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Full text of "The authorship of Wuthering heights"

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W TUTTI I POEMI 



IN LINGUA NAPOLITANA 



rOirO VENTESIMOTTAVO 



DEL DIALETTO NAPOLITA.NO 



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EDEIONEijifeCONDA,':'; . 

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SigHd ^' milltfidem \ e non ofko . 

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M patrta , olf Atim , off titurezzs , otT nmm^ 
Per me fatal ^ • . De^ mifi pensieri it nutm,- 
S.empre sarai , comejtnor to fostjv^ 



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JTX s#o&i <3^' iSImrrori ^Ifatrio Vio/^ 

Ja prima ^none , la qu^le infontri tofh^ 
^ ufffm^^ J( ^bem ^l^m^ ^Unerati V 
riH^MMTip ^M^iMfa ^ rid^e .} ^he in 6r<^ 

M €opie ^jf^sd d$rjife ^It^^m ^M<nte 
1780* mna fsecanJa ^dizione ^igkarsta 
it mrit^f r« ^^icvrettM,, 4S^ fffak W ^i^ 
r4rcii0 mm mtn *^hc "Hj^fogh ^ m(i per, 
to/cior sirfo^oBza wspes^e ^dlcra in fri^ 
0im la utampaf ^ ppssi^ t aufore stui/etto 

Dialw Nap. m ^ma-^ 



ma^ ■• pi guesta setonda editUne ^ fuet^ 
lunfut si /os^e , ay^atkdn ^'peitk^l^ntii^ 
tnentt comum^t^ci dal Jotto S lui mpc^ 
te Sig» AvMkt& P.'^JPrakcejiS Azzariti ^ 
Miamo dtdA of A fiesta terxa impression 
M€ ^ m^ €ui aibiamo Aggiunti alcutie note | 
jiuppierhenti tc. per €ui 'hsm pur Mssisiito 
^H alcuwt nan in£ffereHti notizie ^mmim^ 
strgteei il noto letterato Dm Carlo Mor^ 
nnte , il K Gregri6 talvAsnionfUnkni- 
rtfuo y e 7 Liir&fo Gmetano AltoielR ^ ie 
fudU predette si mm posit m rispttti^i 
tuoghi , patte tome supplemento in fine ^ 
the per ess^r -helle , ed .a propotito , wd- 
'^liam Insingarci noti ii&t^ dispiacert ad 
alcunoj nnzi avercHiea skper iuon graJo 
il datto pubblito , spezialmente per la ret^ 
tificazione fatta, di molte tost , the per 
invohnturit sviste , ixme stt^e atcadert ^ 
sopraiutto a chi i impiegMo ne^grandi af^ 
fari^ eram torse nel tttto deiT antttedenti 
tdizionik *— ^ ^ 

^ E tofnecc/ti Fauton di fuesia^'e^a^ 
fine ^f£ essa voile dor utt fuSfi Cattth^go 
degli Autori , -e di loro scritturt t£te , 
ed inedite di qnesio Saktto ^ ^ di i9M#tf 
tm avevM Mwto mtizia alwna^^ tome egii 



111 

ingenuamhtte confessd^ e dalla detta list a 
si veck J ed in conseguenza son passate^ 
sotto silenzio , ^0^2 noi avtndole felict-- 
mtntt dissQturratt ^ ed alt ohlio involatt 
€0H pubtflUarle iu questa edizione , ^he se 
dir non possiam compita i pocB almtn 'vi 
resta a desiderate , niiiamo stimatp dar^ 
Sit in fim <U fttesto volume un eompitis* 
simo Elenco y eke molto piu d*ogni altrx 
€osa dcvra piacere ad sigmnc « 



i a PKE^ 



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*. ; 



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IPRa tHiil glf umpri fericfu ni^t\$ cptt^r 
y n^pif ^{^^ IcMifvple , piOi onesio » 
^4^»nK9 q^$Vdella f^ii^^pl: (H^aQtunipue f 

iQ» r ^ 9pU 9cn^ i\ymr - "• ' " 

^aestl doverosL amori^ far narallelo « njuQ^ 
^airta g. qoiQ&p^rc^tantfymeriuvitl^iCM^n- 

ir«ggUmo^, ciirprediJjggfMi i: g^nuoricM 
pift gtustft' lagione' di teoonMiaw' <tiifl ^Hlr 
ciullOf cfaii kelia% nrotpct » ». saoo > vavar 
ct « dociU topsar gfi alisi air pabii t «Hi 
aeglMrfti> a^ Napoib luiaf aioptvda bctiwNi 
di timaaioiit' , b aakhskik d^ ati» % T 
^tnici del'Cialo*^ la dokrcsta^ quis^ |Mh 
piiua dellriugtoiii't una atafctaaaa ud a n 
It , Mft -^fiaai dbciUii^' Mgli dMMMf « agl^ 
eMoMi ? A tant» dxtm di balkaxr tiJaggiaft* 
ga la ftccHkUti daBr tanas ii Micato at-* 
foit Mr iite , # A'Aim t Jf ahboiMaMi 



pi diss! iM e saluberrime ac({ue, hi piit pes- 
i^tta^ qoalit^ di materiaU per gli edifiz} sia 
de* muri ,. a dfJUe. xoltc 9.0 de' iastrichi t 
b dispesitione loftie id' iii skalisdHno pot- 
to, d'un nobilijssimp cratere 9 di variad tt 
tiitti vaghissknfr cemormi E quasi di taiH 
H doai Qon fi)sse stata sazia la natura > 
violando incredibilmente h sue leggi ster- 
ile I e i^tevvert^dOi gli ordmi suoi » vede^ 
ai non per odio ed^ ivt pena » ma per eo^ 
ino de'suoi Gtvoil avei3e dotiato oti Vol-^ 
€kpo pe^ 6e\h\^,H fiaimtieggiiitici eruato»> 
%f Ptt vago s^ettacote 9 te mofete per direr^ii 
ITmentitv dejtlr obmini; col $plo^ liechto » oi 
apaventp de' caoi '. 

' iA^ stccome tralla ntrmarol^a , e dileica 
)pr(Ae tiaturaim^Rte i teneri genitorf acce» 
^eiisp di: hiatggioF passione Vierse q^Mo » 
iAit tra tmtiiadsUft pii^ occiipate* le lore 
lAide CM' luiD^ev • Aon. meritate^ malatiie 
le soiagure* i 'ondr la di liii febec natural 
^cfetiiu^ione- sii^ smtst Mrmeatata :^ e* graa 
teeapo afflltta ; coslrctescer deVe* in tKxi la 
'prermiya pe» queeta nostra beUksima ^ Par 
*iria , laqiiaie per due secoli? intiert fa 
*tim«a suo deoneriffOKi^, s^aa siio falb t • per 
•ol» coQCatenazioiie del- Fato poktica dett' 
'fiuropa' costattte. bersaglid deli' ai^verta fos- 
HKia • Spogliata d^'sudi namrali Re ; ^spo- 
PV siiperstwosi dsttMaiflttt al rtfiuto 
; ' d'ogni 



4^ ognf pace $ e quitidt t!te |>erimtue' ottl- 
Ynk de' Maomettani , metitr^ refitavft sproY* 
yediita dr forze da difendersene « vide ie 
irae marine tutte-saccheggiate 9 brucittr v 
^ gF indifesi abitatori condotYi' in servitft* r 
Vide le interiori Provlncie as$»s$tiidte 6m 
endrmi sqvadre di fuoras<iiti ; i popoli op^ 
pressi da' Baronl f ne''^ronr aUmentatrcon 
Insidioso artifizio dr sctagurata poituca' to 
discordie 1 e i rancori ; F iiniversaiiti te^* 
litka'coti egiiai perfida arte tietla poverti*! 
iieil'igQoranza , e neiU tvupentkH^tsc ;>nc^ 
•gl^tti i pubbliti edifizj ;a'iiriver^t6ii€Oiii^ 
tii^rcio / ^ersegiihtite le tenure ; pfemma 9 
B-tratia in triofifo P ipoctHia chierictfia V 
^h hiM'imn nefi^^a; soreila mi» ¥ ip%^ 
p'iA^^ t(igata i vm gormttir Vkerqp^r ne^ 
igligeftte V e mmuKuario , sempre mnto'da 
teciecanti tifrgente) noa mai regokto' dii 
ttvveduta Icfntatia provvidenza $ ordini da 
Mpettarai tardi e da lomanio^ d».una Qon^ 
te- scorieertatar' ; conto^ dt tonAma-oon mai 
fd^ €011^ ahra 9 cbe col ft tt^ ^cfdcr: < riton* 
tiato alhl Cbrte*; una ' cacena* dr-^alamitJirt 
^egueh ti 'qgesia orribiloL situaziofte. ; h 
]fi& ttoMtf^anticrbe ftiniglirspo|liaie; ersbam 
^ile per i^oapettl di aflfezi^fte ai loro^ aofi* 
chi MttHali Sovraiii i la JNle/e l6 memo^ 
t!s verso' ^ es9t taceiata W p<^i pfi 
feitonkri ailfibuiM: a cH>irbie{| , d g^tito 
«lbiiil«»M4»^dtS'|oJ^K^ tt Miuralft' mopfim 



sotta U ra^cltli' « crudeki 4e' iOMrMm^, 
il SstniiidS^ia toiitato stabiltr^ col aortcggia 
dt** SUM orrorl nbtk pen ztla dk. rsli^GjO^ ^ 
lKi% per ftau^e^ di peticica^ soiptftG»» ; IT 
estravmia^nct di. quasi tutu* bt moneu f 
i) tosiiiMiiio^a4'^akerii(ioii^ legale del vi^ 
hts Hi qucjln po(}a f cbe «estd^:; deiemti i 
campi) pefpcilue^ carcvtie net; piilb f^ondo di 
tuttb i $u^i ; (^NTzata alia ribeliione^ i^ pii^ 
gajo » il piiL placido* % ik piii? safl^rdate di 
tuttt iv pppoli ; t pef corona di^ tutto^'la* 
acia^O'. dtstm^em ^tk criuleUssiiiia peitt il 

f>G^Obik^ piO^. bi«»io> ^ il piitiivnocetit^, 
ceo. 4! Of ribjJa « e pui^ troppo^ verac^ ij^ 
Iranp ct con^B^iadid!^ di tiuui^ la^noftca ki^\^t^ 
ta , e. dorlefttd* i»iori2^a<^dK»in#i#F dat;,! Si6fa^. 
^ ter]i|i«HtfO!> ailrr9i34.^(^l:49r^ itost^ Umm-f^ 
latiK Citiadjtio «. cpe noa* aaaMk. lacemrtf tt^ 
cvoret ||er. kiteroa pietic vaifsa una^ Patrni ^. 

fita8iemeL.tmKwaia ?^ 

^'Ti^uk^. veto t eha aUteHi lioMcek^ 
4 of^toab i^manm- 1^ aiietto.^ urtrteh^ueUi.^ 

Salt t. char "tofferae diigraait « i(iia«AaN ^mr- 
ist% eke k> Maturati Ibrse eMKmn4# flv-^ 
fliatii|iieResde*'morbt'« ^r9iMttciM»iad tipi». 
tatni^ dokei fidiieia di pai^Hft^rgMrJipM ^ 
^ iiiOf Aair alia piiatinaijBofMf%i»ic#rffril^ii. 
ipaUtHMii^ovii.asaai^ p|(!k[>.^a^ pNea^^miip 
aa.le^nazibairt il patrioiMO- tiBto ^ in* 4mk%^ 



«M«iiil0h iK^iutt0t it dw)9i tenor MXtk tor*^ 
te ? Ricufteratl i suol So^vianl beQ<ifici » e 

fiM^ cqt^i Qtoamanai i te$9kr legg^ di sut^ 

dM' Simiufi&ii^*;; ei^pulsa. t ipacrisia^ ;; risto^ 
aiH^ ik 90fniMrjCi4^ Jh 4>nda.(^ omv^ciiti > 
mHt^ »i ll€$a<feaa|e i,. i;lfatfr. 1^: piibbHcKe 
VHt viaperii^ g)oi;i0«a0Mnip i cefebri poni^. 
miilo mnunwirc; U t):<isp»rit9r » la^ calma ». 
C^ulaaa^r talkijpia^ S):». Abbiasiil cmk- 

B^TtUffcn^^ m ab't ;^ nan? ccdiaoM^ 

liMU^IfiCi^j..^ rftfii kccearA^nuBnte negleu^», 
jtd M«if^c« fi^ 4» rictoro ^ %t Hi fertuiub 
tt08tro> volgar idiaietto Napoletanp •X^oftl-^ 

ik mm» ^»£»ttt PHgfmt f^ chfr pruMg^ 

>MltMfliagg^QPi CbdiCL 4\Ib|U V 4cHmatQ ^ayi 
4MeP; r^flnio^ 4e' BpoiiedckiBii^ vivaci !«- 
.pgiM f >9iu)»blic ^eft%ni|ni^ cwW M lingua ^ 

j^fMU"^ Ap^a « cbft la> ftoikificvo^ e T a|<^ 
|N«POMistrr^sf»r% u^umm fnali pilmftf 
%.«#•; i|^<ii#n«^ A It f ilk <)fiv«;Htte deUi. 



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le ^ue tame Httimre i una'lneitkigutl^ild 

ailegria , e qttati me more d' esser dkcesa 

ihgK Osei n \o ha destifiato e conaecrata 

imtto alia lepidezza y t lahrolta' aUa ecwr- 

^e oscenit^: e tanto si s6na incarnate le 

id^e coUe voci; ehe i^re ortn^iche par-^ 

far ;Napoleti|iie' , e buiFoneggiafv sta ttttH 

Sie^sa cosa • AHe menti filosoficlle i^'laa^ 

ntfesto^ cbe sV fiuta confnession^ cT i^i 

pon e irglia delia Raium y »a d^ sola 

tbitudine ; e quando anclie non fesse 4bo^ 

^,i e fdss^r de! sixmo d<rl diat^ta Na|iio^ 

%tanb qvurTche ooctilc^ difettov che ^Ae^iot* 

'gii^st^e U djj^nM ft'^tis grttvkl , ijy^l ' t6%^ 

gfo d^tto di OratM rtiinHem' JRiHte vtnn^ 

fUid ¥ttdt basterebbiB a'cdnvince^ , efreiin* 

che in un dialects scherzeso si possatf pro^ 

nunziare le pit sertet e le piift ia^pofutili 

•verki. ^ ^- ' • .• 

' .<Koi non disperlamd adunq^ aii^ofe;% 

se'l^amor delta Patria non ^f atctMaS % 

ci craspoTta ^ andnm dicenda tira fM v eht 

sa che un giorno it nostra dialetto tml 

abbi^ ad inaharsi alia piA Inaspettata top* 

tuna ; dtfendersi m esso* ie cause : pronm^ 

ciarvisi i decreti: promulgarvisi It leggi ; 

sertversi dr anhaK ; e fitrsr in fine ttitte 

^ipeilo ^ cm al patriatka aeto^ ikf Vetsefia^ 

ni sul loro nience pi& ariiil>nWser dialaefr 

< riuscito di Are* Mamo hon ebt^nl ire^ 

Ana inmile oftiii it eMIiMiirfiii ia*Wl 



a dtre un nfgio Mft nmm% pnitwtti* 
ca, nn l^eve raccofi^ delta onftna ^ • 
Taria formna del noitro dialetto 9 a 4t* 
migltori scrhtori « che prineipalmante m 
poesta rhan iiianeg|ialo , • nil tevfe ¥«p» 
eabolarto di queRe noitie ¥Oct\f 'Che fik 
si discostano dal coaMiiie Iialiaiio « a daUi 
quail 1' intell%enza rktce oscura non 
agli stranjertt ma talvoka a|^ stassi 
atri condtts^difti . Abbiamo speuo accom^ 
pagnata la spiegiainone di ciatcnna vooi 
e soscenufala coif autdrki , e eolia cica^ 
ftidhe di qualche paase degli acrittori > cfaa 
possoii rigQardarsi per Ctassict del nMtio 
^Jatett^ i n%^ qaali la voce s' incomsava t 
e nelb l»cejf a di fuaiti pass! abbiamo mar 
ra quetla laiaag^ aTT«fte»za e aritcriot 
the da B(» ai ^ pomta t sibnandoei di pr»« 
acegliere i^ p^ spiritosi , (^tbsi » alksivi 
dttti , cbsicchi^* veniaie ad aTersi anche pat 
'questa via ui^ saggia' delie belloxe de* no^ 
ficrt seiittori , pochisdmo fiaora dal resia 
dille Mtioai coae«ci«ul.- 
' Util eoaa ia fiiio ci i pana Raggtuii9»> 
la a ciasciiaat voce , o - firaae « o modo pre* 
yarbiale » cba rapp<vtiaiRa i.qyalcfaa riceiH 
aa ettmdopca aoll* ontgifl^.. di esse : wi 
ahe &ra abbiamo oaaio^ qii«lla «od^a2t9« 
ae e riteauteaza 9 cba aagti iodngamasiii 
attmoIo|ici f^caiae trasparire il inibH aaiv» 
ao, e €1. lifaewsia daM» yi«<9a.4Ji Ti»im»- 



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iiim» , chtt h viafg^ jMte 4li)te v^ci cU 
wigiu tMMi IudUn%, lit (^rnVTiClp «' iiter 
#Mttmft^ iidir iiDstw 4i|lMI^ hImkv h ih>| 

