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Full text of "Considerazioni d'Alimberto Mavri sopra alcvni lvoghi del Discorso di Lodouico delle Colombe intorno alla stella apparita 1604"

a^i"'*: 



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>"*' 
u ^ 



Presented to the 

LIBRARY Of the 
UNIVERSITY OF TORONTO 



Stillman Drake 




STILLMAN DRAKE 




CONSIDERAZIONI 

DALIMBERTO " 
MAVRI 

SOPRA ALCVNI LVOGHI DEL 

Difcorfodi Lodouico delle Colombe 

intorno alla ftella apparita 




I cnLiiir: 



^&. e^àb __^ 

*?^^J* >^^C >^sS?*^ ^/y^ 







IN FIRENZE. 

A^freJfoGio. Antonio Caneo» i6oó. 
Con ItcenTade Su^enon. 



T 

Io F. FrancefcoTibaldi Fiorentino Mi^i-Gqn.Dpttor Teologo, 
^ ^ ^'ePqWicaLcttorenenaChieià di Santa CroccdiFirenze,tó 
^- '-^ 41o,t fctto queftc J^.Coni'ìdcrazionid'AlimbercoMaun/opra 
alcuni luoghi del Dircprib di Lodoii ice delle Coloii>be , e non 
VI ho trouato cofa in pregiudizio della CattoJicaFcde,de co- 
fiumi bupni,dePi'eiati di Sanjta Chiefa^ ede Principi Cnftiani^ 
il di 12. di Giugno ióo6. 

Concediamo licenzia /Tpofsino^ STtampare le prefenti cinquanta- 
tre Confider azioni di Alimberto Mauri con il confenfo del 
molto Reuer.P.fnquifitore^ Ifdì i<^. di Giugno i(^o<5. 
Co/imo deirAntelIa Vic.di Firenze. 

F. Florius Bonon. Cancell.S.Off. de Flòrentia de mandato Patris 
In^uifitoris.. 

Paolo Vinta P.Aud.&Sec.diS. Alt . 




ALL"ILLVS"° E REV '° 
MONSIG CAPPONI 

TESORIRR GENERALE 
; DI N.S. 

^ AT O AT j)are , ch'c fìa pinto da. 
marauigliarjl ( Illurinjs, Signor 
^ mio )Jè i^no.e di nome, e di fama 

-^^^^ ^ del tutto incog?iito cerchi di far co- 
noJcere:ye r^no^e taltra^e di perpe- 
tuargli amenduniy ejjendo quejio 
defderio comune innato negli huomini . Cont4enen^ 
domi pertanto 'vbbtdire.a quello y che ancor io fono 
da Si fatto naturale inBinto guidato y mi "vò inge- 
gnando^ conque' me^J y che per me f Pofonpiù eff- 
càci yd ottener ciò: ed ejfcacipimo ho io reputato 
quefo y cioè ti dedicar me y e le cofe mìe alfcruigio dt 
y. S. lllujìrifs e y con la luce ddl chianfino no- 
me fuoy e ere ardi trarr e il mio ofcurif imo delle te- 
nebre , A uendo io adunque y per colorir qi^e fio mio 
difegno y giudicato pt^r ottimo cotal mez^o y ho pref> 
ardire d indirizzarle quepa piccola mia operetta in 
rij^cfa p come ella ^edra ^ d'vn certo trattato ajiro- 

^ 2 hOmtCQ 



nomlco , puolwato. noiicllamente alle jlam^e y cr^ 
derida , che quejlo abbia ad ejìer principio da^e^- 
uolarmi la Brada d entrare in pojjejfa della feruitùj 
eloio dejidero dauerfeco ^ auanti , cBto riabbia otte^ 
nutafnalfenten^Kjut : la qualfentemja y una miéL^ 
ajfettuQjìJsimax e amicata colata dijeruirla mipro^ 
mette ^ cheUaJipronunxjerà in miofauore . jiurei 
ben coluto potermele prefentare aaantt y e offerir^ 
mele con altra cofa di maggior pregio y e più confort 
forme d Juo^ meriti , che auejje potuto far più chiara 
teJltmonianKA dellajòpradetta miauolontàymaper 
ftù non poter fo quanto i pojfo . fregola quale ella 
ffta a riceuerla y e afauorirlay con quella grande-* 
:^a d'animo y che anno imprejfa in lei lefue ottima^ 
qualitàye rare 'virtudiy e con quella jlef^a benignità ^ 
con la quale ellaftolfauorir le cojè de più cari fuoi 
fèr Ultori ye me far degno dellajua grazja y ilquale le 
Jprego da Dio ogni più defideratafua efaltazjone ^ 

Di y^.S.Illu^rifs.e ReuerendiJ}. 
FmilifsSera. 

Ahmherto Mauru 



TAVOLA HALCFNE COSE 

più wtahtli . 



ABBACO del Colombo Te 
Ila diuerlo da quello degli 
Aflroiogi. car.zi.a.uer.ip 

Angolo della contingenza Te Ila 
òafteuole al vedere. c.ii.b.u4 

Archi buio perche taccia sì graa 
koppia c.io.a.u.iS 

Argomenti per prouare la corrut- 
tibilità ne' Cieli. e j.a,u.37. 
c.4.j.u.ijx.c.i<J.b.u.^i. 

Argomcnci del Cok)itìbo , che i 

. cielUìeno incorruttibili con le 

riipofte.c.4.i.u.^.x5>.c.5.b.u.ip 

Argomenti dei Colombo , càe'l 
primo Mobile lì a fteilatocon-» 

^ JerUpofle. cij.a-u.ij 

Anftotile perchè defTe il motocir 
colare ai fuoco^e a vnaparte del 
J'aria. c.(^.b.u.4 

i^e e' Jenga , che la rifta li faccia 
iiitromuciado, o e xtramitten- 
da c.io.b.u.ii 

Se il dea dire,ch*e* tenelie il pri- 
mo Mobile (Iellato c.iS.a.u.yr 

Armonia de' aeU non d ode da 
noi,e perchè c.7.a,u.i^ 

Aftroiogia , che fondamenti ab* 
bia» c.x.bM.z 

AftronOiBia antica,vtile,e nobile, 
cchinetratta c.i.b.u.4 

Quale Ila alilo oggetto cj.a. 

U.XI 

i Quali i Tuoi fondamenti, c^ij. 
la cxie confifla la Tua perfc^io* 



Auerroe perchè dice/Te ne' cieli, 
non trouarii moto retto, e. 4. 
b.u.15. 

Autore perchè fi fia melTo à fcri- 
uere«. c.i.a.u.i5 

Perchè non rifponda alle cole 
aftfologiche. c.ia.u.irf 

Adduce la ragione, perchè il S» 
le appanfca maggiore neli'O- 
nentc,e nell'Occidente, chenf^l 
mezo giorno. c.24.a.u.i8 

Perclicvna moneta appanfca.^ 
maggiore in vo biccaier d'ac*. 
qua. c.ija.u.2;^ 

C 

Cieli perchè corruttibili. c,j. 
a.u. jy.b.u.j i.c.4.b.u. i.ji.c. 
id.b.u.52,. 

Perche non fi veggono altera ' 
bill. c.4.a.u.i5' 

Anno moti contrari, e i medeiU 
iiji de corpi fubiunan. c.4.b.u« 
l.jX.c.5.a.u.io 

Se abbiano per proprio il moto 
circolare. c.4.b.u.ji 

Condenikbili > e rarefatcìbih , e 
perchè. c.7.a.u.5 

lang ib il i,e perchè. c.p.a.u.iy 
Splendidi per lor natura, cid. 
a.u.(5 

Se e* fi pofTa faper di tutti li-» 

grolfezu,e lótanàza.c.ii.a.u.xx 

Clauiocon^altri autori biasimato 

a torta " c.j.a.u.17 

Co- 



TAVOLA 



Cognizione;, in hpi^oadepròce- 
du. c.4.b.u.j7 

Currutcibilitàd:' cieli tenuta dii'al 
tn autori l'eguici dal CoJoia' 
bo. cid.b.u.^i. 

D 

DEnfltà del Crmallino,fe f]a_, 
cagione, come dice li. Co- 
ioinfao,deirapparÌ2ion del!a_. 
.nuoaa lidia. c.ii.j.u.i.c.2r2r, 
a.u.i. 

ELementi nuocon più fuora, 
che ne' lor luoghi. c.p.b.u.iS 
Empireo immobile, come abbiuil 
V lijoto arcolare. e. ^ .b.u.4. 

Perchè nò lì vegga. c.iS.o.u.ii 
Epicicli à Cile irne trouau ^c.2.8* 

a.u.8. 

jE.'s.i.pio di Macrobio,e d'altri au- 

. fetori leguui dal Coloinbo» dimo 

ftrato tallo. c.xj.a.u.5?.c.ij. p. 

TJ Uofofi deon fapcre le vereca- 
jT gioni delle coie,e perchè, e, 
II..a.u.^. 

ls,on ij l'anno fcruire degli Epi- 
cicli, Eccentrici^ ed £quanti,2 
ivp^rcuà C.14....U.P 

GRandeza della cofa veduta^, 
comcrii*cgoii. c.n.u.»..2,i, 
.'e c.io.a.u.xy. 

I 

IPotefl Alfan/ìne fenza demo- 
. 'IraziOiii^eiupa'iU^iOiw. t.ij 
. - «uu.xx. - . . ^ ..**^ n<^. 



LOdouico dwlle Colombe per- 
chVnonabbiacalculcito Ja^ 
groii'eza,e lontananza del Cri- 
nalhn^>. c.ii.a.u.ii. 

Psrrch'egli abbia fegt 1 tato Ì\a 
poteHall'on ine. .c.xj.a.u.i^ 
Erra nel dir,che*l prim Mob iie^ 
iiaftellato, ^perchè, ci 7.a.u.xi 
Erra nel t jaef,che l'ottauisfcra^^ 
fìa penetrabile alla vilfa, e per- 
chè. c.iS.b.D.ii. 
^Adduceefemplifahi. c.xj.a.u. 

p.:.xj.b.u.p. 
Bia inidco del moto, chV dà aU 
l'ot'tauo cielo. c.y.a.u.jo 

Dei mettere in dubbio \\ moio 
della 1 repidazi^nc. c.y.b.u.iì^ 
Delle ragioni delio fciutiUauié 
to d-lle ikllc. .c.7.b.u.xi 

Perchè apporta ragioni rnùolif 
il me per proua, cne i cieli noiL-» 
- fi end 1 fuoco. c.(^.a.u.i7 

Perchè egli entra in dilpute lu- 
perflue.' c.io.a.u.xS 

Perchè egli flimaimagmari gii 
Epicicli. c.i-f.a.u.i^ 

Perché adduce vn'opif.ion di- 
fetto la , lenza Icopwrn 2 1 difet- 
ti. c.i5.b.y.2r" 
" PerchV vuole, che'l òoie me* 
glio,che Gioue,e Marte, potei- 
iè far' apparire la nuòua (iel- 
la. c.i<^.a/u.2.p 
Pvrch'.' non reputa, come con- 
uerrebbe , viu cerca .opm.-o« 
ne. c.2<^.ò.u.3i, 
Lu.i4 .iuiik alla terra, ci , .a.-.(S 



A.a- 



FAVOLA 



M 



MAcrobio maJe intefo dal Co- 
lombo, c.ii.a.u.io^ 

Alagino inconlidcratamente ripre 
ic.' c.j.a.u.17 

Moneta in vafo pien d'acqua le ap 
panfca nelJa Tua vera quanti- 
tà.- c.xj.a.u.K^ 

Moto circolarepiù nobile di tutti 
gli altri.- c.7.a.u.j4 

Isióha niun]cótrario.c.(5.a.u.3i 
Di chi fìa proprio. c.5.a.u.j4 

Woto non proprio à vn corpo 
proprio a vn'aJtro. c.j.a.u.jo' 

Moto detto Trepidazione perchè 
cosi,a' qua' cicli attribuitole co- - 
me altrimenti nominato dagli 
Aftronomi.' c.y.b.u.S' 

O 

Occhiali quando ritrouati.c.itf' 

Opinion , che i cieli /Icn generati 
di fuoco, non dilprezabile. ed.' 

b.u.15; . :* ; V 
Opinion di Dante , perchè nella_r' 

Luna apparilcaro alcune mac- 

chie,riprouata daii'au tore.c. 14. 

b.u.ip. 
Opinion dell'autore intorno allo 

/Icliò. c.i5.a.u.4 

Opinion àz\ Colombo (opra l'ap- 

parizion della nuoua lìella. e. 15^: 

a.u.ii. 

Riprouata in quattro modi dal- 

l'autore. c.iy.a.u.xi.c.iS.b.u, 

ii.c.ip.b-u.i7.C.ii.b.u.5. 
Onzonte,come fi dicadaghArtro 

Inoini,ecomedalCo:Oinbo. e. 



Ottaua sfera non penetrabile alla 
Vida. c.iS.b.u.iy. 

PRofTerta dìTolommco alCo* 
lombo. c.id.b.u.id. 

Proua,e che lume in altro lume ri- 
fletta , e cheli corpo , in cui fi 
dee far la illuminazione, non è 
neceffario, che fia al tutto tei^* 
brofo , come dice il Colom- 
bo, c.id.a.u.j 

RAgion* addotta dal Colora*: 
bo , perchè la nuoua flella fi 
metta w^i. cielo, non è matema- 
tica.- c.8.b.u.7 

Scintillamento delle ftelleondc 
proceda , fecondo '\\ parer d' A* 
rifloale,o d'altri, che fi refu* 
^^.-.-.. - c.7.b.Ui5i.c.8.a.tr.t 

Scintillamento onde proceda fe- 
condo l'autore.- ,^ C.8.a.U.17 

Singolarità , ed eccellenza in di- 
uerfe pi ó^elsioni non fi conce- 
de. ;. "1 c.l.b.u.17 

Sole fé si poffa dire , chV fenica, 
.come dice il Colombo, di con- 
tinuo nella faccia della Lunare:, 
I4b.u.8\ ' 

Is^on fi dicerifguardarevna rtel 
Ja,perchc egli di cqntinuplave 
de., come dice il Colombo, e 
iò'.b.y.4 

Seappunfca maggiore, e nell'O 
te, e n'^li'Occidcnte per la di- 
fgregazionc de' raggi yiiMa* 
1/. e.x^.b.u.xj 

Scegli ecciti vapori dei J a terra, 
... . i qyanr 1 



TAVOLA 



quando e* ii ricroua nel mezo 
cielo c.24.a.u.p 

Stelle di che compofte fecOiido A- 
rif^otile , e Protagora, c.x.b.u. 
I7.c.i<^.a.u,5. 

Ondericeuano il Imnc. cS.b.u. 
X.c.i7.b.u.i. 

Uà per loro alquanto fplcndi- 
dc. c.id.a.u.d 

Della prima grandeza quar- 
to magg.oa della terra, c.xo.a. 

Stella nuoua perchè da Matcmau- 
ci fi giudichi eH'er nell'ottauo 
ciclo. c.S.b.u.? 

Diche grandeza. c.Xi.a.u. 1 6 

Suono oftds proceda. c.7»a, 

1 L F 



V 



VAcuo fi proua darfi con le 
ftelfe ragioni del ColOiU- 
bo. c.p.a.u.ij 

Vapori quanto s*innalzin dalla fu* 
perfide della terra. c.i4.a.u.xJ 

Veduta fé ^\ pofia cagionare per li- 
nea curua. c.ii.ujx 

Vcnere»dato il fiio Epiciclo ouale, 
fc fi muouain circolo rotonda- 
mente , e perfettamente, e. i ^^ 
b.u.i<5. 

Viihal potenza fé fi cftcnda ia-i 
qualiiuoglia diftanza. cii.b. 
u.i5. 

Vna ftefia cofa può parer maggia* 
re^^ minore» (.ii.b.u*? 

1 NE. 



Errori occorjt nello [famparL^. 



Cirtc.VcrC. Errori. 



a I 

hi6 



8 
13 
19 



b ^9 

b 9 
a 15 
ip pofiiila 
so b i8 
b x^ 
a x8 

a i4 

a zp 

è 1 



IO 

2-7 

3^7 



fedelitimi diArif!: 
acuteza della, o debo« 
lezavifia. 

confiderazionc terza 
fenza apportarne noi 
E quefta fua opinione 
Io:HccIcino 
davnmedefimo 
a proporzione alla fua 
di fottiglieza, perciò 
qucfta,per non etfer 
raggi del Sole 
oicura^tenebrofà^ 



Gorrcggimcnto. 

fedcliisimiadArift: 
acuteza^ò deboleza della Yifta« 

e m ^d sraz ione feconda» 

f^nza apportarne voi 

E quella è fua opinione. 

lorHeckius. 

davoiraedcfimo. 

a proporzione della fua 

di iottiglieza,e perciò 

qucfta,ia quale per non zScT* 

raggi il òiole 

oicura^e tcnebroiàj 



v>«^*' 



tm:mì 











ALETTORI- 

ONSIDER AZIONE prima. Per- 
che dcJi'huomo è proprio ddiderio il faper 
le cofe principalmente per la fteffa loro 
nobiltà, vtilità, e necessità al genere vma- 
no m tutti i fecoli celebrate , quindi è , che 
egli cotanto m brama fìmile inferuorato* non lente per 
quelle conofcere fatica veruna. 

Pafla Iblmgo i dì , ueglia, trauaglia. 
Strugge la Ulta rua,ne nulla cura . 
Anzi fé pure vna fiata adiuiene, che egli -> fchifate, come 
dice Cebete, i moflruoiì fcogli delle uane opinioni , per- 
uenga alla vera fcienza , lenza pentimento dd palfato 
tempo., ftima felici quei giorni, auucnturofe quell'ore, 
quando in vece di lu/ìngheuoli trattenimenti prouògli 
Aenti amarifìimi , ò per òìì meglio , il dolcifsimo patir 
negliftudi. Il perchè poco amo rcuole, e più torto in- 
grato,e non menteuole della grazia degli fludiofì mi Hi" 
mcrei , le io nel folcare, che fanno,di quello mare della 
fcienze , non gli ammonifsi auanti,e quafì, uedendo il pe- 
ricolo deliVltima lor rouina,non additafsi loro quelle 
Sirene,delle quali lanatura,e'irito,trauagliando io per al 
-cun tempo, lotto intendentifsimo Nocchiero, ho, per 
-quanto comporta la capacità del mio debole ingegno, 
apparato; acciocché ficuri della tema de'cattiuipalTag- 
gì, non trattenuti da vani pen fi eri , tengano continua- 
mente ueioce il cono doX dcfìderio al nero fapere_-» . 
Yn difcorio adunque di Lodouico delle Colombe foura 
la nuoua Stella, alle fettimane paliate uenu tomi per le-> 
mani , mi ha dato la prima occafìone dì palefarmi, impie- 
gandomi in cotale vflcio. Imperocché non poche iru 
quel tfattatello , per non le cliiamare inconueneuole-^ 
--..u A zz 



r Dc.antiq.nob. 

&Viil.aftrou.\c- 
di Ilaione de Re 
pub, Dial.7. In 
l'nccdi'O.inEpito 
me. 

Erafins Rcinol- 
do initio Co- 
ment, ad The or. 
Pubarchii. 
G:ouanni Stadio 
in Hift.Aftrono- 

Il Clauio initio 
Coment, ad Sa- 
crum bofcum. 
Baitolomeo Ve- 
fpucci in quodam 
tiaSam. 

Il Magino in 
Prafadlionc ad 
Thcoricas . 



