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Full text of "Cangrande signor di verona azione tragicomica in cinque atti"

I53S^^^^ 







*# 










GANGRANDE 



AZIONE TRAGICOMICA 



IN CINQUE ATTI 



INVENTATA E COMPOSTA D 4L COREOGRAFO 



FERDINANDO GIOJÀ 



Digitized by the Internet Archive 
in 2013 



http://archive.org/details/cangrandesignordOOgioj 



ARGOMENTO 



Cscingr 'anele avendo a tradimenio fatto uccidere 
il proprio fratello , che era Signore di, Verona , 
s'impossessò de suoi Stati e della persona di Clo- 
tilde figlia dell'estinto Duca , e legittima erede del 
Trono. Ma non pago di aver privata la nipote 
del Padre e del Regno , niegò d 1 accondiscendere 
ch'essa divenisse sposa di Federico Principe del 
Friuli , a cui dal Padre era stata promessa } e 
ciò perchè egli stesso ne era brutalmente invaghito. 

Irritato per V avutane negativa il Principe Fe- 
derico , mosse guerra a Cangrande , e rimanendo 
questi prima fugato e imito , quindi privato di 
vita , nan luogo le nozze con Federico , ed il ri- 
cuperato paterno retaggio a favor di Clotilde. 

L'azione pantomimica comincia dal momento in 
cui si jesteggia il possesso preso da Cangrande 
della città di Verona , col seguito di alcuni epi- 
sodi introdottisi per dare all'azione un maggiore 
interesse. 



PERSONAGGI 



CANGRANDE, Signor di Verona 

Signor Catte Effisio. 
ELVIRA sua Consorte 

Signora Corhbi Manetta. 
CLOTILDE, sua Nipote 

Signora Porta Luigia. 
TEOBALDO, fratello di Cangrande 

Signor Diani Prospero. 
Due figli di Cangrande in tenera età 

Signora Elisa Chouchoux-Àmalia Ferraris». 
BOEMONDO, primo Ministro di Cangrande 

Signor Coppini Gioachino. 
Due Confidenti d'Elvira 

Cavalieri - Damigelle - Paggi - Banda - Soldati, 
FEDERICO, Principe del Friuli 

Signor Demasier Alfonso. 
DRAGOVIN, suo Ambasciadore 

Signora Chouchoux Cristina. 
Confidente 

Signor Giosuè Benichi. 

Generali - Ufficiali - Truppa. 
PASQUALOTTO, vecchio Contadino 

Signor Giosuè suddetto. 
ZANN1NA, sua figlia, Sposa di 

Signora Frasi Carolina. 
GIORGINO 

Signor Paradisi Salvatore. 

Contadini e Contadine Venete 

L'azione succede durante il tempo de 1 Guelfi e Ghibellini) 
ed ha luogo in Verona e sue vicinanze, 



ATTO I. 

Gran piazza nella città di Verona, 



Cangrande la sua Consorte, i Figli e Tcobaldo, 
sotto un padiglione magnificamente adobbato , sono 
spettatori delle giostre e delle danze che succedono 
per festeggiare il nuovo Sovrano. 

Fra la generale esultanza s'intima a tutti di prestare 
al nuovo Sovrano il giuramento di fedeltà e sommis- 
sione. Si compie questo atto, e la sola Clotilde è quella 
clic altamente vi si rifiuta 3 protestando contro l' usurpa- 
tore de' suoi legittimi dritti. La sorpresa è generale. 
Cangrande inveisce contro Clotilde , ma essa è ferma 
nel suo proposto. Si annunzia à Cangrande un Amba- 
sciadore di Federico che chiede d'essere introdotto. 
Cangrande mostrasi confuso e titubante, ma si de- 
cide d'ascoltarlo. Clotilde giubila in segreto ; se ne 
avvede l'Usurpatore , e freme contro la Nipote, ed 
a stento si rattiené dall'inveire contro la medesima. 

E introdotto l'Ambasciatore ; Clotilde manifesta 
l'estrema sua impazienza d'aver nuove dell'amato suo 
Federico ; Cangrande sdegnato reprime l'esultanza 
della Nipote, ed altiero impone a Dragovin di esporre 
in brevi accenti la sua ambasciata. 

