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Full text of "Collezione di monografie illustrate"

ÌTRATe'* * * 







R. A. OALLENOA STUART 
* * PERUGIA ¥ * 



^ 



Digitized by the Internet Archive 

in 2010 with funding from 

University of Toronto 



http://www.archive.org/details/collezionedimono15berg 



COLLEZIONE 



MONOGRAFIE ILLUSTRATE 



Serie P - ITALIA ARTISTICA 

15. 



PERUGIA 



Collezione di Monografie illustrate 



Serie ITALIA ARTISTICA 

DIRETTA DA CORRADO RICCI. 



Volumi pubblicati: 

1. RAVENNA di Corrado Ricci. V. Edizione, con 152 illus. 

2. FERRARA e POMPOSA di Giuseppe Agnelli. II. Edizione, 
con 04 illustrazioni. 

3. VENEZIA di Pompeo Molmenti, con 132 illustrazioni. 

4. GIRGENTI di Serafino Rocco;da SEGESTA a SELINUNTE 
di Enrico Mauceri, con 101 illustrazioni. 

5. LA REPUBBLICA DI SAN MARINO di Corrado Ricci, 
con 94 illustrazioni. 

6. URBINO di Giuseppe Lipparini, con 116 illustrazioni. 

7. LA CAMPAGNA ROMANA di Ugo Fleres. con 112 illus. 

8. LE ISOLE DELLA LAGUNA VENETA di P. Molmenti e D. 
Mantovani, con 119 illustrazioni. 

9. SIENA d'ART. Jahn Rusconi, con 140 illustrazioni. 

10. IL LAGO DI GARDA di Giuseppe Solitro, con 128 illus. 

11. S. GIMIGNANO e CERTALDO di Romualdo Pàntini, con 

128 illustrazioni. 

12. PRATO di Enrico Corradini ; MONTEMURLO e CAMPI 
di G. A. Borgese, con 122 illustrazioni. 

13. GUBBIO di Arduino Colasanti, con 114 illustrazioni. 

14. COMACCHIO, ARGENTA E LE BOCCHE DEL PO di 

Antonio Beltramelli, con 134 illustrazioni. 

15. PERUGIA di R. A. Gallenga Stuart, con 169 illustraz. 




PLKUGIA — PANORAMA DELLA CITTA VISTA DA S. ANTONIO 



i^>^7 















R. A. GALLLNGA STUAK'I 



PERUGIA 



CON 169 ILLUSTRAZIONI 




BERGAMO 
ISTITUTO ITALIANO D* ARTI GRAFICHE - EDITORE 

1905 






TUTTI I DIRITTI RISERVATI 



Officine dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche 



INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI 



Agostino di Duccio: Altare in S. Domenico 12') 

— Lunetta e architrave della porta nell'ora- 

torio di S. Bernardino . . . 98, Il li), UH 

— Particolari della porta del predetto ora- 

torio 102, 103, LOS 

— e Polidoro di Stefano: Porta S. Pietro . 110 
Alunno Niccolò: L'Annunciazione .... 4fi 
Arco della Mandorla 23 

— della Via Appia 22 

— di S. Maria Nuova 19 

Arme gentilizia di Braccio da Montone . 40 

Bonfigli Benedetto : Assedio di Perugia . 49 

— Consacrazione di S. Lodovico .... 4" 

— Disegno per la storia di S. Ercolano . 49 

— Funerali di S. Lodovico 48 

— Gonfalone di S. Bernardino 54 

— L'adorazione dei Re Magi e tre storie . 52 

— L'Annunciazione 53 

— La Madonna col Bambino ed angeli . . 55 

— Miracolo del pesce operato da S. Lo- 

dovico 48 

— Prima traslazione del corpo di S. Erco- 

lano 51 

— Seconda traslazione del corpo di S. Er- 
colano 50 

— (?) La Pietà di S. Girolamo e Leonardo . 122 
Casa di Baldo 24 

— in Borgo S. Angiolo 25 

Chiesa di S. Agostino — Particolare del coro 142 

— di S. Angelo 140 

Porta 141 

— di S. Costanzo — Porta principale . . 16 

- di S. Domenico 127 

— — Affreschi di una cappella gotica . 43 

Altare 129 

Coro 130 

— — Finestroni 128 

— — Particolare del coro 130 

— — Tomba di Benedetto XI .... 96 

— di S. Elisabetta — Affresco 45 

— — Mosaico romano 15 

— di S. Ercolano 26, 139 

— di S. Francesco e oratorio di S. Bernar- 

dino 138 

— di S. Maria dì Monte Luce 146 

— di S. Matteo in Campo d'Orto . . . 143 

— — Affreschi 42. 45 

- — e convento di S. Francesco al Monte 147 

— di S. Pietro 117 

Coro 119 

Dipinti 12 2. 123, 124 



Chi. sa di S. Pietro — Interno \\J 

— — Particolari del coro . . . 118. 120, 121 

Tabernacolo 97 

Chiostro del convento di S. Giuliana . . 147 

— e chiesa di S. Domenico 127 

Collegio del Cambio — Dipinti 81, 82, 84 a 87 

Convento di S. Francesco al Monte ... 147 

Duomo e Loggia di Braccio ...... 131 

— Canonica 132 

— Dipinti 136, 137 

— Sedili nel coro 134 

— Tarsie nella sagrestia 135 

— Tomba del vescovo Baglioni .... 133 
Eusebio da S. Giorgio : La Vergine e santi 75 

— (?) : L'adorazione dei Re Magi .... 73 
Fiorenzo di Lorenzo : Il Presepio coi pa- 
stori in adorazione 65 

— La Madonna col Bambino, angeli e santi hi 

- La Madonna in gloria, S. Pietro e S. Paolo 60 

— La Vergine col Bambino e santi ... 62 

— Miracoli di S. Bernardino . . 56, 57, 58, 59 

— (?) : L'adorazione dei Re Magi .... 63 

— (Scuola di) : Il Presepio 66 

Firenze: Galleria degli Uffizi — Disegno 

per la storia di S. Erco'ano .... 49 

Fonte Maggiore 89 

- Da un codice della Comunale (XVI sec.'. 94, 95 

— Gruppo in bronzo ^2 

— Particolari 90, 91 

(Gonfalone di S. Bernardino 54 

Grifo del Cambio ..154 

— perugino 9 

(dagli Statuti Perugini del 1528) . . 148 

Loggia di Braccio 109, 131 

— di S. Severo e via della Gabbia ... 39 

Maestà delle volte 2s 

Malatesta Baglioni (dagli Statuti Perugini 

del 1528) 148 

Manni Giannicola: Il battesimo di Gesù ed 

altri soggetti .... 87 

Miniature della Matricola dei Notai (XV sec.) 106 
Mino da Fiesole : Tabernacolo nella chiesa 

di S. Pietro 97 

Monastero di S. Agnese — ha Vergine in- 
coronata 1-15 

— di S. Pietro — Lavabo in terra cotta . 1 2h 

— (Ex) di S. Severo — La Trinità con an- 

geli e santi 144 

Museo dell'Università — Tovagliolo bianco 
e turchino con grifi perugini e la Fonte 

Maggiore (XV secolo* 93 



INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI 



Niccolò del Priore (?) : La Pietà di S. Gi- 
rolamo e Leonardo 122 

Oggetti etruschi trovati allo Sperandio . . IO 

Oratorio di S. Bernardino ..... 99, 138 

— Lunetta e architrave della porta ... 98 
- Particolari della facciata . . .102. 103, 105 

— — della lunetta sopra la porta . . 100, 101 
Palazzo Comunale 34 

— Grifo perugino e Leone di parte guelfa 

sulla porta 3/ 

— Lato nord 35 

— Porta principale . 3b 

— Sala dei Notari 38 

Palazzo del Capitano del Popolo .... Ili 

— dell'antico Collegio dei Notari .... 108 

— dell'Università vecchia Ili 

Panorama della città veduta da settentrione 41 

— veduta da sud-est 17 

— veduta da sud-ovest. 11 

— veduta verso levante ....... 88 

— vista da S.. Antonio . . Tavola fuori testo 
Perugia (da una litografia di A. Guesdon) . 31 

— (da un'incisione antica) 33 

Perugino : Autoritratto 86 

— Il battesimo di Gesù Cristo 71 

— Il Presepio - 81, 83 

— 11 Presepio coi pastori in adorazione. . 70 

— La Fortezza e la Temperanza e vari per- 

sonaggi celebri 84 

— La Trinità con angeli e sant ; (parte in - 

feriore) 144 

— La Trasfigurazione . . . . ' . . . 69, 82 

— La Vergine e santi 67 

— La Vergine incoronata 145 

— L'incoronazione della Vergine .... 68 

— Marte 85 

— S. Costanzo 124 

— S. Ercolano 124 

— S. Mauro 124 

— S. Pietro 124 

— S. Scolastica 1 23 

— (Scuola del): Madonna delle Gmue . . 136 
Piazza del Sopramuro ........ 21 

— di Porta Sole 20 

— Piccinino 27 

Pinacoteca — Benedetto XI concede privi- 
legi ai Domenicani di Perugia (da un 

codice miniato, 1343) 107 

— Crocifisso scolpito in legno del XV sec. 67 



Pinacoteca — Dipinti 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51 

52, 53, 55. 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 65 

66, 67, 68. 69, 70, 71, 72. 73, 75, 76, 77 

Pintoricchio : Grande ancona con la Vergine 

e vari altri soggetti 72 

— Il Presepio . 64 

— (?): L'adorazione dei Re Magi ... 63 
Pisano Gio. (Scuola di) : Tomba di Bene- 
detto XI in S. Domenico 96 

Polidoro di Stefano e Agostino di Duccio : 

Porta S. Pietro HO 

Ponte S. Giovanni sul Tevere 153 

Porta Eburnea 115 

— Marzia — Particolare ....... 13 

— S. Angiolo 112 

— S. Antonio ..... 113 

— S. Girolamo 115 

— S. Pietro HO 

— S. Susanna 114 

— Urbica Etrusca 12 

Raffaello: Gesù Bambino e S. Giovannino . 125 

— La Deposizione 151 

— La Trinità con angeli e santi (parte su- 

periore) 144 

— L'Eterno padre in atto di benedire . . 77 
Rocca (La) Paolina — Palazzo Municipale 150 
Roma : Chiesa di S. Maria del Popolo — 

Il Presepio, del Pintoricchio .... 64 

— Galleria della Villa Borghese — La De- 

posizione, di Raffaello 151 

— Villa Albani — Il Presepio, del Peru- 

gino 83 

Rossi G. : La Rocca Paolina 150 

Sala del « Cambio » 78 

— della « Mercanzia » . .' 79 

Scala in una casa in via Annibale Mariotti 29 

Scalinata e chiesa di S. Ercolano .... 26 

Sepolcro dei Volunni, a Ponte S. Giovanni 14 
Signorelli L. : La Vergine, il Bambino e 

santi 137 

Spagna (?): La Vergine e santi 76 

Stemma di Guido Malatesta Baglioni (dai 

Libri catastali della ComunaL) ... 148 

Torre degli Sciri 116 

— — vista dalla chiesa della Luce ... 30 

— Donati . 18 

Tribunale nel « Cambio » — Parte superiore 80 

Via della Gabbia 39 



P F.RUGIA 



<ìLI storici antichi, r i quali furono più intenti 
di solito a comporre narrazioni dilettevoli 
che non a raccoglier notizie indiscutibil- 
mente vere, spesso penetrarono con la fan- 
tasia, se pur fallace ingegnosa, nell'ombra 
densa in cui le origini della città e de' 
popoli si perdono, e si studiarono di rin- 
novarne, poeticamente inventando, la vita 
obliata. Così, Perugia immaginarono fon- 
data dai Romani, dai Greci, da Ulisse, 
da Noè stesso, da un pronipote d' Ercole, 
non senza ripetere una tradizione leg- 
giadra che, fra tante stranezze, significa 
la fertilità e la dovizia del paese. 

Noè era dunque giunto coi figli suoi in 
Toscana — la quale comprendeva anche l'Umbria • — ed incantato dalla piacevole 
abbondanza e bellezza che vedeva intorno a sé, pur senza aver deciso precisamente 
in che luogo, andava pensando di costruirvi una città. Aspettava intanto dubbioso 
ed incerto gli augurii, quando vide due colombe volare al nido recando una spiga 
p'^na di grano e un ramoscello carico d'olive, e poco dopo passar correndo un cigna- 
letto eh? aveva un grappolo d'uva intero. E poiché tatto ciò ragionevolmente gli 
parve buon presagio di sicura ricchezza, risohe immantinente di fondar quivi ap- 
punto Perugia. 

Nell'aruspicio, il venerabile patriarca non s'era ingannato ; e chi par avventura 
spinga anche oggi lo sguardo dalla città nei campi fioriti che ne circondano l'ameno 




GRIFO PERUGINO. 



ITALIA ARTISTICA 




DIADF.MA ED ORECCHINI D'OKO ETRUSCHI TROVATI ALLO SPERANDIO. 



colle, facilmente indovina il 
senso gentile di questa gra- 
ziosa allegoria. Dalle mura o- 
scure in cui le superstiti torri 
e i campanili snelli s' elevano 
verso la limpidezza del cielo, 
l' assai scosceso colle digrada 
attraverso i pallidi oliveti e il 
più fresco verdeggiar degli 
orti, alla pianura ubertosa, sva- 
riata e pure armonica sempre 
di forme e di colori, lieta di 
bionde messi e di filari carichi 
di frutti, rinverdita dalle pian- 
tate degli olmi e dei gelsi, inargentata dai pioppi tremuli e bianchi, ombreggiata da' 
querceti qua e là. I poggi e i monticelli vi si inseguono, boscosi d'olivi o riquadrati dalle 
vigne, o nudi talora o coperti d'un prato tenerello, adacquati da un limpido ruscel- 
letto, ingentiliti da pochi alberini esili, quali nella quiete dei delicati paesaggi umbri 
benedetti dalle Madonne e dai Santi li dipinse il Perugino. Chiaro e scintillante 
nel suo ghiareto, il Tevere lento discende tra i folti boschi e tra le ripe amene, 
tra il cinguettar degli uccelli e l'odor delle 
ginestre, per la distesa dei campi, e si perde 
nei seni dei monti che 



. . . . sfumano in dolci ondeggiamenti 
Entro vapori di viola e d'oro. 



Su le coste, sui cocuzzoli isolati, sui de- 
clivi meno erti, fiancheggiati dagli aridi alvei 
dei torrenti, dai bianchissimi nastri delle lun- 
ghe strade maestre, i vecchi paeselli s'an- 
nidano, bruni e selvaggi, come nella roccia 
stessa scolpiti, non di rado ancor cinti dalle 
muraglie e i baluardi diroccati, o più miti 
e biancheggianti intorno al campaniletto, e 
quasi imploranti l'unica salute dalla fede. 

Nelle placide sere d'estate, massime, 
una mestizia soave s' effonde dalla cam- 




OGOETTI ETRUSCHI TROVATI ALLO SPERANDIO. 







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PERUGIA 



' S 



pagna ridente e nell'animo induce un senso dolcissimo di malinconica poesia. Le ul- 
time luci del tramonto, lentamente, impercettibilmente, si spengono sopra i brulli 
dossi che impediscon la vista del Lago, a sheet of Silver \ le prim timidamente 

compaiono noll'aer diafano dalla immensità del cielo verdognolo o giallino ; le ombre 
calano a grado a grado sulle coste più ripide, nelle valli più anguste, sui pendii m< 
inchinati, sulle alberete più fitte ; nei campi aperti e nelle vie larghe perdura un chia- 




(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



rore incerto in cui s'intravedon le cose. I paeselli, i caseggiati, i Tre Ponti, Bastia, 
Spello, Foligno, Todi, vaniscono nella leggera caligine ; l'alta cupola degli Angeli, 
quasi volatilizzata dalla pura fiamma spirituale in essa racchiusa, come una fugace 
parvenza di nuvola, si confonde coi grigi vapori che salgono al cielo; tranquilla- 
mente Assisi s'addorme. Sulle alture più prossime, da cui neh' aria tepida e calma 
della sera vien l'aroma forte delle erbe selvagge e il profumo delicato dei fiori dei 
campi, da cui sale in onde larghe e profonde la pacata voce di vecchie campane, 
da cui lo spensierato canto dei mietitori, agile e flessuoso come il volo delle rondini, 
s'innalza, le ultime opre del giorno si acquetano; le ville romite che sembran con- 



i 4 ITALIA ARTISTICA 

venti dispaiono nei neri giardini, tra le siepi annose di bossi e di mortelle, dietro i 
fitti viali di cipressi, rattristite dalle civette e i pipistrelli; e come tutte le cose si 
assottigliano nella penombra, si purificano, sfumano, ed ogni suono diventa più tenue 
e delicato, il sublime mistero dell'universo più profondo par che si faccia, nella do- 
lorosa poesia della notte : 

Sale un cantico solo in mille canti 
Un inno in voce di mille preghiere. 




