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Full text of "Atti del Reale Istituto veneto di scienze, lettere ed arti"

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MUSEUM OF COMPARATIVE ZOÒLOGY. 




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JUL 2 ty08 



ATTI 



DEL 



R e: A L E ISTITUTO V E N E T 



DI 



SCIENZE, LETTERE ED ARTI 



TO:\I0 LXYII 

(serie ottava - TOMO DECIMO) 



ATTI 



DEL 



REALE ISTITUTO VENETO 



1)1 



SCIENZE, LETTERE EU ARTI 



ANNO ACCADEMICO 1907-908 



TOMO LXYII 

(serie ottava - TOMO DECIMO) 

PARTE PRIMA 



VENEZIA 

FKBSSO LA SEGRETERIA DEL REALE ISTITUTO 
TAT-AZZO I.OKKBAN SANTO STEFANO 



V 



■^ 



lui 8 1908 



Atti del Reale Istituto V^onkto pi scienze, lettere ed aeti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 

DEL 

R. ISTITUTO VENETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI 



AL Ti OTTOBRE 1907 



presidente 
Carlo Fuancesco Ferra kis 
(R. Decreto 27 gciiimio 1907) 

vicepresidente 

Giuseppe Veronese 
(R. Decreto 27 f-cniiiiio 1907) 

segretario 

Guglielmo Berchet 
(R. Decreto 8 febhrnio 1906) 

vicesegretario 

Giuseppe Occioni-Bonaffons 
(R. Decreto 2ó Inglio 1904^ 

amministratore 

Enrico Filippo Trois 
(R. Deovoto 8 gonnaio 1905) 



ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 



MEMBRI EFFETTIVI (') 



(22 novembre 1H()8 — (i aprile 1872 — l(i dicembre 1883) (-) 

LrzzATTi Luir:H, Ministro di Stato, Oav. dell' Ordino del merito 
civile di Savoia, Cav. Gr. Croce decorato del Gr. Cordone 
. -ìft- , c§3 , Gr. Croce decorato del Gr. Cordone della Legion 
d' onore e Gr. Uff. dell' Ordine di Francesco Giuseppe e di 
Leopoldo d' Austria e dell' Aquila Rossa di Prussia. Grande 
Ufficiale dell' Ordine della Concezione del Portogallo, ecc., 
prof, di diritto costituzionale all' Università di Roma, già 
Ministro del Tesoro, delle Finanze e delle Poste, deputato 
al Parlamento, membro della R. xVccademia dei Lincei, meiii- 
bro dell' Istituto di Francia (Accademia delle scienze morali 
e politiche), membro dell' Accademia Reale delle scienze di 
Napoli, ecc., ecc. 

(2() maggio 1872 — 13 dicembre 1877 — 17 t'ebbi'aio 1881) 

LoRENzONi Giuseppe, ^ , Comm. c§: , socio nazionale della R. Ac- 
cademia dei Lincei, socio nazionale della Società italiana delle 
scienze detta dei Quaranta, socio effettivo della R. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, socio nazionale della 
R. Accademia di Torino, socio corrispondente della R. Acca- 
demia di scienze ed arti di Modena, membro della Société 
Imperiale des natnralistes de Moscou ecc., prof, ordinario di 
astronomia e direttore dell' Osservatorio astronomico nella 
R. Università di l'adova (Osservatorio astronomico). 

(12 luglio 1874 — 11 aprile 1878 - 27 agosto 1883) 
Tr(HS Enrico Filippo, Uff. c§i , membro della Commissione pro- 



ti) LI segno ^ indica l'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro: il se- 
gno i# r Ordine della Coi-ona d' Italia. 

(2) La prima data si riferisce alla elezione a socio corrispondente: 
la seconda al Decreto di nomina a membro effettivo; l;i terza ii ([uello 
del cont'eiiineiito della pensioiu- accad(^micu. 



DEL R. ISTITUTO VENETO 



t , 



vinciale di viticultura ed enologia. Vicepresidente della Società 
regionale veneta per la pesca e 1' acquicoltura, Presidente 
della Commissione Ministeriale per la pesca fluviale e lacu- 
stre, socio dell' Accademia di microscopia del Belgio e del- 
l'Ateneo Veneto, conservatore e custode delle raccolte scien- 
tifiche e della Esposizione industriale di questo R. Istituto. 
Venezia (Calle del Carbon, Palazzo Bembo, 4785). 

(26 febbraio 1871 — 7 luglio 1878 — 1.5 febbraio 1885) 

Bernardi Enrico ^ , # , socio effettivo della R. Accademia 
di scienze lettere ed arti di Padova, prof, di macchine agri- 
cole, idrauliche e termiche ed incaricato dell' insegnamento 
della meccanica applicata nella R. Università di Padova. 
(Agli Eremitani, Via Porciglia, 14). 

(9 feb))raio 1871) — 2'» maggio 1881 — 21 maggio 188.Ó) 

Fa VARO nob, Antonio, Uff. ^ , Comm. c^ , Cav. della Legion 
d' onore, Uff. della pubblica istruzione di Francia, Uff. del- 
l' Ordine di Leopoldo del Belgio, Comm. dell'Ordine di Isa- 
bella la Cattolica di Spagna, Comm. dell'Ordine di San Ma- 
rino e decorato della Medaglia d'oro del merito, ecc. Membro 
dell' Accademia della Crusca, dell' Istituto Storico Italiano, 
Membro effettivo della R. Deputazione veneta sopra gli studi 
di storia patria e di quella per le provincie di Romagna, 
socio effettivo della R. Accademia di Padova, onorario del- 
l' Ateneo di Bergamo, della Società Copernicaca di Thorn e 
della Società delle scienze del Messico, socio straniero della 
Società Olandese delle scienze di Harlem e di quella Ze- 
landese di Middelburg, corrispondente di parecchie altre Ac- 
cademie italiane ed estere. Direttore della edizione nazionale 
delle Opere di Galileo Galilei sotto gli auspicii di S. ^I. il 
Re d' Italia, prof, ordinario di statica grafica e Vice Direttore 
della Scuola d' Applicazione per gli Ingegneri nella R. Uni- 
versità di Padova. (Via Gaspara Stampa, 7). 

(0 felìbraio 1870 — 29 maggio 1881 — 7 febbraio 1892) 
Saccardo dott. PiERANDREA, Uff. -?fj , '^ , socio corrispoudente 



4 KLENOO BEI MEMBRI E SOCI 

(Iella K. Accademia dei Lincei, membro della K. Accademia 
delle scienze di Torino, della K. Accademia delle scienze di 
J>oloi2,-na, della R. Accademia di scienze, lettere ed arti di 
Padova, dell' Accademia reale di agricoltura in Torino, del- 
l' Accademia l^ontaniana di Napoli, della Società micologica 
di Francia, della Società crittogamologica italiana, dell'Ateneo 
Yeneto, dell' Accademia dei Concordi di Rovigo, dell' Ateneo 
di 'J^reviso, della Società del Museo in Rovereto, dell'Accade- 
mia veneto-trentino-istriaiia in Padova, della Società botanica 
italiana in Firenze, della Società Imperiale dei naturalisti di 
Mosca, della R. Società delle scienze e lettere di G(")teborg 
(Svezia), della R. Società botanica del lielgio residente a 
Bruxelles, della Società lìelga di microscopia in Bruxelles, 
della Società botanica <li Lione, della Società botanica di Ger- 
mania residente a Berlino, della R. Società l)otanica di Rati- 
sbona, della Società botanica di Francia residente a Parigi, 
della Società Slesiana in Breslavia, della L R. Società zoolo- 
gico-botanica di Vienna, della Società delle scienze naturali 
di Brilnn, dell' Accademia delle scienze naturali e matemati- 
che di Cherl)ourg, dell' Accademia delle scienze di California 
in S. Francesco, della Società scientifica " Antonio Alzate ^ 
di Mexico, dell' Associazione internazionale di IJotanica resi- 
dente in Leida, della Società degli studi naturali " Giuseppe 
Ragazzoni „ in Brescia, della Società italiana di scienze natu- 
rali di Milano, della Società entomologica di Firenze, della 
Società bibliografica italiana in Milano, della Commissione 
internazionale per la nomenclatura botanica residente a Parigi 
e della Commissione internazionale di Fitopatologia in Ber- 
lino ecc., prof, ordinario di botanica e direttore del R. Orto 
botanico presso la R. Università di Padova. (Orto botanico, 13). 

(1) febbraio 1879 — 27 agosto ISSH — IH marzo 1892) 

Gloria Andrea, Uff. ^ , Comm. c§3 , Socio effettivo della R Ac- 
cademia di Padova, onorario dell' Ateneo di Bergamo, corri- 
spondente di altri Atenei ed Accademie, prof, emerito di paleo- 
grafia nella R. Università, direttore emeiito del Museo civico 
di Padova, ecc. (Via S. Eufemia, 20). 



DEL K. ISTITUTO VENETO D 

(14 iiiag-gio 1H81 — 15 febbraio 1885 — 2i) giugno 181)8) 

De Giovanni prof. AchiUìE, Senatore del Regno Uff. -^ , (Ir. 
Uff. c§: , (xr. Croce della Rosa del Brasile, (jv. Cordone del 
^legidje, socio di varie Accademie nazionali ed estere, prof, 
e direttore dell' Istituto di clinica medica generale della R. 
Università di Padova. (A^ia della Gatta. 979). 

(29 dicembre 1895 - 8 aprile l'.HH)) 

Omboni Giovanni Connn. o|i , socio effettivo della Società geolo- 
irica italiana, della Società Italiana di scienze naturali, della 
Società toscana di scienze naturali, della Società antropologica 
italiana ecc., socio corrispondente dell' I. R. Istituto geologico 
austriaco, delle Accademie delle scienze di Bologna e Palermo, 
della Società dei Naturalisti di Mosca, ecc., prof, emerito di 
geologia nella R. Università di Padova. (Via Torresin, 3). 

(8 luglio 1880 — i) (liceiid)re 1SS5 — -i gennaio 18'.>4) 

lÌKivLATi conte dott. Maneeedo, -^ , c§-, . socio effettivo delia 
R. Accademia di scienze, lettere ed arti in Padova, prof, di 
fisica tecnica e direttore della R. scuola di applicazione per 
frl'Inffeffneri nella R. Università ili Padova. (Via Cesarotti, 14). 

(20 maggio 1888 — 18 agosto 1S88 — 14 febbraio 18'.H) 

BoNATELLi Francesco, Cav. dell'Ordine del merito civile di Sa- 
voja, Uff. -^ , c§3 , socio nazionale della R. Accademia dei 
Lincei, socio effettivo d(dla Società Reale di Napoli, dell'Accade- 
mia di scienze, lettere ed arti di Padova, socio corrispondente 
dell' Accademia Reale delle scienze di Torino, dell' Ateneo 
veneto, dell' Ateneo di Brescia e dell' Accademia Urbinate, 
prof, di filosofia teoretica nella R. Pniversità di Padova. (Ri- 
viera S. Benedetto, 10). 

(10 aprile 1881 — 5 gennaio 18;»0 - 20 maggio 181»7) 

Spiga Pietko, dottore nelle scienze fisico-chimiche ed in chimica 
e farmacia. Uff. c§^ , socio effettivo della R. Accademia di 
scienze, lettere ed arti di Padova, membro ordin. della Società 



6 ELENCO DEI MEMBRI K SOCI 

chimica di Berlino e della Società di scienze naturali ed eco- 
nomica di Palermo, Presidente onorario dell'Associazione far- 
maceutica universitaria di Padova e della Federazione fra le 
Associazioni farmaceutiche universitarie italiane, socio onora- 
rio delle Associazioni farmaceutiche Friulana, Padovana, Um- 
bra e Pavese, membro della R. Commissione per l'accertamento 
dei reati di veneficio, membro del Consiglio superiore di Sa- 
nità, Membro della Commissione internazionale per lo studio 
dell' unificazione dei metodi d'analisi delle derrate alimentari, 
prof, ordinario di chimica farmaceutica e tossicologica, prof, 
incaricato di chimica docimastica, docente di chimica analitica 
e bromatologìca e direttore della scuola di farmacia nella li. 
Università di Padova. (Via Ospitale Civile 49 Istituto chimico- 
farmaceutico). 

(8 luglio 1880 — 2 luglio 1890— 20 maggio 1897) 

Berchet Guglielmo, dottore nelle leggi, Comm. ^ , id. c§: , 
Cavaliere del S. M. 0. di iMalta^ id. della Legion d' onore 
di Francia, Comm. dell' Ordine di Francesco Giuseppe, id. 
dell' ordine Imperiale giapponese del Tesoro Sacro e di quello 
del Sole levante, Comm. dell'Ordine del Leone é sole di Per- 
sia, decorato della grande medaglia d' oro di I.» classe per 
le scienze e lettere da S. M. l'Imperatore di Germania, socio 
degli Atenei di Venezia, ^Milano, Treviso e Bassano, delle Ac- 
cademie di Modena e di Rovigo e della Società ligure di sto- 
ria patria, membro dell' Istituto storico di Francia e della R. 
Deputazione Veneta di storia patria, membro onorario delle 
Società geografiche di Vienna e di Tokio, e del Consiglio 
superiore degli Archivi, membro corrispondente della Consulta 
araldica, memlu'o della Commissione reale per la pubblicazione 
dei documenti finanziari della Repubblica veneta, Presidente 
dell' Ospizio Marino Veneto e Presidente della Commissione 
Araldica per le provincie venete. - Venezia (S. Maria For- 
mosa Calle del Dose, 5873). 

(17 novembre 1880 — 20 luglio 1891 — 9 dicembre 1897) 
(Socio coirisponileiite dell' Istiluto Lombardo [4 febb. 1860)) 

Teza Emilio, Connn. -^ , ^gi , dottore honoris caum dell' Uni- 



DEL R. ISTITUTO VENETO ( 

versità di Pest, socio nazionale dell' Aooadeinia dei Lincei, socio 
efTettivo della K. Accademia di Padova, socio onorario del 
l'f/nKis.'<().'< di Atene, socio corrispondente dell'Accademia della 
(Jrusca, della Società (reooTafica Italiana, dell'Ateneo Veneto, 
dell' Accademia Armena a S. Lazzaro, dell' Accademia Reale 
di l'alermo, dell' Accademia Reale di Pest, dell'Accademia di 
Storia di Madrid, della Società Letteraria di Finlandia, della 
Società Finno-P^g-rica di Helsingfors, della Società Letteraria 
estone di Dorpat, dell'Istituto Reale dell'India Olandese, delle 
Società Orientali d'Italia e di Germania, delle Società di Sto- 
ria Patria a Poìogna e a Roma, prof, di sànscrito e di gram- 
matica comparata delle ling-.ue classiche nella R. Università 
di Padova (Via S. Lucia, 5), 

(22 novembre 18()8 — l;-i marzo 185)2 — 15 febbraio liJOO) 

Liov nob. Paolo, Uff". ^ , Comm. c§! , ex deputato al Parla- 
mento, Senatore del Regno, g^ià membro del Consiglio supe- 
riore dell' Istruzione pubblica, g'ià presidente del Club Alpino 
italiano - Vicenza (S. Michele, 1995). 

(28 marzo 1884 — 1:5 marzo 18',)2 ^- 8 marzo 1900) 

^Iaktini Tito, o§: , mendiro fondatore della Società veneto-tren- 
tina di scienze naturali residente in Padova, socio corrispon- 
dente della R. Accademia dei (leorg-ofili e della Colombaria 
di Firenze ; prof, ordinario di matematiche e incaricato del- 
l' insegnamento dell' elettrochimica nella R. Scuola superiore 
di commercio e prof, titolare di fìsica e chimica nel R. Liceo 
Marco Foscarini di Venezia. (Via Vittorio Emanuele 4884). 

(28 marzo 1884 — 81 marzo 1892 — 8 marzo 1900) 

Tamassia dott. Areico, u^- , prof, ordinario di medicina leggale 
sperimentale nella R. Università di Padova. (Via S. Prosdo- 
cinio, 14). 

(23 marzo 1884 — 4 dicembre 1892 — 81 maggio 1900.) 

Veronese Giuseppe, Senatore del Regno, ComuL d|i , dott. honoris 
causa della Università di Aberdeen, Socio straniero della 



8, ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 

Accademia Ungherese delle scienze, socio nazionale dell' Ac- 
cademia Reale dei Lincei, membro della Società Italiana 
delle scienze (detta dei XL), socio della lì. Accademia delle 
scienze di Torino, socio effettivo della R. Accademia di 
Padova e dell' Ateneo veneto, ex deputato al Parlamento 
Nazionale, prof. ord. di geometria analitica e incaricato di 
geometria superiore presso la R. rniversità di Padova. (Via 
S. Sofia, 17). 

(23 marzo 1885 — 6 agosto 1893 — 21 giugno 1906j 

Papadopoli-Aldobrandini conte Nicolò, Senatore del Regno, 
Comm. ^ , Gr. Uff. o^ , Ufficiale onorario di cavalleria, pre- 
sidente della Società numismatica italiana, membro onorario 
della li. Società numismatica di Bruxelles, Accademico di me- 
rito residente della E. Accademia di belle arti, socio residente 
dell' Ateneo veneto, presidente del Consiglio direttivo della 
Scuola superiore di Commercio in Venezia, presidente del Con- 
siglio direttivo delta Scuola d'Arte applicata alle industrie in 
Venezia, (S. Apollinare, 1464). 

(10 aprile 1881 — 3 febbraio 1895 — 21 giugno 1906) 

Schio (da) conte Almerico, Presidente dell'Accademia Olimpica 
di Vicenza e direttore dell' Ufficio metereologico (Corso Prin- 
cipe Umberto, 873). 

(14 aprile 1889 — 2 febbraio 1896) 

Molmenti Pompeo, Deputato al parlamento Nazionale, Venezia. 

(22 giugno 1890 — 23 febbraio 1896) 

Bassini dott. Edoardo, Senatore del Pegno, Uff. -^ , Comm. ^ , 
prof, ordinario di clinica e medicina operatoria nella R. Uni- 
versità di Padova. (Via S. Massimo, 10). 

(24 aprile 1892 — 8 aprile 1897) 

Stefani Aristide, -^ , socio nazionale della Reale Accademia dei 
Lincei, membro onorario dell' Accademia mediiio-chirurgica di 
Ferrara e delF Accademia Olimpica di Vicenza, socio effettivo 



DEL E. ISTITUTO VENETO 9 

della R. Accademia di scienze, lettere ed arti di Padova, socio 
corrispondente della Keale Accademia di Medicina di Torino, 
della Società medico-chirurf^ica di l)olog-na e delle Accademie 
Virgiliana di !\[antova e medica di Perugia, prof, ordinario 
di fisiolog-ia presso la R. Università di Padova. (Via G. B. 
Belzoni, 43). 

(14 aprile 1889 — 8 aprile 189 i) 

FoGAzzAKO dott. Antonio, Senatore del Regno, ^ , Ooinm. ng: , 
Vicenza (Colle Berico). 

(16 giugno 1889 — 4 luglio 1897) 

Fekuauis Caklo' Francesco, Deputato al Parlamento Nazionale, 
ex Ministro dei Lavori Pubblici, Comm. ^ , a^ , Connn. del- 
l' Ordine della Stella polare di Svezia, socio nazionale della 
K. Accademia dei Lincei, socio effettivo della R. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, membro del Consig-lio 
superiore di Statistica e del Consiglio della Previdenza, mem- 
bro onorario della Società Svizzera di Statistica e della Reale 
Società Inglese di Statistica, prof, ordinario di Scienza del- 
l' Amministrazione e Diritto amministrativo nella R. Università 
di Padova. (Via 20 Settembre, 7). 

(24 aprile 1892 — 4 luglio 1897j 

De Toni Giovanni Battista, dottore in scienze naturali ed in 
chimica, laureato dell' Istituto (Accademia delle scienze) di 
Parigi, prof, ordinario di Jiotanica, direttore del R. Orto Bo- 
tanico e Preside della Facoltà di scienze della R. Università 
di Modena, membro onorario della Società Reale di Microsco- 
pia di Londra, della Società Botanica di Francia in Parigi, 
della Società Linneana della Nuova Galles del Sud in Sydney, 
Presidente della Società dei Naturalisti e matematici di 3Io- 
dena, membro effettivo della Società Imperiale dei naturalisti 
in Mosca, socio perpetuo effettivo della Società botanica ita- 
liana in Firenze, della Accademia veneto-trentina-istriana in 
Padova, della Società botanica tedesca in lierlino, della So- 
cietà francese di botanica di Courrensan, dell' Accademia ]\o- 
mana dei nuovi Lincei, (Udla R. Accademia di scienze, lettere 



10 ELENCO DEI MEMBKI E SOCI 

ed arti in Modena, dell'Accademia internazionale di i^-eoorafìa 
botanica in Lenians, socio corrispondente della K. Accademia 
dì scienze, lettere ed arti in Padova, dell'Ateneo Veneto, della 
Accademia Reale delle scienze di Lisbona, dell' 1. K. Acca- 
demia degli A;;-iati in Rovereto, della Società dei^li Zelanti di 
Acireale, della Società dei naturalisti russi in Kiew, della 
Società danese di botanica in Copenhao;en, della Società bo- 
tanica di Lione, della Società del ]\Iuseo civico di Rovereto, 
della Società bibliografica italiana in Milano, dell'Associazione 
archeologica in Roma, della R. Società spaglinola di storia 
naturale in Madrid, delle Società di scienze mediche e natu- 
turali di Cherbourg e di Cfiessen, delegato dal R. Ministero 
delle Finanze per lo studio delle malattie crittogamiche dei 
tabacchi, membro della Commissione internazionale di fitopa- 
tologia, libero insegnante di botanica generale presso la R. Uni- 
versità di Padova (R. Orto botanico, Modena). 

(24 maggio 1885 — '.» dicenibi'e I897j 

OccioNi-BoNAi'FONS GIUSEPPE, dottoi'c in filosofia, ^ , Connn. c^, 
socio onorario dell" accademia di Udine e della Minerva di 
Trieste, Vicepresidente per le Lettere e bibliotecario dell' A- 
teneo veneto, socio effettivo e segretario della R. Deputazione 
Veneta di storia patria, socio effettivo dell'Accademia veneto- 
trentino-istriana in Padova e della Società bibliografica italiana 
in Milano, socio corrispondente dell' Accademia dei Concordi 
di Rovigo e della Colombaria di Firenze^ membro della Com- 
missione Reale per la pubblicazione dei documenti finanziari 
della Repubblica veneta, condirettore dei periodici Nuovo Ai- 
cJiioio Veneto e Ateneo Veneto, prof. Liceale emerito di 
storia e geografia. Venezia (^laddalena. Corte Erizzo, 2137). 

(21 marzo 188(5 — i) dicembic 181^7) 

Galanti prof. Ferdinando, Uff. ^ , Comm. c^: , socio corrispon- 
dente di ])arecchie accademie d' Italia e della Società geogra- 
fica di Lisbona, preside del R. Ginnasio Liceo Tito Livio e 
libero docente nella K. Università di Padova. (A"ia S. Fran- 
cesco, 4:2). 



DEL li. ISTITUTO VENETO 11 

(23 aprilo 181)3 — 1<) iiiiii'-gio 1H',)8) 

Ragnisco Pietko, Comni. -^f? , ctj^- , w\ìi prof, ordinario di storia 
della filosofia nella R. Università di Palermo, socio eft'ettivo 
della li. Accadeniis di Padova, socio corrispondente nazionale 
della R. Accademia di scienze morali e politiche di Napoli, 
prof, ordinario di etica nell'Università di Roma. (A^ia Arenula, 4). 

(24 aprile 1892 — 13 gennaio 1899) 

Ricci nob. Gregoeio, Uff. oj^' , socio corrispondente della R. Ac- 
cademia dei Lincei e della R. Accademia di Padova, prof, di 
algebra complementare, incaricato di fisica matematica, Preside 
della Facoltà di scienze fisiche, matematiche e natnrali nella 
R. Università di Padova. (Piazza Vittorio Emanuele II, 29). 

(23 aprile 1893 — 9 aprile 1899) 

Nasini nob. Raffaello, Uff. ^ , Comm. c§i , uno dei XL, della 
Società Italiana delle scienze, socio nazionale della R. Acca- 
demia dei Lincei, socio corrispondente della R. Accademia 
delle scienze di Padova, e di quelle di Bologna e di Modena, 
membro onorario della Associazione Britannica pel progre<^so 
delle scienze, membro onorario della Rovai Institution della 
gran Brettagna, rappresentante dell'Italia nel Consiglio inter- 
nazionale e nel Comitato esecutivo pel Catalogo internazionale 
della Letteratura scientifica, dottore honoris r<(Hsa della Uni- 
versità di Glasgow (LL. D.). prof ordinario di chimica ge- 
nerale e incaricato di chimica fisica nella R, Università di Pisa. 
(Pisa, Istituto di Chimica generale). 

(29 dicembre 1895 — 15 febbraio 1900) 

P(jLvcco avv. Vittorio, Uff. ^ , Comm. '^f' , professore onorario 
dell' Università di Camerino, socio effettivo della R. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, socio corrispondente della 
Reale Accademia di scienze di Torino e dell' Accademia Pe- 
loritana di Messina, membro della " Internationale Vereinigung 
tur vergleichende Rechtswissenschaft und Volkswirtschafts- 
lehr „ di Berlino, Rettore Magnifico e prof, ordinario di Di- 
ritto civile nella R. Università, incaricato di materie giuridiche 



12 ELENCO DEI MEMBEI E SOCI 

nella E. Scuola di applicazione per gli ingegneri di Padova. 
(Yia S.*"' Lucia 33). 

(29 (lieeiiibre 18t)5 — 8 aprile 1900) 

Vicentini dott. Giuseppe, j§: , socio effettivo della K. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, prof, ordinario di fisica 
sperimentale nella E. Università di Padova. (Istituto Fisico). 

(29 dicembre 1895 — 9 aprile 1900j 

Verson Enkico, Uft\ -^ , socio corrispondente della E. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, della Imperiale Società 
Agraria di Odessa, della E. Accademia di agricoltura di To- 
rino, dell' T. E. Società agraria di Gorizia, della Società agraria 
Istriana, membro effettivo della lmj)eriale Società d' acclima- 
tazione della Eussia, membro titolare della Società Imperiale 
di economia rurale di Mosca, presidente onorario del Museo 
Nazionale di sericoltura di Torino, socio onorario dell' Acca- 
demia di Pesaro, della Imperiale Società agraria di Tiflis, della 
Società agraria di Eovereto, del Comizio agrario di Cuneo, 
membro della Società scientifica " Antonio Alzate ,, di Mexico, 
direttore della E. Stazione bacologica di Padova. (Piazza Vit- 
torio Emanuele 11°). 

(29 (liceiubre 1895 — 16 agostu 1900) * 

Brugi Biagio, Uff". ^ , Uff. %> , professore onorario dell'Univer- 
sit;ì di Urbino, vicepresidente della E. Accademia di scienze, 
lettere ed arti di Padova, socio onorario dell'Accademia Gioe- 
"nia di Catania, socio dell' Accademia Eaffaello di Urbino, prof, 
ordinario di Istituzioni di diritto romano e incaricato di 
Introduzione enciclopedica alle scienze giuridiche e Istituzioni 
di diritto civile, Preside della Facoltà di Giurisprudenza nella 
R. Università di Padova (Via Beato Pellegrino, 60). 

(25 iimrzu 1897 — 18 aprile 1905) 

CiscATo prof. Giuseppe, socio corrispondente della E. Accademia 
di Padova, professore di Geodesia teoretica neUa K. Univer- 
sità di Padova. 



TìV.Jj II. ISTITT^TO VENETO IB 



(22 maggio 181)7 — ó agosto 1905) 

BoNOME Augusto, Uff. -^^ socio corrispondente della R. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, membro onorario dell'As- 
sociazione medica Lombarda, membro della Società italiana di 
Pataloo;ia ; socio fondatore dell'Accademia medica di i'adova, 
membro della Società italiana di neurolooia ; prof, ordinario di 
anatomia patologica nella R. Università di Padova. (Piazza 
Vittorio Emanuele II, 21). 

(29 dicembre lli).ó — .5 agosto 1905) 

Catellani Enrico, ^, Uff. c^, membro dell'Istituto di Diritto 
internazionale, socio dell'Istituto Coloniale Internazionale e del- 
l'Istituto Coloniale Italiano, socio effettivo della R. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, socio della Peloritana 
di Messina, membro dell'Associazione per la riforma e la co- 
dificazione del Diritto delle genti sedente a Londra, prof, or- 
dinario di Diritto internazionale pi-esso la R. Università di 
Padova. (Yia Spirito Santo, 180()). 

(29 dicembre 18!).') — 1!) luglio 1906) 

Cresoini Vincenzo, l^ff. o^, socio effettivo della R. Accademia di 
scienze, lettere ed arti di Padova, corrispondente della R. De- 
putazione Veneta di Storia patria e dell'Ateneo Veneto, mendjro 
del Consiglio Centrale della Società Dantesca Italiana e presi- 
dente della Sezione padovana della Società stessa ; già prof, 
di Storia comparata delle lingue classiche e neolatine nella 
R. Università di Gfenova ; prof, ordinario di Storia comparata 
delle letterature e delle lingue neo-latine nella R. Università 
di Padova. (Via Roma, 1). 

(22 maggio 1897 — 19 luglio 1906) 

Tamassia Giovanni (Nino), prof, ordinario di storia del diritto 
italiano nella R. Università di Padova. (Via S. Pietro, 29). 



14 



ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 



" 1 membri effettivi del R. Istituto Lombardo di scienze e lettere 
sono di diritto aggregati all' Istituto Veneto, e nelle adunanze sono 
pareggiati ai membri effettivi di questo, escluso soltanto il diritto 
di voto. ,, (Alt. 10;) del Regolamento interno). 



ATTUALI MEMimi EFFETTIVI UELL'ISTITUTO LOMBARDO 



Per la Classe di seien/e matematiche e natiir:ili : 



SCHIAPAEELLI ìììg. GIOVANNI 

Mantegazza prof. Paolo 
Colombo prof. Giuseppe 
Ferrini prof. Rinaldo 
Gelosia prof. Giovanni- 
Taramelli prof. Torquato 
KoRNER prof. Gu&lielmo 
Golgi prof. Camillo 
Ardissone prof. Francesco 
Bardelli prof. Giuseppe 



Gabba prof. Luigi 
Jung prof. Giuseppe 
Briosi prof. Giovanni 
jMurani prof. Oreste 
Pascal prof. Ernesto 
Mangiagalli prof. Luigi 
Visconti dottor Achille 
FoRLANiNi prof. Carlo 
Berzolari prof. Luigi 
Artini dott. Ettore 



Per la Classe di lettere, scienze morali e storiche : 



Lattes prof. Elia 

Ceruti ab. dott. Antonio 

ViDARi prof. Ercole 

ViGNOLi prof. Tito 

1>NAMA prof. Vigilio 

Del Giudice prof. Pasquale 

Gobbi prof. Ulisse 

Ratti mons. dott. Achille 

Beltrami ardi. Luca 



Gabba avv. Passano 
Canna prof. Giovanni 
Minguzzi prof. Livio 
Zuccante prof. Giuseppe 
Buzzati prof. Giulio Cesare 
Scherillo prof. Michele 
Rossi prof. Vittorio 
Salvioni prof. Carlo 
NovATi prof. Francesco 



DEL K. IS'rTTl^T(1 VENETO 15 



MEMBRI ONORARI 



(28 ottobre 1900) 

S. A. R. il Principe Luifii Amedeo Giuseppe Ferdinando Fkan- 
oESoo (li Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi. 

(20 marzo li)()4) 

GufiLiELMo Marconi. 

(17 giugno li)Ori) 

Roberto Ardigò, Uff. -^ , Gr. Uff. ^ , socio corrispondente del- 
l'Accadeniia di scienze morali e politiche dell'Istituto di Francia, 
socio nazionale della R. Accademia dei Lincei, professore or- 
dinario di storia della filosofìa nella R, Università di Padova. 



SOCI CORRISPONDENTI DELLE PROVINCIE TENETE 



(26 febbraio 1871) 

Caccianioa Antonio, ^ , Comm. ^- , cittadino onorario della città 
di Torino, socio onorario della R. Deputazione veneta di Storia 
))atria, socio degli Atenei di Venezia (^ Treviso e della R. Ac- 
cademia di scienze e lettere in Padova. — Treviso (Villa 
Saltore). 

(12 luglio 1874) 

PoLiTEO dott. Giorgio, Uff. ^ , Connn. # , professore emerito 
di filosofia nel R. Liceo Marco Foscarini in Venezia. (SS. A- 
postoli, fondamenta dei Sartori, 4805). 

(22 giugno 1890) 
Cipolla conte Francesco. — Verona (Via Stella, 21). 



16 ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 



(24 aprile 1892) 

NiooLis Enrico, ^, Uff. 'i^y>, decorato dello niodaglie eomni. del- 
l' indipendenza ed unità d' Italia, membro dell' Accademia 
d' ao-ricoltura e scienze, delle Commissioni provinciali Cen- 
suaria, di Statistica ecc. Presidente della Banca Mutua Popo- 
lare, Conservatore dei Musei, Civico e dell'Accademia, ecc. ecc. 
di Verona, corrispondente della K. Accademia di scienze, let- 
tere ed arti di Padova, dell' Aceademia di scienze di New-York, 
dell' I. R. Istituto «^^eolog-ico di Vienna, dell' I. R. Accademia 
degli Agiati e del Museo Civico di Rovereto, dell' Ateneo di 
scienze di Brescia, ecc. (Corte Quaranta). 

(29 dicembre 1895) 

Massalongo dott. Roberto, uff. c<g-., membro della Socióté ana- 
tomique di Parigi, della Société de thérapeutique di Parigi, 
della Société médico-psycologique di Parigi, della Société Fran- 
gaise d'hygiène, delln Société zoologique do Franco, della So- 
ciété Royale des sciences médicales et uaturelles de Bruxelles, 
dell' Accademia de medicina y chirurgia de Barcellona, della 
Société de medicine di Parigi, della Società dei nevrologi ed 
alienisti tedeschi, della Società Reale Italiana d'igiene, dell'Ac- 
cademia medico-chirurgica di Napoli, membro onorario del- 
l'Accademia di medicina di Ferrara, dell'Accademia medica 
di Genova, della R. Accademia medica di Roma, della Società 
medico-fisica fiorentina, della R. Accademia di medicina di 
Torino, prof, pareggiato di medicina interna nella R. Univer- 
sità di Padova, direttore e medico primario dell'Ospitale Mag- 
giore di Verona. 

(26 gennaio 1896) 

Berohet Federico, c^, m. e. 48-49, Cav. di I. classe dell'Or- 
dine Norvegese di S. Olaf, ingegnere architetto, accademico 
eiìierito residente dell' Accademia di Belle Arti in Venezia, 
socio •dell' Accademia ligustica di Belle Arti in Genova, dei 
Georgofili di Firenze, corrispondente dell'Ateneo Veneto, della 



DEL R. ISTITUTO VENETO 17 

K. Deputazione Yenetii di storia patria, e dell' Associazione 
artistica e d' architettura di Ronui. - Venezia. (Santa Alarina, 
Corte del Doge, 5878). 

(25 marzo 1897) 

BoEDioA Giovanni, ingegnere. Venezia. (S. Lio, 5613). 

(25 marzo 1897) 

Landucci avv. LandO; Deputato al Parlamento Nazionale, Comm. 
-5^, ;0:, socio effettivo della R. Accademia di scienze, lettere 
ed arti di Padova, socio corrispond nte della E. Accademia 
Petrarca di scienze, lettere ed arti di Arezzo, della R. Acca- 
demia Raffaello di Urbino, della R. Accademia di scienze, 
lettere ed arti della Valtiberina in Sansepolcro, della R. Accade- 
mia Valdarnese del Poggio in Montevarchi e della R. Acca- 
demia di scienze e lettere Peloritana di Messina, socio della 
" Internationale Vereinigung fur vergleichende Rechtswissen- 
sohat't und Volkwirthschaftslehre ,, di Berlino, membro ono- 
rario dell' Istituto di storia del diritto romano di Catania, prof, 
onorario di diritto romano nella Università di Urbino, prof, 
ordinario di diritto romano e docente con effetti legali di 
Storia del diritto romano nella R. Università di Padova. (Piazza 
Vittorio Emanuele II, 47Ì. 

(25 marzo 1897) 

Tellini dott. Achille, socio corrispondente dell' Accademia dei 
Zelanti di Acireale e dell'Ateneo di Brescia. - Udine. 

(22 maggio 1897) 

Arrigoni degli Oddi conte Ettore, Cav. Uff. dell'Ordine del 
Merito Civile di Bulgaria, membro effettivo dell' Unione orni- 
tologica inglese, della Società zoologica di Francia, della So- 
cietà italiana di scienze naturali, dell'Accademia veneto-trentina- 
istriana in Padova, della Società Ornitologica Tedesca ; socio 
corrispondente dell' Unione Ornitologica Americana, della Cen- 
trale Ornitologica Ungherese, della Società Zoologica Italiana, 
dell' T^nione Zoologica Italiana, dell' Accademia di Verona, 



18 ELENCO T)ET MEMBET E SOCI 

dell' Ateneo di Berg^amo, collaboratore speciale della Inchie- 
sta ornitologica italiana, della Rivista italiana di scienze na- 
turali e del giornale italiano Y Avicula, socio onorario della 
Società Coloinboflla fiorentiiìa, socio corrispondente dell'Acca- 
demia dei Zelanti '.^ PP. dello studio di Acireale, membro 
del Comitato Ornitologico Internazionale, socio corrispondente 
dell' I. R. Accademia di Rovereto, Vice Presidente della Riu- 
nione Ornitologica Internazionale di Serajevo (1899), socio 
del Comitato di Patronato e segretario di Sezione al HI Con- 
gresso Ornitologico Internazionale di Parigi (1900) ecc., in- 
segnante libero di zooloo-ia nella R. Università di Padova. 
(Via Umberto I, 10). 

(22 maggio LSDT) 

Spica-Marcatajo Giovanni, c^. Dottore in Chimica ed in Chi- 
mica e farmacia, già Professore del R. Istituto Tecnico di 
Catania, insegnante libero di Chimica generale e di Chimica 
farmaceutica nella R. Università di Padova, Membro della Com- 
missione Internazionale per gli studi sulla stabilità degli esplo- 
sivi. Chimico principale di I. classe nella R. 3Iarina e diret- 
tore del Laboratorio Chimico del UT Dipartimento Marittimo. - 
Venezia. (Sant'Antonino, 8341). 

(22 maggio 1897) 

Sacerdoti Adolfo, -^, membro effettivo dell' " Institut de droit 
International „, socio effettivo della R. Accademia di scienze, 
lettere ed arti di Padova, socio corrispondente del R. Istituto 
Lombardo di scienze e lettere, prof, ordinario di diritto com- 
merciale nella R. Università di Padova. (A^ia Dante, 18). 

(27 febbraio 189S) 

D' Arcais Francesco, -5^, socio effettivo della R. Accademia di 
scienze lettere ed arti di Padova, Accademico onorario della 
R. Accademia delle scienze dell' Istituto di Bologna, prof, or- 
dinario di calcolo infinitesimale, ed incaricato dell' insegna- 
mento dell' analisi superiore, direttore della Scuola di Magi- 
stero annessa alla Facoltà di scienze fisiche, matematiche e 
naturali nella R. Università di Padova. (Via S. Eufemia, 2). 



DEL li. ISTITUTO VENETO 19 

(27 febbraio 18t)8) 

Pennato Papinio, Ufi'. c§i , decorato della medag-lia di argento 
ai benemeriti della salute pubblica, docente libero di clinica 
medica propedeutica nell' Università di Padova, consigliere sa- 
nitario provinciale, membro effettivo dell'Accademia di Udine, 
medico primario direttore dell'Ospitale civile, e del Brefotrofio 
di Udine. 

(27 febbraio 1898) 

Zanon Giovanni Antonio, costruttore e professore di costruzione 
navale, membro del Collegio decemvirale degli italiani della 
Pontificia Accademia Romana di S. Tommaso d'Aquino, socio 
onorario corrispondente della Società di letture e conversazioni 
scientifiche di Genova, prof, ordinario di macchine a vapore 
nel R. Istituto nautico di Venezia. (Dorsoduro, 299). 

(27 febbraio 1898) 

Castelnuovo Enrico, ^ , o^- , Direttore della R. Scuola supe- 
riore di Commercio in Venezia e prof, d' istituzioni commer- 
ciali nella scuola stessa. (S. Fosca, 2279). 

(27 febbraio L898) 

Predelli Riccardo, ^ , c§] , membro effettivo e tesoriere della 
R. Deputazione Veneta di storia patria, membro corrispon- 
dente dell' I. R. Accademia degli Agiati di Rovereto, della 
Società Ligure di storia patria, socio residente dell' Ateneo 
veneto, socio effettivo dell'Accademia scientifica veneto-trentina- 
istriana, primo archivista e docente di paleografia ed archivi- 
stica neir Archivio di Stato di Venezia, membro della R. Com- 
missione per la pubblicazione dei documenti finanziari della 
repubblica di Venezia, condirettore del periodico " Nuoco 
Archivio veneto „. Venezia (Ss. Apostoli, Palazzo Da Mosto). 

(24 aprile 1898) 

BiADEGO Giuseppe, -^ , dottore in filosofia, socio corrispondente 
della R. Accademia delle scienze di Torino, della R. Acca- 
demie di Tjiicca e della R. Accademia degli Agiati di Rove- 



20 ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 

reto, membro effettivo della R. Deputa/ione veneta di Storia 
patria e della Accademia veneto-treiitina-istriaiia in Padova, 
membro effettivo e segretario dell' Accademia di ag-ricoltura, 
scienze, lettere ed arti di Verona, membro governativo della 
Commissione conservatrice dei monumenti, vice-presidente della 
Giunta di Vigilanza dell' Istituto tecnico e bibliotecario della 
Comunale <li Verona. 

|27 novembre 1SU8) 

Flamini Francesco, Uff". ^ , socio effettivo della K. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, socio corrispondente della 
Società (Colombaria di Firenze, dell'Ateneo di Venezia e degli 
Atenei di scienze, lettere ed arti di Bergamo e di Brescia; 
delle Società storiche di Pistoia e della Val d' Elsa, socio 
onorario della Società scientifico-letteraria " Luigi Comoens ,, 
di Napoli, membro effettivo della Reale Connnissione per i 
testi di lingua e del Comitato Centrale della Società Dantesca 
Italiana, professore ordinario di letteratura italiana )iella R. 
Università di Padova. (Via Vescovado. 25). 

(22 aprile IIIÓO) 

Breda Achille, Uff. 4^ ? niembro onorario della Società di Der- 
matologia di Vienna, socio corrispondente della Società di 
Dermatologia Francese, socio effettivo della R. Accademia di 
scienze, lettere ed arti di Padova, prof, ordinario di Dermo- 
patologia e Clinica dermosifilopatica nella R. Università di 
Padova. 

(15 luglio 11)00) 

Bertelli Dante, Uff. <^ , socio Anatomische Gesellschaft, mem- 
bro della Association des anatomistes. membro della Unione 
zoologica italiana, socio corrispondente (hdla R. Accademia di 
scienze, lettere ed arti in Padova, prof, ordinario di Anatomia 
umana normale nella R. Università di Padova. (Istituto Ana- 
tomico). 

(22 giugno 1902) 

Ghirardini Gherardo, Uff. c^^ , membro ordinario dell'Istituto 



DEL li. ISTITUTO VENETO 21 

Archeolog-ico Oerniauioo, effettivo estero dell' I. R. Istituto 
Archeologico iVustriaco, socio corrispondente della R. Accade- 
mia dei Lincei, effettivo della 1\. Accademia di scienze, lettere 
ed arti di Padova e della R. Deputazione Veneta di Storia Patria 
corrispondente della Deputazione di storia patria per la Roma- 
gna, della Società Colombaria Fiorentina, delle Accademie dei 
Sepolti di Volterra e dei Concordi di Rovigo, dell'Accademia 
di Udine, del Sillologo Parnassos d' Atene, della Società an- 
tropologica di Vienna, i)rot'. ordinario d' Archeologia nella R. 
Università di Padova, sopraintendente ai Musei ed agli Scavi 
d' Antichità del \ eneto, meiid)ro della Commissione Conser- 
vatrice dei monumenti per la provincia di Padova e della 
Connnissione Centrale pei' le Antichità e le Belle Arti. (Corso 
Vittorio Emanuele II. 45). 

(22 giug-no 1902) 

Malagola Caklo, dottore in Leggi, -^ , Uff- ^ , cav. del S. M. 
Ord. di Malta, (Ir. Uff. dell'Ora, .li S. Sava di Serbia, e del 
Merito Civ. della Rep. di S. ^Marino : Cornili, dell' Ord. di 
Isabella di Spagna, del Sole e Leone di Persia, di Danilo I 
di Montenegro e dell' Ord. della Casa Kniestina di Sassonia; 
Uff. della Corona Reale di i^russia e dell' Ordine del Leone 
di Zaeringen di Baden, Cav. dell'Ord. di Francesco Giuseppe 
d' x\ustria, Ufficiale della Pubblica Istruzione di Francia ; prof, 
pareggiato (già Incaricato) di Paleografia e Diplomatica e Dot- 
tor CoUeffiato onorario cUdla Facoltà giuridica della R. Uni- 
versità di Bologna ; socio effettivo didle RR. Deputazioni di 
Storia Patria per le Prov. Venete, e delle Romagne ; Membro 
della R. Commissione Araldica Veneta ; della R. Commissione 
pei Documenti Finanziari della Repubblica Veneta, e dell'Ate- 
neo Veneto, Membro dell' Accademia Ungherese delle scienze 
di Budapest, socio d' onore dell' Accademia di Belle Arti di 
Ravenna, socio corrispondente della RR. Accademie di SS. 
LL. ed AA. di Padova e di Palermo e della Società Coper- 
nicana di Thorn, Direttore dell' Archivio di Stato di Venezia. 
(Venezia, Rio Terrà dei Frari, 2556). 

(12 luglio 1903) 

Lampeetico Domenico, c§: , Cav. al Merito del Lavoro, dottore 



22 ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 

in o-iurisprudeiiza, af^ronomo. Vicenza (Corso J'rincijie Um- 
berto, 2338). 

(12 luglio 1903) 

Rossi ing. Luigi Yittoeio, già Direttore incaricato dell' Istituto 
industriale di Fermo, già Vice-direttore della Scuola indu- 
striale A. Rossi di Vicenza, socio corrispondente della R. Ac- 
cademia di scienze, lettere ed arti di Padova, professore di 
ponti in ferro e legno nella R. Scuola degli Ingegneri di Padova. 

(12 luglio 1903) 

Levi-Civita Tullio, socio corrispondente della R. Accademia 
di Padova, della R. Accademia dei Lincei e della Académie 
Imperiale des sciences de Saint-Pótersbourg, socio straniero 
della Accademia Leopoldino-Carolina (Halle), prof, ordinario 
di Meccanica razionale e incaricato di Meccanica superiore nella 
R. Università di Padova (Via Altinate, 14). 

, (12 luglio 1903) 

Lazzarini Vittorio, socio effettivo della Deputazione veneta di 
storia patria, socio corrispondente della R. Accademia di scienze, 
lettere ed arti di Padova e dell' Ateneo di Venezia, prof, di 
paleografia nella R. Università di Padova, vice-direttore del 
Museo Civico, condirettore del Nuovo Archioio Veneto. (Via 
Mentana, 53). 

(26 marzo 1905) 

De Marchi Luigi, ^ , socio corrispondente del R. Istituto Lom- 
bardo di scienze e lettere, della R. Accademia di Padova, e 
dell' Accademia Veneto-Trentina-Istriana di Padova, già Bi- 
bliotecario della Universitaria di Pavia, professore straordinario 
di Geografia fisica presso la R. Università di Padova. (Via 
S. Prosdocimo, 8). 

(26 marzo 1905) 

Medin conte Antonio, socio effettivo e segretario per le lettere 
della R. Accademia di scienze, lettere ed arti in Padova ; socio 
effettivo della R. Deputazione veneta di storia patria; socio 
corrispondente della Società Colombaria di Firenze ; prof, or- 



DEL li. ISTITUTO VENETO 23 

dinario di lettere italiane nel R. Istituto Tecnico di Padova, 
Libero docente della stessa materia nella R. Università di 
Padova. (A^ia Kiio-anea, 21). 

(2() iiìiuzd lyo.ó) 

Porti Achille Italo, c§: , dottore in scienze naturali, socio per- 
petuo delle Società geografica e botanica italiana, socio effet- 
tivo delle Accademie di Agricoltura scienze, lettere ed arti di 
Verona, Veneto-Trentina-lstriana o della Società botanica tede- 
sca in Berlino, socio corrispondente della Società di scienze ma- 
tematiche e naturali di Cherbourg e dell'Ateneo Veneto, Membro 
della Commissione conservatrice del Museo Civico a Verona. 

(2(ì marzo 190,5) 

Zopfi GriovANNT Battista, Comm. ^ , dottore in leg-ge, socio 
onorario della H. Deputazione Veneta di Storia Patria, socio 
effettivo dell' Accademia di scienze, lettere ed arti di Verona, 
socio dell' I. R. Accademia di Rovereto, Consigliere Provin- 
ciale di Verona, Consig'liere scolastico e Picsidente della Cassa 
di Risparmio di Verona. 

(17 g-iugiKi 1 !)()(•)) 

LoKi Pekdinando, socio corrispondente dell'Accademia di scienze, 
lettere ed arti di Padova, professore ordinario di elettrotec- 
nica nella R. Scuola degli Ingeg-neri di Padova. (Via Gari- 
baldi 50). 

(17 giiii-iio 1!)0()) 

Giordano Davide, socio della Società italiami di Chirurgia, mem- 
bro titolare della Società Francese di Chirurgia, membro fonda- 
tore della Società Internazionale di Chirurgia, socio corrispon- 
dente dell' Associazione Francese di Urologia e della Società 
di Chirurgia di Parigi, Chirurgo Primario dell'Cspitale Civile 
di Venezia. (S. Luca, 4089). 

(17 giugno 11)06) 

Fradeletto prof. Antonio, Connn. SS. Maurizio e Lazzaro, De- 
putato al Parlamento Nazionale. Venezia (S. Raffaele, Fonda- 
menta dei Guardiani). 



24 ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 

(17 giugno 1906) 

MoEELLi Alberih), o§5 , socio corrispoiicleiite delle Accademie di 
scienze, lettere ed arti di Modena e di Padova, dell' Ateneo 
Veneto e dell' Ateneo di Bergamo, professore onorario della 
R. Università di Modena, professore ordinario di diritto co- 
stituzionale nella R. Università di Padova. (Via Sperone Spe- 
roni, 19). 

(17 giugno 1906) 

Meschinelli Luigi, d§3 , Dottore in Scienze Naturali, Presidente 
della Sezione d' acqua dolce della Società Regionale Veneta 
per la pesca e 1' acquicoltura. Presidente del Comizio Agrario 
di Vicenza, Socio della Società Geologica italiana, già coa- 
diutore alla Cattedra di Geologia e Paleontologia presso la 
R. Università di Napoli, Socio dell' Accademia Olimpica di 
Scienze, Lettere, Arti ed Agricoltura di Vicenza, Membro della 
Commissione Conservatrice del Civico Museo di Vicenza. - 
(Vicenza, Porta Padova). 



SOCI CORRISPONDENTI NAZIONALI 



(23 gennaio 1870) 

ViLLAKi Pasquale, Senatore del Regno, socio residente dell'Ac- 
cademia della Crusca, prof, emerito di storia moderna e già 
preside della Sezione di filosofia e filologia presso l'Istituto di 
studi superiori di Firenze. 

(22 dicembre 1872) 

Cannizzako Stanislao, Senatore del Regno, prof, di chimica ge- 
nerale e tiirettore dell' Istituto chimico nella R. Università di 
Roma. 



DEL Ji. ISTITUTO VENETO '25 

(18 luglio 1875) 

Albini Giuseppe, prof, emerito di fisiologia iiell" Istituto fisiolo- 
gico presso la R. Università di Napoli - Torino. 

Blaserna Pietro, Senatore del Regno, prof, di fisica e direttore 
dell' Istituto fisico nella R. Università di Roma. 

Takdv prof. Placido, prof, (Mìierito della R. Università di Ge- 
nova - Firenze. 

{2iy marzo 1877) 

re d 
Cappellini Giovanni, Senato el Regno, prof, e direttore del- 
l' Istituto geologico presso la R. Università di Bologna. 

(26 maggio 1878) 

Naccaki Andrea, prof, di fisica esperimentale e direttore del re- 
lativo gabinetto nella R. Università di Torino. 

(14 maggio 1882) 

Del Lungo Isidoro, Senatore del Regno, socio residente della 
R. Accademia della Crusca. - Firenze. 

(23 marzo 1884) 

Carutti di Canto&no barone Domenico, Senatore del liegno, 
presidente della R. Deputazione sovra gli studi di storia patria 
per le antiche provincie e la Lombardia, ecc. - Torino. 

Comparetti Domenico Senatore del Regno, prof, emerito della 
R. Università di Pisa e del Regio Istituto superiore di Fi- 
renze. 

D'Ancona Alessandro, Senatore del Regno, prof, emerito di let- 
teratura italiana nella R. Università di Pisa. 

Manno l)arone D. Antonio, segretario della R. Deputazione sopra 
gli studi di storia patria per le antiche provincie e la Lom- 
bardia. - Torino. 

Glosso dott. Angelo, Senatore del liegno, prof, di fisiologia nella 
R. Università di Torino. 

Tommasini Oreste. - Roma. 



26 ELENCO DEI MEMBEI E SOCI 

(21 marzo 1886) 

BassaKi dott. Francesco, prof, ordinario di geologia, incaricato 
di paleontologia e direttore dell'Istituto geologico nella K. Uni- 
versità di Napoli. 

Dalla Vedova Q-iuseppe, prof, ordinario di geografia nella Re- 
o'ia Università di Roma. 

GiGLiOLi Enrico Hillyer, prof, ordinario e direttore del gabi- 
netto di zoologia, e anatomia degli animali vertebrati nel 
R. Istituto di studi superiori, pratici e di perfezionamento in 
Firenze. 

RòiTi Antonio, professore di fisica, direttore del relativo gabi- 
netto e del museo degli antichi strumenti di fisica, e di astro- 
nomia nel R. Istituto di studi superiori^ pratici e di perfezio- 
namento in Firenze. 

RuFFiNi dott. Ferdinando, professore di meccanica razionale 
presso la R, Università di Bologna. 

. (14 aprile 1889) 

Righi Augusto, professore di fisica nella R. Università di Bo- 
logna. 



'o' 



(16 giugno 1889) 

Cipolla conte Carlo, professore di storia moderna presso l'Istituto 
di Studi superiori di Firenze. 

Donati dott. Cesare. - Roma. 

MiLLOSSEViCH prof. Elia, direttore del R. Osservatorio astrono- 
mico, ed annesso Museo astronomico al Collegio Roman. - 
Roma. 

Paterno di Sessa dott. Emanuele, Sonatore del Regno, profes- 
sore ordinario delle applicazioni della chimica nella R. Uni- 
versità di Roma. 

Pigorini dott. Luigi, professore di paleoetnologia presso la R. 
Università di Roma. 

Salvador! conte Tommaso, professore di storia naturale del R. 
Liceo Cavour di Torino e vicedirettore del Museo zoologico 
presso quella Università. 



DEL K. ISTITUTO VENETO 27 

Zamkaldi (lott. Fkancesco, professore di letteratura greca nella 
lì. Università di Pisa. 

(22 giugno 18i>0) 

Mazzoni Guido, professore ordinario di lettere italiane presso il 
E. Istituto di Studi superiori e di perfezionamento in Firenze. 

(20 aprile 1893) 

Abetti Antonio, professore ordinario di astronomia nel K. Isti- 
tuto di Studi superiori pratici e di perfezionamento in Firenze, 
direttore del K. Osservatorio di Arcetri. 

(23 febbraio 1896) 

BoiTO Camillo, professore di architettura nella K. Accademia di 

belle arti e nel R. Istituto Tecnico superiore di ^lilano. 
Feegola Emanuele, professore ordinario di astronomia nella K. 

Università di Napoli, direttore del R. Osservatorio astronomico 

di Capodimonte. 
Martello Tullio, professore di economia politica e di diritto 

finanziario della R. Università di Bologna. 
Paeona Carlo Fabrizio, professore ordinario di geologia nella 

R, Università di Torino. 

(22 maggio 1897) 

Poggi \)voL Tito, Deputato al Parlamento, libero docente di Eco- 
nomia rurale nella R. Scuola d' applicazione per g-]' Ingegneri 
di Padova, membro del Consiglio di Agricoltura. - Roma. 

Schiaparelli prof. Ernesto, direttore del R. Museo di antichità 
- Torino. 

Vivante avv. Cesare, prof, ordinario di diritto commerciale nella 
R. Università di Roma. 

Aleani prof. Augusto, segretario deUa Società Colombaria — Fi- 
renze. 

Battelli Angelo, Deputato al Parhimento, prof, di fisica e di- 
rettore del relativo gabinetto nella R. Università di Fisa 

Camerano Lorenzo, prof, di anatomia comparata e di zoologica 
e Direttore dei Musei relativi nella R. Università di Torino. 



28 ELENCO DEI MEMRKI E SOCI 

(JiAMiciAN Giacomo, prof, ordinario di chimica f^enerale nella R. 
Università di Bolog'na. 

3Iassalongo Caro, prof, ordinario di botanica e direttore del- 
l' Orto Botanico della Università di Ferrara. 

Penzig Ottone, prof, ordinario di botanica e direttore del R. 
( )rto Botanico dell' Università di Genova. 

Stringher Bonaldo, incaricato dell' insegnamento della legisla- 
zione comparata delle dogane nella Università di Roma, mem- 
l)ro del Consiglio Superiore di Statistica^ Direttore generale 
della Banca d' Italia. - Roma. 

Tizzoni Guido, professore e direttore del laboratorio di patologia 
generale nella R. Università di Bologna. 

(27 novembre 1898) 

Setti Giovanni, prof, ordinario di letteratura greca nella R. Uni- 
versità di Torino. 

(22 aprile 1900) 

Loria Achillk, professore nella Università Bocconi di Milano, 
prof, di Economia politica nella R. Università di Torino. 

(15 luglio 1900) 

FiCALBi Eugenio, dottore in medicina, dottore in scienze natu- 
lali, professore ordinario di Zoologia, e di Anatomia e Fisio- 
logia comparate nella R. Università di Pisa. (Istituto Zoologico 
della R. Università di Pisa). 

(80 dicembre 1900) 

Acri Feancesco, professore di filosofia nella R. Università di 
Bologna. 

Cagni Umberto, capitano di corvetta. 

Monticolo Giovanni, professore di storia moderna nella R. Uni- 
versità di Roma. 

(29 novembre 1903) 

Bi'iLi.K) Vittore, professore di geografia nella R. Università di 
Pavia. 



DEL. R. ISTITUTO VENETO 29 

D'Ovidio Francesco, professore di storia comparata delle lette- 
rature neo-latine nella R. Università di Napoli. 

Stopi'ato Alessandro, professore di diritto e procedura penale 
nella R. Università di Bologna. 

Casalini Alessandro (Roma). 

Gian Vittorio, professore di letteratura italiana nella R. l'ni- 
versità di Pisa. 

Gradenigo Giuseppe, professore di otojatria e rinolaringoiatria 
nella R. Università di Torino. 

(17 giugno 1!)0()) 

BoDio LurtI, Consigliere di Stato, Tresidente del Consiglio supe- 
riore della Statistica, Roma, 

Grassi Giovanni Battista, professore di anatomia comparata 
nella R. Università di Roma. 

Luciani Luigi, Senatore del Regno, professore di fisiologia spe- 
rimentale nella R. Univesità di Roma. 

Rbnier Rodolfo, professore di storia comparata delle letterature 
neo-latine nella R. Università di Torino. 

Bianchi Luigi, professore di geometria analitica nella R. l'uni- 
versità di Pisa. 

FoÀ Pio, professore di anatomia patologica nella R. l'niversità 
di Torino. 

Costa Emilio, professore di storia del diritto romano nella R. l'ni- 
versità di Bologna. 

Pacinotti Antonio, professore di fisica tecnologica nella R. Uni- 
versità di Pisa. 

Halbherr Federico, professore di epigrafia greca nella R. Uni- 
versità di Roma. 

Pascoli Giovanni, professore di letteratura italiana nella R. Uni- 
versità di Bologna. 

PizzETTi Paolo, professore di geodesia teoretica nella R. Uni- 
versità di Genova. 

Tocco Felice, professore di storia della filosofia nel R. Istituto 
di Studi superiori in Firenze. 

Olivi Luigi, professore di diritto internazionale nella R. Uni- 
versità di Modena. 



30 ELENCO DEI MEMBEI E SOCI 

GiACuSA i'iEKO, professore di iutrochimica nella li. Università di 
Torino, 

Segre Cokkado, professore di geometria superiore nella R. Uni- 
versità di Torino. 

Pan 'PANELLI Dante, professore di mineralogia e geologia nella 
K. Univerrità di Modena. 

De CfuBERNATis ANGELO, professore di letteratura italiana nella 
K. Università di Roma. 



SOCI CORRISPONDENTI ESTERI 



(20 maggio 1888) 



Forster Guglielmo, professore di astronomia all' Università di 

Perlino. 
HojiTis Attilio, bibliotecario della Comunale di Trieste. 

(21 marzo 188(5) 

Gl'nther Sigismondo, professore di geografia (Erdkunde) alla 
R. Scuola tecnica superiore in Monaco. 

(1<) giugno 1889) 

BoussiNEso Valentino, professore di fisica matematica alla 
Sorbonne. - Parigi. 

Carruthers Guglielmo, Direttore del Dipartimento botanico nel 
^luseo Britannico. - Londra. 

Delisle Leopoldo, membro dell' Accademia delle Iscrizioni e 
Belle Lettere dell' Istituto di Francia, già Amministratore ge- 
nerale della Biblioteca Nazionale di Parigi. - Parigi. 



DEL R. ISTITUTO VENETO .31 

Fischer Teobaldo, professore di geografìa all' Università di 

Marburg-, 
Gaudry Alberto, professore di paleontologia al Museo di storia 

naturale di l^arigi. 
LoRiOL (de) Perceval, geologo e paleontologo. - Pontenex (presso 

Ginevra). 
Oppert Giulio, professore di filologia e di archeologia assira al 

Colleg-io di Francia. - Parigi. 
Kadò Antonio, filologo a Budapest. 

SiMONSFELD Enrico, professore di storia alFl^niversità di ^Monaco. 
SuESS Edoardo, professore di geologia all'I^niversità di Vienna. 
Thomson Guglielmo, (Barone Kelvin) professore di filosofia 

naturale all' Università di Glasgow. 

(27 febbraio 18'J8J 

Brown Orazio, Londra (Venezia). 

De.job Carlo, professore di storia alla Sorhonne. - Parigi. 

Mayr (von) Giorgio, professore di scienze economiche all' Uni- 
versità di Monaco. 

Newcomb Simone, professore emerito di matenuitica e di astro- 
nomia air Università di Baltimora. 

Poincaré Giulio Enrico, professore di astronomia matematica 
alla Sorhonne. - Parigi. 

Wagner Adoleo, professore di economia politica all' Università 
di Berlino. 

(.HO dicembre lUOO) 

Levasseur Emilio, professore di demografia ed ora amministra- 
tore del Colleg-io di Francia. - Pari":i. 

Rontgen Guglielmcj Corrado, professore di fisica all'Università 
di Wiirzburg. 

Klein Felice, professore di matematica all'Università di Gottinga. 

Fischer Emilio, professore di chimica all' Università di Berlino. 

Haeckel Ernesto, professore di zoologia all' T'niversità di -lena. 

Cantor Maurizio, professore di matematica all' l'uiversità di 
Heidelberg. 



32 ELENCO DEI MEMBKI E SOCI 

Dakwin G. B., professore di astronomia all' Università di Cam- 
l)ridge. 

Helmert F. K., i)rofessoro di geodesia all' Università di Berlino, 
direttore dell' Istituto (leodetico prussiano a Potsdam. 

Ramsay GrUGLiELMO, professore di chimica all'Università di Londra. 

Sabatiek Paolo, presidente onorario della Società di studi fran- 
cescani in Assisi. - Parigi. 

Sabatier P., professore di chimica all' Università di Toulouse 
(Francia). 

Van't Hoee J. R.; professore onorario di chimica generale al- 
l' Università di Berlino. 

\Yeismann Augusto, prof, di zoologia all'Università di Friburgo. 

WiLAMOWiTz-MoLLENDORFF (von) Ulrico, prof, di filologia clas- 
sica all' Università di Berlino. 

(2o novembre 1908) 

LuscHiN Arnoldo, prof, di storia del diritto all' Università di 
Graz. 

KoiiLRAUSCH Federico, prof, e direttore dell'Istituto Tecnico Fi- 
sico a Charlottenburg (presso Berlino), Marburg (Berzirk Cassel). 



DEL R. ISTITUTO VENETO 38 



COMMISSIONI DEL H. ISTITUTO 



Consigìio por Ir elpzioni (hiennale) 

MEMBRI CHE liO COMPONGONO 

Presidente 

Cfifef/on'ft (ìfJìr Rcienz»: matcnKiiirlu' e nafurali 

Favaro Antonio ] 

Bononie Augusto \ 

Martini Tito } (eletti nel gennaio 1907) 

Ciscato Giuseppa 
Spica Pietro 

Catef/oriK di'llt' scienze mondi e lettere 

Catellani Enrico 

Tamassia Nino i 

Molnienti Pompeo ) U-l^tti nel gennaio 1907,l 

Crescini Vincenzo 
Papadopoli Nicolò 



Giunta ì)iennalp per la Bihl'ioteca 

MEMBRI CHE LA COMPONGONO 

Presidente - Vicepresidente - Segretario 

Vicesegretario - Aniniinistratore e Conservatore 

delle Raccolte 

Favaro Antonio ] 

Bononie Augusto i 

Tamassia Nino ) (eletti nel maggio 1907) 

Vicentini Giuseppe 
Galanti Ferdinando 



34' ELENCO DEI MEMBBl E SOCI 

Giunta triennale pel Pantheon Veneta 
(eretto dall' Istituto nel 1847) 

MEMBRI CHE LA COMPONGONO 

Presidente 



Gloria Andrea > , i ff i * n kw»-» 

Molnieiiti Pompeo 
Galanti Ferdinando 



Revisori dei conti dell' iMituta 
(annuali) 

Bononie Augusto I , i .. i , ma-, 

7^ . > (ol(!tfi nel novembre 1S^()( 1 

Da Scino Almerico \ 



Consiglia Mini eh ( hiennalr) 

MEMBRI CHE LO COMPONGONO 

Presidente - Vicepresidente - Segretario 

Vice^segTiìtario - Amministratore e Conservatore 

delle Raccolte 

Favaro Antonio / 

Papadopoli Nicolò j ^'■^'''' '''^ '^'^^^"''^''^ ^•'*"'* 



Revisori dei conti dell' Amministrazione Minich 

(biennali) 

Brnffi Bia'**io J 

>,• . /..*^ > (eletti nel gennaio 1907) 

tiscato Giuseppe 



DEL R. ISTITUTO VENETO 



85 



INDICE 



MKMTìRI E SOCI J)KLLK PROVTNCrE VENETE E SOCI NAZIONALI 



Ahotti Antonio 


P- 


27 


Aeri Francesco 


n 


28 


Albini riiuseppo 


r 


25 


AltVini Augusto 


„ 


27 


Arrigoni dogli Oddi Ettore 


11 


17 


Bassani Francesco 


11 


2fi 


Bassini Edoardo 


11 


8 


Battelli Angelo 


11 


27 


Bellati Manfredo 


11 


5 


Bellio Vittore 


11 


28 


Berchet Federico 


11 


16 


Berchet Guglielmo 


11 


6 


Bernardi Enrico 


11 


8 


Bertelli Dante 


11 


20 


Biadego Giuseppe 


11 


1!) 


Bianchi Luigi 


11 


29 


Blaserna Pietro 


i; 


25 


Bodio Luigi 


ì> 


29 


Boito Camillo 


11 


27 


Bonatelli Francesco 


n 


5 


Bonome Augusto 


n 


13 


Bordiga Giovanni 


11 


17 


Broda Achille 


)) 


20 


Brugi Biagio 


n 


12 


Caccianiga Antonio 


11 


15 


Cagni Umberto 


1* 


28 


(Janierano Lorenzo 


11 


27 


Cannizzaro Stanislao 


n 


24 


Capellini Giovanni 


11 


25 


Carutti di Cantogno 






Domenico 


n 


11 


Casal ini Alessandro 


n 


29 


Castelnuovo Enrico 


11 


19 


Catellani Enrico 


n 


18 


Ciamician Giacomo 


n 


28 


Clan Vittorio 


11 


29 


C'ipolla Carlo 


11 


26 


Cipolla. Francesco 


n 


15 


Ciscato Giuseppe 


ì> 


12 



Comparetti Domenico 
Costa Emilio 
Crescini Vincenzo 
Dalla Vedova Giuseppe 
D'Ancona Alessandro 
D' Arcais Francesco 
Da Schio Ahnerico 
De Giovanni Achille 
De Guberuatis Angelo 
De Marchi Luigi 
De Toni Giovanni Battista, 
Del Lungo Isodoro 
Donati Cesare 
D' Ovidio Francesco 
Favaro Antonio 
Fergola Emanuele 
Ferraris Carlo Francesco 
Ficalbi Eugenio 
Flamini Francesco 
Fogazzaro Antonio 
Forti Achille 
Foà Pio 

Fradeletto Antonio 
Galanti Ferdinando 
Ghirardini Gherardo 
Giacosa Piero 
Giglioli Enrico Hillyer 
Gioidano Davide 
Gloria Andrea 
Gradenigo Giuseppe 
Grassi Giovanni Battista 
Halbherr Federico 
Lampertico Domenico 
Lan< lucci Landò 
Lazzarini Vittorio 
Levi-Civita Tullio 
Lioy Paolo 
Lorenzoni Giuseppe 
Lori Ferdinando 



p- 


25 


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29 


11 


18 


11 


26 


11 


25 


11 


18 


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11 


22 


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11 


29 


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20 


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17 


n 


22 


11 


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11 


7 




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23 



36 



ELENCO DEI MEMBRI E SOCI 



Loria Achille 


P- 


28 


Luciani Lui^i 


n 


30 


Luzzatti Luigi 


>7 


2 


Malagola Carlo 


VI 


•21 


Manno Antonio 


n 


25 


Martello Tullio 


V 


27 


Martini Tito 


« 


7 


Massalongo Caro 


n 


28 


Massalong'o Rohci-to 


V 


16 


Mazzoni Guido 


n 


27 


Medili Antonio 


n 


22 


Mescliinelli Luigi 


» 


24 


Millosevich Elia 


11 


26 


Mohnenti Pompeo 


11 


8 


Monticolo Grio vanni 


j' 


28 


Morelli Alberto 


1» 


24 


Mosso Angelo 


11 


25 


Naccai'i Andreii 


n 


n 


Nasini Ratt'aello 


11 


11 


Nicolis Enrico 


11 


16 


Occioni-BonafFons Giuseppe 


)> 


10 


Olivi Luigi 


11 


29 


Omboni Giovanni 


11 


5 


Pacinotti Antonio 


11 


29 


Pantanelli Dante 


11 


30 


Papadopoli Nicolò 


1 


8 


Parona Carlo Fabrizio 


11 


27 


l'ascoli Giovanni 


11 


29 


Paterno di 8essa Emanuele 


11 


26 


Penzig Ottone 


n 


28 


Pennato Papinio 


11 


19 


Pigorini Luigi 


V 


26 


Pizzetti Paolo 


51 


29 


Poggi Tito 


11 


27 


Polacco Vittorio 


n 


11 


Politeo Giorgio 


11 


15 



Predelli Riccardo 
Ragnisco Pietro 
Renier Adolfo 
Ricci Gregorio 
Righi Augusto 
Ròiti Antonio 
Rossi Luigi Vittorio 
Ruffini Ferdinando 
Saccardo Pier Andi-en 
Sacerdoti Adolfo 
Salvadori Tommaso 
SchiaparelJi Ernesto 
Segre Corrado 
Setti Giovanni 
Spica Marcatalo Gioviiniii 
Spica Pietro 
Stefani Aristide 
Stoppato Alessandro 
Stringher Pionaldo 
Tamassia Arrigo 
Tamassia Giovanni 
Tardy Placido 
Tellini Achille 
Teza Emilio 
Tizzoni Guido 
Tocco Felice 
Tommasini Oreste 
Trois Enrico Filippo 
Veronese Giuseppe 
Verson Enrico 
Vicentini Giuseppe 
Villari Pasquale 
Vivante Cesare 
Zambaldi Francesco 
Zanon Giovanni Antonio 
Zoppi Giovanni Battista 



p. 19 

,1 11 

„ 29 

„ 11 

. 26 



11 

22 

26 

3 
18 
26 
27 
30 
28 
18 

5 

8 
29 
28 



11 
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13 
25 
17 

6 

28 
29 
25 

2 

7 
12 

11 

24 

27 

11 

19 

23 



MI^MBRI ONORARI 



S. A. R. Principe Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi 
Marconi Guglielmo 
Aidigò Roberto 



p. 15 



SOCI CORRISPONDENTI ESTERI 



Boussinesq Valentino 
Brown Orazio 



p. 30 Cantor Maurizio 

„ 31 Carruthers Guglielmo 



p. 31 
. 30 



DEL R. ISTITUTO VENETO 



37 



Diiiwin G. H. 


P- 


82 


Dojob Carlo 


11 


81 


Delisle Leopoldo 


V 


80 


De Jjoriol Perceval 


» 


71 


Fischer Emilio 


n 


31 


Fischer Teobaldo 


n 


>> 


Forster Guglielmo 


?i 


80 


Gaudry Alberto 


V 


31 


Giinther Sigismondo 


n 


30 


Haeckel Ernesto 


11 


fi 


Helmert F. E. 