«iM kw pochft ct^ M rfttin^ da' FraoMli^f 

foi daL Grc€0 C inalgrji49 ln^cootrarUepir 

fuo«e)\ giacchi^ I B^anK^eJ pgfoli $eir 
ntntrioBall Ae ci^atCQ qiMWi Umi^am^^ 

ii lac^uaggio V dft qimto^ soli Uts^^ abMf' 
rsno traue ]e-^timok>gir 9 ckr cV sp|i\pv^ 
-iittire, e sulk tqcart» tbbiai^ B^ftmo j/jt 
ftUtmia. Cb& a& mai Ibaat. vcafy t cciMe 1^ 
^irianc asaicuraia^ cfer apn a#l9 daU* VVMr 
'CO Oscav Etm^ai 8ani|tiic(» , iMajM ^^ 

ma anclie dall! Sti6ptcA.t dftl lifeUbai&<K j. 
-dal Tibeuno , d»IPelwi>\ da) Ciiieaa » # 
'didr<^appaMa«rMdttrtioiiiraisUciift iwai^ 

chiarissimamenter davivioa; t MHim^mf^^r 

^ ^j m 9a$HMmht^ atciM diin— wiMubni m 

iMiismM «- e fiMai MtidiiiMdane *;. wok 

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tfttit , >n«r aftti^y'am itji/dtm . JKi«>> 
ilW ttdirttti MiUi Ik lOiiaiU i i H il ^ 4»<I<tbi^ 
mam«nt« 1« f doi* ^mm #^ ttmA 4af|f»': 

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dut jA f^tbbUco uAit til (|yi|b ^ouzta 
dii skoo gli ^utofi dji quMto Jibro , Era- 
Tamo non pii^ cl^ ^iiiiW^A Pf^^^^^ » ^^ ^ 
mortei che fura sempi^e i miglidri, aveii-« 
^pcete^non^^'fiaa Han|»o, ^apito uno « 
alamo, ridoui: a .quaura^ cog j^ofa apj^area- 
za di accfesGi9e;i%>. di numerb d' altri t 
che si uai9€iui0 a noi • Won per pubblica 
amorkik^t .ma 4i nosua sponvtoea. yolonti 
aasoctatki in ainichevole aodo abHaiRo as-^ 
suaio tl jiome di A^cademia'iLmici della, 
Pacfia pei^ ^u^irfuxtichissimodritco'tchere-* 
gna tra: j^ Italiani di potersi denominare 
AcademJKi ^ W^Jt^P. Kf^^^^ ^ s^udj t 
o 4' arte libfrali»:i iww fo^rpi ^ c\a 

ViQta in pmsleire .* ^ : , 

.1.44i$curUi9^>iib^vci ^am 4i9Mwiftat| ^a, 
tWMHre , 1)00.:^ iin;.^^iB»QLidi loodesiia $ n^ 
ttoi vorremraa: ifar ^ p^mpa d' ima vir*-. 
td.t ohe confina colla fep^ta ioerua* Narv 
9ce 6q1o 6 4a timi^iji. , i^ da ^ ^;ieces«arii^ 
eeoiomb . Prinyieraiiienie ^qn .^pfndo^ 
^wler aci^Umwta iaf> W I^bbli^ V. iort 

iOYl%9«krta«o,a <iiie«K..996tra| i^ttaprjva.r 
e.temiii^ui r^More « e mcmifi^oi^ in 
»eee di apphuatQ ;»jMft. abiyamo aymQco^ 
raggto di nominarci t finche P e^ito felice 
Mil M fe ifpW^.}iM)pftif ffV^a jl^,at»ca 

immmk .9hm^ , ci»f rtgi^ «» 419) h^ yj^ 

#uH kr 



ler tiitti aver in done i Vhti dagli autori : 
abuto crescmto. a segno , che quello scrit-, 
tore « che commecte V imprudenza di no- 
minarsi f pii6 ben esser certo « che donan- 
do perde un libro , niegandolo perde un 
4iinico. Or siccome la nostra society noti 
ha altro fondo a continuar I' edizioni de* 
pi& gustosi apstri scrictori diveouti rari t 
€ di motel inedidf che ct siam prefissi di 
piibblicare 9 se non che la speranza d* una 
coptosa vendita 9 era necessario tenerci 
nell - oscuritik per poter negare a tutci d' es-« 
ser gli aatori , e cosl salvare gli esempla-* 
ri 1 e gli amici • Okreacchk dalla sola co<- 
piosa 9 o scarsa vendita si pu6 ritrarre 1* 
imparziale e sincero gtudizio del PubblU 
CO, e non pijk dalle iodi 9 da* cotnpltmenti , 
o dalle importune richieste di chi lo hra- 
nii donate . £d h cosa sicura » che quel la 
edizione di libro , che siasi tutta venduta^ 
avrebbe potuto egualmente bene esser tut- 
ta donala 9 come per contrario non h mat 
sicuro 9 cte quella, che si h tutta donata t 
si sard)be trovata tutta a ven^dere $ ed a 
smalttre* 



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R I F L E S S I O N I 

. . ' • • • . 

$TICH£' OSL QiALfiTTO NAPOi,fi^ :> 

' ' NO , ''ifc -«utLA Grammatica 

. DI ESSO. / 

_ DtUdt PronuHzia . * 

NOii c fembrata. a molti ftrana opinibnc! fl 
credere, che fiavi nella ciiverfa organizzi-* ~ 
jKione de' corpi deile raize tunane' ( che icerta* 
mente dipenoe al&I dal fuoio , e dal climaj^xj;^ 
abatano ) qualche intrinfeca , c natural zotit^^^-^ 
fione tol linguaggio , che parlano . Quindi han- 
no xfnma^inato^ che i- nervt , e i mufcoli de((e 
.naziotu abitanti i dimi 0gidi , ' trovaridofj pi]Di 
Ufi , e, intirizxiti dal freJdo , j^roduceflero ftioAi 
afpri ,* e di^amionici , e iiblli quafi non dlverfi 
da qijeUi, che ciafcuno fa , aliorchi trema pec 
ibverchio freddo . Obe per cqntrarlo i ]K>pol! 
delle nazioni adtifU dal Ibverchio caldo incB- 
cafTero ai fupni gutturaii , e mat ^Q^/e^ y ^ fi- 
mill all' anfaute » ^c grave anefito di chi laffo 
datia npja , ^ cJjU cfildo , ccrchi rinfrefcsir V in* 
terna arhrra • ' ' .^ . 

jCbecc.h^ ficfi di quefte ingegti#fe tcorilr , che 
non Tola, van noeccan4o P origins* del foono de* 



2 D I A L E T T O 

dt%iitii ) fna,.$' iooltrano a voter ;itcov^ qotlle 

ie credenze reiigiore negli efTetti delia diverfa 

latitndine , e neila varietal de' terreni , e conver* 

totio la MoraU in Geo^fia ,( tearie oggi at* 

triboite al Pitfidente di Montefquteu da coioro , 

che ^tioii 1« hanno ;fapute fcorgere nclle opere 

iA iSegretario ,l^iotetinno » che pare efl^rne itato 

il ^ili£*'^tnagit3tere ) % cerra eoft > rigiiardo 

al uninacgio ci^ ptii gran parte de' jMnpoIi 

,cmri Sntanti il Regno di Napoli , d' efleru in 

em confervata feni]pre la fleda catatteriHieiL da 

«qtte1la piu'rimota zmichiti ^ di cui G ha 4Sti- 

zia fino ad oja • Il diaiettQ Greco , che quefii 

popoli generalniente parlarono , fa il Donco , 

^dial^to ^ cbe fi diAitigue dal? Attico ,, « dal ]•- 

niccper Je ifocali j)ih aperte , Je .voci pronun- 

zlate con maggioT^^rpreflionc , le eonfonanri btc- 

•lute cgn.'maggiorimpuKione. E quefte fono le 

caratteriftiche appunto del jicsftro dialetto , ri- 

fpetto alia lingua generate Italiana .; coficdi^ il 

.Napoletarto potrebbe ben cfirfi il Dorico della 

.feyella Italiana . Lo paria il noflro volgo fenzi 

;gth;^uraii afTattOt e feika dlittoiighi , ai' quali 

,an'4i 4 (cosl avverft) , e rilutrante 1* orgairo , che 

votcndo aOpi^ndere a proimnziatgli ndl France- 

•^,,> Heir Inglefe ^ vi 4!:enta molttflimo , e 

; peri6j;^1:U iion vi grange iifai , a differenza dc' 

jf . Lombardi , Getjovefi J Piemonrefi , die nel loro 

,£aIettQ., bench^ d'-oHglne italiana, hanno mt- 

ti i dittonghi de' Francefi . I Napoletani danno 

il xnasglor fuono, ed il pili pleno , ch6- pofTo- 

.oq, alle^ocali del m^zxo delle. parole*; fpHe- 

.nenadle benclil fenza^gorga .'* Delte vocaK itii- 

/iali ri^kUdbnO mbhe*daile-V6ti, t dkk In gra- 






n. 



i 



% 



N A PrO L.E X A N O; | 

iia- dl quelle altre /^be fof&guono , e che con 
f^rz^ pronuiizlano . Talvolta elidono le iillabe 
intiere » e coDYertpno tptta- la G\hb9, in un fi^m- 
plice rinforzo ^etla confonante. fufleguence i f 

EiHniente allora 1' elifion^ <klla voca1« fi & 
mire p«r la magg>ior ibr^a , con, cui fl pro- 
nui^zia pol la ,«^name ^ cbe .percie jpare xact- 
j^pppiata* 

Geh^ralmtnte la finale e delle voci Q. elide ^ 

o 4 lafcia fenfire appena , come lanno i Pran- 

cefi •; Sfccb]^ tuttil h ibrza^ ^ riAf iqge at -mes- 

Slo db^b parola .. In ^(Ta non ripugna tl Sii^ 

letta, anzi inclina a rlnfefzar le coqfonanti ^ 

piincipalmente le liquide, rdddoppiandole . Co« 

SI per efempio dicono ^mmorf in iuogo d^ amo* 

le , ftztemnif ,j^^r infiet^e ^ arrobkate pero-u- 

bare , arroico per <eroic6 , niftriwa per nutrice, 

MeqftientT elequie , rnus^o pjer jnufo yfemme' 

^na ,per .^n^la^.^ iotmio per uonu) , ct^nme f^t 

come &c^ • : . 

Quefto^ufto a rinforzar le cop&nantl llqulde 
Bel n^ezzb 4elif parole fi Qende ai^cbe talvolra, 
allorchi fono iniziaFi • Coil per efempio prbnuo- 
ziandofi^ Nafple ii dsl un poco piu di ^rza all* 
N Iniziale.a iegno ^ cbe niohl fcchtoti noftri 
turn Han dubitato fcriverla con due n^fJHafoie: 
naa'quefla maggiar forza pei^prei^unziare h pd^ 
CO Xenfibil^^ ie non guando.fprecfde sUtn pa« 
t^h, , che finifca con yocale. plena ; e iiqn »e- 
ritava palTar nell' ortografia • AdaL pili chiaro 
fi ia'feHtire qnedo Cuono diiioppia confonante, 
allorcbV la paroia fi ti<ov4 precedut^ -da alt^ 
. locale 9 come allorcbi fi.-dice >? N^pole , che 
pionunzidfi a Jinfpohx ]|ia,j^.doVefle. fcrivierfi 

" A i ' "cosl, 



T * 



4 ^ D I A L E T T O 

cos^, ne ^ra^ipD^r^mo <m p«rf(remo4eliaiioftra 

brtojgrafia . 

Per efTetto <j,elb fteflfa tncliijazion^ filP efpan- 
Tiot)fi deile vocali , aiforchb , s' incontf^nb nell^ 
Ttatiapo le ^ vocaK if # , ts^ pe , m^ , 1 Na- 
jioletani ri^ e'fpDdono il faono , ed eVitano la 
^uafi cacofoma (delta quale fono immiciflimi ^ 
coir interpofizioiie ^elia ieniivQcaie /* |unga. Co- 
$VdicoD6 . * 'h' 

iSdajesti per Mae(Hl« ' Crijato pel: Creato . 

fajese Pacfe . Voje Bue . 

'Majestra Maeftra . Tbje Tne . 

Vejatfi &ate,. j'o/e Sue,&e* 

Se1)bene fia v.ero., che inclinano i Napoletaiti 
ft rinforzar il ftiono deite confonitnti , che in. 
contrano In mezto die pafole , e delle liqtfide , 
che fan prlnclpio aHe voci,')i moflto piii irero, 
cne abborrono mortalmcnte V incontro , e JI 
fuono di confonanti afpre tra kro . Cos) la / , 
che fia fufleguita o dalla d^ o dalla r , o daU 
la 2 ) fi eonverte fempre in qualche altra ietta- 
la, o fi elide in tntto • Spefliffimo fi cambia 
ill ^ I come mfiuz0 per milza , auzare per al- 
^re, camzare per cinzare, j^if^^c^r^ pet ^4^1> 
zare , caudp pir caldo > eMudsra per caldaja , 
autQ per a9r6 , ^muto per falto , sciouio per 
fciolto. Talvotta fi eKde com^ at a vo^^periil- 
tra volta &c. ' 

Ancbe dallo AefTo genio del Dialetto deriva 
1* aggtuoMpne delfo vpcale finale # , cbe re* 
fla poi ^i(I oniUi a certe voci , che in Ita* 
ili^no tenatnano im i • Cosl dicefi maje per 

* , mai, 



I 



^i %g*^^ pti^ §^^ 3 ^f^ifi per. ftai , maj9 fH' ' 
vai &c. 

r£ DOR foki alloncU^ fi. traita di raddolcka 
iin incontro di due vocaltv md| ^nche in i»oI«< 
^(5rn» yoci Itaiiaoe » oalle quadi s' infioatra 1' 
0. foia ^ quefla. da^ Napo^tani fi eijpaQ4<»>poU' s^ ' x 
giunzione deU'altca voc^e.i\,.cIie Ja preceda,er 
jOi allao^i » e mfbm ii fuono •- Cosl dice& 
frwto per prefta^ Jtar;»/>«^p^' per torment )^«^ 
^fJ^/^iP^ cappeJIo , ag/iientap^ iiqguenra^,. 
viento per vento, /^^rJ!?. per ^perdi >^ cauielU: 
per caftello &c. 

Abbiame abbaAat»a>detto ^)ar forza.,^ coil 
cai ^ pronuQzianfl le <;onronaptt . raddopi^ando* 
fe » 6^ delP efpanfione-, coi;,<:;#..jyO^»CQIi& 1% 

A^vertifeqiO' perb. ^ cbe^ <ic^#ine? nel proni^. 
ztar P'tf-aperto ( da' Greet detto O giUnde ) i 
MMoietari ne mforxano P afpat^ne* piii chi^ 
ilVcani, co$) per coAtrariaoet prooMOztar 1' 
tr chiufo ( da' iSreci dettOf Ot ptcc<Mo ) n«- rfcij 
flriagpnO;U ffioiio a fegn^, die alle- jQeQ.; deSs 
care orecchie pare iib <» • Non giungt prb po^r 
« d:\,ymx^ • $e^ vi fi %?eae: jgiaif|^e.j il 4tai#t* 
t<v nojlfo fi' cQiivertiirelibe- in; Sic4iana*) a ii^ 
Calabce^-^'giacc]^ appunio vt^>f^i^- yner^If- 
converfionc dqgli (p^in ^ fi^ piib nietCBff T ef* 
ftazial« camterifiica., « U' qiftintiy^ . dr quefti 
due IXaletfl^. Percib.qiiel GU^zetrieify c)ie b^^ 
ciedufo ^r^be ^ : Napoletano . fi dov^df ra fari v«x 

i^^^i^^^^i^k CjffiM€%n7^ ,y*fnHgll9f0'i,,fA\ air 

ne, fi f in^^nnato aflai, cd ha £0^0 i^iefiratai 
il pend)i^/ f P t&pto ,, cbe avea da ^apo}eia|ir. 