SEPOLCUO DEI VOLUNNI, A PONTE S. GIOVANNI. 

E nelle infinite voci sommesse, l'amoroso Spirito anche ripete : ? Laudato si, 
mi Signore, per sora luna e le stelle ; in celti l'ai formate clarite e pretiose e belle ». 

Ma la visione può rapida mutare; e dalla stessa terrazza, aperta di su gli sproni 
della Rocca Paolina, sopra l'anfiteatro gigantesco che l'Appennino nevoso, digradante 
in cerchio, maestosamente chiude, volati i lieti giorni del fresco autunno inghirlan- 
dato di pampini, gli stessi luoghi sembrano miracolosamente trasformati. Deserti, 
spogliati di fronde, battuti dal vento, biancheggianti di neve, pare che nel rigor del- 



I' E R UGI A 






l'inverno mostrino la tradizionale loro fierezza. Nelle antiche Rocche abbandonate, 
nei corridoi segreti, nello Feritoie vuote, nelle prigioni buie, ulula la tramontana 
furiosa; la pioggia sulle porte secolari, sulle torri coperte d'edera, scroscia. E nella 

nostra fantasia rinasce l'antica vita battagliera. 








MOSAICO ROMANO SOTTOSTANTE ALLA CHIESA DI SANTA ELISABETTA. 



Forse, da questa vicenda di ricche fioriture e desolati inverni, derivò l'appa- 
rente contradizione delle estasi mistiche e degli odi feroci. 



Le più antiche memorie della città riconducono a tempi molto più lontani, e 
con i loro incerti albori, come delicate luci d'aurora che indorino la nera terra d'un 
sepolcro, già rischiarano le meraviglie enimmatiche della civiltà etrusca. Intorno al 



i6 



ITALIA ARTISTICA 



nome di Perugia i dotti s'affaticano invano, ma par certo che essa appartenesse 
alle dodici città confederate, e fosse tra le maggiori ; la fortunata posizione in cui 
sorge, fra il Trasimeno ed il Tevere, e i ricchi avanzi ritrovati nel suo territorio, 
lascian sapporre che nelle arti non meno che nei commerci potesse fiorire, e se pure 
nell'incendio che ai te upi d'Ottaviano ne chiuse il celebre assedio, gli edifici ma.g- 








CHIESA DI S. COSTANZO - PORTA PRINCIPALE. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche ». 



giori ne andaron distrutti, le mura, ssppsllite e nascoste tra costruzioni men vecchie,, 
reggono in parie tuttavia, e i basamenti di alcune porte restano quali gli Etruschi 
stessi li posero. Nel Museo dell'Università, una ricca messe di terre cotte e di bronzi, 
ritrovati specialmente nei sepolcri, di buccheri e di sarcofaghi, di Meduse e di Geni, 
di gioielli e di armi, di specchi e di iscrizioni, tra le quali le celebri Tabulac perù- 
sinae, si offre all'acuta, ss pare ancor poco profittevole, indagine degli studiosi. Delle 



18 ITALIA ARTISTICA 

tombe, quella dei Volunni, poco lontana dal Ponte San Giovanni, è conservata ot- 
timamente, con graziosi rilievi scolpiti nel tufo e diverse urne cinerarie ; l'altra, ritrovata 
da poco allo Sperandio, racchiudeva un prezioso tesoro, un diadema d'oro, uno spec- 
chio inciso, un idolo di bronzo, e non pochi frammenti. 

Or, questa fiorente lucumonia. come del resto tutta l'Etruria, non tardò a ce- 
dere le infinite meraviglie della civiltà propria alla cresciuta potenza di Roma. Tutte 




TORRE DONATI. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



le immagini vive e luminose che, tra il sereno lido Tirreno e gli ombrosi contraf- 
forti Appennini, avevan riflessa la squisita eleganza e le mille ricchezze di Grecia 
e d'Oriente, tutte le liete visioni scintillanti di gemme e d'oro, d'avorio e di cristalli 
variopinti, si dileguavano, come un sogno piacevole, dinanzi al volo ardito delle 
Aquile. Divenuta municipio romano, cadde in potere dell' esercito di Antonio nel 40 
a. C, e assediata da Ottaviano, rasa al suolo dal fuoco che un suo cittadino stesso 
vuoisi le appiccasse per salvarla dalla suprema onta del saccheggio, città romana 
del tutto rinacque dopo la guerra, e con il titolo d' Angus fa scolpito sulle mura. 



I' E RUGIA 







ARCO DI SANTA MARIA NUOVA. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



canta il Coppetta. 



Tal già coperta di ruine, e d'erba, 

Vinta si giacque, e del suo stato in forse 
Quando la mano il vincitor le porse 
E più adorna levolla e più superba. 
Onde in memoria della piaga acerba, 
E dell'alta pietà che a lei soccorse, 
Il nome Augusto che tant'oltre corse. 
Nella rugosa fronte ancor riserba, 



22 ITALIA ARTISTICA 

Ma del periodo romano restano pochissimi avanzi, e della nuova edificazione, 
per cui, secondo il Crispolti, più bella, quasi Fenice, dalle fiamme risorse, non serban 
memoria, se non il prezioso mosaico seppellito sotto la chiesina di Sant' Elisabetta, 
le ornamentazioni a scudi e colonnette che coronan l'Arco Etrusco, e forse, se pur 
non lo si voglia creder più antico, il Tempio pagano intorno a cui fu costruita la 
chiesa di Sant'Angelo. 








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ARCO DELLA VIA APPIA. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



* * 



La lunga notte barbarica che segue la conquista romana, appar come tenebra 
fitta, confusa, procellosa. I nomi dei più diversi popoli s'intrecciano nelle cronache 
e si perdono nelle leggende. La vecchia città, torreggiantc su la via che da setten- 
trione scende a Roma, diventa anch'essa, quantunque assai fugacemente, meta dei 
cupidi sguardi degli invasori — Greci, Goti, Longobardi, se la contendono ; Totila, 
Agilulfo, Rachi, la circondano per investirla ; Narsete se ne impadronisce. Ma 
sono onde che rapide passano accavallandosi, e lascian deboli tracce. Nell'amaro 



PERUGIA 



23 



silenzio in cui radon le arti e lo lettere, mentre le orde diverse ìnvadon la penìsola, 
par che l'agile volo degli alti e sicuri (lenì latini sbigottito e i puri spiriti 

della fantasia indicete,' nascondendosi, cerchin rifugio nei vecchi tempi obliati, nei 
sepolcreti sotterra. La graziosa porta bizantina della chiesa di S. Costanzo sembra un 




ARCO DELLA MANDOREA. 



(Fot. Alinarii. 



fiore esotico portato da quel vento di tempesta. 

Veramente, delle gesta di Totila, parecchi secoli dopo, ci tramandò memoria il 
Bonfigli negli affreschi della Cappella dei Priori, nei quali sono] celebrate le storie 
di Sant' Ercolano vescovo. Vorrebbe la tradizione che durante l'assedio del re degli 
Ostrogoti, il buon vescovo s'adoprasse con ogni cura a far prolungare la difesa ed 



24 



ITALIA ARTISTICA 



inventasse a tal fine un curioso strattagemma, il quale invece, non essendo riuscito 
e rinfiammando Tira degli assalitori, avrebbe perduta la città. Ma nelle tranquille 




CASA DI BALDO. 



(Fot. I. I. .l'Arti Gran 



visioni del mite pittore quattrocentista, l' iraconda fierezza dei combattenti si è soa- 
vemente smorzata in un indefinito senso di pace. I paurosi fantasmi dell'evo barbaro 
son volati lontani, e nel pensiero sorride il roseo lume d'un più puro ideale. 

Nelle nuove energie che, come fresco alito vivificante, corron l'Italia a ringen- 



P E RUGIA 



25 



tilirc e fortificare il giovine pensiero dei liberi Comuni, la salda città umbra torna 
ad affilar por conquista lo armi consumato nella difesa, scende rapida con gli artigli 




CASA IN BORGO S. ANGIOLO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



del Grifo sui paesi conterranei, e sui meno prossimi talvolta, e pur nel tempo me- 
desimo raccoglie i primi fiori dell'arte nascente, ove più delicati essi sboccino, par- 
ticolarmente nella vicina Toscana. Mentre le guerre contro Arezzo. Gubbio, Città 
della Pieve, Todi, Assisi, Spoleto, Siena, riempiono di crudeltà inaudite le sue ero- 



20 



ITALIA ARTISTICA 



nache, e la spietata devastazione di Foligno le tira addosso l'ira e l'anatema di Mar- 
tino IV, e il bizzarro spirito degli scomunicati, per iniziar quasi così la lunga rivolta 
contro il pontificato, si vendica bruciando il Papa e i Cardinali in effige, le fredde 
immagini primitive cominciano ad apparir su le tavole e nei marmi. E mentre già 




SCALINATA E CHIESA DI S. ERCOLANO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



il sottile veleno degli odi partigiani s'infiltra nei differenti ordini sociali, e i beccarmi 
e i raspanti, popolo minuto, cioè, e popolo grasso, si schieran di fronte, i maestri 
delle arti danno mano, non pure alle chiese e ai conventi ove li chiami il mona- 
chismo crescente, ma al nuovo Palazzo Pubblico, severo ed imperante, sorto per vo- 
lontà comune dei cittadini. 






Bisogna passar qualche ora di serena contemplazione nelle piazze tranquille in 



PERUGIA 



27 



•cui si allungano le ombre dei grandi palazzi muti, vagan n meandri delle 

strade solitarie, passar sotto le volte sonore e gli archi arditi, per coglier bene la fi- 
sonomia singolare di questa vecchia città, che la grazia e la forza par si sian con- 
trastata. 

Dalla piazza del Municipio, che ancor serba intatto il suo aspi dioevale, 

circondata dal Comune, dal Duomo, dalla Loggia di lìraccio, dal Palazzo dei No- 




PIAZZA PICCININO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



tari, illeggiadrita dalla delicata Fontana ; dalla piazza del Sopramuro, chiusa dall'Uni- 
versità Vecchia e dal Palazzo del Capitano del Popolo, convertita oggi in mercato 
e, come per contrasto, tutta lieta di voci, d'ombrelloni variopinti, di frutta fresche e 
di mazzolini odorosi ; dalla più alta Porta Sole, d'onde forse nell'ora mesta del desio 
Dante fissò la fertile costa divinamente luminosa nel nuovo Sole, scendon viuzze ri- 
pide, strette fra le torri quadre, fra le piccole case adorne di deliziosi architravi 
intagliati con qualche motto — Pule/ira /amia ubi honesta domiis, In parvis qnies, 
Solicitudo mater divitiarum — fra le loggettine scolpite, le finestre bifore e a sesto 



28 



ITALIA ARTISTICA 



acuto, le grige facciate in cui qualche avanzo d'affresco sbiadisce sotto i ragliateli ; 
e tra il nereggiar delle pietre levigate dagli anni, di tanto in tanto sorridono i verdi 




MAESTÀ DELLE VOLTE. 



(Fot. I. E. d'Arti Grafiche). 



in 



ciuffi dei giardini pensili, i davanzaletti fioriti di garofani e di basilico, sì come i 
certi remoti angoli silenziosi talvolta echeggia all'improvviso un lieto canto di fan 
dulia. 



PERUGIA 29 

E la fantasia piacevolmente ne risuscita la vita lontana ; li ie narrazioni 

delle cronache si rianimano come psr incanto ; lunghe file di curiosi p 1 onaggi esi on 
di tra le pergamene ed i codici polverosi, e, nella quiete dei vecchi borghi, a poco 
a poco ricominciano a levare la voce; passan corteggi nobilissimi di principi e «li pon- 
tefici; feste piene d'allegranza e scene di pianto s'avvicendano. Le cerimonù più solenni 




SCALA DI UNA CASA IN VIA ANNIBALE MARIOTTI. 

iFot. I. I. d'Arti Grafiche). 



accompagnano le frequenti visite del Papa, i cinque Conclavi che ebber luogo nella 
Canonica e da cui furono eletti Onorio III, Clemente IV, Onorio IV. Celestino V 
e Benedetto XI, le nozze dei nobili o dei condottieri, i funerali delle persone illustri. 
Xel Palazzo dei Priori, i diversi caratteri d'una tal complessa civiltà maravi- 
gliosamente si fondono e contemperano. Nella severità delle gigantesche mura, i ri- 
lievi più chiari e politi hanno preso una morbidezza squisita ; le finestre di forma 



30 



ITALIA ARTISTICA 



singolarmente elegante, divise da colonnette, ornati e capitelli, si rincorron tra gra- 
ziose cornici sporgenti, si diradan quasi per lasciar lo spazio agli stemmi ; e il bian- 




TOKRE DEGLI SURI VISTA DALLA CHIESA DELLA LUCE. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



cheggiar dei marmi, strappati a Bettona, attenua la gravità della torre e dei merli 
massicci. Manca forse, a voler sottilizzare, in un certo senso, d'unità; ma non per 
ciò dispiace o sorprende. Il disegno originale, ideato sulla fine del XIII secolo dagli 



PER U G I A 



i3 



architetti perugini Giacomo di Servadio e Giovanni di B luto, non fu da i 

medesimi ne in una sol volta ridotto ad effetto; e le differenti cosi m/ioni, che son 
rimaste murate e quasi incastrate sul fianco più nascosto, ne segnan con discreta 
certezza i diversi stadi. I quali, dal io di marzo del 1300 quando il Municipio compro 
le case di vari cittadini per ingrandire il già esistente edificio (vale a diro quella 



MVSIS UVTYS 

ciA-bc .ìrÒLIVM 




PERUGIA — DA UN* INCISIONE ANTICA. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche'. 



parte in cui si trova la Sala dei Notari posta di fronte al Duomo), arrivano al 19 
di luglio 1443 in cui, secondo il Oraziani, « fo fornito de murare il palazzo nuovo 
dei Priori e merlare ». 

L'ampia porta principale, riccamente scolpita, merita d'essere osservata con ogni 
diligenza per la sua perfetta proporzione ed armonia, non meno che per la finezza 
dei molteplici ornati di minuto, diligentissimo intaglio in marmi bianchi e rossi. Due 
fasce in cui sono scolpiti tralci intrecciati con foglie e putti chiudono immediatamente 




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36 



ITALIA ARTISTICA 



la luce; un cornicione, anch'esso di intaglio minutissimo, interseca lateralmente gli 
altri ordini di ornati, ed in questi, tre giri di foglioni, cordoni spirali, tralci di foglie 
e cornicette, gli stemmi pontifici, i gigli di Francia, i grifi perugini, le armi di varie 
città italiane s'avvicendano, mentre alcune figure emblematiche, che meriterebbero 




PORTA PRINCIPALE DEL PALAZZO COMUNALE. 



(Fot. Alinari). 



d'esser più a lungo studiate, col fregio più esterno, chiudon tutto l'ornamento. Nello, 
spazio vuoto dell'arco, s'innalzano le statuette dei tre patroni, S. Ercolino, S. Lo- 
renzo e S. Lodovico di Tolosa, nipote di Luigi IX di Francia, che i Perugini, guelfi, 
o per ragion politica o per convincimento sincero, aveano invocato protettore dopo- 
ché Roberto I di Napoli, fratello del Santo, si era mosso in armi contro i ghU 



P E R U G ] A 37 

bollini genovesi. Ai fianchi della porta, due grifi, con la lup : artigli, posano 

su larghi mensoloni, e sotto al peso delle colonne si curvano i I mi di parte guelfa. 

L'altra porta, detta della Sala dei Notari, che corrisponde alla Piazza del Duomo, 

ornata di graziosi archi e colonnette spirali, si apre su la scali recentemente e non 




GRIFO PERUGINO E LEONE DI PARTE GUELFA SULLA PORTA DEL PALAZZO COMUNALE. 

(Fot. I. I. d'Arti Grafiche) 



certo felicemente, dopo infinite discussioni, ricostruita, a fianco del portico dell'antica 
chiesa di S. Severo, nel quale, tra gli specchi di marmo rosso e le cornici di tra- 
vertino, ancor oggi si vede la mensola che serviva di bas2 al pulpito esterno. In 
alto, sopra la porta, veggonsi anche, posati su due mensoloni, un grifo ed un leone 
di bronzo, e una spranga di ferro da cui pendevano i catenacci e i chiavistelli delle 



38 



ITALIA ARTISTICA 



porte di Siena, tolte dai Perugini a quella città nel 1358 dopo il fatto d'armi se- 
guito a Torrita. 