ConJIderazJonl 

rcyuanc opinioni , a guifa di piaceuoli , ma inuidiofe da- 
migelle , il fanno innanzi, per troncare il uiaggio > à chi 
alpirauadipemenire in cognizione di quella Signoria* 
antichilsima?nobiliisima,eutilirsima i. Agronomia. 
Ciò ueggcichi leggendo quelle mie condderazioni di ue- 
ro fatte per ifpailo, quando non lapeua in che altro im- 
piegarmi , nonuorra le manifeftifsime demoftrazioni, 
eliinfoflelTooftinatamente negare. Neiofaccendoml 
perciò grato li amatori delle cofe agronomiche, pcnfo 
( perche altrimenti in niuna maniera il farei ) fare ingiù - 
ru^òdifpiacere alcuno al Sig. Colombo. Imperoche-» 
non ?hauendo 10 maiconoiciuto, ne anco fentitone fa- 
re alcuna menzione ? il può benilsimo giudicare, che ntj 
per odio ,ncperinuidia, màper una certa liberta fiata 
lempre comune a ogni fecolo,di dire il parer fuo in^ 
qual lì uog Ila , quantunque autoreuole fcrittura , mi fla__» 
meiToàfcriuere. Oltreché per non eHere conceflb ad 
un'huomoildiuenire /ingoiare, &^ eccellente in diuer-» 
fé profeisioni , non Yi donerà parere ftrano , fé egli eflen- 
do in altro affare molto eiercitato, e perfetto mene nei- 
rAlh'onomia da chi che iia, ò riprefoiò ricorretto. 
Concioiia che chi non sà,che M. Catone è cotanto cele- 
brato per le lftone,perche egli folo il legge, che in tre 
nobililsime faculta ha ottenuto il primo grado di per- 
fezione ? Quantunque , fé ancora noi uogliamo cre- 
dere achinelmederimo,ò dòpo poco tempo fu di lui. 
G. Aquiiio nelle ^^gg^ ,.M. Tullio neli'eloquenza_> , 
e C. C efare negli afiari di guerra gli folfe ài gran lon- 
ga prepofto . Onde 10 di ucro , non perche egli fi dimo- 
fìri poco pratico nella co^jnizione de Cieli, percio- 
che queflo può à qual fi uoglia forle accadere per la_, 
iieuolcza,ò incapacità della natura vmana,màsibenc 
per una certa arroganza, che per entro gh fuoi fcritti fi 
fcorge, fono sforzato, e à raffrenare alquanto cotale^ 
orgoglio, e per la fleifa uerità d(^le cofe trattate à rifiuta- 
re molti luci uani capricci, ne quali in leggendo 10 mi fo 
no abbattuto • In quella guila adunque , che Filopono, 
Simplicio,. &^Auerroe fono chiamati* e tenuti izàcX^*' 

fiuv 



lyAUmh.Mauff. è 

. faiidi.Ad/lotilcaiicorclic alcune concluflo-n-iruc /ìeno cfi 
eisi acerbamente rifiutate, non dubito punto , eh : io ancora, 
quantunque in nioJtc coicdiicordi^dci ò.Coloinbo.,;i61iab • 
biaà eirerpcrJa fteffa ragionechiainato^e tenne an>icilsi- 
niQ.E tanto^nobililsimi Lettori) ha potuto in mequcrta ve- 
ri tà,che io naaache mi Tono guardato à riprouare, e dima» 
ilrar falle alcune fenten^ e di icntto/anticni^e alcune ragio- 
ni auute infino i o/a per \^ ere di molti effeta. i\ perchè tbrlc 
molti penfìeri,e molte opinioni, e perchè mcn'nà data Toc- 
cali onl*autore,e perchè la conformici de'.prefi ragionamea 
ti pareua il Jrichiedeire,in(erite in quefte mie conlìderazioni, 
parranno per eller nuoueà chi che fia,ò ftrauagati, ò troppo 
ardite;Ma quaTaltro remedio poteua io adoperarci, che^o ti 
cere,lo che t'accèdo in qucda maniera i Lettori d' A ftron3- 
xnici,filofofi dubbiofi,e Pirronii, non mi pareua co menifll*, 
ò appoTO-rne quelle inuenzioni, che io da permè m'era anda 
to loura Ciò cófideradoPLe quali che che eUe fi fieno,nó pof- 
fo negare,che fé le piaceranno , mi fia per eliere sóinamente 
gratojsi come per lo contrario^fe non faranno riceuutejcoa 
quello affejttOjche le ho fcritte a voi ,, à me bafieri folo , pa- 
rendomi pure alfai,auerle riueftite,e con ragioni, e co efem* 
pli naturali di si fatta verità, ò almeno verifimiUtudine ^ chs 
perciò non apparendo ìi^ elle fuora parte alcuna vergogno* 
là,ò iiiconueniente,come htn alieuate donzelle^abbiano ar- 
roisire per comparir nell'altrui cofpetto. 

Reflerebbe,che io apporta&i la ragione^perchè auendo io 
.auuertite , e notate molte coft nel primo diicorfo del S. Co- 
Jombo,chein parjtitolarc s'appartiene alT Agronomia, non 
fia entrato ancora nell'altra parte a dirne il mio parere nel- 
PAftro logia , Jaquale zg\i à guiia di Licurgo , che vedendo 
alcuna fiata imbriacato granparce de contado , tccc co dan- 
no vniuerfale dcpm nobui , e genc>o'ì fyinii eftirpare tutte 
ie vui,uel fine dei trattato per lo fuo vfo cattiuo , come , le 
qual (i voglia icicnza, ancorché in ic ftjifa y tile, e perfciiisi- 
nia,non li poiia dalla maluagita degli huomini contamina- 
/fe,difpregia,e vitupera cotantov Al che quantunque io pò- 
tefsi dire , che per ri fpofla d'altri ageuoliiiècc kuandon tut- 
ti cjuei vitupen,ciò Ibto larcbbc al tutto fuperHuo , io lo ri- 

A 2, ipondoo 



Conflderazjom 

(pondo , cheragioneuolmente nómi fon meflb a qucfla fm- 
picik. Imperocché, elTendol'Ai^roJogiafondaca tutta nel- 
i\iflronomia> ildifpregiatDredi eflaper eiicre P.ato fcoper 
to dii, me dotato di fallace , e nianchcuoie A (Tronomia , do- 
urcbb^ cifere per Ja'gr.oranza del mento dciJacaulà , come 
giudiceiucoaip':tcnte,meriteLiolmente refiutato , e ributta- 
to da qual fi A^cglia mtcndente^e difcretco Iettore,al cui giu- 
dici© f SI coaie io liberamente io tt^pjngo ogni mia opera, 
e uit.ca) nondubito jxliealtresì nonJiap^racquietarfi , chi 
non efìendo d;:iIecole proprie fouerchio amatore , ha per 
ifcopo principale > in qualun ^ue lòrte di profefsione > di ri^ 
trouariòio lxverit3c 

CON S 1 D E R A Z I O N E 1 1. [Sopra quel luogo 
[ D'intorno alla fo fi anza] Pollo nel difcorfo del Co«» 
lombo i Carte 2.al Verfo 21. 

Inquanto àquerta parte d'àddùr la Tua fentenza circa la 
foilanza di quella nuoua ilella;, cioè le ella èxompofla della 
materia del corpo àoì Cielo ,doue ella ii ri troua, come tiene 
Ariflotile,ò fé ella è vn fiore della terra ^ come dice Pioca- 
r Afti M.i<» de- go^^> I nonfi deedu-e^che l'autore per non. l'auere fatio 
Vegcnkb.LaLi.. apertamente, fi a do tato di poca.memoriav perciocché prò- 
ap./' uando poco diibtto ,jche ella non eefalazione , ha penfat» 

forfè con la negatiuaauer poHo-in elfere la^fua quidità, o ve- 
ro fi e creduto,perauergiuratoin verbamagiftri,fuperfluo 
addurne la fua opinione, dandofi ad intendere , che quindi, 
feguendo egli Anfioule,Qgnidifcreto lettore ,fela poteflc 
immaginare». 

PN SIDERAZIONE III. [ Quello haurà me- 
ritato,e e. ] C.2.V.2^. 
Quantunque di qui H caui , che chi attende all'Afirono- 
mia meriti fomma lodar come l'Autore fpera di fare egli, e 
nelfine dèi difcorfodouendofi abbrucciare gli Almagefti,, 
fracafiarelè-Sfere,exompere>^ fpezare. quanti Afiroiabi,c 
feftanti d trouano al mondo ,s'argumenti allo sbeffamen tO' 
douutoa'feguaci di quella ^come gente difutile,e vana,noii 
dimeno non c'è contraddfeione alcuna. Perchè L'nten- 
ziondeU-Autore itale, che sì fatteciancie, echiappolerie^ 
fiena leuatè viaa;acciò gU Aftronomi non viperdaao pia 

lem-- 



e 



UAUrnh, Mauri. 3 

tempo,e confumino iJ cerucll'). 

Oiid j cl.i ila condcnnazionc di quei libracci non fé m piìò 
cauare il daprcgio delibi (Irologia, ma il zelo più corto \\z\' 
rautOi*j,cln: l'.iuonio il riibJua à imparare vna volta coule 
fcienza lenza ranci mterrompimcnadlcapo ,ebeccamenti 
di ceruelli . 

C'ONS IDE RAZIONE IIII. [ Pofciache altri 
pernon,ec.] C.5.V.3.DÌSÌ flictcapiogenien'èrcap- 
patonouellamcntcvn- I fuora, ilquaie^ non contentatoli 
ìaril conofcerciavnlìio trattato icntto in lingua natia, ora ^ j^^^'onato dÉ> 
ri'ha mandato alle ftàpevi/altio muto lato [ Aachonii Lau- ^^^ ^^y^ ^^^^^ 
rentini Politianide numero ,ord me, A^ niotu ccelorum ad- dcrazioncotui»» 
ucrfus reccntiorcs ] doue raccendo anche egli d>:l filpioo 
natura le,il cui o^j^etto proprio è la fpecuiarc lamateria ce- 
lere, gli bafta apnr'incoaiidcracaniei tw la bocca contra'l 
MaginoV il Clauiovil Copernico, e tant'altri iàui del lecolo 
aiitico, e metter/I^>con.modwflia^ non pia vdita , a biafmar 
ièmpliceniente, noaritiuur , com j c/^jì dice (poica'c' noa 
adduce alcuna- ragion^che vaglia) /altrui mcftiero, cioè il 
numero, l'ordinc^c'l moiod / Cieh , oggetDo particuJare-f 
dcJi'Aftronomiajcomefc troppo modcffo^efaputo non dea 
clfer giudicato quegli,, che dt contiimoauendo attefò all'ar- 
te u.g.deltagliarer e cucir paai,ardiit e in pittura per altro ec- 
cellente riprender^'oltrc àii^àtutud me delle veiti,ò lachiare- 
a:a de' colori,o'l troppo orcarodelì'ombre,per le quali \\ lag 
gio pittore vernile a dare à/imil ritratto tatto'l viuo,c tut- 
to'! bello, che \n quello lì nalcondcire . / 
COì>^^lT>'^KKZìOì>^'£. V. [Non fi è prouato 
f;:.non con,e e. ] C 4.V.4.. 

eecco^diRonchitti,alcnmauti detto il Padouano, proua 
coìi alcune ragiom generali U Cìdo efiere corruttibile , ma 
G per eflere ili'uo linguaggio • foreftiero ,.0 per eiiere egli di 
quegli Aflronomi lambiccantiii il ceruello la quei pazi ^i" 
bri,meritamente viene à e(rere,ò non intefo, h diipreggiata 
Dall'Autore , alle quali ragioni potrebbe chi clieiia foggia* 
gnere le in traicritte. 

Prima, c'oue fon contrari atti nati àfarfi nel medefimo 
lubbieuo, e nel raedeiimo icmpo iacompatibili lafieme, . 

^uiui 



Ccnjìderaz^jom 

f-^s:!ieTn2^& -«im di n^cc£ità '1 ncroua geaerazipne, e corruzione | 

b ."u r^'i ^'*^^ ^^^^ Ciclo vi fono li rarojc'i d jnib . Lo dice oitrc aii'au- 

* 'iCK4u ^Q^^- ^ Alberto Magno 5 no n i en 2a l'autori ràdi Ari fto» 

* Ia>> ;^a caj^*4j tile , poica^ / vuole j Cile le )\à\t ricno vija parte più deoTi 

do' Cieli . Viibn ) d e liuro^e l'oicurojil chiaro è inanifcfl» 
pcrcio^cciiè li veggono le flelie,e i pianeti riipl;:ndenti. 
i/ jicaro poi 'lOfi d vede egli paleieuiente negli ecliisi édh 
huia ì Qucft. ibivconcrari atti nati , e e. adiiniju^, 

Siconfcniraldnìiiiorc, poiché ad Cido vi é moto, vi ^ 
ancora la quitte, li quale fcAipiicetnentc fecondo Ariftoti- 
IlItwnMmphy. ^c* 4 è contraria al moto. II moto è ciiiaro; ma eie la-# 
quict: VI ì a , i'aitermano tuta g .'A ftronomi con Arinoci* 
I lajj.d-calo. ic 5 quando dicono i poli delia machina celeft e effereiin- 
^ lii *. de cado, mobili. E quantunque Auerroe 6 conoicendò ciò effers 
C'entro a' luci aisionii , cercali^ accordai-* Ariilotile, e prò* 
uar^'i contrario , con tutto quefto per clfere fiate le Tue ra* 
f In 2 tra^am_r« gioni fottilniente rifiutacc daGio.B.ittiììa Capuano 7 à lui 
1^ Sphguwajru, incoiai fatto per breuita mi rimetto. In oltre lo confelft: 
il noftro Coio.nbp con tutti i Teologi ^ dando il Cielo Em- 
pireo fenza moto alcuno. Anzi che per quefta via ancora il 
korge, che Ariftotilc non Ihmaua alfurdo il dar al Cielo si" 
fatta quiete,concioisiachc è chiaro, ch^^gìi neceflariemen* 
I kA a d«£cck. ^^ ^o"^^ preiupporre vn iimil corpo immobile; poiché egli 
attribuiice 8 ilde0ro,e*iiini/lfoal Cielo,dicendo ildeftrci 
di effo ciler l'Oriente, e'I finiftro ^Occidente, non folo ri* 
• fpetto à noi, ma anche per lua natura ;ia(jual differenza di 
posizioni in niun modo ìì può làiuarci eiicndo tutte le sfe* 
re mobili,auuegaachè in ene la parte,che oraè deftra,fra pò 
co è fìniftra . Argomentando adun^jue biibgna,che tgli s'i- 
maginafTe vna sfera, e vn cielo quicto,fermo,e /labile, 
* ^'oca^deeosi ^^-coiuio. Doue è Violenza, none darabiiità, 9 ma nel 
loVsi, * Cielo è violenza ; poiché il primo Mobile rapuce le sfere-» 

mfenori ai moto diurno pr^ternaturam , e quello che è 
pr^tcr naturammo violento, io trouaiidoiì la violenza fe- 
loAnft.j.Phifi. condo Annotile 11 douunq; la cagione, e origine u.g.del 
Rji^^m^pT'^^V^s* ^i^^« è edema . S j adunque vi fi ritrcua il violento , vi farà 
*^ pr.cap, , rianabile,ièquefloraiterabile,adunque il corruttibile. 

£quefti coi) n fatti argomenti , che à Ipr luoghi inaU 



I 



TyAUmh. Mauri. ^ 

tre confidenzioni fi proporranno, i aurcbbcmipcnfo, t Kclla coni. 
l'Autornoftro pagate a pelo d'oro per palefarc col nfol- <icratioDicio.ei4J 
ucrJi la fottiglieza del Ilio ingegno, e la profonda doi- 
trina nella vera f ilofofia . 

CONSIDERAZIONE VI. [ Dicoadun- 
que,&c. ] C.4.V.27.Ecco vn'argumentoperlaia- 
corruttibilita de Cieli , cauato dalla diuer/lta della mate- 
ria elcmentale,e celefle in quefla guifa. ; 

in terra iì veggono leccar baccelli, fiorir cctriuoli, nà- 
fcer cauoli,e inlieme corromperli tanti animali . Di que- 
lli effetti niuno fé nefcorge in Cielo , adunque la materia 
del Cielo è diuerfa da quella di queflo mondo inferiore i 
Onde , le quefta è corruttibile , e alterabile , ne feguita.-», 
che la celelHale Ila al tutto aliena da queftepafsioni. i-'^ 

Ma lento da non so chi bisbigliarmi nell'orecchio . oh 
fé l'Autore x non vuole, che le ^ó\q, della prima gran- « A-tattc^^i 
deza, le quali fono maggiori dcHa terra più di 107. voi^ 
te, fi pollano vedere lenza occhiali , come faprà ^g\\ mai- 
fe iafsù lontano anco da noi i03. miglia cofe tanto picco 
Je ui nafcàno , ò ui fi corrompano ; poiché la lontananza 
di venti miglia ancora ci fa perdere di vida le montagne, 
non che le querele, e i faggi . Oppofizione di nero, per 
la quale apprelfo gl'intendenti l'aurore perderebbe qual- 
che poco di reputazione , fc io no ricordafsi loro,che ^g\\ 
e Allroiogo fopranaturale, onde egli ha potuto benilsi- 
liio indouinare,fe laisù fi facciano , ò nò quelle bagattelle 
di corruzioni. 

CONSIDERAZIONE VII. [ oltre acciò il 
mouimento,&c,-] C. 5. V. 5. Ecco vn'altro argo- 
mento per la flefia incorruttibilità , cauato dalla diuerli- 
tàdéinouimenticelelli,efullunari. Ma 10 non mipof. 
fo tenere di non addurre à quello própolìto alcuni fchia- 
xiiazii fatti da certi moderni Filolòfallri , che con quelli 
prmcipii 1 cioè prouando i moti de- corpi lùperiori, 
o interiori, edere imedelimi,coiichiuggono tutto il 
contrario* 

Primo 



^ ConfideraK}ont 

:^- ■ Primo . i Poli del decimo cielo fi muouono per vn a_# 

j , - • ^ linea retta , ò vogliam dire vn eerto arco grande 24. pri- 
Ve^i n Vagirò milcrupuli^eflendo tutto il circolo parti ^do. 1 quali fi- 
IbprThcw^r. ncndo quefto luo cammino in 54?4- anni, uengono di, 
«ap.a.fi< }| nuouo à ritornare per la medeiiiiia Uiica : e per quelco ef- 

fetto dagli Aftronomi cotal mouimento s'appella, oltre 
all'vfato nome , AccelTus, &^ ReceiTus, ancora Motus 
in Diametruni^ . Il mede/Imo dico del moto della no- 
na sfera . Se adunque dalla diueriì ta de' mouiinenti fi dee 
arguire alla diuerlità de' corpi mofsi , in vero che il no- 
no, e*l decimo Cielo auranno la natura ^zf.2i degli cle^ 
nienti , poiché i\ moto retto a tutti è comune . Onde 
fé quefti corruttibili, e alterabili , quegli altresì corrutti- 
bili, e alterabili. Maàquefto l'Autore potrebbe forfè 
rifpondere con l'autorità d'Auerroe , ilqualeproua non 
trouarfi nel Cielo moto retto , perchè ne feguirebbe(di- 
i la t^deCodOé ce egli) i la corruttibilità di cfTo. Ne s'auuede,che 
t?*7» col fuggire vn folo inconueniente cade in mille altri af 

furdi : perchè ancor* egli doueua fiJofofare , rilcrrato iji_* 
camera . Onde non lo noiauano le apparenze dell'obli- 
quità maggiore in vn'anno , che in vn'altro , del Zodia- 
co , e dell'anticipazione molte volte àzg\i equinozi 
•medii agli equinozi veri . E pure doueua pigliarfcne 
qualche penliero,periftabilire col riipondere a cotali fe- 
nomeni quel fuoaflloma della regolarità con gli altri pò 
co auan CI recitati. Ma che dico 10 rifpondere con i'autOr 
rità d'Auerroe,anzi penfo che egli à un tratto fi sbrigher- 
2i Acarpi, rebbe in quella guilà, che in.^ limili difficulià z egli è 
Iblitodifare. 

11 capriccio de' mouimenti àv quefti cieli verarnentei 



bello 9 non uero per tanto dee (lanari 



1 

Secondo , si come noi veggiamo , che 2)\ elementi fi 

muouono naturalmente folo , quando fono fuor de' lor 

I To«. capua. in JQoghi^^ coli douiamo,verifimilmente credere de' cor- 

pr,traaatu. picelefti. E che quefio argomentare per fimilitudine 

, . ili corale affare i\ dea tenere per più fermo , e iìcuro , 'o 

jg^ ali Cima S. iommafo, 4 atteioche la cognizione n ra 

per mezo di quello , che il conofcentc conofce in qual fi 

voglia ^ 



lyAlhnh, Mauri. s 

Vòglia maniera, cioè per la fimilitudinc, dice egli. Ura 
noi intendiamo perfettamente per viade'icii/i quena_, 
aria, quefta acqua, e qucfla terra : persi tatti iiiczi adun- 
que doniamo cercare A\ peruenire alla cognizione delle 
cDib lontane , e celcftì , il che non fi può fare , le non me- 
diante vna certa conuenicnza,c lìmilitudiiie_j. Laqual , Ochifl.animal. 
cognizioiie,quantunqnecomel'criue Arift. i. non poi- pr.c^p.j. 
la eil ere perfetta -> nuJladimeno quanto alla no/Ira capa- 
cità può acquietar lo'nteiletto . 

l Cieii adunque ò fono ne' propri luoghi , ò fuci a_> . 
Non fuora; perchè altninenti j defiderando ciafclicdu- 
nacofa il proprio iìto, violentemente altroue larebbeiO 
ritenutijCOiitro alla dottrina d'Arift.che non vuole ui^ 
cielo niente di violento. Saranno adunque ne' propri 
luoghi : e perciò vedcndofl chiaro , che fi muouono cir- 
co larmente,per confequenza diremo , il moto circolare 
non ellere il moto loro vero e proprio , in quella guifa , 
che noi lappiamo,che non è ancora deireleméto del fuo- 
co. Sara adunque il retto : e le quello è altresì ài^^z^À 
corpi infenoi-i , e iè dal mouiiiiento douiamo , come fa il 
noilro x'\utore, argomentare alla natura,conchiud(:remo 
la materia celefle eifcre la mede/ima di quella inferiore, 
quantunque,comedicc Platore,pÌLifottile,e purgata . 