-I .'•■' ' ^'. • A-. 3.. ; •... . no; 



tif^ chttffii'i\i a /irW, ancte nette ^IMt!iek''y 

Calayrese: •. ^ . , . ' \ 

Ora. paflefetiid k jiredeifnfe pafti€olir6 4el- 

UA tiel noflri. ^letto^ fi aggludg^ TpeR pei^ 
fi)f)trab]:>6i^anza f fe.,^ iniiRjife afle pat^ie^ cfae" 
flellde luigua comuriie non P hannii w Simile tit 
Ah all^-Alephdegfi Ebrei , ail'^^EHphAsgH Ara- 
bt , alio Sj^rito. forte o. knt^ de* Gred y e Ifbrfe 
dal genio dl taliina di qdefte Hngue b 'a^ \Doi 
l^alfeta • • Cosl pet efempb: £ dtee; 

JgiSasta per bafl*». AHdma d6tto.- 
Ah^allo- * *baUo . ^ Afptacatr placatV ♦> ^ 
4tblnusei9rt. briicidw.. Arnnn&e 'rendete-. 
Accossl cosl. jlir/ oj//Vre fcipgli^dre*. ', 

Mdlei gtaR'viKJr^ ed' iiir attH^^ mcftft(itit^- iSi^ 
11 pilb. oAerv^rfi , cfte noti 4bTo> pet' ftfptAbb6n« 
^^zaftaggidnge 1'^*^^. ma fi rtttfopza' In ffil^ 
figiiente. t^Qofoiuater^ tt^^afpra , d Uqrfdd » dte 

> AVveitafi:Mr»,:cilt^^'mb^flMr0^^ 
tA IX>alt^ pialetto >/ c&mt. del cditiarie^It«H(ttf6' 




d' altro ipamtm non Y , cfae ^ elrfian^' def f^ 
|l!Mofnitnie #V de^^latfniS t^ 1^ letter gP'h!^«^ 
hi&v fitlCiikapm #>mblt^V6ct^ : efSKot^V eb^ 

in i9tT[» uHH. foik psl^da^con^ (MAht^ , k eur ^^ 
ftt infieme > ma aiicbe'ailorchi; refta. parola di* 



jfiiitfLfi Gtik^Boi ^dkiamo m^jf m,.wftjii^ i^fm\ 
cia in faecia : aazi pofliam dire , ch^- .goneraL 
i^Mnttt in opit parola , c^t • cop^kicia 4ff /n» u 
tUde P #.t e ft pronunzia £qIdi la »i rjHit «^^v 
•ft-ptft tnoenfif ,. ngiutU per kigiiMiia v* Ahbiagio 
a|btiMi0,«' -gU ftraiii$» piMKi^ piati^i .<W(^ 9oftriP 
^iakno l^v^vem^^ v allqrcii^vincopti^Q «^ 
^rtncipi^ cl' {ma p^rolar j';?^ a cat fuijixegu^ atv 
trft o0iifoQaDt»> di'fifppfrvt eli^i lai« ,. ^y-e !# 
fuq^ifcano, e Aibuo>(^{iar.v<K:» , ciie.avea.iqt 
ro una fifionomia bari3ara4e'fl<a9a ,* la jicooor 
Iperanno per gesoiea,, e ^piua haiiaiia. . Co^ 
si vedemfo' «^i^##e ,: ««««M*e ^ , e riippilen4ovi 
l^r ^ fiQeB0A:efat)iUi^ cCer . le {itisolr. inf}ii8b i iiv 



Nioft .fok> delta prapefiziofie in fi elide la.5^ 
cd».y » fi d^f foi^M. maggittiv alia confonsinie n * 
pfomvntandola come dopf^ia, raa fi rinformaik* 
che qiielll altra cpnftinante ^ cfce^ foffiegue^ . la- 9 
fi> CDnverte i|iiaii femprr in is. C09I qoanliuiqiie 
i NapoLetanf pfani»zian<i?le vioci /^fi) x^W 
u^ conic i Tcifeai^V IMir& aU(»;cbV debb^no dir^ 
in famtii , in (alme , prommztano nn^fivra^ , pi^^it* 
/iM , e-co^ ««iMfgNM pe«i w&im^^nml^^^^ pec 
infeltto ftc.' 

Alt fi» wMwiie 4i fiffOiui«zto fiigM , fe la^ 
|mpQfi»one/«pirceiIe paroJe , <^e coqiiacii^ 
da V cooliMiante 9 o da ^ . i> da m • All^ea 1^ 
afpro incentro del nb:^ del »iif.i o^ del ;7V X 
eonverte in at» doppio mm . Cevslrdtorfi iw»f^ 
Jirer^ per inve4l>re > wMunr^ine^r' per toibar^d 1 
amfiffve pec iovano V o in mano:, mme^iht^ pm 
iiivedoirata , miitMitmf^ pec imbaitere^y mms$sf4f 
M per imbilfinata » mme9c6tuit^ per- jnabiifedm* 






t WfALETTO • 

m^i ieimikenit^ {MT benvetiMc^, mmiti$$$ fori 

Flnahnente noil Riaticatt ptT^te MHe quseirP 
IV \ pu t iWhf i tf t lia faeao , ed una fpesit ii fpi. 
^tp fevrabboH^EMe , « prodmto dali« fi»lft fpck 
za^'e fiato (Mto prdtnutma r il ehe fiemi fol'>« 
tamo in aknfii parole^ che cdtmRcino «a B^yQ 
4a ^^ o 4a % . Oos) dkefi # ;i»M , e faece ^ 
utor^M, doccM.' Ed > tanco natttfak, e qiofi 
d^H^toto qoed^eniait , e nicdo^ dl pronvin^iare y 
iriie i f>i^ teneri noibd. bambltii, altordi^ cemm^ 
ci'aflo a legger P Abiccl, non lo polbtio d^aieca 
jnaniera {iroiianzta^ fe mm dkenda , A^ ^mie ^ 
#r, We, nge-^umta' ',' E' Mi aUriam^ ▼edotto 
taivolta maeftri accaniti a sfegar con atreetittl 
l^ture la h>ro 'fiedahtefca emdeit^ 'sh qnalfe^ te- 
siefe t& infelki' vittftne deHa- pregiodicat* eteoE^ 
«2otie, e ^(er eorreggOFo qiiefta piXMiQiizia fini> 
aa poterlie' venir.a capo ;^ quafitch^ fcfle un dJk« 
meriro ad un nato in Napoti il non Taper piiO'» 
iran^iar Fioitmtnamente , 6< non 4bft qoAo 
tuipegno tamo jidtcolo eel aiTottlo , qaatm> ^fis 
im Fioratitino s* afffiggefla , ch« i ioKM-m- 
gazzi wxt facciam^ femiff bf«e kV^tosato ;Napo<»^ 
letano • - *- -.»••'. 

" Delia tetfeeia T pub iHrfi' ad on di preflbcfoc- 
eh> ddPiv, e delP M- abbiam deito^d^ fofjra.S? 
IncoQCia tanio fpeffo queffci iettei^ utt^he^inkialr 
lelle parole iioftFe, die quafl un ^fto dl taiee 
fo TTOci'-noftre tw conrinciano^* In meitiiftiNo 
pattAe^alrrd non t^, *fe son la« pirepafi^iiCKie'. nr 
itftatioi, dalia ^e fi^ eiifa^^ia voeales 6«. 
A sp^item per effaaive. Alne^uvkt* % per asotm 
^ftttHQ'^delP/, ciocchl^ avviene In -quafi ttitte 
ki' filiabe Fis Ti% FMt deil' Italxano : coslf di^ 
* " • - cefi. 



0gdi'^seUf0 pier fiato , stUte'ipK fiote , schc^a^t 
per fioeoacr)«fc»»im9»xptr fame-. Talvola poi 
e letteta fovnd>boixiaRte , e cacciatavt d^ 
film deHa {Mnwizui , coxiie sc^htput per com- 
-pkue t sfHnisiar^^ per ftenHicare^ > ij^^^^ p« 

MIt flnttRzion^defth altre* ltttere>diremo^pii- 

^jflbierMBBiate y ehe U ^^, t 'la v confooeuiee lono 

oiiaftfiinipte fcambiatt oon liberti 1' wia coU'' 

mmf fem^ altoiiregoia ^ cJie im cerfet difocto ' 

ideil^ OMccbio; ^ieoM^godr-drila' piii aTpca > 

Ml dclb p^i iiqni^ • Pac» ^^ <^ift q«e(l0 j|eiup 

A^mmax ^ !<; confooante in-^, o> U ^- fa.v 

.tMga a> noi dal Girco modemo pinftefio 9 cfar 

lion daila*&pagno9t». Ne farebbero iniiniti gU 

«feapi?. oittb-ci-aflemnio dal tcdtanie i lecto* 

ri ; »a per kegola geaenlawdifeiBO.,^clie egoal. 

Anin» «ae exoapQiiti dl diideHie & prppuiv 

'usLihi^^^ la t»'coaiaiiaiite;*iQa U fapn. qn^Or 

do ci6» albia^ a farir^ qb' ef&tto di pratica , e 

'di delicato gufto aelt^organo- dell' otecchia|.che - 

inal pub (bfjgettarfi a^iegoia venma> Nel ver* 

ho nf^liU'^ perefempiO) pnb dbd /> tog/io ^ 

t»iuof9 i cifJU bwe ^iegoaknente che; /V^ v^ 

gihytur^nfit^^hilioifohi Ida fi deve 4ifie 

itt^wfglioi, m- 4 p«& dt0e «Q. iogUo-, ^ di;^ /f ' 

iogiioi^9*yf»vkii diee iU^ ^<i>f//o »;j)en;li^ alle 

nofili' inttqehte .'faiebbe tDgnttiffiino mono i> ' io* 

iglio^ Mffdwre , Jm i9giJa>>vMii ,*.e noa %^. riiicr^^ 

fcevole^fuoilia^il'dir l^t-Mgii^ f^»e ^.lo^ itgUa 

ve^e . Qttefio bafti pet comprendero^ V impolH- 

-iMlitlk.di-dar rcfoleiivana cofii> ch?^ttitto e& 

fetto di feB&zione dtlicati^nina neU' udito., > f ' 

xU I iiia^ credutQ poternri fiflare ima regola , h^ detr 

fia. una ibitepiagmc dopo i)q -gmnde apf^ne^h^a ; 

A $. & 



I 

I 



t# D X 4 & B T T O ,^ 

^ fnCmziovM fondau ftilU ^lalk^. iwyniti .di 
Lamro. del: Mefcato?^ cbe. fi ]^ VioxMokgli AtT* 

ir P\ qiiaiMla fufHe^no due voeaU;, fi om^ 
^' Napirietani in ci ^ coimi ciiftt per piit, iPi6^#» 
liTf^^ per ptove , chiano> per piano ,, ^iferVt^pfefpf per 
piangere. &ۥ jGiiJ ^. ttoto*^ comuae.cr^miltefini- 
'^a^detnoftro ^ate«tb> cte ipeflb^avvi^Oft, che 
taIttn»)^''ho&riitifneffando U- Torcafvr\^ ^: vo* 
l^do por. farfi prtgio di parlarl« ( cbe- modi 
Iiini}o« qnet^. ftnttnk, qoaliccli^ in&To&ii«3Mi« 
ci.folfe.'-volga y iQcappano per^^ tfl^gptoaH' a 4m 

ehe a pfdfetk iMaVe, cbtado, cbiavka, j^iiuui^ 
oemmeue 1m.ne&ndo>Nap•Iecantflflna•.' 
Avvtrttfcnl(^> per ultimo'^. rifjgeak>i alle fnttt)»- 
viwaLdk^. iettete lecondA il %^ii. AtV dialetto ^. 
^h'le fod^; ttiierefceire ^gluorecchci hkpoktam aoii 
nteno la (4^\mrchia - afpieatda.* deile^: Got^feannti « 
die^ta f^yerchm dolceeta lorn. .. GoelTi ficconSe 
Teddnfi fpeffb^ mutate- le 'due n in « per raddoK 
citic , come drct- per- dette ,, /ff^e per jette, cost 
del pari le dotci^me due // ,; o /f fijtra&auca- 
aa- in x /. vo^rper voHe , jr?««f -penfcrifc:, re^- 
%e'-per colfe &e. Egtffhneme laificonverre-nei- 
Jl; |ii!f' aipsa^ r « colkie C9mctuier$ per xonqUidere, 
gUtfo pet ^Uay ^wuu^-a "pef- fionMta , j^mir 
per^felVe^ ^fdatd perribUiato^.^La:«:'j^i&fIimo 
it; fofHtutTce^nn* Jr per la ^fsH^ {kincifm «« come 
pfZofiA' per peifiiaa , -«««7n)9M- per: iiifoimiuL.>, 
j^wsto . per ponb ♦. . 

I%i tntto il detto fiti qur,.che Csibbracl: ba*^ 
Ita^td a- dare, tn abboziBo una idea, del genio del- 
{^'^nttnaa;de(tdiiie¥tov> fi'potti') Q|na|[]ditre 
f m filorcizef , cte ^it fuo«(e;4eya. jisftiA .«&Teth 

^ '^^ ha 



* K A » lb 1 g V A K O. tx 

Miiattti i$f|N«lte**<lfli?fM|iftm ^^ de^filot dialftft 
-'Bolognefe , Lftmbjirdj^ , Senoirere , c M laiigtiide 
ddAc^it^ 4^1 Vftokcttt . I fiiofti lie&dkio pf&ant- 
tobti ^r t^^iifoae di molte Vocali , eke kifei«- 
no eMi ijlegfto fjiiccate )e CDniboanti ^ ntttncHt- 
fOhgd cblnfo, Binmar'fimiiraie ,,ai«n' contord- 
laa^nto di kbbrft* ^ pmRmiziar#tt}itan0, it (>arta- 
ie pieno ) fpffriofo, /criroro. Outiqaede^Napdle- 
tMii ai parVy ch«^ de? lora» antenati, avrebbe ca«. 
tsio Omzto 

Gratis ingeni^m y Grant d$dii #r» rotufHh.' 
Mstsa i'ofui- • • ; » 
Qaena* eat«tterii!fcst > fiatacostfenwHea^Mu' 
tHsqoe h^ ifiiprefe da due fecoU'in c(it^ a^coffV* 
porce in quefto^dtaletto ,, che tuttiN 1* haniio»ccwi<- 
cordefitente avvibrttta , rcelctirstaf coins jir^gto^fuo ; 
pai>ctc(rfafev> II Gortefe'fb definl' nn p^nar^^/^f^ 
t4«^o , *e iinsttipon cbn'^Michlitta mtikfor^ c<mu 

f)ara»dol6 a^qtieHe piame^ ^ Irafta pof»ore , e- 
bcctttentt , che 'rieft»(Kono la^ bocca , e wfinganv^ 
gratamenff: il palata.- 

Pdccii ^- Dio*'grazta ^^ avttnmo- tant^ ium^-i^ 

J^ TMnnadHi^ifZtS'dintO'ass^coitftHtti &cJ 

xsAaxb i\ G«pa(lb. Tutti inflm^iiiavliavd^ ftmi^ 

ca , # conteHata queOa pienezza dt- fiKino - . Ms 

ptti dl qciB^ 3£omtiti\ chir pot^efabiBto/^aedcrri^ 

tion imp^rMaU; , l<9^<i^*DoA^'i^'^i^^ *'^i' ^ 
civdib^le nattsrale inelina^zboe. dti* popolt ^ ch#* 
iKano quefl^ ^letto ^ al' poemu , ^d ftl' catlta^ 
!«• It Naf^letaito^ c il l^ugtMev-fWchi qfues 
fie doe 0321(^1 parkno a nn dfpraifo I»^ iieflit 
dialetto ( a* ^tgipenia' de'' €aW?refi'i eii&'f 
LecOi >'pafe^chev fmrpT^ pbereggi'S o' canti w' 






likiia cIk fie(i ^.cb« pir fo |^«fli .fleffii fit , ;• 
leirfijfifiiji , « rnmyncc^ztaiuir^ parflrfe* %dlb fensa 
feofo, efeiizii'feptr <|irI eke fi dka mabCq ^ 
m^cemKmo 4* iftmtoin tei il potti9»% Lq flei^ 
^ (a^Parrigi^o, fe ii ftiiiiQi«tiaiil lavorv ; lafti^ 
/o il fabbrkcawe^fe bine ua laAriei»« U> fi^<Hil 
y^ttartno. ^ fe il pigro paffo de^CnA' voxAt fcne* 
iWKloJ^'4^* fotmo ^ glmie indka t€«Kpfiimffiitc 
la tnifura • Voga il naviceilajo , e ai'^ntem 
^0niai mmcam, nmita- proimtMS'V-appa nanta • 
Kon vi % feHa di contado « dove npn^cbiamin* 
. ft'improvvifatsirl , e otm^ri • Tuho in fomma 
cantb > e poacb ,.i& mtta »cm p^etf^ta .tm 

Delia - paflione • gtim^e * de^ ttellfft • ift detbr d t% 
'%o(iiionf .ailaMUttiiea che-giovatragionare ? No 
abbuMDo il primatQv l0'abbiaiBO>ca<.p& lecoli ; 
\p abbtamo noofcontrarftato, ii^Jo4)«rdi6reino > (« 
aan^ fe qiialch<t» t«|ro fofiio di^ oUf amontaoa cal- 
colarrice filofofi^i, e ia fmanta^di miglicMrarci mo* 
^andoci , h»a yerr^ .^ tucbaie ia«ii0ftra. ingemea 
Uatit^^^ I' «fpanf]«ina. liberie de^naftii pdnsdni , il 
■oftio m%\iiktoio*sa»alaii»\ Stane^i^ftt^fl* 1^ aa% 

. )Chr} fer a ^ahmoH rtfialfe aiKor- dobkio dtlU 
fiagdjar* , e diflitua atunKiin«> del' <Aat^to. a4 
^ccordarfi alle Bftoduiaziom muficho^ noi ne ap^ 
paiterenm alia teAimonianza: di tantiJUiiflri , 4k 
pEimi comf^itori amor vtv^air , che abbi^oa 
B«pdotii . Tntti ed i Pkciiini'^, ei.Paffiftlliv 
riSacfbiai/^igU' A;nf6ffi , i Gogiltlqii ,, i XatiU 

* #. ' i it 



Nr^Ai?*©: J-. JR« ib N O- f J 

h U¥mns9k, xmm W i u H^t^tkuno piti 
d«U' ItatbHM^ UMb . Mk you t b bt io dtr altnmen. 
te , perchiil le occccbUt- di ^uilitii|iie 'iionio , an* 
phe le pill d«w-, r difaFmoaicha ; gli finehtinb^ 
jhere^ fe- vaMEim iHKarlo • Ptgiifi pet ftrnt' fag- 
gto (raefto v^fo , j^ (c^gfiamd-a cafo « » ^^fo 
pfehV ioeomcafi. ki hm amtiift^ efa» poco 6 fa 

Softitmfcaavig c^ilU fl:<(&*matob2ioiir ^ canto 
jRoltvi dal graii'Paiifielto^ If eorcifpofiJentt I'ta- 
liana : ei Signor } mi me f0ss0> irt Dteidafida 
cbtttnqf»#' 

Se quefto eicmpio come di?erfo/oirercfiiobm- 
W' noti Cv ctcdtilTs badaote a &r il cotifcontb , e 
la-dectfiont , fappof^tfreoip/qweftt verfid'no^iM- 
ufTimo • di}#tio, im^ la mo^K^ daUf tni««iile 
Picdiim • '♦ 

N^n farms, ipfrtfii, 
Siccome ttt«r«« le fftcole foiio d'^rigme rtalt» 
ii», jioita^la feaiplice mtfftztpsrdellMiifleffioiie , 
cbe rkevofi^ dat dtaitccQ'*^ «c<;o die vi ooatro||!>on^ 
wma U pxtoilk: baiiMe iioa. badando a cOttftf^ 
VAS -la rima. . 