Girando intorno a questo lato e scendendo per l'antica Via della Gabbia, le 
vecchie case chiuse nel maggiore edificio, e particolarmente quelle vendute da 
[Madonna Septendana o Dialdana, il io marzo del 1300, per vigiliti unios ccn- 
toniarorum libranim denariorum cortonensium mìnutorum, ancora mostrano le 




//■ / 



PALAZZO COMUNALE — SALA DEI NOTARI. 



(Fot. Anderson). 



semplici linee primitive. La porta del mortuccìo, alta, stretta, ad arco acuto, 
posta più in alto del livello della strada, ornai da molti anni v'è rimasta murata. E 
la gabbia, opportunamente, è disparsa. Nell'angusto vicolo, gl'infelici messi in berlina, 
andavan cantando lor lai, qualche volta fino alla morte. Angelo di Marino, priore di 
Santa Maria della Valle, nell'ottobre del 1442, vi fu tirato su, per furto, fino alla cima 
del cantone del Palazzo del Podestà; alla fine di gennaio capitò di nuovo in trappola 
e ai primi di febbraio vi Li trovato morto di freddo nella notte. Del resto, gli potea 
toccare anco peggio ; la giustizia primitiva non par che in Perugia avesse troppe 



V E K U G I A 



39 



delicatezze. I cronisti hanno a questo proposito racconti- graziosissimi ; 

così: e Adì 29 de febraio (1488) fu apicato Filippo de Pagliarino da Vicolo, alle 
finestre dal palazzo del Podestà.... e stroncò il capestro et cadde il piazza; et poi 
fu reportato nel palazzo del Podestà perchè non era fornito de morire, et tu appeso 




LOGGIA DI S. SEVERO E VIA DELLA GAbBIA. 



un'altra volta alla medesima finestra ; et così stette doi dì e poi fu levato ». Oppure 
« Adì ditto (23 giugno 1458) fu squartato uno da Castel Rigone, cioè fu menato 
in su una carretta sul campo dela battaglia, dove eie an dato le frustate cantando 
le littanie, e li eie foro adoprate due manigoldi, e poi li mozzaro il capo, e poi la 
man ritta, e poi lo squartaro ». 



4 o 



ITALIA ARTISTICA 



Ma — singolare contradizione in vero di tempi singolarissimi — pur nelle 
fredde sale del Palazzo penetrava il divino lume dell'arte. Varcarne la soglia e salir 
nell'interno non doveva esser da tutti. Un'ordinanza dello Statuto del 1342 stabiliva 
che a nessun cittadino o contadino o forestiere che stesse in Perugia fer tempo de 
oc/o dì e nemmeno a. frate ne religiose li quagle non gissero ad alcuno enfermo 
fosse lecito d'andare nella parte di sopra del palazzo del Comune di Perugia in cui 
dimoravano la podestade overo el Capetanio. Ed i curiosi avranno dovuto contentarsi 
di veder le dignità indigeti, in tutta pompa, vestite de' roboni rossi con le collane 
d'oro, quali inginocchiate dinanzi a Giulio III le dipinse Adone Doni, apparire nelle 
occasioni straordinarie sull'alto della .Scala elei Notari, precedute dai mazzieri solenni 
e dalle lunghissime trombe d'argento, squillanti e imbandierate. 




AMIE GENTILIZIA DI BRACCIO DA MONTONE. 



Nella Cappella vecchia dei Priori, ridotta oggi a nuda sala della Pinacoteca, il 
Bonfigli, dipintore ineffabile di figurine ingenue, d'ovali dolcissimi, di sguardi im- 
macolati, d'angioletti e di rose, verso la metà del XV secolo delineava i deliziosi 
affreschi delle storie di S. Lodovico e di S. Ercolano, notevolissimi per la squisita 
grazia delle figure, per i luoghi ritratti dell'antica città, per i costumi molteplici. Il 
Perugino, qualche anno dopo, per l'altare, vi dipingeva la sublime Madonna in trono 
circondata da Santi, che, dopo aver trasmigrato in Francia, si trova oggi in 
Vaticano. E nella Sala del Malconsiglio, detta così per l'errore che vi fu decretato 
di liberare i prigionieri dell'I Iavvkwood, Fiorenzo di Lorenzo delicatamente coloriva 
la Madonna tra Angioli e Cherubini, la quale con divina pazienza invoca tuttavia 
la grazia celeste su le lunghe discussioni dei consiglieri. 




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42 



ITALIA ARTISTICA 



Così, tra le lotte che agitavano la città, sorrideva negli animi l'ideale conforto di 
forme leggiadre e delicati colori. Gli stessi Cambisti, che avevano l'ufficio nel Pa- 
lazzo del Comune, riposavan gli sguardi stanchi di contratti e di numeri, su i mera- 
vigliosi affreschi del Perugino, e s'inginocchiavano davanti al Redentore di Gianni- 
cola Manni. 











AFFRESCO DELLA CHIESA DI SAN MATTEO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



* 



Riassumere anche in breve tutte le vicende storiche che si succedettero intorno 
all'antico palazzo, non sarebbe qui possibile. Nei travagliati secoli che vanno dalla 
rinascita del Comune alla lunga soggezione pontificia, pur sotto il grave giogo im- 
posto da Paolo 111 t ad coercendam Perusinorum audaciam », il vecchio Grifo tra 
le sue salde mura invitto palpita, anelante libertà. Intorno al palazzo, tutta la storia 
di Perugia par che si spieghi ; i ricordi delle fortune maggiori e delle vicende più 




■■■£2? - ■ va. 



AFFRESCO DELLA CHIESA DI S. ELISABETTA — PINACOTECA. 



(Fot I. I. d'Arti Grafiche). 




AFFRESCO DELLA CHIESA DI S. MATTEO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



V 



ITALIA ARTISTICA 



vi son rimasti strettamente congiunti ; gli antichi spiriti elio per carità di 
patria o por amor di fama lottarono e caddero, nella sua ombra rivivono ; la luce 




NICCOLÒ ALUNNO: L'ANNUNCIAZIONE liNACOTECA. 



vivida dello sue glorie splendidamente ancora Io illumini. 

Stabilita la supremazia della città maggiore su molti luoghi circonvicini e :re- 



PERUGIA 47 

sciute così le ambizioni, entro la sua cerchia stessa più a i riaccendo!] 
le lotte. Nobili e popolani, con incredibile crudeltà si azzuffa o, : ■ ciano ;i vi- 
cenda in esilio. Il Papa di quando in quando si immischia m per Cef- 




fi BONFIGLI : CONSACRAZIONE DI S. LODOVICO — PINACOTECA. 



^•'ot. Alinari ». 



car di comporle, interviene in persona, manda legati, placa gli sdegni e gli odi per 
qualche poco ; poi le passioni divampano peggiori di prima. E fra tanto nei merce- 
nari, già assoldati or da quella fazione or da questa, si vieti maturando la semenza 
vigorosa dei condottieri che aspireranno, non molto dopo e più o meno apertamente, 
alla tirannide. 




B. B0NFIGL1 : FUNERALI DI S. LODOVICO — PINACOTECA. 



Fot. Alinari). 




II. BONIIOLi: MIRACOLO DEL PESCE OPERATO DA S. LODOVICO — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 




B. BONFIGLi: ASSEDIO DI PERUGIA — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 




RONFIGLI : DISLGNO PER LA STORIA DI S. l.KCOL 



IRENZE, GALLERIA DEGLI UFFIZI. 



5Q 



ITALIA ARTISTICA 



Ecco Biordo Michelotti rientrar trionfando in patria alla testa di cinquecento 
cavalli ; eccolo capitano generale delle milizie cittadine, colmo di ricchezze e di onori, 
signore di Perugia di fatto se non di diritto, celebrar nozze veramente regali, in 
onor delle quali i Magistrati spendon mille fiorini d'oro del pubblico. Fu ordinato 
che ogni famiglia del contado, ogni comunità e villa e castello facesse il suo pre- 
sente ; Biordo fece bandire per tutte le terre che ciascuna persona che non fosse 
ribelle o condannata dal Comune, potesse venire alla festa sicuramente, e invitò 




B. BONFIGLI : SECONDA TRASLAZIONE DEL CORPO DI S. ERCOLANO — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



tutti i signori circonvicini, ordinando corte bandita per otto giorni. Tutte le terre 
d'intorno gli mandarono ambasciatori con onorevolissimi doni, e anche Venezia e 
Firenze. Madonna Contessa, Giovanna di Bertoldo Orsini signore di Soano, entrò 
per le due porte con un vestimento d'oro tirato, con molte gioie in testa. Davanti 
a lei andavano tre paia di cofani, e sei donzelle con loro vestimenti di drappo, per 
servizio di detta Madonna Contessa. Ella portava in capo una ghirlanda di sparagi : 
venivano con lei a cavallo messer Chiavello signor di Fabriano, gli ambasciatori di 
Venezia e di Firenze. Tutte le gentildonne onorate le si fecero incontro ballando, 
vestite a porta per porta secondo la propria divisa, e quelle che non erano atte a 
ballare andavan lor dietro. 



PERUGIA 



5> 



Si capisco corno, non molto dopo, il Oraziani potesse i ci : '-ra più il 

panno clic si trascinavano por torra le donno che tutto il vestimento e gli uomini 
non volevano prender moglie per il lusso della donna >. 




B, B0NF1GLI : PRIMA TRASLAZIONE DEL CORTO DI S. ERCOLANO — PINACOTECA. 



(l'ot. Alinari). 



Ma il pugnale del tradimento, rapido converte in lutto tanta gioia, e Biordo, 
all'apice della gloria, cade nella corte stessa del suo magnifico palazzo in Porta 
Sole, sotto l'iniquo ferro dell'abate di S. Pietro, Francesco Guidalotti, « V abbate 
cattivo ». 




B. B0NFIGL1 : L'ADOKAZIONE DEI RE MAGI E TRE STORIE — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 




B. BONFIGLI : L'ANNUNCIAZIONE — PINACOTECA. 



(.Fot. Alinari). 



54 



ITALIA ARTISTICA 



Ecco Braccio, più celebre anche, diventar dopo la battaglia di S. Egidio — 
eternata nella tavola di Paolo Uccello — di fiero nemico dei Perugini gran pro- 
tettore loro, e poi Signore di quasi tutta l'Umbria. « Di povero cavaliere, dice il 




B. BONFIGLI : GONFALONE DI S. BERNARDINO. 



Crispolti, anzi di huomo sbandito dalla patria, con la scorta del suo incredibile va- 
lore, s'aperse la strada all'assoluto dominio di quella ». Atteggiandosi a restauratore 
di virtù perdute, castigando i molli ozi dei « consumatori della piazza », risvegliando 
con le armi e con i pericolosi giuochi atletici le migliori energie della gioventù, 



P E R U G I A 



^ 



ideando e facondo sorgere in breve importanti operi- edilizie, diventi famoso perla 
sapienza del governo ed il rinnovamento dei costumi. Si riuscirono le 

nozze di Biordo, quelle di Braccio ebber tutto il movimento d'un grandioso spetta- 
colo teatrale. Sposò, nel 1420, la Niccola Varani, sorella di Berard< di Ca- 
merino, mandò a levarla il luogotenente ch'ei teneva in Perugia, con a [ma- 




fi. BONFIGL1 : LA MADONNA COL BAMBINO Et) ANGELI — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



mini, le andò incontro a Santa Maria degli Angeli, ed ivi sposatala entrò con lei 
in Perugia. Erano in compagnia della sposa cento delle più nobili donne di Came- 
rino, con più di quaranta damigelle; vi furono i Signori di Fabriano e di Foligno. 
e Berardo istesso con gli altri fratelli di lei. Giunta che fu con gli altri Signori e 
con Braccio alla porta della città, i Priori le andarono incontro a piedi, e le tennero 
compagnia infino al Palazzo. I Giurati della Mercanzia e del Cambio andarono innanzi. 




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6o 



ITALIA ARTISTICA 



ed i Dottori, con aste in mano, dalle bande per agevolarle la via, guidati da più di 
trenta trombetti ed altrettanti pifferi che sonando facevan le scorte, tutti d'una li- 







'IOKKNZO I>I LORENZO : LA MADONNA IN GLORIA, S. PIETRO E S. l'AOLO - PINACOTECA. 

(Fot. Alinari). 



vrea di scarlatto vestiti. E tutte le altre pompe che fatte vi furono, tutte furon son- 
tuosissime ; durarono alcuni pochi giorni le danze e gli altri torneamenti per le piazze. 
E tutti i Signori vicini, e le castella così suddite come raccomandate, fecero pre- 
senti alla sposa, convenevoli alla loro e sua dignità. 



PERUGIA 



• i 



Dodici anni dopo, nel 1432, per la traslazione di 1 1 da Roma, 

ove Martino V, ricordando torse il canto con cui i fanciulli fi< ripetevano: 

Braccio valente 
Vince ogni gente; 
Papa Martino 
Non vale un quattrino, 

le aveva, dopo tre giorni di festa. lasciate quasi insepolte, una processione, pur nel 




FIORENZO DI LORENZO : LA MADONNA COL BAMBINO, ANGELI E SANTI — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



grave lutto d'incomparabile magnificenza, attraversa le vie di Perugia. Fra le bot- 
teghe serrate, mentre tutte le campane suonano a morto, passa sotto un baldacchino 
di velluto cremisino sostenuto da aste ornate di stemmi la cassa coperta d'un palio 
di velluto azzurro con preziose bande intorno con grifoni e montoni riccamente fatti; 
la seguono cinquanta nobili giovani bene a cavallo, tutti vestiti di zendado, con ban- 
diere nere e gialle con l'arme del Montone ; poi. i religiosi di tutti gli ordini, i Con- 
soli del Cambio, gli Auditori della Mercanzia, i Dottori dello Studio e gran numero 
di gentiluomini. 



62 



ITALIA ARTISTICA 



Ecco, finalmente, Niccolò Piccinino, tender in vano la mano ferrata dell'uomo 
d'armi verso il sogno di gloria che il Grifo perugino tiene stretto fra gli artigli. 

La dominazione dei condottieri era stata breve, fieramente contrastata, e fio- 
rita nel sangue, nel sangue s'era spenta. Tutti gli sforzi di questi tre grandi, che 
avevano tanto ardentemente aspirato alla signoria, non eran valsi se non a conse- 
guir trionfi assai brevi e possessi assai incerti. Invano, 

Et belli rapidus furor quiescat, 




FIORENZO DI LORENZO : LA VERGINE COL BAMBINO E SANTI — PINACOTECA. 



(Fot. Anderson). 



cantava il Pontano. A furia d'armi e per virtù d'ingegno, si erano essi avvicinati 
quanto pochi altri mai al reggimento assoluto; la [perfidia d'una congiura o la vio- 
lenza d'una battaglia, d'un tratto li aveva abbattuti. 

Ma non senza che mutamenti profondi fossero avvenuti nella fortuna della città. 
Assicurata durevolmente la supremazia dei nobili, quel germe di discordia che la 
prevalenza alterna aveva a sì lungo tenuto vivo tra l'aristocrazia e la democrazia, 
già più fiero rinasceva fra le famiglie maggiori dell'ordine stesso, invidiose e gelose 
ciecamente le une delle altre. Un grido fatale sonava ormai alto in Perugia : Bagliona! 



PERUGIA 



63 



* 
* * 



Fra queste accanite contese, come un fiore che sbocci tra [1 pietre 'li 




FIORENZO DI LORENZO O PIXTORICCHIO ( ?) : L'ADORAZIONE DEI RE MAGI — PINACOTECA. 

(Fot. Alin.iri 1 . 



un'orrida fortezza, la pittura umbra metteva le sue prime luci tranquille. Il contrasto 
può sembrar singolare, il problema delle origini complesso e intrigato ; ma non ora 
converrebbe fermarsi ad approfondirlo. Certo, la serenità del mite paese, in cui par 



64 



ITALIA ARTISTICA 



che fluttui tra l'aer limpido e l'azzurro del cielo, tra i colli erbosi e le valli fiorite, 
non so quale soavissima e quasi celestiale mestizia, dispone l'animo ineffabilmente a 




PINTORICCHIO : IL PRESEPIO — ROMA, CHIESA DI SANTA MARIA DEL POPOLO. 