Ma prima che più auanti 11 vada;,ditemi ò meiferi Filo- 
fofaftri, che volete con quelle voilre conclulìoni man- 
dare in reuina la filoloha del Sig. Colombo, in che mo- . , 
do,ienza cadere in qualche ai]brdo,poflìate affermare, che 
iimoco circolare non ila proprio ne di quelle parti infe- 
riori, ne di quelle iLiperiori , e cele/li , attefo che egJi (ef- 
fendo il moto fecondo Arili, il quale non è proprio à vn 
corpo, proprio a vn' altro, ne ritrouandofi altri co.*pi,chc 
quelli, ò inferiori,ò lliperiori, à quali lo negate ) verreb- 
be à mancar d i proprio padrone . 

Mirifpondereteforle,cheèbcn conuenicntccheper ,. . 
cflerc egli il più nobile di tutti gli altri mouimenti, X. e fu^"^^' ° * 
per ciò attribuito da Ariftot. a' cieli, come corpi i.obiiù- 
limi le ne Illa libero, edile medeiìniO allòiuto pad-o;.e. 
Ma le così fatta foiie la rilpoAa datami , a fondamenti 

B dwboli 



Conjiderazjonì 

deboli, {limerei le voltreconclufioni appoggiate/ le qua^ 
li quali quafi, per diruela in iecreto^andaua forte dubitan- 
do, nondeflero qualche notabile florpio al difcoribdel 
noflro autore . Ma nondimeno, io lo perchè neli'arguirc 
con potenti ragioni auete parlato, mi voglio da per me 
fleflo andare imaginando, che voi in quello altri^si più 
fondatamente diicorrendo, attribuiate qucfli moti cir- 
colari per propri al Cielo Empireo, quantunque, come 
vogliono 1 Teologi , lo mantegniate flabile , e immobi- 
le . Imperocché, si come non è attribuito per inconue- 
nientea Ariliotile, e Auerroe raffermare, chele Stelle, 
no eflendo in fé fteffe ne calde ne fredde, rifcaldino , e raf- 
freddino , per vna certa virtLj,che è in lor cagionatiua del 
caldo, e del freddo, cosi non fi dee giudicare aiìurdo, che 
eifendo detto cielo immobile , e fermo , polfa concedere 
altrui mouimenti anche contrari per vna cotal virtù at^ 
taa CIÒ fare, la qual fia in quello nafcofamente inferita . 
Ne oltre a queilo manca rag ione, per la quale anzi che 
nò » paia neceifario , che per elfere egli immobile , mobi- 
lita debba ad altri apportare. Conciofia che dica Arili. 
t In S.rhyH. I. Quando vna cola è quello , e quello , fé vn di quelli li 
ritroua lenza l'altro , l'altro ancora iì titroua fenza quel- 
lo . Ora ne' corpi fuperiori , fi ritroua il Mobile mouen- 
te , che fi può dire il primo Mobile , e Tottauo Cielo con 
quel di mezo ', Ci ritruoua i Mobile non mouente, che fo- 
no le fette sfere de' pianeti ; adunque Ìì ritruoua ancora 
il Mouente non mobile, che altro non diremo elfere^che 
l'Empireo . 

Soggiugne il Colombo. [ Aggiugnefi che auendo luo 
go li Cielo ec.]C.5.V.ii.eimedefimi Filofofaftririfpò- 
dono , che eflendo'l moto circolare proprio folo all'Em- 
pireo, e per ciò eflendo egli folo inalterabile, e perpetuo, 
foggiacendo l'altre sfere alla corruttibihtà, le sfere ce- 
lefli non altrimenti anno luogo fopra tutti gli elementi 
per elfere ancora efi'e elementi , quantunque più purifica- 
ti,e femplici ; ma si bene che l'Empireo fottentrando nel 
luogo de' Cieli,cioè eiTcndo date all'Empireo le qualità, 
e preminenze attribuite da Anil. e gli altri alle Sfere fu- 
periori 



lyAltmh. Mauri. 

periori, egli lòJo ha luogo fopra tutti gii Elcmenti,epcr- 
ciò,comc argomenta li 5ig. CoJonibo, la Tua natura e di 
gran Junga diucrlà da qucJJa . Ma io , le voleffì interpor- 
re l'opinion mia \\\ cofe di Filolòiìa,ò di Loica, direi qui 
aflblutamente, che molto debole fo/le quefta maniera di 
arguire. [ I Cieii fono Ibpra gVi clementi,adunque Te que- 
fli corruttibili , quegli incorruttibili] per dimoflrarc 
la corrutibilita, ò incorruttibilità de' Cieli. Imperciòc- 
chèil fuoco ancora^lccondoArifl. èpoflo fopra gli altri 
elementi , e di più è chiaro, che è da quegli diueriifsimo 
di natura, e con tutto ciò non ne fegue , che quello iicL.» 
inalterabile, e quefli alterabili , e corruttibili. 

CONSIDERAZIONE Vm. [ Ma in par- 
ticolarie e. ] C.5.V. 25. Vn certo Lorenzini da 
Montepulciano, fcriuendo foura cotale /Iella, fi è inge- 
gnato anch'egli di dare ad intendere, che le celefti sfere 
non fieno altrimenti à^i fuoco . Onde il noftro autore, per 
non efìereda manco di luijin competenza, per proua del- 
lo ilelfo, oltre à vnafua ragione di certe imbrogliate^ 
contrarietà , ne adduce vn'altra della'ngordigia , e voraci- 
tà del fuoco, delia quale, forfè per parergli molto ga- 
gliarda , non ha voluto , imitando il detto Lorenzini , de- 
fraudare il fiio trattato. Ma dirà alcuno, fé tale argo^ 
mento era flato già annullato per lo difcorfo di Cecco di 
RonchLtti,nondoueua il Sig. Colombo ,ò replicando 
fortiiìcarlo,òper non allungare à fpropofito ifuoi ragio- 
namentijlafciarJo libero al fuo mucntore? Certamente 
che sì : anzi io' aggiungo di più, che non_, auendo ^g\ì 
per le mani altre ragioni , che le due apportate , doueua 
col tacer del tutto tralaiciar si fatta queflione, poiché 
l'altro fuo argomento ancora è fallace, e non proua. 
Imperocché effendo falfilsimo, chealmoto circolare,co 
me dice Arift. i. il ritroui contrario .alcuno,è chiaro,che i pr. dc^odaj 
il fuoco , eflendo 1 cieli di fuoco , non .aurebb e contro la t.x4. 
natura de corpi femplici al fuo proprio moto due moti 
contrari , po.ciachè li circolare non^li farebbe giammai 
contrario.. 

JB 2 Dico ^ 



Coiijlderazjom 

Dico in oltre,che,Ìc il fuoco, per muoueril circolarmi 
t?, auciieal ibo moto due moti contrarilo almeno, fc i'a- 
\xZic due moti contràri foisv: il*mplic::mcnte alsurdo. Ari 
itot. ilqual dicdealfuoco,eà vna parte dell'aria limo- 
uiinenco circolare, per potere quindi atfermare,che le ca 
m:t::i generano, e rit/ouanoneJia rcg.o:ie elemcntalc,^ 
aurcbbe lenza fallo dato in grande > e pcncololb l'coglio. 
■ iNeù replicbi>cheperciscre impiopno all'elemento 
igneo il moto circolare>attr>buitogli da Aridotile, incó- 
uenicnte alcuno non è, che auendcne Iblo vn proprio, 
ne labbia ancora vn' Jtro accidentale . imperocché il me- 
deHmo appunto ne fcguita , k faccendo il cielo di fuoco, 
gliene aisegneremo vno per accidcntale,e l'alt, o per prò 
prio contrario al Tuo mouimento . 

Perlaqualcoia io vengo a conchiudere con voflra^ 
licenza,Sig. Colombo, che quelli hlolbfaftri ,ò qualil 
voglia altro , le per auuentura piacefle loro lo (limare, 
che 1 cieli follerò generati di fuoco , per edere annullati 
i lìlogifmi da voi^come fondamenti principali,per la con 
trarla parte adco:ti, non farebbero fuor de' termini, ne 
da biaiimare cosi alla libera,conie vipenlauate. 

CONSIDERAZIONE IX. f Malaceleflema 
teria, e e. ] Q.6. V. i2. Per quello che fi è prouato 
nella Con ìderazion quinta , e fettuna, e ^\ prouerrà nel- 
la IO. e nella ?4- fi nega, che la materia celeile fia incor- 
ruttibile, apportandofi nella Confiderazion fella , la ra- 
gione , perchè paia , che ella della primiera forma^ 
s'appagm. 

CONSIDERAZIONE X. [ Nafce la corru- 
z.OAz , e la varietale e. ] C.<5. ^^.2<^. Si è dimoflra- 
to nella Coniiderazion lettima, che i Cieli anno moti 
contrari , anzi i medeiimi de' corpi fullunari . il perchè, 
fé i mouimenti , e la materia, come ^i dice nel medefimo 
luogo, fono gli llefsi tinto a* corpi fuperiori , quanto 
agl'inferiori ,lequpjita, le quali dal noilro Autore lòno 
attribuite à Quelli , a quelli ancora in niunmodo fi do» 

uranno 



lyAUynh. Mauri, 7 

uranno negare, e gerciò caidi, freddi, vm idi, fccchi, 
icggicri j c'i^raui laranno i cicli : anzi di più (ì prouai che 
t' iiciio cofidcniàbiii, e rarefattibili , arguinencandoiii-^ 
cotalguifa. 

ò'e, come ti ?n Prifciano Lidio in Teofrafìo i contut- i De Tenfu, 5; 
tutti 1 più aui,il iù^):i)proccd_*,cf:)é:loroggetto,ciic^è di pHantar.cap.32. 
mc2D tra qiiello,c:ic lùona, e quello che ode, molfo, e per 
dircosi trainbuflato;ond^dice AtiO. ^ chela vocenó amz.dcanmu 
pu.-) elfcre le no in covpo rarefattibile, e códeniabile,e pef 
confequenza propriamente variabile.* e fé dal vicende- 
uolcgirar delle sfere , e dal moto contrario de* cieli, ne 
iiafce vna certa armonia , e come fcriue Macrobio , vn_. 
foauifbimo lùono, liqualedanoinoniipuò vdire, dice_^ 
il Dalciato ? con ai cri autori, si per lo imperfetto no- * P^rtcs^cap.pij 
fìro vdire, come per la perfezione ancora di quell'armo- 
nia, 1 cieli, per tacer degli elementi, come cofa manife- 
fìa , 1 quali fono quell'oggetto di me2o,che 'ìi ricerca per 
generar co tal fuono , abbifognerà , che nelle parti .loro 
lieno mobili, e traniinutabili j e perciò necefl'ariamense 
rarefattibili>ccondeniabili . 

Vi rifpondcre , che si tatto fuono , e concento 'eiTendo • 
intenzionale , non occorre , che l'oggetto di mezo lia_, 
Ibttopoffoalla pailibilità delfefler moifo , e tramutato, 
fana Aó tutto ridicolofo ; concioiiachè , fé quefio foffe, 
la ragion , che s'adduce, perchè noinon vdiamo tale ar- 
monia, cioè la perfezione deli'vduo, farebbe aperta- 
mente triuola,é vana^auuegnachè cotal fenfo mente ù 
adoperi neilo'iitendcrc det.o fuono intenzionale . 

CONSIDERAZIONE XI. [ Aggiugneflpcr 
cagione di queiìo,e e] QqM.x^. Auuertite, che 
il no (Irò Autore léguita m quefla partu l'opinione de sé- 
plici,iquali feHtendo,chV c'è vn moto chiamato della 
Trepidazione , e in.'ieme vedendo, chele /Ielle in vn cer- 
to modo tremano , ii fon creduti, che cotal moto fi ila 
da gli Allronomi imaginato per poter render ragion di 
• quello tremamen'-O , ò fcintillam :nto,che vogliam dire, 
e che eifciido trouato per quello , fu fiata noininato 

C0i>i 



Conjìderazjcni 

così , per conformare il nome fuo al fuo effetto l 

Vorrei particolarmente m queflocapo eiier benein^ 
tefo- accio non fi feguitino m iimili aitari più tofto gli 
ignoranti, che gl'intendenti , i qualidal fentire il nome 
Trepidazione, no conchiuggono adunque tal mouimen - 
to è cagione della Trepidazione,come quegli, che fanno 
molto bene, che quello è lo liefib moto, menzionato da 
noi nella Confiderazion fettima, attribuito al nono, e 
decimo cielo, e chiamato latinameure nell'Agronomia 
motus Accefìus,& Recefrus,ò vero motus in diametrum. 
Se adunque il moto di quei due cieli,che volgarmente, 
si come in latino ancora , quantunque più di rado, fi dice 
I la' cómm. sd per le ragioni addotte dal P. Clauio, i il moto della_» 
Sacmiubsfcum Trepidazione,è vero 9 e certo , si per tanti fenomeni , si 
cap.pr. per lo difcorfo dello i\.^iÌQ noilro Colombo,ilquale per 

ieguireripoteflAlfonline, tenute da alcuni per buone, 
quando non era ancora trouato quell'altro cielo detto 
Secunda Librario , attribuifce tal forte di mouimento al- 
Pottauo Qìdoyìn che modo Ci potrà gimmai, come pare, 
a In quelle paro ^^^ faccia il noflro autore x non fenza qualche contra- 
k^fcpcròcYero. i*i^tà alle fueconclufioni,mettere indubbio il moto del- 
ia Trepidazione ? e chi farà poi quegli di ceruello cotan- 
to ottufo, che coniiderando la lungheza,e tardanza dì 
si fatto mouimento , fi laici fcappar di bocca , che ^gìi 
della fcintillazion dtllo. flelle , che fi vede fare in vn mo- 
mento,poira efiere in alcuna maniera la cagione? 

Ma poiché noi fi amo ne' ragionamenti di quefto fcin- 
tillare , penfo lia bene l'andar cercando , fé fi poteffe ( il 
che per infìno à qui, fé io non fono ingannato,non è adi- 
uenuto ) addurne cagione almen verisimile . 
3 lib.a.tlccoclo Ariftotile fu d'opinione ? che ciò adiueniffe,peref- 
cap,2.t4S;. fere elleno affai lontane , dallo'ndebolirfi la vifia no- 

flra in mirarle . Ma,fc da quefto procedef]e,non ci ha 
dubbio alcuno , che le parrebbero più a vno , che a vn'al- 
tro , e à vn medeiimo più in vn'età , che in vn'altra fcin- 
tillare, fecondo l'acuteza della, ò deboleza vifla, la qual 
cofa, per cfìer manifeiiamente falià,pare, che tale opinio- 
ne rimanga fenza niun fondamento . 

Creder- 



D 'Altmh, Maurt. S 

Credette vn'aJtrovaJcnt'huomo, cheJofcintillar fof- 
fe cagionato da i corpi mobiJi > i quali fon fra noi , e l'ot- 
tauo cielo. Perchè ( diccua egli ) si come guardando noi 
per vn gran fuoco l'oggetto , che gl'c dietro , per eflere 
detto fuoco mobile^e tremolante, ci pare anche tale og- 
getto vacillante, e mobile, cosi palTando la nofìra viltà 
per queda varietà di moa , molto bene ci poflbn parer le 
flelle ancora del firmamento tremolare, e fcintillare. 
Sottililsimo pernierò di uero , e che m prima apparenza 
ha molto del verisimile : ma coniiderilì , che, le quello 
è , accadrà neceffariamente , ò per lo mouimento diur- 
no , ò pe' moti propri de' Pianeti . 

Perlo diurno non h dee dire:attefo che, oltre all'aucre 
Tottauo cielo anch' egli cotal mouimento, le ftelle,che li 
ritrouano nel poIo,ò vicine ad z^o, come quelle,che an^ 
no auanti a le parte del cielo quad ferma,e Inabile , ci do- 
urebbono niente, ò almeno manco alfai fcintillanti ap- 
parire. I moti propri ancora de* pianeti , non mi paro _ 
poflan cagionar vn co tale effetto. 

Prima, perche elfendoi loro mouimenti tardifsimi, 
molto tardo ancora dourebbe eflere il tremolare . E poi 
detti moti auendo ancor' efsu lòr poli, intorno à quelli 
niente , o poco fi aurebbe à veder nelle ftelle lo fclntil- 
lamento , il quale , come ognVn può fcorgere, è in tutte 
il medefimo, cioè tanto in quelle, che fon lontane da ef- 
li , come in quelle,chefon lor vicine : onde ne anche que- 
lla openione fi dee ammettere per fincera,e^ ficura. 
A me adunque è fempre paruto inconueniente il dire,cho 
ciò auuenga alle ftelle,per cagion lor prò pria, e interna-». 
Conciofiachè per qual ragione lo:o eiler tutte fcintillan- 
ti, quantunque fieno di diuerfa materia vna lucida, eri- 
plendente,vna ignea, vn'altra plumbea, e i pianeti ef- 
ler lontanifsimi da fimiU proprietà ? ne menopenfo^ che 
la ragion di quello 'ìi polla attribuire a noi , ma da noi fi a 
lontaniisima,e del tutto aliena, poiché à tutti, enei me- 
defimo modo , e fempre apparifcono fcinti Ilare . Ma fi 
bene fon di parere, che tutto l'effetto di ciò al Sole fi deb- 
.ba attribuire , ilquale lontanifsuno , arriuando col fuo 

lume 



Confideraxjom 

Jcme fiacco \ t debole alle ^ó\^ , le quali non altrimen- 
i Tn ^ua dptica. ti,che la Luoa^da eilu^si coiiacdice Vitellione j nceuo- 
X Ved- ih Jnuio j^Q 1q Ipl^j^j^Q^g ^ i quelle conmbuUcai llioi ra^^i per 

In commcnt. ad j • r i y^ r - ■ i^^,^' 'i 

facrurrbofcu cap. ^^^^ ^^^^ ^ folateionde le ne cagiona poieia queli^aliiebo 
F-P^S» 5J» ' lmìento,qualì fpirazione , ó aiielazione affaticata . 

CONSIDERAZIONE Xli. [Cofa che adi- 
ucnir,e e. ] C p. V.pr. Vnche fa profelsione d'in- 
tender d' A (Irò nomiatanto^quanto di leologia,eFilo- 
fofia il Colombo, va dicendo , che vna delle ragioni > per 
le quali i Alatematici mettono le nuoueftellc neirotta- 
uo Cielo , e non nella regione dementale , non è , per- 
che il fuoco , e l'aria li muoua j ò non il muoua con la_r 
niedefima velocita del Cielo ? ma si bene , perche'l fuo- 
co y c l'aria , per elfer rapici , come tiene Arift. dalla sfe- 
ra della Luna , giran per appunto in quella guiia, che gi- 
ra ella fleha , Onde le ftelie , che in quelle parti follerò 
collocate , dourebbero auere il medeùmo corfo della__. 
Luna. Qi£efti adunque conchiude, che i Matematici non 
per altro,che per eliere ftato o leruato , che le ììqììq nuo- 
uamente appai*ite,non aueuano ne il moto lunare , ne an - 
cheniun'aitroplanetale , furon corretti à filmare, che 
perchè elleno manteneuano il mede/Imo lito con le ftel- 
ie deli'ottauo Cielo , nell'ottauo Cielo altresì auelfero 
il proprio feggio. 

