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BIILLETTINO
SOCIETÀ ENTOMOLOGICA
ITALIANA
ANNO QUINDICESIMO
noi ^'1802
JNIAN
FIRENZE
TIPOGRAFIA CENNINIANA
Via Ghil)elliua u» 8. \
1883
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A)
ATTI
DELLA
SOCIETÀ EKTOMOLOGICA ITALIANA
Anni 1882 e 1885
Processi verbali delle adunanze tenute nell'anno 1882.
Adunanza del 28 maggio. — Presidenza Targioni-Tozzetti Ad.
{Seduta privata)
Previa lettura, è approvato il verbale della precedente adunanza 26 di-
cembre 1881.
Il Tesoriere presenta il Bilancio consuntivo dell' anno 1881, e le lettere
dei signori Sindaci Ridolfi e Bargagli. Dopo breve discussione il bilancio è
approvato.
Si procede alle elezioni generali, ed in seguito allo squittinio risultano
confermati nelle rispettive cariche:
Il Presidente Targioni Tozzetti Adolfo, il Vice-presidente Pietro Stefanelli,
i Consiglieri Giglioli, Pavesi, Piccioli ed Emery; i Segretari Cavanna e Marchi;
il Tesoriere Vimercati; i Sindaci Rjdolfi e Bargagli.
La seduta è levata.
(Seduta pubblica)
I Segretari leggono le relazioni intorno agli Atti ed alle Corrispondenze
della Società per l'anno 1881.
Dal Segretario Cavanna vengono fatte le seguenti comunicazioni.
II Museo Reale di Storia naturale del Belgio invia un Indice dei volumi
dei suoi Annali.
La Società imperiale dei Naturalisti di Mosca annunzia una sua adu-
nanza per festeggiare il 50° anniversario della laurea del suo illustre Vice-
presidente Carlo Renard.
Il Signor Dott. Schmiedeknecht (Gumperda presso Kahla, Germania),
dichiara avere intenzione di dare in luce una Monografia degli Apidi e degli
Sfegidi, e chiede la pubblicazione dell'annuncio nei nostri Atti.
La Real Società della Nuova Galles del Sud invia il programma dì con-
corso ai premi da lei fissati per alcune ricerche scientifiche originali, relative
in particolar modo all'Australia.
IV
L' editore E. Decq, partecipa la notizia che la nuova edizione della Cor-
respondance botanique di E. Morren è già comparsa.
Da parte della Società Zoologica di Francia, il Segretario presenta un
foglio nel quale si richiama 1' attenzione dei naturalisti sulle regole che in-
torno alla importante questione della Nomenclatura, la Società stessa ha di
recente pubblicato. ■
Vengono poi letti e presentati i seguenti lavori :
Targioni-Tozzetti Ad. - Sulla necessità di dimostrare la reale esistenza del-
l' uovo d' inverno della Fillossera nelle viti europee.
— Notizie sulla Fillossera in Italia.
Bargagli P. - Note sulla biologia dei Lixiis e Larinus.
— Nota sopra una Seraptia.
Passerini Nap. - Gli organi glandulari ventrali del Geop/dlus Gahrielis.
— Ricerche sulla pelle dei Miriapodi.
Catani T. - Cenno storico sulla classazione degli Ortotteri.
Stefanelli P. - Biston florentinus, nuova forma di Biston graecarius Staud.
— Sopra Libellulidi dei dintorni di Firenze.
Cavanna G. - Presentazione degli Artropodi da lui raccolti a Lavajano,
in Provincia di Pisa, studiati da vari naturalisti, come segue:
Aracnidi, Simon — Ortotteri, Targioni-Tozzetti — Coleotteri, Pic-
cioli, Bandi di Selve, Cavanna — Emitteri, Cavanna, Ferrari, Puton,
Carobbi — Imenotteri, Magretti — Miriapodi, (con la n. sp. Li-
thohius tylopus) Latzel.
Berlese. - Nuovi Acari.
Mayer P. - Annunzio di studi sugli insetti del fico.
Lorenzini. - Buoni resultati della carbolina adoperata come insettifuga nelle
Collezioni.
Magretti. - Varietà ed anomalie in alcune Tentredini.
Lichtenstein. - Note su Coccidi.
Cavanna annunzia il trovamento di esemplari del Phitonium Ztvierleini
a Taormina, e di un individuo della stessa specie sul continente, a Cava dei
Tirreni, per opera del prof. A. Costa.
Annunzia anche non aver riscontrato differenza alcuna nello sviluppo di
nova del Bombyx mori tenute costantemente e fatte schiudere sotto luci co-
lorate.
Targioni Tozzetti presenta rami di tiglio ricoperti del Coccus tiliae e
sarmenti di vite infestati dalla Pulvinaria vitis.
Presenta ancora i Crostacei ed i Miriapodi raccolti durante il viaggio
di S. A. K. il Principe Tommaso di Savoia, e quelli riportati dal socio Ra-
gazzi, Medico nella E. Marina: accenna alle specie piìi notevoli, e tratta in
special modo di una Scolopendra di Giava, forse nuova.
Sono proclamati soci i Signori :
Arturo Bolles Lee in Bex (Svizzera).
Tommaso Catani, delle Scuole Pie, in Firenze.
La seduta è levata alle ore 4 pom.
V. Il Presidente II Segretario
Ad. Targioni Tozzet.ti. G. C a y a n n a.
Relazione del Tesoriere; Bilancio e Lettere dei Sindaci
dell'Anno 1882.
Firenze, li 6 maggio 1883.
Onorevoli Sigg. Sindaci
della Società Entomologica Italiana, Firenze.
Presento alle SS. LL. nel modo consueto il Bilancio Consuntivo dell'anno
1882, il quale si chiude con un avanzo attivo di Lire 20. 56.
Come le SS. LL. vedranno al titolo II deW Attivo, sopra più di 150 soci
soli 63 hanno soddisfatto al pagamento della quota pel 1882, ed è veramente
doloroso che piiì della metà dei Soci abbia bisogno delle sollecitazioni parti-
colari della Tesoreria per mettersi in pari; il sottoscritto non mancherà di
fare il dover suo perchè ogni socio faccia altrettanto.
Per lo contrario è confortante la, cifra di L. 390. 30 riscossa per quote
arretrate tanto verso soci quanto verso associati, specialmente librai.
Pronto a dare qualsiasi maggiore schiarimento sia desiderato, mi onoro
di rassegnare alle SS. LL. la mia servitìi.
Il Tesoriere
G. V IME RCA TI.
VI
SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA -
ATTIVO
I. Avanzo effettivo in cassa al 1° gennaio 1882 L.
II. Da N" 63 Soci Nazionali ed associati, pel 1882 »
Dal Museo di Cremona, pagamento a mezzo librario »
HI. Da N« 13 Soci Esteri, pel 1882 »
IV. Tasse arretrate di Soci ed Associati Nazionali ed Esteri »
V. Dal Ministero di Agricoltura Industria e Commercio »
VI. Da Friedlander per Volumi »
VII. Dal Sig. Grenier, Socio perpetuo . . . , ...»
Totale Attivo L.
9
60
630
9
156
390
30
260
27
150
1,631
90
VII
EAHCIO CONSUNTIVO DELL'ANNO 1882.
I=»ASSIVO
I. Stampa del Ballettino {Allegato A) L.
II. Stampa delle copie a parte {Allegato A) »
IH. Stampa degli Atti e Circolari {Allegato A) »
IV. Incisioni e tavole {Allegato B) »
V. Spese di posta, spedizioni e archivio »
VI. Esazione di tasse e spese di tesoreria »
VII. Spese di adunanza e diverse »
Vili. Gratificazione all'ajuto Bibliotecario »
Totale Passivo L.
BILANCIO
Attivo L. 1,631. 90
Passivo » 1,611.34
Avanzo al 31 dicembre 1882 L. 20. 56
Il Tesoriebe
Cr. VI M Elie ATI.
1,053
150
12
53
60
209
14
27
60
6
100
1,611
34
V.ii
Firenze, 25 maggio 1883.
Illustrissimo Sig. Presidente
Il bilaiicio consuntivo del 1882, che ho acCT ratamente esaminato insieme
ai j-elativi allegati, è perfettamente regolare, e su di esso non potrei fare altre
osservazioni che lamentare il ritardo per parte dei soci al pagamento della
tassa annua. Se nell' attivo del 1882 non figurasse una risorsa straordinaria
colla tassa di un socio perpetuo, avremmo avuto nel passato esercizio un di-
savanzo anziché l' avanzo enunciato di L. 20, 56.
Perciò ogni mezzo che la Società crederà opportuno di adottare per rag-
giungere lo scopo indicato, sarà pienamente giustificato dalle considerazioni
ripetutamente fatte anche negli anni precedenti.
Mi pregio frattanto dichiararmi colla massima stima ed ossequio
Della S. V. 111.'"*
Devotissimo
Piero Bargagli.
All' 111."° Sig. Prof. A. Targioni Tozzetti
Presidente della Società Entomologica Italiana,
Firenze.
IX
Firenze, 22 maggio
111.™° Sig. Presidente
Kitorno a V. S. 111.™^ il Bilancio Consuntivo del 1882 della nostra
Società Entomologica, che ho trovato regolare, essendo ogni spesa giusti-
ficata da corrispondenti Allegati. Trattasi di piccola amministrazione, ma
nondimeno reputerei che per maggiore regolarità i pagamenti dei conti fossero
fatti dal Tesoriere col Visto del Presidente almeno, e ciò non per sfiducia
dell'egregio Tesoriere, ' ma per uniformarsi al sistema che in ogni Ammini-
strazione suol tenersi.
Deplorando che, malgrado premure e sollecitazioni, più della metà dei
Soci non abbiano pagata la loro Tassa Sociale, sarei di parere che la nostra
Società, approvando il Bilancio, manifestasse con una deliberazione il suo
rammarico, di avere dovuto constatare che un sì gran numero di Soci tra-
scura di adempiere gli obblighi sociali, ed invitasse il Tesoriere a richia-
marli con tutta sollecitudine a mettersi in pari con le loro Quote.
Così il Tesoriere avrebbe un appoggio dal Corpo Sociale e le di Lui pre-
mure forse riuscirebbero piìi efficaci.
Di Lei
111.™» Sig. Prof. Adolfo Targioni Tozzetti
Presidente della Società Entomologica Italiana,
Firenze.
Dev. Servitore
Niccolò Ridolfi.
Relazione del Segretario degli Atti, per Tanno 1882.
Signori
Nella vita degli individui si suole solennizzare il momento nel quale l'an-
tico anno cede al nuovo, non davvero per rallegrarsi che un altro anno siasi
aggiunto agli altri, e la fine sia più vicina, ma perchè i destini permisero
fosse toccato quel termine, e per augurare giungasi con egual fortuna a molti
altri termini simili. Nella vita degli Istituti come il nostro invece, (sebbene
le istituzioni siano perenti anch'esse), si festeggia proprio anche l'accresciuta
età, poiché sembra sia miglior fondamento della vita avvenire un piìi lungo
periodo di vita passata. E tutti gli anni in questa adunanza io vorrei pur
trovare parole adatte a festeggiare il genetliaco della Società. Se non che,
r ho detto altra volta, da troppo tempo occupo questo seggio e la vita sociale
scorre abbastanza tranquilla e regolare perchè quelle parole possano essere
d'anno in anno varie ma sempre efficaci. Però il consueto dovere mi spinge,
ed eccomi a tracciarvi con poche linee il quadro della nostra operosità du-
rante il 1882.
Pubblicammo il volume quattordicesimo, che secondo le norme statutarie
è di circa 400 pagine accompagnate da tavole litografiche e da qualche
xilografia. Come sempre, gli scritti risguardanti la fauna italiana occupano il
maggior posto. Ne abbiamo di parecchi zoologi nostri e stranieri su materiali
da me raccolti in diverse regioni italiane; ve ne ha dei soci Curò, Magretti,
Macchiati e Berlese, intorno a gruppi che già sapete essere scopo agli studi
speciali di quei nostri colleghi, cioè, rispettivamente, i Lepidotteri, gì' Imenot-
teri, gli Afidi, e gli Acari.
Vengono poi note biologiche del socio Piccioli su alcuni insetti dannosi;
di Bargagli sui Lixidi; di Stefanelli sul cannibalismo ed altri singolari co-
stumi di certi Libellulidi; di Mayer sugli insetti del Fico, tanto notevoli per
il loro polimorfismo, i peculiari adattamenti e gli uffici nella fecondazione
dei Ficus; di Targioni Tozzetti, il quale contradicendo Balbiani, prova non
essere ancora del tutto dimostrata la presenza od almeno la frequenza del-
l' uovo d' inverno della Filossera sullo viti europee. Non dimenticherò poi di
XI
richiaiiiare la vostra attenzione sopra altra nota dello stesso nostro Presidente
risguardante la conformazione delle ariuaturo genitali negli Ortotteri salta-
tori; sopra la Storia della classazione degli Ortotteri assai ben raccolta dal
collega Dott. Catani; sopra un Elenco di Pediculidi del Museo di Pavia,
(grappo, questo dei Pediculidi, quasi affatto trascurato tra noi), redatto dallo stu-
dente Simonetta sotto la responsabilità del suo maestro Prof. Pavesi. I compilatori
del BuUettino credettero poi opportuno di riprodurre, dai Rendiconti del
il. Istituto lombardo, alcune note del Prof. Sordelli su insetti fossili italiani,
indotti a ciò dalla importanza dell'argomento e dal sapere assai scarse le
pubblicazioni relative ad Artropodi fossili. Alla Letteratura entomologica
italiana, alla Rassegna e Bibliografia entomologica ed alle Note di Ento-
mologia applicata fu data una parte non scarsa nel volume.
Nulla ho da dirvi di speciale da parte del Segretario per le Corrispon-
denze che non ha potuto assistere a questa Adunanza, e per il quale vi
presento le opere venute in cambio od in dono alla Società. Anche in questo
anno si è accresciuto il numero dei sodalizi scientifici nostri corrispondenti,
onde la nostra Biblioteca va ad arricchirsi notevolmente.
Vorrei qui finire, ma non lo posso, poiché nel corso del 1882 grave
sciagura ha colpito la società nostra e la scienza. Il nostro illustre Vicepre-
sidente Prof. Emilio Cornalia, nato in Milano nell'anno 1824, cessava di
vivere il dì 8 giugno. Appena ho bisogno di rammentarvi quale uomo
Egli fosse. — Tosto incominciati in gioventìi, per obbedienza al padre,
gli studi di Giurisprudenza, attratto dalle Scienze naturali li abbandonava per
intraprendere quelli di Medicina, che gli permisero di assecondare le sue
tendenze in quel solo modo che allora si poteva, studi che menò a compimento
con plauso. La Geologia dapprima, la Zoologia poi, ebbero in lui un cultore
di primo ordine; basta a provarlo, tra i moltissimi lavori che ci ha lasciato,
quella classica monografia del Bombice del gelso, che insieme ad altri lavori
pubblicati dopo, valse a gettare viva luce sulla malattia dei Bachi e molto
contribuì alla scoperta dei mezzi atti a combattere il male che minac-
ciava distruggere interamente una delle principali sorgenti di ricchezza na-
zionale. — Nella sua vita Emilio Cornalia fu costantemente accompagnato
dalla stima e dall'amore dei concittadini e dei colleghi; lo provano i tanti
importanti uffici ai quali venne chiamato e gli onori che a Lui vivo furono
tributati in Italia e fuori. — Aspettiamo dagli scienziati Lombardi una com-
pleta biografia, che dichiari appieno il cuore, la mente e le benemerenze del-
l' Illustre Presidente del R. Istituto Lombardo di Scienze e Lettere.
Anche i nome del Prof. A. W. Malm mancherà d'ora in poi nell'Albo
XII
della Società, perchè il Direttore del Museo di Gottemburgo, l' illustratore della
Fauna del Nord, al quale si devono lavori di capitale importanza, mancava
ai vivi il dì 4 di marzo, e la sua perdita veniva amaramente rimpianta anco
dai nostri Zoologi, tra quali Egli contava alcuni intimi amici e molti caldi
ammiratori. Ho con questi brevi cenni necrologici compiuto, come meglio io
poteva, il dovere che lo Statuto mi impone. Vogliate adoperare tutta la vostra
benevolenza nel valutare le cause per lo quali le mie annue Relazioni non
presentano che ben poco interesse, e. sono in fondo null'altro che un indice
illustrato del Ballettino.
Il Segretario degli Atti
Gr. Cavanna.
XIII
Processi verbali delle Adunanze tenute nell'Anno 1883.
Adunanza del dì 7 gennaio — Presidenza Targioni Tozzetti Ad.
È approvato il verbale dell' adunanza precedente, tenuta il dì 28
maggio 1882.
Il Segretario presenta lettere di alcuni corpi scientifici corrispondenti,
che dichiarano aver ricevuto le pubblicazioni sociali, ed annunziano spedizione
dei loro periodici.
Distribuisce poi alcune circolari del Comitato generale per un monumento
a Darwin.
Partecipa, per incarico dell'Accademia Gioenia di Catania, la morte del
prof. comm. Andrea Aradas, e per incarico della Società di Storia naturale
in Augsburgo quella del dott. Gustav Horber. La Società si unisce ai due
illustri consorzi scientifici per deplorare la perdita di quegli egregi naturalisti.
Cavanna annunzia che il socio dott. Paolo Magretti sta per recarsi a
Massaua e di là, per Keren e Kapala, a Gallahat. Il segretario è incaricato
di partecipare al dott. Magretti che la Società gli augura prospere sorti, e
desidera le ricerche eh' egli si propone di fare abbiano felice successo.
Il dott. André di Beauno ha costituito un Uflicio per gli scambi e la
vendita degli Estratti di soggetto entomologico. Per cura del Segretario la
cosa venne annunziata sul nostro Bullettino, per comodo dei Soci che inten-
dessero valersi delle facilitazioni offerte da queir UfBcio.
Soci nuovi presentati :
S. A. I, il Granduca Nicolas Michailowitch in Pietroburgo, presentato
da Bargagli, Targioni e Cavanna.
Pozzi ing. in Modena presentato da Cavanna, Targioni e Stefanelli.
Sono presentati e letti i seguenti lavori :
Pirazzoli. - Un cenno sull' /za&zYai del Carabus eavernosus in Italia, con
elenco di Coleotteri del Gran Sasso d'Italia.
Emery C. - Alcune formiche della Nuova Caledonia, con la descrizione di
alcune nuove specie.
Targioni Tozzetti A. - Studi anatomici sugli Ortotteri, riguardanti più spe-
cialmente il cervello e le armature genitali.
Macchiati L. - La Clorofilla negli Afidi.
XIV
Barnhard Gerhard. - Sopra alcune forme imitative dei Lepidotteri.
Bargagli P. - Nota sul Bhagium indagator.
Berlese presenta un Saggio di una classificazione degli Acari.
Il Segretario annunzia la scoperta del nido del Geojjhilus flaviis, fatta
in Sardegna dal socio Prof. Fanzago.
Cavanna fa alcune osservazioni intorno a certi Miriapodi carboniferi, gli
Archy^jolypoda, che l'illustre Scudder ha voluto elevare al grado di ordine,
ma che sono molto probabilmente da considerarsi soltanto come un sott'ordine.
Stefanelli espone alcune sue osservazioni sullo sviluppo di alcuni insetti.
Marchi narra il caso di grande sviluppo di Ixodes in una casa della città.
Catani, con una lettera al Segretario, annunzia aver trovato molte Coc-
cinelle a Poggio Guadagni nell' ottobre del 1882. Questa osservazione, ed altre
dello stesso genere, fatte dai soci Catani, Martelli ed altri, vanno ad ingros-
sare il materiale che il segretario vien raccogliendo intorno alle cosidette
emigrazioni delle Coccinelle.
V.° Il Presidente II Segretario degli Atti
Ad. Targiosi Tozzetti G. Cavanna.
Adunanza generale del dì 3 giugno — Presidenza Targioni-Tozzetti Ad.
{Seduta privata).
È approvato il verbale dell' adunanza tenuta il dì 7 gennaio.
Il Tesoriere espone lo stato finanziario della Societcà e presenta il Bilancio
consuntivo dell' anno 1882, insieme alle lettere dei sigg. Sindaci Bargagli e
Eidolfi, che concludono per 1' approvazione del Bilancio medesimo.
Lo stesso Tesoriere, in risposta ad alcune osservazioni contenute nella
lettera del Sindaco march. Eidolfi, riferisce sulle pratiche fatte pel ricupero
degli arretrati.
Si approva il seguente ordine del giorno.
« La Società approva il Bilancio consuntivo dell' anno 1882; constata con
rammarico che un notevole numero di soci trascura l'adempimento degli
obblighi sociali; invita perciò il Comitato a perseverare nelle cure dirette a
rimuovere il lamentato inconveniente. Inoltre porge vivi ringraziamenti al
XV
Tesoriere ed al Comitato, per il modo col quale fu condotta 1' amministrazione
sociale anche in quest' anno ».
Cavanna, Segretario, espone come il lavoro di riordinamento della biblio-
teca proceda assai lentamente. Insiste sulla necessità di trovare per i nostri
libri una sede più conveniente dell' attuale. Solo allora il riordinamento potrà
esser compiuto. Dichiara che abbisognano nuovi scaffali, e pel loro acquisto,
associandosi ad una idea messa innanzi dal Vice-presidente prof. Stefanelli,
propone una sottoscrizione volontaria, col prodotto della quale far fronte anche
alla pubblicazione del Catalogo.
Mancando il tempo opportuno, vien rimessa ad altro momento la discus-
sione sui provvediuienti da prendersi per la Biblioteca.
Si procede a votare per le elezioni parziali e le suppletive.
Fatto, lo scrutinio, il Presidente proclama eletto : a Vice-Presidente il
march. Boria di Genova ; ed a Consiglieri i sigg. Cav. Bandi di Selve di
Torino; Conte Dott. Ninni di Venezia; Prof. A. Dei di Siena; Ing. Cav. Pirazzoli
di Imola, e Conte Napoleone Passerini di Firenze. A Sindaci, Bargagli e Eidolfi.
Il sig. Della Torre è eletto, in seguito a pri-oposta del Presidente e del
Segretario degli Atti, a collaborare per la redazione del Bollettino.
(Seduta pubblica).
Il Segretario delle Corrispondenze prof. Marchi presenta le Memorie ed
i libri venuti in. dono, e legge una breve relazione sulle Corrispondenze per
r anno 1882.
Il Segretario Cavanna legge la relazione sugli Atti della Società durante
r anno 1882.
Il Consigliere Piccioli, dall' Elba, dove fu inviato, scrive doversi attribuire
non alla Fillossera, ma molto probabilmente al Mal nero i danni lamentati
in alcuni luoghi dell' isola. Accenna alla notevole scarsità di Artropodi da
lui verificata nell' isola stessa, dovuta alle circostanze metereologiche non or-
dinarie di quest' anno.
Il prof. Targioni annunzia aver iniziato trattative col benemerito prof.
Denza, per organizzare negli Osservatori metereologici un servizio di Effeme-
ridi e di Cronaca entomologica. Egli ritiene che se le trattative giungeranno
a felice conclusione avremo trovato il modo di essere informati di molti
fenomeni, come apparizioni, sviluppi rapidi ed inusitati, emigrazioni ec. degli
artropodi; osservazioni che sarà poi possibile coordinare.
La Società applaude allo idee espresse dal Presidente.
XVI
Sono presentate, per essere poi pubblicate nel Bollettino, le seguenti
Note e Memorie :
Berlese. - Acarofauna sicula.
Macchiati - Fauna e flora degli Afidi di Calabria.
Osten-Sacken. - La deformazione del Cynodon dactylon.
Parona. - Caso di Allocroismo in un Armadillus.
Intorno alla questione della esistenza dell'uovo d' inverno della Fillossera
esprime alcune idee il Presidente Prof. Targioni, in opposizione a quelle del
Sig. Balbiani, di Parigi. Le considerazioni del disserente troveranno anch' esse
posto nel venturo fascicolo del Bullettino.
11 Segretario presenta il 1° fascicolo dell' anno XV del Bullettino, con-
tenente soltanto un lavoro dei Soci ing. Antonio Curò e Conte Gianfranco
Turati sopra Nuovi lepidotteri italiani, in continuazione del Saggio di un Ca-
talogo dei Lepidotteri italiani edito, in varie parti, nel Bullettino medesimo.
La stampa di questo fascicolo è stata fatta a spese degli autori sullodati,
onde il fascicolo è un loro generoso dono alla Società. Gli adunati unanimi
ringraziano i benemeriti donatori, e deliberano che tale ringraziamento venga
inserito nel processo verbale.
Il Prof. Targioni mostra alcuni Artropodi, per una o per altra ragiono
interessanti, sviluppatisi negli apparecchi del Laboratorio di anatomia e zoo-
logia degli animali invertebrati all' Istituto superiore, da lui diretto, e quindi
dichiara sciolta l'adunanza.
V.° Il Presidente
A. Targioni Tozzetti.
Il Segretario degli Atti
G. Cavanna.
XVII
Relazione del Tesoriere; Bilancio e Lettere dei Sindaci
dell' Anno 1883.
Firenze, 5 Giugno 1884.
Onorevoli Signori Sindaci
della Società Entomojogica Italiana
Firenze.
Mi pregio rimettere alle SS.LL. il Bilancio Consuntivo dell'anno 1883
il quale, anche questa volta, si chiude con un piccolo avanzo.
Mentre non posso fare a meno di richiamare 1' attenzione delle SS. LL.
sullo scarso numero di Soci che regolarmente spediscono le dovute quote,
segnalo con piacere la non indifferente cifra di L. 306 riscosse per arretrati,
nonché il lodevole esempio di non pochi Soci che spontaneamente spedirono,
insieme alla quota del 1883, anche quella di qualche anno avvenire.
Faccio finalmente notare che al titolo VI del Passivo figurano L. 82
per mobiliare (scaffali ec), la qual somma non è, in realtà, che una trasfor-
mazione di contanti in mobili, i quali aumentano il Patrimonio sociale.
Voglio sperare che nella prossima Adunanza i Soci vorranno consentire
al mio desiderio di essere, dopo quasi dieci anni, sostituito nell' ufficio di
Tesoriere, e perciò, prima di cessare, desidero compiere al dover mio, ringra-
ziando le SS. LL. della benevolenza e della cortesia di cui mi vollero sempre
onorare nelle loro Relazioni sui Bilanci da me presentati.
Gradiscano, Egregi Signori, gli attestati della mia servitìi.
Devotissimo
G. V I M E R e A T I.
XVIII
SOCIETÀ EMOMOLOGICA ITALIANA -
ATTIVO
I. Avanzo effettivo in cassa al 1° gennaio 1883 L. 20
ir. Da N» 62 Soci Nazionali ed associati pel 1883 » (320
Dal Museo di Cremona, pagamento a mezzo libraio » 9
HI. Da No 13 Soci Esteri, pel 1883 » 156
IV. Tasse arretrate di Soci ed associati Nazionali ed Esteri » 306
V. Dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio » 200
VI. Dai signori Hoepli e Bocca, librai » 20
VII. Quote sociali pel 1884 e 1885 anticipate da alcuni Soci » 210
Totale Attivo L.
1,602
»V. Il Presidente
A. TARGIONI TOZZETTl.
XIX
LANCIO CONSUNTIVO DELL' ANNO 1883,
F»ASSIVO
I. Stampa del Bullettino {Allegato A) L.
1,109
II. Stampa delle copie a parte {Allegato B) »
53
ni. Stampa degli Atti e Circolari {Allegato C) »
14
IV. Incisioni e Tavole {Allegato D) »
4
V. Spese di Posta, spedizioni e Archivio {Allegato E) »
195
19
VI. Spese per Mobiliare {Allegato F) »
82
• •
VII. Esazione di tasse e spese di tesoreria {Allegato G) »
27
40
VIII. Spese di adunanze e diverse {Allegato H) »
12
IX. Gratificazione all'Ajuto Bibliotecario {Allegato I) »
100
••
Totale Passivo L.
1,596
59
BILANCIO
Attivo L. 1,602. 06
Passivo » 1,596. 59
Avanzo al 31 dicembre 1883. . . L. 5.47
Il Tesoriere
G. VIMERCATI.
XX
Fireuze, 12 Giugno 1884.
Onorevole Sig. Presidente.
Il Bilancio consuntivo del 1883 è in perfetta regola, e tutti i titoli di
spesa sono giustificati dai relativi documenti.
È desiderabile di vedere andar sempre migliorando il rapporto tra il
numero dei Soci, le quote pagate in regola e quelle arretrate.
Il nuovo titolo « Spese per mobiliare » mentre era necessario per
provvedere all'ordinamento della Biblioteca, non reca effettivamente altro
aggravio che per la piccola spesa di montatura e smontatura di scaffali e
per collocarvi i libri ; giacché, come fa notare il Sig. Tesoriere, i detti scaf-
fali rimangono quale aumento di Patrimonio sociale.
Nel rendere conto pertanto del mio mandato, devo pure constatare con
rincrescimento il desiderio che il Conte Vimercati esprime nel suo Eapporto,
di lasciare 1' ufficio di Tesoriere, che egli ha esercitato con tanta intelligente
solerzia, meritandosi la gratitudine della nostra Società.
Voglia gradire, Sig. Presidente, gli atti della mia stima perfetta, mentre
colla massima considerazione me le dichiaro
Devotissimo
P. Bargagli.
Air Ill."'« Sig. Prof. A. Targioni Tozzetti
Presidente della Società Entomologica Italiana.
Firenze.
XXI
Fircnzo, li 11 Giug-no 1884.
Onorevole Signor Presidente.
Ho esaminato il Bilancio consuntivo del decorso anno 1883 della nostra
Società' Entomologica che mi è stato trasmesso dall' Egregio Tesoriere. Ogni
partita di Uscita è corredata regolarmente della relativa giustificazione, e
quindi nessuna osservazione ho da farvi, se non che elogiarne l'esattezza.
Quanto alle partite di Entrata, mentre faccio plauso che anche in questo
anno sia riuscito al nostro instancabile e benemerito Tesoriere, di riscuotere
la cifra non indifferente di L. 306 di Tasse arretrate da Soci, è sconfortante deb-
basi sempre deplorare lo scarso numero dei Soci che regolarmente sodisfano
al pagamento'delle loro Tasse Sociali, per cui in quest'anno il Bilancio si sarebbe
chiuso con tm dìsavanso di L. 204 e Cent. 53, se per avventura alcuni Soci
non avessero anticipatamente corrisposte le quote Sociali da essi dovute
nel 1884 e 1885, nella complessiva somma di L. 210. Occorre quindi che il
Consiglio richiami con sollecitudine i Soci negligenti all'adempimento dei loro
obblighi con regolarità e precisione, e possibilmente cerchi di aumentare ancora
il loro numero, e altrimenti tenti di ottenere qualche diminuzione nelle spese,
onde non si manifesti un disavanzo, che potrebbe essere assai più conside-
revole nel corrente anno Sociale, per la diminuzione di Entrata delle Tasse
anticipate che figurano nel Bilancio del 1883, se specialmente non si avranno
nuove anticipazioni di Tasse, e di pivi crescesse ancora il numero dei Soci
ritardatari al pagamento annuo delle quote.
Con queste poche osservazioni invitando la Società ad approvare il Bi-
lancio consuntivo del 1883, non mi resta che esternare il mio vivo rincre-
scimento per l'espresso desiderio dell'egregio nostro Tesoriere di essere in
quest'ufficio sostituito, augurandomi che riesca ai colleghi di dissuaderlo.
Mi pregio di protestarmi con distinta considerazione ed ossequio
Bev. Servo
Niccolò Kidolfi.
111.'"'' Sig. Prof. A. Targioni Tozzetti
Presidente della Società Entomologica Italiana.
Firenze.
XXII
Relazione del Segretario degli Atti, per l'anno 1833.
Signori.
Il Segretario per la Corrispondenza è assente; perciò debbo io annunciarvi
che anche in questo anno la nostra Società ha esteso le sue relazioni. Alle
pubblicazioni periodiche che venivano in cambio del Bullettino, tre altre se ne
sono aggiunte ; il Bovartani LapoTc, di Budapest; la Eevue mensuelle d'En-
tomologie di Pietroburgo ed il giornale Science, di Cambridge (S. U.). Questi
periodici e gli altri tutti, trovansi convenientemente ordinati in una delle stanze
da me occupate nel R. Museo, a disposizione dei Colleghi che desiderassero
consultarli. Nel Bullettino, sotto le rubriche Letteratura entomologica ita-
liana e Rassegna entomologica, troverete indicati i lavori speciali inviati
dagli autori in dono alla Società, e che qui vi presento prima che siano
passati in Biblioteca.
Ed ora, per attendere al mio ufficio di Segretario degli Atti, comincerò
dal descrivere brevemente il nostro operato nell'anno decorso. L'annata quin-
dicesima del Bullettino, sebbene di soli 24 fogli circa, può stare a confronto
delle altre per i molti argomenti in essa trattati. Il primo fascicolo,
come ebbi già ad annunziare in altra occasione, è tutto dedicato alla conti-
nuazione del Saggio di un Catalogo dei Lepidotteri d' Italia, e comprende
alcune importanti famiglie: fu stampato a spese degli autori Ing. Curò e
sig. Conte Gianfranco Turati, che del loro dono conviene nuovamente rin-
graziare. Negli altri fascicoli sono inseriti diciotto articoli dovuti a parecchi
dei nostri soci piìi operosi: li dividerò in gruppi.
Sapete che, per ovvie ragioni, non troppo di frequente è dato incontrare
nel Bullettino lavori relativi ad Artropodi non italiani; in questo volume
però, ed è da congratularsene, hanno trovato posto nuove specie di formiche
della Nuova Caledonia descritte dal Prof. C. Emery, ed una notevole con-
tribuzione alla conoscenza degli Imenotteri dell'Africa Orientale, dovuta al
socio Dott. Magretti, che in persona raccolse, durante un viaggio nel Sudan,
i materiali di studio.
>■ > III
Intorno alla Fauna italiana potemmo pubblicare note o memorie di
Berlese su Acari di Sicilia, di Macchiati su Afidi calabresi, del compianto
Pirazzoli sul Cardbus cavernosus ed altri coleotteri d'Abruzzo, di Curò su
Lepidotteri, e dell' infaticabile Vicepresidente Prof. A. Costa le descrizioni
degli Artropodi nuovi da lui raccolti nell' Isola di Sardegna,
Di ordine diverso sono 1 lavori dei quali brevemente dirò adesso. Il Pro-
fessore Macchiati annunziava avere osservato negli Afidi la Clorofilla; ritiene
égli però, con saggia prudenza, che l'argomento meriti ulteriore studio: in-
fatti la lista degli animali clorofilliani è stata in questi tempi singolarmente
ridotta, perchè la presenza della clorofilla in molti di essi è stata spiegata am-
mettendo dei fatti di simbiosi o dei fenomeni puramente accidentali. — Sulla
istologia della pelle dei Miriapodi ha scritto il socio K Passerini, ed il suo
lavoro potrà forse mettere in evidenza la necessità di studiar meglio i rap-
porti tra l'ipoderma e gli strati cuticolari negli Artropodi; i c[uali rapporti
possono sembrare non ancora troppo ben dichiarati nei loro particolari. —
L'egregio sig. G. Pasquali dava in luce nell'Annuario della Stazione bacologica
di Padova una sua breve nota sopra un curioso fenomeno scoperto in certi in-
crociamenti tra diverse razze del baco da seta. Abbiamo reputato opportuno
riprodurre quella nota, perchè mette in rilievo fatti ragguardevoli, i quali
mostrano una volta di più che gl'ibridi non sempre presentano i caratteri
delle forme parentali immediate: l' incrociamento, per esempio, di due razze
bianche diede per resultato individui a bozzolo giallo, ed altre non prevedute
e normalmente non prevedibili gravi irregolarità nella colorazione si presen-
tarono in diversi incrociamenti tra razze originarie o tra meticci etc. Non è
facile scoprire la causa di tali apparenti irregolarità, che sono forse da col-
locare tra i fenomeni dovuti all'atavismo. Nelle incertezze che i fatti enun-
ciati suscitano, troviamo un segno non dubbio della loro importanza, e del
quanto meritino di essere ulteriormente investigati.
Rammenterete come il nostro Presidente esprimesse già l'opinione che
la presenza dell'uovo d'inverno della Fillossera sulle viti europee, od almeno
la sua frequenza, non fosse appieno dimostrata: in questo volume del BuUet-
tino egli ritorna sull'argomento, ed opponendosi di nuovo al Balbiani, che
innanzi all'Accademia delle Scienze di Parigi gli si era posto contro, dichiara
non averlo rimosso dalla sua prima opinione i ragionamenti dell' Illustre
contradditore, e del suo insistere espone le ragioni, toccando qualche punto
ancora molto oscuro del ciclo vitale della Fillossera.
La Lucciola, già soggetto di studio a parecchi valenti naturalisti, è stata in-
vestigata dal Prof. C. Emery, che servendosi della odierna tecnica microscopica
XXIV
ha potuto penetrare più addentro nella struttura intima degli organi luminosi
di quel malacoderma, pur confermando in massima i resultati del Targioui
Tozzetti intorno all'architettura degli organi stessi. Delle sue ricerche, desti-
nate a venire alla luce in altro periodico scientifico, il nostro collega ha pub-
blicato un sunto nel BuUettino, e noi non sapremmo che incoraggiare i
Soci e gli altri Entomologi a servirsi in quel modo del Bullettino stesso.
Altri contributi recano Bernhard Gerhard, il barone di Osten Sacken,
Fanzago, Parona e Bargagli. Il primo analizza casi di mimismo nelle far-
falle, ed alle conclusioni generali alle quali ogli arriva non potrebbero per
avventura le nostre convinzioni essere troppo vicine : il secondo dimostra come
Kedi pel primo, in una sua lettera al Cestoni, descrivesse le deformazioni che nel
Cynodon dadylon produce la Lonchaea lasiophtalma: il terzo accresce col
Geophìlus flavus la lista dei Miriapodi nidificanti; il quarto descrive un
isopodo a colorazione irregolare; mentre l'ultimo comincia in questo volume
la pubblicazione di una Rassegna biologica dei Eincofori europei, nella quale
si troveranno raccolti tutti i dati che intorno alla vita di questi notevoli co-
leotteri si conoscono oggi e per le altrui e per le indefesse ricerche per-
sonali dell'autore.
La parte che nel Bullettino riguarda recensioni od indicazioni bibliogra-
fiche di lavori entomologici italiani è stata ricca a sufficienza perchè alcuni
vi abbiano, e lo possiamo provare, attinto largamente nel compilare elenchi
note bibliografiche pubblicate con diversi intenti. Quanto ad opere di na-
turalisti stranieri abbiamo scritto di quelle mandate dagli autori in dono
alla Società non solo, ma eziandio di molte altre che pel loro argomento
abbiamo creduto meritevoli di essere recate a cognizione dei Colleghi. Pur
troppo una sola tavola litografica e poche xilografie accompagnano i lavori
pubblicati nel volume: alle rappresentazioni grafiche occorrerebbe proprio
poter assegnar nel Bilancio maggior somma.
Passo ora ad altro argomento. Finalmente la Biblioteca ha potuto trovar
luogo più vasto e meno incomodo, ed è stata sistemata con non molta spesa.
La serie dei Periodici è in ordine, per opera dei soci Della Torre e Passerini:
delle Miscellanee, il cui Catalogo a schede fu già iniziato dal collega Piccioli, si
occuperà ora il Della Torre. I volumi recenti dei periodici si trovano distribuiti
per nazionalità e nel cospicuo numero di 90, presso il Segretario, a disposizione
dei Soci. La Miscellanea è protetta da cartelle ; i libri, al solito, e non è pic-
cola iattura, non sono rilegati; ma per questo inconveniente assai grave mi
rimetto a quanto ebbi occasione di dirvi in altra Relazione. Il Magazzino, per
cura del sig. Oreste Mancini, è in perfetto ordine. Terminato il Catalogo
XXV
delle Miscellanee, (e non correrà molto tempo), sarà forse il momento di addi-
venire alla valutazione del Patrimonio sociale, rappresentato dalla Biblioteca,
dal Magazzino e da pochi mobili, ahimè anche troppo modesti. Devo aggiun-
gere che se la sistemazione della Biblioteca non ha importato una maggiore
spesa lo si deve al nostro Presidente Prof. Targioni Tozzetti che generosa-
mente donava due non piccoli scaffali.
In quest'anno posso chiudere la mia Relazione senza la consueta triste
nota necrologica. Di questo almeno dobbiamo rallegrarci.
Il Segretario degli Atti
G. Cavanna.
SAGGIO DI UN CATALOGO
DEI LEPIDOTTERI D'ITALIA
COliriLATO
dall' Ing. ANTONIO CURO
(Le TineinBì Micropterigine, Pteroforine, e Alucitine
in collaborazione col sig. Gianfranco Turati).
T I M E I M A. 'D
CHOREUTIDAE
Gen. Ch'os'euiia Hb.
Dolosana Hb. — Aprile, luglio — Boschetti, tìiill'Aristolochie — Piano, colli,
Z. seti. 5, Z. cent. 4, (Toscana, Nizzardo?).
Europa mer., Asia minore.
La larva, sec. Milliére vive s,\)i\Y Arìstolochia clematitis.
Bjerkandrella Tìmb. — Vibrana Hb. — Primavera, estate — Luoghi
erbosi — Piano, valli,
Z. seti. (Lomb. ?), Z. cent. 3, Z. merid. 3.
Germania, Svizzera, Pirenei.
Il bruco divora le foglie radicali del Carduus carlinaefolius.
e vive anche sull'Inula salicina ed liélenium.
V. Pretiosana Dup. — Australis Z. — Settembre.
In tutta Italia; però poco abbondante.
Forma più piccola, propria dell'Europa meridionale (e della
Persia), che da noi si sostituisce generalmente al tipo.
La larva vive snW Inula.
Nota. — Va probabilmente ascritta a questa la forma Mica li s 3/n.,
che l 'entomologo viennese descrive a pag. 181 d. Wiener Ent. Mon. I, e che
egli raccolse sui cardi in Istria e Sicilia.
(1) Anche per questo si è seguito fedelmente il Catalogo di Staudinger e Wocke
del 1871. Opinano però parecchi Microlepidotteristi che la classificazione delle Tineine
adottata dal Dott. Wocke debba subire delle importanti modificazioni.
— 2 —
Myllerana F. — Fine aprile, maggio — Luoghi erbosi — Piano, valli.
Z. seti. 4 (Milano, Turati — Tirolo meridionale).
Eur. centr. e seti
Bruco sulla Scutellaria gallerimlata.
Stellaris Z. (Isis 1847).
Forse varietà della precedente; osservata da Zeller nei dintorni
di Siracusa.
Italia e Grecia, sec. Wocke.
Larva ignota.
Gen. Sinuieihis Leacìi.
Nemorana Hh. — I n e i s a 1 i s Tr. — Da mag, a sett. — Siepi, cespugli
— Piano, monti.
In tutta l'Italia; alquanto frequente.
Europa meridionale.
Larva sui fichi.
Pariana L. — Estate — Frutteti, giardini ecc. — Piano, monti.
Z. sett. 3, Z. cent. 2 (Tose, Alto Nizzardo).
Europa centr. e parte della meridionale.
Bruco nelle foglie del Pyrus malus, Tanacetum, ortiche, e a.
Diana Hb. — Decorana Zett. — Maggio.
Boschi di Stura, secondo Gliiliani; Italia centrale secondo Woche,
Gran parte dell'Europa centrale e settentrionale.
Larva ignota.
Oxyacanthella L. — Fabrì ciana Stph. — Aprile, maggio — Sulle or-
tiche e praterie — Piano, Monti.
In tutta l'Italia; comune nei dintorni di Milano.
Larva sulla Parietaria officinalis e ortiche.
ATYCHIDAE
Gen. Atf/chies Latr.
Fumila 0. — Ghiliani ne raccolse in giugno una ? in Valle di Susa ; Mann
l'osservò all'Ardeuza (Toscana).
Ungheria, Eussia meridionale.
Larva ignota.
— 3 —
Appendiculata Esj:). — Aprile, maggio — Cespugli, praterie — Colli, valli.
Z. seti. 4 (Piemonte, Tirolo meridionale, Istria).
Germ. m., Ungheria, Dalmazia, Kussia.
La larva vive nelle radici della Festuca ovina.
? Nana Tr. — Credo sia stata raccolta in Sicilia da Dahl.
Dalmazia.
Larva ignota?
TALAEPORIDAE
(Bruchi portatiiaccki ; fcmtuioo aptcrc)
Gen. 'T(B!aepot*ia Hb.
Politella 0. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale in giugno.
Germ. m., Ungheria, Francia.
Bruco sui licheni.
Pseudobombycella Hb. ~ Maggio, giugno — Luoghi umidi, contro alle
mura, ecc. — Piano, Alpi.
Z, seti. 3, Z. ccntr. 4.
Gran parte dell'Europa.
Larva sui licheni dogli alberi e sassi.
Conspurcatella Z. — Marzo — Contro alle rupi — Colli, alpi.
Z. seti. 4 (Val Bregaglia), Z. centr. 4 (Tose, Mn.).
Inghilterra, Belgio.
Bruco come i precedenti.
? Lapldella Groeze. — Pectinella D. — Estate.
Osservata in Piemonte, e in Lombardia (Tur.).
Francia.
Larva probabilmente sui licheni.
Gen. Solenobift Z.
Clathrella F. — Giugno — Contro alle mura umide — Piano, colli.
Z. seti. 4 (Piemonte, Lombardia).
Germania.
Larva forse sui licheni.
Pinoti Z. — Lichenella Z. — Prim., estate — Come la precedente
Piano, valli — Z. seti. 3 (Piemonte). — Germania.
Bruco sul licheni dei legni e muri (forma V parthenogenetica).
__ 4 —
Triquetrella F. — Osservata dal Millière nell'alto Nizzardo.
Germ., Ungh. — (forma ? parthenogenetica).
Larva sul Dematiiim virescens.
LYPUSIDAE
Gen. Eiypusft Z.
Maurella F. — Mag., giug., lug. — Luoghi erbosi, cardi ecc. — Piano, monti.
Z. sett. 4 (Lomb. sigg. Turati), Z. cent. 4 (Toscana, Mu.; alto
Nizzardo) Z. nier. 5 (Sicilia, Mn.).
Europa cent, e sett.
Bruco sui licheni dei sassi.
Gen. M*siìothtH<c Stgr.
Dardoinella Mill. — Il sig, Gianfranco Turati catturò questa specie a Pegli
nel mese di agosto — Staudinger la raccolse anche in Sardegna.
Francia mer.; Catalogna.
Bruco polifago.
TINEIDAE
Gen. MeUtsina B.
Cillaris 0. — Lugubris Hh. — Luglio e agosto — Contro alle rupi —
Monti, alpi.
Z. sett. 5 (Alpi di Valtellina, ecc.), Z. cent. 5 (Alpi mar.).
Alpi; monti della Francia merid.
Il bruco (portasacco) vive su varie graminee.
? Lugubris Uh. 217. — Phryganilugubrella Brd.
Non mi consta con certezza, che questa specie sia stata osser-
vata in Italia. — Secondo il Catalogo di Wocke s' incontrerebbe
nelle Alpi, in Grecia e nei monti dell'Asia minore. — Millière (Cat.
rais. Ili, pag. 297) la raccolse in agosto sulle colline dei dintorni
di Cannes, ove il bruco vive sui Clstiis, Erica, e Dorycnium.
Quanto alle forme: M e 1 a s Bd., P u n e t a t a if. 5'., M e 1 an a
II.S.^ egli le tiene solo per varietà costanti della Lugubris, avcn-
— 5 —
dole tutte ottenute ex larva, da bruchi identici, raccolti a Cannes
nelle medesime località.
Gen. Bijjìtotfoma Z.
Marginepunctella Sf2Jh. — Estate.
Probabilmente appartiene all'alta Valtellina. Mann la raccolse
nel Tirolo meridionale.
Parte dell'Europa centrale.
Secondo alcuni, il bruco ciberebbesi di licheni, secondo altri di
sostanze animali.
Gen. Xff8»nftto(ìo»nn Z.
? Melanella Hw. — Credo sia stata raccolta nelle Alpi di Valtellina.
La ? è aptera.
Parte dell'Europa centrale — Alpi del Grigione.
Larva sui licheni dei legni e tronchi.
Gen. Eitplocantus Lafr.
Anthraclnalìs Se. — Maggio, giugno — Boschi, regione dei castagni —
Colli, valli.
Z. seti. 2 (Brianza, Tur.), Z. centr. 3 (Toscana).
Parte dell' Europa centrale, Dalmazia, Russia mer., Asia minore.
La larva vive nelle escrescenze fungose degli alberi e nel le-
gno fracido.
Gen. Scat^ditt Tr.
Boleti F. — Giug., lug. — Boschi; luoghi ombreggiati freschi —Piano, colli.
Z. seti. 5 (Stura, Stupingi ecc.), Z. cent. 4 (Liguria, Toscana).
Eur. centr. Dalmazia, Armenia.
Il bruco vive nelle escrescenze fungose dei pioj^pi e salici.
Tessulatella Z, — Estate — Come la precedente — Colli, monti.
Z. seti. 5 (Piem., Istria).
Parte dell' Eur. centr. e della sett.
Larva come la precedente. ?
— 6 —
Boletella F. — Estate — Boschi di faggio e a. — Colli, monti.
Z. seti. 5, Z. cent. 5 (Alpi marittime sui due versanti).
Parte dell' Europa centrale e meridionale.
Il bruco vive nelle escrescenze fungose dei faggi.
Gen. Movophat/u H. S.
Morella Bup. — I sigg. fratelli Villa la citano fra le specie Lombarde.
Staudinger la raccolse in Sardegna.
Germ. m.; Spagna; Asia minore.
Unicolor Stgr. — Scoperta da Staudinger in Sardegna (Beri. E. Z. 1876, 287).
Gen. litftbophetnes Z.
Imella Hh. — Prìm., estate — Luoghi erbosi, contro ai muri — Piano, colli.
In tutte le nostre zone, ma piuttosto rara.
Europa centr. e mer., Asia minore
Larva nel legno fracido ecc.
Ferruginella Hb. — Da mag. a lug, — Interno delle abitazioni ecc. —
Piano, monti — Come la precedente, non rara.
Europa cent, e mer. Asia minore.
Il bruco vive nel legno fracido ecc., e danneggia anche le
stoffe (?).
Rustìcella Hb. — Estate, autunno — Interno delle abitazioni, muri, siepi
— Piano, monti.
Come la precedente; comune.
Gran parte d'Europa, Asia minore.
Bruco polifago; dannoso alle lanerie e pelliccerie.
Hyalinella Stgr. — Rinvenuta in Lombardia dai sigg. Turati nel mese di
maggio. — Interno delle abitazioni.
Andalusia, Grecia.
Larva ignota.
Gen. Tinea Z.
Fulvimitrella Sodof. — Magg., giug. — Contro ai muri, siepi, ecc. —
Piano, alpi.
Z. seti. 5 (Alpi di Valtellina, Pesio), Z. cent. 5 (Livorno, Mn.).
— 7 —
La larva vive nel legno fracido del faggio e betulle. ■
Europa cent, e sett.; Lapporiia.
Tapetzella L. — Quasi tutto l'anno (da due a tre apparizioni) — Interno
delle abitazioni.
Abbondante in ogni parte d'Italia.
Tutta l'Europa (? eccetto la Grecia) Asia minore.
Larva dannosa alle stoffe, pelli ecc.
Arcella F. — Da luglio alla fine d'agosto — Margine dei boschi, ecc. —
Colli, valli.
Z. sett. 4, Z. cent. 5 (Toscana, Mn.).
Europa cent., Russia, Dalmazia, Asia minore.
Bruco nel legno fracido.
Parasitella Eh. — Mag., giug. — Boschi folti — Colli, valli.
Z. sett. 4 (Piemonte, Lombardia, Bolognese).
Europa centrale.
Larva sul Boletus eduli.
Fraudulentella H. S. — Propria della Carniola (Cat. Wocke).
Picarella CI. — Corsica (Cat. Wocke).
Europa centrale e boreale.
Bruco ignoto.
Quercicolella E. S. — Princ. d'estate — Mann la raccolse nel Tirolo meri-
dionale, Staudinger in Sardegna.
Francia mer., Germania, Dalmazia, Russia occidentale, Asia
minore.
La larva vive nelle escrescenze fungose dei larici.
Granella L. — Primavera, estate — Abitazioni, granai, ecc. — Piano monti.
Comunissima in tutta l'Italia.
Nota. — Il bruco non ive rinchiuso nell' interno del grano, come quello
della Si totroga e e rea le II a Oli v., ma bensì in un tubo di seta che egli
si tesse nell'interstizio lasciato da più grani tra di loro collegati con alti'i
fili, dal che ne risulta una specie di copertura che involge la superficie dei
cumuli di grano (frumento, orzo e segala). Ghiliani (Elenco ann. 105), cita il
fatto di una villeggiatura a Piobesi (Piemonte) repentinamente invasa nel-
l'estate del ISSO da innumerevoli sciami di questa Tinea, che penetrò sin
nei più remoti nascondigli della villa Molina, lasciando ovunque sul pavi-
mento uno strato dei suoi cadaveri di un considerevole spessore.
Cloacella Etv. — È stata osservata a Pegli dal sig. Gianfranco Turati t-
in Sardegna da Staudinger.
Europa centrale.
— 8 —
Il bruco vive nel legno fracido e nelle escrescenze fungose
dei faggi.
Pustulatella Z. Zeller e altri la raccolsero in Sicilia.
Germania ecc.; Dalmazia.
Larva ignota.
Sexguttella 3In. — Scoperta da Mann a Montenero (Toscana) in sito erboso
(sulle fragole) in maggio.
Confusella if. S. — È stata osservata da Mann in principio d'estate nel
Tirolo meridionale. Probabilmente anche in Istria.
Germania mer., or.
Bruco ignoto.
Nigripunctella Hw. — G r a n u 1 a t e 1 1 a H. S. — Principio d'estate.
■ È stata raccolta da Mann nel Tirolo meridionale.
Inghilterra, Francia, Dalmazia.
Il bruco vive sulla Parictaria officinalis.
Panormlnatella 3fn. — Maggio, giugno.
Scoperta da Mann sulle falde del Monte Medio in Sicilia.
Misella Z. — Giugno — Nei legnai ecc. — Colli, valli.
Z. seti. 4 (Tirolo mer., Istria?) Z. cent. 4 (Alto Nizzardo).
Europa centrale.
Vuoisi che il bruco divori ix^cli dogli animali morti (Sorci ec).
Golumbariella Wk. — Giugno — Nelle piccionaje (Alzate E. T.).
Germania.
Fuscipunctella Hiv. — Spretella S. V. — Maggio^ giugno — Interno
delle abitazioni — Piano, monti.
Z. seti. 3, Z. cent. 3, Z. mer. 3, Z. ins. 3.
Tutta l'Europa, Asia minore.
Il bruco vive di ogni sorta di cle^ri^i' (anche nei nidi di rondine).
Pellionella L. — Prim. estate — Interno delle abitazioni — Piano, monti.
Comunissimo in tutta l'Italia — Tutta l'Europa, Asia minore,
Armenia.
La larva, dannosissima alle pelliccerie, si attacca anche alle
raccolte lepidotter alogiche.
Inquinatella Z. — Zeller ne raccolse una ? nell'Italia meridionale.
Russia mer., occ.
Larva ignota.
Lapella Hb. — Maggio — Osservata in Brianza dai sigg. Turati, e alla
Spezia dal Ghiliani — Probabilmente in tutta l'Italia.
— 9 —
Europa centrale, Dalmazia, Russia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Simplicella H. S. — Maggio.
Dintorni di Milano, Turati; Livorno, Mn.
Germania, Ungheria, Dalmazia.
Larva ignota.
Vinculella H. S. — Secondo il Catalogo di Wocke, il tipo incontrerebbesi in
varie parti d'Italia.
Francia, Germania, Ungheria, Turchia seti
Il bruco vive nei muschi dei muri.
V. Leopoldella Costa — Forma propria dell'Italia centrale e meri-
dionale osservata dal Costa.
Costa dice della sua v. Leopoldella che vive 'nelle lane,
e distingue nna v. Leopoldella v. t borace im maculata,
il cui bruco vive s. H j p n u m murai e.
Nei dintorni di Cannes appariscono le seguenti due specie nuove.
Nigricantella Blill. le. III. pi. 150.
Bruco ignoto.
Familiella Peymff. — Mill. le. III. pi. 125.
Bruco sui Cisfiis.
Nota — Costa, nella sua fauna del reorno di Napoli, cita fra le Tinee anche le
seguenti; varie delle quali si riferiscono probabilmente a qualcuna delle precedenti,
mentre parecchie vanno ascritte ad altri generi.
Fltivifrontclln — (Alis anticis cinereis immaculatis, capite fulvo); rara, in-
terno delle abitazioni. È forse una varietà della Tineola bisel-
1 i e 11 a, oppure identica alla Oecophora flavifrontella S. V
Clonicntinclla — (Alis aures lineatis, primoribus fascia media linequae pa-
rallela auratis, vitta marginale albo-micante; tab. I, fig. 2), forse
intende la D a s y e e r a 1 i v i e 1 1 a i*'.
AugastoUa — (Albo-argentea, alarum priinarura apicibus puncto atro, limbo
laciniato (?).
Non rara sui peri e meli del giardino botanico di Napoli.
Appartiene forse al genere E 1 a e h i s t a.
Kollarclla — Vedi al genere E u t e 1 e s Hein. (flavedinella F. R.)
Fra siepi presso Caraaldoli.
Scrvilellu — (Alis anticis gri^eis, maculis minutissimis obscuris sparsis.
Terra d'Otranto: rara, sulPolivo.
Surcltclla — (Di color uniforme giallo grigiastro, con riflesso argenteo, senza
macchie).
. — 10 —
Vive nelle camere e sembra riferirsi a una delle specie più so-
pra citate.
(Jrticaclla — (Alis primoribus viridescenti-auratis, inferioribus brunneo-livi-
dis, fronte hirta, tab. II. flg. I).
Maggio, Camaldoli a Capo di Monte; secondo Zeller (Isis. 1847,
p. 805) si riferisce forse alla Micropt. calthella o altra con-
genere.
Tricinctolla — Alis primoribus rubris, fasciis tribus arcuatis apìcibus aura-
tis: inferioribus fuscis apicem versus deauratis, tab. II, fìg. 2).
Se non fossero i palpi, che Costa dice lunghi e ritorti, potrebbe
riferirsi pure a qualche specie del genere Micropteryx.
j^angiovanelia — (Alis primioribus nigro auratis, macula humerale, fasciis
duabus marginalibus punctisque argenteis; corpore argenteo tab. Ili,
figura 5).
Agosto, boschi di Camaldoli.
.tchillolla — (Alis omnibus argenteis ecc.)
Si riferisce probabilmente alla Tinea granella L.
nicclardclla — (Alis primoribus fulvis, apicem versus fuscis, fimbria brun-
•• nea, macula apicale fulva; inferioribus plumbeis, capite coronato;
tab. ni, fig. 7).
Secondo Zeller (Isis 1847, p. 807) si riferisce alla Tischeria
complanella Hb. ; oppure alla congenere e m y e e 1 1 a Z. (m a r-
g i n e a Hic.)
iifacrocei-clla — (Unicolore plumbea, auro-micante, antennis crassis brevis-
simis, fronte laeve declivi, occipite suberistato, palpis brevissimis
rectis, tab. III, fig. 4).
Agosto e settembre, nella l'egione montuosa.
Se non fossero le antenne brevissime (forse troncate ?) sembre-
rebbe una L y n e t i a.
Mininiella — (Alis primoribus violascente auratis, obscuris, immaculatis, in-
ferioribus brunneis micantibus, tab. IV, fig. 5),
.'llbolla — (Albido-micante, alarum primarum apicibus griseis, medio puncto
obscuro, tab. IV, fig. 9).
Boschi presso iVapoli.
Una var. a 1 b o-f 1 a v i e a n t e, ecc.. raccolta fine agosto presso
al lago Fucino. *
Si riferiscono probabilmente a l'una o l'altra delle Tinee so-
pra citate.
nirtclla — (Fronte nigricante, occipite cano, alis primoribus supra fulvo-ci-
nereis, hirtis, inferioribus plumbeis, tab. IV, fig. 7).
Luglio e agosto — Siepi, prati.
— 11 —
Tristigmatclla — (Flavido-micante ecc.).
Dannosa alle raccolte entomologiche.
Secondo Zellei' sarebbe una varietà della p e 1 1 i o n e 1 1 a. cosi
pure la forma: var. colore obscuriore, vitta brunnea.
Griseolclla — (Alis anticis griseo-cinereis, plumbeo-micantibus, punctis ato-
misque brunneis, antennis flavicautibus).
Trovata in maggio in Basilicata ~ Costa la dice analoga alla
Granella L., ma di dimensioni assai maggiori.
Flavella — (Pallide flava sericeo-micante, capite pilis flavis. .
Nel Matese in luglio.
Gen. Tineota K 8.
Crassicornella Z. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi e rupestri.
Scoperta da Zeller presso Siracusa e raccolta da Mann a
Monreale (Sicilia).
Biselliella Uni. — Crinella Tr — Prim., est., autunno — Interno delle
abitazioni — Piano, monti.
Comunissima in tutta l'Italia.
Tutta l'Europa.
La larva è dannosissima alle lanerie, pelliccerie e raccolte
soologiche.
Gen. Eriocoiiis Stph.
Fuscanella Z. — Aprile.
Scoperta da Zeller nei dintorni di Messina e Siracusa, in loca-
lità cespugliose — Palermo : doti Keyna.
Mann la raccolse anche nei dintorni di Livorno.
Andalusia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Gen. £,€tu»pt*onia Stph.
Flavimitrella Hh. — Giugno — Località boscose — Colli, monti.
Z. seti. 4 (Mandria ec), Z. cent. 4, (Monti liguri).
Germania, Francia, Russia.
Bruco ignoto.
— 12 —
Praelatella S. V. — Luglio — Margine dei boschi — Valli, monti.
Z. sett. 4 (Piemonte), Z. cent. 5, (Alpi mar. v. mer).
Eur. e. e sett.; Eussia mer. or.
Larva sulla Fragaria vesca, Geum urhanum, Spiraea ulmaria.
Rubiella Bjerl\ — V a r i e 1 1 a F. — Estate — Siepi — Monti, alpi.
Z. sett. 3, Z. ins. 4 (Corsica).
Europa cent, e sett.; Dalmazia, Russia, Asia minore.
Larva sui lamponi.
Gen. Sncurvaria Hw.
Muscalella F. — Aprile, maggio — Siepi, boschetti — Piano, monti.
In quasi ogni parte d'Italia, non abbondante.
Gran parte dell'Europa centrale e meridionale; Russia.
La larva vive nelle foglie delle querce, alno, e a.
Pectlnea Rw. — ZinckeniiZ. — Aprile — Cespugli e boschetti di
querce — Monti.
Italia settentrionale; Mann la raccolse a Pratovecchio — Pro-
babilmente anche in altre parti d'Italia,
Europa centrale e settentrionale, Dalmazia, Russia, Liberia.
La larva mina le foglie della Betula alba.
Koerneriella Z. — Mann la raccolse in maggio sul M. Nauos (Gorizia),
sui faggi.
Parte dell'Europa cent. Dalmazia, Asia minore.
Larva sul faggio.
Nota. — Costa cita la rufimitrella Hb. 124 (Koerneriella Z)
fra le specie del Napoletano.
Argillella Z. — Il Sig. R. Zeller la trovò non rara nei dintorni di Roma.
Austria — Larva ignota.
Oehimaniella Tr. — Maggio, giugno — Siepi, boschetti — Colli, monti.
Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Tose).
Gran parte dell'Europa settentrionale e della centrale.
Il bruco vive tra le foglie appassite del faggio.
Rupella S. F. — C a p i t e 1 1 a Tr. — Giugno (?. rarissima) — Boschi, ec. —
Monti, alpi.
Z. seti. 4 (Piem. Vaiteli.). — Alpi, monti dell' Eur. centrale.
Scandinavia, Ural. — Il bruco s'incontra sui Ribes e alni.
— 13 —
Gen. JVeiSi&phofn Hb.
Swammerdammella L. — Prim., est., — Cespugli, boschi — Piano, monti.
Frequentissima nell'Italia sett. e nella cent.; probabilmente
anche nella meridionale.
Eur. cent., Eussia, Asia minore.
Bruco sulle querce e faggio.
Panzerella HI). — Primavera — Luoghi scoperti nei boschi — Piano, colli.
Abbastanza comune nell'Italia settentrionale e centrale.
Gran parte dell'Europa centrale e della settentrionale.
Bruco probabilmente sui mirtilli.
Sericinella Z, — Scoperta da Zeller in aprile sui monti nei dintorni di
Messina. — Propria della Sicilia.
Bruco ignoto.
Schwarziella Z. — Maggio — Mann la raccolse nei dintorni di Salviano
in Toscana — Secondo Staudinger anche nell'Italia settentrionale.
Parte dell'Europa centrale, Russia.
Bruco ignoto.
Pilulella Hb — Aprile, maggio — Siepi, boschi — Piano, monti.
Z. sett. 3 (Piemonte e Lombardia), Z. cent. 4 (Nizzardo).
Europa centrale e settentrionale, Dalmazia, Russia mer.
Larva probabilmente sui mirtilli.
Pilella F. — iMaggio — Siepi, cespugli — Colli, valli.
Z. sett. 4 (Alzate, Val Bregaglia, Istria), Z. cent. 4 (Livorno).
Gran parte dell'Europa temperata.
Larva sulle conifere (?).
Metaxella Hb. — Maggio — Margine dei boschi, siepi — Colli, monti.
Z. sett. 4 (Brianza, Istria), Z. cent. (Nizzardo?)
Europa cent, e sett., Dalmazia, Russia ,ìn. or.
Larva ignota.
Nota. — Milliére (Cat. Ili, p. 310) cita una specie nuova; R e a u m u-
r e 11 a Peymf, scoperta in aprile presso Cannes, che forse sarà da ascriversi
anche al Nizzardo.
14
ADELIDAE.
Gen. Atleìn Lai.
Fibulella F. — Maggio, giugno — Sui fiori delle Veroniche, ec. — Piano
Alpi.
Z. seti. 3 (Piemonte, Lombardia, Gorizia), Z. cent. 3 (Toscana).
Europa cent., Kussia, Asia minore.
La larva vive nelle capsole della Veronica chamaedrys e
officinalis.
Leucocerella Se. — Primavera — Macchio nei boschi — Piano, colli.
Z. seti. 4.
Europa cent, orient., Russia mer., Grecia, Armenia.
Bruco ignoto.
Ruflfrontella T. — Giugno — Pascoli, ec. — Colli, monti.
Z. sett. 4 (Brianza, Istria), Z. ins. 3 (Corsica).
• Germania, Russia, Grecia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Ruflmitrella. Se. — Frischella Hb. — Prim. estate —.Siti paludosi,
macchie nei boschi — Colli, alpi.
Z. sett. 3. — (Piemonte e Lombardia), Z. cent. 4 (Lig. Toscana).
Europa cent., Dalm., Bussia m. .
Larva sul Sisynibrium alliaria.
Violella Tr. — Estate — Praterie al margine dei boschi — Piano, colli.
Z. sett. 3 (Piem) Z. cent. 3 (Liguria).
Parte dell'Europa cent., Dalmazia, Russia m., Francia mer.
Larva nelle capsole AelV Hypericum perforatimi.
Mazzolella Hb. — Maggio, giugno — Macchie nei boschi — Piano, alpi.
Secondo Ghiliani sarebbe comunissima in Piemonte e Liguria.
Austria, Ungheria, Francia mer., Grecia.
Bruco ignoto.
Paludicolella Z. — Scoperta da Mann in maggio sui fiori di un erica, nelle
paludi di Pisa e a Montenero.
Lidia.
Larva ignota.
— 15 —
Australis H. G. — Princ. d'estate — Boschi, brughiere — Colli, monti.
Il Sig. K. Zeller ne raccolse alcuni esemplari nelF alto Nizzardo.
Secondo Staudinger appartiene anche all'Italia settentrionale.
Francia mer., Andalusia.
Larva sulle ericJie ?
Ochsenheimerella Hb. — Luglio — Boschi di conifere — Valli, monti.
Z. seti. 4 (Piemonte, Lombardia ?), Z. cent. 4 (Alpi marittime
Nizzardo).
Parte dell' Eur. cent.
Bruco forse sui mirtilli.
Degeerella L. — De Bo meliate. Geerella Hh. — Boschi di
querce — Piano, colli, alpi.
Abbastanza comune in molte parti d'Italia.
Gran parte d'Europa, Armenia.
Bruco suir Anemone nemorosa, e v. sp. di Vaccinium e Bumex.
Croesella Se. — Sulzella — >S. V. — Maggio, giugno — Boschi, sui
fiori delle margherite — Piano, colli, alpi.
Frequente nell'Italia seti e cent.
Eur. cent., Russia, Siberia, Armenia.
Larva snlVAlsine media, Bumex e. a.
u. Laqueatella. Z. — Italia centrale, secondo Wocke.
? Religatella Z. — È stata raccolta da Mann nei dintorni di Fiume; si
troverà quindi forse anche in Istria.
Bruco ignoto.
Assoclatella Z. — (Me gerle Ila Hb. 307 ?) Mag., giug. — Sugli aceri, ec. —
Piano, monti.
Z. seti. 4 (Istria), Z. cent. 5 (Antignano Mn.), Z. mer. ?
(Camaldoli, Costa).
Germ. m.. Svizzera, Francia m., Russia m.
Bruco forse sugli aceri.
Virldella. ^c. — Reaumurella Dup. — Aprile, mag. — (agosto sulle Alpi).
Siepi, boschi — Colli, alpi.
Non rara in molte parto d'Italia.
Quasi tutta l'Europa, Asia minore.
La larva vive nelle foglie fracide del faggio e dQ\\e querce.
Guprella. Thnb. — Estate — Macchie nei boschi — Piano, alpi.
Z. sett. 3 (Piemonte e Lombardia), Z. cent. 3 (Liguria e
Toscana).
— 16 —
Z. ins. 2 (Sardegna).
Gran parte dell'Europa centrale e settent.; Dalmazia.
Bruco nelle foglie fracide dei salici ?
Gen. 1%'eÈnoiois Ho.
Metallicus Poda. — Scabiosellus Se. — Giugno — Luoghi aridi, sui
fiori delle scabiose, ec. — Piano, monti.
Frequente nell'Italia settentrionale e centrale.
Europa sett. e cent., Francia mer., Russia mer.
La larva vive nei fiori della Scahiosa arvensis.
V. A e r s e 1 1 u s Z. — (forma più piccola, meno verdognola).
È propria della regione montuosa, e non è rara anche in Italia.
Latreillellus F. — Giugno, luglio — Come la precedente —
Colli, monti.
Z. sett. 2 (Piem., Lomb.), Z. cent. 2 (Lig. Tose), Z. mer. 3
(Sicilia).
Eur. mer., Lidia.
Bruco nei fiori delle Scabiose ì
Raddaellus Hb. — È stata raccolta dal Sig. doti Reyna e altri, nei din-
torni di Palermo.
Austria, Ungheria.
Bruco sui Bipsacus..
Gupriacellus Hb. — Luglio e agosto — Boschetti, ec; sui fiori delle Sca-
biose, ec. — Colli, monti.
Z. sett. 3 (Brianza: G. F. Tur.), Z. cent. 4 (Toscana).
Parte dell'Europa cent., Catalogna, Russia.
La larva vive sul Seclum album e Seclum reflexum, secondo
altri nei fiori delle Scabiose.
? Istrianellus Stt. — (Forse varietà del precedente — Siria e Asia minore
— Mann l'avrebbe raccolta verso i confini istriani).
Fasciellus 2^. — Schiffermùllerella Tr. — Giug., lug. — Luoghi
aridi — Piano, colli.
Comunissima in Piemonte, più rara in Lombardia — Gran
parte dell'Europa temperata.
Bruco sulla Ballota nigra.
Mollellus Hb. — Zeller ne raccolse una ? alla fine di aprile, presso Siracusa.
— 17 —
Parte dell'Europa mer. orientale — Asia minore.
Bruco ignoto.
Violellus Z. — Il sig. Emilio Turati lo raccolse nell'Alta Lombardia.
Europa centrale — Bruco sui fiori delle fienziane.
Minimellus S. V. — Settembre — Boschi soleggiati e brughiere di Alzate
(Brianza) (E. T.).
Probabilmente in tutta la zona settentrionale; alto Nizzardo.
Parte dell'Europa temperata.
Bruco sui Sedimi, e sui fiori della Scahiosa succisa.
Barbatellus Z. — Maggio, giugno — Pascoli, luoghi erbosi — Colli, monti.
Mann, la raccolse sul monte Nanos, poi in Toscana e anche
in Sicilia, Brianza, dai sigg. Turati.
Andalusia, Dalmazia, Asia minore.
Larva ignota.
V. chalcochrysellus Bln. — Forma propria della Corsica e della
Sardegna.
(Fascia più larga sulle ali anteriori; vedasi Verhdlg. d. zool.
bot. Ver. Wien, 1855, p. 561).
OCHSENHEIMERIDAE
Gen. OclisetèhcitneÈ'éft Hb.
Taurella Schiff'. — Maggio, giugno — Luoghi cespugliosi (umidi ?) — Colli,
monti.
Z. seti. 5 (Pieni., Istria ?), Z. cent. 5 (Tose: Mn.), Z. ins. 5
(Sardegna).
Germ., Ungh., Dalm., Spagna (var).
Il bruco vive nei steli di varie erbe.