(Fot. AJin ari). 



fantasie poetiche e a sovrumane visioni ; certo, nel clangore e l'impeto delle batta- 
glie, quella apparente contradizione dell' umano spirito, per virtù della quale nei 
più infuriati rivolgimenti storici pur mai non manca il sicuro simbolo della pace, e 



PERUGIA 

su gli iracondi turbamenti partigiani aleggian le agili - Vova, e nella 

feroce conquista di Spagna il più delicato fiore di p — ia si ra degli 

aranci nei cortili silenziosi delle fresche Moschee, chiedeva all'arte rinascente le più 
dolci speranze di consolazione; certo, in quest'Etruria antica, nella - mi- 

stico venuto forse dai misteri d'Oriente parea seppellito nei - ì muti obliati al- 

l'ombra dei boschi secolari, qualche sconosciuta forza trascendentale 'perdurava in 




FIORENZO DI LORENZO : IL PRESEPIO COI PASTORI IN ADORAZIONE — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



fondo ai cuori inconsapevoli ; certo, dalle erme cappelle montane e dai sanguinanti 
rosai purificati dalle voci degli Angeli e dalla fiamma amorosa del Poverello d'As- 
sisi, s'allargava la fede vie più. e le laudi e i canti rinnovati alle Madonne salivano 
e ai Santi dei novissimi affreschi. 

Ma l'impulso e gli esempi derivavan di Toscana. Nei più antichi dipinti, se pur 
nei primitivi tali distinzioni spesso rischino d'esser pericolose, l'affinità con la ma- 
niera senese è evidente ; ma assai presto, la progredita scuola fiorentina, più umana 
e più lieta, comincia ad esercitar nuovi influssi, e le due tendenze, o a rappresentar 



66 



ITALIA ARTISTICA 



figure smorte e compassate, ma in un certo senso più mistiche forse, o ad animarle 
con nuova e più reale maestria, per qualche poco nel prevaler s'avvicendano, fino 
a che, pure innanzi al secol d'oro, le idealità soavi e le più sicure somiglianze del 
vero assai felicemente s'incontrano e con temperano. Poi, sul declinare del secolo XV, 
nell'armonia perfetta del paesaggio, le immagini scendon veramente dal cielo. 




SCUOLA DI FIORENZO DI LORENZO : IL PRESEPIO — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



Ai tentativi più incerti, che serbano ancora, dai Senesi ai Giotteschi, la compas- 
sata freddezza dell'idealismo più arcaico o risentono appena qualche sfumatura della 
vita che già si ridesta, e dei quali è pur traccia in Perugia negli affreschi distac- 
cati dalla cadente chiesina di .Santa Elisabetta, in quelli non meno malandati pur- 
troppo di S. Matteo, di S. Tommaso, di Santa Giuliana e di S. Fiorenzo, negli 
avanzi d'una cappella in S. Domenico, nelle tavolette del feretro del Beato Egidio, 



PERUG] A 6 7 

e in diverse altre tavole della Pinacoteca, s'impongono in brev ■ i lucidi riflessi dei 
più agili ingegni ; come soffio aulente che la dolce stagione ravvivi, un più squi- 
sito senso d'arte si diffonde nell'aer tranquillo dell'età serena che il maggior rina- 




CROCIFISSO SCOLPITO IN LEGNO DEL XV SECOLO — LA YfcKUINt E SANTI, PITTUEA DEL PERUGINO — PINACOTECA. 

i^Fot. Alinari). 



scimento precorre ed affretta ; nel chiaro cielo s'accendon le placide luci di Gentile 
da Fabriano, del Boccate da Camerino, di Piero della Francesca, del Gozzoli, dell' An- 
gelico, di Niccolò da Foligno, e si elevano verso l'ispirata delicatezza della scuola 
perugina. 



6S 



ITALIA ARTISTICA 



E Benedetto Bonfigli delinea le sue deliziose visioni. Egli è, oserei dire, il più 
perugino di tutti i pittori suoi conterranei ; i pregi e i difetti della scuola nell'opera 




I'EKIGINO : L'INCOKONAZIONE DELLA VERGINE — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



sua, per quanto i critici si studino di notomizzarla per suddividerne i minuzzoli tra 
altri artefici di quel tempo, par che singolarmente si esagerino ; e quantunque 
invano si cercherebbe in lui la raffinatezza e l'armonia dei maggiori, da questo ri- 



PERUGIA 



69 




PERUGINO : LA TRASFIGURAZIONE — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



petersi, forse eccessivo, dei più spiccati caratteri deriva non so quale incanto soave, 
quale alata, celeste poesia. Negli affreschi, già ricordati, che adornavan la Cappella 
Decemvirale, egli ha pure trasfuso nella semplicità ingenua delle immagini, una pro- 
fondissima, ineffabile pietà. Nei fondi, la vecchia città medicevale. con gli edifici 



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ITALIA ARTISTICA 



maggiori raggruppati a capriccio, sfida con le sue cento braccia protese, con le torri 
svelte e i campanili snelli, la limpidezza del c'elo ; e la piazza maggiore, e la ripida 




PERUGINO : IL PRESEPIO COI PASTORI IN ADORAZIONE — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



rampa di S. Ercolano, e gli archi della Loggia di Braccio, si popolano e s'affollano 
nelle cerimonie solenni. Rappresentan le istorie — non senza i miracoli, s'intende — 
dei patroni, di S. Ercolano e di S. Lodovico di Tolosa, e come ogni vita di martire,. 




PERUGINO : IL BATTESIMO DI GESÙ CRISIO - PINACOTECA. 

(Fot. Alinari). 



ITALIA ARTISTICA 




PINTORICCHIO : GRANDE ANCONA CON LA VERGINE E VARI ALTRI SOGGETTI — PINACOTECA. 

(Fot. Alinari). 



se pur gloriosamente, finisce nello strazio e nelle lacrime, conviene che i fraticelli, 
le monache, le gentili donne e i cittadini dipinti, preghino e piangano intorno ai ca- 
daveri dei loro protettori. Nel ridestar negli affreschi sensi di così dolce pietà, nel 
dare a quelle figurine tozze e rigide espressioni di rimpianto e di devozione, egli, 




EUSEBIO DA S. GIORGIO (?) L'ADORAZIONE DEI RE MAGI — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



PERUGIA 



75 




EUSEBIO DA S. GIORGIO : LA VERGILE E SANTI — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



pur non libero in tutto da quel tantino di inconscio umorismo delle figurazioni pri- 
mitive, consegue effetti di incomparabile vivezza. 11 chierichetto traditore che rivela 
a Totila lo strattagemma di Ercolano, dritto in piedi dinanzi al gran re barbaro, 
sembra uno scolare chiamato dal maestro a ripeter pacificamente la lezione; ma l'af- 
fresco in cui S. Lodovico, inginocchiato davanti al trono del Pontefice benedicente, 
riceve la consacrazione, par che nello sguardo del Santo — tale amorevolezza, tal fi- 
ducia, tal rassegnato fervore ne traspare — miracolosamente si animi. Xei funerali so- 
lenni del medesimo Santo Lodovico, davanti alla salma circondata di fedeli, rischia- 



:6 



ITALIA ARTISTICA 




SPAGNA (?) : LA VERGINE E SANTI — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



rata dal lume dei ceri, un fraticello si copre il volto con la mano per tergerne le 
lacrime, e quel suo gesto, mosso da così umana e profonda pietà, par che significhi 
tutto il cordoglio degli astanti. Nell'altro dipinto in cui il corpo di S. Ercolano, por- 
tato in processione, passa davanti al Palazzo del Comune, le pallide giovinette che 
seguono il feretro mostrano, pur nella grazia del volto dolente, l'indicibile tristezza 
del cuore gentile. Spira insomma da ogni dipinto un'amorevolezza squisita, in cui 
non so bene quale raccoglimento devoto e quale mestizia sincera segnano i tratti 
più sottili. 



P E R U G I A 



77 



La vita del BonfigLi in tutto ci sfugge, uè par ch'egli v< stisse mai l'abito o pro- 
fessasse altrimenti sua fede. Ma certo le open- sue, siati questi affreschi, sian le ta- 
vole con le Madonne e coi Santi, n^n avrebber potuto essere ideal n da un 
intelletto puramente dischiuso alla grazia. In quel complesso e misterioso secolo XV, 




RAFFAELLO : L'ETERNO PADRE IX ATTO DI BENEDIRE — PINACOTECA. 



(Fot. Alinari). 



in cui le virtù più eminenti e gagliarde par che si incrocino in contradizioni pro- 
fonde, anche in Perugia alla perfidia e sfrenatezza dei desideri, alle accecate 
ambizioni della cosa pubblica, s' oppone, sì come la piacevolezza dell' arte a le 
torbide violenze della possanza, la riazione, quasi, d'un ardente pietismo ; il popolo 
stesso leva in alto le mani sanguinanti, per purificarle nella serenità mite del cielo. 



7- ITALIA ARTISTICA 

Le ombre paurose dei flagellati e dei disciplinati, le leni cantiche dei francescani, non 
sono anco del tutto svanite : la lampada vivida si riaccende. E S. Bernardino av- 
venta dal pulpito, dinanzi alla folla dei fanatici, le sue invettive furiose contro i vizi, 
le ree passioni, il lusso e la mollezza, dà fuoco tra la Fonte e il Vescovato a un im- 
menso rogo su cui ardon tutti gli oggetti di vanità, i dadi e i tavolieri da gioco, gli 
adornamenti, i capelli finti, le vesti sfarzose delle donne, e, soggiunge il Oraziani : 




SALA DEL « CAMBIO 



(Fot. Alinari). 



< tutti li loro strisci e concimi del viso > ; guida processioni lunghissime, e levando in 
alto il Crocifisso, predica di pace e d'amore. La Beata Colomba da Rieti passa, di- 
vinamente misericordiosa e confortatrice, nella ferocia dell' età, come un raggio di 
luce in una nuvolaglia di tempesta. Tra poco, mentre Ridolfo Baglioni uscirà in 
armi contro il Pontefice, una lunga processione di tutte le fraternite, con i Priori e 
grandissimo popolo, da S. Domenico salirà a S. Lorenzo, ove il Cancelliere del Co- 
mune deporrà ai piedi del Gran Crocefisso le chiavi della città, perchè Cristo guidi, 
Cristo difenda, mentre tutto il popolo tre volte griderà: Misericordia 



PERUGIA 



79 



Oh! con quanta freschezza tutto il fervor mistico del cuore umano, soffocato 

dagli affanni e pur nella miseria della vita anelante qualche sogno meri tristo, si ri- 
specchia in queste miti pitture! 

Nelle Madonne e negli Angioli, l'anima religiosa del Bonfigli si raffina e su- 
blima. Paesaggi gentili, ciliare luci d'aurora, si distendono intorno all'ovale purissimo 
della Vergine, al collo esile e bianco, alla fronte diafana su cui scendono i fini ca- 




SALA DELLA « MERCANZIA > 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche i. 



pelli d'oro ; in una specie di atrio scoperto, ricchissimo, che nell'architettura ha tratti 
d'un singolare sapor classico, discende a Lei — delicatissima figura, un po' curva e 
quasi timorosa — l'annunciazione dal cielo ; sopra le alte punte dei neri cipressi, gii 
Angioletti inghirlandati di rose aleggiano intorno all'Eterno. In un dipinto, che ebbe 
forse anche il pennello del Caporali, altri Angiolelli incoronati di fiori, a' piedi della 
Madonna col Bambino, dalle arpe e dai liuti levan soavi melodie d' amore ; altri, 
nella meravigliosa Adorazione dei Magi, sorvolano, come nuvolette lievi sospinte dal 
vento, con le ali tese e le mani giunte, sulla bizzarra folla degli adoratori che s' ingi- 



10 



So 



ITALIA ARTISTICA 



nocchiano, tra i cavalli, i cammelli, i cani e i palafrenieri, dinanzi all' Agnello del 
Signore. 

Certo, le delicate tavole in cui il mite pittore sognava sì dolci visioni, ancora 
tra le quattro nude pareti della galleria carezzano pietose le anime dolenti coi tran- 




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•ARTE SUPERIORE DEL TRIBUNALE NEL « CAMBIO >. 



(Fot. Alinari). 



quilli raggi di cielo, blandiscon le ferite dei cuori con gli sguardi soavi, pieni 
d'innocenza. Ma io penso la misteriosa penombra delle silenti navate, in cui som- 
deano i Bambini, in cui, come pallide stelle, luccicavan le aureole, in cui alla voce 
grave dell'organo i cherubini rispondeano con le voci sommesse. E il pensiero non è 
senza tristezza. 



P E R UGI A 



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Fiorenzo di Lorenzo, contemporaneo del Ronfigli, se non torse scolare di lui, già 




PERUGINO : IL PRESEPIO — COLLEGIO DEL CAMBIO. 



i Fot Alinari). 



pili s'allontana dalla maniera antica, e le astrazioni mistiche e i rapimenti estatici, 
con più fervida immaginazione, rinnova, corrobora con più paziente studio del vero. 
Non è certo ch'ei fosse fra i Decemviri nominati nel 1472, ma di sicuro non visse 



82 



ITALIA ARTISTICA 



senza che gli scompigli e le agitazioni della città sua gli ferissero la fantasia. La 
sveltezza crudele ed elegante degli scontri faziosi, la snellita quasi felina dei rissaioli 




PERUGINO : LA TRASFIGURAZIONE — COLLEGIO DEL CAMBIO. 



(Fot. Alinari). 



alti e leggiadri, nelle tavolette dei Miracoli di S. Bernardino — che egli tutte Jdeò, 
solo in parte dipinse — vivacissima perdura. Non in tutto è la critica anco riuscita 
a risolvere e dilucidare la varia opera sua, e le più accurate ricerche e i più dili- 



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8 4 ITALIA ARTISTICA 

genti raffronti tuttavia non sanno se non porne in maggiore evidenza i com- 
plessi problemi. Ma, fra tanto, nei dipinti che sono suoi certamente, ed in quelli che 
-sembrerebber degni di essergli attribuiti, questa sua speciale disposizione a ricercar 
l'eleganza e il movimento di certe positure, sto per dir, colte a volo dalla realtà, 
non senza pure vagheggiar talvolta la pacatezza soave del cielo, piacevolmente ap- 
parisce, e Indole poco indagatrice dell'espressione, scrive Corrado Ricci, anzi scevra 
di passione, ma accurata, bramosa di ricchezza, d'abbondanza, istintivamente elegante. 




PERUGINO : LA FORTEZZA E LA TEMPERANZA. IN BASSO VARI PERSONAGGI CELEBRI — COLLEGIO DEL CAMBIO. 

(Fot. Alinari). 



Non le vesti umili d'una sola tinta del Perugino, ma spesso stoffe ricamate e broc- 
cate d'oro, tali da emulare quelle di Carlo Crivelli come nel quadro di Francoforte. 
Non semplici Ioggie a pilastri lisci e chiaroscuri, ma architetture largamente ornate 
di fregi dorati e di candellieri, non il paesaggio a poche linee soavi quasi a grada- 
zioni aeree di verdi e di turchini, ma grandi ricorrenze di montagne, di valli, di bo- 
schi, dagli alberi lumeggiati d'oro, di scogli sovrapposti per ogni verso e traforati 
•a modo di tunnel, di città, di castelli ». 

In fine, se sia cosi lecito d'esprimersi, quasi tutta la vita che anima i suoi dipinti, 



PERUGIA 

evita esteriore. Non fa dunque meraviglia dir' i soggetti puramente religiosi, in cui 
la fantasia dell'artefice doveva essere più costretta, ci lascino assai freddi. Nella 
nicchia in cui sono rappresentati i Santi Pietro e Paolo e, più in alto, la Vergine 
con Gesù circondata da sei Serafini e due bellissimi Angeli, si ritrovali tutti i ca- 
ratteri particolari di Piorenzo di Lorenzo — i nasi un po' allargati alla punta, le 
sopracciglia sottili ed inarcate, gli orecchi aguzzi, le esili dita contratte, il colorito 
opalino e in certi tratti trasparente il verde, la ricchezza composta delle stoffe e delle 




PERUGINO : MARTE — PARTICOLARE DELLA VOLTA NELLA SALA DELL'UDIENZA DEL COLLEGIO DEL CAMBIO. 