CONSIDERAZIONE XIIL [Onde per mio 
intendimento , e e. ] C. lO.V.ix. Attendafi bent^ 
adunque à qutfto diicorfo , e imparili il vero modo dì 
filoib fare , non quanto alla foftanza, perchè di quella, 
come fi è detto nella Coniìderazion tei^a,non fc ne par- 
la mai , ma quanto al]amaniera,nella quale cotali ftelie lì 
fìcn potute vedere , accio impariamo nuou'vio d'occhia- 
Ii,de' quali c'è data più a bailo vna marauigliofa^erani- 
fìma cognizione . 



e 



O N S I D E R A Z I O N E XIIII. [ Ora noi dob- 
biamo, ec ] C.ii.V.i/. A coniìderare a pieno 

quelle 



lyAhmh.Maurt. ^ 

^uefte Alchimie d'oro, equcfte dementaJi fpirituaJiza- 
2ioni,non leruirebbc l'età di isJcflore,ne'i cerueJJo di 
Platone . Onde io , che non ho l'intelletto cosi Ipintua- 
Jizato » e lambiccato da penetrare nuefle quinte ^^^nzQ.y 
me la pallerò di leggieri, a Tuo luojo , toccando lòlo di 
quefte materie qualche cofctta , che non abbia bilògno 
di Ibttiglieza piùjche dozinale.E tanto piii che io tengo 
per certo, che queftì luoghi a 'baflanza abbiano a ell'er 
coniìderati , dichiarati , e corretti da chi oltre allo'nten- 
deriene più di me, dourebbe auer maggior defìderio, 
che e' follerò bene'ntelì, e capiti , per auer dato ^g\\, pei: 
quanto pollo conietturare^al iioftro Sig. Colombo occa- 
fiondiicriuere, 

CONSIDERAZIONE XV- [ Oltre acciò 
non poflbno,e e. J C.i5.V.ii, Eccoui vna nuo- 
uà dottrina canata dal profondo della vera h.'orofìa, che 
datur vacuum m natura . Perchè chi che ila argomente- 
rebbe così . 

Sotto alle sfere zót^i vi è ì\ fuoco , e gl'altri elemen- 
ti y ma fra il fuoco , e'I Cielo non vi è niente ; adunquo 
fra il fuoco , e'I Cielo v'è vacuo . ^i proua la minore,per- 
chè il Cielo fecondo la filofoiia delnofiro autore none 
tangibile. 

Ma qui fono di ma' pafsìj perchè Arift, vuole tutto'I 
contrario , e fé il Colombo non folle nel reflo tutto fuo, 
temerei forte, che non cernendo l'vno all'altro, la lite,/ 
non iniiftoliirc . E la cagione ' quello icompiglio fareb- 
be Hata i\ugi] ire di quel tale, cauandone da quel voflro 
intangibile ncceifanamente il vacuo . On^e zgM , come 
huomo da bene, aueuapiù tollo deliberato di filmare-» 
contro'l" difcorio il Ciei tangibile, i che mettere fra i Comcrenri 
riniilipenòiiesigraii-» zizania, fondato in quefla fua_. «Foua il ci»-; 
ragioni^. ^•®'" cómciit. ' 

Quel che rapitole girato è dalla sfera Iunare,é toccate c^^^'^^^'^^^^ 
dil Ciclo : Ma il fuoco è rapito ? e girato,iecondo Arili. * **'* ' 
dallasfera delia Luna; adunque il fuoco tocca il Cielo : 
adunque il Cielo è tangibile • 

C Ma 



Conjìderazjom 

Ma teme non ve ne ridiate, Sig. Colombo, rifponden- 
d'o VOI, fecondo che egli li perlcade per i voiìri ibttiJi 
ricrouamenti,prontits linamente , che ò madonr a i-uria__# 
ha certi ipaghetci, per i quali,lenza imbrattarii le mani,(l 
tira dijti'o quella parte d'elementi, j vero che ellafi l'er- 
uè di certi itrumentia guùadi ib.'iioni, per lo cui alito, e 
vento so dir'ij. che gli ra trottare ^ 

Potrebbe di vero replicare , che'l vento non eflend3 
altro che anacommoUa,aLneno da quefla aria pertur- 
bata è toccato'! Cielo : manonne vuol far'altro,perchc 
fubito lo firefte forfè tacere , dicendo : che quefto non è 
diqueiventinoflrali/mad'v.naforte non conofciuta,e 
flraniera.- 



CONSIDERAZIONE XVI. [ Pofchiache 
fé il contiguo, e e. [ C. ly. V. i8. Se adunque U 
fuoco, come eflicacemente,mi penfo,fi prona nella Con- 
iiderazion paflata, tocca'l Cielo, il Cielo per voftra con- 
fcguen2a,Sig.Colombo,aurà le qualità del fuoco: adun- 
que calidxtà , contro à quel , che aueto afiermato più 
volte. 

11 perchè la cofa v'andrà molto male, feperrifpofla-» 
non fi arreca à quella ragione altro,che ò fpaghetti, ò fof- 
floni. Equanto ila debole, e vano il vOilro argomento 
deli'attiuità del fuoco , ilquale dite, fé toccaffe il Cielo 
aurcbbegia liquefatta la celefte machina, lo dimoftra,co 
me s'è accennato nella Confi derazione ottaua,nel fuo 
trattato il Padouano . Ma di più Ci potrebbe far palefe la 
fuafalfitàjimperocchè,si come è coiànottifsima, gli ele- 
menti ne' lor luoghi non anno inclinazione al nuoce- 
re, ma più toflo maggior naturahtà algiouare : onde_/ 
argomentano, e dicono gli Aflrologi, che i pianeti ne* 
propri luoghi fon fempre di miglior condizione . Il fuo- 
co adunque ritrouandoii nel proprio fito , per fua natura, 
giouera fommamente , ne per quell'arrotamento, cagio- 
nato dal moto del Cielo , elfendo eccitata , fecondo'l vo- 

ftro 



D'Altmh.Maurt, i o 

ilro parere , Tactiuità del Tuo calore , potrii apportar no- 
cumento alcuno all'vniueilo : anzi cotai mojimen' 
to , per efl'er naturale , farà conlbruatiuo delle pnnucre 
qualità , e nature d'amendue quc' corpi . 

^ggiugneiì,clicnoii^è vero, che Tattiuo calor del 
fuoco polla niente di più elicr* eccitato, ò accreiciuco 
dal rapido mouiinento del Cielo , attelòchè girando 
amenduni il Cielo, e'I fuoco di compagnia,con la nizdz' 
fima velocita , viene à mancare queirarrocamento , dal 
quale, con quefta condizione però, fé violento folle, e 
non naturale, potrebbe forfè nafcere qualche accrelci- 
meuto di caldera . 



CONSIDERAZIONE XVII. [ La ragione 
ànoncrederlo,ec. ] C. id. V.ix. Qu^ella ragione 
non vale vn zero : perchè vna menornaparte di .tutta la_, 
terra, andatafene in vapon^ e in aria,co;ne dice Arili, i ^ e *^^ ^^"* 
può diueni^r molto maggior, che non è la terra^ in quel- <'»-"p.4,Li7 
la guifa , che fa la poluere d'archibufo , là quale,acceia , e 
fuaporizata,crelce le decine di centinaia piìi del corpo Ilio 
primiero ; e di qui adiuiene, perchè non capendo ella^ 
più in quello ltruinento,ne eica con quella furia^ e forza, 
pnde neproceda incontanente si fatto fcoppio. 

CONSIDERATIONE XVIII. [Aggiungo 
cheiè,ec. ] C.K^.V.ij. Legga;] per corteiu quel 
trattatello del Padouano , e reggali quanto fi dea ftiiiure 
iìmile argomento* 



CONSIDERAZIONE XIX. [E primieramen 
teiiniegachei raggi vifuaii^ e cjCiy.V.ii.isoa 
occorreua veiairiente entrare in quelle coiite.e,atteio che 
(dato ancora, che lavi/la ii faccia introniKte.^c^o^per 
quello non i>*aunulla l'ciemplo, anzi iì mantiene in -^uan^ 

C 2, toi 



Conjìderazjom 

toàqueda parte nello iìelTovigore^dicendofi in cotd 
maniera . 

6i come la fpczic delle ftellc pafTa tutti i Cieli , e arriua 
agii occhi nofln, lenza akerazion di que* corpi , così , e-» 
non akriment! , penetrar polionoii Cielo quegli Ipiri- 
tualizati vapori . 

E tanto più mi pareua_^ pur fi douelTe lafciare an^ 
dar 31 fatLa_> cuifiione , perchè io mi va imaginan- 
do,che ei-a^ lia irata melia in campo , foriè per mo- 
ftrare di mantener iempre in quali] Loglu cola la len^ 
tenza d'Arirtatiìe-^. Concio-ìachè non_, è chiaro an- 
cora qual delie due opinioni fi tenga., quel fiioibfo., 
al quale noii_> come le folio interprete della natura, 
ma la natiìra_, fiella, fi da ad intendere^ il noftro au- 
tore , che grani., re!Ìa_» farebbe il noru credergli . 
V De ren1i,5c Imperocché difputando egli i di quello con Demo- 

Icnfili.cap.z^ crito , ccii-. Empedocle , e coru Piatone ^ tiene, che^ 

Javifia li faccia intromittendo, e cosi bene fpellb tiene y 

z In 2.de anima .^^.^^^^ altroue. z Ma uon perciò mancano luoghi ; 

donde manifefiamente^ fi può argomentare , che^ egli , 
.non diipregiaua,come fa qui il nofiro Colombo, an- j 
21 molto apprezaua la contraria oppenione, poiché ri- 

5 Tntó.siJro- cercando 3 Ja ragione, perchè vna fola cofa alcuna^» 

bl.part II. g^^^ apparilca__, elfer due; ciò accado , dice egli,, per- 

chè i raggi d'amendue gli occhi non tendono allo flei^ 
fo punto. 

^ Pan. 15.^-1 6. Medefimamente inuefligando 4 il perchè d'altri cu* 
riofifsimi eitetti , Ì;folo col tenere , che la villa fi fac- 
cia extramittendo -, rende a pieno la ragione di efsi. 
- . , Ne fi difcofla da fimil fentenza , volendo 5^ egli aP 

tJ?J}.rT. degnare lo cagioni dell'Arcobaleno , dell'Alono, 

rorum.liim 2.. i^i tt j ì d t • j 1 

^p^3, delle Verge, e del Parelio, anzi auanti renda le ragie» 

ni di quelle apparenze , faccendb prima tre preibppo- 
fli, fonda in quefia opinione il primo , del quale pofeia 
fi lèrue 5adducendolo,come profsima cagion di cotali 
effetti . Ne fi dica in alcun modo , che egli in detti luo- 
ghi feguitaife ropinione , che fi faccia y extramittendo^ 

non 



/ lyAlìrnh, Mauri i r 

non come propria, e vera, ma come quella, che allora 
era tenuta da* più. Imperocché , le al Filolbfo fi con- 
uiene iàper le vere cagion delle cole , per potere attribui- 
reàqucUegli eletti naturali, sì come ne inlegna Ari- 
fìotilc I ^^i\o , vn bel giudizio Tarebbe (lato ililo, i 2.Phyficoruj» 
fondare la cagione di clsi ( poiché afi'erma iemprc co- ^-^A 
tali accidenti cagionarli dalla refrazione della vifla) iru, 
fOiidamcnto debole, e tenuto da 1 ui per faliò,quantunque 
da altri accettato per vero . Onde le io non m'inganno, 
li vede manifcftamente , che Annotile non iù cotanto 
fchizinoiòin voler dare quella preiogatiua agli occhi, 
che auefiero à efTer vili tati , lenza poter rendere , co- 
me ben creati ancor'clii, lavilita agli oggetti vifibili. 



ONSIDERAZIONE XX. [CherOrizon. 

tedellavifuali:ocenza,ec. ] C.'ly. ^^ 25. Impara 

quella . L'Orizonte della vilual potenza , in vece di di- 
re Linea della vifual potenza . Vn femplice Allrono 
mo direbbe lo lo . L'Orizonte del tal paefe , come que- 
gli, che per ancora non sa,in che modo polla auere la vili 
uà potenza i'Orizonte • 



CONSIDERAZIONE XXI. [Si eflendafi- 
ro alle flelle,^, ce. [ Cij.Y.xó» Si dee làperc 
che^ tale apparilce l'oggetto vilibile , quale è l'ango- 
lo,chefi fcialTocchio da' raggi viiiiali, ò vengano quelli 
dall'oggetio all'occhio , ò vero dall'occhio all'oggetto; 
perchè 10 miproteflo^cheper i.o.i importar niente,cuan 
to è al iu>ftro proposto, non ci laro ditierenza alcuna. 
Se adunque l'angolo (intendendo pero lecondo Pietro 
deAliaco, i chedettoAngolo non polla mai pali ari'a- ' ^^^%^^S* 
€uto ) farà grande , grande ancora apparirà l'oggetto : ìz 
piccolo, piccolo: ma per due cagioni l'angojo diuien-. 
grande, e pereilere l'oggetto grande, e per elTer vie mo 
all'occhio Oiide le accadrà viu foladi q^ueile due , i'og- 

geìU> 



Conjlderazjom 

.f etto apparirà mediocre; perchè farà .mediocre l'ango- 
lo. Seniuna,an2ÌJacoradavederafiaper feflcrsapiccoj- 
liisima, coltre à quefio molto lótana dull'occhio^lparirà 
del tutto,perchè allora quell'angolo s'auuicmera all'an- 
golo della contingenza, ilquale^, come dicono i Peripet- 
tiui,nonè,perla fua flretceza bafteuoleal vedere . Di 
qui nafce , che vna colà ftefsa veduta in diuerfe diflanze.^, 
diuerià altresì app anice di grandeza : perchè di conti- 
nuo fi dmer/ìfìca l'angolo, faccendoii fempre più gran- 
de, per la vicinanza di quella, come manifeftamente fi 
icorge in quefta figura . 

Doue fi prefupponga F. L. G^ 
cD. H. E. la iklTa cofa vifibilo 
fìtuatain diuerfe lontananze, cioè 
»f j 1 in B. e in d'occhio adunque pofto 
rf \ * / ^ nel punto A. rimirando all'ogget- 
to F. L. G. collocato nel punro piìi 
vicino B- fa al punto A . l'angolo F, 
A.G. erifguardando lo ^^G[o ogget- 
to D. H. E. nel punto più lontano 
C. fa l'angolo D.A.E. ilquale elfen- 
do minor dell'angolo F. A. G. per 
cffer ^6 tenuto da quello, non è mara 
uigliaalcuna,che D.;H. E. apparifca 
altresì minore di F. L. G. quantun- 
que amenduni in fé fleffi fieno della 
medefima grandeza. 

Ora gettati quefii fondamenti, 
dico , che l'autore ha il torto à non 
voler, che in qual H voglia difian^ 
za s'eftenda la vifual potenza , si co- 
me aurebbe anche il torco ad affer- 
mare, che ella s'ertendefife in qual i\ voglia vicinità,auue- 
gnachè ponga tgli pure vn'oggetto lontano, quanto gli 
piace,econcedafi ancora a me (poiché ogni cofa vifi bi- 
le ha vna cerca determinata dxflanza, oltre alla quale più 

non 




jyAUmh.Matm. 12 

nonfi fcorge i ) pigliarlo àproporzion della lonta- i r^cmoflratur 
nan2a,/^,randc, quanto fi conuienc,cho io l'alsicuro, inOpt.us. 
che leinprc cotale oggetto laià vifìbilc. Per lo contra- 
rio auuicini a le mcdclimo^quanto e' vuole, u.g.vn'Ato- 
mo, che inai la Tua virtù viliualàra baflante poterlo Icor 
gefc . Imperocché , le la baie di quella piramide , per la 
qual lì generala veduta, non cade lotto grandczarenubi- 
IcjeiTendo A tomo : che larà l'angolo ? 



e 



ONSIDER AZIONE XXII. [ Macrobia 
nel fogno di Scipione, e e] C. iS.V.ii. NorL-» 
VI date ad intender Sig. CoiOinbo,ò almeno non voglia- 
teperluadereadaltri,cheMacrobio x fia dallavoftra, jj^j^^"^"^^""»^ 
perchè'l tatto palla diLenamente. Conciofsiach'egli ac^ tatu/c^pTill 
afferma, ^ che noi polsiam vedere vn monte porto in_> 3 ibidem, 
lontaniisime parti , anzi le l'upcrne region del Cielo, di- 
ftanti da noi di vero altro, che 1 80 (ìadi peonia qual di- 
ilanza , quantunque egli poimilun il iemidiametro del- 
rOrizonte, defcruto da' raggi noftri viiualipet lo pia- 
no, non fi può per quedo argomcntare,chelanoflra vi- 
fual potenza, fenza comparazione non (I dilati molto 
più > quando ella non andando , come dic'egli * terra ter- 
ra , fé ne va per l'aria , foUeuata, innalzandoli . A tal- 
ché anche fecondo Macrobio , contra'l voilro credere, 
a ragióne affermeremo , che la noffra virtù viiiua perù ie- 
ne alla nuoua ftella polla ancora nel pruno mobile,per 
ciTer'ella lìtuata in alto . E le 10 penfalsi , che voi pure-# 
flelleortinaio nella voff:ra opinione, auendo fitto il ca- 

Ì)0 in quel fuo Orizonte,per poco vi prouerrei, che quel • 
'autore, per altro, graue, piglia notabile errore in de- 
terminare'] detto fcmidiametro: marosi penlb lia ne- 
cefiario. il perchè palpando più c'^cre , ditemi , vi prego. 
Perchè aggiugncte voi,[.Sia quella della retta, ò dell ì-» ~ • 

piegata linea ? Macrobio non dice mai quefto , ne quan- 
do ci lo dicelfcjvoi gli auerefte ad acconientire . Per- 
chè chi è quegli cotanto infenfato ,che non iappia, che 
perlineacuruaLO'.i-. li può cagionar la noftraveduta? 
cheperciò d'vna palla non veggiam ie non la aietà, ò po- 
co 



Conjìderaxjotii 

co meno, clTendo impofsibile : che i raggi vifuali fi pie- 
ghino per veder l'altra parte. 



e 



ONSIDER AZIONE XXIll. [ A quella 
moderna inuen2Ìon,e e. ] C.zi.V.i. Tengaficara 
guefta rifpofla . Perchè el?è da vero pellegrina , e ina- 
^ettata. Conciolsiachè qualche Aftronomo comunal- 
mente aurebbe nfpoilo : prima, che l'Epiciclo ^i Ve- 
nere non è infìno a qui da niun , che di quei moti abbia 
fciitto, immaginato ouale, e che ne manco da altri disi 
fatta figura douerrebbe efler tenuto per l'auuenire ; poi- 
ché quell'apparenza, nella qual fola è il fondamento di 
\*' 'eotfu ^^^ ^^c^^'^^^^'^P^cido non elfer di forma rotonda,addot 
Ctpcttuci 7^ ta ancora da vn certo, i per aggradire, mi penfo , le in- 
uenzioni del Copernico , femplicemente , sì come fem- 
plicemente s'adduce,potre' negarli . 

Secondariamente, che dato ancora , che cotale Epici- 
clo folle ouale, non ne feguita perciò neccffariam ente 
che Venere con tale Epiciclo mouendoii di continuo in- 
torno à vn fol centro , rifpetto à quello non fi volga, an- 
corché a noi altrimenti apparifca,in circolo ro tondamé- 
te , e perfettamente . Onde per mio auuifo l'argomento, 
che per eiTer l' Epiciclo di Venere ouale , maggiormen- 
te ^\ douefiedire il Cielo arrendeuole, non conterreb- 
be in fé fieflx) , circa la proua àiv così fatta arrendcuokza, 
niente più di vigore, che fé circolare foife fiato credu- 
duto, eprefuppofio comunemente. Poiché e l'Epici- 
clo, e gl'altri cerchi, che vi bilbgnerebbon di Venere, 
co'lor mouimenti, quantunque diuerlamente apparif- 
fero , in fé fiefsi nondimeno , per via ancor di demo- 
ftrazione,fi potrebbe afiermare efier ciiXolari,e rotondi. 
Is'edaròquìperdichiaraziondiquefio l'cfemplo nel- 
si IfAmoXci.^ |^£^^j^^^ Q^j ^ feguita la dottrina di Tolomineo , ne 
ad'^Purbac.'^ ^n * caua per corollario,che'i centro dell'Epiciclo di elfa Lu- 
TficoriM LuA». na,ognimefedefcriuevna figura ouale, fénza tralafciar 
niente ticorfo circolare. 