^W^ S w$Uar h tmf^a ^ 

.1 ¥^d%*m. tt^u^r gU ammi. *" 



:»4 • 'V^Xih^'^r'^^Ci^ 

Per 4to r che qpitefto^ ItitlhM' cdiifrdtfta^feo ' ai 

Dfr'.sl' fatte coiifidtcazUmb traggafi qndftt g«M- 
rale teoria-, che nuocetf^almeftteall' effttto dril' 
armonta mufica la.* fenterehia^ sifpretzn , e la fp<^'' 
in&^di^hsKeiM.dtl^:pjKAzi ^iptrai^ U Tedeic^, 
•d. U Fi»nt:i(i^akiffafHK«guaKi36n€e^lU'«^ 
ca , qadio peit fGOsflS:) 4i ^hire^za di- cmifonnntt , 
queflo perch^ foverchio fnervato , e dinnd qiuifi> 
fniTofiieo di ffle • * 

Bailkf cib aver idetto ddtP indote , e d^j>fer- 
prietk dei dtah^m Niipiffletano' rifpelto alia pro- 
mamUj^, & alle. alciem:^Hi , die fa< alia i!nfe>iia co- 
mune ; giacch^' noftra ihteozioine non ^ gt% tnfe^ 
gnar. afondo o U gmfnfnMfca' ~&.^ la piOfiHRzia 
del noftro dialtfto agU ilHamett «'Soverchta ge- 
me it fapere umatio liMfo i( pefo delta varietal 
delle lingue dottf- dii^mite iDRredlitie adappren- 
dere : i1^ : le. prodoipttni'^ritte tiet noAro dtatef- 
to #no finDra;taiime 'tail )4 die '^i' fbrzino a 
flttdiarb . Abbkm;feItimio>V)aMK^ dame loro 
unatal quale. i^e»v <Keifo'>Ittv ^oale non' far^ 
forfe tanto^tKflkifle'iieht^si^^tie^l' 'itattand , 
iiidovioar it fenfo 4illr noftfe^T^i V leqitAfiAe- 
to Ja fcorza^d^im^iftrana'pro^fittnda, e dVonfia 
aocfae- pUi ftraM»*0rt0gr«lM^fembvMO* k^ . 
una fpaventevole dlOanza dal tinguaggtd genera* 
le , dond^ . in - fMbm^ pel 4) (ttfcoOano pocfaiiTt* 
mo.^ Pa0atno om 9'dsvfie<qtpaicfie%quzia Gnunr' 
Biatkale,' "-^ .^ ^ i . ♦'** 



/"V 



HiiAf ^ a. S T flO^ o. 



*^v 






Dtiikmi , «» 4b<^. ;^f rAt' * 



C[l^^ n^i^' aoh' abbta» ccCi« imi^ air. 



vnttre v La. lofa decliaaudne) k Gkx6\% atla . 

.XfTjliilro 4i^l«lili mn/^atBmmOi che la itng. 
pktte dsTixmt tiia£^aiiBt ^ die abbiano tie! 
«^gobn ia dtfitHBnaob i^ n^'f a^in5«%» o m>f i 
q[iiall*' mUf Ralnaoif; jnttndoav- IvibCiMiia in i iftl 
pfanale V nt^ i^bpoiMiife^la* pmndlffiiniii ^ -^ 1^ 

!iratatt^4^^,elM^fei&iiein»^^ ladt^ 

P»ifeta &c; II iow pbralr fttspdl^tatiio^ tinifce 
'inca^.Mne: ; t . 



t i 



I -w 



i"» 



Ri^iafd4» agir aidcolt ayv^rriamb r Ni^ 

ttotetarti^^oit liaana *i' amobw /^ ^ *im felt^m) 

ftttfir qiiehftioAadudfi«tett0':Tt>feMi:, cCe mal 

ita t^pttta*i%»eiilifiOv^il^Ca)abrefi^^ « S^ 
portaft^ pa ricmm cw if TOttL gir atert!^ tm f^n* 

vaUbitt'9 ni^ pok&na^tmtemtib-4lttl&(i^tmr^ 
« i>e«g9t«rjt cO(l«olGicetid(»«fdilto'i> Fidrenttm 
ciol oh'ohi y ei Calabrefi colle definen^e-^n >« 



r^r vutgo , qttod ntmnM winorum edit ttfHfiae^ 
io9^Hs * Avv8Ctiirefh» amcht^, '-^kik 3 NapoletanO' 
fpefso elide la / cbll' ardodo , e dice Bfiffre , « 
mankm^ ^ o M^^ji ftgiW^yOOcoftaa d a iciri l ^^-^ 
pHi aVaitic»i«6Mco. 
S«i' prononai ci contenteteuHr anrehi»v^<>i^i 

JM fogimo»c0iciiiffiv prapmnMiogii alftffaMi^ 
. v.a , di^oeiidft « per e(tmpb4 H nsfo nbtiH^ ti tito 
HMvaib, tft NipoittKoa MbMo coftrnkfi tm« 
fn$eBhiiiaMiie:|M»l^eMiog&>^ e dire: /' i«ii9M9 

0^ &av0ih , farebbe una meflrnonti , no^^r- 
uxti • Un Napoletand ^ .die lentifie dir mia m^rtm* 
MM avrebbe tal (Mnra , cfae^ grtdei^ttr fiilmo 
mammd mi a ! 

NtVgeneri s' kieolktra qoaldba v«riedb^4ld To- 
feato* Bf22aii»(^e'idmaisiM«(rf^ Voe^MiiideU 
le frntta • Lo»j^W ^ in. geiieM mafcoliiid dicefi 
la pern frttrta*^ ^aon^inefi £be Palbem ; nd pla- 
lale poi diconfi U pera ; /o m/Vo nel (ingolare, 
lifri plimie Umtta ; U prtmoy h pfuns i\ /« 
crisuommehj le opisomm^a \ h peumoco i h 
•f^om^ Js/st smrve^^ te leff^ ;^*h-mnp9U , Jc 
Iff j-/^«|(i ». Moo k p«rt)^enl>rdi litiguai^^ fe nel 
.difirale it'dafie ai oonHr dt qnefii fnnti ht 4i^ 
Hoenta in m ife«e|b^ fo: .oreno. ufi^tttt * - dltor 
il rnddeeti nom ^. ll^^ anche qoaldie alarQ*. 
Ml quale ai^vletie^ quefW* AMitaitloii dii geaaBC 
pafiTatidQ i^j»hiralet<^oiiie. i».'«iM^o»jK)da% clis 
iiiii ptaraicv^/f i9$dees. Per altro noii'^intii»> 

f^ eU{i««?ill coawwe ItaU^o^^daiiaeftaaiioinaiiav 
igtacchi it brafiski^f ^ tei^bcfieciA , il dkall dl>. 

i|a' '&C.* . »* ;> ; * ;* • . ., >• t .. ■ 



V, 



oeiillfllm^^ A« 1» f«Gtnda^pti^(o»d|k del fiogsbu 
xe^del pnfeote, delP imptiativp , ci del fij§> 
^imttvo , e .d«U'^«tt«iiya , cbe oeli* Italitoft 
ltrgq{«aiio>ii>>9 n«I iiofUo dUIerto pigiiaao b 
ttrminazione in « > iba 4' »a ^ mau .^.e taiii» 
cUnfii'v Q *fUteotui 9 «be oiiafi ^oiufi aiilinguft^ 
ft fi« «a <r.,.o ua.i.X'balianp dice to luiia. ^ 
tn tioi ». qiMUo ^Ma f ed U Napoletsuio dice # e 
sme y iu ame , ehilU ama^» P«riineiite dice in 
smave ftf ama¥i ; M> 4tmfrrius per to ametv* 
S^'f-^Ut^smanafe aer tu amerai^. InfoamuaQO 
vi ^ ki iM((«iip verbo dtl^ dialetto v«(run teocipQ.^ 
a picfo«%» iRh« abbi^ i^i de&n^ma^ in # • Ma me- 
^Ho s' intenderlL con met^erfi per diftefo la coq« 
jugazione d' uir ^ualchc verbo , non men c|w 

Suella degli aufittarj jnnQRfavta alia a^BJugazioiit 
ii tatti gli altri . 



*. * ■ 



(i) Colofo V ciw fanDo co&fiftere nella b&> 
da caricamra tvua la bei^ZKa del iiofiro diale«>i 
t04'aiNiaoo;frQni»zt%f)e, a fisnvere con diat 
Wfffquefiqi «e^bOv9*<iaaGc<:h% i Napoletani met- 
tefsero pib foc^aiis^'loro .amm. ^ofimandQ ^. #• 
jMUi an^ndoi. Ma^aM ci coBlfKeino d' amare il 
no(b-o Dtatetto , e lafcereQiA*^. altri 1' ammsre 
la propria caricatura . 



Wnf. perft f? avevs Mms0o^ <^9.^ 

Itnper;- Anht fm^^awmmmB^ mbmh f 4I^mm* 

" Jbnarrimifm ,r kmamitm^ f; -amal^ 

Ott^t; Jbmasse ^ tmrns^t^^sriMS^ ^ 

AmM^ema^ mmmstn^^ nmoisero*^ 



^ . '•m 



AvMtV* 



PreCi^ 



AvtvMm0f: avtvM€ ,. a^ivevo | iivt^ 
Pert • • Ife i<%>*ri^ i e ^ft^vumsk : ^rnM^^' 

P^. P. /# ajtfeiH^' Mvmiiyf &e, 

' A^tfarrinnHir'y^inHirfite , 07fMrram$m 
' Aggf^^fMrvai^ej $ sggiafw :. n^ 

Ott. 



N i^fxhLr'B.T'A'iro. i#; 

: lid immrtti^yj amm ttty avanim • 

nurtm ^ mf4»$tm'i^ 
PerCr fit i^lpb^ MWM O'rit/ 

Flit* ' jii iHWigfflo^ mmtpjlSii^t ■ 
Inf. A;^', e /wtivJii. o .. * 

Ger*. Aif0n»d> .••, ^•. 

Sttp» ^vi^« Cbr.. 



..T" 



>. . ♦ 



PV^f »<^ y dNM|»9 mr 1/^1 ^V/# ^ ^, €m^ Hi- 

To SMg^ S$0t9- t^Ci^ 

P, P*,^' to tra^Ham^^t^ 

Fut. Sarraggio y^sarra/tf sank* 

S.iat9 y^ m m tK -e: m^igaoo ^ 



<H% 



V0%f 9 smtriMt$w^^ smrriano ^ ^ 
Pert* "^i^J^ sim staio* 
P. P. Cif^Jfg^m , e *0m0f$0^9» 
Fut* S^rraggh mriv^i ^ 

Int- Essere^ «iv-,, 

Essere stat^m ^ •<: ■ .: ' 

G«R Mssendo Jtaiff^^- ^'^l^ (..■:\ 

Stlmiamo^ rapport»riT».dlftero' la c0njtigazi<N 
ne del verbo itf^</invr ii quale fe neli'.Itaiiano 
>: "phnla tl* trregolsttit^ per .mffimdt Ibrmato. ^' 
due verH ambi iisipariatti , «Afliaacii€voli , ciob 
dal verbo vado , • cfail yetbo andare , nel ,Vlki 
^letMi i^ ^in^% pefch^ v^ 4a parte. 9^ 
che it verbo Jr^ ancht' eflb* .di origiae lathui 
comtnbvad^^ e'fion dipaiideiiie drf verbo. ^41^. 
nfivFf ^ del qmkr I'orijpot^ ^ iurftr dalle liagpr fct^ 
eentrionali* 

A]adair#.- - ' 



N A ?> O 1- E ^ A N O. '*^ 

Imp. • Jroa , ^ /**, *^ •»»^vw ; //Wr , ^ *«- 

ndvate j fe»ino^ r anmgvaHo . 
Pcrf. - Annaje ,' e /^«Vi e- fft^i amHa$jft , # 

Anndjemo\, e jntHn^ , >e />fcf »w ••; 

Plllf. Perf. S) ffiT annmtoy na juto y^e ^V 

■TO CS^-f . 
FVC. AnjUirtJtggi9 , ^ f^tT^igg*^ ; annate 

raff J e JartM/f. j smiarr^ 9 « 

Jimnanifftrnp^ , » fSrvtwnw ; Mttnatrim 
#r , > farfit0 ; au»arrsnna , r /iir- 

OfCat. Anmtrti^ y 9 fonriit^ mmamuw y e 
jmrrisii0\ mtmami^ ^ jsfris • 
Atmafthamo^ e ^dHlamo ; aun4$mss^ 
vo J farri^S9po i^ jm00riaifo ^ # 
fMrritmo • 

Mnnafse , e /^mt . • - 

• AnnaSifm^y 9 J9S»9mO\ 4tH9ifSS9m0f:9 

/iss9vo ; amnm9$9T0 « t jfrntrt^^ 
Ifllfi jKf f » • K^« y «^ t;4M rAft//» • ... 

jiiriMi9ifi}0| « fmmm0 \ annat9 9 »e 
/«r# %mi9'^ yadaw 1 ^ vamm .| #. / 

Iii£ Am$af9 , # //Vv ^ e in • 

Sup. Annato , r /n/o , # fhiut^^ 

Wm€m : Amiant9 , # /#»n^« « 

a 






1 



non f^r^bbe tf«BC« dalU^.^accU il- "una nojofa af* 
.fclttzioRe > e infioida Cj|rLpat^ia|.S6 ^'aihor del- 
la f^ma HOB ci !a tfSMvdfiie, lai conofcenza deU 
Ja IHigtta £«ii«iale. ItalkBia ^ ^ip^tettflima ajh 
ptena. itttolligeiKia d'»n dialett^, che pocMfii- 
tno in fuftaiua (ifte <iK^0fla 5^4#ka P efterio* 
j^ ap^eiiza'4eU»-dtve;&i:.jiT0^zia , e del- 
la kggiera alt«i«a4me> ^,44 a.'tjuafi tutte k 
famJe.. ' -^ . , , * . < • - .i.:'^ 

.SELLA Slfi^TA^I. 