» 


32 


Hortis Attilio 


» 


30 


Klein Felice 


n 


31 


Kohlrauscli Federico 


11 


32 


Kolliker Alberto 


n 


n 


Levasseur Emilio 


n 


31 


Luschin Arnoldo 


11 


32 



Mayr (von) (liorgio 
Newcomb Simone 
Oppert Giulio 
Poincaré Giulio Enrico 
Rado Antonio 
Ramsay Guglielmo 
Rontgen Guglielmo Corrado 
iSabatier Paolo 
Sabatier P. 
Simonsfeld Enrico 
Suess Edoardo 
Thomson Guglielmo 
Van't ri off J.' R. 
Weismann Augusto 
Wilajiiowitz-MoUendorfì' l li- 
rico 
Wagner Adolfo 



p. 31 



32 

31 
32 

11 



11 

32 



31 



Ardissone Francesco 
Artini dott. Ettore 
Bardelli Giuseppe 
Bei'zolari prof. Luigi 
Briosi Giovanni 
Celoria GioTanni 
Colombo Giuseppe 
Ferrini Rinaldo 
Feriali ini prof. Carlo 
Gabba Luigi 
Golgi Camillo 



MEMBEI EFFETTIVI DELL' ISTITUTO LOiMBARBO 

Per la Classe di scienze matematirlte e natiii-ali 
p. 14 



11 


11 


11 


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11 


11 


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11 


11 


11 


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11 


11 


11 


11 


15 



Jung Giuseppe 
Ki'irner Guglielmo 
Mangiagalli Luigi 
Mantegazza Paolo 
Murani Oreste 
Pascal Ernesto 
Pavesi Pietro 
Schiaparelli Giovanni 
Taiamelli Torquato 
Visconti Achille 



Per la Classe di lettere, scie-nze morali e storiche 



Beltrami Luca 
Buzzati Giulio Cesare 
Canna Giovanni 
Ceruti Antonio 
Del Giudice Pasquale 
Gabba Bassano 
Gobbi Ulisse 
Inama Vigilio 
Lattes Elia 



p. 14 

11 11 

11 11 

11 11 

11 11 

11 11 

11 11 

11 11 

11 11 



Mingnzzi Livio 
Nevati Francesco 
Ratti Achille 
Rossi Vittorio 
Salvioni Carlo 
Scherillo Michele 
Vidari Ercole 
Vignoli Tito 
Zuccante Giuseppe 



p. 14 



11 


11 


11 


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11 


11 


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11 


n 


n 


11 


11 


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11 


11 


11 



p. 14 



?^ 

























Commissioni del E.. Istituto, p. 33 



Atti dkl Rkalk Istituto Venkt'o ui soiknzk, i.kttkkis kì> auti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. • 



A 1) [1 N A N Z A R D I N 7\ R 1 A 
DEL 27 OTTOBRE 1907 



PliK8lI)KNZA DKL M. E. FKIMIAIUS 

PRKSIDENTK 



Presenti i membri effettivi: Veronese, vice-presidente; (1. Ber- 
CHET, segretario ; Occioni-Boxaffons, vice-segretario ; Tkois, 
Favaeo, De Giovanni, Teza, Martini Da Schio, Stefani, 
G. P>. De Toni, Galanti, Ricci, Polacco, Vicentini, Bhugi, 
CiscATO, BoNOME, Catellani, Crescini, N. Tamassia; od i 
soci corrispondenti : F. Berchet, D'Arcais, Malagola, 
De Marchi, Lori^ Del Lungo. 

Giustificata l'assenza dei mm. ee.: Fogazzaro, Ragnisco, Vkuson: 
e dei ss. ce. : SettI; Giordano. 



Letto ed approvato Y Atto della precedente adunanza, il 
Presidente, nell' iniziare l'anno aocademico 1907-08, fa ai col- 
leghi il saluto augurale, e specialmente si rivolge al socio prof. 
Del Lungo che onora di sua presenza 1' adunanza. Il collega 
predetto risponde ringraziando. 

Annunzia poi con le seguenti parole la morte del prof. Pietro 
Pavesi m. e. <lel R. Istituto Lombardo. 

" Debbo, pur troppo per la terza volta da che ho l'onore di 
"" essere vostro presidente, ricordare un lutto dell'Istituto coiifra- 
" fello al nostro, il loiìibardo. Dopo Graziadio Ascoli ed Antonio 



40 ADUNANZA ORDINARIA 

"^ Ceriani, Flstitiito lomljardo perdotte il 31 agosto pp. il prof. Pietro 
'' Pavesi, che ne ora iiKMiibro effettivo da (piasi un (|uarto di 
" secolo. 

" Professore per ([ualche tempo in istituti secondari, ebbe ben 
" presto la cattedra di straordinario di zoologia nella K. Univer- 
'' sita di Genova, poi in quella di Pavia : ivi fu promosso ordinario 
" nel 1878 e rimase fino alla morte, 

" Dotato di forte ingegno e di grande operosità, egli pubblicò 
" numerosi ed importantissimi lavori sui vari rami della zoologia, 
" così conquistando uno dei primi posti fra i cultori di questa disci- 
" plina. Ma egli trovò tempo per comporre anche pregiati lavori di 
" storia pavese e biografìe di valorosi cultori delle scienze naturali, 
" per promuovere praticamente la piscicoltura, per partecipare a 
" Commissioni governative e locali incaricate di studiare i problemi 
'' della caccia e della pesca, per attendere con solerzia a cariche 
" amministrative locali, per trattare, come delegato italiano, conven- 
'' zioni con Stati esteri per la pesca. 

" E tutto questo non gli impedì di compiere alacremente i suoi 
" doveri di insegnante, nel che la facile parola e la dottrina pro- 
" fonda lo resero carissimo agli studenti, come la cortesia dei modi 
" lo fece amare dai colleghi, che lo chiamarono più volte a presie- 
" dere la Facoltà di scienze matematiche, fìsiche e naturali. 

" Pubblico riconoscimento dei suoi meriti insigni furono pure 
" r essere stato nominato membro di parecchie accademie e società 
" scientifiche italiane ed estere e le alte onorificenze italiane ed 
" estere, delle quali fu onorato. 

" li suo alto valore rese ben dolorosa la perdita avvenutane 
"^ quando non aveva ancora compiuto il 02° anno e farà sì che 
" lungamente Jie durerà il nome ed il ricordo. 

" All'Istituto lombardo abbiamo mandata l'espressione della 
" nostra condoglianza. „ 

Il Presidente comunica i ringraziamenti di Lionello Nigra 
per la parte presa dall' Istituto al lutto che lo colpì con la morte 
del padre suo, senatore Nigra, nostro membro onorario. 

Annunzia con parole di riconoscenza che il collega m. e. 
Nicolò Papadopoli- Aldobrandini dispose per la erogazione della 



DEL 27 OTTOBRIi 1907 41 

siiii pensione uccadeniica, anche pel corrente anno, a favore deoli 
stndi la»-unari, e specialmente intorno al partiaque che separa la 
lag'una di N'enezia da quella di Malaniocco. L' Istituto plaude 
unanime alla o;enerosità del m. e. Papadopoli. 

Ringrazia il colleoa ni. e. U. B. De Toni di aver rappre- 
sentato r Istituto, come n' ebbe incarico, al Congresso dell'i^sso- 
ciazione per il progresso delle scienze, tenutosi in Parma nel de- 
corso settembre. In cpiesta occasione conmnica, (juale emanazione 
di tale Congresso, un disegno di Statuto della nuova Società Ita- 
liana per il pì'n(ji-rsso delle srieiize, che avrà sede in Roma. 



Avverte pure che alla hne di giugno 1908 si terrà in Pa- 
rigi il primo ( 'ongresso internazionale delle industrie frigorifiche. 



Infine il Presidente dà notizia della corrispondenza corsa tra 
la Presidenza dell' Istituto e il ^linistro degli Esteri in Roma 
per assicurare la ricostruzione della Fontana veneziana, detta di 
Morosini, in Candia, la quale era stata, per necessità edilizie, 
demolita nel passato giugno, pur serbandone i materiali. L' Alto 
Commissai'io ha promesso eh' essa " sarà sollecitamente ricostruita 
non lontana dal lno<i() in cui prima soi-gcva „. L' Istituto dà segni 
di soddisfazione per il successo ottenuto, ed esprime la fiducia 
che non abbiano a rinnovai'si per 1' avvenire gli spiacevoli inci- 
denti deplorati in })assato. 

TI Presidente presenta e fa circolare il Catalogo dei libri 
ed opuscoli acquistati e pervenuti in dono durante le vacanze. 



Infine si procede alle seguenti letture poste all' ordine del 



giorno. 



A. Favaro, m. e. : Benedetto Castelli. — Tra i più cospicui, 
con i quali Galileo ebbe strette relazioni di maestro e di amico, 
occupa il primo posto Don Benedetto Castelli, per fermo uno dei 



42 ADUNANZA ORDINARIA 

iiiaf^'ii,'iin'i uomini del suo tempo e definito dal Maestro istesso 
come "^ huomo adornato d' ogni scienza e colmo di virtù, religione 
e santità. „ 

Egli è il corrispondente del quale rimane la maggior copia 
di lettere a Galileo, e sebbene in minima parte purtroppo ci sia 
stata conservata l'altra e più ragguardevole parte della preziosa 
corrispondenza, il carteggio fra i due, e per gli argomenti scien- 
tifici in esso trattati e per gli intimi fatti che ci rivela è dei più 
importanti offerti dalle cose Galileiane e, sotto certi rispetti, quasi 
diremmo anche dalla storia delle scienze. Così gran parte della 
vita del Castelli è in queste lettere, e tanta luce viene da esse 
proiettata sulla partecipazione sua al rinnovamento della scienza 
per opera di Galileo e della sua Scuola, che se anche altri e con 
lodevoli saggi mi precedette nello scrivere di lui, stimo fare opera 
non del tutto vana riprendendo a stutliare il soggetto istesso col 
sussidio di documenti eh' erano finora rimasti quasi inaccessibili, 
e che la Edizione Nazionale delle Opere di Galileo Galilei mette 
ora alla comune portata. 

E. Teza, m. e. : Di alcuni prooerhi lituani. 

P. Ragnisco, m. e. : // concetto della inisiira in Arisfofele ed in 
Kant. — L' A., dopo avere esposto i punti principali di con- 
tatto e le differenze più notevoli tra Kant ed Aristotele, esamina 
le tre opposizioni di Kant ad Aristotele, cioè nella felicità, nel- 
l'abitudine e nel giusto mezzo, mettendo a riscontro i priiicipii 
diversi da cui nmove il filosofo di Stagira e quello di Konisberga. 
Indi rileva alcune importanti considerazioni per l' etica moderna, 
come frutto dello studio di queste due più grandi etiche apparse 
nella storia della vita pratica. 

N. Tamassia, m. e. : Giovanni Argiropulo e un proemio me- 
dioevale dei libri giuridici. Nota. — L' A., dopo avere accennato 
alla storica formazione dei prologhi che si leggono nella glossa 
accursiana ai Regesti all' Expodtio ad lihrum papiensem e in altri 
libri, riferisce una risposta di Giovanni Argiropulo a Cosimo de' 
Medici, intoi'no ai rapporti tra filosofia e diritto. Nelle |)arole del- 



DEL 27 OTTOBRE 1907 43 

l'Artiiropulo, esattamente riferite da Vespasiano da Bisticci, si può 
intravedere una reniiscenza d'una formula ellenica, la ([uale alla 
sua volta si ricollega alla frase occidentale : liher iste efhlcae 
suppuuitur. 

F. D' Arcais, s. e. : Hii/lo iiiicynizione (Ielle cqìU(zionl liiicorl 
(I (lei leale parziali d' ordine qualioi^pte. — Si applica ad una 
equazione lineare qualunque omog-enea il metodo di integrazione, 
mediante sviluppi simbolici, che viene usato, specialmente nel caso 
dei coefficienti costanti, per avere l' integrale di una equazione 
lineare non omogenea, quando sia noto l'integrale generale della 
corrispondente equazione omogenea; a tale scopo viene anche 
adoperato uno sviluppo dovuto al prof. Pincherle. 

F. ìSoprana : Ulteriore conirihiito alla (■()ao>^cenza (Idl'afro/ia 
iHiiscolare progressiva da lesione dei canali semicircolari (presen- 
tata dal prof. A. Stefani m. e. a termini dell'art. 16 del Rego- 
lamento). — Dopo di avere ricordato le diverse varietà di atrofia 
muscolare di origine nervosa, che sono conseguenza di lesioni di 
fibre nervose centripete o di centri nervosi lontani dal midollo spi- 
nale e dalla via motrice periferica, l' A. descrive un caso di 
atrofia muscolare progressiva in un piccione a cui erano stati 
asportati bilateralmente i canali semicircolari coronario ed orizzon- 
tale, col reperto istologico del sistema nervoso e dei muscoli. 
L' animale, che era stato operato nei due lati con un intervallo 
di sessanta giorni, aveva presentato, oltre ai soliti sintomi, dopo 
la seconda operazione un progressivo assottigliamento delle masse 
muscolari che aveva raggiunto il più alto grado in quarantatre 
giorni. All' esame microscopico si trovò atrofia semplice notevo- 
lissima delle fibre muscolari volontarie. Le lesioni erano più gravi 
nelle masse muscolari pettorali, dove molte fibre avevano assunto la 
forma a rosario, erano cioè rappresentate dal sarcolemma e da 
scarsissima sostanza muscolare mancante di ogni accenno di stria- 
tura, interrotta a brevissimi intervalli dal succedersi dei nuclei. 

( -ol metodo Nissl si trovarono in tutta l'estensione del midollo 
spinale molte delle grandi cellule d(dle corna anteriori in ])reda 
a processi di cromatolisi e di atrofia. Cellule in cromatolisi ed 



44 ADUNANZA ORDINAEIA 

atrofia si trovarono inoltro nel nucleo anteriore deH' ipo^losso, 
nel nucleo del sesto, del (juarto, del terzo e nel nucleo a grandi 
cellule dell" ottavo. 

L'A. in base a questo e ad un' altra sua osservazione prece- 
dente, ritiene che Tatrofia muscolare sia conseguenza del propagarsi 
della degenerazione dal vestibolare alle cellule delle corna ante- 
riori del midollo spinale e di qui ai nervi periferici ed ai muscoli 
coli' intermezzo del fascio longitudinale posteriore e crede quindi 
che tale atrofia vada unita al gruppo di quelle che succedono in 
conseguenza di lesioni di fibre centripete. 

A. Farini : inaile mrktzioni qnanfitafive del glicogene e delìp 
sost(mze alhuminoiic del feijaio per /' infaenza della iemijeratura e 
per il ta<jì>() del vikjo (presentata dal prof. A. Stefani, m. e., (e. s.) ). 
— Essendo noto che negli animali ibernanti per 1' aumento della 
temperatura esterna avviene una diminuzione nel peso dei fegati, 
l'A. nel presente lavoro si propone di stabilire in simili condizioni 
il consumo del "-licoo-ene e delle sostanze albuminose del feg-ato 
e r influenza esercitata dal vago sulla distruzione di questi ele- 
menti epatici. 

Le ricerche furono eseguite nelle rane esculente a vaghi in- 
tegri ed a vaghi tagliati, sottoposte al riscaldamento ; il dosaggio 
del glicogene fu fatto col metodo di Ptiiiger. le sostanze albumi- 
uose sono state dedotte dalla (juantità dell' azoto epatico ottenuto 
col metodo Kjèldhal-Argutinsky. 

(Quando i vaghi sono integri l' innalzamento della temperatura 
esterna determina un consumo della (piantità assoluta e della 
quantità relativa del glicogene epatico ; ma tale perdita è molto 
più considerevole (piando i vaghi sono tagliati e perciò è <la at- 
tribuirsi al vago un' azione inibitrice nell' attività saccarificante 
delle cellule epatiche. 

Le sostanze albuminose decrescono in proporzione pressoché 
eguale anzi minore che non sia la diminuzione del peso dei fegati, 
per cui la quantità relativa dell' azoto epatico non solo non dimi- 
nuisce, m;i presenta qualche lieve aumento. 

NeUa perdita quindi del peso dei fegati più che il consumo 
delle sostanze albuminose influisce il consumo del glicogene. La 



DEL 27 OTTOBRE 1907 45 

distrii/ioiu' (lolle sostanze albuminose si comporta eg-nalmente sia 
a vaghi integri che a vaghi tagliati ; da ciò risulta che il vago 
non spiega alcuna azione sul consumo delle sostanze proteiche del 
fegato promosso dalla temperatura. 

L' Istituto si raccoglie in adunanza privata alle ore 14. 



Il Presidente 
C. F . F E R R A R T B 



// Vicesegretario 

Gr. OCCIONI-BONAFFONS 



JUL 8 1908 



Atti del UraijK Istituto Venkto di scienze, lettere ed arti. 
Anno acctuloniico 1907-908 - Tomo LXVIl - Paite piinui. 



ADUNANZA ORDINARIA 
DEL 17 NOVEMBRE 1907 



PRESIDENZA DEL M. E. FERRARIS 

presidente 



Presenti i membri effettivi : G. Bekchet, segretario ; Occioni- 
BoNAPPONS, vice-segretario ; Lorenzoni, Trois, Bellati, 
P. Spiga, Teza, Martini, A. Tamassia, Da Schio, Mol- 
MENTi, Stefani, Galanti, Polacco, Vicentini, Verson, 
Brugi, Ciscato, Bonome, Catellani, Crescini, N. Tamas- 
sia; ed i soci corrispondenti: F. Berchet, Landucci, D'Arcais, 
Flamini, Castelnuovo, Predelli, Bertelli, Malagola. 
Levi-Civita, Medin, Giordano, Morelli. 

Giustificata l'assenza dei mm. ee.: Veronese, vice-presidente; Fa- 
varo, Fogazzaro, G. B. De Toni, e del socio corrispondente 
Poggi, 

Letto ed approvato 1' atto della precedente adunanza, si fa 
circolare il catalogo dei libri e degli opuscoli acquistati o perve- 
nuti in dono all'Istituto dall'ultima adunanza. 

Il Presidente dà la parola al m. e. Polacco per una sua Comme- 
morazione di Emanuele Gianturco, già Ministro dei Lavori Pubblici. 

Terminata la lettura. l'Istituto intero si associa alle nobili ed 
eloquenti parole dell'oratore. 

Vengono appresso presentate e lette le seguenti Memorie : 

G. Lorenzoni, m. e. : lì passaggio di Mercurio sul disco del sole 
osservato alla specola di Padova il 14 novembre 1907. Comunica- 



48 ADUNANZA ORDINARIA 

zione. — Un folto nebbione, che impediva la vista anche degli o<^- 
getti poco lontani, avea nella prima mattina di quel giorno tolto ogni 
speranza di poter osservare il fenomeno. La speranza tuttavia ri- 
nacque verso le nove, allorché, dietro le masse della nebbia ora più 
ed ora meno dense trasportate da vento di ovest, incominciò a 
comparire il bianco disco del Sole ora meno ed ora più visibile, ma 
così poco luminoso che l'occhio nudo poteva sopportarne impune- 
mente la vista. La sua immagine però, veduta nel cannocchiale, 
appariva tanto tranquilla e a contorni così precisi da far desi- 
derare che in una tale condizione di cose potessero effettuarsi 
tutte le osservazioni prestabilite. 

Per queste alla nostra Specola era stato disposto che l'Astro- 
nomo Aggiunto dott. Antoniazzi si sarebbe servito dell' equatoriale 
Dembowski (diametro dell' obbiettivo mm. 187 ; distanza focale 
m. 3,20; oculare positivo, ingrandimento 310; elioscopio a tinta 
verde oscura), l'Assistente dott. G. A. Favaro avrebbe impiegato 
1' equatoriale di Starke-Merz (diam. obb. mm. 117 ; distanza focale 
m. 1,65 ; oculare positivo ; ingrandimento 130 ; elioscopio a tinta 
giallo-affumicata) e lo scrivente avrebbe adoperato il rifrattore 
altazimutale di Starke situato nella sala meridiana (diam. obbiet- 
tivo mm. 117; distanza focale m. 1.95; oculare negativo e in- 
grandimento 80 ; oculare positivo e ingrandimento 208 ; elioscopio 
a tinta neutra d' intensità graduabile). 

Sfortunatamente la osservazione dei due primi contatti andò 
perduta, poiché quattro minuti circa prima del 1° contatto e du- 
rante una buona mezz' ora appresso, la nebbia era tornata fitta 
tanto da togliere interamente la vista del Sole, così che quando, 
al nuovo diradarsi della nebbia, esso riapparve, si vide Mercurio 
già bene inoltrato sul suo disco in forma di piccola macchia per- 
fettamente circolare e nera, la quale, veduta nel rifrattore di Starke 
con r oculare negativo e senza offuscante (essendo ancora eccel- 
lenti le condizioni di visibilità), sembrava a chi scrive circondata 
da debolissima aureola più chiara del fondo e larga all' incirca 
quanto il raggio del pianeta. Tale apparenza non fu più notata 
nel medesimo rifrattore dopo che all' oculare negativo venne so- 
stituito il positivo, come non fu osservata dagli altri due osser- 
vatori ai rispettivi strumenti. 

Verso la fine del passaggio, essendosi a poco a poco dileguata 



DEL 17 NOVEMBRE 1007 



49 



quasi iiiteramente la nebbia, la vista del Sole non poteva più 
sostenersi senza il sussidio deg'li offuscanti ; ma con 1' aumento 
della luce e del calore, la immagine telescopica del disco perdette 
la precedente sua precisione e divenne oscillante, mostrando il 
contorno sinuoso e come agitato da un rapido movimento ondula- 
torio nel quale V altezza delle ondulazioni, in direzione del raggio 
solare, era di un terzo ad un quarto del diametro di Mercurio, 
come si potè giudicare mentre il dischetto del pianeta stava 
uscendo dal disco del Sole. 

L' ondulazione del bordo solare rese alquanto difficile ed 
incerta 1' osservazione dei due ultimi contatti ; ma, fatta astrazione 
da così fatta incertezza, il terzo contatto apparve a tutti tre gli 
osservatori avvenire in forma geometrica, cioè nei punti che do- 
veano giungere a contatto i bordi dei due dischi conservarono fino 
all' ultimo istante la forma circolare senza che si presentasse alcun 
indizio di goccia nera. 

Risultati delle osservazioni in tempo medio astronomico di 
Greenwich — 1907 Nov. 14. 



Lorenzoni 
Antoniazzi 
Favaro 

Medi 



Terzo contatto 

1" 48™ 11** 

47 57 

48 8 



1 48 



Quarto contatto 

1" 50'" 21' 
28 
13 



1 50 23 



I tempi calcolati dal dott. Favaro separatamente con le tre effeme- 
ridi di Parigi, di Berlino e di Londra sono : 



3" contatto 
Comi, des Tetiips l''47'"4I« 
Berlin, astr-. Jahrb. 48 4 
Nautical Ahiianac 48 3 



0-C 


4° contatto 


0-C 




+ 23^ 


l'' 50'" 20'^ 


+ 3^ 


Tavole di Leverricr 


+ 1 


43 


— 20 


) Tavole di 


+ 2 


43 


— 20 


) Newcomb. 



T. Martini, m. e.: Intorno alle coìrenti (jenerate della coppia 
platino-spugna di platino immersa in iuta soluzione acidulata o 
salina. (Contributo alla teoria osmotica della pila). — Delle cor- 
renti svolte dalla coppia Platino-Spugna di platino immersa nel- 
l'acqua acidulata l'A. parlò altra volta in questo Istituto. Ripresa a 
studiare la questione, in seguito a numerose e pazienti esperienze 



50 ADUNANZA ORDINARIA 

gli pare di poter concludere che siffatte correnti dipendono da una 
proprietà che godono certe sostanze, fra le quali la spugna di 
platino, di rendere più o meno concentrata una soluzione quando 
vi stanno, per alcun tempo, a contatto. Ed in fatto, il Lagergren, 
con diligentissime esperienze fatte col caolino e col carbone ani- 
male, dimostrò che quest'ultima sostanza, versata in una soluzione 
salina la rendeva meno concentrata appropriandosi più sale che 
acqua. A sua volta l'À. dimostra che la silice anidra e il carbone 
animale messi in contatto con le soluzioni alcooliche o acidulate 
con acido solforico, assorbivano acqua a preferenza dell'alcool o 
dell'acido. 

Laonde, se una coppia Pt. -Spugna di Pt. è immersa nel- 
l'acqua acidulata con acido solforico, per la proprietà testò descritta, 
si desta una corrente in cui direzione rivela che la spugna fu da 
polo positivo; quando poi la coppia è immersi in una di quelle 
soluzioni le quali, in presenza delle citate sostanze, si impoveri- 
scono, come avviene in alto grado con le soluzioid di nitrato o di 
ioduro potassico, la direzione della corrente è invertita. 

La coppia Pt. -Spugna di Pt costituirebbe adunque una pila 
della specie di quelle che nella ipotesi del Nerst sono dette di 
concentrazione; dove la corrente è mantenuta dalla differenza 
della pressione osmotica che si desta ai limiti del conduttore im- 
merso nella soluzione la quale, per la proprietà esposta, risulta 
diversamente concentrata. 

E. Verson, m. e. : Uuif piccolo rivendicazione di priorifò. 

R. Massalongo, s. e. : Della cutireazione della ofUdmoreazione 
nella diagnostica della tahercolos.'. 

E. Castelnuovo, s. e. : Attraverso un epistolario. — Sotto 
questo titolo, l'A. comunica una sua Memoria sulla corrispondenza, 
testò finita di pubblicare, di Ippolito Taine, e ne rileva la grande 
importanza, sia pel valore letterario, sia come specchio fedele 
d'una nobile e austera coscienza. L'epistolario va dall'Agosto 1847, 
quando il Taine aveva appena 19 anni, al Settembre 1892, quando 
gli mancavano pochi mesi a morire, e ci fa assistere alle prime 
battaglie del giovinetto, osteggiato per le audacie del suo pensiero 



DEL 17 NOVEMBRE 1907 SI 

dai pedanti e dei reazionari, ai trionfi del critico e del filosofo, 
riconosciuto come uno dei capi della scuola positivista francese, 
allo sconforto e alle amarezze degli ultimi tempi in cui, dopo i 
disastri del 1870-71 che richiamano la sua attenzione sulle piaghe 
del suo paese, il Taine, tutto immerso nella sua grande opera 
Lc>^ origines de la France contemporaine^ è come un medico spaven- 
tato dalla sua diagnosi. Ma la maggiore attrattiva di queste lettere 
sta nel fatto che, in ogni fase d'una vita non lunga ma mirabil- 
mente operosa, l'uomo si mostra sempre pari a sé stesso, cioè 
semplice, dignitoso, sincero, affettuoso, espansivo con gli amici e 
con la famiglia, pronto a qualunque sacrifizio piuttosto di deviar 
una linea da quello eh' egli reputa il suo dovere di scienziato e 
di cittadino. Perciò l'A. opina che i quattro volumi di questa cor- 
rispondenza sana e vivificante siano da mettersi fra le cose mi- 
gliorie pubblicate in Francia negli ultimi anni. 

A. Berti : Azione locale della bile e del gUcocolato di soda 
Sili casi sanguigni (presentata dal Prof. A. Stefani, m. e, a ter- 
mini dell'art. 16 del Regolamento). — Dalle esperienze condotte 
dall' A. per determinare l' azione vasomotoria locale della bile e 
del glicocolato di soda circolanti in soluzioni diversamente con- 
centrale nei vasi muscolo-cutanei ed epatici, si rileva : 

1. Che la bile ed il glicocolato di soda hanno un' azione 
diretta sui vasi che per qualità è essenzialmente uguale; 

2. L'una e l'altro determinano in piccola dose una dilatazione 
vasale di modico grado, di una certa durata, la (jualc talvolta, a 
lungo andare, può essere seguita da costrizione vasale; 

3. L'una e l'altro in elevata dose determinano una progres- 
siva intensa vasocostrizione, spesso preceduta da una modica 
fuggevole vasodilatazione ; 

4. La concentrazione di bile che per lo più comincia a de- 
terminare vasocostrizione oscilla intorno al 20-25 "^/ou ; ha concen- 
trazione di glicocolato intorno al 0,75 *^/o(, ; 

5. Stabilitasi una intensa vasocostrizione non è piii possibile, 
col lavaggio, determinare nei vasi che una modica vasodilatazione. 
L' A. ritiene che la ragione principale di questa intensa e persi- 
stente azione delle elevate dosi, debba andare ricercata nella fis- 
sazione progressiva della sostanza ; 



52 ADUNANZA ORDINARIA 

fi. L'azione sui vasi muscolocutanei e sugli epatici risultò 
qualitativamente eguale, con un effetto vasodilatatore però più 
intento sui vasi epatici che sui muscolocutanei, ed un effetto vaso- 
costrittore meno intenso sugli epatici che sul vascolocutanei. 

7. Nelle circolazioni con bile e con glicocolato — molto più 
frequentemente che in quelle eseguite con le altre sostanze fino 
ad ora studiate nella loro azione locale sui vasi — ha luoffo l'in- 
sorgenza di edemi, L'xi. crede che bisogna pensare, a spiegazione 
degli edemi più frequenti per circolazioni biliari, ad una causa 
determinante nelle pareti vasali alterazioni analoghe alla morti- 
ficazione. 

8. L'azione della bile e del glicocolato sui vasi — inversa 
a seconda della dose — si può spiegare (in base alla dottrina 
dello Stefani e dell' Hering sulla irritabilità) colla prevalenza nella 
fibra muscolare, a seconda della dose, dei processi assimilativi sui 
disassimilativi o di questi su quelli. 

U. Cisotti : SìdV impiego di funzioni ellittiche in una questione 
idrodinamica (presentata dal prof. T. Levi-Civita, s. e, (e. s ) ). — 
In una memoria, tuttora in corso di stampa, l'A. ha trattato con 
metodo nuovo ed originale la teoria delle vene fluenti, giungendo 
a notevoli conclusioni di carattere generale. 

Nella presente Nota egli approfondisce lo studio di un in- 
teressante caso particolare, sviluppandone le formule relative a 
mezzo di trascendenti ellittiche, e assegnando le definitive espres- 
sioni degli elementi caratteristici dell'efflusso. 

E. Levi : / maestri dì Francesco No cello da Carrara (presen- 
tata dal Prof. A. Medin, s e, (e. s.) ). — Uno dei più compiuti 
e caratteristici documenti della diffusione della coltura nelle corti 
italiane del Trecento è la descrizione dell'educazione di Francesco 
Novello da Carrara, la quale fu inserita da un Anonimo scrittore 
del Trecento " famigliare di Francesco seniore da Carrara „ in 
una sua Cronaca che è per intero riportata in uno dei due volumi 
della Storia Veneta falsamente attribuita a G. Zancaruolo, mano- 
scritta nella Biblioteca Braidense. 

Pubblicando questa descrizione, l'A. raccoglie notizie sul pro- 
babile scrittore di essa e su tutti i personaggi che vi sono citati ; 



DEL 17 NOVEMBRE 1907 53 

i maestri di lingua latina, i maestri di equitazione, di nuoto, di 
scherma; di strategia, i maestri di lingue moderne, e infine quattro 
gentiluomini, ai quali era particolarmente affidato il giovane prin- 
cipe, perchè egli crescesse costumato e gentile in tutte le contingenze 
della vita quotidiana. 

Terminate le letture l'Istituto, si raccoglie in adunanza privata. 



Il Vicesegretario 

G. OCCIONI-BONAPFONS 



Il Presidente 
C. F. FERRARIS 



Atti bkl beale Istituto Venkto di scienze, lettere ed arti 
Anno accademico 1907-908 - Tonio LXVII - Parte prima. 



IN MEMORIA 



di 



EMANUELE GIANTURCO 



PAROLE PHONINIJIATE 

DAL PROF. YITTOKK) 1»() LACCO, m. k. 

nell'adunanza drl 17 nomnhrr 1907 



È nobile tradizione dell' Istituto che una parola di rimpianto 
si consacri alla memoria di chi è vissuto onorando il Paese e la 
Hoienza, anche se del nome suo non si fregiasse il nostro albo 
accademico. Penso dunque di esprimere, o illustri Colleghi, un 
sentimento che tutti ne associa dicendo breven)ente di Eiiuiiiueìe 
Gianturco; ne già come vorrebbe la mia ammirazione e l'intima 
comunanza eh' ebbi con Lui di ideali e di studi, ma come potrà 
l'animo ancora in tumulto per la perdita dell'amico fraternamente 
diletto. Della sua attività multiforme la parte soltanto dedicata 
alla scienza e alla cattedra sarà il caso che io qui ricordi. Ma è 
già tale parte che non impallidisce di fronte alle altre doti di 
musicista eccellente, di avvocato principe e di uomo politico fra 
i maggiori dell'ora che volge, per tacere di quel tesoro di private 
e civili virtù che lumeggiavano tutti ugualmente, componendoli in 
mirabile sintesi, tanti e cosi vari aspetti di quella nobil figura. 

Rimontiamo col pensiero, o Colleghi, a circa un quarto di secolo 
addietro. Quel risveglio della cultura giuridica nazionale che già 
avea dati ottimi frutti tra i romanisti, ma, salve poche luminose 
eccezioni, non ora giunto ancora a trar fuori il Dii'itto civile dalla 



56 V. POLACCO 

morta g-ora della esegesi, si propaga, per opera specialmente di 
nuove forze uscite dai nostri Atenei, anche ai cultori di quella 
disciplina giuridica, nella quale par veramente che tutte le altre 
si appuntino. Brilla subito nella giovanile schiera il Gianturco, 
che al gran discettare sul metodo negli studi nostri partecipa nel 
1881 con una memoria (') in cui dominano i due concetti ispira- 
tori di tutta la successiva produzione di Lui. Il Diritto civile sia 
anch' esso fecondato da quella corrente di vita che trae la sua 
origine dai nuovi studii nelle scienze morali, politiche e sociali e 
che ha vivificato tutte le parti del Diritto. E nella forma, bando 
al commentario pedestre modellato sugli esemplari francesi, per so- 
stituirvi la trattazione sistematica propria della scuola pandettistica 
tedesca, sì che, allogati gli istituti giuridici nel vero posto che 
spetta a ciascuno, balzi fuori come organismo vivente la struttura 
del patrio Diritto. Un libro di legge non è un libro di scuola e la 
chiave per l'intelligenza di un codice deve prendersi da qualche 
altro luogo che non sia il codice stesso. 

Fedele a tale programma, comune del resto a tutta quella 
fioritura nuova di civilisti, nell'ardore, che in altri di men profonda 
preparazione si sarebbe detto ardimento, di farne subito completa 
attuazione, non si restringe Egli come i compagni suoi a rico- 
struire l'edificio in qualche sua parte per via di trattazioni mo- 
nografiche, ma, dopo aver dato pur di queste buon saggio con la 
memoria sulle Fiducie, concepisce il disegno di un Trattato com- 
pleto di Diritto civile. Al titolo originario di Istituzioni (1885) è 
sostituito nella 2." edizione quello più proprio di Sistenuf, sul- 
l'esempio della grande opera dell' Ungee, al cui nome insigne il 
lavoro è dedicato. Ma purtroppo le molteplici altre cure e la fine 
immatura non gli permisero di andar oltre alla Parte generale e 
ad alcuni capitoli del Diritto di famiglia. Il nome di Istituzioni rimane 
invece a quel completo e così difl'uso Manuale onde il Gianturco 
venne in aiuto alla scuola, denso di materia e in picciola mole ricco 
di pregi. La sesta edizione alla quale esso è giunto ci dice abbastanza 
per che serie d'anni sia stato quello il primo nutrimento intel- 
lettuale apprestato alla cupidn legmn iuoentus che si affolla nelle 



( l) (ìli st/i<U del Diritti) ciinle a la (piestione del nini od a in Itali'/. 
nel Fila,n(/ieiu\ Anno VI, Parte I, pag. 722-744. 



IN MEMORIA DI EMANUELE aiANTURCO 57 

Università italiane ; dalle quali tutte può dunque afferniarsi avere 
Eo-li diffuso così il lume dei suoi inseo'nanienti, e non soltanto da 
quello Studio di Napoli eh' ebbe il vanto speciale di accoglierli 
avvivati dal fascino di una straordinaria eloquenza. Nò è questo 
il solo sussidio da lui recato alla scuola. Nell'intento che i gio- 
vani siano costretti a fare opera d'intelletto anziché di memoria 
e per addestrarli a cogliere il nocciuolo di ogni questione, con- 
vinto che la pratica non è 1' antitesi nux il complemento necessario 
della teoria, compose una Crestomazia di casi giuridici in, uso 
arcademico, richiamandosi all' antico sistema della quaestiones iuris- 
ed al tipo più recente di siffatte raccolte datoci in Germania dal 
Jhering, al quale anzi la Crestomazia è dedicata, come a colui 
che " nella conciliazione della scienza con la vita pose il fine 
ultimo e universale della giurisprudenza. „ 

Un COSI frequente ricorso agli esempi della letteratura giu- 
ridica tedesca, questo ripetersi di omaggi ai campioni di essa 
non significavano però abdicazione del genio nazionale: non certa- 
mente il Gianturco avea predicata la liberazione dal giogo francese 
per cadere scientificamente in altro servaggio. Mente fervida, in- 
tuito rapido, possente dialettica derivante da un certo acume filo- 
sofico innato e soccorsa da una altrettanto innata fluidità e ima- 
ginosità di eloquio, tutte queste doti del natio spirito meridionale 
rimasero in lui sempre vive, e gli studi germanici ond'era imbevuto 
le fecero solo più castigate, temperandone le esuberanze e col- 
mandone le deficienze con 1' abito delle ricerche minute e pazienti. 
Così dalla scienza degli Jherinw e degli Unger trasse il Gian- 
turco, giureconsulto italiano per eccellenza, quello stesso profitto 
che il Gianturco musicista chiese ed attinse alle immortali con- 
cezioni di Riccardo Wagner. 

Nelle recenti assise degli Istituti di cooperazione in Cremona 
Luigi Luzzatti indirizzava un telegramma augurale all' amico, 
già allora graveme ite infermo, lamentando l'assenza di lui, così 
felice nel saper piegare alle esigenze sociali il rigore del Diritto 
civile. Che nelle parole dell' eminente nostro Statista non ci fosse 
ombra d'iperbole lo attesta a chiare note tutta la vita parla- 
mentare di Emanuele Gianturco, lo rafferma nella sua vita scien- 
tifica quella prolusione su l'individualismo e il socialismo nel Diritto 
contrattuale ch'eofli tenne salendo nel 1891 la cattedra ufìfìciale di 



58 V. POLACCO 

Diritto civile nell'Ateneo napoletano. Che severa condanna di un 
Diritto contrattuale affatto individualistico, che sacrifica al dotti'i- 
narisnio la realtà palpitante e dolorosa ! Come ardente l' anelito 
a trasformare (sono' sue parole) in Codici di Diritto privato sociale 
i Codici di mero Diritto privato ! E che luminosa riprova al tempo 
stesso del possibile sbocciare di ardite riforme economiche, per la 
sacrosanta redenzione degli umili, ad opera di spiriti pur ribelli 
a certa radicai novità nel sacrario domestico e tenacemente devoti 
alla fede degli avi ! 

Famiglia e religione intese il Gianturco nel senso più elevato, 
scevro da quei pregiudizi a cui non sanno talvolta sottrarsi, forse 
per inconscio atavismo, menti emancipatesi da soprannaturali cre- 
denze. E n' ebbe, come dalla Scienza, come dall' Arte divina dei 
suoni, i più soavi conforti. Ne so, pur rispettando ogni partito e 
ogni scuola, che i tempi nostri ci abbiano dato uno spettacolo più 
democraticamente sublime di quello che tutto il mondo civile 
ammirò a quel letto di morte, su cui il figlio del modesto artigiano, 
salito per virtù propria ai più alti fastigi del potere accessibili in 
libero Stato, reclinò il capo benedetto da un Sovrano spirituale pur 
venuto al più elevato soglio del mondo dall'umile vita dei campi. 
Chiniamoci dinanzi a tanta grandezza, mandando alla memoria 
di Emanuele Gianturco il saluto che si deve agli spiriti eletti 
rispecchianti sulla terra, nel breve loro passaggio, 1' armonia divina 
dei cieli „. 



JUL 8 U30B 



Atti dkij Reaj.e Istituto Veneto di suien/k, lettere ed arti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



ADUNANZA R D I N A li I A 
DELL' 8 DICEMBRE 1907 



PRESIDENZA DEL M. E. FERRARIS 

presidente 

Presenti i inenibri effettivi : G. Beechet, segretario ; Occiont- 
BoNAFJFONS, vice-segretario; Lorenzoni, Trois, De Giovanni, 
Bellati, Teza, Martini, A. Tamassia, Da Schio, Mol- 
MENTi, Stefani, Fogazzaro, Galanti, Ricci, Polacco, Vi- 
centini, Yerson, Brugi, Ciscato, Bonome, Catellani, Cre- 
sciNi, N. Tamassia; ed i soci corrispondenti: F. Berchet, Bor- 
digAj G. Spica, Castelnuovo, Predelli, Biadego, Mala- 
gola, De Marchi, Forti, Lori, Morelli. 

Giustificata l'assenza dei inni. ee. : Favaro, G. B. De Toni, e del 
s. e. nazionale Poggi. 

Nel comunicare 1' assenza del m. e. G. B. De Toni il Pre- 
sidente ne accenna il doloroso motivo e fa 1' augurio, da tutti 
condiviso, che la sua primogenita possa essere ridonata alla salute. 

Legge poi la nobilissima lettera di congedo del nostro s. e. 
prof. Setti che, nell' annunziare il proprio trasferimento all' Uni- 
versità di Torino, promette di inviare di tanto in tanto all' Isti- 
tuto qualche saggio della sua operosità. La lettera è accolta con 
viva riconoscente simpatia. 

Letto ed approvato 1' Atto della precedente adunanza, il Pre- 
sidente fa circolare il Catalogo dei libri ed opuscoli acquistati e 
pervenuti in dono dall' ultima adunanza, annunziando specialmente 
i seguenti doni : 

del m. e. Catellani : L' Africa nuova, 



0(; ADUNANZA OEDINARIA 

(lei prof. Kasi Pietro deUTIniversità di Pavia : 22 pubblioa- 
zioiii d' argomento letterario, 

del coniin. Cesare Augusto Levi : Venezia, Corfn ed il Le- 
vante, pubblicazione fatta a spese del Municipio di Yenezia e da 
esso donata. 

Seguono le letture : 

E. F. Trois, m. e. : Nota sopra un esemplare d'Anguilla di 
uno spiccato metacromatismo regalata alle Collezioni dell' Istituto 
dal sig. avv. G. B. VoUoUna. — La Nota che l'A. presenta riguarda 
un bellissimo esemplare d' Anguilla pescata la notte del 13-14 
ottobre p. p. nella Valle Dogado Montiron in Laguna superiore, 
jiel Comune amministrativo censuario di Burano. 

Mantenuta viva in un acquario, morì il giorno 12 novemb. p. p. 

L' animale presenta un nuovo e rarissimo C9.S0 di metacro- 
matismo. — Domina in generale nella parte inferiore il bianco 
splendente con macchie poco estese e spesso interrotte sul capo 
e luno-o il dorso di un bruno olivastro sbiadito. Piccole mac- 
chic di un nero intenso si riscontrano verso l' orlo della pinna 
dorsale e della caudale. Estesissime sono le macchie di un 
giallo cadmio chiaro sulla testa, sul dorso, sui lati. La tinta 
gialla per terzo colore viene considerata come rarissima. 

E. Teza, m. e. : Intorno alle Sentenze dei Padri Solitari nei 
testi greci, coptici, armeni. 

G. B. De Toni, m. e. : Illustrazione del secondo volume del- 
l'' Erbario Aldorrandi. — L' A. comunica il contenuto di una Me- 
moria nella quale viene preso in considerazione il secondo vo- 
lume dell' erbario Aldrovandi, conservato in Bologna, proseguendo 
così la illustrazione di quel prezioso cimelio, il cui primo volume 
venne studiato nal prof. 0. Mattirolo. Del volume secondo, l' A. 
fornisce la descrizione particolareggiata, ponendo in rilievo alcuni 
rapporti che il volume stesso presenta con gli erbari antichi con- 
servati nella Biblioteca Angelica di Roma, i quali il Penzig volle 
attribuire a Gherardo Cibo ; mentre, invece, il Chiovenda li ritiene, 
con molta probabilità, opera dello Aldrovandi. L'A. crede che la 



dell'8 dicembre 1907 61 

composizione di questo secondo libro sia anteriore al 1552 e dà 
altre notizie che interessano la storia della botanica. 

L. De Marchi, s. e. : Osservazioni mareometriche lunyo il li- 
foni/c in lagiuKi fatte negli anni 1906 e 1907. -Nel corso delle ricer- 
che lagunari che si stanno compiendo per iniziativa di questo Isti- 
tuto, vennero fatte, su larga scala, osservazioni mareometriche, 
allo scopo di studiare le leggi della propagazione della marea 
lungo il litorale e nella laguna di Malamocco. 

La Connuissione incaricata delle Ricerche Lagunari, avendo 
ora a disposizione un numero rilevante di mareografi, impiega 
generalmente questo tipo di strumento che permette lo studio 
ininterrotto del fenomeno e ricorre solo in certi casi particolari 
alle osservazioni mareometriclie. 

L' A. prende in esame lo osservazioni mareometriche compiute 
e giunge ai seguenti risultati : 

1. che r alta marea arriva contemporaneamente all' im- 
bocco diga Lido e a quello di diga Alberoni, ma con qualche ritardo 
al porto di Chioggia, e che probabilmente si propaga da nord a 
sud fra il Tagliainento e il Po. Lo stabilimento del porto a diga 
Malamocco sarebbe di circa ore 10 ' \; : 

2. che il periodo di marea discendente è minore di quello 
teorico rispondente al quarto del giorno lunare; 

3. che r alta marea impiega un tempo molto lungo, in 
media ^/4 d' ora, ma fino a un' ora e mozza, a percorrere il ca- 
nale porto ; mentre la bassa marca vi si propaga in un tempo 
molto più breve, sì che in laguna la nuirea si propaga molto ra- 
pidamente verso nord, cioè verso la laguna di Venezia, lungo il 
grande canale di navigazione ; assai più lentamente negli altri 
quadranti nei (|uali la velocità di propagazione va progressiva- 
mente diminuendo ; 

4. che air onda marea si sovrappongono onde secondarie 
di periodo variabile fra 40"' e 2 ore ; prevalendo a diga Mala- 
mocco in mare, il periodo di un' ora. 

Questo studio, però deve intendersi semplicemente come pre- 
bminare, ma lo studio completo ed esauriente del fenomeno sarà ul- 
timato soltanto in base ai numerosi diagrannni mareografici raccolti. 



62 ADUNANZA ORDINARIA 

G. Grei'ola : Scrizioni veneziani' a Corfh e a Cefahmia (pre- 
sentate dal coinm. G. Berchct, ni. o., a tciniiiii (IclT art. 16 del 
Regolamento). — Sono appunti dall' A. i-accolti ocoasionahnente 
a (Jefalonia ed a Oorfìi nel g-ennaio del 1901, quando egli viag- 
giava in Levante per la missione cretese. 

Quegli appunti riguardano edilizi, monumenti e memorie sto- 
riche di Cefalonia (Castello, Borgo e l'orto di Argostoli) e della 
città di Corfù). 

Sono 24 per Cefalonia e 46 per Corfù. — (Una nota in 
appendice parla pure di alcuni monumenti di Cattare). 

Appartengono ai secoli dal XVI al XYIII. 

Trattasi di stemmi e di iscrizioni onde sono contrassegnate 
le mura delle fortezze e le pareti degli edilizi pubblici, delle 
chiese e dei palazzi privati. — E pur ricordo di par(-cchi can- 
noni, od altro. 

F. Severi: Sn^le supcrfic/e (fhjehr/rJtc cìie itìiiiiwitouit mi (Jiitj^jpo 
coiìtiiiiio perniutahile, a due [ìuraììietri^ di trii>< formazioni hin/zio- 
nali (presentata dal prof. G. Ricci, m. e., (e. s.) ). — Lo studio 
delle superficie in parola è stato già fatto in un lavoro classico 
del Picard, cogli strumenti offerti dalla teoria dei gruppi continui 
del LiE. — L'A. tratta la questione da un punto di vista alge- 
brico-sintetico conforme ai metodi usati in Italia da coloro che si 
occupano di geometria sopra nna superficie algebrica, e giunge a 
caratterizzare le superficie con un gruppo continuo qt;"^, permuta- 
bile e transitivo, mediante i valori dei generi. 

E. Ravenna: L'endotelioma della phaiva. — Considerazioni 
sintcliclic (jcnrrali sugli endoteliomi (presentata dal prof. A. lìono- 
me, ni. e. (e. s.) ). — L'autore illustra tre casi di endotelionui 
della pleura che hanno preso origine dall'endotelio delle vie lin- 
fatiche. Nel primo caso fu notata metaplasia delle cellule di ri- 
vestimento interno dei vasi linfatici, loro rigoglioso sviluppo e 
passaggio graduale agli elementi neoplastici. Tn base a queste 
imagini, che dimostrano la matrice del tumore, la diagnosi di 
endotelioma primitivo dei vasi linfatici della pleura venne tos^o 
formulata. E trovò appoggio in altri dettagli istologici, i (piali fu- 
rono poi preziosi per stabilire la natura endoteliale degli altri 



dell'8 dicembre 1907 63 

due eseni])lari di tumore pleurico, nei quali, pur mancando le 
fasi iniziali di sviluppo, si potò escludere che si trattasse di can- 
cro, cioè dell'altra varietà di tumore maligno, che ad una su- 
perficiale osservazione poteva venire sospettata. 

Non si può escludere intatti che i cancri primitivi della 
pleura, al pari di (|uelli del peritoneo presentino delle caratteri- 
stiche strutturali un pò diverse da quelle degli altri cancri origi- 
nati da epiteli di rivestimento. Ciò potrebbe dipendere dal fatto 
che il rivestimento epiteliale della grande cavità pleure perito- 
neale va incontro nella vita extrauterina a notevoli modificazioni, 
in causa delle quali un cancro originato da esso epitelio per al- 
cuni dettagli si avvicinerebbe piìi al cosidetto endotelioma maligno 
che al tipico cancro. Resta però sempre fermo che un complesso 
di dati istologici permette di distinguere Tendotelioma delle sierose 
dal cancro, e questi dati istologici si riscontrarono nei tre casi 
illustrati dall'autore. I principali fra essi sono: l'intimo nesso fra 
connettivo e cellule neoplastiche, la tendenza in queste ultime 
a disporsi in irregolari formazioni tubulari, il polimorfismo e la 
forma spesso fusata delle cellule medesime e la completa nian- 
canza in esse di inclusioni o di degenerazioni cellulari. 

Questi dati, che valgono a far facilmente distinguere un 
cancro tipico da un endotelioma maligno, acquistano la massima 
importanza quando si voglia diff'erenziare un cancro primitivo 
della pleura da un endotelioma dei linfatici sottopleurici, special- 
mente in quei casi in cui non si riesce a dimostrare la matrice. 

G. P. Magrini : Hidle variazioni di lirdlo dei laghi lAtpi.nni 
^presentata dal prof. F. Lori, s. e. (e. s.) ). — Sono deficientissime 
le ricerche, e non solo in Italia, sui rapporti fra la quantità d'acqua 
caduta in un bacino scolante e la parte d'acqua raccolta dal suo 
collettore. L'A., dopo aver coordinato i dati d'osservazione esistenti, 
considera le variazioni di livello del lago di S. Croce e del lago 
Morto, in relazione alle precipitazioni. 

Questo studio è reso in special modo interessante dal fatto 
che i due laghi, vicinissimi fra loro e quindi in condizioni cli- 
matiche e meteoriche quasi eguali, appartengono ciascuno ad una 
delle due grandi categorie in cui si dividono i laghi : aperti e chiusi 
ed il cui regime idraulico è essenzialmente diverso. 



64 ADUNANZA ORDINARIA DELL'8 DICEMBRE 1907 

Inoltro per il grande dislivello esistente fra essi (all' incirca 
1 10 IH.) sarebbe possibile ricavarne una forza idraulica considerevole : 
lo studio presenta quindi un'importanza pratica immediata; come 
pure la presenta per il progetto, in corso, di bonifica della zona 
di terreno inondata dal Rai, canale emissario del lago di S. Croce, 
che si vorrebbe eseguire aprendo un canale nella valle del Me- 
schio, attraverso il lago Morto. 

Terminate le letture l' Istituto si raccoglie in adunanza pri- 
vata per la relazione annuale della Giunta alla Biblioteca e per 
altri affari di interna amministrazion(\ 



Il Presidente 
C. F . FERRARIS 

Il Vicesegretario 

(>. OCOIUNI-BONAKFONS 



Atti del reale Istituto Venkto di scienze, lettere ed arti 
Aiiiu) acciul.Miiico l'.K)7-l»()8 - l\)iiin LXVIi - Parie prima. 



XOTA 

SOPRA UN'ESEMPLARE D" INfiriLLA DI UNO SPICCATO METACROMATISMO, 
REGALATA ALLE COLLEZIONI DELL'ISTUFUTO DAL SlliN. AVY. (i. H. VOLTOLINA 

DI ENlilCO FILIPPO TKOIS, m. e. 

(^Adunanza dell' 8 dicembre 1907 ) 



\i esemplare d'Aiiguillu rhe presseiito è dono cortese ed in- 
teressantissimo del sig-. avvocato (i. li. Voltolina. 

Eii'li la ebbe vivente pescata nella notte del 18-14 ottobre p. p. 
nella Valle Dogado Montiroii in Laguna Superiore nel ('oninne 
amministrativo-censnario di liurano e precisamente nella località 
denominata Oanal Bachetta. 

Posta in un ac(piario visse tino ai primi giorni del p. p. no- 
vembre. 

Due anni fa ho avuto occasione di fai- conos(;ere un caso 
analogo di nietacroniatisnn) in (piesta sp(>cie, caso rarissimo quando 
entra per ter/a tinta il giallo che in (pu'sto esemi>lare è larg'a- 
mente profuso mentre non era così nel precedente nel fjuale poi. 
r azione del li(]UÌdo conservatore ha tinito col farne sparire gran 
parte (>). 

L' animale misura m. 0,HS in lunghezza totale e presenta 
distintissime tre tinte. 

Domina in generale il bianco splendente nella parte inferiore 
con macchie volg^enti al bruno v(»rdastro, in molti punti sbiadito 



(1) Nota sopra un. caso dì ìUffacroiiiafùiiid iteli' (Uif/u fila. — Atti 
lei R. Istituto Veneto. - Adunanza del 14 maggio lyoò. 



()() E. V. TROIS- NOTA SOPKA Ux'eSEMPLAKK l)'AX(iriLLA ECC. 

estese lung-o il dorso e spesso interrotte e quasi sovrapposte a 
larghe macchie discoidi di un giallo cadmio chiaro. 

Le macchie gialle raggiungono ed in (pialche punto sorpas- 
sano la linea laterale mentre (juelle brune poco si estendono sul 
dorso lasciando verso la coda irregolari intervalli ; esse abbondano 
alterinite da macchie gialle sulla pinna dorsale mancando sulhi 
fine della pinna stessa. Tanto sull' orlo della pinna dorsale <[uanto 
nella caudale vi sono piccole macchie di un nei'o intenso che si 
trovano raramente in altri punti del corpo. 

E singolare che di cpiesta t'orma rara di metacromatismo de- 
nominata dal compianto prof. Pavesi Icteropardalis si sieno veri- 
ficati a poca distanza di tempo tre casi in esemplari provoiieiiti 
dalle acque di Venezia; T. quello da me presentato nell' adunanza 
di maggio in05 ; ir. l'altro veduto dal Ninni a (Jhioggia jìure nel 
1005(1); III. (piesto che oggi presento dovuto alla cortesia del- 
l' avv. (1. B. A'oltolina al (juale vanno resi i piii vivi ringrazia- 
menti. 



(1) Ninni jjot'J'. Emilio - MahirroiiKiLisuio in pet^ri nicculli nel iina-c 
e, kffjune di Venezùi. — Congresso dei Naturalisti italiani. Miliiiiu, ir>-l!) 
Settembre, 190<5. 



(Licenziate le hozze per la ^f<tmp<i iì (n'orno 10 rlirrmhrp 1907), 



9U1 



Atti dkIì RkaIìK Isi-i rii'i'o Vknkto di s(;1i<;n/k, nkttkhk kd aR'i'1. 
Anno accH(loiuico l'.K)7-l)u8 - Tomo LXVIL - Patte priniu. 



A 1) ri N A N Z A ORDINARIA 
DEL 12 GENNAIO 1908 



PRESIDENZA DEL M. E. VERONESE 

VICEPBESIDENTE 

Presenti i iiieiubri effettivi: G. Bpìrchbt, segretario; OcciONi- 
BoNAFFONS, vice-segretario ; Lorbnzoni, Tkois, Bellati, 
Martini, Da Schio, Molmenti, Stefani, G. B. De Toni, 
Galanti, Ricci, Polacco, Verson, Brugi, Ciscato, " Bo- 
NOME, Catella NI, Crescini, N. Tamassia; ed i soci corri- 
spondenti: BoRDiGA, G. Spiga, D'Arcais, Castelnuovo, Pre- 
DELLi, Breda, Giordano. 

Giustificata l'assenza dei mm. ee.: De Giovanni, P. Spiga, Teza, 
Fogazzaro. 

Letto ed approvato l'Atto della precedente adunanza, il Presi- 
dente annunzia la morte del nostro socio corrispondente estero 
Guglielmo Thomson (Lord Kelvin) professore di fisiologia naturale 
all'Università di Glasgow e brevemente lo commemora, dando poi la 
parola al m. e. Bellati, il quale pronunzia un breve discorso a cui 
tutti i convenuti si associano. 

Terminata la commemorazione, il Presidente propone, e l'Isti- 
tuto approva, che si mandino telegrammi di condoglianza all'Uni- 
versità di Glasgow e alla Società Reale di Londra, comunicando 
a quei Corpi scientifici hi manifestazione odierna del nostro Istituto. 

(Quindi il Presidente fa circolare il catalogo dei libri ed opu- 
scoli acquistati e pervenuti in dono dall'ultima adunanza. 

Seguono le letture : 

E. Teza, m. e. : (coli' incarico al m. e. Polacco della presen- 
tazione) Come Pàlukàmja diventasse maestro di Elefantiatria. 



iìi^ ADUNANZA OIUJIXARIA HKF. 12 (tKXNAK) 1908 

R. Cessi : Ppv la f^foria delle Corporazioni dei mercanti e della 
lana in Padora, ìlei secoli XIII e XIV (presentata dal prof. N. 
Taniassia, m. e., a termini dell'art. 16 del Regolamento). 

L' A. presenta il riassnnto di nn suo lavoro sullo stesso 
argomento di prossiiìia pubblicazione, condensando in breve le 
conclusioni, che egli ha potuto desumere nelle sue ricerche. 

La più antica e la più forte corporazione fu quella dei mer- 
canti, che esercitava il commercio esterno ; solo più tardi verso la 
fine del secolo XII dalla vecchia corporazione dei pignolati si 
svolse r arte della lana (/enfile, che fiorì alla fine del secolo XIY, 
sovrapponendosi alla vecchia arte dei mercanti. Fu allora che al 
commercio della pi'oduzione estera si sostituì l'industria cittadina. 

L. S. Da Rios : Sul sistema di due equazioni implicite studiate 
da Laplace (presentata dal prof. F. D' Arcais, s. e, (e. s.)). 

L' A. estende al caso di dne equazioni un tipo di sviluppo 
recentemente proposto dal Prof. Levi-Civita. Anche qui la consi- 
derazione delle funzioni inverse porta ad uno sviluppo, che congiunge 
la semplicità nella legge di formazione dei termini all' aumento 
progressivo dell' ordine da termine a termine. Segue un elegante 
esempio ad illustrazione delle formule trovate. 

Terminate le letture il ni. e. Brugi ricorda che il nostro socio 
onorario prof. Ardigò, nel giorno 28 corrente, entra nel suo 80° 
anno di vita, e non dubita che anche 1' Istituto, come l'Università 
Patavina, vorrà ricordarsene. 

Il I/residente risponde aver la Presidenza già pensato al 
dovere che le incombe di onorare, nell" Ardigò, quella libertà di 
pensiero di cui la Repubblica Veneta era così gelosa custode. 

L'Istituto si raccoglie in seduta privata nella (juale, fra altro, 
rimane approvato il J^reventivo 1908 della Fondazione Minich. 



// \' ice- l^residente 
a. VERONESE 

Il Vù'.es^egrHario 

G. OOCIONI-BONAFPONS 



Atti deIì kkamo 1stitiit(j Vknktu ih si;ikn/k, lihn'TEKh; kd arti 
Aimo iicouduiiiico 1;K)7-ÌK)8 - Turno LXVII - Parte prima. 



LORD KELVIN 



P A R O I. K P R O ÌS^ U N C I A T E 

D A L p K o i\ c u. M A N F K E D BELL A T I, m. e. 

/U'ir«i/Hnunza del 12 gennaio 1!)()S' « 



Il 17 dello scorso decembre morì a Glasg-ow Lord Kelvin, 
che da quasi un ventennio apparteneva al nostro Istituto in qua- 
lità di Socio straniero. Per <|uesta rag-ione, e perchè William 
Thomson, divenuto poi Lord Kelvin, fu uno degli uomini più 
lìenemeriti della Scienza e della Società, mi pare conveniente che, 
nel primo giorno in cui ci troviamo riuniti dopo la sua morte, 
parta anche da noi un saluto reverente alla memoria di (]uel 
Grande. 

AVilliam Thomson fu certamente un grande fisico e ma- 
tematico, forse il più grande nell" uUima metà del secolo. Nato 
nel 1824 da James Thomson, che fu nnxtematico di non ce 
nume valore e professore all' università di (llasgow, William a 
10 anni si matricolò a quella università, a 17 pubblicò i primi 
lavori scientifici ed a 22 venne eletto professore di Filosofia natu- 
rale nella medesima università. Tenne ([uel posto fino al 1899, 
rimanendo però sempre legato all' università anche dopo aver 
lasciato r insegnamento ufficiale. Nel 1892 fu creato barone e da 
allora ebbe il titolo di Lord Kelvin. 

Non e' è quasi ramo della Fisica, matematica e sperimen- 
tale, di cui il Thomson non si sia occupato. Le sue publ)licazioni 
sommano a parecchie centinaia ; alcune sono di g-ran mole, altre. 



70 M. BELLATI 

magari brevissime ; ma tutte dotate di un' impronta originale e 
tutte sommamente suggestive. Molti altri Fisici trovarono in quei 
lavori r ispirazione e l' invito ad ulteriori ricerche, cosi che può 
ben dirsi che buona parte della Fisica moderna ripeta la sua ori- 
gine dalle concezioni del Thomson. Sarebbe cosa impossibile, e 
da parte mia temeraria, di analizzare ora 1' opera scientifica del 
Thomson : mi limiterò a qualche cenno brevissimo e saltuario. 

Eorli fu uno dei fondatori della termodinamica : a lui, insieme 
al Clausius, spetta il vanto d' aver stabilito il secondo principio 
fondamentale della termodinamica ; a lui si devono le più sva- 
riate applicazioni di questa scienza e quel principio della degra- 
dazione dell' energia, le cui conseguenze si spingono fino a pre- 
vedere i lontani destini dell' universo. 

Un altro vasto campo di ricerche fu per il Thomson l'elet- 
tricità ed il magnetismo. Cominciò coli' occuparsi teoricamente e 
sperimentalmente dell' elettrostatica e riuscì, primo fra tutti, a com- 
piere misure elettrostatiche rigorose mercè l' invenzione di varie 
specie di elettrometri di mirabile delicatezza e precisione. Fino 
dal 1853 egli dimostrò come la scarica d' un condensatore elet- 
trico deva in certi casi riuscire oscillatoria ; più tardi il Feddersen 
constatò sperimentalmente il fenomeno, che divenne il punto di 
partenza degli studi famosi rlell' Hertz e dell' applicazione alla 
telegrafia senza fili. Anche nell' elettromagnetismo il Thomson 
lasciò traccie profonde con ricerche teoriche importantissime e 
coir invenzione di parecchi preziosi strumenti di misura, che vanno 
dal galvanometro a specchio alla bilancia elettro-magnetica e che 
sono continuamente usati nei laboratori scientifici e nell' industria 
elettrotecnica. Perchè il Thomson ebbe il pregio, non certo fre- 
quente in chi si occupa delle più alte speculazioni teoriche, di 
mirare sempre anche all' utilità pratica, che si può trarre da quelle 
teorie. Egli fu un sommo Fisico e Matematico, ma fu anche un 
sommo ingegnere. È anzi quest' ultima qualità che più special- 
mente gli procurò alta rinomanza presso il gran pubblico. Si deve 
infatti in gran parte agli studi ed all' ingegno di lui se, dopo una 
lotta titanica contro difficoltà che parevano insormontabili e dopo 
vari insuccessi, si riuscì a costruire e posare felicemente un cavo 
transatlantico ed a telegrafare attraverso ad esso in modo spedito 
e sicuro. E questo trionfo dell' ingegno umano e V indirizzo pra- 



IN MEMORIA DI LORD KELVIN 



71 



ticO; che il Thomson dava a molte sue ricerche, portarono anche 
un altro vantao;o-io : quello di avvicinare la tecnica e la scienza, 
che a quei tempi, specialmente nell' Inghilterra, vivevano quasi 
estranee 1' una all' altra. L' esempio e l' influenza del Thomson 
contrihuirono potentemente a persuadere i tecnici dell' utilità ed 
anzi della necessità di prendere conoscenza e di valersi delle teo- 
rie scientifiche, ed a persuadere gli scienziati che anche nella 
tecnica possono trovare un vasto campo di studio e che dai pro- 
gressi tecnici anche la scienza può trarre gran beneficio. Lo stesso 
indirizzo pratico guidò il Thomson nei suoi studi a vantaggio della 
navigazione, la quale, fra 1' altro, è debitrice a lui di notevoli 
perfezionamenti e semplificazioni nella pratica degli scandagli e 
di importanti modificazioni alla bussola marina, rese necessarie 
dalla sostituzione del ferro al legno nella costruzione delle navi. 
"Sin tralascio di parlare di ciò e della parte notevolissima che il 
Thomson ebbe per far accettare il sistema di misure elettriche 
basato sul centimetro, il grammo e il secondo, — e dei suoi studi 
sulla trasmissione del calore, e delle sue speculazioni sulla natura 
degli atomi, e su tanti e tanti altri argomenti. Chi si fa a consi- 
derare r opera del Kelvin rimane quasi sgomento, tanta e la 
massa di lavoro che quel sublime ingegno accumulò in tredici 
lustri di un' attività meravigliosa. — Ora egli riposa : riposa in 
luogo degno di lui ; là, nell' abbazia di AVestminster, vicino al 
Newton, di cui fu emulo nobilissimo. 



iil 



At'I'i dki, liiiAhK Istituto Vknkto di sciknzk, r.KTTKRb; ku arti. 
Anno accademico 1907-91)8 - Tomo LXVII - Parte prima. 



A 1) (I N A N Z A () R 1) l N A Iv 1 A 
DEL 9 FEIilHfAK) 1!)08 



preside:n^za dei. pkoe. luiiknzoki 

MEMBRO effettivo ANZIANO 

Prosenti i membri effettivi : Ci. Berchet, segretario ; Occiont- 
BoNAFPONS, vice-seg-retario ; Tkois, P. Spiga, Martini, A. 
Tamassia, Da Schio, Molmenti, Stefani, Gr. B, De Toni, 
Galanti, Eicci, Verson, Brugi, Ciscato, Bonome, Crescini, 
N. Tamassia; ed i soci corrispondenti : F. Berchet, Bordiga, 
G. Spiga, Predelli, Biadego, Breda, Malagola, Levi-Gi- 
vita, Medin, Forti, Giordano, Morelli. 

Giustificata l'assenza del Presidente Ferraris, del Vicepresidente 
Veronese, dei mni. ee. : Favaro, Teza, Vicentini, Catellani. 

Nel giustificare l'assenza del m. e. Vicentini, il Presidente 
no dichiara il gravissimo motivo di lutto domestico, e tutti i pre- 
senti esprimono unanimi gli atti della più sentita condoglianza, 
incaricando il Presidente di farsene interprete presso il collega. 

Letto ed approvato l'Atto della precedente adunanza, il Pre- 
sidente comunica che il m. e. Polacco, rettore dell'Università di 
Padova, ò stato delegato a rappresentare il nostro Istituto alle 
(iiioranze rese al prof. comm. Roberto Ardigò, nostro membro ono- 
rario, in occasione del suo 80" genetliaco. Il prof. Ardigò rispose 
con una nobile lettera della quale si dtà lettura. 

Annunzia in oltre la morte del prof. comm. Rinaldo Ferrini 
m. e. e Segretario per le scienze dell'Istituto Lombardo. Il Se- 
gretario m e. G. Berchet pronunzia, invitato, le seguenti parole : 



»4 ADITNANZA ORDINARIA 

" Con scMitiiiuMito (li profondo rtiniiiuirico, partecipo la morte del 
„ prof, conini. Rinaldo Ferrini segretario da ben 27 anni per la classe 
„ delle scienze matematiche e naturali nel Reale Istituto lom- 
„ bardo. Fu professore di fìsica-tecnologia, pubblicò : Eletricità e 
„ Magnetismo — Tecnologia del calore — Recenti progressi ncl- 
^ r applicazione dell'elettricità^ ed altri scritti tutti improntati di 
„ scientifico acume e di sapore letterario. 

" Giovedì 16 gennaio egli assistette alle sedute ordinarie 
„ dell' Istituto lombardo, il giorno seguente venne colpito da acu- 
,. tissima polmonite che in cinque giorni lo trasse alla tomba. 

" L' Istituto veneto fu rappresentato ai funerali. Sento il do- 
„ vere di porgere dinanzi a voi, riverente omaggio alla cara me- 
„ moria dell' aflFezionato collega „. 

Il Presidente partecipa che il terzo tomo (2" volume) della 
Relazione del doti. cav. Gerola Monumenti Venefi neW isola di 
Creta ò già stampato e sarà quanto prima distribuito. Esso è riu- 
scito, come i precedenti, molto elegante e ricco di illustrazioni; 
ma riceve particolare importanza e splendore dalle numerose tavole 
cromolitografiche, alla cui spesa, come l' Istituto sa, generosamente 
concorse il nostro collega m. e. senatore Papadopoli-Aldobrandini. 

Il Presidente fa sapere essere giunta all' Istituto la II. cir- 
colare, accompagnata dalle schede di adesione, per chi volesse 
partecipare al IV Congresso Internazionale dei matematici che 
si terrà in Koma dal 6 all' 11 Aprile a. e. 

Infine fa circolare il (catalogo dei libri ed opuscoli acquistati 
e pervenuti in dono dall' ultima adunanza, fra cui segnala tre 
opuscoli del prof. A. Guébhard presentati dal m. e. Martini. 

Si viene poi alle seguenti letture: 

Vt. lirugi, m. e.: La filo sofia nel sistema delle scienze secondo 
F Ardiijò. — L'A. esamina il modo in cui l'Ardigò intende la 
filosofia. Da tutto il sapere che essa abbracciò, le rimase (hip- 
primu la Metafisica, 1' Etica, la Logica in antitesi alle scienze na- 
turali distinte soprattutto dal metodo diverso. 



DEL 9 FEBBRAIO 1908 75 

(Quando (}Uosto stesso metodo fu applicato alla filosofia tornò 
a farsi più vivo il problema del concetto e dei limiti della filo- 
sofia. L' Ardigò assegna alla filosofia un gruppo di scienze : una 
scienza filosofica generale e delle scienze filosofiche speciali. 

(Queste sono la psicologia e la sociologia : l'una studiò il fatto 
psicologico, l'altra il fatto sociale. La Sociologia abbraccia, se- 
condo lui, l'Etica, la Giurisprudenza, l'Economica. Sono partizioni 
scolastiche che non spezzano i limiti del fatto umano. Alla filo- 
sofia generale restano i problemi superiori a tutte le scienze 
speciali e cui tutte queste approdano : problemi dell'uomo e del 
mondo. 

P. Pennato, s. e. : La Radiologia della pleurite. — La radio- 
logia dimostra come si comporta la linea superiore del versamento, 
che è conforme a quanto ha osservato Domoiseau. 

Ancora lo studio radiologico dimostra la parte che ha lo 
spostamento del cuore nel triangolo paravertebrale di Grocco. 

F. Muraro : Soluhilifù dei veri e falsi tannati di chinina (pre- 
sentata dal prof. P. Spica, m. e., a termini dell'art. IG del Re- 
golamento). — Nel suo studio V A. giunge a preparare un tannato 
finora non descritto e dà risultati che interessano molto per risol- 
vere la questiono dibattuta sull' efìfìcacia terapeutica dei tannati 
di chinina. 

M. Stenta : Osservazioni sul genere Pinna (presentata dal 
prof. E. Yerson, ni. e., (e. s.). — L' A. studia il modo speciale 
di fissazione che questo mollusco pratica, e le modificazioni ana- 
tomiche dovute appunto alla sua sedentarietà. Con V estremità 
anteriore del corpo, la Pinna sta infissa verticalmente nella sab- 
bia nel fango, e si attacca mediante i lunghi filamenti del bisso 
alle rocce del fondo del mare. Questa sedentarietà tutta speciale 
che non s' incontra in nessuna delle categorie fin qui distinte 
dagli autori, determina anzitutto il prevalente sviluppo anteropo- 
steriore, e la formazione di setti all' apice della conchiglia. 

Il continuo accrescimento dell' animale rende necessaria una 
successiva migrazione dei muscoli adduttori, e dei loro attacchi, 
onde tutta la massa del corpo è obbligata a retrocedere. 



76 ADUNANZA OEDINARIA DEL 9 FEBBRAIO 1908 

[ii relazione con la vita sedentaria cefalotetiea propria del ge- 
nere Pinna, V A. rileva poi altri fatti anatomici e fisiologici, quali 
la formazione di una doccia ciliata simmetrica su ambedue i lobi 
del mantello ; la presenza di un' appendice sensibile erettile sopra- 
senale ; e il forte sviluppo della corrente palliale di eliminazione. 

Terminate le letture V Istituto si raccoglie in seduta privata. 



// 31. E. anziano 
G. LORENZONI 

// V-iresef/rdario 

CI. OoGTONI-BONArKONS 



Atti dkl Reale Istituto Veneto di scienze, lettere Et) arti. 
Anno aceadeinico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



ADUNANZA ORDINARIA 

DELL' 8 MARZO 1908 



PRESIDENZA DEL m. e. FERRARIS 

PRESIDENTE 

Presenti i membri effettivi: Yeronese, vice-presidente ; G. Berchet, 
segretario ; Occioni-Bonaepons, vice-segretario ; Lorenzoni, 
Trois, Favaro, De Giovanni, Bellati, P. Spiga, Martini, 
A. Tamassia, N. Papadopolt, Da Schio, Molmenti, Ste- 
fani, Fogazzaro, G. B. De Toni, Galanti, Ricci, Polacco, 
Vicentini, Verson, Brugi, Ciscato, Bonome, Catellani, 
Crescini, K Tamassia; ed i soci corrispondenti : Bordiga, 
G. Spica, D'Arcais, Castelnuovo, Predelli, Bertelli, 
De Marchi, Forti, Giordano, Meschinelli. 

Letto ed approvato l'Atto della precedente adunanza, il Pre- 
sidente apre la seduta commemorando con le seguenti parole il 
prof. Giuseppe Bardelli m. e. dell'Istituto Lombardo, appartenente 
alla classe delle scienze matematiche e naturali. 

" Il R. Istituto lombardo; unito da così intimi vincoli al nostro 
„ e già colpito da frequenti lutti nei suoi membri effettivi, ne 
„ ebbe recentemente un altro colla morte del prof. Giuseppe 
„ Bardelli, che vi apparteneva dal 14 luglio 1887. 

" Valente cultore dello scienze matematiche, come lo provano 
„ numerosi suoi scritti, egli amò dedicare il meglio della sua atti- 
„ vita all' insegnamento, come professore di meccanica razionale 
„ nel R. Istituto tecnico superiore di Milano, e alla presidenza del 
„ R. Istituto tecnico Carlo Cattaneo pure in Milano. Nella prima 
„ carica egli rivelò insigni qualità didattiche ; fu insegnante mi- 
„ rabile per chiarezza ed efficacia : quanto alla seconda carica 



78 abijna:i^za ordinaria 

„ basti (lire che il R. Istituto tecnico Carlo Cattaneo divenne uno 
„ dei più rinomati del Regno per la cura la solerzia l' energia 
.. indofesse, colle quali il Bardelli vigilò al mantenimento della 
„ disciplina fra gli allievi ed all' adempimento dei loro doveri da 
„ parte degli insegnanti : egli seppe inoltre colla creazione della 
„ scuola dei capomastri rendere quell' istituto utilissimo anche 
„ neir ordine pratico per una città di così portentoso sviluppo 
„ edilizio come Milano. 

