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Full text of "Bollettino della Società entomologica italiana"

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BIILLETTINO 



SOCIETÀ ENTOMOLOGICA 



ITALIANA 



ANNO QUINDICESIMO 



noi ^'1802 



JNIAN 






FIRENZE 

TIPOGRAFIA CENNINIANA 

Via Ghil)elliua u» 8. \ 

1883 



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ATTI 



DELLA 



SOCIETÀ EKTOMOLOGICA ITALIANA 



Anni 1882 e 1885 






Processi verbali delle adunanze tenute nell'anno 1882. 

Adunanza del 28 maggio. — Presidenza Targioni-Tozzetti Ad. 
{Seduta privata) 

Previa lettura, è approvato il verbale della precedente adunanza 26 di- 
cembre 1881. 

Il Tesoriere presenta il Bilancio consuntivo dell' anno 1881, e le lettere 
dei signori Sindaci Ridolfi e Bargagli. Dopo breve discussione il bilancio è 
approvato. 

Si procede alle elezioni generali, ed in seguito allo squittinio risultano 
confermati nelle rispettive cariche: 

Il Presidente Targioni Tozzetti Adolfo, il Vice-presidente Pietro Stefanelli, 
i Consiglieri Giglioli, Pavesi, Piccioli ed Emery; i Segretari Cavanna e Marchi; 
il Tesoriere Vimercati; i Sindaci Rjdolfi e Bargagli. 

La seduta è levata. 

(Seduta pubblica) 

I Segretari leggono le relazioni intorno agli Atti ed alle Corrispondenze 
della Società per l'anno 1881. 

Dal Segretario Cavanna vengono fatte le seguenti comunicazioni. 

II Museo Reale di Storia naturale del Belgio invia un Indice dei volumi 
dei suoi Annali. 

La Società imperiale dei Naturalisti di Mosca annunzia una sua adu- 
nanza per festeggiare il 50° anniversario della laurea del suo illustre Vice- 
presidente Carlo Renard. 

Il Signor Dott. Schmiedeknecht (Gumperda presso Kahla, Germania), 
dichiara avere intenzione di dare in luce una Monografia degli Apidi e degli 
Sfegidi, e chiede la pubblicazione dell'annuncio nei nostri Atti. 

La Real Società della Nuova Galles del Sud invia il programma dì con- 
corso ai premi da lei fissati per alcune ricerche scientifiche originali, relative 
in particolar modo all'Australia. 



IV 

L' editore E. Decq, partecipa la notizia che la nuova edizione della Cor- 
respondance botanique di E. Morren è già comparsa. 

Da parte della Società Zoologica di Francia, il Segretario presenta un 
foglio nel quale si richiama 1' attenzione dei naturalisti sulle regole che in- 
torno alla importante questione della Nomenclatura, la Società stessa ha di 
recente pubblicato. â–  

Vengono poi letti e presentati i seguenti lavori : 
Targioni-Tozzetti Ad. - Sulla necessità di dimostrare la reale esistenza del- 
l' uovo d' inverno della Fillossera nelle viti europee. 

— Notizie sulla Fillossera in Italia. 

Bargagli P. - Note sulla biologia dei Lixiis e Larinus. 

— Nota sopra una Seraptia. 

Passerini Nap. - Gli organi glandulari ventrali del Geop/dlus Gahrielis. 

— Ricerche sulla pelle dei Miriapodi. 

Catani T. - Cenno storico sulla classazione degli Ortotteri. 

Stefanelli P. - Biston florentinus, nuova forma di Biston graecarius Staud. 

— Sopra Libellulidi dei dintorni di Firenze. 

Cavanna G. - Presentazione degli Artropodi da lui raccolti a Lavajano, 
in Provincia di Pisa, studiati da vari naturalisti, come segue: 
Aracnidi, Simon — Ortotteri, Targioni-Tozzetti — Coleotteri, Pic- 
cioli, Bandi di Selve, Cavanna — Emitteri, Cavanna, Ferrari, Puton, 
Carobbi — Imenotteri, Magretti — Miriapodi, (con la n. sp. Li- 
thohius tylopus) Latzel. 
Berlese. - Nuovi Acari. 

Mayer P. - Annunzio di studi sugli insetti del fico. 
Lorenzini. - Buoni resultati della carbolina adoperata come insettifuga nelle 

Collezioni. 
Magretti. - Varietà ed anomalie in alcune Tentredini. 
Lichtenstein. - Note su Coccidi. 

Cavanna annunzia il trovamento di esemplari del Phitonium Ztvierleini 
a Taormina, e di un individuo della stessa specie sul continente, a Cava dei 
Tirreni, per opera del prof. A. Costa. 

Annunzia anche non aver riscontrato differenza alcuna nello sviluppo di 
nova del Bombyx mori tenute costantemente e fatte schiudere sotto luci co- 
lorate. 

Targioni Tozzetti presenta rami di tiglio ricoperti del Coccus tiliae e 
sarmenti di vite infestati dalla Pulvinaria vitis. 

Presenta ancora i Crostacei ed i Miriapodi raccolti durante il viaggio 



di S. A. K. il Principe Tommaso di Savoia, e quelli riportati dal socio Ra- 
gazzi, Medico nella E. Marina: accenna alle specie piìi notevoli, e tratta in 
special modo di una Scolopendra di Giava, forse nuova. 
Sono proclamati soci i Signori : 

Arturo Bolles Lee in Bex (Svizzera). 
Tommaso Catani, delle Scuole Pie, in Firenze. 
La seduta è levata alle ore 4 pom. 

V. Il Presidente II Segretario 

Ad. Targioni Tozzet.ti. G. C a y a n n a. 



Relazione del Tesoriere; Bilancio e Lettere dei Sindaci 

dell'Anno 1882. 

Firenze, li 6 maggio 1883. 



Onorevoli Sigg. Sindaci 
della Società Entomologica Italiana, Firenze. 

Presento alle SS. LL. nel modo consueto il Bilancio Consuntivo dell'anno 
1882, il quale si chiude con un avanzo attivo di Lire 20. 56. 

Come le SS. LL. vedranno al titolo II deW Attivo, sopra più di 150 soci 
soli 63 hanno soddisfatto al pagamento della quota pel 1882, ed è veramente 
doloroso che piiì della metà dei Soci abbia bisogno delle sollecitazioni parti- 
colari della Tesoreria per mettersi in pari; il sottoscritto non mancherà di 
fare il dover suo perchè ogni socio faccia altrettanto. 

Per lo contrario è confortante la, cifra di L. 390. 30 riscossa per quote 
arretrate tanto verso soci quanto verso associati, specialmente librai. 

Pronto a dare qualsiasi maggiore schiarimento sia desiderato, mi onoro 
di rassegnare alle SS. LL. la mia servitìi. 

Il Tesoriere 

G. V IME RCA TI. 



VI 



SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA - 



ATTIVO 

I. Avanzo effettivo in cassa al 1° gennaio 1882 L. 

II. Da N" 63 Soci Nazionali ed associati, pel 1882 » 

Dal Museo di Cremona, pagamento a mezzo librario » 

HI. Da N« 13 Soci Esteri, pel 1882 » 

IV. Tasse arretrate di Soci ed Associati Nazionali ed Esteri » 

V. Dal Ministero di Agricoltura Industria e Commercio » 

VI. Da Friedlander per Volumi » 

VII. Dal Sig. Grenier, Socio perpetuo . . . , ...» 



Totale Attivo L. 







9 


60 


630 




9 




156 




390 


30 


260 




27 




150 




1,631 


90 







VII 



EAHCIO CONSUNTIVO DELL'ANNO 1882. 

I=»ASSIVO 

I. Stampa del Ballettino {Allegato A) L. 

II. Stampa delle copie a parte {Allegato A) » 

IH. Stampa degli Atti e Circolari {Allegato A) » 

IV. Incisioni e tavole {Allegato B) » 

V. Spese di posta, spedizioni e archivio » 

VI. Esazione di tasse e spese di tesoreria » 

VII. Spese di adunanza e diverse » 

Vili. Gratificazione all'ajuto Bibliotecario » 

Totale Passivo L. 



BILANCIO 



Attivo L. 1,631. 90 

Passivo » 1,611.34 

Avanzo al 31 dicembre 1882 L. 20. 56 



Il Tesoriebe 
Cr. VI M Elie ATI. 



1,053 




150 




12 




53 


60 


209 


14 


27 


60 


6 




100 




1,611 


34 







V.ii 



Firenze, 25 maggio 1883. 



Illustrissimo Sig. Presidente 

Il bilaiicio consuntivo del 1882, che ho acCT ratamente esaminato insieme 
ai j-elativi allegati, è perfettamente regolare, e su di esso non potrei fare altre 
osservazioni che lamentare il ritardo per parte dei soci al pagamento della 
tassa annua. Se nell' attivo del 1882 non figurasse una risorsa straordinaria 
colla tassa di un socio perpetuo, avremmo avuto nel passato esercizio un di- 
savanzo anziché l' avanzo enunciato di L. 20, 56. 

Perciò ogni mezzo che la Società crederà opportuno di adottare per rag- 
giungere lo scopo indicato, sarà pienamente giustificato dalle considerazioni 
ripetutamente fatte anche negli anni precedenti. 

Mi pregio frattanto dichiararmi colla massima stima ed ossequio 
Della S. V. 111.'"* 



Devotissimo 
Piero Bargagli. 



All' 111."° Sig. Prof. A. Targioni Tozzetti 
Presidente della Società Entomologica Italiana, 
Firenze. 



IX 



Firenze, 22 maggio 



111.™° Sig. Presidente 

Kitorno a V. S. 111.â„¢^ il Bilancio Consuntivo del 1882 della nostra 
Società Entomologica, che ho trovato regolare, essendo ogni spesa giusti- 
ficata da corrispondenti Allegati. Trattasi di piccola amministrazione, ma 
nondimeno reputerei che per maggiore regolarità i pagamenti dei conti fossero 
fatti dal Tesoriere col Visto del Presidente almeno, e ciò non per sfiducia 
dell'egregio Tesoriere, ' ma per uniformarsi al sistema che in ogni Ammini- 
strazione suol tenersi. 

Deplorando che, malgrado premure e sollecitazioni, più della metà dei 
Soci non abbiano pagata la loro Tassa Sociale, sarei di parere che la nostra 
Società, approvando il Bilancio, manifestasse con una deliberazione il suo 
rammarico, di avere dovuto constatare che un sì gran numero di Soci tra- 
scura di adempiere gli obblighi sociali, ed invitasse il Tesoriere a richia- 
marli con tutta sollecitudine a mettersi in pari con le loro Quote. 

Così il Tesoriere avrebbe un appoggio dal Corpo Sociale e le di Lui pre- 
mure forse riuscirebbero piìi efficaci. 

Di Lei 

111.™» Sig. Prof. Adolfo Targioni Tozzetti 
Presidente della Società Entomologica Italiana, 

Firenze. 

Dev. Servitore 
Niccolò Ridolfi. 



Relazione del Segretario degli Atti, per Tanno 1882. 



Signori 

Nella vita degli individui si suole solennizzare il momento nel quale l'an- 
tico anno cede al nuovo, non davvero per rallegrarsi che un altro anno siasi 
aggiunto agli altri, e la fine sia più vicina, ma perchè i destini permisero 
fosse toccato quel termine, e per augurare giungasi con egual fortuna a molti 
altri termini simili. Nella vita degli Istituti come il nostro invece, (sebbene 
le istituzioni siano perenti anch'esse), si festeggia proprio anche l'accresciuta 
età, poiché sembra sia miglior fondamento della vita avvenire un piìi lungo 
periodo di vita passata. E tutti gli anni in questa adunanza io vorrei pur 
trovare parole adatte a festeggiare il genetliaco della Società. Se non che, 
r ho detto altra volta, da troppo tempo occupo questo seggio e la vita sociale 
scorre abbastanza tranquilla e regolare perchè quelle parole possano essere 
d'anno in anno varie ma sempre efficaci. Però il consueto dovere mi spinge, 
ed eccomi a tracciarvi con poche linee il quadro della nostra operosità du- 
rante il 1882. 

Pubblicammo il volume quattordicesimo, che secondo le norme statutarie 
è di circa 400 pagine accompagnate da tavole litografiche e da qualche 
xilografia. Come sempre, gli scritti risguardanti la fauna italiana occupano il 
maggior posto. Ne abbiamo di parecchi zoologi nostri e stranieri su materiali 
da me raccolti in diverse regioni italiane; ve ne ha dei soci Curò, Magretti, 
Macchiati e Berlese, intorno a gruppi che già sapete essere scopo agli studi 
speciali di quei nostri colleghi, cioè, rispettivamente, i Lepidotteri, gì' Imenot- 
teri, gli Afidi, e gli Acari. 

Vengono poi note biologiche del socio Piccioli su alcuni insetti dannosi; 
di Bargagli sui Lixidi; di Stefanelli sul cannibalismo ed altri singolari co- 
stumi di certi Libellulidi; di Mayer sugli insetti del Fico, tanto notevoli per 
il loro polimorfismo, i peculiari adattamenti e gli uffici nella fecondazione 
dei Ficus; di Targioni Tozzetti, il quale contradicendo Balbiani, prova non 
essere ancora del tutto dimostrata la presenza od almeno la frequenza del- 
l' uovo d' inverno della Filossera sullo viti europee. Non dimenticherò poi di 



XI 

richiaiiiare la vostra attenzione sopra altra nota dello stesso nostro Presidente 
risguardante la conformazione delle ariuaturo genitali negli Ortotteri salta- 
tori; sopra la Storia della classazione degli Ortotteri assai ben raccolta dal 
collega Dott. Catani; sopra un Elenco di Pediculidi del Museo di Pavia, 
(grappo, questo dei Pediculidi, quasi affatto trascurato tra noi), redatto dallo stu- 
dente Simonetta sotto la responsabilità del suo maestro Prof. Pavesi. I compilatori 
del BuUettino credettero poi opportuno di riprodurre, dai Rendiconti del 
il. Istituto lombardo, alcune note del Prof. Sordelli su insetti fossili italiani, 
indotti a ciò dalla importanza dell'argomento e dal sapere assai scarse le 
pubblicazioni relative ad Artropodi fossili. Alla Letteratura entomologica 
italiana, alla Rassegna e Bibliografia entomologica ed alle Note di Ento- 
mologia applicata fu data una parte non scarsa nel volume. 

Nulla ho da dirvi di speciale da parte del Segretario per le Corrispon- 
denze che non ha potuto assistere a questa Adunanza, e per il quale vi 
presento le opere venute in cambio od in dono alla Società. Anche in questo 
anno si è accresciuto il numero dei sodalizi scientifici nostri corrispondenti, 
onde la nostra Biblioteca va ad arricchirsi notevolmente. 

Vorrei qui finire, ma non lo posso, poiché nel corso del 1882 grave 
sciagura ha colpito la società nostra e la scienza. Il nostro illustre Vicepre- 
sidente Prof. Emilio Cornalia, nato in Milano nell'anno 1824, cessava di 
vivere il dì 8 giugno. Appena ho bisogno di rammentarvi quale uomo 
Egli fosse. — Tosto incominciati in gioventìi, per obbedienza al padre, 
gli studi di Giurisprudenza, attratto dalle Scienze naturali li abbandonava per 
intraprendere quelli di Medicina, che gli permisero di assecondare le sue 
tendenze in quel solo modo che allora si poteva, studi che menò a compimento 
con plauso. La Geologia dapprima, la Zoologia poi, ebbero in lui un cultore 
di primo ordine; basta a provarlo, tra i moltissimi lavori che ci ha lasciato, 
quella classica monografia del Bombice del gelso, che insieme ad altri lavori 
pubblicati dopo, valse a gettare viva luce sulla malattia dei Bachi e molto 
contribuì alla scoperta dei mezzi atti a combattere il male che minac- 
ciava distruggere interamente una delle principali sorgenti di ricchezza na- 
zionale. — Nella sua vita Emilio Cornalia fu costantemente accompagnato 
dalla stima e dall'amore dei concittadini e dei colleghi; lo provano i tanti 
importanti uffici ai quali venne chiamato e gli onori che a Lui vivo furono 
tributati in Italia e fuori. — Aspettiamo dagli scienziati Lombardi una com- 
pleta biografia, che dichiari appieno il cuore, la mente e le benemerenze del- 
l' Illustre Presidente del R. Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. 

Anche i nome del Prof. A. W. Malm mancherà d'ora in poi nell'Albo 



XII 

della Società, perchè il Direttore del Museo di Gottemburgo, l' illustratore della 
Fauna del Nord, al quale si devono lavori di capitale importanza, mancava 
ai vivi il dì 4 di marzo, e la sua perdita veniva amaramente rimpianta anco 
dai nostri Zoologi, tra quali Egli contava alcuni intimi amici e molti caldi 
ammiratori. Ho con questi brevi cenni necrologici compiuto, come meglio io 
poteva, il dovere che lo Statuto mi impone. Vogliate adoperare tutta la vostra 
benevolenza nel valutare le cause per lo quali le mie annue Relazioni non 
presentano che ben poco interesse, e. sono in fondo null'altro che un indice 
illustrato del Ballettino. 



Il Segretario degli Atti 
Gr. Cavanna. 



XIII 



Processi verbali delle Adunanze tenute nell'Anno 1883. 



Adunanza del dì 7 gennaio — Presidenza Targioni Tozzetti Ad. 

È approvato il verbale dell' adunanza precedente, tenuta il dì 28 
maggio 1882. 

Il Segretario presenta lettere di alcuni corpi scientifici corrispondenti, 
che dichiarano aver ricevuto le pubblicazioni sociali, ed annunziano spedizione 
dei loro periodici. 

Distribuisce poi alcune circolari del Comitato generale per un monumento 
a Darwin. 

Partecipa, per incarico dell'Accademia Gioenia di Catania, la morte del 
prof. comm. Andrea Aradas, e per incarico della Società di Storia naturale 
in Augsburgo quella del dott. Gustav Horber. La Società si unisce ai due 
illustri consorzi scientifici per deplorare la perdita di quegli egregi naturalisti. 

Cavanna annunzia che il socio dott. Paolo Magretti sta per recarsi a 
Massaua e di là, per Keren e Kapala, a Gallahat. Il segretario è incaricato 
di partecipare al dott. Magretti che la Società gli augura prospere sorti, e 
desidera le ricerche eh' egli si propone di fare abbiano felice successo. 

Il dott. André di Beauno ha costituito un Uflicio per gli scambi e la 
vendita degli Estratti di soggetto entomologico. Per cura del Segretario la 
cosa venne annunziata sul nostro Bullettino, per comodo dei Soci che inten- 
dessero valersi delle facilitazioni offerte da queir UfBcio. 

Soci nuovi presentati : 

S. A. I, il Granduca Nicolas Michailowitch in Pietroburgo, presentato 
da Bargagli, Targioni e Cavanna. 
Pozzi ing. in Modena presentato da Cavanna, Targioni e Stefanelli. 

Sono presentati e letti i seguenti lavori : 
Pirazzoli. - Un cenno sull' /za&zYai del Carabus eavernosus in Italia, con 

elenco di Coleotteri del Gran Sasso d'Italia. 
Emery C. - Alcune formiche della Nuova Caledonia, con la descrizione di 

alcune nuove specie. 
Targioni Tozzetti A. - Studi anatomici sugli Ortotteri, riguardanti più spe- 
cialmente il cervello e le armature genitali. 
Macchiati L. - La Clorofilla negli Afidi. 



XIV 

Barnhard Gerhard. - Sopra alcune forme imitative dei Lepidotteri. 
Bargagli P. - Nota sul Bhagium indagator. 

Berlese presenta un Saggio di una classificazione degli Acari. 

Il Segretario annunzia la scoperta del nido del Geojjhilus flaviis, fatta 
in Sardegna dal socio Prof. Fanzago. 

Cavanna fa alcune osservazioni intorno a certi Miriapodi carboniferi, gli 
Archy^jolypoda, che l'illustre Scudder ha voluto elevare al grado di ordine, 
ma che sono molto probabilmente da considerarsi soltanto come un sott'ordine. 

Stefanelli espone alcune sue osservazioni sullo sviluppo di alcuni insetti. 

Marchi narra il caso di grande sviluppo di Ixodes in una casa della città. 

Catani, con una lettera al Segretario, annunzia aver trovato molte Coc- 
cinelle a Poggio Guadagni nell' ottobre del 1882. Questa osservazione, ed altre 
dello stesso genere, fatte dai soci Catani, Martelli ed altri, vanno ad ingros- 
sare il materiale che il segretario vien raccogliendo intorno alle cosidette 
emigrazioni delle Coccinelle. 

V.° Il Presidente II Segretario degli Atti 

Ad. Targiosi Tozzetti G. Cavanna. 



Adunanza generale del dì 3 giugno — Presidenza Targioni-Tozzetti Ad. 



{Seduta privata). 

È approvato il verbale dell' adunanza tenuta il dì 7 gennaio. 

Il Tesoriere espone lo stato finanziario della Societcà e presenta il Bilancio 
consuntivo dell' anno 1882, insieme alle lettere dei sigg. Sindaci Bargagli e 
Eidolfi, che concludono per 1' approvazione del Bilancio medesimo. 

Lo stesso Tesoriere, in risposta ad alcune osservazioni contenute nella 
lettera del Sindaco march. Eidolfi, riferisce sulle pratiche fatte pel ricupero 
degli arretrati. 

Si approva il seguente ordine del giorno. 

« La Società approva il Bilancio consuntivo dell' anno 1882; constata con 
rammarico che un notevole numero di soci trascura l'adempimento degli 
obblighi sociali; invita perciò il Comitato a perseverare nelle cure dirette a 
rimuovere il lamentato inconveniente. Inoltre porge vivi ringraziamenti al 



XV 

Tesoriere ed al Comitato, per il modo col quale fu condotta 1' amministrazione 
sociale anche in quest' anno ». 

Cavanna, Segretario, espone come il lavoro di riordinamento della biblio- 
teca proceda assai lentamente. Insiste sulla necessità di trovare per i nostri 
libri una sede più conveniente dell' attuale. Solo allora il riordinamento potrà 
esser compiuto. Dichiara che abbisognano nuovi scaffali, e pel loro acquisto, 
associandosi ad una idea messa innanzi dal Vice-presidente prof. Stefanelli, 
propone una sottoscrizione volontaria, col prodotto della quale far fronte anche 
alla pubblicazione del Catalogo. 

Mancando il tempo opportuno, vien rimessa ad altro momento la discus- 
sione sui provvediuienti da prendersi per la Biblioteca. 

Si procede a votare per le elezioni parziali e le suppletive. 

Fatto, lo scrutinio, il Presidente proclama eletto : a Vice-Presidente il 
march. Boria di Genova ; ed a Consiglieri i sigg. Cav. Bandi di Selve di 
Torino; Conte Dott. Ninni di Venezia; Prof. A. Dei di Siena; Ing. Cav. Pirazzoli 
di Imola, e Conte Napoleone Passerini di Firenze. A Sindaci, Bargagli e Eidolfi. 

Il sig. Della Torre è eletto, in seguito a pri-oposta del Presidente e del 
Segretario degli Atti, a collaborare per la redazione del Bollettino. 

(Seduta pubblica). 

Il Segretario delle Corrispondenze prof. Marchi presenta le Memorie ed 
i libri venuti in. dono, e legge una breve relazione sulle Corrispondenze per 
r anno 1882. 

Il Segretario Cavanna legge la relazione sugli Atti della Società durante 
r anno 1882. 

Il Consigliere Piccioli, dall' Elba, dove fu inviato, scrive doversi attribuire 
non alla Fillossera, ma molto probabilmente al Mal nero i danni lamentati 
in alcuni luoghi dell' isola. Accenna alla notevole scarsità di Artropodi da 
lui verificata nell' isola stessa, dovuta alle circostanze metereologiche non or- 
dinarie di quest' anno. 

Il prof. Targioni annunzia aver iniziato trattative col benemerito prof. 
Denza, per organizzare negli Osservatori metereologici un servizio di Effeme- 
ridi e di Cronaca entomologica. Egli ritiene che se le trattative giungeranno 
a felice conclusione avremo trovato il modo di essere informati di molti 
fenomeni, come apparizioni, sviluppi rapidi ed inusitati, emigrazioni ec. degli 
artropodi; osservazioni che sarà poi possibile coordinare. 

La Società applaude allo idee espresse dal Presidente. 



XVI 

Sono presentate, per essere poi pubblicate nel Bollettino, le seguenti 
Note e Memorie : 

Berlese. - Acarofauna sicula. 
Macchiati - Fauna e flora degli Afidi di Calabria. 
Osten-Sacken. - La deformazione del Cynodon dactylon. 
Parona. - Caso di Allocroismo in un Armadillus. 

Intorno alla questione della esistenza dell'uovo d' inverno della Fillossera 
esprime alcune idee il Presidente Prof. Targioni, in opposizione a quelle del 
Sig. Balbiani, di Parigi. Le considerazioni del disserente troveranno anch' esse 
posto nel venturo fascicolo del Bullettino. 

11 Segretario presenta il 1° fascicolo dell' anno XV del Bullettino, con- 
tenente soltanto un lavoro dei Soci ing. Antonio Curò e Conte Gianfranco 
Turati sopra Nuovi lepidotteri italiani, in continuazione del Saggio di un Ca- 
talogo dei Lepidotteri italiani edito, in varie parti, nel Bullettino medesimo. 

La stampa di questo fascicolo è stata fatta a spese degli autori sullodati, 
onde il fascicolo è un loro generoso dono alla Società. Gli adunati unanimi 
ringraziano i benemeriti donatori, e deliberano che tale ringraziamento venga 
inserito nel processo verbale. 

Il Prof. Targioni mostra alcuni Artropodi, per una o per altra ragiono 
interessanti, sviluppatisi negli apparecchi del Laboratorio di anatomia e zoo- 
logia degli animali invertebrati all' Istituto superiore, da lui diretto, e quindi 
dichiara sciolta l'adunanza. 



V.° Il Presidente 
A. Targioni Tozzetti. 

Il Segretario degli Atti 
G. Cavanna. 



XVII 



Relazione del Tesoriere; Bilancio e Lettere dei Sindaci 

dell' Anno 1883. 



Firenze, 5 Giugno 1884. 



Onorevoli Signori Sindaci 
della Società Entomojogica Italiana 
Firenze. 



Mi pregio rimettere alle SS.LL. il Bilancio Consuntivo dell'anno 1883 
il quale, anche questa volta, si chiude con un piccolo avanzo. 

Mentre non posso fare a meno di richiamare 1' attenzione delle SS. LL. 
sullo scarso numero di Soci che regolarmente spediscono le dovute quote, 
segnalo con piacere la non indifferente cifra di L. 306 riscosse per arretrati, 
nonché il lodevole esempio di non pochi Soci che spontaneamente spedirono, 
insieme alla quota del 1883, anche quella di qualche anno avvenire. 

Faccio finalmente notare che al titolo VI del Passivo figurano L. 82 
per mobiliare (scaffali ec), la qual somma non è, in realtà, che una trasfor- 
mazione di contanti in mobili, i quali aumentano il Patrimonio sociale. 

Voglio sperare che nella prossima Adunanza i Soci vorranno consentire 
al mio desiderio di essere, dopo quasi dieci anni, sostituito nell' ufficio di 
Tesoriere, e perciò, prima di cessare, desidero compiere al dover mio, ringra- 
ziando le SS. LL. della benevolenza e della cortesia di cui mi vollero sempre 
onorare nelle loro Relazioni sui Bilanci da me presentati. 

Gradiscano, Egregi Signori, gli attestati della mia servitìi. 



Devotissimo 
G. V I M E R e A T I. 



XVIII 



SOCIETÀ EMOMOLOGICA ITALIANA - 



ATTIVO 

I. Avanzo effettivo in cassa al 1° gennaio 1883 L. 20 

ir. Da N» 62 Soci Nazionali ed associati pel 1883 » (320 

Dal Museo di Cremona, pagamento a mezzo libraio » 9 

HI. Da No 13 Soci Esteri, pel 1883 » 156 

IV. Tasse arretrate di Soci ed associati Nazionali ed Esteri » 306 

V. Dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio » 200 

VI. Dai signori Hoepli e Bocca, librai » 20 

VII. Quote sociali pel 1884 e 1885 anticipate da alcuni Soci » 210 



Totale Attivo L. 



1,602 



»V. Il Presidente 
A. TARGIONI TOZZETTl. 



XIX 



LANCIO CONSUNTIVO DELL' ANNO 1883, 



F»ASSIVO 






I. Stampa del Bullettino {Allegato A) L. 


1,109 




II. Stampa delle copie a parte {Allegato B) » 


53 




ni. Stampa degli Atti e Circolari {Allegato C) » 


14 




IV. Incisioni e Tavole {Allegato D) » 


4 




V. Spese di Posta, spedizioni e Archivio {Allegato E) » 


195 


19 


VI. Spese per Mobiliare {Allegato F) » 


82 


• • 


VII. Esazione di tasse e spese di tesoreria {Allegato G) » 


27 


40 


VIII. Spese di adunanze e diverse {Allegato H) » 


12 




IX. Gratificazione all'Ajuto Bibliotecario {Allegato I) » 


100 


•• 


Totale Passivo L. 


1,596 


59 


BILANCIO 




Attivo L. 1,602. 06 




Passivo » 1,596. 59 




Avanzo al 31 dicembre 1883. . . L. 5.47 


Il Tesoriere 




G. VIMERCATI. 







XX 



Fireuze, 12 Giugno 1884. 



Onorevole Sig. Presidente. 

Il Bilancio consuntivo del 1883 è in perfetta regola, e tutti i titoli di 
spesa sono giustificati dai relativi documenti. 

È desiderabile di vedere andar sempre migliorando il rapporto tra il 
numero dei Soci, le quote pagate in regola e quelle arretrate. 

Il nuovo titolo « Spese per mobiliare » mentre era necessario per 
provvedere all'ordinamento della Biblioteca, non reca effettivamente altro 
aggravio che per la piccola spesa di montatura e smontatura di scaffali e 
per collocarvi i libri ; giacché, come fa notare il Sig. Tesoriere, i detti scaf- 
fali rimangono quale aumento di Patrimonio sociale. 

Nel rendere conto pertanto del mio mandato, devo pure constatare con 
rincrescimento il desiderio che il Conte Vimercati esprime nel suo Eapporto, 
di lasciare 1' ufficio di Tesoriere, che egli ha esercitato con tanta intelligente 
solerzia, meritandosi la gratitudine della nostra Società. 

Voglia gradire, Sig. Presidente, gli atti della mia stima perfetta, mentre 
colla massima considerazione me le dichiaro 



Devotissimo 
P. Bargagli. 



Air Ill."'« Sig. Prof. A. Targioni Tozzetti 
Presidente della Società Entomologica Italiana. 

Firenze. 



XXI 



Fircnzo, li 11 Giug-no 1884. 



Onorevole Signor Presidente. 

Ho esaminato il Bilancio consuntivo del decorso anno 1883 della nostra 
Società' Entomologica che mi è stato trasmesso dall' Egregio Tesoriere. Ogni 
partita di Uscita è corredata regolarmente della relativa giustificazione, e 
quindi nessuna osservazione ho da farvi, se non che elogiarne l'esattezza. 
Quanto alle partite di Entrata, mentre faccio plauso che anche in questo 
anno sia riuscito al nostro instancabile e benemerito Tesoriere, di riscuotere 
la cifra non indifferente di L. 306 di Tasse arretrate da Soci, è sconfortante deb- 
basi sempre deplorare lo scarso numero dei Soci che regolarmente sodisfano 
al pagamento'delle loro Tasse Sociali, per cui in quest'anno il Bilancio si sarebbe 
chiuso con tm dìsavanso di L. 204 e Cent. 53, se per avventura alcuni Soci 
non avessero anticipatamente corrisposte le quote Sociali da essi dovute 
nel 1884 e 1885, nella complessiva somma di L. 210. Occorre quindi che il 
Consiglio richiami con sollecitudine i Soci negligenti all'adempimento dei loro 
obblighi con regolarità e precisione, e possibilmente cerchi di aumentare ancora 
il loro numero, e altrimenti tenti di ottenere qualche diminuzione nelle spese, 
onde non si manifesti un disavanzo, che potrebbe essere assai più conside- 
revole nel corrente anno Sociale, per la diminuzione di Entrata delle Tasse 
anticipate che figurano nel Bilancio del 1883, se specialmente non si avranno 
nuove anticipazioni di Tasse, e di pivi crescesse ancora il numero dei Soci 
ritardatari al pagamento annuo delle quote. 

Con queste poche osservazioni invitando la Società ad approvare il Bi- 
lancio consuntivo del 1883, non mi resta che esternare il mio vivo rincre- 
scimento per l'espresso desiderio dell'egregio nostro Tesoriere di essere in 
quest'ufficio sostituito, augurandomi che riesca ai colleghi di dissuaderlo. 

Mi pregio di protestarmi con distinta considerazione ed ossequio 

Bev. Servo 
Niccolò Kidolfi. 

111.'"'' Sig. Prof. A. Targioni Tozzetti 
Presidente della Società Entomologica Italiana. 

Firenze. 



XXII 



Relazione del Segretario degli Atti, per l'anno 1833. 



Signori. 



Il Segretario per la Corrispondenza è assente; perciò debbo io annunciarvi 
che anche in questo anno la nostra Società ha esteso le sue relazioni. Alle 
pubblicazioni periodiche che venivano in cambio del Bullettino, tre altre se ne 
sono aggiunte ; il Bovartani LapoTc, di Budapest; la Eevue mensuelle d'En- 
tomologie di Pietroburgo ed il giornale Science, di Cambridge (S. U.). Questi 
periodici e gli altri tutti, trovansi convenientemente ordinati in una delle stanze 
da me occupate nel R. Museo, a disposizione dei Colleghi che desiderassero 
consultarli. Nel Bullettino, sotto le rubriche Letteratura entomologica ita- 
liana e Rassegna entomologica, troverete indicati i lavori speciali inviati 
dagli autori in dono alla Società, e che qui vi presento prima che siano 
passati in Biblioteca. 

Ed ora, per attendere al mio ufficio di Segretario degli Atti, comincerò 
dal descrivere brevemente il nostro operato nell'anno decorso. L'annata quin- 
dicesima del Bullettino, sebbene di soli 24 fogli circa, può stare a confronto 
delle altre per i molti argomenti in essa trattati. Il primo fascicolo, 
come ebbi già ad annunziare in altra occasione, è tutto dedicato alla conti- 
nuazione del Saggio di un Catalogo dei Lepidotteri d' Italia, e comprende 
alcune importanti famiglie: fu stampato a spese degli autori Ing. Curò e 
sig. Conte Gianfranco Turati, che del loro dono conviene nuovamente rin- 
graziare. Negli altri fascicoli sono inseriti diciotto articoli dovuti a parecchi 
dei nostri soci piìi operosi: li dividerò in gruppi. 

Sapete che, per ovvie ragioni, non troppo di frequente è dato incontrare 
nel Bullettino lavori relativi ad Artropodi non italiani; in questo volume 
però, ed è da congratularsene, hanno trovato posto nuove specie di formiche 
della Nuova Caledonia descritte dal Prof. C. Emery, ed una notevole con- 
tribuzione alla conoscenza degli Imenotteri dell'Africa Orientale, dovuta al 
socio Dott. Magretti, che in persona raccolse, durante un viaggio nel Sudan, 
i materiali di studio. 



>â–  > III 

Intorno alla Fauna italiana potemmo pubblicare note o memorie di 
Berlese su Acari di Sicilia, di Macchiati su Afidi calabresi, del compianto 
Pirazzoli sul Cardbus cavernosus ed altri coleotteri d'Abruzzo, di Curò su 
Lepidotteri, e dell' infaticabile Vicepresidente Prof. A. Costa le descrizioni 
degli Artropodi nuovi da lui raccolti nell' Isola di Sardegna, 

Di ordine diverso sono 1 lavori dei quali brevemente dirò adesso. Il Pro- 
fessore Macchiati annunziava avere osservato negli Afidi la Clorofilla; ritiene 
égli però, con saggia prudenza, che l'argomento meriti ulteriore studio: in- 
fatti la lista degli animali clorofilliani è stata in questi tempi singolarmente 
ridotta, perchè la presenza della clorofilla in molti di essi è stata spiegata am- 
mettendo dei fatti di simbiosi o dei fenomeni puramente accidentali. — Sulla 
istologia della pelle dei Miriapodi ha scritto il socio K Passerini, ed il suo 
lavoro potrà forse mettere in evidenza la necessità di studiar meglio i rap- 
porti tra l'ipoderma e gli strati cuticolari negli Artropodi; i c[uali rapporti 
possono sembrare non ancora troppo ben dichiarati nei loro particolari. — 
L'egregio sig. G. Pasquali dava in luce nell'Annuario della Stazione bacologica 
di Padova una sua breve nota sopra un curioso fenomeno scoperto in certi in- 
crociamenti tra diverse razze del baco da seta. Abbiamo reputato opportuno 
riprodurre quella nota, perchè mette in rilievo fatti ragguardevoli, i quali 
mostrano una volta di più che gl'ibridi non sempre presentano i caratteri 
delle forme parentali immediate: l' incrociamento, per esempio, di due razze 
bianche diede per resultato individui a bozzolo giallo, ed altre non prevedute 
e normalmente non prevedibili gravi irregolarità nella colorazione si presen- 
tarono in diversi incrociamenti tra razze originarie o tra meticci etc. Non è 
facile scoprire la causa di tali apparenti irregolarità, che sono forse da col- 
locare tra i fenomeni dovuti all'atavismo. Nelle incertezze che i fatti enun- 
ciati suscitano, troviamo un segno non dubbio della loro importanza, e del 
quanto meritino di essere ulteriormente investigati. 

Rammenterete come il nostro Presidente esprimesse già l'opinione che 
la presenza dell'uovo d'inverno della Fillossera sulle viti europee, od almeno 
la sua frequenza, non fosse appieno dimostrata: in questo volume del BuUet- 
tino egli ritorna sull'argomento, ed opponendosi di nuovo al Balbiani, che 
innanzi all'Accademia delle Scienze di Parigi gli si era posto contro, dichiara 
non averlo rimosso dalla sua prima opinione i ragionamenti dell' Illustre 
contradditore, e del suo insistere espone le ragioni, toccando qualche punto 
ancora molto oscuro del ciclo vitale della Fillossera. 

La Lucciola, già soggetto di studio a parecchi valenti naturalisti, è stata in- 
vestigata dal Prof. C. Emery, che servendosi della odierna tecnica microscopica 



XXIV 

ha potuto penetrare più addentro nella struttura intima degli organi luminosi 
di quel malacoderma, pur confermando in massima i resultati del Targioui 
Tozzetti intorno all'architettura degli organi stessi. Delle sue ricerche, desti- 
nate a venire alla luce in altro periodico scientifico, il nostro collega ha pub- 
blicato un sunto nel BuUettino, e noi non sapremmo che incoraggiare i 
Soci e gli altri Entomologi a servirsi in quel modo del Bullettino stesso. 

Altri contributi recano Bernhard Gerhard, il barone di Osten Sacken, 
Fanzago, Parona e Bargagli. Il primo analizza casi di mimismo nelle far- 
falle, ed alle conclusioni generali alle quali ogli arriva non potrebbero per 
avventura le nostre convinzioni essere troppo vicine : il secondo dimostra come 
Kedi pel primo, in una sua lettera al Cestoni, descrivesse le deformazioni che nel 
Cynodon dadylon produce la Lonchaea lasiophtalma: il terzo accresce col 
Geophìlus flavus la lista dei Miriapodi nidificanti; il quarto descrive un 
isopodo a colorazione irregolare; mentre l'ultimo comincia in questo volume 
la pubblicazione di una Rassegna biologica dei Eincofori europei, nella quale 
si troveranno raccolti tutti i dati che intorno alla vita di questi notevoli co- 
leotteri si conoscono oggi e per le altrui e per le indefesse ricerche per- 
sonali dell'autore. 

La parte che nel Bullettino riguarda recensioni od indicazioni bibliogra- 
fiche di lavori entomologici italiani è stata ricca a sufficienza perchè alcuni 
vi abbiano, e lo possiamo provare, attinto largamente nel compilare elenchi 
note bibliografiche pubblicate con diversi intenti. Quanto ad opere di na- 
turalisti stranieri abbiamo scritto di quelle mandate dagli autori in dono 
alla Società non solo, ma eziandio di molte altre che pel loro argomento 
abbiamo creduto meritevoli di essere recate a cognizione dei Colleghi. Pur 
troppo una sola tavola litografica e poche xilografie accompagnano i lavori 
pubblicati nel volume: alle rappresentazioni grafiche occorrerebbe proprio 
poter assegnar nel Bilancio maggior somma. 

Passo ora ad altro argomento. Finalmente la Biblioteca ha potuto trovar 
luogo più vasto e meno incomodo, ed è stata sistemata con non molta spesa. 
La serie dei Periodici è in ordine, per opera dei soci Della Torre e Passerini: 
delle Miscellanee, il cui Catalogo a schede fu già iniziato dal collega Piccioli, si 
occuperà ora il Della Torre. I volumi recenti dei periodici si trovano distribuiti 
per nazionalità e nel cospicuo numero di 90, presso il Segretario, a disposizione 
dei Soci. La Miscellanea è protetta da cartelle ; i libri, al solito, e non è pic- 
cola iattura, non sono rilegati; ma per questo inconveniente assai grave mi 
rimetto a quanto ebbi occasione di dirvi in altra Relazione. Il Magazzino, per 
cura del sig. Oreste Mancini, è in perfetto ordine. Terminato il Catalogo 



XXV 

delle Miscellanee, (e non correrà molto tempo), sarà forse il momento di addi- 
venire alla valutazione del Patrimonio sociale, rappresentato dalla Biblioteca, 
dal Magazzino e da pochi mobili, ahimè anche troppo modesti. Devo aggiun- 
gere che se la sistemazione della Biblioteca non ha importato una maggiore 
spesa lo si deve al nostro Presidente Prof. Targioni Tozzetti che generosa- 
mente donava due non piccoli scaffali. 

In quest'anno posso chiudere la mia Relazione senza la consueta triste 
nota necrologica. Di questo almeno dobbiamo rallegrarci. 



Il Segretario degli Atti 
G. Cavanna. 



SAGGIO DI UN CATALOGO 

DEI LEPIDOTTERI D'ITALIA 



COliriLATO 



dall' Ing. ANTONIO CURO 

(Le TineinBì Micropterigine, Pteroforine, e Alucitine 
in collaborazione col sig. Gianfranco Turati). 



T I M E I M A. 'D 

CHOREUTIDAE 

Gen. Ch'os'euiia Hb. 

Dolosana Hb. — Aprile, luglio — Boschetti, tìiill'Aristolochie — Piano, colli, 

Z. seti. 5, Z. cent. 4, (Toscana, Nizzardo?). 

Europa mer., Asia minore. 

La larva, sec. Milliére vive s,\)i\Y Arìstolochia clematitis. 

Bjerkandrella Tìmb. — Vibrana Hb. — Primavera, estate — Luoghi 

erbosi — Piano, valli, 

Z. seti. (Lomb. ?), Z. cent. 3, Z. merid. 3. 

Germania, Svizzera, Pirenei. 

Il bruco divora le foglie radicali del Carduus carlinaefolius. 

e vive anche sull'Inula salicina ed liélenium. 

V. Pretiosana Dup. — Australis Z. — Settembre. 

In tutta Italia; però poco abbondante. 

Forma più piccola, propria dell'Europa meridionale (e della 

Persia), che da noi si sostituisce generalmente al tipo. 

La larva vive snW Inula. 

Nota. — Va probabilmente ascritta a questa la forma Mica li s 3/n., 
che l 'entomologo viennese descrive a pag. 181 d. Wiener Ent. Mon. I, e che 
egli raccolse sui cardi in Istria e Sicilia. 



(1) Anche per questo si è seguito fedelmente il Catalogo di Staudinger e Wocke 
del 1871. Opinano però parecchi Microlepidotteristi che la classificazione delle Tineine 
adottata dal Dott. Wocke debba subire delle importanti modificazioni. 



— 2 — 

Myllerana F. — Fine aprile, maggio — Luoghi erbosi — Piano, valli. 

Z. seti. 4 (Milano, Turati — Tirolo meridionale). 

Eur. centr. e seti 

Bruco sulla Scutellaria gallerimlata. 
Stellaris Z. (Isis 1847). 

Forse varietà della precedente; osservata da Zeller nei dintorni 
di Siracusa. 

Italia e Grecia, sec. Wocke. 

Larva ignota. 

Gen. Sinuieihis Leacìi. 

Nemorana Hh. — I n e i s a 1 i s Tr. — Da mag, a sett. — Siepi, cespugli 
— Piano, monti. 

In tutta l'Italia; alquanto frequente. 

Europa meridionale. 

Larva sui fichi. 
Pariana L. — Estate — Frutteti, giardini ecc. — Piano, monti. 

Z. sett. 3, Z. cent. 2 (Tose, Alto Nizzardo). 

Europa centr. e parte della meridionale. 

Bruco nelle foglie del Pyrus malus, Tanacetum, ortiche, e a. 
Diana Hb. — Decorana Zett. — Maggio. 

Boschi di Stura, secondo Gliiliani; Italia centrale secondo Woche, 

Gran parte dell'Europa centrale e settentrionale. 

Larva ignota. 
Oxyacanthella L. — Fabrì ciana Stph. — Aprile, maggio — Sulle or- 
tiche e praterie — Piano, Monti. 

In tutta l'Italia; comune nei dintorni di Milano. 

Larva sulla Parietaria officinalis e ortiche. 

ATYCHIDAE 
Gen. Atf/chies Latr. 

Fumila 0. — Ghiliani ne raccolse in giugno una ? in Valle di Susa ; Mann 
l'osservò all'Ardeuza (Toscana). 
Ungheria, Eussia meridionale. 
Larva ignota. 



— 3 — 

Appendiculata Esj:). — Aprile, maggio — Cespugli, praterie — Colli, valli. 

Z. seti. 4 (Piemonte, Tirolo meridionale, Istria). 

Germ. m., Ungheria, Dalmazia, Kussia. 

La larva vive nelle radici della Festuca ovina. 
? Nana Tr. — Credo sia stata raccolta in Sicilia da Dahl. 

Dalmazia. 

Larva ignota? 

TALAEPORIDAE 
(Bruchi portatiiaccki ; fcmtuioo aptcrc) 

Gen. 'T(B!aepot*ia Hb. 

Politella 0. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale in giugno. 

Germ. m., Ungheria, Francia. 

Bruco sui licheni. 
Pseudobombycella Hb. ~ Maggio, giugno — Luoghi umidi, contro alle 
mura, ecc. — Piano, Alpi. 

Z, seti. 3, Z. ccntr. 4. 

Gran parte dell'Europa. 

Larva sui licheni dogli alberi e sassi. 
Conspurcatella Z. — Marzo — Contro alle rupi — Colli, alpi. 

Z. seti. 4 (Val Bregaglia), Z. centr. 4 (Tose, Mn.). 

Inghilterra, Belgio. 

Bruco come i precedenti. 
? Lapldella Groeze. — Pectinella D. — Estate. 

Osservata in Piemonte, e in Lombardia (Tur.). 

Francia. 

Larva probabilmente sui licheni. 

Gen. Solenobift Z. 

Clathrella F. — Giugno — Contro alle mura umide — Piano, colli. 

Z. seti. 4 (Piemonte, Lombardia). 

Germania. 

Larva forse sui licheni. 
Pinoti Z. — Lichenella Z. — Prim., estate — Come la precedente 
Piano, valli — Z. seti. 3 (Piemonte). — Germania. 

Bruco sul licheni dei legni e muri (forma V parthenogenetica). 



__ 4 — 

Triquetrella F. — Osservata dal Millière nell'alto Nizzardo. 
Germ., Ungh. — (forma ? parthenogenetica). 
Larva sul Dematiiim virescens. 

LYPUSIDAE 

Gen. Eiypusft Z. 

Maurella F. — Mag., giug., lug. — Luoghi erbosi, cardi ecc. — Piano, monti. 
Z. sett. 4 (Lomb. sigg. Turati), Z. cent. 4 (Toscana, Mu.; alto 
Nizzardo) Z. nier. 5 (Sicilia, Mn.). 
Europa cent, e sett. 
Bruco sui licheni dei sassi. 

Gen. M*siìothtH<c Stgr. 

Dardoinella Mill. — Il sig, Gianfranco Turati catturò questa specie a Pegli 
nel mese di agosto — Staudinger la raccolse anche in Sardegna. 
Francia mer.; Catalogna. 
Bruco polifago. 

TINEIDAE 

Gen. MeUtsina B. 

Cillaris 0. — Lugubris Hh. — Luglio e agosto — Contro alle rupi — 
Monti, alpi. 

Z. sett. 5 (Alpi di Valtellina, ecc.), Z. cent. 5 (Alpi mar.). 

Alpi; monti della Francia merid. 

Il bruco (portasacco) vive su varie graminee. 
? Lugubris Uh. 217. — Phryganilugubrella Brd. 

Non mi consta con certezza, che questa specie sia stata osser- 
vata in Italia. — Secondo il Catalogo di Wocke s' incontrerebbe 
nelle Alpi, in Grecia e nei monti dell'Asia minore. — Millière (Cat. 
rais. Ili, pag. 297) la raccolse in agosto sulle colline dei dintorni 
di Cannes, ove il bruco vive sui Clstiis, Erica, e Dorycnium. 

Quanto alle forme: M e 1 a s Bd., P u n e t a t a if. 5'., M e 1 an a 
II.S.^ egli le tiene solo per varietà costanti della Lugubris, avcn- 



— 5 — 

dole tutte ottenute ex larva, da bruchi identici, raccolti a Cannes 
nelle medesime località. 

Gen. Bijjìtotfoma Z. 

Marginepunctella Sf2Jh. — Estate. 

Probabilmente appartiene all'alta Valtellina. Mann la raccolse 
nel Tirolo meridionale. 

Parte dell'Europa centrale. 

Secondo alcuni, il bruco ciberebbesi di licheni, secondo altri di 
sostanze animali. 

Gen. Xff8»nftto(ìo»nn Z. 

? Melanella Hw. — Credo sia stata raccolta nelle Alpi di Valtellina. 
La ? è aptera. 

Parte dell'Europa centrale — Alpi del Grigione. 
Larva sui licheni dei legni e tronchi. 

Gen. Eitplocantus Lafr. 

Anthraclnalìs Se. — Maggio, giugno — Boschi, regione dei castagni — 
Colli, valli. 

Z. seti. 2 (Brianza, Tur.), Z. centr. 3 (Toscana). 

Parte dell' Europa centrale, Dalmazia, Russia mer., Asia minore. 

La larva vive nelle escrescenze fungose degli alberi e nel le- 
gno fracido. 

Gen. Scat^ditt Tr. 

Boleti F. — Giug., lug. — Boschi; luoghi ombreggiati freschi —Piano, colli. 

Z. seti. 5 (Stura, Stupingi ecc.), Z. cent. 4 (Liguria, Toscana). 

Eur. centr. Dalmazia, Armenia. 

Il bruco vive nelle escrescenze fungose dei pioj^pi e salici. 
Tessulatella Z, — Estate — Come la precedente — Colli, monti. 

Z. seti. 5 (Piem., Istria). 

Parte dell' Eur. centr. e della sett. 

Larva come la precedente. ? 



— 6 — 

Boletella F. — Estate — Boschi di faggio e a. — Colli, monti. 

Z. seti. 5, Z. cent. 5 (Alpi marittime sui due versanti). 

Parte dell' Europa centrale e meridionale. 

Il bruco vive nelle escrescenze fungose dei faggi. 

Gen. Movophat/u H. S. 

Morella Bup. — I sigg. fratelli Villa la citano fra le specie Lombarde. 

Staudinger la raccolse in Sardegna. 

Germ. m.; Spagna; Asia minore. 
Unicolor Stgr. — Scoperta da Staudinger in Sardegna (Beri. E. Z. 1876, 287). 

Gen. litftbophetnes Z. 

Imella Hh. — Prìm., estate — Luoghi erbosi, contro ai muri — Piano, colli. 
In tutte le nostre zone, ma piuttosto rara. 
Europa centr. e mer., Asia minore 
Larva nel legno fracido ecc. 
Ferruginella Hb. — Da mag. a lug, — Interno delle abitazioni ecc. — 
Piano, monti — Come la precedente, non rara. 
Europa cent, e mer. Asia minore. 

Il bruco vive nel legno fracido ecc., e danneggia anche le 
stoffe (?). 
Rustìcella Hb. — Estate, autunno — Interno delle abitazioni, muri, siepi 
— Piano, monti. 

Come la precedente; comune. 
Gran parte d'Europa, Asia minore. 
Bruco polifago; dannoso alle lanerie e pelliccerie. 
Hyalinella Stgr. — Rinvenuta in Lombardia dai sigg. Turati nel mese di 
maggio. — Interno delle abitazioni. 
Andalusia, Grecia. 
Larva ignota. 

Gen. Tinea Z. 

Fulvimitrella Sodof. — Magg., giug. — Contro ai muri, siepi, ecc. — 
Piano, alpi. 

Z. seti. 5 (Alpi di Valtellina, Pesio), Z. cent. 5 (Livorno, Mn.). 



— 7 — 

La larva vive nel legno fracido del faggio e betulle. â–  

Europa cent, e sett.; Lapporiia. 
Tapetzella L. — Quasi tutto l'anno (da due a tre apparizioni) — Interno 
delle abitazioni. 

Abbondante in ogni parte d'Italia. 

Tutta l'Europa (? eccetto la Grecia) Asia minore. 

Larva dannosa alle stoffe, pelli ecc. 
Arcella F. — Da luglio alla fine d'agosto — Margine dei boschi, ecc. — 

Colli, valli. 

Z. sett. 4, Z. cent. 5 (Toscana, Mn.). 

Europa cent., Russia, Dalmazia, Asia minore. 

Bruco nel legno fracido. 
Parasitella Eh. — Mag., giug. — Boschi folti — Colli, valli. 

Z. sett. 4 (Piemonte, Lombardia, Bolognese). 

Europa centrale. 

Larva sul Boletus eduli. 
Fraudulentella H. S. — Propria della Carniola (Cat. Wocke). 
Picarella CI. — Corsica (Cat. Wocke). 

Europa centrale e boreale. 

Bruco ignoto. 
Quercicolella E. S. — Princ. d'estate — Mann la raccolse nel Tirolo meri- 
dionale, Staudinger in Sardegna. 

Francia mer., Germania, Dalmazia, Russia occidentale, Asia 
minore. 

La larva vive nelle escrescenze fungose dei larici. 
Granella L. — Primavera, estate — Abitazioni, granai, ecc. — Piano monti. 

Comunissima in tutta l'Italia. 

Nota. — Il bruco non ive rinchiuso nell' interno del grano, come quello 
della Si totroga e e rea le II a Oli v., ma bensì in un tubo di seta che egli 
si tesse nell'interstizio lasciato da più grani tra di loro collegati con alti'i 
fili, dal che ne risulta una specie di copertura che involge la superficie dei 
cumuli di grano (frumento, orzo e segala). Ghiliani (Elenco ann. 105), cita il 
fatto di una villeggiatura a Piobesi (Piemonte) repentinamente invasa nel- 
l'estate del ISSO da innumerevoli sciami di questa Tinea, che penetrò sin 
nei più remoti nascondigli della villa Molina, lasciando ovunque sul pavi- 
mento uno strato dei suoi cadaveri di un considerevole spessore. 

Cloacella Etv. — È stata osservata a Pegli dal sig. Gianfranco Turati t- 
in Sardegna da Staudinger. 
Europa centrale. 



— 8 — 

Il bruco vive nel legno fracido e nelle escrescenze fungose 
dei faggi. 
Pustulatella Z. Zeller e altri la raccolsero in Sicilia. 

Germania ecc.; Dalmazia. 

Larva ignota. 
Sexguttella 3In. — Scoperta da Mann a Montenero (Toscana) in sito erboso 

(sulle fragole) in maggio. 
Confusella if. S. — È stata osservata da Mann in principio d'estate nel 
Tirolo meridionale. Probabilmente anche in Istria. 

Germania mer., or. 

Bruco ignoto. 
Nigripunctella Hw. — G r a n u 1 a t e 1 1 a H. S. — Principio d'estate. 
■ È stata raccolta da Mann nel Tirolo meridionale. 

Inghilterra, Francia, Dalmazia. 

Il bruco vive sulla Parictaria officinalis. 
Panormlnatella 3fn. — Maggio, giugno. 

Scoperta da Mann sulle falde del Monte Medio in Sicilia. 
Misella Z. — Giugno — Nei legnai ecc. — Colli, valli. 

Z. seti. 4 (Tirolo mer., Istria?) Z. cent. 4 (Alto Nizzardo). 

Europa centrale. 

Vuoisi che il bruco divori ix^cli dogli animali morti (Sorci ec). 
Golumbariella Wk. — Giugno — Nelle piccionaje (Alzate E. T.). 

Germania. 
Fuscipunctella Hiv. — Spretella S. V. — Maggio^ giugno — Interno 
delle abitazioni — Piano, monti. 

Z. seti. 3, Z. cent. 3, Z. mer. 3, Z. ins. 3. 

Tutta l'Europa, Asia minore. 

Il bruco vive di ogni sorta di cle^ri^i' (anche nei nidi di rondine). 
Pellionella L. — Prim. estate — Interno delle abitazioni — Piano, monti. 

Comunissimo in tutta l'Italia — Tutta l'Europa, Asia minore, 
Armenia. 

La larva, dannosissima alle pelliccerie, si attacca anche alle 
raccolte lepidotter alogiche. 
Inquinatella Z. — Zeller ne raccolse una ? nell'Italia meridionale. 

Russia mer., occ. 

Larva ignota. 
Lapella Hb. — Maggio — Osservata in Brianza dai sigg. Turati, e alla 
Spezia dal Ghiliani — Probabilmente in tutta l'Italia. 



— 9 — 

Europa centrale, Dalmazia, Russia, Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Simplicella H. S. — Maggio. 

Dintorni di Milano, Turati; Livorno, Mn. 
Germania, Ungheria, Dalmazia. 
Larva ignota. 
Vinculella H. S. — Secondo il Catalogo di Wocke, il tipo incontrerebbesi in 
varie parti d'Italia. 

Francia, Germania, Ungheria, Turchia seti 
Il bruco vive nei muschi dei muri. 
V. Leopoldella Costa — Forma propria dell'Italia centrale e meri- 
dionale osservata dal Costa. 

Costa dice della sua v. Leopoldella che vive 'nelle lane, 
e distingue nna v. Leopoldella v. t borace im maculata, 
il cui bruco vive s. H j p n u m murai e. 

Nei dintorni di Cannes appariscono le seguenti due specie nuove. 
Nigricantella Blill. le. III. pi. 150. 

Bruco ignoto. 
Familiella Peymff. — Mill. le. III. pi. 125. 
Bruco sui Cisfiis. 

Nota — Costa, nella sua fauna del reorno di Napoli, cita fra le Tinee anche le 
seguenti; varie delle quali si riferiscono probabilmente a qualcuna delle precedenti, 
mentre parecchie vanno ascritte ad altri generi. 

Fltivifrontclln — (Alis anticis cinereis immaculatis, capite fulvo); rara, in- 
terno delle abitazioni. È forse una varietà della Tineola bisel- 
1 i e 11 a, oppure identica alla Oecophora flavifrontella S. V 
Clonicntinclla — (Alis aures lineatis, primoribus fascia media linequae pa- 
rallela auratis, vitta marginale albo-micante; tab. I, fig. 2), forse 
intende la D a s y e e r a 1 i v i e 1 1 a i*'. 
AugastoUa — (Albo-argentea, alarum priinarura apicibus puncto atro, limbo 
laciniato (?). 

Non rara sui peri e meli del giardino botanico di Napoli. 
Appartiene forse al genere E 1 a e h i s t a. 
Kollarclla — Vedi al genere E u t e 1 e s Hein. (flavedinella F. R.) 

Fra siepi presso Caraaldoli. 
Scrvilellu — (Alis anticis gri^eis, maculis minutissimis obscuris sparsis. 

Terra d'Otranto: rara, sulPolivo. 
Surcltclla — (Di color uniforme giallo grigiastro, con riflesso argenteo, senza 
macchie). 



. — 10 — 

Vive nelle camere e sembra riferirsi a una delle specie più so- 
pra citate. 
(Jrticaclla — (Alis primoribus viridescenti-auratis, inferioribus brunneo-livi- 
dis, fronte hirta, tab. II. flg. I). 

Maggio, Camaldoli a Capo di Monte; secondo Zeller (Isis. 1847, 
p. 805) si riferisce forse alla Micropt. calthella o altra con- 
genere. 
Tricinctolla — Alis primoribus rubris, fasciis tribus arcuatis apìcibus aura- 
tis: inferioribus fuscis apicem versus deauratis, tab. II, fìg. 2). 

Se non fossero i palpi, che Costa dice lunghi e ritorti, potrebbe 
riferirsi pure a qualche specie del genere Micropteryx. 
j^angiovanelia — (Alis primioribus nigro auratis, macula humerale, fasciis 
duabus marginalibus punctisque argenteis; corpore argenteo tab. Ili, 
figura 5). 

Agosto, boschi di Camaldoli. 
.tchillolla — (Alis omnibus argenteis ecc.) 

Si riferisce probabilmente alla Tinea granella L. 
nicclardclla — (Alis primoribus fulvis, apicem versus fuscis, fimbria brun- 
•• nea, macula apicale fulva; inferioribus plumbeis, capite coronato; 
tab. ni, fig. 7). 

Secondo Zeller (Isis 1847, p. 807) si riferisce alla Tischeria 
complanella Hb. ; oppure alla congenere e m y e e 1 1 a Z. (m a r- 
g i n e a Hic.) 
iifacrocei-clla — (Unicolore plumbea, auro-micante, antennis crassis brevis- 
simis, fronte laeve declivi, occipite suberistato, palpis brevissimis 
rectis, tab. III, fig. 4). 

Agosto e settembre, nella l'egione montuosa. 
Se non fossero le antenne brevissime (forse troncate ?) sembre- 
rebbe una L y n e t i a. 
Mininiella — (Alis primoribus violascente auratis, obscuris, immaculatis, in- 
ferioribus brunneis micantibus, tab. IV, fig. 5), 
.'llbolla — (Albido-micante, alarum primarum apicibus griseis, medio puncto 
obscuro, tab. IV, fig. 9). 
Boschi presso iVapoli. 

Una var. a 1 b o-f 1 a v i e a n t e, ecc.. raccolta fine agosto presso 
al lago Fucino. * 

Si riferiscono probabilmente a l'una o l'altra delle Tinee so- 
pra citate. 
nirtclla — (Fronte nigricante, occipite cano, alis primoribus supra fulvo-ci- 

nereis, hirtis, inferioribus plumbeis, tab. IV, fig. 7). 
Luglio e agosto — Siepi, prati. 



— 11 — 

Tristigmatclla — (Flavido-micante ecc.). 

Dannosa alle raccolte entomologiche. 

Secondo Zellei' sarebbe una varietà della p e 1 1 i o n e 1 1 a. cosi 
pure la forma: var. colore obscuriore, vitta brunnea. 
Griseolclla — (Alis anticis griseo-cinereis, plumbeo-micantibus, punctis ato- 
misque brunneis, antennis flavicautibus). 

Trovata in maggio in Basilicata ~ Costa la dice analoga alla 
Granella L., ma di dimensioni assai maggiori. 
Flavella — (Pallide flava sericeo-micante, capite pilis flavis. . 
Nel Matese in luglio. 

Gen. Tineota K 8. 

Crassicornella Z. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi e rupestri. 

Scoperta da Zeller presso Siracusa e raccolta da Mann a 
Monreale (Sicilia). 
Biselliella Uni. — Crinella Tr — Prim., est., autunno — Interno delle 
abitazioni — Piano, monti. 

Comunissima in tutta l'Italia. 
Tutta l'Europa. 

La larva è dannosissima alle lanerie, pelliccerie e raccolte 
soologiche. 

Gen. Eriocoiiis Stph. 

Fuscanella Z. — Aprile. 

Scoperta da Zeller nei dintorni di Messina e Siracusa, in loca- 
lità cespugliose — Palermo : doti Keyna. 

Mann la raccolse anche nei dintorni di Livorno. 
Andalusia, Asia minore. 
Bruco ignoto. 

Gen. £,€tu»pt*onia Stph. 

Flavimitrella Hh. — Giugno — Località boscose — Colli, monti. 
Z. seti. 4 (Mandria ec), Z. cent. 4, (Monti liguri). 
Germania, Francia, Russia. 
Bruco ignoto. 



— 12 — 

Praelatella S. V. — Luglio — Margine dei boschi — Valli, monti. 

Z. sett. 4 (Piemonte), Z. cent. 5, (Alpi mar. v. mer). 

Eur. e. e sett.; Eussia mer. or. 

Larva sulla Fragaria vesca, Geum urhanum, Spiraea ulmaria. 
Rubiella Bjerl\ — V a r i e 1 1 a F. — Estate — Siepi — Monti, alpi. 

Z. sett. 3, Z. ins. 4 (Corsica). 

Europa cent, e sett.; Dalmazia, Russia, Asia minore. 

Larva sui lamponi. 

Gen. Sncurvaria Hw. 

Muscalella F. — Aprile, maggio — Siepi, boschetti — Piano, monti. 
In quasi ogni parte d'Italia, non abbondante. 
Gran parte dell'Europa centrale e meridionale; Russia. 
La larva vive nelle foglie delle querce, alno, e a. 
Pectlnea Rw. — ZinckeniiZ. — Aprile — Cespugli e boschetti di 
querce — Monti. 

Italia settentrionale; Mann la raccolse a Pratovecchio — Pro- 
babilmente anche in altre parti d'Italia, 

Europa centrale e settentrionale, Dalmazia, Russia, Liberia. 
La larva mina le foglie della Betula alba. 
Koerneriella Z. — Mann la raccolse in maggio sul M. Nauos (Gorizia), 
sui faggi. 

Parte dell'Europa cent. Dalmazia, Asia minore. 
Larva sul faggio. 

Nota. — Costa cita la rufimitrella Hb. 124 (Koerneriella Z) 
fra le specie del Napoletano. 

Argillella Z. — Il Sig. R. Zeller la trovò non rara nei dintorni di Roma. 

Austria — Larva ignota. 
Oehimaniella Tr. — Maggio, giugno — Siepi, boschetti — Colli, monti. 

Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Tose). 

Gran parte dell'Europa settentrionale e della centrale. 

Il bruco vive tra le foglie appassite del faggio. 
Rupella S. F. — C a p i t e 1 1 a Tr. — Giugno (?. rarissima) — Boschi, ec. — 
Monti, alpi. 

Z. seti. 4 (Piem. Vaiteli.). — Alpi, monti dell' Eur. centrale. 

Scandinavia, Ural. — Il bruco s'incontra sui Ribes e alni. 



— 13 — 



Gen. JVeiSi&phofn Hb. 

Swammerdammella L. — Prim., est., — Cespugli, boschi — Piano, monti. 

Frequentissima nell'Italia sett. e nella cent.; probabilmente 
anche nella meridionale. 

Eur. cent., Eussia, Asia minore. 

Bruco sulle querce e faggio. 
Panzerella HI). — Primavera — Luoghi scoperti nei boschi — Piano, colli. 

Abbastanza comune nell'Italia settentrionale e centrale. 

Gran parte dell'Europa centrale e della settentrionale. 

Bruco probabilmente sui mirtilli. 
Sericinella Z, — Scoperta da Zeller in aprile sui monti nei dintorni di 
Messina. — Propria della Sicilia. 

Bruco ignoto. 
Schwarziella Z. — Maggio — Mann la raccolse nei dintorni di Salviano 
in Toscana — Secondo Staudinger anche nell'Italia settentrionale. 

Parte dell'Europa centrale, Russia. 

Bruco ignoto. 
Pilulella Hb — Aprile, maggio — Siepi, boschi — Piano, monti. 

Z. sett. 3 (Piemonte e Lombardia), Z. cent. 4 (Nizzardo). 

Europa centrale e settentrionale, Dalmazia, Russia mer. 

Larva probabilmente sui mirtilli. 
Pilella F. — iMaggio — Siepi, cespugli — Colli, valli. 

Z. sett. 4 (Alzate, Val Bregaglia, Istria), Z. cent. 4 (Livorno). 

Gran parte dell'Europa temperata. 

Larva sulle conifere (?). 
Metaxella Hb. — Maggio — Margine dei boschi, siepi — Colli, monti. 

Z. sett. 4 (Brianza, Istria), Z. cent. (Nizzardo?) 

Europa cent, e sett., Dalmazia, Russia ,ìn. or. 

Larva ignota. 



Nota. — Milliére (Cat. Ili, p. 310) cita una specie nuova; R e a u m u- 
r e 11 a Peymf, scoperta in aprile presso Cannes, che forse sarà da ascriversi 
anche al Nizzardo. 



14 



ADELIDAE. 
Gen. Atleìn Lai. 

Fibulella F. — Maggio, giugno — Sui fiori delle Veroniche, ec. — Piano 
Alpi. 

Z. seti. 3 (Piemonte, Lombardia, Gorizia), Z. cent. 3 (Toscana). 

Europa cent., Kussia, Asia minore. 

La larva vive nelle capsole della Veronica chamaedrys e 
officinalis. 
Leucocerella Se. — Primavera — Macchio nei boschi — Piano, colli. 

Z. seti. 4. 

Europa cent, orient., Russia mer., Grecia, Armenia. 
Bruco ignoto. 
Ruflfrontella T. — Giugno — Pascoli, ec. — Colli, monti. 

Z. sett. 4 (Brianza, Istria), Z. ins. 3 (Corsica). 
• Germania, Russia, Grecia, Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Ruflmitrella. Se. — Frischella Hb. — Prim. estate —.Siti paludosi, 

macchie nei boschi — Colli, alpi. 

Z. sett. 3. — (Piemonte e Lombardia), Z. cent. 4 (Lig. Toscana). 

Europa cent., Dalm., Bussia m. . 

Larva sul Sisynibrium alliaria. 
Violella Tr. — Estate — Praterie al margine dei boschi — Piano, colli. 

Z. sett. 3 (Piem) Z. cent. 3 (Liguria). 

Parte dell'Europa cent., Dalmazia, Russia m., Francia mer. 

Larva nelle capsole AelV Hypericum perforatimi. 
Mazzolella Hb. — Maggio, giugno — Macchie nei boschi — Piano, alpi. 

Secondo Ghiliani sarebbe comunissima in Piemonte e Liguria. 

Austria, Ungheria, Francia mer., Grecia. 

Bruco ignoto. 
Paludicolella Z. — Scoperta da Mann in maggio sui fiori di un erica, nelle 
paludi di Pisa e a Montenero. 

Lidia. 

Larva ignota. 



— 15 — 

Australis H. G. — Princ. d'estate — Boschi, brughiere — Colli, monti. 

Il Sig. K. Zeller ne raccolse alcuni esemplari nelF alto Nizzardo. 
Secondo Staudinger appartiene anche all'Italia settentrionale. 
Francia mer., Andalusia. 
Larva sulle ericJie ? 
Ochsenheimerella Hb. — Luglio — Boschi di conifere — Valli, monti. 

Z. seti. 4 (Piemonte, Lombardia ?), Z. cent. 4 (Alpi marittime 
Nizzardo). 

Parte dell' Eur. cent. 
Bruco forse sui mirtilli. 
Degeerella L. — De Bo meliate. Geerella Hh. — Boschi di 
querce — Piano, colli, alpi. 

Abbastanza comune in molte parti d'Italia. 
Gran parte d'Europa, Armenia. 

Bruco suir Anemone nemorosa, e v. sp. di Vaccinium e Bumex. 
Croesella Se. — Sulzella — >S. V. — Maggio, giugno — Boschi, sui 
fiori delle margherite — Piano, colli, alpi. 
Frequente nell'Italia seti e cent. 
Eur. cent., Russia, Siberia, Armenia. 
Larva snlVAlsine media, Bumex e. a. 
u. Laqueatella. Z. — Italia centrale, secondo Wocke. 
? Religatella Z. — È stata raccolta da Mann nei dintorni di Fiume; si 
troverà quindi forse anche in Istria. 
Bruco ignoto. 
Assoclatella Z. — (Me gerle Ila Hb. 307 ?) Mag., giug. — Sugli aceri, ec. — 
Piano, monti. 

Z. seti. 4 (Istria), Z. cent. 5 (Antignano Mn.), Z. mer. ? 
(Camaldoli, Costa). 

Germ. m.. Svizzera, Francia m., Russia m. 
Bruco forse sugli aceri. 
Virldella. ^c. — Reaumurella Dup. — Aprile, mag. — (agosto sulle Alpi). 
Siepi, boschi — Colli, alpi. 
Non rara in molte parto d'Italia. 
Quasi tutta l'Europa, Asia minore. 

La larva vive nelle foglie fracide del faggio e dQ\\e querce. 
Guprella. Thnb. — Estate — Macchie nei boschi — Piano, alpi. 

Z. sett. 3 (Piemonte e Lombardia), Z. cent. 3 (Liguria e 
Toscana). 



— 16 — 

Z. ins. 2 (Sardegna). 

Gran parte dell'Europa centrale e settent.; Dalmazia. 

Bruco nelle foglie fracide dei salici ? 

Gen. 1%'eÈnoiois Ho. 

Metallicus Poda. — Scabiosellus Se. — Giugno — Luoghi aridi, sui 
fiori delle scabiose, ec. — Piano, monti. 
Frequente nell'Italia settentrionale e centrale. 
Europa sett. e cent., Francia mer., Russia mer. 
La larva vive nei fiori della Scahiosa arvensis. 
V. A e r s e 1 1 u s Z. — (forma più piccola, meno verdognola). 

È propria della regione montuosa, e non è rara anche in Italia. 
Latreillellus F. — Giugno, luglio — Come la precedente — 
Colli, monti. 

Z. sett. 2 (Piem., Lomb.), Z. cent. 2 (Lig. Tose), Z. mer. 3 
(Sicilia). 

Eur. mer., Lidia. 
Bruco nei fiori delle Scabiose ì 
Raddaellus Hb. — È stata raccolta dal Sig. doti Reyna e altri, nei din- 
torni di Palermo. 
Austria, Ungheria. 
Bruco sui Bipsacus.. 
Gupriacellus Hb. — Luglio e agosto — Boschetti, ec; sui fiori delle Sca- 
biose, ec. — Colli, monti. 

Z. sett. 3 (Brianza: G. F. Tur.), Z. cent. 4 (Toscana). 
Parte dell'Europa cent., Catalogna, Russia. 
La larva vive sul Seclum album e Seclum reflexum, secondo 
altri nei fiori delle Scabiose. 
? Istrianellus Stt. — (Forse varietà del precedente — Siria e Asia minore 

— Mann l'avrebbe raccolta verso i confini istriani). 
Fasciellus 2^. — Schiffermùllerella Tr. — Giug., lug. — Luoghi 
aridi — Piano, colli. 

Comunissima in Piemonte, più rara in Lombardia — Gran 
parte dell'Europa temperata. 
Bruco sulla Ballota nigra. 
Mollellus Hb. — Zeller ne raccolse una ? alla fine di aprile, presso Siracusa. 



— 17 — 

Parte dell'Europa mer. orientale — Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Violellus Z. — Il sig. Emilio Turati lo raccolse nell'Alta Lombardia. 

Europa centrale — Bruco sui fiori delle fienziane. 
Minimellus S. V. — Settembre — Boschi soleggiati e brughiere di Alzate 
(Brianza) (E. T.). 

Probabilmente in tutta la zona settentrionale; alto Nizzardo. 
Parte dell'Europa temperata. 

Bruco sui Sedimi, e sui fiori della Scahiosa succisa. 
Barbatellus Z. — Maggio, giugno — Pascoli, luoghi erbosi — Colli, monti. 
Mann, la raccolse sul monte Nanos, poi in Toscana e anche 
in Sicilia, Brianza, dai sigg. Turati. 
Andalusia, Dalmazia, Asia minore. 
Larva ignota. 
V. chalcochrysellus Bln. — Forma propria della Corsica e della 
Sardegna. 

(Fascia più larga sulle ali anteriori; vedasi Verhdlg. d. zool. 
bot. Ver. Wien, 1855, p. 561). 



OCHSENHEIMERIDAE 

Gen. OclisetèhcitneÈ'éft Hb. 

Taurella Schiff'. — Maggio, giugno — Luoghi cespugliosi (umidi ?) — Colli, 
monti. 

Z. seti. 5 (Pieni., Istria ?), Z. cent. 5 (Tose: Mn.), Z. ins. 5 
(Sardegna). 

Germ., Ungh., Dalm., Spagna (var). 
Il bruco vive nei steli di varie erbe. 
? Bubalella Eh. (fig. 376) [276] ) — Ghiliani cita per la Taurella la figura 
376 (276) di Hùbner. 

Non è improbabile che anche questa specie si rinvenga in 
Piemonte. 

Francia mer., Andalusia 
? Hederarum Mill. — (Rev. zool. 1874, p. 249). 

Forse anche nel Nizzardo. (Cannes, novembre, sulle ellere in 
luoghi ombreggiati). 
e. 2 



— 18 — 

Trifasciata Stgr. — Italia centrale (Cat. Wocke, pag, 276, n. 1524). 
Forse anche nel Nizzardo (Cannes, ottobre). 

ACROLEPIDAE. 

Gen. Acroìepiu Curt. 

Gariosella Tr. — Primavera, estate — Margine dei boschi — Monti, Alpi 
(sino a 2200 m.). 

Z. seti. 4 (Alpi sett.), Z. cent. 4 (Pratovecchio: Mn.). 

Parte dell'Europa centrale, Asia minore. 

Larva nelle gemme dei Gnaphalinm. 
Fumociliella Bln. — Maggio — Luoghi cespugliosi ecc. 

Scoperta da Mann nei dintorni di Livorno; dallo stesso rac 
colta ad Ajaccio e da Staudinger in Sardegna; rara. 

È propria dell'Italia — Bruco ignoto. 
Vesperella Z. — Aprile — Luoghi incolti, caldissimi; muri, ec. — Piano colli. 

Z. cent. 3 (Livorno, ec, Liguria ?), Z. mer. 3 (Sicilia). 

Francia meridionale, Dalmazia. 

Larva sui fiori e foglie della Smilax aspera. 
Assectella Z. — I Signori Turati l'osservarono in Brianza nel settembre. 

Probabilmente anche nel Nizzardo, essendo frequente a Cannes 
negli orti, lungo l'inverno. 

Germania, Francia — Bruco ignoto. 
? Betulella Curt. — Forse in Sardegna. 

Inghilterra — Larva ignota ? 
Pygmaeana Hw. — I Signori Turati la raccolsero in ottobre ad Alzate 
(Brianza). Milliére in luglio a Berthemont-les-Bains (alto Nizzardo), 

Inghilterra, Germania. 

Il bruco mina le foglie del Solarium dulcamara. 
Granitella Tr. — Prim., aut. ? — Giardini, siepi, ec. — Piano, colli. 

Z. sett. (Istria), Z. cent. 4 (Livorno, Mn; alto Nizzardo), Z. mer. 4 
(Sicilia, Z. Mn.). 

Parte dell' Eur. cent, e mer. 

Il bruco mina le foglie ^aW Inula dysenterìca e. a. 
? Solidaginis Stgr. — ( Probabilmente varietà della precedente). 

Prob. nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a Cannes. 

Larva sn\V Inula. 



— 19 — 

Eglanteriella. Bln. — Mann ne raccolse due esemplari nei dintorni di 
Ajaccio in maggio, in un cespuglio di rose. 
Francia m. — Larva ignota. 

HYPONOMEUTIDAE. 

Gen. Ctiìnntic€$ Z. 

Dealbatella Z. — Scoperta da Zeller presso il lago d' Agnano, in agosto, 
ove la trovò in abbondanza fra cespugli di quercia. 
Mann la ritrovò in Toscana. 
È propria dell' Italia, e il bruco vive probabilmente sulle querce. 

Gen. Scyiht*op̀9 Hb. 

Crataegella L. — Giugno — Orti, giardini — Piano, colli. 
Z. sett. 3, Z, cent. 3 (Toscana), Z. ins. 3. 
Eur. cent., Dalmazia. 
Bruco sul Crataeg. oxyacanthea e. a. 

Gen. Mlyponotneutft Z. 

Egregìellus Bup. — Giug. — Luoghi aridi e scoperti nei boschi — Colli, monti. 

Z. sett. 5 (Mandria, Tirolo m.), Z. cent. (Nizzardo ?). 

Spagna, Trancia mer., Dalmazia. 

Bruco sull'j^nca scoparla ed Erica arborea. 
Vigintipunctatus Betz. — S e d e 1 1 a Tr — Aprile, maggio — Giardini, 
muri, ec. — Piano, colli. 

Z. sett. 4 (Piemonte, Veneto), Z. cent. (Nizzardo ?). 

Eur. cent., Spagna, Dalmazia, Sarepta. 

Bruco sul Secìmn purpitrascens. 
Plumbellus Schiff. — Giug. settera. — Luoghi erbosi, umidi — Piano, colli. 

Z. seU. 2, Z. cent. 3. 

Europa cent., Francia m., Dalmazia. 

Bruco s,Vi\V Evonymus enropaens e Rhammis frangula. 
Irrorellus Hb. — Irrorea Hiv. — Giugno — Siepi, contro ai tronchi — 
Colli, monti. 



- 20 — 

Z. seil. ?, Z. cent. 4 (Toscana), Z. mer. 4, Z. ins. 4. 

Parte dell'Europa centrale, Dalmazia, Ungheria, Asia minore. 

Larva sul prugnuolo e. a. 
Padellus L. — V a r i a b i 1 i s Z. — Magg, ag. — Siepi, ec, — Piano, Alpi. 

Comune in quasi ogni parte d'Italia. 

Quasi in tutta Europa, Armenia. 
Rorellus HI). — Estate — Boschetti, siepi — Colli, monti. 

Z. seti. 4. (Piem. Lomb. ?). 

Germ., Eussia m., Dalmazia, Grecia. 

Larva sugli alberi da frutta, salici, ec. 
Malinellus Z. — Giug. luglio — Giardini, boschetti — Piano, colli. 

In quasi tutta l'Italia. 

Eur. cent, e mer., Asia minore. 

Larva spesso dannosa al melo, susino e a. 
Gagnagellus Hh. — Cognatella Tr., — E v o n y m e 1 i a Se. — Come 
la precedente. 

Comune in tutta l'Italia. 

Tutta l'Europa (eccetto le reg. poi.). 

Larva dannosa specialmente eìÌV Evonijmus eiiropaeus. 

Nota. — Ghiliani (Elenco ann. 99) opina che il M a 1 i n e 11 u s Z. e i 1 
Cagnatella Tr. (Gagnagellus Hb.) abbiano a raccogliersi in una sola 
specie avendo egli ottenuto da una medesima nidiata di bruchi, contemporanea- 
mente i due sessi del Malinellus e delle femmine a frangia quasi interamente 
bianca nelle ali posteriori, che gli autori tengono come carattere distintivo del 
H. Gagnagellus. Faccio osservare però a questo proposito, che Frey 
(Tineen Schweiz, p. 60) dice: la larva del H. Cognagellus essere più 
grande e più giallastra di quella del M a 1 i n el l,u s. 

Evonymellus Z. — P a d i Z. — Luglio, agosto — Siepi folto o boschi, in 
luoghi umidi — Piano, monti. 

Italia settentrionale, non frequente. 

Eur. cent., Russia, Dalm., Armenia, Siberia or. 

Larva sul Prunus padns e a. 

Gen. S»ra»nwieÈ*dnmin Hb. 

Combinella Hh. — A p i e e 1 1 a Dons. —^ Apr., magg. — Siepi, boschetti — 
Colli, valli. 

Z. seti. 4 (Piem), Z. cent. 4 (Tose ), Z. mer. 5 (Sicilia) Z. ins. 
3 (Sardegna m.). 



— 21 — 

Parte dell'Europa centr., Dalmazia, Asia minore. 

Larva sul Prunus spinosa. 
Compunctella H. &'. — Mann la raccolse nella valle di Wippaco.. 

Germania, Svizzera. 

Bruco sul Sorbì(S auciqmria. 
Gaesiella HI). — Oxyacanthella Dui). — Giugno — Siepi, boschetti — 
Colli, monti. 

Mann la osservò a Pratoveccliio, Staudinger in Sardegna. 

Probabilmente in tutta l'Italia. 

Europa centrale. 

Larva sulle betulle, e sul Crataegus oxyacantJia. 
Pyrella Vìi. — Cerasiella Hb. — Prim., est., aut., — Sugli alberi 
da frutta ec, — Piano, monti. 

Z. seti. 3, Z. cent. 3, Z. ine. 3 (Corsica). 

Europa centrale, Dalmazia. 

Bruco sugli alberi da frutta. 
Alternans Stgr. — Luglio — Praterie asciutte — Valli, Alpi. 

Da noi, sin qui solo nell' alto Nizzardo. 

Alpi marittime, Svizzera. 

Larva ignota. 
? Alpicella Hs. — Credo sia stata osservata nelle nostre Alpi orientali. 

Alpi austr. — Larva ignota ? 

Gen. M*È'ays Hb. 

Curtisellus Don. — Giugno — Cespugli e luoghi erbosi — Valli, monti 

È stata raccolta rarissima dal Ghiliani in Val di Lusernà (Piem.). 
Europa centralo, Russia oc, Armenia. 
Larva sul frassino e tremolo. 
Oleellus F. — A d s p e r s e 1 1 a //s. — Prim., aut. — Olivati — Piano, colli. 
Ovunque alligna 1' olivo, alle foglie e frutta del quale il bruco 
arreca danni grandissimi. 

Francia, Dalm., Grecia, Spagna ?, Asia minore. 

Nota. — I bruchi della generazione primaverile, si cibano del paren- 
chima delle foglie dell'olivo, mentre quelli della seconda apparizione pene- 
trano nel nocciuolo. del frutto. Un fatto analogo verificasi per la C o e hy 1 i s 
roserana Froel, la cui larva si nutre in primavera delle foglie e dei fiori 
della vite, e nella successiva generazione penetra nel frutto. La presente 



— 22 - 

specie corrisponde alla E 1. ole al e 11 a B. de Fonsc, e e. olive Ila 
B. de Fonsc, T. Roraaniana Costa, e adsper sella JIs. oG-1. È me- 
rito del Sig. Baldasarre Romano (da Palermo) l'aver chiarito riferirsi la 
Elachista olealella e la Oecophora olivella del Boyer de 
Fonscolombe alle due apparizioni estiva e autunnale di una medesima specie. 

Geli. Rai'aiioaeus SU. 

? Osyridellus SU. — È frequente in giugno a Cannes, ovunque cresce la 
Osyris alla, su cui vive la larva. 

Probabilmente anche nel Nizzardo e Liguria. 
Francia mer., Dalmazia, Andalusia, Asia minore. 

Gen. MeMietHa SU. — 

'i HeparieUa SU. — Nelle « Verh. d. zool. hot. Ver. in Wien 1855 p. 568. » 
Mann dice di aver scoperta a Livorno e raccolta anche ad Ajaccio 
laZelleria hepariella (Mann in litt.) a cui dà per sino- 
nimo laSomnulentella H. S. 819. Wocke pone quest'ultima 
fra le L i t h o e o 1 1 e t i s. L' entomologo viennese non menziona 
la Z. hepariella H. S. 650, da cui il catalogo assegna per pa- 
tria l'Inghilterra, la Germania m. or., e la Grecia. 
Phyllirella Mill. — Secondo Wocke incontrerebbesi in varie parti d'Italia. 
Francia m., Grecia. 
Larva sulla Phillyrea angusti f olia. 
? Oleastrella Mill. — Probabilmente nel Nizzardo, essendo propria dei 
dintorni di Cannes, (inverno), ove il bruco vive qxìXV olivo. 
Grecia, ec. 
? Fasciapenella SU. — Forse nelle nostre Alpi orientali. 

Scozia ec, Alpi bavaresi. 
Saxifragae Stt, — Milliére dice di aver presa questa specie a Mentono 
in giugno. 

Bruco sulla G-ypsophila saxifraga. 
Alpi (Cat. Woke). 

Gen. AÈ'gyresiin HI. 

Ephippella F. — T e t r a p o d e 1 1 a Stph. — Maggio, giugno — Siepi e 
boschetti — Piano, monti. 



— 23 — 

Non rara in ogni parte d'Italia. 

Europa, cent., Dalmazia, Eussia, Asia min. 

Larva nelle gemme del ciliegio, avellano e a. 
Nitidella i^. — C u r v e 1 1 a Z, — Estate — Cespugli, boschetti — Piano, 
monti. 

Z. seti- 3, Z. cent. 3. 

Gran parte dell' Eur. cent., Russia. 

Il bruco divora le gemme del Crataegus oxyacantha e acero. 
Semitestacella Citrt. — Il sig. G. F. Turati la trovò comunissima sui faggi, 
al Monte Generoso, alla metà d'agosto. 

Inghilt., Germ., Svizzera — Larva sui faggi. 
Albistria Hiv. — Mann la raccolsa in maggio sui fiori dei Terehynthus in 
Toscana e Corsica; regione montuosa (rarissima). 

Parte dell'Europa cent., Ungheria. 

Larva nelle gemme del Prunus spinosa. 
Spiniella Z. — Milliére .la raccolse nell'Alto Nizzardo, fra siepi di bianco spino. 

Parte dell'Europa cent., Dalmazia. 

Larva &\\[V avellano ? 
Conjugella Z. — Osservata da Mann nei dintorni di Pratolino. 

Europa cent., e seti, Lapponia. 

Larva sulle betulle. 
Mendica Hw. — S p i n o s e 1 1 a Sft. — Maggio — Siepi folte, boschi — 
Piano, monti. 

Z. seti. 3 (Piera., Lomb. ?), Z. cent. 2 (Lig. e Toscana). 

Europa cent, e parte della merid., Asia minore. 

Larva nelle gemme del frugnuolo. 
Fundella F. H. — Giugno — Siepi folte, boschi. 

Ghiliani la cita come rara sulla collina di Torino. 

Parte dell'Europa centrale. 

Larva ignota. 
Retinella Z. — Luglio — Siepi, cespugli — Colli, valli. 

Z. sett. 4 (Piera., Carniola ?), Z. cent. 4 (Alto Nizzardo). 

Parte dell'Eur. cent. 

Bruco sui salici e betulle. 
Abdominalis Z. — Probabilmente in tutta l'Italia. Mann la trovò abbon- 
dantissiraa a Montenero e Poppi (Toscana) in giugno sui cespugli 
di ginepro, sul quale vive la larva. 

Gran parte dell'Eur. cent, e sett., Asia minore. 



— 24 — 

Inauratella T(jstr. — Secondo Milliére (Cat. rais. Ili, p. 316) nella valle 
di Lantosca (Alpi niarit.). 

Finlandia — Bruco ignoto. 
Andereggiella Diip. — Luglio — Cespugli d'avellano — Alpi. 

Pochi esemplari; alpi del Sempione — Parte dell'Europa cent. 
Larva nelle gemme ABÃŒVavellano e melo selvatico. 
Cornelia F. — C u r v e 1 1 a ^S*^^. — Secondo il Catalogo di Milliére (III, 
p. 316), rara in luglio a Berthemont-les-Bains (Alto Nizzardo) in 
località ombrose. 

Europa cent., Eussia mer. or. 
Larva nelle gemmo del melo, pruno e a. 
Sorbiella Tr. — Fine maggio (Tose); giugno, luglio (Alpi) — Siepi ecc.; 
probabilmente in quasi tutta l'Italia — Piano, Alpi. 
Z. seti. 5 (Alpi di Valt.), Z. cent. 5 (Pisa, Mn.). 
Gran parte dell'Europa. 
Larva nelle gemme dei Sorhus e a. 
Pygmaeella Hb. ~ S e m ifascell a Stph. — Estate — Praterie elevate 
Monti, Alpi, 

Z. seti. 3 (Piemonte, Lomb, ?), Z. cent. 3 (Alpi marittime). 
Europa bor. e parte della cent. 
Bruco nelle gemme del S'alix cuprea. 
Goedartella L, — S e m i a r g e )i t e 1 1 a Don. — Giugno, luglio — Cespu- 
gli, boschi — Colli, Alpi. 

Z. seti. 3 (Brianza), Z. cent. 3 (Liguria). 
Bruco nelle gemme degli alni, betulle. 
Europa cent, e sett., Russia m. or. 
Brockeella Hb. — A u rivitella Hiv. — Estate — Cespugli, contro ai 
tronchi delle betulle — Alpi. 
Z. seti. 3 (Piemonoe, Lomb.). 

Parte dell' Eur. cent., Russia — Larva nelle gemme delle betulle. 
Arceuthina Z. — Mann ne raccolse parecchi esemplari in giugno a Bib- 
biena in Toscana — Forse nel Nizzardo; apparisce a Cannes 
(nella seconda generazione ?) alla fine d'estate. 
Parte dell'Europa cent, e della meridionale. 
Bruco sul ginejyro. 
? Certella Z. — La Harpe l'osservò sul versante sviz/^ero del Sempione 
(giugno) — Alpi, monti della Germania 
Larva ignota. 



— 25 — 



Gen. Cedeslis Z. 

Gysseleniella Thip. — Giugno — Cespugli, boschi — Colli, Alpi. 

Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Pratolino Mn., Alpi m.). 

Gran parte dell'Europa cent., Eussia s. occ. 

Bruco sul T^ìnus syìvestris. 
Farinatella Diip. — Estate — Raccolta da Mann nel Tirolo mer. (Bolzano) 
e nelle Alpi Giulie. (Probabilmente nelle Alpi di Valtellina). 

Ingh., Germ., Svizz., Eussia. 

Larva probabilmente sulle conifere. 

Gen Oeatei^osiotna Z. 

Piniariella Z. — È pure stata raccolta da Mann nel Tirolo meridionale 
(Bolzano). 

Distribuzione geogr. come la precedente- 
Anche questo bruco vive sulle conifere. 
? Copiosella Frey. — Probabilmente nelle Alpi del Bernina (Eugadina: 
sul Pimis cembro), 

Alpi del Grigione e del Tirolo. 

PLUTELLIDAE 

Gen. Pìutetla SchiJc, 

Hufnagellii Z. — Mag. giug. — Luoghi erbosi e rupestri — Colli, monti. 

Z. sctt. 3 (Monte Nanos Mn.), Z. ins. 4 (Monreale Mn.). 

Germania, Carniola. 
Porrectella L. — H e s p e r i d e 1 1 a Hb. — Maggio, settembre — Prati 
orti — Piano, colli. 

Z. seti. 3 (Piemonte, Carniola ecc.), Z. cent. (Liguria ?). 

Europa cent., Eussia, Asia minore. 

Larva sulla Hesxìeris matronalis e a. 
Geniatella Z. — Maggio, princ. di giugno — Luoghi erbosi — Colli, Alpi. 

Z, sett. 4 (Alpi del Sempione, di Valtellina ecc.). 

Alpi, Francia m. 



— 26 — 

Sec. Minière (C. rais. Ili, p, 317) apparirebbe anche a Cannes (!). 
Xylostella L. — Cruciferarum Z. — Da maggio a settembre — Luo- 
ghi erbosi, campi — Colli, alpi. 
Comune in tutta l'Italia. 
Tutta r Europa, America sett., Africa sett.,. Asia. 
Bruco talvolta dannoso alle erhe alimentari e altre. 

Nota — Fra le Più tei li di del regno di Napoli, Costa cita anche le seguenti, 
alcune delle quali certamente sono da ascriversi ad altre tribù. 

Triangulosclla — (Alis ant. griseo purpui^eis, cinereo fimbriatis, al. post, 
violascentibus ecc. tab. 6, flg. 2), che egli stesso opina essere forse la 
Orn. upupaepennella Tr. — Rara in agosto a Canistro (Abruzzo). 

Clialybacella — (Al. ant. chalybeatis, iramaculatis ecc. tab. 5, fi. 9). 
Luglio — Monti. 
È forse una Coleophora (Vedi Gen. Coleophora). 

Canaella — (Unicolore canascente, fimbria alarum flavicante). 
Basilicata — Fine luglio. 

Hypsolopha persicclla — Fine agosto, presso Canistro (Abruzzo ultra.) Vedi 
Cerostoma persiceli a). 

n. caimciDclla — (Tab. 6, flg. 8) colla precedente (Vedi Ypsolophus ustu- 
lellus F.). 

n. forniosclla — (Tab, flg. 9) Maggio, Camaldoli (Vedi Rhinosia formo- 
sella Hb.). 

Harpltetrix cultrclla — Ottobre, Camaldoli, Siepi. (?Theristis Mucro- 
ne 11 a Se). 

Gen. Cevosiownn Latr. 

Vittella L. — Maggio, luglio — Orti, giardini, sui tronchi — Piano, monti. 

Z. sett 3, Z. cent. 3 (Lig. Tose), Z. mer. 4. 

Europa cent, e parte della mer., Asia minore. 

Larva sull'oZmo, fagcjìo^ e caprifolio ? 
Sequella CI. — Da maggio a luglio — Contro ai tronchi ec. — Piano, colli. 

Z. sett. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana Mn.). 

Distribuzione geogr. come la precedente. 

Rruco sul tiglio e sul Salix cuprea {?). 
Radiatella Don. — L u t a r e 1 1 a Hb. — Estate — Boschetti dì querce — 
Colli, Alpi. 

Z. sett. 3 (Piemonte), Z. cent. 3 (Tose. Mn.) Z. mer. 4 (Napo- 
letano, [Cesta] ). 



27 

Tatta l'Europa (ecc. veg. poi. e Grecia). 
Larva sulle querce. 
Parenthesella L. — Costella F. — Agosto — Boschi di fagg'i. 

La presi in più esemplari al Monte Generoso (Tur. G. F.). 
Sylvella L. — Bifasciatus Htv. — Da maggio a luglio — Boschetti 
di querce — Colli, monti. 

Z. seti. 3, Z. cent. 3 (Lig. ?, Toscana). 
Europa cent., Russia, Dalmazia. 
Bruco sulle querce. 
Persìcella F. — Estate — Siepi e boschetti — Colli, monti. 

Z. seti. 2 (Lomb. [Turati] ), Z. cent. 3, Z. mer. 4 (Abruzzo ul- 
tra [Costa]). 

Parte dell'Europa centrale e meridionale. 
Larva sui peschi ec. 
Asperella L. — Falcatella Don. — Pine aprile — Cespugli, verzieri ec. 
Valli, monti. 

Z. sett. 4 (Piem. Istria), Z. cent. 4 (Pratovecchio, Mn.). 
Europa centrale, Dalmazia, Russia, Siberia, Asia min. 
Larva sul melo, querce (?). 
Scabrella L. — Pterodactylella Hb. — Giugno, luglio — Contro ai 
tronchi ec. — Colli, monti. 

Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Tos.). 
Eur. cent., Ungh., Russia. 
Bruco sul melo, ed altri alberi da frutta. 
Horridella 2V. — Falcella StpJt. -~ Da noi è stata sin qui osservata 
solo nell'alto Nizzardo. 

Parte dell'Europa centrale. 
Larva sugli alberi da frutta. 
Hemorella L. — Cult rea Hw. — Primavera, estate — Siepi, giardini, 
boschi — Colli, monti. 

Z. sett. 3 (Lomb., Piemonte), Z. cent. 4 (Tose). 
Europa cent. Ungh — Larva sulle lonicere. 
? Falcella Hh. — Probabilmente nel Nizzardo, apparendo ad Antibo in 
giugno e luglio. 

Svizzera, Germania, Russia — Bruco sul CaprifoUo. 
Denteila F. — X y 1 o s t e 1 1 a L. — Estate — Siepi, giardini — Piano, 
colli, monti. 

In tutta l'Italia, piuttosto comune. 



Eur. cent., Russia, Grecia, Armenia. 

Larva sulle ìonicere e parecchie erbe alimentari. 

Gen. Theifisiis Hh. 

Mucronella *S'c. — C a u d e 1 1 a L. — Primavera, autunno — Siepi, bo- 
schetti — Piano, colli. 

Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Nizzardo, Toscana), Z. nier. (Camal- 
doli [Costa]). 

Eur. cent, Russia, Dalm., Spagna, Asia min. 
Bruco suW JEvonymics europaeus. 

ORTHOTAELIDAE 

Gen. Ofihotaeìia Stph. 

Sparganella Thnh. — TosteUa Hb. — Estate. 

Eaccolta da Giuliani in pochi esemplari, nelle paludi di Stu- 
pinigi e ai laghi di Casalette. 

Parte dell' Eur. cent., Russia mer., or. 
Bruco sul Sparganmm ramosum. 

CHIMABACCHIDAE 

Gen. Oasysio»»t€9 Curi. 

Salicella Hh. — Primavera — Contro ai tronchi degli alni, salici e a. — 
Colli, monti. 

Z. seti. 5 (Colle di Torino), Z. cent. 4 (Tose. Mn.). 
Eur. cent, e sett., Dalmazia, Russia mer. or. 
Bruco suWaìno, salici e a. 

Gen. Chitnnhacctte Z. 

Phryganella Hh. — Novembre — Boschi di querce, ec. ■— Colli, valli, 
monti. 

Z. sett. 4 (Piemonte, Lombardia). 
Eur. cent, Ungheria, Russia mer. or. 
Bruco sul faggio, querce e a. 



— 29 — 

Pagella F. — Marzo — Boschetti ec. — Piano, monti. 
Z. self. 3, Z. cent. 2 (Liguria, Toscana). 
Eur. cent., Livonia, Dalmazia. 
Bruco sulle betulle, alni, pioppi. 

GELECHIDAE 

Gen. SemioscopiH Eh. 

Strigulana F. — A 1 m e 1 1 a Hh. — Primavera — Boschetti, in siti mon- 
tuosi — Valli. 

Z. sett. 4 (V. di Fenestrelle ec). 

Parte dell' Eur. cent., Ungh. Russia. 

Larva sulle betulle ec. 
Avellanella Hh. — Primavera — Siepi e cespugli di nocciolo. — Colli. 

Z. sett. 4 (Colli di Torino, Lomb. [?] ). 

Europa cent, e sett. 

Larva ^vXVavellano e a. 

Gen. Epigfvnphin Stph. 

Steinkellneriana Schijf. — Characterella Hb. — Prim. — Boschetti, 
siepi — Colli, monti. 

Z. sett. 4 (Piemonte, Brianza [Tur.] ). 

Eur. cent, e sett., Dalm. sett., Eussia m. or. 

Bruco sugli alberi da frutta. 

Gen. PsecwUa Hb. 

Sexpunctella Hb. — Prim., estate — Contro alle rupi ec. — Valli, monti. 

Z. sett. 5 (Tii-. m., Istria), Z. cent. 5 (Toscana), Z. mer. 5 (Si- 
cilia) Z. ins. 4. 

Germ., Dalm., Andai., Asia minore. 

Larva ignota. 
Pusiella Boemer — L i t h o s p e r m e 1 1 a Hb. — Maggio, settembre — Al 
calcio degli olmi ec. — Piano, alpi. 

Z. sett. 3, Z. cent. 2, Z. mer. 4. 

Europa cent, e mer., Asia minore. 

Bruco sulla Cerintha major, Barralo officinalis e m. a. 



— 30 — 

Bipunctella F. — E e li i e 1 1 a Hb. — Aprile, settembre — Cespugli, muri, 
sassi — Piano, monti. 

In quasi ogni parte d'Italia; poco abbondante — Come la 
precedente. 

Bruco euir Echium calycinum e vnlgare e Lithosperum offì ■ 
cinale. 
Funerella F. — Aprile, maggio — Cespugli, luoghi erbosi — Colli, monti. 

In quasi ogni parte d'Italia; piuttosto rara. 

Europa cent., Russia, Dalmazia. 

Bruco sul Syniphyfum officinale e a. 
Decemguttella Hb. — Primavera, estate — Cespugli, erbe — Colli, valli. 

Z. seti. 4 (Piemonte, Carniola). 

Eur. cent., Dalm., Ungh., Catalogna. 

Bruco snWEcJiium vulgare e LitJiospermum officinale. 
Flavianella Tr. — Mann ne raccolse un cf nella vai di Wippacco in giugno. 

Austria mer., Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Chrysopyga Z. — Mann la raccolse in giugno, in pochi esemplari, in Car- 
niola, Toscana e Sicilia. 

Parte dell'Europa merid. 

Bruco ignoto. 
Pyrausta Pali — At r opunctella Thnb. — Ghiliani la raccolse di 
estate a Oneglia (Liguria) e Iglesias (Sard.) in pochissimi esemplari. 

Ingh., Russia, Sib., Amer. 

Larva probab. sugli EcJiium. 
Flavitibiella //. ^S*. — Flavianella Ev. — È stata osservata a Esino 
(Lago di Como) in giugno, dai Turati. 

Russia mer., or. 

Bruco probabilmente sul Thalictrum. 
Aurifluella Hb. — Maggio, luglio — Pascoli ec. — Colli, monti. 

Z. cent 3 (Tose), Z. mer. 3 (Calabria ultra) Z. ins. 3 (Sard.). 

Vallese, Grecia, Asia minore, Armenia. 

Bruco ignoto. 

Gen. Bepvessnt^in Hiv. 

Costosa Hw. — Depunctella Hb. — Estate — Cespugli, luoghi er- 
bosi, boschi — Piano, colli. 



— 31 — 

In quasi ogni parte d'Italia, noti abbondante. 

Europa cent., Daini., Ungheria. 

Bruco : Spartium scopar., Coriaria myrtifolia, Ulcx. eur. e a. 
Flavella Hh. — L i t u r e 1 1 a Tr. — Estate — Luoghi ombrosi — Piano, 
monti. 

Comune iu quasi ogni parte d'Italia. 

Eur. cent., Dalm., Asia minore. 

Bruco sulle Ccntaiirea e sugli Hypericum. 
Pallorella Z. — S p a r m a n n i e 1 1 a H. S. — Maggio, giug. — Cespugli, 
siepi — Piano, colli. 

Z. cent. 4 (Liguria, Livorno, Mn.). 

Eur. cent., Ungh., Spagna. 

Bruco sulla Centaurea scahiosa G.,jacea e Serro.tula tlnctoria, 
Doronicella Wk. — È stata raccolta nelle Alpi Giulie da Schmidt. 

Austria mer., Slesia or. 

Bruco sul Borycm. ausfrkmim. 
Umbellana Stph. — Venosa Wd. — G. F. Turati la osservò nel mese 
d'agosto a Pegli (Liguria). 

Ingh., Francia m., Spagna. 

Bruco: Ulex, genista e a. 
Assimilella Tr. — 1 r r o r e 1 1 a S'tph. — Maggio, agosto — Cespugli sie- 
pi e e. — Piano, colli. 

In molte parti d' Italia, non comune. 

Eur. cent, e parte della meridionale. 

Bruco sul Spartium scoparium e a. 
Nonatella Stt. — È stata osservata in varie parti d' Italia, anche in Sardegna. 

Ingh., Germ., Svizz., Dalmazia. 

Bruco sulla Carlina vulgaris. 
Aridella Bln. — Mann ne raccolse un cf in giugno nolla valle di Wippacco, 
sulle querce. 

Carn., Dalm., e Grecia. 

Bruco ignoto. 
Atomella Hb. — Aprile — Boschetti — In molte parti d' Italia, anche in 
Sardegna; piuttosto rara. 

Germ., Francia, Spagna, Asia minore. 

Bruco sullo Spartium scoparium e a. 
Scopariella Hein. — Atomella Z. — Agosto, settembre — Cespugli, ca- 
paunotti di paglia — I Turati la raccolsero iu Brianza e a Pegli. 



— 32 ~ 

Ingh., Francia, Germania. 
Bruco come il precedente. 
Rutana F. — Retiferella Z. — Giugno, settem., ottobre — Cespugli, 
giardini — Piano, colli. 

Z. seti. 4 (Brianza [Tur.] ) Z. cent. 3 (Nizz. Tose. [?] ), Z. mer. 
3 (Napoli ec). 

Francia m.^ Spagna — Bruco sulla Ruta angustifolia. 
Arenella ScJii/f. — G i 1 v e 1 1 a Hb. — Luglio, agosto — Luoghi erbosi, 
boschetti — Colli, valli, alpi. 

Z. sett. 4 (Brianza [Tur.] ) Z. cent. 4, Z. ins. 3 (Sard.). 
Eur. cent, o parte della mer. 

Bruco sul Cirsium lanceolatum, Sonchus carolina e a. 
Propinquella Tr. — Y e a t i e 1 1 a Hb. — Settembre — Raccolta G. F. Tu- 
rati in Brianza, battendo i capannotti di paglia. 
Eur. cent., Francia m.. And., Russia m., or. 
Bruco ignoto. 
Subpropinquella Stt. — Sublutella St(;fr. — Questa specie, che il sig. 
Turati raccolse a Pegli, insieme alla ab. R h o d o e h r e 1 1 a //". ^S., 
è certamente comune in molte parti della nostra penisola. 
Eur. cent, e mer., Asia min. 
Larva sulle Centanrea e sui cardi selvatici, 
Laterella S'chiff. — Heracliella Hb. — Giugno e luglio — Siepi, bo- 
schetti — Colli, monti. 

Probabilmente in quasi tutta l'Italia, certamente in Lombar- 
dia (E. Tur.), Liguria, Toscana e Sardegna. 

Parte dell'Europa cent., Ungh., Russia, Siberia. 
Thapsiella Z. — Zeller scoperse questa specie in aprile e maggio nei din- 
torni di ]\Iessina. 

Grecia, Asia minore. 
Bruco sulla Thapsia garganica. 
Feruliphila Mill. — Forse anche nel Nizzardo. (Comune verso Antibo in 
luglio. 

Larva sulla Ferula, Hcraelcnm, Sescli, e m. a. 
Francia mer. 
Yeatiana F. — Putrida Hw: — Da maggio a settembre — Siepi, cespu 
gli, capannotti di paglia — Piano, colli. 

In Lombardia (Tur.) non rara; probabilmente anche in altre 
parti d'Italia. 



— 33 — 

Parte dell'Europa cent., Andalusia. 
Larva sugli Ilypericum ? 
Atricornella Mn. — Mann ne scoperse un esemplare (f in Corsica; la 

dice molto affine alla: 
Ocellana i*'. — Characterella Schi/f. — Lug., ottobre — Cespugli, erbe, 
muri — Piani, valli. 

Z. seti. 2 (Piemonte, Lombardia). 
Europa centrale, Dalmazia, Russia, Sib. orient. 
Il bruco vive sul Sallx caprea, S. viminalis, S. cinerea e 
hetula alba. 
Alstroemeriana Ci. — A 1 b id e 1 1 a JEy. — Estate, siepi, boschetti — 
Colli, monti. 

Z. seti. 3 (Piem., Lomb. (?), Carniola). 
Europa cent, e parte della merid., Eussia, Siberia. 
Larva sul Conium maculatmn. 
Purpurea Hiv. — Yaccinella Hh. — Aprile, agosto, settembre — 
Siepi, capannotti di paglia, ec. — Colli, monti. 

Z. seti. 4 (Brianza [Ture] ). Z. cent. 4 (Toscana). Probabil- 
mente in altre parti d'Italia. 

Eur. cent, e mer., Asia minore, ec. 
Bruco sul Baucus carota e Torilis anthriscus. 
Liturella Hb. — H i p e r i e e 1 1 a TV. — Comune in luglio a S. Martino 
Lantosca, Thorenc, ec. (Alto Nizzardo). 
Eur. cent, e sett, Spagna. 

Larva sulla Centaarea jacea e Scabiosa montana. 
Conterminella Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo, esssendo stata rin- 
venuta a Cannnes nel mese d'agosto. 
Germania, Russia, ecc. 
Bruco ignoto. 
? Lutosella H. S. — Dintorni di Fiume, quindi probabilmente anche in Istria. 
Dalmazia, Spagna, Armenia. 
Larva ignota. 
Appiana F. — C i e u t e 1 1 a Hb. — Giugno, settembre — Cespugli, pra- 
terie — Piano, colli, monti. 

Z. sett. 3 (Brianza [Tur.] ), Z. cent. 3. 
Europa centrale e settentrionale. 

Bruco: ChaerophyUum biilbosum, sylvestrc e temutcnium, 
Heracleum spondylium, e a. 
e. 3 



— 34 — 

Ciliella Stf. — Annexella Z. — Raccolta dai Tarati in agosto e sett. 
sui monti e colli della Brianza (siepi, cespugli, capannotti di 
paglia). 

Inghilterra, Germania sett., Norvegia. 
Capreolella Z. — D e p r e s s e 1 1 a //.*?. — È stata raccolta in Camicia. 
Eur. cent., Livonia, Dalm.. Asia minore. 
Bruco sulla Pimpineìla saxifraga. 
Rotundella JDongl. — Pelorita nella Z. — Prim., fine estate. — Ce- 
spugli, siepi, ec. 
.Colli, monti. 

Z. sett. 5 (Brianza [Tur.] ), Carniola (Mn.), Z. cent. 5 (To- 
scana (Mn.), Z. mer. 3 (Sicilia [Z.] ). 
Inghilterra, Spagna, Asia minore. 
Larva probabilmente sulle more. 
? Nodìflorella Hill. — Forse anche nel Nizzardo. 
Francia mer. or. (giugno). 
Bruco sulla Ferula nodiflora. 
Angelicella H&. — Eu b i d e 1 1 a Diip. — Estate (?). — In Piemonte 
(Wocke, Cat. p. 287, n. 1736). 
Europa centrale, Ungheria. — 
Larva sul!' Angelica sylvestris. 
Astrantiae Heìn. — I Sigg. Turati la raccolsero in agosto sulla sommità 
dei monti di Vill'Albese (Brianza) fra cespugli. 
Francia, Germania. 
Oinochroa E. Tur. — (Bull. 1879, p. 200). Specie nuova, affine alla 
CnicellaZ.; scoperta dai Sigg. Tarati ad Alzate (Brianza). Agos. 
e settembre; non rara, battendo i tetti di paglia dei capannotti 
nei boschi e vigneti — Bruco ignoto. 
? Cnicella Tr. — Probabilmente anche nel Nizzardo. (Giugno, Cannes). 
Germ. mer.; Ungh., Russia, Asia minore. 
Bruco sull' Eryngìum vulgare. 
Sarraceuella Bossi. — Senecionis Stgr. — È stata raccolta alla lY^ 
Cantoniera dello Stelvio. 

Alpi, Germania, Castiglia. 

La larva mina le foglie del Senecio Doronycum e a. 
Selini Kcin. — È stata osservata in Carniola. 
Germania. 
Bruco sul Selinum carvifolium (?) 



— 35 — 

Parilella Tr. — H u m e r e 1 1 a Bup. — Mann la raccolse in principio di 
estate presso Bolzano. 

Livonia, Francia, Germania. 
Larva sul Selinum carvifolium. 
Farulae Z. — Maggio ~ Zeller scoperse questa specie sui monti dei con- 
torni di Messina. 
Francia mer. or. 
Larva sulla Ferula comnmnis (Mann la raccolse anche 
presso Wippacco). 
Furvella Tr. — Estate. Contro alle rupi, e sassi •— Falde dei monti. 
Z. seti. 4 (Piemonte, Carniola). 
Gemi., Ungh., Daini., Asia minore. 
Larva sul Dyctamus aìbus. 
Depressella Eh. — Estate — Giardini, cespugli, boschetti — Piano, colli. 
Z. seti. 4, Z. cent. 3 (Toscana), Z. ins. 3 (Corsica). 
Eur. seti e cent., Ungh., Dalm., Asia minore. 
Larva sul Baucus carota. Angelica sylvestris. 
Pinpinellae Z. — P u 1 v e r e 1 1 a Ev. — G. F. Turati la raccolse nei din- 
torni d'Alzate (Brianza) nell'agosto; rara, battendo i capannotti. 
Mann la osservò nel Tirolo meridionale. 

Europa sett. e parte della cent., Ungh., Eussia. 
Larva sulla Pinpinella. 
Badiella Hb. — P a s t i n a e e 1 1 a Bup. — Estate — Pascoli in località 
montuose. 

Monti, Alpi. 

In molte parti d'Italia, non abbondante. 
Gran parte dell'Europa. 
Bruco sulle ornielli fere. 
Veneficella Z. — Maggio, giugno. — Scoperta da Zeller. in Sicilia (Sirac). 
And., Grecia, Asia minore. 

Larva sui fiori e nei steli della Thapsia garganica. 
Heracliana Be G. — B a d i e 1 1 a Tr. — Est. — Siepi, praterie — Piano, colli. 
Non rara in quasi tutta l'Italia. 
Eur. cent, e seti, Ungheria, Eussia, Canada. 
Bruco ?,v\V HeracUum spondijVmm. 
Tenebricosa Z. — Il Sig. Emilio Turati prese questa Depressaria in agosto 
ad Alzate, alla lanterna. 

Secondo Wocke, Bitinia (Brussa) — Bruco ignoto. 



— 36 — 

Cortinicella Z. — Mann la raccolse in giugno in valle di S. Antonio (Corsica). 
Bitinia (Brussa). 
Bruco ignoto. 
Albipunctella Hh. — Albipuncta. Kw. — Maggio — Siepi, prati — 
Piano, colli. 

Z. sett. 3, Z. cent. 3 (Lig.), Z. ins. 3 (Sard.). 
Parte dell'Europa cent, e della mer. 
Bruco sui Chaerophylluni e m. a. * 

Douglasella Sett. — Miserella H. S. — Lug., ag., nov., Die, (?). — Ca- 
pannotti di paglia. 
Piano, colli. 

Z. sett. 4 (Alzate. [G. F. Tur.] ). Z. cent. (Nizzado (?). 
Inghilterra, Francia, Germania. 
Bruco sull'Olmo. 
Chaerophylli Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo, essendo stata rin- 
venuta a Cannes nel mese di novembre. 
Inghilterra, Friuli, Brussa. 
Larva sui Chaerophyllum e a. 
Absynthiella //. S. — Dai Turati sui monti di Vill'Albese (Brianza). in 
settembre. 

Francia, Germania. 
Larva sulF krthemisia absìjnthium. 
Nervosa Hib. — Daucella Tr. — È stata raccolta in Sard. da Staudinger. 
Europa cent. Russia, s. oc. 

Bruco sulla Cicuta vlrosa, Oenanthe crocata, PheUandrlum 
aquaticum, Slum latifollum. 
Dictamnella Tr. -— Il Sig. Rololfo Z-ller la trovò in abbonlanza a Man- 
dello (Lago di Como); Mann ne raccolse i bruchi nella valle di 
Wippacco. 

Germania meridionale, Ungheria. 
Bruco sul Dlctaninus albus. 
? Rubrìcella Mill. — Specie nuova scoperta da Milliére a Cannes, d' au- 
tunno, che forse si rinverrà anche nel Nizzarlo. 

Nota. — Costa cita una una II a e ni i 1 i s o b se u re 1 1 a (al. ant. fuli- 
ginosis, lineola obsoleta flavida intus nigro teruiiiiat i). Agosto, Marsiea negli 
Abruzzi, che forse si riforisce alla Gelee li la Itìntigiii osella Z. Poi 
unaRhinosia fulgi nella (nigra, alis anticis fulginosis nigro-irro- 
ratis; t^irsis posticis calearitis), Lugli(j nella Sila (C.ilai)ria eitr.i). La dice affine 
alla obscu ralla, ma un terzo più grande. Seinbia una D e p r e s s a r i a. 



— 37 — 



Gen. Psot^icopictra Stt. 

9 Gibbosella Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo (Cannes, aut.). 
Eur. cent., Livonia, Sarepta. 
Bruco sulle querce e sui salici. 

Gen. CetecMa Z. 

Vilella Z. — Aprile, maggio — Contro ai muri, luoghi erbosi — Colli valli. 

