, fig. 3-4; Schlechtendal, 1. e, 
n. 292 (su Pop. italica)-, id., Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 12; 
Kieffer, Hémiptérocécid. Lorr., in 1. e, n. 48, fig. 2 ab; Lichten- 
stein, 1. e, pi. Il, fig. 1-2 (galla), fig. 3 (cecidiozoo). — P. ovato- 
oblongus Kess., Hieronymus, 1. e, n. 347 (su Pop. italica) e 
n. 351. — Réaumur, 1. e, T. Ili, pi. 26, fig. 7, 9-10 et fig. 8m. 

Lungo la costa, verso la pagina superiore, la lamina si estro- 
flette e si fa nello stesso tempo fortemente carnosa, costituendo 
così un cecidio fusiforme, rossastro, opn ostiolo ipofillo, allungato 
a guisa di fenditura. 

Dintorni della città: piuttosto rara; maggio. 

57. Pemphigus Populì Courch. — Massalongo, Galle FI. it., 
in 1. e, n. 17, tav. VI, fig. 1-3; Schlechtendal, Zweiter Nachtrag, 
in 1. e, p. 12; -Lichtenstein, 1. e, pi. IV, fig. 3 (galla), fig. 4 
(cecidiozoo). 

Ordinariamente alla base della lamina e sulla costa, genera 
delle galle vescicolari, verdi giallastre, subglobulose, con super- 



— 32 — 

ficie spesso irregolarmente lobata e con ostiolo ipofillo. Queste 
galle, sul finir dello sviluppo, presentano lateralmente un foro a 
margine dentato, analogamente a quanto si osserva per le galle 
di Tetraneura Ulmi, oppure, si aprono completamente all'estremità 
superiore, assumendo così un aspetto crateriforme. 
Dintorni della città; maggio. 

Populus pyramidalis Sparii. 

58. PemphiguS pyriformis Lichtenstein, 1. e, pi. I, fig. 1-2 
(cecidiozoo), fig. 3-4 (galla); Schlechtendal, Zweiter Nachtrag, 
1. e, p. 11. — ■ Sub P. bursarhis, Kieffer, Hémiptérocécid. Lorr., 
in 1. e, fig. 2 e, (n. 47); Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
tav. IV, fig. 2-4, ( n. 15 ). — Réaumur, 1. e, T. Ili, pi. 26, fig. 8 g. 

In causa di una locale ipertrofia del picciolo, vengono a for- 
marsi delle galle vescicolari, subglobose o subovato-piramidali, di 
colore generalmente rossastro. L' ostiolo trovasi all' apice di queste 
produzioni. 

Questa galla non è da confondersi con quella di P. bursarhis L., 
simile un po' a questa per la forma, ma che si trova invece sui 
rami. 

Al « Bosco Fontana », e fuori Porta dei Molini: piuttosto rara; 
maggio-giugno. 

59. PemphiguS Spirothecae Pass. — Massalongo, Galle FI. it., 
in 1. e, n. 23; Sclilechtendal, Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 12; 
Lichtenstein, 1. e, pi. Ili, fig. 3 (cecidiozoo), fig. 4 (galla). 

Galle come al n. 37 del mio primo contributo (su Pop. nigva). 
Anche questa galla non deve andar confusa con quella pro- 
dotta da P. protospirae Licht. alla quale rassomiglia moltissimo. 
Al « Bosco Fontana » ed in varie località dei dintorni; estate. 

Rumex obtusifolius L. 

60. Aphis Rumicis L. — Schlechtendal, Nachtràge und Be- 
richtigungen, in 1. e, p. 4. 

Le due metà laterali della foglia si accartocciano verso la 
pagina inferiore e si increspano leggermente. 
Fuori Porta Belfiore ; ottobre. 



— 33 — 
Salix alba L. 

61. Aphis amenticola Kalt. 

Vedere : « Acarocecidia » al n. 72. 

Sorbus torminalis Oantz. 

62. Aphis Sorbi Kalt. — Scnlechtendal,.l. e, n. 757; Kieffer, 
Hémiptérocécid. Lori', in 1. e, n. 66; Hieronymus, 1. e, n. 357. 

Le foglie si accartocciano verso la pagina inferiore, si incre- 
spano e si decolorano. 

Al « Bosco Fontana » ; maggio. 

Ulmus campestris L. 

63. Schizoneura lanuginosa Hart. — Massalongo, Galle FI. 
it., in 1. e, n. 29, tav. Vili, fìg. 2 e tav. X, %. 1; Kieffer, 
Hémiptérocécid. Lorr. in 1. e, n. 73; Schleclitendal, 1. e, n. 366; 
Hieronymus, 1. e, n. 361. — Réaumur, 1. e, T. Ili, pi. 25, 
fìg. 5-7; Malpighi, « De Gallis », in 1. e, tab. VII, fìg. 13 K-M. 

A spese della foglia vengono generate delle galle vescicolari, 
talvolta molto grandi, subglobose o piriformi, solcate alla super- 
ficie e pubescenti, le quali, d'ordinario, persistono a lungo sulla 
pianta. Bianco-giallastre da giovani, divengono brune e quasi 
nere col tempo. 

Al *■ Bosco Fontana » e fuori Porta Cerese: al « Mlgliarelo »; 
giugno. 

64. Schizoneura Ulmi Kalt. — Massalongo, Galle FI. it., in 
1. e, n. 30, tav. II, fig. 5; Kieffer, Hémiptérocécid. Lorr., in 1. e, 
n. 76; Sclilecbtendal, 1. e, n. 365; Hieronymus, 1. e, n. 360. 

Produce un cecidio turgido, rugoso alla superficie, e finamente 
pubescente, derivato da un accartocciamento della lamina verso 
la pagina inferiore e, d'ordinario, parallelamente alla costa. 

Al « Bosco Fontana », ed in varie altre località dei dintorni; 
maggio. 

65. Tetraneura rubra Licht. — Massalongo, Galle FI. it., in 
1. e, n. 32, tav. XL, fig. 1. 

Galle epifille con ostiolo ipofillo, di colore, ordinariamente, 



— 34 — 

rosso vivace, finamente pubescenti alla superficie, con pareti molli 
e flessibili. Sono di forma saccata o globosa e fornite di uno sti- 
pite sottile. 

Ne trovai in gran numero sopra individui cespugliosi. 
Al « Bosco Fontana », e fuori Porta Cerese : al « Migliareto » ; 
maggio. 

5. Lepidopterocecidia. 

Silene infilata DC. 

66. Gelechia cailliginella Schr. — Massalongo, Nuovo contrib. 
entomocecid. it. Terza com., in 1. e, n. 57 ; Kieffer, Lépidopté- 
rocécid. Lorr., in. 1. e, n. 20; Schlechtendai, 1. e, n. 408. 

Rigonfiamenti subfusiformi, intercalari, specialmente frequenti 
nella parte basale del fusto. 

Fuori Porta Belfiore; luglio. 



35 — 



B) Acarocecidia. 



Buxus sempervirens L. 

67. Phytoptus Canestrinii Nal. et Ph. unguiculatus Can. — 

Schlechtendal, Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 26; Canestrini, Fa- 
miglia etc, in 1. e., p. 90, tav. Vili, fig. 10-11 (galla), tav. XI, 
fig. 2-3 (cecidiozoo), e pag. 139, tav. XI, fig. 4-5 (Ph. ungui- 
culatus cecidiozoo) ; Massalongo, Acarocecid. FI. veron. Ulter. oss. 
agg., in 1. e., n. 3; id., Contrib. acarocecid. FI. veron., in 1. e, n. 2. 

Per l'azione dei fitotti le gemme ascellari e terminali diven- 
tano ipertrofiche, trasformandosi in un corpicciuolo tondeggiante, 
di circa 3 mm. di diametro, con le squamette ricoperte da fitta 
pelurie. In questa deformazione delle gemme, oltre ai due fitotti 
indicati, venne osservato anche il Phyi. Buxi Can. (Canestrini, 
1. e, p. 116). 

Tale concomitanza tra due o più specie di Fitottidi si riscontra 
frequentemente negli acarocecidii (vedi anche al n. 68 e 72). 
Fuori Porta Belfiore: al Cimitero; luglio. 

Carpinus Betulus L. 

68. PhytOptUS macrotrichllS Nal., (= Cristaria Carpini Vali., 
Legnon confusimi Bremi). — Kieffer, Acarocecid. Lorr., in 1. e, 
n. 34; Canestrini, Famiglia etc, in 1. e, p. 150, tav. XVI, fig. 5 
(galla); Massalongo, Acarocecid. FI. veron. Saggio, in 1. e, n. 24; 
Schlechtendal, 1. e, n. 119; Hieronymus, 1. e, n. 71. 

Produce, lungo le nervature secondarie, delle ripiegature od 
increspature che nella pagina inferiore si sollevano a guisa di 
carena. 

Anche questa specie è convivente assieme ad un altro Fi- 
toptide, cioè il Phyllocoptes Carpini Nal. (V. Canestrini, 1. e, 
p. 151 e 166). 

Al « Bosco Fontana » ; maggio. 



— 36 - 

Fraxinus excelsior L. 

69. Phyllocoptes epiphyllus Nal. — Schlechtendal, Zweiter 
Nachtrag, in 1. e, p. 39; Kieffer, Acarocécid. Lori'., in 1. e, n. 52 
(ultime righe ), 

Sulla pagina inferiore delle foglioline, a partire dalla loro 
inserzione sin circa a metà della lamina, si osserva una anormale 
produzione di peli, lunghetti, fulvi, pluricellulari, asssottigliati al- 
l' apice o spesso troncati. Sono riuniti in maggior copia lungo 
le nervature e la costa, o esclusivamente addossati a quest' ultima 
e, in tal caso, talvolta più abbondanti da una parte che dall' altra, 
più di raro soltanto da una. 

Appaiono sin dalla fine di marzo come una nubecula bian- 
chiccia che adombra quasi uniformemente la superficie basale della 
foglia e che va poi man mano accentuando la propria natura fino 
ad assumere i caratteri e le posizioni sopra ricordate. 
Fuori Porta Belfiore; marzo-aprile. 

70. PhytoptllS Fraxini Karp. — Canestrini, Famiglia etc, in 
1. e, p. 122, tav. XVI, fig. 6 (galla); Massalongo, Sopra alcune 
milbogalle nuove etc, in 1. e, n. 2; Kieffer, Acarocécid. Lori*., in 
1. e, n. 52; Schlechtendal, 1. e, n. 954; Hieronymus, 1. c. ; n. 100 
(sub Ph. fraxinicola Nal.). 

Le infiorescenze vengono trasformate in agglomerazioni bru- 
nastre (Klunkem), a lungo persistenti sulla pianta, costituite 
da squamette densamente embricate e pubescenti. 
Fuori Porta Cerese : al « Migliareto » ; aprile. 

F»yrus communis L. 

71. PhytoptllS Pyri Nal. — Canestrini, Famiglia etc, in 1. e, 
p. Ili, tav. XII, fig. 5, 9 (cecidiozoo); Kieffer, Acarocécid. Lorr., 
in 1. e, n. 77; Schlechtendal, 1. e, n. 731; Hieronymus, 1. e, 
n. 163; Massalongo, Acarocécid. FI. veron. Saggio, in 1. e, n. 54. 

Dà luogo a delle pustule vaiolose (Blattpocken), sparse in 
gran numero e leggermente salienti sulle due pagine della foglia. 
Giallo-rossastre sul principio dello sviluppo, diventano, dissecan- 
dosi, brune. 

Al « Bosco Fontana », e fuori Porta Cerese: al « Migliareto »; 
aprile. 



— 37 — 
Salix alba L. 

72. Phyllocoptes phytoptoides Nal. , Phytoptus phyllocoptoides 
Nal., Ph. triradiatus Nal. et Aphis amenticola Kalt. — Schlech- 

tendal, 1. e, n. 315-316; id., Nachtrage und Berichtigungen in 
1. e, p. 3; id., Zweiter Nachtrag, in 1. e, p. 13; Kieffer, Aca- 
rocecid. Lori'., in 1. e., ri. 94; Massalongo, Acarocecid. FI. perori. 
Saggio, in 1. e, n. 14; Hieronymus, 1. e, n. 208. 

Gli amenti femminili, in seguito a fillomania e cladomania, 
si trasformano in una produzione molto appariscente, di forma 
globosa o cilindrica, ed in questo caso spesso incurvata, conosciuta 
dai tedeschi col nome di « Wirrzopf ». Malgrado tale abbondanza 
di parassiti non si conosce però ancora con sicurezza quante e 
quali sieno le vere specie cecidiogene. Si ritiene però che lo svi- 
luppo di questa galla sia sul principio causato dall' Afide, e che 
i fitotti non subentrino che in segxiito, cooperando anch' essi 
(quali?) al suo ulteriore sviluppo. 
Fuori Porta Belfiore; luglio. 

Sorbus torminalis Crantz. 

73. PhytoptUS Pyii Nal. — Rubsaamen, 1. e, n. 37, pi. XV, 
fig. 30; Canestrini, Famiglia etc, in 1. e, pag. Ili, tav. XII, 
fig. 5, 9 (cecidiozoo) ; Kieffer, Acarocecid. Lorr. in 1. e, n. 104; 
Massalongo, Acarocecid. FI. veron. Saggio, in 1. e.., n. 57; Hiero- 
nymus, 1. e, n. 244; Schlechtendal, 1. e, ri. 756; id. Zweiter 
Nachtrag, in 1. e, p. 30. 

Pustule vaiolose delle foglie simili a quelle descritte per il 
Pyrus communis ( n. 71). 

Al « Bosco Fontana » ; maggio. 

Ulmus eampestris L. 

74. PhytoptUS filiformiS Nal. — Kieffer, Acarocecid. Lori-., 
in 1. e, n. 124; Sclechtendal, 1. e, n. 360; Massalongo, Acaro- 
cecid. FI. veron. Saggio, in 1. e, n. 59; Hieronymus, 1. e, n. 272. 

Pustule vaiolose delle foglie (Vedi numero precedente). 
Al « Bosco Fontana » ; maggio. 



— 38 — 



INDICE DEI CECIDIOZOI. 



Agromyza Schineri Gir. . . . n.° 38 

Andricus curvator Hart. ...» 13 

» Cydoniae Gir. ...» 2 

globuli (Hart. ) Mayr. » 4-20 

? » inflator Mayr var. « 21 

» Malpighii Adi. ...» 5 

? » serotinus Gir. var. n. « 22 

sutìlator Mayr ...» 29 

» trilineatus Hart. . . » G-U 

» urnaeformis ( Fonsc. ) 

Mayr « 30 

Aphididearum sp » 51 

Aphis amenticola Kalt » 72 

» Atriplicis L , » 53 

» Cerastii Kalt » 52 

» Rumicis L » 60 

» Sorbi Kalt » 62 

? Arnoldia sp » 39 

» Szeplìgetii Kieff. . • » 40 

» sp « 41 

Aulax Hieracii Bouch » 1 

Biorhiza terminalis (Fabr.) Mayr >• 7 

Cccidomyia oenophila Heimhf. . » 49 

Cecidomyidearum sp » 48 

Cynipidearum sp » 24 

sp » 21 

sp » 22 

» sp » 23 

Cynips amblycera Gir » 25 

» argentea Hart » 26 

» aries Gir » 8 

» conglomerata Gir. ...» 9 

? » coniflca Hart. var. . . » 23 

» corruptrix Schlecht. . . » 10 

» glutinosa Gir » 11 

» » » var. coronata » Ila 

» » » » mitrata » 27 

» Kollari Hart » 28 

» lignicola Hart. .... » 12 
Cystiphora Sonchi (F. Low) . . n.° 46 



Dasyneura ignorata Wachtl . 


» 


37 


» 


Trifolii (F. Low). 


» 


47 


Dichelorr 


yia acrophila Winn . 


» 


35 


» 


Lychnidis Heyd. 


» 


36 


Diplosis 


dryobia Fr. Low . . . 


» 


42-44 


» 




» 


43-45 


Gelechia 


cauliginella Sdir. . 


» 


66 


Lonchaea lasiophthalma Macq. 


» 


34 


Neurotei 


■us baccarum Mayr . 


» 


15-19 


» 


fumipennis Hart. 


» 


16 


» 


laeviusculus Schenct 


» 


18 


» ' 


lenticularis . . . 


» 


31 


» 


saltans Gir. . . 


» 


3 


» 


tricolor (Hart.) Mayi 


» 


17 


Pemphigus 




» 


55 


» 


marsupialis ( Koch 










» 


56 


» 


Populi Courch. . . 


» 


57 


» 


pyriformis Licht. . 


» 


58 


» 


spirothecae Pass. . 


» 


59 


Phylloco 


ptes Carpini Nal.. . 


» 


68 


» 


epiphyllus Nal. 


» 


69 


» 


phytoptoides Nal. 


» 


72 




» 


67 


» 


Ganestrinii Nal. . 


. » 


67 


» 


flliformis Nal. . . 


» 


74 


» 


Fraxini Karp. . . 


» 


70 


» 


macrotrichus Nal. 


» 


68 


» 


phyllocoptoides Nal. 


» 


72 


» 




» 


71-73 


» 


triradiatus Nal. 


. » 


72 


.. 


unguiculatus Gan. 


» 


67 




» 


54 


Rhodites 


Rosae ( L.) Hart. . 


» 


32 


Rhopaloniyia baccanali Wachtl 


» 


33 


Saperda 




. » 


50 


Schizoneura lanuginosa Hart. 


» 


63 


» 


Ulmi Kalt. . . 


» 


64 


Tetraneura rubra Licht. . . 


» 


65 



— 39 — 



INDICE DELLE PIANTE. 



Ajuga reptans L n.° 51 

Artemisia vulgaris L » 33 

Buxus sempervirens L » 67 

Carpinus Betulus L » 68 

Cerastium sp. » 52 

Chenopodium album L. ... » 53 
Cynodon Dactylon Pers. ...» 34 

Fraxinus excelsior L. . n.° 35, 54, 69-70 

Hieracium sabaudum L. . . . n.° 1 

Lychnis vespertina Sib. . ■ . » 36 

Medicago sativa L » 37 

Populus nigra L » 55-57 

» pyramidalis Spnch. . . » 58-59 

Tremula L. .... » 38-50 



Pyrus communis L n.» 71 

Quercus Gerris L n." 2-3, 39-41 

» ped (.inculata Ehrh. n.° 4-19, 23, 42-43 
» pubescens Willd. . n.° 20-31, 44-45 

Rosa (? canina L.) n.° 32 

Rumex obtusifolius L » 60 

Salix alba L » 61,72 

Silene inflata DC. « 66 

Sonchus oleraceus L » 4g 

Sorbus torminalis Crantz. . . » 62,73 
Trifolium (? repens L. ) . . . » 47 
Ulmus campestris L. . n.° 48, 63-65, 74 
Vitis vinifera L n.° 49 



553 (45.43). 

D. PANTANELLI 



SELCI MIOCENICHE 



Nelle sabbie più o meno cementate del miocene medio cbe si 
estendono con notevole potenza tra Guiglia, Zocca, Montese e 
dalle quali sono state ottenute le ricche serie di fossili illustrate 
da Mazzetti e da me, è assai comune di trovare dei noduli, alcune 
volte di qualche chilogrammo, di una selce giallo miele e giallo- 
rossastra. Alcuni di questi noduli sono spongiari ma il massimo 
numero dei medesimi non conservano traccia alcuna di organismi 
e probabilmente ne sono indipendenti. La silice che li costituisce 
è trasparente, ha per densità 2,58 e scaldata a 180° non perde 
sensibilmente di peso. 

In sezione sottile mostra di essere criptocristallina, e tra i 
nicol incrociati presenta piccolissime plaghe irregolari e confusa- 
mente limitate che si estinguono successivamente in direzioni di- 
verse; in altre parole non presenta la struttura fibrosa dei diaspri 
e calcedoni comuni: le fenditure che l'attraversano sono colmate 
da elementi cristallini più grossi, diversamente orientati, netta- 
mente separati tra loro, che passano da una perfetta trasparenza 
alla estinzione per il noto colore bluastro della silice criptocristal- 
lina; presenta inoltre frequenti e piccolissime inclusioni di mate- 
riali indefinibili. 

Trattata a lungo con acqua alla temperatura d' ebullizione 
abbandona alcunché, dal momento che l' acqua stessa evaporata 
con precauzione, lascia un residuo che con la calcinazione si perde 
quasi completamente, dopo che nelle prime fasi di riscaldamento 
erasi annerito. 



ISTITUTO D' ANATOMIA DELLA R.a UNIVERSITÀ DI MODENA 
diretto dal Prof. R. Fusari 

591.36 (09 

A. CEVIDALLI 



NOTE STORICHE 



AGLI STUDI SULLA DETERMINAZIONE DEL SESSO 



La scoperta attribuita al Prof. ScilENK ha richiamata 1' atten- 
zione sull' argomento della determinazione del sesso, che costituisce 
invero uno dei problemi più ardui che mai abbia affaticata la 
mente umana. Il problema è molto complesso e intimamente colle- 
gato con quello dell' origine della sessualità. Perciò — persuaso che 
l'esporre le diverse osservazioni compiute nei vari tempi su una 
questione scientifica, è cosa sommamente giovevole per poter aver 
un' idea di quanto si è fatto e di quanto resta a fare — tenterò 
nelle linee seguenti, dopo aver brevissimamente accennato alla 
genesi dei sessi, di riassumere gli studi sulla loro determinazione. 



Ogni organismo, per quanto elevato, deriva da una sola cel- 
lula, la quale, segmentandosi in varia guisa, dà origine all'indi- 
viduo adulto. Tale cellula deve quindi avere una grande attività 
riproduttiva e, nel tempo stesso, essere carica di materiale nutri- 
tivo pel sostentamento dell' individuo che va formandosi, il quale, 
specialmente negli animali superiori, non è ancora atto ad assu- 
mere l' alimento dal mondo esterno. Infatti le cellule più grandi 
si trovano appunto tra le ova, le quali, ad esempio quelle degli 
uccelli, hanno dimensioni colossali di fronte alla gran totalità delle 
altre che per la massima parte non sono visibili ad occhio nudo. 

4 



— 42 — 
Resta adunque stabilito che tale prima cellula deve essere vo- 
luminosa perchè deve racchiudere molto materiale nutritizio o vi- 
tello o lecito. Ma questa massa nutritiva non è capace per sé 
stessa di segmentarsi; essa rappresenta qualche cosa di pigro, di 
passivo, che viene trascinato dalla potenza moltiplicatrice dell' altra 
parte dell' ovo o protoplasma. Ora, poiché un solo organo serve 
male a più funzioni, donde la necessità dell'ergonomia, anche qui 
si stabilì una divisione del lavoro, per cui a poco a poco si dif- 
ferenziarono due elementi sessuali (1) : uno ricco di materiale 
nutritizio od ovo, e l' altro dotato di grande attività formatrice o 
spermatozoo. Che lo spermatozoo, abbia molta attività formatrice 
sarebbe dimostrato dal rapido e vertiginoso moltiplicarsi delle cel- 
lule seminali del testicolo. Invece la scarsa potenza moltiplicatrice 
dell' ovo — eccezion fatta per le ova partenogenetiche — sarebbe 
anche mostrata dalla disuguale divisione dell' ovo nella formazione 
dei globuli polari, ammesso che questi ultimi siano da interpre- 
tarsi, come vogliono il Mark, il Boveri, il Giard, 1' Henking ecc. 
per uova abortive (2). Ottenuta così la divisione del lavoro, biso- 
gnava che le due cellule si unissero per produrre un elemento 
ricco tanto di attività formativa quanto di materiale nutritivo. 
Occorreva quindi che esse potessero facilmente incontrarsi per 
fondersi in una; perciò nelle Fanerogame il polline leggerissimo 
è facilmente trasportabile dal vento, dall'acqua o da esseri viventi; 
e negli animali lo spermatozoo è dotato di grande mobilità (3) che 

(1 ) La parola elemento riferita allo spermatozoo ed all' ovo maturo 
è forse più esatta della parola cellula in causa della riduzione a metà 
della cromatina nucleare, ottenuta da una parte mediante due bipar- 
tizioni successive delle spermatociti senza fase di riposo, e dall'altra me- 
diante 1' espulsione dei globuli polari dei quali spesso il primo si suddivide. 

(2) Per vani tentativi di segmentazione sono anche da interpretarsi 
i fenomeni di divisione notati dall' Henneguy negli ovuli dei follicoli di 
Graaf che non si sono schiusi. 

(3) Se vi sono degli spermatozoi sforniti di movimento è il caso di 
dire che l'eccezione conferma la regola, perchè ciò si verifica quando l'in- 
contro degli elementi sessuali è assicurato in altro modo, come ad esempio 
in parecchi crostacei (Brauer) nei quali le ova passando dall'ovidutto 
all'utero vengono necessariamente in contatto cogli spermatozoi; e così 
pure nei nematodi. Anche nelle piante si è osservato tra le alghe, le 
quali di solito hanno anterozoi mobilissimi, che in certe floridee, viventi 
neh' acqua continuamente mossa, gli elementi maschili hanno perduto i 
vivaci movimenti che sarebbero superflui. 



— 43 - 

gli permette di nuotare, dirigendosi verso l' ovo pel fenomeno della 
chemiotassi positiva. 

Come nella nutrizione in genere si distinguono due processi, 
l'uno anabolico, l'altro catabolico, così, secondo Geddes e Thomson, 
nel differenziamento dei sessi, il" femminile sarebbe l' anabolico, 
il maschile il catabolico. La sessualità non è adunque — come 
ben disse il Cattaneo — un fenomeno nuovo, né è essenzial- 
mente diversa dall' agamicità ; è semplicemente una divisione del 
lavoro nel campo della segmentazione cellulare, la quale real- 
mente è l'unica modalità elementare di riproduzione che esista 
negli organismi. Pur ammettendo con Boveri, 0. H-ertwig e 
molti altri che la sessualità sia una divisione del lavoro, non si 
può escludere a priori che altre ragioni abbiano contribuito a de- 
terminarla. 

Secondo Weismann infatti, la fecondazione si effettua per 
unire plasmi differenti tra loro, di guisa che la loro combinazione 
produce sempre un essere alquanto diverso da ambedue i genitori 
e quindi rende possibile la formazione delle specie. 

Griesebach sostenne invece un'opinione opposta, ammettendo 
che in causa della fecondazione si annullassero le leggiere diffe- 
renze individuali, rimanendo così più fisso il carattere della specie. 

Al Griesebach sembrerebbe dar ragione il fatto, ben noto 
agli orticultori, che, per conservare una data varietà artificiale di 
piante, fa d' uopo usare la propagazione agamica, altrimenti ben 
presto la pianta torna al tipo naturale. 

Il Moebius crede che la fecondazione sia uno stimolo al 
segmentarsi dell' ovo (1). Finalmente il Maupas, basandosi sull' os- 
servazione dei protozoi, ammette che la fecondazione serva a rin- 
giovanire il protoplasma, vale a dire a ridargli certe qualità che 
sono andate perdute nel corso della riproduzione agamica, la quale 
produce nuovi individui nei protozoi, nuove cellule dello stesso 
individuo nei metazoi. 

Le cellule sessuali diverse fra loro sono prodotte da uno stesso 
individuo nella maggior parte delle piante e negli animali infe- 
riori; ma poi, per un'ulteriore divisione del lavoro, nella gene- 
ralità degli animali e in non pochi vegetali ( alcune Oosporee, 

(1) Sembrano appoggiare l'ipotesi del Moebius le ricerche del Ticho- 
mirow ( 1886 \ il quale, col mezzo di irritazioni chimiche o meccaniche, 
nelle ova di Bombyx mori potè provocare a volontà- lo sviluppo parte- 
nogenico. 



— 44 — 

Caracee, Fucacee, Kodoficee, Briofito, Pteridofite a protalli di due 
sorta, Fanerogame dioiche) si stabilì come fatto normale che cia- 
scun individuo porta a completo sviluppo solo una qualità di cel- 
lule sessuali, qualità che determina appunto il suo sesso. 

IL 

Vedute le cagioni che probabilmente stabilirono il sesso nella 
filogenesi, cerchiamo di riassumere i tentativi che si fecero per 
spiegare perchè nell' ontogenesi si determini un sesso piuttosto 
che 1' altro. Se è vero che 1' ontogenesi è la ricapitolazione della 
filogenesi, dovremo trovare in uno stadio degli embrioni degli 
animali siiperiori uno stato indifferente accennante all' antico er- 
mafroditismo ; ciò in realtà avviene, anzi 1' ermafroditismo si man- 
tiene tuttora anche in animali abbastanza elevati nella scala zoo- 
logica; così per es. lo si osserva in alcuni Teleostei del genere 
Serranus, nell' Anguilla e in modo meno perfetto nel Bombinator, 
nel Bufo, nel Triton ecc. Ma passato questo stadio indifferente, o 
almeno apparentemente tale, l' embrione ben presto si sviluppa in 
una determinata maniera e diventa maschio o femmina. 

Il perchè di questo determinarsi attirò l' attenzione dei pen- 
satori, dai più antichi ai più moderni; qui cercheremo di riferire 
le ipotesi principali enunciate nei vari tempi su tale argomento. 
l.° Per Ippoceate tanto il maschio che la femmina possie- 
dono due liquori seminali, uno debole e 1' altro forte, i quali si 
mescolano nell' utero dove, per l' azione del calore materno, si 
coagulerebbero producendo il feto; dal liquore forte nascerebbero 
i maschi, dal debole le femmine. Empedocle di Agrigento ammet- 
teva che il sesso dipendesse dal grado di maturità dell' ovo, af- 
fermando che 1' ovo produce maschi se è poco maturo e femmine 
nel caso contrario. Aristotile attribuendo all' uomo l' aura se- 
minalis, che coagula il sangue della mestruazione e lo plasma, 
a guisa di scultore che dà forma all' inerte materia, viene a far 
dijiendére il sesso dell' embrione solo da qualità speciali del padre. 

Per 1' ipotesi della preformazione, enunciata dal medico ve- 
neziano Aromatari nel 1625 e sostenuta specialmente da Haller, 
si ammetteva che la prima donna avesse nell' ovario già prefor- 
mati tutti i suoi discendenti, e quindi per questa teoria, detta 
anche dell' Einschachtelung o emboitement, vale a dire inscatola- 
mento, il sesso dei nascituri è già ab antiquo determinato. Sco- 
perti da Hamm e da Leeuwenhoek gli spermatozoi, si ebbero gli 



— 45 — 

animalculisti, capitanati da Leeuwenhoek, Hartsoeker, Swam- 
merdam e Spallanzani, i quali, credendo il nemasperma un per- 
fetto homunculus, venivano per altra via ad ammettere come gli 
ovulisti che il sesso fosse già preformato. Anche altri ricercatori 
(Mayrhofer) credono che il sesso sia già stahilito nell'atto del 
concepimento. 

2.° Fondandosi sulle differenze anatomiche tra la metà 
destra e la sinistra del corpo e sul maggior valore attribuito alla 
prima, Aristotile assegna alle parti destre la produzione dei 
maschi, alle sinistre quella delle femmine: Alcmeone, Avicenna, 
Columella, Democrito, Galeno, Plinio (1) sono pure della 
stessa opinione. Nel secolo decimosesto Giovanni Huarte torna a 
questa idea, che viene confermata nel 1726 dal Beiiling e nel 
1800 dal Vermont. E quantunque a questa ipotesi si opponga il 
fatto che i monorchidi hanno indifferentemente maschi e femmine, 
e così pure le donne con una sola ovaia, tuttavia recentemente 
il SELIGSON, fondandosi sull' osservazione delle gravidanze tuba- 
riche e su esperimenti compiuti nel coniglio asportando l' ovaia 
di un lato, torna all'antica idea. Io non ho controllato le espe- 
rienze del Seligson, ma faccio osservare che nella maggior parte 
degli uccelli ed in alcuni molluschi è sviluppata bene una sola 
ovaia, e che tuttavia la proporzione numerica tra i due sessi in 
questi animali non presenta nulla di particolare. Del resto le af- 
fermazioni del Seligson, oltre ad essere in contraddizione cogli 
ormai vecchi risultati ottenuti dal BisctiOFF, sono state impugnate 
dal Gessner e dallo Stratz. 

3.° Un numero non piccolo di biologi ha attribuito la mas- 
sima importanza alla differenza dell' età o età relativa dei genitori. 
Sadler ( 1830 ) presenta in proposito i seguenti dati ricavati dai 
registri dei Lords d' Inghilterra : 

Rapporto fra maschi e femmine. 

Padre più giovane della madre 86 : 100 

Padre coetaneo 94 : 100 

Padre più avanzato da 1 a 6 anni .... 103 : 100 

Padre più avanzato da 6 a 11 anni .... 126:100 

Padre più avanzato da 11 a 16 anni , . '. 147 : 100 

Padre più avanzato al di là di 16 anni . . 163:100 

(1) Plinio dice: « arìetìs dextro teste preligato oves tantum gignit ». 



270 


masc. 


= 100 


90,6 


78 


» 


= 100 


93,3 


190 


» 


= 100 


116,6 


237 


> 


= 100 


103,3 


106 


» 


= 100 


124,7 


161 


» 


== 100 


143,7 



— 46 — 
Hofacker (1828) ha dedotto dallo stato civile di 2000 gio- 
vani nati a Tubinga i seguenti rapporti : 

Padre più giovane della madre. 293 fem. 270 masc. = 
» coetaneo della madre . . 70 

» più vecchio da 1 a 3 anni. 163 

» più vecchio da 3 a 6 anni. 229 
» più vecchio da 6 a 9 anni. 85 

» più vecchio da 9 a 12 anni. 112 

Il Boulenger dal 1833 al 1852 ottenne a Calais questi ri- 
sultati : 

Padre più vecchio della madre. 1510 masc. 1373 fem. = 109,98 : 100 
» e madre della stessa età. 1171 » 1085 » =107,92:100 
» meno vecchio della madre. 437 » 430 » =101,63:100 

Il Turquan (1897), che ha estesamente studiato .1' argomento 
in Francia, dà il seguente quadro : 



Nascite maschili per 100 nascite femminili. 







Età 


del 


padre 




Età della madre 


Meno di 25 anni 


Da 25 a 


« 


Da 35 a 45 


Da 45 in avant 


Meno di 20 anni 


100 . 


110 




107 


132 


Da 20 a 30 » 


104 


106 




105 


104 


Da 30 a 40 » 


115 


104 




105 


105 


Da 40 a 50 » 


88 


106 




107 


106 


Da 50 in avanti 


75 


64 




87 


67 


Media gener 


ale 99,5 


101 




105 


105 



Goehlert dagli almanacchi di Gotha ricavò : 



Padre più giovane 
Padre coetaneo . 
Padre più vecchio 



71 maschi, 86 femmine = 882 : 1000 

263 » 282 » = 935 : 1000 

2017 » 1865 » = 1130:1000 



Girotj de Btjzareingues osservò nelle pecore che, quando 
i montoni sono vecchi, cresce la percentuale delle nascite maschili, 
e che il contrario succede quando i montoni sono giovani. Nel 



— 47 — 
1850 a Marburgo si fece in proposito una serie d' esperimenti nelle 
pecore e si ebbe : 



Età delle pecore 


Età degli arieti 


Maschi su 1(0 nascite 


2 anni 


2 — 3 anni 


56,11 


2 » 


3 — 4 » 


56,76 


4 » 


4 — 5 » 


58,49 



BOUDIN (1862) da un gran numero di statistiche ottenne: 

Padre più giovane della madre . 910 maschi per 1000 femmine 
Padre coetaneo della madre . . 945 » » 1000 » 

Padre più vecchio 1092 » » 1000 » 

LEGOYT a Parigi in un totale di 52311 nascite ottenne risul- 
tati simili ai precedenti, per cui non pare troppo azzardata la legge 
di Hofacker - Sadler : la proporzione dei maschi e una funzione 
dell' età del padre; essa e più grande quando il padre e più vecchio 
della madre, ed e, più debole, vale a dire dominano le femmine, 
quando la madre ha più anni del padre. Diremo per incidente 
che il fatto che le nascite maschili superano in Europa le fem- 
minili del 5 °/ è spiegato benissimo da questa legge, perchè in 
media il marito ha una età maggiore della moglie. 

Un po' diversamente dagli Autori precedenti la pensa il Kisch, 
il quale crede che il predominio di femmine si abbia solo nel caso 
in cui i genitori siano coetanei. 

Riguardo all' età assoluta dei genitori si ha un minor numero 
di osservazioni, e queste sembrano mostrare che essa ha un' im- 
portanza assai più lieve. 

Il Sadler da molte famiglie inglesi ottenne : 

Età dei Lord N.° di maschi 

al momento del matrimonio per 1000 femmine 

Prima di 21 anni 1153 

Da 21 a 26 938 

» 26 a 31 1143 

» 31 a 36 1133 

» 36 a 41 987 

» 41 a 46 1120 

» 46 a 51 952 

» 51 a 61 1588 



— 48 — 

Età della sposa Maschi per 1000 femm. 

Al disotto di 16 anni 1121 

Da 16 a 21 1299 

» 21 a 26 1055 

.» 26 a 31 1250 

» 31 a 36 1110 

» 36 in poi . . 1000 

Come si vede, queste cifre non rappr esentano nulla di costante. 
Il medesimo Sadler sosteneva che nelle unioni in seconde e terze 
nozze predominano le femmine, come mostrerebbero questi dati da 
lui raccolti : 



Età 

dei vedovi 

e delle vedove 

al momento 

del 
matrimonio 


Numero 
delle 

2.« e 3.« 
nozze 


Nas 
maschi 


cite 

femmine 


Nascite 

maschili 

per 100 

femminili 


Da 22 a 27 auni 
» 27 a 32 » 
» 32 a 37 > 
» 37 a 42 » 
» 42 a 47 » 
» 47 a 52 » 
» 52 in avanti 

Totale 


5 
18 
24 
17 
16 
15 
12 


21 

33 
51 
29 
30 
30 
10 


23 
39 
66 
32 
38 
43 
15 


91,3 
84,6 

77,3 
90,6 
79,0 
69,9 
66,7 


105 


204 


256 


79,7 



Per citare un' altra opinione ricorderò che, secondo alcuni, nei 
parti gemellari le donne partoriscono più maschi che femmine. Di 
tutti questi fattori della determinazione del sesso il più importante 
sarebbe adunque l'età relativa dei genitori, pur ricordandoci che 
nelle specie multipare in un solo parto i 2 sessi sono rappresen- 
tati spesso da un egual numero di nati. 

4.° Fra le varie opinioni espresse intorno alla questione di 
cui trattiamo, ricorderò quella di Berthon, Osiander e Venette 
che, al pari di alcuni antichi filosofi, danno la massima importanza 
alla luna, alla quale da molti autori fu attribuita una spicciale 
influenza sulla mestruazione, che — strano a dirsi — sarebbe il 
ricordo di certi mutamenti che dovevano avvenire nei nostri pro- 
genitori pel succedersi dell'alta e bassa marea. Il Berthon, ci- 



— 49 — 
tato dal Lioy, dice che quando una donna dà alla luce un bam- 
bino in piena luna od una bambina in luna nuova, si può essere 
quasi certi cbe il sesso non muterà in un prossimo parto ; siccome 
poi le fasi della luna variano continuamente ed egualmente, così 
i maschi e le femmine trovansi sulla terra in proporzioni costanti 
in virtù di una legge cosmica. 

5.° Nelle api sociali, nelle vespe, nelle formiche le ova fe- 
condate producono femmine, quelle non fecondate maschi, aven- 
dosi così quel fenomeno che Breyer chiama partenogenesi andro- 
genetica, e che L.EUCKART e SlEBOLD denominano arrenotochia. 
All' incontro in certi Lepidotteri della famiglia delle Psichidi 
( Cochlojjora, Solenobia ) e in alcuni fillopodi e cladoceri le ova 
fecondate danno nascita a maschi, le altre a femmine (partenoge- 
nesi gynecogenetica di Breyer, telitochia di Siebold). Finalmente 
negli Afidi (Aphis, Phylloxera) per partenogenesi si producono 
con ritmo determinato maschi e femmine, fenomeno che a mio pa- 
rere si potrebbe chiamare arrenotelìtochia o ecaterotochia (1). 

Tutti questi fatti, e specialmente l' ecaterotochia, verrebbero 
a dimostrare che 1' uovo dà maschi o femmine per ragioni ad esso 
intrinseche, ma, se ciò può valere pei casi citati, non si potrebbe 
affermare che valga per tutti, e quindi non si può a priori negare 
ogni peso alle ipotesi che invece attribuiscono la determinazione 
del sesso al padre. Già abbiamo visto che Aristotile aveva questa 
opinione ; Dante esprime in robusti versi (2) la stessa idea. GiROU 

(1) exàTepo? = l'uno e l'altro. 

(2) Sangue perfetto che mai non si beve 
Dall'assetate vene, e si rimane 

Quasi alimento che di mensa leve, 

Prende nel cuore a tutte membra umane 
Virtute informativa, come quello 
Ch'a farsi quelle per le vene vane. 

Ancor digesto scende ov' è più bello 
Tacer che dire; e quindi poscia geme 
Sovr' altrui sangue in naturai vasello. 

Ivi s' accoglie l' uno e 1' altro insieme, 
L' un disposto a patire e V altro a fare, 
Per lo perfetto luogo onde si preme; 

E giunto lui comincia ad operare 
Coagulando prima, e poi avviva 
Ciò che per sua materia te' constare. 

Divina Commedia, Purgatorio C. XXV. 

5 



— 50 — 
de Buzareingues diceva che nascono più figli dagli uomini di 
forte carattere o che, essendo nati in regioni meridionali, sposarono 
donne del Nord. Riciiarwz crede che gli uomini dediti al lavoro 
cerebrale generino più facilmente maschi. Janke ritiene che na- 
scano in maggior numero femmine quando il padre è forte e ap- 
passionato. A quanto dice il LiOY fu notato dal Bonomi che gli 
uomini prevalenti per la facoltà dell' immaginazione come Petrarca, 
Milton, Byron, Monti, Foscolo, Lamartine ebbero prole femminea, 
contrariamente ad altri distinti per la forza della mente e per 
l' energia del volere come Napoleone, Federico II, Goethe, Volta. 
L'Avanzini diceva che il sesso dipende dalla conformazione del 
cervelletto del padre. Il Prof. Boschetti (1890), fondandosi spe- 
cialmente sulla pretesa origine dei foglietti del blastoderma alcuni 
dall' ovo e altri dallo spermatozoo, come voleva il Remar, dice 
che dall' influenza del maschio dipende il sistema cerebro-spinale, 
il temperamento e in modo preponderante il sesso. 

Il Pfluger, il Canestrini, il De Silvestri avevano espresso 
l'opinione che i maschi fossero prodotti dalla fecondazione dell' ovo 
per parte di molti spermatozoi, ma il Gasco (1894) mostrò nell'Axolotl 
che il sesso è al tutto indipendente dal numero dei nemaspermi. 
Del resto al giorno d' oggi per gli studi di Hertwig e Fol si può 
considerare come fatto acquisito alla scienza che l' ovo è normal- 
mente fecondato da un solo spermatozoo, e che quando succede 
altrimenti l' ovo non si sviluppa o dà origine a mostruosità. I casi 
di polispermia fisiologica osservati dal Fick negli anfibi, dal- 
l' Henking negli insetti, dal Rùckert nei selaci, dal Blanc nel 
Salmo lacustris non sono a favore dell'ipotesi del Pfluger e del 
Canestrini perchè sono troppo isolati, e sopratutto perchè è sempre 
un solo spermatozoo quello che si fonde col pronucleo femminile 
dirigendo in tal modo il processo di segmentazione. 

Henking ( 1892 ) crede che nella determinazione del sesso pos- 
sano avere precipua importanza gli spermatozoi, avendo osservato 
nel « Pyrrhocoris apterus » che, nell'ultima divisione delle sperma- 
tociti, la cromatina non si divide in parti eguali, ma bensì in modo 
che una spermatide consta solamente di 11 cromosomi, e V altra 
oltre degli 11 cromosomi, anche di una parte cromatica rimasta in- 
divisa, nella quale egli ravvisa il nucleo del primitivo spermatocito. 
Così si avrebbero due sorta di spermatozoi, ciascuna delle quali 
darebbe forse un determinato sesso. 

6.° Che nella determinazione del sesso vi sia come un con- 
trasto tra le influenze esercitate dai due genitori già era stato 



— 51 — 

accennato da Ippoceate. Questa opinione non è in contraddizione 
con quelle che danno importanza all' età o alla nutrizione, perchè 
ammette che trasmetta il proprio sesso il genitore che si trova in 
migliori condizioni, le quali naturalmente dipendono sopratutto 
appunto dall'età e dalla nutrizione. 

Fin dal 1828 G-IROU DE Buzareingues aveva espresso questa 
ipotesi. Martegoute fece delle osservazioni assai importanti. Egli 
notò l' esatto numero di maschi e di femmine prodotte per tre pe- 
riodi di nascite nel suo gregge, le cui pecore erano state tutte 
fecondate da un solo ariete meticcio a monta libera. Il numero 
delle pecore per ogni periodo indicando quelle che entrate con- 
temporaneamente in calore furono fecondate nello stesso tempo, 
viene a misurare il grado di fatica a cui il maschio era sottoposto, 
fatica che produceva in esso un notevole spossamento. Nel primo 
periodo la proporzione dei nati maschi fu di 13 contro 4 fem- 
mine. Nel secondo periodo si ebbero 3 maschi e 15 femmine. Nel 
terzo periodo, in cui erano poche le pecore da saltare e in cui i 
periodi di calore erano meno simultanei, si ebbero 9 maschi e 
4 femmine. In un' altra categoria di osservazioni Martegoute ar- 
rivò alle stesse conclusioni : un ariete assai vigoroso e ben nutrito 
fece la monta nel 1853 con 34 giovani pecore e si ebbero 25 
maschi e 9 femmine. Il medesimo ariete fecondò anche delle pe- 
core che terminavano di allattare gli agnelli e che erano quindi 
molto spossate, e si ebbero nel 1853 8 maschi e 4 femmine, nel 
1854, sempre essendo eguali le condizioni, 27 maschi e 9 femmine. 

Sanson dal 1849 al 1854 compi delle interessanti osservazioni 
nel deposito di stalloni-mulattieri di Aulnay. Uno degli asini stal- 
loni del deposito quantunque fosse in tale stato che stentava a 
reggersi in piedi, era molto ricercato dagli allevatori, i quali lo 
preferivano perchè produceva quasi sempre mule, che in quel 
paese sono più apprezzate dei maschi. Lo stesso Sanson riferisce 
che un toro che acquistava 2 chilogrammi di peso al giorno, mo- 
strando così un lento ricambio materiale e un temperamento no- 
tevolmente molle, non produsse che femmine per tutto il tempo 
che servì alla riproduzione nel podere-scuola delle Hubaudières. 