? Bubalella Eh. (fig. 376) [276] ) — Ghiliani cita per la Taurella la figura
376 (276) di Hùbner.
Non è improbabile che anche questa specie si rinvenga in
Piemonte.
Francia mer., Andalusia
? Hederarum Mill. — (Rev. zool. 1874, p. 249).
Forse anche nel Nizzardo. (Cannes, novembre, sulle ellere in
luoghi ombreggiati).
e. 2
— 18 —
Trifasciata Stgr. — Italia centrale (Cat. Wocke, pag, 276, n. 1524).
Forse anche nel Nizzardo (Cannes, ottobre).
ACROLEPIDAE.
Gen. Acroìepiu Curt.
Gariosella Tr. — Primavera, estate — Margine dei boschi — Monti, Alpi
(sino a 2200 m.).
Z. seti. 4 (Alpi sett.), Z. cent. 4 (Pratovecchio: Mn.).
Parte dell'Europa centrale, Asia minore.
Larva nelle gemme dei Gnaphalinm.
Fumociliella Bln. — Maggio — Luoghi cespugliosi ecc.
Scoperta da Mann nei dintorni di Livorno; dallo stesso rac
colta ad Ajaccio e da Staudinger in Sardegna; rara.
È propria dell'Italia — Bruco ignoto.
Vesperella Z. — Aprile — Luoghi incolti, caldissimi; muri, ec. — Piano colli.
Z. cent. 3 (Livorno, ec, Liguria ?), Z. mer. 3 (Sicilia).
Francia meridionale, Dalmazia.
Larva sui fiori e foglie della Smilax aspera.
Assectella Z. — I Signori Turati l'osservarono in Brianza nel settembre.
Probabilmente anche nel Nizzardo, essendo frequente a Cannes
negli orti, lungo l'inverno.
Germania, Francia — Bruco ignoto.
? Betulella Curt. — Forse in Sardegna.
Inghilterra — Larva ignota ?
Pygmaeana Hw. — I Signori Turati la raccolsero in ottobre ad Alzate
(Brianza). Milliére in luglio a Berthemont-les-Bains (alto Nizzardo),
Inghilterra, Germania.
Il bruco mina le foglie del Solarium dulcamara.
Granitella Tr. — Prim., aut. ? — Giardini, siepi, ec. — Piano, colli.
Z. sett. (Istria), Z. cent. 4 (Livorno, Mn; alto Nizzardo), Z. mer. 4
(Sicilia, Z. Mn.).
Parte dell' Eur. cent, e mer.
Il bruco mina le foglie ^aW Inula dysenterìca e. a.
? Solidaginis Stgr. — ( Probabilmente varietà della precedente).
Prob. nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a Cannes.
Larva sn\V Inula.
— 19 —
Eglanteriella. Bln. — Mann ne raccolse due esemplari nei dintorni di
Ajaccio in maggio, in un cespuglio di rose.
Francia m. — Larva ignota.
HYPONOMEUTIDAE.
Gen. Ctiìnntic€$ Z.
Dealbatella Z. — Scoperta da Zeller presso il lago d' Agnano, in agosto,
ove la trovò in abbondanza fra cespugli di quercia.
Mann la ritrovò in Toscana.
È propria dell' Italia, e il bruco vive probabilmente sulle querce.
Gen. Scyiht*op̀9 Hb.
Crataegella L. — Giugno — Orti, giardini — Piano, colli.
Z. sett. 3, Z, cent. 3 (Toscana), Z. ins. 3.
Eur. cent., Dalmazia.
Bruco sul Crataeg. oxyacanthea e. a.
Gen. Mlyponotneutft Z.
Egregìellus Bup. — Giug. — Luoghi aridi e scoperti nei boschi — Colli, monti.
Z. sett. 5 (Mandria, Tirolo m.), Z. cent. (Nizzardo ?).
Spagna, Trancia mer., Dalmazia.
Bruco sull'j^nca scoparla ed Erica arborea.
Vigintipunctatus Betz. — S e d e 1 1 a Tr — Aprile, maggio — Giardini,
muri, ec. — Piano, colli.
Z. sett. 4 (Piemonte, Veneto), Z. cent. (Nizzardo ?).
Eur. cent., Spagna, Dalmazia, Sarepta.
Bruco sul Secìmn purpitrascens.
Plumbellus Schiff. — Giug. settera. — Luoghi erbosi, umidi — Piano, colli.
Z. seU. 2, Z. cent. 3.
Europa cent., Francia m., Dalmazia.
Bruco s,Vi\V Evonymus enropaens e Rhammis frangula.
Irrorellus Hb. — Irrorea Hiv. — Giugno — Siepi, contro ai tronchi —
Colli, monti.
- 20 —
Z. seil. ?, Z. cent. 4 (Toscana), Z. mer. 4, Z. ins. 4.
Parte dell'Europa centrale, Dalmazia, Ungheria, Asia minore.
Larva sul prugnuolo e. a.
Padellus L. — V a r i a b i 1 i s Z. — Magg, ag. — Siepi, ec, — Piano, Alpi.
Comune in quasi ogni parte d'Italia.
Quasi in tutta Europa, Armenia.
Rorellus HI). — Estate — Boschetti, siepi — Colli, monti.
Z. seti. 4. (Piem. Lomb. ?).
Germ., Eussia m., Dalmazia, Grecia.
Larva sugli alberi da frutta, salici, ec.
Malinellus Z. — Giug. luglio — Giardini, boschetti — Piano, colli.
In quasi tutta l'Italia.
Eur. cent, e mer., Asia minore.
Larva spesso dannosa al melo, susino e a.
Gagnagellus Hh. — Cognatella Tr., — E v o n y m e 1 i a Se. — Come
la precedente.
Comune in tutta l'Italia.
Tutta l'Europa (eccetto le reg. poi.).
Larva dannosa specialmente eìÌV Evonijmus eiiropaeus.
Nota. — Ghiliani (Elenco ann. 99) opina che il M a 1 i n e 11 u s Z. e i 1
Cagnatella Tr. (Gagnagellus Hb.) abbiano a raccogliersi in una sola
specie avendo egli ottenuto da una medesima nidiata di bruchi, contemporanea-
mente i due sessi del Malinellus e delle femmine a frangia quasi interamente
bianca nelle ali posteriori, che gli autori tengono come carattere distintivo del
H. Gagnagellus. Faccio osservare però a questo proposito, che Frey
(Tineen Schweiz, p. 60) dice: la larva del H. Cognagellus essere più
grande e più giallastra di quella del M a 1 i n el l,u s.
Evonymellus Z. — P a d i Z. — Luglio, agosto — Siepi folto o boschi, in
luoghi umidi — Piano, monti.
Italia settentrionale, non frequente.
Eur. cent., Russia, Dalm., Armenia, Siberia or.
Larva sul Prunus padns e a.
Gen. S»ra»nwieÈ*dnmin Hb.
Combinella Hh. — A p i e e 1 1 a Dons. —^ Apr., magg. — Siepi, boschetti —
Colli, valli.
Z. seti. 4 (Piem), Z. cent. 4 (Tose ), Z. mer. 5 (Sicilia) Z. ins.
3 (Sardegna m.).
— 21 —
Parte dell'Europa centr., Dalmazia, Asia minore.
Larva sul Prunus spinosa.
Compunctella H. &'. — Mann la raccolse nella valle di Wippaco..
Germania, Svizzera.
Bruco sul Sorbì(S auciqmria.
Gaesiella HI). — Oxyacanthella Dui). — Giugno — Siepi, boschetti —
Colli, monti.
Mann la osservò a Pratoveccliio, Staudinger in Sardegna.
Probabilmente in tutta l'Italia.
Europa centrale.
Larva sulle betulle, e sul Crataegus oxyacantJia.
Pyrella Vìi. — Cerasiella Hb. — Prim., est., aut., — Sugli alberi
da frutta ec, — Piano, monti.
Z. seti. 3, Z. cent. 3, Z. ine. 3 (Corsica).
Europa centrale, Dalmazia.
Bruco sugli alberi da frutta.
Alternans Stgr. — Luglio — Praterie asciutte — Valli, Alpi.
Da noi, sin qui solo nell' alto Nizzardo.
Alpi marittime, Svizzera.
Larva ignota.
? Alpicella Hs. — Credo sia stata osservata nelle nostre Alpi orientali.
Alpi austr. — Larva ignota ?
Gen. M*È'ays Hb.
Curtisellus Don. — Giugno — Cespugli e luoghi erbosi — Valli, monti
È stata raccolta rarissima dal Ghiliani in Val di Lusernà (Piem.).
Europa centralo, Russia oc, Armenia.
Larva sul frassino e tremolo.
Oleellus F. — A d s p e r s e 1 1 a //s. — Prim., aut. — Olivati — Piano, colli.
Ovunque alligna 1' olivo, alle foglie e frutta del quale il bruco
arreca danni grandissimi.
Francia, Dalm., Grecia, Spagna ?, Asia minore.
Nota. — I bruchi della generazione primaverile, si cibano del paren-
chima delle foglie dell'olivo, mentre quelli della seconda apparizione pene-
trano nel nocciuolo. del frutto. Un fatto analogo verificasi per la C o e hy 1 i s
roserana Froel, la cui larva si nutre in primavera delle foglie e dei fiori
della vite, e nella successiva generazione penetra nel frutto. La presente
— 22 -
specie corrisponde alla E 1. ole al e 11 a B. de Fonsc, e e. olive Ila
B. de Fonsc, T. Roraaniana Costa, e adsper sella JIs. oG-1. È me-
rito del Sig. Baldasarre Romano (da Palermo) l'aver chiarito riferirsi la
Elachista olealella e la Oecophora olivella del Boyer de
Fonscolombe alle due apparizioni estiva e autunnale di una medesima specie.
Geli. Rai'aiioaeus SU.
? Osyridellus SU. — È frequente in giugno a Cannes, ovunque cresce la
Osyris alla, su cui vive la larva.
Probabilmente anche nel Nizzardo e Liguria.
Francia mer., Dalmazia, Andalusia, Asia minore.
Gen. MeMietHa SU. —
'i HeparieUa SU. — Nelle « Verh. d. zool. hot. Ver. in Wien 1855 p. 568. »
Mann dice di aver scoperta a Livorno e raccolta anche ad Ajaccio
laZelleria hepariella (Mann in litt.) a cui dà per sino-
nimo laSomnulentella H. S. 819. Wocke pone quest'ultima
fra le L i t h o e o 1 1 e t i s. L' entomologo viennese non menziona
la Z. hepariella H. S. 650, da cui il catalogo assegna per pa-
tria l'Inghilterra, la Germania m. or., e la Grecia.
Phyllirella Mill. — Secondo Wocke incontrerebbesi in varie parti d'Italia.
Francia m., Grecia.
Larva sulla Phillyrea angusti f olia.
? Oleastrella Mill. — Probabilmente nel Nizzardo, essendo propria dei
dintorni di Cannes, (inverno), ove il bruco vive qxìXV olivo.
Grecia, ec.
? Fasciapenella SU. — Forse nelle nostre Alpi orientali.
Scozia ec, Alpi bavaresi.
Saxifragae Stt, — Milliére dice di aver presa questa specie a Mentono
in giugno.
Bruco sulla G-ypsophila saxifraga.
Alpi (Cat. Woke).
Gen. AÈ'gyresiin HI.
Ephippella F. — T e t r a p o d e 1 1 a Stph. — Maggio, giugno — Siepi e
boschetti — Piano, monti.
— 23 —
Non rara in ogni parte d'Italia.
Europa, cent., Dalmazia, Eussia, Asia min.
Larva nelle gemme del ciliegio, avellano e a.
Nitidella i^. — C u r v e 1 1 a Z, — Estate — Cespugli, boschetti — Piano,
monti.
Z. seti- 3, Z. cent. 3.
Gran parte dell' Eur. cent., Russia.
Il bruco divora le gemme del Crataegus oxyacantha e acero.
Semitestacella Citrt. — Il sig. G. F. Turati la trovò comunissima sui faggi,
al Monte Generoso, alla metà d'agosto.
Inghilt., Germ., Svizzera — Larva sui faggi.
Albistria Hiv. — Mann la raccolsa in maggio sui fiori dei Terehynthus in
Toscana e Corsica; regione montuosa (rarissima).
Parte dell'Europa cent., Ungheria.
Larva nelle gemme del Prunus spinosa.
Spiniella Z. — Milliére .la raccolse nell'Alto Nizzardo, fra siepi di bianco spino.
Parte dell'Europa cent., Dalmazia.
Larva &\\[V avellano ?
Conjugella Z. — Osservata da Mann nei dintorni di Pratolino.
Europa cent., e seti, Lapponia.
Larva sulle betulle.
Mendica Hw. — S p i n o s e 1 1 a Sft. — Maggio — Siepi folte, boschi —
Piano, monti.
Z. seti. 3 (Piera., Lomb. ?), Z. cent. 2 (Lig. e Toscana).
Europa cent, e parte della merid., Asia minore.
Larva nelle gemme del frugnuolo.
Fundella F. H. — Giugno — Siepi folte, boschi.
Ghiliani la cita come rara sulla collina di Torino.
Parte dell'Europa centrale.
Larva ignota.
Retinella Z. — Luglio — Siepi, cespugli — Colli, valli.
Z. sett. 4 (Piera., Carniola ?), Z. cent. 4 (Alto Nizzardo).
Parte dell'Eur. cent.
Bruco sui salici e betulle.
Abdominalis Z. — Probabilmente in tutta l'Italia. Mann la trovò abbon-
dantissiraa a Montenero e Poppi (Toscana) in giugno sui cespugli
di ginepro, sul quale vive la larva.
Gran parte dell'Eur. cent, e sett., Asia minore.
— 24 —
Inauratella T(jstr. — Secondo Milliére (Cat. rais. Ili, p. 316) nella valle
di Lantosca (Alpi niarit.).
Finlandia — Bruco ignoto.
Andereggiella Diip. — Luglio — Cespugli d'avellano — Alpi.
Pochi esemplari; alpi del Sempione — Parte dell'Europa cent.
Larva nelle gemme ABÌVavellano e melo selvatico.
Cornelia F. — C u r v e 1 1 a ^S*^^. — Secondo il Catalogo di Milliére (III,
p. 316), rara in luglio a Berthemont-les-Bains (Alto Nizzardo) in
località ombrose.
Europa cent., Eussia mer. or.
Larva nelle gemmo del melo, pruno e a.
Sorbiella Tr. — Fine maggio (Tose); giugno, luglio (Alpi) — Siepi ecc.;
probabilmente in quasi tutta l'Italia — Piano, Alpi.
Z. seti. 5 (Alpi di Valt.), Z. cent. 5 (Pisa, Mn.).
Gran parte dell'Europa.
Larva nelle gemme dei Sorhus e a.
Pygmaeella Hb. ~ S e m ifascell a Stph. — Estate — Praterie elevate
Monti, Alpi,
Z. seti. 3 (Piemonte, Lomb, ?), Z. cent. 3 (Alpi marittime).
Europa bor. e parte della cent.
Bruco nelle gemme del S'alix cuprea.
Goedartella L, — S e m i a r g e )i t e 1 1 a Don. — Giugno, luglio — Cespu-
gli, boschi — Colli, Alpi.
Z. seti. 3 (Brianza), Z. cent. 3 (Liguria).
Bruco nelle gemme degli alni, betulle.
Europa cent, e sett., Russia m. or.
Brockeella Hb. — A u rivitella Hiv. — Estate — Cespugli, contro ai
tronchi delle betulle — Alpi.
Z. seti. 3 (Piemonoe, Lomb.).
Parte dell' Eur. cent., Russia — Larva nelle gemme delle betulle.
Arceuthina Z. — Mann ne raccolse parecchi esemplari in giugno a Bib-
biena in Toscana — Forse nel Nizzardo; apparisce a Cannes
(nella seconda generazione ?) alla fine d'estate.
Parte dell'Europa cent, e della meridionale.
Bruco sul ginejyro.
? Certella Z. — La Harpe l'osservò sul versante sviz/^ero del Sempione
(giugno) — Alpi, monti della Germania
Larva ignota.
— 25 —
Gen. Cedeslis Z.
Gysseleniella Thip. — Giugno — Cespugli, boschi — Colli, Alpi.
Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Pratolino Mn., Alpi m.).
Gran parte dell'Europa cent., Eussia s. occ.
Bruco sul T^ìnus syìvestris.
Farinatella Diip. — Estate — Raccolta da Mann nel Tirolo mer. (Bolzano)
e nelle Alpi Giulie. (Probabilmente nelle Alpi di Valtellina).
Ingh., Germ., Svizz., Eussia.
Larva probabilmente sulle conifere.
Gen Oeatei^osiotna Z.
Piniariella Z. — È pure stata raccolta da Mann nel Tirolo meridionale
(Bolzano).
Distribuzione geogr. come la precedente-
Anche questo bruco vive sulle conifere.
? Copiosella Frey. — Probabilmente nelle Alpi del Bernina (Eugadina:
sul Pimis cembro),
Alpi del Grigione e del Tirolo.
PLUTELLIDAE
Gen. Pìutetla SchiJc,
Hufnagellii Z. — Mag. giug. — Luoghi erbosi e rupestri — Colli, monti.
Z. sctt. 3 (Monte Nanos Mn.), Z. ins. 4 (Monreale Mn.).
Germania, Carniola.
Porrectella L. — H e s p e r i d e 1 1 a Hb. — Maggio, settembre — Prati
orti — Piano, colli.
Z. seti. 3 (Piemonte, Carniola ecc.), Z. cent. (Liguria ?).
Europa cent., Eussia, Asia minore.
Larva sulla Hesxìeris matronalis e a.
Geniatella Z. — Maggio, princ. di giugno — Luoghi erbosi — Colli, Alpi.
Z, sett. 4 (Alpi del Sempione, di Valtellina ecc.).
Alpi, Francia m.
— 26 —
Sec. Minière (C. rais. Ili, p, 317) apparirebbe anche a Cannes (!).
Xylostella L. — Cruciferarum Z. — Da maggio a settembre — Luo-
ghi erbosi, campi — Colli, alpi.
Comune in tutta l'Italia.
Tutta r Europa, America sett., Africa sett.,. Asia.
Bruco talvolta dannoso alle erhe alimentari e altre.
Nota — Fra le Più tei li di del regno di Napoli, Costa cita anche le seguenti,
alcune delle quali certamente sono da ascriversi ad altre tribù.
Triangulosclla — (Alis ant. griseo purpui^eis, cinereo fimbriatis, al. post,
violascentibus ecc. tab. 6, flg. 2), che egli stesso opina essere forse la
Orn. upupaepennella Tr. — Rara in agosto a Canistro (Abruzzo).
Clialybacella — (Al. ant. chalybeatis, iramaculatis ecc. tab. 5, fi. 9).
Luglio — Monti.
È forse una Coleophora (Vedi Gen. Coleophora).
Canaella — (Unicolore canascente, fimbria alarum flavicante).
Basilicata — Fine luglio.
Hypsolopha persicclla — Fine agosto, presso Canistro (Abruzzo ultra.) Vedi
Cerostoma persiceli a).
n. caimciDclla — (Tab. 6, flg. 8) colla precedente (Vedi Ypsolophus ustu-
lellus F.).
n. forniosclla — (Tab, flg. 9) Maggio, Camaldoli (Vedi Rhinosia formo-
sella Hb.).
Harpltetrix cultrclla — Ottobre, Camaldoli, Siepi. (?Theristis Mucro-
ne 11 a Se).
Gen. Cevosiownn Latr.
Vittella L. — Maggio, luglio — Orti, giardini, sui tronchi — Piano, monti.
Z. sett 3, Z. cent. 3 (Lig. Tose), Z. mer. 4.
Europa cent, e parte della mer., Asia minore.
Larva sull'oZmo, fagcjìo^ e caprifolio ?
Sequella CI. — Da maggio a luglio — Contro ai tronchi ec. — Piano, colli.
Z. sett. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana Mn.).
Distribuzione geogr. come la precedente.
Rruco sul tiglio e sul Salix cuprea {?).
Radiatella Don. — L u t a r e 1 1 a Hb. — Estate — Boschetti dì querce —
Colli, Alpi.
Z. sett. 3 (Piemonte), Z. cent. 3 (Tose. Mn.) Z. mer. 4 (Napo-
letano, [Cesta] ).
27
Tatta l'Europa (ecc. veg. poi. e Grecia).
Larva sulle querce.
Parenthesella L. — Costella F. — Agosto — Boschi di fagg'i.
La presi in più esemplari al Monte Generoso (Tur. G. F.).
Sylvella L. — Bifasciatus Htv. — Da maggio a luglio — Boschetti
di querce — Colli, monti.
Z. seti. 3, Z. cent. 3 (Lig. ?, Toscana).
Europa cent., Russia, Dalmazia.
Bruco sulle querce.
Persìcella F. — Estate — Siepi e boschetti — Colli, monti.
Z. seti. 2 (Lomb. [Turati] ), Z. cent. 3, Z. mer. 4 (Abruzzo ul-
tra [Costa]).
Parte dell'Europa centrale e meridionale.
Larva sui peschi ec.
Asperella L. — Falcatella Don. — Pine aprile — Cespugli, verzieri ec.
Valli, monti.
Z. sett. 4 (Piem. Istria), Z. cent. 4 (Pratovecchio, Mn.).
Europa centrale, Dalmazia, Russia, Siberia, Asia min.
Larva sul melo, querce (?).
Scabrella L. — Pterodactylella Hb. — Giugno, luglio — Contro ai
tronchi ec. — Colli, monti.
Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Tos.).
Eur. cent., Ungh., Russia.
Bruco sul melo, ed altri alberi da frutta.
Horridella 2V. — Falcella StpJt. -~ Da noi è stata sin qui osservata
solo nell'alto Nizzardo.
Parte dell'Europa centrale.
Larva sugli alberi da frutta.
Hemorella L. — Cult rea Hw. — Primavera, estate — Siepi, giardini,
boschi — Colli, monti.
Z. sett. 3 (Lomb., Piemonte), Z. cent. 4 (Tose).
Europa cent. Ungh — Larva sulle lonicere.
? Falcella Hh. — Probabilmente nel Nizzardo, apparendo ad Antibo in
giugno e luglio.
Svizzera, Germania, Russia — Bruco sul CaprifoUo.
Denteila F. — X y 1 o s t e 1 1 a L. — Estate — Siepi, giardini — Piano,
colli, monti.
In tutta l'Italia, piuttosto comune.
Eur. cent., Russia, Grecia, Armenia.
Larva sulle ìonicere e parecchie erbe alimentari.
Gen. Theifisiis Hh.
Mucronella *S'c. — C a u d e 1 1 a L. — Primavera, autunno — Siepi, bo-
schetti — Piano, colli.
Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Nizzardo, Toscana), Z. nier. (Camal-
doli [Costa]).
Eur. cent, Russia, Dalm., Spagna, Asia min.
Bruco suW JEvonymics europaeus.
ORTHOTAELIDAE
Gen. Ofihotaeìia Stph.
Sparganella Thnh. — TosteUa Hb. — Estate.
Eaccolta da Giuliani in pochi esemplari, nelle paludi di Stu-
pinigi e ai laghi di Casalette.
Parte dell' Eur. cent., Russia mer., or.
Bruco sul Sparganmm ramosum.
CHIMABACCHIDAE
Gen. Oasysio»»t€9 Curi.
Salicella Hh. — Primavera — Contro ai tronchi degli alni, salici e a. —
Colli, monti.
Z. seti. 5 (Colle di Torino), Z. cent. 4 (Tose. Mn.).
Eur. cent, e sett., Dalmazia, Russia mer. or.
Bruco suWaìno, salici e a.
Gen. Chitnnhacctte Z.
Phryganella Hh. — Novembre — Boschi di querce, ec. ■— Colli, valli,
monti.
Z. sett. 4 (Piemonte, Lombardia).
Eur. cent, Ungheria, Russia mer. or.
Bruco sul faggio, querce e a.
— 29 —
Pagella F. — Marzo — Boschetti ec. — Piano, monti.
Z. self. 3, Z. cent. 2 (Liguria, Toscana).
Eur. cent., Livonia, Dalmazia.
Bruco sulle betulle, alni, pioppi.
GELECHIDAE
Gen. SemioscopiH Eh.
Strigulana F. — A 1 m e 1 1 a Hh. — Primavera — Boschetti, in siti mon-
tuosi — Valli.
Z. sett. 4 (V. di Fenestrelle ec).
Parte dell' Eur. cent., Ungh. Russia.
Larva sulle betulle ec.
Avellanella Hh. — Primavera — Siepi e cespugli di nocciolo. — Colli.
Z. sett. 4 (Colli di Torino, Lomb. [?] ).
Europa cent, e sett.
Larva ^vXVavellano e a.
Gen. Epigfvnphin Stph.
Steinkellneriana Schijf. — Characterella Hb. — Prim. — Boschetti,
siepi — Colli, monti.
Z. sett. 4 (Piemonte, Brianza [Tur.] ).
Eur. cent, e sett., Dalm. sett., Eussia m. or.
Bruco sugli alberi da frutta.
Gen. PsecwUa Hb.
Sexpunctella Hb. — Prim., estate — Contro alle rupi ec. — Valli, monti.
Z. sett. 5 (Tii-. m., Istria), Z. cent. 5 (Toscana), Z. mer. 5 (Si-
cilia) Z. ins. 4.
Germ., Dalm., Andai., Asia minore.
Larva ignota.
Pusiella Boemer — L i t h o s p e r m e 1 1 a Hb. — Maggio, settembre — Al
calcio degli olmi ec. — Piano, alpi.
Z. sett. 3, Z. cent. 2, Z. mer. 4.
Europa cent, e mer., Asia minore.
Bruco sulla Cerintha major, Barralo officinalis e m. a.
— 30 —
Bipunctella F. — E e li i e 1 1 a Hb. — Aprile, settembre — Cespugli, muri,
sassi — Piano, monti.
In quasi ogni parte d'Italia; poco abbondante — Come la
precedente.
Bruco euir Echium calycinum e vnlgare e Lithosperum offì ■
cinale.
Funerella F. — Aprile, maggio — Cespugli, luoghi erbosi — Colli, monti.
In quasi ogni parte d'Italia; piuttosto rara.
Europa cent., Russia, Dalmazia.
Bruco sul Syniphyfum officinale e a.
Decemguttella Hb. — Primavera, estate — Cespugli, erbe — Colli, valli.
Z. seti. 4 (Piemonte, Carniola).
Eur. cent., Dalm., Ungh., Catalogna.
Bruco snWEcJiium vulgare e LitJiospermum officinale.
Flavianella Tr. — Mann ne raccolse un cf nella vai di Wippacco in giugno.
Austria mer., Asia minore.
Bruco ignoto.
Chrysopyga Z. — Mann la raccolse in giugno, in pochi esemplari, in Car-
niola, Toscana e Sicilia.
Parte dell'Europa merid.
Bruco ignoto.
Pyrausta Pali — At r opunctella Thnb. — Ghiliani la raccolse di
estate a Oneglia (Liguria) e Iglesias (Sard.) in pochissimi esemplari.
Ingh., Russia, Sib., Amer.
Larva probab. sugli EcJiium.
Flavitibiella //. ^S*. — Flavianella Ev. — È stata osservata a Esino
(Lago di Como) in giugno, dai Turati.
Russia mer., or.
Bruco probabilmente sul Thalictrum.
Aurifluella Hb. — Maggio, luglio — Pascoli ec. — Colli, monti.
Z. cent 3 (Tose), Z. mer. 3 (Calabria ultra) Z. ins. 3 (Sard.).
Vallese, Grecia, Asia minore, Armenia.
Bruco ignoto.
Gen. Bepvessnt^in Hiv.
Costosa Hw. — Depunctella Hb. — Estate — Cespugli, luoghi er-
bosi, boschi — Piano, colli.
— 31 —
In quasi ogni parte d'Italia, noti abbondante.
Europa cent., Daini., Ungheria.
Bruco : Spartium scopar., Coriaria myrtifolia, Ulcx. eur. e a.
Flavella Hh. — L i t u r e 1 1 a Tr. — Estate — Luoghi ombrosi — Piano,
monti.
Comune iu quasi ogni parte d'Italia.
Eur. cent., Dalm., Asia minore.
Bruco sulle Ccntaiirea e sugli Hypericum.
Pallorella Z. — S p a r m a n n i e 1 1 a H. S. — Maggio, giug. — Cespugli,
siepi — Piano, colli.
Z. cent. 4 (Liguria, Livorno, Mn.).
Eur. cent., Ungh., Spagna.
Bruco sulla Centaurea scahiosa G.,jacea e Serro.tula tlnctoria,
Doronicella Wk. — È stata raccolta nelle Alpi Giulie da Schmidt.
Austria mer., Slesia or.
Bruco sul Borycm. ausfrkmim.
Umbellana Stph. — Venosa Wd. — G. F. Turati la osservò nel mese
d'agosto a Pegli (Liguria).
Ingh., Francia m., Spagna.
Bruco: Ulex, genista e a.
Assimilella Tr. — 1 r r o r e 1 1 a S'tph. — Maggio, agosto — Cespugli sie-
pi e e. — Piano, colli.
In molte parti d' Italia, non comune.
Eur. cent, e parte della meridionale.
Bruco sul Spartium scoparium e a.
Nonatella Stt. — È stata osservata in varie parti d' Italia, anche in Sardegna.
Ingh., Germ., Svizz., Dalmazia.
Bruco sulla Carlina vulgaris.
Aridella Bln. — Mann ne raccolse un cf in giugno nolla valle di Wippacco,
sulle querce.
Carn., Dalm., e Grecia.
Bruco ignoto.
Atomella Hb. — Aprile — Boschetti — In molte parti d' Italia, anche in
Sardegna; piuttosto rara.
Germ., Francia, Spagna, Asia minore.
Bruco sullo Spartium scoparium e a.
Scopariella Hein. — Atomella Z. — Agosto, settembre — Cespugli, ca-
paunotti di paglia — I Turati la raccolsero iu Brianza e a Pegli.
— 32 ~
Ingh., Francia, Germania.
Bruco come il precedente.
Rutana F. — Retiferella Z. — Giugno, settem., ottobre — Cespugli,
giardini — Piano, colli.
Z. seti. 4 (Brianza [Tur.] ) Z. cent. 3 (Nizz. Tose. [?] ), Z. mer.
3 (Napoli ec).
Francia m.^ Spagna — Bruco sulla Ruta angustifolia.
Arenella ScJii/f. — G i 1 v e 1 1 a Hb. — Luglio, agosto — Luoghi erbosi,
boschetti — Colli, valli, alpi.
Z. sett. 4 (Brianza [Tur.] ) Z. cent. 4, Z. ins. 3 (Sard.).
Eur. cent, o parte della mer.
Bruco sul Cirsium lanceolatum, Sonchus carolina e a.
Propinquella Tr. — Y e a t i e 1 1 a Hb. — Settembre — Raccolta G. F. Tu-
rati in Brianza, battendo i capannotti di paglia.
Eur. cent., Francia m.. And., Russia m., or.
Bruco ignoto.
Subpropinquella Stt. — Sublutella St(;fr. — Questa specie, che il sig.
Turati raccolse a Pegli, insieme alla ab. R h o d o e h r e 1 1 a //". ^S.,
è certamente comune in molte parti della nostra penisola.
Eur. cent, e mer., Asia min.
Larva sulle Centanrea e sui cardi selvatici,
Laterella S'chiff. — Heracliella Hb. — Giugno e luglio — Siepi, bo-
schetti — Colli, monti.
Probabilmente in quasi tutta l'Italia, certamente in Lombar-
dia (E. Tur.), Liguria, Toscana e Sardegna.
Parte dell'Europa cent., Ungh., Russia, Siberia.
Thapsiella Z. — Zeller scoperse questa specie in aprile e maggio nei din-
torni di ]\Iessina.
Grecia, Asia minore.
Bruco sulla Thapsia garganica.
Feruliphila Mill. — Forse anche nel Nizzardo. (Comune verso Antibo in
luglio.
Larva sulla Ferula, Hcraelcnm, Sescli, e m. a.
Francia mer.
Yeatiana F. — Putrida Hw: — Da maggio a settembre — Siepi, cespu
gli, capannotti di paglia — Piano, colli.
In Lombardia (Tur.) non rara; probabilmente anche in altre
parti d'Italia.
— 33 —
Parte dell'Europa cent., Andalusia.
Larva sugli Ilypericum ?
Atricornella Mn. — Mann ne scoperse un esemplare (f in Corsica; la
dice molto affine alla:
Ocellana i*'. — Characterella Schi/f. — Lug., ottobre — Cespugli, erbe,
muri — Piani, valli.
Z. seti. 2 (Piemonte, Lombardia).
Europa centrale, Dalmazia, Russia, Sib. orient.
Il bruco vive sul Sallx caprea, S. viminalis, S. cinerea e
hetula alba.
Alstroemeriana Ci. — A 1 b id e 1 1 a JEy. — Estate, siepi, boschetti —
Colli, monti.
Z. seti. 3 (Piem., Lomb. (?), Carniola).
Europa cent, e parte della merid., Eussia, Siberia.
Larva sul Conium maculatmn.
Purpurea Hiv. — Yaccinella Hh. — Aprile, agosto, settembre —
Siepi, capannotti di paglia, ec. — Colli, monti.
Z. seti. 4 (Brianza [Ture] ). Z. cent. 4 (Toscana). Probabil-
mente in altre parti d'Italia.
Eur. cent, e mer., Asia minore, ec.
Bruco sul Baucus carota e Torilis anthriscus.
Liturella Hb. — H i p e r i e e 1 1 a TV. — Comune in luglio a S. Martino
Lantosca, Thorenc, ec. (Alto Nizzardo).
Eur. cent, e sett, Spagna.
Larva sulla Centaarea jacea e Scabiosa montana.
Conterminella Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo, esssendo stata rin-
venuta a Cannnes nel mese d'agosto.
Germania, Russia, ecc.
Bruco ignoto.
? Lutosella H. S. — Dintorni di Fiume, quindi probabilmente anche in Istria.
Dalmazia, Spagna, Armenia.
Larva ignota.
Appiana F. — C i e u t e 1 1 a Hb. — Giugno, settembre — Cespugli, pra-
terie — Piano, colli, monti.
Z. sett. 3 (Brianza [Tur.] ), Z. cent. 3.
Europa centrale e settentrionale.
Bruco: ChaerophyUum biilbosum, sylvestrc e temutcnium,
Heracleum spondylium, e a.
e. 3
— 34 —
Ciliella Stf. — Annexella Z. — Raccolta dai Tarati in agosto e sett.
sui monti e colli della Brianza (siepi, cespugli, capannotti di
paglia).
Inghilterra, Germania sett., Norvegia.
Capreolella Z. — D e p r e s s e 1 1 a //.*?. — È stata raccolta in Camicia.
Eur. cent., Livonia, Dalm.. Asia minore.
Bruco sulla Pimpineìla saxifraga.
Rotundella JDongl. — Pelorita nella Z. — Prim., fine estate. — Ce-
spugli, siepi, ec.
.Colli, monti.
Z. sett. 5 (Brianza [Tur.] ), Carniola (Mn.), Z. cent. 5 (To-
scana (Mn.), Z. mer. 3 (Sicilia [Z.] ).
Inghilterra, Spagna, Asia minore.
Larva probabilmente sulle more.
? Nodìflorella Hill. — Forse anche nel Nizzardo.
Francia mer. or. (giugno).
Bruco sulla Ferula nodiflora.
Angelicella H&. — Eu b i d e 1 1 a Diip. — Estate (?). — In Piemonte
(Wocke, Cat. p. 287, n. 1736).
Europa centrale, Ungheria. —
Larva sul!' Angelica sylvestris.
Astrantiae Heìn. — I Sigg. Turati la raccolsero in agosto sulla sommità
dei monti di Vill'Albese (Brianza) fra cespugli.
Francia, Germania.
Oinochroa E. Tur. — (Bull. 1879, p. 200). Specie nuova, affine alla
CnicellaZ.; scoperta dai Sigg. Tarati ad Alzate (Brianza). Agos.
e settembre; non rara, battendo i tetti di paglia dei capannotti
nei boschi e vigneti — Bruco ignoto.
? Cnicella Tr. — Probabilmente anche nel Nizzardo. (Giugno, Cannes).
Germ. mer.; Ungh., Russia, Asia minore.
Bruco sull' Eryngìum vulgare.
Sarraceuella Bossi. — Senecionis Stgr. — È stata raccolta alla lY^
Cantoniera dello Stelvio.
Alpi, Germania, Castiglia.
La larva mina le foglie del Senecio Doronycum e a.
Selini Kcin. — È stata osservata in Carniola.
Germania.
Bruco sul Selinum carvifolium (?)
— 35 —
Parilella Tr. — H u m e r e 1 1 a Bup. — Mann la raccolse in principio di
estate presso Bolzano.
Livonia, Francia, Germania.
Larva sul Selinum carvifolium.
Farulae Z. — Maggio ~ Zeller scoperse questa specie sui monti dei con-
torni di Messina.
Francia mer. or.
Larva sulla Ferula comnmnis (Mann la raccolse anche
presso Wippacco).
Furvella Tr. — Estate. Contro alle rupi, e sassi •— Falde dei monti.
Z. seti. 4 (Piemonte, Carniola).
Gemi., Ungh., Daini., Asia minore.
Larva sul Dyctamus aìbus.
Depressella Eh. — Estate — Giardini, cespugli, boschetti — Piano, colli.
Z. seti. 4, Z. cent. 3 (Toscana), Z. ins. 3 (Corsica).
Eur. seti e cent., Ungh., Dalm., Asia minore.
Larva sul Baucus carota. Angelica sylvestris.
Pinpinellae Z. — P u 1 v e r e 1 1 a Ev. — G. F. Turati la raccolse nei din-
torni d'Alzate (Brianza) nell'agosto; rara, battendo i capannotti.
Mann la osservò nel Tirolo meridionale.
Europa sett. e parte della cent., Ungh., Eussia.
Larva sulla Pinpinella.
Badiella Hb. — P a s t i n a e e 1 1 a Bup. — Estate — Pascoli in località
montuose.
Monti, Alpi.
In molte parti d'Italia, non abbondante.
Gran parte dell'Europa.
Bruco sulle ornielli fere.
Veneficella Z. — Maggio, giugno. — Scoperta da Zeller. in Sicilia (Sirac).
And., Grecia, Asia minore.
Larva sui fiori e nei steli della Thapsia garganica.
Heracliana Be G. — B a d i e 1 1 a Tr. — Est. — Siepi, praterie — Piano, colli.
Non rara in quasi tutta l'Italia.
Eur. cent, e seti, Ungheria, Eussia, Canada.
Bruco ?,v\V HeracUum spondijVmm.
Tenebricosa Z. — Il Sig. Emilio Turati prese questa Depressaria in agosto
ad Alzate, alla lanterna.
Secondo Wocke, Bitinia (Brussa) — Bruco ignoto.
— 36 —
Cortinicella Z. — Mann la raccolse in giugno in valle di S. Antonio (Corsica).
Bitinia (Brussa).
Bruco ignoto.
Albipunctella Hh. — Albipuncta. Kw. — Maggio — Siepi, prati —
Piano, colli.
Z. sett. 3, Z. cent. 3 (Lig.), Z. ins. 3 (Sard.).
Parte dell'Europa cent, e della mer.
Bruco sui Chaerophylluni e m. a. *
Douglasella Sett. — Miserella H. S. — Lug., ag., nov., Die, (?). — Ca-
pannotti di paglia.
Piano, colli.
Z. sett. 4 (Alzate. [G. F. Tur.] ). Z. cent. (Nizzado (?).
Inghilterra, Francia, Germania.
Bruco sull'Olmo.
Chaerophylli Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo, essendo stata rin-
venuta a Cannes nel mese di novembre.
Inghilterra, Friuli, Brussa.
Larva sui Chaerophyllum e a.
Absynthiella //. S. — Dai Turati sui monti di Vill'Albese (Brianza). in
settembre.
Francia, Germania.
Larva sulF krthemisia absìjnthium.
Nervosa Hib. — Daucella Tr. — È stata raccolta in Sard. da Staudinger.
Europa cent. Russia, s. oc.
Bruco sulla Cicuta vlrosa, Oenanthe crocata, PheUandrlum
aquaticum, Slum latifollum.
Dictamnella Tr. -— Il Sig. Rololfo Z-ller la trovò in abbonlanza a Man-
dello (Lago di Como); Mann ne raccolse i bruchi nella valle di
Wippacco.
Germania meridionale, Ungheria.
Bruco sul Dlctaninus albus.
? Rubrìcella Mill. — Specie nuova scoperta da Milliére a Cannes, d' au-
tunno, che forse si rinverrà anche nel Nizzarlo.
Nota. — Costa cita una una II a e ni i 1 i s o b se u re 1 1 a (al. ant. fuli-
ginosis, lineola obsoleta flavida intus nigro teruiiiiat i). Agosto, Marsiea negli
Abruzzi, che forse si riforisce alla Gelee li la Itìntigiii osella Z. Poi
unaRhinosia fulgi nella (nigra, alis anticis fulginosis nigro-irro-
ratis; t^irsis posticis calearitis), Lugli(j nella Sila (C.ilai)ria eitr.i). La dice affine
alla obscu ralla, ma un terzo più grande. Seinbia una D e p r e s s a r i a.
— 37 —
Gen. Psot^icopictra Stt.
9 Gibbosella Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo (Cannes, aut.).
Eur. cent., Livonia, Sarepta.
Bruco sulle querce e sui salici.
Gen. CetecMa Z.
Vilella Z. — Aprile, maggio — Contro ai muri, luoghi erbosi — Colli valli.
Z. cent 4 (Nizzardo, Tose. [?] ), Z. mer. 2 (Sicilia), Z. ins. 3
(Corsica).
Eur. mer., Ingh., Germ., Francia m., Asia minore, Armenia.
Larva sulle ortiche.
Pinguinella Tr. — Estate. — Siepi di pioppi, ec. — Piano, monti,
Z. seti. 3, Z. cent. 3, Z. mer. (?), Z. ins. 3.
Parte dell' Eur. cent., Uugh., Dalm., Sarepta.
Eruco sul pioppo.
Rhombella ScJàff. — Estate — Cespugli, frutteti — Valli, Alpi.
Z. seti. 4 (Alpi del Piemonte).
Gran parte dell'Europa centrale.
La larva incartoccia la foglia del melo.
Hippophaella Sclirh. — Acupediella Frcy. — Secondo Mann nelle vi-
cinanze di Bolzano.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
Bruco sull' Hìppopliae rhamnoides.
Tephriditella Bup. — Forse nel Nizzardo. (Cannes ec).
Germania m. or., Ungh.
Larva ignota.
Spurcella H. S. — Principio d'estate. Mann l'osservò nel Tirolo merid.
Francia, Gorm. m., Asia minore.
Larva ignota.
Holosericella — Luglio — È stata raccolta dal Sig. R. Zeller verso il
Piz Umbrail, allo Stelvio. — Falde erbose — Alpi del Grigione.
Bruco ignoto.
Distinctella Z. — Giugno, luglio — Sul Thymus serpyllum e querce (?).
Colli, Alpi.
Z. sett. 4 (Lomb., Alpi orient.), Z. cent. 3 (Lig. e Toscana).
~ 38 —
Gran parte dell'Europa cent, e della meridionale.
Larva forse sul Thymus serpyllum.
Velocella Dup. — Nebulea Stph. — Luglio — Praterie aride, bo-
schetti — Piano, Alpi.
Z. sett. 4, Z. cent. 4 (Toscana, Liguria [?] ).
Europa cent, e sett.; Francia m., Turchia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Scotinella US. — Da Mann in Toscana (Salviano).
Germania, Svizzera.
Bruco ignoto.
Peliella Tr. — Estate (?) Nov. (?). Sulle querce e abeti — Colli, monti,
Z. sett. 4 (Piemonte, Lomb. [?] ), Z. cent. (Lig. ec), Z. ins. 3
(Sardegna).
Gran parte dell'Europa cent., Spagna.
Bruco sulle querce.
Ericetella Hb. — Lanceolella Sfph. — Maggio, giugno — Special-
mente sulle eriche — Colli, monti.
Non rara in quasi ogni parte d'Italia.
' Quasi tutta 1' Europa.
Larva sulle eriche.
Lentiginosella Z. — b s e u r e 1 1 a Tr. — Maggio, giugno, — Luoghi
erbosi — Piano, alpi.
Z. sett, 3, Z. cent. 4 (Nizzardo).
Eur. cent., Eussia, Dalm., Armenia.
La larva vive nelle foglie della Genista tinctoria e G. germanica.
? Plutelliformis Stgr. — Forse nel Nizzardo.
Francia merid.. Andai., Sarepta.
Bruco sul Tamarix gallica.
Aristotelis Mill. — (Sp. n. Cat. rais. Ili, pi. I. fig. 1, 2).
Scoperta da Milliére in agosto a Berthemont e Thorenc, nel-
l'alto Nizzardo; non rara.
Infernalis US. — Forse nel Nizzardo (Cannes).
Germ., Scand., ecc,
Larva snW Inula helenium.
Mulinella Z. — Interruptella Stph. — Forse nel Nizzardo (Cannes).
Europa cent., Spagna.
Bruco sul Juniperus oxycedrus.
Interruptella III). — Secondo Duponchel nei dintorni di Genova.
— 39 —
Malvella Hh. — Estate — Praterie, sui fiori delle ombellifere. Monti, Alpi.
In molte parti d'Italia, non comune.
Europa cent.. Andai., Sarepta.
Il bruco vive nei semi delle malve, e a.
? Nebulosella Heìn. — ? Alpi orientali. — Carniola.
Continuella Z. — Estate — Contro alle rupi.
Alpi centrali, rara — Alpi.
Bruco ignoto.
Perpetuella H S. — Estate -^ Contro alle rupi — Alpi dello Stelvio, rara —
Alpi, monti dell'Ungheria.
Interalbicella H. S. — Credo che sia stata presa nelle alpi di Valtellina.
Minière la raccolse nelle regioni elevate del Nizzardo.
Valle di Lantosca, Alpi del Grigione.
Larva ignota.
Solutella Z. — Maggio — Praterie in luoghi caldi, falde dei monti.
Z. sett. 3 (Tirolo, Friuli.), Z. cent. 4 (Montenero (Toscana) Mn.).
Parte dell' Europa cent, e della merid.
Larva sul Thymus serpyllum.
N. S p. se e. Staud. — Sec. Staud. dovrebbe prender posto dopo la so-
1 u t e 1 1 a,
Pochissimi esemplari in giugno sulle montagne di Vill'Albese
da G. P. Turati..
Longìcornìs Curi. — Z e b r e 1 1 a Tr. — Giugno — Cespugli, siti erbosi,
rupi. — Monti, alpi.
Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Apenn., Tose).
Gran parte dell'Europa cent, e sett.; Asia minore.
Bruco sulle Erica.
V. Alpi col a Freij. — Forma più piccola, la di cui ? ha tinte più vi-
vaci, propria delle Alpi elevatissime.
Elatella H. S. ~ Estate — Alpi centrali, rara — Alpi; larva ignota.
DifDnis Hw. — ScabideUaZ. — Prim., estate. — Regione selvosa e
montuosa. — Monti, Alpi.
In molte parti d'Italia; poco frequente.
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi. e Grecia).
Bruco sulla Pulmonaria, Lithospermum e a.
Electella Z. — Mann la raccolse nel Tirolo merid.
Germ., Svizzera, Russia.
Bruco sul Pinns ahies, P. picea, e Juniperus comwnis.
— 40 —
? Oxycedrella 3fill. — Jc. III. pi. 118 — Luglio, agosto,
Probabilmente anche nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a
Cannes.
Bruco sul Juniperus oxycedrus.
LugubrcUa F. — Lunatella Z. — Credo sia stata osservata nelle Alpi
di Valtellina e nell'alto Nizzardo.
Germania, Francia, Europa bor.
Bruco sui Dorycnium e molte leguminose.
Viduella F. — Luctuella Diip. — Giugn(J— Cespugli e praterie aride —
Valli, Alpi.
Z. seti. 3 (Valle di Luzerna, ecc., alpi di Vaiteli.).
Europa sett,, monti dell'Ungheria, Alpi.
Bruco ignoto.
? Trauniella Z. — Alpi orientali (?). — Camiola.
Tessella Eb. — Eunestella Hb. — Mag., luglio — Siepi, giardini —
Piano, falde dei monti.
Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Toscana [Mn.]).
Germania mer., Vallese, Ungheria, Dalmazia.
Larva sul Berberìs.
Cytisella Tr. — Maggio — Siepi — Piano, monti.
Brianza sec. i Sigg. Turati. — Istria e Corsica (Ajaccio) sec.
Mann. — Piuttosto rara.
Parte dell'Europa cent, e della merid.
Bruco ignoto.
Note. — Mann raccolse in Corsica sulle falde del Pozzo di Borgo una
Gelechia stratiopunctata Kollar, che non trovò citata da Herrich
Shaeffer ne da Wocke.
Il Prof. C. Rondani descrive nel nostro Bullettino, anno Vili, una sua
Gelechia cicerella, scoperta nel Parmigiano in due esemplari, otte-
nuti da larve educate colle foglie del Ciceri arietiìn.
Gen. JUt*ach»nia Ilein.
MouCfetella Schìff. — Punctifera Iltv. — Giugno — Regione boscosa
— Valli, Alpi.
Z. sett. 3 (Piemonte — Vaiteli.).
Ingh., Russia ecc., Germ., Svizz.
Larva sulle Lonicera, di cui accartoccia le foglie.
Ulicinella Stgr. — Maggio^ giugno — Da Millière nei contorni di Nizza.
— 41 —
Francia mer., Andai.
Braco sui fiori dell' Ulex provincialis
Nigricostella Dup. — Da Mann in Toscana (Montenero, ec.) e Sicilia (?).
Germ. or., Ungh., Dalm., Bitinia
Bruco ignoto.
Petiginella 3In. — Maggio — Scoperta da Mann sul Monte Calvario presso
Bolzano.
Gen. Bt*yotropha Hein.
Terrella ScJdff'. — Estate — Siepi, cespugli, boschi — Piano, monti.
Piuttosto frequente in quasi ogni parte d' Italia.
Tutta l'Eur. (ecc. reg. poi. e Grecia); Asia minore.
Il bruco vive in un involucro, su molte piante erbacee.
? Figulella Stgr. — Aprile — Probabilmente nel Nizzardo, essendo stata
rinvenuta nel Nizzardo.
Francia mer., Andalusia.
Bruco sul Sìlene niceaensis.
Plebejella Z. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi — Piano, valli.
Z. seti. 5 (Valsasina [Turati] ), Z. mer. 5 (Sicilia [Z.] ), Z. ins. 3
(Corsica [Mu.], Sardegna [Stgr] ).
Spagna, Grecia — Bruco ignoto.
Umbrosella Z. — Giugno — Siti erbosi, aridi; boschetti di querce — Colli.
Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Toscana).
Europa ceni, Grecia.
Bruco sui licheni dei muri e tetti.
Dryadella Z. — Giugno, luglio — È stata osservata nell'Alto Nizzardo, in
Toscana (sulle giovani querce) Sardegna e Sicilia.
Ungh., Russia, Asia Minore.
Bruco sulle querce.
Basaltìnella Z. — Mann la raccolse in principio d'estate nei dintorni di
Bolzano — Dintorni di Milano (G. F. Turati).
Gran parte dell'Europa cent. — Bruco ignoto.
Gen. M^iia Tr.
? Diffluella Hein. — Credo sia stata osservata nelle Alpi dello Stelvio —
Alpi — Bruco ignoto.
— 42 —
Artemisìella Tr. — Giugno — Luoghi erbosi, pascoli — Colli monti.
Manu la raccolse presso Wippacco e in Toscana; non rara.
Bruco nelle gemme ^q\V artemisia e sul Thymus serpyllum
Salinella Z. — Fine aprile, maggio — Scoperta da Zeller nei dintorni di
Siracusa, non rara.
Andalusia — Bruco ignoto.
Halymella Mill. — Forse nel Nizzardo (Cannes, da maggio a agosto; bruco
sulV Atripìcx helymus).
Francia mer.
Palermitella Lah. — Un cr' scoperto dal sig. Dott. Eeina nei pressi di
Palermo (Lah. Contrib. 8).
Diminutella Z. — Estate — Sooperta da Z. in Sic (Messina). In seguito è
stata trovata in altre parti d'Italia.
Miniere la catturò anche a Cannes.
Bruco ignoto.
Promptella Stgr. — Specie propria della Sicilia e Andalusia (Staudiuger)
Sp. n. prossima della M u r i n e 1 1 a H. S. stata presa a Montone in marzo
(Stainton, The Tineina of Southern Europe, p. 210).
Ingloriella Hein. — Giugno — Siti erbosi — Falde dei monti.
Mann la raccolse a Gradisca e in Corsica.
Austria — Bruco ignoto.
? Laceratella Z. — È propria della Carniola — Bruco ignoto.
? Brahmiella Heyd. — Maggio, settembre — Probabilmente anche nel
Nizzardo, essendo stata rinvenuta a Cannes.
Germ. cent., Francia mer.
Bruco sulle gemme di Iurinea pyrenaica.
? Hyoschyamella Stt. — Come la precedente — Francia mer. — Il bruco
vive sul Hyoschyamus albits.
Maculiferella Dgl. — P r o x i m a Hw. — Staudinger la raccolse in Sard.
Germ., Ingh., Kussia, Grecia — Bruco ignoto.
? Provinciella. Stt. — Forse nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta, in aprile
e maggio, nei dintorni di Cannes.
Inghil., Germania.
Bruco s. Silene Niceaensis.
? Marmorea JIw. — Giugno — Interno delle abitazioni — Probabilm. nel
Nizzardo (Cannes).
Parte dell'Europa cent.
Bruco ignoto.
— 43 —
Junctella Dgl. — M a r m o r e a //. ^S. — Trovata da Mann in principio
d'estate nel Tirolo merid.
Germ., Ingh., Francia merid.
Bruco ignoto.
? Alsinella Z. — Propria della Carniola — Bruco ignoto.
? Saginella Z. — Come la precedente.
Gypsophilae SU. — Giugno — Dintorni di Mentone — Non credo che sia
stata osservata altrove.
Il bruco vive nelle galle delle GypsopJdla saxifraga.
Singula Stgr. — (Eni St. Z. 1876). Scoperta dal Sig. barone Kalcliberg,
presso Valdesi in Sicilia in ottobre.
Punctata Stgr. — (Ent. St. Z. 1876). Come la precedente — Settembre —
Atnbedue in pochissimi esemplari.
Nota — Ghiliani cita anche nel suo Elenco, nel genere L i t a, la E x i-
g u e 11 a Hb. (fig. 266), di cui altri autori non fanno menzione. Egli la nota :
rara in giugno, boschi della Mandria, cespugli e praterie aride.
Gen. VeMeJn Hem.
Vulgella Hh. — Maggio — Siti erbosi e aridi — Collina di Torino, non
frequente.
Gran parte dell'Europa centr.
Larve fra lo foglie del bianco-spino
Scriptella Hh. — Aprile, luglio — Cespugli, siepi, tronchi — Piano, monti.
In molte parti d'Italia, non infrequente.
Gran parte dell'Eur. cent, e mer.
Il bruco vive tra le foglie dell'Acer campestris.
Alburnella Z. — Luglio — Boschetti, erbe — Colli.
Z. seti. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana).
Parte dell'Europa cent., Russia, Spagna.
Bruco sulle betulle.
Tamariciella Z. — Maggio — Sui tamarici — Mann la raccolse in Carniola
e in Toscana (Livorno, Antignano, non rara) — Si troverà certa-
mente anche nel Nizzardo e in altre parti d'Italia.
Spagna.
Bruco sul taniartx gallica.
Sequax Hw. — Giugno — Siepi, cespugli — È pure stata raccolta in
Carniola, Toscana e nell'alto Nizzardo (Lantosca, ec).
— 44 —
Europa centrale.
Bruco s. Helianthemum vulgare, e Dorycnhim herbaceum.
? Cisti SU. — Forse anche nel Nizzardo, essendo frequente a Cannes, ove
ha due apparizioni.
Larva s. Cistus.
Fugitivella Z. — Mann l'osservò in Carniola; probabilmente anche nel
Nizzardo — Gran parte dell'Europa centr.
Humeralis Z. — Primavera, estate. — Cespugli, erbe — Piano, monti.
In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante.
Eur. cent, e mer. (ecc. Spagna), Asia Minore.
Bruco specialmente sul Qiiercus sugar.
Proximella Hh. — Maggio, agosto — Cespugli, erbe — Colli, monti.
Mann la raccolse in Toscana (Antignano, rara) e Bertoloni
nell'Apennino bolognese.
Europa centrale, Kussia.
Il bruco vivo sugli alni, betulle e pioppi.
Notatella Eb. — Euratella H. S. -^ Giugno — Cespugli di salici —
Colli, monti.
Z. seti. 4 (Piem. e Lomb).
Europa cent, e sett.
Bruco sul salix caprea.
Triparella Z. — Mann la raccolse in giugno sulle querce in varie località
della Toscana. — Probabilmente in tutta l'Italia.
Europa cent, e parte della merid., Eussia, Asia Minore.
Bruco sulle querce.
Luculella Hb. — Luct nella Stph. — Da noi, sin qui solo in Piemonte e
nel Nizzardo — Stupinigi, rara (Ghil.), contro ai tronchi dei pioppi.
Eur. cent., Francia m., Dalmazia.
Il bruco vive nel legno fracido (?).
Dodecella L. — Giugno — Boschetti, ec. — Colli, monti.
I Sigg. Turati la raccolsero in Brianza (Alzate), e Millierà
nell'Alto Nizzardo.
Gran parte dell'Europa cent., Castiglia.
II bruco divora le gemme del Pinus sylvestris.
Femoralis Stgr.~ (Stt. E. Z. 1876). Scoperta del sig. B. Kalchberg a Valdesi
(Sicilia) in ottobre.
45 —
Gon. necut*varin H. S.
Leucatella CI — Albocingulella Dtip. — Maggio, agosto — Cespugli,
siepi. — Colli, monti.
Più meno frequente in quasi ogni parte d'Italia.
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi., Spagna e Grecia).
Bruco sul sorbo, bianco-spino e a.
Nanella Hb. — Pr un lei la Hb. — Giugno, settembre — Frutteti,
cespugli, ec. — Colli, monti.
Non rara nell'Italia settent. e cent.
Europa cent., Russia m., ec.
Secondo alcuni autori la larva si ciberebbe dei fiori e foglie
del pero, sorbo e a; secondo altri dei licheni del primo.
Gen. Poecilin Hein.
Nigrinotella Z. — N i g r a 1 b e 1 1 a H. S. — Giugno — Zeller la scoperse
al pie' dell'Etna. Mann la raccolse a Wippacco, poi a Pratovecchio
iu Toscana (rara).
Germ. m^r., Ungh., Asia min.
Larva sul Medi cago saliva.
Nota. — E molto probabile che aiibiano a rinvenirsi nell'Italia sett.
anche le due congeneri P. a I bi e e ps Z. (\ ana Hio) e P. Ni ve a Hvo.
(Nigrovittella Dup.)
Gen. ArgyvHis Hein.
Pictella Z. — Giugno — Mann la raccolse a Gradisca, in Corsica ed iu Sicilia.
Gran parte dell'Europa cent, e merid.
Bruco sul Cerastiiim triviale.
Superbella Z. — In Carniola da Mann.
Russia occ, Germ., Ungh., Svizz., Sarepta — Bruco ignoto.
Gen. il'annottin Hein.
Stipella Hb. — Maggio — Boschetti, cespugli, muri — Colli, valli.
In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante.
— 46 —
Gemi, m., Ungh., Svizz., Grecia ec, Asia minore.
Bruco sul Chenopodium album.
V. naeviferella Dup. — È stata osservata anche nell'Italia setten-
trionale e in Corsica. (È più piccola e mostra un punto giallo,
invece della macchietta gialla sulla linea mediana delle primi ali.)
Hermannella F. — ZinckeeUa Hb. — Maggio — Siepi, muri — Colli,
valli.
Non rara in quasi ogni parte d'Italia.
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi., Spag. e Grecia.), Bitinia.
Bruco sui Chenopodium e Atriplex,
Gen. Apattin Hein.
Bifractella Dgl. — Fine giugno — Mann ne raccolse alcuni esemplari sui
fiori delle scabiose a Antignano in Toscana, e S. Martino in
Sicilia.
Europa cent, e parte della merid., Asia minore.
Bruco nei semi àoìVInula dìjsenferica, e Conysa squarrosa.
Gen. Silotroga Hein.
Gerealella 01. — Da maggio a settembre — Campi, granai — Piano, valli.
Questa specie, frequentissima nell' Italia settentrionale, lo è cer-
tamente anche nel rimanente della penisola.
' La larva è dannosissima al grano, e ne produce il riscalda-
mento; ove questo si manifesta si procura di distruggere il terribile
nemico coi vapori del solfuro di carbonio.
Europa cent., Ru.'^sia, Andalusia ecc.
Gen, Fioche nusn Hein.
9 Subocellea Stph. — Probabilmente anche in Lombardia e nel Nizzardo,
Europa cent., Dalmazia.
Bruco s. Origcmum vulgare, Satureia montana e a.
Lìttorella Dgl. — Quinquepunctella H. S. — Maggio — Siti erbosi
in riva ai ruscelli — Falde dei monti — Non rarissima jn molte
parti d'Italia,
Iiighil, Austria, ec. — Bruco ignoto.
— 47 —
Inopella Z. — Paupella Z. — Aprile, settembre.
È stata raccolta in Liguria, Toscana, Sicilia e Corsica; poco
abbondante.
Europa cent., Daini., Asia minore.
Bruco sui fiori delle Inula.
Gampicolella Mn. — Aprile — Sulle eriche — Monti.
Mann ne raccolse alcuni esemplari nei dintorni di Ajaccio.
Bruco ignoto.
Gen. Parasin Bup.
Paucipunctella Z. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi — Piano, monti.
Raccolta da Mann in pochi esemplari in Carniola e Toscana
(Pratolino).
Europa cent., e parte della merid.
Bruco nei semi àoìV AntJiemis tinciorla.
Torridella Mn. — Estate — Falde dei monti.
Mann l'osservò in Sicilia (Monte Guercio), in Corsica (Ajaccio,
2 esempi.) e Staudinger in Sardegna.
Asia minore — Bruco ignoto.
Lappella L. — Astivella Z. — Estate — Specialmente sulle scabiose —
Piano, monti.
Lo stesso entomologo Manu l'osservò in Toscana (Ardenza) ed
in Sicilia. Millierè la catturò nell'alto Nizzardo (Valle di Thorénc).
Larva bw\V Arct'mm lappa.
Selaginella Mn. — Mann la scoperse in luglio in Corsica sul Pozzo di
Borgo, sui fiori del mirto; pochissimi esemplari. Non é stata an-
cora osservata altrove.
Neuropterella Z. — Luglio — Dintorni di Dogliani, dal sig. Dabbene, in
luoghi erbosi. Probabilmente anche in Istria.
Gran parte dell'Europa cent., Andalusia.
Bruco s. Cirs'mm acaule.
Gen. Et*gaiis Hein.
Suberlcinella H. S. — Estate (2 apparizioni [?]) — Colli, monti.
Brianza (Turati), Corsica (falde del Monte Rosso da Mann);
Wippacco (Mn).
— 48 —
Parte dell'Europa mer., Asia minore.
Bruco ignoto.
Ericinella Bup. — M i e e 1 1 a Hb. — Forse nel Nizzardo (Cannes).
Brianza, un solo esemplare in agosto da G. P. Turati.
Bruco ignoto.
Decurtella Hb. — T u rba t e 1 1 a Tr.— Mann la raccolse alla fine di giug
nella Valle di Wippacco.
Germ. mer., Ungh., Grecia.
Bruco ignoto.
? Staticella Mill. — Specie nuova prossima alla B r i z e 1 1 a Tr, scoperta da
Minière presso Cannes (bruco sulla Statice cordata), che forse
potrà appartenere anche al littorale Nizzardo.
Gen. DovyphOÈ'a Hein.
Carchariella Z. — Osservata da Mann in principio d'estate nel Tirolo
meridionale.
Livonia, Germania, Asia minore.
Larva sulle querce {?).
? Pulveratella H. S. — Intaminatella SU. — Probabilmente anche
in Istria (Fiume, cespugli e pascoli).
Iiigh., Germ., Dalmazia.
Bruco ignoto.
Tenuiella Mn. — Raccolta da Mann in Toscana (pascoli dietro Ardenza).
Dalmazia, Bitinia.
Bruco ignoto.
Servella Z. — Un esemplare contro un muro dell'Albergo di S. Martino
Lantosca in luglio da Milliére.
In Carniola, nell'Italia centrale e in Corsica secondo il cata-
logo di Wocke.
Gormania, Livonia, Dalmazia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Nomadella Z. — Propria della Carniola (e Dalmazia).
Gen. Mfottwchfoa Hein.
Tenebrella Hb. — Subcuprolla Stph. — Giugno — Siti erbosi, caldi;
rupi — Piano, monti.
— 49 —
Z. seti. 4 (Lomb.), Z. cent. 4 (Toscana).
Europa cent., Russia, Grecia.
Bruco nelle radici e gemme del Rumex acetosellae.
Gen. EiaÈnpt'oies Hein.
Unìcolorella H. S. — Osservata in Caruiola da Manu — Germ. ec.
Bruco ignoto.
? Atrella Htv. — Urabriferella H. S. — Forse nel Nizzardo (Cannes).
Gran parte dell'Eur. cent., Ungh.
Bruco ignoto.
Gen. AnacaÈttpis Curt.
Patruella Mn. — È stata raccolta in Carniola da Mann; probabilmente an-
che nel Nizzardo (Cannes).
Germ. m., Dalra., Francia raer. or.
Bruco snìVHelianfhemum guttatum.
Nigritella Z. — Aprile — Un esempi, d" scoperto da Zeller nei monti dei
dintorni di Messina, e due altri raccolti da Mann nel Tirolo me-
ridionale.
? Inghilterra, Andalusia.
Bruco ignoto.
Coronillella Tr. — Maggio, giugno — Margine dei boschi — Falde dei
monti.
In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante.
Francia, Svizzera, Dalmazia.
Bruco sulla Coronilla varia e a.
Biguttella H. S. — Maggio — Siti erbosi aridi — Colli, valli.
Ghiliani la raccolse sulla collina di Torino, Mann in Carniola
e Toscana, e Milliére a Mentone. Ovunque poco abbondante.
Germ cent, e merid.
Bruco sui Dorycninn e Genista.
Remissella Z. — Maggio, luglio — Luoghi erbosi.
Scoperta da Zeller In Sicilia, dove la catturò in seguito Mann;
pochi esemplari.
Germania, Asia minore.
Bruco ignoto.
e. 4
— 50 —
Anthyllidella Hb. — Maggio — Luoghi erbosi, aridi — Colli, monti.
Z. seti. 3 (Brianza, [Tur.]), Z. cent. 3, Z. mer. 4, Z. ins. 4
(Sardegna).
Europa cent., e merid., Russia, Asia minore.
Bruco Bv\V Anthyllis vulneraria.
? Psoralella Mill. — Forse anche nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a
Cannes (maggio, giugno).
Francia meridionale.
Bruco sulla Psolarea bituminosa.
Ligulella Z, — C i n e t e 1 1 a Hb. — Maggio — Siepi, siti erbosi — Colli,
monti.
Non rara in tutta l'Italia.
Quasi tutta l'Europa, Asia minore.
Bruco sul Lotus corniculatus e a.
Vorticella Se. — Maggio, luglio, — Cespugli, praterie aride — Colli, monti.
Z. seti. %. (Piemonte e Lombardia).
Eur. cent, e sett., Dalm., Sarepta.
Bruco sulla G-enista tinctoria e a.
? Cincticulella H. S. — Forse in Istria (Fiume).
Gemi., Dalm., Andalusia.
Taeniolella Z. — Maggio — Boschetti ec. — Colli, monti.
Z. sett. 3 (Lomb., Udenese), Z. cent. 3 (Toscana, Pisa).
Parte dell'Europa cent., Asia minore.
Bruco s. Lotus corniculatus, Medicaio, Trifolium.
? Captivella H. S. — Probabilmente anche in Istria (Fiume; di sera intorno
ai frassini [Mn.] ).
Bruco ignoto.
Lamprostoma Z. — Principio d'estate — Scoperta in Sicilia da Zcller e
Mann; pochi esemplari, falde dei monti.
Spagna, Asia minore.
Bruco ignoto.
Basalis Str/r. — (Ent. St. Z. 1876) Scoperta in giugno a Castelbuono (Si-
cilia) da Kalchberg.
Gen. AennthophHa Hcin.
Alacella Dwj). — Maggio — Siepi e cespugli di Prunus — Piano, colli.
Mann la raccolse in Toscana (Livorno, Pisa ec; rara).
— 51 —
Eur. ceut., Russia o Grecia.
Il bruco vive sui licheni delle querce.
Gen. Tachypiilin Eein.
Populella CI. — Estate — Specialmente sui pioppi e betulle — Piano, colli.
Alquanto frequente in quasi tutta l'Italia (varia molto).
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi. e Grecia), Siberia orient.
Bruco sulle betulle, pioppi e salici.
Scintillella F. — Giugno — Siepi, erbe — Valli, monti.
Da Mann nel Tirolo meridionale e nel Goriziano; da Staudin-
ger in Sardegna.
Gran parte dell'Europa cent., Dalm., Spagna, Asia minore.
Bruco snìV Helianthemum vulgare e Dorycnium.
Subsequella Hh. — Obscurella F. — Estate — Siepi ài pninus. Da
Mann nella vallo di Wippaco e in Toscana (?): Secondo Costa negli
Abruzzi.
Eussia, Germania, Ungheria, Dalmazia, Grecia.
Bruco sul Prunus, Salix caprea.
Gen. Bvachycrossatn Hein.
Cinerella 67. — S p o d i e 1 la Tr. — Estate — Praterie, margine dei bo-
schi — Colli, monti.
È piuttosto frequente in tutta l'Italia — Tutta l'Europa.
Tripunctella Schlff. — Luglio e agosto — Praterie aride sul margine dei
boschi — Monti, Alpi (sino a 2500).
Z. seti. 2 (Valsasina [E. T.] ).
Alpi, Francia.
Il bruco, che si nutre di diverse piante basse alpine, si rinviene
sotto ai sassi.
Antirrhìnella Miìl. — Carniola(?). Nell'alto Nizzardo (Berthemont, in giugno).
Francia mer. — Il bruco vive sugli kntirrhinum.
Gen. Slontopiei^yop Hein.
Detersella Z. — E g e n e 1 1 a H. S. — Giugno — Scoperta da Zeller nelle
vicinanze di Siracusa.
— 52 —
Probabilmente in tutta la bassa Italia.
Europa mer., Asia minoro.
Bruco ignoto.
Gen. Cefuiophot^n Hein.
Lutatella H. S. — Maggio, settembre — Siti erbosi, cespugli — Colli.
Z. seti. 4 (Brianza [Tur], Carniola).
Europa cent. — Bruco sn varie graminee.
Triannulella H. S. — Fine aprile, agosto e settembre.
Osservata dai Turati in Lombardia (Milano e Brianza).
Probabilmente anche in Liguria.
Parte dell'Europa cent, Ungh., And., Armenia.
Bruco sul Convolvulus sep'mni.
Rufescens Hw. — Maggio — Siepi — Da Mann in Toscana (Livorno, An-
tignano), e da G. F. Tur. in Brianza — Il sig. Emilio Turati prese a
Kegoledo una forma più grande e con punto nero, che costituisce
forse una nuova specie.
Eur. cent., Ungheria.
Bruco su parecchie graminee.
Gen. Mtliinosin Tr.
DeniseUa F. — Carmelitella Hh, — Maggio, giugno — Boschi, siepi,
siti erbosi — Colli, valli. Alpi.
Z. seti. 3 (Piemonte e Carniola), Z. cent, o (Liguria e Tose).
Germ. mer., Ungh., Dalm., Asia minore.
Bruco ignoto.
Sordidella Hh. — Giugno, luglio — Cespugli — Alpi marittime sui due ver-
santi, rara (Certosa di Pesio [Ghiliani], Lantosca, la Boléne ec. [Mill.j).
Germ. m. ec, Francia, Pirenei or.
Bruco ignoto.
Ferrugella Schiff. — C o r i a e e 1 1 a Hh. — Fine maggio, giugno — Siepi,
boschetti — Colli, monti.
Z. seti. 4 (Brianza e Carniola), Z. cent. 4 (Toscana [Ardenza] ).
Eur. cent., Russia, Dalmazia, Andalusia.
Bruco sulla (Jampamtla persicifolia e Scahiosa columharia.
Flavella Dnp. — S e g e t o 1 1 a Z. — Giugno — Praterie, margino dei bo-
schi — Piano, monti — Frequente in tutta l'Italia.
- 53 —
Europa mer., Asia minore, Siria.
Bruco ignoto.
Formosella Hb. . — Fiammella Hb. — Come la precedente - Non rara
in quasi ogni parte d'Italia.
Europa mer., e parte della cent.
Ungh-, Asia min., Siria.
Bruco ignoto.
Libidinosa Stgr. — Una coppia scoperta dal Ghiliani nelle Alpi del Pie-
monte (Beri. Eut. Zeit. 1870).
Gen. dadodCH Hein.
Dimidiella Schiif. — Estate — Praterie, boschetti — Monti, alpi.
Z. seti. 4 (Brianza; Alta Valtellina).
Parte dell'Europa cent., Dalmazia.
Bruco ignoto.
Gerronella Z. — Maggio; sul margine di prati aridi — Piano, colli.
Mann la raccolse in Istria, Livor. e Pisa; Zeller a Siracusa; rara.
Parte dell'Europa cent., Ungli., Daini., Siria.