(Fot. AJinari 



pieghe. È opera firmata, e porta la data del 1487. Il polittico della Madonna tra 
quattro Santi, il S. Michele Arcangelo, lo Sposalizio di S. Caterina, il S. Gerolamo, 
che tutti si conservano nella Pinacoteca, non se ne discostano, e possono servir pro- 
fittevolmente di paragone. Ma sulle altre due opere, che se fossero sue meriterebber 
d'esser considerate le maggiori, già furon sollevati parecchi dubbi, nò le dispute cri- 
tiche sono ancora cessate. L'Adorazione dei Magi, pittura veramente sotto tutti gli 
aspetti meravigliosa, ha punti fittissimi di contatto con la maniera del Pintoricchio, 
e massime raffrontata con l'Adorazione di Santa Maria del Popolo a Roma, non 



86 ITALIA ARTISTICA 

si dovrebbe dubitar più a lungo che non spetti alla gloria di lui. L' Adorazione dei 
Pastori invece ricorda fedelmente il Pintoricchio nel paesaggio, nelle rocce oscure 
su cui pascolan le capre, nei finissimi monticelli lontani su cui, quasi impercettibile, 
sorge qualche edificio, nella costruzione della capanna ; mentre le figure, in special 
modo quella di Maria, sembrerebbero di Fiorenzo. Sia possibile arrischiar 1' ardua 
sentenza? 




PERUGINO : AUTORITRATTO — COLLEGIO DEL CAMBIO. 

(Fot. Alinari). 



Dalla sala di Fiorenzo di Lorenzo, passiamo a quella del Perugino. Egli è ve- 
ramente, come bene di Dante fu detto, il sole che miglior gloria non potrebbe desi- 
derare dal suo stesso apparire, e vana parrebbe ogni nuova parola di ammirazione. 
Quantunque nelle tavole e negli affreschi raccolti in questa galleria non sempre 
schietto rifulga 31 suo genio divino, dinanzi alle sue miracolose visioni l'intelletto par 
che si elevi in uno stato arcano di non terrena beatitudine. Si narra che egli fosse ateo, 
e quasi epicureo, ma, se religione nel comun senso della parola non ebbe, s'ispirò a 
una tale delicatezza estetica, a una tale spirituale bellezza, raggiunse una così dolce 
tranquillità di immagini, una così perfetta semplicità di linee e di colori, che il suo 
spirito, per altre vie forse, non poteva non essersi raffinato sino alla più sublime pu- 




G. MANNI : IL BATTESIMO DI GESÌJ ED ALTRI SOGGETTI — CAPPELLA DEL COLLEGIO DEL CAMBIO 

(Fot. Alinari). 




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9o 



ITALIA ARTISTICA 



rità. Nell'aria limpida e calma dei fondi, nei paesaggi leggiadri ove assai spesso tra 
le ondeggianti colline, all'ombra breve degli alberelli leggerissimi, dorme placido un 
lago o s'intravede un caseggiato, nella serena bellezza delle figure, l'animo riposa, 
come nella spirtale armonia d'una musica angelica. Gli occhi innamorati pietosamente- 
delle Vergini, gli occhi incantati dei Santi, guardan profondità lontane, a cui lo 
sguardo umano non giunge. 

Fra le non molte sue opere che sian qui raccolte, si conserva, in parte assai 




PARTICOLARE DELLA FONTE MAGGIORE. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



ritoccata, la mirabile ancona della chiesa di S. Agostino, la quale, senza pur essere 
stata ricomposta nella forma originaria, mostra anche così disgraziatamente divisa la 
ricchezza del pensiero e i molti pregi del lavoro. I due grandi quadri della Natività 
e del Battesimo ne formavano i lati ; l'Eterno circondato da Serafini doveva tro- 
varsi in alto ; l'Arcangelo Gabriele e vari altri dipinti minori la completavano. 

Con maggior dolcezza certo, nella Adorazione del Crocifisso, doppia tavola che 
apparteneva alla chiesa di S. Francesco, i migliori caratteri del Perugino risplendono. 
Il dipinto, assai sbiadito e in certi punti scoloritissimo, è diviso per il mezzo dall'alta 



P E R U G I A 



9i 



croce maestrevolmente scolpita nel XV secolo; sul fondo, guasto parecchio ma 
deliziosamente intonato, i monti lontani si perdono nelle linee smorte del cielo; 
alla destra del Crocifisso, la più soave Madonna che il Perugino abbia mai di- 
pinto, con il volto di sovrana bellezza composto a mestizia ineffabile, con i 
profondi occhi velati dal dolore, con la piccola bocca atteggiata a un sospiro, par 
che implori la misericordia divina ; davanti a lei, inginocchiata, prega a mani giunte 
la Maddalena, e pure in questo, come nell'altro quadro in cui è figurata con San 




PARTICOLARE DELLA FONTE MAGGIORE. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



Girolamo, par che ancor serbi nel bel viso tondeggiante, nelle labbra calde, nel collo 
un po' grasso, nelle morbide trecce, un'incancellabile aria di voluttà ; a sinistra, San 
Francesco e S. Giovanni pregano ; due Angeli volano in cielo. Dall' altro lato del 
quadro, tra Angeli e Serafini, la Vergine è incoronata, 'e dal basso gli Apostoli 
guardan coi volti scultòri rapiti di devota ammirazione. Ed è in tutto il dipinto così 
schietta purezza di linee, così immacolata trasparenza di colori, dolcezza tale nelle 
figure, che invano vi si desidererebbe una più delicata, religiosa mestizia. 

Altre opere di lui, in massima parte ridipinte e sciupate, pur qui s'ammirano : 



ITALIA ARTISTICA 




la Trasfigurazione, la Vergine in seggio, il 
Martirio di S. Sebastiano, il S. Girolamo, 
la Pietà, e meritano d'esser notate attenta- 
mente, fra le altre tavole maravigliose che 
la Pinacoteca possiede. 

Dolce sarebbe anche dinanzi a queste 
lungamente sognare, ma l'ora fugge, e ci 
strappa come il diavoletto crudele dell' A- 
lunno che tenta rapire alle carezze materne 
l' infelice fanciullo. La grande ancona del 
Pintoricchio, conserva quasi in tutto la sua 
celebre ricchezza ; 1' Adorazione dei Magi, 
attribuita ad Eusebio da S. Giorgio, fa 
pensare nel colorito e nel disegno a Raf- 
faello, e potrebbe, come l'Eterno aggiunto 
nell'alto, anch'esser dipinta da lui ; lo Spagna, 
Sinibaldo Ibi, Giannicola Manni, Domenico 
Alfani, vi continuano la scuola del Van- 
nucci. E Bartolomeo Caporali, pittore ormai 
non meno raro che soave, meglio noto re- 
centemente per la preziosa tavola acquistata 
dagli Uffizi, in alcuni dipinti attribuiti fino 
ad oggi al Bonfigli ripete la temperanza 
della intima sentimentalità mistica degli umbri nei più larghi influssi della monumen- 
tale arte fiorentina. 

Ma fuor della galleria, nella tranquilla e fresca Sala del Cambio, la gloria del 
Maestro immortale veramente rifulge. Quei buoni banchieri, osserva il Bourget, non 
meglio di quelli dei giorni nostri avranno saputo apprezzare l'intenzione profonda di 
un artista, e nel dare le ordinazioni piuttosto si saranno studiati di trovar l'ingegno 
di maggior prezzo, sì come valore di maggior profitto. Lasciate le vecchie case del 
Rimbocco del Cherubino, forse anche per superar la bella Sala della Mercanzia, tutta 
rivestita di legno finamente scolpito e intarsiato, avean deliberato d'adornare piace- 
volmente e riccamente il nuovo ufficio nel Palazzo del Comune, e v'aveano chia- 
mato il Vannucci. Egli qualche tempo era rimasto dubbioso; l'invito che gli avean 
fatto i frati d' Orvieto di dipingere a bon fresco in Duomo doveva sorridergli, ma 
l'importante commissione di questo ricco Collegio della città sua non poteva non 
troncare ogni esitanza. 

Veramente, la Sala era stata inaugurata nel 1453, senz'alcun ornamento di pit- 



GRLPPO IN BRONZO DELLA FONIE MAGGIORE. 

(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



PERUGIA 






tura; ma la sua stessa forma - quadra, con lo pareti divi rchi in forma elit- 

tica di elegante costruzione — pareva assai propria per es lilmente decorala. 

Sembra che al Perugino non fosse lasciatala scelta dei soggetti, indicatigli da Fran- 
cesco Maturanzio, Lettore nello Studio e Segretario dei Decemviri, il quale potè 

forse ispirarsi alle figurazioni del prezioso codice di Cicerone, posseduto già dal! i 
Biblioteca del Comune di Perugia. Certo, la grand'arte del Perugino, sentisse egli 
realmente gli influssi del nuovo paganesimo del Rinascimento, o seguisse i consigli 
dell'erudito Lettore, riuscì miracolosamente a fondere, tra l'armonia deliziosi degli or- 
nati che congiungono i diversi quadri e nella intonazione perfetta delle tinte, la tra- 
dizione cristiana con i ricordi dell'antichità. Pareva che in sua voce anche una volta 
il Petrarca volesse ripetere : < Rimabor exercitus Romanos, forumque lustrabo, et vel 
ex armatis legionibus, vel ex forensi strepitìi, studiosas et contemplationi deditas ani- 
mas eliciam ». Il miracolo intorno a cui invano n~lle scuole e nelle dispute gli ingegni 
più fervidi dei Neo-platonici s' affaticavano, 
sembra al fine operato in questi suoi ra- 
pidi tratti di pennello. L'arte ha pur tra le 
sue virtù svariate ed infinite, la potenza di 
volare ad altezze in cui la ragione si perde! 
Anche qui, il problema eterno della per- 
fettibilità umana trova la propria soluzione 
neh' umanarsi di Cristo, per cui, riavvi- 
cinandosi la divinità all'uomo, questo può 
per converso inalzarsi verso la divinità. E 
i due grandi quadri, di fronte all' ingresso, 
rappresentando la Natività e la Trasfigu- 
razione, simboleggiano appunto il mistero 
dell' Incarnazione, necessario per la salute 
dell' umanità, e la Redenzione conseguente 
dello spirito purificato, e Qualche virtù su- 
periore in noi discendere, commentava il 
divin Pico, non si debba intendere, che lei 
dalla sua sublimità scendendo, si ponga 
in luogo più inferiore per congiungersi a 
noi, ma tira noi per la virtù sua a sé >. Il 
concetto stesso, nei dipinti delle altre pa- 
reti si allarga. I Profeti e le Sibille annun- 
ziano il trionfo della Fede, mentre l'Eterno, 
con due Angeli ai lati, benedice. Salomone 




TOVAGLIOLO BIANCO E TURCHINO CON OBIPI PERUGINI E IA 
FONTE MAGGIORE (XV SECOLO' -- MUSEO DELL'UNIVERSI! \. 



94 



ITALIA ARTISTICA 



ed Eritrea occupano il primo posto ; Isaia, Mosè, Daniele, David, Geremia e Per- 
sica, Cumana, Libia, Tiburtina, Delfica, stanno in atto di conversare, recando 
nelle mani una pergamena scritta. Dall'altra parte, la stessa civiltà pagana, illumi- 
nata dalle Virtù Cardinali, diventa quasi istrumento del divino Volere. Le Virtù 
•stanno esse pure sedute nelle nuvole e ciascuna col proprio emblema. Sotto alla 
Prudenza, vedonsi Fabio Massimo, Socrate e Numa; sotto alla Giustizia, Furio Ca- 
millo, Pittaco e Traiano; sotto la Forza, Lucio Licinio, Leonida e Coclite ; sotto la 






' seairsi/ Ct^J?^ &/iìt w "*rsJ9S-^ 




• jtf eù./aa 'i/ri o?y/. rnartt (rtw &/% wSfWTrax jf/'f /-^y. ■• A ^,r<>'<^ / -'^ 

FONTE MAGGIORE (DA UN CODICE DELLA COMUNALE. XVI SEC). 



Temperanza, Scipione, Pericle e Cincinnato. A ogni gruppo allegorico risponde una 
delle iscrizioni poetiche, ritrovate nel manoscritto del Maturanzio. Quella della Giu- 
stizia dice: 

Si tribus bis cunctos similes pia numina gignant 
Nil toto sceleris, nil sit in orbe mali; 
Me eulta, augentur populi belloque togaque, 
Et sine me, fuerant quae modo magna ruunt. 

Catone, simbolo della Saggezza, degno dì tanta reverenza non per Dante solo ma 
per l'antichità tutta e per non pochi Padri della Chiesa, ricongiunge così gli Eroi 



P E RUGIA 



95 



classici e i Profeti del popolo ebraico. Nella volta, disegnata dal Maestro e forse 
dipinta dai discepoli, squisitamente fantastica e mirabilmenti : p ista, suddivisa in 
triangoli e circoli, lieta or nei fondi d'oro, or gravo in quelli neri, intrecciata d'or- 
namenti complicati e multicolori, sette deità, la Luna, Mercurio, Venere, Apollo, 
Marte, Giove, Saturno, simboli delle Arti del trivio e del quadrivio, dimostrano in 
fine per quali discipline 1' intelletto si elevi, secondo le parole del Convito, alla 
« divina scienza, che piena è di tutta pace, la quale non sofferà lite alcuna d'opi- 




FONTE MAGGIORE (DA UN CODICE DELLA COMUNALE. XVI SEC). 



nioni o di sofistici argomenti, per la eccellentissima certezza del suo soggetto, lo 
quale è Iddio ». 

Il così vasto concetto filosofico, che compendia in sé le dottrine etico-religiose 
della rinascenza dell'antichità non scevra in tutto d'influssi scolastici e d'ortodossia 
speculativa, e s'accosta, nel dichiarare la liberazione del finito nell'infinito a traverso 
la prigionia temporanea di questo in quello, all'armonia, tra cristianesimo e cultura 
antica, intorno alla quale sottilizzava il misticismo dei Neo-platonici, splendidamente 
s'eterna — contradizione singolare in vero di raffinatezza d' intelletto e urgenza di 



9 6 



ITALIA ARTISTICA 



vita positiva — in questo antico ufficio di banca, nella sublime interpretazione del; 
Perugino. 




SCUOLA DI 010. PISANO : TOMBA DI BENEDETTO XI — CHIESA DI S. DOMENICO. 



(Fot. Alinari). 



Nell'esecuzione di questi dipinti egli prodigò tutti i pregi suoi migliori ; lo stile* 
vi è più largo, le forme di grande leggiadria e di ottime proporzioni, le mosse na- 
turali e piene di grazia, i paesaggi, come sempre, delicati e tranquilli, i panneggia- 



I' E KUGIA 



97 



monti morbidi ed assai ricchi, le fisonomie vivamente e; gli ornamenti ric- 

chissimi; e se anche i quadri maggiori altri ne ricordino g iti da Ini ed in 

specie la Natività quasi perfettamente s'assomigli a quella della Villa Albani, e 
son pure mirabili per il colore brillante, per il sentimento e la freschezza delle fi- 
gure, per la serena e limpidissima maniera. 

E vi lasciò egli, consapevole della grandezza propria, un bel ritratto di sé me- 




MINO DA FIESOLE : TABERNACOLO — CHIESA DI S. PIETRO. 



i Fot. Anderson i. 



•desimo, il quale, dopo l'attribuzione del dipinto degli Uffizi a Francesco delle Opere, 
è l'unico ritratto che ci resti di lui. Xon è, per dir vero, in tutto l' ideal volto che 
avremmo potuto sognare, ed inutilmente ci fermeremmo ad interrogarne con la fan- 
tasia i tratti severi ma poco profondi, invano a ricercar nei piccoli occhi qualche 
luce delle sue mirabili visioni. Profondità misteriose dell'arte e del cuore umano ! 

Finissime tarsie rivestono in basso le pareti e piacevolmente intonano col gran 
bancone di noce intagliato e con il colorito tranquillo dei dipinti. 



9 8 



ITALIA ARTISTICA 



Poco dopo il principio dell'opera, una mano ignota, forse lo stesso Notaio del 
Cambio, esprimeva la propria ammirazione con questa curiosa terzina, scritta in uno 
dei registri d'ufficio : 

Pietro Perusino e ogn'altro vinse, 
nella pictura quivi designò 
de propria mano et con ingegno pins?. 




AGOSTINO DI DUCCIO: LUNETTA E ARCHITRAVE DELLA PORTA NELL'ORATORIO DI S. BERNARDINO. 

(Fot. Alinari i. 



E nella graziosa Cappellina contigua, diverse pitture, reputate per solito di Gian- 
nicola Marini, ma delineate facilmente in qualche punto anche da Raffaello, conti- 
nuano e serbano — lode massima, certo — la buona scuola perugina. 



* 



Reminiscenze del mondo antico già si trovano nella Fontana Maggiore, comin- 
ciata sul declinare del XIII secolo, e confermano nelle preziose sculture di Niccola 
Pisano — o d'Apulia? — il graduale sviluppo, attraverso il pensiero medioevale. 