Impe- 



UAlrnh^MaurL /> 

Imperocché A. rapprefcnti'l centro del mondo. JB. il 
centro dell'Eccentrico. A. B.C. Ja linea del mezo mo- 
to del Sole. C. il centro dell'Epiciclo , e medcfima- 
inentc l'Auge dcli'Eccentrico.ilqual non è altro I che'l » fti»biichlo m 
punto più lontano dal centro del mondo nella circonfe- TUor.c,s»li^ 






X 

r 



r J /-x 











renza deirEccent rico , detcrminato per la linea tirata dal 

centro del mondo per lo centro dell'Eccentrico. Mo- 

uendoiì adunq; cotale auge, e al cótrario dzì centro del- 

^ l'£piciclo^ e msi fartaguiia^cheamédueel'Augce'lcen- 

' tro deirEpicicio metton di continuo in mezo Jajinea_-, 

-dclmezomoto dei Soie, quando l'Auge dai pur/to C. 

yperuiene al punto G. il centro dell'Epicicio^partito/i 

'\daiionelib punto C. arnua al pianto F. ri tro tardo /ìli 

; ccrtro dcll'Eccex^trico m li. per io mouimento deli'Au- 

•gè. Quando al punto L.il centro dcli'Epicic.'oalputo L 

Quando al punto £. il centro dell'Epiciclo ripunto N. 

D quando 



ConfiderU'Kjont 

quando al punto Q^ li centro dell'Epiciclo al punro P. e 
finalmente quando /auge arriua al punto S- e'i centro 
dcI/£piciclo arriua al punto S. poiché in cotali pofi- 
zioni il centro dcli*£centnco,intorno al quale quantun- 
que irregolarmente fi muouano , e l'Auge dell'eccentri- 
co , e*i centro dell'Epiciclo , lì ntroua ne punti H.M.O. 
R.T.e lalineadelmezo moto del Sole A. B. C. in mezo 
sépre all'Auge dell'Eccentrico^eal centro dell'Epiciclo. 
Il inedefimo dico negl'infiniti punti di mezo,e nell'altra 
parte di quefta figura . Quindi li può accoiiciainente,s*io 
non ni'inganno,venire in cognizion di quello , che di fo- 
pra è da noi altermato di Venere : perchè mi pare, per tal 
figura afìai ageuole lo'ntendere,che tanto l'Auge del- 
l'eccentrico , quanto'l centro dell'epiciclo, faccendo in- 
torno al fuo centro vn perfettiisimo circolo, deicriua_» 
nódimeno , rifpetto d vn'altro punto, ò vero centro,vna 
figura ouale; non perche à fuo capriccio, non girando 
cglino'intorno à vn fol centro, fuolazin per lo Cielo ar- 
rendeuole, ma perchè detto lor centro è mobile , per la 
mobilità dello fleffo Auge dell'eccentrico . 

Per conchiudere adunque,la feconda rifpoflad'vn fem 
plicc Aflronomo farebbe cotale » Se quell'epiciclo di 
Venere necelTariamente perleofferuazioni fi dee con- 
flituire ouale,di maniera fi faprà fecondo i precetti Aftro 
nomici accomodare , che con tutto ciò circolari fieno i 
fuo'mouimenti.Onderagioneuolmentenó ne fegua,chc 
più fi poiia dire arrendeuole il Cielo per parer l'epiciclo 
diVenere Quale, che per apparire egli circolare, e,; ro- 
tondo . 

CONSIDERAZIONE XX1III.[ Poiché non 
rcale,maimaginarioè veraraéte,e.c.] C.ii.V.ii.E 
gracofaquefia.Vogliono i Filo lofi ne' cieli vniformita, 
cregolarità,equefl"a non imaginaria,non finta,ma vera,e 
reale. E perchè alcuna fiata,per apparir u.g.il Sole, quàdo 
^\ moto più tardo, quando di moto più veloce,e Saturno 
ora retrogrado,ora ferino,e ftabile ? il lenfo chiaramente 
repugna, fé ne ricorrono per foccorfo agli Afiro nomi; 

acciò 



lyAltmh.M^uri 74 

acciò eglino , poiché cisi non pollbno , con l'apportar la 
cagione di cotali ,apparen2c,inantcgan per veri .nellci-» 
menti degl'huominiquedi Jorpcn/ìeride* CieJi vnifor- 
, mi, e regolari. Gli Aflronomi i adunque, come fcdj- i Vcdf Pietro (fc 
li amici , col penlàre , e giorno , e notte , e a Epicicli , e à Aliaco in quxft. 
accentrici, e a Equanti , anno dato lor machine tali, che, *^« 
volendo, poiTono contra ogni feroce nimico ageuolmea 
.te reflare m sì fatta contela vittoriosi. 

Ma ecco che co tali flrumenti ,non prima pbfli loro 
in mano, elTendo ò per diipregio de' donatori, da efsi dan 
nofamente vilipcfi , ò per ignoranza ne fuoi affari abuia- 
il y danno in vece di vinta , perduta lor Ja battaglia.^. 
Per efemplo piglifi qui ì\ nostro moderno Peripatetico , 
il quale(faccialo per qual fi voglia ragione) non s'accor- 
ge, che con l'afiermare imaginari ^Yi Epicicli , imagi- 
filarie altresì afFerma,per confequenza,contro i fuoi afs io- 
mi, le fue regolarità. Poichè,fec,vero,^ come è verifsimo 
che g\\ effetti feguitan le lor cagioni, come ^\ potran- 
no giammai ftimar realmente per regolari i.moaimenti 
celefti, elfendo g\\ Epicicli, Eccentrici , ed Equanti, per 
mezo de qua' foli fi può fiiluare anzi farne cagionar T v- 
jiiformità de motij tenuti fauolofi , e ^^i\ì Ciò vegga 
il noflro Colombo, o ji.efìaejgliftelfo il giudice, p.er«- 
ciocché io penfo, non ift^ràperxinace nellaiìia opinione, 
jalmen per infino à tanto., che egli meglio filofofando , 
;Come di corto per fuo auuifo fi dee fperare , non apporti 
aiuti cotali; onde, lafciati a' Matematici gli eflranei fut 
fidi deMor finti Epicicli, e' vegga alla fine &\ proprie for- 
Z^ fortemente circondata la fua nuoua, e vera fiiofofia^. 

CONSIDERAZIONE XX7.[ Oltre acaò 
non trarrebbe,ec.] ^•^2L-^-2'7-Epur tiratJ il fuoco 
.;Convna parte dell'aria, quantunque € non fi pofia nc- 
gar,ch'e* iìeno arrendcuoli. 

y^ONSlDERAZIONE XXYI. [Pure dato, 
\.-/ che egli e e. 3 C.x^. V.p.Vedi la Coa/ldcr azione ot- 
iaua: perchè quefia lomiglu mirabilmente quellabwlla 
ragione del Lorenzini. 

D % CON 



ConfìderaKJoni 

CONSIDERAZIONE XXVII. [ 11 corpo Lunare, 
ec. [ C. 15. V.xj. Ecco che'l noftro autore met- 
te in campo madonna Luna , acciò fi a quella che confer- 
mi , che ne per lo moto, neper Tvnione, e ripercotimen" . 
to di molti raggi patiice veruna alterazione il Cielo. 
Ma nou prima che'l corpo lunare , per elier oi'curo , e 
tenebroib , è diuerfiisinio da quello delle sfere celeili, le 
quali ipn. diafane , e trafparenti . Secondo che'l Sole-» 
non fenice altrimenti di continuo nella faccia della Lu- 
na,fe però ella non è, come quel moftro Echidna,il quale 
auea cento facce: il che è cosi chiaro à chi intende pun- 
to punto,in che guiia ella appariicaora tonda, ora cornu- 
ta, che farebbe cofaridicolofa il perderci tempo. 

Inte i queftì notabili , va cortefilsimo lettore da per te 
medefimo confi derando si fetta confermazione, e quan- 
to per ella \\ rinuigorifca l'argomenco , e Ila ficurd d'un* 
parar di qui gran parte di Loica. - 

ONSIDERAZION E XXVIII. [Le quali 
altro non fono e e. ] C.24V.5. Non iftarò àripro- 
I Nel k Ja,, u^r l'oppenione; che qui tenete fopra quefta faccia mac- 
à^l^d^^ chiatalunare;imperocchè Dante i rifiutata prima con 
fottili argomenti cotal fentenza , ne adduce pofcia vna 
fua , la quale,per efler meza Teologica , mi par, che mol- 
to ben farebbe quadrata al titolo di quefto trattato , e al- 
lo 'n tento vo ftro di voler conformar l' Agronomia alla 
vera Filofofia , e Teologia, fé da eifa non s'apportaife per 
altro , si come io penfo , cagione poco ficura di quello 
fplendor cotanto variato. Conciòfsiecofaché, fé fofTcj 
vero come vuole quel diuino ingegno , che quegli che-^ 
fabbricò l'vniuerfo doppo Tauer fabbricato iióìt di di* 
uerfa materiaaltre lucide, e altre ofcure, volle far' vru 
pianeta, che comporto di materiamifta, della natura-» 
d'amendue le forti par ticipaffe, vero farebbe ancora , che 
i\ fatto miflo,cioc la Luna, eflendo alle fue cagioni con- 
formi gli effetti,produrrebbe ne* corpi inferiori i medefl- 
mi influfsi,u.g.e di Venere lucida,erifplendente, come è 
gran parte della Lunare di Saturno ofcuro j e plumbeo ii- 

mile 



TfAlirnh. Mauri. \f 

milc i quelle macchie lunarinlchc , per cfler lontanifsi- 
mo dalia verità, come sa chi ha dell'Aerologia alcuna 
cognizione, fallò altresì viene ad apparir paL-icmente-* 
l'antecedente . Ma , perchè ciafcheduna colà ha la Iha^* 
propria cagionc,andrei per quella inueftigarc altrimenti 
dilcorrendo, e direi, che, per ell'er la Luna , i'ecoado Poi- ^ .. ^. 
ildonio, e altri antichi Filolo fi, i come referilcc Ma- I,fta-apu'mprt 
crobio,cotantolimilcallaterra,chevn'altra terraè da^^ n,o tra't.rcmm 
lor nominata,non è Iconueneuole il penlare , ch'ella non rphxricirum, vbi 
fìa per tutto egual nello llelib modo , ma , si come nella Anftotilcm addu 
terra , ancora in lei fi ritrouino monti di linilu rata gran- ^'^ j" l'b-dc Am- 
de2a,anzi tanto maggiori, quanto à noi ronlènfibili: "^^' ^* 
da' quali , e non da altro, ne nalba poi in elfa quella poco 
di chiazataolcurita^conciolsiachèlacuruitagrande de' 
monti , non può,come inlegnano i Perlpcttiui, riceuere, 
e reflettere il lume del Sole in quella guira,che 'ìx il reftan 
te della Luna piano, e liibio . E per prouadiquefto addur- 
rei vn' ageuoie , e bella oiferuazione , che li può di conti- 
nuo fare,quando ella è in quadrato,rirpetto al Soie. Per- 
ciocché allora ella noma li m^zo cerchio pulito,e netto, 
ma fempre co qualche bernoccolo nel rnczo. Di che qual 
cagione lì addurrà giammai ancora probabile, fé non la 
curuità di quel montiPper liquali , è in particulare \w quel 
Iuogo,ella vieaa perder la fua perfetta rotondità . 

CONSIDERAZIONE XXIX. [Maàque- 
fto fi rifponde,ec. ] C.24.V.14. Se adunque il Cie- 
lo , come fi prona di fopra, -L è capeuole di condenfa- » NcOaconCioi 
2ione,cotalfentenzaè vera . Imperocché à quello , cho 
voi due per aggiunta, cioè [ che eziàdio,che quella, e e. ] 
fi rifponde,che ciafcheduna fi ella , per elfer maggior del- 
la terra , vede di continuo ciafchedun'aitra flella , quan- 
tunque oppofiagli : onde molto bene poteua l'incrocic- 
chiamento de raggi di più (Ielle cagionar nel corpo alie- 
no, Cloe nel luogo della nuoua flella di continuo da quel- s Vedi U conflj,' 
le ftelle veduto, lo fplendore noa di continuo (come 5^. a car.it^b.Oi 
VOI direfle 5 ) ma infino a tanto , che cotali ^^\\z furo- '^* 
AO in afpecco partile, òplauco ai iito della nuoua flella. 

CON- 



Conjlderazjom 



CONSIDERAZIONE XXX. [Per la vicini- 
tàcìiGiouc:,ei\Iarte,chcdi,ec. 3 C^S.V.S. Que- 
llo luogo ha due dichiarazioni roche, quando apparila 
_nuoua ftella,Gioue,e Marte (i nmii-afiero, {:d\ trino, e,di 
feflilc^ò cheGioue in quel tempo folle in ermo * e Mante 
in feflile con qualche ftella del Sagittario . In qual lì vo- 
glia di am end uè trou errai manife(lir<;imi inconuenienti. 
imperocchè^eflendo cofa certa,cheGioue,e Marte, mol- 
to auanti la nafcita di cotale ilella, che fu , fecondo la cO" 
iBune, nel la congiunzione di quei pianeti , li ritrouauan 
nel Sagittario , come farà egli pofsibile.» ch'eglino , nel- 
lo flelib iegno ntrouandoli , faceffero afpetto ( fé per a^ 
(petto in^propriamente non intende fs imo ancora la con- 
giunzione) con alcuna flelJadi quella imagine ? E medc- 
iimamentedoueiì troupe* giammai, che due flelle nel- 
lo fteffo t€;iipQ , nello {ìt^o fegno fi rimiralfero di trino, 
e difenile, poi che, per ritrouadl in qualunque di quegli 
afpetti , ò feifanta , ò centouenti parli almeno , i'vna dee 
cfler lontana dall'altra? Onde mi marauiglio , che quei 
tali per leuare di Cielo vna inconueneuoleza , cercaiìero 
«netteruene tante altre à dilpetto di Madonna Aerolo- 
gia . Ma più mi fcandalezo di certi , che per non moilrar- 
ii litigiolì{penfo io)noa folo acconfentono , quando più 
aueuano à fchiamazare,à quefte alfurdità , ma di uantag*- 
gio danno loro ancora di confìderazioni ingegnolè. li 
j>erchévò forte dubitando , non auendo villo ancora al- 
troue cotale florpiata opinionc,deIl'autor diquella,ò°v^» 
ITO di qualche fl,rauolgimento di teftp^ 

C0NSIDE;R AZIONE XXXI.fCóciofiachè 
per non mettere in quiftione,e e. 3 C.28.V.18. Ve 
ramente fate bene à non mettere in lite co tali pofiture,^. 
Perchè fé il quadripartito, e lefemeridi fono ftate gi^ 
condannate à crudel morte ^ chi ne farebbe giudice coxn* 
petente.? 



CON- 



D^Alìjnh.Mauru j6 

CONSIDERAZIONE XXXH. [ Chi vide 
mai, che lume vcruno,ec. [C.xS.V.ii. Piano. 
Non vi riicalHite . E' c'è chi giornalmente lo vedc,e per 
dichiarazi:)ndic]uc»'iod'juetciapere, che le llelle ^oix^ 
compo ^e della luutcnu del corpo del cielo, doue elle li 
ritroLiano, i e che per eUerc il Cielo di Tua natura fplcn- i Arift. infccu» 
dido, -L elleno altresì fono fpleiidide. Nemi contrad- «^.^^coclo. cap. 
dico p?r quello, aucndo detto nella confiderazione vn P^'"^'^-t.4.4- 
decima, che le ftelL riccuono il lume dal Sole. Impc- p,^c tcitia^^^^^^^ 
rocche , quantunque da per loro fien luminofe , con tut- primoAbi philo- 
to ciò il compimento, eperfezion dello Iplendore è da- fophuiii adJucit, 
to loro dal òole j il che iì vede chiaramente auuenir 3 Vcdiilclauo 
nella Luna , la anale , come dice'i Reinoldo , fé ella non j" commcnt. ^ 
aueflevn certo lume proprio, e particulare, maniferto è, «T^Pui^'r^ 
che ne totali ecliiìi, quando ella del tutto perde divifla p,,' ^ 

il Sole,non fi icorgercobe il Tuo cerchio di quel colore 
così tetro,e alcuna volta (pauenteuol?. ; 

Ora, le le ftelle fon da per le {\,z\Xz qualche poco lunii- 
nofe,e reflettendoui il lume del Sole, cioè arriuandòi 
fuoi raggia quelle, più iplendide,e luminoie ^\ fanno 
meritamente si concluda contrari parer noitro,e chc-# V 
lume in altro lume re/ietta, e che il corpo,in cui ^\ dee far 
la illuminazione, non è neceilario , che ila al tutto terie- 
brofo , feruendomi fenz'altra proua à confermar la veri- 
tà di quelle conclufiom, la voftra flelfa confermazion 
del corpo lunare. 

ONSIDER AZIONE XXXIII. [ Oltre 
— acciò,fe per caufa e.c.infino à Finalmente fentenza ] 
C.ip.V.ii. Tolommeo, quantunque per lavo (Ira feuera 
fentenza abbia gii la tauoluccia dauanti agli occhi, qui 
fi rifente , e da genero! j , com'egli è , fa viia braua nega- 
2Ìone.Concio.iecolache,ei]'endo la congiunzionr molto 
più efiì cace,e potente n^' alo. eli etti , che'l ledile non è, 
il Soie,che riiguardaua il luogo dcii'apparizion di feiiil?, 
polfedeuaaifai più deboie,eiueraat j dommio di Gioa?,i 
Marte,i quali ameadue congiunti a quel luogo, per altre 
diueric cagioni , di elfo li erau latti aflòluti padmu. 

Oiids 



.- .> »ijm 



Confiderazjont 

bride Giou e, quando ancora foiìb flato fo Io, pcrefferé 
in cala fua, nel fuo trigono , ìw congiunzioa cotantìb 
robxifta , e forte , affai meglio chc'i Sòie , epoteua , e do- 
ìicua adoperare cotale effetto. E veramente a ragione 
pare che egli così arditamente li rifcnta , poiché voi (di- 
Ipregiate , fenza dirne il perché , rolfcruazioni da eccel* 
lentifsimi ing;egni,in tanti fccoli^raunate^iniìeme con le 
Tue demoftratiue'ragioni, perche tra le reflelsioni, ò vo- 
"gliam direafpetti,lien dagl'Artrolog;i annouerati iblo il 
trino,il quadrato, e'I fertile) volete ^i più , chc'l Sole di 
continuo fi dica reflettere^e riguardare vna ftcHa^percKè 
egli di continuo la vede. Ragione^per nondirùeìo die' 
tro alle fpalle,fenza fondamento veruno , e ridicolo fa . 
Malafciarho oramai quelli ragionamenti, come chiari, 
; e iìiialtiti,e vegnìamo a quello , che più importa . Vi di- 
■ co adunque da parte fua, che, fé voi farete contento libe- 
rarlo dalla cohdennazione importagli , non lènza m.al- 
leuadori^ poichè'di quegli vno pretendo eller'io , fi prò- 
jferifce,ogni vòlta che làpretefar vedere à lui vna mede- 
fimapofitura di pianeti di quella, che fi ritrouaua nefu- 
perni giri in quel tempo della congiunzion di Gioue,c 
di Marte,far vedere à voi per ricompens'apparir,sì come 
appari allora vn'altranuoua rtella. JL^ qual pò fi tura ne* 
cieli ad ogni ora affermando voi àii vedere, tengo ^^ì \ 
certo , che fenza altre preghiere , con l'ertere auaro àó\^ 
cortefia vortraàquel buon vecchione,ìn modo veruno 
fiate per voler rertarpriuo di COSI beile vedute,e della Vi- ì 
rta , come le chiamate voi , di cotanto maracolofe mo- ' 
rtruofita. 



e 



ONSIDERAZIONE XXXIIII. [ Impe- 
rocché influendo quel cielo, e e] c.^j.y. zj. ' 
L'autore già 'ì\ è lafciato fuolger da quei cotaii, che ò^i fo- 
1 Nella conHde- P^^ ^ ^""^ prouato per tante vie la corruttibihtà de' 
rwionc quinta, ^^^^^ :poichè anch'cgliquì dà materia amplirsima d'ar- 
fcttiraa,c decima, gomentare in fauor di quella loro opinione i^ quefta 
i:iianiera . 