. ■ , 

SUHa fintafli |^o o tmUji'iabbiain cbc dire , 
oofi difliagnliiripfi i)aU«v\C«iviw Italiana : 
1^ aitpa ib^.^vf^aer. oofft^ l^ ^^mv^la diflPerenza 
tra i dialetti , e le lingue .,( ie .non cbe per 
tf}i]anco 4itR6x^ ^ i » «^l^a«fi««^aiente diiSwIi 
poffaii. pftf«r U firoie 4i ^«t fauelie , <}ualoni 
'la finiafll % 3a mUb^j^gximjBi. fi ^bbon rigiiar. 
dare. aifiir«4tiigiie|vdi^»frfe ,. nsia I'lino ii deve dir 
diatetto dell' alrra • Sc pc^ h •fiot>a0i i diveifa , 
«dbra fi jjidimmo fiei liogae diMcftfe » e i^fUft* 
te quantunqne abUau^ o "^^l^ilaBza , o deriva* 
-'4ooo i' WM daUs^lii^at Pc ^1 NapQletano non 
ba ponco'diverffitaicAk^ifiotiiffi dal comune ita* 
liano. SiilaW £ !oSei:vii#o>..^e f¥^4a coAq|9^ 
*^iie. {nil natonda Uv«bbor;:ir&«.. 4aUe <:ontorte' co« 
ilruzkxiivde^p^mdi^ ch» jli^Qii^ro ai Latini\e 
che i dotti ItalianL fecero inf re<^li della rina- 
fcenza delle tetters emrar ^ijafi per forza ne)^ 
blime aulico letterftca }taliaiNi>,> € {peiialwm» 
neila poefia* , ^ / ^ 

Merita ancbe siSefiipiir ^ <>be «c^ TonQ x^t^r 
mente i (jlapotetani ne' i piu logoaci , n^ i piu 



n 



^i 



■i 



(t 



N«l>blFTANO. t%i 
fiMndf ^naile iMnUiiit • Qotl Jipidaufslto cIq^- 
]f iicm tdtf^ FcfcMtn quel joii ^si(ft0ei. in^ Fr^a- 
g cdt *i ignoto at tsaftyi » * Jl* pfttiar ooii ftlkita-., 
}(> r COR cofatda ^pena <ii >pi(ok ^ ic^r<| na im- 
dido di flMiu di^e 4lt ddicafesKa di IbtrifQ , e 
^i fearfa feitlibilisi Mitl cii^e.* Le paffiooi noti 
toi-mefitMKlo la* iiiente> mAi qusttst cltiacai ,< fe- 
retia, tranquil la , t tmv^*-ktictment!^ , • tm- 
ttianda agli organi le farok^^e le frafr. Ma ii 
•Napoletaii» , J'cfftt <ieUa» natnia^ xhe forfe fca 
i nervi piu delicati , e la pih proota irritabilita 
neile fibre j ft ift>Q .% ?tocco da feofiEUfttoni , tace: 
(e lo V, e ^an qoefte o tti fde|Do , o di tetie- 
rcz^a, o-di ginfailo, o f& meftizia , o di gu- 
flo , o di mnHiuiko '{'Che &h nenvfii gran dif- 
^reina ) , fnfaitd i' infianutta > :fi cMwinuKfe ,«e 
<m(! fi cetwdle:. AUqca .eetm Ja Ivkitrntto de- 



j m di maniiefiar ie foe idee • Le paxote ift gji 

J -t^liano, « fiumor-groppo fnlla Itn^Da.. S'sima 

{. co'i^efli 9^ eeVcooni, ««! inoti* Ogni imiDbrof ;, 

ii ogm parte % in conmiozioae f e voEitbbfr. efpta- 

tmre . Cos^ fefiiEa e0er. tKOflda i eloquent^ 

I mo. Senza ben efpiiineifi fi fa comprender. a^- 

^ pieno , e fovente intenerifce ^ .compunge , per* 

, luade . In qisello ftato Jd'accenfibne ^ ^ cii con- 

vulfione, in cm allora"^ II 'Napoletano, lepiti 

impenfate mecafeie ; i pib. arditi «ttaslaii* (4 g(i 

paran davanti , e ne & fuo jptcfyio . Fonioa 

quindi ufn dHcoffOy e una fintafli^ ^ ciMi fewbm 

Sidlio de' facrt Profeti , e degli orieotalt^ Poeti. 
elP tmpeto d» propabr le Iiie iiiftiezJbnU aMiI- 
ftado%be-al Napsfetano noB manchi a^lenfol, 
<e V€Vogemo-^ mavea o nen ii >pi:;e£ecta (vhito 
la patola V Qnindi ba inwBiiiite v^ « drf/- 
^to^ffieiietv, qualissoy quaUssa ^ mn sacctQ 



#■■ 



4 • 



t4 D I A L I T TO < 

€Jbe J 1f0mmi u tAmmma ycomtne s^ 4dJ0mm0*- 
M y im fMf€ Jkttoff ,3 :4d- altie molt^ Mr oon 
trkttevkti in i^izottlU camera de( <iiu:or(b,*e 
della ragion 4iithaffr^ «dandM:<rinyenQido it pvo- 
f)rio«i e givfto cennintf ^ die ^^vKbke irfa^e • 
- Frtxto dt qiiefla AeMai oflUcfttite accenfione 
i il fupfdememo ^ A« & ai noml {»oprj , 4i 
cni Bon a fovvtenr ia ipeil' ifiante . Vuol ne- 
tnitiar on iiotno cooiifiA^Bbv e c«n difprezzo? 
lo chianm^yo si D, €u<^ms ^ AJ<nsL deima ^ /di 

L'energkbe iirfprtcaabni , tilvoira {eabotm- 

nevoli eltcrsLziom SLceompigmxko\ ^ iigaraiao in 

oneflo mmuko di penfieri , -e dt futntatiee ^fpref- 

BOni . Qttai £nttfli vttol alpettarfi aiiora ^ Fn- 

'-W vffr^i aiMVlV/rtff . Ma ft L' antnip accefi^ da 

^vbtente paiAiaiti dei NapciLficano y cb^ ^rototn- 

'pe in gefii^ in paiole', in krHi|^iiU i)m ofler* 

'Va rettortcke regok, nfon fimaffii aongramma- 

.tica, BOn vocab>iarin talvolu, ^ tale re^tto 

Hi fciiotimento , die ft negit afianri ^ cbe gli 

'tlftmsza tutti a- &gno , che (acondia TofcaiK^ 

iM>a v^iycht a tanto axdvi* 

DEQU E&koRI DI LINGUA . 

« 

Skcenfie 11 noftio volgo paaia^nelb g^fem- 
plicit:^ aflai correttaAente il fno natlo dia- 
letro , cosl tutti i nofid fcrittori , ecceno i due 
il Lombardo, e il. Capaflb^ hanno ct^ piil^cbi 
mcffio commeflb inblti , e intollera^itt errori £ 
KngiM y e bsBfaarifoii^ e talaa^ vi i , «cbe pafla 
'per cli^Hko^ quale ii Fafano, e il Valentino , 
tW ne iMK> piewilBwi • XMe %^ cbe non (kr 



N A pat ETA NO. ic 

; f emQi6 dire C^ i molti fcrhtori ci abtonD piu 
i^vaio , o nocioto • 

A rrt font! principali ppiTiaizi riditiTe queflo 
iannenfo ftuolo di crrori • 

PiiflQQ ailt parole, che {ono comuni cos) ja! 
nofiro.dtaleftOt corne ai Tofcanp,0 4I gecerak 
ItaUaiiQ , «d aile qualt fi ^ p^r ^ooran^a cbta 
Una inflefliDne znoltriiora, e barbara^ cr^ndo dar 
nel gm& detla pro^ozia noflra . 

Sec^ndo .all« parole Italian^ , chi! oon ^fletido 

noOfe fi foEio volme ndpolifc$nizzarc ^ Con a|[' 

giotigere ad efle una capriccipfa proniinzia fe- 

ipwdo. ii genio del dialetto . Quefle due fopo Ic 

plx cotnuaiy noii men che le piu odiofe clafli 

f errprl ; giaccli> confiflono di parole , che bea 

4ih dirfi^ che non Caap in rerum namra p Noii 

;)n Italiane^ dapoich^ hanno mutazione d'in&ef* 

iooe: Qoi;i fon nolkej niano ufandole tra nqii 

4iinque foti, moftri , sfinjgi , 9 chimere • ^ 

La cerza claff^ i deUe parole nodre adoprate 
pr ignoniiiza in fenfo » o cx)Ilra2iQne , che nou 

locomiticiattdQ a/piegane la prima. claiTe con 

JQalche wmpto . I Napoktani hanno la voce~ 
Wiv pronttnmt^ coU' lileOb fugno ,. che ufa 'd 
lefto degl' Italian! « Or n^n maocano autorl , che; 
credendo fcrivere con^ elegariza % ^ ^^^ ^g&ot 

Erit^ il Kbipoietano I hannoidetto Pojtta. Que« 
non ^ voce noflra ; \ voce barbara , moftrua* 
£1 ; % an cofspie^fo d' ignoranji^ , di prefunzionfi 
£ Ihipiditik ••£' nn parrtcidio, giacchb vtii ve- 
de qnelP ifleflS> indegno figlio delta Patria» cht 
6 inofiia voleme onecarfi il dialetto , impiegaiw 
dpvi i fiioi fudori^ tentaie ffi detnparlot f H^ 
decio laido., • naafeolb. . , 

: Dial.Naf. B •§» 



2* ©I A tJE tTO -i 

' PdHineme s^ idccfntrer^ iti fifiatti amori fo fdce 
S^mett: II NapoleUno dice Simiftf^^ CKAt i Tio*. 
fcfani, n^ dice mai Sownta nel fingolitre ; iiel 
plurale pub dire S^niettt ^ t Somtn , \ 

Cotefti fcemptati 4ian detto ' iiv^n^ ^ ti^-livrs 
ptt voift dire H Fibto : lian detto vtBstia fo^Tfe* 
^credendo , cbe i Napobtani tKm av^ffisro la pa* 
^roia h^tra . L' hanno beniffkno , e T at^rebbeiift* 
loro data per ej^reto, fe fuflero vivi qoeftt ictit* 
torij che fono <^gt tincitleiunti. HiMideCCo^/^rr- 
/inir, in &hro*di pre|;are, quannrnque not 4icia* 
mo eguatanente , xrne iTofcam^r^^#. Handecw 
tb ncatinan ^^ scatinare , in loogo ^^ incmunmp$^ 
Ascannai'tl Han. deft o cin^fnon* in Htom "(B 
coihmune'&c. tfifommafono moldjlBineTe^vo- 
CL , che hahno fvifate , ci^ehdo flolM«n)ente>fcrt« 
yittt Con elegan^a . , 

Ayvtttiremo adutique , die 4bno miAilflime le 
parole del hodro dialettd,cbe non fi fcoftano 
punto ^ poco dal getief aie ItaHano ; wA dive* 
Aio dippiiii , the hon^ mai xfeUtto , pariando' ii"^ 
^letto , fervirfi di qualche paroia , che oMa^* 
'ikXi%z al foio gaietafe Iti|}i^6 , poTci^ fi lafci 
flare qdale ella \ , e princlpalnaenfe , fe <fniMne^ 
iiel diatetto la voce equlvalente'lili'lmliiuia: tna^ 
^tisviflimo fallo % lo ftorjlfatla , elkr con ftndki 
J6na gofaggine^^ ^ ' -^ 

' JUfpetto alia -fl^onKb claffe , die^ tmn \ tffdMi 
j^r dffgraria copiofa di moftroofi eftfmpj ,' ife dfw 
^-eiTfo qaalclieciarib de' pH!k frequenri • 
^ DiH* ItalianO uwcc9 fi i Voluta 4rc il Kfti 
»t)ietano ^liiuouo . Qclefk Veiefe ifeJn i ^no(ka -• 
Kieabbiamo in6nite per dmotatb gU fci^cchi.-, 
tHie ifoR ^niancano ^a-'noi, tnarnoii^abbiaind^ae- 
fta.. Siccfa^ Htuacco non^'effindo iftlralktTo.nk 



N A P.O L E T A 1^ O. 2^, 

Na&bl^t^nQ ^ un ippflro . L' ifieno fi pib dire 
di^lfa voce giredar^ Iktta ^aHa voce Italjana^r/-.' 
i/^rrf , Nol non I' a^bJamo ; diciamo' strillare ^ 
yifl^Ob della voct prunto fatta dalP Italiano 
promo • ]6Joi diciamo' /^/ro , ed ufiamo anco taU 
volta la vocje projito in fenfo di cofa , c}ie non| 
fia ancor flantla, Lq flcflb dflla voce accuort^' 
htX^ dair Italiano accorio i noi diciamo ^d4ona- 
to .,T}^\\^ vozQj^atvQ S\ \ fatta la NapQletan^^ 
sicrvo y ^che pon efifte : noi diciamo schiavo .' 
Dalla voce Italiapa dirimpetto hanno farto^^^- 
rtmpf'etfo ; obi diciamo faccefront^ , 

Pair Italiaao ) giunto \\ portefe trafle la vp«' 
c« c juyito , che noh ^bbiamo ; noi diciamo iff • 
Tcvato : dalPItali^ano addosso fece ^ddupsso ; do-^ ■ 
vea dire ncuolio^. Si % volotb dalla voce Ifalia-;^ 
nat /ifArfi fexQe^uoa.wel ngftro.e fi c d^tto/^«- 
ro , v6ce fcoi^cia , e capricciofa* II dia^etto nc^ 
ne ha ^veruna/ jche comfponda a cj^uella Ita|iana.. 
Ula' dirt o vprr^ , o rnusso^ ^ fe vuot ingenti* 
lirfc,, ii^fi voccM/m ^ mussiilp, Fotii i noftri 
padrl olTervando, che IMtaliano labro apparttent 
alia Tola fpezie umaoa, con filofofico acumjc tro7 • 
yaix)no orgo^ioik' q.^{1:a difpiariU • 

pi^mo oia d^ una parola, chj^ febb^oe ufata 
(la tiottl gli fcrittori a jQomiij^iar dal J^aiSle find 
9I CapallQ\, Dure % b^barjfmo da non.ammet- . 
tcrli • jE' qdelta la voce 7»m^o fat^a dall' Italiaoa 
mo/to • Noi ficur;imente non P abtHamo , u^ {i 
trov^r^ vejruno , cbe V abbia mai.iotefa ptonuni- 




c;ament* ^^ila parola ass/rjf. . Sicch^ te pari^Ie 
Jfiiir# lltiftre 2 ff»fr9 T,§vtrendo fono barbarifmi 

B 2 om* 



- .'..^ 



crndeli, come lo i 11 dircon nnit6 ^uff %ymM% 
$0 spaxspy mMo hene &c* 

DalU terza claffe fono un poco tncno.ntune- 

r^ git ^fempj • Ne citeremo uno del Fafanoj^ 

9 quale al Qanu>V. st.64, dice ..la ioiifajci^tC' 

.t^ , volendo dir la bdtta tiacca . Eva^i b voq» 

rsciacca iti Napoletai^ , ma ^ 1ji terza perfo- 

^ del prtfeiil^ del >erbo sciaceare , e oinota 

percuotere il capo • In fenfa ,di debole fi 4ice 

'fi^ccoy come nelt* ltaliano.« I0 /# sfiactio y iio 

tl ammaccO il capo » io sto fiasco ^ to Ton 6ac- 

co^ € iH>n fi dice lo 4(0 sct4CCQ . Abbiam 4a« 

cphtrato atreventart , in fenfo di di ventace • Ar*- 

f event are ;^i3o1 dir faticare aflai ^ creparjt . Addt^ 

;t;f;7r/ir#^^ la pa]:ola^ clue jcoaifponde al diven« 

4are ItaHanp. 

;:Mefiterel3be.qaefla materia una ben m^ 1im* 
j^.difcttfiioQe.^ ft la timidU^coIIa juale abbta- 
tno intraprefo qneflo noflso javoro , non ce ne 
4tr^$ire. Cfai sa fe fin orarfian molti coloro , 
a cut iacdian jpena gti i^rrori di lingua degfi 
fcrittorl del dialetlo Patrio ? <X\ sa , che molti 
non 'fianvi , at qu;tii iembri » die ognt vooe 
fcpncia , gaflSi , jdiflbnante fia per fe ^lelTa J$«» 
ptfletana? Se la fortuDa del noOro.di^tletto .mo* 
terk fembianza.y fatl tS^x^^ ^tempo , ctie da ndi 
a IungO;fi difcorra full* efattezza , efuil'elegan* 
'jsa <Ur mcaboti , e fenza afpirare ad epiular (e 

!|lorie deil' Accademia della Crufca / cbe dt 
eggi all* tntera nazione Icaliana , not le dare, 
^mo nel riflretto coofiae deHa Campaaia^i e dellf 
Apulia% 



DEL. 



BELLAS ORTOGRAHA DEL DI;A^ 
LETTa NA-POLETANO . 

CLedefi' nentmlmeiHie » cht il folo pregl»' 
dtlla, oTffKgmfia abbfar a coDfiftene- in- que- 
fto, che coHr coDvcniitt figure^ e fnoiju delte 
laitere ifidichi perfettamente il fuono del la pro* 
* Dunzia delle jiarole. La qifal cofii qaanruaque 
in gtan paxte fia vera, noolafcia per6 d' avet 
anolte, e gravllfifn^ ^cezioai ; perchi nen mi* 
aior cma hk.ist aver queda fcieoea , cbe cbia- 
nafi- ortoerafia , di far shy che* inecUants> le let* 
fere & dimagiia.il m^glia' cfafe fi pc^a T origi- 
ne , la derivaiione , il fenfo^ delle parol^, e* #' 
diimmaifcano le ambiguita:, • gU equivocl': ef* 
.ftndo. cbiaro I che quanro iinpDrtano ptii'Ie c«- 
&:, che Don le parole, tantO' pi^ deve^ pjEeb- 
jricfi il lafciar compitnder beoe^ i^ feilfi^ » ed^ i 
^eofieri d' noo (crittore da chi ia'^ legg^ , id- . 
«orch^ male lo j»rot|un?iafle , che' non inpi^ta * 
.]*iftradarIo a beo^ promuizidre le voci,«elaicia«- 
16 nella perpleflit^ del^ iigni&ato • Q^i4ld^^, 
the aveiiao tune ie lij^iie erieittalii e priocU 
aalmente TEbraica una imperfettiflima ortQgc» 
My.come q^lla^i db* non kArm v^rilna voca* 
it r t fcrive moUr coufonaatt mxt&knik , che 
Aon fi fentOQO affiitto,.o fidilHiigHoiid appcoai 

Ei Maforecid , che' tauto ; fi fono oqcopfOi 
icrkrura dl queUa lingua^ fi fono teligiora- 
Qiciit^ afleniiti dal iinirar» P antica Oiisogmay 
mvcctendovche cambtftadola avrebtero &tta 
mianrir ia traccia diUe radtcaK, trefo con cih 
bicerto il fenfo <S molu/noie paroU, Lo fiefso 
ft 1^^ dttt; de' ipodHoi Fiaoceft y^^e d^l' Ingle* 

B i Qr 



/.. t 



1^ ^ llf A t fiTTift V 

ii , t qtialijivendo infimtamente radddlciU U 
prontmciiEi del loro antlco afpriffiinb Kngoag- 
gto, AOn kail perb voluto Imutame , fe non Te 
lef^iermenre ) r ortografia , cmiofeetuSo ia necef* 
v£ti di cmkttztB' mediance V cfiftenza in ifcrk'^ 
to : di tettire 4pffttrftnceiii«nte foperflutf la tradi* 
Vione , l^ofigiae » c ^tali i' knitolUgeatSL xbilt 
ytfole • 

FoTtunatiflimo I tlaco T luHatio » che fin dat 
rfiio iiafcer« ba aivuto una ortdgrafia la pitr; ac« 
codanre at veto fiionio delia pronaazki,e qticik^ 
di P ha potuNi feNza Infogup tit ma^zione ca^ 
jfervave • A^ non dobbiam defraudare* delta gbi- 
fia lode git Aecadctnki dtita Crtirea , i 4^11^1 
-beA nmkevoli tiWser Aiaanri del Itngiiaggio ^• 
iwrale foncrfl afle^mi dai forzar i*^ ortogtafia ad 
#(piio)tr» i fuotft aricati , i^ gottofrati , fe 
ftfpiftzze dell' idiotifmo loro FipfentiilOt ei Jtiih 
jcmantenieiite foAentito^ t foil fifoat deiia Itbgila 
•ftnera]^.. C6$> per efempio tl volgp Picffta- 
* tMo proBstiiM ,u vooe c^f// in mode , cbt 
:fer renders per appiftito U fuOnO dovrei^ (crt- 
^erfi ^9ggAi J tita non fr fix)ver^ , chr i Signo- 
M deiia Crttfea abbkui peft&to mai a ikria fcrft- 
•wre cosl»« 

- Tntto it eoRfiarto t' a^t0nii«» n^T ffOfltt)'cM- 
ktto . I primi ftrittori d! efsO ii Bafile , ed< ft 
Gorter#> lo comtnciardno a fcriv^f^ c6ti una ^ 
tografia te»faar» , « mO(>ntora ^ e qtiai(iMii i 
pi^ d#l dtidetkr noti fafsefo Ea dovtzia* de'Hi 
parole piMoria , ta v^hettk ^h{\e ittlnftagihl'/ f 
Meq;la deue efpreffion^, Ilia cOnfiaefi^erD tfitiS 
Mlk earieaflitt,.e nella goflSlg^ne , e d^kbTiM 
di akun* phMiHizfe , mifem ife t^rprlii^r quefid 



V ^ ^ un( 



«. 