ORATORIO DI S. BERNARDINO. 



Fct. Alin.iri». 



IOO 



ITALIA ARTISTICA 



della tradizione classica su cui più tardi si svolgon le concezioni maggiori, nelle 
arti rappresentative specialmente, della Rinascenza. 

Architettata nel 1277 dal perugino Fra Bevignate e dal veneziano Boninsegna 
per accoglier l'acqua allora allora condotta dalle fresche ombre del Monte Pacciano, 




AGOSTINI) DI DUCCIO : PARTICOLARE DELLA LUNETTA SOPRA LA PORTA DELL'ORATORIO DI S. BERNARDINO. 

(Fot. Alinari). 



pare che sempre essa fosse ai Perugini più cara, dice un cronista, della stessa luce 
degli occhi ; leggi minute e precise, dal principio, ne regolavano l'uso severamente, 
e non molto dopo una ricca inferrata, maestrevolmente eseguita dagli abili fabbri 
della Fratta, ne assicurava la durevole conservazione. Ne di così assidue cure sa- 
rebbe facile sorprendersi. 

L'eleganza schietta delle linee e delle giuste misure, illeggiadrita dalle eccellenti 



V E R li (i I A 



[01 



sculture, ammorbidita dallo lievi sfumature dell'antico marmo, e puramente animata 

dall'acqua — dagli alti zampilli salienti verso il dolce colore d'orientai zaffiro, dai 
getti scaturiti dalle varie teste nelle cornici, dalle onde leggere carezzate dal vento 
e traboccanti dallo coppe nella selva delle colonnine variamente lavorate o dei 




AGOSTINO DI DUCCIO : PARTICOLARE DELLA LUNETTA SOPRA LA PORTA DELL'ORATORIO DI S. BERNARDINO. 

(Fot. Ali nari). 



pitelli — dovea pur deliziosamente sorridere, nel gran lume della piazza rovente di 
sole, tra le alte mura degli edifici, tra i costumi variopinti e il luccicar delle arma- 
ture, e l'ombre nere degli incappucciati. Ormai questo gioiello della scultura primi- 
tiva è stato in gran parte logorato e guasto dalla lima del tempo, e non con- 
serva, per esser già stato abbattuto da terremoto, nemmeno in tutto la disposizione 
originale ; gli ornamenti delicatissimi a cornici e pilastrini, le statuette e i bassi ri- 



ITALIA ARTISTICA 




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AGOSTINO DI DUCCIO: UNA STORIA DI S. BERNARDINO — PARTICOLARE DELLA FACCIATA DELL'ORATORIO DI S. BER- 
NARDINO. ( Fot - Alinari). 



lievi, consumati in tutta la superficie dall'acqua stessa, si perdono nelle incrostature ; 
solo la tazza superiore, in bronzo, nella quale le Naiadi e i Grifoni di Mastro Rosso, 
orafo perugino, s'intrecciano, resta intatta ancora. La immaginosa maestria di Niccola 
e di Giovanni da Pisa e di qualche loro scolare, vi ha lasciati solchi profondi. 
La rinascente vigoria delle figurazioni, la verisimiglianza spontanea, il rilievo sicuro 
della muscolatura, la ricchezza dei panneggiamenti, ancora s'indovina nelle deperite 




AGOSTINO DI DUCCIO : UNA STORIA DI S. BERNARDINO - PARTICOLARE DELLA LACCATA DELL' ORATORIO DI S. BER- 

(Fot. Alinari). 
NARDINO. 





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PERUGIA 



105 



rappresentazioni dei concetti medioevali in cui talvolta si riflette l'antichità. Soggetti 
tratti dalle favole d'Esopo e dal Vecchio Testamento, esempi di vita domestica e «li 
lavori agricoli, vi si intrecciano bizzarramente con le arti liberali, con il Leone 'li 
parte guelfa e il Grifo perugino, con varie figure di Santi, con le allegorie della 
•Chiesa rom:ina, della Divinità eccelsa, di Perugia, di Chiusi, del Lago. Vi si osser- 
vano, scrive il Muntz, in mezzo a personaggi e simboli del medioevo, i fondatori di 
Roma, Romolo e Remo, la madre loro Rea Silvia, la lupa che li allattò, e anche 
scene tratte dalle favole esopiane, il Lupo e la Cicogna, il Lupo e l'Agnello, ecc. 
Ma le reminiscenze non si fermano alla scelta degli argomenti; il mese d'Aprilo, 




AGOSTINO DI DUCCIO 
NARDINO. 



UNA STORIA DI S. BERNARDINO — PARTICOLARE DELLA FACCIATA DELL' ORATCRIO DI S. BER- 

(Fot. Alinari). 



rappresentato come una donna dritta in piedi, con una cornocopia e un paniere di 
fiori, è antico così pel drappeggiamento come per l'espressione. Golia è armato alla 
romana. Il leone e le aquile figurate negli altri scompartimenti procedono da quelli 
che ornano i monumenti di Roma imperiale. 

Negli sforzi individuali dei lontani precursori del Rinascimento, 1' amore della 
bellezza classica, così vivo nella scuola del Pisano e maravigliosamente immortalato 
nelle maggiori opere di lui, dal battistero di Pisa al bassorilievo della Cattedrale 
di Lucca, dal reliquiario di S. Domenico a Bologna al pulpito di Siena, ed in fine 
nella Fontana Maggiore, dopo il grave silenzio di secoli, già spirava nell'animo degli 
artefici il desiderio di forme nuove, più sicure e più libere, dalle quali in seguito, 
rinnovata anche, il volo agile spiccasse l'idea. 



13 



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ITALIA ARTISTICA 



Il monumento a Benedetto XI in S. Domenico fu da alcuni attribuito alla scuola 
di Giovanni Pisano. Il Pontefice, desideroso di riunire in pace i Bianchi e i Neri di 
Firenze, aveva in quell'anno, 1304, ricevuto in Perugia parecchi capi di parte guelfa, 
venuti con Corso Donati e centocinquanta cavalli. Ma le trattative eran riuscite vane, 
e l' infelice Benedetto, narra il Villani, dopo aver mangiato certi squisitissimi 
fichi era passato a vita migliore. Nel monumento, il Papa riposa sopra al sarcofago 
riccamente intagliato a rosoni e fogliami, con la testa scarna adagiata sui guanciali, 
le mani conserte su le pieghe della lunga veste sapientemente panneggiata, mentre 





MINIATURE DELLA MATRICOLA DEI NOTAI (XV. SEC.) 



(Fot. I. I. d'Arti Grafie lie). 



due Angeli apron le cortine, leggiere e molli, divise da piegoline minute anch'esse. 
Più in alto, sostenuta da una larga urna con quattro mezzi busti a rilievo, si erge 
una nicchia divisa in tre portici terminanti ad arco acuto. Sotto il portico di mezzo 
sta seduta la Vergine, tra S. Domenico ed altri Santi. Ai lati, due colonne a spirale 
sorreggono l'arco acuto che copre tutto il tumulo e in mezzo al quale è figurato 
Cristo benedicente. Tutto il lavoro è di bianco marmo con linee intarsiate a mosaico, 
ma purtroppo è guasto e mutilato in più d'un delicato ornamento. 

Con Mino da Fiesole ed Agostino di Duccio, la scultura si raffina vie più, e nei 
marmi e nelle terre cotte tutta l'armonica grazia dell'arte del quattrocento sorride. 

Nell'altare che Mino intagliò per la Cappella dei Signori di Monte Vibiano in 
S. Pietro, per l'inesperta durezza delle figure, e segnatamente di quelle degli Angeli, 
per la rigidità cartacea con cui si piegan le stoffe, per la espressione imbambolata 



P E KUf.I A 



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•dei volti, ei forse conferma il giudizio del Vasari, s< i il quale non avrebbe 

« aiutato il far suo con le cose vive >. Puro, nelle linee proporzionali ottime, le 'or- 
nici e i vari fregi molto bene s'accordano, e gli ornati, tutti fioriti e carichi di frutti, 
piacevolmente si rincorrono, delicatissimi. 

Ma Agostino di Duccio, leggiadramente e sicuramente si eleva con la squisita 




BENEDETTO XI CONCEDE PRIVILEGI AI DOMENICANI DI PERUGIA (DA DN CODICE MINIATO DELLA PINACOTECA. 1348). 

(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



■opera sua su la plastica e la statuaria di cui Perugia si allieti, e sotto il tocco ca- 
rezzevole della sua mano maestra, le stesse rappresentazioni convenzionali — gli An- 
geli, le teste dei Serafini, i Grifi — hanno parvenze di immateriale venustà. Sia per 
la intonazione felicissima delle figurazioni complesse, sia per la squisita finitezza dei 
diversi e pur minimi particolari, ei c'incanta non so ben per quale dolce sensazione 
che veramente sfuggirebbe alla miglior virtù descrittiva. Le sue figure e gli orna- 



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ITALIA ARTISTICA 



menti, le colonnette snelle, i capitelli minuscoli, le varie cornici, le lievi incisioni, i 
rilievi sottilissimi, sono d'una eleganza indicibile. La materia che egli lavora ha gra- 
dazioni di colore deliziose, dal roseo e dal bianco dei vari marmi ì alle pallide tinte 




PALAZZO DELL'ANTICO COLLEGIO DEI NOTARI. 



(Fot. Alinari). 



delle terre cotte. 11 tempo ha squisitamente ammorbiditi i contorni, alleggerite le- 
luci e le ombre, attenuato il colorito. 

La facciata dell'Oratorio di S. Bernardino — edificata per volere dei Magistrati 
perugini in memoria di colui che nell'imperversare della tempesta avea parlato di 
carità, di pace e d'amore — sorride gentilmente tra il praticello, gli alberi e il cielo, 
come una nube leggiera, variopinta e sfumata, in qualche serena aurora primaverile.. 



PERUGIA 



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La vollero proprio in quello spiazzo silenzioso, a fiani i del glorioso S. Fran- 
cesco, ove S. Bernardino, da buon francescano, ogni qual volta Eosse venuto in Pe- 
rugia aveva chiesto ospitalità. Una graziosa tradizione ricorda com'egli avesse cara 
fra tutte una campana del convento, la quale possedeva voce di ineffabile soavità 
ed era nomata Viola. Ora, avvenne che un giorno, mentre tutte le campane sona- 
vano, la Viola cadesse, e S. Bernardino che in quell'ora appunto predicava in piazza, 




LOGGIA DI BUACCIO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



per miracolo, la udisse cadere ; onde, brevemente taciutosi esclamasse : « Figli miei, 
la Viola è caduta, ma guasta non è ». E risaputosi indi a poco che il caso era oc- 
corso veramente sì come egli avea detto, da tutti per grandissimo miracolo fu ri- 
tenuto. 

Nel 146 1, Agostino di Duccio pose mano a quest'opera complessa e mirabile. 
Tutta inneggia alla gloria del Santo, e tutta con le varie allegorie, con le scene dei 
miracoli e le immagini di altri Santi, par che converga verso la vivida aureola di 
fiamma che illumina l'alta e scarna figura di Lui. Gli Angeli sorvolano su i pallidi 



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ITALIA ARTISTICA 



fondi con lievità di piume e le vesti loro, quasi trasparenti, si gonfiano e piegano 
come se realmente il vento le movesse ; le testoline dei Serafini, con le boccucce soc- 
chiuse e gli occhietti languidi; tra i riccioli e le morbide alette amorosamente sorri- 
dono; l'Arcangelo s'affaccia dalla sua nicchia con una movenza leggiadrissimamente 
garbata ; in fine la figura del Redentore che, tra Angeli e Cherubini, benedice dal 
frontespizio, le varie immagini emblematiche, le statuette della Vergine Annunziata, 




AGOSTINO DI DUCCIO E POLIDORO DI STEFANO : PORTA S. PIETRO. 



(Fot. Alinari). 



di S. Costanzo e di S. Ercolano, le rappresentazioni dei miracoli del Santo, tutte 
delicatamente modellate, leggere, svelte, dolcemente espressive, s'intrecciano grazio- 
samente, tra i ricchi festoni di frutti e di foglie, tra le cornici diligentemente inta- 
gliate, tra gli ornamenti agili, che seguono le perfette linee architettoniche. E i più 
dolci colori le ingentiliscono ; le rose incarnate e i pallidi oleandri, tra le acquema- 
rine e i lapislazzuli, vi sembran fioriti ; le luci cerule dei sereni meriggi vi sembran 
fissate, le sfumature delle lontane montagne nebbiose, il verde tenero dei praticelli, 
il sorriso dell'alba, il lume tremulo dei ruscelli deliziosamente vi si riflettono. 




PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO 



i Fot. . Ulnari ). 




PALAZZO DELL'UNIVERSITÀ VECCHIA. 



Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



I 12 



ITALIA ARTISTICA 



L'arte della Rinascenza, aspirando a forme di più perfetta bellezza, i più deli- 
cati modelli ricercava nella natura; la molle curva d'un frutto, la soave fragilità di 








PORTA S. ANGIOLO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



un fiore, la venatura d'una foglia, parlavano agli eletti spiriti, acuiti dalla ricerca 
continua di una pura raffinatezza estetica, un linguaggio arcano e divino. Le piace- 
voli immagini tratte dal vero si sublimavano nella concezione astratta del bello ideale. 



PERUGIA 



113 



Mentre cosi Le maggiori arti figurative fiorivano in 1 e Vonor d'Ode- 




PORTA S. ANTONIO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



risi si perpetuava nei Corali, negli Annali e nelle Matricole, con Bartolomeo e Gia- 
como Caporali, Pierantonio di Giacomo, Tommaso di Mascio, Cesare Pollini ed altri, 
e varie arti affini progredivano — l'intaglio in legno, la pittura del vetro e la pittura 



ii4 



ITALIA ARTISTICA 



della maiolica, la tessitura e la oreficeria — e nello Studium Generale, fondato da 
Clemente V ed ampliato da Giovanni XXII, echeggiavano i nomi gloriosi di Jacopo 




PORTA S. SUSANNA. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



di Belviso, di Bartolo, di Baldo e di Alberico Gentile, e vi s'affollavano in gran nu- 
mero discepoli ultramontani e oltramontani, di Francia, Germania, Catalogna e tutta 
Italia, l'architettura arricchiva di palazzi, di archi, di porte, di torri, di conventi e 
di chiese, la città. 




PORTA S. GIROLAMO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 




PORTA EBURNEA. 




TORRE DEGLI SC1RI. 



(Fot. I. I, d'Arti Grafiche). 




CHIESA DI S. PIETRO. 



'Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 




INTERNO 1)1.1 LA CHIFSA DI S. PIETRO. 



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ITALIA ARTISTICA 



Disgraziatamente gli edifici maggiori, ed in special modo quelli non sacri, sono 
stati atterrati o in grandissima parte guasti. Il bellissimo palazzo dell' Udienza dei 
Notari fu vandalicamente mutilato dal Cardinal Pinelli, nel 1591 ; gli edifici pub- 
blici e privati, sacri e profani, del monte di Porta Sole, caddero per la costruzione 




PARTICOLARI DEGLI STALLI DEL CORO - CHIESA DI S. PIETRO. 



(Fct. Alinari). 



della cittadella dell'Abate di Monmaggiore ; l'alto palazzo che sopra le Volte con- 
giungeya l'attuale Seminario con l'Arcivescovato, nel XVI secolo fu distrutto da un 
fierissimo incendio ; i sontuosi palazzi dei Baglioni disparvero quando sul luogo stesso 
fu eretta la Fortezza Paolina ; palazzetti, graziose case, piccole chiese, son rimasti 
stretti fra mura recenti e si perdono sotto i nuovi intonachi ; e delle cento torri di 



PERUGIA 



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cui Perugia fu celebre, ìntegra non resta se non quella, quadra ed altissima, degli 
Sciri. 

Ad onta di tutto questo, la pia/za del Municipio conserva ani maschia 

bellezza d'un tempo, e parecchi altri monumenti seguono la gr Suzione delle 

forme architettoniche. Tralasciando gli avanzi più antichi, i quali s'intravedono im- 
perfettamente od assai frammentati in costruzioni di mediocre importanza, bellissimi 
esempi della Rinascenza si hanno nei palazzi dell'Università Vecchia e del Capitano 




CORO DELLA CHIESA DI S. PlETliO. 