Basilella H. S. — Mann ne catturò alcuni esemplari presso Bolzano. Un-
gheria.
Bruco ignoto.
Gen. Cteodoi'a Curi.
? Strìatella Hb. — T a n a e e t e 1 1 a Sdirle. — Vari autori citano questa
specie propria della Germ., Gallizia ec come italiana. È molto pro-
babile che l'abbiano confusa colla seguente:
Antliemidella Hein. — S t r i a t e 1 1 a //. /S. 563 — Maggio, giugno — Pra-
terie aride, falde dei monti.
Non rara in quasi ogni parte d'Italia.
Germ., Eur. mer., Asia minore.
La larva vive nei gambi e semi ^^W Anthemìs tìnctoria.
Kefersteiniella Z. — Maggio, giugno — Pascoli ec. — Colli, monti.
Z. cent. 4, Z. mer. 3 (Sicilia), Z. ins. 4 (Sardegna).
Eur. mer., Asia minore.
Bruco sui C/irysanthemum (?).
Liueatella Z. — Maggio, giugno — Praterie aride, falde dei monti.
— 54 —
Z. seti. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana), Z. ins. 3.
Eur. mer. (ecc. Grecia e Russia mer.).
Bruco ignoto.
Gen. MesopMeps E. S.
Silacellus Hb. — Estate — Luoghi sterposi ed erbosi — Colli, monti.
Z. seit. 3, Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Toscana), Z. ins. (Sar-
degna — [Stand.] ).
Parte dell'Europa cent., Dalm., Asia minore.
Bruco sui Cistus (?).
Corsìcellus //. S. — Giugno, luglio — È stata raccolta in Corsica dal sig. K.
Zeller; in Toscana da Mann e in Sardegna da Stand.; probabilmente
si rincontrerà anche nel Nizzardo.
Francia mer.
Bruco sul Cistus salvi folius e a.
Trinotellus H. S. — Come il precedente; anche nell'Italia sett. (sec. Wocke).
Boemia, Ungh., Grecia — Bruco ignoto.
Acuminatus Stc/r. — (St. E. Z. 1876). Un solo esemplare scoperto dal si-
gnor Kalchberg alla fine d'ottobre presso Valdesi (Sicilia).
Gen. Tpsotoplius F.
Renìgerellus Z. — È stato raccolto da Mann nel Tirolo merid, e in Car-
niola, Svizzera, Austria ec.
Bruco ignoto.
Ustulellus F. — C a p u e i n e 1 1 a Hb. — Estate — Cespugli, siti erbosi ~
Colli, monti.
Non rara in molte parti d'Italia.
Europa cent, e parte della merid., Armenia.
Bruco sulle betulle.
Fasciellus Hb. — Come il precedente — Europa cent., Sarepta, Asia min.
Bruco sul Prunus spinosiis.
Schmidiellus Heycl. — D u r d h a m e 1 1 u s Stt. — Luglio, agosto — Falde
erbose calde — Colli, monti.
Osservata nell'alto Nizzardo da Millióre.
Inghilterra, Germania.
Bruco svlW Origan. vulgare.
— 55 —
Juniperellus L. — Giugno — Cespugli di ginepro ec. — Monti, Alpi.
Z. sett. 5 (Alta Valtellina, Z. cent. 4 (Toscana, Pioppi [Mn.]
e Antignano).
Livonia ec, Germ. ec, Ungh., Asia minore.
Bruco sai ginepro.
Marginellus F. — C 1 a r e 1 1 a Tr. — Maggio — Cespugli, boschetti —
Piano, monti.
In varie parti della Zona settentrionale e della centrale; poco
abbondante.
Livonia, Eur. cent., Ungh., Dalm., Siberia.
Bruco sul Juniperus oxycedrus e a.
? Millierellus Stt. — (Hist. n. Tin. XIII, p. 336). Forse anche nel Nizzardo,
essendo stata raccolta a Cannes (maggio).
Bruco sul Cisfus salvifolius.
Gen. IVothÈÙs Hh.
Verbascella Hb. — Estate — Luoghi sterposi ed erbosi — Piano, monti.
In ogni parte d'Italia; non molto abbondante.
Eur. cent., Livonia, Andai., Asia minore.
Bruco sui Verhascum.
Declaratella S'tgr. — Giugno — Milliére ritiene debba trovarsi presso Nizza.
Francia mer.. Spagna.
Bruco sulla Scrophularia lucida.
Sentlcetella Stgr. — Forse nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a Cannes
in giugno.
Francia mer., Andalusia — Bruco sul Juniperus.
Asìnella Hh. — Giugno — Uo d" da Mann sulle falde del Pozzo di Borgo,
in Corsica.
Livonia, Germania ec. — Bruco ignoto.
Lsmniscella Z. — Luglio — Contro alle roccie in siti caldi.
Piemonte, Caruiola, rara.
Germ. mer., or., Ungheria — Bruco ignoto.
Gen. Sophronia Hb.
Semicostella Hb. — Estate — Il sig. E. Zeller ne raccolse alcuni esemplari
nella valle di Gressoney e Mann nel Tirolo meridionale.
— 56 —
Europa cent., Russia, Cast.
Bruco ignoto.
Chilonella Tr. — Giugno — Trovata dal Ghiliani in Piemonte — Siti er-
bosi, aridi — Piano, colli, rara.
Gran parte dell'Europa cent., Ungb. ec.
Bruco snlle Artemisie (?).
Exustella Z. — Estate — Siti erbosi, aridi.
Scoperta da Zeller presso Siracusa e Eoma; raccolta da Mann
a Pisa e Livorno.
Andalusia.
Bruco ignoto.
Humerella Schlff. — Probabilmente in Istria (Fiume [Mn.] ); nel Nizzardo
(Cannes, boschetti) e nelle nostre Alpi centrali.
Eur. cent., Castiglie.
Bruco sul Thymus serpyllum, Arthemis cam^estris e a.
Sicariella Z. — Estate — È stata osservata in Piemonte e nel Tirolo me-
ridionale. Probabilmente s'incontrerà anche in altre parti d' Italia.
Germ. ec, Ungh., Dalmazia,
Bruco ignoto.
lUustrella Hh. — Credo sia stata raccolta nelle nostre Alpi orientali.
Austria, Ungheria, Dalmazia, Bitinia.
Bruco ignoto.
Gen. Anf*È*8ia Z.
Spartiella ScJtrJc. — Robertson ella Curf. — Maggio, giugno — Ce-
' spugli, siepi. — Colli, falde dei monti.
Z. seti. 4 (Brianza, Gorizia); Z. cent. 4 (Toscana); Z.mer.é
(Sicilia).
Eur., cent., Russia mer., or., Asia minore.
Bruco sulla Genista e Ulex curop.
Lineatella Z. — ? Pullatella Hh. 118. — Questa specie, il cui bruco
danneggia i fiori del pesco, deve incontrarsi in molte parti d'Italia.
Staudingcr la raccolse in Sardegna.
Parte dell'Europa cent., e della merid.
Asia minore.
57 -
Gen. MegacÈ*a8pedu9 Z.
Dolosellus Z. — Fine maggio — Siti erbosi, pascoli — Piano, colli.
Z. sett. 4, Z. cent. 4 (Tose), probabilmente in tutta l'Italia.
Austria, Ungheria, Dalmazia.
Bruco ignoto.
Separatellus F. R. — Raccolta da Mann sulla sommità del Monte Mag-
giore in Istria ed in Sicilia.
Austria, Dalm., Andai., Asia minore.
Bruco ignoto.
Subdolellus Sfgr. — Specie della Spagna meridionale; stata osservata anche
nelle Alpi marittime. (Thoreuc, luglio, rara).
Lanceolellus Z. — Hessleriellus Roessl —Fine maggio. — Pra-
terie, pascoli — Monti.
Zeller e Mann la trovarono in Sicilia, Toscana e Corsica (raris-
sima). Germania cent., occ.
Bruco ignoto.
Binotellus F. E. — Da noi sin qui solo in Carniola (e. Istria?).
Pascoli in siti montuosi.
Austria, Ungheria, Dalmazia
Bruco ignoto.
Imparellus F. R. — Maggio — Pascoli e siti erbosi — Dintorni di Pisa (Mn.).
Probabilmente anche nella zona sett.
Austria, Ungheria, Dalmazia. Asia minore.
Bruco ignoto.
Gen. JPtet'olonelte Z.
Albescens Z. — Luglio — Siti erbosi, aridi - Una coppia, scoperta da
Zeller nei monti dei dintorni di Messina, dopo il tramonto.
Ungheria, Francia mer.
Bruco ignoto.
Pulverulenta Z. — Maggio — Luoghi cespugliosi aridi; erbe secche.
"Zeller ne raccolse pochi esemplari presso Siracusa.
Andalusia.
Bruco ignoto.
58 —
Gen. Topeuiis Hb.
Barbella F. — Crini tessa H. S. — Il Sig. Eodolfo Zeller mi assicurò
di averla raccolta nelle Alpi dello Stelvio, verso il Piz Umbrail.
Austria, Ungheria.
Bruco ignoto.
Criella TV. — C r i n e 1 1 a //. *S. — Giugno, luglio — Luoghi erbosi — Colli,
monti.
Z. seti. 3 (Italia seti).
Austria, Dalmazia.
Bruco ignoto.
Labiosella Hi). — Estate — Cespugli, boschetti — Colli, monti.
Z. seti. 3 (Piemonte, Istria (?) Z. mer. 3 (Camaldoli).
Austria — Bruco ignoto.
Gen. CaÈ'posinn H. S.
Berberidella //. S. — Giugno — Cespugli — Mann ne raccolse un esemplare
nel Tirolo merid. e pochi altri in Carniola.
Germania mor., Dalmazia.
Bruco ignoto.
Gen. t*teu»*oia Hb.
Rostrella Hb. — Estate — Praterie aride, brughiere — Piano, colli.
In molte parti d'Italia, poco abbondante.
Germania mer., Ungh., Dalm., Grecia, Siberia.
Bruco ignoto.
Pyropella Schi/f. — Come la precedente — Colli, Alpi.
Non rara in tutta l'Italia.
Europa mer., Siria, Asia minore.
Bruco ignoto.
Salviella H. S. — Probabilmente in Istria, essendo stata osservata a Fi-
renze da Mann.
Dalmazia, Grecia, Asia minore.
Bruco sulle Salvie.
— 59 —
Brevispinella Z. — Aprile, maggio — Scoperta da Zeller nei dintorni di
Siracusa, e dal Sig. Dott. Reyna presso Palermo; Toscana (Mn.).
Ungìieria m. or., Sarepta.
Bruco ignoto.
Nota. — Una specie affine venne raccolta in Sardegna dallo Staudinger.
Metricella Z. — Giugno, luglio — Falde erbose soleggiate — Valli, monti.
Minière raccolse nell' Alto Nizzardo (Thorenc, S. Martin, ec.)
questa specie, propria della Grecia e dell'Asia minore.
Pungitiella E. S. — Maggio, giugno — Eaccolta da Mann in Istria e-
Carniola.
Dalmazia, Grecia, Siberia, or.
Bruco ignoto.
(?) Schlaegeriella Z. — Nelle mie memorie la trovo notata fra la Pleu-
rota italiana, senza indicazione di località (Alpi dello Stelvio [?] ).
Germania cent, e mer., Ungheria.
Bruco ignoto.
Aristella L. — Da maggio a luglio — Falde erbose, aride — Colli, monti.
Z. seti. 2, Z. cent. 2.
Parte dell'Europa centrale, Spagna, Sarepta, Armenia, Asia
minore.
Bruco polifago.
Argentistrigella 3In. — Un solo <f raccolto da Mann sul versante meri-
dionale del Monte Nanos, verso Gradisca
Bicostella CI. — M a r g i n a t u s i^. — Maggio, giugno — Praterie, bru-
ghiere — Colli, monti.
Z. sett. 3, Z. cent. 3.
Gran parte dell'Europa settent. e cent.; Dalmazia.
Bruco sulle Eriche.
Ericella Bup. — Teligerella Stgr. — Maggio, giugno — Boschetti,
brughiere — Colli.
Z. sett. 3 (sommità d. collina di Torino), Z. cent. 3 (Nizzardo).
Francia, Andalusia.
Bruco su varie piante erbacee.
Cyrniella Mn. — Estate — Scoperta da Mann nei dintorni di Ajaccio, dove
la catturò in pochissimi esemplari alle falde dei monti. — propria
della Corsica.
- 60 —
Gen. Apìota StpJi.
Kadenìelia //. S. — Nigricans Z. — Nel Catalogo di Wocke la trovo
indicata come propria del Piemonte.
Germania, Sarepta.
Bruco ignoto.
Gen. Hotoscotia Z.
Forficella Hb. — Estate — Siepi, boschetti, tronchi — Piano, colli.
Z. seti. 3, Z. cent. 3.
Germania m. or., Ungh., Dalmazia, Bitinia.
Il bruco vive nelle corteccie fracide delle querce e betulle.
Gen. Rfotasitt HS. ~
Punctella Costa. — MonostictellaT/. S. — Giugno — Luoghi erbosi
— Colli, monti.
Non rara in quasi ogni parte d'Italia.
Dalmazia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Gen. Hypet*cunin Stph.
Citrinalis Se. — C h r i s t i e r n a n a L. — Luglio — Boschetti, erbe —
Colli, Alpi.
Non rara in varie parti d'Italia.
Gran parte dell' Eur. centrale e mer. (ecc. Spagna e Grecia).
Bruco sulla Polygala chamaebuxus.
Gen. Eteciihocem H. S.
Luticornella Z. — L u t e i e o r n e 1 1 a //. S. — Luglio e agosto — Bo-
schetti, cespugli — Colli, monti.
Z. seti. 3, Z. cent. 3.
Parte dell'Europa cent, e mer. Dalmazia, Asia minore, Siria.
Bruco ignoto.
— 61 —
V. orsoviella Hein. (palpis pedibusque infuscatis) assieme al tipo.
Briantiella E. T. (Bull. Soc. ent. it. Anno XP, fase. 3° Tav. Vili fig. 15).
Specie nuova raccolta in due esemplari dal sig. Emilio Turati
in Brianza nel mese d'agosto.
Gen. Carcina Uh.
Quercana F. — Pagane Ila Tr. — Da giugno a settembre — Boschi
e siepi folte — Piano^ Alpi.
Non rara in ogni parte d'Italia.
Europa cent, e merid.
Bruco: querce, faggi oc.
Gen. Enicosioma Stph.
Lobella Sch. — Lugubrella Diq). — Aprile — Siepi, tronchi — Piano,
colli.
Ghiliani la raccolse a Torino, Mann in Istria e a Livorno in
pochissimi esemplari.
Europa cent., Dalmazia.
Bruco sul Prunus spniosa.
Gen. Sytntnoca Hb.
Signella Hb. — Giugno — Boschetti; contro alle rupi — Monti, Alpi.
Z. seti. 3 (Piemonte; Valtellina, probabilm. anche nel Nizzardo).
Alpi occidentali, Francia mer., Grecia.
Bruco sui Salix.
Albicanella Z. —Signella //. ,S'. — Venne raccolta da Mann in Carniola.
Dalmazia — Bruco ignoto.
Galiginella Mn. — Maggio — Contro alle rupi — Scoperta da Mann nel
Tirolo meridionale.
Bruco ignoto.
Mendosella Hornig. — Scoperta dal sig. Hornig nei monti della Carniola.
Bruco ignoto.
? Musculina Stgr. — Staudinger raccolse in Sardegna una S y m m o e a, che
sarà forse da ascriversi alla musculina Stgr. propria della Grecia.
Pallida Stgr. — (St. E. Z. 1876). dal sig. ba. Kalchberg in Sicilia, dove la
— 62 —
prese in pochissimi esemplari a Castelbuono e a Valdesi in luglio,
agosto e principio di settembre.
? Oxybiella 3fiU. — (le. III. pi. 138). Si troverà forse anche nel Nizzardo,
essendo comune a Cannes in luglio, poi in settembre.
Bruco ignoto.
Gen. AnchitUn Hb.
Daphnella Hb. — P u d o r e 1 1 a Ub. — Estate — Raccolta da Mann nei
monti della Carniola.
Eur. cent, e parte della sett.
Bruco sul Daphne mesereum.
Grisescens Frey — Insolatella H. S. — Millière ne raccolse un esem-
plare nelle Alpi marit. (Hauteurs de Berthemont les Bains, 1800 m.).
Si troverà probabilmente anche nelle Alpi dello Stelvio.
Alpi orientali — Bruco sulla Daphne striata e a.
Cristalis Se. — V e r r u e e 1 1 a Schiff. — Giugno e luglio — Valli, e monti
delle nostre Alpi orientali; probabilmente anche nel Nizzardo, es-
sendo comunissima presso Cannes.
Germania, Svizzera, Catalogna.
Il bruco vive sul Daphne mesereìtm.
Laureolella H. 8. — Maggio (Liguria); Giugno (Alpi).
Alpi di Li vigno, ec. dintorni di Montone.
Francia meridionale; Alpi.
Il bruco vive sulle Daphne striata e gnidium.
Gen. Hat^pelia Schrl:
Forficella Se. — P r o b o s e i d e 1 1 a Sul^. — Da maggio a luglio — Siepi,
boschetti, tronchi — Colli, monti.
Z. seti. 2, Z cent. 3.
Parte dell'Europa cent., Ungh., Dalm,, e Grecia.
Il bruco vive nel legno fracido del frassino.
Geoffrella X. — G r u n e r i e 1 1 a //. /S*. — Giugno, luglio — Siepi, ce-
spugli in fiori — Piano, monti.
Non rara in tutta l'Italia (? eccetto Z. insul.)
Europa cent., Ungh., Dalmazia.
Bruco come il precedente.
- 63 —
Staintoniella Z. — G-eoffrella Sclàif. — È citata come specie del Pie-
monte nel Catalogo di Wocke p. 306, n. 2244.
Austria, Ungheria, Asia minore.
Larva probabilmente nel legno fracido.
Bractella L. — S u 1 p h u r e 1 ìa F. — Fine maggio, giugno, luglio. —
Siepi, prati, cespugli — Piano, colli.
Z. seti. 3, Z. cent. 4.
Parte dell'Europa centrale, Serbia, Asia minore.
Il bruco vive nel legno fracido delle querce e dei faggi.
Gen, Dasyceirn Htv.
Sulphurella F. — r b o n e 1 1 a. Hh — Aprile, maggio — Cespugli, bo-
schetti — Colli, monti.
Z. seti. 4, Z. cent. 4 (probabilmente anche nella Z. mer.).
Eur. cent, e mer.; Asia minore.
La larva vive sotto la corteccia delle hetulle e alni.
Oliviella F. — (? T. M. C 1 e m e n t i n e 1 1 a Costa, — tab. 1, figura 3) —
Giugno, luglio.
Siti erbosi, giardini — Colli, monti.
In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante.
Parte dell'Europa cent., Europa mer., Asia minore.
Bruco sotto la corteccia delle querce.
Gen. OecophovM Z.
Tinctella if&. — Lutar ella Stpli. — Maggio, giugno — Siepi, bo-
schetti — Colli, valli.
Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Pratovecchio, ilfw.).
Europa centrale, Russia, Daloiazia.
Larva nel legno fracido e forse sui licheni dei tronchi.
Unitella Ilb. — A rie te Ha Z. — Giugno, kiglio.
I Signori Turati la raccolsero a Milano e in Brianza; Costa
nel napoletano. È probabilmente propria anche di molte altre parti
d' Italia.
Europa centrale — Bruco nel legno fracido.
Coturnella Mn. — È stata scoperta da Mann nelle valli del Tirolo merid.
Bruco isrnoto.
— 64 —
Panzerella Stph. — Nel Catalogo di Wocke (pag*. 307, n. 2258), è citata
come specie italiana.
Inghilterra, Germania, Francia — Bruco ignoto.
Flavifrontella Hb. — Giugno — Cespugli, margine dei boschi. — Piano,
monti.
In quasi ogni parte d' Italia, rara.
Europa cent, e sett., Castiglia, Asia minore.
La larva s' incontra tra le foglie fracide dei faggi e a.
Pulverosella Hein. — È stata osservata nel Tirolo meridionale (Catalogo
Wocke, pagina 307, n. 2262).
Lavandulae Mn. — Scoperta da Mann, in giugno nei dintorni di Ajaccio.
É propria della Corsica, ove la larva vive nelle foglie della La-
vandula staechas.
Quadrifariella Mn. — Scoperta da Mann nei dintorni di Ajaccio, contro
alle rupi.
Anche questa e e o p h o r a è propria della Corsica.
Bruco ignoto.
Cinerariella Mn. — Giugno — Siti erbosi — Raccolta da Mann in Sicilia.
Andalusia, Asia minore. — Bruco ignoto.
Stipella L. — T i g r e 1 1 a Hb. — Sulphurella Hb. — Aprile, mag-
gio — Boschi, cespugli — Monti, Alpi.
Z. sett. 4 (Stupinigi, Valtellina), Z. cent. 4 (Montenero, Tose).
Europa cent, e sett., Dalmazia.
Larva sotto le corteccie delle conifere.
Similella Hb. — Giugno — Siepi, praterie, — Piano, Alpi.
Z. sett. 3 (Piemonte, Valtellina, ?). Z. cent. 3 (Liguria).
Europa centrale, Russia.
Bruco probabilmente sotto alla corteccia delle conifere.
Ginnamomea Z. — Mann la raccolse nel Tirolo meridionale.
Germania, Russia, Gallizia.
Larva come le precedenti ?...
Augustella 7/&. — An gus te 11 a St2Jh. — Maggio, giugno.
Il Ghiliani la raccolse nei boschi della Mandria, i Turati a
Milano, e Staudinger in Sardegna..
Europa centrale e meridionale, Siria.
Bruco sotto la corteccia e nel legno fracido del xnoppo.
Albìlabris Z. — È stata scoperta da Mann a Salviano in Toscana, contro
i tronchi degli olmi, sotto la corteccia dei quali forse vive la larva.
— 65 —
Luctaosella Dup. — Albiraaculea Htv. — Giugno — Trovasi nelle
abitazioni — Piano, colli.
In Piemonte, rara (Ghiliani).
Francia meridionale, or. — Bruco ignoto.
Minutella L. — Maggio, giugno — Siepi, boschetti, praterie — Piano, colli.
Z. seti. 3, Z. cent. 3.
Europa cent, e sett., Dalmazia, Armenia.
Bruco sul Sellerò e m. a.
Tripuncta Hw. — Trimaculella Dup. — Giugno — Mann la rac-
colse sulle querce nei dintorni di Pratovecchio. Credo sia stata os-
servata anche in altre parti d'Italia.
Inghilterra, Germania, Ungheria, Sarepta, Asia minore.
Bruco ignoto.
? Formosella F. — Forse in Istria, essendo stata osservata a Fiume.
Russia, Gallizia, Germania, Ungheria, Dalmazia.
Bruco sotto la corteccia dei pioppi. ?
Lunarìs Hiv. — C 1 a v e 11 a H. S. — Maggio, giugno — Cespugli, giardini
— Piano, colli.
In tutte le nostre zone; non molto abbondante.
Francia, Germania, ec, Asia minore.
Larva sotto la corteccia delle querce e dei pioppi.
Nota — La Arcuella del Costa (Tav. 2, fig. 6), probabilmente si ri-
ferisce a questa specie.
Lambdella Don. — M e t z n e r i e 1 1 a H. S. — Maggio — Mann la prese
nel Tirolo meridionale — Forse anche nel Nizzardo.
Inghilterra, Germania, Ungheria, Francia mer., Isole Jonie.
Bruco ignoto.
SchaefTerella L. — Luglio, agosto — Boschetti, ec. — Colli, monti.
Z. sett. 4, Z. cent. 4 (Alpi marittime).
Germania, Gallizia, Ungheria, Sarepta.
Bruco sotto la corteccia e fra le foglie fracide del faggio.
Leucochrysella Mììl. — Trovata da Milliére in luglio a Berthemont-les-
Bains, nelle Alpi marittime. Rara.
Procerella S'chi/f. — Estate — Praterie — Raccolta dal Ghiliani sulla som-
mità della collina di Torino e dal Mann presso Livorno; rarissima.
Germania, Polonia, Russia, Ungheria.
Bruco sotto la corteccia e sui licheni del pruno.
e. 5
— 66 —
Thorencella Mill. Sp. il. — Milliére prese questa nuova specie lungo la
seconda quindicina di luglio a circa 1200 metri nella valle di Tho-
renc (Alto Nizzardo). La dice prossima alla Detrimentella Stgr.
(Cat. rais III, pag. 346).
Nota — Tra le Oecopbora del Regno di Napoli, Costa cita le seguenti.
Tigrafclla — Tav. 2, fig. 3. (Alis primoribus fulvo-auratis, fimbria apicale
argentea, punctis nigris 9 seriatim dispostis 2, 3, 2, 2; inferioribus
plumbeis).
Luglio — Camaldoli, iu un castagneto.
ADguloscIla — Tav. 2, flg. 4. (Alis primoribus nigricantibus; basi, lineisque
marginalibus argenteis, apicem versus convergentibus, puncto medio
nigro; inferioribus plumbeis, versus apicem splendioribus).
Mag., settembre — Cespugli, boschi — Camaldoli, Capodimonte ec.
Sembra avere qualche analogia colla G. e q u i t e 1 1 a Se.
Conjunctclla — Tav. 2, flg. 5. La ritiene una varietà pixi chiara della pre-
cedente.
Maggio — Capodimonte ec. — (Appartengono forse al genere E 1 a-
chista al genere Gly phip te ryx).
niegurlella Hb. 307 — Vedi Adela associatella Z.
Arcuella — Tav. 2, fig. 6. (Alis primoribus linearibus fulvo-auratis, macula
transversalis arcuata brunnea in medio, margine anteriore haud at-
tingente; inferioribus argenteo-brunneis).
Si riferisce forse alla Lunaris Hw. (vedi sopra).
Fastuosella — Tav. 2, flg. 7. (Alis omnibus linearibus, primoribus auratis,
maculis transversalibus tribus apicibusque rubris; inferioribus brun-
neis) — Siepi — Camaldoli; affine alla angustipenella Hb. 197.
Zieglerclla H. 306 — Giugno, luglio, agosto — Castagneti presso Camaldoli.
Vedi Genere Cosmopteryx.
Blcrianella B. 265. — (Alis nigris, primioribus fasciis tribus argenteis tran-
sverse divaricatis; anteunarum estremitatibus albis).
Fra i muschi delle querce; flne aprile, tra Auletta e Salvitello.
La M e r i a n e 1 1 a H. 265 non la trovo citata nel Catalogo di Wo-
cke. Herrich-Schaffer la ascrive dubitativamente alla Tinea V in-
cutei la H. S.
LcBwonhoekctla H. 261 — Maggio, giugno — Luoghi ombrosi, Camaldoli..
Vedi Genere P a n e a 1 i a.
Luteolella — Tav. 4, flg. 4. (Unicoloi'e albo-flavicante immaculata).
Non rara nei contorni di Napoli; siepi, praterie aride — Secondo
Zeller (Isis, 1847, p. 827) non sarebbe una Oecophora.
Cinetella H. 142 — (Alis nigris antici.s striga transversali argentea).
— 67 —
Rara nei boschi dei dintorni di Napoli. Si riferisce probabilmente
alla Anacampsi s li gu lei la Z.
Raflmitrella H. 124 — Luglio — Aspromonte, rarissima.
Zeller dubita che possa riferirsi alla rufimitrella di Hiibner.
(Incurvarla Koerner iella Z).
Passcriniella — Tav. 4. fig. 3. (Alis primoribus angustatis, griseo cinereis,
striis duabus transversalibus, puncto medio punctisque marginalibus
fuscis).
Giugno, dintorni di Napoli, rara.
A motivo della costituzione dei palpi non va ascritta alle e-
cophor a.
Flavocerella — Tav. 4, fig. 6. (Corpo e ali brune, le anteriori più scure).
Dintorni di Napoli, rara.
Anche questa specie che la figura ci mostra coi palpi muniti di
peli, al secondo articolo, come la precedente, non appartiene al ge-
nere Oecophora.
Granella Lai. — Tav. 92, 221. (Citaz. erronea). Tav. 4, fig. 2. (Albo flave-
scente raicante, alis anticis brunneo-punctulatis, fasciis duabus tran-
sversalibus obscurioribus; infer. postice excistis fimbriatisque).
La dice dannosissima ai granai come laTinea granella.
Appartiene forse al genere G e 1 e e h i a.
Trimnculella — Tav. 5, fig. 6. 'Alis anticis linearibus, griseo micantibus,
maculis tribus argenteis, fimbria fusca, posticis brunneis late fim-
briatis; corpore albido fusco-fuscato).
Luglio — Cespugli
Non è certamente una Oecophora; forse una Ornix.
Avellinella — Tav. 5, fig. 2. (Fulvo-aurata ruboque pruinata; al. ant. linea
raaculisque duabus pallidioribus, posticis fulvo brunneis; antennis sub-
denticulatis).
Agosto — Falde meridionali della Majella, rarissima. Potrà forse
identificarsi alla 0. similella Hb. eO. cinnamomea Z.
Scyllaclla — Tav. 6, fig. I. (Fusce fuliginosa, capite fulvo-canescente, anten-
nis fuscis apice albo; al. ant. maculis tribus argenteis, quarum dua-
bus in margine antico, altera in angulo postico). Affina alla precedente.
Luglio, rara — Monte Carvino.
Tlttcila — Tav. 5, fig. 3. (Fusco fuliginosa micante; al. ant. vitta longitudi-
nali media albo argentea).
Settembre — Praterie elevate, aride. Affina alla seguente.
Punctlvittclla Costa. — Tav. 5, fig. 1. (Vedi genere Butalis).
Lineaclla — Tav. 6, fig. 7. (Unicolore atra, fascia alba transversali in medio
alarum primarum).
— 68 —
Settembre — Camaldoli.
Appartiene probabilmente al genere E 1 a e h i st a.
Ilnltella Hb. 147. — (Alis ant. nitidis lerrugineo-ochraceis stria longitudinali
obscuriori obsoleta).
Secondo Zeller non semba riferirsi alla 0. u n i t e 1 1 a Hb.
Gen, Oegocoitia SU.
Quadripuncta Htv. — Bifasciella Sfph. — Estate — Luoghi erbosi,
boschetti — Piano, monti.
Z. seti. 3, Z. cent. 3 (Ligur. occid., Livorno).
Europa cent., e parte della merid.; Siria.
Bruco ignoto.
Gen. HypaihÈta H. S.
Binotella Thnb. — Mouffetella Hù. — Maggio, giugno — Praterie
attigue ai boschi — Colli, valli.
Z. seti. 4 (Torino, Carniola).
Germ. ec, Svezia, Russia.
Larva sulla Lonicera xyloslum.
Gen. Binstohnsis Z.
Roscidella Z. — Agosto — Boschetti di querce. È stata scoperta da Zeller
nei dintorni di Napoli e osservata anche in altro parti d'Italia.
Russia mer. or.
Bruco sulle querce.
Phycidella Z. — Estate — Siepi, boschetti — Piano, colli.
Incontrasi più o meno abbondante in tutte lo nostre zone.
Germania, Dalmazia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Nota — Milliére cita una sua B. mnemosynella (sp. n. Cat. rais.
Ili, p. 346), e la congenere anthophaga Stgr. dei dintorni di Cannes.
GLYPHIPTERYGIDAE
Gen. CHypMptet'y<c Hb.
Fuscoviridella Hiv. — Albicostella Dup. — Principio d'estate —
— 69 —
Siepi, praterie, giardini — Piano, colli.
Sinora da noi solo in Piemonte; non rara.
Inghilterra, Francia, Castiglia.
Bruco ignoto.
Aereinitidella 3fin. — Ann. Soc. Ent. Fr. 1854. — Kaccolta in luglio snlle
altare di Bertriemont-les-Bains, dal Milliére — Praterie fiorite ben
soleggiate; rara.
Thrasonella Se. — Maggio, giugno — Prati umidi, luoghi paludosi — Pia-
no, valli.
Z. seti. 1, Z. cent. 2.
La larva vive nei giunchi.
Nicaeella MoescJil. — Italia settentrionale, occidentale (Beri. Ent. Z. 1866,
pag. 146).
Equitella Se. — Aprile, maggio — Praterie e giardini — Colli.
Non rara in molte parti d'Italia — Europa cent, e raerid.
Asia minore.
Bruco nelle gemme dei Seclum.
La Major eli a Mn. probabilmente non è che una varietà
della Equitella.
Forestrella F. — e u 1 a t e 1 1 a Z. — È stata osservata nell' Italia centrale
in Corsica ed in Sardegna (Wocke. Catalogo pag. 309, n. 2315).
Europa cent., Dalmazia, Sarepta, Asia minore.
Bruco ignoto.
Fischeriella Z. — Maggio, giugno — Siepi, praterie — Piano, colli.
Z. seti. A (Dint. Torino), Z. cent. 3 (Pisa). Probabilmente in
tutta l'Italia.
Eur. cent, e merid., Russia, Asia minore.
Bruco nei semi del Bactylis glomerata.
GRACILARIDAE
Gen. €f»^aciiaria Z.
Alchimiella Se. — Franckella Hb. — Fine maggio, giugno — Cespu-
gli, boschi — Colli, monti.
Z. soft. 2, Z. cent. 3 (probabilmente in tutta l'Italia).
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi.) — Bruco sulle querce.
Nota — Si riferisce forse a questa specie la flg. 3 della tav. G del Costa.
— 70 —
? Rhodinella H. S. — Forse in Istria (Fiume).
Germania mer. occ, Dalmazia, Bitinia.
Bruco ignoto.
Stigmatella F. — Upupaepennella Hh. — ? Primav., autunno —
Siepi e boschetti — Colli, monti.
In tutta l'Italia, non rara — Tutta l'Europa.
Bruco sui Salix e Popiilus.
Nota — È questa probabilmente la Triangulosella del Costa
(Tav. 6, fig. 2).
Hemidactylella F. — Maggio, settembre — Siepi, boschetti — Colli, monti
Z. sett. 4 (Brianza, Tur.), Z. cent. 4 (Antignano, Mn.).
Parte dell'Europa cent., Russia m. or.
Larva sull' acer pseudoplatanus.
Braccatella Stgr. — Italia centr. (Stgr. Hor. 1870, 274. Anni.) Smirne.
Falconipeunella Hb. — Estate — Praterie e boschetti — Colli, monti.
Z. sett. 3 (Piemonte, Lombardia), Z. cent. ? (Nizzardo ?).
Parte dell'Europa centrale.
Il bruco vive sull'acero.
Fidella Eeutti. — Settembre — È stata raccolta in Brianza (dint. di Alzate)
dai sig. Turati.
Germ. cent, e mer. — Bruco sul luppolo e a.
Elongella L. — Prim., estate — Boschetti, praterie — Colli, monti.
In tutta l'Italia, piuttosto frequente — Tutta l'Europa.
Bruco suiraZno e betulle.
? Semìfascia Hio. — Forse in Istria (Fiume).
Parte dell'Europa cent., Dalmazia.
Bruco swWAcer campestris.
Juglandella Mn. — Giugno, settembre — Boschetti, praterie — Colli, valli.
Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Lantosca).
Austria, Vallese ec.
Bruco sulla Juglans regia (noce).
Rufìpennella Hb. — È stata raccolta da Mann in maggio, in pochissimi
esemplari presso Antignano in Toscana.
Parte dell'Europa centrale.
Larva sull'^cer pseudo-platanus.
Tringipennella Z. — T r i n g i 1 e 1 1 a Bup. — Maggio, giugno, settembre
— Siti erbosi — Piano, valli.
— TI —
In tutta l'Italia, poco abbondante.
Europa cent., Dalm., Asia minore.
La larva mina le foglie del Plantago lanceolata.
Limosella Z. — Aprile, maggio — Raccolta da Mann nel Tirolo meridio-
nale ed in Toscana.
Germ. mer., ec; Ungh., Dalm., Bitinia.
Il baco mina le foglie del Teiicrhtm chamaedrys.
Roscipennella Hb. — Puncticostella H. S. — Maggio, giugno —
Praterie e boschetti — Monti, alpi.
Z. setf. 4 (Alpi occ), Z. cent. 5 (Tose. [Salviano, Mn] ).
Germ. m. ec; Bitinia.
La larva mina le foglie del Chenopodium.
Syringella i^. — A r d e a e p e n n e 1 1 a Tr. — Maggio, giugno — Siepi,
giardini — Piano, colli.
Piuttosto abbondante in molte parti d'Italia.
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi.).
Il bruco vive sulla Syringa vulgaris, il ligustro e il frassino.
Simploniella F. — Giugno, luglio — Probabilmente anche sul versante
italiano del Sempione — Nelle Alpi marittime (Bertliemont-les-
Bains), Minière ne» raccolse un esemplare.
Vallese, Belgio.
Bruco ignoto.
Magniflca i?/^. — Redtenbacheri If??. — Credo sia stata osservata
anche in Istria.
Dalmazia, Caucaso.
Bruco ignoto.
Phasianipennella Eh. — Luglio, settembre — Boschetti, erbe — Colli, valli.
Non rara in molte parti d'Italia.
Europa cent., Russia.
Bruco sul Polygon hydropiper e a.
La a&. a u r g u 1 1 e 1 1 a Stph. — (q u a d r u p e 1 1 a Z.) è stata raccolta
da Mann nei dintorni di Montenero in Toscana.
Quadrisignella Z. — Mann la catturò in maggio nei dintorni di Livorno,
sui tronchi degli aceri; rara — Probabilmente anche in Istria.
Germ., Polonia, Dalmazia.
Bruco sui Polygonum.
Auroguttella Stxjh. — Lacertella Z. — Aprile, maggio — Cespugli,
erbe — Monti, alpi.
72
In molte parti d'Italia, ma poco abbondante.
Europa cent., seti, e parte della meridionale.
Il bruco si rincontra sugli Hypericum.
? Cupediella H. S. — Istria (?) — Dalmazia.
Brnco sull'acero (?).
Ononidis Z. — Argentipunctella SU. — Estate — Cespugli, bo-
schetti — Piano, valli.
In varie parti dell'Italia sett. e della centr.; poco abbondante,
Eur. Cent.; Francia mer., Dalmazia.
Il bruco vive nelle foglie dell' Owowis spinosa e del trifoglio,
KoUariella Z. — Estate — È stata raccolta da Mann nel Goriziano, nei
dintorni di Pisa, Antignano e in varie località del Palermitano, in
pochissimi esemplari.
Gran parte dell'Europa cent., Dalm., Asia minore.
Bruco sulla Genista iinctoria.
Scalariella Z. — Prim. autunno — Pascoli, terreni incolti — Colli, monti.
Mann la scoperse a Montenero in Toscana. Forse nel Nizzardo.
Francia mer.. Spagna.
Il bruco vive nelle foglie ò.Q\VEchium vulgare, ec.
Note — Ghiliani cita nel suo Elenco una Gracilaria merulaepe-
nel la D- rarissima in agosto nel folto dei boschi di Stupinìgi.
Non la trovo menzionata ne da "Wocke, ne da Herrich-Schaffer, uè
da altri.
Nel Bull. ent. anno VII, il prof. C. Rondani descrive una sua Graci-
laria pistaciella, ottenuta in un unico esemplare da una galla del
Pista e. therebinthium.
Geli. Coi'isciuiti Z.
Brongniardellum F. — Substriga Hiv. -— Primavera, autunno — Bo-
schetti, specialmente di querce — Colli, monti.
Non raro in molte parti d'Italia.
Europa cent., e mer., Russia occ.
La larva mina le foglie dei Querais.
Cuculipennellum Hh. — L i gus t r in el lum Z. — Prim., autunno —
Boschetti, siepi, erbe — Colli, monti.
Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Toscana).
Probabilmente in tutta l'Italia — Gran parte dell' Europa cen-
trale, Dalmazia, Sarepta — Il bruco vive sul ligustro.
— 73 -
Sulphurellum Hw. — Citrinellum Z. — Primavera, antnnno — Bo-
schetti di querce — Colli, monti.
In molte parti d'Italia, però dovunque poco abbondante.
Europa cent, e meridionale.
Il braco, probabilmente sulle querce.
Gen. Ot'niac Z.
Guttea ìlw. — Guttiferella Bup. — Estate — Siepi, giardini — Piano,
colli.
In Piemonte e Liguria non rarissima, secondo Ghiliani.
Europa cent., Russia.
Il bruco vive sul melo.
Interruptella Zett. — Caelatella Z. — Mann ne raccolse un solo in-
dividuo <f in maggio, presso Montenero (Toscana).
Europa boreale. Alpi.
La larva mina le foglie di varii Salix.
Pfaffenzellerl Frey. — Luglio — Scoperta dal sig. Pfaffenzeller a Poschiavo.
Alpi della Svizzera.
11 bruco mina le foglie del Mespiliis cotoneaster.
Aoglicella Stt. — Toscana (Ardenza) da Mann.
Europa centrale.
Larva sul Crataegus oxyacantha.
? Avellanella SU. — Forse in Istria (Fiume. Mn.).
Europa centrale, Russia.
Larva suWavellano (ì)
Torquillella Z. — Aprile, maggio — Siepi, specialmente di prugnolo —
Piano, colli.
Trovata da Mann nel Goriziano e in Toscana; piuttosto ab-
bondante.
Europa cent., Russia, Dalmazia, Asia minore.
? Anguliferella Z. — Forse in Istria (Fiume, Mn.) Germ. or. ec. Dalmazia,
Bitinia.
Bruco ignoto.
Ampliatella Stt. — Maggio; Mann la catturò nei dintorni di Cavro in Corsica.
Probabilmente anche in altre parti d'Italia — Dalmazia.
Bruco ignoto.
— 74 —
9 Caudulatella Z. — Manu ne raccolse nn <f presso Gradisca.
Germ. or. ec, Ungheria.
Bruco ignoto.
Nota — Nelle esercitazioni d. Acc Asp. di Napoli 1839 è menzionata
una Ornix Columbaepennella Dwp. ? del Gran Sasso, che proba-
bilmente si riferisce a qualche specie del Genere Coleophora H.
Nota — Costa cita le seguenti Ornix del regno di Napoli:
Luctuoselitt — Tav. 3, fig. 8. (Alis ant. sublinearib. nigro-violescentib. argen-
teaque punctulatis, punctis vix lente conspicuis). Settembre non ab-
bondante; castagneti. — Camaldoli.
Trocliilipennclla — Tav. 3, fig. 6. Vedi Coleophora fabriciella Vili.
Eumenipcnnclla — Tav. 6, fig. 4. (Alis omnibus valde nervosis, nervis mar-
ginibusque albis, interstitiis cinereis, antennarum articulis albis, ci-
nereo annulatis; corpore albido micante).
var. (Alis ant. griseo-cinereis, costa alba). Costa le dice affine alla Coleo-
phora otidipenneUa T.\ ma sembra improbabile che si tratti
di questa specie.
Flaniiuacpennella — Tav. 5, fig. 8. (Al. ant. flavis, fascis duabus albis, pun-
ctis minutissimis atris adspersis, fìmbria longa, cinerea, nigro pun-
ctulata; alis posticis plumbeis).
Gran Sasso, agosto.
Non pare sia da ascriversi al genere Coleophora. — Secondo
Zeller Isis 1874, p. 883, va ascritta invece a queste la PI ut. cha-
1 y b a e 1 1 a del Costa.
COLEOPHORIDAE.
Gen. ColeopUom 7j.
Larìcella 7i&. — A r g y r o p e u n e 1 1 a Tr. — Estate — Boschi di larici
— Colli, Alpi.
Z. cent. 2, Z. cent. 3 (x\lpi marittime).
Europa centrale, Einlandia.
Il bruco è talvolta dannoso ai larici giovani.
Badiipennella Bw]^. — Fine maggio — Sugli olmi e aceri — Piano, colli.
Raccolta da Mann in Tose. (Livorno) e Corsica (Ajaccio) ; rara.
Inghilterra, Germania — Bruco sull'acero, olmo e frassino.
Limosipennella Dup. —• Estate — Sugli alni, olmi, ec. — Colli, monti.
— 75 —
Da Mann in Toscana e ? Istria.
Eur. cent., Daini., Kussia — Bruco snWalno, e olmo.
Lutipennella Z. — Probabilmente in Istria e nell'alto Nizzardo.
Europa centrale, Francia, Dalmazia.
Bruco sui qnercKS.
Deviella Z. — Maggio — Propria della Sicilia, ove Zeller la raccolse nei
dintorni di Siracusa in località paludose.
Bruco ignoto.
Gryphipennella Bouche — Lusciniaepennella Z. — Giugno, luglio —
Siepi di rose, cespugli, — Valli, Alpi.
Non rara nelle nostre valli alpine della Z. settentrionale.
Europa cent., Ungheria.
Bruco sulle rose.
Migricella Stph. — CoracipenneUa Hb. — Estate — Frutteti, giar-
dini, ec. — Piano, monti.
Z. seti. 3, Z. cent. 3 (probabilmente in tutta l'Italia).
Europa centrale e parte della meridionale.
Bruco sugli alberi da frutta, betulle, olmi, ec.
Paripennella Z. — Maggio — Boschetti, siepi — Colli, monti.
Probabilmente in tutta l'Italia sett. — Mann la raccolse in
Toscana, rara.
Europa cent. Dalm. — Bruco sul melo, avellano, more, rose e a.
Alcyonipennella Koll. — Mag., giugno — Boschetti, praterie — Colli, monti.
Z. sett. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana Mn.). Z. mer. (din-
torni di Napoli, Z.).
Europa cent., Russia, Bitinia — Bruco sulle Gentaurea Jacea,
C. scablosa e nigra.
Deauratella Z. — Giugno, luglio — Praterie, tronchi — Piano, monti.
Z. sett. 4 (Brianza, Tir. mer.), Z. cent. 4 (Nizzardo), Z. ins. 5
(Corsica [Frey]).
Bruco sul trifolio e centauree e a.
Fabriciella Vili. — Trochilipen nella Costa — Giugno — Boschetti,
siti erbosi aridi — Colli, monti.
Incontrasi in quasi ogni parte d'Italia, poco abbondante.
Parte dell' Europa cent., Ungheria, Bitinia — Bruco ignoto.
Hieronella Z. — M a y r e 1 1 a Z. — Aprile — Scoperta da Zeller nei din-
torni di Siracusa. Anche nell'Asia minore (Bitinia).
Bruco ignoto.
— 76 —
Hemerobiella Se. — Anseripennella Hb. — Giugno, luglio — Praterie,
siepi, boschetti — Colli, monti.
Non rara in molte parti d'Italia (ecc. la mer.) — Europa temp.
Larva sul melo, pero, cigliegio, biancospino e a.
Anatipennella Hb. — T i 1 i e 1 1 a Schrk. — Giugno — Boschi, praterie
Piano, colli.
Non rara in Piemonte secondo Ghiliaui.
Europa centrale e settentrionale (ecc. reg. polare).
Bruco sui salici, querce, pruno e a.
Palliatella ZA;. — Palliipennella Tr. — Giugno, luglio — Siepi, boschi
— Piano, monti.
Ghiliani la raccolse a Stupinigi; Mann in Toscana (Livorno, ec).
Europa cent., e parte della seti, Ungheria.
Bruco come il precedente.
Currucipennella Z. — Estate — Probabilmente in Istria, e in altre parti
dell'Italia settentrionale — Secondo il Catalogo di Wocke (pag. 314,
n. 2426) nell'Italia centrale.
Europa cent., Finlandia, Dalmazia, Bitinia.
Bruco sulle querce, carpino e a.
Auricella F. — Maggio, giugno — Praterie umide, in margine ai boschi —
Monti — È stata raccolta in varie parti della Zona settentrionale.
Poco abbondante.
Europa cent., Dalmazia, ec.
Bruco sulla Stachys recta, e Betonica officinalis.
Virgatella Z. — Auricella Z. — Giugno, luglio — Praterie e boschi —
Piano, colli.
Non rara in Piemonte; Mann la raccolse nei dintorni di Pisa.
Bruco sulla Stachys recta e le Globularia.
Serenella Z. — Crocine 11 a Tgstr. — Fine maggio, giugno — Terreni
incolti, cespugli — Colli, monti.
Z. seti. 4 (Lantosca [A. mar.], Riparbella [Toscana] Mn.) —
Probabilmente anche in Istria.
Europa cent., Finlandia, Ungheria, Dalmazia.
Bruco s^iìY Astragalus e Colutea arborescens.
Coponillae Z. — Gallipennella Tr. — Mann la catturò nel Tirolo me-
ridionale.
Germania, Ungheria, Russia.
Bruco ignoto.
— i i —
Gallipennella Hb. — Mag., giugno — Cespugli, siti erbosi — Piano, colli.
Z. seti. 2, Z. cent. 3 (Liguria, Toscana ?).
Europa cent., Russia mer,, or., Asia minore.
Bruco sulle eriche.
Vulnerariae Z. — Icterella Diip. — Mag., giugno — Falde dei monti.
Z. sett. 3, Z. cent. ?, Z. mer. 3 (Sicilia, Mann.), Z. ins. 3
(Corsica, Mann).
Parte dell'Europa centrale, Dalmazia, Asia minore.
Bruco suWAnth. vulneraria.
Pyrrhulìpennella Z. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale.
Europa centrale, Francia mer., Bitinia.
Bruco sulla Calluna vulgaris, eriche, ec.
Vibicigerella Z. — Agosto — Cespugli, erbe — Colle di Torino, rara
(Ghiliani).
Finlandia, Livonia, (Termauia.
Bruco ignoto.
Fuscociliella Z. — Fine maggio — Mann la raccolse nel Tirolo meridionale
in Istria, nei dintorni di Montenero in Toscana; rarissima.
Germania mer., Dalmazia, Bitinia
Bruco ignoto.
Congerìella Stc/r. — Maggio — A Mentone, sec. Milliére, ove la larva vive
in marzo sul Dorycnium suffruticosuni.
Francia meridionale, Andalusia.
Vicinella Z. — Estate — Siti erbosi, sui Dorycnium, ec. — Credo sia stata
osservata anche in altre parti d'Italia.
Germania mer., or., Ungheria, ec, Grecia.
Bruco snW Asfragalus e Dorycnium.
Solenella Stgr. — Nelle valli del Tirolo meridionale, sec. il Catalogo di
Wocke (pag. 315, n. 2453). Anche in Andalusia.
Bruco ignoto.
Caelebipennella Z. — È stata presa da Mann nel Tirolo meridionale, e noi
dintorni di Mentone e di Ajaccio.
Germania, ec, Francia meridionale, Bitinia.
Bruco snW Artemisia campestre e Elychrisum angustifolium.
Vibicella Hh. — Vibicipennella Tr. — Estate — Praterie.
Valle di Po, rarissima (Ghiliani); Tirolo m. e Istria (Mann).
Europa centrale, ec, Dalmazia, Bitinia.
Bruco ignoto.
_ 78 —
Lixella Z. — Orna ti pennella Stph. — Maggio, luglio —Prati — Monti,
valli.
Osservata dai Turati in Brìanza, e nell' alto Nizzardo dal Millière
Europa cent., Francia meridionale.
Bruco svlW Holms lanatus.
Ornatipennella Hb. — Fine maggio, giugno — Prati, brughiere, ec. — Colli,
monti.
Non rara in Piemonte, in Lombardia, e in alcune partì della
Toscana.
Europa cent. Russia, Ungli., Dalm., Asia minore.
Bruco su molte erbe.
Ochrea Hw. — Argenti pennella Dtip. — Maggio, luglio, settembre.
Rive erbose soleggiate — Monti, valli.
Non rara in Piemonte e in Lombardia; Zeller la raccolse a
Tolentino in Toscana, e Millière a Lantosca.
Europa cent, e parte della meridionale.
Bruco snW Helianthemum vulgare e a.
Helianthemella Mill. — Giugno — Dintorni di Montone, ec, colline calde
Francia meridionale, orientale.
Bruco smW Hellanthemum guttatum.
"Wockeella Z. — Il sig. R. Zeller ne raccolse alcuni esemplari a Bormio
in Valtellina.
Europa cent., Asia minore.
Bruco: Betonica, Stachys e a.
Botaurella Moescli. — Questa Coleophora, propria di Sarepta, è stata rac-
colta in Brianza, in settembre dai signori Turati.
? Ballotella F. B. — Probabilmente in Istria (Fiume).
Germania, Ungheria, Russia, meridionale, orientale, Dalmazia,
Bitinia — Bruco sulla Ballota nigra.
Leucapennella Hh. — Albi fu scella Z. — Estate — Boschetti, prate-
rie — Colli, monti — Non rara in molte parti d'Italia.
Quasi tutta Europa; Asia minore.
Il bruco vive nei semi della Silene nutans.
Marginatella H. S. — Mann ne raccolse due individui nei dintorni di Cavro
(Corsica).
Germania meridionale, orientale.
Bruco ignoto.
Crepidinella Z. — Scoperta da Zeller nei dintorni di Siracusa.
— 79 —
Bilineatella Z. — Estate — Siepi, pascoli — Monti della Carniola (Mn.).
Francia, Germania, Ungheria.
Bruco ignoto.
Onobrychiella Z. — Mann la raccolse in Carniola.
Grermania mer., or., Ungheria, Dalmazia, Bitinia.
Il Bruco vive sulla Genista tinctoria e a.
Niveicostella Z. — Da Mann nel Tirolo mer., Carniola, Istria e Toscana.
Inghilterra, Germania, ec. Ungheria, Dalmazia,
Bruco sul Sarothamnus scoparms.
Albicostella Dìip. — Estate — siepi, praterie, giardini — Piano, colli.
Z. seti. 3, Z. cent. 4 — Probabilmente in tutta l' Italia.
Germania, Dalmazia, Bitinia.
Il bruco vive sulla Potentina cinerea.
? Trifariella Z. — Probabilmente in Istria — Dalmazia, Germania.
Bruco ignoto.
Flaviella Mn. — Mann ne catturò una femmina in sito erboso in Carniola —
Certamente in Istria. — Dalmazia, ec.
Bruco ignoto.
Oriolella Z. — In Carniola e Istria da Mann.
Austria, Ungheria.
Bruco sulle Onobrychis.
Laticostella Mn. — Scoperta in Sicilia da Mann, al margine di un campo,
presso Partinico.
Bitinia, Siria — Bruco ignoto.
? Saponariella Heeg. — (Ocymoidella lìondani), — Roudani (Pa-
pilionaria aliqua microsoma) descrive una sua C. ocymoidella,
il cui bruco vive nelle foglie del Saponariarum ocìjmoide, ed
S. ilici naie, assai prossima alla Saponariella Ileeg. [Bull.
1876, pag. 24, fig. 15.).
Rectilineella F. B. — È stata raccolta verso il Piz-Umbrail (Stelvio) in
pochissimi esemplari dal sig. R. Zeller.
Alpi — Bruco ignoto.
Pretella Z. — Aprile — Scoperta da Zeller nei dintorni di Messina.
Egli ne raccolse pure un cf un po' diverso, citandolo come
P a b u l e 1 1 a n. sp.
Grecia, Bitinia — Larva ignota.
Onosmella Brahm. — S t r u t h i o n i p e n n e 1 1 a Tr. — Da maggio a
tutto settembre.
— 80 —
Macchie nei boschi, siti umidi — Piano, Alpi.
In molte parti d'Italia (ec. Z. ins. ?).
Quasi tutta Europa — Il bruco polifago vìve sull' Onosma, Be
tonica, Hieracium e m. a.
Inflatae SU. — Luglio — luoghi rocciosi ed erbosi — Monti.
Miniere la raccolse nell'alto Nizzardo (Berthemont).
Inghilterra, Svizzera.
Bruco sulla Silene inflata.
Chamaedryella ^S*^^. — È stata raccolta a Montone dal Colonnello Stainton.
Francia, Germania meridionale.
Bruco sul Tencrium chamaedrys.
Therinella Tgstr. — Trochilella Bup. — Giugno, luglio — Luoghi
erbosi — Colli, valli.
In varie parti della Z. sett. (Bellinzona, Carniola, ec).
f]uropa cent, Ungheria, Dalmazia, Bitinià.
Il bruco vive sugli scardaccioni.
Troglodytella Dup. — Milliére l'osservò in luglio nell'alto Nizzardo (Tho-
renc, Berthemont-les Bains).
Europa centrale, Ungheria, ec.
Bruco ^XiW Eupatorium cannabiniim o m. a.
? Calycotomella Stt. — Probabilmente nel Nizzardo (Cannes, maggio, giu-
gno — Bruco sulla Calytomc spinosa).
Castiglia, Francia meridionale,
Derivatella Z. — Scoperta da Zeller nei dintorni di Siracusa — È specie
propria della Sicilia — Bruco ignoto.
? Drymidis Mn. — Se non m'inganno è stata scoperta da Mann in Istria.
? Asteroidella Mill. — (Pet, Nouv. ent. 1872). Forse nel Nizzardo (Cannes,
maggio, settembre).
Larva: Aster acris.
? Cistorum f?e Pe?/e. n, sp, — Come la precedente (Cannes, aprile fra i Cistiis).
Alpicola Wocke — Scoperta da Staudinger in due individui cf a Macugnaga.
Lineariella Z. — Fine aprile, mag. — Luoghi erbosi, boschi — Colli, valli.
È stata osservata in Carniola e in Toscana (Ardenza) da Mann,
Austria, Dalmazia, Bitinia - Bruco ignoto.
Praecursella Z. — Specie siciliana scoperta da Zeller nei dintorni di Mes-
sina, ove ne raccolse parecchi esemplari nel mese di febbraio e
in principio di marzo. Sarebbe in tal modo la specie piìi precoce,
del genere, mostrandosi tutte le altre dall'aprile in poi.
— 81 —
Obtectella Z. — Un esemplare ¥, scoperto dallo stesso nei dintorni di
Siracusa.
Succursella H. S. — Luglio — Siti caldi — Falde dei monti.
Alcuni individui raccolti da Mann nei dintorni dì Ajaccio.
Germania.
Larva ^v^C^ Artemisia campestris.
Ciconiella H. S. — Osservata da Mann in Carniola (vers. m. del Monte Na-
nos) e in Istria.
Germania, Francia, Dalmazia — Bruco ignoto.
Silenella H. S. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale.
Germania.
Bruco sulla Silcne nntans.
Otitae Z. — Giugno, luglio — Praterie, boschi — Piano, monti.
Non rara in varie parti dell' italìa settentrionale e centrale.
Bruco sulla Silenc otifis e Silene nutans.
Fulvosquamella H. S. — Scoperta da Wocke allo Stelvio e ritrovata a
Macugnaga da Staudinger; nelle Alpi del Grigione, da G. F. Turati.
Alpi del Tirolo.
Larva sul Dnjas' ocfopefaìa.
Murìnipennella D. — Trovata da Mann nel Tirolo meridionale ; e in Istria.
Gran parte dell' Europa.
11 bruco vive nei semi della Lusula pilosa.
Caespitella Z. — Giugno — Raccolta da Mann in luoghi paludosi, nei din-
torni di Poppi in Toscana.
Europa centrale e parte della settentrionale.
Larva sul Juncus conglomeratus e a.
Nota. — Milliére cita nei diatornì di Cannes anche le seguenti Coleo-
phore, che forse si potranno trovare anche nel Nizzardo: Spumosell a
SfgT., Girau d i Ragonot, Y n\p e cui a Z, Argentilimbella Mill.
Parecchie altre state osservate nelle Alpi dell' Engadina e dello Stelvio
(versante austriaco), certamente saranno da ascriversi anche all'alta Val-
tellina.
LAVERNIDAE
Gen. ChnuHodus Tr.
Uligerellus Hb. — Estate — Siepi, boschetti — Colli, Alpi.
In varie parti della Zona settentrionale; piuttosto raro.
e. 6
— 82 —
Europa coni, Eussia s. occ, Dalmazia.
Larva snW Aegopodium podagraria.
Scurellus H. S. — Luglio, agosto — Luoghi erbosi — Alpi.
Alpi della Valtellina (oltre 2000 m.), rara; Alpi del Grigione
(G. F. Tur.), rara; Alpi marittime (S. Martino Lantosca).
Alpi, Francia.
Bruco ignoto.
Pontificellus Hh. — Estate — Boschetti, erbe — Colli, monti.
Non rara in varie parti dell'Italia sett. e della centrale.
Parte dell'Europa cent, e della meridionale, Bitinia.
Larva sul Thesium montanum.
Insecurellus SU. — Dentosellus H. S. — Secondo Mann in Camicia.
Germania mer., orient., Inghilterra.
Bruco ignoto.
Aequidentellus Hofm. — So non m'inganno è stato preso sullo Stelvio.
Z. sett. (Brianza, Tur.) — Alpi dell' Engadina e del Tirolo.
? Daucellus Peyerimlioff. — Specie della Francia meridionale, comunissiraa
a Cannes (da tre a quattro apparizioni), che certamente sarà da
ascriversi alla Liguria.
Il bruco lega le foglie del Daucus carota.
Chaerophyllellus Gocze. — Testaceella Hh. — Primav., fine estate —
Luoghi ombreggiati — Colli, Alpi.
In quasi tutta l'Italia; poco abbondante.
Quasi tutta l'Europa.
Le larve vivono in società su molte ombrellifere.
Nota — Milliére trovò a Cannes, anche lo Staintoniellus Stt., che
probabilmente si rinverrà anche nella Liguria occidentale, nelle località ove
cresce TOsyris alba, sui cui fiori vivono i bruchi in società.
Gen. EiUvcÈ^ttn Curi.
Laspeyrella Hh. — Festivella Z. — Eaccolta da Mann nel Tirolo me-
ridionale in pochissimi esemplari.
Germania, Gallizia, Livonia.
Bruco ignoto.
Conturbatella Hh. — Elega ntella Zett. — É stata raccolta a Do-
gliani (Piemonte) nel mese di luglio dal sig. Dabbene ; e nelle Alpi
del Grigione in agosto da G. F. Turati.
— 83 —
Europa sett., Germania.
Larva nelle gemme deW Epilobiicni angusti folium.
liSicteella. Sf})//. — Gibbiferella Z. — Maggio, giugno — Mann la
prese a Pisa, sui frassini. È stata osservata anche nell'Italia set-
tentrionale.
Gran parte doli' Europa cent.; Asia minore.
Bruco snW Epiloòium hirsutum.
Miscella Schiff. — Luoghi erbosi, pascoli — Piano, Alpi.
Non rara in molte parti d'Italia (? eccetto la merid.).
Europa cent, e parte della merid., Asia minore.
La larva mina le foglie àQlV Heliantheniuìn vnìgare.
Fulvescens IIiv. — Epilobiella SchrJc. — Milliére la raccolse nell'Alto
Nizzardo, lungo i rivi (S. Martin, Berthemont, Thorenc).
Europa cent., Livonia.
I bruchi vivono in comune bwW Epilohhtm Idrsutum.
Raschkiella Z. — Aprile, maggio, poi luglio — Siepi, siti erbosi — Piano
colli.
Italia sett., rara. Mann l'osservò anche in Toscana nei dintorni
di Pisa.
Parte dell'Europa cent., Russia seti, occidentale.
La larva mina le foglie A(i\V Epilohìiim angusti folium.
Schranckella Uh. — Locupletella F. B. — È stata raccolta nelle
Alpi dello Stelvio a circa 2300 m., in luglio.
Parte dell'Europa cent.. Alpi.
II bruco mina le foglie di vari Epilohium.
? Subbistrigella Hu\ — Sturnipennella Tr. — Eorse nel Nizzardo
e probabilmente in molte parti d'Italia.
Dovrebbe apparire in principio di estate e poi di nuovo verso
l'autunno.
Molte parti dell'Europa, Asia minore.
Il bruco vive nelle capsule di vari Epilobium.
Hellerella Bup. — Putripennella Z. — Estate — Sui gelsi, alberi
da frutta ec. — Colli, monti.
In quasi tutta l'Italia, non abbondante.
Parte dell'Europa centrale.
Sembra che la larva viva sotto la corteccia del melo e a., e
nei licheni dei tronchi.
Epilobiella Boem. — Langiella Hb. — Mann la raccolse in aprile in
— 84 —
Toscana (Livorno) ; nell'Italia settentrionale apparisce piìi tardi —
Siepi, cespugli — Piano, colli.
Europa cent., Ungheria, Dalmazia.
Il bruco mina le foglie àQÌVJEjjUob. hirsutwn e d. Circaea
lutetiana.
Vanella Frey. — È stata catturata dal Milliére nelle valli delle Alpi ma-
rittime sulla Mìjrìnìcaria germanica, sui cui fiori vive la larva;
e dal Mann a Antignano in Toscana.
Germania mer., occidentale.
■ Bruco ignoto.
Gen. Chrtfsoctistfi SU.
Linneella CI. — S e h a e f f e r e 1 1 a Bìqj. — Estate — Boschetti, frutteti,
giardini — Piano, valli.
Non rara in Piemonte; probabilmente in tutta l'Italia.
^ Europa cent, e parte della mer.; Asia minore.
La larva, secondo alcuni, vivrebbe sotto la corteccia dei tiglìy
sec. Duponchel, nelle foglie del faggio, e finalmente, stando a Mil-
liére, snW Erythraea centaurium.
À.urifronteIla Hb. — Maggio, giugno — Siepi, boschetti — Colli, monti.
È stata raccolta da Mann nel Tirolo merid. e a Antignano in
Toscana.
Europa cent., Dalmazia.
Bruco sul biancospino.
Gen. Aeehniiu SU.
? Denteila Z. — A t r e 1 1 a Stph. — Forse in Istria, essendo stata raccolta
a Fiìime dal Mann.
Inghilterra, Germania, Svizzera, Dalmazia.
Larva s\\\Y Angelica syhestris.
Gen. Tinfigma Z.
Perdicellum Z. — Maggio, giugno — Siti erbosi, sulle fragole — Piano
valli.
È stata trovata da Mann in Carniola e a Montenero (Toscana).
— 85 —
Probabilmente in tutta l'Italia.
Quasi tutta l'Europa centrale, Ungheria, Eussia ec.
La larva s'incontrerebbe sul sambuco e sulle fragole.
Balteolellum F. J?. — B o r k h a u s e n i e 1 1 a H. S. — Maggio, giugno —
Erbe, fiori del timo — Colli, valli.
Mann l'osservò in Istria, Toscana (Antignano) e nel Palermi-
tano in pochi esemplari.
Parte dell'Europa cent., Dalmazia, Bitinia.
Bruco sul timo ?
? Transversellum Z. — Probabilmente in Istria e nel Nizzardo (Fiume,
Cannes).
Parte dell'Europa cent, e della meridionale.
Il bruco vive probabilmente sui fiori del thno.
? Dryadis Stgr. — Probabilmente anche sul versante italiano dello Stelvio.
Alpi dello Stelvio, vers. tirolese; Alpi del Grigione.
Il braco si nutre probabilmente del Dryas ocfo2)etala, sui cui
fiori trovasi l'insetto.
Gen. Oottffìasin Sft.
Ocnerostomella Sif. — E e h i i H. S. — 'È stata osservata nei dintorni di
Bolzano e nei dintorni di Livorno sugli JEchhim, da Mann.
• Inghilterra, Germania, Asia minore.
Bruco ignoto; probabilmente si nutre degli EcJihim.
Gen. Ueytietiin Hofm.
Fulviguttella Z. — F 1 a v i m a e u 1 e 1 1 a SU. — Maggio — Siepi.
Eaccolta da Mann nei dintorni di Eipparbella in Toscana; rara.
Europa centrale, Dalmazia.
Bruco snW Heraclium spondylium.
Auromaculata Frey. — Fine giugno — Sulle ombrellifere — Valli, Alpi.
Non rara verso la sommità della Valbregaglia e nella Valle
di Li vigno.
Alpi dei Grigioni ec, Lapponia.
Bruco ignoto.
— 86 —
Gen. Jtsychnn SU.
Modestella Dup. — Splendidella Z. — Mann la raccolse in maggio
in Carniola nei fiori della Stellarla holosteum, piuttosto abbondante.
Tutta l'Europa cent., Dalmazia, Russia m. or.
Bruco ignoto.
Gen. Ochvotnoìopis Hh.
Ictella H. S. — I e t i p e n n e 1 1 a Tr. — Estate — Cespugli, siepi, erbe —
Colli, monti.
In quasi ogni parte d'Italia; poco abbondante.
Germania mer,, Svizzera, Ungheria, Spagna, Bitinia.
La larva vive sulle punte delle foglie del Thesium montanum
e pratense.
Gen. SlatfÈnntophot^a H. S.
Isabellella Costa. — p u 1 e n t e 1 1 a H. S. — Estate — Siti erbosi —
Colli, falde dei monti.
In varie parti dell'Italia cent., mer. e ins.; piuttosto rara.
Andalusia, Grecia, Bitinia — Bruco ignoto.
Dohrniì Z. — Luglio, agosto — Luoghi erbosi, aridi — Colli, falde dei monti.
Zeller la scoperse a Messina, Mann e Staudinger la raccolsero
in Corsica e Sardegna, Milliére nel Nizzardo.
Spagna, Grecia, Francia m.
La larva sulla Betonica offlclnalis.
Heydeniella F. R. — Maggio — Sulle eriche ec. — Piano, colli.
Nel Tirolo meridionale e presso Pisa (Mann).
Parte dell'Europa centrale.
Il bruco mina le foglie della Betonica officinali^, e della Sta-
cJiys sylvatica.
Pomposella Z. — Maggio, giugno — Siti erbosi — Colli, monti.
Carniola, Sicilia e Corsica (Mann).
Germania, Dalmazia, Asia minore.
Bruco sulla Lavandula staechas e a.
— 87 —
Serratella Tr. — Maggio, giugno, autunno — Siti erbosi — Colli, monti.
È stata presa dal Mann nel Tirolo meridionale, in Istria, ed
Ajaccio e sul Monte Pellogriuo nel Palermitano (2 </)
Parte dell'Europa cent, e mer., Bitinia.
Il bruco vive in un involucro sulle radici di varie Linarìa.
Albiapicella H. S. — Ìl stata presa dal medesimo entomologo in Carniola,
a Montenero in Toscana, e nei dintorni di Ajaccio in Corsica.
Germania m. e or., Ungheria, Dalmazia, Bitinia.
La larva rode i fiori della Globularia viilgaris.
Gen. M*yvottevce» Z.
Argyrogrammos Z. — Maggio, agosto — Luoghi incolti, erbe — Colli,
monti.
Incontrasi in ogni parte d'Italia, ma poco abbondante.
Gran parte dell'Europa mer., Asia minore, Siria ec.
Il bruco cibasi dei semi della Carlina lanata.
ELACHISTIDAE
Gen. Buinìis Tr.
Obscurella Se. — Esperella Hb. — Giugno, luglio — Siepi, rupi —
Colli, monti.
Non rara in varie parti dell'Italia sett., e nell'alto Nizzardo.
Alpi, Ungheria, Dalmazia, Russia, Lidia.
Il bruco vive su leguminose erbacee.
Productella Z. — Estate — Cespugli — (Carniola da Mann).
Germania, Svizzera, Ungheria.
Bruco ignoto.
Amphonycella H-G. — V i r i d a t e 1 1 a H. S. — Luglio, agosto — Luo-
ghi erbosi, aridi — Alpi.
Alpi elevate della Valtellina (Livigno, Stelvio ec.) Alpi del Gri-
gione, comune — Bruco ignoto.
Seliniella Z. — Estate — Siepi, boschetti — Colli, monti.
Piuttosto frequente in Piemonte; rara nell'alto Nizzardo.
Germania, Polonia, Russia.
Il bruco vive sulla Athamaniha oreoseliniim.
— 88 —
Aerariella H. S. — Osservata da Mann nei monti della Carniola.
Dalmazia, Grecia, Bitinia.
Bruco ignoto.
Fallacella Schì. — Arraatella H. S. — Alpi dello Stelvio.
Francia, Germania, Svizzera.
Bruco sxiìY Helianthemum vulgare.
Tabidella H. S. — Giugno — Mann la raccolse in Istria e Carniola.
Dalmazia, Bitinia.
Larva ignota.
Senescens Stt. — Maggio — Terreni calcari — Mentone, Nizza ec.
Inghilterra, Germania, Francia.
Il bruco vive sui Cisfus e il fimo (?)
Glacialis Frey. — Raccolta dal sig. E. Zeller in pochi esemplari al Piz
Umbrail.
Alpi elevatissime.
Il bruco vive sotto i sassi.
Alseriella E. T. — Maggio.
Specie nuova scoperta dai Turati nelle praterie in riva al lago
d'Alserio (Brianza) (Bull. Anno XI, fas. III'^).
Bruco ignoto.
Vagabundella H. S. — È stata presa in Carniola da Mann; non rara.
Dalmazia, Grecia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Dissitella Z. — Aprile — Scoperta da Zeller nei dintorni di Siracusa.
Forse anche in Sardegna.
Bruco ignoto.
? Aeneospersella Eoessel. — Luglio — Cespugli (Berthemont-les-Bains; rara).
Germania cent, e occidentale.
Bruco ignoto.
Pascuella Z. — Gravatella Mn. — Mann la raccolse in giugno nel
Tirolo meridionale e nel Palermitano; falde dei monti, rara.
Carn., Dalm., Francia m.
Gravatella Z. — Scoperta da Zeller in Sicilia in luoghi aridi e ritrovata
dallo stesso anche nelle Romagne.
Bitinia.
Bruco ignoto.
Tergestinella Z. — Gravatella Z. — Isis 1874, pag. 832.
Un cf raccolto da Zeller nei dintorni di Trieste.
— S9 —
'^Dalmazia, Grecia.
Bruco ignoto.
Tributella Z. — Scoperta da Zeller in maggio in siti erbosi nei dintorni
di Siracusa, rara.
Bruco ignoto.
Terrenella Z. — Estate — Zeller la scoperse in siti erbosi e caldi (Mes-
sina, Eoraa ec. ; poco abbondante).