N ft 9 O E B T A HI O. ft 

^ inc^ chivftre , e Vwa par Ittiia'co^ U' ^tm 

^psttet goS at re^i dell^mlU , « cktl' £tir#pa-^ 

^on qneOa ftomacofft ostografia )ioq Ytno« 'H 

Qc6nf^tttrfi F iiReato, cJiorgM ftranttii- Icggeo- 

docl potefsero fubito profitinziare i fmmy coam 

-n6i\ giacdt^ qt(i«ftff ^ u np e fl B bile ; ma.' ne Ugul 

'II cotiti^rio lerikfo di fpaventar tntti ^ e ftn g^i 

ftefn Napotetanl dal ieggere Ir oefe fcmte 4nfi! 

&ra artogra6a ; psrchV af^ ttttti* panre mm rt- 

^4!oiie&ere fettp qaefie Ivifait (jnrotanx^ nn "dofr 

ce dialettp ,.e*un non indegno figib deila ^^ 

'Velli Iialiana ^ ma ian qiulche barbaio > e inn' 

^afo lingnaggio .^ £* cofa cenofisiotiflliina eT- 

/jervi- ancibe (in infiniti N«q^oleeatii , cfae rraii' 

^ttvendovt P oochio avvezzo^, noa- &timi leg** 

E^iie^ L« v/iaro 4^ // cjttfu f e t poemi deP 
Mtefe, jmi folo efTetto: dtlP orrof^fia , br^m 
^mo feritt?. 

^ 11 male* coininciato da coftoro in, r(tet di (ft- 
ynumirfi andiv crefcehdo ne' fors^gaenH ferictorl 
fiso af Fafano , it quale lo portb aH' cecefto*.* 
^N«lia fva oiagnMrca edizione del.Tafso entr^' iff 
im imp^Qo fhano di tfprimen coil' oftogtafc- 
tntttf atiche le fih infenfibUi fmfsct date iiik 
coiifonami) tune le eirlbni djetie vocatt-, fatti 
I Taddotemienti , a fuofii iocerti di iillabe, ebr 
1* Qomo pii^ gtobohmi dli volgo noftfi^ «nek^ 
be &ttt , Te fa(^ ftato obbligato a psdminziar 
qae'fuoi veid. Ne rifukb uti con) fpa«venteveie 
acco'Zzamento di confonanci lAddoppiate , di apiau 
firofe^v iy accent!' circonfltdt , e di lettere^ fo< 
vrabbondatiti ,, cfae quafi- non- rtifflb parola ^ cte 
parefse Italiana*.- Fo^a fegno^, ete Ivfofi' qnM^ 
Don Ifgibile <, allorch^ qaatrordici anili dopo-il- 
niUmpO) lie <ti muuta t'ortogtafiai e^Mot^M** 

B 4. qy»k 



it ^ DtlLETtO 

^ncila M CfMtefe . Negit antoft , die 
j^atfi d^o , tahmos come il Loiiibaido^ ha fegmt* 
^^ onografia del Fafamy ; ^i wtoA detie pMte 
del CapaTtio ban Tegutta una ortografia totnzMaa^ 
^ sncerta,. : . 

Quefta parte adonqne a pmr noftro merita fai 
ioaggior rifertna, k 6 vmI nmmer in p^io 
M ndtto dialmo . . 

Venkmo ad indtearne i piincTpaAt dtfettt , • ii 
Hoftro fetitimento m fjnella curtografia , AAjcon^ 
yerrebbe adottare « 

Primieminente neile vocr > che Rmtano le sit* 
Hibe Itaikme fia ^ fio^ fiu in set a ^ ni^^ 
stHi y venoe in tefta al Basile , ed at Cortefe^ 
fcrfver{e sAia^ sbio ^ sbiu , e qutndi fcrifsefa 
shiatf> y sbiof^ ^ shioshUt9 \ Quafto accoi* 
Mnnrnto fhano del s al b venue a not dallo 
Spagnolifmo allor regnante y giacch^ 1* oito|p»» 
fia Ii quella' Ungua nfa afsai 1^ ^ , e fen>pre per 
indicate il faddolcimento dl qnalche confonan* 
* te . Msk il genio dell* cNtograna ItaKana ripti« 
^gna a qiiello ; onde % cbe qualcmque haltann 
i^redp^ itritta qvefia parola sbiat9 , non com>> 
-piender^ , che egli aeve leggerU , come fe (^ 
ie knitk sfiaf^yCcA fotaavvemtnentodt4>fqnttxi« 
•xiar lo sc coll ^^aalcbe dolcezza. Noi crediam^ 
i^igim fi aboiim in tmto, come feceroil Fafa- 
-4K> » e U Lombardo , quefla mamera flrana di 
faiv^re^ e rtdurlaval coofiieto sc > che henifK- 
no efprune U faono* 

IL A quasi tone le paro^» if Fafano, imita- 
i^-dal Lombardo, raddoi^^ la prima contbnaiv- 
It • II Lombaido per erempto fcrive ccabhdiv^ 

mbiam^^na^ &c. Cbe capricgia fti^aao^ia fttto 

. • .. qw 



^^pK(b, DM si oomprende. £*V§tDyxihe<ta)voIta 
St prononm con qiulche fbrzaqnefta prima coik 
fotuuite: ma oltreach^ quefto aamcmo dt fotiM 
i'€jjBi9Sv ifnpercetrii»l6 , pob dtrsr con sincerid f 
cbe ^ i Tofcani , e tmti gl' italiam l^abbian» 
anche efli nel proniinziam qiialitnqae * voce » cho^ 
sia preceduta da vocale • Ognono oonfefsec) foT* 
la tofiimooianea d^' foot orecchi ^ obt proniin* 
»andd le voci.^ canfoy^si profertlcoao ^iccauiai 
mir m &ttt cosV si fcrivono, ailorch^ U fegnacafo- 
«. coogtunge aSa parolan. Mk non- % vennto i» 
icfta ai maeflri^della* nbflra^ ortogi^fia onUson 
qnefio' iasspido, « siigpiato taddopptamento dv 
Gonfonanti » e farci fcriyer a^ ccata^ • Stimiamo* 
dttoque^ not* doversi> io mtto aboliro qikCto hac« 
baro ilile.. ... i 

Lafcejvmo' fol^iito radcfb|)ptate fe m-^ o^ Ir W 
allorcb^^ l4 {Nimt dt quede ladica- P apocope iti 
.^ una intiera sillaba* Alcimi- noftri antorit si foa^ 
* ietvirf' deirapoflcofe in tal' cafo^altti dVon ac-^ 
oento' circonBe&> . AmbedUe fdocciie r ^ lnal^ 
Imaginate cofe , come quelle , die ripognanda 
alloftile Mi^ ortogiafia Itali^a^ in vece. di dar 
ehiacez;til 9 dateo otburiti, e fjpavenfo aglj fira^ 
.ftieii •!«' Italia non oonbfce ^ accent! ctrcon^ 
fjuttfk'i L^ Italia^ noii^ nfa- F app^ofe , fiior ch«k 
dla. fiiie delie parole » e np^ mat prifna^^ che^ 
ecnntncino..: Danqo^ ^ jier efempio ,^ dit>vendqrir . ' 
alia vdco^ Napoletana* Jim^p^ir4ii# (,- favijEftrito > 
per €&tto di« raddolcimeitfp* di> piooiiosBa tVyii^ 
ft iii Oarte^ la propoittstone. iii >. not ftimiamQ. 
^rrinforia. mtnfpnmfti o^ jBpn^ ij^ ^mfperHnt , co*j 
me fcfifse il Basilr , ' ni mmeperut§ ^> co^gj 



«^n> ( litiiklzato ) , e mm gil ^namcmo^ / 

Lsifcerttiio fe (he rr nelfa? folk voce ^cM 
( qui ):, e ie A^e x/ mIIa fda roee /j/ ( que* 
9a Yi p^Fcfa^ efl^ttivatheate in q«eAe dutf 7ocr 
M^ proftUiKEia' di(Hniamefir« fbrte , e raddopfiiaca. * 
M. cdnfoBante.. 

3 IL £*^ nota h conti hva , M at bkratili mtt»> 
ftei del noAio diaietto tralla ^ ^ aiiorchk po» 
^ Tufsiegi^m da altsa tsonfonante. • la n\ Sitnu 
k' iR cih^ alio' Spagntiolo^^ e al Grea^ modetnoh 
(^ da quaidbqiift cfil ({uefti doe Kiiguags;! io abbW 
• f ratto )• dke W Mapoletafto a fuo arbitrio , e 
> quasi a .caprkcio «;o^« e /ro/^ y -vesta^ e i#x/4^ ,. 
viV^^f e i»fn^ &c* Se vi V quilcht regola per 
laper quando abbia ad ufat^l nella pronutiiia V^ 
«Rav O' 1' iitcYa 4i queft^ due letcere-, ^ ca(b ^a- 
m,, td '^ tanto^ difficile ad infegnarlo^, chi Mo- 
iaz-pitRica df> maitt- antii» poiFebbe iftruime chi !#< 
desiderafse, e ne vaiefte la pena. per uit« dfaiet<- ' 
iOfi che sinova 1^ nell' at>tHf^ione , e nel difprez^ 
20 • Ne abbil^ni parlato di (^pia aita fag^ g^ ^ 
• tectftpfte un efempio uatto dai verbor vo/^r^ • 
€S St condeni retarUe lii^^aitlo ^u)* tratfo* datlat 
Yoee ti%)m, che corrifodhcb^ all^italiatia' ^alm <^ 
^ iih'^ece • Si devt d!re"il?y<^••0(?l<»', «W/V va/r J, 

iMmn3i^^> ma^^' du^ta trh:[^ dice-^^oak. 
^nte bent^' f)^ <^> f^^r^vdir^^ SimtltBeote 
ifev^e difsi ferii^raiiieme ^istarvota^, ^e- '^jfte/A^ 
tf«»^rf ; mil' pub^ d^fsl q-seaeffi^'^Mfiit^: e^h4ik ^t$^i. 
fM noh codftfsek^ J'^ifl^ioatbiKU^di daiv K^ 
ia--<|^fto ?'-""■ '*^ ^" "-^^ / •'■-'-S: ..' i.-*'^ .r: 

^ ced k s, oca: col V ^uera CQnfusiQa£.ag]t flra- 



N/f POLSTA « O. jf 

illefi • Per efempio Tcrivendb c'^/Z/b f/^ir;}# , 99 xb 
^nufo si fienM< a riconoTceiie , cH^ le dutf vod 
i/^^vff^ , e benuto appartengoRO alio fte(so vttbb 
V0mr0\ quamuhque una sia. fctUta cell^v^^ftl*' 
tra col ^/ 

Noi abbiam credoto ftinqiie ^ cfie convcnga ^ 
|K)C6 cnrando qnefta btzzarria, c cMicatezza <k 

STOttiT^ia, ftabilir per regola ferm«, cifialterti 
tie €[?6rtogrft6ft, CD€ qtieTi^ parole , le qpali nel- 
la loro comfpo^ntc Italiana hanno- la letteia 
t> debbano nel noftro dialetto fifsamente fcrirem 
anche eel 'v>t per contrario quelle , cbeiiati* 
no la 6 , fcrivcrsi- colla- i .' Cosl accoftando Ifr 
noftro dialetto' all' ortografia Italianii lo reindeta* 
mo pill inteilisibile ai poco efpertr !n efso . Co- 
s] {cnwtremty'Pattagfiae tionvattagUa\ kascti^\ 
€ xnon 'UMscU y e per confrariQ fcriveremo veni- 
rr t noid f^l 'hmre^t vedere'^ noa gi^ Mtrr 
ftc. Ctb fatemb \h tuttT casi, che if prorttinzia'- 
*e ..coine' ^ j come v sU arbtrrariO) e libero^ 
ma alior crnandd V for2ofa r ia pforttintir delf * 
tiha , dell*atfra ci; atte'rHMrio alia pronati7ia% 
jCosl ftrivefeffio Wc^ , t fton barca^ ptrch^ U 
Napoletan6 diet foltamo^iUtfrri^^.ed tia lataatu^ 
Hi Tbfeam tl dlt l^ai^a^. 
< IV; Geeieralmente in ttifri t^cafi dobr fegial*' 
lemo P cfrtografia , cbe pih $'acc6ftia alja comu^ 
tie Italiana • ConViene -, cfie^ ogHi fi^Ho ft isc^ 
cia ptegi6>di moftnif nfpettO) ed' attaceamet«l(i 
ilia madre comime., « ben limgi dall' Itinalza^ 
\q ilendardo detla ribellidne , e delta difcordiii 
tra 'i Napoletatio y e l^Italiano , not credfsMtib^ 
noh ppterfi fiir liiegKo , quanto- tl ctrcai!e'dl raA> 
dolcire il noftro cTtalettoy d^ ttaIiaiiiZ2ar)o-<}uafH 

• ^ B i cfcr 



^ 1 A L*E T T O 

jche.t nofiii nlttmi Re g^i Ars^adS nan 9(!8^»p> 
xono uTare neil^.lofo titieve, e dij>linni,e ii«Uft 
kigislaziofie » 

Qqefti fopo i noflrt penfieri cifca V oftogEsu- 
fia f e ne daremo an primo faggio net Vocabe^ 
laria, cbe ora pubbtichiaiiM , oei qvaie pncib 
iu>n nferemo T ortr^Tafia degK autort ^ mft qu^ 
fla nofira ; « fp^riam cosl fas prafkamente co* 
tofcere, e toccar con mano^ chr fenza fcnfibtfe 
alteiazione del la jproniiAzia, & lende ii diaiett<» 
afffti pill agcvoJe, e chhio agU ftsanieri , cfae 
Jo Iffj^anno - 

&RIGINE, E VARTA FORTUI«A D£I» 
BIALETTO N AP04iETANO • 



s 



^Oto^ le Bienti fupeFfictaR poiTona pttfiiada^ 
^ cbe qoella Iin(oa latina ^ cbe a aoi baa 
tran^ndaia k immimali' opere de^CtceroBt, d^ 
y^&ili de' Ltvj; , degU Orazf, 'e di altri ,- fia 
Kara la genenile ,, e tola Ungna di tutto I* In^ 
pro Romano , o deii'^ Italia almvno ,. fiprendft 
f peHa R<epubbltca y, e % ueL Piiacipato. CUvaqna 
inedita, vecte ptr cootnrto ^ coe la lingiu.idf 
4|i»egli Scfittoii altra non I , cbe ana Bagaa, cbf 
^icoifiinc^ara a fcrivtifi per inteliisen^a del Uh 
popoh) di Roma da?" Plaosi ,r e da** Tefensi t aOf 
dq mutando^i a poc^* a popo y,^ t divenne noa 
HagMa cn&if&tna , oggefto de^'naag^rl fiodi^ t 
delTb ptii feffie appJicazioni de^ Ramani > nella 

raJe- & perosb' at popolot -A fcriAto le l^gt f 
free ogni atto pobbUco, fi compoferai vtrfi^ 
cfcr qaite liagiia fii pimtofto fcritta » cha 
farfata / e cbe pe^ upprenden a- fcriv^Ia , ed 