" Io ebbi il Bardelli a collega per alcuni anni nel Consiglio 
„ superiore di pubblica istruzione ed ho potuto allora conoscere 
„ quanto severo fosse il suo carattere, lucida la sua mente, mo- 
„ desta la sua vita, qualità che lo resero anche molto rispettato 
„ nelle cariche pubbliche da lui coperte oltre alle accennate. 

" [1 nostro Istituto ha mandato le sue condoglianze al lom- 
„ bardo, condoglianze delle quali ho voluto che fossero novella 
„ espressione queste mie parole „. 

Partecipa i ringraziamenti del m. e. Vicentini per la parte 
presa dall'Istituto al suo lutto ; ed i ringraziamenti della Univer- 
sità di Glasgow per le manifestazioni di cordoglio dell' Istituto 
stesso per la morte di Lord Kelvin. 

Partecipa inoltre che all' invito della Università popolare di 
Venezia per la commemorazione del H" centenario dalla nascita 
di E. Torricelli tenuta dal m. e. Martini, fu delegato a intervenire 
il m. e. vicesegretario (3ccioni-BonaflFons. 

Presenta il catalogo dei libri ed opuscoli acquistati e perve- 
nuti in dono alla P>iblioteca dall'ultima adunanza, facendo speciale 
menzione dei doni della R. Università di Upsala : Lettere di 
Linneo, Bibliografia Linneana, Ritratti di Linneo e dell' opera : 
Zoologiska studier. 

Invita poscia il m. e. Nino Tamassia a dar lettura della sua 
Commemorazione di Fedele Lampertico. 

L'Istituto accoglie con vivi applausi tale Commemorazione e 
il Presidente, ringraziando l'oratore, interpreta la unanime dimo- 
strazione come omaggio al compianto collega e a chi ne disse le 
lodi con splendida, incisiva, commossa parola. 



dell' 8 MARZO 1908 79 

Seguono le letture poste airordiiie del giorno : 

A. Favai'o, in. e. : Intorno ad una scrittura inedita di Archi- 
mede nuovamente scoperta e pubblicata. Coim;nicazione. — L' A. 
(là notizia all'Istituto della scoperta fatta (lai prof. Heiberg di 
una nuova scrittura di Arcliiuiede e ne dimostra la importanza 
tanto per ciò che concerne un più esatto apprezzamento del me- 
todo Archimedeo quanto per ciò che risg-uarda in generale la 
storia delle matematiche. 

E. Arrigoni Degli Oddi, a. o. : .Note ornitologiche sulla Colle- 
zione del Monte apparteìiente alla signora marchesa M. Pauluccl. — 
L' A, illustra gli esemplari più interessanti che fanno parte della 
Raccolta Ornitologica del Monte presso Antaldo appartenente alla 
signora marchesa M. Paulucci. Constata che è una collezione molto 
notevole, anzi una delle migliori d' Italia ed offre dettagliate no- 
tizie sugli individui e sulle serie che gli parvero più meritevoli. 

Cita inoltre le numerose Raccolte della Toscana, dicendole 
tutte degne di esser meglio conosciute dal Naturalista. 

L. De ^larchi, s. e. : Teoria della doppia oscillazione diurna 
del barometro. — L' A. considera la doppia oscillazione diurna 
come risultante di una variazione semplice rispondente alla varia- 
zione diurna della temperatura, e da una variazione pure semplice, 
ma in senso opposto, e che si può determinare graficamente, di 
uno più elementi incogniti. La forma della curva esprimente 
questa seconda variazione segnala, per analogia colla discussione 
delle curve mareometriche, che essa si può considerare come ri- 
sultante dalla sovrapposizione di un' onda diurna e di un' onda 
semidiurna. 

La discussione dell' equazione del moto verticale dell' aria 
mette in luce che l' onda diurna rappresenta la variazione di 
pressione negli alti strati dell' atmosfera, la quale è opposta a 
({uella che risponde alle variazioni di temperatura negli strati 
inferiori ; e che 1' onda seniidiurna è dovuta alla variazione d'al- 
tezza e di temperatura media dello strato più basso entro il quale 
la variazione diurna di temperatura è sensibile. Le ampiezze e le 
fasi di queste onde diurne e semidiurne, quali sono dedotte 



so ADUNANZA ORDINARIA 

dall' equazione del moto, presentano le proprietà caratteristiche 
delle costanti della formola besseliana empirica ; messe in luce 
dalla discussione delle osservazioni diurne di pressione in centi- 
naia di stazioni fatta da Hann. 

La teoria dà quindi ragione del fenomeno senza ricorrere 
a ipotesi cosmiche (come nella teoria di Arrhenius) o a sempli- 
ficazioni e interpretazioni arbitrarie delle condizioni del problema 
(òome nella teoria di Lord Kelvin-Margules). 

A. Bèguinot : Sulla persistenza e caduta delle foglie e sulla 
relativa bibliografìa^ (presentata dal prof. A. SaccardO; m. e., a 
termini dell' articolo 16 del regolamento). — L' A. dopo avere 
brevemente esposto i principali caratteri biogeografici dei sempre- 
verdi italiani, passa a discutere le cause della persistenza e della 
caduta delle foglie soff'ermandosi iu modo speciale ai recenti 
lavori suir argomento relativi alla flora tropicale. 

Le conclusioni a cui egli perviene tendono a dimostrare che 
i sempreverdi sono tali perchè adatti, in seguito a perpetuazione 
od aquisizione di strutture xeromorfe, a resistere, rallentando o 
sospendendo la traspirazione, a temperature estreme ; ed illustra 
i casi principali offerti sia da specie mediterranee che artico- 
alpine, scelti fra generi che hanno entità — spesso strettamente 
imparentate — le une a foglie persistenti e le altre a foglie 
caduche. E ne conclude che la struttura anatomo-fisiologica, mira- 
bilmente corrispondente in gruppi anche disparati ed a distribu- 
zione geografica e topografica molto diversa, rende conto \lel feno- 
meno in questione, per quanto la costituzione sia della persistenza 
come della caducità dell' apparato fogliare siasi costituita in molti 
casi in condizioni climatiche diverse dalle attuali. 

L. Maddalena : Le roccie eruttive in filoni nell'alto Vicentino 
(presentata da A. Da Schio, m. e., e. s.). 

Il Presidente si riserva di fare, in adunanza privata, alcune 
dichiarazioni riguardanti la Memoria del sig. Maddalena. 

C. Dongiovanni : Sulla ricerca microchimica del fosforo nei 
tessuti vegetali (presentata dal prof. G. B. De Toni, m. e., (e. s.). 
— L' A. dopo aver passato in rassegna i diversi metodi sugge- 



dell' 8 MARZO 1908 81 

riti dagli autori (Lilieiifeld e Monti, G. Pollaccì, A. Arcangeli ecc.) 
per localizzare i composti fosforati nei tessuti, comunica alcune 
osservazioni preliminari su un nuovo metodo per la ricerca micro- 
chimica del fosforo nei tessuti vegetali, avendo eseguito alcune 
esperienze in particolare sopra i globoidi del grano d' oleurona. 

A proposito della Memoria Bongiovanni, il Presidente dà la 
parola al m. e. P. Spica il quale così si esprime : 

La comunicazione che il prof. De Toni ha fatto a nome del 
sig. C. Bongiovanni Sulla ricerca microchimica del fosforo nei 
tessuti vegetali, conferma quanto il D.r Arcangeli sostiene già da 
qualche tempo e quanto (juesti, anche ultimamente, pubblicò nella 
Gazz. chim. ital. (1907, TI, 148). Io m' interesso da qualche tempo 
di questo argomento non solamente, ma d'argomenti simili e spero 
di potere fare qualche pubblicazione corredata da risultati speri- 
mentali. 

Il D.r Arcangeli asserisce il vero quando dice che io mi 
sono associato alla sua opinione intorno alla ricerca del fosforo 
col metodo, originario di Lilienfeld e Monti, chiamato oggi da pa- 
recchi " metodo di G. Pollacci ,,. Pi.x\z\ questa opinione io ho già 
espresso in nota a pag. 286 del voi. I", II edizione (in corso di 
stampa) del mio libro di Chimica medico-farmaceutica e tossicolo- 
gica. In quella Nota, a proposito di un lavoro di Justus suU' esi- 
stenza e diffusione dell'iodio negli organismi animali e vegetali, 
io scrissi queste parole : " Justus avrebbe riscontrato reazioni mi- 
„ crochimiche che renderebbero probabile l'esistenza di tali sostanze 
„ (proteiche iodurate) nel nucleo delle cellule (p. es. nelle 
„ gemme di Fraxinus), ma le esperienze di Justus peccano un po', 
„ in questo riconoscimento dell'iodio organico, dello stesso difetto 
„ che si riscontra abbastanza spesso quando si vogliono aver ri- 
„ conosciuti per via microchimica con reazioni comuni dell'analisi 
„ minerale, elementi che sono impegnati in combinazioni organiche 
,, elevate e che solo dopo profonda decomposizione di tali com- 
„ binazioni organiche, trasformati in composti più o meno ioniz- 
„ zati, danno le loro normali reazioni ,, . 

Io sono d'opinione, e le esperienze diranno se o meno que- 
sta opinione sia giusta, che, come la reazione pel riconoscimento 
del fosforo organico col reattivo molibdico, parecchie reazioni 



82 ADUNANZA ORDINARIA DELL' S MAKZO 1908 

(lai e da istologi e non da cliiiiiici meritano di essere ristudiate e 
vagliate. 

E. Besta : Un diploma inedito di Enrico VI (presentata dal 
prof. B. Brugi, ni. e., e. s.). — L' A. dà notizia di uno sconosciuto 
diploma imperiale di Arrigo VI a favore dei Visdoniini di Como, 
cui erano affermati e nuovamente concessi degli aiupii diritti 
feudali nel territorio comasco. 

Terminate le letture l'Istituto si raccoglie in adunanza pri- 
vata, nella (juale si procedette alla nomina della (ri unta triennale 
al Panteon Veneto ed alla trattazione di altri argomenti d'indole 
amministrativa. 



// f'rfsitlenffi 
C. F . FERRARIS 



// Vicesegrclavio 

G. OCOIONI-BONAFFONS 



Atti del Reale Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



COMMEMORAZIONE 



DI 



FEDELE LAMPERTICO 

DEL PEOF. NINO TAMASSIA, m. e. 
(Adunanza dell' 8 marzo WOH) 



La morte, togliendo al nostro affetto e alla nostra ammira- 
zione coloro che per virtù di mente e d'anima si levarono su tutti, 
strappa pure qualcosa di vivo e d'intimo a noi che restiamo. Lo 
scomparso porta con se nella tomba l'esempio incitatore al bene, 
il segreto di energie feconde. 

Dietro l'ombra che si dilegua nei silenzi eterni, più belli e 
meno caduchi dei fiori sepolcrali, a gara, noi gettiamo, come ul- 
timo saluto, i nomi delle sue fulgide vittorie sui campi sereni 
della santa operosità e della scienza. Nell'ora mestissima del sem- 
piterno congedo, par quasi che un alto dovere e' imponga di ri- 
conoscere quel che perdiamo con l'estinto e quel che di suo a 
noi rimane. Soave confortatrice è questa confessione dei debiti 
nostri verso le anime che passarono ammaestrando, e che pur re- 
stano circonfuse di luce non peritura. 

Che cosa dobbiamo a Fedele Lampertico ? 

Chi parla, dopo tanti egregi che dissero con sapienza rara 
del nostro insigne collega perduto^ non potrà dare una risposta 
degna di Lui e dei benevoli qui raccolti, non per udire il freddo 
elogio accademico, ma quasi per obbedire alle candide parole di 
un libro austero, a cui Fedele Lampertico chiese spesso ispira- 
zione e conforto : " Libenter loqtdmur, quia per mutuas locutiones 
ab invicem consolari quaerimus et cor diversis cogitationihus fa- 
tigatum optamus revelare. Et inultum libenter de his qiiae midtnm 
diUgimus vel cupimus.... libet loqui et cogitare „ (>). 



(1) De imitatione Christi I. 10. 



84 N. TAMASSIA 

E perchè è l'amore che parla, e perchè basta anche un cenno 
imperfettissimo dell'opera di Fedele Lampertico a suscitarne nei 
nostri cuori l'imagine veneranda, la tenuità del dire sai'à perdo- 
nata, qui specialmente dove tutto ne ricorda la cara presenza e 
la mirabile attività dello scrittore. 

Noi vedevamo in Fedele Lampertico quasi un simbolo vivente 
di ogni più pura idealità, direi, una personificazione di un' età 
gloriosa, la quale sempre più ne appare sublime, di mano in mano 
che ci scostiamo da essa. 

Quella voce, quel pensiero che il Lampertico consacrava al 
nostro comune lavoro. Egli, nella gagliardia solenne del Suo alto 
patriottismo, aveva fatto risonare e vibrare in cospetto dell'Europa, 
a condanna della stolta pertinacia dello straniero contendente alla 
patria nostra una nobile regione ; l'Uomo, che qui commosso com- 
memorava Angelo Messedaglia, era lo stesso che con vero slancio 
oratorio e con ispirazione quasi mistica aveva parlato, a pie' delle 
Alpi, di Antonio Rosmini ; era quello stesso che, con la tranquilla 
compostezza di un antico savio veneto, ragionava nei grandi e nei 
piccoli consessi politici di alte questioni pertinenti alla pubblica cosa. 

Il socio laborioso di molte e molte accademie nostrane e 
straniere era pure l'autore fecondo di una serie dì scritti econo- 
mici, storici, giuridici, letterari, ciascuno dei quali avrebbe fatto 
onore a un dotto di professione. 

Appena 1' Uomo dall'aspetto grave spiritualmente si avvici- 
nava a coloro, che per meriti ed elevatezza d' ingegno erano 
così remoti da Lui, appariva subito quale Egli era : semplice, 
buono, modesto, innamorato della scienza, colmo d'ogni più soave 
idealità. Così i grandi colossi alpini, dall'apparenza severa, rive- 
lano a chi a loro si accosta la molle freschezza delle verdi valli, 
cosperse di fiori odorati. 

Noi che L'abbiamo amato in vita, consolati ora dalla pietosa 
religione dei ricordi, attraverso i forti lineamenti della fisonomia 
scientifica, intravediamo la Sua imagine buona, e ci risona all'orec- 
chio l'eco della Sua parola arguta e dolce; leggendo certe pagine 
sentiamo quasi pulsare quel cuore (hii palpiti generosi. 

Un benemerito biografo assegna al 1852 il primo saggio 



COMMEMORAZIONE DI EEDELE LAMPERTICO 85 

doU'attività letteraria di Fedele Lanipertico (•). A diciannove anni, 
infatti; E2;li pubblica un'affettuosa necrolog-ia di Luigi Pastori: l'ul- 
tima opera Sua è ancora una commemorazione, nel Senato del Regno, 
del generale Giuseppe Gerbaix De Sonnaz nel 1905. Il sei aprile 
dell'anno seguente Fedele Lampertico ci abbandonava per sempre. 

Fra codesti tributi alla memoria di amici pèrduti è racchiusa 
la lunga serie de' Suoi scritti che, tra maggiori e minori, rag- 
giungono il numero di quattrocento. 

Visse ricordando e amando: già vinto dal nuile, che lo traeva 
al sepolcro, Egli rievocava nobilmente la figura di un prode sol- 
dato d'Italia, come presentendo che, pronunciato da Lui, in quel- 
l'ora, il commovente saluto si tramutava in un inno all' inimor- 
mortalità della Patria! 

Fedele Lampertico sortiva i natali da una famiglia severa- 
mente pia e pura. 

L'onestà dei traffici aveva con l'agiatezza dato ad essa spirito 
di alacrità, amore al lavoro, disdegno dell'ozio. Le materne tradi- 
zioni vi aggiungevano la consuetudine avita di quella decorosa 
gentilezza, che fu una seconda natura del nostro illustre collega. 

Nella Sua Vicenza, a cui da secoli giungeva il fremito della 
vita lombarda e della vicina Marca gioiosa, pur temperata dalla 
soavità veneta, il Lampertico trovava il tesoro di una non inter- 
rotta cultura e di una grande gentilezza diffusa nel popolo. Là 
Egli ebbe il primo sorriso della casta nuisa di Giacomo Zanella ; là 
il sentimento religioso crebbe con le imagini del Genio del Cristia- 
nesimo, a Lui donato dal Suo maestro, priuio e sincero ammiratore 
dello scolare, così ricco di sicure promesse. 

Compì in patria gli studi legali. La tesi di laurea, presentata 
a Padova pel dottorato nel 1855 dal titolo " salici sfastistica in 
Italia prima dell' Achenivall „, dimostra la predilezione ch'Egli 
ebbe per le scienze sociali, e quella che, con eleganza tutta mo- 
derna, si dice orientazione della Sua mente. 

Queste pagine giovanili mirano a rivendicare al pensiero ita- 
liano la gloria delle concezioni statistiche; più tardi, nel 1870, Egli 
tornerà anche piìi poderosamente a questi studi col libro sul Gioia. 

Ma c'è un'altra opera del Lampertico, che segna una linea 



(1) S. Ku:.ioE, Fedele Lmii pertico. Vicenza 1907. 



86 N. TAMASSIA 

ben decisa del Suo pensiero scientifico. Essa s'intitola: Giammaria 
Ortes e la scienza economica al suo tempo, pubblicata nel 1865. 
Nel proemio il Lampertico, se non m'inganno, afferma con parti- 
colare sicurezza quei concetti, che Gli serviranno di guida nei 
libri di maggior mole àeìV Ecoitomia dei popoli e decjli totali. Ecco 
le sue parole: " L'inserire così dei princip't di economia politica, 
in mezzo a un po'* di storia privata e puhhlica, non tornerà male 
■per quelli che delVeconomia politica non fanno professione, tanto 
più che essendosi Veconomia formata come scienza appunto al tempo 
dell' Ortes, si può farne conoscere le origini in un coi principi „. 
In questa dichiarazione non manca una punta di garbata ironia 
a coloro che, poco diversi dall'Ortes, tentavano di " geometrizzare „ 
anche nelle scienze sociali ; l'economista vicentino certo rammen- 
tava le incisive espressioni del Komagnosi (i): ^ L'economia politica h 
tutta di ordine complesso attivo vitale, talché si deve trattare a modo 
di fisiologia edificante, e non a modo di una chimica dissolvente, 
vale a dire essere necessario di non valersi di astrazioni isolate „. 
Il Lampertico segue FOrtes nell'età che fu sua, e vede nelle 
dottrine dell'ex-frate bizzarro il riflesso e i contrasti dei tempi : 
dunque, la vita sociale non rivela le sue leggi a chi non ne 
studia le mutevoli contingenze storiche, e l' irrigidirsi di queste 
nel diritto e nella giurisprudenza. L' indole dell' ingegno e la 
pratica quotidiana nelle pubbliche amministrazioni traevano il 
Lampertico a temperare , contro le idee del Ferrara, con la 
concezione della relatività storica, il principio assoluto e rigido 
della legge economica (•■). Forse dirò cosa che può essere accu- 
sata d'imprecisione ; ma perchè chi parla non è di quelli " die 
dell' economia, politica fanno professione „ si può osare di pro- 
nunciarla. Fedele Lampertico non concepì mai ne la storia 
politica e giuridica disgiunte dall' economia politica, nò questa 
senza quelle : Egli fu molto più vicino alle idee moderne di 
quanto si crede, salvo, e questo non è 1' ultimo argomento della 
Sua gloria, nel respingere la concezione materialistica della storia, 
dottrina in fiero contrasto con la Sua candida fede nel bene. 



(1) Collezione degli articoli di economia politica e statistica. Firenze, 
1835; pag. 11. 

(2) G. Valenti, Comm,emor azione del socio Fedele Lampertico. Roma 
tip. della R. Accademia dei Lincei, 1907, pag. 8. 



COMMEMORAZIONE DI FIODELE LAMPERTICO 87 

" La reUfjione, l'arte, U mnao morale elevati a iiah'di sentimenti 
(jovernano la vita interiore, e quindi determinano e fanno sorgere 
loi'infìnità di fatti economici „ (i). Cosi Egli scriveva, così Egli 
])ensava : la struttura economica era per Lui il prodotto, l'effetto, 
ma giammai la causa ultima, inesorabilmente cruda, delle istitu- 
zioni politiche, sociali, morali e religiose. Tanta larghezza di 
pensiero spiega, per un altro verso, la varietà straordinaria delle 
attitudini dell' elettissimo ingegno, cui ripugnava di togliere al- 
l' uomo r aureola quasi divina delle sue doti morali e di consi- 
derarlo, lugubre scheletro, nell'aridità sconsolata dell'esosa natura 
economica. La scienza sociale scesa dalle fredde astrazioni do- 
veva diventare una vera arte sociale. " La storia (Egli nota) 
insegna che le molteplici posse del mondo economico traggono^ in 
ogni età, virtù informativa da quelle condizioni di civiltà in cui 
si esercitano. Esse quindi partecipano del carattere dominante 
nelle istituzioni, da, cui trovansi circondate, e si coordinano perciò 
nel corso del tempo al vivere patriarcale, all' autorità teocratica, 
ai privilegi feudali, al predominio del principato „ (^) ; e allora 
l)en venga 1' economia politica, col corredo prezioso delle osser- 
vazioni storiche, " e non sarà di troppo (così altrove Egli dice) 
(dia misera umanità una scienza, che colla teoria della popola- 
zione mette in onore la previdenza ; colla divisione del lavoro, 
col credito, colV associazione la pducia reciproca e il reciproco 
aiuto ; colla lihertà del commercio Ut pace dei popoli ; colla, libertà 
delle arti la umana dignità ., (•^). Fra 1' individuo e lo Stato, 
Egli vide assisa la maestà della legge ; non la tirannica, nem- 
meno la t'ormale, nel senso più ovvio della parola, ma quella 
più augusta, così degna del suo nome, che derivava dalle con- 
tingenze storiche, illuminate tutte dalle ragioni supreme del 
progresso umano, la necessità del suo impero, non per offendere 
ma per difendere, direi col '^J\3mmaseo, ogni sacro diritto dell'in- 
dividuo e della collettività. (Questo, almeno per uno storico, era 
il pensiero dominante di Fedele Lampertico. 

Appunto la consuetudine mentale di non distaccare i fatti 



(1) Economia, df.i pu/juli e diu/li Stati.. {Introduzione). Milano 1874; 
pag-. 122. 

(2) La proprietà. Milano lS7(i ; p. 1. 

(3) J'Jronuima dei pop.jU e degli Stati: Introduzione cit. pag. 1)2. 



88 N. TAMASSTA 

complessi dalla hase storica, che si nasconde talvolta con molta 
civetteria agli economisti, dava a' Suoi saggi storici e giuridici 
un'impronta caratteristica, tutta Sua. Uno storico, anche un po' 
diverso dal vecchio e rigido stampo, segue la linea del tempo ; 
e non si scosta troppo dalle vicende esteriori e politiche denun- 
ciate dal documento ])ubblico e privato. Fedele Lanipertico ab- 
braccia subito, con una forza di sintesi ardita, il Suo argomento 
nella complessità varia de' suoi aspetti, e move rapido e risoluto 
alle conclusioni. Come notevole esempio di un tal genere di la- 
voro, mi ])ermetto di ricordare il connnento storico-giuridico 
della legge di abolizione ed affrancazione delle decime (')• 
Basta un periodo per dimostrare come il Lampertico sa trovare 
subito la via dritta. " Per portare^ Egli scrive, un sicuro giitdizin 
sia (jinridico die eeonomico sulle decime^ è d' uop!) distiiKjuere il 
periodo storico^ in cui tutto V ordiivimcnto economico si fondava 
sulle /trestazioni in ìiatura, ed un' età^ com'è la nostra, in cui 
simili prestazioni sono sopravoissutc a condizioni profondamente 
mutale „ (^). Queste considerazioni, acute nella loro apparente 
semplicità, balzano spesso dalle pagine del Lampertico. Quando 
noi Lo seguiamo, attraverso i tesori della Sua erudizione storica 
e bibliografica, da una teoria all'altra, fra gli urti, ch'Egli stesso 
provoca, delle opposte dottrine, e lo scrittore sembra che s' in- 
gegni di scomparire dal campo stesso delle ricerche, ad un 
tratto ecco riapparire il lampo rivelatore , 1' espressione netta e 
precisa, a cui Egli ci ha preparato lungo un non facile cammino. 

Noi non diremmo che nelle opere storiche e giuridiche del 
Lampertico, e mi piace citare V edizione degli Statuti della Sua 
Vicenza (•*), manchi sempre materia a ragionevoli appunti, ma 
sarebbe ingiustizia attenuarne il valore con critiche troppo me- 
ticolose. Dai libri del Lampertico s'impara sempre. 

Per riposare dalle fatiche parlamentari, alle quali Egli dava 
non la sola e facile assiduità personale, ma V energia più forte 
dello spirito, ritornava nella cara Vicenza, iielF adorata piccola 
patria, a' suoi figli, nella pace serena della famiglia, a cui, come 



(1) Padova 1888. 

(2) p. (3. 

(8) Nei Man. storici putttdicati (hilla li. f)ej)utazione Veneta di Sto- 
ria patria. — Venezia 18H(). 



COMMEMORAZIONR DT FK.DELE LAMPEETICO 89 

anoelo tutelare, presiedeva la madre veneranda, consolatrice pie- 
tosa di fierissimi lutti. 

Questo piccolo mondo, questa che potremmo chiamare un'e- 
stensione delle pareti domestiche alle mura cittadine, Lo faceva 
rivivere più intimamente con le dolci ricordanze giovanili, con 
le memorie dei luoghi, delle persone scomparse, con le vicende 
e le tendenze, che si agitavano intorno a Lui. Veniva dal tesoro 
dei ricordi un soffio tenue delle cose passate, una tenerezza 
infinita che aveva come un carattere sacro. Egli era davvero il 
figlio degnissimo della Sua nobile terra : 1' elegante e varia cul- 
tura vicentina, l'amor di patria fuso nella robustezza del sentimento 
relitiioso, la freschezza invidiabile di certe concezioni, la lieve e 
signorile sprezzatura della modernità, conseguenza necessaria dello 
spirito tenace e memore sempre di ciò che fu ; ecco ciò che gli 
offriva la patria. E vi sono certe magnifiche tempre d'uomini, nelle 
quali le doti sparse fra una gente da una benigna natura, sem- 
brano raccogliersi tutte, coordinarsi in una sintesi armoniosa. Una 
luuga consuetudine di studi e di meditazioni gravi su uomini e 
cose affina la percezione delicata di tante imagini, solleva in alto, 
e fa sentire nel presente il passato. Alla maestosa concatenazione 
d'idee e di sentimenti, onde vibra tutta la vita nazionale, è presto 
ricondotto anche il fatto locale, l'episodio dianzi dimenticato, e che 
diventa eloquente, quando vi sia chi ne sappia additare l'immenso 
valore. 

Nessuno si può sottrarre a questi pensieri , leggendo alcuni 
discorsi di Fedele Lampertico, e sovra tutto il dottissimo studio 
storico sull'Accademia Olimpica di agricoltura, scienze, lettere ed 
arti, che il suo autore, presidente dell'Accademia stessa, offriva ai 
soci del celebre sodalizio ('). I ricordi che, secondo il Lamper- 
tico, non avevano la pretensione d' intitolarsi una Storia, nò la 
pazienza di ridursi alla Cronaca, sono invece una delle più belle 
pagine della vita intellettuale di Vicenza. Dal fervore frivolo e 
gaio, con una punta di spirito cavalleresco, dei vecchi accade- 
mici del cinquecento il Lampertico segue le vicende dell' istitu- 
zione, nella quale, come in uno specchio, riappare nitida la so- 
cietà colta vicentina, che a poco a poco dà alle sue manifesta- 



(1) Atti del Cons. Accad. 5 marzo 1872. 



90 N, TAMASSIA 

zioni accademiche un' intonazione più seria, tanto da meritare il 
ben noto elogio del Gothe ('). 

I sonettini per le Laure e per le Armide, le discussioni 
spagnolesche sulle precedenze si erano a poco a poco tramutate 
nel verso tersissimo e sentimentale di Griacomo Zanella, nell' in- 
vito ad un corso di Economia politica del nostro Lampertico (-), 
nelle ricerche letterarie e storiche lodatissime del Morsolin ! 

Noi possiamo ne' Suoi studi così vari ammirare spesso V a- 
gile snellezza del pensiero. Questo corre rapido ove e' è realmente 
qualcosa di serio e di notevole. commenti un verso di Dante, 
si raccolga a frugare con fine arguzia fra le curiosità vicentine, 
si dilunghi nella recensione di un libro, il Lampertico si sente 
tranquillo, come se in ogni campo dell' umana attività Egli vo- 
lesse il posto, che spetta ad un amico fervido del lavoro e della 
scienza. Alla Sua mano non infrequentemente si ribella la tentata 
eleganza dello stile ; ed Egli se ne vendica, afferrando con ga- 
gliardia il Suo soggetto e presentandolo con una rude bonarietà, 
cui di rado manca il successo. L' occhio mira al di là delle mi- 
serie della piccola erudizione : il gran tutto gli si affaccia nel- 
r ardua solennità di un vero lontano sì ma splendido. 

Nel 1879, nella Sua accademia olimpica, Egli parlò delle cita- 
zioni di autori classici nei Farlamenti. In tutto lo scritto corre 
una vera onda di poesia : un frammento di un'ode epicurea, un 
metro elegiaco tessuto di pianto, un verso virgiliano, in cui par 
che rida la dolce stella di Venere nella placida serenità del 
cielo, spuntano dalle ricordanze di scuole e s' insinuano, come 
gemme, nell' orazione politica. È un ritorno spontaneo al pensiero 
antico e sempre giovenilmente fulgido. E la conclusione ? Udia- 
mola dal nostro Lampertico. 

" Non si crei (Egli dice) un divorzio fra i progressi inscin- 
dibili, in cui si esplicano le facoltà, e deploriamo che nella edu- 
cazione non si faccia tesoro di questa consociazione e solidarietà 
di tutte le forze che collimano coli' incivilimento. Le lettere e le 
scienze hanno accumulato nel corso dei secoli una ricchezza, che 
sarebbe un delitto Vassoggettare alla legge di divisione ereditaria. 



( l) ()[). n't. pag. 5(S. 
(2) A. ISfirl. 



COMMEMORAZIONE DI FEDELE LAMPERTICO 91 

Lettere e scienze, il mondo antico e moderno si. rifì,ett<vno nell'ani- 
>no nmaìio, per dare impulso e alimento a perenni progressi „. 

Egli avevji il diritto di sentire e di parlare così. 

Codesto ingente lavoro scientifico e letterario del Lampertico, 
s(> ai posteri fosse per mancare ogni altra notizia di Lui, è da 
credere che sarebbe considerata come la necessaria conseguenza 
di nna imitazione sallustiana " tdil reliquam aetatem a re pmhlica 
jtrocal ìtahcndam decrevi, non fuit consilium secordia atque desidia 
honnm otinm conterere „. 

Il honnm otinm di Fedele Lampertico era di una natura 
proprio singolare. Fu deputato della Sua Vicenza, dopo la libe- 
razione del Veneto e poi, appena toccata 1' età senatoria, Sena- 
tore. E Senatore non di quelli che, com' Egli argutamente scri- 
veva, figurano come tali nelle sopraccarte o nelle scappellate ('). 
Pochi come Lui hanno lasciato un' orma cosi profonda nella di- 
scussione e nella trattazione dei pubblici aff'ari. Nelle memorande 
sedute dedicate a ridonare all' Italia il decoro di una seria finanza, 
a riordinare i tributi, a regolare con gli altri Stati i rapporti 
connnerciali, a rabberciare tanta parte del nostro diritto pubblico 
e privato. Fedele Lampertico recava la parola precisa, la chia- 
rezza dei propositi, la sicurezza di criteri pratici, esposti con una 
forma placida e persuasiva, aliena da artifici retorici. La migliore 
retorica Gli era suggerita da un' ispiratrice molto austera, che si 
chiama la scienza. Egli studiava pensando al benessere materiale 
e morale della patria ; Egli parlava e agiva penetrando nelhi 
realtà viva delle cose. 

Ecco perchè lo scrittore, pure seguendo un metodo rigoroso 
nelle sue indagini, si libera tanto spesso dalle angustie scola- 
stiche delle forinole. 

Dond' è venuta, come si è conservata così tersa e pura questa 
bella tempra d' Italiano ? 

Attraverso i lunghi secoli dell' abiezione, dell' ozio, del ser- 
vaggio, come il buon genio della stirpe gloriosa, sorvisse un an- 
tico sapiente dal pensiero acuto e limpido, che lascia i meditati 
volumi delle vetuste discipline e i fidi colloqui colle Muse per 
le cure piene d' ansia dello Stato : Gli sono cose ignote quiete e 



(1) Rumor, o/v. c, p. (ii. 



92 N. TAMASSIA 

riposo, quiete è per Lui la notte trascorsa con gli evocati fan- 
tasmi della grandezza latina. La patria Lo chiama. Egli non ha 
un rimpianto per la mollezza degli agi, per la tranquillità do- 
mestica ; sa che l'intera Sua giornata mortale, tutta l'anima Sua 
non avranno posa giammai ; che aspre lotte L' attendono e che 
la nebbia degli umani rancori si addenserà anche sul Suo capo. 
Non esita e obbedisce. 

Fedele Lampertico si preparava così il hunitm otinm. 

Cattolico convinto, fermo nella Sua fede, a questa Egli chie- 
deva r energia morale, il conforto ai dolori che sono inevitabili 
in terra. Per Lui, come per il suo grande ispiratore, Antonio 
Rosmini, " la Religione all' Italia era una sanzione di pia, an- 
ziché negazione o contraddizione dell' unità degli animi, il che è 
quanto dire della Patria, della Nazione „ ('). 

Noi non varcheremo il limitare del sacrario della coscienza, 
ma non dimentichiamo che V anima come il corpo non deve sof- 
frire mutilazioni. 

Chi mai oserebbe, profanando un' imagine austera, rimodel- 
larla a suo talento, presentandola poi in modo che certe convin- 
zioni, penetrate in ogni più intima fibra, si vedano come in iscorcio, 
col goffo e diciamo pure non onesto intento di nasconderle, o al- 
meno di mostrarne la scarsa efficacia nella vita pratica e scien- 
tifica ? 

Non si disgiunge in Fedele Lampertico l' idea dell' azione ; 
e questa, secondo Lui, non doveva trovar più nell' età nostra gli 
impacci, che un millennio di storia aveva infiitto dolorosamente 
alla Chiesa e allo Stato. " Il campo della libertà „ (-) era aperto 
a tutte le energie del bene. 

Certamente si può anche non accettare T interpretazione pra- 
tica che il Lampertico dava alle norme e ai limiti della libertà 
dello Stato e della Chiesa ; ma non e' è ragione politica o scien- 
tifica che giustifichi un biasimo a Colui che non credette, nella 
sua coscienza, di abbandonare un principio, per inchinarsi ad un 
altro che a molti sembrava più rispondente alle nostre aspirazioni, 
e air idealità dello Stato moderno. Badiamo che in così gravi 



(1) Lampertico, Antonio Rusmini. Raiis. Naz. 1897. (Estratto) p. 10. 
C2) <)p. r., p. 25. 



COMMEMORAZIONE DI FEDELE LAMPERTICO 93 

questioni, senza che i contendenti se ne avvedano, per forza stessa 
delle cose, V oggetto della controversia bene spesso si raggrinza 
in una tesi politica vera e propria. 

Giustizia esige che qui si ricordino le parole che il Lam- 
pertico disse con fiera veemenza, in Senato, quando si discute- 
vano gli articoli del codice penale riguardanti gli abusi dei mi- 
nistri di culto : "... né credenze reUgiof^e conosco^ che mi abbiano 
impedito giammai nel servire la Patria e dire mi si conceda alla 
Scienza „. 

Parlando di Fedele Lampertico, sembra che si accarezzi la 
cara illusione di averLo ancora vicino a noi. In verità, Egli 
non è, né sarà mai lontano da questa sede di studi, ch'Egli predi- 
lesse e onorò coi frutti copiosi dell' ingegno. Morte e' è solo quando 
gli scomparsi dal mondo nulla hanno aggiunto alla trama inmior- 
talc; ond' è fatta la vita d' una Nazione. 

Anche il raggio divino della mente e il calore di una grande 
anima sono come le vampe solari. Il mesto tramonto non ne 
toglie ciò che il sole ci ha dato, durante un giorno limpido e 
sereno. 

Noi diciamo Patria, e il pensiero risuscita coloro che vissero 
per redimerla dalla servitù materiale e morale ; noi diciamo 
Scienza, e nei veri eterni scintilla il nome de' suoi devoti. 

E Patria e Scienza ripeteranno sempre il nome di Fedele 
Lampertico. 



Atti t>riì ReaTìK Istituto Vknkto di scikn/J':, lkttkrk kd arti. 
Anno acciidcinico l'.>07-*.)08 - Tonio LXVII - Parfe prima. 



A l) U N A N Z A LI L) 1 N A K l A 
DEL 12 APRILE 1908 



PRESIDENZA DEL PROF. LORENZONI 

MEMBRO EFFETTIVO ANZIANO 

Presenti i lueiuhri effettivi: G. Beechet, segretario; Occioni-Bo- 
NAFFONS, vice-seg-retario ; Trois, Favaro, De Giovanni, Bel- 
liATi, Teza, Da Schio, Molmenti, Bassini, Stefani, G. B. 
De Toni, Galanti, Ricci, Polacco, Vicentini, Yerson, 
Brugi, Ciscato, Bonome, Catellani, Crescini, N. Tamas- 
sia; ed i soci corrispondenti : Arrigoni Degli Oddi, D'Ar- 
CAis, Gastelnuovo, Predelli, Biadego, Malagola, Medin, 
Forti, Giordano, Meschinelli. 

Giustificata l'assenza dei nini. ee. : P. Spica, Martini, Fogazzaro, 
e dei ss. ce. : F. Berchet, Lazzarini, Olivi. 

Letto ed approvato 1' atto della precedente adunanza, il Pre- 
sidente comunica che il ni. e. Polacco, Rettore dell' Università 
di Padova, rappresentò il nostro Istituto allo scoprimento del ri- 
cordo marmoreo a Carlo Goldoni e firmò per esso, con altre per- 
sone invitate, 1' atto notarile di consegna all' Università. 

Comunica pure 1' invito dell' Associazione Generale fra gli 
impiegati civili in Venezia di aderire alla Commemorazione pub- 
blica di Edmondo De Amicis nel trigesimo della morte. L' Isti- 
tuto fu rappresentato dal vicesegretario prof. comm. Giuseppe 
Occioni-Bonaffons. 

Comunica in oltre i seguenti atti : 

1." Invito di sottoscrizione al monumento ad Andrea Cefaly 
in Catanzaro. 

2.0 Invito air Esposizione di oggetti artistici d' uso comune 
che si terrà in Monaco di Baviera nel 1908. 



96 ADUNANZA ORDINARIA 

3.0 Seconda circolare e scheda di adesione al IX" Con<i^ressa 
internazionale di Geografia che si terrà in Ginevra dal 27 luglio 
al 6 agosto 1908. 

4." Invito air XI<^ Cono-resso internazionale di navig'azione a 
Pietroburgo dal 18 al 31 maggio 1908. 

5." Invito al Congresso internazionale di scienze storiche a 
Berlino dal 6 al 12 agosto 1908. 

Fa circolare il Catalogo dei libri ed opuscoli acquistati e 
pervenuti in dono dall'ultima adunanza, lìienzionando specialmente 
il dono di 7 volumi del Yi" C'ongresso di Chimica applicata, te- 
nutosi in Roma nella primavera del 1900. dono ricevuto dal Co- 
mitato internazionale di quei Congressi. 

Il Presidente prega quindi il m. e. vicesegretario Occioni-Bo- 
naffons a leggere la Commemorazione del m. e. prof. Don Giovanni 
Beltrame, 

Terminata la lettura, l'Istituto si associa all'omaggio recato 
alla memoria dell' amato collega. 

Seguono le letture poste all'ordine del giorno : 

E. F. Trois, m. e. : Ricerche sid Tr<(cìtini che frequentano 
la spiaggia del Lido e S])eci(tImeMfe su/ Trarhinus ripera. C. Y. — 
Il lavoro riguarda alcune ricerche sui Trachini catturati lungo la 
spiaggia di Lido nella primavera ed estate del 1906 e ripetute 
nel successivo anno 1907. In queste occasioni l' A. potè racco- 
gliere, molte dozzine di Trachinus radiatus e varie centinaia di 
esemplari del Trachinus vipera che, come è noto, è il più peri- 
coloso dei congeneri, tutti soggetto di preoccupazione generale ed 
antica per le punture dolorosissime e spesso accompagnate da 
fenomeni gravi che possono produrre con le spine opercolari e 
con quelle della prima p. dorsale in rapporto con un apparato veleni- 
fero che indagini morfologiche moderne hanno illustrato. I Tra- 
chini nascosti nelle sabbie non lungi dai lidi trovano abbondante 
nutrimento in minuti crostacei e giovani pesci, costituendo un 
continuo pericolo pei bagnanti, che entrano nell' acqua a piedi 
ignudi, l'incontro con questi ospiti sgraditi che, urtati, ai slanciano 
erigendo i loro aculei e pungendo con furore la vittima. A parer 
dell' A, delle pesche eseguite metodicamente potrebbero liberare 



DEL 12 APRILE 1908 97 

la spiagg-ia dall' ospite incomodo e pericoloso mentre 1' uso di 
calzature di tela di canape sarebbero sufficiente difesa per quelli 
che devono, inesperti del nuoto, camminare sulle sabbie, perchè 
pegli abili nuotatori che possono affrontare le acque profonde è 
esclusa la prubal)ilità di un pericolo. 

A Favaro, m. e.: Per la storia del Compasso di proporzione. 
Nota. — L' A. porta alcuni nuovi contributi ad un dibattito pii^i 
volte af^itato nella storia delle scienze, non tanto per il modesto 
strumento dì calcolo, quanto per la genesi delle linee che sopra 
di esso vennero successivamente segnate fino al momento in cui 
il regolo logaritmico lo relegò definitivamente nei musei- 
Ai modesto strumento si legano alcuni nomi dei majrgiori 
matematici, da Federigo Commandino a Guidobaldo Del Monte, a 
Galileo che illustrarono strumenti loro propri, a Giordano Bruno 
che esaltò anche più che non meritasse il " Compasso et rigo „ 
di Fabrizio Mordente. 

I documenti ora addotti dal prof. Favaro dimostrano l' ori- 
gine tutta italiana del Compasso, del quale gli strumenti stra- 
nieri furono copie più o meno larvate. 

P. A. Saccardo, m. e. : Di una opjereffa falla Flora della Cor- 
sica di (latore j)seudo)mno e plagiario. Nota. — In essa Nota l'A. 
dimostra che 1' opera stampata a Firenze nel 1774 avente il titolo 
di "^ Storia naturale dell' isola di Corsica ,, di Strataneo Gresalvi 
appartiene a Salvatore (ìiiiesfra, di cui il primo nome non è che 
il pseudonimo anagrammizzato. L' A. dimostra poi che tutto il 
picciol volume non è che un plagio volgare delle opere di Paolo 
Boccone e di Luigi Amando Jaussin, che non sono menomamente 
citati dal Ginestra. Kimane poi un enigma. Nella breve introdu- 
zione il Ginestra dichiara che l' operetta è dovuta al merito del- 
l' ab. Maratti, che fu professore stimato di Botanica alla Sapienza 
di Roma fra il 1747 e il 1777. Come si spiega che il Maratti 
ancor vivo al tempo delle stampe (1774) non abbia protestato 
publìlicamente contro un plagio e un mendacio così volgare? 

E difficile pronunciare un giudizio. 

E. Teza, m. e.: 7 ria<j(ji di Marco P(do nella ceccliia versione 
boema. Cenni. 



98 ADUNANZA ORDINAEIA 

A. Tellini, s. e. : La distrihiizione della neve nelle Alpi Orien- 
tane nel Veneto. — È la spiegazione di cinque carte, di cui 1' A. ne 
ha pubblicate quattro, sulla distribuzione della neve nella nostra 
regione : 

Ecco i titoli delle carte : 

1. Altezza della neve caduta (media annua). 

2. Frequenza dei giorni di neve, ossia loro numero medio 

annuo. 

3. Intensità diurna media della neve, ossia rapporto tra 

r altezza annua ed il numero dei giorni nevosi. 
Quarta carta non ò pubblicata. 

4. Altezza massima del mantello di neve in ogni inverno. 

5. Durata del mantello in giorni. 

L'A. ha indicate le fonti dalle quali desunse i valori ed ha 
descritto a larghi tratti le carte. Il lavoro sta a sé senza bisogno 
che le carte sieno unite. 

Ha pure curato di ricavare qualche legge, cioè Fauniento della 
neve con 1' altitudine, la variazione della quantità secondo i mesi, 
infine la relazione tra Y altezza del mantello e la sua durata, con 
lo scopo di venire a stabilire, per una via diversa, il limite infe- 
riore delle nevi perpetue sulle nostre montagne. 

G. A. Favaro : Confronto fra le osservazioni delT eclisse so- 
lare del 30 agosto 1905 fatte a Padova e i calcoli esecfidti con 
la " Connaissance des temps ,, e il " Na aficai Ahnanac ., di 
Londra. (Presentata dal prof. G. Lorenzoni m e., a termini del- 
l' art. 16 del Regolamento interno). — In questa Nota l'autore 
dà relazione particolareggiata dei calcoli «la lui eseguiti per il 
confronto indicato nel titolo, mettendo in rilievo lo differenze e 
le concordanze delle due Effemeridi e il loro comportamento di 
fronte all' osservazione, e con 1' esame dei risultati di detto con- 
fronto riconoscendo, anche nel caso delle osservazioni padovane, 
la non sufficienza delle correzioni di Newcomb per mantenere in 
accordo con la osservazione la posizione della Luna data dalle 
Tavole di Hansen nella circostanza particolare della Sua congiun- 
zione eclittica con il 8ole. 

A. Farini : ^uUa /lerdita dei grassi e dell' acqua del fegato 



DEL 12 APRILE 1908 99 

delle rane ibernanti per V elevata temperatura e per i far/li dei 
var/hi (presentata dal prof. A. Stefani, ni. e. (e. s.). — L' A. si 
propose di determinare in quale proporzione diminuiscono i grassi 
e r acqua nel fegato delle rane ibernanti normali e vagotomizzate 
sottoposte al riscaldamento. A tale scopo dosò i grassi seguendo 
il metodo di Soschlet e calcolò la quantità di acqua dalla diffe- 
renza esistente tra il peso dei fegati appena estratti ed asciu- 
gati del sangue e della bile e il peso dei fegati completamente 
essiccati nella stufa alla temperatura di 110". 

In base alle varie esperienze V A. conclude che nelle rane 
ibernanti sottoposte al riscaldamento col diminuire del peso dei 
fegati si verifica una perdita di grassi sia della quantità assoluta, 
che della quantità relativa, e che tale consumo è inferiore al 
consumo del glicogene superiore al consumo delle sostanze al- 
buminose. 

Per il taglio dei vaghi nelle rane il)ernanti non varia la quan- 
tità di grasso ; ma nelle rane riscaldate, a differenza delle rane 
normali pure riscaldate, si ha un minore consumo della quantità 
assoluta di grassi e per ciò un' eccedenza della quantità relativa. 

Riguardo all'acqua dtd fegato risultò che la perdita di essa, 
nelle rane normali riscaldate, è proporzionale alla diminuzione 
dei fegati, in guisa che la quantità ])ercentuale rimane staziona- 
ria, e che nelle rane vagotomizzate riscaldate col maggiore con- 
sumo coiìiplessivo dei fegati, si verifica una maggiore perdita 
della quantità assoluta di acqua, ma la quantità di acqua rela- 
tiva ad un grannno di fegato anziché diminuire tende ad au- 
mentare. 

Per ciò la diminuzione del peso dei fegati nelle rane nor- 
mali riscald.ite si accompagna a consumo di glicogene, grassi, 
sostanze albuminose ed acque, ma relativamente alla quanità in 
cui questi componenti entrano a far parto dei fegati, il glico- 
gene è consumato in maggiore proporzione che non i grassi, 
questi a loro volta in maggiore proporzione delle sostanze albu- 
minose e dell' acqua, la cui perdita ò proporzionale alla diminu- 
zione del peso dei fegati. 

La maggiore diminuzione del peso dei fegati nelle rane va- 
gotomizzate riscaldate è in princijial modo legata al consumo del 
glicogene ; il consumo dell' acqua e delle sostanze albuminose è 



100 ADUNANZA OEDINAEIA 

proporzionale alla maggiore distruzione complessiva del fegato, 
mentre i grassi vanno perduti in minore quantità. 

A. Berti : Trasmissione della eccitazione attraverso i gangli 
spinali anemizzati nei mammiferi (presentata e. s.). — L' A. dà 
relazione di una serie di esperienze eseguite nei gatti e nei cani 
per studiare il couiportamento della conducibilità attraverso ai 
gangli spinali artificialmente anemizzati. 

Dopo che il ganglio e stato separato dal nervo corrispon- 
dente mediante un taglio eseguito a qualche centimetro di di- 
stanza dal ganglio stesso, 1' anemia di questo veniva determinata 
scapsulandolo ed asportando gli involucri meningei radicolari. 

Kisultò che ne segue una notevole diminuzione nella reazione 
allo stimolo, tanto delle fibre sensitive del nervo spinale quanto 
di quelle della radice posteriore ; che la diminuzione della ecci- 
tabilità del nervo spinale è molto maggiore della diminuzione 
della eccitabilità della radice spinale; che T eccitabilità del nervo 
può perdurare per due o tre ore, e che 1' eccitabilità della ra- 
dice posteriore perdura per qualche tempo dopo la scomparsa 
della eccitabilità del nervo. L' A. ritiene che questi risultati de- 
pongono nel senso che per la trasmissione della eccitazione at- 
traverso il ganglio non sia assolutamente necessaria 1' attività 
funzionale della cellula nervosa ; e ritiene che, qualora si am- 
metta r esistenza delle sottilissime fibrille attraversanti la cellula 
descritta dall' xVpathy e dal liethe, bisognerebbe anche ammet- 
tere che queste fibrille sieno meno resistenti air anemia delle or- 
dinarie fibre nervose. 

F. Sibirani : Esistenza degli integrali in alcuni tipi di equa- 
zioni ((Ile derivate parziali (present. dal prof. F. D'Arcais, s. e, 
(e. s.). — Le equazioni alle derivate parziali, delle quali, in 
questo lavoro del dott. Sibiram', è dimostrata V esistenza dell' in- 
tegrale, sono di due tipi speciali. La dimostrazione è fatta se- 
guendo uu procedimento geometrico ideato dal prof. Arzelà del- 
l' Università di Bologna. 

Come è noto, una dimostrazione generale della esistenza dell'in- 
tegrale nel senso di Cauchy-Pipochitz ancora manca ; perciò anche 
la considerazione di casi ])articolari può avere importanza. 



DEL 12 APRILE 1008 101 

Prima che l' Istituto si raceolg-a in adunanza privata, il Pre- 
sidente concede la parola al s. e. Castelnuovo il quale, ricordando 
la morte di P^dmondo De Amicis, dice parerceli doveroso che 
r Istituto invii al figlio un telegramma di condoglianza. 11 segre- 
tario Berchet comunica che la presidenza ha già compiuto questo 
atto, di propria iniziativa, però sarà trasmessa una lettera in occa- 
sione dell' odierna seduta, anche a nome del nostro Corpo scien- 
tifico. 

Neil' adunanza piivata oltre alla trattazione di affari d'interna 
amministrazione furono lette le Relazioni concernenti il concorso 
pel conferimento del premio di Fondazione Balbi-Yalier pel biennio 
1906-1907 e fu approvato il nuovo tema pel concorso scientifico a 
premio di Foudazione Queriui Stampalia per l'anno 1911. 



Il membro effettioo anziano 
G. LORENZONI 



Il Viresef/retario 

Gr. OCCIONX-BONAFFONS 



Attt T)KTi Rkai,k Istituto Vknkto di sniuNZK, t.ettkrk ed arti. 
Anno accademico 19(ì7-908 - Tonio LXVJI - Parte pi'inia. 



COMMEMORAZIONE 

DEL M. E. PROF. DON (ilOVANNI BELTRAME 

, LETTA DAL PEOF. G. OCCIONI-BONAFFONS, M. E. 

(Adunanza 12 Aprile 1908) 



Tra g-li allievi degli Istituti creati in Verona, nel primo quarto 
del secolo scorso, dalla fervida carità, veramente apostolica, di 
Don Nicola Mazza, e da lui sempre diretti fino alla morte (2 ago- 
sto 1865), emerse e lasciò bella nominanza di se Don Giovanni 
Beltrame, che ebbe a considerare la vita, comunque spesa, come 
una nobile missione, alla quale non venne meno un solo istante. 

Invitato a parlare del collega desideratissimo che nel giorno 
8 aprile 1906 abbandonava la patria terrena per un' altra patria 
a cui le promesse della fede lo avevano reso, a 82 anni, ma- 
turo, io non posso non evocare innanzi a Yoi la bella, vigorosa 
persona dei tempi migliori, che traeva un fascino nuovo dall'ama- 
bile costume, dalla bontà squisita dei modi e da quella ingenuità 
di cui diede prova in molte occasioni. Dal 23 aprile 1899 egli 
non intervenne più alle nostre adunanze, ma non cessava di do- 
lersi che gli anni glielo impedissero ; e quando, nel 5 novembre 
1905, acconìpagnatomi col nostro Presidente di allora, prof. Fa- 
varo, gli portammo in Verona, nel suo Istituto Mazza, ove giaceva 
infermo, il riverente saluto e 1' augurio dei coUeghi, la ricono- 
scenza che n' ebbe si mutò in vivissima commozione che gì' im- 
pedì la parola, mentre il suo gesto apparve più eloquente di ogni 
ringraziamento. L' energia fisica, e con essa la mente, gli si erano 
affievolite, ma non cessava di battere quel gran cuore che gli fu 
guida e consigliere nelle battaglie generose dell' esistenza, spe- 
cialmente negli anni dal 1853 al 1863, in cui dedicò tutto se 



104 &. OCCIONI-BONAFFONS 

stesso all' ingrata opera delle missioni cattoliche nell' Africa Cen- 
trale. Ebbe da ciò un meritato compenso, giacché si può dire che 
la fama in cui venne Don Giovanni Beltrame e 1' aureola onde 
fu circondato emani da quel periodo della sua vita. Gli è per 
questo che non posso, nella presente occasione, affatto tacerne. 



* * 



Nato a Taleggio sul Mincio il 21 novembre 1824 di fainiglia 
operaia, entrò a 15 anni nell' Istituto maschile del Mazza, e vi 
fu ordinato prete nel 1849. Ferveva molto prima di allora in 
tutta Europa e si mantenne e si accrebbe da poi un movimento 
a favore delle scoperte geografiche, un' ansia che prese gli Stati 
e i singoli esploratori di allargare i confini del mondo conosciuto, 
proponendosi scopi diversi, scientifici o politici, commerciali o 
uraanitarii, secondo le particolari vocazioni o aspirazioni, o una 
parola d' ordine che venisse dall' alto. 

Il Beltrame senti nascersi in cuore il desiderio ardente di 
rispondere a questa parola del suo Superiore e divenne missio- 
nario. Il piano di D. Nicola Mazza era il seguente. L' Istituto delle 
Missioni per V Africa selvaggia centrale doveva essere un' eniana- 
zione dei due Istituti di carità, maschile e femminile, da lui fon- 
dati. Si sarebbero comperati; o, con frase eufemistica, riscattati in 
Africa piccoli mori e piccole more, da accogliersi ed educarsi nei 
singoli Istituti, per rimandarli laggiù nelle case dei missionarii, 
già allievi dell" Istituto maschile, che ne sarebbero aiutati a dif- 
fondere fra i Negri la civiltà. E sebbene il progetto cozzasse con- 
tro difficoltà di varia maniera, e non riuscisse poi ad attuarsi 
completamente, anche per T opposizione ostinata, ma non irragio- 
nevole, che gli moveva il cardinale Franzoni, prefetto della Con- 
gregazione De Propaganda Fide in Roma, il Mazza non si sentiva 
r animo di abbandonarlo. Alla prima missione veronese, diretta 
dal padre gesuita Ryllo partecipò D. Angelo A^inco che dal Cairo 
scrisse, addì 18 settembre 1847, al Beltrame, allora chierico, ecci- 
tandolo con queste parole a raggiungerlo presto : " Carissimo il 
mio D. Beltrame : una sola cosa vi raccomando, di non perdere 
tempo ; io non veggo Y ora che voi veniate con me a lavorare 



COMMEMOE. DEL PROF. DON GIOVANNI BELTRAME 105 

nel oainpo evangelico, in (piel canipo che fu sterile da ben 18 e 
più secoli (') „. 

I sacrificii a cui si accingevano con vivo entusiasmo, direi 
quasi con spensieratezza, i preti allievi di Don Mazza, non dove- 
vano essere ne pochi né lievi ; ma il Nostro comprese, fin dalle 
prime, che un missionario avrebbe dovuto agguerrirsi, fra altro, 
con lo studio delle lingue, e insieme a 1). Antonio Castegnaro 
chiese licenza al Superiore di applicarvisi. Oltre gli aiuti che po- 
terono trovare in Verona stessa, a confortarli in questa idea li 
sovvenne un' occasione propizia ; che il Padre Ignazio Mozzoni 
dell' Ospitale di S. Servolo in Venezia, dovendo allontanarsene 
per un anno a fine di attendere a certi suoi studii storici, fece 
chiedere al Mazza due sacerdoti per supplirlo nell' assistenza dei 
malati e dei pazzi. Bella opportunità, pensò il Mazza, di trovarsi 
coi Mechitaristi di S. Lazzaro che, conoscendo V arabo, potevano 
insegnarlo ai due futuri missionari ! Li chiamò a se e disse loro : 
" vi nnindo in mezzo ai matti, siete contenti ? Ivi potrete facil- 
mente acquistare cognizioni di farmacia e di medicina e praticare 
la chirurgia (■^) „. 

1 due compagni stettero così a Venezia dalla fine del 1850 
al settembre dell' anno appresso ; impararono, non e detto con 
quanta profondità, arabo e armeno e a curar gli ammalati ; e tor- 
nando nel loro Istituto di Verona si preparavano, con attente 
letture di geografia e di viaggi, alla partenza, che non potè 
aver luogo, causa il denaro deficiente, prima di due anni ap- 
presso. Nel 9 ottobre 1853 salpano essi da Trieste per Alessan- 
dria e giungono nel 29 dicembre a Chartum, col proposito di 
esplorare, più a mezzogiorno, il terreno atto allo stabilimento della 
missione veronese. Un mese prima s' erano incontrati a Korósko 
nella missione austriaca della Nubia con a capo il Provicario Apo- 
stolico Knoblecher. A Chartum le febbri intermittenti spensero 
D. Castegnaro nel 5 febbraio 1854, mentre il Provicario recavasi 



(1) Don Nicola Mazza, e la nifs^n'one veronese ìielV Africa Coltrale, 
per Don Antonio Spagnolo, Superiore (quarto) degli Istituti Mazza. — 
Documento I. iu appendice al hìs. inedito favoritomi dall'autore, che qui 
publicamente ringrazio. 

(2) Spagnolo, ms. cit., pag. 7, 17. 



106 G. OCCIONI-BONAFPONS 

coi suoi a Gonclócoro a oltre 1200 chilometri verso F Equatore 
dove risiedeva la tribù feroce dei Bari o Beri. Don Giovanni 
Beltrame era rimasto solo in Chartum per attendere, nella scuola 
della missione, all' istruzione dei giovanetti riscattati, e col pro- 
posito di risalire, dal suo canto, per oltre 700 chilometri il fiume 
Azzurro (Bahr e) Azraq), confluente di destra del Nilo ('). 

A questo punto non temete, cortesi Colleghi, eh' io voglia, 
col nostro Beltrame, trattenermi un anno a Chartum, per accom- 
pagnarlo poi nella sua quadrimestrale spedizione di andata {^) e 
ritorno lunghesso il fiume Azzurro, e la parte inferiore del Tu- 
mat : a ciò provvide egli stesso con 1' operetta in due volumi : 
// Sénaar e lo Sciangalìaìi (•^), pubblicata ventisei anni dopo l' esplo- 
razione, non senza sospetto che gli appunti personali da lui con- 
servati siensi poi resi completi con relazioni più recenti di altri 
viaggiatori, con descrizioni di credenze, usi e costumi e notizie 
di storia naturale. Comunque sia, egli ci ha dato un libro inte- 
ressante, pieno di aneddoti, non scevro di osservazioni acute in- 
sieme ed ingenue, quali s' incontrano, a dirlo qui una volta per 
sempre, in tutta l' opera letteraria del nostro consocio. Veramente 
lo scopo religioso di questo primo viaggio, il quale doveva render 
possibile la fondazione di una missione cattolica in qualche oppor- 
tuna località del Nilo Azzurro, andò completamente fallito ; ma 
si vuol tener conto della fede e del coraggio dimostrato dal Bel- 
trame in un tempo, relativamente lontano, quando gì' Italiani, a 
non parlare che del Matteucci e del Gessi, non avevano ancora 
date, in quei paraggi, sublimi prove di abnegazione e di vero 
eroismo, fino al martirio. 

Fortificato in queste difficili prove, il Beltrame insisteva 
presso il Frovicario Knoblecher che gli fosse concesso di rivolgere 
i suoi passi nella penisola del Sénnaar, tra i due rami del Nilo, 
più a mezzogiorno lungo le rive del fiume Jal o del Sobat. 
Si trattenne a Chartum qualche mese, finché, avuto il consenso 



(1) Beltrame, Relazione sulla tnismme veronese nelV Africa centrale 
— Verona 1859. 

(2) Il viaggio di andata (lutò dal 4 diconibre 18.04 al 2() febbraio '55; 
il 5 aprile il Beltianie ora di litorno a Chartum. 

(3) Verona, Civolli, 1879, in 16", pag. X - 305, 313 con carta geogra- 
fica dell'Istituto Guido Cora, Torino. 



COMMEMOR. DEL PROF. DON GIOVANNI BELTRAME 107 

I desiderato, partì in agosto per l' Europa e giunse in Verona ai 
primi di ottobre 1855, per prepararsi alla nuova spedizione. Ma 
al fervore religioso, all' entusiasmo di Don Nicola Mazza per la 
missione nell' Africa Centrale da lui progettata e ispirata, non 
corrispondevano, nella misura voluta, i mezzi finanziarli, e tutto 
sarebbe forse caduto nel nulla se il Comitato di Vienna, presie- 
duto dallo stesso arcivescovo, mons. Mechutar, non si fosse posto 
in relazione con 1' Istituto di Verona, quasi avocando a sé il 
merito dell' impresa e provvedendo alla sua riuscita con praticità 
d' intenti e con lauti sussidii. A queste buone disposizioni era 
stato condotto quel Comitato dalla proposta del Provicario Apo- 
stolico in Chartum che convenisse fondare a Roma un collegio 
per educare ed istruire i piccoli Negri tolti dall'Africa centrale: 
intermediario del progetto sarebbe stato il Canonico regolare 
lateranense mons. Giovanni Grisostomo Mitterrutzner, professore 
nel Liceo di Bressanone, che ne scrisse al Mazza perchè desi- 
gnasse uno de' suoi preti alla direzione di quel Collegio. E 
intanto, annuendo alla richiesta dell'arcivescovo, il Mazza mandò 
a Vienna presso di lui Don Giovanni Beltrame e Don Angelo 
Melotto ('), i (juali, a proposito della Jiuova missione ch'era già 
disposta, furono assicurati da quel prelato con le parole: " non temete 
di nulla, e sarete provveduti di tutto, non solo pel viaggio, ma anche 
pel mantenimento dei missionarii nell'Africa centrale in quel luogo 
vergine che a voi dell'Istituto Mazza è accordato (-) „. Così la mis- 
sione veronese non restava abbandonata a so stessa o ad incerte 
eventualità e traeva carattere quasi ufficiale dell'adesione esplicita 
e anche col sussidio di alti personaggi di Vienna e di Roma. 

Capo della spedizione era naturalmente designato il nostro 
Beltrame, e furono suoi compagni D. Alessandro Dal Bosco, D. 
Francesco Oliboni, già professore di belle lettere del R. Ginnasio 
di Verona, D. Angelo rieletto poc' anzi nominato e quel famoso 
D. Daniele Comboni che portò nelle missioni tutto il fervore, 
talvolta irritìessivo, di un' anima a cui le strettezze materiali e 
ogni maniera difficoltà crescevano lena ed audacia. 



(Ij 11 viaggio a Vienna fu (•oinpiuto iu-1 mese di luglio 1857. 
(2) Lettera del Beltrame al Mazza da Vienna, 5 luglio 1857 ; in Spa- 
gnolo, nis. cit., pag. 58. 



108 ' G. OCCIONI-BONAFFONS 

L' 8 settembre 1857, raggiunti da Isidoro Zili, operaio 
friulano, e da muratori tedeschi e nostri, salparono per Alessan- 
dria col postale del Lloyd e vi si fermarono una quindicina di 
giorni. Dei cinque missionarii, il Melotto, il Dal Bosco e il Com- 
boni colsero 1' occasione di recarsi a Gerusalemme, mentre gli 
altri avrebbero proseguito pel Cairo, dove furono raggiunti nel 
18 ottobre. Insieme partirono tosto per Assiut ed Assuan nell'Alto 
Egitto. In quest' ultima città incontrarono il Provicario mons. 
Knoblacher che tornava in Europa per ristabilirsi in salute e per 
provvedere agli interessi della missione, ridotta in deplorevole stato. 

Egli delegò la propria facoltà a Don Beltrame, e più non 
rivide 1' Africa, essendo morto in Napoli nel 1 3 aprile dell' anno 
appresso. Alla missione cattolica, da lui fondata tra immense 
difficoltà lungo la vallata del fiume Bianco, la quale ebbe a stazione 
principale C^hartum e secondarie Santa Croce e Gond('icoro, s' in- 
nesta la missione veronese. Sarebl)ero riusciti i nostri nella loro 
impresa di civiltà, tanto più sapendo da relazioni avute nel primo 
viaggio di esplorazione che il popolo del fiume Bianco non amava 
i missionarii ? " Si, vi e un Dio „ dicevano quei barbari " ma 
non ha a che fare con noi. Egli sta in cielo, noi siamo qui in 
terra e non abbiamo bisogno di lui. Se abbisogniamo di pioggia, 
comandiamo ai nostri capi che ce la facciano venire ; se non viene, 
li annnazziamo, li buttiamo nel fiume e ne facciamo degli altri 
più capaci di loro ; raccogliamo a tempo opportuno i frutti delle 
nostre fatiche, ce li mangiamo allegramente ; ci procuriamo di 
belle e molte mogli atte a dar figliuoli, perchè ci assistano nella 
nostra vecchiaia ; morti che saremo, ci getteranno nel fiume e 
tutto e per sempre sarà finito per noi (') .,. E pure, malgrado 
queste massime, condite di cinismo e di epicureismo, speravano 
i missionarii iniziare con profitto l' opera loro, sfidando il clima, 
le febbri periodiche e la dissenteria che molti avevano spento 
dei loro predecessori. 

Dopo quattro mesi dalla partenza da Trieste giunsero i 
nostri, giorno per giorno, a Chartum nelF 8 gennaio 1858. E qui 
si parvero il senno e la ])rudenza del Beltrame nel prepararsi 



(1) Lettera del Beltrame al Mazza da Chartum. W aprile \H'A : in 
Spagnolo, ms. cit,, pag. 29. 



COMMEMOR. DEL PROF. DON GIOVANNI BELTRAME 109 

all' impresa. Sua meta era la stazione missionaria di Santa Croce 
(ora Cósis) a 60.41' L. N. sul Bahr-el-Abiad, presso la regione 
abitata dalle tribù Denka, nella penisola tra questo fiume e il 
Sóbat, suo confluente di destra. Ed egli a prepararsi allo studio 
della lingua denka, e a proporsi un piano razionale per 1' incivi- 
limento di quei popoli d' indole mite, piano ohe sarebbe stato 
di sicura riuscita, se nuove traversie non avessero colto la missione. 
Lasciato in Chartum il Dal Bosco come loro procuratore, partirono 
gli altri nel 21 gennaio nella dahabieh (barca) Stella matufina 
pel luogo designato, guidati da Don Matteo Kirchner, che il 
Provicario aveva incaricato della visita alle stazioni ; e vi (giunsero 
il 14 febbraio. Si diedero a costruire nuove capanne aiutati dalle 
donne di Santa Croce, mentre, scrive Don Beltrame a Don Bri- 
ghenti : " lo mi sto esercitando il mestiere di mio padre [fale- 
gname] tanto necessario in questi luoghi „, costruendo, fra altri 
oggetti minori, " una tavola per mangiare e la porta che mancava 
alla capanna „, già stalla pel bestiame. "Don Oliboni, in un forno 
di pantano allestito in una mezz' ora, cuoce il pane. Don Melotto 
fa il bucato e Don Comboni aggiusta coli' ago e col refe le vesti 
e le camicie.... Presto comincieremo a seminare il terreno di al- 
cuni legumi e di granone (') „. 

Ma ben presto le cose volsero a male. La morte colse Don 
Francesco Oliboni alla fine di marzo e tre mesi dopo l' operaio 
Zili ; la missione, priva delle piìi urgenti necessità, parve un tratto 
abbandonata a se stessa, finche la sovvenne il confratello Dal 
Bosco che mandò da (^'hartum a Santa Croce tre barche cariche 
di quanto occorresse ai missionari]. Ciò malgrado, D. Beltrame 
e i due sacerdoti rimasti con lui si persuasero di dover lasciare 
quel posto per stabilirsi proprio in mezzo ai Denka (-), tanto 
più che andavano accentuandosi gli screzii fra gì' italiani e gli 
austriaci della missione, quasi fossero una lontana eco dei rivol- 
gimenti politici che si preparavano in Italia. La Congregazione 



(1) Lettera del Liultnune a D. Donato origlienti, dell'Istituto Mazza, 
12 marzo '.58 ; iu Spagnolo, nis. cit. pag. 102. 

(2) Infatti parve loro opportuno un luogo sul canale Tarciaui presso 
il villaggio Miegiok nella tribù Denka degli Abialàng. (Da appunto fa- 
voritomi da D. Antonio Spagnolo). 



110 G. OCCIONI-BONAFPONS 

di Propaganda si volge, prima sottomano, poi palesemente, alla 
parte austriaca, e il famoso ab. Francesco Nardi, da professore 
di diritto canonico e di geografia a Padova, divenuto allor' allora 
auditore di Kota per 1' Austria a Roma, contribuisce con la sua 
azione a scemar credito all' idea di una separata missione italiana 
neir Africa, tanto che infine questa s' identifica con la missione 
tedesca. 

Però il Beltrame ed i suoi compagni, comprendendo che il 
piano del Mazza non avrebbe avuto probabilità di riuscita, si 
ritirarono da S. Croce, come si direbbe, in buon ordine, e si 
rifecero a Chartum, dove giunsero nel 4 aprile 1859. Nel ritorno 
scostandosi dal fiume Bianco, avevano esplorato parecchie località 
e specialmente il basso Sóbat : poi, risalendo per la penisola di 
Scnnaar, dove ha residenza la grande tribù dei Denka, si erano 
persuasi che essendo questi, come si disse, di natura accostevole, 
avrebbe potuto finalmente fondarsi colà una stazione sicura. Ma 
non se ne fece nulla, tanto più che, dei tre compagni del Bel- 
trame, D. Melotto morì a Chartum dopo cinque giorni di ma- 
lattia, D. Comboni, afflitto quasi tutto 1' anno dalle febbri, pareva 
r ombra di se stesso e nell' agosto fece ritorno in Europa, e 
moralmente accasciato, per la parte di responsabilità che aveva 
assunto, era il Dal Bosco. Solo sulla breccia il nostro Beltrame 
non dubitava dell'avvenire. Trattavasi di sottrarre i missionarii 
alle conseguenze del clima infesto di Chartum, e di raccoglierli 
in Assuan ; e Don Beltrame assunse l' incarico di recarsi a 
S. Croce e a Gondócoro per scortare i superstiti sull" amara via 
del ritorno. Partito con quattro barche il 24 novembre 1859, e 
toccata quest' ultinìa stazione (a 4". 55' a Nord dall' Equatore) 
nel 28 marzo dell' anno dopo era di nuovo a Chartum, ove 
soccombette il sacerdote Giuseppe Lanz, uno dei tre missiona- 
rii da lui ricondotti. La misura era colma : i nostri finalmente 
abbandonarono la infelice impresa, riducendosi a Hcéllal di 
Assuan. 

Di questa seconda missione lasciò il Beltrame un sincero, 
interessante documento nel giusto volume che fu creduto ben 
degno di figurare come omaggio del nostro Istituto al Congresso 



COMMEMOE. DEL PEOr. DON GIOVANNI BELTEAME 111 

internazionale gco<2;rafico, tenntosi in Venezia nel 1881 e che 
s' intitola : // fiume Bianco e i Dénka (•)• 

In due mesi di viaf^g-io da Chartum o-junsero a Scéllal i 
pochi avanzi della missione, insieme al Beltrame, nell'll set- 
tembre 1860. Parve in sulle prime che le cose dovessero pro- 
ceder bene. Costruita la casa missionaria pose fine il Beltrame 
al dizionario, alla grammatica e al catechismo denka, già iniziati 
con la preziosa collaborazione del collega D. Melotto, di una 
giovane denka di nome Zenab e del negro Caoinal. I nostri si 
trattennero a Scellal quindici mesi e più, finché, dopo varie trat- 
tative, che non ho qui luogo di ricordare, la Congregazione di 
Propaganda, sciolta definitivamente la missione, 1' affidò ai Fran- 
cescani. E questi, per non romperla affatto coi predecessori, 
proposero di accoglierli come Ter^iarii, con facoltà di " piantare 
la missione in quella parte dell' Africa centrale che di couiune 
accordo fosse stata scelta, secondo il piano primitivo „ ; in altre 
parole, li mettevano garbatamente alla porta. E i due superstiti 
missionari veronesi, Beltrauie e Dal Bosco, lasciarono Assuan, 
rifacendo la via per 1' Europa. 