Z. cent 4 (Nizzardo, Tose. [?] ), Z. mer. 2 (Sicilia), Z. ins. 3 
(Corsica). 

Eur. mer., Ingh., Germ., Francia m., Asia minore, Armenia. 

Larva sulle ortiche. 
Pinguinella Tr. — Estate. — Siepi di pioppi, ec. — Piano, monti, 

Z. seti. 3, Z. cent. 3, Z. mer. (?), Z. ins. 3. 

Parte dell' Eur. cent., Uugh., Dalm., Sarepta. 

Eruco sul pioppo. 
Rhombella ScJàff. — Estate — Cespugli, frutteti — Valli, Alpi. 

Z. seti. 4 (Alpi del Piemonte). 

Gran parte dell'Europa centrale. 

La larva incartoccia la foglia del melo. 
Hippophaella Sclirh. — Acupediella Frcy. — Secondo Mann nelle vi- 
cinanze di Bolzano. 

Inghilterra, Germania, Svizzera. 

Bruco sull' Hìppopliae rhamnoides. 
Tephriditella Bup. — Forse nel Nizzardo. (Cannes ec). 

Germania m. or., Ungh. 

Larva ignota. 
Spurcella H. S. — Principio d'estate. Mann l'osservò nel Tirolo merid. 

Francia, Gorm. m., Asia minore. 

Larva ignota. 
Holosericella — Luglio — È stata raccolta dal Sig. R. Zeller verso il 
Piz Umbrail, allo Stelvio. — Falde erbose — Alpi del Grigione. 
Bruco ignoto. 
Distinctella Z. — Giugno, luglio — Sul Thymus serpyllum e querce (?). 
Colli, Alpi. 

Z. sett. 4 (Lomb., Alpi orient.), Z. cent. 3 (Lig. e Toscana). 



~ 38 — 

Gran parte dell'Europa cent, e della meridionale. 
Larva forse sul Thymus serpyllum. 
Velocella Dup. — Nebulea Stph. — Luglio — Praterie aride, bo- 
schetti — Piano, Alpi. 

Z. sett. 4, Z. cent. 4 (Toscana, Liguria [?] ). 
Europa cent, e sett.; Francia m., Turchia, Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Scotinella US. — Da Mann in Toscana (Salviano). 
Germania, Svizzera. 
Bruco ignoto. 
Peliella Tr. — Estate (?) Nov. (?). Sulle querce e abeti — Colli, monti, 

Z. sett. 4 (Piemonte, Lomb. [?] ), Z. cent. (Lig. ec), Z. ins. 3 
(Sardegna). 

Gran parte dell'Europa cent., Spagna. 
Bruco sulle querce. 
Ericetella Hb. — Lanceolella Sfph. — Maggio, giugno — Special- 
mente sulle eriche — Colli, monti. 

Non rara in quasi ogni parte d'Italia. 
' Quasi tutta 1' Europa. 

Larva sulle eriche. 
Lentiginosella Z. — b s e u r e 1 1 a Tr. — Maggio, giugno, — Luoghi 
erbosi — Piano, alpi. 

Z. sett, 3, Z. cent. 4 (Nizzardo). 
Eur. cent., Eussia, Dalm., Armenia. 

La larva vive nelle foglie della Genista tinctoria e G. germanica. 
? Plutelliformis Stgr. — Forse nel Nizzardo. 
Francia merid.. Andai., Sarepta. 
Bruco sul Tamarix gallica. 
Aristotelis Mill. — (Sp. n. Cat. rais. Ili, pi. I. fig. 1, 2). 

Scoperta da Milliére in agosto a Berthemont e Thorenc, nel- 
l'alto Nizzardo; non rara. 
Infernalis US. — Forse nel Nizzardo (Cannes). 
Germ., Scand., ecc, 
Larva snW Inula helenium. 
Mulinella Z. — Interruptella Stph. — Forse nel Nizzardo (Cannes). 
Europa cent., Spagna. 
Bruco sul Juniperus oxycedrus. 
Interruptella III). — Secondo Duponchel nei dintorni di Genova. 



— 39 — 

Malvella Hh. — Estate — Praterie, sui fiori delle ombellifere. Monti, Alpi. 
In molte parti d'Italia, non comune. 
Europa cent.. Andai., Sarepta. 
Il bruco vive nei semi delle malve, e a. 
? Nebulosella Heìn. — ? Alpi orientali. — Carniola. 
Continuella Z. — Estate — Contro alle rupi. 
Alpi centrali, rara — Alpi. 
Bruco ignoto. 
Perpetuella H S. — Estate -^ Contro alle rupi — Alpi dello Stelvio, rara — 

Alpi, monti dell'Ungheria. 
Interalbicella H. S. — Credo che sia stata presa nelle alpi di Valtellina. 
Minière la raccolse nelle regioni elevate del Nizzardo. 
Valle di Lantosca, Alpi del Grigione. 
Larva ignota. 
Solutella Z. — Maggio — Praterie in luoghi caldi, falde dei monti. 

Z. sett. 3 (Tirolo, Friuli.), Z. cent. 4 (Montenero (Toscana) Mn.). 
Parte dell' Europa cent, e della merid. 
Larva sul Thymus serpyllum. 
N. S p. se e. Staud. — Sec. Staud. dovrebbe prender posto dopo la so- 
1 u t e 1 1 a, 

Pochissimi esemplari in giugno sulle montagne di Vill'Albese 
da G. P. Turati.. 
Longìcornìs Curi. — Z e b r e 1 1 a Tr. — Giugno — Cespugli, siti erbosi, 
rupi. — Monti, alpi. 

Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Apenn., Tose). 
Gran parte dell'Europa cent, e sett.; Asia minore. 
Bruco sulle Erica. 
V. Alpi col a Freij. — Forma più piccola, la di cui ? ha tinte più vi- 
vaci, propria delle Alpi elevatissime. 
Elatella H. S. ~ Estate — Alpi centrali, rara — Alpi; larva ignota. 
DifDnis Hw. — ScabideUaZ. — Prim., estate. — Regione selvosa e 
montuosa. — Monti, Alpi. 

In molte parti d'Italia; poco frequente. 
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi. e Grecia). 
Bruco sulla Pulmonaria, Lithospermum e a. 
Electella Z. — Mann la raccolse nel Tirolo merid. 
Germ., Svizzera, Russia. 
Bruco sul Pinns ahies, P. picea, e Juniperus comwnis. 



— 40 — 

? Oxycedrella 3fill. — Jc. III. pi. 118 — Luglio, agosto, 

Probabilmente anche nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a 
Cannes. 

Bruco sul Juniperus oxycedrus. 
LugubrcUa F. — Lunatella Z. — Credo sia stata osservata nelle Alpi 
di Valtellina e nell'alto Nizzardo. 
Germania, Francia, Europa bor. 
Bruco sui Dorycnium e molte leguminose. 
Viduella F. — Luctuella Diip. — Giugn(J— Cespugli e praterie aride — 
Valli, Alpi. 

Z. seti. 3 (Valle di Luzerna, ecc., alpi di Vaiteli.). 
Europa sett,, monti dell'Ungheria, Alpi. 
Bruco ignoto. 
? Trauniella Z. — Alpi orientali (?). — Camiola. 

Tessella Eb. — Eunestella Hb. — Mag., luglio — Siepi, giardini — 
Piano, falde dei monti. 

Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Toscana [Mn.]). 
Germania mer., Vallese, Ungheria, Dalmazia. 
Larva sul Berberìs. 
Cytisella Tr. — Maggio — Siepi — Piano, monti. 

Brianza sec. i Sigg. Turati. — Istria e Corsica (Ajaccio) sec. 
Mann. — Piuttosto rara. 

Parte dell'Europa cent, e della merid. 
Bruco ignoto. 

Note. — Mann raccolse in Corsica sulle falde del Pozzo di Borgo una 
Gelechia stratiopunctata Kollar, che non trovò citata da Herrich 
Shaeffer ne da Wocke. 

Il Prof. C. Rondani descrive nel nostro Bullettino, anno Vili, una sua 
Gelechia cicerella, scoperta nel Parmigiano in due esemplari, otte- 
nuti da larve educate colle foglie del Ciceri arietiìn. 

Gen. JUt*ach»nia Ilein. 

MouCfetella Schìff. — Punctifera Iltv. — Giugno — Regione boscosa 
— Valli, Alpi. 

Z. sett. 3 (Piemonte — Vaiteli.). 
Ingh., Russia ecc., Germ., Svizz. 
Larva sulle Lonicera, di cui accartoccia le foglie. 
Ulicinella Stgr. — Maggio^ giugno — Da Millière nei contorni di Nizza. 



— 41 — 

Francia mer., Andai. 

Braco sui fiori dell' Ulex provincialis 
Nigricostella Dup. — Da Mann in Toscana (Montenero, ec.) e Sicilia (?). 

Germ. or., Ungh., Dalm., Bitinia 

Bruco ignoto. 
Petiginella 3In. — Maggio — Scoperta da Mann sul Monte Calvario presso 
Bolzano. 

Gen. Bt*yotropha Hein. 

Terrella ScJdff'. — Estate — Siepi, cespugli, boschi — Piano, monti. 

Piuttosto frequente in quasi ogni parte d' Italia. 

Tutta l'Eur. (ecc. reg. poi. e Grecia); Asia minore. 

Il bruco vive in un involucro, su molte piante erbacee. 
? Figulella Stgr. — Aprile — Probabilmente nel Nizzardo, essendo stata 
rinvenuta nel Nizzardo. 

Francia mer., Andalusia. 

Bruco sul Sìlene niceaensis. 
Plebejella Z. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi — Piano, valli. 

Z. seti. 5 (Valsasina [Turati] ), Z. mer. 5 (Sicilia [Z.] ), Z. ins. 3 
(Corsica [Mu.], Sardegna [Stgr] ). 

Spagna, Grecia — Bruco ignoto. 
Umbrosella Z. — Giugno — Siti erbosi, aridi; boschetti di querce — Colli. 

Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Toscana). 

Europa ceni, Grecia. 

Bruco sui licheni dei muri e tetti. 
Dryadella Z. — Giugno, luglio — È stata osservata nell'Alto Nizzardo, in 
Toscana (sulle giovani querce) Sardegna e Sicilia. 

Ungh., Russia, Asia Minore. 

Bruco sulle querce. 
Basaltìnella Z. — Mann la raccolse in principio d'estate nei dintorni di 
Bolzano — Dintorni di Milano (G. F. Turati). 

Gran parte dell'Europa cent. — Bruco ignoto. 

Gen. M^iia Tr. 

? Diffluella Hein. — Credo sia stata osservata nelle Alpi dello Stelvio — 
Alpi — Bruco ignoto. 



— 42 — 

Artemisìella Tr. — Giugno — Luoghi erbosi, pascoli — Colli monti. 

Manu la raccolse presso Wippacco e in Toscana; non rara. 
Bruco nelle gemme ^q\V artemisia e sul Thymus serpyllum 
Salinella Z. — Fine aprile, maggio — Scoperta da Zeller nei dintorni di 
Siracusa, non rara. 

Andalusia — Bruco ignoto. 
Halymella Mill. — Forse nel Nizzardo (Cannes, da maggio a agosto; bruco 
sulV Atripìcx helymus). 
Francia mer. 
Palermitella Lah. — Un cr' scoperto dal sig. Dott. Eeina nei pressi di 

Palermo (Lah. Contrib. 8). 
Diminutella Z. — Estate — Sooperta da Z. in Sic (Messina). In seguito è 
stata trovata in altre parti d'Italia. 
Miniere la catturò anche a Cannes. 
Bruco ignoto. 
Promptella Stgr. — Specie propria della Sicilia e Andalusia (Staudiuger) 
Sp. n. prossima della M u r i n e 1 1 a H. S. stata presa a Montone in marzo 
(Stainton, The Tineina of Southern Europe, p. 210). 
Ingloriella Hein. — Giugno — Siti erbosi — Falde dei monti. 
Mann la raccolse a Gradisca e in Corsica. 
Austria — Bruco ignoto. 
? Laceratella Z. — È propria della Carniola — Bruco ignoto. 
? Brahmiella Heyd. — Maggio, settembre — Probabilmente anche nel 
Nizzardo, essendo stata rinvenuta a Cannes. 
Germ. cent., Francia mer. 
Bruco sulle gemme di Iurinea pyrenaica. 
? Hyoschyamella Stt. — Come la precedente — Francia mer. — Il bruco 

vive sul Hyoschyamus albits. 
Maculiferella Dgl. — P r o x i m a Hw. — Staudinger la raccolse in Sard. 

Germ., Ingh., Kussia, Grecia — Bruco ignoto. 
? Provinciella. Stt. — Forse nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta, in aprile 
e maggio, nei dintorni di Cannes. 
Inghil., Germania. 
Bruco s. Silene Niceaensis. 
? Marmorea JIw. — Giugno — Interno delle abitazioni — Probabilm. nel 
Nizzardo (Cannes). 

Parte dell'Europa cent. 
Bruco ignoto. 



— 43 — 

Junctella Dgl. — M a r m o r e a //. ^S. — Trovata da Mann in principio 
d'estate nel Tirolo merid. 

Germ., Ingh., Francia merid. 
Bruco ignoto. 
? Alsinella Z. — Propria della Carniola — Bruco ignoto. 
? Saginella Z. — Come la precedente. 

Gypsophilae SU. — Giugno — Dintorni di Mentone — Non credo che sia 
stata osservata altrove. 

Il bruco vive nelle galle delle GypsopJdla saxifraga. 
Singula Stgr. — (Eni St. Z. 1876). Scoperta dal Sig. barone Kalcliberg, 

presso Valdesi in Sicilia in ottobre. 
Punctata Stgr. — (Ent. St. Z. 1876). Come la precedente — Settembre — 
Atnbedue in pochissimi esemplari. 

Nota — Ghiliani cita anche nel suo Elenco, nel genere L i t a, la E x i- 
g u e 11 a Hb. (fig. 266), di cui altri autori non fanno menzione. Egli la nota : 
rara in giugno, boschi della Mandria, cespugli e praterie aride. 

Gen. VeMeJn Hem. 

Vulgella Hh. — Maggio — Siti erbosi e aridi — Collina di Torino, non 
frequente. 

Gran parte dell'Europa centr. 

Larve fra lo foglie del bianco-spino 
Scriptella Hh. — Aprile, luglio — Cespugli, siepi, tronchi — Piano, monti. 

In molte parti d'Italia, non infrequente. 

Gran parte dell'Eur. cent, e mer. 

Il bruco vive tra le foglie dell'Acer campestris. 
Alburnella Z. — Luglio — Boschetti, erbe — Colli. 

Z. seti. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana). 

Parte dell'Europa cent., Russia, Spagna. 

Bruco sulle betulle. 
Tamariciella Z. — Maggio — Sui tamarici — Mann la raccolse in Carniola 
e in Toscana (Livorno, Antignano, non rara) — Si troverà certa- 
mente anche nel Nizzardo e in altre parti d'Italia. 

Spagna. 

Bruco sul taniartx gallica. 
Sequax Hw. — Giugno — Siepi, cespugli — È pure stata raccolta in 

Carniola, Toscana e nell'alto Nizzardo (Lantosca, ec). 



— 44 — 

Europa centrale. 

Bruco s. Helianthemum vulgare, e Dorycnhim herbaceum. 
? Cisti SU. — Forse anche nel Nizzardo, essendo frequente a Cannes, ove 
ha due apparizioni. 

Larva s. Cistus. 
Fugitivella Z. — Mann l'osservò in Carniola; probabilmente anche nel 

Nizzardo — Gran parte dell'Europa centr. 
Humeralis Z. — Primavera, estate. — Cespugli, erbe — Piano, monti. 

In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante. 

Eur. cent, e mer. (ecc. Spagna), Asia Minore. 

Bruco specialmente sul Qiiercus sugar. 
Proximella Hh. — Maggio, agosto — Cespugli, erbe — Colli, monti. 

Mann la raccolse in Toscana (Antignano, rara) e Bertoloni 
nell'Apennino bolognese. 

Europa centrale, Kussia. 

Il bruco vivo sugli alni, betulle e pioppi. 
Notatella Eb. — Euratella H. S. -^ Giugno — Cespugli di salici — 
Colli, monti. 

Z. seti. 4 (Piem. e Lomb). 

Europa cent, e sett. 

Bruco sul salix caprea. 
Triparella Z. — Mann la raccolse in giugno sulle querce in varie località 
della Toscana. — Probabilmente in tutta l'Italia. 

Europa cent, e parte della merid., Eussia, Asia Minore. 

Bruco sulle querce. 
Luculella Hb. — Luct nella Stph. — Da noi, sin qui solo in Piemonte e 
nel Nizzardo — Stupinigi, rara (Ghil.), contro ai tronchi dei pioppi. 

Eur. cent., Francia m., Dalmazia. 

Il bruco vive nel legno fracido (?). 
Dodecella L. — Giugno — Boschetti, ec. — Colli, monti. 

I Sigg. Turati la raccolsero in Brianza (Alzate), e Millierà 
nell'Alto Nizzardo. 

Gran parte dell'Europa cent., Castiglia. 

II bruco divora le gemme del Pinus sylvestris. 
Femoralis Stgr.~ (Stt. E. Z. 1876). Scoperta del sig. B. Kalchberg a Valdesi 

(Sicilia) in ottobre. 



45 — 



Gon. necut*varin H. S. 

Leucatella CI — Albocingulella Dtip. — Maggio, agosto — Cespugli, 
siepi. — Colli, monti. 

Più meno frequente in quasi ogni parte d'Italia. 
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi., Spagna e Grecia). 
Bruco sul sorbo, bianco-spino e a. 
Nanella Hb. — Pr un lei la Hb. — Giugno, settembre — Frutteti, 
cespugli, ec. — Colli, monti. 

Non rara nell'Italia settent. e cent. 
Europa cent., Russia m., ec. 

Secondo alcuni autori la larva si ciberebbe dei fiori e foglie 
del pero, sorbo e a; secondo altri dei licheni del primo. 

Gen. Poecilin Hein. 

Nigrinotella Z. — N i g r a 1 b e 1 1 a H. S. — Giugno — Zeller la scoperse 
al pie' dell'Etna. Mann la raccolse a Wippacco, poi a Pratovecchio 
iu Toscana (rara). 

Germ. m^r., Ungh., Asia min. 
Larva sul Medi cago saliva. 
Nota. — E molto probabile che aiibiano a rinvenirsi nell'Italia sett. 
anche le due congeneri P. a I bi e e ps Z. (\ ana Hio) e P. Ni ve a Hvo. 
(Nigrovittella Dup.) 

Gen. ArgyvHis Hein. 

Pictella Z. — Giugno — Mann la raccolse a Gradisca, in Corsica ed iu Sicilia. 

Gran parte dell'Europa cent, e merid. 

Bruco sul Cerastiiim triviale. 
Superbella Z. — In Carniola da Mann. 

Russia occ, Germ., Ungh., Svizz., Sarepta — Bruco ignoto. 

Gen. il'annottin Hein. 

Stipella Hb. — Maggio — Boschetti, cespugli, muri — Colli, valli. 
In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante. 



— 46 — 

Gemi, m., Ungh., Svizz., Grecia ec, Asia minore. 

Bruco sul Chenopodium album. 
V. naeviferella Dup. — È stata osservata anche nell'Italia setten- 
trionale e in Corsica. (È più piccola e mostra un punto giallo, 
invece della macchietta gialla sulla linea mediana delle primi ali.) 
Hermannella F. — ZinckeeUa Hb. — Maggio — Siepi, muri — Colli, 
valli. 

Non rara in quasi ogni parte d'Italia. 

Tutta l'Europa (ecc. reg. poi., Spag. e Grecia.), Bitinia. 

Bruco sui Chenopodium e Atriplex, 

Gen. Apattin Hein. 

Bifractella Dgl. — Fine giugno — Mann ne raccolse alcuni esemplari sui 
fiori delle scabiose a Antignano in Toscana, e S. Martino in 
Sicilia. 

Europa cent, e parte della merid., Asia minore. 

Bruco nei semi àoìVInula dìjsenferica, e Conysa squarrosa. 

Gen. Silotroga Hein. 

Gerealella 01. — Da maggio a settembre — Campi, granai — Piano, valli. 
Questa specie, frequentissima nell' Italia settentrionale, lo è cer- 
tamente anche nel rimanente della penisola. 
' La larva è dannosissima al grano, e ne produce il riscalda- 

mento; ove questo si manifesta si procura di distruggere il terribile 
nemico coi vapori del solfuro di carbonio. 
Europa cent., Ru.'^sia, Andalusia ecc. 

Gen, Fioche nusn Hein. 

9 Subocellea Stph. — Probabilmente anche in Lombardia e nel Nizzardo, 
Europa cent., Dalmazia. 

Bruco s. Origcmum vulgare, Satureia montana e a. 
Lìttorella Dgl. — Quinquepunctella H. S. — Maggio — Siti erbosi 
in riva ai ruscelli — Falde dei monti — Non rarissima jn molte 
parti d'Italia, 

Iiighil, Austria, ec. — Bruco ignoto. 



— 47 — 

Inopella Z. — Paupella Z. — Aprile, settembre. 

È stata raccolta in Liguria, Toscana, Sicilia e Corsica; poco 
abbondante. 

Europa cent., Daini., Asia minore. 

Bruco sui fiori delle Inula. 
Gampicolella Mn. — Aprile — Sulle eriche — Monti. 

Mann ne raccolse alcuni esemplari nei dintorni di Ajaccio. 

Bruco ignoto. 

Gen. Parasin Bup. 

Paucipunctella Z. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi — Piano, monti. 
Raccolta da Mann in pochi esemplari in Carniola e Toscana 
(Pratolino). 

Europa cent., e parte della merid. 
Bruco nei semi àoìV AntJiemis tinciorla. 
Torridella Mn. — Estate — Falde dei monti. 

Mann l'osservò in Sicilia (Monte Guercio), in Corsica (Ajaccio, 
2 esempi.) e Staudinger in Sardegna. 
Asia minore — Bruco ignoto. 
Lappella L. — Astivella Z. — Estate — Specialmente sulle scabiose — 
Piano, monti. 

Lo stesso entomologo Manu l'osservò in Toscana (Ardenza) ed 
in Sicilia. Millierè la catturò nell'alto Nizzardo (Valle di Thorénc). 
Larva bw\V Arct'mm lappa. 
Selaginella Mn. — Mann la scoperse in luglio in Corsica sul Pozzo di 
Borgo, sui fiori del mirto; pochissimi esemplari. Non é stata an- 
cora osservata altrove. 
Neuropterella Z. — Luglio — Dintorni di Dogliani, dal sig. Dabbene, in 
luoghi erbosi. Probabilmente anche in Istria. 
Gran parte dell'Europa cent., Andalusia. 
Bruco s. Cirs'mm acaule. 

Gen. Et*gaiis Hein. 

Suberlcinella H. S. — Estate (2 apparizioni [?]) — Colli, monti. 

Brianza (Turati), Corsica (falde del Monte Rosso da Mann); 
Wippacco (Mn). 



— 48 — 

Parte dell'Europa mer., Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Ericinella Bup. — M i e e 1 1 a Hb. — Forse nel Nizzardo (Cannes). 
Brianza, un solo esemplare in agosto da G. P. Turati. 
Bruco ignoto. 
Decurtella Hb. — T u rba t e 1 1 a Tr.— Mann la raccolse alla fine di giug 
nella Valle di Wippacco. 

Germ. mer., Ungh., Grecia. 
Bruco ignoto. 
? Staticella Mill. — Specie nuova prossima alla B r i z e 1 1 a Tr, scoperta da 
Minière presso Cannes (bruco sulla Statice cordata), che forse 
potrà appartenere anche al littorale Nizzardo. 

Gen. DovyphOÈ'a Hein. 

Carchariella Z. — Osservata da Mann in principio d'estate nel Tirolo 
meridionale. 

Livonia, Germania, Asia minore. 
Larva sulle querce {?). 
? Pulveratella H. S. — Intaminatella SU. — Probabilmente anche 
in Istria (Fiume, cespugli e pascoli). 
Iiigh., Germ., Dalmazia. 
Bruco ignoto. 
Tenuiella Mn. — Raccolta da Mann in Toscana (pascoli dietro Ardenza). 
Dalmazia, Bitinia. 
Bruco ignoto. 
Servella Z. — Un esemplare contro un muro dell'Albergo di S. Martino 
Lantosca in luglio da Milliére. 

In Carniola, nell'Italia centrale e in Corsica secondo il cata- 
logo di Wocke. 

Gormania, Livonia, Dalmazia, Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Nomadella Z. — Propria della Carniola (e Dalmazia). 

Gen. Mfottwchfoa Hein. 

Tenebrella Hb. — Subcuprolla Stph. — Giugno — Siti erbosi, caldi; 
rupi — Piano, monti. 



— 49 — 

Z. seti. 4 (Lomb.), Z. cent. 4 (Toscana). 

Europa cent., Russia, Grecia. 

Bruco nelle radici e gemme del Rumex acetosellae. 

Gen. EiaÈnpt'oies Hein. 

Unìcolorella H. S. — Osservata in Caruiola da Manu — Germ. ec. 

Bruco ignoto. 
? Atrella Htv. — Urabriferella H. S. — Forse nel Nizzardo (Cannes). 

Gran parte dell'Eur. cent., Ungh. 

Bruco ignoto. 

Gen. AnacaÈttpis Curt. 

Patruella Mn. — È stata raccolta in Carniola da Mann; probabilmente an- 
che nel Nizzardo (Cannes). 

Germ. m., Dalra., Francia raer. or. 
Bruco snìVHelianfhemum guttatum. 
Nigritella Z. — Aprile — Un esempi, d" scoperto da Zeller nei monti dei 
dintorni di Messina, e due altri raccolti da Mann nel Tirolo me- 
ridionale. 

? Inghilterra, Andalusia. 
Bruco ignoto. 
Coronillella Tr. — Maggio, giugno — Margine dei boschi — Falde dei 
monti. 

In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante. 
Francia, Svizzera, Dalmazia. 
Bruco sulla Coronilla varia e a. 
Biguttella H. S. — Maggio — Siti erbosi aridi — Colli, valli. 

Ghiliani la raccolse sulla collina di Torino, Mann in Carniola 
e Toscana, e Milliére a Mentone. Ovunque poco abbondante. 
Germ cent, e merid. 
Bruco sui Dorycninn e Genista. 
Remissella Z. — Maggio, luglio — Luoghi erbosi. 

Scoperta da Zeller In Sicilia, dove la catturò in seguito Mann; 
pochi esemplari. 

Germania, Asia minore. 
Bruco ignoto. 
e. 4 



— 50 — 

Anthyllidella Hb. — Maggio — Luoghi erbosi, aridi — Colli, monti. 

Z. seti. 3 (Brianza, [Tur.]), Z. cent. 3, Z. mer. 4, Z. ins. 4 
(Sardegna). 

Europa cent., e merid., Russia, Asia minore. 

Bruco Bv\V Anthyllis vulneraria. 
? Psoralella Mill. — Forse anche nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a 
Cannes (maggio, giugno). 

Francia meridionale. 

Bruco sulla Psolarea bituminosa. 
Ligulella Z, — C i n e t e 1 1 a Hb. — Maggio — Siepi, siti erbosi — Colli, 
monti. 

Non rara in tutta l'Italia. 

Quasi tutta l'Europa, Asia minore. 

Bruco sul Lotus corniculatus e a. 
Vorticella Se. — Maggio, luglio, — Cespugli, praterie aride — Colli, monti. 

Z. seti. %. (Piemonte e Lombardia). 

Eur. cent, e sett., Dalm., Sarepta. 

Bruco sulla G-enista tinctoria e a. 
? Cincticulella H. S. — Forse in Istria (Fiume). 

Gemi., Dalm., Andalusia. 
Taeniolella Z. — Maggio — Boschetti ec. — Colli, monti. 

Z. sett. 3 (Lomb., Udenese), Z. cent. 3 (Toscana, Pisa). 

Parte dell'Europa cent., Asia minore. 

Bruco s. Lotus corniculatus, Medicaio, Trifolium. 
? Captivella H. S. — Probabilmente anche in Istria (Fiume; di sera intorno 
ai frassini [Mn.] ). 

Bruco ignoto. 
Lamprostoma Z. — Principio d'estate — Scoperta in Sicilia da Zcller e 
Mann; pochi esemplari, falde dei monti. 

Spagna, Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Basalis Str/r. — (Ent. St. Z. 1876) Scoperta in giugno a Castelbuono (Si- 
cilia) da Kalchberg. 

Gen. AennthophHa Hcin. 

Alacella Dwj). — Maggio — Siepi e cespugli di Prunus — Piano, colli. 
Mann la raccolse in Toscana (Livorno, Pisa ec; rara). 



— 51 — 

Eur. ceut., Russia o Grecia. 

Il bruco vive sui licheni delle querce. 

Gen. Tachypiilin Eein. 

Populella CI. — Estate — Specialmente sui pioppi e betulle — Piano, colli. 
Alquanto frequente in quasi tutta l'Italia (varia molto). 
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi. e Grecia), Siberia orient. 
Bruco sulle betulle, pioppi e salici. 
Scintillella F. — Giugno — Siepi, erbe — Valli, monti. 

Da Mann nel Tirolo meridionale e nel Goriziano; da Staudin- 
ger in Sardegna. 

Gran parte dell'Europa cent., Dalm., Spagna, Asia minore. 
Bruco snìV Helianthemum vulgare e Dorycnium. 
Subsequella Hh. — Obscurella F. — Estate — Siepi ài pninus. Da 
Mann nella vallo di Wippaco e in Toscana (?): Secondo Costa negli 
Abruzzi. 

Eussia, Germania, Ungheria, Dalmazia, Grecia. 
Bruco sul Prunus, Salix caprea. 

Gen. Bvachycrossatn Hein. 

Cinerella 67. — S p o d i e 1 la Tr. — Estate — Praterie, margine dei bo- 
schi — Colli, monti. 

È piuttosto frequente in tutta l'Italia — Tutta l'Europa. 
Tripunctella Schlff. — Luglio e agosto — Praterie aride sul margine dei 
boschi — Monti, Alpi (sino a 2500). 
Z. seti. 2 (Valsasina [E. T.] ). 
Alpi, Francia. 

Il bruco, che si nutre di diverse piante basse alpine, si rinviene 
sotto ai sassi. 
Antirrhìnella Miìl. — Carniola(?). Nell'alto Nizzardo (Berthemont, in giugno). 
Francia mer. — Il bruco vive sugli kntirrhinum. 

Gen. Slontopiei^yop Hein. 

Detersella Z. — E g e n e 1 1 a H. S. — Giugno — Scoperta da Zeller nelle 
vicinanze di Siracusa. 



— 52 — 

Probabilmente in tutta la bassa Italia. 
Europa mer., Asia minoro. 
Bruco ignoto. 

Gen. Cefuiophot^n Hein. 

Lutatella H. S. — Maggio, settembre — Siti erbosi, cespugli — Colli. 
Z. seti. 4 (Brianza [Tur], Carniola). 
Europa cent. — Bruco sn varie graminee. 
Triannulella H. S. — Fine aprile, agosto e settembre. 

Osservata dai Turati in Lombardia (Milano e Brianza). 
Probabilmente anche in Liguria. 
Parte dell'Europa cent, Ungh., And., Armenia. 
Bruco sul Convolvulus sep'mni. 
Rufescens Hw. — Maggio — Siepi — Da Mann in Toscana (Livorno, An- 
tignano), e da G. F. Tur. in Brianza — Il sig. Emilio Turati prese a 
Kegoledo una forma più grande e con punto nero, che costituisce 
forse una nuova specie. 
Eur. cent., Ungheria. 
Bruco su parecchie graminee. 

Gen. Mtliinosin Tr. 

DeniseUa F. — Carmelitella Hh, — Maggio, giugno — Boschi, siepi, 
siti erbosi — Colli, valli. Alpi. 

Z. seti. 3 (Piemonte e Carniola), Z. cent, o (Liguria e Tose). 
Germ. mer., Ungh., Dalm., Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Sordidella Hh. — Giugno, luglio — Cespugli — Alpi marittime sui due ver- 
santi, rara (Certosa di Pesio [Ghiliani], Lantosca, la Boléne ec. [Mill.j). 
Germ. m. ec, Francia, Pirenei or. 
Bruco ignoto. 
Ferrugella Schiff. — C o r i a e e 1 1 a Hh. — Fine maggio, giugno — Siepi, 
boschetti — Colli, monti. 

Z. seti. 4 (Brianza e Carniola), Z. cent. 4 (Toscana [Ardenza] ). 
Eur. cent., Russia, Dalmazia, Andalusia. 
Bruco sulla (Jampamtla persicifolia e Scahiosa columharia. 
Flavella Dnp. — S e g e t o 1 1 a Z. — Giugno — Praterie, margino dei bo- 
schi — Piano, monti — Frequente in tutta l'Italia. 



- 53 — 

Europa mer., Asia minore, Siria. 
Bruco ignoto. 
Formosella Hb. . — Fiammella Hb. — Come la precedente - Non rara 
in quasi ogni parte d'Italia. 

Europa mer., e parte della cent. 
Ungh-, Asia min., Siria. 
Bruco ignoto. 
Libidinosa Stgr. — Una coppia scoperta dal Ghiliani nelle Alpi del Pie- 
monte (Beri. Eut. Zeit. 1870). 

Gen. dadodCH Hein. 

Dimidiella Schiif. — Estate — Praterie, boschetti — Monti, alpi. 

Z. seti. 4 (Brianza; Alta Valtellina). 

Parte dell'Europa cent., Dalmazia. 

Bruco ignoto. 
Gerronella Z. — Maggio; sul margine di prati aridi — Piano, colli. 

Mann la raccolse in Istria, Livor. e Pisa; Zeller a Siracusa; rara. 

Parte dell'Europa cent., Ungli., Daini., Siria. 
Basilella H. S. — Mann ne catturò alcuni esemplari presso Bolzano. Un- 
gheria. 

Bruco ignoto. 

Gen. Cteodoi'a Curi. 

? Strìatella Hb. — T a n a e e t e 1 1 a Sdirle. — Vari autori citano questa 
specie propria della Germ., Gallizia ec come italiana. È molto pro- 
babile che l'abbiano confusa colla seguente: 
Antliemidella Hein. — S t r i a t e 1 1 a //. /S. 563 — Maggio, giugno — Pra- 
terie aride, falde dei monti. 

Non rara in quasi ogni parte d'Italia. 
Germ., Eur. mer., Asia minore. 

La larva vive nei gambi e semi ^^W Anthemìs tìnctoria. 
Kefersteiniella Z. — Maggio, giugno — Pascoli ec. — Colli, monti. 
Z. cent. 4, Z. mer. 3 (Sicilia), Z. ins. 4 (Sardegna). 
Eur. mer., Asia minore. 
Bruco sui C/irysanthemum (?). 
Liueatella Z. — Maggio, giugno — Praterie aride, falde dei monti. 



— 54 — 

Z. seti. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana), Z. ins. 3. 
Eur. mer. (ecc. Grecia e Russia mer.). 
Bruco ignoto. 

Gen. MesopMeps E. S. 

Silacellus Hb. — Estate — Luoghi sterposi ed erbosi — Colli, monti. 

Z. seit. 3, Z. cent. 4 (Alto Nizzardo, Toscana), Z. ins. (Sar- 
degna — [Stand.] ). 

Parte dell'Europa cent., Dalm., Asia minore. 
Bruco sui Cistus (?). 
Corsìcellus //. S. — Giugno, luglio — È stata raccolta in Corsica dal sig. K. 
Zeller; in Toscana da Mann e in Sardegna da Stand.; probabilmente 
si rincontrerà anche nel Nizzardo. 
Francia mer. 

Bruco sul Cistus salvi folius e a. 
Trinotellus H. S. — Come il precedente; anche nell'Italia sett. (sec. Wocke). 

Boemia, Ungh., Grecia — Bruco ignoto. 
Acuminatus Stc/r. — (St. E. Z. 1876). Un solo esemplare scoperto dal si- 
gnor Kalchberg alla fine d'ottobre presso Valdesi (Sicilia). 

Gen. Tpsotoplius F. 

Renìgerellus Z. — È stato raccolto da Mann nel Tirolo merid, e in Car- 
niola, Svizzera, Austria ec. 

Bruco ignoto. 
Ustulellus F. — C a p u e i n e 1 1 a Hb. — Estate — Cespugli, siti erbosi ~ 
Colli, monti. 

Non rara in molte parti d'Italia. 

Europa cent, e parte della merid., Armenia. 

Bruco sulle betulle. 
Fasciellus Hb. — Come il precedente — Europa cent., Sarepta, Asia min. 

Bruco sul Prunus spinosiis. 
Schmidiellus Heycl. — D u r d h a m e 1 1 u s Stt. — Luglio, agosto — Falde 
erbose calde — Colli, monti. 

Osservata nell'alto Nizzardo da Millióre. 

Inghilterra, Germania. 

Bruco svlW Origan. vulgare. 



— 55 — 

Juniperellus L. — Giugno — Cespugli di ginepro ec. — Monti, Alpi. 

Z. sett. 5 (Alta Valtellina, Z. cent. 4 (Toscana, Pioppi [Mn.] 
e Antignano). 

Livonia ec, Germ. ec, Ungh., Asia minore. 
Bruco sai ginepro. 
Marginellus F. — C 1 a r e 1 1 a Tr. — Maggio — Cespugli, boschetti — 
Piano, monti. 

In varie parti della Zona settentrionale e della centrale; poco 
abbondante. 

Livonia, Eur. cent., Ungh., Dalm., Siberia. 
Bruco sul Juniperus oxycedrus e a. 
? Millierellus Stt. — (Hist. n. Tin. XIII, p. 336). Forse anche nel Nizzardo, 
essendo stata raccolta a Cannes (maggio). 
Bruco sul Cisfus salvifolius. 

Gen. IVothÈÙs Hh. 

Verbascella Hb. — Estate — Luoghi sterposi ed erbosi — Piano, monti. 

In ogni parte d'Italia; non molto abbondante. 

Eur. cent., Livonia, Andai., Asia minore. 

Bruco sui Verhascum. 
Declaratella S'tgr. — Giugno — Milliére ritiene debba trovarsi presso Nizza. 

Francia mer.. Spagna. 

Bruco sulla Scrophularia lucida. 
Sentlcetella Stgr. — Forse nel Nizzardo, essendo stata rinvenuta a Cannes 
in giugno. 

Francia mer., Andalusia — Bruco sul Juniperus. 
Asìnella Hh. — Giugno — Uo d" da Mann sulle falde del Pozzo di Borgo, 
in Corsica. 

Livonia, Germania ec. — Bruco ignoto. 
Lsmniscella Z. — Luglio — Contro alle roccie in siti caldi. 

Piemonte, Caruiola, rara. 

Germ. mer., or., Ungheria — Bruco ignoto. 

Gen. Sophronia Hb. 

Semicostella Hb. — Estate — Il sig. E. Zeller ne raccolse alcuni esemplari 
nella valle di Gressoney e Mann nel Tirolo meridionale. 



— 56 — 

Europa cent., Russia, Cast. 

Bruco ignoto. 
Chilonella Tr. — Giugno — Trovata dal Ghiliani in Piemonte — Siti er- 
bosi, aridi — Piano, colli, rara. 

Gran parte dell'Europa cent., Ungb. ec. 

Bruco snlle Artemisie (?). 
Exustella Z. — Estate — Siti erbosi, aridi. 

Scoperta da Zeller presso Siracusa e Eoma; raccolta da Mann 
a Pisa e Livorno. 

Andalusia. 

Bruco ignoto. 
Humerella Schlff. — Probabilmente in Istria (Fiume [Mn.] ); nel Nizzardo 
(Cannes, boschetti) e nelle nostre Alpi centrali. 

Eur. cent., Castiglie. 

Bruco sul Thymus serpyllum, Arthemis cam^estris e a. 
Sicariella Z. — Estate — È stata osservata in Piemonte e nel Tirolo me- 
ridionale. Probabilmente s'incontrerà anche in altre parti d' Italia. 

Germ. ec, Ungh., Dalmazia, 

Bruco ignoto. 
lUustrella Hh. — Credo sia stata raccolta nelle nostre Alpi orientali. 

Austria, Ungheria, Dalmazia, Bitinia. 

Bruco ignoto. 

Gen. Anf*È*8ia Z. 

Spartiella ScJtrJc. — Robertson ella Curf. — Maggio, giugno — Ce- 
' spugli, siepi. — Colli, falde dei monti. 

Z. seti. 4 (Brianza, Gorizia); Z. cent. 4 (Toscana); Z.mer.é 
(Sicilia). 

Eur., cent., Russia mer., or., Asia minore. 
Bruco sulla Genista e Ulex curop. 
Lineatella Z. — ? Pullatella Hh. 118. — Questa specie, il cui bruco 
danneggia i fiori del pesco, deve incontrarsi in molte parti d'Italia. 
Staudingcr la raccolse in Sardegna. 
Parte dell'Europa cent., e della merid. 
Asia minore. 



57 - 



Gen. MegacÈ*a8pedu9 Z. 

Dolosellus Z. — Fine maggio — Siti erbosi, pascoli — Piano, colli. 

Z. sett. 4, Z. cent. 4 (Tose), probabilmente in tutta l'Italia. 

Austria, Ungheria, Dalmazia. 

Bruco ignoto. 
Separatellus F. R. — Raccolta da Mann sulla sommità del Monte Mag- 
giore in Istria ed in Sicilia. 

Austria, Dalm., Andai., Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Subdolellus Sfgr. — Specie della Spagna meridionale; stata osservata anche 

nelle Alpi marittime. (Thoreuc, luglio, rara). 
Lanceolellus Z. — Hessleriellus Roessl —Fine maggio. — Pra- 
terie, pascoli — Monti. 

Zeller e Mann la trovarono in Sicilia, Toscana e Corsica (raris- 
sima). Germania cent., occ. 

Bruco ignoto. 
Binotellus F. E. — Da noi sin qui solo in Carniola (e. Istria?). 

Pascoli in siti montuosi. 

Austria, Ungheria, Dalmazia 

Bruco ignoto. 
Imparellus F. R. — Maggio — Pascoli e siti erbosi — Dintorni di Pisa (Mn.). 

Probabilmente anche nella zona sett. 

Austria, Ungheria, Dalmazia. Asia minore. 

Bruco ignoto. 

Gen. JPtet'olonelte Z. 

Albescens Z. — Luglio — Siti erbosi, aridi - Una coppia, scoperta da 
Zeller nei monti dei dintorni di Messina, dopo il tramonto. 

Ungheria, Francia mer. 

Bruco ignoto. 
Pulverulenta Z. — Maggio — Luoghi cespugliosi aridi; erbe secche. 

"Zeller ne raccolse pochi esemplari presso Siracusa. 

Andalusia. 

Bruco ignoto. 



58 — 



Gen. Topeuiis Hb. 

Barbella F. — Crini tessa H. S. — Il Sig. Eodolfo Zeller mi assicurò 
di averla raccolta nelle Alpi dello Stelvio, verso il Piz Umbrail. 

Austria, Ungheria. 

Bruco ignoto. 
Criella TV. — C r i n e 1 1 a //. *S. — Giugno, luglio — Luoghi erbosi — Colli, 
monti. 

Z. seti. 3 (Italia seti). 

Austria, Dalmazia. 

Bruco ignoto. 
Labiosella Hi). — Estate — Cespugli, boschetti — Colli, monti. 

Z. seti. 3 (Piemonte, Istria (?) Z. mer. 3 (Camaldoli). 

Austria — Bruco ignoto. 

Gen. CaÈ'posinn H. S. 

Berberidella //. S. — Giugno — Cespugli — Mann ne raccolse un esemplare 
nel Tirolo merid. e pochi altri in Carniola. 
Germania mor., Dalmazia. 
Bruco ignoto. 

Gen. t*teu»*oia Hb. 

Rostrella Hb. — Estate — Praterie aride, brughiere — Piano, colli. 

In molte parti d'Italia, poco abbondante. 

Germania mer., Ungh., Dalm., Grecia, Siberia. 

Bruco ignoto. 
Pyropella Schi/f. — Come la precedente — Colli, Alpi. 

Non rara in tutta l'Italia. 

Europa mer., Siria, Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Salviella H. S. — Probabilmente in Istria, essendo stata osservata a Fi- 
renze da Mann. 

Dalmazia, Grecia, Asia minore. 

Bruco sulle Salvie. 



— 59 — 

Brevispinella Z. — Aprile, maggio — Scoperta da Zeller nei dintorni di 
Siracusa, e dal Sig. Dott. Reyna presso Palermo; Toscana (Mn.). 
Ungìieria m. or., Sarepta. 
Bruco ignoto. 

Nota. — Una specie affine venne raccolta in Sardegna dallo Staudinger. 

Metricella Z. — Giugno, luglio — Falde erbose soleggiate — Valli, monti. 
Minière raccolse nell' Alto Nizzardo (Thorenc, S. Martin, ec.) 
questa specie, propria della Grecia e dell'Asia minore. 
Pungitiella E. S. — Maggio, giugno — Eaccolta da Mann in Istria e- 
Carniola. 

Dalmazia, Grecia, Siberia, or. 
Bruco ignoto. 
(?) Schlaegeriella Z. — Nelle mie memorie la trovo notata fra la Pleu- 
rota italiana, senza indicazione di località (Alpi dello Stelvio [?] ). 
Germania cent, e mer., Ungheria. 
Bruco ignoto. 
Aristella L. — Da maggio a luglio — Falde erbose, aride — Colli, monti. 
Z. seti. 2, Z. cent. 2. 

Parte dell'Europa centrale, Spagna, Sarepta, Armenia, Asia 
minore. 

Bruco polifago. 
Argentistrigella 3In. — Un solo <f raccolto da Mann sul versante meri- 
dionale del Monte Nanos, verso Gradisca 
Bicostella CI. — M a r g i n a t u s i^. — Maggio, giugno — Praterie, bru- 
ghiere — Colli, monti. 
Z. sett. 3, Z. cent. 3. 

Gran parte dell'Europa settent. e cent.; Dalmazia. 
Bruco sulle Eriche. 
Ericella Bup. — Teligerella Stgr. — Maggio, giugno — Boschetti, 
brughiere — Colli. 

Z. sett. 3 (sommità d. collina di Torino), Z. cent. 3 (Nizzardo). 
Francia, Andalusia. 
Bruco su varie piante erbacee. 
Cyrniella Mn. — Estate — Scoperta da Mann nei dintorni di Ajaccio, dove 
la catturò in pochissimi esemplari alle falde dei monti. — propria 
della Corsica. 



- 60 — 



Gen. Apìota StpJi. 

Kadenìelia //. S. — Nigricans Z. — Nel Catalogo di Wocke la trovo 
indicata come propria del Piemonte. 
Germania, Sarepta. 
Bruco ignoto. 

Gen. Hotoscotia Z. 

Forficella Hb. — Estate — Siepi, boschetti, tronchi — Piano, colli. 
Z. seti. 3, Z. cent. 3. 

Germania m. or., Ungh., Dalmazia, Bitinia. 
Il bruco vive nelle corteccie fracide delle querce e betulle. 

Gen. Rfotasitt HS. ~ 

Punctella Costa. — MonostictellaT/. S. — Giugno — Luoghi erbosi 
— Colli, monti. 

Non rara in quasi ogni parte d'Italia. 
Dalmazia, Asia minore. 
Bruco ignoto. 

Gen. Hypet*cunin Stph. 

Citrinalis Se. — C h r i s t i e r n a n a L. — Luglio — Boschetti, erbe — 
Colli, Alpi. 

Non rara in varie parti d'Italia. 

Gran parte dell' Eur. centrale e mer. (ecc. Spagna e Grecia). 

Bruco sulla Polygala chamaebuxus. 

Gen. Eteciihocem H. S. 

Luticornella Z. — L u t e i e o r n e 1 1 a //. S. — Luglio e agosto — Bo- 
schetti, cespugli — Colli, monti. 
Z. seti. 3, Z. cent. 3. 

Parte dell'Europa cent, e mer. Dalmazia, Asia minore, Siria. 
Bruco ignoto. 



— 61 — 

V. orsoviella Hein. (palpis pedibusque infuscatis) assieme al tipo. 
Briantiella E. T. (Bull. Soc. ent. it. Anno XP, fase. 3° Tav. Vili fig. 15). 
Specie nuova raccolta in due esemplari dal sig. Emilio Turati 
in Brianza nel mese d'agosto. 

Gen. Carcina Uh. 

Quercana F. — Pagane Ila Tr. — Da giugno a settembre — Boschi 
e siepi folte — Piano^ Alpi. 

Non rara in ogni parte d'Italia. 
Europa cent, e merid. 
Bruco: querce, faggi oc. 

Gen. Enicosioma Stph. 

Lobella Sch. — Lugubrella Diq). — Aprile — Siepi, tronchi — Piano, 
colli. 

Ghiliani la raccolse a Torino, Mann in Istria e a Livorno in 
pochissimi esemplari. 

Europa cent., Dalmazia. 

Bruco sul Prunus spniosa. 

Gen. Sytntnoca Hb. 

Signella Hb. — Giugno — Boschetti; contro alle rupi — Monti, Alpi. 

Z. seti. 3 (Piemonte; Valtellina, probabilm. anche nel Nizzardo). 

Alpi occidentali, Francia mer., Grecia. 

Bruco sui Salix. 
Albicanella Z. —Signella //. ,S'. — Venne raccolta da Mann in Carniola. 

Dalmazia — Bruco ignoto. 
Galiginella Mn. — Maggio — Contro alle rupi — Scoperta da Mann nel 
Tirolo meridionale. 

Bruco ignoto. 
Mendosella Hornig. — Scoperta dal sig. Hornig nei monti della Carniola. 

Bruco ignoto. 
? Musculina Stgr. — Staudinger raccolse in Sardegna una S y m m o e a, che 
sarà forse da ascriversi alla musculina Stgr. propria della Grecia. 
Pallida Stgr. — (St. E. Z. 1876). dal sig. ba. Kalchberg in Sicilia, dove la 



— 62 — 

prese in pochissimi esemplari a Castelbuono e a Valdesi in luglio, 
agosto e principio di settembre. 
? Oxybiella 3fiU. — (le. III. pi. 138). Si troverà forse anche nel Nizzardo, 
essendo comune a Cannes in luglio, poi in settembre. 
Bruco ignoto. 

Gen. AnchitUn Hb. 

Daphnella Hb. — P u d o r e 1 1 a Ub. — Estate — Raccolta da Mann nei 
monti della Carniola. 

Eur. cent, e parte della sett. 
Bruco sul Daphne mesereum. 
Grisescens Frey — Insolatella H. S. — Millière ne raccolse un esem- 
plare nelle Alpi marit. (Hauteurs de Berthemont les Bains, 1800 m.). 
Si troverà probabilmente anche nelle Alpi dello Stelvio. 
Alpi orientali — Bruco sulla Daphne striata e a. 
Cristalis Se. — V e r r u e e 1 1 a Schiff. — Giugno e luglio — Valli, e monti 
delle nostre Alpi orientali; probabilmente anche nel Nizzardo, es- 
sendo comunissima presso Cannes. 
Germania, Svizzera, Catalogna. 
Il bruco vive sul Daphne mesereìtm. 
Laureolella H. 8. — Maggio (Liguria); Giugno (Alpi). 
Alpi di Li vigno, ec. dintorni di Montone. 
Francia meridionale; Alpi. 
Il bruco vive sulle Daphne striata e gnidium. 

Gen. Hat^pelia Schrl: 

Forficella Se. — P r o b o s e i d e 1 1 a Sul^. — Da maggio a luglio — Siepi, 
boschetti, tronchi — Colli, monti. 

Z. seti. 2, Z cent. 3. 

Parte dell'Europa cent., Ungh., Dalm,, e Grecia. 

Il bruco vive nel legno fracido del frassino. 
Geoffrella X. — G r u n e r i e 1 1 a //. /S*. — Giugno, luglio — Siepi, ce- 
spugli in fiori — Piano, monti. 

Non rara in tutta l'Italia (? eccetto Z. insul.) 

Europa cent., Ungh., Dalmazia. 

Bruco come il precedente. 



- 63 — 

Staintoniella Z. — G-eoffrella Sclàif. — È citata come specie del Pie- 
monte nel Catalogo di Wocke p. 306, n. 2244. 
Austria, Ungheria, Asia minore. 
Larva probabilmente nel legno fracido. 
Bractella L. — S u 1 p h u r e 1 ìa F. — Fine maggio, giugno, luglio. — 
Siepi, prati, cespugli — Piano, colli. 
Z. seti. 3, Z. cent. 4. 

Parte dell'Europa centrale, Serbia, Asia minore. 
Il bruco vive nel legno fracido delle querce e dei faggi. 

Gen, Dasyceirn Htv. 

Sulphurella F. — r b o n e 1 1 a. Hh — Aprile, maggio — Cespugli, bo- 
schetti — Colli, monti. 

Z. seti. 4, Z. cent. 4 (probabilmente anche nella Z. mer.). 

Eur. cent, e mer.; Asia minore. 

La larva vive sotto la corteccia delle hetulle e alni. 
Oliviella F. — (? T. M. C 1 e m e n t i n e 1 1 a Costa, — tab. 1, figura 3) — 
Giugno, luglio. 

Siti erbosi, giardini — Colli, monti. 

In quasi ogni parte d'Italia, ma poco abbondante. 

Parte dell'Europa cent., Europa mer., Asia minore. 

Bruco sotto la corteccia delle querce. 

Gen. OecophovM Z. 

Tinctella if&. — Lutar ella Stpli. — Maggio, giugno — Siepi, bo- 
schetti — Colli, valli. 

Z. seti. 3, Z. cent. 4 (Pratovecchio, ilfw.). 
Europa centrale, Russia, Daloiazia. 
Larva nel legno fracido e forse sui licheni dei tronchi. 
Unitella Ilb. — A rie te Ha Z. — Giugno, kiglio. 

I Signori Turati la raccolsero a Milano e in Brianza; Costa 
nel napoletano. È probabilmente propria anche di molte altre parti 
d' Italia. 

Europa centrale — Bruco nel legno fracido. 
Coturnella Mn. — È stata scoperta da Mann nelle valli del Tirolo merid. 
Bruco isrnoto. 



— 64 — 

Panzerella Stph. — Nel Catalogo di Wocke (pag*. 307, n. 2258), è citata 
come specie italiana. 

Inghilterra, Germania, Francia — Bruco ignoto. 
Flavifrontella Hb. — Giugno — Cespugli, margine dei boschi. — Piano, 
monti. 

In quasi ogni parte d' Italia, rara. 
Europa cent, e sett., Castiglia, Asia minore. 
La larva s' incontra tra le foglie fracide dei faggi e a. 
Pulverosella Hein. — È stata osservata nel Tirolo meridionale (Catalogo 

Wocke, pagina 307, n. 2262). 
Lavandulae Mn. — Scoperta da Mann, in giugno nei dintorni di Ajaccio. 
É propria della Corsica, ove la larva vive nelle foglie della La- 
vandula staechas. 
Quadrifariella Mn. — Scoperta da Mann nei dintorni di Ajaccio, contro 
alle rupi. 

Anche questa e e o p h o r a è propria della Corsica. 
Bruco ignoto. 
Cinerariella Mn. — Giugno — Siti erbosi — Raccolta da Mann in Sicilia. 

Andalusia, Asia minore. — Bruco ignoto. 
Stipella L. — T i g r e 1 1 a Hb. — Sulphurella Hb. — Aprile, mag- 
gio — Boschi, cespugli — Monti, Alpi. 

Z. sett. 4 (Stupinigi, Valtellina), Z. cent. 4 (Montenero, Tose). 
Europa cent, e sett., Dalmazia. 
Larva sotto le corteccie delle conifere. 
Similella Hb. — Giugno — Siepi, praterie, — Piano, Alpi. 

Z. sett. 3 (Piemonte, Valtellina, ?). Z. cent. 3 (Liguria). 
Europa centrale, Russia. 

Bruco probabilmente sotto alla corteccia delle conifere. 
Ginnamomea Z. — Mann la raccolse nel Tirolo meridionale. 
Germania, Russia, Gallizia. 
Larva come le precedenti ?... 
Augustella 7/&. — An gus te 11 a St2Jh. — Maggio, giugno. 

Il Ghiliani la raccolse nei boschi della Mandria, i Turati a 
Milano, e Staudinger in Sardegna.. 

Europa centrale e meridionale, Siria. 
Bruco sotto la corteccia e nel legno fracido del xnoppo. 
Albìlabris Z. — È stata scoperta da Mann a Salviano in Toscana, contro 
i tronchi degli olmi, sotto la corteccia dei quali forse vive la larva. 



— 65 — 

Luctaosella Dup. — Albiraaculea Htv. — Giugno — Trovasi nelle 
abitazioni — Piano, colli. 

In Piemonte, rara (Ghiliani). 

Francia meridionale, or. — Bruco ignoto. 
Minutella L. — Maggio, giugno — Siepi, boschetti, praterie — Piano, colli. 

Z. seti. 3, Z. cent. 3. 

Europa cent, e sett., Dalmazia, Armenia. 

Bruco sul Sellerò e m. a. 
Tripuncta Hw. — Trimaculella Dup. — Giugno — Mann la rac- 
colse sulle querce nei dintorni di Pratovecchio. Credo sia stata os- 
servata anche in altre parti d'Italia. 

Inghilterra, Germania, Ungheria, Sarepta, Asia minore. 

Bruco ignoto. 
? Formosella F. — Forse in Istria, essendo stata osservata a Fiume. 

Russia, Gallizia, Germania, Ungheria, Dalmazia. 

Bruco sotto la corteccia dei pioppi. ? 
Lunarìs Hiv. — C 1 a v e 11 a H. S. — Maggio, giugno — Cespugli, giardini 
— Piano, colli. 

In tutte le nostre zone; non molto abbondante. 

Francia, Germania, ec, Asia minore. 

Larva sotto la corteccia delle querce e dei pioppi. 

Nota — La Arcuella del Costa (Tav. 2, fig. 6), probabilmente si ri- 
ferisce a questa specie. 

Lambdella Don. — M e t z n e r i e 1 1 a H. S. — Maggio — Mann la prese 
nel Tirolo meridionale — Forse anche nel Nizzardo. 

Inghilterra, Germania, Ungheria, Francia mer., Isole Jonie. 
Bruco ignoto. 
SchaefTerella L. — Luglio, agosto — Boschetti, ec. — Colli, monti. 
Z. sett. 4, Z. cent. 4 (Alpi marittime). 
Germania, Gallizia, Ungheria, Sarepta. 
Bruco sotto la corteccia e fra le foglie fracide del faggio. 
Leucochrysella Mììl. — Trovata da Milliére in luglio a Berthemont-les- 

Bains, nelle Alpi marittime. Rara. 
Procerella S'chi/f. — Estate — Praterie — Raccolta dal Ghiliani sulla som- 
mità della collina di Torino e dal Mann presso Livorno; rarissima. 
Germania, Polonia, Russia, Ungheria. 
Bruco sotto la corteccia e sui licheni del pruno. 

e. 5 



— 66 — 

Thorencella Mill. Sp. il. — Milliére prese questa nuova specie lungo la 
seconda quindicina di luglio a circa 1200 metri nella valle di Tho- 
renc (Alto Nizzardo). La dice prossima alla Detrimentella Stgr. 
(Cat. rais III, pag. 346). 

Nota — Tra le Oecopbora del Regno di Napoli, Costa cita le seguenti. 

Tigrafclla — Tav. 2, fig. 3. (Alis primoribus fulvo-auratis, fimbria apicale 
argentea, punctis nigris 9 seriatim dispostis 2, 3, 2, 2; inferioribus 
plumbeis). 

Luglio — Camaldoli, iu un castagneto. 
ADguloscIla — Tav. 2, flg. 4. (Alis primoribus nigricantibus; basi, lineisque 
marginalibus argenteis, apicem versus convergentibus, puncto medio 
nigro; inferioribus plumbeis, versus apicem splendioribus). 

Mag., settembre — Cespugli, boschi — Camaldoli, Capodimonte ec. 
Sembra avere qualche analogia colla G. e q u i t e 1 1 a Se. 
Conjunctclla — Tav. 2, flg. 5. La ritiene una varietà pixi chiara della pre- 
cedente. 

Maggio — Capodimonte ec. — (Appartengono forse al genere E 1 a- 
chista al genere Gly phip te ryx). 
niegurlella Hb. 307 — Vedi Adela associatella Z. 
Arcuella — Tav. 2, fig. 6. (Alis primoribus linearibus fulvo-auratis, macula 
transversalis arcuata brunnea in medio, margine anteriore haud at- 
tingente; inferioribus argenteo-brunneis). 

Si riferisce forse alla Lunaris Hw. (vedi sopra). 

Fastuosella — Tav. 2, flg. 7. (Alis omnibus linearibus, primoribus auratis, 

maculis transversalibus tribus apicibusque rubris; inferioribus brun- 

neis) — Siepi — Camaldoli; affine alla angustipenella Hb. 197. 

Zieglerclla H. 306 — Giugno, luglio, agosto — Castagneti presso Camaldoli. 

Vedi Genere Cosmopteryx. 
Blcrianella B. 265. — (Alis nigris, primioribus fasciis tribus argenteis tran- 
sverse divaricatis; anteunarum estremitatibus albis). 

Fra i muschi delle querce; flne aprile, tra Auletta e Salvitello. 
La M e r i a n e 1 1 a H. 265 non la trovo citata nel Catalogo di Wo- 
cke. Herrich-Schaffer la ascrive dubitativamente alla Tinea V in- 
cutei la H. S. 
LcBwonhoekctla H. 261 — Maggio, giugno — Luoghi ombrosi, Camaldoli.. 

Vedi Genere P a n e a 1 i a. 
Luteolella — Tav. 4, flg. 4. (Unicoloi'e albo-flavicante immaculata). 

Non rara nei contorni di Napoli; siepi, praterie aride — Secondo 
Zeller (Isis, 1847, p. 827) non sarebbe una Oecophora. 
Cinetella H. 142 — (Alis nigris antici.s striga transversali argentea). 



— 67 — 

Rara nei boschi dei dintorni di Napoli. Si riferisce probabilmente 
alla Anacampsi s li gu lei la Z. 
Raflmitrella H. 124 — Luglio — Aspromonte, rarissima. 

Zeller dubita che possa riferirsi alla rufimitrella di Hiibner. 
(Incurvarla Koerner iella Z). 
Passcriniella — Tav. 4. fig. 3. (Alis primoribus angustatis, griseo cinereis, 
striis duabus transversalibus, puncto medio punctisque marginalibus 
fuscis). 

Giugno, dintorni di Napoli, rara. 

A motivo della costituzione dei palpi non va ascritta alle e- 
cophor a. 
Flavocerella — Tav. 4, fig. 6. (Corpo e ali brune, le anteriori più scure). 
Dintorni di Napoli, rara. 

Anche questa specie che la figura ci mostra coi palpi muniti di 
peli, al secondo articolo, come la precedente, non appartiene al ge- 
nere Oecophora. 
Granella Lai. — Tav. 92, 221. (Citaz. erronea). Tav. 4, fig. 2. (Albo flave- 
scente raicante, alis anticis brunneo-punctulatis, fasciis duabus tran- 
sversalibus obscurioribus; infer. postice excistis fimbriatisque). 
La dice dannosissima ai granai come laTinea granella. 
Appartiene forse al genere G e 1 e e h i a. 
Trimnculella — Tav. 5, fig. 6. 'Alis anticis linearibus, griseo micantibus, 
maculis tribus argenteis, fimbria fusca, posticis brunneis late fim- 
briatis; corpore albido fusco-fuscato). 
Luglio — Cespugli 

Non è certamente una Oecophora; forse una Ornix. 
Avellinella — Tav. 5, fig. 2. (Fulvo-aurata ruboque pruinata; al. ant. linea 
raaculisque duabus pallidioribus, posticis fulvo brunneis; antennis sub- 
denticulatis). 

Agosto — Falde meridionali della Majella, rarissima. Potrà forse 
identificarsi alla 0. similella Hb. eO. cinnamomea Z. 
Scyllaclla — Tav. 6, fig. I. (Fusce fuliginosa, capite fulvo-canescente, anten- 
nis fuscis apice albo; al. ant. maculis tribus argenteis, quarum dua- 
bus in margine antico, altera in angulo postico). Affina alla precedente. 
Luglio, rara — Monte Carvino. 
Tlttcila — Tav. 5, fig. 3. (Fusco fuliginosa micante; al. ant. vitta longitudi- 
nali media albo argentea). 

Settembre — Praterie elevate, aride. Affina alla seguente. 
Punctlvittclla Costa. — Tav. 5, fig. 1. (Vedi genere Butalis). 
Lineaclla — Tav. 6, fig. 7. (Unicolore atra, fascia alba transversali in medio 
alarum primarum). 



— 68 — 

Settembre — Camaldoli. 

Appartiene probabilmente al genere E 1 a e h i st a. 
Ilnltella Hb. 147. — (Alis ant. nitidis lerrugineo-ochraceis stria longitudinali 
obscuriori obsoleta). 

Secondo Zeller non semba riferirsi alla 0. u n i t e 1 1 a Hb. 

Gen, Oegocoitia SU. 

Quadripuncta Htv. — Bifasciella Sfph. — Estate — Luoghi erbosi, 
boschetti — Piano, monti. 

Z. seti. 3, Z. cent. 3 (Ligur. occid., Livorno). 
Europa cent., e parte della merid.; Siria. 
Bruco ignoto. 

Gen. HypaihÈta H. S. 

Binotella Thnb. — Mouffetella Hù. — Maggio, giugno — Praterie 
attigue ai boschi — Colli, valli. 
Z. seti. 4 (Torino, Carniola). 
Germ. ec, Svezia, Russia. 
Larva sulla Lonicera xyloslum. 

Gen. Binstohnsis Z. 

Roscidella Z. — Agosto — Boschetti di querce. È stata scoperta da Zeller 
nei dintorni di Napoli e osservata anche in altro parti d'Italia. 

Russia mer. or. 

Bruco sulle querce. 
Phycidella Z. — Estate — Siepi, boschetti — Piano, colli. 

Incontrasi più o meno abbondante in tutte lo nostre zone. 

Germania, Dalmazia, Asia minore. 

Bruco ignoto. 

Nota — Milliére cita una sua B. mnemosynella (sp. n. Cat. rais. 
Ili, p. 346), e la congenere anthophaga Stgr. dei dintorni di Cannes. 

GLYPHIPTERYGIDAE 

Gen. CHypMptet'y<c Hb. 

Fuscoviridella Hiv. — Albicostella Dup. — Principio d'estate — 



— 69 — 

Siepi, praterie, giardini — Piano, colli. 

Sinora da noi solo in Piemonte; non rara. 
Inghilterra, Francia, Castiglia. 
Bruco ignoto. 
Aereinitidella 3fin. — Ann. Soc. Ent. Fr. 1854. — Kaccolta in luglio snlle 
altare di Bertriemont-les-Bains, dal Milliére — Praterie fiorite ben 
soleggiate; rara. 
Thrasonella Se. — Maggio, giugno — Prati umidi, luoghi paludosi — Pia- 
no, valli. 

Z. seti. 1, Z. cent. 2. 
La larva vive nei giunchi. 
Nicaeella MoescJil. — Italia settentrionale, occidentale (Beri. Ent. Z. 1866, 

pag. 146). 
Equitella Se. — Aprile, maggio — Praterie e giardini — Colli. 

Non rara in molte parti d'Italia — Europa cent, e raerid. 
Asia minore. 

Bruco nelle gemme dei Seclum. 

La Major eli a Mn. probabilmente non è che una varietà 
della Equitella. 
Forestrella F. — e u 1 a t e 1 1 a Z. — È stata osservata nell' Italia centrale 
in Corsica ed in Sardegna (Wocke. Catalogo pag. 309, n. 2315). 
Europa cent., Dalmazia, Sarepta, Asia minore. 
Bruco ignoto. 
Fischeriella Z. — Maggio, giugno — Siepi, praterie — Piano, colli. 

Z. seti. A (Dint. Torino), Z. cent. 3 (Pisa). Probabilmente in 
tutta l'Italia. 

Eur. cent, e merid., Russia, Asia minore. 
Bruco nei semi del Bactylis glomerata. 

GRACILARIDAE 

Gen. €f»^aciiaria Z. 

Alchimiella Se. — Franckella Hb. — Fine maggio, giugno — Cespu- 
gli, boschi — Colli, monti. 

Z. soft. 2, Z. cent. 3 (probabilmente in tutta l'Italia). 
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi.) — Bruco sulle querce. 

Nota — Si riferisce forse a questa specie la flg. 3 della tav. G del Costa. 



— 70 — 

? Rhodinella H. S. — Forse in Istria (Fiume). 

Germania mer. occ, Dalmazia, Bitinia. 

Bruco ignoto. 
Stigmatella F. — Upupaepennella Hh. — ? Primav., autunno — 
Siepi e boschetti — Colli, monti. 

In tutta l'Italia, non rara — Tutta l'Europa. 

Bruco sui Salix e Popiilus. 

Nota — È questa probabilmente la Triangulosella del Costa 
(Tav. 6, fig. 2). 

Hemidactylella F. — Maggio, settembre — Siepi, boschetti — Colli, monti 

Z. sett. 4 (Brianza, Tur.), Z. cent. 4 (Antignano, Mn.). 

Parte dell'Europa cent., Russia m. or. 

Larva sull' acer pseudoplatanus. 
Braccatella Stgr. — Italia centr. (Stgr. Hor. 1870, 274. Anni.) Smirne. 
Falconipeunella Hb. — Estate — Praterie e boschetti — Colli, monti. 

Z. sett. 3 (Piemonte, Lombardia), Z. cent. ? (Nizzardo ?). 

Parte dell'Europa centrale. 

Il bruco vive sull'acero. 
Fidella Eeutti. — Settembre — È stata raccolta in Brianza (dint. di Alzate) 
dai sig. Turati. 

Germ. cent, e mer. — Bruco sul luppolo e a. 
Elongella L. — Prim., estate — Boschetti, praterie — Colli, monti. 

In tutta l'Italia, piuttosto frequente — Tutta l'Europa. 

Bruco suiraZno e betulle. 
? Semìfascia Hio. — Forse in Istria (Fiume). 

Parte dell'Europa cent., Dalmazia. 

Bruco swWAcer campestris. 
Juglandella Mn. — Giugno, settembre — Boschetti, praterie — Colli, valli. 

Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Lantosca). 

Austria, Vallese ec. 

Bruco sulla Juglans regia (noce). 
Rufìpennella Hb. — È stata raccolta da Mann in maggio, in pochissimi 
esemplari presso Antignano in Toscana. 

Parte dell'Europa centrale. 

Larva sull'^cer pseudo-platanus. 
Tringipennella Z. — T r i n g i 1 e 1 1 a Bup. — Maggio, giugno, settembre 
— Siti erbosi — Piano, valli. 



— TI — 

In tutta l'Italia, poco abbondante. 
Europa cent., Dalm., Asia minore. 
La larva mina le foglie del Plantago lanceolata. 
Limosella Z. — Aprile, maggio — Raccolta da Mann nel Tirolo meridio- 
nale ed in Toscana. 

Germ. mer., ec; Ungh., Dalm., Bitinia. 
Il baco mina le foglie del Teiicrhtm chamaedrys. 
Roscipennella Hb. — Puncticostella H. S. — Maggio, giugno — 
Praterie e boschetti — Monti, alpi. 

Z. setf. 4 (Alpi occ), Z. cent. 5 (Tose. [Salviano, Mn] ). 
Germ. m. ec; Bitinia. 
La larva mina le foglie del Chenopodium. 
Syringella i^. — A r d e a e p e n n e 1 1 a Tr. — Maggio, giugno — Siepi, 
giardini — Piano, colli. 

Piuttosto abbondante in molte parti d'Italia. 
Tutta l'Europa (ecc. reg. poi.). 

Il bruco vive sulla Syringa vulgaris, il ligustro e il frassino. 
Simploniella F. — Giugno, luglio — Probabilmente anche sul versante 
italiano del Sempione — Nelle Alpi marittime (Bertliemont-les- 
Bains), Minière ne» raccolse un esemplare. 
Vallese, Belgio. 
Bruco ignoto. 
Magniflca i?/^. — Redtenbacheri If??. — Credo sia stata osservata 
anche in Istria. 

Dalmazia, Caucaso. 
Bruco ignoto. 
Phasianipennella Eh. — Luglio, settembre — Boschetti, erbe — Colli, valli. 
Non rara in molte parti d'Italia. 
Europa cent., Russia. 
Bruco sul Polygon hydropiper e a. 
La a&. a u r g u 1 1 e 1 1 a Stph. — (q u a d r u p e 1 1 a Z.) è stata raccolta 
da Mann nei dintorni di Montenero in Toscana. 
Quadrisignella Z. — Mann la catturò in maggio nei dintorni di Livorno, 
sui tronchi degli aceri; rara — Probabilmente anche in Istria. 
Germ., Polonia, Dalmazia. 
Bruco sui Polygonum. 
Auroguttella Stxjh. — Lacertella Z. — Aprile, maggio — Cespugli, 
erbe — Monti, alpi. 



72 

In molte parti d'Italia, ma poco abbondante. 

Europa cent., seti, e parte della meridionale. 

Il bruco si rincontra sugli Hypericum. 
? Cupediella H. S. — Istria (?) — Dalmazia. 

Brnco sull'acero (?). 
Ononidis Z. — Argentipunctella SU. — Estate — Cespugli, bo- 
schetti — Piano, valli. 

In varie parti dell'Italia sett. e della centr.; poco abbondante, 

Eur. Cent.; Francia mer., Dalmazia. 

Il bruco vive nelle foglie dell' Owowis spinosa e del trifoglio, 
KoUariella Z. — Estate — È stata raccolta da Mann nel Goriziano, nei 
dintorni di Pisa, Antignano e in varie località del Palermitano, in 
pochissimi esemplari. 

Gran parte dell'Europa cent., Dalm., Asia minore. 

Bruco sulla Genista iinctoria. 
Scalariella Z. — Prim. autunno — Pascoli, terreni incolti — Colli, monti. 

Mann la scoperse a Montenero in Toscana. Forse nel Nizzardo. 

Francia mer.. Spagna. 

Il bruco vive nelle foglie ò.Q\VEchium vulgare, ec. 

Note — Ghiliani cita nel suo Elenco una Gracilaria merulaepe- 
nel la D- rarissima in agosto nel folto dei boschi di Stupinìgi. 

Non la trovo menzionata ne da "Wocke, ne da Herrich-Schaffer, uè 
da altri. 

Nel Bull. ent. anno VII, il prof. C. Rondani descrive una sua Graci- 
laria pistaciella, ottenuta in un unico esemplare da una galla del 
Pista e. therebinthium. 

Geli. Coi'isciuiti Z. 

Brongniardellum F. — Substriga Hiv. -— Primavera, autunno — Bo- 
schetti, specialmente di querce — Colli, monti. 

Non raro in molte parti d'Italia. 

Europa cent., e mer., Russia occ. 

La larva mina le foglie dei Querais. 
Cuculipennellum Hh. — L i gus t r in el lum Z. — Prim., autunno — 
Boschetti, siepi, erbe — Colli, monti. 

Z. sett. 3, Z. cent. 4 (Toscana). 

Probabilmente in tutta l'Italia — Gran parte dell' Europa cen- 
trale, Dalmazia, Sarepta — Il bruco vive sul ligustro. 



— 73 - 

Sulphurellum Hw. — Citrinellum Z. — Primavera, antnnno — Bo- 
schetti di querce — Colli, monti. 

In molte parti d'Italia, però dovunque poco abbondante. 

Europa cent, e meridionale. 

Il braco, probabilmente sulle querce. 

Gen. Ot'niac Z. 

Guttea ìlw. — Guttiferella Bup. — Estate — Siepi, giardini — Piano, 
colli. 

In Piemonte e Liguria non rarissima, secondo Ghiliani. 

Europa cent., Russia. 

Il bruco vive sul melo. 
Interruptella Zett. — Caelatella Z. — Mann ne raccolse un solo in- 
dividuo <f in maggio, presso Montenero (Toscana). 

Europa boreale. Alpi. 

La larva mina le foglie di varii Salix. 
Pfaffenzellerl Frey. — Luglio — Scoperta dal sig. Pfaffenzeller a Poschiavo. 

Alpi della Svizzera. 

11 bruco mina le foglie del Mespiliis cotoneaster. 
Aoglicella Stt. — Toscana (Ardenza) da Mann. 

Europa centrale. 

Larva sul Crataegus oxyacantha. 
? Avellanella SU. — Forse in Istria (Fiume. Mn.). 

Europa centrale, Russia. 

Larva suWavellano (ì) 
Torquillella Z. — Aprile, maggio — Siepi, specialmente di prugnolo — 
Piano, colli. 

Trovata da Mann nel Goriziano e in Toscana; piuttosto ab- 
bondante. 

Europa cent., Russia, Dalmazia, Asia minore. 
? Anguliferella Z. — Forse in Istria (Fiume, Mn.) Germ. or. ec. Dalmazia, 
Bitinia. 

Bruco ignoto. 
Ampliatella Stt. — Maggio; Mann la catturò nei dintorni di Cavro in Corsica. 

Probabilmente anche in altre parti d'Italia — Dalmazia. 

Bruco ignoto. 



— 74 — 

9 Caudulatella Z. — Manu ne raccolse nn <f presso Gradisca. 
Germ. or. ec, Ungheria. 
Bruco ignoto. 

Nota — Nelle esercitazioni d. Acc Asp. di Napoli 1839 è menzionata 
una Ornix Columbaepennella Dwp. ? del Gran Sasso, che proba- 
bilmente si riferisce a qualche specie del Genere Coleophora H. 

Nota — Costa cita le seguenti Ornix del regno di Napoli: 
Luctuoselitt — Tav. 3, fig. 8. (Alis ant. sublinearib. nigro-violescentib. argen- 
teaque punctulatis, punctis vix lente conspicuis). Settembre non ab- 
bondante; castagneti. — Camaldoli. 
Trocliilipennclla — Tav. 3, fig. 6. Vedi Coleophora fabriciella Vili. 
Eumenipcnnclla — Tav. 6, fig. 4. (Alis omnibus valde nervosis, nervis mar- 
ginibusque albis, interstitiis cinereis, antennarum articulis albis, ci- 
nereo annulatis; corpore albido micante). 
var. (Alis ant. griseo-cinereis, costa alba). Costa le dice affine alla Coleo- 
phora otidipenneUa T.\ ma sembra improbabile che si tratti 
di questa specie. 
Flaniiuacpennella — Tav. 5, fig. 8. (Al. ant. flavis, fascis duabus albis, pun- 
ctis minutissimis atris adspersis, fìmbria longa, cinerea, nigro pun- 
ctulata; alis posticis plumbeis). 
Gran Sasso, agosto. 

Non pare sia da ascriversi al genere Coleophora. — Secondo 
Zeller Isis 1874, p. 883, va ascritta invece a queste la PI ut. cha- 
1 y b a e 1 1 a del Costa. 

COLEOPHORIDAE. 

Gen. ColeopUom 7j. 

Larìcella 7i&. — A r g y r o p e u n e 1 1 a Tr. — Estate — Boschi di larici 
— Colli, Alpi. 

Z. cent. 2, Z. cent. 3 (x\lpi marittime). 

Europa centrale, Einlandia. 

Il bruco è talvolta dannoso ai larici giovani. 
Badiipennella Bw]^. — Fine maggio — Sugli olmi e aceri — Piano, colli. 

Raccolta da Mann in Tose. (Livorno) e Corsica (Ajaccio) ; rara. 

Inghilterra, Germania — Bruco sull'acero, olmo e frassino. 
Limosipennella Dup. —• Estate — Sugli alni, olmi, ec. — Colli, monti. 



— 75 — 

Da Mann in Toscana e ? Istria. 
Eur. cent., Daini., Kussia — Bruco snWalno, e olmo. 
Lutipennella Z. — Probabilmente in Istria e nell'alto Nizzardo. 
Europa centrale, Francia, Dalmazia. 
Bruco sui qnercKS. 
Deviella Z. — Maggio — Propria della Sicilia, ove Zeller la raccolse nei 
dintorni di Siracusa in località paludose. 
Bruco ignoto. 
Gryphipennella Bouche — Lusciniaepennella Z. — Giugno, luglio — 
Siepi di rose, cespugli, — Valli, Alpi. 

Non rara nelle nostre valli alpine della Z. settentrionale. 
Europa cent., Ungheria. 
Bruco sulle rose. 
Migricella Stph. — CoracipenneUa Hb. — Estate — Frutteti, giar- 
dini, ec. — Piano, monti. 

Z. seti. 3, Z. cent. 3 (probabilmente in tutta l'Italia). 
Europa centrale e parte della meridionale. 
Bruco sugli alberi da frutta, betulle, olmi, ec. 
Paripennella Z. — Maggio — Boschetti, siepi — Colli, monti. 

Probabilmente in tutta l'Italia sett. — Mann la raccolse in 
Toscana, rara. 

Europa cent. Dalm. — Bruco sul melo, avellano, more, rose e a. 
Alcyonipennella Koll. — Mag., giugno — Boschetti, praterie — Colli, monti. 
Z. sett. 4 (Piemonte), Z. cent. 4 (Toscana Mn.). Z. mer. (din- 
torni di Napoli, Z.). 

Europa cent., Russia, Bitinia — Bruco sulle Gentaurea Jacea, 
C. scablosa e nigra. 
Deauratella Z. — Giugno, luglio — Praterie, tronchi — Piano, monti. 

Z. sett. 4 (Brianza, Tir. mer.), Z. cent. 4 (Nizzardo), Z. ins. 5 
(Corsica [Frey]). 

Bruco sul trifolio e centauree e a. 
Fabriciella Vili. — Trochilipen nella Costa — Giugno — Boschetti, 
siti erbosi aridi — Colli, monti. 

Incontrasi in quasi ogni parte d'Italia, poco abbondante. 
Parte dell' Europa cent., Ungheria, Bitinia — Bruco ignoto. 
Hieronella Z. — M a y r e 1 1 a Z. — Aprile — Scoperta da Zeller nei din- 
torni di Siracusa. Anche nell'Asia minore (Bitinia). 
Bruco ignoto. 



— 76 — 

Hemerobiella Se. — Anseripennella Hb. — Giugno, luglio — Praterie, 
siepi, boschetti — Colli, monti. 

Non rara in molte parti d'Italia (ecc. la mer.) — Europa temp. 
Larva sul melo, pero, cigliegio, biancospino e a. 
Anatipennella Hb. — T i 1 i e 1 1 a Schrk. — Giugno — Boschi, praterie 
Piano, colli. 

Non rara in Piemonte secondo Ghiliaui. 
Europa centrale e settentrionale (ecc. reg. polare). 
Bruco sui salici, querce, pruno e a. 
Palliatella ZA;. — Palliipennella Tr. — Giugno, luglio — Siepi, boschi 
— Piano, monti. 

Ghiliani la raccolse a Stupinigi; Mann in Toscana (Livorno, ec). 
Europa cent., e parte della seti, Ungheria. 
Bruco come il precedente. 
Currucipennella Z. — Estate — Probabilmente in Istria, e in altre parti 
dell'Italia settentrionale — Secondo il Catalogo di Wocke (pag. 314, 
n. 2426) nell'Italia centrale. 

Europa cent., Finlandia, Dalmazia, Bitinia. 
Bruco sulle querce, carpino e a. 
Auricella F. — Maggio, giugno — Praterie umide, in margine ai boschi — 
Monti — È stata raccolta in varie parti della Zona settentrionale. 
Poco abbondante. 
Europa cent., Dalmazia, ec. 
Bruco sulla Stachys recta, e Betonica officinalis. 
Virgatella Z. — Auricella Z. — Giugno, luglio — Praterie e boschi — 
Piano, colli. 

Non rara in Piemonte; Mann la raccolse nei dintorni di Pisa. 
Bruco sulla Stachys recta e le Globularia. 
Serenella Z. — Crocine 11 a Tgstr. — Fine maggio, giugno — Terreni 
incolti, cespugli — Colli, monti. 

Z. seti. 4 (Lantosca [A. mar.], Riparbella [Toscana] Mn.) — 
Probabilmente anche in Istria. 

Europa cent., Finlandia, Ungheria, Dalmazia. 
Bruco s^iìY Astragalus e Colutea arborescens. 
Coponillae Z. — Gallipennella Tr. — Mann la catturò nel Tirolo me- 
ridionale. 

Germania, Ungheria, Russia. 
Bruco ignoto. 



— i i — 

Gallipennella Hb. — Mag., giugno — Cespugli, siti erbosi — Piano, colli. 

Z. seti. 2, Z. cent. 3 (Liguria, Toscana ?). 

Europa cent., Russia mer,, or., Asia minore. 

Bruco sulle eriche. 
Vulnerariae Z. — Icterella Diip. — Mag., giugno — Falde dei monti. 

Z. sett. 3, Z. cent. ?, Z. mer. 3 (Sicilia, Mann.), Z. ins. 3 
(Corsica, Mann). 

Parte dell'Europa centrale, Dalmazia, Asia minore. 

Bruco suWAnth. vulneraria. 
Pyrrhulìpennella Z. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale. 

Europa centrale, Francia mer., Bitinia. 

Bruco sulla Calluna vulgaris, eriche, ec. 
Vibicigerella Z. — Agosto — Cespugli, erbe — Colle di Torino, rara 
(Ghiliani). 

Finlandia, Livonia, (Termauia. 

Bruco ignoto. 
Fuscociliella Z. — Fine maggio — Mann la raccolse nel Tirolo meridionale 
in Istria, nei dintorni di Montenero in Toscana; rarissima. 

Germania mer., Dalmazia, Bitinia 

Bruco ignoto. 
Congerìella Stc/r. — Maggio — A Mentone, sec. Milliére, ove la larva vive 
in marzo sul Dorycnium suffruticosuni. 

Francia meridionale, Andalusia. 
Vicinella Z. — Estate — Siti erbosi, sui Dorycnium, ec. — Credo sia stata 
osservata anche in altre parti d'Italia. 

Germania mer., or., Ungheria, ec, Grecia. 

Bruco snW Asfragalus e Dorycnium. 
Solenella Stgr. — Nelle valli del Tirolo meridionale, sec. il Catalogo di 
Wocke (pag. 315, n. 2453). Anche in Andalusia. 

Bruco ignoto. 
Caelebipennella Z. — È stata presa da Mann nel Tirolo meridionale, e noi 
dintorni di Mentone e di Ajaccio. 

Germania, ec, Francia meridionale, Bitinia. 

Bruco snW Artemisia campestre e Elychrisum angustifolium. 
Vibicella Hh. — Vibicipennella Tr. — Estate — Praterie. 

Valle di Po, rarissima (Ghiliani); Tirolo m. e Istria (Mann). 

Europa centrale, ec, Dalmazia, Bitinia. 

Bruco ignoto. 



_ 78 — 

Lixella Z. — Orna ti pennella Stph. — Maggio, luglio —Prati — Monti, 
valli. 

Osservata dai Turati in Brìanza, e nell' alto Nizzardo dal Millière 
Europa cent., Francia meridionale. 
Bruco svlW Holms lanatus. 
Ornatipennella Hb. — Fine maggio, giugno — Prati, brughiere, ec. — Colli, 
monti. 

Non rara in Piemonte, in Lombardia, e in alcune partì della 
Toscana. 

Europa cent. Russia, Ungli., Dalm., Asia minore. 
Bruco su molte erbe. 
Ochrea Hw. — Argenti pennella Dtip. — Maggio, luglio, settembre. 
Rive erbose soleggiate — Monti, valli. 

Non rara in Piemonte e in Lombardia; Zeller la raccolse a 
Tolentino in Toscana, e Millière a Lantosca. 
Europa cent, e parte della meridionale. 
Bruco snW Helianthemum vulgare e a. 
Helianthemella Mill. — Giugno — Dintorni di Montone, ec, colline calde 
Francia meridionale, orientale. 
Bruco smW Hellanthemum guttatum. 
"Wockeella Z. — Il sig. R. Zeller ne raccolse alcuni esemplari a Bormio 
in Valtellina. 

Europa cent., Asia minore. 
Bruco: Betonica, Stachys e a. 
Botaurella Moescli. — Questa Coleophora, propria di Sarepta, è stata rac- 
colta in Brianza, in settembre dai signori Turati. 
? Ballotella F. B. — Probabilmente in Istria (Fiume). 

Germania, Ungheria, Russia, meridionale, orientale, Dalmazia, 
Bitinia — Bruco sulla Ballota nigra. 
Leucapennella Hh. — Albi fu scella Z. — Estate — Boschetti, prate- 
rie — Colli, monti — Non rara in molte parti d'Italia. 
Quasi tutta Europa; Asia minore. 
Il bruco vive nei semi della Silene nutans. 
Marginatella H. S. — Mann ne raccolse due individui nei dintorni di Cavro 
(Corsica). 

Germania meridionale, orientale. 
Bruco ignoto. 
Crepidinella Z. — Scoperta da Zeller nei dintorni di Siracusa. 



— 79 — 

Bilineatella Z. — Estate — Siepi, pascoli — Monti della Carniola (Mn.). 
Francia, Germania, Ungheria. 
Bruco ignoto. 
Onobrychiella Z. — Mann la raccolse in Carniola. 

Grermania mer., or., Ungheria, Dalmazia, Bitinia. 
Il Bruco vive sulla Genista tinctoria e a. 
Niveicostella Z. — Da Mann nel Tirolo mer., Carniola, Istria e Toscana. 
Inghilterra, Germania, ec. Ungheria, Dalmazia, 
Bruco sul Sarothamnus scoparms. 
Albicostella Dìip. — Estate — siepi, praterie, giardini — Piano, colli. 
Z. seti. 3, Z. cent. 4 — Probabilmente in tutta l' Italia. 
Germania, Dalmazia, Bitinia. 
Il bruco vive sulla Potentina cinerea. 
? Trifariella Z. — Probabilmente in Istria — Dalmazia, Germania. 

Bruco ignoto. 
Flaviella Mn. — Mann ne catturò una femmina in sito erboso in Carniola — 
Certamente in Istria. — Dalmazia, ec. 
Bruco ignoto. 
Oriolella Z. — In Carniola e Istria da Mann. 
Austria, Ungheria. 
Bruco sulle Onobrychis. 
Laticostella Mn. — Scoperta in Sicilia da Mann, al margine di un campo, 
presso Partinico. 

Bitinia, Siria — Bruco ignoto. 
? Saponariella Heeg. — (Ocymoidella lìondani), — Roudani (Pa- 
pilionaria aliqua microsoma) descrive una sua C. ocymoidella, 
il cui bruco vive nelle foglie del Saponariarum ocìjmoide, ed 
S. ilici naie, assai prossima alla Saponariella Ileeg. [Bull. 
1876, pag. 24, fig. 15.). 
Rectilineella F. B. — È stata raccolta verso il Piz-Umbrail (Stelvio) in 
pochissimi esemplari dal sig. R. Zeller. 
Alpi — Bruco ignoto. 
Pretella Z. — Aprile — Scoperta da Zeller nei dintorni di Messina. 

Egli ne raccolse pure un cf un po' diverso, citandolo come 
P a b u l e 1 1 a n. sp. 
Grecia, Bitinia — Larva ignota. 
Onosmella Brahm. — S t r u t h i o n i p e n n e 1 1 a Tr. — Da maggio a 
tutto settembre. 



— 80 — 

Macchie nei boschi, siti umidi — Piano, Alpi. 
In molte parti d'Italia (ec. Z. ins. ?). 
Quasi tutta Europa — Il bruco polifago vìve sull' Onosma, Be 
tonica, Hieracium e m. a. 
Inflatae SU. — Luglio — luoghi rocciosi ed erbosi — Monti. 

Miniere la raccolse nell'alto Nizzardo (Berthemont). 
Inghilterra, Svizzera. 
Bruco sulla Silene inflata. 
Chamaedryella ^S*^^. — È stata raccolta a Montone dal Colonnello Stainton. 
Francia, Germania meridionale. 
Bruco sul Tencrium chamaedrys. 
Therinella Tgstr. — Trochilella Bup. — Giugno, luglio — Luoghi 
erbosi — Colli, valli. 

In varie parti della Z. sett. (Bellinzona, Carniola, ec). 
f]uropa cent, Ungheria, Dalmazia, Bitinià. 
Il bruco vive sugli scardaccioni. 
Troglodytella Dup. — Milliére l'osservò in luglio nell'alto Nizzardo (Tho- 
renc, Berthemont-les Bains). 

Europa centrale, Ungheria, ec. 
Bruco ^XiW Eupatorium cannabiniim o m. a. 
? Calycotomella Stt. — Probabilmente nel Nizzardo (Cannes, maggio, giu- 
gno — Bruco sulla Calytomc spinosa). 
Castiglia, Francia meridionale, 
Derivatella Z. — Scoperta da Zeller nei dintorni di Siracusa — È specie 

propria della Sicilia — Bruco ignoto. 
? Drymidis Mn. — Se non m'inganno è stata scoperta da Mann in Istria. 
? Asteroidella Mill. — (Pet, Nouv. ent. 1872). Forse nel Nizzardo (Cannes, 
maggio, settembre). 
Larva: Aster acris. 
? Cistorum f?e Pe?/e. n, sp, — Come la precedente (Cannes, aprile fra i Cistiis). 
Alpicola Wocke — Scoperta da Staudinger in due individui cf a Macugnaga. 
Lineariella Z. — Fine aprile, mag. — Luoghi erbosi, boschi — Colli, valli. 
È stata osservata in Carniola e in Toscana (Ardenza) da Mann, 
Austria, Dalmazia, Bitinia - Bruco ignoto. 
Praecursella Z. — Specie siciliana scoperta da Zeller nei dintorni di Mes- 
sina, ove ne raccolse parecchi esemplari nel mese di febbraio e 
in principio di marzo. Sarebbe in tal modo la specie piìi precoce, 
del genere, mostrandosi tutte le altre dall'aprile in poi. 



— 81 — 

Obtectella Z. — Un esemplare ¥, scoperto dallo stesso nei dintorni di 

Siracusa. 
Succursella H. S. — Luglio — Siti caldi — Falde dei monti. 

Alcuni individui raccolti da Mann nei dintorni dì Ajaccio. 

Germania. 

Larva ^v^C^ Artemisia campestris. 
Ciconiella H. S. — Osservata da Mann in Carniola (vers. m. del Monte Na- 
nos) e in Istria. 

Germania, Francia, Dalmazia — Bruco ignoto. 
Silenella H. S. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale. 

Germania. 

Bruco sulla Silcne nntans. 
Otitae Z. — Giugno, luglio — Praterie, boschi — Piano, monti. 

Non rara in varie parti dell' italìa settentrionale e centrale. 

Bruco sulla Silenc otifis e Silene nutans. 
Fulvosquamella H. S. — Scoperta da Wocke allo Stelvio e ritrovata a 
Macugnaga da Staudinger; nelle Alpi del Grigione, da G. F. Turati. 

Alpi del Tirolo. 

Larva sul Dnjas' ocfopefaìa. 
Murìnipennella D. — Trovata da Mann nel Tirolo meridionale ; e in Istria. 

Gran parte dell' Europa. 

11 bruco vive nei semi della Lusula pilosa. 
Caespitella Z. — Giugno — Raccolta da Mann in luoghi paludosi, nei din- 
torni di Poppi in Toscana. 

Europa centrale e parte della settentrionale. 

Larva sul Juncus conglomeratus e a. 

Nota. — Milliére cita nei diatornì di Cannes anche le seguenti Coleo- 
phore, che forse si potranno trovare anche nel Nizzardo: Spumosell a 
SfgT., Girau d i Ragonot, Y n\p e cui a Z, Argentilimbella Mill. 

Parecchie altre state osservate nelle Alpi dell' Engadina e dello Stelvio 
(versante austriaco), certamente saranno da ascriversi anche all'alta Val- 
tellina. 

LAVERNIDAE 

Gen. ChnuHodus Tr. 

Uligerellus Hb. — Estate — Siepi, boschetti — Colli, Alpi. 

In varie parti della Zona settentrionale; piuttosto raro. 

e. 6 



— 82 — 

Europa coni, Eussia s. occ, Dalmazia. 

Larva snW Aegopodium podagraria. 
Scurellus H. S. — Luglio, agosto — Luoghi erbosi — Alpi. 

Alpi della Valtellina (oltre 2000 m.), rara; Alpi del Grigione 
(G. F. Tur.), rara; Alpi marittime (S. Martino Lantosca). 

Alpi, Francia. 

Bruco ignoto. 
Pontificellus Hh. — Estate — Boschetti, erbe — Colli, monti. 

Non rara in varie parti dell'Italia sett. e della centrale. 

Parte dell'Europa cent, e della meridionale, Bitinia. 

Larva sul Thesium montanum. 
Insecurellus SU. — Dentosellus H. S. — Secondo Mann in Camicia. 

Germania mer., orient., Inghilterra. 

Bruco ignoto. 
Aequidentellus Hofm. — So non m'inganno è stato preso sullo Stelvio. 

Z. sett. (Brianza, Tur.) — Alpi dell' Engadina e del Tirolo. 
? Daucellus Peyerimlioff. — Specie della Francia meridionale, comunissiraa 
a Cannes (da tre a quattro apparizioni), che certamente sarà da 
ascriversi alla Liguria. 
Il bruco lega le foglie del Daucus carota. 
Chaerophyllellus Gocze. — Testaceella Hh. — Primav., fine estate — 
Luoghi ombreggiati — Colli, Alpi. 

In quasi tutta l'Italia; poco abbondante. 

Quasi tutta l'Europa. 

Le larve vivono in società su molte ombrellifere. 

Nota — Milliére trovò a Cannes, anche lo Staintoniellus Stt., che 
probabilmente si rinverrà anche nella Liguria occidentale, nelle località ove 
cresce TOsyris alba, sui cui fiori vivono i bruchi in società. 

Gen. EiUvcÈ^ttn Curi. 

Laspeyrella Hh. — Festivella Z. — Eaccolta da Mann nel Tirolo me- 
ridionale in pochissimi esemplari. 
Germania, Gallizia, Livonia. 
Bruco ignoto. 
Conturbatella Hh. — Elega ntella Zett. — É stata raccolta a Do- 
gliani (Piemonte) nel mese di luglio dal sig. Dabbene ; e nelle Alpi 
del Grigione in agosto da G. F. Turati. 



— 83 — 

Europa sett., Germania. 

Larva nelle gemme deW Epilobiicni angusti folium. 
liSicteella. Sf})//. — Gibbiferella Z. — Maggio, giugno — Mann la 
prese a Pisa, sui frassini. È stata osservata anche nell'Italia set- 
tentrionale. 

Gran parte doli' Europa cent.; Asia minore. 
Bruco snW Epiloòium hirsutum. 
Miscella Schiff. — Luoghi erbosi, pascoli — Piano, Alpi. 

Non rara in molte parti d'Italia (? eccetto la merid.). 
Europa cent, e parte della merid., Asia minore. 
La larva mina le foglie àQlV Heliantheniuìn vnìgare. 
Fulvescens IIiv. — Epilobiella SchrJc. — Milliére la raccolse nell'Alto 
Nizzardo, lungo i rivi (S. Martin, Berthemont, Thorenc). 
Europa cent., Livonia. 

I bruchi vivono in comune bwW Epilohhtm Idrsutum. 
Raschkiella Z. — Aprile, maggio, poi luglio — Siepi, siti erbosi — Piano 

colli. 

Italia sett., rara. Mann l'osservò anche in Toscana nei dintorni 
di Pisa. 

Parte dell'Europa cent., Russia seti, occidentale. 

La larva mina le foglie A(i\V Epilohìiim angusti folium. 
Schranckella Uh. — Locupletella F. B. — È stata raccolta nelle 
Alpi dello Stelvio a circa 2300 m., in luglio. 

Parte dell'Europa cent.. Alpi. 

II bruco mina le foglie di vari Epilohium. 

? Subbistrigella Hu\ — Sturnipennella Tr. — Eorse nel Nizzardo 
e probabilmente in molte parti d'Italia. 

Dovrebbe apparire in principio di estate e poi di nuovo verso 
l'autunno. 

Molte parti dell'Europa, Asia minore. 
Il bruco vive nelle capsule di vari Epilobium. 
Hellerella Bup. — Putripennella Z. — Estate — Sui gelsi, alberi 
da frutta ec. — Colli, monti. 

In quasi tutta l'Italia, non abbondante. 
Parte dell'Europa centrale. 

Sembra che la larva viva sotto la corteccia del melo e a., e 
nei licheni dei tronchi. 
Epilobiella Boem. — Langiella Hb. — Mann la raccolse in aprile in 



— 84 — 

Toscana (Livorno) ; nell'Italia settentrionale apparisce piìi tardi — 
Siepi, cespugli — Piano, colli. 

Europa cent., Ungheria, Dalmazia. 

Il bruco mina le foglie àQÌVJEjjUob. hirsutwn e d. Circaea 
lutetiana. 
Vanella Frey. — È stata catturata dal Milliére nelle valli delle Alpi ma- 
rittime sulla Mìjrìnìcaria germanica, sui cui fiori vive la larva; 
e dal Mann a Antignano in Toscana. 

Germania mer., occidentale. 
â–  Bruco ignoto. 

Gen. Chrtfsoctistfi SU. 

Linneella CI. — S e h a e f f e r e 1 1 a Bìqj. — Estate — Boschetti, frutteti, 
giardini — Piano, valli. 

Non rara in Piemonte; probabilmente in tutta l'Italia. 
^ Europa cent, e parte della mer.; Asia minore. 

La larva, secondo alcuni, vivrebbe sotto la corteccia dei tiglìy 
sec. Duponchel, nelle foglie del faggio, e finalmente, stando a Mil- 
liére, snW Erythraea centaurium. 
À.urifronteIla Hb. — Maggio, giugno — Siepi, boschetti — Colli, monti. 
È stata raccolta da Mann nel Tirolo merid. e a Antignano in 
Toscana. 

Europa cent., Dalmazia. 
Bruco sul biancospino. 

Gen. Aeehniiu SU. 

? Denteila Z. — A t r e 1 1 a Stph. — Forse in Istria, essendo stata raccolta 
a Fiìime dal Mann. 

Inghilterra, Germania, Svizzera, Dalmazia. 
Larva s\\\Y Angelica syhestris. 

Gen. Tinfigma Z. 

Perdicellum Z. — Maggio, giugno — Siti erbosi, sulle fragole — Piano 
valli. 

È stata trovata da Mann in Carniola e a Montenero (Toscana). 



— 85 — 

Probabilmente in tutta l'Italia. 
Quasi tutta l'Europa centrale, Ungheria, Eussia ec. 
La larva s'incontrerebbe sul sambuco e sulle fragole. 
Balteolellum F. J?. — B o r k h a u s e n i e 1 1 a H. S. — Maggio, giugno — 
Erbe, fiori del timo — Colli, valli. 

Mann l'osservò in Istria, Toscana (Antignano) e nel Palermi- 
tano in pochi esemplari. 

Parte dell'Europa cent., Dalmazia, Bitinia. 
Bruco sul timo ? 
? Transversellum Z. — Probabilmente in Istria e nel Nizzardo (Fiume, 
Cannes). 

Parte dell'Europa cent, e della meridionale. 
Il bruco vive probabilmente sui fiori del thno. 
? Dryadis Stgr. — Probabilmente anche sul versante italiano dello Stelvio. 
Alpi dello Stelvio, vers. tirolese; Alpi del Grigione. 
Il braco si nutre probabilmente del Dryas ocfo2)etala, sui cui 
fiori trovasi l'insetto. 

Gen. Oottffìasin Sft. 

Ocnerostomella Sif. — E e h i i H. S. — 'È stata osservata nei dintorni di 
Bolzano e nei dintorni di Livorno sugli JEchhim, da Mann. 
• Inghilterra, Germania, Asia minore. 
Bruco ignoto; probabilmente si nutre degli EcJihim. 

Gen. Ueytietiin Hofm. 

Fulviguttella Z. — F 1 a v i m a e u 1 e 1 1 a SU. — Maggio — Siepi. 

Eaccolta da Mann nei dintorni di Eipparbella in Toscana; rara. 

Europa centrale, Dalmazia. 

Bruco snW Heraclium spondylium. 
Auromaculata Frey. — Fine giugno — Sulle ombrellifere — Valli, Alpi. 

Non rara verso la sommità della Valbregaglia e nella Valle 

di Li vigno. 

Alpi dei Grigioni ec, Lapponia. 

Bruco ignoto. 



— 86 — 



Gen. Jtsychnn SU. 

Modestella Dup. — Splendidella Z. — Mann la raccolse in maggio 
in Carniola nei fiori della Stellarla holosteum, piuttosto abbondante. 
Tutta l'Europa cent., Dalmazia, Russia m. or. 
Bruco ignoto. 

Gen. Ochvotnoìopis Hh. 

Ictella H. S. — I e t i p e n n e 1 1 a Tr. — Estate — Cespugli, siepi, erbe — 
Colli, monti. 

In quasi ogni parte d'Italia; poco abbondante. 
Germania mer,, Svizzera, Ungheria, Spagna, Bitinia. 
La larva vive sulle punte delle foglie del Thesium montanum 
e pratense. 

Gen. SlatfÈnntophot^a H. S. 

Isabellella Costa. — p u 1 e n t e 1 1 a H. S. — Estate — Siti erbosi — 
Colli, falde dei monti. 

In varie parti dell'Italia cent., mer. e ins.; piuttosto rara. 

Andalusia, Grecia, Bitinia — Bruco ignoto. 
Dohrniì Z. — Luglio, agosto — Luoghi erbosi, aridi — Colli, falde dei monti. 

Zeller la scoperse a Messina, Mann e Staudinger la raccolsero 
in Corsica e Sardegna, Milliére nel Nizzardo. 

Spagna, Grecia, Francia m. 

La larva sulla Betonica offlclnalis. 
Heydeniella F. R. — Maggio — Sulle eriche ec. — Piano, colli. 

Nel Tirolo meridionale e presso Pisa (Mann). 

Parte dell'Europa centrale. 

Il bruco mina le foglie della Betonica officinali^, e della Sta- 
cJiys sylvatica. 
Pomposella Z. — Maggio, giugno — Siti erbosi — Colli, monti. 

Carniola, Sicilia e Corsica (Mann). 

Germania, Dalmazia, Asia minore. 

Bruco sulla Lavandula staechas e a. 



— 87 — 

Serratella Tr. — Maggio, giugno, autunno — Siti erbosi — Colli, monti. 
È stata presa dal Mann nel Tirolo meridionale, in Istria, ed 
Ajaccio e sul Monte Pellogriuo nel Palermitano (2 </) 
Parte dell'Europa cent, e mer., Bitinia. 
Il bruco vive in un involucro sulle radici di varie Linarìa. 
Albiapicella H. S. — Ìl stata presa dal medesimo entomologo in Carniola, 
a Montenero in Toscana, e nei dintorni di Ajaccio in Corsica. 
Germania m. e or., Ungheria, Dalmazia, Bitinia. 
La larva rode i fiori della Globularia viilgaris. 

Gen. M*yvottevce» Z. 

Argyrogrammos Z. — Maggio, agosto — Luoghi incolti, erbe — Colli, 

monti. 

Incontrasi in ogni parte d'Italia, ma poco abbondante. 

Gran parte dell'Europa mer., Asia minore, Siria ec. 

Il bruco cibasi dei semi della Carlina lanata. 

ELACHISTIDAE 

Gen. Buinìis Tr. 

Obscurella Se. — Esperella Hb. — Giugno, luglio — Siepi, rupi — 
Colli, monti. 

Non rara in varie parti dell'Italia sett., e nell'alto Nizzardo. 

Alpi, Ungheria, Dalmazia, Russia, Lidia. 

Il bruco vive su leguminose erbacee. 
Productella Z. — Estate — Cespugli — (Carniola da Mann). 

Germania, Svizzera, Ungheria. 

Bruco ignoto. 
Amphonycella H-G. — V i r i d a t e 1 1 a H. S. — Luglio, agosto — Luo- 
ghi erbosi, aridi — Alpi. 

Alpi elevate della Valtellina (Livigno, Stelvio ec.) Alpi del Gri- 
gione, comune — Bruco ignoto. 
Seliniella Z. — Estate — Siepi, boschetti — Colli, monti. 

Piuttosto frequente in Piemonte; rara nell'alto Nizzardo. 

Germania, Polonia, Russia. 

Il bruco vive sulla Athamaniha oreoseliniim. 



— 88 — 

Aerariella H. S. — Osservata da Mann nei monti della Carniola. 

Dalmazia, Grecia, Bitinia. 

Bruco ignoto. 
Fallacella Schì. — Arraatella H. S. — Alpi dello Stelvio. 

Francia, Germania, Svizzera. 

Bruco sxiìY Helianthemum vulgare. 
Tabidella H. S. — Giugno — Mann la raccolse in Istria e Carniola. 

Dalmazia, Bitinia. 

Larva ignota. 
Senescens Stt. — Maggio — Terreni calcari — Mentone, Nizza ec. 

Inghilterra, Germania, Francia. 

Il bruco vive sui Cisfus e il fimo (?) 
Glacialis Frey. — Raccolta dal sig. E. Zeller in pochi esemplari al Piz 
Umbrail. 

Alpi elevatissime. 

Il bruco vive sotto i sassi. 
Alseriella E. T. — Maggio. 

Specie nuova scoperta dai Turati nelle praterie in riva al lago 
d'Alserio (Brianza) (Bull. Anno XI, fas. III'^). 

Bruco ignoto. 
Vagabundella H. S. — È stata presa in Carniola da Mann; non rara. 

Dalmazia, Grecia, Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Dissitella Z. — Aprile — Scoperta da Zeller nei dintorni di Siracusa. 

Forse anche in Sardegna. 

Bruco ignoto. 
? Aeneospersella Eoessel. — Luglio — Cespugli (Berthemont-les-Bains; rara). 

Germania cent, e occidentale. 

Bruco ignoto. 
Pascuella Z. — Gravatella Mn. — Mann la raccolse in giugno nel 
Tirolo meridionale e nel Palermitano; falde dei monti, rara. 

Carn., Dalm., Francia m. 
Gravatella Z. — Scoperta da Zeller in Sicilia in luoghi aridi e ritrovata 
dallo stesso anche nelle Romagne. 

Bitinia. 

Bruco ignoto. 
Tergestinella Z. — Gravatella Z. — Isis 1874, pag. 832. 

Un cf raccolto da Zeller nei dintorni di Trieste. 



— S9 — 

'^Dalmazia, Grecia. 
Bruco ignoto. 
Tributella Z. — Scoperta da Zeller in maggio in siti erbosi nei dintorni 
di Siracusa, rara. 
Bruco ignoto. 
Terrenella Z. — Estate — Zeller la scoperse in siti erbosi e caldi (Mes- 
sina, Eoraa ec. ; poco abbondante). 
Bruco ignoto. 
Laminella H. S. — È stata raccolta in maggio ad Alzate (Brianza) dai si- 
gniori Turati. 

Germania, Svizzera, Russia oc, Ungheria. 
Il bruco vive probabilmente snW Heliantheminn viilgare. 
? Dorycniella 3fiU. — Forse nel Nizzardo. (Cannes, giugno; falde rocciose 
ben soleggiate). 

Il bruco vive sui Donjcnium e S'tafice Umonmm ? 
Cuspidella Scili ff. — Estate — Boschetti, praterie — Monti, Alpi. 

Non è rara in alcune regioni delle Alpi Piemontesi e dell'Ap- 
pennino settentrionale. 

Germania, Ungheria, Dalmazia, Grecia. 
Bruco ignoto. 
Knochella F. — K n o e h i e 1 1 a II. S. — Maggio, giugno — Siti erbosi — 
Colli, monti. 

Non rara ifi alcune parti dell'Italia settentrionale (Lugano, 
Carniola ec.) e nel Palermitano, sec. Mann. 
Germania ec. 
Bruco sui Cerastium. 
Punctivittella Costa. — Knochella Z. — Isis 1847, pag. 829,831 — 
Come la precedente. 

Non rara in quasi tutta l'Italia. 
Dalmazia, Asia minore. 
Bruco sui Cerastium. 
Restigerella Z. — Isis 1839, pag. 193 — (? V i 1 1 e 1 1 a Costa, t. V, f. 3). 
Mann la raccolse in Istria, e Staudinger in Sardegna. Zeller 
opina che la V i 1 1 e 1 1 a di Costa sia da unirsi alla Eestigerella. 
Germania mer. or., Ungheria, Dalmazia. 
Il bruco probabilmente sugli Epiìobium. 
Scopolella Hb. — TrigutteUa Duj). — Luglio — Erbe, boschetti — 
Colli, monti. 



— 90 — 

Non rara in varie parti della Zona settentrionale. 

Germania, Svizzera, Francia. 

II bruco vive sui Sedum. 
Chenopodiella Hh. — T ristella Tr. — Maggio, giugno — Siti aridi 
e scoperti — Colli. 

In tutta l'Italia, non rara — Quasi tutta l'Europa. 

Il bruco vive sugli Atriplex e Chenopodium. 
Noricella Z. — Primavera, estate — Luoghi sterposi — Colli, Alpi. 

Collina di Torino, Alta Valtellina, Alto Nizzardo; rara. 

Alpi; monti della Slesia. 

Il bruco vive suWEpilobimn angustifoUum. 
Dissimilella H. S. — Luglio — Kive erbose, ben soleggiate — Falde dei 
monti. 

Abbondante nell'alto Nizzardo (Berthemont, ec.) 

Mann ne raccolse parecchi esemplari nei dintorni di Ajaccio. 

Germania, Francia, Bitinia. 

La larva vive su varie specie di Helianthemum e Cistus. 
Inspersella Hb. — Luglio — Praterie alpine — Alpi orient.; piuttosto rara. 

Germania ec, Dalmazia, Russia. 

Bruco snW Epiloòium angustifoUum. 
Siccella Z. — Maggio, giugno — Campi, macchie — Colli, monti. 

In molte parti d'Italia, non abbondante. 

Germania ec, Francia. 

Bruco ignoto. 
Cicadella Z. — Fine giugno. 

Minière ne raccolse un esemplare presso San Martino Lanto- 
sca nell'alto Nizzardo. 

Inghilterra, Germania. 

Bruco sul Sceleranthus communis. 
Ossianella Mill. — le III, p. 397 — Luglio — Osservata dallo stesso a 
Berthemont-les-Bains nell'alto Nizzardo sugli Origanum in fiore. 

Bruco probabilmente sugli Origanum. 

Nota. — Fra le B u t a 1 i s dei dintorni di Cannes, Io stesso autore 
cita ancora le seguenti : 

Cistorum Mill. (sp. n.), H eli n lei I a Mill. (sp. n.). Buf fonella 
Mill. (sp. n), Asmodella Mill. (sp. n.)e Acanthella God. 

Talune potranno forse ritrovarsi anche nel Nizzardo. 



— 91 



Gen. i*anculia Curi. 

Latreillella Curt. — Estate — Praterie e pascoli elevati — Alpi (sino a 2500 
metri). 

Non rara in varie parti delle Alpi sett., occid. e marittime. 

Parte dell'Europa cent., Ungheria, Grecia. 

Braco ignoto. 
Leuwenhoekella i. — Schmidtella Tr. — Primavera, estate — Luo- 
ghi sterposi, caldi — Falde dei monti. 

In quasi ogni parte d'Italia, poco abbondante. 

Tutta l'Europa, Armenia, Asia minore. 

Bruco ignoto. 

Nota. — È stato asserito, ma pare con poco fondamento, che la larva 
viva sotto la corteccia dei larici. 

Nodosella Mn. — Estate — Mann la raccolse in Carniola (Gradisca) e in 
Toscana (PratovecchiD); pochi esemplari. 
Spagna, Dalmazia. 
Bruco ignoto. 

Gen. MUtuifosis Hb. 

Lacteella Schiff. — Pene.strella Stt. — Primavera, estate, autunno — 
Interno delle abitazioni — Piano, monti. 
Comune in molte parti d'Italia. 
Tutta l'Europa, Bitinia. 
Larva nel legno fracìdo, carta, crusca e a. sostanze. 

Gen. Schvcchensieinin Eh. 

Festaliella Hh. — Angustiponnella Stplu — Maggio, giugno — 
Cespugli, boschi — Piano, colli. 

Alzate (Brianza), da G. F, Turati; Pisa e Ajaccio da Mann; 
pochissimi esemplari. 

Europa centrale, Russia 

Il bruco vive sul lampone e le more. 



o? 



Gen. Heiiodines Stt. 

Roesella L. — Primavera, estate — Praterie, boschi — Piano, Alpi. 
In molte parti d'Italia, non rara. 
Europa cent. Ungheria, Russia, Armenia. 
Bruco sugli Atriplex e a. 

Gen, SlnUttnopotìu Stt. 

Pedella L. — F a s t u o s e 1 1 a Costa — Tav. 2% fig. 7 — Estate — Siepi 
sterpi — Piano, colli. 

Piemonte, frequente; Camaldoli, sec. Costa. 

Europa cent., Russia. 

Il bruco mina le foglie del Convolvnlus arvensìs ? e dell' fl?«o. 

Nota — Tanto Zeller (Isis. 1847, p. 826) quanto Ghiliani (Elenco, p. 118) 
trovano molta analogia fra la Fastuosella del Costa e l'Angusti- 
pen nella Hb. (Pedella L.), per cui ho stimato doverle riunire. 

Guerini Stt. — (Anno 1858). Mann ne raccolse un esemplare nei dintorni 
di Bolzano. 

Probabilmente nel Nizzardo. 
Francia meridionale, Grecia. 
Il bruco vive nelle galle della Pistacìa ferebinthus. 

Gen. Cosutopiea^yac Hb. 

? Scribai'ella Z. — Mann è dubbioso se abbia raccolto in Toscana questa 
specie oppure la congenere DruryellaZ. (Zieglerella Uh.) 

Austria, Bitinia. 

Il bruco mina le foglie ^^\V Arundo phragmatides. 
Eximia Bw. — Drurella Stt. — È stata raccolta dal Mann nel Tirolo 
meridionale. 

Europa centrale, Asia minore, 

Il bruco mina le foglie del lupnlo. 
? Druryella Z. — Zieglerella Hh. 

Credo si riferiscano a questa specie gli esemplari raccolti dal 



— 93 — 

Costa a Camaldoli nel Napoletano e dal Mann in Toscana nei 
boschi di castani. 

Germania. 

Il bruco mina le foglie della Vida saejjmm e Hiimuìus In- 
pulus. 

Gen. Mtali'ftcttetlt'ft Stt. 

Praeangusta Hiv. — T u r d i p e n n e 1 1 a Tr. — Manu la raccolse in 
principio di giugno contro il tronco dei pioppi a PratoveccMo 
(non rara). 

Europa cent. Russia s. occ. 
Il bruco vive nelle gemme del tremolo e piojìpL 
Pinicolella Bup. — Piniariella H. S. — Giugno, luglio — Boschi di 
conifere — Monti. 

Da Mann nel Tirolo merid. e a Montenero in Toscana. 
Russia occ. Germania, Gallizia. 
Bruco sul Plnus sylvcstrìs (?). 
Ledereriella Z. — Maggio, giugno — Sui tamarischi — Raccolta dal Mann 
iu Toscana (Livorno, ec.) e in Sicilia, rara. 
Bitinia — Larva sui tamarischi. 

Gen. AniispHu Hb. 

FfeittereUa, Hb. — Qu adriguttella Hu\ — Maggio, giugno — Pra- 
terie, siepi — Colli, monti. 