La Torre crede che il sesso dipenda specialmente dall' essere 
il padre sano o ammalato, e dà per l'uomo il seguente specchietto: 

Padri sani, 

maschi 67,6 °/ 
femmine 32,4 °/ 



— 52 — 
Padri ammalati, 

maschi 44,6 °/ 
femmine 55,4 °/ - 

Orchansky ( 1892-97 ) considera il sesso come cagionato da 
cause ereditarie, le quali dipendono da due principi : I. il principio 
della maturità individuale pel quale ciascuno dei due genitori ha 
la massima probabilità di trasmettere il proprio sesso quando è al- 
l' epoca della maturità sessuale; II. il principio d'interferenza pel 
quale i genitori tendono ciascuno a trasmettere il proprio sesso, 
in modo che quando predomina l' influenza paterna si hanno maschi 
e viceversa, prevalendo la madre, si hanno femmine (gli anomali 
casi di ermafroditismo e quelli assai più frequenti di pseudo- 
ermafroditismo possono essere spiegati secondo questa ipotesi come 
un conflitto fra le 2 influenze ereditarie senza completo prevalere 
di nessuna di esse ). La differenza del grado di maturità sessuale 
è massima nei primi anni di vita coniugale e perciò in essi si 
manifesta di più la prevalenza di uno dei genitori, poi tale diffe- 
renza va diminuendo senza però scomparire del tutto. Secondo 
V Orchansky resta così spiegato perche quando il primo nato è 
un maschio si ha, anche nelle nascite successive, come egli ha 
ossercato, un eccesso di maschi, e quando il primo figlio e una 
femmina un eccesso di femmine. 

7.° Il clima, le stagioni e la temperatura furono conside- 
rate da alcuni come le principali cause della determinazione del 
sesso. Che in genere la temperatura abbia influenza sulla ripro- 
duzione è un fatto notorio, tanto che in molti insetti e crostacei 
si parla di uova d' inverno e di uova di estate, uova che differi- 
scono fra loro sia pel modo con cui si producono sia pel sesso 
degli individui a cui danno origine. In questi casi però non si 
può escludere che entrino in scena altri fattori come l' abbon- 
danza o la scarsità del nutrimento (1). Riferiremo qui alcune os- 
servazioni fatte sia sull' uomo sia sugli animali. 

11 Bellingeri (1840) osservò nel corso di 21 anni che in aprile 
prevalgono nell' uomo le nascite maschili sulle femminili, mentre 
avviene il contrario negli altri mesi. GiROTJ de Btjzareingues af- 
ferma che dalle uova di gallina schiuse prima del luglio nascono 

(1) Quantunque il fatto non abbia diretta relazione coli' argomento, 
ricorderò che nei paesi caldi lo sviluppo degli organi sessuali è più pre- 
coce che nei freddi. 



— 53 — 

in prevalenza maschi e da quelle schiuse dopo, in prevalenza fem- 
mine. A questo riguardo sono notevoli le conclusioni del Maupas 
( 1891 ), il quale fece con ogni cura degli esperimenti in proposito 
su un Rotifero {Hydatina senta). 

Egli dice che al momento in cui ciascun ovo si differenzia 
nell'ovaia cominciando il suo sviluppo, si stabilisce se nascerà un 
maschio o una femmina. Passato questo momento non v' e più 
alcun agente o alcuna influenza che possa modificare lo stato ses- 
suale acquistalo dall' ovo, ne il nutrimento, ne il tempo, ne la luce, 
ne la temperatura. Al contrario sul principio dell' ovo genesi V ovo 
è ancora neutro, e, agendo convenientemente, si può fargli pren- 
dere a volontà V uno o V altro carattere sessuale. U agente modi- 
ficatore e la temperatura. Se questa, per mezzo di un apparecchio 
refrigerante, si mantiene bassa, le ova che stanno formandosi pro- 
duranno femmine, se invece si mantiene alta si svilupperanno 
maschi. L' illustre A. tiene le prime ova a 14.° C - 15.° C, le 
altre a 26.° C. - 29.° C. 

A proposito del clima è da citarsi il fatto che dell' Artemia 

salina (crostaceo fillopodo) in certi luoghi si trovano solo fem- 

. mine, mentre in altri ( Cagliari ) i maschi abbondano. E forse per 

influenza del clima che in Italia si hanno 1061 maschi su 1000 

femmine, mentre nella Svezia si hanno solo 1047 maschi. 

Al clima stesso fu attribuito il maggior numero di nascite 
maschili delle campagne in confronto delle città, ma la spiegazione 
è dubbia pur essendo ben assodato il fatto (GiOJA, Sussmilch) 
come lo dimostra la seguente statistica che riguarda l'Italia: 



ANNI 


Maschi 
per 1000 femmine 

nella 
popolazione totale 


Maschi 

per 1000 femmine 

nei 

Comuni urbani 


Maschi 

per 1000 femmine 

nei 

Comuni rurali 


1863 


1061 


1043 


1067 


1864 


1066 


1049 


1071 


1865 


1065 


1049 


1071 


1866 


1067 


1057 


1069 


1867 


1067 


1049 


1074 


1868 


1061 


1045 


1068 



8.° Prima di passare a studiare l'influenza della nutrizione 
e della maturità dell' ovo, riferiremo qualche altra osservazione. È 



54 — 



per es. un fatto generale che nelle nascite illegittime il numero 
dei maschi supera quello delle femmine meno che nelle nascite 
legittime. Questo è mostrato da molti autori come dal Babbage, 
dal LiOY, dal Quetelet, il quale ultimo dà queste cifre: 



STATI 


Maschi per 
Legittimi 


100 femmine 
Illegittimi 




106,69 
106,15 
106,17 
104,73 
105,97 
105,65 
106,30 


104,78 
104,32 
102,89 
103,12 
103.54 
100,44 
103,27 


Svezia 




Slesia e Sassonia . . . 



Alcuni collegano il fatto suddetto con quello che nei primo- 
geniti predomina il sesso femminile (Carus, Brek), perchè per 
solito i figli illegittimi nascono da primipare. Se non che il Bou-, 
lenger crede, per statistiche compiute nel corso di 20 anni, che 
le primipare ahhiano più spesso dei maschi. 

Del resto, come molto acutamente nota il LiOY, la prevalenza 
sui bambini delle bambine illegittime è forse soltanto apparente 
e cagionata dalla maggiore frequenza con cui le femmine vengono 
abbandonate dai genitori, i quali dai maschi sperano invece di 
avere qualche utilità. 

GiROU de Buzareingues ha notato che in Francia nascono 
meno maschi nei dipartimenti dediti alla industria ed al commer- 
cio che nei dipartimenti agricoli. 

In alcune razze la proporzione dei due sessi differisce da 
quella comune, così negli ebrei secondo Valentin si hanno a Li- 
vorno 120 maschi per 100 femmine. Questo eccessivo numero di 
maschi si potrebbe forse spiegare colla differenza di età dei ge- 
nitori, dei quali il marito conta spesso fra gli Israeliti dieci anni 
più della moglie. 

Si credette da alcuni, come da Forster e Cook, che la po- 
ligamia, quale la si osserva negli orientali, rendesse maggiore la 
percentuale delle femmine, ma ciò fu dimostrato falso. Tuttavia 
nei gallinacei predominano le femmine ; ma è questo proprio un 
effetto della poligamia? 



— 55 — 

9.° Che il sesso dipenda dalla maggiore o minore maturità 
dell' ovo al momento della fecondazione era già stato pensato da 
Empedocle, il quale diceva che le ova poco mature danno maschi. 
Con ciò concorderebbe il fatto osservato da Aristotile e confer- 
mato da Flourens (1864) e da Harrison Weir che i colombi de- 
pongono due ova, di cui il primo dà un maschio e il secondo una 
femmina. L' Huber, il Cornaz e sopratutto il Thtjry ( 1865 ) per 
esperimenti compiuti su animali domestici affermarono che le ova 
giovani producono femmine, e dissero ad es. che facendo fecondare 
una» vacca al principio della frega si ottengono giovenche, alla 
fine vitelli. Ma la teoria del Thury fu contestata dal Coste, dal 
Gerbe, dal FiiRST, il quale ultimo per l' uomo ammette il con- 
trario. Il DusiNG (1884), reputando che le ova mature diano maschi, 
spiega il mantenersi costante della proporzione fra i due sessi 
con un meccanismo di autoregolazione. Infatti — egli dice — se 
tendono a scarseggiare i maschi, le donne verranno fecondate più 
di raro e perciò più facilmente le uova giungeranno a maturità 
producendo cosi dei maschi. 

A proposito della maturità dell' uovo è qui il luogo di riferire 
il quadro dell' Avanzini (1861) il quale mostrerebbe che i con- 
cepimenti femminili sono più numerosi in vicinanza del periodo 
catameniale : 



Distanza 

della mestruazione 

giorni 


Maschi 
per 100 


Femmine 
per 100 


Da 1 a 3 
» 3 a 6 
» 7 a 9 
» 10 a 12 
» 13 a 15 


33,4 
46,4 
65,7 
66,7 
69,6 


66,6 
53,6 
34,3 
33,3 

31,4 



Anche nelle piante dioiche la più completa maturazione dei 
semi favorirebbe la produzione dei maschi secondo GlROU DE Bu- 
ZAREINC4UES, Knigt, Mauz, ecc. Il primo di questi autori racco- 
gliendo molti semi e notando la posizione occupata da ciascuno 
sulla pianta, dice di aver visto che i semi più giovani danno più 
individui maschi dei vecchi. Il Cazzuola (1878) afferma anch'esso 
che i semi invecchiati danno piante che producono più fiori fem- 



— 56 — 
mirtei e quindi più frutti. Le osservazioni del Cazzuola furono 
fatte con molta accuratezza e su molti generi ( Cucumis, Colo- 
cynthis, Cucurbita, Cannabis, Soja, Vigna, Lupinus, Lablab, Pi- 
sum) e quindi hanno un certo valore. 

10.° Finalmente ci resta da parlare delle ipotesi che riguar- 
dano i fatti di nutrizione come cause precipue determinanti il 
sesso. La nutrizione dell' embrione deve essere considerata uno 
dei fattori principali, se si considera l' embrione dei primi stadi 
come ermafrodito. Giacché, per dirla col Morselli, è di straordi- 
nario interesse il fatto che le ghiandole genitali, anche degli 
animali superiori e dell' uomo, contengono nell' embrione cellule 
femminili e cellule maschili. Per le osservazioni del Janosik e 
per i reperti avuti da Simpson nei pesci, da Marshall, Bourn, 
Bidder negli anfibi, par accertato che la unisessualità si determina 
perchè della ghiandola sessuale si sviluppa o la parte corticale con- 
tenente le cellule femminili, o la parte centrale risultante di cellule 
maschili. Ora pare logico l'ammettere che la spinta all'embrione 
a svilupparsi in un senso piuttosto che in un altro dipenda da 
fenomeni nutritivi. Poiché il sangue è l'apportatore del pabulum 
ai nostri tessuti è naturale che gli sia stata attribuita una grande 
importanza. Il Beaunis fa osservare a questo proposito che nei 
casi di feti acardiaci in cui il sangue viene dal feto gemello, aven- 
dosi i vasi in comune, il feto acardiaco ha lo stesso sesso del feto 
sano, e i due feti avrebbero lo stesso sesso appunto perchè hanno 
il medesimo sangue. Quasi sempre i gemelli sono dello stesso sesso 
quando possiedono un solo corion avendo i vasi placentari in co- 
municazione. Il Thering, citato da L. Landois, osservò che nei 
mammiferi cingolati sono costantemente di egual sesso tutti quegli 
embrioni, che insieme e in modo normale si sviluppano entro lo 
stesso corion (1). 

Riguardo all' influenza dell' alimento troviamo che già Rhazes, 
Dioscoride, Avicenna raccomandavano speciali bevande e parti- 
colari stimolanti per ottenere un sesso piuttosto che l' altro. Nel 
Medio Evo sono infinite le ricette compilate a tale scopo, ma il 
loro valore scientifico è nullo e basterà citare che Alberto Magno 
prescriveva decotti di pelli di lepre e cinture di pelli di capra. 

Che la nutrizione abbia molta influenza sullo sviluppo degli 

(1) Maechal (Comp. Fend. de l' Ac. des Se. febbraio 1898) diceche 
nell 1 Encyrtus fuscicollis ( Imenottero ) da ciascun ovo hanno origine per- 
fino 100 individui generalmente di egual sesso. 



— 57 — 
organi sessuali è ammesso anche dagli autori più recenti, e mi 
basterà citare 1' Emery (1896), il quale dice che nelle formiche 
la fecondità o la sterilità, vale a dire la formazione degli individui 
riproduttivi e dei così detti individui neutri, dipendono dalla qua- 
lità del nutrimento (castrazione alimentare). Riguardo poi alla 
questione della determinazione del sesso, H. Landois ( 1867 ) credeva 
che questo nelle api non dipendesse — come vogliono il Dzierzon 
e il Siebold — dall' essere esse fecondate o no, e si sforzò di di- 
mostrare che mettendo le ova non fecondate nelle celle destinate 
alle femmine e assoggettandole al nutrimento proprio a quest' ul- 
time si ottengono femmine, e viceversa mettendo le ova non fe- 
condate nelle celle destinate ai maschi si hanno maschi. Contra- 
riamente al Landois, il Sanson e il Bastian (1868) dimostra- 
rono che né le dimensioni della cella in cui si sviluppa la larva 
dell' ape, né la qualità del nutrimento possono mutarne il sesso. 

S3condo Hoffmann (1885) semi di dioiche in terreno grasso 
danno più femmine. Ploss affermò che il nutrimento abbondante 
fa predominare le femmine, ma Breslau e Wappaeus si opposero 
a questa idea. FiQUET, citato da L. Landois, notò che si producono 
in maggioranza vitelli se la vacca soffre la sete per settimane, e 
se il toro fu nutrito copiosamente prima della copula. De Ke- 
rhervé trovò nella « Daphnia psittacea » che tra le generazioni 
di femmine si possono a volontà far comparire dei maschi scar- 
seggiando nella somministrazione del nutrimento. 

Il Ntjssbaum ( 1896 ) afferma che nell' « Hydatina senta » le 
femmine nutrite abbondantemente danno generazioni di femmine, 
nutrite in modo deficiente danno maschi. Simili osservazioni furono 
compiute da Born (1881), Yung (1882) e da altri ancora. 

Gemmil, (1896) che studiò l'argomento nella « Patella » crede 
che V abbondanza del nutrimento produca femmine solo in quelle 
specie (rana ecc.) nelle quali i germi sessuali femminili sono 
molto più grossi che i maschili, e non abbia invece alcuna in- 
fluenza in quelle ad ova oligolecitiche. 

Ultimamente fu annunziato che il Prof. Schenk determina 
a volontà il sesso anche nell' uomo, fondandosi appunto sul regime 
dietetico. L' idea, che fu già enunciata da altri ma non dimostrata 
scientificamente, consisterebbe nell' indebolire la madre per aver 
femmine, donde ne viene che per ottenere maschi bisognerà rinfor- 
zare l'organismo materno. 

Finora il lavoro del Prof. Schenk non è stato, per quanto 
io so, reso di pubblica ragione, tuttavia già non pochi autori hanno 



— 58 — 
messo innanzi delle obbiezioni. Ad es. La Torre (1898) si oppone 
all'idea che il regime, a cui è sottoposta la madre, possa influire 
sul sesso della prole tanto per* ragioni embriologiche che per ra- 
gioni cliniche. L' embriologia mostra, secondo La Torre, che 
l' embrione fino circa al terzo mese ( ! ) non è alimentato dalla 
madre, ma consuma i materiali nutritizi contenuti nell' ovo, il 
quale è attaccato all' utero solo in modo precario per mezzo dei 
villi coriali, che forse non assorbono nulla dall'organismo materno. 
Ora fin dalla sesta settimana e forse anche dalla quarta gli organi 
sessuali interni sono già determinati. Io faccio però osservare al- 
l' egregio Autore che l' embrione senza dubbio, anche prima del 
tempo da lui stabilito, si nutre se non totalmente almeno in grau 
parte a spese della madre, essendo i villi coriali ben presto va- 
scolarizzati. Più convincenti sono le ragioni che l' Autore trae 
dalla clinica. Questa mostrerebbe che molte volte le donne che 
rimangono incinte durante il periodo del puerperio o dell' allat- 
tamento, o durante il decorso della tubercolosi o di convalescenze 
da lunghe malattie producono maschi, non ostante che esse si 
trovino in uno stato incontestabilmente debole. 

Aspettando dunque 1' annunciata pubblicazione dello Schenk, 
dobbiamo per ora concludere, che pur essendo ben accertati alcuni 
fatti particolari, la legge generale della determinazione del sesso 
appare avvolta da fitte tenebre, solo qua e là interrotte da sprazzi 
di luce. 



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Errata, a pag. 50, riga 37, invece di nucleo leggi nucleolo. 



GKEORG-IO LEVI 



RICERCHE SPERIMENTALI 

INTORNO ALLE AZIONI ELETTRICHE PROVOCATE DAI RAGGI RONTGEN 



(Estratto dalla tesi di Laurea) 



Servirono per le esperienze tubi Hittorff della forma di pera 
e tubi focus usuali. 

La disposizione generale degli apparecchi fu quella che servì 
già alle ricerche del Prof. Donati, e che è descritta succintamente 
nella sua memora (1). 

Dopo le esperienze di Eighi e di Perrin pare accertato che 
l'azione elettrica dei raggi Rontgen risulta da un trasporto di 
elettricità per convezione lungo le linee di forza del campo elet- 
trostatico, che eventualmente coesista col campo dei raggi. 

Più d' un punto resta tuttavia oscuro é controverso sull' azione 
dei raggi Rontgen sopra i conduttori isolati, immersi in un coibente 
solido, liquido, o aeriforme. 

Così, riguardo alla carica finale, assunta da un disco di zinco, 
sotto 1' azione dei raggi, di fronte al Borgman ed al Gerchun (2), 
che trovarono una carica definitiva negativa, vi sono J. J. Thom- 
son (3), Lodge (4) ed altri, che non trovarono carica alcuna, e 



(1) Sul rapporto fra 1' attività elettro -dispersiva e 1' attività foto- 
grafica dei Raggi Rontgen. ( Nota letta alla R. Acc. delle Scienze del- 
l' Istituto di Bologna da Prof. Donati 31 maggio 1896). 

(2) Borgman e Grerchun, Action des rayons sur les charges: Comptes 
rendu, 17 feb. 1896. 

(3) The Electrician, 7 febbraio 1896. 

(4) The Electrician 920-925, 1896. 



— 67 — 
Righi (1) che trovò una carica positiva definitiva qualunque 
fosse all' inizio la carica del disco, e di qualunque sostanza fosse 
il conduttore. 

Questa ultima osservazione confermarono indirettamente Sella 
e Maiorana (2); direttamente, ripetendo le esperienze di Righi, 
Lussarla (3), Panichi (4), ed altri. 

Cimentati all'azione dei raggi Rontgen dischi metallici iso- 
lati nell' aria, si trovò, che quando si prendono le necessarie pre- 
cauzioni, perche, i risultati non siano falsati da circostanze acci- 
dentali, e segnatamente dalla influenza di conduttori eterogenei 
circostanti, i quali sembra che diano luogo ad una specie di dif- 
fusione dei raggi, osservata già da Roiti, da Righi e da altri, 
i conduttori isolati (furono sperimentati conduttori di piombo, di 
zinco, di ferro, di rame, e di alluminio) sia che fossero inizial- 
mente scarichi, sia che fossero carichi positivamente o negativa- 
mente, assumono infine una carica positiva. 

Fu cimentato a prova anche un liquido conduttore (soluzione 
salina satura o acidi) contenuto in una capsula. I risultati di 
questa ultima esperienza sono affetti da qualche incertezza per 
la difficoltà di ovviare totalmente alla influenza di conduttori ete- 
rogenei circostanti; pare tuttavia che anche i conduttori liquidi 
assumano in definitiva una carica positiva. 

Furono fatte esperienze sul potenziale assunto rispettivamente 
da due conduttori eterogenei, affacciati 1' uno all' altro ed immersi 
nell' aria battuta dai raggi Rontgen. 

I risultati non coincidono con quelli di Perrin (5); l'azione 
dei raggi Rontgen sull' aria, modifica questa in modo che i con- 
duttori isolati, in essa immersi ed affacciati, assumono bensì una 
differenza di potenziale, ma il valore di questa differenza non è 
indipendente dallo spessore d' aria interposto, ed ha per massimo 
il valore della differenza di potenziale di contatto dei metalli di 
cui sono fatti i due conduttori. 



(1) Sulla produzione dei fenomeni elettrici per mezzo dei raggi 
Rontgen, 1896. 

(2) Ricerche sui raggi Rontgen. Accademia de' Lincei, 16 feb. 1896. 

(3) Lussana e Cinelli, sulla propagazione dei raggi Rontgen, Siena, 
29 aprile 1896. 

(4) Sulle cariche elettrostatiche disperse e prodotte dai raggi del 
Rontgen. 

(5) C. R , 8 marzo 1897. 



— 68 — 

Per far assumere all' aria simili proprietà caratteristiche, altri 
mezzi possono adoperarsi. Un gaz entro al quale si sian fatte 
avvenire scariche per scintille, acquista, secondo l' osservazione 
del Villari, la proprietà di scaricare i corpi elettrizzati, proprietà 
che serba poi lungamente; inoltre, il gaz così trattato, stabilisce 
fra i conduttori isolati affacciati, una differenza di potenziale, 
uguale alla loro differenza eli potenziale di contatto ; così si con- 
tiene pure 1' aria che ha lambito fiamme o tubi metallici arroven- 
tati, così infine i gaz, attraversati da raggi attinici. 

■S' intrapresero esperienze per confrontare 1' aria che ha lam- 
bito una fiamma, coli' aria che subisce od ha prima subito l'azione 
dei raggi Rontgen. 

Variando le esperienze di confronto in molti modi, si arrivò 
alla conclusione, che: 

a) Anche una corrente d' aria che abbia lambito una fiamma, 
provoca su un conduttore isolato, previamente scarico, una carica 
debole positiva. 

b) Quando la fiamma ed una sorgente dei raggi Rontgen, 
siano regolate in modo che la durata della scarica del conduttore, 
previamente carico di elettricità positiva o negativa, sia uguale 
quando si ponga in azione la sorgente dei raggi e quando si usi 
la fiamma, la carica positiva, prodotta dalla fiamma sul conduttore 
isolato, previamente scarico, è notevolmente minore della carica 
positiva prodotta dai raggi Rontgen. 

E noto che, 1' aria che ha acquistato la proprietà di scaricare 
i conduttori elettrizzati per 1' azione dei raggi Rontgen, può es- 
sere mandata anche attraverso tubi lunghi qualche metro, senza 
perdere la sua proprietà, e può essere condotta a lambire superfici 
arroventate, rimanendo inalterata; mentre invece le operazioni 
che tendono a suddividerla, come il filtrare attraverso seta di vetro, 
il gorgogliare attraverso acqua etc, tolgono all'aria ogni virtù 
scaricatrice. 

Già J. Thomson, Rutherford, Righi, fecero esperienze in pro- 
posito; Righi trovò, che l'aria in strati sottili, non si comporta, 
come 1' aria in strati di rilevante spessore, quando è sotto 1' azione 
dei raggi Rontgen. 

Fu poi sperimentalmente trovato, come fu detto, che è ne- 
cessario perchè due conduttori inizialmente scarichi, eterogenei, 
isolati, affacciati, immersi in aria percossa dai raggi Rontgen, 
assumano una differenza di potenziale, che essi distino fra loro 
di un intervallo determinato. 



— 69 — 

Tutte qiieste osservazioni richiamano per analogia, probabil- 
mente solo formale, il fatto noto che i conduttori di l. a e di 2. a 
classe si comportano diversamente, sia che si trovino in stato di 
pulviscolo finissimo o di esilissimi straterelli, sia che abbiano di- 
mensioni rilevanti. 

È noto che il Threlfall invoca tale differenza di compor- 
tamento, per dar ragione del come la luce diffusa dal pulvi- 
scolo d' oro, non abbia la direzione principale di polarizzazione 
a 30° dalla direzione d' incidenza, come porterebbe la teoria elet- 
tromagnetica della luce per le particelle conduttrici diffondenti 
luce, ma invece a 90° come se si trattasse df pulviscolo di un 
coibente. 

Per analogia, anche questa probabilmente solo formale, ri- 
chiamiamo pure le esperienze di Roller sulla resistenza specifica 
del petrolio, dell' acqua distillata, -della terpentina etc. Kòller con- 
statò che la legge con cui varia la resistenza di un coibente in 
strati di piccolissimo spessore, è diversa da quella che vige per 
gli spessori relativamente grandi. 

Nessuno di questi fatti pare però che abbia stretta relazione 
col modo di comportarsi dell' aria in sottili strati che subisce od 
ha subito 1' azione dei raggi Rontgen. 

Da esperienze fatte risulterebbe : 

a) Che la differenza di comportamento dell'aria in strati 
di spessore anche di poco diversi, è marcata e recisa. P. es. uno 
strato di 1 cm. di spessore consente lo stabilirsi di una differenza 
di potenziale fra due conduttori che è molto minore della diffe- 
renza di potenziale di contatto, mentre che a strati di 3 cm. ed 
oltre, la differenza di potenziale fra i conduttori affacciati, è proprio 
quella loro pertinente per contatto. 

b) Che 1' aria che ha subito l'azione dei raggi Rontgen, 
non si comporta più come coibente, ma non si comporta né come 
un conduttore, nò come un elettrolita comune. 

Minchin (1) riferisce la seguente esperienza: Inserita l'ar- 
matura di un condensatore, avente 1' altra armatura a terra, fra 
l'elettrometro ed un disco esposto all'aria colpita dai raggi Rontgen, 
affaccia a tal disco un altro disco che è posto a terra. 

Provoca quindi la scarica del condensatore attraverso il disco, 
attivando la sorgente dei raggi Rontgen : nota il tempo che dura 
tale scarica, poi calcola colla formula di Thomson (nota la capa- 
ci) The Electrician 94, 97. 



— 70 — 
cita, la differenza di potenziale, una parte della resistenza del cir- 
cuito, la carica iniziale) la resistenza apparente dello strato d'aria. 

Sostituisce allora al condensatore una pila avente un polo in 
comunicazione con un disco e 1' altro attraverso un galvanometro, 
collegato coli' altro disco. Il galvanometro è di sensibilità tale che 
darebbe indicazione di corrente anche per una resistenza di cir- 
cuito molto maggiore di quella calcolata. 

Quando è posta in attività la sorgente dei raggi Rontgen, 
non si ha traccia di passaggio di corrente pel galvanometro. 

Fu modificata 1' esperienza nel modo seguente : 

Furono disposti contro un tubo di Hittorff due dischi verti- 
cali, mutuamente affacciati, che si potevano porre in comunicazione 
con i poli di una pila di un migliaio di elementi, sopra l' orificio 
di un tubo dal quale si poteva far uscire una corrente d' aria ver- 
ticale lambente i dischi stessi. 

Sovra questo sistema fu disposto un conduttore carico di elet- 
tricità, isolato, difeso dalle azioni dirette dei raggi Rontgen, ma 
collocato in modo da essere colpito dalla corrente d' aria dopo che 
questa aveva lambito i due dischi. In. tali condizioni è facile ve- 
rificare : 

a) Che se i dischi sono staccati dalla pila, e la sorgente 
dei raggi posta in attività, 1' aria in corrente sì manifesta modi- 
ficata dall' azione dei raggi poiché scarica il conduttore isolato e 
carico. 

b ) Che se i dischi sono in comunicazione coi poli della 
pila, l'aria, lambendo i dischi, perde la proprietà scaricatrice che 
le è impartita dall' azione dei raggi. 

Una interpretazione del fenomeno osservato dal Minchin e di 
quello ora riferito, che darebbe ragione anche della diversità di 
comportamento dell' aria in strati di spessore rilevante dall' aria 
in strati di spessore sottile, è la seguente : 

Si può ammettere che la modificazione importata dai raggi 
Rontgen nell' aria ( qualunque essa sia ) che favorisce la scarica 
dei conduttori carichi, che stabilisce fra conduttori isolati e sca- 
richi una differenza di potenziale, sia in stretta dipendenza dalla 
quantità di elettricità che è in giuoco, e sia impedita da un so- 
verchio afflusso di elettricità; o, in altri termini, che l'aria modi- 
ficata, dopo aver disperso una certa quantità di elettricità, perda 
man mano 1' attitudine a disperderne ancora. 

Ciò non è in opposizione con quello che sulla struttura del- 
l'aria che ha subito 1' azione dei raggi Rontgen, pensano col Ri- 



— 71 — 
ghi (1), che illustrò la sua ipotesi con geniali esperienze, il Vii- 
lari, il Serrin ed altri. 

Può essere che i raggi Rontgen producano raggruppamenti 
di molecole nel dielettrico ove essi penetrano, formando così qualche 
cosa di simile a ioni positivi e negativi. Se vi è un campo elet- 
trico, gli anioni siano tratti nella direzione del campo, _ i cationi 
in direzione opposta, intendendo per anioni e cationi raggruppa- 
menti di molecole cariche positivamente e raggruppamenti di me- 
lecole cardie negativamente. Che, se per giunta, il mezzo è gas- 
soso, i due sistemi di ioni, passino 1' uno attraverso all' altro, 
sempre però lungo tubi di forza. Che esse viaggino in tal modo, 
finché non incontrano le cariche che limitano i tubi o finché non 
sono arrestati meccanicamente da un ostacolo rigido. 

L' elettricità potrebbe così attraversare un gaz in modo diverso 
dalla ordinaria elettrolisi : la quantità di elettricità che attraversa 
il campo, sarà commisurata alla quantità di elettricità diciamo 
pure, dissociata dai raggi : 1' azione dei raggi, sarà bensì risultante 
di moti convettivi lungo le linee di forza di un campo elettrico 
(Righi), ma l'entità dell'azione, sarà, essenzialmente dipendente 
dal mezzo, che: ma il mezzo stesso varia di istante in istante, 
quando gli ioni, che in esso si liberano, sono attratti da cariche 
e liberi di peregrinare; giacché perde man mano la proprietà di 
scaricare i corpielettrizzati ; si argomenta, che il numero dei rag- 
grappamenti che fungono da ioni nel gaz, sia limitato. 

Così un elettrolita in cui agli elettrodi fossero man mano 
sottratti i componenti, andrebbe via via impoverendosi di ioni, 
così da opporre una resistenza sempre crescente alla forza elet- 
tromotrice ed al limite, infinita. 

In tale ordine di idee si possono considerare il passaggio at- 
traverso filtri e le altre azioni, che tolgono all' aria, modificata 
prima dai raggi Rontgen, le proprietà elettrodispersive, come cause 
che producono la riassociazione dei gruppi previamente dissociati. 

(1) Comptes rendu, ag. 24, 1896. 



551,491. 

D. Pantanelli. - Grafici delle osservazioni giornaliere 
sulle variazioni di livello delle acque sotterranee 
di Modena. 



Presento una serie di grafici delle osservazioni sul livello 
delle acque provenienti dalla profondità di metri 20 circa, cioè del 
velo acquifero che è utilizzato nella erogazione giornaliera delle 
acque potabili della città. 

L' apparecchio a movimento continuo registratore del livello 
superiore delle acque che nel pozzo osservato corrisponde alla 
media annua di m. 33,23, ossia di circa 80 cent, inferiore al livello 
del suolo esterno al pozzo, dà una curva continua sulla quale è 
evidente un periodo giornaliero di massima ed altri secondari. 

Il massimo giornaliero avviene tra le ore 1 e le ore 4 e si 
verifica costantemente in tutte le notti. Due massimi secondari di 
minore importanza si verificano uno tra le 11 e le 12, 1' altro 
tra le 14 e le 16. Mi sembra evidente che il massimo notturno 
corrisponda al cessare dell' estrazione dell' acqua, come i massimi 
secondari diurni a diminuzioni temporanee dell' erogazione me- 
desima. 

Le variazioni giornaliere oscillano tra quatto e sei centimetrri, 
quando altre cause accidentali non concorrano ad aumentare queste 
variazioni. 

Contemporaneamente sono registrate le variazioni giornaliere 
delle acque superficiali delle quali il livello ha oscillato tra 
m. 33,22 e m. 32,23 nel decorso anno 1897. 

I due apparecchi constano di due galleggianti assai leggeri 
la catena dei quali appoggiata ad una puleggia mobilissima, porta 
all'altra estremità un contrappeso munito d'indice e pennina scri- 
vente; al disotto del contrappeso è attaccata una catenella di 
peso unitario doppio di quello della catena dei galleggianti onde 
i due pesi attorno alla puleggia si mantengano sempre eguali 
tra loro. I cilindri della fabbrica Richard si muovono con la ve- 
locità oraria di 5 mm. e compiono un intero giro in poco più di 
sette giorni. 



548,111. 

Dott. F. CORIO 



CONTRIBUZIONE ALLO STUDIO 

DELLE PROPRIETÀ OTTICO -CRISTALLOGRAFICHE 

DI ALCUNI SALI ISOMORFI DI POTASSIO 



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1851. H. de Senarhont. — Recherches sur les propiùétés optiques biré- 

fringentes des corps isomorphes. Ann. de Chimie et de Physique, 

v. XXXIII, 391. 
1861. C. von Hauer. — Ueber ein eigenthiimliches Kristallisatious-phae- 

nomen. Journal tur praktische Chemie, v. 83, [2], 356. 
1863. A. Scacchi. — Della polisimmetria dei cristalli. Atti della R. Ac- 
cademia delle Scienze Fis. e Mat. di Napoli, voi. I, n, 11. 
1874. H. Topsòe e C. Christiansen. — Recherches optiques sur quelques 

séries de substances isomorphes. Ann. de Chimie et de Physique, 

Serie V, v. I, 5. 
1876. E. Mallard. — Explication des phénomènes optiques anomaux. 

Ann. des Mines. [7], X, 176. 
1878. H. Dufet. — Sur la variation des indices de réfraction dans des 

mélanges des sels isomorphes. Bull, de la Soc. Min. de France, 

voi. I, 58. 

1878. A. Raimondi. — Mineraux du Pérou, Paris 1878, 270, 2741^ 278. 

1879. G-. Wyeouboff. — Sur les propriétés des mélanges isomorphes.. 

Bull, de la Soc. Min. de France, voi. 2, 91. 



— 74 — 

1880. E. Mallaed. — Sur les propriétés optiques des melanges de substances 

isomorphes et sur les anomalies optiques des cristaux. Bull, de 

la Soc. Min. de France, voi. 3.°, 3. 
1880. G. Wyrouboff. — ■ Quelques remarques à propos des propriétés 

optiques des mélanges isomorphes. Bull, de la Soc. Min. de 

France, voi. 3, 69. 

1880. G. Wyrouboff. — Sur les rapports géoniétriques qui existent entre 

plusieurs chromates alcalins. Bull, de la Soc. Min. de France, 
voi. 3, 139. 

1881. Gr. Wyrouboff. — De 1' orientation des chromates anydres neutres 

et acides de potassium, de rubidium, d'ammonium et de sodium. 
Bull, de la Soc. Min. de France, voi. 4, 120. 
1881. C. Rammelsberg. — Handbuch der Krystallographisch - physica- 
lischen Chemie I. Elemente und anorganische Verbidungen 389, 
591, Leipzig. 
1883. A. Foce. — In Krystallographisch- chemische Untersuchungen. N. 41 
Schwefelsaures Kalium. Zeitschrift fui' Krystallographie und Mi- 
neralogie von P. Groth, voi. VII, 62. 
1895. A. E. Tutton. — Ueber den Zusammenhang zwischen den Kry- 
stallographischen Eigenschaften von isomorphen Salzen und 
dem Atoragewicht der darin enthaltenen Metalle. Eine verglei- 
chende Untersuchung der normalen Sulfate von Kalium, Ru- 
bidium und Casium Zeit. fur Krystallographie und Mineralogie 
von P. Groth, voi. XXIV, 1. 
A queste memorie, nelle quali sono riferite osservazioni originali, 
potrebbero aggiungersi per la completa bibliografia, quasi tutti i trattati 
di mineralogia e di cristallografia, tra i quali : Dana, Naumann, Groth, 
Des Cloizeaux, Arzruui, Mallard, Wyrouboff, Rammelsberg, etc. 



Tra le sostanze che, cristallizzando insieme, danno ori- 
gine a cristalli di miscela isomorfi sia dal punto della com- 
posizione chimica, che da quello della forma cristallina e delle 
proprietà ottiche, vi hanno il solfato ed il cromato di po- 
tassio, che oltre ad ottenersi cristallizzati in bei cristalli più 
o meno voluminosi del sistema ortorombico, appartengono alla 
medesima serie del solfato doppio di potassio e di sodio 
esagonale. 

La determinazione delle proprietà ottico-cristallografiche 
in raffronto alla composizione chimica di questi due sali e di 
alcuni sali intermedi di miscela, sono 1' obbiettivo del mio 
studio. 

Wyrouboff e Mallard fecero sulle miscele di questi sali 
delie osservazioni sperimentali, ma essi non diedero che po- 
chissimi dati, essendosi occupati più che altro delle proprietà 
ottiche e più specialmente dell' angolo degli assi ottici. Il 
secondo però nel calcolo si servì delle formule da lui deter- 
minate e degl' indici di refrazione del cromato non determi- 
nati sperimentalmente, ma dedotti invece, per il rosso, in ma- 
niera ingegnosa ma molto artificiosa. 

Io avendo potuto determinarli sperimentalmente per il 
giallo (Na), ho fatto per questa luce lo studio ottico, cosicché 
espongo in ciò che segue i risultati delle mie ricerche. 



Solfato di potassio. 

(K 2 SOJ. 

Le costanti cristallografiche del solfato potassico furono de- 
terminate, la prima volta, da E. Mitscherlich nel 1830, insieme 
a quelle del cromato corrispondente, che riconosciuto l' isomorfismo 
di questi sali, dette di essi un' unica figura. 

Posteriormente nel 1843 altre considerazioni aggiungeva alle 
precedenti, ma da quel tempo in poi, se numerose furono le os- 
servazioni e le ricerche sulle proprietà fisiche e chimiche di questo 
sale, le costanti cristallografiche non furono nuovamente deter- 
minate che da Fock nel 1883, su di un cristallo avuto da Fluckiger 
e da ultimo poi da Tutton nel 1895 in un lavoro assai esteso sui 
solfati di potassio, rubidio e cesio. 

Il primo si limitò a misurare gli angoli strettamente neces- 
sari alla determinazione dei parametri, calcolando poi tutti gli 
altri, il secondo servendosi di un solo cristallo, non ne misurò 
che quattro soli angoli ; qualche altro angolo fu in seguito misu- 
rato da Rammelsberg e da Grailich, finché Tutton, dopo aver mi- 
surato 37 angoli, ne dedusse nuove costanti. 

In parte, si può dire, qui è stato ripetuto il lavoro di Tutton, 
poiché son pervenuto a risultati di poco differenti da quelli avuti 
da quest' ultimo. 

I risultati ottenuti ed i confronti tra questi e quelli dei miei 
predecessori sono i seguenti : 

Sistema cristallino : triinetrico. 
Costanti cristallografiche : 

a: b: c = 0.74288 : 1 : 0.57269. 

Forme osservate: (100), (010), (001), (110), (120), (011), 
(031), (111), (211). 



— 77 



Combinazioni osservate 



l. a 

2. a 

3. a 
4. a 
5.» 

6. a 
7. a 
8. a 



(100), (010), (001), (HO), (120), (OH), (031), 
(100), (010), (001), (HO), (120), (OH), (031), 
(100), (010), (001), (110), (Oli), (031), (111). 
(100), (010), (110), (Oli), (031), (111). 
(010), (110), (120), (Oli), (111). 
(010), (110), (OH), (111). 
(110), (120), (Oli), (111). 
(110), (Oli), (111). 



(Ili), 

(111). 



211 











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La figura è stata costruita sui ciati del solfato potassico, in essa le facce delle 
forme non sottosegnate sono comuni a tutti i sali studiati, quelle sottolineate con 
un sol tratto, sono esclusive del solfato e dei cristalli di miscela aventi forma cri- 
stallina simile a questo, quelle due volte sottosegnate, rappresentano facce di 
forme proprie, solo del cromato e delle miscele ad esso prossime, le facce della 
forma (130), tre volte segnate, sono assolutamente particolari dei cristalli della 
miscela N. 1. 

Naturalmente la figura per tutti i cristalli, meno quelli del solfato, è schematica. 



._ 78 — 



Angoli 


N 




MISURATI 


Calcolati 


Differenze 


Limiti 


Medie 


001:011 


221 


30" 8' » 


29°35' » 


29°47'58" 


* 


* 


011:031 


147 


30°10'30" 


29°49' » 


30" » 25" 


29°59'51" 


— » 34" 


031 : 010 


95 


30 o 15'30" 


3ò° 6' » 


30°11'30" 


- 


-K» 31" 


011:011 


68 


59°41' » 


59°19'30" 


59°35'51" 


- 


+ » 5" 


011:010 


77 


60°17'30" 


60° 5' » 


60°11'51" 


- 


+ » 11" 


031:031 


68 


119°42' » 


119°24'30" 


119°36'12" 


— 


— » 34" 


100:110 


60 


36°51'30" 


36°21' » 


36°36'29" 


* 


* 


110: 120 


8 


19°35' » 


19°20' » 


19°26'34" 


— . 


-f » 24" 


120:010 


6 


34° 4' » 


33°42'30" 


33°56'40" 


33°56'33" 


— » 7" 


110:010 


109 


53°34' » 


53° 12' » 


53°23'27" 


- 


+ >> 4" 


010: 110 


55 


73° 18' » 


73°10'30" 


73°13'18" 


— 


— » 20" 


110: ilo 


65 


106°53' » 


106°39' » 


106°46'59" 


- 


- » 3" 


110:001 


38 


43°57'30" 


43°39' » 


43°5U' 4" 


43°50'29" 


+ » 25" 


001:111 


18 


4tì°19'30" 


46° 2'30" 


46° 9' 3" 


- 


+ » 28" 


111: 111 


20 


48°55' » 


48°44' » 


48°48'23" 


. 48°47'40" 


— » 43" 


211:211 


5 


34°43' » 


34°33'30" 


34°38' » 


34°37' 3" 


— » 57" 


211:100 


10 


36°51' » 


36°44' » 


36°46'24" 


36°46'30" 


+ » 6" 


111:211 


27 


19°44' » 


19° 14' » 


19°26'58" 


19° » » 


— » 26" 


Oli: 111 


64 


33°56' » 


33°34' » 


33°46'27" 


33°46'ó8" 


+ » 31" 


111 : 031 


16 


43°59'30" 


43°55' » 


43°56'51 *. 


43°5V38" 


+ » 47" 


031 : 110 


6 


59° 4'30" 


59° L' » 


59° 2' 10" 


58°5S'35" 


+ 3'35" 


031 : 120 


3 


44°18'30" 


44° » » 


44° 11' 10" 


44°11'36" 


+ » 26" 




S==-fc8'7" 










Diff 


media = ì 


!2" appross. 



n = 1H 



79 - 



Angoli 


N 


C m - M c 
(1) 


C m — F c 


C m 


-T c 


Cm 


-C c 


T m 


— C m 


Ni 


T m - Te 


001:011 


221 


+ » 2" 


+ l'32" 


+ 


» 2" 




* 


+ 


» 2" 


29 


— 


Oli : 031 


147 


— » 25" 


+ » 17" 


- 


» 25" 


- 


» 34" 


- 


» 25" 


30 


— 


031 : 010 


95 


+ » 30" 


— l'42" 


+ 


» 30" 


+ 


» 31" 


- 


» 30" 


32 


+ 1'» 


011:011 


68 


+ » 9" 


+ 3' 9" 


+ 


» 29" 


+ 


» 5" 




- 


- 


- 


031 : 031 


68 


- » 12" 


+ 4'12" 


+ 


» 12" 


— 


» 34" 




- 


— 


- 


011:010 


77 


+ » 9" 


- l'21" 


+ 


» 9" 


+ 


» 11" 




- 


- 


- 


100 : 110 


60 


+ 7'51" 


+ 2'46" 


- 


2'29" 




* 


- 


» 29" 


16 


- 2' » 


110:120 


8 


+ » 6" 


— » 18" 


+ 


» 26" 


+ 


» 24" 


+ 


» 34" 


16 


+ 1' » 


120 : 010 


6 


— 7'40" 


— 247" 


+ 


2'20" 


- 


» 7" 


+ 


2'20" 


30 


- 


010:110 


109 


— 7'47" 


- 2'32" 


+ 


2'33" 


+ 


» 4" 




- 


- 


— 


110:110 


55 


+ 15'12" 


+ 5'12" 


- 


4'18" 


- 


» 20" 




- 


- 


- 


110:110 


65 


- 15'39" 


— 5'29" 


+ 


5' 1" 


- 


»» 3" 




- 


- 


— 


001:111 


38 


— 4'34" 


+ » 23" 


+ 


l'56" 


+ 


» 25" 


+ 


l'56" 


68 


— 


111:110 


18 


+ 5'27" 


+ » 30" 


- 


1' 3" 


- 


» 28" 


- 


V 3" 


58 


- 


111:111 


20 


+ S'37" 


+ 2'36" 


- 


2'23" 


— 


» 43" 


- 


l'23" 


33 


— 1' » 


211:211 


5 


+ 5'30" 


+ 2'30" 


- 


2' » 


— 


» 57" 


- 


2' » 


7 


- 


100:211 


10 


— 7'31" 


+ l'IO" 


- 


2'24" 


+ 


» 6" 


- 


l'24" 


35 


- 1' » 


211:111 


27 


- » 23" 


+ » 2" 


+ 


>> 2" 


- 


» 26" 


- 


» 58" 


37 


+ 1'» 


Oli : 111 


64 


— 6'57" 


- r i" 


+ 


2'33" 


+ 


» 31" 


+ 


2'50" 


84 


- 


031:111 


16 


— 3'57" 


-f » 14" 


+ 


2' 9" 


+ 


» 47" 


+ 


2' 9" 


46 


i 


031:110 


6 


- 4'57" 


T 6'13" 


- 


2' 10" 


■+■ 


3'35" 


- 


4' 10" 


18 


+ 2' » 


031 : 120 


3 


— 7'50" 


_ i' 47 " 


+ 


l'50" 


+ 


» 26' 


+ 


l'50" 


42 





(1) L'espressioni che sono a capo d'ogni colonna essendo formate dalle iniziali 
dei nomi di Mitscherlich, Fock, Tutton e Corio con l'aggiunta di un indice e od in 
per indicare se calcolato o misurato, significano differenza tra il valore di un dato 
angolo misurato o calcolato da Mitscherlich, Fock, Tutton e 1' angolo corrispondente 
misurato da me. Ni, è il uumero delle misure fatte da Tutton per ciascun angolo. 



_ 80 - 

Il solfato potassico, che si trova con i vecchi nomi di: panacea 
duplicata, panacea holstatica, sai duplicatura, arcanum duplicatum, 
sai polychrastum glaseri, arcanum holsteiniense, tartarus vitrio- 
latus, nitrium vitriolatam, vitriolum potassinatum ; in natura, 
malgrado non si abhia mai puro contenendo quantità più o meno 
grandi di sodio, si rinviene specialmente in masse cristalline sulle 
lave del Vesuvio ed ha i nomi di aftalose (Beudant) o glaserite 
(Haussmann) romboedrica e di arcanite trimetrica od ortorombica. 
Si rinviene anche nelle miniere di Stassfurth associato al solfato di 
calcio e solfato di magnesio (polyhalite). 

Dell' arcanite, che più di rado contiene sodio ed alla quale più 
propriamente spetta la formula K 2 S0 4 , fu Mitscherlich che ne de- 
terminò le costanti cristallografiche, per cristalli artificialmente ot- 
tenuti (Pogg. Ann. XVIII, 168, 1830 — LVIII, 468, 1843) e cioè: 

a: b: e = 1 : 1.746 : 1.3033 

A. Fock (Groth's Zeit. VII, 62, 1883) per la stessa specie dette: 

a : b: c = 0.5733 : 1 : 0.7442 

e finalmente A. Tutton (Groth's Zeit. XXIV, 4, 1895) trovò: 

a: b: e = 0.5727 : 1 : 0.7418. 