Chiede Dragovin per parte del suo Signore la 
mano di Clotilde statagli dal Padre promessa. Vi 
si oppone risolutamente Cangrande , annunziando 
averla destinata ad altri in isposa, adocchiando Boe- 
mondo , ed intima all' Ambasciaclore *di sgombrare 
sulP istante da' suoi Stati. * 



8 

Invano Clotilde insiste perche la volontà del suo 
Genitore sia eseguita, invano l'Ambasciadore espone 
a Cangrande le funeste conseguenze d'una sì ingiu- 
sta negativa, e la vendetta acerba che ne prenderà 
Federico; Cangrande non ode ragioni nò rimostranze; 
assoluto ne' suoi voleri, congeda risolutamente l'Am- 
basciadore, consegna a fide guardiola Nipote, dando 
segreti ordini a Boemondo sulla medesima ; ordina 
ad Elvira di condurre i figli in luogo di sicurezza , 
e cieco dalla rabbia anima i suoi guerrieri a qua- 
lunque siasi cimento , e tutti si allontanano nella 
massima incertezza e costernazione. 



ATTO II* 



Padiglione di Federico che aprendosi lascia ve- 
dere nel fondo la citta di Verona. 



Il Principe Federico attende impaziente il ritorno 
di Dragovin. Li suoi generali ed uffiziali cercano 
distrarlo dai tristi pensieri che lo dominano , ma 
esso fissi tenendo gli sguardi sul ritratto di Clotilde, 
si occupa soltanto di quell'adorata immagine. 

Giunge Dragovin che gli rende la risposta nega- 
tiva di Cangrande. Lo sdegno del Principe è ai 
colmo; fa aprire il padiglione, ed ordina che un 
Araldo chiami il nemico a parlamento. Si eseguisce 
il comando ; s'abbassa il ponte levatojo dalle mura 
di Verona, e si presenta a parlamento Teobaldo 

lompagnato da alcuni uffiziali. Rifiuta d'udirlo il 



9 

Prence , chiedendo che si presenti Cangrande egli 

stesso , col quale , e non con altri ci vuol trattare., 
chiedendo soddisfazione dell'ingiusto rifiuto. 

Teobaldo , che conosce la giustizia della dimanda 
di Federico , e la prepotenza del fratello , tenta 
calmarlo promettendogli il desiderato abboccamento 
non solo, ma altresì lo assicura che Clotilde sarà sua 
consorte; 

Federico ai tratti di Teobaldo si mostra placato 
e riconoscente > e ciò manifestato a' suoi generali 
permette che Teobaldo ritorni in Verona affidato 
alla di lui sacra promessa, che rinnova prima d'al- 
lontanarsi. Non appena Teobaldo è rientrato in città > 
che un Generale di Federico arriva seco guidando 
i due figli di Cangrande che con arte ha dal fianco 
della custode allontanati, onde averli quali ostaggi alla 
vita di Clotilde. Federico esulta alla vista di pegni 
sì preziosi , e ne assegna a suoi fidi la vigile loro 
custodia. 

Lo squillo de' musici strumenti annunzia l'arrivo 
di Cangrande. I due nemici hanno il loro abbocca- 
mento. L'uno pretende Clotilde in isposa giusta la 
promessa del di lei padre ; l'altro gliela niega con 
disprezzo , e ad un suo cenno vedesi Clotilde fra 
sicarj sulle mura, che pendono da un sol comando 
del lor Signore per troncarle la vita. 

Freme Federico , Cangrande ne esulta , e vane 
essendo le preghiere del primo per indurlo a ra- 
gione , ad un furtivo cenno di Federico vengono 
scortati fra guardie i figli di Cangrande , sul capo 
de' quali pende la minaccievol scure di morte. Can- 
grande a una tal vista è atterrito, interdetto; ma 
soffocando ogni sentimento di natura, senza badare 



IO 

al pericolo dei proprii figli £ disprezza qualunque 
proposta , e minaccia esterminio e morte. 