In alcune parti dell'Italia seti e della cent.; non abbondante. 
Parte dell'Europa ceni, Asia minore. 
Il bruco mina le foglie del Camus sanguineus. 
Treitschkiella i^. — È stata osservata dal Mann nel Tirolo meridionale ; 
si troverà probabilmente anche nel Nizzardo. 
Parte dell'Europa centrale. 
Bruco come il precedente. 
Rivillei Stt. — R i V i 1 1 e 1 1 a Rondarli — Questa piccolissima specie, che 
devastò completamente i vigneti di Malta sullo scorcio dello scorso 
secolo, è riapparsa in varie parti d'Italia, devastando in questi 
ultimi anni le viti nell'Agro parmense e nella Lomellina. E. Turati 
l'osservò anche in Lombardia. 



— 94 — 



Gen. HcUotetn H. S. 

Sericiella Hw. — Metallicella Diip. — Aprile, giugno — Siepi, bo- 
schetti — Colli, monti. 

Piemonte, Sicilia; poco abbondante 
Parte dell'Europa cent. Russia. 
Il bruco mina le foglie delle querce. 
Stannella J'. — S t a n n e e Ila i/. »?. — Forse in Istria (Fiume); e nel 
Nizzardo (Cannes). 

Inghilterra, Dalmazia. 
Bruco ignoto 
Lythargyrella Z. — Aprile, maggio — Cespugli, siepi di lauro, ec. — 
Monti. 

Scoperta e raccolta da Mann in varie parti della Toscana, Cor- 
sica e Sicilia; rara. 

Bruco ignoto. 
? Respleudella SU. — Forse nel Nizzardo (Cannes; sul Quercus pubescens). 
Germania, Svizzera, Inghilterra, Russia. 
La larva mina le foglie iMY Alnus glutinosa. 

Gen. Stephensiia, Stt. 

Brunnichiella L. — Magnili ce Ila Z. — Zeller ne raccolse in maggio 
una ? presso Messina, e Mann in giugno qualche esemplare sul 
Monte Nanos. Frey però opina che la specie raccolta dall' entomo- 
lago viennese possa differire dalla vera Brunnichiella L. — 

Parte dell'Europa cent, e della meridionale. 

La larva mine le foglie del ChenopocUuni viilgare. 

Gen. Eiachistn Stt. 

Quadrella Hb. — Maggio, giugno — Cespugli, boschi — Colli, monti. 

Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana : poco abbondante. 

Europa cent., Ungheria, Dalmazia. 

Bruco sulla Lusula pilosa e L. aìhida. 
Nobilella Z. — Mann l'osservò in maggio presso Pisa. 



— 95 — 

Germania meridionale, Svizzera. 

Il bruco vive su varie festuche e su V Aira flexuosa. 
Gleichenella F. — Trifascella Tgstr. 

Stainton la raccolse in aprile e maggio a Mentone. 

Gran parte dell'Europa centrale, Scozia. 

Bruco sul Carcx hasilaris. 
Albifrontella Hb. — Quadrella Htv. 

In principio di maggio Mann ne raccolse pochi esemplari a 
Livorno e a Pratovecchio, sul tronco di alni. 

Gran parte dell'Europa cent. Scozia, Eussia, Ungli., Bitinia. 

Bruco sul Dactylus glomerafa, Holcus e a. 
9 Perplexella SU. — Un esemplare guasto, preso in Valtellina. 

Inghilterra, Germania, Svizzera. 

Il bruco vive sull'eira cespitosa. 
PuUella H. S. — Raccolta da Mann nel Tirolo meridionale ed in Istria. 

Germania, Svizzera, Dalmazia, Eussia m. or. 

Bruco ignoto. 
Freyi Stgr. — Scoperta dallo Staudinger in luglio nelle valli del Piemonte. 
(Sopra Macugnaga a circa 2000 m.). 

Bruco ignoto. 
Nigrella Hw. — Primavera, estate — Siepi, erbe, cespugli — Piano, monti. 

Abbastanza comune in molte parti d'Italia. 

Inghilterra, Dalmazia. 

Bruco ignoto. 
Juliensis Frey — Pochi esemplari al Piz-Umbrail (Alpi dello Stelvio). 

Alpi del Grigione meridionale. 

Bruco ignoto. 
Arundinella Z. — Arundinis — H. S. — Mann l'osservò sui giunchi 
nei dintorni di Pisa in principio di maggio. 

Austria, Gallizia. 

Bruco sulla Poa trivialis. 
? Incanella H. S. — Forse in Istria (Fiume, aprile), 

Austria, ec, Dalmazia, Bitinia. 
Grìseella Z. — Mag., giug. — Praterie attigue ai boschi — Piano, monti. 

In molte parti della Zona settentrionale e della Toscana. 

Germania meridionale, Dalmazia, Bitinia. 

Bruco &\x\V Avia e a. 
? Dispositella Frey. — Forse in Istria (Fiume [Mann] ). 



— 96 — 

Dalmazia sett., Bitinia. 
Bruco ignoto. 
Bifascella Tr. — B i n e 1 1 a H. S. — Maggio, giugno — Siepi, cespugli — 
Piano, monti. 

Z. sett. 2 (Lombardia, Piemonte). 
Germania, ec, G-allizia, Sarepta. 

Il bruco vive snWAira flexuosa, Festuca e Agrosfis stolonifera. 
Cingillella H. 8. — C i n g i 1 e 1 1 a — Fretj. — Mann l' ha trovata in Car- 
niola, Toscana, e presso Ajaccio in Corsica; poco abbondante — 
Falde dei monti. 

Parte dell'Europa cent., Ungheria, Bitinia. 
Bruco sul ginepro ? 
Cinctella Z. — Principio di maggio — Da Mann sui frassini, in Istria e 
presso Livorno e Pisa. 

Russia settentrionale, occidentale, Germania. 
Bruco ignoto. 
? Adscitella Stt. — Forse nel Nizzardo (Cannes, maggio); Alpi della Val- 
tellina ? 

Scandinavia, Inghilterra, Germania, Svizzera. 
Larva sxAV Aira cespitosa., Sesleria caerulea e a. 
Revinctella Z. — È stata raccolta dal Manu in Carniola. 
Dalmazia sett., Bitinia. 
Bruco ignoto. 
Gangabella Z. — Mann la catturò in maggio sugli olmi e querce, in Istria 
ed in Toscana; rara. 

Inghilterra, Germania, Dalmazia. 
Chrysodesmella Z. — Aprile, maggio — sulle querce — Piano, valli. 
In varie parti dell'Italia settentrionale e centrale. 
Bruco, secondo Stainton, su una specie di Atra, secondo Frey 
sul Carex montana. 
? Zonariella Tgstr. — Bisulcella Z. — Probabilmente in Istria (Piume, 
sui frassini). 

Scozia, parte dell'Europa cent. Dalmazia, Bitinia. 
La larva vive s,v\V Aira cespitosa. 
9 Cerusella Hh. — Forse in Istria (Piume, siti umidi). 

Ingh,, Germ., Dalm., Russia sett. occ, Bitinia. 
Bruco sq[\ Anmdo phragmatidis. 
Gontaminatella Z. — Pine aprile — Scnperta da Zeller in siti umidi, nei 



— 97 — 

dintorni di Siracusa. Probabilmente anche in Istria. 

Bruco ignoto. 
Pollinariella Z. — Maggio, giugno — Siti erbosi asciutti — Piano, valli — 
Mann la raccolse in Carniola e in Toscana (Ardenza, Pisa). 

Russia oc, Germania, Ungheria, Dalmazia, Francia m. 

Bruco ignoto. 
CoUitella Du;g. — Giugno, luglio — Alto Nizzardo (Berthemont, Thorenc, ec). 

Livorno, da Mann. Probabilmente anche in Italia. 

Russia, Germania, Dalmazia. 

Bruco ignoto. 
Disertella H. S. — A n s e r i n e 11 a ^. -S". — Maggio — Mann l' osservò 
nei dintorni di Monreale in Sicilia; si troverà certamente in molte 
altre parti d' Italia. 

Europa cent, e parte della mer.; Asia minore. 

Bruco sull'JEToZceiS mollis e Brachy23o'dium sylvaticum. 
Rudectella Stt. — Maggio, giugno — Luoghi erbosi — Monti, valli. 

In Carniola, Tirolo mer., Toscana e Corsica da Mann, poco 
abbondante. 

Germania, Dalmazia, Grecia, Asia minore. 

Bruco ignoto. 
? Squamosella H. S. — Forse in Istria (Fiume, da Mann). 

Austria, Dalmazia, 

Bruco ignoto. 
? Constitella Frey — Come la precedente. 
Rufocinerea Hio. — Pratoli nella Mn. 

Mann la scoperse in marzo a Pratolino, e la ritrovò nel maggio 
in Carniola. 

Scozia, occ; Francia, Dalmazia, Bitìnia. 
Anserinella Z. — Maggio — Luoghi erbosi — Colli, monti. 

Toscana (Antignano, ec. da Mann). 

Bruco ignoto ?. 
Disemiella Z. — Febb., giugno — Cespugli, sull'erica arborea — Monti. 

Italia centrale e Sicilia, secondo Zeller e Mann. 

Dalmazia — Bruco ignoto. 
Dispilella aS'^^ — Triatomea Hw. — È stata osservata nel maggio in 
Lombardia, nel Canton Ticino e in Carniola ; non abbondante. 

Europa centrale e meridionale, Bitinia. 

Bruco ignoto, 
e. 7 



— 98 — 

? Dispunctella Dup. — Forse in Istria (Fiume). 

Germania, ec. — Bruco ignoto. 
Argentella CI. — Cygnipen nella Hb. — Maggio, giugno — Siepi, 
Boschetti — Piano, colli. 

Non infrequente in molte parti d'Italia. • 

Europa centrale e parte della meridionale. 

Il bruco vive sul DactyUs glonierata, Festuca, ec. 
Follutella H. S. — Da Mann in Carniola e Istria. 

Germania mer., Dalmazia, Bitinia. 

Bruco ignoto. 
Heinemanni Frey — ? Immolatella Z. — É stata raccolta dal signor 
K. Zeller al Piz-Umbrail nelle Alpi dello Stelvio. 

Alpi del Canton Grigione. 

Nota. — Tra le Elachiste dei dintorni di Cannes, Milliére cita anche 
le due seguenti: Padella Mill. (sp. u.), prossima alla Utonella Frey, e 
Su bo celi a Stph.. 

Tra le poche notate dal Costa, non facili a riconoscersi dalle iconografìe 
e descrizioni troppo incomplete, la sua E. angusteUa potrà forse ascri- 
versi al Gen. Phy llochinistis. La E. macrocerella alle Bucula- 
trix; mentre la E. minimella Costa IV. 5. (Lug., boschi di Camaldoli, 
rara) sembra realmente appartenere alle E tachista. 

Gen. WJroiMeìa SU. 

Cistìcolella SU. — È stata osservata a Mentone dal sig. Stainton; apparisce 
in aprile 

Francia meridionale 

Bruco, specialmente sul Cistus Monspeliensis e C. salvifoUus. 

LITHOCOLLETIDAE. 

Nota. Le larve sono minatrici, fornite di 16 piedi, vivono e si trasfor- 
mano nelle gallerie che, oi'a nella pagina superiore ora nella inferiore, 
vanno scavandosi nelle foglie di cui s'alimentano. Molte specie vivono sulle 
querce, gli alni, ed altri alberi a foglie caduche, parecchie su piante basse, 
come le geniste, trifoglio Vacciniura e a. 

Quasi tutte hanno doppia apparizione. 

Gen. BeiteUa SU. 

Somnulentella Z. — Aprile, maggio — Cespugli, siepi — Colli monti. 
In molte parti d' Italia, ovunque poco abbondante. 



— 99 — 

Europa temperata, Francia meridionale. 

La larva mina le foglie del Convolvulus arvensis, C. atraeoides. 

Gen. JLiihocoHeiis. 

Roboris Z. — Primavera, estate — Sulle querce — Colli, monti. 

Non é rara nell'Italia settentrionale e nella centrale. 

Europa centrale e parte della meridionale. 

La larva mina le foglie della Q. robur e Q. pedunculata 
(pag. infer.). 
Amyotella Diip. — Come la precedente. 

È stata osservata da Mann nell'Italia sett, orient. 

Europa centrale, Svizzera. 

La larva mina le foglie del Quercus pedunculata e Q. robur 
(pag. infer.). 
Hortella F. — Come le precedenti. 

Italia settentrionale e centrale. 

Europa centrale &c., Dalmazia, Asia minore. 

Il bruco vive nelle foglie delle querce e dei faggi (pag. inf.). 
Sylvella Hw. — Anche questa ha doppia apparizione — Colli, monti. 

Italia settentrionale e centrale. 

Europa centrale, Dalmazia, Asia minore. 

La larva mina le foglie dell'acaro campestre (pag. inf.). 
Helianthemella H. S. — Come la precedente. Raccolta da Mann nel Tirolo 
meridionale e in Carniola. 

Francia, Germania, Dalmazia, Bitinia. 

Il bruco vive nelle foglie dei Ileliantliemiim. (pag. inf.). 
Abrasella Z. — Primavera, estate — Cespugli, boschi — Colli, monti. 

Collina di Torino (Ghiliani), Carniola e Toscana (Livorno, Mon- 
tenero), da Mann. 

Germania mer., or., Dalmazia, Asia minore. 

Larva nelle foglie delle querce (pag. inf.). 
Cramerella F. — Luoghi erbosi — Piano monti; due apparizioni. 

Non è rara in varie parti dell'Italia settentrionale e centrale. 

Europa sett. e cent., Dalmazia, Bitinia. 

Larva come la precedente. 
Tenella Z. — I signori Conti Turati l'osservarono in Brianza; Milliére, 
nell'Alto Nizzardo. 



— 100 — 



Parte dell'Europa centrale. 

La larva mina le foglie del Carpinus betulus .e\ Prunus 
av'mm (pag. inf.). 
Alniella Z. — In principio d'aprile Mann la trovò abbondali; ti dintorni 
di Badia in Toscana. 

Gran parte dell' Europa (ecc. la meridionale ). 

Il bruco abita nelle foglie dell' ^Z/^MS glutinosa {; -c. inf.). 
Strigulatella Z. — Ghiliani l'osservò in maggio nei dintoi^ Ila Spezia, 
e il sig. Colonello Bazzigher in Valle Bregaglia. 

Europa seti e cent. 

Larva nelle foglie à^ìV Alnus incana (pag. in 
Ulmifoliella Hb. — È stata osservata dal Ghiliani nei din' i li Torino 
e dal Minière nell'Alto Nizzardo. 

Europa sett. e cent., Dalmazia. 

Bruco nella Betula alba (pag. inf.). 
Fraxinella Z. — In Istria e in Toscana, da Mann (Livori i i). 

Germania ec, Ungheria, Dalmazia, Asia min > 

Il bruco vive nella Genista germanica e Cr. Un<- pag. inf.). 

Viminetorum Stt. — Milliére l'osservò in maggio nell'Alta rio. 

Inghilterra, Germania, Francia. 

Bruco nelle foglie del Salix viminalis (pag. 
Salictella Z. — Fine marzo, estate — Cespugli, tronchi — nonti. 

Da Mann nel Tirolo meridionale e in Toscan i, Prato- 

vecchio) e da Milliére, nell'Alto Nizzardo. 

Finlandia, Germania, ec. 

Bruco minatore nelle foglie del Salix vimin'i inrpurea 

ec. (pag. inf.), 
Pomifoliella Z. — Aprile, estate — Sui meli — Colli, va' 

Non è rara nell' Italia sett. e nella cent. 

Europa sett. (ecc. reg. poi.) e cent., Dalina/.i.. . 

Larva nelle foglie del melo e pero (pag. int. ) 
Spinìcolella Stt. — Come la precedente. 

Inghilterra, Germania ec, Ungheria. 

Braco nel prugno e prugnolo (pag. inf.). 
Fagiuella Z. — Principio di maggio — Sui faggi — Min 

Italia sett. orient., da Mann (Carniola). 

Europa cent., Dalmazia sett. 

Larva nelle foglie del Fagus sylvatica (pag 



— 101 — 

Corili Nìceìli — Marzo, estate (?). — Sugli avellani — Colli, monti. 
Lombardia, Piemonte, Liguria. 
Europa centrale. 

Bruco nelle foglie ^oìV avellano (pag. inf.). 
Carpinicolella SU. — Primavera, estate — Sui carpini — Colli, monti. 
Come la precedente. 

Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera. 
Larva nelle foglie del Carpmus Betulus (pag. sup.). 
Leucographella Z. — Mann la scoperse in aprile a Montenero in Toscana, 
fra siepi e cespugli. 
Anche in Grecia. 
Bruco ignoto. 
? Ilicifoliella Z. — Probabilmente anche nel Nizzardo e in Carniola. 
Francia mer., Germania, Dalmazia sett. 
Larva nel Quercus rohur (pag. inf.). e Q. ilex (?). 
Endryella Mn. — È stata catturata da Mann, in Corsica (Ajaccio). 
Anche in Spagna. 

La larva tuttora ignota, mina probabilmente le foglie del 
Quercus ilex. 
Lantauella Schric. — Un esemplare raccolto da Mann a Cavro in Corsica. 
Nizzardo (?). 

Italia centrale, nel Catalogo di Wocke. 
Scozia ec, Francia, Svizzera, Germania. 
Il bruco vive nel Liburnum Lantana e a. (pag. inf.). 
Scitulella Z. — Mann ha roccolto questa specie in Carniola e in Toscana. 
Germania mer., or. 
Larva minatrice delle querce. 
Parisiella Wo. — Probabilmente in Istria, essendo stata osservata a Fiume. 
Italia cent., secondo Wocke. 
Francia, Dalmazia sett. 

Bruco nel Quercus róbur e Q. piihescens (pag. inf.). 
Quercifoliella Z. — Primavera, estate; sulle querce — Colli, monti. 
Comunissima in molte parti dell'Italia sett. e cent. 
Quasi tutta l'Europa. 

La larva mina le foglie del Quercus rohur e Q. pendimculata 
(pag. inf.). 
Messanìella Z. — Come la precedente — In quasi ogni parte d'Italia, però 
poco abbondante. 



— 102 — 

Inghilterra, Francia, Dalmazia, Russia mer. or., Bitinia. 

Bruco nelle foglie delle querce, carpini e castagno (pag. inf.). 
Platani Stgr. — Primavera, estate — Sui platani. 

Non rara in molte parti d'Italia. 

Anche in Grecia. 

La larve vive nelle foglie del platano. 
Denteila Z. — È stata osservata da Mann in Carniola nel Tirolo merid. 
e in Toscana (Pratovecchio) e credo anche in Corsica. 

Francia, Germania, merid., Dalmazia, 

Bruco nelle foglie del Quercus róbur (pag. inf.). 
Betulae Is. — Milliére la catturò nell'Alto Nizzardo — Probabilmente si 
rinverrà anche in altre parti dell'Italia sett. 

Livonia, Germania, Svizzera, Francia. 

Larva minatrice nelle foglie della Betula alba, Pìjnis nialus e 
P. commiinis (pag. sup.). 
Saberifoliella Z. — Aprile, maggio — Sui tamarischi ec. — Piano, colli. 

Non rara nell'Italia centrale e nella merid. 

Questa specie non s'è rinvenuta ancora che in Italia. 

Bruco sul Qiiercus rohur (pag. inf.). 
Froelichiella Z. — Marzo, estate (?) — Erbe, fiori — Colli. 

Piemonte, Lombardia ec. Nizzardo; piuttosto rara. 

Bruco neWAlnus glutinosa (pag. inf.). 
Kleemannella F. — Aprile, ottobre — Siepi, muri — Colli, valli. 

Nell'Italia sett. e nella cent, non frequente. 

Europa cent., Dalmazia, Bitinia. 

Bruco nQÃŒVAlnus glutinosa (pag. inf.). 
Schreberella F. — Maggio, ottobre (?) — Contro il tronco degli olmi — 
Colli, valli. 

Frequentissima in varie parti dell'Italia sett. 

Europa cent., Dalmazia, Bitinia. 

Larva nelle foglie dell'olmo (pag. inf.). 
Emberizaepennella Boucliè — Princ. d'estate, ottobre (?). 

Mann l'osservò nel Tirolo meridionale e in Toscana (Pisa). 

Distribuz. geogr., come la specie precedente 

Larva minatrice nelle lonìcere (pag. inf.). 
Millierella Stgr. — C e 1 1 i d e 1 1 a Bondani — Estate, autuno ? — Piano, 
monti. 

Comunissima in varie parti dell'Italia sett. e cent. ?. 



— 103 — 

Germania merid., Francia merid., 
Il bruco mina il Celtis australis (pag. inf). 
Scabìosella Dgl — I sigg. Turati 1' hanno osservata in ottobre in Brianza. 
Inghilterra, Germania, Svizzera. 

La larva vive nelle foglie della Scabiosa columharia (pag. inf.). 
Trifasciella Hw — Mann l'osservò in Toscana nei dintorni di Montenero. 
Inghilterra, Francia, Germania ec, Bitinia. 
Larva nelle lonkere (pag. inf.). 
Agilella Z. — Dallo stesso a Pratovecchio. 
Incontrasi anche in Germania. 
Bruco minatore n^Wolmo (pag. inf.). 
Pastorella Z. — Questa specie nordica, propria della Svezia e Norvegia, 
venne scoperta recentemente anche in Brianza, dai signori Conti 
Turati. (Giugno, boschi di Alzate). 

La larva vive nelle foglie del Saìix viminalìs e altre specie 
di salici (pag. inf.). 
Gomparella Z. — Mann la trovò abbastanza abbondante in principio di 
aprile a Pratovecchio, sul tronco dei pioppi. 
Inghilterra, Germania, Svizzera. 
Il bruco mina le foglie del Populus alba. (pag'. inf.). 
? Italica Nick. — Non trovasi citata nel Catalogo di Wocke. Secondo 
Herrich-Schaeffer, voi. V, pag. 335, Zeller ne avrebbe catturato un 
esemplare in Toscana. 

Nota. — Milliére cita fra le Lithocolletis dei dintorni di Cannes, 
anche le specie seguenti: T riflorella Peye (sp. n.), Be 1 o 1 1 e 11 a Stgr. 
Distentella Z., Cerisolella Peye. (sp. n.), Cydonielia Freye. 
Stettinensi Ni. 

Non è improbabile che taluna possa ritrovarsi nel Nizzardo ecc. 

Gen. ]Hncfoc€È*w8 Stgr. 

Oecophila Stgr. — (Stt. e Z. 1876. — Nuova specie scoperta in Sicilia dal 
sig. Barone Kalchberg. (Un cf alla fine di settembre presso Val- 
desi e una ? alla fine di luglio in Palermo). 

Gen. TischCÈ'in Z. 

Complanella Hb. — Aprile, maggio, poi nell' agosto — Sulle querce — 
Piano, monti. 



— 104 — 

É frequentissima in molte parti d' Italia. 

Quasi tutta l'Europa, Asia minore. 

La larva mina le foglie delle querce e castagni. 
Marginea Hw. — Primavere, estate — Siepi di more — Piano, monti. 

In tutta l'Italia, però poco abbondante. 

Europa. 

Bruco nelle foglie delle more. 
Gaunacella Dup. — Mann la catturò in giugno nei dintorni di Pratovecchio 

Germania ec, Bitinia. 

Bruco nelle foglie del prugnolo. 
Angusticolella Z. — Aprile, mag., ag. (?) — Cespugli, siepi — Piano, colli. 

Incontrasi, non abbondante, in alcune parti dell' Italia sett. 
e centrale. 

Francia, Germania, Russia, Bitinia. 

Larva minatrice nei rosai selvatici. 
Ricciardella Costa (Tav. 3, fig. 7). — Questa specie citata dal Costa (Fauna 
del Regno di Napoli) probabilmente si riferisce alla Compiane 11 a 
Hi). alla Marginea Hiv. 

Nota. — Nel Bull. d. Soc. ent. Ital. Anno 7." il prof. C. Rondani descrive 
una sua : Palumbina terebint bella (per la quale egli ha creato il 
nuovo genere Palumbina) propria della Sicilia, il cui bruco mina le foglie 
della Pistacia therehinthi. 

LYONETIDAE. 

Nota. — I generi che compongono questa famiglia, creata da Stainton, 
offrono caratteri tanto diversi, da rendere probabile la soppressione della fa- 
miglia stessa per incorporarne i diversi membri in altre affine. Anche il 
modo di vivere delle larve vai'ia moltissimo e talune si riscontrano mina- 
trici solo nella prima età. 

Gen. Mjyoneiift Hb. 

Clerckella L. — Primavera, estate — Frutteti, giardini — Valli, monti. 

Neil' interno della Sardegna Ghiliani la trovò abbondantissima. 

Europa sett. e cent. 

Il bruco mina il parancbima degli alò. da frutta^ delle betulle e a. 

Nota. — Questa specie presenta un interessante caso di dimorfismo nelle 
sue due apparizioni annuali, avendo la primaverile tinte scure nelle ali an- 
teriori, mentre nella estiva o autunnale sono più chiare. 



— 105 — 

f. A e r e e 1 1 a Tr. — Incontrasi talvolta assieme alla forma tipica nelle Alpi. 
Prunifoliella Hb. — Primavera, estate — Orti, frutteti, siepi — Piano, Alpi. 
È stata osservata in Piemonte, Lombardia ec. e in Toscana — 
Poco abbondante. 

Europa cent. Dalmazia, Russia, Asia minore. 
La larva mina il prugnolo e le betulle ec. ed il Mesp. co- 
toneaster. 
V. Padifoliella Hb. — Questa forma, più grande e più scura, apparisce 

specialmente nella regione alpina. 
Frigidariella H. S. — Estate; praterie elevate, cespugli — Monti, Alpi. 
Ne raccolsi pochi esemplari nelle Alpi del Bernina. 
Alpi centrali. 
La larva mina certi salici alpini a foglie strettissime. 

Nota. — Se non fossero le antenne brevissime (forse troncate?) sarebbe, 
secondo Zeller, da collocarsi in questo genere la Tinea raacrocerella 
Costa, T. 3, fìg. 4. 

Gen. t*iiyUoc»»isl9S Z. 

Suffusella Z. — (?) A u g u s t e 1 1 a Costa). — Primavera, estate — Orti, 
frutteti ec. — Piano, valli. 

In tutta l'Italia; poco abbondante. 

Francia, Germania, Svizzera, Dalmazia, Russia. 

Il bruco mina le foglie del pioppio e tremolo. 
? Saligna Z. — Probabilmente nel Nizzardo ec. (Cannes, novembre). 

Inghilterra, Francia, Germania, Russia. 

La larva minatrice in varii salici. 

Gen. Cetniosioiiiu Z. 

Spartifolìella Hb. — Aprile, mag., ag. — Boschetti, siepi — Piano, colli. 

Piemonte, Lombardia, Toscana; non abbondante. 

Scozia ec, Francia, Germania, Dalmazia. 

Secondo Herrich-Schàeffer la larva si rinviene nei steli dello 
Spartium scoparium. 
Laburnella Stt. — Come la precedente, colla quale spesso viene confusa. 

Inghilterra, Francia, Germania ec. 

Bruco minatore nel Cytisics liburnum. 



— 106 — 

Zanklaeella Z. — Zeller la scoperse nei dintorni dì Messina. 

È stata orservata anche in Dalmazia da Mann. 

Larva ignota. 
Scitella Z. — Maggio; rinvenuta da Mann in varie parti d'Italia. 

Europa centrale, Dalmazia, Asia minore. 

La larva mina le foglie delibero, melo e Crataegus oxyacantha. 

Gen. Bucctttatt'iac Z. 

Nota. — Le larve sono minatrici nella prima età, dopo vivono libera- 
mente sulle foglie. 

Nìgricomella Z. — Prim., estate — Luoghi erbosi asciutti — Piano, Alpi. 

Italia sett. e Toscana (Pisa, Mn.), non abbondante. 

Germania ec, Dalmazia, Russia. 

Bruco sul Chnjsantliemum leucanthemum. 
V. Aurimaculella SU. — Ornata di quattro macchiette d'oro; s'in- 
contra nella regione alpina. 

Inghilterra, Germania, Svizzera, Francia. 
Cidarella Z. — Giugno — Sul tronco degli alni — Colli, monti. 

Mann l'osservò in Toscana (Pratovecchio ec). 

Inghilterra, Germania, ec. 

Bruco come il precedente; probabilmente anche svilYalno. 
Ulmella Z. — Come la precedente. 

Catturata da Mann in Istria ed in Toscana, (Ardenza, Sal- 
viano ec); non rara. 

Europa cent., Dalmazia, Russia, Bitinia. 

Larva sulle querce e olmi. 
Crataegi Z. — Maggio — Siepi di biancospino. 

Dallo stesso in Carniola, nel Tirolo merid. e a Livorno. 

Medesima distrib. geograf. che la precedente. 

Bruco sul Crataegus oxyac. e C. monogina. 
Boyerella Bup. — Aprile, maggio — Siepi, giardini; sugli olmi. 

É comunissima in varie parti dell'Italia sett. e della cent. 

Europa quasi tutta. 

La larva vive sui Chrysanthemum, Achillea e l'olmo ? 
Frangulella Goese. — Maggio, giugno — Orti, siepi. 

Carniola, Piemonte (Torino), Toscana (Pisa); rara. 



_ 107 — 

Europa seti e cent. Dalmazia. 

Bruco sul Ehamnus frangula. 
Cristatella Z. — Mann la raccolse in maggio in Carinola — Nizzardo ? 

Inghilterra, Francia, raerid., Germania ec, Russia. 

Larva bvìW Achillea millefolium. 
Gnaphaliella Tr. — Lo stesso entomologo la catturò nel Tirolo merid. 

Germania, Livonia. 

Il bruco divora il GnaphaUiim arenarium. 
? Thoracella Thibg. — Probabilmente anche in Istria, essendo stata os- 
servata a Fiume. 

Europa cent, e parte della seti, Dalmazia. 
Alpina Frey. — Luglio, agosto — Praterie alpine (1800 m.). 

È stata catturata dal sig. Colonello Stainton sul Maloia (som- 
mità di Val Bregaglia). 

Alpi dell' Engadina (Sils-Maria ec). 

Larva ignota. 

NEPTICULIDAE 
Geu. Opostegn Z. 

Salaciella Tr. — Mag., giugno — Margine dei prati umidi. 

Mann l' ha raccolta in Carniola, Tose. (Pisa) e Corsica (Ajaccio). 

Francia, Germania ec, Russia. 

Larva ignota. 
Menthinella Mn. — Propria della Corsica, ove Mann la scoperse in luglio 
presso Ajaccio, sui fiori delle mente; rara. 

Bruco ignoto. 
Grepusculella Z. — Mag., giugno — Luoghi paludosi. 

Non rara in quasi tutta l'Italia. 

Europa cent, e parte della meridionale. 

Bruco ignoto. 

Gen. Tfifttrcufa Z. 

Pallidella Z. — Maggio — Erbe e cespugli in località umide. 

Mann ne raccolse alcuni esemplari in Carniola, Toscana (Pisa) 
e nel Palermitano; Milliére la trovò nell'Alto Nizzardo. 



— 108 — 

Germania, Dalmazia, Bitinia. 
Bruco ignoto. 
Immundella Z. — È stata raccolta da Mann nell'Appennino toscano. 
Inghilterra, Germania, Svizzera. 
Larva sconosciuta. 

Gen. Guenea Miti. 

Borreonella Mill. le. Ili, pi. 153 — Milliére ha creato il genere Guenea 
per questa specie nuova, da lui catturata in luglio a S. Martino 
Lantosca, nell'Alto Nizzardo. 

Gen. IVepiicuia Z. 

Ruficapitella Hiv. — Samiatella ?Z. — Credo si riferisce a questa 
specie la N e p t i e u 1 a catturata da Mann in aprile, sugli olmi, 
a Livorno e Montenero. 

Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera. 

Larva sui Quercus. 
? Samiatella H. S. — Italia centrale? (Wocke, pag. 335, n. 2978). 

Germania. 

Larva, come la precedente. 
Atricapitella Hw. — Ne catturai due esemplari al Jàger, presso Trieste, 
Nizzardo ? 

Inghilterra, Francia mer., Germania ec. 

Bruco come i precedenti. 
Anomala Goeze — È stata raccolta nel Goriziano e in Istria da Mann. 

Inghilt., Svezia, Francia, Germ., Svizzera. 

Larva sulla Bosa canina. 
? Suberivora SH. — Probabilmente nel Nizzardo e Liguria (Cannes, aprile). 

Il bruco vive sul Qiiercus ilex. 
Aurella SU. — Mann ne prese parecchi esemplari, in aprile, sugli olmi, a 
Montenero (Toscana). 

Inghilterra, Francia, Germania ec. 

Larva sul Riibus fructlcosus. 
Marginicolella Stt. — È stata osservata in Piemonte. 

Inghilterra, Francia, Germania ec. 

Bruco suir Ulmiis campestris. 



— 109 — 

Gratiosella Stt. — Fine maggio — Siepi, sugli olmi — Piano, colli. 

Non è rara in varie parti della Lombardia e del Piemonte. 
Inghilterra, Germania, Svizzera. 
Larva sul Crataegus oxyacantJia. 
? Alnetella SU. — Probabilmente nel Nizzardo e in Liguria (Cannes ec. 
maggio). 

Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera. 
Bruco suWAlnus glutinosa. 
? Hubnerella H. S. 829. — Corsica? (Wocke n. 3026). 
Austria. 
Larva ignota. 
? Dimidiatella H. S. 830. — Mann (Wien. z, b. Ver. 1855) cita le due figure 
829 e 830 di Herrich-Schaeffer, come appartenenti ad una medesima 
specie da lui catturata in Corsica. 
Austria (Vienna). 
Bruco ignoto. 
? Suberis Stt. — Assai probabilmente s'incontrerà nella Liguria occidentale 
e nel Nizzardo, mostrandosi in abbondanza nel giugno e settembre 
lungo tutte le colline del littorale di Cannes. 
Larva sul Quercus siiber. 
Castanella Edi. — Secondo il Catalogo di Wocke (n. 3056) apparirebbe in 
varie parti d'Italia. 

Francia meridionale. 
Bruco sulla Casfanea vesca. 
Sericopeza Z. — Maggio, settembre — Boschetti di aceri. 
Piemonte e Toscana (Salviano ec.) rara. 
Anche in Germania. 

La larva s'incontra s\i\VAccr campcstris e Acer platanoides. 
Argyropeza Z. — Osservata da Mann in Toscana. 
Inghilterra, Germania ec, Russia. 
Bruco sul tremolo. 
Subbimaculella Hw. — In Istria e probabilmente anche nel Nizzardo e 
Liguria. 

Inghilterra, Germania, Svizzera. 
Larva sulle querce. 
Turbidella Z. — Mann raccolse questa specie in principio di giugno a Pra- 
tovecchio in Toscana. 

Germania ec, Russia mer. or. 



— 110 — 

Larva sul Popuhis nigra e P. alba. 
Cryptella SU. — Il sig. Colonnello Stainton l'osservò a Mentono in marzo. 

Scozia ec, Germania, Svizzera, Francia. 

Larva sui Lotus corniculatns, L. major e Borycnium Mr- 
suhim ? 
Euphorbiella Stt. — Marzo — Mentone e Eoccabruna da Stainton. 

Francia mer. orientale. 

Il bruco vive ^.xxW Euxiliorbìa dendroicìes. 

Nota. — Fra le Nepticule dei dintorni di Cannes ec. Milliére cita anche 
le seguenti, talune delle quali certamente si potranno rinvenire anche nel 
Nizzardo e nella Liguria occidentale. 

H. iiicitwru Peye. — Aprile; sul Quercus ilex. 

X. saiìoiiii Stt. — Aprile; sui salici. 

]* cathuriicclla Stt. Maggio; sul Rhamnus alaternus. 

Jd iii-oiiiUku Stgr. — Gennaio; sul Pistacia lentiscus. 

X «iciivoi-a Peye. — (sp. n.), sui Cistus Monspeliensìs e C. salvifoUs. 

Hi auro ouputclla Mill. — (sp. n.). Maggio, giugno. 

Bobcnianni» fiiiadriiuaculclla B. E. — Maggio — Larva ignota. 



Gen. MMicÈ*optevyx Uh. 

Calthella L. — Nel piano apparisce in aprile e maggio — Fra i monti 
e n(41a regione alpina, anche solo nel luglio e agosto. 

Abbondante in tutta l'Italia, sui fion à&\ Caltha palìtstris ^ ?k. 
Incontrasi in quasi tutta l'Europa. 
È probabile che la larva viva su quel vegetale. 
Isobalella Stgr. — É probabilmente solo varietà della precedente. Staudin- 
ger la scoperse in luglio in sito cespuglioso, presso Macugnaga in 
Pif'oionte. 
Aruncella Se. — Estate — Sui fiori delle praterie umide — Piano, Alpi 
sin olf.re 2000 metri. 

È stata osservata in varie parti dell'Italia sett. e merid. 
Europa cent., Russia sett. occidentale, 
Lars'a tuttora ignota. 



(1) Costiluis oni> un piccolo gruppo fra i micrilepidotteri affatto distinto dalle 
Tine-d, iiUt^ qu.li furono impropriamente riunite da alcuni eutomologi. Hanno volo 
diurno e fauno i 1 irò apparizione in primavera o d'estate; talvolta s'incontrano in 
gran nuiuero sui iori delle Scabiose, Caltha palustris, ranuncoli e a. 



— Ili — 

V. Atricapilla Wo. — Forma alpina osservata da Wocke allo Stelvio, sul 
versante austriaco, che probabilmente s' incontrerà anche dalla parte 
valtellinese. 

Nota. La Tur ine Ha Hb. 377, citata dal Ghiliani (Elenco dei Lepi- 
dotteri degli Stati Sardi, p. 78), sembra riferirsi all'Aruncella Se. 

Seppella F. — Cespugli di mirti — Aprile e maggio. 

In varie parti d'Italia (Toscana, Sicilia ec); rara. 
Francia, Inghilterra. 
Bruco ignoto? 
Aglaella Dup. — Maggio, giugno — Sulle siepi in fiori; vola al levare e 
al cadere del sole. 

Abbondante nel Nizzardo. Credo che non se ne conosca le 
metamorfosi. 

Francia meridionale. 
Myrtetella Z. — Zeller la scoperse in maggio sulle siepi di mirto e l'erica, 
nei dintorni di Livorno e Montenero (Toscana). 
Ungheria merid., orientale 

Bruco ignoto. 
Paykulella F. — Primavera — Sui fiori e siepi — Colli, valli. 

Sembra rara nell' Italia sett. e piuttosto frequente nella merid. 
e in Sicilia 

Dalmazia, Francia meridionale. 

Larva ignota? 
Rablensis Z. — Stett. e Z. 1868. 

É propria della Carniola la quale, geograficamente, fa parte 
dell' Italia. 
Rothenbachii Frcy. — Italia cent. (Wocke) — Alpi di Valtellina (?). 

Svizzera (Primavera). 

Larva ignota. 
Anderschella H. S. — Primavera (piano), estate, (Alpi) — Sui fiori. 

É stata osservata in varie parti d' Italia (rara). 

Europa cent., Dalmazia, Bitinia. 

Bruco sconosciuto. 
Aureatella Se. — Primavera (piano), estate (monti). 

È frequente in quasi ogni parte d'Italia sui fiori del bianco 
spino e della Spiraea aruncus. 

Svizzera, Europa cent, e sett. — Larva ignota. 



— 112 — 

Completella Stgr. — Un solo individuo cf ,. scoperto da Staudlngernell' Isola 

di Sardegna (Beri, e Z. 1870). 
Wockei Stgr. — È propria dell'Italia centrale, e delle Grecia — (Staudin- 

ger Hor. 1870). 
Fastuosella Z. — In varie parti d' Italia ; vola in aprilo. 
Gran parte dell'Europa temperata. 
Dalmazia, Asia minore. 

Il bruco mina le foglie AoiV avellano e probabilmente anche 
quelle del Quercus puhescens. 
Semipurpurella Stph. — Mann raccolse questa specie alla fine di maggio 
in un querceto presso il castello di Romeo in Toscana. 
In molte parti d'Europa. 
Bruco ignoto ? 

Nota.— Ghiliani nel suo Elenco cita fra le Mi e ropt erigi ne del Pie- 
monte ec. anche le seguenti, non accennate nel Catalogo di Staudinger e 
Wocke: Donzelella Bup. (Maggio, cespugli, Spezia, rara), la quale da 
Duponchel viene ascritta alle varietà della M. S par mane Ila D. poi la: 
Pfeifferella ITò. che appartiene al genere An ti spi la fl"&. e quindi 
alle Elachistidae. 



JPTEI^OF^HORirsrA (1) 

Gen. Agttistis Hh. 

Frankeuìae Z. — Zeller scoperse questa specie in agosto nei dintorni dì 
Messina. 

È propria anche della Spagna meridionale. 
Il bruco vive sulla FrancJcenia pulverulenta. 
Meridionalis Z. — Dallo stesso entomologo scoperta d'estate nei dintorni 
di Siracusa, fra cespugli di tamarici. Mann l'osservò anche nel 
Palermitano. 

Larva ignota. 



(1) Le Pteroforine comprendono un gruppo affatto distinto, fra i Lepidotteri, caratte- 
rizzato da forme snelle, corpo gracile, gambe lunghe, ali strettissime; le superiori 
generalmente bipartite e le inferiori tripartite in falangi munite di frangie in guisa 
di piccole penne. Il solo genere Agdistis ha tutte le ali integre. 

Le larve hanno il numero normale di piedi (16), e vivono generalmente su piante 
erbacee, rodendone le foglie oppure le gemme, le capsole seminali o gli steli. 



— 113 — 

Heydenli Z. — Estate — • Sulle mente — Catturata da Mann in Corsica 
(Ajaccio). 

Si troverà certamente anche nel Nizzardo e in Liguria. 
Francia meridionale. 

Il bruco vive sulla EupJiorhia spinosa e VAfriplex halimus. 
A dactyla Hb. — (H ii b n e r i Z.) ~ Estate — Luoghi erbosi in località 
montuose. 

Secondo Zeller, in Sicilia. Ghiliani la dice non rara nell'interno 
della Sardegna. 

Germania, Polonia, Ungheria ec. 
Larva sul Chenopodium fructicosum. 
Paralia Z. — Scoperta da Zeller in maggio e luglio, nei dintorni di Catania, 
e di Siracusa. 

Questa specie appartiene pure alla fauna della Grecia. 
Il bruco vive sui tamarici. 
Tamaricis Z. — Estate — Nelle paludi dei dintorni di Siracusa, da Zeller; 
in Toscana (Livorno ec.) da Mann. Certamente anche nel Nizzardo ec. 
Spagna, Francia, Germania m-erid., Persia. 
Bruco sul Tamarix gallica e T. germanica. 

Nota. — Millière scoperse recentemente nei dintorni di Cannes tre nuove 
specie appartenenti al genere Agdistis. Non é improbabile che l'unao 
l'altra possa osservarsi anche sul littorale Nizzardo ec. ; eccone i nomi: 

Statices Mill. (Cai rais. Ili, pag. 375, pi. II) — Ha da 3 a 4 apparzioni. 

Il bruco vive sulla Statice cordata. 
Lerinensis Mill. (It., pag. 376, pi. II) — Ha pure parecchie apparizioni. 

Anche questa larva s'incontra sulla Statice cordata. 
Satanas Mill. (It, pag. 377, pi. II) — Apparisce in luglio. 

Bruco ignoto. 

Gen. Cnne»nidophoè*u8 Wallgr, 

Rhododactylus F. — Primavera, estate — Giardini, macchie nei boscdi — 
Colli, monti. 

Non rara in quasi ogni parte d'Italia. 

Gran parte dell'Europa centrale e merid., Armenia. 

La larva divora le gemme delle rose. 



— 114 



Gen. RUttypimu Hb. 

Ochrodactyla Hb. — Ghiliani la cita come rarissima, in giugno, nelle pra- 
terie e boschetti della Collina di Torino. 
Europa cent,, Russia, Armenia. 
Bruco nei steli del Tanacetiim vulgare. 
Gonodactyla S. V. — Dalla prim. all'autunno — Praterie — Piano, xVlpi. 
In molte parti d' Italia. 
Europa cent, e sett. 

Larva nei steli della Tussilago farfara. 
Farfarella Z. — Italia, secondo il sig. conte E. Turati. 

Francia merid., Germania ec 
Zetterstedtti Z. — Giugno, luglio — Praterie e boschetti — Monti, Alpi. 
Piemonte (Ghiliani), Carniola (Mann), Stelvio 2,500 m. (Gri- 
gioni (G. F. Tur.). 

Europa centrale e settentrionale. 
Il bruco vive nei steli di varie specie di Senecio. 
Nemoralis Z. — v. Saracenica Wo. — Forma più piccola e più scura 
del tipo, stata osservata dai Signori Turati, in agosto, sui monti 
di Villalba in Brianza. Essa è indicata come proveniente dalla Slesia, 
nel Catal. di Staudinger. 

La larva vive nei steli del Senecionis saracenicL 
Tesseradactyla L. — Fischeri Z. — Primavera, estate — Pascoli e 
praterie — Piano, Alpi. 

Toscana in aprile da Mann; Tirolo meridionale. Alpi di Val- 
tellina (estate). 

Europa centrale e settentrionale. Persia. 
Bruco sul Gnaplialium cUoicum e altri. 
Metzneri Z. — Staudinger la catturò a Macugnana in Piemonte. 

Credo sia stata osservata anche nelle Alpi dello Stelvio in Val- 
tellina. 

Alpi, Ungheria, Turchia, 
liarva ignota. 
Acanthodactyla Hb. — Estate, autunno — Siepi, erbe — Piano, monti. 
Non rara in quasi ogni parte d' Italia. 



- 115 — 



Gen. MtnhMypIiìia Uh. 

Europa cent, e sett., Eussia mericì., Grecia, Armenia. 
Il bruco vive sugli Ononis, Stachys e altri. 
Cosmodactyla Hh. — Estate, autunno — Siti erbosi — Piano, Alpi. 

In Lombardia non rarissima. Secondo Mann anche in Corsica. 
Germania ecc., Scandinavia, Russia. 

La larva, stando a Frey, vive prima sulla Stachys selvatica 
poi, nei semi àeW Aquilegia vulgaris. 

Gen. OacyptiMus Z (1). 

KoUari SU. — Il Sig. R. Zeller ne raccolse parecchi esemplari in Val d'Aosta 
e nelle Alpi di Valtellina (Stelvio, oltre la III Cantoniera). 

Alpi, Armenia, Asia minore. Persia. 
Tristìs Z. — Primavera, estate — Pascoli, terreni silicei — Piano, valli. 

Tirolo merld., Istria, Toscana (Mann) e probabilmente in tutta 
Italia. 

Germania ecc., Francia, Russia merid. orient. 

Larva ignota ? 
Distaus Z. — Maggio, luglio — Pascoli, rive erbose — Colli, monti. 

Non raro in quasi ogni parte Italia. 

Europa centr. e merid., Asia minore. 

Bruco ignoto? 
Laetus Z. — Estate. 

Non rara in tutta l'Italia. 

Europa merid., Asia min., Armenia. 

La sua larva vive sui fiori AqW Andryaìa sinuata. 
Pilosellae Z. — Da maggio a settembre — Giardini, rive erbose — Piano, 
colli. 

Lombardia, Toscana (Pisa, Mn.). — Europa cent, e scttent. 

Il bruco divora le gemme del Hicracium inìosclla. 
Hieracii. Z. — Luglio, settembre — Fra le erbe alte — Colli, monti. 

Lombardia (Toscana?), Alto Nizzardo. 

Europa ceni, Dalmazia, Francia merid., Armenia. 



(1) I caratteri differeuziali fra alcune specie dei g-eueri Osyptilus, Mimaescopti- 
lus ec, essendo miuiuii, regna alquanta incertezza sulla classificazione di parecchie. 



— 116 — 

Bruco sul Hieracium umbellatum. 
Nota. — È spesso confusa colla specie precedente. 

Didactylus L. — Si riscontra in quasi ogni parte d' Italia; alquanto comune. 
Eurapa cent, e sett. ; Russia mer., Bulgaria. 
Larva ignota. 
Parvidactylus L. b s e u r u s Z. — Estate — Praterie aride — Piano, Alpi. 
In tutta l'Italia, salvo la Sardegna ove, credo, non è per anco 
stato osservato. 

Tutta Europa (ecc. reg. polare), Armenia ecc. 
Il bruco vive nelle gemme della Stachys alpina e Hieraemm 
pilosella. 
Marginellus Z. —• Scoperta da Zeller in Sicilia (Catania, Siracusa) in siti 
erbosi. 

È stata osservata anche nell'Asia min. — Larva ignota. 

Geu. Minmeseoptilus Wallgr. 

Phaeodactylus Hh. — Maggio, luglio — Boschi ecc. ; sugli Ononis e altri — 
Piano, monti. 

Italia settentrionale, non rara. Toscana, Alto Nizzardo, comu- 
nissimo. Probabilmente anche nelle provincie meridionali. 

Europa cent, e meridionale. 

La larva vive nelle gemme dell' Ononis re^jens. 
Pelidnodactylus Stein ? — Bipunctatus Scop. — Giugno, settembre. 

Tirolo meridionale, Carniola, Alto Nizzardo e probabilmente 
anche in molte altro parti d'Italia. 

Quasi tutta 1' Europa (ecc. reg. poi.). 

Larva su varie Sassifraghe. 
Serotinus Z. — Da maggio a settembre — Praterie aride ecc. — Colli, Alpi. 

È comune in quasi ogni parte d'Italia. 

Eu'-opa cent, e sett. (ecc. reg. polare). Spagna, Grecia. 

La larva divora le gemme della Scahiosa arvensis, Linaria 
cymbalaria e altre. 
Zophodactylus Dup^ — L o e w i Z. — Estate — Luoghi erbosi e cespugliosi. 

Italia centrale, meridionale e insolare; piuttosto scarsa. 

Francia meridionale, Andalusia, Germania ecc. Asia minore. 

Il suo bruco vive sui fiori dell' JEry hraea centaureum. 
Aridus Z. — Da mag. a sett. — Siti erbosi aridi, brughiere — Colli, monti. 



— 117 — 

In quasi ogni parte ci' Italia, non rara. 

Europa raerid., Armenia, Siria — • Bruco ignoto. 
Coprodactylus Z. — Estate — Prat"rie u mille elevate — Monti, Alpi. 

Alpi del Piemonte e della Valtellina; monti della Sardegna. 

Alpi occid. e sett.; monti d(dla Francia merid. 

La larva divora i fiori della Gentiana verna e G. lutea.. 
Plagiodactylus Stt. — Giug., Ing. — Luoghi erbosi elevati — Monti, Alpi. 

Alpi della Valtellina e Grigioni (Tur.); monti della Corsica 
(Monte Corte, Mn.). 

Alpi, Francia, Germania merid., monti dell'Ungheria. 

Bruco sulla Gentiana asclepiadea. 
Stìgmatotlactylns Z. — È stata raccolta nel Tirolo mer. e in varie parti 
della Sicilia, da Mann e da altri. 

Francia, Austria, Ungheria, Majorca, Persia. 

Larva ignota. 
Pterodactylus L. — Fuscus Retz. — Estate — Siti erbosi — Piano, 
monti. 

In molte parti d' Italia; Alpi del Grigione. 

Tutta l'Europa (ecc. reg. noi.), Armenia. 

Bruco sulla Veronica chamacdrys e Convolvoìus arvensis ? 

Gen. Oet1e»nal»phovns Wallgr. 

Liithodactylus T. — Luglio (monti), agosto (Alpi) — Luoghi erbosi. 

Piemonte, Alto Nizza rzo, Val Livigno, monti di Vill'Albese 
'(G. F. Turati, un'esemplare. 
Europa cent-, Russia. 
Giganteus 3fn. — Ne furono raccolti parecchi esemplari in Corsica e Sar- 
degna da Mann e Staudinger. Il sig. Gianfranco Turati la trovò 
abbastanza frequente in Liguria. 
Questa specie è propria dell'Italia — Bruco ignoto. 

Gen. I*ieè'»i»h(n'ux Wallgr. 

Monodactylus L. — Pterodactyla Uh. — Primavera, estate, autunno 
— Boschetti, erbe — Piano, monti. 
È comunissima in tutta l'Italia. 
Tutta l'Europa, Armenia, Persia. 
c. 



— 118 — 



Geu. E/eioptilu» Wallgr. 

Scarodactylus Hh. — Maggio, giugno poi settembre — Luoghi erbosi — 
Colli, monti. 

Brianza (conti Turati), Toscana (Montenero Mn.) ; piuttosto rara. 

Europa cent. Russia. 

Il bruco vive nelle gemme dei Hieracium umhellatum e 
H. horealìs. 
Lienigianus Z. — Mann raccolse questa specie nel Tirolo merid., in Istria 
e credo anche in Toscana. 

Germania, Livonia. 

Bruco ignoto. 
Dìstinctus H. S. — Lo stesso entomologo l'osservò nei dintorni di Livorno, 
in sito erboso. 

Germania. 

Bruco ignoto. 
Tephradactylus Hh. — Maggio, giugno, settembre — Luoghi erbosi — 
Colli, monti. 

Brianza, Valle di Poschiavo, Toscana (Pratovecchio). 

Europa cent, e sett., Russia mer., or. 

La larva s'incontra sulla SoUdago virgaurea. 
Carphodactylus Hh. — Mag., agosto — Praterie e boschetti — colli, monti. 

In varie parti d'Italia, rara. 

Germania ec, Ungheria, Russia mer., or. 

Larva sulla Conysa squarrosa. 
Mycrodactylus Hh. — Mag., giug., sett., — Siepi, erbe, cespugli — Colli. 

In tutta l'Italia, ma rara ovunque. 

Gran parte dell'Europa, Bitinia. 

Il bruco vive sui fiori e nei steli àeW Eupatormm cannab'mum, 
Brachydactylus Tn. — È stato osservato in Toscana da Mann (Pratovec- 
chio) e dal Minière nell'alto Nizzardo (Berthemont-lcs-Bains; rara). 

Parte dell'Europa cent., Ungheria. 

Bruco sul Prenanthìs purpurea. 
Osteodactylus Z. — Giugno — Boschi, cespugli — Valli, monti. 

Mann la raccolse in Toscana (Pratovecchio), in Carniola e Istria 

Europa cent., e sett. 

Il bruco vivo sulla Solldago virgaurea. 



— 119 



Gen. Acipiilia Hb. 

Semjodactyla Ln. — È specie propria della Corsica e della Sardegna, ove 
si riscontra in località montuose e umide. 
Larva ignota. 
Galactodactyla Hb. — Agosto — Collina di Torino e Val d'Aosta (Ghil), 
non rara. 

Germania, Ungheria, Russia, Armenia. 
Bruco sulla lappola. 
Spilodactyla Curi. — Mann ne catturò un esemplare in giugno, a Firenze, 
contro un muro. Credo che sia stato osservato anche in altre parti 
d' Italia. 

Quasi tutta l'Europa. 
Larva sul Marrubium vulgare. 
Xanthodactyla T. — Estate — Praterie e boschetti — Valli, monti. 

Vaile di Pesio, rarissima (Ghil). Tirolo mer. (Mann), Brianza 
(conti Turati). 

Spagna, Francia, Germania, Ungheria, Russia, Grecia. 
11 bruco vive probabilmente sulla lurina. 
Baliodactyla Z. — Siti erbosi — Monti. 

Mann la trovò non rara a Pratovecchio. 
Probabilmente in tutta l'Italia. 
Quasi tutta l'Europa. 
Larva sull' Onganmn vulgare. 

Nota. — L'A. Meristodactylus Mn. , raccolta dall 'entomologo vien. 
nese in Carniola e nel Palermitano, non trovasi menzionata nel Catalogo di 
Staudinger e Wocke. Secondo Herrich. Schàffer (voi. V, pag. 384) sarebbe 
molto affina alla Ba 1 iod acty 1 a Z. 

Tetradactyla L. — D i d a e t y 1 a Se. — Estate — Località erbose so- 
leggiate — Colli, Alpi. 

Comune in molte parti d'Italia, specie nella regione alpina. 
(Monte Generoso — G. F. Tur). 

Gran parte dell'Europa, Asia minore, Armenia. 
La larva s'incontra sul Thymus serpyllum, Lavandula spiea ec. 
Malacodactyla Z. — Mag., sett. — Rive aride e sterpose — Piano, colli. 
In quasi ogni parte d'Italia, però non abbondante. 



— 120 — 

Europa mer., Asia minore. 
Bruco sulla Nepeta calamintha. 
Ischnodactyla Z. — Estate — Erbe e cespugli e siti caldi. 

È stato osservato in varie parti dell'Italia mer. e insolare. 
Francia e Germania merid.. Ungheria, Asia min., Siria ec. 
La larva vive sul Thymus creticus. 
Pentadactyla L. — T r i d a e t y 1 a ^Sc. — Da maggio a sett. — Siepi e 
erbe in località umide e fresche — Piano monti; ovunque comu- 
nissima. 

Quasi tutta l'Europa, Armenia, Siberia orientale. 
Bruco sul Convolvulus arvcnsis. 
Sìciliota Z. — Estate — Falde erbose ed aride. 

Scoperta in Sicilia da Zeller; da Mann catturata in Corsica 
e da Staudinger in Sardegna, poco abbondante. 

Francia mer., Dalmazia, Grecia, Asia minore, Sìria ec. 
11 bruco vive snW I]lychrismm angusti folium. 
Baptodactyla Z. — Estate — Mann l'osservò in Toscana e Corsica, Stau- 
dinger in Sardegna, rara. 

Francia merid. e Spagna — Larva ignota ? 

Nota. — Ghiliani (Elenco pag. 82) dice comunissiraa d'estate nelle loca- 
lità ei'bose e calde di tutta la Sardegna la Pt. fuscolimbatus Dup. 
Suppl. , che non trovo citata ne da Wocke ne da Staudinger. 



Gen. Aiucitn Z. 

Zonodactyla Z. — Una sola femmina scoperta da Zeller in giugno, nei 
dintorni di Siracusa. Fu dipoi osservata anche in Grecia e nell'An- 
dalusia — Bruco ignoto. 

Dodecadactyla Hi). — Pochissimi esemplari ne sono stati sin qui trovati 
in Italia; però la specie è stata osservata, tanto nella settentrio- 
nale che nelle altre parti, compresa l' insolare. 



(1) Anche le Alucitine formano un gruppo a parte, totalmente distinto dalle Pterofo- 
rine. Hinno aspetto più tozzo, gambe più corte, e sono sopratutto caratterizzate da ali 
ampie in forma di ventatrlio, tutte partite in sei falang^i o rag'gi frangfiati, perfetta- 
mente simili a delicatissime piume. 

La fauna europea non ne conta più di nove specie, tutte raccolte in un unico genere. 



- 121 — 

Germania, Svizzera, Livonia. 

La larva vive nei ramoscelli della Lonicera ccylosteum. 
Palodactyla Z. — Zeller e Mann ne raccolsero alcuni esemplari in Sicilia, 
• Toscana e Corsica. 

Andalusia, Asia minore, Siria. 

Bruco ignoto. 
Desmodactyla Z. — Mag., sett,, — Cespugli e contro ai muri — Colli. 

I signori conti Turati ne raccolsero vari esemplari in Alzate 
(Brianza). 

Svizzera, Germania merid. 

La larva vive sulla Stachys sylvatica. 
Grammodactyla Z. — Anche questa specie è stata raccolta in maggio dai 
signori conti Turati nei sotteranei della loro villa in Alzate. 

Svizzera, Germ., Ungh., Francia mer. Asia minore. 

Bruco ignoto. 
Hexadactyla L. — Polydactyla Hh. — Da maggio a settembre — 
Luoghi ombrosi, sotteranei ec. 

Incontrasi (poco abbondante) in quasi ogni parte d'Italia. 

Gran parte d'Europa, Armenia. 

La larva vive sui fiori di varie lonicere. 
Hubneri Wallgr. — Hexadactyla Hh. 30, 31 — Da maggio a 
tutto agosto — Macchie nei boschi, contro ai muri ec. — Colli, 
monti. 

È pure stata osservata in varie parti d'Italia; piuttosto rara. 

Gran parte dell'Europa. 

II bruco vive nei steli della Scahìosa cohimbaria. e di varie 
lonicere. 



122 — 



AGGIUNTE ALLE PIRALIDINE E TORTRICINE 



Cleodobia moldavica Esp. — Netricalis Hb. — La citai erroneamente 
fra le specie state raccolte in Brianza dai signori conti Turati. 

— angustalìs Sch. S. V. — Estate, boschetti ecc. — Piano, monti. 

Non rara in molte parti d' Italia. La larva vive sui fiori del 
Lotus corniculatus e a. — Europa cent, e merid. 

— brunnealis Tr. — È abbastanza frequente anche in Brianza. 

Botys porphyralìs S. V. — Va ascritto anche alla fauna lombarda, aven- 
dola io osservata nei dintorni di Bormio in Valtellina. 

— testacealis Z. — Appartiene anche alla Zona sett. Il sig. conte G. F. 

Turati ne raccolse in Brianza parecchi esemplari nell'agosto. 
Crambus malacellus Du}). — La citai come rarissima nella Zona sett. È co- 
mune in certi anni nel Brianzotto, in agosto, nelle praterie soleggiate. 

— conchellus Sch. S. V. — Frequente in luglio sui monti della Brianza. 

— perlellus Se. — Anche questo è comune nelle praterie umide di Alserio 

in Brianza, ove appare pure, in minor numero, la var. W a r r i n g- 
. 1 n e 1 1 u s. 

— speculalis Hb. — Incontrasi, rarissimo, anche nelle Alpi dì Bormio. 

— pyramidellus Tr. — Come il precedente. 

Eromene bella Hb. — Va ascritta anche alla Zona sett. Il sig. conte G. F. 

Turati ne catturò un esemplare in Alzate (Brianza). 
Myelois epelydella Z. — Anche in Lombardia (Brianza, agosto). 
Ancylosis cinnamomella Dup. — I pochi esemplari raccolti in Brianza si 

distinguono dal tipo per tinta piìi pallida. 
Rhacodia caudana F. — Anche nelle valli dell' alta Lombardia. 
Teras hastiaua v. rad lana Hb. — Altra delle numerose forme della 

hastiana L. stata raccolta in Brianza, in un solo esemplare. 



— 123 — 

Teras ferrugana ab. t r i p u n e t a n a Hh. — Assieme al tipo in novembre. 

In Brianza, nei cespugli di querce. 
Tortrix unifasciana Biip. — Mentre è poco abbondante in altre parti d'Italia 

è comunissima in giugno nei dintorni di Milano e sui colli brianzoli 

(G. F. Turati). 

— aeriferana H. S. 202. — Nuova per la nostra fauna. È stata cat- 

turata nella regione inferiore della Valle Bregaglia dal Sig. co- 
lonnello Bazzigher. Questa specie rarissima è propria della Stiria 
e Slesia. 

— viburniana F. — Raccolta pure in V. Bregaglia dallo stesso entomologo. 

— paleana Hh. — Giunge sino alla considerevole altezza di 2800 m. nelle 

Alpi dello Stelvio (Piz Urabrail). 
Sciaphila osseana Se. — var. S t e 1 v i a n a Miìl. — Forma piìi scura e 

più marcata, scoperta dal Sig. R, Zeller in quella medesima località. 
Cochylis cruentana Fri. — Anche nelle Alpi dolio Stelvio (R. Zeller). 

— pallidana Z. — É pure da ascriversi alla Lombardia; rara. 

Retinia pinivoriana Z. — Non è questa la specie che produce i maggiori 

danni alle conifere, nelle regioni elevate delle Alpi retiche, come 

indicai nel mio catalogo, bensì la: 
Steganoptycha pìnicolana Z. — Che fa talvolta perire annosi larici. 
Penthina sororculana Zett. — Il sig. conte G. F. Turati ne raccolse un 

esemplare in m^iggio presso Milano. È nuova per la nostra fauna. 

Appartiene all' Europa sett. e boreale ed all' Islanda. 

— gentiana Hb. — La citai come dubbia in Lombardia, invece vi si trova. 

— palustrana Z. — E stata osservata anche nelle Alpi dello Stelvio. 

— siderana Tr. — Come la P. gentiana, in settembre. 

— rupestrana Dup. — Come la precedente (G. F. Turati). 

— Schuiziana F. — Nuova por la fauna italiana. Il sig. R. Zeller la catturò 

nell' alta Valtellina, al Piz Umbrail. 
- olivana Tr. — Incontrasi anche nelle Alpi ticinesi. 

Aphelia lanceolana Hb. — Gli esemplari presi dai signori Turati nelle 
praterie umide di Alsorio (Brianza) si scostano dal tipo di Hiibner, 
per il colore più pallido e le dimensioni minori. 

Grapholita infidana Hb. — Va ascritta anche alle Valli lombarde. 

— campoliliana Tr. — Come la precedente ; anche nel piano. 

— solandriana L. — È stata raccolta anche in Valtellina. 
Grapholita nisella var. p avo nana Dons. — (Mancante del color giallo). 

È stata osservata nei querceti di Alzate dal sig. G. F. Turati. 



— 124 — 

Grapholita similana Hb. — S' incontra anche nelle Valli dell' alta Lom- 

bardia. 
— selenana Z. — Va ascritta anche alla Zona centrale. Il signor G. F. 

Turati ne catturò due esemplari in maggio a Firenze. 
Dìchrorampha rhaeticana Frey. p. 381. — Nuova specie scoperta dal 

prof. Frey al Passo del Bernina e dal sig. R. Zeller al Piz Umbrail. 
Dìchrorampha plusiana Stgr. — Anche nelle Alpi valtellinesi. 
Imetocera ocellana F. — ab. 1 a r i e i a n a Stgr. — Più scura del tipo. — 

È stata raccolta dal sig. conte G. F, Turati a Villalbese (Brianza) 

battendo le fronde dei larici. 



— 125 -- 



INDICE ALFABETICO 



dei Generi, Siiecie e Varietà, coiuiiresi io pesta parte il Cataloi 



Abdominalis Z., Argyr. 
Abrasella Z., Litlioc. 
Absynthiella Z., Depress. 
Acanthella iIf?:?Z., But. 
Acanthodactyla Kh., Ambi. 
AcANTHOPHiLA Kn.^ Genus. 
Achilella Costa. Tinea 
AciPTiLiA Ilb., Genus 
AcEOLEPiA Curf., Genus 
Acrolcpìdac 
Acuminatus Sfg., Mesoph. 
Acupediella Fr., Gel. 
Adactyla Hb., Adgistis 
Adela Laf., Genus 
Adeliflac 
Adgistis Hb., Genus 
Adscitella SU., Elach. 
Adspersella H. S\, Prays 
Aechmia Slf. Genus 
Aeneospersella Roes., Butalis » 
Aequidentellus Huf., Chaul 
Aerarìella H. S., Butalis 
Aeratella Z., Asyctina 
Aereella Tr., Lyon. 
Aerenitidella 3£ill., Glyph. 
Acrosellus Z., Nemofc. 
Aestivella Z., Parasta 
Agilella Z., Litliocol. 
Aglaella Dup., Mie. 
Alacella Dup., Acantli. 
Albella Costa, Tinea 
Albescens Z., Pterol. 
Albiapicella H. S., Stagm. 
Albicanella Z., Sym. 
Albicostella Dup., Col. 
e. 



pag 


. 23 


» 


99 


» 


36 


» 


90 


» 


114 


» 


50 


» 


10 


» 


119 


» 


18 


» 


18 


» 


'54 


» 


37 


» 


113 


» 


14 


» 


14 


» 


112 


» 


96 


» 


21 


» 


84 


s » 


88 


» 


82 


» 


88 


» 


86 


» 


105 


» 


69 


» 


16 


» 


47 


» 


103 


» 


111 


» 


50 


» 


10 


» 


57 


» 


87 


» 


61 


» 


79 



Albicostella D., Glypb. 
Albidella Fr., Depres, 
Albilabris Z., Oecoph. 
Albiceps Z., Poecilia 
Albifrontella Hb., Elach. 
Albifuscella Z., Col. 
Albipunctella Hb., Depres 
Albipuncta Hw., Depres. 
Albistria Hiv., Argyr. 
Albocingulella D., Ree. 
Alchimiella Se, Gracil. 
Alcyonipennella Koll, Col 
Alburnella Z., Teleja 
Alnetella Stt., Nept. 
Alniella Z., Lithoc. 
Alpicella H. S. Swam. 
Alpicola Wo., Coleopb. 
Al picei a Frey., Gelech. 
Alpina Fr., Buccul. 
Alseriella E. T., Butalis 
Alsinella Z., Lita 
Alstroemeriana CI., Depr. 
Alternans Stff., Swam. 
Alucita Z,. Genus 
Aliicitiiia 
Amblyptilia Hb Genus 
Amphonicella H. C, Butalis » 
Ampliatella Stt., Ornix 
Amyotella Dup., Lithoc, 
Anacampis Curt., Genus 
Anarsia Z., Genus 
Anatipennella Hb., Coleoph 
Anchinia Hb., Genus 
Andereggiella D., Arg. 
Angelicella Hb., Depres. 



pag 


68 


» 


33 


» 


64 


» 


45 


» 


95 


» 


78 


» 


36 


» 


36 


» 


23 


» 


45 


» 


69 


» 


75 


» 


43 


» 


109 


» 


100 


» 


21 


» 


80 


» 


39 


» 


107 


» 


88 


« 


42 


» 


33 


» 


21 


» 


120 


» 


120 


» 


115 


s » 


87 


» 


73 


» 


99 


» 


49 


» 


56 


» 


76 


» 


62 


» 


24 


» 


34 



— 126 — 



Anderschella R. S., Micr 
Anglicella Stf., Ornix 
Anguliferella Z., » 
Ang-nlosolla Costa., Oecoph. 
Angustella Ilb., » 

Anguste! la Costa 
Angusticolella Z., Tisch. 
Ang-ustipennella St23h., Sclireck 
Annexella Z., Depres. 
Anomala Coese, Nept. 
Anserinella Z , Elach. 
Anseripennella Hb-, Col. 
Anthemidella Hn., Cleod. 
Antirrhinella 3TiU., Biach. 
Anthophaga Stg., Blast. 
Antracinalis Se., Eupoc. 
Anthyllidella Hb., Anac. 
Antispila Hb., Genus 
Apicolla Donz., Swam. 
Aplota Stpli., Genus 
Apodia Hn., Genus 
Appeodiculata E., Atychia 
Appiana F., Depres. 
Arcella F., Tinea, 
Arceuthina Z., Argyr. 
Arcuella Costa, Oecoph. 
Ardeapennella T., Gracil. 
Arenella Schlff., Depres. 
Argentella CI., Elach. 
Argentipennella D., Col. 
Argentilimbella Miìl., Col. 
Argentipunctella Stt., Grac. 
Argentistrigella 3In., Plenr. 
Argillella Z., Incurv. 
Argyrestia Hb., Genus 
Argyropennella Tr., Col. 
Argyropeza Z., Neptic. 
Aegyrittis Hìi., Genus 
Argyrogrammos Z., Pyrod. 
Aridella Tr., Depres. 
Aridus Z., Mimaes. 
Arietella Z.,Oecoph. 
Aristella L., Pleur. 
Aristotelìs Mìll, Gelech. 
Armatolla //. S., Butalis, 
Artemisiella Tr., Lita, 



pag. 
» 
» 
» 
» 
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» 
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» 
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» 
» 
» 
» 
» 
» 
» 
» 
» 



111 
73 
73 

m 

64: 

98 

104 

91 

34 

108 

96 

76 

53 

51 

68 

5 

50 
93 
20 
60 
46 
3 

oo 
Ot> 

7 
24 
65 
71 
32 
98 
78 
81 
72 
59 
12 
22 
74 

109 
45 
87 
31 

116 
63 
59 
38 
88 
42 



Aruncella Se., Micr. 
Arundinella Z., Elach. 
Arundinis H. S., » 
Asinella Hb., Nothris 
Asmodella Mìll., But. 
Aspersella X., Cerosi. 
Assectella Z., Acrol. 
Assimilella Tr., Depr. 
Associatella Z., Adela 
Asteroidella Mill., Col. 
Astrantìae Hn., Depr. 
AsYCHNA Stt., Genus 
Atomella Hb., Depres. 
Atomella Z., » 

— Hb., Semiosc. 
Atrella Stph., Aechm. 
Atrella Hw., Lamp. 
Atricapilla Wo., Micr. 
Atricapitella Hw., Nept. 
Atricornella Mn., Dep. 
Atropunctella Thb., Psec. 
Atychia Lat., Genus 
Atychidae 
Augustella Hb., Oecoph. 
Augustella Costa, Tinea 
Aurifluella Hb., Psec. 
Aureatella Se., Mict. 
Aurella Stt., Nept. 
Anroguttella Stpli., Grac. 
Auricella F., Col. 
Auricella Z., Col, 
Aurifrontella Hb. Chrys. 
Aurimaculella Stt.' Bue. 
Aurivitella Hiv., Arg. 
Aurocaputella Mill., Nep 
Auromaculata Frey., Heyd. 
Australis H. S., Adela 
Australis Z., Chor. 
Avellanella Hb., Sem. 
Avellanella Stt., Ornix 
AvoUinellla Costa, Oec. 
Badiella Hb., Depres. 
Badiella T., » 

Badipennella D., Coleoph. 
Baliodactyla Z., Acipt. 
Ballotella F. R., Coleph. 



pag. 
» 


110. 
95 


» 


95 


» 


55 


» 


90 


» 


27 


» 


18 


» 


31 


» 


15 


» 


80 


» 


34 


» 


86 


» 


31 


» 


31 


» 


29 


» 


84 


» 


49 


» 


111 


» 


108 


» 


33 


» 


30 


» 


2 


» 


2 


). 


64 


9 105 


» 


30 


» 


111 


» 


108 


» 


71 


» 


76 


» 


76 


» 


84 


» 


106 


» 


24 


» 


110 


i. » 


84 


» 


15 


» 


1 


» 


29 


» 


73 


» 


67 


» 


35 


» 


35 


» 


74 


» 


119 


» 


78 



— 127 - 



Balteolellum F. R., Tin. 
Baptodactyla Z., Acipt. 
Barbatellus Z., Neraot. 
Barbella F. Topeiitìs 
Basalis St[/., Anac 
Basaltinella Z., Bryot. 
Basilella H. S., Ciad od es 
Bateachedra su. Geuus 
Bedelia Stt. Genus 
Belottella Stg., Litti. 
Berberidella H. S., Carp. 
Betulae Is.,' Lithoc. 
Betulella Curi., Acrob. 
Bicostella CI., Pleur. 
Bìfasciatus Hw., Cerosi. 
Bifasciella Stph., Oegoc. 
Bifasciella Tr., Elach. 
Bifractella Bgl., Apodia 
Biguttella H. .S'., Anac. 
Bilineatella Z, Coleopli. 
Binella H. S., Elach. 
Binotella Thnb., Oegoc. 
Binotellus F. R., Megac. 
Bipunctatus Se, Mira. 
Bìpunctella F., Psec. 
Biselliella Hev., Tineola 
lUsulcella Z, Elachista 
Bjerkandrella Thhg., Chor. 
BriABOPiiANES Z, Genus 
Blastob\sis Z, Genus 

BOHEMANNIA B. E. 

Bolettella F., Scardia 
Boleti F., Scardia 
]!orckliauseniella H. S., 
Borreonella MIU., Guenea 
Botaurella Monsch., Col. 
Boyerella Dup., Bncculatrix 
Braccatella Stg., Gracil. 
Bkaciimia Hn., Genus 
Bractella L., Harp. 
Brahmìella Hd., Lita 
BraciiyctRossata Hn., Genus 
Brachydactylus Z., Leiop. 
Brevispinella Z., Pleur. 
Briantiella E. T., Lecit. 
Brizella Tr. Ergatis 



pag 


. 85 


» 


120 


» 


17 


» 


58 


■ » 


50 


» 


41 


» 


53 


» 


93 


» 


98 


» 


103 


» 


58 


» 


102 


» 


18 


» 


59 


» 


27 


» 


68 


» 


90 


» 


46 


» 


49 


» 


79 


» 


9o 


â– t 
» 


68 


» 


57 


» 


116 


» 


30 


» 


11 


» 


96 


» 


1 


» 


6 


» 


68 


» 


110 


» 


6 


» 


5 


» 


85 


» 


108 


» 


78 


» 


106 


» 


70 


» 


40 


» 


63 


» 


42 


» 


51 


» 


118 


» 


59 


» 


61 


» 


48 



Brockeella Hb., Argyr. 
Brunnichiella L., Steph. 
Brogniardellum F., Corisc. 
Bryotkopha Heln., Genus 
Bubalella Rh., Ochs. 
BuccuLATRix Z. Genus 
Buffonella Mill., But. 
BuTALis Tr. Genus 
Caelatolla Z., Ornix 
Caelebipennella Z, Col. 
Caesiella Hb., Swam. 
Caespitella Z., Coleoph. 
Cagnagellus Hb., Hypon. 
Calantica Z., Genus 
Caliginella Mn., Sym. 
Calthella L., Microp. 
Calycotomella SU., Col. 
Campicolella Mn., Ptocli. 
Ganaella Costa, Plut. 
CapitcUa Tr., Incnrv. 
Capreolella Z., Deprcs. 
Gaptivella //. S., Anac. 
Capucinella Costa, Plut. 
Capucinella Hb., Ipsol. 
Carcina Hb., Genus 
Carchariella Z, Dorypli. 
Carìosella Tr., Adir. 
Carmelitella Hb., Ehin. 
Carphodactylus Hb., Leiop. 
Carpinicolella Stt., Lilh. 
Carposina H S., Genus 
Castanella Edt., Nept. 
Catharticella Stt., » 
Caudella L., Ther. 
Caudulatella Z, Ornix. 
Cedestis Z, Genus 
Cemiostoma Z, Genus 
Celtidella Bondani, Lith. 
Ceratophora Hn., Genus 
Cerisolella Peye, Litlioc. 
Cerealella Ot. Sitot. 
Cerostoma Lai., Genus 
Cerasiella Hb., Swaui. 
Certella Z, Argyr. 
Cerusella Hb., Elach. 
Chaerophyllellus G-oes., Chaul 



pag 


. 24 


» 


94 


» 


72 


» 


41 


» 


17 


» 


106 


» 


90 


» 


87 


» 


73 


» 


76 


» 


21 


» 


81 


» 


20 


» 


19 


» 


61 


» 


110 


» 


80 


>> 


47 


» 


26 


» 


12 


» 


34 


» 


50 


» 


26 


» 


54 


» 


61 


» 


48 


» 


18 


» 


52 


» 


118 


» 


101 


» 


58 


» 


109 


» 


110 


» 


28 


» 


74 


» 


25 


» 


105 


» 


102 


» 


52 


» 


103 


» 


46 


» 


26 


» 


21 


» 


24 


» 


96 



^ 128 



Chaerophylli Z., Depr. 
Chalcochrysellus Mn., Nemot. 
Chalybaella Costa, Plnt. 
Chamaedryella SU., Col. 
Characterella Hb., Epig. 
Chauliodus Tr., Genus 
Chenopodìella Hb., But. 
Chilonella Tr., Soph. 
Chimabacche Z., Genus 
Chimahaccliidae 
Clioreutidac 
Choredtis Hb., Genus 
Christiernana L., Hyp. 
Chrysoclista su., Genus 
Chrysodesmella Z., Elach. 
Chrysopyga Z., Psec. 
Cìcadella Z., Butalis 
Cicerella Bond., Gelecli. 
Ciconiella H. S., Coleoph. 
Cidarella Z., Buccul. 
Cicntolla Hb., Depres. 
Ciliaris 0., Melasina 
Ciliella Hb., Depres. 
Cincticulella H S., Anac. 
Cìnerariella Mn., Oecoph. 
Cinerella CI., Brach. 
Cinctella Z., Elach. 
Cinctella //&., Anac. 
Cinctella Hb., Oecoph. 
Cingìlella H S., Elach. 
Cinnamomea Z., Oecoph. 
Cisti SU., Teleja 
Cisticolella SU., Urod. 
Cisti vora Peye., Nept. 
Cistorum Peye., Col. 
— Miil., But. 
Citrinalis Se., Hyper. 
Citrinellum Z., Cor. 
Cladodes Hn., Genus 
Clarella Tr., Sprol. 
Clathrella F., Solenobia 
Clementinella Costa, Tinea 
Cleodora Curi, Genus 
Clerckella L., Lyon. 
Cloacella Hw., Tinea 
Cnaemidophorus WU., Genus 



pag. 36 


» 17 


26 74 


» 80 


» 29 


» 81 


» 90 


» 56 


» 28 


» 28 


» 1 


» 1 


» 60 


» 84 


» 96 


» 30 


» 90 


» 40 


» 81 


» 106 


>. 33 


» 4 


» 34 


» 50 


» 64 


» 51 


» 96 


» 50 


» m 


» 96 


» 64 


» 44 


» 98 


» 110 


» 80 


» 90 


» 60 


» 73 


» 53 


» 55 


» 3 


9 63 


» 53 


» 104 


» 7 


» 113 



Cnicella Tr., Depres. 
Cognatella Tr., Hyp. 
Coleophora Z., Genus 
Coleophoridae 

Collitella Diip., Elach. 
Columbaepennella Costa, 
Columbariella Wo. Tinea 
Gombinella Hb., Swam. 
Cornelia Se., Argyr. 
Comparella Z., Lith. 
Complanella Hb., Tisch. 
Completella Stgr., Micr. 
Compunctella H. S., Swam. 
Confusella H. S., Tinea 
Congeriella Stgr., Coleoph. 
Conjugella Z., Argyr. 
Conjunctella Costa, Oecoph. 
Conspurcatella Z., Taleop. 
Constitella Fr., Elach. 
Contaminatella Z-, >> 
Conterminella Z., Depr. 
Gontinuella Z., Gelech. 
Conturbatella Hb., Laverna 
Copiosella Fr., Ocnerast. 
Coprodactylus Z., Mimaes. 
Coriacella Hb., Rhin. 
Corili Nic., Lithoc. 
CoRisciUM Z., Genus 
Cornelia F., Argyr. 
Coronillae Z., Coleoph. 
Coronillella Tr., Anac. 
Corrucipenuella Z., Col. 
Corsicellus H. S., Mesoph. 
Cortinicella Z., Depres. 
Cosmodactyla Hb., Ambi. 
CosMOPTERYX Hb., Genus 
Costella F., Cerost. 
Costosa Hw., Depres. 
Coturnella Mn., Oecoph. 
Crassicornella Z., Tineola 
Cramerella F., Lith. 
Crataegella L., Scyth. 
Crataegi Z., Buccul. 
Crepidinella Z., Coleoph. 
Crepusculella Z., Opost. 
Criella Tr., Topeutis 



pag. 


34 


» 


20 


» 


74 


» 


74 


» 


97 


» 


74 


» 


8 


» 


20 


» 


23 


» 


103 


» 


103 


» 


112 


» 


21 


» 


8 


» 


76 


» 


23 


» 


66 


» 


3 


» 


97 


» 


97 


» 


33 


» 


39 


» 


82 


» 


25 


» 


117 


» 


52 


» 


101 


» 


72 


» 


24 


» 


76 


» 


49 


» 


76 


» 


54 


» 


36 


» 


115 


» 


92 


» 


27 


» 


30 


» 


63 


» 


11 


» 


99 


» 


19 


» 


106 


» 


78 


» 


107 


» 


58 



— 129 — 



Crinitessa H. S., » 
Crinella Z. S., » 
Cristalis Se, Anch. 
Cristatella Z., Buccul. 
CroeseJla *S'c., Adela 
Cryptella SU., Neptic. 
Cruciferaruni Z., Plut. 
CucuUipennellum Hb., Cor. 
Cultrea Hiv., Cerost. 
Cultrella Costa 
Cupediella H. S., Gracil. 
Cuprella Thnb., Adela 
Cupriacellus H.h., Nemotois 
Curtisellus Dons., Prays 
Curvella Z., Argyr. 
Cur velia Stt., » 
Cuspidella Sddff., Butalis 
Cyanella Z., Adela 
Cydoniella Fr., Lithoc. 
Cytisella Tr., Gelechia 
Cygnipennella Hb., Elach. 
Cyrniella Mn., Pleur. 
Daphnella Hb., Anchinia 
Dardoinella Mill., Psil. 
Dasyceea Hiv., Genus 
Dasystoma Curi., » 
Daucella Tf., Depress. 
Daucellus Peyhf., Chaul. 
Dealbatella Z., Calantica 
Deauratella Z., Coleopli. 
De Bornella Se, Adela 
Decemguttella Hb., Psec. 
Declaratella Stg., Nethris 
Decorana Z., Simaeth. 
Decurtella Hb., Ergatis 
Degeerella L., Adela 
Denteila Z., Lith. 
Denisella F., Ehin. 
Denteila F., Cerost. 

— Z., Aechmia 
Dentosellus H. S., Chaul. 
Depressaeia Hiv., Genus 
Depressella Hb., Depres. 
Derivatella Z., Coleoph. 
Desmodactyla Z., Aluc. 
Detersella Z., Stomop. 



pag- 


58 


» 


58 


» 


62 


» 


107 


» 


15 


» 


110 


» 


25 


» 


72 


» 


27 


» 


26 


» 


72 


» 


15 


» 


16 


» 


21 


» 


23 


» 


24 


» 


89 


» 


14 


» 


103 


» 


40 


» 


98 


» 


'59 


» 


62 


» 


4 


» 


63 


» 


28 


» 


36 


» 


82 


» 


19 


» 


75 


» 


15 


» 


30 


» 


55 


» 


2 


» 


48 


» 


15 


» 


102 


» 


52 


» 


27 


» 


84 


» 


82 


» 


30 


» 


35 


» 


80 


» 


121 


» 


51 



Depnnctella Hb., Depres. 
Deviella Z., Coleoph. 
Diana Hb., Simaeth. 
Dictamnella Tr., Depres. 
Didactyla Se, Acipt. 
Didactylus L., Oyxpt. 
Diffinis Hw.. Gelech. 
Diffluella Hn., Lita 
Dimidiella Schiff., Ciad. 
Dimidiatella H S., Wept. 
Diminutella Z., Lita 
Dispositella Frey., Elach. 
DiPLODOMA Z., Genus 
Dìssemiella Z., Elach. 
Disertella H. S., » 
Distentella Z., Lithoc. 
Dispilella SU., Elach. 
Dispunctella H, » 
Distans Z., Oxypt. 
Distinctella Gelech. 
Distinctus H. S., Leiopt. 
Dìssimilella H. S., But. 
Dissitella Z., Batalis 
Dodecadactyla Hb., Aluc. 
Dodecella L., Teleja 
Dohrni Z., Stagm. 
Dolosana //. S., Chor. 
Dolosellus Z., Megac. 
Donzelella D., Microp. 
Doronicella Wo., Depres. 
Dorycniella 3IUI., But. 
DoRYPiiOKA Hn., Genus 
Douglasella SU., Depres. 
Douglasia SU., Genus 
Drurella SU., Cosm. 
Druryella Z., Cosm. 
Dryadella Z., Bryot. 
Dryadis Sf[/., Timag. 
Drymidis 3In., Coleoph. 
Durdhamellus SU., 
Echii //. S., Dougl. 
Echiella Hb., Psec. 
Egenella H. S., Stom. 
Eglantella ZeU., Lav. 
Eglanteriella 3In., Aerei. 
Egregiellus D., Ilypom. 



pag. 


30 


» 


75 


» 


2 


» 


36 


» 


119 


» 


116 


» 


39 


» 


41 


» 


53 


» 


109 


» 


42 


» 


95 


» 


5 


» 


97 


» 


97 


» 


103 


» 


97 


» 


98 


» 


115 


» 


37 


» 


118 


» 


90 


» 


88 


» 


121 


» 


44 


» 


86 


» 


1 


» 


57 


» 


112 


» 


31 


» 


89 


» 


48 


» 


36 


» 


85 


» 


92 


» 


92 


» 


41 


» 


85 


» 


80 


» 


54 


» 


85 


>> 


30 


» 


51 


» 


82 


» 


19 


» 


19 



— 130 — 



Elachista su., Genus pag. 94 

£lacltisti«lac » 87 

Elatella //. S., Gelechia » 39 

Eleatella Z., Gelech. » 39 

Elongella L., » 70 

Emberezipennella Bouché » 102 

Endrosis Hb., Genus » 91 

Endryella 3fn., Lithoc. » 101 

Enicostoma Stph., Genus » 61 

Epigeaphia Stph., » » 29 

Epilobiella Sch., Lav. » 83 
— Boem., Laverna » 83 

Ephippella F., Argyr. » 22 

Equitella Se, Glyph. » 69 

Ergatis Hn., Genus » 47 

Ericella Dup., Pleurota » 59 

Ericetella Hb., Gelech. » 38 

Ericìnella D., Ergatis » 48 

Eriocottis Z., Genus » 11 

Esperella Hb., Butalis » 87 

Euphorbiella SU., Nept. » 110 
Eumenipennella Costa, Oniix » 74 

EupocLAMUS Lah., Genus » 5 

Euratella H. 8., Teleja » 44 

Evonymella Sc, Hypon. » 20 

Evonymellus X., Hyp. » 20 

Exiguella Hb., Lita » 42 

Eximia Hiv., Cosm. » 92 

E'xustella Z., Soplir. » 56 

Eabriciana Stph., Sim. » 2 

Fabriciella 3IiU., Col. » 75 

Padella Bltll., Elach. » 98 

Eaganella Tr., Carcina » 61 

Pagella F., Chim. » 29 

Fagiuella Z., Lithoc. » 100 

Falcatella Dong., Cerosi. » 27 

Falcella Hb., » » 27 

Palcella Stph., » » 27 

Falconipennella Hb., Grac. » 70 

Fallacella Schl, But. » 88 

Familiella Pyrmh., Tinea » 9 

Farlarella Z., Fiat. » 114 

Farinatella B., Cedestis » 25 

Fasciapennella Stt., Zeli. » 22 

Fasciellus F., Ne mot. » 16 

Fasciellus Hb., Ypsol. » 54 



Fastuosella Tr., Oecoph. 

— Z., Microp. 

Fastuosella Costa Stath. 
Femoralis Stgr., Tel. 
Fenestrella Stt., Endrosis 
Ferrugella Schiff., Rhin. 
Ferruginella Hb., Blap. 
Ferulae Z., Depres. 
Feruliphila Mill., Depres. 
Festatiella Hb., Schreck. 
Festivella Z., Laverna 
Fibulella F., Adela 
Fidella Bcutti, Gracil. 
Figulella Stgr., Brachin. 
Fischerella Z., Glyph. 
Fischeri Z., Platip. 
Flammaepennella T., Ornix 
Fiammella Hb., Rbin. 
Flavella Costa Tinea 
Flavella Hb., Depres. 
Flavella D., Rhin. 
Flavianella Tr., Pscadia 
Flavianella Tr., Psec. 
Flaviella Mn., Coleoph. 
Flavifrontella Hb., Oecoph. 
Fravifrontella Costa Tinea 
Flavimaculella ;S'^., Heyd. 
Flavimitrella Hh., Lampr. 
Flavitibiella H. S. Psec. 
Flavocerella Costa, Oecoph. 
Forficella Hb., Holose. 

— Se, Harp. 
Formosella Costa, Plut. 

— Hb., Khin. 

— F., Oecoph. 
Forsterella F., Glyph. 
Franguelella Coese, Buccul. 
Franckella Hb., Geacil. 
Franckenie Z., Adgistis 
Fraudulentella H. S., Tinea 
Fraxinella Z., Lithoc. 
Pretella Z., Coleoph. 
Freyi Str/r., Elach. 
Frigidariella //. S., Lyon. 
Frischella Hb., Adela 
Froelichiella Z., Lith. 



» 


64 


» 


9 


» 


85 


» 


11 


» 


30 


» 


67 


» 


60 


)) 


62 


» 


26 


» 


53 


» 


65 


» 


69 


» 


106 


» 


09 


» 


112 


» 


7 


» 


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» 


79 


» 


95 


» 


105 


» 


14 


» 


102 



— 131 — 



Fugitivella Z, Teleja 
Fuliginella Costa, Depres, 
Fulvescens Hev., Lav. 
Fulviguttella Z., Heyd. 
Fulvimitrella Soci., Tinea 
Fulvosquamella H. S., Col, 
Fumociliella 3fn., Acrol. 
Fundella F. B., Argyr. 
Funerella F., Psecaclia 
Fniiestella Hb., Gelech. 
Furvella Tr., Depres. 
Fuscanella Z., Erioc. 
Fuscipunctella Hw., Tinea 
Fuscociliella Z., Colooph. 
Fuscoviridella Hw., Glypli. 
Fuscolimbatus -D., Acipt. 
Galactodactyla Hb., Acip. 
Gallipennella Hb., Col. 
Gangabella Z., Elach. 
Gaunacella D., Tiscli. 
Gelix'HIA Z., Genus 
Oclcebidac 
Geniatella Z., Plutella 
Geoffrella L., Harp. 
Gerronella Z., Claii. 
Gibbiferella Z., Lav. 
Gibbosella Z., Psor. 
Gìganteus Mn., Oed. 
Gilvella Ilb., Depres. 
Giraudi Rei/., Col. 
Glacialis Frei/., But. 
Gleicheniella F., Elach. 
(^lypliipterygidae 
GLYPinPTERYX Hb., Genus 
Gnaphaliella Tr., Bnc. 
Goedartella L., Argyr. 
Gonodactyla S. V., Plat. 
Gkaoilakia Z., Genus 
Grncilaritlac 
Grammodactyla Z., Aluc. 
Granella L., Tinea 
Granella Lat., Oec. 
Granitella Tr., Aerei. 
Graimlatella H. S., Tinea 
Gratiosella Stf., Nept. 
Gravatella Z., iJutalis 



pag. 


44 


» 


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» 


83 


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» 


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7 


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67 


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18 


» 


8 


» 


109 


» 


88 



Gravatella 3In., Bntal. 
Griseella Z., Elach. 
Griseolella Costa Tin. 
Grisescens Frey, Anchinia 
Gruneriella //. S. 
Gryphipennella Bonclté, Col 
Gdenea MUÌ., Genus 
Guerini Stt., Stath. 
Guttea Ilio., Ornix 
Guttiferella D., » 
Gypsophilae Stt., Lita 
Gysseleniella D., Ced. 
Halymella MiU., Lita 
Haupella Sdirle. Genus 
Hederarum Miìl., Ochs, 
Heinemanni Frcy., Elach. 
Helianthemella Mìll., Col. 
— //. S., Lith. 

Heliodines stt., Genus 
Heliozela //. *S'., Genus 
Hellerella D., Laverna. 
Hemerobiella Se, Coleoph. 
Hemidactylella F., Grac. 
Hemorella L., Cerosi 
Hepariella ^7^., Zelleria. 
Heracliana D. C, Depres. 
Heracliella Hb., Depr. 
Hermannella F., Nannod. 
Hesperidella Hb., Plut. 
Hessleriellus Boss., Meg. 
Heydenia Hofm., Genus. 
Heydenìella F. B., Stag. 
Heydenii Z., Adg. 
Hexadactyla Hb., Aluc. 
Hexadactyla L., » 
Hieracii Z., Oxypt. 
Hieronella Z., Coleopli. 
Hipericella Tr., Depres. 
Hippophaella Sdir., Glech. 
Hirtella Costa., Tenea, 
Holoscolia Z., Genus. 
Holosericella H. S., Gelech ia 
Horridella Tf., Cerost. 
Hortella F., Lithoc. 
Hubnerii WUg., Alno. 
— Z., Ae'distis 



pag. 


88 


» 


95 


» 


11 


» 


62 


» 


62 




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» 


25 


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27 


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99 


» 


121 


» 


113 



132 — 



Hvìbnerella H. S., Nept. pag. 
Hufnagelii Z., Teleja. 
HuintTHlla B., Depres. 
Humerella ScJ/iff., Sopb. 
Hyoscyamella SU., Lita. 
Hypatuia H. S., Genus. 
Hypercallia Sìj^k, Genus. 
Hyperìcella Tr., Depres. 
Hyponomkuta Z., Genus. 
Hypononueutidae 
Ictella H. S., Ochrom. 
Icterella Z)., Col. 
Ictipennella Tr., Ochr. 
Ilicifoliella Z., Litlioc. 
Ilicivora Peye., Nept. 
Illigerellus Hb., Chaul. 
Illustrella Hb., Nethris. 
Imella Hb., Blab. 
Immolatella Z., Elach. 
Immundella Z., Trif. 
Imparellus F. R., Meg. 
Inauratella Tgst., Argyr. 
Incanella Hb., Elach., 
Incisalis Tr., Simaet. 
Incurvaeia Hw., Genus, 
Inferualis H. S., Gelecli. 
Inflatae ^S"^^., Coleoph. 
Ingloriella Hein., Lita. 
Inopella Z., Ptoch. 
Inquinatella Z., Tinea. 
Insecurellus SU., Chaul. 
Inspersella Hb., But. 
Insolatella H. S., Anch. 
Intaminatella Stg., Dor. 
Interalbicella H. S., Gelech. 
Interruptella Hb., » 

— Zett., Ornix 

Irrorea Hiv., Hyp. 
Irrorella Sìpt., Depres. 
Irrorellus Ilb., Hypon. 
Isabellella Costa., Stagni. 
Ischnodactyla Z., Acip. 
Isobalella Stg., Micr., 
Italica NicJc, Lithoc. 
Istrianellus Stt., Neraot. 
luliensis Frey., Elach. 



109 

44 

35 

56 

42 

68 

60 

33 

19 

19 

86 

77 

86 

101 

110 

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56 

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2 

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19 
31 
19 
86 
120 
110 
103 
16 
95 



lunctella DgJ., Lita., 
Iniiiperellus L., Yps. 
luglandella Mn., Grac. 
Kadeniella H. S., Apiota. 
Kefersteinella Z., Cleod. 
Kleemannella F., Lithoc. 
Knochella F., Butalis. 
Koerneriella Z., Incurv. 
Kollarella Costa, Tinea. 
KoUari Stt., Oxypt. 
KoUariella Z., Grac. 
Labìosella Hb., Top. 
Laburnella Stt., Cem. 
Laceratella Z., Lita. 
Lacertella Z., Grac. 
Lacteella St^jh., Lav. 
Lacteella Schiff., End. 
Laetus Z., Oxypt. 
Lambdella Hong., Oecoph. 
Laminella Hb., But. 
Lamprotes Hn., Genus 
Lampeonia StpJt. » 
Lamprostoma Z., Anac. 
Lauceolellus Z., Meg. 
Langiella Hb., Laverna. 
Lantanella Sdirle., Lith. 
Lapella Hb., Tinea. 
Lapidella Goeze., Tal. 
Lappella L., Parasia. 
Laqueatella Z., Adela. 
Laricella Hb., Col 
Laspeyrella Hb., Laverna. 
Laterella Schiff., Depres. 
Laticostella Mn., Col. 
Latreillellus F., Nem. 
.Latreillella Curt., Pane. 
Laureolella //. S., Anch. 
Lavandulae Mn., Oec. 
Laverna Ciirt., Genus. 
liavernidae. 
Lecithocera //. aS*., Genus. 
Ledereriella Z., Batr. 
Leioptilus Wlg., Genus. 
Leopoldella Costa, Tinea. 
Lentiginosella Z., Gelech. 
Lemniscella Z., Noth. 



pag. 


42 


» 


55 


» 


70 


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» 


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» 


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105 


» 


42 


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» 


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» 


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» 


65 


» 


89 


» 


49 


» 


11 


» 


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» 


57 


» 


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» 


101 


» 


8 


» 


3 


» 


47 


» 


15 


» 


74 


» 


82 


» 


32 



— 133 — 



Lerinensìs Mill, Adg. pac 
Leucapennella Hb., Col. 
Leucatella CI, Ree. 
Leucocerella Se, Adela. 
Leucochrysella 3fill., Oec. 
Leucographella Z., Lith. 
— L., Pane. 

Libidinosa Sfgr., Rhin. 
Lichenolla Z., Solen. 
Lienigianus Z., Leiopt. 
Ligulella Z., Anac. 
Ligustrinellum Z., Coris. 
Limosella Z., Grac. 
Liimosipennella Z>., Col. 
Linealella T., Oecopli. 
Lineariella Z., Col. 
Lineatella Z., Cleod. 
— Z., Anarsia. 
Lineella CI, Chrys. 
LiTA Tr., Genus. 
liitbocolletidae. 
LiTHOCOLLETis Z., Genus. 
Lithodactylus Tr., Oed. 
Lithospermella Hb., Psecadia 
Littorella Dgl, Ptoch. 
Liturella Hb., Depres. 
Lixella Z., Coleopliora 
Locupletella F. B., 
Lobella Sch., Enie. 
Loevvi Z., Mimaes. 
Longicornis Curi., Gelech. 
Luculella Hb., Teleja, 
Luctuella B., Geleeh. 

— S'fph., Teleja 
Luctuosella 2)., Oecoph. 
Luctuosella Costa, Ornix 
Lugubrella F., Gelech. 
Lugubrella D., Eaic. 
Lugubris Hb., Melas. 
Luuaris Mio., Oecoph. 
Lunatella Z., Gelech. 
Lutarella Hb., Cerosi 
Lutatella H. S., Cerat. 
Liuteicornella H. S., Lee. 
Luteolella Costa, Oecoph. 
Luteicornella Z., Lecith. 



113 

78 
45 
14 
65 

101 

91 

53 

3 

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53 
56 
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98 

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117 
29 
46 
33 
78 
83 
61 

116 
39 
44 
40 
44 
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74 
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61 
4 
65 
40 
26 
52 
60 
66 
60 



Lutipennella Z., Col. pag, 75 

Lutosella //. S., Depres. » 33 

Lyonetia Hb., Genus » 104 

l.yoiietidae » 104 

Lypusa Z., Genus » 4 

Lypuwidae » 4 

Lythargyrella Z., Helioz. » 94 
Macroceras Sfgr., Genus » 103 

Macrocerella Costa., Tinea 10 98 
Maculiferella Dgl., Lita » 42 

Magiiificella Z., Steph. » 94 

Magnifica Stt., Gracil. » 71 

Majorana 3In., » 69 

Malacodactyla Z., Acip. » 119 

Malinellus Z., Hypon. » 20 

Malvalla Hb., Gelechia. » 39 

Marginatella H. S., Col. » 78 

Marginatus F, Pleur. » 59 

Marginaa Hw., Tisch. » 104 

Marginallus F., Ypsol. » 55 

Marginellus Z., Oxyp. » 116 

Marmorea Hto., Lita » 42 

Marsinicolalla Stt., Nept. » 108 
Marginìpunctella St2}h., Dip. » 5 
Maurella F., Lypusa 
Mayrella Z., Col. 
Mazzolalla Hb., Adela 
M. Clementinella Costa, Tinea 
Megacraspedus Z., Anarsia 
Megerlella Hb., Oecoph. 
Melaua H. S., Melasina 
Malanella Hw., Xysm. 
Melas ]Jd., Melasina 
Melasina B., Ganus 
Mendica Hw., Argyr. 
Mendosella Hornig., Sym. 
Menthinella Mn., Opost. 
Merianalla Hb., Oecoph. 
Maristodactylus Mn., Acip. 
Meridionalis Z., Adg. 
Merulaepennella D., Grac. 
Mesophleps //. aS"., Ganus 
Messianella Z., Lith. 
Metallicus Poda, Nem. 
Metallella Stph., Asych. 
Metallicella D., Hliozela 



» 4 
» 75 
» 14 
» 9 
» 57 
» 66 
4 
5 
4 
4 

» 23 
» 61 
» 107 
» 66 
» 119 
» 112 
» 72 
» 54 
» 101 
» 16 
» 86 
» 94 



134 - 



Metaxella Hb., Nem. 
Metricella Z., Pleur. 
Metzneri Z., Piai 
Micalis 3In., Chor. 
Micella //&., Erg-atis 
Microdactylus Hb., Leiop. 
ISSicroptery^iiia 
MicROPTERYX. Genus 
Millierellus SU., Yps. 
Millierella Stgr., Lithoc. 

MlMAESEOPTILUS WU., GeDUS 

Minimella Costa, Tinea 
Minimellus aS*. V., Nem. 
Minutella L., Oecoph. 
Miscela ScJiiff., Laverna 
Miscella Z., Tinca 
Miserella II. S., Depres. 
Miieraosinella 3fiU., Blast. 
Modestella D., Asyclina 
Mollellus Hb., Nemot. 
MoNociiROA Hein., Genus 
Monodactylus L., Pter. 
Monostictella H. S., Prot. 
Morella R, Me Moroph. 
MoROPHAGA H. S., Genus 
Mouffetella Schìff., Bi'ach. 
Mouffetolla Hb., Hyp. 
Mucronella Se, Ther. 
Mulinella Z., Gelech. 
Murinella H. S., 
Murinipennella D., Col. 
Muscalella F., Incurv. 
Muscolina Strr., Sym. 
Myllerana F., Chor. 
Myrtetella Z., Microp. 
Naeviferella D., Nan, 
Nana Tr., Atychia 
Nanatella Stt., Depr, 
Nanella Hb., Eeciirv. 
Nannodia Hn., Genus 
Ni^bulea StjJC, 
Nebulosella Hn., Gelech. 
Nemophora Hb., Genus 
Nemoralis Z., Plat. 
Nemorana Hb., Si in. 
Nemotois £lb., Genus 



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13 


» 


59 


» 


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» 


48 


» 


118 


» 


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» 


110 


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» 


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» 


116 


10 98 


» 


17 


» 


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» 


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» 


8 


» 


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» 


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» 


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6 


» 


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» 


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» 


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» 


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» 


42 


» 


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» 


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» 


2 


» 


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» 


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» 


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» 


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» 


38 


» 


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» 


13 


» 


114 


» 


2 


» 


16 



Nepticula Z., Genus 
Mepticuliclac 

Nervosa Hw., Depres. 
Neuropterella Z., Par. 
Nicacella Moesch., Glypli. 
Nigralbella //. S., Poec. 
Nigricantella MllL, Tin, 
Nigricans 2., Apiota 
Nigrella Hv., Elach. 
Nigricantella Mill., Tinea 
Negricella Sti)Ji., Col. 
Nigricomella Z., Buccul. 
Nigricostella IJ., Bracb. 
Nigrinotella Z., Poec. 
Nigripunctella Hw., Tinca 
Nigritella Z., Anac. 
Nitidella F., xVrgyr. 
Nivea Hw., Poecilia 
Niveicostella Z., Col. 
Nobilella Z., Elach. 
Nodiflorella 3IiU., Depr. 
Nodesella Mn., Pane. 
Nomadella Z., Doryph. 
Nonatella Stt., Depres. 
Noricella Z., But. 
Notatella 7/6.,Telf'ja 
NoTHRis Hb., Genus 
Obscurella Tn., Gel. 
Obscurella F., Troch. 
Obscurella Se, Butalis. 
Obscurella Costa, 
Obscurus Z., Oxyp. 
Obtectella Z., Coleoph. 
Ochrea Htv., » 

Oehrodactyla Hb., Plat. 
OcHROMOLOPis Hb., Genus » 

Ochsenheimerella Hb., Adela » 
Ochsenheimeria Stph., Genus » 
Oclisc»hciiiiieriilae 
Ocellana Z., Depres. 
Ocnerostoma Z., Genus 
Ocnerostomella Stt., Aech. 
Oculatella Z., Glyph. 
Oecogonia Stt,, Genus 
Oecophila Stffr., Macr. 
Oecophora Z., Genus 



pag. 
» 
» 

» 
» 
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» 
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>> 
» 
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» 
» 
» 
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» 
» 
» 
» 
» 
» 



— 135 — 



Ocymoidella Rondani, Col. pag. 79 

Oedejiatophorus WIL, Genus » 117 

Oehlmanniella Tr., Inc. 

Oinochroa E. T., Depres. 

Olealella B. F., Prays 

Oleastrella 3IiU., Zeli. 

Oleellus F., Prays 

Oli veli a B. F., 

Oliviella T., Harp. 

Onobrychiella Z., Col. 

Ononidis Z., Grac. 

Opostega Z., Genus 

Opulentella H. S., Stagni. 

Onosmella Br., Col. 

Orbouella Hb., Dasyc. 

Oriolella Z., Col. 

Ornatipennella //&., Col. 

Ornix Z., Genus 

Orsowiella Hb., Lecitli. 

Orthotaelia S'cj)!/., Genus 

OrtliotaeEidae 

Ossianella 3IiU., But. 

Osteodactylus Z., Leiop. 

Osyridellus Stf., Farad. 

Otitae Z., Col. 

Oxyacanthella X., Sym. 

Oxyacanthella D., Swam. 

Oxybiella MiU., Sym. 

Oxydrerella ilf/ZZ., Gelecli. 

Oxyptilius Z., Genus 

Pabuleila Z., Col. 

Padellus L., Hypora. 

Padi Z., 

Padifoliella Hb., Lyom 

Palermitella Lai/., Lita 

Palliatella ZJc., Col. 

Pallidella Z., Trif. 

Pallida ,SY.(7., Sym. 

Pallipennella Tt:, Col. 

Pallorella Z, Depres. 

Palodactyla Z, Alnc. 

Paludicolella Z, Adela 

Pancalia C'?a-f., Genus 

Panorminatella 3In., Tinea 

Panzerella Hb., Neinoph. 
— Slph. Oecupli. 



» 


12 


» 


34 


» 


22 


» 


22 


» 


21 


» 


22 


» 


68 


» 


79 


» 


72 


» 


107 


» 


86 


» 


79 


» 


63 


» 


79 


» 


78 


» 


73 


» 


61 


» 


28 


» 


28 


» 


'90 


» 


118 


» 


22 


» 


81 


» 


2 


» 


21 


» 


62 


» 


40 


» 


115 


» 


79 


» 


20 


» 


20 


» 


105 


» 


42 


» 


76 


» 


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» 


61 


» 


76 


» 


31 


» 


121 


» 


14 


» 


91 


» 


8 


» 


13 


» 


64 



Paradoxus StL, Genus 
Paralia 2, Adg-. 
Parasia Bitp., 
Parasitella Hb., Tinea 
Parenthesella L., Cerost. 
Pariana L., Simact. 
Parilella Tr., Depres. 
Paripennella Z., Col. 
Parisiella Wo., Litlioc. 
Parvidactylus L., Oxyp. 
Pascuella Z, But. 
Passeriniella Costa, Oecoph. 
Pastinacella D., Depres. 
Pastorella Z, Lith. 
Patruella 3In., Anac. 
Paucipunctella Z, Parasia 
Paupella Z, Ptoch. 
Paykulella F, Micr. 
Pectinae Hw., Incurv. 
Pectinella B., Talcop. 
Pedella Z., Stalli. 
Pelidnodactylus Stein., Mini 

Peliella Tr., Gelecli. 

Pellionella Se, Tinea 

Peloritanella Z., Depe. 

Perdicellum Z, Tinag. 

Pentadactyla L., Acip. 

Perplexella Stt., Elacli. 

Perpetuella //. S., Gelech. 

Persicella F, Cerost. 

Petiginella Mn., Bradi. 

Pfatfenzelleri Frey., Ornis 

Pfeiferella Hb., Ani 

Phacodactylus Hb., Mira. 

Phasianipennella Hb., Grac. 

Phycidella Z, Blast. 

Phryganella Hb-, Chimal 

Phryg'ianiluguhrella Brd., 

Phyllirella Mlll, Zeli. 

Phyllocnistis Z, Genus 

Picarella CI., Tinea 

Pictella Z, Argyr 

Pilella F., Nemoph. 

Pilosellae Z, Osypt. 

Pilulella llb., Nemopli. 

Pineti Z., Solenobia 



pag. 


22 


» 113 


» 


47 


» 


7 


» 


27 


» 


2 


» 


35 


» 


75 


» 


LOl 


» 


116 


» 


88 


» 


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» 


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» 


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49 


» 


47 


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47 


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111 


» 


12 


» 


3 


» 


92 


i. » 


116 


» 


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» 


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» 


34 


» 


85 


» 


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» 


95 


» 


39 


» 


27 


» 


41 


» 


73 


93 


112 


» 


116 


e. » 


71 


» 


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» 


28 


» 


4 


» 


22 


» 


105 


» 


7 


» 


45 


» 


13 


» 


115 


» 


13 


» 


3 



— 136 



Pinguìnella TV., Gelech. 
Pinìariella Z.. Ocn. 
Piniariella H. S., Batr. 
Pinicolella D. Batr. 
Pimpinellae Z., Depres. 
Pistaciella Rondani, Grac. 
Plagiodactylus SU., Mim. 
Platani Stgr., Lithoc. 
Platyptilia Hb., Genus 
Plebejella Z., Bryot. 
Pleurota Hb., Genus 
Plumbellus S. V., Hyp. 
Plutella Schr., Genus 
Plutellidae 

Plutelliformis Stgr., Gel. 
PoECiLiA Hein., Genus 
Politella 0., Taleop. 
Pollutella H. S., Elach. 
PoIIinariella Z., 
Polydactyla Hb., Aluc. 
Pomifoliella Z., Litroc. 
Pomposella Z., Stagni. 
Pontiflcellus Hb., Chaul. 
Populella CI, Tachyp. 
Porrectella L., Plut. 
Praelatella S. V., Lamp. 
Preangusta Ihv., Bat. 
Praecursella Z., Cui. 
Pretiosaua D., Chor. 
Prays Hb., Genus 
Proboscidella SuU. Harpella 
Productella Z., But. 
Procerella Schif., Oecoph. 
Promptella Stgr., Lita 
Propinquella T., Dopr. 
Promìssa Stgr., Nept. 
Protatis H. S., Genus 
Provinciella Stt.. Lita 
Proximella Hb., Tel. 
Pruniella Hb., Ree. 
Prunifoliella Hb., Lyon. 
PsECADiA Hb., Genus 
Pseudobombycella Hb., Tal. 
PsiLOTHRix Stgr., Genus 
Pso palella MilL, Anac. 
Psoricoptera Strg., 



pag. 


37 


» 


25 


» 


93 


» 


93 


» 


34 


» 


72 


» 


117 


» 


102 


» 


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» 


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» 


58 


» 


19 


» 


25 


». 


25 


» 


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» 


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3 


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» 


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25 


» 


12 


» 


93 


» 


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» 


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» 


21 


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» 


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» 


60 


» 


42 


» 


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» 


45 


» 


105 


» 


29 


. » 


3 


» 


4 


» 


50 


» 


37 



Pterodactyla Hb., Pter. pa 
Pterodactylella Hb., Cerost. 
Pterodactylus L., Mim. 
Pterolonche Z., Genus 
Ptcrophoriiia 
Pterophorus Wll., Genus. 
Ptochenusa Hein., Genus. 
Pullella H. S., Elach. 
Pudorella Hb., Anchinia. 
Pulveratella H. S., Dor. 
Pulverella Er., Depres. 
Pulverosella Hn., Oec. 
Puiverulenta Z., Pter. 
Pumila 0., Atychia. 
Punctata Stgr., Lita. 
Punctata H. S., Melasina. 
Punctella Costa, Prot. 
Puncticostella H. S., Grac. 
Punctivitella Costa, Bat. 
Pungitiella H. S., Pleur. 
Purpurea Hw., Depr. 
Pusiella Jloem., Psecadia 
Pustulatella Z., Tinea. 
Putrida Hio., Depr. 
Putripennella Z., Laverna. 
Pyrausta Pali., Psec. 
Pygmaeana Hiv., Acrol. 
Pyamaeella Hb., Argyr. 
Pyrella Vili., Swam. 
Pyroderces Z., Genus. 
Pyropella Scliìff., Pleur. 
Pyrrhulipen nella. Col. 
Quadrella Hb., Elach. 
Quadrifarìella Mn., Oec. 
Quadriguttella Hiv., Aiit. 
Quadrìmaculella B. E., Boh 
Quadripuncta Hw., Oegoc. 
Quadrisignulla Z., Gracil. 
Quercana F., Carcina. 
Quercicolella H. S., Tinea. 
Quercifoliella Z., Lithoc. 
Quinquepunctella H. S., 
Rablensis Z., Micr. 
Raddaellus Hb., Nemot. 
Radiatella Donz., Cerost. 
Raschkiella Z., Lavar. 



?. 117 
» 27 
» 117 
» 57 
» 112 
» 117 
46 
95 
62 
48 
35 
65 
57 
2 

42 
4 
60 
71 
66 89 
» 59 
» 
» 
» 
» 
» 
» 



33 

29 
8 
32 
83 
30 
18 
24 
21 
87 
58 
77 
94 
64 
93 



101 
46 
» 111 
» 16 
» 26 
» 83 



— 137 — 



Rectilìneella. Col. pag. 79 

Eecurvaria H. S., Genus. » 45 

Reaumurella Pyrli., Nemoph. » 13 

Religatella Z., Adela. » 15 

Remisella Z., Anac. » 49 

Renigerellus Z., Ypsol. » 54 

Resplendella Stt., Helioz. » 94 

Restigerella Z., But. » 89 

Retiferella Z., Depres. » 32 

Retinella Z., Argyr. » 23 

Revinctella Z., Elach. » 96 

Rhamniella Z., Laver. » 83 

Khinosia Z., Genus. » 52 

Rhodinella //. S., Grac » 70 

Rhododactylus F., Cnaem. » 113 

Rhodochrella H. S., Depres. » 32 

Rhombella Schiff., Gel. » 37 

Ricciardella Costa, Tinea 10 104 

Rivillei Stt., Antispila » 93 

Rivlllella. Rond. » 93 

Roboris Z., Lithoc. » ^99 

Roesella L., Heliod. » 92 

Romaniana Costa, » 22 

— Z., Hj^pon. » 20 
Roscidella Z., Blast. » 68 
Roscipennella Hb., Grac. » 71 
Rostrella Hb., Pleurota » 58 
Rothenbachii Frey., Micr., » 111 
Rotundella Dgì., Depres. » 34 
Rubiella Bjerg., Larap, » 12 
Rubricella Mill., Depres. » 36 
Rubidella D., Depres. » 34 
Rudectella Stt., Elach. » 97 
Rufescens Hw., Cerat. » 52 
Buficapitella Hw., Nept. » 108 
Rufìfrontella Se, Adela. » 14 
Rufipennella Hb., Gracil. » 70 
Rufimitrella Hb., » » 67 

— Se, Adela » 14 
Rufocìnerea Hw., Elach. » 97 
Rupella S. V., Ineuro. » 12 
Rusticella Hb., Blab. » 6 
Rutana F., Depres. » 32 
Saginella Z., Lita. » 42 
Salictella Z., Lith. » 100 
Salicella Hb., Dasys. » 28 



Salaciella Tr., Opost. pag. 107 

Salicis Stt., Nept. » 110 

Salinella Z., Lita. » 42 

Saligna Z., Phyl. » 105 

Salviella H. S., Pleur. » 58 

Samiatella Z., Nept. » 108 
Sangiovanella Costa, Tinea » 10 

Saponarìeila Heeg., Col. » 79 

Sarditella Costa, Tinea » 9 

Sarracenella Boes., Depr. » 34 

Satanas Mill, Adg. » 113 

Saxifragae Stt., Zeli. » 22 

Scabìdella Z., Gel. » 39 

Scabiosella Dgl, Lith. » 103 

Scabiosella Se, Nera. » 16 

Scabrella L., Cerost. » 27 

Scalariella Z., Grac. » 72 

ScARDiA T., Genus. » 5 
Scarodactylus Hb., Leiopt, » 118 

Schaefferella L., Oec. » 65 

Schlaegeriella Z., Pleur. » 69 

Schmidiellus Heyd., Yps. » 54 

Schmidtella Tr., Pancal. » 91 

Schrankella Hb., Lav. » 83 
Scliiffermullerella Tr., Nemot. » 16 

Schwarziella Z., New., » 13 

Schreiberella F., Lith., » 102 

SCHRECKENSTEINIA H., GeUUS. » 91 

ScintileUa F., Tach. » 51 

Scitulella Z., Lith. » 101 

Schwarziella Z., Nemoph. » 13 

Scotinella H. 8., Gel. » 38 

Scopariella Hn., Depres. » 31 

Scribajella Z., Cosm. » 92 

Scopolella Hb., Butalis » 89 

Scriptella Hb., Teleja. » 43 

Scurellus H. S., Chaul. » 82 

Scyllaella Costa, Oecoph. » 67 

ScTTHROPiA Hb., Genus. » 19 

Scitella Z., Cemiost. » 106 

Sedella Tr., Hypom. » 19 

Sertella T, Hypon. , » 19 

Seguax Hw., Teleja. » 43 

Selaginella 3In., Par. » 47 

Selini Hn., Depr. » 34 

SelinieUa Z., Butalis. » 87 



— 138 — 



Semiargentella Donz., Arg. 
Semicostella Hh., Sophr. 
Semifascia //w., Grac. 
Semifasciella Stph., Arg. 
Semidactyla Mn., A cip. 
Semipurpurella Stph., Mie. 
SEMioscons Hh., Genus. 
Semitestacella Curt., Arg. 
Senecionis Stgr., Depr. 
Senescens Stgr., But. 
Senticetella Stgr., Nothris. 
Sequax Hw., Teleja. 
Servella Z., Doryph. 
Seppella F., Micr. 
Separatellus F. B., Meg. 
Sequella CI., Cerosi. 
Serenella Z., Coleoph. 
Serotinus Z., Mim. 
Sericiella Ifw., Helioz. 
Sericopeza Z., Nept. 
Sericinella Z., Nemoph., 
Servella Z., Doryph. 
Sexguttella 3In., Tinea. 
Sexpunctella Hb., Psec. 
Serratella T., Stag. 
Sérvilella Costa, Tinea. 
Sicariella Z., Soplir. 
Siccella Z., Bntalis 
Siciliota Z., Acip. 
Signella Ilb., Sym. 