Ma prima di abbandonare per sempre (]uei paraggi che gli 
avevano data 1' intima soddisfazione di un dovere compiuto, e 
insieme una giusta notorietà, volle il Beltrame dar corso al suo 
vivo desiderio di visitare la Palestina in compagnia del collega e 
del piccolo domestico negro che aveva seco condotto da Gou- 
d(3coro. Lasciata Assuan, giunsero al Cairo verso la metà del 
mese di marzo 1862, e si trattennero in Alessandria parecchie 
settimane, finche salparono di là verso la fine del maggio, com- 
piendo, senza fretta, tutto il viaggio di Terrasanta nei tre mesi 
successivi, fino al 20 agosto (^). Il lavoro che il Beltrame ne 



(1) Verona, Civelli, 1881, in 1(5", pp. .328, con carta geogr. dell'Isti- 
tuto Guido Cora, Torino — La prima relazione, assai conipendiosa, di 
questa missione, si contiene in una lettera, scritta tra il marzo e l'aprile 
1858 dall'ab. Beltrame al prof. Nardi e da questo annotata e pubblicata — 
Padova, Bianchi, 1858, 16°, pp. 32. — Merita poi di essere consultata la 
relazione inedita sulle tre stazioni di Clondócoro, S. Croce e Chartum, 
spedita dal Beltrame a Don Mazza, in data 20 aprile 185'J : leggesi in 
SpaonoIìU. ms. cit., pag. loH-161. 

(2) Questo si ricava dall'opera che il Beltrame pubblicò col titolo: 
In Palestina^ V ultimo nUo tnar/f/io. — P"'irenze, Barbèra, 18'J5; 16°, pp. 



112 G. OCCIONI-BONAFFONS 

allestì e che diede in luce trentatrè anni appresso, aveva avuto 
ben tempo di maturarsi, e nei particolari cronologici dev' essere 
accolto con beneficio d' inventario. Fu presentato al pubblico da 
una garbata premessa di Augusto Conti (pag. V - XXVII), il quale, 
mentre ne ammira la lucidità e la vivacità della descrizione, la 
acuta osservazione dei costumi, la bella mostra che fanno di sé 
la storia e le tradizioni relative alla Terrasanta, aggiunge all'opera 
schiarimenti che ne aumentano il pregio, giacche non è da di- 
menticare esser questo il lavoro migliore e più organico che 
abbia scritto il Beltrame, il quale se evitò, coni' era ben naturale 
in lui sacerdote e credente, le insidie e gli scogli di una libera 
critica, fece tesoro della ricca letteratura suU' argomento. 

Parve un istante ravvivarsi nei due reduci dall' Africa Cen- 
trale la speranza di poter organizzare una nuova missione tra il 
3Iar Rosso ed il Nilo presso le tribù dei Bisciarin o Begia ('), 
stabilendo al Cairo una casa centrale. Il progetto, già accarezzato 
dal Beltrame mentre trovavasi a Scellal, doveva essere sottoposto 
all' approvazione del cardinal Barnabò, prefetto di Propaganda 
in Roma, presso il quale il Mazza spedì lo stesso Beltrame in 
unione al Dal Bosco ; ma non se ne fece nulla, perchè i Fran- 
cescani, già avviliti per la morte di molti dei loro, se non diedero 
al progetto un reciso rifiuto, vi opposero difficoltà insormontabili (^). 
E così il nostro collega chiuse a 38 anni, in età vigorosa, il 
periodo che divenne classico della sua vita, pago di illustrare la 
ultima sua dimora in Africa con un volume {^), cui rese pubblico 
trentun anni più tardi, incoraggiato dal giudizio favorevole che 
ne diede il Primo Congresso Geografico Italiano, tenutosi in 
Genova nel 1892. 

Difficile sarebbe indicare quale parte spetti al Beltrame 
nella serie dei missionari i, il cui numero è legione, anche volen- 



XXVn-378, con ritratto e una carta. — Ma intorno all' epoca precisa e 
alla durata del viaggio in Palestina è da tenore il massimo conto di 
certi dubbi espressi da D. Antonio Spagnolo, in ms. cit., pag. 201, in nota. 

(1) BiAsiUTTi. — L'Africa, in Marinelli Gr., La Terra, Voi. VI, 
pag. 452. 

(2) Spagnolo, nis. cit., pag. 201-204. 

(B) In Nubia, presso File, Hiène, Elefantind. — Verona., Franchini, 
1898; 1()", pp. 3.^4. 



COMMUMOE. DEL PEOF. DON GIOVANNI BELTEAME 113 

dofii restringore ai soli italiani e cattolici ; e noi possiamo do- 
mandarci se la preparazione scientifica che mise nell' opera sua 
fu pari all' entusiasmo che ebbe assai fervido, e se il fine rag- 
giunto fu tale da trarne vanto hi religione e la civiltà. Ai mezzi 
inadeguati doveva corrispondere il disastro della missione di cui 
fu SI gran parte ; ma resta nel suo attivo ch'egli fece quanto 
potè, che fornito di coraggio, un po' fatalistico, di prudenza e buon 
senso, ebbe iniziative personali assai lodevoli, non ultima lo studio 
delle lingue delle tribù in mezzo alle quali era stato chiamato 
ad agire. 

* 
* * 

Specialmente conobbe l' arabo, il Denka e il linguaggio degli 
Akkà. Fin dalla prima missione preparatoria il Mazza aveva incul- 
cato al Beltrame : " più di tutto ti racconumdo di studiare la 
lingua di quei selvaggi, per insegnar loro a leggerla e a scri- 
verla „. Alla prima parte del progrannna soddisfece pienamente 
il Beltrame. Lo studio delle lingue orientali, e fra queste del- 
l' arabo, era stata famigliare a Don Luigi Duri che, morto nel 
1 844 a 35 anni, convisse nell' Istituto del 31azza " destando for- 
se in questo il primo pensiero della missione e fecondandone 
il generoso proposito (') ,,. I giovani preti dell' Istituto erano 
istruiti neir arabo da un egiziano, certo Mustafà, dimorato circa 
quattro anni a Verona, e parecchie maestre della sezione fem- 
minile ne aquistarono una certa pratica. Ma insigne nelle lingue 
orientali fu il nostro collega, dotto viaggiatore e geografo, vo' 
dire il senatore co. Francesco Miniscalchi Erizzo di Verona, 
considerato allora, per giudizio di persone competenti, fra i pi'i- 
nii arabisti di Europa (-). Tali esempi, tali eccitamenti infiam- 
marono il Beltrame e taluno dei suoi collaboratori di nuovo en- 
tusiasmo, tanto che giunto coi suoi compagni missionarii tra i 



il) (iiULiARi. — Dei reronesi cultori delle liufjue orieiihiU, in Rivista 
niieiitale. diretta da A. de (Tubernatis, anno I, 1867, pag. 3HS-400, .511-538. 

(2) GiuLiAHi, op. cit.; in Kiv. cit., pag. 536-7; De Leva. — Della vita 
e delle opere del co. Francesco Mini-scalclii Erizzo, discorso ; in Atti del 
R. Istituto A^eneto di scienze, lettere ed arti. Serie V, Tomo II, an- 
no 1875-76, pag. 645-660. 



114 a. OCCIONI-BONAFFONS 

Denka, e presa stanza nella tribù dei Kic (i), incominciò a stu- 
diare largamente il denka, lingua monosillabica parlata da 21 
tribù, di cui 15 di stirpe denka, e ne compose una gramma- 
tica (-), a cui seguirono un dizionario di oltre diecimila voci {^) 
e un catechismo e dialoghi nella lingua medesima (^). Cosi pure 
della lingua degli Akkà ebbe il Beltrame ad occuparsi, compilan- 
done un ^(if/gio di grammatica (s), e raccogliendo dalla viva 
voce degli indigeni circa quattrocento vocaboli ("). E sempre fu 
il suo un lavoro molto paziente nel cogliere i suoni delle lettere, 
diligente nel fissarli sulla carta e indicarne il significato ; e del 
resto nel sistema di trascrizione si lasciò consigliare dal Mi- 
ni scalchi. 



(1) In Ntihia, op. cit., pag. 332-33o. 

(2) (ìf((iinu(i(ii'(i (ìdhi ìiìKjiia Denka^ dedicata a Cristoforo Negri, 
Pres. (Iella Società Geogi'. Ital.. con lettera da Verona, 10 settembre 1868; 
in Bollettino della 8. G. I. anni 1869-70, fase. 2°, pag. 231-249; .3», pag. 
411-4r)6: .5», p.*^ Il, pag. 149-236; compi, pag. 1.53. 

(3) La 2'' edizione della grammatica denka, a cui fu aggiunto il vo- 
cabolario, fu edita dalla Soc. geogr. italiana, col seguente titolo: Meinorie 
della Società (Jeofjrafica itulianu., voi. III. Grammatica e vocabolario 
della lingua Denka per D. Giovanni Beltrame direttore dell' Istituto 
femminile Piazza m Yeroiui. — Roma. Civelli. 1880; in 8" pp. 233. 

Precede un accertenza del Redattore a nome del Consiglio Direttivo 
della Società geografica, in data Roma 1 Sett. 1880. La Grammatica, 100 
pagiiu!, è ristampata con la stessa dedica al comm. C. Negri e con la 
stessa (lata del 10 Settembre 1868 ; il Vuc(d)olario ital. denka è dedicato 
al comm. C. Correnti con lettera del .5 ai)rile 1875. 

(4) Il B. aveva già dato copia dei suoi manoscritti sulla lingua 
denka a Mr. iiejean, compagno di Orazio xVntinori, spedito nella 
Nubia superiore dal governo di Fi'ancia, e questi furono presentati a un 
concorso a Parigi; ma riportò il premio " perchè più voluminosa „ l'opera 
di un francese sopra una lingua di America. Anche il Mitterrutzner, cui 
il Beltrame comunicò i suoi lavoii sul denka, ne fece largo prò', e, va- 
lendosi di importanti aggiunte di altri missionari tedeschi, riuscì a pub- 
blicare per le stampe l' opera : Die Df^nka-spraelie in (/(Mitial Afrika, 
kurze Grammatik, Text uud Wiirterbuch. - Brixeu, 186(), 8", pp. XV-307, 
dedicandola a mons. Kirclmer della stessa missione, e al Beltrame. 

(.')) Bollettino della S. G. L, Anno 1877, Voi. XIII, pag. 622-629, 
Voi. XIV, pag. 13-41 ; compi, pp. 27. 

(6) Vocabolario Italiano Akkà, in Bollettino predetto, Voi. XIV, 
pag. 128-136. 



COMMEMOE. DEL PROF. DON GIOVANNI BELTRAME 115 



* 



Ritornato in patria, il Beltrame provvide a curar la salute 
eh' erasi alquanto risentita dei disag-i e delle fatiche, e in quei 
primi anni si tenne o fu tenuto in disparte (') ; ma a lung-o 
andare non potè sottrarsi al desiderio dei suoi concittadini di 
vederlo occupato utilmente nell' insegnamento. Così divennero 
nobile campo per lui la scuola magistrale maschile e la normale 
femminile di Verona: dal 1869 fu assunto in quella a docente 
di religione e di morale ; in questa, di storia e geografia. Nella 
nuova palestra ebbe a maturarsi lo spirito del Beltrame, le sue 
attitudini si perfezionarono ; e noi sentiamo quasi un' eco della 
sua mente perspicua e della bontà del suo cuore in quegli ele- 
menti di morale, diritti e doveri del cittadino che formarono il 
tema delle lezioni da lui impartite ('^) finché gli bastarono gli 
anni e le forze. A più arduo ufficio egli erasi sobbarcato come 
professore di storia e di geografia ; e anche qui volle lasciar 
memoria di sé dettando per le scuole medie quattro volumi di 
testo che vanno dalla storia antica d' Italia e di Roma, e, a 
traverso il medio-evo a i tempi moderni, giungono ai nostri 
giorni (•^). Considerando lo scopo che il prof. Beltrame si pro- 
pose, e le difficoltà che dovette vincere per raggiungere chia- 
rezza e brevità, il giudizio che possiamo dare di questi quattro 
compendii non può essere che benevolo. Forse, come insegnante 
ufficiale, non essendo costretto di sottoporre i suoi volumi alla 
censura ecclesiastica, avrebbe potuto mostrarsi meno dissimulato 
e più libero nel giudicare uomini e avvenimenti che la storia 
spassionata ha già posto nella loro vera luce. Ma non spingiamo 
troppo oltre le nostre esigenze, contenti di riconoscere che il 
Beltrame si dimostra fervido amatore della nostra patria, che dei 
suoi fasti si compiace, e che li illumina in modo ampio e sim- 
patico, tanto da darcene un' idea sufficiente. 



(1) Giuli ARI, op. cit., pag. 530-532. 

(2) Verona, Franchini, 1886, in 16°, pp. 188. 

(3) Verona, Franchini, 1885-1886; in 16°. pp. 242, 187, 137, 263; compi, 
pp. 829. 



116 Cr. OCCIONI-BONAFFONS 

Lo volle, naturalmente, fra i suoi la Società geografica ita- 
liana (1867), e appresso 1' Accademia di Verona (1876). ^la certo 
il massimo onore e una sincera soddisfazione gli vennero dal- 
l' appartenere a questo Istituto, prima quale corrispondente (1878), 
e a breve andare come eft'ettivo (1881) e pensionato (1885). Chi 
lo proponesse, non appare dagli Atti ; però alla (Jiunta di scru- 
tinio il suo nome s' impose, e fu creduto non indegno di sedere 
accanto ai colleghi veronesi; al Messedaglia, che tanta parte 
dello scibile accoglieva nella mente sovrana, al De Betta, al 
Pompei. S' impose il suo nome, mentre anche in Italia andavano 
rifiorendo e rendendosi popolari gli studi geografici, per via di ar- 
dite, se non sempre foitunate, esplorazioni e di frequenti Congressi. 

Le Memorie che il Beltrame lesse all'Istituto dal 1879 al '98 
furono in numero di 15 (compi, pp. 280), (piasi tutte primizie 
dei volumi, di cui parlammo più innanzi, e eh' egli andava pre- 
parando, nella speranza di darli, quando che fosse, alle stampe. 
Gli argomenti che vi svolse riguardano quella regione dell'Africa 
che aveva visitata e da cui non sapeva staccare il ricordo, e 
alcuni particolari del suo viaggio in Palestina. Specialmente lo 
preoccupava la ])iaga della schiavitù, e quanto alla tratta, che 
ne ò la conseguenza più dolorosa, mantenuta pur oggi da basso 
spirito utilitario, proponeva sì dei rimedii per vincerla o almeno 
per menomarla, ma senza piena fiducia che il male potesse estir- 
parsi di un subito e nennneno con la forza. Questo tema della 
schiavitù s' imponeva in modo tale al suo sentimento di vecchio 
missionario che non crediamo di fargli oltraggio ricordando come, 
anche nell' adunanza solenne dell' agosto 1884, in presenza di 
Angusti uditori, ne trattasse fino alla sazietà e restasse iuiper- 
turbabile ai muti ma eloquenti richiami di autorevoli colleghi. 

Grande interessamento destarono nel Beltrame i casi, volta 
a volta, lieti e dolorosi, della nostra Colonia Eritrea ; e le consi- 
derazioni eh' egli ne svolse, perchè informate a soverchio otti- 
mismo e animate da spirito conciliativo, si presentavano come 
1' eco di un" opinione jìubblica temperata che, prima degli ultimi 
disastri, ebbe in Italia il sojìravvento. Ma anche dopo le nostre 
iatture, e sottoscritta la pace col Negus, non tacque il Beltrame, 
e con eloquenza calda e persuasiva, nell' ultimo discorso da lui 



COMMEMOE. DEL PROF. DON GIOVANNI BELTRAME 117 

tenuto air Accademia di Verona (29 novembre 180G) ('), affermò 
che sarebbe stata viltà abbandonar 1' Eritrea che avevamo ricom- 
prata col nostro sangue o da cui si potevano ancora ritrarre 
larghi benefizii. 

Ma o-ià lo spirito del nostro collega era altrove : più che mai 
andava in lui prendendo il di sopra 1' uomo di chiesa e di carità, 
specialmente da quando divenne Superiore g-enerale degli Istituti 
maschile e femminile Nicola Mazza (settembre 1899). Negli ul- 
timi anni aveva cominciato ad occuparsi al nostro Istituto scienti- 
fico di argomenti teologici anzi dommatici {'') ; e se allora questa 
non parve sede opportuna a tali disquisizioni, non credo di dover 
oggi far cenno innanzi a Voi di quest' ultimo ciclo dei suoi 
studii ('0 che poi si proposero uno scopo del tutto ascetico (*) 
e giunsero perfino ad anìmannirci dei versi (''), di cui è pietoso 
tacere. Di Giovanni Beltrame, e lo accennai da principio, più 
non avanzava che V ombra, perchè, certo, 

.... appressando so al suo desire, 

anche il suo intelletto s' era profondato per modo da togliergli 
la memoria di altri giorni, non ingloriosamente trascorsi, nei quali 
aveva onorato se stesso e la patria. E la patria non vorrà, spe- 
riamo, dimenticarsene. 



(1) Tre letture fece il Beltrame all'Accademia di Verona uel 1S96. 
S' intitolano: Avanti e dopo il disastro di Ainha-Alacfi. — I dervisci nel 
Sudan. — La Colonia Eritrea, ultima Memoria. 

(2) Nelle tvo. ultime Memorie lette nel 1897 e 181)8. 

(3) 1 tesori nascosti dvì grande ìiìistero del Verho Incarnato ecc. Ve- 
rona, t'rancliini, 1899; in IH", pp. 274. — Ancora del Verbo Incarnato ecc. 
Verona, Marchiori, 1904; in Kj» piec, pp. 12H. 

(4) Meditazioni sopra le qu.alità e i caratteri di Gesù Cristo. Verona, 
Marchiori, 1901; in 16" picc, pp. 171. 

(ó) Fochi versi sulle quattro età dell' uomo. Verona, Marchiori, 1903; in 
16" picc. pp. 126. — Pensieri sulla vita umana. Verona, Marchiori, 1904; 
in 16" picc, p. 157. 



(Licenziate le bozze per la stampa il giorno 1 Maggio 19 08) 



Atti drtì ReaIìK Istituto Venkto di scikn/k, letterk kb arti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



A I) (1 N A N Z A O R 1) 1 N A li 1 A 
DEL 10 MAGGIO 1908 



PRESIDENZA DEI. M. E. EE11RAR18 

PRESIDENTE 

Presenti i membri effettivi: Veronese, vicepresidente ; G. Beechet, 
segretario; Occioni-Bonafeons, vice-segretario; Lorenzoni, 
Tbois, Bernardi, Favaro, Saccardo, De Giovanni, Sel- 
lati, BoNATELLi, P. Spiga, Martini, A. Tamassia, Papauo- 
poLi, Da Schio, Stefani, G. B. De Toni, Galanti, Ricci, 
Polacco, Vicentini, Verson, Brugi, Ciscato, Bonome, Ca- 
TELLANi, Crescini, ed i soci corrispondenti : F. Berchet, 
Bordiga, Arrigoni Degli Oddi, G. Spica, Castelnuovo, 
Predelli, Biadego, Breda, Levi-Civita, De Marchi, Forti, 
Giordano. 

Giustificata l'assenza del m. e. : LiOY. 

Neir annunziare 1' assenza del m. e. Lioy, il Presidente co- 
munica all' Istituto le espressioni gentili inviateci per lettera dal 
collega e augura di vederlo presto di nuovo fra noi. 

Letto ed approvato 1' Atto della precedente adunanza, il Pre- 
sidente comunica che il m. e. Brugi rappresenterà l' Istituto al 
Congresso storico di Berlino. 

Comunica pure che l' Istituto è invitato al III Congresso in- 
ternazionale di Botanica che si terrà a Bruxelles nel 1910. 

Comunica infine l' invito del Comune di Faenza affinchè 1' Isti- 
tuto voglia farsi rappresentare alle onoranze pel IH centenario 
dalla nascita di Evangelista Torricelli. Ij' Istituto delegherà il 
m. e. Ricci, al quale si assoderanno i colleghi che si presentas- 
sero alla Presidenza in tempo utile. 



120 ADUNANZA OUDINARIA 

Vione poscia presentato il catalogo dei libri ed opuscoli acqui- 
stati e pervenuti in dono dalT ultima adunanza. 

Il Presidente prega quindi il ni. o. Senatore Papadopoli a leg- 
gere la commemorazione del m. e. Pascolato, la quale è accolta 
da vivi applausi ; a questi il Presidente dà una interpretazione che 
fa onore non meno al lochito che al lodatore. 

Seguono le letture poste all' ordine del giorno. 

A. Tamassia, m. e. : Le vene dorsali della mano come indice di 
identificazione personale. — L' A. accennato al metodo di Bertillon 
e di Galton, fa notare come 1' ultimo specialmente, fondato sulle 
impronte papillari del polpastrello, sia abbastanza complicato ed 
esiga non poca attenzione nell' identificare le curve e cita in ap- 
poggio r opera su questo argomento di Windt e Rodicek, che 
è, si può dire, un vero cifrario segreto. Ricordati i lavori italiani 
di R. Levi, Ottolenghi, Filomusi-Guelfì, Tomellini, 1' A. propone 
che ai segni già noti si aggiunga quello desunto dalle figure che 
al dorso della mano descrive il decorso delle vene. 

Osservazioni ripetute autorizzano 1' A. ad ammettere che cia- 
scun uomo qui ha figure assolutamente diverse, un po' afìfini nel- 
r istesso individuo, assolutamente diverse da uomo a uomo. Quindi 
se, per strana accidentalità, la destra o la sinistra d' uno si asso- 
migliassero alla destra od alla sinistra d' un altro, le altre due 
mani dissentirebbero profondamente. Quindi tali configurazioni 
venose delle due mani formano una coppia, che non può trovar 
raffronto nelle omonime d' altro uomo. L' A. crede assai diflficile 
raggruppare queste configurazioni in tipi particolari ; pure ne trat- 
teggia i principali, che subiscono però divergenze immense. Quindi 
la costante diff'erenza individuale viene a costituire il fondamento 
della proposta nuova segnalazione. 

La quale, assieme agli altri già noti, può rinforzare il giu- 
dizio finale di riconoscimento, L'A. anche là dove il Lussana ed il 
Capon avevano intravvisto una certa somiglianza d'indole ereditaria, 
trova invece notevoli e profonde divergenze. Per ciò il rilievo 
grafico, meglio ancora la fotografia, abilmente impiegata, a brac- 
cio pendente oppure a polso stretto da legaccio elastico, può ren- 



DEL 10 -MAGGIO 1908 121 

dero chiarissimo questo segno e perpetuarlo come documento di 
identità ])ersonale. Il (piale segno ha il pregio di esser grossohmo, 
([uindi facilmente ])ercepibile ; di non esser deformabile dall' età, 
dalla malattia, dalla frode. 

L' A. presenta parecchio fotografie in appoggio alla sua pro- 
posta, che addita e raccomanda come un alleato ai metodi in 
onore, lungi da ogni pretesa di impeccabilità o di presuntuosa 
preferibilità. 

y. Crescini, m. e. : Dopo un concerto trohadorko - Remini- 
scenze ed impressioni. — L'A. presenta alcuni appunti sopra 1' e- 
sperimento di esecuzione musicale della poesia de' trovatori pro- 
venzali, eh' ebbe luogo, presso il Circolo Filarmonico ed Artistico 
di Padova, la sera del 13 aprile u. s. Egli riferisce all' Istituto 
intorno al detto esperimento, perchè esso non ebbe alcun leggero 
intento di pubblica festa, ma serio carattere scientifico : non si 
l)uò infatti giudicare a pieno il valore storico della lirica de' tro- 
vatori, prescindendo dalla musica, da cui essa riceveva luce ed 
anima. L' esperimento padovano fu ideato dal Crescini ; ma non 
sarebbe potuto riuscire senza 1' opera competente di Luigi Torri, 
cultore dottissimo della storia della musica. 

G. Biadego, s. e. : Pisanus Pictor. — L' A. in questa Me- 
moria ha lo scopo di rettificare parecchi punti della vita del Pi- 
sano Pisanello che fino ad oggi parevano bene stabiliti. Essa 
aggiunse anche altri dati che chiariscono alcuni periodi della vita 
artistica sui quali s' era finora rimasti all' oscuro. E tutto ciò con 
la scorta di documenti inediti. 

A questo punto il Presidente, in virtù dell' art. 15 del Ee- 
golamento, consente che sia data lettura delle due brevi Comu- 
nicazioni seffuenti : 



"fci" 



A. Da Schio, m. e. : Per una priorifà. — Si rivendica il 
concetto e 1' applicazione dei timoni di profondità all' aeronave 
" Italia „ 1905 contro una Memoria del Comandante Boutiaux 
all' Accademia di Francia, il quale attribuisce come originale que- 
sta importante miglioria all' aerostato " Patrie „ 1906. Si tratta 



122 ADUNANZA ORDINARIA DEL 10 MAGGIO 1908 

che essi timoni dispensano dal gitto di zavorra e limitano alla sola 
provvista di benzina la durata dei viag-gi aerei. 

R. Torelli : frulla linearità delle involuzioni più volte infinite^ 
appartenenti a mia curva algebrica. (Nota presentata dal m. e. 
Vice-presidente Veronese). — L' A. ritrova, con sole considera- i 
zioni di geometria su una curva, il noto teorema dei sigg. Hum- 
bert e Castelnuovo, concernente la linearità delle involuzioni più 
volte infinite, appartenente ad una curva algebrica. 

Terminate le letture, 1' Istituto si raccoglie in adunanza pri- 
vata, nella quale, fra altro, si procede alla nomina del Vicese- 
gretario pel quadriennio 1908-1912. 



Il Presidente 
C. F . FERRARIS 



Il Vicesegretario 

G. OCCIONI-BONAFFONS 



Atti dkl Kkai-k Is'iituto Viìnkto di «gikn/,i<;. m/itkkk kd arti 
Anno accfuU'iiiico IDOT-'JOS - Tonio LXVII - Parte prima. 



ADUNANZA SOLENNE 
DEL 24 MAGGIO 1908 

NELLA SALA DEI PEEGADI DEL PALAZZO DUCALE ALLE OKE 15 



PRESIDENZA DEL M. E. FERRARIS 

PRESIDENTE 



Sono presenti il rappresentante del R. Prefetto, e 1' assessore 
cav. Facci Negrati per il Sindaco, S. E. il primo Presidente 
della R. Corte d' Appello comni. Tivaroni, il sostitnto Procu- 
ratore Generale del Re, il Generale coniin. Coen Comandante 
il Presidio, il capitano di Fregata cav. Fascila rappresentante 
il Comando del III Dipartimento marittimo, il comm. A. Diena 
Presidente del Consiglio Provinciale, altre Autorità civili e 
militari, numeroso eletto uditorio e moltissime signore. 

Vi assistono i membri effettivi : G. Berchet, segretario ; Oc- 
ciONi-BoNAFFONS, vicesegrctario ; Trois, P)ELLATi, P. Spica. 
Martini, Stefani, Galanti, Ricci, Polacco, Vicentini, 
Verson, Brfgi, Bonome, Catellani, Crescini, N. Tamas- 
sia; ed i soci corrispondenti : F. Berchet, Bordiga, G. Spica, 
Flamini, Breda, Malagola, Rossi, Levi-Civita, Giordano. 

Sono giustificati gli assenti mm. ee. : Veronese, vicepresidente ; 
LoRENzoNi, Favaro, Fo&azzaro, Ragnisco, Ciscato, ed 
i ss. ce. : Massalongo, Castelnuovo, Biadego, Zoppi, 
Fradeletto. 



124 ADUNANZA SOLENNE DEL 24 MAGGIO 1908 

Il Presidente invita il Segretario a dar lettura della Ee- 
lazione sui concorsi scientifici scaduti il 31 decembre 1907 e sui 
nuovi temi posti a concorso per gli anni venturi. 

Ultimata la lettura della Relazione, il Presidente invita il m. e. 
Yittorio Polacco a tenere il suo discorso : Le cabale del mondo 
legale. 

Dopo di che 1' adunanza è sciolta. 



Il Presidente 
C. F. FERRARIS 



// Segretario 
Gr. Berchet 



Atti uBt, Reale Istituto Veneto di scienze, lettebe ed arti 
Anno accademico 1907-'J08 - Tonio LXVII - Parte prima. 



RELAZIONE 

LETTA nell'adunanza SOLENNE 24 MAGGIO 1908 DEL R. ISTITUTO 

Veneto di Scienze, Lettere ed Arti 



Breve è la relazione del Segretario, perchè, pur troppo, in 
quest'anno non si potò conferire alcun premio, per i concorsi 
scientifici scaduti al 31 dicembre dell'anno scorso. 

Pel premio di lire 3000 di Fondazione Balhi-Valier aìVifaliano 
che avrà fatto progredire nel biennio 1906-1907 le scienze mediche 
e chirurgiche, sia colla invenzione di qualche istrumento o di qualche 
ritrovato che valga a lenire le umane sofferenze sia pubblicando 
qualche opera di sommo pregio, si presentarono bensì quattro con- 
correnti, ma dalla Commissione esaminatrice dei concorsi, la cui 
relazione, che sarà stampata, venne accolta ed approvata dal 
R. Istituto, nessuno dei concorrenti fu giudicato meritevole del 
premio. 

In fatto, la Memoria di un anonimo, col titolo Influenza dei 
sìioni sull'organismo umano, non sarebbe neppur doglia di essere 
presa in considerazione, perchè l'autore raccoglie in una confusione 
inverosimile fenomeni, per verità, non provocati, tutti né sempre, 
dalla azione dei suoni, ma da cause fisiologiche o patologiche 
diverse, ed espone idee e considerazioni evidentemente errate. 

L'altra Memoria col motto Multa renasrentur qumjam cecidere 
presenta un nuovo metodo conservativo di cura radicale delle 
suppurazioni croniche nel sacco lacrimale ; ma lo scritto, privo 
affatto di critica verso i metodi attuali di cura, ripropone, senza 
corredo di efficaci argomentazioni, sotto il nome di dacricisto- 
rinotomìa una vecchia operazione quasi caduta in disuso. 

Il terzo concorrente presenta invece un istrumento chirurgico 
detto Toracentesio dimostrandone l' utilità con un opuscolo illu- 



126 G. HERCHET 

strativo e con molte lettere di medici che ebbero in prova quell'i- 
strumento o ne fecero aquisto dal concorrente che ne è il fab- 
bricatore. 

Malgrado le buone qualità di questo istrumento, la Commis- 
sione riconobbe che nessun principio nuovo ebbe a presiedere alla 
sua costruzione, e che dal suo uso non può venire aggiunto alcun 
che di nuovo nella terapìa. Posto fra l'antico semplicissimo tubo 
innestato a sifone sulla cannula del trequarti e gli aspiratori più 
perfezionati, il toracentesio trova luogo nell' arsenale strumentale 
chirurgico, ma non fece perciò progredire le scienze mediche e 
chirurgiche ne apportò alcun contributo nuovo nella terapìa delle 
pleuriti. 

Il quarto concorrente, presenta la proposta di uno Stabilimento 
navigabile di igiene e di salubri distrazioni, col nome di Bacintoro; 
ma la Commissione non ritrovò in questa proposta, per quanto ge- 
niale e assistita da voci autorevoli, le condizioni volute dal 
concorso, perchè non si tratta dell' invenzione di uno strumento 
ritrovato che faccia progredire le scienze mediche e chirurgiche 
per lenire le umane sofferenze, ma di un Sanatorio navigabile, 
cioè di una impresa industriale basata sulle ben note proprietà 
dell'aria marina. 

Per tutte queste considerazioni, l'Istituto non avendo potuto 
conferire pel biennio 1906-7 il premio Balbi-Valier, ne riapre il 
concorso pel biennio 1908-1909 sullo stesso argomento e colle 
stesse norme, ma raddoppiandone l'importo e portandolo a L. 6000, 
come è prescritto nelle Tavole di fondazione del benemerito 
testatore. 

Il concorso pel premio, pure di lire 3000, della Fondazione 
Querini Stampalia sul tema : Monof/nifia (jeofisica e hiolocjica dei 
laghi veneti., tipici per altitudine e (jiacitum, andò deserto perchè 
non si presentò alcun concorrente; e quindi viene aperto il con- 
corso per un premio eguale di lire 3000 sopra un altro argomento 
che tende ad illustrare la fiora di quella Laguna veneta che ora 
e oggetto di tanti studi da parte del nostro Istituto, ed ha per 
tema: La vita delle piante superiori nella, laguna di Venezia dal 
punto di vista biologico e geografico, con cenni storici e biblio- 
j^rafici sull'argomento. 

E viene pure quest'anno bandito per la prima volta il con- 



RELAZIONE DEL SEGRETARIO 127 

corso per un premio di lire 3000 della nuova Fondazione Arrigo 
Forti, per uno studio che si riferisca alla Botanica^ scienza che da 
20 anni non era stato oggetto di alcun premio di questo Istituto. 

Per rendere più agevoli i concorsi e più probabile il confe- 
rimento dei premi, il R. Istituto cerca possibilmente di de,^;ignare 
il tema a largo confine, affinchè possano presentarsi più concorrenti, 
svolgendo la propria attività scientifica a quella parte dell' argo- 
mento che è più conforme al loro genio ed ai loro studi parti- 
colari. 

Rimangono pertanto aperti i seguenti Concorsi a premi scien- 
tifici : 

di Fondazione Minich a tutto dicembre 1909: 

premio di Lire 10000: I^orfiar Jinori rontribati allo studio 
della eziologia- del cancro con particolare riguardo alla tra- 
sformazione degli i'pitelj. 

premio di Lire 5000 ; sul tema : Concorrere mediante contri- 
huti originali ad arricchire le attuali conoscenze sidle altera- 
zioni anatomiche dello scheletro durante l'accrescimento, in 
rapporto con la fisiologia e la patologia. 

di Fondazione Querini Stampalia : 

premio di Lire 3000 ; sul tema : Aldo Manuzio il vecchio, con- 
corso aperto a tutto il 1908. 

premio di Lire 3000 : Esposizione critica delle teorie moderne 
sulla costruzione delle leghe metalliche e ricerche sperimentali 
su qualche loro proprietà^ a tutto il 1 909. 

premio di Lire 3000: Storia documeìitata della Laguna Veneta^ 
a tutto il 1910. 

premio di Lire 3000: La vita delle piante superiori nella Li- 
guna di Venezia dal punto di vista biologico e geografico^ 
a tutto il 1911. 

(li Fondazione Cavalli a tutto il 1908: 

premio di Lire 3000; sul tema: I nuovi doveri della società mo- 
derna secondo il rinnovamento dello stato economico^ politico^ 
inorale e sociale delle nazioni civili. 



128 G. BERCHET 

di Fondazione Forti a tutto il 1910. | 

premio di Lire 3000, per uno studio che si riferisca alla Bo- 
tanica^ pubblicato nel triennio 1908-9-10. 

È bandito pure un premio di Lire 6000, di Fondazione Balbi- 
Valier alVitaliano che avrà fatto progredire nel biennio 
1908-1909 le scienze mediche e chirurgiche, sia colla inven- 
zione di qualche istrumento o di qualche ritrovato, che valga 
a lenire le umane sofferenze, sia pubblicando qualche opera | 
di sommo pregio, 

questo premio, fuori concorso, sarà proclamato nell' adunanza 
solenne del 1910. 

Inoltre nell'adunanza solenne dell' anno venturo, secondo le 
norme del Regolamento sui consueti biennali Concorsi industriali 
e relative Esposizioni, saranno assegnati premi d'incoraggiamento 
ai benemeriti delle scienze applicate o delle industrie manifattu- 
riere ed agricole, per bene avviate iniziative e per miglioramenti 
d'importanza nei prodotti. 

Prima di dar termine a questa relazione parmi doveroso un 
breve accenno a due lavori importanti ai quali l'Istituto dedicò 
l'opera sua nell' anno decorso : 

E uscito in luce il secondo volume che forma il tomo HI 
della Relazione della Missione inviata dal R. Isfiftifo nell' Isola di 
Creta per raccogliervi descrivere ed illustrare tutte le memorie 
veneziane che ancora rimangono nell'isola famosa; e in quest'anno 
uscirà anche l'ultimo volume, con un Appendice contenente tutte 
le iscrizioni italiane, latine, greche ed ebraiche, gli stemmi ed 
un Indice generale dei nomi. 

Le Ricerche lagunari iniziate da questo Reale Istituto con 
COSI grande consenso di simpatia, volgono pure alla fine. 

Le esperienze e le osservazioni per stabilire la legge di pro- 
pagazione della marea lungo il litorale e nella laguna di Mala- 
mocco, problema che 1' Istituto si propose di risolvere, si possono 
considerare ultimate col 1907, mentre procedono attivissimi gli 
spogli, i calcoli e gli studi sui copiosi dati raccolti. Già diverse 
relazioni furono pubblicate, e molte altre lo saranno tra breve ad 
illustrare il lavoro poderoso. 



DELAZIONE DEL SEaRETAEIO 129 

Questo Ricercli.p Lagunari non saranno poro abbandonate 
dopo la soluzione di questo problema, che è forse il fondamentale, 
ma non il solo che si affacci per g-iungere alla conoscenza dei feno- 
meni complessi da cui dipende la conservazione della nostra la- 
guna. Il m. e. senatore Nicolò Papadopoli-Aldobrandini, volle, in 
fatto, munificamente destinare la sua pensione accademica di questo 
anno per lo studio del partiacqua tra la laguna di Venezia e quella 
di Malamocco. Il Magistrato alle Acque, questa Istituzione tanto 
desiderata e dalla quale tanto si attende e si spera, proseguirà 
intensamente l' opera nostra, o per accordi intervenuti, furono ad 
esso già consegnati tutti i nostri strumenti e i nostri impianti 
mareografìci, che continueranno a funzionare in modo permanente. 

L' Istituto non nasconde il vivo suo compiacimento per l' o- 
pera compiuta, vedendo il suo esempio seguito da numerosi imi- 
tatori, ed il Governo, la l'rovincia ed il Comune di Venezia ini- 
ziare, per conto loro, studi e ricerche che completano ed integrano, 
con uniformità di metodi e di criteri e formandone un tutto ar- 
monico, le Ricerche iniziate dall' Istituto. Così possiamo aver cer- 
tezza che lo studio razionale dei provvedimenti per la buona 
conservazione della laguna, questo essenziale fra i problemi che 
interessano la nostra città, sarà tra breve un fatto compiuto. 



// m. e. e segretario 
G. Beechet 



Atti dkIì Reale Istituto Veneto di scienze, letteee ed arti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



CONCORSI A PREMIO 



DEL 



R. ISTITUTO VENETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI 



PEOCLAMATI NELl'aDDNANZA SOLENNE DEL 24 MAGGIO 1908 



PREMI DEL R. ISTITUTO 

Articolo 32 dello Statuto appronifn con li. Decreto 24 ìiKtygio 190(1 

L'Istituto staiizierà, di tre in tre anni, nel bilancio la somma di 
L. 1500, per prejui d'incoraggiamento a coloro che giudicherà benemeriti 
delle scienze applicate o delle iiidustri(! niiiiiifatturiere ed agricole, 
per bene avviate iniziative e per niiglioi-amenti d'importanza nei prodotti. 

I membri onoi'ari ed eftVsttivi non possono concorrere ai premi. 

La prossima ag'giudicazioHe si farà nel iiiau'^io 1J)09. 

PREMI DI FONDAZIONE QUERINI STAMPALI A 

Concorso i>f;r l' anno 1908 

Tema prescelto nelV adiiìKiiiza nnìiiìdriu 21 aprile 1901 
riproposto e modificato „ „ 16 „ 1905 

Aldo Manuzio il Vecchio. 

Si desidera un libro che rievochi la vita e V opera di Aldo 
Manuzio il Vecchio, studiato nei suoi multiformi aspetti e in at- 
tinenza alle condizioni della cultura immediatamente anteriore e 



182 CONCORSI A PREMIO 

contemporanea, dimostrando gli incrementi, da lui e dai suoi com- 
pagni, dati alla civiltà del Rinascimento. 

Il concorrente non dovrà quindi curare soltanto quelle ricer- 
che nelle biblioteche e negli archivi che gli permettano di rico- 
struire fedelmente la vita e l'immagine del grande umanista-tipo- 
grafo, specie per il periodo giovanile che è il men noto, ma dovrà 
raccogliere tutti quegli elementi che lo mettano in grado di illu- 
strare le relazioni coi letterati, l'indole, le ricerche e l'opera della 
sua Accademia, la attività dell' umanista e dell' editore. Si mo- 
strino le innovazioni ardite e feconde nei vari campi della filolo- 
gia greca e romana, della letteratura medievale e perfino della 
moderna nella lingua classica e nella volgare per gli scrittori 
profani e per i sacri. 

Per tal modo apparirà l'eflftcacia grande dell'uomo, così lette- 
raria come morale, a spingere e guidare gli studiosi. 

Nella parte bibliografica e sovratutto in quella riguardante 
la rassegna e la descrizione delle stampe aldine, per la quale il 
lavoro preparatorio è già copioso ed utile, l'opera dovrà avere un 
carattere definitivo. 

Delle lettere che Aldo scrisse o che ricevette si avrà a dare 
un indice esatto, cavandone quelle parti che giovano o per la vita 
dell'uomo, o per le dottrine o per le relazioni coi suoi contemporanei. 

Questo libro nuovo diventi dunque il migliore e più dure- 
vole monumento che Venezia grata e orgogliosa, per iniziativa 
del R. Istituto, vorrebbe innalzare nel IT centenario della sua morte 
al grande figliuolo adottivo che tanto accrebbe la gloria della Re- 
pubblica nel periodo più luminoso della Rinascita. 

A conseguir più degnamente l'intento e rendere questo se- 
gno d'onoranza più adeguato all'indole e allo spirito dell'immor- 
tale tipografo, la stampa del lavoro che sarà premiato verrà ese- 
guita in tipi aldini con severa e semplice eleganza. Sarà un sag- 
gio felice, analitico e sintetico, di storia^ di critica e di psicolo- 
gia storica, inspirato a quel senso della bellezza e dell'arte, che 
ebbe in Aldo un interprete nobile ed alto. 

Il concorso rimane aperto fino al 31 dicembie 1908. 
Il premio è di lire 8000. 



DEL R. ISTITUTO VENETC» 133 

Concoeso per l'anni» 1909 
Tema prescelto nelV adunanza ordinaria 20 ina(j(jio IDOf! 

Esposizione critica delle teorie moderne stilla costituzione delle 
le;/ he ìnetalliche e ricerche sperimentali su qualche loro proprietà. 

Il concorso rimane aperto a tutto il 31 dicembre 1909. 
Il premio è di lire 3000. 

Concoeso pke l'anno 1910 
Teina prescelto nell'adunanza ordinaria li aprile 1907 
Storia documentata della Layuna Veneta. 

Il concorrente cercherà di determinare in base a dati storici, 
a testimonianze di cronache e documenti, a tradizioni, a ricordi 
(li ogni natura, alle legg-i venete, alle carte topografiche e nautiche 
delle varie epoche, quali modificazioni abbia subito la laguna 
veneta nella sua estensione, nella sua forma, nel numero e nella 
disposizione degli sbocchi fluviali, e delle foci di laguna, nella 
distribuzione dei canali e delle valli lagunari, e in qualunque 
altro elemento di (pialche importanza topografica ed economica 
dopo r epoca romana. 

Il concorso rimane aperto a tutto il ol (licriiil)ic l'.MO. 
Il premio è di lire 3000. 

CoNCOKSO PER J.'aNNO l'Jll 

'reiiKi prescelto nell'adunanza ordinar ia^ 12 aprile VJOS 

" La vita delle piante superiori nella Laguna di Venezia, dal 
punto di vista, biologico e geografico „ con raccomandazione che il 
lavoro sia preceduto da cenni storico-bibliografici sull'argomento. 

Il concorso rimane aperto fino al 31 dicembi'e UHI. 
Il premio è di lire 3000. 



134 CONCORSI A PRP3MI0 

PREMIO DI FONDAZIONE CAVALLI 

Concorso pkl triknnio l',)i)(j-r.»08 
Tenui prescelto nelV (KÌnìKiiiza oriìimii-iu tO itiniiiiin JIK)(1 

I nuovi doveri della società moderna secondo il riinioramento 
dello slato economico, politico, morale e sociide delle incioiii civili. 

TI concorso rimane aperto a tutto 'M dicembri^ 1008. 
11 premio è di lire 3000. 



PREMIO DI FONDAZIONE BALBI-YALIER 

l)er il prof/resso delle scienze mediche e rhiriirr/iche 

Siirà conferito un premio d' italiane lire 0000 .ili' italiano 
" clic avrà fatto progredire nel hiennio 1908-1909 le scienze me- 
" diche e cJhirurgiche, sia colla invenzione di qualche ìstrumento o 
" di qualche ritrovato, che valga a lenire le umane sofferenze, sia 
'' fììdddicaìido qualche opera di sommo pregio. „ 

Il premio, fuori concorso, sarà proclamato nciradìiiian/.n solenne 
del mio. 

11 concorso rimane aperto a tutto il 31 dicembie HH)'J. 

DISCIPLINE COMUNI AI CONCORSI DI FONDAZIONR QUKRINI STA:\IPALIA 

E DI EONDAZI0NE CAVALLI 

Nazionali e stranieri, eccettuati i membri effettivi del Reale Istituto 
Veneto, sono ammessi al concorso. Le Memorie potranno essei'o scritte 
nello lingue italiana, francese, tedesca ed inglese. Tutte poi dovi-anno es- 
sere presentate, franche di porto, alla Segreteria dell'Istituto medesimo. 

Secondo l'uso, esse porteranno una epigrafe, ripetuta sopra, un vi- 
glietto suggellato, contenente nome, cognome e domicilio delT autore. 



DEL B. ISTITUTO VENETO 135 

Verrà aperto il solo viglioUo della Memoria premiata; e tutti i mano- 
scritti rimarriiiino nell'areliivio del li. Istituto a guarentigia dei proferiti 
giudi/i, con l;i sola facoltà agli autori di farne trarre copia autentica 
dalla Cancelleria dell'Istituto, a loro spese. 11 risultato dei concorsi si 
proclama nell'annua pubblica solenne adunanza dell'Istituto. 

La proprietà delle Memorie premiate resta agli autori, che sono ob- 
bligati a pubblicarle entro il termine <li un anno, previo accordo colla 
Segreteria dell'Istituto per il formato ed i caratteri della stampa, e per la 
successiva obbligatoria consegna di 50 esemplari delle medesime. Nella 
stampa del lavoro premiato, 1' autore ha l'obbligo di premettere la intiera 
relazione della Giunta esaminatrice del R. Istituto. Il danaro del premio 
non potrà conseguirsi, se non dopo aver soddisfatto a queste prescrizioni. 

L'Istituto si mantiene poi il diritto di fare imprimere, a proprie spese, 
(luel numero qualunque di copie, che reputasse conveniente. 



PKEMl DI FONDAZIONE ANGELO MINICH 

Concorsi vkl triennio li»07-tH)i) 
Teina prescelto neW «(/iinanza ordinaria 14 aprile 1!J07 

Concorrere mediante contributi originali ad (rrricchire le attuali 
conoscenze intorno alle alterazioni a.natomiclte dello scheletro du- 
rante r accrci^rimcnto in rapporto con la fisiologia e la patologia. 

Il concorso resta aperto a tutto il 31 dicembre IDOU. 
Il premio è di lire 5000. 

Telila prescelto nell'adunanza ordinaria 19 inaij(jio 1!)07 

Portare nuovi contrihiiti allo studio della, eziologia del cancro 
con particolare riguardo alla trasformazione degli epitelj. 

11 concorso resta aperto a tutto il 31 dicenibi'e 1909. 
Il premio è di lire 10000, 



136 CONCORSI A PREMIO 

DISCIPIilNE EELATIVE A QUESTI PEEMI DI FONDAZIONE MINICH 

Al concorso non potranno partecipare che italiani, e vi sono ammessi 
pure i soci corrispondenti del R. Istituto. 

Le Memorie dovranno essere scritte in lingua italiana. 

Le altre discipline inerenti alle modalità di (luosto concorso sono co- 
muni a quelle dei concorsi di Fondazione Querini e di Fondazione Cavalli. 



PREMIO DI FONDAZIONE ARRIGO FORTI 

A termini degli articoli 4 e 12 dello Statuto approvato col 
R. Decreto 13 Giugno 1907, N. OCLXIY, ò aperto il concorso a 
tutto il 31 Dicembre 1910 ad un premio di lire tremila (3000) 
per incoraggiamento agli studi di Botanica. 

Al concorso sono ammessi i lavori pubblicati dal 1.° Gen- 
naio 1908 al 31 Dicembre 1910 : essi devono pervenire al R. 
Istituto non piìi taidi dell' 8 Gennaio 1911. 

Per norma dei concorrenti si trascrivono qui sotto gli arti- 
coli 2, 3 e 4 dello Statuto, che si applicano al presente concorso 
nei limiti sopraindicati rispetto alla materia ed al tempo. 

« Art. 2. — La Fondazione ha per iscopo di conferire un premio 
« triennale di Lire ;3000 (tremila) per incoraggiamento agli studi di Bo- 
« tanica e di Zoologia, nei loro diversi rami, esclusi gli studi che si ri- 
« feriscono alla Biologia umana. 

« Art. o. — Al premio, che viene pure deliominato « Arrigo Forti », 
« possono concorrere soltanto italiani, anche non regnicoli, i ((uali non 
« appartengano al Reale Istituto V(!neto né come membri efì'ettivi, uè 
« come soci corrispondenti delle Provincie venete. 

« Al concorso sono ammessi soltanto i lavori sulle materie di cui 
« all' art. 2, i quali : 

« (i siano stati pubblicati dal 1." geniuiio deiranno in cui è ban- 
« dito il concorso fino alla data della cliiusura del concorso medesimo, 
« ('III' si (leve fissare al 31 dicembi:e del terzo anno computato a partire 
« dal 1." gennaio anzidetto ; 

« h) che non iil)biano già conseguiti altri lìrcnii in d(^naro, salvo- 



DEL R. ISTITUTO VENETO 137 

« elle appagano rifatti od ampliati così da potersi considerare come 
« nuovi ; 

« e) clic siano sfati spediti in tempo utile a spese del ('onc(irr(Mite. 
« e possibilmente in più esciuiplari, al 11. Istituto, accompagnati dalla 
« domanda di ammissione al concorso. 

« L'essere riuscito vincitore di uno dei concorsi della Fondazione 
« non impedisce alla stessa persona l'ammissione a concorsi successivi, 
« purché volta per volta si presenti con titoli nuovi, nel qual caso però 
« non si considerano tali i lavori già premiati dalla Fondazione in pro- 
« cedenza, tuttoché rifatti o ampliati. 

« Un esemplare di tutte le pubblicazioni presentate al concorso ri- 
« marra di proprietà del R. Istituto quale garanzia del giudizio. 

« X.vt. 4. — Il concorso sarà aperto la prima volta per la Botanica, 
« la seconda volta per la Zoologia, e così di seguito alternativamente 
« per le due materie nello stesso ordine di triennio in tri(>nnio. » 

Il risultato del coiieorso si proclaniorà ncdla pubblica solemie 
adunanza dell'anno 1911. 



AVVERTENZA GENERALE 

Ogni premiato dovrà pagure, sotto forma di trattenuta 
sul premio aggiudicatogli, l'importo della tassa governa- 
tiva <li Ricchezza Mobile (93,15 per mille). 

Venezia, 24 viaggio 1008. 



Il Presùhnte 
C. F. FERRARIS II Segretario 

G. B E R e n E T 



Atti del Rp^alr Istituto Vkneto di scienze,, lettere ed arti 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parto prima. 



RELAZlOxXE DELLA COMMISSIONE 

INCARICATA DI EIPERIRE 
SULLA SCELTA DEL TEMA PER IL CONCORSO SCIENTIFICO A PREMIO DI 

FONDAZIONE QUERINI-STAMPALIA 



I temi proposti dai nostri Colleghi furono soltanto cinque, 
così formulati : 

1) La vita delle jnatitc superiori nella Laguna Veneta dal punto 

di vista biologico e geografico (Saccardo) ; 

2) Studio biologico e fito-geografico delle piante superiori della 

Laguna di Venezia (G. B. De Toni) ; 

3) Studio geografico-hotanico e botanico-storico sulla Laguna Veneta 

e sulV estuario Padano (Forti) ; 

4) Il problerna dell' eredità (Rob. Massalongo) ; 

5) Dimostrare coti nuove- esperienze quale sia V ipotesi die meglio 

spiega la produzione della corrente della pila (T. Martini). 

Quest' ultimo quesito ò certo seducente, ma forse di troppo 
ardua soluzione : in oltre un tema di fisico-chimica, quello sulle 
leghe, è già in corso, e 1' aggiungerne ora un altro può parere 
eccessivo. 

L' argomento precedente " // problema dell' eredità „ sembrò 
alla vostra Commissione troppo vasto ed anche troppo indeter- 
minato. 

Gli altri temi, tutti tre di botanica e molto simili fra loro, 
meritano per più ragioni di attirare la Vostra attenzione. 

Anzitutto, da oltre un ventennio, non vennero da noi posti 
a concorso argomenti riguardanti la botanica ; poi tutti e tre 
quei temi tendono ad illustrare la flora di quella laguna, che ora 
è oggetto di tanti studi da parte del nostro Istituto. 



140 EELAZ. DELLA COMM. PEL TEMA FOND. QUEEINl-STAMPALIA 

E dunque molto opportuno di scegliere in questo campo il 
tema del concorso Querini-Stampalia. 

Uno degli enunciati proposti è più generale, perchè abbrac- 
cia tutto uno studio geografico-botanico e botanico-storico sulla 
laguna venete e sull'estuario Padano. \Ia poiché per i lavori dello 
Zanardini, e dei prof. De Toni e Levi-Morenos è esaurientemente 
conosciuta la flora algologica della laguna, mentre invece molti 
problemi restano tuttora insoluti per quanto concerne le fanero- 
game sia delle barene sia dei fondi lagunari, parve alla Vostra 
Commissione che fosse preferibile di limitare il lavoro allo studio 
delle piante superiori della laguna. 

E dovendo pur scegliere fra i due enunciati dello stesso 
tema, presso che equivalenti, diede la preferenza al primo ; e 
così Vi propone di porre a concorso pel premio della Fondazione 
Querini-Stampalia, il quale scade nel 1911, il tema seguente: 

" La vita delle piante superiori nella Laguna di Venezia dal 
punto di vista biologico e geografico „. 

Per norma dei concorrenti sarà opportuno aggiungere che 
il lavoro dovrebbe essere preceduto da cenni storico-bibliografici 
suir argomento. 



Venezia, 12 Ajìrile 1908. 



F. Trois 

G. Ricci 

M. Hellati, relatore. 



Atti del Reale Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVIl - Parte prima. 



RELAZlOiNE DELLA COMMISSIONE 

PKH l'esame degli ELABORATI 

PRESENTATI AL CONCORSO DI FONDAZIONE BALBI-YALIER 

PEL BIENNIO 1906-1907 



I Membri della Commissione, nominata nell' Adunanza delli 
8 Marzo 1908 dalla Presidenza dell' Istituto, autorizzata dal 
Corpo scientifico, per 1' esame e rapporto dei quattro elaborati 
presentati al Concorso, dopo aver sing-olarmente presa cogni- 
zione dei documenti, si riunirono il g-iorno 30 Marzo per discu- 
tere il valore di quelli, e ad unanimità vennero nelle conclu- 
sioni, che qui riferiamo. 

I 
Al N. 273. 

La prima Memoria presa in esame porta per titolo : " In- 
fluenza dei suoni sulV Organismo umano „. Sarebbe nostro desi- 
derio il tacere su cotale scritto, non degno di essere presentato 
a questo Onorevole Istituto. Ma, dovendo riferirne per darne al- 
meno una qualche idea, noteremo come fin dalla prima sua pro- 
posizione r anoìùmo accoglie in una confusione inverosimile fe- 
nomeni, che reverenza non ci permette qui ripetere dal mano- 
scritto, e per verità non provocati tutti ne sempre dalla azione 
di suoni, ma da cause fisiologiche o patologiche diverse, della 
cui conoscenza non pare famigliare il concorrente. 

Nò meglio si appone egli nel periodo successivo, ove af- 
ferma che " nessuno studio per altro fu fatto e arcirarissime os- 
servazioni furono raccolte sull' influenza, che i suoni possono eser- 
citare suir organismo dell' uomo e degli animali „. Onde quasi 



142 ABLAZIONE DELLA COMMISSIONE 

apparirebbe non aver egli sentito parlare mai degli incantatori 
di serpenti, non essere stato mai in nn teatro od in un circo, 
non aver sentito una marcia militare, non aver avuto sentore 
della influenza della musica non solo sulle condizioni psichiche, 
ma sulle psicosi stesse, quasi che insomma egli fosse vissuto 
fuori dell' umanità ! E vero però che egli ci previene aver per 
abitudine di leggere pochi giornali. Intanto, ci narra ancora che 
" compiuti gli studi superiori, cominciò a darsi a studi suoi par- 
ticolari ,,, lungo i quali venne raccogliendo osservazioni di grande 
ingenuità, o singolari come questa, che una sera, " certo per ef- 
fetto di un carro che si avanzava a qualche distanza, da un mo- 
mento air altro cadde in terra supino e gli si stracciò il calzone 
destro al (jinocchio „. Strana influenza dei suoni sugli indu- 
menti ! 

Dopo tali esempi, non intratterremo certamente l' Istituto 
sulle teorie del concorrente, che dice essere il lampo una per- 
vasione sul corpo di onde sonore che arrivano prima che il tuono 
all' orecchio ; nò su quella che la telegrafia Marconi sia basata 
sulla propagazione dei suoni a grande distanza ; e che sieno i 
suoni a provocare gli attacchi apoplettici od epilettici,... e che è 
più facile ridere a digiuno. 

I frammenti riferiti bastano a dimostrare come non sarebbe 
neppur conveniente il discutere sulla possibilità di premiare que- 
sta cosa. 

II 

AI N. 282. 

Col motto " multa renascentur qtiae Jam cecidere „ viene presen- 
tato un manoscritto so])ra un " Nuovo mefodo conservativo 
di cura radicale delle suppurazioni croniche del sacco lacri- 
male {Dacriocistorinostomia) „ 

II metodo operativo si basa sulla resezione della parete in- 
terna del sacco lacrimale, dello scheletro nasale corrispondente 
(branca montante del mascellare superiore), di segmento del turbi- 
nato, e della mucosa nasale sottostante. 

Scrive un rinoiatra, il quale vuole '' romperla con certe tra- 



PER l'esame fondazione BALBl-VALIEE 143 

dizioni che hanno ormai fatto il loro tempo, e coltivare contem- 
poraneamente e con criteri moderni ambedue i campi limitrofi „. 

l*er intanto, dopo esposti richiami anatomici della regione, pas- 
sando alla patologia delle dacriocistiti, dice che finora non si 
hanno in proposito se non induzioni più o meno probabili e ve- 
rosimili, e per parte sua, le ritiene frequentemente propagate da 
etmoiditi anteriori, e mantenute per il ristagno di liquidi settici, 
che egli perciò vuole fognare verso il naso. 

A vero dire, gli oculisti avevano già riconosciuto da tempo 
come vi sieno dacriocistiti secondarie a lesioni dello scheletro na- 
sale, e come per converso vi sieno lesioni scheletriche propagate 
all' osso dalla dacriocistite. Riconobbero anche come nei due 
casi la guarigione si ottiene soltanto dopo la resezione dell' osso 
alterato, resezione che può condurre alla formazione di una fistola 
lacrinuile interna, verso il naso, cosi come ad essa può condurre 
la evoluzione spontanea stessa del processo patologico. 

Passando alla parte operativa, il concorrente non dimostra 
avere presenti accorgimenti, che per l'oculista sono banali: per 
esempio, nella ricerca del sacco lacrimale, egli non parla della 
possibilità di accedervi cateterizzando un punto lacrimale. Non 
vuole poi che la sua operazione sia confusa colla antichissima 
perforazione dell' osso unguis, che egli lascierebbe credere essere 
la sola operazione del genere finora tentata. Invece il tramezzo 
osseo fu perforato non solo dal sacco verso il naso, ma ancora 
spingendo un trequarti dal naso verso il sacco. Non solo, ma si 
fece comunicare il sacco lacrimale col seno mascellare, secondo 
il Laugier, mentre il Saint-Yves procedeva alla formazione di un 
nuovo canale resecando la branca montante del mascellar supe- 
riore, sulla quale appunto porta lo scarpello il concorrente. Così 
infatti molte cose rinascono, che già caddero. Senonchè, nella 
cura delle dacriocistiti, il metodo delle comunicazioni artificiali 
tra sacco lacrimale e cavità nasali non si mantenne, perchè non 
si mantennero le comunicazioni stesse, neoformate. Ne allora, ne 
colla recente proposta, troviamo che si riuniscano con cucitura i 
labbri cruenti delle mucose poste di fronte : ed allora avviene 
lentamente, talora dopo anni, che 1' osso a poco a poco si ripro- 
duce, che la continuità delle mucose si ristabilisce, e che la fi- 
stola si obblitera. Non si può pertanto paragonare la dacrioci- 



144 RELAZIONE DELLA COMMISSIONE 

storinostoiiiia, praticata colla tecnica vecchia e colla attuale, alle 
vere enterostomie che hanno ormai trovato lor posto in chi- 
rurgia. 

Ed infatti, su 33 operati dal concorrente, ci si riferisce che 
18 sono guariti, che 13 hanno epifora all' aperto o sotto 1' azione 
del vento come si nota dopo la comune distruzione del sacco la- 
crimale, e che due sono immutati. Il che potrebbe significare che 
mentre in alcuni operati la nuova canalizzazione finora si man- 
tiene, oppure il canale nasale si è rifatto pervio, in altri 1' obbli- 
terazione del sacco ha finito col prodursi, come si produce coi 
metodi intesi ad ottenerla più direttamente. D' altra parte 1' A. 
stesso nota verso il fine del suo scritto, che altri promette di 
guarire tutte le dacriocistiti col massaggio e colla aspirazione 
pneumatica orale, per cui di molto si ridurrebbe il campo aperto 
agli interventi più aggressivi. 

Trova ancora 1' A. che tra la sua operazione e la distruzione 
del sacco vi ha l' abisso del contrasto tra distruzione e conserva- 
zione. Non ricorderemo che sulle rovine dei metodi intesi ad 
aprire nuove vie verso il naso sorse pure un tempo la distruzione 
del sacco, quando il cateterismo non era possibile, in nome esso 
pure della chirurgia conservatrice. Ma dobbiamo però osservare 
come r A., mentre rimprovera gli oculisti che osano toccare i 
condottini lacrimali, " fabbricati e congegnati da natura a funzio- 
nalità ben determinata „ , non si domanda poi se non sia altret- 
tanto lesa la funzionalità di deflusso, quando egli sostituisce am- 
pia comunicazione nel naso alla " speciale situazione dello sbocco 
del canale nasale nel meato inferiore, cui natura seppe trovare il 
cantuccino più meticolosamente segregato, riparato e difeso, che 
potesse esistere „. È vero che egli teme che uno sternuto possa 
nei primi giorni scollare il suo lembo, se non è convenientemente 
compresso dalla medicazione, ma non ci dice perchè non possa 
nell' atto di soffiarsi il naso passar mai aria dall' ampia apertura 
nasale entro a quei condottini lacrimali, che ei vuole gli oculisti 
abbiamo per inviolabili. 

Concludendo, lo scritto attuale, povero di critica v(m-so i me- 
todi di cura delle dacriocistiti, che i moderni oculisti ritejigono 
preferil)ili alla creazione di nuove vie di comunicazione tra sacco 
e cavità nasale, si ripropone invece sotto il nome di (ì<(criocisto- 



PER l'esame fondazione balbi-valier 145 

' rinostomia, ringiovanita una vecchia operazione quasi caduta in 
disuso. 

Ma poiché, malgrado qualche miglioramento tecnico, non si 
può trovare in cotale operazione un concetto od un indirizzo 
nuovo, e non risulta che nuovo impulso ne venga alla scienza, 
ne che ne abbiamo più sicuro lenimento lo umane sofferenze, la 
Commissione non ritiene dover proporre questo lavoro per il pre- 
mio Balbi - Yalier. 



HI 

Al N. 283. 

TI Sig. Yaleggia, fabbricante di strumenti chirurgici, presenta 
" Il Toracentesù), nuovo apparecchio per eseguire la toracen- 
tesi in modo razionale e per far la lavatura delle cavità „. 

L' apparecchio è proposto e descritto dal Dott. Cavezzali, nel 
fase. 11, sezione Pratica, del giornale il Foliclìn/co, 1906. Copia 
della Memoria è ancora aggiunta, manoscritta. 

Consta Tapparecchio di un recipiente di veti'o con due tubu- 
lature connesse una alla cannula del trequarti e l' altra ad un 
tubo di deflusso. Una palla di gomma elastica innestata sul reci- 
piente serve a cacciarne via in parte l'aria, lasciandovela rarefatta 
dopo che si sono chiusi i rubinetti sulle tubulature ed abbandonata 
infine la pressione sulla palla. Innestato il trequarti, aperto il rubi- 
netto corrispondente, il liquido dal torace defluisce nel recipiente 
di vetro, dal (juale in seguito, aperto ancora il rubinetto sul tubo 
emissario, si scarica secondo le leggi dei tubi a sifone. 

Afferma il Cavezzali che nessun strumento finora, (all'infuori 
dell' apparecchio Riva) è capace di togliere un essudato pleurico 
senza pericolo o danno per 1' ammalato : premessa alla quale non 
possiamo sottoscrivere. 

Dice che l' apparecchio del Potain può togliere più liquido 
del necessario, e che, di più, esso non può servire bene per la 
lavatura. Alla quale affermazione subito opponiamo che se 1' ap- 
parecchio ha da lavare in seguito, dovrà pur aver estratto tutto 
il liquido e non può quindi toglierne troppo. Però il Cavezzali 



146 EELAZIONE DELLA COMMISSIONE 

afferma che non si deve mai estrarre liquido dopo che si è otte-" 
mito una decompressione endotoracica da ridurre la tensione eguale 
alla nonna per non far correre al malato il pericolo di una 
emoftoe o di un edema polmonare, — prevenzione questa, se 
presa così in modo assoluto, che non permetterebbe di sperare 
un vuotamento completo della cavità, e la reintegrazione del pol- 
mone alla capacità normale. 

Se questo fu schiacciato in modo anormale, ed ha perduto 
per la diuturna compressione la sua elasticità normale, bisogna 
che una decompressione maggiore della norma venga a cimentarne 
la elasticità, se si vuole ridurlo alle condizioni di prima. Ag- 
giunge poi il Cavezzali essere ottimo, ma non pratico per il 
uiedico, r istrumento del Riva, nel quale però egli loda i vantaggi 
della forza aspirante, ottenuta per mezzo di una caduta d'acqua, 
invece che con uno stantuffo. 11 caucciù di questo, dice il Cavez- 
zali, si può essiccare, proprio come succede tante volte nelle 
comuni siringhe di Pravaz, — le quali non sono perciò, a parer 
nostro, ancora da bandire dall' uso, come non lo sono tutti gli 
altri strumenti che " o per colpa del costruttore „, o p(>r deterio- 
ramento, o per incuria, si possono guastare. Ed, a buon conto, 
anche la ])aUa del toracentesio, può, come il caucciù degli stan- 
tuffi, guastarsi o perdere la sua elasticità. 

A questo punto, il C. descrive il toracentesio costrutto dal 
Valeggia, senza stantuffo, e " basato^ come il Puta'ni, sulla rare- 
fazione dell' aria di un piccolo recipiente „. Fatto in questo un 
vuoto relativo, inserito il tre(iuarti ed aperti gli appositi rubinetti, 
il liquido pleurico vi penetra fino ad equilibrio di pressione. Al- 
lora per le raccolte piccole, si può ripetere V aspirazione^ mentre 
per le grandi il deflusso continua, se si lascia cadere sotto il 
piano del recipiente un tubo di scarico, per la lunghezza di 30 
centimetri. Nota poi che si può secondo le circostanze, sia arre- 
stare il deflusso, sia accelerarlo od aumentare la aspirazione; cose 
queste che per verità già si ottenevano sia (juasi automaticamente 
coir antico sifone, variando il livello della bocca di caduta del 
li(piido, e sia attivamente colle varie maniere di aspiratori di uso 
corrente. 

Non possiamo poi concedere che risulti evidente a favore 
del toracentesio la possibilità di un intervento ^>/-ecof'e per resti- 



PER l'esame fondazione IIALBI-VALIER 147 

tuive sacco pleurico e polmone alle quasi fisiologiche condizioni. 
Lo stosso effetto si ottiene con qualsiasi aspiratore. 

Meno ancora possiamo seguire il Cavezzali ne' suoi consigli 
(li lavare la pleura non solo con acqua bollita (egli non parla 
di soluzione fisiologica), ma ancora con sublimato corrosivo dal 
0,50 al tre per mille (!), a 38». Tale operazione egli vuole sia 
" lunga e lenta „. Onde vengono a sommarsi tutte le condi- 
zioni perchè una grave e forse mortale intossicazione si possa 
produrre. E pertanto appare come, dominato dal timore di un 
pericolo fisico, talora ipotetico, perda di vista l' A. la gravità 
di un reale pericolo chimico, contro al quale la pleura non si 
può prevedere immune per la semplice esistenza di lesioni infiam- 
matorie. 

Ne si limita il C. a raccomandare il suo strumento per vo- 
tare il torace, ma ancora vuole estenderne l' uso alla aspirazione 
delle raccolte dello addome e del pericardio ; non solo : ma con 
una predilezione, di cui invero non si sentiva il bisogno, vuole 
perfino farlo servire alla cura dell'idrocele ed alle lavande vesci- 
cali. Egli vorrebbe insomma qui far ripetere al suo strumento il 
cammino inverso, nelle sue molteplici applicazioni, invocato sul 
finire del XVIII secolo dal Cellaj per la sua (mtlia, la quale, 
fabbricata alla scopo di svotare la vescica da liquidi densi; doveva- 
pur raggiungere lo stesso scopo nella aspirazione delle raccolte di 
qualsiasi cavità. 

E mentre il C. vuole estendere 1' uso del suo apparecchio 
alla lavatura della vescica, non sarà fuori di luogo il ricordare 
come il suo sistema aspirante della palla di gonniia coli' unito 
recipiente di vetro si ricalca su quello del ben noto evacuatore 
del Bigelow per la litolapassi. 

Potremo anzi ricercarne assai più remote le origini, poiché 
il Fallopio vide presso alcuni empirici " un istrumento chiamato 
finirò, la cui figura era come una palla incavata in modo che 
essa cavità potea capire una libbra di liquore ; od in questa palla 
erano due cannelle, una da una parto assai lunga e 1' altra dal- 
l' altra parte, ma più breve „. E tale istrumento si usava appunto 
per estrarre la materia contenuta nel petto. 

All'opuscolo illustrativo del toracentesio, scritto dal Cavezzali, 
troviamo aggiunto una sessantina di lettere o viglietti di medici 



148 EEL AZIONE BELLA COMMISSIONE 

che ebbero in prova V apparecchio o lo acquistarono dal fabbri- 
cante. 

Il Ministero della Marina Francese, in seguito a prove fatte 
nello spedale di Brest, dichiara autorizzarne V uso negli ospedali 
marittimi. 11 Gatti trova che (juesto è destinato a sostituire ogni 
altro ajjparecchio del genere. Lo Achard, nell'atto di ringraziare, 
dice che fu pubblicata una piccola nota nei Bollettini della So- 
cietà degli Ospedali. Tale nota, riferita anche nella Clinica In- 
fantile (che abbiamo sott' occhio tra gli altri documenti) conclude 
col trovare V apparecchio semplice e pratico. 

Il Direttore della infermeria militare di Modena lo adoperò 
una volta ed osservò infatti che " cessò di funzionare appena il 
paziente cominciava a presentare (jualche sintomo di intolleranza „ : 
intelligenza automatica che siamo soliti invece esercitare attiva- 
mente, quando adoperiamo i comuni aspiratori. 

Le altre lettere sono firmate da medici, dei quali alcuni con- 
fermano aver acquistato 1' apparecchio, convinti che sarà loro 
utile quando si presenterà l' occasione di adoperarlo ; mentre gli 
altri se ne valsero una o più volte, con soddisfazione^ 

Anzi, il dottor Papi dice che all' infuori di un po' di tosse 
provocata nel malato, eseguì molto più perfettamente, che col 
Potain, r aspirazione. Il che non era nelle intenzioni del C, il 
quale rimprovera agli altri aspiratori di esser troppo attivi, fino 
a provocare appunto la tosse. 

Ccmplessivamente intanto, tutti codesti medici trovano l' ap- 
parecchio commendevole perchè sterilizzabile, a buon mercato, e 
di facile uso anche per un medico isolato. 

Tali qualità non valgono però a conferire al toracentesio una 
posizione singolare tra gli strumenti aflfini : nessun principio nuovo 
ebbe a presiedere alla sua costruzione, uè dal suo uso può ve- 
nire aggiunto alcunché di nuovo nella terapia. Posto tra l' antico 
semplicissimo tubo innestato a sifone sulla cannula del trequarti, 
e gli aspiratori più perfezionati, il toracentesio trova suo posto 
neir arsenale i strumentale chirurgico, ma ?ì,on fece perciò progre- 
dire le scienze mediche e cìiirur<jiche^ nò apportò alcun momento 
nuovo nella terapia delle pleuriti. 

Crediamo anzi che colui, che volesse sottoscrivere a tutte le 
cose dette dal Cavezzali nella sua Memoria, né volesse dipartirsi 



PER l'esame fondazione BALBI- VALIER 149 

dall' uso del toracentesio nella pratica della evacuazione delle 
raccolte toraciche, si troverebbe mono bene provvisto, di quanto 
non lo sia chi sa scegliere tra i metodi e gli strumenti di uso 
corrente, secondo le indicazioni dei singoli casi. 

Perciò la Commissione non ravvisa nel toracentesio Cavezzali - 
Valeggia la invenzione d' uno strumento destinato a portare con- 
tributo nuovo all' arte del lenire le umane sofferenze e pertanto 
degno di essere premiato col Premio Balbi - Y.alier. 



IV 

AI N. 284 

Un quarto lavoro, inviato per concorrere al premio, è rappre- 
sentato dalla proposta di uno " stahilimenfo navigabile d' igiene 
e salubri distrazioni, detto Bucintoro „. Quantunque venga pre- 
sentato sotto l'appellativo di " strumento „ , dovrebbe trattarsi di 
una nave, o " sanatorio navigabile „ destinato ad albergare un 
migliaio di persone, raccolte tra gli stanchi della vita e gli esau- 
riti. E non appare come i viaggi di questa gente stanca possano 
valere a far progredire le scienze mediche. 

D' altra parte invenzione di strumento o ritrovato atto a le- 
nire le umane sofferenze non è, poiché trattasi di una idea di 
impresa industriale, fondata sulle ben note proprietà dell' aria 
marina. 

Per tali ragioni non troviamo che questo progetto presenti 
le condizioni richieste per essere preso in considerazione pel 
concorso al premio di fondazione Balbi - Yalier. 






Nel riassumere i giudizi emessi dalla Commissione in seguito 
allo esame ed alla discussione degli elaborati dei singoli concor- 
renti, risulta quindi che a mente della Commissione stessa, nes- 
suno dei concorrenti è meritevole del premio di concorso Balbi - 
Valier, poiché nessuno di essi appare, — secondo prescrivono le 
condizioni del concorso stesso — " aver fatto progredire nel bien- 



150 



RELAZIONE DELLA COMMISSIONE 



Ilio 1906-1907 le scienze mediche e chirurgiche, sia colla inven- 
zione di qualche istrumento o di qualche ritrovato, che valga a 
lenire le umane sofiFerenzC; sia pubblicando qualche opera di 
sommo pregio „. 