Scacchi se ne interessò trattando della polisimmetria dei 
cristalli. 

I cristalli qui studiati, vennero anch' essi ottenuti artificial- 
mente, ed è facile rilevare le molte irregolarità che essi presen- 
tano, quando per poco si considerino i limiti tra i quali oscillano 
le misure ottenute (1). Le dimensioni loro variano in maniera tale 
che, da cristalli di qualche millimetro si perviene a qualcuno che 
sorpassa il centimetro e mezzo, 1! abito cristallino è con spiccata 
preponderanza prismatico, ragione per cui ho creduto opportuna 
una diversa orientazione dei cristalli, differente quindi da quella 
tenuta da Mitscherlich, Fock e Tutton; talvolta tabulari secondo 
(010). Ho assunto quindi come asse z quello del prisma, cosichè 

(1) Tutte le misure sono state fatte, in condizioni presso che eguali 
di temperatura (16° circa), servendomi di un goniometro Fuess modello 
N. 2 (pag. 4 del cat. illustrato, 1891). 



— 81 — 

dallo scambio degl' assi x e z, ne è conseguito quello tra i para- 
metri a e e, ottenendo : 



anzicchè : 



a : b: c = 0.74288 : 1 : 0.57269 
a: b: e = 0.57269 : 1 : 0.74288. 



Le forme predominanti h costantemente presenti sono (110), 
(010) le cui facce, situate nella zona [001 j, alquanto striate ed 
opache danno immagini spesso multiple, raramente semplici e belle 
al goniometro; (031), (111) con facce lucentissime riflettenti im- 
magini bellissime e difficilmente multiple. Le forme (001), (100) 
sono anch' esse quasi costantemente presenti ed hanno facce ri- 
flettenti immagini non così belle come le precedenti. Segue la 
forma (Oli) con facce lucentissime ed immagini bellissime ed in 
ultimo le forme (211), (120) con facce nella maggior parte dei 
casi assai ristrette, spesso secondarie con immagini molto sbiadite 
e soventi multiple. Non mi è stato possibile rinvenire la forma 
(233), come pure la (130) citate da Tutton, probabilmente sono 
molto rare e conferma la loro eccezionale rarità 1' unica misura 
della prima e le sette sole osservazioni della seconda eseguite da 
questi, come dai risultati pubblicati. In ogni caso sono forme ec- 
cezionali, essendo le uniche per le quali non si hanno incontri di 
zone, trovandosi la (233) esclusivamente nella zona [Olì] e la 
(130) esclusivamente nella zona [001 J. Altrettanto non posso 
dire della forma (210) notata da Fock, anzi il non averla nem- 
meno osservata Tutton mi conferma nella sua dubbia esistenza. 

Da quanto sopra ho detto, si vede che tra tutte, è la zona 
[ 100 j quella che si presenta meglio al goniometro, fornendo mi- 
sure soddisfacenti, ed a prova di ciò è la lieve differenza tra i 
differenti valori ottenuti pel parametro relativo da Mitscherlich e 
da me, dipendente dall'angolo (001:011) tra le facce 001 e Oli 
appartenenti alla zona suddetta, ed invero la differenza non si 
manifesta che alla quarta decimale. Invece il valore ottenuto da 
Fock, stante la differenza sensibile di l'32" dell' angolo adoperato 
col mio, non mi permette di dire altrettanto. Tutton si servì di 
un angolo differente ottenendo risultati quasi identici ; si può dire 
che il valore 0.5727 se non è assolutamente esatto è certamente 
infinitamente vicino al vero. Le zone [ Oli j, [HO] si prestano 
anch' esse abbastanza bene per l' osservazione, mentre la zona 
[001 ] è quella che presenta le maggiori difficoltà, per le ripetute 



— 82 — 
immagini multiple, prodotte dalla striatura e curvatura delle sue 
facce, da qui una maggior differenza tra i valori del parametro 
che vi si riferisce, il quale secondo Mitscherlich è 0.7464, per 
Fock 0.7438, Tutton avrebbe trovato 0.7418 ed io 0.7428, la dif- 
ferenza si accentua subito alla terza decimale ; ciò dipende del- 
l' incostanza dell' angolo che serve a calcolarlo, non solo, ma 
che per Tutton è ancbe differente avendo egli adoperato 1' angolo 
(001 : 111) e non l'angolo ( 100 : 110) da me scelto. Ora se Tutton, 
avesse adoperati come angoli parametrici i corrispondenti ai miei, 
cioè gl'angoli (001:011) e (100:110) avrebbe ottenuto: 

a : b: c = 0.5728 : 1 : 0.74266 

di poco differenti dalle mie costanti, lo stesso però non sarebbe 
stato dalle differenze tra gli angoli da lui osservati e calcolati, 
che necessariamente ed evidentemente avrebbero aumentato in 
valore. 

Ho scelti, come angoli parametrici, i suddetti, per la ragione, 
che, oltre ad averne un maggior numero di misure, rendono 
più semplici i calcoli. Dai confronti, coi risultati ottenuti da co- 
loro che mi precedettero, risulta l' approssimazione dei miei ri- 
sultati coi valori medii probabili delle costanti cristallografiche 
del solfato di potassio e limitando la discussione al recente studio 
di Tutton, oltre a mettere in evidenza 1' esiguità delle mie diffe- 
renze, che se togli il solo angolo (031:110) per il quale la dif- 
ferenza tra il valore osservato ed il calcolato è di 3'35", cui ne cor- 
risponde una di 2' in Tutton su 19 osservazioni, mentre che io ne ho 
solamente il terzo, differenza dovuta alle immagini non molto nette 
che poco si prestano a buone misure, le altre non oltrepassano 
mai il minuto primo. Il numero totale delle osservazioni degli 
angoli eseguite poco differisce da quello di Tutton, quindi è a ri- 
tenersi che, qualunque altra determinazione di queste costanti, 
dovrà condurre a numeri identici o differenti a seconda degli an- 
goli impiegati nel calcolo, per modo che oltre alla terza cifra de- 
cimale, in una ulteriore ricerca, le altre sono illusorie e che le 
medie degli angoli del solfato potassico, potendo anche differire di 
di varii primi a seconda dei cristalli osservati, i secondi ottenuti 
con le medie delle osservazioni o col calcolo sono pure illusori. 
E se quindi si facesse il calcolo dei parametri cristallo per cri- 
stallo si otterrebbero dei numeri, per il parametro a forse anche 
superiori a quelli di Tutton od inferiori a quelli di Mitscherlich. 



A conferma di quanto ho detto, riduceodo alla medesima orienta- 
zione i parametri fin qui indicati, si ha : 

a •:■'.&: e = 0.7464 :1 : 0.5727 Mitscherlich 1830 
= 0.7438 : 1 : 0.5733 Fock . . . 1883 
— 0.7418 : 1 : 0.5727 Tutton . . 1895 
= 0.74288 : 1 : 0.57269 Corio . . .1898 

In j)arecchie centinaia di cristalli ottenuti per la lenta eva- 
porazione, non ho trovato che qualche geminato, secondo la nota 
legge di questo sale cioè sul piano yz ( 100 ) e poiché 1' angolo 
(031:001) è circa 30°, le facce 031 dei tre cristalli contigui ven- 
gono a collocarsi in uno stesso piano. Notai qualche geminato di 
due individui di cui due bellissimi. Non ho potuto ottenere quelle 
forme della stessa geminazione per la quale le facce 111 di tre 
cristalli venendo a contatto simulano un cristallo esagonale, ge- 
minazione così frequente nel solfato potassico del commercio. 

I cristalli sono trasparenti ed incolori. 

La sfaldatura è secondo (100) e (010), ma non è molto pro- 
nunciata. 

Proprietà Ottiche. — Nella bibliografia del solfato potassico 
trovansi diverse determinazioni ottiche e tra le altre notevoli sono 
quelle di De Senarmont e Des Cloizeaux, coloro che lo studiarono 
a preferenza furono Haldor Topsòe e C. Christiansen nelle loro ri- 
cerche ottiche su qualche serie di sostanze isomorfe, e Tutton 
nello studio dei solfati di potassio, rubidio e cesio (Groth's Zei- 
tung, V.e XXIV, 1, 1895). 

I risultati delle mie ricerche sono : 

Piano degli assi ottici: (001). 

Bisettrice acuta: coincidente coli' asse cristallografico a. 

Doppia refrazione : positiva. 

Dispersione cromatica : p <C v. 

Simbolo ottico : b C a 

-»- 
Angolo apparente degli assi ottici : determinato sperimental- 
mente per la luce gialla (iVa) nell'olio di vaselina (1): 

2H a = 66°50'30" 

(1) L'indice di infrazione dell'olio di vaselina, per la luce gialla 
(Na), è stato da me determinato in n = 1.47749. 



mercè una lamina di 2 millimetri di spessore parallela al pina- 
coide (100). 

Indici principali di refrazione. — Ho determinato gì' indici 
principali di refrazione per la luce gialla (N~a), avuta da una 
fiamma Bunsen che lambiva un pezzo di cloruro di sodio, serven- 
domi di prismi artificiali con gli spigoli paralleli ai tre assi cri- 
stallografici, ottenendo: 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


a 


14°20'30" 


7°9' » 


1.49367 




19°7' » 


9°38' » 


1.49512 


p 


17°1' » 


8°32'30" 


1.49503 


T 


24°32' » 


12°35'30" 


1.49833 



e cioè: 



a = 1.49367 |3 = 1.49507 y — 1-49833 

L' angolo vero degli assi ottici, calcolato per l' angolo appa- 
rente 2H a e l'indice |3, per la luce gialla (N a ), nell'olio di va- 
selina, risultò : 

2 V a = 65°57'24". 

L' angolo vero degli assi ottici, calcolato per i tre indici 
principali di refrazione, è : 

2H a = 65°24' 

Calcolato invece in funzione degli angoli apparenti 

2H a = 66°50'30" 
2H = 112°14' 

misurati secondo due lamine normali alle bisettrici acuta ed ottusa è: 

2 V a = 67°7'30" 



— 85 — 
Per l' angolo apparente degli assi ottici iteli' aria, dai sud- 
detti tre valori di 2H a , ( per la nota formula : sin E a = ]3 sin V a ) 
si ricava rispettivamente: 

2E a — 108°56' 
» = 107°42'30" 
» = 111°29'10" 

Tanto dei diversi valori ottenuti per 2 V a , come per quelli 
avuti per 2E a , non ho creduto opportuno assumere la media, in 
quanto che non credo poter dare loro il medesimo peso, essendo 
risultati ottenuti per vie diverse, e ciò malgrado le palesi pic- 
cole differenze. 

Al medesimo concetto mi sono attenuto nelle ricerche eseguite 
per gli altri sali della serie studiata. 

De Senarmont aveva anteriormente trovato : 

= 1.494 2Fa = 66°54' 
Des Cloizeaux, per i raggi gialli, ottenne: 

a = 1.4920 J3 = 1.4935 T = 1.4950 

da cui calcolò : 

2V a = 66°30' 
2E a = 109°57' 

mentre aveva trovato 2H a = 107° — 108° e qualche volta 109° 
(Ann. des Mines, V serie, t. XIV, 359). 

Haldor Topsòe e C. Christiansen ( Ann. de Ch. et de Phys, 
V serie, t. I, 1874) trovarono come valori medii per il giallo: 

a = 1.4936 |3 = 1.4946 T — 1.4980 
e 

2 V a = 67°4' 2E a = 111°19' 

calcolarono però a, per mezzo di iSeye 1' angolo degli assi ottici 
2 V a , misurati direttamente. 

Wyrouboff poi (Manual pratique de cristallographie 314, 1889) 
dà per 1' angolo degli assi ottici, determinato per due lamine se- 
condo le due bisettrici, il valore: 

2V a — 67°6' 

di poco diverso da quello da me, in modo quasi analogo, determinato. 



Tutton trovò invece : 

a = 1.4935 |3 = 1.4947 y = 1.4973 
2F a =67°20' 2# a =lll° 

Da cui risulta se non 1' esattezza, almeno la grande approssi- 
mazione dei miei risultati, essendo che il valore di a è vicinissimo 
'a quello di Tutton, quello di |3 vicinissimo a quello di questi e 
di Topsòe, il quale avrebbe per |3 anche trovato un valore 1.4753 
per i raggi D, il valore di y si accosta più al valore di Topsoe 
che non a quello di Tutton. 

Quanto all' angolo degli assi ottici date queste lievi differenze 
tra gì' indici, perchè non è possibile un' esattezza di essi spinta 
oltre alla quarta decimale esse sono maggiori ma non forti. 

I valori trovati per la luce gialla del sodio sarebbero quindi : 

2V a = 



66°54' 




2E a 


■=. 


— 


De Senarmont 


66°30' 






= 


109°57' 


Des Cloizeaux 


67°4' 


(media) 




= 


111°19' 


Topsoe 


67°20' 






= 


111° 


Tutton 


65°57'24" 








/ 108°56' 




65°24' 






= 


107°42'20" 


Corio 


67°20'30" 








111°29'10" 





la differenza di circa 2 gradi, tra i tre valori in diverso modo da 
me ottenuti è spiegabile ove si considerino le difficoltà cui si va 
incontro nel determinare gì' indici di refrazione, dove basta una 
differenza di qualche unità nella quarta decimale degli indici, per 
ingenerare una differenza notevole, nel valore dell' angolo degli 
assi ottici. 

NB. Secondo Des Cloizeaux indico con 2V a , 2V gli angoli 
acuto ed ottuso degli assi ottici, con 2H a , 2H gli angoli apparenti 
acuto ed ottuso degli assi ottici nell' olio, e con 2E a , 2E gli an- 
goli apparenti acuto ed ottuso degli assi ottici nell' aria. 



Cromato di potassio. 

(K,Cr0 4 ). 

Il cromato di potassio in natura, ha il nome di Tarapacaite 
perchè rinvenuto in cristalli di color giallo di cromo nel salnitro 
di Tarapaca e descritto da Raimondi tra i minerali del Perù. 



■— 87 - 

Brooke nel 1823 (Annales of phylosophy, V e 6, pag. 120) ne 
determinò la forma cristallina su prodotti artificiali avuti da Te- 
schemacher, nei quali misurò i seguenti sei angoli: (110:110)::= 
=:72 34'; (110:111) = 46°8'; ( 110 : 010) = 53°43'; (010:011) = 
= 60°17'; (010:011) == 59°26'; (110:010)= 60°27'. 

Le costanti cristallografiche di questo sale furono però deter- 
minate la prima volta da Mitscherlich. (Pogg. Ann. XVIII, 168, 
1830) che ne riconobbe l'isomorfismo con il solfato di potassio ed 
altri sali di potassio e d' ammonio, non ne diede però gli an- 
goli, limitandosi probabilmente alla sola misura degli angoli para- 
metrici. 

Dopo molto anni Wyrouboff se ne occupò in parecchie me- 
morie pubblicate nei bullettini della Società Mineralogica di Francia, 
ottenendo nuovi valori per le costanti cristallografiche, non dette 
però, come Mitscherlich, il valore degli angoli. Altri autori se ne 
sono poi occupati, ma per ricerche non inerenti al mio studio. 

I risultati delle mie osservazioni sono : 

Sistema cristallino : trimetrico. 
Costanti cristallografiche : 

a: b: c = 0.73820 : 1 : 0.56949. 

Forme osservate: (100), (010), (001), (110), (011), (031), 
(201), (111). 

Combinazioni osservate : 

1,».) (100), (010), (001), (110), (011), (031), (201), (111). 

2>) (100), (010), (HO), (011), (031), (201), (111). 

à>) (100), (110), (011), (031), (201), (HI). 

4.*) (010), (110), (011), (201), (111). 

5.-) (110), (OH), (201), (111). 

6.») (110), (201), (111). 

Le differenze tra 1' osservazione ed il calcolo ed il confronto 
coi risultati di Mitscherlich e Wyrouboff, rilevansi dal seguente 
quadro : 



Angoli 


N 


MISURATI 


C alcolati 


DIFFERENZE (l) 




Limiti 


Medie 


C m — C c 


C m _M c 


c m -w c 


001:011 


24 


29°44' » 


29°38' » 


29°39'40" 


* 


* 


- » 2" 


+ » 2" 


Oli : 031 


23 


30° 3'30" 


29°55'30" 


29'59'43" 


- 


+ » 8" 


+ » 11" 


+ » 9" 


031 : 010 


24 


30°23'30" 


30° 17' » 


30°20'17" 


MU°20'29" 


+ » 12" 


-f » 11" 


+ » 9" 


011:011 


20 


59°39' » 


59° 11' » 


59°19'22" 


- 


+ » 2" 


- » 6" 


+ » 1" 


Oli : 010 


35 


60°41' » 


60° 6' » 


60°20'15" 


- 


+ >> 5" 


+ » li" 


+ » 4" 


001 : 031 


22 


59°40'30" 


59°37'30" 


59°39' 1" 


- 


+ » 30" 


+ » 31" 


+ » 33" 


110 : 110 


90 


73° 4' » 


72°37'30" 


72°5i'll" 


* 


* 


+ 2'37" 


-38' » 


110:110 


78 


107 °22' » 


106*49' » 


107° 7'52" 


- 


- » 3" 


- 2'40" 


+ 37'57" 


110:010 


50 


53°55'30" 


53°15' » 


53°33'13" 


- 


— » 41" 


- » 37" 


+ 19'41" 


111:111 


41 


87° 56' » 


87°25' » 


87°35'57" 


87°35'4:V 


- » 14" 


- 5'31" 


+ 25'4 1" 


111:110 


46 


4G°20' » 


45°34'30" 


46°12'13" 


- 


- » 4" 


+ 2'34" 


- 42'32" 


111:110 


9 


133°56' » 


133°44' » 


133°47'53" 


- 


— » 1" 


- 2'50" 


- 16'34"^ 


111:111 


45 


48°51' » 


48°21'30" 


48°32'44" 


48°32'30" 


- >> 14" 


+ » 28" 


- iris 


111:010 


18 


65°51'30" 


65°38'30" 


65°44'10" 


- 


- » 25" 


- » 46" 


+ 5' 5" 


010:111 


6 


114°20'30" 


114°12'30" 


114°16' 5" 


— 


+ » 10" 


+ »> 31" 


- 5'20" 


111:111 


26 


67°59' » 


67°24'30" 


67°40'41" 


- 


— » 15" 


+ 2'53" 


+ 36'57" 


111:011 


62 


34° 15' » 


33°30' » 


33°50'25" 


33°50'13" 


— » 11" 


-f l'31" 


+ 18'1(/' 


110 : 201 


20 


47°54'30" 


47° 7'30" 


47°32'24" 


47°32' 7" 


— » 17" 


+ l'21" 


- 23'56" 


201:111 


21 


31° 2' » 


30°21 » 


30°42'13" 


30°42'14" 


+ » 1" 


-f- » 1" 


- 5' 3" 


111: lì'O 


4 


102° 1' » 


101 o 13' » 


101°46'30" 


- 


- >> 51" 


- 2'29" 


+ 27'50"' 


201 : 201 


15 


114°12'30" 


U3°47' » 


114° 6' » 


114° 6'13" 


+ » 13" 


- 2'23" 


+ 36'3>Ì 


201 : 001 


29 


57° 8' >» 


56°53' » 


57° 3'1S" 


— 


+ » 12" 


- l'20" 


+ 17'51" 


201 : 100 


15 


33°3'30" 


32°54' » 


32 56'14" 


— 


+ » 40" 


— l'58" 


+ 17'29" 








S = ± 60' 
















Diff. medi 


a = 14" a] 


)pross. 





n = 729. 
(1) I simboli C m — C c , C m — M c , C m — W c indicano rispettivamente le differenze tra 
il valore da me misurato per ciascun angolo ed il corrispondente valore calcolato con i pa- 
rametri dete r minati da me, Mitscherlich e Wyrouboff. 



— 89 — 

I cristalli studiati, ottenuti artificialmente, presentano meno 
irregolarità che non quelli di solfato potassico, malgrado ciò i valori 
degli angoli misurati variano da cristallo a cristallo; sono di un bel 
colore giallo di cromo, in generale trasparenti, talvolta opachi, mi- 
surano pochi millimetri e presentano un abito cristallino spiccata 
mente prismatico secondo [001], talvolta tabulari secondo (110). 

L' orientazione dei cristalli segue come nel solfato potassico 
essendomi attenuto ad un medesimo concetto. 

Le forme sopra notate non si presentano tutte con la mede- 
sima costanza. La forma (001) è molto rara, sono meno frequenti 
le forme (010) e (100), meno frequente ancora è la (031). E da 
osservare che le facce dei cristalli, benché brevi in superficie, si 
prestano abbastanza bene a misure, soltanto qualcuna della zona 
[001 j, che è sempre quella le cui facce danno immagini meno 
belle per la loro striatura o curvatura, non si presta che rara- 
mente all' osservazione. 

Mitscherlich, per le costanti cristallografiche di questo sale 
dette i valori : 

a: b: c = 1:1.756:1.2973 

ma non misurò che gli angoli strettamente necessari a calcolarli. 
Wyrouboff invece ripetè lo studio (Boll, de la Soc. Min. de 
France, III, 139, 1880) ottenendo: 

a: b: e = 1.7556:1:1.2837 
= 1.3675:0,7789:1 

Questi valori venivano però più volte modificati, come lo pro- 
vano le sue successive comunicazioni alla Societé Mineralogique 
de France, cosicché dopo una serie di valori si perviene ai se- 
guenti, accettati anche da Arzruni: ( Grroth's Zeit., Vili, 629, 1884). 

a : b: c = 0.7802 : 1 : 1.3764. 
= 1 : 1.2817 : 1.2564 

Egli dice di avere misurato V angolo (110 : 110) = 75°55'30" e 
di avere osservate le forme : 

(100), (010), (Oli), (110), (201), (111) 

senza darne però gli angoli relativi. 



— 90 — 
Questi valori nulla decisero sulla precisione, esattezza ed 
approssimazione dei risultati di Mitscherlieh, anzi, come ben si 
vede dal quadro, essi conducono a risultati tutt' altro che sod- 
disfacenti, benché il parametro dipendente dall'angolo (001:011) 
sia quasi eguale a quello di Mitscherlieh ed al mio. Sicché, come 
nota Arzruni li dirò anch' io, risultati di dubbia fede ; mi conferma 
in quest' idea il completo accordo tra le mie osservazioni ed il 
calcolo, e tra quelle ed i valori di Mitscherlieh, Wyrouboff nelle 
sue conclusioni però nota che in generale per questi corpi isomorfi, 
le costanti cristallografiche oscillano nel rapporto di: 



i/UV 



Qui appresso riporto i differenti valori ottenuti finora per 
le costanti di questo sale, senza dimenticare di osservare anche 
pel cromato potassico, quanto dissi per il solfato e cioè che le ul- 
teriori determinazioni delle costanti cristallografiche di cui sopra, 
spinte fino ad una esattezza che oltrepassa la terza decimale, sono 
illusorie, quindi : 

a : b: c = 0.73879 : 1 : 0.56948 Mitscherlieh 1830 
= 0.7297 : 1 : 0.5695 Wyrouboff 1884 
= 0.7382 : 1 : 0.56949 Corio 1898 

La geminazione è simile a quella del solfato potassico, ma su 
di esso ha il vantaggio della maggiore frequenza, poi per questo 
sale si verifica e spessissimo quella forma speciale di geminazione 
per la quale le facce 111 di tre cristalli venendo a contatto simu- 
lano un cristallo esagonale. 

Proprietà Ottiche. — Ricerche ottiche su questo sale furon 
fatte da De Senarmont, da Grailich e Lang, da Des Cloizeaux, 
ma coloro che cercarono studiarlo completamente furono Topsòe e 
Christiansen, ma non pervennero che a risultati parziali, specie 
nella determinazione degl' indici principali di refrazione, dei quali 
determinarono solo il valore di |3 servendosi del prisma (110), per 
la difficoltà di orientazione e per le lievi dimensioni dei cristalli. 
Io, ho potuto disporre di qualche cristallo abbastanza voluminoso 
da cui ottenni le misure seguenti: 



— 91 - 

Piano degli assi ottici : ( 001 ). 

Bisettrice acuta: coincidente con l'asse cristallografico b. 
Doppia refrazione : negativa. 
Dispersione cromatica : p > v. 
Simbolo ottico .bea 

L' angolo apparente degli assi ottici, determinato nell' olio di 
vaselina (n = 1.47749) per la luce gialla (Na) è: 

2H a = 60°22'15". 

Indici principali di refrazione. — Nella letteratura delle pro- 
prietà ottiche di questo sale, e precisamente rispetto alle ricerche 
fatte intorno alla determinazione degli indici principali di refra- 
zione trovo il seguente brano di Mallard ( Bull, de la Soc. Min. 
de France, V. 2, 91) che qui riporto: 

« M. Wyrouboff a également étudié les mélanges de sulfate 
de potasse et de chromate de potasse. Il se présente ici une 
difiicultó particulière. On connaìt, quoique assez imparfaitement, 
1' indice moyen du chromate de potasse et 1' angle des axes ; mais 
des difficultés particulières d' observation ri' ont pas permis jusqu'à 
présent d' obtenir les 3 indices. On peut les déterminer, en uti- 
lisant les données précédentes, et les combinant avec une des ob- 
servations de M. Wyrouboff. Pour que 1' erreur expérimentale 
d' une observation isolée n' influe pas trop sur le calcul, j'ai pris 
la moyen'ne des nombres donnés par les deux observations n.° 6 
et n. ° 10. J'ai pris 1' indice moyen et 1' angle des axes donnés 
par Senarmont. Les nombres donnés par MM. Topsoe et Chri- 
stiansen résultent, d' après les auteurs eux-mèmes, d' observations 
peu concordantes, et elles cadreut mal avec les observations de 
M. Wyrouboff. J'ai ainsi obtenu pour les indices de chromate de 
potasse les nombres suivants: 

1.6873 1.722 1.7305 

Valori determinati per la luce rossa non solo ma anche 
non direttamente. Io invece avendo avuto a mia disposizione del 
buon materiale potei determinarli sperimentalmente per la luce 
gialla (N a ): 



92 — 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


a 


24° 5'30" 


17°41'30" 


1.70873 




36° 11' » 


28°35' » 


1.72469 


P • 


21°57' » 


16°21'30" 


1.72489 




. 35°50' » 


28°25'30" 


1.72877 


T 


23°56' » 


18°7' » 


1.73035 



da cui: «=1.70873 0= 1.72611 T = 1.73035 

L' angolo vero degli assi ottici, calcolato per l' indice |3 e l' an- 
golo apparente 2H a = 60°22'15", misurato nella vaselina, è: 

2V a = 50°59' 

Calcolato per mezzo dei tre indici principali di refrazione: 

2F a =52°34 , 18" 

L' angolo apparente degli assi ottici nelV aria ha per ciò i 
due valori: 

2E a = 95°57'20" 
2E a = 99°42'30" 

Quindi stante la lieve differenza di 1°35' circa tra i due diversi, 
valori ottenuti per 1' angolo vero degli assi ottici nelle due diffe- 
renti maniere potrei affermare che: se i valori degli indici princi- 
pali di refrazione non sono assolutamente esatti, sono però molto 
prossimi ai valori probabili di essi. 

Precedentemente De Senarmont (Ann. de Chimie et de Phy- 
sique, 3 a serie, t. XXXIII) aveva trovato: 

|3 = 1.722 2V a = 49°32' 2E a = 92°20' 

Grailich e von Lang, ( Sitzungsberichte der.'K. K. Academie, 
t. XXVII, p. 25 ), trovarono soltanto : 

2E a = 92° p < v 

Des Cloizeaux, (Ann. des Mines, 5 a serie, t. XIV, pag. 380), 
invece trovò : 

2E a = 105° 

r 

2E a — 94°40' 

V 



— 93 - 
Topsoe e Christiansen, trovarono ( Ann. de Chimie et de Phy- 
sique 5 ? - serie, t. I, pag. 52) per il giallo: 

J3 = 1.7254 2 F a = 51°40' 2E a = 97°30* 

Mallard, come sopra riportai, ottenne per il rosso : 

a = 1.6873 = 1.7220 T = 1.7305. 

N. 1. 

I cristalli, dai quali detrassi i risultati che espongo, li ot- 
tenni da un miscuglio di poco cromato e molto solfato, ed in- 
vero nella composizione centesimale il cromato non vi partecipa 
che per 0.8658, equivalente in proporzione molecolare a 0.81 °/ (1). 
Essi hanno abito prismatico secondo [001 j, con prevalenza delle 
forme (100) e (110), talvolta tubulari secondo (110), di color 
giallo molto sbiadito; da essi ottenni: 

Sistema cristallino trimetrico. 
Costanti cristallografiche : 

a: b: e — 0.74284 : 1 : 0.57268. 

Forme osservate: (100), (010), (001), (HO), (120), (130), 
(Oli), (031), (111). 

Combinazioni osservate : 

l.a) (100), (010), (001), (110), (120), (130), (Oli), (031), (111). 
2>) (100), (010), (001), (110), (120), (Oli), (031), (111). 
3.a) (100), (010), (110), (Oli), (111). 

4.*) (100), (010), (001), (110), (120), (Oli), (111), geminato. 
5.*) (010), (001), (110), (120), (130), (Oli), (031), (111). 
6..») (001), (110), (120), (Oli), (111). 

(1) I cristalli 1, 2, 4, 5 furono analizzati da me nel laboratorio di 
Mineralogia, dosando C r e i risultati assunti sono le medie di più 
analisi concordanti. 



94 — 







MISURATI 






Angoli 


N 






Calcolati 


Differenze 


Limiti 


Medie 


001:011 


24 


29°54'30" 


29°43' » 


29°47'56" 


* 


* 


011:011 


21 


59°40' » 


59°32' » 


59°35'51" 


- 


+ » 1" 


011:031 


26 


30° 5' » 


29°55' » 


29°59'44" 


— 


+ » 20" 


001 : 031 


21 


60° 14' » 


59°34' >» 


59°49'10" 


— 


- l'IO" 


031:010 


20 


30° 18' » 


30° 9' » 


30°13'13" 


30°12' » 


- l'I 3" 


011:010 


14 


60°14'30" 


60°1I' » 


60°12'21" 


— 


— » 17" 


100:110 


7 


36° 57 '30" 


36° 9'.» 


36°36'19" 


- 


+ » 4" 


110:110 


60 


73°19'30" 


72°4S' » 


73°12'47" 


* 


* 


110:010 


22 


53°50'3C" 


53° 14' » 


53°22'50" 


- 


+ » 47" 


110:110 


13 


107 °27' » 


106°31'30" 


106°46' 7" 


•- 


+ 1' 6" 


110:120 


80 


20°17'30" 


19° 1' » 


19°26'46" 


19°27'38" 


+ » 52" 


120:010 


20 


3-T15' » 


33°46' » 


33°56'39" 


- 


— » 40" , 


120:130 


13 


10°26' » 


9°34' » 


9°44'18" 


- 


-f- 2'17" 


130 : 010 


16 


24°23' » 


23°48' » 


24°10'37" 


24° 9'24" 


— l'I 3" 


110: 130 


5 


29°16'30" 


29° 7' » 


29° 9'35" 


— 


-f- 4'88" 


120 : 120 


29 


68°16'30" 


67°28' » 


67°52' 4" 


— 


- » 6" 


100 : 120 


10 


56° 12' » 


55°55' » 


56° 3'21" 


- 


+ » 40" 


111:111 


20 


48°54'30" 


48°44'30" 


48°47'55" 


48°47'35" 


— » 20" 


111:010 


31 


65°40'30" 


65°32'30" 


65°35'40" 


- 


+ » 46" 


010: 111 


2S 


114°29'30" 


11 4° 19' » 


114°24' 4" 


- 


— » 3" 


111:011 


7 


33°57' » 


33°34'30" 


33°46'21" 


33°46'57" 


+ » 36" 


111:111 


4 


67°45' » 


67°23'30" 


67°34'15" 


— 


— » 21" 


110 = 111 


4 


46° 16' » 


46° 8'30" 


46°10'30" 


- 


— 1' » 


111:001 


4 


43°51' » 


43°27'30" 


43M9T5" 


43°50'30" 


+ l'I 5" 


HO : 1 ì 1 


5 


133°57' » 


133°56' » 


133°50'40" 


- 


— » 10" 


Oli : ni 


3 


65° 9' » 


65° 4' » 


65° 6'40" 


65° 7'35" 


+ » 55" 


111:120 


4 


49°23' » 


49°13'30" 


49°13'30" 


- 


— » 15" 


120:011 


5 


65°43' » 


65°35' » 


65°40'36" 


65°39'10" 


- l'26" 


120 : Oli 


4 


114°22'30" 


114°20' » 


114°21'45" 


- 


- » 55" 






2 = 


= ± 23'26" 










Diff. 


media = 4 


7" appross. 



n == 520. 



— 95 - 

Delle forme osservate le (100) ed (HO) sono in prevalenza, 
le (010), (130), (120), sono poco appariscenti. Quasi tutte le 
forme della zona [001] non si presentano mai complete, manca 
spesso qualche faccia e danno in generale per la loro striatura e 
curvatura immagini multiple o sfrangiate o slargate. Le forme 
della zona [100] invece si presentano quasi costantemente e quasi 
sempre piane e splendenti, di modo che danno belle immagini di 
riflessione in generale semplici, talvolta soltanto doppie, la forma 
(001) è quella che è più ristretta ed allungata nel senso di [010]. 
Non mi è stato possibile trovare la forma (211) del solfato. La 
caratteristica, di qualcuno dei cristalli di questo miscuglio, è la 
presenza della forma (130), quella appunto osservata da Tutton 
nel solfato, ciò sembra contraddire che i cristalli di miscela mo- 
strino combinazioni di forme cristalline più limitate di quelle 
dei componenti. Che questa forma sia quella trovata da Tutton, 
stante la sua posizione ed i valori degli angoli formati delle sue 
facce con quelle delle forme adiacenti molto prossimi, è forse da 
non mettersi in dubbio; questo fatto viene quindi a confermare 
la possibilità, relativa però, dell' esistenza di questa forma nella 
zona [ 001 J. In uno dei due cristalli ove notai la forma suddetta 
mi fu dato osservare anche un accenno ad un' altra forma nella 
zona [Olì], parrebbe trattarsi della (233) di Tutton, ma non mi 
fu possibile ricavare nessuna misura attendibile. Ciò che è evi- 
dente, è la diversità di questi cristalli dagli altri studiati, po-ichè 
mi hanno permesso di misurare un maggior numero di angoli. 

La geminazione in questo sale, avviene per contatto di tre 
individui cristallini come nel solfato, ma non simulanti alcuna pi- 
ramide esagonale. 

La sfaldatura, anche in questo caso non bene definita, si ot- 
tiene secondo (100) e (010). 

Proprietà ottiche. 

Piano degli assi ottici: (001). 

Bisettrice acuta : secondo 1' asse cristallografico a. 

Dispersione cromatica : p < v. 

Doppia refrazione : positiva 

Simbolo ottico : b C a 

■+■ 
L' angolo apparente degli assi ottici, nell' olio di vaselina per 

la luce gialla (iVa). è: 

2H a = 67°14' 



— 96 — 

Indici principali di refrazione. — Gl'indici principali di re- 
frazione dei cristalli di questa miscela, come quelli dei susse- 
guenti sono stati determinati sperimentalmente per la luce gialla 
(Na) e calcolati mercè le formule proposte da Mallard (1) per i 
cristalli di miscela del sistema ortorombico, di cui si conosce la 
percentuale molecolare e gì' indici principali di refrazione dei 
componenti. Dalla diretta misura ottenni: 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


a 

T 


22°20'30" 
35°37' » 
18°55' » 


11°21'30" 

18°55' » 
9"40' » 


1.49620 
1.49798 
1.50220 



e cioè: «=1.49620 (3=1.49798 y = 1.50220. 

Dalla teoria essendo clie 0.81 è 1' equivalente di K Cr 4 
in 100 molecole di miscela, si ha : 

a = 1.49509 |3 = 1.49652 T = 1.49984 

L' angolo vero degli assi ottici, calcolato per l'indice J3 e 1' an- 
golo apparente "2H a = 67°14', è : 

•2V a = 66°11'40" 

Calcolato per i tre indici principali di refrazione misurati, è: 

2V a = 66°20'16" 



(1) Indicando con m g ed m c rispettivamente le percentuali molecolari 
del solfato e del cromato potassico e chiamando a„ b e ed a„ h C 
rispettivamente gli assi d' elasticità del solfato e del cromato, le formule 
di Mallard nel caso mio divengono: 



A* 


= 


m s 


< 


+ 


m c 


< 


T? 


= 


m s 


% 


+ 


m c 


K 


C 2 


= 


m s 


< 


+ 


m r 


2 



dove A, B, C sono gì' assi d' elasticità dei cristalli di miscela, e ciò 
perchè il piano degli assi ottici dei due corpi è il medesimo. 



- 97 — 

Per i tre indici principali di refrazione calcolati, è invece: 

2F a = 66°33'12" 

Per l' angolo apparente degli assi ottici nelV aria, si han 
quindi rispettivamente i tre seguenti valori : 

2E a = 109°46' 4" 
= 110° 4'52" 

= ìiono^s' 1 

Dove 1' ultimo valore di 2E a , a differenza dei primi due, di- 
pende esclusivamente dai valori di oc, |3, y, calcolati, e così è 
anche nelle ulteriori determinazioni. 

. • N. 3. 

Pochi sono stati i cristalli di cui potei disporre, di questo 
miscuglio, ma in compenso, presentandosi alquanto voluminosi, ho 
potuto ottenere delle eccellenti misure, la differenza media tra 
l'osservazione ed il calcolo essendo solo di 10",6. 

L'analisi chimica diede una percentuale di 1.583 di cromato 
potassico che ridotta in equivalente molecolare espresso in °/ di- 
viene 1.43, da qui una forma cristallina simile ancora a quella 
del solfato potassico, forma dovuta alla prevalenza di questo. 

I risultati delle mie ricerche sono i seguenti : 

Sistema cristallino : trimetrico. 
Costanti cristallografiche. 

a: b: e = 0,74268 : 1 : 0.57267. 

Forme osservate: (100), (010), (001), (110), (120), (Oli), 
(031), ( 111), (211). 

Combinazioni osservate : 

1.-) (100), (010), (001), (110), (120% (Oli), (031), (111), (211). 
2.*) (100), (010), (001), (110), (120), (Oli), (031), (111). 
3>) (100), (010), (001), (110), (Oli), (031), (111). 
4.a) (010), (001), (110), (120), (Oli), (031), (111). 
5.*) (110), (120), (111), (211). 



- 98 — 









MISURATI 








Angoli 


N 








Calcolati 


Differenze 


Limiti 


Medie 


001:011 


20 


29°50' » 


29°44'30" 


29°4754" 


* 


* 


011:031 


13 


30° 5'30" 


29°58' » 


30°» 2" 


— 


+ » 2" 


031 = 010 


14 


30°15' » 


30°10'30" 


30°12' 2" 


30° 12' 2" 


- 


Oli : Oli 


12 


59°38' » 


59°34'30" 


59°36'20" 


— 


— » 48" 


011:010 


16 


60°13'30" 


60° 11' » 


60° 12' 9" 


- 


— » 3" 


100 : 110 


35 


36°40'30" 


36°31' » 


36°36' 1" 


* 


* 


110 : 010 


31 


53 a 27'30" 


53°20' » 


53°24' 5" 


- 


— » 6" 


110 : 120 


15 


19°27' » 


19°25' » 


19°27'16" 


19°27' 2" 


— » 14" 


120:010 


15 


33°59'30" 


33°53'30" 


33°56'58" 


-. 


— » 1" 


100 : 120 


12 


56° 3'30" 


56° » » 


56° 2'23" 


- 


+ » 40" 


110:211 


11 


36°49' » 


36°44' » 


36°46' 8" 


36°46' 5" 


— » 3" 


211:111 


28 


19°54'30" 


19° 5' » 


19°26'51" 


- 


- » 11" 


111 =011 


45 


33°58' » 


33°30'30" 


33°47' 5" 


33°47'15" 


+ » 10" 


111:111 


11 


67°49' » 


67°21' » 


67°34'22"' 


- 


+ » 8" 


110: 111 


8 


46°12' » 


46° 7'30" 


46° 9' 6" 


- 


-f » 16" 


111 : 001 


17 


43°52' » 


43°49' » 


43°50'39" 


43°50'38" 


-» 1" 


111:111 


8 


87°42' » 


87°40' » 


87°41' 8" 


— 


+ » 8" 


010:111 


25 


65°46'30" 


65°33' » 


65°36'21" 


— 


— » 1" 


111: 111 


45 


48°52' » 


48°45' » 


48°47'32" 


48°47'20" 


— » 12" 


010 : fll 


29 


114°43'30" 


114° 8' » 


114°24'12" 


— 


— » 22" 


211:211 


16 


34°42'30" 


34°29' » 


34°36'22" 


34°36'39" 


+ » 17" 



2 == ± "43" 
Diff. media = 10",6 



n = 426 



- 99 — 

1 14 cristalli studiati, hanno un abito cristallino prismatico 
secondo fOOlj, due soli cristalli trovai tabulari secondo (010), si 
presentano come quelli del solfato potassico e ciò perchè questi 
entra in maggior quantità nella composizione centesimale. Sono di 
color giallo molto chiaro, trasparenti, di discrete dimensioni, con 
facce talvolta lucentissime e riflettenti in generale immagini bel- 
lissime, raramente multiple o sfrangiate. 

Non tutte le forme si presentano complete, anzi talvolta di 
esse non è presente che una o due facce al più. 

Così in un cristallo che presenta la combinazione 5. a , la 
forma (211) non è rappresentata che da una sola faccia. Sono 
invece sempre presenti e complete le forme (HO), (111); le facce 
della forma (001) sono di lieve estensione, così pure quelle delle 
forme (100), (010) e (120), mai complete. 

La zona [ 100 J è, come di solito, quella che meglio si presta 
alle misurazioni goniometriche, e le sue facce, specie quelle della 
forma ( 011 ), sono qualche volta molto sviluppate a detrimento 
delle adiacenti. Le facce della zona [ 001 J offrono soltanto qualche 
incurvatura o stilatura. 

Notai soltanto due geminati per contatto di due individui se- 
condo un piano parallelo alle facce della forma (031). 

La sfaldatura, poco pronunciata, segue come nei componenti 
secondo (100) e (010). 

Proprietà ottiche. 

Piano degli assi ottici: (001). 

Bisettrice acuta: coincidente con l'asse cristallografico a. 

Doppia refrazione : positiva. 

Dispersione cromatica : p <C v. 

Simbolo ottico : "b C a. 

-+- 
L' angolo apparente degli assi ottici, nell' olio di vaselina jier 

la luce gialla del sodio, è : 

• 2II a L 69°11' 



— 100 — 



Indici principali di refrazione. — Dalla diretta misura ottenni: 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


a 


26°18' » 


13°30'30" 


1.49646 


|3 


3° 7'30" 


1°32'30" 


1.49844 


T 


8°45' » 


4°25' » 


1.50291 



e cioè : a = 1.49646 = 1.49844 y = 1.50291 

Calcolati invece colle formule di Mallard : 

a = 1.49621 (3 = 1.49772 y = 1.50103 

L' angolo vero degli assi ottici calcolato per l' indice |3 e 1' an- 
golo apparente 2H a = 69°11' è: 

2 V a = 68°4'56" 
Calcolato per i tre indici principali di refrazione misurati, è: 

2 F« = 67°17'30" 
Calcolati per i tre indici principali calcolati, è : 

2F a = 68 4'18" 

Da cui, per 1' angolo apparente degli assi ottici nelV aria, si 
ricava rispettivamente : 

2E a = 114° l'42" 
» = 112°14'32" 
>> — 113°55'10" 



101 



N. 3. 

I cristalli di questa miscela, analizzati dal Sig. Mucci nel La- 
boratorio di chimica farmaceutica dell' Università di Modena, con- 
tengono 4,346 per °/ di cromato potassico, quindi la percentuale 
molecolare è 3,91 ; la forma cristallina è simile a quella del sol- 
fato potassico. 

I risultati dell' osservazione e del calcolo sono i seguenti : 

Sistema cristallino : trimetrico. 
Costanti cristallografiche : 

a: b: c = 0.74226 : 1 : 0.57250. 

Forme osservate: (001), (010), (100), (110), (120), (Oli), 
(031), (111), (211). 

Combinazioni osservate : 

l.a) (001), (010), (100), (110), (120), (Oli), (031), (111), (211). 
2.*) (010), (100), (110), (120), (Oli), (031), (111), (211). 
3>) (100), (110), (120), (OH), (031), (111), (211). 
*>) (110), (120), (Oli), (031), (HI). 
5.a) (110), (Oli), (031), (111). 



- 102 — 



Angoli 


N 


MISURATI 


Calcolati 


Differenze 


Limiti 


Medie 


001:011 


3 


29°4S' » 


29°46' » 


29°46'50" 


— 


+ » 39" 


011=031 


34 


30° l'30" 


29°56' » 


29°58'37" 


- 


+ » 6" 


031 : 010 


36 


30°19' » 


30»11'30" 


30°13'51" 


30"13'48" 


— » 3" 


011 = 011 


34 


59»43' » 


59°31' » 


59°34'58" 


* 


* 


100:110 


21 


36°43' » 


36°19' >» 


36°35' 6" 


* 


* 


110:120 


16 


19-36' » 


19°16' » 


19°26'56" 


19°27' » 


+ » 4" 


120:010 


18 


34° 8' » 


33"50'30" 


33°56'57" 


— " 


+ » 57" 


100 : 120 


6 


56° 7' » 


55°56' » 


56° l'50" 


- 


— » 16" 


110:010 


25 


53°31' » 


53"13' » 


53°24'48" 


- 


+ » 6" 


120 : 120 


8 


67°39' » 


67°21'30" 


67°34'30" 


- 


- » 6" 


100:211 


22 


37° 2' » 


36°34'30" 


36°45' 7" 


36°45'32" 


+ » 25" 


211: HI 


22 


19o38' » 


19°20' » 


19°26'39" 


- 


- 


111:011 


43 


33<>57'30" 


33°36'30" 


33°47'52' 


33°47'49" 


— » 3" 


100=111 


30 


56°17' >» 


55°59'30" 


56°11' 1" 


— 


+ » 10" 


001: 111 


14 


43°59' » 


43°44' » 


43°50'58" 


— 


— » 9" 


111 = 110 


25 


46°22'30" 


46* » » 


46° 9'44" 


- 


— » 33" 


111:111 


12 


87°43'30" 


87°35' » 


87°41'20" 


87°41'38" 


+ » 18" 


111 : 111 


19 


48°50' » 


48°42' » 


48°47'12" 


48°46'20" 


- » 52" 


111=010 


27 


65°46'30" 


65°26' » 


65°36'17" 


65°36'50" 


+ » 33" 



2 = ± 5'20" 
Diff. media = 17" appross. 



n = 425. 



— 103 — 

I cristalli studiati benché piccini si prestarono molto bene 
all' osservazione, avendo forse il cromato regolarizzato, malgrado 
la sua lieve percentuale, la cristallizzazione del solfato. I cristallini 
aventi abito prismatico, secondo [001 |, talvolta tabulari secondo 
(110), di color giallo molto chiaro, hanno una spiccata tendenza 
alla forma cristallina del solfato e lo provano gli angoli parame- 
trici, ed in conseguenza le costanti cristallografiche, molto prossimi 
a quelli di quest' ultimo, la mancanza della forma ( 201 ) propria 
del cromato e la presenza invece della forma (211) propria del 
solfato potassico, ciò avviene anche nei cristalli delle miscele 
N. 1 e N. 2. 