— H. S., » 
Silacellus Hb., Mesoph. 
Silenella //. S., Col. 
SiMAETHis Leacìi., Genus 
Similella Hb., Oecoph. 
Sirapliciella H. S., Tinea 
Singula Stg., Lita 
SiTOTROGA Hn., Genus 
Solenella Stgr., Col. 
SoLiiNOBiA Z., Genus 
Solidaginìs Stg., Acrol. 
Solutella Z.. Gelech. 
Somnulentella Z., Badel. 
Sordidella Hb., Rhin. 
SoPHRONiA Hb., Genus 
Sorbiella F., Argyr. 



pag. 24 
» 55 
» 70 
» 24 
» 119 
» 112 
» 29 
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» 34 
» 88 
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9 
56 



» 90 
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» 61 

»' 61 
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» 2 
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» 9 
» 43 
4() 
77 

18 
39 



» 98 

» 52 

» 55 

» 24 



Sparganella Thnb., Orili 
Sparmanella D., 
Sparmanniella //. S., Depr. 
Spartiella Schr., 
Spartifoliella Hb., Cem. 
Spilodactyla Curt., Acip. 
Spiniella Z., Argyr. 
Spinicolella Stt., Lith. 
Splendidella Z., Asych. 
Spurcella Hb., Gelech. 
Squamosella //. S„ Elach. 
Spumosella Stgr., Col. 
Spretella 8. V., Tinea 
Stagmatophora //. (S*., Genus 
Staintonellus Stt., Chaul. 
Staintonella Z., Harp. 
Stannella F. R., Hel. 
Staticella Blill., Ergaiis 
Statices BlilL, Adg. 
Steìnkellneriana Sch., Epig. 
Stephensia stt., G«nus 
Stellaris Z., Chor. 
Stettinensis Nic, Lith. 
Stigmatella F., Grac. 
Stipella Hb., Nanuodia 
Stipella L., Oecoph. 
Stigmatodactylus Z., Mim. 
Stojiopteryx Hn., Genus 
Stratiopunctaia Kol., Gel. 
Striatella Hb., Cleod. 
Striatella H. S., » 
Strigulana F., Somios. 
Strigulatella Z., Lith. 
Struthionipennea T., Col. 
Sturnipennella T., Lav. 
Suberifoliella Z., Lith. 
Suberis Stt., Nept. 
Suberivora Stt., Nepl. 
Subcuprella Stph., Mon. 
Succursella H. S., Col. 
Subbimaculella Hw., Nept. 
Subbistrigella Hw., Laverna 
Subdolellus Stgr., Megac. 
Subericinella //. .S^., Ergaiis 
Sublutella /S'i^^r/-., Depres. 
Subocellea Stph., Pioch, 



pag. 
» 
» 

» 

» 

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» 
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» 
» 

» 
» 
» 

» 



139 



Subpropinquella Stf., Dep. 
Subse quella //&., Tach. 
Suffusella Z., Phyl. 
Sulphurella F., Dasyc. 

— flb., Oecopli. 
Sulphurellum Hiv., Corisc. 
Sulzella .S. V., Adela 
Superbella Z., Arg. 
SwAMMERDAJiiA HI)., Genus 
S-wammerdammella L., 
Sylvella L., Cerost 

— Hw., Lethoc. 
Symmoca //&., Genus 
Syringella F., Gracil. 
Tabidella //. S., But. 
Tachyptilia Un., Genus 
Taenionella Z., Anac. 
Taleoporia //&., Genus 
Talcoporiflac 
Tamaricis Z., Adg. 
Tamaricella Z., Tel, 
Tapetzella L., Tinea 
Taurella S. F., Ochsenh. 
Teleja Hein., Genus 
Teligerella Stgr., Pleur. 
Tenebrella Hb., Mon. 
Tenebricosa Z., Dopr. 
Tenella Z., Lithoc. 
Tergestinella Z., But. 
Tenuiella ilfw., Doryph. 
Tephradactylus Hb., Leoip. 
Tephriditella D., Gel. 
Terebintella Rond., Palumb 
Terrena ScMff., Bryot. 
Terrenella Z., But. 
Tessella Hb., Gel. 
Tesseradactyla L., Fiat. 
Tessulatella Z., Scard. 
Testacella Hb.. Cliaul. 
Tetradactyla X., Acip. 
Thapsiella Z., Uepr. 
Therìnella Tgst., Col. 
Theristis //&., Genus 
Thorencella MiU., Oecoph. 
Thrasonella Se, Glyph. 
Tigrella Hb., Oecoph. 



pa 



ag 


32 


» 


51 


» 


105 


» 


63 


» 


64 


» 


73 


» 


15 


» 


45 


» 


20 


» 


13 


» 


27 


» 


99 


» 


61 


•» 


71 


» 


88 


» 


51 


» 


50 


» 


3 


» 


3 


» 


113 


» 


,43 


» 


7 


» 


17 


» 


43 


» 


59 


» 


48 


» 


35 


» 


99 


» 


88 


» 


48 


» 


118 


» 


37 


» 


104 


» 


41 


» 


89 


» 


40 


» 


114 


» 


5 


» 


82 


» 


119 


» 


32 


» 


80 


» 


28 


» 


66 


» 


69 


» 


64 



Tigratella Tr., Oec. 
Tinagma Z, Genus 
Tinctella //&., Oecoph. 
Tinea Z, Genus 
Tineidlea 
TiNEOLA li. S., Genus 

TlSCHERIA Z., » 

ToPEUTis Hb., » 

Thoracella Thbg., Buco. 
Torquilella Z, Ornix 
Torridella Mn., Parasia 
Tostella Hb., Orthot. 
Transversellum Z., Ting. 
Ti'auniella Z, Gel. 
Treitschkiella F., Ant. 
Triangulosella Costa 
Triannulella //. S., Cerat. 
Tributella Z., But. 
Tricincteila Costa, Tinea 
Tridactyla Se, Acip. 
Trifariella Z, Col. 
Trifascella Tgst., Elach 
Trifasciella Hw., Lith. 
Trifloriella Peye » 
Trifasciata Stgr., Ochs. 
Trifurcula Z. Genus 
Trimaculella D., Oecoph. 
Triniaculella Costa 
Tringipennella Z, Grac. 
Triguttella Dup., Butalis 
Trinotellus H S., Mes. 
Triparella Z, Teleja 
Tripuncta Hw., Oecopli. 
Tripunctella Schiff., Brach. 
Triquetrella F., Solen. 
Tristolla Tr., Butalis 
Trìstigmatella Costa, Tinea 
Tristis Z, Oxypt. 
Trochilella D., Col. 
Trochilipeiinella Costa, Orn. 
Troglodytella D., Col. 
Turbatella Tr., Ergatis 
Turbidella Z, Nept. 
Turdipennella Tr., Bai 
Turinella Hb., Micr. 
Ulicinella Stgr., Brach. 



pag. 66 
» 84 
» 63 
» 6 
» 4 
» 11 
» 103 
» 58 
» 107 
» 73 
» 47 
» 28 
» 85 
» 50 
» 93 
26 70 
» 52 
» 89 
» 10 
» 120 
» 79 
» 95 
» 103 
» 103 
» 18 
» 107 
» 65 
» 67 
» 70 
» 89 
» 54 
» 41 
» 65 
» 51 
» 4 
» 90 
» 11 
» 115 
» 80 
» 75 
» 80 
» 48 
» 109 
» 93 
» 111 
» 40 



140 



Ulmella Z., Buccul. 
UlmifoMelIa Hh., Lithoc. 
Umbellana Stpli., Depres. 
Umbrosolla Z., Eryot. 
Umbriferella H. S., Lamp. 
Unicolor Stgr., Scardia. 
Unicolorella H. S., Lamp. 
Unitella Hb., Oecoph. 
Upupaepennella Hb., Gracil. 
Urodela StL, Genus. 
Urticaella Costa, Tinea. 
Uslulellus F., Ypsol. 
Vaccinella Hb., Depres. 
Vagabundella H. S., But. 
Vanella Frey., Laverna. 
Variabilis Z., Hypon. 
Variella F., Lampr. 
Velocella D., Gelech. 
Veneficella Z., Depres. 
Venosa Wd., » 
Verbascella Hb., Nothris. 
Verrucella Sch., Anch. 
Vesperella Z., Acrol. 
VibicieUa Hb., Col. 
Vibicigerella Z., Coleoph. 
Vibrana Hb., Chor. 
Vicinella Z., » 
Viduella Tr., Gelech. 
Viginctipunctatus Rtz., Hyp. 
Vilella Z., Gelech. 
Vimìnetorum SU., Lith. 
Vìnculella H. S., Tinea. 



pag. 


106 


Violella Tr., Adela. 


pag. 14 


» 


100 


Violellus Z., Nemot. 


?> 17 


» 


31 


Virgatella Z., Coleoph. 


» 76 


» 


41 


Viridatella H. S., But. 


» 87 


» 


49 


Viridella Se, Adela. 


» 15 


» 


6 


Vitella L., Cerast. 


» 26 


» 


49 


Vittella Costa, Oecoph. 


67 89 


63 68 


Vorticella Se, Anac. 


» 50 


» 


70 


Vulgella Hb., Teleja. 


» 43 


» 


98 


Vulnerariae Z., Coleoph. 


» 77 


» 


10 


Vulpecula Z., » 


» 80 


» 


54 


Wockeella Z., Coleoph. 


» 78 


» 


33 


Wockei Stcfr., Microp, 


» 112 


» 


88 


Xanthodactylla T., Acip. 


» 119 


» 


84 


Xylostella L., Plutella. 


» 26 


» 


20 


Xylostella L., Cerost. 


» 27 


» 


12 


Xysmatodoma Z., Genus. 


» 5 


» 


.38 


Yeatiana F., Depes. 


» 32 


» 


35 


Yeatiella Hb., » 


» 32 


» 


31 


Ypsolophus F., Genus. 


» 54 


» 


55 


Zanklaeella Z., Cemiost. 


» 106 


» 


62 


Zebrella Tr., Gelech. 


» 39 


» 


18 


Zellkria ^S*^^., Genus. 


» 22 


» 


77 


Zotterstedti Z., Platyp. 


» 114 


» 


77 


Zieglerella Hb., Oecoph. 


» 66 


» 


1 


Zinckeella Hb., Nan. 


» 46 


» 


77 


Zinckenii Z., Aluc. 


» 121 


» 


40 


Zinckenii Z., Inc. 


» 12 


p. » 


19 


Zonodactyla Z., Al. 


» 121 


» 


37 


Zophodactylus D., Mimaes. 


» 116 


» 


100 


Zonariella Tgst., Elach. 


» 96 


>> 


9 







14.1 — 



ABBREVIAZIONI E SEGNI PARTICOLARI 



A. 


Alpi 


Apr., gin., lug. 


Aprile, giugno ec. 


And. 


Andalusia 


aber. ab. 


aberrazione 


App. 


Appennino 


al. ani. 


alae anteriores 


Arm. 


Armenia 


al. post. 


alae posteriores 


As. min. 


Asia minore 


ale. 


alcune 


Aust. 


Austria 


hor., cent. 


boreale, centrale 


Cam. 


Carniola 


d. 


del, della 


Cat. 


Catalogna 


dint. 


dintorni 


Cors. 


Corsica 


ecc. reg. 


eccetto regione 


Daini. 


Dalmazia 


ec. etc. 


eccetera 


Eur. 


Europa 


« freq. 


frequente 


Fini. 


Finlandia 


mar. 


marittime 


Fr. 


Francia 


n. 


nel, nella 


Gemi. 


Germania 


mer., or., ecc. 


meridionale, ec. 


Lapp. 


Lapponia 


prec. 


precedente 


Lig. 


Liguria 


princ. 


principio 


Liv. 


Livorno 


prob. 


probabilmente 


Lomì). 


Lombardia 


Q- 


quasi 


Piem. 


Piemonte 


s. 


sul, sulla 


Buss. 


Russia 


seff., ott., nov. 


settembre ec. 


Sarà. 


Sardegna 


spec. sp. 


specie 


Scand. 


Scandinavia 


var. V. 


varietà 


Sih. 


Siberia 


vers. 


versante 


Sic. 


Sicilia 


Z. 


Zona (1) 


Svis. 


Svizzera 


cf , ? 


maschio, femmina 


Tir. 


Tirolo 


? ! 


Specie citazione 


Tose. 


Toscana 




incerta 



(1) Avvertenza. — I numeri posti dopo l' invlicazioue delle diverse Zone accennano 
al grado di frequenza delle specie: 1, significa la maggiore; 5, la minore. 

C. 10 



— 142 — 



AUTORI CITATI ABBREVIATAMENTE 



JBjerh. 


Bjerkander 


Lin., L. 


Linneo 


B. 


Boisduval 


Mn. 


Mann 


Brd. 


Bruand 


Min. 


Minière 


CI. 


Clerck 


3Ioesch. 


Moeschler 


Curi. 


Curtis 


Ni. 


Nicelli 


Bons. 


Donzel 


McJc. 


Nickerl 


Bougl. 


Douglas 


0. 


Ochsenheimer 


Bup., B. 


Duponchel 


Pyrmf. 


Peyerimhof 


E. T. 


Emilio Turati 


Bets. 


Eetzius 


Esp., E. 


Esper 


E. Z. 


Rod. Zeller 


Ev. 


Eversmann 


Eoes. 


Eoesler 


Fab., F. 


Fabricio 


Se. 


Scopoli 


F. R. 


Fischer v. Eoslerst. 


. Sdir. 


Schrank 


Ghil. 


Ghiliani 


Stgr. 


Staudinger 


G. T. 


Gianfranco Turati 


Stt. 


Stainton 


Heeg. 


Heeger 


Steph. 


Stephens 


Hein. 


Heinemann 


Sodof. 


Sodoffsky 


Hofm. 


Hofmann 


Tr. 


Treitschke 


Hill)., H. 


Hiibner 


Tgstr.. 


Tengstrom 


E.S. 


Herricli-Scliaffer 


Thnb. 


Thunberg 


Hm. 


Kummel 


Wallgr. 


Wallengren 


Hw. 


Haworth 


Wo. 


VVocke 


Is. 


Isis 


Wd. 


Wood 


Klb. 


Kalchberg 


Z. 


Zeller 


Lah. 


La Harpe 


Zett. 


Zetterstedt 


LaL 


Latreille 







143 — 



AGGIUNTE E CORREZIONI 



Alla, bibliografìa elencata nelle altre pa.rti del Ca.ta- 
logo, son.o da. aggi"u.n.gersi i diae la-vori segvien.tir 

H. Prey. — Die Lepidopterein der Schweiz. Leipzig, 1880. 

E. KiLLiAs. — Beitriige zu eiii. Vera. d. Inseck. Graub. Jahrb. d. Naturf. 

Gesell. Graub. Jahrg. 24-25. 
a pag. 7 - alla T. granella L. aggiungasi: 

Europa (ecc. Grecia ?), Asia minore. 
Bruco dannosissimo ai grani. 

a pag. 14 - fra A. rufifrontella T. e A. rufimitrella Se. si legga: 
Cyanella Z. — Scoperta in primavera da Mann a Livorno, fra siepi e bo- 
schetti (? rarissima) — "Larva ignota, 
a pag. 83 - fra L. Miscella Schiff. e L. Fulvescens Hiv. si ponga: 
Rhamniella Z. — Maggio — Siepi, boschi — Colli, valli. 

Ne furono raccolti alcuni esemplari in Lombardia e Toscana. 

Parte dell'Europa cent., Dalmazia. 

Il bruco vive nelle foglie dei Rhamnus. 
a pag. 86 - dopo A. Modestella D., va aggiunta la congenere: 
Aeratella Z. — Fine aprile — Giardini, siti erbosi — Piano, colli. 

Mann ne raccolse pochi esemplari in Toscana (Livorno ec.) 

Germania, Inghilterra ec. — Larva ignota. 



Pag. 


Ver. 












1 


10 


ove è detto Dolosana Hb. 


si leg 


ga 


Dolosana H. S. 


» 


28 


» 


questo 


» 




queste 


2 


20 


» 


Diana Hb. 


» 




Diana Hb. 


7 


28 


» 


ive 


» 




vive 


9 


14 


» 


nna 


» 




una 


12 


18 


» 


Liberia 


» 




Siberia 


» 


28 


» 


nnova 


» 




nnova 


17 


20 


» 


Ochsenhcimeria 


» 




Ochsenheimeria 


20 


26 


» 


Cognagellus 


» 




Cagnagellus 


21 


21 28 


» 


Hs. 


» 




H. S. 


» 


25 


» 


rarissima 


» 




(rarissima) 



144 



Pag. 


Ver. 










22 


17 


ove è ( 


ietto da 


si legga 


a 


» 


30 


» 


Woke 


» 


Wocke 


25 


19 


» 


SchiJc 


» 


Sdirle. 


30 


5 


» 


Lithosperum 


» 


Lithospermum 


33 


18 


» 


(Ture.) 


» 


(Turati) 


» 


27 


» 


Cannnes 


» 


Cannes 


34 


36 


» 


Kcin. 


» 


Hein. 


35 


5 


» 


Farulae 


» 


Ferulae 


» 


18 


» 


Pinpinellae 


» 


Pimpinellae 


» 


22 


» 


Pinp'melìa 


» 


Pimpinella 


36 


9 


» 


Dee. 


» 


die. 


37 


29 


» 


Holosericella 


» 


Holose ricella iy. ,9. 


40 


5 


» 


LugubrcUa 


» 


Lugubrella 


42 


8 


» 


helymus 


» 


halìjnms 


43 


17 


» 


Hem. 


» 


Hein. 


47 


19 


» 


Astivella 


» 


Aestivella 


59 


13 


» 


la Pleurota italiana 


» 


le Pleurote italiane 


61 


17 


» 


spnìosa 


» 


spinosa 


69 


20 


» 


Forestella 


» 


Foersterella 


86 


13 


» 


Slagmatophor a 


» 


Stagmatophora 


94 


4 


» 


Heliozeta 


» 


Heliozela 


95 


37 


» 


• Avìa 


» 


Aira 


99 


3 


». 


LithocoUetis 


» 


LithocoUetis Z. 


103 


5 


» 


Scuhiosa 


» 


Scabiosa 


» 


26 


» 


Freye 


» 


Frey 


104 


4 


» 


Primavere 


» 


Primavera 


» 


19 


» 


Anno 7° 


» 


Anno 8° 


» 


20 


» 


te rebint bella 


» 


terebintella 


110 


16 


» 


ni. i^ictivora 


» 


UT. cistivora 


111 


12 


» 


conosca 


» 


conoscano 


113 


30 


» 


boscdi 


» 


boschi 


114 


19 


» 


Villalba 


» 


Villalbese 


» 


33 34 


vanno 


trasportati a pag. 115, 


dopo il l'' verso. 


115 


33 


ove è detto Mimaescoptilus 


si legga 


Mimaeseoptilus 


116 


22 


» 


Stein? 


» 


Stein. 


118 


25 


» 


Mycrodactylus 


» 


Mìcrodactylus 


119 


2 


» 


Ln. 


» 


Mn. 


120 


12 


V 


Siciliota 


» 


Siceliota 


124 


8 


» 


Imetocera 


» 


Tmetocera 



— 145 — 

ALCUNE FORMICHE 
DELLA NUOVA GALEDONIA 

PER 
CARLO EMERY 



Le formiche della Nuova Caledonia sono poco note, a tal 
segno che nei lavori pubblicati finora, io non ho saputo trovare 
che due sole specie indicate come provenienti da quelle isole ; la 
Formica (Polyrìiachis?) carinata del Fabricius e im Leptomyrmex 
segnato dal Mayr come varietà dell' erijthrocepJialus F., che però 
ho creduto opportuno separara specificamente. La presente con- 
tribuzione, quantunque ben piccola e limitata a poche forme, 
varrà pure a dare un qualche concetto della fauna mirmecologica 
della Nuova Caledonia. Questa fauna ha una facies assolutamente 
australiana, e sebbene sopra 12 specie 8 siano nuove, nondimeno 
per la più parte esse mostransi strettamente afl3ni a forme note 
dell'Australia continentale; una si rinviene ancora nell' Indostan, 
due sono cosmopolite : è specialmente caratteristica la presenza 
del genere Myrmecia, le cui numerose specie sono tutte proprie 
dell'Australia e della Terra di van Diemen. 

Debbo la comunicazione di questa piccola ma interessante 
raccolta al sig. E. Léveillé, il quale ha voluto concedermi di 
arricchirne la mia collezione: gliene esprimo qui i miei più vivi 
ringraziamenti. 

Bologna, giugno 1882. 

1. Camponotus Gambeyi n. sp. 

'^ (minor?). Nlgra, cmtennarum flageìlo, tarsisque litteis; undìque snh- 
tilissime coriacea, opaca, certa luce obsciire cocruìeo micans, cinereo du- 

Ann. XV. 11 



— 146 — 

heseens et pilosa, clypeo sulcarinato, antice integro, thoracc angusto, dorso 
continuo, jpronoto convexo, mesonotl imrte posteriore et metanoli superficie 
basali suòrectis, protensis, squama crassa cuneiformi, iihiis pilis hrevihus 
oblique ahstantihus: C. extenso Mayr quoacl formam xjroxime affinis. 

Long. 6.5 — 7 min. 

Questa specie si avvicina molto al C. extensus dell' Australia con cui 
conviene nella forma del torace e nella pelosità delle tibie. Se ne differenzia 
pel colore, per la scultura più sottile e per la vestitura di tutto il corpo, 
nonché per la forma della squama ; che è però un poco più bassa e più mas- 
siccia, con lo spigolo superiore più tagliente e un poco elevato nella linea 
mediana. 



Camponotus camelus. 




2. Camponotus camelus n. sp. 

^ Picea, capite, mesonofo et metanoto ferrugineis, coxarum apice, p)c- 
tioli parte inferiore et antennarum scapis testaceis, suhtilissime coriacea, 
nitida, corpore glaberrimo (abdominis segmentorum margine setis aìtis 
paucis) antcnnis p)edihitsque subtiliter puheseentibus ; capite brevi, convexo, 
clìjxìeo convexo, haud carinolo, antice arcuate producto, mandibiilis 4-den- 
tafis; thoracc inter mesonotum et metanotum valde consfricfo, hoc gibboso; 
squama crassa, humili, siipra rotundata. 

Long. 3. 2 mm. (videtur esse ^ minor). 

Questa specie che per la forma del capo breve e convesso sembra avvi- 
cinarsi al gruppo del C. lateralis, si connette ad alcune piccole forme in 
parte nuove della regione papuana, le quali dovranno essere più tardi meglio 
studiate. La diagnosi e la figura basteranno intanto a far riconoscere la specie 
qui descritta: essa andrà probabilmente soggetta a variazioni nel colore. Ne 
ho veduto un solo esemplare. 



— 147 — 

3. Polyrhachis exul n. sp. 

^ Nigra, cainte thoraceque longitud'maliter stnafis, parce xmlescenti- 
hiis et hrevitcr pilosis, àbdomine pube densa aureo vel aeneo serìcea, tho- 
racis marginihì'jS carìnatis, sntiirarum loco profunde incisi s, pronoli angulis 
anticis dente acuto piroductis, ìnarginihus postice haud simiatis, metanoti 
margine laterali antice lohido elevato, postice spina flexuosa, obliqua, acu- 
tissima, intervallo quod ipsam a spina lateris alterius separai breviore; 
squama petiolari iitrinque sjnna (spinis tJwracis fere aequilonga) circiim 
abdominis basin inflexa. 

Long. 4. 5 — 5 mm, 

È questa una forma molto vicina alla P. Guerini Eog. dalla quale ho 
esitato a separarla specificamente: è conforme ad essa per la configurazione 
generale, per i margini del torace carenati e profondamente incisi alle suture, 
pel protorace prolungato in un dente acuto ai suoi angoli anteriori, pel lo- 
bulo sporgente alla parte anteriore dei margini del metanoto; ne diff'erisce 
pel margine laterale del pronoto non sinuoso nella sua parte posteriore, per 
le spine del metanoto e della squama più brevi e più gracili, per la pube- 
scenza molto più breve e più scarsa ^lel capo e nel torace, mentre quella del- 
l' addome è egualmente fitta come nella Guerini. In tutti gli esemplari esa- 
minati, l'addome aveva un bel riflesso tra il bronzino e il dorato 

4. Plagiolepis gracilipes Sm. 

Specie diffusissima in tutta la zona torrida. 

Capo delle due specie di Leptomyrmex 
L.pallens. L. erytlirocephcdus 



X 





5. Leptomyrmex pallens n. sp. 

g Flavo-testacca, àbdomine nigro; L, erythrocephali individuis palli- 
dioribus haud dissimilis, verum minor, capite breviore, postice minus an- 
gustato, sed potius rotundato. 

Long. 6 — 7 y, ram. 



— 148 — 

Considero la presente forma come una razza locale del L. erythrocephalus 
F., la quale è stata già segnalata- dal Mayr (Die Australischen Formiciden), 
e pare propria della Nuova Caledonia (ne ho veduto 5 esemplari): essa è ri- 
conoscibile dalla piccola statura e dal colore testaceo giallo, con l'addome 
nero. La forma del capo è alquanto diversa da quella degli esemplari austra- 
liani pili pallidi e minori della mia collezione (di Eockhampton nel Queens- 
land, dal Mus. Godeffroy), cioè più breve e meno gradatamente ristretta verso 
l'occipite; invece la forma del capo rassomiglia di più ad un esemplare grande 
(13 mm.) nero col solo capo rosso, pure del Queensland, ma di altra località. 
Forse la Formica nigriventris Guér, di Port Jackson, si avvicina alla razza 
Neocaledonese, con la quale ha comune il colore; però la forma del capo» 
molto allungato nella figura del Guérin, fa supporre che si tratti piuttosto di 
una varietà di colore del L. erythrocephalus. 

6. Iridomyrmex sp. 

Una ? alata non determinabile specificamente. 

7. Anochetus punctiventris Mayr. 

Due individui ^; questa specie è descritta dal Mayr sopra esemplari di 
Calcutta, né era stata ritrovata altrove. 

Capo degli Ectatomma. 
E. fulgens E. metallicum 





8. Ectatomma fulgens n. sp. 

^ E. metallico affmis et panilo major; capite magis elongafo, angidis 
posticis magis rotunclatis, occipite haud trimcato, clgpeo modice producto, 
sculptura verticis reticulati in rugas longitudinales minus confluente, 
l^rothoracis potius transverse rugosa, àbdominis segmentorum 1' et 2' 
strigis transversis inulto subtilioribus, hoc fere nìlido, haud sericeo; 



— 149 — 

color metalUcus ohscure viridis, pedibus antennisque piceo- fuscis, flagello, 
tarsisque hrunneis. 

Long. 7 mm. 

Questa bellissima specie è facile a distinguere dall' JEJ. mctallicum Sm. 
dell'Australia per i caratteri seguenti: il capo è più allungato, meno qua- 
drato, un po' più ristretto in avanti e indietro, onde gli angoli occipitali di- 
vengono meno sporgenti, la sua superficie fronto- occipitale si continua fino 
air articolazione del capo, senza presentare nessun vestigio di troncatura o 
di spigolo trasverso, mentre neW E. metallicum, se si guarda il capo di 
profilo, si vede che forma quasi un angolo fra la superficie frontale e la oc- 
cipitale: il clipeo è notevolmente sporgente in avanti, le sue rughe longitu- 
dinali sono più rade nel mezzo; la scultura del capo tende a formare rughe 
longitudinali solo fra le lamine frontali e sulle guancie, mentre nell' E. me- 
talUcmn questa disposizione si estende anche al vertice; sul protorace la 
scultura tende a formare rughe trasverse, mentre nello E. metallicum è 
disposta piuttosto longitudinalmente; il primo e il secondo segmento del- 
l'addome hanno una striatura molto più fina, per cui il secondo non ha il 
riflesso sericeo che osservasi nel metallicum, ma è debolmente lucente. 

Ho veduto un solo esemplare di questa forma che rappresenta VE. 
metallicum nella fauna neocaledonese. 

9. Ectatomma pulchellum n. sp. 

^ Nigra, pedibus et antennarum scapo, exceptis basi et apice, piceis, 
flagelUs, mandibularum marginibus, ano, trochanteribus, genuhus, tarsis- 
que testaceis; parcissime pilosa, pedibus antennisque pubescentibus, sub- 
opaca, mandibulis longitudinaliter striatis, capite (etiam clypeo) tliora- 
ccque rude reticitlato-foveolatis ; clypeo antrorsum angui ate producto, 
occipite Icviter emarginato, vertice absque carina transversa, pronoti an- 
gulis anticis inferius in denticulos testaceos acute productis, thoracis dorso 
continuo, suturis vix distinctis, metanolo postice excavato, super coxas 
posticas ntrinque tubere testaceo, petiolo leviiis reticulato, antice striato, 
nodo alto, supra rotunduto, abdominis segmento primo suhopaco, subtilius 
scmicirculariter striato, secundo basi subtilissinie transverse striato, apice 
lucido. 

Long. 3. 8 mm. 

Ne ho visto un solo esemplare; questa specie è ben distinta da tutte 



— 150 — 

quelle del gruppo Bliytìdoponera per la piccola statura ed i caratteri di co- 
lorazione riferiti nella diagnosi (1). 



10. Myrmecìa apicalis n, sp. 

^ Nigra, nitida, dense griseo-pubescens, pedibus et antennariim fla- 
gello testacele^ mandihuUs, clypeo anoque hiteis; mandihulis dentatis, 
modice angustatis; capiite subtilius striato; pronoto rugulis divergentibìis 
obsoletis, mesonoto sublaevi, metanoto transverse rugoso; petioU segmento 
primo latitudine plus quam dimidio longiore, nodo par iim elevato, suhlaevìy 
foveolis obsoletis impresso, secundo abdomine multo angustiore. 
Long. 11. 5. mra. 

Questa Myrmecia appartiene al gruppo delle piccole specie, M. pi- 
losula Sm., varians Mayr. e pietà Sm.; differisce dalle due prime pel mesonoto 
liscio, da tutte per la colorazione, pel primo segmento del picciuolo più 
allungato; con un nodo meno elevato, quasi levigato o appena segnato di 



(1) Descrivo qui in nota un bellissimo Ectatomma di cui ho nella mia collezione tre 
esemplari con T indicazione di patria « Nuova Zelanda: » pertanto ho qualche dubbio 
che possano provenire invece dall'Australia orientale. 
E. Mayrì n. sp. 

^ Picea, minus nitida, mandibttUs pcdibusque caslaneis ; capile rude reticulalo-rugiso, 
subtuè coriaceo, punctis foveolutis magnis, vertice carina Iransversa elevata, medio interru- 
pla, lateribus obluse augniate producta, clypeo antice rotundato, mandibìdis striali^, anleti- 
narum flagelli arlicv.lo secundo primo longiore; thorace transverse rugoso^ punctis fovei- 
fonnibus magnis, pronoto obsolete bigibboso, sutura inter mesonotnm et metanoivm leviter 
impressa; petioli squama crassa reliculata, abdomine dense arcuatim striato, fere sericeo, 
sparse subliliter punctato. Long-. 11 — 12 mm. 

Questa specie si avvicina air£. rugosvm Mayr, dal quale differisce principalmente per la 
mancanza di distinti tubercoli sporgenti sul pronoto, e per la scultura. Negli Eciatomma 
del gruppo Rliytidoponera, la scultura del capo e del torace consta di punti foveolati a 
fondo liscio, misti a rughe che possono divenire più fine e strette e far posto infine ad 
una sottile granulazione interstiziale. Quando i punti foveolati sono molto grossi e vi- 
cini, le rughe spariscono, divenendo come setti tra le fossette, e formando la scultura 
reticolata scabra degli E. rugosum, convexum, (nlgen^ ec; i punti possono essere sparsi 
e piccoli e le rughe poco accentuate o nulle, come sul capo dell' £. nudalum Mayr; o 
ancora le rughe possono sparire e rimanere dominanti i punti e la granulazione cerne 
ueir E. crislatum Mayr. Neil' E. Mayri, il capo è quasi reticolato, però, specialmente 
in avanti, lascia riconoscere che questa scultura è dovuta alla combinazione di rughe 
e di fossette; inferiormente le rughe mancano e i punti sono separati da un fondo 
granelloso. 11 torace ha rughe trasverse sottili e punti; sui fianchi, granulazioni e 
punti più piccoli. Si può ritenere che VE. Maìjri rappresenti un membro di una serie 
intermedia fra gli E, rugosum e crislatum. 



— 151 — 

foveole poco marcate, pel secondo segmento assai meno largo dell' addome : 
ne ho veduti tre esemplari. 

Torace e picciuolo del Meranoplus Leveillei 




11. Meranoplus Leveillei n. sp. 

y Ferrugineo-f lisca, abdomine rufo-testaceo, pube longa, tenui dense 
hlrsuta; capite reticidato, clypeo nitido; thoracis lateribus margine elevato 
et spinis membranaceis obscure tesfaccis, margine Inter spinas pellucido; 
pronoto angulis productis, mesonotq^ lobo laterali, spinisqice membranaceis 
postice quatuor, quarum par medium multo brevius, mesonoto spinis ma- 
gnis, sub spinis angularibus mcsonoti insertisi pel ioli nodo primo cunei- 
formi, postice striato, secundo reticulato; abdomine laevi, nitido. 
Long. 3 — 3. 3 mm. 

Pel numero e per la disposizione generale delle spino, la nuova specie 
si avvicina ai M. pubescens Sm., fenestratus Sm. e hirsutus MajT. ; differisce 
da tutti per la forma e la posizione delle spine del metanoto, che sono molto 
lunghe e robuste e si trovano precisamente al disotto delle spine laterali del 
mesonoto; i margini del disco costituito dal pronoto e dal mesonoto sono 
bensì pellucidi fra le spine, ma non mostrano finestre vitree; il primo seg- 
mento del picciuolo non è foggiato a squama come nei 31. pubescens e hir- 
sutus, ma più massiccio e superiormente si assottiglia a cuneo; per la natura 
della pelosità, 11 M. Leveillei si avvicina ViW Mrsutus. 

12. Solenopsis geminata Fab. 

Specie diffusa in tutta la zona torrida; un esemplare di colore pallido. 



— 152 — 
UN CENNO SUL ABITATO 

DEL 

CAPJLABUS CAVEK,IVOSUS Fmv. 

Nota di O. PIRAZZOLI. 



Sono quasi sicuro che un cenno sulla abitazione di questo carabo riuscirà 
gradito agli entomologi, tanto più che il suo abitato presenta la singolarità 
di trovarsi sì nei Balcani, che in una ristretta plaga dell'Abruzzo, senza ve- 
runa stazione intermedia: strana distribuzione di questa specie! 

Il primo a descrivere questo carabo, come proveniente dai Balcani, fu il 
Frivaldszky e lo nominò Caràbus cavernosus; poco dopo il Costa descrisse 
il Carahus variolatus del Gran Sasso d'Italia. Un minuto esame ed un ac- 
curato confronto tra questi due carabi, ha constatato l'identità della specie, 
mentre poi le cresciute ricerche non hanno fatto scoprire altra stazione in- 
termedia a queste due località sì lontane e disparate fra loro. 

Nei passati anni molti amici mi stimolarono a farne la caccia, e nello 
scorso anno, con tale scopo, mi diressi al Monte Corno: la stagione perù al- 
quanto precoce e le continue pioggie me ne distolsero, sicché gettatomi nel 
Lazio, per raccogliere intanto VAnthypna CarceUi, pel mal tempo fui co- 
stretto a ritornare a casa. 

Quest' anno, in compagnia di un giovane amico desideroso di salire il 
M^ Corno, giunsi in Aquila la sera del 18 giugno 1882. Le informazioni to- 
pografiche che ci furono date riuscirono esattissime, solo fummo avvertiti che 
in quel luogo non dovevamo fare assegnamento ne sopra pane, né vino, né 
acqua! Prendemmo dunque le necessarie precauzioni, e riempita una grande 
cesta di viveri e vino per cinque giorni, giungemmo la sera del 19 in As- 
sergi, paesello che in precedenza era stato scelto come unico contro delle nostre 
escursioni. Trovammo che tutte le informazioni topografiche erano esatte, non 
però quella sui viveri, perchè in Assorgi un discretissimo albergo ci offrì ot- 
timo pane, discreto vino, salame, ova, galline (excusez du peu); ma, quello che 
più monta, vi trovammo l'ospitalità la più sincera e cordiale. Quanto all'acqua, 
in fondo alla piccola valle di Assorgi vi è un rio che ne porta dell' abbon- 



— 153 — 

dante ed ottima, ma è però vero che il viaggiatore che percorre quei monti 
non trova un misero fonte, che dopo quattro ore di faticoso cammino. 

Siccome la tradizione orale del vecchio amico Orsini mi avvertiva di avere 
preso quel carabo a Monte Cristo, ed anche la descrizione del Costa sul suo 
carabo vajuolato termina colle parole — Trovasi sulle maggiori alture del 
Gran Sasso d'Italia, luogo detto Monte Cristo — cosi al mattino del 20 ci 
portammo colà. Col più grande ardore e spirito di ricerca, assieme alle guide, 
sollevammo tutte le pietre di quel monte, ne perlustrammo tutti i valloncelli 
e ripiegature di terreno, tanto sui fianchi che sulla cima, ma non trovammo 
alcun carabo. Una ricerca però così minuziosa mi procurò le seguenti specie: 

Percus Dejeanii Dej., Phosphuga oxìaca L. e Ph. retìculata F., Asida 
S'ardiniensis Allard, Chaetonyx robushis Schaum, Limonius x>'ìlosns Leste, 
Athous JiaemorrJioidalis F., Corymhites cupreus F., C. melanchoUms F., 
C. aeneus L., C. latus F., Opatrum sahulosum L., Otiorhynclius pulveni- 
ìentus Germ. la varietà periscelis Gyll., TycMus curtics Briss,, Platytarsus 
sefiilosus Boh, Trachypthloeus aristafus Gyll., Alophiis MguttatusF., lAparus 
coronatus Germ., Cionus solani F., RMnoncus perìcarpìus L., Phytonomns 
rariabilis Herbst, Cymindis alpina Chaud, Licimis depressus Payk, Poeciìus 
Koyi Germ., Harpalus fuliginosus Duft., H. lìtigiosus Dej. Nel solo fontanile 
trovato lungo la salita vivevano Agabus hìpustidatus L. ed A. nìtidus F. 

Il mattino del 21 mi diressi all'unico luogo vestito di alberi, che è una 
selva di circa due chilometri quadrati, la quale veste la base del contrafforte 
detto Pis!2o Cefalone. Nulla vi era, e li stessi fogliami esplorati con dili- 
genza non offrirono che comuni coleotteri, e solo trovai sul terreno 3Ieloe 
violaceus Marsh., Timarcha Nicaecnsis Villa e T. pratensis Duft. e dai ce- 
spugli caddero Cryptocepthalus flavìpes F., Stenomax lanìpes L., Gonodera 
metallica Kiist, tanta era l'aridità di quella selva! 

Nel mattino del giorno 22 al sorgere del sole giungemmo ad un punto 
culminante del Monte Corno detto Portella, perchè da questo luogo, quasi 
da porta o finestra, si domina la vista di un profondissimo vallone, che ver- 
deggiante nel suo mezzo e rilevato da brusche elevazioni, ha tutta la sua 
periferia esteriore circondata da nevi che si appoggiano e risalgono alle basi 
dei tre monti Corno, Pizzo d' Intermesole, Pizzo Cefalone. Il mio compagno 
proseguì la sua ascensione alla vetta del corno, ed io discesi a traverso della 
neve in questo strano ed oltremodo profondo vallone che si chiama Campo 
Pericoli, e non a torto perchè tanto la discesa che la salita a traverso la 
neve presentava molti ostacoli. 



— 154 — 

Neppure colà potei trovare il ricercato carabo, sebbene quel vallone fosse 
ricchissimo in coleotteri, e molte specie vi fossero rappresentate a migliaia. 
Trovai Zcibrus Orsinii Dej, Percus Dejeanii Dej, Plerosiichus valkliusculus 
ChaucI, Galenica tanaceti L., Chrysomela limhata F., C. lucida 01. ed un al- 
tra Chrysomela simile alla C. atra H. Schàff. e forse specie nuova, Bembidmn 
lampros Herbst., Trechus obtusus Er., T. strigipennis Kiesn. Harpalus sul- 
jìhuripes Gerra., Notiophilus aquaticus L., Bracliynus crepitans L., Cychrus 
attenuatus F., Nehria Jockischii Sturm., N. tiòiaìls Bonn., Andalusica 
Kamb., N. fulviventris- Bhssi, N. Orsinii Villa, N. pkicornis F., Leistus 
spiniharhìs F., Calatlius Plrazzolii Putz., Amara similata Gyll., A. acumi- 
nata Payk., A. antica Pan/.., A. apricaria Payk, A. patricia Duft., Lesteva 
longelytrata Goeze, Otiorhynclms Helvetius Bob., 0. strigirostris Bob., Ba- 
rynotus moerens F., Goeriiis Italicus Arag., G. opJitalmicus Scot^., G.pici- 
pennis F,, XantJiotiniis distans Eey., Baptolinus affinis Payk. ed un genere 
forse nuovo vicino a Dichotrachelus. 

Un pastore che ci stava osservando intenti a svoltare pietre, si avvicinò 
e disse: Ah! vo' state cerchenno la bella vecchia pintricchiata che costa dieci 
sordi! mò vedete! •qua non ce stanno. Da questo strano ma incisivo lin- 
guaggio, capii che egli conosceva ed alludeva al Carabus variolattis, ma 
come mai poteva egli definirlo così bene, e nello stesso tempo stabilirne un 
prezzo? Bisogna sapere che, nei passati anni, alcuni entomologi ed anche 
altre persone, per incarico ricevuto, hanno eccitato i pastori alla ricerca di 
questo carabo, insegnando loro che il medesim^o, a differenza degli altri, ha 
la schiena pintricchiata, cioè impressa di fossette, e che di giorno sta ap- 
piattato sotto le pietre, promettendo loro dieci soldi per ogni esemplare. 
Di fatto i primi esemplari furono puntualmente pagati al prezzo convenuto, 
ma in appresso ne nacquero delusioni e dispiaceri, per parte dei pastori, che 
si portarono fino in Aquila a vendere la nuova e strana merce; ed è per 
questo che anche oggi i pastori, riuniti in concorde camorra, cercano di fare 
rivivere la prima splendida mercuriale di soldi dieci. Certo oggi è un fatto, 
che in tutti i dintorni di Monte Corno non vi è pastore che non conosca la 
vecchia pintricchiata e che non abbia una cieca fede al suo valore ! Non 
mancai certo d'interrogare quel pastore, ed egli colla usuale camorra sog- 
giunse, che quando colle sue mandre abitava le Scenderelle o le Fondre 
ne aveva venduto centinaia a dieci soldi l'una. Contento della notizia tornai 
allegro in Assergi. 

All'alba del giorno 23 partimmo per le Scenderelle, che è un lunghis- 



— 155 — 

Simo vallone di molti chilometri, e che principiando dal piede meridionale di 
Monte Cristo, si estende e si prolunga sempre incassato da continui contraf- 
forti, assumendo per ordine le diverse denominazioni Fossa Paganica, Ce- 
rase, Gaglìardelìe, Santo Egidio. 

Avevamo già raccolto una dozzina di Carabus variolatus, quando ad 
un tratto trovammo tutti i sassi della valle rialzati! I pastori ci avevano 
preceduti, e con i riuniti sforzi di sei persone, avevano non solo rialzato tutti 
i sassi, ma ancora enormi massi e pietre infossate nel terreno. Percorsi così 
inutilmente quasi due chilometri di pietre capovolte, ed essendo inutile il pro- 
seguire, perchè in questo lungo tratto non trovai che un solo carabo, sotto una 
pietra dimenticata, mandai le guide alla ricerca dei pastori che ci avevano 
fatta la soperchieria. 

Sebbene, per principio, non abbia mai comprato coleotteri, pure vista la 
stranezza del caso, e più ancora per non mancare allo scopo che mi era pro- 
posto, acquistai per trenta franchi, col più grottesco mercato del mondo, da 
questi sudati e trafelati pastori, una settantina di carabi. Il lato comico del mer- 
cato era, che quando casualmente veniya alle mani un Carabus Eossii od un 
Procrustes (essendo questi esclusi dal contratto); aguzzavano allora gli occhi, 
ed a mal in cuore constatavano che non erano pintricchiati. 

I pastori furono la causa che perdessi interamente la caccia dei piccoli 
coleotteri, e solo trovai Procrustes spretus Dej, Carabus Eossii Dej, però 
in esemplari molto più piccoli di quelli che si prendono nell'Appennino To- 
scano, ed anco con alquanto differente asperità delle elitre. Phgtonomus Sai- 
viae Schrank, Larinus Jaceae F. Crypticus alpinus Comm. Asida Sardi- 
niensis Allard, ed un gran numero di Amare ed Harpali. 

Annoiato dalla scena dei pastori io decisi di andare la mattina del 24 alle 
Fondre. La via fu oltre ogni credere aspra e forte. Io avevo contato di fare 
una buona caccia e senza il disturbo di importuni pastori, ma ebbi eguali 
noie, sebbene là i pastori non avessero pretese, perchè alle Fondre non tro- 
vasi il Carabus variolatus. Non rinvenni che Carabus Eossii Dej, la boUa 
varietà Carabus Picenus Villa, Calafhus Pirazzolii Putz., Goerius Italicus 
Arag., Ocypus falcifer Nordm., Leueosomus i-punctatus Schrank., Meìcus 
granuliger Boeh.; Plinthus Parthenius Costa, P. caliginosus F. Barynoius 
sqiiamosus Germ., Pedinus meridianus Muls, Crypticus alpinus Comm. 

Ne risulta che l'unico luogo, ove io abbia trovato il Carabus cavernosus 
Friv, è il gran vallone detto delle ScendcrcUe, che da Fossa Paganica, 



— 156 — 

mutando sempre denominazione, sì estende sino a Sant Egidio, e che più ci 
avanziamo verso questo ultimo luogo piìi cresce il ricolto di questo coleottero. 
Nel mezzo del vallone trovansi alcune pozzanghere d'acqua, a guisa di la- 
ghetti circolari, ed a questi accorrono cavalli, pecore, ed uccelli a dissetarsi. 
I pastori si provvedono l'acqua con barili, attingendola a fonti molto lontane. 
La vegetazione si compone di erbe minute ed eguali, e solo qua e là sorgono 
robusti cespiti del luteo-tumentoso Verhascum longifolium Rum et Schulz., 
sotto al cui foglioso piatto si nascondono sovente i carabi. Tutta intera la 
valle, ed anco i circostanti monti mancano non solo di alberi, ma di qua- 
lunque cespuglio od erba lignescente, come manca l'umidità per far pro- 
sperare i muschi; anco le numerose pietre di cui è tempestato il terreno 
non hanno licheni. Solo nei siti grassi, per avervi, nei passati anni, abitato 
i pastori, cresce il Eomice ed il Buono Enrico, ed ivi trovasi in copia il Percus 
Dejeanii in robusti esemplari, mentre vicino alla cima di Monte Cristo gli 
esemplari sono quasi di metà. Fra queste erbe brulicavano le larve non adulte 
di un Acridium, che sul momento non pensai di raccogliere. I pastori mi 
dissero che dopo le pioggie, ed in altre circostanze atmosferiche, uscivano 
questi carabi anche nel giorno a passeggiare nel terreno, e che ove le pietre 
erano molto affossate si nascondevano sotto le foglie dei Verbaschi. La na- 
tura del terreno che ho percorso è stata eocenica nelle più grandi eminenze, 
nel resto liasica. 

Il Carabus cavernosus Friv. per la particolare scultura delle elitre, in- 
cavate da sei o sette serie di fossette, per robustezza e colore dei suoi te- 
gumenti, non può confondersi con verun carabo italiano. A ragione il Costa 
dice che le maggiori affinità di questa specie sono col Carabus perforaius 
Fisch. della Bessarabia, che difatto appartiene anch'esso al gruppo Melan- 
carabus Thoms. L'unico Carabo che a prima vista ricordi il vajuolato di 
Costa sarebbe il C cribratiis Quens. del Caucaso, ma esso appartiene ad un 
altro gruppo o sottogenere. 

Oggi però trovo, neWAbciUe (Catalogne des Coléoptères de l'ancien 
monde), che il genere Carabus è stato suddiviso in un maggior numero di 
gruppi che nel catalogo Stein e Weise. Nel nuovo catalogo àeWAbeiUe non 
restano che quattro specie al gruppo Melancarabus cioè grceais Dej, troja- 
nus Dej, Carceli Cosi, morio Man., mentre sotto il gruppo Pacliystus Mots. 
trovansi riunite, una vicino all' altra, le specie C. perforatus Fisch., caver- 
nosus Lin., cribratus Quens. ' 



— 157 — 

È pure da osservarsi che questo recente catalogo dà la priorità al va- 
riolatus Costa, ed a luogo del Frivaldscky segna lo Schaum come l'autore 
del C. cavernosus. 

Mancando dei lavori di Thomson e di Gèhìn, del necessario materiale e 
competenza, mi asterrò da qualunque critica, solo annotando che il Carabus 
cavernosus Friv., fu descritto nel 1837 ed il Carabus variolatus Costa nel 1839, 
salvo che esista altra accidentale incompatibilità o doppio impiego di nomi. 

Le antenne dei maschi del nostro cavernosus sono semplici, cioè nessuna 
articolazione intermedia è rigonfia od assimetrica. Le prime quattro articola- 
zioni dei tarsi davanti sono nel di sotto vestite di una sòia giallastra, però 
i primi tre articoli sono maggiormente dilatati. I maschi sono più nume- 
rosi delle femmine, e nella raccolta ho verificato che la proporzione dei primi 
alle seconde sarebbe come 4:1. 



158 



BERNHARD GERHARD. - Ueber die Aehnlìchkeit einzelner Arten 
von Schmetterlingen aus ganz verschiedenen Familien. Et-was 
tìber Systematik. 



Es ist eine eigenthuemliche Erscheinung, dass viele Schmetter- 
linge, obgleich sie zu ganz verschiedenen Familien gehòren, doch 
eine seiir grosse Aehnlichkeit mit einander haben. 

Ich erlaiibe mir, Ihnen dies an einigen Beispielen nàher vor 
Augen zu fi'ihren, indem ich Ihnen die verschiedenen Arten in 
natura vorlege. 



Sie finden da also : 

1. Danais AustraUs 
Hestina Nama 
Papiìio Cìytìe 

2. JEuploea Sivainsonii 
Hypoìimnas Perimele 
Papiìio Palephates 

3. Euploea Core 
Hypoìimnas Bolina ? 
Papiìio Panope 

4. Aìnauris Niavius 
Hypoìimnas Dinarha 

5. Amauris Egiaìea 
Pa])iìio JEcherioides 

6. Danais Chrysippus 
Hypoìimnas Auge ? 

7. Titliorea Tarracina 
Heliconius Ziileima 

8. Mcìinaea Egina 
Heliconius Syìvana 

9. Ly corca Cìeohaea 
Papiìio Zagreus 

10. Napeogenes Toìosa 



aus der 


gruppe 


der 


■ Danaicìen 


» 


>> 


» 


Nympìialiden 


» 


» 


» 


Papilioniden 


» 


» 


» 


Danaideii 


» 


» 


» 


Nympliaìiden 


» 


» 


» 


Papilioniden 


» 


» 


» 


Danaicìen 


» 


» 


» 


Nymphaliden 


» 


» 


» 


Papilioniden 


» 


» 


» 


Danaiden 


» 


» 


» 


Nymphadiden 


» 


» 


» 


Danaiden 


» 


» 


» 


Papiìioniden 


» 


» 


» 


Danaiden 


» 


» 


» 


Nympliaìiden 


» 


» 


» 


Danaiden 


» 


» 


» 


Eeìiconicìen 


» 


» 


» 


Danaiden 


» 


» 


» 


Heìiconicìen 


» 


» 


» 


Danaiden 


» 


» 


» 


Papiìioniden 


» 


» 


» 


Danaiden 







— 


159 - 


- 






ArcJionias Eurytele 


aus der 


grnppe 


des 


Pienden 


11. 


Satyrus Brahm'mus 


» 


» 


» 


Satyriden 




Papilio Cynorta 


» 


» 


» 


Papilioniden 


12. 


Scada Bechia 


» 


» 


» 


Banaiden 




Dismori)h ia Fortunata 


» 


» 


» 


Pieriden 




Hyalurga Bica 


» 


» 


» 


Bombyciden (TÀthosiiden) 


13. 


Scada Thcaphia 


» 


» 


» 


Banaiden 




Bhomia Eurimedia 


» 


» 


» 


» 




Bismorplda Eumelia 


» 


» 


» 


Pienden 


14. 


Acraea Ozomene 


» 


» 


» 


Acraeiden 




Sanr/aris Bi fasciata 


>> 


» 


>? 


Bombyciden 


15. 


ArcJ/onias Tercas 


» 


» 


» 


Pieriden 




Bapiìio AncJiiscs ? 


» 


» 


» 


Papilioniden 



Es giebt deren noch viele andere, ich babe nur diese wenigen 
gewàhlt iind glaube, Ihnen auch mit diesen die Aehnlichkeiten 
geniigend dargethan zu haben. 

Hat nim die Natur bei Schaffung diesar Aehnlichkeiten einen 
besonderen Zwerk verfolgt oder ist es nur ein reiner Zufall ? 
Der berijhmte Entomolog Bates, der langer als 10 lahre am 
Amazonenstrora sammelte und die dort zu Tausenden fliegenden 
Danaiden nnd Heliconiden beobachtete, erwahnt solche Aehnlich- 
keiten unter diesen beiden Gruppen und behauptet, dass diese 
Aehnlichkeiten fiir die den Danaiden angehorenden Arten als 
Schutzwehr diene. 

Die Heliconiden hàtten nàmlich einen àtzenden oder iibel 
rìechenden Saft, den sie bei Gefahr ausfliessen liessen und wiirden 
deshalb von Vògeln und andern Feinden wenig gesucht. Die ihnen 
àhnlichen Danaiden mischten sich nun unter sie und entgingen 
dadurch leichter den sie verfolgenden Feinden. Ob diese Ansicht 
begriindet ist, muss dahin gestellt bleiben ; ich, fiir meine Person, 
glaube nicht daran, demi es wàre eigenthiimlich, wenn nur diese 
einzelnen Arten von der Matur auf solche Weise bevorzugt worden 
seien, wilhrend so viele hundert andre Arten keinen derartigen 
Schutz geniessen. Zwar haben wir viele Insecten, die sowohl 
durch ihre Farbe, die gleich ist mit dem Stoffe, worauf sie sitzen. 



— 160 — 

wie Steine, Holz. Blàtter etc. als auch durch ihre Form sich vor 
Verfolgungen mòglichst schùtzen, doch diirfte ein Schutz, der 
auf Aehnlichkeit mit einer andern Art aus ganz verschiedener 
Gruppe, wohl zu den Fabeln zu rechnen sein. Gewissheit hierùber 
mùssen erst weitere Beobachtungen bringen. 

Ich halte es flir ein Spiel oder eine Neckerei der Natiir, 
wenn ein solcher Ausdruck gebraucht werden darf. 

Bemerkenswerth ist jedenfalls die Thatsache, dass solche 
Aehnlichkeiten fast ausnahmslos immer auf demselben Faunenge- 
biete stattfinden ; so z. B. gehòren: 

N" 1. alle drei zur ostine! ischen Fauna 
» 2. » » » Fauna der Philippinen 
» 3. » » » ostindischen Fauna 
» 4. 5. beide aus Afrika 
» 6. aus Ostindien 

» 7, 8, 9, 10, 12, 13, 14, 15, alle aus Sildamerika 
» 11. dagegen macht eine Ausnahmo; Satyrus Brahminus starami 
vom Himalaya, Papilio Cynorta aus Afrika. 

Nur die Tropenlànder haben solche Aehnlichkeiten aufzu- 
weisen, in den gemàssigten Zonen kommen sie nicht vor. 

Bei der grossen Aehnlichkeit, die zwischen den in Sildame- 
rika vorkommenden Danaiden und den ebenfalls nur Siidamerika 
bewohnenden Heliconiden herrscht, steigen wohl begriindete 
Zweifel auf, ob es gerechtfertigt ist, diese beiden Gruppen aus 
einander zu trennen, die fri'iher zu einer Farailie vereinigt waren. 
Die vielfachen neuen Systeme, die von gewiss beriihmten, tiichti- 
gen und bewàhrten Gelehrten aufgestellt sind, haben bisher noch 
immer zu kàmpfen gehabt mit einzeìnen Eigenthumlichkeiten in 
der Natur, sodass sie oft, trotz oder in Folge strengen Festhal- 
tens der Grundlage an einzeìnen Individuen scheiterten oder doch 
in's Ungewisse geriethen. 

Neuerdings hat Herr D.'" Ad. Ròssler, als Anhang zu seinem 
Werke « die Schuppenfliigler (Lepidopteren) des Kon : Reg. Bez. 
Wiesbaden » ein neues System zur Classifizirung der Lepidop- 
teren aufgestellt, das an Originalitat sowohl als auch an geist- 



— 161 — 

reicher Natur. — Philosophie sehr beachtenswerth ist. Mòschler 
hat in dem letzten Hefte der Stettiner entomol. Zeitimg fVir 1882 
dasselbe einer eingehenden Kritik unterworfen ; da min wohl 
vielen der Herren die Zeitung nicht zur Hand ist, so erlaiibe 
ich mir, darùber ein kurzes Resumé zu geben. 

Der Verfasser stimmi mit Lederer und Herrich-Schàffer, sowie 
andren bedeutenden Systematikern darin iiberein, dass ein System 
der naturwissenschaftlichen Kòrper nicht in einer geraden^aufwàrts 
steigenden Linie erscheinen kann, sondern dass es vielmehr dol- 
denartig sich verzweigende Aeste auf einera gemeinsamen Stamme 
sind. Sein Grundgedanke ist, indem er die Schmetterlinge in die 
zwei Abtheilungen Macro-und Microlepidopteren trennt, der, dass 
diesa Abtheilungen wiederum in Ordnungen z. B. Tagfalter, 
Schwàrmer, Spinner etc. zerfallen. Nun finden sich, nach des Ver- 
Cassers Ansicht, wiederum sowohl in den beiden Abtheilungen oder 
Familien analoge Arten wieder, die sowohl durch ihren Habitus 
wie durch friihere Stànde etc. auf einander folgen und so ein auf 
einem leitenden Princip beruhendes System bilden. Ob hiebei die 
durch Aehnlichkeit eines oder einiger anatomischer Kennzeichen 
einander nahestehende Familien, beziehentlich Gattungen oder 
Arten getrennt werden, gilt dem Verfasser gleich, was Mòschler 
zwar mit dem zu Grunde gelegten Principe zu entschuldigen 
sucht, was aber doch die bisherigen Systeme vollstandig umstosst. 
Er zeigt auch noch eine weitere EigenthiJmlichkeit. Sein Sy- 
stem beginnt, wie gebràuchlich, mit den Tagfaltern und zwar, 
wie die franzòsischen und nordamerikanischen, mit den Papilio- 
niden, als den ausgebildetsten, denen er die Nymphaliden folgen 
làsst, dann erst die Pieriden, diesen die Castniiden, Satyriden, 
Eryciniden, Heliconiden und endlich die Lycaeniden. 

Von diesen Familien nennt er die ersten drei, also Papilioni- 
(len, Nymphaliden, und Pieriden, die eìgentlichen Tagfalter, die 
Hesperiden repriisentiren ihm die Schwàrmer, die Castniiden die 
Spinner, die Satyriden die Eulen, die Eryciniden und Heliconiden 
die Spanner, und die Lycaeniden die Microlepidopteren. Er hat 
sich also von den bisherigen Systomen vollstandig losgesagt ! 

Ann. XV. 12 



— 162 — 

Eine Trennung der Pieriden von den Papilioniden durch die 
Nymphaliden scheint auch Mòschler nicht richtig oder doch sehr 
gewagt. 

Welter vergleicht er bei den Spinnern die Saturniden mit den 
Papilioniden, die Arctiiden, mit den Nymphaliden, die Lipariden 
mit den Pieriden imd die Limacodiden mit den Lycaeniden. 

Es wiirde mich zu welt fùhren, wollte ioli Mòschler in seiner 
Kritik vollstàndig folgen, ich habe das Gesagte nur angefùhrt, 
um auf das von D' Rossler anfgestellte neue System aufmerksam 
zu maclien. 

Leipzig, november 1S82. 



— 163 — 



La CloroflUn ncffìi Afidi. — Nota di L. MACCHIATI. 



Avendo osservato che gli afidi lasciati per qualche tempo al- 
l' oscuro sbiadiscono nello stesso tempo che sì decolorano le foglie 
delle piante che li albergano, mi si presentò l'idea che detti 
insetti potessero contenere la clorofilla; e per venirne in chiaro 
mi son servito degli stessi mezzi ai quali si suol ricorrere per 
preparare le soluzioni della clorofilla contenuta nelle cellule delle 
piante. — A tale scopo raccolsi una grande quantità di afidi 
verdi, quali sono, per esempio, quelli delle specie Siphonopliora 
malvae Mosley, Siphonophora rosae Koch, ec. che misi in infuso 
nell'alcool non troppo diluito, e cioè non inferiore ai gradi 75" 
dell' alcoolometro di Gay-Lussac ; e ne ottenni una soluzione al- 
coolica verde, che per l'aggiunta della benzina mi si divise in 
due strati, dei quali il superiore di clorofilla nella benzina, e 
l'inferiore di xantofìlla nelì' alcool. Non contento di questo primo 
risultato, mi era prefisso di ottenere la clorofilla cristallizzata, 
valendomi dello stesso mezzo al quale più di frequente ricorro 
per ricavarla dalle piante. A tale intento aggiunsi, nella soluzione 
alcoolica primitiva, del nero animale granuloso, ed agitai la me- 
scolanza. Le due sostanze coloranti rimasero aderenti al nero 
animale, ed il liquido perfettamente decolorato lo decantai. Per 
aggiunta dell'alcool ad 80-85" mi si ridisciolse la xantofilla, la 
cui soluzione alcoolica decantai e misi ad evaporare a parte per 
ottenerla in cristalli. E la clorofilla pura, rimasta aderente al 
nero animale, mi riusci facile di riottenerla in soluzione per rag- 
giunta dell' etere anidro. Filtrata la soluzione eterea, la raccolsi 
in un vetro d' orologio, e la misi ad evaporare. Nello spazio di 
di poche ore mi fu possibile di osservare sotto il campo del mi- 
croscopio, a mediocre ingrandimento, i cristalli aghiformi caratte- 
ristici della clorofilla, che dagli autori si sono voluti riferire al 
sistema monoclino. 



— 164 — 

Ora non dubito punto che, anche gli afidi, diversamente co- 
lorati che in verde contengano la clorofilla, la quale probabil- 
mente vi sarà mascherata da qualche altra sostanza colorante, 
come si verifica in molte piante, per esempio nelle alghe floride. 

Ciò premesso, riesce facile di spiegare per qual ragione gli 
afidi verdi tenuti all'oscuro si decolorano, dèi pari che le foglie 
delle piante : è probabile che nell' uno e nell' altro caso, quelli 
che più comunemente si chiamano corpuscoli clorofillici, e che in 
altri termini sono i leuciti primitivi, imbevuti dalle sostanze co- 
loranti, mancando la luce, prima incomincino a decolorarsi e 
poi si distruggano; e questo avviene perchè la luce non è sol- 
tanto necessaria alla produzione, ma del pari alla conservazione 
della clorofilla. Ho inoltre verificato che se si tornano ad esporre 
alla luce, gli afidi, come le foglie, rinverdiscono rapidamente. 

Riconosciuta la presenza della clorofilla negli afidi, bisogna 
accordare loro la proprietà, quando sono esposti alla luce, di 
fabbricare le sostanze organiche, perchè essi decomporranno 
r acido carbonico, per preparare col carbonio di questo e gli 
elementi dell' acqua le sostanze ternarie. Adunque possiamo con- 
cludere, che gli afidi si dovranno nutrire in parte a spese delle 
piante di cui sono i parassiti ed in parte a spese degli elementi 
dell' aria, e, cioè, sono in pari tempo agenti consumatori ed agenti 
produttori della sostanza organica. Mi sì potrà obbiettare, la con- 
clusione che ne traggo, essere troppo azzardata, dicendo che gli 
afidi assorbono la detta clorofilla dalle piante, invece di elaborarla 
essi stessi. E allora come si spiega che sono egualmente verdi 
anche gli afidi che suggono gli umori dai petali ? Tuttavia, non 
lo nego, r argomento ha bisogno di più maturo studio. 

R. Istituto Tecnico di Reggio Calabria 
Gabinetto di Storia naturale, 17 dicembre 1882. 



— 165 



Sul R«tgitt*Èt ituiagatov Fabr. — Nota del socio P. BARGAGLI. 



Nella prima metà del mese di luglio dell' anno 1882 percorrevo in com- 
pagnia del Dott. Stefano Bertolini, nostro consocio, l' amenissima Valle di Sella, 
che è una delle valli secondarie della Val Sngana, e compresa tra i monti 
dell' Armentera (1497°>) da un lato, e dall'altra dalle dirupate pendici della 
Costa alta dei Managgi, della Cima delle Badici (2336). Spero di poter 
narrare in seguito delle belle raccolte di Coleotteri che facemmo percor- 
rendo quella bellissima regione, sparsa di ville, dove trovano piacevolis- 
simo soggiorno le famiglie signorili di Borgo, le quali insieme ai comodi 
della vita vi godono la delizia e la quiete di una natura incantevole. L'al- 
ternarsi di prati sempre verdi, di gruppi di abeti, di pini, di betaie e di faggi, 
di torrentelli che ora scorrano placidamente, ora si precipitano in spumanti 
cascate, fa sembrare quella valle un "Seguito non interrotto di parchi e di 
giardini, se pure questo paragone possa essere al caso, giacché può dirsi che 
in esso la imitazione vien presa come misura della cosa imitata. 

Non dirò qui come il nostro obiettivo fosse 1' esplorazione di una caverna 
posta sotto la cima di Costa alta; e come inutili riuscissero le nostre ricerche 
praticate per oltre duo ore in quel!' immenso speco, chiamato Grotta di Sella. 
L' unico ricordo di sì bella escursione che per adesso io presento alla Società 
sono le larve ed un adulto tutt' ora vivente (12 gennaio 1883) del Bhagium 
indagator Fabr. Le larve, che trovai sotto la scorza di una vecchia ceppa di 
abeto, furono da me portate viventi insieme a pochi pezzi di scorza ; ma una 
sola di esse sopravvisse e conservai le altre in alcool. L' unica superstite si 
rinchiuse entro una colletta scavata in uno dei pezzi di scorza verso la fine 
di agosto, ed io potei facilmente scoprire che la larva aveva preso la forma 
di ninfa e che questa si agitava con bruschi movimenti dell' addome quando 
veniva disturbata. I colori bruni e cenerini dell' insetto adulto cominciarono 
a pronunziarsi da primo alle articolazioni delle gambe, poi al resto del corpo, 
in ultimo ai rudimenti delle elitre, i quali gradatamente andavano a pren- 
dere maggiori dimensioni, finché congiunsero i loro apici e coprirono quasi 
tutta la parte superiore dell' addome. Una mattina, verso la metà di settembre, 
l'insetto aveva già lasciato il suo asilo e moveva lenti e stentati passi per 
quelle scorze. Ma dopo poche giornate di caldo divenne perfettamente colorato 



— 166 — 

e di una agilità non comune ; finché la stagione invernale lo ridusse mezzo 
intorpidito com' è attualmente. 

Non è nuova la storia del Rhagium indagator Fab. Ne descrissero le 
metamorfosi Dufour (Ann. de la Soc. Ent. de France 1840, p. 63, tav. V, 
fig. 1, 4, Stenocorus inquisitor) ; Eatzebourg (Forstins. t. I, p. 239, tav. XVII, 
fig. V, fig. 5 B) e Perris (Ann. de la Soc. Ent. de France 1859, p. 469). 
Perciò, è solamente per l' interesse che si prova nel verificare fatti, ancorché 
conosciuti, della biologia degli insetti, e per ricordare le bellissime impressioni 
ricevute per quei monti maestosi e per quelle valli deliziose, avendo per guida 
e per amichevole e grata compagnia il Dott. Stefano Bertolini, che io ho co- 
municato questa semplice notizia ai nostri consoci. 



167 — 



PARONA Prof. CORRADO. — Caso di allocroismo in un .It'tuaditlns 



In una camera del Laboratorio dell'Orto botanico in Cagliari, tra una 
<]uantità grandissima di isopodi, tutti spettanti al genere ed alla specie so- 
praindicati, e che occupavano gran parte del pavimento e di una delle 
pareti, ebbi a catturare, il 22 giugno 1882, un individuo, il quale aveva 
attirata la mia attenzione per la colorazione del corpo suo, molto diversa 
dalla normale. 

Subito, al primo esame, m'accorsi trattarsi di un esempio di albinismo par- 
ziale, e ciò mi richiamò alla mente l'interessante nota del mio amico Dot- 
tore Paolo Magretti « Intorno ad alcuni casi di albinismo negli inverte- 
brati » (Bollettino scientifico dell' Università di Pavia, Anno 3°, n. 1, 1881, 
pag. 28.) 

Da essa venendo meglio a conoscere come gli esempi di albinismo negli 
artropodi siano tuttora poco conosciuti, fui indotto a fare brevissimo cenno 
del recente caso, quale aggiunta alla sopracitata nota e contributo per questo 
importantissimo argomento. 

Trattasi di un Armadilhcs, affatto conforme in dimensioni ai suoi com- 
pagni, ma che offre la colorazione bruna sua propria, mutata 
qua e là in altra bianchissima, che fa spiccato contrasto colla 
prima. 

Rimasero di colore naturale: l'antenna di sinistra, la testa 
ed il primo anello. Il secondo ha assunto una tinta più chiara, 
eccetto al margine laterale sinistro; il terzo segmento divenne 
bianco sui due margini, e così sempre più estendendosi la colora- 
zione bianca nei susseguenti anelli; per modo che il sesto è al tutto albino; 
e rimanendo soltanto due piccole macchioline fulve al quart ultimo e penultimo 
segmento dell'addome. 

Non mancano le macchie gialle, che hanno aspetto, intensità di colorito 
e distribuzione identica alla normale; il che parmi un fatto interessante nella 
teoria dell'albinismo. Le zampe e le parti inferiori dell'indicato isopodo offrono 
colorazione biancastra, o al tutto bianca. 




— 168 — 

Dalla succinta descrizione è ovvio ravvisare in questo un vero caso di 
allocroismo, o di albinismo parziale; l'esemplare da me raccolto, confrontato 
con quello descritto dal Doti Magretti (come io stesso ebbi occasione di fare 
nel Laboratorio di Anatomia comparata dell' Università di Pavia) si presenta 
in uno stadio di albinismo molto più avanzato. 

Cagliari, gennaio 1883. 



Nota. — L'esemplare or ora descritto, insieme a diversi altri normali, raccolti nellu 
stesso luogo, r ho ceduto alle Collezioni degli Invertebrati italiani del Museo di Firenze. 



169 — 



TARGIONI TOZZETTI AD. — Questione sulla esistenza dell'uovo di 
inverno della Fillossera della vite, nuovamente proposta nel- 
r adunanza della Società, nel di 3 giugno 1883. 

L'anno decorso, pressa a poco in questo tempo e in occasione come questa, 
sottomisi alla Società alcune considerazioni intorno ad un voto di recente 
emesso dall'illustre Sig. Balbiani di Parigi, accolto dalla Commissione francese 
per la Fillossera e dal Ministro dell' agricoltura, alBnchè « sì prendessero a 
« fare esperienze metodiche in laboratorio e in campagna per determinare i 
« mezzi più efficaci a distruggere l'uovo d'inverno della Fillossera medesima; » 
e conclusi, proponendo dal canto mio, che, prima di tutto, si facessero inda- 
gini nuove per dimostrare sperimentalmente la presenza di questo uovo sulle 
viti europee. 

La ragione di siffatta trasposizione di domande, non era che io dubitassi 
degli effetti della distruzione dell'uovo d'inverno o fecondato, una volta ch'egli 
vi sia; ma prima di ammetterne la presenza reale, e prima di ammettere che 
esso « mantiene la vitalità delle colonie» sotterranee e che ogni focolare fìlos- 
« serico ha origine da lui », mi pareva necessario dimostrare che l' uovo in 
questione si trova realmente costante o almeno con relativa frequenza nella 
serie degli stati pei quali passa la Fillossera, vivendo sulle viti comuni; la 
qual cosa, non che chiara, mi pareva anzi messa in grave dubbio, o quasi 
esclusa dal maggior numero delle osservazioni. 

Se non fosse per non commettere indiscrezione, direi addirittura di avere 
io medesimo eccitato il sig. Balbiani ad esaminare e discutere le mie consi- 
derazioni, ripromettendomi o la sua approvazione nel dubitare, o di ottenere 
dal suo sapere e dalla sua autorità, quelle assicurazioni eh' io non trovavo nello 
stato dei fatti conosciuti o nelle induzioni piìi prossime. 

Il sig. Balbiani, portando tutta intera la controversia innanzi all'Acca- 
demia delle Scienze, ed accordandomi una lunga confutazione, ha elevato ad 
onore poco frequente, e per nulla sperato, i miei dubbi, e vorrà gradire ch'io 
gli corrisponda, portando non la certezza acquistata per esse, ma le sue nuove 
argomentazioni e i miei persistenti dubbi davanti a voi. 

Ecco prima di tutto, nella sua integrità, la nota del sig. Balbiani (1). 

« Dans la Note qu'on vient de lire (2), M. Targioni Tozzetti s'appuie, 



(1) Riprodotta dai Comptes rendus de TAcaderaie des Scieuces de Paris, t. XC\'I, 
1G7 (15 Janvier 1883). 

(2) Targioni Tozzetti A. Sulle proposte del Sig. Bilbiani per combattere la Fillos- 



— 170 — 

pour critiquer ma propositioa d'arréter l'extension du Phylloxera par la 
destruction des ceufs d'hiver, sur un certain nombre d'arguinents qu'on peut 
résumer ainsi qu'il suit: 

« 1° Le principe fondamental sur lequel se base cette proposition, savoir : 
Fextinction des colonies souterraines par la destruction de la source à laquelle 
celles-ci s'alimentent, c'est-à-diro les ceufs d'hiver, n'a pas encore refu une 
démonstration scientifique suffisante. La diminution de la puissance génésique 
des femelles agames des racines avec le nombre des gónérations issues les 
unes des autres n'est pas un phénomène absolu en soi; cette diminution est 
en relation avec la décroissance des conditions extérieures, principalment de 
temperature et de nutrition, qui agissent sur ces insectes dans la succession 
des saisons. Les femelles, arrivées au minimum de leur faculté reproductrice 
en automne, récupèrent toute leur fécondité au printemps avec le retour d'une 
temperature plus élevée et d' une alimentation plus substantielle. 

« 2° Les ceufs d'hiver n' ont été rencontrés jusqu'ici que sur les vignes 
américaines; ils n'ont pas encore été trouvés sur les vignes indigènes (eu- 
ropéennes): par conséquent, rien ne démontre que les moyens proposés pour 
leur destruction sur ces dernières vignes atteignent leur but et soient avan- 
tageux pour arrèter la propagation du Phylloxera. 

« 3° Une autre différence que présentent les vignes américaines et les 
vignes indigènes est l'existence, sur les premières, de générations gallicoles 
du Phylloxera et leur absence sur les dernières; tous ces faits démontrent 
une diflférence profonde des mceurs de l'insecte des vignes américaines et de 
l'insecte des vignes indigènes. 

« 4° Les ceufs d'hiver ne sont pas l'unique ni mème la principale source 
de l'invasion phylloxérique; il n'est pas tenu compte des faits nombreux et 
bien connus qui prouvent la propagation du Phylloxera par le transport et 
l'importation de plants, principalement de vignes américaines, servant de 
véhicule aux colonies radicicoles. 

« 5° Enfia, uos connaissances concernant l'oeuf feconde des générations 
sexuelles hypogées sont encore trés incomplètes. Cette proposition contient 
implicitement, bien qu'elle ne soit pas énoncée par l'auteur, cette conséquence 



sera, e sull' uovo d' inverno deHa Fillossera delle viti americane e delle viti europee. — 
in Bullettino della Società entomologica italiana, anno XIV, p. 320. Firenze, 1882. — 
Nota riprodotta nei Comptes rendus de TAcademie des Sciences, t. XCVl, p. 167. (15 
Jauvier 1883). 



— 171 — 

que la destruction des oeufs d'hiver aériens u'empécherait pas la régénératioii 
des colonies radicicoles par les oeufs d'hiver souterralns (1). 

« Aucun des arguments résumés dans les lignes qui précédent n'est 
iiouvean, et j'ai déjà eu plusieurs fois l'occasion de les réfuter dans mes 
précédentes publications sur le Pbylloxera. Je vais les examiner encore une 
fois dans l'ordre où je viens de les énumérer. 

« Et d'abord, je dois faire remarquer que M. Targioni Tozzetti ne tient 
aucun compie, dan ses critiques, des deux faces sous lesquelles j'ai toujours 
envisagé i'utilité et les conséquences de la destruction des oeufs d'hiver, et 
que je faisais encore ressortir avec soin dans ma Lettre, en date du 23 
février 1882, adressée à M. le Ministre de l'Agriculture, ainsi que cela résulte 
da passage suivant de cette Lettre : « En résumé, la question de la destruction 
« de l'oeuf d'hiver se présente sous deux aspects dfférents, ainsi que je l'indi- 
« quais déjà en 1876: 1° comme traitement curatif, en amenaat par voie 
« indirecte la disparition des colonies établies sur les racines; 2" comme moyen 
« préventif, en conjurant le danger de l' invasion des vignobles indemnes par 
« les ceufs d'hiver déposés sur' le ceps. » 

« Sous le dernier point de vue, je «me suis prononcé trés afSrmativement 
sur les avantages de cette opération, en me basant sur nos connaissances 
les plus certaines et les mieux établies des mffiurs du Phylloxera, principale- 
ment de sa generation ailée chargée de fonder à distance de nouvelles colo- 
nies. Les ailés donnant naissauce à la generation sexuèe, qui, elle-mème, 
produit l'oeuf d'hiver, n'est-il pas évident que la destruction de ce dernier 
équivaut à celie des ailés, réclamée de tout teraps et pour laquelle cu a 
propose une foule de moyens, tels que le tassement du sol pour empècher 
leur sortie de terre, la plantation de végétaux agglutinants destinés à les 
arrèter au passage, etc, tous pro'cédés qui se sont raontrés ou inefficaces ou 
irréalisables dans la grande pratique. Kien de plus facile, au contraire, que 
d'atteindre l'ceuf d'hiver par des moyens culturaux ou chimiques pendant 
les quatre ou cinq mois qu'il reste à notre portée, dans la periodo la plus 
propice aux travaux agricoles. M. Targioni Tozzetti, qui semble attribuer 
lui-mème aux ailés un ròle important dans la dissémination du Phylloxera, 
voudrait-il restreindre ce ròle seulement aux vignes américaines et trouver 
une autre explication à la propagation du parasite sur les vignes indigènes? 



(1) Cette conclusion est esprimée d'une manière plus catégorique dans une autre 
Notice de M. Tarfrioni Tozzetti. [BuHeilino della Soc. eniomol, italiana, anno XIII, ISSI)- 



— 172 — 

Nous reviendrons plus loin sur ce point des opinions da savant naturaliste 
de Florence. 

« Autant j'ai été affirmatif sur les avantages pratiques de la destruction 
de l'oeuf d'hiver comme moyen propre à enrayer la marche du Phylloxera, 
autant j'ai mis de réserve à tirer les conséquences que cette opération peut 
avoir pour les colonies radicicoles. lei, je u'ai exprimé que comme une sim- 
ple probabilité, une hypothèse, l'opinion que ces conséquences pourraient étre 
la disparition de ces colonies par la destruction des germes ou elles puisent 
sans cesse une vitalité nouvolle. Ce n'est pas une supposition gratuite, mais 
une présomption fondée sur des études biologiques attentives de la reproduc- 
tion du Phylloxera. Ce sont Ics conclusions pratiques déduites de ces études 
que M. Targioni Tozzetti a cru pouvoir attaquer dans sa Note placée en tòte 
de ce travail. Avant de répondre aux objections de M. Targioni, j'ai cru bon 
de rajDpeler la distinction que j'ai toujours faite entre les deux résnltats que 
j'attribuais à la destruction de l'ceuf d'hiver: l'un, assuré, lorsqu'on l'emploie 
comme traitement préventif; l'autre, possible, probable méme, mais non certain, 
méritant toutefois d'ètre essayé, lorsque cette opération est faite à titre de 
moyen curatif. Cela pose, je passe maintenant à l'examen des obiections de 
M. Targioni Tozzetti. 

« M. Targioni m'oppose d'abord ce fait que la diminution de la fécondité 
des femelles agames des racines, dans les génératious qui se succédent du 
printemps à Fau tonine, n'est pas, comme je l'admets, l'épuisement graduel 
d'une force contenue dans l' organismo méme, mais la manifestation de 
l'influence décroissante des conditions extèrieures favorables, principalemeut 
de temperature et de nutrition,» qui agissent sur ces femelles dan le cours 
des saisons. M. Targioni ne s'est sans doute pas aperta que cette opinion 
est une simple hypothèse de sa part, à l'appui de laquelle il n'apporte ni 
observations ni expériences directes, Je vais montror, au contraire, que les 
observations et les expériences conduisent à une conclusion absolument op- 
posée à la sienne. 

« Chez le Phylloxera du chéne (1), le nombre des gaines ovigères est 
de 26 à 32 chez les femelles aptères de la première generation, issue en 
avril de l'ceuf feconde de l'année précédente ou ceuf d'hiver. Dés la deuxième 
et la troisième generation, l'ovaire se trouve réduit à 10 ou 12 gaines (en 
mai et juin), et dans les générations suivantes (de juillet à septembre) on 



(1) Il s'.ig'it ici de l'espèce commune sur les chèQes des environs de Paris et du 
nord de la France : c'est le Phyllovera coccinea de Heyden et autres auteurs. 



— 173 — 

n'en compte plus que de 4 à 6 eii tout. La décroissance du nombre des tubes 
ovariquos est tout aussi rapide chez les aptères radicicoles du Phylloxera de 
la vigne, en prenant pour poin de départ l'insecte issu de l'ceuf d'hiver, 
qui a de 24 à 28 tubes ovariques. A mori arrivèe à Montpellier, en mai 1874, 
ma première observation fut l'examen des gaines ovigères chez un grand 
nombre de feraelles aptères fixées sur les renflements des radicelles d' un pied 
de vigne au début de l'invasion. Chez les dix premières femelles examinées, 
le nombre des gaines est exprimé par les chiffres suivants: 17, 18, 16, lo, 
16 à 18, 16, 20, 18, 16, 15. En octobre de la mèrae année, ce nombre, chez 
dix autres femelles, n'était respectivement plus que de 5, 5, 2, 4, 2, 2, 5, 3, 
6, 7 (1). Les observations faites par M. Boiteau dans une autre région de la 
France (environs de Libourne) ont montré la mème décroissance rapide du 
nombre des gaines ovigères du printcmps à l'au tonine {Comptes renclus, 
14 aoùt 1876). 

« Ces faits ne laissent donc aucun doute sur la dimination successive de 
a fecondità chez les Phylloxeras des racines par l'avortement graduel de leur 
appareil reproducteur dans le conrs d'une mème année. Mais on peut se 
demander si ce phénomène n'a pas un» liaison intime avec les modifications 
qui surviennent dans les conditions extérieures que les générations traversent 
dans le cours de leur évolution annuelle. L'influence de la temperature doit 
étre immédiatement écartée: nous venons, en effet, de voir que c'est au 
printemps, c'est-à-dire dans une saison qui n'est pas celle oìi la temperature 
moyenne atteint son chiffre le plus élevé, que le nombre des gaines de Y ovaire 
présente son maximum, et que ce nombre diminue rapidement dans les mois 
plus chauds de l'été et en automne. L'influence de l'alimentation ne doit 
pas étre mise davantage en ligne de compte; car, au commencement du 
printemps, les feuilles du chène, comme les radicelles de la vigne, contiennent 
une seve plus aqueuse, moins riche et moins élaborée que celle qui y circule 
à une période plus avaucée de la végétation. Toutes choses égales d'aillenrs, 
je n'ai pas observé de différence, chez le Phj'lloxera du chène, dans le nombre 
des tubes de l'ovaire chez les femelles fixées sur des feuilles molles et tendres 
et celles établie sur des feuilles dures et coriaces. De mérae, chez le Phyl- 
loxera de la vigne, les insectes des radicelles ne paraissent pas mieux pourvus 
sous ce rapport que leui's congénères, placés sur les grosses racines ligneuses. 

« L'expérience se joint à l'observation pour confirmer ce resultai En 



(1) Ces femelles étiient prises uu peu partout: les'résultats étaient sensiblerueut les 
mèmes dans tous les vignobles. 



— 174 — 

transportant les insectos ou leurs oeufs des racines épuisées sur des racines 
fraìclieSj on n'observc pas d'augmentation dans le nombre des gaines ova- 
riques chez ces individus ou les générations qui en proviennent; tout ce que 
l'on constate, c'est un& recrudescence dans l'activité fonctionnelle de la glande, 
se manifestant par des pontes plus abondantes et plus nombreuses. La tem- 
perature exerce une influence du mème genre. 

« Tous ces faits sont donc loin de plaider en faveur de l'hypothèse de 
M. Targioni Tozzctti touchant l' influence des conditions extérieures sur la 
constitutiou anatomique de l'appareil reproducteur du Pliylloxera. On ar- 
riverait plutót à une conclusion opposée si l'on examine les conditions dans 
lequelles se manifeste de la manière la plus prononcée et la plus prompte 
la dégénération de cet appareil. Je veux parler des métamorplioses de l'in- 
secte aboutissant à la generation sexuée. Ces métamorplioses consistent, ainsi 
qu'on le sait, d'abord dans la production de la forme ailée, laquelle, à son 
tour, donne naissance à la generation des sexués màles et femelles. Or, chez la 
première, l'ovaire n'est plus compose que de deux à cinq gaines, et chez la 
femelle sexuée cette réduction arrive à son dernier terme, c'est-à-dire à un 
ovaire forme d'une unique gaine produisant en tout et pour tout un seul oeuf 
infécond par lui-méme. La sterilite est donc devenue presque complète au 
point de vue anatomique, et complète au point de vue physiologique; l'espèce, 
menacée dans son existence, périrait, si l'accouplement ne venait rendre 
soudain la fertilité à cet élément arrivé à l'extréme épuisement (1). 

« Or toute cette phase sexuelle de la vie de l'insecte, chez le Phylloxera 
du chéne corame chez le Phylloxera de la vigne, a pour epoque la periodo 
de l'année qui correspond à la temperature moyenne la plus élevée, c'est- 
à-dire, pour la première espèce, de fin juin à fin juillet (sous le climat de 
Paris) (2), et pour la deuxième, de juillet à septembre (sous le climat de 
Montpellier). Lorsque les chaleurs sont précoces, la période sexuelle subit 
une avance plus ou moins considérable, comme cela eut lieu en 1876 oìi les 
ailés ont déjà été vus en grande quantité dès le 25 juillet, sous le climat 
relativeraent septentrional de la Bourgogne (3). 



(1) Cette dégénération organique ne se borne pas aux organes générateurs : elle se 
manifeste aussi par 1' atrophie complète de l'appareil dig-estifet quelquefois de plusieurs 
des articles des antennes ou des pattes- 

{21 Sur le littoral de la Normandie, la période des ailés et des sexués du Phylloxera 
du ebène tombe généralement en juillet -aoùt. 

(3) A Mancey (Sa5ne-et-Loire), par M. Rommier [Comples rendns, 1 aout ISÃŒG). La 
mème année, M. Boiteau, dans le Libouruais, observait les ailés le 31 juillet et les 
séxués le 3 aoQt {Comptes rendus, 14 aoùt \8~Q]. 



— 175 — 

« C'est tout aussi peu sous l'iufluence d'une alimeiitation appauvrie que 
se produisent les générations d'ailés ot de sexués, aux ovaires considérablt^- 
ment réduits, ptiisqae tous les observatours sont unanimes à signaler les 
radicelles (recherchées surtout par l'insecte ponr sa nourrlture et où il pro- 
spère le mieux) comme le siège de ses transformations les plas précoces et 
les plus abondantes (Planchon et Lichtenstein. Max. Cornu, Boiteau, Balbiani, 
etc). Tous cut remarqué aussi la rareté de ces transformations après que le 
Phylloxera, chassé par la destrnction des radicelles, s'est réfugié sur les gros- 
ses racines et y continue ses reproductions parthénogénésiques. 

« Dans ces conditions nouvelles, la diminntiou du nombre de gaines 
ovigères dans les générations aptères est beaucoup moins brusque que dans 
la sèrie des ailés et des sexués. 

« Des faits entiérement comparables s'observent aussi chez les Pucerons 
ordinaires qui vivent sur les parties aériennes de nos plantes annuelles ou 
vivaces. On sait que chez ceux-ci la reproduction a lieu pendant toute la 
belle saison par des feraelles agames et vivipares, et que, dans l'arrière saison 
et l'automne, elle s' opere par des ceufs fécondés et pondus, qui hivernent et 
n'éclosent que le printemps suivant. Ce»tte transformation du mode de repro- 
duction est généralement attribuée à l'influence directe de l'abaissement de 
temperature et des changements qui surviennent dans les sucs des plantes 
dont ces insectes se nourrissent. J'ai fait des observations qui ne me portent 
pas à croire à cette influence, mais à considérer la reproduction par oeufs fé- 
condés destines à hiverner et à conserver l'espèce pendant la disparition de 
son aliment comme en relation avec les causes de destruction qui la mena- 
cent à l'approche de l'iiiver (froid et arrèt de la végétation), ot n'ayant par 
conséquent qu'un rapport indirect et éloigné avec les conditions extérieures (1). 
Je partage complètement à cet égard les vues développées par M. le prn- 
fesseur Weismann, dans ses belles études biologiques sur les Daphnoi'des, re- 
lativement aux causes qui déterminent l'alternance des reproductions par 
perthénogénèse et par generation sexuelle dans les colonies formées par ces 
petits Crastacés: Weismann a montré, par un grand nombre d'observations 



(1) Od sait d'ailleurs que la période sexuelle uè tombe pas en automne pour tous les 
Pucerons: tei est celui du Saule [Aphis snlicis], où de Geer et Kyber ont observé dés le 
mois de juiu des màles et des accouplements. Kyber attribualt l'apparitlon precoce des 
maies daus cette espèce au durcissement premature des feuilles du Saule et prétendait 
qu'on pouvait la retarder en placaut les femelles agames sur des pousses jeunes et 
fraìches de cette piante. Cette explication est rejetée par Kaltenbach; elle est aussi en 
contradiction avec mes observations et mes expériences faites chez plusieurs espèces de 
Pucerons. 



— 176 — 

et d'expériences, que l'apparition des iiidividus sexués màles et femelles ne 
dépendait pas des conditions extérieures (temperature, nourriture, quantité on 
qualité de l'eau) aiixquelles les colonies se trouvent momentancment souraises, 
mais qu'elle était liée à certaines génératìons déterminées quant au rang 
qu'elles occupent dans le cycle d'évolntion de ces animaux. Cette generation 
sexaèe est tantùt la deuxième ou la troisième, tantOt la dizième, la douzième 
aa méme la vingtième du cyele, d'un genre ou d'une espèce à l'autre. Le 
•Seul caractère commun du cycle générateur chez tous les Daphnoides, c'est 
l'absence de màles fécondés dans la première generation de la colonie (1). 

« J'ai observé ches les Pucerons des faits analogues qu'il serait trop 
long d'exposer ici; il me suffira de dire que, pas mieux que Weismann chez 
les petits Crustacés qu' il observait, je n'ai réussi à transformer le mode de 
reproduction de ces insectes par des changements déterminés artificiellement 
dans la temperature ambiante et la qualité de la nourriture. Chez eux aussi, 
l'apparition des màles et des femelles est liée à certaines génératious déter- 
minées dans la descendance de l'oeuf d'hiver. Chez le Phylloxera du chéne, 
les ailés et leur progéuiture sexuée font toujours défaut dans les deux premières 
générations issues de l'ceuf d'hiver, et c'est dans la troisième seulement qu'ils 
commencent à se montrer pour deveuir graduellement plus nombreux dans 
les générations suivantes. On est moins bien renseigné sur la generation qui 
fournit les premiers ailés et les premiers sexués chez le Phylloxera de la vigne, 
des observations directes et précises manquant jusqu'ici; mais, si l'on se 
rappelle que les ailés se développent principalement sur Ics renflements radi- 
culaires et que ceux-ci caractérisent la première année de l' invasion (Max. 



(1) Weismann distingue parmi les DaplinoiJes des espèces polycycliques, mono- 
cycliques et acycliques, suivant que la generation sexuelle vient interrompre plusieurs 
ou une seule fois par an la sèrie des générations parthénogénésiques ou fait complète- 
ment défaut dans les pliénomènes de multiplicatiou de ces auimaux. Ces diverses for- 
mes du cycle reproducteur se sont développées, suivant Weismann, par sélectiou uatu- 
relle en relation avec le retour périodique annuel plus ou moins fréquent des causes de 
destruction des colonies formées par les Daphnoides. Si nous appliquons ces vues au 
Phylloxera, nous pouvons considérer le parasite de la vigne comme une espèce mono- 
cyclique, c'est-à-dire n' ayant qu' une seule période sexuelle dans le cours de son 
évolution annuelle, et l'apparition de la generation sexuée et des ceuf d'hiver comme 
en relation avec le danger que fait courir aux colonies la destruction des radicelles de 
la vigne. Ceci nous explique pourquoi la formatiou des ailés est abbondante surtout sur 
les radicelles et précède de peu de temps la destruction des renflemeuts sur lesquels 
se tiennent les individus destinés à subir cette transformation. 



— 177 — 

Cornu), on sera porte à adinettre que les preraiers sexués, clans cette espèce, 
appartiennent aussi à une generation peu éloignée de l'oeufd' hiver (1). 

« Je crois inutile d'insister plus longuement sur ces faits, qui répondont 
à une des principales objections de M. Targioni Tozzetti contre mes vues sur 
la cause de l'épuisement progressif de la fécondité chez les femelles agaraes 
des colonies radicicoles du Phylloxera. Cette cause a bien son siòge dans 
Torganisme memo, et n'a ancune relation, au moins directe, avec les condi- 
tions extérieures de temperature et de nutrition. Elle est de méme nature 
que celle en vertu de laquelle toutes les fonctions de l'economie dimiuuent 
d'energie par le fait méme de leur durée et de leur exercice prolongé. Mais 
quel est le temps nécessaire pour que la puissance de reproduction agame du 
Phylloxera arrive à sa dernière limite, en d'autres termes, dans quel délai 
les colonies radicicoles soustraites à l'influence régénératrice de l'oeuf feconde 
disparaissent-elles par épuisement total ? C'est ce que nous ne savons pas 
encore, et c'est pour éclairer cette question, qui interesse également la Science 
et la pratique, que j'ai propose les expériences sur la destruction des ceufs 
d'hiver. 

« Je passe raaintenant aux autres* objections de M. Targioni Tozzetti. Je 
uvy arréterai beaucoup moins longuement que sur la précédente, car il ne 
s'agit plus ici d'une question de principe, mais de simples faits d'observation 
sur lesquels, je crois, M. Targioni ne s'est pas suffisarament renseigné. C'est 
ainsi qu'il soutient que les ceufs d'hiver n'ont encore été rencontrés que sur 
des vignes américaines et que les recherches faites jusq'à ce jour n'ont pas 
réussi à démontrer leur présence sur les vignes indigènes. 

« M. Targioni en conclut que les moeurs de l'insecte ne sont pas les 
mèmes suivant qu'il habite Fune ou l'autre sorte de cépages. Il faut que mon 
savant contradicteur ait oublié tout ce qui se rapporte à la découverte de 
l'oeuf d'hiver, autrement il se fùt souvenu que c'est précisément sur des vignes 



(1) Pour élucider espérimeutalement cette question, il faudrait suivre toutes les 
générations issues les unes des autres à partir d'un méme oeuf d'hiver et placées sur 
des racines de vignes en pleine végétation. Le observations faites chez des insectes con- 
servés en captivité sur des fragments de racines mis en vase clos n'ont qu'une valeur 
très relative. C'est aiusi que Riley dit avoir constate quMl se passe au moins cinq gè- 
nérations de radicicoles, depuis la forme hivernaute, avant l'apparitiou des premiers 
ailés [Sixth Annmil Heport of the Slate Entomolo(jist of Missoicri, p. 66, ; 18Ì4), et que, d' après 
les observations plus récentes de M. Boiteau, ceux-ci ne commenceraient ò. se montrer 
que dans la deusième année du cycle d'évolution de l'insecte sorti de l'oeuf d'hiver 
(Complts rendvs, 11 décembre 1882). 

Anno XV. 13 



— 178 — 

liidigènes que cette découverte a été faite pour la première fois on septein- 
bre 1875. 

« Et ce n'est pas en minime qaantité que ces ceufs y ont été trouvés, 
comme il pourra s'en assurer par mes Notes publiées aux Comptes rendus 
(numéros du 4 octobre 1875 et du 10 avril 1876). Depuis cette epoque, 
M. Boiteau, dans la propriété duquel cette constatation fut d'abord faite, 
a continue presque chaque année à signaler leur présence sur ces niémes 
cépages. 

<< Il est vrai que dans les autres régions de la France les explorateur.^ 
ont été moins lieureux, mais leur insuccés s'expliqne d'abord par leur petit 
nombre, ensuite par la difficulté de ces recherches, vu la petitesse des ceufs 
d'hiver et leur rareté généralement grande sur le bois des ceps. 

« Il faut ajouter quo leur constatation demande une certaine babitude, 
les ceufs d'hiver différant sensiblement des autres sortes d'ceufs du Phvl- 
loxera et pouvant étre facilement confondus avec les ceufs d'autres animaux 
(Acariens, etc.) vivant sous les écorces des ceps. Sur les vignes américaines. 
les recherches ont eté beaucoup plus fructueuses, et c'est par centaines 
aujourd'hui que les oeufs d'hiver y ont été trouvés dans le sud-est et le 
sud-ouest de la France. Quelques personnes ont voulu tirer de cette différence 
les plus singulières conséquences, relativement aux moeurs du Phylloxera, qui, 
soivant elles, accommodait son genre de vie à la nature du cépage; d'autres 
ont prétendu que ses habitudes variaient avec les climats qu'il rencontre dans 
notre pays, etc. 

« M. Targioni s'est fait lui-mème l'échò de cette manière de voir lorsqu'il 
soutient que le cours de la vie cliez le Vliylloxera des vignes américaines 
et cJiez le Phylloxera des vignes ordinaires est profondément différent. 
donnant presqu'à entendre qu'il s'agit de deux insectes distincts. 

« Cette différence ne résulterait pas seulement de la présence des ceuf^^ 
d'hiver sur les vignes américaines et de leur absence sur les vignes indigènes, 
mais aussi de ce que les premières seules présentent des générations gallicoles 
de parasites, tandis que celles-ci feraient défaut sur les dernières, Toutes ces 
assertions sont beaucoup trop absolues. Nous venons de le voir pour l'ceuf 
d'hiver, dont la présence a été constatée aussi bien sur les vignes américaines 
qae sur les vignes européennes. Quant aux générations gallicoles, s'il est in- 
discutable qu'ellos se rencontrent beaucoup plus fréquemment sur les cépages 
américains que sur ceux de notre pays, elles ne font cependant pas absolument 
défaut chez ceux-ci, comme le prouvent les observations de MM. Laliman, 
Planchon, Max. Cornu, Boiteau, de Lafitte, Henneguy, etc; et, inversement, 



— 179 — 

des vig-nobles tout entiers de vignes américaines, taylor, Clinton, riparia, etc, 
dont les racines sont couvertes de légions de Phylloxera, ne présentent parfois 
aneline galle sur les feuilles pendant plusieurs années consécutives. Les obser- 
vations spéciales de M. Henneguy ne laissent aucun doute à cet égard. Il faut 
conclure de ces faits que les générations aériennos d'aptères ne représentent 
pas dans le cycle biologique du parasite une phase nécessaire et constante, 
mais ne sout qu'un simple accident, un épiphénomène de son évolution nor- 
male et régulière. Telle est aussi l'opinion de M. Riley, l'observateur américain 
qui a si profondément étudié les moeurs du Phylloxera dans son pays d'origine. 
Eiley considère les générations gallicoles comme une forme estivale passagère, 
sans signification essentielle pour la perpétuation de l'espèce (1). 

« J'en dirai autant de la generation sexuée hypogée dont j'ai fait 
conuaìtre l'existence en 1874. Je supposais à cette epoque que cette ge- 
neration hypogée constituait dans la sèrie des développements de l'in- 
secte une phase aussi nécessaire que la generation sexuée epigèe, bien que 
je n'eusse observé que des femelles et vu ni màles ni accouplement {Com- 
ptes rendus, 2 novembre 1874), Depuis, ni moi ni d' autres n'avons revu ces 
femelles, malgré des recherches spèciaks, attentives, faites dans des localités 
divorses (2). Leur rencontre isolée est donc un fait aussi exceptionnel que 
celle de la forme gallicole ailée eignalée par quelques observateurs. Dans 
tous les cas, ces formes accidentelles sont trop rares pour exercer une in- 
fiuence appréciable sur les phénomènes de propagation du Phylloxera, et 



(1) « It is but a transient suminer state, not at ali essential to the perpétuation of 
the species ». En Amérique merae, au rapport de Riley, beaucoup de variétés de cépages 
[Labrusca, etc), qui présentent des Phylloxeras aux racines, ne montrent jamais une 
galle sur les feuilles [Sivlh animai Reporl, p. 36; 1874) Les générations gallicoles avaient 
probablement, à une epoque reculée, une signification plus importante que de nos jours 
dans le cycle évolutif du Phylloxera. Il est à presumer que l^s ancètres de nos Phyllo- 
xeras actuels accomplissaienttoutes les phases de leur existence sur les parties aériennes 
de la vigne et ne sout devenus radicicoles que par adaptatiou à un genre de vie nouveau. 
Les générations gallicoles actuelles ne seraient, daus cette hypothèse, qu'un vestige de 
cet état de choses primitif, et il est, dès lors, facile de comprendre pourquoi elles se 
rencontrent surtout sur les vignes du nouveau monde, berceau primitif de l'espèce. 
J'ai mentre que l'on pouvait rendre aux radicicoles leur ancien genre de vie foliicole 
par une transition graduelle de la vie souterraine à la vie aérienne [Camples rendus, 
2 novembre 187-1). 

(2) Il s'agit ici des observations faites en France. A l'étranger, M. V. Patio, eu Suisse 
et M. Roesler, en Autriche, auraient vu ce* sexués hypogés ; mais, n'ayant pas sous la 
main leurs Mémoires, que je ne connais que par des citations, jMguore les détails de 
leurs observations. 



— 180 — 

la pratique a parfaitement le droit de les negliger dans ses préceptes. Elle 
n'est, d'ailleurs, pas désarraée contro les sexués souterrains, puisque ceux-ci 
ou leur progéniture peuvent ètre attaqnés au moyen des insecticides intro- 
duits dans le sol, au meme titre que les aptères agaraes formant la popula- 
tion ordinaire des racines. 

« Il ne me reste plus qu'à examiner un dernier point de vue auquel s'est 
place M. Targioni Tozzetti pour critiquer l'utilité des opérations dirigées 
contre l'oeuf d'hiver, Suivant lui, cette destruction, quel qu'en soit le resultai, 
n'eu laisserait pas moins subsister les autres sources d'infection phylloxérique, 
notamment celle qui a lieu par importation de plants américains. M. Targioni 
pense que les agents de cette infection sont toujours les aptères ou leurs oeufs 
qui couvrent les racines de ces plants, et non les oeufs d'hiver que ceux-ci 
pourraient également recéler. Il rappelle à cette occasion l'origine de l'intro- 
duction première en Europe du Phylloxera, qu'il suppose y avoir été apportò 
par des plants enracinés. Je ne puis mieux faire que de lui opposer l'opinion 
d'un homme dont on ne contesterà pas la compétence en la matière, et qui 
exprime sa manière de voir avec le désintéressement du vrai savant : c'est 
celle de Riley lui-méme, qui parie dans les termes suivants de l'introduction 
en Europe du parasite avec les vignes américaines : « En réalité, dit-il, comme 
« l'expédition des plants en racine est rare, je crois fermement que le Pliyl- 

« loxera a été importé d'Amerique en Europe à l'état d'oeufs d'hiver Cet 

« oeuf peut se trouver sur le bois d'un an, je l'y ai trouvé. » Ailleurs, pour 
justifier la prohibition de l'importation des boutures de vignes américaines, 
adoptée par plusieurs États de l'Europe, Eiley dit: « Corame le fait que cet 
« ceuf d'hiver peut se rencontrer sur toutes les parties de la piante au-dessus 
« du sol, particulièrement sur l'écorce soulevèe du bois de deux ans, comme 
« ce fait, dis-je, rend tout à fait possible le transport de l'insecte sur des 
« boutures, à cet état d'oeuf d'hiver, la proihibition de l'importation de ces 
« boutures aussi bien que des plants enracinés, de quelque pays que ce soit 
« où l'insecte est connu, se trouve entièrement justifiéo (1) ». 



(1] RiLET, Sur le Phylloxera et les lois deslinées à empécher soii Introduclion dans les 
localités non infeslées (The American Naturalist, voi, V, p. 186; 1881). Uu fait récent vient 
apporter une confirmation complète à l'opinion de Riley: des boutures de vignes amé- 
ricaines qui, par une erreur de destination, étaient restées eufermées pendant trois mois 
dans leur caisse d'emballage, se sont montrées couvertes de Phylloxeras à l'état de 
mères pondeuses, d'oeuf et de jeunes individus fixés sur les radicelles emises par ces 
boutures pendant leur long séjour dans la caisse. On ne peut expliquer l'origine de ces 
insectes que par l'éclosion des oeufs d'iiiver que recélaient les boutures au moment où 



— 181 — 

« Ainsi, de quelque fa^on qu'oii envisage la question de la propagatioii 
du Phylloxera, qu'on se place au point de vue des loi naturelles de sa raul- 
tiplication, ou sous celai de sa dissémination par le fait de l'homme, toujours 
iious voyons l'ceuf d'hiver jouer un róle prépoudérant dans cotte question. Il 
eùt dójà sufi], pour arriver à ce ite conviction, de considérer l'existence si ré- 
pandue de cet élément génésique cliez tous ce groupe d'insectes, les Phyllo- 
xeras anssi bien quo les autres Aphidiens. M. Targìoni Tozzetti, qui a publié 
d'importants travaux sur une famille voisine, celle des Coccides (1), doit con- 
naitre inieux que personue l'importance de l'ceuf feconde dans les pliénomènes 
de reproductlou et de dissémination de ces insectes, si nuisibles aussi à une 
foule de nos plantes cultivées. Il la niéconnait si peu qu'un de ses principaux 
arguments contre ma proposition de combattre le Phylloxera par la destruction 
de cet ceuf consiste à dire quii n'a pas encore été démontré sur nos vignes 
indigènos, assertion dont nous avons prouvé Finexactitude. D'ailleurs, d'autres 
naturalistes et savants éminents se sont prononcés en faveur de cette pratique, 
et les viticulteurs qui y ont eu recours en attestent l'etScacité par le bon 
état de leurs vignobles et le rendement de leurs récoltes (2). Toutes ces 
raisons maintiennent ma confiance dans les opérations que je recommande 
et me font espérer qu'un jour leur utilité sera reconnue de ceux-là mémes 
qui la contestent aujourd'lmi. » 



elles out été placées dans la caisse. (Voir le Rapport adressé à M. le Ministre de l'Agri- 
culture, du Commerce et de l'Industrie en Hongrie, par M' Horvatb, directeur de la 
Station phylloxérique hongroise, aunée I, 1881. Budapesth, 1881). 

(1) Targìoni Tozzetti, Stndi sulle Cocciniglie, 1867-1868. 

(2) M. Émile Blanchard, professeur au Muséum d'Histoire naturelle, a plusieurs fois 
pris la parole au sein de TAcademie des Sciences, en faveur de cette pratique. De son 
coté, M. Boucbardat, professeur à la Faculté de Médecine de Paris, membre de la Société 
uationale d'Agriculture, en a parie dans les termes suivants: « Farmi les moyeus prè- 
conisés pour s'opposer aux ravages du Phylloxera, aucuu ne s'appuie sur des études 
biolog'iques plus attentives que ceux qui ont pour but la destruction des oeufs d'biver, 
placés sous l'écorce des ceps, par le raclage de l'écorce des ceps ou par le badigeonnage 
avec des mélanges goudronneux insecticides. » Après avoir rappelé les raisons par 
lesquelles M. Plancliou a cru pouvoir contester l'utilité de la destruction de Toeuf 
d'hiver, M. Boucbardat ajoute : « Malgré les cxcelleutes objectious de ra. Plancbon, je 
conseillerais, sans hesiter, de recourir au raclage et au badigeonnage des ceps dans les 
localités où des taches commencent seulement à se manifester. » [Annvaire de Thévapeu- 
tique pour 1879. Appendice sur les vigties phylloxérées.] "Voir aussi le Rapport de M. Bou- 
cbardat sur le Mémoire de M. Sabatè relatif à sa méthode de traitement des vignes 
phylloxérées [lìvllelin de la Société natimale d'Agriciiltinc, séance du 18 janvier 1882). 



— 182 — 



Osservazioni alla nota del sig. Balbiani. 

Tanto le mie considerazioni sul voto del sig. Balbiani, quanto la confu- 
tazione, si aggirano sopra dei fatti e sopra induzioni, conseguenze o corol- 
lari di essi. 

Quanto ai fatti, io non avevo per verità dimenticato né poco né molto 
delle cose scritte dal mio illustre contradittore e dal Sig. Boiteau intorno 
alla scoperta dell'uovo d'inverno a Villegouge; ma non era mia colpa s'io 
non vi avevo trovato dichiarazione precisa sulle qualità delle viti che lo por- 
tavano, e non era colpa loro se non l'avevan dettata (1). In quel tempo non 
vi era il dubbio, a ragione o a torto messo fuori ora, che l'uovo d'inverno, 
frequente sulle viti americane, potesse invece far difetto sulle viti europee. 

Ma comunque sia, l'incertezza non aveva gran peso nella mia argomen- 
tazione, la quale sollevata ora da quella può procedere anche più spedita. 

Nella somma dei fatti, l'osservazione dei sigg. Boiteau e Balbiani ri- 
mane isolata ed eccezionale fra le altre pochissime, incerte o evidentemente 
inattendibili o assolutamente negative, che si hanno in proposito; e il sig. Bal- 
biani mi concederà di non metterle tutte a conto della rarità dell' uovo de- 
siderato, (argomento di qualche pericolo per lui), della sua tenuità, della 
difficoltà delle indagini o della inesperienza degli indagatori. 

Conferisce semplicità alla nostra questione poi un altra dichiarazione del 
sig. Balbiani, ora emessa, ed è quella che i sessuati delle colonie ipogee da 
lui veduti nel 1874, erano femmine, non trovate mai più, nemmeno dietro 
speciali indagini da nessuno, e delle quali egli avverte di non avere riscontrato 
i maschi, né osservati gli accoppiamenti. 

Non che insinuare una diversità, non so di aver mai messo in dubbio che 
la Fillossera delle viti europee sia specificamente la stessa di quella delle viti 
americane ; e, ritornando anco indietro ai pochi lavori fatti (che il sig. Balbiani 
non ha certamente 1' obbligo di conoscere, come io sento quello di conoscere 
i suoi), trovo poi di non meritare nemmeno la taccia di avere ignorato o di 
ignorare le eccezioni che la Fillossera, nello svolgimento delle sue forme e 



(1) Di questo non si fa mai parola dal sig. Balbiani nella sua importantissima comu- 
nicazione all'Accademia delle Scienze datata, da Villegouge stesso, il 25 settembre ÌSló, 
né in quelle successive, dove invero si parla di vigne e di viti che avrebbero potuto 
esser però tanto di una qualità che dell'altra. Mi manca d'altronde la comunicazione 
originale del sig. Boiteau, pubblicata nell' Intent public di Libourn . 



— 183 — 

nel modo di vivere, presenta sulle viti americane di diversa natura o in 
condizioni diverse, e delle altre ancora per le quali, vivendo sulle viti europee 
talvolta accenna a ricordarsi della sua origine e la sua stazione più naturale. 
Ma con questo non si toglierà mai che, nella massima moltiplicità dei casi e 
per regola, la Fillossera viva diversamente su queste viti e su quelle, sulle une 
perdendo le forme gallicele che le sono ovvie quando vive sulle altre, in 
queste raggiungendo la differenza dei sessi, dalla quale viene l' uovo fecondato 
invernale tanto facilmente, quanto le riesce difficile e scabroso di conseguire 
questo quella sulle viti europee; e finché i fatti saranno fatti, per quanto 
oggi i fatti sien conosciuti, queste differenze persisteranno, come d'altronde 
lo stesso sig. Balbiani, in gran parte e non ora soltanto, viene a concedere. 

La differenza fra il sig. Balbiani e me non è però tanto nella conoscenza 
dei fatti, quanto nella interpetrazione di alcuno di essi, e nel valore che in 
una questione di argomento sperimentale, egli attribuisce alla analogia e alla 
induzione. 

Sia pure che la dottrina del sig. Balbiani non sia « une supposition gra- 
tuite mais une présoniption fondée sur des études biologiques attentifs de la 
reproduction du Phylloxera » io vorrei» che ogni supposizione o presunzione 
sparisse, e che le osservazióni sole e le esperienze, delle quali egli è stato ed 
è maestro, parlassero. 

Per non confondere si noti però, che la questione, che io chiamo speri- 
mentale, non è quella per la quale anche il sig. Balbiani se ne riferisce al- 
l'esperimento; perchè egli vuol vedere colla esperienza gli effetti della di- 
struzione dell' uovo d' inverno, io invece voglio riscontrare l'esistenza dell' uovo 
medesimo, e la legge colla quale, se vi è, ritorna fra gli stati della Fillossera, 
sempre bene intesi vivente sulla vite europea. 

Dal mio punto di vista e a rigore potrei rimanermene a questo punto; 
ma poiché io medesimo non sono senza colpa di avere tentato la via delle 
induzioni, debbo anco seguitare in esso l' illustre mio oppositore, almeno tanto, 
quanto egli vi è corso. 

Per me avrebbero importanza secondaria le prove degli effetti pratici 
della distruzione dell'uovo d'inverno, perchè una volta dimostrata la sua esi- 
stenza, sarei dei primi a non dubitarne; anzi senza questo, e sotto la impres- 
sione delle prime affermazioni dei sigg. Boiteau e Balbiani, ho introdotto 
io medesimo la pratica delle decorticazioni, delle spalmature di diverse so- 
stanze ai tronchi delle viti attossicate con alte dosi di solfuro di carbonio e 
destinate dopo poco a esser divelte, e tanto piii ai tronchi delle viti delle 
nostre zone di sicurezza, fino dalle prime operazioni aperte in Lombardia nel 



— 184 — 

l'anno 1879. Io non avrei curato uemmen di distinguere, come egli ha tanta 
cura di fare, gli effetti presumibili della distruzione dell' uovo- d'inverno sulla 
istituzione delle nuove colonie, o quelli sulla conservazione delle altre esistenti, 
poiché, per me, l'esaurimento di queste e l'impedimento alla fondazione di quelle, 
nell'assenza di generatori sessuali d'altra origine, sarebbero stati sempre effetti 
correlativi fra loro, e non meno necessarii l'uno dell'altro. 

D' altra parte poi non avrei preso argomento diverso dalla opinione del 
Riley, opinione e non altro, che la Fillossera sia stata spedita in Europa 
sotto forma di uova d'inverno aderenti ai sarmenti; perchè questo, se mai, 
riguarderebbe la Fillossera delle viti americane, non quella insediata sulle 
viti europee. E per la stessa ragione non saprei di qual peso sia nella con- 
troversia il trasporto della Fillossera colle viti americane a Montecristo in 
un'esperimento male riuscito, sebbene iniziato dietro le assicurazioni che erano 
corse sulla situazione dell' uovo d' inverno. 

Il sig. Balbiani medesimo nelle sue prime comunicazioni circa la vita 
della Fillossera ha fatto conoscere quanto scarsamente e con quanta difficoltà 
gli alati riescano a deporre in certe condizioni le loro uova, e come difficil- 
mente venga a termine in esse la formazione dell' embrione, che dà il maschio 
la femmina. Ora può essere meno importante per lui seguitare più avanti 
l'esito di quelli o di questi loro prodotti; ma a me importa assai; poiché se 
io non trovo le generazioni sessuate o l'uovo d'inverno, io debbo pensare 
male della sorte degli uni e degli altri, e considerar questi e quelli come forme 
stati che possono avere un'importanza molto diversa secondo condizioni della 
vita della specie; ma il sig, Balbiani non si è pronunziato su questo punto. 

Io non saprei ammettere per verità, senza spiegazioni e riserve, una legge 
per la quale « toutes les fouctions de l'economie dirainuent d'energie par le 
« fait méme de leur durée et de leur exercice prolougé », e meno che mai 
mi affretterei a concludere che, per effetto di questa legge, la Fillossera, venuta 
colle sue generazioni agamiche ad uno stato di sterilità quasi completa 
dal punto di vista anatomico, e completa dal punto di vista fisiologico, 
« menacée dans son existence, périrait, si l'accouplement ne venait rendre 
« soudain la fertilité à cetélément arrivé à l'extréme épuisement »; ma quando 
ciò fosse, sarebbe assai indifferente per me di cercare se l'esaurimento medesimo 
e la determinazione della forma sessuale, che deve col suo intervento ripararlo, 
fossero fatti subordinati alle azioni esterne, o dipendente soltanto dai poteri 
propri dell' organismo, comunque preparati o predisposti. 