Bruco ignoto.
Laminella H. S. — È stata raccolta in maggio ad Alzate (Brianza) dai si-
gniori Turati.
Germania, Svizzera, Russia oc, Ungheria.
Il bruco vive probabilmente snW Heliantheminn viilgare.
? Dorycniella 3fiU. — Forse nel Nizzardo. (Cannes, giugno; falde rocciose
ben soleggiate).
Il bruco vive sui Donjcnium e S'tafice Umonmm ?
Cuspidella Scili ff. — Estate — Boschetti, praterie — Monti, Alpi.
Non è rara in alcune regioni delle Alpi Piemontesi e dell'Ap-
pennino settentrionale.
Germania, Ungheria, Dalmazia, Grecia.
Bruco ignoto.
Knochella F. — K n o e h i e 1 1 a II. S. — Maggio, giugno — Siti erbosi —
Colli, monti.
Non rara ifi alcune parti dell'Italia settentrionale (Lugano,
Carniola ec.) e nel Palermitano, sec. Mann.
Germania ec.
Bruco sui Cerastium.
Punctivittella Costa. — Knochella Z. — Isis 1847, pag. 829,831 —
Come la precedente.
Non rara in quasi tutta l'Italia.
Dalmazia, Asia minore.
Bruco sui Cerastium.
Restigerella Z. — Isis 1839, pag. 193 — (? V i 1 1 e 1 1 a Costa, t. V, f. 3).
Mann la raccolse in Istria, e Staudinger in Sardegna. Zeller
opina che la V i 1 1 e 1 1 a di Costa sia da unirsi alla Eestigerella.
Germania mer. or., Ungheria, Dalmazia.
Il bruco probabilmente sugli Epiìobium.
Scopolella Hb. — TrigutteUa Duj). — Luglio — Erbe, boschetti —
Colli, monti.
— 90 —
Non rara in varie parti della Zona settentrionale.
Germania, Svizzera, Francia.
II bruco vive sui Sedum.
Chenopodiella Hh. — T ristella Tr. — Maggio, giugno — Siti aridi
e scoperti — Colli.
In tutta l'Italia, non rara — Quasi tutta l'Europa.
Il bruco vive sugli Atriplex e Chenopodium.
Noricella Z. — Primavera, estate — Luoghi sterposi — Colli, Alpi.
Collina di Torino, Alta Valtellina, Alto Nizzardo; rara.
Alpi; monti della Slesia.
Il bruco vive suWEpilobimn angustifoUum.
Dissimilella H. S. — Luglio — Kive erbose, ben soleggiate — Falde dei
monti.
Abbondante nell'alto Nizzardo (Berthemont, ec.)
Mann ne raccolse parecchi esemplari nei dintorni di Ajaccio.
Germania, Francia, Bitinia.
La larva vive su varie specie di Helianthemum e Cistus.
Inspersella Hb. — Luglio — Praterie alpine — Alpi orient.; piuttosto rara.
Germania ec, Dalmazia, Russia.
Bruco snW Epiloòium angustifoUum.
Siccella Z. — Maggio, giugno — Campi, macchie — Colli, monti.
In molte parti d'Italia, non abbondante.
Germania ec, Francia.
Bruco ignoto.
Cicadella Z. — Fine giugno.
Minière ne raccolse un esemplare presso San Martino Lanto-
sca nell'alto Nizzardo.
Inghilterra, Germania.
Bruco sul Sceleranthus communis.
Ossianella Mill. — le III, p. 397 — Luglio — Osservata dallo stesso a
Berthemont-les-Bains nell'alto Nizzardo sugli Origanum in fiore.
Bruco probabilmente sugli Origanum.
Nota. — Fra le B u t a 1 i s dei dintorni di Cannes, Io stesso autore
cita ancora le seguenti :
Cistorum Mill. (sp. n.), H eli n lei I a Mill. (sp. n.). Buf fonella
Mill. (sp. n), Asmodella Mill. (sp. n.)e Acanthella God.
Talune potranno forse ritrovarsi anche nel Nizzardo.
— 91
Gen. i*anculia Curi.
Latreillella Curt. — Estate — Praterie e pascoli elevati — Alpi (sino a 2500
metri).
Non rara in varie parti delle Alpi sett., occid. e marittime.
Parte dell'Europa cent., Ungheria, Grecia.
Braco ignoto.
Leuwenhoekella i. — Schmidtella Tr. — Primavera, estate — Luo-
ghi sterposi, caldi — Falde dei monti.
In quasi ogni parte d'Italia, poco abbondante.
Tutta l'Europa, Armenia, Asia minore.
Bruco ignoto.
Nota. — È stato asserito, ma pare con poco fondamento, che la larva
viva sotto la corteccia dei larici.
Nodosella Mn. — Estate — Mann la raccolse in Carniola (Gradisca) e in
Toscana (PratovecchiD); pochi esemplari.
Spagna, Dalmazia.
Bruco ignoto.
Gen. MUtuifosis Hb.
Lacteella Schiff. — Pene.strella Stt. — Primavera, estate, autunno —
Interno delle abitazioni — Piano, monti.
Comune in molte parti d'Italia.
Tutta l'Europa, Bitinia.
Larva nel legno fracìdo, carta, crusca e a. sostanze.
Gen. Schvcchensieinin Eh.
Festaliella Hh. — Angustiponnella Stplu — Maggio, giugno —
Cespugli, boschi — Piano, colli.
Alzate (Brianza), da G. F, Turati; Pisa e Ajaccio da Mann;
pochissimi esemplari.
Europa centrale, Russia
Il bruco vive sul lampone e le more.
o?
Gen. Heiiodines Stt.
Roesella L. — Primavera, estate — Praterie, boschi — Piano, Alpi.
In molte parti d'Italia, non rara.
Europa cent. Ungheria, Russia, Armenia.
Bruco sugli Atriplex e a.
Gen, SlnUttnopotìu Stt.
Pedella L. — F a s t u o s e 1 1 a Costa — Tav. 2% fig. 7 — Estate — Siepi
sterpi — Piano, colli.
Piemonte, frequente; Camaldoli, sec. Costa.
Europa cent., Russia.
Il bruco mina le foglie del Convolvnlus arvensìs ? e dell' fl?«o.
Nota — Tanto Zeller (Isis. 1847, p. 826) quanto Ghiliani (Elenco, p. 118)
trovano molta analogia fra la Fastuosella del Costa e l'Angusti-
pen nella Hb. (Pedella L.), per cui ho stimato doverle riunire.
Guerini Stt. — (Anno 1858). Mann ne raccolse un esemplare nei dintorni
di Bolzano.
Probabilmente nel Nizzardo.
Francia meridionale, Grecia.
Il bruco vive nelle galle della Pistacìa ferebinthus.
Gen. Cosutopiea^yac Hb.
? Scribai'ella Z. — Mann è dubbioso se abbia raccolto in Toscana questa
specie oppure la congenere DruryellaZ. (Zieglerella Uh.)
Austria, Bitinia.
Il bruco mina le foglie ^^\V Arundo phragmatides.
Eximia Bw. — Drurella Stt. — È stata raccolta dal Mann nel Tirolo
meridionale.
Europa centrale, Asia minore,
Il bruco mina le foglie del lupnlo.
? Druryella Z. — Zieglerella Hh.
Credo si riferiscano a questa specie gli esemplari raccolti dal
— 93 —
Costa a Camaldoli nel Napoletano e dal Mann in Toscana nei
boschi di castani.
Germania.
Il bruco mina le foglie della Vida saejjmm e Hiimuìus In-
pulus.
Gen. Mtali'ftcttetlt'ft Stt.
Praeangusta Hiv. — T u r d i p e n n e 1 1 a Tr. — Manu la raccolse in
principio di giugno contro il tronco dei pioppi a PratoveccMo
(non rara).
Europa cent. Russia s. occ.
Il bruco vive nelle gemme del tremolo e piojìpL
Pinicolella Bup. — Piniariella H. S. — Giugno, luglio — Boschi di
conifere — Monti.
Da Mann nel Tirolo merid. e a Montenero in Toscana.
Russia occ. Germania, Gallizia.
Bruco sul Plnus sylvcstrìs (?).
Ledereriella Z. — Maggio, giugno — Sui tamarischi — Raccolta dal Mann
iu Toscana (Livorno, ec.) e in Sicilia, rara.
Bitinia — Larva sui tamarischi.
Gen. AniispHu Hb.
FfeittereUa, Hb. — Qu adriguttella Hu\ — Maggio, giugno — Pra-
terie, siepi — Colli, monti.
In alcune parti dell'Italia seti e della cent.; non abbondante.
Parte dell'Europa ceni, Asia minore.
Il bruco mina le foglie del Camus sanguineus.
Treitschkiella i^. — È stata osservata dal Mann nel Tirolo meridionale ;
si troverà probabilmente anche nel Nizzardo.
Parte dell'Europa centrale.
Bruco come il precedente.
Rivillei Stt. — R i V i 1 1 e 1 1 a Rondarli — Questa piccolissima specie, che
devastò completamente i vigneti di Malta sullo scorcio dello scorso
secolo, è riapparsa in varie parti d'Italia, devastando in questi
ultimi anni le viti nell'Agro parmense e nella Lomellina. E. Turati
l'osservò anche in Lombardia.
— 94 —
Gen. HcUotetn H. S.
Sericiella Hw. — Metallicella Diip. — Aprile, giugno — Siepi, bo-
schetti — Colli, monti.
Piemonte, Sicilia; poco abbondante
Parte dell'Europa cent. Russia.
Il bruco mina le foglie delle querce.
Stannella J'. — S t a n n e e Ila i/. »?. — Forse in Istria (Fiume); e nel
Nizzardo (Cannes).
Inghilterra, Dalmazia.
Bruco ignoto
Lythargyrella Z. — Aprile, maggio — Cespugli, siepi di lauro, ec. —
Monti.
Scoperta e raccolta da Mann in varie parti della Toscana, Cor-
sica e Sicilia; rara.
Bruco ignoto.
? Respleudella SU. — Forse nel Nizzardo (Cannes; sul Quercus pubescens).
Germania, Svizzera, Inghilterra, Russia.
La larva mina le foglie iMY Alnus glutinosa.
Gen. Stephensiia, Stt.
Brunnichiella L. — Magnili ce Ila Z. — Zeller ne raccolse in maggio
una ? presso Messina, e Mann in giugno qualche esemplare sul
Monte Nanos. Frey però opina che la specie raccolta dall' entomo-
lago viennese possa differire dalla vera Brunnichiella L. —
Parte dell'Europa cent, e della meridionale.
La larva mine le foglie del ChenopocUuni viilgare.
Gen. Eiachistn Stt.
Quadrella Hb. — Maggio, giugno — Cespugli, boschi — Colli, monti.
Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana : poco abbondante.
Europa cent., Ungheria, Dalmazia.
Bruco sulla Lusula pilosa e L. aìhida.
Nobilella Z. — Mann l'osservò in maggio presso Pisa.
— 95 —
Germania meridionale, Svizzera.
Il bruco vive su varie festuche e su V Aira flexuosa.
Gleichenella F. — Trifascella Tgstr.
Stainton la raccolse in aprile e maggio a Mentone.
Gran parte dell'Europa centrale, Scozia.
Bruco sul Carcx hasilaris.
Albifrontella Hb. — Quadrella Htv.
In principio di maggio Mann ne raccolse pochi esemplari a
Livorno e a Pratovecchio, sul tronco di alni.
Gran parte dell'Europa cent. Scozia, Eussia, Ungli., Bitinia.
Bruco sul Dactylus glomerafa, Holcus e a.
9 Perplexella SU. — Un esemplare guasto, preso in Valtellina.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
Il bruco vive sull'eira cespitosa.
PuUella H. S. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale ed in Istria.
Germania, Svizzera, Dalmazia, Eussia m. or.
Bruco ignoto.
Freyi Stgr. — Scoperta dallo Staudinger in luglio nelle valli del Piemonte.
(Sopra Macugnaga a circa 2000 m.).
Bruco ignoto.
Nigrella Hw. — Primavera, estate — Siepi, erbe, cespugli — Piano, monti.
Abbastanza comune in molte parti d'Italia.
Inghilterra, Dalmazia.
Bruco ignoto.
Juliensis Frey — Pochi esemplari al Piz-Umbrail (Alpi dello Stelvio).
Alpi del Grigione meridionale.
Bruco ignoto.
Arundinella Z. — Arundinis — H. S. — Mann l'osservò sui giunchi
nei dintorni di Pisa in principio di maggio.
Austria, Gallizia.
Bruco sulla Poa trivialis.
? Incanella H. S. — Forse in Istria (Fiume, aprile),
Austria, ec, Dalmazia, Bitinia.
Grìseella Z. — Mag., giug. — Praterie attigue ai boschi — Piano, monti.
In molte parti della Zona settentrionale e della Toscana.
Germania meridionale, Dalmazia, Bitinia.
Bruco &\x\V Avia e a.
? Dispositella Frey. — Forse in Istria (Fiume [Mann] ).
— 96 —
Dalmazia sett., Bitinia.
Bruco ignoto.
Bifascella Tr. — B i n e 1 1 a H. S. — Maggio, giugno — Siepi, cespugli —
Piano, monti.
Z. sett. 2 (Lombardia, Piemonte).
Germania, ec, G-allizia, Sarepta.
Il bruco vive snWAira flexuosa, Festuca e Agrosfis stolonifera.
Cingillella H. 8. — C i n g i 1 e 1 1 a — Fretj. — Mann l' ha trovata in Car-
niola, Toscana, e presso Ajaccio in Corsica; poco abbondante —
Falde dei monti.
Parte dell'Europa cent., Ungheria, Bitinia.
Bruco sul ginepro ?
Cinctella Z. — Principio di maggio — Da Mann sui frassini, in Istria e
presso Livorno e Pisa.
Russia settentrionale, occidentale, Germania.
Bruco ignoto.
? Adscitella Stt. — Forse nel Nizzardo (Cannes, maggio); Alpi della Val-
tellina ?
Scandinavia, Inghilterra, Germania, Svizzera.
Larva sxAV Aira cespitosa., Sesleria caerulea e a.
Revinctella Z. — È stata raccolta dal Manu in Carniola.
Dalmazia sett., Bitinia.
Bruco ignoto.
Gangabella Z. — Mann la catturò in maggio sugli olmi e querce, in Istria
ed in Toscana; rara.
Inghilterra, Germania, Dalmazia.
Chrysodesmella Z. — Aprile, maggio — sulle querce — Piano, valli.
In varie parti dell'Italia settentrionale e centrale.
Bruco, secondo Stainton, su una specie di Atra, secondo Frey
sul Carex montana.
? Zonariella Tgstr. — Bisulcella Z. — Probabilmente in Istria (Piume,
sui frassini).
Scozia, parte dell'Europa cent. Dalmazia, Bitinia.
La larva vive s,v\V Aira cespitosa.
9 Cerusella Hh. — Forse in Istria (Piume, siti umidi).
Ingh,, Germ., Dalm., Russia sett. occ, Bitinia.
Bruco sq[\ Anmdo phragmatidis.
Gontaminatella Z. — Pine aprile — Scnperta da Zeller in siti umidi, nei
— 97 —
dintorni di Siracusa. Probabilmente anche in Istria.
Bruco ignoto.
Pollinariella Z. — Maggio, giugno — Siti erbosi asciutti — Piano, valli —
Mann la raccolse in Carniola e in Toscana (Ardenza, Pisa).
Russia oc, Germania, Ungheria, Dalmazia, Francia m.
Bruco ignoto.
CoUitella Du;g. — Giugno, luglio — Alto Nizzardo (Berthemont, Thorenc, ec).
Livorno, da Mann. Probabilmente anche in Italia.
Russia, Germania, Dalmazia.
Bruco ignoto.
Disertella H. S. — A n s e r i n e 11 a ^. -S". — Maggio — Mann l' osservò
nei dintorni di Monreale in Sicilia; si troverà certamente in molte
altre parti d' Italia.
Europa cent, e parte della mer.; Asia minore.
Bruco sull'JEToZceiS mollis e Brachy23o'dium sylvaticum.
Rudectella Stt. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi — Monti, valli.
In Carniola, Tirolo mer., Toscana e Corsica da Mann, poco
abbondante.
Germania, Dalmazia, Grecia, Asia minore.
Bruco ignoto.
? Squamosella H. S. — Forse in Istria (Fiume, da Mann).
Austria, Dalmazia,
Bruco ignoto.
? Constitella Frey — Come la precedente.
Rufocinerea Hio. — Pratoli nella Mn.
Mann la scoperse in marzo a Pratolino, e la ritrovò nel maggio
in Carniola.
Scozia, occ; Francia, Dalmazia, Bitìnia.
Anserinella Z. — Maggio — Luoghi erbosi — Colli, monti.
Toscana (Antignano, ec. da Mann).
Bruco ignoto ?.
Disemiella Z. — Febb., giugno — Cespugli, sull'erica arborea — Monti.
Italia centrale e Sicilia, secondo Zeller e Mann.
Dalmazia — Bruco ignoto.
Dispilella aS'^^ — Triatomea Hw. — È stata osservata nel maggio in
Lombardia, nel Canton Ticino e in Carniola ; non abbondante.
Europa centrale e meridionale, Bitinia.
Bruco ignoto,
e. 7
— 98 —
? Dispunctella Dup. — Forse in Istria (Fiume).
Germania, ec. — Bruco ignoto.
Argentella CI. — Cygnipen nella Hb. — Maggio, giugno — Siepi,
Boschetti — Piano, colli.
Non infrequente in molte parti d'Italia. •
Europa centrale e parte della meridionale.
Il bruco vive sul DactyUs glonierata, Festuca, ec.
Follutella H. S. — Da Mann in Carniola e Istria.
Germania mer., Dalmazia, Bitinia.
Bruco ignoto.
Heinemanni Frey — ? Immolatella Z. — É stata raccolta dal signor
K. Zeller al Piz-Umbrail nelle Alpi dello Stelvio.
Alpi del Canton Grigione.
Nota. — Tra le Elachiste dei dintorni di Cannes, Milliére cita anche
le due seguenti: Padella Mill. (sp. u.), prossima alla Utonella Frey, e
Su bo celi a Stph..
Tra le poche notate dal Costa, non facili a riconoscersi dalle iconografìe
e descrizioni troppo incomplete, la sua E. angusteUa potrà forse ascri-
versi al Gen. Phy llochinistis. La E. macrocerella alle Bucula-
trix; mentre la E. minimella Costa IV. 5. (Lug., boschi di Camaldoli,
rara) sembra realmente appartenere alle E tachista.
Gen. WJroiMeìa SU.
Cistìcolella SU. — È stata osservata a Mentone dal sig. Stainton; apparisce
in aprile
Francia meridionale
Bruco, specialmente sul Cistus Monspeliensis e C. salvifoUus.
LITHOCOLLETIDAE.
Nota. Le larve sono minatrici, fornite di 16 piedi, vivono e si trasfor-
mano nelle gallerie che, oi'a nella pagina superiore ora nella inferiore,
vanno scavandosi nelle foglie di cui s'alimentano. Molte specie vivono sulle
querce, gli alni, ed altri alberi a foglie caduche, parecchie su piante basse,
come le geniste, trifoglio Vacciniura e a.
Quasi tutte hanno doppia apparizione.
Gen. BeiteUa SU.
Somnulentella Z. — Aprile, maggio — Cespugli, siepi — Colli monti.
In molte parti d' Italia, ovunque poco abbondante.
— 99 —
Europa temperata, Francia meridionale.
La larva mina le foglie del Convolvulus arvensis, C. atraeoides.
Gen. JLiihocoHeiis.
Roboris Z. — Primavera, estate — Sulle querce — Colli, monti.
Non é rara nell'Italia settentrionale e nella centrale.
Europa centrale e parte della meridionale.
La larva mina le foglie della Q. robur e Q. pedunculata
(pag. infer.).
Amyotella Diip. — Come la precedente.
È stata osservata da Mann nell'Italia sett, orient.
Europa centrale, Svizzera.
La larva mina le foglie del Quercus pedunculata e Q. robur
(pag. infer.).
Hortella F. — Come le precedenti.
Italia settentrionale e centrale.
Europa centrale &c., Dalmazia, Asia minore.
Il bruco vive nelle foglie delle querce e dei faggi (pag. inf.).
Sylvella Hw. — Anche questa ha doppia apparizione — Colli, monti.
Italia settentrionale e centrale.
Europa centrale, Dalmazia, Asia minore.
La larva mina le foglie dell'acaro campestre (pag. inf.).
Helianthemella H. S. — Come la precedente. Raccolta da Mann nel Tirolo
meridionale e in Carniola.
Francia, Germania, Dalmazia, Bitinia.
Il bruco vive nelle foglie dei Ileliantliemiim. (pag. inf.).
Abrasella Z. — Primavera, estate — Cespugli, boschi — Colli, monti.
Collina di Torino (Ghiliani), Carniola e Toscana (Livorno, Mon-
tenero), da Mann.
Germania mer., or., Dalmazia, Asia minore.
Larva nelle foglie delle querce (pag. inf.).
Cramerella F. — Luoghi erbosi — Piano monti; due apparizioni.
Non è rara in varie parti dell'Italia settentrionale e centrale.
Europa sett. e cent., Dalmazia, Bitinia.
Larva come la precedente.
Tenella Z. — I signori Conti Turati l'osservarono in Brianza; Milliére,
nell'Alto Nizzardo.
— 100 —
Parte dell'Europa centrale.
La larva mina le foglie del Carpinus betulus .e\ Prunus
av'mm (pag. inf.).
Alniella Z. — In principio d'aprile Mann la trovò abbondali; ti dintorni
di Badia in Toscana.
Gran parte dell' Europa (ecc. la meridionale ).
Il bruco abita nelle foglie dell' ^Z/^MS glutinosa {; -c. inf.).
Strigulatella Z. — Ghiliani l'osservò in maggio nei dintoi^ Ila Spezia,
e il sig. Colonello Bazzigher in Valle Bregaglia.
Europa seti e cent.
Larva nelle foglie à^ìV Alnus incana (pag. in
Ulmifoliella Hb. — È stata osservata dal Ghiliani nei din' i li Torino
e dal Minière nell'Alto Nizzardo.
Europa sett. e cent., Dalmazia.
Bruco nella Betula alba (pag. inf.).
Fraxinella Z. — In Istria e in Toscana, da Mann (Livori i i).
Germania ec, Ungheria, Dalmazia, Asia min >
Il bruco vive nella Genista germanica e Cr. Un<- pag. inf.).
Viminetorum Stt. — Milliére l'osservò in maggio nell'Alta rio.
Inghilterra, Germania, Francia.
Bruco nelle foglie del Salix viminalis (pag.
Salictella Z. — Fine marzo, estate — Cespugli, tronchi — nonti.
Da Mann nel Tirolo meridionale e in Toscan i, Prato-
vecchio) e da Milliére, nell'Alto Nizzardo.
Finlandia, Germania, ec.
Bruco minatore nelle foglie del Salix vimin'i inrpurea
ec. (pag. inf.),
Pomifoliella Z. — Aprile, estate — Sui meli — Colli, va'
Non è rara nell' Italia sett. e nella cent.
Europa sett. (ecc. reg. poi.) e cent., Dalina/.i.. .
Larva nelle foglie del melo e pero (pag. int. )
Spinìcolella Stt. — Come la precedente.
Inghilterra, Germania ec, Ungheria.
Braco nel prugno e prugnolo (pag. inf.).
Fagiuella Z. — Principio di maggio — Sui faggi — Min
Italia sett. orient., da Mann (Carniola).
Europa cent., Dalmazia sett.
Larva nelle foglie del Fagus sylvatica (pag
— 101 —
Corili Nìceìli — Marzo, estate (?). — Sugli avellani — Colli, monti.
Lombardia, Piemonte, Liguria.
Europa centrale.
Bruco nelle foglie ^oìV avellano (pag. inf.).
Carpinicolella SU. — Primavera, estate — Sui carpini — Colli, monti.
Come la precedente.
Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera.
Larva nelle foglie del Carpmus Betulus (pag. sup.).
Leucographella Z. — Mann la scoperse in aprile a Montenero in Toscana,
fra siepi e cespugli.
Anche in Grecia.
Bruco ignoto.
? Ilicifoliella Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo e in Carniola.
Francia mer., Germania, Dalmazia sett.
Larva nel Quercus rohur (pag. inf.). e Q. ilex (?).
Endryella Mn. — È stata catturata da Mann, in Corsica (Ajaccio).
Anche in Spagna.
La larva tuttora ignota, mina probabilmente le foglie del
Quercus ilex.
Lantauella Schric. — Un esemplare raccolto da Mann a Cavro in Corsica.
Nizzardo (?).
Italia centrale, nel Catalogo di Wocke.
Scozia ec, Francia, Svizzera, Germania.
Il bruco vive nel Liburnum Lantana e a. (pag. inf.).
Scitulella Z. — Mann ha roccolto questa specie in Carniola e in Toscana.
Germania mer., or.
Larva minatrice delle querce.
Parisiella Wo. — Probabilmente in Istria, essendo stata osservata a Fiume.
Italia cent., secondo Wocke.
Francia, Dalmazia sett.
Bruco nel Quercus róbur e Q. piihescens (pag. inf.).
Quercifoliella Z. — Primavera, estate; sulle querce — Colli, monti.
Comunissima in molte parti dell'Italia sett. e cent.
Quasi tutta l'Europa.
La larva mina le foglie del Quercus rohur e Q. pendimculata
(pag. inf.).
Messanìella Z. — Come la precedente — In quasi ogni parte d'Italia, però
poco abbondante.
— 102 —
Inghilterra, Francia, Dalmazia, Russia mer. or., Bitinia.
Bruco nelle foglie delle querce, carpini e castagno (pag. inf.).
Platani Stgr. — Primavera, estate — Sui platani.
Non rara in molte parti d'Italia.
Anche in Grecia.
La larve vive nelle foglie del platano.
Denteila Z. — È stata osservata da Mann in Carniola nel Tirolo merid.
e in Toscana (Pratovecchio) e credo anche in Corsica.
Francia, Germania, merid., Dalmazia,
Bruco nelle foglie del Quercus róbur (pag. inf.).
Betulae Is. — Milliére la catturò nell'Alto Nizzardo — Probabilmente si
rinverrà anche in altre parti dell'Italia sett.
Livonia, Germania, Svizzera, Francia.
Larva minatrice nelle foglie della Betula alba, Pìjnis nialus e
P. commiinis (pag. sup.).
Saberifoliella Z. — Aprile, maggio — Sui tamarischi ec. — Piano, colli.
Non rara nell'Italia centrale e nella merid.
Questa specie non s'è rinvenuta ancora che in Italia.
Bruco sul Qiiercus rohur (pag. inf.).
Froelichiella Z. — Marzo, estate (?) — Erbe, fiori — Colli.
Piemonte, Lombardia ec. Nizzardo; piuttosto rara.
Bruco neWAlnus glutinosa (pag. inf.).
Kleemannella F. — Aprile, ottobre — Siepi, muri — Colli, valli.
Nell'Italia sett. e nella cent, non frequente.
Europa cent., Dalmazia, Bitinia.
Bruco nQÌVAlnus glutinosa (pag. inf.).
Schreberella F. — Maggio, ottobre (?) — Contro il tronco degli olmi —
Colli, valli.
Frequentissima in varie parti dell'Italia sett.
Europa cent., Dalmazia, Bitinia.
Larva nelle foglie dell'olmo (pag. inf.).
Emberizaepennella Boucliè — Princ. d'estate, ottobre (?).
Mann l'osservò nel Tirolo meridionale e in Toscana (Pisa).
Distribuz. geogr., come la specie precedente
Larva minatrice nelle lonìcere (pag. inf.).
Millierella Stgr. — C e 1 1 i d e 1 1 a Bondani — Estate, autuno ? — Piano,
monti.
Comunissima in varie parti dell'Italia sett. e cent. ?.
— 103 —
Germania merid., Francia merid.,
Il bruco mina il Celtis australis (pag. inf).
Scabìosella Dgl — I sigg. Turati 1' hanno osservata in ottobre in Brianza.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
La larva vive nelle foglie della Scabiosa columharia (pag. inf.).
Trifasciella Hw — Mann l'osservò in Toscana nei dintorni di Montenero.
Inghilterra, Francia, Germania ec, Bitinia.
Larva nelle lonkere (pag. inf.).
Agilella Z. — Dallo stesso a Pratovecchio.
Incontrasi anche in Germania.
Bruco minatore n^Wolmo (pag. inf.).
Pastorella Z. — Questa specie nordica, propria della Svezia e Norvegia,
venne scoperta recentemente anche in Brianza, dai signori Conti
Turati. (Giugno, boschi di Alzate).
La larva vive nelle foglie del Saìix viminalìs e altre specie
di salici (pag. inf.).
Gomparella Z. — Mann la trovò abbastanza abbondante in principio di
aprile a Pratovecchio, sul tronco dei pioppi.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
Il bruco mina le foglie del Populus alba. (pag'. inf.).
? Italica Nick. — Non trovasi citata nel Catalogo di Wocke. Secondo
Herrich-Schaeffer, voi. V, pag. 335, Zeller ne avrebbe catturato un
esemplare in Toscana.
Nota. — Milliére cita fra le Lithocolletis dei dintorni di Cannes,
anche le specie seguenti: T riflorella Peye (sp. n.), Be 1 o 1 1 e 11 a Stgr.
Distentella Z., Cerisolella Peye. (sp. n.), Cydonielia Freye.
Stettinensi Ni.
Non è improbabile che taluna possa ritrovarsi nel Nizzardo ecc.
Gen. ]Hncfoc€È*w8 Stgr.
Oecophila Stgr. — (Stt. e Z. 1876. — Nuova specie scoperta in Sicilia dal
sig. Barone Kalchberg. (Un cf alla fine di settembre presso Val-
desi e una ? alla fine di luglio in Palermo).
Gen. TischCÈ'in Z.
Complanella Hb. — Aprile, maggio, poi nell' agosto — Sulle querce —
Piano, monti.
— 104 —
É frequentissima in molte parti d' Italia.
Quasi tutta l'Europa, Asia minore.
La larva mina le foglie delle querce e castagni.
Marginea Hw. — Primavere, estate — Siepi di more — Piano, monti.
In tutta l'Italia, però poco abbondante.
Europa.
Bruco nelle foglie delle more.
Gaunacella Dup. — Mann la catturò in giugno nei dintorni di Pratovecchio
Germania ec, Bitinia.
Bruco nelle foglie del prugnolo.
Angusticolella Z. — Aprile, mag., ag. (?) — Cespugli, siepi — Piano, colli.
Incontrasi, non abbondante, in alcune parti dell' Italia sett.
e centrale.
Francia, Germania, Russia, Bitinia.
Larva minatrice nei rosai selvatici.
Ricciardella Costa (Tav. 3, fig. 7). — Questa specie citata dal Costa (Fauna
del Regno di Napoli) probabilmente si riferisce alla Compiane 11 a
Hi). alla Marginea Hiv.
Nota. — Nel Bull. d. Soc. ent. Ital. Anno 7." il prof. C. Rondani descrive
una sua : Palumbina terebint bella (per la quale egli ha creato il
nuovo genere Palumbina) propria della Sicilia, il cui bruco mina le foglie
della Pistacia therehinthi.
LYONETIDAE.
Nota. — I generi che compongono questa famiglia, creata da Stainton,
offrono caratteri tanto diversi, da rendere probabile la soppressione della fa-
miglia stessa per incorporarne i diversi membri in altre affine. Anche il
modo di vivere delle larve vai'ia moltissimo e talune si riscontrano mina-
trici solo nella prima età.
Gen. Mjyoneiift Hb.
Clerckella L. — Primavera, estate — Frutteti, giardini — Valli, monti.
Neil' interno della Sardegna Ghiliani la trovò abbondantissima.
Europa sett. e cent.
Il bruco mina il parancbima degli alò. da frutta^ delle betulle e a.
Nota. — Questa specie presenta un interessante caso di dimorfismo nelle
sue due apparizioni annuali, avendo la primaverile tinte scure nelle ali an-
teriori, mentre nella estiva o autunnale sono più chiare.
— 105 —
f. A e r e e 1 1 a Tr. — Incontrasi talvolta assieme alla forma tipica nelle Alpi.
Prunifoliella Hb. — Primavera, estate — Orti, frutteti, siepi — Piano, Alpi.
È stata osservata in Piemonte, Lombardia ec. e in Toscana —
Poco abbondante.
Europa cent. Dalmazia, Russia, Asia minore.
La larva mina il prugnolo e le betulle ec. ed il Mesp. co-
toneaster.
V. Padifoliella Hb. — Questa forma, più grande e più scura, apparisce
specialmente nella regione alpina.
Frigidariella H. S. — Estate; praterie elevate, cespugli — Monti, Alpi.
Ne raccolsi pochi esemplari nelle Alpi del Bernina.
Alpi centrali.
La larva mina certi salici alpini a foglie strettissime.
Nota. — Se non fossero le antenne brevissime (forse troncate?) sarebbe,
secondo Zeller, da collocarsi in questo genere la Tinea raacrocerella
Costa, T. 3, fìg. 4.
Gen. t*iiyUoc»»isl9S Z.
Suffusella Z. — (?) A u g u s t e 1 1 a Costa). — Primavera, estate — Orti,
frutteti ec. — Piano, valli.
In tutta l'Italia; poco abbondante.
Francia, Germania, Svizzera, Dalmazia, Russia.
Il bruco mina le foglie del pioppio e tremolo.
? Saligna Z. — Probabilmente nel Nizzardo ec. (Cannes, novembre).
Inghilterra, Francia, Germania, Russia.
La larva minatrice in varii salici.
Gen. Cetniosioiiiu Z.
Spartifolìella Hb. — Aprile, mag., ag. — Boschetti, siepi — Piano, colli.
Piemonte, Lombardia, Toscana; non abbondante.
Scozia ec, Francia, Germania, Dalmazia.
Secondo Herrich-Schàeffer la larva si rinviene nei steli dello
Spartium scoparium.
Laburnella Stt. — Come la precedente, colla quale spesso viene confusa.
Inghilterra, Francia, Germania ec.
Bruco minatore nel Cytisics liburnum.
— 106 —
Zanklaeella Z. — Zeller la scoperse nei dintorni dì Messina.
È stata orservata anche in Dalmazia da Mann.
Larva ignota.
Scitella Z. — Maggio; rinvenuta da Mann in varie parti d'Italia.
Europa centrale, Dalmazia, Asia minore.
La larva mina le foglie delibero, melo e Crataegus oxyacantha.
Gen. Bucctttatt'iac Z.
Nota. — Le larve sono minatrici nella prima età, dopo vivono libera-
mente sulle foglie.
Nìgricomella Z. — Prim., estate — Luoghi erbosi asciutti — Piano, Alpi.
Italia sett. e Toscana (Pisa, Mn.), non abbondante.
Germania ec, Dalmazia, Russia.
Bruco sul Chnjsantliemum leucanthemum.
V. Aurimaculella SU. — Ornata di quattro macchiette d'oro; s'in-
contra nella regione alpina.
Inghilterra, Germania, Svizzera, Francia.
Cidarella Z. — Giugno — Sul tronco degli alni — Colli, monti.
Mann l'osservò in Toscana (Pratovecchio ec).
Inghilterra, Germania, ec.
Bruco come il precedente; probabilmente anche svilYalno.
Ulmella Z. — Come la precedente.
Catturata da Mann in Istria ed in Toscana, (Ardenza, Sal-
viano ec); non rara.
Europa cent., Dalmazia, Russia, Bitinia.
Larva sulle querce e olmi.
Crataegi Z. — Maggio — Siepi di biancospino.
Dallo stesso in Carniola, nel Tirolo merid. e a Livorno.
Medesima distrib. geograf. che la precedente.
Bruco sul Crataegus oxyac. e C. monogina.
Boyerella Bup. — Aprile, maggio — Siepi, giardini; sugli olmi.
É comunissima in varie parti dell'Italia sett. e della cent.
Europa quasi tutta.
La larva vive sui Chrysanthemum, Achillea e l'olmo ?
Frangulella Goese. — Maggio, giugno — Orti, siepi.
Carniola, Piemonte (Torino), Toscana (Pisa); rara.
_ 107 —
Europa seti e cent. Dalmazia.
Bruco sul Ehamnus frangula.
Cristatella Z. — Mann la raccolse in maggio in Carinola — Nizzardo ?
Inghilterra, Francia, raerid., Germania ec, Russia.
Larva bvìW Achillea millefolium.
Gnaphaliella Tr. — Lo stesso entomologo la catturò nel Tirolo merid.
Germania, Livonia.
Il bruco divora il GnaphaUiim arenarium.
? Thoracella Thibg. — Probabilmente anche in Istria, essendo stata os-
servata a Fiume.
Europa cent, e parte della seti, Dalmazia.
Alpina Frey. — Luglio, agosto — Praterie alpine (1800 m.).
È stata catturata dal sig. Colonello Stainton sul Maloia (som-
mità di Val Bregaglia).
Alpi dell' Engadina (Sils-Maria ec).
Larva ignota.
NEPTICULIDAE
Geu. Opostegn Z.
Salaciella Tr. — Mag., giugno — Margine dei prati umidi.
Mann l' ha raccolta in Carniola, Tose. (Pisa) e Corsica (Ajaccio).
Francia, Germania ec, Russia.
Larva ignota.
Menthinella Mn. — Propria della Corsica, ove Mann la scoperse in luglio
presso Ajaccio, sui fiori delle mente; rara.
Bruco ignoto.
Grepusculella Z. — Mag., giugno — Luoghi paludosi.
Non rara in quasi tutta l'Italia.
Europa cent, e parte della meridionale.
Bruco ignoto.
Gen. Tfifttrcufa Z.
Pallidella Z. — Maggio — Erbe e cespugli in località umide.
Mann ne raccolse alcuni esemplari in Carniola, Toscana (Pisa)
e nel Palermitano; Milliére la trovò nell'Alto Nizzardo.
— 108 —
Germania, Dalmazia, Bitinia.
Bruco ignoto.
Immundella Z. — È stata raccolta da Mann nell'Appennino toscano.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
Larva sconosciuta.
Gen. Guenea Miti.
Borreonella Mill. le. Ili, pi. 153 — Milliére ha creato il genere Guenea
per questa specie nuova, da lui catturata in luglio a S. Martino
Lantosca, nell'Alto Nizzardo.
Gen. IVepiicuia Z.
Ruficapitella Hiv. — Samiatella ?Z. — Credo si riferisce a questa
specie la N e p t i e u 1 a catturata da Mann in aprile, sugli olmi,
a Livorno e Montenero.
Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera.
Larva sui Quercus.
? Samiatella H. S. — Italia centrale? (Wocke, pag. 335, n. 2978).
Germania.
Larva, come la precedente.
Atricapitella Hw. — Ne catturai due esemplari al Jàger, presso Trieste,
Nizzardo ?
Inghilterra, Francia mer., Germania ec.
Bruco come i precedenti.
Anomala Goeze — È stata raccolta nel Goriziano e in Istria da Mann.
Inghilt., Svezia, Francia, Germ., Svizzera.
Larva sulla Bosa canina.
? Suberivora SH. — Probabilmente nel Nizzardo e Liguria (Cannes, aprile).
Il bruco vive sul Qiiercus ilex.
Aurella SU. — Mann ne prese parecchi esemplari, in aprile, sugli olmi, a
Montenero (Toscana).
Inghilterra, Francia, Germania ec.
Larva sul Riibus fructlcosus.
Marginicolella Stt. — È stata osservata in Piemonte.
Inghilterra, Francia, Germania ec.
Bruco suir Ulmiis campestris.
— 109 —
Gratiosella Stt. — Fine maggio — Siepi, sugli olmi — Piano, colli.
Non è rara in varie parti della Lombardia e del Piemonte.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
Larva sul Crataegus oxyacantJia.
? Alnetella SU. — Probabilmente nel Nizzardo e in Liguria (Cannes ec.
maggio).
Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera.
Bruco suWAlnus glutinosa.
? Hubnerella H. S. 829. — Corsica? (Wocke n. 3026).
Austria.
Larva ignota.
? Dimidiatella H. S. 830. — Mann (Wien. z, b. Ver. 1855) cita le due figure
829 e 830 di Herrich-Schaeffer, come appartenenti ad una medesima
specie da lui catturata in Corsica.
Austria (Vienna).
Bruco ignoto.
? Suberis Stt. — Assai probabilmente s'incontrerà nella Liguria occidentale
e nel Nizzardo, mostrandosi in abbondanza nel giugno e settembre
lungo tutte le colline del littorale di Cannes.
Larva sul Quercus siiber.
Castanella Edi. — Secondo il Catalogo di Wocke (n. 3056) apparirebbe in
varie parti d'Italia.
Francia meridionale.
Bruco sulla Casfanea vesca.
Sericopeza Z. — Maggio, settembre — Boschetti di aceri.
Piemonte e Toscana (Salviano ec.) rara.
Anche in Germania.
La larva s'incontra s\i\VAccr campcstris e Acer platanoides.
Argyropeza Z. — Osservata da Mann in Toscana.
Inghilterra, Germania ec, Russia.
Bruco sul tremolo.
Subbimaculella Hw. — In Istria e probabilmente anche nel Nizzardo e
Liguria.
Inghilterra, Germania, Svizzera.
Larva sulle querce.
Turbidella Z. — Mann raccolse questa specie in principio di giugno a Pra-
tovecchio in Toscana.
Germania ec, Russia mer. or.
— 110 —
Larva sul Popuhis nigra e P. alba.
Cryptella SU. — Il sig. Colonnello Stainton l'osservò a Mentono in marzo.
Scozia ec, Germania, Svizzera, Francia.
Larva sui Lotus corniculatns, L. major e Borycnium Mr-
suhim ?
Euphorbiella Stt. — Marzo — Mentone e Eoccabruna da Stainton.
Francia mer. orientale.
Il bruco vive ^.xxW Euxiliorbìa dendroicìes.
Nota. — Fra le Nepticule dei dintorni di Cannes ec. Milliére cita anche
le seguenti, talune delle quali certamente si potranno rinvenire anche nel
Nizzardo e nella Liguria occidentale.
H. iiicitwru Peye. — Aprile; sul Quercus ilex.
X. saiìoiiii Stt. — Aprile; sui salici.
]* cathuriicclla Stt. Maggio; sul Rhamnus alaternus.
Jd iii-oiiiUku Stgr. — Gennaio; sul Pistacia lentiscus.
X «iciivoi-a Peye. — (sp. n.), sui Cistus Monspeliensìs e C. salvifoUs.
Hi auro ouputclla Mill. — (sp. n.). Maggio, giugno.
Bobcnianni» fiiiadriiuaculclla B. E. — Maggio — Larva ignota.
Gen. MMicÈ*optevyx Uh.
Calthella L. — Nel piano apparisce in aprile e maggio — Fra i monti
e n(41a regione alpina, anche solo nel luglio e agosto.
Abbondante in tutta l'Italia, sui fion à&\ Caltha palìtstris ^ ?k.
Incontrasi in quasi tutta l'Europa.
È probabile che la larva viva su quel vegetale.
Isobalella Stgr. — É probabilmente solo varietà della precedente. Staudin-
ger la scoperse in luglio in sito cespuglioso, presso Macugnaga in
Pif'oionte.
Aruncella Se. — Estate — Sui fiori delle praterie umide — Piano, Alpi
sin olf.re 2000 metri.
È stata osservata in varie parti dell'Italia sett. e merid.
Europa cent., Russia sett. occidentale,
Lars'a tuttora ignota.
(1) Costiluis oni> un piccolo gruppo fra i micrilepidotteri affatto distinto dalle
Tine-d, iiUt^ qu.li furono impropriamente riunite da alcuni eutomologi. Hanno volo
diurno e fauno i 1 irò apparizione in primavera o d'estate; talvolta s'incontrano in
gran nuiuero sui iori delle Scabiose, Caltha palustris, ranuncoli e a.
— Ili —
V. Atricapilla Wo. — Forma alpina osservata da Wocke allo Stelvio, sul
versante austriaco, che probabilmente s' incontrerà anche dalla parte
valtellinese.
Nota. La Tur ine Ha Hb. 377, citata dal Ghiliani (Elenco dei Lepi-
dotteri degli Stati Sardi, p. 78), sembra riferirsi all'Aruncella Se.
Seppella F. — Cespugli di mirti — Aprile e maggio.
In varie parti d'Italia (Toscana, Sicilia ec); rara.
Francia, Inghilterra.
Bruco ignoto?
Aglaella Dup. — Maggio, giugno — Sulle siepi in fiori; vola al levare e
al cadere del sole.
Abbondante nel Nizzardo. Credo che non se ne conosca le
metamorfosi.
Francia meridionale.
Myrtetella Z. — Zeller la scoperse in maggio sulle siepi di mirto e l'erica,
nei dintorni di Livorno e Montenero (Toscana).
Ungheria merid., orientale
Bruco ignoto.
Paykulella F. — Primavera — Sui fiori e siepi — Colli, valli.
Sembra rara nell' Italia sett. e piuttosto frequente nella merid.
e in Sicilia
Dalmazia, Francia meridionale.
Larva ignota?
Rablensis Z. — Stett. e Z. 1868.
É propria della Carniola la quale, geograficamente, fa parte
dell' Italia.
Rothenbachii Frcy. — Italia cent. (Wocke) — Alpi di Valtellina (?).
Svizzera (Primavera).
Larva ignota.
Anderschella H. S. — Primavera (piano), estate, (Alpi) — Sui fiori.
É stata osservata in varie parti d' Italia (rara).
Europa cent., Dalmazia, Bitinia.
Bruco sconosciuto.
Aureatella Se. — Primavera (piano), estate (monti).
È frequente in quasi ogni parte d'Italia sui fiori del bianco
spino e della Spiraea aruncus.
Svizzera, Europa cent, e sett. — Larva ignota.
— 112 —
Completella Stgr. — Un solo individuo cf ,. scoperto da Staudlngernell' Isola
di Sardegna (Beri, e Z. 1870).
Wockei Stgr. — È propria dell'Italia centrale, e delle Grecia — (Staudin-
ger Hor. 1870).
Fastuosella Z. — In varie parti d' Italia ; vola in aprilo.
Gran parte dell'Europa temperata.
Dalmazia, Asia minore.
Il bruco mina le foglie AoiV avellano e probabilmente anche
quelle del Quercus puhescens.
Semipurpurella Stph. — Mann raccolse questa specie alla fine di maggio
in un querceto presso il castello di Romeo in Toscana.
In molte parti d'Europa.
Bruco ignoto ?
Nota.— Ghiliani nel suo Elenco cita fra le Mi e ropt erigi ne del Pie-
monte ec. anche le seguenti, non accennate nel Catalogo di Staudinger e
Wocke: Donzelella Bup. (Maggio, cespugli, Spezia, rara), la quale da
Duponchel viene ascritta alle varietà della M. S par mane Ila D. poi la:
Pfeifferella ITò. che appartiene al genere An ti spi la fl"&. e quindi
alle Elachistidae.
JPTEI^OF^HORirsrA (1)
Gen. Agttistis Hh.
Frankeuìae Z. — Zeller scoperse questa specie in agosto nei dintorni dì
Messina.
È propria anche della Spagna meridionale.
Il bruco vive sulla FrancJcenia pulverulenta.
Meridionalis Z. — Dallo stesso entomologo scoperta d'estate nei dintorni
di Siracusa, fra cespugli di tamarici. Mann l'osservò anche nel
Palermitano.
Larva ignota.
(1) Le Pteroforine comprendono un gruppo affatto distinto, fra i Lepidotteri, caratte-
rizzato da forme snelle, corpo gracile, gambe lunghe, ali strettissime; le superiori
generalmente bipartite e le inferiori tripartite in falangi munite di frangie in guisa
di piccole penne. Il solo genere Agdistis ha tutte le ali integre.
Le larve hanno il numero normale di piedi (16), e vivono generalmente su piante
erbacee, rodendone le foglie oppure le gemme, le capsole seminali o gli steli.
— 113 —
Heydenli Z. — Estate — • Sulle mente — Catturata da Mann in Corsica
(Ajaccio).
Si troverà certamente anche nel Nizzardo e in Liguria.
Francia meridionale.
Il bruco vive sulla EupJiorhia spinosa e VAfriplex halimus.
A dactyla Hb. — (H ii b n e r i Z.) ~ Estate — Luoghi erbosi in località
montuose.
Secondo Zeller, in Sicilia. Ghiliani la dice non rara nell'interno
della Sardegna.
Germania, Polonia, Ungheria ec.
Larva sul Chenopodium fructicosum.
Paralia Z. — Scoperta da Zeller in maggio e luglio, nei dintorni di Catania,
e di Siracusa.
Questa specie appartiene pure alla fauna della Grecia.
Il bruco vive sui tamarici.
Tamaricis Z. — Estate — Nelle paludi dei dintorni di Siracusa, da Zeller;
in Toscana (Livorno ec.) da Mann. Certamente anche nel Nizzardo ec.
Spagna, Francia, Germania m-erid., Persia.
Bruco sul Tamarix gallica e T. germanica.
Nota. — Millière scoperse recentemente nei dintorni di Cannes tre nuove
specie appartenenti al genere Agdistis. Non é improbabile che l'unao
l'altra possa osservarsi anche sul littorale Nizzardo ec. ; eccone i nomi:
Statices Mill. (Cai rais. Ili, pag. 375, pi. II) — Ha da 3 a 4 apparzioni.
Il bruco vive sulla Statice cordata.
Lerinensis Mill. (It., pag. 376, pi. II) — Ha pure parecchie apparizioni.
Anche questa larva s'incontra sulla Statice cordata.
Satanas Mill. (It, pag. 377, pi. II) — Apparisce in luglio.
Bruco ignoto.
Gen. Cnne»nidophoè*u8 Wallgr,
Rhododactylus F. — Primavera, estate — Giardini, macchie nei boscdi —
Colli, monti.
Non rara in quasi ogni parte d'Italia.
Gran parte dell'Europa centrale e merid., Armenia.
La larva divora le gemme delle rose.
— 114
Gen. RUttypimu Hb.
Ochrodactyla Hb. — Ghiliani la cita come rarissima, in giugno, nelle pra-
terie e boschetti della Collina di Torino.
Europa cent,, Russia, Armenia.
Bruco nei steli del Tanacetiim vulgare.
Gonodactyla S. V. — Dalla prim. all'autunno — Praterie — Piano, xVlpi.
In molte parti d' Italia.
Europa cent, e sett.
Larva nei steli della Tussilago farfara.
Farfarella Z. — Italia, secondo il sig. conte E. Turati.
Francia merid., Germania ec
Zetterstedtti Z. — Giugno, luglio — Praterie e boschetti — Monti, Alpi.
Piemonte (Ghiliani), Carniola (Mann), Stelvio 2,500 m. (Gri-
gioni (G. F. Tur.).
Europa centrale e settentrionale.
Il bruco vive nei steli di varie specie di Senecio.
Nemoralis Z. — v. Saracenica Wo. — Forma più piccola e più scura
del tipo, stata osservata dai Signori Turati, in agosto, sui monti
di Villalba in Brianza. Essa è indicata come proveniente dalla Slesia,
nel Catal. di Staudinger.
La larva vive nei steli del Senecionis saracenicL
Tesseradactyla L. — Fischeri Z. — Primavera, estate — Pascoli e
praterie — Piano, Alpi.
Toscana in aprile da Mann; Tirolo meridionale. Alpi di Val-
tellina (estate).
Europa centrale e settentrionale. Persia.
Bruco sul Gnaplialium cUoicum e altri.
Metzneri Z. — Staudinger la catturò a Macugnana in Piemonte.
Credo sia stata osservata anche nelle Alpi dello Stelvio in Val-
tellina.
Alpi, Ungheria, Turchia,
liarva ignota.
Acanthodactyla Hb. — Estate, autunno — Siepi, erbe — Piano, monti.
Non rara in quasi ogni parte d' Italia.
- 115 —
Gen. MtnhMypIiìia Uh.
Europa cent, e sett., Eussia mericì., Grecia, Armenia.
Il bruco vive sugli Ononis, Stachys e altri.
Cosmodactyla Hh. — Estate, autunno — Siti erbosi — Piano, Alpi.
In Lombardia non rarissima. Secondo Mann anche in Corsica.
Germania ecc., Scandinavia, Russia.
La larva, stando a Frey, vive prima sulla Stachys selvatica
poi, nei semi àeW Aquilegia vulgaris.
Gen. OacyptiMus Z (1).
KoUari SU. — Il Sig. R. Zeller ne raccolse parecchi esemplari in Val d'Aosta
e nelle Alpi di Valtellina (Stelvio, oltre la III Cantoniera).
Alpi, Armenia, Asia minore. Persia.
Tristìs Z. — Primavera, estate — Pascoli, terreni silicei — Piano, valli.
Tirolo merld., Istria, Toscana (Mann) e probabilmente in tutta
Italia.
Germania ecc., Francia, Russia merid. orient.
Larva ignota ?
Distaus Z. — Maggio, luglio — Pascoli, rive erbose — Colli, monti.
Non raro in quasi ogni parte Italia.
Europa centr. e merid., Asia minore.
Bruco ignoto?
Laetus Z. — Estate.
Non rara in tutta l'Italia.
Europa merid., Asia min., Armenia.
La sua larva vive sui fiori AqW Andryaìa sinuata.
Pilosellae Z. — Da maggio a settembre — Giardini, rive erbose — Piano,
colli.
Lombardia, Toscana (Pisa, Mn.). — Europa cent, e scttent.
Il bruco divora le gemme del Hicracium inìosclla.
Hieracii. Z. — Luglio, settembre — Fra le erbe alte — Colli, monti.
Lombardia (Toscana?), Alto Nizzardo.
Europa ceni, Dalmazia, Francia merid., Armenia.
(1) I caratteri differeuziali fra alcune specie dei g-eueri Osyptilus, Mimaescopti-
lus ec, essendo miuiuii, regna alquanta incertezza sulla classificazione di parecchie.
— 116 —
Bruco sul Hieracium umbellatum.
Nota. — È spesso confusa colla specie precedente.
Didactylus L. — Si riscontra in quasi ogni parte d' Italia; alquanto comune.
Eurapa cent, e sett. ; Russia mer., Bulgaria.
Larva ignota.
Parvidactylus L. b s e u r u s Z. — Estate — Praterie aride — Piano, Alpi.
In tutta l'Italia, salvo la Sardegna ove, credo, non è per anco
stato osservato.
Tutta Europa (ecc. reg. polare), Armenia ecc.
Il bruco vive nelle gemme della Stachys alpina e Hieraemm
pilosella.
Marginellus Z. —• Scoperta da Zeller in Sicilia (Catania, Siracusa) in siti
erbosi.
È stata osservata anche nell'Asia min. — Larva ignota.
Geu. Minmeseoptilus Wallgr.
Phaeodactylus Hh. — Maggio, luglio — Boschi ecc. ; sugli Ononis e altri —
Piano, monti.
Italia settentrionale, non rara. Toscana, Alto Nizzardo, comu-
nissimo. Probabilmente anche nelle provincie meridionali.
Europa cent, e meridionale.
La larva vive nelle gemme dell' Ononis re^jens.
Pelidnodactylus Stein ? — Bipunctatus Scop. — Giugno, settembre.
Tirolo meridionale, Carniola, Alto Nizzardo e probabilmente
anche in molte altro parti d'Italia.
Quasi tutta 1' Europa (ecc. reg. poi.).
Larva su varie Sassifraghe.
Serotinus Z. — Da maggio a settembre — Praterie aride ecc. — Colli, Alpi.
È comune in quasi ogni parte d'Italia.
Eu'-opa cent, e sett. (ecc. reg. polare). Spagna, Grecia.
La larva divora le gemme della Scahiosa arvensis, Linaria
cymbalaria e altre.
Zophodactylus Dup^ — L o e w i Z. — Estate — Luoghi erbosi e cespugliosi.
Italia centrale, meridionale e insolare; piuttosto scarsa.
Francia meridionale, Andalusia, Germania ecc. Asia minore.
Il suo bruco vive sui fiori dell' JEry hraea centaureum.
Aridus Z. — Da mag. a sett. — Siti erbosi aridi, brughiere — Colli, monti.
— 117 —
In quasi ogni parte ci' Italia, non rara.
Europa raerid., Armenia, Siria — • Bruco ignoto.
Coprodactylus Z. — Estate — Prat"rie u mille elevate — Monti, Alpi.
Alpi del Piemonte e della Valtellina; monti della Sardegna.
Alpi occid. e sett.; monti d(dla Francia merid.
La larva divora i fiori della Gentiana verna e G. lutea..
Plagiodactylus Stt. — Giug., Ing. — Luoghi erbosi elevati — Monti, Alpi.
Alpi della Valtellina e Grigioni (Tur.); monti della Corsica
(Monte Corte, Mn.).
Alpi, Francia, Germania merid., monti dell'Ungheria.
Bruco sulla Gentiana asclepiadea.
Stìgmatotlactylns Z. — È stata raccolta nel Tirolo mer. e in varie parti
della Sicilia, da Mann e da altri.
Francia, Austria, Ungheria, Majorca, Persia.
Larva ignota.
Pterodactylus L. — Fuscus Retz. — Estate — Siti erbosi — Piano,
monti.
In molte parti d' Italia; Alpi del Grigione.
Tutta l'Europa (ecc. reg. noi.), Armenia.
Bruco sulla Veronica chamacdrys e Convolvoìus arvensis ?
Gen. Oet1e»nal»phovns Wallgr.
Liithodactylus T. — Luglio (monti), agosto (Alpi) — Luoghi erbosi.
Piemonte, Alto Nizza rzo, Val Livigno, monti di Vill'Albese
'(G. F. Turati, un'esemplare.
Europa cent-, Russia.
Giganteus 3fn. — Ne furono raccolti parecchi esemplari in Corsica e Sar-
degna da Mann e Staudinger. Il sig. Gianfranco Turati la trovò
abbastanza frequente in Liguria.
Questa specie è propria dell'Italia — Bruco ignoto.
Gen. I*ieè'»i»h(n'ux Wallgr.
Monodactylus L. — Pterodactyla Uh. — Primavera, estate, autunno
— Boschetti, erbe — Piano, monti.
È comunissima in tutta l'Italia.
Tutta l'Europa, Armenia, Persia.
c.
— 118 —
Geu. E/eioptilu» Wallgr.
Scarodactylus Hh. — Maggio, giugno poi settembre — Luoghi erbosi —
Colli, monti.
Brianza (conti Turati), Toscana (Montenero Mn.) ; piuttosto rara.
Europa cent. Russia.
Il bruco vive nelle gemme dei Hieracium umhellatum e
H. horealìs.
Lienigianus Z. — Mann raccolse questa specie nel Tirolo merid., in Istria
e credo anche in Toscana.
Germania, Livonia.
Bruco ignoto.
Dìstinctus H. S. — Lo stesso entomologo l'osservò nei dintorni di Livorno,
in sito erboso.
Germania.
Bruco ignoto.
Tephradactylus Hh. — Maggio, giugno, settembre — Luoghi erbosi —
Colli, monti.
Brianza, Valle di Poschiavo, Toscana (Pratovecchio).
Europa cent, e sett., Russia mer., or.
La larva s'incontra sulla SoUdago virgaurea.
Carphodactylus Hh. — Mag., agosto — Praterie e boschetti — colli, monti.
In varie parti d'Italia, rara.
Germania ec, Ungheria, Russia mer., or.
Larva sulla Conysa squarrosa.
Mycrodactylus Hh. — Mag., giug., sett., — Siepi, erbe, cespugli — Colli.
In tutta l'Italia, ma rara ovunque.
Gran parte dell'Europa, Bitinia.
Il bruco vive sui fiori e nei steli àeW Eupatormm cannab'mum,
Brachydactylus Tn. — È stato osservato in Toscana da Mann (Pratovec-
chio) e dal Minière nell'alto Nizzardo (Berthemont-lcs-Bains; rara).
Parte dell'Europa cent., Ungheria.
Bruco sul Prenanthìs purpurea.
Osteodactylus Z. — Giugno — Boschi, cespugli — Valli, monti.
Mann la raccolse in Toscana (Pratovecchio), in Carniola e Istria
Europa cent., e sett.
Il bruco vivo sulla Solldago virgaurea.
— 119
Gen. Acipiilia Hb.
Semjodactyla Ln. — È specie propria della Corsica e della Sardegna, ove
si riscontra in località montuose e umide.
Larva ignota.
Galactodactyla Hb. — Agosto — Collina di Torino e Val d'Aosta (Ghil),
non rara.
Germania, Ungheria, Russia, Armenia.
Bruco sulla lappola.
Spilodactyla Curi. — Mann ne catturò un esemplare in giugno, a Firenze,
contro un muro. Credo che sia stato osservato anche in altre parti
d' Italia.
Quasi tutta l'Europa.
Larva sul Marrubium vulgare.
Xanthodactyla T. — Estate — Praterie e boschetti — Valli, monti.
Vaile di Pesio, rarissima (Ghil). Tirolo mer. (Mann), Brianza
(conti Turati).
Spagna, Francia, Germania, Ungheria, Russia, Grecia.
11 bruco vive probabilmente sulla lurina.
Baliodactyla Z. — Siti erbosi — Monti.
Mann la trovò non rara a Pratovecchio.
Probabilmente in tutta l'Italia.
Quasi tutta l'Europa.
Larva sull' Onganmn vulgare.
Nota. — L'A. Meristodactylus Mn. , raccolta dall 'entomologo vien.
nese in Carniola e nel Palermitano, non trovasi menzionata nel Catalogo di
Staudinger e Wocke. Secondo Herrich. Schàffer (voi. V, pag. 384) sarebbe
molto affina alla Ba 1 iod acty 1 a Z.
Tetradactyla L. — D i d a e t y 1 a Se. — Estate — Località erbose so-
leggiate — Colli, Alpi.
Comune in molte parti d'Italia, specie nella regione alpina.
(Monte Generoso — G. F. Tur).
Gran parte dell'Europa, Asia minore, Armenia.
La larva s'incontra sul Thymus serpyllum, Lavandula spiea ec.
Malacodactyla Z. — Mag., sett. — Rive aride e sterpose — Piano, colli.
In quasi ogni parte d'Italia, però non abbondante.
— 120 —
Europa mer., Asia minore.
Bruco sulla Nepeta calamintha.
Ischnodactyla Z. — Estate — Erbe e cespugli e siti caldi.
È stato osservato in varie parti dell'Italia mer. e insolare.
Francia e Germania merid.. Ungheria, Asia min., Siria ec.
La larva vive sul Thymus creticus.
Pentadactyla L. — T r i d a e t y 1 a ^Sc. — Da maggio a sett. — Siepi e
erbe in località umide e fresche — Piano monti; ovunque comu-
nissima.
Quasi tutta l'Europa, Armenia, Siberia orientale.
Bruco sul Convolvulus arvcnsis.
Sìciliota Z. — Estate — Falde erbose ed aride.
Scoperta in Sicilia da Zeller; da Mann catturata in Corsica
e da Staudinger in Sardegna, poco abbondante.
Francia mer., Dalmazia, Grecia, Asia minore, Sìria ec.
11 bruco vive snW I]lychrismm angusti folium.
Baptodactyla Z. — Estate — Mann l'osservò in Toscana e Corsica, Stau-
dinger in Sardegna, rara.
Francia merid. e Spagna — Larva ignota ?
Nota. — Ghiliani (Elenco pag. 82) dice comunissiraa d'estate nelle loca-
lità ei'bose e calde di tutta la Sardegna la Pt. fuscolimbatus Dup.
Suppl. , che non trovo citata ne da Wocke ne da Staudinger.
Gen. Aiucitn Z.
Zonodactyla Z. — Una sola femmina scoperta da Zeller in giugno, nei
dintorni di Siracusa. Fu dipoi osservata anche in Grecia e nell'An-
dalusia — Bruco ignoto.
Dodecadactyla Hi). — Pochissimi esemplari ne sono stati sin qui trovati
in Italia; però la specie è stata osservata, tanto nella settentrio-
nale che nelle altre parti, compresa l' insolare.
(1) Anche le Alucitine formano un gruppo a parte, totalmente distinto dalle Pterofo-
rine. Hinno aspetto più tozzo, gambe più corte, e sono sopratutto caratterizzate da ali
ampie in forma di ventatrlio, tutte partite in sei falang^i o rag'gi frangfiati, perfetta-
mente simili a delicatissime piume.
La fauna europea non ne conta più di nove specie, tutte raccolte in un unico genere.
- 121 —
Germania, Svizzera, Livonia.
La larva vive nei ramoscelli della Lonicera ccylosteum.
Palodactyla Z. — Zeller e Mann ne raccolsero alcuni esemplari in Sicilia,
• Toscana e Corsica.
Andalusia, Asia minore, Siria.
Bruco ignoto.
Desmodactyla Z. — Mag., sett,, — Cespugli e contro ai muri — Colli.
I signori conti Turati ne raccolsero vari esemplari in Alzate
(Brianza).
Svizzera, Germania merid.
La larva vive sulla Stachys sylvatica.
Grammodactyla Z. — Anche questa specie è stata raccolta in maggio dai
signori conti Turati nei sotteranei della loro villa in Alzate.
Svizzera, Germ., Ungh., Francia mer. Asia minore.
Bruco ignoto.
Hexadactyla L. — Polydactyla Hh. — Da maggio a settembre —
Luoghi ombrosi, sotteranei ec.
Incontrasi (poco abbondante) in quasi ogni parte d'Italia.
Gran parte d'Europa, Armenia.
La larva vive sui fiori di varie lonicere.
Hubneri Wallgr. — Hexadactyla Hh. 30, 31 — Da maggio a
tutto agosto — Macchie nei boschi, contro ai muri ec. — Colli,
monti.
È pure stata osservata in varie parti d'Italia; piuttosto rara.
Gran parte dell'Europa.
II bruco vive nei steli della Scahìosa cohimbaria. e di varie
lonicere.
122 —
AGGIUNTE ALLE PIRALIDINE E TORTRICINE
Cleodobia moldavica Esp. — Netricalis Hb. — La citai erroneamente
fra le specie state raccolte in Brianza dai signori conti Turati.
— angustalìs Sch. S. V. — Estate, boschetti ecc. — Piano, monti.
Non rara in molte parti d' Italia. La larva vive sui fiori del
Lotus corniculatus e a. — Europa cent, e merid.
— brunnealis Tr. — È abbastanza frequente anche in Brianza.
Botys porphyralìs S. V. — Va ascritto anche alla fauna lombarda, aven-
dola io osservata nei dintorni di Bormio in Valtellina.
— testacealis Z. — Appartiene anche alla Zona sett. Il sig. conte G. F.
Turati ne raccolse in Brianza parecchi esemplari nell'agosto.
Crambus malacellus Du}). — La citai come rarissima nella Zona sett. È co-
mune in certi anni nel Brianzotto, in agosto, nelle praterie soleggiate.
— conchellus Sch. S. V. — Frequente in luglio sui monti della Brianza.
— perlellus Se. — Anche questo è comune nelle praterie umide di Alserio
in Brianza, ove appare pure, in minor numero, la var. W a r r i n g-
. 1 n e 1 1 u s.
— speculalis Hb. — Incontrasi, rarissimo, anche nelle Alpi dì Bormio.
— pyramidellus Tr. — Come il precedente.
Eromene bella Hb. — Va ascritta anche alla Zona sett. Il sig. conte G. F.
Turati ne catturò un esemplare in Alzate (Brianza).
Myelois epelydella Z. — Anche in Lombardia (Brianza, agosto).
Ancylosis cinnamomella Dup. — I pochi esemplari raccolti in Brianza si
distinguono dal tipo per tinta piìi pallida.
Rhacodia caudana F. — Anche nelle valli dell' alta Lombardia.
Teras hastiaua v. rad lana Hb. — Altra delle numerose forme della
hastiana L. stata raccolta in Brianza, in un solo esemplare.
— 123 —
Teras ferrugana ab. t r i p u n e t a n a Hh. — Assieme al tipo in novembre.
In Brianza, nei cespugli di querce.
Tortrix unifasciana Biip. — Mentre è poco abbondante in altre parti d'Italia
è comunissima in giugno nei dintorni di Milano e sui colli brianzoli
(G. F. Turati).
— aeriferana H. S. 202. — Nuova per la nostra fauna. È stata cat-
turata nella regione inferiore della Valle Bregaglia dal Sig. co-
lonnello Bazzigher. Questa specie rarissima è propria della Stiria
e Slesia.
— viburniana F. — Raccolta pure in V. Bregaglia dallo stesso entomologo.
— paleana Hh. — Giunge sino alla considerevole altezza di 2800 m. nelle
Alpi dello Stelvio (Piz Urabrail).
Sciaphila osseana Se. — var. S t e 1 v i a n a Miìl. — Forma piìi scura e
più marcata, scoperta dal Sig. R, Zeller in quella medesima località.
Cochylis cruentana Fri. — Anche nelle Alpi dolio Stelvio (R. Zeller).
— pallidana Z. — É pure da ascriversi alla Lombardia; rara.
Retinia pinivoriana Z. — Non è questa la specie che produce i maggiori
danni alle conifere, nelle regioni elevate delle Alpi retiche, come
indicai nel mio catalogo, bensì la:
Steganoptycha pìnicolana Z. — Che fa talvolta perire annosi larici.
Penthina sororculana Zett. — Il sig. conte G. F. Turati ne raccolse un
esemplare in m^iggio presso Milano. È nuova per la nostra fauna.
Appartiene all' Europa sett. e boreale ed all' Islanda.
— gentiana Hb. — La citai come dubbia in Lombardia, invece vi si trova.
— palustrana Z. — E stata osservata anche nelle Alpi dello Stelvio.
— siderana Tr. — Come la P. gentiana, in settembre.
— rupestrana Dup. — Come la precedente (G. F. Turati).
— Schuiziana F. — Nuova por la fauna italiana. Il sig. R. Zeller la catturò
nell' alta Valtellina, al Piz Umbrail.
- olivana Tr. — Incontrasi anche nelle Alpi ticinesi.
Aphelia lanceolana Hb. — Gli esemplari presi dai signori Turati nelle
praterie umide di Alsorio (Brianza) si scostano dal tipo di Hiibner,
per il colore più pallido e le dimensioni minori.
Grapholita infidana Hb. — Va ascritta anche alle Valli lombarde.
— campoliliana Tr. — Come la precedente ; anche nel piano.
— solandriana L. — È stata raccolta anche in Valtellina.
Grapholita nisella var. p avo nana Dons. — (Mancante del color giallo).
È stata osservata nei querceti di Alzate dal sig. G. F. Turati.
— 124 —
Grapholita similana Hb. — S' incontra anche nelle Valli dell' alta Lom-
bardia.
— selenana Z. — Va ascritta anche alla Zona centrale. Il signor G. F.
Turati ne catturò due esemplari in maggio a Firenze.
Dìchrorampha rhaeticana Frey. p. 381. — Nuova specie scoperta dal
prof. Frey al Passo del Bernina e dal sig. R. Zeller al Piz Umbrail.
Dìchrorampha plusiana Stgr. — Anche nelle Alpi valtellinesi.
Imetocera ocellana F. — ab. 1 a r i e i a n a Stgr. — Più scura del tipo. —
È stata raccolta dal sig. conte G. F, Turati a Villalbese (Brianza)
battendo le fronde dei larici.
— 125 --
INDICE ALFABETICO
dei Generi, Siiecie e Varietà, coiuiiresi io pesta parte il Cataloi
Abdominalis Z., Argyr.
Abrasella Z., Litlioc.
Absynthiella Z., Depress.
Acanthella iIf?:?Z., But.
Acanthodactyla Kh., Ambi.
AcANTHOPHiLA Kn.^ Genus.
Achilella Costa. Tinea
AciPTiLiA Ilb., Genus
AcEOLEPiA Curf., Genus
Acrolcpìdac
Acuminatus Sfg., Mesoph.
Acupediella Fr., Gel.
Adactyla Hb., Adgistis
Adela Laf., Genus
Adeliflac
Adgistis Hb., Genus
Adscitella SU., Elach.
Adspersella H. S\, Prays
Aechmia Slf. Genus
Aeneospersella Roes., Butalis »
Aequidentellus Huf., Chaul
Aerarìella H. S., Butalis
Aeratella Z., Asyctina
Aereella Tr., Lyon.
Aerenitidella 3£ill., Glyph.
Acrosellus Z., Nemofc.
Aestivella Z., Parasta
Agilella Z., Litliocol.
Aglaella Dup., Mie.
Alacella Dup., Acantli.
Albella Costa, Tinea
Albescens Z., Pterol.
Albiapicella H. S., Stagm.
Albicanella Z., Sym.
Albicostella Dup., Col.
e.
pag
. 23
»
99
»
36
»
90
»
114
»
50
»
10
»
119
»
18
»
18
»
'54
»
37
»
113
»
14
»
14
»
112
»
96
»
21
»
84
s »
88
»
82
»
88
»
86
»
105
»
69
»
16
»
47
»
103
»
111
»
50
»
10
»
57
»
87
»
61
»
79
Albicostella D., Glypb.
Albidella Fr., Depres,
Albilabris Z., Oecoph.
Albiceps Z., Poecilia
Albifrontella Hb., Elach.
Albifuscella Z., Col.
Albipunctella Hb., Depres
Albipuncta Hw., Depres.
Albistria Hiv., Argyr.
Albocingulella D., Ree.
Alchimiella Se, Gracil.
Alcyonipennella Koll, Col
Alburnella Z., Teleja
Alnetella Stt., Nept.
Alniella Z., Lithoc.
Alpicella H. S. Swam.
Alpicola Wo., Coleopb.
Al picei a Frey., Gelech.
Alpina Fr., Buccul.
Alseriella E. T., Butalis
Alsinella Z., Lita
Alstroemeriana CI., Depr.