Nel contrasto dei due avversar] esce di Verona 
Elvira in traccia de' rapitigli figli , e rinvenutili ira 
ìe fauci di morte , si getta supplice a' piedi di Fe- 
derico implorando per essi la sua clemenza. Fede- 
rico sta per piegarsi al pianto materno ; si volge a 
Cangrande che più ostinato infierisce , ed ordina ad 
Elvira di ritirarsi. Nel conflitto del materno affetto, 
scorgesi sulle mura Teobaldo < che messi in fuga 
gli sgherri di Clotilde seco la tragge a salvamento. 
A tal vista le due armate si azzuffano terribilmente, 
ed Elvira dal terrore semiviva viene ricondotta in 
città rialzando il ponte levato] o. 

Siegue la scalata della città ; Federico che non 
vide la sua Clotilde è fra i primi a salire per rin- 
tracciarla. Essa fuggita da suoi custodi scende di- 
sperata dalla Torre per incontrare il suo Federico,' 
ma invece inciampa in tra drappello guidato da 
Cangrande che furibondo se ne impadronisce , ed a 
viva forza altrove seco la guida. 

Più ferve la pugna , si abbassa il ponte , esce 
Federico in traccia di Clotilde , ed e avvisato dà 
alcuni fuggiaschi ch'essa è altrove da Cangrande 
guidata. 

Nel colmo del furore Federico protesta di volerla 
salvare o morire } e con solenne giuramento di fedeltà 
da suoi prestato , vola sulle traccia della rapitagli 
Clotilde , non senza raccomandare a suoi fidi i figli 
di Cangrande , e la desolata Elvira. 

S'innalberano intanto sulle mura di Verona i ves- 
silli di Federico , e lutto spiega la gioja d'un ar- 
mata vincitrice. 



i r 

ATTO III. 



Gabinetto nel palazzo di Cangvande. 



Elvira col seguito delle sue Dame è oltremotìo 
afflitta ignorando l'esito della pugna e la sorte dello 
sposo e de' figli. Invano cercasi prestar sollievo al 
suo dolore , allorché Boemondo con alcuni Cavalieri 
sottrattisi dalla pugna y e dalle vittorie di Federico 
la rendono conscia delle sventure che sovrastano al 
suo consorte , e le narrano esser esso fuggito seco 
traendo la nipote Clotilde. La misera Elvira a tale 
annunzio è desolatissima , ed invano chiede a questo 
e a quello notizia de' teneri suoi figli. 

Quando ansante giunge Teobaldo y ed alle materne 
braccia consegna i sottratti fanciulli. 

Scena inesprimibile di materna gioja P e di rico- 
noscenza al liberatore. Elvira chiede a Teobaldo 
nuove del Consorte : esse son dubbie : l'affetto con- 
iugale si scuote y consegna alle damigelle i figli onde 
n'abbiano cura y e decisa di affrontare qualunque 
cimento , vola in traccia del consorte. 



12 

ATTO IV. 

Abitazione campestre alle falde del Monte Balda. 



, Festeggiasi in casa di Pasqualotto il maritaggio 
di sua figlia Zannina con Giòrgino. Succedono le 
danze , e regna la più grande allegria villereccia. 

Viene questa interrotta dall'arrivo di Cangrande 
che seco tragge con piccolo drappello de' suoi la 
desolata , ma sempre imperturbata Clotilde. 

Sorpresa e sbalordimento de' villici a tale arrivo. 
La misera Clotilde ha già fatta una pietosa impres- 
sione sul cuore di que' villani, e tutti nascostamente 
se ne mostrano i protettori. 

Cangrande nella sua fierezza ordina di rivestire 
di spoglie contadinesche Clotilde , e ( d il vecchio Pa- 
squalotto, che già ha meditato il colpo da eseguirsi, 
impone alla figlia di seco condurla , e travestirla. 

Mentre ciò altrove si eseguisce, j Cangrande inte- 
ressa la fedeltà de' suoi villici , che sull'esempio di 
Pasqualotto fingono sommessione ed obbedienza; 

Esce Clotilde travestita da villana: Cangrande vuol 
regalare una borsa a Pasqualotto che la rifiuta, pro- 
testando essere quanto ha fatto un puro debito di 
sudditanza , e non meritar premio alcuno. 

Clotilde con nascosti cenni fa conoscere la sua de- 
plorabile situazione, ed è nascostamente confortata 
di assistenza. 