Io non vedo per conseguenza a che approdino molte considerazioni del 
sig. Balbiani, d' altronde ricche di dottrina, per avventura non recondita 



— 185 — 

troppo, su questo punto. A buon conto il Sig. Balbiani, col ricordo di alcune 
esperienze sugli afidi, con quello di osservazioni o esperienze fatte o fattibili 
sulla Fillossera medesima, per ricondurla da uno stato di degradata fecondità, 
a uno stato migliore, appellandosi pure alle osservazioni ed alle esperienze del 
Weismanu sui Dafnoidi, vuole escludere l' azione delle cause esterne nella 
mutazione,; ma poi invece di concludere secondo le promesse in modo asso- 
luto, non esclude un « rapport indirect, et eloigné (di queste mutazioni) 
avec les conditions extérieures », ed è poi facilissimo nell' ammettere an- 
ticipazioni e ritardi delle apparizioni degli alati; del cessare o sopravvenire 
del periodo d' ibernazione della Fillossera, secondo i luoghi, tanto da rispar- 
miarci la pena di richiamarlo a considerare quelli, che, per propria esperienza, 
gli avremmo potuto anco presentare. 

Così poi, per escludere refBcacia di una alimentazione più scarsa nella 
formazione degli alati, stato dell' organismo in via di esaurimento per lui, 
con compiacenza, ricorda eh' essi anzi appariscono nella stagione migliore, e 
negli individui che vivono sulle radicelle, ed è rara prima o dopo un certo 
momento, quando, distrutte le radici giovani, gli insetti sono costretti a rifu- 
giarsi sulle maggiori. 

Io non accetterei mai che nella trasformazione degli alati, si tratti di 
un esaurimento delle energie individuali in qualunque modo considerate ; ma 
è chiaro che l'argomento del sig. Balbiani destinato a escludere in questo 
fatto l'azione del nutrimento scarso, porta innanzi quella del nutrimento 
abbondante o piìi appropriato, lo che è perfettamente uguale per la tesi più 
generale. 

La quale poi, mi permetta l' illustre mio oppositore, se non è la sua, non 
è nemraen quella di escludere, nei fatti della vita, anco più strettamente legati 
alle condizioni esterne che non quelli della moltiplicazione e della moltipli- 
cazione sessuale in particolare, l'azione propria dell' organismo ; poiché sarà 
sempre inteso che questo, una volta determinato, operi come mezzo di fronte 
a se stesso, e reagisca sul mezzo realmente esterno, e non ancora immedesi- 
mato con lui. 

Potrei forse, non volendo, avere ecceduto nell' applicare questo principio 
per intendere la degradazione da cui son prese le generatrici della Fillossera 
al sopravvenire della peggiore stagione, e avere in questo modo avanzato, com3 
osserva il sig. Balbiani, una ipotesi, ma il principio dal quale io parto non 
è ipotesi in Fisiologia, o io m' inganno di molto; e la ipotesi che io abbia, inav- 
vedutamente tratto da esso, è assai più prossima all'origine sua, dell' altra 
per la quale l'avvenimento delle generazioni sessuali e la riproduzione per 



— 186 — 

l'uovo d'inverno dipende dalle cause di distruzione che non minacciano nel- 
r attualità, ma minacceranno più tardi l' esistenza della specie. 

Entra perfettamente nella mia tesi l'idea del ritorno delle generazioni 
sessuali fra le generazioni agamiche di una specie, che per riprodursi abbia 
ormai raggiunto le prerogative della sessualità; come vi entra l'idea di un 
certo ordine o di certa successione di generazioni agamiche, prima dell'av- 
venimento della generazione sessuale medesima. 

L'appello alle dimostrazioni dei Dafnoidi non era pertanto necessario, o 
volendo si sarebbe potuto supplire facilmente con molte altre, prese anco fuori 
degli insetti o dei crostacei, fra i vermi non meno che fra i celenterati, e poi 
fra le piante, se giovasse alla causa, dove già la sola induzione piìi prossima 
è messa in dubbio, appellarsene ad altre meno vicine, e nelle quali entrano 
complessi di condizioni troppo difficili a decifrare. Ma poi lo stesso appello 
al ciclo obbligato, ma variabile secondo le specie dei Dafnoidi, porta con 
se la considerazione dei Dafnoidi aciclici, come l'appello ai ritorni obbli- 
gati e ben noti di tanti altri organismi, richiama gli altri, ben piìi numerosi, 
nei quali il ritorno non si conosce. Comunque faccia il sig. Balbiani non riesce 
a dimostrarlo neanco per la Fillossera, talché, a rigore la necessità stessa di 
esso si potrebbe impugnare. 

Io non vado fino a questo punto, e finché si tratti della Fillossera delle 
viti americane, per la quale 1' osservazione fa conoscere il ritorno effettivo 
della generazione sessuale, ammetto che, senza tante argomentazioni, colla 
Esperienza possa esserne trovato il periodo e la legge. 

Non è cosi però, al momento attuale, quando si tratta della Fillossera che 
vive sulle viti europee, per la quale in conseguenza mi sembra più che mai 
necessario lasciar di discutere, e cominciar di nuovo a osservare. 

Così, anco dopo le dichiarazioni del sig. Balbiani, mi trovo laddove stavo 
quando proposi la prima volta i miei dubbi, e confessarlo apertamente é, dalla 
parte mia, il più grande omaggio eh' io senta di poter rendere al sig. Balbiani 
medesimo; poiché se la certezza ch'avevo sperato di poter rilevare da lui, mi 
è mancata, non so chiederla ad altri che alla grande maestra della verità, 
la esperienza. 



— 187 — 



OSTEN SACKEN C. R. — La deformazione del Cfjn&fi&ti tiftcisjlott, 
prodotta dal dittero l^oticiitien !<isi»phSf9lt»»ti ^ menzionata 
pel primo da FRANCESCO REDI. 



Nello sfogliare una edizione delle opere complete di Redi, 
acquistata or son due anni in Firenze, il caso mi pose innanzi 
agli occhi una lettera carissima che il nostro letterato e natura- 
lista indirizzava nel 1680 al suo amico Cestoni, in Livorno, e che 
tratta di due deformazioni di vegetali, l' una delle quali cagionata 
da un dittero. Ora, siccome la storia completa di quest'ultima 
venne pubblicata soltanto 180 anni più tardi, dal Dott. Giraud, di 
Vienna, (Verh. Zool. Bot. Ges. 1861, pag. 486, tav. 17, flg. 6), io 
credo non inutile ricordare che la priorità dell'osservazione spetta 
ai naturalisti italiani del XVII secolo. La storia dell'altra deforma- 
zione, sul Cyperus longus, non pare sia stata ancora pubblicata, 
onde io colgo quest'occasione per raccomandare il fatto, degno di 
studio, ai successori di Redi e di Cestoni in Firenze ed in Livorno. 
Intanto riprodurrò qui, quasi interamente, la lettera di Redi. 

« Avrò caro che quei quattro fiaschi di vino che ha dati a 
<( V, S. in mio nome l'Illustrissimo Sig. V. Antinori, sia stato 
« buono, e che sia piaciuto al suo Prete, che non sarebbe poca 
« cosa, perché i Preti sono di gusto delicato, e ghiotto, ed il 
« Granduca Ferdinando soleva dire che sciocchi sono quei Preti 
« i quali non s'intendono del buon vino. Vorrei che fosse piaciuto 
« ancora alla sua Sig. Consorte e che questo vino fosse cagione, 
« che quando io torno quest'altro anno a Livorno, V. S. fosse 
« diventato padre di un bel bambino maschio, il quale e nella 
« sincerità de' costumi, e nella dabbenaggine, e nella virtù si ras- 
« somigliasse al padre, ma non già nella bellezza, perchè a dirla 
« giusta, Sig. Cestoni mio caro, voi non siete il più bel cristiano 

« del mondo Mi ha dato V. S. una contentezza grande nel 

« dirmi che ella si è messa di proposito alla osservazione delle 



— 188 — 

« Mosche, che nascono dalla Cunzia (1) e dalla Gramigna (2). Vi 
« badi di proposito, e con accuratezza osservi la quantità delle 
« giornate, che il baco sta in figura di baco; osservi se il baco 
« fa mutazione veruna; osservi la figura del medesimo baco e la 
« faccia disegnare; osservi ancora la figura della mosca, e la faccia 
« disegnare, non da qualche imbiancatore, o da qualche arrotino, 
« ma da qualche pittore di garbo, ed osservi bene i colori, e della 
« mosca, e del baco: perchè io voglio che queste curiosità V. S. 
« le stampi e che ella possa una volta comparire in petto, ed in 
« persona nel numero degli speziali più letteruti e più sacciuti, 
* lì con tutto il cuore la riverisco. » 

Firenze, 13 aprile 16S0. 

A questa lettera è unita una spiegazione, nei seguenti termini. 

« Ci avvisa il S. Vallisnieri che tanto nella Cunzia, quanto 
« nella Gramigna volgare sono depositate uova di mosche parti- 
« colari, dalle quali nati i bacolini colà formano '1 loro nido, e 
« si nutricano sino alla destinata grandezza, poscia s'incrisalidano, 
« ed esce a suo tempo una mosca. Ecco la figura della Gramigna 
« favoritaci dal suddetto, che resta storpia per lo vermicello, che 
« dentro si trova, mentre, in vece d'allungarsi e serpeggiare al 
« suo solito, resta breve col germe poco disteso, e restato come 
« embricato, e quasi a foggia del frutto del pino selvatico. La 
« citata figura può vedersi nella Tavola XVI, del Tom. II. » 

La figura è cattiva assai, però riconoscibile. Negli Experi- 
menta circa generationem insectorum di Redi, con la data del 
1668_, non sono mentovate queste osservazioni. 



(1) Cyperus longus. 

(2) Cynodon dactylon. 



— 189 — 



LETTERATURA ENTOMOLOGICA ITALIANA '^' 



I. 



Parona C -Di alcune Collemhola e Thysanura raccolte dal Prof. P. M. Ferrari, 
con cenno corologico delle Coli, e Thys. italiane — Annali del Museo 
civico di Storia naturale di Genova, v. XVIII. Genova, 1882. 

E un catalogo di specie raccolte quasi tutte a Stazzano, presso Ser-' 
ravalle - Scrivia, corredato di note ed osservazioni. In appendice l'A. da l'elenco 
delle specie finora note in Italia, le quali ammontano, in seguito ai vari lavoi'i 
dello stesso Parona, al'discreto numero di 61, e precisamente 50 Collembola ed 
11 Thysanura. 

Pai'e che molte forme di questi gruppi siano comuni all'Italia ed all'Africa 
meridionale: almeno, delle 13 specie di Tunisi oggi note, ben 7 vivono anche 
in Liguria. 



II. 



Canestrini R. - Alcune osservazioni sulla decapitazione degli Insetti e dei 
Miriapodi — Padova, tip. Prosperini, 1883. 

I movimenti del corpo e degli arti durano spesso lungo tempo dopo la de- 
capitazione, massime se il tronco è messo in favorevoli condizioni, cioè in 
ambiente umido ed a temperatura piuttosto bassa (+ 5 a -f- 10). 



III. 



De Betta E. - Nuova invasione di Cavallette [Acridium italicum) in Pro- 
vincia di Verona nell'anno 1882. — Atti del R, Istituto Veneto ec. t. I, 
s. VI. Venezia, 1883. 

Particolareggiata relazione della invasione e dei provvedimenti che furono 
presi per scemarne i danni. Secondo il De Betta, sede principale della infezione 



(1) Sotto questa rubrica daremo, a seconda dei casi, i titoli o più o meno ampie 
recensioni dei lavori entomologici (s. 1.) pubblicati in Italia e fuori da Italiani, e di 
quelli fatti da stranieri su materiali italiani o raccolti dai nostri connazionali. 



. — 190 — 

sono i terreni incolti ed i prati artificiali, nei quali l'aratro mai non entra; di 
la il flagello dilaga, quando siano favorevoli le circostanze. L'A. consiglia il 
provvedimento di dissodare per un anno i prati artificiali. Questo suo consi- 
glio trovò appoggio anclie nei voti delle rappresentanze comunali della regione 
colpita. 

IV. 

Camerano L. - Note intorno alla Ephestia interpunctella Hb. ed intorno al 
calore secco come mezzo per distruggere gli insetti nocevoli. — Annali 
della R. Accademia di Agricoltura di Torino, v. XXV. Torino, 1883. 

Descrive l'A. questo microlepidottero, ed i guasti fatti a del biscotto con- 
servato nei Magazzini del Commissariato Militare. Indica poi il modo di pre- 
venire le invasioni della Ephestia, e consiglia l'uso del calor secco per distrug- 
gerne le larve annidate nelle Gallette. Sottoposte le Gallette e le casse ad una 
temperatura di 50" le larve e le crisalidi perirono tutte. Alcune esperienze 
fatte coll'acido carbonico mostrarono una grande resistenza delle larve all'azione 
di questo gas. 



CoBELLi R,. - Gli Ortotteri genuini del Trentino: notizie preliminari — Pubbl. 
per cura del Museo civico di Rovereto. Rovereto, tip. Roveretana, 1883. 

E un elenco di ben 84 specie, preceduto da notizie storiche ; e fra le altre, 
da osservazioni sopra l'organo stridulante della femmina di Gryllotalpa vul- 
garis. 

VI. 

PiCAGLiA L. - Contribuzione allo studio degli Ortotteri del Modenese. — Atti 
della Società dei Naturalisti di Modena, s. III. v. IL Modena, 1883. 

È un elenco di 44 specie di Ortotteri del Modenese, corredato di note bio- 
logiche e corologiche. 

VII. 

Fiori A. - Saggio di un catalogo dei Coleotteri del Modenese e del Reggiano. — 
Atti della Società dei Naturalisti di Modena, s. III, v. II. Modena, 1883. 

Con questo lavoro, che fa seguito ad altri già da noi menzionati nel Bui- 



— 191 — 

lettino, ammontano a 351 le specie di Carabidi, Ditiscidi, GiriniJi ed Idrofl- 
lidi del Modenese. Anche questo, come i Cataloghi precedenti, é corredato da 
note biologiche, relative all'habitat ee. 



Vili. 



Costa A. - Rapporto preliminare e sommario sulle ricerche zoologiche fatte in 
Sardegna durante la primavera dell'anno 1882- — Rendiconto della R 
Accademia delle Scienze fisiche e naturali di Napoli. Napoli, 1882. 

Come indica il titolo, trattasi di notizie preliminari. 

Tra le ricche raccolte fatte in Sardegna dal Prof. Costa, trovansi parecchie 
specie nuove o per altro titolo interessanti, alle quai TA. accenna, riservan- 
dosi di tornare sopra l'argomento con più completo lavoro. 



IX. 



Passerini N. - Manuale pratico di Bachtcultura : Sunto delle conferenze popo- 
lari di Bachicultura tenute l'anno 1880 — Firenze, Carnesecchi, 1883. 
(un volume di p. 123 con xilografie). 

Diretto agli agricoltori spiccioli, questo manualetto non è una delle tante 
indigeste compilazioni manipolate da qualche agronomo di tavolino a beneficio di 
qualche editore ed a scapito del buon senso. La pratica personale dell'autore 
si scuopre ad ogni pagina, sia che consigli i migliori e più semplici espedienti, 
sia che critichi pratiche dannose o di utilità assai dubbia. Il Passerini ha vo- 
luto provare quanto si possa ancora fare dai nostri coloni per migliorare l'al- 
levamento del filugello giovandosi dei mezzi propri e semplici, senza ricorrere 
ad apparecchi dispendiosi, agli ambienti appositamente costruiti, ed a tutto l'ar- 
senale dei grandi Trattati della coltivazione razionale, che mostrando quanto 
sia lontana la meta quali e quanti sforzi occorra fare e quanto danaro spen- 
dere per raggiungerla, spaventano i coltivatori, i quali spesso non comprendono, 
e sempre o quasi si muovono in circostanze di luogo di tempo e di danaro 
troppo lontane, e li disgustano dai tentativi limitati e dalle prudenti e lente 
riforme. 

Invece operette, come questa del Passerini, che tengono conto di tali diffi- 
coltà, e pur non nascondendo gli ideali più alti propongono sistemi e provve- 
dimenti facili ed ovvi, incoraggiano e guidano al meglio sicuramente. 

L'autore, ben compreso e delimitato il suo scopo, vi ha adeguati i mezzi: 
il libro è scritto con simpatica semplicità, senza riboboli e senza rettorica. 



— 192 — 



Beltramini De Casati F. - Delle Bibliografie speciali, e particolarmente di 
quella apistica. — Lettura fatta al primo Congresso internazionale 
apistico. Fii-enze, 1882. (in 8" di p. 22). 

Da molto tempo il Sig. Beltramini si adopra per dare agli scienziati ed ai 
pratici una buona bibliografia apistica. Perciò quanto egli dice intorno alle bi- 
bliografie speciali interessa moltissimo il bibliografo, e le considerazioni che 
egli fa ci danno fondata speranza di aver presto un opera, che per la esattezza 
e la ricchezza possa non solo far degno riscontro ai lavori di simil genere 
pubblicati in altri paesi, ma possa anche essere considerata come superiore. 



XI. 



Pavesi P. - Considerazioni suU'Aracnofauna dell'Abissinia — Rendiconto R. Isti- 
tuto lombardo serie II. voi. XVI. fas. IX. Milano, 1883. 

Mentre attende alla pubblicazione degli studi fatti sul materiale raccolto 
dal compianto Antinori, e che vedranno la luce negli Annali del Museo Civico 
di Genova, l'A. riassume in questo scritto le conclusioni corologiche più im- 
portanti, desunte dall'esame delle 118 specie di ragni dell'Abissinia ora note, 
che appartengono a 69 generi, 25 famiglie, 5 ordini. Mancano i Pedipalpi, che 
si manifestano pili a mezzo giorno, a Zanzibar, coi Phrynus : mancano anche 
i Pseudoscorpioni, che sembrano arrestarsi nell'Africa mediterranea. 

Di Araneidi si hanno 09 specie, 5 di Scorpionidi, 3 di Opilionidi e 7 di 
Acaridi. Ben 60 delle specie annoverate sono proprie dell'Abissinia, ed in ge- 
nei'ale i maggiori rapporti della aracnofauna abissina, per quello che si rileva 
dalle presenti ricerche, sono con la sottoregione mediterranea ed in particolar 
modo coU'Egitto: fatto questo, dichiara il Pavesi, dovuto alle condizioni oro- 
grafiche della regione esplorata, abbastanza alta sul livello del mare. E non solo, 
j)0ichè considerazioni più larghe e meglio fondate mostrano la stretta affinità della 
aracnofauna abissinica con quella della immensa sottoregione orientale che 
giunge all'Atlantico sopra il Cambia e sotto il Congo. E, insomma, questa fauna, 
secondo l'A., legame tra la mediterranea e l'australe, ed in generale la fauna 
africana, soprattutto dal lato d'oriente « passa insensibilmente dal Cairo al Capo 
delle Tempeste. 



— 193 — 



XI] 



Berlese a. - Acari Miriapodi e Scorpioni italiani — Padova, Fratelli Salmin, 
1882 - 83. 

È uscito il sesto fascicolo di questa opera che l'egregio Doti. Berlese vien 
pubblicando. 

Le tavole, incise in pietra e dove occorre colorate, sono in generale buone, 
e finamente e con pi'ecisione delineati i particolari più notevoli di ciascuna 
specie. 

Queste tavole, ci consenta il Dott. Berlese una franca parola, meritereb- 
bero di essere accompagnate da descrizioni più particolareggiate e da una si- 
nonimia più ricca e meglio ordinata. Una sola frase diagnostica accompagnata 
da osservazioni ci sembra troppo poco; l'A. aveva sott'occiiio, per citare qual- 
cuno, le descrizioni di Thorell a cui ispirarsi ; ed il Pavesi, per esempio, poteva 
mostratagli in qual modo vada trattata la sinonimia in un opera simile. 

E nota r importanza che hanno le varietà, le mutazioni, le aberrazioni ; ed 
è male che di queste il Beiiese non tenga parola; informi, per esemplificare, 
il lulus sabulosus. Non v'è cenno di diagnosi differenziali tra le specie affini 
o vicine, e sì che in certi casi, come in quello del nuovo Lysiopetalum sicanum, 
se ne sente il bisogno. Anche la distribuzione geografica andava, a parer nostro, 
più estesamente considerata. 

Si vede che l'energico ed abile nostro amico, ha dato la maggiore importanza 
alla parte iconografica, ne di ciò, pur deplorando le lacune, sapremmo troppo 
rimproverarlo, poiché, certo, in molti casi una buona figura vale più di 
molte descrizioni. 



XIII. 



Bellonci G. — Intorno alla struttura e alle connessioni dei lobi olfattori negli 
Artropodi superiori e nei Vertebrati. — Atti della R, Accad. dei Lincei, 
serie IlL Memorie della classedi Scienze fisiche ec, voi. XIII. Roma, 1882. 
(con due tav. lit.) 

Preparatosi con altri studi sul sistema nervoso, l'A. in questo lavoro, dopo 
descritti i lobi olfattori della Squilla, del Gryllotalpa, àeìVAnguilla e della 
Rana, giunge ad alcune considerazioni comparative anatomiche e fisiologiche 
di molta importanza. 

Chi abbia seguito gli studi usciti alla luce in questi ultimi tempi intorno 

al sistema nervoso degli Artropodi, non si maraviglierà nel leggere che la strut- 
Ann. XV. 14 



— 194 — 

tura e le connessioni dei lobi olfattori negli Artropodi superiori e nei Verte- 
brati presentano lo stesso disegno fondanaentale, perchè avrà già avuto campo 
di osservare come gli organi centrali del sistema nervoso negli Artropodi 
siano ben più altamente organizzati di quel che si ritenesse, e come le fun- 
zioni siano corrispondentemente più alte, varie e complesse. 

Del resto l'argomento e le questioni che vi si connettono, meritano di essere 
trattati a lungo : l'Autore stesso lo dichiara, e noi aspettiamo da lui il lavoro 
che promette pubblicare. 



XIV 



Camerano L, — Ricerche intorno alle aberrazioni di forma negli animali ed 
al loro diventare caratteri specifici. — Atti della R. Accad, delle Scienze 
di Torino, voi. XVIII. Torino, 1883. (con una tav. lit.). 

Queste ricerche riguardano particolarmente parecchi Coleotteri. L'A. esa- 
mina le varie aberrazioni di forma e di colore, le definisce, ne discute le 
ragioni e gli effetti dal punto di vista della evoluzione e della formazione 
delle specie. 



XV. 



Ulivi G. - Le api operaje non trasportano le larve da una cella all'altra; 
risposta al Sig. Duffau di Bordeaux. — L'Economia rurale, fase. 11. 
Torino, 1883. 

Nega che le api trasportino le larve da una all'altra cella. Anche in questo 
scritto combatte la 'partenogenesi « teoria, scrive l'A. ornai troppo vieta ed 
insussistente. » 



XVI. 



Trevisan de Saint Leon V. — Phylloxera victrix: pagina di storia contempo- 
ranea. — Atti dell'Accademia flsio-medico-statistica di Milano, ser. IV, 
voi. I. Milano, 1883. 

Tratta dei procedimenti adottati .dal Governo nella invasione flllosserica 
di Sicilia e ne sostiene la opportunità e convenienza. 



— 195 — 



XVII. 



Emery C. — Formiche delle Crociere dell'Yacht « Corsaro » del cap. arm. 
Enrico d' Albertis. — Annali del Mus. civ. di Storia nat. di Genova, 
V. XVIII. Genova, 1883. 



XVIII. 



Penzio 0. — Un nuovo flagello degli agrumi. — L'Italia agricola, anno 1883. 
Milano, 1883. (con xilografie). 

Sono descritte in questo articolo VAcrolepia citri, VEphestia gnidiella e 
V Eupithecia pumilata, microlepidotteri le due prime, geometride la terza, che 
danneggiano, specie nella Riviera, gli agrumi, penetrando nel flore. 

Annunciati i danni, il Sig. Prof. Penzig, dichiara unico rimedio possibile 
quello radicale di togliere a tempo opportuno i fiori infetti, già destinati a 
perire e che sarebbero fomiti di difi"usione se lasciati. L'operazione può essere 
commessa ai ragazzi ed alle donne. 



XIX. 



Berlese a. — Ricerche sugli organi genitali degli Ortotteri (Mantidae, 
Locustidae, Gryllidae, Gryllotalpidae, Truxalidae, Acridididae). — 
Atti della R^ Accad. dei Lincei, serie III. Memorie della classe di Scienze 
ec. voi. XI. Roma, 1882. (con due tav. Ut.). 

Nella prima parte di questa memoria l'Autore descrive gli organi di pa- 
recchie forme appartenenti alle varie famiglie indicate nel titolo; nella seconda 
discute alcune questioni di morfologia. Il lavoro è illustrato da due tavole 
litografiche. 



XX. 



Curò A. — Tinee italiane appartenenti alle famiglie delle Lithocolletidae, 
Lyonetidae e Nepticulidae. — Atti della Società dei Naturalisti di 
Modena. Memorie : serie III, voi. I, anno XVI. Modena, 1883. 

Mentre l'Autore continua il lavoro per condurre a compimento il suo sag- 
gio di Catalogo, pubblicato in questo stesso nostro BuUettino, manda innanzi 
queste note. 



196 



XXI. 



Pavesi P. — Escursione zoologica al lago di Toblino. — Atti della Società 
italiana di Scienze naturali, voi. XXV. Milano, 1882. 

È noto che l'A. si è occupato con ottimi resultati della fauna pelagica 
lacustre. Questo di Toblino è il trentaduesimo lago da lui esplorato. Vi mancano 
i Bythotrephes e le Leptodora ; vi si ritrovano Cyclops coronatus e serrulatus 
e Bosmina longirostris. L'A., studiato il lago, giunge ad alcune conclusioni ri- 
guardanti la piscicoltura e che non trovano posto in questa rassegna. 



XXII. 



De Stefani Perez T. — Notizie imenotterologiche. — Il Naturalista siciliano, 
anno II. Palermo, 1882-83. 

Sono interessanti notizie biologiche su alcuni Diplopteri, acorapagnate dalla 
descrizione del nuovo Odynerus siculus^ specie vicina al Leptochilus modestus 
Sauss., e da un elenco dei Diplopteri siciliani. 

XXIII. 

RiGGio G. — Suir Oryctes grypus 111. — Ibidem. 

Descrive un maschio di questa specie « con un piccolo ma ben distinto 
corno, sporgente dalla parte anteriore mediana del corsaletto. » 

XXIV. 

Ragusa E. — Due nuovi Sfenofori di Sicilia. — Ibidem. 

11 Sig. Ragusa dà, traducendole dallo Stierlin, le descrizioni dello Sphe- 
nophorus Ragusae, vicino aWabbreviatus, e dello 5. uniseriatus, prossimo 
aWhelveticus, ambedue coleotteri siciliani nuovi. 



XXV. 



Ragusa E. — Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. — Ibidem. 

Catalogo accompagnato da note ed osservazioni, che l'A. continuerà a 
pubblicare nel Naturalista siciliano, e che ritrae valore dalla nota competenza 



— 197 — 

del Ragusa intorno ai Coleotteri di Sicilia, e dalla ricca collezione che serve 
alla compilazione del Catalogo stesso. 

XXVI. 

Mina Palumbo. — Cattura di una Calosoma. — Ibidem. 

Trattasi del Calosoma sericeum Fabr. (= auropunctatum Payk.) specie 
nuova per la Sicilia. 

XXVII. 

André Edm. — Description de quelques espèces nouvelles d'Odynères de la 
Sicile. — Ibidem. 

Trattasi di specie raccolte dal De Stefani Perez. Sono sei, e prendono i nomi 
seguenti : — 0. lohatus — sulcatus — Trinacriae — insularis — depressus 
— Destefanii. — 

XXVIII. 

Failla Tedaldi L. — Insetti sacri, medicinali, e di ornamento. — Ibidem. 
Serie di articoli su questo argomento, ricchi di notizie e ben redatti. 

XXIX. 

Failla Tedaldi L. — Psichide siciliana nuova. — Ibidem. 

Trovata dal Sig. Failla, viene descritta dal Dottore Heylaerts, col nome 
di Acanthopsyche Tedaldii. E ben distinta dalla A. Febietta e dall' A. lutea. 
Il bruco vive nell'Anapo. 

XXX. 

Ragusa E. — Nota sulla Apocheima flabellaria Heeg, H. S. — Ibidem. 

Fissa al febbrajo il tempo della apparizione di questa rara specie nella 
prov. di Girgenti. 

XXXI. 

Weise I. — Nuova specie di Scymnus; S. (Nephus) sannio. — Ibidem. 

Vien data la descrizione di questa specie, finora probabilmente confusa 
coli' includens Kirsch. 



198 



XXXII. 

Annuario della R. Stazione bacologica di Padova, voi. x. — Padova, 
Penada, 1883 (con tav.). 

Questo decimo volume della operosa Stazione bacologica, contiene, oltre 
agli Atti ufficiali, i seguenti articoli : 

Fava L. La Saturnia mylitta e la sua coltivazione in -Italia. (Conclude 
apparire assai poco verosimile si possa, considerati i costumi di questo bombice, 
acclimatarlo tra noi). 

An. I cartoni giapponesi nel 1882 (Combatte l'uso delle sementi giapponesi, 
esponendo il resultato di osservazioni fatte sopra semi di ultima importazione, 
e che si dimostrarono in vario e non piccolo grado infetti). 

V. . . Miracoli con poca spesa (Parla dei coni calcinofughi giapponesi, e 
descrittane la composizione ne biasima V uso). 

Vari. Al principio della campagna bacologica. 

Vari. Al termine della campagna bacologica (Notizie relative all'andamento 
ed all'esito dell'allevamento 1882). 

Bidoli P. Custodia per ibernazione seme bachi (Descrive una custodia da 
lui fatta eostruire, ed adoperata poi con buoni resultati). 

Q Il passato ed il presente. (Con la scorta di documenti, l'egregio 

prof. Quajat dimostra, come tutti gli autori, fino dagli antichi, siano concordi 
nel lamentare « le gravi vicissitudini cui va soggetto il coltivatore del baco 
da seta. » 

V. . . . Quando debbansi mettere in opera le svernatrici (Con savie parole 
dimostra l' ufficio delle svernatrici, e prova come non sia possibile una risposta 
precisa al quesito). 

Quajat. Della influenza delle basse e medie temperature sulla nascita del 
seme bachi (Lavoro interessante, che si basa sopra molti esperimenti diretti). 

XXXIII. 

Targioni Tozzetti Ad. — Ortotteri agrari: cioè dei diversi insetti dell'ordine 
degli Ortotteri, nocivi o vantaggiosi all'agricoltura o all'economia do- 
mestica e principalmente delle cavallette. — Annali di Agricoltura, 
pubblicati dal Ministero di agricol., indus., e comm. Firenze-Roma, 1882. 
(con xilografie). 

Descritta la composizione del corpo di questi artropodi, e passati in ras- 
segna i sott'ordini e le famiglie loro, trattando con ampiezza delle principali 



— 199 — 

forme nostrali, ed ajutando la comprensione del testo con molte xilografie, (per 
mezzo delle quali e delle chiavi sinottiche, anche ai meno esperti della materia 
non riescirà troppo difficile il guidarsi nella determinazione dei generi), l'Au- 
tore si estende a parlare delle emigrazioni ed invasioni. 

Dal punto di vista scientifico non solo, ma anco da quello dell'utilità 
pratica, è questo il capitolo di maggiore importanza, e steso con ricco corredo 
di particolari, adoperati poi a considerazioni generali notevoli, sulle cagioni 
essenziali, ancora ignote, delle emigrazioni vere e proprie, dei viaggi e delle 
sciamature. Ha già fatto strada nella opinione di molti che le devastazioni 
nostrane provengono da viaggi o sciamature di orde, da luoghi di elezione, da 
regioni permanentemente infestate, dove le circostanze favoreggiano mirabil- 
mente lo svilupparsi ed il riprodursi delle cavallette. È a queste regioni che 
conviene aver l'occhio ; e dobbiamo adoperarci intorno ad esse se vogliamo 
almeno limitare la estensione dei danni. 

Danni gravi invero, come è notissimo, e che sono messi in evidenza da un 
capitolo apposito, al quale fanno seguito altri, dove si tratta dei mezzi adoprati 
presso i vari popoli e nei vari tempi, per combattere il flagello, e dove si 
danno le istruzioni che nello stato attuale delle nostre cognizioni, e tenuto conto 
di circostanze speciali, sono reputate le migliori per opporsi al male tra noi. 

Parecchie pagine del libro contengono leggi e decreti antichi e moderni, 
nostrani e forestieri, i testi e le autorità; un .saggio di bibliografia; un glos- 
sario pel richiamo o la spiegazione delle voci adoperate; un indice dei nomi 
scientifici e volgari. 

Redatta per invito del R. Ministero, e destinata a divulgai'e cognizioni 
precise sugli Ortotteri agrari ed al modo di provvedere ai mali che cagionano, 
quest'opera potrà raggiungere il suo scopo, se ad essa ricorreranno i nostri 
agricoltori. Sarà seguita da altre operette intorno agli altri ordini di artropodi, 
redatte con lo stesso sistema e cogli stessi intendimenti. 



XXXIV. 



Cantoni E. — Caso di polichiria in un gambero di acqua dolce {Astacus flu- 
viatilis Rond. — Rendiconto del R. Istituto lombardo, ser. II, voi. XVI. 
Milano, 1883. (con xilografia). . 

Descrizione particolareggiata di un curioso caso di polichiria. Trattasi di 
quattro chele a sinistra. 



— 200 — 



XXXV. 



Fea L. - Cenno sopra i Coleotteri raccolti durante le crociere dell'Yacht 
« Corsaro » del capitano armatore Enrico D'AIbertis. — Annali del Museo 
civico di Storia naturale di Genova, voi. XVIII. Genova, 1883. 

Questi cenni riguardano specie raccolte a Madera, alle isole Salvages ed 
alle Canarie, dallo stesso sig. Fea, che seguì il D'AIbertis nel primo viaggio 
del « Corsaro ». Nel lavoro è inserita la descrizione della nuova Zophosis 
Alborana, dell' isolotto di Alboran (Mediteri^aneo), tracciata dal Baudi . 

XXXVI. 

Baudi di Selve F, - Note entomologiche : Osservazioni sovra alcune specie 
di Leistus Fròehl. — Il Naturalista siciliano, anno II, Palermo, 1883. 

Questa nota riguarda il Leistus crenatus Fairm. ed il L, sardous Chaud. 
in litt. 

XXXVII. 

Failla Tedaldi L. - Caccia di Lepidottex'i rari. — Ibid. Riguarda alcuni Le- 
pidotteri dall'autore recentemente catturati in Sicilia. 

XXXVIII. 

Ragusa E. - Il Lygistopterus anorachilus n. sp. — Ibid. 

Descrive questa nuova specie, trovata presso Palermo, e promette di darne 
la figura in altro fascicolo. 

XXXIX. 

Berlese A. - Sopra due nuovi generi di acari italiani. — Lettura fatta alla 
R. Accademia di Padova. Padova, 1883. (con tav. lit.). 

Uno è il genere nuovo Histiogaster, vicino ai Tyroglyphus, ma che ha il 
maschio coli' addome terminato da un appendice spatoliforme, e con quatti'o 
ventose e quattro fogliette. (tip. H. carpio Kram. S. Tyrogh'phus). L' altro è 
il genere Dameeus di Koeh. Cav. 



— 201 ~ 



RASSEGNA E BIBLIOGRAFIA ENTOMOLOGICA f^' 



ScuDDER S. H. - The Pine Moth of Nantucket : Retinia frustrarla. — Publi- 
cations of the Mass. Society for the Promotion of Agriculture. Boston, 
1883. (con tav. col.). 

E descritta e figurata nei suoi diversi -stadi una Retinia che grandemente, 
da molti anni, danneggia il Pinus rigida. 



II. 



ScuDDER S. H. - Scolopendrella latipes n. sp. — Sopra il Polyxenus fascicu- 
laris. — Proceed. of the Boston Society of Nat. Hist., v. XXII. Boston, 
1882. (con xilogr.). 

La Scolopendrella è di Boston : prende il nome di latipes per la robustezza 
dei suoi piedi. 

Nella seconda nota, lo Scudder descrive le appendici tegumentali del Po- 
lyxenus e fa alcune considerazioni sulle appendici dermiche dei Diplopodi. 



III. 



Scudder S. H. - Older fossil Insects West of the Mississipi. — Proceed. of tlie 
Boston Society of Nat. Hist., v. XXII. Boston. 1882. 

Accenna l'A. ad un Eterottero del Carbonifero, affine al genere attuale 
Zaitha, e che sarà poi descritto col nome di Phthanocoris occidentalis. Questa 
scoperta, ed altre che ometto per brevità, possono modificare le opinioni oggi 
accettate intorno all' età di alcuni depositi del Nord America. 



(1) Per cura della Redazione saranno dati i titoli o le recensioni dei lavori di Euto- 
mologia inviati dai loro autori in dono alla Società, e delle opere di maggiore impor- 
tanza relative agli Artropodi. 



— 202 — 

IV. 

ScuDDER S. H. - Notes on some of the tertiary Neuroptera of Florissant, Co- 
lorado, and Green River, Wyoming terr. — Proceed. of the Boston So- 
ciety of xNat. Hist., V. XXI. Boston, 1882. 

Sono cenni intorno a parecchie specie di Plannipenni di quei ricchi depositi, 
tutte nuove. 

V. 

Preudhomme de Borre A. - Sur les métamorphoses des Rhagium — Com- 

ptes-rendus de la Soc. entom. de Belgique, t. XXV. Bruxelles, 1881. 

(con una tav.)- 

L'A. dà alcune notizie sulla biologia dei Rhagium, accompagnata da una 

buona tavola in fotolitografìa, nella quale sono figurate le celle, rotonde od 

oblunghe, foggiate da larve dei Rhagium, Linnaei ed indagator. 

VI. 

Preudhomme de Borre A. - Sur le Carabus cancellatus et la variété fusus. — 
Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique. Bruxelles, 1882. 

VII. 

Preudhomme de Borre A. - Du peu de valeur du caractère sur le quel a 
été établi le genre ou sous-genre Rhombonyx. — Comptes-rendus de 
la Société entom. de Belgique. Bruxelles, 1881. 

Conclude essere molto malagevole la distinzione fra le Anomala ed i Rhom- 
bonyx^ d'onde la poca solidità di questo ultimo genere o sottogenere. 

Vili. 

Preudhomme de Borre A. - Description d'une nouvelle espèce du genre 
Sternocera rapportée de l'Afrique centrale par M. le cap. Cambier. — 
Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique, t. XXV. Bruxelles, 
1881. 

Questo bellissimo nuovo buprestide fu trovato al centro deìrOunyaraonesi: 
prende il nome di Sternocera Cambieri. 



— 203 — 



IX. 



Preudhomme de Borre A. - Matériaux pour la Faune entom. des Flandres: 
Coléoptères; 1'^ Cent. — Bull. Scient. du Dep. du Nord. 2» s., t. IV, 1881. 



Preudhomme de Borre A. - Matériaux pour la Faune entom. du Brabant; 
Coléoptères; 2'" Cent. — Bruxelles, Mayolez, 1881. 



XI. 



Preudhomme de Borre A. - Matériaux pour la Faune entom. de la province 
de Liège : Coléoptères; P et 2*^ Cent. — Mémoires de la Société des Scien- 
ces de Liège, t. IX, 2«= Ser. Bruxelles, 1881-82. 



x«. 



Preudhomme de Borre A. - Suruneexcursion entomologiqueen Allemagneetc. 
Coléoptères. — Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique. Bru- 
xelles, 1880-81. 

Questo ed i lavori precedentemente accennati del Segretario della Società 
entomologica belga, sono cataloghi con note descrittive, e con paragoni rela- 
tivi alla distribuzione geografica. 



xrii. 



Lethierry L. - Hémiptères recueillis par M. de Borre en Allemagne. — 
Comptes-rendus de la Société entom. de Belgique. Bruxelles, 1881. 



XIV. 



GazagKaire 1. - Importance des caractères zoologiques fournis par la lèvre 
supérieure chez les Syrphides. — Comptes-rendus de l'Acad. des Scien- 
ces, t. XCVI. Paris, 1883. 

La sola osservazione del labbro superiore, conclude l'A., conduce ad una 
diagnosi certa. La forma della sua estremità ha un valore assoluto per la fa- 



— 204 — 

miglia. Le modificazioni di qneste forme hanno valore generico per le Certa, 
Eumerus e Volucella. 



XV. 



Amans M. - Sur les organes du voi chez les Insectes. — Comptes-rendus de 
l'Acad. des Sciences, t. XCVI. Paris, 1883. 

E noto che le due più importanti teorie formulate sugli organi del volo, 
sono quelle di Marey e di Petigrew. Il primo considera l'ala come formata da 
uno stelo anteriore seguito da velo membranoso; il volo sarebbe determinato da 
movimenti alternati di abbassamento e di elevazione. Per il secondo, l' ala è una 
superficie sinistro-elicoidale che si fissa nell'aria come in un galletto (écrou). 

Al signor Amans pare le cose stiano diversamente. Nell'una e nell'altra 
teoria, egli scrive, la costruzione dell'ala sembra mancare in un punto essen- 
ziale. Gli osservatori hanno negletto questo fatto, che la base dell'ala è formata 
da due piani, che costituiscono un angolo ottuso, di guisa che nel colpo d'ala 
discendente, il piano posteriore non sfugge, anzi presenta la sua concavità alla 
colonna d'aria colpita. La risultante di questa azione sulle due ascelle solleva 
l'animale. La presenza di questi due piani, non è, secondo l' A., da porsi in 
dubbio. Sopprimendo l'angolo diedro si rende impossibile il volo. 

Cav. 



XVI. 



YiTzou A. N. - Recherches sur la structure et la formation des teguments 
chez les Crustacés décapodes. — Arch. de Zool. Exp. et Gen., par. H. La- 
caze-Duthiers, t. X, 1882. (con 6 tavole). 

L' A. fa un lungo lavoro sopra questo soggetto, di cui qui non sono ripor- 
tate che le conclusioni. 

1° « I tegumenti dei Crostacei Decapodi possono essere divisi in un epi- 
dermide e in un derma, corrispondenti aW epidermide e al derma degli ani- 
mali superiori. » 

« L'epitelio chitinogeno forma delle cellule più o meno cilindriche, e i dif- 
ferenti strati di chitina, calcificati o no, che si trovano alla parte superiore, 
sono l'omologo dell'epidermide: gli sti-ati di chitina rappresentano lo strato 
corneo, e 1' epitelio chitinogeno lo strato di Malpighi. » 

« Lo strato inferiore congiuntivo, col pigmento, i vasi e i nervi che con- 
tiene, è l'omologo del derma degli animali superiori. » 



— 205 — 

L'A. passando quindi alla formazione dello scheletro tegumentare nel 
tempo e dopo la muta, ed alla formazione dello strato chitinoso del tubo dige- 
stivo: conclude così: 

1» « Gli strati di chitina che costituiscono esternamente i tegumenti indu- 
riti o no da salì calcari, e quelli che rivestono internamente il tubo digestivo, 
hanno una origine cellulare. 

« 2° Gli strati chitinogenì esterni o interni, provengono sempre da un 
epitelio chitinogeno a cellule più o meno cilindriche, la dì cui presenza è co- 
stante sotto gli strati di chitina. 

« 3° Le cellule dell'epitelio chitinogeno prendono delle proporzioni gigan- 
tesche nel tempo della muta, per diminuire in seguito, dopo la formazione degli 
strati chitinosi. 

« 4» La diminuzione di lunghezza delle cellule dell'epitelio chitinogeno non 
è proporzionale allo spessore dei nuovi strati chitinosi, poiché questa dimi- 
nuzione è compensata per V utilizzazione delle materie organiche rinchiuse 
nelle voluminose cellule del tessuto congiuntivo. 

« 5" Il processo secondo il quale ha luogo la formazione di strati chitinosi 
non consiste nello schiacciamento e fusione delle cellule epiteliali, come 
pretese Lereboullet, e non consiste nemmeno nella secrezione di una materia 
ehitinosa delle cellule chitinogene, materia ulteriormente solidificata, come i 
nostri predecessori sostennero. — Il processo è piìi semplice : esso consiste 
nello inspessimento successivo della porzione superiore delle cellule dell' epi- 
telio chitinogeno, che si separa dal corpo cellulare. — Queste porzioni for- 
mano cosi le lamelle parallele, di variabile aspetto, secondo la densità delle 
materie che entrano nella loro costituzione. » 

« 6" Questo processo fisico ha dovuto essere preceduto da un processo 
chimico consistente nella trasformazione delle materie albuminoidi in chitina. 

Nel capitolo IV Vitzou studia la muta dei crostacei, e separa i Decapodi 
Macruri dai Brachiuri : 

« 1° I Brachiuri presentano una disarticolazione circolare dello scudo dagli 
epimeri cosa che non si osserva nei Macruri. » 

« 2" I Brachiuri tengono una posizione orizzontale nel tempo della muta, 
mentre i Macruri stanno sul fianco. 

« 3o Nei Brachiuri l'addome si libera prima del cefalotorace e delle chele, 
mentre nei Macruri è il cefalotorace che per primo si libera. » 

Nella seconda parte del IV capitolo di questa memoria vengono studiati i 
fenomeni della muta del tubo digestivo, e si può riassumere dicendo colle stesse 
parole dell'A. « che i Crostacei Decapodi rigettano dalla bocca gli antichi 
strati chitinosi dello stomaco e dell'esofago, e dall' ano lo strato chitinoso 
dell' intestino. » 



— 206 — 

Nel § C del IV capitolo l'A. studia l'accrescimento dei Crostacei, e con- 
clude dicendo che questo accrescimento ha luogo nel periodo preparatorio del- 
la muta e non dopo che questa è avvenuta. 

Il capitolo V è diviso in due paragrafi. Nel § A vengono fatte delle ricerche 
esperimentali sul glicogene come materia di riserva nel tempo della muta, 
di cui ecco le conclusioni : 

« P La materia bianca che si estrae dal fegato, dalla linfa e dagli ovari 
nel tempo della muta e in epoche lontane, rappresenta per le sue proprietà 
chimiche e fisiche il glicogene. 

« 2° Il glicogene è identico a quello degli animali superiori. 

« 3" Nel tempo della muta il glicogene è in più grande abbondanza. » 

È adunque questa una materia di riserva che sarà utilizzata per le nuove 
formazioni. 

Nel § B -dello stesso capitolo l'A. passa in rivista le altre materie di riserva, 
di natura inorganica, e conclude dicendo che queste materie sono accumulate: 
per i Macruri nelle pareti laterali di quella porzione dello stomaco che im- 
propriamente si chiama cardiaca; mentre che per tutti i Brachiuri si trovano 
nella linfa dell'animale nel tempo della muta. 

XVII. 

Raymond G. - Observations sur l'organisation et lesmoeurs du IVema^ws ribesii 
Scop. - Ann. Soc. Ent. Fr. 1882 t. II. 

L'A. comincia con un piccolo cenno storico, e poi da i caratteri dell' Insetto 
perfetto. Passa quindi alla parte anatomica. - Tegumenti esterni formati di 
3 strati, l'esterno chitinoso, il medio o strato chitinogeno a cellule delicate 
e piatte, l'interno strato è formato di tessuto congiuntivo. 

Nel sistema muscolare e respiratorio non vi è niente di particolare. 

Tubo digerente. - Neil' insetto perfetto è in parte atrofizzato. - Il retto 
presenta 7 a 9 glandule sferiche, accompagnate da voluminose cellule traspa- 
renti, munite di un grosso nucleo. In questi organi vi sono molto ramificate 
le trachee. In vicinanza delle aperture dei tubi malpighiani si trovano su- 
gli individui della 2* e 3^ generazione, delle concrezioni di carbonato calcare 
con della potassa e delle materie organiche. Le glandolo salivari, in numero 
di 2, sono a grappolo semplice; il Isro canale escretore si apre nell'esofago, 
vicino alla bocca. 

Il sistema nervoso somiglia molto a quello della larva, soltanto i connet- 
tivi, nervi che uniscono i gangli fra loro, sono più corti. 

II corpo grasso è meno abbondante che nelle larve, e diminuisce a misura 
che la vita dell'animale avanza. 



— 207 — 

Le vescicole seminali sono piriformi ed i canali deferenti, dopo essersi riu- 
niti, vengono ad aprirsi fra i pezzi dell'armatura genitale. 

Nella femmina l'addome è quasi intieramente occupato dalle uova. Essa 
è provvista di un oviscapto formato di 4 lamine trasparenti, resultanti dalla 
riunione di diversi articoli che gli danno l'aspetto di laminette dentate nei 
margini. Queste lamine sono saldate due a due posteriormente. 

La femmina, dopo 1' accoppiamento, che dura soltanto alcuni istanti, depone 
quasi subito le uova. 

Esse sono biancastre, translucide ed hanno circa 1 millimetro di lun- 
ghezza; vengono deposte sulla faccia inferioi-e delle foglie del Ribes, sulle ner- 
vature più grosse e principiando dalla estremità della foglia stessa. L' insetto fa 
un piccolo foro sulla nervatura e in questo depone 1' uovo, che resta attaccato 
per mezzo di un liquido vischioso di cui è ricoperto. 

Queste uova assorbono per endosmosi dalla foglia il liquido che bagna 
r embrione. Esse sono munite di due membrane. Allorché lo sviluppo è quasi 
completo, nella membrana esterna si aprono dei pori, pei quali penetra l'aria 
fra i due inviluppi. 

L'A. passa quindi all' embriologia. Il tempo necessario allo sviluppo è su- 
bordinato alla temperatura. 

La larva uscendo dall'uovo ha circa 2 mm. di lunghezza; essa si nutre 
del parenchima delle foglie. 

Vengono poi dati molti dettagli sulla forma della larva e sulla sua ana- 
tomia, dettagli che è irapossiljile riassumere. E però degno di osservazione 
il fatto seguente. 

Ogni ganglio nervoso della catena ventrale riceve lateralmente una trachea 
che vi si ramifica, questa trachea è inviluppata da una guaina nervosa prove- 
niente dal ganglio stesso e contenente una certa quantità di polpa. Questo tubo 
nervoso diminuisce a misura che il diametro della ti^achea cresce. 

Le larve vivono 25 a 30 giorni dopo 1' ultima muta, penetrano sotto terra 
ove si tessono un bozzolo cilindrico colle estremità arrotondate, e lungo da 6 
a 10 mill. I bozzoli più piccoli sono occupati dai maschi. 

A misura che la larva lavora si contrae, resta in questo stato 14 a 18 
giorni e poi si trasforma in ninfa, che ha quasi la forma dell'insetto perfetto. 

Vi sono diverse generazioni ; la prima ha luogo allorché il Ribes uva 
crispa L. mette le foglie (Aprile); la 2" alla fine di Maggio; la 3' alla metà 
di Luglio. In quest'ultimo caso la larva iberna nel bozzolo. 

Questi insetti sono partenogenetici. Nella prima generazione i maschi 
sono in egual numero delle femmine; nelle apparizioni successive sono più 
numerose quest' ultime. 

Come nemici di questi insetti il Raymond indica gli uccelli insettivori : e poi 



— 208 — 

Bleptes nitidula, Degeeria flavicans^ Omalus armatus etc, e infine le talpe che 
fanno una immensa distruzione di larve contratte e di ninfe. 

Per distruggere questi insetti l'A. indica lo sbrucolamento (óchenillage), 
la distruzione delle uova, oppure di piantare i Ribes in luoghi secchi ed om- 
brosi ove i Nematus non possono vivere allo stato di ninfa. 

XVIII. 

Regnard P. et Blanchard R. - Note sur la présence de l'hémoglobine 

dans la sang des Crustacès branchiopodes. — Zool. Anz., 1883, p. 253. 

La presenza dell' emoglobina nel sangue di molti invertebrati è cosa già 
ben conosciuta. 

Il primo a provare che la colorazione del sangue era dovuta alla presenza 
dell'emoglobina fu nel 1867 Nawrocki ora prof, a Varsavia. — Venne poi 
trovata in molti anellidi. In seguito Foettinger (Sur l'existence de l'hémoglo- 
bine chez les Echinodermes — Arch. di Biologie, I, 1880, p. 405) la trovò negli 
Echinoderemi, poi Rollett in certe larve di Ditteri (Zur Kenntniss der Verbrei- 
tung des Haematin. — Sitzung. d. Wien. Akad. d. Wiss. Bd. 44, 1861, p. 615), e 
finalmente Van Beneden ne segnalò la presenza in certi Copepodi parasiti (De 
Telistance d'un appareil vasculaire à sang rouge dans quelques Crustacès 

— Zool. Anz. Ili, p. 35 -p. 55.) 

Gli A. di questa nota l'hanno trovata nel sangue deWApus cancrlformis 
e A. productus. — In questi animali trovasi un vasto deposito di liquido rosso 
posto alla faccia inferiore della testa e sulla linea mediana. Questo liquido san- 
guigno non si coagula ne per l'esposizione all'aria, ne per l'azione del calore. 

— Non sembra contenere globuli ; quei pochi che vi si trovano forse non ap- 
partenendogli in proprio. 

I signori Regnard e Blanchard espongono i seguenti resultati propri a di- 
mostrare la presenza dell' emoglobina nel sangue dagli Apus. 

1» Allo spettroscopio si vedono 2 linee di assorbimento, identiche a quelle 
dell' emoglobina ossigenata. 

2» II solfìdrato di ammoniaca fa sparire queste 2 linee e ne fa apparire una 
nuova, intermedia alle 2 precedenti e caratteristica dell'emoglobina ridotta. 

3» Come per il sangue dei Vertebrati, si può passare a vicenda e indefinita- 
mente dalla sola riga dell'emoglobina ridotta alle 2 righe dell'emoglobina ossi- 
genata, secondo che si fa passare nel liquido dell' ossigeno o vi si versa del 
solfidrato di ammoniaca. 

4" Con l'ossido di carbonio si ottiene dell'emoglobina ossi-carbonata, le di 
cui primitive righe di assorbimento non variano aggiungendovi del solfìdrato 
«li ammoniaca. 



— 209 — 

Gli Autori non hanno potuto ottenerne la cristallizzazione. — L'emoglobina 
del sangue degli Apus e sempre ossigenata, senza essere però satura di questo gas. 



XIX. 



BergÉ - Quelques notes sur les moeurs de VAteuchus semipunctatns. — Soc. 
Ent. Belg. Compt. rend. Ili, n' 25, p. CXLIX. 

L'A. avendo avuto dal Lido di "Venezia alcuni Af. semipunctatus viventi, 
li mise in una scatola con della sabbia. — Essi scavarono delle gallerie, nelle 
quali però non restavano che durante la notte. ' 

Gli nutrisce con sterco di cavallo; dandogli dei gamberi di mare spogliati 
del loro guscio chitinoso, uno degli Ateuchus dopo di averlo piegato sopra se 
stesso lo ricuopre di materia stercorale e ne fa delle palle che poi nasconde 
nelle gallerie. 

Spesso succedono fra gli Ateuchus delle lotte per rapirsi i gamberi ed 
anche le palle. Forse questi animali prendono i gamberi per larve della loro 
specie. 



XX. 



Belage. .J. - Circulation et l'éspii^ation chez le Crustacés Schizopodes. — Arch. 
Zool. Exp. et Gen., 2<= Ser. t. I, 188.3, p. 104, pi. X. 

Questa memoria in cui viene studiata la Mysis, principia con una corta e 
rapida rivista bibliografica. 

Il cuore tubulare, è ben separato dalle arterie che ne partono, da valvole 
cardio-aortiche segnalate per la prima volta dall' A. Esso presenta 2 aperture 
dorsali e 2 ventrali, per le quali il sangue rientra nell'organo pulsante. 

Il pericardio che inviluppa assai strettamente il cuore, funziona da orec- 
chietta, ma il sangue mai vi si accumula dentro. 

.Dal cuore partono diverse arterie a pareti proprie ; fra queste le principali 
sono, l'addominale che nasce alla parte posteriore del cuore e la cefalica che 
principia alla parte anteriore e che da l'arteria cerebrale eie arterie antennarie. 

A poca distanza dall'origine dell'arteria cefalica nascono le arterie epa- 
tiche che, come il loro nome indica, portano il sangue al fegato. 

Infine verso la parte inferiore del cuore nasce l'arteria sternale, non vista 
da van Beneden e appena indicata da Sars. 

Essa si dirige in basso ed in avanti, per terminare alla bocca; nel suo tra- 
gitto dà diversi rami. 

Ann. XV. 15 



— 210 — 

Per mezzo di queste arterie il sangue è distribuito a tutto il corpo, e poi senz:i 
passare per dei capillari, arriva alle lacune; da dove condotto per dei canali 
non limitati da nessuna parete propria si divide in 3 parti : una, la più piccola, 
rientra direttamente nel pericardio, la 2^, più importante, circola nelle zampe 
ritornando poi al cuore, infine la 3^, si distribuisce nelle lacune dello scudo, 
dove subisce degli scambi gazosi, per poi far ritorno all'organo centrale. 

Nella 3^ parte del suo lavoro l'A. passa a delle considerazioni generali so- 
pra la respirazione delle Mysis e sopra alcuni fatti che possono servire ad ac- 
crescere la rassomiglianza di questi animali coi Decapodi macruri e sopratut- 
to colle loro larve. 

XXL 

•Iacobs. - De la presence des larve d' Oestrides et de Muscides dans le corps 
de l'homme. — Soc. Ent. Belg. Compt rend. Ili, N» 25. p. CL. 

È una rivista storica, fatta più che altro sopra una tesi del Sig. Pruvot 
presentata a Parigi. 

Non sono ricordate le osservazioni dei Dottori Lesblni e Conil, pur tanto 
importanti. 

Del resto è lavoro che mal si presta ad una analisi succinta. 

C. E. Della Torre. 

XXII. 

Hai'PT. - Uber Kafermilben um Bamberg — Bericht der Naturforschenden 
gesellschaft in Bamberg, 1882. 

L'Autore parla degli Acari in generale, vi fa molte osservazioni critiche 
e vi dà la lista di alcune specie del genere Nothrws, rinvenute nei dintorni 
di Bamberga : cosi N. convexus il più grande in questo genere, N. pulveru- 
lentws uno dei più belli per la polvere farinacea sparsa sulle zampe istes- 
samente come sul pollinosus ; bispinosus, runcinatus e sinuatus, i quali, tre 
almeno i due ultimi, Haupt ritiene per la stessa specie thelephroctus, che 
trovasi anche qualche volta coli' addome tronco e somiglierebbe assai allo 
scaliger, se il corsaletto dorsale non fosse di colore pallido ec. 

Haupt descrive poi anche alcune specie nuove di Acari, cosi Nothrus ovu- 
lum, assai simile al JV. gibbus, N. circumvallatus a porsi tra scaliger e 
thelephroctus, N. bicristatus del gruppo peltifer ec. ; poi Haplophora quadri- 
seriata, grande come la crinita, ma con zampe meno lunghe e di colore bruno, 
Haplophora maxima più grande delle decumana e levigata, appartiene al 



— 211 — 

gruppo crinita e lantula : Cepheus pertusus, più grande di ovaìis e latus, 
bruno; Damaeus curtus, quanto alla forma come concolor, ma di color rosso 
pallido; sul proposito del Barn, onustus osserva Haupt portar questo sul dorso 
una specie di sacco costruito di globuletti di teiera e di sassolini, così che ne 
sporgono solo la testa e le sampe; questo sacco si può allontanare con una 
spilla, e sotto vi si trova il dorso nudo grigio-bleu ; la Oppia glaucina è con- 
siderata dall'autore come larva di un Damaeus ec. 

Quanto al metodo di conservare gli Acari, Haupt non crede opportuno im- 
mergerli nel Balsamo di Canada, come leEupodide e le Limnopodide, e nemmeno 
nell'alcool come le Bdellide; ma preferisce appiccicarli con gomma su una car- 
tolina rotonda bianca, entro una scatoletta di cartone nero in miniatura, 
alla sua volta infilzata con uno spillo. 

Senoner. 



XXIII. 



GiESBRECHT W. - Die Freilebenden Copepoden der Kieler Foehrde — in IV Be- 
richt der Commission zur Unter^uchung der deutschen Meere in Kiel. 
Kiel, 1882. (con 12 tav lit.). 

Dopo aver trattato partitamente della ricerca e preparazione, della Coro- 
logia, degli organi sessuali secondari, delle antenne, la segmentazione delle 
uova, la classificazione, la nomenclatura delle varie parti, ed altri argomen- 
ti, l'A passa alla descrizione delle specie, di ciascuna delle quali figura fina- 
mente molti particolari. E le descrizioni sono assai minute e fatte con molto 
metodo per le varie forme, tanto che i paragoni riescono facili. 



XXIV. 



80LMS Laubach H. - Die Herkunft, Domestication und Verbreitung des geveòhn- 
lichen Feigenbaums [Ficus carica L) — Abhand. d. Kon. Gesell. d. 
Wissen. zu Gottingen, XXVIII band. Gòttingen, 1882. 

Lavoro interessantissimo, dal punto di vista storico particolarmente. Vi 
sono trattate con molta ampiezza le questioni relative alla caprificazione, ed 
è resa giustizia ad alcuni nostri antichi e recenti naturalisti. Quest'opera, e 
gli studi di Paolo Mayer e di G. Mayr, ci daranno i materiali per una storia 
completa « delle relazioni biologiche tra il genere Ficus da un lato e tra il ge- 
nere Cynips ed affini dall'altro » già desiderata dal nostro Delpino, che nel 
1867 scriveva le parole qui poste tra le virgole. Cav. 



— 212 



ESCURSIONE IN SICILIA 



AGAROFAUNA SIGULA 

P SERIE 
per ANTONIO BERLESE 



Ho deciso di pubblicare sotto questo titolo* i nomi delle specie 
che raccolsi nella escursione che l' anno decorso ho avuto agio 
di fare in Sicilia nei mesi di maggio e di giugno. A questa serie 
seguiranno altri elenchi, mano mano che avrò studiato un numero 
di specie tale che mi sembri possa valere la pena di pubblicarne 
il catalogo. 

Ecco le specie da me studiate durante l'autunno decorso. 

Pam. P TROMBIDIID^ C). 

I. ERYTHR^US Latr. 

1. Erythraeus Hercules Beri. 

A. Berlese. Acari italici (Acari, Miriapodi e Scorpioni italiani II-2). 
Acireale, sulle pietre verso il mezzogiorno. 

2. Erythraeus venustissimus Beri. 

A. Berlese. Loc. cit. (II. 3). 
Eandazzo, sulle pietre appena tramontato il sole. 

3. Erythraeus ruricola Bug. 

DuGÈs. Ann. Se. nat. II, Ser. II, p. 40, t. 1, fig. 22, 25. 
Canestrini e Fanzago. Acari italiani p. 73. 
Acireale, Randazzo, Palermo, etc. nel musco. 



(*) Seguo una mia nuova classificazione degli acari, che a suo tempo esporrò. 



— 213 — 

IL ACTINEDA Kocli. 

4. Actiaeda vitis (L.) Beri. 

Hermann. Mém. apt., p. 38, t. 2, fig. 9 {Tromhidium cornigerum). 
Canestrini e Fanzago. Loc. cit. p. 75 {Adineda cornigera). 
Acireale etc. nell'estate. 

in, GECKOBIA Mégn. 

5. Geckobia Latasti Mégn. 

Mégnin. Sur un nouvel Acarien parasit (Société Ent. de France 1878). 
A. Berlese. Loc. clt. (IL 1). 
Acireale, Acitrezza, Calatabiano etc. sul Platydactylus maurita- 
nìciis Gmel. 

IV. EHYNCHOLOPHUS Dug. 

6. Rhyncholophus phalangioides var. Acis Beri. 

Berlese. Loc. cit. (IL 10). 
Acireale, raro. 

V. DUGESIA Beri. 

7. Dugesia squammata ? Herm. 

Hermann. Mém. apt. p. 29, pi., 2, fig. 7. ( Tromhidium sqitammatum) (?) 
Acireale nel musco, comune; trovasi anche la larva esapoda.] 

VI. TETRANYCHUS Duf. 

8. Tetranychus telarius (L.) Beri. 

Dufour. Dcscr. et. fig. du T. lintearius; Ann. Se. nat. tom. XXV, 

p. 276, tav. 9, fig. 4-5. 
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 80, {T. lintearius). 
Acireale etc. sugli agrumi e sulle foglie di altre piante. 

VII. CALIGONUS Kocli. 

9. Caligonus segnis K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 5, fig. 9. 
Acireale e Linguaglossa, nel musco, non comune. 

10. Caligonus clavatus C. et P. 

Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 86. fig. 4, tav. IV. 
Acireale, nel musco, raro. 



— 214 — 

11. Calìgonus siculus Beri. 

Beelese. Log. cit, (specierura nov. rep. 1). 
Linguaglossa, nelle immondizie, e tra le foglie putride dei Cactus, 
raro. 

Vili. ALYCHUS Koch. 

12. Alychus roseus K. 

C. L. Koch. C. M. A. Deutschl. fase. 37, fig. 19. 
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 100. 
Acireale, nel musco, raro. 

IX. BDELLA Koch. 

13. Bdella uigerrima C. et F. 

Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 10 i. 
Nel musco di bosco Flascio sopra Kandazzo, non rara. 

14. Bdella chloropus Koch. 

C. L. Koch. C. M. A. Deutschl. fase. 5, flg. 8, {Amonla chloropus). 
Acireale, nelle foglie secche e nel musco; rara, 

15. Bdella latirostris Horm. 

Hermann. Mém. apt. pi. 3, fig. 11. {Scirus latirostris). 
Canestrini e Fanzago. Acari italiani p. 107. 
Acireale etc. nel musco. 

X. PENTHALEUS K. 

16. Penthaleus ovatus Koch. 

C. L. Koch. C. M. A. Deutschl. fase. 18, f. 14. 
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 96. 
Acireale, Palermo, etc. comune nel musco di tutte le località. 

XI. TYDEUS. K. 

17. Tydeus foliorum (L.) C. et F. 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 98. 

Comune nelle foglie e nelle frutta degli agrumi. 



— 215 — 



Fam. IP C^CULID^. 

XII. CIECULUS Douf. 

18. Caeculus echinipes Duf. 

Ddfodr. Descript, et. fig. du Ceculiis ech'mijpes. Ann. Se. nat., 

voi. XXV, 1832, p. 289, tav. 9, fig. 1, 3. 
Canestrini e Fanzago. Acari it. p. 7. {Hoplopus echinipes). tav. I^, 

fig. 1). 
Nel musco di Eandazzo e Palermo, raro. 

Fam. IIP GAMASID^. 

XIII. HOLOSTASPIS Kol. 

19. Holostaspìs marginatus (Herm). Gr. R. Can. 

Hermann. Mem. apt. p. 76, tav. 6, fig. 6, e p. 79 {Acarus marginutus). 
A. Berlesé. Polimorfismo e Partenogenesi di alcuni Acari, {Gamasus 

fanìus) . 
G. E. Canestrini. Gamasidi italiani p. 24, tav. I, fig. 1, 3, tav. II, 

fig. 1, 2, tav. Ili, fig. 1, 9. 
Comunissimo nei letamai, in tutti gli stadii. 

20. Holostaspìs longulus Beri. 

A. Berlese. iVcari italici (Acari, Mir., Scorp. it., spec. nov, rep. — 

Serie l, 8). 
Nel Musco di Acireale, raro. » 

XIV. GAMASUS Latr. 

21. Gamasus meridionalis Beri. 

A. Berlese. Acarina it. (Ac, Mir. Scorp. it. I.) 

G. E. Canestrini. Acari it. nuovi e poco noti p. 8, tav. 1, fig. 2, (6r. 

quisquiliarum) . 
Comune nel musco di Acireale, Linguaglossa etc. 

22. Gamasus coleoptratorum L. 

LiNNÉ. Fauna Suec 1973 {Acarus coleoptratorum). 



~ 216 — 

A. Berlese. Polimorfismo e Parteuog-enesi, {G. coìeqpfratontm) id. 

Polymorphisme et partii, d. quelq. Gamasides. 
G. R. Cakestbini. Gamasidi italiani, p. 36, tav. IV, fig. 4-7, tav. VI, 

fig. 6 a - 6 b, tav. VII, fig. 5 a - 5 b. 
Comunissimo nei letamai. 

23. Gamasus attenuatus K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 39, fig. 19, 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 42. 
Comune nel musco di Acireale, Linguaglossa etc. 

XV. L^LAPS K. 

24. Lselaps tetragonoides Dug. 

DuGi:s. Remarq. sur la fam. des Gamasides, tav. 8, fig. 28, {Gamasus 

4 

tetragonoides). 
G. Canestrini. Osservazioni intorno al genere Gamasus. {G.XKctinifer) 
Comunissimo in tutti gli stadii anche ebontoraorfici nel musco di 

Acireale etc. 

• 25. Lselaps marginatus K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 26, fig. 22, 23, {Gamasus 

marginatus). 
Comune nel fieno ad Acireale. 

26. Lselaps (?) trìangularìs K. 

C. L. KooH. C. M. A. Deutschl. fase. 4, fig. 6. {Zercon trìangularìs). 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 50. {Gamasus). 

27. Lselaps claviger Beri. 

A. Berlese. Acari it. (Ac. Mir. Scorp. it., spec. nov. rep. Serie I, 5). 
Nel museo di Acireale. 

28. Lselaps longior Bori. 

A. Berlese. Loc. pred. s. n. r. I, 6. 
Nel musco di Acireale. 

29. Lselaps (?) dubius Beri. 

A. Berlese. Loc. pred. s. n. r. I, 7. 
Nel musco di Acireale una sola volta. 



30. LsBlaps meridionalis 6. e E. Can. 

G. e E. Canestrini. Acari it. nuovi e poco noti, p. 10, tav. I, fìg. 1, l b. 

XVI. IPHIS K. 

31. Iphis drepanogaster Beri. 

A. Berlese. Acari italici (Ac. Mir. Scorai, it. I. 3). 
Nel musco di Messina. 

32. Iphis hirtellus Beri. 

A. Berlese. Ac. it. (Ac. Mir. Scorp. it., spec. nov. rep. Serie I. 4). 
Nel musco di Acireale, raro. 

XV'II. DERMANYS3US Duv. 

33. Dermanyssus lacertarum Coiitarini. 

CoNTARiNi. Venezia e le sue lagune li, {Bicìnus lacertarum). 
Sulla Laceri a viricUs e Podarcis muraìis di Acireale, Eandazzo etc. 
comune. 

XVIII. VELENO (K.) Beri. 

34. Caeleno inermis K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. 

A. Berlese. Polimorfismo e Partenogenesi ( Trachynoiiis inermis). 
Comunissimo nei letamai. 

XIX. UROPODA latr. 

35. Uropoda obscura (K.) Beri. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. 

A. Berlese. Metam. di alcuni Ac. insett. p. 28. (Nofasj^is) id. Note 

acarologiche p. 1. 
Comune nei letamai. 

XX. DISCOPOMA G. e E. Can. ('). 

36. Discopoma cassidea Hérm. 

Hermann. Mém. apt. p. 93, t. 6, fig. 2, (N'ofaspis cassideus). 
Canestrini e Fanzago Ac. it. p. 59, t. II, fig. 6. (Nofaspis cassideus). 
Nello immondezze a Linguaglossa e nei letamai ad Acireale etc. 



(♦) Sinonimo del gen. F.vmoens K. ? 



— 218 — 

37. Discopoma splendida Kramer. 

Kramer. Ueber Gamasiden p. 414, tav. XIX, fig. 8-10. 
G. e E. Canestrini. Acari italiani nuovi e poco noti, 
Nel musco di Messina. 

Fani. IV» ORIBATID^. 

XXI. LABIDOSTOMA Kram. 

38. Nicoletiella lutea (Kr.) R. Can. 

Kramer. Archiv. f. Naturgesch. 1879. I. Bd. pag. 13. tav. II. fig. 1. 

{Labicostoma luteum). 
Nel musco di Messina, non comune. 

XXII. ORIBATES Latr. 

39. Oribates climatus K. 

C. L. Kocn. C. M. A. Deutsclil. fase. 31, fig. 5. 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. 13. 
Comune nel musco di Acireale e Palermo. 

40. Oribates Nìcoletii Beri, ex Nic. 

NicoLET. Hist. nat. des Ac. p. 438, tav. 4, fig. 5. {0. ovaìis). 
A. Beklese. Acarina it. (Ac. Mir. e Scorp. it. Ili, 3). 
Nel musco di Acireale e Palermo; comune. 

41. Oribates calcaratus K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. 
Nel musco di Acireale, rarissimo. 

XXIII. LEIOSOM.A Nic. 

42. Leiosoma simile Nic. 

NicoLET. Hist. nat. des. Ac. p. 442, tav. 6, fig. 3. 
Nel musco di Palermo, non raro. 

XXIV. CEPHEUS K. 

43. Cepheus tegeocranus Hermann. 

Hermann. Mém. apt. p. 93, t. 4, fig. 3, 4, (Notaspis tegeocranus). 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 19. 
Comune nel musco di Palermo. 



— 219 — 

XXV. NOTASPIS Hérm. 

44. Notaspis bipilis Hérm. 

Hermann. Métn. apt. p. 95. 

Canestrini e Panzago. Ac. it. p. 20. {Oppia bipilis). 
Nel musco di Palermo, non raro. 

XXVI. EREM.EUS K. 

45. Eremaeus oblongus K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 3, fig. 24. 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 22. 
Nel musco di Palermo, raro. 

XXVII. DAMGEUS (K.) Beri. 

46. Damceus Dugesii (C. et. F.) Beri. 

Canestrini e Fanzago. Nuovi Acari it. p. 5, id. Ac. it. p. 35 {Belha 
Dugesii). 
' A. Berlese. Acari, it. (Ac. Mir. Scorp. it. III. 6). 
Comune nel musco di Palermo. 

47. DamtBus bicostatus (K.) Beri. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 2, fig. 12. 
Canestrini e Fanzago. Acar. it. p. 35, {Belha òicostata). 
•A. Berlese. Acari it. (Ac. Mir. ,Scorp. it. spec. nov. rep. Serie I.) 

{Eremaeus asperulus). 

Nel musco di Acireale, Palermo etc. 

48. Damoeus setosus Beri. 

A. Berlese. Loc. cit. Ser. I, 11. {Eremaeus setosus). 
Randazzo, Palermo, raro. 

XXVIII. NOTHRUS K. 

49. Nothrus Doderleiniì Beri. 

A. Berlese. Acarina it. (Ac. Mir. Scorp. it. Ili, 2), 
Comune nel musco di Acireale e Palermo. 

XXIX. BELBA Heyd. 

50. Belba genìculata L. 

Linneo. Fn. Suec, 1977, (Acarus geràculahis). 



— 220 — 

Canestrini e Fanzago. Ac. it p. 33. 
Comune nel musco e tra le foglie secche ad Acireale. 

XXX. HERMANNIA Nic. 

51. Hermannia granulata Nic. 

NicoLET. Hist. nat des Acar, p. 469, tav. 9, fig-, 6. 
Nel musco di Palermo. 

XXXL HOPLOPHORA K. » 

52. Hoplophora globosa K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 32, fì<?. 12. 
Comune nel musco di Palermo. 

Fani. V« ACARID^. 

XXXII. TYROGLYPHUS Latr. 

53. Tyroglyphus setiferus Hall. 

Haller. Zur Kenntnis des Tyroglyphen und. Verw. tav. X, fig. 2. 
Comune nelle case etc. _ - 

XXXIII. ACAEUS L. 

54. Acarus spinipes K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutsclil. fase. 33, fig. 1. 
Canestrini e Fanzago. Ac. it. p. 129. 
Nelle case. 

XXXIV. PROCTOPHYLLODES Kob. et Mégn. 

55. Proctophyllodes glandarinus K. 

C. L. KocH. C. M. A. Deutschl. fase. 33, fig. 20, 21. {Dermaleichus 

glandarinus). 
Canestrini. Intorno ad alcuni acari parassiti p. 9, tav. IV. fig. 6, 7. 

Sui piccoli passeracei. 

Padova, 5 gennaio 1883. 



221 

FAUNA E FLORA 

DEGLI AFIDI DI CALABRIA 

Primo contkibuto di L. MACCHIATI 



L'idea di specie mi è venuta scadendo 
poco a poco : non vi ha nessun criterio 
certo, nessun limite reciso. Io ogg'idi non 
conosco altro se non che tipi, punti nodali 
della fluttuazione delle forme, i quali tutti 
più meno oscillano e variano- 

Ermanno Hoffmann. 

Ora che sono riusciti vani tutti i tentativi fatti per cercare 
di definire esattamente la specie, il maggior numero dei natura- 
listi, e tra questi quasi tutti i più autorevoli, si sono messi d'ac- 
cordo nel ritenere che il suo concetto è puramente artificiale. 
È fuori di dubbio che la specie, come si intendeva una volta, non 
esiste, come non esistono le pretese classificazioni naturali. Le 
classificazioni non giovano che a far trovare il posto di un essere 
di cui si conoscono i caratteri, ed inversamente a determinare i 
caratteri degli esseri dei quali si conosce il posto. Nella forma- 
zione e descrizione dei gruppi è in ogni caso utile di evitare la 
ripetizione dei caratteri, inconveniente questo, che, oltre al nuocere 
alla chiarezza, può anche ingenerare frequenti confusioni. I carat- 
teri che hanno servito alla formazione delle famiglie si dovrà 
sempre evitare di ripeterli per le tribù, quelli delle tribù pei 
generi, e quelli dei generi per le specie, forme o tipi come si 
vogliono chiamare. Ed insisto su questo punto essenziale, perchè 
se è scaduto il concetto della specie, non essendovi nessun criterio 
certo e nessun lìmite preciso, non per questo si sente ora meno 
il bisogno di descrivere i tipi nuovi, punti nodali della fluttuazione 
delle forme, come li chiama Ermanno HofTinann. Che poi si seguiti 



222 

ad impiegare la parola specie, o vi si sostituiscano quelle di forme, 
tipi od altre, questo interessa poco: una volta riconosciuto che 
la specie non è immutabile, restano tolti di mezzo tutti i ma- 
lintesi. 

Forse perchè è scaduto il concetto della specie, quando si 
scoprono tipi nuovi, non si dovrebbero descrivere? Ci pare anzi 
che ora interessi maggiormente di tenere dietro alla fluttuazione 
delle forme, per vedere da quali leggi questi mutamenti sono go- 
vernati. Sarebbe certamente desiderabile che, nel modo di descri- 
vere le forme, ed in quello di adoperare certi nomi di divisioni 
sistematiche, vi fosse una maggiore uniformità, e questo princi- 
palmente allo scopo di rendere tra di loro comparabili i diversi 
lavori; ma disgraziatamente ciò che sembra facile in teoria non 
non lo è del pari in pratica. Detta uniformità si sarebbe potuta 
raggiungere se tutte le forme fossero state descritte da uno stesso 
naturalista, e del pari da un solo naturalista si fossero formati 
i gruppi di un dato ordine; ma questo non essendo possibile in pra- 
tica, ne deriva che, i gruppi dello stesso ordine, non sempre si 
corrispondono. 

È senza dubbio utile che molti scienziati abbiano collaborato 
e collaborino tuttora alla descrizione delle forme ed alla forma- 
zione dei gruppi di vario ordine, ma è del pari certo che tutta 
questa ricchezza torna a danno della uniformità. 

Si rimutano continuamente i gruppi di animali e di piante: 
il genere ApMs di Linneo l'abbiamo visto poco per volta elevarsi 
al grado di Ordine, e già conta per lo meno una trentina di generi. 

Il differente modo di apprezzare i caratteri ci rende maggior- 
mente avvisati, che ciò che si riteneva una volta immutabile 
(la specie) è pur. troppo soggetta a variare; donde la massima 
difficoltà di mettersi d'accordo. Tra i naturalisti che si occuparono 
degli stessi animali e delle stesse piante, ve ne sono di quelli che 
tendono a suddividere e di quelli che vorrebbero riunire i gruppi, 
pure essendo partigiani gli uni e gli altri della oramai incrollabile 
teoria della evoluzione. Ciò che l'uno ritiene una buona specie. 



— 223 — 

l'altro considera appena una sotto specie, una razza od una va- 
rietà; ed in questi casi é difficile di decidere chi ha ragione e chi 
ha torto. 

Quanti lavori non si sono fatti sui generi di piante Quercus, 
Robur, Rosa ec. e quante discordanze non vi esistono tuttavia 
anche oggidì ! Non regna forse una grande confusione intorno ai 
muschi delle torbiere, che essendo generalmente polimorfi, i biologi 
non si trovano punto d'accordo nella delimitazione della specie; 
e non è forse la stessa cosa di molti acari, miriapodi ed afidi, che 
hanno frequenti volte tratto in errerei naturalisti piiì provetti? 

Tutto si rimuta nel mondo; nulla resiste al dente edace del 
tempo, che vale a trasformare una roccia di granito in un muc- 
chio di sabbia ed in un letto di argilla. E se non vi resistano 
le roccie più dure, come potrebbero sfuggire all'azione del tempo 
le moltiplici forme di piante e di animali? Siamo persuasi che 
neppure una delle così dette specie potrebbe resistere ad una cri- 
tica severa, quando si volesse insistere a ritenerle invariabili. 
Dopo questa premessa entriamo senz' altro in argomento. 



Noi ci lusinghiamo che questo primo lavoro pubblicato sugli 
afidi di Calabria, sebbene incompleto, potrà essere tuttavia bene 
accetto, quale ci è dato ora di presentarlo, nella speranza di ve- 
derlo quanto prima completato da altri di noi piìi provetti. 



224 



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ann. di Scienze Nat. Bononiae, 1848. 

— Lettera al prof. Giuseppe Bertoloni, ibid. 1852. 
ScHRANK P. - Fauna boica. Tom. II. Ingolstadt, 1801. 
ScopoLi S. A. - Entomologia carniolica. Vindobonae, 1763. 
SULZER S. - Abgekiirzte Geschichte der Insecten. Vitoduri, 1776. 

Ann. XV. IQ 



^ 226 — 

TouGARD. - Ann. Societ. Horticultur. Paris XIV. p. 341. 
Targioni Tozzetti a. - Fatti nuovi e idee nuove intorno alla Filossera, in 
Effemeridi del Comizio agrario di Firenze, 1877. 

— Del pidocchio della Filossera della vite e delle specie del genere 
Phylloxera in Europa ed in America, in Bull. Soc. Entomol. ital. 1871. 
p. 266. 

— Note sulla biologia della Filossera del Leccio (Plijiloxera fioren- 
tina Targ. Tozz). Ibid. 1876 p. 185. 

— Del genere delle Filossere e delle specie di Europa e di America 
che vi appartengono, in Annali di Agricoltura 1878 p. 231. 

— Sommario di nuove osservazioni sulla Filossera del Leccio e delle 
Querele. (Phylloxera fiorentina, Phylloxera Signoreti Targ. Tozz.) in 
Bullettino della Società Ent. ital. 1877 p. 236. 

VValker F. - Descriptions of Aphides in Annals and Magazine of Naturai 
Hystory, ser. second. Tom. I-VI, 1848-50. 



— 227 — 

FAUNA DEGLI AFIDI 

DELLA PROVINCIA 

DI REGGIO DI CALABRIA 
Parte I;' 



Ordo HEMIPTERA L. 

Sub-ordo HOMOPTERA Late. 
Fani. APHIDIDAE. 
Passekini. Aphìdicìae ìlalicae, in Arcb. p, Zool. II, 1863. 
Gen. ^ipEiSìtt&pSìot'is Kocli. 

Koch. Die Pflanzenlause Aphiden. Niiniberg (1854), p. 150. Pass. Momor. 
cit. tiratura a parte p. 9. 

Antennae tuberculo frontali insidentes, corpore passim longiores, articulo 
ultimo setaceo praecedente longiore. Frons Inter tubercula canaliculata. 
Nectarìa longa, cylindrica, tenuia. Cauda plerumque longa. saepe compressa, 
acinaciformis. Pedes tenues longissimi. Aìae deflexae, anteriores venis obli- 
quis qnatuor, cubitali bis furcata. 

Eevisio specieedm. 

1. Siphonophora Aceris Koch. — (Urepanosyphum) p. 202, fig. 275, Siphono- 
pbora Aceris. Ferr. Apbidae Ligurae in Ann. Mus. Civico di Ge- 
nova (1872), p. 53, et Species Aphidarum hucusque in Liguria lectas. 
Ann. M. Civ. Gen. p. 209 (1872). 
Forma nota. - Fem. alata- 

Piante. Acer pseudo-pìatamis L. A Reggio Calabria (Orto agrario). 
Primavera 1882. 



— 228 — 

2. Siphonophora Absìnthii L. — (Aphìs) Fauna suecica. Entomologia T. I, 

n° 19. Lugdnni 1879. Pass. 1. cit. p. 10 et 15. n° 5, Ferr. 1. 1-^ cit. p. 56, 
2° p. 209. — Macch, Agg. agli Afid. di Sardegna in Bull. Soc. 
Ent. ital. fase. II, p. 243, ec. 
Aplàs tanacetaria Xalt. Monographie der Familien der Pflanzenlause 
p. 19, n° 8. — Koch (Siph.) 1. cit. p. 187, fig. 257, 258. 
Forme note. - Fem. vivip. att. ed alai e maschio alato. 
Piante. Artemisia abrotaniim (coltivata), Artemisia variahilis (Costa di 
S. Francesco presso Regg. Cai.) e wfiìV Achillea ligustica (Cerasi). 
Primavera, autunno. 

3. S. Antherrinii sp. nov. 

Forma nota. - Fem. attera viv. 

Descrizione. - Di forma ovato-allungata, che si assottiglia verso l'ad- 
dome; di colore verde glauco. Antenne- assai più lunghe del corpo, cogli 
articoli assottigliatissimi, ad eccezione dei due primi; di color giallo pallido colle 
estremità degli ultimi articoli scuretti; occhi rosso-oscuri, assai convessi e grandi. 
Austello giallo pallido, col 3° articolo verde scui-o, che raggiunge il 3° paio 
di zampe. Nettarli sottili e cilindrici, lunghi tre volte quanto la coda ; deci- 
samente gialli coir estremità quasi nera. La codicina prominente ed a. forma 
di birillo è dello stesso colore dei nettarli. Ripiegatura anale evidentissima. 
Zampe trasparenti, snelle e pallide, con porzione dei femori scuretti ed i tarsi 
bruni. Lunga 2 millimetri. 

Piante. - Sulle foglie e sui fiori à&W Anthirrinum majus, coltivato (Reggio), 
ed A. Orcnthium (Reggio-Campi, presso Reggio). Primavera, autunno. 

4. S. Atra Ferr. — 1^ Memoria cit. p. 58, 2« p. 209. — Macch. 1. e. p. 244. 

Forme note. - Fem. viv. atter. ed alata. 

Piante. Artemisia abrotanum, coltivata (Reggio C). Primavera. 

5. S. Artemisiae Boj' de Fonscolombe (Aphis), Description des Pucerons etc. 

negli Annales de la Société Entomologique de Franco, t. X, 1841 
p. 162. — Pass. (Siphon) 1. e. p. 10 et 12, n° 5. — Ferr. 1* Mem. e. 
p. 56, n» 12 e 2-'^ p. 209. — Macch. Gior. Ent. e Crittogam. di Sard. 
Fas. 1° 1879, p. 17. 
ApMs tanacetaria Kalt. 1, e. p. 19, n" 8. Koch. (Siphon.) 1. e. p. 187, 
fig. 257, 258. 

Forme note. - Fem. viv. att. ed alat. Maschio alato Kalt. 
Hab. Artemisia abrotanum, coltivata, Artemisia variahilis (Costa' di 
S. Francesco). Estate, autunno. 



— 229 — 

6. Siphonophora Avellanae Kock. — L. e. p. 168, fig. 230, 231. — Pass. 1. c- 

p. 12. — Macch, 
Altro contributo agli A.tìdi di Sard. Riv. Scient. Ind. Anno 12. 
Forme note. - Fem. vivip. att. e alata. 
Hab. Coryìus avellana, a Capo Spartivento. Maggio. 

7. S. Campanulae Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 26, n. 14. — Koch. (Siphon), 1. e. 

p. 164, fig. 224. 225. — Pass. 1. e. p. 10 e 15, n. 13. — Ferr. 
1" M. e. p. 59, n. 20, 2°, p. 209. 
Forme note. - Femm. vivip. att. e alata. 

Hab. Specularìa speculum, Campanula erinus. Estate, autunno. (Costa 
di S. Francesco presso Eeggio C). 

8. S. Cerealis Kalt. — (Aphis) 1, e. p. 16. — Pass. (Siph.) 1. e. p. 10 e 11. 

u. 3. — Koch. 1. e. p. 186, fig. 255, 256. 
A Avenae? Walker. - The Annal and magazine of naturai history. 
Ser. II, voi 3, p. 45, non Schrank. 

Forme note. - Fem. viv. att. ed alata. 

Hab. Triticmn villosum. (Pavigliano). Giugno. 

9. S. Cyparissiae Koch. — L. e. p. 174, fig. 239, 240. — Pass. 1. e. p. 9 e 11, 

n. 2. — Ferr. 2°. Mem. cit. p. 212. 
Forme note. - Fem. vivipara att. e Fem. vivipar. alata. 
Hab. Eupiliorbia peplus, a Ravagnese. Primavera. 

10. S. Jaceae Lin. — (Aphis) 1. e. p. 548, n. 20. Kalt. 1. e. p. 26, n. 15. 

Koch. (Siphon.) 1. e. p. 162, fig. 220, 221. Pass. 1. e. p. 11 e 15, 

n. 15. Macch. 1. 1° cit., fas. II, p. 44. 
Forme note. - Fem. vivip. att. e fem. viv. alata. 
Hab. Cardus arahiais (a Reggio-Campi). Primavera, estate. 

11. S. Lactucae Pass. — Gli Afidi ec. p. 34 e 1. e. p. 14, n. 11. Ferr. 2^ 

Mem. cit. p. 213. Macch. Agg. Af. Sar. Bull. Ent. it. Trimestre II. 

Anno 1842, p. 344. 
Forme note. - Fem. vivipar. att. e fem. viv. alata. 
Hab. Laciuca saliva. Nell'Orto agrario di Reggio. Estate, autunno. 

12. S. Hieracii Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 17, n. 7. Koch. (Siphon) 1. e. p. 152, 

fig. 206, 207. Ferr. l'\ Mem. e. p. 56. 
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. v. alata. 
Hab. A Cataforio, nell' Urospennuni picroidis Desf. Primavera. 

13. S. laulae Ferr. — l'^ Mem. cit. p. 57. 

Forme note. - Femmina viv. at. e fem. viv. alata. 



— 230 — 

Hab. Innla viscosa. Capo dell' Armi. Estate. 

14. Siphonophora Leucanthemi Feir. — 2^ M. e. p. 214. 
Forme note. - Fem. v. at. e fem. v. al. 

Hab. Leucanthemimi sp. (Coltiv.); Reggio, Piazza Vittorio Emanuele. 
Primavera, estate. 

15. S. Malvae Mosley. — (Aphis). Gardn. Chron 1. 684. Wlkr. 1. e. 2. p. 429. 

Pass. (Siph.) 1. e. p. 14. Maccb. 2'^ Mem. cit. p. 12. 

Apliis Pelar gonii Kaltb. 1. e. p. 21. 

A. pallida Wlkr. 2, p. 430, 

Siphonophora Pelargonii Kocb. p. 193, fig. 265, 266. 

S. Diplantherae Koch. p. 151, fig. 205. 

Forme Note. - Fem. viv. att. e fem. viv. alata. 

Hab. Viola tricolor. (Orto agrario di Reggio), PyretJirum, sp. (colti- 
vata nei giardini), Bellìs perennls, B. sylvestris (a Reggio-Campi, presso 
Reggio). Geranium mollis, Erodiimi Botrys , (Gallico) ec. Primavera , 
autunno. 

16. S. Millefolii Fabr. — (Apbis) Ent. Syst. voi. IV, p. 214, n. 17. Schrank. 

Fauna boica, Tom. II, Ingolstadt 1801, n. 1243. Kalt 1. e. p. 10, 
n. 2. Koch. (Siphon.) 1. e. p. 182, fig. 249, 250. Pass. 1. e. p. 12, 
n. 4. Ferr. l-'' M. e. p. 57. Macch. 1. e. Fas. 2°, p. 44. 

Forme note. - Fem. viv. att. e fem. viv. al. Fem, ovipara att. e maschio 
alato De Geer Ins. III, 60. 

Hab. Achillea ligustica. (Cerasi). Estate. 

17. S. Ononis Koch. - L. e. p. 175, fig. 241, 242. Ferr. 2» M. e. p. 212. 
Forma nota. - Fem. viv. att. 

Hab. Ononis diffusa. (Cataforio), Estate. 

18. S. Picridis Fbr. — (Aphis) Ent. Sy. IV, -p. 216. Schrank, Fauna boi. 

ec. e. II, p. 121, n. 1235. Kalt. 1. e. p. 28. Pass. (Siph.) 1. e. p. 16. 

Ferr. 2° M. e. p. 11. 
A. Sonchi Wlkr. L. e. 

A. Cichorii Dutrochet. Ann. Se, n. 30, 204, 1833. 
SliJJi. Cichorii Koch ? 184. 

Forme note. - Fem. at. ed alat. Maschio alato Ferr. 1. e. 
Hab. Sul Plcridium vulfjare. Villa Filocamo. Primavera, Estate. 

19. S. Platanoides Schrk. —(Aphis) 1. e. II. 112. Kaltb, 1. e. p. 12. PafS. 

(Siplion.) 1. e. p. 12, n. 7. Macch. Sp. di Afid. di Sard. Bull, Ent. 
ital, 1882, Trimestre III e IV, p. 336. 



— 231 — 

Brepanosiplmm Elatanoides Kocb. - p. 206, Ag. 279, 281. 
Forme note. - Fem. vìv. alat. fera. ovip. at. e masch. alat. Kock. 
Hab. Neil' Acer i^seudo-platanus. Orto agrario di Reggio. Primavera. 

20. Sìphonophora Solani Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 15. Pass. (Siplion) p. 13. 

Macch. II. 
Forme note. - Fem. viv. att. Kalfc. Fem. viv. al. Pass. 1. e. 
Hab. Sulla Cyclonla vulgaris e sul Convolvulus althaeoides. - Orto 
agrario di Reggio. Primavera, estate; e sul Solanum nigriim. 

21. S. Tussilaginis Koch. — 1. e. p. 158, Hg. 213, 214. Pass. p. 16, 

n. 16. Ferr. V M. e. p. 55, n. 6. 
Forme note, - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Nel Tussilago Farfara. Bagnara. Autunno. 

22. S. Sonchi L. — (Aphis) 1. e. p. 544. Kaltb. L. e. 28, n. 17. Pass. (Siph.) 

1. e. p. 16, n. 18. Ferr. 2^^ Mem. e. p. 215. Macch. Agg. Afid. Sard. 
Bull. e. 1882, p. 244. 
Aphis Serratiilae L. Schrk. Kalt. p. 25. 
Sìphonophora Alliariae Koch. p. 160, fig. 217, 219. 
S. Achìlleae Koch. p. 159, fig. 215, 216. 
S. Latucae Koch. p. 199, ^^. 273, 274. 

Forme note. - Fem. viv. at., fem. viv. alat, e maschio alato. Wlkr. 
Hab. Sul Picrìdium vulgare, e su diverse specie di Sonchus. Presso 
Reggio. Tutto Tanno. 

23. S. Rosae L. — (Aphis) 1. e. p. 542, n. 9. Lamk. Histoir nat. des anira. 

sans ver. Paris 1816, p. 469. Kalt. 1. e. p. 3, n. 1. (Siphon.). Pass. 

1. e. p. 11, n. 8. Ferr. 1» Mem. e. 54. Macch. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alat. maschio alato. 
Hab. Dappertutto sulle rose spontanee e coltivate. 

24. S. Rosaecola Pass. — Flora degli Afidi italiani, estratto dal Bull. Ent. 

Anno III, p. 37. 
Forme note. - Fem. viv. att. ed alata. 
Hab. Su parecchie specie di rose. Orto agrario di Reggio. Primavera. 

25. S. Ulmariae Schrk. — (Aphis). Fau boic. e. II, n. 1221. Wlkr. Sìpho- 
nophora Pass. 1. e. p. 13. Ferr. Macch. 

Aphis Onohrychìs Boy de Fons. 1. e. X. p. 169. 
A. Pisi Kalt. p. 23. 

Siphonophora Pisi Koch. p. 190, fig. 261, 262. 
S. Gei Koch. p. 171, fig. 234, 235. 



232 

Forme note. - Fetn. viv. at. ed al. maschio alato Wlkr. 
Hab. Spartium junceum, Medieago saliva, MecUcago lupolina, TrifoUum, 
Gapsella bursa-pastoris, ec. Frequentissima su qualche pianta tutto l'anno. 

Clen. 2. JP hot'ottat* Pass. 

Antennae tuberculo frontali suffultae, articulo primo intus dente valido 
adacto. Frons inter antennas plana. Nectaria longissima cylindrica vel 
levitar clavata. Caeterum ut Siphonophora. 

Revisio Specie kum. 

26. Phorodon Carduinum Wlkr. — (Aph.) 1. e. v. 6, p. 44. Pass. (Siph.) 

1. e. p. 19. 
Forme note. - Fem. v. at. e fem. vi. alata. 
Hab. Sul Cirsinm lanceolatnm. Capo Spartivento. Estate. 

27. Ph. Galeopsidis Kalt. — (Aphìs) 1. e. p. 35, n. 23. Pass. 1. e. (Phorodon) 

p. 17, e 19, n. 5. Ferr. 1^ M. e. p. 60, n. 25. Macch. Af. Sar. Bull. 
Ent. It. 1882. Trim. Ili e IV, p. 336. 
Forme note. - Fem. viv. at. fem. viv. alata, e fem. ovip. at. Wlkr. 
Hab. Stacliys arvensis. (Capo dell'Armi, Autunno), Plantago PsylUum 
(Ravagnese, Primavera), Plantago lanceolata, (Cataforio, Primavera). Poten- 
tina reptans. (Boschiceddu presso Reggio, Primavera, estate). 

28. Ph. Inulae Pass. — 1. e. p. 18, n. 3. Ferr. 1=^ M. e. p. 60, n. 24. 

Macch. 1. e. 
Forme note. - Fem. v. at. e fem. v. alata. 

Hab. Cupularia graveolensis. Saline. Autunno. Galeactitis tomentosa. 
Primavera. 

Gen. 3. igìtointlosipitum Xoch. partim. 

Frons inter antennas basi distantes plana. Nectaria clavata. Caeterum 
nt Siphonophora. 

Revisio Specierum. 

29. Rhopalosiphum Berberidis Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 95. Wlrk. Pass. 

(Siph.) 1. e. p. 20. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. Fem. ov. at. e maschio al. Wlkr. 
Hab. Sul Berheris vulgarls. coltivato nei giardini di Reggio. Primavera. 



— 233 — 

30. Rhopalosiphum elegans Ferr. 2^ Mem. e. p. 11, n. 11. 

Forme note. - Fem. viv. at. e alata. 

Hab. Sulla Salvia ccratophylloides, a Gallico in Settembre. 

31. Rh. Galeactitis. — Specie uuo^. 
Forma nota. - Fem. v. at. 

Bescrisione. - Di forma ovale assai allungata, lucente al disopra; ha 
i tre anelli del corsaletto distinti e quelli dell' addome fusi in uno. L' ad- 
dome ed il corsaletto di colore verde uniforme, la testa più pallida, quasi 
gialla. Le antenne brevi e sottili; il tubercolo frontale si allarga dalla parto 
della fronte; i primi due articoli verdi e tozzi, i successivi giallo-pallidi e 
trasparenti, ad eccezione dell'estremità del G" e di tutto il 7° che sono scu- 
retti. Occhi neri. L' ausi elio arriva fino al 2^ paio di zampe; si assottiglia 
bruscamente ed ha la punta nera; i due primi articoli sono però gialli. I 
ncttarii lunghi, a forma di clava, giallo-pallidi colla punta scuretta. La co- 
dicina lunga un terzo dei nettarli, è pure pallida ed ha forma di birillo. Le 
zampe giallo-pallide hanno scuri soltanto i tarsi. Lung. mill. 1 ^U- 

Hab. Sulla Galeactitis tometìtosa, a Gallico. Primavera. 

32. Rh. Lactucae Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 37, n. 25. Pass. {Ropcdosip//.) 

1. e. p. 20, n. 1. Ferr. 1=^ M. e. p. 60. Macch. Agg. Af. Sad. 1. e. 

p. 244. ec. 
Forme note. - Femm. v. at., fem. v. a. Fem. viv. at. e m. al. Wlkr. 
Hab. Su tutte le specie di S'onchus. Estate, autunno, inverno. Dappertutto. 

33. Rh. Ligustri Kalt. — (Aphis) 1. e. p. 48. n. 34. Koch. (Rliopal.) 1. e. 

p. 46, fig. 59, 60. Pass. 1. e. p. 21, n. 4. Ferr. 1° 1. e. p. 61, n. 27. 

Macch. Cont. fau. M. Sard. 1. e. p. 46. 
Forme, note. - Fem. v. a., f. v. al. e m. a. 
Hab. Sul Ligustrum vuìgaris\ nei giardini di Keggio. C. 

34. Rh. Nymphaeae L. — (Aphis) 1. e. p. 542. Koch. (Rhophal.) 1. e. p. 2(i, 

fig. 33, 35 e p. 44. fig. 57. Pass. 1. e. p. 21, n. 5. Ferr. 2» M. e. 

p. 11, n. 9. Macch. Agg. e. p. 244. 
Forme note. - Fem. v. a, f. v. al. 

Hab. Suir^>7«« italicum. (Pellero. Estate). Sulla Nymphaea alba. 
Reggio. Primavera, estate. 

35. Rh. Persicae L. — Sulzer, Abgekiirz. Gesch. der Ins. p. 105, tab. XI, 

fig. 3. Morren Ann. Sci. Nat. Paris 1836. Koch. (Rhopal.) 1. e. p. 42, 
fig. 55, 56. Pass. 1. e. p. 20, n. 3. Ferr. 2^ M. e. p. 217, n. 10. 
Macch. Sp. Af. Sard. 1. e. 



— 234 — 

ApMs BiantJd Sclirk. Kalt. Wlkr, 1. e. 

A. vulgaris. Kyber. 

A. Bapae Curtis. 

A. diihia Curt. 

A. vastator Sme. 

Forme note. - Fem. viv. at. fem. v. al. Fera. ov. at. e mas. al. Morren, 

Hab. Sul Bianthus caryophillus, (dappertutto); e sui Senecio vulgaris, 
Senecio crassifoUus, (Autunno. Orto agrario), Hyacinthus orientalis, col- 
tivato; Persica vulgaris, Brassica rapa ec. Estate, autunno. 

Gen. 4. Mlyzu» Pass. 1. e. p. 21. 

Antentìae, basi clistantes tuberculo brevi insiJentes, articulo primo aud 
dentato. Nectaria cylindrica cauda longiora; caeterum ut priora. 
86. Myzus Cerasi Fabr. — (Aphis) EntoQi. Syst. p. 221, n. 6. Kalt. 1. e. 
p. 45, n. 31. Kocb. 1. e. p. 87, fig. 115, 116. Pass. (Myzus) 1. e. 
p. 21 e 22, n. 1. Ferr. 1* M. e. p. 61, n. 28. Macch. Ag. af. Sar. 
1. e. p. 245. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sul Crataegus glabra; Orto agrario e Piazza Vittorio Emmanuele 
di Eeggio. Primavera; sul Pninus cerasus, orto agrario. Primavera, au- 
tunno; e suir Oplirys aranifera, a Monte Corbu. Primavera 

37. M. Mali Ferr. - 2^ M. e. p. 221, n. 16. 
Forme noto. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sul Pìjrus malus: Orto agrario. Primavera. 

38. M. Mahaleb Boyer de Fonsc. — (Aphis) 1. e. X. p. 175. Aphis. Pruni. 

Mahaleb. Pass. (Myzus) 1. e. p. 26, u. 12. 
A Mahaleb Koch. 1. e. p. 113, fig. 150, 151. 
A. HumuU Wlkr. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Prunu^. Orto agrario. Primavera. 

39. M. Matricariae Macch. — Agg. Aphid. Sard. Bull. Enc. it. 245. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Piante. Sulla Matricaria Chamomilla, a Pellero. Primavera ed estate. 

40. M. Nerii Boyer de Fons. — L. e. Macch. (Myzus). Specie di Afid. che 

vivono nelle piante di Sard. 1. e. p. 336. 



— 235 — 

Mysus Asclepladls Pass. 1. e. p. 25. Ferr. 1-'' M. e. p. 62. Maccli. Altro 
contributo agli Af. di SarJ. Kiv. Scient. incl. 1880. 

Forme note. - Femni. viv. at. ed alata. 

Hab. Sul Nerìum oleancìer, spontaneo da Capo dell' Anni al Capo Spar- 
ti vento, e coltivato dappertutto. Primavera, autunno. 

41. Myzus Oxyacanthae Schrank. — (Aph.) 1. e p. 116, n. 1219. Koch. 1. e. 

p. 55. fig. 70, 71. Pass. (Myzus) 1. e. p. 21, n. 5. Macch. Agg. 1. e. p. 215. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Pyrus comìmmis, P. malus, e Crataegus oxìjacantha. Nelle vici- 
nanze di Eeggio. Primavera, autunno. 

42. M. Persicae Pass. — Gli Afidi ec. p. 35. Aphid. it. p. 23, n. 3. 

Ferr. 1"^ M. e. p. 61, n. 29. Macch. Afid. del pesco. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Persica vulf/arls, dappertutto. Primavera, estate. 

43. M. Pyrarius Pass. — Aphid. e. p. 28. Macch. Altro cont. agli Af. di 

Sard. Riv. scient. indust., 1880. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Pìjrus communis; Primavera, autunno. 

44. M. Pyrinus Ferr. — 2^ M. e. p. 222. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sul Pyrus communis. In estate ed autunno, a Pellero, 

45. M. Plantagìneus Pass. — Gli Af. ec. p. 35. Aphid. p. 24, n. 7. 
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. 

Hab. Plantago major e P. coronojnis, a Ravagneso. Estate, autunno. 

46. M. Portulacae. — Specie nuova. 

Fem. vivipara attera. - Di forma ovato allungata, ma molto convessa, 
di color verde pallido, con frefjaenti macchie avana, in modo da sembrare 
tutta marmorizzata; ha inoltre una fascia sfumata dello stesso colore nello 
spazio compreso tra i nettari. Testa piccola, di colori più scuri del resto. 
Le antenne raggiungono appena i dae terzi della lunghezza di tutto il corpo; 
quasi bianche ad eccezione dei due primi articoli, dell' estremità del 6° e di 
tutto il 7° che sono neri. Ocelli quasi perfettamente neri, convessi e mediocri. 
(tIì anelli del corsaletto distinti, quelli dell' addome fusi in uno. Vaiistello 
che raggiunge il 2° paio di zampe, ha la punta nera. Nectarii neri, mediocri, 
ed appena assottigliati all'apice. Codicina dello stesso colore dei nettarli e 
metà la lunghezza di questi. Le zampe bianche coi soli tarsi neri. Lunghezza 
millimetri 1 \'^. 



— 236 — 

Fem. vivipara alata. - Di forma ovata-acuminata verso V addome. 
Testa piccola e quasi nera. Corsaletto col primo anello verde scuro ed 
una fascia nera, 2" e 3° anello nero-lucenti. Addome verde uliva scuro. An- 
tenne mediocri, della stessa forma di quelle della femmina attera, ma più 
scurette e più sottili. Nettarli neri, più sottili di quelli della femmina attera 
e perfettamente cilindrici. Codic'ma dello stesso colore ed un terzo più breve 
dei nettarli. Zampe come quelle della femmina attera. Vaustello che arriva 
al 2" paio di zampe ha la punta nera. 

Hab. Sulla Portulaca oleracea, dappertutto presso Reggio. Autun. inv. 

47. Myzus Ribis L. — (Aphis) 1. e. p. 540. Frisch. Ins. II, 9, pi. 14. Réaum. 

Ins. Ili, pi. 22, fig. 7-10. Fab. Eni Sy. IV, p. 211, n. 7. Schrank. 

1. e. Kalb. 1. e. p, 39, n. 26. Pass. (Myzus) 1. e. p. 25. Ferr. 2- 

M. e. p. 13 
Forme note. - Fem. viv. at. fem. viv. alata maschio al. Wlkr. 
Hab. liihis grossularia e B. riibrtim, coltivati. Estate, autunno. 
4S. M. Rhamni Boyer de Fons. — L. e, non Kock, non Ferrari. Macch. 

(Myzus) kg. Af. Sard. Bui. Ent. it. p. 245. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Sul Rhamnus alaternus. Primavera, autunno. 

48. M. roseum. Macch. — Altro Coni Af. Sard. 1. e. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sulla Yucca, Orto agrario. Estate, autunno. 

49. M. tetrarhoda Walcher. — (Aphis) 1. e. V, IV, p. 42. Pass. (Myzus) 

1. e. p. 25. Ferr. 2^ M. e. p. 61, n. 32. Macch. Ag. Af 1. e. p. 244. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. • 

Hab. Bosa gallica, B. indica (Orto agrario di Eeggio). Basa semper- 
rivum a San Giovanni, Autunno ed estate. 

Gen. 5. SByulopierus Koch 1. e. 

CorjMS ovato oblongum acuminatum. Nectaria cylindrica crassitie sua 
vix longiora. Cauda nectariis longior, raro aequipar: caeterum ut priora. 

E E V I S I S P E e I E R U M. 

50. Hyalopterus Pruni Fab. — 'Aphis) 1. e. IV, 213, p. 14. Schrank. 1. e. II, 

p. 115. Degeer. Eéaum. Kali p. 52, n. 37. ec. Koch. (Hyalopt.) 1. e. 
p. 22, u. 5, f. 29 e 30. Macch. Agg. Af, 1. e. p. 246. 



— 237 — 

Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. Fem. ov. at. e maschio 
al. Degeer. 

Hab. Nelle seguenti piante: Pninus domestica, Pnmiis armenìaca, 
Persica vidgaris, Amygclalus coimminis; dappertutto. Primavera, autunno. 

51. H. trirhoda Wlkr. — (Aphis) 1. e. voi. IV, p. 45, (Hyalopt.) Pass. 1. e. 

p. 27. Macch. Hy. aquilegiae Kocli. p. 19, fig. 25 e 26. 
Forme noto. Fem. viv. at. ed alata. Maschio alato. Wlkr. 
Hab. Aquilegia vìdgaris, Bosa indica, Rosa gallica, nell' Orto agrario 
di Reggio; Rosa sempervirium e Riihus dalmaticum, a G-allico; Autunno. 

Gen. 6. Toacopievn Koch. 1. e. p. 254. 

Antennae tuberculo frontali brevi insidentes, basi distantes. Alac ante- 
riores vena cubitali semel furcata. Caeterum ut Myzus. 

52. Tox. Aurantii Boy. de Fons. — (Aphis) 1. e. 1. X., p. 178. Koch. (To- 

xoptera) I. e. p. 254, fig. 329, 330. Pass. 1. e. p. 28, n. 1. Ferr. 
l'^ M. e. p. 62, n. 35. Macch. 1" Cont. Af. Sard.l. e. p. 19. — Aphis 
Cameliae Kaltb. 1. e. p. 122, n. 94. 
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. 

Hab. Sulle seguenti piante: Ciirus auranfium, C. ìimonium, C. limetta, 
C. media, C. vulgaris; frequente dappertutto. Primavera, autunno; e Cam- 
mellia japonica (Orto agrario) ; Primavera. 

53. Tox. gramiuum Eondani. — (Aphis), Ann. delle Se. Nat. di Bologna, 

anno 1852. Pass. (Toxop.) 1. e. p. 28. Macch. Agg. e. 1. p. 246* 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. In molte graminacee, tra le quali mi limito ad indicare le seguenti; 
Dactylis glomerafa, Zea mays, Triticum villosmn, Bromus maximiis, 
Loliuììi perenne. Avena fatua, A. barbata, ec. frequentissima. Primavera, 
autunno. 

54. Tox. Scirpi Pass. — Agg. Afid. italiani: estratto dal Bull, entomolog. 

Anno VI. 
Forme note. - Fem. vivip. attera e femmina vivipara alata. 
Hab. Scirpus Savii, a Gioja Tauro. Primavera. 

Gen. 7. ApMft L. 1. e. p. 540. 

Antennae tuberculo frontali haud suffultae, corpore ut plurimum bre- 
viores, glabrae, articulo ultimo praecedentem longitudine superante vel salterà 



aeqnante. Frons plana vel convexa. Nedaria cylinclrica vel a basi atte- 
nuata, raro minima, rarissime nulla. Cauda plus minus prominula, aliquando 
nulla. Alarum anteriorum vena cubitalis bisfurcata. 

Eevisio Specierum. 

55. Aphis Arbuti Ferr. — 2^ M. e. p. 228. Macch. Sp. Af. Sar. 1. e. 

Forme, note. - Fem. viv. ai ed alata. 

Hab. ^v\V Arhutus unedo, coltivato e spontaneo. Primavera. 

56. Aph. Atriplicis L. — L. e. p. 548, n. 32. Pass. 1. e. p. 47, n. 41 bis. 

Macoli. Cont. Af. Sar. 1. e. non Fabr. 
A. Chenopodi Scbrk. 1. e. II, p. 109. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Sul Chenopodium album, a Reggio Campi. Autunno. 

57. Aph. Avenae Fabr. 1. e. IV, p. 214. Schrk. p. 104. Kalt. p. 108 Pass. 

p. 35, n. 4. Ferr. 2^ M. e. p. 224, n. 18. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Hordeum vulgare. In Reggio — Campi. Primavera. 

58. Aph. Ballotae Pass. Gli Afidi ec. p. 35, e Aphid. ital. p. 37, n. Il, 
Forma nota. - Fem. viv. attera. 

Hab. Sulla Ballota nigra; frequente. Primavera, estate. 

59. Aph. Beccabungae Koch. — p. 146. Pass. Ap. it. p. 48, n. 43. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sul Chrysanthemum coronarium, al Capo Spartivento; sulla Te- 
Tonica anagallis a Pollerò: Primavera, Estate. 

60. Aph. Brassicae L. — L. e. p. 543. Scbrk. p. 119. Fabr. Ent. Syst. IV, 

218. Pass. 1. e. 25, n. 3. Kalt. p. 106. Koch. 149, f: 203, 204. Ferr. 
1^ M. e. p. 63, n. 38. Maccb. 1°, Con. Af. S. p. 45. 

Aphis Raphanì. Schrk. 1. e. II. 119. 

A. Isatidis Boy de Fosc. p. 106. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sulle seguenti piante. Brassica fruticulosa, Brassìca campestris, 
Jiaphamis Landra, Capsella-hursa pastoris, Sinapis geniculata, Bunias 
entcugo, Erysinum canescens; frequentissima. Primavera, autunno. 
01. Aph. Gapsellae Kalt. — L. e. p. 58 n. 40. Pass. 1. e. p. 40. Macch. 1. e. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sulla Capselìa bursa-pastoris, Primavera; sulle Verbena offtci- 
nalis e Y. ehamaedry folla, Autunno; s,\x\V Aster chinensls, Autunno. 



— 239 — 

02. Aphis Carotae Koch. — L. e. p. 112, f. 149. Pass. p. 48. n. 44. Ferr. 
1^ M. e. p. 72. n. 66. Macch. 1° Coni e. p. 15, 

Forme note. - Femm. \ìv. at. Fera. viv. alata, Pass. 

Hab. Daucus carota, B. foliosus, Tordylium apulum, Orlaya dau- 
coides, frequente dappertutto in dette piante nelle vicinanze di Reggio. Pri- 
mavera, autunno. 

63. Aph. Cardui. L. — L. e. p. 544 n. 17. Fabr. Ent. Syst. 214. Koch. 

Kalt. 115 n. 89. Pass. 41. Ferr. Macc. 

A. Onopordi Schranl: Fau. b. 121. 

A. Chrysanthemi Koch. p. 75 f. 95, 96. 

A. Leucanthemi. Scop. Ent. carn. p. 138. 

Forine note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Cijnara horrìda, e S'colymus Mspanicus, a Capo Spartivento, 
Estate. Onopordon Uìijricum, a Melito. Maggio. Cynara Cardunculiis, Orto 
Agrario di Reggio, in estate. 

64. Aph. Centaureae Koch. — P. 63. f. 80, 81. Pass. Aphid. p. 50 n. 49. 

Macch. Cont, ecc. p. 43. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Centaurea melitentis e C. sphaerocephala, Cataforio, Maggio. 

65. Aph. Chloris Koch — p. 91 f. 122. Pass. p. 39 n. 14. Ferr. 1^ M. p. 65 

n. 44 Macch. Altro Con. 1. e. 
Forme note. - Fem. viv. at. e Fem. viv. alata Pass. 
Hab Fragaria vesca, Primavera; Hypericum perforatum, H. crispum, 
a Gallico e a Capo Spartivento. Estate. 

65.'"' Aph. convolvulicula Ferr. — Sul Convohmliis althoides. 
06. Aph. Donacis Pass. — Aphid. it. p. 49 n. 46. Ferr. 1^ M. C. p. 72 
n. 6S. Macch. Agg. Af. S. 1. e. 246. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Arundo donax, in tutti i canneti. Estate, autunno. 

67. Aph. Euphorbiae Kalt. — 94 n. 69. Koch. 89 f. 119, 120. Pass. 47 

u. 40. Ferr. 2^ M. e. 229 n. 24. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 

Hab. EujyJiorbia biglandulosa, E.peplus, E. ferracina, frequente. Pri- 
mavera. 

68. Aph. Evonymi Febr. — Ent. Syst. IV. 214. Schrank. 1. e. 108. Wlkr. 

Koch. 121 f. 163, 164. Pass. p. 43 n. 28. Macch. Agg. ecc. p. 247. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 



— 240 — 

Hab. Snir Evonymits europaeus. Autunno ed inverno. 
G9. Aphis Farfarae Koch. - 54 f. 68, 69. Ferr. 1*^ M. p. 73 n. 70. 
Forme note. - Fem. viv. at; e fem. viv. alata. 
Hab. Sul Tussilago farfara, Valanidi. Novembre 

70. Aph. frangulae Koch. — 142 f. 192 e 193. Pass. p. 42 n. 25. Macch. 

Agg. ecc. p. 248. 

Aphis Bahmni Kalt. p. 64 n. 45, non Boy de Fonsa. 

Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. Fem. ovip. at. e maschio 
alato. Pass. 

Hab. Bhamnus frangula e R. alaternus, coltivati nell' Orto Agrario 
di Beggio. Autunno. 

71. Aph. Galli Kalt. — p. 87 n. 63. Pass. Agg. alla Fior. Af. it. Bull. 

Societ. Ent. it. Anno XI. p. 44. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Gaìium aparine e Cr. saccharatuni. Primavera, estate. 

72. Aph. gallarum Kalt. — Die. Deutscli Ph5'toph. aus der Kl. der In. 
ApJiis Artemisiae. Pass. Gli Afidi ecc. p. 35. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Artemisia variaHlis ; Costa di S. Francesco. Estate. 