Che il solfato e cromato di potassio cristallizzino insieme in 
cristalli molto netti ma piccini lo afferma Senarmont (Ann. de 
chimie et de physique 3 a serie, t. XXXIII) malgrado che Wy- 
rouboff (Bull, de la Soc. Min. de France 11, 95, 1879 ) lo con- 
testi, dicendo invece essere cosa assai facile ottenere cristalli dal 
miscuglio di questi due sali di dimensioni voluminose. Io nei di- 
versi miscugli studiati ho potuto constatare che, alcune miscele 
hanno cristallizzato, come quella di cui sto dicendo, in cristalli 
molto piccoli, mentre altre mi hanno fornito cristalli di qualche 
centimetro di dimensione. 

Come nel solfato e cromato la zona [ 001 J è la più irregolare, 
quindi le sue facce son quelle che danno le immagini più incerte 
e più sbiadite al goniometro. Invece la zona [100] è quella che 
dà le migliori misure. 

Frequente è la geminazione .simulante un cristallo esagonale, 
del resto, questa segue le leggi dei sali componenti. 

I cristalli si sfaldano parallelamente a (100) e (010). 

Proprietà ottiche. 

Piano degli assi ottici: (001). 

Bisettrice acuta : coincidente con 1' asse cristallografico a. 

Doppia refrazione : positiva. 

Dispersione cromatica : p <C v. 

Simbolo ottico : b C E 

■+- 
L'angolo apparente degli assi ottici, per la luce gialla (Na), 

nell' olio di vaselina, è : 

2 Ha = 77°35' 



- 104 — 
Indici principali di refrazione. — Direttamente ottenni 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


a 

T 


25°55' » 
18°17' » 

8°55' » 


13°35'30" 
9°26' » 

4 oó » 

1 


1.50723 
1.50760 
1.50833 



a =3 1.50723 = 1.50760 y == 1.50833 

Calcolati per le formule di Mallard : 

a = 1.5006] J3 = 1.50238 T = 1.50572 

L' angolo vero degli assi ottici, determinato per 1' indice 
|3 e 1' angolo apparente 2H a = 77°35' nell' olio di vaselina, 
per la luce gialla ( Na ), è : 

2 F a = 75°45'20" 
Calcolato "per i tre indici pYincipali di refrazione misurati, è: 

2 V a = 70°53'48" 

Calcolato per i tre indici principali di refrazione calcolati, è: 

2 V a = 72°6'26" 

Da cui per 1' angolo apparente degli assi ottici nelV aria, si 
ricavano i tre seguenti valori: 

2E a = 135°31'36" 
» = 121°56'24" 
» = 124°18'42" 



105 — 



N. 4. 



I cristalli di questa miscela diedero all' analisi chimica una 
percentuale di 22,246 di K 2 Cr 4 , cui corrisponde un equivalente 
di 20,60 su 100 molecole di miscela. Da questa ottenni una gran- 
dissima quantità di cristalli di esigue dimensioni di color giallo 
di cromo un po' sbiadito, opachi e quindi poco adatti alle misure 
goniometriche, e lo provano le differenze tra 1' osservazione ed il 
calcolo, che si rilevano dalla tabella che segue, differenze alquanto 
forti rispetto a quelle ottenute per i cristalli delle altre miscele. 

La forma cristallina, per la mancanza della forma ( 201 ) 
propria del cromato, è a ritenersi come di solfato per un solo 
cristallo in cui avendo notata la (211) potei misurare gli angoli 
(100:211) e (211:011); ma tutti gli altri cristalli, che osservati 
in gran numero e dai quali non detrassi altre misure attendibili 
che le notate, ne mancano assolutamente, anzi essi presentandosi 
tabulari secondo (010), risultano dalla combinazione delle forme 
semplici comuni al solfato ed al cromato potassico. 

Dall' osservazione e dal calcolo ottenni : 

Sistema cristallino : trimetrico. 
Costanti cristallografiche : 

a: b: c = 0.74052 : 1 : 0.57107 

Forme osservate: (100), (010), (110), (120), (Oli), (031), 
(111), (211). 

Combinazioni osservate : 

l.a) (100), (010), (110), (120), (OH), (031), (111), (211). 
2.*) (100), (010), (110), (Oli), (111). 



106 







MISURAT 








Angoli 


N 






Calcolati 


Differenze 


Limiti 


Medie 


Oli: Oli 


21 


59°54' » 


58°4S' » 


59°27'30" 


* 


* 


Oli : 031 


10 


30°43' » 


2?°17'30" 


29°58'48" 


- 


+ l'7" 


031 : 010 


13 


30°43' » 


29°32' » 


30«17' » 


30°16'20" 


- » 40" 


Oli : 010 


29 


61°4S' » 


59°33'30*" 


60°14'56" 


- 


+ ri9" 


100:110 


32 


36°46' » 


36°17'30" 


36°31'15" 


* 


* 


110:120 


9 


19°59' » 


17°41'30" 


19°25'46" 


19»27'13" 


+ l'27" 


_120 : 010 


5 


34°59' » 


33°39' » 


34° » » 


— 


-f l'32" 


100 : 120 


9 


56°31' » 


55°» 30" 


56° >» 10" 


- 


— l'42" 


ICO : 211 


7 


36°54' » 


36»51'30" 


36°53' » 


36°52'19" 


- 219" ■ 


211 : Oli 


12 


19° 18' » 


19°16'30" 


19°17'12" 


— 


-f » 5t" 


100:111 


18 


56°46'30" 


55°30'30" 


56» 1 1'31" 


- 


-f » 8" 


111 = Oli 


30 


34°31' » 


33° 8'30" 


33°47'27" 


33°48'21" 


+ >» 55" 


Oli: Oli 


12 


68° 6' » 


67°25' » 


67°37' » 


- 


- » 18" 


ili: 111 


11 


48°53' » 


48°14' » 


48 e 40'19" 


48°40' » 


— » 19" 


111:010 


9 


66° 10' » 


65° 16' » 


65°39'53" 


- 


+ » "'" 


111:010 


9 


114°50' » 


113° 8' » 


114°20'56" 


- 


— » 50" 


111 : 1 II 


14 


88°20' » 


87 , 14'30" 


87°37' » 


87°38'14" 


+ l'l4" 


111 : 110 


15 


47°20' » 


45°10' » 


46°11'10" 


— 


- » 17" 


111 : Ìl0 


5 


134° 5' » 


133M0' » 


133M8' » 


- 


+ l'7" 


111 = 111 


8 


93°27'30" 


91°26' >> 


92°21' » 


~ 


+ » 46" 




I 


, = ± 17'5" 








n = 278. 


Difl 


'. media = 


jl" appross. 



— 107 - 

Delle forme osservate sono costantemente presenti: la (100) 
le cui facce sono molto sviluppate a detrimento specialmente di 
quelle della (111) e della (Oli), anch'esse sempre presenti in- 
sieme alla (110), la (100) è talvolta rappresentata da una sola 
faccia, manca spesso la (120). In un sol cristallo la (031) e 
e la (211) rappresentate, specialmente la seconda, da striscette 
intensamente luminose ma di dimensioni inferiori al millimetro. 

Frequente la geminazione di due individui secondo la nota legge. 

La sfaldatura è secondo (100) e (010). 

Proprietà ottiche. 

Piano degli assi ottici: (001). 

Bisettrice acuta : coincidente con 1' asse cristallografico b. 
Doppia refrazione : negativa. 
Dispersione cromatica : p > v. 
Simbolo ottico : lb C a 

L' angolo apparente degli assi ottici: misurati nell'elio di 
vaselina per la luce gialla ( Na ), è : 

2H a — 81°33' 



Indici principali di refrazione. — Dalla misura ottenni 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


a 


19°30' » 


10°36' » 


1.53163 


P 


18° 9' » 


10° 5'30" 


1.53783 


T 


18° 3' » 


9°58' * 


1.54312 



e cioè: a = 1.53163 j3 = 1.53783 y = 1.54312 

dal calcolo ottenni : 

a = 1.53134 (3 = 1.53502 y == 1.53851 

L' angolo vero degli assi ottici determinato per 1' indice |3 e 
l'angolo apparente 2H a =r 81°33' è: 



2 V a = 86°38' 



— 108 — 
Calcolato per gV indici principali di refrazione misurati, è : 

2F a = 85°27'26" 

Calcolato per gV indici principali di refrazione calcolati, è : 

2 V a = 88°28'54" 

L' angolo apparente degli assi ottici nell' aria calcolato per 
mezzo dell' angolo apparente 2H a e dell' indice n dell' olio di va- 
selina per la formula sin E a = n sin H a è : 

2E a = 74°46'55" 

N. 5. 

Per la determinazione che segue potei disporre di molti cri- 
stalli aventi abito prismatico secondo [001], di color giallo di cromo 
non molto intenso ma poco trasparenti, tendenti quasi all' opaco, 
con facce riflettenti però buone immagini. Furono ottenuti per 
la cristallizzazione lenta di una miscela satura di ambo i due 
sali, ma 1' analisi chimica non ha rilevato che 1' 80,68 per °/ di 
cromato, da cui segue che 1' equivalente molecalare in 100 mo- 
lecole di miscela è 78,92. La forma cristallina è decisamente 
quella del Cromato, ed invero concordano in ciò la composizione 
centesimale ed i valori delle costanti cristallografiche, molto più 
prossime a quelle dèi cromato che non a quelle del solfato. 

L' osservazione ed il calcolo mi condussero ai seguenti risultati : 

Sistema cristallino : trimetrico. 
Costanti cristallografiche : 

a: b: e = 0.73863 : 1 : 0.57020. 

Forme osservate: (010), ( 110 ),- ( 120), (Oli), (201). (111). 

Combinazioni osservate : 

l.a) (010), (110), (120), (Oli), (201), (111). 
2.^) (010), (110), (120), (201), (111). 
3.*) (010), (Oli), (120), (201), (111). 
4.a) (HO), (120), (201), (111). 



— 109 







MISURATI 






' 1 


Angoli 


N 




Medie 


Calcolati 


Differenze 


Limiti 


110: LIO 


23 


73°18'30" 


72°35' » 


72°54' 4" 


* 


* 


110 : TlO 


21 


107°29'3 ," 


106°30'30" 


107° 5'51" 


— 


— » 5" 


110:010 


2 


53°34'30" 


53°30' >, 


53°32'15" 


— 


- » 43" 


111 :ÌÌ1 


41 


88° <■' » 


86°48'80" 


87°38'45" 


* 


* 


110: Ìli 


32 


133°58'30" 


133°36' » 


133°48'34" 


- 


- » 49" 


111: HO 


27 


46°2S' » 


45°58' » 


46°i0'49" 


— 


+ » 11" 


110 : 201 


10 


48° 17' » 


47°12'30" 


47°31'i'4" 


47°31'57" 


- >» 33" 


201 : 111 


20 


31° 52' » 


30° 8' » 


30°42'òl" 


30°42'53" 


- » 2" 


110:111 


12 


102M1' » 


101°20' » 


101°44'50" 


- 


- » 20" 


111:011 


9 


34° lb' » 


33»4c' » 


33°52' 3" 


3b°5/53" 


- rio" 


111:111 


10 


48°41' » 


4o°39' » 


48°39'54" 


48°39'27" 


4- » 27" 


201 : 201 


16 


114°56' » 


113°41'30" 


114° 8'45" 


114° 8'13" 


+ » 32" 



2 = ± 23'6" 
Diff. media = 23" appross. 



n = 223. 



Delle forme osservate sono costanti solamente le (HO), (111) 
e ( 201 ), tutte le altre sono secondarie si direbbe quasi accidentali. 
La (010) la trovai in un solo cristallo, mentre la (120) l'osservai 
in parecchi, ma la conformazione anormale delle sue facce, del resto 
esiguamente estese, non mi permise la determinazione dell' an- 
golo 110:120. La forma (201) si presenta talvolta con faccie 
molto sviluppate a detrimento di quelle della (111), mentre altre 
volte sono le facce di questa forma che si estendono a spese di 
quelle. Tutte le facce, danno immagini semplici in generale ma 



— 110 — 
poco splendenti, da qui il non forte numero di osservazioni es- 
sendomi limitato alle più attendibili. 

Le dimensioni dei cristalli sono varie di molto e si presen- 
tano sia isolati come raggruppati, talvolta isorientati. 

Per la determinazione dei parametri mancando le forme (100) 
e (001) ed essendo la (Oli) rappresentata da una sola faccia, per 
il che non potei misurare l'angolo 011:011, mi servii degli an- 
goli y, (110:110) e (111: ili), per i quali calcolai l'angolo 
(001:Óll) = 29 o 4l'31". 

Notevole è qualche bel geminato di tre individui rassomi- 
glianti una piramide esagonale. 

La sfaldatura segue come negli altri cristalli di miscela se- 
condo (100), (010). 

Proprietà ottiche. 

Piano degli assi ottici: (001). 

Bisettrice acuta: coincidente con l'asse cristallografico b. 
Doppia refrazione : negativa. 
Dispersione cromatica : p > v. 
Simbolo ottico : b C a 

Angolo apparente degli assi ottici: misurato nell'olio di va- 
selina per la luce gialla del sodio : 

2H a = 58°50' 

Indici principali di refrazione. — Dalla diretta misura non 
mi fu dato, per il materiale poco buono di cui disponevo, otte- 
nere il valore dell' indice minimo a, ebbi quindi soltanto : 



Indice 


Angolo 
del prisma 


Deviazione 
minima 


Indice 
corrispondente 


T 


7°59' » 
19°20' » 


5°21'30" 
13°17'30" 


1.66877 
1.67272 



— ? 



j3 = 1.66877 



= 1.67272. 



— Ili - 

Dal calcolo ottenni invece : 

a = 1.65571 |3 = 1.66854 y = 1.67253. 

L' angolo degli assi ottici determinato per l' indice Pel' angolo 
apparente 2H a = 58°50', è: 

2 V a = 51°33'10" 
Calcolato per i tre indici principali di refrazione calcolati, è : 

2 V a = 58°17'40" 

Da qui per V angolo apparente degli assi ottici nell'aria, si ha: 

2.E = 93° 3' 2" 
» = 108°42'54" 



Ora, mettendo insieme tanto le proprietà cristallografiche, 
quanto le proprietà ottiche, dei sali studiati, in confronto alla com- 
posizione centesimale di essi e riassumendo, si hanno i seguenti 
quadri : 



112 — 



CD 
O 

ce 
u 

o 

i-H 

(6 

•H 

ìh 

o 

<D 

•H 

f-ì 

o 
u 





, 


CD 
















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15 
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Dai quali si deducono le seguenti considerazioni d' indole 
generale : 

Si rileva dapprima che il solfato ed il cromato di potassio 
danno origine a cristalli di miscela in tutte le proporzioni e che, 
a mano a mano che la percentuale in molecole di cromato au- 
menta, diminuisce il valore degli angoli parametrici, i quali oscil- 
lano dentro limiti segnati dai valori degli angoli parametrici dei 
sali componenti i cristalli di miscela. A questa diminuzione fa 
seguito quella delle costanti cristallografiche e si può quindi dire 
che: i valori delle costanti cristallografiche dei cristalli di miscela, 
sono compresi tra i valori corrispondenti dei sali componenti. 

La forma cristallina dei cristalli di miscela e più vicina a quella 
del sale componente che in maggior quantità entra nella compo- 
sizione centesimale, ed invero finché la quantità di K 2 Cr 4 in 
molecole si mantiene inferiore al 20 °/ > ha forma cristallina è an- 
cora quella del solfato potassico, se togli un cristallo della miscela 
N. 1, che presenta in più la forma (130), la quale pur non essendo 
stata osservata nel solfato è per esso una forma possibile, mentre 
quando il K 2 Cr 4 entra nella composizione nel 20 °/ ia forma cri- 
stallina è intermedia in generale tra quella del solfato e quella del 
cromato potassico, poiché essa risulta dalla combinazione delle forme 
comuni a questi due sali, mancandovi, meno in un sol cristallo, 
la piramide (211) esclusiva del solfato potassico ed il doma (201 ) 
esclusivo del cromato. Da qui in poi sembra che, la forma cristallina 
debba essere quella del cromato potassico, e dà forza a quest' ipotesi 
il fatto che, nei cristalli della miscela N. 4, si presentano già i 
caratteri ottici del cromato potassico e cioè; la doppia refrazione 
negativa definita dall'essere la differenza tra gl'indici di rifra- 
zione massimo e medio minore della differenza tra l'indice medio 
ed il minimo, dalla inversione dell' angolo degli assi ottici acuto 
con 1' ottuso, dalla inversione nel segno della bisettrice acuta che 
da positiva diviene negativa, dalla dispersione cromatica che av- 
viene come nel cromato. 

Ciò differisce con i risultati dati da Mallard, il quale dice 
che, solo allorché la proporzione di cromato arriva al 44 °/ circa 
del miscuglio, il sale è ancora geometricamente di solfato di po- 
tassio ; che i cristalli sono in maggioranza la combinazione delle 
forme m=(110), e' = (011), </'=:( 010), con quest'ultime a facce 
molto sviluppate, che qualche centesimo ancora di cromato basta 
acciocché la forma cambii, sparisca la g' = (010) e predominino le 
facce di e' = (011), nel medesimo tempo che i cristalli divengono 



— 116 — 
torbidi e restano tali finché la proporzione di K 2 S0 4 non sia in- 
feriore al 2 o 3 °/ , concludendo che: un po' di cromato è suf- 
ficiente a modificare le proprietà ottiche del solfato ed un po' di 
solfato basta per modificare le proprietà geometriche del cromato. 

I cristalli della miscela N. 4, studiati, presentano anch' essi 
la conformazione di quelli notati da Mallard, poiché risultano es- 
senzialmente dalla combinazione delle forme (HO), (Oli) (010), 
sono tabulari secondo (010) ed opachi, ma sono le proprietà ot- 
tiche che inclinano per una forma di passaggio dal solfato al cro- 
mato, la quale otticamente va riferita al cromato, poiché geometrica- 
mente non ho alcuna ragione per considerarli di cromato, come non 
ne ho nessuna per ritenerli di solfato; e che poi è evidente che, 
abbisogna una maggior quantità di solfato, per modificare le pro- 
prietà geometriche del cromato, mentre una molto minore quan- 
tità di questo, è sufficiente a modificare le proprietà ottiche del 
solfato. 

Dall' esame degl' indici principali di refrazione risulta che, 
tutti in generale, gì' indici calcolati sono minori dei misurati e 
tanto gli uni che gli altri, seguono un accrescimento progressivo, 
tale che, dagli indici del solfato si va a quelli del cromato e ciò 
sempre in rapporto alla variazione della composizione chimica; 
per lo che gì' indici principali di rifrazione dei cristalli di ogni 
miscela sono tanto maggiori, quanto maggiore è la quantità di 
cromato che entra nella stessa. Le loro differenze però s' invertono 
in grandezza allorché nei cristalli cromato ve n' è almeno il 20 %, 
difatti è: 

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forse sin da questo momento, in cui effettivamente la disegua- 
glianza si verifica, ma non è questa la sola inversione che si av- 
vera, poiché : 1' angolo degli assi ottici acuto .diviene ottuso per i 
cristalli del N. 4, nel piano degli assi ottici, questi pur non va- 
riando, s' inverte la bisettrice acuta che invece di coincidere col- 
1' asse cristallografico b, va a disporsi secondo e, ed infine anche 
la dispersione cromatica s' inverte, di modo che 1' angolo dei raggi 
rossi diviene maggiore dell' angolo dei raggi bleu. 

Riferendosi però alla stessa bisettrice quella coincidente col- 
1' asse b, il semiangolo vero degli assi ottici diminuisce col cre- 
scere della percentuale di cromato nella miscela, per avere un 
valore minimo allorché questa ha raggiunto il valore massimo. 
I tre indici principali di rifrazione : oc < |3 < Y sono stati misurati 



— 117 — 
tutti, secondo prismi artificiali, aventi rispettivamente gli spigoli 
paralleli agli assi cristallografici b, e, a. 

Gli assi ottici hanno in tutti i casi la medesima orientazione 
essendo che il loro piano coincide con (001), e non vi è differenza 
che: nella posizione della bisettrice acuta, nel segno della doppia 
refrazione e nella dispersione cromatica, e cioè : per il solfato e 
sali che ad esso si riferiscono,- essa è positiva e coincidente con 
l'asse a ed è: p<v; mentre che per il cromato ed i sali affini 
è negativa e coincidente con 1' asse -6 ed è : p > v. 

La sfaldatura, in generale imperfetta in tutti i sali, è costan- 
temente possibile secondo (100) e (010). 

R. Istituto di Mineralogia e Geologia dell' Università di Modena, Giugno 1898. 



Errata - Corrige. 

pagina colonna riga Errata Corrige 



78-10 


6a 


18 


19° » » 


va tolto 


» 


7a 


21 


+ 3'35" 


— 3'35" 


79-11 


6* 


21 


+ 3'35" 


- 3'35" 


94-26 


7a 


15 


+ 4'88" 


+ 4'38" 


106-38 


6" 


9 


36°52'19" 


36°55'19' 


» 


7a 


9 


— 219" 


+ 2'19" 


» 


7 a 


10 


+ 52" 


— 52" 


» 


5* 


12 


33°47'27" 


33°47'26' 


109-41 


7* 


2 


- 5" 


+ 5" 


» 


» 


3 


- 43" 


+ 43" 


» 


» 


5 


— 49" 


+ 49" 


» 


» 


6 


+ 11' 


- 11" 


» 


» 


7 


- 33" 


+ 33" 


» 


» 


8 


— 2" 


+ 2" 


» 


» 


9 


— 20" 


+ 20" 


» 


» 


11 


+ 27" 


- 27" 


» 


» 


12 


+ 32" 


- 32" 



595. 3. 069 (45. 431 + 433). 

ALESSANDRO TROTTER 



ZOOCECIDII DELLA FLORA MODENESE E REGGIANA 



Debbo alla cortesia del Dott. Prof. Adriano Fiori, che gen- 
tilmente volle mettere a mio disposizione il ricco materiale ceci- 
diologico da lui raccolto anni or sono nel Modenese e nel Reg- 
giano, 1' occasione del presente scritto. Di questo gli sono grato, 
e sento perciò 1' obbligo di esternargli qui pubblicamente i miei 
più vivi ringraziamenti. 

Alle galle trovate dal Dott. Fiori, ho aggiunte, come si vedrà 
a suo luogo, alcune che, o trovai io stesso durante il mio breve 
soggiorno in Modena, o mi furono comunicate da altri. 

La cecidiologia modenese, in questo sorella alla più parte 
delle provincie italiane, è ancora allo stadio embrionale. Per 
quanto so, di edito, non ci sono che i tre acarocecidii pubblicati 
già nel 1893 del Chiar. Prof. G. Canestrini (1), la Diplosis Buxi 
Lab. del Buxus sempervirens L., trovata a Montegibbio dal Prof. 
P. Magnus di Berlino ed inserita nell' importante lavoro del Hie- 
ronymus (2), un Erineum infine dell' Acer opulifolium Vili., re- 
centemente descritto dal Prof. C. Massalongo (3) e proveniente 

(1) « Bull. Soc. Ven.-Trent. di Se. Nat. », t. V, n. 3, pag. 153, An. 1893. 
— Gli Acari cecidiogeni descritti sono il Phyllocoptes Genistae C, Phy- 
toptus Lactucae C. e Phytoptus Spartii C, rispettivamente sulla Genista 
tinctoria L., Lactuca saligna L., e Spartium junceum L. 

(2) Hieronymus Gr , Beitràge zur Kenntniss der europaischen Zooce- 
cidien und der Verbreitung derselben. — Breslau, 1890. 

(3) « Sopra alcune Milbogalle nuove per la flora d'Italia; quarta 
comunicazione, in « Bull. Soc. Bot. it. », pag. 33-39, febbraio 1898. — In 
questa Nota figura anche V acarocecidio della Lactuca saligna L., ap- 
pena accennato dal Prof. Canestrini e che il Prof. Massalongo qui de- 
scrive minutamente sopra esemplari che io gli fornii, e questi pure pro- 
venienti dal Modenese (Portile e Casinalbo), ove furono anche raccolti 
dal Dott. Fiori. 



— 119 — 
questo pure dal ifiateriale del Dott. Fiori. Come si vede è ben 
poca cosa, e per questo, io credo, non riescirà inutile la presente 
comunicazione, la quale, oltre che porre per così dire una base 
alla cecidiologia modenese, porta anche un piccolo contributo di 
nuove galle alla cecidiologia italica (1). Gli studi cecidiologi, 
d' altra parte, hanno in sé un doppio interesse, che, cioè, oltre 
mettere in evidenza delle produzioni semjire singolari e di una 
speciale importanza nei fenomeni della Variabilità, argomento dei 
più interessanti tra quelli trattati dalla Biologia generale, portano 
anche un notevolissimo contributo alla conoscenza della fauna di 
una data regione, poiché, in uno con la produzione patologica 
propria del vegetabile, viene al tempo stesso segnalata una specie 
animale che,- per la sua curiosa biologia, era sfuggita quasi sempre 
ad investigazioni faunistiche generali. Da ciò si capisce come, 
1' entomologo specialmente, avrebbe molto ad avvantaggiarsi con 
lo studio delle galle. 

Eiguardo al procedimento da me usato nel presente scritto, 
ho creduto bene, onde facilitare le ricerche, anziché fare una 
classazione generale delle galle secondo gruppi zoologici, di di- 
sporle invece secondo 1' ordine alfabetico dei substrati, procedi- 
mento che del resto è usato da molti cecidiologi. A fine poi di non 
ripetere a breve spazio di tempo e sullo stesso periodico — anche 
per non abusare della gentile ospitalità concessami — delle de- 
scrizioni di galle che io avessi già fatte in due mie precedenti 
pubblicazioni sulle Gralle della Flora mantovana (2), essendo che 
molte tra queste ho trovato comuni anche al Modenese, mi sono 
limitato a descrivere brevemente quelle galle soltanto che non 
figurano in queste due Memorie, accontentandomi di completare, 
per le altre, eventuali o necessarie citazioni bibliografiche. 

Nutro ora speranza che gli studi cecidiologici, così interes- 
santi e fecondi, possono anche tra i Naturalisti modenesi trovare 
qualche nuovo cultore. 

Verona, maggio 1898. 



(1) I substrati che ritengo nuovi per la scienza ho contraddistinti 
con un asterisco. 

(2) Trotter A., Zoocecidii della Flora mantovana, in: « Atti Soc. 
Nat. di Modena », Ser. III, voi. XIV, pag. 149-172, An. 1897. 

Trotter A., Zoocecidii della Flora mantovana. Secondo contributo, 
in: « Atti Soc. Nat. di Modena », Ser. Ili, voi. XVI, pag. 9-39, An. 1898. 



120 — 



Acer campestre L. 

1. Phytoptus macrochelllS Nal. [Acaro]. — Galle epifille con 
ostiolo ipofillo, rossastre, tondeggianti, subcarnose, di circa 3 mm. 
di diametro, per lo più solitarie, situate all' ascella delle nervature, 
e specialmente in corrispondenza dell' inserzione del picciolo sulla 
lamina. — Corrispondono al Cephaloneon solitarium Bremi. — 
Cnfr. : Cecconi, Prima contribuzione etc. (1), pag. 21-22; Kieffer, 
Acarocécid. etc. (2), n. 3; Canestrini, Famiglia etc. (3), pag. 626, 
tav. XLIX, fig. 4 ( cecidiozoo ) ; Sclilechtendal, Gallbildg. etc (4), 
n. 560; Massalongo, Acarocecidii nella Flora veronese. Saggio (5), 
n. 51, tav. Ili, fig. 22-23; Hieronymus, Beitrage etc, in 1. e, n. 16. 

Formigine, giugno 1892 ( A. Fiori ) ; Giardini Pubbl. di Modena, 
estate 1896 ( A. Trotter ). 

2. Phytoptus macrochelllS Nal. [Acaro]. — Erineum purpu- 
rascens Gaertn. — Erinei ipofilli, più di rado epifilli, bianchi sul 
principio dello sviluppo, quindi bruni o rossastri. Sulla pagina 
superiore non vi corrisponde alcuna elevazione. — Cnfr. : Kieffer, 
Acarocécid., in 1. e, n. 5; Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 558; 
Massalongo, Acarocecidii etc. Saggio, in 1. e, n. 39; Hieronymus, 
Beitrage, n. 14. 

Montegibbio, giugno 1892 ( A. Fiori ). 

3 Phytoptus macrorhyncus Nal. [Acaro]. — Cephaloneon 
myrìadeum Bremi. — Cnfr.: Trotter, Zoocecidii etc, in 1. e, 

(1) Cecconi G-., Prima contribuzione alla conoscenza delle Galle 
della Foresta di Vallombrosa; Estratto di pag. 27 della « Malpighia », 
An. XI, voi. XI, Genova 1897. 

(2) Kieffer J. J., Les Acaroeécidies de Lorraine, in: « Feuille des 
Jeunes Nat. » n. 257-260, Rennes-Paris 1892. 

(3) Canestrini G., Famiglia dei Fitoptini, nel « Prospetto dell' Acaro- 
fauna italiana » ; Padova, Prosperine 1892. 

(4) Schlechtendal D. H. R. von — Die Gallbildungen ( Zoocecidien ) 
der deutschen Gefàsspflanzen ; Zwickau, R. Ziickler, 1892. 

(5) In: « Nuovo Giorn. Bot. it. », voi. XXIII, pag. 68, tav. I-III, 
Firenze 1891. 



— 121 — 

n. 40; Cecconi, Prima contrib., in 1. e, pag. 21; Schlechtendal, 
Gallbildg. etc. Zweiter Nachtrag (1), pag. 23; id. Gallbildg. etc, 
in 1. e, n. 561; Rùbsaamen, Uber russische etc. (2), pag. 5, n. 3, 
tav, XV, fig. 6; Canestrini, Famiglia, in 1. e, pag. 663, tav. L, 
fig. 1-2 (galla) 9-10 (cecidiozoo) ; Hieronymus, Beitràge, n. 15. 

Formigine e Casinalbo, agosto 1892 (A. Fiori); Giardini Pubbl. 
di Modena, estate 1896 ( A. Trotter ). 



A.cer opulifolium Vili. 

4. PhytoptUS? macrochelllS Nal. f Acaro]. — Erineum lu- 
teolum Kunze. — Erinei ipofilli giallo - rossastri spesso molto estesi. 
— Avendo trovato in questa deformazione numerosi Fitotti, ho 
potuto constatare che si tratta probabilmente anche per questo 
Erineum, del Phytoptus macrochelus N. — Confr. : Massalongo, 
Sopra alcune Milbogalle nuove per la Flora d' It. ; Quarta comu- 
nicazione (1. e), n. 24. 

Boschi di Serr amazzone, luglio 1892 (A. Piovi). ■ 

Buxus sempervirens L. 

5. Psyila Buxi L. [Emetterò]. — Le foglioline che costitui- 
scono 1' estremità dei giovani germogli si fanno fortemente con- 
cave, compenetrandosi più o meno le une nelle altre. — Cnfr. : 
Massalongo, Galle FI. it. (3), n. 3, tav. II, fig. 1-2; Cecconi, Prima 
contrib., in 1. e, pag. 22; Kieffer, Hémiptérocécid. etc. (4), n. 11; 
Schlechtendal, Gellbildg., in 1. e, n. 602. — Eéaumur, Mé- 
moires, etc. (5), T. Ili, pi. 29, fig. 1-2. 

R. Orto Boi. di Modena, primavera 1897 [A. Trotter). 

(1) Schlechtendal D. H. R. von — Die Gallbildg. (Zoocecidien ) d. 
deutsch. Gefàsspfl. Zweiter Naehtrag; Zwickau, E. Ziickler, 1896. 

(2) Riibsaamen Ew. H, Ùber russisene Zoocecidien und deren Er- 
zeuger; Extrait du « Bull. Soc. Impér des Nat. de Moscou », n. 3, 
1895; pag. 1-93, tav. XI-XVI. 

(3) Le Galle nella Flora italica (Entornocecidii) Con XL tav. in: 
« Mem. Acc. Agr. Art. Comm. di Verona », voi. LXIX, Ser. Ili, fase. I, 
An. 1893. 

(4) Les Hémiptérocécidies de Lorraine, in: « Peuille des Jeun Nat. » 
Ser. Ili, n. 253-54, An. 1891. 

(5) Mémoires pour servir à 1' Hist. des Insect , T. Ili, Paris 1737. 



— 122 — 
Chenopodium album L. 

6. Aphis Atriplicis L., [Emittero]. — Trotter, Zoocecidii etc. 
Secondo contributo, in 1. e, n. 53. 

Casinalbo, estate 1892 (A. Fiori); fuori P. Bologna, .estate 1896 
(A. Trotter). 

Chondrilla juncea L. 

7. Phytoptus Chondrillae Cn., [Acaro]. — « Policladia e pleo- 
tassia delle squame delle gemme fiorali attaccate dal parassita » 
(Massalongo). - Cnfr. : Eùbsaamen, Uber russ., in 1. e, pag. Il, 
n. 14; Canestrini, Famiglia, in 1. e, pag. 643, tav. XLVII, fig. 3-4, 12 
(cecidiozoo ), 13 (galla); Massalongo, Acarocecid. Saggio, in 1. e, 
n. 3, tav. I, fig. 2; id., Acarocecid. Ulter. oss. ed aggiunte (1), 
n. 6 ; Schlecbtendal, Gallbildg. etc. Nachtrage und Bericht. (2), 
pag. 9 ; Hieronymus, Beitràge, ri. 76. 

Varana, luglio 1892; Casinalbo, agosto 1895, (A. Fiori). 

Cornus sanguinea L. 

8. Oligotrophus Corni (Gir.) Riibs., [Dittero]. — Cnfr.: 
Rubsaamen, Uber russ. in L e, n. 59, tav. XVI, fig. 9, (spatula 
sternale della larva); Schlecbtendal, Gallbildg. Zweiter Nacbtrag, 
in 1. e, pag. 28. — Hormomyia, Cecconi, Contribuzione in 1. e, 
pag. 23; Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 25; Scblechtendal, Gal- 
lbildg. etc, in 1. e, n. 667; Hieronymus, Beitràge, n. 409. 

Formigine, agosto 1892 ( A. Fiori ). 

Crataegus Oxyaeantha L. 

9. Dichelomyia Crataegi (Winn.) Riibs., [Dittero]. — Cnfr.: 
Schlecbtendal, Gallbildg. Zweiter Nacbtrag, in 1. e, pag. 39. — 
Cecidomyia, Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 26; Scblechtendal, Gal- 
lbildg. etc, in 1. e, n. 718; Hieronymus, Beitràge, n. 411-12. 

Casinalbo, luglio 1892 (A. Fiori). 

(1) In: « Nuovo Grior. Bot. it. », voi. XXIII, pag. 469 con tav., 
Firenze 1891. 

(2) Die Gallbildungen deutscher Gefasspflanzen. Nachtrage und Be- 
richtigungen ( Zwickau 1892). 



— 123 — 

10. PhytoptUS Crataegi Cn., f Acaro |. — Sarebbe l'autore 
delle piccole emergenze aculeiformi, verdi o rossastre, epi- od ipofille, 
che accompagnano quasi sempre le deformazioni delle gemme pro- 
dotte dalla Dichelomyia Crataegi. — Cnfr. : Trotter, Zoocecid. in 
1. e, n. 26; Canestrini, Famiglia, in 1. e, pag. 635, tav. LII, 
fig. 3; Massalongo, Nuovo contrib. Acarocecid. etc. (1), n. 11; 
Scblecbtendal, Gallbiidg. Nachtrage u. Bericbt., in 1. e, pag. 6. 

Casinalbo, luglio 1892 (A. Fiori). 

Fagus silvatica L. 

11. Mikioia Fagi (Hart.) Kieff., [Dittero]. — Galle epifille 
con ostiolo ipofillo, ovato acuminate, di colore ordinariamente ros- 
sastro, molto consistenti. Si sviluppano in vario numero lungo la 
costa e le nervature secondarie. — Cnfr. : Kieffer, Neue Mittheil. 
iib. Gallmiicken in: « Wiener Entom. Zeitg. », XV Jahrg, III 
Heft, 1896, pag. 91. — Hormomyia, Cecconi, Contribuzione in 
1. e, pag. 7; Massalongo, Galle PI. it., in 1. e, n. 53, tav. XII, 
fig. 4; Kieffer, Diptérocécid. etc. (2), n. 54; Scblechtendal, Gal- 
lbiidg., in 1. e, n. 135; Hieronymus, Beitrage, n. 423; Btisgen M., 
Zur Biologie der Galle von Hormomyia Fagi (3). — Béaumur, 
Mém. etc, T. Ili, pi. 38, fig. 7-11; Malpigbi, « De Gallis » 
tab. Vili, fig. 21. 

Valle di Pradidali, estate 1892 (A. Fiori). 

Fraxinus exeelsior L. 

12. Dichelomyia acrophila (Winn.) Ktibs., [Dittero]. — Cnfr.: 

Trotter, Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 35. 
Nel R. Orto Botanico, estate 1896 (A. Trotter). 

G-enista tinetoria L. 

13. Dichelomyia genisticola (F. L6w. ) Rlibs., [Dittero]. — 
Galla gemmiforme, ovata o subglobosa, costituita da numerose 

(1) Nuova contribuzione all' Acaroced. della Flora veronese e d' altre 
regioni d'Italia, in: « Bull. Soc. Bot. it. », pag. 328, Firenze 1893. 

(2) Les Diptérocécidies de Lorraine, in: « Feuille des Jeunes Nat. », 
Ser. Ili, n. 249-50, 1891. 

(3) In : « Forstlich-naturwissenschaftlichen Zeitschrift » 1. Heft, IV 
Jahrg., 1895. 



— 124 — 

foglie addossate le une alle altre, ispessite e pubescenti. — Cnfr. : 
Massalongo, Nuovo contrib. etc. Terza com. (1), n. 47; Schlechtendal, 
Gallbildg. Zweiter Nachtrag, in 1. e, pag. 34. — Cecidomyia, 
Schlechtendal, Gallbildg., n. 851; Kieffer, Diptérocécid., in 1. e, 
n. 67 ; Hieronymus, .Beitrage, n. 439. 

Lungo il Panaro presso Modena, luglio 1892 ( A. Fiori ) e lungo 
■il Secchia, estate 1896 (E. Susan). 



Grleclioma liederacea L. 

14. Aulax Glechomae Fòrst., [Imenottero]. — Cnfr. : Trotter, 
Zoocecid., in 1. e, n. 1; Riibsaamen, Uber russ., in 1. e, pag. 74, 
n» 98; Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 1031; Hieronymus, 
Beitrage, n. 611. — Diastrophus, Mayr, Europ. Cynip.-Gallen mit 
Ausschluss der auf Eichen vorkomm. Arten, Wien 1876, pag. 7, 
n. 2, taf. I, fig. 2. 

Giardini Pubbl. di Modena, estate 1896 ( A. Trotter ). 

15. Oligotrophus bursarius (Br. ) Riibs., [Dittero]. — Rub- 
saamen, Cecidomyidenstudien, II, pag. 6 (2). — Dichelomyia, 
Schlechtendal, Gallbildg. Zweiter Nachtrag, in 1. e, pag. 42. — 
Cecidomyia, Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 27; Schlechtendal, 
Gallbildg., in 1. e, n. 1032; Hieronymus, Beitrage, ri. 442. 

Giardini Pubbl. di Modena e R. Orto Bot., estate 1896 ( A. Trotter). 



Hieracium (? murorum L. ). 

16. Cystiphora Hieracii (P. Low.) Kieff., [Dittero]. — Galle 
delle foglie, specialmente le radicali, a guisa di pustule, di colore 
generalmente rosso vinoso. — Cnfr.: Schlechtendal, Gallbildg., 
Zweiter Nachtrag, in 1. e, pag. 55; id. Gallbildg., n. 1271; Mas- 
salongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 189; Kieffer, Diptérocécid., in 
1. e, n. 74; Hieronymus, Beitrage, n. 448. 
Venda, giugno 1893 (A. Fiori). 

(1) In: « Bull. Soc. Bot. it. », pag. 91-101, Firenze 1897. 

(2) In: « Entomologische Nachrichten », Jahrg. XXI (1895), n. 17. 
pag. 262, Berlino. 



125 — 



Pinus Abies L. 

17. Chermes Abietis L., [Emitteeo]. — Trotter, Zoocecid., in 
1. e, n. 36; Hieronymus, Beitràge, n. 332. — Adelges, Cecconi, 
Prima contrib., in 1. e, pag. 5; Schlechtendal, Gallbildg., in 
1. e, ri. 5. 

Giardini Pubbl. di Modena, agosto 1892 ( A. Fiori ) ed estate 
1896 (A. Trotter). 

JPopulus nigra L. 

18. Pemphigus bursarius L., [Emitteeo J. — Produce sui gio- 
vani ramoscelli delle galle globose od allungate a guisa di borsa 
o di otre, grandi 1-2 cm. — Cnfr. : Massalongo, Galle FI. it., in 
1. e, h. 15, tav. IV, fig. 5 (excl. fig. 2-4) e tav. VI, fig. 6 6; 
Kieffer, Hémiptérocécid., in 1. e, n. 47, fig. 2 d; Scblecbtendal, 
Gallbildg., in 1. e, n. 294; id. Gallbildg. Zweiter Nacbtrag, in 
1. e, pag. 11; Hieronymus, Beitràge, n. 345 e 349; Licbtenstein. 
Les Pucerons etc. (1), pi. Ili, fig. 1 (galla) fig. 2 (antenna della 
Pseudogyna migrans). — Réaumur, Mém. etc, T. Ili, pi. 26, 
fig. Sh, e pi. 27, fig. 5g. 

Casinalbo, maggio 1892 ( A. Fiori ). 

19. Pemphigus marsupialis (Kocb.) Courcb., [Emitteeo]. — 

Cnfr.: Trotter, Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 56; Cecconi, 
Prima contrib., in 1. e, pag. 16. 

Casinalbo, maggio 1892 ( A. Fiori ). 

20. Pemphigus pyriformis Licbt., [Emitteeo J. — Cnfr. : Trotter, 

Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 58. 
Casinalbo, maggio 1892 (A. Fiori). 

21. PemphigUS Spirothecae Pass., [EMITTEEO]. — Cnfr. : Trotter, 
Zoocecid., in 1. e, n. 37; id., Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, 
n. 59; Cecconi, Prima, contrib., in 1. e, pag. 16; Scblecbtendal, 
Gallbildg., 1. e, n. 293; Hieronymus, Beitràge, n. 346. 

Casinalbo, agosto 1892 (A. Fiori). 

(1) Montpellier, 1885. 



— 126 — 



Populus Tremula L. 

22. PhytoptUS dispar Nal., f Acaro J. — Produce una defor- 
mazione nei germogli: in seguito cioè all'azione dei Fitotti, gli 
spazii internodali si raccorciano più o meno, le foglie si avvici- 
nano, si ispessiscono ed i loro bordi mostrano un accartocciamento 
marginale, più o meno completo, verso la pagina superiore. — Cnfr. : 
Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 299; id., Gallbildg. Zweiter 
Nachtrag, in 1. e, pag. 13; Kieffer, Acarocécid., n. 82. 

Boschi a Serr amazzone, luglio 1892 (A. Fiori). 

23. PhytoptUS Populi Nal., f Acaro j. — È causa di deforma- 
zioni assai appariscenti, talvolta molto notevoli per grandezza, 
rivestite da una minuta pubescenza grigia. Si producono sui 
rami e derivano da una ipertrofia delle gemme rassomigliando nel 
loro insieme ad una porzione di cavolo fiore. — Cnfr.: Cecconi, 
Prima contrib., in 1. e, pag 16; Rùbsaamen, Ùber russische in 
1. e, pag. 17, n. 26; Canestrini, Famiglia, in 1. e, pag. 648, 
tav. LUI, fig. 1-2 (cecidiozoo), tav. LVIII, fig. 5 (galla); Kieffer, 
Acarocécid., in 1. e, n. 83; Scblecbtendal, Gallbildg, in 1. e, 
n. 298; Massalongo, Acarocécid. Saggio, in 1. e, n. 18; id., Aca- 
rocécid. Ulter. oss. aggiunte, in 1. e, n. 17; Hieronymus, Bei- 
trage, n. 173. 

Boschi a Serr amazzone, luglio 1892 (A. Fiori). 

Quercus Cerris L. 

a ) galle delle foglie : 

24. Arnoldia Cerris (Koll. ) Eùbs., [Dittero]. — Cnfr.: 

Schlechtendal, Gallbildg. Zweiter Nachtrag, in 1. e, pag. 10. — 
Cecidomyia, Trotter, Zoocecid., in 1. e, ti. 28, Cecconi, Prima 
contrib. in 1. e, pag. 8; Schlechtendal, Gallbildg., ini. e, n. 163; 
Hieronymus, Beitrage, n. 493; Màyr, Mitteleurop. etc. (1), pag. 53, 
taf. VI, fig. 77. 

Montegibbio e Casalgrande, luglio 1892 ( A. Fiori ). 

(1) Mayr Gr., Die Mitteleuropaischen Eichengallen in Wort und Bild. 
Wien 1870-71. 



— 127 — 

25. Arnoidia Szepligetii Kieffer, [Dittero]. —Pustole lenticolari 
delle foglie. Cnfr.: Trotter, Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 40. 
Casalgrande, luglio 1892 ( A. Fiori ). 

26 ? Amoldia sp., [Dittero]. — Ingrossamenti delle nerva- 
ture. — Cnfr.: Trotter, Zbocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 39. 
Casalgrande, luglio 1892 ( A. Fiori ). 

27. Dichelomyia circinans (Gir.) Rubs., [Dittero|. —Cnfr.: 

Scblechtendal, Gallbildg. Zweiter Nachtrag, in 1. e, n. 10. — 
Cecidomyia, Trotter, Zoocecid., in Le, n. 29; Cecconi, Prima 
contrib., in 1. e, pag. 8; Scblecbtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 162; 
Mayr, Mitteleurop., in 1. e, pag. 54, taf. VI, fig. 7-8. 
Boschi di Serr amazzone, luglio 1892 (A. Fiori). 

|3) galle delle gemme e del fasto : 

28. AndrìCUS multiplicatUS Gir., [ Imenottero ], — Trasforma 
le gemine in un ammasso compatto di foglie deformate e pube- 
scenti, frammiste ad appendici lineari. Nell'interno, verso la base 
della galla, vi sono più loggie larvali. — Cnfr. : Cecconi, Prima 
contrib. etc, in 1. e, pag. 9; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 122; Scblecbtendal, Gallbildg. etc, in 1. e, n. 149; Mayr, Mit- 
teleurop., in 1. e, pag. 41, taf. V, fig. 58; Giraud J., Signalaments 
de quelques espèces nouvelles de Cj'nipides et de leurs Galles, in: 
« Verb. d. zool.-bot.-Geselsch. », Wien Bd. IX, an. 1859, pag. 360. 

Boschi di Serramazzone, luglio 1892; Casalgrande, maggio 1896 
(A. Fiori). 

29. Aphelonyx cerricola (Gir.) Mayr, [Imenottero). — Cnfr.: 
Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 4; Cecconi, Prima contrib., in 1. e, 
pag. 9; Scblecbtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 155; Mayr, Mit- 
teleurop., in 1. e, pag. 9, taf. I, fig. 6. — Cynips, Giraud, Si- 
gnalaments etc, in 1. e, pag. 346. 

Boschi di Serramazzone e a Casalgrande, luglio 1892 (A. Fiori). 