Alternans Stff., Swam.
Alucita Z,. Genus
Aliicitiiia
Amblyptilia Hb Genus
Amphonicella H. C, Butalis »
Ampliatella Stt., Ornix
Amyotella Dup., Lithoc,
Anacampis Curt., Genus
Anarsia Z., Genus
Anatipennella Hb., Coleoph
Anchinia Hb., Genus
Andereggiella D., Arg.
Angelicella Hb., Depres.
pag
68
»
33
»
64
»
45
»
95
»
78
»
36
»
36
»
23
»
45
»
69
»
75
»
43
»
109
»
100
»
21
»
80
»
39
»
107
»
88
«
42
»
33
»
21
»
120
»
120
»
115
s »
87
»
73
»
99
»
49
»
56
»
76
»
62
»
24
»
34
— 126 —
Anderschella R. S., Micr
Anglicella Stf., Ornix
Anguliferella Z., »
Ang-nlosolla Costa., Oecoph.
Angustella Ilb., »
Anguste! la Costa
Angusticolella Z., Tisch.
Ang-ustipennella St23h., Sclireck
Annexella Z., Depres.
Anomala Coese, Nept.
Anserinella Z , Elach.
Anseripennella Hb-, Col.
Anthemidella Hn., Cleod.
Antirrhinella 3TiU., Biach.
Anthophaga Stg., Blast.
Antracinalis Se., Eupoc.
Anthyllidella Hb., Anac.
Antispila Hb., Genus
Apicolla Donz., Swam.
Aplota Stpli., Genus
Apodia Hn., Genus
Appeodiculata E., Atychia
Appiana F., Depres.
Arcella F., Tinea,
Arceuthina Z., Argyr.
Arcuella Costa, Oecoph.
Ardeapennella T., Gracil.
Arenella Schlff., Depres.
Argentella CI., Elach.
Argentipennella D., Col.
Argentilimbella Miìl., Col.
Argentipunctella Stt., Grac.
Argentistrigella 3In., Plenr.
Argillella Z., Incurv.
Argyrestia Hb., Genus
Argyropennella Tr., Col.
Argyropeza Z., Neptic.
Aegyrittis Hìi., Genus
Argyrogrammos Z., Pyrod.
Aridella Tr., Depres.
Aridus Z., Mimaes.
Arietella Z.,Oecoph.
Aristella L., Pleur.
Aristotelìs Mìll, Gelech.
Armatolla //. S., Butalis,
Artemisiella Tr., Lita,
pag.
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
111
73
73
m
64:
98
104
91
34
108
96
76
53
51
68
5
50
93
20
60
46
3
oo
Ot>
7
24
65
71
32
98
78
81
72
59
12
22
74
109
45
87
31
116
63
59
38
88
42
Aruncella Se., Micr.
Arundinella Z., Elach.
Arundinis H. S., »
Asinella Hb., Nothris
Asmodella Mìll., But.
Aspersella X., Cerosi.
Assectella Z., Acrol.
Assimilella Tr., Depr.
Associatella Z., Adela
Asteroidella Mill., Col.
Astrantìae Hn., Depr.
AsYCHNA Stt., Genus
Atomella Hb., Depres.
Atomella Z., »
— Hb., Semiosc.
Atrella Stph., Aechm.
Atrella Hw., Lamp.
Atricapilla Wo., Micr.
Atricapitella Hw., Nept.
Atricornella Mn., Dep.
Atropunctella Thb., Psec.
Atychia Lat., Genus
Atychidae
Augustella Hb., Oecoph.
Augustella Costa, Tinea
Aurifluella Hb., Psec.
Aureatella Se., Mict.
Aurella Stt., Nept.
Anroguttella Stpli., Grac.
Auricella F., Col.
Auricella Z., Col,
Aurifrontella Hb. Chrys.
Aurimaculella Stt.' Bue.
Aurivitella Hiv., Arg.
Aurocaputella Mill., Nep
Auromaculata Frey., Heyd.
Australis H. S., Adela
Australis Z., Chor.
Avellanella Hb., Sem.
Avellanella Stt., Ornix
AvoUinellla Costa, Oec.
Badiella Hb., Depres.
Badiella T., »
Badipennella D., Coleoph.
Baliodactyla Z., Acipt.
Ballotella F. R., Coleph.
pag.
»
110.
95
»
95
»
55
»
90
»
27
»
18
»
31
»
15
»
80
»
34
»
86
»
31
»
31
»
29
»
84
»
49
»
111
»
108
»
33
»
30
»
2
»
2
).
64
9 105
»
30
»
111
»
108
»
71
»
76
»
76
»
84
»
106
»
24
»
110
i. »
84
»
15
»
1
»
29
»
73
»
67
»
35
»
35
»
74
»
119
»
78
— 127 -
Balteolellum F. R., Tin.
Baptodactyla Z., Acipt.
Barbatellus Z., Neraot.
Barbella F. Topeiitìs
Basalis St[/., Anac
Basaltinella Z., Bryot.
Basilella H. S., Ciad od es
Bateachedra su. Geuus
Bedelia Stt. Genus
Belottella Stg., Litti.
Berberidella H. S., Carp.
Betulae Is.,' Lithoc.
Betulella Curi., Acrob.
Bicostella CI., Pleur.
Bìfasciatus Hw., Cerosi.
Bifasciella Stph., Oegoc.
Bifasciella Tr., Elach.
Bifractella Bgl., Apodia
Biguttella H. .S'., Anac.
Bilineatella Z, Coleopli.
Binella H. S., Elach.
Binotella Thnb., Oegoc.
Binotellus F. R., Megac.
Bipunctatus Se, Mira.
Bìpunctella F., Psec.
Biselliella Hev., Tineola
lUsulcella Z, Elachista
Bjerkandrella Thhg., Chor.
BriABOPiiANES Z, Genus
Blastob\sis Z, Genus
BOHEMANNIA B. E.
Bolettella F., Scardia
Boleti F., Scardia
]!orckliauseniella H. S.,
Borreonella MIU., Guenea
Botaurella Monsch., Col.
Boyerella Dup., Bncculatrix
Braccatella Stg., Gracil.
Bkaciimia Hn., Genus
Bractella L., Harp.
Brahmìella Hd., Lita
BraciiyctRossata Hn., Genus
Brachydactylus Z., Leiop.
Brevispinella Z., Pleur.
Briantiella E. T., Lecit.
Brizella Tr. Ergatis
pag
. 85
»
120
»
17
»
58
■ »
50
»
41
»
53
»
93
»
98
»
103
»
58
»
102
»
18
»
59
»
27
»
68
»
90
»
46
»
49
»
79
»
9o
■t
»
68
»
57
»
116
»
30
»
11
»
96
»
1
»
6
»
68
»
110
»
6
»
5
»
85
»
108
»
78
»
106
»
70
»
40
»
63
»
42
»
51
»
118
»
59
»
61
»
48
Brockeella Hb., Argyr.
Brunnichiella L., Steph.
Brogniardellum F., Corisc.
Bryotkopha Heln., Genus
Bubalella Rh., Ochs.
BuccuLATRix Z. Genus
Buffonella Mill., But.
BuTALis Tr. Genus
Caelatolla Z., Ornix
Caelebipennella Z, Col.
Caesiella Hb., Swam.
Caespitella Z., Coleoph.
Cagnagellus Hb., Hypon.
Calantica Z., Genus
Caliginella Mn., Sym.
Calthella L., Microp.
Calycotomella SU., Col.
Campicolella Mn., Ptocli.
Ganaella Costa, Plut.
CapitcUa Tr., Incnrv.
Capreolella Z., Deprcs.
Gaptivella //. S., Anac.
Capucinella Costa, Plut.
Capucinella Hb., Ipsol.
Carcina Hb., Genus
Carchariella Z, Dorypli.
Carìosella Tr., Adir.
Carmelitella Hb., Ehin.
Carphodactylus Hb., Leiop.
Carpinicolella Stt., Lilh.
Carposina H S., Genus
Castanella Edt., Nept.
Catharticella Stt., »
Caudella L., Ther.
Caudulatella Z, Ornix.
Cedestis Z, Genus
Cemiostoma Z, Genus
Celtidella Bondani, Lith.
Ceratophora Hn., Genus
Cerisolella Peye, Litlioc.
Cerealella Ot. Sitot.
Cerostoma Lai., Genus
Cerasiella Hb., Swaui.
Certella Z, Argyr.
Cerusella Hb., Elach.
Chaerophyllellus G-oes., Chaul
pag
. 24
»
94
»
72
»
41
»
17
»
106
»
90
»
87
»
73
»
76
»
21
»
81
»
20
»
19
»
61
»
110
»
80
>>
47
»
26
»
12
»
34
»
50
»
26
»
54
»
61
»
48
»
18
»
52
»
118
»
101
»
58
»
109
»
110
»
28
»
74
»
25
»
105
»
102
»
52
»
103
»
46
»
26
»
21
»
24
»
96
^ 128
Chaerophylli Z., Depr.
Chalcochrysellus Mn., Nemot.
Chalybaella Costa, Plnt.
Chamaedryella SU., Col.
Characterella Hb., Epig.
Chauliodus Tr., Genus
Chenopodìella Hb., But.
Chilonella Tr., Soph.
Chimabacche Z., Genus
Chimahaccliidae
Clioreutidac
Choredtis Hb., Genus
Christiernana L., Hyp.
Chrysoclista su., Genus
Chrysodesmella Z., Elach.
Chrysopyga Z., Psec.
Cìcadella Z., Butalis
Cicerella Bond., Gelecli.
Ciconiella H. S., Coleoph.
Cidarella Z., Buccul.
Cicntolla Hb., Depres.
Ciliaris 0., Melasina
Ciliella Hb., Depres.
Cincticulella H S., Anac.
Cìnerariella Mn., Oecoph.
Cinerella CI., Brach.
Cinctella Z., Elach.
Cinctella //&., Anac.
Cinctella Hb., Oecoph.
Cingìlella H S., Elach.
Cinnamomea Z., Oecoph.
Cisti SU., Teleja
Cisticolella SU., Urod.
Cisti vora Peye., Nept.
Cistorum Peye., Col.
— Miil., But.
Citrinalis Se., Hyper.
Citrinellum Z., Cor.
Cladodes Hn., Genus
Clarella Tr., Sprol.
Clathrella F., Solenobia
Clementinella Costa, Tinea
Cleodora Curi, Genus
Clerckella L., Lyon.
Cloacella Hw., Tinea
Cnaemidophorus WU., Genus
pag. 36
» 17
26 74
» 80
» 29
» 81
» 90
» 56
» 28
» 28
» 1
» 1
» 60
» 84
» 96
» 30
» 90
» 40
» 81
» 106
>. 33
» 4
» 34
» 50
» 64
» 51
» 96
» 50
» m
» 96
» 64
» 44
» 98
» 110
» 80
» 90
» 60
» 73
» 53
» 55
» 3
9 63
» 53
» 104
» 7
» 113
Cnicella Tr., Depres.
Cognatella Tr., Hyp.
Coleophora Z., Genus
Coleophoridae
Collitella Diip., Elach.
Columbaepennella Costa,
Columbariella Wo. Tinea
Gombinella Hb., Swam.
Cornelia Se., Argyr.
Comparella Z., Lith.
Complanella Hb., Tisch.
Completella Stgr., Micr.
Compunctella H. S., Swam.
Confusella H. S., Tinea
Congeriella Stgr., Coleoph.
Conjugella Z., Argyr.
Conjunctella Costa, Oecoph.
Conspurcatella Z., Taleop.
Constitella Fr., Elach.
Contaminatella Z-, >>
Conterminella Z., Depr.
Gontinuella Z., Gelech.
Conturbatella Hb., Laverna
Copiosella Fr., Ocnerast.
Coprodactylus Z., Mimaes.
Coriacella Hb., Rhin.
Corili Nic., Lithoc.
CoRisciUM Z., Genus
Cornelia F., Argyr.
Coronillae Z., Coleoph.
Coronillella Tr., Anac.
Corrucipenuella Z., Col.
Corsicellus H. S., Mesoph.
Cortinicella Z., Depres.
Cosmodactyla Hb., Ambi.
CosMOPTERYX Hb., Genus
Costella F., Cerost.
Costosa Hw., Depres.
Coturnella Mn., Oecoph.
Crassicornella Z., Tineola
Cramerella F., Lith.
Crataegella L., Scyth.
Crataegi Z., Buccul.
Crepidinella Z., Coleoph.
Crepusculella Z., Opost.
Criella Tr., Topeutis
pag.
34
»
20
»
74
»
74
»
97
»
74
»
8
»
20
»
23
»
103
»
103
»
112
»
21
»
8
»
76
»
23
»
66
»
3
»
97
»
97
»
33
»
39
»
82
»
25
»
117
»
52
»
101
»
72
»
24
»
76
»
49
»
76
»
54
»
36
»
115
»
92
»
27
»
30
»
63
»
11
»
99
»
19
»
106
»
78
»
107
»
58
— 129 —
Crinitessa H. S., »
Crinella Z. S., »
Cristalis Se, Anch.
Cristatella Z., Buccul.
CroeseJla *S'c., Adela
Cryptella SU., Neptic.
Cruciferaruni Z., Plut.
CucuUipennellum Hb., Cor.
Cultrea Hiv., Cerost.
Cultrella Costa
Cupediella H. S., Gracil.
Cuprella Thnb., Adela
Cupriacellus H.h., Nemotois
Curtisellus Dons., Prays
Curvella Z., Argyr.
Cur velia Stt., »
Cuspidella Sddff., Butalis
Cyanella Z., Adela
Cydoniella Fr., Lithoc.
Cytisella Tr., Gelechia
Cygnipennella Hb., Elach.
Cyrniella Mn., Pleur.
Daphnella Hb., Anchinia
Dardoinella Mill., Psil.
Dasyceea Hiv., Genus
Dasystoma Curi., »
Daucella Tf., Depress.
Daucellus Peyhf., Chaul.
Dealbatella Z., Calantica
Deauratella Z., Coleopli.
De Bornella Se, Adela
Decemguttella Hb., Psec.
Declaratella Stg., Nethris
Decorana Z., Simaeth.
Decurtella Hb., Ergatis
Degeerella L., Adela
Denteila Z., Lith.
Denisella F., Ehin.
Denteila F., Cerost.
— Z., Aechmia
Dentosellus H. S., Chaul.
Depressaeia Hiv., Genus
Depressella Hb., Depres.
Derivatella Z., Coleoph.
Desmodactyla Z., Aluc.
Detersella Z., Stomop.
pag-
58
»
58
»
62
»
107
»
15
»
110
»
25
»
72
»
27
»
26
»
72
»
15
»
16
»
21
»
23
»
24
»
89
»
14
»
103
»
40
»
98
»
'59
»
62
»
4
»
63
»
28
»
36
»
82
»
19
»
75
»
15
»
30
»
55
»
2
»
48
»
15
»
102
»
52
»
27
»
84
»
82
»
30
»
35
»
80
»
121
»
51
Depnnctella Hb., Depres.
Deviella Z., Coleoph.
Diana Hb., Simaeth.
Dictamnella Tr., Depres.
Didactyla Se, Acipt.
Didactylus L., Oyxpt.
Diffinis Hw.. Gelech.
Diffluella Hn., Lita
Dimidiella Schiff., Ciad.
Dimidiatella H S., Wept.
Diminutella Z., Lita
Dispositella Frey., Elach.
DiPLODOMA Z., Genus
Dìssemiella Z., Elach.
Disertella H. S., »
Distentella Z., Lithoc.
Dispilella SU., Elach.
Dispunctella H, »
Distans Z., Oxypt.
Distinctella Gelech.
Distinctus H. S., Leiopt.
Dìssimilella H. S., But.
Dissitella Z., Batalis
Dodecadactyla Hb., Aluc.
Dodecella L., Teleja
Dohrni Z., Stagm.
Dolosana //. S., Chor.
Dolosellus Z., Megac.
Donzelella D., Microp.
Doronicella Wo., Depres.
Dorycniella 3IUI., But.
DoRYPiiOKA Hn., Genus
Douglasella SU., Depres.
Douglasia SU., Genus
Drurella SU., Cosm.
Druryella Z., Cosm.
Dryadella Z., Bryot.
Dryadis Sf[/., Timag.
Drymidis 3In., Coleoph.
Durdhamellus SU.,
Echii //. S., Dougl.
Echiella Hb., Psec.
Egenella H. S., Stom.
Eglantella ZeU., Lav.
Eglanteriella 3In., Aerei.
Egregiellus D., Ilypom.
pag.
30
»
75
»
2
»
36
»
119
»
116
»
39
»
41
»
53
»
109
»
42
»
95
»
5
»
97
»
97
»
103
»
97
»
98
»
115
»
37
»
118
»
90
»
88
»
121
»
44
»
86
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1
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57
»
112
»
31
»
89
»
48
»
36
»
85
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92
»
92
»
41
»
85
»
80
»
54
»
85
>>
30
»
51
»
82
»
19
»
19
— 130 —
Elachista su., Genus pag. 94
£lacltisti«lac » 87
Elatella //. S., Gelechia » 39
Eleatella Z., Gelech. » 39
Elongella L., » 70
Emberezipennella Bouché » 102
Endrosis Hb., Genus » 91
Endryella 3fn., Lithoc. » 101
Enicostoma Stph., Genus » 61
Epigeaphia Stph., » » 29
Epilobiella Sch., Lav. » 83
— Boem., Laverna » 83
Ephippella F., Argyr. » 22
Equitella Se, Glyph. » 69
Ergatis Hn., Genus » 47
Ericella Dup., Pleurota » 59
Ericetella Hb., Gelech. » 38
Ericìnella D., Ergatis » 48
Eriocottis Z., Genus » 11
Esperella Hb., Butalis » 87
Euphorbiella SU., Nept. » 110
Eumenipennella Costa, Oniix » 74
EupocLAMUS Lah., Genus » 5
Euratella H. 8., Teleja » 44
Evonymella Sc, Hypon. » 20
Evonymellus X., Hyp. » 20
Exiguella Hb., Lita » 42
Eximia Hiv., Cosm. » 92
E'xustella Z., Soplir. » 56
Eabriciana Stph., Sim. » 2
Fabriciella 3IiU., Col. » 75
Padella Bltll., Elach. » 98
Eaganella Tr., Carcina » 61
Pagella F., Chim. » 29
Fagiuella Z., Lithoc. » 100
Falcatella Dong., Cerosi. » 27
Falcella Hb., » » 27
Palcella Stph., » » 27
Falconipennella Hb., Grac. » 70
Fallacella Schl, But. » 88
Familiella Pyrmh., Tinea » 9
Farlarella Z., Fiat. » 114
Farinatella B., Cedestis » 25
Fasciapennella Stt., Zeli. » 22
Fasciellus F., Ne mot. » 16
Fasciellus Hb., Ypsol. » 54
Fastuosella Tr., Oecoph.
— Z., Microp.
Fastuosella Costa Stath.
Femoralis Stgr., Tel.
Fenestrella Stt., Endrosis
Ferrugella Schiff., Rhin.
Ferruginella Hb., Blap.
Ferulae Z., Depres.
Feruliphila Mill., Depres.
Festatiella Hb., Schreck.
Festivella Z., Laverna
Fibulella F., Adela
Fidella Bcutti, Gracil.
Figulella Stgr., Brachin.
Fischerella Z., Glyph.
Fischeri Z., Platip.
Flammaepennella T., Ornix
Fiammella Hb., Rbin.
Flavella Costa Tinea
Flavella Hb., Depres.
Flavella D., Rhin.
Flavianella Tr., Pscadia
Flavianella Tr., Psec.
Flaviella Mn., Coleoph.
Flavifrontella Hb., Oecoph.
Fravifrontella Costa Tinea
Flavimaculella ;S'^., Heyd.
Flavimitrella Hh., Lampr.
Flavitibiella H. S. Psec.
Flavocerella Costa, Oecoph.
Forficella Hb., Holose.
— Se, Harp.
Formosella Costa, Plut.
— Hb., Khin.
— F., Oecoph.
Forsterella F., Glyph.
Franguelella Coese, Buccul.
Franckella Hb., Geacil.
Franckenie Z., Adgistis
Fraudulentella H. S., Tinea
Fraxinella Z., Lithoc.
Pretella Z., Coleoph.
Freyi Str/r., Elach.
Frigidariella //. S., Lyon.
Frischella Hb., Adela
Froelichiella Z., Lith.
»
64
»
9
»
85
»
11
»
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»
67
»
60
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62
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65
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09
»
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»
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»
100
»
79
»
95
»
105
»
14
»
102
— 131 —
Fugitivella Z, Teleja
Fuliginella Costa, Depres,
Fulvescens Hev., Lav.
Fulviguttella Z., Heyd.
Fulvimitrella Soci., Tinea
Fulvosquamella H. S., Col,
Fumociliella 3fn., Acrol.
Fundella F. B., Argyr.
Funerella F., Psecaclia
Fniiestella Hb., Gelech.
Furvella Tr., Depres.
Fuscanella Z., Erioc.
Fuscipunctella Hw., Tinea
Fuscociliella Z., Colooph.
Fuscoviridella Hw., Glypli.
Fuscolimbatus -D., Acipt.
Galactodactyla Hb., Acip.
Gallipennella Hb., Col.
Gangabella Z., Elach.
Gaunacella D., Tiscli.
Gelix'HIA Z., Genus
Oclcebidac
Geniatella Z., Plutella
Geoffrella L., Harp.
Gerronella Z., Claii.
Gibbiferella Z., Lav.
Gibbosella Z., Psor.
Gìganteus Mn., Oed.
Gilvella Ilb., Depres.
Giraudi Rei/., Col.
Glacialis Frei/., But.
Gleicheniella F., Elach.
(^lypliipterygidae
GLYPinPTERYX Hb., Genus
Gnaphaliella Tr., Bnc.
Goedartella L., Argyr.
Gonodactyla S. V., Plat.
Gkaoilakia Z., Genus
Grncilaritlac
Grammodactyla Z., Aluc.
Granella L., Tinea
Granella Lat., Oec.
Granitella Tr., Aerei.
Graimlatella H. S., Tinea
Gratiosella Stf., Nept.
Gravatella Z., iJutalis
pag.
44
»
oG
»
83
»
85
»
6
»
81
»
18
»
23
»
30
»
40
»
35
»
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»
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»
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»
68
»
120
»
119
>>
77
»
96
»
104
»
37
»
»
29
25
»
62
»
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»
83
»
37
»
117
»
32
»
81
»
88
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95
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107
»
24
»
114
»
69
>>
69
»
121
»
7
»
67
»
18
»
8
»
109
»
88
Gravatella 3In., Bntal.
Griseella Z., Elach.
Griseolella Costa Tin.
Grisescens Frey, Anchinia
Gruneriella //. S.
Gryphipennella Bonclté, Col
Gdenea MUÌ., Genus
Guerini Stt., Stath.
Guttea Ilio., Ornix
Guttiferella D., »
Gypsophilae Stt., Lita
Gysseleniella D., Ced.
Halymella MiU., Lita
Haupella Sdirle. Genus
Hederarum Miìl., Ochs,
Heinemanni Frcy., Elach.
Helianthemella Mìll., Col.
— //. S., Lith.
Heliodines stt., Genus
Heliozela //. *S'., Genus
Hellerella D., Laverna.
Hemerobiella Se, Coleoph.
Hemidactylella F., Grac.
Hemorella L., Cerosi
Hepariella ^7^., Zelleria.
Heracliana D. C, Depres.
Heracliella Hb., Depr.
Hermannella F., Nannod.
Hesperidella Hb., Plut.
Hessleriellus Boss., Meg.
Heydenia Hofm., Genus.
Heydenìella F. B., Stag.
Heydenii Z., Adg.
Hexadactyla Hb., Aluc.
Hexadactyla L., »
Hieracii Z., Oxypt.
Hieronella Z., Coleopli.
Hipericella Tr., Depres.
Hippophaella Sdir., Glech.
Hirtella Costa., Tenea,
Holoscolia Z., Genus.
Holosericella H. S., Gelech ia
Horridella Tf., Cerost.
Hortella F., Lithoc.
Hubnerii WUg., Alno.
— Z., Ae'distis
pag.
88
»
95
»
11
»
62
»
62
_ ^
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»
108
»
92
»
73
»
73
»
43
»
25
»
42
»
62
»
17
»
98
»
79
»
99
»
92
»
94
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83
»
76
»
70
»
27
»
22
»
35
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32
»
46
»
25
»
*7
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»
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115
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10
»
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37
»
27
»
99
»
121
»
113
132 —
Hvìbnerella H. S., Nept. pag.
Hufnagelii Z., Teleja.
HuintTHlla B., Depres.
Humerella ScJ/iff., Sopb.
Hyoscyamella SU., Lita.
Hypatuia H. S., Genus.
Hypercallia Sìj^k, Genus.
Hyperìcella Tr., Depres.
Hyponomkuta Z., Genus.
Hypononueutidae
Ictella H. S., Ochrom.
Icterella Z)., Col.
Ictipennella Tr., Ochr.
Ilicifoliella Z., Litlioc.
Ilicivora Peye., Nept.
Illigerellus Hb., Chaul.
Illustrella Hb., Nethris.
Imella Hb., Blab.
Immolatella Z., Elach.
Immundella Z., Trif.
Imparellus F. R., Meg.
Inauratella Tgst., Argyr.
Incanella Hb., Elach.,
Incisalis Tr., Simaet.
Incurvaeia Hw., Genus,
Inferualis H. S., Gelecli.
Inflatae ^S"^^., Coleoph.
Ingloriella Hein., Lita.
Inopella Z., Ptoch.
Inquinatella Z., Tinea.
Insecurellus SU., Chaul.
Inspersella Hb., But.
Insolatella H. S., Anch.
Intaminatella Stg., Dor.
Interalbicella H. S., Gelech.
Interruptella Hb., »
— Zett., Ornix
Irrorea Hiv., Hyp.
Irrorella Sìpt., Depres.
Irrorellus Ilb., Hypon.
Isabellella Costa., Stagni.
Ischnodactyla Z., Acip.
Isobalella Stg., Micr.,
Italica NicJc, Lithoc.
Istrianellus Stt., Neraot.
luliensis Frey., Elach.
109
44
35
56
42
68
60
33
19
19
86
77
86
101
110
■ 81
56
6
98
108
57
24
95
2
12
88
80
42
47
8
82
90
62
48
39
38
73
19
31
19
86
120
110
103
16
95
lunctella DgJ., Lita.,
Iniiiperellus L., Yps.
luglandella Mn., Grac.
Kadeniella H. S., Apiota.
Kefersteinella Z., Cleod.
Kleemannella F., Lithoc.
Knochella F., Butalis.
Koerneriella Z., Incurv.
Kollarella Costa, Tinea.
KoUari Stt., Oxypt.
KoUariella Z., Grac.
Labìosella Hb., Top.
Laburnella Stt., Cem.
Laceratella Z., Lita.
Lacertella Z., Grac.
Lacteella St^jh., Lav.
Lacteella Schiff., End.
Laetus Z., Oxypt.
Lambdella Hong., Oecoph.
Laminella Hb., But.
Lamprotes Hn., Genus
Lampeonia StpJt. »
Lamprostoma Z., Anac.
Lauceolellus Z., Meg.
Langiella Hb., Laverna.
Lantanella Sdirle., Lith.
Lapella Hb., Tinea.
Lapidella Goeze., Tal.
Lappella L., Parasia.
Laqueatella Z., Adela.
Laricella Hb., Col
Laspeyrella Hb., Laverna.
Laterella Schiff., Depres.
Laticostella Mn., Col.
Latreillellus F., Nem.
.Latreillella Curt., Pane.
Laureolella //. S., Anch.
Lavandulae Mn., Oec.
Laverna Ciirt., Genus.
liavernidae.
Lecithocera //. aS*., Genus.
Ledereriella Z., Batr.
Leioptilus Wlg., Genus.
Leopoldella Costa, Tinea.
Lentiginosella Z., Gelech.
Lemniscella Z., Noth.
pag.
42
»
55
»
70
»
60
»
53
»
102
»
88
»
12
»
9
»
115
»
72
»
58
»
105
»
42
»
71
»
83
»
91
»
115
»
65
»
89
»
49
»
11
»
50
»
57
»
83
»
101
»
8
»
3
»
47
»
15
»
74
»
82
»
32
— 133 —
Lerinensìs Mill, Adg. pac
Leucapennella Hb., Col.
Leucatella CI, Ree.
Leucocerella Se, Adela.
Leucochrysella 3fill., Oec.
Leucographella Z., Lith.
— L., Pane.
Libidinosa Sfgr., Rhin.
Lichenolla Z., Solen.
Lienigianus Z., Leiopt.
Ligulella Z., Anac.
Ligustrinellum Z., Coris.
Limosella Z., Grac.
Liimosipennella Z>., Col.
Linealella T., Oecopli.
Lineariella Z., Col.
Lineatella Z., Cleod.
— Z., Anarsia.
Lineella CI, Chrys.
LiTA Tr., Genus.
liitbocolletidae.
LiTHOCOLLETis Z., Genus.
Lithodactylus Tr., Oed.
Lithospermella Hb., Psecadia
Littorella Dgl, Ptoch.
Liturella Hb., Depres.
Lixella Z., Coleopliora
Locupletella F. B.,
Lobella Sch., Enie.
Loevvi Z., Mimaes.
Longicornis Curi., Gelech.
Luculella Hb., Teleja,
Luctuella B., Geleeh.
— S'fph., Teleja
Luctuosella 2)., Oecoph.
Luctuosella Costa, Ornix
Lugubrella F., Gelech.
Lugubrella D., Eaic.
Lugubris Hb., Melas.
Luuaris Mio., Oecoph.
Lunatella Z., Gelech.
Lutarella Hb., Cerosi
Lutatella H. S., Cerat.
Liuteicornella H. S., Lee.
Luteolella Costa, Oecoph.
Luteicornella Z., Lecith.
113
78
45
14
65
101
91
53
3
118
50
72
71
74
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53
56
84
41
98
,99
117
29
46
33
78
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61
116
39
44
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44
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74
40
61
4
65
40
26
52
60
66
60
Lutipennella Z., Col. pag, 75
Lutosella //. S., Depres. » 33
Lyonetia Hb., Genus » 104
l.yoiietidae » 104
Lypusa Z., Genus » 4
Lypuwidae » 4
Lythargyrella Z., Helioz. » 94
Macroceras Sfgr., Genus » 103
Macrocerella Costa., Tinea 10 98
Maculiferella Dgl., Lita » 42
Magiiificella Z., Steph. » 94
Magnifica Stt., Gracil. » 71
Majorana 3In., » 69
Malacodactyla Z., Acip. » 119
Malinellus Z., Hypon. » 20
Malvalla Hb., Gelechia. » 39
Marginatella H. S., Col. » 78
Marginatus F, Pleur. » 59
Marginaa Hw., Tisch. » 104
Marginallus F., Ypsol. » 55
Marginellus Z., Oxyp. » 116
Marmorea Hto., Lita » 42
Marsinicolalla Stt., Nept. » 108
Marginìpunctella St2}h., Dip. » 5
Maurella F., Lypusa
Mayrella Z., Col.
Mazzolalla Hb., Adela
M. Clementinella Costa, Tinea
Megacraspedus Z., Anarsia
Megerlella Hb., Oecoph.
Melaua H. S., Melasina
Malanella Hw., Xysm.
Melas ]Jd., Melasina
Melasina B., Ganus
Mendica Hw., Argyr.
Mendosella Hornig., Sym.
Menthinella Mn., Opost.
Merianalla Hb., Oecoph.
Maristodactylus Mn., Acip.
Meridionalis Z., Adg.
Merulaepennella D., Grac.
Mesophleps //. aS"., Ganus
Messianella Z., Lith.
Metallicus Poda, Nem.
Metallella Stph., Asych.
Metallicella D., Hliozela
» 4
» 75
» 14
» 9
» 57
» 66
4
5
4
4
» 23
» 61
» 107
» 66
» 119
» 112
» 72
» 54
» 101
» 16
» 86
» 94
134 -
Metaxella Hb., Nem.
Metricella Z., Pleur.
Metzneri Z., Piai
Micalis 3In., Chor.
Micella //&., Erg-atis
Microdactylus Hb., Leiop.
ISSicroptery^iiia
MicROPTERYX. Genus
Millierellus SU., Yps.
Millierella Stgr., Lithoc.
MlMAESEOPTILUS WU., GeDUS
Minimella Costa, Tinea
Minimellus aS*. V., Nem.
Minutella L., Oecoph.
Miscela ScJiiff., Laverna
Miscella Z., Tinca
Miserella II. S., Depres.
Miieraosinella 3fiU., Blast.
Modestella D., Asyclina
Mollellus Hb., Nemot.
MoNociiROA Hein., Genus
Monodactylus L., Pter.
Monostictella H. S., Prot.
Morella R, Me Moroph.
MoROPHAGA H. S., Genus
Mouffetella Schìff., Bi'ach.
Mouffetolla Hb., Hyp.
Mucronella Se, Ther.
Mulinella Z., Gelech.
Murinella H. S.,
Murinipennella D., Col.
Muscalella F., Incurv.
Muscolina Strr., Sym.
Myllerana F., Chor.
Myrtetella Z., Microp.
Naeviferella D., Nan,
Nana Tr., Atychia
Nanatella Stt., Depr,
Nanella Hb., Eeciirv.
Nannodia Hn., Genus
Ni^bulea StjJC,
Nebulosella Hn., Gelech.
Nemophora Hb., Genus
Nemoralis Z., Plat.
Nemorana Hb., Si in.
Nemotois £lb., Genus
^S
13
»
59
»
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»
1
»
48
»
118
»
110
»
110
»
55
»
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»
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10 98
»
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»
83
»
8
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»
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»
16
»
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117
»
60
»
6
»
6
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40
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»
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2
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»
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3
»
31
»
45'
»
45
»
38
»
39
»
13
»
114
»
2
»
16
Nepticula Z., Genus
Mepticuliclac
Nervosa Hw., Depres.
Neuropterella Z., Par.
Nicacella Moesch., Glypli.
Nigralbella //. S., Poec.
Nigricantella MllL, Tin,
Nigricans 2., Apiota
Nigrella Hv., Elach.
Nigricantella Mill., Tinea
Negricella Sti)Ji., Col.
Nigricomella Z., Buccul.
Nigricostella IJ., Bracb.
Nigrinotella Z., Poec.
Nigripunctella Hw., Tinca
Nigritella Z., Anac.
Nitidella F., xVrgyr.
Nivea Hw., Poecilia
Niveicostella Z., Col.
Nobilella Z., Elach.
Nodiflorella 3IiU., Depr.
Nodesella Mn., Pane.
Nomadella Z., Doryph.
Nonatella Stt., Depres.
Noricella Z., But.
Notatella 7/6.,Telf'ja
NoTHRis Hb., Genus
Obscurella Tn., Gel.
Obscurella F., Troch.
Obscurella Se, Butalis.
Obscurella Costa,
Obscurus Z., Oxyp.
Obtectella Z., Coleoph.
Ochrea Htv., »
Oehrodactyla Hb., Plat.
OcHROMOLOPis Hb., Genus »
Ochsenheimerella Hb., Adela »
Ochsenheimeria Stph., Genus »
Oclisc»hciiiiieriilae
Ocellana Z., Depres.
Ocnerostoma Z., Genus
Ocnerostomella Stt., Aech.
Oculatella Z., Glyph.
Oecogonia Stt,, Genus
Oecophila Stffr., Macr.
Oecophora Z., Genus
pag.
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»
— 135 —
Ocymoidella Rondani, Col. pag. 79
Oedejiatophorus WIL, Genus » 117
Oehlmanniella Tr., Inc.
Oinochroa E. T., Depres.
Olealella B. F., Prays
Oleastrella 3IiU., Zeli.
Oleellus F., Prays
Oli veli a B. F.,
Oliviella T., Harp.
Onobrychiella Z., Col.
Ononidis Z., Grac.
Opostega Z., Genus
Opulentella H. S., Stagni.
Onosmella Br., Col.
Orbouella Hb., Dasyc.
Oriolella Z., Col.
Ornatipennella //&., Col.
Ornix Z., Genus
Orsowiella Hb., Lecitli.
Orthotaelia S'cj)!/., Genus
OrtliotaeEidae
Ossianella 3IiU., But.
Osteodactylus Z., Leiop.
Osyridellus Stf., Farad.
Otitae Z., Col.
Oxyacanthella X., Sym.
Oxyacanthella D., Swam.
Oxybiella MiU., Sym.
Oxydrerella ilf/ZZ., Gelecli.
Oxyptilius Z., Genus
Pabuleila Z., Col.
Padellus L., Hypora.
Padi Z.,
Padifoliella Hb., Lyom
Palermitella Lai/., Lita
Palliatella ZJc., Col.
Pallidella Z., Trif.
Pallida ,SY.(7., Sym.
Pallipennella Tt:, Col.
Pallorella Z, Depres.
Palodactyla Z, Alnc.
Paludicolella Z, Adela
Pancalia C'?a-f., Genus
Panorminatella 3In., Tinea
Panzerella Hb., Neinoph.
— Slph. Oecupli.
»
12
»
34
»
22
»
22
»
21
»
22
»
68
»
79
»
72
»
107
»
86
»
79
»
63
»
79
»
78
»
73
»
61
»
28
»
28
»
'90
»
118
»
22
»
81
»
2
»
21
»
62
»
40
»
115
»
79
»
20
»
20
»
105
»
42
»
76
»
107
»
61
»
76
»
31
»
121
»
14
»
91
»
8
»
13
»
64
Paradoxus StL, Genus
Paralia 2, Adg-.
Parasia Bitp.,
Parasitella Hb., Tinea
Parenthesella L., Cerost.
Pariana L., Simact.
Parilella Tr., Depres.
Paripennella Z., Col.
Parisiella Wo., Litlioc.
Parvidactylus L., Oxyp.
Pascuella Z, But.
Passeriniella Costa, Oecoph.
Pastinacella D., Depres.
Pastorella Z, Lith.
Patruella 3In., Anac.
Paucipunctella Z, Parasia
Paupella Z, Ptoch.
Paykulella F, Micr.
Pectinae Hw., Incurv.
Pectinella B., Talcop.
Pedella Z., Stalli.
Pelidnodactylus Stein., Mini
Peliella Tr., Gelecli.
Pellionella Se, Tinea
Peloritanella Z., Depe.
Perdicellum Z, Tinag.
Pentadactyla L., Acip.
Perplexella Stt., Elacli.
Perpetuella //. S., Gelech.
Persicella F, Cerost.
Petiginella Mn., Bradi.
Pfatfenzelleri Frey., Ornis
Pfeiferella Hb., Ani
Phacodactylus Hb., Mira.
Phasianipennella Hb., Grac.
Phycidella Z, Blast.
Phryganella Hb-, Chimal
Phryg'ianiluguhrella Brd.,
Phyllirella Mlll, Zeli.
Phyllocnistis Z, Genus
Picarella CI., Tinea
Pictella Z, Argyr
Pilella F., Nemoph.
Pilosellae Z, Osypt.
Pilulella llb., Nemopli.
Pineti Z., Solenobia
pag.
22
» 113
»
47
»
7
»
27
»
2
»
35
»
75
»
LOl
»
116
»
88
»
67
»
35
»
103
»
49
»
47
»
47
»
111
»
12
»
3
»
92
i. »
116
»
38
»
8
»
34
»
85
»
120
»
95
»
39
»
27
»
41
»
73
93
112
»
116
e. »
71
»
6S
»
28
»
4
»
22
»
105
»
7
»
45
»
13
»
115
»
13
»
3
— 136
Pinguìnella TV., Gelech.
Pinìariella Z.. Ocn.
Piniariella H. S., Batr.
Pinicolella D. Batr.
Pimpinellae Z., Depres.
Pistaciella Rondani, Grac.
Plagiodactylus SU., Mim.
Platani Stgr., Lithoc.
Platyptilia Hb., Genus
Plebejella Z., Bryot.
Pleurota Hb., Genus
Plumbellus S. V., Hyp.
Plutella Schr., Genus
Plutellidae
Plutelliformis Stgr., Gel.
PoECiLiA Hein., Genus
Politella 0., Taleop.
Pollutella H. S., Elach.
PoIIinariella Z.,
Polydactyla Hb., Aluc.
Pomifoliella Z., Litroc.
Pomposella Z., Stagni.
Pontiflcellus Hb., Chaul.
Populella CI, Tachyp.
Porrectella L., Plut.
Praelatella S. V., Lamp.
Preangusta Ihv., Bat.
Praecursella Z., Cui.
Pretiosaua D., Chor.
Prays Hb., Genus
Proboscidella SuU. Harpella
Productella Z., But.
Procerella Schif., Oecoph.
Promptella Stgr., Lita
Propinquella T., Dopr.
Promìssa Stgr., Nept.
Protatis H. S., Genus
Provinciella Stt.. Lita
Proximella Hb., Tel.
Pruniella Hb., Ree.
Prunifoliella Hb., Lyon.
PsECADiA Hb., Genus
Pseudobombycella Hb., Tal.
PsiLOTHRix Stgr., Genus
Pso palella MilL, Anac.
Psoricoptera Strg.,
pag.
37
»
25
»
93
»
93
»
34
»
72
»
117
»
102
»
115
»
41
»
58
»
19
»
25
».
25
»
38
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45
»
3
»
98
»
97
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121
»
100
»
86
»
82
»
51
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25
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12
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93
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80
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1
»
21
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62
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87
»
65
»
42
»
32
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110
»
60
»
42
»
44
»
45
»
105
»
29
. »
3
»
4
»
50
»
37
Pterodactyla Hb., Pter. pa
Pterodactylella Hb., Cerost.
Pterodactylus L., Mim.
Pterolonche Z., Genus
Ptcrophoriiia
Pterophorus Wll., Genus.
Ptochenusa Hein., Genus.
Pullella H. S., Elach.
Pudorella Hb., Anchinia.
Pulveratella H. S., Dor.
Pulverella Er., Depres.
Pulverosella Hn., Oec.
Puiverulenta Z., Pter.
Pumila 0., Atychia.
Punctata Stgr., Lita.
Punctata H. S., Melasina.
Punctella Costa, Prot.
Puncticostella H. S., Grac.
Punctivitella Costa, Bat.
Pungitiella H. S., Pleur.
Purpurea Hw., Depr.
Pusiella Jloem., Psecadia
Pustulatella Z., Tinea.
Putrida Hio., Depr.
Putripennella Z., Laverna.
Pyrausta Pali., Psec.
Pygmaeana Hiv., Acrol.
Pyamaeella Hb., Argyr.
Pyrella Vili., Swam.
Pyroderces Z., Genus.
Pyropella Scliìff., Pleur.
Pyrrhulipen nella. Col.
Quadrella Hb., Elach.
Quadrifarìella Mn., Oec.
Quadriguttella Hiv., Aiit.
Quadrìmaculella B. E., Boh
Quadripuncta Hw., Oegoc.
Quadrisignulla Z., Gracil.
Quercana F., Carcina.
Quercicolella H. S., Tinea.
Quercifoliella Z., Lithoc.
Quinquepunctella H. S.,
Rablensis Z., Micr.
Raddaellus Hb., Nemot.
Radiatella Donz., Cerost.
Raschkiella Z., Lavar.
?. 117
» 27
» 117
» 57
» 112
» 117
46
95
62
48
35
65
57
2
42
4
60
71
66 89
» 59
»
»
»
»
»
»
33
29
8
32
83
30
18
24
21
87
58
77
94
64
93
101
46
» 111
» 16
» 26
» 83
— 137 —
Rectilìneella. Col. pag. 79
Eecurvaria H. S., Genus. » 45
Reaumurella Pyrli., Nemoph. » 13
Religatella Z., Adela. » 15
Remisella Z., Anac. » 49
Renigerellus Z., Ypsol. » 54
Resplendella Stt., Helioz. » 94
Restigerella Z., But. » 89
Retiferella Z., Depres. » 32
Retinella Z., Argyr. » 23
Revinctella Z., Elach. » 96
Rhamniella Z., Laver. » 83
Khinosia Z., Genus. » 52
Rhodinella //. S., Grac » 70
Rhododactylus F., Cnaem. » 113
Rhodochrella H. S., Depres. » 32
Rhombella Schiff., Gel. » 37
Ricciardella Costa, Tinea 10 104
Rivillei Stt., Antispila » 93
Rivlllella. Rond. » 93
Roboris Z., Lithoc. » ^99
Roesella L., Heliod. » 92
Romaniana Costa, » 22
— Z., Hj^pon. » 20
Roscidella Z., Blast. » 68
Roscipennella Hb., Grac. » 71
Rostrella Hb., Pleurota » 58
Rothenbachii Frey., Micr., » 111
Rotundella Dgì., Depres. » 34
Rubiella Bjerg., Larap, » 12
Rubricella Mill., Depres. » 36
Rubidella D., Depres. » 34
Rudectella Stt., Elach. » 97
Rufescens Hw., Cerat. » 52
Buficapitella Hw., Nept. » 108
Rufìfrontella Se, Adela. » 14
Rufipennella Hb., Gracil. » 70
Rufimitrella Hb., » » 67
— Se, Adela » 14
Rufocìnerea Hw., Elach. » 97
Rupella S. V., Ineuro. » 12
Rusticella Hb., Blab. » 6
Rutana F., Depres. » 32
Saginella Z., Lita. » 42
Salictella Z., Lith. » 100
Salicella Hb., Dasys. » 28
Salaciella Tr., Opost. pag. 107
Salicis Stt., Nept. » 110
Salinella Z., Lita. » 42
Saligna Z., Phyl. » 105
Salviella H. S., Pleur. » 58
Samiatella Z., Nept. » 108
Sangiovanella Costa, Tinea » 10
Saponarìeila Heeg., Col. » 79
Sarditella Costa, Tinea » 9
Sarracenella Boes., Depr. » 34
Satanas Mill, Adg. » 113
Saxifragae Stt., Zeli. » 22
Scabìdella Z., Gel. » 39
Scabiosella Dgl, Lith. » 103
Scabiosella Se, Nera. » 16
Scabrella L., Cerost. » 27
Scalariella Z., Grac. » 72
ScARDiA T., Genus. » 5
Scarodactylus Hb., Leiopt, » 118
Schaefferella L., Oec. » 65
Schlaegeriella Z., Pleur. » 69
Schmidiellus Heyd., Yps. » 54
Schmidtella Tr., Pancal. » 91
Schrankella Hb., Lav. » 83
Scliiffermullerella Tr., Nemot. » 16
Schwarziella Z., New., » 13
Schreiberella F., Lith., » 102
SCHRECKENSTEINIA H., GeUUS. » 91
ScintileUa F., Tach. » 51
Scitulella Z., Lith. » 101
Schwarziella Z., Nemoph. » 13
Scotinella H. 8., Gel. » 38
Scopariella Hn., Depres. » 31
Scribajella Z., Cosm. » 92
Scopolella Hb., Butalis » 89
Scriptella Hb., Teleja. » 43
Scurellus H. S., Chaul. » 82
Scyllaella Costa, Oecoph. » 67
ScTTHROPiA Hb., Genus. » 19
Scitella Z., Cemiost. » 106
Sedella Tr., Hypom. » 19
Sertella T, Hypon. , » 19
Seguax Hw., Teleja. » 43
Selaginella 3In., Par. » 47
Selini Hn., Depr. » 34
SelinieUa Z., Butalis. » 87
— 138 —
Semiargentella Donz., Arg.
Semicostella Hh., Sophr.
Semifascia //w., Grac.
Semifasciella Stph., Arg.
Semidactyla Mn., A cip.
Semipurpurella Stph., Mie.
SEMioscons Hh., Genus.
Semitestacella Curt., Arg.
Senecionis Stgr., Depr.
Senescens Stgr., But.
Senticetella Stgr., Nothris.
Sequax Hw., Teleja.
Servella Z., Doryph.
Seppella F., Micr.
Separatellus F. B., Meg.
Sequella CI., Cerosi.
Serenella Z., Coleoph.
Serotinus Z., Mim.
Sericiella Ifw., Helioz.
Sericopeza Z., Nept.
Sericinella Z., Nemoph.,
Servella Z., Doryph.
Sexguttella 3In., Tinea.
Sexpunctella Hb., Psec.
Serratella T., Stag.
Sérvilella Costa, Tinea.
Sicariella Z., Soplir.
Siccella Z., Bntalis
Siciliota Z., Acip.
Signella Ilb., Sym.
— H. S., »
Silacellus Hb., Mesoph.
Silenella //. S., Col.
SiMAETHis Leacìi., Genus
Similella Hb., Oecoph.
Sirapliciella H. S., Tinea
Singula Stg., Lita
SiTOTROGA Hn., Genus
Solenella Stgr., Col.
SoLiiNOBiA Z., Genus
Solidaginìs Stg., Acrol.
Solutella Z.. Gelech.
Somnulentella Z., Badel.
Sordidella Hb., Rhin.
SoPHRONiA Hb., Genus
Sorbiella F., Argyr.
pag. 24
» 55
» 70
» 24
» 119
» 112
» 29
» 23
» 34
» 88
» 55
» 43
» 48
» 111
» 57
» 26
» 76
» 116
» 91
» 109
» 13
» 48
» 8
» 29
» 87
9
56
» 90
» 120
» 61
»' 61
» 54
» 81
» 2
» 64
» 9
» 43
4()
77
18
39
» 98
» 52
» 55
» 24
Sparganella Thnb., Orili
Sparmanella D.,
Sparmanniella //. S., Depr.
Spartiella Schr.,
Spartifoliella Hb., Cem.
Spilodactyla Curt., Acip.
Spiniella Z., Argyr.
Spinicolella Stt., Lith.
Splendidella Z., Asych.
Spurcella Hb., Gelech.
Squamosella //. S„ Elach.
Spumosella Stgr., Col.
Spretella 8. V., Tinea
Stagmatophora //. (S*., Genus
Staintonellus Stt., Chaul.
Staintonella Z., Harp.
Stannella F. R., Hel.
Staticella Blill., Ergaiis
Statices BlilL, Adg.
Steìnkellneriana Sch., Epig.
Stephensia stt., G«nus
Stellaris Z., Chor.
Stettinensis Nic, Lith.
Stigmatella F., Grac.
Stipella Hb., Nanuodia
Stipella L., Oecoph.
Stigmatodactylus Z., Mim.
Stojiopteryx Hn., Genus
Stratiopunctaia Kol., Gel.
Striatella Hb., Cleod.
Striatella H. S., »
Strigulana F., Somios.
Strigulatella Z., Lith.
Struthionipennea T., Col.
Sturnipennella T., Lav.
Suberifoliella Z., Lith.
Suberis Stt., Nept.
Suberivora Stt., Nepl.
Subcuprella Stph., Mon.
Succursella H. S., Col.
Subbimaculella Hw., Nept.
Subbistrigella Hw., Laverna
Subdolellus Stgr., Megac.
Subericinella //. .S^., Ergaiis
Sublutella /S'i^^r/-., Depres.
Subocellea Stph., Pioch,
pag.
»
»
»
»
»
»
»
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»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
139
Subpropinquella Stf., Dep.
Subse quella //&., Tach.
Suffusella Z., Phyl.
Sulphurella F., Dasyc.
— flb., Oecopli.
Sulphurellum Hiv., Corisc.
Sulzella .S. V., Adela
Superbella Z., Arg.
SwAMMERDAJiiA HI)., Genus
S-wammerdammella L.,
Sylvella L., Cerost
— Hw., Lethoc.
Symmoca //&., Genus
Syringella F., Gracil.
Tabidella //. S., But.
Tachyptilia Un., Genus
Taenionella Z., Anac.
Taleoporia //&., Genus
Talcoporiflac
Tamaricis Z., Adg.
Tamaricella Z., Tel,
Tapetzella L., Tinea
Taurella S. F., Ochsenh.
Teleja Hein., Genus
Teligerella Stgr., Pleur.
Tenebrella Hb., Mon.
Tenebricosa Z., Dopr.
Tenella Z., Lithoc.
Tergestinella Z., But.
Tenuiella ilfw., Doryph.
Tephradactylus Hb., Leoip.
Tephriditella D., Gel.
Terebintella Rond., Palumb
Terrena ScMff., Bryot.
Terrenella Z., But.
Tessella Hb., Gel.
Tesseradactyla L., Fiat.
Tessulatella Z., Scard.
Testacella Hb.. Cliaul.
Tetradactyla X., Acip.
Thapsiella Z., Uepr.
Therìnella Tgst., Col.
Theristis //&., Genus
Thorencella MiU., Oecoph.
Thrasonella Se, Glyph.
Tigrella Hb., Oecoph.
pa
ag
32
»
51
»
105
»
63
»
64
»
73
»
15
»
45
»
20
»
13
»
27
»
99
»
61
•»
71
»
88
»
51
»
50
»
3
»
3
»
113
»
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»
7
»
17
»
43
»
59
»
48
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35
»
99
»
88
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48
»
118
»
37
»
104
»
41
»
89
»
40
»
114
»
5
»
82
»
119
»
32
»
80
»
28
»
66
»
69
»
64
Tigratella Tr., Oec.
Tinagma Z, Genus
Tinctella //&., Oecoph.
Tinea Z, Genus
Tineidlea
TiNEOLA li. S., Genus
TlSCHERIA Z., »
ToPEUTis Hb., »
Thoracella Thbg., Buco.
Torquilella Z, Ornix
Torridella Mn., Parasia
Tostella Hb., Orthot.
Transversellum Z., Ting.
Ti'auniella Z, Gel.
Treitschkiella F., Ant.
Triangulosella Costa
Triannulella //. S., Cerat.
Tributella Z., But.
Tricincteila Costa, Tinea
Tridactyla Se, Acip.
Trifariella Z, Col.
Trifascella Tgst., Elach
Trifasciella Hw., Lith.
Trifloriella Peye »
Trifasciata Stgr., Ochs.
Trifurcula Z. Genus
Trimaculella D., Oecoph.
Triniaculella Costa
Tringipennella Z, Grac.
Triguttella Dup., Butalis
Trinotellus H S., Mes.
Triparella Z, Teleja
Tripuncta Hw., Oecopli.
Tripunctella Schiff., Brach.
Triquetrella F., Solen.
Tristolla Tr., Butalis
Trìstigmatella Costa, Tinea
Tristis Z, Oxypt.
Trochilella D., Col.
Trochilipeiinella Costa, Orn.
Troglodytella D., Col.
Turbatella Tr., Ergatis
Turbidella Z, Nept.
Turdipennella Tr., Bai
Turinella Hb., Micr.
Ulicinella Stgr., Brach.
pag. 66
» 84
» 63
» 6
» 4
» 11
» 103
» 58
» 107
» 73
» 47
» 28
» 85
» 50
» 93
26 70
» 52
» 89
» 10
» 120
» 79
» 95
» 103
» 103
» 18
» 107
» 65
» 67
» 70
» 89
» 54
» 41
» 65
» 51
» 4
» 90
» 11
» 115
» 80
» 75
» 80
» 48
» 109
» 93
» 111
» 40
140
Ulmella Z., Buccul.
UlmifoMelIa Hh., Lithoc.
Umbellana Stpli., Depres.
Umbrosolla Z., Eryot.
Umbriferella H. S., Lamp.
Unicolor Stgr., Scardia.
Unicolorella H. S., Lamp.
Unitella Hb., Oecoph.
Upupaepennella Hb., Gracil.
Urodela StL, Genus.
Urticaella Costa, Tinea.
Uslulellus F., Ypsol.
Vaccinella Hb., Depres.
Vagabundella H. S., But.
Vanella Frey., Laverna.
Variabilis Z., Hypon.
Variella F., Lampr.
Velocella D., Gelech.
Veneficella Z., Depres.
Venosa Wd., »
Verbascella Hb., Nothris.
Verrucella Sch., Anch.
Vesperella Z., Acrol.
VibicieUa Hb., Col.
Vibicigerella Z., Coleoph.
Vibrana Hb., Chor.
Vicinella Z., »
Viduella Tr., Gelech.
Viginctipunctatus Rtz., Hyp.
Vilella Z., Gelech.
Vimìnetorum SU., Lith.
Vìnculella H. S., Tinea.
pag.
106
Violella Tr., Adela.
pag. 14
»
100
Violellus Z., Nemot.
?> 17
»
31
Virgatella Z., Coleoph.
» 76
»
41
Viridatella H. S., But.
» 87
»
49
Viridella Se, Adela.
» 15
»
6
Vitella L., Cerast.
» 26
»
49
Vittella Costa, Oecoph.
67 89
63 68
Vorticella Se, Anac.
» 50
»
70
Vulgella Hb., Teleja.
» 43
»
98
Vulnerariae Z., Coleoph.
» 77
»
10
Vulpecula Z., »
» 80
»
54
Wockeella Z., Coleoph.
» 78
»
33
Wockei Stcfr., Microp,
» 112
»
88
Xanthodactylla T., Acip.
» 119
»
84
Xylostella L., Plutella.
» 26
»
20
Xylostella L., Cerost.
» 27
»
12
Xysmatodoma Z., Genus.
» 5
»
.38
Yeatiana F., Depes.
» 32
»
35
Yeatiella Hb., »
» 32
»
31
Ypsolophus F., Genus.
» 54
»
55
Zanklaeella Z., Cemiost.
» 106
»
62
Zebrella Tr., Gelech.
» 39
»
18
Zellkria ^S*^^., Genus.
» 22
»
77
Zotterstedti Z., Platyp.
» 114
»
77
Zieglerella Hb., Oecoph.
» 66
»
1
Zinckeella Hb., Nan.
» 46
»
77
Zinckenii Z., Aluc.
» 121
»
40
Zinckenii Z., Inc.
» 12
p. »
19
Zonodactyla Z., Al.
» 121
»
37
Zophodactylus D., Mimaes.
» 116
»
100
Zonariella Tgst., Elach.
» 96
>>
9
14.1 —
ABBREVIAZIONI E SEGNI PARTICOLARI
A.
Alpi
Apr., gin., lug.
Aprile, giugno ec.
And.
Andalusia
aber. ab.
aberrazione
App.
Appennino
al. ani.
alae anteriores
Arm.
Armenia
al. post.
alae posteriores
As. min.
Asia minore
ale.
alcune
Aust.
Austria
hor., cent.
boreale, centrale
Cam.
Carniola
d.
del, della
Cat.
Catalogna
dint.
dintorni
Cors.
Corsica
ecc. reg.
eccetto regione
Daini.
Dalmazia
ec. etc.
eccetera
Eur.
Europa
« freq.
frequente
Fini.
Finlandia
mar.
marittime
Fr.
Francia
n.
nel, nella
Gemi.
Germania
mer., or., ecc.
meridionale, ec.
Lapp.
Lapponia
prec.
precedente
Lig.
Liguria
princ.
principio
Liv.
Livorno
prob.
probabilmente
Lomì).
Lombardia
Q-
quasi
Piem.
Piemonte
s.
sul, sulla
Buss.
Russia
seff., ott., nov.
settembre ec.
Sarà.
Sardegna
spec. sp.
specie
Scand.
Scandinavia
var. V.
varietà
Sih.
Siberia
vers.
versante
Sic.
Sicilia
Z.
Zona (1)
Svis.
Svizzera
cf , ?
maschio, femmina
Tir.
Tirolo
? !
Specie citazione
Tose.
Toscana
incerta
(1) Avvertenza. — I numeri posti dopo l' invlicazioue delle diverse Zone accennano
al grado di frequenza delle specie: 1, significa la maggiore; 5, la minore.
C. 10
— 142 —
AUTORI CITATI ABBREVIATAMENTE
JBjerh.
Bjerkander
Lin., L.
Linneo
B.
Boisduval
Mn.
Mann
Brd.
Bruand
Min.
Minière
CI.
Clerck
3Ioesch.
Moeschler
Curi.
Curtis
Ni.
Nicelli
Bons.
Donzel
McJc.
Nickerl
Bougl.
Douglas
0.
Ochsenheimer
Bup., B.
Duponchel
Pyrmf.
Peyerimhof
E. T.
Emilio Turati
Bets.
Eetzius
Esp., E.
Esper
E. Z.
Rod. Zeller
Ev.
Eversmann
Eoes.
Eoesler
Fab., F.
Fabricio
Se.
Scopoli
F. R.
Fischer v. Eoslerst.
. Sdir.
Schrank
Ghil.
Ghiliani
Stgr.
Staudinger
G. T.
Gianfranco Turati
Stt.
Stainton
Heeg.
Heeger
Steph.
Stephens
Hein.
Heinemann
Sodof.
Sodoffsky
Hofm.
Hofmann
Tr.
Treitschke
Hill)., H.
Hiibner
Tgstr..
Tengstrom
E.S.
Herricli-Scliaffer
Thnb.
Thunberg
Hm.
Kummel
Wallgr.
Wallengren
Hw.
Haworth
Wo.
VVocke
Is.
Isis
Wd.
Wood
Klb.
Kalchberg
Z.
Zeller
Lah.
La Harpe
Zett.
Zetterstedt
LaL
Latreille
143 —
AGGIUNTE E CORREZIONI
Alla, bibliografìa elencata nelle altre pa.rti del Ca.ta-
logo, son.o da. aggi"u.n.gersi i diae la-vori segvien.tir
H. Prey. — Die Lepidopterein der Schweiz. Leipzig, 1880.
E. KiLLiAs. — Beitriige zu eiii. Vera. d. Inseck. Graub. Jahrb. d. Naturf.
Gesell. Graub. Jahrg. 24-25.
a pag. 7 - alla T. granella L. aggiungasi:
Europa (ecc. Grecia ?), Asia minore.
Bruco dannosissimo ai grani.
a pag. 14 - fra A. rufifrontella T. e A. rufimitrella Se. si legga:
Cyanella Z. — Scoperta in primavera da Mann a Livorno, fra siepi e bo-
schetti (? rarissima) — "Larva ignota,
a pag. 83 - fra L. Miscella Schiff. e L. Fulvescens Hiv. si ponga:
Rhamniella Z. — Maggio — Siepi, boschi — Colli, valli.
Ne furono raccolti alcuni esemplari in Lombardia e Toscana.
Parte dell'Europa cent., Dalmazia.
Il bruco vive nelle foglie dei Rhamnus.
a pag. 86 - dopo A. Modestella D., va aggiunta la congenere:
Aeratella Z. — Fine aprile — Giardini, siti erbosi — Piano, colli.
Mann ne raccolse pochi esemplari in Toscana (Livorno ec.)
Germania, Inghilterra ec. — Larva ignota.
Pag.
Ver.
1
10
ove è detto Dolosana Hb.
si leg
ga
Dolosana H. S.
»
28
»
questo
»
queste
2
20
»
Diana Hb.
»
Diana Hb.
7
28
»
ive
»
vive
9
14
»
nna
»
una
12
18
»
Liberia
»
Siberia
»
28
»
nnova
»
nnova
17
20
»
Ochsenhcimeria
»
Ochsenheimeria
20
26
»
Cognagellus
»
Cagnagellus
21
21 28
»
Hs.
»
H. S.
»
25
»
rarissima
»
(rarissima)
144
Pag.
Ver.
22
17
ove è (
ietto da
si legga
a
»
30
»
Woke
»
Wocke
25
19
»
SchiJc
»
Sdirle.
30
5
»
Lithosperum
»
Lithospermum
33
18
»
(Ture.)
»
(Turati)
»
27
»
Cannnes
»
Cannes
34
36
»
Kcin.
»
Hein.
35
5
»
Farulae
»
Ferulae
»
18
»
Pinpinellae
»
Pimpinellae
»
22
»
Pinp'melìa
»
Pimpinella
36
9
»
Dee.
»
die.
37
29
»
Holosericella
»
Holose ricella iy. ,9.
40
5
»
LugubrcUa
»
Lugubrella
42
8
»
helymus
»
halìjnms
43
17
»
Hem.
»
Hein.
47
19
»
Astivella
»
Aestivella
59
13
»
la Pleurota italiana
»
le Pleurote italiane
61
17
»
spnìosa
»
spinosa
69
20
»
Forestella
»
Foersterella
86
13
»
Slagmatophor a
»
Stagmatophora
94
4
»
Heliozeta
»
Heliozela
95
37
»
• Avìa
»
Aira
99
3
».
LithocoUetis
»
LithocoUetis Z.
103
5
»
Scuhiosa
»
Scabiosa
»
26
»
Freye
»
Frey
104
4
»
Primavere
»
Primavera
»
19
»
Anno 7°
»
Anno 8°
»
20
»
te rebint bella
»
terebintella
110
16
»
ni. i^ictivora
»
UT. cistivora
111
12
»
conosca
»
conoscano
113
30
»
boscdi
»
boschi
114
19
»
Villalba
»
Villalbese
»
33 34
vanno
trasportati a pag. 115,
dopo il l'' verso.
115
33
ove è detto Mimaescoptilus
si legga
Mimaeseoptilus
116
22
»
Stein?
»
Stein.
118
25
»
Mycrodactylus
»
Mìcrodactylus
119
2
»
Ln.
»
Mn.
120
12
V
Siciliota
»
Siceliota
124
8
»
Imetocera
»
Tmetocera
— 145 —
ALCUNE FORMICHE
DELLA NUOVA GALEDONIA
PER
CARLO EMERY
Le formiche della Nuova Caledonia sono poco note, a tal
segno che nei lavori pubblicati finora, io non ho saputo trovare
che due sole specie indicate come provenienti da quelle isole ; la
Formica (Polyrìiachis?) carinata del Fabricius e im Leptomyrmex
segnato dal Mayr come varietà dell' erijthrocepJialus F., che però
ho creduto opportuno separara specificamente. La presente con-
tribuzione, quantunque ben piccola e limitata a poche forme,
varrà pure a dare un qualche concetto della fauna mirmecologica
della Nuova Caledonia. Questa fauna ha una facies assolutamente
australiana, e sebbene sopra 12 specie 8 siano nuove, nondimeno
per la più parte esse mostransi strettamente afl3ni a forme note
dell'Australia continentale; una si rinviene ancora nell' Indostan,
due sono cosmopolite : è specialmente caratteristica la presenza
del genere Myrmecia, le cui numerose specie sono tutte proprie
dell'Australia e della Terra di van Diemen.
Debbo la comunicazione di questa piccola ma interessante
raccolta al sig. E. Léveillé, il quale ha voluto concedermi di
arricchirne la mia collezione: gliene esprimo qui i miei più vivi
ringraziamenti.
Bologna, giugno 1882.
1. Camponotus Gambeyi n. sp.
'^ (minor?). Nlgra, cmtennarum flageìlo, tarsisque litteis; undìque snh-
tilissime coriacea, opaca, certa luce obsciire cocruìeo micans, cinereo du-
Ann. XV. 11
— 146 —
heseens et pilosa, clypeo sulcarinato, antice integro, thoracc angusto, dorso
continuo, jpronoto convexo, mesonotl imrte posteriore et metanoli superficie
basali suòrectis, protensis, squama crassa cuneiformi, iihiis pilis hrevihus
oblique ahstantihus: C. extenso Mayr quoacl formam xjroxime affinis.
Long. 6.5 — 7 min.
Questa specie si avvicina molto al C. extensus dell' Australia con cui
conviene nella forma del torace e nella pelosità delle tibie. Se ne differenzia
pel colore, per la scultura più sottile e per la vestitura di tutto il corpo,
nonché per la forma della squama ; che è però un poco più bassa e più mas-
siccia, con lo spigolo superiore più tagliente e un poco elevato nella linea
mediana.
Camponotus camelus.
2. Camponotus camelus n. sp.
^ Picea, capite, mesonofo et metanoto ferrugineis, coxarum apice, p)c-
tioli parte inferiore et antennarum scapis testaceis, suhtilissime coriacea,
nitida, corpore glaberrimo (abdominis segmentorum margine setis aìtis
paucis) antcnnis p)edihitsque subtiliter puheseentibus ; capite brevi, convexo,
clìjxìeo convexo, haud carinolo, antice arcuate producto, mandibiilis 4-den-
tafis; thoracc inter mesonotum et metanotum valde consfricfo, hoc gibboso;
squama crassa, humili, siipra rotundata.
Long. 3. 2 mm. (videtur esse ^ minor).
Questa specie che per la forma del capo breve e convesso sembra avvi-
cinarsi al gruppo del C. lateralis, si connette ad alcune piccole forme in
parte nuove della regione papuana, le quali dovranno essere più tardi meglio
studiate. La diagnosi e la figura basteranno intanto a far riconoscere la specie
qui descritta: essa andrà probabilmente soggetta a variazioni nel colore. Ne
ho veduto un solo esemplare.
— 147 —
3. Polyrhachis exul n. sp.
^ Nigra, cainte thoraceque longitud'maliter stnafis, parce xmlescenti-
hiis et hrevitcr pilosis, àbdomine pube densa aureo vel aeneo serìcea, tho-
racis marginihì'jS carìnatis, sntiirarum loco profunde incisi s, pronoli angulis
anticis dente acuto piroductis, ìnarginihus postice haud simiatis, metanoti
margine laterali antice lohido elevato, postice spina flexuosa, obliqua, acu-
tissima, intervallo quod ipsam a spina lateris alterius separai breviore;
squama petiolari iitrinque sjnna (spinis tJwracis fere aequilonga) circiim
abdominis basin inflexa.
Long. 4. 5 — 5 mm,
È questa una forma molto vicina alla P. Guerini Eog. dalla quale ho
esitato a separarla specificamente: è conforme ad essa per la configurazione
generale, per i margini del torace carenati e profondamente incisi alle suture,
pel protorace prolungato in un dente acuto ai suoi angoli anteriori, pel lo-
bulo sporgente alla parte anteriore dei margini del metanoto; ne diff'erisce
pel margine laterale del pronoto non sinuoso nella sua parte posteriore, per
le spine del metanoto e della squama più brevi e più gracili, per la pube-
scenza molto più breve e più scarsa ^lel capo e nel torace, mentre quella del-
l' addome è egualmente fitta come nella Guerini. In tutti gli esemplari esa-
minati, l'addome aveva un bel riflesso tra il bronzino e il dorato
4. Plagiolepis gracilipes Sm.
Specie diffusissima in tutta la zona torrida.
Capo delle due specie di Leptomyrmex
L.pallens. L. erytlirocephcdus
X
5. Leptomyrmex pallens n. sp.
g Flavo-testacca, àbdomine nigro; L, erythrocephali individuis palli-
dioribus haud dissimilis, verum minor, capite breviore, postice minus an-
gustato, sed potius rotundato.
Long. 6 — 7 y, ram.
— 148 —
Considero la presente forma come una razza locale del L. erythrocephalus
F., la quale è stata già segnalata- dal Mayr (Die Australischen Formiciden),
e pare propria della Nuova Caledonia (ne ho veduto 5 esemplari): essa è ri-
conoscibile dalla piccola statura e dal colore testaceo giallo, con l'addome
nero. La forma del capo è alquanto diversa da quella degli esemplari austra-
liani pili pallidi e minori della mia collezione (di Eockhampton nel Queens-
land, dal Mus. Godeffroy), cioè più breve e meno gradatamente ristretta verso
l'occipite; invece la forma del capo rassomiglia di più ad un esemplare grande
(13 mm.) nero col solo capo rosso, pure del Queensland, ma di altra località.
Forse la Formica nigriventris Guér, di Port Jackson, si avvicina alla razza
Neocaledonese, con la quale ha comune il colore; però la forma del capo»
molto allungato nella figura del Guérin, fa supporre che si tratti piuttosto di
una varietà di colore del L. erythrocephalus.
6. Iridomyrmex sp.
Una ? alata non determinabile specificamente.
7. Anochetus punctiventris Mayr.
Due individui ^; questa specie è descritta dal Mayr sopra esemplari di
Calcutta, né era stata ritrovata altrove.
Capo degli Ectatomma.
E. fulgens E. metallicum
8. Ectatomma fulgens n. sp.
^ E. metallico affmis et panilo major; capite magis elongafo, angidis
posticis magis rotunclatis, occipite haud trimcato, clgpeo modice producto,
sculptura verticis reticulati in rugas longitudinales minus confluente,
l^rothoracis potius transverse rugosa, àbdominis segmentorum 1' et 2'
strigis transversis inulto subtilioribus, hoc fere nìlido, haud sericeo;
— 149 —
color metalUcus ohscure viridis, pedibus antennisque piceo- fuscis, flagello,
tarsisque hrunneis.
Long. 7 mm.
Questa bellissima specie è facile a distinguere dall' JEJ. mctallicum Sm.
dell'Australia per i caratteri seguenti: il capo è più allungato, meno qua-
drato, un po' più ristretto in avanti e indietro, onde gli angoli occipitali di-
vengono meno sporgenti, la sua superficie fronto- occipitale si continua fino
air articolazione del capo, senza presentare nessun vestigio di troncatura o
di spigolo trasverso, mentre neW E. metallicum, se si guarda il capo di
profilo, si vede che forma quasi un angolo fra la superficie frontale e la oc-
cipitale: il clipeo è notevolmente sporgente in avanti, le sue rughe longitu-
dinali sono più rade nel mezzo; la scultura del capo tende a formare rughe
longitudinali solo fra le lamine frontali e sulle guancie, mentre nell' E. me-
talUcmn questa disposizione si estende anche al vertice; sul protorace la
scultura tende a formare rughe trasverse, mentre nello E. metallicum è
disposta piuttosto longitudinalmente; il primo e il secondo segmento del-
l'addome hanno una striatura molto più fina, per cui il secondo non ha il
riflesso sericeo che osservasi nel metallicum, ma è debolmente lucente.
Ho veduto un solo esemplare di questa forma che rappresenta VE.
metallicum nella fauna neocaledonese.