Cangrande imposto ai villici il più rigoroso silen- 
zio sull'accaduto, fa dietro di se trascinare la sven- 
turata Clotilde , lasciando alcune guardie alla porta 



«9 

di quell'abitato , perche niuno dei villani osi spiare 
i suoi passi. 

Partito Cangrande e Clotilde, Giorgino sale fret- 
toloso per una scaletta a spiarne da un foro del 
muro i passi , quindi scendendo , narra a tutti con 
circospezione, che quella misera viene a forza con- 
dotta per la scabrosa via che mette al Monte Baldo, 
e tutti stanno concertando il modo onde salvarla 
da quell'iniquo usurpatore. 

Odesi uno strepito d'armi , fuggono le guardie di 
Cangrande lasciate alla porta, ed entra improvviso 
con folto drappello Federico co' suoi generali. 

I villici confusi ed abbattuti sono da lui rassicu- 
rati , ed alle dimande fatte della misera Clotilde , 
Giorgino presenta gli abiti scambiati, ed annunzia 
esser essa stata strascinata da Cangrande nelle orride 
balze del Monte Baldo. 

Ciò saputosi da Federico più non esita un istante, 
Pasqualotto e i villici se gli offrono di guida , e si 
muniscono di faci per la vicina notte , e tutti giu- 
rando d'esterminare l'usurpatore , e liberare la mi- 
sera Clotilde , partono per compiere l'onorevole im- 
presa guidati dal Prode Federico e dalle sue genti. 



ATTO V. 

Catena di alpestri montagne con oìi'ide grotte : 
alla sommità una via pressocchè inaccessibile 
che conduce alla medesima. E notte , ed un rag- 
gio di luna illumina debolmejde la prima di 
(jueste grotte. 



Cangrande seguito da pochi suoi guerrieri si pre- 
senta sulla cima del monte traendo seco a forza la 
desolata ma sempre costante Clotilde, e percorrendo 
un pericoloso sentiero seco la guida in una di quelle 
grotte j ove giolito si avanza lieto d'aver rinvenuto 
un luogo onde far ricovrare da ogni sorpresa o ra- 
pimento l'oggetto clic adora, 

Piange la misera Clotilde sulla fatale sua sorte , 
ma invano, clic sorda alle voci d'amore di Cangrande., 
vieppiù ne irrita lo sdegno al punto di farla scor- 
tare nel centro della più orrida di quelle caverne 
alla guardia rigorosa di due suoi più fidati sgherri. 

Tutto ad un tratto dalla cima del monte s'ode 
strepito d'armi e d'armati. Cangrancle s'avvede d'es- 
sere inseguito e sorpreso , e fremendo cerca d'in- 
gannare il nemico celandosi fra quelle tortuose ca- 
verne. 

Dalla cima del monte escono soldati e villici con 
faci , tutte percorrendo quelle grotte in traccia della 
misera Clotilde. 

Federico colle sue genti scende per opposta via 
dal monte, s'incontra con alcuni soldati di Cangrande, 
e li disperde dopo lieve combattimento, 



Cangrande disperalo scende dal inonlc coi pochi 
suoi rimastigli ? entra nella grotta ov' è Clotilde , e 
seco a forza la trascina sulla sommità del monte. 

Federico scortato da Pasqualotto , dai villici , e 
da grosso nerbo de 7 suoi e spettatore della violenza 
di Cangrande 7 e già si affretta a piombare sul 
traditore ? che afferrata la sua vittima sulla sommità 
d'uno scoglio , minaccia d'ucciderla al primo passo 
che altri mova in sua difesa. 

A una tal vista l'amante Federico trema per 
Clotilde, e rimane indeciso, quando Giorgino ar- 
rampicatosi sopra uno di quei massi giunge inavve- 
duto alle spalle di Cangrande , e lo precipita dal 
monte salvando la desolata Clotilde. 

Giunge in quel momento disperata Elvira coi figli 
spettatrice dell'orrida scena. I soldati di Cangrande 
inseguiti fuggono qua e là dispersi per la montagna. 

Clotilde è liberata da Federico, la scena si riem- 
pie di soldati , di villici con faci , e di damigelle 
d' Elvira , e popolo. Si soccorre la svenuta Elvira , 
Federico prende cura di essa ? ed un quadro di 
terrore insieme e di allegrezza dà fine all'azione, 



Con permissione.