30. Synophrus politUS Hart., [Imenottero]. — Cnfr.: Trotter, 
Zoocecid., in Le, n. 8; Cecconi, Prima contrib., in 1. e, pag. 9; 
Scblecbtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 145; Mayr, Mitteleurop., in 
1. e, pag. 27, taf. IV, fig. 36. 

Boschi di Casalgrande, luglio 1892 ( A. Fiori ). 



— 128 — 

Q/uercus (? nigra L. vai-, atropurpurea). 
* 31. Andricus inflator Hart., [Imenottero]. — Ho posto 

un segno di dubbio dinanzi a questa specie di Quercia colti- 
vata nel R. Orto Botanico non essendo la sua provenienza molto 
sicura. Lo stesso ho fatto per la Q. pyramidalis la quale .fu pure 
acquistata da un orticultore. D' altra parte, queste due piante, 
sono ancor troppo giovani per poter essere studiate* — Cnfr. : 
Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 11; Schlechtendal, Gallbildg., in 
1. e, n. 222; Mayr, Mitteleurop., in 1. e, pag. 29, taf. IV, fig. 38. 
Nel R. Orio Bot, estate 1891 ( A. Trotter ). 

duercus pedunculata Ehrh. 

a ) galle delle foglie : 

32. AndricUS Clirvator Hart., [Imenottero]. — Cnfr. : Trotter, 
Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 13 ; Riibsaamen, Uber russ., 
in 1. e, pag. 78, n. 103. 

Casinalbo, maggio 1892 (A. Fiori). 

33. Dryoplianta divisa Hart., forma agama di D. verrucosa 

Schl., [Imenottero]. — Galle ipofille (5-8 min. di diametro) 
tondeggianti, coriacee o sublegnose, liscie, lucenti, giallastre, fis- 
sate alla costa od alle nervature secondarie. Nel centro vi è 
un'unica loggia larvale, abbastanza grande subelittica. [La forma 
sessuata produce, d' ordinario sul margine della foglia, una piccola 
galla subovoide, a superficie granulosa]. — Cnfr.: Misciatelli Pal- 
lavicini M., Zoocecid. FI. it. conservati etc. in: « Bull. Soc. Bot. 
it. » pag. 90, n. 30, An. 1895; De Stefani T., Cat. Imenot. di 
Sicilia, in: « Nat. Sic. », An. XIV, n. 9-10, 1895; Schlechtendal, 
Gallbildg., in 1. e, n. 261; Kieffer, Hyméuoptérocécid. etc. (1), 
n. 42; Hieronymus, Beitrage, n. 653 a; Mayr, Mitteleurop., in 
Le, pag. 37, taf. V, fig. 52. 

Casinalbo, agosto 1892 (A Fiori). 

34. Neuroterus fumipennis Hart., [ Imenottero J. — Nel ma- 
teriale raccolto dal Dott. Fiori ho potuto osservare i più grandi 

(1) Les Hyménoptérocécidies de Lorraine, in: « Feuille des Jeun. 
Nat. », n. 251-252, An. 1891. 



— 129 — 
esemplari di questa galla che io abbia mai visto, misurando pa- 
recchi tra questi, fino a 6-7 mm. di diametro. — Gn.fr.: Trotter, 
Zoocecid., Secondo contrib., n. 16. 

Casinalbo, agosto 1892 ( A. Fiori ). 

35. Neuroterus lenticularis (Oli*.) Mayr, [Imenotteeo]. — 

Cnfr. : Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 19; Cecconi, Prima contrib., 
in 1. e, pag. 11; De Stefani T., Zoocecidii etc. (1), pag. 12; Schle- 
chtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 265;,Hieronymus, Beitrage, n. 656 a; 
Mayr. Mitteleurop., in 1. e, pag. 45, taf. VI, fig. 63. 
Casinalbo, agosto 1892 (A. Fiori). 

36. Neuroterus numismalis (Oliv.) Mayr, [ Imenotteeo j. — 

Cnfr.: Trotter, Zoocecid., in 1. e, n. 20; Cecconi, Prima contrib., 
in 1. e, pag. 11; Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 263; Hie- 
ronymus, Beitrage, n. 658 a; Mayr, Mitteleurop., p. 44, taf. VI, fig. 62. 
Casinalbo e Montardone, autunno 1892 ( A. Fiori ). 

37. Neuroterus tricolor (Hart.) Mayr, [Imenotteeo]. — Cnfr. : 
Trotter, Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 17. 

Casinalbo, giugno 1892 (A. Fiorii. 

38. Neuroterus baccarum (L.) Mayr, [Imenotteeo]. — Cnfr.: 
Trotter, Zoocecid. Secondo contrib., in 1. e, n. 15; Cecconi, Prima 
contrib. in 1. e, pag. 10; De Stefani T., Zoocecid. etc, in 1. e, pag. 11. 

Casinalbo, maggio 1892 (A. Fiori). 

|3 ) galle delle gemme e del fusto : 

39. Andricus fecundatrix (Hart.) Mayr, [Imenotteeo]. — 
Questa galla fu già segnalata dal Conte Prof. Filippo Re che la 
raccolse nei dintorni di Reggio. Egli non la ritenne però allora 
come una galla, bensì come semplice conseguenza di una locale 
sovrabbondanza di nutrizione, e come tale la descrisse e figurò (2). 



(1) Zoocecidii del R. Orto Bot. di Palermo; Estratto di pag. 1-28 
con tav. dal « Boll, del R. Orto Bot. », voi. I, n. 3-4, Palermo 1897. 

(2; Re F., Sopra alcune eli quelle produzioni che volgarmente dicono 
Rose dì Quercia e sulla Microrhizomania In : « Mem. di Mat. e Fis. 
della Soc. it. delle Scienze (residente in Modena) », Tom. XVII, parte II, 
pag. 14-25, tav. Il, Verona 1815. 



— 130 — 
— • Cnfr. : Trotter, Zoocecid., in 1. e., n. 10; Cecconi, Prima contrib., 
in 1. e, pag. 14; Riibsaamen, Uber russ., in 1. e, pag. 79, n. 104; 
Schlecbtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 100; Hieronymus, Beitrage, 
n. 637 a; Mayr, Mitteleurop., pag. 23, taf. Ili, fig. 28. 
Casinalbo, giugno 1892 (A. Fiori). 

40. Andricus Giraudi Wachtl, forma agama di A. cirratus Adi., 

[ Imenotteeo j. — Galla subfusiforme, con l'apice molto acuto, 
glabra, lungamente pedunculata. È percorsa d' alto in basso da 
parecchie coste (ne ho contate fino a 9) d'ordinario ben rilevate, 
le quali si riuniscono ai due poli della galla. E di color verde 
sul principio dello sviluppo, quindi invecchiando diventa bruno 
giallastra. Nasce all' ascella delle foglie. E molto simile alla galla 
d' Andricus Malpighii Adi. la quale però è pressoché sessile ed 
appare assai più tardi, cioè nell'autunno. Secondo Massalongo (Le 
Galle nell' Anatome Plantarum eli M. Malpighi, in : « Malpighia » 
An. 1898 al n. 46 ) questa galla sarebbe già stata segnalata da 
Malpighi. [La forma sessuata produce sulle infiorescenze stamini- 
fere una piccola galla ovoide sormontata da un ciuffo di peli 
bianchi]. — Cnfr.: Kieffer, Hyménoptérocécid., in 1. e., n. 24; 
Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e. n. 214. 
Casinalbo, maggio 1892 (A. Fiori). 

41. Biorhiza terminalis (Fabr.) Mayr, [Imenottero]. — Cnfr.: 
Trotter, Zoocecid. Secondo contrib. in 1. e, n. 7 ; Cecconi, Prima 
contrib., in 1. e, pag. 11. 

Casinalbo, estate 1892 (A. Fiori). 

42. Cynips argentea Hart., f Imenottero ]. — Cnfr. : Trotter, 
Zoocecid., in 1. e, n. 14; id., Secondo contrib., in 1. e, n. 26; 
Cecconi, Prima contrib., in 1. e, pag. 12; Mayr, Mitteleurop., 
pag. 14, taf. II, fig. 15. 

Dintorni della città di Modena, estate 1896 (A. Trotter). 

43. Cynips Kollari Hart., [ Imenottero J. — Cnfr.: Trotter, 
Zoocecid., in 1. e, n. 16; id., Secondo contrib., in 1. e, n. 28; 
Cecconi, Prima contrib., in 1. e, pag. 10; De Stefani T., Zoocecid., 
in 1. e, pag. 7; Mayr, Mitteleurop., pag. 16, taf. II, fig. 18. 

Varana e Casalgrande, estate 1892 (A. Fiori). 



— 131 — 

y ) galle del frutto : 

44. Cynips calicis Burgsd., forma agama di Andricus Cerri 

Beijrinck, [ Imenottek.0 J. — È il primo esempio di una Cynips s.s. 
con generazione alternante. Questo fatto interessantissimo fu sco- 
perto dall' Illustre Prof, olandese M. W. Beijerink il quale ne 
fece argomento di una importante memoria (1) inserita negli « Ar- 
chivi Neerlandesi » (T. XXX, pag. 387-444, pi. 16-18, An. 1897). 
La seconda generazione inoltre per i suoi caratteri, anziché ad 
una specie del genere Cynips, corrisponde invece ad un Andricus. 
La piccolissima galla subconica, lunga 2 mm. appena, della se- 
conda generazione, trovasi sulle infiorescenze staminifere delle 
Quercus Cerris, verificandosi, con questo fatto, una singolare ed 
interessantissima eteroecia, poiché è noto che le galle le quali 
sono state descritte come proprie delle Quercie del tipo Robur, 
non è possibile trovarle sul Cerro. Cosicché anche nei Cinipidi 
a generazione alternante, il ciclo biologico viene compiuto sopra 
specie di Quercie appartenenti ad un unico tipo. Da ciò si com- 
prende di quale interesse sia stata la scoperta del Beijerink sulla 
eteroecia della Cynips calicis. — Cnfr. : Trotter, Zoocecid., in 1. e, 
n. 22; Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 194; Mayr, Mitteleurop., 
pag. 64, taf. VII, fig. 90. 

Portile (E. Susan) settembre, e Serrarnazzone, (A. Fiori) ottobre 1892. 



Q,uercus pubeseens Willd. 

45. Cynips caliciformis Gir., [ Imenottero ]. — Produce sui 
rami ed all' ascella delle foglie delle galle sessili subsferiche, uni- 
loculari, sublegnose, 6-10 mm. di diametro, con la superficie fina- 
mente pubescente e coperta di numerosi piccoli sollevamenti pa- 
pilliformi posti nel centro di areole più o meno distinte. — Cnfr. : 
De Stefani T., Zoocecid., in 1. e, pag. 7; Massalongo, Galle FI. 
it. in 1. e, n. 136, tav. XXIX, fig. 4-5; Schlechtendal, Gallbildg., 
n. 225; Mayr, Mitteleurop., pag. 21, taf. Ili, fig. 24; Giraud, Si- 
gnalaments, in 1. e, pag. 339. 

Casalgrande, 1892 ( A. Fiori ). 

(1) « Sur la cécidiogénése et la generation alternante chez le Cynips 
calicis. Observations sur la galle de l' Andricus circulans ». 



— 132 — 
46. Dryophanta cornifex (Hart. ) Mayr, [ Imenottero ]. — 

Produce, sulla pagina inferiore delle foglie, delle galle comiculate, 
lunghe circa 1 cm., glabre, biancastre o sfumate di rosa, subco- 
riacee, aderenti alla costa ed alle nervature secondarie. — Cnfr. : 
Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 147, tav. XXX, fig. 7; 
Sclilecbtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 268; Mayr, Mitteleurop., 
pag., 38, taf. V, fig. 54. 

Casalgrande, giugno 1892 (A. Fiori). 

Quercus (? pyramidalis Hort. ) 

* 47. AndriCUS Clirvator Hart. [Imenottero]. — La stessa 
galla che al n. 32. — Leggasi inoltre l'osservazione fatta al n. 31. 
Nel li. Orto Bot., primavera 1891 (A. Trotter). 

Q-uercus Robur L. 

48. Andricus Sieboldi Hart., forma agama di A. testaceipes 
Hart., [Imenottero]. -t- Galle coniche, legnose, uniloculari, alte 
5-6 mrn., ricoperte allo stato giovanile da una buccia color rosso 
ciliegia che in seguito si stacca, scoprendo cosi la parte interna 
con la superficie longitudinalmente striata. Queste galle si trovano 
sul' fusto, d' ordinario presso al suolo, infossate nella corteccia, 
riunite per lo più in gruppetti od allineate. | La forma sessuata 
produce un piccolo rigonfiamento sulla costa o sul picciolo della 
foglia od anche sui giovani ramij. — Cnfr.: De Stefani T., De- 
scrizione etc. (1), n. 4, fig. 4; Kieffer, Hyménoptérocécid., in 1. e, 
n. 12; Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 250; Hieronymus, 
Beitrage, n. 642 a; Mayr, Mitteleurop., pag. 8, taf. I, fig. 5. — Mal- 
pighi « De Gallis », tab. 17, fig. 60. 

Formigine, giugno 1892 (A. Fiori). 

49. Cytlips coriaria Heimh., [Imenottero]. — Le gemme- 
ascellari e terminali si trasformano in galle di varia grossezza, 
pluriloculari, verdastre sul principio quindi brune, costituite da 
un corpo irregolare, depresso-emisferico, subconvesso inferiormente, 
ombelicato nella parte superiore, dal quale si innalzano irrego- 
larmente numerose appendici più e meno ricurve, subconiche alla 

(1) Descrizione di alcune galle e catalogo dei Cinipedi trovati in 
Sicilia, in: « Naturalista Siciliano », settembre-ottobre 1894. 



— 133 — 
base, acuminate nella parte superiore. — . Cnfr. : Cecconi, Prima 
contrib., in 1. e., pag\ 13; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e.-, n. 138; 
tav. XXX, fig. 1; Schlechtendal, Gallbildg., in 1. e, n. 235; Mayr, 
Mitteleurop., pag. 19, taf. Ili, fig. 22. 
Montardone, estate 1892 (A. Fiori). 

50. Cyilips polycera Gir., [ Imenottero ]. — Genera, sui rami 
ed all' ascella delle foglie, una galla uniloculare, subconica a ro- 
vescio (alta 6-10 mm. ), terminata superiormente da un disco il 
cui margine è provvisto di alcune brevi appendici subtriangolari 
inflesse o recurve. — Cnfr.: Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, 
n. 140; Schlechtendal, Gallbildg. n. 243; Hieronymus, Beitrage, 
n. 630; Mayr, Mitteleurop., pag. 20, taf. Ili, fig. 23; Giraud, Signa- 
laments, in 1. e, pag. 340. — Malpigbi, « De Gallis », taf. XV, fig. 50. 

Casalgrande e Montardone, estate 1892 ( A. Fiori ). 

51. Cytlips Stefanii Kieffer, [Imenottero]. — Per opera di 
questo imenottero vengono generate sui rami delle galle unilocu- 
lari che per la loro forma ricordano una sottocoppa o se si vuole 
un piccolo imbuto chiuso; sono costituite cioè da uno stipite, ade- 
rente al fusto, della grossezza 2-3 mm., il quale si va superiormente 
allargando ed è terminato da un disco a contorno sinuoso. Sono 
verdi sul principio quindi, invecchiando, bruno-giallastre. — Cnfr. : 
Kieffer, Descriptions de nouveaux Cynipides d'Europe (1); De 
Stefani T., Note intorno ad alcuni Zoocecidii del Qioercus Robur 
e del Q. JSuber etc. (2), pag. 159, n. 2, (pag. 4 dell' Estratto ) ; 
Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 142, tav. XXIX, fig. 6. 

Casalgrande, estate 1892 (A. Fiori). 

52. Cynips Caput Medusae Hart, [Imenottero]. — Galle 
somiglianti a quelle del Bedeguar della rosa. Sono cioè costituite 
da numerose appendici, variamente intrecciate e ramificate, più o 
lunghe e grosse che rivestono il corpo della galla. Tale curioso 
cecidio si origina lateralmente ed all' esterno della cupola del 
frutto. — Cnfr.: Cecconi, Prima contrib., in 1. e, pag. 12; Mas- 
salongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 153, tav. XXVIII, fig. 4; Schle- 
chtendal, Gallbildg., n. 195; Hieronymus, Beitrage, n. 674; Mayr, 
Mitteleurop., pag. 64, taf. Vili, fig. 89. — Diplolepsis Quadrimi 

(1) la: « Bull. Soc. Entom. de France », n. 1, 1897. 

(2) Estratto dal « Naturalista Siciliano » N. S., n. 5 a 8, An. 1898. 

io 



•— 134 — 
Fabr., Bertoloni, Intorno a tre galle etc, (1), tav. II. — Malpigbi. 
« De Gallis », tab. XI, fig. 34. 

Serramazzone ed in parecchie località della regione collina, estate 
1892 (A. Fiori). 

Ribes rubrum L 

53. MyzilS Ribis (L. ) Pass., [Emittero|. — Produce sulla 
lamina delle insaccature più o meno grandi sporgenti verso la 
pagina superiore e colorate in rosso o giallastro. — Cnfr. : Mas- 
salongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 27 ; Kieffer, Hémiptérocécid., in 
1. e, n. 62; Schlechtendal, Gallbildg., n. 687. — Aphis L., Hie- 
ronymus, Beitrage, n. 354; Eéaumur, Mero, etc, T. Ili, pi. 24, fig. 4. 

Casinalbo, giugno 1892 (A. Fiori;. 

Rosa canina L. 

54. RllOtlites Wlayri Schl.. [Imenottero]. — Cecidii subglo- 
bosi, sublegnosi, pluriloculari, spesso concrescenti, con la super- 
ficie sparsa di brevi e sottili spine. In casi speciali, non è sempre 
facile distinguere questa specie dalle due altre, Rhodites Rosae L., 
e R. spinosissimae Gir. — Cnfr.: Cecconi, Prima contrib., ini. e, 
pag. 26; Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 154, tav. XXX, fig. 1; 
Kieffer, Hyménoptérocécid., n. 58; Selliceli tendal, Gallbildg., n. 819. 

Montebabbio, giugno 1892 ( A. Fiori) e dintorni della città, estate 
1896 (E. Susan). 

55. Rhodites Rosae L., [Imenottero]. — Cnfr.: Cecconi, 
Prima contrib., pag. 25; Trotter, Zoocecid., Secondo contrib., in 
1. e, n. 32; Rubsaamen, Ùber russ., pag. 79, n. 106; Mayr. Europ. 
Cynipiden-Gallen mit. Ausscliluss, pag. 15, n. 12, taf. II, fig. 12. 

Casinalbo, agosto-settembre e Casalgrande, estate 1892 (A. Fiori). 

Rubus discolor Weih. et Nees. 

56. Lasioptera Rubi Heeg. (_= L. pietà Meig. ), [Dittero]. — 
Cnfr.: Cecconi, Prima contrib., pag. 24; Trotter, Zoocecid., n. 31 ; 

(1) Bertoloni G., Intorno a tre galle del Bolognese, in: « Mem. 
dell'Acc. delle Se. dell' Ist. di Bologna », Ser. Ili, T. II, pag. 333 con 
3 tav., Bologna 1872. 



— 135 - 
Schlechtendal, Gallbildg. in 1. e, n. 775; id., Gallbildg. etc, 
Zweiter Nachtrag., in 1. e, pag. 31 ; Hieronymus, Beitrage, n. 503. 
Boschi a Serramazzone, agosto 1892 (A. Fiori). 

57. ? Phytoptus gibbosus Nal., [Acaro]. — Questo Fitotto, 
e non il Cecidophyes rabicolens Canestrini, sarebbe 1' autore di 
una deformazione delle foglie già da tempo conosciuta sotto la 
denominazione di Phyllerium Rubi Fr. (== Erineum Rubi Pers. ), 
e che consiste in una agglomerazione ipofilla di peli, fitti, lucenti, 
assotigliati all' apice i quali, nel loro insieme, offrono un aspetto 
vellutino. In questa deformazione però io non ho potuto trovare 
traccia alcuna di Fitotti. — Cnfr. : Schlechtendal, Gallbildg., in 
1. e, n. 773; id. ; Gallbildg., Zweiter Nachtrag, in 1. e, pag. 31; 
Kieffer, Acarocécid., in 1. e, n. 90; Massalongo, Acarocecid., Ulter. 
oss. agg., in 1. e, n. 27; Hieronymus, Beitrage, n. 199-200. 

Boschi a Serramazzone, agosto 1892 (A. Fiori). 

Rubus (? coesius L. ). 

58. DiaStrophllS Rubi Hart., |Imenottero]. — Cnfr. : Ce'cconi, 
Prima contrib., pag. 25; Trotter, Zoocecid., n. 23; Schlechtendal, 
Gallbildg., n. 774; Hieronymus, Beitrage, n. 736; Mayr, Europ. 
Cyn.-Gall. m. Ausschl., pag. 14, n. 11, taf. II, fig. 11. 

Valli di S. Anna, 1892 (E. Susan). 

Salix alba L. 

59. NematUS gallicola (Redi) Westw. (= N. Oapreae Dahl b., 
N. saliceti Dalhb. ), [ IMENOTTERO ]. — Cnfr.: Trotter, Zoocccidii, 
n. 24; Hieronymus, Beitrage, n. 742. — N. Vallisnerii Hart., 
Schlechtendal, Gallbildg., n. 353. 

Montegibbio e Casmalbo, agosto 1892 [A. Fiori). 

60. Phytoptus tetanothrix Nal., [Acaro]. — Folliculus Salicis 
albae Kal. — Cnfr.: Canestrini, Famiglia etc, pag. 680, fig. 4 
(cecidiozoo), fig. 6 (galla); Schlechtendal, Gallbildg., n. 346. — 
Cecidophyes N., Trotter, Zoocecid., n. 46. — Ph. salicis Nal., 
Schlechtendal., Gallbildg. etc, Zweiter Nachtrag in 1. e, pag. 15. 

Casinalbo, giugno 1892 ( A. Fiori ). 

61. Phytoptidae, | Acari]. — Ispessimenti involuti e revoluti, 



— 136 — 
rossastri, sui bordi delle foglie. — Cnfr. : Trotter, Zoocecidii, n. 47 ; 
Schlechtendal, Gallbildg., n. 337. 

Casinalbo, giugno 1892 (A. Fiori). 

Salix purpurea L. 

* 62. Bertieria nervorilttl Kieffer (=± D.ich. noduli Bubsaamen, 
in : Cecidoinyiden stud. in « Entom. Nacbr. » n. 12, pag. 177 
[ n. 2], Berlin 1895), [Dittero]. — Ingrossamento appena per- 
cettibile della nervatura mediana, affusolato, riconoscibile anche 
dalla pagina superiore. — Cnfr. : Kieffer, Nacbtrag zu den Zoo- 
cecid. Lothringens (1), pag. 23. — Dichelomyia, Schlechtendal, 
Gallbildg. etc. Zweiter Nacbtrag, pag. 15. 

Lungo il Panaro a S. Anna, agosto 1892 ( A. Fiori). 

63. Cecidomyidae, [Ditteri]. — Deformazione dei germogli. 
Per l' impulso del cecidiozoo, l'apice vegetativo viene trasformato 
in una rosetta più o meno grande (d'ordinario dai 2-4 cm.) molto 
compatta, costituita da numerossissime foglie deformate, quasi 
squamose, fittamente tra loro embricate, spesso pubescenti, col 
loro margine libero di forma semicircolare spesso dentato. Nell'in- 
terno, in prossimità della parte centrale, i filloni sono più o meno 
lineari ed offrono una disposizione analoga a quella che si os- 
serva nella Cecidomyia rosaria H. Lòw, con la quale questa galla 
presenta notevole somiglianza; differisce però massimamente per 
avere i filloni più addossati, quasi uniformemente uguali tra loro 
e talvolta pubescenti, mentre nella C. rosaria questi sono assai 
divaricati e reflessi, aumentano essi inoltre di dimensione dall' alto 
al basso della galla, divenendo così man mano poco dissimili dalle 
foglie normali. Questa galla fu già descritta e figurata da Bremi (2) 
il quale la raccolse nei dintorni di Zurigo. L' autore però, non 
fu per anco descritto, benché 1' avesse egli di già allora battezzato 
nella citata memoria col nome di Cecidomyia strobilina. 

Lungo il Panai i a S. Anna e lungo il Secchia a Magreta, luglio- 
agosto 1892 ( A. Fiori ). 



(1) In: « Berliner Entomolog. Zeitschrift », Bd. XLII, Jahrg. 1897, 
Heft MI, pag. 17. 

(2) Bremi J J., Beitrage zn èiner Monographie der Gallmucken, Ceci- 
domyia Meigen. in: « Neue deukschnften der allg. sehweizerischen Gè- 
sellschaft fiir die gesammten Naturwissenschaften » Bd. IX, pag. 19, 
n. 22, Taf. II, fig. 23, Neuenburg (Neucbàtel) An. 1847. 



— 137 — 
64. NematUS gallarum Hart. (==. N~. vìminalìs Zadd., N. Sa- 
licis Cìnereae Eetz. ), [Imenottero]. — Galle ipofille, subsferiche, 
carnose, liscie, uniloculari, giallo porporine. Sulla pagina superiore 
vi corrisponde una piccola nodosità. — Cnfr. : Cecconi, Prima con- 
trib.; pag. 18; Massalòngo, Galle FI. it., in 1. e, n. 115, tav. XXIV, 
fig. 3; Kieffer, Hyménoptérocécid. n. 66; Schlechtendal, Gallbildg., 
n. 349; Hieronymus, Beitrage, n. 765. 

Lungo il Panaro presso Modena, agosto 1892 ( A. Fiori ). 



Sonclius oleraceus L. 

65. Cystiphora Sonchi (F. Lòw) Kieff., [Dittero]. — Cnfr.: 
Trotter, Zoocecidii etc, Secondo contrib. in 1. e, n. 46. 

Gasinalbo, agosto 1892 (A. Fiori); dintorni della città, estate 
1896 (A. Trotter). 



Sorbus torminalis Cr. 
i 

66. Aphis Sorbi Kalt., [Emittero]. — Confr.: Trotter, Zoo- 
cecidii etc, Secondo contrib., in 1. e, n. 62. 

Nel R. Orto Bot., estate 1896 ( A Trotter). 

67. Phytoptus PyH Nal., [Acaro]. — Cnfr.: Trotter, Zooce- 
cidii etc, Secondo contrib., in 1. e, n. 73. 

Boschi a Serr amazzone, agosto 1892 (A. Fiori); dintorni della 
città, estate 1896 (E. Susan). 



Spartium junceum L. 

68. Phytoptus Spartii Cn., [Acaro]. — Cladomania e fillo- 
mania dei germogli, accompagnata anebe da fasciazioni diverse e 
da pilosismo generale. — Cnfr. : Canestrini, Nuovi Fitopt. del Mo- 
denese (1. e), pag. 154; id., Aggiunte ai Fitoptidi it. (1), tav. 19, 
fig. 7 (galla); Massalòngo, Acarocecidii da aggiungersi etc (2), 

(1) In: « Atti Soc. Ven.-Trent. di Se. Nat. », Ser. II, voi. I, fase. II,. 
An. 1894. 

(2) In: « Bull Soc. Bot. it. », pag. 484, An. 1893. 



- 138 — 
n. 12; Schlechtendal, Gallbildg. etc. Zweiter Nachtrag. in 1. e, 
uag. 37 ; Hieronymus, Beitrage, n. 245. 

Colli di Sassuolo, settembre 1892 (A. Fiori) ed estate 1896 (Prof. 
A. Mori). 

Teucrium Cfciamaedrys L. 

69. Phyllocoptes Teucrii N., [ Acaro J. — Revolutoria Cha- 
maedrys Vallot. — Reflessioni od insaccature di color giallastro 
lungo il margine delle foglie. Nella pagina inferiore corrisponde 
una concavità rivestita di peli. Questo Fitotto ha per commensale 
il Phillocoptes octocinctus Nal. — Cnfr. : Rubsaamen, Uber rus- 
sisela etc, pag. 26, n. 39, tav. XV, fig. 29; Canestrini, Famiglia etc, 
in 1. e, pag. 688, tav. 53, fig. 5, e pag. 692 (Phyll. octocinctus); 
Kieffer, Acarocécid., n. 107; Massalongo, Acarocecidii. Saggio, in 
1. e, n. 70; id., Acarocécid. Ulter. oss. aggiunte, in 1. e, n. 24; 
Schlechtendal, Gallbildg., n. 1050; Hieronymus, Beitrage, n. 251. 

Vaili di S. Anna presso Modena, agosto 1892 ( A. Fiori ). 

Thymus Serpyllum L. 

70. PhytoptUS Thumasi Nal., [ ACARO j. — Produce, all'estre- 
mità- dei germogli, delle agglomerazioni gemmiformi costituite da 
foglie anormali ricoperte di fitti e lunghi peli candidi. Il suo com- 
mensale è il Phyllocoptes Thymì Nal., — Cnfr. : Cecconi, Prima 
contrib., pag. 27; Rubsaamen, Uber russische, pag. 27, n. 40; 
Kieffer, Acarocécid. n. Ili; Schlechtendal, Gallbildg., n. 1060; 
id., Gallbildg. Zweiter Nachtrag, in 1. e, pag. 44; Canestrini, 
Famiglia, pag. 618, tav. XLIV, fig. 8 (galla), tav. XLIX, fig. 1 
(cecidiozooj, e pag. 689 ; tav. XLVI, fig. 6 {Phyll. Thymi); Mas- 
salongo, Acarocecidii Saggio, in 1. e, n. 2; id., Acarocécid. Ulter. 
oss. agg., in 1. e, n. 20. 

Colli di Casalgrande e a Montardone, estate 1892 (A. Fiori). 

Tilia grandifolia Ehrh. 

71. PhytoptUS Tiliae N., [Acaro]. — Ceratoneon extensum Br. 
Galle epifille, con ostiolo ipofillo, a forma di corno più o meno 
arcuato. Sono lunghe fino 8-10 mm., di color verde o rossastro. — 
Cnfr.: Cecconi, Prima contrib., pag. 20; Rubsaamen, Uber russische, 
pag. 27, n. 41, tav. XV, fig. 33; Kieffer, Acarocécid., n. 114; 



— 139 — 

Schlechtendal, Gallbildg., n. 518; Massalongo, Acarocecidii. Saggio, 
in 1. e, n. 47; id., Contrib. acarocecid. FI. veron. (1), n„ 14; Ca- 
nestrini, Famiglia, pag. 654, tav. LUI, fig. 9 (galla), tav. XLIV, 
fig. 2 (cecidiozoo) ; Hieronymus, Beitrage, n. 268. — Réaumur, 
Mém. etc, T. III. pi. 34, fig. 9. 

Nel B. Orto Bot. di Modena, estate 1896 ( A. Trotter ). 

Ulmus campestris L. 

72. Schizoneura lanuginosa Hart., [Emitteroj. — Cnfr. : 

Cecconi, Prima contrib., pag. 19; Trotter, Zoocecidii etc. Secondo 
contrib. in 1. e, n. 63. 

Colli di Casalgrande, giugno 1892 (A. Fiori). 

73. Schizoneura Ulmi Kalt., [Emitteroj. — Cnfr.: Trotter 
Zoocecidii etc. Secondo contrib., in 1. e, n. 64. 

Colli di Casalgrande, giugno 1892 (A. Fiori). 

74. Tetraneura Ulmi De Geer, [Emittero]. — Cnfr.: Cecconi, 
Prima contrib., pag. 19; Trotter, Zoocecidii, n. 39 ; Sclilecbtendal, 
Gallbildg., n. 364; Hieronymus, Beitrage, n. 362. 

Casinalbo, giugno 1892 ( A. Fiori ). 

Viburnum Lantana L. 

75. Gecidomyidae, [Dittero]. — Cecidomyia Réaumurii Br. 
nomen. — Galle foliicole, sparse, spesso numerose, sublenticolari, 
con ostiolo ipofillo, colorate in giallo-verdastro o rosso scuro. — 
Cnfr.: Massalongo, Galle FI. it., in 1. e, n. 109, tav. XIV, fig. 4 ; 
Schlechtendal, Gallbildg., n. 1150; Hieronymus, Beitrage, n. 594. 
— Réaumur, etc, T. Ili, pi. 38, fig. 1. 

Vallurbana e boschi di Serr amazzone, luglio 1892 (A. Fiori). 

76. PhytoptllS Viburni Nal., [AcaroJ. — Cephaloneon jmbescens 
Bremi olim. — Estroflessioni sacchiformi o subglobose della la- 
mina foliare, verso la pagina superiore. Il loro diametro e di 
3-5 mm. e sono rivestite all' esterno ed all' interno da abbondanti 
peli simili ai normali. — Cnfr. : Riibsaamen, Uber rnssische, in 
pag. 29, n. 45, tav. XV, fig. 25; Kieffer, Acarocecid., n. 127; 

(1) In: « Bull. Soc. Bot. it. », pag. 71, An. 1891. 



— 140 — 

Canestrini, Famiglia, pag. 665, tav. XLIX, fig. 5 ( cecidiozoo ), 
fig. 6 (galla); Schlechtendal, Gallbildg., n. 1151; Hieronymus, 
Beitrage, n. 282; Massalongo, Àcarocecidii. Saggio, in 1. e, n. 46, 
tav. Ili, fig. 21. 

Vallurbana e Montardone, luglio 1892 (A. Fiori). 

Vitis vinifera L. 

77. PhytoptUS Vitis Land., [Acaro]. — Cnfr. : Cecconi, Prima 
contrib., pag. 22; Trotter, Zoocecidii, n. 50; Rubsaamen, Uber 
russische, pag. 30, n. 46; Canestrini, Famiglia, in 1. e, pag. 614, 
tav. L, fig. 3-6 (cecidiozoo), fig. 7-8 (galla); Scblechtendal, Gal- 
lbildg., n. 587; Hieronymus, Beitrage, n. 286. 

Casinalbo e Casalgrande, maggio 1892 (A. Fiori); nel E Orto 
Bot., estate 1896 (A. Trotter). 



141 



PROSPETTO SISTEMATICO DEJ GECIDIOZOI QUI RICORDATI 



INSETTI. 



Imenotteri. 



Andricus curvator Hart. . . 


. n.° 


32,47 


» fecundatrix Hart. . 


. » 


39 


» Giraudi Wacht. . . 


» 


40 


» infla-tor Hart. . . 


. » 


31 


» raultiplicatus Gir. . 


» 


28 


» Sieboldi Hart. . . 


» 


48 


Aphelonyx cerricola Gir. • . 


» 


29 


Aulax Glechomae Forst. . . 


» 


14 


Biorhiza terminalis Fabr. . . 


» 


41 






42 


» caliciformis Gir. . . 


» 


45 






44 


» Caput Medusae Hart. 


» 


52 






49 






43 



Cynips polycera Gir.' . 
» Stefanii Kiefif. . 

Diastrophus Rubi Hart. 

Dryophanta cornifex Hart 
» divisa Hart 

Nematus gallarum Hart. 
» gallicola Westw, 

Neuroterus baccarum Mayr. 
» fumipennis Hart. 

» lenticularis Mayr 

» numismalis Mayr 

» tricolor Hart. 

Rhoclites Mayri Schl. • . . 
» Rosae L 

Synophrus politus Hart. . . 



50 
51 
58 
46 
33 
64 
59 
38 
34 
35 
36 
37 
54 
55 
30 



Ditteri. 



Arnoldia Gerris Koll. . • 
» Szepligetii Kiefif. 
» ? sp 

Bertieria nervorum Kiefif. 

Cecidomyidae 

Cystìphora Hieracii F. Low 
» Sonchi P. Low 

Dichelomyia acrophila Winn 



24 Dichelomyia circinans Gir. . . n. u 27 

25 » Crataegi Winn.. . » 9 

26 » genisticola F. Low » 13 
62 Diplosis Buxi Lab [V. Introd.J 

63,75 Lasioptera Rubi Hag n.° 56 

16 Mikiola Pagi Hart » 11 

65 Oligotrophus bursarius Br. . . » 15 
12 ^> 



Corni Gir. 



8 



Emitteri. 



Aphis Atriplicis L n.° 6 

» Sorbi Kalt. ...... » 66 

Chermes Abietis L » 17 

Myzus Ribis L » 53 

Pemphigus bursarius L. - . . ■ » 18 

» marsupialis Cour. . . » 19 



Pemphigus pyriformis Licht. 
» spirothecae Pass. 

Psylla Buxi L 

Schizoneura lanuginosa H. . 

» Ulmi Kalt. . . 

Tetraneura Ulmi De Geer . 



n.° 


20 


» 


21 


» 


5 


» 


72 


» 


73 


s> 


74 



— 142 — 



ACARI. 



Fitoptini. 



Phyllocoptes Genistae C. . 

» Teucri N. . 

» Thymi N. . 

» octocinctus N. 

Phytoptus Chondrillae C, 

> Crataegi C. 

> dispar N. 
» gibbosus N. 
» Lactucae C. 
» macrochelus N. 



[V. Introd.] Phytoptus macrorhyncus N. 



i." 09 

=> 7(1 

» 69 

> 7 

» 10 

» 22 

»• 57 
IV. Infrod.] 



Populi N 
Pyri N. 
Spartii C 
tetanotrix N 
Thomasi N 
Tiliae N. . 
Viburni N. 
Vitis Land. 



ti. 



1-2,4 Phytoptidae 



3 
23 

67 
68 
60 
70 
71 
76 
77 
61 



ISTITUTO D' ANATOMIA NORMALE DELLA R. UNIVERSITÀ DI MODENA 
diretto dal Prof. R. Fusari 

611.44 

A. CEVIDALLI 



INTORNO AD ALCUNE SPECIALI VESCICOLE EPITELIARI 



ANNESSE AL SISTEMA TIROIDEO 



Quando Sandstrom [24] nel 1880 descrisse nell'uomo, nel 
cane, nel gatto, nel cavallo, nel bue e nel coniglio una forma- 
zione in rapporto col corpo tiroide, le diede il nome di « Gian- 
duia parathyreoidea », per denotare in conformità ai vocaboli Pa- 
rovarium, Paradidymis la natura embrionale che egli le attribuiva 
(um — wie bei Parovarium, Paradidymis — auf iure embryonale 
Natur hinzuweisen ). 

Gli studi posteriori persuasero al contrario la maggioranza 
degli osservatori che tale organo non può considerarsi come un 
inutile resto embrionale della glandola tiroide, e quindi da pa- 
recchi fu accettata la proposta fatta nel 1895 dal Kohn [15] 
di chiamarlo « àusseres EpithelkoriJerchen », servendo l'epiteto 
« àusseres » a distinguere la glandola descritta dal Sandstrom 
da quella accennata nel 1880 dal Wolfler [32], nel 1881 dal 
Baber [2], nel 1888 dal Rogowitch {23], nel 1893 dal Capo- 
BIANCO [7], nel 1894 dalla ZlELlNSKA [33] ecc. e che con cura 
studiarono per primi il NICOLAS [18] ed il Kohn [15], il quale 
ultimo la chiama appunto « inneres Epithelkorperchen ». Ma se 
gli Epithelkorperchen non si possono considerare come semplici 
resti embrionali, si debbono invece considerare come tali certe 
caratteristiche formazioni in relazione coi derivati branchiali, ossia 
delle vescichette o dei canali tappezzati da un epitelio frequen- 
temente ciliato. Il portare un contributo alla conoscenza di tali 
formazioni è appunto lo scopo della presente nota. Perciò riferirò 



— 144 - 
da prima l' osservazione che ebbi occasione di fare, poi, esposto 
quanto ho potuto trovare nella letteratura su questo argomento, 
farò alcune considerazioni. 

In un gatto di una settimana del quale sezionai in serie gli 
organi del collo, sicché i loro reciproci rapporti non erano per 
nulla alterati, medialmente al lobo laterale sinistro della glandola - 
tiroide verso la sua estremità cefalica si trovava un'ampia vesci- 
cola che si poteva seguire per parecchie sezioni e che in alcune 
si presentava a contorno circolare, in altre ovale o elissoidale, in 
modo che la sua vera forma ricostruita era quella di un canale 
chiuso di cospicue dimensioni e a diametro irregolare. Questa cisti 
risultava di una parete connetti vale non molto grossa e tappezzata 
da epitelio semplice a cellule cubiche e in vari tratti munite di 
ciglia. La cavità in alcuni punti appariva vuota, in altri conte- 
neva un coagulo, intensamente colorato in rosso dalla soluzione 
idro-alcoolica di saffranina, e inoltre delle zolle ialine e dei globuli 
del sangue. 

Già Remak [ 22 ] nel 1843 aveva notato nel gatto delle cisti 
a ciglia vibratili in relazione col timo. Ma, a quanto pare, ciò rimase 
per molto tempo inosservato, perchè solo nel 1883 Watney [31] 
ritornò su di esse avendo potuto constatarle nel cane e negan- 
dole tuttavia nel gatto, riguardo al qual animale nel 1892 Capo- 
bianco [6] confermò i dati di Remak. 

Rispetto alla tiroide, su cui particolarmente vorrei qui soffer- 
marmi, Andersson [ 1 ] nel 1894 descrisse nell' interno di essa in 
due gattini di quattordici giorni delle cavità ad epitelio ciliato. 

Kohn [15] nel 1895, trovò delle cisti nel corpo epiteliare esterno 
di un gatto di otto giorni e in un cane, e cosi si esprime ( pag. 383 ) : 
« Diese cystenartigen Hohlraume waren bei dem Katzchen nur 
in geringer Anzahl vorhanden. Die das Lumen begrenzenden Zellen 
waren hoch cylindrysch, und ihnen schlossen sich ringsum die 
gewònlichen Zellen des Epithelkòrperchens an . . . . Ein Inhalt, 
insbesondere Colloid, war im Lumen nicht nachweisbar. In dem 
zweiten der hierher gehòrigen Falle, bei einem Hund, war das 
ganze Epithelkorperchen von solchen Cysten durchsetzt, welche 
den Charakter von Blaschen oder kurzen, weiten, nicht oder 
wenig verzweigten Gangen besassen. Die Lichtung begrenzten 
Cylinderzellen, welche an Hòhe die im Epithelkorperchen und in 
der Thyreoidea sonst vorkommenden Zellen weit ùbertrafen. Einige 
der Hohlraume waren mit Gerinnsel, andere mit rothen Blutkòr- 
perchen angefùllt ». E a pag. 411, a proposito dei lobi timici 



— 145 — 

tiroidei di un gatto di otto giorni in cui essi erano riuniti, dice : 
« Dieses Thyrauslàppcben war auch nodi dadureh ausgezeichnet, 
dass sich an der einen und zwar der ausseren seiner Seitenflachen ein 
sehr umfangreiclier cystenartiger Hohlraum ausgebildet hatte, der 
von cubischen Epitliel ausgekleidet war. In dieser Cyste lagen einige, 
ungefarbte, mattglanzende, kugelige Kòrncben oder Tròpfcben ». 

Schaper [25] nel 1895 notò nel corpo epiteliare esterno del 
montone delle cavità con epitelio cubico semplice formate per « una 
specie di degenerazione cistica patologica ». 

Nicolas [ 12 ], pure nel 1895, descrisse delle cisti in parati- 
roidi d' altronde normali. 

Walter-Edmunds [10J nel 1896 delineo una vescicola con 
epitelio ciliato appartenente alla paratiroide di un cane. L' A. non 
dice se intenda la paratiroide esterna o l'interna. 

Nicolas [ 19 j in un lavoro del luglio-agosto 1896 notò la 
presenza di tali vescicole con epitelio in parte ciliato in sei gatti, 
e un corto canale perfettamente cbiuso nel lobo laterale della 
tiroide di un coniglio di sei settimane. In altri due conigli, 1' uno 
di due e l'altro di quattro giorni « les choses étaient beaucoup 
plus compliquées. Les cavités visibles sur un très grand nombre 
de coupes representaient bien réellement de vóritables canaux ; 
elles étaient extrèmement spacieuses, irrégulières et émettaient 
par places des diverticules. L' épitbélium qui les tapissait affectait 
une configuration très variable. Représenté en beaucoup d'endroits 
par des ìlots des hautes cellules cylindriques cilióes, il est con- 
stitué ailleurs par des cellules presque plates, ou bien cubiques, ou 
bien au contraire très volumineuses, claires, à contours arrondis ». 

Verdun [ 29 ] nel 1896 trovò aneli' egli delle simili cisti. 

Schmidt [ 26 ] nel 1896 osservò nella radice della lingua delle 
cisti con epitelio ciliato sviluppate a spese della parte linguale 
del ductus tyreoglossus (A). 

1). — Secondo lo Schmidt nell'interno della lingua, dalle propaggini 
del condotto tireo-glosso, si può sviluppare del vero tessuto tiroideo con 
sostanza colloide. Ciò è importante perchè forse ci può spiegare alcuni dei 
casi di tiroidectomia, in apparenza completa, in cui non si ebbero i clas- 
sici fenomeni della cachessia strumipriva. Il Mousstr [17] ad es. rife- 
risce che di dodici conigli operati di tiroidectomia nessuno mori. Del 
resto nell'economia animale non è raro il caso di particelle staccate di un 
organo le quali possono entrare in funzione vicariante. Tipico è l'esempio 
delle capsule soprarenali accessorie, le quali, secondo il Fusari [11], si 
originano pel fatto che molti lobuli epiteliali facenti parte dell'abbozzo 
delle capsule non entrano nella definitiva costituzione di questi organi. 



— 146 — 

Kohn [16j, in un articolo datato dal luglio ma pubblicato 
nel dicembre 1896, afferma che nel coniglio si trova di regola 
in ciascuno dei lobi laterali della tiroide una cavità con epitelio 
vario e che egli chiama « Centralkanal der Schildrùse ». 

Finalmente nel 1897 Nicolas [ 20 ] descrisse nei lobi late- 
rali del riccio un sistema di canali ramificati a epitelio vario. 

Riassumendo i dati sovraesposti si vede che queste cavità — 
il cui epitelio varia non solo da individuo ad individuo ma anche 
può cambiare nei diversi tratti di una stessa formazione — si 
possono dividere in due gruppi : 

1.° Cavità situate nell' interno della glandola tiroide o dei 
corpi epiteliari. (Ad es. il « Centralkanal der Schildruse » del 
Kohn ecc.). 

2.° Cavità situate all'esterno del sistema tiroideo, come ad es. 
quella da me descritta. 

Ma questa divisione non ha che un valore puramente topo- 
grafico. Riguardo all' origine embrionale, tali vescicole — astrazion 
fatta di quelle prodotte da processi di degenerazione cellulare W — 
in parte sono resti del condotto tireo-glosso e queste saranno sempre 
impari e tipicamente situate sulla linea mediana; altre, che po- 
tranno essere pari e laterali, rappresentano residui dei condotti 
tireo-faringei. I canali tireo-faringei furono studiati specialmente 
dal Prenant [21] e dal Simon [27], il quale ultimo propose 
appunto questa denominazione per ricordare che essi uniscono 
la cavità faringea agli abbozzi laterali della glandola tiroide, 
originati, come si sa dopo il Born [4], dalla quarta tasca bran- 

1). — A questa specie di vescicole appartengono ad es. quelle del 
timo di cui parlano Tourneux ed Herrmann [28], Prenant [21], Capo- 
bianco [6], e Chiari [8]. Questi dice che nei neonati il tessuto timico 
può crescere dentro i corpuscoli concentrici e aversi, per disfacimento del 
tessuto, delle ciati con contenuto puriforme, che dal Dttbois [9] e da altri 
erano state considerate come ascessi e ritenute caratteristiche della sifi- 
lide congenita. Anche nei lobuli timici della tiroide si trovano spesso 
delle cavità con cellule racchiudenti secondo il Kohn [15] dei granuli 
di cheratoialina, e pel Verdun [30] i corpuscoli di Hassal dei grani ti- 
mici interni (lobulo timico interno del Kohn) si possono ingrandire e 
diventare cistici al centro confluendo talvolta perfino con follicoli tiroidei. 
Io stesso, nei lobuli timici interni del gatto neonato in cui vi sono mol- 
tissimi corpuscoli concentrici, ho potuto seguire le diverse fasi degene- 
rative che conducono alla formazione di cavità per lo più con epitelio 
piatto e contenenti grandi masse di detriti cellulari. 