Fot. .Minarli. 



del Popolo. In quest'ultimo, si apre un'ampia porta di pietra serena delicatamente 
scolpita in cui spicca una figura allegorica della Giustizia ; le finestre a doppio arco, 
divise da collonnine con graziosi capitelli, sorreggono architravi leggiadrissimi, inta- 
gliati a fronde e festoni ; una Ioggetta, con mensole e stemmi, ne interrompe la sime- 
tria. Xè maggior grazia si potrebbe desiderare nella Porta S. Pietro, decorata a pi- 
lastri, capitelli e fogliami intrecciati, la quale, pur nella seconda metà del XV se- 
colo, fu eseguita da Agostino di Duccio e Polidoro di Stefano perugino. 

Contrasta essa veramente con un'altra opera, che alcuni credono del tempo stesso. 



120 



ITALIA ARTISTICA 



quantunque abbia caratteri di maggiore antichità, cioè la Porta Sant'Angelo, severa 
costruzione di difesa, che interrompe col suo torrione cospicuo e severo, ma danneg- 
giato e pericolante, la cerchia vecchia delle mura. 

Le chiese consentirebbero uno stadio assai più vasto e più vario. 

La Basilica di S. Pietro, una delle prime chiese aperte al culto in Perugia, uf 
fidata da circa dieci secoli dai Benedettini, fu un tempo residenza di Vescovi e 
Cattedrale. Eretta, scrive l'abate De Stefano, in un luogo che prima chiamavasi Monte 
Calvario o Caprario, sopra i ruderi d' una chiesa antichissima distrutta dai Pagani, 
venne, quale ora si vede, costruita sotto l'Imperatore Ottone II, da un nobile peru- 
gino, Pietro Yincioli dei Conti d'Agello, uomo illustre per santità e dottrina, dopo 
d'aver professata la regola del Patriarca San Benedetto. Consacrata la chiesa nel- 




PARTICOLARI LEL CORO — CHIESA DI S. PIETRO. 



(Fot. Alinari). 



l'anno 979 dal Vescovo di Perugia, fu dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo. 
Papa Giovanni XIII, per la santa vita e per la grande venerazione, che dai suoi 
nobili e ricchi concittadini riscuoteva il Vincioli, lo nominò Abate del contiguo mo- 
nastero, onde con le larghe offerte di denaro e di beni stabili dei suoi ammiratori, 
nonché col suo ricco patrimonio, potè egli iniziare la fondazione della basilica e del 
suo grandioso monastero. 

La chiesa ha in tutto carattere di basilica, quantunque tra l'abside, che fu fatta 
verso la seconda metà del X secolo, e le navate, che son del secolo XV, non esista 
uniformità architettonica. Ma le tre lunghe navi, divise da colonne di varia pietra tolte 
da qualche tempio pagano — forse da quello di S. Angelo — con il ricco soffitto 
a riquadratura e lacunari coloriti e dorati, i muri e il grand'arco riccamente dipinti, 
■sono di bellissimo effetto. 

Una delle colonne — la colonna miracolosa che porta dipinta l'immagine di 




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PAR IICULAKI DI L COKO — CHIESA DI S. PIETRO. 



(Fot, Alinari). 




PARTICOLARI DEL CORO — CHIESA Di S. PIETRO. 



LfFot. Alinari». 



12. 



ITALIA ARTISTICA 



S. Pietro Vincioli — è rimasta fuor d'appiombo e ricorda una curiosa memoria. Si 
racconta che mentre la levavano per metterla a posto, si rompessero i canapi e nel 
momento che stava per precipitare con certa rovina degli operai, l'Abate Pietro, 
che per caso trovavasi presente, col segno della Santa Croce, la facesse restare so- 
spesa in aria. 

La basilica, anche a prescindere dalle opere preziose che ne son parte, divenne 
un vero e proprio museo, così importanti sono i tesori artistici che essa possiede. 

Oltre al già ricordato altare di Mino da Fiesole, meritano d'esservi attentamente 




BONF1GLI O NICCOLÒ DEL PRIORE (?) : LA PIETÀ DI S. GIROLAMO E LEONARDO — CHIESA DI S. PIETRO. 

(Fot. Anderson). 



osservati, l'Assunta di Orazio Alfani, il San Benedetto con altri Santi attribuito a 
Masolino, la Deposizione di Sebastiano del Piombo, la Pietà di buona scuola del Pe- 
rugino, l'Annunziata del Sassoferrato, l'Adorazione dei Magi di Eusebio da San 
Giorgio, la Pietà erroneamente attribuita al Bonfigli, che, per recentissimi ed ancora 
inediti studi del conte Luigi Manzoni, spetterebbe invece a Niccolò del Priore, l'An- 
nunziata di Giovan Battista Caporali, il Gesù nell'Orto degli Olivi di Guido Reni, le 
tele della Cappella del Sagramento dipinte dal Vasari. 

Dietro l' aitar maggiore — di rarissimi marmi, pregevolissime pietre dure e 
bronzi lavorati, costruito da Sante Ghetti nel 1592 — si inarca il coro veramente 



PERUGIA [23 

meraviglioso, diviso in due ordini, alla loro volta suddivisi in sessantotto stalli, inta- 
gliati su disegni di gusto e maniera raffaellesca, nel 1533 da Stefano da Bergamo 
e da vari altri eccellenti intagliatori. La porta di mezzo, opera di Fra Damiano da 
Bergamo, ha riprodotto in quattro specchi di delicatissimo intarsio l'Annunciazione 
di Maria, il Ritrovamento del bambino Mosè nel Nilo, e, più in basso, lo teste re- 
cise di San Pietro e di S. Paolo. 

Nella sacrestia si conservano cinque quadretti in tavola, rappresentanti in mezza 
figura S. Scolastica, S. Costanzo, S. Pietro Abate, S. Ercolano e S. Placido, opere 
di indicibile finezza e bellezza del Perugino, le quali appartenevano al quadro della 




PERUGINO : SANTA SCOLASTICA — CHIESA DI S. PIETRO. 

(Fot. Alinari). 



Ascensione, ora a Lione. In un angolo delle pareti, due delicate figurine infantili 
sorridono teneramente in una piccola cornice di stucco : il Gesù Bambino e San Gio- 
vanni, di Raffaello. 

Vi si osservano altresì alcuni magnifici antifonari ornati con squisite miniature 
di Pier Antonio di Giacomo da Pozzuoli, Giacomo Caporali, Giovanni e Francesco 
Boccardini, Matteo di Terranova, ecc. 

Nel monastero attiguo alla chiesa, rimangono alcune decorazioni di terrecotte 
di Ila scuola dei Della Robbia, un grazioso lavabo alla porta dell'antico refettorio, 
ed in questo tre rosoni nel soffitto ed un pulpito assai danneggiato. 

* 

La severa e vasta costruzione del San Domenico ha, se paragonata col vicino 





PERUGINO: S. MAURO — CHIESA HI S. PIETRO. 



PERUGINO : S. PIETRO — CHIESA DI S. PIETRO 





PERUGINO : S. COSTANZO — CHIESA DI S. PIETRO. 

(Fot. Alinari), 



PERUGINO : S. KRCOLANO — CHIESA DI S. PIETRO. 

(Fot, Alinari). 



PERUGIA 



125 



San Pietro, così all'esterno come all'interno caratteri ed in tutto diversi. Ini- 

ziata verso i primi del secolo XI Y, in sostituzione dell'antica chiesa di Santo Ste- 
fano o di San Domenico vecchio, sotto il Priorato di Niccolò Brunacci, fu da prin- 




RAFFAELI.O : GESÙ BAMBINO L 



S. PIETRO. 



(Fot. Anderson). 



cipio architettata sul gusto gotico, di cui ancora restano visibili tracce nel!' alto fi- 
nestrone — chiuso nel secolo XV da una mirabile invetriata a colori - - e negli 
avanzi delle antiche cappelle ; ed era distinta in tre navate per mezzo di dieci co- 
lonne ottangolari di mattoni, con basi e capitelli di travertino che sostenevano la 
volta a cordoni pure di travertino e di modello terzacuto. Il 12 aprile del 16 14, 



726 



ITALIA ARTISTICA 



la navata di mezzo precipitò per colpa di muratori mal pratici, e il 5 di marzo dei- 
ranno successivo rovinarono quattro colonne e le altre volte. 

In seguito ricostruita, perdette in gran parte la forma originaria, e gli affreschi 




LAVABO IN TfcKRA COTTA — MONASTERO DI S. PIETRO. 



(Fot. Anderson). 



che ne adornavano le pareti — il Vasari assicura che vi dipinsero Taddeo Gaddi e 
Buffalmacco — sono scomparsi sotto il bianco uniforme della calce. 

Del monumento di Benedetto XI, già è stato detto. Ala non converrebbe di- 
menticare il grazioso altare di varie terrecotte dipinte, eretto da Agostino di Duccio 



V E RUGIA 



127 



in una dello cappelle, né il bellissimo coro di legno finamente intagliato, con bizzarre 
chimere, statuette, uccelli e serpenti ingegnosamente inti eseguito nel [475 

da Polimante di Niccolò del Castello della Spina, ed or ora abilmi tu ■ restaurato, 



La Cattedrale di San Lorenzo, la quale, vista esternamente, con [e sue mura 




CHIOSTRO E CHIESA DI S. DOMENICO. 



solo in minima parte coperte di marmi, e la sua facciata nuda, sembra ancora assai 
lontana dall'esser finita, subì, nelle successive costruzioni, diverse e non certo profit- 
tevoli peripezie. Nel duecento, l'antica chiesa che sorgeva appunto in quel luogo fu 
demolita e i cittadini riuniti in comizio ne affidarono a Fra Bevignate la nuova edi- 
ficazione. I tempi, per altro, non sembravano propizi a una cotale opera di pietà, ed 
a cagione delle guerre continue, che occupavano gli animi e le finanze del pubblico, 
il progetto del buon frate correva rischio di rimaner negli archivi. 

Nel 134,5, dopo lungo aspettare, il Vescovo ne poneva la prima pietra. Dovette 
esser festa solenne, assistita da tutti i religiosi e folla grande di popolo, ed auspicale 




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ALTARE DI AGOSTINO DI DUCCIO IN S. DOMENICO. 



(Fot. 1. I. d'Arti Grafiche). 



ITALIA ARTISTICA 




COKO DI S. DOMENICO. 



< Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



di non dubbia grandezza; ma ancora per 
molti anni quelle prime pietre doveano ri- 
maner sole e abbandonate. Più tardi, l'o- 
pera fu ripresa ed era a buon punto allorché 
1' Abate di Alonmaggiore la fece abbattere 
nuovamente in parte considerevole a causa 
della cittadella di Porta Sole. Finalmente il 
Vescovo Baglioni, la cui splendida tomba, 
dichiarata erroneamente da certuni opera 
di Agostino di Duccio, sorge sulla parete 
destra presso la principale porta del Duomo, 
riuscì a condurla a termine, verso la metà 
del XV secolo. 

T'interno della chiesa, osservato com- 
plessivamente, non è certo notevole per 
armonia di decorazione o splendore d'orna- 
menti; ma pure, in certa guisa, non manca 




I'AItTICOLARE Dia COKO DI S. DOMENICO. 

(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



PERUGIA 



131 



(li grandiosità. Alcune tivole di gran pregio ne ar mo gli altari ed il 

coro, un'ottima Deposizione del Barocci, la Madonna i Grazie attribuita a 

Giannicola Manni, una mirabile Madonna col Bambino di L relli, e qualche 

altro dipinto di scuola perugina, tra cui notabile la tela di ] [co di Angelo 

(1488) rappresentante Gesù fra quattro Santi. 




A DI BKAl 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



.-; La Cappella del Sant'Anello — nella quale trovavasi lo Sposalizio del Perugino, 
che ora appartiene alla Galleria di Caen — fa tornare in mente il curioso racconto 
delle fortunose vicende a cui la reliquia che in essa si conserva sarebbe stata sot- 
toposta. Nel 985 — vuole la tradizione — un Giudeo romano che vendeva diversi 
gioielli a un certo Raniero, orafo di Chiusi, gli mostrò un'onice, dicendo: Se tu co- 
noscessi il valore di questa gioia, la stimeresti più di tutto il resto, poiché altro non 



112 



ITALIA ARTISTICA 



è se non l'anello con cui Giuseppe sposò Maria. Raniero, acquistato il prezioso a- 
nello, lo portò in casa sua, dove rimase obliato fino alla morte dell'unico figlio del- 
l'orafo. Mentre ne trasportavano il cadavere, questo si levò ricordando al padre l'a- 
nello per virtù del quale era potuto ritornare in vita. Allora, con molta devozione, 




CANONICA DI S. LORENZO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



il miracoloso gioiello fu portato nella chiesa di Santa Mustiola, ove operò di molti 
prodigi. Ma uno dei frati, a cui era stato affidato, un tedesco che si chiamava Winter, 
nel 1473 lo rubò, e presolo con sé partissene con l'intendimento di ritornare al paese 
suo. Ora, come ei fu uscito di poco da Chiusi, una densissima nebbia lo circondò 
da ogni parte, ed impedendogli la vista gli fé' perdere la via, di guisa che, dopo 



P ERTI G l A 



I V 



molto vano cammino, si ritrovò precisamente nel luogo < r nde s'era messo in viag- 
gio. Venuto quindi a Perugia, si presentò con l'anello a Braccio Baglioni che lo 







TOMBA DEL VESCOVO EAGLIOXI IN S. LORENZO. 



mandò dai Priori ; e questi, riconosciuto per dono della divina grazia il miracoloso 
gioiello, deliberarono che non più mai, per volere umano, dovesse esso uscir di città. 
Anche Siena e il Pontefice cercarono di far restituire la reliquia a Chiusi, ma inu- 
tilmente. 



T54 



ITALIA ARTISTICA 



Le altre chiese hanno perduto alquanto d'importanza, e dopo essere state spo- 
gliate dei molti tesori artistici che possedevano, per l'arte e per la storia potrebbero 
essere studiate assai rapidamente. 

Il glorioso San Francesco, che fu già sepolcro magnifico dei più illustri peru- 
gini e s'allietava delle tavole migliori che or si trovino nella Pinacoteca, è ridotto 
poco più d'un cumulo di rovine. Sant'Ercolano conserva tuttavia la caratteristica sua 
forma, alta ed ottagonale, ma internamente è stato assai rinnovato. Sant' Angelo 




SEDILI NEL CORO DEL Dl:OMO 



(Fot. Alinari). 



merita, più che non per altro, d'esser visto per gli avanzi del già ricordato tempio 
pagano che esso racchiude. Sant'Agostino ha perduto i caratteri della bella costru- 
zione primitiva, le cappelle gotiche son rimaste tagliate fuori dalle vecchie mura, e 
da quando i dipinti sono stati tolti dalla celebre ancona, altro vanto non porta 
se non dello splendido coro, lavorato da Braccio d'Agnolo, sul declinare del quat- 
trocento. In San Severo sorride il pallido affresco di Raffaello e del Perugino. San 
Fiorenzo, il Carmine, Santa Maria Nuova, posseggono bellissimi gonfaloni che po- 
trebbero anch'essere del Bonfigli. Dei monasteri, quello di Sant'Agnese racchiude 



P E K UG 1 A 






una mirabile Madonna, del Perugino, ad affresco, in cui l'inginocchiano pur due 
monache" che la tradizione vuole rappresentino le sorelle . Santa Giuliana, 

convertito oggi in Ospedale militare, serba il suo graziosiss ro e si profila 




TARSIE NELLA SAGRESTIA DEL DUOMO. 



i Fot. Alinari). 



contro l' azzurro del cielo con il campaniletto gotico. Monte Luce e San Fran- 
cesco si perdon, fuor delle mura, nell'ombra degli olivi. 

Rapidamente ci passano negli occhi e nell'animo, tutte, severe e leggiadre, a- 
mate visioni di pace e di bellezza, di consolazione e di gioia. Contro le nuvole lievi 



i 3 6 



ITALIA ARTISTICA 



e pallide, nella dolce sera, lo snello campanile di San Pietro, quello più tozzo di 
San Domenico, quello aguzzo di Santa Giuliana, quello schiacciato di Monte Luce, 
si delineano, come antiche braccia protese in alto a significar l'eterna speranza, l'i- 
nesauribile preghiera. Un suono malinconico — soave quanto quello della Viola mi- 




SCUOLA DI L PERUGINO : MADONNA DELLE GRAZIE — DUOMO. 