73. Aph. Genistae Scop. — Ent. Carn. p. 139. Kalt. p. 90 n. 66. Koch. 

Aph. p. 82 f. 109, 110. Pass. p. 46 n. 39. Macch. ecc. 
Forme note. - Fem. viv. at. e Fem. viv. al. Fem. ovip. at. Maschio al.? Kalh. 
Hab. Genista. Sp. coltivata. Primavera. 

74. Aph. Craccae Schrk. — L. e. II. p. 119. Kaltb. 86 n. 62. Pass. Ferr. 

A. Viciae Craccae. L. Degeer. Fab. Ent. Sj'. 220. 1. e. p. 543 n. 18. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 
Hab. Sulla Vida psendo-cracca, a Nasiti e Reggio-Campi. Primavera. 

75. A. Hederae Kalt. — p. 89 n. 65. Koch. p. 91 f. 121. Pass. p. 43 n. 29. 

Ferr. 1^ M. e. p. 70. n. 57. Macch. Al. Con. Af. S. 1. e. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Suir Hedera helix, frequentissimo in tutto V anno. 

76. A. Hellchrysi Kalt. — p. 102. Wlkr-Koch. 135. f. 182, 183. Pass. 

p. 38 n. 12. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Helichrysiim stoecJias (Piani di Modena presso Reggio Calabria), 
Estate; e AcJiillea ligustica, Boschiceddu presso Reggio. Giugno. 

(continua) 



— 241 — 

RACCOLTE IMENOTTEROLOGICHE 
NELL'AFRICA ORIENTALE 



KELAZIONE PREVENTIVA 
del Dott. PAOLO MAGRETTI 



Mentre sto compiendo lo studio degli Imenotteri da me rac- 
colti nel mio recente viaggio in Africa (Sudan orientale), credo 
opportuno non attendere la compilazione dell'intero lavoro, che 
richiederà ancor tempo e fatica, per far note alcune specie che 
già mi fu dato determinare, o che riconobbi presentar qualche in- 
teresse per la loro novità. 

Consultai all'uopo, oltre i lavori riguardanti la fauna europea, 
le importanti opere particolari di Savigny, di Klug, dello Spinola, 
di Walker, di Radoszkowsky, di Gerstàcker, di Gribodo, e quelle 
più generali di Fabricius, Dahlbom, Guèrin-Meneville, Lepeletier, 
Brulle, Saussure, Lucas, Smith, e di qualche altro, sugli Imenot- 
teri raccolti in Egitto, Abissinia, Algeria, Morea, Africa occiden- 
tale, equatoriale, australe, comprendendo le Indie orientali ed 
estendendosi sino alla regione australiana. 

Né tali mezzi ancor mi furon sufficienti ; che se molte specie 
potei con certezza riconoscere nelle descrizioni degli autori, molte 
mi rimasero dubbie, molte altre indeterminate. Sarà quindi scopo 
d'un più esteso lavoro, che spero di poter pubblicare in seguito, 
l'elenco di tutte le specie, conosciute o nuove per la scienza, degli 
Imenotteri che potei raccogliere nel mio rapido viaggio succitato. 

La regione visitata o percorsa, se non esplorata nel vero si- 
gnificato della parola, fu di circa due migliaja di kilometri, con 

Ann. XV. 17 



— 242 — 

diverse soste qua e là nei centri principali. Praticai le mie raccolte 
dapprima a Suakin, e sulla via che da qui ci condusse a Kassala, 
poi sulle rive del Gasch e nelle deserte pianure dei Basen e degli 
Homranij sulle verdeggianti sponde del Settit (Takazziè) e dei 
Bahr el Salaam, fino alla remota Metemma nel Galabat. 

Di là, seguendo in gran parte il corso dell'Atbara, si ritornò 
a Kassala, donde si prese in direzione est passando pel Sennehit, 
breve sostando a Keren, fra i Bogos, e riuscendo poi a Massahua. 
Partito da Suakin agli ultimi di gennaio, qui pervenni ai primi di 
maggio. 

Malgrado la stagione non troppo favorevole alle caccie ento- 
mologiche, purnondimeno al ritorno trovai d' aver fatto una rac- 
colta non disprezzabile. In essa son molto ben rappresentate le 
famiglie Andrenidae, Vespidae, Larridae, Pompilidae, MutiUidae, 
Scoliidae, Formicidae; scarse le Evaniadae, Ichneumonidae, Bra- 
conidae, Chalcididae, Chrysididae, punto le Tenthredinidae e le 
Cinipidae. 

Esprimendo qui di nuovo i più vivi ringraziamenti al dott. 
Ernesto André, che mi comunicò le determinazioni dei Formicidi, 
al dott. Kriechbaumer per quelle degli Ichneumonidi, ed ai signori 
ing. Gribodo, Edmondo André e generale Radoszkowsky pel va- 
lido ajuto prestatomi nello studio delle altre famiglie, passo a citare: 



ICHNEUMONIDAE. 

1. Neotypus semirufus Kriechb. u. sp. ?. — Capite thoraceque rufis, abdomine 

pedibusque nigris, puncto ante, altero infra alas, linea postscutelli, 
utrinqne macula apicali segmentorum 1 et 2, fascia apicali quarti, 5-7 
dorso tibiisque anteriorlbus extus albis, geniculis anterioribus testaceis, 
antennis tricoloribus. Long. 5 ^/^ mill. 
Eaccolto ad Aikota, lungo le rive del Gasch. 

2. Platylabus afer Kriechb. n. sp. d". — Niger, albo-pubescens, capite, anten- 

nis infra usque versus apiceni, articulo basali toto, protlioracis margine 
sapero, scutello, abdomine (petiolo excepto), peduuique maxima parte 



— 243 — 

castaneo-rafis ; orbitis facialibus ex parte, antennarum semiannulo 

liueolaque infra alas flavis. Long. 11 mill. 
Platylabo rufo Wesm. afSnis. 
Eaccolto negli orti di Keren. 

3. Charops breviceps Kriechb. n. sp. ?. — Niger, mandibulis et articulo ba- 

sali antennarum maxima parte fulvis, pedibus anterioribus flavis, coxis 
nigris, posticis nigris, apice trochanterum, basi summa femorum et 
dimidio posteriore tibiarum nec non summa basi articuli primi tar- 
sorum flavis aut fulvescentibus, abdomine rubricoso, fusco-nebuloso, 
capite brevissimo. Long. 11 mill. 
Eaccolto a Metemma. 

4. Casinaria ? (1) Magrettii Kriechb. n. sp. cf. — Niger, palpis, mandibulis, 

antennarum articulo basali maxima parte, coxis et trochanteribus an- 
terioribus et posticorum apice flavis, femoribus anticis totis, mediis, 
basi excepta, tibiis tarsisque anterioribus fulvis aut rufis, alarum 
posticarum nervo transverso anali, pone medium fracto, metathorace 
distiiicte areolato, areis intermediis et dentiparis elongatis. 

Long. 8 mill. 

Eaccolto sulle rive del Bahr el Salaam. 

5. Cremastus pallidus Kriechb. n. sp. ?. — Stramineus, fulvescenti-varie- 

gatus, abdominis segmenti 1 linea, 2 et 3 macula basali antennisque 
nigris, his basi fulvis, alarum stigmate viroscente, postice obscuriore, 
terebra circiter quartae abdominis partis longitudine, tibiarum posti- 
carum apice tarsisque posticis fuscis. Long. 6 ^ mill. 
Eaccolto nel Kor Arvian (Homrani), 

EVANIADAE. 

6. Evania laevigata Latr. I 7, E. dimidiata Spin. 

CHEYSIDIDAE. 

8. Stiibum splendidum Fabr, — Con esemplari di varietcà molto distinte 

per colore, scultura e dimensioni. 

9. Hedychrum coelestinum Klug. — Varietà distinta per la sua punteggiatura. 



(1) Riesce dubbioso il genere per la mancanza della femmina. 



244 — 



BRACONIDAE. 



10. Iphiaulax impostor Scop. 

11. Iph. fastidiator Fabr. 



12. Bracon determìnatus Walk. 

13. Agathis nigricornis Bruii. 



CHALCIDIDAE. 



Chnìci» 

diverse specie nuove ? 



14. Dirrhinus excavatus Dalm. 

n. geli. ? formante passaggio 

dal gen. Ilalìici-Eiii al geu. 
Dirrhiiins. 



FOEMICIDAE. 



15. Camponotus sylvaticus 01. ? ^. 

— — var. maciilatus Fab. ? S. 

— — var. cognatus Smith ^. 

16. C. niveosetosus Mayr (operaia). 

17. C. sericeus Fabr. (id.) 

18. Myrmecocistus viaticus Fb. (id.) 
19.AcantholepisFrauenfeldiMayr(id.) 

20. A. capensis Mayr (id) 

21. OdontomachushaematodesL. (id.) 

22. Megaponera foetens Fabr. (id.) 



2.3. Fonerà senaarensis Mayr (oper.) 

24. Dorylus aegyptiacus Mayr (f 

25. Aenictus iuconspicuus ? Westw. (f 
26.Tetramoriuin sericiventre Em. § 
27.Monomoriuin PharaonisLin. (id.) 

28. M. Salomouis Lin. (id.) 

29. M. bicolor Eni. (id.) 

30. M. barbatulum Mayr (id.) 

31. M. gracillimum Smith (id.) 



32. Monomorium afrum André n. sp. 

^ Nigra, opaca; mandibulis rufìs, antennis pedibusque rufo-fuscis; capite 
antice dense striato, postice rugoso, thorace et petiolo dense reticulato-granu- 
latis; abdomine laeviter coriaceo, subnitido. Capite subquadrato, vis longiore 
quam latiore; clypeo longitudinaliter sulcato; oculis sat magnis; thorace inter 
mesonotum et metanotum fortiter impresso; metanoto cum sulco longitudinali 
lato, sat profondo et fere usquo ad mesonoti suturam producto; petiolo nodo 
primo squamiformi, antice convexo, postice plano. 
Long 4-4 Vo min- 
Raccolto fra la sabbia sulle rive dell' Atbara. 



— 245 — 



33. AphaenogasterbarbaraLin. (op. 
— — var. aegiiptiaca Eni. (id.) 

34. Pheìdole rugaticeps Em. (id.) 

35. Ph. synaitica Mayr ?. 



36. Ph. speculifera Em. ?. 

37. Cremastogaster senegalensis 

Rog'er. ?. 



38. Meranoplus Magrettii Andr. n. sp. 

5 Ferruginea; antennis p^dibusquetestaceis, abdomine infuscato, pilis longis 
pallidis sat dense hirsuta; capite tlioraceque supra rude reticulatis; clypeo fere 
laevi, nitido; area frontali nitidissima; tlioracis marginibus (margine antico 
excepto) (Vedi fig. 1. a) crenulatis, angulis anticis spiniformibus; sutura pro- 
mesonotali laoviter impressa; mesonoto dentibus duabus crassis, haud acutis, 
postico armato; metanoto fere verticali, spinis duabus longioribus, parallelis et 
retro directis;*petioli nodo primo (Vedi fig. 1. b) cuneiformi, fere laevi, nitido; 
secundo rotundato, laeviter transverso-reticulato, abdomine antice sabtiliter 
coriaceo, postico laevi, nitido. 

Long. 2 V.-3 min. 

Eaccolto a Suakin. 



Fig'. p 




MUTILLIDAE. 



39. Mutilla signata, Klg. ?. 

40. M. fasciata Klg. ?. 

41. M. leucopyga Klg. ?. 

42. M. senegalensis Guér. (f Varietà 

sconosciuta. 

43. M. Medon Smith. </. 



44. M. floralìs Klg. <f. 
4.5. M. nigripennis 01. <f. 

46. M. histrio Lep. cf. 

47. M. frontalis Klg. (f. 

48. M. cosca Radoszkw. cf. Trovata 

al Caucaso ed in Abissinia. 



49. Mutilla Sudaneusis Magretti, n. sp. (1) ?. — Parva, nigra; thorace su- 
pra ferrugineo-obscuro, pilis longis fuscis, liirto: lateribus laeviter 



(1) Per questa, come per le altre specie nuove, verrà data, in altro lavoro, una più 
estesa descrizione, accompagnata da alcune figure illustrative. 



— 246 — 

coarctato, sat profunde roticulato-punctato, postice granulato-subspi- 
iioso, ungnicula scutellari praedito. Capite albo-piloso, crasse pun- 
ctato. Mandibulis diroidio basali rufis, antennarum basi incrassata, 
scapi apice et flagelli articulo primo rufis, Abdominis segmento primo 
margine minute lacinioso, secundi maculis duabus in dorsi lateribus 
oblongis, tertii fascia lata, interrupta, quarti et quinti marginibus 
pallide flavo-sericeo pilosis. Ano ferrugineo, dimidio basali profunde 
longitudinaliter striato. Pedibus fusco-ferrugineis, pilis albis obtectis. 
Long. 5 mill. 

Mutillae petulans Smith, affinis. 

Presa in piccol numero fra le sabbie delle rive del Bahr el Balaam e 

dell'Atbara. 

50. M. sulcata Magretti. n. sp. ? — Nigra; pilis albidis hirta; thorace 
rubro-ferrugineo, lateribus laeviter sinuato, profunditer reticulato-puu- 
ctato, postice granulato-subspinoso, scutello unguiformi praedito; pro- 
noti parte media sulco magno late impressa, marginibus lateralibus 
elevatis. Capite nigro-ferrugineo, laeviter punctulato, antennarum basi 
tuberculiformi, rubra. Abdominis segmenti primi in margine supero 
macula media triangularis, secundi margine apicali et maculis duabus 
verticalibus prope basi et apice in medio segmenti, parvis rotundis, 
tertii fascia lata, quarti et quinti lateribus, pallide flavo-sericeo pi- 
losis. Ano longitudinaliter striato, apice rubro. Long. 7 mill. 

Mutillae praedatrix Smith, affinis. 

Raccolta fra le sabbie delle rive del Bahr el Salaam. 

5L M. tarsispinosa Magretti, n. sp. ? — Submedia, nigra; longe nigro- 
albo pilosa; capitis vertice et inter oculos usque ad antennarum ba- 
sim macula subtriangulari pilis albo-sericeis; thorace rubro-ferrugineo- 
fusco, finissime punctulato, pilis sparsis argenteis hirto, postice fo- 
veolato-impresso; abdominis segmento primo ferrugineo, secundi mar- 
gine basali medio macula subferruginea vix spectabile pilis nonnullis 
flavo-sericeis tecta, apice fascia lata e pilis brevibus et longiovibus 
flavescentibus vestita. Pedibus liigris, tibils tarsisque spinis longis 
rigidis armatis, intemediis et posticis tibiis et tarsis splendide argen- 
teo-pubescetibus. Long. 9 mill, 

Mutillae inconspicua Smith, affinis. 

Eaccolta presso Suakin, nelle sabbie del deserto. 



— 247 — 

52. M. unguìculata Magretti n. sp. 9 — Nigra; pilis argenteo-sericeis dense 

hirta; thorace supra rubro-ferrngineo, profunde reticulato-foveolato; 
dorso spinis robastis spinulosis fuscis incurvis; metatliorace supra ap- 
pendiculo scutelliforme lato praedito, postice longitudinaliter reticu- 
lato-striato. Capite minute punctulato, mandibulis basi rufis, anten- 
narum articulo basali, et primis duobus flagelli, rufis. Abdominis 
segmenti primi et secundi margine castaneo-piloso, ilio maculis dua- 
bus lateralibus subrotundis, secundo, tertio et quarto fasciis plus mi- 
nus latis, pilis aureo-flavis ornatis. Ano rubro, punctulato. 

Long. 7. V2 mill- * 

Mutlllae dispilota affinis. 

Kaccolta fra le sabbie del deserto, presso Suabin. 

53. M. Radoszkowskyi Magretti n. sp. d'. — Nigro-nitida; rugoso-punctata, 

metathorace reticulato, supra sulco brevi lato profunde impresso, scu- 
• tello tuberculoso-dentato. Mesothoracis dorso quinque-sulcato. Oculis 
profunde trìangulariter incisis. Capite et thorace nigro-hirto pilosis. 
Abdomine rubro, segmenti primi basi late nigra, ano nigricante. Seg- 
mentorum margine apicali-dorsali et ventrali, fasciis e pilis rubro- 
aureis ornatis. Alarum basi hyalina, apice laeviter infuscato-violacea, 
nervis testaceis stigmate et angulo brachiale flavescentibus; cellulis 
cubitalibus completis tribus. Magnitudine variai Long. 12-14 mill. 

Eaccolti due esemplari cf a Mentemma. 

Dedicata, in segno di profonda stima, al nome dell'illustre studioso e 
conoscitore di questo genere d' Imenotteri, il Dott. Obermeister Ka- 
doszkowsky generale della guardia imperiale russa. 

54. M. Takrura Magretti n. sp. (f — Nigra; laeviter punctata, metatho- 

race reticulato-rugoso, dorso quadrisulcato, scutello tuberculato-dentato; 
oculis laeviter subrotundo-ìncisis. Abdomine, basi excepta nigra, rufo, 
segmentorum margine apicali, fasciis e pilis aureis tectis. Capite an- 
tice posticeque, pronoto, propleuris pedibusque longe albo-argenteo- 
pilosis; raetathoracis basi fascia arcuata argenteo-pubescente. Alis 
fusco-hyalinis, dense breviter hirto pilosis, limbo laevissime nigro- 
violaceis, nervis brunneis, cellulis cubitalibus completis tribus. 

Long. 14 mill. 

Eaccolta nella regione dei Takruri, sulle rive del Bahr el Salaam. 

55. M. Pavesi! Magretti n. sp. cf —- Nigra, sat profunde et ampie rugoso- 



— 248 — 

punctata, pilis albiclis ornata; tlioracis dorso sulcis duabus mediis 
profonde irapressis. Oculis vix triangulariter incisis. Capite tlioraceque 
nigris, illius vertice, fronte, genis clypeoque, pronoto, propleuris et 
pedibns, pilis albo-sericeohirtis. Abdomine rufo-ferrugineo, basi et 
ano nigris, segraentorum marginibus albo-pilosis; metathoracis dorso 
fascia lata argenteo-pubescente tecto. Scutello, elevato-rotundato, pro- 
fonde pnnctulato, medio laevi. Alis fosco-lij^alinis, pilis brevibus 
hirtis, nervis et alarum tegulis foscescentibus. Cellulis cubitalibus 
completis tribus. Long. 12 Va Q^ill* 

Raccolta nel Kor Saua (Bogos). 

Dedicata al nome del chiarissimo mio maestro il Professor Cav. Pietro 
Pavesi, illustre studioso dell' aracnofauna africana. 

56. M. aureocincta Magretti n. sp. (f. — Nigra, rugoso-punctata, oculis 
triangulariter incisis, capitis vertice elevato-punctato, mandibulis lon- 
gis, unidentatis. Mesothorace profunde longitudinaliter quadrisulcato. 
Abdomine rufo-ferrugineo, ano nigro, apice rufo. Pronoti et dorsi 
parte antica, scutello, postscutello, metathoracis basi, abdominis seg- 
menti primi basi et apice, secundi, tertii et quarti fasciis apicalibus 
latis, pilis flavo-aureis dense ornatis. Fronte, genis, cljpoo, propleuris, 
abdominis basi, ventre et pedibus, pilis albidis hirtis. Alarum basibus 
flavo-hyalinis, apice laeviter infuscatis, cellulis cubitalibus completis 
tribus, tertia dimidio fusca. Long. 9 mill. 

Mutili ae tricincta Jur. affinis. 
Raccolta a Metemma, nel G-alabat. 



57. Apterogyna Olivierii. Kl;; 

58. A. Latreillii Klg. ^. 



59. A. Savignyi Klg. d'. 



SCOLIIDAE. 



60. Myzine sexfasciata Rossi. | 6L Myzine aegyptiaca Guér. 

62. Myzine Suakinensis Magretti n. sp. 

?. Capite et thorace uigro-nitidis, abdomine rufo-ferrugineo, tribus omnibus 
pallide albo-stramineo pictis. Capitis vertice, prò et meso thorace sparse et 
laeviter punctatis, metathorace laovissime rugoso-punctato. Femoribus poste- 
riori bus nigro-nitidis, valde incrassatis, supra punctatis, margine infero at- 



249 — 



tenuato, ferrugìneo; tibiis posticis rufis, granulosis, margine supero obtuse 
elevato-dentatis. Mandibulis, apice excepto nigro, antennarum basi, scapi 
apice et flagello subtus ferrugineis. Maculis dusfbus longitudinalibus ex ocu- 
lorum margine interno ad verticem capitis, macula triangnlari-oblonga in 
medio frontis, duabus parvis post oculos, dnabus triangularibus in pronoti 
angulis anterioribus, duabus rectangularibus sub alarum tegulis, duabus piri- 
formibus in metathoracis angulis apicalibus, macula lineari arcuata in pro- 
noti margine apicali alteraque in scutello et in metathoracis dorso, pallide 
albo stramineis. Abdominis segmentis I°-1Y° maculis lateralibus eodem colore 
varie dispositis, in dorso et ventre pilis longis albidis marginatis. Pedibus 
nigris, femorum apice, tibiis tarsisque stramineo-rufis, tibiis albicantibus 
hirto-pilosis. Alis liyalinis, nervis et stigmate testaceis, alarum tegulis flave- 
scentibus. — Long. 12 mill. 

Eaccolta presso Suakin, sui fiori di una amarantacea. 



63. Discolia ruficornis Fabr. 

64. D. erythrocephala Fabr. 

65. Scolia mendica Klg. 

66. Se. quadripunctata Fabr. 

— — var. òipimctata. Sm. 

67. Se. intersticta Klg. 

68. Elis (Dielis) hymenaea Gerst. <f. 



69. E. fasciatella Klg. 

70. E. aliena Klg. 

71. E. elegans Bruii. 

72. E. caelebs Sich. 

73. E. eriophora Klg. 

74. E. clotho Sauss. 

Un cf, che credo finora sconosciuto. 



POMPILIDAE. 



75. Aporus sericeus Spin. ?. 

76. Miscophus sericeus Eadoszkw. ?. 

Varietatis an sexus caractere ? a descriptione differt, abdomine toto 
ferrugineo, coxis, trocanteribus femoribusque (apice excepto) nigris, pilis ar- 
genteis obtectis. 

77. Ammophila rubripes Spin. <f ?. 

78. A. holosericea Fabr. (/. var. protorace elevato-convexo, colore ferrugineo 

picto. 



79. Psammophila Madeirae Dalilb. </. 

80. Pelopaeus spirifex Fabr. 

81. Sphex castaneipes Dahlb. 



82. Harpactopus crudelis Smith. </. 

Il (f non fu ancora descritto. 

83. Parasphex fervens Fabr. ?. 



Alcune belle specie appartenenti ai generi Chìoriot» e Hyatitatia 



— 250 — 

non potei per anco determinar con certezza; così pure nn bell'esemplare 
riferibile al gen. Matipuleae {Anipulex nebulosa Smith. ?). 

LAKRIDAE. 

84. Larrada haemorrhoidalìs Fab. cf 9. 

Una varietà, da me distinta coli' appellativo di petrva per le sue di- 
mensioni alquanto ridotte. 

85. Tachytes basilicus Guèr. Men. — Una varietà ? ed un cf finora inediti. 

BEMBECIDAE. 

Parecchie specie molto interessanti riferibili ai generi Bembex e Larva. 

CRABRONIDAE. 

86. Oxybelus lamellatus 01 iv. cf ?. 

Var. fascis flavis tantum 1° et 2° segmento interruptis ; abdominis apice 
toto ferrugineo. Lon. corp. 6-9 mm. 

87. Philantus variegatus Spin. 

Var. 9 pedibus flavo-sulfureis ; femoribus apice ferrugineis. 

88. Ph. coarctatus Spin. — cf 9 varietatibus pluribus distincto. 

VESPIDAE. 

89. Belenogaster junceus 01. cT 9. (Col proprio nido). 

M^(9i'fstsièH9'Si€s>vsjiS(9a'9t8 n. gen. mihi. 

Mischocyttaro Sauss. generi afRnis, differt: 

Palpis maxillaribus articulis quatuor primis longis, duobus ultimis par- 
vis; mandibulis mediocre longis, tridentatis ; antennarum dimidio fla- 
gelli incrassato; clypeo latiore quam longiore. Thorace parce compresso, 
scutello, postscutello et metathorace gibboso-elevatis, sulco medio par- 
titis. Abdomine longe et subtiliter pediculato, petiolo e segmentis primo 



— 251 — 

et secundi maxima parte constit.uto. PecUbus mediocre longis. Alaram 
cellula seconda cubitali triangulari. 



Fiff. i" 




90. P. subtilis Magretti n. sp. d". — Niger; antennarum scapo antice, cly- 
peo, pronoto, alarum t^gulis, scutelli maculis duabus, petioli et abdo- 
minis sfigraentorum raarginibus, fomorum apice et tibiarum basi cum 
fascia longitudinali, flavo-stramineo pictis. Mandibulis (apice excepto 
nigro), palpis et maxillis, antennarum scapo subtus, flagelli basi api- 
ceque, pedibus maxima ex parte, petiolo subtus et secundi abdominis 
segmenti parto petioli formi, ferrugineis. Clypeo, fronte, oculorum si- 
nubus, propleuris et metathoracis latpribus niveo-sericeo pilosis. Ca- 
pitis vertice thoraceque toto sat profonde et ampie punctulatis. Alis 
hyalinis, stigmate fusco. Long. 16 mill. 
Kaccolto lungo le rive del Gasch, nei dintorni di Kassala. 



Fig. 3" 




IsvhBì&tgftsSea'nides n. gen. milii 

Ischnogasteri, Beìenogasteri et MiscTco'cyttaro generibus 
affinis, differt: 

Abdominis petiolo valde arcuato, metathoracis sulco 
medio longitudinali postscutellum tangente, mandibulis 
dentatis, anguste oblongatis, rostrum conficientibus: ala- 
rum cfllulis cubitalibns P pentagona, II'' et IIP tra- 
pezoidales. Pedibus posterioribus mediocre longis. 



— 252 — 

91. Ischn. flavus Magretti n. sp. ?. — Niger; antpnnis, clypei apice, petiolo 
(basi et linea media longitudinali exceptis, nigris) segmentis abdo- 
minalibus supra et sabtus (maculis transversalibus nonnullis nigris) 
pedibusque duobus posterioribus rufo-fulvis. Palpis, mandibulis, clypeo, 
macula Inter antennas, fronte, oculorum margìaibus et sinubus, me- 
sothoracis angulo interno, propleuris, scutello, , postscutello, mf'tatho- 
racis lateribus, pedibus anterioribus alarumque tegulis, flavis, Capitis 
vertice subtiliter foveolato-punctato. Mesothoracis dorso linea media 
elevata antice instructo, toto profunditer punctulato. Long. 14 mill. 
Eaccolto sulle rive del Kor Cheru (Confini dell'Abissinia). 



92. Icaria xanthura Saus. an n. sp. ? 

93. Polistes fastidiosus Sauss. 

94. P. marginalis Fabr, 

var. si ir/ma Fabr. (? e oper.) 

95. Vespa orientalis Fabr. (oper.) 

96. Eumenes tinctor Christ. cf e ?. 

97. E. Lepeletieri Sauss. o=" e ?. 



98. E. dìmidiatipennis Sauss. cT' e ?. 

99. Synagris xanthura Sauss. cf e ?. 

100. Odynerus parvulus Lep. cT, e 9. 

101. O. chloroticus Spin. cr' e ?. 

Il cf era sconosciuto. 

102. O. carinulatus Sauss. <f. 



ANDRENIDAE. 



103. Megachile cyanipennis Guér. 

Men. cf. 

104. M. mystacea Fabr. <f. 

105. Anthidìum Grohmanni Spin. 

106. Ceratina viridis Guér. 

107. Allodape parvula Smith. 

108. A. candida Smith. 

109. Crocisa ramosa Lep. — varie- 

tatibus disiinctìs. 

110. Anthophora nubica Lep. <f ?. 

111. A. quadrifasciata De- Vili. 

— — var. garrula Rossi. 

— — var. altcrnans Klug. 



112. A. pilipes Fabr. 

113. A. albigena Lep. 

114. Xylocopa aestuans Latr, (f ?. 

115. X. inconstans Smith. 

116. X. combusta Smith. 

117. Trigona Beccarii Grib. 

118. Trigona n. sp. ? — Minima. 

119. Apis mellifica Lin. 

var. fasciata Latr. (oper.) 

120. Apis unicolor Latr. (id.) 



— 253 



SPIEGAZIONE DELLE FIGURE. 



Fig-. 1. Torace e pedicello del Bleranoplus Magrettii André, n. sp. 
a) Contorno del torace. 
h) Nodo cuneiforme del pedicello. 

Fig- 2. ParamiscJtocyttarus suMilis n. gen. e n. sp. 

a) Capo. 

b) Zampa posteriore. 

Fig. 3. Ischnogasteroides flavus n. gen. e n. sp. 
a) Capo. 

Canonica d'Adda, novembre 1883. 



— 254 — 

FAUNA E FLORA 

DEGLI AFIDI DI CALABRIA 

Primo conteibuto di L. MACCHIATI 



{Continuazione e fine. — Vedi. voi. XV, pag. 221 e seg.) 

77. Aphis Ilicis Kaltb. — p. 88 n. 64. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Tìex AqulfoUum. Primavera-estate. 

78. Aph. Intybi Koch. — 148. f. 201, 202. Pass. 44 n. 30. Macch. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 

Hab. Cichorium divaricatum. Sala. Maggio. 

79. Aph. Lactucae Boyer. de Fonsc. — 1. e. p. 170. Pass. p. 35 n. 5. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Lnctuca safiva (rara). Primavera, estate. 

80. Aph. Magnoliae — Sp. nov. 

Fem. viv. alata. Ovato-allungata, di color giallo citrino predominante e 
tutta quanta coperta di pnlviscolo bianco, specialmente nel corsaletto. Testa 
ed addome superiormente giallo aranciati. Antenne piìi brevi del corpo e 
nere ad eccezione degli art. 3° e 4° che simo quasi bianchi; l'ultimo articolo 
molto pili lungo del penultimo. Austello mediocre. Nectarii della normale lun- 
ghezza, neri e cilindrici. Codìcina del pari nera, lunga Vs dei nettarli. Ale albo 
jaliue ed a venature quasi n?re. Zampe, ad eccezione dei tarsi, bianche. 

Fem. viv. attera. Non. descritta a tempo. 

Hab. Sulla Magnolia grandiflora, nel cortile del R° Istituto Tecnico 
di Reggio. Primavera. 

81. Aph. Malvae Koch. — 12.5 f. 169, 170. Pass. p. 36 n. 7. Macch. Cont. 

Fauna Af. 1. e. p. 12. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Malva sylvestris. Primavera. Estate. 



— 255 — 

82. Aph. Mali Fbr. — Ent. Syst. IV. 216. Schrk. p. 116. Wlkr. Koch. 

p. 117. f. 143, 144. Kalt. p. 72. Pass. p. 40 n. 19. Ferr. 1^ M. e. 
p. 68, Macc. Aphis Pomi. De Geer. A. Oxyacanthae. Schrk. p. 116. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. Fem. ov. at. e mas. alato. Wlkr. 
Maschio aptero. De Geer. 

Hab. 3Iespilus Japonica, Pijrtis malus, Cydonia japonica, Cydonia vul- 
garis, Aiìantus gìancìuìosa, nell'Orto Agrario di Reggio. Estate, autunno. 

83. Aph. Medicaginis Koch. — p. 94 f. 125, 126. Pass. p. 42 n. 23. Ferr. 

1^ M. p. 68 n. 51. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 

Hab. Hibiscus, coltivato nell'Orto Agrario di Reggio. Autunno; o sulla 
Medicago orhicularis, Reggio-Campi, in Maggio. 

84. Aphis Myopori Macch. — Aggiunte agli Af. di Sard. Bull. Ent. Ita- 

liano. 1882. Trimestre II. p. 247. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Sul Mijoporum picticm, coltivato. Primavera, estate. 

85. Aph. Myosotidis Koch. — 57. f. 72, 73. Pass. 49 n. 48. Ferr. 

p. 74 n. 72. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 

Hab. Myosotis paìustris, Gallico. Maggio; Senecìo vulgaris e 8. 
crassifoUus. 

86. Aph. Nerii Kalt. — p. 118 n. 91. Pass. p. 45 n. 34. 
Furme note. - Fem. viv. at. ed al, 

Hab. Sulle Anagallis arvensis ed A. tenelìa, in primavera e sulle Dti- 
ranthe elithie, Bignonia, catalpa e B. radicans, Orto Agrario e Villa Zerbi. 
Autunno. Non mi è mai stato possibile di trovare questa specie sul Nerium 
Oleander, nella quale pianta la trovò per la prima volta il Kaltb. 

87. Aph. Oxalis. — sp. n. 

Questa specie rassomiglia assai aWAjoJiis Capsellae, dalla quale princi- 
palmente si differenzia per la maggiore lunghezza dell' austello; fors' anche 
non sarà che una varietà. 

Fem. viv. aptera. Ovata allungata, di color verde intenso con molte 
macchie verde-citrino, più numerose nella parte superiore e mediana del- 
l' addome, in modo da sembrare marmorizzato. Testa mediocre. Corsaletto 
cogli anelli distinti e quelli dell'addome fusi in uno, meno l'ultimo. Occhi 
neri, assai convessi e grandi. Antenne brevi, di color verde pallido, coi due 
primi articoli e l'ultimo scuretti. U austello, verde pallido anch' esso, arriva 



— 256 — 

fino al terzo paio di zampe ed ha la punta nera. Nettarvi mediocri, cilindrici di 
color verde-scuro, con macchie verde-pallido a forma di areole disposte in serie 
longitudinali; ma negli individui vecchi queste macchie, come quelle del corpo si 
fanno meno distinte, perchè tendono a divenire piìi scure. Coclicina lunga '/? 
dei nettarii e di color verde oliva. Zampe mediocri, lunghe e dello stesso co- 
lore dell' animale, ma più pallide, coi tarsi e la base dei femori più scuretti. 

Fem. viv. alata. Più piccola e più assottigliata della femmina attera. 
Testa mediocre, nera e lucente. Primo anello del cors^-letto verde, 2° e 3° 
neri e lucenti come la testa. Addome verde. Antenne poco più lunghe della 
metà dell' animale e nere in tutta la lunghezza. Occhi neri. Austello come 
quello dell' attera. Nettarii brevi e dello stesso colore dell' addome. Codicina 
pure di eguale colore e della stessa lunghezza dei nettarii. Ali con venature 
quasi nere, e collo stigma verde pallido. Zampe pallide colla base dei fe- 
mori ed i tarsi neri. 

Hab. L' ho trovata per la prima volta nell' Oxalis corniculata, che cresce 
spontanea nel cortile del R° Istituto Tecnico di Reggio Calabria, ed in seguito 
dappertutto sulla stessa pianta. Autunno e principio dell' inverno. 

88. Aph Papaverìs Fbr. v. descrizione Kaltb. 

Forme note, - Fem. viv. at. ed alata 

Hab. Eryngium campestre, Reggio Campi; Fumaria officinalis, Fu- 
maria capreolata, Papaver Bhoeas, P. setigerum, frequentissima. Primavera. 
Zea ììiaijs, Cyperus rotundus, Cgperus distacliyos, Opuntia tiulgaris, fre- 
quentissima. Autunno. Crassula per fessa, coltivata e Viciafaba. Autunno, prira. 

89. Aph. Persicae Boy. de Fons. 1. e. p. 175. Kalt. p. 93, n. 68. Koch. p. 61, 

fig. 78, 79. Pass. p. 49, n. 47. Macch. Con. Af. Sard. 1. e. p. 13. 
Aph. insititiae Kocli. p. 58. f. 74, 75. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 
Hab. Persica vulgaris, frequente. Primavera, autunno. 

90. Aph. Plantaginis Schrk. n. 1185, II, p. 106. Kalt. p. 59, n. 41. Koch. 

p. 102, n. 137, 138 ? Pass. p. 40, n. 17. Ferr. 1^ Mera. p. 66, n. 46. 
Forme note. - Fem. viv. at, ed alata. 
Hab. Plantago major. Autunno. 

91. Aph. Polyanthis Sulzer. Abgekùrz. Gesch der Ins. p. 105, f. II, fig. 4, 5. 

Pass. p. 41, lì. 21. 
A. tuberosae Boy. de Fons. p. 180. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Cyperus distachyos^ frequente presso Reggio. Autunno. 



— 257 — 

"92. Aph. Prunicola Kalt. p. 122, u. 95. Pass, p. 50, n. 50. 
ApJi. cerasi Schrk. Faun. boic. II, p. 115. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Prunus spinosa. Estate. 

93. Aph. Convolvulicola Ferr. 1^ Mem. e. p. QQ, n. 47. 

Forma nota. - Fem. viv. alata. 

Hab. Convolvulus aUheoides, orto agrario. Novembre.. 

Di questa specie ho anche visto la fem. at. che non descrissi per tempo. 

94. Aph. Orobanches Pass. Agg. alla Flora degli Af. ital. Bull. Ent. Ann. XI, 

p. 45. Macch. Agg. Af. Sard. Bull. e. p. 246. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Orohanche Muteli. Nasiti, aprile. 

95. Aph. Ranunculi Kalt. p. 69, n. 50, Pass. p. 50, n. 52. 

Forme note. - Fem. viv. att. Fem. viv. alata. Pass. 

Hab. Alla base del fusto del Ranunculus muricatus, Ravagnese. Primav. 

96. Aph. Rumicis L. 1. e. p. 541, n. 5, Kalt. p. 81, n. 58. Koch. p. 140, 

fig. 190, 191. Pass. p. 46, n. 37. Ferr. p. 71, n. 64. Macch. Agg. 

Af. Sard. 1. e. p. 243, 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Rnmex 2^uMier. Estate. 

97. Aph. Sambucaria Pass. Gli Afidi ec. p. 36. Aphid. ec. p. 38, n. 13. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Samhucus nigra, autunno. 

98. Aph. Silenae Ferr. 

Forma nota. - Fem. viv. at. 
Hab. Sileno inflata. Primavera. 

99. Aph. Silybi Pass. Additamenta ad indicem Aphid. in Atti della Soc. 

Scien. Nat. v. VIII, e Aphid. 1. e. ecc. p. 44, n. 32. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Solarium nigrum e Borrago officinalis. Primavera, estate. 

100. Aph. Solanina Pass. p. 41, n. 20. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Presso Keggio sul Solanum Sodomeum. Autunno. 

101. Aph. Symphiti Schrk. p. 107 Kalt. p. 62. Wlkr. Pass. p. 39, n. 15. 

Macch. Coni Af. Sard. 1. e. p. 43. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. Fem. ov. att. Wlkr. 
Hab. Cucumis citruUus, Cucurbita pepo, C. maxima, orto agrario. 
Estate, autunno; e nella Capsella Bursa pastoris. Autunno. 

Anno XV. 18 



— 258 — 

102. Aph. Verbasci Schrk. p. 100 Boy. de Fons. x. p. 181. Pass. p. 38, 

n. 13 bis. Kalt. 143, n. 115. 
Forme note. - Fem. viv. att. ed alata. 
Hab. Verhascum sinuatum, in estate a Vinco. 

103. Aph. Urticae Fabr. Ent. Syst. IV, p. 217, Scop. ent. carn. 139, Boy. 

de Fons. 180. Pass. p. 37. n. 9. Ferr. 1» Meni. p. 65, n. 43. Macch. 

kgg. 1. e. p. 246. 
A. urticaria Kalt. 57. Walck. 1. e. p. 41. Koch. p. 101, fig. 135, 136. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Urtica urens, allo Spirito santo, e Parietaria officinalis, dapper- 
tutto. Autunno, inverno e primavera. 

104. Aph. Verbenae Sp. nov. 

Fem. viv. at. Ovato arrotondata. Testa piccola, occhi mediocri e poco 
convessi, di color rosso intenso. Fronte ad angolo ottnso. Ausieìlo, che rag- 
giunge appena il 2° paio di zampe; di color verde pallido colla punta scura. 

Antenne brevissime, i di cui due primi articoli assai brevi ; il 3° ed il 5" 
mediocri, il 4° ed il 6° brevi e pressoché della stessa lunghezza ; l' articolo 
terminale piìi lungo di tutti, assottigliato e quasi nero, mentre gli altri articoli 
sono di color giallo pallido. Tutto 1' animale è giallo citrino, ma la testa è 
pili scura. Gli articoli del corsaletto sono ben distinti, e del pari distinti sono 
gli ultimi tre articoli dell' addome. I nettarli appena prominenti, più brevi 
che grossi e dello stesso colore dell' addome. La codicina si distingue appena 
ed è del colore dei nettarli. Le zampe mediocri del colore dell' animale coi 
tarsi neri, la base dei femori e le articolazioni appena scuretti. 

Le ninfe sono di forma oblongo ovata e tinte appena di giallo. 

Hab. Verbena Cliamaedryfolìa e V. officinalis, orto agrario. Autunno. 

Di questa specie del genere ApJds e di altre poche, che si differenziano 
per la eccessiva brevità dei nettarli, si potrebbe fare un nuovo genere, che 
starebbe al genere Aphis come il genere Hyalopter^is al genere Myms. In 
questo genere si dovrebbero comprendere tutte le specie di Aphis nelle quali 
i nettarli sono più brevi che grossi o nulli. 

Gen. 8. Siphoeovyne Pass. 1. e. p. 52. 

Nectaria plus minusve longa, clavata; caeterum ut Aphis. 

Revisio Specieeum. 

105. Siphocoryne capreae Fbr. Ent. Syst. IV, p. 221. Schrk. 1. e. p. 104. 

Kall. p. 109, p. 84. Koch. {Bhopalosiph.) p. 57, fig. 46, 47. Pass. 

{Siphocoryne) p. 52, n. 1. Ferr. 2-"^ Mem. e. p. 25, n. 26. 



— 259 — 

Aphis pastinacae L. 1. e. p. 548, n. 33. 

A. aegopodii Scop. Ent. Car. 339. 

Bhopalosiphum pastinacae Koch. p. 116, fig. 155, 156. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. Fera. ov. at., maschio alai 

Hab. Salix alba, orto agrario di Reggio. Primavera. 

106. Siph. Foeniculi Pass. Gli Afidi ec. p. 37, ed. Aphid. p. 52, n. 2. 

Macch. Altro cont. ec. 1. e. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Foenìcuìum offidnaìe e Pastinaca sativa. Autunno. 

107. Siph. Xilostei Sdir. (Aph.) 1. e. p. 1194. Kalt. HI. n. 85, Koch. (Bho- 

piaìosyph.) p. 33, fig. 42, 43. Pass. {Sipliocoryne) p. 53, n. 3. Ferr. 
1° Mem. e. p. 75, n. 76. Macch, Altro cont. Piiv. Scient. In. 1880. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 

Hab. Sulla Lonìcera cJiinensis, nell' orto agrario e nel cortile dell'Istituto 
tecnico di Reggio Cai. Primavera. 

Gen. 9. JÃŒIiftocntlis Pass. Aph. it. p. 53 

Femina vivipara aptera et nymphae dorso piloso vel setuloso. Nectaria 
brevissima tuberculiformia; caeterum ut Aphis. 

Revisio Specieedm. 

108. Myzocallis Cyperis sp. nov. 

Fem. viv. at. Ovato allungata, di color verde predominante. Nessun re- 
stringimento dalla testa al corsaletto, sul quale si lasciano vedere due 
macchie oscure. OccJd neri. Fronte quasi piana. Ausiello grosso verde e tra- 
sparente, colla punta nera. Nel dorso ha quattro serie di tubercoli neri e 
brevemente setolosi, che alla base sono circondati da un' areola del pari nera 
e negli spazi che rimangono esistono dei punti neri. Identici tubercoli ha 
anche nel ventre. La coda prominente e dello stesso colore dell' animale lascia 
vedere a mediocre ingrandimento dei radi peli. I nettarìi neri e tubercoliformi 
sono pili grossi che lunghi. Le antenne raggiungono i due terzi della lun- 
ghezza dell' animale, coi due ultimi articoli neri. Le zampe brevi e di color 
verde pallido, hanno i tarsi e la base dei femori neri. 

Hab. Sulle foglie del Cyperus rotimdus, orto agrario e vicinanze di 
Reggio Cai. Novembre e dicembre. 

109. Myz. Ononidis Kaltb. (Aphis; Ent. Zeitung. VII, 173. Pass. {Myzocallis) 

p. 54, n. 1. Ferr. 1^ Mem. p. 75, n. 74. Macch. Altro contrib. ec. 1. e. 
Chaithophorus ononidis Koch. p. 5, fig: 7, 



— 260 — 

Forme note. - Fem. viv. at. Fem. viv. alata Pass. 
Hab. Medicago saliva, Ononis diffusa. Cataforio. Primavera, estate. 
109.bis. Myz. Qiiercus Kalt. (Apbis) p. 98. Pass. (Myzocallis) p. 54, n. 2. 
Ferr. 2^ Mem. e. p. 25, n. 27. var. insignis. 
Forme note. - Fem. viv. at. e fem. viv. alata. Fem. ov. at. e maschio alato. 
Hab. Quercus robur, presso Gallico. Primavera. 

Gen. 10- CÌ€ttlohUis Kocli. p. 252. Pass. p. 55 (Charact. emend.) 

^.w^eMMae pilosae, articulo extremo praecedentem saltem aequante. Necta- 
ria cylindrica duplo saltem crassitie longiora. 

Revisio Specierum. 

110. Cladobius Lantanae Eoch. (Apbis) p. 105, fig. 141, 142. Pass. (Cladob) 

p. 53, n. 1. Maccb. p. 249. 
Forme note. Fem. viv. at. Fem. viv. alata. Pass. Agg. ec. 1. e. 
Hab. Viburnum tinus. Autunno. 

111. CI. Populae Kalt. (Apbis) p. 116 n. 90. Koch. (Cladob) p. 252, fig. 327, 

328. Pass. p. 56, n. 2. Ferr. 1* Mem. p. 76 n. SO. Macch. Altro 

cont. 1. e. 
Forme note. - Fem. viv. at ed al. Fem. ov. at. e maschio alat. Pass. 
Hab. Salix alba e Populus alba. Primavera. 

Gen. 11. Cìtaitophot^ns Koch. p. 1. Pass. 57. 

Antennae setaceae manifeste pilosae, articulo extrerao praecedentera su- 
perante. Ncdaria brevissima obtusa crassitie sua breviora. Cauda verrucae- 
formis. 

Eevisio Specierum. 

112. Chaitophorus Acerìs Koch. p. 14, fig. 19, 20. Pass. p. 58, n. 4. ApJiis 

aceris Fabr. Ent. Syst. IV, 212. Schrk. Faun. Boic. II, p. 111. Kalt. 
p. 125, n. 97, Wlkr. 
Forme note. - Fem. vivipara at. ed al. Fem. ov. at. Masch. al. Wlkr. 
Hab. Acer campestre, ed A. pseudo-platanus. Primavera. 

113. Ch. Populi Koch. p. VA, fig. 16, 17. Pass. p. 60, n. 7. 
ApJiispopuU L. p. 547, n. 27. Kalt. p. 126, n. 98. Fabr. Ent. Sy. 216. Walkr. 



— 261 — 

Forme note. - Fem. viv. at ed al. fem. o. at. Mas. al. Wlkr. 
Hab. Popuìus alba Primavera, 
114. Ch. Saliceti Schrk. (Aphls) p. 103, n. 1177. Kalt. p, 121, Pass. (Chait.) 
p. 60, n. 8. 
Forme note. - Fem. viv. at. Fem. v. alata. Pass. 
Hab. Salix alba Primavera. 

Gen. 12. JRierocallis Pass. p. 60. 

Antennae articulo septimo praecedenti breviore, caeterum ut Mysocallis. 

145. Pterocallis Tiliae L. (Aphis) 1. e. p. 543, n. 11, Schrk. Faun. boi. 117. 

Fabr. Ent. Sy. IV, 218. Kalt. p. 119, n. 99. Kocli. (Callipterus) 

p. 209, fig. 282, 283. Pass. (Pterocallis) p. 61, n. 1. Ferr. 1=^ Mem. 

p. 70, u. 86. 

Forme note. - Fem. viv. alata, fem. ov. ai, Mas. apter Wlkr. Fem. 

vivipara at. De Geer ? 

Hab. Tilia platyphylla. Estate. 

Gen. 13. Tiuttna Heyden. Pass. p. 61. 

Antennae articulis septem, extremo minimo, tertio omnium longiore. 
Pedes longi, tarsis posterioribus articulo unico. Forma alata incognita 

116. Trama troglodytes Heyden. Mus. Senken 11, 293. Pass, p, 61, n. 1. 
Tr. radicis Kalt. p. 211. Koch. p. 307, fig. 375. 

Tr. pubescens Koch. p. 308, fig. 377. 

Forma nota. - Fem. viv. attera. 

Hab. Sulle radici del Sonchus arvensis, presso Eeggio. Primavera. 

Gen. 14. Sì^thft Pass. p. 63. 

Antennae breves parce piloso setosae, sexarticulatae, articulis tertio et 
sexto setaceo omnium longioribus. Nectaria tuberculiformia. 

117. Sipha maydis Pass. Gli Af. ec. p. 38, e Aphid. ec. p. 63, n. 2. Ferr. 

1^ Mem. p. 78, n. 89. Macch. 
Forme note. - Fem. vivipara at. ed alata. 

Hab. Sulle foglie di Zea Mays, e sulle radici del Lolium multìflorum. 
Estate. 



— 262 — 

Gen. 15. Lnoiiptus Illig. Pass. p. 64. 

Antennae sexarticulatae, corpore multo breviores glabrae. Nedaria tu- 
berculiformia. Cauda incospicua. Alae anteriores vena cubitali bifurcata, 
quarta fere rectilinea. 

RevisioSpecieeum. 

118. Lachnus ? Bignoniae sp. nov. 

Fem. vivipara attera. Le antenne lunghe appena quanto la metà del 
corpo, sono giallo bruniccie, coi due primi articoli più scuri, il 3° articolo 
lungo quanto il 4° e 5° presi insieme, il 6° od ultimo articolo filiforme, più 
lungo dei due antecedenti, è nero. Ha gli oqcM decisamente neri, h'austello 
giallo che arriva fino al 2° paio di zampe, ha la base e V articolo terminale 
bruniccio. Il corpo è di forma ovato-arrotondata di colore predominante giallo 
verdiccio, ha due macchie nere di forma elissoidale sopra la testa; ed altre 
tre macchie oscure in direzione lungitudinale nella parte posteriore dell' ad- 
dome. I nettarli brevissimi e neri. La codlcina appena prominente è dello 
stesso colore dei nettarli. Le zampe gialliccie. Lungh. mill. 1, 5. 

Per decidere se questa nuova specie appartiene veramente al genere 
Lachnus bisognerebbe potere esaminare la femmina viv. alata. 

Hab. Bignonìa cataìjpa e B. radicans; Reggio, nelF orto agrario e nella 
Villa Zerbi. Febbraio-aprile. 

119. Lach. longirostris Fabr. ? (Aphis) Pass. (Lachnus). Gli Afidi ec. p. 38. 

Aphid. ecc. p. 65, n. 5. 
Forma nota. - Fem. viv. att. 
Hab. Salix alba e Populiis nigra. Autunno. 

120. Lach. longitarsis Ferr. 1^ Mem. p. 80, n. 90. 2^ Mem. e. p. 233, n. 29 
Forme note. - Fem. viv. att. ed alata. 

Hab. Sulle radici del Phaseolus vulgaris. Estate. 

121. Lach. Quercus L. (Aphis) 1. e. p. 546, n. 24. Burmeister. Hand. d. 

Ent. II, p. 92, n. 3, ec. Kalt, (Lachnus) p. 164, n. 13. Pass. p. 65. 

kpMs fusca Geofi'r. Hist. p. 498, n. 14. 

Phìjlloxera longirostris Boy. de Fonsc. 1. e. p. 197. Kondani. Insetti 
Afidicidi. 1. e. 

Forme note. - Fem. viv. att., fem. viv. alata, fem. ov. at., maschio 
attero Kalt. 

Hab. Quercus robur, presso Gallico superiore. Antunno. 



— 263 — 

Gen. 16. Callipterus Koch. p. 208, Pass. p. 66. 

Alae anteriores vena quarta arcuata, stigma trapezoideum, Eostrum bre- 
vissimum. t!aeterum ut Lachnus. 

122. Callipterus luglandis Frisc. (Àphis) PI. 16, fig. 1, 5. Kalt. (Lachnus) 

1. e. p. 150, n. 3. Koch. (Callipterus) p. 222. f. 295, 296. Pass. p. 66. 

Ferr. 1^ Mem. e. p. 81, n. 94. Macch. Altro coni ecc. 
Forme note. - Fem. viv. att. ed alata. 
Hab. Juglans regia. Estate. 

Gen. 17. JPicfOchlot'us Eondani. 

Osservazioni sopra specie di esapodi, in Nuovi Ann. Societ. Scien. Nat. 
e Pass. p. 67. 

Alae stigmate trapezoideo, vena quarta arcuata. Eostrum longum, sed 
corpus kaud excedens; caeterum ut Lachnus. 

Revisio Specie rum. 

123. Pterochlorus longipes Leon. Duf. (Aphis) Mem. dell' Ist. p. 243. Pass. 

(Pterochlorus) Aphid. p. 67, Ferr. L"^ Mem. p. 81, n. 95. Macch. 

Agg. Afid. S. 1. e. p. 249. 
Aphis roboris Rond., Wlkr. 
Pterochlorus rohoris Rond. Esapodi afìclicicU. 
Bryohius croaticiis Koch. p. 228 fig. 300. 
Forme note. - Fem. viv. at., fem. viv. alai. fem. ov. attera. 
Hab. Quercus lìex e Q. robur. Autunno inverno. 

124. Pteroch. Roboris L. (Aphis) 1. e. p. 548, n. 2. Xali (Lachnus) p. 148, 

n. 2. Koch. (Dryobius) p. 226, fig. 298, 299. 
Lachnus fasciatus Burm. Hand. d. Ent. v. II, p. 93, n. 4. 
Forme note. - Fem. viv. att. e mas. al 
Hab. Quercus robur. Autunno. 

Gen. 18. ScMzoneut^a Hartig. Pass. p. 68. 

Antennae sexarticulatae. Nectaria nulla vel rudimentalia. Alae deflexae 
anteriores venis obliquis quatuor, cubitali semel furcata, posteriores venis 
obliquis duabus. 



^ 264 — 

Eevisio Specierum. 

125. Schizoneura compressa Eoch. p. 267, fig. 241, 242. Franz Low. Zar 

nàheren Kenntniss. zweier Pemphiginen. Aus den Werhandlungen 
der k. k. Zoologisch. botanischen Gesellschaft. in Wien, Jahargang 
1879, p. 65. 

Forme note. - Fem. viv. at, ed al. 

Hab. XJlmus campestris (nelle galle). Estate. 

126. Schz. Corni L. (Aphis) 1. e. p. 551, n. 48. Fbr. Ent. Sy. IV, p. 214. 

Schrk. Fau. boic. Ili, 106. Kalt. p. 168. Eoch. (Anoecia) p. 275, 
f. 348, 349. Pass. (Schizon) p. 69. Ferr. 1« Mem. p. 82. Schizoneura 
vagans Eoch. 226, fig. 343. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Cornus sanguinea. Primavera. 

127. Schiz. lanigera Hartig. (Aphis) 1. e. p. 367. Ealt. (Schizoneura) p. 169. 

Pass. 69. Ferr. 82, 1^ Mera. e. Macch. 

A23h. mali Tougard. Ann. Soc. Horticalt. Paris. XIV, p. 341. Myzoxylus 
Mali. Blot. Mem. de la Soc. Linn. de Caen. 1824, p. 114. Gandolfi, studi sul- 
r insetto ec. Genova 1841. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Pyrus Malus. Autunno. 

128. Schiz. venusta Pass.. Gli Afidi ec. p. 38. Aphid. p. 68, Ferr. 1* Mem. 

e. p. 82, n. 96. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 

Hab. Sulle radici delle seguenti piante: Setaria glauca, Setaria viridis, 
Panicum Cnis- Galli. Autunno. 

Gen. 19. JPentj^MgMS Hartig. Pass. p. 70. 

Antennae sexarticulatae. Alae anteriores venis obliquis quatuor omnibus 
simplicibus, posteriores venis obliquis duabus. 

Revisio Specierum. 

129. Pemphigus foUicularius Pass. Add. in Atti della Soc. ital. di scien. 

nat. V. Ili, p. 400. Maech. Altro Cont. ec. 1. e. 
Forma nota. - Fem. viv. alata. 



— 265 — 

Hab. Nelle galle follicolari e rigonfie del margine delle foglioline della 
Pistacia Terébinthus. Autunno. 

130. Pe. Filaginis Boy. de Fons. (Aphis) p. 180. Pass. p. 73. (Pemphigus). 

Ferr. 1^ Mem. p. 83. 
Pemphigus gnaphalii Kalt. p. 80. Koch. {Prociphilus) p. 183, f. 354. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed alata. 
Hab. Sulle infiorescenze della FUago germanica, presso Vito. Estate. 

131. Pe. cornicu)arius Pass. Gli insetti aut. ec. p. 261 ed Aphid. it. p. 72. 
A, pistaciae L. 1. e. p. 548, n. 33 ecc. 

Forma nota. - Fem. viv. at. 

Hab. Nelle galle siliquiformi dell'apice dei rami di Pistacia Terébin- 
thus. Autunno. 

132. Pe. bursarius L. - (Aphis) p. 547, n. 29. Kalt. (Pemphig.) p. 182, 

n. 3. Kocli. p. 292, fig. 362, 363. Pass. p. 75. Ferr. 1^ Mem. p. 83. 

Réaumur. Insect. V. 3. pi. 26, fig. 7, 11. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed al. 

Hab. Nelle galle del picciuolo e della nervatura mediana delle foglie 
della Popiiihis nigra. Primavera. 

133. Pe, Lactucarius Pass. Gli insetti aut. ec. 1. e. p. 260. ed Aphid. ecc. 

p. 77, n. 13, Ferr. 2» Mem. e. p. 236, n. 34. 
Forme note. - Fem. viv. at. ed. alata. 
Hab. Sulla radice di Lactìica sativa. Estate. 

134. Pe. utricularius Pass. Gli insetti aut. ec. 1. e. p. 260. Ferr. 1^ Mem. 

p. 82. Maccb. Altro cont. cit. ec, 
Réaumur. Insect. tom. Ili, pi. 24, fig. 6. 
Aphis pistaciae L. p. 548, n. 33, ecc. 
Forme note. - Fem. viv. alata. 
Hab. Nelle galle globose della Pistacia Terehinthus. Autunno. 

135. Pe. Zea maidis Leon Dufour (Coccus). Franz. Low. (Pemphigus). Ueber 

eine dem Mais schadliche Aphidenart; Aus den Verhandlungen der 
k. k. zool. botan. Gesellschaft in Wien. 1872 aprile. 

Aphis radicum Fons. 1. e. p. 195. 

Pemphigus Boyeri Pass. Gli insetti aut. ec. 1. e. p. 262. Aj^hid. ec. p. 75, n. 6. 

Amycla fuscifrons Koch. p. 301, fig, 368, 370. 

Encleis bella Koch. ? Endeis rorea Koch. 

Forme note. - Fem. viv. at. ed alata, 

Hab. Sulle radici di graminacee : Zea mags, Lolium perenne, Cynodon 
dactylon. Autunno. 



^66 



Geu. 20. Tel»*a»»eu»'a Hartig. Pass. p. 77. 

Antennae breves sexarticulatae, articulo tertio omnium longiore. Alae 
deflexae, anteriores venis obliquis quatuor simplicibus, posteriores vena obli- 
qua unica. 

136. Tetraneura Ulmi Geoffr. (Aphis) Insect. T. I, p. 494, n. 1. tab. 10, 

Qg. 3, Kéaum 1. e. tab. 25, f. 4. Kalt. (Tetraneur) p. 189. Eoch. 

p. 288, fig. 358, 359. Pass. p. 78. Ferr. 1^ Mem. e. p. 83, n. 104. 
Forme note. - Fem. viv. att. ed al. 
Hab. Nei follicoli piriformi delle foglie di Uhnus campestris. Primavera. 

Gen. 21. Apìoneut'tt^ Pass. p. 78. 

Alae horizontales. Antennae articulo sexto omnium longiore; caeterum 
ut Tetraneura. 

137. Aploneura Lentisci Pass. Apbid. p. 78. Ferr. 1* Mera. p. 84, n. 105. 

Macch. Altri con. e. ec. 
Tetraneura lentisci Pass. Gli Afid. Aut. ec. p. 264. 
Forma nota. - Fem. viv. al. 

Hab. Nei follicoli ventricosi delle foglie di Pistacia Lentiscus, Capo Spar- 
tivento. Maggio, luglio. 

Gen. 22. liizohius Burm. Pass. p. 79. 

Antennae sexarticulatae, articulis quinque primis subaequalibus. Ahdo- 
men nectariis caudaque nuUis. Tarsi unco simplici terminati. Forma alata 
incognita. 

138. Rizobius Sonchì Pass, Gli Afidi ec. p. 39. Apbid. ec. p. 80. Fem. ovi- 

para ? attera. 
Hab. Sulle radici del Sonchus oleraceus e della Fragaria vesca. Estate, 
autunno. 

Gen. 23. Phylloxem Boy de Fonsc. 

Antennae articulis tribus. Alae horizontales, anteriores venis obliquis 
tribus simplicibus, posteriores venis obliquis nullis. 



— 267 -^ 

139. Phylloxera fiorentina Heyden (Vacuna) Mus. Senken II, 285. {'Phyl- 
loxera) Targ. Macch. Osservazioni sulla fillossera del leccio in Sar- 
degna. Bull. Soc. ent. it. Anno XIII. 
Fh. Signoreti Targ. (Bull. Soc. ent. it. Anno 7. p. 30), 
Ph. coccinea Kalt. p. 205. Pass. p. 84, Macch. 1. e. 
Ph. querciis Boy. de Fonsc. 
Forme note. - Fem. viv. at. e mas. at. Macch. 
Hab. Querciis Uex. 



~ 268 



INDICE 



DELLE SPECIE DI AFIDI DI CALABRIA 



Gen. 1. Siphonophora, Kocli. 

1. Aceris, Kocli. 

2. Absinthii, L. 

3. Anthirrini, Macch. 

4. atra, Ferr. 

5. Arfemisiae, Boy. de Fons. 

6. Avellanae, Koch. 

7. Campanulae, Kalt. 

8. cerealis, Kalt. 

9. Cyparissiae, Koch. 

10. Jaceae, L. 

11. Lactucae, Pass. 

12. Hieracii, E alt. 

13. Inulae, Ferr. 

14. Leucanthemi, Ferr. 

15. Malvae, Mosley. 

16. MillefoUi, Fbr. 

17. Ononis, Koch. 

18. Picridis, Fbr. 

19. Platanoides, Schrk. 

20. ,S'o?awi, Kalt. 

21. Tussilaginis, Koch. 

22. SoncJd, L. 

23. Rosae, L. 

24. Rosaecola, Pass. 

25. Ulmariae, Schrk. 

Gen. 2. Phorodon, Pass. 

26. Carduinum, Wlkr. 

27. Galeopsidis, Kalt. 

28. Inulae, Pass. 

Gen. 3. Rhopalosiphum) /focA. 

29. Berberidis, Kalt. 

30. elegans, Ferr. 



31. GaJactitis, Macch. 

32. Lactucae, Kalt. 

33. Ligustri, Kalt. 

34. Nymphaeae, L. 

35. Persicae, Sultz. 

Gen. 4. Myzus, Pass. 

36. Cerasi, Fbr. 

37. ilfaZ2, Ferr. 

38. Malialeh, Boy. de Fons. 

39. Blatricariae, Macch. 

40. iVern, Boy. de Fons. 

41. Oxyacanthae, Schrk. 

42. Persicae, Pass. 

43. Pyrarius, Pass. 

44. Pyrinus, Ferr. 

45. Plantagineus, Pass. 

46. Portulacae, Macch. 

47. JRéòis, L. 

48. rubra, Macch. non yosea 

49. tetrarhoda, Walk. 

Gen. 5. Hyalopterus, JiToc/i. 

50. Pruni, Fbr. 

51. trirhoda, Walk. 

Gen. 6. Toxoptera, i^Toc/i. 

52. ^wraw^u*, Boy de Fons. 

53. graminum, Kond. 

54. Scirpì, Pass. 

Gen. 7. Aphis, i. 

55. Arbuti, Ferr. 

56. AtripUcis, L. 



269 — 



57. Avenae, Fbr. 

58. Ballotae, Pass. 

59. Beccabungae, Koch. 

60. Brassicae, L, 

61. Capsellae, Kalt. 

62. Carotae, Koch. 

63. Cardili, L. 

64. Centaiireae, Koch. 

65. CMor'ìS, Koch. 

65'''5 ConvoIviiUcoIa, Ferr. 

66. Donacls, Pass. 

67. Eupliorbiae, Kalfc. 

68. Evonymi, Fbr. 

69. Farfarae, Koch. 

70. Frangulae, Koch. 

71. (?a?«'. Kalt. 

72. galìarum, Kalt. 

73. Genlstae, Scop. 

74. Craccae, Schrk. 

75. Hederae, Kalt. 

76. Helichrysi, Kalt. 

77. 7//C/S, Kalt. 

78. 7i>?^^&j, Koch. 

79. Ladiicae, Boy. de Fons. 

80. Magnoliae, Macch. 

81. Blalvae, Koch. 

82. ilfrt/r, Fbr. 

83. Medicaginis. Koch. 

84. Myopori, Macch. 

85. Myosotldis, Koch. 

86. JVerii Kalt. 

87. Oxaìis, Macch. 

88. Papaveris, Fbr. 

89. Persicae, Boy. de Fons. 

90. Plantaginis, Schrk. 

91. Pohjanthis, Snlzer. 

92. Prutricola, Kalt. 

93. ConvoIvuìicoJa, Ferr. 

94. Orobanchcs, Pass. 

95. Baminculi, Kalt. 

96. Bumicìs, L. 

97. Sambucaria, Pass. 

98. Silenae, Ferr. 

99. >S'/Z^6/, Pass. 

100. Solanina, Pass. 

101. SijmpliiU, Schrk. 



102. Verbasci, Schrk. 

103. ZJr^icae, Fbr. 

104. Fe/-6ewae, Macch. 

Gen. 8. Siphocoryne, Pass. 

105. Caprette, Fbr. 

106. FoenicuU, Pass. 

107. Xylostei, Schrk. 

Gen. 9. Myzocallis, Pas5. 

108. Cyperis, Macch. 

109. Ononidis, Kalt. 
log**'" Qiiercus, Kalt. 

Gen. 10. Cladobius, 7foc7i. 

110. Lantanae, Koch. 
IH. PopuU, Kalt. 

Gen. 11. Chaitophorus, Sbc7«. 

112. Aceris, Koch. 

113. PopuU, Koch. 

114. Saliceti, Schrk. 

Gen. 12. Pterocallis, Pass. 

115. TiZiae, L. 

Gen. 13, Trama, Heyden. 

116. troglodìjtes, Heyd. 

Gen. 14. Sipha, Pass. 

117. Maidis, Pass. 

Gen. 15. Lachnus, J/%. 

118. Blgnoniae, Macch. 

119. longirosfris, Fbr. 

120. longìtarsis, Fbr. 

121. Quercus, L. 



— 270 — 



Gen. 16. Callipterus, Koch. 

122. Juglandis, Frisc. 

Gen. 17. Pterochlorus, Bond. 

123. longipes, Leou. Duf. 

124. Eohoris, L. 

Gen. 18. Schìzoneura, Hartig. 

125. coìnpressa, Koch. 

126. Corni, L. 

127. lanigera, Hartig. 

128. venusta, Pass. 

Gen. 19. Pemphigus, Hartig. 

129. foUicularius, Pass. 

130. Filaginis, Boy. de Fons. 

131. cornicuìarius, Pass. 



132. hursariiis, L. 

133. Lactucarius, Pass. 

134. utricularius, Eéaum. 

135. Zea Maydis, Leon. Dufour. 

Gen. 20. Tetraneura, Hartig. 

136. TJlmi, Geoffr. 

Gen. 21. Aploneura, Pass. 

137. Lentisci, Pass. 

Gen. 22, Rizobius. Burnì. 

138. iSoncJii, Pass. 

Gen. 23. Phylloxera, Bo?/. i^ows. 

139. Fiorentina, Heyden. e Targ. T. 



271 — 



FLORA DEGLI AFIDI DI CALABRIA 



Parte Seconda. 

Acer campestre L. 

Chaitliophorus Aceris Koch. 
Sulle foglie, intorno ai picciuoli ed ai giovani rami. Primavera. 
Acer pseudo-platanus L. 
Siphono])hora Aceris Eocb. 

— Platanoicìes Schrk, 

Sulla pagina inferiore delle foglie e sui giovani rami. Primavera. 
Chaithopl/onts Aceris, 
Sulle foglie intorno ai picciuoli ed ai giovani rami. Primavera. 
Achillea ligustica Ali. 

Siphonophora Ahsinthìi L. Primavera. 

— MiìlefoUi Fbr. Estate 
ApMs Helichrysi Kalt. Giugno. 

Quest'ulima specie soltanto tra i fiori. 
Ailautus glandulosa L. 
Apliìs Mali Fbr. 
Sotto le foglie, ma non frequente. Autunno. 
Amygdalus communis L. 
Hìjalopterus Pruni Fbr. 
In primavera sulle giovani foglie. 
Anagallis arvensis L. 

— tenella L. 

Apliis Ncrii Kalt. Primavera. 
Anthirrinum majus L. 

— Orontium L. 
SipJionophora Anthirrini Macch. 

Sulle giovani foglie e sulle corolle. Primavera, autunno. 



— 272 — 

Aquilegia vulgaris L. 

Hyalopterus frirhocla Walk. 
Sulle foglie in individui coltivati. Autunno. 
Arbutus unedo L. 

Aphis Arhiiti Ferr. Sulle foglie. Primavera. 
Arundo donax L. 

Aphis Donacis. Pass. 
In quasi tutte le foglie, ma di frequenza nelle giovani. Estate, autunno. 
Artemisia Abrotanum L. (pianta coltiva). 
SiphonopJwra AhsintJdi L. 

— Artemisiae Boy. de Fons. 

Nelle sommità ed intorno ai fiori. Estate, autunno. 
Aphis gallarum Kalt. 

Nelle foglie superiori bolloso-convolte. Autunno. 
Artemisia variabilis Ten. 
Siphonophora Absinthii L. 

— Artemisiae Boy. de Fons. 

Nelle estremità ed intorno ai fiori. Estate, autunno. 
Siphonophora atra Ferr. In primavera sulle foglie. 
Avena barbata Brot. ' 

— fatua L. 

Toxoptera gramimim Eond. In estate sulle foglie. 
Arum italicum Mill. 

Bhopalosiphum Nymphaeae L. Estate. 
Aster chinensis L. (pianta coltivata). 

Aphis Capseìlae Kalt. 
In autunno sulle foglie e sui fiori. 
Ballota nigra Sm. 

Aphis Ballotae Pass. Sui fiori. Primavera, estate. 
Bellis perennis L. 

— sylvestris Cyr. 

Siphonoptltora Malvae Mosley. In primavera sulle foglie. 
Berberis vulgaris L. p. coltivata. 

Bhopalosiphum BerhericUs Kalt. In primavera sulle foglie. 
Bignonia catalpa L. p. e. 

— radicans L. p. e. 

Lachnus JS'erii Kalt. In autunno sulle foglie e tra i fiori. 



— 273 — 

Apìiis Bignoniae. Macch. 
Sulle giovani foglie e tra i fiori. Febbraio-aprile. 
Borrago officinalis L. 

Aphìs Sylìbi Pass. Sulle foglie. Primavera, estate. 
Brassica campestris L. 

— .fruticulosa Cyr. 

Aplùs Brasslcae L. Nelle foglie e nei fiori, Estate, autunno. 
Brassica Rapa L. p. e. 

Ehopaìosìplmm Persicae Sultz. Sulle foglie. Estate, autunno. 
Bromus maximus Df. 

Toxoptcni graminum Eond. Sotto le foglie. 
Bunias Erucago L. 

Aphh Brasslcae L. Xelle foglie. Primavera, estate. 
Camellia laponica L. 

Toxoptera Aurantìi Boy de Fons. 

In primavera tanto sulle gemme che sulle giovani foglie. 
Campanula Erinus L. 

Siplionopliora Campanulae Kalt. Estate, autunno. 
Capsella bursa-pastoris Moench. 

SipUonophora Ulmariae Schrk. In primavera sulle foglie. 

ApJiis Brasslcae L. Sulle foglie. Primavera. 

— Capsellae Kalt. Sulle foglie e sulle sommità fiorifere. Primavera. 

— Symphìjtl Schrk. Nella pagina inferiore delle foglie. Estate. 
Carduus arabicus Jacq. 

Sìphonopliora Jaceac L. Sui peduncoli fiorali. Primavera, estate. 
Aphls Cardia L. Nella pagina inferiore delle foglie. Estate. 
Centaurea melitensis L. 

— spherocephala L. 
ApMs Centaureae Koch. 

Nelle estremità fiorifere e sotto le foglie. Maggio. 
Gichorium divaricatum Willd. 

Aphìs Intyhi Koch. In tutta la pianta. Maggio. 
Ghenopodium album L. 

Aplùs Atripllcis L. Nello foglie ravvolte. Autunno. 
Chrysanthemum coronarium L, 

Aphìs Beccabungae Koch. 

Sotto le giovani foglie all' apice dei rami e tra i fiori. Primavera. 
Ann. XV. 19 



~ 274 — 

Cirsium lanceolatum Scop. 

Phorodon Carduìnum Wlkr, Sotto le foglie. Estate. 
Citrus aurantium Risso. 

— Limetta Risso. 

— Liimonium Risso. 

— inedia Risso. 

— vulgaris Risso. 

Toxoptera Aurantii Boy de Fons. 
Sulle foglie leggermente increspate. Primavera. Autunno. 
Convolvulus altheoides L. 

Siphonophora Sólani Ealt. In primavera sotto le foglie. 

ApJiis convolvulicola Ferr. 
Cornus sanguinea L. 

Schizoneura Corni L. In primavera sulle foglie e peduncoli fiorali. 
Corylas avellana L. 

Slphonoplwra Avellanae Koch. In maggio sui giovani rampolli. 
Crassula perfossa Lam. p. e. 

Aphis Papaveris Fbr. In tutta la pianta. Primavera, autunno. 
Crataegus glabra p. Colt. 

Myzus Cerasi Fbr. Sulla pagina inferiore delle giovani foglie. Primavera. 
Crataegus Oxyacantha L. 

Myzus Oxyacanthae L. In primavera. 
Gucnmis citruUus L. 
Cucurbita pepo D. C. 

— maxima D. C. 

ApJiis Sijmphìti Schrk. Sotto le foglie. Estate, autunno. 
Gupularia graveolensis G. Gr. 

Phorodon Inulae Pass. In autunno sulle foglie. 
Cynara Carduaculus L. 

— horrìda Sibtli. 

Aphis Cardili L. Sulle foglie. Estate. 
Cydonia Japonica Pers. p. e. 
Aphis mali Fbr. 
Nelle foglie ravvolte e all' apice dei giovani rami. Primavera, autunno. 
Cydonia vulgaris Pers. p. e. 

Siphonophora Solani Kalt. Nelle giovani foglie. Primavera, estate. 
Aphis Mali Fbr. 
Nelle foglie ravvolte e all' apice dei giovani rami. Primavera, autunno. 



— 275 — 

Cynodon Dactylon Pers. 

Pemphìgus Zea Malclis Leon Dufour. In autunno sulle radici. 
Cyperus distachyos Ali. 

Aphis Papaveris Fbr. In autunno sulle foglie. 

— Polyanthis Sulzer. Autunno sulle foglie. 
Cyperus rotundus D. C. 

Aphis Papaveris Fbr. In autunno sulle foglie. 

Mysocallis Cyperìdis Macch. Sulle foglie e sulle infiorescenze. Novembre. 
Dactylìs glomerata L. 

Toxoptera graminum Eond. Primavera, estate. 
Daucus carota L. 

— setulosus Guss. 

AjyMs Carotae Koch. Tra i fiori. Primavera, estate. 
Dianthus Caryophyllus L. 

Hhopalosiplmm Persicae Sultz. 
Sulle foglio e nei peduncoli fiorali. Estate. 
Duranthe elithia p. e. 

ApJiis Nerii Kalt. In autunno sulle foglie e tra i fiori. 
Erodium Botrys Beri 

Siphonophora Malvae Mosley. Sulle foglie. Primavera, estate. 
Eryngium campestre L. 

Aphis Papaveris Fbr. Primavera. 
Euphorbia biglandulosa Desf. 

— peplus L. 

— terracina L. 

Aphis Euphorhiae Kalt. 
In primavera nelle sommità e nella pagina inferiore di quasi tutte le foglie. 
Euphorbia peplus L. 

Siphonophora Cyparissiae Koch. Sulle foglie e tra le brattee. Primavera. 
Evonymus europaeus L. p. e. 

Aphis Evonymi Fbr. Nelle giovani foglie. Autunno, inverno. 
Erysimum canescens D. C. 

Aphis Brassicae L. In primavera sulle foglie. 
Filago germanica L. 

Pemphìgus Filaginìs Boy. de Fons. In estate sulle infiorescenze. 
Foeniculum officinale Ali. 

Siphocoryne Foeniculi Pass. 
Sulle foglie superiori e tra i fiori. Estate, autunno. 



— 276 — 

Fragaria vesca L. 

ApJiis Chlorìs Koch. Vicino ai fiori e sui fiori. Primavera. 
Bisobhis SoncM Pass. Nelle radici. Estate, autunno. 
Fumaria ofiìcinalis L. 

— capreolata L. 

Apliis Papaveris Fbr. In primavera su tutta la pianta. 
Galeactitìs tomentosa Macch. 

lìliopàlosiphum Galeactitìs Macch. 
In prioiavera sulla pagina inferiore delle foglie. 
Galium Aparine L. 

— saccharatum Ali. 

Apliis Galli Kalt. Primavera, estate. 
Genista L. 

ApMs Genistae Scop. Sulle foglie e sui giovani rami. Primavera. 
Geranium molle L. 

Siplionopliora Malvae Mosley. Sulle foglie. Primavera, estate. 
Hedera helix L. 

ApMs Hederae Kalt. 
Nelle foglie all' apice dei rami giovani e nei fiori. Tutto 1' anno. 
Helychrysum stoechas D. C. 

ApMs Helkhrysi Kalt. Sulle foglie e sui fiori. Estate. 
Hibiscus L. 

Aplùs Medicagìnis Koch. In autunno sulle foglie e sui fiori, 
Hordeum vulgare L. 

ApMs Avenae Fbr. sulle foglie. Primavera. 

Toxoptera grominum Eond. Sulle foglie. Primavera. 
Hyacinthus orieutalis L. p. e. 

Bhopaìosìplmni Persicae Sultz. Autunno. 
Hypericum perforatum L. 

— crispum L. 

ApMs CMoris Koch. Sulle foglie, estate. 
Ilex Aquifolium L. 

ApMs llicis Kalt. Sulle giovani foglie. Primavera. 
Inula viscosa Ait. 

S'iplionophora Inulae Perr. In estate sulle foglie. 
Juglans regia L" 

Callipterus Juglandis Friso. In estate sulla pagina inferiore delle foglie, 
e specialmente lungo la nervatura mediana. 



— 277 — 

Jucca L. 

Mysus tetrarhoda Walh, Sotto le giovani foglie. Primavera, estate. 
Lactuca sativa L. 

S'qìlionophora Ladiicae Pass. Nelle sommità fiorite. Estate, autunno. 

ApMs Lactucae Boy. de Fons. Idem. 

PempJiigus Lactiicarhis Pass. In estate sulle radici. 
Leucanthemum T. p. colt. 

Siphonopliora Lencantliemi Ferr. In primavera sotto le foglie. 
Ligustricum vulgare L. 

ItJiopaìosiphum Ligustri Kalt. Sulle giovani foglie. Primavera. 
Lolium multiflorum Lam. 

Sipha Màiclis Pass. In estate sulle radici. 
Lolium perenne L. 

Toxoptera gramimim Eond. Primavera, estate. 

Pcmphigus Zea Maidis. Leon Dufour. In autunno intorno alle radici. 
Lonicera chinensis Wats. p. e. 

Siphocoryne Xylostei Schrk. 

Nella pagina inferiore delle foglie e sui fiori. Primavera. 
Magnolia grandiflora L. p. C. 

Ap)Ms MagnoUae Macch. 
Nella pagina inferiore delle giovani foglie e sulle gemme. Primavera. 
Malva sylvestris L. 

AphìS Maìvae Kalt. 
Nelle foglie bollose ed increspate. Primavera, estate. 
Matrìcaria Gliamomilla L. 

Myeiis Matrìcarìae Macoli. Sulle foglie e tra i fiori. Primavera, estate. 
Medicago orbicularis Ali. 
— sativa L. 

Siplionophora Ulmariae Schrk. Sotto le foglie. Estate, autunno. 
Medicago lupolina L. 

ApJds Medicaginis Koch. Nelle foglie e sugli steli. Maggio. 
Medicago sativa L. 

Mysoccdlis Ononidis Kalt. Sulle foglie. Estate, autunno. 
Mespilus Japonica L. p. colt. 

Aplds Mail Fbr. Sotto le foglie bollose ed increspate. Estate, autunno. 
Myoporum pictatum R. Br. 

ApMs Myopori Macch. 
Sotto le foglie e sui picciuoli. Primavera, estate. 



— 278 — 

Myosotis palustris Wilt, 

ApJds Myosoiidis Koch. 
In maggio, nelle foglie e all' apice dei rami. 
Nerium Oleander L. 

Myzus Nervi Boy. de Fonsc. 
Sui picciuoli, sulle giovani foglie, sui rami fioriferi e sui fiori. Prima- 
vera, estate. 
Nymphaea alba L. 

Bhopalosìphum Nymphaeae L. 

Nelle foglie bollose e contorte. Primavera, autunno. 
Onopordon lUyricum L. 

Aphis Cardui L. In estate sulle foglie. 
Ononis diffusa Ten. 

SiphonopJiora Ononis Koch. Sulle foglie. Estate. 

Myzocallis Ononidis Kalt. Nelle foglie. Primavera, estate. 
Ophrys aranifera Huds. 

Mysiis Cerasi Fbr. Nelle foglie e sui fiori. Primavera. 
Opuntia Ficus indica L. 

Aphis Papaveris Fbr. Primavera, autunno. 
Orlaya daucoides L. 

Aphis Carotae Koch. Primavera, estate. 
Orobanche Muteli Schultz. 

Aphis Orohanches Pass. 
Oxalis corniculata L. 

Aphis Oxalidis Macch. Su tutta la pianta. Autunno. 
Panicum Crus-Galli L. 

Schizoneura venusta Pass. In autunno attorno alle radici. 
Papaver Rhoeas L. 
— setigerum D. C. 

Aphis Papaveris Fbr. In primavera sulle foglie e sui fiori. 
Parietaria officinalis L. 

Aphis TJrticae Fbr. 
Sulle foglie e nelle infiorescenze. Autunno, inverno e primavera. 
Pastinaca saliva L. 

Siphocoryne Foeniculi Pass. 
Nelle foglie superiori e nelle ombrelle. Estate, autunno. 
Persica vulgaris D. C. 

Wiopalosiphum Persicae Sultz. Sulle foglie. Estate, autunno. 



— 279 — 

Mysus Persicac Pass, 

Nei teneri rami, sui picciaoli e sulle foglie. Primavera, estate. 
Hyaloptenis Pruni Fbr. 
Sui giovani rami e sulle foglie cosperse di bianco polviscolo. Prima- 
vera, autunno. 
Aphis Persicae Boy. de Fons. 
Air apice dei giovani rami e sulle foglie increspate e ravvolte, produ- 
ducendo la forma principale di quella malattia che è chiamata fillo- 
rissema del pesco; da non confondersi questa coli' altra specie ben 
diversa di fillorissema, che deve la sua origine ad un fungo parassito, 
r Exoascus deformans (Berkl.) Pass. 
Picridium vulgare Desf. 

Siplionophora Pìcricìis Fbr. Sulle foglie. Primavera, estate. 
— Sonclìi L. Sulle foglie in estate. 
Pistacia Lentiscus L. 
Aploneura Lentisci Pass. 
Nelle galle follicolari delle foglioline. Maggio-luglio. 
Pistacia Terebinthus L. 

PempJiigus cornicularius Pass. 

Nelle galle siliquiformi e cornute dell'apice dei rami. Autunno. 
PempMgus follicuìarius Pass. 

Nelle galle follicolari e rigonfie del margine delle foglioline. Autunno. 
PempJiigus iitricidarius Eéaum. Nelle galle subglobose dei picciuoli. Aut. 
Phaseolus vulgaris L. 

Lachniis longirostris Fbr. Sulle radici in estate. 
Plantago major L, 

Aphis Pìantagìnis Schrk. Sotto le foglie. Autunno. 
Plantago Coronopus L. 

— major L. 

Myzus Plantagineus Pass. Sotto le foglie. Estate, autunno. 
Plantago Lanceolata L. 

— Psyllium L. 

Phorocìon Galeopsidis Kalt. In primavera sulle foglie. 
Populus alba L. 

Cladohius Populi Kalt. Primavera. 

Chaìtopliorus Saliceti Schrk. Primavera. 
Populus nigra L. 

LacJmus longirostris Fbr. Tra le fessure delle vecchie scorze. Autunno. 



— 280 — 

Pempliigiis hursarms L. 
Nelle galle follicolari del picciuolo e del nervo mediano delle foglie. Primav. 
Portulaca oleracea L. 
Myms Portulacae Macch. 
In tutte le parti della pianta, esclusa la radice. Autunno, e principio 
dell'inverno. 
Potentina reptans L. 

Pliorodon Galeopsidis Kalt. Sulle foglio. Primavera. 
Prunus L. 

Myms Mahaleb Boy. de Fons. Sulle foglie. Estate, autunno. 
Prunus Armenìaca L. 

— domestica L 
Hyalopterus Pruni Fbr. 

Nelle foglie e sui giovani rami cospersi di bianco polviscolo. Prima- 
vera, autunno. 
Prunus cerasus L. 
Mysus Cerasi Fbr. 
Nelle foglie bollose convolte, all' apice dei giovani rami. Primavera. 
Prunus spinosa L. 

ApMs Prunicola Kalt. 
Nelle foglie increspate dell'apice dei giovani rami. Estate. 
Pyretrum Med. p. e. 

Siphonophora Malvae Mosley, 

In primavera sulle foglie e qualche volta sui fiori. 
Pyrus communis L. 

— Malus L. 

Myziis Oxyacanthae Sclirk. 

Nelle foglie bollose convolte e rosso sanguinee. Primavera, autunno. 
Myzus Pyrariiis Pass. Nelle foglie convolte. Primavera, autunno. 
Pyrus Malus L. p. e. 
Apliis Mali Fbr. 

All'apice di tutti i rami giovani e nelle foglie convolte. Primav., autunno. 
Myzus Mali Fbr. In primavera nelle foglie convolte. 
ScMzoneura lanigera Hartig. Sulle ferite dei vecchi tronchi. Autunno. 
Quercus Robur L. 

— Ilex L. 

Ptcrochlorus longipes Leon. Duf. 
Intorno ai giovani rami e sulle foglie. Autunno, inverno. 



— 281 — 

Quercus Ilex L. 

Phyìloxera fiorentina Heyden. 
Sotto le foglie macchiate di giallo, specialmente nella pagina supe- 
riore. Primavera, autunno. 
Quercus Robur L. 

Myzocallis Quercus Kalt. In primavera sotto le giovani foglie. 
Lachnus Quercus L. 

Nelle fessure delle vecchie scorze alla base dei tronchi. Autunno. 
Pterochlorus Boborls L. Sui rami e sulle foglie. Autunno. 
Ranunculus muricatus L. 

A2)Jds Eanimcuìl Kalt. Alla base del fusto. Primavera. 
Raphanus Landra Mor. 

ApMs Brassicae L. Sulle foglie. Primavera, estate. 
Rhamnus Alaternus L. 

— Frangala L. p. e. 

A;phis Frangidae Koch. Sotto le foglie. Autunno. 
Ribes Grossularia L. 

— rubrum L. 

Mysus Bibis L. Sulle foglie bollose ed increspate. Primavera, autunno. 
Rosa L. 

Siphono])hora Bosae L. 
In quasi tutte le rose coltivate ed anche sulle selvatiche nella pagina 
inferiore delle foglie, nei rami giovani e [nei peduncoli fiorali. Pri- 
mavera, autunno. 
Siphonophora Bosaecola Pass. In parecchie specie di Rosa. Primavera. 
Hyaìopterus trirhoda Walk. In autunno nelle foglie. 
Rosa gallica L. e R. sempervirens L. 
Myzus tetrarhoda Walk. 
All' apice dei rami e delle giovani foglie. Autunno. 
Rosa giallica L. 

— indica L. 

Hyaìopterus trirhoda Walk. In autunno sulle foglie. 
Rubus dalmaticus D. C. 

Hyaìopterus trirhoda Walk. 
Pochi individui sulle foglie, ma forse si tratterà d'una emigrazione. Ottobre. 
Rumex pulcher L. 
ApJiis Bumicis L. 
Nelle foglie increspate convolte ed all' apice dei fusti e dei fiori. Estate. 



— 282 — 

Salìx alba L. 

Siphocoryne Capreae Fbr. Nelle foglie. Primavera. 
Gladobius Populi Kalt. Intorno ai rami. Primavera, estate. 
Chaitophorus Saliceti Schrk. 

Nella Pagina inferiore delle giovani foglie. Primavera. 
Lachnus longirostris Fbr. 
Tra le fenditure delle vecchie scorze di questa e di'altre specie diSalix. Aut. 
Salvia ceratophylloìdes 

B/iopalosiphum elegans Perr. In ottobre sulle foglie. 
Sambucus nìgra L. 

Aphis Samhucaria Pass. Sui giovani rami. Maggio. 
Scolymus hìspanicus L. 

Aphis Cardui L. Estate. 
Senecio crassifolius Willd. 

— vulga,ris L, 

AxMs Myosotidis Koch. Nelle sommità fiorifere. Estate, autunno. 
Ehopalosiphus Persicae Sultz. Estate, autunno. 
Setaria glauca P. B. 

— viridis P. B. 

ScMzoneura venusta Pass. Sulle radici. Autunno. 
Sìlene ìnflata D. C. 

Aphis Silenae Ferr. Primavera. 
Sinapis geniculata Desf. 

Aphis Brassicae L. Sulle foglie. Primavera, autunno. 
Scirpus Savii Seb. et Maur. 

Toxopterus Scirpi Pass. Primavera, estate. 
Solanum nigrum L. 

Aphis silyòi Pass. Sulle foglie increspate. Primavera, estate. 

Siphonophora Solani Kalt. Primavera. 
Solanum Sodomeum L. 

Ajjhis Solanina Pass. 
Sonchus L. sp. ? 
Sonchus asper Vili. 

— arvensis L. 

— oleraceus L. 

Siphonophora Sonchi L. Foglie, steli e peduncoli fiorali. Quasi tutto l'anno. 
llhopalosiphum Lactucae Kalt. Nelle foglie. Estate, autunno, inverno. 
Trama troglodytes Heyd. Sulle radici. Primavera. 



— 283 — 

Eisobius SoncJii Pass. Nelle radici. Estate. 
Spercularia speculum A. D. C. 

Siphonophora Campaniilae Kalt. Estate, autunno. 
Spartium junceum L. 

Siphonophora nlmariac Schrk. Primavera. 
Stachys arvensis L. 

Phorodon Galeopsiclis jjalt. Autunno. 
Tilia platyphylla Scop. 

Pterocallis Tiliae L. Nella pagina inferiore delle foglie. Estate. 
Tordylìum apulum L. 

Aphis Carotae Koch. Primavera, estate. 
Trifolium L. 

SipJionophora Ulmariae Schrk. Sulle foglie. Estate. 
Triticum vìllosum P. B. 

Aphis cerealis Kalt. Giugno. 

Toxoptera graminum Eond. Pimavera, estate. 
Tussilago Farfara L. 

Siphonophora Tussilaginis Koch. Sotto le foglie. Autunno. 

Aphis Farfarae Koch. Novembre. 
Ulmus campestris Sm. 

Schisoneura compressa Koch. In estate nelle galle. 

Tetraneura Uhm Geoffr. 
Nelle galle follicolari rossigne delle foglie. Primavera, estate. 
Urospermum picroides Desf. 

Siphonophora Hieracii Kalt. Primavera, estate. 
Urtica urens L. 

Aphis Urticae Fbr. Nelle foglie terminali. Autunno, Inverno, primavera. 
Verbascum sinuatum L. 

Aphis Verhasci Fbr. In estate sulle foglie. 
Verbena Chamaedryfolia 
— officinalis L. 

Aphis Capselìae Kalt. Lungo le spighe tra i fiori e sulle foglie.* Autunno. 

Aphis Verbenae Macch. 
In autunno, sulle foglie e specialmente nella pagina inferiore. 
Veronica Anagallis L. 

Aphis Beccahungae. Nei peduncoli dei fiori. Primavera, estate. 
Vicia faba L. 

Aphis Papaveris. Nelle sommità fiorifere. Primavera, estate. 



— 284 — 

Vicia pseudo-cracca Bert. 

A2yh{S Craccae Schrk. Nei racemi dei fiori. Primavera. 
Viburnum Tinus L. p. e. 

Cladohius Lantanae Koch. Sotto le foglie. Autunno. 
Viola odorata L. 
— tricolor L. 

SiphonopJiora Màlvae. In primavera sulle foglie. 
Zea Mays L. 

Toxoptera gramìmim Kond. Sulle foglie. Estate. 

Apliis Papaveris Fbr. Sulle spighe e nelle pannocchie terminali. Estate. 

Sipha Ma'idis Pass. Sotto le foglie. Estate. 

Pemphigus Zeae Ma'idis Leon. Dufour. Sulle radici. Autunno. 



— 285 



INDICE 



DELLE PL\ME CHE ALBERGANO GLI AFIDI CITATI IX QUESTA MEMORIA 



Acer campestre, L. 

— pseitdo platanus, L. 
Achillea ligustica, AH, 
Ailantus glandiilosa, L. 
Amygclalus commicnis, L. 
Anagallis arvensis, L. 

— tenella, L. 
Anthirrinum niajus, L. 

— Orontium, L. 
Aquilegia vulgaris, L. 
Arhntus unecìo, L. 
Arimelo Donax, L. 
Artemisia ahrotanum, L. 

— variabili s, Ten. 
^t-ewa haròata, Brot, 

— /a^M«, L. j 
^n«n italicum, Mill. 
^sfcr cJiinensis, L. 
Ballota nigra, Sin. 
Bellis perennis, L. 

— sylvestris, Cyr. 
Bcrheris vulgaris, L. 
Bignonia catalpa, L. 

— radicans, L. 
Borrago officinalis, L. 
Brassica campestris, L. 

— fruticulosa, Cyr. 

— Bapa, L. 
Broììius maxiìuus, Df. 
Biinias Erucago, L. 
CamelUa Japonica, L. 
Campanula Erinus, L. 
Capsella Bursa pastoris, Moench. 
Carduus arabicas, Jacq. 
Centaurea melitensis, L. 

— spherocephala, L. 
CicJiorium divaricatimi, Willd 



Chcnopodium album, L. 
Chrysanthemum coronarium. L. 
Cirsitim lanceolatum, Scop. 
Citrus aiirantium. Risso, 

— Limetta, Eisso. 

— Limonium, Risso. 

— media, Risso. 

— vulgaris, Risso. 
Convolvulus altheoides, L. 
Cornus sanguinea, L. 
Corijlus Avellana, L. 
Crassula per fossa, Lam. 
Crataegus glabra, 

— Oxyacantha, L. 
Cucumis citruUus, L. 
Cucurbita pepo, D. C. 

— maxima, D. C. 
Cupularia graveolensis, G. G. 
Cynara Jiorrida, Sibth. 

— Cardunculus, L. 
Cydonia Japonica, Pers. 

— vulgaris, Pers. 
Cynodon Daciilon, Pers. 
Cyperus distachyos, Ali. 

— rotimdus, D. C. 
Daciylis glomerata, L. 
Baucus carota, L, 

— setulosus, Guss, 
Bianilms caryophyllus, L. 
Buranthe elithie, ' 
Erodium Boirys, Bert. 
Erynginm campestre, L. 
Erysimum canesccns, D. C. 
Eiipltorbia biglandulosa, Desf. 

— peplus, L. 

— terracina, L. 
Evonymus europaeus, L. 



286 



Fìlago germanica, L. 
Foeniculum officinale AH. 
Fragaria vesca, L. 
Fumaria officinalis, L. 

— capr colata, L. 
Galeactitis tomentosa, Mch. 
Galium Aparine, L. 

— saccJiaratimi, Ali. 
Genista, L. 
Geranium molle, L. 
Hedera helix, L. 
Helichrysum stoecas, D. C. 
Hibiscus, L. 

Hordeum vulgare, L 
HyacintJms oricntalis, L. 
Hypericum perforatum, L. 

— crispuyn, L. 
J^ea; Aquifolium, L. 
Iwi(?a viscosa, Ait. 
J'uglans regia, L. 
Jucca, L. 
Lactuca saliva, L. 
Leucanthemum, T. 
Ligustricum vulgare, L. 
Lolium multiflorum, Lam. 

— j)erenne, L. 
Lonicera chinensis, Wats. 
Magnolia grandiflora, L. 
Malva sylvestris, L. 
Matricaria Chamomilla. L. 
Medicago lupolina, L. 

— orbicularis. Ali. 

— saliva, L. 
Mcspihis Japionica, L. 
Myoporum pictum, 
Myosotis palustris, With. 
Nerium Oleander, L. 
Nynphaea alba, L. 
Onopordon Illyricum, L, 
Ononis diffusa, Ten. 
Ophrys aranifera, Huds. 
Opuntia Ficus indica, L. 
Orlaya daucoides, L. 
Orobanche Muteli, Scultz. 
Oxalis corniculcda, L. 
Panicum Crus Galli, L. 



Papaver Rhoeas, L. 

— sefigerum, D. C. 
Parietaria officinalis, L. 
Pastinaca saliva, L. 
Persica vulgaris, D. C. 
Picridium vulgare, Desf. 
Pistacia Lentiscus, L. 

— Terebinthus, L. 
P/iaseolus vulgaris, L. 
Plantago Coronopus, L. 

— lanceolata, L. 

— major, L. 

— Psyllium, L. 
Populus alba, L, 

— wj^ra, L. 
Portulaca olcracea, L, 
Potentina reptans, L. 
Pruniis, L. 

— Armenica, L. 

— cerasus, L. 

— domestica, L. 

— spinosa, L. 
Pyretrum, Med. 
Pyrus communis, L. 

— Malus, L. 
Quercus Ilex, L. 

— Bohur, L. 

Banunculus muricatus, L. 
EapJianus Landra, Mor. 
Ramnus Alaternus, L, 

— Frangula, L. 
Ì2i6es Grossularia, L. 

— ruhrum, L. 
Eosa, L. 

Eosa Gallica, L. 

— indica, L. 

— sempervirens, L. 
Rubiis dalmaticus, D. C. 
Biimex pulclier, L. 
<S'aZÌ5? aZ6a, L. 

Salvia ceratophylloides, 
Sambucus nigra, L. 
Senecio crassifolius, Willd. 

— vulgaris, L. 
Setaria glauca, P. B. 

— viridis, P. B. 



287 — 



Sìlene inflata, D. C. 
Sinapis geniculata, Desf. 
Scirpits Savii Seb. et Man. 
Solanum nigriim, L. 

— sodomeum, L. 
Sonchus, L, 
Sonchus asper, Vili. 

— arvensis, L. 

— oleraceus, L. 
Spercularìa speciduni, A. D. C. 
Spartium junceum, L. 
Stachys arvensis, L. 

l'iVia platypliylla, Scop. 
Tordyliiim apulum, L. 
Trifolium, L. 



Triticum villosiim, P. B. 
Tussilago farfara, L. 
Ulmus canipestris, Sm. 
Urospermum picroides, Desf. 
TJrtica urens, L. 
FéT&asczMw sìnitaUim, L. 
Fi^rSewa cliamaedry folta. 

— offuinalis, L. 
Ferowica AnagalUs, L. 
F/c/« /a&a, L. 
Vida-pseudo- Or acca, Bert. 
Viburnum Tinus, L. 
F?o?a fricoìor, L. 

— odorata, L. 
Zea wa2/s, L. 



— 288 — 

PASSERINI N. — Contribuzioni allo studio dell' isto- 
logia dei Miriapodi. 

(Tav. I.) 
Integumento. 

Il corpo dei Miriapodi é ricoperto da un integumento, più o 
meno spesso e più o meno chitinizzato, nelle diverse specie, che 
si presenta costantemente formato di due strati principali ; la 
epidermide (fig. 1. - h, e) situata esternamente, l'ipoderma {a) 
posto al disotto di quella. 

Se si fa una sezione verticale della pelle di un miriapode 
qualunque, si potrà scorgere con abbastanza facilità, massime co- 
lorando la preparazione con picrocarminio o con altro reagente, 
che, subito al disopra del coì^po grasso, esiste uno strato di cellule 
di forma ovalare schiacciata, talora rotondeggiante, munite di un 
nucleo ben visibile, contenenti un protoplasma granuloso, e poste 
le une a canto alle altre (fig. 2). 

Queste cellule che si toccano le une colle altre per i loro margini, 
e bene spesso emettono delle espansioni, costituiscono Vipoderma. 
Il loro massimo diametro non è molto variabile nei diversi miria- 
podi: e nelle Scutigere è di 0,0110.'"'"; nelle Scolopendre di 0,0066.™"^ 
a 0,0110.'"'^;neì Plui07mimZivierlemi Cav. di 0,0110."" a 0,0132.'"'»; 
nei Geoflli di 0,0066."" a 0,0154,""". Alcune di queste cellule ipo- 
dermiche, peraltro, prendono dimensioni più ragguardevoli ; e sono 
quelle che danno origine ai peli, o che sono in comunicazione coi 
pori canali, dai quali è perforata la epidermide, come fra breve 
vedremo. Queste ultime cellule possono raggiungere 0,0210.™"^ dì 
diametro: hanno generalmente forma più globulosa delle altre. 

Al disopra dell'ipoderma esiste la epidermide, che, a differenza 
del primo, è chitinizzata in vario grado, a seconda la età sua e 
la regione del corpo. Essa è la parte più ragguardevole dell'in- 
tegumento. 



— 289 — 

La epidermide consta di tanti strati chitinizzati sovrapposti, 
incolori, che sono terminati, alla superficie esterna, da uno strato 
pigmentato, generalmente in giallastro o in bruno, sopra di cui 
stanno le cellule epidermiche, disposte in un solo ordine. Queste sono 
di forma poligonale e generalmente esagonale, probabilmente a 
causa della compressione che subiscono, essendo le une stretta- 
mente addossate alle altre (fig. 3). 

Le cellule epidermiche sono ricche di pigmento, e da questo 
unicamente proviene il colore che presenta il corpo dell'animale. 
Esse sono di forma costantemente appiattita, tabulare, e presen- 
tano dimensioni alquanto variabili. Nelle Scutigere, per es., hanno 
da 0,0120.""" a 0,0150."" di massimo diametro ; nei Litobii 0,0110.'""^ 
a 0,0132.'"" â–  nelle Scolopendre 0,0090."^"^ a 0,0154."''"; nel Plutonimn 
0,0060.'""^ a 0,0070."'"'; nel genere GsophUus 0,0088."'"^ a 0,0132."'"'; 
nei Polidesmidi 0,014."'"' a 0,016."'"'; nel genere Polyxenus 0,004."'"' 
a 0,005."'"'; negli lulidi 0,018."'"' a 0,021."'"'. 

Sullo stesso animale poi si osserva, che le cellule dei luoghi di 
segmentazione sono più grandi di quelle del centro delle lamine 
esoscheletriche, e nel Geophilus Gàbrielis Fabr. le prime hanno 
da 0,0110."'"' a 0,0132,"'"' di massimo diametro, mentre le seconde 
misurano solo 0,0088."'"'. 

Le cellule epidermiche possono essere più o meno distinte, 
e, in generale, sono tanto più evidenti, quanto minore è il grado 
di chitinizzazione e la durezza dell'epidermide. In alcuni Miriapodi 
a integumento molto spesso e duro, per es. nei Glomeridi, le cel- 
lule sono cosi fuse fra di loro, che è assai difficile vederne i con- 
torni. In questi ultimi animali e negli lulidi, l'integumento è assai 
meno consistente alla faccia ventrale che alla dorsale; enei Glo- 
meridi, la epidermide ventrale ha colore più chiaro della dorsale 
che è bruna, mentre la prima è giallastra. 

In tutti i Miriapodi poi, la epidermide è molto meno spessa 
e chitinizzata nelle parti in cui deve subire movimenti, come negli 
interstizii dei segmenti, nel punto di attacco delle zampe, ecc. 
Qui è in generale pieghevolissima e incolora. Nel Plutoniuni 
ZioierleinU per es., il suo spessore è di 0,063.'""' nelle placche 

Ann. XV. '20 



— 290 — , 

dorsali, e solo di 0,027."'" a O^OSG."" sui fianchi. In generale rag- 
giunge il suo massimo spessore nella testa, e in una Scolopendra 
vi misurava 0,054.°"° di spessore, mentre nel rimanente del corpo 
non giungeva che a circa 0,027."°'. 

Spesso nelle cellule epidermiche si riscontrano delle granula- 
zioni di forma e grandezza variabile, alcune delle quali, general- 
mente, contornano il margine cellulare (flg. 4). Nel genere Geo- 
philus, queste granulazioni possono prendere uno sviluppo consi- 
derevole. Infatti se si esamina la epidermide di uno di questi 
animali nel punto di segmentazione fra due anelli, dove essa è 
incolora e pieghevole, si osserva che le cellule hanno un contorno 
di fini granulazioni, e alcune di queste minutissime sparse dentro 
il corpo cellulare (fig. 4). 

Se poi si osservano successivamente le cellule, andando dal 
punto di segmentazione fino verso la parte mediana dell'anello 
del corpo, si vede che esse vanno man mano acquistando granu- 
lazioni un poco più grosse; che alcune di queste, toccandosi pel 
loro margine, si fondono dando cosi luogo ad una formazione 
alquanto irregolare (fig. 5), e che, finalmente, giunti nella parte 
più centrale delle lamine tegumentali, dove la pelle è al mas- 
simo grado inspessita e chitinizzata, tutte le granulazioni o, almeno 
gran parte di esse, si sono riunite verso il centro della cellula, 
e fondendosi hanno dato origine ad un corpicciolo nucleiforme. 
(flg. 6 e 7). Questo corpicciolo se viene esaminato dalla faccia esterna 
dell'epidermide, ha realmente l'apparenza di un nucleo lucente, 
i cui contorni irregolari mostrano la sua origine dalla fusione 
di granuli più piccoli. Ma se si osserva, invece, facendo una sezione 
verticale della pelle, si presenta come un piccolo cono più o meno 
allungato avente la base nella parte centrale della cellula epider- 
mica (fig. 8): la forma allungata di questo corpicciolo nuclei- 
forme proviene, evidentemente, dalla successiva separazione dì 
chitina; la quale, aumentando lo spessore dell'epidermide, ha spinto 
in fuori lo strato cellulare, facendo prendere una forma allungata 
al corpicciolo, che primitivamente era una granulazione di forma 
più meno rotondeggiante-. 



— 291 — 

Dunque la formazione di questi conetti cellulari avverrebbe, 
a mano a mano che l'epidermide va indurandosi, per la riu- 
nione di granulazioni esistenti nelle cellule giovani non ancora 
indurate, e nelle cellule adulte che, a causa della loro posi- 
zione nel corpo dell'animale, non sono soggette ad un induramento 
molto considerevole. Questo stesso fatto si osserva anche nei 
generi LWioMus e Polyxenus. Nel Geophilus Gàbrielis Fab.., i 
conetti in questione hanno una altezza media di 0,0090.""" ed una 
larghezza alla base di 0,0066.""°. La loro altezza, peraltro, varia 
col variare dello spessore dell'epidermide. Quelli del Polyxenus 
hanno una larghezza massima di 0,0008.""°. 

In alcuni generi, l'epidermide dei fianchi è costituita di cellule 
alquanto differenti dalle altre. Per es. nei generi Scutigera, Sco- 
lopendra e Plutonium, queste cellule sono munite di alcune spor- 
genze arrotondate, in vario numero. Per lo più queste ultime sono 
disposte in due o tre serie (fig. 9). La loro altezza media è di 
0,0030.""° a 0,0045."'" nelle Scutigere; 0,0015.°"° a 0,0030 nelle Sco- 
lopendre : il loro massimo diametro, alla base, è, in media, di 0,004.""° 
nelle Scutigere. 

Negli lulidi, alcune cellule dell'epidermide sono provviste di 
una sorta di punta di colore oscuro, arrotondata all'apice (fig. 10). 
In questi animali si ha anche la particolarità che le cellule sono 
allungate nel senso trasversale. 

Nelle Scutigere esistono alcune cellule epidermiche, situate 
presso i luoghi di segmentazione del corpo, le quali hanno al 
centro una elevazione conica spesso bifida all'apice, più di rado 
divisa in tre punte. Queste elevazioni hanno, alla base, lo stesso 
diametro delle cellule da cui sono originate, o poco meno; alcune 
di esse misurano 0,004.°°' a 0,006."° di massima larghezza. Le 
eminenze coniche in questione sono semplicemente produzioni 
epidermiche, e non hanno alcun rapporto col sottostante ipo- 
derma. 

Nel genere Polydesmus, le cellule epidermiche esistenti sul 
margine posteriore delle lamine dorsali, sono fornite ciascuna di 
una protuberanza conica appuntata, portante sulla sua superficie 



— 292 — 

varie dentature o puntine (fig. 11). Le protuberanze hanno un 
diametro di 0,016.'"'" a 0,024- "'"^ alla base. 

L'epidermide può, in certi casi, prendere uno sviluppo note- 
vole e formare le unghie, di cui sono munite le mandibole e le 
zampe di tutti i miriapodi (fig- 12). Le unghie adunque, presentano 
una struttura simile a quella dell'epidermide che riveste i segmenti 
del corpo; colla differenza però che, in quelle, le cellule sono al 
massimo grado chitinizzate ed indurate, ed hanno acquistata una 
forma allungata nel senso della maggior lunghezza dell' unghia 
medesima, (fig. 13). 

Nell'epidermide, inoltre, esistono dei pori-canali, più o meno 
numerosi a seconda delle parti del corpo e delle specie di miriapodi. 
I pori-canali, sono fori che interessano tutto lo spessore epider- 
mico, e che mettono l' ipoderma in comunicazione coU'esterno. 

Essi hanno un diametro maggiore nella loro parte inferiore, 
che va gradatamente diminuendo man mano che ci si avvicina 
alle cellule epidermiche; Anche, giuntivi in prossimità, si ristringe 
bruscamente fino a divenire un canaletto sottilissimo, talora appena 
percettibile, il quale viene a sboccare all'esterno nel punto di 
contatto fra gli angoli di alcune cellule epidermiche (flg- 1 e 14). 

Il massimo diametro dei pori-canali è alquanto variabile anche 
nella stessa porzione di pelle del medesimo animale; in una Scu- 
tigera, due pori-canali situati in prossimità l'uno dell'altro, misu- 
ravano alla base l'uno 0,004.'"'", l'altro 0,012.""". Talora peraltro 
la differenza di diametro è anche più marcata. 

La loro forma spesso è conica, talvolta cilindrica e talaltra 
a lancia. Quanto al loro numero dirò che nello stesso animale 
sono più numerosi sulle lamine dorsali e ventrali, che sui fianchi 
e nei luoghi di segmentazione. 

Sono poi numerosissimi in certi miriapodi, come per es. nei 
Glomeridi, Polidesmidi, Plutonium; assai radi invece nel genere 
Geopìiilus. 

Ciascun poro-canale, colla sua base, è in comunicazione con una 
grossa cellula, che, a parer mio, non è che un elemento dell'ipo- 
derma, più degli altri sviluppato e accresciuto. Le cellule dei pori- 



— 293 — 

canali hanno talora forma globulosa, ma più spesso sono schiacciate; 
il loro protoplasma è granuloso e contiene un nucleo piuttosto 
grosso. Il loro massimo diametro, nella Scolopendra hispanica, 
Newp., è da 0,018."^'" a 0,021.'""\ 

Altre produzioni dell'integumento sono ìpeli, i quali, sebbene 
interessino anche la epidermide, sono però di origine ipodermica. 

Infatti un pelo di un miriapode non è che una cellula dell'ipo- 
derma, la quale ha, in generale, acquistato uno sviluppo maggiore 
delle altre, ed ha emesso un prolungamento, che, attraversato tutto 
lo spessore epidermico, è venuto a sporgere all'esterno (fig. 15). 

Nella sua parte libera, il pelo è rivestito di un grosso strato 
di chitina, che lo rende assai consistente, ed è colorato dello stesso 
pigmento delle cellule epidermiche. 

Al punto in cui il pelo esce dall'epidermide, esso è contornato 
da una sorta di cercine pigmentato molto evidente, il quale alla 
sua volta è, tutto all'intorno, circondato da cellule epidermiche, 
che gli stanno strettamente addossate. 

I peli, nella maggior parte dei casi, hanno forma conica e sono 
più meno acuminati all'apice; hanno per lo più superfìcie liscia, 
ma talora sono muniti di numerose puntine (Scutigera; fig. 16) Le 
loro dimensioni sono variabilissime anche sul medesimo individuo, 
e per es. in una Scutigera ho rinvenuto alcuni peli che avevano 
0,004."" a 0,006."'°' di diametro alla base, e 0,078."" di lunghezza; 
ed altri il cui massimo diametro era 0,054."" e la lunghezza 0,522."". 
In un LithoMus ne osservai alcuni lunghi 0,028.""", altri 0,077."'"^ 
ed altri 0,121.°"". Nel Plutonium si hanno peli piccolissimi, non 
raggiungendo che 0,00225.™'» di massimo diametro. Anche nei 
Geoflli se ne hanno alcuni di piccole dimensioni, che non supe- 
rano 0,0186.""" di lunghezza. Nei Polidesmidi misurano 0,060.""" 
di lunghezza media. 

Le parti del corpo dove i peli acquistano il loro massimo 
sviluppo sono le zampe, dove sono spesso induriti in modo da 
formare vere spine. 

I peli, se si eccettui il genere Polyxenus, hanno, nei nostri 
miriapodi Italiani, la forma comune ; di coni, cioè, più o meno 



— 294 — 

slargati alla base e più o meno allungati. Ma nei Polixenidi, però, 
i peli, per la più parte, acquistano forme svariatissime e particolari. 

Nelle zampe di questi animali si ha una lanugine estrema- 
mente sottile, tanto da non rendersi visibile che ad un forte 
ingrandimento; oltre a questo vi si vedono sparsi qua e là dei 
veri peli della forma ordinaria, piuttosto corti. Sui lati del corpo 
esiste una serie di peli di forma schiacciata, che hanno preso 
l'aspetto di una vera squametta (fig. 17). Questi hanno una 
lunghezza di 0,104.™™ a 0,106.°>™, ed una larghezza di 0,018.™™. 
Il loro margine è profondamente seghettato, e la superficie supe- 
riore pure, presenta due serie longitudinali di denti, analoghi a 
quelli dei margini. 

Inoltre, su ciascun fianco, si ha una serie di tubercoli 
sporgenti, su ciascun dei quali è un ciuffo di peli squamiformi 
molto simili a quelli dei margini del corpo; dai quali peraltro 
differiscono un poco, si perchè sono generalmente più lunghi, si 
perchè sono spesso curvati sopra di un lato ed hanno forma 
clavata (fig. 18). Alcuni di questi, poi, sono assai più ristretti e 
mancano di dentature sulla superficie superiore, solo avendo la se- 
ghettatura marginale. 

All'estremità del corpo dell'animale, finalmente, è una sorta 
di coda, formata da un foltissimo ammasso di peli, alcuni dei 
quali più corti e meno numerosi, sono simili agli ora descritti ; 
altri, formanti la massima parte della coda, hanno una forma 
tutta speciale. Alcuni di questi sono assai sottili, molto allungati, 
e presentano due serie longitudinali e opposte di sporgenze più o 
meno lunghe, rivolte all' indietro, cioè verso il corpo del miriapode; 
terminano poi generalmente a ferro di lancia (fig. 19). Altri peli 
sono pure sottili e allungati come i primi, ma ne differiscono per 
avere delle sporgenze un poco più corte e rivolte in avanti, e 
per uno speciale e curioso modo di terminazione. Infatti il pelo 
all'apice si ricurva indietro e si divide in quattro o cinque digita- 
zioni claviformi (fig. 20). La lunghezza di questi peli oscilla fra 
0,423.™™ a 0,459.™™. 



Bull SocEiitoni.Ildl-AnnoXV-l 883 











\j S) 






IVO 



N 



\/ 



— 295 — 



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA. 



Fg. 1. Sezione verticale dell' integumento di Plutonium Zwierleini Cav. — 
a. ipoderma, b. cellule epidermiche, e. lamelle epidermiche chitiniz- 
zate, d. pori-canali. 

» 2. Cellule ipodermiche di Scolopendra Jiispanica Newp. 

» 3. Cellule epidermiche idem. 

» i. Epidermide di Geophilus Gabrielis Fab. nel punto di segmentazione 
fra due anelli del corpo. 

» 5. Cellule epidermiche del medesimo Geophilus, prese in luogo poco 
discosto dal punto di segmentazione. 

» 6. Epidermide dello stesso miriapode, presa nella parte più centrale di 
un segmento. 

» 7. Cellule epidermiche di un Litobio. 

» 8. Sezione verticale dell' epidermide di Geophilus Gahrìelis — a. co- 
netti delle cellule epidermiche, h. pelo, e. poro-canale. 

» 9. Epidermide dei fianchi dì Scolopendra Jdspanica. 

» 10. Cellule epidermiche di lìtlus. 

» 11. Cellule epidermiche del margine posteriore delle lamine dorsali di 
Polydesmiis. 

» 12. Unghia di Scolopendra hispanica. 

» 13. Cellule epidermiche costituenti l'unghia di una giovine Scolopendra. 

» 14. Pori-canali colle respettive cellule, di una Scolopendra. 

» 15. Pelo di Litobio colla cellula ipodermica che lo ha prodotto. 

» 16. Pelo di Scutigera. 

» 17 e 18. Peli di Polyxenus. 

» 19 e 20. Peli della coda del medesimo. 



— 296 — 



CURÒ A. — Notizie lepidottero logiche. 



In una recente spedizione di Lepidotteri del Modenese e Eeggiano, stati 
raccolti dal Sig. Luigi Pozzi e da lui comunicatimi per esame, trovai varie 
specie interessantissime e in parte nuove per la nostra fauna, alcuni cenni 
intorno alle quali forse non torneranno sgraditi ai lepidotterologi. 

Epichnopteryx proxima Led. — (Ledereriella Brd.) 

Uu solo individuo proveniente da Montegibbio nel ìtodenese, ove venne 
faccolto il 21 Giugno p° p° dal Sig. Luigi Pozzi. Secondo il Sig. Staudinger, 
è solo pili scuro, perchè più fresco, di quelli descritti da Lederer (Verh. d. 
zool. boi Ver. Wien, 1856), originari dell'Aitai. 

Questa specie sarebbe quindi nuova non solo per la fauna d'Italia, ma 
anche per quella dell' Europa propriamente detta. 