12 aprile 1908. 



A. Stefani 

E. Bassini 

D. Giordano relatore. 



«l 



Atti bkl Reale Istituto Veneto di sciknze, IjKttebe ed arti. 
Anno accadoniico 1907-908 - Tomo LXVH - Parte prima. 



PEll UNA PIÙ OR ITA 

(Adunanza del 10 Mayyio lOOS) 



Venezia li 10 Maggio 1908. 
Illustri colleyhi^ 

Nella seduta del 6 di Aprile teste decorso all' Accademia 
delle Scienze di Francia il sig. Deslandres presentò una Nota del 
(Joniandante l)outtieaux(') sulle condizioni di servibilità dei palloni 
dirigibili attuali, e in particolare sulla utilità dei timoni di pro- 
fondità. 

In essa nota il Coni. Bouttieaux narra come 1' equilibrio 
instabile dei palloni ordinari lun<^o la verticale, al quale finora non 
si potò rimediare che con il getto brutale del gaz e della zavorra, 
si compensasse ora nei palloni dirigibili, mediante i piani gire- 
voli ad asse orizzontale, o timoni di profondità. E come fossero 
felicemente applicati nel 1906 al pallone " Patrie „ e nel 11)07 
alla " Ville de Paris „, coi quali aerostati si poterono percorrere 
tratte ben più lunghe senza prender terra che non nei precedenti 
tragitti aerei, e precisamente dai 100 prima ai 260 chilometri poi. 

In questa Nota lo studio e 1' applicazione dell' importante 
aggiunta al veicolo aereo vi sono esposti come cosa francese. 

Egli è per questo, onorevoli colleghi, che io mi sono per- 
messo di chiedervi la parola fuori dell' ordine del giorno. Parmi 
sia prezzo dell' opera di rivendicare, davanti ad un corpo scienti- 
fico altrettanto autorevole dell'Accademia di Francia, la priorità 



(1) Chef de l' Etablissement Central de 1' Acrostation militaire, de 
Clialais-Meudon. 



1^0-151 A. DA SCHIO (2) 

italiana della suddetta sostituzione dinamica ai comuni mezzi 
statici. Sino dall' Agosto 1897 io ho immaginato e studiato i ti- 
moni di profondità. Riporto le prime righe in argomento contenute 
in un mio zibaldone : " Farmi idea felicissima quella di disporre 
a poppa e a prua della navicella due piani girevoli intorno ad 
un asse orizzontale e ad inclinazioni variabili ad arbitrio „. Segue 
poi il calcolo della spinta che produrrebbero nella verticale e 
dell' angolo di massimo effetto utile. 

In una mia pubblicazione del Febbraio 181)9 intitolata Per 
la prima aeronave io descrivo il veicolo aereo, pesante come 
r aria, il quale si levi da terra per la reazione dell' aria sotto 
ai due aeropiani inclinati, e mediante essi poi abbia il dominio 
completo della verticale, salendo, scendendo, atterrando, senza 
gitto di gaz di zavorra. 

E queste disposizioni venni via via sviluppando nelle suc- 
cessive pubblicazioni fino alle esperienze decisive del Giugno e 
Luglio 1905. 

In queste faceva da pilota il tenente del Genio (Jav. Ettore 
Cianetti il quale nel Bollettino della Società Aeronautica Italiana 
N. 7, 8, 9,1905, riferendo su quelle ascensioni, scrive: Gli aero- 
piani mobili sono efficaci : se paralleli all' asse della navicella, a 
conferire all' areostato una certa inerzia longitudinale che con- 
corre a diminuire il movimento di beccheggio ; se inclinati, a for- 
nire una forza ascensionale fittizia positiva o negativa, secondo il 
senso della loro inclinazione e sempre funzione dell' angolo di in- 
clinazione e della velocità di propulsione. Durante le prove ese- 
guite è stata provata la efificacia di -questi organi specialmente per 
ottenere variazioni di quota, superare ostacoli, staccare il cavo da 
terra e adagiarlo nuovamente „. 

Delle mie pubblicazioni e dello novità nella aeronave " TUtlia „ 
fu parlato e con benevolenza anche nei periodici francesi, ma tanto 
poco invidiandole, che per un giudizio definitivo ne aspettavano 
la dimostrazione sperimentale, anche dopo la suddescritta del 1905. 

'^eW Aérophile dell' Aprile 1905 si dice dei deux aéroplanes 
qui dans la pensée de Vinventeur consfifiient le partie la plus im- 
portante du systeme... une fois le ballon en route les aéroplanes.., 
seront utilisés ponr la direction sur la verticale. 

Nella Nature del 20 Gennaio 1906 il Colonnello Espitallier, 



(3) PEK UNA PEIOKITÀ 152 /S^ 

insigne autorità in argomento, scriveva : Toutes ces disposifions soni 
[xirfaitement rationelles et il ne reste plus qu'a attendre la san- 
ction de V expérience... Ou ne saurait méconnattre les merites réel- 
les de cette fentative. 

E nella Conquéte de l' air del Gap. Sazerac de Forge, il cui 
manoscritto era stato prima riveduto dal signor JuIIiot ingegnere 
dei Lebaudij, Paris 1907 : En dessous deux plans iuclinés a in- 
clinaison variable Jouent un róle d'aéroplane. Une fois le ballon 
en marche e' est grace a ces plans qiie V inventenr espère modifier 
ou conserver sa situation en altitude. 

Nel volume : ///'' Congrés international d' ae'ronautique Milan 
22-^8 Ottobre 1906, Paris Jiinod 1907, alla pag. 86 e' è una estesa 
Note sur le dirigeable " Italia „ forse dello stesso Com. Bouttieaux, 
nella quale tra le qualità caratteristiche dell' aeronave si dice che 
elle monte ou descend sans jet de test ou làchage de gaz, par le 
seni effet de l'action de l'air sur les plans a inclinaison cariable. 

E a pag. 74 il cap. Voyer parlando dell' equilibre dans les 
dirigeables cita, per avere introdotto la sopradetta disposizione, 
soltanto la " Italia „. 

Dunque è dimostrato con le stesse testimonianze francesi che 
i primi a pensare e ad applicare i timoni di profondità siamo stati 
noi con l'aeronave " Italia „. Certamente non fu apposta se illu- 
stre Com. Bouttieaux non ne fece menzione nella Nota all' Acca- 
demia delle Scienze, e se affermò che le procede de siistentation 
dinamique, mercè il (piale l<( dnn'e possible des ascensions ne de- 
pcììd plus guère que de l' approvisiunemcnt de V essence sia stato 
Inauguré avcc le dirigeable " Patrie „. Fu invece inaugurato dal- 
l'aeronave " Italia „. 



Almerico da Schio. 



Atti deIj rkaIjK Istituto Vknkto di soiknzk, lettere kd arti 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE 



DISCORSO 

Letto nell' Adunanza Solenne 

DEL R. Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti il 24 Maggio 1908 

IN Palazzo Ducale (Sala dei Pregadi) 

DAL PEOF. VITTORIO POLACCO, m. e. 



llkistri Colleghi, Signore e Signori, 

La solennità dell'ora e la maestà del luogo danno sgomento 
anche ai più valorosi se chiamati alla prova di questa annuale 
orazione. Ma a chi, per la natura degli studi suoi, dai quali è 
prudenza non dipartirsi, debba qui discorrere o d'arte o di leggi, 
par si raddoppi, con la difficoltà del soggetto, la ragione del tre- 
pidare, quasi a sopraffare la voce sua echeggino da ogni parte, 
con imponenza paurosa, le voci che per secoli inneggiarono qui 
dentro alla sovrana armonia del bello e del giusto. Sacerdote del 
Diritto, io sento fra queste pareti, di tele e d'ori superbe, la pre- 
senza del Nume, come il fedele nel tempio che la fantasia più 
gli accenda e più gli tocchi il cuore per copia di mistici ricordi 
e di preziose reliquie. Partirono di qui, come i savi accorgimenti 
di una politica trionfatrice d'ogni esterna inimicizia, così le nor- 
me di una legislazione interna accomodata (lo dirò con Daniele 
Manin) ai tempi, ai bisogni, ai costumi del popolo e del paese, 
retta in generale da uno spirito costante di giustizia, di equità, 



156 V. POLACCO 

di sollecitudine quasi paterna. Di che, continua egli, il popolo 
si mostrava persuaso ed amava le sue leggi e i suoi magistrati 
e il suo governo. Il reverente amore del popolo per la Repub- 
blica, che, caduta, chiamava col dolce nome di nostra cara mare, 
è in gran parte spiegato, conclude il Manin, dalla bontà della 
legislazione e dalla retta amministrazione della giustizia (1). 

Dura forse tuttora siffatto idillio ? non è ben altro l'attes:- 
giamento odierno della Nazione verso gli autori, gli interpreti, i 
ministri delle sue leggi ? 

Certo poche età come la nostra videro tanta febbre di lavoro 
rivolto a innestare sul vecchio tronco giuridico provvedimenti nuovi 
perchè il Diritto armonizzi con le condizioni sociali profondamente 
mutate. I Parlamenti sono fonti a getto continuo : incessante da 
ogni parte la domanda di leggi, affannosa nei reggitori la cura 
di soddisfarla. E tuttavia, lunge dal crescere, è generalmente sce- 
mato, come il principio di autorità, così il rispetto alla legge. Se 
ne diffida dopo averla invocata, la si sprezza come arnese inutile 
peggio dopo aver creduto alla sua onnipotenza e forse proprio 
a cagione di tale aprioristica fede, che porta in sé il germe di 
delusioni amarissime. La legislazione s'è fatta pletorica, ma, come 
altra cosa è oprar molto ed altra oprar bene, avviene non di rado 
che si scontentino a un tempo e i favoriti e i diseredati dalla 
fortuna, quelli costretti a lasciare ogni tanto nell'ingranaggio le- 
gislativo qualche brandello, questi anelanti non a semplici spen- 
nacchiature, ma a tarpare addirittura le ali all' aquila rapace ed 
invisa. 

Di qui la legge guardata in generale non più con affetto ma 
con sospetto, mentre d'altro canto essa stessa al sospetto in buona 
parte si inspira, o tema le fraudolente rappresaglie dei vinti nel 
conflitto che si è affannata a risolvere, o diffidi degli stessi or- 
gani del congegno amministrativo, cresciuti di numero e di attri- 
buzioni con l'allargarsi delle funzioni di Stato. 

Cade frattanto un'altra illusione sorta col dogma della sovra- 
nità popolare, la illusione di un Diritto semplice, piano e alla 
portata di tutti, come dei bisogni di tutti ha da essere indice e 
regola, della volontà di tutti emanazione almeno indiretta. Dalla 
farraginosa produzione della macchina parlamentare non uscirà 
l'attesa formula legislativa, tutta sobrietà e limpidezza, che ognuno 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCOESO 157 

impara e ritiene a memoria come si può far del Decalogo, ma 
un arruffio di norme tra cui lo stesso giurista di professione fa- 
tica ad orientarsi, non il sognato ritorno ad una giustizia patriar- 
cale da potersi amministrare sotto la proverbiale quercia, ma un 
intricato viluppo di giurisdizioni e di procedure. Ed ecco intanto 
risorgere e farsi più acri le secolari invettive contro le oscurità, 
le ambagi, i tranelli delle leggi, più pungenti gli strali contro il 
mondo dei legisti, presi con questa parola in un fascio quanti al 
Diritto positivo intendono o dalla cattedra o dall' arringo forense 
dallo scanno del magistrato. Tutti li investe la sentenza, diffusa 
non tra il volgo soltanto, che li proclama maestri di sottigliezze e 
depositari di arcane cabale inaccessibili e insidiose ai profani (2). 
Tanto che un geniale scrittore, il Kantorowicz, nello scendere, non 
ha guari, in lizza contro vieti sistemi per dischiudere alla Giuris- 
prudenza più larghi orizzonti, volle prendere il nome di Gneo 
Flavio, a indicare ch'egli imitava il tribuno di Roma che svelò 
al popolo i segreti delle legis actiones custoditi sino allora gelo- 
samente dalla casta chiusa dei pontefici (3). Dirò più innanzi della 
sellala del Diritto libero, che ha nel Kantorowicz il più ardito fra 
i suoi antesignani e che cerca al male riparo nello sciogliere 
quanto è più possibile la briglia all' interpretazione dottrinale e 
giudiziale della legge. Ma non è priva tutt'oggi di adepti la op- 
posta tendenza, rappresentata già nel suo più alto grado da un ar- 
guto abruzzese, Melchiorre Delfico, che sino dalla fine del secolo 
XYIII proclamava d'ogni colpa responsabili, non la legge, ma i 
giureperiti. In un libro ora quasi ignorato dette egli fiera batta- 
glia al Diritto di Roma, non esitando a qualificare i giureperiti 
flagello delle leggi, la giurisprudenza il fatale retaggio che Roma 
ci lasciò e di cui i secoli hanno multiplicate le specie. le leggi 
son buone e non devono aver Insogno di interpreti, o di interpreta- 
zione abbisognano per manifestarne più chiaro il senso se mai fosse 
dubbioso e ciò apparterrà alla stessa autorità legislativa, non mai 
ad uomini privati, e fatta la cosa una volta dovrebbe essere suffi- 
ciente per sempre (4). Il feticismo della legge dunque, in odio alla 
dottrina giuridica, come contrapposto al feticismo per la dottrina 
giuridica e per la libertà del giudice, soverchianti, se occorre, la 
legge scritta. Esagerazione da una parte, esagerazione dall'altra. 
Sono nella legge alcuna volta le cabale e apprezzabili sino a un 



158 V. POLACCO 

certo punto gli sforzi dei giuristi per attenuarne il danno, altre volte 
sono essi veramente che di ragnatelle avviluppano chiari testi di 
legge per l'abito del sottilizzare diventato una seconda natura ; 
ma è pur debito il riconoscere che talora non ricorre ne l'una cosa 
ne l'altra, bensì un preconcetto volgare che scambia per cavilli 
di artificiosa creazione necessità imprescindibili di tecnica giuri- 
dica. Mettiamo dunque un pochino le cose a lor posto, riguardan- 
dole sotto questo triplice aspetto. 

* 
* * 

A chi non è avvenuto, nello svolgimento della sua attività, 
di urtare, prima o poi, contro quella muraglia insuperabile che è 
costituita da tutto un intreccio di forme prescritte sotto pena di 
nullità, di termini assolutamente perentori, di presunzioni legali 
che non ammettono prova in contrario ? Frequente in simili casi è 
il lamento contro la tirannica sofisticheria della legge e la voce 
dell'interessato suscita alcune volte larga eco di pietà tutto in- 
torno. E la famiglia di un funzionario che rimane sul lastrico 
perch'egli è morto proprio in sul limitare del diritto a pensione, 
è l'atto civile di persona giunta a piena maturità di senno che 
si annulla tuttavia perchè precedette di poche ore il compiersi 
del ventunesimo anno, quasiché lo scoccare di quel momento avesse 
virtù di trasfigurarla ad un tratto, sono ricorsi giudiziali inesora- 
bilmente respinti perchè prodotti con lieve mora, è l'ultima volontà 
di un morente ridotta al nulla, dietro istanza e a tutto profitto 
di congiunti che a lui furono in vita peggio che estranei, sol per- 
chè il notaio che la raccolse trascurò una formalità in apparenza 
pedantesca, è, per finire, una domanda legittima che si infrange 
contro la prescrizione trentennale o contro l'autorità di una sentenza 
trascorsa in giudicato, che ha per se tal presunzione di verità da 
poter fare, diceano i vecchi Dottori, de albo nigrum et de nigro 
album. E potrei centuplicare gli esempi. Nei quali tutti però, se 
il caso singolo può per avventura provocare un moto subitaneo 
di ribellione pietosa, la norma nella sua generalità s'ha a ricono- 
scere necessaria e plausibile. Risponde ad un bisogno sociale che 
non si eterni la incertezza dei domini, che abbiano un confine le 
liti, che la maggior età non oscilli da persona a persona, ma per 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 159 

tutti si fissi al medesimo punto prendendo a base lo sviluppo 
psico-fisico dell'uomo medio in un dato paese. Gridare all'inicjuità 
in fatto di termini perchè ben poco mancava a raggiungerli, è 
cadere nel sofisma del mucchio di grano, che resta mucchio pur 
levandone un chicco e poi un altro e un altro ancora, senza poter 
«lire a priori dove e quando convenga arrestarsi. Finalmente certe 
forme, per chi agisce talora moleste, purché contenute in quei li- 
miti di ragione oltre i quali diventano scopo a se stesse come 
l'arte per l'arte, sono scudo della volontà, non arbitrarie pastoie 
e, nei negozi giuridici di maggior conto, servono di ritegno a 
troppo impulsivi propositi, di salvaguardia contro pressioni di terzi. 
Ogni medaglia ha il suo rovescio. Se la vittoriosa impugnativa 
del testamento nell'esempio recato dianzi ci indigna, la formalità 
inosservata potrà apparire in altri casi una valvola di sicurezza 
assai provvida contro cacciatori di eredità che il testatore finge 
di secondare e lascia in realtà a mani vuote. E poi quell'assieme 
di forme a primo aspetto tiranniche vale pure a distinguere il 
vero e proprio testamento da un semplice progetto che si inten- 
desse abbozzarne. Che più ? Nel Diritto, come nella religione, un 
certo apparato esteriore risponde alle stesse esigenze della psiche 
collettiva, donde la giusta osservazione che non si vuol facil- 
mente rinunziare a formalità consacrate dall' uso, come i più fa- 
natici in materia religiosa cedono più presto sopra un punto di 
morale che sopra un particolare del culto (5). Basti pensare a 
certe pratiche quasi simboliche e punto obbligatorie alle quali 
soltanto nelle fiere e nelle campagne si persiste ad annettere 
forza di sugo-elio contrattuale. 

Quel che s' è detto delle forme e dei termini s'ha a ripetere 
di certe conseguenze giuridiche più o meno remote a cui non 
giunge la previsione delle parti all'atto di una contrattazione ci- 
vile e che spunteranno forse più tardi come altrettante sorprese, 
non sempre gradite, mentre non rappresentano in realtà che il 
naturale prodotto della configurazione giuridica di questo o quel- 
l'istituto. Gli è che nel Diritto non può non esservi una parte 
tecnica che sfugge a' profani di studi legali e che sia così è an- 
che un bene, arrivo a dire, sotto certi riguardi. Come noi tutti 
viviamo la vita fisica secondo leggi famigliari soltanto al fisiologo, 
al naturalista ed al chimico, mentre l'uomo anche più zotico re- 



160 V POLACCO 

spira e si nutre ignaro dei processi che in lui e da lui all'uopo 
si svolgono, anzi trascorrendo tutta l'esistenza senza proporsene 
nemmeno il quesito, cosi avviene che di continuo si compiano da 
tutti degli atti giuridici senza averne coscienza. Chi pensa al Di- 
ritto, mi si passi l'esempio banale, nel largire o nel ricevere 
mancie ? Pure datemi un giurista di grande acume che su tale 
fatto minuscolo della vita quotidiana porti la propria attenzione, 
e ne uscirà un lavoro geniale e strettamente giuridico come il 
Trinkgeld del Jhering. Degli stessi atti che si compiono con la 
coscienza, anzi col deliberato proposito di muoversi sul terreno 
del Diritto, pochi sono in grado di misurare per filo e per segno 
tutta la efficienza legale. Si compera, si vende ad ogni ora, sa- 
pendo di stipulare negozi giuridici, ma ci si arresta allo scopo 
economico prossimo, e per così dire tangibile, rappresentato dallo 
scambio della merce e del prezzo. Il che, io soggiunsi, ha pure 
il suo lato utile : correrebbe rischio altrimenti di rallentarsi il 
moto delle civili transazioni, a quella guisa, riprendo il raffronto, 
che la nostra vita fisica finirebbe col deperire se dovessimo ad 
ogni istante spiarne i processi e vagliare i pericoli che vi sono 
inerenti. Veri Messieurs Jourda/ns del mondo giuridico, facciamo 
tutti di continuo del Diritto senza saperlo. 

* 
* * 

Ma se a codesta immensa trama che la gente non vede e 
che si viene, quasi per virtù di istinto, intessendo nella vita so- 
ciale, è compito del giurista il volgere i suoi studi, osservando, 
sistemando e classificando come ogni altro scienziato, vi ha qui 
purtroppo, a differenza di quel che accade nei fenomeni fisici, 
tutta una sovrapposizione di elementi perturbatori. Elementi per- 
turbatori che si possono, chi ben guardi, allacciare a due ordini 
di cause, le creazioni arbitrarie e i detriti storici. 

Le creazioni arbitrarie, perchè si ha un bel dire che il Di- 
ritto erompe dalla coscienza del popolo, ma chi poi lo codifica vi 
aggiunge sempre necessariamente del proprio. Il Diritto è com- 
penetrato sì nei fatti, dai quali lo si dovrebbe estrarre per formu- 
larlo nella sua purezza, proprio come la statua è nel blocco di 
marmo e sta allo scultore il trarnela fuori detergendola dall' in- 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 161 

volucro che la nasconde. Ma per un Fidia o un Michelangelo, 
quale pleiade di mediocri scalpelli ! E come del pari il capriccio, 
o l'inesperienza, o la fretta portano sovente il legislatore a de- 
naturare la regula iuris più che a depurarla dalla scoria che la 
inviluppa ! 

Detriti storici : sopravvivenza cioè di principi o di istituti 
che stanno oramai nel corpo del Diritto come organi atrofizzati, 
in conflitto stridente coi bisogni dell'oggi, ciarpame inutile o, peg- 
gio, ingombro dannoso. La formula che compendiò un giorno un 
grande progresso si cristallizza e sorvive anche quando è di gran 
lunga sorpassata dalle nuove condizioni giuridiche e sociali. A 
cominciare dalle Carte costituzionali gli esempì qui sovrabbondano. 
Così per tacere di più delicati argomenti, è del canone statutario 
che la Giustizia emana dal Re, canone che pur segnò a suo tempo 
una grande conquista della borghesia, raccoltasi intorno al potere 
unificatore della Corona, sulla feudalità e sulle molteplici giuris- 
dizioni signorili. Sopravvivenze pericolose codeste, nel Diritto 
pubblico in ispecie, perchè, galvanizzate in certi momenti, potreb- 
bero prestarsi a sorreggere tentativi di ritorno al passato, vani 
forse nelle risultanze finali, ma bastevoli intanto a suscitare com- 
movimenti funesti. E nel Diritto privato quali e quanti bizantini- 
smi anomalie per effetto di cotale archeologia legislativa ! A 
ritroso dei tempi, in tanto fiorire ed espandersi della ricchezza 
moDiliare, il codice civile persiste a circondare di cure particolari 
e persino ingombranti la proprietà fondiaria soltanto, ligio alla 
massima antica Vilis mobilium possessio. Ed è così, per esempio, 
che quella donna istessa che sarerbbe incapace di spossessarsi da 
sola di un palmo di terra, può, senza l' assentimento del marito 
alienare titoli di reudita per un valor di milioni. Potrà discutersi 
sulla convenienza di conservare fra i nostri istituti 1' autorizza- 
zione maritale e recente è il ricordo delle centinaia di mani 
gentili, che ne pronunziarono la condanna quasi uno pollice verso. 
Ma se piaccia tuttavia conservarla, in omaggio, come dicono, al 
capo della società domestica e a preservare gli interessi della 
famiglia più gravi, bisognerà pur decidersi a svincolarla da 
concezioni economiche che appartengono ormai da troppo tempo 
alla storia. 

Ma, accanto a questi rami già morti e che, per lo sviluppo 



162 V. POLACCO 

dell'annosa pianta gioverebbe recidere, altri ve ne stanno non dis- 
seccati del tutto, capaci anzi di insospettato rigoglio se nuova 
linfa li percorra e li rigeneri. Discutevansi alla Camera, sono pre- 
sto due anni, i provvedimenti per il Mezzogiorno. In difesa dei 
patti agrari proposti per quelle provincie, e particolarmente di 
certe deviazioni dalla enfiteusi quale è foggiata dal codice, un 
deputato assai colto di parte estrema usciva, lo rammento, in co- 
desta affermazione : " Il ritmo della storia economica si svolge 
con ritorni alle forme passate ; quel che importa è che un nuovo 
spirito vivifichi queste forme. E, come un nuovo spirito viene in 
oggi ad animare l'uso dei demàni comunali ed il diritto corpo- 
rativo, così possiamo pensare che questo ritorno all' enfiteusi sia 
un mezzo efficace per attirare lavoro e capitali alla terra „ (6). 
A così savie parole di Leonida Bissolati quale è il conservatore 
che non si sentirebbe di sottoscrivere ? Certo che innovare senza 
distruggere, saper scernere codesti rami da rinverdire con felici 
innesti è uno dei compiti più difficili della difficilissima arte del 
legiferare. Ma se proprio non ci sia verso di allogare bisogni che 
incalzano entro il casellario tradizionale, non si arresti il legisla- 
tore per questo, ma proceda animoso nella costruzione di schemi 
giuridici nuovi. 

Ed anzitutto si rispecchi nelle leggi quella mutua penetra- 
zione delle varie branche del Diritto, la quale va sempre più 
accentuandosi nella dottrina con la mira di trattare anche o^iuri- 
dicamente la vita nella organica sua unità. Di certe discordanze 
stridenti, che aumentano nella comune opinione il discredito 
verso le leggi e chi le studia, è colpa infatti per buona parte 
r avere spinta tropp' oltre 1' autonomia delle singole provincie 
del Diritto. Il che, se è male per un giurista, riesce addirittura 
imperdonabile nel legislatore, eh' è pur sempre uno ed unico, sia 
civile o commerciale, di Diritto penale o di procedura, d' ordine 
tributario o militare la materia su cui spiega il suo impero. 

Che dire, ad esempio, quando troviamo ad un identico con- 
tratto data una fisionomia nel Diritto privato ed una affatto op- 
posta nelle leggi finanziarie perchè, nel duello sempre aperto fra 
i contribuenti ed il fisco, al fisco ogni mezzo par buono per pa- 
rare i colpi e le insidie avversarie ? Ma questo ente Stato che 
legifera come fisco è forse qualche cosa di diverso, anzi di antite- 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCOESO 163 

tico a quello che ha emanato un codice, contemplandovi i feno- 
meni giuridici nella loro vera entità ? (7) E, se il giuoco e la scom- 
messa, fossero pure stipulati davanti notaio, rimangono impro- 
duttivi in Diritto civile di azion giudiziaria, come spiegare la 
acquistino nei contratti di borsa sol che si facciano sopra un 
foglio bollato (8) ? E che dire del lotto pubblico che lo Stato 
finanziere coltiva per proprio conto e disciplina mentre le lotterie 
dei privati fulmina quali reati, quasiché il finanziere e 1' autore 
del Codice criminale non fossero la stessa potestà sovrana, sib- 
bene sotto faccie diverse ? E 1" abolizione del carnefice nel Di- 
ritto penale comune, se tanto la si vanta quale un postulato 
della inviolabilità della vita umana, come conciliarla (ditemi pur 
sovversivo) con la conservazione dell' estremo supplizio nel Di- 
ritto penai militare ? Intenta sovrattutto alla tutela dei beni, ci 
dirà la legge civile che non di un centesimo possa l' individuo 
disporre sino a maggiorità ben compiuta, ma intanto il Codice 
penale gli aprirà 1' adito a far ben prima mercato del proprio 
corpo con 1' impunità assoluta di chi ne profitta (9). Lo sper- 
giuro è reato che la legge penale a ragione non lievemente 
colpisce e tuttavia la legge civile dichiara irretrattabile la sen- 
tenza basata sul falso giuramento deferito da un contendente 
all'altro in giudizio (10). Quasi fossero anche qui due persone 
distinte, il legislatore civile ed il penale sono andati ciascuno 
per la propria strada, arrivando agli antipodi nel valutare gli ef- 
fetti del medesimo atto. — Parimenti non questo è il luogo a 
discutere se convenga fare un tutt'uno del Diritto civile e del mer- 
cantile, come anelerebbe una certa scuola di commercialisti a 
cui ninno vorrà disconoscere il merito di aver trasfuso nuovo 
sangue nell' organismo del giure privato. Animosi campioni, che 
spingerebbero 1' altruismo sino al punto di fare olocausto della 
propria autonomia scientifica, simili a quegli esseri destinati a 
lasciare la vita nell' amplesso fecondatore. Ma, comun(]ue la 
cosa si giudichi, certo e che oggigiorno troppe e troppo arbitrarie 
differenze di trattamento delle stesse persone e degli istituti me- 
desimi neir un campo e nell' altro paiono fatte a bella posta per 
avvalorare nel pubblico la disistima delle leggi e il concetto 
che il legislatore sia il sofista per eccellenza a cui è indifferente 
enunciare e difendere a un tempo tesi cozzanti tra loro quanto 



164 V. POLACCO 

la luce e le tenebre. Che direste di me se volessi affermarvi sul 
serio che la vendita di cosa d' altri è valida e nulla ? Pure le 
due affermazioni contradditorie voi le leggete nei due diversi 
Codici del nostro Diritto privato (11). 

A cotali antitesi, che non conferiscono certo prestigio alla 
legge, aggiungete quelle che inconsciamente si addensano per 
quel modo affrettato, incoerente e irrazionale (è del collega 
Cammeo questo crescendo di epiteti (12) ) con cui, specie in que- 
sti ultimi tempi, sono state progettate, discusse e formulate le 
nostre leggi, quelle amministrative in particolare. E dove non 
sono antinomie ed antitesi, quante incertezze tuttavia e quante 
insidie in un sistema così tumultuario di innovazioni e di rabber- 
ciature ! Non è, no, per accademica idolatria di un classicismo 
architettonico, non per un ideale di euritmia affatto sterile, che 
altra volta ho alzata la voce contro siffatte deformazioni dell' e- 
difizio legislativo (13). Ben vengano le leggi speciali a modificare, 
quando il bisogno ricorra, od anche a scalzare del tutto questa 
quella parte del Codice. E lo scalzino pure, tenendo conto 
delle disuguaglianze di fatto, per via di eccezioni alla legge co- 
mune, se così vogliono le condizioni peculiari delle varie classi 
sociali, realtà viva e palpitante più di tutti i sistemi pensati o 
pensabili dagli esteti del Diritto (14). Sono io il primo a sotto- 
scrivere alle parole del Wukzel, ohe il pensiero giuridico deve 
possedere il coraggio dell' inconseguenza (15), ma dove effettiva- 
mente lo esigano i rapporti della vita reale. E chi ha mai detto 
di volersi isolare da coteste realtà della vita, sì da escludere 
urgenti ritocchi in attesa che si maturi un piano di restauro in- 
tegrale, ben meditato ed armonico in ogni sua parte ? La que- 
stione è tutta di metodo, la protesta è contro il mal vezzo, pur- 
troppo frequente, di far penetrare di sbieco in leggi di portata 
apparentemente secondaria o locale emendamenti ed aggiunte 
che hanno ripercussione in ampie zone del Diritto, in origine 
non divisate, anzi nemmeno lontanamente intravviste. Appiattati 
di sovente tra le pieghe di quelle cosidette leggine, che si votano 
a vapore quando la canicola infuria, si darà poi il caso, e lo si 
è visto più di una volta, che rimangano ignorati persino da 
qualche Corte giudicatrice (16). 

E intanto restano un pio desiderio certe interpretazioni 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 165 

autentiche, che potrebbero si veramente discutersi e deliberarsi 
in un batter d' occhio, tanto sono vessate le questioni cui dette 
origine, fino dalla prima comparsa di questo o quel Codice, un 
testo ambiguo o una frase oscura, così sfruttato oramai il campo 
degli argomenti escogitabili nell' un senso o nell' altro (17). Si 
può ben sorridere di chi sempre e subito e solo dal legislatore 
vorrebbe chiarita ogni minima dubbiezza, ma nemmeno è a com- 
patire un mutismo ostinato là dove basterebbe una parola del- 
l' autor della legge a sgombrare il terreno da fungaie che sempre 
intorno ad essa ripullulano, poi che ad estirparle si rivelino da 
lunga pezza impotenti le industri fatiche della dottrina e della 
giurisprudenza. 

Altro coefficiente del convincimento volgare che una vera 
scienza della legislazione non esista, ma domini sovrano il ca- 
priccio di chi comanda, mutevole nello spazio come nel tempo, 
è la disformità di norme sopra un medesimo soggetto da una 
parte all' altra dello stesso Paese. Corre allora alla mente, anzi 
si aggrava perchè non si tratta di nazioni diverse, l'esclamazione, 
non so se più melanconica o scettica, del Pascal : povera Giu- 
stizia, che cambi di qualità cambiando di clima, che un fiume 
od una montagna delimita : verità al di qua dei Pirenei, errore 
al di là ; un meridiano decide : tre gradi di elevazione dal polo 
rovesciano tutta la giurisprudenza (18) ! In troppe cose ancora 
perdurano fra noi tipi diversi di leggi, tanti, se occorre, quanti 
i vecchi staterelli d' Italia. Volete, per dirne una, saper le cose 
come stanno in un tema di capitale importanza coni' è quello 
delle miniere '? E voi passerete con tutta indifferenza dal principio 
sardo della libera indagine al sistema tutto opposto della 
regalia vigente ancora in queste provincie o a quello toscano, 
che indissolubilmente congiunge anche per tale riguardo la pro- 
prietà del suolo e del sottosuolo. Varietà di norme da luogo a 
luogo si intendono, è il caso anzi di invocarle per ciò che ha 
tratto a condizioni climatiche e regionali e non tocca tuttavia i 
fondamenti del Diritto, non invece quando sia in giuoco 1' esten- 
sione di un concetto così cardinale coni' è quello della proprietà 
fondiaria. Qui veramente più 1' unificazione ritarda e più si 
scuote la fede nel Diritto (19). 



166 V. POLACCO 



* 



Pur non esaurendole tutte, io non ho peccato certo di so- 
verchia indulo-enza nel mettere a nudo le cabale della leerjre, sia 
per ciò eh' essa fa e non dovrebbe, sia per ciò che dovrebbe e 
non fa. Non sono dunque sospetto se ora vo' scagionarla da altre 
imputazioni che le si muovono da questi o da quelli in mille 
incontri, ma senza uguale carattere di serena obbiettività. Si ri- 
pete qui un fenomeno comune a tutte le cose umane se la pas- 
sione vi si infiltri e le intorbidi. Come pur inconsciamente accade 
di domandare per se un grado di libertà che parrebbe per altri 
in uguali condizioni soverchia, come si è facili a giudicare ri- 
sibili le forme o assurdi i dogmi di un culto diverso dal proprio 
nel quale invece forme analoghe o dogmi non molto dissimili 
paiono le cose più semplici e più razionali del mondo, così 
inavvertitamente siamo tratti a qualificare curialeschi garbugli in 
causa non nostra argomenti e principi; che, in altro momento, e in 
perfetta buona fede, invocheremmo per noi quali conseguenze 
imperiose della logica del Diritto, ovvero ad inveire contro la 
legge che ad ogni pie sospinto ci intralcia il cammino con arti- 
ficiose barriere, riconosciute invece assai provvide ove trattisi 
dell' agire altrui. Guai specialmente se le cose si guardano at- 
traverso il prisma della politica! Nulla più ottenebra, in materia 
di Diritto, il giudizio anche delle persone meglio equilibrate ed 
oneste. Quello strazio di tutte le buone regole procedurali, che 
condusse una Corte marziale di Francia alla terribile condanna 
di un innocente, fu pur salutato come modello di fulminea giu- 
stizia da quei medesimi legittimisti che fremono di giusto orrore al 
ricordo di certi simulacri di giudizi, apprestanti nelle giornate fo- 
sche del giacobinismo tanta messe di vittime all' avida falce 
esecutrice. — La necessità che intervenga formale atto di erezione 
in corpo morale perchè un' accolta di persone possa come tale 
possedere e fare acquisti, il diritto nello Stato di togliere (|uan- 
docchesia quel riconoscimento giuridico eh' esso ha pure largito 
in origine, paiono enormezze e formalismi tirannici al conserva- 
tore che lamenta corporazioni religiose disciolte e vede i pericoli 
del ricostituirle di fatto con l' opera di prestanomi, nei quali 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 167 

mal riposta si riveli poi la fiducia (20). Ecco invece plaudirvi 
chi è cresciuto alla scuola di altre idee religioso-politiche, salvo 
a recriminare anch' egli, ed anche piti forte, se altrettanto gli 
accada, in danno, suppongasi, di un sodalizio operaio avente 
mera esistenza di fatto. — Una bufera di anticlericalismo selvaggio 
passa attraverso il Paese, e sacerdoti, che si sentono personal- 
mente feriti nel vilipendio scurrile contro l' intera loro casta, 
chiedono invano in giudizio penale ragione contro la stampa iii- 
sultatrice. Sfoderate le distinzioni sottili fra ingiuria personale e 
ingiuria collettiva, una Corte d' Appello respinge la loro do- 
manda (21). E i sovversivi a batter le mani, i conservatori invece 
a strepitare, protestando per denegata giustizia. Fondati lamenti, 
sacrosante proteste, ma non si resti poi tiepidi di fronte a san- 
guinose ingiurie e calunnie che certa stampa, indegna del nome 
cristiano, lancia contro intere altre classi o comunità religiose. 
Se e' è imperfezione nella legge penale in quest' argomento del- 
l' ingiuria collettiva, ebbene denunziamola ad alta voce concordi 
ed abitiamoci perchè la si tolga, ma sempre e tutti e per tutti 
con uguale fervore, in omaggio alla giustizia prima, memori 
poi dell' hodie mìhi cras tihi^ che 1' arma micidiale a volta a 
volta si trova nelle mani di questa fazione o di quella. 

In tale ordine di idee un ultimo esempio ancora, ma dei 
più eloquenti. Assistevo un giorno, dietro invito cortese, ad una 
conferenza contro il divorzio in un circolo di parte ultra orto- 
dossa. L' oratore, un avvocato provetto, eh' è tra i capi di quella 
parte più reputati ed ardenti, non ebbe il coraggio di difendere 
strenuamente quel ripiego a cui ricorrono certe coppie dorate di 
trasportare provvisoriamente il loro nido in paesi ove sia per- 
messo distruggerlo, salvo a ricuperare la perduta cittadinanza ita- 
liana non appena il colpo è riuscito ? Tanto era in quel valen- 
tuomo il terrore che la temuta riforma entrasse come norma 
comune nel nostro Diritto matrimoniale, da fargli fare in buona 
fede buon viso a quel pertugio traverso cui solo pochi e larga- 
mente censiti passano e passeranno per isfuggire all' odierno di- 
vieto : valvola in certo modo di sfogo che fa sbollire V agi- 
tazione avversaria, creandole di contro la indifferenza dei più 
danarosi e potenti. Si potrebbe dare invece, io dico, più lacrime- 
vole esempio di gherminelle legali ? Il Codice che elude se stesso, 



168 V. POLACCO 

le norme cioè sulla perdita e sul riacquisto della nazionalità che 
si presterebbero a sovvertire quella per eccellenza d' ordine pub- 
blico che consacra la indissolubilità coniugale (22). 

" Iliacos intra muros peccatur et extra. „ Stiamo dunque bene 
in guardia prima di porgere ascolto agli anatemi che da un campo 
dall' altro si scagliano contro le leggi, troppo spesso interessi 
di parte fanno velo al giudizio. 

* 

Il vero è che, in più d'uno degli esempi ora addotti, meglio 
che contro la legge, dovrebbero appuntarsi gli strali contro quelli 
che non sanno o non vogliono farne esatto governo. Se i prin- 
cipi dell'ingiuria collettiva non tornano, gli è che, nei casi più 
gravi almeno, di ben altro si tratta a cui il legislatore è rimasto 
per verità così poco indifferente, da farne un reato non di azione 
privata ma pubblica e la colpa è di chi lascia dormire gli arti- 
coli suirincitamento all'odio di classe e non si cura di agire, come 
dovrebbe, d'ufficio. Così il sotterfugio per eludere il Codice, 
odioso doppiamente perchè privilegio dei ricchi, non è già il Co- 
dice stesso che lo appresti, ma la giurisprudenza troppo arrende- 
vole di certe Corti d'Appello che passa sopra alle norme più si- 
cure sulla invalidità degli atti compiuti in frode alla legge. Ed 
eccoci così bel bello trascorsi dal processo contro il legislatore, 
chiuso con le relative requisitorie e difese, a quello contro gli 
interpreti, sia di giudice, di docente, o di avvocato la toga che li 
ricopre. 

* * 

Rileggevo, non è molto, quel libro pieno di saviezza e di 
umorismo che dette al Montesquieu il battesimo della celebrità, 
le Lettere lìersiane. In una di esse, dopo aver fatto parola del 
cumulo di leggi disparatissime che in Francia opprimevano ugual- 
mente la giustizia ed i giudici, il persiano stupefatto soggiunge : 
Ma questi volumi di leggi sono ancora nulla in paragone dello 
esercito spaventevole di glossatori, di commentatori, di compila- 
tori, tutta gente altrettanto debole per la poca dirittura dello spi- 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCOESO 169 

rito quanto forte per numero (23). E in altra lettera, eh' è tutta 
un bozzetto gustosissimo del magistrato del tempo, al persiano 
che lo visita, che lo compiange per il penoso ed accasciante me- 
stiere di seder tutto il giorno a decidere sugli affari degli altri 
e fa poi le sue meraviglie nel vederlo sprovvisto affatto di libri, 
il giudice candidamente risponde : Se voi conosceste il Palazzo di 
Giustizia non parlereste in tal guisa : noi abbiamo dei libri vi- 
venti che son gli avvocati : lavorano essi per noi e si incaricano 
di istruirci. E non si incaricano anche talvolta di ingannarvi ? re- 
plica il viaggiatore d'Oriente. Non fareste male a garantirvi dalle 
loro imboscate : essi possiedono delle armi con le quali attaccano 
la vostra equità ; buona cosa sarebbe ne aveste anche voi per di- 
fenderla, anziché impegnarvi nella mischia vestito alla leggera 
in mezzo a persone corazzate insino ai denti (24). 

Confessiamolo, o Signori ; della gente di legge è questo il 
quadro che ancora oggigiorno si configurano i più. Una pseudo- 
scienza che prepara le reti ai causidici perchè se ne valgano ad 
accalappiare i giudici facili a cascarvi dentro quasi per forza di 
inerzia. E la solita tendenza a generalizzare, quando si avventura 
un giudizio su certe classi e su certi gruppi sociali, riducendoli 
tutti al denominatore dei peggiori fra gli elementi che li com- 
pongono. E ai mali denunziati come estremi estremi naturalmente i 
rimedi proposti. Non permettere si apra quella fucina, dove le 
armi insidiose si approntano : che fosse questo o 1' ordine o il 
voto di legislatori despoti si intende e la mente di ognuno corre 
a Giustiniano ed a Napoleone, ma forse non tutti sospettano che la 
pensasse pure così uno dei principi della Enciclopedia in Francia. 
Incaricato da Caterina II. di scrivere il Piano di una Università 
per il Governo di Russia, ecco in quali termini il Dideeot con- 
sigliava l'augusta sua protettrice : " Non occorre dire che nelle 
Università della Russia ci vorranno delle cattedre per lo studio 
del Codice Caterina, benché non sia bene, forse, il permettere che 
lo si commenti in iscritto, perché ciò che è commentato è ben 
tosto snaturato „ (25). 

E dalla soppressione dei commenti potrà essere breve il passo 
a quella degli avvocati, costretti a capitolare per fame se manchi 
all'astuzia loro il nutrimento di commentari capziosi. " Se i ma- 
" gistrati sono i sacerdoti della Giustizia „ , scriverà il già menzio- 



170 V. POLACCO 

nato Mblchioeee Delfico, " colle proprie mani devono sacrificare 
"■ all'augusta Divinità. E uno sciocco pretesto il credere che fra i 
" litiganti ed il giudice vi debba essere un terzo perito nelle leggi. 
" Appartiene al magistrato il saperle e su tale ipotesi gli è con- 
" ferito l'officio o il diritto di amministrarle. La necessità di una 
" scienza collaterale o suppletoria è ingiuriosa ugualmente alla 
" legge ed al magistrato, poiché la prima non deve aver bisogno 
" di interpreti ed il secondo di mezzi ausiliari „ (26). 

Ecco dunque, per via di eliminazione, ridotti a due gli ele- 
menti, posti cioè faccia a faccia la legge ed il giudice. E il giu- 
dice, non più fuorviato ne da autorità di Dottori uè da artifizi 
di legulei, applicherà (pensano costoro) la legge con quella equità 
di cui nel citato passo del ]\[ontesquieu si fa cenno. 

Questa libera esplicazione dell'attività giudiziaria, pur muo- 
vendo da premesse in parte diverse, forma oggi il verbo di una 
scuola che va guadagnando di giorno in giorno terreno e si rias- 
sume nella sentenza del Bììlow : " non la legge, ma legge e 
magistrato creano al popolo il suo Diritto „ (27). Virtù creatrice di 
Diritto che fa si parli di un odierno ufficio pretorio della Griuris- 
prudenza, nel senso di consentire ai magistrati nostri un com- 
portarsi alla foggia del pretore romano (28). Non è chi ignori 
ciò che potè in Roma il pretore, fonte di un ius speciale, che, 
parallelo al ius quiritario, ne temperò in mille guise i rigori. Un 
giudice dunque sul generis, che elabora un Diritto proprio di 
rincontro al Diritto esistente, rispetta questo in apparenza, ma in 
sostanza vi si sovrappone ; onde al Puctha, che il legame di 
quei due Diritti paragonava al vincolo matrimoniale, che unisce 
e concilia elementi disparati, senza distruggere le rispettive di- 
versità (29), fu argutamente obbiettato che bisognerebbe pensare, 
perchè il paragone corresse, ad un tale matrimonio in cui il ma- 
rito ha da dire precisamente quel tanto che la moglie gli con- 
sente (30). 

È questo che si vorrebbe ancora oggi ? Si peritano a dirlo 
chiaro tutti i seguaci di questa cosidetta scuola libera del Diritto ; 
più d'uno anzi protesterà di non volere spinta tant'oltre la pote- 
stà del giusdicente. Ma allora che senso ha l'invocare 1' esempio 
dell'editto pretorio romano ? "^ La logica delle idee „ scrisse il Vanni, 
" è fatale ; un'idea deve finire per arrivare alle sue ultime conse- 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCOESO 171 

g-uenze „ (81) e la seiìtenza si avvera anche qui in tutta la sua 
inesorabilità. Ecco infatti il Kantoeowicz, il più alto esponente 
(li tale indirizzo, dirci sotto la maschera di (ìneo Flavio : " La 
" decisione contro la legge è sempre male, perchè codice ideale 
" sarebbe quello che tutti i casi rettamente risolvesse, ma è un 
" male, qualche volta, inevitabile. In Francia, che ha una legisla- 
" zione invecchiata, il Presidente Magnaud è un fenomeno asso- 
^ lutamente necessario. Se l'Italia abbisormi di g-iudici siffatti e 
" possa tollerarli, sono, conclude egli, in dubbio „ (32). Ma il 
dubbio si affretta a toglierlo il traduttore italiano, eh' è un assai 
colto giudice nostro, Raffaello Maietti, dichiarando che " di 
" magistrati alla Magnaud ve ne ha bisogno dovunque il dolore 
" sociale e le lag^rime delle cose dimostrano la bancarotta del 
" penitenziarismo espiazionistico „ (33). Ripiwduco alla lettera 
rispettando anche il suono barbaro di queste ultime parole, riferibili 
oltre a tutto al solo campo della penalità, mentre 1' arbitrio del 
famoso hon juge si sbizzarrisce altrettanto in materia civile (34). 

E reazione codesta al sistema di maneggiare i testi di legge 
come farebbe il matematico delle sue formule, " sordo al fragore 
della mischia sociale che di fuori si agita vertiginosa e rinnovel- 
latrice „ (35). E generosi, non o'ò che dire, sono gli impeti degli 
araldi di questa Giustizia nova. Ma, come tutte le reazioni, essa 
va di gran lunga oltre il segno, anacronistica nella rievocazione 
del pretore romano di fronte alla odierna separazione dei poteri, 
ribelle ad ogni disciplina nella concezione del giudice, che si vuole 
sovrano nel sentenziare di caso in caso dietro le suggestioni del 
sentimento, non di rado fallaci, e varie ad ogni modo da persona 
a persona (36). 

Ne uscirebbe cresciuta a disnusura la incertezza sul Diritto 
esistente, e arrestata, proprio contro gli aneliti di tale scuola, la 
ascensione ad un ordinamento giuridico più umano, perchè è svi- 
gorire lo stimolo a riforme, che, sancite per legge, avrebbero una 
efficacia universale, l' andar predicando che il giudice ha già fa- 
coltà di attuarle, se così gli talenti, nei singoli casi. E ciò senza 
dire che non tutti i casi vengono dinanzi alla sbarra del giudice: 
anzi, e per fortuna, la grandissima maggioranza dei rapporti giu- 
ridici rimane fuori delle aule forensi. La fisiologia è la regola, 
la patologia l'eccezione. " È proprio di menti ancora poco assue- 



172 V. POLACCO 

" fatte alle realtà intangibili „, lo dirò col Picard, il concentrare 
" derisoriamente il Diritto nel Palazzo di Giustizia e nei processi 
" che vi si svolgono. Tanto varrebbe il non concepire la salute e 
" l'igiene che sotto la forma dei morbi e degli ospitali „ (37). 
Uscire dalla legalità per rientrare nel Diritto può ben essere sa- 
crosanta divisa di un popolo in rivolta, non di un giudice nello 
esercizio normale della sua potestà. Colmi la giurisprudenza, d'ac- 
cordo con una dottrina progressiva che non ristagna negli impa- 
raticci scolastici, colmi, io dicevo, le lacune della legge, quelle 
inevitabili sin dal momento in cui la si emana, e quelle che vi 
aggiunge di poi il moto della vita che mai non si arresta. E 
mezzi sufficienti all' uopo gliene fornirà, io credo, se rettamente 
intesa, la nostra legislazione stessa con quei canoni generali di 
ermeneutica, che stanno, ìex ìeguni, in sul vestibolo del Codice 
civile (38). Perchè è sottigliezza, sia pure ingegnosissima, il dire che 
quelle norme d' ermeneutica date dal Codice, essendo leggi esse stes- 
se, avrebbero bisogno pure di regole di interpretazione (39) : a tale 
stregua dovremmo assentire a chi negasse in filosofia la relatività 
delle cognizioni umane, perchè essa è a sua volta una cognizione 
che porrebbe se stessa come assoluta, oppure a chi dichiarasse 
impossibile qualsiasi definizione perchè ogni parola adoperata per 
essa dovrebbe prima venir definita. Sono poi nel corpo delle pa- 
trie leggi degli organi che vorrei dire respiratori perchè gli con- 
sentono di alimentarsi di sempre nuovo ossigeno, sì che si adatti 
con sufficiente elasticità e rapidità di ricambio al variare dell'at- 
mosfera che lo circonda. Tale la massima in più luoghi ribadita 
del rispetto ai buoni costumi ed all'ordine pubblico (40), criteri, 
quest'ultimo specialmente, di contenuto così mutevole, che poco 
manca, per esempio, oggigiorno alla consecrazione di un calendi- 
maggio ufficiale fra lo squillare di quel medesimo inno contro il 
quale sino a pochi anni fa si sguinzagliavano i custodi della pub- 
blica forza. Tale parimenti quel precetto del Codice che, nella 
deficiente disciplina del contratto di lavoro, fu come il germe di 
tutta una lussureggiante fioritura di massime ad opera dei probi- 
viri, il precetto cioè che debbano i contratti eseguirsi di buona 
fede ed obblighino, oltre a quanto vi è espresso,"alle conseguenze 
che ne derivano secondo l'uso e l'equità (41). Non si ha in tutto 
questo una sufficiente latitudine per un'azione del magistrato so- 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 173 

cialmento benefica ? Ma che per dare, come dicono, l'assalto agli 
ultimi bastioni della scolastica (42), la quale in addietro ha se- 
minato di cabale la dottrina e la giurisprudenza, s' abbia per 
di più a distruggere ogni criterio stabile ed ogni norma logica 
di interpretazione, è un agire in verità da iconoclasti : il chimico 
d'offffi non si sos^nerebbe di buttare all'aria storte e lambicchi sol 
perchè servirono di strumento ai men degni progenitori suoi, gli 
alchimisti. 

Al disamore del popolo verso le leggi dovremo aggiungere 
proprio noi nuova esca col diffondere siffatte dottrine ? Senza pen- 
sare che il malo esempio dato dalla magistratura, che dovreb- 
b' essere delle leggi custode gelosissima, lunge dal cattivarle le 
simpatie popolari, finisce con 1' estendere ad essa il discredito, 
sia pure che le leggi a buon fine calpesti : la irreligiosità di chi 
serve all' altare ripugna e ripugnerà sempre anche al più volter- 
riano dei miscredenti. E la magistratura ne ha avuta fra noi 
una lezione solenne che il rammentar non è male. Quando, fa- 
cendosi eco della indignazione pubblica pel verdetto assolutorio 
di un uxoricida confesso, la nostra Corte suprema si arbitrò di 
cassarlo, sottoponendo quel fior di marito al giudizio di altra 
Corte d' Assise, rispose questa con nuova e ben meditata assolu- 
zione (43). Più forte ancora dello sdegno suscitato dal primo 
verdetto fu il bisogno di protestare contro la Cassazione, che, 
venuta meno al suo ufficio convertendosi in giudice superiore 
del fatto, aveva, per vie tortuose, travisato il responso della 
giuria. Sì, per vie tortuose, come quelle battute di poi per sot- 
trarre invece al giudice ordinario una personalità politica impu- 
tata di reati comuni. E curioso infatti, e ad un tempo fatale, 
che, mentre dalla guerra agli artifizi della vecchia dialettica 
uiuove la scuola verso la onnipotenza del giudice, il giudice poi si 
trovi costretto a ricadere negli artifizi medesimi per districarsi dalla 
legge che lo accerchia e lo stringe. Non di sopprimere dunque, 
ma di mutar freni, è bisogno se veramente gli attuali non ser- 
vono. Mutarli semplificando procedure che paiono labirinti, de- 
finendo competenze che si palleggiano da un corpo all' altro, 
stenebrando istruttorie con nuovi fasci di luce. Mutarli instau- 
rando, ma per legge sì che nulla vi possa il capriccio dei sin- 
goli, altri canoni di ermeneutica dato che quelli in vigore rivelino 



174 V. POLACCO 

la loro impotenza. Non la novità ci sgomenta, ma V anarchia, 
r anarchia delle coscienze come quella degli intelletti, sperduti 
senza guida nel pulviscolo dei casi singoli e insofferenti d' ogni 
teoria, mentre invece delle teorie non si può far a meno (è del 
Lucchini l' imagine felice) come non si può navigare senza 
bussola (44). 

* 
* * 

Durerà sempre del resto, non illudiamoci, così nella scienza 
come nella pratica del Diritto, per quanto svecchiate nei metodi 
e riaccostate alla vita, tanto da asconderle in gran parte agli 
occhi del volgo e da esporle all' accusa che di vane ciancie si 
pascano e di astrusi rigiri. Una serie di dubbi, di questioni, di 
sottigliezze, che sembrano tutte proprie del mondo giuridico, 
quasi inventate da teorici a delizia e gloria degli azzeccagar- 
bugli, non sono che il riflesso di problemi eterni d' alta filosofia 
a cui non potrà mai sottrarsi una disciplina morale come la no- 
stra. E badisi che non alludo ai sistemi più o meno astratta- 
mente costruiti da filosofi del Diritto, ma al Diritto stesso nella 
pratica sua attuazione. Non si punisce, ci dirà il Codice penale, 
chi abbia agito in tale stato di infermità di mente da togliergli 
la coscienza o la libertà dei propri atti (45). Tante parole e 
tanti concetti di vera e propria psicologia ; onde la stessa Rela- 
zione Zanardelli spiegarci che qui " la voce mente va intesa 
si da comprendere tutte le facoltà psichiche dell' uomo, innate 
ed acquisite, semplici e composte, dalla memoria alla coscienza, 
dall' intelligenza alla volontà, dal raziocinio al senso morale „ (46). 
Si discute dei diritti sulla propria persona, nei multiformi 
aspetti suoi, diritti sul corpo e sue singole parti, facoltà di dis- 
porre del cadavere, diritti sulla propria imagine, sul nome come 
qualità all' individuo inerente, e tosto il concetto dell' io si fa 
innanzi, e con esso il problema se e come si spieghi un dualismo 
che all' io consenta d' essere a un tempo soggetto e oggetto di 
diritto (47). E il gran disputare che si fa intorno alla essenza 
delle persone giuridiche o corpi morali, dove le molteplici teori- 
che, feconde di applicazioni pratiche rilevantissime, si aggirano 
tutte infine attorno ai due poli opposti di una esistenza reale o 



LE CABALE BEL MONDO LEGALE - DISCOESO 175 

ili una esistenza fittizia, non rispecchia forse 1' antico, e pur 
sempre vivo dissidio fra nominalismo e realismo ? 8u ciò che si 
ha da intendere per caso vi ha tutta una letteratura filosofica (48) 
e da essa non potrà astrarre del tutto il leo-ale nel conside- 
rare il fortuito la forza maggiore nei loro efi^etti sui negozi 
giuridici. E così dicasi di cento altri concetti di continuo ricor- 
renti pur nei testi di legge, come quelli del consenso e dei suoi 
possibili vizi, di volontà e di causa, di università di cose, di di- 
visibilità e indivisibilità di diritti. — Sottrarre abusivamente 
energia elettrica è commettere furto ? Poiché furto, a tenore del 
Codice; è impossessarsi di una cosa altrui (49), non mancherà 
chi ci dica, assurgendo alla distinzione tra nmteria e forza, che 
r elettricità non è cosa, ma stato particolare della materia (50). 
Ohe razza di diritto si ha quando io concedo che altri possa co- 
struire sul mio? Ohe cos'è che gli si cede fin d'ora? Parte 
dell' imniol)ile forse sotto 1' aspetto della colonna d" aria che al 
suolo sovrasta ? E il relativo contratto lo si ha a redigere in 
iscritto, lo si deve trascrivere ? Questioni, ognun vede, di Diritto 
positivo, pratiche quanto mai, anzi in apparenza pedestri, ma 
che portano necessariamente il giurista in piena metafisica, a di- 
scettare cioè sulla idea dello spazio (51). Sono dunque nella 
stessa giurisprudenza della vita cotidiana frequenti le proiezioni, 
a così chiamarle, di ipiella scienza delle scienze, la Filosofia, che 
il volgo non intende e facilmente deride. E la derisione si tra- 
muterà qui di leggieri in invettiva, poiché cpielle che paiono lo- 
gomachie nei filosofi hanno in bocca ai legali tutta l' aria di 
insidie. 



* * 



Ma se pretendere di far penetrare le turbe in sì riposti mean- 
dri della scienza e dell' arte giuridica sarebbe follia, renderle 
almeno non del tutto estranee alle leggi ed ai principi fonda- 
mentali che le governano, è fattibile, io credo, ed oggi più che 
mai doveroso, sol che si mediti un piano di educazione popolare 
sulla foggia di quello escogitato per questa parte dal Filangieri (52). 
Del quale ognun sa come fosse elemento integrale una 
istruzione da impartire ai cittadini d' ogni classe di quel tanto 



176 V. POLACCO 

di leggi che regolano la condotta dell' individuo e, negli Stati 
retti a democrazia, l' insegnamento altresì dei generali principi 
dell' ordine sociale e di tutte le particolari nozioni relative al- 
l' esercizio della sovranità. E qui veramente un campo d' azione 
largo e benefico si schiude, s' io non m' inganno, alle cosidette 
Università popolari sino a tanto che lo Stato non possa o non 
voglia provvedervi esso nella dovuta misura. Si squarcierebbero 
così alcuni almeno dei veli che sembrano avvolgere di impene- 
trabile arcano il mondo legale e gli sollevano contro il sospetto 
dei più. Dell' infinito, per noi inafferrabile, è già qualche cosa il 
sapere la impossibilità della sua non esistenza (53) : così è già 
qualche cosa se della tecnica legale, anche se inaccessibile ai piìi, 
si renda a tutti palese la necessità ineluttabile. Basta infatti ci- 
mentarsi per poco con le regole del Diritto per rendersi conto 
della enorme difficoltà di costringere in poche formule, generali 
e duttili, pur rimanendo sobrie e precise, il pensiero legislativo 
e di cogliere la complessità dei fattori in un qualsiasi rapporto 
della vita sociale (54). E al tempo stesso, apprendendo ciascuno 
ciò che realmente può- la legge e ciò che piuttosto dal costume è 
da attendersi, seguirà che meno si domandi di leggi nuove e 
più delle esistenti si osservi. Ostentazioni di disprezzo o avven- 
tatezza di giudizi sul Diritto e sulla sua funzione, già in voga 
tra socialisti e socialistoidi del vecchio stampo, si sono pur visti 
scomparire o attenuarsi non appena il contatto con la funzione 
legislativa iniziò quegli idealisti negli ignorati misteri, proprio 
come il nuovissimo incenso, che vedemmo bruciarsi alla figura 
del pretore romano, giunge ora in buon punto a vendicare la 
sapienza giuridica della gran Madre antica dagli attacchi ricor- 
renti per lungo tempo, quasi un ritornello d' obbligo, tra i cori- 
fei di una certa scuola economica (55). 

E quale rivincita altresì per i troppo calunniati nostri vec- 
chi Dottori ! D' accordo tutti nel repudiarne la sottile casistica o 
r aridità sistematica, d' accordo nel riprovare quella specie di 
dosimetria di elementi psichici a loro sì cara, per esempio in 
materia di colpa, dove invece bene fu detto che la responsabilità 
viene graduandosi per tinte insensibili come 1' alba e il crepu- 
scolo nel passaggio dal giorno alla notte (56). Ma quanto d' al- 
tra parte del loro sottile argomentare non si volse a costruzione 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 177 

di ingegnose teoriche, mercè cui adattare a pratiche contingenze 
nuove il testo di quel Vangelo giuridico ch'era il Corpus iuris, e 
che fior di dialettica impiegato dai nostri scolastici per ricondurre 
a tipi ben definiti del Diritto privato questioni politiche e rap- 
porti di Diritto pubblico ondeggianti nelle travagliate coscienze 
del tempo ! (57). Degni fratelli in verità di quei legisti di 
Francia che, stretti intorno alla Corona, mossero in guerra con- 
tro r edifizio feudale col duplice intento dell' affrancazione del- 
l' individuo e dell' affrancazione del suolo (58) e giunsero a 
sfasciarlo lanciandovi contro, catapulte potenti, le cabale loro ! 
E non è questa forse la via che battono in oggi il socialismo cosi- 
detto giuridico e quel solidarismo che ne è, si può dire, il fra- 
tello germano ? (59) non sono anzi anche più artificiosi gli 
sforzi loro, o per plasmare la società sullo stampo del quasi 
contratto o per ridurre la lotta di classe al tipo civilistico di 
due opposte ragioni di credito (60), più artificiosi, io dico, che 
non fossero quelli di Bartolo e dei suoi per inquadrare nel Di- 
gesto i dibattiti fra la potestà laica e la pontificia ? 

Non discuto, tarda è già 1' ora, noto solamente ed ammiro. 
Noto questi tentativi di ritorno al vetusto arsenale giuridico, per 
trarne, strumenti di redenzione, quelle armi istesse che maledi- 
ceansi poc'anzi come asservite agli oppressori. Ammiro questa 
eterna giovinezza della scienza del Diritto, dalla cui tecnica, mi- 
rabilmenle flessiijile, si invoca la formula, che fughi lo spettro di 
sanguinose mine, che ridoni salute all' umanità sitibonda di giu- 
stizia e di pace. 

Canta il Poeta. È il più grande fra quelli rimasti dopo 
Victor Hugo alla Francia. Canta la Giustizia in un poema sublime 
di pensiero e di arte (61), la Griustizia, termine. Egli dice, 
ideale della scienza strettamente unita all' amore, poiché a gene- 
rarla non basta ne da sola la scienza, che diffida delle intuizioni 
del Ciro re, ne la ignoranza generosa, che ad esse esclusivamente 
si affida (62). Canta il Poeta. È il Poeta gigante della risorta 
Italia. Canta Italia madre di leggi eterne (63) e anch' Egli sa- 
pienza invoca ed amore perchè, stretti in un amplesso, ci salvino 
dagli orrori di un cataclisma sociale (64), mentre in prosa alata 
e robusta come il più robusto ed alato dei carmi suoi, scioglie 
un inno a Bologna, che apriva con lo studio di Irnerio le brac- 



178 V. POLACCO 

eia e il petto " a mostrare le forine civili alla nuova società 
nelle norme superstiti dell' antico Diritto „ (65). Ancora una 
volta la chiaroveggenza dei Cantori addita alle genti umane af- 
faticate la via di salvezza. Ne ascoltino la fatidica voce, resa 
più sacra dagli avelli che di recente li accolsero, le Nazioni la- 
tine che quei grandi illustrarono, e suoni pel mondo il verbo del 
Diritto nuovo con gli splendori dell' antica romanità, idolatrata 
da chi seppe veramente congiungere il lauro del Poeta con la 
palma del Giusto (66). 



LE CABALE DEL MONDO LEO ALE - DISCORSO 179 



NOTE 



(1) D. Maxin, Della reiiefa f/iurisprudenza (Venezia, 1848, tnitto dal 1° 
volume dell'opera Venezia e le sue lar/une), \)n^. 70. 

(2) Si pensi, per questo nome di cabale a due famosi hraui ì\q\V Amleto 

di Shakespkark nella ti'aduzione de! RuseONi; Monologo dell'Atto III: 

" ([unle uomo vorrebbe sopportare le ingiurie del tempo, le 

ingiustizie dei tiranni, gli oltraggi dei superbi, le torture dell'amore 
disprezzato, le cabale della legge etc. „ Scena del cimitero dell'Atto V: 
" Eccone un altro [teschio]. Sarebbe forse il ci'anio di un avvocato? 
Dove son ora le sue cabale, le sue sottigliezze, i suoi sofismi V „ (Teatro 
completi) di Shakespeare^ trad. Rusconi, 4'^ ediz., voi. II — Torino, 
Unione 1858). 

(3) Gnaeus Flavius, Der Kampf um die Rechtswissenschaft (JHeidelherg, 

Winter 1906). Se ne ha una edizione italiana riveduta dall' Autore 
con prefazione e note del giudice R. Majetti (Palermo, Sandron, 1008). 

(4) Mel(!H1()kke Delfico, Ricerche sul vera carattere della Giarisjtru- 

denza romana e de' suoi cultori, opera comparsa per la prima volta 
nel 1791. Io ho sott' occhio la 3" edizione (Napoli, Nobile 1815), 
pag. 12-13, 45, 174 e passim. 

(5) R. De La Grasserie, Lo svolgersi del formalismo nei vari istituti 
giuridici-scciali in Rivista italiana di sociologia, XI (1907) (pag. 349 
e segg.), pag. 352. All'esempio recato nel testo quanti altri mai se ne 
potrebbero aggiungere ! Così vediamo tutti i giorni che non si liu- 
niscono fn libero sodalizio dieci persone, siano pur esse profane di 
leggi e remoto ogni fine di lucro, che tosto non si compili tanto di 
statuto ricori-endo a formalismi e persino a finzioni che paiono la 
quintessenza del dottrinarismo giuridico, come la clausola di stile 
delle assemblee di prima e di seconda convocazione, salva la scap- 
patoia di un unico invito ad entrambe con 1' irrisorio intervallo di 
un' ora. 

(6) Atti parlamentari, Camera dei Deimtati, Discussioni, Seduta del 20 

Giugno 1906, pag. 8785. 

(7) Viceversa altre volte l'occhio linceo del Fisco sa nell' interesse pro- 

prio penetrare i rapporti giuridici nella loro realtà, ottenebrata nei 
Coflici da astrazioni o finzioni civilistiche, ovvero tronca dal canto 
proprio, nel senso più vantaggioso per l'Erario, questioni che tengono 
in Diritto civile e commerciale divise la dottrina e la giurisprudenza, 



180 V. POLACCO 

l*]senipi (Iella pi'ima specie la tassazione in caso di divisioni (se in- 
teivengono maggiori assegnanieriti o conguagli) o in caso di transa- 
zioni, ove non è seguito il Diritto civile sino all' estremo a cui esso 
spinge in entrambi il carattere ilichiarativo anziché traslativo di pro- 
prietà (Art.' 35, 36, 44 del Testo unico delle leggi sulle tasse di re- 
gistro, 20 Maggio 1897, n. 217): esempio della seconda specie l'Art. 1 
della Tariffa annessa alla Legge stessa di Registro, in quanto col- 
pisce della stessa tassa proporzionale che vale per alienazioni^ vendite 
ecc., il diritto di escavare e di prendere materie da terreni o da 
miniere, e -così per conto proprio risolve negativamente il quesito 
tanto dibattuto se possa darsi locazione delle miniere. 

(8) Non ignoro la fortissima corrente, specie dottrinale, diretta a combat- 
tere quello che si dice vecchio pregiudizio dell'immoralità o almeno 
deli' illiceità dei contratti differenziali e a dimostrare ch'essi nulla 
hanno a che fare coi giuochi contemplati nell'art. 1802 del Codice 
(;ivile. Sarebbero pertanto contratti per sé leciti e validi indipenden- 
temente dai foglietti bollati richiesti non ad essentiam ma. ad jjroba- 
tionern. Escirei dal seminato soffermandomi sulla questione, tanto 
importante, come si sa, anche nei riguardi del Diritto internazionale 
privato. Basta per me constatare che è diffusa talmente nella comune 
coscienza l' idea del giuoco in simili affari, da rendersi conto del suo 
largo accoglimento per parte della giurisprudenza. È appunto a que- 
sta persistente preponderanza della giurisprudenza nell' idea del 
giuoco che, senza prendere posizione nel dibattito, io intendo allu- 
dere nel testo, avvertendo tutto ciò che di assurdo e veramente im- 
morale presenta la nostra legislazione se è vero eh' essa ad una ra- 
gione (li credito, riconosciuta intrinsecamente immeritevole di azione 
quest'azione conceda sol percht; una formalità estrinseca e di natura 
fiscale vi si accompagni. 

(9) Cod. pen. art. 335. 

(10) Cod. pen. art. 221, Cod. civ. art. 1370. Ed «; noto il ripieg) a cui 
tanta parte, ed autorevole, della dottrina e della giurisprudenza ri- 
corre, di ammettere almeno il danneggiato a costituirsi parte civile 
nel giudizio penale pel risarcimento di danni. Una (bdle tante ca- 
bale escogitate, secondo il mio parere, dagli interpreti a fin di bene 
per drizzare in qualche majiiera le storture della legislazione. 

(11) Art. 1459 Cod. civ., Art. 59 Cod. comm. Ed anche qui sarebbe fuor 
(li luogo il ricordare per che via dai giuristi si tenti di mostrare 
meno inconciliabili i due articoli di quel che sembri a prima vista. 

(12) Cammeo, L' interpretazione antentira. (estr. dalla Giurisprudenza 
italiana voi. LIX, Torino, Unione 1907), pag. 5. 

(13) // progetto di legge sull'emigrazione e l' Art. 11, I. comma, n. 3 del 
Codice civile, memoria letta nell'adunanza del R. Istituto Veneto 
del 30 dicembre 1900. Vi si riferisce e quasi direi che ne prenda 
occasione per accentuare, del resto con l'usata cortesia, un dissenso 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 181 

(li idee elio io reputo più apparente che reale, lo scritto dell'illustre 
mio collega Brugi, Logica di ler/fji e logica di scienza in Rivista 
italiana di sociologia. Anno V (1!K)1), pag. 164-170). 

(14) Cfr. la recente memoria dello stesso Bkugi, Eguaglianza di diritto 
e disegna glianze di fatto, in Rivista it. di sociologia. Anno XII 
(1!K)8), pag. 49-55. 

(15) WuRZKL, ì)as jaristische Denken (Wicn, Porles 1904), pag. 7. 

(16) Tipico il caso a cui si riferisce l'articolo del CIraziani, Una dispo- 
sizione di legge ignorata da due collegi giudicanti, in La Temi del 
1905 (Voi. V. Serie 2.''), pag. 336 e seg. 

(17) Gli esempi sovrabbondano: quella che corre subito al pensiero di 
tutti è la famosa questione d(dla quota di fatto (j quota di dii'itto 
nella consuccessione di fratelli bilaterali ed unilaterali. 

(IM) I'asgal, Pensées, Première Partie, Art. VI, n. Vili (ed. di Besangon, 
lMontars(jlo 1829, T. I, pag. 145). 

(19) Invece altre, pure provvide, leggi come quella già ricordata conte- 
nente provvedimenti per le Provincie meridionali, per la Sicilia e 
per la Sai'degna (L. 15 luglio 1906. n. 3S3) sono venute, non è molto, 
ad aumentare la dispsirità, dettando soltanto per certe regioni dei 
provvedimenti (obblighi di certe anticipa/ioni al colono, limite nel 
relativo tasso di interesse ecc.) che non si sa perchè non abljiano a 
valere' nelle altre parti d' Italia. Ben diceva a tale riguardo l' on. 
Ctiusepim'J Maiorana relatore alla Camera dei Deputati sul relativo 
progetto : " Quando si tratta di provvedere in nome della giustizia 
e dell'economia (non di semplici provvedimenti di spese o di bi- 
lancio) non sta la distinzione della regione ». {Atti j)arlamentari, 
Voi. cit. pag. 8731). Veggasi pure la Legge speciale per la Basilicata 
31 marzo 1904, n. 140. 

(20) Anche qui io non intendo prender partito sulla natura dell' inter- 
vento dello Stato, se cioè esso infonda l'essere ai corpi morali o ri- 
conosca in essi delle realtà già per sé esistenti. Ma accenno al si- 
sterna dei due pesi e due misure, per cui quelli) delle due sohizioiii 
che si invocherebbe nel caso a la si combatte nel caso b come in- 
giusta ed oppressiva. 

(21) Rettifico trattarsi di sentenza di Tribunale. E precisamente alludo 
ad una sentenza pronunziata nell'Agosto 1907 dal Tribunale di Ber- 
gamo nella causa intentata da alcuni sacei'doti c.ontro " // Giornale „. 
Vero che si era sul terreno della diffamazione meglio che di semplice 
ingiuria, ma persino uno dei giornali che approvarono quel giudicato 
per le circostanze della fattispecie (/ Tribunali, Anno X[, n. 557, 
1 Settembre 1907) ebbe a riconoscere che « il Tribunale si aggrappò 
a un filo procedurale e dichiarò non luogo a procedere perché non 
era designato )idV articolo al''unu dei querelanti „. 

(22) Credo mio dovere il dichiarare che alludo ad una conferenza tenuta 
in Padova dall'esimio avv. Enrico Turazza. 



182 V. POLACCO 

(23) Montesquieu, Lettres persanes^ Lettre CI. 

(24) Ibid., Lettre LXVIII. 

(25) DiDEKOT, Essai sur les l'tiides en Russie (Oeuvres philosophiques, 
T. VI, Bruxelles, Librairie philosoph. 1829) pag. 175, nota l. 

(26) M. Delfico, Op. cit., pag. 41-42. 