Quel 



jy Alimi. Maupt. // 

;' Quclcheèlbggettoà qualità attiue, e pafsluc, è cor- 
ruttibile; I mail firmamento ,e'l primo mobile fono i Dulc.partctflr-' 
ibggettiàqualitàauiue, e pafsiue, poiché fecondo'l no tucap primo. 
ftro autore! lumi dell*vno,cckli*altrorintu2an]a virtù 
ccccfsiua del ciel Cri(lallino,mentrechc egli ancora cor- 
regge le vehementi infl-uenze loro|, mediante la fua vmi- 
dirajcfrigideza. Adunque ijuelle celcfti sfere fono altera- 
bili, e corruttibili. 

CONSIDERAZIONE XXXV. [Oltre ac- 
ciò quanxo,e e. ] C.J4.V.11. Dato, che tutta la_* 
pcrfezion dtì ciclo,in cui u.g. alloggia il Sole , fia neret- 
ta uel globo folarcinon so coxiofcer per quefto, che l'or- 
dine de' cieli non ^\ debbia dire alterato, appunto appuu- 
IO , come fé percezione alcuna non foffe di più «ci globo 
jdel Sole,che nel reftante doX liio cielo. Dico quefto , non 
perchè 10 tenga, che l'ordine della belleza appaia muta- 
to,ma perche nonsò,quello fi voglia dire il Colombo per 
^uefìo f Oltre acciò] non ci vedendo aloina conclu- 
iìonneceflaru, 

CONSIDERAZIONE XXX VI. [Ne fi deb- 
be dubitarne altramente, e e] C.jj.V.i. Anzi si, 
€ di più vi dico, che io ho lentito,che, fé voi non vi aiute- 
rete altrimenti,voi aurcte la lentenza contro: e veramen- 
te andiamla vnpoco dilcorrcndo lenza pafs ione . 

Che'l primo mobile lì a leggiadramente.^ adorno di 
gran nuraerodillellc,sìproua da voi con quelle ragioni, 
le però ho bene intefo il voftro linguaggio. 

Prima- Il iito de* cieli % fi sa per via delie Aellc , che % Vcil il Co!om 
quiui fi ritrouano,ma del Primo mobile fi sa il fitojadun- bo3cai,H-V.2+ 
qucnel primo mobile fono (ìzWq, 

Seconda. Hcieloèdimaggior 5 perfezionc'aquf^I- vcJi l Co!5- 
laparce,incuileftellc rifcggono : ma il primo mobileè boà^car j2.v°iT. 
di maggior perfeziouedi tutti i cidi per eficr di tutti più 
fubliaie,adunque il primo mobile è picn di flelic . 

Terza. Quel Ciclo, 4 ilquale è agitato da pia nobile + Y^"^' '^'^''^^ 
intelligenza: Quelcielo immediatamente vicino al Mo- ^oacar.s^.v.z;, 

£ tOf 



Confidera'Kjoni 

torfommot Quel Cielo iinalmenteial cui moto obbèdw 
fcono gl'altri cieli, faccendaigli feco girare , è conue- 
mente fìa dogato di niaggior beilcza, nobiltà , ed eccel- 
lenza, il che confìnendle iielle: mail primo mobileè 
quella sfera di cotante preminenze : adunque. 

Ma altri , tenendo tuttofi conu'ario fondati particolare 
mente in quefto , crhe'l cielo,ilquale è cagion deli'vnifor- 
mita , come è il primo Mobile , non dee elTcr difibrmej 
f Alb.Mflg.m2r ncll'auere delle; I rilpondoro al primo argomento, col 
Mctaphy. traa.a. ^^g^j. 1^ maggiore : poiché voi /per rionir fi partir dalle 
**^ * ' proue fomminirtrate ior.nel voftro difcorfo. ,fapete il Zi- 

to del Cnflallino, e pure affermate infiémcinfieme, non 
ciìere (Iellato . Onde bifogna, che i'abbiate,co'l feguire, 
2Lib,priiro.c{tt>. come dicevi Copernico, 2. le pedate de' pia antichi* e fa- 
io. * mofiAflronomi,rinuenuto|) altro mezo,che delle ftel'le. 
Al fecondo affermando , che è cosi vero , che'l Gielo, 
cioè l'orbe verbi grazia di Gioue,fiapiuperferto,do- 
uerifiedequella ftella^ quantunque alcuni tengano ycb^ 
qualiluoglia parte del Cielo abbia vna fleifa virtù >e pro^ 
3 Lucl.BclUt. q. prietà> 5 come per lo contrario è falfifiimo , che del ci©- 
s.art.2t lo ^ cioè di tutti 1 cieli , fia più eccellente quello , che ha 
flelle. Poiché l'Empireo è di ciafcheduno e più nobile, 
e più perfetto,e co tutto quefto,eziandio fecondo'l parer 
voftro quiuinon ^\ ritrouano ^él^ .il perchè diuidon 
la maggiore^negandola, fé per lo cielo s'intende l'aggre* 
gato di tutte le sfere celefti : per lo contrario conceden* 
dola,feiiza temer danno veruno dalla forza di cotale ar- 
gomento» per la fuamoltiplicità de termini, fel ciclo fi 
piglia per Torbe d'vn fol pianeta . 

finalmente al terzo , adducendo in riipoff a la dottri- 
na per refoluzion del fecondo apportata ; poiché è chia- 
ro,ch'in altro,chein efrereftellato,può confifler la mag- 
giore eccellenza d'vn cielo, cioè nelTeffere equalmentc 
per tutto rifplendente, rendon molto deboli ,anzi an- 
nullano ivoftri fondamenti, e perciò reftando voi kvk- 
za ragioni probabili , vi bifognerà ^ à guifa de' Pittagori- 
ci , addurne folamente per prona Tautorità de' famofi 
fcnttori. Ma à chi giammai ricorrerete? Aleflandro, 

Alberto 



Alberto -Magno tengono ,oprouano, rhe*I primo 
Mobile Jion è ftcUato. Auefroe , 5an Tommafo eoo.* 
tutti i FiJolbfi naturali fcnza mancarne pure vno vo* 
gJiono il mede/imo '•: e per finirìgi , tacendo di Dante 
nel Paradifo j quale e quell'Agronomo antico,© mo- 
derno, che non^ affermi , e approui que/la lìefTa veri- 
tà.^Efe Ariilotile pare, tenga dalla Ja voftra , affer^, 
mando ilprimo Mobile e/Ter l'ottauo eie-Io^ doue gran- 
de infinità di ftelle fi ritrouano , corL- tuttociò il fat- 
to paifa altrimenti. Imperocché , per non fi cfifere in^ 
quel tempi oiferuato altri mouimenti , che'l diurno, 
e de' fette pianeti, non.» abbifognaua oltre all'ottauo, 
alqual diedero nome di primo Mobile, il numero de' cie- 
li moltiplicare. Onde per eflere il firmamento fenfibil- 
inéte:j[lellato,infenfato,e ridicolofo farebbe flato quegli, 
che noiioftate^il vederlo continuamente,auefle creduto, 
che quelche teneuano per primo mobile no fofi^e in niu- 
na manieraripien di fi elle, si come per lo contrario faga- 
ce > e arguto , chi ingegnofamente , lafciata la conteft-* 
dell'effcre , come chiara , aueffe ritrouata, qualunque ra- 
gione fi foife, perchè in quella guifa Ci dimoflraflTe diui- 
iato . Ariflotile adunque, perché'l vedeua,'ò per dir me- 
glio penfaua di vederlo, ^lon si difcoflò dall'vniuerfal'o- 
pinione , che egli foife fermamente fleliato,ma andò be- 
ne inuefligando probabili ragioni di quello , che per lo 
fcnfo non gli pareuapoterfi negare,le quali, chi intende, 
quanta diflerenza fia dal render la cagione d'vna cofa^» 
manifefla, e neceifaria, e d'vna incerta, e dubbiofa , non 
fi perfuaderà mai,che elleno fofi^ero ilate addotte da quel 
pellegrino ingegno per cagioni di quella varietà , le per 
primo Mobile lo fi e flato al fuo tempo tenuto, come è 
ora, vn cielo fuperior'al fir;namento,edel tu tto'inu i fi bi- 
Jpioltre che io mi dò ad intédere, che fé i feguaci della fua ^' 

dottrina , ammaeOrati , e guidati dalle medefime conclu- 
fioiii , anno tenuto , e prouato , che'l primo Mobile del 
tutto manca ài ftelle , egli ancora infallibilmente tirato 
dagli fi efsi principi, aurebbe giudicato non diuerfamen- 
te da loro. £ tanto più, che gii Anfiarcli:, Ti .bczi^i 
VP^O:? . E z liii^o- 



Timocarù iTp Ionica j a' quij-U in cotal materiaiComcS»- 
t la ii.Mctaphy. cc^cg Ji^ 1 < fi<let pfeftare. intera fede > anno ftimata fem*^ 
f lic v'^ffcima sì fatta opinione . - ^ ^ ^ ' ' 

''^xprxi\jxmooì::k-àf]}^Q\\o-yàorìéz d dipartimmo,c andate 
vn pò cónndcrando Sig.Colombo, fé quello, che dite ef- 
iere manifcfto^può meritamente dirfi dubitabile , poiché 
i'oppofto per l'appunto vogliono tanti fcienziati huo^ 
miai,! quali malamente s'altererebbero contr'à quel giii»^ 
d.icc,clic lènza apportarne hOiinuoua autorità , è ràgKWiV^ 
^■^ y i dicliiaralie vincitore. ':oo^ .-li .n .£ìiìi.1ì: '"i^^ 

ìvla cìizh biibgno di si lungo diCrodb rpbkhé'l Vò^ 
ftro ntrouamer to,e capriccio del vederfì la nuoua ftelia^ 
dato ancora che'l primo Mobile ila ftellato>nìcnte di più 
ha del probabile,e del verifiniile,che fc si negafle , come 
li è fatto di fopra, che egli in alcuna maniera non folfc in 
quella guifà diuifato , Conciofsiachc non fi potrebbe 
da noi con tutto queflo giammai vedere , per éHer l'otta- 
uà sfera in ninna fua parte alla ^ifta penetrabile , e l'viti* 
ma delle sfere vifibilj , come tiene con tutti gl*intendeu« 
ft Lib-r-capiio. ti dcll'Aftronomiail Copernico : % e oltre à queftt fé* 
S Xatwtiii^vtt. condo ne ferine Antonia Dalciato, 2 i Sacri Teologi 
ancora,perciò affermano non cader lotto fentimento al- 
cuno il cielo Empireo con gli altri, che il ritrouanofo- 
pra*l firmamento . Sì come adunque è cofa dà non ere» 
derfi , cheelfendo u.g.di mezo tra gli occhi miei , e l'og* 
getto vifibile vnagran marauiglia, per vfar qual fi fia piii 
perfetta forte d'^occhiali^che à Murano in Venezia , ò al- 
tro luogo a fabbricafiero , io auefsi a potere fcorger qq^ 
tale oggetto feparato , coi! appo di me è medefimamen* 
te cofa ridicolofa,chc non leuandofi prima lo'mpediméa 
mento del 1*0 ttaua sfera non altrimenti, che vna grofia 
muraglia penetrabile alla vifta , per virtù di certi occhia- 
^ li, i quali qui appreifo in confi derazione appartata mi 

riferbo a dichiarare , nell'apparizion delia ftella, traipot^ 
tipcr lo mouìmento òq\ cielo Crifiallino fra quella, e gH \ 
ocelli nofiri, d^iìi potuto la veduta di cosi bel lume à noi 
mortali cagionare» 

CQN* 



i^. 



D'Mimh. Mauri 



'9. 



Car.35.Vcr.a> 



G* b N S I D E R A Z 1 N è*" tXtVÌL [ Si anco^' 
ra perche ilmoto,ec. ] C.37.V.1. 
' Anzi per effcr egli femplice, velóce, o regola de-» 
gl'altri, è neceirano , come dico Alberto Magno i i ui2.Mctapbj. 
che per non confeflar la cagione difforme dairciietto, 
il cielo à CUI è attribuito quel moto , fialemplice vni;bc- 
me,e per tutto,cjuaniun^ueiiaeno deirÈinpareo , lucido, 

crilplcndcntc. . ; • .. 

'' "^ ■^■' ' ^' •-••■' -" ^^ • _ 

CONSlDERAZlÒ'r^E X^f(^a7 
nonmolte,enonmoÌioiouente,ec. ] CoT-V.ij. 
E' di nuouo apparita quefta 11 ella (dice il Coiombo) per- 
che vna delle parti d^l cielo Criftallino, alquato piùden^ 
fi > a goila d'occhiali, i quali maggior l'oggetto vid- 
bila rappréfehtano , s'è interpola--» alla yilia noftra , e. 
allanuoualVella. E queftafua opinione, la conferma % : 
dalnoniaper egli rendere altra ragione, perchè final- 
imcnte ella ìia mancata, e-/ fparita, che quefto Denlb, 
cioè quelli Occiali, de' quali manchiamo o ^ni volta,chc 
il Criflallino, per lo fuomouimento gli ci toglie dauan- 
ti agli occhi . Quafì che voglia dire . Io , che infallibil- 
jnentesò l'vltime cagioni degl'effetti naturali , confide- 
rando foura rapparizione , e mancamento di cotale ilei* • 
la , ne ritrouando altra cagione proporzionata > e à quel- 
Ja,eàqueftò;che l'abbondanza, e mancanza d'occhiali, 
è necclfarioper confequenza,che quefti iien loro la ca- 
gione di limili effetti . Conciofiecofachc, fé altra ragio- 
ne più conuencuole fé ne foife potuto addurre , fenza fai- 
Jo à me farebbe caduta in penfiero . 

Confermazione di vero , la quale ( oltre all'eifer- 
"ci.ancorainiftampavn'opinione ^ dirittamente oppo*- 
ila , cioè che per la'nterpoi:z one di maggior rarità , non 
-denfltà,!! fia fatta vedere cotale ftella) la quale, dico, per 
cfferfolo fondata nell'autorità propria», da non-, fi fti- 
'mare forfè niente da quegli, i quali non^ conoicendo 
'do la fama, e'I valore del Colombo richieggono mi- 
gliorile più ftabUi fondameuci alle loro conclufionù 

Aduna uc 






9 To Hcckino fs 
U. 



L,'ofijideraxjom \ 

Adunque per comune lodisfazione andremo pafTo paffo 
di confiderazioiie in coniiderazione dUcorrendo delia 
nuoua inuenzione ài guefti occhiali , acciochè ò la-» 
bontà, ò i^iiiconucneucieza, e faliita loro venga conia» 
gioni manifeflii'sime palefata • 



e 



ONSIDERAZIONE XXXIX. £ Che pei 
femedefima,ec. ] C^y.V.ip. 
Come fi è di già accennato nella confiderazione ^YJ. 
baderebbe per atterrare alla bella prima il nuouo peniier 
delnoftro Colombo, addurre fenza cotanti argomenti 
l'impenetrabilità al \tàz(t deli'ottauo cielo , come coli 
certa, e infallibile*maperchcIaquiftionecosì farebbe 
molto breue , e pure veggo alcuni , che mofìrano di di^^i*' 
derar querte Confi derazioni alquanto più lunghe, dò pa* 
rola all'autore, che di guefta liia opinione difputando, 
nonmifonmaiperferuire nel ributtarla di limili ftru- 
menti veramente ineuit^bili. ;, 

Dato adunque, che Pottauo cielo fia tutto diàfeno,é 
trarparente,niego primieramente, che fé il primo Mobi* 
le è adorno di tanteftelle,quantoJo {Iellato, la diflanza 
^\ quel cielo dalla terra, poiTa ellaciTercagion bafteuolc 
à torcele tutte di vifta, e in particolare la noftranwòùa- 
mente appadta,laquale è annouerata da voi medefimo x 
iAani49.4t* tra quelle dqlla prima grandeza. conciofsiachèogniog- 
' *^' getto vili bile , auendo vna certa lungheza: di diflanza,ol* 

tre allaquale , come fi dimoftra nell'Ottica i egli diuienc 
inuifibile , vi domanderò , quanto voi peniate , che fia la 
grolTeza del Ciel Criftallino . E per conlequenza , quan- 
to ila la nuouaftella lontana da noi più di quelle àó. fit- 
mamento ; so al ficuro,che fé voi credefte di poterlo dire 
fenza repugnanza di verifimilitudme,volentieri afFerme- 
reile, che quei ciek) fofle gro/ro,quanto infieme le sfe- 
; . ^e dell'aria , del fuòco , e de fette pianeti col firmaitien- 

to, come quegli , che per cih vi darefle ad intendere^ 
poter dir poi co« ragione, per eirerqueliVltimp ciélb 
il doppio piti lontano dell'ottauo , che in niun x^oàs^ 
è credibile, ciie per mezo di cosi fmifurato ;iitéruartó. 



D'yilmh.Maurh 26 

h fl pcJteffe da^ nói vedere fenza^ la'ntcrpofìtiono 
dr quella Tpcflata parte dj CriftalJino. Ma fìaui con- 
celio pure , che non lòlo vna volta , ma quattro vol- 
te più' ancora ( vctìgò à concederui tofe quali impoiìlbi- 
ìi per maggiormente manifeftare la_, folfità delle vo- 
Are inuenzioni ) fìa lontana con quel cielo corale flella^ 
ehe à ogni modo j fé per ora la limeremo grande, quan- 
to quelle della prima cliafle del firmamento , quantunque 
io fìapiuabalTr'^ erprouare,che ella dea efler tenuta di 
quelle molto maggiore, iiidubi latamente? fenza tanti oc- 
chiali", noi ancorala vedremo V sì come mpl tene veggia- 
tno di quelle del firmamento . Ìmpcrocchè,fe vn ogget- 
to,ilqUale e maggior della terra 107. volte, come fono le 
ftelle della prima giTandeza, per eirer lontano 1^0715030 
di mig^^^ ) ìbì fi nioftra fotto l'angolo di dieci primi fcru- 
puli , vn altro-vi(pbile oggetto egualmente grande , mi^ 
quattro voltepiti'lontanodanoi, cioè 155^575030 dìnit- 
glia,n:ii apparirà, come vogliono le proporzioni, fotto 
l'angolo di due primi fcrupuli : ilqUalé angofó è propor- 
zionato anch'egli al vedere ; poiché nònt folo le flelle 
della quinta grandeza,lequali anno due fcrupuli di dia- w, ruu • - 
metraapparente, I malenelleancóradellafeila,nel fir- Jb a acU?'^ 
filamento fi veggono,quantun^ue il lor diametro fia fo- xcorichc. 
lamente d'vn primo fcrupulo,che è'I medefimo , che dire * 

fi veggono fotto l'angolo d'vn primo fcrupulo. 

Seadunqucquefta nuoua /Iella fi ritroiiafie, come af^ 
fermate nel primo MGbile,conciofsiachè la grandcza-t 
della ccrfa veduta apparifce , come ho prouato nella Con- 
fiderazionexiXecondo lagrandeza dell'angolo confii- 
tuito all'occhio , non ofiante la fua lontanafiza, vi fareb- 
be fempre fiata vifia da noi eguaIe,almenoi quelle della 
quinta gradeza nel firmamento;po tendo dir lòlo per ag • 
giunta (fé per fare al voftro ritrouaméto buono qualche 
cofa in ricompenla della vofira fatica , penfalsimo grati- 
ficarui ) che ne' mefi pafìati ella appari aliai maggiore di 
quelle, forfè mediante la'nterpoiizione di quegli occhia» 
li,i quali dite,che maggior l'oggetto rapprefentano . 