N A9d&B t AMO. $7 

wrte^occafiom . G confomava dalU. geotr cnka. 
molto tempo (otto la cura di Celebris gratntnatw 
At che P mfegpavana . Ma IntaQto- non folo 
mlk lontanft , e di frefco foggtogare provincie.^ 
am neir ItaUa (lefla era iu parte diverfo il lin- 
gausffo* nasiuale. de-' popoli fucehlato col latte.. 
M ngtoni r, che ora^ fonnano . il ll^ap dt Pm 
glia , malamente de^to di I^lapollf eraao ftate 
abiute da popoli AborigaQi ,. qiiali &ixmo^ i 
Lellri^nt>*i Liicani ,. ed t SaUot. Qttal lia> 
gnaggio avefleto elfi^ \ igooto;. mfi verifioiilmeiv 
te comr enno popoli Wrnui pe» le vie dal Set- 
tentrione^, c fempre per terra fcnza traveriaf 
4ibace a popoUr i* Italia, trae^ano iiloi^ Hn^nas* 
gio da quelle regioni » . Occiqparon I Sabim gu 
Al^ruzzi ,. er il Prtacipato Ultra fiiijO a Veoou^ 
mentre \ Lucaoi occttparono if Priocipato Ukra^ 
• la 6afiUcata,»< e qiuilch&partrdella Calabria 
Citerlore ^e i Xjeftrigom^ la terra- di Lasctf^ $<^ 
pravvenaero per mare dalP Orlente. gll £tm(ci| 
•he Qccupato il fuezzo delP Itdia s'a^idaraQO 
poi dtftendendO'^ e dilat^do fino alia Campai- 
j|ia» ed in (jualcfif^ altra noika.reglone • &U 
grande, e diftefa plii dt tutti .fu la domtnazioa 
i£ Gteei tx9L not ,. giapob^ non. . fialo' jpi^ta 1« 
doe PugUc,. e. plana v e ppW)^, ti Pridci|MW ' 
d'OtrantQ , e- le CalaoHe. ,^ tna.Ie marme inters 
djella Laicania ^e.dejla. GJanipamafuroooiagoia* < 
Brate da celebri > . e. pot^ti(T»Qa, coioma Iomi » 
Che il linguaggio degli £trolf:l cootenetfe rooK 
to di Samacitaop ^ o (ia Tina , (en^ra^ coia . tiir^^ 
Biai me$i ,tii cl^aro . U Greeo {u^ ^ jdie ,tr^ 
■oi parloHi', ci i- noto e idafle^ i&rkiopi 1 ei 
lU^&meciaglie^,. ajbtfi^a^ddgil. JN^t<HRu4l^<v<mey 



^JT* ' T)i A L fitf> 

^•andfi antichtti , ch€ rifacquero tia ftOi , € 'dH* 
d Ton pcrvenmr,- 

^ Eceo lo ftato dc* finguaggt di quefli popoli' ,. 
quando pt^arono il coTio noh tiiremo al gn^o, . 
lina ad una difegual focierl cd' Romani • Riem^ 
pliitt dl colonw di cffi, dovette farfi uti mifti^,- 
'id nn^ mefcnglia di qued^ quattro o x^que 
*foni "tdMlnguaggr* Orazio ci ha confervato. , 
k\\e $A Cat^oHni (bvafi per fcherno il fopranno- 
ine di iiUrtgtfe'fs pef lo mtfcugtb de?^ d^e lin- 
-guaggt Greco ^ Latinp , che ftcevano ne| pai% 
lare* Egli (leflb^ quanttmq^ue di famiglia origr- 
\iariamente Romana^ebbe btfogno di fludiarfot- 
td un iUtiftfe grammatico Benevenrano la cutta^ 
'Htigtia Latina , e dtr6z2arla da quetla miflqm 
«K Sartnltico ; e di Greco ,. che ihfiend col latte 
4tvea facchiata:. L^efiftenza d*im Ilngiiagglb d!- 
*verfiffimo dal Latina' tragll Ofci fino' ^i pilt 
l^fTi tefnpi delta Rebublica. b indubitabile pjjAr' 
la tenitnotiianza^ degli fcrhtori ,,e per 1> avan^cK* 
tf^jualdie ifcri'zione Campana i it quati maK 
gjCacio la difficold di leggette , baftano ad indi- 
tarcL la Jbmix^a direrfitC e ne* fodhi , e- nelle- 

^ A: (^fla j^itia y »^ indt^irata* dunoRrazioh^ 
flelik vaoet3 ,. che haw dovata' avere* anche nelP' 
Cta cK Angara i: Aafettn hollrl/dal dotto Lam 
ff6 , aggpNingc*^^ ora 1' altr4 non meti^ c^rta ,' che 
d^Wa. ffefB Itfigba Latina' folo * una piccb^a oar- 
te ¥" a- ftoi 'jjetvenuta if^ quefle fcarfe , e sfran^ 
tmr.anjHcrpere.di fcrittori ,. the dalle ingiurie 
fwm \id.ij?ftjpb'dJ'v<^aeore, ina deHo zclo ren^ 
gia|b^'C;tttento' a diftmg^er in efli le tracce del 
ASajgandftiTdv^ i^ empie filofofie > fof^ po^ 
tiM falrare ^,c giunger • noi .^ Soao qoefte o- 



4 
\ 



jCPOLET A N a if 
pbfc mtfi turn fK fog^tta croico . e fiibHine , 
€d ^ Gen' oato , che in s) &tta g[tneK di pro^ 
^Q'/toiii* pochUfiim partt del eomtlne linguaggte 
£ fiioF CQiit«nere> Apranfi t Ltflici : offenreraffi, 
c<i« qm(t an terco dclit pa^rofii latint non -^ 
^rvenuto a noi^ ie non che per fbrtunato iir- 
<ontTo in un (ol paflb iH ferittore antico , e 
srioltidimt ^par coslt* , mi perchi trovate rft 
fanamentt refbtict A Varrcme , dt Fefio, e d^ 
akri grat^maticr ». St tin f^l Ibglio dt pi& fe 
fie fofs^ finarritos Tgnorerenfind quelle Vect • 
O^nl giomfr eoi difottecrarfii auovt tfcmioni 
s^ tifcontrait «teet nuovis *. Se avverri^ > cbe m< 
qualche* biblTotec^ s' incontrino I fnimmentf 
peidtKf Ae^foddetii',* o di altri gramtnafict , nu<K 
^rv* voci latiine acq«^iili»rem(H« Ol ftelb ignorati« 
f^^ itr ctii fiaine^ d^Il2i iitxitf^ lingner l^atina^V- 
cbl sa qQafitee ^oc^\^ dt- cut ci' lambkchiame 
om H <}erveiIo si troyM; l^etimt^lof^iar ^ fe ia f«* 
peffiino' tutta, ti aacoiKetemmo effir puree pref- 
te lafdnt f Si fEmtimifb flranamertte il Menagi^^ 
a tta^ c^gH aigani h tt^ci #//>««' da fjM«r9 \ 
m dette luoga a qtief^graj:k)(L 1rerfi^ iattt contr^ 
til Ibi-. "i 

^ Jff/li^a 'viefK^ d^e flips' snnr d^te ,: 1 

• Mm iifaiit ^erivenh MUfsi ^.'^ .\ 

QMaittf^ fKii faggi<^ (kAfbbr l^atd^ p«r liA It diM; 
<^ (brft^ ine quatehcu'dlatetifo^ antfco^ ItafkfM^ 
fbvvi te*v«Cr AlfMa*^ cbrrfe- fttv4 Pdtta Cit* 
hMHur^ p(»r dhotar fo lldfl<& cfce ttfukf ^,\ ; 
^ Ma'vtVdippiit'.-Ejfore &»8^e*ll credere IJ 
eht i-'R^dMlrti pfdtitn#a^f>o fe irot^; deHa IM 







'*<»: 



T^^ij 






4» ©fjrtmtvi^Of ^ 

pttoff^^ temhrsk uuficare. La vatrttt^'iJ^Mifi^ 
^A trail' pncigrafiat. con ciii -.folio feritti i fcaai:^ 
m^mi d* Ennio* LugUIo ,* Pacavia »« aueHa^ 
6oa cui troviar&o fcriita Oazio , Virgttio,iLM 
«ano^ la^ vari^4 cmlle ^tografie deife ptti u% 
ttche ifcrizioni y. e delle pofterion i tadtflSsien'za 
iufine, che ii fccMgd 0jeile iettene, aUorobV'^ UA 
aome latiao^fc nelleopere degU ftrittori Grect-^ 
o un Greco trapada^ ne* Latint ^ tutta mfine ci 
i^dich^T^^ ch^ mote lettett finalise iprincipaU 
ment« P ^»^ e I' 97^ fi fcctdT^ro ,. ma^ fi elidevate 
Afiil pariare . Moiti dittoti^hi fcritti^ iciolti fi- 
pfontHiziAVano fegati. Si kttfft ^mrum^ e fi pio« 
ttunzib ofHm ; £• fcriflfe ptuusirum ^ ma fi pco^ 
lum^ib fii^ttmm\ fi forift auricula^ e & pmQHSk 
9U> •rifuUiGk feti(re;^4fi««fi%inafi|Mfoaiinztb r^?* 
/#x; e qudia pioattBzia in fatU'C^li oenfenrat» 
fino a noi 9Ache> dicUoKi^ oro ., orecc^a-, cotie » 
Oi ^tiakhe fetteia H inarii) v ii footiai fi fcriflii 

ro^ir# t fi pipnonssib r^«tf > fi fcrifiet v^uvius^ 
pronttiuib v&iWMs^ , e v^^Hmh ; fi fccUfe C^^ 
^iM» ^, £ pitmttazib. Q^mpm- • Fo^ iofee casl . rU 
siarcKevot^ la dif9br«axa trajiia rcrittoia 6 bi 
pronuDzta , cfa« all' Jmpexsuor Claudto ven^e in 
penfiera ^m^w»t, %a^ MNive loltmi air oito- 

S;rafia per ar , clc ip fcritto megUd carrifpon- 

filngneva la v C9(if<^na»ie daU'M^ vocals Ai tro- 
1^ q»l*ragioaav9ie ^ ciip« toctt le ortMiafo 
if^odeair i'baom adottafa>.aiicorch%. nok abbiao^ 
iyittata %ii«lla &pira*F, cM Claudb ayea tova* 
ginata ^ ma fitofi coatfnwi- dLiggumget wmi 
|aa)ba ati2|tf,a0Qroaant«.9*a rcriy^r-tf^ I^TiSHnma 
fi)i ^^vx pec direi , /^ka ft feifa poiS^(^.i(ar ats 

»( JI f«i!i d41a .I9i9l«e ti M^AK^tko 909 <^ 



^ t 



V 1 



'c 



« AfOtftTANO. 4I . 

,„,,, Jlrif etl d* Augufttf^ e &rto pariare, iuh 
tfelieremfno ben ibrprtfi dt fentirfo parfaic a(l^ 
Ipik ItaltanO). ch^. non imtnagiQlaino • 
, L' origine dunque nel dialetto tfetie , cioA- 
cothe qu»lla di ta(te lis moderae IingiK ^la fia f 
ibnte afcofa. tralle. tencbre dl q^eHa rimotJi. aa^- 
tichit^ •. 

Accorderemo fiicUmeiUe per& , cbe 'da ^;^ 
^tiltimo foggibgatore di quelle regioflf find a 
^ Teodorico per fei fecoli intieri, noneflendovt ffat^ 
nuovo arrivQ dl efkanie ^nti , ma un gerpenio 
dominio della (lelTa hazione ^ faranno andate 
indebotendofi fempre ^^ e difperdendofi* Te varietl 
de' liiiguaggi V accc^andpfi tuttt a quel Latino >| 
^Ke la nazion fignoreggiante fi facea Dtegio cGl 
nnlicamenre fcrivere, e ben parlare • TeoddricQ 
colla fua picciola arn^ta de'Goti pot¥ ptuttofto 
figooreg^ar V Italia , ch« mm mutarne la lin- 

§ua V e 1' coflumi » e come la dominaziane de;^ 
^edefchi tra noi dal 1707- fino al 17J4. n% (S 
yeruna paroTa. Tedefca arriccK! xl nolq^ Kngjiag* 
gio ^ n)!; in altro lo varib , cosi negpttre avrsSl 
pbttito 1 Gotl da Teodonco fina a Tejaftrfen- 
fibile mutazione nil linguagg}0 delle noftre re- 
giotu • Maggiore ne fecero c«rtamente I Longok 
bardi da Al&oino in poi , s¥ perch^ ii Ibro~ do- 
minio fa lungo dt molto,sl perchi naturalizza- 
TonQ^ tb certd m6da con noi ,e divennero nofidi 
inticCMnente,. . ^ 

lAa fk mutaaione^. clie queffi popolt produf- 
feo alia noflra Lattna' Rngua non fn gta prin* 
cipalmente qpella di trafmirchiarvt irocf dell^ 
loro, ma conHftette qua^ tuttft nellb fiorpta* 
xnejito , e corruzioQ \ cfae ^geir sgnoianza y, e per 



i^ 



^4\ . -'hllii'tfb 

1st (dtnm dlfiicolti iQContrata ad ipptttiSSti \ 
Vaufarooo m qiafcun^ parole • . 

/,;A niuna coTa megko potremnio comparare 
% fcdncio caiifato nel Latmo da'^atbart , qnan- 
tb atla lingiia Franca parl^a da' Tarchi ogd 
tfi tutte ie Scafc del Levame . 'AndiiUtnola 
tta poqo ^ p vedad fe andiam lontani dkl vera » 
taie cofau'Ji la: Rngoa Franca f E* una fiiperfc 
Viate nozione di termini Italiani , che gR Ari- 
% ^ e 1 Turchi fanno fenva atcuna cdnofcenza 
*dl grarhmatica / e per pura pratica adoperano « 
cuanto bafU loroi a farfl alia meglio capire* B 
tevantino giunge per pratica ad apprenderr 
I'infinito di qualcke verbo nolho, come fareb^ 
Be- il verbo sure : ma icnza grammatica « t 
fenza (ludia, e niieait . ajutaro odil* tmltazioi* 
della fua. naturale , e matema lingua tgnora Ip 
^onjugazione,.ticchl di ^jaefta fola voce fi fer>re 
f far tutta il verbo , e id. viece dl faper dir^ h 
'jtOy tH^ Stat y fueHo sti'^ not stiamo , &C. vi 
dlcendo , e ripetehdo fempre io star a , tu sta* 
ra , queilo star 4^^ not stato'- ,. voi stara &€. 
Cosi fa t modi ,^e i tempf^ e colPajufo degli 
^uHIiari efce come meglio pub^ d' inMgo • Gli 
bafta elTerfi fatto intendere^. Queffo perapfmnfO' 
avvcnne del Latino in bocca.aiLongobardt. Ginn* 

!;eva il Longobardb per efempib ^i apprenderr 
a voce fatminai'mx quella naziooe feroce, e ne^ 
mica deQe letter fdegnava darfi ta pena di ap* 
'])rend^re ^ variazioni deUa declinazione nel ge« 
nitivo^ e neil* accufativo*,. t dir fotmin^^ fit* 
'tninari^ y e nel plucale fatminarumy foeminas j 
'/oemi?]ts.» Andava dicendo fempre femina al'fin- 
jgoUre yjfsminc al pmraie « ' ed ecco it noftro 

vol' 



fitfgM .Par mt i^e^W fytrskrfi Ik^mo^ ite- 

^(ua Tarfkofo indied i csrtii. ^ 

Qtiaft !o A^o avtf^niffe nc' Verb! • Ne igab^ 

. ri#6fto ' b ^nfuigli2li(^t^ iti graft part« : non dt 
iSnf^riv r paf^tVl : ddvCtt^rd fetfvirfi motto^ it^ 
t^rbt «i6iil(ari re col ftf]iin^, ir 1^ Infinim Ik 
xdhliiftatd ^Oaft dgftt CMSaflft ^ «t nffA fliocfo.'v 
In breve ( giacch^ non \ noflto iflitato P^ifc. 
flat fn ({tiefta ricmia^ ) ptomft a patlaift ti Xa^ 
ttno fill gofte d^Ma mgiia FraiKSit feti^a gtati* 

matf'ea,. a cin poc^t comfeentsade^te Inifilioiiiy. 

'« con qtie'^iAiMoft^efiii oatleraaidni di pm- 
Dfifi^ia ^ eke ftptthmd fr faniHi da ehi apar^n^ 
it p^r abi# affia tlUg^ IMMlfro^^iii, e fi vi- 
da f^bkb^^ ; dW ti iiafTSn^ 4 a»ivert€^ in les^ 

Sicrffl! P'^epdei rdette nkfctmst^ dd ti«)fifo^ vor* 

gare dfilsetto i^H ^n6k itfimB fiir rifaflfe ht 

al mom^to M' arriirisr de^ Loogo&atdi ^ cHt 

Idrvikt^no il IXh^HI^ BIfttveniatio • Cbe (e a tft. 

lano j^ttl' eccefRfA mitz smMMl , giaccMr 

ari^ TecMl intleti pftArncr {Rrionr , cto ft tmri in. 