Apamea testacea Hb. var. ? — 

Tre esemplari, un </" e due ?, di una forma della testacea un po' più 
variegata del tipo dell'Europa centrale e inclinante leggermente alla conge- 
nere Nickerlii Frr. Sono stati raccolti nel piano Modenese dal suddetto 
Sig. Pozzi. 

KOTA. Nel Fascicolo 2. Anno III. del Naturalista siciliano, trovo notata una 
Apuììiea Chloris Mill (sp. n.) non descritta (présentement à la gravure), dei 
dintorni di Acqui in Piemonte. Potrebbe darsi che si trattasse della presente 
forma. 

Apamea Dumerilii Dup. — 

Da noi è rarissima, e sin qui stata trovata solo in Sicilia dal Sig. Failla 
Tedaldi. Nello scorso settembre il sopra nominato Sig. Pozzi ne raccolse 
parecchi esemplari a Lesignana, presso Modena. 

? Luperina sp. n. — 

Fra le molte Noctue speditemi per esame, una sopratutto richiamò la mia 



— 297 — 

attenzione. Per la tinta generale, la disposizione delle linee trasversali e le 
dimensioni ; si sarebbe a prima vista portati a ritenerla una Agrotìs del 
gruppo Latens, Decora, Birivìa, Cos, ecc; altri caratteri tuttavia, secondo lo 
Staudinger, l' avvicinerebbero piuttosto al genere Luperina. nel quale Lederer 
ha, per vero, raccolte delle specie non molto afSni. In attesa che la scoperta 
di altri esemplari, e del bruco, permettano di meglio stabilirne i caratteri 
generici, faccio seguire una breve descrizione dell' individuo trovato dal 
Sig. Pozzi a Lesìgnana, contro un muro, nell'interno di un abitato, nel mese 
di agosto. 

Trattasi di una femmina a cui, disgraziatamente, mancano completamente 
le antenne e le ultime quattro gambe; le ali però sono bene conservate. 
Larghezza misurata fra le ali distese mill. 38. Lunghezza dalla fronte all'es- 
tremità dell' addome mill. 18. Occhi nudi, non ciliati. Palpi rivolti in sii, 
non oltrepassanti l'altezza della fronte, ricoperti di peli grigi, folti e lunghi, 
sino all'articolo terminale, ove solo si mostrano rari e corti. Proboscide ro- 
busta, a spirale, giallo-brnnastra, di media lunghezza. Testa piccola; collare 
e torace ben forniti di peli color cenere. Addome conico, coperto di peli corti 
e chiari; alquanto più lungo e più grosso di quello delle femmine delle Agrotis 
sopra citate. Ali, per forma, analoghe a quelle delle Hadena. Le anteriori 
lucenti, color cinereo leggermente biondeggiante; macchia orbicolare piut- 
tosto grande, ma pallida e poco appariscente; pallida pure la macchia reni- 
forme, fuorché agli orli interno e inferiore, che sono ombreggiati. Al terzo, 
circa, della lunghezza dell'ala (partendo dalla radice), apparisce la prima 
linea trasversale, fina, ondulata e scura, che termina in una macchiettina 
nera al contatto col margine inferiore dell'ala. Un breve tratto di lineetta 
screziata parte pure dal margine superiore e si perde al contorno della mac- 
chia reniforme. La seconda trasversale, tutta dentellata, prende origine a 
circa 2/3 dalla radico dell'ala, ricurvasi fortemente e scende obliqua, raggiun- 
gendo, a poco più di tre millimetri dalla prima, il margine inferiore. Al 
punto di contatto dilatasi in forma di macchietta oblunga, scura, caratteristica, 
che spicca molto sulla tinta chiara dell'orlo. Il bordo esterno dell'ala è pre- 
ceduto da una serie di traccette nere, finissime e ricurve ; le frangie sono di 
color grigiastro. 

Le seconde ali sono pure lucenti, bianche, con leggera velatura scura, 
larga da 3 a 4 mill., intorno al margine esterno; frangie all' ingiro bianco- 
argentee. A circa -/^ dalla radice alcuni punti neri segnano le traccie di 
una linea curva, concentrica col margine. 

11 disotto di tutte le ali è di un bianco lucente uniforme, con leggeris- 



— 298 — 

sima linea ondulata scura verso il bordo esterno, presso al quale scorgonsi 
delle tracciette semicircolari nere, piìi distinte nelle prime ali (1). 

Orrhodia Veronìcae Hb. — {Dolosa Hb. 632) — 

Un esemplare ben conservato, proveniente pure da Modena. Questa specie, 
nuova per la fauna italiana, è spesso confusa colla congenere EryfJirocephala F. 
nella quale il colore della testa e del collare è più rossiccio e mancano i 
puntini neri marginali sulle prime ali. La 0. Veronìcae Hb. è propria del- 
l'Austria, Ungheria e Francia meridionale. 

Bergamo, Novembre 1883. 



(1) Un secondo esemplare, molto sciupato, apparentemente pure di sesso femminile, 
è stato raccolto dallo stesso Sig. Pozzi a CoUegara, lungo le sponde del Panaro. 

Le dimensioni sono presso a poco le medesime ; ha le antenne integre, filiformi, 
sulle quali si scorgono, coli' aiuto di forte lente, a intervalli, dei peli fini e corti; le 
gambe sono robuste e pelose, con forte sperone all' estremità del secondo articolo (al- 
meno nelle posteriori); l'ultimo vedesi rivestito come di piccole spine. 

Ove questa specie fosse realmente nuova, proporrei che avesse a portare il nonne 
dello scopritore e quindi a registrarsi : ? Luperina Pozzii. 



299 — 



FANZAGO F. — Nota sul nido del Geophiltss flavtes (1). 



L'anno scorso ebbi l'onore di presentare a questo illustre 
Consesso una nota sulla secrezione ventrale del Geophilus (Himan- 
tarium) Gabrielìs, e comunicare un tentativo di analisi chimica 
fatto dall'egregio dott. Soldaini sulla materia rossa secreta dal- 
l'animale, dal quale risulta che detta sostanza è affine alla seta, 
si rapprende, si riduce in Ali, ed emana l'odore speciale dei fila- 
toi, ma se ne distingue perchè non ha la proprietà di dare acido 
ossalico per l'azione dell'acido nitrico bollente e dell'idrato po- 
tassico, e non possiede quella di dare varie colorazioni coli' acido 
solforico caldo. Dalle mie osservazioni sui costumi di questi Geo- 
fili, che tenni per tanto tempo in apposito recipiente, e dai sur- 
riferiti risultati chimici, ne induceva che questo umore vischioso 
dovesse servire di cemento alle pareti delle gallerie che essi sca- 
vano nel terriccio, adattandole a loro abituale dimora; e termi- 
nava chiamando l'attenzione dei cultori di questo ramo di zoologia 
sull'argomento, perchè il fatto di un bozzolo sericeo completo, 
costruito dal Lysìopetalum carinatum, scoperto da Cavanna e da 
me in Calabria, non poteva essere un fatto isolato. Sono ben con- 
tento di poter comunicare una nuova osservazione in proposito, 
essendo le mie ricerche approdate a felice risultato. 

In una delle molte escursioni fatte in compagnia del eh. prof. 
Costa, nel Sassarese, nell'isola dell'Asinara, nelle quali raccolsi 
materiali che sto studiando, smuovendo un sasso piuttosto grande 
e profondamente infisso nel terreno, in una località detta Riz- 
zeddu, raccolsi una pallottola di terra, e mentre stavo pensando 



(1) Riprodotta dagli Atli del /?. Istituto veneto di scienze ec. ser. VI. t. II. Venezia 1884. 



— 300 — 

cosa mai potesse essere., m'accorsi che ad un fianco presentava 
un'apertura a lembo inciso; e nel momento stesso, per la pressione 
ch'io esercitava colle dita, la pallottola si aperse in due metà, 
precisamente al livello della detta apertura. Con grande nostra 
meraviglia, nel segmento inferiore della pallottola-nido, che tale 
era appunto né più né meno il singolare oggetto raccolto, ve- 
demmo starsene placidamente riposando un Geophilus che sospet- 
tai subito essere il flavus, ciò che un esame più accurato accertò, 
attortigliato su sé stesso a spira; e notisi che ad ogni spira del- 
l'animale corrisponde un solco, che gira in tale senso lungo la 
parete interna del nido dal fondo sino alla metà o poco più. L'ani- 
male all' improvviso scosso sembrò non curarsene, né si mosse 
tentò fuggire: la povera bestiola aveva un pietoso ufiìcio da 
compiere; covava le uova. Con una pinzetta la tolsi dal nido, e 
vidi nel fondo alcune uova bianche; due o tre mi caddero e 
riuscii a raccoglierne undici. Il nido è irregolarmente fusiforme, 
misura in lunghezza mm. 15 ed in larghezza mm. 10. 



PIERO BARGAGLI 



RASSEGNA BIOLOGICA 



DI 



RINCOFORI EUROPEI 



=^(9)|$> 



— 303 — 



PREFAZIONE 



Dopo aver preso ad ordinare quelle osservazioni che sulla 
importante famiglia dei Rìncofori avevo avuto occasione di fare, 
nacque in me il desiderio di conoscere quanto dagli altri ento- 
mologi era stato reso noto a questo proposito, a fine di coordinare 
le osservazioni mie con le altrui. 

Fu arduo lavoro quello di ricercare migliaia di dati sparsi 
in tante opere diverse, e fu invero per me buona ventura 1' aver 
potuto trovare indicazioni di opere da consultare nel Catalogne 
des Larves de Coléoptères di Chapuis e Candèze, nel Catalogus 
Coleopterorum di Gemrainger e Harold, nel pregevolissimo lavoro 
di Perris, Larves de Coléoptères, ed infine in quello essenzialmente 
bibliografico, Etne Uebersìcht der hìologisclien Literatur der Kàfer 
Europas del Sig. Mathias Rupertsberger. 

I risultati delle mie ricerche, sebbene limitati ai mezzi di cui 
potei disporre, crebbero a dismisura; e le mie osservazioni, di 
fronte alla gran copia di quelle degli altri, apparvero pur troppo 
poco meno che rari nantes in gurgite vasto ; giacché alle opere 
indicate dai detti autori potei aggiungerne molte altre ancora, 
come può vedersi nell' elenco che trovasi in principio di questo 
lavoro. 

Esporre sommariamente in ordine naturale le particolaritcà della 
vita di questi insetti in tal guisa raccolte e quali ce le indicano i 
vari osservatori, accennando al lettore le fonti dalle quali le attinsi, 
è stato lo scopo di questo mio lavoro; che pur troppo sarà ben 
lungi dall' esser completo, sia per la difficoltà grande di tante ri- 
cerche in opere cosi numerose, sia per le imperfezioni e gli errori 
materiali nei quali involontariamente si cade, compilando opere 
di questa natura. 



— 304 — 

Raccolsi in ultimo ed ordinai i nomi delle piante menzionate 
in queste pagine, indicando presso ad ognuna i nomi dei Rincofori 
che ne sono abitatori; ed in fine, per mettere in maggiore evi- 
denza i resultati delle singole osservazioni, e render più facili 
i rapporti, compilai una serie di prospetti riassuntivi. 

Era pure mia intenzione di riportare letteralmente tutte le 
descrizioni conosciute delle larve e delle ninfe; ma dovei ben presto 
persuadermi della poca utilità di questa raccolta; giacché una 
serie di descrizioni fatte isolatamente e da autori diversi, senza 
distinguere o senza determinare i caratteri comuni e quelli diffe- 
renziali di specie affini, non poteva avere che scarso valore scien- 
tifico : perchè ne sarebbero risultate descrizioni disparatissime di 
specie dello stesso genere, ed altre somigliantissime di specie 
assai tra loro diverse. 

Uno studio morfologico delle prime fasi di vita per un dato 
gruppo di Coleotteri, è cosa che ancora rimane a farsi; ed il pre- 
sente lavoro, se non risponde a tale assunto, gioverà forse in 
parte a questo scopo: coli' indicare cioè il modo di osservare i 
Rincofori nelle loro sedi, e negli stadi di vita anteriori a quello 
di insetto perfetto. 

Sarebbe pure stato opportuno di consociare a queste osser- 
vazioni un altro genere di ricerche: voglio dire le indicazioni 
dei numerosi parassiti dei Rincofori stessi; parassiti, che special- 
mente appartengono agli ordini degli Imenotteri e dei Ditteri. 
Ma tal genere di ricerche ha già ormai formato soggetto di studi 
particolareggiati e speciali: e tra gli altri autori che ne hanno 
trattato, è da ricordare anche il compianto nostro collega Prof. 
Camillo Rondani, che pubblicava nel Bullettino della Società 
Entomologica Italiana, anno V, un lavoro congenere. L'ordine 
che è stato seguito è quello del Catalogo dei Coleotteri di Gem- 
minger e Harold, cioè lo stesso del Genera des Coléoptères di 
Lacordaire. Le discussioni speci ologiche e sinonimiche sono state 
evitate; ma ho procurato di mettere in rilievo ogni caso in cui 
i fatti biologici fanno porre in dubbio il valore specifico di qual- 
che nome o sinonimo. 



— 305 — 

I vegetali sono ordinati secondo il recente trattato del Prof. 
Arcangeli, Compendio della Flora Italiana, che agli altri pregi 
scientifici unisce quello di potere essere utilmente e facilmente 
consultato anche dagli entomologi che della botanica non fecero 
loro studio speciale. 

Se, coll'avere raccolto ed ordinato, come meglio mi è stato 
possibile, copiosi materiali per la biologia di circa mille specie, 
cioè d'oltre un terzo dei Rincofori europei, sarò giunto a dare 
una idea più determinata del modo di vivere di tali insetti, ed 
avrò agevolata la via ad ampliare questo genere d' investigazioni 
tanto importanti, sia dal lato puramente scientifico, sia da quello 
pratico, per ciò che riguarda i danni prodotti dai Rincofori stessi ai 
vegetali delle nostre culture ; se insomma avrò risparmiato ad 
altri laboriose ricerche, il mio intento sarà pienamente conseguito 
ed appagato. 

Dalla cortesia di non poche egregie persone potei ottenere 
indicazioni talvolta anche copiose di questi fatti, comunicazioni 
od estratti di opere che a me non era dato consultare, ed infine 
facilitazioni di ogni sorta: ed io qui intendo render tributo di 
riconoscenza segnatamente ai Signori Baudi di Selve, Cavanna, 
Dei, Dohrn, Emanuel, Eppelsheim, Piccioli, Pirazzoli, Ragusa, Tar- 
gioni-Tozzetti, Zeller ed altri ancora, che in questa, come in altre 
occasioni, mi furono prodighi dei loro consigli e delle loro vaste 
cognizioni scientifiche. 



Ann. Xy. 21 



— 306 — 



GENERALITÀ 



SULLA 



BIOLOGIA DEI RINGOFORI EUROPEI 



Prima d' imprendere ad osservare il modo di vivere di questa numerosa, 
naturale ed elegantissima tra le .famiglie dei Coleotteri, gioverà il volgere 
uno sguardo a quel campo piìi vasto nel quale si compiono i fatti della vita 
degli insetti fìtofagi in generale; giacché vivendo i Rincofori essenzialmente 
a spese dei vegetali, saranno pure essi compresi nelle considerazioni che con- 
cernono i fìtofagi tutti ; e così quanto potrà essere affermato per i Eincofori 
verrà a collegarsi con fatti di indole più generale. 

Chi nella solitudine e nella quiete della foresta porgendo orecchio a quel 
ronzio cupo, uniforme, permanente che risulta da milioni di note emesse da 
altrettanti minimi viventi, chi nel vedere le erbe, gii arbusti, gli alberi po- 
polati in tutte le loro parti da abitatori innumerevoli che si arrampicano, 
che saltano, che volano di pianta in pianta, non si è dimandato qual' è il 
rapporto che lega tanta parte della vita animale, tanto splendore di forme 
animate, tanta copia di semoventi alla men viva natura dei vegetali? Quel 
tripudio della vita che ha luogo così in mezzo alle foreste di alberi secolari, 
come tra le selve in miniatura formate dalle piìi umili e più gracili erbe, 
quegli amori, quelle fughe, quegli inseguimenti, quelle lotte mortali con cui 
esseri così piccoli ripetono in modi infinitamente numerosi e diversi i fatti e 
le vicende che si compiono fra animali più conosciuti sol perchè di mole 
maggiore, altro non sono che 1' ultima fase dell' esistenza negli insetti, la 
manifestazione del colmo della lor vita, che sarà per estinguersi bruscamente 
appena questi esseri saranno giunti alla loro naturale finalità, ed avranno 
affidata ad opportune circostanze la esistenza di una prole che ad essi non 
sarà dato vedere. Quest' ultimo, periodo di vita fu preceduto da altre fasi che 
si svolsero nel segreto di oscuri abitacoli, nei quali ebbero luogo misterÃŒQse 



— 307 — 

metamorfosi che prepararono quella vita che ci apparisce in tutto il suo 
splendore, quasi fiammella al momento di estinguersi. Dovettero verificarsi 
particolari congiunture favorevoli perchè anzi tutto 1' uovo, questo atomo vi- 
vente, abbandonato da chi lo depose al proprio destino, stesse al sicuro dalle 
cause di distruzione; occorsero poi condizioni favorevoli non solo allo schiu- 
dersi dell' uovo, ma anche necessarie al primo periodo di vita dell' insetto, 
alle giovani larve, le quali nei tessuti vegetali, che generalmente sono la loro 
culla, dovevano trovare quelle condizioni chimiche conferenti alla nutrizione, 
e quelle altre circostanze fisiche quali si richiedono per costituire una di- 
mora e un ambiente atti a favorire il compiuto sviluppo del primo stadio 
larvale, e non di rado anco della metamorfosi delle larve in ninfe e di 
queste in insetti adulti. 

Fu necessaria perciò una data serie di combinazioni e congiunture indi- 
spensabili alla vita di quegli insetti, che con termine troppo restrittivo si 
dicono fitofagi, perchè si compiesse il ciclo biologico di ciascuna delle loro 
specie. Sarebbe lungi dal vero chi pensasse che la semplice ragione di nu- 
trimento sia quella che stabilisce il rapporto tra gì' insetti e le piante. 

Questo rapporto consiste invece in quel complesso di condizioni necessarie 
allo svolgersi delle fasi di vita degl'insetti: e perciò naturalmente avviene 
che per ogni singola specie si richiedano circostanze che non si riscontrano se 
non in dati vegetali, ai quali per questo si collega con mirabile armonia la 
vita di particolari specie d' insetti. 

Vi sarà dunque il prezzo dell'opera se coll'osservazione potremo giungere 
a scoprire tutte quelle condizioni e circostanze accennate, finché queste non 
sfuggono r apprezzamento dell'entomologo ; e se potremo determinare con 
maggiore o minor grado di approssimazione i rapporti esistenti tra le singole 
specie d'insetti e quelle di vegetali; ed anco se, dopo avere studiato tali rap- 
porti nel loro complesso, giungeremo, per mezzo di analogie morfologiche e 
per via d' induzione, a presapere, con grande probabilità, di quali piante potrà 
esser parassito un dato insetto, e quali le sue fasi di vita, come ebbe luogo 
di fare il celebre Perris. 

È questo il campo di ricerche nel quale procureremo d'inoltrarci; ò 
questa la sorgente alla quale attinsero tante ammirabili notizie entomologi 
provetti, ma invero poco numerosi ; ed è questo il genere di investigazioni 
alle quali alludeva il già ricordato Perris nel dire: « Que d'entomologistes 
« hélas ! qui au lieu de pénétrer dans les secrets de la science, restent à la 
« surface, et la font consister à trouver à grand effort, ne fùt-ce quo sur un 
« Seul individu, un caractère qui différencie tei insecte de son voisin, ou à 



— 308 — 

« posseder beaucoup d'espèces pour les alignev avec art dans les boites! 
« Combien d'autres, ignorants de la botanique, sont incapables de savourer 
« le charme des relations qui lient les insectes aux végétaux ! Combien enfin 
« qui ayant toutes les qualités requises pour servir et méme lionorer la science, 
« gardent pour eux leurs découvertes, par nonchalance ou corame s'ils en 
« étaient jaloux. » (1) 

Anche il celebre Réamur, le cui osservazioni sulle abitudini degli insetti 
saranno sempre un modello ed una guida a chi vuol penetrare nel campo di 
questi studi, scriveva nel 1734 le seguenti parole: « Les botanìstes donnent 
« des catalogues des plantes qui croissent dans les environs de certaines 

« villes Je voudrais que les observateurs qui travaillent à 1' histoire des 

« insectes donnassent des catalogues de ceux qui se nourrisseut sur chaque 
« piante: il y a des arbres tels que le chéne, l'orme, le saule, qui fourni- 
« raient d'assez grandes listes. De pareils catalogues apprendraient ce 
« qu'on peut espérer de trouver sur chaque piante, sur chaque arbre. Qu'on 
« commence à en dresser, on les rendra complets insensìblement. » (2) 

Disgraziatamente, dal tempo di Réamur gli studi biologici hanno pro- 
gredito con molta lentenza, perchè si è dato importanza maggiore allo studio 
delle forme e alla cognizione delle specie. 

Il primo, il vero anello di congiunzione tra il ciclo della vita di questi 
animali e quello dei respettivi vegetali, noa è infine forse altro che quello 
istinto, tra i più squisiti, di cui sono provvisti gli insetti; non è forse altro 
che quella perspicacia finissima di cui sono dotate le ? loro: il sapere sce- 
gliere cioè la pianta che sarà più adattata a favorire la vita delle proprie 
larve. Tanto è perfetto questo che ben a ragione fu detto istinto botanico 
degli insetti, che si riscontrano casi non molto rari nei quali, in mancanza 
della pianta stabilita dalla natura per sede di una data specie d'insetti, le ? 
di questi sanno ben profittare di quella pianta che è botanicamente più 
affine, di quella cioè che presenterà condizioni meno diverse da quelle nor- 
mali per la vita della specie a cui l'insetto appartiene. Ma ciò non è tutto: 
anche l'età e lo stato patologico o fisiologico del vegetale non sfuggono al* 
r insetto. 

È provato che numerosi insetti non abitano altro che piante di una data 
età che abbiano rami di una data grossezza; il Pissodes notatus F., per 
esempio, vive allo stato di larva sotto le scorze dei pini di una trentina di 



(1) Perris. Larves de Coléoptères. Paris, DéyroUe, 1877, pag. 389. 

(2) Réamur. \'eraoires pour servir à l' histoire des Insectes A Paris de l' Imprimcrie 
Royale 1734, voi. I, pag. 39. 



— 309 — 

anni tutt'al più; i pini più grossi vanno immuni dalla sua funesta operosità 
non ne sono danneggiati che nei rami. 

Certe Magdaìis non vivono che in ramoscelli di una data età; la M. 
ineninonia Gj'lL, nei ramoscelli di pino dell' anno precedente; la 31. vio- 
lacea L , in quelli di Pimis lancio Poir. di due anni. 

Anco lo stato patologico delle piante costituisce bene spesso, come di- 
cemmo, condizioni essenziali alla vita di moltissimi insetti, le ? dei quali, 
dotate di odorato finissimo, sapranno ben distinguere se in determinate piante 
avvengono certe fermentazioni nei succhi, certe alterazioni negli organi o nei 
tessuti delle piante stesse. Possono citarsi numerosissimi esempi di insetti 
che vivono in piante perfettamente sane, e di altri che avvertono con tutta 
sicurezza i diversi gradi di malattia dei vegetali. Non saprebbe vedersi ad 
esempio nessun principio di malattia o di lesione nelle purissime fecole di 
tanti semi nei quali vivono le larve di molti insetti {Calandra Spermopha- 
gus, Bruchus, ec.) : i quali semi, quando le ? degli insetti vi deposero le 
uova, erano forse appena formati ed appena fecondati dal polline del fiore; 
né le foglie parenchimatose, né i fusti erbacei o legnosi, né i frutti succulenti 
presentano alcun indizio apparente di deperimento quando la ? degli Orchestes, 
dei Bhamplnts, dei IJxus, degli Apìon, dei BhijncJdtes, dei Balaninus, vi de- 
pongono le uova ; come non sembrano esser affette da malattia le piante sulle 
quali vivono in grandissimo numero i bruci dei Lepidotterì, ovvero le nu- 
merose colonie degli Afidi o di tanti altri Emitteri, Ditteri otc. 

Gli olmi della passeggiata delle Cascine in Firenze furono per anni con- 
secutivi danneggiati nelle foglie da un Coleottero, la Galeruca crataegi Forst. 
Tale insolita condizione degli organi respiratori della pianta doveva neces- 
sariamente alterare il cambìmn degli olmi stessi; e questa alterazione negli 
umori delle piante fu benissimo avvertita dal Cossus cossus, che stabilì le 
sue larve nella base del tronco e nelle radici di quegli alberi; e poi da in- 
numerevoli tribù di Scolytus uhni Redt. e di S. destrnctor 01., i quali pre- 
sero sede sotto le scorze di quelle piante e le fecero perire in gran numero. 
Bene spesso si verifica pure, dopo che le larve del Coraehus hifasciatus 01. 
fiatino solcato colle loro gallerie anulari i primi strati legnosi della querce 
del leccio, che la parte superiore dei detti rami resta morente, e su di essa 
si esercitano i danni finali delle colonie numerosissime del Sinoxylon sexden- 
tatum 01. 

Una malattia di origine probabilmente crittogamica distrugge in varie 
località d'Italia le piante dei castagni; sembra che le radici capillari si de- 
compongano divenendo putrescenti. In alcuna di queste località, in quelle col- 



— 310 — 

line per esempio che separano le paludi di Bientina da quelle di FuceccMo 
nella valle inferiore dell'Arno, è stato osservato un piccolo coleottero, il Ta- 
jgìirorliynclius bicolor Hbrt., il quale prende stanza appunto nelle grosse ra- 
dici dei castagni morenti per effetto di quella malattia, e ne affretta certa- 
mente la distruzione. 

Altro esempio manifesto di fatti consimili si ha pure in osservazioni fatte 
negli anni 1872 e nel 1876, cioè dopo che ebbero luogo inverni rigidissimi, 
per effetto dei quali gli olivi delle valli nell' Italia centrale perirono in gran 
numero od ebbero ad esserne assai danneggiati. Negli anni successivi a quelle 
invernate eccezionali, i coltivatori dovettero praticare abbondanti potature di 
rami malaticci o morenti, sotto le scorze dei quali si erano impiantate nu- 
merosissime colonie di Hylesinus, credo dell' H. fraxini F., le quali appunto 
avevano trovato in quegli olivi danneggiati dal gelo le condizioni opportune 
per la propagazione della loro specie. 

Si hanno pure esempi nei quali la malattia o 1' alterazione della pianta 
ospitante viene prodotta dai genitori di quegli insetti che saranno gli ospiti 
Lo dimostrano manifestamente gli abitatori di galle, le quali sono prodotte 
da alterazioni di tessuti vegetali provocate dalla puntura e dall'avvelena- 
mento di abilissimi artefici. Lo provano i fatti di certi ScoliticU, le ? dei 
quali prima di deporre le uova nei rami degli alberi danneggiano le gemme 
di questi. Si vuole pure che la ? del colossale coleottero del Brasile, la 
MacrodonUa cervicornis L., prima di deporre le sue uova, afferri i rami 
degli alberi colle enormi mandibole di cui è provvista, e, girando loro in- 
torno, determini nella scorza un solco circolare, il quale tratterrà gli umori 
della pianta a benefizio di quelle larve che vi si stabiliranno. 

In fine tutti quegl' insetti che si credono sviluppare dai mobili e dai le- 
gnami delle nostre abitazioni {Lydus canaliculatus P., vari Ptinus, Mesium 
affine Bald., Gibhiicm scotias F., vari Anobium, ec, ec), tutte le numero- 
sissime specie che trovansi nelle piante morte, negli alberi atterrati per ve- 
tustà, e delle quali si possono compilare lunghissimi elenchi, tutti gli altri 
insetti speciali alle sostanze vegetali in putrefazione, in decomposizione, tutti 
quelli finalmente che per mezzo di generazioni di specie succedanee con- 
tribuiscono potentemente all'ultima distruzione dogli avanzi del regno ve- 
getale e ad affrettare la riduzione di questi in Jmnius, provano esuberante- 
mente quali sono le condizioni di esistenza speciali a ciascuna specie, e come 
possano perfettamente distinguersi gli abitatori di piante vegete e rigogliose, 
da quelli che vivono a spese di piante precedentemente ammalate, e degli 
altri ancora che compiono l'ultima opera di distruzione delle piante stesse. 



^ 311 — 

È bene avvertire peraltro come in questo genere di ricerche sia special- 
mente necessario di mettersi in guardia contro facili proconcetti e contro le 
apparenze dei primi risultati che si possono dedurre da osservazioni non suf- 
ficientemente ripetute ed estese. Giacché, mentre possiamo ammirare fatti che 
dimostrano uno stupendo equilibrio tra l'economia degl'insetti e quella dei 
vegetali, troveremo pure bene spesso che la natura sembra essersi riserbata 
una grandissima libertà di azione, e che essa disponga di un numero in- 
finito di modi per giungere talvolta ad un identico fine. Se noi esaminiauio, 
per esempio, i prospetti riassuntivi che terminano questo lavoro, facilmente 
potremo sorgere quali piante siano più generalmente abitate da specie e 
da generi particolari di Rincofori. Ma sarebbe erroneo peraltro 1' attribuire 
un valore assoluto a quei dati ; perchè mentre tra le altre cose è facile il ri- 
levare come sia grande la preferenza data da questi insetti alle Querci, ai 
Salci, agli Ontani, alle Betule, ai Pini ed agli Abeti, è pur necessario di por 
mente al fatto che molti Rincofori nello stato adulto non rimangono stazio- 
nari nella pianta che gli ospitò nei primi loro stadi, ma invece, sia col volo, 
sia colla deambulazione, vanno in cerca del nutrimento o dell'altro sesso 
per la riproduzione della specie; e da ciò facilmente rileveremo come le piante 
che sono più comuni e più numerose offrono un maggior numero di proba- 
bilità di ospitare insetti anco eventualmente: le quali probabilità si moltipli 
cano per quegli insetti che dal canto loro sono più numerosi e più comuni: 
e così è che per certe piante e per certi insetti abbiamo una maggior quan- 
tità di osservazioni registrate dagli entomologi; le quali sogliono essere indi- 
cate colla parola liabitat. 

Ma ciò non è tutto quanto deve avvertirsi a questo proposito. Anco 
quei casi nei quali si svolgono le varie fasi biologiche di particolari in- 
setti a spese di determinate piante, e nei quali perciò è accertato il rap- 
porto di parassitismo tra gì' insetti e le piante, non possono esser fonda- 
mento a principii assoluti ed immutabili; giacché coli' osservare ripetutamente 
avverrà non di rado di scoprire numerose eccezioni a ciò che potremmo cre- 
dere di avere sufBcientemente provato e stabilito come legge e regola in 
quest'ordine di fatti. 

Le stesse condizioni di località nelle quali può vivere la pianta ospi- 
tante, possono esser tali da escludere talvolta l'esistenza degl' insetti che so- 
gliono esserne abitatori. 

All'esposizione di orticultura che ebbe luogo in Firenze nel 1874, si os- 
servava una raccolta di numerose varietà di semi di piselli esposti dalla 
Amministrazione della Casa di Lorena. 



— 312 — 

Alcune di quelle varietà erano tonchiate o danneggiate dal BrucJius 
pisi L., altre ne erano affatto immuni. Dalla cortesia dell'espositore mi venne 
fatta conoscere la ragione di quel fatto, cioè che le varietà di piselli im- 
muni dai Bruchus erano state coltivate nelle alte regioni dell'Appennino; 
le altre erano cresciute nella pianura Casentinese. 

Un caso consimile si presentava all' osservatore dell' Esposizione interna- 
zionale di Parigi del 1878. Nella Sezione Americana erano esposte delle va- 
rietà di fagiuoli della Repubblica Argentina non molto differenti da quelli 
nostrali: e da quei semi, sul finire di Agosto, si sviluppavano in grandissima 
copia individui del Bruchus lentis Bolim. Mentre dunque i fagiuoli, almeno 
in Italia, sono tra i pochi o forse gli unici semi di legumi risparmiati dai 
danni dei Bruchus, quelli della Repubblica Argentina ospitavano perfino pa- 
recchi di quegl' insetti in un medesimo seme. 

Possiamo ancora trovare altro esempio nel confrontare gì' insetti paras- 
siti della vite in Europa con quelli della vite nell' America settentrionale. È 
noto che tra i nostri nemici della vite si annoverano il Cneorrhinus gemina- 
tus Fab., alcune specie di Otiorrhynchus, il Peritelus griseus 01., il Bht/n- 
chites hetiileti F., Y Anomala junil L., l'^. vitis F., il Broniius vìtis F., il 
Sinoxylon sexdentatum 01., alcune Deilephila, Tortrix, Vino amjjelophaga 
Staud. ec, ec. Nelle viti dell'altro continente, come riferisce Harris, vivono 
presso Milton nel Massachusset, il Macrodactylus subspinosus, F., la Tetti- 
gonia vitis Harris., l' Anomala varians F., la Pelidnota notata F. e varie 
Sphinx; delle quali specie, alcune, come si vede, possono considerarsi quali 
rappresentanti americani di generi europei, altre sono totalmente diverse. 

Anche un altro insetto, malauguratamente assai conosciuto in Europa, 
non ha seguito incondizionatamente le piante che possono ospitarlo; giacché 
è noto per nostra sventura che la Phylloxera vastatrix Planch. ha variato 
abitudini col variar di paese e di piante; e, mentre sulle varie specie di viti 
americane essa è quasi innocua, in Europa invece, limitando il ciclo suo alla 
vita sotteranea e perdendo quello gallicolo, è divenuta tanto infesta alla Vitis 
vinifera L, Anche gì' insetti che vivono a spese del granturco sono meritevoli 
di confronto nei due continenti. Il mais in Europa non ha trovato un 
gran numero d' insetti che lo danneggino ; si può citare il Pentodon pun- 
ctatus Villa, che talvolta ne distrugge le radici; come ancora 1' Afide Pem- 
phigus Boyeri Passerini, che vive pure a spese di quelle radici, e alcuni 
bruci che hanno sede nella midolla del culmo, o nello interno della spiga, 
quali la Leucania zeae Stand., la Noctua seae Dup. e le solite Calandra 
granaria L. e C. oryzae L., che stanno nella fecola del seme. 



— 313 — 

La stessa pianta invece nella parte del mondo di cui è originaria si 
trova danneggiata da moltissimi insetti che gli entomologi americani ci 
fanno conoscere; si trovano per esempio nel mais delle coste di Giiayra e di 
Venezuela, verso il villaggio di Macuta, il Trachydcres succindus L., YAn- 
cylosternus scutellaris 01., il Lissonotus corallinus Dupt., il L. flavocin- 
dus Dupt., V Oxjjmerus Lebasil Dupt., [V Allorrhina scabrmscula^Yeh., la 
Gymnetis liturata Web., ec, ec. Verso Maiquetia in direzione di Caracas si 
trova il Phaedinus Débauvei Gner., il TracJujderes Lafreillei Dupt. ed a 
Caracas, il Pieroplotus variahilis Sallé, il Caloptenum tenninatum Doj., la 
Pygolampis albiventris Moritz., la P. parallela Moritz. 

E anche all' Esposizione di Parigi del 1878, nella Sezione Americana, 
tra le belle cassette contenenti insetti nocivi alle culture del mais in quel 
continente, si osservavano il Prionus imbricornis L., gli SpJienophonis 
seae e S. cariosus 01., il Silvanus surinaniensis L., che ne votava i semi o che 
forse viveva di avanzi lasciati da altri insetti, la Trogosita corticalis Mehh., 
insieme alla nostra T. mauritanica L., nonché i cosmopoliti Calandra gra- 
naria L. e C. orizae L. ed altri di ordini diversi. Potrebbero citarsi ancora 
molti esempi di confronti tra gl'insetti parassiti della medesima pianta in 
paesi diversi, ma per non diffonderci di troppo, ci limiteremo solo a indicare 
come nella pili volte ricordata Esposizione di Parigi ci fu dato osservare che 
quasi nessuno degl' insetti rappresentati quali nemici del grano in America, 
si può annoverare tra i nostri nemici del prezioso cereale. 

Ecco adunque numerosi fatti nei quali, salvo quanto può essere effetto 
di acclimatazione o di mezzi naturali od artificiali di disseminazione, evidente- 
mente si riscontrano insetti la cui esistenza è legata a certe piante in alcuni 
paesi e che non seguono queste piante incondizionatamente, cioè dovunque ed 
in qualsiasi circostanza. Tali considerazioni peraltro, non ci forniscono oggidì 
nemmeno i semplici contorni atti a delineare i confini del vasto campo nel 
quale si compiono tutti i fatti relativi ai rapporti tra gV insetti ed il regno 
vegetale; ma possono bensì indicare di quanto interesse e di quanta utilità 
siano gli studi delle faune entomologiche consociati a quelli delle flore vi- 
venti locali e di quelle fossili ancora. 

Allorquando le abitudini degl' insetti fitofagi saranno più particolar- 
mente e pili estesamente conosciute e determinate, si vedrà manifesta la con- 
nessione dei dati biologici di quelli colla loro distribuzione geografica; ed 
alle figure che rappresentano le aree geografiche occupate dalle specie ve- 
getali potranno sovrapporsi figure analoghe, le quali saranno ugnali o simili 
alle prime, ovvero le une sopravanzeranno le altre parzialmente o total- 



— 314 — 

mente, secondo che una specie d'insetti seguirà totalmente o parzialmente una 
specie di vegetale sola o diverse. 

Questi semplici accenni, questi pochi dati raccolti nel campo svariatissimo 
della biologia entomologica, possono darci appena un' idea dell' ambiente nel 
quale si svolgono piìi particolarmente i fatti della vita dei Kincofori, dei 
quali è ormai tempo che veniamo a parlare. 

È necessario anzitutto far avvertito il lettore che nella grande famiglia 
indicata dalla parola Rincofori io non intesi di comprendere tutto quello 
che alcuni scrittori di entomologia sogliono cpmprendervi, cioè i Briichidi, i 
Brentidi, gli Anfribidi ed i Curciilionidi; ma, sembrando che del nome di 
Bincofori siano più particolarmente meritevoli quei Coleotteri che pivi sono 
provvisti della prerogativa di avere un rostro costituente la parte anteriore 
della testa, solo l' ultimo di quei gruppi è quello che forma soggetto di 
questo lavoro, e che qui è stato chiamato colla parola Bincofori. 

Qual sia l'importanza del rostro nei Rincofori, oltre l'ufficio di portare 
gli organi della bocca, ci viene indicato in numerosissimi casi quanto alle ? 
dei detti insetti; giacché vedremo, per esempio, come le ? di Apoderus, di 
AUelabiis, di Binchjjtes si servano mirabilmente del rostro per praticare 
delle incisioni, dei fori, delle intaccature nei picciuoli delle foglie, e così pro- 
durre una interruzione nei vasi che conducono gli umori alle foglie stesse, 
affinchè queste in breve tempo appassiscano, e, perduta la loro consistenza, 
divengano atte a subire per opera delle stesse ? le operazioni di contorsione, 
di avvolgimenti in varie guise, per esser ridotte a comode sedi delle uova e 
delle giovani larve che ne nasceranno. 

I lunghi, sottilissimi e ricurvi rostri dei Baìaninus, servono a perforare 
gl'involucri delle ghiande, delle nocciuole, delle castagne, e quindi a spin- 
gere nel fondo del foro, fino ai cotiledoni, l'uovo che la ? aveva deposto al- 
l'oriGzio del foro stesso. Così può dirsi di molti altri casi nei quali si riscon- 
tra manifesta la relazione tra la forma del rostro stesso e 1' uso al quale 
questo è destinato, cioè se debba servire al collocamento delle uova in parti 
superficiali della pianta, ovvero in parti profonde; se in tessuti legnosi o pa- 
renchimatosi ; se a traversare superficie liscie, rugose, glandulose o irte di 
peli e di spine. 

Analogie consimili possono riscontrarsi anche in altri insetti sia dello 
stesso ordine, come è il caso per esempio delle varie forme di ovopositori di 
Buprestidi, di Teredili, di Longicorni, sia in altri ordini d' insetti, come nelle 
terebre di misurata lunghezza, di molti Imenotteri, e segnatamente in quelle 
degli Icneumonidi, o negli apparecchi ovopositori dei Locustidi, dei G-rilUdi, ec. 



— 315 — 

Nei Lepidotteri pure, sebbene la spiritromba non sia che un organo di 
nutrizione, vediamo questo apparecchio variare di lunghezza in proporzione 
delhx profondità dei calici di fiori che l'insetto suol frequentare; fino al 
punto dì raggiungere due o tre volto la lunghezza dell'insetto stesso {SpJiinx^ 
Macroglossa ec). E nel genere Ojyhideres dell'Australia e dell'Africa au- 
strale, troviamo il caso di una farfalla colla spiritromba dritta e rigida che 
è destinata a perforare la polpa dei banani e degli aranci, alle raccolte dei 
quali frutti perciò l' insetto reca gravi danni (1). 

E parimente negli animali superiori sono conosciuti in gran numero casi 
di analogie consimili, come nelle diversissime forme e negli usi diversi del 
rostro, del collo, delle zampe degli uccelli ; tra i quali per esempio è notevole 
il caso dello scricciolo o re eli macchia {Troglodytes parvulus Koch.) il 
quale, oltre ad avere nel suo piccolo rostro le caratteristiche degli uccelli 
insettivori, ha inoltre in esso una forma più allungata e leggermente curva 
che gli serve egregiamente ad assalire i bruci pelosi di varie Bomhyx che 
gli altri uccelli, tranne il cuculo^ non osano sfidare; a farsi strada tra i 
folti ciuffi di peli irti, pungenti; a forarne la pelle, e penetrare fino agli 
intestini, che, dilaniati orrendamente, servono di cibo al pennuto tormenta- 
tore e carnefice. Della finalità del rostro nei Eincofori, di servire cioè a pene- 
trare nei corpi di varia consistenza, ne abbiamo la prova anche nella con- 
formazione del rostro stesso; giacché mentre in generale le parti dei Einco- 
fori, testa, torace, zampe, elitre, ec. sono coperte di varie impronte, rugosità 
striature, punteggiature ec, il rostro in generale è liscio, o leggermente sol- 
cato in senso della sua lunghezza, e munito di rilievi sottili e disposti lon- 
gitudinalmente. Oltre a ciò è da notare che il punto su cui sono impiantate 
le antenne o la loro inserzione, sì trova per lo più circa alla metà della 
lunghezza del rostro; ed affinchè le dette antenne non riescano di im- 
paccio alla totale introduzione del rostro stesso nelle sostanze che l' insetto 
vuol forare, il primo articolo delle antenne (scapo) ha una lungliezza straor- 
dinariamente maggiore degli altri articoli, e trova modo, quando ne è il 
caso, dì esser coricato longitudinalmente in una cavità o solco (scroho) che 
esso riempie quasi totalmente e che si trova nelle partì laterali o superiori 
del rostro stesso. 

Ma, mentre abbiamo avuto luogo di ammirare nella forma dì questo 
organo una mirabile corrispondenza coli' ufficio di quello, dovremo pure 



(1) Girard. Traile d'Ent., Voi. Ili, pag. G7. — Alme Dufort., BuH. de la Soc. d' ac- 
climat. Juillet, 1876. 



— 316 — 

pìrsuaderci die non tutto in natura avviene a seconda dei ragionamenti della 
mente umana. 

Abbiamo veduto che il rostro supplisce in gran parte nelle ? dei Rin- 
cofori alla mancanza dell'ovopositore che si riscontra in tanti altri insetti; 
ma quale sarà mai l'uso di quest'organo in certe ? che abbandonano sem- 
plicemente le uova sulle parti scoperte delle piante, come le Hypera, i Ciò- 
nuSj i Coniatus? Qual è inoltre lo scopo del rostro nei <f dei Eincofori? 
Questi maschi sebbene in generale siano provveduti di un rostro più corto 
di quello delle ?, non sembrano possedere questo apparecchio per nessun 
altro fine che per quello di portare gli organi buccali. L'osservatore non sa 
rendersi conto di questo fatto che sembra un caso di inutile sovrabbondanza 
di forme; l'entomologo si domanda perchè nei <f di questa famiglia non sono 
state disposte le cose nella stessa guisa che in altre famiglie anche prossime 
a quella dei Eincofori, come quella dei BrenticU, nei quali, mentre le ? sono 
provviste di rostri talvolta sviluppatissimi e atti a perforare duri e grossi 
tessuti vegetali per l'oggetto di deporvi le uova, i (f sono in generale quasi 
privi di rostro, ed hanno perciò una notevole dissomiglianza, un aspetto di- 
verso dalle loro ?. La presenza del rostro nei cf dei Eincofori fa singolare 
contrasto col principio che l'uso di un organo contribuisce a sviluppare mag- 
giormente l'organo stesso; mentre il non uso diminuisce, oblitera, sopprime 
le parti. Si comprende da ciò come siano ciechi gli animali cavernicoli e 
quelli che vivono continuamente all'oscuro; gli insetti ne offrono numerosis- 
simi esempi {Anoj)Jithaìmus, AnUlus, Gìyptomerus, Scotonomiis, Langeìan- 
(Ua, ApJiaenops, ec. ec): si comprende pure benissimo come gl'insetti che 
hanno poco bisogno di volare siano per lo più privi di ali, e come le faune 
delle isole, per esempio, siano ricche in generale di specie- aptere. Ma il caso 
dei Eincofori (f rostrati non può che annoverarsi tra i non pochi nei quali 
rimane ancora a spiegare la presenza di organi che almeno apparentemente 
non hanno destinazione alcuna; come ad esempio le numerose appendici della 
testa e del torace di cui sono forniti i maschi di alcuni LameUicorni, [Co- 
jJìis, Bubas, Aphodlus, Bolhoceras, Orycfes, ec), di alcuni Liicanidi {Lu- 
canus, Sinodendron, ec); lo sviluppo in lunghezza od in grossezza delle 
zampe di alcuni Longìcorni (Acrocinus lotigimanus), di alcuni cf di Oede- 
mera, di quelli del genere Sagra, ec. 

L' uso del rostro per parte delle ? dei Eincofori ci può metter sulla via 
per esaminare il modo di vivere dei Eincofori stessi. 

La ovoposizione si fa dunque nell' interno di sostanze vegetali, alle quali 
viene affidata la nascita delle giovani larve. Nessuna parte delle piante è al 



— 317 — 

sicuro dall' azione previdente e sommamente sagace delle ? dei Rincufori, che 
vanno in cerca delle più opportune condizioni alle quali affidare la sorte della 
prole nascitura, che esse non vedranno, perchè la morte seguirà di poco l'atto 
del deporre le uova. Nessun caso, ch'io sappia, si riscontra nella vita dei 
Rincofori in cui una ? cada tanto grossolanamente in errore come fa bene 
spesso la mosca delle carni {Sarcophaga carnaria L.), la quale, attratta dal- 
l'odore cadaverico dei fiori della Stapelia hirsuta L., depone in essi le proprie 
larve, che trovandosi poi senza nutrimento e sotto i raggi diretti del sole 
periscono in brevi istanti. 

Qual sia la cura e la previdenza della ? dei Rincofori nel deporre le uova lo 
abbiamo già accennato nel caso dei Bhynchites, degli Apodenis, degli Attela- 
hus, che, avvolgendo le foglie delle piante, preparano stanza sicura alle uova ed 
allo larve. Le ? di altre specie con minore industria e minor lavoro [Anthononms, 
alcuni JRJiyncMtes) si limitano ad incidere i teneri germogli per farli appassire 
e seccare, ed a quelli affidano le uova. Alcune altre ? invece preparano la 
cuna della loro progenie determinando con particolari punture delle escrescenze 
galle nei tessuti vegetali (certi Aplon, Nanophyes, Grjmnetron, Miarus, 
Sibinia, Barldkis, Ceutorrhynchus). Queste escrescenze, divenendo general- 
mente ricche di umori accumulatisi per effetto delle irregolarità che si deter- 
minano nei vasi della pianta, saranno sede opportuna alle larve generalmente 
inerti o quasi immobili. 

Alcune ? di Rincofori profittano di galle già prodotte da insetti di altri 
ordini; il Balaninus hrassicae F. affida le sue uova alle galle che un Irae- 
nottero del genere Nematus produce nelle foglie dei Salici; il B. ceraso- 
rum F. profitta pure per lo stesso scopo di galle che il Diploìepis pallidus 
e V Andricus terminalis determinano nelle foglie di querce. 

Certe altre ? invece stabiliscono il loro nido producendo singolari defor- 
mazioni di organi vegetali, e segnatamente delle gemme e dei fiori (alcuni 
Apion, Anthonomus, Miarus, ec). Molte di queste femmine spingono la loro 
previdenza fino al punto di collocare un solo uovo in ciascuna di quelle gemme, 
di quei fiori, di quei frutti (RhyncJiites, Apion, Larinus) che per la loro mole non 
potranno alimentare più d'una sola larva; ovvero collocano le uova a tali in- 
tervalli sui gambi o sui rami, che le larve possano raggiungere il loro pieno 
sviluppo senza incontrarsi colle loro gallerie; e ciò si riscontra segnatamente 
nelle piante a internodi, nelle quali ogni larva abita generalmente lo spazio 
compreso tra due nodi {Llxus, Apion). Altre ? invece, e segnatamente quelle 
le cui larve vivono allo scoperto sui vegetali, {Coniatiis, Ilypera, Cionus, 
Phytohius) depongono le uova sulle parti esterne delle piante, ma sempre 



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nascondendole o sulla pagina inferiore delle foglie o tra le nervature od al- 
l'ascella dei picciuoli dei rami, alle quali parti le uova aderiscono per 
effetto di liquidi glutinosi che vengono emessi insieme colle uova. La forma 
di queste nulla ha di notevole; sono generalmente minutissime, sferiche od 
oblunghe e bianche, giallastre o verdastre. 

Alla deposizione dell' uovo, che nella pluralità dei casi avviene in pri- 
mavera, ma talvolta anche in autunno, succede dopo breve intervallo la na- 
scita delle giovani larve; e queste per lo più trovano le condizioni dì cibo 
e di abitazione nei luoghi stessi dove era situato l' uovo. Alcune volte Y im- 
mobilità delle larve è quasi assoluta, o'si riduce tutt'al piìi a semplici cam- 
biamenti di posizione (Calandra, Balaninus^ Gymnefron, Larinus, Miarus 
Monom/cJms, ec, ec.) Talora invece le larve dei Rincofori sentono il bisogno 
di allontanarsi dalla sede primitiva; ed allora, o scavano gallerie senza di- 
segno alcuno che ricordi per esempio quelle degli Scolitidi {Hylohins, Mag- 
dalis, Bnjopht/iorus, Bhyncolus) ; ovvero percorrono longitudinahnente il 
canale midollare delle piante (Lixus, JBaris, CeutorrhyncJms, Rkinoìichus), 
od anche vanno vagando nel parenchima delle foglie, tra la epidermide della 
pagina superiore e della inferiore, determinandovi tortuosissime gallerie od 
aree irregolari [Orchestes, RJiamphus). 'In ogni caso la galleria è sempre 
proporzionata alla età ed alle dimensioni della larva; cioè, sottile da primo, 
va poi gradatamente aumentando di diametro. 

Per quelle specie le cui larve si riscontrano essere abitatrici di parti 
sotterranee delle piante {Cneorrhinus, Sitones, Otìorrhynchus, BracJiycerus, 
Cleonus, ec, ec), siccome non si sa che le loro ? abbiano la facoltà di sca- 
vare il terreno o di penetrarvi per lo scopo di situare le uova in quelle parti, 
è da credere che tali uova vengano deposte al colletto, alla base del tronco 
nelle foglie radicali, e che le giovani larve si rechino tosto a quelle parti 
che dovranno essere la loro abitazione. 

La vita della larva si riassume tutta nell' acquistare col mezzo della nu- 
trizione gli elementi ed il grado di sviluppo necessari alla prima metamorfosi. 
Le larve che vivono nell' interno dei vegetali o sulle loro radici, sono 
prive di occhi; organi che non si manifesteranno altro che quando l'insetto 
stia per divenire adulto e comparire alla luce, ovvero che non compariranno 
giammai nei Rincofori che vivono di vita ipogea {Eaymondla, Crypharis, 
TroglorrhyncJius, Alaocyha). 

Quelle larve che stanno invece allo scoperto, sono dotate di pochi 
ocelli sparsi sulla fronte, ed il loro nutrimento generalmente consiste 
nelle parti verdi o parenchimatose di piante per lo più erbacee. Il sem- 



— 319 — 

plice aspetto fa distinguere queste larve dalle prime; giacché, mentre sono 
bianche, giallastre o rossastre, quelle che vivono all' interno dei vegetali ; 
sono colorate in verde, ed anche a strisce varicolori quelle che vivono allo 
scoperto, . 

La poca mobilità in generale delle larve dei Rincofori è già uu indizio 
che le zampe debbono loro mancare; ed infatti, sebbene alcune portino dei 
rudimenti di zampe negli anelli toracici, pure in generale le gambe in queste 
larve non sono rappresentate che da semplici tubercoli disposti in serie lon- 
gitudinali sulla faccia ventrale e muniti di semplici squamosità ovvero irti 
di setole rigide e corte. Un modo peraltro di tenersi aderenti al piano di po- 
sizione è usato specialmente da alcune di quelle larve che vivono all'esterno 
dei vegetali, e consiste nel coprirsi di un umore mucillagginoso che viene 
segregato da un tubercolo anale; e tanto basta perchè i venti non traspor- 
tino facciano cadere quei deboli animali {Cionus, Phytohius). 

Le larve dei Rincofori constano della testa cornea e generalmente bruna, 
munita di mandibole potentissime e perfettamente conformate e atto a rodere 
le sostanze in cui vivono; le antenne sono rudimentali. Seguono i tre seg- 
menti del torace non diversi nella forma dai nove che compongono 1' addome. 
Nessuno indizio si riscontra in queste larve dell'organo caratteristico degli 
insetti adulti, cioè del rostro. La nutrizione, com' è noto, si effettua per mezzo 
degli organi della bocca, mandibole, mascelle, palpi ec, e quindi per una 
serie di lunghi condotti o tubi digerenti, nei quali sboccano altri canaletti 
più sottili che compiono le funzioni del fegato degli animali superiori, e che 
si dicono tubi di Malpighi. Gli organi di respirazione sono costituiti da nove 
paia di stimmi o aperture, che si trovano ai lati dell' ultimo o del penultimo 
anello toracico e degli anelli addominali, ed a ciascuna di queste aperture 
corrisponde un sistema interno di trachee o condotti sottilmente ramificati 
che conducono 1' aria nelF interno della massa del sangue. Le successive con- 
trazioni di un vaso dorsale, o cuore, producono il movimento di circolazione 
del sangue contenuto nelle maggiori cavità del corpo della larva. Questo si- 
stema di circolazione e di respirazione rimane invariato nelle metamorfosi 
successive. 

Sebbene costituite su di un piano uniforme di struttura, le larve dei 
Rincofori possono palesare colla loro forma il modo loro di vivere. Sono curve 
e ripiegate nella faccia ventrale quelle che vivono stazionarie, scavandosi 
uno spazio o cella nei tessuti vegetali; sono notevolmente più allungate o 
cilindriche quelle che si scavano gallerie nei gambi, nei tronchi o nei rami, 
e quelle pure che vivono nel canale midollare dello piante; non presentano 



— 320 — 

la minima curva sul loro asse, e sono un poco attenuate in addietro e piane 
nella loro superficie dorsale e centrale, quelle larve destinate a vivere nel- 
r angusto spazio compreso tra le due pagine di una foglia. 

Perris, negli Annali della Società entomologica di Francia, anno 1856, 
pagina 438, dette una classificazione sommaria delle larve dei Curculionidi, fon- 
data sulla parte di vegetali che esse danneggiano. 

Giunte al termine del loro maggiore sviluppo le larve cessano di nutrirsi, 
ed attendono a scegliersi e prepararsi la sede adattata al compimento della 
loro trasformazione. Qui ha luogo una notevolissima distinzione tra quelle 
specie nelle quali la ninfosi avviene nel luogo stesso ove dimorò la larva, e 
quelle che abbandonano la pianta che le aveva nutrite e si internano invece 
nel terreno. Vedremo poi quale altro espediente impieghino invece le larve 
che vivono allo scoperto. Tutte quelle che abitano nei vegetali legnosi e una 
gran parte di quelle che vissero nei vegetali erbacei {Larinus, Lixus, JRhi- 
nocyllus, certi Apìon, Baridius, Hylobius, DryopMhorus, Bhyncolus, Mag- 
clalis, ec, ec.) si trasformano là dove visse la larva; alcune, scavandosi una 
celletta nel legno e tappezzandola di fibre legnose {Hylobius); altre, ottu- 
rando semplicemente l' ultimo tratto della galleria della larva (Llxus) con 
frammenti vegetali; altre infine, raccogliendo intorno a loro minuzzoli avan- 
zati ai pasti della larva, cementandoli piìi o meno regolarmente e costruendo 
in tal modo un follicolo (Larinus, Lixus polUnosus, Germ.) più o meno 
perfetto. Alcune invece senza preparativo si racchiudono in una specie di 
vescichetta o rigonfiamento dell'epidermide delle foglie, {Orchestes). 

La trasformazione di questa categoria di larve avviene nella fine del- 
l'estate del medesimo anno; ovvero alcune larve svernano in quei ripostigli 
prima di trasformarsi in ninfa, altre dopo la trasformazione. 

Le larve dell' altra categoria che abbandonano il luogo natio prima di 
compiere la loro metamorfosi, hanno pure istinti ed abitudini notevolissimi. 
Alcune di queste, per esempio, per giungere al terreno, non fanno altro che 
attendere la caduta del frutto o della parte della pianta dove esse risiedono. 
Le larve degli Attelahldì e di alcuni Bhynchitidi cadono a terra cogli in- 
volucri già secchi delle foglie nei quali la ? depose le sue uova, e abban- 
donano questi involucri per penetrare nel terreno. Così fanno le larve dei 
Balaninus che cadono colle ghiande, così quelle dei Dorytomus che abitano 
nei fiori lanuginosi od amenti dei Populus e dei Salix. 

Certe larve di questa categoria lasciano spontaneamente la loro sede per 
entrare sotto terra, dove si costruiscono una celletta (Brachycencs, Ceiitor- 
rhynchus, TycMus meliloti, Sibìnia^ Gymnetron alyssi, Coeliodes cardili ec). 



— 321 — 

In altre invece {Tychius sparsutus e vari Apion), ha luogo una mi- 
rabile concomitanza tra il tempo della prima metamorfosi della larva e la ma- 
turazione delle silique dove essa aveva vissuto: giacché all' aprirsi spontaneo 
di quelle ' silique, nel momento della deiscenza, la piccola larva vien lanciata 
fuori della siliqua; e caduta nel terreno, si procura tosto un asilo per com- 
piervi l'importante atto della propria trasformazione. 

Le specie comprese in questa categoria hanno una lunga durata delle nin- 
fosi, e passano generalmente l'inverno nei loro ripostigli sotterranei, che sono 
a profondità sufficiente da non esser penetrati dai geli dell' inverno {Bàlanìnus) 
e che sono bene spesso spalmati all'interno con sostanze impermeabili [Bra- 
chycerus albidentatus). In alcuni casi è relativamente considerevole la pro- 
fondità a cui penetrano queste larve nel terreno. Una certa quantità di 
ghiande di querce era stata posta una volta sopra uno dei grossi vasi da 
culture di fiori ripieno di terra per tentare 1' allevamento delle larve di Ba- 
laninus che erano contenute in quelle ghiande. Al tempo della ninfosi, agli 
ultimi di Settembre, quelle larve penetrarono nella terra; ma non trovando 
sufficiente la profondità della medesima, 0™,40 circa, fuggirono tutte per il 
foro inferioi-e del vaso stesso. 

I preparativi per la trasformazione in ninfa avvengono semplicemente, 
ma non con minore industria, in quelle larve già ricordate che vivono sulle 
piante allo scoperto. Le piii operose hanno la facoltà di emettere un umore 
(secondo alcuni entomologi dalla bocca, secondo altri diversamente), che si 
consolida al contatto dell'aria dopo che colla bocca è stato trasformato in 
sottilissimo filo bianco {Coniatus, Hypera) e del quale è presto costruito un 
follicolo bozzoletto aderente alla pagina inferiore delle foglie od ai ramo- 
scelli. Questo follicolo, per alcune specie è compatto {Hypera tessellata Hbst., 
H. nigrirostris F. H. pollitx. F.), per altre è fatto a maglie regolari ed ele- 
gantemente intrecciate {Coniatus suavis Gyll., Hypera anindinis Payk,, 
H. polygoni L., H. riimicls L., H. trilineata Marsh.) che lasciano vedere 
ciò che avviene nell'interno della camera di trasformazione. 

II modo impiegato dalla larva per costruire i follicoli a maglie ha luogo 
colla massima semplicità, per effetto cioè di regolari movimenti della testa 
alternantisi in determinate direzioni, mentre la bocca forma e distende in- 
torno al corpo il filo anzidetto. 

Quelle larve invece che sono provviste di un umore viscoso, emosso come 
abbiamo detto da un tubercolo anale, e che supplisce all'impotenza delle 
zampe nel fissare il corpo sui piani di posizione, si rinchiudono in una ca- 
meretta quasi sferica, che si costruiscono preudendo colla bocca cotesto umore 

Ann. XV. 22 



— 322 — 

e stendendolo e lisciandolo intorno al corpo {Cionus). Questi globetti che sì 
trovano aderenti alle foglie ed ai ramoscelli di varie piante, spessissimo delle 
Scroplmlaria, sono semitrasparenti tanto da lasciare scorgere l'animale 
racchiuso. In questi casi è brevissima la durata della ninfosi, giacché il 
debole asilo non potrebbe difendere dai rigori del verno il suo abitatore. 

La forma della ninfa ha già tutti 1 caratteri dell'adulto. Comparisce 
per effetto di una fenditura della pelle della larva, la quale pelle talvolta 
nelle piccole specie rimane singolarmente aggruppata intorno alle parti la- 
terali della testa {Smicronyx cyaneus Gyll.), e prendendo un colore oscuro 
per effetto dell'essiccazione, imita due occhi enormi e dà eventualmente alla 
ninfa un aspetto mostruoso. 

La ninfa ha la testa perfettamente conformata; il rostro sta disteso lungo 
le parti inferiori del torace; le zampe raccolte insieme, coi tarsi che si com- 
baciano paio per paio, stanno ripiegate sotto il torace; le elitre imperfetta- 
mente conformate si dirigono pure verso il gruppo delle zampe. 

L' addome ha uno sviluppo che ricorda ancora un poco i caratteri della 
larva, ed in alcuni casi è provvisto di spine ai margini dei segmenti o verso 
r apice; talora esso ha anche la facoltà (Lixus) di fare dei rapidi movimenti, 
se qualche cosa disturba la quiete perfetta della ninfa. 

Il colore delle ninfe è generalmente biancastro; sono rossicce quelle le 
cui larve avevano questo colore; poche imitano la tinta generale dell' insetto 
adulto (Cionus). 

Il sole di primavera, il risvegliarsi degli animali e delle piante, il lavorio 
generale che come un'onda di vita invade ogni angolo della natura, segnano 
pure il cominciare la nuova fase di Eincoforì adulti. Escono dai loro na- 
scondigli quelli che già si erano sviluppati nel precedente autunno, e di 
nuli' altro solleciti che di compiere gli atti necessari alla propagazione della 
propria specie, periscono appena compiuto questo atto istintivo. 

Quelli invece che in oscure latebre avevano già preso le sembianze del- 
l' insetto perfetto, sentono compiersi l'ultima loro metamorfosi, agitano le 
zampe, coprono la faccia superiore dell' addome congiungendo in perfetta sim- 
metria le elitre, che o saranno soltanto riunite per la sutura o resteranno 
permanentemente saldate insieme, se l' insetto non avrà bisogno di volare e 
non possederà le ali membranose. Gli organi della bocca eserciteranno bene 
spesso il primo loro ufficio, non per servire alla nutrizione, ma per aiutare 
l'insetto a farsi una strada per venire alla luce, sia forando le pareti della 
cella, della cavità, del follicolo in cui si trova, sia removendo gli ostacoli che 
lo tengono rinchiuso. In certe specie, perchè riesca meno laboriosa questa 



— 323 — 

operazione dell'insetto adulto, si nota che le larve vanno a stabilire la loro 
camera di trasformazione in prossimità della superficie di quella pianta o parto 
di pianta in cui hanno vissuto, perchè all'insetto sia più facile romperne 
r ultima parte ed uscirne. 

Le forme dei Eincofori adulti sono soggetto di minute e particolareggiate 
descrizioni per parte degli entomologi, che in quelle forme cercarono le diffe- 
renze caratteristiche per stabilire le specie, per riunirle in generi, insomma, 
per le classificazioni sistematiche. 

La struttura interna è pochissimo studiata; ed i lavori di Leon Dufour 
neir anatomia di alcune specie possono essere un modello a chi volesse pro- 
seguire a studiare gli organi interni di questi insetti a che sarà pure ottima 
guida l'opera recentissima del Doti Lorenzo Camerano sulla anatomia degli 
insetti (1). 

Il tubo digerente assai sviluppato, come in tutti i fitofagi, è meno lungo 
in certi gruppi {Ortoceri) aventi le antenne non genicolate al secondo arti- 
colo, che in certi altri {Gonatoceri) nei quali le antenne sono più o meno 
piegate al secondo articolo. I primi inoltre non avrebbero che due tubi mal- 
pighiani; gli altri ne avrebbero sei (2). 

L'insetto dicesi perfetto o adulto perchè in questo stadio possiede piena- 
mente sviluppati tutti gli organi necessari alla economia individuale non solo, 
ma anche alla riproduzione della specie. 

In questo stadio ha luogo quella varietà immensa, quello sfoggio di forme, 
quello sfarzo di colori, quelle infinite diversità di struttura dei tegumenti 
esterni, che fanno di questa famiglia una delle più belle del regno animale. 

Le dimensioni variano da quelle di colossali Calandre esotiche, lun- 
ghe 0™,05 e più, a quelle dell' Aìaocyòa carinulata Perris, che non rag- 
giungono la lunghezza di un millimetro. Le gradazioni di forma variano 
dalle più globose e raccolte {Oroòitis Cìjaneus L.) alle più sottili ed allun- 
gate {Lixus)', in essi le più variate conformazioni di superficie, dal perfetta- 
mente levigato e lucente [Baridius, Centriniis, ec.) al più opaco {Hylob'ms, 
Mohjfes, Calandra palmarum L.), al più irregolare e scabroso {Brachyce- 
rus); e ciò, passando per tutte le differenze e modificazioni di punteggiature, 
striature, solchi, rugosità, ec, ec. 

Nessuno dei tanti colori dei quali è ricca la scala cromatica dei più 
belli animali, le farfalle e gli uccelli, manca alla famiglia dei Eincofori; i 
quali, combinando talvolta gli aspetti del più terso metallo con squamette 



(1) Anatomia degli Insetti. Torino Ermanno Loescher. x882. 

(2) Girard. Traité d' Ent., T. I., pag. 647. 



— 324 — 

brillanti, con peli variopinti, con incrostazioni che imitano gli smalti, ora 
candidissimi, ora giallastri, ora bruni, prendono tali apparenze, che l'occhio, 
anche il piìi alieno dallo spirito di osservazione, vi si posa con piacere, 
colpito almeno dalla novità della forma e del colore. Una raccolta di Rinco- 
fori tropicali sembra ad ognuno degna di ammirazione; eppure l'aspetto di 
quegli insetti è cosa di gran lunga inferiore a quello che avevano durante 
la vita. 

Qual serio interminabile di considerazioni e di rapporti intimi si apri- 
rebbe a chi riflettesse come quei singolarissimi aspetti dei Rincofori non sono 
bene spesso che casi di mimetismo, cioè imitazione di apparenze del mezzo 
nel quale gì' insetti sogliono vivere : cosa che serve a costituire loro un prov- 
videnziale modo di difesa che li fa sfuggire alla vista dei loro nemici. 

In quest'ordine di fatti è compreso certamente quello osservato da Jac- 
quelin Duval e Lareynie, a proposito del Larinus maculosus Shon. che, al 
pari di altri suoi congeneri, si ricopre di un pulviscolo giallastro (prodotto 
dai tegumenti dell'insetto) quando la pianta che lo ospita, Echinops ritro L., 
è in piena vegetazione: mentre, quando questa è in via di divenir secca, in set- 
tembre, i L. maculosus L. che vi si trovano sopra sono ricoperti di un pul- 
viscolo rossastro che si uniforma all' apparenza generale della pianta che va 
essiccandosi. 

Secondo altri entomologi invece lo stesso scopo di sfuggire alle rapine 
di particolari nemici, e segnatamente degli uccelli, sarebbe conseguito dai, 
colori metallici e lucenti di alcune specie di Rincofori; giacché vogliono al- 
cuni osservatori che certi uccelli evitino quegl' insetti che sono in tal guisa 
splendenti. A. questi singolari modi di difesa involontari se ne aggiungono 
altri dipendenti dalla volontà o dall' istinto degl' insetti stessi. Gran parte 
dei Rincofori si sottraggono all' approssimarsi del pericolo col lasciarsi ca- 
dere al suolo dalla pianta su cui si trovano; e là perfettamente immobili e 
colle zampe e col rostro raccolti sotto il ventre, e nascosti per lo più tra le 
erbe e le irregolarità del suolo, sfidano l'occhio il più esperto a saperli 
discernere. 

Breve è la durata della vita di insetto perfetto nei Rincofori e, salvo una 
gran parte di Adeìognati, non sogliono essi produrre in questo stadio gravi 
danni ai vegetali; perchè il periodo della massima attività di nutrizione, 
come abbiamo veduto, è quello della vita larvale. Gl'insetti adulti, se svilup- 
pati in autunno, si pongono ben presto in cerca di una località adattata per 
ripararsi dai rigori del verno. È questo un istinto ammirabile di cui la na- 
tura ha provveduto questi piccoli esseri, che, ingannati bene spesso da condi- 



— 325 — 

zioiii locali da un estate straordinariamente prolungata o per effetto di co- 
piosa e succulenta nutrizione nel precedente periodo larvale, o perchè viene 
a mancare la pianta o la parte della pianta nella quale avevano vissuto 
abbandonano la culla do\e già avevano prese le forme d'insetto adulto, e 
vengon fuori alla luce come se si trattasse dei primi calori estivi. 

Che avverrebbe di questi insetti quando fossero sopraffatti dal giungere 
dei prolungati periodi di pioggia, dalle brine, dai geli ? Che avverrebbe di 
queste specie, se le ? non trovassero altrimenti quelle piante, spesse volte 
annue, e perciò' morenti in autunno, o non avessero più a loro disposizione 
quelle gemme, quelle foglie, quei calici di fiori e quei frutti sui quali deporrre 
le loro uova? 

Era necessario attendere colla primavera la comparsa di tali condizioni ; 
e perciò era necessario di trovar modo di fare svernare questi insetti: e 
quindi una serie di ripostigli diversi vien frequentata dai Rincofori adulti. 

I terricci dei boschi, le foglie cadute ed ammassate sul terreno, ricove- 
rano in inverno una grande quantità d' insetti e di Rincofori particolarmente. 
Gli abitatori dei vegetali morti rimangono per lo più dentro alle loro galle- 
rie: i Muschi che formano tepido tappeto al terreno, le foglie radicali di 
certe piante bienni che si stendono sulla terra {Verbascum, Cnicus ec), i Li- 
cheni che rivestono i grossi tronchi degli alberi, divengono quartieri d'inverno 
a numerose e diverse specie di Rincofori. Altri vanno a nascondersi sotto le 
pietre isolate o tra gli ammassi di pietre nell' interno dei quali saranno ripa- 
rati alla meglio dall'umidità e dal gelo; alcuni, nei crepacci più angusti delle 
roccie; certuni, perfino {Larinus latus Hbst., Hyiìera maculipennis Fairm.) 
nelle sfaldature di roccie anagenitiche. Ed è pure da notare che tali insetti 
non scelgono a caso quelle roccie; giacché solamente le più voluminose cioè 
quelle capaci di trattenere più a lungo la somma di calorico che il sole e 
la terra comunicano ad esse, sono le prescelte dai Rincofori ibernanti. 

Né molto diversamente deve avvenire per quelle numerose specie che 
nelle più tepide giornate d'inverno o nelle prime della primavera veggonsi 
immobili sui muri esposti al sole a ricevere i primi raggi di calore. 

Ma anche ad altre sorgenti gì' insetti sanno attingere quel po' di calo- 
rico che li conserva in vita nei mesi del freddo. Le zolle erbose che circon- 
dano il piede degli alberi sono popolato in inverno da questi esseri minuti; 
e come, sia per ragioni fisiche, sia per effetto delle funzioni della vita vege- 
talo, si sviluppi calorico al piede degli alberi, ce lo prova anche il fatto che 
il terreno intorno ad essi rimane, sempre prima di ogni altro, scoperto dalla 
neve. Anco i crepacci dei grossi alberi, le fenditure della scorza, gli spazi 



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vuoti prodotti dallo staccarsi parziale delle scorze stesse, sono asilo a migliaia 
d' insetti che vi si raccolgono immobili in uno stato che gli entomologi discutono 
se possa esser paragonato al letargo iemale di altri animali superiori. I primi 
adulti che compariscono in primavera sono appunto quelli che hanno sver- 
nato in simili quartieri d' inverno ; poi vengono fuori gli altri che di recente 
hanno compiuto l'ultima metamorfosi: e gli uni e gli altri tornano a popo- 
lare la terra e le piante e, compiendo così il ciclo della individuale esistenza, 
prendono larga parte a quel vertiginoso movimento di esseri viventi che si 
desta col nuovo sole e che sembra compendiarsi nella semplice frase vivere 
per amare, e dei godimenti di brevi giorni pagare il tributo colla morte, dopo 
aver assicurato la continuazione di sé stessi in altri individui. 

(coìdiìma) 

Firenze, dicembre 1883. 



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e. EMERY. — Studi intorno alla I^ncioln ittalivfs L. (Sunto). 



Dopo i lavori pubblicati dal Prof. Targioni-Tozzetti intorno 
agli organi luminosi delle nostre lucciole volanti, nessuno si era 
più occupato di studiare questi insetti tanto interessanti, mentre 
i grandi progressi conseguiti dalla tecnica anatomica promette- 
vano all' investigatore una sicura messe di fatti nuovi. 

Durante l'estate ultima, ho istituito una serie di ricerche 
anatomiche sull' organo luminoso delle Lucciole ; confermando in 
massima i risultati del Targioni intorno all'architettura di questi 
organi, — dai quali risultati i miei si scostano solo in alcuni par- 
ticolari, — sono giunto pertanto ad una più profonda conoscenza 
della loro intima struttura. Dirò qui delle cose più importanti 
che ebbi a riconoscere. 

Anzitutto debbo rilevare un errore "diffuso nei libri di ento- 
mologia, cioè che, nella ^, i tre ultimi segmenti del ventre siano 
luminosi. Ciò non è vero, e già molti anni addietro Peters rico- 
nobbe che vi sono soltanto due macchie lucenti nell'antipenultimo 
segmento, mentre gli altri non danno luce. In quanto a minuta 
struttura, gli organi della ^ non differiscono da quelli più svi- 
luppati che occupano i due ultimi segmenti del o^. In ambo i sessi, 
essi costituiscono delle placche immediatamente sottoposte all'ipo- 
dermide. — Ciascuna placca è composta di due strati, dei quali 
quello profondo o dorsale è bianco opaco; quello superficiale o 
ventrale invece è traslucente e, anche a debole ingrandimento, 
sembra composto di prismetti o cilindri perpendicolari alla sua 
superficie, i quali dal Targioni-Tozzetti furono chiamati « acini 
digitiformi. » L'opacità dello strato profondo è dovuta a nume- 
rosissimi e assai minuti granuli o concrementi cristallini sferici 
di urati; i reagenti coloranti vi dimostrano la presenza di nu- 



— 328 — 

elei sparsi. In esso e sulla sua faccia dorsale, corrono i rami prin- 
cipali delle trachee, dai quali partono piccoli rami perpendicolari 
che penetrano nello strato ventrale, e sono il centro o l'asse dei 
singoli acini digitiformi. Ciascuno di quei rami verticali si ra- 
mifica, formando come un alberetto di trachee, il quale rimane 
compreso in un cilindro trasparente, che costituisce la parte cen- 
trale di un acino digitiforme. I singoli cilindri sono separati fra 
loro per mezzo di grosse cellule granulose, le cellule parenchi- 
mali, che rappresentano la corteccia degli acini digitiformi; però 
queste cellule formano uno strato solo fra due cilindri vicini, per 
cui gli acini digitiformi non potrebbero essere isolati senza la- 
cerare disgregare le cellule parenchimali, ciascuna delle quali 
trovasi a contatto, non di un cilindro solo, ma almeno di due ci- 
lindri. L'estremità libera o ventrale dei cilindri non è rivestita 
di cellule parenchimali, ma tocca direttamente l'ipodermide. — 
Le cellule parenchimali possono essere isolate facilmente mediante 
appropriati mezzi di macerazione; i cilindri, invece, sono costituiti 
ciascuno da una massa compatta, in cui la colorazione artificiale 
dimostra la presenza di molti nuclei disposti intorno alla trachea 
centrale; però non mi è riuscito isolarne gli elementi cellulari. 

I ramuscoli di ciascun tronco tracheale si estendono fino 
alla superficie dei cilindri, serbando i caratteri ordinari delle tra- 
chee striate; giunti in questo punto, ciascuno di essi si divide in 
due rami sottilissimi a pareti liscie, cioè prive degl'ispessimenti 
trasversi della cuticola; questi rami o capillari tracheali si esten- 
dono fra le cellule parenchimali, senza però mai anastomiz- 
zarsi fra loro; li ho trovati sempre privi di aria, ma apparente- 
mente pieni di un liquido ialino, anche nei preparati ottenuti 
disgregando l'organo appena tolto da un animale vivente; è in- 
certo se, in determinate condizioni fisiologiche, possano conte- 
nere aria. 

Quando una lucciola vivente viene messa in una soluzione 
di acido osmico, i vapori dell'acido che penetrano nelle trachee 
non colorano uniformemente tutto l'organo luminoso, ma anne- 



— 329 — 

riscono anzitutto quei punti della superficie dei cilindri, i quali 
corrispondono alla biforcazione dei rametti tracheali terminali : 
se la riduzione dell'osmio è più avanzata, allora si abbrunano 
pure le trachee capillari. Guardando di prospetto col microscopio 
una placca luminosa, tolta da un animale trattato con acido os- 
niico e resa trasparente per mezzo della potassa caustica, si ve- 
dono le parti annerite formare come dei cerchi di puntini alla 
periferia dei cilindri. 

Io ritengo che questi punti neri corrispondano alla sede prin- 
cipale della combustione fotogena. In fatti, quando si osservano 
al microscopio, in una camera buia, le parti lucenti di una luc- 
ciola viva, si vede che la luce emana da tanti cerchietti, i quali 
corrispondono, per la grandezza e per la distribuzione, ai contorni 
dei cilindri ialini. L'acido osmico è stato ridotto laddove ha luogo 
l'assorbimento più attivo di ossigeno. — In quanto alla loro fun- 
zione fisiologica, io credo probabile che le cellule parenchimali 
producano la materia combustibile, e che questa venga bruciata 
dalle cellule dei cilindri. Queste ultime corrispondono alle « Tra- 
clieenendzellen » di M. Schultze, e rappresentano le cellule della 
matrice delle trachee; cellule modificate in ragione della loro fun- 
zione speciale nell'organo luminoso. 

Come cellule della matrice delle trachee, gli elementi dei ci- 
lindri ialini spettano dunque all'ectoderma, o più precisamente 
all'ipodermide. In quanto alle cellule parenchimali, io sono pro- 
penso a supporre, con Wielowiejsky e altri, che siano elementi 
mesodermici, equivalenti a porzioni modificate del corpo adiposo. 
L'organo luminoso corrisponderebbe ad una parte specialmente 
differenziata del corpo adiposo stesso. Questa teoria potrà essere 
stabilmente provata soltanto dallo studio della ontogenia, e ri- 
mane per ora semplice ipotesi. 

Per altri particolari, e per fatti estranei all'anatomia degli 
organi luminosi, rimando il lettore al lavoro completo, che sarà 
pubblicato nel Zeitschrift fùr WissenschafilicJw Zoologie. 



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PASQUALI G. — Un curioso fenomeno relativo agli ìncrocìamenti (1). 



In un opuscolo da me pubblicato nel 1881 sulla « Necessità degli in- 
crociamenti per ottenere il prodotto massimo dagli allevamenti e vincere 
la concorrenza delle sete asiatiche » io annunciavo la scoperta di un fatto 
singolarissimo che, in apparenza almeno, sarebbe in aperta contradizione colla 
legge della discendenza, in forza della quale il carattere dei figli dovrebbe 
essere una media del carattere dei genitori. 

Non credetti conveniente esporre il fatto fino da allora, per riservarmi 
dì pubblicarlo quando avessi controllato con nuove esperienze le deduzioni 
che se ne potevano trarre. E, sebbene il risultato delle esperienze ulteriori non 
fosse conforme alle mie previsioni, stimo tuttavia utile il darne pubblicità, 
non avendo dal lato teorico i risultati negativi meno valore degli affermativi. 

Ecco dunque di che si tratta. 

Vista la necessità di produrre razze di molta rendita e resistenti alla 
flacidezza; vista l'utilità degli incrociamenti per raggiungere questo scopo; 
ma vista d'altronde l'impossibilità di avere un incrocio che serbi, almeno 
per due generazioni, l'uguaglianza del colore, quando si parta da due razze 
di colori differenti — io pensai d'incrociare insieme due razze bianche; la 
razza bianca Griapponese e la bianca Sina o Nanhin — una stupenda razza 
che, per la grossezza del bozzolo, per la rendita e per la qualità della seta, 
uguaglia, se non supera, le migliori qualità nostrane. Mi attendevo così di 
avere dei meticci che darebbero dei bellissimi bozzoli bianchi e che si po- 
trebbero riprodurre, non potendone risultare anche nelle successive genera- 
zioni, che dei bozzoli bianchi. 

Invece, con mia sorpresa, i meticci mi diedero tutti dei bozzoli gialli, e 
d'un giallo vivissimo. I meticci a maschio Sina diedero tutti i bozzoli gialli; 
quelli a maschio giapponese diedero, fra i bozzoli gialli, un piccolo procento 
di bianchi; ma d'un bianco perfetto, senza che fra i bianchi e gialli vi fosse 
alcun bozzolo a colore intermedio; il procento dei bianchi, come pure l'inten- 
sità del colore dei gialli, variavano secondo le località, sebbene i gialli pre- 
valessero sempre sui bianchi. 



(l) Riproduciamo questa nota dall'Annuario della R. Stazione bacologica di Padova, 
diretto dal Prof. Verson, voi. XI. Padova, 1883. 



— 331 — 

L'osservazione fatta per la prima volta nel 1880, fu confermata in iscala 
un po' più vasta nel 1881; nel 1882 poi questo Osservatorio ha distribuito 
parecchie centinaia di oncie di questo incrocio giallo delle due qualità bianche 
e, da un interrogatorio espressamente diretto ai coltivatori, risultò che dap- 
pertutto r incrocio originario aveva dato bozzoli gialli, con solo un piccolo 
procento di bianchi perfetti fra i meticci a padre giapponese. 

Ripetuta l'esperienza, incrociando colla bianca Sina la giapponese verde, 
ebbi gli stessi risultati. I meticci mi diedero bozzoli d'un giallo infuocato, 
senza che fra i gialli potessi scorgere un sol bozzolo verde o bianco. 

Non mi illudevo sperando che questi bozzoli, riprodotti, dessero bozzoli 
tutti gialli anche l'anno successivo. Infatti, dai bozzoli a maschio giapponese 
bianco ebbi l' anno dopo un misto di bozzoli bianchi e gialli, con tutte le 
gradazioni intermedie; e così, dai meticci a maschio giapponese verde, ebbi 
un misto dal giallo al verde, bruttissimo a vedersi. 

Feci però questo ragionamento: se, accoppiando le due qualità bianche 
accennate si ottengono dei meticci a bozzolo giallo, a più forte ragione si 
avrà il giallo accoppiando i meticci con l'una o l'altra delle qualità bian- 
che originarie. E speravo che, accoppiando per un seguito di generazioni 
questi meticci colle qualità originarie, il giallo acquisterebbe in essi tale 
stabilità da poter forse raggiungersi lo scopo di ottenere almeno una gene- 
razione di discendenti a bozzolo giallo per il semplice accoppiamento dei me- 
ticci fra loro, senza dover ricorrere all' incrocio di essi colle razze bianche 
primitive. 

Devo confessare però che le mie previsioni non furono confermate. Ac- 
coppiando i meticci gialli sia con 1' una o coli' altra delle razze bianche ge- 
nitrici, già la prima generazione che ne deriva dà bozzoli misti bianchi e 
gialli, a tinte variatissime. Lasciai quindi ogni speranza di poter trarre dal 
fatto r applicazione pratica che sembrava potersene logicamente dedurre. 

Pure io credo che da quel fatto possano risultare importanti conseguenze 
teoriche. Sarebbe per esempio argomento degno di studio il ricercare la ragione 
del fenomeno, tanto più che essa potrebbe forse portar luce anche sull'origine 
del colore dei bozzoli delle varie razze e dei vari paesi. 

Ora, nel Gabinetto di Chimica recentemente annesso a questo Osserva- 
torio, mio figlio sta verificando coU'esperienza alcune ipotesi che si possono 
fare a spiegare il fenomeno od a metterlo in conciliazione colla gran legge 
della discendenza. A suo tempo, quali essi sieno, daremo notizia dei risultati. 

Vittorio, 28 Maggio 1883 



— 332 



COSTA prof. A- — Diagnosi dì nuovi Artropodi trovati in Sardegna (1). 



Coleotteri. 

Hydroporus fulviventris. — IZ. oblongo-ovatus, suhdejpressus^ capite pro- 
notoqiie fulvo-testaceis ; elytris albidis, sutura lincisque quatuor longitudi- 
nalibus, plus minusve abbreviatisi nigris : subtus pectore nigro, ventre 
rufo-testaceo ; antennis pedibusque pallide fulvis. — Long. mill. 4. 

Affine air Hydr. confluens. 

Pinophilus erythrostomus. — P. nigro-piceus, dense griseo-fusco pube- 
scens, clypei margine antico mandibulisque obscure rufis ; abdominis seg- 
mento ultimo rufo-piceo^ pedibus ì'ufo-testaceis. — Long. mill. 9. 

Molto più piccolo del P. aegyptius, dal quale differisce anche per altri 
caratteri. 

Parnus bicolor. — P. elongatus, elytris distincte striato-punctatis, pro- 
noto subtilissime confertim punctulato^ punctis aliquod majoribus sparsis ; 
brunneus, capite thoraceque obscurioribus, x^ronoto nigro, elytris griseo-fla- 
vescenti villosis. — Long. mill. 4. 

Affine allo striato-punctatus. 

Parnus sulcipennis. — P. oblongus^ brunneus^ cinereo-flavescente vil- 
losus, pilis intermyxtis nigris ; pronoto subtilissime aequaliter creberrime 
punctulato ; elytris striato-punctatis, striis latioribus sulciformibus — Long. 
mill. 4. 

Distinguesi dagli altri Parnus con eliti^e striato-puntate, per l'ampiezza 
delle strie delle elitre, quasi lunghe quanto gli spazi interposti. 

Scymnus zig-zag. — S. breviter ovatus, modice convexus, creberrime 
subtilissime punctulatus ; niger capite, pronoti lateribus, elytrorum summa 



(1) Riprodotte dall'esteso lavoro originale « Notizie ed osservazioni sulla Geo-Fauna 
Sarda: Memoria seconda, risultaraento di ricerche fatte in Sardegna nella primavera 
del 18S2 » pubbl. negli Atti della Reale Accademia delle Scienze etc. di Napoli, voi I, 
ser. 2=" Mapoli, 1883. 

Nota della Redazione. 



— 333 — 

basi apice fasciisque cluahus hiangulato-flexuosis tibiisqve rufo-testaceis. — 
Long. mill. 2. 

Variat: elytris nigris, tantum fasciis cluahus discoidalihtis angulato-fle- 
xuosis utrinqve abbreviatis. 

Vive anche in Egitto, dove prima fu da me raccolto. 



Ortotteri. 

Ctenodecticns costulatus. — Ct. griseo-testaceus^ ntrinque late nigro 
vittatus ; pronoti lobis inflexis postice flavo marginatis, femoì'ihus posticis 
extus nigro univittatis, abclominis dorso ìongitudinaìiter quinque-costulato: 
— (f lamina anali dorsali profunde scissa ac in processus duos spiniformes 
producta, in medio subtiliter canaliculata ; lam. an. venir, marginibus la- 
teralibus incrassatis, medio obtuse costata, postice triangulariler excisa, 
stilis filiformibus, laminae latitudine postica parum brevioribus, pallidis ; 
cercis validis introrsum incurvatis, in margine postico ante mucronem 
apicalem angulatis. — ? terehra subrecta, corpore exsiccato parum breviore. 

Affine allo Ct. Bolivari Targ. Tozz. 

Nevrotteri. 

Gomphus excelsus. — G. flavus, thoracis lineis octo ferrugineis, inter- 
dum exoletis ; alis hyalinis, venis fuscis., costali a latere antico fiata, pte- 
rostigmate flavo, nigro marginato. — Long, millim. 40 (f, 44, ?. 

cT abdoìninis segmentis 8 et 9 utrinque infra alatis ; appendicibus supe- 
rioribus valde elongatis, subfoliaceis angustis, inde a medio attenuatis, apice 
corneo obtuso, flavis apice nigro ; inferioribus contiguis, extus ante apicem 
rotundatum angulato-dentatis. 

? Lamina vulvari e lamellis duabus triangularibus, basi contìguis, apice 
obtusis, pilosi constituta. 

Per la forma delle appendici superiori del maschio questo Goraphus si 
allontana da tutti quelli di Europa oggi noti. 

Myrmeleon falcipennis. — M. capite thoraceque cinereo-flavescentibus, 
fusco notatis ; abdomine valde elongato, fusco nigro; antennarum clava dorso 
profunde excavata ; tibiarum anticarum calcare tarsi articulum secundum 
vix superante ; alis angustis, anticis apicem, versus falciformihus, hyalinis., 
anticis ad costam nigro notatis. — Long, raill. 40. 



— 334 — 

Ha la clava delle antenne fortemente scavata, come nel formicarius ; per 
le tibie ed i tarsi anteriori conviene col M. tetragrammicus. 

Imenotteri. 

Tachytes erythrogastra — T. nigra, aldomine rufo, segmentis 'primis 
trihus postice cano-sericeo micantihus ; tarsis fulvis, alis liyalinis ; metanoto 
postice subtilissime transversim striguloso, brevissime cano puberulo : ? val- 
vula anali dorsali laeviuscula, sparse punctata, aculeo partim exerto. — 
Long, mill.4 10. 

Affinissima alla rufiventris, ne differisce per le tibie nere, rimanendo sol- 
tanto i tarsi fulvi. 

Tachytes procera. — T. nigra, breviter cinereo pubescens, facie clypeo- 
que argenteo tomentosis; abdominis segmentis duobus primis fulvo-rufis, hisce 
et sequentibus duobus fascia marginali canosericea ; valvula anali dorsali 
fulvo-igneo-tomentosa; pedibus rufo-fulvis, coxis, trochanteribus fem.orum- 
que anteriorum maxim,a parte nigris ?. — Long. mill. 13. 

Molto simile alla obsoleta. 

Notoglossa frondigera. — JV. nigra., facie argenteo tomentosa; pronoto, 
callis humeralibus, maculis duabus scutelli, metanoti squamis, maculis binis 
in segmentis abdominalibus 1-5, pedibusque m.axim,a parte flavis ; antennis 
anoque fulvis; lamina metanoti rufa, subpellucida, quasi e foliolis duabus 
sutura elevata connatis, apice liberis lanceolatis, longitrorsum concaviusculis 
ac lineis obliquis elevaiis ornatis constituta ; alis hyalinis venis nigris (f. 
Long. mill. 5 1/2. 

Notoglossa diphylla. — N. nigra., facie argenteo tomentosa; pronoto., 
callis humeralibus, maculis duabus scutelli, postscutello, squamis, maculis 
binis in segmentis abdominalibus 1-5, flavis; antennis, ano pedibusque fulvis, 
his coxis omnibus femorumque anticorum basi nigris; lamina metanoti e 
foliolis duabus connatis apice liberis rotundatis, nervis longitudinalibus 
elevatis constituta, nigra, foliolorum apice fulvescente ; valvula anali dorsali 
crasse et crebre punctata; alis hyalinis, venis fusco-testaceis. ? — Long, 
millim. 6. 

Priocnemis bisdecoratus. — Niger, linea anteorbitali aliaque abbreviata 
postorbitali flavis: abdomine macula dorsali in segmento secundo rufo-fusca, 
punctisque duobus transversis in segmenti tertii basi flavis ; alis fusco-vio- 



— 335 — 

lascentihuSi margine apicali nigro-violaceo ; metanolo transversùn irregula- 
riter striaio-rugoso cf. — Long. mill. 13. 
Affine all' egregius Lep. di Corsica. 

Priocnemis leucocoelius. — P. niger unicolor, nitidulus, suhnudus, ano 
tantum pilis rigidi s hirto; metanoto medio canaliculato, toto suhtilissime 
transversim, striguloso-; abdomine laevi, valvula anali dorsali rude crebre 
pimctata; alis nigris, anticis ante apicem, macula rotunda lactea notatis. ?. 
— Long. corp. miU. 8-10. 

Priocnemis pogonioides. — Pr. niger, ìiitidiilus, subnudus ; ano pilis 
rigidi s Mrto ; metanoto subtilissime punctatocoriaceo ; alis nigris, anticis 
fascia inedia siibhyalina, maculaciue transversa lactea ante apicem, notatis; 
valvula anali dorsali crebre rude punctata. — Long. corp. milL 8. 

Molto vicino al leucocoelius. 

Pompilus plicatus. — P. ater unicolor ; siibnitidus, parce nigro pilosus, 
alis nigro-violascentibus ; metanoto medio anguste canaliculato, postice grosse 
et irregulariter transversim plicato-rugoso ; alis posticis cellula anali in 
ipsa origine venae cubitalis terminata. — Long. mill. 14-19. 

A primo aspetto lo si confonderebbe coW holomelas ; se ne distingue però 
subito per la scoltura del metatorace, tanto diversa. 

Planiceps fulviventris. — PI. niger., cinerascenti puberulus, abdomine 
fulvo unicolore, alis saturate fusco-fuliginosis. — Long. mill. 7. 
Diverso dal Latreilli per l'addome interamente rosso fulvo. 

Osmia atriventris. — 0. nigro-aenea, capite thorace abdominisque seg- 
mento primo utrinque fulvo villosis ; abdominis segmentis 2-5 fimbria mar- 
ginali e pili stratis albis ornatis, ventris scopa atra, lateribus a ciliorum 
argenteorum serie cincia. — Long. mill. 9. 

Osmia igneopurpurea. — 0. purpurea, dense rufo villosa ; ventre nigro 
piloso ; pedibus obscurioribus ; alis fuliginosis, clypeo mandibulisque mu- 
ticis. ? — Long. mill. 8. 

Vive anche in Tunisia. 

Megachile carinulata. — M. nigra, capite, tliorace, abdominis basi ven~ 
treque albo-cinerascenti villosis; abdominis segmentis primis qiiinque dor- 
salibus in margine postico pilis stratis albis dense ciliatis, sexto transverso, 
dimidio basali carina media longitudinali laìninari praedito, inferius con- 
caviusculo, margine toto lacero-dentato ; septimo inflexo, triangulari, cuspi- 



— 336 — 

dato^ dorso carinato; alis hyalinis, apice fumatis, venis nigro-piceis. — 
Long. mill. 14. 

È molto caratteristica nei maschi la forma degli ultimi due anelli addominali. 

Anthidium rufispinum. — A niger, albido villosum, genis, clypeo, nian- 
dihulis apice excepto, maculis binis in segmentis abdominalibus 1-6, tibiis 
(postice tantum, nigris) tarsisque flavis ; abdominis segmento sexto utrinque 
spinoso^ septima quinque-spinoso, spina media lateralibus multo breviore, 
nigra, spinis quatuor lateralibus validis rufis ; alis hyalinis vix fumatis, 
tegulis flavis disco brunneo. (f — Long. mill. 8. 

Dioxys moesta. — D. nigra unicolor, cinereo pubescens, abdominis seg- 
mentis primis quatuor vel quinque postice fasciola e pilis stratis albis 
cinctis. — Long. mill. 4. 

Molto diversa dalla pyrenaica non solo per avere egualmente neri tutti 
gli anelli addominali, ma anche per le dimensioni minori ed il sesto anello 
addominale più semicircolare. 

Stelis leucostoma. — S. nigra, cinereo parce pilosella, clypeo, genis la- 
broqv.e albidis, guttis binis in segmentis quatuor anticis abdominis, liujusque 
segm.ento sexto flavis ; pedibus fulvis, coxis femorumque basi nigris; alis 
hyalinis vix fumatis. (f — Long. mill. 6. 

Anthophora procera. — A. nigra, nigro hirta, fronte, thoracis margine 
antico fasciaque postica, abdominis segmentis primo, quarto et quinto, 
tibiisque posticis externe cinereo dense pilosis. ?. — Long. mill. 16; lat. 
max. abd. 8 . 

Affinissima alla nigrocincta, ma distinta da questa per la disposizione delle 
fascie nere e cenerine addominali e per altri caratteri. 

Cryptocampus distinctus. — C. niger nitidus, ore albido, pedibus te~ 
staceis tarsis apice fuscis ; alis hyalinis, stigmate fusco-albicante — ?. 
Long. mill. 5. 

Blennocampa formosella. — Nigra, scutello punctis duobus callosis albis, 
abdomine riifo-testaceo, segmentis duobus basalibus {primo area triangulari 
pellucida) anoque nigris: pedibus pallide flavis, tarsis anterioribus apice, 
posticis omnino fuscis. — Long. mill. 4 1.3. 

Affine alla Bl. assimilis. 



— 337 — 

Ametastegia fulvipes. — A. nigra nitida, pedibus fulvis, tarsis posticis 
tantum fuscis; alis hyalinis, venis stigmateque nigris. ? — Long. mill. 6. 

Questa specie appartiene al nuovo genere Ametastegia, che si distingue dal 
gen. P'erineura per la mancanza di cellula discoidale nelle ali posteriori. 

Cephiis quadriguttatus. — C. niger, ahdominis segmentis quarto et quinto 
guttis duabus dorsalibus flavis ; mandibulis, geniculis, tibiis tarsisque pedum 
antcriorum albidis. (f — Long. mill. C. 

Cephus flavisternum. — C. niger, labro, mandibulis, pectore pedibusque 
saturate flavis, horum anterioribus coxis, trocanteribus et femoribus postice 
tantum, posticis etiam tibiarum et tarsorum parte postica nigris : abdominis 
segmentis dorsalibus tertio, qtiinto, et sexto, ventralihus omnibus margine 
postico citreo. cf — Long. mill. 8 1/2. 

Ichneumon insignitus. — I. niger, scutello et abdominis segmentorum 3-7 
fascia marginali interrupta albis; antennis pedib-usque rufis, illis apice ni- 
gricantibus ; alis hyalinis, venis fuscis, stigmate testaceo. ? Long. mill. 11. 

Cryptus haematorius. — C. niger, thorace (sterno excepto) pedibusque 
partim obscure sanguineis ; antennarum annulo albo; alis hyalinis, apice 
fumatis , anticis fascia ultra medium nigro-fuliginosa ; terebra abdomen, 
segmento primo excepto, aeq-uante. ? — Long. corp. mill. Il, tereb. 5. 

Cryptus leucozonatus. — C. niger, metanoto abdominisque segmento 
primo sanguineis; huius segmento quarto albo; antennis tricoloribus ; pe- 
dibus anterioribus rufis; alis fumatis; terebra abdomine longiore. — Long, 
corp. mill. 10, ter. 7. 

Paniscus lineolatus. — P. gracilis, facie, orbitis, pronoto ac m,esonoti 
lineis quatuor antice per paria conjunctis, albis. — Long. mill. 10. 

Differisce dalle specie affini per le linee bianche del mesonoto, simili a 
quelle dell' Ophion obscurus. 

Campoplex semiflavus. — C. niger, mandibulis, palpis, antennarum ar- 
iiculo primo infra, pedibus anterioribus, tibiis posticis abdominisque fascia 
lata media saturate flavis ; alis hyalinis, venis nigrofuscis, radice tegulisque 
albidis; terebra brevissime exerta. ? — Long. mill. 10. 

Cremastus pleurovittatus. — C. niger, orbitis, ore, mesonoti lineis qua- 
tuor-mediis posterius cohalitis, vitta longa mesopleurarum, abdominis seg- 
mentis 3-5 in tnargine postico, ventre coxisque albis; femoribus tibiisque 
Anno XV. 23 



— 338 — 

pedum anteriorum testaceis; terehra abdomine vix breviore ; alis hyalinis 
venis stigmateque magno nigris, radice tegulisque albis. ? — Long. mill. 
8, ter. 4. 

Affine al C. interruptor Grav. dal quale, come da altri, lo distingue una 
striscia bianca molto spiccata, che corre obliquamente lungo i fianchi, sopra 
la pleura mediana. 

Lyssonota maculipennis. — L- capite thoraceque nigris^ orbitis, thoracis 
lineis quatuor, guttis duabus utrinque pectoralibus, alarum radice et te- 
gulis albis; abdomine pedibusque rufis, ilio articulo ultimo, his coxis et 
trochanteribus tantum nigris ; terebra carpare parum, breviore; alis hyalinis, 
macula ante apicem costam, tangente nigra-fumnta. — Long. mill. H. 

Eupelmus albitarsis. — E. niger, subnitidus, antennarum scapo geni- 
culisque testaceis; tibiarum sum.mo apice tarsisque albis \ alis superis abdo- 
mine m.ulto brevioribus, max ultra basim erectis, fere coriaceis, sublanceo- 
latis ; terebra abdominis dimidia breviore. ? — Long. mill. 2 1/2. 

Emitteri. 

Lygaeus gibbicollis. — L. rufus, antennis ex parte, capite, pronoti ma- 
culis duabus posticis, scutello, elytrorum corii puncta ìnedio, pectore ex parte, 
segmento ultimo abdominali femaribusque nigris; elytrorum, m,embrana 
abbreviata, nigra, angiolo baseos maculaque media lacteis ; pranoti parte 
antica transverse elevata convexa laevi nitida, postice in medio in cari- 
nulam protracta. </ ?. — Long. mill. 4. 

Affluissimo al punctata-guttatus. Ne differisce per il pronoto, nel quale la 
porzione posteriore del lato anteriore si eleva in una specie di grosso cordone 
levigato e splendente. Dal Puton è stato considerato come una forma bra- 
chittera del punctato-guttatus, nella quale opinione, per diverse ragioni svolte 
nella Memoria, non si può convenire. 

Harpactor argenteolineatus. — H. niger, scutelli apice albido, abdomi- 
nisque maculis lateralibus flavis ; pronoto cruce e pilis brevibus crassis 
erectis, in sulcis congestis, argenteis notato. — Long, mill. 7. 

La specie più affine pare il lividigaster. 

Histeropterum areolatum. — H. brunneo-rufescens, elytris obscure gri- 
seis margine externa tato albo-flavicante, caeterum pallido reticulatis ; fronte 
subquadrata, vix convexiuscula, carina unica parum elevata et superne fere 



— 339 — 

exoleta : vertice anterius haud ungulato, longitudine duplo latiore. ? — 
Long. cum. elytr. mill. 4. 

Tibicina luctuosa. — Con tal nome nelle Collezioni di Gene, conservate 
a Torino. Prossima alla Cicada cisticola. 

Trirachus formosissimus. — Affine al setulosus Fieb. di Grecia; ne dif- 
ferisce però essenzialmente per l' intervallo esterno delle elitre guarnito di 
punti setoligeri. 

Ditteri. 

TJsia taenìolata. — Z7. fusco-cinerascens, albido pubescens ; abdominis 
dorso atro, segmentis omnibus albo marginatis ; pedibus nigris; alis hyalinis, 
halterihus alhidis. — Long. mill. 3 1,2. 

Dioctria concinna. — B. gracilis, nigra, facie argenteo tomentosa, po- 
gonio fulvo-argenteo ; pedibus fulvis, tarsis om,nibus tibiisque posticis nigris; 
alis vix fumatis, halterihus flavis. — Long. mill. 8 a 9. 

Thereva bicinctella. — T. nigra nitida, parce albido pubescens ; thoracis 
vittis quatuor dorsalibus cinerascentibus, duabus mediis approxim,atis : abdo- 
mine cingulis duobus albis (in segmentorum, 2 et 3 margine postico) ; alis 
nigro-fuligiìtosis. — Long. corp. mill. 7 e/', 8 ?. 

Echinomya tricondyla. — E. nigra, facie genisque argenteo micantibus^ 
genis nudis ; thoracis lobis humeralibus, scutelloque fusco-rufis, abdomine 
omnino rufo setis nigris, pedibus fusco-rufescentibus ; alis subfumatis, basim 
versus flavescentibus; calipteris albis. — Long. mill. 9. 

Se ne trova un individuo nelle Coli. Rondani, con questo stesso nome, ri- 
masto, pare, inedito. Mancava la provenienza. Ho trovata questa specie vi- 
vente sulle montagne di Aggius, in giugno. 

Chlorops fuscipennis. — C. nigra nitida, capite thoraceque flavis, ilio 
macula verticis triangulari longe anterius producta, hoc vittis quinque ni- 
gris ; abdomine dorso nigro, ventre utrinque pedibusque flavis vel rufescen- 
tibus ; alis nigro-fuscis. — Long, millim. 5. 

MlRIAPODI. 

Glomeris lunatosignata. — Gì. dorso laevissimo, nitidissimo, fusco-nigro^ 
segmento singulo lunulis binis oppositis valde obliquis a medio baseos ad 



— 340 — 

7narginem posticum ductis, lineaque utrinque transversa, (in segmento ul- 
timo tantum deficiente) pallide flavis ; subtus cum pedibus flava. — Long, 
mill. 8 ; lat. m. 5. 

Geophilus crassicauda. — Affine al Canestrinii Fedr. 



Aeaneidi. 

Formicina Eleonorae. — F. cephalotorace subovoideo, anterius, truncato, 
posterius magis angustato, abdom,inis articulo petiolari minuto, subqua- 
drato ; brunneo, abdomine dorso maculis utrinque tribus flavidis, argenteo 
micantibus ; pedibus fiilvis, femoribus quatuor posteribus nigricantibus. — 
Long, raill. 4. 

Crostacei. 

Gammarus fontinalis. — Antennae superiores inferioribus longiores, 
scapo tertiam fere totius antennae partem formante atque apice dimidium 
articuli ultimi scapi inferiorum attingente, flagello 28-30 articulato, piloso : 
antennae inferiores breviores, scapo dimidiam fere longitudinem occupante. 
Abdominis segmenta tria ultima dorso mutica, margine postico spinulis 
paucis decumbentibus ornata. — Long. mill. 10. 

Affinissimo al fluviatilis : se ne distingue per la mancanza delle spine nel 
dorso dei tre ultimi anelli addominali, che soltanto nel margine posteriore 
presentano poche spinuzze rivolte in dietro. 

Pliiloscia longistila. — P. appendicibus caudalibus superioribus inferiores 
quadruplo superantibus : thoracis superficie irregulariter sculpturata, brun- 
nea, flavescente varia. — Long. corp. mill. 8. 

Gen. Iglesius. — Corpus ovato-ellipticum, capite profunde emarginato, 
ac inde bifido. Antennae breves, crassae, 6-articulatae, articulis primis tribus 
brevibus, quarto longiore depresso subrectangulo, duobus ultimis flagellum for~ 
mantibus, eorum primo brevissimo. Caeterafere utingQn. Platyarthrus,Bran. 

Questo nuovo genere della fara. Oniscoidei si avvicina ai Platyarthrus, 
dai quali differisce per la speciale forma del capo e per altri caratteri. 

Iglesius cocciaeus. — M. ovato -ellipticus, modice convexus, subtilissime 
granulosus, dorso costulis decem longitudinalibus parallelis ornato ; laete 
coccineus, unicolor. — Long. mill. 3. 



— 341 ~ 

Gen. Syngastron. — Corpus armadilU forme. Antennae internae omnino 
nullae. Abdominis segmenta quatuor anteriora coalita in scutum valde con- 
vexutn, utrinque incisuris duabus linearibus notatum, et postice infra prò 
segmenti ultimi receptione emarginatum. Appendices caudales lamtllosae ab 
abdominis scuto otnnino tectae. 

La forma generale del corpo in questo nuovo genere è quella degli Arma- 
dillus ed Armadillidium. 

Syngastron dasypus. — S. capite thoraceque dorso laeviusculis ; àbdo- 
mine spinulis exilissimis et hrevissimis hispidulo carinulisque duabus me- 
dianis obsoletis interruptis; griseus., flavescenti variegatus. — Long. mill. 
16, lat. 9. 

Cypris sardoa. — Forse afiSne alla C. conchacea. 



— 342 — 



LETTERATURA ENTOMOLOGICA ITALIANA f^' 



XL. 



Alfonso F. e Bonafede G. — Sulla innocuità delle Api e i danni dell' Altero- 
phora hispanica in Palermo. — Giornale del Comizio agrario di Palermo 
Anno 1882, fase. 1". Palermo, 1882. (con tav. Ut.). 

È un piato legale che ha dato occasione a questo scritto. 

Erano le Api rimproverate di assalire e magagnare le pesche in pomari 
Palermitani; e quei signori vennero chiamati in giudizio per una perizia, 
dalla quale, condotta con molta cura e dottrina, risultano le Api affatto inno- 
centi del maleficio, da attribuirsi invece al muscide Alterophora hispanica Rud., 
della cui forma e biologia nello scritto in esame sono dati molti particolari, 



XLI. 



^Annuario della R. Stazione bacologica di Padova, diretta dal Prof. Verson. 
voi. XI. Padova, 1883. (con tav.). 

Contiene, oltre agli Atti uflB.ciali ed ai bilanci e resoconti amministrativi 
della Stazione, Riviste, Notizie di scuole bacologiche ec, gli scritti seguenti: 

V. . . . La conservazione del seme. — Conclude essere, più confacente ai 
bisogni delle uova, più facili ad ottenersi e più ferme le temperature non in- 
feriori allo zero. È vano, se non dannoso, ricercare temperature più basse. 

V- . . . La covatura dei semi. — Lo schiudimento del seme è più perfetto 
in atmosfera umida; ma le partite covate a secco danno, d'ordinario, migliori 
bozzoli. 

Pasquali G. - Un curioso fenomeno relativo agli incrociamenti. — Scritto 
riprodotto in questo Bullettino, a pag 330. 

Q. . . . Producono più seta i maschi o le femmine ? 

A numero eguale di bozzoli, le femmine danno più seta dei maschi. 



(1) Sotto questa rubrica daremo, a seconda dei casi, i titoli o più o meno ampie 
recensioni dei lavori entomologici (s. 1.) pubblicati in Italia e fuori da Italiani, e di 
quelli fatti da stranieri su materiali italiani o raccolti dai nostri connazionali. 



— 343 — 

A peso eguale di bozzoli, danno, viceversa, i maschi più seta delle femmine. 

La differenza e di circa 2 per cento. 

Q La macchina Giffard ed A. Berger pel custodimento seme bachi. — 

Descrizione di una di queste grandi macchine, funzionante nello stabilimento 
dei fratelli Gobbato di Volpago (Treviso). 

Q. . . . Sul doppionismo dei Bivoltini. — I Bivoltini appartengono a razze 
resistenti, tuttavia forniscono un maggior numero di doppioni che altre razze : 
questo fatto si oppone alla ipotesi di coloro che nel doppionismo ravvisano 
un effetto di debolezza. Inoltre non è vero che il peso di un doppione sia sempre 
inferiore al peso di due bozzoli semplici, a causa della minore quantità di seta 
che si riscontrerebbe nel bozzolone. Dalle ricerche fatte resulta non esservi 
costanza di rapporto; talora i doppioni pesano più e talora sono eguali od in- 
feriori in peso a due bozzoli normali. D' altronde, nel doppionismo si possono 
unire insieme due bachi, uno dei quali avrebbe fornito un bozzolo buono e 
l'altro un mezzo; oppure due bachi che separatamente avrebbero prodotto 
ambedue mezzi; o finalmente due bachi che avrebbero dato due bozzoli per- 
fetti. Questo spiega le differenze. 

V. . . . Gli stabilimenti d' ibernazione ed il modo col quale funzionano. — 
È necessario che gli stabilimenti di ibernazione prendano in custodia il seme 
fino dal principio di novembre e possibilmente prima. 

Il seme sarà sottoposto ad una temperatura di IO" R. per tutto novembre 
e si farà scendere grado a grado nel dicembre fino a 4°. In gennaio si mon- 
terà l'apparecchio frigorifero per tenere d'allora in poi insino alla fine del 
marzo la temperatui^a ambiente fissa a 3. 



XLII. 



Baudi di Selve Fl. - Note entomologiche. - Il Naturalista Siciliano, Anno III. 
Palermo, 1883. 

Una di queste note riguarda Eteromeri di Sicilia, e tra 1' altro vi si de- 
scrivono le nuove specie: Cistela paupercula molto somigliante alla niti- 
dula e Stenalia bisecta, affine alla testacea. La seconda riguarda gli Agabus 
chalconotus Panz. e fusco-aenescens Régira. e conclude per la loro identità 
specifica. Il Regimbart. (Vedi lo stesso Naturalista Siciliano a pag. 38), scri- 
vendo al Ragusa, si avvicina all' idea del Baudi, e dichiara ora di ritenere 
identici specificamente i due Agabus ; però il fusco-aenescens devesi conside- 
rare come una razza meridionale ben definita. 



— 344 — 



XLIII. 



Bedel L. - Essai sur la famille des Erotylidae : I. Révision des Triplotoma 
"Westw. et genres voisins. — Annali del Museo civ. di Storia nat. di 
Genova, voi. XVIII. Genova, 1882-83. 

In seguito allo studio delle Collezioni genovesi e di quelle del Sig. Mau. 
Sedillot, TA. crede opportuno scindere i Triplotoma in 8 generi, dei quali dà, 
in un quadro sinottico, le caratteristiche. Di essi 5 sono di nuova creazione. 
Anche cinque delle specie annoverate nell'elenco sono nuove. 



XLIV 



Berlese Ant. - studi critici sulla sistematica dei Chilognati conservati nel 
Museo zool. della B. Università di Padova. — Atti del R. Istituto Ve- 
neto di Scienze ec. ser. VI, tom. II, Venezia, 1884. (con 2 tav.). 

L' Autore combatte il sistema, del resto ormai abbandonato, di ricercare 
nel colorito dei caratteri specifici ; e finqui non gli sapremo dar torto. Non 
possiamo peraltro seguirlo laddove recisamente asserisce di non ammettere 
alcun valore alle varietà descritte del Julus sabulosus, che egli considera 
come semplici variazioni. Giova intenderci. Gli animali vengono studiati non 
per il solo gusto di distinguere gli uni dagli altri, dar loro un nome ed un 
posto nella serie. Si vuol ben altro, e TA. lo sa. E a rintracciare certi rap- 
porti ancora mal definiti, a risolvere certi problemi ancora oscuri, giova non 
solo, ma è necessario, tener conto di tutte le modificazioni, anche le più lievi, 
che può presentarci una specie : tanto delle varietà o modificazioni costanti 
nella serie, quanto delle modificazioni individuali o variazioni. E non sti- 
meremo mai una descrizione perfetta, se in essa non saranno enunciate tutte le 
modificazioni dei caratteri anche secondari ; direi anzi, se non fosse un para- 
dosso, di questi appunto, perchè variano più facilmente, e per il biologo 
hanno moltissima importanza, quando, ben s'intende, non siano presi isolata- 
mente e considerati in se e per sé, ma esaminati in confronto delle condizioni 
esterne ed in tutte le più minute particolarità di genesi e di successione. Lo 
studiare un animale, od un gruppo d' animali, per trarne qualche carattere che 
permetta « da solo e con tutta sicurezza di dire a quale specie appartenga un 
individuo » è missione troppo ristretta, ed il Berlese può guardare verso oriz- 
zonti più lontani. 



— 345 — 

Questo ci è piaciuto dire quanto al criterio di codesti studi. Per quello che 
riguarda il loro resultato pratico, seppure l'A. non ha trovato nella struttura 
abbastanza complicata del pene, caratteri specifici senza eccezione, vediamo 
dalle descrizioni e figure ch'egli ne dà di questo organo nelle varie specie, che 
possiamo ricavare dei termini di differenziazione abbastanza notevoli. 

Non è, ci sembra, da accogliere, almeno per ora, la distinzione dei Julus in 
due sottogeneri, (Pachyulus e Biplojulus)^ perchè, fondata sopra l'unico carat 
tere del proandrio semplice o doppio, senza altra ragione, allontana l' una 
dall'altra certe specie pel complesso dei caratteri e àeW habitus vicine, e ne 
avvicina altre di più lontane. 

Comunque sia, merito di questo lavoro è principalmente quello di aver 
fatto entrare nella diagnostica dei Chilognati italiani elementi desunti da un 
organo finqui, da noi, poco meno che del tutto trascurato. 

Le specie delle quali tratta 1' A. sono 20 ed appartengono ai generi 
Julus (14), Blaniulus (2), Lysiopetalum (4). 



XLV. 



Brissout de Barneville Ch. - Ceuthorhynchus Ragusae n. sp. — Il Natu- 
ralista Siciliano, Anno III. Palermo, 1883. 

La nuova specie è di Sicilia e Napoli. Molto rassomiglia ai più piccoli 
esemplari del C. punctiger Gyll. ma ne differisce per la mole sempre minore, 
le zampe più robuste, il protorace meno fortemente e meno profondamente 
punteggiato, ed il pigidio o intiero od appena lievemente sinuoso. 



XLVI. 



BouRGEOis J. - Lycides nouveaux ou peu. connus du Musóe civ. de Génes. 
Prem. mém. — Annali del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 

Trattasi principalmente di specie di Giava, di Borneo e dell' Himalaya. Pa- 
recchie sono descritte per la prima volta. 

XLVII. 

Cerletti. - La questione fiUosserica. — Rivista di Viticoltura e di Enologia. 
Conegliano, 1883-84. 



— 346 — 

XLVIII. 

Costa A. - La Fillossera in Sardegna : considerazioni. — Atti del R. Istituto 
d'incoraggiamento ec. di Napoli. 3" serie, II voi. Napoli, 1883. 

Ritiene più opportuno, nello stato attuale delle idee intorno al modo di 
combattere le invasioni fillosseriche in Italia, di distruggere col fuoco le vigne 
prima ancora di applicare il solfuro di carbonio, iniettando quest' ultimo dap- 
poi, per uccidere gli afidi ancora rimasti nel terreno. Ciò per cagioni di 
economia. 

Insiste sulla necessità di provvedere sollecitamente. 

XLIX. 

Costa A. - Notizie ed osservazioni sulla Geo-Fauna Sarda. Memoria seconda, 
risultamento di ricerche fatte in Sardegna nella primavera del 1882. — 
Atti della Reale Accademia delle Scienze etc. di Napoli, voi. I, ser. 2", 
Napoli, 1883. 