Coiichiudia^o adunque^ clieaoa la difianza.grandc 

di 



Confìderàzjoni 

di quelIVltimo cielo dalla fupcrficie della terra', <!ouc5 
abitiamo noi , ma fi bene la Tua mancanza (M ^tWt , abbia 
cagionato, e cagioni continuamente , che noi noi vedia- 
mo ftellato , poiché non d'vnalbla ma di quindici, delle 
t Actttcìti fue flelle almeno, conciofsidcoikchc voi affermate, l 
che la'fpcrienza, e la ragion v'infegna, che di quelle della 
prima grandeza tante ne cótiene il primo Mobile , quan- 
te ne comiene il firmamento, fcnza impedimento alcu- 
no lodoùremmo lungo tempo aucrveduto,e ora altresì 
Vedere variato , e adorno . E in corroborazione ; e con- 
fermazione di quefto aggiungo àncora , che non folo 
della quinta clafl'e ci farebbero di continuo apparite, le 
dette quindici ftelle della maggior grandcza dei primo 
mobile, s'elle vi fofrero,tra le quali è annouerata nel di- 
fcorfo la di nuouo apparita,ma aifai maggiori, e affai più, 
poiché quelle eziandio della feconda, e della terza gran^ 
>! ■ - deza in quell'vltimo cielo farebbero vifibili . Ciò cauo 
da vn medefimo,poichè affermate . che i cieli, che più al* 
tamente fon filmati , per pò ffeder maggiore eccellenza» 

Ì)iù rifplcndenti , e fucilati fi ritrouano ; 11 primo Mobi-j 
e adunquc,efièndo fuperioreal firmamento, e fecondo il 
parer vofìro flellato,contiene,ò più,ò maggiori fìelle del 
*- . • , ^ firmaméto: Imperochè altrimenti à proporzioae/àUafua 
è^^ "' grandeza,allagràdeza di quello, non farebbe, come con« 
uiene,e più nobile, ed eccellente dell'ottauo cielo, mapiìi 
6 ^^••••V*. toflo di gran lunga inferiore. Il perchc,cauadofi da voi, % 
♦ che cotante facile d contengano nel primo Mobile-^, 

quante fé ne veggono nel firmamento , ne feguirà che,fc 
pari fono di numero , almeno fien maggiori di corpo : 
oudefeu.g. le flelle della prima clafTc nell'ottauo cielo 
anno il lor diametro apparente dieci primi fcrupuli , le 
ftclle altresì della maggior grandezza nel primo Mobi- 
le, quantunque da noi più remote , auranuo diametro 
eguale ; poiché la maggior grandeza, laqualconuien-» 
che fia proporzionata alia diflanza, che tra quei due cie- 
li ìì ritroua,le ncompenfa in quello, che è tolto loro dal- 
la maggior lontananza . 11 medefimo dico dell'altre ftel- 
hdi diuerfa grandeza . E perciò tornando al mio prò* 

pofito 



njUmh-Mauru 2 1 

poiitoj in qucHa guiià appunto, che è TOttauo ciclo, 
coniftcllc eguali, e di nuinero,ediforma,aurcnimodi 
continuo veduto y e per ancora vairemmo , fc veraiuen^c 
foife il pruno Mobile ftcllato, 

MaauuertircoqiJÌ,che io vorrei chi dcfidera intender 
pcrfcttaiueate quelle mie prone, le quali i prima giunta 
parannoà chichciìa alquanto difiìciletcejdelfepnnia^ 
vjia lettura alla confìderazione ii.poiche quefta preiente 
ixi quella hi il luopnnapal fondamento . 

CONSIDERAZIONE XL. [ Imperochc fc 
ben^rAftrologi,ec. ] C.^7-V. x^. Sene cicli (i 
danno quede proporzioni, perle quali fi può fapcr ài 
tutti la .lontananza, dirà chi che fìa;cpcrchc non cai- 
culo il Sig. Colombo per liberarci di cosi fatto intrigo, 
la diftanza ài quefto luo primo Mobile? e pure parti- 
colarmente lo doucua tg\\ far^ , poicliè nella lonta^ 
Danza di eiTo e fondato il fuo ritrouamento . ma notat<i> 
come egli confefla, che qucfta lontananza fi può giudi- 
care folo, fecondo gli abbachi degli Aftrologi,non-^ 
adunque fecondo i fuoi , i quali bifogna, fieno diuerfilsi- 
mi da quelli, pofciachc TAftrologia, nel ^n ài quefio àX" 
fcorib , è sì fattamente da lui difpregiata . Ma , fé io l'ho 
idircjcom'iola'n temendo, mi periìiado più tofio,che 
l'autore non lafciatofi ingannare da Platonici, i accor- , rcdi'Ma^rci; 
gendofi alla fine, che non in tutti i cieli,ed in particolare in Vom. clibi, ju 
nelCriftallino fi ritrovano veramente Iklle, e propor- cap.^crtio.» 
«ioni cotali,per le quali fi pò tefie iàperedi tutti la lon- 
cananza,e Jagrofi*ezadagalant'homo ^\ rilbluefTedinon 
fi voler beccare il cerueJlo in fimili calculazioni,co;n!i 
quegli, che gii pareua già eficr mancàeuQledemodidi 
poterle fare. 

CONSIDERAZIONE XLI. f I^equali , 6 
nonfivcggono,cc.] C.jS.V. 15. Sono molto più 
Vicine, ma molto più piccole ancora» il perche per quel 
che ^\ dice nella Confidera-rionezi.queila voftra IpeneA- 
«anonproiianitnce . 

F CON- 



e 



ConJideraK/om 

OKSIDERAZIONE XLII. [Oraquella-*. 
dcnfitn , che indetto Cnftallmo, e e. ] C.j8. V . 18. 
BùognabcneiChequeih lìcn perfetti occhiali a render 
vifibiiincJ pnrao Mobile le iteile > che non vi lì ritro- 
I Kc'U condro uano .ma |.o:chè li è prmato i queflo primo Mobile 
niaachcuole m tu eco, e per tutto diiun.i, echeJaiualon- 
'a Nella confi 39 tonanzanonè cagione ella, x che noi gli pcrdiam di 
vula,duto per ora , e clie detto cielo ne 1: a pieno, e che 
di pia, perla Tua diftanza non fi pollano lenza qualche 
mezo innile vedere, andiamo conlìderando , le quefla 
den'ità del Cnilalhno,poii a. clìer rtatacagione,e proporr 
zionato nxczo à cotak apparizione , ilche conOtceremO 
indubitatamente,re per attribuire a quella, come vera ca- 
gione , Umile effetto , non ne rilulti impoiìibile alcuno/ 
ò qualche ftrauagante Jnconueneuolcza . 

Dico adunque, ò voi volete, che quella dènfiti,òvo* 
gliamdireOcchia]i,cominciapoco,apoco, cioè nelle 
lue prime parti , eliendo molto lottile vadia di mano i^^ 
mano più ingroflando ^ ò che ella, cominci à vn tratto' 
nella Tua maggior grofleza : qual li voglia delle due jopi- 
nioni ù indurrà a manifeftì allurdi . rmperocchè,re tche-^ 
9 Acar.4f.Ver. te la prima, la nuoua ftella, poiché voi affermate^, ^. 
37» cheperinterporli parte più giofra,e più Ìpazioia,,ella an- 

cora più Ipazio la , e più grande appariice,dòuea vederli 
nel principio delia lua apparizion molto piccola, por di 
giorno in giorno , crefcendo continuamente, i'ccondo 
la grolfezza di quella denlità, alquanto maggiore. Il- 
Tn dir e?" ^^^ ^ ftato , come s'è veduto lenii bilmente , faliflimo : 
de noua ftcSap;^ Poiché atfenna il Padouano ,e Giouanni Ekhio, 4 che 
ginag* ella nel principio apparue nella lua maggior grandeza. 

Selai'econdail medeiimone relùlta .poiché certoè, 
che quella denlità noafi potette interporre tra la flella, 
e gl'occhi noftri in vn momento^ ma con molto tempo, 
come 10 prouerrò più di lòtto, per lo tardò mouimento 
dei Criilallino :doueua adunque la lidia, nel principio, 
per eliere ingolfata m quella denfita, parte, e non tutta, 
non apparir rotonda, ma in quella guiikjche fi vede I4 
Luna miino , che ella non è arnuata alla pieneza,ò,ie ro- 
tonda 



Tf Alimi. Mauri: 2 2 

tonda per Ja fua iontanan2a , almeno molto minore 
che quando elicerà poi tutta ricoperta daJ d jnlò . Le qua- 
li coie quanto tìcno lontano ólaì vero, Jo può lenz'altra 
teftimonianza affermare 3 chi per alcuna fiata mconiì* 
deratamentc s'abbatte à rimirarla. 

Dico in oltre y che fé i voftri occhiali ci aucflcro cfsi 
cagionato Ja veduta di cotale flelia^ noi non gJi aurem* 
mo perduti, e perciò auendo al nafo fimilennpaccio,go- 
deremmo al prelente, e per molti anni ancora in ricom- 
penfa la veduta di /Iella così lucente^ : concioisiach è, 
quantunque iìi* yeriiimile,e voi^ fenza altro, il conce- 
dcrefte, quella parte più denfadel Cnftalhno eifere all'ai 
più fpaziofa della nuoua flelia, pollo nondimeno, che 
cotaldenfitàfolTe eguale aldiametro apparente di quel* 
- la, il quale dicendo voi^ che quella llella raflembraua-# 
. Giouc, forfè era maggior di dieci primi fcrupuJi, e fe- 
. 4;ondo il fopradetto Gioiianni Ekhio j maggiore ancora 
, di venti; dico^ che per 44. òper ^x. anni zXmftno , quan- 
tunque oraminore> e ora maggiore, doucua clfer i noi 
. vifibilc; Imperocché fecondo le voftrc fuppofizioni : fc 
la ftella diuienc fcorgibilc, per foctoporfele iJ deniò , il 
cui mouimento è quello del Ciel Criflallino da Occiden* 
tea Oriente^ tanto durerà la veduta dclla«/llella,tjuanto 
per dir cosl^ lafottopolizione del denfo . Se adunque il 
'Criftallino,eperconfequen2a quella den(Ità,cheèiui 
incorporata, iìnifcetutto'lfuo circolo iru 4^000 anni, 
parte di efib , cioè dieci primi faupuli M finire in zi • 



Epr 



Confderazjom 



gior dichia- 
razione rap 
, ^ preicntnn-* 
>y quefte figu- 
^ re. F. A. G. 
ilprìmoMo 
bile.H.C.JL 
il Cnftalli* 
no. M. l'Oc- 
eh io no Aro. 
A.B.Jaftel- 
ia,cD.E la 
denfità . 
11 primo ter 
Cline adun- 
que della de 
Ctà D. co- 
rnee nella-# 
prima figu- 
ra per arri- 
uare al ter- 
mine C. ^* 
ftantc dieci 
primi fcru- 
puli,quanto 
li e prefup- 
pollo eflerc 
il diametro 
della ftella, 
àproporzió 
[di tutto il 
circolo,met 
era più di VI. anni , e più di ii. altri anni IVltimo ter- 
mine della denfita E. come è nella feconda figura per 
venirr al termine C. e confequentementc tornando alla 
prima figura^ più di 44- anni U tcrmias £. per arriuare al 
tcriiuaeC» 

Onde 




lyÀUmh.Maùrt. '2^ 

Onde più di 44. anni anco/a, merce di que/ìi occhiali 
dviuremn.o^odcr \x beJieza,e IpJendor à\ quella Jampeg- 
giante fianuiieJia,ic mcrouaiuenu voflri, òig. Colombo, 
ioli ero veritieri. 

llmede/ìniodico , fèal CrifTalIino voi attribuite \\ 
moto di 16 00 ^niUj, proporzionatamente dimuiuen» 
do li tempo, si couie ii diaiinuace ù Moto , 

CONSIDERAZIONE XLlfl. [Echerìlc-r 
diante quella dcn^ta,e e] C.58. V. l^. Si troui 
altro elcmplo . pcrcl^ e c^ueflo con iopportazion voftra, 
di Macrc;br> i cdci^acrobofco^con tutti i fu oi cornei;- 1 Sxmmllu li|J. 
titori,nonè vero; iizi vi dico^ che io perciò ,r:: voi no vi ^.c^-Jf. 
dichia/at'j , di che ibnna v obliate , z'^z iìa quella voflra 
deniita, vi fono vniuerlàlmence per negare, che ella_, 
maggiore pò li a render i oggetto-, al quale eli'è porta da- 
iiaiiti, poiché vna moneta >ò altro in vafo pien d'acqua 
appariice nella iua verrà quantita,corae le fuori di eflb va- 
io ì ritroualTe : Onde rat vò marauigiiando d'alcuni va- 
lent'iiO/nini, che tirati dall'autorità del Sacrobofco, fi 
fono fenza ragione alcuna in ciò lalciati ingannare. E 
ben vero ( e perqueflo forfè fono Icorfi in cotale errore, 
penfando , che i'cfperienza folfe in fauor loro ) che vna 
monetalo pomo pofloin vn bicchiere, ò vafo rotondo di 
criibllo picn d'acqua, e rimirato non di Ibpra , ma di-» 
banda del bicchiere, ò vafo; sì che Ila di mezo tra quel- 
l'oggetto, e gii occhi noftri il criftjllo,einheme qual- 
che quantità d'acqi-U , apparirà molto maggiore,che egli 
veramente non e, non per la denli là femplicementc,ò 'àó, 
racqua,ò del fotti! ifsiinocnftallo , ma p:r la forma con 
liexa,che riceue quell'acqi^a dal detto criflallo. Ed è 
chiaro; imperocché , le Ioli la deniita dell'acqua, òdi 
^uei crillallo cosi fottilc , poteil'e cagionare cotale effet^ 
to,c la moneta raelfa nel vafo pien d'acqua, veduta di 
fopra, e'I pomo pò «lo nel bicchier voco^nmirato da ban- 
Ida apparirebbe maggiore, e non eguale aiU iua veia^ 
[quantità . 

il lacdcfixao affermo , fé alcuno volcfi*^ , cl*c \a d enfiti 

dvix'ac- 



Confderatjoni 

,fl?!Pacqi!a infieme con la denfità del crilìallo , fenztJ 
altra c.^uiizione IcmpJicernente foifc baftetole à pro- 
durre n^glipggetti SI fatta maggloran^a : poiché vna 
moneta u.g. in vaio colmo d'acqua, foprail quale vafo fla 
cont'guo aii'a :qua vn criflallo diritto, e piano , rimirata 
per detto criftallo niente crcice , anzi apparii'ce di conti- 
jiUo egualmente grande.. 

Si cóchiuggaadunque,che la curuità cagionata nell'ao 
qua , medunceil criftailo,ua di ciò la veraragiojie:c con- 
leguentementpfj fcorga inficme, che quella .candelsu» 
acccia con la guaftada d*.acqua meffalc dauanti , per pro- 
uare , che detta parte più denià del cielCriftallino , fcnza 
altra considerazione , poffa far parer la ftclla maggiore, 
anch'el]a,coaie yana,e fuperflua niéte viene à conferma- 
re, ò dichiarare la voflra opinione: poiché ella appai;!- 
fce , come voi dite , in fomiglianza dVn .Solc^ non per 
lafcmplice den:ita,maper la forma infieme dell'ogget- 
to oppoilolc: onde daquefto più tofto^rgomcnto , che'l 
Sig.Colojnbo , non auendo data alla fua dcnfi tà criftalli* 
na, la forma fleiTa della guaflada , ne Teffetto ^\ quella.-^ 
forma doueua altresì in alcun- modo attribuire à quel 
denfo. 

Ne alla verità di quel che ho detto di fopra , jìiente im- 
porta la proua del Sole addotta per lo contrarig-, come 
efemplo da Macrobio^ e da altri , ilquale appanlce mag- 
giore, dicono cfsi, fi tuato, e nell'Oriente, e nell'Occi- 
dente, chenelmezo cielo ; perchè i vapori intrapoftì in 
Quel tempo fraMSole,cnoi, ingrofrando,e faccende pia 
dcnfa la Arada , per doue la noftra veduta palla, difgrega- 
no , à guifa dell'acqua corpo più denfo della ibttigiieza 
aerea,i raggi noftri viiùah ; che perciò poi non ci è con- 
ceffo veder l'oggetto nella fua vera quantità. Impe- 
rocché non fempre dalla combinazion di due propor- 
zioni vere ne feguita la verità di quella combinazione. 
Dò vn'efemplo . 1 pianeti fon più vicini, e leitellefiifc 
più lontane. In oltre: i pianeti non ifcintillano,e le 
ilelle lille fcintillano . Quelle fon due propo ìzioni ve- 
nfsime ; mi l'accoppiamento loro, tatto da Filoiòiì , che 

Icllel'ie 



D\4limb, Mauri. 2^. 

Jé ftelIefiiTcrcintiJiino, per Ja loro lontananza, come fi 
cprouato, i òùJiO\ Cosìdico, venendo al noflro prò- i Nella conlU*;^ 
pò ito.- Cneil:)ole nc'djtti luoghi appaia alcuna ha ta^^®"^'»* 
maggióre > e che fra noi,c'lj>olciìex evapori, e vero: ma 
vero non ègia * Te io noji_. fono ingannato , cJie i vapori 
f^mplicjiiicnteiienoeisi la cagion diqucil'etietto". iNc 
inidire . Perchè nò^dugregando la vifla? Concìolnachè 
io replico , che io ftelio dourcbbcr fare , quando il Sole 
è nei mez.o Aó. ciclo . Forlc > che non vi Ibn vapori alio- 
ra,chL'iòolepcreiler potcntiisimo, è conueneuolcche 
dieiìi ininaggior" quantità ancora, rirpetto'à(]ueli*£mi- 
jferio, ne tragga fuor delia terra ? Ma (ìcn pure, per non 
iltare a contendere , i vapori , cornea voi piace , folleua- 
ti dalia tcrraiolo, quandu'i :>oie ò fi lieua , ò tramontagli 
luiperocciiè con tutto' quefto, lènza contrago alcuno 
cotale opinion li Icorgera falla. Auuengach è >ie'i Sole_* 
trainoiitando appariice'maggiore, per eccitare in quel 
tempo gran quantità di vapori, la Luna , trouandofi nel- 
lo ilelio tempo , che quelle elàlazioni vaporofe fon tira- 
te per i'dria,nelaiezo cielo, non cidourebbe ella per ia-» 
medcfima. cagione apparir molto maggiore, che comu- 
«lementenoa ù ? certo si . 6 pure ne crefccndo, ne ice* 
mando ella refta la medifima-,. Bilogna adunju^, 
più ibttiioiente dìfcorrendo , inuciligare altra ragione, 
che l'addotta per inrin qui vniuerfalmeate dagli Icritto- 
n, delia maggioranza più in va luogo, che in vn'altro 
dell'orbe folare,e di quaLluoglia altra /iella, ò Pianeta, 
maauantica'io diealoura c:ò l'opinion mia , li dee laper 
prima,che gli vmori ,e i vapori tirati in alto da forza , e 
vu'tù celefle , s'innalzano daqual'moglu'partc della fu- 
perficiedella terra non in infinito ■» ma intino a vn certo 
prelilfo termine , che molti dicono eiier l'altezza ài 
51000 paisi rperchè adunque la terra è sferica, sferica al- 
tresì viene à^^flere la iùperficie coac»ua, cagiciata da tue 

quei vapori terminanti .; 

ò'econdo , che rimirando noi vn oggetto , intcrpori:^ 
[lmcri{\dilo di forma concaua,quaato più dacortereuio 



ceto ccUlailo da noi, taacj oiaggu^v , coai^ aj 



al- 



Conftderazjom 

fejiia \^ fnericnza ^ ci apparirà l'oggetto propo/lo , fe 
fra nJì,c'i '.i iitailo ^ui-à alcuna quantità d'acqua , ò altro 
rapordiinezo.. Ora vengo al nonro propo/ito. Do* 
ticndunwivederciiSplclia egli iituatoiuqualìiuoglia 
pari:e.dei ciq:o,c necefiario , che trapaisiamo con la vifla, 
per vederlo, la detta concauxtà, per tutto nafcendo dal* 
i^'.rravapori:c per ciiere per tutto quella fuperficic-^ 
.concaua lontana egualmente dal globo &6.\a terra-^ ^ 
Percivè adunque è più dift ante da noi quella concaua fu» 
perficie, per la qi^ale p^ano \ jioft ri raggi vifuali, quan^ 
do noi rimiriamo li Sole pollo e neli*Oneate,'c neli'Qc» 
fidente , che quella , per Ja quale pafiano , quando lo ri* 
IXiinamo nel inezo giorno; non è marauiglia,du:euoji 
ci appaiargli maggiore, e nel nalccre,c nei tramonta^» 
re, poiché, per vederlo , in qualfmoglia altro luogo, 
<!!obbiamopafiarc con la veduti ilipcrhcieà noi più vici* 
iia>si come manuel^ameme fif(j©rge nellà^ p^efta^v.- 
É^ura»^, 




Doue 



%■ 



TyAlìmh.Mauru 2f 

Dauc A. rapprcibuti il Sole porto in Oriente B. nel 
mczo giorno, C. in Occidente. H. D. I. la Tupcrfìcie 
della terra. E. F. G. laluperfìcicconcaiici, cagionata da' 
vapori. D. l'occliio noftro iituato nella ibpcriicie del 
la teiTa . £ chiaro adunqucchc i raggi vilual impartendo 
iì dal punto D. pcrarriuarea'punti A.cC. palVano per > 
li punti E. e G. più lontani del punto D- del punto F. per , cl13-\ 
douepaffanOj,per arnuarc alpunto B. 