— 147 — 
chiale P). Oltre clie dagli abbozzi del corpo tiroide anche dalle note 
embrionali del timo e da quelle dei corpi epiteliari potranno aver 
origine delle vescicole, le qtiali tutte, per la loro derivazione più 
o meno diretta dalle tasche branchiali e pei loro rapporti con gli 
organi che da queste si formano, potrebbero a mio parere essere 
chiamate vescicole par abranchiali. 

Che tutto ciò abbia importanza per comprendere la patogenesi 
di certe cisti del collo ognuno lo vede. Infatti, stando al Broca [5], 
la gran maggioranza delle cisti congenite del collo si trova ap- 
punto nella regione tiro-joidea. Ora, riguardo a quelle situate sulla 
linea mediana, già fino dal 1866 il Bochdaleck [3] aveva soste- 
nuto l'origine dal condotto tireo-glosso ; riguardo alle altre regnava 
fin qui una certa oscurità che da quanto ho esposto mi sembra 
alquanto rischiarata. 



1). — I dati del Born, contraddetti dapprima da His [14] furono 
confermati nelle loro linee generali da tutti gli A. più recenti. Fa solo 
eccezione il Groschuff [13], ma il suo asserto non può avere molto 
valore perchè egli dice semplicemente che gli abbozzi laterali della glan- 
dola tiroide non hanno origine dalla quarta tasca, e promette di dare le 
ulteriori necessarie spiegazioni in un lavoro, che per quanto io so, non 
fu poi pubblicato. 



INDICE BIBLIOGRAFICO 



1. Andeesson 0. A., Zur Kenntnis der Morphologie der Schilddriise. 

Archiv fui- Anatomie u. Physiologie. Anat. Abth. 1894. 

2. Baber E. Cr., Researches on the minute structure of the tbyroid 

gland. Philosoph. Transactions of the Roy. Society. Part. III. 1881. 

3. Bochdaleck V., Nachtrag zum schluuchfòrmigen Apparat der Zunge. 

Archiv ffir Anatomie, Physiologie und wissenschaftliche Medicin 
herausg. von Reichert und Du Bois-Reymond. Jahrgang 1867. Lei- 
pzig. ( V. anche: Oesterreichische Zeitschrift fiir practische Heilkunde 
Jahrg. XII. Wien 1866. No. 36, 37, 42, 43, 44, 45). 

4. Born G., Ueber die Derivaten der embryonalen tìchlundbogen und 

Schlundspalten bei Saugethieren. Archiv fui* mikroskopische Ana- 
tomie. Bd. XXII. Bonn, 1883. 

5. Broca A., Vizi di sviluppo della faccia e del collo. Trattato di Chi- 

rurgia pubblicato sotto la direzione di S. Duplay e P. Reclus. Tra- 
duzione di F. Antoniotti, volume V, parte I, Torino. Unione Tipo- 
grafico-Editrice, 1896. 

6. Capobianco F., Contribution à la morphologie du thymus. Archi ves 

italiennes de Biologie. T. XVII, 1892. 

7. — , Di un reperto rarissimo o della presenza di fibre muscolari striate 

nella glandola tiroide. Bollettino della Società dei Naturalisti di 
Napoli. Serie I, voi. VII, fascicoli I e II, 1893. 

8. Chiari, Ueber Cystenbildung in der meuschlichen Thymus, zugleich 

ein Beitrag zur Lehre von den Dubois' chen Abscessen. Zeitschrift 
fiir Heilkunde. Bd. XV. 1894. 
9- Dubois, Du diagnostic de la syphilis considérée comme une des causes 
possibles de la mort du foetus. Gaz. medicale de Paris, 1850. 

10. Edmunds W., Observations and experiments on the pathology of Graves's 

disease. The journal of pathology and bacteriology, 1896. 

11. Fusari R., Contribuzione allo studio dello sviluppo delle capsule sur- 

renali e del simpatico nel pollo e nei mammiferi. Archivio per le 
Scienze Mediche voi. XVI, N. 14, Torino 1892. 



— 149 — 

12. G-ley et Nicolas, Premiere résultats de rechercbes sur les modifi- 

cations hystologiques des glandules thyro'idiennes après la thyroi- 
dectomie. Comptes rendus de la Socièté de biologie, 1895. 

13. Groschuff K., Bermerkungen zu der vorlaufigen Mittheilung von Ja- 

koby: Ueber die Entwickelung der Nebendriisen der Schilddriise 
und der Carotidendriise. Anat. Anzeiger. XII Band. Jena 1896. 

14. His W., Anatomie raenschlicher Embryonen. Ili Zur Gescbichte der 

Organen. F. C. W. Vogel. Leipzig. 1885. 
15 Kohn A., Studien iiber die Schilddriise. Archiv fiir mikroskopische 
Anatomie und Entwicklungsgeschichte. Bd. XLIV. Bonn, 1895. 

16. —, Studien iiber die Schilddriise. A. f. mikr. An. u. Entw. Bd. XLVIII. 

Bonn, 1896. 

17. Moussu, Effets de la thyroidectomie chez nos animaux domestiques. 

Comptes rendus de la Soc. de Biologie. Paris, 1892. 

18. Nicolas, Glandes et glandules thyroldes cbez les Cheiroptères. Bul- 

letin des seances de la Société des sciences de Nancy, 1893. 

19. —, Recherches sur les vésicules à épithélium cilié annexées aux dé- 

rivés branchiaux, avec quelques remarques sur les glandules para- 
thyroi'des. Bibliograpbie Anatomique. Paris-Nancy, 1896. 

20. — • Nouvelles recherches sur les glandules parathyroi'des. Bibl. Anat., 

1897. 

21. Prenant A., Contribution à l'étude du développement organique et 

histologique da thymus, de la glande thyro'fde et de la glande ca- 
rotidienne. La Cellule. Tome X, 1894. 

22. Remak, Untersuchungen iiber die Entwicklung der Wierbelthiere. 

Berlin, 1855. 

23. Rogowitch N., Sur les eflfets de l'ablation du corps thyro'ide chez les 

animaux. Archives de physiolog. normale et pathologique, 1888. 

24. Sandsteòm J., Om em ny Kortel hos menniskan och atskilliga doggdjur. 

Upsala. Lakarefòrenings Fòrhandligar, 1880. (Di una nuova glan- 
dola nell'uomo e in vari mammiferi. Citato secondo gli Hofmann- 
Schwalbe's Jahresberichteu iiber die Fortschr. der Anatomie und 
Physiol. TX Bd. Leipzig, 1881 ). 

25. Schaper A., Ueber die sogenannten Epithelkorper (Glandulae para- 

thyreoideae ) in der seitlichen Nachbarschaft der Schilddriise und 
der Umgebung der Arteria carotis der Sauger und des Menschen. 
Archiv fur mikroskopische Anat. und Entwicklungsg. Bd. XLVI. 
Bonn, 1895. 

26. Schmidt M. B., Ueber die Flimmercysten der Zuugenwurzel und die 

driisigen Anhange des Ductus Thyreoglossus. Festschrift fur Pro- 
fessor Benno Schmidt pag. 89. Jena, 1896. 

27. Simon Ch., Thyro'ide laterale et glandnle thyroi'dienne chez le mam- 

mifères. Thèse pour le doctorat en médecine. Nancy, 1896. 

28. Tourneux F. et Herrmann G., Artide Thymus, Dictionaire encycl. 

des sciences médicales. Paris, 1887. 



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29. Verdun P., Sur les glandules satellites de la thyroi'de du chat et les 

kistes qui eu dérivent. Comptes rendus des séances et mémoires de 
la Soc. de Biologie. Tome troisième, X sèrie. Paris, 1896. 

30. — , Sur les dérivés de la quatrième poche branchiale chez le chat. 

Comptes ren. des seances et mém. de la Soc. de Biol. Tome qua- 
trième, X sèrie. Paris, 1897. 

31. Watney H., On the minute anatomy of the thymus. Philosophical 

transact. of the Eoyal Society of London. T. CLXXIII, 1883. 

32. Wòlfler A., Ueber die Entwicklung und den Bau der Schilddruse 

mit Riicksicht auf die Entwicklung der Kròpfe. Berlin, 1880. 

33. Zieunska M., Beitrage zur Kenntniss der normalen und strumòsen 

Schilddruse des Menscheu und des Hundes. Virchow' s Archiv fiir 
patholog. Anat. und Phys. und fiir klinische Medicin. Bd. CXXXV1. 
Berlin, 1894. 



58.01 
S9.01 



PRINCIPI PER UN SISTEMA DI NOMENCLATURA 



DELLE PIANTE E DEGLI ANIMALI 



G. Tornier ( Zoolog. Anzeiger XXI, 572, 575 ) propone un 
nuovo sistema di nomenclatura degli animali e delle piante o più 
precisamente una nuova e speciale grafia dei nomi ammessi e 
riconosciuti. 

Sostituisce ai nomi di gruppi, famiglie e generi delle iniziali 
e dei numeri per il qualificativo specifico. 

Un esempio chiarirà il metodo. Un tropidonotus sarà indicato 
con UROCT cioè: V vertebrata, R reptilia, ophidia, C co- 
luber, T tropidonotus ; le diverse specie di tropidonotus sarebbero 
distinte da numeri progressivi: avvenendo che la stessa iniziale 
possa riferirsi a nomi diversi e il caso si presenta presto con le 
parole Vertebrata e Vermes, sarà anzi frequente nei nomi gene- 
rici, proporre indici numerici successivi. 

Questo sistema se ha il vantaggio d' indicare subito il posto 
nella classificazione sistematica ha invece 1' inconveniente di tutte 
le sigle, cioè' quello di avere necessario il soccorso di un catalogo 
esplicativo, il quale poi si riferisce precisamente alla parte più 
facilmente variabile delle scienze naturali; sia per le diversità di 
opinioni non sempre tranquille sulle entità specifiche, sia per le 
continue modificazioni che gli stessi nomi subiscono. 

Se non credo che sia a questo progetto riservato un avve- 
nire, non è però men vero che in certi casi isolati, ordinamento 
di musei, cataloghi di collezioni etc. può rendere qualche servigio. 

D. P. 



595. *?6 (45) 

ANDREA FIORI 



FAUNA ENTOMOLOGICA ITALIANA 

COLEOTTERI NUOVI POCO CONOSCIUTI 



LeistllS glacialis n. sp. — Biondo, colle elitre il più delle 
volte brune all' apice. Il capo è quasi della larghezza del proto- 
race; cogli occhi molto sporgenti e posteriormente fortemente stroz- 
zato. Protorace cuoriforme, più ristretto posteriormente che ante- 
riormente ; fortemente dilatato ad i / ì anteriore, brevemente raddriz- 
zato posteriormente; gli angoli anteriori arrotondati, i posteriori 
retti : il margine laterale del protorace assai largo e spianato ; 
presenta inoltre un solco mediano, ed una depressione anteriore 
ed una posteriore di forma triangolare: il margine laterale e le 
depressioni presentano qualche grosso punto, sparso irregolarmente, 
il rimanente della superficie è liscia. Elitre leggermente ovali, 
quasi elittiche, cogli angoli omerali arrotondati, muniti di un pic- 
colissimo dente là dove ha principio la cresta basale : la massima 
larghezza delle elitre si riscontra a 2 / 3 dalla base e quivi presen- 
tano una larghezza poco meno che doppia del protorace : la super- 
ficie delle elitre è profondamente puntata striata, gli intervalli 
convessi. Le Zampe e le antenne, nulla offrono di notevole. Lung. 
6 — 8 mm. ; largh. delle elitre 2,2 — 2,8 mm. 

Il colorito e la forma di quest' insetto lo fanno, a prima vista, 
rassomigliare al fulVUS Chan.: feiTUgineilS Lin. e rilfeSCetlS Fab. : 
dai due ultimi però è diverso pel largo margine depresso del pro- 
torace; dal primo per avere il capo largo quasi quanto il proto- 
race, e questo molto più stretto delle elitre, mentre nel fui VHS il 
capo è molto più stretto del protorace e questo largo quasi quanto 
le elitre. Però le elitre nel glacialis sono evidentemente arroton- 
date alle spalle, sebbene non molto, e perciò la sua pai'entela 
conviene cercarla presso il GOtlStrictUS Schauf. ed angUStllS Reit. : 

12 



— 154 — 

ma da questo è enormemente diverso pel capo profondamente stroz- 
zato posteriormente, e pel protorace regolarmente arrotondato an- 
teriormente e perciò mancante della sporgenza angolare che carat- 
terizza qtiesta specie. E più affine al COnstrìCtllS da cui diversi- 
fica pel protorace meno ristretto alla base, ed avente gli angoli 
posteriori retti anziché ottusi; ed inoltre le elitre nel glacialis 
sono quasi elittiche e non ovali allungate, ed il protorace perciò 
è appena più largo della metà delle elitre ; mentre nell' angustllS 
il protorace uguaglia quasi la larghezza delle elitre prese in- 
sieme. 

Vive sotto a grosse pietre, presso la neve, sulle alture della 
Majella, ove però è molto raro. 

Abax carinatUS v. SUlcatUS n. var. — Diversifica dal tipo per 
avere le elitre colle strie ridotte a semplici serie di punti nel 
fondo di ampii solchi longitudinali, separati fra loro da stretti 
intervalli carenati. Io non conosco alcun Abax che presenti simile 
struttura: solamente fra i PePCUS ( Villae e brUMieipeiinis) si os- 
serva qualche cosa di simile. L' Abax CarinatUS tipico ha soltanto 
il settimo intervallo carenato; la var. porcatllS Duft. ha le strie 
più profonde e gli intervalli convessi, non però carenati. 

Considerando che 1' Abax CarinatUS è citato per l' Italia sola- 
mente del Trentino, e che pel Veneto non ne fa menzione alcuna 
il Disconzi : cosi, provenendo gli esemplari dal Veneto ed essendo 
tanto notevolmente diversi da questa specie, quasi ero tentato di 
ritenerla nuova. Tanto più che non fa difetto qualche altro carat- 
tere che ora passerò brevemente in rassegna. 

Nei tre esemplari fino ad ora esaminati riscontrai gli inter- 
valli alterni di ordine dispari più elevati degli altri. La £ poi 
presenta la superficie delle elitre opaca e depressa, precisamente 
come si riscontra in pressoché tutte le $ del genere, eccetto forse 
il solo Ab. CarinatUS. Inóltre mentre tutte le $ da me esaminate 
presentano 4 pori setigeri al segmento anale, quella della nuova 
var. ne presenta sei: però è mio debito avvertire che sul lato si- 
nistro, presso il terzo poro, ne esiste un quarto più piccolo, pure 
munito di piccola setola. Questa anomalia mi ha fatto nascere il 
sospetto che anche gli altri due pori esistenti in più siano ano- 
mali, sebbene regolarmente disposti ed in tutto simili ai pori se- 
tigeri normali. 

Tra il carinatUS e la var. SUlcatUS riscontrai pure differenza 
nella serie di punti ombilicati della stria marginale, la quale nel 



— 155 — 

tipo è continua ed assai più numerosa, nella var. è più scarsa e 
largamente interrotta nel mezzo. Anche a questo carattere però 
non mi sembra si debba dare un' eccessivo valore, giacché vidi 
un esemplare del tipo che pure presentava la medesima inter- 
ruzione. 

Certo se i caratteri riscontrati nella $ fossero costanti, si po- 
trebbe ritenere questa var. come specie distinta. 

Venne ritrovato dal Sig. Guarnieri di Padova, in tre esem- 
plari, nella fossa interna di circonvallazione della città di Padova. 

Amara samnitica n. sp. — D'un bruno piceo, più chiaro sul 
capo e sui bordi e base del protorace; elitre di un verde bronzato 
splendente; antenne, palpi e zampe totalmente rosso ferruginose. 
Capo piccolo, molto convesso, con occhi poco sporgenti e quasi per 
niente ristretto posteriormente agli occhi; antenne corte, ad arti- 
coli sottili ed allungati; palpi mascellari coli' ultimo articolo ovale 
accumulato, più corto e un poco più grosso che nella QuenselH 
ed affini. 

Protorace più largo che lungo, convesso anteriormente, de- 
presso posteriormente ; arrotondato in avanti, cogli angoli anteriori 
sporgenti in avanti e perciò il bordo anteriore concavo; ristretto 
alla base in modo che questa è di poco più larga che l'apice: si 
raddrizza un poco prima della base, ove gli angoli posteriori sono 
retti; base troncata, munita di due depressioni per ciascun lato, 
di cui l' esterna è appena marcata, l' interna molto più grande, 
ambedue punteggiate nel fondo e nei contorni. Il prosterno pre- 
senta un'ipofisi posteriore piana, munita di striola apicale e di 
due setole : queste talvolta mancano, ma non mancano mai i pori 
da cui traggono origine. 

Il prosterno nel cf presenta una piccola depressione con qual- 
che punto; spesso appena distinguibile. 

Gli epimeri del mesotorace sono lisci, allungati, più larghi 
anteriormente. 

Elitre poco convesse, a lati quasi paralleli sin quasi ai 2 / 3 ove 
si restringono bruscamente arrotondandosi. Le strie sono sottili e 
non punteggiate ; gli intervalli piani. 

Zampe intermedie colle tibie un poco curve, non dentate in- 
feriormente. Tibie posteriori mancanti nel cf di lunga frangia di 
peli, e munite delle sole setole ordinarie. Segmento anale munito 
di quattro setole tanto nel e? che nella $ . 

Lung. 6,2 — 8,8 mm.; Larg. 2,8— 3,7 mm. 



— 156 — 

Questa specie è molto comune sul Gran Sasso e Sulla Majella 
ove sempre 1' ho raccolta, tutte le volte che là ho fatte escursioni : 
fin dal 1887 ne posseggo molti esemplari. Molti entomologi hanno 
avuto in comunicazione esemplari di questa specie, ed i più li 
determinarono per BradytUS apricarillS, uno solo (persona di vero 
merito) per LiocnetTliS? montana. Ed infatti la forma del proto- 
race, ristretto posteriormente non può condurre che ad uno di 
questi due gruppi. Dal Bra. apricarillS peraltro è molto facile a 
separarsi non fosse altro per le strie delle elitre superficiali e non 
puntate : esaminando poi qualche maschio si avverte subito la 
mancanza della frangia di peli alle tibie posteriori, ed allora questo 
gruppo rimane stabilmente escluso. Non rimane che il sottogen. 
Liochnemis ove possa collocarsi quest'insetto: e fra le specie ad 
apofisi prosternale munita di setole, certo quella che gli somiglia 
di più è la Lio. montana Dej. Ma un attento e ripetuto esame mi 
ha convinto che non può classificarsi fra le Liocmenis, ma che si 
deve collocare la presente specie fra le Celia e più precisamente 
presso la Quenseliì Schon. 

Che l'Ama, samnitica non sia una Liochnemis è dimostrato 
dalle epimere del mesotorace lunghe e strette; dall' apofisi proster- 
nale piana; dalla forma stretta ed allungata delle elitre; dalla 
conformazione dei palpi mascellari e delle tibie intermedie. So- 
miglia poi molto alla Quenseliì sopratutto per la forma del capo; 
per la struttura delle antenne; e sopratutto per la presenza di 
due setole all' apice dell' apofisi prosternale e di quattro al segmento 
anale del cT (tutte le Amara hanno due setole al segmento anale 
del cf, eccetto Quenseliì e seguenti sino a saxicola)- Però da 
tutte le specie del sottogen. Celia, la sainllltica si differenzia pel 
protorace ristretto alla base, cioè cuoriforme. 

ZabrilS magellensis n. sp. — Largo e corto; assai più largo 
dell' Orsinii; largo quanto il tenebrioidss ma più corto: della forma 
del piger ed elong.itllS Costa. Nero, lucido nel cf , opaco nella $ ; 
antenne, eccetto i primi articoli, tibie e tarsi bruuo ferruginosi; 
palpi più pallidi. 

Capo grosso, con occhi piccoli ma sporgenti, collo corto e 
grosso. Protorace circa il doppio largo quanto lungo, poco convesso, 
col margine laterale fortemente ristretto ed arrotondato in avanti, 
poco ristretto alla base nel cf, un poco di più nella $, ad angoli 
posteriori quasi retti, un poco smussati. Il margine laterale scan- 
nalato, depresso agli angoli posteriori : la base presenta da ciascun 



— 157 — 
lato traccia di una stria longitudinale ed una depressione trasversa 
che congiunge le due strie : tutta la base, gli angoli posteriori ed 
il solco laterale fortemente punteggiati. Prosterno solcato longi- 
tudinalmente al dinanzi delle anche anteriori nel e? ; posterior- 
mente munito di una depressione triangolare: l'apice porta sei 
setole. Il prosterno è totalmente liscio : qualche punto più o meno 
distinto si osserva sulle epimere del mesotorace e sul primo 
segmento addominale: questi punti sono sempre molto radi,, tal- 
volta forti, tal' altra molto deboli. 

Elitre a lati quasi paralleli, appena dilatate ai due terzi della 
loro lunghezza : arrotondate all' apice, fortemente smarginate verso 
l' estremità. Striatura mediocremente profonda, distintamente pun- 
tata: intervalli piani. Senza ali. 

Lung. 13 — 15 mm. ; Larg. 6 mm. 

E diverso dal tenebrioides perchè più largo e meno convesso; 
pel protorace più largo, più depresso agli angoli posteriori che 
sono quasi retti, anziché arrotondati ; per avere la serie di punti 
ombilicati senza interruzione mediana; ma sopratutto per avere 
il prosterno totalmente liscio, e le epimere del mesotorace meno 
densamente puntate. 

Diversifica dall' Orsini! per la forma più larga, ad elitre quasi 
parallele e non allargate posteriormente ; pel capo più largo e gli 
occhi più sporgenti; la striatura delle elitre più profonda: la pre- 
senza di punti sul mesotorace e sul primo segmento addominale. 

La forma del niagellensis ricorda da vicino il ptgei" ma questo 
è fornito di ali, quello ne manca. 

Il Sig. Heyden ha unito al tenebrioides il Zab. elongatus 

Costa, cambiandone il nome in Costae, perchè non avvenga con- 
fusione colla var. elongatus Men. Io credo che l' elongatllS Costa 
sia specie distinta e perciò debba conservare il nome primitivo. Ne 
ho ricevuti due esemplari del Matese dal Sig. Ravel e somigliano 
estremamente al magsilenSÌS per la forma del protorace, per la 
serie di punti ombilicati senza interruzione, per la mancanza di 
punti ai lati del prosterno : caratteri tutti che lo separano con evi- 
denza dal tenebrioides- L' elongatus e magellensis hanno inoltre 

in comune la mancanza d'ali; carattere ben sufficiente a separarli 
dal pigef. Fra di loro diversificano soltanto per la forma un poco 
più stretta nell'elongatUS, e per l'assenza in quest' ultimo di qual- 
siasi punteggiatura nelle parti inferiori. 

Però qualche dubbio mi rimane ancora se l' elongatllS e ma- 
gellensis si possano specificamente separare : perchè se nel secondo 



— 158 — 
trovai costante la punteggiatura, ne trovai però -incostante l'in- 
tensità: ed anche perchè del primo ho potuto fin' ora esaminare 
due soli esemplari. Le differenze di forma, da sole, potrebbero 
tutt'al più giustificare la creazione di una var., non di una specie 
A me sembra che il riordinamento delle specie italiane di 
questo gruppo di ZabfliS si potrebbe riassumere nel modo seguente: 

A = Prosterno punteggiato ai lati. 

tenebrioides Goez. 

A' — Prosterno totalmente liscio. 
B = Con ali. 

piger Dej. 

B' = Senza ali. 

C = Epirnere del mesotorace più o meno punteggiate. 

magellensis n. sp. 

C — Epimere del mesotorace sempre liscie. 
D == Più largo, elitre quasi parallele. 

elongatus Costa. 

r = Più stretto, elitre dilatate posteriormente. 

Orsinii Dej. 

Le prime due specie vivono nelle pianure e nelle colline: le 
altre tre abitano le sommità delle alte montagne, e cioè 1' Orsinii 
abita il Gran Sasso, il magellensis la Majella, 1' elongatus il 
Matese. 

MetabletllS SlIensiS n. sp. — Nero piceo, talvolta con una 
macchia giallognola alla spalla [ ( v. ) lllimeralis J più raramente, 
con due macchie per ciascun' elitra [(v. ) 4 macillatusj: antenne 
completamente nere, palpi neri; zampe pure nere, coi ginocchi 
strettamente rossastri, raramente le tibie anteriori bruno picee. 
Capo largo quanto il protorace, cogli occhi rotondi, sporgenti al- 
l'esterno, non occupanti del tutto la guancia, in modo che una 
piccola porzione di questa rimane visibile e converge verso il collo. 

Protorace trapezoidale, presentante la massima larghezza al- 
l' innanzi, sugli angoli anteriori, che sono arrotondati e negli in- 
dividui più grossi, sporgenti in avanti in modo che ii bordo api- 
cale riesce concavo. Il margine laterale presenta verso V 4 dalla base 
un angolo ottuso che divide il margine stesso in due porzioni, 
ambedue rettilinee, di cui l' ultima è più convergente sulla base, 
colla quale forma pure un angolo ottuso. 



— 159 — 

Elitre ovali, molto ristrette alla base, cogli angoli omerali 
poco convessi : strie poco profonde e liscie ; tutta la superficie co- 
perta di fitti e minutissimi punti, visibili soltanto coi più forti 
ingrandimenti. Mancano completamente le ali. Unghie semplici, 
non dentate. 

Lung. 3.7 mm. — 4 mm. 

Vive, discretamente abbondante, alla Sila in Calabria, ove 
trovasi in società numerose sul terreno, nei luoghi umidi. Lo cat- 
turai fino dal 1887. 

Nella scorsa primavera ebbi occasione di preparare numerosi 
Metabletus presi dal mio amico Falzoni a villa Borghese, in Roma : 
mi accorsi che vi erano esemplari di due specie ; una a capo più 
piccolo, colle elitre più lunghe, bronzate, più spesso a quattro 
macchie gialle, e con quattro fossette appena marcate ( obSCUPO- 
gilttatllS Duf. ); l'altra col capo assai più grosso, colle elitre più 
corte, nere, talvolta unicolori, talvolta con piecola macchia gial- 
lognola alla spalla, sempre munite di quattro grosse fossette (fo- 
VeatliS Four. ). Mi accorsi casualmente che qualcuno di questi 
ultimi era alato, ed essendo questo fatto in contraddizione con 
quanto scrive il Gangelbauer, mi proposi di portare il mio esame 
non solamente a tutti quegli esemplari (circa 40) ma anche a 
tutti gli esemplari della collezione. Tutti gli obSClirOfJUttatlJS hanno 
le ali, eccetto gli esemplari raccolti alla Sila, i quali costituiscono 
una specie affine all' obsClirogilttatUS, ma distinta non solo per la 
mancanza d'ali, ma altresì per le elitre più strette e meno spor- 
genti alla spalla; pel colore decisamente nero, e non bronzato; 
per le antenne sempre totalmente nere, e non bionde^ ai primi 
articoli. Ma il carattere che mi ha deciso a descrivere questa 
nuova specie sta precipuamente nella forma del protorace, che, 
contrariamente a quanto avviene nelle altre specie a me note di 
MetabletllS, ha i lati formati di due porzioni rettilinee formanti 
fra loro un angolo; mentre negli altri la seconda porzione (cioè 
la basilare) è curvilinea, concava all'esterno. Da ciò ne deriva 
che nel silensis gli angoli posti alla base (non quelli posti ad ì / i 
dalla base) sono ottusi; negli altri retti o quasi. 

Altra differenza fra 1' obsctll'ogilttatllS ed il siletlSÌS sta nella 
grandezza degli occhi, maggiore nel primo ove sono elittici, mi- 
nore nel secondo, ove sono rotcmdi. Anche le dimensioni totali, 
sebbene molto variabili, danno pel siletlSÌS una statura alquanto 
maggiore. 

Tale conformazione del protorace è in tutto simile a quanto 



— 160 — 

osservasi nell' ApristUS SUbaetieilS: ma questo ha le unghie dentate, 
il Met. silenSÌS ha le unghie semplici. Poi l'ApristllS è più corto, 
più largo alle elitre, che sono sempre di un colore bronzato, man- 
canti di macchie. 

Tutti i Metabletus della mia collezione, mancano di ali, ec- 
cetto l' obsCliroguttatUS che le presenta sempre, ed il f OVeatllS che 
le presenta talvolta. 

QuedillS alpinilS Fiori. — Avendo avuta occasione nell'estate 
scorsa di studiare qualche Quedius, servendomi del II Voi. del 
Gauglbauer, mi sono accorto che a p. 402 egli separa dal Que. 
laeVl'gatUS Gyll. il resplendens Thom. formandone una aberrazione 
del primo. Per quanto i miei esemplari abbiano la punteggiatura 
alquanto più forte ; pure essendo nel resto identici ad un respleil- 
denS Thom. ricevuto dal Prof. Strobl ; mi sono persuaso che la 
mia specie non ha ragione di esistere, e devesi considerare come 
sinonimo del resplendens Thom. 

QuedillS carnicilS Fiori. — Lo stesso Gauglbauer toglie dal 
sottogenere SauridllS il Que. citlCticoliiS Kra. per assegnarlo al 
sottogenere RaphirilS, ove da questo autore viene collocato preci- 
samente nel posto da me assegnato (Nat. Sie, 1894) al cat'tlicilS 
Confrontati con cura i miei esemplari di questa specie con dei 
CitlCticoliiS di recente ricevuti dai Carpazi, mi sono convinto che 
sono identici : perciò la mia specie deve considerarsi come si- 
nonimo. 

Choleva leilCOphthalma n. sp. — Totalmente biondo ferruginea; 
cogli occhi bianchi: coperta di peli biondi, assai più lunghi ed 
eretti presso il margine laterale e posteriore delle elitre. 

Capo più lungo che largo; occhi piccoli, depressi. Protorace 
quasi circolare, col margine posteriore troncato ; assai più stretto 
della maggiore larghezza delle elitre. Queste nella $ , troncate 
all' apice, coli' angolo suturale emergente sotto forma di appen- 
dice spiniforme. Tibie lunghe e sottili, fornite di lunghe setole. 

Il cT mi è sconosciuto. 

Lung. 5,5 mm. 

Persuaso che la sola Cj> sia» sufficiente a distinguere questa 
specie dalle congeneri; ne riassumerò le principali differenze. La 
presenza di peli lunghi ed eretti sul margine laterale e posteriore 
delle elitre, esclude tutte le specie, eccetto la nivaiis Kra. e l' in- 



— 161 — 
termedia Kra. ; ma quella è più grande, bruno nerastra, coi peli 
più corti e sopratutto più radi ; questa è pure bruno nerastra, ed 
ha le elitre arrotondate all' apice, non troncate, e coli' angolo su- 
turale nella $ meno sporgente. 

Da tutte le Choleva poi, la ieilCOplltlialma si distingue pel- 
le tibie posteriori più sottili e più lunghe : pei peli delle tibie 
stesse che nella leilCOphthalma sono lunghi almeno % della gros- 
sezza della tibia, mentre nelle congeneri raggiungono appena l / 3 . 

Ma sopratutto ho creduto ottimo carattere distintivo la picco- 
lezza degli occhi, che sono altresì depressi e non sporgenti late- 
ralmente come nelle congeneri. Forse anche (quantunque io non 
sia disposto a ci*ederlo) il colore bianco degli occhi è accidentale: 
ma io vi ho annessa molta importanza perchè mi è sembrato ve- 
dervi corrispondenza fra la piccolezza ed il colore degli occhi, il 
colore biondo generale a tutto il corpo e le abitudini sotterranee 
di questa specie. 

La trovai, in tre sole $ , sotto ai sassi molto profondi, presso 
la neve che ancor rimaneva sulla Majella, nell' agosto scorso. 

Blitophaga opaca v. samnitica n. var. — Ha i peli più corti 

e più fitti che non nel tipo, e nello stesso tempo la punteggiatura 
più fitta: le serie di punti fiancheggianti le carene delle elitre sono 
alquanto più grossi degli altri. 

Nella maggior parte degli esemplari i punti sono tanto fitti 
da lasciare intervalli più stretti della larghezza dei punti, mentre 
detti intervalli sono più larghi in alcuni esemplari francesi coi 
quali ho potuto confrontarli : però avendo notata una certa varia- 
bilità nei diversi individui, non ho voluto dare una soverchia im- 
portanza a tale carattere. 

Gli esemplari del Gran Sasso sono altresì più piccoli, essendo 
ben raro che raggiungano i 9 mm. di lunghezza ed i 5 di larghezza. 

Non è rara questa varietà sul Gran Sasso, specialmente in 
Campo pericoli ed in Campo imperiale: vive sotto ai sassi, od anche 
trovasi vagante fra l'erba di quei pascoli alpini, Notisi che nel- 
l'apennino non fu mai trovata (che io mi sappia) la Blitophaga 
opaca, se non nel gruppo del Gran Sasso. 

AtllQUS VÌttatUS F. — È specie notissima e, come ognun sa, 
variabilissima nel colorito: avendo osservato che molti entomologi, 
specialmente italiani, scambiano coli' haemorrlioitlalis F. gli esem- 
plari totalmente neri di questa specie, ho creduto far cosa utile 



— 162 — 
scrivere qualche parola che valga a rettificare l' errore. Si distin- 
gueranno queste specie perchè l'haemorrhoitlalis è più grande, 
potendo raggiungere perfino i 14 mm. ; ed inoltre la punteggiatura 
del protorace è più fitta e più grossa, ai lati formata di punti 
occellati. 

Se poi questa var. nera sia 1 Ocskayi Kies. non oserei asse- 
rire : se è vero quanto scrive il Candéze, che questa var. ha la 
punteggiatura delle elitre più fitta che non nel tipo, conviene 
considerare i nostri esemplari come diversi ed assegnare loro un 
nome che valga a distinguerli, p. e. quello di var. niger. 

AtllOUS castatieilS Fair. — Il Candéze nella sua monografia 
sugli Elateridì colloca questa specie nel secondo gruppo, fra gli 
AtilOUS cioè che hanno il quarto articolo dei tarsi allungato, ed 
il 3° e 2° semplici, cioè non muniti di appendici bilohe nel di sotto. 
Tutti in seguito hanno imitato il Candéze, rendendo così molto 
difficile il riconoscimento di questa specie. In numerosi esemplari 
esaminati nell'estate ho potuto assicurarmi che il 2° e 3° articolo 
dei tarsi sono bilobi, ed il 4° corto, cioè non più lungo di quanto 
lo sia nelle altre specie del primo gruppo: è evidente perciò che 
questa specie deve essere cambiata di posto. 

Considerando poi che questo animale per la cresta trasversale 
che unisce la base degli angoli posteriori del protorace si distingue 
a prima vista da tutti gli AtllOUS, e che per la forma generale si 
avvicina più ai LlldillS quantunque rimanga pur sempre un'AthoUS 
per la conformazione del bordo anteriore della fronte ; così io pro- 
porrei che l'A. caStaneilS Fair, venisse posto in fine di genere, 
formandone un sottogenere speciale, che potrebbe chiamarsi Pseiiolo 

corymbites. 

In Italia poi questa specie presenta due forme rispetto al 
colorito, l'una più meridionale (Napoletano, Calabria) di color 
biondo; l'altra più settentrionale (Abruzzo, Emilia) di color bruno. 
Alla prima va dato il nome di caStaneilS Fair. ; alla seconda si 
compete il nome di var. spiiliger Cand. L' At. florentilUIS Desbr. 
(Toscana) è sinonimo di spìniger Cand.; ed è a notarsi come anche 
il Desbrochers abbia giustamente descritta questa specie come 
avente il 2° e 3° articolo dei tarsi lamellati : evidentemente egli 
pure è stato tratto in inganno da questo carattere e non ha sa- 
puto riconoscere, negli esemplari che esaminava, lo spiiliger Cand., 
perchè questi, a detta dell' autore, doveva presentare i tarsi ad 
articoli semplici. 



— 163 — 

AgrioteS COrsiCUS Cand. — Il Candéze descrive questa specie 
sopra tre soli esemplari di Corsica : ora però si riferiscono a questa 
specie anche gli esemplari proprii alle regioni montuose del Pie- 
monte, ed io credo sia specie che si difonda in tutto l' apennino e 
forse altrove. Gli esemplari da me esaminati però sarebbero al- 
quanto maggiori nelle dimensioni al C0rSÌCUS, giacché a questo il 
Candéze assegna una lung. di 7 mm., mentre io li trovai di 7,5 — 9; 
inoltre a me non sembra di vedere sulle elitre la punteggiatura 
rugosa che quest' autore assegna agli esemplari di Corsica. Non 
possedendo io esemplari autentici dell' A- COrsiCUS, non posso dare 
un giudizio assoluto; sembrami però che pel complesso dei carat- 
teri gli esemplari dell' Apennino non si possano separare dal COP- 
s'iCUS Cand., o tutto al più ne formerebbero una varietà. 

Desidero invece porre in guardia i principianti (e fra questi 
mi schiero io stesso) sulla estrema variabilità di colorito che questa 
specie, o varietà, presenta sull' apennino; tanto più che questa 
variabilità congiunta ad una certa somiglianza di forma potrebbero 
far scambiare questa specie col SynaptllS fìlìf ortìlìs. Conviene esa- 
minare le unghie che nei SynaptllS sono dentate a pettine, sem- 
plici negli Agriotes. 

Il tipo descritto dal Candéze è brunastro colle elitre castagno 
chiare e gli angoli posteriori del protorace rossastri. Questo tipo 
di colorazione è raro nell' apennino, per solito almeno gli angoli 
posteriori del protorace sono concolori [ ( v. ) nigrithorax |, mentre 
le elitre sono di un castagno chiaro : altre volte le elitre sono 
di' un castagno fosco, quasi nerastre [(v. ) fuscipennis | : finalmente 
molto spesso l'animale è completamente nero [ ( v. ) lligripailllis |. 
Come ognun vede, queste variazioni di colorito ricordano da vicino 

quelle dell' Athous vittatus e del Synaptus filiformis. 

L' Agriotes COrsiCUS è comune al principio di primavera sui 
fiori di CrataegilS e MespilllS in tutto V Apennino: ne ho di Serra 
S. Bruno e Sila in Calabria; del Vulture in Basilicata; di Carnai - 
doli, Vallombrosa, Pracchia ed Abetone nella Toscana. 

Inoltre il tipo mi venne inviato -col nome di Agl'io. modestllS 
dalla Croazia: ed esemplari della v. ilitjl'ipennis mi furono inviate 
col nome di Agrio. tlirciCUS dalla Dalmazia, e col nome di AtllOUS 
Zobei dalla Francia. La patria di questa specie è dunqiie molto 
più estesa di quanto si creda. 

OtiorrliynchllS StrigiroStHs Boli. v. calvUS n. var. — Dovunque 
vive 1' Otior. StrigirostrJS (Cimone, Tre Potenze, Cusna, Gran Sasso), 



— 164 — 

nell'agosto si trovano esemplari logori, che hanno perduta gran 
parte della peluria grigia che ricuopre le elitre: però questa per- 
dita non è mai totale, od almeno vi è sempre qualche esemplare 
che la conserva. Sulla Majella invece mi è avvenuto di ritrovare 
molti esemplari totalmente spelati, e neppure uno fornito dei soliti 
peli : inoltre gli esemplari di questa montagna presentano le scrohe 
antermarie più corte, tantoché non arrivano all'occhio: in tutto il 
resto somigliano al tipo. 

Lo Stierlin da molta importanza alla lunghezza dei solchi 
antennarii, tantoché il suo gruppo 31° è appunto separato dal pre- 
cedente per questo carattere : però la var. calvilS per avere il pro- 
torace punteggiato e non granuloso, non ha alcuna affinità col 
moestUS e vicini: avrebbe invece una certa somiglianza col pede- 
montatlUS che un tempo veniva collocato presso il moestUS, tna 
questo è fornito di squamme e di una serie di setole sugli inter- 
valli, che mancano al CalVUS. Del resto la mancanza di dente ma- 
nifesto ai femori anteriori, la presenza di una carena mediana sul 
rostro, rendono manifesta la sua affinità al Strigirostris, anche pre- 
scindendo dalla lunghezza delle scrobe antennarie. Non conosco 
l'Otior JaVeti Stier. : non mi pare però che il calVUS sì possa ri- 
ferire a questa specie che è più corta ed ha i punti del rostro 
separati fra loro e non confluenti in strie longitudinali come nello 

strigirostris e var. calvus. 

Bologna, 28 novembre 1898. 



526. 38 

CIRO OHISTONI 



LE FORILE DI BOCGUER PER IL CÀLCOLO DEGLI SPESSORI ATMOSFERICI 
E DELLA TRASPARENZA DELL' ATMOSFERA 



È noto che il Bouguer è stato il primo che si sia proposto 
con chiarezza il problema dell' assorbimento atmosferico dei raggi 
emessi dal Sole e dagli astri in generale e che la sua prima pub- 
blicazione in proposito rimonta al 1729 (*). 

E benché il Bouguer non abbia inteso di trattare che del- 
l'assorbimento dei raggi luminosi, pure la legge logaritmica del- 
l' assorbimento atmosferico che porta il nome di legge di Bouguer 
venne da fisici insigni applicata anche alle altre specie di radia- 
zione provenienti dal Sole; così che seguendo il Violle (**) si può 
ripetere che nel 1729 il Bouguer diede il concetto fondamentale 
dell' assorbimento esercitato da un' atmosfera omogenea sopra un 
raggio semplice, concetto che si può così riassumere : 

L' intensità del raggio trasmesso decresce in progressione 
geometrica quando la massa d' aria attraversata, cresce in pro- 
gressione aritmetica. 

(*) Nel 1729 si pubblicò a Parigi l' Essai d' Optique sur la gra- 
dation de la lumière di M. Bouguer. — È un volumetto in 12.° di 164 
pagine e fornito di tre tavole. 

Nel 1760 venne pubblicato a Parigi il Traitè d' Optique sur la gra- 
dation de la lumière, ouvrage postume de M. Bouguer, et publié par 
M. 1' Abbé De la Calile. — E un volume in 4.° di 368 pagine e sette 
tavole. 

L'essai' è stato pubblicato da Claude Jomberl; il traile è uscito 
dalla stamperia di H. L. Guerin et L. F. Delatour. 

(**) (Rapport) Sur la radiation Solaire (Anuales de Chimie et de 
Physique, 5. e sèrie j t. XVII, 1879). 



— 166 — 
E come propose il Pouillet (*), il Violle dà alla legge di 
Bouguer la forma 

I=Ap e 

dove A esprime il valore originale della radiazione, e la massa 
atmosferica attraversata, misurata prendendo per unità la massa 
d' aria contenuta in un cilindro verticale che ha 1' unità di su- 
perficie per sezione ortogonale; p una costante alla quale si dà 
il nome di coefficiente di trasparenza e che rappresenta la frazione 
di radiazione trasmessa fino alla terra quando e = 1 ossia quando 
il Sole è allo Zenith ed il fascio verticale cilindrico considerato 
ha la sezione uno. 

Il Bouguer dalle sue esperienze dedusse che il valore di p è 
0,8123. 

Il Pouillet che applicò questa formola alle ricerche sul calore 
che il Sole invia alla terra propose di chiamare A la costante 
solare e p la costante atmosferica. — Il significato di A si ricava 
ponendo e = o così che I=A; ossia A sarebbe la quantità di 
energia raggiante che attraversa l' unità di superficie perpendi- 
colare ai raggi al limite superiore dell'atmosfera. 

Il Radau (Actinometrie, Paris 1877, pag. 23) osserva che 
la formola di Bouguer vale per un fascio di raggi omogenei; ed 
aggiunge che l'intensità della radiazione totale del Sole che ha 
attraversato l' atmosfera, dovrebbe esprimersi colla somma di una 
serie di termini dei quali ognuno corrisponde ad un fascio par- 
ticolare di raggi e pone 

1 = Ajf + A lP f + .... 

Avendo avuto necessità di rileggere quelle parti dell'opera 
del Bouguer che si riferiscono alla trasparenza dell' atmosfera ed 
alla determinazione degli spessori atmosferici (**) attraversati dai 

(*) C. R. (1838) t. VII, pag. 24 e seguenti. — Veggansi anche gli 
Elementi di Fisica sperimentale e di Meteorologia di M. Pouillet-; 3 a edi- 
zione voltata in italiano da L. Palmieri; a pag. 381 del tomo II. — 
Napoli 1844. — Veggasi anche l'edizione V (1851) pag. 294. 

(**) Il Bouguer veramente non dà la definizione dello spessore atmo- 
sferico, ma nelP insieme di quanto espone lascia intravedere che per 
spessore atmosferico si deve intendere la massa d' aria attraversata da 
un fascio cilindrico di raggi (provenienti da un astro) di sezione uno. 
L' unità di spessore quindi corrisponderebbe alla massa d' aria attraver- 
sata da un fascio verticale e cilindrico di raggi di sezione uno. 



— 167 — 

raggi di un astro, ho creduto bene di riassumerle in questa nota, 
rispettando, fin dove è stato possibile, le espressioni e la forma 
adottata dal Bouguer e cercando di spiegare alcuni punti, che il 
Bouguer ammise come evidenti. 

Il mio proposito adunque è assai modesto, e se sarò riuscito 
a portare un piccolissimo contributo alla storia dell' attinometria, 
mi riterrò oltremodo compensato. 

Il Bouguer comincia a toccare l'argomento in parola fino dal- 
l' articolo IX del suo Tratte ( pag. 79 ), articolo che combina per- 
fettamente col N.° VI della Sezione I (pag. 22) dell' .Essa?'. — 
In quest'articolo il Bouguer tratta dell'aumento e della diminu- 
zione della luce degli astri in rapporto alla loro altezza sul- 
1' orizzonte. 

Egli trovò che per fare ricerche sperimentali, che mostrino 
come varii la luminosità degli astri colla loro altezza sull'orizzonte, 
la luna, in ispecie quando è piena, è l' astro che meglio si presta 
e concluse dalle sue misure che allorquando essa è alta rispetti- 
vamente 19°. 16' e 66°. 11' sull'orizzonte le quantità di luce che 
essa manda alla terra sono nel rapporto di 1681 a 2500, ossia 

• 2 

all' incirca nel rapporto jr. 

Nel seguente articolo X (pag. 82 del Tratte) tenta di de- 
terminare la trasparenza di un certo spessore di aria servendosi 
dei risultati precedenti (pag. 25 dell' .Essai ). — Già il Mairan 
fino dal 1721 aveva fatto notare all'Accademia delle Scienze, che 
qualora si fosse potuto determinare il rapporto che ha luogo fra 
le intensità luminose di un astro a due differenti altezze, sarebbe 
stato possibile di valutare la trasparenza, dell'atmosfera. 

