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Full text of "Copia d'una lettera di Toledo : doue narra il gran preparamento de l'armata de Prencipi Christiani, per andare ad abbassare l'orgoglio al gran Turco ; Apresso d'alcune scaramuzze fatte à Malta, delle genti morti di l'una et l'altra parte, con le prouisioni fatte"

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COI? I A 

D'VNÀ LETTERA DI TOT- E- 

do , doue narra il gran prepiramentcy de 

l'Armata de Prencipi Chriftiani^per 

andare ad abballare Por^o^lio al 

gran Turco» 

Appreso d'alcune (caramuzze lattei 

Malta 5 delle genti morti di l'una 

et Paltra parte 5 con le proui- 

{ioni fatte, ^ 






* 



' 



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I ■ I •• 






Con Iicentia delli Superiori, 
In Bologna 5 per Pellegrino Bonardo, 



\ 



Digitized by the Internet Archive 
in 2013 : 



http://archive.org/details/copiadunaletteraOObaia 



Molto Illuftre5.mid.' 




Erqueftamianopoflb mari- 
car dar raguaglio alla S. V . de 
li grandiisimi preparamenti 
che fi fon fatti nelh Città di 
Toledo per il Cattolico Re 
Filippo } per le none venute 
di Malta doue fi è eredito venti millia fan- 
ti per venire nella Citta di Barcellona^doue 
fé imbarcato per il foccorfo di Malta , & art 
chorahauemoauifoper Flmbafciatore del 
Re di Potogallo il quale manda otto Naue * 
et lei Galere cariche di Fantaria per il fbc- 
corfo ài detta imprefa. Et alli cinque di Gin 
gno fé parti ventifette Galere & fei Naue , 
grolle cariche di fantaria > et monitione le 
quali partirono per la volta di Corfica per 
dar fòccorfò al S. And. Dorio > le quali fi di 
ce per cofa certa che hanno fatto vna bella 
imprefa a honor del Crucifilìb 3 et in breuc 
tempo fi hanno da leuare tutti qual fono no 
nanta Galere che fono in Cicilia et nel Re- 
gno , con le fantarie vecchie 5 le quali fono 
al numero de fei millia fanti fpagnuoli 5 et 
quindecimilla Talliamo Con le^Galerc di 
fua Santità, &deirilIuftrifsimo Duca di Fio 

À z 



tenza che feranno il numero di i t. anchdra 
pei barili pieno airi fo del tutto fi dice hauer 
d* éffér (È. Naùegroflè le quale fi partiran- 
no da MJegi per venire carge de vittuaria 
per andare alla Citta di Genoua , et iui G af- 
petrara tutto il refto dell^rmata > la quale fi 
parcC dei Regno di portogallo ^ et di Barce- 
lona -> et fubiio gionti a Genoua fi partnan 
no pei: il fbccorlb della noua Città et /e dati 
r.o d'accompagnare con quelle del Regno, 
in vna Moia chiamata la Velona, etpartiran 
no con l'aiuto d'Iddio per dar (òccorfo alli 
Uluftri Caualier di Malta 5 con grandifsima 
monitione y quale lafcieranno drento la no 
tia Citta^e altri forti fatti a honor , et gloria 
del Signor Iddio 5 et in feruitio de Chnfìia ♦ 
ni. Altro per il preferito non darò a info alla 
S. V. (e non che alli giorni palliti e giunto 
dui Cauallieri 5 li quali vengono dalla noua 
Città et hanno man ifeitato la di/concordia 
nata fra loro dil tradimento che (e trattaua 
fra vn Caualiere Francete, et vn Fiamengo 
perdarilFortedifant'Elmoin compagnia 
d'un loco chiamata la Marza al Gran Turco 
per forcia de dinari 5 doue potemo ringra- 
tia Iddio che il trattato fi feoperfe lenza pe- 
ricolo di perfòna , doue per quanto dicono 



«jtiefii Cauaìieri e/Ter mandati dal Gran Ma 
ftro al Catliolico Re Filippo a domandare 
foccorfb } et iui hanno narato la giufìitia]dè 
li dui Cauaìieri et con loro fd Tuoi feruito- 
ri i quali fono flati ftrafsinati à coda di caual 
lo. Etalli 28. di Maggio fé apprefentò il 
Campo del Turcho alla noua Città , ma e£ 
fendo li S. Cauali eri a occhi aperti ^con fu- 
ror di bone canonate non lafciorno pigliar 
il pofleflb a quel nemico della fede di Chri- 
fio. oue hauendo loro fatto vn forte all'in- 
contro fànt'EImo, ma li Cauallieri pretto 
lorouinorno. Et di più V. S. ha da fapere 
che a prima gionta che fece il gran Turche* 
nel Porto di Marcia difeofto poco dalla Fof 
tezza doue fta il gran maftro cominciornd 
a sbarcar i Turchi et monitióne^nel qual me 
trechesbarcauanolinoftri vfciró fuori per 
fturbarli > et fi attacco una gran fcaramucia 
doue ne uenne morti parecchi 5 ma aflài piit 
de i Turchi con la prefa di dui grandinimi 
Bafla, et li aolfero due infegne turchéfche ^ 
et de noftri uenne morto un Caualliere por 
toghefe 5 et da trenta fanti > con la pregio- 
nia di dui Cauaìieri fpagnudìi 3 i quali della 
generofita loro non ui potrei raccontare * 
et dWaltro Giualiere tranetfe che per vo 