CONSIDERAZIONE XLriII.[VoIgendofi 
il Criflallino fecondo i\ fuo^e e ] C. jp. ' \ip. 
Sono andato vn pezo fra me ftelìb cóliderando, percliè'I 
Sig.Colombo,sii quali ragioni fondato, attribuiiba^l mo- 
to<di _^(^ooo,ò 4pooo anni al Criftallino, e all'ottauo deJo 
diyoco. Polene Aftrojiomi famolifsimi, ributtate, co- ^ Vtdì il M^ief- 
iTieinutili,evancleipoteri Alfonfinccoidare i all'ot no in fi» s Theo- 
tauo cielo il moto di 258 i(^,al nono di 171 7,e al decimo T'Cis. 
^ij454anni, apportate anno ferme ragioni , e dell'anti- ^.^^ 

«ipazion molte ualte àz^i Equinozi , e della maggiore, 
ò minore declinazion del ^o\^ , e di mill'altre curiofif 
lime,cdifficiii^irae apparenze, alle quali, per leinuen- 
.zionidclRe Alfonfo, quantunque à quefto effetto non 
con dimoftrazioni, x ma fuperitizioiamente j imma- ^ Vedi il Rahro! 
ginate,nonfipuò, rifpondendo, m alcuna maniera fod- *^^Ì? commnis 
disfare :ma finalmente, perchè 10 mi di ad intender, ^om t'auelp^ 
che'inoftro AuEore,per.appigliariì alla miglior di que- rae-. 
iledue opinioni, non abbia voluto cercar per la mmùtci j VcJi GioiufW 
delie lor ragioni; perche 1 Quadrati, Sedanti, Art ro la- ^^ StaJ:o n a* 
fci,i qua' ioli gliele poteuan fomniiniflrarc,eflendo d.. ^'^O'^^i»'? 'i'^: 
lui mal trattati , a rag lon di mondo , non g\i erano tròp- "^'^ ^^-* 
pò amici;mi iòa riloluco à credere, ciieeglij per axidar 
piùlulficuro,ien2a tanti beccaraenti di ceruello, fi lia 
attaccato alla venerabile antichità: ilperchè qui acor'io, 
fcnontemdsi,àgiiUad'vncorbo crocitando con lamu 
ro':avoce,muouere à rifo,aurei buona occafion di far 
fhuoiiio, alzando la voci^, si (.oine'i noflro Colombo, 4 ^ ^ ^•*»- ^• 

G efare *^' 



ConJIderaxjom 

cfare vn'Apoftofre in raiiìmarichioàquedi nofìrf ma''. 

derni ufì:/onomi , difprcgiau iolo per queilo, perchè do* 
^ ^. . ueanoefier da più reputati, i cuaJi perchè concfceua- 

ivc wl Cbuo no,chei'A(lroLOinia i] icndasu ie ofleruazioni, i e 
Sacn:nibo''cù cap. ch: quelic nel ir^ouiinento de' Cieli tat to fi anno più d^ 
prp.ig.éi. cure, e perfette, c^uanto maggior tempo è trafcorlb,!? 

2 N'cdi IKeirol affaticarono per innalzare , e aggrandire perfezionan-» 
co n prafarrlc ^fo ^ quella Dobililbima fcicnza londe poi non per arro- 
or lui bacilli, Po- g;^^^^^.^ P^j. ^y^i^^ miglior fondamenu,ch'e' non-, 
pr.cnp 17. ai^-eano etsi -> eiiendo a ioro pò Iterio ri, tramarono dagli 

a:KicÌii,d-:-]Ie.laro lpotefi,manifeliando la fallita , elo'n- 

ganno , e ddlc proprie la venta con iflabili , e fortifsime 

dimoflrazioni . 

CONSIDERAZIONE XLV. [Non fendo il 
mouimcntodelloftellato,ec.]. C.4o.V.i. L'Au- 
tore non ha detto cofapiù vera , che quefta [ Non eflér 
diametrahuente oppollo, ec. ] poiché ne diametral- 
mente ,. ne in qualiiuoglia altro modo è oppofìio (le pe- 
rò della Loica non mi iòno affatto dimenucato) il mo- 
uimento dello /iellato da Mezo giorno à Settentrione, 
à quello dzl primo Mobile da Oriente à Occidente : ed d 
appunto,come s'egli aueile detto . La Neue non è nera. 
11 perche none pericolo , che in^uefla parte egli abbia i 
temer d'alcuna contraddizione .. 

a /CONSIDERAZIONE XLVIL fPerdifet- 
V^-/ todifìrumenti,ec.] 

O poueri Aftrologi , lè prima non pptauatc condur* 
re à fine le voflre operazioni , per difetto di frumenti, 
che farà di voi per ra%iuenire,che mancherete degli Aftro 
labi. Sedanti, e Quadranti,! quali fra poco, per fenten- 
za del Sig.Colombo , deono andare a giuffizia . Vi mo- 
ueranno vna lite mi par , che rifpondano tutti à vna vo- 
ce : però in tanto preparateui a dar lor fodisfazion con-, 
voftrinuoui frumenti, lo fra tanto vi prometto, come 
amico comune , cercar di alleggerire in parte lo fdegno 
conceputo conerà di voi, fpeffo ricercando loro la corte* 

fu 



UAlirnh. Mauri. jk5 

/ia voftra , poiché gli auete co' vOilri chriftallinf occhiali 
arricchiti del modo di vedere /leIJe,Je quali non /i ritro- 
uano,ncritrouaron giammai. Edivero^chè pcrqucfto 
dourebbsro rappacificar/i , e rcflar di voi fodis fatti in^ 
tutto, e per tutto , attelbchè , fé Ja perfezion dcIi'Aftro- 
Domià confi flc nello fpcculare, e conolcere i corpi cele* 
ili , quale obbligo conuiene abbiano ^\i Agronomi à 
chi ha cotanto aperto , co' lijoi ritrouamenti, loro l'in- 
tclletto,che per arriuarc con la veduta a' ci^li , i quali al- 
trimenti fono inuiiìbili , anno maggior faculta di potc- 
Xeacquirtareconsì fatto mezo , vna cognizion pin per- 
fettadi cOjI nobile fcicnza ? Voi Sig. Colombo alla bar- 
ba di quegli antichi Aftrono mij che con tutti i loro arzi- 
gogoli nò fi leppero immaginar corali inuenzioni,a lete 
loro additato,e fatto vedere il primo Mobile f .ellato:có- 
c.iofiilachèquantunqucgUocchialifi ritronalfero la pri- 
jnauolta nel 1180. i nulladimeno IVibloro, elfendo'ì ■ ^^^- F.G'or- 
inqueftalungheza di tempo anniffhittitolbloin o^Set- ^^^^ P*"^^'^^ ^^"^ 
tivilijiiOa e Itato mai, le non ora da voi, adoperato, o ,,0^^ . w.*>» 
adattato infauor dcU'Aftrologiaacofefourane, eceieili * *' 

CONSIDERAZIONE XLVIT. { Efcmplo neila- 
no alcunilpecchi,ec. [ C40.V.xr. Sequeflivo- 
ftnfpecchi tenuti,u.g.per lo diritto,tacelicro le immagi- 
ni rappretcntate loro dauanti , grandi icmplicemcnte, 
mediante alcune inegualità contenute Ax eisi , di groffeza 
- cdilòttigliezanósòperqualragionepoicapouoiti (co- 
me voi dite) tenuti in mano,contcnédo pure le medeiìmc n^ 
inegualità di grolf^za^edi lòttiglijza,^'erciò le m ^dcilnic 
cagioni, per le quali e' faceuano per lo diritto apparir 
maggiore l'oggetto, abbiano del tutto à produrre cfiet- 
ti contrari . Dend.ro di laperlo : ma di g^xz:^ non mu- 
tate peniìero, attribuendo a tali accidenti diueri'a camion , 
da quella , che già qui aucte arrecata : perchè vorrei pri- a „ ^it 
ma intender ben queita)f)er non eller fra quclle,che .0 Vci- ^^ \ 
mauapcrl^ttiisimeragionialbdisfare a SI fatto dubbio, 
molto allo\iiprouub m'c giunta add olio. 

G X CON 



Con/ìderazjom 



Co NStD E R A Z I ÒN E tiyiìl. l^o\}\}vtm^ 
mi va concetto,:- e. ]' 0-4(5. "^ p. Rilponderebbe 
yn'ARroinoip!, GÌienon è Veri lai ile, che qaefla nuoua 
itclla i per voitai-ifi in vn Tuo Epiciclo ,'dai' girar dl-ll'A- 
|ogeo al Perigeo^ diuentaffj vifibiie r imperocché, per 
confequciizayciJa prima farebbe apparita piccola, e poi 
di mano in mano,iecondo l'auuicinarl] al Perigeo, mag- 
giorcril che,come Ti è detto di Ibpra nella Con ri derazione 
j^2^ , è r4lib . In oltre ella dal ilio apparire , al fuo Iparire 
,aur..bb- di conunuo. fatta, gran diuerfità d*afpetto :. le 
ijualicoie quanto lontane fi en dalla verità, ciaichedu no 
£cnribilmente i'iia conofciuto . Ma vadaii pure i ripor- 
re l' Agronomia con tutti quati i feguaci ruoi,che le vei^ 
rifpofte fon quelle del noftro Colombo , che è Filofola- 
naturale ^Atceudeccjt càe elle s'andranno fempre efglir 
cando,. 

CONSIDERAZIONE XOXC Eperchèdo- 
manderò io,e e. ] C.^^.V.ii. Per eflere cotale Epi- 
ciclo di fmiliirata grand eza. N^quefla ragione può elier" 
ridicoi'ofa , fé voi mi concederete , come veramente noiv 
potete mancare, che l'Epiciclo polla elfer grande,- quaa-^ 
to iagroifezadel cicJo,nel quale egli è-iltuatOo 

CONSIDERAZIONE L. [Efe quegli repli- 
calfe,ec. J C.4<^.V. 28. Quantunque 10 non fap* 
pia , lenza trarne qualche'nconueniente , cauar con/lrut- 
to veruno di quelle parole [ Doue non pàA d^ànimira- 
2ione,che^ e. ] mi pare nulla dimeno , che cosi moflri 
fegnodi bello ingegno coflui, in si fatta gu i fa replican- 
do , poiché ( è ciò fi vedrà nella Confiderazione , che fé- 
gue ) mediante detta replica d conferma'! fuo parere, 
sì come di poco valor quegli , che non abbatte i fuoi fon- 
damenti di maniera^chc egli non poifa farne difbgno ve 
runiche vaglia ♦- 



CON^ 



lyAUmh.Mauri, 2 7 

CONSIDERAZIONE LI. ] Ma quando 
codui qual milcrcdcntc , e e. [ C.47. V. p. CoAui 
miicrcdcnte , e pcitinace è quegli , che ne crede, ne ve- 
de per le voflre ragioni , chc'i dUcgnar nuoui Epiciclj i 
riLCe (Ielle, non abbia a prouarmontcìiitorno alle lo- 
ro apparizioni, poiché la proua, ed cleinplo dell'Epici- 
clo di Maturilo, o di qualliuoglia altro pianeta, non gU 
pare, che iia le non dcboliii>inio,polciachè, elìcndo'l 
diametro di quell'Epiciclo lungo , quanto è iblamente 
grollb l'Eccentrico di Saturno , è piccolo aproporzioa 
di quello , che è da iDialkgnuio allanuoua ficlla . Onde> 
per ailontanarfj poco dal Perigeo alj''Apogeo,Saturnò 
non fi può perder di.vifla. Pcrvn'akra ragione anco- 
ra , cioè perchè egli e maggiore in ieflclìbdiquàiil- 
uogliafteila della icconda grandcza. Seadunque^-^tie^ 
di continuo fonvifibili, e quello altresì, per efferioj- 
toà quelle fi dourà vedere, ancorché eg^^^ arnuando'l 
"fuo Epiciclo non l lo al termine dcli-'orbe proprio , ma. 
ancora, per dir così, alla coauex.U4 ddlo ftellato^nd- 
r^ugedieisofi rìtroualfe. 

Ma poiché, j Sig.Co.o.ubo , voi concedete, che qoc* 
fio Epiciclo fia nelciel Criftalli^o, dicendo polcia, che 
egli a guifa di quel di Saturno, e degli altri Epictói, 
fion può far perdere di'vifta la ftella, che e portata ivi: 
giro , quello bello ingegno non pocrebbe Icglia vn trat« " ' -^ 

to repiicarui (tacendo, che per eliere il Criftallino di 
groiVeza immenfe , l'Epiciclo ancorai-» potrebb'elTer 
di finiiùrata^ grandeza) che non peruenendo co* iUoi , ^ ^^.,. ^^»' 
raggi ^qejoole le non., alla conucxita dello llellato, 
perchè il fuo lume più su , corno affermate i voi , 
^on|vi fa di raeAien, quefta nuoua ftella , arriuata^ 
cho ella fu al Perigeo del fuo Epiciclo , contigua 
al conuexo dello ftellato , veniife allora ad appari- 
re » e.^ rifplendere, per effere in quel punto allumina- 
ta dal Sole , la quale, non potendofi prima daeflbfar 
jotaketfetto, eraasuomeèora^difcoftatadai Perigeo, 



2i. 



Confìdera^jom 

o^ura , t?n:bro.%e pero come è la Luna muinbile/Con- 
I T« «>m?rr qd ciofsicchè 9 come a/Terina il Ciauio, i e voi , cccettuan- 
Sacnimbofcum ^4q iblamente quelle del primo Mobile , non lo negate, 
«P ?•■ P^« »i- ^mj^ ig (jell Q^ e fecondo i Filofofi , e iecondo gli Aitro^. 
i.o.ni,inquella guifa , che fi e detto di fopra , nceuono U 
chiareza, e iplendor dal Sole, come lor Signore, e pa- 
drone: e così replicando quello volerò aunerfario mi- 
f credente, non farebbe finita fra voi la contefa? fé però 
non yolefle i voi rtetìb cótraddire col negarr , che più in 
fufo non arriuino i raggi del S3le,e che le ft jlle,per far- 
fl luminofe, non abbiano neceisità di quelli, contro al* 
le cofe da voi più volte concedute, in quefta maniera 
adunque, mediante le (lefrevo/trcconcluiloni dichiara- 
ta, eaccomod.ita l'opinion di quegli, acuì dib^llo in- 
gegno , forfè per ifcherzo , auete dato il nome, non po- 
trà elicr refutata, e annullata, perche cotale ftellanel 
principio noaapparille piccola, ò non abbia mai can- 
giato afpetto : poiché l'oppoflo ddi'Auge, doue eli'ap* 
pari , è quali , che vn punto . Dalla qual cola d può ar- 
guire anche alla ragione, perchè mai più ella fia fiata-, 
vedutaiauuegna eh' w' fia chiaro , che fé ella a paflare quei 
pocodilpaziohà conlùmatopiùdi diciotto mei! » gran 
tempo altresì le e biiògnato a girare , ò la metà , ò tutta 
l'Epicicìo , il quale molto più grande potrebb z cfTer del 
% Kelìa Cenfid*- firmamento , per quanto li e ragionato di fopra x della 
n»igne39. groiieza del Cnfìallino , per farli luminola , e.^ à noi 
vilìbile. 

Mi da folamcnte noia , per affermar quefìa opinione, 
l'efl'er cotale ftella nello fpanre diminuita, concioisiaco- 
fachc, fé ella fi folle laiciata vedere , e folTe fparita per 
arnuare , e partirfi dal Perigeo del iùo Epiciclo , sì come 
eild non venne crefcendo nella iùa apparuione,cO->ì non 
iarobbe a poco a poco venuta mancando nella lua dipar- 
tenza . e dico , che ciò folo mi da noia , per affermare, e 
tener per vera inucnzion co^i fatta, non perchè io per al 
tro non la filmi falla , ma perchè ic mi nlòlueisi alla fi- 
ne a creder , Signor Colombo , i vofìripenfi ::n , cioè , e-# 
ciic la nuoua ftciia fi dea fi tuar e ibpra'i lirmamento,c che 

1 raggi 






lyAl'tmh, Mauri. 2S 

i raggi del Sole Ibura quello non trapafsino, per li qua' 
pcniier l'oli iì è data a co tal ritrouaincnto qualche forni- 
glianza di verità, quella apparenza del diminuire nello 
Iparire, mi tarebbc cuubarc,an2Ì tenere fimile opinion.^ 
poco veritiera . 

CONSIDERAZIONE LII. [ Gl'Epicicli fi- 
nalmentenon furono ad altro iìne,e c.]C.4S.V. 1 1. 
Gli Epicicli turon ti ojati per laluarqual fi voglia appa- 
fenza^alla quale non fi po.i"a,riipondcndo,roddis fare per 
altro mezo : anzi dico di più per Taluarc apparenze, del- 
le quali dagli A flroncmi, eziandio per altra via, come 
degli Eccentrici, il rende liifliciente cagione. Onde io 
.ìion so perchè voi vogliate riftrigncrl'vio ,e lagiuridi- 
fzionediquefti pouen Epicicli ; credo folo, perchè fiaL-# 
loro deflino d'eller Tempre sbattuti, e trauagliati da* vo- 
iìfi Peripatetici ,e pure infauor lora>come caualiervi- 
lorolì,anna di contmuo meflb la vita con tutto'l fuo aue- 
re,mantenendbconla.Ianciafula cofcia la cohfonnità, 
e regolarità dc''mouimenticelefli,ÌaquaIeaItrimenti,fen* 
za aiuti fimili,làrebb2 già buona peza fiata dali'efperien- 
za mcdellma fracaffata . 11 perchè voi , le di quellafetta, 
come moflratejfiate ccsrruifcerato,rappiendo quanto er- 
rore è i'clTere ingra:o in particolare a' benefattori,doure- 
fle auuertirgli>; accie) noaiicn eoa lofo ignominia no- 
tati d'mgratitudme» '■ *^ ' - 

CONSIDERAZIONE LUI. [ Rifoluefi 
adunquelanucua ftel.'a,ec.] C.48.V.18. 
j' Rifoluafì adunque, Sig- Co]on.bo,eirere falflfsimo, 
che la nuoua della ^ e Umilmente l'altre apparite in diuer- 
' fi tempi , ò le altre f^ ne vedranno, fìen vere » e reali ftellc 
da principio create nel cielo , e nel primo Mobile poicia 
"fatteli è noi vili bill, mediante certi occhiali, che altro 
. non fono,che parti più deniè del Cnllallino, le quali iot- 
topofte, la fpezie luminofa di quelle afl'ai maggiore rap- 
* preientandOjin fembianza delle prime ftelle, ce leabbia- 
■ ao nella loro apparizione fatte vedere , si perchè nel pri- 
mo 



Cofipderazjom 

1 r«(?lk r#\ft. moMobile non fono rtdlc: i si perchè, quantunque 
Cdcraaionc ^6. p[j^ yj foflero , non fi potrebbcl-o. con rateo ciò > da noi 
VA\ r r ^^o^'^c^^^pc^ ^^^^^F^^^^^^b^^^^^^i vedere dell'ottauo eie- 
^ e .la Con». 2^^ ^ si perchè, dato e il primo Mobile (Iellato, e*l fir- 
mamento tutto Diaiano , e trafparen ce jfenz a tanti oc- 
chiali,di continuo ledouremnio auer vifte,e ancora di 
S Vedi UConil prefente vedere: ? sìperch< rinalmenteconcedendoui, 
*^* che noaiìa poisibile , che h noflra yifla,pcr la lunga di- 

ftanza^arriui cotanto lontano, fenza aiuto alcuno^lè que* 
ilo voflro denfo foiìe egli il mezo, e Id cagione di quello 
cfr'etto , che dite apparir nel pnn:.o Mobiie , 41 Janni an* 
cora dourcbbe la nuoua llellaa noi nafcere , e tramonta* 
ì^l^dibCoikfi. ^^f 4 fiicccndofi godere j^ le peióeJ la nojifofle di quelle 
4^ fchuinofe)con la iua nobilifsnxia veduta,in quella cotan* 

tofifplendentc, e tremoleggiante apparenza. Onde per 
fine meritamente fi conchiugga , che merc< delle ragìo^^, 
ni , autorità,ed cièmpli mcat juati di lopra , non ci à 
dubbio veruno ,x:hc la voflra opinione non à 
aaolto conueneuole, anzi ài tutto contra- 
ria, e alla vera fiiofofia, e alla vera 
Teologia , e alle vere dimo* 
ilra^iorji Aftj^ono» 
uji^h^, 



IL FINE; 



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