(Fot. Anderson). 



racolosa — ascende lento e nell'aer tranquillo si perde, come un canto mesto, come 
una sommessa supplicazione. E le grandi volte, nude e bianche, della rigida co- 
struzione domenicana, e le navate ricche di S. Pietro, e le ombre gravi di S. Ago- 
stino, e il perenne sorriso di S. Bernardino, par che nella fantasia anco ripetano — 
- eternamente forse ripetano — tutte le parole di dolore, di fede, di pentimento, 



P E R U (. I A 



' *7 



di speranza elio si sono dai vecchi altari involate, con 1 pir< dell'incenso, 

verso il conilo sorriso intraveduto dallo vetrate E le cappelline dei <:on- 




L. SIGNORELLI : LA VERGINE, IL BAMBINO E SANTI — DUOMO. 



i Fot. Anderson"». 



venti, e i chiostri tranquilli, e gli orti fioriti tra le alte mura, odorosi di geranii e 
di timo, parlano non di penitenza, non di carni straziate dai cilizi, non di paurose 
apparizioni tentatrici, ma di pacate contemplazioni, di soavi immagini e di lembi di 



138 



ITALIA ARTISTICA 



cielo azzurro, di canti d'organo e di coppe fiorite davanti ai Santi e alle Madonne. 
Fuor delle chiese e dei conventi, ormai, la nuova scienza della nuovissima critica, 
analizza gli affreschi e le tavole, raffronta le mani, gli orecchi e le pieghe, inalza 
alla gloria vecchi artefici dimenticati, altri ne condanna all' oblìo. E tra le nuvole 
lievi, una delicata femminile parvenza da noi par che rassegnata si diparta. Quanti 
tesori di ineffabile poesia sfumano sull'ara che chiamiamo civiltà ! 




CHIESA DI S. FRANCESCO E ORATORIO DI S. BERNARDINO. 



(Fot. I. I. d'Arti Orrifiche). 



In tutta la prima metà del secolo XVI, la storia di Perugia strettamente si in- 
treccia con quella dei Baglioni. Par le lotte che, assicurato il predominio delle mag- 
giori famiglie sul popolo, avevan frequentemente divisa la città, impallidiscono di- 
nanzi al fierissimo certame delle due genti più forti, nobilissima l'ima, aspirante alla 
tirannide l'altra, e gli Arcipreti, i Della Staffa, i Della Corgna cadono neh' ombra, 
i non tre più ostinatamente Oddi e Baglioni combattono; in fine, respinti gli Oddi 
- silio nel 14S8, i Paglioni escono dal Duomo in cui si cran fortificati, occupano 




CHIESA DI S. EUCOLANO. 



J 4° 



ITALIA ARTISTICA 



i loro magnifici palazzi, e, per quanto la spada dei fuorusciti s' appunti contro di 
loro, risplendono, in lor breve gloria, nel sangue e l'ostro, per circa mezzo secolo, 
tra le maggiori case principesche d'Italia. 

Essi erano una di quelle famiglie la cui signoria non si era mai trasformata in 
un vero principato, ma consisteva soltanto in una supremazia esercitata dentro la 
cerchia della città e basata sulle grandi ricchezze e sull'influenza effettiva nel con- 




LHIESA DI S. ANGELO. 



ferimento delle pubbliche dignità. Nell'interno della famiglia uno solo era riguardato 
come il capo supremo di essa, ma un profondo e nascosto rancore regnava tra i 
membri dei suoi rami diversi. 

Lo spirito del Rinascimento riappare così in tutta la sua terribile magnificenza. 
L'ambizione sfrenata non esita dinanzi ai più atroci delitti ; la grandezza, nata dagli 
odi e fiorita tra i contrasti selvaggi, si ingentilisce con lo splendore delle arti, si 
riafferma nella ricchezza dei palagi e dei castelli, nello sfarzo delle feste. 

Il Matarazzo, cronista fedele e minuzioso di quegli anni, nella sua piana e par- 



V E K IT G F A 



' 1' 



ticolareggiata narrazione illumina gli incontri più fero ; tradimenti più perfidi, 
con qualche tratto di pura bellezza in cui si rispecchi le biondo teste dei 

crudelissimi eroi. Rapide scene di terrore, in cui le notti procelloso si tingono sel- 
vaggiamente di sangue fraterno, o cadono all'aperto i combatt< riti giovanetti nome 
fiori delicati spiccati dal ramo; feste sfarzose ove nello splendore dei velluti e dei 
broccati, dell'oro e delle gemme, degli archi trionfali e delle giostre, dei banchetti 




PORTA DELLA CHIESA DI S. ANGELO. 



(Fot. I. I. dWrti Grafiche). 



e dei corteggi, i lieti canti muoion su le labbra pallide d'ira o sitibonde di vendetta; 
visioni fugaci di sale vaste, piene di squisite opere d'arte, di accolte di eruditi che 
discutono o dottrineggiano, par che in sé riassumano quest'ondeggiar continuo degli 
animi fra gli impeti violenti e i dolci sorrisi, fra il guizzo delle armi e la pietà delle 
Madonne, fra Grifonetto ed Atalanta. 

Il nobile Grifonetto, dice il Matarazzo, « de bellezza fu un altro Ganimede ; et 
era quasi più ricco che alcun altro de decta casa ; et aveva anzi più bella casa lui 




CORO DI S. AGOSTINO. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 




'ARTICOLARE DEL COKO DI S. AGOSTINO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche". 



PERUGIA 



' li 



solo, che non avevano tutti gii altri; dove era una si ' la quale erano pente 

tutti li capitanee che mai ebbe Peroggia sino a quel dì, e similmente tutti li dottore 




CHIESA DI S. MATTEO IN CAMPO D'ORTO. 



(Fot. Alinari). 



famose, ciascuno de proprio ; e era tutta quella casa penta dentro e de fora, da la 
cima insino a terra, cum doi torre a . Gismondo e Giuliano, « quale era bastardo, 
erano tutti doi nomine de assai magrezza, e erano de loro persona tanto destre, 
che era maraveglia; et quando andavano insieme, o soli, non era homo de sì sot- 






ITALIA ARTISTICA 



tile odito che sentisse quelli camminare : e andavano questi più leggieri che gatti : 
ed erano degni cavalcatori. Ed avevi per natura el decto Gismondo de fare saltare 




LA TRINITÀ CON ANGELI E SANTI (LA PARTE SUPERIORE È DI RAFFAELLO, LA PARTE IN BASSO DEL PERUGINO) — EX MO- 
NASTERO DI S. SEVERO- (Fot. Alinari). 



uno cavallo, quando era de sopra, senza mutare mano o piede ; del che molto o- 
gnuno se maravigliava. Et era questa casa tanto superba e tanto magnanima, che 
tenevano gran quantità di cavalli e barbari da correre al palio, e ogni altra ragione 



I' E R U G I A 



' \5 



de cavalli e de ognie sorte, e buffoni, e ognie altra cosa pertinente a gentil signore. 
Et tenevano insino a un lionc grandissimo; et chi fusso andato a casa loro, pareva 
andare a corte di re: tanto era loro pompa. Et {quando veniva in piazza el magni- 




PERUGINO : LA VERGINE INCORONATA — MONASTERO DI S. AGNESE. 



(Fot. Anderson i. 



fico Guido, o messer Astorre, o Giovan Pavolo, ciascheduno cittadino fermava el 
lavorare per mirare costoro, e si fusse passato per Peroscia uno forastiere, se sfor- 
zava vedere el magnifico Guido Baglione e maxime messer Astorre. per fama de 
suoi opere; quale aveva insino a li suoi ragazze vestite di broccato ». 

Quando i fuorusciti, nel 1495, tornarono a sorprendere la città, i Baglioni non 



146 



ITALIA ARTISTICA 



ottennero la vittoria se non in virtù del loro eroismo personale. Simonetto, appena 
diciottenne, tenne fronte con pochi sulla pubblica piazza a parecchie centinaia di 
nemici, finché caduto per più di venti ferite « in sua gentil persona, stava cornino- 
morto. In questo punto aggionse el magnifico messer Astorre sopra suo cavallo, con 
barde messe ad oro, e lui coperto tutto a ferro, con un falcone sopra lo suo elmetto, 




CHIESA DI SANTA MARIA DI MONTE LUCE. 



(Fot. Alinari). 



che ben mostrava uno Marte in aspetto e in opre, et in mezzo al suo inimico in- 
trato, quivi faceva opere de uno novo Marte ». 

Era quello, ricorda giustamente il Burckhardt, il tempo in cui Raffaello, fan- 
ciullo allor dodicenne, studiava alla scuola di Pietro Perugino. Forse le impressioni, 
di quei giorni sono riprodotte e fatte eterne nelle sue prime figure. 

Gli avversari parte eran periti, parte per paura si erano allontanati, nò in se- 
guito ebbero più la forza di tentar nuovi attacchi. Dopo qualche tempo, seguì una 




CHIESA DI S MATTEO E CONVENTO DI S. FRANCESCO AL MONTE. 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 




CHIOSTRO DEL CONVENTO DI S. GIULIANA. 



(.Fot. Alina: i 






ITALIA ARTISTICA 



■j^timum volumen Stature^ SSuguftc 

•jpcrufie dkagiltraruum oiduiea 1 auctojitaccrn 

luq3f gregta iduitatia oidmamenca conti' 

nens nupcr emendatimi auccurn i ìm.' 

punumadpublicam vrilitatfm. 



i< 




Hicfonymi Oboi Caufidid Pemfiui Epigrammi. 

Gryphe decus volucrumiPrinceps Celeberrime pentif 

Pr*pens:& Roltri Gloria fama Iubar. 
Aecip.-latrarum rea dotta Voltimma Irgum/ 

Nuperabenmus enucleata Viri: : 
Hreseruani/plectjnt/Arcem/ComitannMytionorxit/ 

Ialiciam/Soiircs/Crimina/Iura/Probos. 
HuAuguIraribifcruannir M rjiia/Nomen/ 

Diuin*'ciue5iH:s tua fo-pcra vigent. 
Si qua yidebuntur/Pnmis tlbi Dcuia i fiue 

bbercas facris Clambus ulti datur . 
Dedecon Fortuna priot cibi. Maxime non fir t 

[irono h vlaris Clau« rempus in nmne fcras . 
Nam referant superum porta s . £ Tartara fantti» 

Oaoibus Atra parent/subdita c-rra pam. 
Olis SuTukis/Tcftis/Turufqj malignarti 

Wlmefa«:or^tnilnbi Gryphe Nocens. , 
Roltrum pande Fero* : Vngucs t«mdt verendos t 

Tolle apursPcnnai eolie Superbe leues. 
Et tua veridieo defende Volumina Sctptroi 

Irrita ne pereant tot bentfaeta Virum. 



GRIFO PERUGINO <D\GLI STATUTI DI PERUGIA, ED. DI FRANCESCO 
CARTULARI, 1528). 



novella sposa « vo- 
lendo campare el 
suo marito li se get- 
tò a dosso, facendo 
cum sua nobil per- 
sona scudo al suo 
marito > ; e le sue 
ultime parole furo- 
no: Misero Astorre 
che more come pol- 
trone ! Filippo di 
I Ir ircio strappò il 



parziale riconciliazione e ad al- 
cuno fu concesso il ritorno. Ma 
Perugia non ridivenne per que to 
né più tranquilla ne più sicura ; 
le discordie interne della fami- 
glia dominante proruppero allora 
in fatti ancor più spaventevoli. 

Nell'ombra, Grifonetto pre- 
parava « el gran tradimento ». 

Celebrate con grande solen- 
nità di più giorni le nozze di A- 
storre con Lavinia di Giovanni 
Colonna, la notte del 15 luglio 
1500 — una terribile notte di 
tempesta — i congiurati, che se- 
guivano Grifonetto, forzaron le 
porte dei palazzi, e rapidamente 
compirono gli assassini di Guido, 
di Astorre, di Simonetto e di 
Gismondo. 

Una gran pietra lasciata ca- 
dere nel cortile del palazzo di 
Guido ne era stato il segnale. 
Quindici bravi piombarono su cia- 
scuna vittima, e il macello fu spa- 
ventoso, Astorre spirò mentre la 




STEMMA DI GUIDO MALATESTA BAOLIONI (DAI LIBRI CATASTALI DELLA COMUNALE). 



I' E K UG I A 



i yg 



cuore a Simonetto, e ancor caldo e palpitante, cercò di maciullarlo coi denti. Il 
vecchio Guido fu trafitto mormorando: Ora è gionto il ponto mio ! Gismondo si ebbe 
la gola squarciata, voltando il capo per non vedere la propria carneficina. Solo Gian 
Paolo riuscì a fuggire, nascondendosi nelle case di alcuni studenti stranieri. 

La sorte della famiglia Baglioni poteva ormai esser considerata irreparabilmente 




ILLVSTRISSIMO Afc INVITISSIMO PRINCIPI 

M/lLAT£ST/E BAIIONO YENETAE MItITIAE DVCI 

JT^ENVIJS. HIERONTMVS CHARTVtf 

IAR1YI fAEMCITATEM» 

MALATESTA BAGLIONI (DAGLI STATUTI PERUGINI DEL 1528). 



decisa. La pietra che, cadendo nella buia notte, aveva col suo tonfo sinistro fatto 
immergere i pugnali dei conspiratori nei cuori dei rivali consanguinei, aveva pure 
spezzate le ultime catene che chiudessero la città contro il dominio che altri, fuor 
delle sue mura, sognava d'imporle. 

Ma gli ammazzamenti non erano ancora finiti. Gian Paolo, ritiratosi a Marsciano 
ed unitosi al fratello Troilo, ritornò indi a poco a punire i traditori. Giunto su l'uscio 
dello Spedale, incontrò colui che era stato causa prima dell'eccidio, « et quando el 
magnifico Giovan Paulo lo cogniovve, narra il Matarazzo, li se fece innante, e mise 
al nobil giovenetto la spada a traverso la gola, dicendo : Addio, traditore Grifone, 



ISO 



ITALIA ARTISTICA 




G. ROSSI : LA ROCCA PAOLINA ^PALAZZO MUNICIPALE). 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 



tu pure sei qua — cum altre parole ; e poi, subiungendo al parlare, disse : Va con 
Dio, che io non ti voglio ammazzare, e non voglio mettere la mano io nel mio 
sangue, commo tu hai fatto nel tuo ». Gli sgherri ferirono a morte il traditore. A- 
talanta e la sposa Zenobia, accorse piangenti, ne raccoglievano l' anelito supremo. 
Il dolor della madre e l'ultimo sguardo del figlio che si spegneva mentre s'irrigidiva 
il « formoso corpo », Raffaello eternava nella sua celebre Deposizione. 

Ornai, pur nelle sale silenziose dei magnifici palazzi, il Grifo perugino, forte nelle 




G. ROSSI : LA ROCCA PAOLINA (PALAZZO MUNICIPALE). 



(Fot. I. I. d'Arti Grafiche). 




RAFFAELLO : LA DEPOSIZIONE. 



(Roma, Galleria tk-lla Villa Borghese). 



PERUGIA 



153 



libertà di popolo, glorioso nei trionfi dei condottieri, splendidamente feroce nella si- 
gnoria dei Baglioni, chiudeva le vecchie ali. 

Decapitato Gian Paolo per tradimento di Leone X in Castel Sant'Angelo, spi- 
rato infine nella città sua Malatesta col marchio dell'infamia i nominiosamente im- 




PONTE S. GIOVANNI SUL TEVERE. 



Fot. I. I. d'Arti Grafiche 1. 



presso sulla fronte marcita, arresosi Ridolfo, figliuol suo, alle armi pontifice capita- 
nate da Pier Luigi Farnese, nel 1540 Paolo III gittava i fondamenti della sua gi- 
gantesca fortezza, là dove appunto avean torreggiato le case dell'ultima famiglia pe- 
rugina, la quale luminosamente avesse conseguita la supremazia nella città. 

E nel servaggio le arti declinano rapidamente. 

I privilegi che, per assai breve tempo, nel 1553, alla grand' 'arce guelfa Giulio III 
restituisce, non valgono a risvegliarne le agonizzanti virtù ; l'ardore rivoluzionario 



154 



ITALIA ARTISTICA 



che nel 1797 vorrebbe chiamarla alla riscossa e la dichiara poi Prefettura del Di- 
partimento del Trasimeno ; l' annessione all' Impero, dopo Marengo, altra traccia 
non lasciano se non nella depredazione dei tesori d'arte suoi più preziosi; l'ardita 
rivolta del '59 e la resistenza eroica del 20 giugno indelebilmente scrivono nella 
sua storia le pagine di maggior gloria, se pur sembrano vano olocausto. 

Tre secoli di triste soggezione dovean trascorrere prima che l'alba lieta al fine 
sorgesse. Nell'aer sereno dell'Italia nuova, l'antico Grifo tornava a spiegar libero il 
volo, il 14 settembre del 1860. 




ORIFO DEL CAMBIO. 



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