Iti lidarfoccorfò li caddi ^fottd il Caudllo> 
e per aiuto di Dio fi faluòper l'artelaria che 
tiraua dal Forte di fant'Elmo^doucper quel 
giorno non fegui altre fcaramuccie^mala 
notte sbarcato che fu gran numero de folda 
ti in compagnia di aflài sforciati «, et ondor- 
no a far un forte all'incontro dì fant'Eimo , 
per poterlo battere, ma quefh Fortezza e 
fatta a flella (opra la ponta doue fé douea fa 
re la Citta noua 5 la qual ponta guarda tutte 
doe le boche delli porti 5 et fono fortifiime 
et non puoi efler battuta fé non da vna ban- 
da et e difìcile a mettere artellaria per efler 
tutto il paefè che circonda fcoglir, perche la 
non fi può condure fé non con gran dificul 
ta. et la notte feguente fi leuò vna fortuna , 
<;onunaborafchagrofifsima 3 la quale fece 
andar fumerie 20. galere , et una naue grol- 
la chiamata la pauona, la quale era carica di 
monitione et artellaria > et 400 milla barilli 
dipolucre, con 500. Turchi et Chriftiani 
renepati. ma per efler afiai Cauallieri di lia- 
ne nationi in fant'Elmo il gran maflro li ha 
cauatij per uietar ogni inconueniente, Se 
li ha polii nel Borgo 5 et nel forte ha meflò 
il Capitano Gio. dalla creda, et il Capitano 
Miranda de granata ambidui fpagnuoli > co 



lelor compagnie de fbldati 3 i quali erano ne 
le guarnigioni del Piamote 1 quali alia gior- 
nata fano qualche fcararnuccia> Tèmpre coti 
danno de quelli cani. 11 baflionc quale haud 
nano edificato con facconi , & cotoni, et fa 
chi pieni di (ahia incastrati con altre cole co 
me legnami per non e(Ter nell'Ilòta ne terra 
ne legnami D ne altre materie per poter fare 
s fimili baftioni, per la qual colà hanno detto 
cheDragutuainuoltacon 30. galere nclli 
luochi circouicini togliendo tane,cotoni le 
gnami , et altre matterie per fare il ditto ba- 
inone, pur qui in Toledo fi e ditto che gli 
Turchi faceuano anchor loro vn gran tirar 
cVartellaria , ma pur fifperaua nella miferi- 
cordia di Dio li aiuterà. Etadefib di nuouo 
fé partito da Napoli dua galere con 500 fati 
ri fpagnuoli et taliani della Religione 5 per 
' il foccorlò, il Signore Iddio le mandi a fai- 
uamento. L'armata del Turco ha laflato al-, 
quante galere a marza firocco , et alcune ne 
la cale di 5, Paulo, et $. galere ueniuano alla 
guardia della boca del porto per vietare la 
intrata , &ufcita di qualche valTello che ui 
portafle drento aiuto dimonitione, o di gè 
te. Et il redo dell'Armata fi è recirata in una 
Loia vicina , luoco detto il Coz , per efiere 



Copiofa di buone acque per il bifogno loro. 
Si dice ancora che Dragut Rais e andato in 
Africa per menar diece milla Morri per ere 
fomento et aiuto dello efercito Turchefco 
Et all'incontro che fi afpetta quefto fbecor- 
fo et preparatione che hanno fatto i poten- 
tati Chnftiani , fi de fpagnoli , come taliani 
et todefehi ; dall'altra parte j1 gran Re Car- 
lo di Francia ha fatto armar 2 5. galere , con 
dieci milla fanti pagati per tre anni , et fi fo- 
no inuiate per il foccorfò 3 doue gionto che 
faranno co la noftra Armata faranno tutti li 
legni tra barche grofìe et galere, il numero 
di 161. per fufsidio di detta imprefà. Et que 
fio e quanto haggio incefo al prefèntc , ma 
alla giornata occorendo altro, non macarò 
darne raguaglio alla S.V. la quale fi degna- 
rà tenermi nella fua buona gratia , facendo 
fine, me li offero,dono et raccomando y 
bardandoli! le mani. Di Toledo alli 8. di 
Zugno Tanno 1565. 

PiV,S, 

Humilifsimo Seruitore 
Cefar Baiann