(27) O. BiiLOW, Gesetz and Richteramt ap. Rumpf, Gesetz und Richler 
(Berlin, Liebniann 1906), pag. 31-32. Per indicazioni bibliografiche 
su questa cosidetta scuola del Diiitto libero veggasi 1' appendice al 
citato Kantorowicz, La lotta per la scienza del Diritto e L. Co- 
viELLO, Be' moderni metodi d'interpretazione della leg^e (estr. dalla 
" Corte d'Appello „ S. Maria C. V. Cavotta 1908), passim. Il toma è, 
come si suol dire, di tale attualità, che di continuo compaiono nuovi 
scritti sull'argomento. Così, per ricordarne uno interessante oltre a 
quelli citati nelle bibliografie testé indicate, si consulti Bozi, Die 
Weltanscliaìiunf) der Jurispriidcnz (Hannover, Helwing 1907). 

(28) Si invoca altresì l'esempio del Diritto inglese e delia latitudine di 
poteri che in esso compete al giudice sì che gli Inglesi parlano di 
una judicial lef/islation. Cfr. Rumpf, Op. cit. pag. 20. 

(29) PucHTA, Cursus der Institutionen (4. ediz., Leipzig, Breitkopf u. 
Hartel 1853) Voi. L § IH, V-^S- •'>53. 

(30) ScHLiEMANN, Die Leìire Dom Zivanr/c (Rostock, Stillor 1861), pag. Il, 
n. 10; , 

(31) Icilio Vanni, Lezioni di Filosofia del Diritto (Bologna, Zanichelli 
1906), pag 393. 

(32) Op. cit.., nel testo italiano, pag. 139. 

(33) Ibidem .^ nota 1. 

(34) Basta a persuadersene consultare; la raccolta che fu pubblicata delle 
sue decisioni, Leyrbt, Les juffements da. Président Ma(/naud réimii^ 
et commentés, 2." ed. (Paris, Stock 1900) e traduzione con note di tali 
decisioni dello stesso Ma.jiotti (S. Maria C. V., Cavotta 1901). 

(35) Ma.tetti, Prefazione alla traduzione del Kantorowicz, pag. 43. 

(36) Anche L, Coviello nella sua precitata memoria, pervenutami quando 
io mi disponeva a leggere il presente discorso o con la quale in tanti 
punti concordo, fa osservare che " si potrebbe trovare nel giudico 
cosi l'avanguardia dell'avvenire come il più fiero reazionario „ pag. 25. 

(37) Picard, Le Droit pur (Bruxelles, Larcier 1899), pag. 55. 

(38) Esse in verità non mi sembra si oppongano allo sviluppo di quei 
germi che in un dato testo di legge stanno racchiusi e sbocciano, 
per così dire, al contatto e in rispondenza a circostanze e bisogni 
nuovi della vita reale. L' intenzione del legislatore si ha a credere 
infatti che investa anche tali circostanze e bisogni, ch'egli per ve- 
rità non potè avere immediatamente sott'occhio, semprechè si tratti 
appunto non di deviazione da quel testo di legge, ma di progressiva 
sua esplicazione: proprio come nel seme d(d generante sta non solo 
il tìglio immediato ma tutta la successiva discendenza. 



LE CABALE DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 183 

(39» V. 8ciAi;()jA, Sulla tenrid della interpretazione delle ler/f/t in Studi 
giuridici dedicati e offerti a Francesco Schupfer, Voi. [II (pag. 305- 
308), pag. 307. 

(40) Coiif. L. CuviELLO, Op. cit. pag. 15, nota 1. 

(41) Cod. civ., art. 1124. Invece altro volte i nostri Collegi probivirali 
esercitarono nn ufficio pretorio nel senso romano, calpestando e non 
senipliceniente sviluppando noiMiic di Diritto vigente, il (die è sem- 
pre male, per le ragioni che espongo nel testo, comunque la si pensi 
caso prM- caso de lege fere.nda. Cfr. in questo senso A. Ascom, Sai 
contratto collettivo di lavoro (a proposito di recenti sentenze estr. 
dalla Rivista di Diritto commerciale, ind. e marittimo Anno I, fase 
II (Milano. Vallardi 1903). 

(42) Sono le parole con cui si chiude il pi-oemio del più volte ricordato 
scritto del Kantoeowicz. 

(43) Alludo alia sentenza pronunciata dalla Suprema Corte il 19 luglio 
1904 nel caso Olivo. Si confrontino i diu; articoli del De Beniìdktti 
md La Cassazione Unica (Parte penale) Voi. XV, col. 12!)7-1301 e 
Voi. XVI col. 225-229, dei quali il primo intitolato [l giurì innanzi 
alla Cassazione e il secondo La (fissazione innanzi al giur). 

(44) LiTcoHiNi, / semplicisti del Diritto penale (Torin(j, Unione ISHO), 
Prefaz. pag. XIX. Veggasi pure A. Ascoli, Oj). cit., pag. 9. Accenno 
nel testo ail eventuale cambiamento degli attuali canoni ili erme- 
neutica da farsi per legge ov' essi appaiano oggimai insufficienti, 
li' esimio Collega L. CoviefjjO nel citato suo lavoro, cli'è la prele- 
zione da lui tenuta al corso ufficiale di Diritto civile nell'Università 
di Palermo il 14 gennaio 1908, si pone tra coloro che inneggiano 
alla formula adottata dal legislatore svizzero e si augura di vederla 
riprodotta in una riforma del Codice nostro. (Xoto di passaggio che, 
anzicdiè dell' art. 1 del Progetto del Codice civile svizzero, avrebbe 
egli dovuto parlare ormai dell'art. 1 del Codice stesso, dacché que- 
sto porta la data del IO dicembre 1907). Per esso nei casi non pre- 
visti dalla legge il giudice decide secondo la consuetudine e, quando 
anche questa faccia difetto, secondo la regola ch'egli stabilirebbe 
se f'iis.^e legislatore. Il testo tedesco tosto soggiunge " Er folgt dahei 
bewiihrter Lehre und Ueberlieferung „ poco felicemente nell'ultimo 
capoverso tradotto nei testi ufficiali francese e tedesco, non foss'altro 
per la omissione di quel dabei (in ciò, nel far ciò) che collega que- 
sto capoverso ultimo col ])re(!eilente. Testo francese: "Il [le jugel 
s' inspire des solutions consacrées par la doct.rine et la jurispruden- 
ce. „ Testo italiano: " Egli si attiene alla dottrina eil alla giurispru- 
denza più autorevoli,,. Questa formula, pensa il Coviello, dà util- 
mente ampio potere al giudice per colmare le lacune della legge, 
inteso con lo Zitelmann (Lilrkm ini lienkf, 1903) come quei punti 
controversi a cui la legge non dà una S(jluzione diretta, nò la rende 
possibile mediante 1' analogia. Il legislatore infatti, nota il Covikllo 



184 V. POLACCO 

(pag. B8-3U), potrebbe anclie ladicaliiicute innovare il diritto proesi- 
stente. Invece 1' interprete, date le parole finali dell'art. 3 delle no- 
stre Disposizioni preliminari al Codice civile, non può da noi met- 
tersi in contrasto con lo spirito complessivo della vigente legisla- 
zione. Ora io non vorrei che il Ct^viELLo fosse corso troppo, sedotto 
dalla formula nuova che il giudice debba farla da legislatore. Leggo 
infatti a proposito di tale art. 1 neìV Exjmsé des inotifs de l'acant- 
projet da Département féd'ral de Justice et PoUce T. I (Berne, Buch- 
ler lyOl) che, constatata la lacuna, il giudice " eroe lui-inóme la 
norme qu' il estimerait juste et sage, duns le cadre de l' ordre jari- 
dùjìie cxistant^ s' il faisait otlice de législateur. „ (pag. 32). E quel- 
l'accenno finale alla dottrina e alla giurisprudenza, cui codesto giu- 
dice-legislatore avrà da ispirarsi, non ha anch'esso dello strano? 
Come semplice consiglio sarebbe in verità fuor di luogo in una leg- 
ge che sta prescrivendo al giudice il modo di comportarsi : come 
comando si risolve in una canzonatura del pomposo titolo di legis- 
latore attribuito in tali casi al giudice, nientr' era più semplice il 
dire ch'egli abbia ad atteneisi alle norme consacrate dalla dottrina 
e dalla giurisprudenza. E poi, dato appunto che l'attenervisi non sia 
un consiglio ma un comando diretto al giudice, quale fonte di liti 
in pratica per decidere se realmente la giurisprudenza e la dottrina 
seguite dal magistrato sono C(Mi('ordi o almeno, come dice il testo 
ufficiale italiano, le più (tiUorecoli ! Di questa maggiore o minore 
autorevolez/a come sarà scabroso il decidere in taluni casi ! Ver- 
rebbe fatto quasi di invocare come patente ufficiale di siffatta au- 
torevolezza un quid simile della cosidetta legi/c delle citazioni, il 
nolo peregrino meccanismo escogitato da Teodosio II ! 
(4.J) Cod. pcn., art. 46. 

(46) Nella stessa Relazione si comincia a questo proposito col ragionare 
suir altro concetto filosofico di forza irresiòithile, voluto eliminare 
dopo il tanto abuso che se n'era fatto. 

(47) Mi dispenso da ])articolari citazioni richiamandomi ai ben noti la- 
vori speciali sull'argomento sia di civilisti, sia di filosofi del Diritto 
(Campugrandk, Ricca-Ba-Rbekis, Ravà ecc.). 

(-fiS) Utile a consultarsi Maluidikr, Elude sur le husard in Recae phi- 
lunoph. de la France et de Vétramjer XXII A.nnée (1897), pag. 561- 
098. Veggasi, fra i più recenti, L. Limentani, La previaione dei fatti 
sociali (Torino, Bocca 1907) specialmente al Cap. II " / limiti della 
previsione sociologica „ pag. 8^ e segg. 

(49) Cod. pen , art. 402. 

(50) Pipia, L'elettricità nel Diritto (Milano, Hoepli 1900), n.' 5 e 6, pag. 6 
e segg. e n. 14 e segg., pag. 18 e segg. 

(51) Veggasi, per esempio, N. Coviellu, Della sujìerfìcie in Archivio 
giuridico. Voi. XLIX (1892) (pag. 1-195), pag. 151 e segg. e Simun- 



LE CABALR DEL MONDO LEGALE - DISCORSO 185 

CELLI, nota a sentenza 8 giugno 1899 del Tribunale di Lecco in Foro 
Italiano, Voi. XXV (1900), col. 56 e segg. 

(52) FiLAN(ìn<;Ri, La scienza della legislazione, Libro IV, Parte I, spe- 
cialmente al Capo XI (pag. 238-240 del II Voi. nell'edizione di Mi- 
lano, Borroni e Scotti 18ó()). Su di che ctV. Martinazzoli, " Un inano 
di educazione popolare „ in Rendiconti del R. Istituto lombardo di 
scienze e lettere. Serie lì. Voi. XL, pag. 1083-1096. 

(53) Veggasi Pescatore, Filosofia, e dottrine giuridiche^ Voi. I (Torino 
Bocca 1874), Parte I, Capo Vili, pag. 30. 

(54) Su di che veggasi Zitelmann, Die Kunst der Gesetzgebung (Dre- 
sden, Zalin u. Jaenscli 1904). 

(55) L'allusione del testo nulla toglie all'altissima stima che io professo 
a queir economista e sociologo insigne eh' è Achille Loria, della 
cui amicizia mi onoro. 

(56) Cheysson, cit. da Agnelli, Comm. alla legge sugli infortuni del 
lavoro (Milano, Soc. ed. libraria 1905) Introduzione, pag. XXV. 

(57) Cfr., fra tanti, Schupfer, Manuale di Storia, del Diritto it. Voi 1. 
(2" ediz., Roma, Loescher 1895), pag. 526 e segg. 

(58) Bardoux, Les légistes, leur infiuence sur la société fram^aise (Paris, 
Germer 1877) passim. 

(59) Cfr. J. HiTiER, La dernière evolution doctrinale da sorialisine^ Le 
socialisine Juridique in Reoue d.'Fconomie j^olitif/u.e, XX (190()), pag. 
209-228, 345-367, 452-466, vivamente combattuto da Sorkl, Le pre- 
tenda socialisme juridique in Le mouvement socialiste, IL Serie, IX 
Année (19071, pag. 320-348. Su di che veggasi Picard, Le Droit nou- 
veau (Bruxelles, Larcier 1907), pag. 2-3 e passim. E pel solidarismo 
ricordo il lavoro fondamentale del BouRfiKOis, Solidarité (3.^' edit., 
Paris, Colin 1902). Notevoli pure, in quanto vi si discutono fra altro 
i rapporti del solidarismo col socialismo, le conferenze e discussioni 
presiedute dal Bourgegis e dal Croiset e pubblicate sotto il tilolo 
Fssai d'une i)hilosoplne de la solidarité (Paris, Alcan 1902). Agli 
sforzi del caposcuola, il Bourgegis, per tenere distinto il solidari- 
smo dal socialismo fanno contrasto, in questo volume, specialmente 
le conclusioni del La Fontaine, Socialisme et solidarité, pag. 255-272. 
Egli termina dicendo (pag. 272) " Pour syntliétiser ma pensée je 
dirai que, si la solidarité est l'idéal du socialisme, le socialisme est 
la politi(iue de la solidarité „. 

(60) Non ho bisogno di dire che la teorica del quasi contratto è uno 
dei capisaldi del solidarismo : la concezione della lotta di classe 
sotto l'aspetto giuridico di due ragioni di credito contrapposte fra 
loro è di Emmanuel Lévy, L' affi r mali on du Droit collectif (Paris, 
Bellais 1903) pag. 25-27. Cfr. Hitier, Oi). cit., pag. 347. Curioso poi 
che lo stesso Sgrel avverso al socialismo giuridico in quanto vuol 
giustificare le tesi socialiste con delle sofisticazioni del Codice civile, 
pretendendo così di fondarle giuridicamente sul Diritto borghese 



186 V. rOLAGCO - LE CABALE DEL MONDO LEGALE 

(loe. cit., pag. 346) nel censurare il Lévy scrive (pag. 345, nota 2): 
" Ne pouvant entrer dans le détail de cette théorie, ,je me home à 
taire observer qu' elle ne fournit pas des eonclusions aussi nettes 
que si 1' opposition avait porte sur les droits réels. L'idée de créaiice 
nous conduit toujours à des analogies coniineiciales et on ne peut 
penser au coininerce sans penser aussi aux liquidations, arrangements 
arbitraux et concordats de faillites; il résulte de la qu'en présetitaiit 
la question sociale sous la forme d'un prol)léme juridi(iue relative à 
des crcances, on donne une arme à ceux qui veulent coiicluro à 
r accord des boiines voloiités „. Ecco dunque anche il sindacalista 
che muove in guerra contro il sistema di piegare alle idee socialiste 
la tecnica del Diritto civile vigente, suggerite egli stesso, in sosti- 
tuzione all'espediente di licoiiduire la cosa al tipo giuridico di due 
crediti, l'altro di due opp(jsti diritti reali! Qui poi non e il luogo 
di esaminare quanto di artificioso e, nel pensiero ultimo dei sosteni- 
tori delle teoriche predette, quanto di insidioso altresì alla compa- 
gine del Diritto civile tradizionale vi sia nelle costruzioni giuridiche 
pieaccennate e in tante altre simili. 

(()1) SuLLV Pruuhumme, Lu Just ice, Foèine in Oenrres de Sully Prud- 
HOMME, Poésies (1878-1879) (Paris, Lemerre 1886). 

(62) Parole della Prefazione sotto forma di lettera di dedica a Jules 

GrUIFFREY, pag. 46. 

(^63) Carducci, Alle fonti del Clifiniino. 

(64) Carducci, Prose {^.^ ed. liologna, Zanichelli 1907) Suliloquio, p. 1102. 

(65) Ibid. Lo studio di Bolofjna, pag. 1174. 

(66) Sono le parole con cui si chiude il magnifico poema del Siili// Priid- 
homiiie, che, in una invocazione ad Andrea Chénier, prorompe nei 
versi : 

" Maitre, tour à tour si tendre et si robuste 
Rassui(% aide, et defends, par ton grand souvenir, 
Quiconque sur sa tombe ose réver d' unir 
Le laurier du poète à la palme du juste „. 



r-'"^ 



Atti UKL RbALK IsTITOTO Vi5NK'1'0 1)1 SCIKNZK, LET'rKRK ED ARTI. 

Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 

i-L 



A 1) n N A N Z A () R 1) 1 N A K 1 A 
DEL 14 GIUGNO 1908 



PRESIDENZA DEL M. E. FERRARIS 

PRESIDENTE 

Presenti i membri effettivi: G. Bekchet, segretario ; Occioni-Bo- 
NAFFONS, vice-segretario; Lorenzoni, Trois, Bernardi, De 
Giovanni, Bellati, P. Spiga, Martini, Papadopoli, Mol- 
MENTi, Stefani, Fogazzaro, G. B. De Toni, Galanti, 
Ricci, Polacco, Yerson, Brugi, Ciscato, Bonome, Catel- 
LANi, Crescini, N. Tamassia, ed i soci corrispondenti : 
G. Spica, D' Arcais, Oastelnuovo, Predelli, Breda, 
Bertelli, Levi -Civita, De Marchi, Forti, Giordano, 
Olivi, Pizzetti. 

Giustificata l'assenza del m. e. : Da Schio e dei soci corrispon- 
denti : Lazzarini e Biadego. 

Letto ed approvato V Atto della precedente adunanza, il 
Presidente comunica la lettera di ringraziamento del signor Ugo 
De Amicis per la parte presa dall' Istituto al suo lutto in occa- 
sione della morte del padre Edmondo De Amicis. 

Comunica pure che l'Istituto fu rappresentato alla cerimonia 
della offerta di due corone sulla tomba di Alessandro Vittoria, 
nella chiesa di S. Zaccaria, dal in. e. cav. uff. Enrico Filippo Trois, 
ed alla commemorazione del Vittoria all' Ateneo Veneto dal in. e. 
Vice-segretario comm. prof. Giuseppe Occioni-Bonaffons. 

Presenta il Catalogo dei libri ed opuscoli acquistati e perve- 
nuti in dono dairultima adunanza, facendo speciale menzione della 
commemorazione di Evangelista Torricelli dettata dal prof. cav. 
Tito Martini e di 5 pubblicazioni d' argomento storico del dott. 
cav. Giuseppe Gerola. 



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180 ADUNANZA OEDINARlA 

A questo punto il m. e. Bonome presenta il Yol. XI dei Lavori 
dell' Istituto di anatomia patologica della Università di Padova, 
da lui diretto. Esso contiene ben dodici lavori riferibili all' anno 
accademico 1906-1907. Il Presidente ringrazia del dono l'egregio 
collega, e lo prega di fornire la Biblioteca del nostro Istituto, ove 
gli sia possibile, dei volumi che mancano a completar la raccolta. 

Anche il m. e. Polacco presenta, con opportune parole, l'omaggio 
che il dott. Adolfo Avetta fa all' Istituto di una Relazione sulla 
R. Biblioteca Universitaria di Padova, aUa quale è preposto. 

Seguono quindi le letture poste all'ordine del giorno : 
A. De Giovanni, m. e.: Contributo alla patologia della crescenza. 
— Premesse alcune considerazioni per dimostrare come non servano . 
alla patologia i dati raccolti intorno alla crescita secondo l'età, 1' A. 
dice che, a comprendere le manifestazioni cliniche coincidenti colle 
diverse fasi dello sviluppo individuale, è necessario apprezzare le 
anomalie dello sviluppo dal punto di vista morfologico, non solo 
anatomico. A dimostrazione delia tesi espone due storie cliniche: 
nella prima si tratta di un caso di linfatismo addominale con 
ipermegalia congenita del fegato e della milza ; nell'altra di ma- 
nifestazioni cloroemiche nella adolescenza e di manifestazioni co- 
reiformi nella pubertà coincidenti con errori di sviluppo e nella 
prima e nella seconda fase. L' A. richiama alla necessità di uni- 
formare la igiene delle prime età alle esigenze dell', organismo, 
che variano secondo i casi. Sopra questo indirizzo si spiega un 
importante programma per la Pediatria. 

P. Spica, m. e. : Sopra la ricerca delle materie coloranti 
artificiali nei vini. 

E. Verson, m. e. : Comunica i risultati di un suo studio sulla 
forma, la struttura e la graduale evoluzione del yv^so^w/sa/zi/', nel 
Bombice del Gelso. 

A. Bonome, m. e.: Nuove osservazioni sulla struttura e siil- 
ristogenesi dei Gliomi. — L'A. riferisce i principali risultati di 
alcune sue ricerche compiute in questi ultimi anni sulla istogenesi 
e sulla struttura dei gliomi. 



à 



DEL 14 GIUGNO 1908 181 

Egli ha applicato iiell'interpretare parecchi dettagli istologici; 
sul cui significato biologico vertono tuttora discussioni, le nozioni 
da lui messe in rilievo nello studiare l' istogenesi della nevroglia 
normale, nozioni che furono raccolte in una monografìa pubblicata 
l'anno scorso. 

Così l'A., confrontando i dati desunti dalle sue ricerche sullo 
sviluppo embrionale della nevroglia con i dettagli rilevati dallo 
studio dei gliomi, ha potuto dimostrare che non soltanto le cono- 
scenze sulla normale istogenesi e struttura della nevroglia embrio- 
nale servono a spiegare certe particolarità dei gliomi, ma ha 
notato ancora che dallo studio delle neoformazioni patologiche 
della nevroglia si possono fino ad un certo punto trarre nozioni 
por spiegare certi dettagli sulla struttura normale della glia. 

Dai suoi studi sui gliomi risulterebbe pertanto : 

1° Che i gliomi sono dei tumori che, quantunque derivino 
dagli elementi della nevroglia, contengono nel loro interno anche 
dei derivati mesodermici coi quali non si confondono ; 

2» Che la matrice dei gliomi è ordinariamente data da quei 
nuclei inditferenti che si trovano distribuiti nella nevroglia adulta 
delle varie provincie del nevrasse. Si possono infatti, secondo 
r A., dimostrare specialmente nelle zone di passaggio fra il 
tessuto nervoso normale e la neoplasia gliomatosa diverse forme 
cellulari che rappresentano delle generazioni cellulari derivanti 
da detti nuclei ringiovaniti e che a poco a poco vanno formando 
cellule del glioma. 

3^ In alcuni gliomi il tessuto proprio, cioè le cellule e le 
relative fibre presentano una disposizione sinciziale che ricorda 
quella che si osserva nella nevroglia embrionale. 

4» Le fibre e fibrille nei gliomi sono delle formazioni che si 
differenziano, come nella nevroglia normale, entro il protoplasma 
delle cellule proprie e che poi a poco a poco si distaccano dal 
corpo cellulare. Che nel tessuto gliomatoso possa snccedere una 
differenziazione di fibre e fibrille anche al di fuori del protoplasma 
cellulare sembra all'A. cosa possibile. Tale differenziazione avver- 
rebbe però in grembo ad una sostanza intermediaria, granulosa, 
di origine protoplasmatica che nei preparati istologici dell' A. si 
può dimostrare addossata ai corpi delle cellule gliomatose o attorno 
ai loro prolungamenti, o in mezzo al reticolo gliare. 



182 ADUNANZA ORDINAKIA 

5» La diiferenza quantitativa delle fibrille nel tessuto glio- 
matoso dipende non soltanto dal fatto che non tutte le cellule 
possegj^ono in egual grado l'attività formatrice, ma ancora da che 
le fibrille possono degenerare e scomparire, od anche da che pro- 
cessi degenerativi speciali possono alterare le cellule e togliere a 
loro la possibilità di formare fibrille. 

6» La varietà di forma delle cellule dei gliomi non è soltanto 
spiegabile col grado diverso di evoluzione delle singole cellule 
che derivano dagli elementi indifferenti embrionali, ma ancora 
dal fatto che talune specie di cellule gliari, come ad esempio le 
cellule satelliti degli elementi nervosi e dei vasi, si generano 
direttamente da analoghe cellule preesistenti della medesima 
specie invece che provenire, come la maggior parte delle cellule 
proprie dei gliomi, dai nuclei in differenti ringiovaniti. 

1° Le cellule nervose non prendono parte attiva alla forma- 
zione dei gliomi. 

8" Le formazioni epiteliali, che in qualche raro esemplare di 
glioma si riscontrano annidate nello spessore della neoplasia o 
sotto forma di cordoni di cellule epiteliali, o di cavità cistiche, 
più meno circondate da gruppi o da accumuli di cellule epite- 
liali, non sono in ogni caso da ritenersi come l'effetto di un errore 
di plasmazione, cioè come congenite - - ma debbonsi talvolta rite- 
nere come penetrate secondariamente nello spessore del tessuto 
gliomatoso, specialmente se la neoplasia si è sviluppata in vici- 
nanza delle cavità centrali del nevrasse. 

9.0 Anche i derivati mesodermici si sogliono trovare rappre- 
sentati in mezzo alle neoformazioni gliomatose. Gli elementi del 
connettivo mesodermico provengono dalle pie meningi o dalle pareti 
dei vasi sanguigni e formano talora un appoggio ai derivati ecto- 
dermici. Con questi non contraggono però mai rapporti di con- 
tiguità cosi intimi da non poterne essere distinti. 

E. Catellani, m. e. : lì diritto internazionale privato nel 
Codice Civile Svizzero. — L'A. comincia col notare come la codifi- 
cazione svizzera del diritto internazionale privato si distingua 
dalla nostra perchè resta frammentaria anche dopo la promulga- 
zione di un Codice Civile Federale. Questo contiene, nel titolo 
preliminare, talune norme di carattere generale o di diritto tran- 



DEL 14 GIUGNO 1908 183 

sitorio, che trovano applicazione anche ai rapporti di diritto inter- 
nazionale privato. Tahine altre norme, particolarmente relative a 
(juesto diritto, sono formnlate nell'articolo 61 del titolo finale del 
Codice Civile, altre si trovano nella Legge federale del 25 (iiugno 
1891 che il Codice Federale conferma, ed altre infine nel Codice 
delle Obbligazioni. 

L'A. espone sistematicamente queste regole del diritto sviz- 
zero circa lo stato e la capacità delle persone, i rapporti di fa- 
miglia, la tutela, il matrimonio, il divorzio, le obbligazioni e le 
successioni. 

Oltre a ciò VA. volge l'attenzione a parecchie altre indagini 
particolari che sono importanti j)er la esatta conoscenza del diritto 
internazionale privato svizzero, cominciando da quella circa il 
carattere relativo delle sue norme in opposizione col carattere 
assoluto delle norme corrispondenti del diritto nostro. Illustra poi 
la maggiore estensione data in Svizzera, circa la capacità degli 
stranieri, al principio accolto dall' articolo 58 del nostro Codice 
di commercio. Cerca di dimostrare che la prevalenza attribuita 
alla legge del 1891 al diritto del domicilio nei rapporti intercan- 
tonali, deve importare, dopo la conferma di quella legge nei rap- 
porti internazionali, la prevalenza del diritto nazionale in questi 
ultimi. 

L'A. infine si sofferma a commentare la disposizione che at- 
tribuisce facoltà al giudice, nel silenzio della legge, di decidere 
come farebbe se fosse legislatore, e dopo aver lodato tale dispo- 
sizione, ne prende argomento per criticare la tendenza di chi 
vorrebbe, anche in mancanza di disposizioni simili, rendere il 
giudice troppo indipendente dalla volontà del legislatore. 

T. Levi-Civita s. e. : Sui campi elettromagnetici puri., dovuti a 
piani permanenti. — Puri sono denominati dall' A. quei campi, in 
cui il moto dell' elettricità e le conseguenti azioni elettromagne- 
tiche si svolgono senza intervento sia di materia ponderabile, sia 
di legami cinematici. Quest' ultima condizione è veramente carat- 
teristica dei campi elettromagnetici puri, mentre l' esclusione di 
materia ponderabile è comune a tutte le teorie degli elettroni, 
che vi associano un qualche vincolo cinematico. 

Nella presente Nota viene studiata quella speciale categoria 



184 ADUNANZA ORDINARIA 

di campi puri, in cui il movimento dell' elettricità è stazionario, 
e avviene per piani paralleli con identico comportamento sopra 
ognuno di essi. Per maggiore generalità si tien conto anche del- 
l' eventuale influenza di forze elettromagnetiche esterne. 

8i trova che la determinazione del campo può in ogni caso 
ricondursi ad uno speciale tipo di problema al contorno. L' effet- 
tiva risolubilità di questo problema è illustrata sopra un esempio 
semplice ; per dimostrarla in generale, si richiederebbe un'appro- 
fondita indagine matematica, che l'A. riserva ad altra occasione. 

Egli conclude esprimendo la speranza di poter presto atte- 
stare in modo decisivo 1' interesse dei campi puri, traendone una 
spiegazione dei raggi catodici ed affini, esente da quelle difficoltà 
concettuali, che l'elettrone, rigido e deformabile in modo presta- 
bilito, lascia ancora sussistere. 

L. Olivi; s. e. : Di un diritto penale fra Stati in tempo di 
pace. — Dopo di aver richiamato una sua precedente Memoria, 
letta al nostro Istituto nel gennaio del passato anno 1907 sul tema 
Di (ilcune odierne tendenze del diritto internazionale^ 1' A. passa 
ora a discorrere di un diritto internazionale penale in tempo di pace. 

In quella Memoria V A. si proponeva di dimostrare come 
r organizzazione scientifica più moderna del diritto internazionale, 
la quale riguarda quest' ultimo quale un naturale sviluppo di un 
diritto universale e uniforme, che si rivela più specialmente me- 
diante le regole del così detto diritto internazionale privato, abbia 
sostituito neir epoca nostra quanto alla ispirazione, all' indirizzo 
ed al motO; l' organizzazione precedente, che si riferiva al sistema 
dei ricorsi storici a tipi analoghi di relazioni giuridiche in vigore 
presso il diritto romano nella sfera dei rapporti individuali. 

E nella Memoria odierna V A. imprende a ricercare con 
eguale rigore di metodo scientifico da quali fonti precipue e per 
quali modi si elabori e affermi un diritto di punire nei rapporti 
fra gli Stati. 

Accenna allo scarso materiale somministrato in questo senso 
dagli scrittori di divitto internazionale dell' epoche scorse, i quali 
più che altro contemplano talune teorie analogiche presso i ro- 
mani in argomento di obbligazioni nascenti da delitti o da quasi 
delitti e quelle considerano come prodromi e rivelazioni scienti- 



DEL 14 GIUGNO 1908 185 "^^'^ 

fiche fraiiimentario di un intero corpo di norme penali, che pro- 
vocate dalle mille occasioni offerte dal progresso moderno, si af- 
fermeranno compatte nei rapporti sempre più estesi ed intensi di 
cui si phisma e intesse la vita degli Stati. 

Questo loro diritto penale non potè apparire che tardi, cioè 
dopo che si assodarono le condizioni sociali più favorevoli al suo 
svihippo particolare, ciò che accadde per modo deciso solamente 
nella seconda metà del secolo scorso. Hopratutto fu indispensabile 
r evoluzione completa di un primo ciclo nazionale della giustizia 
punitrice, da cui si desumessero i materiali necessari alla costru- 
zione di un ciclo pili vasto allargantesi a comprendere più Stati 
e quindi ad assumere struttura e fisionomia internazionale. Le 
])rime forme di rivelazione di una giustizia punitrice in quest'ul- 
timo ciclo furono naturalmente rudi e incomposte. Lentissime e 
scarse dapprima crebbero poi di velocità e di quantità seguendo 
il moto parallelo delle relazioni sociali. 

L' A. si diffonde a chiarire molteplici forme differenziali a 
cui mezzo si esprime un comune intuito di una giustizia puni- 
triee e una comune esigenza ad ottenerne attuazioni adeguate 
air occasione del prodursi delle lesioni giuridiche dell' ordine so- 
ciale. Parla in questo senso delle varie leggi punitive nazionali, 
che restringono i loro studi a fenomeni delittuosi che sorgono, si 
svolgono e si consumano nelT interno del territorio su cui quella 
data legge impera. E siffatta legge distingue su tutte quelle altre 
che considerano invece il fenomeno delittuoso, il quale rimanendo 
materialmente e organicamente unico, si protende rispetto alle 
sue varie porzioni di attività criminosa sui territori di più Stati 
soggetti a leggi diverse. Allora accade che il delitto con una ve- 
duta ristretta sia considerato dalle leggi penali di vari paesi che 
sono spettatori del suo apparire e nella misura in cui ne sono 
spettatori, oppure avviene che una legge penale nazionale con- 
templi di esso anche le parvenze estraterritoriali e le riduca ad 
unità giuridica secondo propri originali criteri sottoponendolo al 
governo delle proprie norme. In questa seconda ipotesi abbiamo 
una vera figura della giustizia punitrice che esorbita dal ciclo 
nazionale per allargarsi a ciclo più vasto. 

Ma la fisionomia internazionale più schietta e più decisiva 
ha luogo allorquando gli Stati convengano fra di loro concorde- 



186""" ADUNANZA ORDINARIA 

mente intorno al punire di taluni delitti e intorno alla specie e 
alla misura della punizione, il che si avvera in particolare nei 
trattati di estradizione dei delinquenti. 

Attraverso tali stratificazioni dovette passare il concetto di 
una giustizia penale applicabile alle relazioni fra Stati onde poter 
pervenire allo stadio attuale di progresso. E anche qui, come già 
alla formazione scientifica di un diritto internazionale pubblico, 
dovettero soccorrere miriadi di analogie con situazioni simili che 
si erano avverate nella sfera dei rapporti privati e aveano avuto 
particolari occasioni di appalesarsi nell' epoca di mezzo. E tutto 
ciò r A. s' ingegna di chiarire e di provare a mezzo di una 
serie ricca di esempi e di raffronti storici. 

E. Sommer : Per la leggenda di Tristano in Italia (presen- 
tata dal prof. V. Crescini, m. e., a termini dell'art. 16 del Rego- 
lamento interno). — La leggenda di Tristano è la più profon- 
damente, tragicamente umana fra le leggende medievali, forse 
fra le leggende tutte : certo è la più emozionante. Ci sono studi 
recentissimi, dotti ed acuti su l'origine e la fortuna della leggenda : 
se ne ricercano pure le vicende in Italia, dove Dante ha ram- 
mentato Tristano ed ha create due figure che molto somigliano 
a Tristano ed Isotta, e le vincono nella memoria e nella commo- 
zione degli uomini. Ora, la sig."* Sominer, allieva della Facoltà 
letteraria di Padova, presenta, per mio mezzo, una Nota, che 
esamina i commenti danteschi più antichi, relativamente al luogo 
del e. V dell' Inferno : 

Vidi Paris, Tristano; e più di mille 
oinbie nostroinnii, e nomiiioUe a dito, 
che amor di nostra vita dii)artille. 

Dall' analisi de' commenti si desume quale conoscenza si 
avesse nel nostro Trecento della leggenda di Tristano ; e si reca 
un utile contributo alle indagini, che si proseguono in ogni centro 
di studi; sopra la difiFusione e le modificazioni della più bella 
favola, che sia uscita dalla fantasia giovenilmente vivida dell'età 
medievale. 

G. Ferrari : l^re papiri hizantini inediti (presentata dal prof. 
N. Tamassia, m. e., e, s.). — L' A. trascrive e illustra tre papiri 



DEL 14 GIUGNO 1908 187 

bizantini inediti provenienti dal villaggio Afrodite del nomos di 
Antaiupolis. 

Il 1° è un contratto di locazione di terreno del 9 diceni- 
l)re 536 d. C. Le arure doveano esser coltivate dal colono (ys(!)[>yó$) 
colle proprie braccia. 

Il II» è pure una locazione di terreno del 1 ottobre 552 d. C. 

Il Ilio contiene una ricognizioae di debito di derrate ed è 
specialmente interessante, dal lato giuridico, per le garanzie ac- 
cordate al creditore : un pegno e una garanzia personale prestata 
da un terzo nella forma d' un constitutum debiti alieni. 

L. Simeoni : Uaìmde di S. Zeno di Verona e gli ing. 
Gio. e Nicolò da Ferrara (presentata dal dott. G. Biadego, s. e, 
e. s.) — Si è finora attribuito al principio del secolo XY e agli 
Abati Emilej la grandiosa abside gotica della basilica romanica 
di S. Zeno di Verona. Nelle carte di S. Zeno, che si trovano, 
presso l'Archivio di Stato di Yenezia, esiste ancora il giornale della 
fabbrica, ossia la nota delle anticipazioni fatte dal monastero al 
muraro che aveva assunto l' incarico della costruzione. Da esse 
risulta, oltre molti particolari notevoli sui materiali e sui prezzi, 
che r abside fu costrutta dal 1886 al 1398 sotto gli abati Pasti 
e Cappelli, e che ne furono architetti gli ingegneri Giovanni e 
Niccolò da Ferrara, padre e figlio. Il padre era già noto per 
aver con Giacomo da Gozo eretto il ponte Scaligero delle Navi 
(1373-1375) e per esser stato nel 1392 chiamato a Milano da 
Giangaleazzo Visconti a metter pace fra gli architetti del Duomo. 

P. Carnevale : Radiolarie e Silico flagella fi di Bergonzano. 
(Reggio Emilia) (presentata dal dott. A. Forti, s. e, e. s.). — E 
un' illustrazione delle Radiolarie e dei Silicoflagellati del deposito 
miocenico langhiano di Bergonzano in quel di Reggio Emilia. 
È un contributo importante sotto molti rispetti : prima, perchè in 
esso vengono date le diagnosi di un centinaio di specie nuove e 
di alcuni generi nuovi, seguite dalle raffigurazioni semischema- 
tiche, riunite in tavole, poi perchè tale lavoro segna uno dei primi 
passi nella microgeologia italiana. 

Il Presidente dà la parola al m. e. P. Spica per la presen- 



188 ADUNANZA ORDINARIA 

tazioiie di un reclamo di priorità del dott. Greppino Girardi sulla 
ricerca tossicologica della eroina^ della dionina e della peronina. 
Il m. e. Spica si esprime in questi termini : " Presento, per 
la inserzione negli Atti del nostro Istituto, un reclamo di priorità 
del dott. Geppino Ghirardi, il quale, g-ià nell'ottobre 1904, comu- 
nicò a questo R. Istituto una Memoria sidla ricerea tossicologica 
della eroina^ della dionina ejlella peronina^ venendo a risultati 
che sono, a quanto pare, più completi di quelli sullo stesso argo- 
mento comunicati al VI Congresso di chimica applicata nel 1906, 
dal prof. Magnanimi di Sassari „. 

Il Presidente dichiara che il reclamo di priorità, or ora pre- 
sentato, sarà inserito nella I" Parte degli Atti. 

Dopo di che r Istituto si raccoglie in adunanza privata, nella 
quale fu ac-colta la domanda del Municipio di Venezia per la 
nomina di un suo rappresentante nella Commissione esaminatrice 
dei lavori che si produrranno al 8." concorso per una Storia do- 
cumentata della Rivoluzione e Difesa di Venezia negli anni 
1848-49. 



Il Fresidente 
C. F. FERRARIS 

// Vicesegretario 

G. OCCIONI-BONAKPONS 



Atti del Rkamo Istituto Vknkto di soiknze, lettere ed arti. 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



ALESSANDIK) PASCOLATO 

M. E. hEI, If. ISTITUTO VENIÌTO DI SCIENZE, LETTERE Eli AKTI 



COMMEMORAZIONE 

LETTA NELl' ADUNANZA DEL 10 MAGGIO 1908 

DAL M. E. NICOLÒ PAPADOPOLI ALDOBRANDINI 

SENATORE DEL REGNO 



Yinta, per 1' antica e costante amicizia che mi legò ad Ales- 
sandro Pascolato, la mia naturale riluttanza, accettai 1' alto 
onore di ricordare qui, dinanzi al fiore della intelligenza e del 
sapere della nostra regione, la nobile figura di Lui, non senza 
trepidazione ma anche con profonda soddisfazione dell' animo 
mio. Perchè ho potuto così rievocare per un momento i begli 
anni della giovinezza, ai quali il pensiero non ritorna senza una 
dolce e viva commozione ! Belli, perchè la gioventù è sempre 
bella, più belli ancora perchè vissuti in tempi tristi assai, ma 
pieni di una speciale poesia di cui diffìcilmente può intendere il 
fascino chi li passò in momenti e ambienti molto diversi. 

Venezia, rimasta in mano dello straniero, vedeva sorgere 
con mirabile fortuna la nuova Italia, piena di fede e di speranza 
in un avvenire che di sogno stava prodigiosamente diventando 
realtà. L' Austria, per opporsi all' irresistibile avanzare delle idee, 
alzava fortezze e concentrava armati ; mentre nelle altre parti 
dell' impero concedeva riforme, qui, sentendosi malsicura, isi con- 
siderava in paese di conquista e trattava gli abitanti come nemici 
in tempo di guerra. Di fronte a questo contegno, uno spirito 



190 N. PAPADOPOLI 

solo animava tutta la città e tutta la regione : senza intese, senza 
cospirazione propriamente detta, tutti erano concordi, tutti sape- 
vano la meta a cui si tendeva, quel che si doveva dire, quel 
che si doveva fare. Si trattava alle volte di piccole cose, tali 
forse da sembrare anche ridicole allo spettatore indifferente, ma 
utili e necessarie per tenere in continuo allarme gli oppressori, 
e mostrar loro la concordia mirabile dei cittadini. In tutte le ma- 
nifestazioni grandi e piccole, si sentiva il soffio divino dell' idea 
che le animava : l' idea del sacrifìcio a cui tutti erano disposti e 
pronti ; sacrifìcio degli interessi, degli agi, degli ideali, e, occor- 
rendo, anche della vita, o sui campi di battaglia, o nelle carceri 
e sui patiboli. 

Questa 1' epoca in cui conobbi e amai il Pascolato, che cre- 
sceva alla nobile e forte scuola del dovere e del sacrifìcio, lavo- 
rando intensamente e continuamente al trionfo degli ideali co- 
muni. E insieme con Lui, nell' ingenuo e caldo entusiasmo della 
gioventù, formai i primi sogni di una Italia grande, potente, ono- 
rata, felice.... La dolcezza irresistibile di questa evocazione mi 
trascinava a parlare di ricordi personali, dimenticando per un 
momento che tal metodo, caro a molti e di cui forse si abusa, 
non è adatto uè a me ne a Yoi. Non a me, perchè, a dire il 
vero, sento ripugnanza a mettere in pubblico le dolci memorie 
d' una intima e profonda amicizia, molte delle quali, per le mu- 
tate condizioni dei tempi, del vivere sociale e delle opinioni pre- 
dominanti, potrebbero forse parere a taluno meno importanti e 
sacre di quel che sembrano e sono per me : non a Voi, perchè, 
parlando davanti a chi illustra la patria con le opere, non deb- 
bonsi ricordare i trapassati con gli aneddoti, ma bensì con 1' e- 
same delle manifestazioni che ci restano della loro attività lette- 
raria e scientifica, destinate a tramandarne la memoria ai più 
lontani. 



Ma il Pascolato fu egli veramente uno scrittore, tanto da 
doverne esaminare le opere scritte a preferenza di quelle fatte 
nel campo giuridico, politico e scolastico, dove ampiamente e 
diuturnamente si svolse la sua molteplice attività ? Se il valore 
dello scrittore dovesse dedursi dalla mole dei volumi lasciati, 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 191 

11011 pjti'einmo annoverarlo tra essi ; ma, se come io penso e 
molti penseranno con me^ lo scrittore deve giudicarsi dal valore 
intrinseco degli scritti, valore non soltanto di forma ma di conte- 
nuto, ognuno troverà giusto e doveroso il ricordarlo con questi 
e per questi. Perspicuità e lucidezza di pensiero, semplicità di 
frase, forza di sentimenti, appariscono in tutti, anche in quelli 
dettati sugli argomenti più aridi di amministrazione ; in tutti la 
correttezza e spontaneità della forma è pari soltanto alla densità 
e sincerità delle idee. 

La virtù principale dell' amico nostro fu la sincerità : onesta, 
franca, limpida, serena, sempre, dovunque. Per questa sua precipua 
virtù, gli scritti da Lui lasciati hanno incontestabile valore docu- 
mentario per lo studio dell' indole sua. Egli, avvocato, non assunse 
mai il patrocinio di una causa della cui bontà non fosse persuaso, 
scrittore, non dettò mai una parola che non rispondesse all' intima 
convinzione. Anzi, tanta è la forza dei convincimenti e dei senti- 
menti in quest' anima superiore, che egli non sa nasconderli e 
da per tutto, negli studi storici, nelle commemorazioni, nei 
discorsi parlamentari e scolastici, è tratto a svelarli spontanea- 
mentC; così, come a preferenza delle altre qualità dei personaggi 
di cui deve parlare, mette in luce quelle che meglio rispondono 
ai suoi ideali. 

Gli scritti suoi, pure essendo di occasione, non hanno il 
carattere comune di tali scritture e testimoniano invece della 
coscienza che egli uietteva nell' assolvere un compito impostogli 
sia pure da circostanze occasionali. Ciò avviene però perchè non 
si accinge indifferentemente a trattare qualsiasi argomento, ma solo 
quelli che rispondono alle sue convinzioni, alle sue idee. 



Due periodi storici di Venezia ebbe così occasione di studiare. 
Il primo, a cui si riporta uno de' migliori suoi lavori, è quello 
della famosa contesa tra la Repubblica Veneta e la Chiesa di Roma. 
Lo studio su fra Paolo 8arpi rivela mirabilmente la profonda e 
poderosa preparazione snll' argomento. 

Con sintesi lucida e precisa egli narra le vicende del con- 
trasto secolare fra la potestà ecclesiastica e quella civile a Venezia, 
mostrando come, nel succedersi di questi dissidi, venisse forman- 



192 N. Ì>APADOPOLI 

dosi una propria coscienza e giurisprudenza che, con felice espres- 
sione, chiama veneta, la quale in fondo poi è (juclla stessa a cui 
si informa la moderna teoria liberale dei rapporti fra lo stato e 
la chiesa. Esponente e risultato di questa coscienza veneta è la 
figura austera e diritta del frate lumeggiata meravigliosamente. 
Nella fedele esposizione dell' azione del Sarpi che riassume la 
politica ecclesiastica veneziana, basata su la esatta ed alta conce- 
zione del diritto incontestabile dello stato in tutto quanto non 
concerne le cose meramente dogmatiche e spirituali, è la convin- 
zione schietta e non opportunisticamente larvata del Pascolato. 
Egli però ha saputo addentrarsi nella genesi e nello svolgimento di 
diritto e di fatto della contesa con tutta la serenità che si addice 
allo storico coscienzioso, ben diversa dall' astio degli avversari 
della Repubblica, per i quali fu pretesto a deprimerla politica- 
mente onde asservirla alle loro mire. 

E qui non posso a meno di ricordare come questa chiara 
visione dei diritti dello stato di fronte alla chiesa, apparisca anche 
nella commemorazione che il Pascolato fece di re Vittorio Ema- 
nuele II, accennando ai lunghi contrasti che questi, con grave 
dolore della sua coscienza di credente, dovette sostenere nei 
primordi del regno, onde togliere alla chiesa la soverchia inge- 
renza nelle cose dello stato, che trovavasi allora costretto a 
" conquistare 1' esercizio di quei diritti, senza dei quali non può 
concepirsi civile e ordinato reggimento. „ 



Studio più esteso e continuato dedicò all' altro periodo, quello 
contemporaneo, da Lui in parte vissuto. 

Nell'epoca della sua giovinezza il ricordo ancora vivo e presente 
della epopea del 1848-49 esercitava una forte suggestione sul- 
r animo della gioventù che si sentiva trasportata a raccogliere 
religiosamente e a venerare le memorie dei fatti e degli uomini, 
ritemprandosi in esse e traendone stimolo a rinnovare le glorie e 
a completare 1' opera interrotta bruscamente dal fato avverso. 
Questo fece il Pascolato con cura pietosa e assidua, della quale 
raccolse il frutto quando fu chiamato a commemorare il più degli 
uomini che vissero nel periodo epico e in quello doloroso che 
precedette 1' unione di Venezia all' Italia. Tanta passione egli pose 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 193 

in siifatte ricerche, che alle commemorazioni potè aggiungere la 
pubblicazione di memorie e documenti, e opera di maggior mole 
aveva ideata e cominciata a scrivere mettendo a profitto il copioso 
materiale adunato. Questi scritti formano tale un complesso or- 
ganico di studi sulle condizioni dell' ambiente, sugli ordinamenti, 
sugli uomini e sui fatti, che ad essi dovrà necessariamente ri- 
correre chiunque si accingerà a sintetizzare la storia di Venezia 
ai tempi nostri. Egli si valse di documenti, di stampe, di giornali 
e, ciò che più importa, si servì di notizie raccolte dalla viva 
voce di quelli che si trovarono presenti alle grandiose vicende e 
continuarono poi nel secreto 1' opera di redenzione, perchè, ap- 
pena r età glielo permise, divenne loro intimo amico e collabo- 
ratore. (Quindi ne' suoi scritti commemorativi, specialmente nelle 
note di cui li arricchì, e' è un materiale prezioso che altrimenti 
sarebbe andato perduto. In tutti poi appare 1' ardore dell' amor 
suo per la patria, 1' aspirazione continua alla grandezza di questa, 
il desiderio ardente di vederla felice, il culto sconfinato per la 
onestà politica e privata, la savia tendenza a temperare la impul- 
sività dell'azione con la valutazione ponderata delle circostanze. 
La sua prosa sempre limpida e corretta assurge ad impeti lirici 
quando parla del glorioso periodo della risorta Republ)lioa e del- 
l'uomo che impersonò allora in sé stesso il coraggio, la prudenza, la 
forza, la sapienza, in una parola, la vita intera di Venezia. A 
Daniele Manin consacrò egli vari scritti : un primo, comparso nella 
Strenna Veneziana, dove rapidamente, ma con mano maestra, trat- 
teggia r opera del grande statista : poi un inno di gloria ricor- 
dando il ritorno delle ceneri in patria : finalmente quella splen- 
dida commemorazione, di cui abbiamo ancora 1' eco negli orecchi 
e nel cuore, che pronunziò nella celebrazione del centenario dalla 
nascita del Manin. In questo lavoro, che fu 1' ultimo, egli trasfuse 
tutto il meglio dell'animo, presago quasi di dettare il suo testa- 
mento di affetto per Venezia, che ebbe sempre in cima ai suoi 
pensieri e fu il grande amore, la grande passione della sua vita. 
Egli loda tutte le virtù che fecero segnacolo di libertà e di gloria 
il suo eroe, ma sopra le altre esalta quella che agli occhi suoi 
lo avvicinava di più all'ideale che egli aveva in mente dello 
statista, dell' uomo politico : " La verità lo soggiogava per modo, 
„ egli dice, da impedirgli ogni doppiezza, ogni infingimento anche 



194 N. PAPADOPOLI 

„ di fronte ai nemici. Direte che mi sono ingannato, non che 
„ vi ho ingannati — furono le ultime parole eh' egli rivolse ai 
„ veneziani — io non ho mai ingannato nessuno „. 

Questa lode alla sincerità del Manin va di pari passo col 
calore con cui difende il 8arpi dall' accusa d' ipocrisia lanciatagli 
contro dai fautori della chiesa, e con quella non minore che dà 
a Vittorio Emanuele per la sua lealtà, a proposito della quale 
ricorda come in generale " la doppiezza non si giudichi, come 
realmente è, biasimevole arte di stato „. 

Ma non al solo Manin rivolse egli il pensiero e lo studio : 
anche quelli che gli furono collaboratori ricordò con pagine piene 
di profonde e acute osservazioni, e dove si narrano fatti che a 
noi lontani sembrano meravigliosi. 

Primo di tutti, Isacco Pesaro Maurogonato, il finanziere allora 
giovane d' anni ma vecchio di prudenza e di avvedutezza, che 
operò il miracolo di sopperire alle ingenti spese dell' organizza- 
zione e della resistenza con le sole risorse della città. La calma 
veramente superiore di quest' uomo, cui era affidata la parte più 
malagevole del governo, permise di affrontare con la serenità 
dei forti una impresa che poteva facilmente degenerare in un 
disastro, e fece sì che una difesa disperata non cadesse negli 
eccessi della disperazione. A lui e a Lodovico Pasini, che gli fu 
compagno nella commissione annonaria, si dovette se i calcoli 
degli ultimi mezzi di sussistenza rimasti, calcoli dove era previsto 
il giorno e si può dire 1' ora in cui questi mezzi sarebbero man- 
cati del tutto, consentirono di spingere la difesa fino all' estremo 
limite della possibilità umana, lasciando ancora il tempo sufficiente 
a trattare la resa col nemico, senza esservi spinti dalle impazienze 
e dalle ribellioni interne. 

Vibra ancora in quest' aula il suono di quella mirabile rela- 
zione con cui il Pascolato concluse che l'Istituto dovesse concor- 
rere alla erezione di un monumento ai fratelli Pasini : nuovo ar- 
gomento, se mai ve ne fosse bisogno, della nobiltà ed elevatezza 
che egli poneva nel trattare gli argomenti più ovvi, tanto da 
fare di una semplice relazione di ordine interno, quasi un altro 
monumento a quelli che si proponeva di eternare nel bronzo. 
Oltre all' opera di Lodovico ricordò allora quella di Valentino 
Pasini, il diplomatico improvvisato, ma valoroso, che riuscì a ren- 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 195 

dere simpatica la causa veneziana ai gabinetti europei, tutt' altro 
che ben disposti verso quelli che allora si chiamavano ribelli. Di 
Valentino sintetizzò mirabilmente la figura in poche parole che 
io voglio rijìctervi, perchè mi pare si attaglino perfettamente an- 
che a chi le scrisse : " In ogni ufficio, anche se l)revemente te- 
„ unto, egli apparve (jual era : alto e limpido intelletto, volontà 
„ sicura e tenace, carattere integro e puro. Da per tutto splendette 
„ non meno per la sapienza che per la bontà „. 

Clemente Fusinato, Federico Bellazzi, Erminia Fuà-Fusinato, 
Leone Fortis, Sebastiano Tecchio, Edoardo Deodati, Marco Diena : 
tanti nomi di persone da Lui commemorate e altrettante pagine 
vive e palpitanti di quella storia che dal periodo glorioso del 
1848-49, attraverso l'epoca grigia e tenebrosa del dominio straniero, 
viene sino a noi. L' opera di questi egregi svoltasi nei tribunali, 
nelle scuole, nelle cospirazioni, nell'esilio, con gli scritti, con la 
parola, con 1' azione, dovunque e comunque ci fosse il niodo^ sfi- 
dando pericoli nò pochi né lievi, di affermare 1' idea in faccia 
allo straniero che accampavasi armato sulla nostra terra, fu da Lui 
amorosamente studiata ed esaltata con accenti di commozione 
verace. 

Intrattenendosi di tali uomini e dei loro fatti, a quell'anima 
vibrante di ogni più alta idealità morale e umana non poteva 
sfuggire il contrasto stridente fra le idealità che li ispiravano e 
la nuova concezione puramente materialistica della vita. In più 
luoghi egli esprime 1' amarezza derivante al suo cuore da questo 
■contrasto, senza però venir meno alla nobiltà di concetti e di 
espressione che era a lui naturale. Più che ribrezzo o disprezzo 
per le nuove teorie egli prova un senso nostalgico di rimpianto 
per i tempi trascorsi : " Chi ci farà concordi ne' pensamenti e 
„ nelle opere come allora eravamo ? chi sereni e forti e fratelli, 
„ come ci trovammo nella sventura ? „ E altrove : " Altri tempi, altri 
„ ideali, altre cure. Oggi in nome della fratellanza universale, 
„ ma più ancora in nome d' interessi materiali, si deridono e svil- 
„ laneggiano i popoli, che poco lunge dal nostro lido combattono 
„ e soffrono per difendere da ingiuria straniera la propria nazio^ 
„ nalità. Ma noi a costo di andare a ritroso degli anni e delle 
„ idee, ci inchiniamo a queste sante memorie, alla fede che sa- 



196 N. PAPABOPOLI 

„ peva ispirare tanto amore dei patimenti „. E ancora: " 8ì, altri 
„ tempi. Tempi ormai vecchi, i quali non meritano rimpianto se 
„ non per la purezza del sentimento che ci moveva tutti, per la 
„ concordia che tutti ci univa „. E finalmente, nelle poche pagine 
dettate a ricordo di Clemente Fusinato, ha parole più fiere per 
questo materialismo che si ammanta di altruismo scientifico, e lo 
analizza argutamente e mordacemente : " Suvvia diciamo intera 
„ la verità^ dovesse anche pungere. In (juesta fretta del tempo 
„ nostro e degli uomini, per cui non si trova agio quasi di vol- 
„ gersi indietro; di riandare il passato, neppure per contare le ca- 
„ dute e le vittorie ; in questo risuonare di frasi rotonde ; in 
„ questo discorrere di mutualità, d' associazione, di fratellanza ; 
„ in questo vanto continuo di abnegazione e di sagrificio ; sì, 
„ in mezzo a tutto ciò, vi è qualche cosa che stimola più vivo, 
„ più acre del bene dell' umanità, dell' aspirazione al progresso. 
„ Siamo ammalati di febbre meno grande, ma più acuta, la febbre 
„ della riuscita. Poco o molto è un rimprovero che s' indirizza a 
„ tutti, è la malattia del tempo : ogni circostanza ne contiene i 
„ germi, ogni istituzione ne favorisce lo sviluppo. La scienza, una 
„ povera scienza intesa al servizio dei fatti e delle passioni, diede 
„ forma, colore, sembianza di principio a codesto interesse indivi- 
„ duale, lo spiegò, lo commentò, lo discusse, e credette di de- 
„ durne mirabili armonie, di scorgervi coincidenze stupende : tanto 
„ fa di nobilitare questo volgare tiranno, poiché non si può spo- 
„ destarlo. Però chi sfugge al contagio, sia pure eccezione od 
„ anomalia, non dispensa dall' ammirazione, e il suo esempio non 
„ deve andare perduto „. 



Ricordando le azioni, egli analizza e discute le idee di questi 
uomini, alcuni dei quali, come il TecchiO; il Deodati e il Mau- 
rogonato, ebbero molta parte nella vita politica dell'Italia nuova ; 
non peritandosi, per quello spirito di sincerità che non gli con- 
sentì mai di velare le proprie convinzioni per riguardo o per op- 
portunismo, di combattere quelle che non concordano con le sue. 
Lo vediamo quindi dichiararsi apertamente contro alcune idee giu- 
ridiche del Diena che fu suo nuiestro amato e venerato, e alla 
cui dottrina e buona fede rende pieno e reverente omaggio. Io 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 197 

non ho la competenza necessaria per riassumere qui le varie qui- 
stioni in cui e^li dissente dal Diena, mi limito a ricordare come 
una sia quella dei g-iudizi di cassazione o revisione in terza istanza, 
sul quale argomento aveva già dettato un altro scritto pieno di 
profonda dottrina. E siccome la quistione della unificazione del 
Tribunale Supremo non è stata ancora risolta, così (piesti scritti 
hanno anche adesso valore di attualità, e possono venire consultati 
utilmente. 

Dove pieno e intero era il suo consenso con tutti questi libe- 
rali della vecchia scuola, è nel concetto sano e ampio della li- 
bertà; libertà politica, libertà di coscienza, libertà economica. 

Perchè la libertà politica non degeneri, egli vuole sia con- 
giunta all'onestà. Onestà e politica, termini antitetici per molti, 
non erano tali per lui. A meglio conciliarli si mostra aperto e 
caldo fautore delle idee del Deodati a proposito delle incompa- 
tibilità e della contumacia o non innìiediata rieleggibilità alle 
pubbliche cariche elettive. Né solo per ragioni storiche, poiché la 
coìitunKK'ia a Venezia, il div/efo a Firenze, derivati dai primi or- 
dinamenti della civiltà greca, ed estesi a tutti i Comuni d'Italia, 
fecero dovunque ottima prova; ma sopratutto per i benefici effetti 
che da essi si riprometteva nella vita pubblica. La scadenza del 
mandato renderebbe per necessità più sincero e libero il voto dei 
rappresentanti della nazione, non preoccupati dalla possibilità di 
vedersi mancare la fiducia degli elettori ; perchè si può benissimo 
non cercarla questa fiducia, egli dice, ma nessuno se la vede to- 
gliere con piacere. Sarebbe inoltre efficace impedimento alla for- 
mazione di una specie di classe privilegiata e irresponsabile, 
che è vizio caratteristico del parlamentarismo. Egli riteneva 
allora che il principio fosse destinato a trionfare, bene augurando 
dalle prime applicazioni che ne vennero fatte per legge in alcuni 
organismi amministrativi. 

Nelle commemorazioni del Diena, del Maurogonato edelFortis, 
tutti e tre israeliti e fedeli alla religione de' loro padri, egli la- 
sciò ampia testimonianza delle larghe vedute intorno alla libertà 
di coscienza, concordanti pienamente con le teorie sui rapporti tra 
lo stato e la chiesa. Basti accennare che del Diena ricordò con 
compiacenza la bonarietà onde soleva accettare la discussione sulla 
pretesa inferiorità della razza semitica, affine di curare con una 



198 N. PAPADOPOLI 

grossa dose di buonsenso una opinione che agli occhi di lui as- 
sumeva il carattere di fenomeno morboso. 

Parlando del Maurogonato, accenna al dolore provato dal 
vecchio finanziere nel veder rinnovarsi la guerra contro la libertà 
economica " non ultima e non meno preziosa fra le rivendicazioni 
della nostra scuola „. 

Conseguenza di cjuesto fervido amore per il liberismo econo- 
mico è l'avversione all'esercizio delle industrie da parte dello 
stato, nella quale ebbe autorevole predecessore il Deodati. Il Pa- 
scolato espose e dimostrò chiaramente i pericoli derivanti dalla 
assunzione di tali esercizi- che si risolve in un monopolio a danno 
della libera concorrenza, e il peggioramento cui vanno incontro 
anche i servizi di carattere pubblico quando vengono assunti dallo 
stato, nel discorso che pronunziò alla Camera allorché si trattava 
dei telefoni, industria nuova che lo stato voleva monopolizzare 
unicamente per togliere una possibile concorrenza alla industria 
affine del telegrafo già da esso esercitatji. Le considerazioni cal- 
zano a capello anche oggi, e si potrebbero fare degli utili raffronti 
tra le sue previsioni e i fatti che noi tutti abbiamo potuto con- 
statare nelle recenti assunzioni di servizi industriali da parte dello 
stato. È vero che la tendenza dei tempi pare voglia dar torto ai 
principi liberamente e caldamente professati dal nostro amico, ma 
egli stesso, parlando allora dei liberisti, che tutti dicevano morti, 
concludeva argutamente : " per quanto pochi e per quanto morti 
ci conforta sempre la speranza della risurrezione „. 



Cresciuto alla scuola di Marco Diena, avvocato di singolare 
rettitudine che fu la provvidenza degli imputati politici al tempo 
dell'Austria, il Pascolato segui sempre gli anunaestramenti e gli 
esempi di quel suo venerato maestro e insieme le tradizioni ele- 
vate del foro veneziano illustrato da tanti che esercitarono valo- 
rosamente e onestamente questa nobilissima fra le professioni. 
La quale, se non è da tutti benedetta come dovrebbe, ma anzi 
da taluno è vituperata, ciò avviene unicamente per colpa di quelli 
che vi si dedicano senza avere piena coscienza dell'altissima fun- 
zione che sono chiamati a compiere nel consorzio civile. Con 
quanto ardore e con quale scrupolo esercitasse l' avvocatura il 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 199 

Pascolato fu g-ià detto da altri, ma, come in alto la ponesse nel 
suo pensiero, quale devozione o meglio quale culto religioso avesse 
per essa, considerandola come un sacerdozio civile, disse egli 
stesso nella commemorazioni del Deodati e del Fortis. '' Dell' av- 
„ vocatura sentì sempre altamente gli uffici e il carattere, scrisse 
„ del primo, e gli doleva negli ultimi anni della sua vita di ve- 
„ derla scambiare da molti in arringo di lotte partigiane, e peggio 
„ poi in mercato di basse speculazioni e di impuri guadagni. Ben 
„ avrebbe voluto che i profanatori fossero cacciati dal tempio . . . „ 
E del Fortis: "Egli l'amava questa professione dell'avvocato, 
„ alla quale si era dedicato nel tempo in cui essa era insieme 
„ un rifugio e una palestra per i patrioti, e specialmente per gli 
„ uomini della sua schiatta, colpiti da tanti interdetti. L'amava 
„ per la stessa ragione per cui Francesco I imperatore la ono- 
„ rava dei suoi corrucci, perchè l'avvocato è il vindice naturale 
„ di tutti gli oppressi. Ma sapeva e ricordava che per parlare 
„ alto in nome della giustizia, per rintuzzare la superbia, la pre- 
„ potenza, la forza, bisogna avere saldo il petto e pura la co- 
„ scienza. Alto avea posto il suo ideale, e non lo perde mai di 
„ vista : milite volontario di una causa eterna e superiore ad 
„ ogni umana passione, non combattè mai per il premio, fosse 
„ di ricchezza e di gloria „. E (pii torna a manifestare la tristezza 
del confronto tra l'idealismo passato e il materialismo presente: 
nota predominante negli scritti del Pascolato, non perchè fosse 
di sua natura brontolone e laudator tempori^^ (nii, ma perchè il 
contrasto non poteva sfuggirgli e lo rattristava profondamente : 
" Come avrebbe egli potuto intendere questo tempo nostro in 
„ cui pare che ogni sforzo dell' individuo abbia principio e fine 
„ neir individuo? e che sia lasciata al caso l'armonia delle atti- 
„ vita singole al fine comune dell'umanità? ,,. 



Da questo contrasto e dal desiderio di farlo rilevare alle 
menti giovanili, naturalmente aperte ad ogni idealità, egli forse 
trasse stimolo a intraprendere e proseguire con tanto zelo e disin- 
teresse l' opera di insegnante e di educatore. Non mi farò prender 
la mano dai ricordi, che pur sarebbero tanti, per limitarmi a 
trovare ne' suoi scritti le idee che lo guidarono nella difficile 



200 N. PAPADOPOLI 

impresa di dirigere il nostro massimo istituto d' istruzione. Le 
sue relazioni annuali sono una miniera di notizie e di idee : in 
mezzo alle aride esposizioni statistiche rifulge spesso 1' alta con- 
cezione che egli aveva della scuola, brilla 1' osservaè;ione acuta 
sui bisogni e sulle riforme utili e necessarie ; da tutte irradia 
una luce di bontà paterna per gli studenti e fraterna per i col- 
leghi, che lo rese tanto caro agli uni e agli altri. 

Dopo le inconsulte agitazioni del 1903, causate dalla inter- 
pretazione data alle disposizioni prese dal governo per la nuova 
Università commerciale di Milano, agitazioni che egli fronteggiò 
con fermezza ma recarono grave dolore all' animo suo, al riaprirsi 
dell' anuo scolastico, volle tesserne la storia, e lo fece con tale 
profondità analitica di osservazioni, con tale efficacia di argo- 
menti, con tal calore di affetto, che quello scritto è da annoverarsi 
fra i più notevoli usciti dalla sua penna. Pur convenendo che 
molte e gravi erano le difficoltà da superare, egli non risparmia 
al governo 1' onesta censura, insistendo sulla necessità di non 
ritardare per qualunque motivo le riforme che i tempi e le condi- 
zioni reclamano. D' altra parte con non minor vigore e fermezza 
dimostra ai giovani tutta la precipitazione del loro agire incon- 
sulto e ribelle. Ribelle, questa parola ricorre spesso nel suo di- 
scorso, perchè di fronte al dovere positivo di frequentare le 
lezioni, il mancarvi senza legittimo impedimento è negligenza, il 
mancarvi per partito preso e per imporre la propria volontà è 
ribellione. Questo il concetto esatto e preciso che, di fronte al 
contegno tenuto daj^li studenti, si affaccia alla mente serena e 
giusta dell' educatore. 

Tratteggia poi efficacemente la differenza sostanziale che 
passa tra lo sciopero usato dai lavoratori come arma per ottenere 
miglioramenti di mercede o di altre condizioni di lavoro/ e quello 
che, per analogia, si vorrebbe usare dagli studenti, i quali invece 
non hanno come quelli un contratto bilaterale del quale possano 
richiedere e molto meno pretendere modificazioni. Si trattiene 
anche a dimostrare come sia contrario ai più elementari principi 
di onestà il subire la legge o meglio la tirannia delle maggio- 
ranze per un malinteso spirito di solidarietà che non può assolu- 
tamente invocarsi quando si tratti di mancare a doveri positivi : 
perchè il dovere è individuale e non collettivo, e quando la 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALI<:S5JANDR0 PASCOLATO 201 

collettività pretende costringere 1' individuo a mancare al dovere, 
è nobile, generoso e degno in tutto di uomini liberi il resistere, 
mentre il cedere con la coscienza di offendere la legge è biasi- 
mevole prova di debolezza. Ma con quale e quanta bontà e 
dolcezza si rivolge egli ai giovani, non tanto per attenuare il 
rimprovero ispirato soltanto dall' affetto e dal desiderio del loro 
bene, quanto perchè esso resti maggiormente scolpito nell' animo 
loro ! " Voi, egli dico, non ne resterete umiliati nò offesi, e lo 
„ accoglierete come eccitamento a seri e forti propositi.... gover- 
„ nate gli atti vostri colla coscienza di uomini pensanti, coli' anti- 
„ veggenza dei loro effetti... Ricordatevi che la maschia energia 
„ non consiste nel ribellarsi al dovere e alla legge, ma nel ri- 
„ spettare la legge e nel compiere intero il dovere, anche quando 
„ la passione vorrebbe prorompere e occorre un sacrifìcio per 
„ soffocarne la voce. La vittoria sopra sé stessi è la più difficile, 
„ ma la più degna di uomini forti. „ Questi ammonimenti, dati 
nella forma che un padre potrebbe usare coi propri figli, rivelano 
la bontà dell' animo suo che, nel dolore ancor vivo provato per 
la ribellione di quelli che chiamava e considerava veramente suoi 
figli, sa trovare accenti toccanti e commoventi per ricondurli al 
dovere che ha fatto risplendere alla loro mente con ammirevole 
schiettezza. 



Della squisita delicatezza dell' animo aperto a tutto ciò che 
è buono e bello, sono testimoni altri scritti che dirò minori, non 
per la forma sempre eletta o per il contenuto sempre elevato, 
ma rispetto alla figura dell' uomo politico. Voglio dire gli scritti 
di argomento artistico. Ma, per non abusar troppo della vostra 
paziente benevolenza, non mi fermerò a tenervi parola di essi, 
nò delle lucide e terse scritture sulla quistione ferroviaria del 
Veneto, nò dei discorsi parlamentari, nò di altre memorie di 
argomento giuridico. Mi limiterò ad accennare fuggevolmente al 
numero notevole di iscrizioni che dettò a ricordo di uomini e di 
fatti. Egli amava singolarmente cimentarsi in quest' arte diffici- 
lissima che ben a ragione può considerarsi come la pietra di 
paragone degli scrittori ; perchè la mondiglia delle parole inutili 
deve in esse lasciare il posto all' oro puro di quelle che esprimono 



202 N. PAPADOI»OLt 

concisamente e precisamente l' idea. Io penso, a questo proposito, 
che sarebbe opera degna raccogliere in uno le iscrizioni dettate 
da Lui che si leggono in tanti luoghi di Venezia e del Veneto : 
perchè se, per essere incise nel bronzo e nel marmo, esse hanno 
durata maggiore del libro, sarebbe invece ben presto perduta la 
memoria del nome di chi le dettò che anche oggi ben pochi co- 
noscono. E nel breve volume splenderebbero ancora una volta 
nella forma severa dell' epigrafe tutte le sante e nobili idee che 
informarono 1' opera del Pascolato. 



Nessuna meraviglia se un uomo con tanto tesoro d' idee 
scolpite nella mente, illuminate da una bontà superiore e da uno 
spirito elevato di patriottismo e di sacrificio, sostenute da una 
nobiltà sio^norile di animo e di modi, avvalorate da una cultura 
estesa e multiforme, affacciandosi alla vita pubblica, "^^dovesse toc- 
carne le più alte cime. Solo le idee nobilmente e costantemente 
professate conciliano simpatie durevoli e assicurano il successo : 
l'opportunismo, la ricerca delle piccole soddisfazioni, non possono 
condurre a risultati duraturi. Però è del pari naturale che egli 
restasse in politica un solitario ; non perchè gli siano mancate le 
forti amicizie e la stima, che ebbe anzi piena ed intera da tutti, 
amici e avversari, ma perchè non volle mai dare il suo nome ad 
alcun partito, onde conservare intera 1' indipendenza del pensiero, 
dell' azione e del voto : ciò che avviene in generale di quelli che 
saliti, come lui, senza 1' aiuto di alcuno, non hanno la pieghe- 
volezza di chi deve tutto agli altri. 

Questa indipendenza rese però più breve la sua carriera 
politica, perchè la inflessibile disapprovazione per metodi e idee 
non consone alle sue, fu facile pretesto a combatterlo. ^Perdette 
così una prima volta il collegio di Belluno che gli era fedele da 
tre legislature, e i mezzi posti in opera per combatterlo in quello 
di Spilimbergo lo consigliarono a ritirare la candidatura nelle 
ultime elezioni. Poi, mentre si attendeva da tutti che fosse chia- 
mato a sedere in Senato, fu a Lui tolta quest' ultima soddisfa- 
zione, alla quale aveva ben diritto per la vita intemerata e per 
i molti servizi resi disinteressatamente alla patria nella scuola, nei 
pubblici uffici, nei consigli della Corona. 



COMMEMOEAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 203 

Scorrendo le pagine che ci rimangono del Pascolato, io mi 
sono studiato di rilevarne le idee e la bontà. Di questa però 
migliori testimoni siete tutti Voi che mi ascoltate. La bontà sua, 
dalla famiglia aslorata andava agli amici, ai conoscenti, agli 
estranei ; illuminò sempre il suo volto e 1' animo suo, e non può 
sfuggire a chi, sapendola, legge i suoi scritti, dove però non ve 
n' è traccia diretta, perchè, con la modestia propria degli eletti, 
egli non parlò mai di se. 

Questa testimonianza della perfetta corrispondenza fra l'uomo 
e lo scrittore, a me parve doveroso rimanesse negli atti del su- 
premo Istituto Scientifico di Venezia che lo ebbe socio ; perchè 
chi cercherà gli scritti di Lui, e dovranno cercarli quanti si occu- 
peranno di quest' ultimo periodo di storia veneziana, sappia che 
lo scrittore è 1' uomo : che le idee politiche da Lui esposte non 
sono suggerite dall' opportunismo ma da profonda convinzione 
che la virtù non venne da Lui esaltata e celebrata per esercita- 
zione rettorica ma fu amore e pratica costante. 

Che se a questa testimonianza manca lo splendore della 
forma, oso lusingarmi non manchi 1' efficacia derivante dalla since- 
rità e dall' affetto immenso che ebbi per Lui vivo, che a Lui 
sopravvive e finirà soltanto con la vita. 



204 N. PAPADOPOLI 



BTRfJOGTtAFIA 

l)E(!IJ SCRITTF l)[ ALBS.SANDRO PASCOLATO 



Daniele Manin. Dalla Strenna T eneziann, anno VII, 1S67, Tip. del 
Coniinercio di Marco Visentini. la-S, pag. 16. 