Il Bouguer, pure avvertendo che ritornerà sull' argomento, 
vuole fare notare intanto che la variazione osservata nella lu- 
minosità della luna, quando questa è a diverse altezze, non può 
dipendere che dal fatto che la luce ha assai meno tragitto da 
percorrere nelr' atmosfera allorché l' astro è molto alto, che allor- 
quando esso è prossimo all'orizzonte. Ed aggiunge che mostrerà 
in seguito che la luna nelle due posizioni summentovate attraversa 
due strati d'aria, corrispondenti a quelli di 4275 tese e 11744 
tese di aria densa come quella che sta presso al suolo ; e perciò, 
è attraversando 7469 tese di aria uguale a quella che sta presso 
al suolo che la luce della luna perde circa ^g della sua lumi- 
nosità. Per trovare qual' è la luminosità dell'astro a diverse al- 
tezze, sarebbe bastato, accerta il Bouguer, procedere sperimentai- 



— 168 — 
mente ; ma soggiunge poi, che è metodo assai migliore 1' esaminare 
la questione in generale, come farà in seguito, studiando cioè 
come diminuisce la intensità della radiazione luminosa di un 
corpo, allorché i raggi emessi da questo debbano attraversare di- 
versi spessori di un corpo diafano. 

Nella Sezione I del libro III ( pag. 230 del Traité) il Bouguer 
stabilisce la legge che segue la luce nelle sue diminuzioni, attra- 
versando diversi spessori di un corpo diafano (*). 

Comincia il Bouguer col dire che il primo pensiero che si 
presenta su questa questione si è che, qualora si concepisca un 
corpo diafano ed omogeneo diviso in un certo numero di strati pa- 
ralleli e dello stesso spessore, tutti questi strati, quando siano 
attraversati da un fascio cilindrico di raggi luminosi, intercettino 
lo stesso numero di raggi, così che la diminuzione della luce debba 
essere in progressione aritmetica. — Per verificare questo modo di 
vedere, (che, dice il Bouguer, era stato assunto dal P. Francesco 
Maria, Cappuccino di Parigi e seguito da altri) fece passare attra- 
verso a due pezzi di vetro una luce corrispondente a 32 candele, 
la quale dopo attraversati i vetri si era ridotta a 16 candele. E 
perciò ponendo due altri vetri uguali ai primi sul tragitto dei 
raggi di luce, se, l' idea precedente fosse fondata, questi dovrebbero 
essere completamente spenti. 

Invece anche dopo dieci strati di vetro uguali ai primi due la 
luminosità era ancora intensa cosi da corrispondere ad una candela. 

Per ispiegare questo fatto basta pensare (**) che affinchè il 
secondo strato intercetti precisamente lo stesso numero di raggi 
del primo, converrebbe che su di esso cadesse lo stesso numero 
di raggi che è caduto sul primo. Ma poiché sul secondo non cade 
che il terzo od il quarto del numero dei raggi che hanno incontrato 
il primo, avendone questo assorbito una buona parte, cosi il se- 
condo assorbirà alla sua volta il terzo od il quarto dei raggi caduti 
su di esso. E perciò uguali strati successvi non possono sottrarre 
quantità uguali di radiazione, ma soltanto quantità proporzionali. 
Vale a dire che se il primo strato intercetta V 2 della radiazione 

che cade su di esso, il secondo intercetterà — X ~z = ~7 della ra- 

u ò 4: 

.'•■■'•., Ili 

diazione primitiva; il terzo —><— = — etc. 

(*) Paragrafo II della Sezione III (pag. 44) dell'Essai. 
(.**) Pag. 231 del Traité e pag. 45 dell'Essai. 



— 169 — 

L'intensità di un fascio di raggi quindi, che attraversi strati 
uguali e successivi di uno stesso corpo diafano deve diminuire in 
ragione geometrica mentre il numero degli strati cresce in ragione 
aritmetica. 

Segue da ciò (*) che se noi supponiamo che il corpo luminoso 
sia infinitamente lontano, così da potersi ritenere che i suoi raggi 
arrivino a noi sensibilmente paralleli e che l'intensità di un fascio 
di questi raggi non diminuisca che per la sola interposizione del 
corpo trasparente, senza che vi abbia alcuna influenza l' inclina- 
zione dei raggi sulla superficie del corpo incontrata da essi, segue, 
ripetiamo, che le forze (intensità) che ha la luce (o la radiazione) 
dopo avere attraversati diversi strati possono essere rappresentate 
dalle ordinate di una logaritmica sull'asse della quale (asse delle 
ascisse in un sistema cartesiano di coordinate ortogonali) siano 
riportati gli spessori del corpo supposto omogeneo. 

Il Bouguer chiama gradulucica di un corpo omogeneo che può 
essere attraversato dalla luce, la logaritmica speciale appartenente 
a questo corpo, per mezzo della quale dato uno spessore del corpo 
stesso è possibile calcolare la diminuzione che soffre in intensità 
un fascio di raggi nell' attraversarlo. 

Nella edizione del 1729 la logaritmica speciale di un corpo 
che può essere attraversato dalla luce, il Bouguer la chiama cli- 
mafota (**) o gradulucica di questo corpo (pag. 50). 

La Sezione IV (pag. 306 del Tratte) del libro III, che cor- 
risponde alla Sezione V dell' Essai ( pag. 135 ) tratta della dimi- 
nuzione ( di intensità ) che soffre un fascio di raggi attraversando 
i corpi che non hanno in ogni loro parte la stessa densità. 

Il Bouguer afferma che è naturale il pensare che le maggiori 
o minori condensazioni in un corpo inegualmente condensato, pro- 
ducano lo stesso effetto riguardo alla moltitudine dei raggi inter- 
cettati come gli spessori maggiori o minori in un corpo che abbia 
dappertutto la stessa densità (***). 

La luce, non può soffrire una uguale alterazione se non che 



(*) Pag. 233 del Tratte e pag. 48 dell' Essai. 

(**) Probabilmente da xXtjJia* ( xAtpaxo?) == scala e (pà>q (cpwTÓ?) 
= luce. 

(***) Pare adunque che il Bouguer chiami condensato quel corpo o 
quella parte di un corpo, che per una causa qualunque pur rimanendo 
chimicamente invariato acquista una densità maggiore di quella che ba 
solitamente. 

13 



— 170 — 
incontrando lo stesso numero di parti che siano adatte ad inter- 
cettarne i raggi, od almeno a farli procedere per altra strada; ed 
affinchè la luce incontri un uguale numero di queste parti, con- 
viene che attraversi degli spessori più o meno grandi a seconda 
che il mezzo è meno o più denso. 

Segue da ciò che se in un parallelepipedo retto diafano AB CD 
(fig. l. a , della tav. l. a ) (*) inegualmente denso, nel quale pe- 
netra un fascio di luce dalla faccia piana AB, e le porzioni a 
faccie piane e parallele ABFE, EFHG, GHLK etc. contengano 
uguale massa di materia come gli strati abfe, efhg etc. fra loro 
uguali ed appartenenti ad un parallelepipedo retto, abcd con 
hase uguale a quella del precedente (fig. 2. a , della tav. l. a ) omo- 
geneo di costituzione, trasparente e tale, che ogni singolo strato 
abfe, efhg etc. assorba tanto di radiazione come i successivi strati 
del primo corpo considerato, le ordinate RF, SH, TL etc. della 
curva QVY, che è la gradulucica del corpo ABCD, saranno 
uguali alle ordinate rf, sh, ti etc. della logaritmica qvy che rap- 
presentano le intensità della luce nel corpo omogeneo abcd. 

La gradulucica QVY (**), pure non essendo una logaritmica, 
ha una determinata relazione quindi colla logaritmica qvy; e si 
deve concludere che nel caso presente non sono gli spessori BF, 
BH, BL etc. che crescono in ragione aritmetica, ma che invece 
sono le masse contenute in questi strati che crescono in ragione 
aritmetica, mentre le ordinate BQ, FR, HS etc. decrescono in 
ragione geometrica. Quindi se in un corpo diafano che abbia 
forma di cilindro retto, di densità continuamente variabile, si im- 
maginano condotti dei piani paralleli alle basi, che dividano il 
cilindro in masse fra loro uguali, l'intensità di un fascio di raggi 
che attraversi il corpo entrando normalmente da una delle basi, 
diminuisce in progressione geometrica, mentre la massa dello 
strato attraversato cresce in ragione aritmetica. E però se sull' asse 
delle ascisse in un sistema cartesiano di due assi ortogonali si 
considerino contate le masse successive del cilindro e le ordinate 
segnino le corrispondenti intensità di radiazione, la linea congiun- 

(*) Nelle figure della unita tavola sono state conservate le lettere 
adottate dal Bouguer; e precisamente queste figure corrispondono alle 
40. a ; 31. a ; 42. a e 43. a del Traiti. 

(**) Il Bouguer dando il nome di gradulucica a questa curva, che 
non è una logaritmica, estende implicitamente la definizione di liuea gra- 
dulucica anche ai corpi non omogenei. 



— 171 — 
gente le estremità superiori delle ordinate, quando si indichi con 
1 l'intensità luminosa del raggio nell'istante prima che penetri 
nel corpo, sarà una logaritmica rispondente all'equazione 

y = m* 

Il paragrafo II della stessa IV sezione del libro III ( pag. 315 
del Traité) tratta della trasparenza dell' atmosfera ( pag. 146 del- 
l' Essai). 

Per istudiare questo argomento, converrà trovare modo di 
calcolare la massa di aria attraversata da un fascio di raggi pro- 
venienti da un astro. 

Rappresenti BAO (fig. 3. a , della tav. l. a ) una porzione della 
sfera terrestre di centro T. 

Conduciamo la TAD, la quale rappresenterà la verticale pas- 
sante per il punto A. 

Intorno alla AD come asse concepiamo un cilindro circolare 
con 1' unità di sezione. Se in questo cilindro immaginiamo tracciate 
diverse sezioni perpendicolari all' asse, i volumi contenuti fra due 
di queste sezioni, saranno proporzionali alle distanze (misurate 
sulla AD ) fra le sezioni stesse ; e perciò il numero, esprimente la 
distanza fra due sezioni, rappresenterà anche il volume del ci- 
lindro racchiuso fra le due sezioni considerate. 

Assumiamo la AD come asse delle x ed allora, se indichiamo 
con y la densità dell' aria corrispondente alla distanza x da A, 
sarà ydx la massa elementare del cilindro di aria di altezza infi- 
nitesima dx alla distanza x da A e la massa totale d'aria com- 
presa nel cilindro sarà espressa dallo stesso valore che ha l'area 
fydx esteso questo integrale da x = o ad x = altezza dell' atmo- 
sfera. 

Quando un astro è allo zenit, il fascio di raggi che da esso 
arriva alla base del cilindro, dovrà attraversare tutta la massa 
di aria contenuta nel cilindro stesso. 

Rappresentiamo con perpendicolari ad AD, condotte nello 
stesso piano verticale, passante per AD, le densità dell'aria cor- 
rispondenti ai diversi punti di AD; ed ammesso che la densità 
dell' aria vada diminuendo coli' altezza e che sia funzione continua 
dell'altezza, le estremità di queste perpendicolari (cioè delle y) 
si troveranno sopra una curva GER. 

Qualora i raggi dell'astro, invece che provenire dallo zenit 
arrivino sullo stesso punto A della terra, secondo la retta 8MA Y, 



— 172 — 
allora per arrivare alla base del cilindro che ha per asse AS e che 
ha sezione uguale a quello testé considerato, cioè uguale all' unità, 
dovranno attraversare la massa d' aria contenuta in questo cilindro 
dal limite superiore dell' atmosfera che si incontra lungo AS fino 
alla superficie della terra cioè fino ad A. 

Anche in questo caso rappresentiamo con perpendicolari AL, 
MN etc. ad AS e condotte nello stesso piano passante per AS le 
densità dell'aria corrispondenti ai punti A, M etc. e le estremità 
di tutte queste perpendicolari si troveranno sulla curva LNV, la 
quale sarà diversa dalla GER. 

Per avere l' espressione della massa elementare d' aria che 
attraversano i raggi che procedono secondo SA, con centro in T, 
descriviamo una sfera con raggio a-\-x (indicando con a la TA, 
raggio della terra) che incontri AD in F e AS in ili" ed un'altra 
sfera con raggio a -f- x -f- dx, che incontri gli stessi assi in / ed 
ed in m; cosicché Ffzzzdx. 

Conduciamo da T la TY perpendicolare alla AS ed allora 
avremo, posto YA = 6 

TÉ = TÉ — TY=z TA + ÀF+ 2 TA X À~F ~ TY = 

= a 2 + ce 2 + 2ax — TY '= o 2 + 2ax + ce 2 

ossia 

YM= {/tf + 2ax + ce 2 

e differenziando 

adx + xdx 



d ( YM) = 



[/V + 2ax + 



espressione dell' elemento Mm preso sulla AS corrispondente al- 
l' elemento Ff= dx preso sulla AD. 

L' elemento di massa d' aria contenuta nel cilindro infinite- 
simo che ha per asse Mm, sarà espresso da 

Mm X MN= Mm X FÉ 

ammesso che in punti M ed F ugualmente distanti dal centro 
della terra, e quindi dalla superficie della terra (ritenuta come 
sferica) la. densità dell' aria,' abbia uguale valore, 



— 173 — 
Chiamando uno la densità dell' aria che è prossima a terra, 
ed assumendo per espressione generale delle densità a diverse 
altezze sulla medesima verticale y = ( 1 — a), l'elemento di massa 
considerato, per essere 



adx + xdx 

Mm = 



avrà per valore 



Ed 



|/> -f- 2ax + cc 2 

(1 — a ) (a-\-x) dx 
[/b 2 + 2ax + ce 2 



s = 1 
(1 — a ) ( a + et- ) dee 



a = 

che altro non è che un integrale di superficie, darà il valore della 
massa d'aria contenuta nel cilindro considerato, che ha per asse AS. 

Per trovare il valore di questo integrale conviene conoscere 
l' equazione della curva GER, equazione che ci dà y in funzione 
di x e per conseguenza a in funzione di ce. 

Il Bouguer a questo punto fa osservare, che, trascurando 
l' effetto della refrazione atmosferica, si deve ammettere che il 
fascio di luce proveniente da un' astro che non è allo zenit segua 
una retta, come p. e. la SA, mentre in realtà l'asse del fascio di 
luce, (quando questo attraversa l'atmosfera) assume una forma 
curvilinea e riesce più lungo il suo tragitto nell'atmosfera. 

L'autore crede che l'errore che si commette, non tenendo 
calcolo della refrazione atmosferica sia trascurabile (*). 

(*) Meritano d' essere riportate le seguenti considerazioni del Bouguer, 
in quanto danno l' idea dei concetti che avevano alcuni fisici di quel- 
1' epoca sulla refrazione asti'onomica. 

e È certo che la refrazione astronomica è troppo piccola, perchè il 
rappoi-to tra il seno dell'incidenza, e il seno della refrazione sia conforme 
a quello della densità dell' aria. 

La refrazione segue certamente un altro rapporto; e può darsi anche 
che essa sia causata da una materia particolare sparsa nell' atmosfera, 
come già 1' hanno pronosticato altri Autori. Se chiamiamo u le conden- 
sazioni che ha questa materia particolare a differenti altezze x sul livello 
del suolo ; k la sua massima condensazione, che dev' essere quella che 



— 174 — 

Per trovare una relazione che leghi la y o la z alla x, il 
Bouguer partendo dalla legge di Mariotte, ammette che nel ci- 
lindro verticale da noi considerato le densità dell'atmosfera in 
due strati diversi siano direttamente proporzionali alle pressioni 
che si verificano in quegli strati e che queste pressioni siano 
proporzionali alle masse di aria sovrastanti. 

Nel caso nostro le due masse atmosferiche che stanno sopra 
alle sezioni del cilindro d'aria considerato, che passano per A e 
per F, sono espresse dalle aree Q t ed Q, comprese la prima fra 
AG, la x e la curva GER fino al suo incontro con AD e la se- 
conda fra FÉ, la ce e la curva fino all' incontro di essa con AD. 

essa ha in prossimità del suolo e e il seno del complemento della altezza 
apparente dell' astro, noi potremmo provare che allora la piccola parte 
Mm del raggio di luce SA in luogo di essere 

(a-f x)dx 

[/'b a -\-2ax-\-x 2 
è 

u ( a -j- x ) dx 



{/ a*u* -f- 2axu* -f **" 2 — c2 k* 

Ora se noi moltiplichiamo questo valore di Mm per le densità (1 — «) 
dell' aria materiale, otterremo per espressione del piccolo trapezio ele- 
mentare MmnN 

u(l — z) (a-\-x) dx 



\/ a?u? 4~ 2axu 2 -\- x 2 u? — c 2 fc 2. 

Ma questa nuova considerazione renderebbe il problema tanto più 
complicato, quanto è difficilissimo lo scoppire la relazione che seguono 
fra di loro le condensazioni u della materia refrattiva; e d'altronde, 
siccome la più grande refrazione astronomica non arriva a due terzi di 
grado, noi non renderemmo il nostro calcolo assai più esatto. E per 
questo che noi trascureremo la refrazione e continueremo a prendere 



/ 



(1 — z) ( a + x) dx 
[/ h l + 2ax -f x 1 



per valore delle masse di aria che la luce degli astri attraversa in tutte 
le altezze al di sopra dell' orizzonte » . 



— 175 — 
Cosichè indicando con H i ed H le pressioni in A ed in F ed in- 
dicando con y 1 la AG con y la FÉ avremo 

H 1 :H=y 1 :y = Q l :Q 

d' onde, posto y i = 1 

Q = yfì 1 

Esprimiamo il valore numerico di Q l con 

1 log e ' 

dovè e è costante, come pure costante è fì v 
Deduciamo subito 

dy 



Ma d' altronde 
e perciò 



dQ = [ì.dy — 

1 ^ log e 

dy 

ydx = , — ■ — 
° log; e 



d' onde 



d x 
y — = Sottangente di OER = -, — 
y dy fe lo< 

d y i j 
= log cacc 

log y z=z x log e y ■=. c x 



ossia il ramo di curva 6r-Ei2 appartiene ad una logaritmica. 

y 

La relazione Q =: -, ci avverte, che ammesse le ipotesi del 

log e r 

Bouguer, non solo la densità dell' aria diminuisce in ragione geo- 
metrica mentre le altezze sul suolo aumentano in ragione aritme- 
tica, ma che la massa sovrastante ad uno strato di atmosfera di 

densità y è espressa dal prodotto della sottangente .— della lo- 
garitmica per la densità che 1' aria ha in quello strato. 

(*) Con log indichiamo i logaritmi naturali. 



— 176 — 
Nel caso nostro speciale y varia da 1 (massimo) a zero (mi- 
nimo) e perciò x non può variare che da zero a — oo ciò che 
mostra che le x contate lungo la AFD andrebbero prese con 
segno negativo. 

Il Bouguer non tiene calcolo di questa circostanza e continua 
ad ammettere che il valore di x lungo la AFD abbia segno po- 
sitivo ; od in altri termini egli ritiene che per y ■=. 1 sia x = o 
e che per y = o sia x = oo . 

In tal caso perchè la espressione y = c x corrisponda ai due 
valori estremi di y conviene che sia e <; 1 ossia log c<0; 

1 - 1 -<o. 

log C 

Ripresa 1' espressione 



/ 



(1 — z) (a -\- x) dx 



il Bouguer dice che indicando con / il valore costante della sot- 
tangente della logaritmica GER si ricava 



•j 2 
2 
In vero dalle 

log y _ log ( i — g ) 

log e ~ log e 

2 „3 



z c z° 



X = 



log ( 1 — z ) = : — b — y — J - 

per ottenere 1' espressione di x del Bouguer conviene porre 

^ = — f. Ma poiché -, non è altro che 1' area fi. , il valore 

log e J l log e 

della quale dà la massa d' aria contenuta nel cilindi-o verticale 
di sezione uno, così il segno — che sta innanzi alla / non può 
avere alcun significato fisico ; ma ha un significato puramente alge- 
brico e precisamente dinota che la sottangente va contata sul- 
1' asse delle x in senso opposto a quello per il quale le x sono 
state prese positivamente. 

Riprendiamo ora 1' espressione 



fi 



(1 — z) (a -\-x) dx 
b 2 + 2ax + x 2 



— 177 
nella quale è z = ( 1 — y) 



x = fz+f Y +f Y + .... 
dx = fdz -\-fzdz -\-fz 2 dz -+- •••• 



Avremo quindi 



TF=a + x = a + fa + ^ fa* + |/s 3 + .. 



Il valore di ò 2 -{- 2ax + a; 2 si ottiene facilmente sostituendo 
ad x il suo valore in funzione di z. E precisamente avremo: 

6* + 2acc + x* = ò 2 + 2a (fz + ~ fa* + ~fz* + \fa* + ....) + 

+ (fa + \f* + \fa"+\fa i + :...•)■ = 

= ò 2 + 2a/S + a/s 2 + - a/z 3 + ~ afe + .... + 

+ A 2 + r/* 4 + .... +/v + l/v + .... 



e trascurando i termini che contengono z con esponente supe- 
riore a 3 



ò 2 + 2ax + x 2 = b* + 2afz -f- 3 2 (a/ + / 2 ) + z 3 (~ af + f* Y 
E per conseguenza 

([/b* + 2ax + x 2 \ — 
= J6 2 + 2a/e + ■(*/+/*).«• + (f «/ + / 2 ) * 3 }~£ 



Poniamo 



2af=* a/ + /» = |3 |a/ + / 2 = T 



— 178 — 
ed otterremo 

/j/V + 2ax + ce 2 ) = j& 2 + (az + |3z 2 + T ;3 3 \|~T = 

1 3 

= 6- 1 — g 6- 3 (as + ^ 2 + T 3 3 ) + - 6- 5 (as + ^ 2 + T s 3 ) 2 



16 

-7>-3 

2 



5 

6-'(a s + ^ 2 + Y 2 3 ) a = 



- \ *> ~ 3 («* + ^ 2 + T s 3 ) + 1 6-5 ( «V -f 2«(3s 3 ) — 



|/& 2 + 2ax + ce 2 

= 6- 1 -|-6-3{2a/ S + (a/-+/ 2 ) 2 2 + (|«/+/ 2 )^} + 

+ |6-5J 4a2/V - t -4a/(a/4-/ 2 ) S 3 U| ò- 7 a 3 /V=: 

+ | i j 4a 2 /V + 4a 2 / 2 Z 3 + 4a/V } - || 7 a 3 /V + .... 

= Ì~ h afz ~ 2 ò 3 a ^~ 2^ t + 2? a2/V ~ 3 6 3 a ^- 

- 5" o^ + I ? a W + .1 1 a ^ ~ I P ^ + -• 

3 11 

- n in — atff — b 2 f 2 

11 2 af 2 a0/ 2 0/ , 

= b - 6~ 3 ^ + 65 *- 



| a 3 / 3 - | a s 6 2 / 2 - | a& 2 / 3 + \ ab*f + ~ Vf 



z 3 + (*) 



(*) La corrispondente formola a pag. 155 dell' Essai è scritta esat- 
tamente, invece nel Traiti ( pag. 328 ) questa stessa formola contiene 
qualche inesattezza nei segni. 



— 179 
E perciò 

(1 — z) (a -{- x) dx 



(l — z ) (a -f- x) ax / \ 

--====^(i_ S )( a+/2+ - /z!+5/a 3)x 

xii i' k4^?y , ! 

5 — p «/* H — p z " — •••• )dx. 



Ora 






= a + (/—a) g — - fz* — -^ /z 3 



2 fZ 6 

e quindi , 

(l-g)(a + a?) 
|/& 2 + 2ax + ce 2 ~ 



ò 5 

| a 3 / 3 - | a 2 *; 2 / 2 - | «& 2 / 3 + |= a& 4 / + \ & 4 / 2 
^ as 3 + .... 

che moltiplicato per 

dx =fdz -\-fzdz -\- fz*dz -\- .... 
dà: 

(1 — z) (a + x) dx 



\/b % + 2ax + ce 2 
~a{fdz+fzdz + fz*dz)+~{f-a){fzdz+fz>dz)-\\fz>dz 

--gr{fdz+f*dz)-^ w -U-a)az + 



— 180 — 

*-aY-\aVf- |& 2 / 2 
+ " — p — afz 2 dz -f .... = 

af 6 2 / 2 — a 2 / 2 
= -j;dz + p sds + 



grfty» - | afe 2 / 3 +| a 3 / 3 - ~a^f 
+ . p " «'* + •- (*) 

E perciò 



(1 — z)(a-\-x) dx p a f rtff — cPf 1 

— zdz + 



/ ( 1 — z ) ( a -j- ag j da? ^ /^ ^» 

j/ fe 2 + 2acc + sc 2 J à ° Z J b 

j,. ....... , 



y 2 - g afe 2 / 3 + 2 a 3 / 3 - §r a 2 fe 2 / 2 



+J p *dz + = 

- t Z fe 3 Z + 

: + 2 6 / " *—*■(*) 

Questa è la vera formola del Bouguer colla quale egli esprime 
le aree del genere della SALV, che rappresentano le masse di 
aria, che un fascio cilindrico di sezione uno di raggi provenienti 
da un astro, attraversa per giungere alla superficie della terra. 
Questa formola si trova a pag. 156 dell' Essai d' Optique sur la 
gradation de la lumiere e a pag. 329 del Tratte d' Optique sur 
la gradation de la lumiere. 

Il Maurer e 1' Angot danno un' altra forma alla formola del 
Bouguer. Per arrivare alle espressioni del Maurer e dell' Àngot 
conviene considerare che 



/ 



( 1 — z){a + x)d.x a f i 6 y 2 — a 2 f . 

\/ fe 2 + 2ax + ce 2 b 2 b 

1 fe 4 / 2 — 3afe 2 / 3 + 3a 3 / 3 — a 2 fe 2 / 2 , 
+ -gU J | 5 J i- z* + .... + Cost. 

(*) Anche queste forinole che sono stampate con esattezza a pag. 156 
dell' Essai contengono invece qualche inesatteza a pag. 329 del Tratte. 



— 181 — 
va esteso fra ì limiti z = 0, (y = l) e z = 1, (y — 0) e per con- 
seguenza il valore l della massa d' aria attraversata dai raggi 
compresi nel cilindro da noi considerato nella direzione SA, quando 
si ponga & = (a sen h) dove h è l'altezza dell'astro sull'oriz- 
zonte, sarà 



f 1 (sen *h — l ) f l 

sen h 2 a sen s h 

1 (a sen 4 ft — a sen 2 fr) / 2 + ( 3 — 3 sen *h) f 3 
6 a 2 sen 5 h 



Da questa formola deduciamo: 

l 1 1 f(sen 2 ft — 1) 1 f{l — sen 2 /*) 
_ _ i _ -ili l _i •' — : — L _j_ 

/ sen h 2 a sen s h 2 a 1 sen 5 h 

1 / ( sen 2 h — 1 ) 



+ 



6 a sen 3 ^ 



1 1 /cos 2 à 1 / 2 cos 2 fr 1 /cos 2 & 



+ 



sen Ti 2 a sen z h 2 a? sen 5 7i. 6 a sen 3 /i " 
Chiamando z la distanza zenitale dell' astro 

l 1 lfsen'z 1 1 f 2 sen 2 2 1 1 fsen'z 1 

+ 



/ cos z 2 a a cos 2 s cos z 2 a 2 cos 4 z cos s 6 a cos 2 s cos z 
\l /, 2 , /, 1 g \/t ang 2 g 

e =7= sec2 -& tan ^ secz +u-r coS2 /2?^ seC2 

che è la forma sotto la quale il Maurer (*) mette la formola del 
Bouguer. 

Ponendo /= 1 ossia chiamando uno la massa d'aria compresa 
nel cilindro verticale che ha per asse la AD, che deve essere 
attraversata dai raggi provenienti da un astro collocato allo zenit 
otteniamo 



1 1.1 1 cotg 2 /* 1 1 „ 1 

r — rr~ cotg vi T + tt^ Vi r — 7~ cotg l h r— 

sen h "la ° sen h la 1 sen 2 h sen h 6a ° sen h 



(*) Sur la théorie de V absorptlon atmoaphérique de la radiation 
BÓlaire. — Arch. des Se. Phys. et Nat. — Trois. pèriode, tome neuviéme 
(pag. 374), 1883. — La formola si trova a pag. 376. 



— 182 — 

1 L 1 ? ,/ 4 1 \) 

= r \ 1 — k~ c °tg h l « sv I > 

sen h\ 2« s V 3 a sen */i / f 

che è la forma data dall' Angot (*) alla forinola del Bouguer. 

Il Bouguer per trovare il valore numerico di / che serve a 
calcolare la massa l d' aria attraversata dal fascio cilindrico ( di 
sezione uno) di l'aggi provenienti secondo SA si valse del seguente 
processo : 

Consideriamo le due logaritmiche 

y = c x yz=b x 

Prendiamo nelle due logaritmiche coordinate uguali y ì ;y t ;y r ... 
avremo : 

per la prima e per la seconda 
«i = lo g* Vi x\ — log* y x 

x t == log,, y 2 x\ — log* y t 

x 3 z=log y s x' 3 = \og b y z 

x 2 —x ì = log c -f- x\ — x\ = log* ^ = log c ^ logi e 

x 3 — x, — log c -* a5' 3 — a;', = log* -f- = log c ^ log* e 

#2 V\ Vi 

dalle quali 

Inoltre abbiamo 



'■'■ Q '- ■' I 



log^ 
i Vi Vi 

^2 — x i — lo g* — ~ T — 
5/i logc 





log ^ 
ih log& 

1 

log e 


.X 2 CC j 


1 

log 6 



(*) Recherches théoriques sur la distribution de la Chaleur a la 
surjace du Globe. — Annales du Bureau centrai météorologique de 
France. — Année 1883; premier fascicule (mémoires divers) pag. 121. — 
La forinola in discorso è a pag. 130. 



— 183 - 

Questa relazione può servire per calcolare e per mezzo dei 
logaritmi volgari quando di una logaritmica si possano avere due 
ordinate y z ed y r 

Designando con Log i logaritmi volgari, avremo infatti 



l o g g Vi — Ì0 Sc y, __ log e 
Log y t — Log y x l 



e quindi 



log 10 
lo g* Vi — l°gc y x 1 



( Log y t — Log y 1 ) log 10 log e 

(cc ? — osj) Mod. 
~ Log?/, -Log?/, ~ 

Il Bouguer applicò questo risultato ad una osservazione fatta 
sul monte Clairet in Provenza dal De La Hire. 

Questo scienziato, dice il Bouguer, osservò che al livello del 
mare la altezza del mercurio nel barometro era di 28 pollici e 2 
linee; e che alla sommità del monte, che è alto 257 tese il mer- 
curio si abbassava a 26 pollici e 4'/ 2 linee. 

Per quanto si è detto sopra si avrà 

257 Mod. _ Qn 
f — 0,0285430 — 3910 > 33 tese 

Il Bouguer invece pose /= 3911 tese (pag. 318 del Traile 
e pag. 155 dell' Essai ). 

Da misure che egli fece in seguito salendo le Cordiliere nel 
Perou dedusse /= 4197 tese (*). 

Per avere l dalla formola del Bouguer, basterà porre per a 
il numero esprimente il raggio terrestre e per f il valore trovato 
(il Bouguer ritenne più esatto /=3911 perchè dedotto da osser- 
vazioni fatte a partire dal livello del mare). 

Rammentiamo che il numero 3911 dedotto col calcolo dal 
Bouguer, che rappresenta la massa d'aria contenuta nel cilindro 
verticale di sezione 1, vale nell'ipotesi che si rappresenti con 1 
la densità dell'aria in prossimità della terra, e che detta massa 

(*) La tesa francese vale metri 1,94904. 



_ 184 — 
è espressa per mezzo della densità stessa. Questo fatto riesce anche 
più chiaro quando si consideri che la massa di unì corpo è data 
dal volume per la densità; nel caso nostro, la massa d'aria con- 
siderata è data dal prodotto di 1 (che è la densità-) per / valore 
costante della sottangente, la quale viene contata lungo le x, che 
rappresentano appunto i volumi del cilindro verticale di sezione 
uno. Perciò il rettangolo 1 X /, che rappresenta la massa d' aria 
del cilindro zenitale di sezione uno esige che la densità venga 
ritenuta costantemente uno. 

La serie del Bouguer, che esprime i diversi spessori atmo- 
sferici attraversati dai raggi emessi dagli astri a diverse altezze, 
cessa di potere essere praticamente applicatale per piccoli valori 
di h, anzi per h = o si ha e = oo. 

Il Bouguer per completare le sue ricerche, non mancò di 
considerare e di trattare separatamente anche questo caso. 

Quando l'astro è all'orizzonte, b = o (fig. 4.*, della tav. l. a ) 
e perciò la massa d'aria attraversata dal fascio di raggi di se- 
zione 1, sarà espresso da 



/ 



(1 — a ) ( « — x) dx 
\Z2ax + x*' 



Se si cercano i valori di dx, di (a-\-x) e di \/2ax-\-x % 
seguendo il metodo precedente, si ottiene 

(1 — z) (a -\- x) dx 



\/2ax -f- se* 



ì 



(af)*dz af+'òf i la*f* -+- lSaf — lÒf * 

z ¥ |/ 2 4 (2a/)y 96 ( 2af) t af 

E l' integrale generale di questa espressione ò 

2afz^ af—Sf ± 7a 2 / 2 + 18a/ 3 — 15/* ± 
j- - r z 2 — ì z 2 — '": 



(2af) 2 6 (2af) 2 240a/(2a/) 2 

Servendosi di questa e della forinola precedente il Bouguer 
calcolò la seguente tavola (*), nella quale h dinota l'altezza del- 

4 

(*) Pag. 332 del Traité. 



— 185 — 
l'astro sull'orizzonte, l lo spessore atmosferico, ossia la massa 
d'aria compresa nel cilindro di sezione uno, quando si ammetta 
che per h = 90 , l = 3911 ; ed I è l'intensità della radiazione che 
l'astro invia sull'area uno (normale alla direzione dei raggi) 
della superficie della terra a livello del mare supposto che sia 
i"= 10000 nell'istante prima che i raggi entrino' nell'atmosfera. 
Spiegheremo poi come vennero calcolati i valori di /. 



h 


l 


/ 


h 


l 


l 


90° 


3911 


8123 


16° 


14000 


4753 


80 


3971 


8098 


15° 


14880 


4535 


70 


4162 


8016 


14 


15880 


4301 


66°. 11' 


4275 


7968 


13 


17012 


4050 


65 


4315 


7951 


12 


18344 


3773 


60 


4516 


7866 


11 


19908 


3472 


55 


4776 


7759 


10 


21745 


3149 


50 


5104 


7524 


9 


23975 


2797 


45 


5530 


7454 


8 


26672 


2423 


40 ' 


6086 


7237 


7 


29996 


2031 


35 


6813 


6963 


6 


34300 


1616 


30 


7784 


6613 


5 


39893 


1201 


25 


9191 


6136 


4 


47480 


802 


20 


11341 


5474 


3 


58182 


454 


19°. 16' 


11744 


5358 


2 


74429 


192 


19 


11890 


5316 


1 


100930 


47 


18 


12515 


5143 





138823 


6 


17 


13220 


4954 








16 


14000 


4753 









A questo punto (pag. 333 del Traiti e pag. 162 dell' Essai) 
il Bouguer ricorda che precedentemente (in seguito alle osserva- 



li 



— 186 — 

zioni fatte quando la luna era rispettivamente alta sull'orizzonte 
66°. 11' e 19°.16') ha fatto notare che uno spessore di 7469 tese d'aria 
diminuisce l' intensità luminosa da 2500 a 1681 ossia nel rapporto 

— 0,6724 e perciò conoscendosi ora gli spessori atmosferici 

che la luce degli astri deve attraversare, quando essi si trovano 
a diverse altezze, si potrà dedurre l' intensità luminosa che essi 
inviano normalmente sulla superficie uno a livello del suolo. 

Indicando con uno la intensità della radiazione che arriva al 
limite superiore dell'atmosfera, la intensità I a livello del suolo, 
sarà espressa per quanto abbiamo detto, da una relazione della forma 

I = p z dove e è lo spessore atmosferico attraversato. Volendosi 
trovare il valore di p quando i raggi percorrono la verticale, ossia 
quando attraversano 3911 tese di aria, in base ai risultati prece- 
denti, avremo 

7369 
0,6724=^3911=^ 1,9 ° 92 
d' onde 

p = 0,8123 

Quando la quantità di energia raggiante che arriva normal- 
mente sulla unità di superficie al limite superiore dell'atmosfera 
è A, la quantità I di questa energia che arriva al suolo sarà 
espressa da 

I=Ap* 

Questa forinola, per quanto abbiamo esposto, è dovuta inte- 
ramente al Bouguer, e precisamente essa ci dice che per e = o 
cioè al limite superiore dell' atmosfera 



e per e = 1 il rapporto 



I=A 






definisce ciò che si chiama trasparenza dell'atmosfera. La p, come 
abbiamo avvertito, è stata chiamata dal Pouillet costante atmosferica- 



— 187 — 
Assumendo per unità la massa d'aria compresa nel cilindro 
verticale di sezione uno da noi considerato, ossia dividendo i varii 
valori di l calcolati da Bouguer per f =. 3911 che corrisponde 
al valore di l per h = 90° otteniamo la tavola seguente, che dà 
i valori di e secondo la forinola dell' Angot, e che vennero cal- 
colati per la prima volta dal Forbes (*) e riprodotti poi dal 
Crova (**) dal Eadau (***) dal Maurer (****) dall' Angot (*****) 
dal Violle (******) e da altri. 



h 


£ 


h 


e 


h 


e 


90° 


1,0000 


25° 


2,3500 


10 


5,5600 


" 80 


1,0153 


20 


2,8998 


9 


6,1302 


70° 


1,0642 


19.16' 


3,0028 


8 


6,8197 


66.11' 


1,0931 


19 


3,0401 


7 


7,6997 


65 


1,1033 


18 


3,1999 


6 


8,7701 


60 


1,1547 


17 


3,3802 


5 


10,2002 


55 


1,2212 


16 


3,5796 


4 


12,1401 


50 


1,3050 


15 


3,8046 


3 


14,8765 


45 


1,4140 


14 


4,0603 


2 


19,0307 


40 


1,5561 


13 


4,3498 


1 


25,8067 


35 


1,7420 


12 


4,6904 





34,4955 


30 


1,9903 


11 


5,0903 







(*) Forbes James, On the trasparency of the atmosphere and the 
Law of Extinction of the solar Rays in passing through the atmosphere 
(Phil Trans, of the Royal Soc. for the Jear 1842; parte I, pag. 225). 

(**) Crova, Mesure de l' intensité calorifique des radiations solaires etc. 
— Acad des Sciences et Lettrea de Montpellier (1876). — Ed anche: 
Annales de Chi. et de Phys. T. XI (1877) pag. 433. 

(***) Eadau, Actinometrie. — Paris, Gautier-Villars 1877. 

(****) Maurer, 1. e. pag. 390. 

(*****) Angot, 1. e. pag. 131. 

(******) Violle, 1. e. pag. 41. 






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>V^ e^. 





INDICE GENERALE 

DEGLI 

ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI 

DI MODENA 
Serie III; Voi. XI a XVI, Anni XXVI a XXXI 



Accademie e Società corrispondenti. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII Pag. vii 

S. Ili, V. XIV, A. XXIX » vii 

S. Ili, V. XVI, A. XXXI » vi 

BALDINI UGO. 595. TI9T : 98 (45.41) 

Contribuzione allo studio degli Imenotteri del modenese — 

Sfecidi-Vcspidi ( e. una tavola). S. Ili, V. XIII, A. XVVIII » 45 

BERGONZINI CUEZIO. 589.S 

Alcune osservazioni sul fungo della Tricomicosi nodosa (con 

una tavola). S. III, V. XIII, A. XXVIII . » 1 

BENTIVOGLIO ALBERTO. 59S.73 (45.113.4*? 

BENTIVOGLIO TITO. 
Libellulidi dei dintorni di Torton a. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 101 

BENTIVOGLIO TITO. 551.46 (26.75) 

Analisi di sedimenti marini di alcune profondità del Mar Rosso 

Nota. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 185 

BENTIVOGLIO TITO. 551.46 (36.3) 

Analisi dei sedimenti marittimi di due grandi profondità del 

Mediterraneo. Nota. S. UI, V. XI, A. XXVI » 178 



— 190 — 
BENTIVOGLIO TITO. 551.46 (36.75) 
Analisi di un saggio di fondo del Mar Rosso (Cora! Mud). 
Nota. S. Ili, V. XI, A. XXVI . . 

BENTIVOGLIO TITO, 595.73 (45.421 ) 

Contribuzione allo studio dei Fseudoneurotteri del Modenese. 
S. Ili, V. XI, A. XXVI 



80 



122 



BENTIVOGLIO TITO. 595.733 P 

Di un caso di albinismo nella Periplaneta orientalis L. S. Ili, 

V. XIV, A. XXIX » 12 

BENTIVOGLIO TITO. 597.3 (45.1 — 318.4) 

Di un Petromyzon mar inus catturato a S. Angelo Lomellino. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 198 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.114) 

Libellulidi dei dintorni di Mortara. S. Ili, V. XIII, A. XXXIII » 199 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.434.3) 

Libellulidi dei dintorni di Rimini. S. Ili, V. XIV, A. XXIX. » 146 



20 



BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.36 +, 431) 

Note sui Pseudoneurotte ri. S. Ili, V. XIII. A. XXVIII . . 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 P 

Osservazioni intorno alle varietà delle specie « Platycnemis 

pennipes •». S. Ili, V. XV, A. XXX » 1 

BENTIVOGLIO TITO. 549.78.41 + 46 

Ricerche sulla Dolomite. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 84 

BENTIVOGLIO TITO. 549.666 (45.433) 

Sopra un antico cemento artificiale di Canossa. S. III, V. XIII, 

A. XXVIII » 17 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.113.4) 

BENTIVOGLIO ALBERTO. 
Libellulidi dei dintorni di Tortona. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 101 



— 191 — 

BENZI ARMANDO. 595.799 (45.431) 

Contribuzione allo studio degli Imenotteri del Modenese e par- 
e particolarmente delle specie del genere Nomada, con la 
descrizione di una nuova specie (N. Baldini ana). S. Ili, 
V. XI, A. XXVIII . . . Pag. 212 

BENZI ARMANDO. 595. 793 (45.4S) 

PIOAGLIA LUIGI. 
Contribuzione allo studio degli Imenotteri del Modenese — 

Tentredinei e Siricidei. S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . . » 73 

BERTACCHINI PIETRO. 611.910.12 

Anatomia della testa di un Feto umano rinocefalo ( con tre 

tavole). S. Ili, V. XIII, A. XXVIII. . . .~T .... » 121 

BUSCALIONI LUIGI. 581.8 

I Granuli d' amido incapsulati della Vicia Narbonensis — Ri- 
sposta al prof. L. Macchiati. S. Ili, V. XVI, A. XXXI . » 1 

CAMPANINI IDOLO. 595.1S1 

FERRAGUTI F. 
Un caso di Cisticerco del Bue. S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . » 103 

CAPANNI VITTORIO. 55.15 (45.4SS) 

Spiegazione di un Quadro meteorico. S. Ili, V. XII, A. XXVII » 156 

CEVIDALLI ATTILIO. 611.44 

Intorno ad alcune speciali vescicole epiteliari annesse al sistema 

tiroideo. S. Ili, V. XVI, A. XXXI . . .... . . . » 143 

CEVIDALLI ATTILIO. 577.8(09 

Note storiche intorno agli studi sulla determinaz'one del sesso 

S. Ili, V. XVI, A. XXXI . . . ~7~. » 41 

CHISTON1 CIRO. 536.38 
Le formolo di Bouguer per il calcolo degli spessori atmosferici 
e della trasparenza dell 1 atmosfera (con una tavola) S. Ili, 
V. XVI, A. XXXI . . . . . » 165 



— 192 — 

CHISTONI CIRO. 53.8 

Sull'applicazione del Magneto metro dei Seni alla determinazione 
del Coefficiente medio di temperatura dei Magneti. S. Ili, 
V. XII, A. XXVII. . . . . .... Pag. 209 

CONSOLANI CARLO. 594.104.7'? 

Note sulla struttura della conchiglia nei lamellib ranchi. S. Ili, 

V. XIV, A. XXIX . . . . . -. » 110 

CORIO FRANCESCO. 548.111 

Contribuzione allo studio delle Proprietà ottico-cristallogralicbe 

di alcuni sali isomorfi di potassio. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » 73 

DEL RE ALFONSO. 515 



M2 4 e 

— Costruzione delle 16 rette d' una superficie del 

4.° ordine a conica doppia e dei 5 relativi coni di Kummer. 

S. Ili, V. XII, A. XXVÌÌ . . . ... » 234 

[D. V. P.] 59 (09S (H) 

Tommaso Enrico Huxley . S. Ili, V.- XIV, A. XXIX . . . Pag. xxxix 

Elenco dei Soci. 

S. Ili, V. XI, A. XXVI . Pag. 

S. Ili, V. XII, A. XXVII » 

S. III, V. XIII, A. XXVIII. » 

S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . 

S. III, V. XVI, A. XXXI » 

FACCIOLA LUIGI. 597.550.3 

Sunto di alcune ricerche su 1' Organizz a zione e lo sviluppo 

dei Leptocefalidi. S. Ili, V. XVI, A. XXIX » 122 

FERRAGUTI F. 595.121 

CAMPANINI IDOLO. 
Un caso di Cisticerc o del Bue S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . » 103 

FERRARI ROBERTO. 591.433 -f 4*?3.013 

Di alcune anomalie nell' Esofago e nei muscoli del Cavallo. 

S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 108 



— 193 — 

FIORI ADRIANO. 581.9 (54/?) 

Alcuni giorni di permanenza a Bomb ay. Impressioni e note 

botaniche, S. Ili, V. XI, A. XXVI Pag. 108 

FIORI ADRIANO. 589.1 (45.43) 

SACCARDO FRANCESCO. 
Contribuzione alla Lichenologia del Modenese e Reggiano. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII . . , . . T". . . . . . » 170 

FIORI ANDREA. 598.307.870,57 

Alcuni casi di melanismo in due specie di uccelli. S. Ili, 

V. XIII, A. XXVIII 7 » 87 

FIORI ANDREA. 595.761 ( 45.711 ) 

Alcuni nuovi Qarabidì del Gran Sa sso d 1 Italia ( con una ta- 
vola) S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 13 

FIORI ANDREA. 555. 76 (45) 

Fauna Entomologica Italiana Coleotteri nuovi o poco conosciuti » 153 

FIORI ANDREA 595.761 (45) 

Note critiche sulle specie del primo g ruppo del genere Abax 
colla descrizione di una nuova specie. S. Ili, V. XIV, 
A. XXIX » 28 

GENERALI GIOVANNI. 595.131 

Osservazioni sul Cisticerco del Bue e sull' Echinoccocco del 

Cuore . S. Ili, V. XIvTa. XXIX . . . » 104 

GIOVANARDI EUGENIO. 599.904.071.091 

Di un cranio scafocefalo ed ultra dolicocefalo (con una tavola) 

S. III, V. XIII, A. XXIX. . » 41 

LEVI GIORGIO. 537 

Ricerche sperimentali intorno alle Azioni elettriche provocate 

dai raggi Rontgen. S. Ili, V. XVI, A. XXXI . . . .~. » 66 

MACCHIATI LUIGI. E89.3 

Comunicazione preventiva sulla coltura delle Diatomèe (data 

di presentazione il 23 marzo 1892). S. Ili, V. XI, A. XXVI » 53 



— 194 — 

MACCHIATI LUIGI. 581.8 
I Tegumenti seminali della Vicia Narbonensis L. non conten- 
gono i Grani d' amido incapsulati del dott. Buscaglioni. 
S. Ili, XIV, A. XXIX Pag. 113 

MACCHIATI LUIGI. 581.1 : 589.95 

Nuova contribuzione alla biologia dello Streptococcus hombycis 

(Pasteur) Fleggi. S. III, V. XIII, A. XXVII » 205 

MACCHIATI LUIGI. 581.8 

Sui pretesi Granuli d' amido incapsulati dei tegumenti seminali 
della Vicia Narbonensis L. Prima replica alla risposta del 
prof. Luigi Buscalioni. S. Ili, V. XVI, A. XXXI. ...» 4 

MACCHIATI LUIGI. 589. 3 (45.11) 

Una nuova stazione del Nostoc verrucosum Vaucher. S. Ili, 

V. XIV, A. XXIX . . . . . . . 7". » 173 

MAZZETTI GIUSEPPE. 593.95 (36.75) 

Catalogo degli Echini del Mar Rosso e descrizione di sp. n. 