9. Ectatomma pulchellum n. sp.
^ Nigra, pedibus et antennarum scapo, exceptis basi et apice, piceis,
flagelUs, mandibularum marginibus, ano, trochanteribus, genuhus, tarsis-
que testaceis; parcissime pilosa, pedibus antennisque pubescentibus, sub-
opaca, mandibulis longitudinaliter striatis, capite (etiam clypeo) tliora-
ccque rude reticitlato-foveolatis ; clypeo antrorsum angui ate producto,
occipite Icviter emarginato, vertice absque carina transversa, pronoti an-
gulis anticis inferius in denticulos testaceos acute productis, thoracis dorso
continuo, suturis vix distinctis, metanolo postice excavato, super coxas
posticas ntrinque tubere testaceo, petiolo leviiis reticulato, antice striato,
nodo alto, supra rotunduto, abdominis segmento primo suhopaco, subtilius
scmicirculariter striato, secundo basi subtilissinie transverse striato, apice
lucido.
Long. 3. 8 mm.
Ne ho visto un solo esemplare; questa specie è ben distinta da tutte
— 150 —
quelle del gruppo Bliytìdoponera per la piccola statura ed i caratteri di co-
lorazione riferiti nella diagnosi (1).
10. Myrmecìa apicalis n, sp.
^ Nigra, nitida, dense griseo-pubescens, pedibus et antennariim fla-
gello testacele^ mandihuUs, clypeo anoque hiteis; mandihulis dentatis,
modice angustatis; capiite subtilius striato; pronoto rugulis divergentibìis
obsoletis, mesonoto sublaevi, metanoto transverse rugoso; petioU segmento
primo latitudine plus quam dimidio longiore, nodo par iim elevato, suhlaevìy
foveolis obsoletis impresso, secundo abdomine multo angustiore.
Long. 11. 5. mra.
Questa Myrmecia appartiene al gruppo delle piccole specie, M. pi-
losula Sm., varians Mayr. e pietà Sm.; differisce dalle due prime pel mesonoto
liscio, da tutte per la colorazione, pel primo segmento del picciuolo più
allungato; con un nodo meno elevato, quasi levigato o appena segnato di
(1) Descrivo qui in nota un bellissimo Ectatomma di cui ho nella mia collezione tre
esemplari con T indicazione di patria « Nuova Zelanda: » pertanto ho qualche dubbio
che possano provenire invece dall'Australia orientale.
E. Mayrì n. sp.
^ Picea, minus nitida, mandibttUs pcdibusque caslaneis ; capile rude reticulalo-rugiso,
subtuè coriaceo, punctis foveolutis magnis, vertice carina Iransversa elevata, medio interru-
pla, lateribus obluse augniate producta, clypeo antice rotundato, mandibìdis striali^, anleti-
narum flagelli arlicv.lo secundo primo longiore; thorace transverse rugoso^ punctis fovei-
fonnibus magnis, pronoto obsolete bigibboso, sutura inter mesonotnm et metanoivm leviter
impressa; petioli squama crassa reliculata, abdomine dense arcuatim striato, fere sericeo,
sparse subliliter punctato. Long-. 11 — 12 mm.
Questa specie si avvicina air£. rugosvm Mayr, dal quale differisce principalmente per la
mancanza di distinti tubercoli sporgenti sul pronoto, e per la scultura. Negli Eciatomma
del gruppo Rliytidoponera, la scultura del capo e del torace consta di punti foveolati a
fondo liscio, misti a rughe che possono divenire più fine e strette e far posto infine ad
una sottile granulazione interstiziale. Quando i punti foveolati sono molto grossi e vi-
cini, le rughe spariscono, divenendo come setti tra le fossette, e formando la scultura
reticolata scabra degli E. rugosum, convexum, (nlgen^ ec; i punti possono essere sparsi
e piccoli e le rughe poco accentuate o nulle, come sul capo dell' £. nudalum Mayr; o
ancora le rughe possono sparire e rimanere dominanti i punti e la granulazione cerne
ueir E. crislatum Mayr. Neil' E. Mayri, il capo è quasi reticolato, però, specialmente
in avanti, lascia riconoscere che questa scultura è dovuta alla combinazione di rughe
e di fossette; inferiormente le rughe mancano e i punti sono separati da un fondo
granelloso. 11 torace ha rughe trasverse sottili e punti; sui fianchi, granulazioni e
punti più piccoli. Si può ritenere che VE. Maìjri rappresenti un membro di una serie
intermedia fra gli E, rugosum e crislatum.
— 151 —
foveole poco marcate, pel secondo segmento assai meno largo dell' addome :
ne ho veduti tre esemplari.
Torace e picciuolo del Meranoplus Leveillei
11. Meranoplus Leveillei n. sp.
y Ferrugineo-f lisca, abdomine rufo-testaceo, pube longa, tenui dense
hlrsuta; capite reticidato, clypeo nitido; thoracis lateribus margine elevato
et spinis membranaceis obscure tesfaccis, margine Inter spinas pellucido;
pronoto angulis productis, mesonotq^ lobo laterali, spinisqice membranaceis
postice quatuor, quarum par medium multo brevius, mesonoto spinis ma-
gnis, sub spinis angularibus mcsonoti insertisi pel ioli nodo primo cunei-
formi, postice striato, secundo reticulato; abdomine laevi, nitido.
Long. 3 — 3. 3 mm.
Pel numero e per la disposizione generale delle spino, la nuova specie
si avvicina ai M. pubescens Sm., fenestratus Sm. e hirsutus MajT. ; differisce
da tutti per la forma e la posizione delle spine del metanoto, che sono molto
lunghe e robuste e si trovano precisamente al disotto delle spine laterali del
mesonoto; i margini del disco costituito dal pronoto e dal mesonoto sono
bensì pellucidi fra le spine, ma non mostrano finestre vitree; il primo seg-
mento del picciuolo non è foggiato a squama come nei 31. pubescens e hir-
sutus, ma più massiccio e superiormente si assottiglia a cuneo; per la natura
della pelosità, 11 M. Leveillei si avvicina ViW Mrsutus.
12. Solenopsis geminata Fab.
Specie diffusa in tutta la zona torrida; un esemplare di colore pallido.
— 152 —
UN CENNO SUL ABITATO
DEL
CAPJLABUS CAVEK,IVOSUS Fmv.
Nota di O. PIRAZZOLI.
Sono quasi sicuro che un cenno sulla abitazione di questo carabo riuscirà
gradito agli entomologi, tanto più che il suo abitato presenta la singolarità
di trovarsi sì nei Balcani, che in una ristretta plaga dell'Abruzzo, senza ve-
runa stazione intermedia: strana distribuzione di questa specie!
Il primo a descrivere questo carabo, come proveniente dai Balcani, fu il
Frivaldszky e lo nominò Caràbus cavernosus; poco dopo il Costa descrisse
il Carahus variolatus del Gran Sasso d'Italia. Un minuto esame ed un ac-
curato confronto tra questi due carabi, ha constatato l'identità della specie,
mentre poi le cresciute ricerche non hanno fatto scoprire altra stazione in-
termedia a queste due località sì lontane e disparate fra loro.
Nei passati anni molti amici mi stimolarono a farne la caccia, e nello
scorso anno, con tale scopo, mi diressi al Monte Corno: la stagione perù al-
quanto precoce e le continue pioggie me ne distolsero, sicché gettatomi nel
Lazio, per raccogliere intanto VAnthypna CarceUi, pel mal tempo fui co-
stretto a ritornare a casa.
Quest' anno, in compagnia di un giovane amico desideroso di salire il
M^ Corno, giunsi in Aquila la sera del 18 giugno 1882. Le informazioni to-
pografiche che ci furono date riuscirono esattissime, solo fummo avvertiti che
in quel luogo non dovevamo fare assegnamento ne sopra pane, né vino, né
acqua! Prendemmo dunque le necessarie precauzioni, e riempita una grande
cesta di viveri e vino per cinque giorni, giungemmo la sera del 19 in As-
sergi, paesello che in precedenza era stato scelto come unico contro delle nostre
escursioni. Trovammo che tutte le informazioni topografiche erano esatte, non
però quella sui viveri, perchè in Assorgi un discretissimo albergo ci offrì ot-
timo pane, discreto vino, salame, ova, galline (excusez du peu); ma, quello che
più monta, vi trovammo l'ospitalità la più sincera e cordiale. Quanto all'acqua,
in fondo alla piccola valle di Assorgi vi è un rio che ne porta dell' abbon-
— 153 —
dante ed ottima, ma è però vero che il viaggiatore che percorre quei monti
non trova un misero fonte, che dopo quattro ore di faticoso cammino.
Siccome la tradizione orale del vecchio amico Orsini mi avvertiva di avere
preso quel carabo a Monte Cristo, ed anche la descrizione del Costa sul suo
carabo vajuolato termina colle parole — Trovasi sulle maggiori alture del
Gran Sasso d'Italia, luogo detto Monte Cristo — cosi al mattino del 20 ci
portammo colà. Col più grande ardore e spirito di ricerca, assieme alle guide,
sollevammo tutte le pietre di quel monte, ne perlustrammo tutti i valloncelli
e ripiegature di terreno, tanto sui fianchi che sulla cima, ma non trovammo
alcun carabo. Una ricerca però così minuziosa mi procurò le seguenti specie:
Percus Dejeanii Dej., Phosphuga oxìaca L. e Ph. retìculata F., Asida
S'ardiniensis Allard, Chaetonyx robushis Schaum, Limonius x>'ìlosns Leste,
Athous JiaemorrJioidalis F., Corymhites cupreus F., C. melanchoUms F.,
C. aeneus L., C. latus F., Opatrum sahulosum L., Otiorhynclius pulveni-
ìentus Germ. la varietà periscelis Gyll., TycMus curtics Briss,, Platytarsus
sefiilosus Boh, Trachypthloeus aristafus Gyll., Alophiis MguttatusF., lAparus
coronatus Germ., Cionus solani F., RMnoncus perìcarpìus L., Phytonomns
rariabilis Herbst, Cymindis alpina Chaud, Licimis depressus Payk, Poeciìus
Koyi Germ., Harpalus fuliginosus Duft., H. lìtigiosus Dej. Nel solo fontanile
trovato lungo la salita vivevano Agabus hìpustidatus L. ed A. nìtidus F.
Il mattino del 21 mi diressi all'unico luogo vestito di alberi, che è una
selva di circa due chilometri quadrati, la quale veste la base del contrafforte
detto Pis!2o Cefalone. Nulla vi era, e li stessi fogliami esplorati con dili-
genza non offrirono che comuni coleotteri, e solo trovai sul terreno 3Ieloe
violaceus Marsh., Timarcha Nicaecnsis Villa e T. pratensis Duft. e dai ce-
spugli caddero Cryptocepthalus flavìpes F., Stenomax lanìpes L., Gonodera
metallica Kiist, tanta era l'aridità di quella selva!
Nel mattino del giorno 22 al sorgere del sole giungemmo ad un punto
culminante del Monte Corno detto Portella, perchè da questo luogo, quasi
da porta o finestra, si domina la vista di un profondissimo vallone, che ver-
deggiante nel suo mezzo e rilevato da brusche elevazioni, ha tutta la sua
periferia esteriore circondata da nevi che si appoggiano e risalgono alle basi
dei tre monti Corno, Pizzo d' Intermesole, Pizzo Cefalone. Il mio compagno
proseguì la sua ascensione alla vetta del corno, ed io discesi a traverso della
neve in questo strano ed oltremodo profondo vallone che si chiama Campo
Pericoli, e non a torto perchè tanto la discesa che la salita a traverso la
neve presentava molti ostacoli.
— 154 —
Neppure colà potei trovare il ricercato carabo, sebbene quel vallone fosse
ricchissimo in coleotteri, e molte specie vi fossero rappresentate a migliaia.
Trovai Zcibrus Orsinii Dej, Percus Dejeanii Dej, Plerosiichus valkliusculus
ChaucI, Galenica tanaceti L., Chrysomela limhata F., C. lucida 01. ed un al-
tra Chrysomela simile alla C. atra H. Schàff. e forse specie nuova, Bembidmn
lampros Herbst., Trechus obtusus Er., T. strigipennis Kiesn. Harpalus sul-
jìhuripes Gerra., Notiophilus aquaticus L., Bracliynus crepitans L., Cychrus
attenuatus F., Nehria Jockischii Sturm., N. tiòiaìls Bonn., Andalusica
Kamb., N. fulviventris- Bhssi, N. Orsinii Villa, N. pkicornis F., Leistus
spiniharhìs F., Calatlius Plrazzolii Putz., Amara similata Gyll., A. acumi-
nata Payk., A. antica Pan/.., A. apricaria Payk, A. patricia Duft., Lesteva
longelytrata Goeze, Otiorhynclms Helvetius Bob., 0. strigirostris Bob., Ba-
rynotus moerens F., Goeriiis Italicus Arag., G. opJitalmicus Scot^., G.pici-
pennis F,, XantJiotiniis distans Eey., Baptolinus affinis Payk. ed un genere
forse nuovo vicino a Dichotrachelus.
Un pastore che ci stava osservando intenti a svoltare pietre, si avvicinò
e disse: Ah! vo' state cerchenno la bella vecchia pintricchiata che costa dieci
sordi! mò vedete! •qua non ce stanno. Da questo strano ma incisivo lin-
guaggio, capii che egli conosceva ed alludeva al Carabus variolattis, ma
come mai poteva egli definirlo così bene, e nello stesso tempo stabilirne un
prezzo? Bisogna sapere che, nei passati anni, alcuni entomologi ed anche
altre persone, per incarico ricevuto, hanno eccitato i pastori alla ricerca di
questo carabo, insegnando loro che il medesim^o, a differenza degli altri, ha
la schiena pintricchiata, cioè impressa di fossette, e che di giorno sta ap-
piattato sotto le pietre, promettendo loro dieci soldi per ogni esemplare.
Di fatto i primi esemplari furono puntualmente pagati al prezzo convenuto,
ma in appresso ne nacquero delusioni e dispiaceri, per parte dei pastori, che
si portarono fino in Aquila a vendere la nuova e strana merce; ed è per
questo che anche oggi i pastori, riuniti in concorde camorra, cercano di fare
rivivere la prima splendida mercuriale di soldi dieci. Certo oggi è un fatto,
che in tutti i dintorni di Monte Corno non vi è pastore che non conosca la
vecchia pintricchiata e che non abbia una cieca fede al suo valore ! Non
mancai certo d'interrogare quel pastore, ed egli colla usuale camorra sog-
giunse, che quando colle sue mandre abitava le Scenderelle o le Fondre
ne aveva venduto centinaia a dieci soldi l'una. Contento della notizia tornai
allegro in Assergi.
All'alba del giorno 23 partimmo per le Scenderelle, che è un lunghis-
— 155 —
Simo vallone di molti chilometri, e che principiando dal piede meridionale di
Monte Cristo, si estende e si prolunga sempre incassato da continui contraf-
forti, assumendo per ordine le diverse denominazioni Fossa Paganica, Ce-
rase, Gaglìardelìe, Santo Egidio.
Avevamo già raccolto una dozzina di Carabus variolatus, quando ad
un tratto trovammo tutti i sassi della valle rialzati! I pastori ci avevano
preceduti, e con i riuniti sforzi di sei persone, avevano non solo rialzato tutti
i sassi, ma ancora enormi massi e pietre infossate nel terreno. Percorsi così
inutilmente quasi due chilometri di pietre capovolte, ed essendo inutile il pro-
seguire, perchè in questo lungo tratto non trovai che un solo carabo, sotto una
pietra dimenticata, mandai le guide alla ricerca dei pastori che ci avevano
fatta la soperchieria.
Sebbene, per principio, non abbia mai comprato coleotteri, pure vista la
stranezza del caso, e più ancora per non mancare allo scopo che mi era pro-
posto, acquistai per trenta franchi, col più grottesco mercato del mondo, da
questi sudati e trafelati pastori, una settantina di carabi. Il lato comico del mer-
cato era, che quando casualmente veniya alle mani un Carabus Eossii od un
Procrustes (essendo questi esclusi dal contratto); aguzzavano allora gli occhi,
ed a mal in cuore constatavano che non erano pintricchiati.
I pastori furono la causa che perdessi interamente la caccia dei piccoli
coleotteri, e solo trovai Procrustes spretus Dej, Carabus Eossii Dej, però
in esemplari molto più piccoli di quelli che si prendono nell'Appennino To-
scano, ed anco con alquanto differente asperità delle elitre. Phgtonomus Sai-
viae Schrank, Larinus Jaceae F. Crypticus alpinus Comm. Asida Sardi-
niensis Allard, ed un gran numero di Amare ed Harpali.
Annoiato dalla scena dei pastori io decisi di andare la mattina del 24 alle
Fondre. La via fu oltre ogni credere aspra e forte. Io avevo contato di fare
una buona caccia e senza il disturbo di importuni pastori, ma ebbi eguali
noie, sebbene là i pastori non avessero pretese, perchè alle Fondre non tro-
vasi il Carabus variolatus. Non rinvenni che Carabus Eossii Dej, la boUa
varietà Carabus Picenus Villa, Calafhus Pirazzolii Putz., Goerius Italicus
Arag., Ocypus falcifer Nordm., Leueosomus i-punctatus Schrank., Meìcus
granuliger Boeh.; Plinthus Parthenius Costa, P. caliginosus F. Barynoius
sqiiamosus Germ., Pedinus meridianus Muls, Crypticus alpinus Comm.
Ne risulta che l'unico luogo, ove io abbia trovato il Carabus cavernosus
Friv, è il gran vallone detto delle ScendcrcUe, che da Fossa Paganica,
— 156 —
mutando sempre denominazione, sì estende sino a Sant Egidio, e che più ci
avanziamo verso questo ultimo luogo piìi cresce il ricolto di questo coleottero.
Nel mezzo del vallone trovansi alcune pozzanghere d'acqua, a guisa di la-
ghetti circolari, ed a questi accorrono cavalli, pecore, ed uccelli a dissetarsi.
I pastori si provvedono l'acqua con barili, attingendola a fonti molto lontane.
La vegetazione si compone di erbe minute ed eguali, e solo qua e là sorgono
robusti cespiti del luteo-tumentoso Verhascum longifolium Rum et Schulz.,
sotto al cui foglioso piatto si nascondono sovente i carabi. Tutta intera la
valle, ed anco i circostanti monti mancano non solo di alberi, ma di qua-
lunque cespuglio od erba lignescente, come manca l'umidità per far pro-
sperare i muschi; anco le numerose pietre di cui è tempestato il terreno
non hanno licheni. Solo nei siti grassi, per avervi, nei passati anni, abitato
i pastori, cresce il Eomice ed il Buono Enrico, ed ivi trovasi in copia il Percus
Dejeanii in robusti esemplari, mentre vicino alla cima di Monte Cristo gli
esemplari sono quasi di metà. Fra queste erbe brulicavano le larve non adulte
di un Acridium, che sul momento non pensai di raccogliere. I pastori mi
dissero che dopo le pioggie, ed in altre circostanze atmosferiche, uscivano
questi carabi anche nel giorno a passeggiare nel terreno, e che ove le pietre
erano molto affossate si nascondevano sotto le foglie dei Verbaschi. La na-
tura del terreno che ho percorso è stata eocenica nelle più grandi eminenze,
nel resto liasica.
Il Carabus cavernosus Friv. per la particolare scultura delle elitre, in-
cavate da sei o sette serie di fossette, per robustezza e colore dei suoi te-
gumenti, non può confondersi con verun carabo italiano. A ragione il Costa
dice che le maggiori affinità di questa specie sono col Carabus perforaius
Fisch. della Bessarabia, che difatto appartiene anch'esso al gruppo Melan-
carabus Thoms. L'unico Carabo che a prima vista ricordi il vajuolato di
Costa sarebbe il C cribratiis Quens. del Caucaso, ma esso appartiene ad un
altro gruppo o sottogenere.
Oggi però trovo, neWAbciUe (Catalogne des Coléoptères de l'ancien
monde), che il genere Carabus è stato suddiviso in un maggior numero di
gruppi che nel catalogo Stein e Weise. Nel nuovo catalogo àeWAbeiUe non
restano che quattro specie al gruppo Melancarabus cioè grceais Dej, troja-
nus Dej, Carceli Cosi, morio Man., mentre sotto il gruppo Pacliystus Mots.
trovansi riunite, una vicino all' altra, le specie C. perforatus Fisch., caver-
nosus Lin., cribratus Quens. '
— 157 —
È pure da osservarsi che questo recente catalogo dà la priorità al va-
riolatus Costa, ed a luogo del Frivaldscky segna lo Schaum come l'autore
del C. cavernosus.
Mancando dei lavori di Thomson e di Gèhìn, del necessario materiale e
competenza, mi asterrò da qualunque critica, solo annotando che il Carabus
cavernosus Friv., fu descritto nel 1837 ed il Carabus variolatus Costa nel 1839,
salvo che esista altra accidentale incompatibilità o doppio impiego di nomi.
Le antenne dei maschi del nostro cavernosus sono semplici, cioè nessuna
articolazione intermedia è rigonfia od assimetrica. Le prime quattro articola-
zioni dei tarsi davanti sono nel di sotto vestite di una sòia giallastra, però
i primi tre articoli sono maggiormente dilatati. I maschi sono più nume-
rosi delle femmine, e nella raccolta ho verificato che la proporzione dei primi
alle seconde sarebbe come 4:1.
158
BERNHARD GERHARD. - Ueber die Aehnlìchkeit einzelner Arten
von Schmetterlingen aus ganz verschiedenen Familien. Et-was
tìber Systematik.
Es ist eine eigenthuemliche Erscheinung, dass viele Schmetter-
linge, obgleich sie zu ganz verschiedenen Familien gehòren, doch
eine seiir grosse Aehnlichkeit mit einander haben.
Ich erlaiibe mir, Ihnen dies an einigen Beispielen nàher vor
Augen zu fi'ihren, indem ich Ihnen die verschiedenen Arten in
natura vorlege.
Sie finden da also :
1. Danais AustraUs
Hestina Nama
Papiìio Cìytìe
2. JEuploea Sivainsonii
Hypoìimnas Perimele
Papiìio Palephates
3. Euploea Core
Hypoìimnas Bolina ?
Papiìio Panope
4. Aìnauris Niavius
Hypoìimnas Dinarha
5. Amauris Egiaìea
Pa])iìio JEcherioides
6. Danais Chrysippus
Hypoìimnas Auge ?
7. Titliorea Tarracina
Heliconius Ziileima
8. Mcìinaea Egina
Heliconius Syìvana
9. Ly corca Cìeohaea
Papiìio Zagreus
10. Napeogenes Toìosa
aus der
gruppe
der
■ Danaicìen
»
>>
»
Nympìialiden
»
»
»
Papilioniden
»
»
»
Danaideii
»
»
»
Nympliaìiden
»
»
»
Papilioniden
»
»
»
Danaicìen
»
»
»
Nymphaliden
»
»
»
Papilioniden
»
»
»
Danaiden
»
»
»
Nymphadiden
»
»
»
Danaiden
»
»
»
Papiìioniden
»
»
»
Danaiden
»
»
»
Nympliaìiden
»
»
»
Danaiden
»
»
»
Eeìiconicìen
»
»
»
Danaiden
»
»
»
Heìiconicìen
»
»
»
Danaiden
»
»
»
Papiìioniden
»
»
»
Danaiden
—
159 -
-
ArcJionias Eurytele
aus der
grnppe
des
Pienden
11.
Satyrus Brahm'mus
»
»
»
Satyriden
Papilio Cynorta
»
»
»
Papilioniden
12.
Scada Bechia
»
»
»
Banaiden
Dismori)h ia Fortunata
»
»
»
Pieriden
Hyalurga Bica
»
»
»
Bombyciden (TÀthosiiden)
13.
Scada Thcaphia
»
»
»
Banaiden
Bhomia Eurimedia
»
»
»
»
Bismorplda Eumelia
»
»
»
Pienden
14.
Acraea Ozomene
»
»
»
Acraeiden
Sanr/aris Bi fasciata
>>
»
>?
Bombyciden
15.
ArcJ/onias Tercas
»
»
»
Pieriden
Bapiìio AncJiiscs ?
»
»
»
Papilioniden
Es giebt deren noch viele andere, ich babe nur diese wenigen
gewàhlt iind glaube, Ihnen auch mit diesen die Aehnlichkeiten
geniigend dargethan zu haben.
Hat nim die Natur bei Schaffung diesar Aehnlichkeiten einen
besonderen Zwerk verfolgt oder ist es nur ein reiner Zufall ?
Der berijhmte Entomolog Bates, der langer als 10 lahre am
Amazonenstrora sammelte und die dort zu Tausenden fliegenden
Danaiden nnd Heliconiden beobachtete, erwahnt solche Aehnlich-
keiten unter diesen beiden Gruppen und behauptet, dass diese
Aehnlichkeiten fiir die den Danaiden angehorenden Arten als
Schutzwehr diene.
Die Heliconiden hàtten nàmlich einen àtzenden oder iibel
rìechenden Saft, den sie bei Gefahr ausfliessen liessen und wiirden
deshalb von Vògeln und andern Feinden wenig gesucht. Die ihnen
àhnlichen Danaiden mischten sich nun unter sie und entgingen
dadurch leichter den sie verfolgenden Feinden. Ob diese Ansicht
begriindet ist, muss dahin gestellt bleiben ; ich, fiir meine Person,
glaube nicht daran, demi es wàre eigenthiimlich, wenn nur diese
einzelnen Arten von der Matur auf solche Weise bevorzugt worden
seien, wilhrend so viele hundert andre Arten keinen derartigen
Schutz geniessen. Zwar haben wir viele Insecten, die sowohl
durch ihre Farbe, die gleich ist mit dem Stoffe, worauf sie sitzen.
— 160 —
wie Steine, Holz. Blàtter etc. als auch durch ihre Form sich vor
Verfolgungen mòglichst schùtzen, doch diirfte ein Schutz, der
auf Aehnlichkeit mit einer andern Art aus ganz verschiedener
Gruppe, wohl zu den Fabeln zu rechnen sein. Gewissheit hierùber
mùssen erst weitere Beobachtungen bringen.
Ich halte es flir ein Spiel oder eine Neckerei der Natiir,
wenn ein solcher Ausdruck gebraucht werden darf.
Bemerkenswerth ist jedenfalls die Thatsache, dass solche
Aehnlichkeiten fast ausnahmslos immer auf demselben Faunenge-
biete stattfinden ; so z. B. gehòren:
N" 1. alle drei zur ostine! ischen Fauna
» 2. » » » Fauna der Philippinen
» 3. » » » ostindischen Fauna
» 4. 5. beide aus Afrika
» 6. aus Ostindien
» 7, 8, 9, 10, 12, 13, 14, 15, alle aus Sildamerika
» 11. dagegen macht eine Ausnahmo; Satyrus Brahminus starami
vom Himalaya, Papilio Cynorta aus Afrika.
Nur die Tropenlànder haben solche Aehnlichkeiten aufzu-
weisen, in den gemàssigten Zonen kommen sie nicht vor.
Bei der grossen Aehnlichkeit, die zwischen den in Sildame-
rika vorkommenden Danaiden und den ebenfalls nur Siidamerika
bewohnenden Heliconiden herrscht, steigen wohl begriindete
Zweifel auf, ob es gerechtfertigt ist, diese beiden Gruppen aus
einander zu trennen, die fri'iher zu einer Farailie vereinigt waren.
Die vielfachen neuen Systeme, die von gewiss beriihmten, tiichti-
gen und bewàhrten Gelehrten aufgestellt sind, haben bisher noch
immer zu kàmpfen gehabt mit einzeìnen Eigenthumlichkeiten in
der Natur, sodass sie oft, trotz oder in Folge strengen Festhal-
tens der Grundlage an einzeìnen Individuen scheiterten oder doch
in's Ungewisse geriethen.
Neuerdings hat Herr D.'" Ad. Ròssler, als Anhang zu seinem
Werke « die Schuppenfliigler (Lepidopteren) des Kon : Reg. Bez.
Wiesbaden » ein neues System zur Classifizirung der Lepidop-
teren aufgestellt, das an Originalitat sowohl als auch an geist-
— 161 —
reicher Natur. — Philosophie sehr beachtenswerth ist. Mòschler
hat in dem letzten Hefte der Stettiner entomol. Zeitimg fVir 1882
dasselbe einer eingehenden Kritik unterworfen ; da min wohl
vielen der Herren die Zeitung nicht zur Hand ist, so erlaiibe
ich mir, darùber ein kurzes Resumé zu geben.
Der Verfasser stimmi mit Lederer und Herrich-Schàffer, sowie
andren bedeutenden Systematikern darin iiberein, dass ein System
der naturwissenschaftlichen Kòrper nicht in einer geraden^aufwàrts
steigenden Linie erscheinen kann, sondern dass es vielmehr dol-
denartig sich verzweigende Aeste auf einera gemeinsamen Stamme
sind. Sein Grundgedanke ist, indem er die Schmetterlinge in die
zwei Abtheilungen Macro-und Microlepidopteren trennt, der, dass
diesa Abtheilungen wiederum in Ordnungen z. B. Tagfalter,
Schwàrmer, Spinner etc. zerfallen. Nun finden sich, nach des Ver-
Cassers Ansicht, wiederum sowohl in den beiden Abtheilungen oder
Familien analoge Arten wieder, die sowohl durch ihren Habitus
wie durch friihere Stànde etc. auf einander folgen und so ein auf
einem leitenden Princip beruhendes System bilden. Ob hiebei die
durch Aehnlichkeit eines oder einiger anatomischer Kennzeichen
einander nahestehende Familien, beziehentlich Gattungen oder
Arten getrennt werden, gilt dem Verfasser gleich, was Mòschler
zwar mit dem zu Grunde gelegten Principe zu entschuldigen
sucht, was aber doch die bisherigen Systeme vollstandig umstosst.
Er zeigt auch noch eine weitere EigenthiJmlichkeit. Sein Sy-
stem beginnt, wie gebràuchlich, mit den Tagfaltern und zwar,
wie die franzòsischen und nordamerikanischen, mit den Papilio-
niden, als den ausgebildetsten, denen er die Nymphaliden folgen
làsst, dann erst die Pieriden, diesen die Castniiden, Satyriden,
Eryciniden, Heliconiden und endlich die Lycaeniden.
Von diesen Familien nennt er die ersten drei, also Papilioni-
(len, Nymphaliden, und Pieriden, die eìgentlichen Tagfalter, die
Hesperiden repriisentiren ihm die Schwàrmer, die Castniiden die
Spinner, die Satyriden die Eulen, die Eryciniden und Heliconiden
die Spanner, und die Lycaeniden die Microlepidopteren. Er hat
sich also von den bisherigen Systomen vollstandig losgesagt !
Ann. XV. 12
— 162 —
Eine Trennung der Pieriden von den Papilioniden durch die
Nymphaliden scheint auch Mòschler nicht richtig oder doch sehr
gewagt.
Welter vergleicht er bei den Spinnern die Saturniden mit den
Papilioniden, die Arctiiden, mit den Nymphaliden, die Lipariden
mit den Pieriden imd die Limacodiden mit den Lycaeniden.
Es wiirde mich zu welt fùhren, wollte ioli Mòschler in seiner
Kritik vollstàndig folgen, ich habe das Gesagte nur angefùhrt,
um auf das von D' Rossler anfgestellte neue System aufmerksam
zu maclien.
Leipzig, november 1S82.
— 163 —
La CloroflUn ncffìi Afidi. — Nota di L. MACCHIATI.
Avendo osservato che gli afidi lasciati per qualche tempo al-
l' oscuro sbiadiscono nello stesso tempo che sì decolorano le foglie
delle piante che li albergano, mi si presentò l'idea che detti
insetti potessero contenere la clorofilla; e per venirne in chiaro
mi son servito degli stessi mezzi ai quali si suol ricorrere per
preparare le soluzioni della clorofilla contenuta nelle cellule delle
piante. — A tale scopo raccolsi una grande quantità di afidi
verdi, quali sono, per esempio, quelli delle specie Siphonopliora
malvae Mosley, Siphonophora rosae Koch, ec. che misi in infuso
nell'alcool non troppo diluito, e cioè non inferiore ai gradi 75"
dell' alcoolometro di Gay-Lussac ; e ne ottenni una soluzione al-
coolica verde, che per l'aggiunta della benzina mi si divise in
due strati, dei quali il superiore di clorofilla nella benzina, e
l'inferiore di xantofìlla nelì' alcool. Non contento di questo primo
risultato, mi era prefisso di ottenere la clorofilla cristallizzata,
valendomi dello stesso mezzo al quale più di frequente ricorro
per ricavarla dalle piante. A tale intento aggiunsi, nella soluzione
alcoolica primitiva, del nero animale granuloso, ed agitai la me-
scolanza. Le due sostanze coloranti rimasero aderenti al nero
animale, ed il liquido perfettamente decolorato lo decantai. Per
aggiunta dell'alcool ad 80-85" mi si ridisciolse la xantofilla, la
cui soluzione alcoolica decantai e misi ad evaporare a parte per
ottenerla in cristalli. E la clorofilla pura, rimasta aderente al
nero animale, mi riusci facile di riottenerla in soluzione per rag-
giunta dell' etere anidro. Filtrata la soluzione eterea, la raccolsi
in un vetro d' orologio, e la misi ad evaporare. Nello spazio di
di poche ore mi fu possibile di osservare sotto il campo del mi-
croscopio, a mediocre ingrandimento, i cristalli aghiformi caratte-
ristici della clorofilla, che dagli autori si sono voluti riferire al
sistema monoclino.
— 164 —
Ora non dubito punto che, anche gli afidi, diversamente co-
lorati che in verde contengano la clorofilla, la quale probabil-
mente vi sarà mascherata da qualche altra sostanza colorante,
come si verifica in molte piante, per esempio nelle alghe floride.
Ciò premesso, riesce facile di spiegare per qual ragione gli
afidi verdi tenuti all'oscuro si decolorano, dèi pari che le foglie
delle piante : è probabile che nell' uno e nell' altro caso, quelli
che più comunemente si chiamano corpuscoli clorofillici, e che in
altri termini sono i leuciti primitivi, imbevuti dalle sostanze co-
loranti, mancando la luce, prima incomincino a decolorarsi e
poi si distruggano; e questo avviene perchè la luce non è sol-
tanto necessaria alla produzione, ma del pari alla conservazione
della clorofilla. Ho inoltre verificato che se si tornano ad esporre
alla luce, gli afidi, come le foglie, rinverdiscono rapidamente.
Riconosciuta la presenza della clorofilla negli afidi, bisogna
accordare loro la proprietà, quando sono esposti alla luce, di
fabbricare le sostanze organiche, perchè essi decomporranno
r acido carbonico, per preparare col carbonio di questo e gli
elementi dell' acqua le sostanze ternarie. Adunque possiamo con-
cludere, che gli afidi si dovranno nutrire in parte a spese delle
piante di cui sono i parassiti ed in parte a spese degli elementi
dell' aria, e, cioè, sono in pari tempo agenti consumatori ed agenti
produttori della sostanza organica. Mi sì potrà obbiettare, la con-
clusione che ne traggo, essere troppo azzardata, dicendo che gli
afidi assorbono la detta clorofilla dalle piante, invece di elaborarla
essi stessi. E allora come si spiega che sono egualmente verdi
anche gli afidi che suggono gli umori dai petali ? Tuttavia, non
lo nego, r argomento ha bisogno di più maturo studio.
R. Istituto Tecnico di Reggio Calabria
Gabinetto di Storia naturale, 17 dicembre 1882.
— 165
Sul R«tgitt*Èt ituiagatov Fabr. — Nota del socio P. BARGAGLI.
Nella prima metà del mese di luglio dell' anno 1882 percorrevo in com-
pagnia del Dott. Stefano Bertolini, nostro consocio, l' amenissima Valle di Sella,
che è una delle valli secondarie della Val Sngana, e compresa tra i monti
dell' Armentera (1497°>) da un lato, e dall'altra dalle dirupate pendici della
Costa alta dei Managgi, della Cima delle Badici (2336). Spero di poter
narrare in seguito delle belle raccolte di Coleotteri che facemmo percor-
rendo quella bellissima regione, sparsa di ville, dove trovano piacevolis-
simo soggiorno le famiglie signorili di Borgo, le quali insieme ai comodi
della vita vi godono la delizia e la quiete di una natura incantevole. L'al-
ternarsi di prati sempre verdi, di gruppi di abeti, di pini, di betaie e di faggi,
di torrentelli che ora scorrano placidamente, ora si precipitano in spumanti
cascate, fa sembrare quella valle un "Seguito non interrotto di parchi e di
giardini, se pure questo paragone possa essere al caso, giacché può dirsi che
in esso la imitazione vien presa come misura della cosa imitata.
Non dirò qui come il nostro obiettivo fosse 1' esplorazione di una caverna
posta sotto la cima di Costa alta; e come inutili riuscissero le nostre ricerche
praticate per oltre duo ore in quel!' immenso speco, chiamato Grotta di Sella.
L' unico ricordo di sì bella escursione che per adesso io presento alla Società
sono le larve ed un adulto tutt' ora vivente (12 gennaio 1883) del Bhagium
indagator Fabr. Le larve, che trovai sotto la scorza di una vecchia ceppa di
abeto, furono da me portate viventi insieme a pochi pezzi di scorza ; ma una
sola di esse sopravvisse e conservai le altre in alcool. L' unica superstite si
rinchiuse entro una colletta scavata in uno dei pezzi di scorza verso la fine
di agosto, ed io potei facilmente scoprire che la larva aveva preso la forma
di ninfa e che questa si agitava con bruschi movimenti dell' addome quando
veniva disturbata. I colori bruni e cenerini dell' insetto adulto cominciarono
a pronunziarsi da primo alle articolazioni delle gambe, poi al resto del corpo,
in ultimo ai rudimenti delle elitre, i quali gradatamente andavano a pren-
dere maggiori dimensioni, finché congiunsero i loro apici e coprirono quasi
tutta la parte superiore dell' addome. Una mattina, verso la metà di settembre,
l'insetto aveva già lasciato il suo asilo e moveva lenti e stentati passi per
quelle scorze. Ma dopo poche giornate di caldo divenne perfettamente colorato
— 166 —
e di una agilità non comune ; finché la stagione invernale lo ridusse mezzo
intorpidito com' è attualmente.
Non è nuova la storia del Rhagium indagator Fab. Ne descrissero le
metamorfosi Dufour (Ann. de la Soc. Ent. de France 1840, p. 63, tav. V,
fig. 1, 4, Stenocorus inquisitor) ; Eatzebourg (Forstins. t. I, p. 239, tav. XVII,
fig. V, fig. 5 B) e Perris (Ann. de la Soc. Ent. de France 1859, p. 469).
Perciò, è solamente per l' interesse che si prova nel verificare fatti, ancorché
conosciuti, della biologia degli insetti, e per ricordare le bellissime impressioni
ricevute per quei monti maestosi e per quelle valli deliziose, avendo per guida
e per amichevole e grata compagnia il Dott. Stefano Bertolini, che io ho co-
municato questa semplice notizia ai nostri consoci.
167 —
PARONA Prof. CORRADO. — Caso di allocroismo in un .It'tuaditlns
In una camera del Laboratorio dell'Orto botanico in Cagliari, tra una
<]uantità grandissima di isopodi, tutti spettanti al genere ed alla specie so-
praindicati, e che occupavano gran parte del pavimento e di una delle
pareti, ebbi a catturare, il 22 giugno 1882, un individuo, il quale aveva
attirata la mia attenzione per la colorazione del corpo suo, molto diversa
dalla normale.
Subito, al primo esame, m'accorsi trattarsi di un esempio di albinismo par-
ziale, e ciò mi richiamò alla mente l'interessante nota del mio amico Dot-
tore Paolo Magretti « Intorno ad alcuni casi di albinismo negli inverte-
brati » (Bollettino scientifico dell' Università di Pavia, Anno 3°, n. 1, 1881,
pag. 28.)
Da essa venendo meglio a conoscere come gli esempi di albinismo negli
artropodi siano tuttora poco conosciuti, fui indotto a fare brevissimo cenno
del recente caso, quale aggiunta alla sopracitata nota e contributo per questo
importantissimo argomento.
Trattasi di un Armadilhcs, affatto conforme in dimensioni ai suoi com-
pagni, ma che offre la colorazione bruna sua propria, mutata
qua e là in altra bianchissima, che fa spiccato contrasto colla
prima.
Rimasero di colore naturale: l'antenna di sinistra, la testa
ed il primo anello. Il secondo ha assunto una tinta più chiara,
eccetto al margine laterale sinistro; il terzo segmento divenne
bianco sui due margini, e così sempre più estendendosi la colora-
zione bianca nei susseguenti anelli; per modo che il sesto è al tutto albino;
e rimanendo soltanto due piccole macchioline fulve al quart ultimo e penultimo
segmento dell'addome.
Non mancano le macchie gialle, che hanno aspetto, intensità di colorito
e distribuzione identica alla normale; il che parmi un fatto interessante nella
teoria dell'albinismo. Le zampe e le parti inferiori dell'indicato isopodo offrono
colorazione biancastra, o al tutto bianca.
— 168 —
Dalla succinta descrizione è ovvio ravvisare in questo un vero caso di
allocroismo, o di albinismo parziale; l'esemplare da me raccolto, confrontato
con quello descritto dal Doti Magretti (come io stesso ebbi occasione di fare
nel Laboratorio di Anatomia comparata dell' Università di Pavia) si presenta
in uno stadio di albinismo molto più avanzato.
Cagliari, gennaio 1883.
Nota. — L'esemplare or ora descritto, insieme a diversi altri normali, raccolti nellu
stesso luogo, r ho ceduto alle Collezioni degli Invertebrati italiani del Museo di Firenze.
169 —
TARGIONI TOZZETTI AD. — Questione sulla esistenza dell'uovo di
inverno della Fillossera della vite, nuovamente proposta nel-
r adunanza della Società, nel di 3 giugno 1883.
L'anno decorso, pressa a poco in questo tempo e in occasione come questa,
sottomisi alla Società alcune considerazioni intorno ad un voto di recente
emesso dall'illustre Sig. Balbiani di Parigi, accolto dalla Commissione francese
per la Fillossera e dal Ministro dell' agricoltura, alBnchè « sì prendessero a
« fare esperienze metodiche in laboratorio e in campagna per determinare i
« mezzi più efficaci a distruggere l'uovo d'inverno della Fillossera medesima; »
e conclusi, proponendo dal canto mio, che, prima di tutto, si facessero inda-
gini nuove per dimostrare sperimentalmente la presenza di questo uovo sulle
viti europee.
La ragione di siffatta trasposizione di domande, non era che io dubitassi
degli effetti della distruzione dell'uovo d'inverno o fecondato, una volta ch'egli
vi sia; ma prima di ammetterne la presenza reale, e prima di ammettere che
esso « mantiene la vitalità delle colonie» sotterranee e che ogni focolare fìlos-
« serico ha origine da lui », mi pareva necessario dimostrare che l' uovo in
questione si trova realmente costante o almeno con relativa frequenza nella
serie degli stati pei quali passa la Fillossera, vivendo sulle viti comuni; la
qual cosa, non che chiara, mi pareva anzi messa in grave dubbio, o quasi
esclusa dal maggior numero delle osservazioni.
Se non fosse per non commettere indiscrezione, direi addirittura di avere
io medesimo eccitato il sig. Balbiani ad esaminare e discutere le mie consi-
derazioni, ripromettendomi o la sua approvazione nel dubitare, o di ottenere
dal suo sapere e dalla sua autorità, quelle assicurazioni eh' io non trovavo nello
stato dei fatti conosciuti o nelle induzioni piìi prossime.
Il sig. Balbiani, portando tutta intera la controversia innanzi all'Acca-
demia delle Scienze, ed accordandomi una lunga confutazione, ha elevato ad
onore poco frequente, e per nulla sperato, i miei dubbi, e vorrà gradire ch'io
gli corrisponda, portando non la certezza acquistata per esse, ma le sue nuove
argomentazioni e i miei persistenti dubbi davanti a voi.
Ecco prima di tutto, nella sua integrità, la nota del sig. Balbiani (1).
« Dans la Note qu'on vient de lire (2), M. Targioni Tozzetti s'appuie,
(1) Riprodotta dai Comptes rendus de TAcaderaie des Scieuces de Paris, t. XC\'I,
1G7 (15 Janvier 1883).
(2) Targioni Tozzetti A. Sulle proposte del Sig. Bilbiani per combattere la Fillos-
— 170 —
pour critiquer ma propositioa d'arréter l'extension du Phylloxera par la
destruction des ceufs d'hiver, sur un certain nombre d'arguinents qu'on peut
résumer ainsi qu'il suit:
« 1° Le principe fondamental sur lequel se base cette proposition, savoir :
Fextinction des colonies souterraines par la destruction de la source à laquelle
celles-ci s'alimentent, c'est-à-diro les ceufs d'hiver, n'a pas encore refu une
démonstration scientifique suffisante. La diminution de la puissance génésique
des femelles agames des racines avec le nombre des gónérations issues les
unes des autres n'est pas un phénomène absolu en soi; cette diminution est
en relation avec la décroissance des conditions extérieures, principalment de
temperature et de nutrition, qui agissent sur ces insectes dans la succession
des saisons. Les femelles, arrivées au minimum de leur faculté reproductrice
en automne, récupèrent toute leur fécondité au printemps avec le retour d'une
temperature plus élevée et d' une alimentation plus substantielle.
« 2° Les ceufs d'hiver n' ont été rencontrés jusqu'ici que sur les vignes
américaines; ils n'ont pas encore été trouvés sur les vignes indigènes (eu-
ropéennes): par conséquent, rien ne démontre que les moyens proposés pour
leur destruction sur ces dernières vignes atteignent leur but et soient avan-
tageux pour arrèter la propagation du Phylloxera.
« 3° Une autre différence que présentent les vignes américaines et les
vignes indigènes est l'existence, sur les premières, de générations gallicoles
du Phylloxera et leur absence sur les dernières; tous ces faits démontrent
une diflférence profonde des mceurs de l'insecte des vignes américaines et de
l'insecte des vignes indigènes.
« 4° Les ceufs d'hiver ne sont pas l'unique ni mème la principale source
de l'invasion phylloxérique; il n'est pas tenu compte des faits nombreux et
bien connus qui prouvent la propagation du Phylloxera par le transport et
l'importation de plants, principalement de vignes américaines, servant de
véhicule aux colonies radicicoles.
« 5° Enfia, uos connaissances concernant l'oeuf feconde des générations
sexuelles hypogées sont encore trés incomplètes. Cette proposition contient
implicitement, bien qu'elle ne soit pas énoncée par l'auteur, cette conséquence
sera, e sull' uovo d' inverno deHa Fillossera delle viti americane e delle viti europee. —
in Bullettino della Società entomologica italiana, anno XIV, p. 320. Firenze, 1882. —
Nota riprodotta nei Comptes rendus de TAcademie des Sciences, t. XCVl, p. 167. (15
Jauvier 1883).
— 171 —
que la destruction des oeufs d'hiver aériens u'empécherait pas la régénératioii
des colonies radicicoles par les oeufs d'hiver souterralns (1).
« Aucun des arguments résumés dans les lignes qui précédent n'est
iiouvean, et j'ai déjà eu plusieurs fois l'occasion de les réfuter dans mes
précédentes publications sur le Pbylloxera. Je vais les examiner encore une
fois dans l'ordre où je viens de les énumérer.
« Et d'abord, je dois faire remarquer que M. Targioni Tozzetti ne tient
aucun compie, dan ses critiques, des deux faces sous lesquelles j'ai toujours
envisagé i'utilité et les conséquences de la destruction des oeufs d'hiver, et
que je faisais encore ressortir avec soin dans ma Lettre, en date du 23
février 1882, adressée à M. le Ministre de l'Agriculture, ainsi que cela résulte
da passage suivant de cette Lettre : « En résumé, la question de la destruction
« de l'oeuf d'hiver se présente sous deux aspects dfférents, ainsi que je l'indi-
« quais déjà en 1876: 1° comme traitement curatif, en amenaat par voie
« indirecte la disparition des colonies établies sur les racines; 2" comme moyen
« préventif, en conjurant le danger de l' invasion des vignobles indemnes par
« les ceufs d'hiver déposés sur' le ceps. »
« Sous le dernier point de vue, je «me suis prononcé trés afSrmativement
sur les avantages de cette opération, en me basant sur nos connaissances
les plus certaines et les mieux établies des mffiurs du Phylloxera, principale-
ment de sa generation ailée chargée de fonder à distance de nouvelles colo-
nies. Les ailés donnant naissauce à la generation sexuèe, qui, elle-mème,
produit l'oeuf d'hiver, n'est-il pas évident que la destruction de ce dernier
équivaut à celie des ailés, réclamée de tout teraps et pour laquelle cu a
propose une foule de moyens, tels que le tassement du sol pour empècher
leur sortie de terre, la plantation de végétaux agglutinants destinés à les
arrèter au passage, etc, tous pro'cédés qui se sont raontrés ou inefficaces ou
irréalisables dans la grande pratique. Kien de plus facile, au contraire, que
d'atteindre l'ceuf d'hiver par des moyens culturaux ou chimiques pendant
les quatre ou cinq mois qu'il reste à notre portée, dans la periodo la plus
propice aux travaux agricoles. M. Targioni Tozzetti, qui semble attribuer
lui-mème aux ailés un ròle important dans la dissémination du Phylloxera,
voudrait-il restreindre ce ròle seulement aux vignes américaines et trouver
une autre explication à la propagation du parasite sur les vignes indigènes?
(1) Cette conclusion est esprimée d'une manière plus catégorique dans une autre
Notice de M. Tarfrioni Tozzetti. [BuHeilino della Soc. eniomol, italiana, anno XIII, ISSI)-
— 172 —
Nous reviendrons plus loin sur ce point des opinions da savant naturaliste
de Florence.
« Autant j'ai été affirmatif sur les avantages pratiques de la destruction
de l'oeuf d'hiver comme moyen propre à enrayer la marche du Phylloxera,
autant j'ai mis de réserve à tirer les conséquences que cette opération peut
avoir pour les colonies radicicoles. lei, je u'ai exprimé que comme une sim-
ple probabilité, une hypothèse, l'opinion que ces conséquences pourraient étre
la disparition de ces colonies par la destruction des germes ou elles puisent
sans cesse une vitalité nouvolle. Ce n'est pas une supposition gratuite, mais
une présomption fondée sur des études biologiques attentives de la reproduc-
tion du Phylloxera. Ce sont Ics conclusions pratiques déduites de ces études
que M. Targioni Tozzetti a cru pouvoir attaquer dans sa Note placée en tòte
de ce travail. Avant de répondre aux objections de M. Targioni, j'ai cru bon
de rajDpeler la distinction que j'ai toujours faite entre les deux résnltats que
j'attribuais à la destruction de l'ceuf d'hiver: l'un, assuré, lorsqu'on l'emploie
comme traitement préventif; l'autre, possible, probable méme, mais non certain,
méritant toutefois d'ètre essayé, lorsque cette opération est faite à titre de
moyen curatif. Cela pose, je passe maintenant à l'examen des obiections de
M. Targioni Tozzetti.
« M. Targioni m'oppose d'abord ce fait que la diminution de la fécondité
des femelles agames des racines, dans les génératious qui se succédent du
printemps à Fau tonine, n'est pas, comme je l'admets, l'épuisement graduel
d'une force contenue dans l' organismo méme, mais la manifestation de
l'influence décroissante des conditions extèrieures favorables, principalemeut
de temperature et de nutrition,» qui agissent sur ces femelles dan le cours
des saisons. M. Targioni ne s'est sans doute pas aperta que cette opinion
est une simple hypothèse de sa part, à l'appui de laquelle il n'apporte ni
observations ni expériences directes, Je vais montror, au contraire, que les
observations et les expériences conduisent à une conclusion absolument op-
posée à la sienne.
« Chez le Phylloxera du chéne (1), le nombre des gaines ovigères est
de 26 à 32 chez les femelles aptères de la première generation, issue en
avril de l'ceuf feconde de l'année précédente ou ceuf d'hiver. Dés la deuxième
et la troisième generation, l'ovaire se trouve réduit à 10 ou 12 gaines (en
mai et juin), et dans les générations suivantes (de juillet à septembre) on
(1) Il s'.ig'it ici de l'espèce commune sur les chèQes des environs de Paris et du
nord de la France : c'est le Phyllovera coccinea de Heyden et autres auteurs.
— 173 —
n'en compte plus que de 4 à 6 eii tout. La décroissance du nombre des tubes
ovariquos est tout aussi rapide chez les aptères radicicoles du Phylloxera de
la vigne, en prenant pour poin de départ l'insecte issu de l'ceuf d'hiver,
qui a de 24 à 28 tubes ovariques. A mori arrivèe à Montpellier, en mai 1874,
ma première observation fut l'examen des gaines ovigères chez un grand
nombre de feraelles aptères fixées sur les renflements des radicelles d' un pied
de vigne au début de l'invasion. Chez les dix premières femelles examinées,
le nombre des gaines est exprimé par les chiffres suivants: 17, 18, 16, lo,
16 à 18, 16, 20, 18, 16, 15. En octobre de la mèrae année, ce nombre, chez
dix autres femelles, n'était respectivement plus que de 5, 5, 2, 4, 2, 2, 5, 3,
6, 7 (1). Les observations faites par M. Boiteau dans une autre région de la
France (environs de Libourne) ont montré la mème décroissance rapide du
nombre des gaines ovigères du printcmps à l'au tonine {Comptes renclus,
14 aoùt 1876).
« Ces faits ne laissent donc aucun doute sur la dimination successive de
a fecondità chez les Phylloxeras des racines par l'avortement graduel de leur
appareil reproducteur dans le conrs d'une mème année. Mais on peut se
demander si ce phénomène n'a pas un» liaison intime avec les modifications
qui surviennent dans les conditions extérieures que les générations traversent
dans le cours de leur évolution annuelle. L'influence de la temperature doit
étre immédiatement écartée: nous venons, en effet, de voir que c'est au
printemps, c'est-à-dire dans une saison qui n'est pas celle oìi la temperature
moyenne atteint son chiffre le plus élevé, que le nombre des gaines de Y ovaire
présente son maximum, et que ce nombre diminue rapidement dans les mois
plus chauds de l'été et en automne. L'influence de l'alimentation ne doit
pas étre mise davantage en ligne de compte; car, au commencement du
printemps, les feuilles du chène, comme les radicelles de la vigne, contiennent
une seve plus aqueuse, moins riche et moins élaborée que celle qui y circule
à une période plus avaucée de la végétation. Toutes choses égales d'aillenrs,
je n'ai pas observé de différence, chez le Phj'lloxera du chène, dans le nombre
des tubes de l'ovaire chez les femelles fixées sur des feuilles molles et tendres
et celles établie sur des feuilles dures et coriaces. De mérae, chez le Phyl-
loxera de la vigne, les insectes des radicelles ne paraissent pas mieux pourvus
sous ce rapport que leui's congénères, placés sur les grosses racines ligneuses.
« L'expérience se joint à l'observation pour confirmer ce resultai En
(1) Ces femelles étiient prises uu peu partout: les'résultats étaient sensiblerueut les
mèmes dans tous les vignobles.
— 174 —
transportant les insectos ou leurs oeufs des racines épuisées sur des racines
fraìclieSj on n'observc pas d'augmentation dans le nombre des gaines ova-
riques chez ces individus ou les générations qui en proviennent; tout ce que
l'on constate, c'est un& recrudescence dans l'activité fonctionnelle de la glande,
se manifestant par des pontes plus abondantes et plus nombreuses. La tem-
perature exerce une influence du mème genre.
« Tous ces faits sont donc loin de plaider en faveur de l'hypothèse de
M. Targioni Tozzctti touchant l' influence des conditions extérieures sur la
constitutiou anatomique de l'appareil reproducteur du Pliylloxera. On ar-
riverait plutót à une conclusion opposée si l'on examine les conditions dans
lequelles se manifeste de la manière la plus prononcée et la plus prompte
la dégénération de cet appareil. Je veux parler des métamorplioses de l'in-
secte aboutissant à la generation sexuée. Ces métamorplioses consistent, ainsi
qu'on le sait, d'abord dans la production de la forme ailée, laquelle, à son
tour, donne naissance à la generation des sexués màles et femelles. Or, chez la
première, l'ovaire n'est plus compose que de deux à cinq gaines, et chez la
femelle sexuée cette réduction arrive à son dernier terme, c'est-à-dire à un
ovaire forme d'une unique gaine produisant en tout et pour tout un seul oeuf
infécond par lui-méme. La sterilite est donc devenue presque complète au
point de vue anatomique, et complète au point de vue physiologique; l'espèce,
menacée dans son existence, périrait, si l'accouplement ne venait rendre
soudain la fertilité à cet élément arrivé à l'extréme épuisement (1).
« Or toute cette phase sexuelle de la vie de l'insecte, chez le Phylloxera
du chéne corame chez le Phylloxera de la vigne, a pour epoque la periodo
de l'année qui correspond à la temperature moyenne la plus élevée, c'est-
à-dire, pour la première espèce, de fin juin à fin juillet (sous le climat de
Paris) (2), et pour la deuxième, de juillet à septembre (sous le climat de
Montpellier). Lorsque les chaleurs sont précoces, la période sexuelle subit
une avance plus ou moins considérable, comme cela eut lieu en 1876 oìi les
ailés ont déjà été vus en grande quantité dès le 25 juillet, sous le climat
relativeraent septentrional de la Bourgogne (3).
(1) Cette dégénération organique ne se borne pas aux organes générateurs : elle se
manifeste aussi par 1' atrophie complète de l'appareil dig-estifet quelquefois de plusieurs
des articles des antennes ou des pattes-
{21 Sur le littoral de la Normandie, la période des ailés et des sexués du Phylloxera
du ebène tombe généralement en juillet -aoùt.
(3) A Mancey (Sa5ne-et-Loire), par M. Rommier [Comples rendns, 1 aout ISÌG). La
mème année, M. Boiteau, dans le Libouruais, observait les ailés le 31 juillet et les
séxués le 3 aoQt {Comptes rendus, 14 aoùt \8~Q].
— 175 —
« C'est tout aussi peu sous l'iufluence d'une alimeiitation appauvrie que
se produisent les générations d'ailés ot de sexués, aux ovaires considérablt^-
ment réduits, ptiisqae tous les observatours sont unanimes à signaler les
radicelles (recherchées surtout par l'insecte ponr sa nourrlture et où il pro-
spère le mieux) comme le siège de ses transformations les plas précoces et
les plus abondantes (Planchon et Lichtenstein. Max. Cornu, Boiteau, Balbiani,
etc). Tous cut remarqué aussi la rareté de ces transformations après que le
Phylloxera, chassé par la destrnction des radicelles, s'est réfugié sur les gros-
ses racines et y continue ses reproductions parthénogénésiques.
« Dans ces conditions nouvelles, la diminntiou du nombre de gaines
ovigères dans les générations aptères est beaucoup moins brusque que dans
la sèrie des ailés et des sexués.
« Des faits entiérement comparables s'observent aussi chez les Pucerons
ordinaires qui vivent sur les parties aériennes de nos plantes annuelles ou
vivaces. On sait que chez ceux-ci la reproduction a lieu pendant toute la
belle saison par des feraelles agames et vivipares, et que, dans l'arrière saison
et l'automne, elle s' opere par des ceufs fécondés et pondus, qui hivernent et
n'éclosent que le printemps suivant. Ce»tte transformation du mode de repro-
duction est généralement attribuée à l'influence directe de l'abaissement de
temperature et des changements qui surviennent dans les sucs des plantes
dont ces insectes se nourrissent. J'ai fait des observations qui ne me portent
pas à croire à cette influence, mais à considérer la reproduction par oeufs fé-
condés destines à hiverner et à conserver l'espèce pendant la disparition de
son aliment comme en relation avec les causes de destruction qui la mena-
cent à l'approche de l'iiiver (froid et arrèt de la végétation), ot n'ayant par
conséquent qu'un rapport indirect et éloigné avec les conditions extérieures (1).
Je partage complètement à cet égard les vues développées par M. le prn-
fesseur Weismann, dans ses belles études biologiques sur les Daphnoi'des, re-
lativement aux causes qui déterminent l'alternance des reproductions par
perthénogénèse et par generation sexuelle dans les colonies formées par ces
petits Crastacés: Weismann a montré, par un grand nombre d'observations
(1) Od sait d'ailleurs que la période sexuelle uè tombe pas en automne pour tous les
Pucerons: tei est celui du Saule [Aphis snlicis], où de Geer et Kyber ont observé dés le
mois de juiu des màles et des accouplements. Kyber attribualt l'apparitlon precoce des
maies daus cette espèce au durcissement premature des feuilles du Saule et prétendait
qu'on pouvait la retarder en placaut les femelles agames sur des pousses jeunes et
fraìches de cette piante. Cette explication est rejetée par Kaltenbach; elle est aussi en
contradiction avec mes observations et mes expériences faites chez plusieurs espèces de
Pucerons.
— 176 —
et d'expériences, que l'apparition des iiidividus sexués màles et femelles ne
dépendait pas des conditions extérieures (temperature, nourriture, quantité on
qualité de l'eau) aiixquelles les colonies se trouvent momentancment souraises,
mais qu'elle était liée à certaines génératìons déterminées quant au rang
qu'elles occupent dans le cycle d'évolntion de ces animaux. Cette generation
sexaèe est tantùt la deuxième ou la troisième, tantOt la dizième, la douzième
aa méme la vingtième du cyele, d'un genre ou d'une espèce à l'autre. Le
•Seul caractère commun du cycle générateur chez tous les Daphnoides, c'est
l'absence de màles fécondés dans la première generation de la colonie (1).
« J'ai observé ches les Pucerons des faits analogues qu'il serait trop
long d'exposer ici; il me suffira de dire que, pas mieux que Weismann chez
les petits Crustacés qu' il observait, je n'ai réussi à transformer le mode de
reproduction de ces insectes par des changements déterminés artificiellement
dans la temperature ambiante et la qualité de la nourriture. Chez eux aussi,
l'apparition des màles et des femelles est liée à certaines génératious déter-
minées dans la descendance de l'oeuf d'hiver. Chez le Phylloxera du chéne,
les ailés et leur progéuiture sexuée font toujours défaut dans les deux premières
générations issues de l'ceuf d'hiver, et c'est dans la troisième seulement qu'ils
commencent à se montrer pour deveuir graduellement plus nombreux dans
les générations suivantes. On est moins bien renseigné sur la generation qui
fournit les premiers ailés et les premiers sexués chez le Phylloxera de la vigne,
des observations directes et précises manquant jusqu'ici; mais, si l'on se
rappelle que les ailés se développent principalement sur Ics renflements radi-
culaires et que ceux-ci caractérisent la première année de l' invasion (Max.
(1) Weismann distingue parmi les DaplinoiJes des espèces polycycliques, mono-
cycliques et acycliques, suivant que la generation sexuelle vient interrompre plusieurs
ou une seule fois par an la sèrie des générations parthénogénésiques ou fait complète-
ment défaut dans les pliénomènes de multiplicatiou de ces auimaux. Ces diverses for-
mes du cycle reproducteur se sont développées, suivant Weismann, par sélectiou uatu-
relle en relation avec le retour périodique annuel plus ou moins fréquent des causes de
destruction des colonies formées par les Daphnoides. Si nous appliquons ces vues au
Phylloxera, nous pouvons considérer le parasite de la vigne comme une espèce mono-
cyclique, c'est-à-dire n' ayant qu' une seule période sexuelle dans le cours de son
évolution annuelle, et l'apparition de la generation sexuée et des ceuf d'hiver comme
en relation avec le danger que fait courir aux colonies la destruction des radicelles de
la vigne. Ceci nous explique pourquoi la formatiou des ailés est abbondante surtout sur
les radicelles et précède de peu de temps la destruction des renflemeuts sur lesquels
se tiennent les individus destinés à subir cette transformation.
— 177 —
Cornu), on sera porte à adinettre que les preraiers sexués, clans cette espèce,
appartiennent aussi à une generation peu éloignée de l'oeufd' hiver (1).
« Je crois inutile d'insister plus longuement sur ces faits, qui répondont
à une des principales objections de M. Targioni Tozzetti contre mes vues sur
la cause de l'épuisement progressif de la fécondité chez les femelles agaraes
des colonies radicicoles du Phylloxera. Cette cause a bien son siòge dans
Torganisme memo, et n'a ancune relation, au moins directe, avec les condi-
tions extérieures de temperature et de nutrition. Elle est de méme nature
que celle en vertu de laquelle toutes les fonctions de l'economie dimiuuent
d'energie par le fait méme de leur durée et de leur exercice prolongé. Mais
quel est le temps nécessaire pour que la puissance de reproduction agame du
Phylloxera arrive à sa dernière limite, en d'autres termes, dans quel délai
les colonies radicicoles soustraites à l'influence régénératrice de l'oeuf feconde
disparaissent-elles par épuisement total ? C'est ce que nous ne savons pas
encore, et c'est pour éclairer cette question, qui interesse également la Science
et la pratique, que j'ai propose les expériences sur la destruction des ceufs
d'hiver.
« Je passe raaintenant aux autres* objections de M. Targioni Tozzetti. Je
uvy arréterai beaucoup moins longuement que sur la précédente, car il ne
s'agit plus ici d'une question de principe, mais de simples faits d'observation
sur lesquels, je crois, M. Targioni ne s'est pas suffisarament renseigné. C'est
ainsi qu'il soutient que les ceufs d'hiver n'ont encore été rencontrés que sur
des vignes américaines et que les recherches faites jusq'à ce jour n'ont pas
réussi à démontrer leur présence sur les vignes indigènes.
« M. Targioni en conclut que les moeurs de l'insecte ne sont pas les
mèmes suivant qu'il habite Fune ou l'autre sorte de cépages. Il faut que mon
savant contradicteur ait oublié tout ce qui se rapporte à la découverte de
l'oeuf d'hiver, autrement il se fùt souvenu que c'est précisément sur des vignes
(1) Pour élucider espérimeutalement cette question, il faudrait suivre toutes les
générations issues les unes des autres à partir d'un méme oeuf d'hiver et placées sur
des racines de vignes en pleine végétation. Le observations faites chez des insectes con-
servés en captivité sur des fragments de racines mis en vase clos n'ont qu'une valeur
très relative. C'est aiusi que Riley dit avoir constate quMl se passe au moins cinq gè-
nérations de radicicoles, depuis la forme hivernaute, avant l'apparitiou des premiers
ailés [Sixth Annmil Heport of the Slate Entomolo(jist of Missoicri, p. 66, ; 18Ì4), et que, d' après
les observations plus récentes de M. Boiteau, ceux-ci ne commenceraient ò. se montrer
que dans la deusième année du cycle d'évolution de l'insecte sorti de l'oeuf d'hiver
(Complts rendvs, 11 décembre 1882).
Anno XV. 13
— 178 —
liidigènes que cette découverte a été faite pour la première fois on septein-
bre 1875.
« Et ce n'est pas en minime qaantité que ces ceufs y ont été trouvés,
comme il pourra s'en assurer par mes Notes publiées aux Comptes rendus
(numéros du 4 octobre 1875 et du 10 avril 1876). Depuis cette epoque,
M. Boiteau, dans la propriété duquel cette constatation fut d'abord faite,
a continue presque chaque année à signaler leur présence sur ces niémes
cépages.
<< Il est vrai que dans les autres régions de la France les explorateur.^
ont été moins lieureux, mais leur insuccés s'expliqne d'abord par leur petit
nombre, ensuite par la difficulté de ces recherches, vu la petitesse des ceufs
d'hiver et leur rareté généralement grande sur le bois des ceps.
« Il faut ajouter quo leur constatation demande une certaine babitude,
les ceufs d'hiver différant sensiblement des autres sortes d'ceufs du Phvl-
loxera et pouvant étre facilement confondus avec les ceufs d'autres animaux
(Acariens, etc.) vivant sous les écorces des ceps. Sur les vignes américaines.
les recherches ont eté beaucoup plus fructueuses, et c'est par centaines
aujourd'hui que les oeufs d'hiver y ont été trouvés dans le sud-est et le
sud-ouest de la France. Quelques personnes ont voulu tirer de cette différence
les plus singulières conséquences, relativement aux moeurs du Phylloxera, qui,
soivant elles, accommodait son genre de vie à la nature du cépage; d'autres
ont prétendu que ses habitudes variaient avec les climats qu'il rencontre dans
notre pays, etc.
« M. Targioni s'est fait lui-mème l'échò de cette manière de voir lorsqu'il
soutient que le cours de la vie cliez le Vliylloxera des vignes américaines
et cJiez le Phylloxera des vignes ordinaires est profondément différent.
donnant presqu'à entendre qu'il s'agit de deux insectes distincts.
« Cette différence ne résulterait pas seulement de la présence des ceuf^^
d'hiver sur les vignes américaines et de leur absence sur les vignes indigènes,
mais aussi de ce que les premières seules présentent des générations gallicoles
de parasites, tandis que celles-ci feraient défaut sur les dernières, Toutes ces
assertions sont beaucoup trop absolues. Nous venons de le voir pour l'ceuf
d'hiver, dont la présence a été constatée aussi bien sur les vignes américaines
qae sur les vignes européennes. Quant aux générations gallicoles, s'il est in-
discutable qu'ellos se rencontrent beaucoup plus fréquemment sur les cépages
américains que sur ceux de notre pays, elles ne font cependant pas absolument
défaut chez ceux-ci, comme le prouvent les observations de MM. Laliman,
Planchon, Max. Cornu, Boiteau, de Lafitte, Henneguy, etc; et, inversement,
— 179 —
des vig-nobles tout entiers de vignes américaines, taylor, Clinton, riparia, etc,
dont les racines sont couvertes de légions de Phylloxera, ne présentent parfois
aneline galle sur les feuilles pendant plusieurs années consécutives. Les obser-
vations spéciales de M. Henneguy ne laissent aucun doute à cet égard. Il faut
conclure de ces faits que les générations aériennos d'aptères ne représentent
pas dans le cycle biologique du parasite une phase nécessaire et constante,
mais ne sout qu'un simple accident, un épiphénomène de son évolution nor-
male et régulière. Telle est aussi l'opinion de M. Riley, l'observateur américain
qui a si profondément étudié les moeurs du Phylloxera dans son pays d'origine.
Eiley considère les générations gallicoles comme une forme estivale passagère,
sans signification essentielle pour la perpétuation de l'espèce (1).
« J'en dirai autant de la generation sexuée hypogée dont j'ai fait
conuaìtre l'existence en 1874. Je supposais à cette epoque que cette ge-
neration hypogée constituait dans la sèrie des développements de l'in-
secte une phase aussi nécessaire que la generation sexuée epigèe, bien que
je n'eusse observé que des femelles et vu ni màles ni accouplement {Com-
ptes rendus, 2 novembre 1874), Depuis, ni moi ni d' autres n'avons revu ces
femelles, malgré des recherches spèciaks, attentives, faites dans des localités
divorses (2). Leur rencontre isolée est donc un fait aussi exceptionnel que
celle de la forme gallicole ailée eignalée par quelques observateurs. Dans
tous les cas, ces formes accidentelles sont trop rares pour exercer une in-
fiuence appréciable sur les phénomènes de propagation du Phylloxera, et
(1) « It is but a transient suminer state, not at ali essential to the perpétuation of
the species ». En Amérique merae, au rapport de Riley, beaucoup de variétés de cépages
[Labrusca, etc), qui présentent des Phylloxeras aux racines, ne montrent jamais une
galle sur les feuilles [Sivlh animai Reporl, p. 36; 1874) Les générations gallicoles avaient
probablement, à une epoque reculée, une signification plus importante que de nos jours
dans le cycle évolutif du Phylloxera. Il est à presumer que l^s ancètres de nos Phyllo-
xeras actuels accomplissaienttoutes les phases de leur existence sur les parties aériennes
de la vigne et ne sout devenus radicicoles que par adaptatiou à un genre de vie nouveau.
Les générations gallicoles actuelles ne seraient, daus cette hypothèse, qu'un vestige de
cet état de choses primitif, et il est, dès lors, facile de comprendre pourquoi elles se
rencontrent surtout sur les vignes du nouveau monde, berceau primitif de l'espèce.
J'ai mentre que l'on pouvait rendre aux radicicoles leur ancien genre de vie foliicole
par une transition graduelle de la vie souterraine à la vie aérienne [Camples rendus,
2 novembre 187-1).
(2) Il s'agit ici des observations faites en France. A l'étranger, M. V. Patio, eu Suisse
et M. Roesler, en Autriche, auraient vu ce* sexués hypogés ; mais, n'ayant pas sous la
main leurs Mémoires, que je ne connais que par des citations, jMguore les détails de
leurs observations.
— 180 —
la pratique a parfaitement le droit de les negliger dans ses préceptes. Elle
n'est, d'ailleurs, pas désarraée contro les sexués souterrains, puisque ceux-ci
ou leur progéniture peuvent ètre attaqnés au moyen des insecticides intro-
duits dans le sol, au meme titre que les aptères agaraes formant la popula-
tion ordinaire des racines.
« Il ne me reste plus qu'à examiner un dernier point de vue auquel s'est
place M. Targioni Tozzetti pour critiquer l'utilité des opérations dirigées
contre l'oeuf d'hiver, Suivant lui, cette destruction, quel qu'en soit le resultai,
n'eu laisserait pas moins subsister les autres sources d'infection phylloxérique,
notamment celle qui a lieu par importation de plants américains. M. Targioni
pense que les agents de cette infection sont toujours les aptères ou leurs oeufs
qui couvrent les racines de ces plants, et non les oeufs d'hiver que ceux-ci
pourraient également recéler. Il rappelle à cette occasion l'origine de l'intro-
duction première en Europe du Phylloxera, qu'il suppose y avoir été apportò
par des plants enracinés. Je ne puis mieux faire que de lui opposer l'opinion
d'un homme dont on ne contesterà pas la compétence en la matière, et qui
exprime sa manière de voir avec le désintéressement du vrai savant : c'est
celle de Riley lui-méme, qui parie dans les termes suivants de l'introduction
en Europe du parasite avec les vignes américaines : « En réalité, dit-il, comme
« l'expédition des plants en racine est rare, je crois fermement que le Pliyl-
« loxera a été importé d'Amerique en Europe à l'état d'oeufs d'hiver Cet
« oeuf peut se trouver sur le bois d'un an, je l'y ai trouvé. » Ailleurs, pour
justifier la prohibition de l'importation des boutures de vignes américaines,
adoptée par plusieurs États de l'Europe, Eiley dit: « Corame le fait que cet
« ceuf d'hiver peut se rencontrer sur toutes les parties de la piante au-dessus
« du sol, particulièrement sur l'écorce soulevèe du bois de deux ans, comme
« ce fait, dis-je, rend tout à fait possible le transport de l'insecte sur des
« boutures, à cet état d'oeuf d'hiver, la proihibition de l'importation de ces
« boutures aussi bien que des plants enracinés, de quelque pays que ce soit
« où l'insecte est connu, se trouve entièrement justifiéo (1) ».