Manin e Venezia. Ricordi e Impressioni. Venezia, 18(58, Tip. del Com- 
mercio tli Marco Visentini. In-8, pag. 31. 

Federigo BeIìLAZZI. Commemorazione. (Estratto ([-aW Eco ilei Tribunali, 
nuin. 1879-1880), Venezia, 1868, Tipi della Gazzetta. In-8, pag. 20. 

Opere sckltr ni Antonio Somma, edite per cara di A. P., Venezia, 
Stabilimento tipografico Antonelli, 1868. In-8, pag. XXXII-456. 

Ricordi e dolori. In Clemente lusinato, Commemorazione. Venezia, Ti- 
pografia Ripamonti Ottolini, 1870. In-8, pag. 87: da pag. 25 a pag. 89. 
Anche la lettera di dedica ad Arnaldo Fucinato è del P. 

Delle Unioni di Credito ossia delle Banche Popolari di Schidze-De- 
litsch., Prima traduzi me sulla quarta edizione terlesca per cura dei 
dottori A. Pascolato e lì. Manzato con introduzione del prof. L. 
Luzzatti. Venezia 1871, Tipografia del Commercio di Marco Visen- 
tini. In-8, pag. 477. 

Pei nostri figli. Ricordi inediti d'un Patriota. Estratto dalla Strenna 
Veneziana., Anno XII. Venezia, 1872, Tipografia d<d Commercio 
di Marco Visentini. In-8, pag. 42. 

Della Corte Suprema di giustizia e del giudizio di revocazione 
SECONDO LE PROPOSTE DEL MINISTRO ViGLiANi. Osservazionì. Vene- 
zia, Preiii. Tip. di ^Melchiorre Fontana, 1875. In-8, pag. 31, 

Erminia Fuà-Fusinato. Commemorazione. Venezia, Tipografia del Rin- 
noimmento, 1876. In-8. pag. 19. 

Re Vittorio Emanuele IL Commemorazione letta all' Ateneo di Vene- 
zia ìieir adunanza straordimiria del 3 fel)1)rai() 1878. Venezia, Tip. 
del Rinnoramento, 1898. In-8, pag. 35. 

Costituzioni dkl Sovvkcìno de' Cantori e Suonatori sotto il patro- 
cinio DI Santa Cecilia in Venezia, approvata con terminazione 17 
novembre 1690 del Consiglio de' X. Venezia. Proni. Stahil. Tipogra- 
fico di P. Naratovich, 1880. In-8, pag. 31. — Pubblicazione pei' le 
nozze Papadopoli-llellenbach. 

Relazione della Commissione Ferroviaria eletta dal Consiglio Co- 
munale nella seduta 7 Giugno 1882, e composta dei Consiglieri Se-- 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 205 

rego presidente, Boldh, Comhi, Ricco e Pascolato relatore. In : La 
questione ferroviaria davanti al Consiglio Comunale di Venezia e 
alla Camera di Commercio ed Arti di Venezia. Venezia, Stabilimento 
Antonelli, 1882, in-8, pag. 104. 

La Questione Ferroviaria. Protocollo della seduta del Consiglio Co- 
munale 31 ottobre 1883, e Memorie presentate dalla Giunta Muni- 
cipale col concorso della Camera di Commercio ed Arti della Pro- 
vincia di Venezia, a Sua Maestà il Re e ai ministri dell' Interno e dei 
Lavori Pubblici. Venezia, Stabilimento Antonelli, 1893, in-8, pag. 72. 

Relazione presentata al Consiglio Comunale di Venezia nella seduta 
del 31 ottobre 1883 dalla Commissione Ferroviaria composta del 
Sindaco presidente e dei Consiglieri Pascolato relatore., Ricco. Boldù, 
Morosini e Spada. Venezia, Tipografia Antonelli, 1883, in-8, pag. 30. 

Camera dei Deputati. Sulla Conferenza di Gorizia per la Pesca Ita- 
liana nell'Adriatico. Interrogazione del deputato Pascolato e risposta 
del ministro degli Affari Esteri P. S. Mancini, nella tornata del 14 
marzo 1885 Roma. Tipografia della Camera dei Deputati, 1885, in-8, 
pag. 20. 

Commemorazione dell'avvocato Leone Fortis, letta all'Ateneo di Ve- 
nezia la sera dA 16 aprile 188,5. (Estratto dall' Ateneo Veneto, 
Marzo-Aprile 1885). Venezia, Stabilimento Tipo-litografico M. Fon- 
tana, 1885, in-8, pag. 18. 

Commkmorazione di Sebastiano Tecohio, letta alV Ateneo di Venezia 
il 24 gennaio 1887. Venezia, Tipografia àoìV Adriatico, 1887. In-8, p. 32. 

Sulle Condizioni del Consolato Italiano a Trieste, Discorso pro- 
nunciato dal deputato Pascolato nella tornata dell' 8 giugno 1889 
alla, Camera dei Deputati. Roma, Tipografia della Camei'a dei De- 
putati, 1889. In-16, pag. 14. 

Sul governo dei fiumi e sui provvedimenti per gli inondati del 
1889. Discorso pronunciato dal deputato Alessandro Pascolato alla 
Camera dei Deputati nella Tornata del 10 Giugno 1890. Roma, 
Tipografia della Camera dei Deputati, 1890. Iti-IB, pag. 23. 

Sull'esercizio dell'industria dei Telefoni, discorso pronunciato dal 
deputato Alessandro Pascolato alla Camera dei Deputati nella tor- 
nata del 30 giugno 1890. Roma, Tipografia della Camera dei De- 
putati, 1890. In-8, pag. 28. 

Il Telefono alla Camera dei Deputati. (Estratto dalla Rassegna Na- 
zionale, anno XII). Firenze, uffizio della Rassegna Nazionale, 1890, 
coi tipi di M. Cellini e C. In-8, pag. 25. 

Fra Paolo Sarpi, studio con facsimile ed appendice contenente alcuni 
scritti inediti del Sarpi. Ulrico Hoepli, Milano 1893 (Firenze, tipo- 
grafia di Salvadore Landi).- In-8, pag. 237. 

Isacco Pesaro Maurogonato, commemorazione. Venezia, Prem. Stab. 
Tipo-litog. Fratelli Visentini, 1894. In-8, pag. 56. 

R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia. Per V inaugurazione 



206 N. PAPADOPOLI 

delV anno scolastico 1894-95, discorso. Venezia, Prem. Stab. Tipo- 
litogr. Fratelli Visentini, 1894. In-8, pag. 47. 

R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia. Relazione annuale del 
ff. di Direttore. Da pag. 3 a 9 de : L' insegnamento superiore e l'E- 
ducazione mor;ile, discorso del prof. I^uigi Arinanni nella solenne 
inaugurazione degli studi per l' anno scolastico 1895-9fi. Venezia, 
Prem. Stab. Tipo-litogr. Fratelli Visentini, 1895. In-8, pag. tì3. 

R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia. Relazione annuale del 
jf. di Direttore. Da pag. 3 a 17 di : Venezia nell'India, discorso del 
prof. Primo Lanzoni nella solenne inaugurazione degli studi per 
r anno scolastico 1896-97. Venezia, Prem Stab. Tipo-Ut. Fratelli Vi- 
sentini, 1896. In-8, pag. 76. 

Di Eduardo Deodati Senatore del Regno, m. e. del R. Istituto Ve- 
neto DI Scienze Lettere ed Arti, commemorazione letta nell'adu- 
nanza del 20 giugno 1897. Venezia, Tip. Ferrari, 1897 (dagli Atti 
del R. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti^ Tomo Vili, Serie 
VII). In-8, pag. 31. 

Sul Bilancio dflle Poste e Telegrafi, discorsi del deputato Pasco- 
lato pronunziati alla Camera dei Deputati nelle tornate dei giorni 
1, .5, 6 e 8 luglio 1897. Roma, Tipografia della Camera dei Depu- 
tati, 1897. In-8, pag. 47. 

Dell'insegnamento Commerciale e della Scuola Supcriore di Ve- 
nezia, discorso tenuto nella solenne inaugurazione dell' anno scola- 
stico 1897-98. Venezia, Prem. Stab. Tipo-litografico Fratelli Visen- 
tini, 1897. In-8, pag. 40. 

Dell'insegnamento commerciale nel 1898, discorso tenuto nella solenne 
inaugurazione dell'anno scolastico 1898-99 alla R. Scuola Superiore 
di Commercio in Venezia. Venezia, Stab. Tipo-lit. Successore M, 
Fontana, 1898. In-8, pag. 41. 

R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia. Relazione suW anda- 
mento della Scuola neW anno 1898-99 del ff. di Direttore. Venezia, 
Stab. Tipo-lit. Successore M. Fontana, 1899. [n-8, pag. 19. 

Marco Diena, commemorazione letta all'Ateneo di Venezia il 24 gen- 
naio 1900. Venezia, Prem. Stab. Tip.-lit. Visentini cav. Federico, 
1900. In-8, pag. 41. 

I Profughi Veneti e Lombardi a Venezia nel 1848. Documenti con- 
servati dal dottor Antonio Berti., puhlicati da A. P. Venezia, Tipo- 
grafia di Carlo Ferrari 1901 (dagli Atti del R. Istituto Veneto di 
scienze^ lettere ed arti. Tomo LX, parte II). In-8, pag. 75. 

R. Scuola Superiore di Commercio di Venezia. Relazione suW anda- 
mento della Scuola neW anno 1900-1901 del Direttore. Venezia, 
Stab. Tipo-lit. Success. M. Fontana,- 1901. In-8, pag. 24. 

Re Lear e Ballo in Maschera. Lettere di Giuseppe Verdi ad Antonio 
Somma, pubblicate da A. P. Città di Castello, S. Lapi 1902. In-16, 
pag. 98 con fac-simile. 



COMMEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 207 

R. Scuola Superiork m Commercio di Venezia. Relazione shW anda- 
mento della Scuola nell'anno 1901-1902 del Direttore. Venezia, Btab. 
Tipo-lit. Success. M. Fontana, 1902. In-8, pag. 18. 

R. Scuola Superiore di Commercio di Venezia. Questioni scolastiche, 
discorso tenuto nella solenne inaugurazione dell' anno scolastico 
1903-1904. Venezia, Stab. Tipo-lit. Success. M. Fontana, 1908. In-8, 
pag. 34. 

Relazione della Commissione per il proposto contributo per il monu- 
mento ai fratelli Lodovico e Valentino Pasini. Venezia, Officine 
Grafiche di C. Ferrari 1904 (dagli Atti del R. Istituto Veneto di 
scienze, lettere ed arti. Tomo LXII, parte I.). In-8, pag. 6. 

Danikle Manin, commeȓOrazione tenuta nel primo centenario della sua 
nascita nella sala del Senato in Palazzo Ducale per incarico del 
Municipio di Venezia e dell' Ateneo Veneto. Edita a cuia del Muni- 
cipio di Venezia (Officine Grafiche di Carlo Ferrari, Venezia, 1904). 
In-8, pag. 47. 

GIORNALI 

La Stampa, organo del partito liberale. Giornale diretto da A. P. dal 
1. Gennaio 1869 al 29 Aprile 1870. 

Il Monitore Giudiziario. Si pubblicò dal 1. Gennaio 1872 al 12 feb- 
braio 1881, data in cui si fuse col Foro Italiano. Fu fondato e di- 
retto, con sacrifici economici da A. P. per contribuire all'opera del- 
l' unificazione legislativa della Venezia col Regno. 

Il Rinnovamento. A. P. ne fu collaboratore assiduo per parecchi anni. 

SCRITTI INEDITI 

Sulla Riforma del Senato, conferenza tenuta all'Ateneo Veneto nel 
Marzo 1882. Havvene un breve sunto in U Ateneo Veneto Serie V, 
1882, n. 3-4, pag. 261. 

Musica sacra e Melodramma. Conferenza tenuta al Liceo Musicale Be- 
nedetto Marcello il 2 Aprile 1882. 

L'arte del Leggere. Conferenza tenuta come sopra il 20 marzo 1883. 

Musica e Parola. Conferenza tenuta come sopra il 21 Agosto 1887. 

Paolo Paruta e i suoi tempi. Conferenza tenuta al Collegio Romano 
il 13 Aprile 1893. 

Venezia : la rivolta. Conferenza tenuta nel Teatro Goldoni di Venezia 
il 16 Marzo 1898. 

Venezia : la resistenza. Conferenza tenuta nello stesso luogo il 18 
Marzo 1898. 

Regesto degli Atti Costituzionali e Legislativi dei Governi di 
Venezia nel 1848-49. Questo era forse il titolo del lavoro poderoso 
di cui il P. cosi ebbe a dichiarare lo scopo e il disegno : " Racco- 
" gliere e coordinare sotto 1' aspetto giuridico gli atti dei vari go- 



208 N. papadopoli 

" verni che si succedettero a Venezia durante quei diciassette mesi : 
" esaminare i passaggi e le trasmissioni del potere e le forme del 
" reggimento: descrivere la vita e l'azione delle due Assemblee che 
" ebbe Venezia in quel tempo: notare infine <ì commentare i prov- 
" vedimenti con cui si modificò o si corresse, là dove parve più ne- 
" cessarlo e più urgente, la legislazione austriaca che rimaneva in 
" vigore „. Il P. annunziò al R. Istituto Veneto di Scienze, Letteie 
ed Arti la prima parte di questo lavoro, che si riferiva al periodo 
dal 22 marzo al 4 luglio 1848, cioè fino alla fusione col Piemonte ; 
ma, volendo rivederla e armonizzarla con le parti successive, nem- 
meno essa fu stampata negli Atti del R. Istituto. L' opera rimase 
così inedita del tutto ed anche incompiuta, sebbene 1' A. ne avesse 
raccolto largamente i materiali. 

ISCRIZIONI 

Nell'attesa che si compia il voto da me formulato, parvenu conve- 
niente dare qui un saggio di quelle dettate dal Pascolato: 

(Sotto il meddylione in bronzo alV Ascensione) (1) 

GIUSEPPE SIRTORI — Nell'Assemblea di Venezia — votò la re- 
sistenza AD OtINI COSTO — A MalGHERA A BrONDOLO — TENNE IL 
VOTO — 1848-49 — MDCCCLXXVI. 

{ivi) 

JACOPO CASTELLI — fin da l'alba de' nuovi tempi — volle Ita- 
lia UNA — CON LA dinastia DI SaVOIA -- PROMOVENDO INSTAURANDO 

IN Venezia — il governo di Re Carlo Alberto — 1791-1849 — 

MDCCCXC. 

{ivi) 

ISACCO PESARO MAUROGONATO — patriota insigne — economi- 
sta sapiente — RESSE LA PUBBLICA FINANZA — QUANDO VENEZIA 
— SOLA — RESISTEVA A UN IMPERO — MDCCCXCIV. 



(1) L'epigrafe dettata originariamente, che non fu scolpita per in- 
tero pei ragioni di spazio, suonava così : 

Giuseppe Sirtori — soldato dell' indipendenza - da. Venezia alla 
seconda Custoza — col coraggio stupefece i più intrepidi — rivelò doti 
eccelse di capitano — all' Assemblea Veneziana votò la magnanima resi- 
stenza — a Marghera a B rondalo tenne il voto — fu de' Mille — capo 
di Stato Maggiore di Garibaldi - cooperò alla liberazione del mezzodì 
— virtuoso austero credente — oj>erò pai) molto — pronto a dar tutto 
alla patria — anche la fuma. 



COMkEMORAZ. DEL M. E. ALESSANDRO PASCOLATO 209 

(Sul fianco della Chiesa degli Scalzi alla Stazione) 

IL NOME DI AGOSTINO STEFANI muratoee — da Budoja nel Friuli 

— messo a morte dai nostri — per ingiusto sospetto di tradi- 
mento — quando offriva spontaneo la vita — movendo al 
campo nemico per dar fuoco a una mina — venezia redenta — 
tramanda ai posteri con lie benedizioni — che sull^umile eroe 

— l'Assemblea del 1849 invocava — 22 marzo 1898. 

{Sotto il busto nel Palazzo Ducale) 

DANIELE MANIN — ispiratore e duce — della rivolta di Vene- 
zia — contro la signoria straniera — della resistenza — AL 
fuoco al morbo alla famk — onde rifulse davanti al mondo 

— il diritto delle italiche genti — d' esser nazione. 

(Sulla casa a Fullina di Trerisu) 

Qui nacque k santamente morì — ricco d'anni di meriti di benedi- 
zioni - JACOPO BERNARDI — scrittore educatore filantropo 

insigne — CHE TENENDO LA PROMESSA FEDE AL SANTUARIO — QUANDO 
PIÙ PERVKVA IL DISSIDIO — DELLE DUE POTESTÀ — MOSTRÒ COME SI 
UNISCANO IN ANIMA PURA — VIRTÙ DI SACERDOTE — ARDENTE AMORE 
DI PATRIA — N. 1813 - M. 1897 - IL CoMUNE — MDCCCXCVIII. 

{Sulla villa Fapadopoli a Marocco di Mestre) 

Qui DELLA RESA DI VENEZIA — NON PER ARMI — MA PER FAME E PE- 
STILENZA DOMATA — TRATTARONO COLL' AUSTRIACO ASSEDIANTE — 
GLI INVIATI DELLA CITTÀ E DELLE MILIZIE — MENTRE ASSEMBLEA K 
GOVERNO — VOLENDO IGNORARE QUEL PATTO — A SALVEZZA DEL DI- 
RITTO NAZIONALE — SPARIVANO — AGOSTO 1849. 



::3y 



Atti dkl Rkaj-k Isiituto Vknk'io di sciknzk. lkttkrk kd arti 
Anno iiccadeinieo l'.M)T-'.>(>S - Tomo LXVIl - Parte prima. 



SULLA HI('EH( A TOSSl(^OLO(iI('A 
DELLA EROINA, DIONINA, PERONINA 

DEL DOTT. GEPPINO GHIRARDI 

(f>)-rseiif(/f(t lìdi prof. I\ Spini iii. e. iicìFaiì. o/v/. <h'l 14 (filtrino 1908) 



Noir adunanza del 80 ottobre 1904 del R. Istituto A'eneto 
il sig. ])rof. Pietro Spica presentava una mia relazione sulla ri- 
cerca tossicologica della eroina, dionina, peronina, che fu poi 
pubblicata negli Atti del R. Istituto, anno accademico 1904-905, 
Tomo LXIV, parte seconda, pag. 305-822. 

Avendo ora veduto che il sig. prof. Magnanimi di Sassari 
riferì al YI^* Congresso internazionale di Chimica applicata, in 
Roma (1906), sullo stesso tema da me trattato (Atti del Congresso, 
Sezione Vili A-B pag. 329) e che egli non giunse a più vaste 
conclusioni nelle sue ricerche, ma che anzi nella suddetta rela- 
*zione non sono citati che pochi risultati di quello studio, in parte 
discordanti da quelli da me ottenuti, tengo a far notare la prio- 
rità delle mie ricerche e le maggiori e più sicure conclusioni a 
cui le dette mie ricerche condussero. 

Cesenit, 1" (jiiiyno 1V08. 



Atti dkl Rrat.k Istituto Veneto di sciènze, lettere ed arti 
Anno jiccadeinico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



ADUNANZA ORDINA II 1 A 
DEL 5 LUGLIO 1908 



PRESIDENZA DEL M. E. FERRARIS 

PRESIDENTE 

Presenti i membri effettivi : G. Berchet, segretario ; N. Tamas- 
siA, vice-segretario ; Lorenzoni, Trois, Bernardi, De Gio- 
vanni, Bellati, Teza, Martini, A. Tamassia, Papadodoli, 
Da Schio, Stefani, G. B. De Toni, Galanti, Ricci, Po- 
lacco, YicENTiNi, Verson, Brugi, Ciscato, Bonome, Ca- 
tellani, Crescini ; ed i soci corrispondenti : F. Berchet, 
Sacerdoti, Predelli, Breda, Malagola, Levi-Civita, Laz- 
zarini. Lori, Meschinelli, Morelli. 

Giustificano l'assenza i mni. ee. : Veronese, vice-presidente ; Sac- 
CARDO, P. Spica ; ed i ss. ce. : D'Arcais, Giordano, Poggi. 

Letto ed approvato l'Atto della precedente adunanza, il Pre- 
sidente fa le seguenti comunicazioni : 

Appresa la dolorosa notizia della morte del s. e. De Nicolis, 
il Presidente, sicuro d' interpretare i sentimenti dell' Istituto, si è 
affrettato a telegrafare alla famiglia del compianto socio le con- 
doglianze dell'Istituto, e ad incaricare il Sindaco di S. Massimo 
dell'Adige e il s. e. Massalongo a Verona di rappresentare l' Isti- 
tuto alle onoranze funebri, che saranno tributate all'estinto. 

Il m. e. Vicentini, a cui in occasione di un grave e recente 
lutto domestico l' Istituto partecipò il proprio cordoglio, ringrazia 
r Istituto dell' affettuosa manifestazione a suo riguardo. 

L' Istituzione Morelli di Bergamo fece omaggio all' Istituto 
del ritratto del sen. Giovanni Morelli, accompagnando il dono con 
cortese lettera. La Presidenza dell' Istituto ha ringraziato in nome 
del Corpo accademico. 



214 ADUNANZA ORDINAEIA 

y Comitato pel Congresso internazionale delle scienze sto- 
riche, che si terrà a Berlino nell' agosto prossimo, ha inviato i 
snoi ringraziamenti per 1' adesione che l' Istituto ha dato all' iìi- 
vito, affidando la propria rappresentanza al m. e. prof. Brugi. 

Soggiunge il Presidente che i nnn. ee. che fossero disposti 
a recarsi a Berlino, per prender parte ai lavori del Congresso, 
sono pregati di darne notizia all' Istituto, affinchè anche ad essi 
possa esser estesa la rappresentanza del Corpo accademico. 

Hanno inviato inviti di adesione e relativi statuti e circolari 
la costituenda Società Vercellese di storia e d' arte, il Congresso 
internazionale del libero scambio, che si terrà a Londra dal 4 al 
7 agosto p. V., il Comitato pel I. Congresso internazionale delle 
scienze amministrative a Bruxelles, che avrà luogo nel 1910, la 
Società Italiana per il progresso delle scienze, che si raccoglierà 
a Congresso in Firenze dal 18 al 25 ottobre p. v. 

L' Istituto ne prende atto e invierà a suo tempo la richiesta 
adesione. 

La R. Accademia delle scienze di Torino ha invitato ad ade- 
rire alla celebrazione solenne delia ricorrenza centenaria della 
pubblicazione della celeberrima Memoria di Amedeo Avogadro, 
sulla costituzione molecolare dei gaz. La solennità avrà luogo nel 
1911. L'Istituto, su proposta del Presidente, delibera d'inviare 
sin d' ora la propria adesione, riservandosi di determinare a suo 
tempo il modo con cui l' Istituto stesso dovrà partecipare alla 
solennità scientifica. 

E presentato quindi il Catalogo dei lil)ri e degli opuscoli 
ultimamente acquistati e pervenuti in dono all' Istituto. 

Seguono quindi le letture poste all' ordine del giorno : 

E. F. Trois, m. e. : Nota sopra una. forma di meta cromai ìsmo 
oasprmta in un^ esemplare di Pleuronectes itaìicus Giinth, preso 
nella laguna di Venezia. — L' esemplare presenta tre tinte di- 
stinte : grigia, nera e gialla, costituendo il caso di metacromatismo 
rarissimo distinto dal compianto prof. P. Pavesi col nome di 
icteropardellis. 

B. Brugi, m. e.: La pubblicazione deyli Annali della nazione 



DEL 5 LUGLIf) 1008 215 

tedesca (ir/lo Studio di Padova infrapren dulia li. Depatazlone 
di storia [Kttria. — Gli atti deg-li scolari giuristi sono jìiiMilicati 
(la Ini stesso ; quelli deg-li artisti dal prof. Favaro. 

ludica i criteri con cui la pubblicazione ò fatta e mostra 
r importanza di essa per la storia dell' Università di Padova 
e di Venezia. 

Finita la lettura* del prof. Brugi, il quale ha ricordato l'opera 
del Presidente Ferraris, che come Rettore dell' Università di Pa- 
dova ha curato il riordinamento e il deposito del prezioso archivio 
antico universitario nella R. Biblioteca universitaria di Padova, non- 
ché il valido sussidio della R. Deputazione veneta di storia patria 
e particolarmente del pres. Favaro e del segr. Berchet e le beneme- 
renze del s. e. comm. Carlo Malagola, per la pubblicazione di un 
monumento di così grande importanza per la storia dell'Ateneo 
di Padova, il Presidente porge un vivo ringraziamento al prof. 
Brugi che si è sobbarcato alle fatiche di un tanto lavoro e pro- 
pone, e r Istituto unanime assente, che la nota or ora letta dal 
prof. Brugi, stampata in sufficente numero d' esemplari, sia in- 
viata al Comitato del Congresso storico che si terrà a Berlino, 
quale segno dell' adesione dell' Istituto ai lavori e agli intenti 
scientifici della grande adunanza internazionale. 

Il prof. Polacco, quale Rettore dell' Università di Padova, si 
associa al plauso fatto dal Presidente al prof. Brugi. 

A. Sacerdoti, s. e. : La legge impeiiale germanica sul con- 
tratto d' assicurazione approifata dal Reichstag nel maggio 1908. 

— Dopo aver date diffuse notizie sulla genesi della legge, sui suoi 
criteri informativi e sulla sua efficienza nel complesso della legis- 
lazione germanica, espone parecchi esempi del suo indirizzo che 
consiste essenzialmente nel dare la più vasta applicazione e la 
maggiore efficacia al contratto di assicurazione, accennando in via 
di raffronto alla legislazione italiana, a quella d' altri Stati ed a 
progetti in corso di studio. 

A. Breda, s. e. : / più vecchi lazzaretti medioevali in Europa. 

— E un lavoro, sorto da ricerche complesse intorno alla Lepra. 

Riferisce, anzitutto, i provvedimenti mosaici, la storia della 
penetrazione del morbo in Italia e nel vasto Impero Romano. 



216 ADUNANZA OEDINARIA 

Esso non si impose guari né colle fulminee devastazioni della 
peste, ne colla improvvisa comparsa e malignità della lue. 

Come " vetustissimus viguit, apud orientales, mos lebrosos 
homines separatis aedibus includendi, ne eorum consortio, alii 
ex sordidi morbi contagione laederentur „, così anche 1' Europa 
contrappose all' invincibile morbo, più che tre volte millenario, i 
lazzaretti. 

Accenna a varii di essi esistiti in Francia, Olanda, Inghil- 
terra, Italia dal 460 d. Cr. al 952 : quindi a molti degli altri, 
immensamente più numerosi, che funzionarono in Italia, Francia, 
Danimarca, Inghilterra, Norvegia ed altre contrade di Europa 
massime dopo le due prime crociate, ed in seguito, dopo le suc- 
cessive : lazzaretti che, col sorgere susseguente, rappresentano le 
vie di propagazione della epidemia, la sua vastità ed importanza 
sociale. 

Studia quindi le vicende dei candidati alla segregazione per- 
petua dal consorzio umano ; le norme pel riconoscimento della 
malattia fatale : trova giudici severi, sereni, norme pregevoli per 
r epoca, ma ciò in pochi paesi, eccezionalmente. Tanto più im- 
pressionano alcune guarigioni conseguite con mezzi strani ; così 
ugualmente la esistenza di falsi leprosi, leprosi di speculazione. 

Le cause, che determinarono in Europa la malattia, sono state 
raccolte e confermate dal nostro Muratori. La venuta in Italia 
degli eserciti bizantini ; i pellegrini in coorti sempre più nume- 
rose, per buona parte miseri ed esaltati, che, dal trecento in 
poi, attraversarono con preghiere e lamenti 1' Europa, per giun- 
gere alla Terra Santa ; infine le crociate, vi hanno certo larga- 
mente contribuito. 

Dalla lettura delle più moderne opere concernenti il com- 
mercio d' Europa attorno ai bacini dei mari Mediterraneo, Caspio 
e Nero e dei maggiori mercati fin del più lontano oriente, gli è 
sembrato però che i traffici, condotti colle esigenze e costumi di 
quei tempi, debbano avere mantenuto convivenze e fusioni tra le 
diverse genti atte a sviluppare una influenza morbigena, se non 
così intensa come quella delle crociate, di essa molto più pro- 
tratta, continuativa ed insistente. 

A suo avviso poi, tra i commerci havvene uno, da nessuno 
sotto tale punto di vista mai menzionato, che merita un cenno 



DEL 5 LUGLIO 1908 217 

speciale, vale a dire il commercio defili schiavi. Trattato larga- 
mente per secoli da Venezia e da Genova, fra tre continenti, per 
alimentare i maggiori mercati di Venezia, di Roma di Napoli, ecc. 
il fasto e la ìussnria degli opulenti, crede debba avere molto 
influito. Fa ritenere ciò anche la circostanza che tra nomi di 
leprosi e leprose accolti nel lazzaretto di Venezia e nomi di ta- 
lune schiave circasse, turche ecc. che soggiornarono a Venezia, 
gli sembra corrano alcune analogie. 

F. Lori, s. e: Le dimensioni più opportune dei rocchetti di 
autoinduzione senza ferro per ottenere fenomeni di risonanza elct- 
tromagnetica. — Come il fenomeno dalla risonanza acustica può 
essere utilizzato per analizzare i suoni, così quello della riso- 
nanza elettromagnetica può essere utilizzato per analizzare le 
correnti. Ma a cagione dei fenomeni dissipativi non è agevole 
ottenere fenomeni di risonanza elettromagnetica molto spiccata, 
specialmente quando si tratta di basse frequenze. Questa Nota 
ha lo scopo di ricercare alcune norme, che possono essere seguite, 
per ottenere la migliore separazione delle correnti semplici, che 
compongono una corrente complessa. 

M. Miorandi : Esperienze col processo elettrolitico Gasparini 
per decomporre le sostanze organiche nelle perizie chimico-legali, 
(presentata dal prof. P. Spica, m. e., a termini dell'art. 16 del 
Regolamento interno). — L'A. riassume i risultati di esperienze da 
lui istituite l'anno scorso in questo Istituto. Come si può rilevare 
dalle conclusioni a cui le esperienze conducono^ propone una 
modificazione assai vantaggiosa e comoda al processo elettrolitico 
Gasparini applicato alla decomposizione delle sostanze organiche, 
nelle indagini chimico-legali per ricercare i veleni metallici. Le 
modificazioni proposte dall'A. tolgono in massima parte gli incon- 
venienti non lievi, che presenti il processo Gasparini. 

A. Levi : La partizione della filosofia pratica in un trattato 
medioeoale, (presentata dal prof, B. Brugi, m. e., e. s.). — Dopo 
aver tratteggiato — con la scorta del Baeumker, del Baur e del 
de Wulf — la fio-ura intellettuale di Dominicus Gnndissalinus. 
appartenente alla scuola dei traduttori di Toledo, che tanta im- 



218 ADUNANZA ORDINABIA 

poi'taii/a ebbe per lo sviluppo del pensiero niedioevale, rantore 
pronde in esame alcune pa;^ine del trattato del Gundissalinus De 
'/ir/s/:nie phifosophiae, pubblicato da Ludwif^ Baur nei BeUrd(jr 
zar (Jcschlchie der Pliilosophle des Miffe/a/fcrs, editi dal liaeumker 
e dal von Hertling. L' autore crede non sia privo d'interesse il 
dilucidare la partizione, che il Gundissalinus fa della filosofìa pra- 
tica in tre rami : poUtica., economica, etica — specialmente per le 
attinenze che essa presenta con la tradizione del pensiero aristo- 
telico, nonché per una certa sua apparenza di modernità. L' autore 
si trattiene ad esaminare il contenuto di quelle tre discipline se- 
condo il Gundissalinus; e cerca poi, con l'aiuto del Baur e del 
Mai'iétan, di seguire la traccia di que'.la tripartizione della filo- 
sofia pratica, che risale, se non ad Aristotele, almeno al suo di- 
scepolo Eudemo, e discende, da un lato, a traverso la scuola dei 
coumientatori di Alessandria, ai^li Arabi ed al Gundissalinus ; 
dall'altro, a traverso Boezio e Oassiodoro, ad Ugo di S. Vittore; 
finché le due correnti si uniscono, e la tripartizione passa nel 
Kilwardby, in Alberto Magno, in S. Tommaso, in Egidio Colonna, 
e fino al Savonarola. Discusse le analogie e le differenze fra 
la partizione del Gundissalinus e quelle degli altri pensatori nie- 
dioevali; e rilevato il valore di certe osservazioni del Gundissa- 
linus specialmente per quel che riguarda V economia, l' autore 
conclude con un breve parallelo fra la partizione della filosofia 
pratica, accettata dallo scrittore del secolo XII, e certa partizione 
moderna della filosofia sociale. 

I. Larice: Sulle trasformazioni cremoniaiic coincide) ate ia re- 
lazione alla imperficie amaloide normale a due dimensioni e del 
quarto ordine dello spazio a cinque dimensioni (presentata dal 
Sen. Veronese, Vice-presidente, e. s.). 

R. Torelli: Sulle serie algebriche di (/ruppi di puii.fi appar- 
tenenti a una curva algebrica^ (presentata del prof. G. Ricci, ni. 
e., e. s.). — L' A. trova dapprima una formula, la quale assegna 
il numero dei gruppi di [j-\- r punti; comuni a gruppi di una serie 
algebrica oc-'' e a gruppi di una serie lineare -yo'. Applica poi la 
formula ottenuta alle serie algel)riche x)' deducendone varie pro- 
prietà di tali serie. 



DKi, f) liTHir.io 1908 



21}) 



Finite le letture, e, avuta la parola, il in. e. A. Da Schio 
presenta all'Istituto, in nome e quale omaj^gio dell'autore clott. 
Hanììro Fabiani l'opera : Paleontoìogia dei Colli Berici. 

L'Istituto ne prende atto con l'iconoscenza e ringrazierà il 
cortesia donatore. Il predetto ni. e. Alni. Da Schio annuncia pure 
che fra brevi giorni l'aereonave Italia intraprenderà il suo primo 



viaggio. 



Esaurito l'ordine del giorno dell'adunanza pubblica, l'Istituto 
si raccolse in adunanza privata, nella quale si trattarono i seguenti 



argomenti 



1. si è proceduto all'elezione di ti'c soci corrispondenti delle pro- 

vincie venete ; 

2. si è approvato il Regolamento speciale per i concorsi indu- 

striali ; 
8. si deliberò di procedere alla riforma del Regolamento della 
Fondazione Balbi-Yalier ; 

4. fu approvato il Conto consuntivo 1907-1908 ed il Bilancio 

preventivo 1908-1909 della dotazione governativa; 

5. si deliberarono provvedimenti per gli urgenti restauri dell'edifi- 

cio accademico ; 

6. e infine si approvò l'eff'emeride per il nuovo anno accademico 

1908-1909: 



1908 Ottobre . . . 


. 25 


1909 


Marzo . • 14 


Novembre . . 


. 15 




Aprile . . 18 


Dicembre . . 


. 13 




Maggio 9, 23 solenne 


1909 Gennaio . .. 


. 10 




Giugno . . 13 


Febbraio . . 


. 14 




Luglio ... 4 



// l'iu'xidcnte 
CARLO F. FERRARIS 



Il Vice-segreUtrid 

N. Tamassia. 



Atti del Rkal,k Istituto Vknkto di soihJNzis, lettere ed arti 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVII - Parte prima. 



Nota sopra una forma di metacromatismo 
osservata in un esemplare di Pleuronectes 
italicus, Gunth : preso nella Laguna di 
Venezia. 

DI ENRICO FILIPPO TROIS, m. e. 

{Adunanza del 5 luglio 1908) 



L' interesse rivolto dagli ittiologi sopra i casi di anormale 
colorazione nei pesci, dove più raramente si riscontra, impone 
l'obbligo di farne conoscere le varie forme. 

Neil' agosto dello scorso anno ebbi là fortuna di trovare un'e- 
semplare di PI. italicus di 24 centimetri di lunghezza totale, di 
colorazione singolarissima ed in condizioni eccellenti per poter 
essere conservato nella Collezione dell'Istituto. 

Questo Pleuroncetes, dal lato oculare, sopra la tinta generale 
del fondo grigio chiaro è tutto cosparso di macchie di varie di- 
mensioni di un giallo cromo chiaro che dalla metà del corpo va 
diventando sempre più sbiadito verso la coda, mentre le macchie 
sono di un giallo più deciso ed oscuro verso la testa. 

Tutto il corpo dell' esemplare, comprese le pinne è cosparso 
di pici'.ole macchie di varie dimensioni di un nero intenso che 
esaminate alla lente, di un moderato ingrandimento, risultano for- 
mate dall'aggregato di macchie minori formanti nel complesso una 
asteroide. Dal lato cieco la colorazione del fondo è di un 
bianco latteo normale però con numerose macchie brune sparse 
irregolarmente. 

L'eo-reffio dott. Emilio Ninni, che continua con tanto successo 
negli studi zoologici le splendide tradizioni paterne, in una in- 
teressante pubblicazione sui (') Metacromatismi in pesci raccolti 



(U Atti del Congresso dei Naturalisti italiani promosso dalla Società 
italiana di Scienze Naturali. — Milano, 190B. 



222 E. F. TROIS - NOTE SOPRA UNA FORMA ECC. 

nel mare e laguna di Yenezia dice giustamente parlando del 
PI. italicus che è questa la specie che offre il maggior numero 
di esemplari anormalmente colorati tanto dal lato cieco quanto 
da quello oculare e descrive le seguenti forme : 

EsEMPL. I. - Lato oculare di tinta normale ; vi sono sparsi in- 
numerevoli punti neri più frequenti lungo la linea 
laterale e sopra l' opercolo — Lato cieco come 
l'oculare ad eccezione della regione cefalica che è 
bianca — Mancano i punti neri (lungh. 19 cen- 
timetri). 

EsEMPL. IL - Lato oculare di tinta più oscura della normale i 
punti neri prendono un'aspetto granuloso sensibile 
al tatto - - Lato cieco come l'oculare, i punti neri 
sono meno frequenti (lungh. 20 centimetri). 
EsEMPL. in. - Lato oculare normale — Lato cieco pigmentato 
„ come l'oculare ad eccezione di una piccola porzione 

„ della testa e della coda che sono bianche. 

EsEMPL. IV. - Lato oculare sparso di minutissimi punti neri che 
„ danno a prima vista al pesce un'aspetto melanico 

— Lato cieco leo:2:ermente pio-mentato con diverse 
„ macchie di un bruno carico, al centro di ognuna 

„ di queste havvi il punticino nero. 

Dalle descrizioni qui riportate e, per quanto mi fu dato sa- 
pere, non conosco casi riguardanti il PL italicus in cui entri per 
terza tinta il giallo ciò che costituisce la forma più rara di me- 
tacromatismo distinta dal compianto Pavesi col nome di icteropar- 
dalis, da me accolta ed applicata in altre occasioni a proposito 
di ano-uille di colorazione anormale. 



•n 



» 

D 

n 



(Licenzidte le bozze per la stampa il (jiorno 2 agosto 1D08). 



Atti del Realk Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti 
Anno accademico 1907-908 - Tomo LXVIL - Parte prima. 



CATALOGO DEI LIBRI ED OPUSCOLr'^ 

PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELL'ISTITUTO 

dall' 8 LUGLIO 1907 AL 5 LUGLIO 1908 



Accademia (L') dei Oeor^ottli nei suoi jìià antichi ordinamenti. Memoria 
(lei Marchese Piero Bartjar/li. — Firenze, Ricci, 8°, br., pp. 117. 

Adanis C. F. - Some insects of Orchard and other fruits. — Fayetteville, 
1907, 8», br., pp. 17 ili. 

Africa (L') nuova e il diritto pubblico africano. - Vedi Catellani E. 

Agassiz Louis. - Words spoken hij Prof. W. Jauies. — Cambridge, Uni- 
versity, 1897, 8», br., pp. 12. 

Albertotti triuseppe. - Contribuzione alla cura della lussazione del cri- 
stallino nella camera anteriore. — Modena, Soc. T«.'p., 1907, 4^, br., 
pp. 11. 
U episodio biblico del riveggente Tobia., nella scienza e nell'arte. — 

Pavia, Bizzoni, 1907, 8", pp. 8, ili. 
Noticelle riguardanti la storia degli occhiali (Occhiali scolpiti). — Pa- 
dova, Soc. Tipografica, 8°, br., pp. 12, ili. 
Ossificazioni endoculari (Studio anatomo-patologico) . — Modena, Soc. 
Tipografica, 1907, 4"' br., pp. 18, ili. 

Aldrovandi Ulisse - (Illustrazione del II Voi. dell' Erbario di) — Vedi 
De Toni G. B. 
(Le lettere del medico Francesco Petrollini ad) — Vedi De Toni G. B. 

Allighieri Dante. — Vedi Rado Antax. 

* Andricli Gianluigi. - Introduzione allo studio del diritto italiano. — Mi- 

lano, Allegretti, 1908, 16", tela, pp. 227. 

* Androvic Criovanni - Grammatica, della lingua Croato-Serba. — Milano, 

Tecnografica, 1908, 16°, tela, pp. 299. 



(i) I libri segnati con (*) sono stati acquistati. 



224 CATALOGO DEI LIBUI ED OPUSCOLI 

* Annuario (V Italia jyer V esportazione e V importazione^ di L. Fasqiia- 

ì Iteci. VII Edlz., 190S. — Roma, Bertero, 1908, 8" g., tela, pp. 1640. 
Arcais (D') Francesco. - Sulla integrazione delie equazioni lineari a 
derivate parziali (/' ordine qualunque. Nota. — Venezia, Ferrari, 1907, 
8°, br., pp. 19. 

* Archetti Andrea. - Colle animali e vegetali.! Gelatine e fosfati d' ossa- 

Industria - analisi - counnerrio. — Milano, Allegretti, 1908, 16°. tela. 

pp. 195, ili. 
Archimede. - (Intorno ad una scrittura inedita di). — Vedi Favaeo A. 
Ardig'ò. - (La filosofìa nel sistema delle scienze filosofiche secondo V). — 

Vedi Brugi B. 
Ars!;-iropul<» (TÌovanni e un proemio medioerale dei libri (jiuridici. - Vedi 

Tamassia Nino. 
Aristotele - (Il concetto della misura in ) - Vedi Ra(ìnisco P. 
Arrigoui degli Oddi E. - Note ornitologiche stilla collezione del Monte 02)- 

partenente alla signora marchesa M. Paulucci. — Venezia, Ferrari, 

1908, 8°, br., pp. 19. 
Avena Antonio. - GuglieluK/ da Fa.^tre/igo e gli inizi delV Umanesitìio in 

Verona. — Verona, Franchini, 8", br. pp. 73. 
Ayetta Adolfo. - (Jontributo alla storia della E. Biblioteca Universitaria 

di Padova. — Padova, Soc. Coop. 1908, 8°, br., pp. 31, 1 tav. 
La R. Biblioteca Universitaria di Padovit. - Articoli vari tratti flal 

giornale « Il Veneto ». — Padova, 1908. 
IJag'nacavallo. - (Notizie circa il pozzo artesiano di) - Vedi Taramelli T. 
Baretti, Metastasio, (xoldoni. - Vedi Dejob C. 

Bargairli Pietro - L'Accademia dei Georgofili nei suoi piti antichi ordi- 
namenti. — Firenze, Ricci, 1907, 8°, br., pp. 117. 
Barsanti - Mattencei - (Breve storia del motore). - Vedi Martini T. 
Bassani F. e (waldìeri A. - Sui vetri forati di Ottajano nella eruzione 

vesuviana dell' aprile 1906. — Napoli, De Rubertis, 1908, 8°. br.. 

pp. 27, fig. 
Bassano. - Vedi Cf. Gterola. — // pittore Da Ponte- Eitrovamenti ar- 
di eologici. 
Belluno. - (Sui vertebrati delle arenarie mioceniche di) - Vedi Piaz 

(Dal) G. 
Bena-isi Umberto. - Catalogo della Esposizione dì cartografia parmigiana- 

e piacentina nel salone della Palatina in Parma - (I. Congre.sso della 

Società Italiana per il progresso delle Scienze - Parma, Settembre 

1907) - Parma, Adorni, 1907, 16°, br., pp. 43. 
Berlese Antonio. - Nuove esperienze contro la mosca delle olive. — Casale, 

Cassone, 1907, 8°, br., pp. 4. 
Berti Antonio. - Sull' azione locale della bile e del glicocolato di soda 

sui rasi sanguigni. — Venezia, Ferrari, 1908, 8°, br., pp. 19. 
Bettiolo Ang-elo-Osvaldo - (La Cairpellina espiatoria) a memoria del figlio 

Umberto iti Venezia - Vedi Torres Gr. 



PGUVENUTI ALLA BIBLIOTECA 1) KLl'iSTITUTO 225 

Biadego tliuseppe. - Vedi Zamboni A. — Parigi nel 1804. 

Bìbliotecji e Archivio di Panna - {Atlanti e Carte nautiche dal secolo XIV 
al XVII conservati )idla) - Note di Mario Longhena. — Parma, Zer- 
bini, niOT, 8", l)r.. pp. 46. 1 tay. 

Biblioteca Palatina dì Parma - Esjìosizione di rartografia parmigiana e 
piacentina nel salone della Palatina, 1907 (in occasione del primo 
Congresso della Società Italiana per il progresso delle scienze - Parma, 
settembre). - Catalogo compilato dal prof. Umberto Benassi. — Parma. 
Adorni, 1907. 16«. br., pp. 43. 
(Inventario der manosci-itti geografici della) - compilato dal prof. Pietro 
Grribaudi. — Parma, Fiaccadori, 1907, 16°, br., pp. 24. 

Big'onì (Tiiido. - Pei- la lega fra Genova e l' Ungheria nel 1352. - Pavia, 
Fusi, 1907, 4°, br., pp. 14. 

Boddaert D. - Misure ììiagnetiche nei dintoìiii di Torino. Declinazione e 
inclinazione. — Torino, Bona, 1907, 4°, br., pp. 63, 1 tav. 

Bolnn Josef (lieorg-. - Die l-unst-uhren auf der k. lì. Sternwarte zu Prag. 
Anf offcntlichc Kostenherausgegehen von Prof. Dr. Ladislaus Weinel: 
Director dei lì. k. Sternwarte in Prag. — Prag, Bellmann, 1908. 
4", V, tela, pp. 48, 21 Tafeln. 

* Bonetti Emilia. - L'arte del taglio eia confezione d'abiti per signora. — 

Milano, Allegretti, 1908, 16", tela, pp. 296, 55 tavole e 31 figurini. 
Bonoiii Antonio. - La Bonifica Polesana a destra di Canalhianco e di Po di 

Levante. Parte prima. — Padova, Prosperini, 1907, 8°, br. pp. 206, 1 tav. 
Borotto. - Vedi Saetori Borotto. 
Borredon (4. - Excelsior o la soluzione dell' immenso problema dell'ignoto. 

La Luna è la Calamita del Mondo — ovvero la falsità del Sistema di 

Neudon e la scoperta del vero Sistema del mondo. — Napoli, Granito. 

1906, 8", br., pp. 114. 

Realtà dell' essere. U essere è il non essere. Tempo e spazio. Brevi cenni 
in continuazione del libro ^ Excelsior y, e la soluzione dell'immenso 
problema dell' ignoto. — Napoli, Grranito, 1907, 8°, br., pp. 12. 

Breda Achille. - Della Pitgriasis Eitbra Pilaì'is. — Venezia, Ferrari. 1908, 
8". br.. pp. 19. 

Brngl Biagio. - Storia della giurisprudenza e storia delle cattedre univer- 
sitarie. Nota. — Venezia, Ferrari, 1908, 8°, br., pp. 7. 

* Brun (De) Alessandro. - La contabilità delle aziende rurali per le fat- 

torie e scuole agrarie d'Italia. — Milano, Tecnografica. 1908, 16°, tela, 
pp. 539. 

Brnnelli Angusto. - La comunicazione diretta tra Romei e il mare e l'e- 
sposizione del 1911. — Roma, Colombo, 1907, 8°, br., pp. 16. 

Bullo Carlo. - Le iscrizioni lapidarie di Chioggia. — Venezia, Hoc. M. S. 
Comp., 1908, 8°, br.. pp. 137. 

Bullo {i. S., 3Ioschini A., Salvottì V. - Progetto di massima di un canale 
navigabile fra Chioggia e il Po. Relazione. — Padova, Prosperini, 

1907, 4°, br., pp. 16. 1 tav. 



226 CATALOGO DEI LIBRI ED OPUSCOLI 

Bullo a. S. e Salvotti Y. - In difesa della Botte alle Tresse. Risposta al 
parere delV ing. G. Cadolini sul progetto per il bonificamento del 
Consorzio Pratiarcati. — Venezia, Ferrari, 1907, 8°, br., pp. 10. 

Cabanyes Isidoro. - Poliseccióìt gi-dfira del dngulo. — Madrid, Fortanet. 
1908, 8», br.. pp. 13 con 2 tav. 

Cainerana Enrico, Moschiiii Vittorio, Dragoni Carlo. - Relazione preli- 
minare della Commissione Parlamentare d' inchiesta sulle miniere 
della Sardegna- — Roma, Bertero, 1907, 4°, br., pp. 61. 

Canalejas José. - Vedi Ellero Pietro. — Sobre la pena de muerte. 

Caudiaui Leopoldo. - Venezia e le sue vie di penetrazione nel continente. — 
Roma, Soc. Edit. Laziale, 1908, 8°, br., pp. 2(i. 

("arazzi Davide. - A proposito di assorbimento intestinale. — Firenze. 
Niccolini, 1907, 8", br., pp. 6. 
Artefatti, pigmento e vacuoli nelle cellule dei gangli spinali dì main- 

miferi. — Firenze, Niccolini, 8", bs., pp. 13, 1 tav. 
Proposte di modificazioni alla classificazione sistematica del regno ani- 
male- — Venezia, Ferrari, 1907, 8", br., pp. U. 

Carnevali Tito. - Il Comune. Nuovi studi. — Torino, Bona, 1908, 8°, In., 
pp. 79. ^ 

Cartault A. - Elude sur les Bucoliques de Virgile. — Vedi Rasi P. 

Castelbarco tìng-lielmo. - (// ritratto di) in S. Femio di Verona. - Vedi 

GeROLA Gr. 

Castelli Benedetto. - Vedi Favaro Antonio. - Amici e corrispondenti di 
(r. Galilei. 

Castelnuovo E. - Attraverso un epistolario. — Venezia, Ferrari, 1907, 8°, 
pp. 12. 
/ Moncalvo. Romanzo. — Milano, F.lli Treves, 1908, 8», br., pò. 339. 
Relazione sulV uìidamento della R. Scuola Superiore di Commercio in 
Venezia nelV anno 1906-1907. — Venezia, Ist. Arti Grraf., 1907, S», 
br., pp. 15. 

Catellani Enrico. - L'Africa nuova e il diritto pubblico africano. — Scan- 
sano, Tessitori, 1907, 8°, br., pp. 66. 

Cattaneo Paolo. - Elementi di analisi infinitesimale ad uso degli studenti 
di chimica. — Padova, litog. Prosperini, 8°, br., pp. 132. 

* Cecclii Antonio. - Da Zeila alle frontiere del Caffa. Viaggi. — Roma. 

Salviucci, 1886-87, 8°, br., volumi 3, ili. 

* Celli Jacopo. - 3500 ex-libris italiani illustrati con 755 figure e da 

oltre 2000 moti, sentenze e divise che si leggono sugli stemmi e sugli 
ex-libris. — Milano, Allegretti, 1908, 16°, tela, pp. 535, con 840 
incisioni. 

Cerruti Valentino. - Le matematiche pure e miste nei primi dodici Con- 
gressi della Società Italiana per il progresso delle scienze. — Milano. 
Rebeschini, 1908, 4°, br., pp. 20. 

Cessi Roberto. - // malgoverno di Francesco il Vecchio, Signore di Pa- 
dova. — Venezia, Ferrari, 1907, 8", br., pp. 12. 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELl' ISTITUTO 227 

Cestoni (iJiacìiito. - (Di mìa esperienza di) - Vedi Toni (De) G. B. 

Ohiog'g'ia. - [Le iscrizioni lapidarie di) - Vedi Bullo Carlo. 

Cina - [Gii anven intenti in) nel 1900 e l'azione della li. Marina Ita- 
liana. - Vedi Valli Mario. 

Cisotti U. - Suir impiego di funzioni ellittiche in una questione idrodi- 
namica. Nota. — Venezia, Ferrari, 1908, 8*^, br., pp. 29. 

Claudìi Rutilìi Nauiatianì (In) de redìtit suo libros adnotationes me- 
tricae. - Vedi Rasi P. 

Oobelli (Giovanni. - Descrizione della Chiesa di Santa Barbara., abbozzata 
dai due sacerdoti Andreantonio Lìebhardt e Cristiano Dal Bosco 
nel mese di aprile 1788. — Rovereto, Roveretana, 1908, 8", br., 
pp. 25. 

Coinniissioii Gréodési(|ue Néeiiandaise. - Détermination de la difference de 
longitude Leijde-Ubaysberg., de V azimut de la direction Ubagsberg- 
Sittard et la latitude ci' Ubagsberg par la mesure cles distances zéni- 
tales et d' après la me'thode Horrcboir-Talcutt en 189S. — Delft, 
Waltmaii, 1905, 4", parm., pp. 227. 
Détermination de la latitarle et d' un azimut aur stations Oirschot, 
Utrecht, Sambeek., Wolberg., Harikerberg, Sleen, Schoorl, Zierikzée. 
Terschelling (phare Brandaris), Ameland, Leeuwarden. Urk et Go- 
ningue. — Delt't, Waltinann, 1904, 4", parm., pp. LVI ; 28.5. 

Coniuiissioue Parlamentare <!' inchiesta snile Miniere «Iella Sardegna. (Legge 
19 luglio 1906 n. 393). - Relazione prelimin(n-e s/il programma dei 
lavori della Commissione. — Roma, Bortero, 1907. 4", br., pp. 61. 

* Comoy M. - Elude pratique sur les marées fluriales et notamniet sur le 

niascaret, application aur traoaur dela parile maritime des fleures. 
Paris, Gauthier-Villars, 1881, 8°, br., pp. 889, Atlas. 

* Cong'resso. - (Atti del primo) geografico italiano tenuto in Genora dal 

18 al 25 Settembre 1892. Volumi 3. — Genova, Sordo-Muti, 1894. 

8°, br. 
(Atti del secondo) geografico italiano tenuto in Roma dal 22 al 27 

Settembre 1895. — Roma, Civelli, 1896, 8°, br., pp. 616. 
(Atti del terzo) geografico italiano tenuto in Firenze dal 12 al 17 aprile 

1898. Volumi 2. Firenze, Ricci, 1899, 8°, br. 
^ Atti del quarto) geografico italiano. Milano^ 10-14 Aprile 1901. — 

Milano, Bellini, 1902, 8«, br., pp. 651. 
(Atti del quinto) geografico italiano tenuto in Napoli dal 6 all' 11 

Aprile 1904. — Napoli, Tocco, 1905, 8", g., br., voi. 2. 
( Atti del sesto) internazionale di Chimica applicata - Roma 26 Ajìrile- 

S Maggio 1906. Volumi 7. — Roma, Bertero, 1907, S», br. 
* internazionale di scienze storiche, Roma 1-9 Aprile 1903. Atti. Vo- 
lumi 12. — Roma, Salviucci, 1904-1907, 8°, br. 
Corfìi (Venezia) ed il Levante.- Vedi Lkvi C. A. 
Corti Benedetto. - {Cenìio biografico ed elenco delle pubblicazioni di) — 

Vedi Taramklli T. 



228 CATALOGO DBI LIBRI ED OPUSCOLI 

Dal Legname. - Vedi Legname. 

Da Lisca A. - V'edi Lisca. 

Dalla Vedova - Vedi Vi. do va. 

Dal Piaz. - Vedi Piaz. 

Da Ponte. - Vedi Poxte. 

Da Rì(>s. - Vedi Kios. 

Da Venezia. - Vedi Venezia. 

De Babelica. - A'edi Bastelica. 

De Bnin. - Vedi Brun. 

Dejob Charles. - Baretti\ Goldoni et Métasiatie. — Toulouse, Lagarde. 

1907. 16°, br. pp. 21. 
Lf. iitarrhand de ri/i dans le>< vieilles Comiinoies de V [fidie. — Paris. 

Soc. Francaise, 1907, 8", br., pp. 35. 
De Kiriaki. - Vedi Kieiaki. 
De Lucìa (t. - Vedi Lucia. 
De Mey. - Vedi Mey. 
De Somenzi. - Vedi Porro de Somexzf. 
Di Palma. - Vedi Palma. 

Domenicliini Mario. - Vedi Haeckel E. - La lotta per V eroluzione. 
Dragoni Carlo, Camerana Enrico e Moschini Vittorio. - liei azione jìr elimi- 
nare della Commissione Parlamentare d' iii-liiesta sulle miniere della 

Sardegna, Roma, Bertero, 1907, 4", br., pp. (il. 
Elderton Palin W. - Frequeneij-niroe^ and cori-dation. — London, Layton. 

lUOf;, <S", tela, pp. 172. 
Ellero Pietro. - Soì)i-e la pena de iiiaerte. Con un prologo de IJ. José Ca- 

nalejas. — Madrid, Bianco. 1907, H»'\ l)r., pp. 180. 
Ennodio 3Iagno Felice. - (Dell'arte metrica di) - Vedi Rasi P. 

[Saggio di alcune partir-olarità nei distiri di) - Vedi Rasi P. 
Fabris Anton Maria e Girardi Marco. - delazione storico-descrittira sulla 

Iiegia Biblitdeca Universitaria di Padora. — Padova, .Seminario. 

1872, 8", br., pp. 71. 
Faccin Francesco. - Il passaggio di Mercurio danniti al Sole, del 14 no- 

i-emhre 1007. — Pavia, Fusi, 1908, 8", br., pp. 11. 

* FaeEi F. - (Uini e gatti. Costumi e razze. — Milano, Te:-nog-ratica, 1908. 

16", tela, pp. 429 con 153 incis. 

* Fanloli («audenzìo. - Sìd regime idraulico dei laghi. — Milano, Bernar- 

doni, 1897, 8". br., pp. 339, 2 tav. 

Fariui Alberto. - Sulle variazioni quantitative del glicogene e delle so- 
stanze albuminose del fegato per V infiuenza della temperatura e per 
il taglio del vago. — Venezia, Ferrari, 190S. 8°, br., pp. 26. 

Favaro Antonio. - Aulici e corrispondenti di didileo Galilei. XXL Be- 
nedetto Castelli. — Venezia, Ferrari, 1908. 8''. br., pp. 130. 
Discorso tenuto nella solenne adunanza della li. Drjiutazione Veneta 
di Storia Patria, in Rovigo (Xovembre 1!)()7). — 1907. 

8«, br., pp. 3. 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELL'ISTITUTO 229 

Favai'o Antonio. - fnfon/o fui iiik/ srriltiirK iìieditd <ìi Archimede no- 
raiiieiìte scoperta e jìt/ì/bìicf/td. t'oniiinicazione. — Venezia. Ferrari. 
1908, 8°, br., pp. 4. 

Per la edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei, sotto gli au- 
spici di S. M. il Be d' Italia. Treni' anni di studi Galileiani. — Fi- 
renze, Barbèra, 1907. 4'». br., pp. 29. 

Ref/esto hiof/rafico Galileiano della edizione nazionale delle Gjieir. — 
Firenze, Barbèra, 1907, 8° g., br., pp. 69. 

Serie decimottava di scampoli Galileiani. — Padova, Randi, 1908, 8°, 
br., pp. 52. 
Ferrara. - (// libro dei giustiziati di) A. 144:1-1577. — Vedi Roberti M. 
Ferraris Carlo F. - Gli inscritti nelle Università e negli Istituti superiori 
italiatii nel quattordicennio scjlastico 180S-U4 al 11)()(!-1!)07. — To- 
rino, Nazionale, 1907, 8°, br., pp. 13. 

La Cassa nazianale di previdenza, per la inralidità e per la vecchiaia 
degli operai. Conferenza popolare. — Venezia, Fen-ari, 1907, 8", l)r.. 
pp. 44. 

Per V insegnamento religioso india Scuola- priutaria. Xota. — Roma, 
Camera Deputati, 1908, 8°, br., pp. 15. 
Fischer TheobaUl. - Die Seehdfen con Marokko. — Berlin, Mittler, 1908, 
8", br., pp. 43, ili. 

* Fohmaiin Vinceiiz. - Dns saugadersgsteoi der fische. — Leipzig, 182 1, 

f." pp. 4(>, XVIII taf. 
Forti Acliille. - Intorno ad un. '' Braco ex Paia effictus Aldrov. „ che 
esiste nel Museo Cicico di Vei-ona e circa le varie notizie che si hanno 
di simili mostri, specialmente dai mn.noscr itti Aid rovandiani. — Ve- 
rona, frnrisatti, 1907. 8^ br., pp. 19 con 6 tavole. 

* France-ichiiil (iiovaimi. - Le uia-lattie della, pelle. — Milano, Allegretti, 

1908, 16", tela, pp. 217. 
Francescoil Vecchio Sig-nore<li Padova. -(/"/mrfZr/.iti'e/v^o r/<) - Vedi Cessi R. 

Frii'del Johannes. - Vedi Lamb H. — Lehrhwh der hijdrodgnamik. 
Fries Th. - Bref och skrifvelser af och till Cari von Linnc. I. — ITpsala, 

Berling, 1907, 8", br., pp. 341. 
Kalanti F. - / bambini. Poesia tradotta in latino da P. Rasi. — 8", br., 

pp. 7. 
(ralrtierì A. e Bassanì F. - Sui vetri forati di Ottajano nella eruzione 

vesuviana dell' aprile i 9 (?6'. — Napoli, De Rubertis, 1907, 8°, !)r.. 

pp. 27. fig. 
(Galileo (iJalilei. - {Am.ici e corrispondenti di) XXI Benedetto Castelli. — 
Vedi Favaro Axtoxio. 

{Per la edizione nazionale delle Opere di) Treni' anni di Studi Gali- 
leiani. — Vedi Favaro Antonio. 

{Regesto biografico della edizione nazionale delle Opere di) - Vedi Fa- 
varo Antonio. 

Vedi Favaro Antonio, - Serie XVIII di Scauijioli Galileiani. 



230 CATALOGO DEI LIBKl K D OPUSCOLI 

Garibaldi (Giuseppe. - Memorie. Edizione diplomatica dall' autografo defi- 
nitivo a cura di Ernesto Nathan. — Torino, Soc. Edit. Naz., 1907, 
8", br., pp. 439, ili. 
Genova. - (Per la lega fra) e l' Ungheria nel 1352. — Vedi Bigoni G. 
Geografia. - Studi bibliografici e biografici sulla storia della geografia 
in Italia. Pubblicati per cura della Deputazione Ministeriale istituita 
presso la Società Geografica Italiana. — Roma, Elzeviriana, 1875, 4". 
p. l»r., pp. .507 e 9 tavole. 
Geog:raplien-Kaiender. - Vedi Kalender. 
Gerland E. - Histoire de la noblesse crétoise au moyen age. — Le Puy. 

Marchesson. 1907, 8", br., pp. 213. 
Gerola Giuseppe. - Appunti sui monumenti veneti di Cefalonia e di Corfù. 
— Venezia, 1908, Ferrari, 8°, br., pp. 10. 
F. e G. Spagnolo. Marostica e i comuni del suo territorio. Voi. I, Ma- 
rostica, Cecchetto e Martinato, 1906, in XII, pp. 349. (Rassegna bi- 
bliografica). — Venezia, 8", br., pp. 4. 
Il pri)no pittore bassanese Francesco Da Ponte il recrhio. — Bassano,. 

Pozzato, 1907" 8", br., pp. 22, con 5 tavole. 
Il ritratto di Guglielmo Castelbarco in S. Fermo di Verona. — Verona, 

Gurisatti, 1907, 8°, br., pp. 8, 1 tav. 
Le iscrizioni cretesi di Desiderio Dal Legname. — Verona, Gurisatti, 

1907, 4°, br., pp. 19. 
mtì'OiHimenti arclieologici nel territorio di Bassano. — Bassano, Poz- 
zato, 1907, 8°, br., pp. 20, con 11 incis. 
Vn^ altra Madonna del Montagna. — Rovereto, Grandi, 1907, 8°, l)i'., 
pp. 4, 1 tav. 
Gerola Giuseppe e Da Lisca Alessandro. - Scoperte archeologiche nella 
Prorincia di Verona durante Vanno 1907. — Verona. Gurisatti, 1908, 
8°. br., pp. 8, ili. 

* Giorli Ezio. - Macchinista naimle. — Milano, Tecnografica, 1908, 16°, 

tela, pp. 859, 960 foi'mule, 630 fig. 
Girardi Marco e Fabri.s A. M. - Descrizione storico-descrittiva sulla Regia 
Bibliotcru Universitaria di Padova. — Padova, Seminario, 1872, 8°, 
br., pp. 71. 

* Goldoni Carlo. - Opere complete edite dal Municipio di J^enezia nel II 

centenario dalla nascita. — Ven(>zia, Istituto Arti Graficbe, 1907, 4°, 
p.° parm. Voi. 1°. 

Goldoni Carlo ed Alessandro Manzoni. - Vedi Pellegrini F. 

Goldoni, Metastasio e Baretti. - Vedi Dejob C. 

Gradenigo Giuseppe. - Die bibliographische Aufzeichnung in der Otn- 
logie. — Leipzig, Barth, 1906, 8°, br., pp. 6. 

Gribaudi Pietro. - Inventario dei manoscritti geografici della R. Biblio- 
teca Palatina di Parma. — Parma Fiaccadori, 1007, 16°, br., pp. 24 

Guareschi I. - Nuore notizie storiche sulla vita e salle opere di Macedo- 
nio Melloni. — Torino, Bona, 1908, 4", br., pp. .59, con 2 tav. ritr. 



( 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DKLl'iSTITUTO 231 

(iiu'bliard A. - TjS m/t problrine <les /'J/irei/de>i prf'ht'sforiqifrs. De/fx niots 
à /)ropos (Ih Custelar da Moiit-Bastùle {A. M.) Preiau-re rcrisiun de 
V incentaire des Enveintes préhistoriques du departeinent du Var, 
(Notes préseutées au II Congrès préhistorique de France (Vannes, 
liJOH). — Le Mans, Monnoyer, 1907, 8", br., pp. 28, ili. 
Sii)- V (Ditiquifé des super.sfifìcms attachées (tn.r coquiUes fossihs. — Le 

Mans, Monnoyer, 1907, 8°, br., pp. 3; 1, 2. 
Sur le procède de photofjraphie des couleurs de M. M. A. et L. Luniière. 
— Paris, Gauthier-Villars, 1!)07, 4", pp. 4. 

(Tiierra Luigi Francesco. - La filosofia della vita nel J'rohlcina dell' PJdn- 
razioìic. — Avellino, Pergola, 1907, 8°, br., pp. 2.ó2. 

(iriiglielnio da Pastreugo e gli inizi dell' Thiian-esimo in Verona. — Vedi 
Avena A. 

(Tiiidì-Toni Ettore. - Versi italiani e pesaresi. — Jesi, Stab. Tip. Coop., 
1907, 16°, br., pp. 20. 

Hehnert F. R. - Besfiminiinr/ der HiJlienhKje der Insel ÌVou/eroorf durch 
trifjonoinetrische Me.ssunf/en iin Jahre lìiSH. — Berlin, 1907, 8", br., 
pp. 2(3. 
7'rif/ommietrische Hoheniiicssnnq and. Refrakiions hitc.ffìzioiloì in der 
Ni/he des Meeresspiegeh. — Berlii), 1908, 8", br., pp. 20. 

Hìllierg Isidor. - Die Gesetze der Wurtfrliany ini l'odaiiictcì' des Ovid. - 
\gì\\ Rasi P. 

Hiilth J. M. - Bil)lio(j)-aphi<i fjinnaeana. Materiaii.r poiir scrrir n une 
hibliographie Linnéenne. P. I. Liv. I. — Upsala, Friedlandei', 1907, 
8°, br., pp. 170, tav. 

Institutes. - (A", u K. Militùr Geographisrhen). ( Die ergebnisse der Irian- 
giiliernngen des). — Wien, 1901, 8°, g., voi. 8. 

Irlanda. - (Alcuni fatturi della rigenerazione eronui/iica in Irlamla) - 
Vedi Mg UGNA. 

Istituto dreografico Militare. - Appìinti sulla rappresentazione dd terreno. 
[Estratti degli appunti litografati del Corso di topografia della Scuoti/ 
di guerra negli anni 1889-90-91.— Litografìa in 4°, pp. 121, 10 tav. 

Istituto topografico militare. — Cenni pn-liuiinari sulla triungolazinne 
di prim' ordine eseguita lungo la zona meridiana da Capo-Passero 
a Lissa. Osservazioni e calcolo della rete di Capitanata e collega- 
viento della iiiedesiiiia con la triangolazione Austriaca sulle eoste 
Dalmate. — Napoli, Unione, 1877-78, 4", br., pp. 172; ()4 e tav. 

Italia - {Annuario d') per V esportazione e l'importazione., di L. Pasqua- 
lucci. Vn ediz., 1908. - Roma, Bertero, 8» g., tela, pp. 1640. 
Condizioni della proprietà rurale e della coojìurazione agricola di al- 
cune Provincie italiane. - Vedi Modona. 
Le inarchand de vin dans les vieilles Communes d' Italie. — Vedi 

Dk.tgb C. 
Manoscritti della Biblioteca Civica di Padova riguardanti la storia 
nobiliare italiana. — Vedi Rizzoli Luigi. 



232 CATALOGO DEI LIBEI ED OPUSCOLI 

* Italia. - Studi Inhlìoprafìei e hìoqrnfì.ri frullìi sfon'a dMa rieoiirnfia in 

Italia. Pubblicati per cura della Deputazione Ministeriale istituita 
presso la Società Geografica Italiana. — Roma, Elzeviriana, 1875, 
4" p., b,, pp. 507 e 9 iavole. 
* 3500 ex-libris italiani illustrati c.cn 755 figure e da oltre 2000 moti, 
sentenze e divise che si leggono sugli stemmi e sugli ex-libris, di 
Jacopo Celli. — Milano, Allegretti, 1908, 16°, tela, pp. 534, con 840 
incis. 
Vedi Ferraris C. F. - Gli inscritti nelle Università e negli Istituti 
Superiori 1893-907. 

Jaines William. - Louis Agassiz. — Cambridge, University, 1897, H». br., 
pp. 12. 

Kant. - {Il conretto della misura in) - Vedi Raonisoo P. 

Kayser H. - Handhuch der spectroscopie. — Leipzig, J. B. llirscbf'ebl. 
1900-2-5, 8°, V.' pelle, 3 volumi. 

Kiriaki (De) A. S. - La Chiesa di S. Maria dei Derelitti della Casa di 
Ricovero in Venezia. - Note e illustrazioni pubblicate dalla Congre- 
gazione di Carità, nella occasione del suo l'istaui'o. (i settend»re 1907. 
Venezia, Pellizzato, 1907, 4°, tela, pp. 15, 10 fotog. 
La Pia Istituzione detta del Volto Santo in Venezia, (numi i/isf rata 
dalla Congregazione di Carità di Venezia. - Relazione »^ Documenti 
sulle origini, scopi e ordinamento. — Veaezia, Pellizzato, 1908, 8° g. 
br., pp. 71. 

* Krìimmel Otto. - Handbuch der ozeanographie. - Band. 1. — Stuttgart, 

Union, 1907, 8°, br., pp. 526. 

* Lanfranco Mario.- Le frodi nei misuratori elettrici. Diagnosi e rimedi. 

Milano, Allegretti, 1908, 16°, tela. pp. 277, 27, incis., 39 tav. col. 
Laplace. - {Sul sistema di due equazioni implicite studiate dal) - Vedi 

Da Rios L. S. 
Legname (Dal) Desiderio. - {Le iscrizioni cretesi di) - Vedi Gerola G. 
Leopardi - {Ancora del) elleni!<ta - Vedi Setti G. 
Levante. - {Venezia, Corfù ed il) - Vedi Levi C. A. 

Venezia, Corfù ed il Levante. Relazione storico-aichivistica. Voi. 1" 

Testo. — Venezia, Ferrari, 1907, 8° gr., br., pp. 254, 1 tav. 
Levi Ezio. - / maestri di Francesco Novello da Carrara. — Venezia, 

Ferrari, 1908, 8°, br., pp. 23. 
Linneo, - Bref och skrifvelser af och tilt Cari von Linné af. Th. M. 

Fries I. - Upsala, Berling, 1907, 8°, br., pp. 341. 
Linnéportràtt. Vid Uppsala Universitets minnesfest pd tvahundradrs- 

dagen af Cari von Linnés fodelse. A Universitetets vàgnar af Tycho 

Tullherg. — Upsala, Almquist, 1907, 4«, br., pp. 187, ili. e tav. 
Vedi HuLTH. - Bibliographia Linnaeana. 
Lisca (Da) Alessandro, Gerola (Jiusep]>e. - Scoperte archtologiche nella 

Provincia di Verona durante /' anno 1907. — Verona, Gurisatti, 1908, 

8°, br., pp. 8, ili. 



PKRVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELL'iSTITUTO 233 

Mvìo (Tilo). - {Della ros) detta patavùiità di) - Vedi IlAsr P. 
Long-heiiii Mario. - Atlanti e Carte naatirtie dal secolo XIV al XVII 

consenmti nella Biblioteca e neW Archivio di Panna. Note. — Panna, 

Zerbini, l!)07, 8», !)r., pp. 4(), 1 tav. 
Loroiizutti L«r«'ii/o. - (ìrancllini di s((1>hi(i^ onoero Ricordi delle vicende 

Triestine nel periodo dal 1850 al HKXf. — Trieste, F.loyd, 1!)()7, 8", 

tela, pp. 48i». 
liOttìci-Magiione iStefano. - L'opera scientifica di Macedonio Melloni. — 

Parma, Battei, 11)07, Ki", hr., pp. 34. 

* Lovera Romeo. - La letteratura, r a mena, con breve ('restoinaziff e Di- 

zionaretlo esplicativo. — Milano, Tecnogi-atica, 1908, IB", tela, pp. 19!). 
Lucia (De) (t. - La sala d" armi del Museo dell' Arsenale di l enezia. — 

Roma, Off", poi. ital., 1908, 8°, br., pp. 198, ili. 
Lucilio. - Vedi Rasi P. - Satirae Lucilianae ratio (jaae sit. Oratio. 
Lumière A. et L. - Sur le procède de phofof/rapliie des conlears de AL AL) - 

Vedi <i('Ér.HAN]) A. 
Luscliiu voli Ebeng'reulh Arnold. - // sistema monetario dci/li aurei ifa- 

liani di Carlomanno. - Milano, Coì!:iiati, 1908, 8", br., pp. 8. 
/ monrticri ilei S({c/-() h'omano Lupero in Italia. — Milano, Cogliafi, 

1907, 8», br.. pp 19. 

* Luzio Alessandro. - Profili biof/rafi,ci r bozzetti storici. Con dctcu nienti 

inediti e illnsti'azioni. — Milano, Co^liati, 190R, 8", br., pp. .584. 