(e. figg. nel testo). S. Ili, V. XII, A. XXVII » 238 

MAZZETTI GIUSEPPE. 593.95 (26.75) 

Echini del Mar Rosso dragati nella campagna idrografica della 
~R7Nave Scilla nel 1891-92. S. III, V. XII, A. XXVII . . » 100 

MAZZETTI GIUSEPPE. 55. (45.431 ) 

Le frane dell' Appennino mode nese. — Lettera aperta al popolo 
frignanese, ai loro Comuni, alla loro Provincia e al Go- 
verno. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 1 

MAZZETTI GIUSEPPE. 551.491(45.431) 

Per lo scavo di un nuovo pozzo in Modena. — Cenno intorno 
alla fauna e alla flora del sottosuolo di Modena dai 10 ai 
21 metri di profondità. S. Ili, V. XI, A. XXVI .... » 59 

MORETTI FOGGIA AMALIA. 58.01 (45.317) 

Florula delle piante vascolari del Bosco Fontana dei dintorni 

di Mantova. S. III, V. XIV, A. XXIX » 47 



— 195 — 

MORI ANTONIO. 583.678 (45.431 ) 

Intorno alla Primula uariabilis Goup. S. Ili, V. XIV, A. XXIX Pag. 46 

MORI ANTONIO. 583.3*? (45.43) 

Potentine del Modenes e o Reggian o. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 43 

Musée Colonial a Harlem (Hollanda). — Circulaire. 
S. Ili, V. XVI, A. XXVI » xii 

NAMIAS ISACCO. 564. (118.3) 

Collezione di Molluschi pliocenici di Castella rquato esistenti 
nel Museo di Mineralogia e Geologia dell'Università di 
Modena. S. Ili, V. XV, A. XXX » 5 

NAMIAS ISACCO. 55S (63) 

Contributo allo studio di alcune roccie dell' Abissinia. Nota. 

S. Ili, V. XII, A. XXVII . . . . . . . . . . ... » 87 

NAMIAS ISACCO. 594.*? (36.75) 

Su alcune forme Briozoarie del Mar Rosso. S. Ili, V. XI, 

A. XXVI . » 74 

NAMIAS ISACCO. 594.7 (26.75) 

Su alcune forme Briozoari e del Mar Rosso. S. III, V. XIII, 

A. XXVIII. » 93 

OLIVI GINO 595.75 (495) 

Classando Rincoti di Candia. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII . . » 97 

OLIVI GINO 595.75 (45.431) 
Contributo alla studio della Fauna Entomologica locale. — 
Rincoti del Modenese. — Elenco sistematico-comparativo. 
S. Ili, X. XII, A. XXVII » 101 

PANTANE LLI DANTE. 549 + 55 (073.3 (45.431) 

Appunti per servire alla storia dell' Istituto di Geologia e 
Mineralo gia della R. Università di Modena. 1882-1893 (con 
1 tav.) S. Ili, V. XII, A. XXVII . . . » 64 

PANTANELLI DANTE. 59 (093 
Carlo Vogt. S. Ili, V. XIV, A. XXIX pag. xxxvu 



— 196 — 

PANTANELLI DANTE. 55_(45.431) 

Contributo alla Geologia dell' Appennino Mod enese. — Sopra 
una recente pubblicazione del prof. Sacco sull'Appennino 
dell'Emilia. S. Ili, V. XII, A. XXVII Pag. 193 

PANTANELLI DANTE. 
Gita primaverile del 20 maggio 1895. S. Ili, V. XXVIII. . . » xv 

PANTANELLI DANTE. 551.491 

Grafici sulle osservazioni giornaliere sulle variazioni di livello 

delle acq ue sotterranee di Mode na. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » 72 

PANTANELLI DANTE. 55.783.1 (45.413) 

Miocene di Vigoleno e Vernasc a. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 18 

PANTANELLI DANTE. 551.783.3 (45.4 ) 

Paesaggio Pliocenico. — Dalla Trebbia al Reno. S. III, V. XI, 

A. XXVI. . . . » 12 

PANTANELLI DANTE. 59 (093 (S) 

Pellegrino De S brobel. S. Ili, V. XIV, A. XXIX. . . . Pag. xxxvm 

PANTANELLI DANTE. 59 (093 (D) 
Pietro Doderlein. S. Ili, V, XIV, A. XXIX Pag. xxxm 

PANTANELLI DANTE. 58.01 

59.01 

Principi per un sistema di nomenclatura delle piante e degli 

animali. S. III, V. XVI, A. XXXI Pag. 151 

PANTANELLI DANTE. 553 (118.3) 
Selci Mioceniche. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » 40 

PANTANELLI DANTE. 55 1. 781 (45.431 ) 

Sopra un piano del nummulitico sup eriore dell' Appennino mo - 
denese (e. fig. n. testo). S. Ili, V. XII, A. XXVII ... » 81 

PANTANELLI DANTE. 549.358 (45.41) 

gul Mercurio nativo di Val di Taro. S. III, V. XIV, A. XXIX » 112 



— 197 — 

PANTANELLI DANTE. 551. 783.1 (45.45) 

Zona Miocenica a Radiolarie dell' Appennino settentrionale e 

centrale. S. Ili, V. XII, A. XXVII Pag. 160 

PICAGLIA LUIGI. 59 ( 09S ( M. ) 
Ab. Giuseppe Mazzet ti. 8. Ili, V. XV, A. XXX » xxiv 

PICAGLIA LUIGI. 016.58 (45.431) 
Bibliografia botanica della Provincia di Modena. — I. Supple- 
mento. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 133 

PICAGLIA LUIGI. 59 (093 (B) 
Carlo Boni. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » xiv 

PICAGLIA LUIGI. 59 (OT3.5 (45.421) 

Cenni storici dell' Istituto Anatomo-Zoologico della R. Univer- 
sità di Modena (e. 1 tav. ). S. Ili, V. XII, A. XXVII . . » 1 

PICAGLIA LUIGI. 594 (45.431) 
Contributo alla Fauna Malacologica dell' Appennino Emiliano 
Molluschi viv enti nel territorio del Frignano. S. Ili, V. XII, 
A. XXVII . . . . 7 » 174 

PICAGLIA LUIGI. 594 ( 45.431 + 432 ) 

Contributo alla Fauna Malacologica dell' Emilia — Molluschi 
viventi del Modenese e del Baggiano — Aggiunte e corre- 
zioni. S. Ili, V. XL~A. XXVI . » 226 

PICAGLIA LUIGI. 564 ( 45.431 + 433 ) 

Contributo alla Malacologica Fossile dell'Emilia — Molluschi 
terrestri e fluviatili del Modenese e Reggiano. S. Ili, V. XI, 
A. XXVI , . » 157 

PICAGLIA LUIGI. 593.13 : 91.04 

Foraminiferi dei Saggi di fondo dragati nel viaggio di circum- 
navigazione della B. Nave Vetor Pisani comandante G. 
Palumbo negli anni 1882-85. S. Ili, V. XII, A. XXVII. . » 152 

PICAGLIA LUIGI. 593.13 (36.3 + 36.75) 

Foraminiferi del Mediterraneo e del Mar Bosso dragati nella 
campagna idrografica della B. Nave Scilla nel 1891-1893. 
S. Ili, V. XII, A. XXVII » 95 



— 198 — 

PICAGLIA LUIGI. 9 (09S (P) 
Luigi Pasteur. S. Ili, V. XIV, A. XXIX Pag. xli 

PICAGLIA LUIGI. 599 (45.431) 

Mammiferi del Modenese. Note. S. III, V. XI, A. XXVI . . » 182 

PICAGLIA LUIGI. 594 (494) 

Mollusc hi dei dintorni di Ginev ra. S. Ili, V. XII, A. XXVIL » 188 

PICAGLIA LUIGI. 597 + (36/?5) 

Pesci del Mar -Ro sso pescati nella campagna idrografica della 
Regia Nave Scilla nel 1891-92; coli' aggiunta delle specie del 
Mar Rosso e del Golfo di Aden, donate all' istituto della 
R. Università di Modena dal Medico di 1.* classe nella R. B 
Marina Dott. Vincenzo Ragazzi e dal Tenente di Vascello 
Paolo Parenti negli anni 1883-84. S. III, V. XIII, A. XXVIII » 22 

PICAGLIA LUIGI. 59 (093 (B.) 

Prof. Curzio Bergonzi ni. Cenno Necrologico. S. Ili, V. XV. 

A. XXX » v 

PICAGLIA LUIGI. 59 (093 (G) 

Prof. Eugenio Giovan ardi. Cenno Necrologico. S. Ili, V. XV, 

A. XXX . . . . . , » xiv 

PICAGLIA LUIGI. 596 (63) 

Vertebra ti dell' Eritrea raccolti dal sig. Ettore Martini Capitano 
dell' 11° Bersaglieri e da lui donati all' Istituto di Zoologia 
della R. Università di Modena. S. III, V. XIII, A. XXVIII » 157 

PICAGLIA LUIGI. 595.T93 ( 45.4 1 + 433 ) 

BENZI ARMANDO. 
Contribuzione allo studio degli Imenotteri del Modenese — 

Tentredinei e Siricidei. S. III, V. XIV, A. XXIX ... » 71 

POZZI LUIGI. 595.T8 ( 45.431 -h 433 ) 

Note l epidotte r ologiche [sul modenese], S. Ili, V. XI, A. XXVI » 1 

Rendiconti delle Adunanze pel 1892. S. III, V. XVI A. XXVI . . » v 

» » » 1893. S. III, V. XVII, A. XXVII . » v 

» » » » 1894. S. Ili, V.XVI1I, A. XXVIII » si 



— 199 — 

Rendiconti dello Adunanze pel 1895. S. Ili, V. XIX, A. XXIX. . Pag. xi 
» » » » 1896-7. S. Ili, V. XX, A. XXX. . » in 

» » » » 1898. S. Ili, V. XXI, A. XXXI. . » x 

SACCARDO FRANCESCO. 589.1 (45.41 + 433) 

FIORI ADRIANO. 
Contribuzione alla Liche nologia del Modenese e Reggiano. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVlfF. » 130 

SANTI VENCESLAO. 799 (45.431) 

Il Lago Sant o Modenese e la sua pesca. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 37 

TARUGI N. 546.373 ■+- 73 

Intorno all'Azione dell'Acido Borico sul Ferro metallico. Nota. 

S. III, V. XI, A. XXVI. . .". . . » 125 

TARUGI N. 547 

Sull' Azione dell 'Amalg ama di sodio nelle Ossime delle Aldeidi 

triclorurate. S. Ili, V. XI, A. XXVI. . . ~ . . . . "7 » 78 

TESTI FRANCESCO. 595.754 (45.433) 

Su alcuni Emitteri Eterotterri del Modenese. Note. S. Ili, 

V. XI, A. XXVI . . » 203 

TROTTER ALESSANDRO. 595.306.9 (45.317) 

Zoocecidii della Flora Mantovan a. S. III, V. XVI, A. XXIX. » 149 

TROTTER ALESSANDRO 595.306.9 (45.317) 

Zoocecidii della Flora Mantovana. Secondo contributo. S. Ili, 

V. XVI, A. XXXI » 9 

TROTTER ALESSANDRO 595.306.9 (45.41 + 433) 
Zoocecid i della Flora Modenese e Reggiana. S. Ili, V. XVI, 

A. XXXI , » 118 

ZANFROGNINI CARLO. 589.3 (45.431) 

Contribuzione alla Flora Algo logica del Modenese. S. Ili, 

V. XIII, A. XXVIII » 104 



INDICE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO VOLUME 



Elenco del Soci delle Società dei Naturalisti di Modena . ' . Pag. ni 

Accademie e Società scientifiche e corrispondenti » vi 

Eendiconto delle adunanze — Adunanza generale del 2 gen- 
naio 1898 » x 

L. Buscalioni. — I Granuli d' Amido incapsulati della Vicia 

Narbonensis » 1 

L. Macchiati. — Sui pretesi Granuli d'amido incapsulati dei 

tegumenti seminali della Vicia Narbonensis .... » 4 

A. Trotter. — Zoocecidii della Flora Mantovana .... » 9 

D. Pantanelli. — Selci Mioceniche » 40 

A. Cevidalli. — Note storiche intorno agli studi sulla deter- 
minazione dei sesso » 41 

G. Levi. — Ricerche sperimentali intorno alle azioni elettriche 

provocate dai raggi Rontgen » 66 

D. Pantanelli. — Grafici delle osservazioni giornaliere sulle 

variazioni di livello delle acque sotterranee di Modena » 72 

F. Como. — Contribuzione allo studio del proprietà ottico- 
cristallografiche di alcuni sali isomorfi di potassio . . » 73 

A. Trotter. — Zoocecidii della flora Modenese e Reggiana . » 118 

A. Cevidalli. — Intorno ad alcune speciali vescicole epiteliali 

annesse al sistema tiroideo » 143 

D. Pantanelli. — Principi per un sistema di nomenclatura 

delle piante e degli animali » 151 

A. Fiori. — Fauna Entomologica Italiana Coleotteri nuovi 

o poco conosciuti » 153 

C. Chistoni. — Le formole di Bouguer per il calcolo degli 
spessori atmosferici e della trasparenza dell'atmosfera, 
con 1 tavola » 165 

Indice generale della Serie III, Voi. XI-XVI, A. XXVI-XXXI » 189 



SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA 



BIBLIOGRAFIA 



57"7 

L. Bard, La spécìficité cellullaire, ses conséquences en biologie 
generale. Paris, Carré et Naud, 1899. 

Con questo interessante volume si inizia la serie biologica della col- 
lezione « Scientia » che consterà di pubblicazioni, redatte da persone 
competenti, sui problemi generali e oggi maggiormente discussi nei vari 
campi delle discipline fisico-matematiche e biologiche. 

Il Bard, professore alla facoltà medica di Lione, si propone in questo 
libro una questione molto ardua, ma riesce a risolverla in modo assai 
soddisfacente. 

Dopo aver schizzate le due teorie della specificità e della indifferenza 
cellulare, cerca di dimostrare che teorie intermedie non hanno ragione 
di esistere. si ammette che ciascuna cellula possa divenire di un tipo 
qualsiasi o no. Un conciliante eclettismo che ammette che determinati 
strati di cellule diano per regola determinate forme, ma che in casi spe- 
ciali possano allontanarsi da questa regola, egli non lo può accettare. 
Per lui le cellule nervose derivano sempre da cellule nervose, le musco- 
lari dalle muscolari; cose tutte risapute e certe almeno per noi italiani 
che conosciamo le ricerche del Bizzozero e Vassale, per tacere di altri, 
sulla rigenerazione dei tessuti: ma il Bard va più in là, e crede che una 
cellula epiteliare piatta debba derivare non da un epitelio in genere ma 
da un epitelio piatto, è nega affatto l' esistenza della metaplasia dei 
tessuti, che in patologia è spesso messa in giuoco anche oggidì. Se in 
una cavità tappezzata da un epitelio cilindrico si viene a formare un epi- 
telio piatto, questo non sarà veramente tale, ma pur simulandolo avrà 
sempre caratteri speciali. Insomma egli è il Linneo della serie cellulare; 
la cellula ha proprietà ereditarie fisse, fatali, per cui, modificando il detto 
di Virchow, pone come motto fondamentale : omnis cellula e cellula ejusdem 
naturae. 

Questa idea, se non come legge assoluta e quasi direi dogmatica r 
come regola generale non sarà combattuta in Italia; e dico in Italia 
perchè a Berlino il Eecklinghausen oppose al nostro A. la sclerosi degli 
alveoli polmonari della pneumonite cronica e la sclerosi dei glomeruli 
del rene nella nefrite interstiziale come esempi di trasformazione fibrosa 
di cellule endoteliari. Il Bard abbatte subito tale obbiezione ; ed era ben 



2 SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI 

facile, perchè tutti sanno che nei processi cirrotici è appunto il con- 
nettivo, tessuto ignobile e di sostegno, che prolifera e lussureggia mentre 
cade in atrofia 1' elemento nobile e funzionante. 

Io non posso naturalmente ridir qui tutte le ragioni che 1' A. espone 
in modo brillante a favore della sua tesi. Fondandosi sulla specificità 
cellulare egli arriva a una concezione particolare della natura intima 
della vita, che si potrebbe opporre sotto il nome di teoria fisica della 
vita alla teoria chimica attualmente in vigore. La vita è una forza fisica 
speciale in certo modo indipendente dalla materia ponderabile che le 
serve di substrato, senza essere di un' essenza diversa delle forze fisiche 
più semplici come il calore, l' elettricità, la luce. Come queste è una 
forza a parte, un modo speciale di movimento della materia impondera- 
bile (etere dei fisici); come esse esige per manifestarsi un substratum 
appropriato ponderabile, ma da questo resta distinto Si potrebbe obbiet- 
tare che questa forza sfugge ad ogni apprezzamento diretto, ma ciò si 
può dire anche per le altre forze, di cui non possiamo che constatare 
gli effetti. Il termometro e il galvanometro non rivelano il calore e l'elet- 
trico se non fornendo ad essi uni occasione di esercitare la loro azione. 

La luce sfugge ancor più alle misurazioni automatiche e la fotometria 
non è apprezzata che per la vista. La vita, più complessa e più deli- 
cata, è ancora più difficilmente accessibile ai mezzi d' investigazione. 

Pel nostro A. la forza vitale non ha un movimento ondulatorio ma a 
vortice; e se la luce ottiene effetti cosi vari con un movimento rettilineo, 
quali innumerevoli varietà non si avranno in un movimento che avviene 
in tutti i piani in infinite maniere? 

Come il lettore vede, questa forza vitale è ben lontana da teorie 
spiritualiste. 

Lo stile del libro è sempre dilettevole e chiaro, anche quando 1' A. 
sostiene qualche concetto paradossale, date le idee comuni, come ad es. 
(pag. 30) che la leucocitemia è il cancro speciale del sangue. 

I medici, gli zoologi e i botanici saranno grati agli editori per questa 
pubblicazione, che, anche dal lato estetico, si presenta molto bene. 



6136 

Felix Le Dantec, La Sexualité. Paris, Carré et Naud, 1899. 

Come secondo volume della serie biologica gli editori Carré e Naud 
ci offrono una monografia sulla sessualità, dovuta alla penna del Le 
Dantec, che ha trovato modo di rendere accessibile ai più una delle 
parti più complicate della scienza moderna. 

È un lavoro in gran parte analitico e che perciò male si presta ad 
un riassunto ; tuttavia tenteremo di dare un' idea dell' opera nelle sue 
linee generali. 



BIBLIOGRAFIA 3 

Dopo aver dimostrato che il fenomeno caratteristico della vita ele- 
mentare è 1' assimilazione, e aver brevemente trattato della generazione 
agama e dell'eredità, l'A. passa alla nozione dei sessi, definendo la fe- 
condazione come l'unione di due elementi incompleti, nel senso che cia- 
scuno di essi, anche posto in condizioni favorevoli, è incapace d' assimi- 
lazione e tanto meno di riproduzione. 

Discorre poi della formazione dei prodotti sessuali negli animali su- 
periori, dei caratteri sessuali secondari, della selezione sessuale e della 
partenogenesi. Quest'ultima la distingue in artificiale, occasionale, par- 
ziale, giovanile, totale, e in quella che ricorre solo in determinate sta- 
gioni dell' anno. Parla quindi del sesso del prodotto nella riproduzione 
sessuale e nella partenogenesi, e a questo proposito afferma che nelle 
api non vi sono vere femmine, bensì veri maschi e depositaci d' ova 
partenogenetiche. Con tutto il rispetto all'egregio A., io debbo confessare 
che quantunque egli cerchi di spiegare questo concetto, esso mi pare più 
che altro un giuoco di parole. 

L' epoca della determinazione del sesso viene splendidamente illu- 
strata con abbondanza di fatti e di acute osservazioni. Finalmente egli 
passa a sostenere una nuova teoria del sesso. Poiché la dissimmetria mo- 
lecolare è tanto sparsa nelle sostanze organiche, che cosa v' è di più na- 
turale, scrive egli, che 1' ammettere che ciascuna specie di sostanze pla- 
stiche abbia due tipi dissimmetrici, e per conseguenza un terzo tipo neutro 
risultante dall' accollamento dei due primi molecola a molecola? Questi 
due tipi, 1' uno destro e 1' altro sinistro, hanno un certo grado di disqui- 
librio; essi trovano il loro vero equilibrio solo completandosi l' un l'altro 
in un tipo neutro. Un plastidio é equilibrato, neutro, o asessuale quando 
contiene unicamente delle sostanze plastiche equilibrate. Esso è maschio 
o femmina quando contiene solamente sostanze in disquilibrio di un solo 
tipo. Come egli dice, se questa ipotesi è giusta le conseguenze logiche 
saranno vere; e questo egli cerca di mostrare nell'ultima parte del la- 
voro, il quale sarà letto con profitto, e altamente apprezzato per la no- 
vità delle idee e la felicità dell' esposizione sempre chiara e dilettevole. 

Attilio Cevidalli. 

S8.01 (675 

ICtat indipendant du Congo — Annales du Musée du Congo pub- 
bliées par ordre du Secretaire d'Etat — Serie I Botanique — 
Illustrations de la Flore du Congo par Em de Wildeman et 
Tu. DuRAND — Planches dessinées par M. m « B. Henricq, MM. 
Ch. Cuisin et A. d'Apreval. Tome I (fascicule 1 & 2). — 
Bruxelles impr. Cb. Vande Weghe, 1898. 

Non vi sono parole che bastino per elogiare lo scopo che si è pre- 
sso il signor Th, Masui direttore del Museo del Congo col pubblicare 



4 SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI 

gli Annali del Museo, che egli dirige e che è destinato a diventare uno 

dei più interessanti fra quelli di Scienze Naturali. 

Le illustrazioni della Flora del Congo ci daranno tutte le specie 
nuove di piante di queBto Paese, le quali si conservano nel Giardino 
di Bruxelles. 

I primi due fascicoli ci offrono in 24 tavole e 48 pagine di testo la 
descrizione delle seguenti specie: 

Veronia eruda Klatt , V. verracata Klatt , V. acrocephala Klatt., 
V. potamophila Klatt., V. amata Klatt., Dewevrea bilabiata Mich., Co- 
gniauxia trilobata Cogn , C. podolaena Bail., Scaphopetalum thonneri De 
Wild et Durand, Cyperus hensii Clarke, C. Mapanioidea Clarke, Lon- 
chocarpus celveldeanus Mich., Dissotìs hensii Cogn., Bu'bostilis lanicepa 
Clarke, Osbeckia congolensis Cogn., 0. crep tvana Cogn., Acrocephalus 
masujanus Briq , Tristemma leiocalyx Cogn , Dissotis brazzaei, Turrea 
cabrae De Wild et Durand, Acrostieum laurenti Christ , Picreus subtri- 
gonus Clark., Pteropelalum klingii Pax, Manata buettneri Hoffm., Pit- 
tosperum bicrurium Schinz et Durand. 



59? (675) 

Serie II Zoologie — Materiaux pour la Faune du Congo — 

Poissons nouveax par G. A. Boulanger — Planches dessinées 
sous la direction de 1' auteur par P. J. Smit & J. Gveen — 
Tome I ( fascio. I & II) Bruxelles irapr. Ch. Vande Weghe, 1898. 

I materiali della Fauna del Congo serviranno ad illustrare gli ani- 
mali viventi e fossili conservati nel Museo del Congo e trovati nell' in- 
dicata regione. 

I due fascicoli sino ad ora pubblicati comprendono 19 tavole con 37 
pagine di testo: in essi sono descritte le seguenti n. sp. di pesci: 

Mormyrops engy stoma, M. masuianus, M. sirenoides, M. lineolatus, 
M. microstoma, M. attenuatus, Marcusenius, plagiostoma, M. wilverthi, 
Stomatorhinus microps, Myomyrus macrodon, Gnathonemus mirus, G. 
elephas, G. rhynocephalus, G. curvirostris, G. numenius, Mormyrus ovis, 
M. caballus, M. proboscirostris, Genyomyrus donnii, Elops congicas, 
Hydrocyon goliath, H. vittatus, Eugnathichthya ectveldii, Distichodus ma- 
culata», D.fasciolatus, D. atroventralis, Alestes liebrechtsii, Labro velifer, 
L. longipennis, L. lineatila, L. falcifer, L. macrostoma, L. barbatila. 

L. PlCAGEIA. 




Modeoa, Tip. G. T. Vincenzi e Nipoti 






INDICE GENERALE 



DEGLI 



ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI 

IN MODENA 

COMPILATO ID-AX. SEGRETARIO 

Dott. LUIGI PICAGLIA 



III Serie — Anno XVI a XXXI 



IN MODENA 

PRESSO G. T. VINCENZI E NIPOTI 

Librai-Editori sotto i Portici del Collegio 

1899. 



\ Al 

2,018*0 



INDICE GENERALE 



DEGLI 



ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI 

IN MODENA 

C01MJPII.A.TO DJ^T, SEGEETAEIO 

Dott. LUIGI PICAGLIA 



III Serie — Anno XVI a XXXI 



IN MODENA 

PRESSO G. T. VINCENZI E NIPOTI 

Librai^Editori sotto i Portici del Collegio 

1899. 207?2° 



Accademie e Società corrispondenti. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII Pag. vìi 

S. Ili, V. XIV, A. XXIX » vii 

S. Ili, V. XVI, A. XXXI » vi 

BALDINI UGO. 595. 7I97: 98 (45.41) 

Contribuzione allo studio degli Imenotteri del Modenese — 

Sfecidi-Vespidi ( e. una tavola). S. Ili, V. XIII, A. XV Vili » 45 

BERGONZINI CUBZIO. 589.S 

Alcuno osservazioni sul fungo della Tricomicosi nodosa (con 

una tavola). S. Ili, V. XIII, A. XXVIII . . . ~~T . . » 1 

BENTIVOGLIO ALBERTO. 595.73 ( 45.113.4 1 ? 

BENTIVOGLIO TITO. 
Libellulidi dei dintorni di Tortona. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 101 

BENTIVOGLIO TITO. 551.46 (S6.75) 

Analisi di sedimenti marini di alcune profondità del Mar Bosso 

Nota. S. III, V. XI, A. XXVI . . . » 185 

BENTIVOGLIO TITO. 551.46 (36.3) 
Analisi dei sedimenti marini di due grandi profondità del Me- 
diterraneo. Nota. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 178 



SOCfETA DEI NATURALISTI DI MODENA 



BENTIVOGLIO TITO. 651.46 (36.75) 

Analisi di un saggio di fondo del Mar Rosso (Coral Mud). 

Nota. S. Ili, V. XI, A. XXVI Pag. 80 

BENTIVOGLIO TITO. 595.73(45.431) 

Contribuzione allo studio dei Pseudoneurotteri del Modenese. 

S. Ili, V. XI, A. XXVI . . . . » 122 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 P 

Di un caso di albinismo nella Perìplaneta orientalis L. S. Ili, 

V. XIV, A. XXIX » 12 

BENTIVOGLIO TITO. 597.3 (45.1 — 318.4) 

Di un Petromyzon marinus catturato a S. Angolo Lomellino. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 198 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.114) 

Libellnlidi dei dintorni di Mortara. S. Ili, V. XIII, A. XXXIII » 199 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.434.3) 

Libellulidi dei dintorni di Rimini. S. Ili, V. XIV, A. XXIX. » 140 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.36 +, 431) 

Note sui Pseudoneurotte ri. S. Ili, V. XIII. A. XXVIII . . » 20 

BENTIVOGLIO TITO. 595.733 P 

Osservazioni intorno alle varietà delle specie « Platycntmis 

pennipes ». S. Ili, V. XV, A. XXX .... . . . . . » 1 

BENTIVOGLIO TITO. 549.78.41 + 46 

Ricerche sulla Dolomite. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 84 

BENTIVOGLIO TITO. 549.666 (45.433) 

Sopra un antico c emento artificiale di Canossa. S. Ili, V. XIII, 

A. XXVIII . . . . . » 17 



BENTIVOGLIO TITO. 595.733 (45.113.4) 

BENTIVOGLIO ALBERTO. 
Libellulidi dei dintorni di Tortona. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 101 



INDICE GENERALE DELIA III SERIE 



BENZI ARMANDO. 595.799 ( 45.431) 

Contribuzione allo stadio degli Imenotteri del Modenese e par- 
e particolarmente delle specie del genere Nomada, con la 
descrizione di una nuova specie (N. Baldiniana). S. Ili, 
V. XI, A. XXVIII Pag. 212 

BENZI ARMANDO. 595. 793 (45.43) 

PICAGLIA LUIGI. 
Contribuzione allo studio dogli Imenotteri del Modenese — 

Tentredinei e Siricidei. S. Ili, V. XIV, A. XXIX ... » 73 

BERTACCHINI PIETRO. 611.9iO.13 

Anatomia della testa di un Feto umano rinocefalo (con tre 

tavole). S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 121 

BUSCALIONI LUIGI. 581.8 

I Granuli d'amido incapsulati della Vicia Na r bonensis — Ri- 

sposta al prof. L. Macchiati. S. Ili, V. XVI, A. XXXI . » 1 



CAMPANINI IDOLO. 595.131 

FERRAGUTI F. 
Un caso di Cisticerco del Bue. S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . 

CAPANNI VITTORIO. 55.15 (45.433) 

Spiegazione di un quadro meteorico. S. III, V. XII, A. XXVII 



CEVIDALLI ATTILIO. 577.8(09 

Noto storiche intorno agli studi sulla determinazone del sesso 

S. Ili, V. XVI, A. XXXI * 

CHISTON1 CIRO. 551.593.8 
Lo formolo di Bouguer per il calcolo degli spessori atmosferici 
e della trasparenza dell' atmosfera (con una tavola) S. Ili, 
V. XVI, A. XXXI . . » 



103 



156 



CEVIDALLI ATTILIO. 611.44 

Intorno ad alcune speciali vescicole epiteliari annesse al sistema 

tiroideo. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » UZ 



41 



165 



SOCIETÀ DEI NATURALISTI DI MODENA 



CHISTONI CIRO. 53.8 

Sull'applicazione del Magnetometro dei Seni alla determinazione 
del coefficiente medio di temperat ura dei Magneti. S. Ili, 
V. XII, A. XXVII. . . . .T . . . Pag. 209 

CONSOLANI CARLO. 594.104.7'? 

Note sulla struttura della conchiglia nei lamellibranchi. S. Ili, 

V. XIV, A. XXIX . . . . 7". • » 110 

CORIO FRANCESCO. 548.111 

Contribuzione allo studio delle proprietà ottico-cristallografiche 

di alcuni sali isomorfi , di potassio. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » 73 

DEL RE ALFONSO. 515 



M 2 4 e 

— Costruzione delle 16 rette d' una superficie del 

4.° ordine a conica dopp ia e dei 5 relativi coni di Kummer. 

S. Ili, V. XII, A. XXVIl » 234 

[D. V. A.] 59 (09S (H) 

Tommaso Enrico Huxley . S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . . Pag. xxxix 

Elenco dei Soci. 

S. Ili, V. XI, A. XXVI Pag. in 

S. Ili, V. Xll, A. XXVII » ni 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » ni 

S. Ili, V. XIV, A. XXIX » in 

S. Ili, V. XVI, A. XXXI » in 

FACCIOLA LUIGI. 597.550.3 

Sunto di alcune ricerche su l' organizzazione e lo sviluppo 

dei Leptocefali. S. Ili, V. XVI, A. XXIX » 122 

FERRAGUTI F. 595.1S1 

CAMPANINI IDOLO. 
Un caso di Cisticerco del Bue S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . » 103 

FERRARI ROBERTO. 591.43S + 473.01S 

Di alcune anomalie nell' esofago e nei muscoli del Cavallo. 

S. Ili, V. XIV, A. XXIX .""". . . . . . . . . . . . » 103 



INDICE GENERALE DELLA III SERIE 



FIORI ADRIANO. 581.9 (54/?) 

Alcuni giorni di permanenza a Bombay. Impressioni e note 

botaniche, S. Ili, V. XL~A. XXVI Pag. 108 

FIORI ADRIANO. 589.1 (45.43) 

SACCARDO FRANCESCO. 
Contribuzione alla Lichenologia del Modenese e Reggiano. 

S. III, V. XIII, A. XXVIII . . . . . » 170 

FIORI ANDREA. 598.207.870.57 

Alcuni casi di melanism o in due specie di uccelli. S. Ili, 

V. XIII, A. XXVIII 7 . . . ... » 87 

FIORI ANDREA. 595.761 (45.711) 
Alcuni nuovi Carabidi del Gran Sasso d'Italia (con una ta- 
vola) s. iiT,~v~xiv, aTxxixT --- ".""7" » 13 

FIORI ANDREA. 555. 76 (45) 

Fauna Entomologica italiana Coleotteri nuovi o poco conosciuti » 153 

FIORI ANDREA 595.761 (45) 
Note critiche sulle specie del primo gruppo del genere Abax 
colla descrizione di una nuova specie. S. Ili, V. XIV, 
A. XXIX . » 28 

GENERALI GIOVANNI. 595.131 

Osservazioni sul Cisticerc o del Bue e sull' Echinoccocco del 

cuore. S. Ili, V. XIV, A. XXIX . . . » 101 

GIOVANARDI EUGENIO. 599.904.071.091 

Di un cranio s cafocofalo ed ultra dolicocefalo (con una tavola) 

S. Ili, V. XIII, A. XXIX » 41 

LEVI GIORGIO. 537 

Ricerche sperimentali intorno alle azioni elettriche provocate 

dai raggi Rontgen. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » 6G 

MACCHIATI LUIGI. E 89.3 

Comunicazione preventiva sulla coltura delle Diatomèe (data 

di presentazione il 23 marzo 1892). S. Ili, V. XI, A. XXVI » 53 



SOCIETÀ DEI NATURALISTI DI MODENA 



MACCHIATI LUIGI. 581.8 
I Tegumenti seminali della Vicia Narbonensis L. non conten- 
gono i Grani d' amido incapsu lati del dott. Buscaglioni. 
S. III, XIV, A. XXIX Pag. 113 

MACCHIATI LUIGI. 581.1 : 589.95 

Nuova contribuzione alla biologia dello Streptococeus bombycis 

(Pasteur) Eleggi. S. Ili, V. XIII, A. XXVII . . . . . » 205 

MACCHIATI LUIGI. 581.8 

Sui pretesi Granuli d 1 amido incapsu lati dei tegumenti seminali 
della Vicia Narbonensis L. Prima replica alla risposta del 
prof. Luigi Buscalioni. S. Ili, V. XVI; A. XXXI. \ . . ■» i 

MACCHIATI LUIGI. 589. 3 (45.11) 

Una nuova stazione del Nostoc verrucos um Vaucher. S. Ili, 

V. XIV, A. XXIX 7~. » 173 

MAZZETTI GIUSEPPE. 593.95 (38.75) 

Catalogo degli Echini del Mar Ro sso e descrizione di sp. n. 

(e. figg. nel testo). S. Ili, V. XII, A. XXVII » 238 

MAZZETTI GIUSEPPE. 593.95 (36.75) 

Echini del Mar Rosso dragati nella campagna idrografica della 

ÉTNavo Scilla nel 1891-92. S. Ili, V. XII, A. XXVII . . » 100 

MAZZETTI GIUSEPPE. 55. (45.431) 
Lo frane dell 1 Appennino modenese. — Lettera aperta al popolo 
frignanesc, ai loro Comuni, alla loro Provincia e al Go- 
verno. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 1 

MAZZETTI GIUSEPPE. 551.491(45.421) 

Per lo scavo di un nuovo pozzo in Modena. — Cenno intorno 
alla fauna e alla flora del sottosuolo di Modena dai 10 ai 
21 metri di profondità. S. Ili, V. XI, A. XXVI .... » 59 

MORETTI FOGGIA AMALIA. 58.01 (45.317) 

Elorula delle piante vascolari del Bosco Fontana dei dintorni 

di Mantova. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 47 



INDICE GENERALE DELLA III SERIE 9 

MORI ANTONIO. 583.6 ?3 (4^.431 ) 

Intorno alla Primula variabili s Goup. S. Ili, V. XIV, A. XXIX Pag. 46 

MORI ANTONIO. 583.37 (45.43) 

Potentine del Modenes e e Reggian o. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 43 

Musée Colonial a Harlem (Hollanda). — Circulaire. 
S. Ili, V. XVI, A. XXVI » xii 

NAMIAS ISACCO. 584. (118.3) 
Collezione di Mollusch i pliocenici di Castel larguato esistenti 
nel Museo di Mineralogia e Geologia dell'Università di 
Modena. S. Ili, V. XV, A. XXX . . . » 5 

NAMIAS ISACCO. 553 (63) 

Contributo allo studio di alcune roccie dell' Abissinia. Nota. 

S. Ili, V. XII, A. XXVII . . . ... » 87 

NAMIAS ISACCO. 594.*? (36.75) 

Su alcune forme Briozoarie del Mar Rosso. S. Ili, V. XI, 

A. XXVI » 74 

NAMIAS ISACCO. 594.7 (36.75) 

Su alcune forme B riozoaric del Mar Rosso. S. Ili, V. XIII, 

A. XXVIII ~. » 93 

OLIVI GINO 595.75 (495) 

Classando Rincoti di Candia. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII. . » 97 

OLIVI GINO 595.75 (45.431) 

Contributo alla studio della Fauna Entomologica locale. — 
Rincoti del Modenese. — Elenco sistcmatico-comparativo. 
S. Ili, X. XII, A. XXVII » 101 

PANTANE LLI DANTE. 549 + 55 (073.3 (45.431) 
Appunti per servire alla storia dell' Istituto di Geologia e 
Mineralo gia della R. Università di Modena. 1882-1&93 (con 
1 tav.) S. Ili, V. XII, A. XXVII » 64 

PANTANELLI DANTE. 59 (093 
Carlo Vogt. S. Ili, V. XIV, A. XXIX pag. xxxvn 



30 SOCIETÀ DEI NATURALISTI DI MODENA 

PANTANELLI DANTE. 55 (45.421) 
Contributo alla Geologia dell' Appennino modenese. — Sopra 
una recente pubblicazione del prof. Sacco sull'Appennino 
dell'Emilia. S. Ili, V. XII, A. XXVII Pag. 193 

PANTANELLI DANTE. 
Gita primaverile del 20 maggio 1895. S. Ili, V. XXVIII. . . » xv 

PANT ANELLI DANTE. 551.491 

Grafici sulle osservazioni giornaliere sulle variazioni di livello 

delle acque sotterranee di Modena. S. Ili, V. XVI, A. XXXI » 72 

PANTANELLI DANTE. 55/?82.1 (45.412) 

Miocene di Vigoleno e Vernasc a. S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 18 

PANTANELLI DANTE. 551.783.2 ( 4.4 ) 

Paesaggio Pliocenico. — Dalla Trebbia al Reno. S. III, V. XI, 

A. XXVI. . . » 12 

PANTANELLI DANTE. 69 (092 (S) 

Pellegrino De Strobel. S. Ili, V. XIV, A. XXIX. . . . Pag. xxxvin 

PANTANELLI DANTE. 59 (082 (D) 
Pietro Doderlein. S. III, V. XIV, A. XXIX Pag. xxxm 

PANTANELLI DANTE. 58.01 

59.01 

Principi per un sistema di nomenclatura delle piante e degli 

animali. S. Ili, V. XVI, A. XXXI . . . ~~~T~ '. . . . Pag. 151 

PANTANELLI DANTE. 552 (118.2) 
Selci Mioceniche. S. III, V. XVI, A. XXXI » 40 

PANTANELLI DANTE. 551.781 (45.421) 

Sopra un piano del Nummuliticó superiore dell'Appennino mo- 
denese^ e. fig. n. testo). S. Ili, V. XII, A. XXVII ... » 81 

PANTANELLI DANTE. 549.258 (45.41) 

Sul Mercurio nativo di Val di Taro. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » 112 



INDICE GENERALE DELLA III SERIE 11 

PANTANELLI DANTE. 551.783.1 (45.45) 

Zona Miocenica a Kadiolarie dell'Appennino settentrionale e 

centrale. S. Ili, V. XII, A. XXVII Pag. 160 

PICAGLIA LUIGI. 59 ( 093 (M.) 
Ab. Giuseppe Mazze tti. S. Ili, V. XV, A. XXX » xxiv 

PICAGLIA LUIGI. 016.58 (45.431) 

Bibliografia botanica della Provincia di Modena. — I. Supple- 

mento. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 133 

PICAGLIA LUIGI. 59 (09S (B) 
Carlo Boni. S. Ili, V. XIV, A. XXIX » xiv 

PICAGLIA LUIGI. 59 (073.5 (45.421) 

Cenni storici dell' Istituto Anatomo-Zoologico della R. Univer- 
sità di Modena (e. 1 tav. ). S. Ili, V. XII, A. XXVII . . » 1 

PICAGLIA LUIGI. 594 (45.431) 
Contributo alla Fauna Malacologica dell' Appennino emiliano 
Molluschi viventi nel territorio del Frignano. S. III, V. XII, 
A. XXVII . . . . 7 » 174 

PICAGLIA LUIGI. 594 (45.431 -f- 423) 

Contributo alla Fauna Malacologica dell' Emilia — Molluschi 
viventi del Modenese e del .Reggiano — Aggiunte e corre- 
zioni. S. Ili, V. xÌ7a. XXVI . » 226 

PICAGLIA LUIGI. £64 (45.431 + 433) 
Contributo alla Malacologica Fossile dell'Emilia — Molluschi 
terrestri e fluviatili del Modenese e Reggiano. S. Ili, V. XI, 
A. XXVI » 157 

PICAGLIA LUIGI. 593.13 : 91.04 

Foraminiferi dei Saggi di fondo dragati nel viaggio di circum- 
navigazione della R. Nave Vetor Fisan i comandante G. 
Palumbo negli anni 1882-85. S. Ili, V. XII, A. XXVII. . » 152 

PICAGLIA LUIGI. 593.13 (383 + 36.75 ) 
Foraminife ri del Mediterraneo e del Mar Eosso dragati nella 
campagna idrografica della R. Nave Scilla nel 1891-1893. 
S. Ili, V. XII, A. XXVII » 95 



12 SOCIETÀ DEI NATURALISTI DI MODENA 

PICAGLIA LUIGI. 9 (093 (P) 
Luigi Pasteur. S. Ili, V. XLV, A. XXIX . . . Pag. xli 

PICAGLIA LUIGI. 599 (-45.431) 

Mammife ri del Modenes e. Note. S. Ili, V. XI, A. XXVI . . » 182 

PICAGLIA LUIGI. 594 (494) 

Mollusc hi dei dintorni di Ginev ra. S. Ili, V. XII, A. XXVII. » 188 

PICAGLIA LUIGI. 59*? + ( 36/75 ) 

Pesci del Mar .Ros so pescati nella campagna idrografica della 
Regia Nave Scilla nel 1891-92; coli' aggiunta delle specie del 
Mar Rosso e del Golfo di Aden, donate all' istituto della 
R. Università di Modena dal Medico di l. B classe nella R. a 
Marina Dott. Vincenzo Ragazzi e dal Tenente di Vascello 
Paolo Parenti negli anni 1883-84. S. III, V. XIII, A. XXVIII » 22 

PICAGLIA LUIGI. 59 (093 (B.) 

Prof. Curzio Bergonzini. Cenno Necrologico. S. Ili, V. XV. 

A. XXX . . . .~~ » v 

PICAGLIA LUIGI. 59 (093 (G) 

Prof. Eugenio Giova nardi. Cenno Necrologico. S. Ili, V. XV, 

A. XXX » xiv 

PICAGLIA LUIGI. 596 (63) 

Vertebrati dell' Eritrea raccolti dal sig. Ettore Martini Capitano 
dell' 11° Bersaglieri e da lui donati all' Istituto di Zoologia 
della R. Università di Modena. «. III, V. XIII, A. XXVIII » 157 

PICAGLIA LUIGI. 595/?93 (45.41 +433) 

BENZI ARMANDO. 
Contribuzione allo studio degli Imenotteri del Modenese — 

Tentredinei e Siricidei. S. Ili, V. XIV, A. XXIX ... » 71 

POZZI LUIGI. 595.78 ( 45.431 -t- 433 ) 

Noto lepidotterologiche [sul modenese]. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 1 

Rendiconti delle Adunanze pel 1892. S. Ili, V. XVI A. XXVI . . _» v 
» » » » 1893. S. Ili, V. XVII, A. XXVII . » v 

» » » » 1894. S. III, V.XVIH, A. XXVIII » xi 



INDICE GENEKALE DELLA HI SERIE 



13 



Rendiconti delle Adunanze pel 1895. S. Ili, V. XIX, A. XXIX. . Pag. xi 

» 1896-7. S. Ili, V. XX, A. XXX. . » ni 
» 1898. S. III, V. XXI, A. XXXI. . » i 

■ SACCARDO FRANCESCO. 589.1 (45.41 + 433) 

FIORI ADRIANO. 
Contribuzione alla Lich enologia del Modenese e Reggiano. 

S. Ili, V. XIII, A. XXVIII » 17 ° 

SANTI VENCBSLAO. 799 (45.481) 

Il Lago Santo Modenese e la sua pesca. S. Ili, V. XI, A. XXVI » 37 

TARUGI N. 546.S78 ■+- 73 

Intorno all' azione dell'Acido Borico sul Feiro metallico. Nota. 



S. Ili, V. XI, A. XXVI. 



TARUGI N. 547 

Sull'Azione dell'Amalgama di sodio nello Ossim e delle Aldei di 



tri clorurate. S. Ili, V. XI, A. XXVI. 



125 



TESTI FRANCESCO. 595.754(45.483) 

Su alcuni Emitteri Eterotterri del Modenese. Note. S. Ili, 

V. XI, A. XXVI. » 203 

TROTTER ALESSANDRO. 595.806.9 (45.317) 

Zoocecidii della Flora mantovana. S. III, V. XVI, A. XXIX. » 149 



TROTTER ALESSANDRO 5g5.3C6.9 (45.317) 

Zoocecidii della Flora mantovana. Secondo contributo. S. Ili, 

V. XVI, A. XXXI . . ~~7~ » 9 

TROTTER ALESSANDRO 595.306.9 (45.41 + 433) 
Zoocecidi della Fiora modenese e reggiana. S. Ili, V. XVI, 

A. XXXI . . • » 118 



ZANFROGNINI CARLO. 589.3(45.431) 

Contribuzione alla Flora Algologica del Modenese . S. Ili, 

V. XIII, A. XXVIII . . .~~~ " » 104 



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