(1] RiLET, Sur le Phylloxera et les lois deslinées à empécher soii Introduclion dans les
localités non infeslées (The American Naturalist, voi, V, p. 186; 1881). Uu fait récent vient
apporter une confirmation complète à l'opinion de Riley: des boutures de vignes amé-
ricaines qui, par une erreur de destination, étaient restées eufermées pendant trois mois
dans leur caisse d'emballage, se sont montrées couvertes de Phylloxeras à l'état de
mères pondeuses, d'oeuf et de jeunes individus fixés sur les radicelles emises par ces
boutures pendant leur long séjour dans la caisse. On ne peut expliquer l'origine de ces
insectes que par l'éclosion des oeufs d'iiiver que recélaient les boutures au moment où
— 181 —
« Ainsi, de quelque fa^on qu'oii envisage la question de la propagatioii
du Phylloxera, qu'on se place au point de vue des loi naturelles de sa raul-
tiplication, ou sous celai de sa dissémination par le fait de l'homme, toujours
iious voyons l'ceuf d'hiver jouer un róle prépoudérant dans cotte question. Il
eùt dójà sufi], pour arriver à ce ite conviction, de considérer l'existence si ré-
pandue de cet élément génésique cliez tous ce groupe d'insectes, les Phyllo-
xeras anssi bien quo les autres Aphidiens. M. Targìoni Tozzetti, qui a publié
d'importants travaux sur une famille voisine, celle des Coccides (1), doit con-
naitre inieux que personue l'importance de l'ceuf feconde dans les pliénomènes
de reproductlou et de dissémination de ces insectes, si nuisibles aussi à une
foule de nos plantes cultivées. Il la niéconnait si peu qu'un de ses principaux
arguments contre ma proposition de combattre le Phylloxera par la destruction
de cet ceuf consiste à dire quii n'a pas encore été démontré sur nos vignes
indigènos, assertion dont nous avons prouvé Finexactitude. D'ailleurs, d'autres
naturalistes et savants éminents se sont prononcés en faveur de cette pratique,
et les viticulteurs qui y ont eu recours en attestent l'etScacité par le bon
état de leurs vignobles et le rendement de leurs récoltes (2). Toutes ces
raisons maintiennent ma confiance dans les opérations que je recommande
et me font espérer qu'un jour leur utilité sera reconnue de ceux-là mémes
qui la contestent aujourd'lmi. »
elles out été placées dans la caisse. (Voir le Rapport adressé à M. le Ministre de l'Agri-
culture, du Commerce et de l'Industrie en Hongrie, par M' Horvatb, directeur de la
Station phylloxérique hongroise, aunée I, 1881. Budapesth, 1881).
(1) Targìoni Tozzetti, Stndi sulle Cocciniglie, 1867-1868.
(2) M. Émile Blanchard, professeur au Muséum d'Histoire naturelle, a plusieurs fois
pris la parole au sein de TAcademie des Sciences, en faveur de cette pratique. De son
coté, M. Boucbardat, professeur à la Faculté de Médecine de Paris, membre de la Société
uationale d'Agriculture, en a parie dans les termes suivants: « Farmi les moyeus prè-
conisés pour s'opposer aux ravages du Phylloxera, aucuu ne s'appuie sur des études
biolog'iques plus attentives que ceux qui ont pour but la destruction des oeufs d'biver,
placés sous l'écorce des ceps, par le raclage de l'écorce des ceps ou par le badigeonnage
avec des mélanges goudronneux insecticides. » Après avoir rappelé les raisons par
lesquelles M. Plancliou a cru pouvoir contester l'utilité de la destruction de Toeuf
d'hiver, M. Boucbardat ajoute : « Malgré les cxcelleutes objectious de ra. Plancbon, je
conseillerais, sans hesiter, de recourir au raclage et au badigeonnage des ceps dans les
localités où des taches commencent seulement à se manifester. » [Annvaire de Thévapeu-
tique pour 1879. Appendice sur les vigties phylloxérées.] "Voir aussi le Rapport de M. Bou-
cbardat sur le Mémoire de M. Sabatè relatif à sa méthode de traitement des vignes
phylloxérées [lìvllelin de la Société natimale d'Agriciiltinc, séance du 18 janvier 1882).
— 182 —
Osservazioni alla nota del sig. Balbiani.
Tanto le mie considerazioni sul voto del sig. Balbiani, quanto la confu-
tazione, si aggirano sopra dei fatti e sopra induzioni, conseguenze o corol-
lari di essi.
Quanto ai fatti, io non avevo per verità dimenticato né poco né molto
delle cose scritte dal mio illustre contradittore e dal Sig. Boiteau intorno
alla scoperta dell'uovo d'inverno a Villegouge; ma non era mia colpa s'io
non vi avevo trovato dichiarazione precisa sulle qualità delle viti che lo por-
tavano, e non era colpa loro se non l'avevan dettata (1). In quel tempo non
vi era il dubbio, a ragione o a torto messo fuori ora, che l'uovo d'inverno,
frequente sulle viti americane, potesse invece far difetto sulle viti europee.
Ma comunque sia, l'incertezza non aveva gran peso nella mia argomen-
tazione, la quale sollevata ora da quella può procedere anche più spedita.
Nella somma dei fatti, l'osservazione dei sigg. Boiteau e Balbiani ri-
mane isolata ed eccezionale fra le altre pochissime, incerte o evidentemente
inattendibili o assolutamente negative, che si hanno in proposito; e il sig. Bal-
biani mi concederà di non metterle tutte a conto della rarità dell' uovo de-
siderato, (argomento di qualche pericolo per lui), della sua tenuità, della
difficoltà delle indagini o della inesperienza degli indagatori.
Conferisce semplicità alla nostra questione poi un altra dichiarazione del
sig. Balbiani, ora emessa, ed è quella che i sessuati delle colonie ipogee da
lui veduti nel 1874, erano femmine, non trovate mai più, nemmeno dietro
speciali indagini da nessuno, e delle quali egli avverte di non avere riscontrato
i maschi, né osservati gli accoppiamenti.
Non che insinuare una diversità, non so di aver mai messo in dubbio che
la Fillossera delle viti europee sia specificamente la stessa di quella delle viti
americane ; e, ritornando anco indietro ai pochi lavori fatti (che il sig. Balbiani
non ha certamente 1' obbligo di conoscere, come io sento quello di conoscere
i suoi), trovo poi di non meritare nemmeno la taccia di avere ignorato o di
ignorare le eccezioni che la Fillossera, nello svolgimento delle sue forme e
(1) Di questo non si fa mai parola dal sig. Balbiani nella sua importantissima comu-
nicazione all'Accademia delle Scienze datata, da Villegouge stesso, il 25 settembre ÌSló,
né in quelle successive, dove invero si parla di vigne e di viti che avrebbero potuto
esser però tanto di una qualità che dell'altra. Mi manca d'altronde la comunicazione
originale del sig. Boiteau, pubblicata nell' Intent public di Libourn .
— 183 —
nel modo di vivere, presenta sulle viti americane di diversa natura o in
condizioni diverse, e delle altre ancora per le quali, vivendo sulle viti europee
talvolta accenna a ricordarsi della sua origine e la sua stazione più naturale.
Ma con questo non si toglierà mai che, nella massima moltiplicità dei casi e
per regola, la Fillossera viva diversamente su queste viti e su quelle, sulle une
perdendo le forme gallicele che le sono ovvie quando vive sulle altre, in
queste raggiungendo la differenza dei sessi, dalla quale viene l' uovo fecondato
invernale tanto facilmente, quanto le riesce difficile e scabroso di conseguire
questo quella sulle viti europee; e finché i fatti saranno fatti, per quanto
oggi i fatti sien conosciuti, queste differenze persisteranno, come d'altronde
lo stesso sig. Balbiani, in gran parte e non ora soltanto, viene a concedere.
La differenza fra il sig. Balbiani e me non è però tanto nella conoscenza
dei fatti, quanto nella interpetrazione di alcuno di essi, e nel valore che in
una questione di argomento sperimentale, egli attribuisce alla analogia e alla
induzione.
Sia pure che la dottrina del sig. Balbiani non sia « une supposition gra-
tuite mais une présoniption fondée sur des études biologiques attentifs de la
reproduction du Phylloxera » io vorrei» che ogni supposizione o presunzione
sparisse, e che le osservazióni sole e le esperienze, delle quali egli è stato ed
è maestro, parlassero.
Per non confondere si noti però, che la questione, che io chiamo speri-
mentale, non è quella per la quale anche il sig. Balbiani se ne riferisce al-
l'esperimento; perchè egli vuol vedere colla esperienza gli effetti della di-
struzione dell' uovo d' inverno, io invece voglio riscontrare l'esistenza dell' uovo
medesimo, e la legge colla quale, se vi è, ritorna fra gli stati della Fillossera,
sempre bene intesi vivente sulla vite europea.
Dal mio punto di vista e a rigore potrei rimanermene a questo punto;
ma poiché io medesimo non sono senza colpa di avere tentato la via delle
induzioni, debbo anco seguitare in esso l' illustre mio oppositore, almeno tanto,
quanto egli vi è corso.
Per me avrebbero importanza secondaria le prove degli effetti pratici
della distruzione dell'uovo d'inverno, perchè una volta dimostrata la sua esi-
stenza, sarei dei primi a non dubitarne; anzi senza questo, e sotto la impres-
sione delle prime affermazioni dei sigg. Boiteau e Balbiani, ho introdotto
io medesimo la pratica delle decorticazioni, delle spalmature di diverse so-
stanze ai tronchi delle viti attossicate con alte dosi di solfuro di carbonio e
destinate dopo poco a esser divelte, e tanto piii ai tronchi delle viti delle
nostre zone di sicurezza, fino dalle prime operazioni aperte in Lombardia nel
— 184 —
l'anno 1879. Io non avrei curato uemmen di distinguere, come egli ha tanta
cura di fare, gli effetti presumibili della distruzione dell' uovo- d'inverno sulla
istituzione delle nuove colonie, o quelli sulla conservazione delle altre esistenti,
poiché, per me, l'esaurimento di queste e l'impedimento alla fondazione di quelle,
nell'assenza di generatori sessuali d'altra origine, sarebbero stati sempre effetti
correlativi fra loro, e non meno necessarii l'uno dell'altro.
D' altra parte poi non avrei preso argomento diverso dalla opinione del
Riley, opinione e non altro, che la Fillossera sia stata spedita in Europa
sotto forma di uova d'inverno aderenti ai sarmenti; perchè questo, se mai,
riguarderebbe la Fillossera delle viti americane, non quella insediata sulle
viti europee. E per la stessa ragione non saprei di qual peso sia nella con-
troversia il trasporto della Fillossera colle viti americane a Montecristo in
un'esperimento male riuscito, sebbene iniziato dietro le assicurazioni che erano
corse sulla situazione dell' uovo d' inverno.
Il sig. Balbiani medesimo nelle sue prime comunicazioni circa la vita
della Fillossera ha fatto conoscere quanto scarsamente e con quanta difficoltà
gli alati riescano a deporre in certe condizioni le loro uova, e come difficil-
mente venga a termine in esse la formazione dell' embrione, che dà il maschio
la femmina. Ora può essere meno importante per lui seguitare più avanti
l'esito di quelli o di questi loro prodotti; ma a me importa assai; poiché se
io non trovo le generazioni sessuate o l'uovo d'inverno, io debbo pensare
male della sorte degli uni e degli altri, e considerar questi e quelli come forme
stati che possono avere un'importanza molto diversa secondo condizioni della
vita della specie; ma il sig, Balbiani non si è pronunziato su questo punto.
Io non saprei ammettere per verità, senza spiegazioni e riserve, una legge
per la quale « toutes les fouctions de l'economie dirainuent d'energie par le
« fait méme de leur durée et de leur exercice prolougé », e meno che mai
mi affretterei a concludere che, per effetto di questa legge, la Fillossera, venuta
colle sue generazioni agamiche ad uno stato di sterilità quasi completa
dal punto di vista anatomico, e completa dal punto di vista fisiologico,
« menacée dans son existence, périrait, si l'accouplement ne venait rendre
« soudain la fertilité à cetélément arrivé à l'extréme épuisement »; ma quando
ciò fosse, sarebbe assai indifferente per me di cercare se l'esaurimento medesimo
e la determinazione della forma sessuale, che deve col suo intervento ripararlo,
fossero fatti subordinati alle azioni esterne, o dipendente soltanto dai poteri
propri dell' organismo, comunque preparati o predisposti.
Io non vedo per conseguenza a che approdino molte considerazioni del
sig. Balbiani, d' altronde ricche di dottrina, per avventura non recondita
— 185 —
troppo, su questo punto. A buon conto il Sig. Balbiani, col ricordo di alcune
esperienze sugli afidi, con quello di osservazioni o esperienze fatte o fattibili
sulla Fillossera medesima, per ricondurla da uno stato di degradata fecondità,
a uno stato migliore, appellandosi pure alle osservazioni ed alle esperienze del
Weismanu sui Dafnoidi, vuole escludere l' azione delle cause esterne nella
mutazione,; ma poi invece di concludere secondo le promesse in modo asso-
luto, non esclude un « rapport indirect, et eloigné (di queste mutazioni)
avec les conditions extérieures », ed è poi facilissimo nell' ammettere an-
ticipazioni e ritardi delle apparizioni degli alati; del cessare o sopravvenire
del periodo d' ibernazione della Fillossera, secondo i luoghi, tanto da rispar-
miarci la pena di richiamarlo a considerare quelli, che, per propria esperienza,
gli avremmo potuto anco presentare.
Così poi, per escludere refBcacia di una alimentazione più scarsa nella
formazione degli alati, stato dell' organismo in via di esaurimento per lui,
con compiacenza, ricorda eh' essi anzi appariscono nella stagione migliore, e
negli individui che vivono sulle radicelle, ed è rara prima o dopo un certo
momento, quando, distrutte le radici giovani, gli insetti sono costretti a rifu-
giarsi sulle maggiori.
Io non accetterei mai che nella trasformazione degli alati, si tratti di
un esaurimento delle energie individuali in qualunque modo considerate ; ma
è chiaro che l'argomento del sig. Balbiani destinato a escludere in questo
fatto l'azione del nutrimento scarso, porta innanzi quella del nutrimento
abbondante o piìi appropriato, lo che è perfettamente uguale per la tesi più
generale.
La quale poi, mi permetta l' illustre mio oppositore, se non è la sua, non
è nemraen quella di escludere, nei fatti della vita, anco più strettamente legati
alle condizioni esterne che non quelli della moltiplicazione e della moltipli-
cazione sessuale in particolare, l'azione propria dell' organismo ; poiché sarà
sempre inteso che questo, una volta determinato, operi come mezzo di fronte
a se stesso, e reagisca sul mezzo realmente esterno, e non ancora immedesi-
mato con lui.
Potrei forse, non volendo, avere ecceduto nell' applicare questo principio
per intendere la degradazione da cui son prese le generatrici della Fillossera
al sopravvenire della peggiore stagione, e avere in questo modo avanzato, com3
osserva il sig. Balbiani, una ipotesi, ma il principio dal quale io parto non
è ipotesi in Fisiologia, o io m' inganno di molto; e la ipotesi che io abbia, inav-
vedutamente tratto da esso, è assai più prossima all'origine sua, dell' altra
per la quale l'avvenimento delle generazioni sessuali e la riproduzione per
— 186 —
l'uovo d'inverno dipende dalle cause di distruzione che non minacciano nel-
r attualità, ma minacceranno più tardi l' esistenza della specie.
Entra perfettamente nella mia tesi l'idea del ritorno delle generazioni
sessuali fra le generazioni agamiche di una specie, che per riprodursi abbia
ormai raggiunto le prerogative della sessualità; come vi entra l'idea di un
certo ordine o di certa successione di generazioni agamiche, prima dell'av-
venimento della generazione sessuale medesima.
L'appello alle dimostrazioni dei Dafnoidi non era pertanto necessario, o
volendo si sarebbe potuto supplire facilmente con molte altre, prese anco fuori
degli insetti o dei crostacei, fra i vermi non meno che fra i celenterati, e poi
fra le piante, se giovasse alla causa, dove già la sola induzione piìi prossima
è messa in dubbio, appellarsene ad altre meno vicine, e nelle quali entrano
complessi di condizioni troppo difficili a decifrare. Ma poi lo stesso appello
al ciclo obbligato, ma variabile secondo le specie dei Dafnoidi, porta con
se la considerazione dei Dafnoidi aciclici, come l'appello ai ritorni obbli-
gati e ben noti di tanti altri organismi, richiama gli altri, ben piìi numerosi,
nei quali il ritorno non si conosce. Comunque faccia il sig. Balbiani non riesce
a dimostrarlo neanco per la Fillossera, talché, a rigore la necessità stessa di
esso si potrebbe impugnare.
Io non vado fino a questo punto, e finché si tratti della Fillossera delle
viti americane, per la quale 1' osservazione fa conoscere il ritorno effettivo
della generazione sessuale, ammetto che, senza tante argomentazioni, colla
Esperienza possa esserne trovato il periodo e la legge.
Non è cosi però, al momento attuale, quando si tratta della Fillossera che
vive sulle viti europee, per la quale in conseguenza mi sembra più che mai
necessario lasciar di discutere, e cominciar di nuovo a osservare.
Così, anco dopo le dichiarazioni del sig. Balbiani, mi trovo laddove stavo
quando proposi la prima volta i miei dubbi, e confessarlo apertamente é, dalla
parte mia, il più grande omaggio eh' io senta di poter rendere al sig. Balbiani
medesimo; poiché se la certezza ch'avevo sperato di poter rilevare da lui, mi
è mancata, non so chiederla ad altri che alla grande maestra della verità,
la esperienza.
— 187 —
OSTEN SACKEN C. R. — La deformazione del Cfjn&fi&ti tiftcisjlott,
prodotta dal dittero l^oticiitien !<isi»phSf9lt»»ti ^ menzionata
pel primo da FRANCESCO REDI.
Nello sfogliare una edizione delle opere complete di Redi,
acquistata or son due anni in Firenze, il caso mi pose innanzi
agli occhi una lettera carissima che il nostro letterato e natura-
lista indirizzava nel 1680 al suo amico Cestoni, in Livorno, e che
tratta di due deformazioni di vegetali, l' una delle quali cagionata
da un dittero. Ora, siccome la storia completa di quest'ultima
venne pubblicata soltanto 180 anni più tardi, dal Dott. Giraud, di
Vienna, (Verh. Zool. Bot. Ges. 1861, pag. 486, tav. 17, flg. 6), io
credo non inutile ricordare che la priorità dell'osservazione spetta
ai naturalisti italiani del XVII secolo. La storia dell'altra deforma-
zione, sul Cyperus longus, non pare sia stata ancora pubblicata,
onde io colgo quest'occasione per raccomandare il fatto, degno di
studio, ai successori di Redi e di Cestoni in Firenze ed in Livorno.
Intanto riprodurrò qui, quasi interamente, la lettera di Redi.
« Avrò caro che quei quattro fiaschi di vino che ha dati a
<( V, S. in mio nome l'Illustrissimo Sig. V. Antinori, sia stato
« buono, e che sia piaciuto al suo Prete, che non sarebbe poca
« cosa, perché i Preti sono di gusto delicato, e ghiotto, ed il
« Granduca Ferdinando soleva dire che sciocchi sono quei Preti
« i quali non s'intendono del buon vino. Vorrei che fosse piaciuto
« ancora alla sua Sig. Consorte e che questo vino fosse cagione,
« che quando io torno quest'altro anno a Livorno, V. S. fosse
« diventato padre di un bel bambino maschio, il quale e nella
« sincerità de' costumi, e nella dabbenaggine, e nella virtù si ras-
« somigliasse al padre, ma non già nella bellezza, perchè a dirla
« giusta, Sig. Cestoni mio caro, voi non siete il più bel cristiano
« del mondo Mi ha dato V. S. una contentezza grande nel
« dirmi che ella si è messa di proposito alla osservazione delle
— 188 —
« Mosche, che nascono dalla Cunzia (1) e dalla Gramigna (2). Vi
« badi di proposito, e con accuratezza osservi la quantità delle
« giornate, che il baco sta in figura di baco; osservi se il baco
« fa mutazione veruna; osservi la figura del medesimo baco e la
« faccia disegnare; osservi ancora la figura della mosca, e la faccia
« disegnare, non da qualche imbiancatore, o da qualche arrotino,
« ma da qualche pittore di garbo, ed osservi bene i colori, e della
« mosca, e del baco: perchè io voglio che queste curiosità V. S.
« le stampi e che ella possa una volta comparire in petto, ed in
« persona nel numero degli speziali più letteruti e più sacciuti,
* lì con tutto il cuore la riverisco. »
Firenze, 13 aprile 16S0.
A questa lettera è unita una spiegazione, nei seguenti termini.
« Ci avvisa il S. Vallisnieri che tanto nella Cunzia, quanto
« nella Gramigna volgare sono depositate uova di mosche parti-
« colari, dalle quali nati i bacolini colà formano '1 loro nido, e
« si nutricano sino alla destinata grandezza, poscia s'incrisalidano,
« ed esce a suo tempo una mosca. Ecco la figura della Gramigna
« favoritaci dal suddetto, che resta storpia per lo vermicello, che
« dentro si trova, mentre, in vece d'allungarsi e serpeggiare al
« suo solito, resta breve col germe poco disteso, e restato come
« embricato, e quasi a foggia del frutto del pino selvatico. La
« citata figura può vedersi nella Tavola XVI, del Tom. II. »
La figura è cattiva assai, però riconoscibile. Negli Experi-
menta circa generationem insectorum di Redi, con la data del
1668_, non sono mentovate queste osservazioni.
(1) Cyperus longus.
(2) Cynodon dactylon.
— 189 —
LETTERATURA ENTOMOLOGICA ITALIANA '^'
I.
Parona C -Di alcune Collemhola e Thysanura raccolte dal Prof. P. M. Ferrari,
con cenno corologico delle Coli, e Thys. italiane — Annali del Museo
civico di Storia naturale di Genova, v. XVIII. Genova, 1882.
E un catalogo di specie raccolte quasi tutte a Stazzano, presso Ser-'
ravalle - Scrivia, corredato di note ed osservazioni. In appendice l'A. da l'elenco
delle specie finora note in Italia, le quali ammontano, in seguito ai vari lavoi'i
dello stesso Parona, al'discreto numero di 61, e precisamente 50 Collembola ed
11 Thysanura.
Pai'e che molte forme di questi gruppi siano comuni all'Italia ed all'Africa
meridionale: almeno, delle 13 specie di Tunisi oggi note, ben 7 vivono anche
in Liguria.
II.
Canestrini R. - Alcune osservazioni sulla decapitazione degli Insetti e dei
Miriapodi — Padova, tip. Prosperini, 1883.
I movimenti del corpo e degli arti durano spesso lungo tempo dopo la de-
capitazione, massime se il tronco è messo in favorevoli condizioni, cioè in
ambiente umido ed a temperatura piuttosto bassa (+ 5 a -f- 10).
III.
De Betta E. - Nuova invasione di Cavallette [Acridium italicum) in Pro-
vincia di Verona nell'anno 1882. — Atti del R, Istituto Veneto ec. t. I,
s. VI. Venezia, 1883.
Particolareggiata relazione della invasione e dei provvedimenti che furono
presi per scemarne i danni. Secondo il De Betta, sede principale della infezione
(1) Sotto questa rubrica daremo, a seconda dei casi, i titoli o più o meno ampie
recensioni dei lavori entomologici (s. 1.) pubblicati in Italia e fuori da Italiani, e di
quelli fatti da stranieri su materiali italiani o raccolti dai nostri connazionali.
. — 190 —
sono i terreni incolti ed i prati artificiali, nei quali l'aratro mai non entra; di
la il flagello dilaga, quando siano favorevoli le circostanze. L'A. consiglia il
provvedimento di dissodare per un anno i prati artificiali. Questo suo consi-
glio trovò appoggio anclie nei voti delle rappresentanze comunali della regione
colpita.
IV.
Camerano L. - Note intorno alla Ephestia interpunctella Hb. ed intorno al
calore secco come mezzo per distruggere gli insetti nocevoli. — Annali
della R. Accademia di Agricoltura di Torino, v. XXV. Torino, 1883.
Descrive l'A. questo microlepidottero, ed i guasti fatti a del biscotto con-
servato nei Magazzini del Commissariato Militare. Indica poi il modo di pre-
venire le invasioni della Ephestia, e consiglia l'uso del calor secco per distrug-
gerne le larve annidate nelle Gallette. Sottoposte le Gallette e le casse ad una
temperatura di 50" le larve e le crisalidi perirono tutte. Alcune esperienze
fatte coll'acido carbonico mostrarono una grande resistenza delle larve all'azione
di questo gas.
CoBELLi R,. - Gli Ortotteri genuini del Trentino: notizie preliminari — Pubbl.
per cura del Museo civico di Rovereto. Rovereto, tip. Roveretana, 1883.
E un elenco di ben 84 specie, preceduto da notizie storiche ; e fra le altre,
da osservazioni sopra l'organo stridulante della femmina di Gryllotalpa vul-
garis.
VI.
PiCAGLiA L. - Contribuzione allo studio degli Ortotteri del Modenese. — Atti
della Società dei Naturalisti di Modena, s. III. v. IL Modena, 1883.
È un elenco di 44 specie di Ortotteri del Modenese, corredato di note bio-
logiche e corologiche.
VII.
Fiori A. - Saggio di un catalogo dei Coleotteri del Modenese e del Reggiano. —
Atti della Società dei Naturalisti di Modena, s. III, v. II. Modena, 1883.
Con questo lavoro, che fa seguito ad altri già da noi menzionati nel Bui-
— 191 —
lettino, ammontano a 351 le specie di Carabidi, Ditiscidi, GiriniJi ed Idrofl-
lidi del Modenese. Anche questo, come i Cataloghi precedenti, é corredato da
note biologiche, relative all'habitat ee.
Vili.
Costa A. - Rapporto preliminare e sommario sulle ricerche zoologiche fatte in
Sardegna durante la primavera dell'anno 1882- — Rendiconto della R
Accademia delle Scienze fisiche e naturali di Napoli. Napoli, 1882.
Come indica il titolo, trattasi di notizie preliminari.
Tra le ricche raccolte fatte in Sardegna dal Prof. Costa, trovansi parecchie
specie nuove o per altro titolo interessanti, alle quai TA. accenna, riservan-
dosi di tornare sopra l'argomento con più completo lavoro.
IX.
Passerini N. - Manuale pratico di Bachtcultura : Sunto delle conferenze popo-
lari di Bachicultura tenute l'anno 1880 — Firenze, Carnesecchi, 1883.
(un volume di p. 123 con xilografie).
Diretto agli agricoltori spiccioli, questo manualetto non è una delle tante
indigeste compilazioni manipolate da qualche agronomo di tavolino a beneficio di
qualche editore ed a scapito del buon senso. La pratica personale dell'autore
si scuopre ad ogni pagina, sia che consigli i migliori e più semplici espedienti,
sia che critichi pratiche dannose o di utilità assai dubbia. Il Passerini ha vo-
luto provare quanto si possa ancora fare dai nostri coloni per migliorare l'al-
levamento del filugello giovandosi dei mezzi propri e semplici, senza ricorrere
ad apparecchi dispendiosi, agli ambienti appositamente costruiti, ed a tutto l'ar-
senale dei grandi Trattati della coltivazione razionale, che mostrando quanto
sia lontana la meta quali e quanti sforzi occorra fare e quanto danaro spen-
dere per raggiungerla, spaventano i coltivatori, i quali spesso non comprendono,
e sempre o quasi si muovono in circostanze di luogo di tempo e di danaro
troppo lontane, e li disgustano dai tentativi limitati e dalle prudenti e lente
riforme.
Invece operette, come questa del Passerini, che tengono conto di tali diffi-
coltà, e pur non nascondendo gli ideali più alti propongono sistemi e provve-
dimenti facili ed ovvi, incoraggiano e guidano al meglio sicuramente.
L'autore, ben compreso e delimitato il suo scopo, vi ha adeguati i mezzi:
il libro è scritto con simpatica semplicità, senza riboboli e senza rettorica.
— 192 —
Beltramini De Casati F. - Delle Bibliografie speciali, e particolarmente di
quella apistica. — Lettura fatta al primo Congresso internazionale
apistico. Fii-enze, 1882. (in 8" di p. 22).
Da molto tempo il Sig. Beltramini si adopra per dare agli scienziati ed ai
pratici una buona bibliografia apistica. Perciò quanto egli dice intorno alle bi-
bliografie speciali interessa moltissimo il bibliografo, e le considerazioni che
egli fa ci danno fondata speranza di aver presto un opera, che per la esattezza
e la ricchezza possa non solo far degno riscontro ai lavori di simil genere
pubblicati in altri paesi, ma possa anche essere considerata come superiore.
XI.
Pavesi P. - Considerazioni suU'Aracnofauna dell'Abissinia — Rendiconto R. Isti-
tuto lombardo serie II. voi. XVI. fas. IX. Milano, 1883.
Mentre attende alla pubblicazione degli studi fatti sul materiale raccolto
dal compianto Antinori, e che vedranno la luce negli Annali del Museo Civico
di Genova, l'A. riassume in questo scritto le conclusioni corologiche più im-
portanti, desunte dall'esame delle 118 specie di ragni dell'Abissinia ora note,
che appartengono a 69 generi, 25 famiglie, 5 ordini. Mancano i Pedipalpi, che
si manifestano pili a mezzo giorno, a Zanzibar, coi Phrynus : mancano anche
i Pseudoscorpioni, che sembrano arrestarsi nell'Africa mediterranea.
Di Araneidi si hanno 09 specie, 5 di Scorpionidi, 3 di Opilionidi e 7 di
Acaridi. Ben 60 delle specie annoverate sono proprie dell'Abissinia, ed in ge-
nei'ale i maggiori rapporti della aracnofauna abissina, per quello che si rileva
dalle presenti ricerche, sono con la sottoregione mediterranea ed in particolar
modo coU'Egitto: fatto questo, dichiara il Pavesi, dovuto alle condizioni oro-
grafiche della regione esplorata, abbastanza alta sul livello del mare. E non solo,
j)0ichè considerazioni più larghe e meglio fondate mostrano la stretta affinità della
aracnofauna abissinica con quella della immensa sottoregione orientale che
giunge all'Atlantico sopra il Cambia e sotto il Congo. E, insomma, questa fauna,
secondo l'A., legame tra la mediterranea e l'australe, ed in generale la fauna
africana, soprattutto dal lato d'oriente « passa insensibilmente dal Cairo al Capo
delle Tempeste.
— 193 —
XI]
Berlese a. - Acari Miriapodi e Scorpioni italiani — Padova, Fratelli Salmin,
1882 - 83.
È uscito il sesto fascicolo di questa opera che l'egregio Doti. Berlese vien
pubblicando.
Le tavole, incise in pietra e dove occorre colorate, sono in generale buone,
e finamente e con pi'ecisione delineati i particolari più notevoli di ciascuna
specie.
Queste tavole, ci consenta il Dott. Berlese una franca parola, meritereb-
bero di essere accompagnate da descrizioni più particolareggiate e da una si-
nonimia più ricca e meglio ordinata. Una sola frase diagnostica accompagnata
da osservazioni ci sembra troppo poco; l'A. aveva sott'occiiio, per citare qual-
cuno, le descrizioni di Thorell a cui ispirarsi ; ed il Pavesi, per esempio, poteva
mostratagli in qual modo vada trattata la sinonimia in un opera simile.
E nota r importanza che hanno le varietà, le mutazioni, le aberrazioni ; ed
è male che di queste il Beiiese non tenga parola; informi, per esemplificare,
il lulus sabulosus. Non v'è cenno di diagnosi differenziali tra le specie affini
o vicine, e sì che in certi casi, come in quello del nuovo Lysiopetalum sicanum,
se ne sente il bisogno. Anche la distribuzione geografica andava, a parer nostro,
più estesamente considerata.
Si vede che l'energico ed abile nostro amico, ha dato la maggiore importanza
alla parte iconografica, ne di ciò, pur deplorando le lacune, sapremmo troppo
rimproverarlo, poiché, certo, in molti casi una buona figura vale più di
molte descrizioni.
XIII.
Bellonci G. — Intorno alla struttura e alle connessioni dei lobi olfattori negli
Artropodi superiori e nei Vertebrati. — Atti della R, Accad. dei Lincei,
serie IlL Memorie della classedi Scienze fisiche ec, voi. XIII. Roma, 1882.
(con due tav. lit.)
Preparatosi con altri studi sul sistema nervoso, l'A. in questo lavoro, dopo
descritti i lobi olfattori della Squilla, del Gryllotalpa, àeìVAnguilla e della
Rana, giunge ad alcune considerazioni comparative anatomiche e fisiologiche
di molta importanza.
Chi abbia seguito gli studi usciti alla luce in questi ultimi tempi intorno
al sistema nervoso degli Artropodi, non si maraviglierà nel leggere che la strut-
Ann. XV. 14
— 194 —
tura e le connessioni dei lobi olfattori negli Artropodi superiori e nei Verte-
brati presentano lo stesso disegno fondanaentale, perchè avrà già avuto campo
di osservare come gli organi centrali del sistema nervoso negli Artropodi
siano ben più altamente organizzati di quel che si ritenesse, e come le fun-
zioni siano corrispondentemente più alte, varie e complesse.
Del resto l'argomento e le questioni che vi si connettono, meritano di essere
trattati a lungo : l'Autore stesso lo dichiara, e noi aspettiamo da lui il lavoro
che promette pubblicare.
XIV
Camerano L, — Ricerche intorno alle aberrazioni di forma negli animali ed
al loro diventare caratteri specifici. — Atti della R. Accad, delle Scienze
di Torino, voi. XVIII. Torino, 1883. (con una tav. lit.).
Queste ricerche riguardano particolarmente parecchi Coleotteri. L'A. esa-
mina le varie aberrazioni di forma e di colore, le definisce, ne discute le
ragioni e gli effetti dal punto di vista della evoluzione e della formazione
delle specie.
XV.
Ulivi G. - Le api operaje non trasportano le larve da una cella all'altra;
risposta al Sig. Duffau di Bordeaux. — L'Economia rurale, fase. 11.
Torino, 1883.
Nega che le api trasportino le larve da una all'altra cella. Anche in questo
scritto combatte la 'partenogenesi « teoria, scrive l'A. ornai troppo vieta ed
insussistente. »
XVI.
Trevisan de Saint Leon V. — Phylloxera victrix: pagina di storia contempo-
ranea. — Atti dell'Accademia flsio-medico-statistica di Milano, ser. IV,
voi. I. Milano, 1883.
Tratta dei procedimenti adottati .dal Governo nella invasione flllosserica
di Sicilia e ne sostiene la opportunità e convenienza.
— 195 —
XVII.
Emery C. — Formiche delle Crociere dell'Yacht « Corsaro » del cap. arm.
Enrico d' Albertis. — Annali del Mus. civ. di Storia nat. di Genova,
V. XVIII. Genova, 1883.
XVIII.
Penzio 0. — Un nuovo flagello degli agrumi. — L'Italia agricola, anno 1883.
Milano, 1883. (con xilografie).
Sono descritte in questo articolo VAcrolepia citri, VEphestia gnidiella e
V Eupithecia pumilata, microlepidotteri le due prime, geometride la terza, che
danneggiano, specie nella Riviera, gli agrumi, penetrando nel flore.
Annunciati i danni, il Sig. Prof. Penzig, dichiara unico rimedio possibile
quello radicale di togliere a tempo opportuno i fiori infetti, già destinati a
perire e che sarebbero fomiti di difi"usione se lasciati. L'operazione può essere
commessa ai ragazzi ed alle donne.
XIX.
Berlese a. — Ricerche sugli organi genitali degli Ortotteri (Mantidae,
Locustidae, Gryllidae, Gryllotalpidae, Truxalidae, Acridididae). —
Atti della R^ Accad. dei Lincei, serie III. Memorie della classe di Scienze
ec. voi. XI. Roma, 1882. (con due tav. Ut.).
Nella prima parte di questa memoria l'Autore descrive gli organi di pa-
recchie forme appartenenti alle varie famiglie indicate nel titolo; nella seconda
discute alcune questioni di morfologia. Il lavoro è illustrato da due tavole
litografiche.
XX.
Curò A. — Tinee italiane appartenenti alle famiglie delle Lithocolletidae,
Lyonetidae e Nepticulidae. — Atti della Società dei Naturalisti di
Modena. Memorie : serie III, voi. I, anno XVI. Modena, 1883.
Mentre l'Autore continua il lavoro per condurre a compimento il suo sag-
gio di Catalogo, pubblicato in questo stesso nostro BuUettino, manda innanzi
queste note.
196
XXI.
Pavesi P. — Escursione zoologica al lago di Toblino. — Atti della Società
italiana di Scienze naturali, voi. XXV. Milano, 1882.
È noto che l'A. si è occupato con ottimi resultati della fauna pelagica
lacustre. Questo di Toblino è il trentaduesimo lago da lui esplorato. Vi mancano
i Bythotrephes e le Leptodora ; vi si ritrovano Cyclops coronatus e serrulatus
e Bosmina longirostris. L'A., studiato il lago, giunge ad alcune conclusioni ri-
guardanti la piscicoltura e che non trovano posto in questa rassegna.
XXII.
De Stefani Perez T. — Notizie imenotterologiche. — Il Naturalista siciliano,
anno II. Palermo, 1882-83.
Sono interessanti notizie biologiche su alcuni Diplopteri, acorapagnate dalla
descrizione del nuovo Odynerus siculus^ specie vicina al Leptochilus modestus
Sauss., e da un elenco dei Diplopteri siciliani.
XXIII.
RiGGio G. — Suir Oryctes grypus 111. — Ibidem.
Descrive un maschio di questa specie « con un piccolo ma ben distinto
corno, sporgente dalla parte anteriore mediana del corsaletto. »
XXIV.
Ragusa E. — Due nuovi Sfenofori di Sicilia. — Ibidem.
11 Sig. Ragusa dà, traducendole dallo Stierlin, le descrizioni dello Sphe-
nophorus Ragusae, vicino aWabbreviatus, e dello 5. uniseriatus, prossimo
aWhelveticus, ambedue coleotteri siciliani nuovi.
XXV.
Ragusa E. — Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. — Ibidem.
Catalogo accompagnato da note ed osservazioni, che l'A. continuerà a
pubblicare nel Naturalista siciliano, e che ritrae valore dalla nota competenza
— 197 —
del Ragusa intorno ai Coleotteri di Sicilia, e dalla ricca collezione che serve
alla compilazione del Catalogo stesso.
XXVI.
Mina Palumbo. — Cattura di una Calosoma. — Ibidem.
Trattasi del Calosoma sericeum Fabr. (= auropunctatum Payk.) specie
nuova per la Sicilia.
XXVII.
André Edm. — Description de quelques espèces nouvelles d'Odynères de la
Sicile. — Ibidem.
Trattasi di specie raccolte dal De Stefani Perez. Sono sei, e prendono i nomi
seguenti : — 0. lohatus — sulcatus — Trinacriae — insularis — depressus
— Destefanii. —
XXVIII.
Failla Tedaldi L. — Insetti sacri, medicinali, e di ornamento. — Ibidem.
Serie di articoli su questo argomento, ricchi di notizie e ben redatti.
XXIX.
Failla Tedaldi L. — Psichide siciliana nuova. — Ibidem.
Trovata dal Sig. Failla, viene descritta dal Dottore Heylaerts, col nome
di Acanthopsyche Tedaldii. E ben distinta dalla A. Febietta e dall' A. lutea.
Il bruco vive nell'Anapo.
XXX.
Ragusa E. — Nota sulla Apocheima flabellaria Heeg, H. S. — Ibidem.
Fissa al febbrajo il tempo della apparizione di questa rara specie nella
prov. di Girgenti.
XXXI.
Weise I. — Nuova specie di Scymnus; S. (Nephus) sannio. — Ibidem.
Vien data la descrizione di questa specie, finora probabilmente confusa
coli' includens Kirsch.
198
XXXII.
Annuario della R. Stazione bacologica di Padova, voi. x. — Padova,
Penada, 1883 (con tav.).
Questo decimo volume della operosa Stazione bacologica, contiene, oltre
agli Atti ufficiali, i seguenti articoli :
Fava L. La Saturnia mylitta e la sua coltivazione in -Italia. (Conclude
apparire assai poco verosimile si possa, considerati i costumi di questo bombice,
acclimatarlo tra noi).
An. I cartoni giapponesi nel 1882 (Combatte l'uso delle sementi giapponesi,
esponendo il resultato di osservazioni fatte sopra semi di ultima importazione,
e che si dimostrarono in vario e non piccolo grado infetti).
V. . . Miracoli con poca spesa (Parla dei coni calcinofughi giapponesi, e
descrittane la composizione ne biasima V uso).
Vari. Al principio della campagna bacologica.
Vari. Al termine della campagna bacologica (Notizie relative all'andamento
ed all'esito dell'allevamento 1882).
Bidoli P. Custodia per ibernazione seme bachi (Descrive una custodia da
lui fatta eostruire, ed adoperata poi con buoni resultati).
Q Il passato ed il presente. (Con la scorta di documenti, l'egregio
prof. Quajat dimostra, come tutti gli autori, fino dagli antichi, siano concordi
nel lamentare « le gravi vicissitudini cui va soggetto il coltivatore del baco
da seta. »
V. . . . Quando debbansi mettere in opera le svernatrici (Con savie parole
dimostra l' ufficio delle svernatrici, e prova come non sia possibile una risposta
precisa al quesito).
Quajat. Della influenza delle basse e medie temperature sulla nascita del
seme bachi (Lavoro interessante, che si basa sopra molti esperimenti diretti).
XXXIII.
Targioni Tozzetti Ad. — Ortotteri agrari: cioè dei diversi insetti dell'ordine
degli Ortotteri, nocivi o vantaggiosi all'agricoltura o all'economia do-
mestica e principalmente delle cavallette. — Annali di Agricoltura,
pubblicati dal Ministero di agricol., indus., e comm. Firenze-Roma, 1882.
(con xilografie).
Descritta la composizione del corpo di questi artropodi, e passati in ras-
segna i sott'ordini e le famiglie loro, trattando con ampiezza delle principali
— 199 —
forme nostrali, ed ajutando la comprensione del testo con molte xilografie, (per
mezzo delle quali e delle chiavi sinottiche, anche ai meno esperti della materia
non riescirà troppo difficile il guidarsi nella determinazione dei generi), l'Au-
tore si estende a parlare delle emigrazioni ed invasioni.
Dal punto di vista scientifico non solo, ma anco da quello dell'utilità
pratica, è questo il capitolo di maggiore importanza, e steso con ricco corredo
di particolari, adoperati poi a considerazioni generali notevoli, sulle cagioni
essenziali, ancora ignote, delle emigrazioni vere e proprie, dei viaggi e delle
sciamature. Ha già fatto strada nella opinione di molti che le devastazioni
nostrane provengono da viaggi o sciamature di orde, da luoghi di elezione, da
regioni permanentemente infestate, dove le circostanze favoreggiano mirabil-
mente lo svilupparsi ed il riprodursi delle cavallette. È a queste regioni che
conviene aver l'occhio ; e dobbiamo adoperarci intorno ad esse se vogliamo
almeno limitare la estensione dei danni.
Danni gravi invero, come è notissimo, e che sono messi in evidenza da un
capitolo apposito, al quale fanno seguito altri, dove si tratta dei mezzi adoprati
presso i vari popoli e nei vari tempi, per combattere il flagello, e dove si
danno le istruzioni che nello stato attuale delle nostre cognizioni, e tenuto conto
di circostanze speciali, sono reputate le migliori per opporsi al male tra noi.
Parecchie pagine del libro contengono leggi e decreti antichi e moderni,
nostrani e forestieri, i testi e le autorità; un .saggio di bibliografia; un glos-
sario pel richiamo o la spiegazione delle voci adoperate; un indice dei nomi
scientifici e volgari.
Redatta per invito del R. Ministero, e destinata a divulgai'e cognizioni
precise sugli Ortotteri agrari ed al modo di provvedere ai mali che cagionano,
quest'opera potrà raggiungere il suo scopo, se ad essa ricorreranno i nostri
agricoltori. Sarà seguita da altre operette intorno agli altri ordini di artropodi,
redatte con lo stesso sistema e cogli stessi intendimenti.
XXXIV.
Cantoni E. — Caso di polichiria in un gambero di acqua dolce {Astacus flu-
viatilis Rond. — Rendiconto del R. Istituto lombardo, ser. II, voi. XVI.
Milano, 1883. (con xilografia). .
Descrizione particolareggiata di un curioso caso di polichiria. Trattasi di
quattro chele a sinistra.
— 200 —
XXXV.
Fea L. - Cenno sopra i Coleotteri raccolti durante le crociere dell'Yacht
« Corsaro » del capitano armatore Enrico D'AIbertis. — Annali del Museo
civico di Storia naturale di Genova, voi. XVIII. Genova, 1883.
Questi cenni riguardano specie raccolte a Madera, alle isole Salvages ed
alle Canarie, dallo stesso sig. Fea, che seguì il D'AIbertis nel primo viaggio
del « Corsaro ». Nel lavoro è inserita la descrizione della nuova Zophosis
Alborana, dell' isolotto di Alboran (Mediteri^aneo), tracciata dal Baudi .
XXXVI.
Baudi di Selve F, - Note entomologiche : Osservazioni sovra alcune specie
di Leistus Fròehl. — Il Naturalista siciliano, anno II, Palermo, 1883.
Questa nota riguarda il Leistus crenatus Fairm. ed il L, sardous Chaud.
in litt.
XXXVII.
Failla Tedaldi L. - Caccia di Lepidottex'i rari. — Ibid. Riguarda alcuni Le-
pidotteri dall'autore recentemente catturati in Sicilia.
XXXVIII.
Ragusa E. - Il Lygistopterus anorachilus n. sp. — Ibid.
Descrive questa nuova specie, trovata presso Palermo, e promette di darne
la figura in altro fascicolo.
XXXIX.
Berlese A. - Sopra due nuovi generi di acari italiani. — Lettura fatta alla
R. Accademia di Padova. Padova, 1883. (con tav. lit.).
Uno è il genere nuovo Histiogaster, vicino ai Tyroglyphus, ma che ha il
maschio coli' addome terminato da un appendice spatoliforme, e con quatti'o
ventose e quattro fogliette. (tip. H. carpio Kram. S. Tyrogh'phus). L' altro è
il genere Dameeus di Koeh. Cav.
— 201 ~
RASSEGNA E BIBLIOGRAFIA ENTOMOLOGICA f^'
ScuDDER S. H. - The Pine Moth of Nantucket : Retinia frustrarla. — Publi-
cations of the Mass. Society for the Promotion of Agriculture. Boston,
1883. (con tav. col.).
E descritta e figurata nei suoi diversi -stadi una Retinia che grandemente,
da molti anni, danneggia il Pinus rigida.
II.
ScuDDER S. H. - Scolopendrella latipes n. sp. — Sopra il Polyxenus fascicu-
laris. — Proceed. of the Boston Society of Nat. Hist., v. XXII. Boston,
1882. (con xilogr.).
La Scolopendrella è di Boston : prende il nome di latipes per la robustezza
dei suoi piedi.
Nella seconda nota, lo Scudder descrive le appendici tegumentali del Po-
lyxenus e fa alcune considerazioni sulle appendici dermiche dei Diplopodi.
III.
Scudder S. H. - Older fossil Insects West of the Mississipi. — Proceed. of tlie
Boston Society of Nat. Hist., v. XXII. Boston. 1882.
Accenna l'A. ad un Eterottero del Carbonifero, affine al genere attuale
Zaitha, e che sarà poi descritto col nome di Phthanocoris occidentalis. Questa
scoperta, ed altre che ometto per brevità, possono modificare le opinioni oggi
accettate intorno all' età di alcuni depositi del Nord America.
(1) Per cura della Redazione saranno dati i titoli o le recensioni dei lavori di Euto-
mologia inviati dai loro autori in dono alla Società, e delle opere di maggiore impor-
tanza relative agli Artropodi.
— 202 —
IV.
ScuDDER S. H. - Notes on some of the tertiary Neuroptera of Florissant, Co-
lorado, and Green River, Wyoming terr. — Proceed. of the Boston So-
ciety of xNat. Hist., V. XXI. Boston, 1882.
Sono cenni intorno a parecchie specie di Plannipenni di quei ricchi depositi,
tutte nuove.
V.
Preudhomme de Borre A. - Sur les métamorphoses des Rhagium — Com-
ptes-rendus de la Soc. entom. de Belgique, t. XXV. Bruxelles, 1881.
(con una tav.)-
L'A. dà alcune notizie sulla biologia dei Rhagium, accompagnata da una
buona tavola in fotolitografìa, nella quale sono figurate le celle, rotonde od
oblunghe, foggiate da larve dei Rhagium, Linnaei ed indagator.
VI.
Preudhomme de Borre A. - Sur le Carabus cancellatus et la variété fusus. —
Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique. Bruxelles, 1882.
VII.
Preudhomme de Borre A. - Du peu de valeur du caractère sur le quel a
été établi le genre ou sous-genre Rhombonyx. — Comptes-rendus de
la Société entom. de Belgique. Bruxelles, 1881.
Conclude essere molto malagevole la distinzione fra le Anomala ed i Rhom-
bonyx^ d'onde la poca solidità di questo ultimo genere o sottogenere.
Vili.
Preudhomme de Borre A. - Description d'une nouvelle espèce du genre
Sternocera rapportée de l'Afrique centrale par M. le cap. Cambier. —
Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique, t. XXV. Bruxelles,
1881.
Questo bellissimo nuovo buprestide fu trovato al centro deìrOunyaraonesi:
prende il nome di Sternocera Cambieri.
— 203 —
IX.
Preudhomme de Borre A. - Matériaux pour la Faune entom. des Flandres:
Coléoptères; 1'^ Cent. — Bull. Scient. du Dep. du Nord. 2» s., t. IV, 1881.
Preudhomme de Borre A. - Matériaux pour la Faune entom. du Brabant;
Coléoptères; 2'" Cent. — Bruxelles, Mayolez, 1881.
XI.
Preudhomme de Borre A. - Matériaux pour la Faune entom. de la province
de Liège : Coléoptères; P et 2*^ Cent. — Mémoires de la Société des Scien-
ces de Liège, t. IX, 2«= Ser. Bruxelles, 1881-82.
x«.
Preudhomme de Borre A. - Suruneexcursion entomologiqueen Allemagneetc.
Coléoptères. — Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique. Bru-
xelles, 1880-81.
Questo ed i lavori precedentemente accennati del Segretario della Società
entomologica belga, sono cataloghi con note descrittive, e con paragoni rela-
tivi alla distribuzione geografica.
xrii.
Lethierry L. - Hémiptères recueillis par M. de Borre en Allemagne. —
Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique. Bruxelles, 1881.
XIV.
GazagKaire 1. - Importance des caractères zoologiques fournis par la lèvre
supérieure chez les Syrphides. — Comptes-rendus de l'Acad. des Scien-
ces, t. XCVI. Paris, 1883.
La sola osservazione del labbro superiore, conclude l'A., conduce ad una
diagnosi certa. La forma della sua estremità ha un valore assoluto per la fa-
— 204 —
miglia. Le modificazioni di qneste forme hanno valore generico per le Certa,
Eumerus e Volucella.
XV.
Amans M. - Sur les organes du voi chez les Insectes. — Comptes-rendus de
l'Acad. des Sciences, t. XCVI. Paris, 1883.
E noto che le due più importanti teorie formulate sugli organi del volo,
sono quelle di Marey e di Petigrew. Il primo considera l'ala come formata da
uno stelo anteriore seguito da velo membranoso; il volo sarebbe determinato da
movimenti alternati di abbassamento e di elevazione. Per il secondo, l' ala è una
superficie sinistro-elicoidale che si fissa nell'aria come in un galletto (écrou).
Al signor Amans pare le cose stiano diversamente. Nell'una e nell'altra
teoria, egli scrive, la costruzione dell'ala sembra mancare in un punto essen-
ziale. Gli osservatori hanno negletto questo fatto, che la base dell'ala è formata
da due piani, che costituiscono un angolo ottuso, di guisa che nel colpo d'ala
discendente, il piano posteriore non sfugge, anzi presenta la sua concavità alla
colonna d'aria colpita. La risultante di questa azione sulle due ascelle solleva
l'animale. La presenza di questi due piani, non è, secondo l' A., da porsi in
dubbio. Sopprimendo l'angolo diedro si rende impossibile il volo.
Cav.
XVI.
YiTzou A. N. - Recherches sur la structure et la formation des teguments
chez les Crustacés décapodes. — Arch. de Zool. Exp. et Gen., par. H. La-
caze-Duthiers, t. X, 1882. (con 6 tavole).
L' A. fa un lungo lavoro sopra questo soggetto, di cui qui non sono ripor-
tate che le conclusioni.
1° « I tegumenti dei Crostacei Decapodi possono essere divisi in un epi-
dermide e in un derma, corrispondenti aW epidermide e al derma degli ani-
mali superiori. »
« L'epitelio chitinogeno forma delle cellule più o meno cilindriche, e i dif-
ferenti strati di chitina, calcificati o no, che si trovano alla parte superiore,
sono l'omologo dell'epidermide: gli sti-ati di chitina rappresentano lo strato
corneo, e 1' epitelio chitinogeno lo strato di Malpighi. »
« Lo strato inferiore congiuntivo, col pigmento, i vasi e i nervi che con-
tiene, è l'omologo del derma degli animali superiori. »
— 205 —
L'A. passando quindi alla formazione dello scheletro tegumentare nel
tempo e dopo la muta, ed alla formazione dello strato chitinoso del tubo dige-
stivo: conclude così:
1» « Gli strati di chitina che costituiscono esternamente i tegumenti indu-
riti o no da salì calcari, e quelli che rivestono internamente il tubo digestivo,
hanno una origine cellulare.
« 2° Gli strati chitinogenì esterni o interni, provengono sempre da un
epitelio chitinogeno a cellule più o meno cilindriche, la dì cui presenza è co-
stante sotto gli strati di chitina.
« 3° Le cellule dell'epitelio chitinogeno prendono delle proporzioni gigan-
tesche nel tempo della muta, per diminuire in seguito, dopo la formazione degli
strati chitinosi.
« 4» La diminuzione di lunghezza delle cellule dell'epitelio chitinogeno non
è proporzionale allo spessore dei nuovi strati chitinosi, poiché questa dimi-
nuzione è compensata per V utilizzazione delle materie organiche rinchiuse
nelle voluminose cellule del tessuto congiuntivo.
« 5" Il processo secondo il quale ha luogo la formazione di strati chitinosi
non consiste nello schiacciamento e fusione delle cellule epiteliali, come
pretese Lereboullet, e non consiste nemmeno nella secrezione di una materia
ehitinosa delle cellule chitinogene, materia ulteriormente solidificata, come i
nostri predecessori sostennero. — Il processo è piìi semplice : esso consiste
nello inspessimento successivo della porzione superiore delle cellule dell' epi-
telio chitinogeno, che si separa dal corpo cellulare. — Queste porzioni for-
mano cosi le lamelle parallele, di variabile aspetto, secondo la densità delle
materie che entrano nella loro costituzione. »
« 6" Questo processo fisico ha dovuto essere preceduto da un processo
chimico consistente nella trasformazione delle materie albuminoidi in chitina.
Nel capitolo IV Vitzou studia la muta dei crostacei, e separa i Decapodi
Macruri dai Brachiuri :
« 1° I Brachiuri presentano una disarticolazione circolare dello scudo dagli
epimeri cosa che non si osserva nei Macruri. »
« 2" I Brachiuri tengono una posizione orizzontale nel tempo della muta,
mentre i Macruri stanno sul fianco.
« 3o Nei Brachiuri l'addome si libera prima del cefalotorace e delle chele,
mentre nei Macruri è il cefalotorace che per primo si libera. »
Nella seconda parte del IV capitolo di questa memoria vengono studiati i
fenomeni della muta del tubo digestivo, e si può riassumere dicendo colle stesse
parole dell'A. « che i Crostacei Decapodi rigettano dalla bocca gli antichi
strati chitinosi dello stomaco e dell'esofago, e dall' ano lo strato chitinoso
dell' intestino. »
— 206 —
Nel § C del IV capitolo l'A. studia l'accrescimento dei Crostacei, e con-
clude dicendo che questo accrescimento ha luogo nel periodo preparatorio del-
la muta e non dopo che questa è avvenuta.
Il capitolo V è diviso in due paragrafi. Nel § A vengono fatte delle ricerche
esperimentali sul glicogene come materia di riserva nel tempo della muta,
di cui ecco le conclusioni :
« P La materia bianca che si estrae dal fegato, dalla linfa e dagli ovari
nel tempo della muta e in epoche lontane, rappresenta per le sue proprietà
chimiche e fisiche il glicogene.
« 2° Il glicogene è identico a quello degli animali superiori.
« 3" Nel tempo della muta il glicogene è in più grande abbondanza. »
È adunque questa una materia di riserva che sarà utilizzata per le nuove
formazioni.
Nel § B -dello stesso capitolo l'A. passa in rivista le altre materie di riserva,
di natura inorganica, e conclude dicendo che queste materie sono accumulate:
per i Macruri nelle pareti laterali di quella porzione dello stomaco che im-
propriamente si chiama cardiaca; mentre che per tutti i Brachiuri si trovano
nella linfa dell'animale nel tempo della muta.
XVII.
Raymond G. - Observations sur l'organisation et lesmoeurs du IVema^ws ribesii
Scop. - Ann. Soc. Ent. Fr. 1882 t. II.
L'A. comincia con un piccolo cenno storico, e poi da i caratteri dell' Insetto
perfetto. Passa quindi alla parte anatomica. - Tegumenti esterni formati di
3 strati, l'esterno chitinoso, il medio o strato chitinogeno a cellule delicate
e piatte, l'interno strato è formato di tessuto congiuntivo.
Nel sistema muscolare e respiratorio non vi è niente di particolare.
Tubo digerente. - Neil' insetto perfetto è in parte atrofizzato. - Il retto
presenta 7 a 9 glandule sferiche, accompagnate da voluminose cellule traspa-
renti, munite di un grosso nucleo. In questi organi vi sono molto ramificate
le trachee. In vicinanza delle aperture dei tubi malpighiani si trovano su-
gli individui della 2* e 3^ generazione, delle concrezioni di carbonato calcare
con della potassa e delle materie organiche. Le glandolo salivari, in numero
di 2, sono a grappolo semplice; il Isro canale escretore si apre nell'esofago,
vicino alla bocca.
Il sistema nervoso somiglia molto a quello della larva, soltanto i connet-
tivi, nervi che uniscono i gangli fra loro, sono più corti.
II corpo grasso è meno abbondante che nelle larve, e diminuisce a misura
che la vita dell'animale avanza.
— 207 —
Le vescicole seminali sono piriformi ed i canali deferenti, dopo essersi riu-
niti, vengono ad aprirsi fra i pezzi dell'armatura genitale.
Nella femmina l'addome è quasi intieramente occupato dalle uova. Essa
è provvista di un oviscapto formato di 4 lamine trasparenti, resultanti dalla
riunione di diversi articoli che gli danno l'aspetto di laminette dentate nei
margini. Queste lamine sono saldate due a due posteriormente.
La femmina, dopo 1' accoppiamento, che dura soltanto alcuni istanti, depone
quasi subito le uova.
Esse sono biancastre, translucide ed hanno circa 1 millimetro di lun-
ghezza; vengono deposte sulla faccia inferioi-e delle foglie del Ribes, sulle ner-
vature più grosse e principiando dalla estremità della foglia stessa. L' insetto fa
un piccolo foro sulla nervatura e in questo depone 1' uovo, che resta attaccato
per mezzo di un liquido vischioso di cui è ricoperto.
Queste uova assorbono per endosmosi dalla foglia il liquido che bagna
r embrione. Esse sono munite di due membrane. Allorché lo sviluppo è quasi
completo, nella membrana esterna si aprono dei pori, pei quali penetra l'aria
fra i due inviluppi.
L'A. passa quindi all' embriologia. Il tempo necessario allo sviluppo è su-
bordinato alla temperatura.
La larva uscendo dall'uovo ha circa 2 mm. di lunghezza; essa si nutre
del parenchima delle foglie.
Vengono poi dati molti dettagli sulla forma della larva e sulla sua ana-
tomia, dettagli che è irapossiljile riassumere. E però degno di osservazione
il fatto seguente.
Ogni ganglio nervoso della catena ventrale riceve lateralmente una trachea
che vi si ramifica, questa trachea è inviluppata da una guaina nervosa prove-
niente dal ganglio stesso e contenente una certa quantità di polpa. Questo tubo
nervoso diminuisce a misura che il diametro della ti^achea cresce.
Le larve vivono 25 a 30 giorni dopo 1' ultima muta, penetrano sotto terra
ove si tessono un bozzolo cilindrico colle estremità arrotondate, e lungo da 6
a 10 mill. I bozzoli più piccoli sono occupati dai maschi.
A misura che la larva lavora si contrae, resta in questo stato 14 a 18
giorni e poi si trasforma in ninfa, che ha quasi la forma dell'insetto perfetto.
Vi sono diverse generazioni ; la prima ha luogo allorché il Ribes uva
crispa L. mette le foglie (Aprile); la 2" alla fine di Maggio; la 3' alla metà
di Luglio. In quest'ultimo caso la larva iberna nel bozzolo.
Questi insetti sono partenogenetici. Nella prima generazione i maschi
sono in egual numero delle femmine; nelle apparizioni successive sono più
numerose quest' ultime.
Come nemici di questi insetti il Raymond indica gli uccelli insettivori : e poi
— 208 —
Bleptes nitidula, Degeeria flavicans^ Omalus armatus etc, e infine le talpe che
fanno una immensa distruzione di larve contratte e di ninfe.
Per distruggere questi insetti l'A. indica lo sbrucolamento (óchenillage),
la distruzione delle uova, oppure di piantare i Ribes in luoghi secchi ed om-
brosi ove i Nematus non possono vivere allo stato di ninfa.
XVIII.
Regnard P. et Blanchard R. - Note sur la présence de l'hémoglobine
dans la sang des Crustacès branchiopodes. — Zool. Anz., 1883, p. 253.
La presenza dell' emoglobina nel sangue di molti invertebrati è cosa già
ben conosciuta.
Il primo a provare che la colorazione del sangue era dovuta alla presenza
dell'emoglobina fu nel 1867 Nawrocki ora prof, a Varsavia. — Venne poi
trovata in molti anellidi. In seguito Foettinger (Sur l'existence de l'hémoglo-
bine chez les Echinodermes — Arch. di Biologie, I, 1880, p. 405) la trovò negli
Echinoderemi, poi Rollett in certe larve di Ditteri (Zur Kenntniss der Verbrei-
tung des Haematin. — Sitzung. d. Wien. Akad. d. Wiss. Bd. 44, 1861, p. 615), e
finalmente Van Beneden ne segnalò la presenza in certi Copepodi parasiti (De
Telistance d'un appareil vasculaire à sang rouge dans quelques Crustacès
— Zool. Anz. Ili, p. 35 -p. 55.)
Gli A. di questa nota l'hanno trovata nel sangue deWApus cancrlformis
e A. productus. — In questi animali trovasi un vasto deposito di liquido rosso
posto alla faccia inferiore della testa e sulla linea mediana. Questo liquido san-
guigno non si coagula ne per l'esposizione all'aria, ne per l'azione del calore.
— Non sembra contenere globuli ; quei pochi che vi si trovano forse non ap-
partenendogli in proprio.
I signori Regnard e Blanchard espongono i seguenti resultati propri a di-
mostrare la presenza dell' emoglobina nel sangue dagli Apus.
1» Allo spettroscopio si vedono 2 linee di assorbimento, identiche a quelle
dell' emoglobina ossigenata.
2» II solfìdrato di ammoniaca fa sparire queste 2 linee e ne fa apparire una
nuova, intermedia alle 2 precedenti e caratteristica dell'emoglobina ridotta.
3» Come per il sangue dei Vertebrati, si può passare a vicenda e indefinita-
mente dalla sola riga dell'emoglobina ridotta alle 2 righe dell'emoglobina ossi-
genata, secondo che si fa passare nel liquido dell' ossigeno o vi si versa del
solfidrato di ammoniaca.
4" Con l'ossido di carbonio si ottiene dell'emoglobina ossi-carbonata, le di
cui primitive righe di assorbimento non variano aggiungendovi del solfìdrato
«li ammoniaca.
— 209 —
Gli Autori non hanno potuto ottenerne la cristallizzazione. — L'emoglobina
del sangue degli Apus e sempre ossigenata, senza essere però satura di questo gas.
XIX.
BergÉ - Quelques notes sur les moeurs de VAteuchus semipunctatns. — Soc.
Ent. Belg. Compt. rend. Ili, n' 25, p. CXLIX.
L'A. avendo avuto dal Lido di "Venezia alcuni Af. semipunctatus viventi,
li mise in una scatola con della sabbia. — Essi scavarono delle gallerie, nelle
quali però non restavano che durante la notte. '
Gli nutrisce con sterco di cavallo; dandogli dei gamberi di mare spogliati
del loro guscio chitinoso, uno degli Ateuchus dopo di averlo piegato sopra se
stesso lo ricuopre di materia stercorale e ne fa delle palle che poi nasconde
nelle gallerie.
Spesso succedono fra gli Ateuchus delle lotte per rapirsi i gamberi ed
anche le palle. Forse questi animali prendono i gamberi per larve della loro
specie.
XX.
Belage. .J. - Circulation et l'éspii^ation chez le Crustacés Schizopodes. — Arch.
Zool. Exp. et Gen., 2<= Ser. t. I, 188.3, p. 104, pi. X.
Questa memoria in cui viene studiata la Mysis, principia con una corta e
rapida rivista bibliografica.
Il cuore tubulare, è ben separato dalle arterie che ne partono, da valvole
cardio-aortiche segnalate per la prima volta dall' A. Esso presenta 2 aperture
dorsali e 2 ventrali, per le quali il sangue rientra nell'organo pulsante.
Il pericardio che inviluppa assai strettamente il cuore, funziona da orec-
chietta, ma il sangue mai vi si accumula dentro.
.Dal cuore partono diverse arterie a pareti proprie ; fra queste le principali
sono, l'addominale che nasce alla parte posteriore del cuore e la cefalica che
principia alla parte anteriore e che da l'arteria cerebrale eie arterie antennarie.
A poca distanza dall'origine dell'arteria cefalica nascono le arterie epa-
tiche che, come il loro nome indica, portano il sangue al fegato.
Infine verso la parte inferiore del cuore nasce l'arteria sternale, non vista
da van Beneden e appena indicata da Sars.
Essa si dirige in basso ed in avanti, per terminare alla bocca; nel suo tra-
gitto dà diversi rami.
Ann. XV. 15
— 210 —
Per mezzo di queste arterie il sangue è distribuito a tutto il corpo, e poi senz:i
passare per dei capillari, arriva alle lacune; da dove condotto per dei canali
non limitati da nessuna parete propria si divide in 3 parti : una, la più piccola,
rientra direttamente nel pericardio, la 2^, più importante, circola nelle zampe
ritornando poi al cuore, infine la 3^, si distribuisce nelle lacune dello scudo,
dove subisce degli scambi gazosi, per poi far ritorno all'organo centrale.
Nella 3^ parte del suo lavoro l'A. passa a delle considerazioni generali so-
pra la respirazione delle Mysis e sopra alcuni fatti che possono servire ad ac-
crescere la rassomiglianza di questi animali coi Decapodi macruri e sopratut-
to colle loro larve.
XXL
•Iacobs. - De la presence des larve d' Oestrides et de Muscides dans le corps
de l'homme. — Soc. Ent. Belg. Compt rend. Ili, N» 25. p. CL.
È una rivista storica, fatta più che altro sopra una tesi del Sig. Pruvot
presentata a Parigi.
Non sono ricordate le osservazioni dei Dottori Lesblni e Conil, pur tanto
importanti.
Del resto è lavoro che mal si presta ad una analisi succinta.
C. E. Della Torre.
XXII.
Hai'PT. - Uber Kafermilben um Bamberg — Bericht der Naturforschenden
gesellschaft in Bamberg, 1882.
L'Autore parla degli Acari in generale, vi fa molte osservazioni critiche
e vi dà la lista di alcune specie del genere Nothrws, rinvenute nei dintorni
di Bamberga : cosi N. convexus il più grande in questo genere, N. pulveru-
lentws uno dei più belli per la polvere farinacea sparsa sulle zampe istes-
samente come sul pollinosus ; bispinosus, runcinatus e sinuatus, i quali, tre
almeno i due ultimi, Haupt ritiene per la stessa specie thelephroctus, che
trovasi anche qualche volta coli' addome tronco e somiglierebbe assai allo
scaliger, se il corsaletto dorsale non fosse di colore pallido ec.
Haupt descrive poi anche alcune specie nuove di Acari, cosi Nothrus ovu-
lum, assai simile al JV. gibbus, N. circumvallatus a porsi tra scaliger e
thelephroctus, N. bicristatus del gruppo peltifer ec. ; poi Haplophora quadri-
seriata, grande come la crinita, ma con zampe meno lunghe e di colore bruno,
Haplophora maxima più grande delle decumana e levigata, appartiene al
— 211 —
gruppo crinita e lantula : Cepheus pertusus, più grande di ovaìis e latus,
bruno; Damaeus curtus, quanto alla forma come concolor, ma di color rosso
pallido; sul proposito del Barn, onustus osserva Haupt portar questo sul dorso
una specie di sacco costruito di globuletti di teiera e di sassolini, così che ne
sporgono solo la testa e le sampe; questo sacco si può allontanare con una
spilla, e sotto vi si trova il dorso nudo grigio-bleu ; la Oppia glaucina è con-
siderata dall'autore come larva di un Damaeus ec.
Quanto al metodo di conservare gli Acari, Haupt non crede opportuno im-
mergerli nel Balsamo di Canada, come leEupodide e le Limnopodide, e nemmeno
nell'alcool come le Bdellide; ma preferisce appiccicarli con gomma su una car-
tolina rotonda bianca, entro una scatoletta di cartone nero in miniatura,
alla sua volta infilzata con uno spillo.
Senoner.
XXIII.
GiESBRECHT W. - Die Freilebenden Copepoden der Kieler Foehrde — in IV Be-
richt der Commission zur Unter^uchung der deutschen Meere in Kiel.
Kiel, 1882. (con 12 tav lit.).
Dopo aver trattato partitamente della ricerca e preparazione, della Coro-
logia, degli organi sessuali secondari, delle antenne, la segmentazione delle
uova, la classificazione, la nomenclatura delle varie parti, ed altri argomen-
ti, l'A passa alla descrizione delle specie, di ciascuna delle quali figura fina-
mente molti particolari. E le descrizioni sono assai minute e fatte con molto
metodo per le varie forme, tanto che i paragoni riescono facili.
XXIV.
80LMS Laubach H. - Die Herkunft, Domestication und Verbreitung des geveòhn-
lichen Feigenbaums [Ficus carica L) — Abhand. d. Kon. Gesell. d.
Wissen. zu Gottingen, XXVIII band. Gòttingen, 1882.
Lavoro interessantissimo, dal punto di vista storico particolarmente. Vi
sono trattate con molta ampiezza le questioni relative alla caprificazione, ed
è resa giustizia ad alcuni nostri antichi e recenti naturalisti. Quest'opera, e
gli studi di Paolo Mayer e di G. Mayr, ci daranno i materiali per una storia
completa « delle relazioni biologiche tra il genere Ficus da un lato e tra il ge-
nere Cynips ed affini dall'altro » già desiderata dal nostro Delpino, che nel
1867 scriveva le parole qui poste tra le virgole. Cav.
— 212
ESCURSIONE IN SICILIA
AGAROFAUNA SIGULA
P SERIE
per ANTONIO BERLESE
Ho deciso di pubblicare sotto questo titolo* i nomi delle specie
che raccolsi nella escursione che l' anno decorso ho avuto agio
di fare in Sicilia nei mesi di maggio e di giugno. A questa serie
seguiranno altri elenchi, mano mano che avrò studiato un numero
di specie tale che mi sembri possa valere la pena di pubblicarne
il catalogo.
Ecco le specie da me studiate durante l'autunno decorso.
Pam. P TROMBIDIID^ C).
I. ERYTHR^US Latr.
1. Erythraeus Hercules Beri.
A. Berlese. Acari italici (Acari, Miriapodi e Scorpioni italiani II-2).
Acireale, sulle pietre verso il mezzogiorno.
2. Erythraeus venustissimus Beri.
A. Berlese. Loc. cit. (II. 3).
Eandazzo, sulle pietre appena tramontato il sole.
3. Erythraeus ruricola Bug.
DuGÈs. Ann. Se. nat. II, Ser. II, p. 40, t. 1, fig. 22, 25.