Maes Costantino. - Sai Concorso al Premio Reale per l' Arceolofjia all' Ac- 
cademia dei RR. Lincei., 1903-1908. Ricorso a S. AL il Re. — Roma, 
Romana, 1908, 4», br , pp. 18. 

Maglione. - Vedi [iOT'rj(:j-MA(;j>i(tNK. 

Malagola ('arlo. - J tesori dell' Archici') di Sta/o di Venezia. — Venezia, 
Pellizzato, 1908, 8", lo-., pp. .80. 

Manfredi Manfredo E , Marangoni L. - Le opere di restauro della Basi- 
lica.. Venezia, maggio 1908. — Venezia, Callegari e Salvagno. 1!)08, 
80, bi'., pp. 88. 

* Mannucci Uniberlo. - La moneta e la falsa monetazione. — Milano, Al- 

legretti, 1908, l*i". tela, i)p. 271, con 28 incisioni. 

Manzoni Alessandro e Carlo tioldoni. - Vedi Pellegrini F. 

Marangoni Luigi, Manfredi Manfredo E. - Le opere di restaaro nella Ba- 
silica. Venezia, maggio 1908. — Venezia, Callegari e 8alvaguo, 1908, 
8», br., pp. 88. 

Marchi (De) Luigi. - Teoria della doppia oscillazione diurna del baro- 
metro- — Venezia, Ferrari, 1908, 8", br-, pp. 19. 

Martini Tito. - Breve storia del motore Barsanti ALitteucci. — Venezia, 

Ferrari, 1907, 8", br., pp. 21. 

Evangelista Torricelli. Commemorazione, letta all'Università popolare 

di Venezia, la sera del 14 febbraio 1!)08. — Pistoia. 8inibuldiana, 1908, 

8«, br., pp. 1.5. 

Intorno alla corrente generata dalla coppia platino-spugna di platino 



234 CATALOGO DEI LIBRI ED OPUSCOLI 

iiiiiiicrsd in una soluzione acidulata o .salina. (Contrihufo alla teoria 
osmotica (Iella pila). — Venezia, Ferrari, 1907, S*», br., pp. 13. 
>Ia8Siilou;u:o Roberto. - Della Cutireazione e della Oftalnioreazione nella 
Dif/mistica della Tubercolosi. — Venezia, Ferrari, 1908, 8», br., 

PP- 3. 
Matteucoi-Barsaiiti. - (Breve storia del motore). — Vedi Martini T. 
Mayr (leorg. - Reichseinkommenfteuer und Verwandtes. — Berlin, 1908. 

. 8°, br. pp. 8, a 2 col. 
Mazzoni (iruìdo. - Versi. - Vedi Rasi P., traduzione latina. 
Melloni Macedonio. - (L'opera scienfifi''a di) Scliede pubblicato da Ste- 
fano Lottici-Maglione. — Parma. Battei, 1907, 16°, br., pp. 34. 
(Nuove notizie storiche sulla cita e sulle opere di) - Vedi GuA- 

RESCHI I. 

* Mercallì G. - / vulcani attivi della terra. Morfologia • dinainisìno • pro- 

dotti - distribuzione geografica - cause. — Milano. Allegretti, 1907, 

8°, br., pp. 421, con 82 incis. e 26 tav. 
Meschinelli Luigi - La coltivazione delle barlx/hiefole da zucchero nella 

jirorincia di Vicenza. — Vicenza, Arti Graticlie Vicentine, 1907, 16". 

br., pp. 17. 
Osservazioni sul Catfsh (Amejurus nebulosus L. -S'.l. — Vicenza, Arti 

Graf. Vicentine, 1907, 8°. bi., pp. 10. 
Metjìslasio, Baretti, Groldoiii. — Vedi Dejob C. 

* Mey (De) 1*. - Ltude sur V ainélioration et Ventrciicn drs porh cu plagc 

de sable, et sur le regime de la còte de Belgique. — Gand, Annoot, 

1894, 4°, br., pp. 538 et Atlas. 
Mezzacapo Carlo. - (Il generale) e il suo tempo. — Vedi Pesci U. 
Micheli F. J., Touimasina Th., Sarasin Ed. - Sur le dcdouMement de la 

CDurbe de désactioation de la radioactivité induite. -- Genève, So- 

ciété, 1907, 8°, br., pp. 26, fig. 
Milano. - (/>' Archivio della fabbrica del Dìionio di) - Vedi Verga Fi. 

* Modigliani Elio. - Fra i Batacchi indipendenti - Maggio. — Firon/.c 

l.andi, 1892, 8", br., pp. 191, ili. 
Modona L. >'eppi. - Alcuni fattori della rigenerazione economica in- Ir- 
landa e le condizioni della proprietà rurale e della cooperazione agri- 
cola di alcune provincie italiane. — Firenze, Ricci, 1907, 8o, lir.. 
pp. 164. 

* Molina Enrico. - Dizionario etimologico stenografico sistemn (ìabelsher- 

ger-No'c, preceduto da un santo di grammatica teoretica della steno- 
grafia Gabelsberger-Noe. —MììciTio, Tecnotica 1908, 16^ tela, pp. 624. 

Montagna. - (Un'altra Madonna del) - Vedi Gerola G. 

Montanari Carlo. - (La figura di) - Vedi Biadeho G. 

Morpnrgo (ìinlio. - La merciologia nelle sue origini e nella sua evolu- 
zione. - Tiieste, Balestra, 1907, 8°, br., pp. 39. 

Morselli Enrico. - (Primo elenco degli scritti del jìrof.) 187()-190(i. — 
Prato, (iiachetti, 1907, 8°, br., pp. 28. 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELL'ISTITUTO 235 

Moschini A., Bullo O S., Salvotti Y. — Progetto di massima di un ca- 
nale fra Chiogr/ia e il Po. • Relazione. — Padova, Prosperili i, 1907. 
-1°, br., pp. 16. l tav. 
Moschini Vittorio, Dragroni Carlo, Caiiieraiui Enrico. — Relazione prelimi- 
nare della Commissione Parlamentare d' inchiesta sulle miniere della 
Sardegn<(. — Roma, Bertero, 1907, 4°, br., pp. 61. 
Muraro Francesco. - Solubilità dei veri e falsi tannati di chinina. — Ve- 
nezia, Ferrari, 1908, br., pp. 5. 
Xaccari triuseppe. - // passaggio di Mercurio davanti il Sole, del \D07. — 

Venezia, Pellizzato, 1907, 8", br., pp. 27. 
\atlian Ernesto. - Giuseppe Garibaldi. Memorie. Edizione diplomatica 
dall'autografo definitivo. — Torino, 8oc. Edit. Naz., 1907, 8°, br. 
pp. 439, ili. 
— La morale dell' insegnamento pubblico. — Roma, Nuova Antologia, 
1907, 8°, br., pp. 20. 
Ninni Emilio. - Brevi norme sopra la colti razione della Carpa. — Vene- 
nezia, Pellizzato, 1907, 8°, br., pp. 12, 4 tav. 
/ jìesei e la pesca d'acqua dolce nelle provincie di Venezia e Treviso. — 

Venezia, Pellizzato, 1907, 8", br., pp. 76, tav. 
Metacromatismi in pesci raccolti nel mare e lagune di Venezia. — Mi- 
lano, Soc. Coop., 1907. 8°, br., pp. 77. 
Picerche sulla emigrazione dei pesci. — Virenza, Arti Grafiche, 1907. 

16«, br., pp. .3. 
Sopra il Tringa canutus, L. nel Yeneto. — Siena, L:izzeri, 1906,8° br., 

PP- 2- 

Sopra una, Ptilocorys cristata anomala nel becco. — Siena, Lazzeri, 

1907, 8°, br., pp. 2, ili. 
Studi e ricerche per promuovere la coltivazione dell' astice (homarus 
culgaris Mil. Edw.) lungo i lidi veneti. — Mi/ano, 1906, 8°, br.. 
pp. 14. 
WolMorismo peschereccio. Nomenclatura ittiologica comparata. — Ve- 
nezia, Fabris, 1907, 8°, br., pp. 3. 
Novello Francesco da Carrara. - (/ maestri di) - Vedi Levi E. 
Oddone Emilio. - Déchaìnement des tremblements de terre à /' arrìvce des 
ondes sismiques dues à un premier macrosisme lointain. — Modena, 
Soc. Tip., 1908, 8°, br., pp. 15. 
Intorno al problema della rigidità della terra. Nota. — Catania, Gala- 
tola, 1908, 4°, br„ pp. 7. 
Orazio. - Vedi Rasi P. - Un po' di polonica. 

Vedi Rasi P. - Epistulam criticam de codice Horatii. 
Satire - Vedi Rasi P. 
* Orilia Enrico. - La madreperla e il suo uso nell'industria e nelle arti. 

Milano, Allegretti, 1908, 16°, tela, pp. 258, con 40 incis. e 4 tav. 
Orlando Paolo. - La trasformazione marittima di Roma. — Roma, 1907, 
foglietto in 4°. 



236 CATALOGO DEI LIBRI ED OPUSCOLI 

Oliando Paolo. - Roma e. il utari'. — Ronin. Off. Pijligruf. Komnna. 1907. 

nel N. 201 del Giornale La Vita. 
Ovidio. - Vedi Rasi P. - Recensione sulV Oliera di I. Hilherg. Die Gè- 

.■^etze der Wortstellung im Pentameter d^.s Ovid. 
(In difesa di) Osservazioni contro alcune ronr/ettnre proposte da I. 

Hìlbery nel suo libro Die Gesetze der Wortstellun;/ ini Pentameter 

des Ovid. - Vedi Rasi P. 
Padova. - (Contributo alla storta della Biblioteca Utiiversitaria di) - Vedi 

A VETTA A. 

(Il malgoverno di Francesco il rerchio^ Signore di) Vedi Cessi R. 
(Per la storia delle Corporazioni dei mercanti di panni e della lana in 

Padova nei secoli XII [ e XIV) - Xedì Cessi R. 
t Relazione storico-descrittiva sulla Regia Biblioteca Universitaria di) - 

Vedi Fabris A. M., Girardi M. 
Pajetta R. - Risposta al D ott. Xazìareno Tai'ugi., sopra un nuovo metodo 

pratico per la determinazione del i^otassio. Nota. — Venezia, Fer- 

Tari, 1907, 8", l>r., pp. fi. 
Palàkàjtya. - (Come) direnfasse, nelV India, maestro di elefantiatria. - Vedi 

Teza e. 
Palma (Di) Federico. - Lk navigazijm del Tevere ed il porto di Roma. — 

Roma, 1907, foglietto in 4". 
Pantanelli Dante. - Acque sotterranee fra Secchia e Panaro. — Venezia. 

Ferrari. 1907, 8°, br., pp. 47. 
Papadopoli N. - Mmete italiane inedite della Ran'oUa Papadopoli (Ap- 

p-ndiee IL al X. 1) — Milano, Cogliari, 1908, 8°. br.. pp. 14, ili, 
Pai*ia:i nel 1S04. - Ricordi di un veronese. — Vedi Zamboni A. 
Panna. - Vedi Biblioteca Palatina di Parma. - Esposizione cartogra- 

p'-a e luanoscritfi geografici — 1907. 

* Parllot H. li. - Elude sur les rivicres a marèe et sur le estuaires. — 

Evreux, Hérissey, 1892, 8". br. pp. 127, avec planches. Coinplénient. 
8°, br., pp. 70 ili. 
* Recherches sur les rivières a marèe. — Lavai, Barnéoiid. 1901, 8*", br.. 
pp. 2') 7, Atlas. 

* Pasqualuccì L. - Annuario d' Italia per l'esportazione e V imp.yrtazione. 

VIP Edi/., 1908. — Roma, Bertero, 1908, 8° g., tela, pp. 1(540. 

* Pearsall Log°an Smith. - The life and letters of sir Henrg Wotton. — 

Oxford, Clarendon, 1907,80, tela. 2 volumi, con 2 ritratti del Wotton. 
Pellat H. - Vedi Tommasina T. - Sur la constitufion de l' atome. 
Pelleg-rini F. - Carlo Goldoni ed Alessandro Manzoni. Spigolature. — 

Venezia, Pellizzato, 1907, 8'\ br., pp. 26. 

* Pesci U^o. - // geììJ'rale Carlo Mezzacap > e il suo temp i. {D;i apimutì 

autobiografici e da lettere e documenti inediti I. — Bologn,). Zani- 
chelli, 1908. 8°. br., pp. 38S, con ritratti. 
Petrarca F. - (La composizione del Trattato " De vita solitaria „ di) - 
A'edi Avena A. 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELL' ISTITUTO 237 

Pctrolliiii Francesco. - [Le lettere del medico) ad Ulisse Aldrorat/di e 
Filippo Teodosio. — Vedi De Toni G. B. 

Piacenza. - Vedi Biiìliothca Palatina di Parma. - Esposizione di car- 
tografia, 1907. 

Piaz (Dal) (x. - Sui vertebrati delle arenarie niioceniche di Belluno. — 
Padova, Prosperini, 1908, 8", br., pp. 11). 
Sali' età degli strati rorallif/eni di Monte Zoro presso Mori nel Tren- 
tino. — Koma, 8alviucei, 1908, 8°, br., pp. 6, ili. 
Ueher das Alter der Korallenkalkforination von Monte Zovo bei Mori 
(Trient). — Stuttgart, Natele, 1908, 8°, l)r.. pp. 4. 

Pizzetti P. - Hóhere geoddsie. — Leipzig, Teubner. 1906, 8". br.. pa- 
gine 243 fig. 

Poincaré Henri. - Lettre au journal " Le teiiips „ sur le 4. Congris in- 
ternational des mathéinaticiens. — Palermo, Matematica, 1908, 8°. br., 
pp. 4. 

Polacco Vittorio. - Commissione Reale per la riforma generale della le- 
gislazione di diritto privato. Modificazioni proposte al progetto di 
legge sul demanio marittimo presentato alla sottocommissione pei' la 
riforma del Codice della marina mercantile. — Roma, Ripamonti, 
1907, 4". br., pp. 36. 

Ponte (Da) Francesco il vecchio - Vedi Gterola G. 

Porro De Somenzi Francesco. - Coiuunicaciones elecadas <) la Unirersidad 
nacional de La Fiata - Ohsercatorio astronomico - con motiro del 
viaje hecho a Europa. — La Piata, Sesè, 1907, 4**, bi'., pp. 108. 
Universidad nacional de La Piata - Obsercatoi-io astronomico. Efeme- 
rides del sol y de la luna para 1907. — La Piatii. Sesè, 1907. 8°, 
br., pp. 22. 

* Pucci Angiolo. - Il libro del giardiniere — L II giardino e la culture dei 

fiori. — Mdano, Allegretti, 1908, IG", tela, pp. 825, con 141 incis. 
Putelli Ferruccio. - Sulla diagnosi clinica e istologica dei tumori del 

setto. — Biella, Tosta, 1908, 8«. br.. pp. 7. 
SidV esame dell' udii.) nei ferrovieri. — Biella, Testa, 1907. 8°. br„ 

pp. 8. 
Rado Antal. - Dante. — Budapest, Fi'anklin, 1907, 16°, parm.. pp. 143. 
Ragnisco Pietro. - // concetto della ìiiisura in Aristotele ed in Kant. — 

Venezia, Ferrari, 1998, 8°. b., pp. 34. 

* Ramoriuo Felice. - Mitologia classica, illustrata. 3" ediz. Milano. Alle- 

oretti. 1908, 16*', tela, pp. 354, con 91 incis. 
Rasi Luigi. - Puteoli. Distici italiani trailofti in latino da Rasi Ridro 

— Firenze, 1896. 8° br. pp. 13. 
Rasi Petrus. - ludicia, quae de sattrae Latinae origine et de Lucilio in 

satiris IV e X libri I Q. Horatius Flaccus protulit, rerane sa ut an 

falsa f — Patavii, Seminarli, 1886, 8», br., pp. 122. 
Satirae Lucilianae ratio quae sit. Oi'atio. — Patavii. Seminarli. 1887, 

8°, br., pp. 32. 



238 CATALOGO DEI LIBRI F,D OPUSCOLI 

De L. Arruntio Stella poeta patavino. — Patavii, Semiuarii, 1890, 8", 

br.. pp. 67. 
De cannine Romanorum elegiaco. — Patavii, Seminarii 1890, 8°, br., 

pp. 165. 
Un po' di polemica. I. Sulla jjoetica di Q. Orazio Fiacco. II. Di due 

passi Oraziani non bene corretti. — Torino, 1892, 8°, br., pp. 12. 
Epistulam criticam de codice Horatii Laurentiano XXXIV, 1 ad 

Hectorem Stampini. — Liburni, Vigo, 1892, 32°, br., pp, 36. 
La stilistica nello studio del latino. — Firenze, Carneseeehi, 1893, 8.. 

br., pp. 58. 
Isidor Hilherg. Die Gesetze der Wortsellung im Pentameter des Ovid. 

fjeipzig, Teubner, 1894 ; in 8° gr., pp. VII-892. — Torino, Bona. 

1895, 8°, br., pp. 12. 
Di una data del « Chronicon Eusebi » di S. Girolamo. — Torino, Bona, 

1895, 8^ br., pp. 13. 

Carmen nuiìtiale — 1895, 8" gr., br., pp. 4. 

Puteoli - Distici italiani di Luigi Rasi. Tradotti in latino. — Firenze. 

1896, 8°, br , pp. 13. 

Della così detta pcctavinità di Tito Livio. ~ Milano, Bernardoni, 1897. 

1897, 8", br., pp. 27. 

Lanx satura. — 1. La I. iscrizione degli Scipioni. — 2. Orazio, carm. 

I. 2, 39. — 3. Giovenale, 1, 131. — Torino, Bona, 1897, 8°, br., pp. 12. 
In ('lauda Rutila Narnatiani de recUtu suo libros adnotationes me- 

tricae. — Torino. Bona, 1897, 8o, br., pp. 48. 

I. Sugli acrostici delV Ilias latina. - II. A proposito di un facsimile 
d<>l codice Berneìisis 363. — Torino, Bona, 1898, 8^ br., pp. 27. 

A. Cartault - Elude sur les Bacoliques de Virgile. Paris, Ann. Colin 
et C. 1897, di pp. VIII-502. - Torino, Bona, 1898, 8», br., pp. 11. 

A proposito di un facsimile di parte del codice Bernetzsis 363. — To- 
rino, Bona, 1898, 8", br., pp. 9. 

Saggio di alcune partiolnrità nei distici di S. Ennodio. — Milano, 
Bernardoni, 1902, 8°, br., pp. 19. 

Deir arte metrica di Magno Felice Ennodio vescovo di Pavia. (Parte 

II. Metro eroico e lirico). — Pavia, Fusi, 1904, 8", br., pp. 49. 

In difesa di Ovidio. Oss-ervazioni contro alcune congetture proposte 
da Isidoro Hilberg nel suo libro Die Gesetze der Wortstellung im 
Pentameter des Ovid. — 8°, bi'., pp. 27. 

{Elenco delle pubblicazioni del Dott.) professore ordinario di lettera- 
tura latina nella R. Università di Pavia {dal 18<S6 al 1906) e ms. 
1907. — Pavia, Fusi, 8«, br.. pp. 21. 

/ bambini, poesia italiana di F. Galanti, tradotta in latino. — 8", br., pp. 7. 

Traduzioni latine di versi di Guido Mazzoni. — 16*^, br., pp. 31. 
Ravenna Ettore. - L' endoteliom,a della pleura. Considerazioni sintetiche 
generali sugli endoteliomi. — Venezia, Ferrari, 1908, 8", br., 
pp. 33, 2 tav. 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTECA DELL'iSTITUTO 239 

* Reggiani E. - La produzione del latte e le latterie sociali cooperatire. — 

Milano, Tecnografia, 1908, 16", tela, pp. 444, con 96 incis. 

* Reina Vincenzo. - Teoria degli strionenti diottrici. — Milano, Allegretti, 

1908, 1G^ tela, pp. 220, 103 incis. 
Reisert - (Processo) per raddolcire le acque selenitose. — Milano, Operai, 

1907, 8°, br., pp. 8. 
Ricco A. - Anomalie della gravità e del magnetismo terrestre in Calabria 
e Sicilia. — Roma, Bertero, 1907, 4°, br., pp. 10, 1 tav. 
Sui metodi di costruzione in Calabria. (Nota preliminare). — Modena, 

Soc. Tip., 1907, 8., br., pp. 9. 
Sulla attività dello Stromboli dal 18 9 J in poi. — Modena, Soc. Tip., 

1907, 8°, br., pp. 23. 
Attività dello Stromboli. — Catania, Calatola, 1907, 8', br., pp. 6. 
Periodo di riposo dell' Etna. — Catania, (Calatola, 1907, 8°, br., pp. ó. 
Rig:lii Augusto. - Sulla deviazione dei ioni generanti le scintille, do- 
vuta ad un campo elettrico trasversale. — Bologna, Gamberi ni, 1907, 
4", br., pp. 12, flg. 

* Rizzoli Luig:i. - Manoscritti ddla Biblioteca Civica di Padova riguar- 

danti la storia nobiliare italiana. — Roma, Poligrafica Italiana, 1907, 

9", br., pp. 125. 
Boberti Melcliiorre. - // li})ro dei giustiziati di Ferrara. A. 1441-1577. 

Nota. — Venezia, Ferrari, 1907, 8", br., pp. 12. 
Roma e il mare. - Vedi Orlando P. 
Rossi Uiovanni. - Dopo la legge, gli studi ; confessioni e propositi. — 

Reggio Emilia, Ferraboschi, 1907, 8°, br., pp, 14. 

* Rossi 0. B. - U arte dell' Arazzo, con prefazione di Ugo Ojetti. — 

Roma, Romana, 1907, 16°, tela, pp. 239, con 130 ili. 

* Ruuienia. - La letteratura rumena, con breve Crestomazia e I)iziona- 

rietto esplicativo, di Romeo Lovera. — Milano, Tecnografica, 1908, 
16°, tela, pp. 199. 

Saccardo Pier Andrea. - Un manipolo della fora, del Monte Cavallo de- 
sunto dalle iconografie inedite di G. G. Zannichelli. — Venezia, Fer- 
rari. 1907, 8^ br., pp. 18. 

Sacerdoti Adolfo. - Della consuetudine mercantile nella riforma del Di- 
ritto privato. — Venezia, Ferrari, 1907, 8°, br., pp. 16. 

Salsomag-giore. - {Osservazioni statigra fiche nei dintorni di) - Vedi Ta- 

RAMELLI T- 

Salvotti V., Bullo G, S. - In difesa della Botte alle Presse. Risposta al 
parere dell' ing. G. Cadolini sul progetto per il bonificamento del 
Corsorzto Patriarcati. — Venezia, Ferrari, 1907, 8°, br., pp. 10. 

Salvotti y., Bullo GÌ. S., Moschini A. - Progetto di massima di un canale 
navigabile fra Chioggia e il Po. Relazione. — Padova, Prosperini, 
1907, 4", br., pp. 16, 1 tav. 

* Sandri Carlo. - Manuale pel calcolo dei canali in terra ed in mura- 

tura. — Firenze, Landi, 1908, 16", tela, pp. 305. 



240 CATALOGO DEI LIBRI ED OPUSCOLI 

San Girolamo. - {Di uìki ihita dei « CJtronicim Eusehi » (//)- Vedi Rasi P. 
San Pellegrino. - {Osservazioni stratigrafiche nei dintorni di) - Vedi Ta- 

KAMELLI T. 

Sarasin Edouard, Tojnmasina Thomas, - De V effet des écrans en toile mé- 

tfilliqne sur le rai/onneinent secondaire de radioactivité induite. — 

Paris, Grauthier-Yillars 1907 4°, br., pp. 4, fig. 
Sarasin Edoard, Tomuiasina Thomas, Micheli F. J.-S/ir le d 'doublé in ent 

de l(( rourbe de désactivation de la radioactivité induite. — GrenèYe, 

Società, 1907, 8°, br., pp. 26, fig. 
Sttr qiielqaes nv)dificatwns qui 2)roduisent le dédonhlentent de la courbe 

de désactivation de la radioactivité imi uit. — Paris, (iauthier-Yillars, 

1907, 4°, br., pp. 3. 
Sardegna. - Commissione Parlamentare d' inchiesta sulle Miniere della 

Sardegna, Legge 19 lugio r.)06 X. oB3. Kelazione preliminare. — Poma. 

Bertero, 1907, 4°. br.. pp. 61. 
Sartori Borotto (iraetano. - Vecchi e nuoci versi. — Padova, GralHaiii, 1908. 

]()°, bi-., pp. 253. 
Versi scritti fra i monti Euganei, di P. B. Shelley. Versione. — Este. 

Longo, 1907, 16^ br., pp. 23. 
Schaeherie J. M. - Tlie earfh as a heatradialing planet. — 1908, 

16°, br., pp. 3. 
The infallihilitg of Xeuion's lauj of radiation ai knoirn temperatures. 

— 1908, 4°, br., pp. 2. 

Schio (Da) Almerico. — La terza locomozione. — A^enezia, Ferrari, 1907. 
S'\ l)r., pp. 32. 

Scrosoppi Pietro. - Invarianti differenziali dei sistemi di due equazioni 
lineari ed. omogenee a derivate parziali del primo ordine. — Vene- 
zia, Ferrari. 1907, 8, br., pp. lo. 

Scuola superioì'e di commercio in Venezia. - Vedi Castelxuovo E. 

See T. J. J. - On the teutp.'rature, ser/dar cuoling and cnitraction of tlte 
Earth, and on the theorg of Eartliquakes held bg the ancients. — 
1907, 8', b)'.. pp. 299. fig. 

Setti (TÌovannì. - Ancora del Leo})ardi ellenista. — 'loYìno.hov.sch&fA'ì^^'. 
8^ br., pp. 31. 

Severi Francesco. - Sulle superficie algebriche che ammettono un gruppo 
continuo permutabile a due parametri di trasformazioni hirazionali. 

— Venezia, Ferrari, 1908, 8°, br.. pp. il. 
Shakspere. - ( The critics Versus). - Vedi Smith F. A. 

Slielley P. B. - Versi scritti fra i monti Euganei. Versione. - Vedi Sar- 
tori Borotto. 

Smith Francis A. - Tìie critics versus Shakspere. A bi-ief for the defen- 
dant. — Xew York, Kniekerbocker, 1907. 16", teba, pp. 128. 

Società Italiana per il progr^'sso delle scienze. - {Le mutematiclic pure e 
miste nei jtrimi dodici Congressi della) - Y. Ckuruti V. 

Somenzi (Dei. - Vedi Porro De Somenzi. 



l'ianENl"!'! ALIiA UIBLIOTl^CA DELL' ISTITUTO 241 

SoiHiiiariva lìassano. - />/ alnuie tnodìfirazium ed progetto del Codice di 
Di-ocedura penale di iniinineìite 2>i'esenta.ziune. Pensieri e propo.^te di 
ì/n ri'crìtio magistrato. — Udine, Scitz, 1907, 8", bi'., pp. "24. 

Sopraiia F. - Ulteriore contributo alla conoscenza- dell' ((trofia ìiiiiscolare 
prngressica da lesione dei canali seiìiicii'fi)lari. — Venezia. Ferrari. 

1907. cS", br.. pp. 11, l tav. 

■"•' Soresiiìa A. - Jlode/-ni monogrammi. — Milano, Allegretti, 1908. 1(;°. 

tela, tav. 32. 
Spagnolo F. e i-i. - Marostica. - \g\\ Gerola Gt. 

Stanipini Ettore. - Tedi Rasi P. - Epistidam rriticam de codice Horatii. 
.Stara-Teilde (r. - Ricerche sulla evoluzione del culto degli alberi., dal 

principio del secolo IV in poi. — lluiiia, Loesclier, 1907, 8°, br., pp 57. 
.Stella L. Arnintìo. - {De) poeta patarino. — Vedi Rasi P. 
•Stenta Mario. - Osservazioni sul genere Pinna. Nota. — Venezia, Feiiari. 

1908, 8\ br.. pp. 24. 

* Strucchi Arnaldo. - / migliori vini d'Italia. — Mibiiio, Allegretti, 1908. 

16", tela, pp. 258, con 42 tav. e 7 carte col. 

* Sturm Rudolf. - Die lehre von den geometrischen verivandtschaften. — 

I. Die vernmndtschaften zìvischen gebilden. — Leipzig, Teubner, 1908, 
8", tela, pp. 415. 

Taniassia Arrigo. - Sulla redazione ufficiale delle statistiche penali ita- 
liane. Nota. — Venezia, Ferrari, 1907, 8°, br., pp. 8. 
Tauiassia Nino. - Scherpa, Scerpha, Scirpa. — Venezia, Ferrai'i. 1907, 8', 
br.. pp. 11. 
Giovanni Argiropulo e un proemio medioevale dei libri giuridici. Nota. 

— Venezia, Ferrari, 1907, 8°, br., pp. 4. 

Taramelli Torquato. - Osservazioni statigrcifiche nei dintorni di San Pel- 
legrino e di Salsomaggiore. Nota, — Milano, Rebeschini, 1908, 8\ br.. 
pp. G. 

TarugI N. - (Risposa, rd Dotf.) sopra un nuovo metodo pratico per la 
d ■■termi nazione del pota>tsio. - Vedi Pajetta R. 

Tedde. - Vedi Stara-Tediìe. 

Teodosio Filippo. - iLe tettere del medico Franc.csro Petrollini a) - Vedi 
Toni (De) (i. B. 

Teza Emilio. - Pochi ptroverbi lituani. — Venezia, Fei-rari. 1907, 8". br.. 
pp. 16. 
Come Pàlakàpija diventasse, nell' India, ìnaestro di elefantiatria . Nota. 

— Venezia, Ferrari, 1908, 8", br., pp. 9. 

Tobia. - (L'episodio biblico del riveggente) nella scienza e nelV arte. — 

Vedi Albektotti Gr. 
ToniMiasìna Thomas. - Quelques observafions à propos de la Note de M. 

II. Pellai sur la constilution de l' atome. — Paris, Gauthier-Villars, 
1907, 4". br., pp. 3. 

Sur r action exclusive des forces Ma.ru)ell-Bartoli dans la gravitation 
unircrselle. — Genève, Pelisserie, 1908, 8", br., pp. 16. 



242 CATALOGO DEI LIBRI ED OPUSCOLI 

Toiiiniasina Th., Sara^ìu Ed. - Sur quelques modificattons qui prodnisenf 
le dédouhlement de la courbe de désactivation de la radioactivité in- 
diiite. — Paris, Gauthier-Villars, 1907, 4", br., pp. 3. 

Toiiimasina Thomas, Ssirasiii Edouard, Micheli F. .1. - Sur le d('douhlement 
de la coìirbe de désactication de la radioactivité indiiite. — Genève. 
Soc, 1907, 8°, br., pp. 26, fig. 

Tomiuasina Th., Saraisiu Ed. - De V effet des écrans en toile métallique 
sur le rayonneinent seconda ire de radioactivité induite. — Paris, Gfau- 
tliier-Villars, 1907, 4«, br., pp. 4, fig. 

Toni (Uè) W. B. - t^pigolatiire Aldrovandiane. Notizie intorno ad un 
erbario perduto del medico Francesco Petrollini {anteriore al 1553) 
e contribuzione alla storia dell' >'rbario di Ulisse Aldromndi. — 

1907, 8°, br., pp. 15. 

Di una esjìerienza di Giacinto Testoni. Frammenti inediti. — Roma. 

1908, 8", br., pp. 4. 

Illustrazione del secondo volume delV erbario di Ulisse Aldrovancli. — 

Venezia, Ferrari, 1908, 8°, br., pp. 112. 
Le lettere del medico Francesco Petrollini ad Ulisse Aldrovandi e Fi- 
lippo leodosio. — Padova, Seminario, 1908, 8°, br., pp. 15. 

Torino. - (Misure inaf/netiche nei dintorni di) - Vedi Boddaert D. 

Torres Giuseppe. - La Cappellina espiatoria Bettiolo Angelo-Osvaldo a 
memoria, del figlio Umberto. — Venezia, Xorsa, 1908,4°, br., pp. 30. 
con 6 tav. 

Torricelli Evangelista. - {Commemorazione di) - Vedi Martini T. 

Trieste- - Ricordi delle vicende triestine dal 1850 al 1900. — Vedi Lo- 

RENZUTTI L. 

* Trombetta Edmondo. - Manuale di medicina legale militare. — Milano. 

Allegretti, 1908, 16", tela, pp. 430. 
Ungheria. - {Per la lega fra Genova e V) nel 1352. — Vedi G. Bigoni. 
Università di Upsala. - Vedi Linneo, 

* Valentiui Carlo. - Della sistemazione dei fiumi. Studio. — Milano, Ber- 

nardoni, 1893, 8°, br., pp. 48, tav. 
Valli Mario. - Gli avvenimenti in Cina nel 1900 e l'azione della R. Ma- 
rina Italiana. — Milano, Bellinzagbi, 1905, 8°, br., pp. 731, con 38 
disegni. 
Vedova (Dalla) (x. - SulV oggetto e sugli ufftei della Sezione VI dell'As- 
sociazione italiana per il Progresso delle Scienze. — Roma, Bertero. 
1908, 8", br., pp. 11. 
Venezia, Corfù ed il Levante. - Vedi Levi C. A. 

Venezia e le sue vie di penetrazione nel continente. — Vedi Can- 
diani L. 
(/ tesori dell' Archivio di Stato di) - Vedi Malagola C. 
La Cappellina espiatoria Bettiolo Angelo -Osvaldo a memoria del figlio 

Umberto - Vedi Torres G. 
{La Chiesa di S. Maria dei Derelitti in) - Vedi Kiriaki (De). 



PERVENUTI ALLA BIBLIOTRCA DELL' LSTITUTO 243 

(La l'id ht Unzione cleffa (Ud Vuoilo Sunto in) - Vedi Kiuiaki (De) 

A. S. 
{La Sala d'armi deW Arsenale di) - Veili FìUoia (De) G, 
Le opere di restauro nella Basilica. - Vedi Manfredi M. E., Maran- 
goni L. 
{^ingegneria (t) dclV itltiiito centennio. Pubblicazione degli ingeg-iieri 
veneziani in omaggio ai colleglli del VI" Congresso. — Venezia, Na- 
ratovich, 1887, f." paini, pp. 57, 1.'), 17, 21, 20, (>, 2(3, con tavole. 
Scuola Superiore di Commercio. - Vedi Castelnuovo E. 
Vedi Vivantk R. - Uosxjedale per i tubercolosi. 
Venezia (Da) Pietro. - Il conretto ippocratico della natura medicatrice. — 

Venezia, Soc. M. 8., 1908, 8", br., pp. 20. 
Venturi A. - Terza campagna graoimetrica in Sicilia nel 1905. — Roma, 

Salviucci. 1907, 4°, br., pp. 15. 
Verg-u E. - jy Arcìiivio della Fabbrica del Litoiiio di Milano. — Milano, 

Allegretti, 1908, 4", br, pp. 102. 
Verona. - (Guglielmo da Pastrengo e gli ùiizii dell' Umanesimo ini- Vedi 
Avena A. 
{L' istituzione del Museo Civico di) - Vedi Avena A. 
Vedi G. Gerola, Il ritratto di Guglielmo Castelbarco. 
Yerson Enrico. - Una piccola ricendicazione di priorità. Nota. — Vene- 
zia, Ferrari, 1907, 8", br., pp. 4. 
Virgilio. - Elude sur les Bucoliques de Virgile par A. Cartaìdt. — Vedi 

Rasi P. 
Vivaute R. - L' Ospedale per i tubercolosi in S. M. delle (rrazie.^ nel suo 
primo anno di esercizio. Relazione al Sindaco di Venezia. — Venezia, 
Ferrari, 1908, 8", br., pp. 20. 
Visita ad alcune istituzioni igienico-sanitarie tedesche.^ fatte in occa- 
sione del XIV Congresso internazionale d' igiene e demografia., tenutosi 
in Berlino dal 22 al SO Settembre V)07. Relazione al Sindaco di 
Venezia. — Venezia, Ferrari, 1908, 8", br., pp. 19. 
Weineli Ijaili.siaiis. - .losef deorg Boltm : Die ktoist-nìtren auf der k. k. 
Sternwarte zu l'rag. — Prag, Bellmann, 1908, 4 '/.-i tela, pp. 48, 21 
tafeln. 

* Wheatley Henry B. - Houi to moke and index. — London, Elliot Stock, 

1902, 16°, tela, pp. 236. 

* Wotton (Sìr Henry). - (The li fé and letters of) bg Logan Pearsall 

Smith. — Oxford, Clarendon, 1907, 8", tela, 2 voi. con 2 ritr. del 

Wotton. 
Zamboni Antonio. - Parigi nel 1S04 {Ricordi di un reronese) — pubblicato 

da C. fiiadego. — Vei-ona, Franchini, 1908, 8", br., pp. 5(>. 
Zanniclielli (ì. (t. - (Un manipolo della fiora del Monte Cavallo desunto 

dalle iconografie di) - Vedi Saccardo P. A. 
/oologìska Sturtier tilldgnade prof. T. Tullberg pd Jians 6~> ars dag 

— Upsala, Almquist, 1907, 4", br., pp. 842, tav. 



INDICE GENERALE DEL TOMO LXVII 



DELLA PARTE PRIMA 



PER AUTORI, PER NOMI E PER MATERIE 



Atti del Realk Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti. 
Anno accademico 1907-1)08 - Tonio LXVII - Parte prima. 



INDICE GENERALE 
PER AUTORI, PER NOMI E PER MATERIE 



INDICE DELLA PARTE PRIMA 



PEE AUTOEI E PER NOMI 



Aldeovandi Ulisse. - (Illustrazione 
del secondo volume dell' erbario 
di) - G. B. De Toni, {cenno) p. GO, 
61. 

Arcais (D') Francesco, - Sulla in- 
tegrazione delle equazioni lineari 
a derivate parziali d'ordine qua- 
lunque, {cenno), p. 43. 

Archimede. - (Intorno ad una scrit- 
tura inedita di) novamente sco- 
perta e pubblicata. Comunica- 
zione, - A. Favaro (cenno), p. 79. 

Ardigò. - (La filosofia nel sistema 
delle scienze filosofiche secondo 
1'). Nota. - B. Brugi, (cenno), p. 
74-75. 

Argiroi'Ulo Giovanni e un proe- 
mio medioevale dei libri giuri- 
dici. Nota - Nino Tamassia, {cen- 
no), p 42-43. 

Aristotele. - (Il concetto della mi- 
sura in) ed in Kant. - P. Ragni- 
sco, (cenno), p. 42. 

Arrigoni degli Oddi Ettore. - 
Note ornitologiche sulla Colle- 
zione del Monte appartenente 
alla signora marchesa M. Pau- 
lucci, (cenno), p. 79. 



Balbi- Valter (Fondazione) - Rela- 
zione della Commissione per l'e- 
same degli elaborati presentati 
al concorso di) pel biennio 1906- 
907. A. Stefani, E. Bassini, D. 
Giordano, p. 141-50. 

Bardelli Giuseppe. - (Parole in 
commemorazione del prof.) m. e. 
del R. Istituto Lombardo di 
scienze e lettere. - C. F. Ferra- 
ris, p. 77-78. 

Bassini E., Giordano D., Stefani 
A. - Relazione della Commissio- 
ne per l' esame degli elaborati 
presentati al concorso di Fonda- 
zione Balbi-Valier pel biennio 
1906-907, p. 141-50. 

Béguinot a. - Sulla persistenza e 
caduta del foglie e sulla relativa 
bibliografia, (cenno), p. 80. 

Bellati Manfredo. - In memoria 
di Lord Kelvin. - Parole pronun- 
ciate nell' adun. 12 gennaio 1908, 
p. 69-71, 

Sellati M., Trois F., Ricci G. - 
Relazione della Commissione in- 
caricata di riferire sulla scelta 
del tema per il concorso scienti- 



INDICE GENEEALE 



fico a prpiiii() (li Foiida/iune Que- 
rini Stanipalia, per l'anno l'.Ul, 
p. 139-40. 

Beltrame Giovanni. - ((Joninicinci- 
razione del in. e. prof. don). - 
(t. Occioni-Iionaft'ons, p. lOH-llT. 

Hkrchk.t Ou(iLiEL,M(). - Parolc in 
couinieniorazionc del m. e. e se- 
gretario del R. Istituto Ijoinbar- 
do di scienze e lettere, professore 
conini. Rinaldo Ferrini, p. 73-74. 
— Relazione letta nell'adunanza 
solenne 24 maggio 1!)0H del R. 
Istituto Veneto di Scienze Let- 
tere ed Arti, p. 125-29. 

Berti B. - Sull'azione locale della 
bile f d(d glicocolato di soda sui 
vasi sanguigni, (sunlo), pagi- 
ne 51, 52. — Trasmissione della 
eccitazione attraverso i gangli 
spinali aneniizzati n(M mammiferi 
{ren/ìo), p. 100. 

Besta ]•>. - Un dijilonia inedito di 
Enrico VI. (cenno), p. !^2. 

BiADEfiu Giuseppe. - Pisanus Pic- 
tor, (cenno), p. 121. 

BoNGiovANNi 0. - Sulla ricerca mi- 
crochimica del fosforo nei tessuti 
vegetali, ji. Hl-82. 

BoNOME Augusto. - Nuove osserva- 
zioni sulla struttura e sull' isto- 
genesi dei Gliomi, {sunto) i)agi- 
ne 180-182. 

Breda Achiluk. - I più vecclii laz- 
zaretti meilioevali in Europa, 
(sunto) p. 215-17. 

Brugi Biagio. - F^a filosofia nel si- 
stema delle scienze filosofiche se- 
condo 1' Ardigò. Nota, (cenno)^ 
p. 74-75. — lia pubblicazione 
degli Annali della nazione tede- 
sca dello studio di l'adova. Noti- 
zia preliminare, (cenno) p. 214-15. 

Carnevale P. - Radiolarie e Sili- 
coflagellati di Bergonzano (R(!g- 



gio Emilia), (cenno), pagina 187. 

Castelli Benedetto. - (Amici e 
corrispondenti di Galileo Galilei) 
— A. Favaro, (cenno), p. 41-42. 

Catkllani Enrico. - 11 diritto in- 
ternazionale privato nel Codice 
Civile Svizzero, (sunto), p. 182-3. 

C;;ssi Roberto. - Per la storia delle 
Corporazioni dei mercanti di pan- 
ni e della lana in Padova nei 
sec. XIII e XIV, (cenno), p. (58. 

CisoTTi U. - Sull' impiego di fun- 
zioni ellittiche in una questione 
idrodinamica, (cenno) p. 52. 

Crescini Vincenzo. - Un concerto 
trobadorico, (cenno), p. 121. 

D'Arcais. - Vedi Arcais. 

Da Rios. - Vedi Rios. 

Da Schio. - Vedi Schio. 

Dm Giovanni. - Vedi Giovanni. 

Dk .Marchi. - Vedi Marchi. 

De Tonl - Vedi Toni. 

Enrico VI. - (Un diploma inedito 
di). - E. Besta, [cenno), p. 82. 

Farini a. - Sulle variazioni quan- 
titativ(5 del glicogene e d(dle so- 
stanze albuminose del fegato per 
r influenza della temperatura e 
per il taglio del vago, (sunto), 
p. 44-45. — Sulla perdita dei 
grassi e dell' acqua del fegato 
nelle rane ibernanti per l'elevata 
temperatura e per il taglio dei 
vaghi, (sunto), p. 99-100. 

Favaro Antonio. - Amici e corri- 
sp(tndenti di Galileo Galilei - 
XXI Benedetto (-astelli, (cenno), 
p. 41-42. — Intorno ad una scrit- 
tura inedita di Archimede nova- 
niente scoperta e pubblicata. Co- 
municazione, (cenno), p. 79. — 
Per la storia del compasso di 
proporzione. Nota, (cenno,, p. !)7. 

Favaro G. A. - CJonfronto fra le 
osservazioni dell' eclisse solare 



DELLA PAUTK PRIMA 



del ìJO agosto fatte a Padova e i 
calcoli eseguiti con la « Comiui.-'- 
swire des teinps » ed il « Nanti- 
cal Aìmcniar» ili fiOiidra. (Nota) 
con prelazione ed appendice del 
prof. (t. Lorenzoni, [cntiìo), p. !)8. 

r^KERAEi (jT. - Tre papii'i bizantini 
inediti greco-egizii dell'età bi- 
zantina, {cenno), p. 186-7. 

Fkrrakis Carlo Francksco. - Pa- 
ride nell'annunziare la morte del 
prof. Pietro Pavesi, m. e. del R. 
Istituto Lombardo di scienze e 
lettere, p. 39-40. — Parole in 
commemorazione del prof. (ì in- 
seppe Bardelli, m. e. del R. Isti- 
tuto Lombardo di scienze e let- 
tere, p. 77-78. 

Ferrini Rinaldo. - (Commcinora- 
zione del prof, comni.) m. e. e 
segretario del Reale Istituto Lom- 
bardo di scienze e lettere — 
G. iJei'chet — pagine 73-74. 

(Ialilki CtAlilko. - ( An-iici e cori'i- 
spondenti di). - XXI. Benedetto 
Castelli. - A. Favai'o, {cenno), 
p. 41-42. 

ÙKKOLA GiusKPPE. - Appunti sui 
monumenti veneti di CefaloJiia 
e di Corfù, (cenno), p. (52. 

Ghikardj: Geppino. - Sidla ricerca, 
tossicologica della eroina, dio- 
nina, peronina, p. 211. 

GiANTTROO EmanlivLE. - (lu nicuio- 
l'ia di). Parole pronunciate dal 
pi-of. Vittoi'io Polacco, ni. e., iicl- 
r adunanza d(d 17 maggio ll»i)7. 
p. 5.5-58. 

Giordano D., Sti.kani A.. Bassini 
E. - Relazione della Commissione 
per l'esame degli elaborati pre- 
sentati al concoi'so di Fondazio- 
ne Jialbi-Valier p<d biennio lUOIi- 
i)()7, p. 141-50. 

(JiovANNi (De) Achille. - (iontii- 



buto alla i)at()logia della, cre- 
scenza, {cenno), p. 180. 

Kant. - (Il concetto didla misura 
i]i Aristotele ed in). - P. Ragni- 
sco, {cenno), p. 42. 

Kkia'in (Lorj)). - (Parole pi'onun- 
ciate in memoria di) dal pi-of. co. 
Manfredo Bellati, iil e., neiraduiL 
del 12 gennaio 1908, p. (J9-71. 

Lampertico Fedele. - (Commemo- 
razione di). - N. Tamassia, pa- 
gine 83-93. 

Laplace. - (Sul sistema di due equa- 
zioni implicite studiate dal). - 8. 
\j. Da Rios, {cenno), p. 68. 

Levi Alessandro. - La partizione 
(lidia filosofia pratica in un ti'at- 
tato medioevale (r't';?;/o),p.217-18. 

Liivi F. - I maesti'i di Francesco 
Novello da Carrara, (cenno), pa- 
gine 52-53. 

Li',Vi-(*iviTA Tullio. - Sui camiìi 
elettromagnetici puri, dovuti a 
moti piani permanenti, [eenno), 
pagine 183-4. 

LoKKNZONi Gii^sEPPE. - Il passag- 
gio di Mercurio sul disco del sole 
osservato alla Specola di Pado- 
va il 14 novembre 1907. - Comu- 
nicazione, p. 47-49. — Prefazio- 
ne ed appendice alla Nota del 
dott. G. A. Favaro sul Con- 
fronto fra le osservazioni dell'e- 
clisse solare del 30 agosto fatte 
a Padova e i calcoli eseguiti con 

la " ('nnixiissiinrc des /ciii/)s „ (mI 
il " XuiiUrdì Alinannr „. {e."// no), 
p. 98. 

Lori Ferdinaxoo. - Le dimensioni 
più opportune dei rocchetti di 
autoinduzi(!ne senza ferio per ot- 
tenere fenomeni di risonanza 
eletti-oniagnetica, {ccn/io), p. 217. 

Maorini Piero Giovanni. - Sulle 
variazioni di livello dei laghi 



l 



INDICE GENERALE 



T^apisini. Nota prcliminaro, (cen- 
no), p. 68-(i4. 

Marchi (De) Luigi. - Teoria della 
doppia oscillazione diurna del 
baroni etro, {cenno}^ p. 79-80. — 
Osservazioni mareonietriclie lun- 
go il litorale e in laguna fatte ne- 
gli anni 1906 e 1907, (sunfo), p. 61. 

Martini Tito. - Intorno alla cor- 
rente generata dalla coppia pla- 
tino-spugna di platino immersa 
in una soluzione acidulata o sa- 
lina. (Contributo alla teoria osmo- 
tica della pila), (sunto), p. 49-50. 

MiORANDi Mario. - Esperienze col 
processo elettrolitico Gasparini 
per decomporre le sostanze or- 
ganiche nelle perizie chimico- 
legali, (cenno), p. 217. 

Muraro Francesco. - Solubilità dei 
veri e falsi tannati di chinina, 
(cenno), p. 75. 

Novello Francesco. - (1 maestri 
di)da Carrara. - E. Levi, (cenno), 
p. 52-53. 

OcciONi - Bonaffons Giuseppe. - 
Commemorazione del m. e. prof, 
don Giovanni Beltrame, pagi- 
ne 103-117. 

Olivi Luigi. - Di un diritto penale 
internazionale in tempo di pace, 
(sunto), p. 184-86. 

Papadopoli Aldobrandini Nicolò. 
- Commemorazione di Alessan- 
dro Pascolato, lotta nell' adu- 
nanza del 10 maggio 1908 del 
R. Istituto Veneto di scienze let- 
tere ed arti, p. 189-209. 

Pascolato Alessandro. - (Comme- 
morazione di) letta dal m.e.N. Pa- 
padopoli Aldobrandini nell'adun. 
<lel 10 maggio 1908 del R. Isti- 
tuto Veneto di scienze, lettere 
ed arti, p. 189-209. 

Pavesi Pietro. - (Commemorazione 



del prof.) m. e. del R. Istituto 
Lombardo di scienze e Icttei'c. - 
C. F. Ferraris, p. 39-40. 
Pennato Papinio. - La radiologia 
della pleurite, (cenno), )). 7."). 

PlSANUS PlCTOR. - (G. lìiiidcgo), 

(cenno), p. 121. 

Polacco Vittorio. - Li memoria 
di Emanuele Gianturco. Parole 
pronunciate nell' adunanza del 
17 novembre 1907, p. 55-58. — 
Le cabale del mondo legale. Di- 
scorso letto nella seduta solenne 
del 24 maggio 1908 del Reale 
Istituto Veneto di scienze, let- 
tere ed arti, p. 155-86. 

QuERiNi Stampalia (Fondazione). - 
(Relaziono della Commissione in- 
caricata di riferire sulla scelta 
del tema pei- il concorso scien- 
tifico apremio di) per l'anno 1911- 
F. Trois, G. Ricci, M. Bellati. 
p. 139-40. 

Ragnisco Pietro. - Il concetto della 
misura in Aristotele ed in Kant 
(cenno), p. 42. 

Ravenna E. - L'endotelioma della 
pleura. - Considerazioni sinteti- 
che generali sugli endoteliomi. 
(cenno), p. 62-63. 

Ricci G., Bellati M., Trois F. - 
Relazione della Commissione in- 
caricata di liferiie sulla scelta 
del tema per il concorso scien- 
tifico a premio di Fondazione 
Qucrini Stampalia, per l'anno 1911 
p. 139-40. 

Rio (Da) Sante Luigi. - Sul siste- 
ma di due equazioni implicite 
studiate dal Laplace, (cenno), 
p. 68. 

Saccardo PiKR Andrea. - Di un'o- 
peretta sulla Flora della Cor- 
sica, di autore pseudonimo e 
plagiario. Nota, (cenno), p. 97. 



DELLA PAKTE PRIMA 



Sa(;i-;ri)uti AdoIìFo. - Lii Icti'iiiMiii- 
l)ori;ilL' gerinanica su! ('onti'iit,to 
(li assicurazione, a|)pr(»vata dal 
Keiclistag nel maggio 1!K)H, {reii- 
m>), p. 215. 

Schio ('Daì Almkrico. - Per una 
priorità, p. 150-54. 

Skvkri F. - Sulle superficie algebri- 
che che ammettono un gruppo 
continuo permutabile, a due para- 
metri (li trasformazioni birazio- 
nali, {cenno), p. 62. 

SiBiRANi Filippo. - Esistenza degli 
integrali in alcuni tipi di ('(ina- 
zioni alle derivate parziali, (cen- 
no), p. 100. 

SiMEONi Luigi. - F/ abside di San 
Zeno di Verona e gli ingegneri 
Giovanni e Nicolò da Feri'ara, 
(cenno), p. 187. 

SoMMER Elvira. - Per la leggenda di 
Tristano in Italia, (cenno), p. 1S6. 

SoPRANA F. - Ulteriore contributo 
alla conoscenza dell'atrofia mu- 
scolare progressiva da lesione 
dei canali semicircolari, (sunto), 
p. 43-44. 

Spica Filtro. - Appunti alla Co- 
munica/ione (li C. Dongiovanni. 
Sulla ricerca microchimica del 
fosforo nei tessuti vegetali, pa- 
gine 81-82. 

A. Stekani, e. Bassini, D. (Jiorda- 
NO. - Relazione della Commis- 
sione per l'esame degli elabo- 
rati presentati al concorso di 
Fondazione Balbi - Valier pel 
biennio 1906-907, p. 141-50. 

Stenta Mario. - Osservazioni sul 
genere Pinna. Nota, (cenno), 
p. 75-76. 

Tamassia Arrigo. - Le vene dor- 
sali della mano come indice di 
identificazione personale. Nota, 
(cenno), p, 120-21. 



Tamassia Nino. - (iidvanni Argiro- 
pulo e un proemio medioevale 
dei libri giui'idici. Nota, {ci'nno). 
p. 42-48. — Commemorazione (li 
Fedele Lampfertico, p. 83-93. 

TkijLini Achille. - La distribuzio- 
ne della neve nelle Alpi orien- 
tali e nel Veneto, (cenno), pa- 
gine 98. 

Thomson William. - Vedi Kelvin 
(Lord). 

Toni (De) G. B. - Illustrazione del 
secondo volume dell' erbario di 
Ulisse Aldrovandi, (cenno), pagi- 
ne 60-61. 

Torelli Ruggero. - Sulla linearità 
delle involuzioni più volte infi- 
nite appartenenti a una curva 
algebrica. Nota, {cenno), p. 122. 
— Sulle serie algebriche di 
gruppi di punti appartenenti a 
una curva algebrica, (cennn), p. 
218. 

Tristano. - Per la leggenda di Tri- 
stano in Italia. - E. Sommer, 
(cfiuio), p. 186. 

Tri US Enrico Filippo. - Nota sopra 
un esemplare d'Anguilla di uno 
spiccato metacromatismo, rega- 
lata alle Collezioni dell'Istituto 
dal sig. avv. G. B. Voltolina, 
{cenno) p. 60; 65-66. Ricerche sui 
Trachini che frequentano la 
spiaggia del Lido e specialmente 
sul Trachinus vipera. C. V.. 
(cenno), p. 96-97. — Nota sopra 
una forma di metacromatismo 
osservata in un esemplare di 
l 'leuronertes italicus Giinth : 
preso nella laguna di Venezia, 
(cenno), p. 214; 221-2. 
F. Trois, n. RiccL II. Bkli.ati. - 
Relazione della Commissione in- 
caricata di riferire sulla scelta 
del tema per il concorso scien- 



INDICE GENERALE 

iiticd ;i premio di Foiidaziono Vkrs(>n E. - Una piccola rivciidi- 
(iucriai Staiiipalia, per l'aiiiiu IKll cazionc di priorità. Nota, (renno)^ 
p. iyy-40. p. oO-òl. 

I 

PEE MATERIE 

AdaiMutc. - Atti: Adunanza ordinaria 27 ottobre l'JOT, p. '.V.)-\h 

„ „ 17 novembre „ „ 47-53 



8 dicembre „ „ 5y-()4 

12 giìiinaio 11)08, „ (u-OH 

!) f(d)braio „ „ 7H-7() 

„ „ (S marzo „ „ 77-H2 



n VI 

n n 



)> 



•n 
n 



12 aprile „ „ !)ó-101 

10 maggio „ „ lli)-122 

solenne 24 „ „ „ 128-124 

oi'dinaria 14 giugno „ ., 17i)-l'SS 

ó luglio „ „ 218-211) 



Adunanze. - (Tabella dei giorni in fronto tra le ossei'vazioiii dell'e- 

cui si terranno le) nell'anno ac- (disse solare del 80 ag(jsto tatto 

cademico rJ0S-llJU9, p. 21U. a Padova e i calcoli eseguiti con 

Aereonautica. - Per una priorità. - la " CoHnaiò'suncc <les temp^ „ ed 

Schio (Da) Almerico, p. 150-54. il " Naufiral Aìuiainic „ d\ Lon- 

^i/^jt orientali. - (La distribuzione dra. Nota, - Gr. A. Pavaro ; con 

della neve nelle) e nel Veneto. - prefazione i-d appendice dei prof. 

A. Tellini, (cenno), p. 'JH. U. Lorenzoni, {cennoK p. 98. 

Anatomia patoluyiva. - Nuove os- Benjonzano. - Radiolarie e Silico- 

servazioni sulla struttura e sul- flagellati di Bergonzano (Reggio 

r istogenesi dei Gliomi. - A. Emilia. - P. Carnevale, {cenno), 

I5onome, (sunto), p. 180-182. p. 187. 

Arcluiihxjia -Appunti sui nionu- 7J^v/7/,//\^ - l'isanus ricloi. - (i. Uia- 

nienti veneti di Cet'alonia e di (lego {cenno), p. 121. 

Cortu. - (rerola (iiuseppe, (rt;^/^(J), IJiotor/ia - Osservazioni sul genere 

p. (i2. l'iiijia. Nota. - Stenla Maiio, 

^irti belle. - Pisanus Pictor. - Pia- {ce/mot, p. 75-7(). 

(lego (iiuseppe, {cenno), p. 121 — Bo1anic<t. - Illusti-azione d(d se- 
li' abside di S. Zeno di Verona condo volume deir erbai-io di 
e gli ingegneri (ìiovanni e Ni- Plissé Aldrovamli. - De Toni 
colò da Ferrara. - L. Simeoni: (J. !>.. {cenno), p. (iO-()l. — Sulla 
{cenno}, p. 187. ri(!erca microchimica del losforo 

Astronomia. - Il ))assaggio di Mer- nei vegetali. - Bongiovanni Coi'- 

cuiio sul disco del sole ossei'vato rado, p. 80-81. — Appunti del 

nlhi Specola di Padova il 14 no- m. e., !'. Spica. p. 81-82. — Di 

vembre 1907. (!omunicazione. - un' operetta sulla Floi-a della 

(}. Lorenzoni, p. 47-49. — Con- Corsica, di autore pseudonimo e 



DELLA PARTE PRIMA 



plagiario. - Saccardo Pier Andrea 
(cenno), p. !)7. — Sulla persisten- 
za e caduta delle foglie e sulla 
relativa bibliografia. - Béguinot 
A., (cenno), p. 80. 

Cefalonia. - (Appunti sui monu- 
menti veneti di) e di (Jortu. - 
G. Gerolii, (cenno), i>. 62. 

Chimicd. -Solubilità dei veri e falsi 
tannati di chinina. - Muraro 
Francesco, (cenno), p. 75. — Bulla 
ricerca microchimica del fosforo 
nei vegetali. - Bougiovanni Cur- 
rado, p. 80-81 ; Appunti del m. 
e., P. Spica, p. 81-82. — Sul- 
la ricerca tossicologica della eroi- 
na, dionina, peronina. - Ghirardi 
Geppino, p. 211. — Esperienze 
col processo elettrolitico Gaspa- 
rini per decomporre le sostanze 
organiche nelle perizie chimico- 
legali. - M. Miorandi, {cenno), 
p. 217. 

Coinniemorazioni. - Parole nell'an- 
luiiiziare la morte del prof. Pie- 
tro Pavesi, in. (i. del Reale Isti- 
tuto Lombardo di scienze, let- 
tere ed arti. - C. F. Ferraris, 
p. 39-40. — In memoria di Ema- 
nuele Gianturco. l^arole pronun- 
ciate nell' adunanza del 17 no- 
vembre 11)07. - Polacco Vittorio, 
p. f>h-'i^'6. — In memoria di Lord 
Kelvin. Parole pronunciate nel- 
l'adun. 12 gennaio 1!J08. - Bol- 
lati Manfredo, p. t)9-71, — Pa- 
role nel!' iinnunziai'e la morte del 
prof. comm. Rinaldo Fcri'ini m. 
e. e segretario del R. Istituto 
Lombardo di scienze e lettere. - 
G. Berchet, p. 73-74. — Parole 
nell'annunziare la morte del prof. 
Giuseppe Bardelli m. e. del R. 
Istituto Lombardo di scienze e 
lettere - C. F. Ferraris, p. 77-78. 



- Commemoiazione di l'cdele 
Lampertico. - Tamassin Nino. p. 
83-93. — Commemoiazioiio del 
ni. e. prof, don (ìiovaiini Beltra- 
me. - Occioni-Bonatì'ons Giusep- 
pe, p. 103-117 — (Jommemoriizio- 
ne di Alessandro Pascolato, letta 
nell'adunanza del 10 maggio 1908 

- Papadopoli Aldobrandini Ni- 
colò, p. 189-209. 

Commissioni del R. latitato Veneto 

- (Elenco dclb-i. p. 33-34. 
Concorsi scientifici. - Relazione letta 

nell' adunanza solenne 24 ma.i;- 
gio 1908 del R. Istituto Veneto 
di scienze, lettere ed arti - Ber- 
chet Guglielmo, p. 12.0-29. — Re- 
lazione della Commissione per 
l'esame degli elaboi'ati presen- 
tati al concorso di Fondazione 
Balbi-Valiei pel l)ienni(i 19()(i- 
907. - A. Stefani, E. Bassini, 1). 
Giordano, p. 141-00. — Relazio- 
ne della Coni missione incaricata 
di r'feriie sulla scelta del tema 
per il concorso scientifico a pre- 
mio di Fonda/.ione Querini Stam- 
palia per l'anno 1911. - F. Trois, 
G. Ricci, M. Bel lati, p. 139-40. 

Corfù. - (Appunti sui monumenti 
veneti di Cefalonia e di». - (i. 
Gerola, (cenno), p. (12. 

Corsica. - Di un' operetta sulla Flo- 
ra della Corsica, di autore pseu- 
donimo e plagiario. Nota. - Sac- 
cardo Pier Andrea, (cenno), p. 97. 

Critica. - Di un'operetta, sulla Flo- 
ra dellii Corsica, di autore pseu- 
donimo e plagiario. Nota. - P. 
A. Saccardo, (cenno), p. 97. 

Defunti. - Vedi Membri effettivi del 
R. Istituto Lombardo di scienze 
e lettere — Vedi Soci corrispon- 
denti delle Provincie Venete, 
Vedi Soci corrispondenti esteri. 



INDICE GENERALE 



Dennatohxjia. - I più vecchi lazza- 
retti ineflioevali in P]ui'opa. - E. 
Broda, {sunto )^ p. 215-17. 

Diritto internazionale privato- - (II) 
nel Codice Civile Svizzero. - A. 
Catellaiii, {sunto}, p. 182-3. 

Diritto penale internazionale. - (Di 
un) in tempo di pace. - L. Olivi, 
(sunto), p. 18Ì-86. 

Europa. - I più vecchi lazzaretti 
inedioevali in Eui-opa. - A. Bro- 
da, (snnto), p 215-17. 

Ferrara. - L' abside di S. Zeno di 
Vi-rona e gli ingegneri Giovanni 
e Nicolò da Ferrara. - L. Simeoni 
[cenno], p. 187. 

Filosofia. - Attraverso un epistola- 
rio. Memoria. - E. Castelnuovo 
[sunto), p. 50-51. — La filosofia 
nel sistema delle scienze filoso- 
ticlie secondo l'Ardigò. Nota. - 
Brugi Biagio, {cenno), p. 74-75. 
— Il concetto della misura in 
Aristotele ed in Kant. - Ragni- 
sco Pietro, {cenno), p. 42. — La 
partizione della filosofia pratica 
in un trattato medioevale. - A. 
Levi, {cenno), pagine 217-18. 

Fisica. - Intorno alla corrente ge- 
nerata dalla coppia platino-spu- 
gna di platino immersa in una 
soluzione acidulata o salina. Con- 
tributo alla teoria osmotica della 
pila. - Martini Tito, (sunto), 
p. 49-50. — Le dimensioni più 
opportune ilei rocchetti di auto- 
induzione senza ferro per otte- 
nere fenomeni di lisonanza elet- 
tromagnetica. - F. Lori, {cenno), 
p. 217. 

Fisiologia. - Ulteriore contributo 
alla conoscenza dell' atrofia mu- 
scolare progressiva da lesione 
dei canali semicircolari - Sopra- 
na F., (sunto), p. 43-44. — Sulla 



perdita dei grassi e dell' acqua 
del fegato nelle rane ibernanti 
per 1' elevata temperatura e per 
il taglio dei vaghi. - Farini Al- 
berto, {sunto), p. 99-100. — Sul- 
1' azione locale della bile e del 
glicocolato di soda sui vasi san- 
guigni. - Berti Antonio, (cenno), 
p. 51 - 52. -- Sulle variazioni 
quantitative del glicogene e delle 
sostanze albuminose del fegato 
per l'intìuenza della temi>eratura 
e per il taglio del vago. - Fari- 
ni Alberto, (cenno), p. 44-45. — 
^Trasmissione della eccitazione 
attraverso i gangli spinali ane- 
mizzati nei mammiferi. - A. Berti 
{cenno), p. 100. 

Fondazione Balbi- Valter. - (Rela- 
zione della Commissione per l'e- 
same degli elaborati presentati 
al concorso di) pel biennio 1906- 
1907. A. Stefani, E. Bassini, D, 
Giordano, p. 141-50. 

Fondazione Querini Stampalia. - 
(Relazione della Commissione in- 
caricata di riferire sulla scelta 
del tema per il concorso scienti- 
fico a premio di) par l'nno 1911. 

- F. Trois, G. Ricci, M. Bellati, 
p. 139-40. 

Germania. - La legge imperiale ger- 
manica sul contratto di assicura- 
zione approvata dal Reichstag 
nel maggio 1908. - A. Sacerdoti, 
(cenno), p. 215. — La pubblica- 
zione degli Annali della nazione 
tedesca dello Studio di Padova. 

- B. Brugi, {cenno), p. 214-15. 
Giurisprudenza. - Giovanni Argiro- 

pulo e un proemio medioevale 
dei libri giuridici. Nota. - Nino 
Tamassia, (cenno), p. 42-43. 
Idrografia. - Sulle variazioni di li- 
vello dei laghi Lapisini. Nota 



DELLA PARTE PRIMA 



preliminare. - Magrini Piero 
Giovanni, (cenno), p. 63-64. — 
Osservazioni mareometriche lun- 
go il litorale e in laguna fatte 
negli anni 1!J06 e 1907. - L. De 
Marchi, (sunto), p 61. 

Legislazione. - La legge imperiale 
germanica sul contratto d'assi- 
curazione approvata dal Reich- 
stag nel maggio 1908. - A. Sa- 
cerdoti, (renno), p. 215. — Le 
cabale del mondo legale. Di- 
scorso letto nella seduta solenne 
del 24 maggio 1908 del Reale 
Istituto Veneto di scienze, let- 
tere ed arti. - Polacco Vittorio 
p. 155-86. 

Letteratura. - Attraverso un epi- 
stolario. Meniiiria. - E. Castel- 
nuovo, (sunto), p. 50-51. — Per 
la leggenda di Tristano in Ita- 
lia. - E. Sommer, (cenno), p. 186 

Matematica. - Sulla integrazione 
delle equazioni lineari a deri- 
vare parziali d' ordine qualun- 
que. Nota. - D'Arcais Francesco, 
(cenno), p. 43. — Sulle superficie 
algebriche che ammettono un 
gruppo continuo permutabile a 
due parametri di trasformazioni 
birazionali. Nota. - Severi Fran- 
cesco, (cenno), p. 62. — Sull'im- 
piego di funzioni ellittiche in 
una questione idrodinamica. No- 
ta. - Cisotti U., (cenno), p. 52. — 
Intorno ad una scrittura inedita 
di Archimede novamente sco- 
perta e pubblicata. Comunica- 
zione. - Favaro Antonio, (cenno), 
p. 79. — Sui campi elettroma- 
gnetici puri, dovuti a moti piani 
permanenti. - T. Levi -Civita, 
(cenno), p. 183-4. — Sulle serie 
algebriche di gruppi apparte- 
nenti a una curva algebrica. - 



R. Torelli, (cenno), p. 218. — E- 
sistenza degli integrali in alcuni 
tipi di equazioni alle derivate 
parziali. - F. Sibirani, (cenno), 
p. 100. 

Medicina legale. - Le vene dorsali 
della mano come indice di iden- 
tificazione personale. Nota. - Ta- 
massia Arrigo, (cenno), p. 120-21. 

Membri e soci del R. Istituto Veneto 

- (Elenco dei) per l' anno acca- 
demico 1907-1908, p. 1-37. 

Membri effettivi del R. Istituto Lom- 
bardo di scienze e lettere, de- 
funti : prof. Pietro Pavesi. Pa- 
role in commemorazione lette Pre- 
sidente C. F. Ferraris, p. 39-40 — 
Prof. comm. Rinaldo Ferrini. Pa- 
role in commemorazione pronun- 
ciate dal segretario G. Berchet, 
p. 73-74. — Prof. Giuseppe Bar- 
delli. Parole in commemorazione, 
pronunciate dal Presidente l'er- 
rar is, p. 77-78. 

Meteorologia. - Teoria della doppia 
oscillazione diurna del barome- 
tro - De Marchi Luigi, (cenno), 
p. 79-80. — La distribuzione della 
neve nelle Alpi orientali e nel 
Veneto. - Tellini Achille (cenno), 
p. 98. 

Microgeologia. - Radiolarie e Sili- 
coflagellati di Beigonzano (Reg- 
gio Emilia). - P. Carnevale, (cen- 
no), p. 187, 

Musica. - Un concerto trobadorico. 

- Crescini Vincenzo, (ci^^^/^rj), pa- 
gine 121. 

Ornitologia. - Note ornitologiche 
sulla Collezione del Monte ap- 
partenente alla signora marche- 
sa M. Paulucci. - Arrigoni Degli 
Oddi, E. (cenno), p. 79. 

Padova. - Confronto fra le osserva- 
zioni dell' eclisse solare del 30 



INDICE GENEEALE 



agosto fatte a Padova e i calcoli 
eseguiti con la " Connaissance 
(les tenips „ ed il " Nautical Al- 
iiiauac „ di Loiidia. Nota - G. A. 
Favai!» ; con prefa/ioue ed ap- 
pendice del prof. G. Lorenzoni, 
(cenno) p. 1)H — Per la storia 
delle Corporazioni dei mercanti e 
della lana in Padova, nei secoli 
XIII e XIV. - R. Cessi, {renno), 
p. 68 — La ])ul)l»licazione degli 
Annali della nazione tedesca 
dello Studio di Padova. Notizia 
preliminare. - B. Brugi, (rcnni)), 
pagine 214-15. 
Pdtoìoffia. - L' endotelioma della 
pleura. Considerazioni sintetiche 
generali sugli endoteliomi - Ra- 
venna Ettore, (cenno), p. 62-63. 

— La radiologia della pleurite. - 
Pennato Papinio, {cenno), p. 75. 

— Contributo alla patologia della 
crescenza. - A. De Giovanni, 
(cen)ìo), p. 180. 

Polizia iitediai. - I più vecchi laz- 
zaretti niedioevali in Europa. - 
A. Bi'eda, {sunto), p. 215-17. 

Scienze. - Vedi Storia delle scienze. 

Soci corrisjjondcnfi delle Prorincie 
Venete, defunti: Knrico De Ni- 
colis, p. 213. 

Soci cocj-isponilenfi criteri, defunti - 
Parole pronunciate dal prid'. co. 
Manfredo Bellati nell' ailunanza 
del 12 gennaio 1908, - in memo- 
ria di Lord Kelvin, p. 69-71. 

Soci (Membri e» dell'Istituto Veneto 
(Elenco dei) pei' l'anno accadc»- 
mico 1907-1908, p. 1-37. 

Storia. - Vìi diploma inedito di En- 
ricd \'l. - Px^sta E., (cenno), pa- 
gina 82. — Tre papiri bizantini 
inediti greco-egizii dell'età bi- 
zantina. - G. Feriari, (cenno) pa- 
gine 186-7. — La pubblicazione 



degli Annali della nazione tede- 
sca dello Studio di Padova. No- 
tizie preliminari. - B. Brugi, 
(cenno), p. 214-15. — Attravei'so 
un epistolario. Memoria. - Ca- 
stelnuovo P]., (.santo), p. 50-51 — 
Per la storia delle Corporazioni 
dei mercanti e della lana in Pa- 
dova, nei secoli XIII e XIV. - 
R. Cessi, (cenno), p. 68. — I mae- 
stri di Francesco Novello da Car- 
rara. -Levi Ezio, {cenno), p. 52-53. 

Storia delle scienze. - Amici e cor- 
rispondenti di Galileo Galilei. - 
XXI. Benedetto Castelli. - Fava- 
ro Antonio, (cenno), p. 41-42. — 
Per la storia del compasso di 
proporzione. Nota. - Favaro An- 
tonio, {cenno), p. 97. 

Srizze)-a. - Il diritto internazionale 
privato nel Codice Civile Sviz- 
zei'o. - E. Catellani, (santo), pa- 
gine 182-3. 

Università . - Vedi Padova. 

Veneto. - Appunti sui monumenti 
veneti di Cefalonia e di Corfù, 
{cenno), G. Gerola p. 62. — (La 
distribuzione della neve nelh^ 
Alpi oiientali e nel) - A. Tellini, 
(cenno), p. 98. 

Venezia. - Ricerche sui Trachini 
che frequentano la spiaggia ilei 
Lido e specialmente sul Trachi- 
nus vipera. C V. - E. F. Trois, 
(cenno), p. 96-97. — Osservazioni 
mareonietriche lungo il litorale e 
in laguna fatte negli anni 1906-907. 
- L. De Maichi. is/nito), p. 61. 

Verona. - L'abside di S. Zeno di 
Verona egli ingegneriGiovaiiiii e 
Nicolò da Ferrara.- L. Simeoni, 
{cenno), p. 187. 

Zoolofiia. - Sopra un'esemplare di 
anguilla di uno spiccato meta- 
cromatismo, regalata alle Colle- 



INDICE GENERALE DELLA PARTE PRIMA 

zioni dell'Istituto dal sig. avv. Venezia. - E. F. Trois, (renna), 

G.B. Voltolina.-Tn.is Knrico Fi- p. 214 e 221-2 — Ricerche sui 

lippo, [cenno], p. (iO e Ho - ()(> — Trachini che frequentano hi 

Nota sopra una t'orma di meta- spiaggia del Lido e specialmente 

cromatismo osservata in un sul Trarldnuft vipera, 0. V. - 

^'^^■Acm}y\M-i^i\\ l'ìeuronertesitalicu^, E. F. Trois, (renno) p. 9()-iJ7. 
(fiiiitli: preso nella Laguna, <li 



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