Questo lavoro è diviso in tre parti. La prima contiene la particolareggiata 
relazione del viaggio; la seconda il l'agguaglio sistematico delle cose raccolte; 
la terza le note illustrative delle specie nuove o rare, delle varietà etc. 

Nel Bullettino, a pag. 332 si trovano riprodotte le diagnosi delle molte 
nuove specie descritte dal prof. Costa. 



De Betta E. - Le Cavallette in Pi-ovincia di Verona nel 1883. — Atti del 
R. Istituto Veneto di Scienze ec. ser. VI, t. II. Venezia, 1883. 

Questa comunicazione fa seguito ad altre delle quali si tenne parola nel 
Bullettino. 

I danni furono minori che nel 1882, cioè minore il numero dei Comuni invasi. 

Le cavallette distrutte si calcolano a Kil. 29926, e l'operazione costò una 
somma variabile tra 16 e 55 centesimi per chilogrammo, all' incirca. 

LI. 

De Bormans A. - Ortotteri della spedizione italiana nell'Africa equatoriale. 
pie 2. a _ Annali del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 
E un elenco di 15 specie, già conosciute, con note ed osservazioni. 



— 347 — 



LIL 



De Stefani T. - Miscellanea Imenotterologica. — Il Naturalista Siciliano. 
Anno III. Palermo, 1883. (coni, e fine). 

Parla l' A. di un caso di parassitismo della Sitaris muralis sul Pelo- 
paeus, notevole perchè si ritiene generalmente che ai Meloidi per svilupparsi 
abbisogni il miele, e siano parassiti soltanto di insetti che raccolgono quella 
sostanza. 

Descrive inoltre alcune varietà di diverse specie di Imenotteri, ed una 
nuova Phaenusa di Sicilia, che prende il nome di Ph. Doderleini. 



LUI. 



Della Valle A. - Sui Copepodi che vivono nelle Ascidie composte del Golfo 
di Napoli. — R. Acc. dei Lincei : Mem. classe Scienze ec, voi. XV, 
Roma, 1883. (con tav.). 

Sono interessanti queste ricerche del Della Valle, tanto dal lato sistema- 
tico che da quello biologico. 

Infatti, mediante ripetute ricerche, Egli è venuto nella convinzione che 
forse per la metà i nuovi generi e le specie nuove descritti dal sig. Hesse, non 
hanno fondamento ; trattasi invece di forme giovanili, di differenze sessuali ec. 
Dei tre generi dei quali parla l' A, Enterocola e Doroixys erano già noti ; 
nuovo invece il gen. Kossmechthrus (tip. K. notopus). Del primo e del terzo 
tratta diffusamente, per meglio stabilirne i caratteri ed il posto. Nello stato 
attuale delle nostre cognizioni, (non conosciamo ancora le forme maschili), i due 
generi debbono essere considerati come tipi di due distinte famiglie: Entero- 
colidi e Kossmectridi. 

Quanto alla biologia, è da notarsi che mentre, in generale, i Copepodi com- 
mensali delle ascidie semplici albergano nel sacco, od almeno nella cavità pe- 
ribranchialo, invece gli Enterocola si rimpiattano nello stomaco dell'ospite; 
il quale ospite, contrariamente alle asserzioni di altri zoologi, pare non 
soffra minimamente per la presenza del copepodo. Ma piìi notevole è il fatto 
comune a tutti i tre copepodi, che le sole femmine sieno commensali: pare 
esse si nascondano nelle Ascidie dopo la fecondazione e per attendere tranquille 
alla incubazione delle uova. Al Della Valle non venne fatto trovare nessun 
maschio. 

11 nuovo Kossmechthrus notopus vive nel Distoma Pancerii Della Valle. 



— 348 



LIV. 



Fairmaire L. - Trois nouvelles espèces de Coléoptères app. au Musée civ. de 
Génes. — Annali del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 

Prendono questi tre coleotteri i seguenti nomi. 

Bathyscia Doderi, di Monte Fasce, presso Genova, vicina alla B. meridio- 
nalis dei Pirenei. 

Bath. Spagnoli, in una grotta presso Pigna, nella Liguria occidentale; 
somiglia alla B. Gestroi di Sardegna. 

Cebrio Elenae, di Tunisi, 



LV. 



Fairmaire L. - Descriptions de trois nouvelles espèces du genre Amauro- 
rhinus. — ibidem. 

Prendono il nome di: A genuensis, di Bbccadasse presso Genova. A. Lo- 
stiae, di Cagliari. A. Coquerelii, di Orano (Algeria). 



LVI. 



Gestro R. - Sopra alcuni Coleotteri di Birmania raccolti dal Capitano G. B. 
Comotto. — Annali del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 

Tra i materiali zoologici raccolti in Birmania dal Capitano G. B. Comotto 
trovavansi questi Coleotteri che il Gestro descrive. Una buona parte delle specie 
è nuova. Alcune xilografie accompagnano il testo. 



LVII. 



Grassi B. - I malefizi delle mosche: nota preliminare. — Gazzetta degli Ospe- 
dali, 25 luglio 1883. n° 59. Milano, 1883. 

L'A. indica diversi esperimenti, ed alcuni molto ingegnosi, che sono riprove 
di una verità da lungo tempo accettata; cioè la gran parte che hanno le mo- 
sche nella diffusione di certe malattie. Non i soli mali zimotici propriamente 
detti possono essere diffusi dalle mosche, ma le stesse specie di parassiti, come 



— 349 — 

per es. Cestodi e Nematodi. Il Grassi ha ritrovato negli intestini di Adisca 
delle uova di Taenia, di Tricocephalus e di Oxiuyris, che gli insetti avevano 
raccolto da sostanze opportunamente disposte dallo sperimentatore. 



LVIII. 

GoRHAM H. S. - Descriptions of Malacodermata in the Civic Museum of Na- 
turai History at Genoa. — Annali del Museo civ. di Storia nat. di 
Genova, voi. XVIII. Genova, 1882-83. 

I Malacodermi descritti, in parte nuovi per la scienza, appartengono alle 
regioni africane, specialmente air Abissinia ed ai Bogos, e vennero raccolti 
dai nostri viaggiatori, Beccari ec. e dal sig. Raffray. 



LIX. 



Grido DO G. - Le Crociere dell' Jacht « Corsaro » del Gap. E. D' Albertis. — 
IV. Imenotteri. — Annali del Museo civ. di Storia naturale di Genova, 
voi. XVIII. Genova, 1882-83. 

E un elenco, con note, di 13 specie raccolte a Madera. L'A. fa rilevare che 
poco si conosce ancora della fauna imenotterologica delle Canarie. Sembragli 
scorgere dalle raccolte eh' egli ha esaminato, un carattere differenziale tra la 
fauna imenotterologica Africana e quella delle Canarie; alla prima manca af- 
fatto il genere Bombus, abbondante invece nella seconda. 



LX. 



Griffini. - La Fillossera. — Rivista di Viticoltura ed Enologia. Anno VII, 
n» 24 ed Anno Vili, n» 1. Conegliano 1883-84. 



LXI. 



Grouvelle A. - Cuccujides nouveaux du Musée civique de Génes. — Annali 
del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. Genova, 1882-83. 

Riguarda specie dei seguenti generi, per gran parte nuove: Hectarthrum, 
Ancistria, Ino, Laemophloeus, Psammoecus, Silvanus, Cathartus. 



— 350 



LXII. 



Lethierrt L. - Insecta Hemiptera in Birmania (Miniala) a D. Comotto lecta. 

— Annali del Museo civ. di Storia naturale di Genova, voi. XVIII. Ge- 
nova, 1882-83. 

Elenco di alcune specie, tra le quali due nuove. Ectrychotes Comottoi e 
Prostemma flavomaculatum. 

LXIII. 

Lethierry L. - Emitteri della spedizione italiana nell'Africa Equatoriale. P.'«2.« 

— Annali del Museo civ. di Storia naturale di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 

A quelle della P parte, (Ann. Mus. Gen. voi. XVI), si aggiungono altre 54 
specie raccolte dagli italiani in Abissinia. Parecchie delle specie annoverate 
sono nuove per la scienza. 

LXIV. 

Maqretti P. - Descriptions de trois nouvelles espèces d' Apiaires trouvée en 
Italie. — Ann. Soc. ent. de France, 1883. (con tav. col.). 

Questi tre nuovi Imenotteri, raccolti dall'egregio entomologo F. Piccioli 
nei dintorni di Firenze, prendono il nome di : Andrena Schmiedeknechti, A. 
fiorentina e Nomada Piccioliana. Sebbene trattisi di specie italiane non ne 
riproduciamo le diagnosi, poiché il collega Dott. Magretti ha promesso per il 
Bullettino un lavoro più esteso sugli Imenotteri raccolti dal Piccioli; nel quale 
lavoro troveranno posto anche le descrizioni delle tre nuove specie sopra- 
nominate 

LXV. 

MilliÈre P. - Notes Lépidoptérologiques. — Il Naturalista Siciliano. Anno III. 
Palermo, 1883. 

Riguardano VEucrostis indigenata De Vili., la Pimpelia cingillella, il 
danno che viene dallo stremare di troppo certi Psichidi a femmina aptera 
e di habitat ristretto, la Thamnonoma Acquiaria ed altri Lepidotteri raccolti 
presso Acqui, in Piemonte. 



— 351 — 

LXVI. 

Mina Palumbo. A. - Lepidotteri druofagi. — Il Naturalista Siciliano. Anno III. 
Palermo, 1883. 

È la continuazione dell'elenco dei Lepidotteri viventi sulle querele. 

LXVII. 

Oberthur C. - Lepidotteri della spedizione italiana nell'Africa equatoriale 
P.'« 2. a — Annali del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 

Le raccolte oggetto di questo scritto hanno mostrato, scrive l'A., analogie 
molto curiose tra l'Abissinia e Natal da una parte e l' isola di Madagascar 
dall'altra. 

Le specie indicate sono 111; alcune di esse sono nuove per la scienza, ed 
il nome di tutte è seguito da osservazioni, molte delle quali si riferiscono a 
rapporti faunistici. 

LXVIII. 

Pavesi P. - Studi sugli Aracnidi africani. III. Aracnidi del Regno di Scioa 
e considerazioni sull' Aracnofauna dell' Abissinia. — Annali del Museo 
civico di Storia naturale di Genova, voi. XX. Genova, 1883. 

E questo il lavoro già annunziato nel fascicolo precedente di questo volume 
del BuUettino, a pag. 192, dove si trovano brevemente riassunte le considera- 
zioni sull' Aracnofauna dell' Abissinia dall' Autore presentate al R. Istituto 
Lombardo. Costituisce l'odierna opera il capitolo III degli Studi sui Ragni 
africani; studi che, e per la speciale competenza dell'Autore e per la vastità 
dei materiali eh' egli ebbe a disposizione, costituiscono contributi di molta im- 
portanza all'Aracnofauna africana. Di essi si dovrà tener calcolo nello studio 
dei molti problemi di Zoologia geografica che ci offre il continente nero. 

LXIX. 

Pavesi P. - Altra serie di ricerche e studi sulla Fauna pelagica dei Laghi 
italiani. — Atti della Società Veneto-ti'entina di' Scienze naturali, 
voi. VIII. Padova, 1883. (con 7 tav. lit.). 

Dal giorno nel quale il Pavesi annunziava alla Società nostra la scoperta di 



— 352 — 

una Fauna pelagica nei laghi italiani, egli ha continuato ad occuparsi delle Faune 
lacustri, tenendo specialmente in vista, come egli scrive, tre scopi principali: 
la conoscenza dei nostri Entomostraci — l'esistenza delle condizioni opportune 
per la piscicultura — l'ipotesi sulla origine marina della fauna pelagica. 

Notevolissimo è il numero dei laghi italiani esplorati dal Pavesi, e cre- 
diamo pochi più egli ne possa visitare, perchè non molti altri laghi esistono 
nel nostro paese. Al buon esito delle ricerche ha contribuito l'uso di un pic- 
colo apparecchio, che 1' A. descrive e figura, destinato a raccogliere gli Ento- 
mostraci a varia profondità, istrumento che potrà essere adoperato opportuna- 
mente anche per la cattura di animali marini. 

Alla descrizione dei laghi visitati (posizione, estensione ec), il Pavesi fa 
seguire un particolareggiato Catalogo dei Crostacei d'alto lago. Egli si è 
convinto che conviene ridurre il numero delle forme propriamente pelagiche, 
poiché tali, e da lui chiamate eupelagiche, non sono tutte quelle trovate al 
largo: alcune là si trovano accidentalmente, e devono perciò chiamarsi tico- 
pelagiche. 

Per ora almeno, sono da considerarsi come eupelagiche italiane le seguenti : 
Daphnia hyalina, cristata, galeata, kahlbergensis, Bosmina longispina, By- 
thotrephes longimanus e Leptodora hyalina. 

S'intende che agli Entomostraci si aggiungono animali di altre classi, 
come, p. es. certi Rotiferi, certi Ciglioflagellati ec. 

Non possiamo seguire il Pavesi attraverso i molti fatti ch'egli raccoglie 
e gli stringati ragionamenti e le considerazioni ch'egli fa intorno all'origine 
della fauna pelagica: d'altronde, se non erriamo, altra volta, in queste stesse 
pagine, venne reso conto del vario modo di vedere dei naturalisti su questo 
importante argomento. Non è però inopportuno l'aggiungere che le nuove ri- 
cerche hanno sempre meglio riconfermato il Pavesi nella opinione ch'egli 
espresse già da tempo. La Fauna pelagica lacustre è di origine marina; è una 
fauna relieta., e rimonta al glaciale. Le idee dello Stoppani trovano in questi 
studi eccellente sostegno. 

Sette tavole litografiche accompagnano il lavoro: nella prima è figurato 
l'apparecchio per la pesca, nella seconda le principali forme di animali pe- 
lagici dei nostri laghi; le quattro seguenti indicano, in forma grafica chia- 
l'issima, la distribuzione di codesti animali; nell'ultima sono segnati, sopra 
una projezione, i laghi del globo dove furono trovate specie caratteristiche 
della Fauna pelagica lacuale. 

Oltre che per le considei^azioni scientifiche, le ricerche del Pavesi hanno 
valore anche nella pratica. La cognizione della fauna pelagica conduce a sta- 
bilire in quali laghi potrebbero essere introdotti con probabilità di successo 
certi pesci estranei alla fauna italiana: i laghi abitati dalle forme eupelagiche, 



— 353 ~ 

come quelli di Como, Iseo e Garda, potrebbero essere popolati dai Coregoni. 
Dove mancano le forme eupelagiche, i tentativi, secondo ogni probabilità, appro- 
derebbero a delle disillusioni. 

LXX. 

Pestellini I. - Il bruco o tignola dell'uva. — L'Amico del Contadino, anno I. 
Firenze, 1883. 

L'Autore attribuisce all' Albinia Wochiana Briosi, i danni in questi ul- 
timi anni recati alle uve in Toscana. Non si può essere certi di questa deter- 
minazione specifica, ne certamente le Albinie sono le sole tignole dannose alle 
uve, in Toscana come altrove. 

Ma ciò poco importa. L' A. ha osservato con molta attenzione ì procedi- 
menti della piralide, massime nel Piano di Ripoli, presso Firenze, e questo suo 
scritto, sebbene diretto ai coltivatori, potrà essere consultato anche dal- 
l' entomologo. 

LXXI. 

PiCAGLiA L. - Notizie bibliografiche intorno alle memorie fino ad ora pubbli- 
cate sulla Fauna del Modenese. — Atti della Società dei Naturalisti di 
Modena: Memorie, ser. Ili, voi. II, Anno. XVII. Modena. 1883, — Sup- 
plemento — ibid. p. 231. 

Con questo e con simili parziali lavori, si preparano i materiali per una 
completa bibliografia zoologica italiana: opera per più ragioni desideratissima. 
Devesi pertanto ringraziare il Fiori ed incoraggiare altri ad imprese simili. 

LXXII. 

Ragusa E. -Nota sui Brachinusjoenius e siculus di Zuccarello Patti. ~ Ibid. 

Il Ragusa, e ci sembra con molta ragione, insinua non essere impossibile 
che i due Brachinus descritti nel 1844 da Mariano Zuccarello Patti, siano 
animali, diciamo così, ideali. 

LXXIII. 

Ragusa E. - Altre osservazioni al Catalogus Coleopterorum Europae et Cau- 
casi. — Il Naturalista Siciliano. Anno III. Palermo, 1883. 

Sono alcune aggiunte e correzioni al Catalogo dichiarato nel titolo. 

Ann. XV. j,^ 



— 354 — 



LXXIV. 

Ragusa E. - Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. — Ibid. 
Continuazione dei Carabici. (generi Brachinus ed Aptinus). 

LXXV. 

RÉGiMBART M. - Gyrinides nouveaux de la Collection du Musèe civique de 
Génes. — Annali del Museo civ. di Storia nat. di Genova, voi. XVIII. 
Genova, 1882-83. 
Le nuove specie descritte dall'A. appartengono alle collezioni fatte da L. 

M. D'Albertis nella Nuova Guinea, ed a quelle di Boria e Beccari in Borneo. 

LXXVI. 

Roncalli A. - Osservazioni su di una specie del genere Eurynome. — Bull, 
della Società veneto-trentina di Scienze naturali, t. II. Padova, 1883. 

E una Eurynome trovata, insieme a molti altri crostacei, dal Canestrini, 
nelle regioni coralline di Sciacca. 

Se non è VE: scutellatus di Risso è perù forma vicinissima. In ogni modo 
il Roncalli ne dà una descrizione, supplendo così a quella assai manchevole 
del Risso, per tale ritenuta dallo Heller e da Milne Edwards. 

LXXVII. 

ScHAUFUSS L. W. - Pselaphinorum spurionum monographiae. — Pselaphidarum 
monographiae. — Neue Pselaphiden in Museo civico di Storia naturale 
zu Genua. 

Questi lavori dello Schaufuss sono pubblicati nel voi. XVIII degli Annali 
del Museo civico di Storia Naturale di Genova. Ai loro titoli è dato posto in 
questa Rassegna perchè trattasi di lavori fatti, in parte almeno, sopra ma- 
teriali raccolti da esploratori italiani. 

LXXVIII. 

Seguenza G. - 11 Quaternario di Rizzolo: gli Ostracodi. — Il Naturalista Si- 
ciliano. Anno III, Palermo, 1883. 

LXXIX. 

Seguenza G. - Gli Ostracodi del Porto di Messina. — Ibid. (con tav.) 

G. Cavanna, 



— 355 — 



RASSEGNA E BIBLIOGRAFIA ENTOMOLOGICA '^' 



XXV. 

Blanchard R. - Les Coccides utiles — Bull, de la Soc. Zool. de Franca t. Vili. 
Meulan, 1883. (con xil.)- 

Questo lavoro, nel quale sono riassunte le cognizioni odierne intorno ai 
Coccidi utili, si compone di sei capitoli. 

I. Introduzione e posizione sistematica II. Organizazzione e costumi. III. Di- 
visione dei Coccidi. IV. I Lecanini. V. I Coccini. VI. Riassunto e Conclusioni. 
Seguono poi una Appendice e l'Indice bibliografico. 

Tra 1 Coccidi ve ne sono di utili per le materie tintorie, o le cere, o le 
lacche che somministrano all'industria: alcuni poi, da certe piante provocano 
con le loro punture la produzione di sostanze zuccherine commestibili. 

Danno sostanze tintorie alcune specie dei generi Carteria, Kermes, Coc- 
cus e Porphyrophora: la cera o grassi Ceroplastes, Ericerus, Cerococcus e 
Leaveia. Si ha lacca da certe Carteria, e sostanze zuccherine per opera delle 
Gossyparia, 

XXVI. 

Brauer F. - Offenes schreiben als antwort auf Herrn Baron Osten Sacken's 
« Criticai Review » meiner Arbeit ùber die Notacanthen. — Wien, 1883. 
(Edit. dall'A.) 
E uno scritto polemico, intorno alle molte osservazioni fatte dall' Osten 

Sacken (Beri. Ent. Zeit. 1882) al lavoro di Brauer sulle Notacantine. 

XXVII. 

CoMSTOCK J. H. - Second Report on Scale Insect: Includi ng a monograph of the 
sub-family Diaspinae of the fam. Coccidae, and a list, with notes, of 
the other species of Scale Insects Fauna in North America. — Second 
Report of the Cornell University Experiment Station. Ithaca, 1883, (con 
zincografie). 

Come è dichiarato nel titolo, trattasi di una monografia dei Diaspinae ame- 
ricani, i quali sono in numero notevole. 



(1) Per cura della Redazione saranno dati i titoli o le recensioni dei lavori di Ento- 
mologia inviati dai loro autori in douo alla Società, e delle opere di qualche impor- 
tanza relative agli Artropodi. 



— 356 — 

XXVIII. 

HoRVATH G. - Le Phylloxera e le froid d'hiver — Pres. a la Séance du 23 
Avril 1883 a TAcad. des Scien. de Hongrie. 

L'A. ritiene che il letargo invernale della Fillossera duri qualche setti- 
mana più in Ungheria che in Francia. Riferisce aver trovato un insetto iber- 
nante vivo tra parecchi altri morti, sopra una radice di vite che per molti 
giorni e molte notti era stato esposto a freddi notevoli, alla neve e ad altre 
intemperie. Ha inoltre osservato fillossere vive nel terreno congelato. Conclude 
che nella lotta contro la fillossera, non si può contare in nessun modo sull'azione 
insetticida dei freddi e dei geli invernali. 

XXIX. 

HoRVATH. G. - Heteroptera Anatolica in regione Brussae collecta. — Termé- 
szetrajzi Fùzetek, voi. VII. 1883. 

Questa nota riguarda materiali raccolti in Asia Minore da Merkl e da 
Pàvel. Vi sono descritte le seguenti nuove specie. 

Coptosoma anatolicum, molto affine al nostro C. globus. 

Psacasta rugulosa, simile alla neglecta. 

JDalleria plataspis, aflQnissima alla pusilla. 

Ischnodemus suturalis, simile al sabuleti. 

Lethaeus syriaeus affine al cribratissimus di Cipro. 

E abbastanza cospicuo il numero delle specie indicate in questo catalogo. 

XXX. 

LiCHTENSTEiN J. - De V evolution biologique des Pucerons en general et du 
Phylloxera en particulier. — Paris et Bordeaux, a la Libr. vinicole e 
viticole, 1883. 
In questo scritto l'A. sostiene le ben note sue idee intorno alle emigrazioni 

ec. degli Afidi. 

XXXI. 

LiCHTENSTEiN J. - Lettre a M. le Directeur du Messager Agricole. — Le Mes- 
sager Agricole du IO Aoùt. Montpellier, 1883. 

Sostiene l'A in questa sua lettera che uno degli Afidi viventi sulle 



— 357 — 

radici del grano turco è una forma della Tetraneura ulmi, migrante dalle 
galle dell' Ulmus alle radici del mais. 

XXXIl. 

Mayer P. - Zur Naturgeschichte der Feigeninsecten. — Mitth. aus der Zool. 
Stat. in Neapel. III. bd. 4» heft. (con tav.). 

Di questo bel lavoro, ora giunto alla Biblioteca della Società, diedi già un 
annunzio, che il lettore, all'occorrenza, troverà a pag. 242 dell'annata XIV di 
questo Bullettino. 

XXXIII. 

Plateau FÉl. - Recherches sur la force absolue des muscles des Invertebrès. 
P Partie. Force absolue des muscles adducteurs des Mollusques La- 
mellibranches. — Bull, de l' Acad. Royale de Belgique, 3=» serie, tom. VI. 
Bruxelles, 1883. (con una tav.). 

Rechiamo qui il solo titolo di questo recente lavoro dall'illustre ana- 
tomo-fisiologo inviato alla Società. Riguarda i Lamellibranchi, nei quali la forza 
muscolare, egli conclude, è analoga a quella dei muscoli dei Vertebrati. 

Ritorneremo suU' argomento quando 1' A. avrà pubblicato il resultato degli 
sperimenti fatti sui Crostacei. 

XXXIV. 

Preudhomme de Borre Al. - Matériaux pour le Faune entomologique de la 
province du Brabant: Coléoptères. 3*= Centurie. — Bull, de la Societé 
Royale Linnéenne de Bruxelles. Bruxelles, 1883. 

XXXV. 

Preudhomme de Borre Al. - Matériaux pour la Faune entomologique de la 
province du Luxembourg belge : Coléoptères. 2«= Centurie. — Pubbl. de 
rinstitut Royale Grand-Ducal de Luxembourg. voi. XIX. Luxembourg 
et Bruxelles, 1882. 

XXXVI. 

Preudhomme de Borre Al. - Matériaux pour la Faune entomologique de la 
province de Limbourg : Coléoptères. 1*^ et 2« Centurie. Tongres, 1882. 

24* 



358 



XXXVII. 

Preudhomme de Borre Al. - Matériaux pour la faune entomol. du Hainaut: 
Coléoptères, V Cent. — Bruxelles, 1882. 

XXXVIII. 

Preudhomme de Borre Al. - Matériaux pour la faune entom. de la province 
d'Anvers: Coléoptères, 2« Cent, avec la coli, de Dietz et Van Segvelt. — 
Bruxelles, 1882. 

XXXIX. 

Preudhomme de Borre. - Matériaux pour la faune entom. des Flandres: Co- 
léoptères: 2« Cent. — Bull, scientif. du le part. du Nord, 2 ser. t* V, 1882. 

XL. 

Preudhomme de Borre Al. - Matériaux pour la Faune entomologique de la 
province de Liège: Coléoptères. 3"= Centurie. — Mem. de la Societè Ro- 
yale des Sciences de Liège. 2<= serie, tom. X. Bruxelles, 1883. 

Questo ed i lavori sopra indicati dell' egregio Segretario della Società en- 
tomologica belga, sono cataloghi con note descrittive e critiche e confronti 
relativi alla distribuzione geografica. 



XLI. 



Preudhomme de Borre Al. - Notice nécrologique sur Julius Putzeys. — Ann. 
Soc. Ent. Belgique, tom. XXVI. 

x;lil 

Preudhomme de Borre Al. - Liste des Mantides du Musée Royal d'Histoire 
naturelle de Belgique. — Ann. de la Soc. Entom. de Belgique, t. XXVII. 
Bruxelles, 1883. 

Sono note relative a circa 82 specie, e possono considerarsi come discreto 
contributo alla conoscenza della distribuzione geografica dei Mantidi. 



359 



XLIII. 



Preudhomme de Borre Al. - La feuille qui se trasforme en insecte. — C R. 
de la Soc. Entom. de Belgique: Séance du 3 novembre 1883. (con xilog.). 

Da le figure della larva e dell' insetto perfetto della Chceradodis rhombi- 
collis Lati"., e spiega le ragioni presunte del pregiudizio diffuso in molti paesi 
intorno alla trasformazione delle foglie in insetti. (Vedi la storia dei Phyllium 
e di altri Oi^totteri). 

XLIV. 

Preudhomme de Borre Al. - Note sur V Horia senegalensis Castelnau. — 
C. R. Soc. Entom. de Belgique : Séance 6 octobre 1883. 

E una nota che riguarda la presenza di questo Coleottero, della tribù dei 
Vescicatori, nell' Africa occidentale, e sulla opportunità di non considerarlo 
come un Cissites. 



XLV. 



Preudhomme de Borre Al. - Rapport sur les manuscrits de feu J. Putzeys 
remis par sa famille a la Soc. entom. de Belgique. — C R. de la Soc. 
entom. de Belgique, 1882. 



XLVI. 



Preudhomme de Borre Al. - Sur un travail recent de M. S. H. Seudder con- 
cernant les Myriapodes du terrail houiller. — Ibid. Bruxelles, 1882. 

È una recensione del lavoro di Seudder sugli Archypolipoda, del quale 
abbiamo già parlato in questo Bullettino. 

XLVII. 

Preudhomme de Borre Al. - Nos Elaphriens. — Bull, de la Soc. des Natu- 
ralistes dinantais (Estr. senza data) (con xil.). 

Vivono nel Belgio : Elaphrus uliginosus, cupreus^ riparius ed aureus, 
e probabilmente le Blethisa multipunctata. 



— 360 — 

XLVIII. 

ScuDDER S. H. - The fossil "White Ants of Colorado — Proceed. Amer. Acad. of 
Arts a. Sciences, voi. XIX. 

L'A. espone alcune considerazioni sulle Termiti fossili, e descrive il nuovo 
genere Parotermes (con tre n. sp.), nonché altre specie dei generi Hodoter- 
mes ed Eutermes. Tutte queste nuove l'orme sono di Florissant (Colorado). 



XLIX. 



ScuDDER S. H. - The tertiary Lake Basin at Florissant, Colorado. — U. S. 
Geol. a. Geog. Survey: Bull. voi. VI. 1883. (con una carta). 

Nella seconda parte di questo scritto V illustre naturalista americano tratta 
degli Artropodi fossili di quel lago terziario, e ne confronta la fauna con quella 
di alcune formazioni europee della stessa Era. 



ScuDDER S. H. - The Carboniferous Hexapod Insects of Great Britain — Mem. 
of the Boston Society of Naturai history. voi. Ili n." VII. Boston, 1883. 
(con tav.). 

Dà la lista degli Esapodi del Carbonifero inglese, e descrive due nuove 
specie. I Nevrotteri sono 4; gli Ortotteri 2; i Coleotteri 1; 

La nuova Brodia priscotincta è un Nevi"ottero tipo di un nuovo genere; 
lo stesso è del nuovo Archaeoptilus ingens. 



LI. 



Simon E. - Ètudes Arachnologiques. Matériaux pour servir a la Faune arach- 
nologique des ìles de V Océan Atlantique. (Agores, Madeira, Salvages, 
Canaries, Gap Vert, St. Hélène et Bermudes). — Annales Soc. Ent. de 
France, Octobre 1883. (con tav.) 

Alla indicazione dei materiali raccolti in ogni isola o gruppo d'isole, VA. 
manda innanzi alcuni cenni storici e alcuno considerazioni intorno ai rapporti 
faunistici con le regioni più o meno vicine. Parecchie specie sono nuove per 
la scienza. 



— 361 — 

Nell'insieme è una pubblicazione di molta importanza, come tutte quelle 
che riguardano le faune insulari. 

Le specie annoverate nelle isole atlantiche sopra indicate sono 172. 



LH. 



Simon E. - Description d'un genre nouveau d' Arachnides, et remarque sur la 
famille des Archaeidae. — Annali Mus. civico Stor. nat. di Genova, 
voi. XX. Genova, 1883. (con xilogr.). 

Questo nuovo genere prende il nome di Landana, ed è vicino aW Eriau- 
chenus, del Madagascar, descritto di recente dal Cambridge. Questi aracnidi, 
scrive il Simon, ci danno « une nouvelle preuve de 1' homologie des chélicères 
et des antennes, l'analogie fonctionelle qui seule pouvait encore les faire ró- 
garder corame des mandibules par quelques auteurs, disparait ici complete- 
ment, le chélicères occupant chez ces araignées la position ordinaire des an- 
tennes et ne pouvant concourii- d'aucune manière à la manducation. » 

All'autore sembra si abbiano in questi animali delle forme viventi da collo- 
carsi nella stessa famiglia delle fossili Archaea; famiglia che rimarrebbe così 
costituita. Fam. Archaeidae. Gen. Archaea K. et Bl., fossile nelle formazioni 
di Bernstein. — Eriauchenus Cambrd. di Madagascar — Landana E. Sim. del 
Congo. 

Le maggiori affinità della famiglia sono con i Tetragnatidi e gli Erigonidi. 

G. Cavanna. 



LUI. 



ViALLANES H. - Recherches sur l' histologie des Insectes et sur les phénorae- 
nes histologiques qui accompagnent le développement post-embryonaire 
de ces animaux. Thèse de la Facultó des Sciences de Paris. - 336 
pag., 18 planches. — Annales Se. Nat. de France - Zoologie - T. XIV. 
1882. Art. N" 1. 

L' Autore divide questo suo bellissimo lavoro in tre parti, delle quali darò 
qui un brevissimo sunto. — Si sa che Weismann nel 1864 fece delle ricerche 
sullo sviluppo post-embrionale dei Ditteri; Viallanes seguendo le tracce di 
Weismann si è proposto di completare le di lui osservazioni. 

La parte prima riguarda i tessuti della larva e dell' insetto perfetto nel 
loro periodo di completa formazione (période d' état). 

La pelle dei ditteri presenta un ipoderma a grandi cellule schiacciate ; al 



— 362 — 

disopra vi è uno strato chitinoso, impregnato di calcare, omogeneo (Mosca, 
Eristalis), oppure presentante degli eleganti disegni, che corrispondono esatta- 
mente alle cellule ipodermiche. 

Al disotto dell'ipoderma si trova la membrana basale, sottile ed anista. 

Nella Mosca e nell' Eristalis, al disotto della membrana basale si trovano 
delle agglomerazioni di cellule, chiamate dall'A. « Cellule sotto-ipodermiche. » 
Esse sono caratterizzate da lunghi prolungamenti formati dalla sola membrana 
della cellula, nei quali il contenuto della cellula stessa non si continua. 

Viene poi lo studio dei nervi. - Viallanes ha trovato che oltre il si- 
stema ganglionare ventrale e stornato gastrico .si trovano disseminati sotto i 
tegumenti, o con ordine o senza, dei gangli nerA^osi, riuniti mediante filamenti 
nervosi coi centri principali. 

I nervi terminano nella pelle di questi animali in ' due modi diversi. 
Quando non vi sono peli, i filamenti nervosi, arrivati al disotto dell'ipo- 
derma, presentano un rigonfiamento ganglionai-e multipolare, i di cui rami si 
riuniscono ai filamenti di un altro ganglio e formano così un ricco plesso ner- 
voso sottocutaneo. Gli ultimi vani di questo plesso si terminano liberamente 
al disotto delle cellule ipodermiche. L' A. è stato il primo a trovare questo 
plesso nervoso. Un altra specie dì terminazione è quella che va ai peli. Il pelo è 
il prodotto della secrezione di una cellula ipodermica speciale, ed è in questa 
cellula che viene a terminarsi il prolungamento della cellula nervosa bipolare 
del nervo appartenente al pelo. 

II cuore è un lungo tubo che si stende per tutta la lunghezza del corpo 
dell'animale, ed ha le sue pareti formate da un solo strato di cellule con- 
trattili; contrattilità che debbono al fatto dell'essersi sviluppate nel loro 
protoplasma delle fibrille .striate. 

In ogni fascio di fibrille, queste terminano sempre con un disco sottile. 

Passa quindi l'A. a stabilire le omologie esistenti fra le diverse sorta di 
tessuto muscolare degli Insetti e dei Vertebrati. 

Il fascio primitivo della larva di un insetto è esattamente paragonabile 
al fascio primitivo di un muscolo di vertebrato. I fasci muscolari delle ali 
della Mosca adulta sono sprovvisti di sarcolemma, mentre ne sono provvisti 
quelli delle zampe. 

Il signor Viallanes studia poi le terminazioni nervose motrici. Nei muscoli 
delle zampe i nervi motori, formano, sotto il sarcolemma, delle arborizzazioni 
terminali eguali a quelle dei Vertebrati. Nel medesimo insetto l' arbori zza- 
zione manca allorché il fascio muscolare è ridotto ad una sola colonnetta. 

Nella seconda parte 1' A. studia i fenomeni di distruzione che avvengono 
nel periodo ninfale; in una parola studia V istolisi. 

Al momento della metamorfosi una parte dei fasci muscolari della larva 



— 363 — 

si sciolgono nel liquido cavitario, mentre gli altri divengono il centro di un 
processo che 1' A. indica col nome di evoluzione regressiva. 

Il primo a sparire è il sarcolemma, poi, ogni nucleo muscolare si invi- 
luppa di protoplasma e si ha così una cellula. Questa, per proliferazione, dà dei 
globuli vitellini molto simili a quelli degli Uccelli o dei Rettili. Questi elementi 
si moltiplicano con estrema rapidità, mentre la sostanza muscolare sparisce 
come se servisse di nutrimento a quei globuli. 

Le trachee e le glandule salivari hanno delle formazioni analoghe, le une 
e le altre derivano dall'esoderma, e nell'embrione hanno le loro grosse pareti 
foi'mate da cellule embrionali. Queste cellule embrionali nel susseguente svi- 
luppo delle trachee si appiattiscono, e per secrezione hanno dalla loro parte 
interna una cuticula striata; nelle glandule salivari invece divengono degli 
apparecchi di secrezione. Al momento della metamorfosi, trachee e glandule 
salivari si distruggono con lo stesso procedimento, i loro elementi costitutivi 
proliferano, e tutto l' organo ritorna allo stato embrionale. 

La terza parte tratta dei fenomeni di genesi che si compiono nel periodo 
della vita della ninfa. 

Principia con uno studio dettagliato dei dischi immaginari. Nella larva se 
ne trovano un certo numero; un paio appartiene alla testa, sei paia al torace. 
Nel momento in cui la larva diviene immobile per trasformarsi in ninfa, questi 
dischi immaginari divengono grossissimi, si stendono in membrane, si portano 
alla periferia, si saldano fra loro e formano i tegumenti definitivi del torace 
e della testa. 

Viallanes ha bene studiato l'origine dei tegumenti addominali, fino ad ora 
poco nota, ed ha provato che provengono da dischi immaginari, che si for- 
mano però al momento stesso della metamorfosi. 

Il sistema muscolare, o meglio ogni fascio primitivo, deriva da numerose 
cellule embrionali che si trovano in una sostanza intercellulare omogenea. 

Per l'A. di questa memoria ogni fascio muscolare è pluricellulare fino 
dalla sua origine. 

L'ultima parte della tesi tratta dell'organo visivo, ma essendo questo ar- 
gomento molto interessante, è molto sviluppata; impossibile quindi analizzarla 
in poche linee: dirò soltanto che il Viallanes ha studiato la topografia di questi 
organi e del sistema nervoso da cui dipendono, V origine di tutte le parti che 
compongono 1' organo della vista e tutti gli stadi della sua evoluzione. 

Della Torre. 



— 365 — 



INDICE ALFABETICO (l) 



MATERIE CONTENUTE NEL QUINDICESIMO VOLUME 



BULLETThXO DELLA SOCIETÀ EMOMOLOGICA ÌTMWU 



Aberrazioni dì forma (Intorno alle) ne- 
gli animali ed al loro diventare 
caratteri specifici, Camerario, 
pag. 194. 

Aeantliolepis capensis, Magretti. 244. 

— Frauenfeldi, Mayr. 244. 
Acantliopsyche febietta. 197. 

— lutea. 197. 

— Tedaldii, Hey. 197. 
Acaridae, 220. 

Acari di Bamberga, Haupt. 210. 

— italiani, (due nuove specie di), 

Berlese. 200. 

— miriapodi e scorpioni italiani, £er- 

lese, 193. 

Acarus spinipes, K. 220. 

Acraea ozomene. 159. 

Acrocinus longinianus, Linn. 316. 

Acrolepia citri. 195. 

Acrididae. 195. 

Acridium italicum, 189. 

Actineda vitis. Beri. 213. 

Aenictus incospicuus ?, West. 244. 

Aehnlichkeit einzelner (Ueber die) 
Arten von Schmetterlingen aus 
ganz verschiedenen Familie, Ber- 
nhard. 158. 

Agabus bipustulatus, L. 153. 

— chalconotus, Panz. 343. 

— fusco-aenesceus, Rrgim. 343. 



Agabus nitidus, F. pag. 153. 
Agatlìis nigricornis, Bruii. 244. 
Alaocybacarinulata, Perris. 318, 323. 
Alladope candida, Smith. 252. 

— parvula, Smith. 252- 
AUorrhina scabriuscula. Web. 313. 
Alophus triguttatus, F. 153. 
Alterophora hispanica. 342. 
Alj'chus roseus, Koch. 214. 
Amara acuminata, Payk. 154. 

— apricaria, Payk. 154. 

— aulica, Panz. 154. 

— Patricia, Duft. 154. 

— similata, Gyll. 154. 
Amauris Egialea. 158. 

— Niavius. 158. 
Amaurorhinus (3 specie nuove), Fair- 

mairc. 348. 

— Coquerelii, Fairm. 348. 

— genuensis, Fairm. 348. 

— Lostiae, Fairm. 348. 
Ammophila holosericea, Fabr. 249. 

— rubripes, Spin. 249. 
Ampulex. 250. 
Ametastegia fulvipes. 337. 
Ancistria. 349. 

Ancylosternus scutellaris, 01. 313. 
Andrena fiorentina. 350. 

— Schmiedekuechti. 350. 
Andreuidae. 252. 



fi) Compilato dal socio C. E. Della Torre, BiMiitecario. 
Alino XV. 



28 



— 366 — 



Andricus termiaalis. pag. 317. 
Anillus, Duv. 316. 

Annuario della R. Stazione bacolo- 
gica di Padova. 198. 
Anoclietus punctiventris, Mayr.148. 
Anomala, Sani. 202. 

— junii, L. 312. 

— varians, F. 312. 

— vitis, F. 312. 
Anophthalmus, Sturm. 316. 
Anthidium Grohmanni, Spin. 252. 

— rufispinura. 336. 
Anthypna Carcelii. 152. 
Antribidi. 314. 

Anthophora albigena, Lep. 252. 

— quadrifasciata, De Vili. 252. 

— var. alternans. King. 252. 

— var. garrula, Rossi. 252. 

— nubica, Lep. 252. 

— pilipes, Fabr. 252. 

— procera. 336. 

Apainea Dumerillii, Dup. 296. 

— testacea, Hb. 296. 
Aphaenogaster barbara, Lin. 245. 

— — var. aegyptiaca, Em. 245. 
Aphaenops, Bonv. 316. 
Aphididae. 227. 

Aphis arbuti, Ferr. 238. 

— atriplicis, Lin. 238. 

— avenae, Fabr. 238. 

— ballotae, Pass. 233. 

— beccabungae, Koch. 238. 

— brassicae, Lin. 238. 

— capsellae, Kalt. 238. 

— cardai, Lin. 239. 

— carotae, Koch. 239. 

— centaureae, Koch. 239. 

— chloris, Koch. 239. 

— convolvulicula, Ferr. 239, 257. 

— craccae, Schrk. 240. 

— donacis, Pass. 239. 

— euphorbiae, Kalt. 239. 

— evonymi, Fabr. 239. 

— fariarae, Koch. 240. 

— frangulae, Koch. 240. 

— galli, Kalt. 240. 

— gallarum, ^a?L 240» 

— genistae, Scop. 240. 

— hederae, Kalt. 240. 

— helichrysi, Kalt. 240. 



Aphis ilicis, Kaltb. pag. 254. 

— intybi, Koch. 254. 

— lactucae, Boyer de Fons. 254. 

— magnoliae, sp. n. 254. 

— mali, Fabr. 255. 

— malvae, Koch. pag. 254. 

— medicaginis, Koch. 255. 

— myopori, Macch. 255. 

— myosotidis, Koch. 255. 

— nerii, Kalt. 255. 

— orobanches. Pass. 257. 

— osalis, sp. n. 255. 

— papaveris, Fabr. 256. 

— persicae. Boy. de Fons. 256. 

— plantaginis, Schrh. 256. 

— polyanthis, Hulzer. 256. 
— . prunicola, Kalt. 257. 

— ranunculi, Kalt. 257. 

— rumicis, L. 257. 

— sambu caria, Pass. 257. 

— silenae, i^err. 257. 

— silybi, Pass. 257. 

— solanina, Pass, 257.. 

— symphiti, Schrk. 257. 

— urticae, i^a&r. 258. 

— verbenae, sp. n. 258. 

— verbasci, Schrk- 258. 
Aphodius, Illig. 316.. 
Apion, Herbst. 309, 317, 320. 

Api operaie non trasportano le larve 
da una cella all'altra, Ulivi. 
194. 

Apis mellifica, L. 252. 

— — var. fasciata Latr. 252. 

— unicolor. Latr. 252. 
Aploneui'a lentisci. Pass. 266. 
Apocheimà flabellaria, Heeg. H. S. 

197. 
Apoderus. 314, 317. 
Aporus sericeus, Spin. 249. 
Apterogyna Latreillii, Klg. 248. 

— Olivierii, Klg. 248. 

— Savignyi, Klg- 248. 
Aracnidi africani, Pavesi. 351. 
Aracnofauna dell' Abissinia, Pavesi. 

192. 
Armadillus morbillosus. Caso di al- 

locroismo, Parona. 167. 
Archaeidae. 361. 
Archaeoptilus ingens. 360. 



— 367 — 



Archonias eurytele. pag. 159. 
— tereas. 159. 
Arcliypolipoda. 359. 
Artropodi trovati ia Sardegna, Co- 
sta A. 332. 
Asida Sardiniensi.s, Aliarci. 153, 155. 
Astacus fluviatilis, Rond. 199. 
Ateuchus semipunctatus, Fabr. 209. 
Athous haemorroidalis, F. 153. 
Attelabus. 314, 317. 



B 



Bachicultura (Manuale pratico). Pas- 
serini. 191. 
Balaninus, Gèrmar. 309, 314, 318. 

— Bras.sieae, F. 317. 

— cerasorum, F. 317. 
Baptolinus affinis, Payh. 154. 
Baridius. 317, 323. 

Baris. 318. 

Barynotus moerens, F. 154. 

— squamosus, Germ. 155. 
Bathyscia Doderi, Fairm. 348. 

— Spagnoli, Fairm. 348. 
Bdella chloropus, Koch. 214. 

— latirostris, Herm. 214. 

— nigerrima, Can. e Fanz. 214. 
Belba geniculata, im..219. 
Belenogaster junceus, 01. 250. 
Bembecidae. 250. 

Berabidium lampros, Herbst. 154. 
Acarofauna sicula, Berlese. 212. 
Bibliografie speciali e specialmente 

di quella apistica, Beltramini 

de Casati. 192. 
Blaniulus. 345. 
Blennocampa formosella. 336. 
Bleptes nitidula, 208. 
Blethisa multiplicata. 359. 
Bolboceras, Kirby. 316. 
Bosmina longirostris. 196. 

— longispina. 352. 
Brachycerus, Oliv. 318, 320. 

— albidentatus, Gillb. 321. 



Brachynus crepitans, L. pag. 154. 

— joenius. 353. 

— siculus. 353. 

Bracon determinatus, W'alk. 244. 

Braconidae. 244. 

Brentidl. 314. 

Brodia priscotinca. 360. 

Brornius vitis, F. 312. 

Bruchidi. 314. 

Bruchus lentis, Bolim. 312. 

— pisi, L. 312. 

Bruco o tignola dell'uva, Pestelli- 

ni. 353. 
Bubas, Muls. 316. 
Buprestidi. 314. 
Bythotrephes. 196 
~ longinaanus. 352. 



Caeculidae. 215. 
Caeculus ecliinipes, Duf. 215. 
Caeleno inermis, K. 217. 
Calandra, Clur. 318. 

— granaria, L. 312, 313. 

— oryzae, L. 312, 3i3. 

— palmarum, L. 323. 

Calathus Pirazzolii, Putz. 154, 155. 
Caligonus clavatus, F. 213. 

— segnis, K. 213. 

— siculus, Beri. 214. 
Callipterus juglandis. Friso. 263. 
Caloptenum terminatum, DeJ. 313. 
Calosoma sericeum, Fab. 197. 
Camponotus camelus, n. sp. 146. 

— Gambeyi, n. sp. 145. 

— niveosetosus, Mayr. 244. 

— sericeus, Fabr. 244. 

— sylvaticus, 01. 244. 
Campoplex semiflavu.s. 337. 
Caprifìcazione, Solms Laubach. 211 
Carabus cancellatus, var fusus. 202. 

— cavernosus, Friv. 152. 

— Picenus, ym. 155. 

— Rossii, Bey. 155. 

— variolatus, 152, 255. 



— 368 — 



Carteria. pag. 3ó5. 

Casinaria ? Magrettii, Kriek. 243. 

Catalogo ragionato dei Coleotteri di 

Sicilia, Ragusa. 354. 
Catliartus, Reiche. 349. 
Cavallette . in provincia di Verona 

nel 1883, De Betta. 346. 
Cebrio Elenae, Fairm. 348. 
Cepheus pertusus. 211. 

— tegeocranus, Hermann. 218. 
Cephus quadriguttatus. 337. 

— flavisternus. 337. 
Ceratina viridis, Guer. 252. 
Cerococcus. 355. 

Caria. 204. 
Ceroplastes. 355. 
Ceutorrhynchus. 317, 318, 320. 

— punctiger, Gyll. 345. 

— Ragusae, n. sp., Brissout de Bar- 

neville. 345. 
Centrinus. 323. 

Chaeradodis rhombicollis, Latr. 359. 
Chaetonyx robu.stus, Schaum. 153. 
Chaitophorus, Koch. 260. 

— aceri s, Koch. 260. 

— populi, Koch. 260. 

— saliceti, Schrh. 261. 
Chalcididae. 244. 
Chalcis. n. sp. 244. 

Chilognati del Museo Zoologico della 
R. Università di Padova. (Siste- 
matica), Berlese. 344. 

Charops breviceps, Kriek. 243, 

Chlorion 249. 

Chloi^ops fuscipennis. 339. 

Chrvsididae. 243. 

Chrysomela limbata, F. 154. 

— lucida, 01. 154. 
Cionus. 316, 317. 

— solani, F. 153. 
Cistela nitidula. 343. 

— paupercula. 343. 
Cladobius, Koch. 260. 

— lantanae, Koch. 260. 
~ populae, Kalt. 260. 
Cleonus. 318. 

Clorofilla negli Afidi, Macchiati. 

163. 
Cneorrhinus. 318. 

— geminatus, Fab. 312. 



Coccidae, pag. 355. 

Coccides utiles, Blanchard. 355. 

Coccus. 355. 

Coeliodes cardui. 320. 

Coleotteri raccolti durante le crociere 
dell'Yacht « Corsaro » dal capi- 
tana armatore Enrico d' Albertis, 
Fea. 200. 

Coleotteri di Sicilia, (Catalogo ragio- 
nato), Ragusa. 196. 

Coleotteri del Modenese e del Reg- 
giano, Fiori. 190. 

Coleotteri di Birmania, raccolti dal ca- 
pitano G. B. Comotto, Gestro. 348. 

Coleotteri nuovi del Museo di Ge- 
nova, Fairmaire. 348. 

Collembola e Thysanura , raccolte 
dal prof. Ferrari e cenno crono- 
logico, Parona C. 189. 

Coniatus. 317, 321. 

— suavis, Gyll. 321. 
Contribuzioni allo studio dell'istolo- 
gia dei Miriapodi, Passerini. 288. 

Copepodi che vivono nelle Ascidie 
composte del Golfo di Napoli, 
Della Valle. 347. 

Copepodi liberi del fiordo di Kiel, 
Gicsbrecht. 211. 

Copris, Muls. 316. 

Coptosoma anatolicum. 356. 

Coraebus bifasciatus, 01. 309. 

Corymbites cupreus, F. 153. 

— melancholicus, F. 153. 

— aeneus, L. 153. 

— latus, F. 153. 
Cossus cossus. 309. 
Crabronidae. 250. 
Crematogaster senegalensis, Roger. 

245. 
Cremastus pallidus, Kriechb. 243. 

— pleurovittatus. 337. 

Crociere dell'Yacht « Corsaro » del 
capitano Enrico d'Albertis: Ime- 
notteri, Grihodo. 349. 

Crocisa ramosa, Lep. 252. 

Crostacei schizopodi. (Circolazione e 
respirazione), Delage. 209. 

Crostacei brachiopodi (presenza del- 
l'emoglobina nel sangue dei), 
Regnard e Blanchard. 208. 



— 369 — 



Crostacei decapodi, (struttura e for- 
mazione dei tegumenti), Vitzou. 
pag. 204. 

Crypharis. 318. 

Cryptocampus distinctus. 336. 

Cryptocephalus flavipes, F. 353. 

Cryptus haematorius. 337. 

— leucozonatus. 337. 
Crypticus alpinus, Comm. 155. 
Ctenodecticus costulatus. 333. 
Cucuiidi nuovi del Museo Civico di 

Genova, Grouvelle. 349. 
Curculionidi. 314. 
Cychrus attenuatus, F. 154. 
Cyclops coronatus. 196. 

— serrulatus. 196. 
Cymindis alpina, Chaud. 153. 
Cynodon dactylon. Deformazione del 

Cynodon dactylon prodotta dal 
dittero Lonchaea lasiophtalma, 
Osten-Sachen. 187. 

Cyperus longus. 187. 

Cypris sardoa, 341. 



D 



Dalleria plataspis. 356. 
Damaeus, Koch. 200. 

— bicostatus, K. 219. 

— concolor. 211. 

— curtus. 211. 

— Dugesii, Can. e Fan:;. 219. 

— onustus. 211. 

— setosus. Beri. 219. 
Danais australis. 158. 

— Chrysippus. 158. 
Daphnia cristata. 352. 

— galeata. 352. 

— hyalina. 352. 

— kalbergensis. 352. 
Decapitazione degli Insetti e dei Mi- 

riapodi, Canestrini. 189. 
Degeria flavescens. 203. 
Deilephila. 312. 
Dermanyssus lacertarum, Contarini. 

217. 



Descrizione di tre nuove specie di 
Apiari d' Italia, Magretti. p. 350. 
Diaspinae. 355. 
Dioctria concinna. 339. 
Dioxys moesta. 336. 
Diplojulus. 345. 
Diplolepis pallidus. 317. 
Dirrhinus excavatus, Daini. 244. 
Discolia erythrocephala, Fabr. 249. 

— ruficornis, Fabr. 249. 
Discopoma cassidea, Herm. 217. 

— splendida, Kramer. 218. 
Dismorphia Eumelia. 159. 

— fortunata. 159. 

Distoma Pancerii, Della Valle. 347. 
Dugesia squammata (?), Herm. 213. 
Dorylus aegyptiacus, Magr. 244. 
Doroixys. 347. 
Dorytomus, Germ. 320. 
Dryophthorus. 318, 320. 



E 



Echinomya tricondila. 339. 
Echinops ritro, L. 324. 
Ectatomma fulgens, n. sp. 148. 

— pulchellum, n. sp. 149. 
Ectrychotes Comottoi. 350. 
Elapliriens, Preudhomme de Borre. 

359, 
Elaphrus aureus, Muli. 359. 

— cupreus, Duftschm. 359. 

— riparius, Lin. 359. 

— uliginosus, Fabr. 359. 
Elis aliena, Klq. 249. 

— caelebs, Sich. 249. 

— clotho, Sauss. 249. 

— elegans, Bruii. 249. 

— eriophora, Klg. 249. 

— fasciatella, Klg. 249. 

— hymenaea, Gerst. 249. 

Emitteri della spedizione italiana nel- 
l'Africa equatoriale, Lethierry. 
350. 

Emitteri di Birmania, Lethierry. 
350. 



370 — 



Enterocola, pag. 347. 
Ephestia gnidiella. 195. 

— interpunctella, e nota intorno al 

calore secco per distruggere gli 
insetti nocivi, Camerario. 190. 

Epichnopteris proxima, Led. 296. 

Eremaeus oblongus, Koch. 219. 

Eriauchenus. 361. 

Ericerus. 355. 

Erotylidae (Essai sur la famille des), 
Bedel. 344. 

Erythraeus Hercules, Beri. 212. 

— ruricola, Dug. 212. 

— venustissimus, Beri. 212. 
Escursione entonaologica in Germa- 
nia, Preudhomtne de Borre. 203. 

Escursione zoologica al Lago di To- 

blino, Pavesi. 196. 
Etudes arachnologiques, Simon. 360. 
Eucrostis indigenata, De Vili. 350. 
Eumerus. 204. 
Eumenes dimidiatipennis, Sauss. 252. 

— Lepeietieri, Sauss. 252. 

— tinctor, Chust. 252. 
Eupelmus albitarsis. 338. 
Eupithecia pumilata. 195. 
Euploea Core. 158. 

— Swainsonii. 158. 
Eurynome scutellatus. 354. 
Eutermes. 360. 
Evaniadae. 243. 

Evania dimidiata, Spin. 243. 

— laevigata, Latr. 243. 
Evolution biologique des Pucerous 

en general et du Phylloxera en 
particulier, Lichtenstein. 356. 



Fauna pelagica dei Laghi italiani, 

Pavesi. 351. 
Fauna entomologica delle Fiandre, 

Preudhomme de Borre. 203. 
Fauna entomologica del Brabante, 

Preudhomme de Borre. 203. 



Fauna e flora degli Afidi di Cala- 
bria, Macchiati, pag. 221. 

Feuille qui se transforme en insecte, 
Preudhomme de Borre. 359. 

Fillossera della vite. Questione sulla 
esistenza dell'uovo d'inverno. 
Targioni Tozzetti., 169. 

Fillossera in Sardegna, Costa. 346. 

Fillossera — Rivista di viticultura 
ed enologia, Griffìni. 348. 

Flora degli Afidi di Calabria,. Mac- 
chiati. 271. 

Formica (Polyrhachis (?) carinata) 
Fab. 145. 

Formiche delle crociere dell' Yacht 
« Corsaro », Emery. 195. 

Formiche della nuova Caledonia, E- 
mery. 145. 

Formicidae. 244. 

Formicina Eleonorae. 340. 



G 



Galeruca crataegi, Forst. 309. 

— tanaceti, L. 154. 
Gammarus fontinalis. 340. 
Gamasidae. 215. 

Gamasus attenuatus, Koch. 216. 

— coleoptratorum, Lin. 215. 

— meridionalis, Beri. 215. 
Geckobia Latasti, Megn. 213. 
Genre nouveau d'Arachnides, et re- 

marques sur la famille des Ar- 

chaeidae, Simon. 361. 
Geo-Fauna Sarda, Costa. 346. 
Geophilus crassicauda. 340. 

— Gabrielis, Fabr. 289, 299. 
Gibbium scotias, F. 310. 

Girinidi nuovi della collezione del 
Museo civico di Genova, Régim- 
bart. 354. 

Glomeris lunato-signata. 339. 

Glyptomerus. 316. 

Goerius Italicus, Arag. 154, 155. 

— ophtalmicus, Scop. 154. 

— picipennis, F. 154. 



— 371 — 



Gomphus excelsus. pag. 333. 

Gonatoceri. 323. 

Gonodei'a metallica, Kxist. 153. 

Gossyparia. 355. 

Grylìidae. 195, 314. 

Gryllotalpa vulgaris, Latr. 190. 

Gryllotalpidae. 195. 

Gymnetis liturata, Weh. 313. 

Gyranetron, Schónh. 317. 

— alyssi. 320. 



H 



Haplophora crinita. 210. 

— maxima. 210. 

— quadriseriata. 210. 
Harpactor argenteolineatus. 338. 
Harpactopus crudelis, Smith. 249. 
Harpalus fulginosus, Duft. 153. 

— litigìosus, Dej. 153. 

— sulphuripes, Germ. 154. 
Hectarthrum. 349. 
Heliconius sj'lvana. 158. 
Hedychrum coelestinum, Klug. 243. 
Heliconius Zuleima. 158. 
Hemiptera. 227. 

Hermannia granulata, Nic. 220. 
Hestina Nama. 158. 
Heteroptera Anatolica in regione 
Brussae collecta, Horvath. 356. 
Hexapod Insect of the carboniferous 
of Great Britain, Scudder. 360. 
Histeropterum areolatum. 338. 
Histiogaster, n. gen. 200. 
Hodotermes. 360. 
Holostaspis longulus, Beri. 215. 

— marginatus, Hertn. 215. 
Homoptera. 227 

Hoplophora globosa, Koch. 220. 
Horia senegalensis, Cast. 359. 
Hyalopterùs pruni, Fab. 236. 

— trirhoda, Wlkr. 237. 
Hyalurga Rica. 159. 
Hylesinus fraxini, F. 310. 
Hylobius, 318, 320, 323. 



Hypera, pag. 316-317. 

— arundinis, Payk. 321. 
Hydroporus fulviventris. 332. 
Hypera maculipennis, Fairm. 325. 

— nigrirostris, F. 321. 

— pollux, F. 321. 

— polygoni, L. 321. 

— rumicis. 321. 

— tessellata, Hhst. 321. 

— trilineata, Marsh. 321. 
Hypolimnas Auge. 158. 

— Dinarba. 158. 

— Bolina. 158. 

— Pepimele. 158. 



Icaria xantura, Saus. 252. 

Icneumonidae. 242. 

Ichneumon insignitus. 337. 

Icneumonidi. 314. 

Iglesius coccineus. 340. 

Imenotteri raccolti dal sig. Borre in 
Germania, Lethierry. 203. 

Imenotteri dell'Africa orientale, Ma- 
gretti. 241. 

Ino. 349. 

— ampelophaga, Stand. 312. 
Inocuità delle api e danni delFAlte- 

rophora hispanica in Palermo ; 
Alfonso F. e Bonafede G. 342. 

Insetti, sacri, medicinali, e di orna- 
mento, Failla Tedaldi. 197. 

Insetti fossili del Mississipi, Scud- 
der. 201. 

Invasione di cavallette in provincia 
di Verona neirannol882, De Bet- 
ta. 189. 

Iphiaulax fastidiator, Fabr. 244. 

— impostor, Scop. 244. 

Iphis drepanogaster, Beri. 217. 

— hirtellus. Beri. 217. 
Iridomirmex, sp. 148. 
Ischnodemus suturalis. 356. 
Ischnogasteroides, n. gen. 251. 

— flavus, Magretti. 252. 



— 372 — 



217. 



Julus, pag. 345. 

— sabulosus. 193, 344. 

ithomia Eurimedia. 159. 

K 

Kermes. 355. 
Kossmechthrus notopus. 347. 



Lachnus bignoniae, n. sp. 262. 

— longirostris. 262. 

— longitarsis, Ferr. 262. 

— quercus, L. 262. 
Laelaps claviger, Beri. 216. 

— (?) dubius, Beri. 216. 

— longior, Beri. 216. 

— marginatus, Koch. 216. 

— meridionalis, Can. C. R. 

— tetragonoides, Bug., 216. 

— (?) triangularis, Koch. 216. 
Laemophloeus. 349. 
Lamellicorni. 316. 
Landana. 361. 
Langelandia, Aubè. 316. 
Larinus, Germ. 317, 320. 

— latus, Hbst. 325. 

— jaceae, F. 155. 

— maculosus, Shòn. 324. 
Larrada haemorroidalis, Fab. 250. 
Larridae. 250. 

Larve di Estridi e di Muscidi nel 
corpo dell' uomo, Jacobs. 210. 

Leaveia. 355. 

Leiosoma simile, Nic. 218. 

Leistus, Fróehl. (Osservazioni sopra 
alcune specie di). Bandi di Sel- 
ve. 200. 

— crenatus, Fairm. 200. 

— sardous, Chaud. 200. 

— spinibarbis, F. 154. 
Lepidotteri. Saggio di Catalogo dei ec. 

di Curò e Turati (1) pag. 1. 

— spiritromba dei, pag. 315. 



Lepidotteri (Caccia di), Failla Te- 
daldi. pag. 200. 

— druofagi, Mina Palumbo. 351. 

— della spedizione italiana nell'Afri- 

ca equatoriale, Oberthur. 351. 

Lepidotteri d'Italia. Indice alfabe- 
tico. 125. 

Leptochilus modestus, Sauss. 196. 

Leptodora. 196. 

— hyalina. 352. 

Leptomyrmex pallens, n. sp. 147. 
Lesteva longelytrata, Goeze. 154. 
Lethaeus syriacus. 356. 

Lettre a M. le Directeur du Messa- 
ger Agricole, Licthenstein, 356. 

Leucania zeae, Stand. 312. 

Leucosomus 4-punctatus, Schrank. 
155. 

Licidi nuovi o poco conosciuti, Bour- 
geois. 345. 

Licinus depressus, Payh. 153. 

Limonius pilosus, Leske. 153. 

Liparus coronatus, Germ. 153. 

Lissonotus corallinus, Dupt. 313. 

— flavocinctus, Diipt. 313. 
Lithocolletidae. 195. 

Lixus. 309, 317, 318, 320, 323. 

— poUinosus, Germ. 320. 
Locustidae. 195, 314. 
Longicorni. 314, 316. 

Luciola italica, L. (Studi) C. Emery. 
327. 

Luperina, sp. n. 296. 

Lycorea Cleobaea. 158. 

Lyctus canaliculatus, F. 310. 

Lygaeus gibbicollis. 338. 

Lygistopterus anorachilus, n. sp. Ra- 
gusa. 200. 

Lyonetidae. 195. 

Lysiopetalum. 345. 

— sicanum. 193. 
Lyssonota maculipennis. 338. 

M 

Macrodactylus subspinosus, F. 312. 
Macrodontia cervicornis, L. 310. 



(1) L'Indice alfabetico dei Generi, delle specie e varietà indicate in questo la- 
voro trovasi a pag'. 125. 



373 



Magdalis. pag. 31S, 320. 

— memnunia, Gyll. 369. 

— violacea. L. 309. 
Malacodermi del Museo Civico di Ge- 
nova, Gorham. 349. 

Maleflzi delle mosche, Grassi- 348. 

Mantidae. 195. 

Mantides du Musée R,oyal d'Histoire 
naturelle de Belgique, Preu- 
dhomme de Borre. 358. 

Matériaux pour la Faune entomolo- 
gique de la province d'Anvers, 
Preudhonime de Borre. 358. 

— pour la Faune entomologique de 

la Provincie du Brabant, Preu- 
dhomme de Borre. 357. 

— pour la Faune entomologique des 

Flandres, Prudomme de Borre, 
358. 

— pour la Faune entomologique du 

Hainaut, Preudhomme de Borre, 
358. 

— pour la Faune entomologique de 

la province de Liège, Preudhom- 
me de Borre. 358. 

— pour la Faune entomologique de 

la province de Limbourg, Preu- 
dhomme de Borre, 357. 

— pour la Faune entomologique de 

la Provincie du Luxembourg Bel- 
ge, Preudhomme de Borre. 357. 
Megachile carinulata. 335. 

— cyànipeuuis, Guér. Men. 252. 

— mystacea. Fab. 252. 
Megaponera foetens, Fahr. 244. 
Meleus granuliger, Boeh. 155. 
Melinaea Egina. 158. 

Meloe violaceus, Marsh. 153. 
Menomorium afrum, André. 244. 

— barbatulum, Mayr. 244. 

— bicolor, Em. 244. 

— gracillimum, Smith, 244. 

— Pharaonis, Lin. 244. 

— Salomonis, Lin. 244. 
Meranoplus Leveillei, n. sp. 151. 

— Magrettii, André. 245. 
Miarus. 317, 318. 

Miscellanea imenotterologica,De Ste- 
fani, 'iil. 
Miscophus sericeus, Radoszkio. 249. 



Mononychus. pag. 318. 

Mutilla aureocincta, Magretti. 248 

— coeca, Radoszhw. 245. 

— fasciata, Klg. 245. 

— floralis, Klg. 245. 

— frontalis, Klg. 245. 

— histrio, Lep. 245. 

— leucopyga, Klg. 245. 

— Medon, Smith. 245. 

— nigripennis, 01. 245. 

— Pavesii, Magretti. 247. 

— senegalensis, Guér. 245. 

— signata, Klg. 245. 

— Sudanensis, Magretti. 245. 

— sulcata, Magretti. 246. 

— Takrura, Magretti. 247. 

— tarsispinosa, Magretti. 246. 

— unguiculata, Magretti. 247. 

— Radoszkowskyi, Magr. 247. 
Mutillidae. 245. 

Mynimia. 249. 

Myrmecia apicalis, n. sp. 150. 

Myrmecocistus viaticus, Fb. 244. 

Myrmeleon falcipennis. 333. 

Mysis. 209. 

Myzine aegyptiaca, Guer. 248. 

— sexfasciata. Rossi. 248. 

— Suakinensis, Magretti. 248. 
Myzocollis cyperis, n. sp. 259. 

— ononidis, Kaltb. 259. 

— quercus, Kalt. 260. 
Mizus cerasi, Fahr- 234. 

— Mahaleb, Bayer de Fons. 234. 

— mali, Ferr. 234. 

— matricariae, Macoli. 234. 

— nerii, Boyer de Fons. 234. 

— osyacanthae, Schrank. 235. 

— persicae, Pass. 235. 

— pl'antagineus, Pass. 235. 

— portulacae, sp. n. 235. 
- pyrarius. Pass. 235. 

— pyrinus, Ferr. 235. 

— rhamni. Boyer de Fons. 236. 

— ribis, Lin- 236. 

— roseum, Macch. 236. 

— tetrarhoda, Wulcher. 236. 



N 



Nanophyes. 317. 



29* 



374 — 



Napeogenes Tolosa, pag. 158. 
Nebria andalusica, Ramò. 154. 

— fulviventris, Bassi. 154. 

— Jockischii, Sturm. 154. 

— Orsinii, Villa. 154. 

— picicornis, F. 154. 

— tibialis, Bonn. 154. 

Nematus ribesii. (Organizzazione e 
costumi del), Raymond. 206. 

Neotypus 'semirufus, Kriechb 242. 

Nepticulidae. 195. 

Nevrotteri terziari del Florissant, 
Colorado, Scudder. 202. 

Nicoletiella lutea, Kr. 218. 

Noctua zeae, Dup. 312. 

Nomada Piccioliana, Magr. 350 

Kòta di Zuccarello Patti sui Bra- 
chinus joenius e siculus, Ra- 
gusa. 353. 

Notaspis bipilis. Hérm. 219. 

Note entomologiche, Bandi di Selve. 
343. 

— lepidotterologiche. Minière. 350. 

— sur l'Horia senegalensis, Cosi:, 

Preudhomme de Borre. 359. 
Nothrus bicristatus. 210. 

— circumvallatus. 210. 

— convexus. 210. 

— Doderleinii, Beri. 219. 

— gibbus. 210. 

— ovulum. 210. 

— peltifer. 210. 

— pollinosus. 210. 

— pulverulentus. 210. 

— runcinatus. 210. 

— scaliger. 210. 

— sinuatus. 210. 

— telephroctus. 210. 

Notice nécrologique sur Julius Put- 
zeys, Preudhomme de Borre. 358 
Notiophilus aquaticus, L. 154, 
Notizie imenotterologiche. De ètefa- 
fani Perez. 196. 

— lepidotterologiche, Curò. 296. 

— bibliografiche intorno alle memo- 

rie fino ad ora pubblicate sulla 
Fauna del Modenese, Picaglia 
353. 
Notoglossa diphylla. 334. 

— frondigera 334. 



Nuovo flagello degli agrumi, Penzig. 
pag. 195. 







Ocj'pus falcifer, Nordm. 155. 
Odinere nuove di Sicilia, André. 197. 
Odonthomachus haematodes, L. 244. 
Odynerus depressus, Aìidré 197. 

— Destefanii, André 197. 

— insularis. Andrà 197. 

— lombatus, Andre 197. 

— suleatus, André 197. 

— Trinacriae, Andre 197. 

— carinulatus, Sauss. 252. 

— chloroticus, Spin. 252. 

— siculus. 196. 

— parvulus, Lep. 252. 
Oedemera. 316. 

Offenes schreiben als antwort auf 
Herrn Baron Osten Sacken's « Cri- 
ticai Review » meiner Arbeit 
ùber die Notacanthen, Brauer. 
355. 

Omalus armatus. 208. 

Opatrum sabulosum, L. 153. 

Oppia glaucina. 211. 

Orchestes, Jll. 309, 318. 

Organi genitali degli Ortotteri, Ber- 
lese, 195. 

— del volo degli insetti, Amans. 204. 
Oribates calcaratus, Koch. 218. 

— climatus, K- 218. 

— Nicoletii, Beri, ex Nic. 218. 
Oribatidae. 218. 

Orobitis cj-aneus, L. 323. 

Ortoceri. 323. 

Ortotteri della spedizione italiana, 

nell'Africa equatoriale, De Bor- 

mans. 346. 

— del Modenese, Picaglia. 190. 

— genuini del Trentino, Cobelli. 190. 

— agrari, Targioni Tozsetti. 198. 
Oryctes. 111. 316. 

— grypus, III. 196. 
Osmia atriventris. 335. 



375 — 



Osmia igneopurpurea. pag. 335. 

Osservazioni al Catalogus Coleopte- 
rorum Europae et Caucasi, Ra- 
gusa. 353. 

— su di una specie del genere Eu- 

rynome, Roncalli. 354. 
Ostracodi del Porto di Messina, Se- 
guenza. 354. 

— 11 quatei-nario di Rizzolo, Seguen. 

za. 354. 
Otiorrhynchus, Germ. 312. 

— helveticus, Boh. 154. 

— pulverulentus, Germ. var. peri- 

scelis, Gyll. 153. 

— strigirostris, Boh. 154. 
Oxybelus lamellatus, Oliv. 250. 
Oxymerus Lebasii, Dupt. 313. 



Pacliyulus. 345. 
Paniscus lineolatus. 337. 
Papilio anchises. 159. 

— Clytie. 158. 

— Cynorta. 159, 

— Echerioides. 158. 

— Palephates. 158. 

— Ponope. 158. 

— Zagreus. 158. 
Paramiscocyttarus. n. gen. 250. 

— subtilis Magretti. 251. 
Parasphex fervens, Fabr. 249. 
Parnus bicolor. 332. 

— sulcipennis. 332. 
Parotermes. n. gen. 360. 
Pedinus meridianus, Muls. 155. 
Pelidnota notata, F. 312. 
Pelopoeus spiri fex, Fabr. 249. 
Pemphigus, Hartig. 264. 

— Boyeri, Pass. 312. 

— bursarius, L. 265. 

— Lactucarius, Pass. 265. 

— cornicularis, Pass. 265. 

— filaginis, Boy. de Fons. 265. 

— follicularis, Pass. 264. 

— utricularis, Pass. 265. 



Pemphigus Zea maidis, Duf. pag. 265. 
Penthaleus ovatus, Koch. 214. 
Pentodon punctatus, Villa. 312. 
Peritelus griseus, 01. 312. 
Percus Dejeanii, Dej. 153, 154, 156, 
Phaedinus Debauvei, Guer. 313. 
Pheidole rugaticeps, Eni. 245. 

— speculifera, Em. 245. 

— synaitica, Mayr. 245. 
Philantus coarctatus, Spin. 250. 

— variegatus, Spin. 250. 
Philoscia longistila. 340. 
Phosphuga opaca, L. 153. 

— reticulata, F. 153. 
Phorodon carduinum, Wlkr. 232. 

— galeopsidis, Kalt. 232. 

— inulae. Pass. 232. 
Phthanocoris occldentalis. 201. 
Phylloxera et le froid d'hiver, Hor- 

vath. 356. 

— fiorentina, Heyden. 267. 

— vastatrix, Planch. 312. 

— victrix. Pagina di storia contem- 

poranea, Trevisan de Saint 

Leon., 194. 
Phytobius. 317. 

Phytonomus salviae, Schr. 155. 
Pimpelia cingillella- 350. 
Pinophilus erythrostomus. 332. 
Plagiolepis gracilipes, Sm. 147. 
Planiceps fulviventris. 335. 
Platylabus afer, Krieb. 242. 
Platynoraus variabilis, Herbst. 153. 
Platytarsus setulosus, Boh 153. 
Plinthus caliginosus F. 155. 

— Parthenius, Costa. 155. 
Plutonium Zwierleini. 288, 289. 
Poecilus Koyi, Germ. 153. 
Polichiria nell' Astacus fluviatilis, 

Rond; Cantoni. 199. 
Polistes fastidiosus, Sauss. 252. 

— marginalis, Fabr. 252. 
Polydesmus. 291. 
Polyrachis exul, n. sp. 147. 
Polyxenus fascicularis, Scudder. 201. 
Pompilidae. 249. 

Pompilus plicatus. 335. 
Penerà senaarensis, Mayr. 244. 
Porphyroiihora. 355. 
Priocnemis bisdecoratus. 334. 



— 376 — 



Priocoemis leucocoelius, pag. 335. 

— pogonioides. 335. 
Prionus inibricornis, L. 313, 
Procrustes spretus, Dej. 155. 
Proctophyllodes glandarinus, Koch. 

220. 
Prostemma flavomaculatum. 350. 
Psacasta rugiilosa. 356. 
Psammoecus. 349. 

Psammophila Madeirae, Dahlb. 249. 
Pselaphinorum spuriorum monogra- 

phie, Schaufuss. 354. 
Psichide siciliana nuova, Fatila Te- 

daldi. 197. 
Pterocallis, Pass. 261. 

— tiliae, L. 261. 
Pterochlorus, Rondani. 263. 

— longipes, Duf. 263. 

— roboris, L. 263. 
Pteroplotus variabilis, Sallé. 313, 
Pterostichus validiusculus, Chaud. 

154. 
Pygolampis albiventris, Moritz. 313. 

— parallela, Moritz. 313. 



Q 



Questione filosserica, Cerletti, 345. 



R 



Rapport sur les manuscrits de feu 
J. Putzeys etc. Preudhomme de 
Borre. 359. 

Raymondia. 318. 

Recherches sur la force absolue des 
muscles des Invertebrés, Plateau- 
Sol. 

— sur l'histologie des Insectes, Vial- 
lanes. 361. 

Retinia frustrana, Scudder. 201. 



Rhagium. (Métamorplioses des) Preu- 
dhomme de Borre, pag. 202. 

— indagator, Fabr. Nota di P. Bar- 

gagli. 165. 

— Linnaei. 202. 
Rhamphus. 309, 318. 
Rhinocyllus. 320. 
Rhincholus. 320. 
Rlìinoncus pericarpius, L. 153. 
Rliombonys. (Peu de valeur du ca- 

ractère sur le quel à été établi 
legenre), Preudhomme de Borre. 
202. 
Rhopalosiphum berberidis, Kalt. 232. 

— elegans, Ferr. 233. 

— galeactitis, n. sp. 233. 

— Lactucae, Kalt. 233. 

— ligustri. Kalt. 233. 

— nymphaeae, L. 233. 

— persicae, L. 233. 
Rhynchites. 309, 314, 317, 

— betuleti, F. 312. 
Rhyncholophus phalangioides var. 

acis. Beri. 213. 

Rhyncolus. 318, 320. 

Ricerche zoologiche in Sardegna, 
Costa. 191. 

Rincofori europei. (Rassegna Biolo- 
gica). Bargagli. 301. 

Rizobius sonchi, Pass. 266. 



s 



Sagra. 316. 

Sangaris bifasciata. 159. 
Sarcophaga carnaria. L. 317. 
Satyrus Brahminus. 159. 
Scada Reckia. 159. 

— Theophia. 159. 
Schizoneura, Hartig. 263. 

— compressa. Koch. 264. 

— corni, L. 264. 

— lanigera, Hart. 264. 

— venusta. Pass. 264. 
Scolia intersticta, Klg. 249. 

— mendica, Klg. 249. 



— 377 — 



Scolia quadripunctata, Fahr. p. 249. 

— quadripunctata, var. bipunctata, 

Sm. 249. 
Scoliidae. 248. 
Scolopendra. 291. 
Scolopendrella latipes, n. sp., Scucl- 

der. 201. 
Scolytus destructor, 01. 309. 

— ulmi, Redi. 309. 
Scotonomus. 316. 
Scutigera. 291. 

Scymnus, n. sp., Weise. 197. 

— sannio, Weise. 197. 

— zig-zag. 332. 

Second Report on Scale Insect, Com- 

stock. 355. 
Selenopsis geminata, Fab. 151. 
Sfenofori nuovi di Sicilia, Ragusa. 

196. 
Sibinia. 317, 320. 
SJlvanus. 349. 

— surinaraensis, L. 313. 
Sinodendron. 316. 

Sinoxyloa sexdentatum, OZ. 309, 312. 
Sipha maydis. Pass. 261. 
Siphocorine, Pass. 258. 

— capreae, Fabr. 258. 

— foeniculi, Pass. 259. 

— xilostei, Schr. 259. 
Siphonophora absenthii, Lin. 228. 

— aceris, Koch. 227. 

— antherrinii, n. sp. 228. 

— artenaisiae, Boy. de Fons. 228. 

— atra, Ferr, 228. 

— avellanae, Koch. 229. 

— cyparissiae, Koch. 229. 

— campanulae, Kalt. 229. 

— cerealis, Kalt. 229. 

— hieracii, Kalt. 229. 

— jaceae, Lin. 229. 

— inulae, Ferr. 229. 

— lactucae, Pass. 229. 

— leucanthemi, Ferr. 230. 

— malvae, Mosley, 163, 230. 

— millefolii, Fabr. 230. 

— ononis, Koch. 230. 

— picridis, Fabr. 230. 

— platanoides, Schrk. 230. 

— rosae, Lin. 231. 

— rosae, Koch. 163. 



Siphonophora rosaecola, Pass. p. 231. 

— solani, Kalt. 231. 

— sonchi, Lin. 231. 

— tussilaginis, Koch. 231. 

— ulmariae, Schrk. 231. 
Sitaris muralis. 347. 
Sitones. 318. 

Smicronyx cyaneus, Gyll. 321. 
Spermophagus. 309. 
Sphenophorus abbi'eviatus. 196. 

— cariosus, 01. 313. 

— lielveticus. 196. 

— Ragusae 196. 

— uniseriatus. 196. 

— zeae. 313. 

Sphex castaneipes, Bahlb. 249. 
Sphinx macroglossa. 315. 
Stapelia hirsuta, L. 317. 
Stelis leucostoma. 336. 
Stenalia bisecta. 343. 
Stenomax lanipes, L. 153. 
Sternocera, n. sp., Preudhomme d 
Borre. 202. 

— Cambieri, Freud, de Borre. 202. 

Stilbum splendiidum, Fabr. 243. 

Struttura e connessioni dei lobi ol- 
fattori negli artropodi superiori 
e nei vertebrati, Bellonci. 193. 

Sur un travail recent de M. S. H. 
Scudder concernant les Myria- 
podes du terrain houiller, Preu- 
dhomme de Borre. 359. 

Synagris xanthura, Sauss. 252. 

Syngastron. 341. 

— dasypus. 341. 

Syrphidae. (Caratteri zoologici for- 
niti dal labbro superiore), Ga- 
zagnaire. 203. 



Tachytes basilicus, Guer. 250. 

— erythrogastra. 334. 

— procera. 334. 
Taphrorhynchus bicolor. Hbst. 

310 



378 



Teredili, pag. 314. 

Tertiary Lake Basin at Florissant, 

Colorado, Hcudder. 360. 
Tetramorium sericiventre, Eni. 244. 
Tettigonia vitis, Harris. 312. 
Tetraneura ulmi, Geoffr. 266. 
Tetranychus telarius, Beri. 213. 
Thamnomona aquiaria. 350. 
The fossi! White Ants of Colorado, 

Scudder. 360. 
Thereva bicinctella. 339. 
Tibicina luctuosa. 339. 
Timarcha nicaeensis, Vili. 153. 

— pratensis, Duft. 153. 
Tinee italiane, Curò. 195. 
Tithorea Tarracina. 158. 
Tortrix. 312. 

Toxoptera aurantii, Boyer. de Fons. 
237. 

— graminum, Rondarli. 237. 

— scirpi, Pass. 237. 
Trachyphloeus aristatus, Gyll. 153. 
Trachyderes Latreillei, Dupli. 313. 

— succinetus, L. 313. 
Trama, Heyden. 261. 

— troglodytes, Heyden. 261. 
Trechus obtusus, Er. 154. 

— strigipennis, Kiesn. 154. 
Trigona, n. sp. 252. 

— Beccarli, Grib. 252. 
Trirachus forraosissimus. 339. 
Troglorrhynchus. 318. 
Trogosita mauritanica, L. 313. 

— corticalis, Melili. 313. 
Trombidiidae. 212. 
Truxalidae. 195. 
Tychius curtus, Briss. 153. 

— meliloti, Steph. 320. 

— sparsutus. 321. 

Tydeus foliorum, Can. e Fanz. 214. 
Tyroglyphus setiferus, Hall. 220. 



u 



Uropoda obscura^ Koch. 21" 
Usia taeniolata. 339. 



V 



Vespa orientalis, Fahr. 252. 
Vespidae. 250. 
Volucella. 204. 



X 



Xantholinus distans, Reg. 154. 
Xylocopa aestuans, Latr. 252. 

— combusta, Smith. 252. 

— inconstans, Smith. 252. 



Zabrus Orsinii, DeJ 154. 
Zur naturgeschichte dar Feigenin- 
secten, Mayer. 357. 



379 — 



INDICE 



LAVORI ORIGINALI 

Bargagli P. — Rassegna biologica di Rincofori Europei. pag. 301 

— Sul Rhagium indagator Fabr. « 105 
Berlese a. — Acarofauna sicula. 1^ Serie. » 212 
Bernhard. G. — Ueber die Aehnlichkeit einzelner Arten von Schmet- 

terlingen aus ganz ver.scliiedenen Familien. Etwas ùber syste- 

matik. 
Costa A. Diagnosi di nuovi Artropodi trovati in Sardegna. 
Curò A. — Notizie lepidotterologiche. 
Curò A. e Turati G. — Saggio di un catalogo dei Lepidotteri d'Italia, 

parte VI. Microlepidotteri (1). 
Emery C. — Studi intorno alla Luciola italica, L. (Sunto). 

— Alcune formiche della nuova Caledonia. 
Fanzago F. — Nota sul nido del Geophilus flavus. 
Macchiati L. — Fauna e flora degli Afidi di Calabria. 

— Là clorofilla negli Afidi. 
Magretti P. — Raccolte imenotterologiche nell'Africa orientale. » 241 
OSTEN Sacken C. R. — La deformazione del Cynodon dactylon, 

prodotta dal dittero Lonchaea lasiophtalma, menzionata pel 
primo da Francesco Redi. » 187 
Parona C. — Caso di allocroismo in un Armadillus niorbillosus. » 167 
Pasquali G. — Un curio.so fenomeno relativo agli incrociamenti. » 330 
Passerini N. — Contribuzione allo studio dell' istologia dei Miriapodi. » 288 
PirazzoliO. — Un cenno sull'abitato del Carahus cavernosus Friv. » 152 
T ARCIONI TozzETTi A. — Questione sulla esistenza dell'uovo d'in- 
verno della Fillossera della vite, nuovamente proposta nell'adu- 
nanza della Società, nel di 3 giugno 1883. » 109 

LETTERATURA ENTOMOLOGICA ITALIANA 

Alfonso F. e Bonafede G. — Sulla inocuità delle api e i danni della 

Alterophora hispanica in Palermo. pag. 342 



» 


158 


» 


332 


» 


296 


» 


1 


» 


327 


» 


145 


» 


299 


» 221 


,254 


» 


163 



(1) L" Indice alfabetico dei {jeneri, specie) e varietà, comprese in questa parte di 
Catalogo trovasi a pag. 12ó. 



— 380 — 

André E. — Description de qiielques espèces nouvelles d'Odyneres 

de la Sicile. pag. 197 

Annuario della R. Stazione bacologica di Padova. » 198,342 

Baudi di Selve F. — Note entomologiche : Osservazioni sopra alcune 

specie di Leistus Fròehl. » 200 

— Note entomologiche. » 343 
Bedel. L. — Essai sur la famille des Erotylidxe: I. Révision des 

Triplotoma Westw. et genres voisins. » 344 
Bellonci G. — Intorno alla struttui^a e alle connessioni dei lobi ol- 
fattori negli Artropodi superiori e nei Vertebrati. » 193 
Beltramini de Casati F. — Delle bibliografie speciali, e particolar- 
mente di quella apistica. » 192 
Berlese a. — Sopra due nuovi generi di Acari italiani. » 200 

— Ricerche sugli organi genitali degli Ortotteri. » 195 

— Acari, Miriapodi e Scorpioni italiani. » 193 

— Studi critici sulla sistematica dei Chilognati conservati nel Museo 

zoologico della R. Università di Padova. » 344 

Bourgeois J. — Lycides nouveaux cu peu connus du Musée Civ. de 

Genes. Prem. mèra » 345 

Brissout de Barneville Ch. — Ceuthorrhynchus Ragusae, n. sp. » 345 

Camerano L. — Note intorno alla Ephestia interpunctella Hb. ed 

intorno al calore secco come mezzo per distruggere gli insetti 

nocevoli. » 190 

— Ricerche intorno alle aberrazioni di forma negli animali ed al loro 

diventare caratteri specifici. » 194 
Canestrini R. — Alcune osservazioni sulla decapitazione degli In- 
setti e dei Miriapodi. » 189 
Cantoni E. — Caso di polichiria in un gambero d'acqua dolce. {Asta- 

cus fluviatilis). » 199 

Cerletti. — La questione fillosserica. » 345 

CoBELLi R. — Gli Ortotteri genuini del Trentino: notizie preliminari. » 190 

Costa A. — La Fillossei^a in Sardegna: considerazioni. » 346 

— Rapporto preliminare e sommario sulle ricerche zoologiche fatte 

in Sardegna durante la primavera dell'anno 1882. » 191 

— Notizie ed osservazioni sulla Geo-Fauna Sarda. Memoria se- 

conda, risultamento di ricerche fatte in Sardegna nella prima- 
vera del 1882. » 346 

Curò A. — Tinee italiane appartenenti alle famiglie delle Lithocol- 

letidae, Lyonetidae e Nepticulidae. » 195 

De Betta E. — Le Cavallette in provincia di Verona nel 1883. » 346 

— Nuova invasione di Cavallette (Acridium italicum) in provincia 

di Verona nell'anno 1882. » 189 



— 381 — 

De Rormans a. — Ortotteri della spedizione italiana nell'Africa 

equatoriale. Parte 2^. pag. 34G 

De Stefani Perez T. — Notizie imenotterologiche. » 196 

— Miscellanea imenotterologica » 347 
Della VALLe A. — Sui Copepodi che vivono nelle Ascidie composte 

del Golfo di Napoli. » 347 

Emery C. — Formiche delle Crociere deH'.Vacht « Corsaro » del 

Capitano armatore Enrico d'Albertis » 195 

Failla Tedaldi L. — Caccia di Lepidotteri rari. » 200 

— Insetti sacri, medicinali e di ornamento. » 197 

— Psichide siciliana nuova. " » 197 
Faimaire L. — Description de trois nouvelles espèces du genre Amau- 

rorhinus. » 348 

— Trois nouvelles éspèces de Coléoptères app. au Musée Civ. de 

Génes. » 348 

Fea L. — Cenno sopra i Coleotteri raccolti durante le Crociere del- 
l'Yacht « Corsaro » del Capitano armatore Enrico d'Albertis. » 200 
Fiori A. — Saggio di un Catalogo dei Coleotteri del Modenese e del 

Reggiano. » 190 

Gestro R. — Sopra alcuni Coleotteri di Birmania raccolti dal Capi- 
tano G. B. Comotto. » 348 
GoRHAM H. S. — Descriptions of Malacodermata in the Civic Museum 

of Naturai History at Genoa. » 349 

Grassi B. — I malefìzi delle mosche: nota preliminare. » 34S 

Gribodo G — Le Crociere dell'Yacht « Corsaro » del Cap. Enrico 

d'Albertis. — IV. Imenotteri. — » 349 

Griffini. — La Fillossera. » 349 

Grouvelle A. — Cucujides nouveaus du Musée civique de Génes. » 349 
Lethierry L. — Emitteri della spedizione italiana nell'Africa equato- 
riale. Parte 2^ » 350 

— Insecta Hemiptera in Birmania (Minhla) a D. Comotto lecta. » 350 
Magretti P. — Descriptions de trois nouvelles espèces d'Apiaires 

trouvée en Italie. » 350 

M1LL1ÈRE P. — Notes Lépidoptérologiques. » 350 

Mina Palumbo A. — Lepidotteri druofagi. » 351 

— Cattura di una Calosoma. » 197 
Oberthur C — Lepidotteri della spedizione italiana nell'Africa equa- 
toriale. » 351 

Parona. C. — Di alcune CoUemhola e Thysanura raccolte dal Prof. 

P. M. Ferrari, con cenno cronologico delle Coli, e Thys. italiane » 189 

Passerini N. — Manuale pratico di Bachicultura: Sunto delle con- 
ferenze popolari di Bachicoltura tenute nell' anno 1880 » 191 



— 382 — 

Pavesi P. — Considerazioni sulTAracnofauna delFAbissinia. pag. 192 

— Escursione zoologica al Lago di Toblino » 196 

— Studi sugli Aracnidi africani. III. Aracnidi del Regno di Scioa 

e considerazioni sulTAracnofauna dell'Abissinia. » 351 

— Altra serie di ricerche e studi sulla Fauna pelagica dei Laghi 

italiani. » 351 

Penzig 0. — Un nuovo flagello degli agrumi. » 195 

Pestellini I. — Il bruco o tignola dell'uva. » 353 
PtCAGLiA L. — Notizie bibliografiche intorno alle memorie fino ad ora 

pubblicate sulla Fauna del Modenese. » 353 

— Contribuzione allo studio degli Ortotteri del Modenese. » 190 
Ragusa E. — Altre osservazioni al Catalogus Coleopterorum Europae 

et Caucasi. » 353 

— Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. » 354 

— Due nuovi Sfenofori di Sicilia. » 196 

— Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. » 196 

— Nota sulla Apocheima flabellaria, Heeg. H. S. » 197 

— Il Lygistopterus anoracliilus n. sp. . » 200 

— Nota sui Brachinus joenius e siculus di Zuccarello Patti. » 353 
RÉGIMBART M. — Gyrinides nouveaux de la collection du Musée ci- 

vique de Génes. » 354 

RiGGio G. — SuW'Oryctes grypus 111. » 196 

Roncalli A. — Osservazioni su di una specie del genere Eurynome » 354 
ScHAUFUSS L. W. — Pselaphinorum spuriorum monographiae. — 
Pselaphidarum monographiae. — Neue Pselaphiden in Museo 

civico di Storia naturale zu Genua. » 354 

Sequenza G. — 11 quaternario di Rizzolo: gli Ostracodi. » 354 

— Gli Ostracodi del Porto di Messina. » 354 
Targioni Tozzetti a. — Ortotteri agrari. » 198 
Trevisan de Saint Leon Y.~ Phylloxeravastatrix: pagina di Storia 

contemporanea. » 194 
Ulivi G. — Le api operaie non trasportano le larve da una cella 

all'altra: risposta al sig. Duffau di Bordeaux. » .194 

"Weise J. — Nuova specie di Scymnus; S. (Nephus) sannio. » 197 



RASSEGNA E BIBLIOGRAFIA ENTOMOLOGICA 



Amans M. — Sur les organes du voi chez les insectes. pag. 204 

Bergé. — Quelques notes sur les moeurs de l'Ateuchus semipunc- 

tatus. » 209 



— 383 — 

Blanchard R. — Les Coccides utiles. pag. 355 
Brauer F. — Offenes schreiben als antwort auf Hern Baron Osten 

Sacken's c< Criticai R.evie\v » meiner Arbeit ùber die Notacanthen. » 355 

CoMSTOCK J. H. — Second Report on Scale Insect. >^ 355 

Delage I. — Circulation et réspiration chez les Crustacés schizopodes » "209 
Gazagnaire I. — Importarice des caractères zoologiques fournis par 

la levre supérieure chez les Syrphides » 203 

GiESBRECHT W. — Die Freilebenden Copepoden der Kieler Foehrde, » 211 

Haupt. — Uber Kafermilben um Bamberg. » 210 

HoRVATH G. — Heteroptera Anatolica in regione Brussae collecta. » 356 

— Le Phylloxera et le froid d'hiver. » 356 
Jacobs. — De la presence des larves d'Oestrides et de Muscides 

dans le corps de l'homme. » 210 

Lethierry L. — Hémiptères recueillis par M. de Borre en Allemagne » 203 

LiCHTENSTEiN I. — Lettre a M. le Directeur du Messager Agricole » 356 

— De revolution biologique des Pucerons en general et du Phylloxera 

en particulier. ' » 356 

Mayer P. — Zur Naturgeschichte der Feigeninsecten » 357 

Plateau F. — Rechei'ches sur la force absolue des muscles des In- 

vertebrés. 1*^ partie. Force absolue des muscles adductteurs des 

MoUusques lamellibranches. » 357 

Preudhomme DE Borre A. — Rapport sur les manuscrits de feu 

Putzóys, remis par sa famille à la Soc. ent. de Belgique. » 359 

— Notice nécrologique de Julius Putzéys. » 358 

— Liste des Mantides du Musée Royal d'Histoire naturelle de Bel- 

gique. » 358 

— La feuille qui se transforme en insecte. » 359 

— Note sur VHoria senegalensis Castelnau. » 359 

— Sur un travail recent de M. S. H. Scudder concernant les Myria- 

podes du terrain houillier. » 359 

— Nos Elaphriens. » 359 

— Description d'une nouvelle espèce du genre Sternocera rapportée 

de l'Afrique centrale par M. le cap. Cambier. » 202 

— Du peu de valeur du caraetère sur le quel a été établì le genre 

ou sous-genre Rhombonyx. 

— Sur le Carabus cancellatus et la varieté fusus. 

— Sur les metamorphoses des Rhagium. 

— Sur une excursion entomologique en Allemagne etc. 

— Matériaux pour la Faune entomologique de la provincie du Bra- 

bant : Coléopterès. 

— Matériaux pour la Faune entomologique de la province du Luxem- 

burg Belge: Coleoptéres. (2* Cent.). 



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— 384 — 

Preudhomme de Bokre a. — Matériaux pour la Faune entomolo- 

gique de la province de Limbourg. Coleoptéres. pag. 357 

— Matériaux pour la Faune entoraologique du Hainaut: Coléoptères 

(1« Cent.). » 358 

— Matériaux pour la Faune entom. de la province d'Anvers: Co- 

léoptères, S^^ Cent, avec la coli, de Dietz et Van Seguelt » 358 

— Matériaux pour la Faune entom. des Flandres: Coléoptères: 

(2'^ Cent.). » 358 

— Matériaux pour la Faune entomologique de la province de Liège: 

Coléoptères. (3" Cent). » 358 

— Matériaux pour la Faune entomologique des Flandres: Coléoptères 

(V Cent) ' » 2Q3 

— Matériaux pour la Faune entom. duBrabant; Coléoptères, (2' Cent.). » 203 

— Matériaux pour la Faune entom. de la province de Liège: Co- 

léoptères: (P et 2<^ Cent.). » 203 

Raymond G. — Observations sur Torganisation et les moeurs du 

Nematus ribesii Scop. » 206 

Regnard P. et Blanchard R. — Note sur la présence de Thémo- 

globine dans le sang des Crustacés branchiopodes. » 208 

ScuDDER S. H. — The fossil Wliite Antsof Colorado. » 360 

— Thertiary Lake Bassin at Florissant, Colorado. » 360 

— The carboniferous Hexapod insects of Great Britain. » 360 

— The Pine Moth of Nantucket: Retinia frustrarla. » 201 

— Scolopendrella latipes, n. sp. — Sopra il Polixenus fascicularis. » 201 

— Older fossil Insects "West of the Mississipì.- » 201 

— Notes on same of the tertiary Neuroptei^a of Florissant, Colorado, 

and Green River, Wyoming Teri\ » 202 

Simon E. — Etudes arachnologiques. Matériaux pour servir à la 

Faune arachnologique des iles de l'Ocean Atlantique. » 360 

— Description d'un genre nouveaux d'Arachnides, et remarque sur 

la famille des Archaeidae. » 361 

SoLMS Laubach. H. — Die Herkunft, Domestication und Verbrei- 

tung des gewòhnlichen Feigenbaums (Ficuscarica L.). » 211 

ViALLANES H. — Recherches sur Thistologie des Insectes et sur les 

phénomenes histologiques qui accompagnent le développement 

postembryonaire de ces animaux. » 361 

ViTzou A. N. — Recherches sur la structure et la formation des te- 

guments chez les Crustacés décapodes. » 204 



BULLETTINO 



SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA 



ANNO QUINDICESIMO 



Trimestre I. 

(Gennaio, Febbraio, Marzo 1883) 



FIRENZE 

TIPOGRAFIA CENNINIANA NELLE MURATE 

a spese de<jli Editori 

1883 



INDICE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO FASCICOLO 



Curò a. e Turati. G. — Saggio di un Catalogo dei Lepidotteri d'Italia, 

parte Vl^. Microlepidotteri, ec pag. 1 



AVVISO 



Questo fascicolo, edito a spese del socio ing. A. Curò 
e del sig. conte G. Turati, essendo già compaginati i fa- 
scicoli III e IV dell'Anno XIV, vien dato in luce come 
1° fascicolo deir anno XV. 

Contiene un lavoro dei signori sunnominati, che è con- 
tinuazione del Saggio di un Catalogo dei Lepidotteri d'Italia, 
le cui parti vennero dal socio Curò pubblicate in vari vo- 
lumi del Bidlettino. 

La Presidenza, il Comitato residente ed i Compilatori 
del Bullettino, a nome di tutta la Società, ringraziano vi- 
vamente i signori Curò e Turati del loro dono generoso. 



BULLETTINO 



SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA 



w 



ANNO QUINDICESIMO 



Trimestri II e III 

(dall'Aprile al Settembre 1883) 



FIRENZE 

TIPOGRAFIA CENNINIANA NELLE MURATE 
a spese degli Editori 

1883 
(Pubblicato il 25 Settembre 18So) 



INDICE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO FASCICOLO 



Bargagli P. — Sul Ragiiim indagator Fab » 165 

Berlese a. — Acarofauna sicula, 1=^ serie » 212 

Bernhard G. — Ueber die Aeliulicbkeit einzelner Arten von Schmetterlingen 

aus ganz verschiedeiien Familien » 158 

Emery C. — Alcune formiche della Nuova Caledonia (con xilografie), pag. 145 

Macchiati L. — La Clorofilla negli Afidi 163 

Macchiati L. — Fauna e Flora degli Afidi di Calabria: Primo contributo. » 221 
OsTEN Sacken C. e. — La deformazione del Cynodon dactylon .... » 187 
Parona C. — Caso di allocroismo in un Armadillus morhillosus (con xil.). » 167 
PiRAzzoLi 0. — Un cenno sull' abitato del Carabus cavernosus Friw. . . » 152 
Targioni-Tozzetti Ad. — Questione sulla esistenza dell'uovo di inverno 
della Fillossera della vite, nuovamente proposta nel- 
r adunanza della Società, nel dì 3 giugno 1883 . . » 169 



LETTERATURA ENTOMOLOGICA ITALIANA. 

André Ed. Nuovi Odineri siciliani. pag. 197 

Baudi di Selve F. Sopra alcuni Leistus. » 200 
Beltramini de Casati F. Delle Bibliografie speciali e particolarmente di 

quella apistica. » 192 
Bellonci G. Struttura e connessioni dei lobi olfattori negli Artropodi .e 

nei Vertebrati. » 193 

Berlese A. Acari, Miriapodi e Scorpioni italiani. » 193 

— Ricerche sui genitali degli Ortotteri. » 195 
Due nuovi generi di acari italiani » 200 

Canestrini II. Osservazioni sulla decapitazione di Insetti e Miriapodi. » 189 

Cantoni E. Caso di Polichiria in un Astacus fluviatilis. » 199 
Camerano L. Sulla Ephestia interpunctella, suoi danni, ed il calore secco 

come mezzo di distruggere insetti nocivi. » 190 

— Sulle aberrazioni di forma ed il loro diventare caratteri di specie. » 194 
Cobelli R. Ortotteri genuini del Trentino » 190 
Costa A. Ricerche zoologiche fatte in Sardegna nel 1882. » 191 
Curò A. Tinee italiane delle famiglie Lithocolletidae, Lyonetidaee 

Nepticulidae. » 195 

De Betta E. Invasione delle cavallette nel Veronese. » 189 

De Stefani Perez T. Notizie imenotterologiche. » 196 

Emery C. E'ormiche delle Crociere del « Corsaro ». » 195 

Failla Tedaldi L. Insetti sacri, medicinali e di ornamento. » 197 

— Psichide siciliana nuova. » 19" 

— Caccia di Lepidotteri rari. » 200 
Fea L. Coleotteri raccolti dal « Corsaro ». » 200 
Fiori A. Coleotteri del Modenese e Reggiano. » 190 
Mina Palumbo F. Cattura di una Calosoma. » 197 
Parona C. Alcuni CoUemboli e Tisanm-i raccolti da P. M. Ferrari e cenno 

corologico sui Coli, e Tis. italiani. » 1^9 

Passerini N. Manuale .pratico di bachicultura. » 191 

Pavesi P. SuU' aracnofauna dell' Abissinia. » 192 

— Escursione zoologica al Lago di Toblino. » 196 
Penzig 0. Un nuovo flagello degli agrumi (Acrolepia citri, Ephestia gni- 

diella, Eupithecia pumilata. » 195 

PiCAGLiA L. Sopra Ortotteri del Modenese. » 190 

Ragusa E. Due nuovi Sfenofori siciliani. » 196 

— Sulla Apocheima flabellaria, * -^97 



Ragusa E. Coleotteri siciliani. pa 

— Il Lygistopterus anorachilus n. sp. 
RiGGio G. Suir Oryctes grypus 111. 
Targioni-Tozzetti Ad. Ortotteri agrari. 

Treyisan de St. Leon V. Phylloxera victrix, pagina di storia contemporanea. » 
Ulivi G. Le api operaie non trasportano le larve da una cella all'altra. 
"Weise I. Nuova specie di Scymnus di Sicilia: -S. sannio. 
Vari. Annuario della Stazione Bacologica di Padova. 

RASSEGNA E BIBLIOGRAFIA ENTOMOLOGICA. 

Amans M. Sugli organi del volo negli Insetti. pa 

BergÉ. Sui costumi ùqW Ateuchus semipunctatus. : 

Delage I. Circolazione e respirazione nei Crostacei Schizopodi. 

Gazagnaire I. Importanza del labbro superiore nella tassonomia dei Sirfidi. 

Giesbrecut W. Copepodi liberi del fiordo di Kiel. 

Haupt. Acari di Bamberga. 

Iacobs. Larve di Estridi e di Muscidi nel corpo umano. 

Lethierry L. Emitteri raccolti da Pi^eudliomme de Borre in Germania 

Preudhomme de Borre A. Sulle metamorfosi dei Rhagium. 

— Sulla varietà fusus del Carahus cancellatus. 

— Intorno al valore del sottogenere Rhombonyx. 

— Nuova specie di Sternocera dell'Africa. 

— Coleotteri delle Fiandre. 

— Coleotteri del Brabante. 

— Coleotteri di Liegi. 

— Su coleotteri tedeschi. 
Raymond G. Sui costumi e l'organizzazione del Nematus ribesii Scop. 
Regnard P. e Blanchard R. Sulla presenza dell'emoglobina nei Crostacei 

branchiopodi. 
Scudder S. H. Sulla Betinia frustrarla. 

— ■ La Scolopendrella latipes. Le app. tegumentali del Polyxenus. 

— Insetti fossili del Mississipi. 

— Sovra Nevrotteri fossili del Colorado. 
SoLMS Laubach H. Origine, domesticazione e distribuzione del Ficus carica L. 
ViTZOU A. N. Sulla struttura e la formazione dei tegumenti nei Decapodi. 



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COMPILATORI DEL BULLETTINO 



Comm. Prof. Adolfo Targioni-Tozzetti. — R. Museo di Storia 
Naturale, Via Romana n" 19, Firenze. 

Cav. Prof. Pietro Stefanelli. — Firenze, Via Pinti, N" 57, 

Dott. Guelfo Cavanna. — R. Museo di Fisica e Storia Naturale, 
Firenze. 

Nob. Carlo Ernesto della Torre. — R. Museo di Storia Naturale, 
Via Romana n» 19, Firenze. 

Non saranno ricevuti i manoscritti ed i libri spediti senza 
franchigia postale. 

A ^V^ V I S I 

Il socio G. Carobbi acquista Ortotteri italiani, determinati o nò, 
in esemplari preparati a secco, perfetti e di garantita località. Di- 
rigere Lettere e Cataloghi, coli' indicazione dei prezzi, a Firenze, 
Via Pinti no 22. 



Il sig. Bellier de la Chavignerie, à Evreux (Eure, France) può 
disporre di moltissimi buoni Coleotteri della Francia meridionale, in 
cambio di Coleotteri italiani. 



AVVI SI 



Il Comitato residente ricorda nell' interesse comune, ai 
colleghi componenti la Società, il dovere di mettersi in re- 
gola col versamento delle tasse respettive, inviando queste 
per vaglia postale o in titoli di credito, o in carta moneta 
del Regno d'Italia_, dentro lettera assicurata, diretta all'In- 
gegnere Conte Guido Vimercati tesoriere della Società En- 
tomologica Italiana, in Firenze, Corso Tintori, Piazzetta 
Cavalleggieri, N. 1. 



n socio Luigi Failla Tedaldi mette a disposizione degli entomologi una 
collezione di insetti siciliani. Per ottenere il Catalogo dei prezzi rivolgersi con 
lettera affrancata allo stesso signor Failla, via Lolli n° 138 Palermo. 



Il socio Sig. Eoberto Mac Lachlan (39 làmes Grove Lcwisham, Londra) 
chiarissimo espositore dei Tricopteri europei (Friganidi etc), desidera di avere 
dagli entomologi italiani materiali di studio per allargare e completare in questa 
parte i già compiuti lavori. 



Si ricomprano al prezzo di L. 10 i volumi VI, 1874 e VII, 1875, di questo 
Bollettino. — Rivolgersi al Segretario G. Cavanna, al R. Museo di Firenze. 



Il sig. André, ingegnere a Beaune (Góte d'Or, Francia), 21 Boulevard Bre- 
tonnière, attende a riunire, per cederli poi in vendita od in cambio ai natura- 
listi, tutti gli Estratti di argomento entomologico (senso lato). Si rivolge agli 
Entomologi e li prega a volergli mandare la nota dei libri, opuscoli etc. di 
entomologia, de' quali essi possono disporre, e la nota dei loro desiderata. 
Accetterà in deposito, in cambio od in vendita, gli Estratti, tanto antichi che, 
recenti. 



Il sig. Salvatore Ciofalo (Termini Imerese) offre, in cambio di libri di En- 
tomologia, od in vendita, esemplari freschi del bellissimo Agrypnus hime- 
rense Rag. 



L' Elenco flel Soci eJ Associali eie Sanno pialo la tassa 

pel 1883 

(Sarà pubblicato nell' ultimo fascicolo) 



BULLETTINO 



SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA 



ANNO QUINDICESIMO 



Trimestre IV, 

(Ottobre, Novembre e Dfcernbre 1883) 



\ 




JUN 8 1884 



FIRENZE 

TIPOGRAFIA CENNINIANA NELLE MURATE 

a spese degli Editori 

1884 
(Pubblicato il 15 Aprile 1884) 



INDICE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO FASCICOLO 



Bargagli P. — Rassegna biologica di Rincofori Europei pag. 301 

Costa A. — Diagnosi di nuovi Artropodi trovati in Sardegna. ... » 332 

Curò a. — Notizie lepidotterologiche » 296 

Emery C. — Studi intorno alla Lncioìa italica L » 327 

Fanzago F. — Nota sul nido del GeojyJdlus flatus ........ » 299 

MacchIìTti L. — Fauna e Flora degli Afidi di Calabria: Primo contributo. » 254 

Magretti P. — Raccolte Imenotterologiche nell'Africa orientale. . . » 241 

Passerini N. — Contribuzioni allo studio dell'istologia dei Miriapodi. » 288 

Pasquali G. — Un curioso fenomeno relativo agli incrociamenti. . . » 330 



LETTERATURA ENTOMOLOGICA ITALIANA. 

Alfonso F. e Bonakede G. Innocuità delle Api e danni (\q\V Alterophora 

hispanica. pag. 345 

Annuario Stazione bacologica in Padova. V. . . Conservazione del seme. — 
V. . . la covatura dei semi. — Pasquali. Un curioso fenomeno 
relativo agli incrociamenti. — Q. . . Producono più seta i 
maschi ole femmine? — Q. . .La macchina Giffard. — Q. . , Sul 
doppionismo dei bivoltini. — Y. . . Gli stabilimenti di iber- 
nazione. 

Baudi di Selve Fl. Note entomologiche. 

Bedel L. Sugli ErotylidciP.. Revisione delle Triplotoma. 

Berlese a. Studi critici sulla sistematica dei Chilognati etc. 

Brissout de Barneville Ch. Ceuthorhynchus liagusae n. sp. 

BouRGEOis J. Licidi nuovi del Museo di Genova. 

Cerletti. La questione Fillosserica. 

Costa A. La Fillossera in Sardegna. 

— Sulla Geofauna Sarda: Meni. 2» 
De Betta E. Le cavallette in prov. di Verona nel 1883. 
De Bormans A. Ortotteri della Spedizione italiana nell'Africa equatoriale. 
De Stefani T. Miscellanea Imenotterologica. 

Della Valle A. Copepodi viventi nelle Ascidie composte a Napoli. 
Fairmaire L. Tre nuovi Coleotteri del Museo di Genova. 

— Tre nuove specie di Amaiirorhinus. 
Gestro R. Coleotteri di Birmania. 
Grassi B. I Maleflzi delle mosche. 
GoRnAM H. S. Malacodermi del Museo di Genova. 
Gribodo G. Imenotteri delle crociere del a Violante ». 
Griffini. La Fillossera. 

Grouvelle a. Cucuijdi nuovi del Museo di Genova. 
Lethierry L. Emitteri di Birmania. 

— Emitteri della spedizione italiana in Africa. 
Magretti P. Tre nuovi Apiari italiani. 
MiLLiÈRE P. Note Lepidotterologiche. 
Mina Palumbo A. Lepidotteri druofagi. 

Oberthur C. Lepidotteri della Spedizione italiana nell'Africa equatoriale. 
Pavesi P. Aracnidi di Scioa etc. 

— Altre ricerche sulla fauna pelagica lacustre in Italia. 
Pestellini I. Il bruco dell' uva. 

PiCAGLiA L. Notizie bibliografiche sulla fauna del Modenese. 
Ragusa E. Sui Brachinus joenius e siculus. 

— Altre osservazioni al Catalogo Coleopt. Europae. 

— Coleotteri di Sicilia. 
RÉgimbart M. Girinidi nuovi del Museo di Genova. 



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354 



Roncalli A. Sopra una Eurynome. pag. 354 

SCHAUFUSS L. W. Lavori sugli Pselafldi. » 354 

Sequenza G. Ostracodi del Quaternario di Rizzolo. » 354 

— Ostracodi del Porto di Messina. » 354 

EASSEGNA- E BIBLIOGRAFIA ENTOMOLOGICA. 

Blanchaed R. I Coccidi utili. pag. 355 

Brauer F. Polemica ditterologica. » 355 

CoMSTOCK J. H. Monografia dei Diaspinae americani. » 355 

HoRVATH G. La Fillossera ed i freddi invernali. » 35G 

— Emitteri eterotteri dell'Anatolia. »*" 35G 
L1CHTENSTEIN J. L'evoluzione degli Afidi etc. » 356 

— Lettera sugli afidi dell'olmo etc. » 356 

Mayer P. Storia naturale degli insetti del Fico. » 357 

Plateau Fel. Sulla forza assoluta dei niuscoli negli Invertebrati. » 357 

Preudhomme de Borre. Coleotteri del Brabante. » 357 

— Coleotteri del Lussemburgo belgico. » 357 

— Coleotteri di Limburgo. » 357 

— Coleotteri di Hainaut. » 358 

— Coleotteri d'Anversa. » 358 

— Coleotteri delle Fiandre. » 358 

— Coleotteri di Liegi. y 358 

— Necrologio di Putzeys. » 358 

— Mantidi del Museo R. del Belgio. » 358 

— La foglia che si trasforma in insetto. » 359 

— Suir Horia senegaìensis. » 359 

— Sui manoscritti di Putzej's. » 359 

— Sugli Archypolipoda di Scudder. » 359 

— Gli Elaphrus del Belgio. » 359 
Scudder S. H. Termiti fossili del Colorado. » 360 

— Bacino terziario di Florissant. » 360 

— Esapodi del Carbonifero inglese. » 360 
Simon E. Faunule aracnologiche delle isole dell'Atlantico. » 360 

— Nuovi Aracnidi ed osservazioni sugli Archaeidae. » 361 
Viallanes H. Ricerche sul!' istologia degli Insetti e sui fenomeni istologici 

dello sviluppo postembrionale di questi animali. » 361 



COMPILATORI DEL BULLETTINO 



Comm. Prof. Adolfo Targioni-Tozzetti. — R. Museo di Storia 
Naturale, Via Romana n" 19, Firenze. 

Cav. Prof. Pietro Stefanelli. — Firenze, Via Pinti, N° 57, 

Dott. Guelfo Cavanna. — R. Museo di Fisica e Storia Naturale, 
Firenze. 

Nob. Carlo Ernesto della Torre. — R. Museo di Storia Naturale, 
Via Romana n" 19, Firenze. 



Non saranno ricevuti i manoscritti ed i libri spediti senza 
franchigia postale. 

A. "V^ > I ^ I 

Il socio G. Carobbi acquista Ortotteri italiani, determinati nò, 
in esemplari preparati a secco, perfetti e di garantita località. Di- 
rigere Lettere e Cataloghi, coli' indicazione dei prezzi, a Firenze, 
Via Pinti n° 22. 



Il sig. Bellier de la Chavignerie, à Evreux (Eure, France), può 
disporre di moltissimi buoni Coleotteri della Francia meridionale, in 
cambio di Coleotteri italiani. 



AVVISI 



Il Comitato residente ricorda nell' interesse comune, ai 
colleghi componenti la Società, il dovere di m.ettersi in re- 
gola col versamento delle tasse respettive, inviando queste 
per, vaglia postale o in titoli di credito_, o in carta moneta 
del Regno d'Italia^ dentro lettera assicurata, diretta all'In- 
gegnere Conte Guido Vimercati tesoriere della Società En- 
tomologica Italiana, in Firenze, Coì'so Tintori, Piazzetta 
Cavalleggieri, N. 1. 



Presso il sig. L. Failla Tedaldi (Castelbuoiio Madonie, Sicilia) si trova in 
vendita, per la somma di Lire ital. 25, la prima centuria di Coleotteri siculi 
rari. Fra le specie di questa centuria si notano ; Carabtis planatus, Glaviger 
nébrodensis, Calathus montivagus. 



Il socio Sig. Roberto Mac Lachlan (39 Limes Grove Lewisham, Londra) 
chiarissimo espositore dei Tricopteri europei (Friganidi etc), desidera di avere 
dagli entomologi italiani materiali di studio per allargare e completare in questa 
parte i già compiuti lavori. 



Si ricomprano al prezzo di L. 10 i volumi VI, 1874 e VII, 1875, di questo 
Bollettino. — Rivolgersi al Segretario G. Cavanna, al R. Museo di Firenze. 



Richiamiamo l' attenzione dei soci sopra la parte che 
riguarda gli Artropodi nello Zoologischer Jahresbericht edito 
dalla Stazione Zoologica di Napoli (Leipzig, Engelmann, 1883). 
In quel volume essi troveranno una esatta e completa re- 
lazione dei lavori pubblicati durante l'anno 1882. 



Il sig. André, ingegnere a Beaune (Còte d'Or, Francia), 21 Boulevard Bre- 
tonnière, attende a riunire, per cederli poi in vendita od in cambio ai natura- 
listi, tutti gli Estratti di argomento entomologico (senso lato). Si rivolge agli 
Entomologi e li prega a volergli mandare la nota dei libri, opuscoli etc. di 
entomologia, de' quali essi possono disporre, e la nota dei loro desiderata. 
Accetterà in deposito, in cambio od in vendita gli Estratti, tanto antichi che 
recenti. 



Il sig. Decaux, (Rue du Marche 8, Neuilly sur Senne, France), desidera 
entrare in corrispondenza con entomologi italiani, ed offre Coleotteri francesi, 
principalmente della Somme e delle Cevenne, in cambio di Coleotteri italiani. 

Elenco ìlei Soci el Associali clie lianiio pagalo la lassa 

pel 1883 e 1884. 

(Sarà pubblicato nel fascicolo venturo) 



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