Canestrini e Fanzago. Acari italiani p. 73.
Acireale, Randazzo, Palermo, etc. nel musco.
(*) Seguo una mia nuova classificazione degli acari, che a suo tempo esporrò.
— 213 —
IL ACTINEDA Kocli.
4. Actiaeda vitis (L.) Beri.
Hermann. Mém. apt., p. 38, t. 2, fig. 9 {Tromhidium cornigerum).
Canestrini e Fanzago. Loc. cit. p. 75 {Adineda cornigera).
Acireale etc. nell'estate.
in, GECKOBIA Mégn.
5. Geckobia Latasti Mégn.
Mégnin. Sur un nouvel Acarien parasit (Société Ent. de France 1878).
A. Berlese. Loc. clt. (IL 1).
Acireale, Acitrezza, Calatabiano etc. sul Platydactylus maurita-
nìciis Gmel.
IV. EHYNCHOLOPHUS Dug.
6. Rhyncholophus phalangioides var. Acis Beri.
Berlese. Loc. cit. (IL 10).
Acireale, raro.
V. DUGESIA Beri.
7. Dugesia squammata ? Herm.
Hermann. Mém. apt. p. 29, pi., 2, fig. 7. ( Tromhidium sqitammatum) (?)
Acireale nel musco, comune; trovasi anche la larva esapoda.]
VI. TETRANYCHUS Duf.
8. Tetranychus telarius (L.) Beri.
Dufour. Dcscr. et. fig. du T. lintearius; Ann. Se. nat. tom. XXV,
p. 276, tav. 9, fig. 4-5.
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 80, {T. lintearius).
Acireale etc. sugli agrumi e sulle foglie di altre piante.
VII. CALIGONUS Kocli.
9. Caligonus segnis K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 5, fig. 9.
Acireale e Linguaglossa, nel musco, non comune.
10. Caligonus clavatus C. et P.
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 86. fig. 4, tav. IV.
Acireale, nel musco, raro.
— 214 —
11. Calìgonus siculus Beri.
Beelese. Log. cit, (specierura nov. rep. 1).
Linguaglossa, nelle immondizie, e tra le foglie putride dei Cactus,
raro.
Vili. ALYCHUS Koch.
12. Alychus roseus K.
C. L. Koch. C. M. A. Deutschl. fase. 37, fig. 19.
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 100.
Acireale, nel musco, raro.
IX. BDELLA Koch.
13. Bdella uigerrima C. et F.
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 10 i.
Nel musco di bosco Flascio sopra Kandazzo, non rara.
14. Bdella chloropus Koch.
C. L. Koch. C. M. A. Deutschl. fase. 5, flg. 8, {Amonla chloropus).
Acireale, nelle foglie secche e nel musco; rara,
15. Bdella latirostris Horm.
Hermann. Mém. apt. pi. 3, fig. 11. {Scirus latirostris).
Canestrini e Fanzago. Acari italiani p. 107.
Acireale etc. nel musco.
X. PENTHALEUS K.
16. Penthaleus ovatus Koch.
C. L. Koch. C. M. A. Deutschl. fase. 18, f. 14.
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 96.
Acireale, Palermo, etc. comune nel musco di tutte le località.
XI. TYDEUS. K.
17. Tydeus foliorum (L.) C. et F.
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 98.
Comune nelle foglie e nelle frutta degli agrumi.
— 215 —
Fam. IP C^CULID^.
XII. CIECULUS Douf.
18. Caeculus echinipes Duf.
Ddfodr. Descript, et. fig. du Ceculiis ech'mijpes. Ann. Se. nat.,
voi. XXV, 1832, p. 289, tav. 9, fig. 1, 3.
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 7. {Hoplopus echinipes). tav. I^,
fig. 1).
Nel musco di Eandazzo e Palermo, raro.
Fam. IIP GAMASID^.
XIII. HOLOSTASPIS Kol.
19. Holostaspìs marginatus (Herm). Gr. R. Can.
Hermann. Mem. apt. p. 76, tav. 6, fig. 6, e p. 79 {Acarus marginutus).
A. Berlesé. Polimorfismo e Partenogenesi di alcuni Acari, {Gamasus
fanìus) .
G. E. Canestrini. Gamasidi italiani p. 24, tav. I, fig. 1, 3, tav. II,
fig. 1, 2, tav. Ili, fig. 1, 9.
Comunissimo nei letamai, in tutti gli stadii.
20. Holostaspìs longulus Beri.
A. Berlese. iVcari italici (Acari, Mir., Scorp. it., spec. nov, rep. —
Serie l, 8).
Nel Musco di Acireale, raro. »
XIV. GAMASUS Latr.
21. Gamasus meridionalis Beri.
A. Berlese. Acarina it. (Ac, Mir. Scorp. it. I.)
G. E. Canestrini. Acari it. nuovi e poco noti p. 8, tav. 1, fig. 2, (6r.
quisquiliarum) .
Comune nel musco di Acireale, Linguaglossa etc.
22. Gamasus coleoptratorum L.
LiNNÉ. Fauna Suec 1973 {Acarus coleoptratorum).
~ 216 —
A. Berlese. Polimorfismo e Parteuog-enesi, {G. coìeqpfratontm) id.
Polymorphisme et partii, d. quelq. Gamasides.
G. R. Cakestbini. Gamasidi italiani, p. 36, tav. IV, fig. 4-7, tav. VI,
fig. 6 a - 6 b, tav. VII, fig. 5 a - 5 b.
Comunissimo nei letamai.
23. Gamasus attenuatus K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 39, fig. 19,
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 42.
Comune nel musco di Acireale, Linguaglossa etc.
XV. L^LAPS K.
24. Lselaps tetragonoides Dug.
DuGi:s. Remarq. sur la fam. des Gamasides, tav. 8, fig. 28, {Gamasus
4
tetragonoides).
G. Canestrini. Osservazioni intorno al genere Gamasus. {G.XKctinifer)
Comunissimo in tutti gli stadii anche ebontoraorfici nel musco di
Acireale etc.
• 25. Lselaps marginatus K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 26, fig. 22, 23, {Gamasus
marginatus).
Comune nel fieno ad Acireale.
26. Lselaps (?) trìangularìs K.
C. L. KooH. C. M. A. Deutschl. fase. 4, fig. 6. {Zercon trìangularìs).
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 50. {Gamasus).
27. Lselaps claviger Beri.
A. Berlese. Acari it. (Ac. Mir. Scorp. it., spec. nov. rep. Serie I, 5).
Nel museo di Acireale.
28. Lselaps longior Bori.
A. Berlese. Loc. pred. s. n. r. I, 6.
Nel musco di Acireale.
29. Lselaps (?) dubius Beri.
A. Berlese. Loc. pred. s. n. r. I, 7.
Nel musco di Acireale una sola volta.
30. LsBlaps meridionalis 6. e E. Can.
G. e E. Canestrini. Acari it. nuovi e poco noti, p. 10, tav. I, fìg. 1, l b.
XVI. IPHIS K.
31. Iphis drepanogaster Beri.
A. Berlese. Acari italici (Ac. Mir. Scorai, it. I. 3).
Nel musco di Messina.
32. Iphis hirtellus Beri.
A. Berlese. Ac. it. (Ac. Mir. Scorp. it., spec. nov. rep. Serie I. 4).
Nel musco di Acireale, raro.
XV'II. DERMANYS3US Duv.
33. Dermanyssus lacertarum Coiitarini.
CoNTARiNi. Venezia e le sue lagune li, {Bicìnus lacertarum).
Sulla Laceri a viricUs e Podarcis muraìis di Acireale, Eandazzo etc.
comune.
XVIII. VELENO (K.) Beri.
34. Caeleno inermis K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl.
A. Berlese. Polimorfismo e Partenogenesi ( Trachynoiiis inermis).
Comunissimo nei letamai.
XIX. UROPODA latr.
35. Uropoda obscura (K.) Beri.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl.
A. Berlese. Metam. di alcuni Ac. insett. p. 28. (Nofasj^is) id. Note
acarologiche p. 1.
Comune nei letamai.
XX. DISCOPOMA G. e E. Can. (').
36. Discopoma cassidea Hérm.
Hermann. Mém. apt. p. 93, t. 6, fig. 2, (N'ofaspis cassideus).
Canestrini e Fanzago Ac. it. p. 59, t. II, fig. 6. (Nofaspis cassideus).
Nello immondezze a Linguaglossa e nei letamai ad Acireale etc.
(♦) Sinonimo del gen. F.vmoens K. ?
— 218 —
37. Discopoma splendida Kramer.
Kramer. Ueber Gamasiden p. 414, tav. XIX, fig. 8-10.
G. e E. Canestrini. Acari italiani nuovi e poco noti,
Nel musco di Messina.
Fani. IV» ORIBATID^.
XXI. LABIDOSTOMA Kram.
38. Nicoletiella lutea (Kr.) R. Can.
Kramer. Archiv. f. Naturgesch. 1879. I. Bd. pag. 13. tav. II. fig. 1.
{Labicostoma luteum).
Nel musco di Messina, non comune.
XXII. ORIBATES Latr.
39. Oribates climatus K.
C. L. Kocn. C. M. A. Deutsclil. fase. 31, fig. 5.
Canestrini e Fanzago. Ac. it. 13.
Comune nel musco di Acireale e Palermo.
40. Oribates Nìcoletii Beri, ex Nic.
NicoLET. Hist. nat. des Ac. p. 438, tav. 4, fig. 5. {0. ovaìis).
A. Beklese. Acarina it. (Ac. Mir. e Scorp. it. Ili, 3).
Nel musco di Acireale e Palermo; comune.
41. Oribates calcaratus K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl.
Nel musco di Acireale, rarissimo.
XXIII. LEIOSOM.A Nic.
42. Leiosoma simile Nic.
NicoLET. Hist. nat. des. Ac. p. 442, tav. 6, fig. 3.
Nel musco di Palermo, non raro.
XXIV. CEPHEUS K.
43. Cepheus tegeocranus Hermann.
Hermann. Mém. apt. p. 93, t. 4, fig. 3, 4, (Notaspis tegeocranus).
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 19.
Comune nel musco di Palermo.
— 219 —
XXV. NOTASPIS Hérm.
44. Notaspis bipilis Hérm.
Hermann. Métn. apt. p. 95.
Canestrini e Panzago. Ac. it. p. 20. {Oppia bipilis).
Nel musco di Palermo, non raro.
XXVI. EREM.EUS K.
45. Eremaeus oblongus K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 3, fig. 24.
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 22.
Nel musco di Palermo, raro.
XXVII. DAMGEUS (K.) Beri.
46. Damceus Dugesii (C. et. F.) Beri.
Canestrini e Fanzago. Nuovi Acari it. p. 5, id. Ac. it. p. 35 {Belha
Dugesii).
' A. Berlese. Acari, it. (Ac. Mir. Scorp. it. III. 6).
Comune nel musco di Palermo.
47. DamtBus bicostatus (K.) Beri.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 2, fig. 12.
Canestrini e Fanzago. Acar. it. p. 35, {Belha òicostata).
•A. Berlese. Acari it. (Ac. Mir. ,Scorp. it. spec. nov. rep. Serie I.)
{Eremaeus asperulus).
Nel musco di Acireale, Palermo etc.
48. Damoeus setosus Beri.
A. Berlese. Loc. cit. Ser. I, 11. {Eremaeus setosus).
Randazzo, Palermo, raro.
XXVIII. NOTHRUS K.
49. Nothrus Doderleiniì Beri.
A. Berlese. Acarina it. (Ac. Mir. Scorp. it. Ili, 2),
Comune nel musco di Acireale e Palermo.
XXIX. BELBA Heyd.
50. Belba genìculata L.
Linneo. Fn. Suec, 1977, (Acarus geràculahis).
— 220 —
Canestrini e Fanzago. Ac. it p. 33.
Comune nel musco e tra le foglie secche ad Acireale.
XXX. HERMANNIA Nic.
51. Hermannia granulata Nic.
NicoLET. Hist. nat des Acar, p. 469, tav. 9, fig-, 6.
Nel musco di Palermo.
XXXL HOPLOPHORA K. »
52. Hoplophora globosa K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 32, fì<?. 12.
Comune nel musco di Palermo.
Fani. V« ACARID^.
XXXII. TYROGLYPHUS Latr.
53. Tyroglyphus setiferus Hall.
Haller. Zur Kenntnis des Tyroglyphen und. Verw. tav. X, fig. 2.
Comune nelle case etc. _ -
XXXIII. ACAEUS L.
54. Acarus spinipes K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutsclil. fase. 33, fig. 1.
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 129.
Nelle case.
XXXIV. PROCTOPHYLLODES Kob. et Mégn.
55. Proctophyllodes glandarinus K.
C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 33, fig. 20, 21. {Dermaleichus
glandarinus).
Canestrini. Intorno ad alcuni acari parassiti p. 9, tav. IV. fig. 6, 7.
Sui piccoli passeracei.
Padova, 5 gennaio 1883.
221
FAUNA E FLORA
DEGLI AFIDI DI CALABRIA
Primo contkibuto di L. MACCHIATI
L'idea di specie mi è venuta scadendo
poco a poco : non vi ha nessun criterio
certo, nessun limite reciso. Io ogg'idi non
conosco altro se non che tipi, punti nodali
della fluttuazione delle forme, i quali tutti
più meno oscillano e variano-
Ermanno Hoffmann.
Ora che sono riusciti vani tutti i tentativi fatti per cercare
di definire esattamente la specie, il maggior numero dei natura-
listi, e tra questi quasi tutti i più autorevoli, si sono messi d'ac-
cordo nel ritenere che il suo concetto è puramente artificiale.
È fuori di dubbio che la specie, come si intendeva una volta, non
esiste, come non esistono le pretese classificazioni naturali. Le
classificazioni non giovano che a far trovare il posto di un essere
di cui si conoscono i caratteri, ed inversamente a determinare i
caratteri degli esseri dei quali si conosce il posto. Nella forma-
zione e descrizione dei gruppi è in ogni caso utile di evitare la
ripetizione dei caratteri, inconveniente questo, che, oltre al nuocere
alla chiarezza, può anche ingenerare frequenti confusioni. I carat-
teri che hanno servito alla formazione delle famiglie si dovrà
sempre evitare di ripeterli per le tribù, quelli delle tribù pei
generi, e quelli dei generi per le specie, forme o tipi come si
vogliono chiamare. Ed insisto su questo punto essenziale, perchè
se è scaduto il concetto della specie, non essendovi nessun criterio
certo e nessun lìmite preciso, non per questo si sente ora meno
il bisogno di descrivere i tipi nuovi, punti nodali della fluttuazione
delle forme, come li chiama Ermanno HofTinann. Che poi si seguiti
222
ad impiegare la parola specie, o vi si sostituiscano quelle di forme,
tipi od altre, questo interessa poco: una volta riconosciuto che
la specie non è immutabile, restano tolti di mezzo tutti i ma-
lintesi.
Forse perchè è scaduto il concetto della specie, quando si
scoprono tipi nuovi, non si dovrebbero descrivere? Ci pare anzi
che ora interessi maggiormente di tenere dietro alla fluttuazione
delle forme, per vedere da quali leggi questi mutamenti sono go-
vernati. Sarebbe certamente desiderabile che, nel modo di descri-
vere le forme, ed in quello di adoperare certi nomi di divisioni
sistematiche, vi fosse una maggiore uniformità, e questo princi-
palmente allo scopo di rendere tra di loro comparabili i diversi
lavori; ma disgraziatamente ciò che sembra facile in teoria non
non lo è del pari in pratica. Detta uniformità si sarebbe potuta
raggiungere se tutte le forme fossero state descritte da uno stesso
naturalista, e del pari da un solo naturalista si fossero formati
i gruppi di un dato ordine; ma questo non essendo possibile in pra-
tica, ne deriva che, i gruppi dello stesso ordine, non sempre si
corrispondono.
È senza dubbio utile che molti scienziati abbiano collaborato
e collaborino tuttora alla descrizione delle forme ed alla forma-
zione dei gruppi di vario ordine, ma è del pari certo che tutta
questa ricchezza torna a danno della uniformità.
Si rimutano continuamente i gruppi di animali e di piante:
il genere ApMs di Linneo l'abbiamo visto poco per volta elevarsi
al grado di Ordine, e già conta per lo meno una trentina di generi.
Il differente modo di apprezzare i caratteri ci rende maggior-
mente avvisati, che ciò che si riteneva una volta immutabile
(la specie) è pur. troppo soggetta a variare; donde la massima
difficoltà di mettersi d'accordo. Tra i naturalisti che si occuparono
degli stessi animali e delle stesse piante, ve ne sono di quelli che
tendono a suddividere e di quelli che vorrebbero riunire i gruppi,
pure essendo partigiani gli uni e gli altri della oramai incrollabile
teoria della evoluzione. Ciò che l'uno ritiene una buona specie.
— 223 —
l'altro considera appena una sotto specie, una razza od una va-
rietà; ed in questi casi é difficile di decidere chi ha ragione e chi
ha torto.
Quanti lavori non si sono fatti sui generi di piante Quercus,
Robur, Rosa ec. e quante discordanze non vi esistono tuttavia
anche oggidì ! Non regna forse una grande confusione intorno ai
muschi delle torbiere, che essendo generalmente polimorfi, i biologi
non si trovano punto d'accordo nella delimitazione della specie;
e non è forse la stessa cosa di molti acari, miriapodi ed afidi, che
hanno frequenti volte tratto in errerei naturalisti piiì provetti?
Tutto si rimuta nel mondo; nulla resiste al dente edace del
tempo, che vale a trasformare una roccia di granito in un muc-
chio di sabbia ed in un letto di argilla. E se non vi resistano
le roccie più dure, come potrebbero sfuggire all'azione del tempo
le moltiplici forme di piante e di animali? Siamo persuasi che
neppure una delle così dette specie potrebbe resistere ad una cri-
tica severa, quando si volesse insistere a ritenerle invariabili.
Dopo questa premessa entriamo senz' altro in argomento.
Noi ci lusinghiamo che questo primo lavoro pubblicato sugli
afidi di Calabria, sebbene incompleto, potrà essere tuttavia bene
accetto, quale ci è dato ora di presentarlo, nella speranza di ve-
derlo quanto prima completato da altri di noi piìi provetti.
224
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— 227 —
FAUNA DEGLI AFIDI
DELLA PROVINCIA
DI REGGIO DI CALABRIA
Parte I;'
Ordo HEMIPTERA L.
Sub-ordo HOMOPTERA Late.
Fani. APHIDIDAE.
Passekini. Aphìdicìae ìlalicae, in Arcb. p, Zool. II, 1863.
Gen. ^ipEiSìtt&pSìot'is Kocli.
Koch. Die Pflanzenlause Aphiden. Niiniberg (1854), p. 150. Pass. Momor.
cit. tiratura a parte p. 9.
Antennae tuberculo frontali insidentes, corpore passim longiores, articulo
ultimo setaceo praecedente longiore. Frons Inter tubercula canaliculata.
Nectarìa longa, cylindrica, tenuia. Cauda plerumque longa. saepe compressa,
acinaciformis. Pedes tenues longissimi. Aìae deflexae, anteriores venis obli-
quis qnatuor, cubitali bis furcata.
Eevisio specieedm.
1. Siphonophora Aceris Koch. — (Urepanosyphum) p. 202, fig. 275, Siphono-
pbora Aceris. Ferr. Apbidae Ligurae in Ann. Mus. Civico di Ge-
nova (1872), p. 53, et Species Aphidarum hucusque in Liguria lectas.
Ann. M. Civ. Gen. p. 209 (1872).
Forma nota. - Fem. alata-
Piante. Acer pseudo-pìatamis L. A Reggio Calabria (Orto agrario).
Primavera 1882.
— 228 —
2. Siphonophora Absìnthii L. — (Aphìs) Fauna suecica. Entomologia T. I,
n° 19. Lugdnni 1879. Pass. 1. cit. p. 10 et 15. n° 5, Ferr. 1. 1-^ cit. p. 56,
2° p. 209. — Macch, Agg. agli Afid. di Sardegna in Bull. Soc.
Ent. ital. fase. II, p. 243, ec.
Aplàs tanacetaria Xalt. Monographie der Familien der Pflanzenlause
p. 19, n° 8. — Koch (Siph.) 1. cit. p. 187, fig. 257, 258.
Forme note. - Fem. vivip. att. ed alai e maschio alato.
Piante. Artemisia abrotaniim (coltivata), Artemisia variahilis (Costa di
S. Francesco presso Regg. Cai.) e wfiìV Achillea ligustica (Cerasi).
Primavera, autunno.
3. S. Antherrinii sp. nov.
Forma nota. - Fem. attera viv.
Descrizione. - Di forma ovato-allungata, che si assottiglia verso l'ad-
dome; di colore verde glauco. Antenne- assai più lunghe del corpo, cogli
articoli assottigliatissimi, ad eccezione dei due primi; di color giallo pallido colle
estremità degli ultimi articoli scuretti; occhi rosso-oscuri, assai convessi e grandi.
Austello giallo pallido, col 3° articolo verde scui-o, che raggiunge il 3° paio
di zampe. Nettarli sottili e cilindrici, lunghi tre volte quanto la coda ; deci-
samente gialli coir estremità quasi nera. La codicina prominente ed a. forma
di birillo è dello stesso colore dei nettarli. Ripiegatura anale evidentissima.
Zampe trasparenti, snelle e pallide, con porzione dei femori scuretti ed i tarsi
bruni. Lunga 2 millimetri.
Piante. - Sulle foglie e sui fiori à&W Anthirrinum majus, coltivato (Reggio),
ed A. Orcnthium (Reggio-Campi, presso Reggio). Primavera, autunno.
4. S. Atra Ferr. — 1^ Memoria cit. p. 58, 2« p. 209. — Macch. 1. e. p. 244.
Forme note. - Fem. viv. atter. ed alata.
Piante. Artemisia abrotanum, coltivata (Reggio C). Primavera.
5. S. Artemisiae Boj' de Fonscolombe (Aphis), Description des Pucerons etc.
negli Annales de la Société Entomologique de Franco, t. X, 1841
p. 162. — Pass. (Siphon) 1. e. p. 10 et 12, n° 5. — Ferr. 1* Mem. e.
p. 56, n» 12 e 2-'^ p. 209. — Macch. Gior. Ent. e Crittogam. di Sard.
Fas. 1° 1879, p. 17.
ApMs tanacetaria Kalt. 1, e. p. 19, n" 8. Koch. (Siphon.) 1. e. p. 187,
fig. 257, 258.
Forme note. - Fem. viv. att. ed alat. Maschio alato Kalt.
Hab. Artemisia abrotanum, coltivata, Artemisia variahilis (Costa' di
S. Francesco). Estate, autunno.
— 229 —
6. Siphonophora Avellanae Kock. — L. e. p. 168, fig. 230, 231. — Pass. 1. c-
p. 12. — Macch,
Altro contributo agli A.tìdi di Sard. Riv. Scient. Ind. Anno 12.
Forme note. - Fem. vivip. att. e alata.
Hab. Coryìus avellana, a Capo Spartivento. Maggio.
7. S. Campanulae Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 26, n. 14. — Koch. (Siphon), 1. e.
p. 164, fig. 224. 225. — Pass. 1. e. p. 10 e 15, n. 13. — Ferr.
1" M. e. p. 59, n. 20, 2°, p. 209.
Forme note. - Femm. vivip. att. e alata.
Hab. Specularìa speculum, Campanula erinus. Estate, autunno. (Costa
di S. Francesco presso Eeggio C).
8. S. Cerealis Kalt. — (Aphis) 1, e. p. 16. — Pass. (Siph.) 1. e. p. 10 e 11.
u. 3. — Koch. 1. e. p. 186, fig. 255, 256.
A Avenae? Walker. - The Annal and magazine of naturai history.
Ser. II, voi 3, p. 45, non Schrank.
Forme note. - Fem. viv. att. ed alata.
Hab. Triticmn villosum. (Pavigliano). Giugno.
9. S. Cyparissiae Koch. — L. e. p. 174, fig. 239, 240. — Pass. 1. e. p. 9 e 11,
n. 2. — Ferr. 2°. Mem. cit. p. 212.
Forme note. - Fem. vivipara att. e Fem. vivipar. alata.
Hab. Eupiliorbia peplus, a Ravagnese. Primavera.
10. S. Jaceae Lin. — (Aphis) 1. e. p. 548, n. 20. Kalt. 1. e. p. 26, n. 15.
Koch. (Siphon.) 1. e. p. 162, fig. 220, 221. Pass. 1. e. p. 11 e 15,
n. 15. Macch. 1. 1° cit., fas. II, p. 44.
Forme note. - Fem. vivip. att. e fem. viv. alata.
Hab. Cardus arahiais (a Reggio-Campi). Primavera, estate.
11. S. Lactucae Pass. — Gli Afidi ec. p. 34 e 1. e. p. 14, n. 11. Ferr. 2^
Mem. cit. p. 213. Macch. Agg. Af. Sar. Bull. Ent. it. Trimestre II.
Anno 1842, p. 344.
Forme note. - Fem. vivipar. att. e fem. viv. alata.
Hab. Laciuca saliva. Nell'Orto agrario di Reggio. Estate, autunno.
12. S. Hieracii Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 17, n. 7. Koch. (Siphon) 1. e. p. 152,
fig. 206, 207. Ferr. l'\ Mem. e. p. 56.
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. v. alata.
Hab. A Cataforio, nell' Urospennuni picroidis Desf. Primavera.
13. S. laulae Ferr. — l'^ Mem. cit. p. 57.
Forme note. - Femmina viv. at. e fem. viv. alata.
— 230 —
Hab. Innla viscosa. Capo dell' Armi. Estate.
14. Siphonophora Leucanthemi Feir. — 2^ M. e. p. 214.
Forme note. - Fem. v. at. e fem. v. al.
Hab. Leucanthemimi sp. (Coltiv.); Reggio, Piazza Vittorio Emanuele.
Primavera, estate.
15. S. Malvae Mosley. — (Aphis). Gardn. Chron 1. 684. Wlkr. 1. e. 2. p. 429.
Pass. (Siph.) 1. e. p. 14. Maccb. 2'^ Mem. cit. p. 12.
Apliis Pelar gonii Kaltb. 1. e. p. 21.
A. pallida Wlkr. 2, p. 430,
Siphonophora Pelargonii Kocb. p. 193, fig. 265, 266.
S. Diplantherae Koch. p. 151, fig. 205.
Forme Note. - Fem. viv. att. e fem. viv. alata.
Hab. Viola tricolor. (Orto agrario di Reggio), PyretJirum, sp. (colti-
vata nei giardini), Bellìs perennls, B. sylvestris (a Reggio-Campi, presso
Reggio). Geranium mollis, Erodiimi Botrys , (Gallico) ec. Primavera ,
autunno.
16. S. Millefolii Fabr. — (Apbis) Ent. Syst. voi. IV, p. 214, n. 17. Schrank.
Fauna boica, Tom. II, Ingolstadt 1801, n. 1243. Kalt 1. e. p. 10,
n. 2. Koch. (Siphon.) 1. e. p. 182, fig. 249, 250. Pass. 1. e. p. 12,
n. 4. Ferr. l-'' M. e. p. 57. Macch. 1. e. Fas. 2°, p. 44.
Forme note. - Fem. viv. att. e fem. viv. al. Fem, ovipara att. e maschio
alato De Geer Ins. III, 60.
Hab. Achillea ligustica. (Cerasi). Estate.
17. S. Ononis Koch. - L. e. p. 175, fig. 241, 242. Ferr. 2» M. e. p. 212.
Forma nota. - Fem. viv. att.
Hab. Ononis diffusa. (Cataforio), Estate.
18. S. Picridis Fbr. — (Aphis) Ent. Sy. IV, -p. 216. Schrank, Fauna boi.
ec. e. II, p. 121, n. 1235. Kalt. 1. e. p. 28. Pass. (Siph.) 1. e. p. 16.
Ferr. 2° M. e. p. 11.
A. Sonchi Wlkr. L. e.
A. Cichorii Dutrochet. Ann. Se, n. 30, 204, 1833.
SliJJi. Cichorii Koch ? 184.
Forme note. - Fem. at. ed alat. Maschio alato Ferr. 1. e.
Hab. Sul Plcridium vulfjare. Villa Filocamo. Primavera, Estate.
19. S. Platanoides Schrk. —(Aphis) 1. e. II. 112. Kaltb, 1. e. p. 12. PafS.
(Siplion.) 1. e. p. 12, n. 7. Macch. Sp. di Afid. di Sard. Bull, Ent.
ital, 1882, Trimestre III e IV, p. 336.
— 231 —
Brepanosiplmm Elatanoides Kocb. - p. 206, Ag. 279, 281.
Forme note. - Fem. vìv. alat. fera. ovip. at. e masch. alat. Kock.
Hab. Neil' Acer i^seudo-platanus. Orto agrario di Reggio. Primavera.
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Macch. II.
Forme note. - Fem. viv. att. Kalfc. Fem. viv. al. Pass. 1. e.
Hab. Sulla Cyclonla vulgaris e sul Convolvulus althaeoides. - Orto
agrario di Reggio. Primavera, estate; e sul Solanum nigriim.
21. S. Tussilaginis Koch. — 1. e. p. 158, Hg. 213, 214. Pass. p. 16,
n. 16. Ferr. V M. e. p. 55, n. 6.
Forme note, - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Nel Tussilago Farfara. Bagnara. Autunno.
22. S. Sonchi L. — (Aphis) 1. e. p. 544. Kaltb. L. e. 28, n. 17. Pass. (Siph.)
1. e. p. 16, n. 18. Ferr. 2^^ Mem. e. p. 215. Macch. Agg. Afid. Sard.
Bull. e. 1882, p. 244.
Aphis Serratiilae L. Schrk. Kalt. p. 25.
Sìphonophora Alliariae Koch. p. 160, fig. 217, 219.
S. Achìlleae Koch. p. 159, fig. 215, 216.
S. Latucae Koch. p. 199, ^^. 273, 274.
Forme note. - Fem. viv. at., fem. viv. alat, e maschio alato. Wlkr.
Hab. Sul Picrìdium vulgare, e su diverse specie di Sonchus. Presso
Reggio. Tutto Tanno.
23. S. Rosae L. — (Aphis) 1. e. p. 542, n. 9. Lamk. Histoir nat. des anira.
sans ver. Paris 1816, p. 469. Kalt. 1. e. p. 3, n. 1. (Siphon.). Pass.
1. e. p. 11, n. 8. Ferr. 1» Mem. e. 54. Macch.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alat. maschio alato.
Hab. Dappertutto sulle rose spontanee e coltivate.
24. S. Rosaecola Pass. — Flora degli Afidi italiani, estratto dal Bull. Ent.
Anno III, p. 37.
Forme note. - Fem. viv. att. ed alata.
Hab. Su parecchie specie di rose. Orto agrario di Reggio. Primavera.
25. S. Ulmariae Schrk. — (Aphis). Fau boic. e. II, n. 1221. Wlkr. Sìpho-
nophora Pass. 1. e. p. 13. Ferr. Macch.
Aphis Onohrychìs Boy de Fons. 1. e. X. p. 169.
A. Pisi Kalt. p. 23.
Siphonophora Pisi Koch. p. 190, fig. 261, 262.
S. Gei Koch. p. 171, fig. 234, 235.
232
Forme note. - Fetn. viv. at. ed al. maschio alato Wlkr.
Hab. Spartium junceum, Medieago saliva, MecUcago lupolina, TrifoUum,
Gapsella bursa-pastoris, ec. Frequentissima su qualche pianta tutto l'anno.
Clen. 2. JP hot'ottat* Pass.
Antennae tuberculo frontali suffultae, articulo primo intus dente valido
adacto. Frons inter antennas plana. Nectaria longissima cylindrica vel
levitar clavata. Caeterum ut Siphonophora.
Revisio Specie kum.
26. Phorodon Carduinum Wlkr. — (Aph.) 1. e. v. 6, p. 44. Pass. (Siph.)
1. e. p. 19.
Forme note. - Fem. v. at. e fem. vi. alata.
Hab. Sul Cirsinm lanceolatnm. Capo Spartivento. Estate.
27. Ph. Galeopsidis Kalt. — (Aphìs) 1. e. p. 35, n. 23. Pass. 1. e. (Phorodon)
p. 17, e 19, n. 5. Ferr. 1^ M. e. p. 60, n. 25. Macch. Af. Sar. Bull.
Ent. It. 1882. Trim. Ili e IV, p. 336.
Forme note. - Fem. viv. at. fem. viv. alata, e fem. ovip. at. Wlkr.
Hab. Stacliys arvensis. (Capo dell'Armi, Autunno), Plantago PsylUum
(Ravagnese, Primavera), Plantago lanceolata, (Cataforio, Primavera). Poten-
tina reptans. (Boschiceddu presso Reggio, Primavera, estate).
28. Ph. Inulae Pass. — 1. e. p. 18, n. 3. Ferr. 1=^ M. e. p. 60, n. 24.
Macch. 1. e.
Forme note. - Fem. v. at. e fem. v. alata.
Hab. Cupularia graveolensis. Saline. Autunno. Galeactitis tomentosa.
Primavera.
Gen. 3. igìtointlosipitum Xoch. partim.
Frons inter antennas basi distantes plana. Nectaria clavata. Caeterum
nt Siphonophora.
Revisio Specierum.
29. Rhopalosiphum Berberidis Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 95. Wlrk. Pass.
(Siph.) 1. e. p. 20.
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. Fem. ov. at. e maschio al. Wlkr.
Hab. Sul Berheris vulgarls. coltivato nei giardini di Reggio. Primavera.
— 233 —
30. Rhopalosiphum elegans Ferr. 2^ Mem. e. p. 11, n. 11.
Forme note. - Fem. viv. at. e alata.
Hab. Sulla Salvia ccratophylloides, a Gallico in Settembre.
31. Rh. Galeactitis. — Specie uuo^.
Forma nota. - Fem. v. at.
Bescrisione. - Di forma ovale assai allungata, lucente al disopra; ha
i tre anelli del corsaletto distinti e quelli dell' addome fusi in uno. L' ad-
dome ed il corsaletto di colore verde uniforme, la testa più pallida, quasi
gialla. Le antenne brevi e sottili; il tubercolo frontale si allarga dalla parto
della fronte; i primi due articoli verdi e tozzi, i successivi giallo-pallidi e
trasparenti, ad eccezione dell'estremità del G" e di tutto il 7° che sono scu-
retti. Occhi neri. L' ausi elio arriva fino al 2^ paio di zampe; si assottiglia
bruscamente ed ha la punta nera; i due primi articoli sono però gialli. I
ncttarii lunghi, a forma di clava, giallo-pallidi colla punta scuretta. La co-
dicina lunga un terzo dei nettarli, è pure pallida ed ha forma di birillo. Le
zampe giallo-pallide hanno scuri soltanto i tarsi. Lung. mill. 1 ^U-
Hab. Sulla Galeactitis tometìtosa, a Gallico. Primavera.
32. Rh. Lactucae Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 37, n. 25. Pass. {Ropcdosip//.)
1. e. p. 20, n. 1. Ferr. 1=^ M. e. p. 60. Macch. Agg. Af. Sad. 1. e.
p. 244. ec.
Forme note. - Femm. v. at., fem. v. a. Fem. viv. at. e m. al. Wlkr.
Hab. Su tutte le specie di S'onchus. Estate, autunno, inverno. Dappertutto.
33. Rh. Ligustri Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 48. n. 34. Koch. (Rliopal.) 1. e.
p. 46, fig. 59, 60. Pass. 1. e. p. 21, n. 4. Ferr. 1° 1. e. p. 61, n. 27.
Macch. Cont. fau. M. Sard. 1. e. p. 46.
Forme, note. - Fem. v. a., f. v. al. e m. a.
Hab. Sul Ligustrum vuìgaris\ nei giardini di Keggio. C.
34. Rh. Nymphaeae L. — (Aphis) 1. e. p. 542. Koch. (Rhophal.) 1. e. p. 2(i,
fig. 33, 35 e p. 44. fig. 57. Pass. 1. e. p. 21, n. 5. Ferr. 2» M. e.
p. 11, n. 9. Macch. Agg. e. p. 244.
Forme note. - Fem. v. a, f. v. al.
Hab. Suir^>7«« italicum. (Pellero. Estate). Sulla Nymphaea alba.
Reggio. Primavera, estate.
35. Rh. Persicae L. — Sulzer, Abgekiirz. Gesch. der Ins. p. 105, tab. XI,
fig. 3. Morren Ann. Sci. Nat. Paris 1836. Koch. (Rhopal.) 1. e. p. 42,
fig. 55, 56. Pass. 1. e. p. 20, n. 3. Ferr. 2^ M. e. p. 217, n. 10.
Macch. Sp. Af. Sard. 1. e.
— 234 —
ApMs BiantJd Sclirk. Kalt. Wlkr, 1. e.
A. vulgaris. Kyber.
A. Bapae Curtis.
A. diihia Curt.
A. vastator Sme.
Forme note. - Fem. viv. at. fem. v. al. Fera. ov. at. e mas. al. Morren,
Hab. Sul Bianthus caryophillus, (dappertutto); e sui Senecio vulgaris,
Senecio crassifoUus, (Autunno. Orto agrario), Hyacinthus orientalis, col-
tivato; Persica vulgaris, Brassica rapa ec. Estate, autunno.
Gen. 4. Mlyzu» Pass. 1. e. p. 21.
Antentìae, basi clistantes tuberculo brevi insiJentes, articulo primo aud
dentato. Nectaria cylindrica cauda longiora; caeterum ut priora.
86. Myzus Cerasi Fabr. — (Aphis) EntoQi. Syst. p. 221, n. 6. Kalt. 1. e.
p. 45, n. 31. Kocb. 1. e. p. 87, fig. 115, 116. Pass. (Myzus) 1. e.
p. 21 e 22, n. 1. Ferr. 1* M. e. p. 61, n. 28. Macch. Ag. af. Sar.
1. e. p. 245.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Crataegus glabra; Orto agrario e Piazza Vittorio Emmanuele
di Eeggio. Primavera; sul Pninus cerasus, orto agrario. Primavera, au-
tunno; e suir Oplirys aranifera, a Monte Corbu. Primavera
37. M. Mali Ferr. - 2^ M. e. p. 221, n. 16.
Forme noto. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Pìjrus malus: Orto agrario. Primavera.
38. M. Mahaleb Boyer de Fonsc. — (Aphis) 1. e. X. p. 175. Aphis. Pruni.
Mahaleb. Pass. (Myzus) 1. e. p. 26, u. 12.
A Mahaleb Koch. 1. e. p. 113, fig. 150, 151.
A. HumuU Wlkr.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Prunu^. Orto agrario. Primavera.
39. M. Matricariae Macch. — Agg. Aphid. Sard. Bull. Enc. it. 245.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Piante. Sulla Matricaria Chamomilla, a Pellero. Primavera ed estate.
40. M. Nerii Boyer de Fons. — L. e. Macch. (Myzus). Specie di Afid. che
vivono nelle piante di Sard. 1. e. p. 336.
— 235 —
Mysus Asclepladls Pass. 1. e. p. 25. Ferr. 1-'' M. e. p. 62. Maccli. Altro
contributo agli Af. di SarJ. Kiv. Scient. incl. 1880.
Forme note. - Femni. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Nerìum oleancìer, spontaneo da Capo dell' Anni al Capo Spar-
ti vento, e coltivato dappertutto. Primavera, autunno.
41. Myzus Oxyacanthae Schrank. — (Aph.) 1. e p. 116, n. 1219. Koch. 1. e.
p. 55. fig. 70, 71. Pass. (Myzus) 1. e. p. 21, n. 5. Macch. Agg. 1. e. p. 215.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Pyrus comìmmis, P. malus, e Crataegus oxìjacantha. Nelle vici-
nanze di Eeggio. Primavera, autunno.
42. M. Persicae Pass. — Gli Afidi ec. p. 35. Aphid. it. p. 23, n. 3.
Ferr. 1"^ M. e. p. 61, n. 29. Macch. Afid. del pesco.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Persica vulf/arls, dappertutto. Primavera, estate.
43. M. Pyrarius Pass. — Aphid. e. p. 28. Macch. Altro cont. agli Af. di
Sard. Riv. scient. indust., 1880.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Pìjrus communis; Primavera, autunno.
44. M. Pyrinus Ferr. — 2^ M. e. p. 222.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Pyrus communis. In estate ed autunno, a Pellero,
45. M. Plantagìneus Pass. — Gli Af. ec. p. 35. Aphid. p. 24, n. 7.
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata.
Hab. Plantago major e P. coronojnis, a Ravagneso. Estate, autunno.
46. M. Portulacae. — Specie nuova.
Fem. vivipara attera. - Di forma ovato allungata, ma molto convessa,
di color verde pallido, con frefjaenti macchie avana, in modo da sembrare
tutta marmorizzata; ha inoltre una fascia sfumata dello stesso colore nello
spazio compreso tra i nettari. Testa piccola, di colori più scuri del resto.
Le antenne raggiungono appena i dae terzi della lunghezza di tutto il corpo;
quasi bianche ad eccezione dei due primi articoli, dell' estremità del 6° e di
tutto il 7° che sono neri. Ocelli quasi perfettamente neri, convessi e mediocri.
(tIì anelli del corsaletto distinti, quelli dell' addome fusi in uno. Vaiistello
che raggiunge il 2° paio di zampe, ha la punta nera. Nectarii neri, mediocri,
ed appena assottigliati all'apice. Codicina dello stesso colore dei nettarli e
metà la lunghezza di questi. Le zampe bianche coi soli tarsi neri. Lunghezza
millimetri 1 \'^.
— 236 —
Fem. vivipara alata. - Di forma ovata-acuminata verso V addome.
Testa piccola e quasi nera. Corsaletto col primo anello verde scuro ed
una fascia nera, 2" e 3° anello nero-lucenti. Addome verde uliva scuro. An-
tenne mediocri, della stessa forma di quelle della femmina attera, ma più
scurette e più sottili. Nettarli neri, più sottili di quelli della femmina attera
e perfettamente cilindrici. Codic'ma dello stesso colore ed un terzo più breve
dei nettarli. Zampe come quelle della femmina attera. Vaustello che arriva
al 2" paio di zampe ha la punta nera.
Hab. Sulla Portulaca oleracea, dappertutto presso Reggio. Autun. inv.
47. Myzus Ribis L. — (Aphis) 1. e. p. 540. Frisch. Ins. II, 9, pi. 14. Réaum.
Ins. Ili, pi. 22, fig. 7-10. Fab. Eni Sy. IV, p. 211, n. 7. Schrank.
1. e. Kalb. 1. e. p, 39, n. 26. Pass. (Myzus) 1. e. p. 25. Ferr. 2-
M. e. p. 13
Forme note. - Fem. viv. at. fem. viv. alata maschio al. Wlkr.
Hab. liihis grossularia e B. riibrtim, coltivati. Estate, autunno.
4S. M. Rhamni Boyer de Fons. — L. e, non Kock, non Ferrari. Macch.
(Myzus) kg. Af. Sard. Bui. Ent. it. p. 245.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Rhamnus alaternus. Primavera, autunno.
48. M. roseum. Macch. — Altro Coni Af. Sard. 1. e.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sulla Yucca, Orto agrario. Estate, autunno.
49. M. tetrarhoda Walcher. — (Aphis) 1. e. V, IV, p. 42. Pass. (Myzus)
1. e. p. 25. Ferr. 2^ M. e. p. 61, n. 32. Macch. Ag. Af 1. e. p. 244.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. •
Hab. Bosa gallica, B. indica (Orto agrario di Eeggio). Basa semper-
rivum a San Giovanni, Autunno ed estate.
Gen. 5. SByulopierus Koch 1. e.
CorjMS ovato oblongum acuminatum. Nectaria cylindrica crassitie sua
vix longiora. Cauda nectariis longior, raro aequipar: caeterum ut priora.
E E V I S I S P E e I E R U M.
50. Hyalopterus Pruni Fab. — 'Aphis) 1. e. IV, 213, p. 14. Schrank. 1. e. II,
p. 115. Degeer. Eéaum. Kali p. 52, n. 37. ec. Koch. (Hyalopt.) 1. e.
p. 22, u. 5, f. 29 e 30. Macch. Agg. Af, 1. e. p. 246.
— 237 —
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. Fem. ov. at. e maschio
al. Degeer.
Hab. Nelle seguenti piante: Pninus domestica, Pnmiis armenìaca,
Persica vidgaris, Amygclalus coimminis; dappertutto. Primavera, autunno.
51. H. trirhoda Wlkr. — (Aphis) 1. e. voi. IV, p. 45, (Hyalopt.) Pass. 1. e.
p. 27. Macch. Hy. aquilegiae Kocli. p. 19, fig. 25 e 26.
Forme noto. Fem. viv. at. ed alata. Maschio alato. Wlkr.
Hab. Aquilegia vìdgaris, Bosa indica, Rosa gallica, nell' Orto agrario
di Reggio; Rosa sempervirium e Riihus dalmaticum, a G-allico; Autunno.
Gen. 6. Toacopievn Koch. 1. e. p. 254.
Antennae tuberculo frontali brevi insidentes, basi distantes. Alac ante-
riores vena cubitali semel furcata. Caeterum ut Myzus.
52. Tox. Aurantii Boy. de Fons. — (Aphis) 1. e. 1. X., p. 178. Koch. (To-
xoptera) I. e. p. 254, fig. 329, 330. Pass. 1. e. p. 28, n. 1. Ferr.
l'^ M. e. p. 62, n. 35. Macch. 1" Cont. Af. Sard.l. e. p. 19. — Aphis
Cameliae Kaltb. 1. e. p. 122, n. 94.
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata.
Hab. Sulle seguenti piante: Ciirus auranfium, C. ìimonium, C. limetta,
C. media, C. vulgaris; frequente dappertutto. Primavera, autunno; e Cam-
mellia japonica (Orto agrario) ; Primavera.
53. Tox. gramiuum Eondani. — (Aphis), Ann. delle Se. Nat. di Bologna,
anno 1852. Pass. (Toxop.) 1. e. p. 28. Macch. Agg. e. 1. p. 246*
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. In molte graminacee, tra le quali mi limito ad indicare le seguenti;
Dactylis glomerafa, Zea mays, Triticum villosmn, Bromus maximiis,
Loliuììi perenne. Avena fatua, A. barbata, ec. frequentissima. Primavera,
autunno.
54. Tox. Scirpi Pass. — Agg. Afid. italiani: estratto dal Bull, entomolog.
Anno VI.
Forme note. - Fem. vivip. attera e femmina vivipara alata.
Hab. Scirpus Savii, a Gioja Tauro. Primavera.
Gen. 7. ApMft L. 1. e. p. 540.
Antennae tuberculo frontali haud suffultae, corpore ut plurimum bre-
viores, glabrae, articulo ultimo praecedentem longitudine superante vel salterà
aeqnante. Frons plana vel convexa. Nedaria cylinclrica vel a basi atte-
nuata, raro minima, rarissime nulla. Cauda plus minus prominula, aliquando
nulla. Alarum anteriorum vena cubitalis bisfurcata.
Eevisio Specierum.
55. Aphis Arbuti Ferr. — 2^ M. e. p. 228. Macch. Sp. Af. Sar. 1. e.
Forme, note. - Fem. viv. ai ed alata.
Hab. ^v\V Arhutus unedo, coltivato e spontaneo. Primavera.
56. Aph. Atriplicis L. — L. e. p. 548, n. 32. Pass. 1. e. p. 47, n. 41 bis.
Macoli. Cont. Af. Sar. 1. e. non Fabr.
A. Chenopodi Scbrk. 1. e. II, p. 109.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Chenopodium album, a Reggio Campi. Autunno.
57. Aph. Avenae Fabr. 1. e. IV, p. 214. Schrk. p. 104. Kalt. p. 108 Pass.
p. 35, n. 4. Ferr. 2^ M. e. p. 224, n. 18.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Hordeum vulgare. In Reggio — Campi. Primavera.
58. Aph. Ballotae Pass. Gli Afidi ec. p. 35, e Aphid. ital. p. 37, n. Il,
Forma nota. - Fem. viv. attera.
Hab. Sulla Ballota nigra; frequente. Primavera, estate.
59. Aph. Beccabungae Koch. — p. 146. Pass. Ap. it. p. 48, n. 43.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sul Chrysanthemum coronarium, al Capo Spartivento; sulla Te-
Tonica anagallis a Pollerò: Primavera, Estate.
60. Aph. Brassicae L. — L. e. p. 543. Scbrk. p. 119. Fabr. Ent. Syst. IV,
218. Pass. 1. e. 25, n. 3. Kalt. p. 106. Koch. 149, f: 203, 204. Ferr.
1^ M. e. p. 63, n. 38. Maccb. 1°, Con. Af. S. p. 45.
Aphis Raphanì. Schrk. 1. e. II. 119.
A. Isatidis Boy de Fosc. p. 106.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sulle seguenti piante. Brassica fruticulosa, Brassìca campestris,
Jiaphamis Landra, Capsella-hursa pastoris, Sinapis geniculata, Bunias
entcugo, Erysinum canescens; frequentissima. Primavera, autunno.
01. Aph. Gapsellae Kalt. — L. e. p. 58 n. 40. Pass. 1. e. p. 40. Macch. 1. e.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Sulla Capselìa bursa-pastoris, Primavera; sulle Verbena offtci-
nalis e Y. ehamaedry folla, Autunno; s,\x\V Aster chinensls, Autunno.
— 239 —
02. Aphis Carotae Koch. — L. e. p. 112, f. 149. Pass. p. 48. n. 44. Ferr.
1^ M. e. p. 72. n. 66. Macch. 1° Coni e. p. 15,
Forme note. - Femm. \ìv. at. Fera. viv. alata, Pass.
Hab. Daucus carota, B. foliosus, Tordylium apulum, Orlaya dau-
coides, frequente dappertutto in dette piante nelle vicinanze di Reggio. Pri-
mavera, autunno.
63. Aph. Cardui. L. — L. e. p. 544 n. 17. Fabr. Ent. Syst. 214. Koch.
Kalt. 115 n. 89. Pass. 41. Ferr. Macc.
A. Onopordi Schranl: Fau. b. 121.
A. Chrysanthemi Koch. p. 75 f. 95, 96.
A. Leucanthemi. Scop. Ent. carn. p. 138.
Forine note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Cijnara horrìda, e S'colymus Mspanicus, a Capo Spartivento,
Estate. Onopordon Uìijricum, a Melito. Maggio. Cynara Cardunculiis, Orto
Agrario di Reggio, in estate.
64. Aph. Centaureae Koch. — P. 63. f. 80, 81. Pass. Aphid. p. 50 n. 49.
Macch. Cont, ecc. p. 43.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Centaurea melitentis e C. sphaerocephala, Cataforio, Maggio.
65. Aph. Chloris Koch — p. 91 f. 122. Pass. p. 39 n. 14. Ferr. 1^ M. p. 65
n. 44 Macch. Altro Con. 1. e.
Forme note. - Fem. viv. at. e Fem. viv. alata Pass.
Hab Fragaria vesca, Primavera; Hypericum perforatum, H. crispum,
a Gallico e a Capo Spartivento. Estate.
65.'"' Aph. convolvulicula Ferr. — Sul Convohmliis althoides.
06. Aph. Donacis Pass. — Aphid. it. p. 49 n. 46. Ferr. 1^ M. C. p. 72
n. 6S. Macch. Agg. Af. S. 1. e. 246.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Arundo donax, in tutti i canneti. Estate, autunno.
67. Aph. Euphorbiae Kalt. — 94 n. 69. Koch. 89 f. 119, 120. Pass. 47
u. 40. Ferr. 2^ M. e. 229 n. 24.
Forme note. - Fem. viv. at. ed al.
Hab. EujyJiorbia biglandulosa, E.peplus, E. ferracina, frequente. Pri-
mavera.
68. Aph. Evonymi Febr. — Ent. Syst. IV. 214. Schrank. 1. e. 108. Wlkr.
Koch. 121 f. 163, 164. Pass. p. 43 n. 28. Macch. Agg. ecc. p. 247.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
— 240 —
Hab. Snir Evonymits europaeus. Autunno ed inverno.
G9. Aphis Farfarae Koch. - 54 f. 68, 69. Ferr. 1*^ M. p. 73 n. 70.
Forme note. - Fem. viv. at; e fem. viv. alata.
Hab. Sul Tussilago farfara, Valanidi. Novembre
70. Aph. frangulae Koch. — 142 f. 192 e 193. Pass. p. 42 n. 25. Macch.
Agg. ecc. p. 248.
Aphis Bahmni Kalt. p. 64 n. 45, non Boy de Fonsa.
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. Fem. ovip. at. e maschio
alato. Pass.
Hab. Bhamnus frangula e R. alaternus, coltivati nell' Orto Agrario
di Beggio. Autunno.
71. Aph. Galli Kalt. — p. 87 n. 63. Pass. Agg. alla Fior. Af. it. Bull.
Societ. Ent. it. Anno XI. p. 44.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Gaìium aparine e Cr. saccharatuni. Primavera, estate.
72. Aph. gallarum Kalt. — Die. Deutscli Ph5'toph. aus der Kl. der In.
ApJiis Artemisiae. Pass. Gli Afidi ecc. p. 35.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Artemisia variaHlis ; Costa di S. Francesco. Estate.
73. Aph. Genistae Scop. — Ent. Carn. p. 139. Kalt. p. 90 n. 66. Koch.
Aph. p. 82 f. 109, 110. Pass. p. 46 n. 39. Macch. ecc.
Forme note. - Fem. viv. at. e Fem. viv. al. Fem. ovip. at. Maschio al.? Kalh.
Hab. Genista. Sp. coltivata. Primavera.
74. Aph. Craccae Schrk. — L. e. II. p. 119. Kaltb. 86 n. 62. Pass. Ferr.
A. Viciae Craccae. L. Degeer. Fab. Ent. Sj'. 220. 1. e. p. 543 n. 18.
Forme note. - Fem. viv. at. ed al.
Hab. Sulla Vida psendo-cracca, a Nasiti e Reggio-Campi. Primavera.
75. A. Hederae Kalt. — p. 89 n. 65. Koch. p. 91 f. 121. Pass. p. 43 n. 29.
Ferr. 1^ M. e. p. 70. n. 57. Macch. Al. Con. Af. S. 1. e.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Suir Hedera helix, frequentissimo in tutto V anno.
76. A. Hellchrysi Kalt. — p. 102. Wlkr-Koch. 135. f. 182, 183. Pass.
p. 38 n. 12.
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata.
Hab. Helichrysiim stoecJias (Piani di Modena presso Reggio Calabria),
Estate; e AcJiillea ligustica, Boschiceddu presso Reggio. Giugno.
(continua)
— 241 —
RACCOLTE IMENOTTEROLOGICHE
NELL'AFRICA ORIENTALE
KELAZIONE PREVENTIVA
del Dott. PAOLO MAGRETTI
Mentre sto compiendo lo studio degli Imenotteri da me rac-
colti nel mio recente viaggio in Africa (Sudan orientale), credo
opportuno non attendere la compilazione dell'intero lavoro, che
richiederà ancor tempo e fatica, per far note alcune specie che
già mi fu dato determinare, o che riconobbi presentar qualche in-
teresse per la loro novità.
Consultai all'uopo, oltre i lavori riguardanti la fauna europea,
le importanti opere particolari di Savigny, di Klug, dello Spinola,
di Walker, di Radoszkowsky, di Gerstàcker, di Gribodo, e quelle
più generali di Fabricius, Dahlbom, Guèrin-Meneville, Lepeletier,
Brulle, Saussure, Lucas, Smith, e di qualche altro, sugli Imenot-
teri raccolti in Egitto, Abissinia, Algeria, Morea, Africa occiden-
tale, equatoriale, australe, comprendendo le Indie orientali ed
estendendosi sino alla regione australiana.
Né tali mezzi ancor mi furon sufficienti ; che se molte specie
potei con certezza riconoscere nelle descrizioni degli autori, molte
mi rimasero dubbie, molte altre indeterminate. Sarà quindi scopo
d'un più esteso lavoro, che spero di poter pubblicare in seguito,
l'elenco di tutte le specie, conosciute o nuove per la scienza, degli
Imenotteri che potei raccogliere nel mio rapido viaggio succitato.
La regione visitata o percorsa, se non esplorata nel vero si-
gnificato della parola, fu di circa due migliaja di kilometri, con
Ann. XV. 17
— 242 —
diverse soste qua e là nei centri principali. Praticai le mie raccolte
dapprima a Suakin, e sulla via che da qui ci condusse a Kassala,
poi sulle rive del Gasch e nelle deserte pianure dei Basen e degli
Homranij sulle verdeggianti sponde del Settit (Takazziè) e dei
Bahr el Salaam, fino alla remota Metemma nel Galabat.
Di là, seguendo in gran parte il corso dell'Atbara, si ritornò
a Kassala, donde si prese in direzione est passando pel Sennehit,
breve sostando a Keren, fra i Bogos, e riuscendo poi a Massahua.
Partito da Suakin agli ultimi di gennaio, qui pervenni ai primi di
maggio.
Malgrado la stagione non troppo favorevole alle caccie ento-
mologiche, purnondimeno al ritorno trovai d' aver fatto una rac-
colta non disprezzabile. In essa son molto ben rappresentate le
famiglie Andrenidae, Vespidae, Larridae, Pompilidae, MutiUidae,
Scoliidae, Formicidae; scarse le Evaniadae, Ichneumonidae, Bra-
conidae, Chalcididae, Chrysididae, punto le Tenthredinidae e le
Cinipidae.
Esprimendo qui di nuovo i più vivi ringraziamenti al dott.
Ernesto André, che mi comunicò le determinazioni dei Formicidi,
al dott. Kriechbaumer per quelle degli Ichneumonidi, ed ai signori
ing. Gribodo, Edmondo André e generale Radoszkowsky pel va-
lido ajuto prestatomi nello studio delle altre famiglie, passo a citare:
ICHNEUMONIDAE.
1. Neotypus semirufus Kriechb. u. sp. ?. — Capite thoraceque rufis, abdomine
pedibusque nigris, puncto ante, altero infra alas, linea postscutelli,
utrinqne macula apicali segmentorum 1 et 2, fascia apicali quarti, 5-7
dorso tibiisque anteriorlbus extus albis, geniculis anterioribus testaceis,
antennis tricoloribus. Long. 5 ^/^ mill.
Eaccolto ad Aikota, lungo le rive del Gasch.
2. Platylabus afer Kriechb. n. sp. d". — Niger, albo-pubescens, capite, anten-
nis infra usque versus apiceni, articulo basali toto, protlioracis margine
sapero, scutello, abdomine (petiolo excepto), peduuique maxima parte
— 243 —
castaneo-rafis ; orbitis facialibus ex parte, antennarum semiannulo
liueolaque infra alas flavis. Long. 11 mill.
Platylabo rufo Wesm. afSnis.
Eaccolto negli orti di Keren.
3. Charops breviceps Kriechb. n. sp. ?. — Niger, mandibulis et articulo ba-
sali antennarum maxima parte fulvis, pedibus anterioribus flavis, coxis
nigris, posticis nigris, apice trochanterum, basi summa femorum et
dimidio posteriore tibiarum nec non summa basi articuli primi tar-
sorum flavis aut fulvescentibus, abdomine rubricoso, fusco-nebuloso,
capite brevissimo. Long. 11 mill.
Eaccolto a Metemma.
4. Casinaria ? (1) Magrettii Kriechb. n. sp. cf. — Niger, palpis, mandibulis,
antennarum articulo basali maxima parte, coxis et trochanteribus an-
terioribus et posticorum apice flavis, femoribus anticis totis, mediis,
basi excepta, tibiis tarsisque anterioribus fulvis aut rufis, alarum
posticarum nervo transverso anali, pone medium fracto, metathorace
distiiicte areolato, areis intermediis et dentiparis elongatis.
Long. 8 mill.
Eaccolto sulle rive del Bahr el Salaam.
5. Cremastus pallidus Kriechb. n. sp. ?. — Stramineus, fulvescenti-varie-
gatus, abdominis segmenti 1 linea, 2 et 3 macula basali antennisque
nigris, his basi fulvis, alarum stigmate viroscente, postice obscuriore,
terebra circiter quartae abdominis partis longitudine, tibiarum posti-
carum apice tarsisque posticis fuscis. Long. 6 ^ mill.
Eaccolto nel Kor Arvian (Homrani),
EVANIADAE.
6. Evania laevigata Latr. I 7, E. dimidiata Spin.
CHEYSIDIDAE.
8. Stiibum splendidum Fabr, — Con esemplari di varietcà molto distinte
per colore, scultura e dimensioni.
9. Hedychrum coelestinum Klug. — Varietà distinta per la sua punteggiatura.
(1) Riesce dubbioso il genere per la mancanza della femmina.
244 —
BRACONIDAE.
10. Iphiaulax impostor Scop.
11. Iph. fastidiator Fabr.
12. Bracon determìnatus Walk.
13. Agathis nigricornis Bruii.
CHALCIDIDAE.
Chnìci»
diverse specie nuove ?
14. Dirrhinus excavatus Dalm.
n. geli. ? formante passaggio
dal gen. Ilalìici-Eiii al geu.
Dirrhiiins.
FOEMICIDAE.
15. Camponotus sylvaticus 01. ? ^.
— — var. maciilatus Fab. ? S.
— — var. cognatus Smith ^.
16. C. niveosetosus Mayr (operaia).
17. C. sericeus Fabr. (id.)
18. Myrmecocistus viaticus Fb. (id.)
19.AcantholepisFrauenfeldiMayr(id.)
20. A. capensis Mayr (id)
21. OdontomachushaematodesL. (id.)
22. Megaponera foetens Fabr. (id.)
2.3. Fonerà senaarensis Mayr (oper.)
24. Dorylus aegyptiacus Mayr (f
25. Aenictus iuconspicuus ? Westw. (f
26.Tetramoriuin sericiventre Em. §
27.Monomoriuin PharaonisLin. (id.)
28. M. Salomouis Lin. (id.)
29. M. bicolor Eni. (id.)
30. M. barbatulum Mayr (id.)
31. M. gracillimum Smith (id.)
32. Monomorium afrum André n. sp.
^ Nigra, opaca; mandibulis rufìs, antennis pedibusque rufo-fuscis; capite
antice dense striato, postice rugoso, thorace et petiolo dense reticulato-granu-
latis; abdomine laeviter coriaceo, subnitido. Capite subquadrato, vis longiore
quam latiore; clypeo longitudinaliter sulcato; oculis sat magnis; thorace inter
mesonotum et metanotum fortiter impresso; metanoto cum sulco longitudinali
lato, sat profondo et fere usquo ad mesonoti suturam producto; petiolo nodo
primo squamiformi, antice convexo, postice plano.
Long 4-4 Vo min-
Raccolto fra la sabbia sulle rive dell' Atbara.
— 245 —
33. AphaenogasterbarbaraLin. (op.
— — var. aegiiptiaca Eni. (id.)
34. Pheìdole rugaticeps Em. (id.)
35. Ph. synaitica Mayr ?.
36. Ph. speculifera Em. ?.
37. Cremastogaster senegalensis
Rog'er. ?.
38. Meranoplus Magrettii Andr. n. sp.
5 Ferruginea; antennis p^dibusquetestaceis, abdomine infuscato, pilis longis
pallidis sat dense hirsuta; capite tlioraceque supra rude reticulatis; clypeo fere
laevi, nitido; area frontali nitidissima; tlioracis marginibus (margine antico
excepto) (Vedi fig. 1. a) crenulatis, angulis anticis spiniformibus; sutura pro-
mesonotali laoviter impressa; mesonoto dentibus duabus crassis, haud acutis,
postico armato; metanoto fere verticali, spinis duabus longioribus, parallelis et
retro directis;*petioli nodo primo (Vedi fig. 1. b) cuneiformi, fere laevi, nitido;
secundo rotundato, laeviter transverso-reticulato, abdomine antice sabtiliter
coriaceo, postico laevi, nitido.
Long. 2 V.-3 min.
Eaccolto a Suakin.
Fig'. p
MUTILLIDAE.
39. Mutilla signata, Klg. ?.
40. M. fasciata Klg. ?.
41. M. leucopyga Klg. ?.
42. M. senegalensis Guér. (f Varietà
sconosciuta.
43. M. Medon Smith. </.
44. M. floralìs Klg. <f.
4.5. M. nigripennis 01. <f.
46. M. histrio Lep. cf.
47. M. frontalis Klg. (f.
48. M. cosca Radoszkw. cf. Trovata
al Caucaso ed in Abissinia.
49. Mutilla Sudaneusis Magretti, n. sp. (1) ?. — Parva, nigra; thorace su-
pra ferrugineo-obscuro, pilis longis fuscis, liirto: lateribus laeviter
(1) Per questa, come per le altre specie nuove, verrà data, in altro lavoro, una più
estesa descrizione, accompagnata da alcune figure illustrative.
— 246 —
coarctato, sat profunde roticulato-punctato, postice granulato-subspi-
iioso, ungnicula scutellari praedito. Capite albo-piloso, crasse pun-
ctato. Mandibulis diroidio basali rufis, antennarum basi incrassata,
scapi apice et flagelli articulo primo rufis, Abdominis segmento primo
margine minute lacinioso, secundi maculis duabus in dorsi lateribus
oblongis, tertii fascia lata, interrupta, quarti et quinti marginibus
pallide flavo-sericeo pilosis. Ano ferrugineo, dimidio basali profunde
longitudinaliter striato. Pedibus fusco-ferrugineis, pilis albis obtectis.
Long. 5 mill.
Mutillae petulans Smith, affinis.
Presa in piccol numero fra le sabbie delle rive del Bahr el Balaam e
dell'Atbara.
50. M. sulcata Magretti. n. sp. ? — Nigra; pilis albidis hirta; thorace
rubro-ferrugineo, lateribus laeviter sinuato, profunditer reticulato-puu-
ctato, postice granulato-subspinoso, scutello unguiformi praedito; pro-
noti parte media sulco magno late impressa, marginibus lateralibus
elevatis. Capite nigro-ferrugineo, laeviter punctulato, antennarum basi
tuberculiformi, rubra. Abdominis segmenti primi in margine supero
macula media triangularis, secundi margine apicali et maculis duabus
verticalibus prope basi et apice in medio segmenti, parvis rotundis,
tertii fascia lata, quarti et quinti lateribus, pallide flavo-sericeo pi-
losis. Ano longitudinaliter striato, apice rubro. Long. 7 mill.
Mutillae praedatrix Smith, affinis.
Raccolta fra le sabbie delle rive del Bahr el Salaam.
5L M. tarsispinosa Magretti, n. sp. ? — Submedia, nigra; longe nigro-
albo pilosa; capitis vertice et inter oculos usque ad antennarum ba-
sim macula subtriangulari pilis albo-sericeis; thorace rubro-ferrugineo-
fusco, finissime punctulato, pilis sparsis argenteis hirto, postice fo-
veolato-impresso; abdominis segmento primo ferrugineo, secundi mar-
gine basali medio macula subferruginea vix spectabile pilis nonnullis
flavo-sericeis tecta, apice fascia lata e pilis brevibus et longiovibus
flavescentibus vestita. Pedibus liigris, tibils tarsisque spinis longis
rigidis armatis, intemediis et posticis tibiis et tarsis splendide argen-
teo-pubescetibus. Long. 9 mill,
Mutillae inconspicua Smith, affinis.
Eaccolta presso Suakin, nelle sabbie del deserto.
— 247 —
52. M. unguìculata Magretti n. sp. 9 — Nigra; pilis argenteo-sericeis dense
hirta; thorace supra rubro-ferrngineo, profunde reticulato-foveolato;
dorso spinis robastis spinulosis fuscis incurvis; metatliorace supra ap-
pendiculo scutelliforme lato praedito, postice longitudinaliter reticu-
lato-striato. Capite minute punctulato, mandibulis basi rufis, anten-
narum articulo basali, et primis duobus flagelli, rufis. Abdominis
segmenti primi et secundi margine castaneo-piloso, ilio maculis dua-
bus lateralibus subrotundis, secundo, tertio et quarto fasciis plus mi-
nus latis, pilis aureo-flavis ornatis. Ano rubro, punctulato.
Long. 7. V2 mill- *
Mutlllae dispilota affinis.
Kaccolta fra le sabbie del deserto, presso Suabin.
53. M. Radoszkowskyi Magretti n. sp. d'. — Nigro-nitida; rugoso-punctata,
metathorace reticulato, supra sulco brevi lato profunde impresso, scu-
• tello tuberculoso-dentato. Mesothoracis dorso quinque-sulcato. Oculis
profunde trìangulariter incisis. Capite et thorace nigro-hirto pilosis.
Abdomine rubro, segmenti primi basi late nigra, ano nigricante. Seg-
mentorum margine apicali-dorsali et ventrali, fasciis e pilis rubro-
aureis ornatis. Alarum basi hyalina, apice laeviter infuscato-violacea,
nervis testaceis stigmate et angulo brachiale flavescentibus; cellulis
cubitalibus completis tribus. Magnitudine variai Long. 12-14 mill.
Eaccolti due esemplari cf a Mentemma.
Dedicata, in segno di profonda stima, al nome dell'illustre studioso e
conoscitore di questo genere d' Imenotteri, il Dott. Obermeister Ka-
doszkowsky generale della guardia imperiale russa.
54. M. Takrura Magretti n. sp. (f — Nigra; laeviter punctata, metatho-
race reticulato-rugoso, dorso quadrisulcato, scutello tuberculato-dentato;
oculis laeviter subrotundo-ìncisis. Abdomine, basi excepta nigra, rufo,
segmentorum margine apicali, fasciis e pilis aureis tectis. Capite an-
tice posticeque, pronoto, propleuris pedibusque longe albo-argenteo-
pilosis; raetathoracis basi fascia arcuata argenteo-pubescente. Alis
fusco-hyalinis, dense breviter hirto pilosis, limbo laevissime nigro-
violaceis, nervis brunneis, cellulis cubitalibus completis tribus.
Long. 14 mill.
Eaccolta nella regione dei Takruri, sulle rive del Bahr el Salaam.
55. M. Pavesi! Magretti n. sp. cf —- Nigra, sat profunde et ampie rugoso-
— 248 —
punctata, pilis albiclis ornata; tlioracis dorso sulcis duabus mediis
profonde irapressis. Oculis vix triangulariter incisis. Capite tlioraceque
nigris, illius vertice, fronte, genis clypeoque, pronoto, propleuris et
pedibns, pilis albo-sericeohirtis. Abdomine rufo-ferrugineo, basi et
ano nigris, segraentorum marginibus albo-pilosis; metathoracis dorso
fascia lata argenteo-pubescente tecto. Scutello, elevato-rotundato, pro-
fonde pnnctulato, medio laevi. Alis fosco-lij^alinis, pilis brevibus
hirtis, nervis et alarum tegulis foscescentibus. Cellulis cubitalibus
completis tribus. Long. 12 Va Q^ill*
Raccolta nel Kor Saua (Bogos).
Dedicata al nome del chiarissimo mio maestro il Professor Cav. Pietro
Pavesi, illustre studioso dell' aracnofauna africana.
56. M. aureocincta Magretti n. sp. (f. — Nigra, rugoso-punctata, oculis
triangulariter incisis, capitis vertice elevato-punctato, mandibulis lon-
gis, unidentatis. Mesothorace profunde longitudinaliter quadrisulcato.
Abdomine rufo-ferrugineo, ano nigro, apice rufo. Pronoti et dorsi
parte antica, scutello, postscutello, metathoracis basi, abdominis seg-
menti primi basi et apice, secundi, tertii et quarti fasciis apicalibus
latis, pilis flavo-aureis dense ornatis. Fronte, genis, cljpoo, propleuris,
abdominis basi, ventre et pedibus, pilis albidis hirtis. Alarum basibus
flavo-hyalinis, apice laeviter infuscatis, cellulis cubitalibus completis
tribus, tertia dimidio fusca. Long. 9 mill.
Mutili ae tricincta Jur. affinis.
Raccolta a Metemma, nel G-alabat.
57. Apterogyna Olivierii. Kl;;
58. A. Latreillii Klg. ^.
59. A. Savignyi Klg. d'.
SCOLIIDAE.
60. Myzine sexfasciata Rossi. | 6L Myzine aegyptiaca Guér.
62. Myzine Suakinensis Magretti n. sp.
?. Capite et thorace uigro-nitidis, abdomine rufo-ferrugineo, tribus omnibus
pallide albo-stramineo pictis. Capitis vertice, prò et meso thorace sparse et
laeviter punctatis, metathorace laovissime rugoso-punctato. Femoribus poste-
riori bus nigro-nitidis, valde incrassatis, supra punctatis, margine infero at-
249 —
tenuato, ferrugìneo; tibiis posticis rufis, granulosis, margine supero obtuse
elevato-dentatis. Mandibulis, apice excepto nigro, antennarum basi, scapi
apice et flagello subtus ferrugineis. Maculis dusfbus longitudinalibus ex ocu-
lorum margine interno ad verticem capitis, macula triangnlari-oblonga in
medio frontis, duabus parvis post oculos, dnabus triangularibus in pronoti
angulis anterioribus, duabus rectangularibus sub alarum tegulis, duabus piri-
formibus in metathoracis angulis apicalibus, macula lineari arcuata in pro-
noti margine apicali alteraque in scutello et in metathoracis dorso, pallide
albo stramineis. Abdominis segmentis I°-1Y° maculis lateralibus eodem colore
varie dispositis, in dorso et ventre pilis longis albidis marginatis. Pedibus
nigris, femorum apice, tibiis tarsisque stramineo-rufis, tibiis albicantibus
hirto-pilosis. Alis liyalinis, nervis et stigmate testaceis, alarum tegulis flave-
scentibus. — Long. 12 mill.
Eaccolta presso Suakin, sui fiori di una amarantacea.
63. Discolia ruficornis Fabr.
64. D. erythrocephala