^iHrihcr al(^m ihMiate dM'n«fti!b( v«flgar iKa- 

klftd^^ fo ptdgRitflbo a ti§&m^ , c^ aodir 

defla Kngoa Friiintk 4h«Qirat nM eiMIe nltme per 

4<etittb i^e rib tuHk lilip«ii/et eiif naRn-siam tri^. 

a quatt^ofkoif, di«i aiiefta si pa^l».; 

^ L»~ iiitefrirS rifpetlaMw • di* - Maraf Hit , ^a cfit 

'thnandiaiito cbt v$rrii pt& dKltfat^liie fen^ir 

Tigionar di ci& , e le irrefraigalun pruove ^ ctie' 

^l ackiiK^e , c^ttAriManttif h 'l)6fh« oftfhione ,"ci 

€ifptkf(^ dalP a^negir qur ali^oi. P«(fereftf^ 

aittn^^itig a^dife , thk m\ fecc^ tkdttmereo em 

di'gia ftrtoaw tutft)<, fe pJerferionattf tl noHto- 

tlhi^ttl^ ^KMi^'iBiui <?iur4( it^IiairtaiUitt^'a ltgfi#^ 

che 



44 llfftlBTTd 

eke h lint) ir kjpvoft di INm A&Mtfi |» 

manof^l on refto quad purtflimo m e|b , 9! 
Iav fihumfeioiie. (U i^o». iii.^i ^ piceiolifliBia , 
# folo' comflegte in (|>a|fiiie parola aptiqjiata , 
una noR* i^i nrlle forme f rammaticali , che. co> 
llimilbmio 1! eflen^ cUlt linipe ^ le qiiail ilal 
d^cimoieiio Smila Ui poi aoft- si fim pittite mih 

. Dusts AligUffMrnn^ffimo tng^KVi fommo 

Jbfeb , sonio .di mifitndd, td iticrediUle fape- 

U fop&mtm atttndendo^ T kifeltcd del fao^ b- 

mio ^ % a paifr iioftro il pylmo bgi$Iatore ^ e 

«eia«flro delta noiba voiga^ favella* . EgU* mI 

iiio librodeUa vo^pie Ml^q^^uz^ (lab9l i raidi 

^ineiph fu' qvaii la eomune Uogita dov^ re- 

colarsi . Conobbe coa avvedutezza filofofica non 

wviTsi pModem per lingiia igeiMcale verano de| 

idiaktti aUo^ Imrrenii r che trano diftttosUCmi 

lUtti. Vollt, che tt'creaflb la Ikigua de.'dotti; e 

«tiie fafle legaia a^ivgoie g^aaunati^ali siciue , 

^ fille , e piH!gata da' viscj dl qualuaqua idioti- 

fino • ' Si mmb iiv £itd una lingiUi ^uasi noo- 

va, ^ da nfamo abitualcdeoia patiata; ed V pc4 

«Mlv<:odb 4i qiwtri>> fecoti avvenn^o * che ^ii* 

4la lingtm fluoiaipBr dr c»Ii:a si I comiaciata adn- 

KialmeiHe a patfar^ .da t^rtl gl' baliaoi delb 

piu polita ctofle , ed % dtvenuta loro q|iasi' na- 

^larale y e fc 4ioii fiicchiata cqI latce dclla baliaf 

ap{Ke& dagli' fiefll geniton fia da'pr^ 



Vero Vs clie ti» tiitte If^pcovincie d* Italia 
j|0eUa^ che-mit^foilecitainentr s^apprqmb^ la 
vJiasna taietaie , e lai fece faa,, fii la^TpfeaoaLy 
#>.,q^k^e pant deUo dato della <}liiera' j coma 
Vielte ^ cte ^oMm Mo dialac^ man <fi tqiti* dl^ 



N A POX ETA NO. 4f 

fcoftante dalla lingua' j>r.efcelta , e formata pet 
e(ser la generate *e comiine. Ma ftmpre t ftat(9, 
ed % ancora diver fo il volgare , e vik diaiette 
dt auefle provincie dalla lin^ getterale ; e 
quel Tofcano goffb, caricaio, Afettofo, che si 
legge nelle comniedie Tofcane, cotitf parlar moi- 
ptio <Id loro Ciapo , cto^^ de! contadttio Fioi> 
xentkio « '(b fempre an dialefCo diversMimo &alU ^ 
liagna Italiaita , ed in effo i ridicoio fcrivere > 
e le :ne fono aflbenuti tucti i tioni lealiam , ft 
si eceettui qnadclfe vanerelfo woitmo 'foceniir 
Napoietano. 

-^ Per iftabilire con fitofofico , t fae^ta fqmttU ^ 
mo il fuo fentimento fitHa ve^^ar angoa Dantt 
Aii|bieri enti^ a ttcercare ogm dialetrV d' Itah 
lia tn quel fno libto delia volgare eioqueniea ^ 
Dei di»etto Tofcano , e del R<hnano parlb con 
aittflinio difpfez^o ; fiia % rimaTcbevoie , che 
delie parole , cfae dite incontrarsi ia eflV e die 
eglt rknprovera-sd fuoi concitradint , e aiRo- 
mani ., mcrtte ( e tertamente p0r effetto delta 
creazione della lingua cnlta ) /lono ftarfe abban^ 
donate . I Fiorentini non dioono pill introfue , 
lai -i f^ifadi andtmia , ni \ Locchesil ingassafia^ 
nfe gli Aretini welte , h^ i Romani dico-n^ 
mezt*re quintQie^i\ fii i Bi^rciiegia^i cingna** 
mente >seateicia.te • Atizi nepf^ur si ia ch« vo4ef.* 
&ro ^igni&ar qtiefte vod rtmpreKrerafe ai ^« 
cktti dialetti da Dante , « forge fofpetto ehe 
siano ^fe liate da' coptilt alterare . 

Ecco come qnefto insigne poeia , e fiMMa^ 
pai4a 4fldi del diatetto Pnglie^ , ehe dtreyasi 
atvhe SicHtaifo , percht par^c^ nella cottr 4t^ 
Ke di Sic^iUa Federica, ^M^iolMf . 



P I A LETT O 

^ Df lo IdiiKDa Sldllano , e Pugliele • * 

Cap. XII.. 

^ pe i criyellatti. ( per ix^tdo di dire ) ynt* 
^ gaii d' Italia , facendocotnpaifaziotie traqucl» 
^ U, che nsl crivello fqno nmasiv brievemen- 
n t« fcegliatno U piu pnor^vjolie. m efli • E 
^ primieramenie eiaminiaaao lo iag^£iK> pirca 
„ il Siciiiahd , pcrdocbV pate che .0 votgare 
^ Skiliano. aWa a^aoto Ja iawa 'fcipfa ^ aU 
„ tri, con clb £a che tutti i poem! ^ cf» fiuiH 
,9 no gl' Italiani , fi xbMfmw in StciiUno « JC 
21 con cib fia ciue tfovUioo toolxi douoii 4i 
M cofl^ av^ ^ca¥«iai«lM captato ,/c(we ia 
» quelk canzpni . 

n Anodr che l^Aiguajier la foco lafli • 
n Amor che Jea^fsy^nte .xp^hai m^nato^ 
; ,, Ma qupfh faxna de la terra di Sictl^ ^ 
,> fe dirittanstieiHe rifguardiaQio , 4pi^re , che 
„ folamente per OKirobrio de* I^riocipi Italiani 
y fia riiiufa ; i qoaii oon con modo jeroico ^ 
„ ma coQ pt^eo fqgfueno la &iperbia . Ma^qael- 
91 li iltuftri Eroi F^qrico Cefare t e il faea sa- 
« to fuo iigliuQio Manfredl dioioOxandQ: U no- 
yf bilta , e direceezza deUa fua iym^f xoeqtse 
)»-che 4a faituna gi^i fu^iavorevple^ fe^iuiron^ 
n ht-c^Ce uottM^ , e U >befUa^ fde^^jutwa. U 
>i perobi coioro , clie eranb di ^Ito cmve , e 
>i di grazie dotati , Ci s&rzavaao dt aderirfi al|a 
3»}iiiaefii di si gran Principi ; talchb in qmei 
h tempo tttuo quello, cHt jgli eccellenti Italia-^ 
ff ill .companevano , n^Ua ,CQtte di si ffM R« 
iy primieraipfj^ ufciva. £ pcrcl^ MJorp %gi<» 
9y regale 9ra in Sicilia , V avveiiaro , che tutto 



f,'! 



yy qnelta » c\» i noftii pred^c^flpri contpofero uT 
n v«rlg9ff 9 ii cbiama. Stciliaao . ii cbe jfitenemo 
yf «ficoj» not ; & i pofteri nouri nan lo po«, 
^ frantto s^fttart • Aacba , Hacha : che, fuona 
,,.ojra la fm^ba de Pslnma Fedeiico j^^^che. it 
.. fonaeSo del fecondo Carlo , che i corn! di 



yy Gaenefiai, vmte ^Utipiici , v«riite feuatoa 
,, di avarizia* Ma. megh^ % tornare al prop9- 
,, fico » che il parlare indarno • Or dicemo, che 
n fe vogUamo i^iar« tl volpare SicillanOi cipl^. 



,, fia agit aUri ; petcib clie 1 non fi^proferxfe^ 
„ jbaea qualcbe tempo , coiae % io , 

' 99 Tragemi defle focora ^ fe t' e$te a hQlQAn 
„•. tate> '" ^ . • 

^ Se queflo poi non vogliaoio f^gliare y insif 
^ quello cbe e(ce dalla bocca de'prmcij^aU Ski- 
,, liani y cotne neUe preallegate Caai&^i fi pu2> 
,, vedere , non h ih nuiladifiereitfe da queild 
», cbe % kadabiiifltmo^came di &tto dlmgftre-* 
yy ttmo • I P^litfi, p»i o vero pejr la 4^rt^ti 
^ bro , o verp per la pcopim^mt^ 4ei fuoi vi^ 
)9 cini, fenno bnttti barbarifini, e dicono^ 

' *yf Volscera cbe cbiangeire la quatcacp • . * 

,) Ma quantunque comimeniente i paefapi Pu^ 
, , gliefi parliho brnttamente, alcuiu pecb ecoeU , 
yy lenti tia loro , hanno politaoietite paYlata«^ 
yy e podo ne le loro canaoni viicaboU moltol 
^ conigiani , come manifenamente appare a cl^^. 
^ i loro ficritti confidera., coiiKy^;) ^ ; . I 
yy Madamia^iir vigUoi., . .^JBfi./^. , 
• •' " « Per 



y 



f " 



B rA LETTO 
,9 Pinr firto atndre vh ^ lietftifitatc # 

,f li perch% a qoelTt , die noterafflio 
91 ctie a h'^xto di fopra , dee-eflletie tnanMeAOf 
,^ die ijfc U Sidltaao 9 ift il H^iefe -ib quel 
19 voisare, che in Italia t beiliflMo/ cosdo- 
„ fi^b^ abbiamo iiioftrato , die gK elo^aentt 
. 9> narivi dK' quel paefe fiano da eflb paititi ». 

Su qtiedo luogo deU' Aligbteri rifleuerefflo 
priimeramente , cbe febbene eglierdttfe 41 Pii« 
gliefe, altrimentl dett« Sidltano, dal prioiattii 
eome ne efdufe ogni altro particolar diak'Ro ^ 
Gioirfe(sb perb il concetto gtande , in cui exa 
qveflo mma . Nc di cib ci tnaravi^Uaoio* giiK;- 
ch^ la Ittigva^taHana culta cominctataadiifiurfi 
da* poett prima di Dante , e da- liai promoffii a 
maggtar pertesione fi difeoftava inQhti meno 
dal noflro voigar dia^etto y che rion fe ne'di* 
fcoAa o^i quella lingua , che git Accadeinid 
delia Crafca hanao canonizzata, come' di qui a 
poco dimoikeremo . ' 

Rtfletf^remo in kcotiAo In^^ 9 che dsHe lie 

Ktile rimpmverate come gol^ &i Pogli^fi , ab« 
mo oenamente ta ^eei^' ^iagmnf , -tA ab* 
bfaiiio iiactie i^ ^rz fitoiraro ; ma -motz^rm \ 
Vfia voce ^ che atfittto nbn .idrfxamo , e verifi. 
mtimeme Hon ri)biafn mai avuta, <Mick o ileve 
dir$ alterata &'copiAi , o, «ome i; pib factk» 
Dante avendk» poca ^onvfcenza de' noftri idiofi* 
fmi la credette per errote noftra » 

Rifletteremo in ter/o luogo , eflere fltta (ag» 
gio accotoimento Tuo lo ftabilir per le^e ^ che 
friun particolar diakttoddve(!einfialar(f air oao* 
ve di tki^a fieiiefale , poicfai tuitt fono fecipre 
piem di quelle .^gofiagglni , *aa0maii« , ermr^ 
gratsuEiMfiaitl , Ibleci^i ^ die il iveig^ commet-^ 
• • ' te : * 



N A P O L E T A M O., 4f 

V6^ ma iovtffs tffev la lingua generate , cbe 
perctb eglr cbiama il Volgare llittOre Aulico 
Caidioaie Cortigiano , fe tion una lingua mor^ 
ta , alneno una lingua fempre tbelta , purgata , 
e ^fla* Non i difpreggia adunque. del noilro 
dialetto , fe non ha I'onor di lingua generate , 
giacch^ fitktto onore ^eppure al Tofcano com- 
pete • Sao difpreggio in oggi^ i io fcoftarfi moU 
to dairitaliano comune, tl che son e avvenu- 
to gisfc, perch^ il noftro Pogliefe da' tempi di 
Dante in qui fiefi mdico altemto , ma e avye- 
imto, peichi agli fcrittori Tofcani , cha ci fupe- 
rarono nello zelo di fcriver in volgare , ed indt 
at Signori Accademici della Crurca i piaciuto 
rifecare dalla lingua comune moltiflinie voci ^ 
e moitiflime innelTioni di pronnnzia , cbe at 
tempi di Dante erano ufate e da' noHri , e da* 
Tofcani ( che incontranfi in quegii fledi fcritto- 
ri padri della lingua da efTi fceiti per legislator 
ri), e lafciarvi foltanto quelle parole, e quelle 
inflefiioni , che s* accoflavano al dialfetto Tofica^ 
no . Con quefta deflrezza » e , fe ci ^ lecito il 
dirlo J con un poco di foverchieria avvenne , che 
^V idiotifnu delle Tofcane provtnclis divennero 
)a lingua | e il nofltro fe ne trovb didante afiaiy 
f ^aiKiito • ^ 

Ora continuando la (toria del noftro diaUtto, 
venUmo- a dire ^ cbe foitunatamente fon perve- 
nuti fino a noi alcuni framttTeott de' Diurnalt di 
Matteo Spineilo da Giovenazzo per opera di 
Gio: B^rardjQfi T^furi comunicati al Muratortt 
eke gli pubblic^ la prima volta nella fua raccol- 
tn degti Scrtttori de|ie cofe d'ltalia al torn. VIL 

Qnefto fciittore % indubitatamecite il pt»to ^ 
Diai N0f. C cd 



"N 



^o ^ D I A L E T T O 
ed il pib intko %, che abbta fcritto iL volgare 
tale quale fi partava , giacch^ tutH gli altri 
proiatort fcelti j)er Tefti liagU Accademici deila 
Crufca, come iono le lettere di Guittone d'A* 
Tttto ) il Teforetto di £ninetto^ Laiini , t tantt 
altri pr«fatori per lo pih di ^garizzamenti rit 
fono <tanto antichi , itii fcrifTero que) volgare , 
^he (i parlava , rxna pinttof^o ;tina lingua (la- 
diata , ;'£ dotta ,' e plena .di <:o(huztoni latinia- 
^anti . 

^i Diumali di Matteo Spinello ci fanno cono- 
feere primieramenre , che tn Gioyinazzo , e nel- 
la Puglia parlofH allera quel dialetro , che oggi 
% pa^sato alia capitale , e dal quale i Pagliefi 
fi fono ora a]<^uanto fcoftati • In fatti quefti 
Diurnali fono in "Napoietano purifllimo , ed i 
snirabile , xhe in tanri fecoli abbia 11 dialctto 
noftro /oflTerta ^osl poca ^mutazione, che ^ quafi 
hnpercettibile . 

Per maggior foddisfazione de' noftri Lettpri 
inferiremo qui due hinghi , e cuiiafi fquarcidi 
c^ueda preziofa Cronica , chi^ meglxo daranno 
idea del noftro linguaggio /I'allora • La foia iet- 
tura di eflTi Tnoflrando 4a natiiralezza , e la (aci- 
lita ddlo ,lHle fcmpHce , e niente Ticercato , ft- 
r^ pruova , ^cbe io Spinello fcrifse per appunti 
come parlava, 

AlPanno iiyj. In Cuglio itrovandosi lo fcrit- 
tore venuto da Barletta a Napfoli a veder il Pa- 
p^ , e la f lent rata in Regno de'Signori di pr- 
te Guet£i, de*quali era Capo Mefser Ruggiero 
Sanfeverino, siegue a dire (i) • . * 

■ ■ . ■ . -^ ■ . - . i. 

(0 JC^on pofliam tndafchuv di avvenhe , 

••• ' '* cie 



N A P O L E T A N O. 5* 

„ Me vene a proposito di notare ftsf una 
i^j delle gran cofe fucQ^se in vka mia io fatto 
„ de quifio Mefser Rifgiero de S«nfeveui¥»)Co- 
,) me me lo-contaje (i) Donatielio di Stasio 
,, (k Matera 6rvitore fuo. Me difse /cfae qoan- 
,^ do fela rolta de Cafa S^nft veriao allo.Ciiiano 
yy iti Canofa , Aimario dt Saofeverino cercaje 
jy de ialvarft , '& fugle in verf« BHibeglia pei: 
,, trovate qiulche vafctello de mare , *per afcir" 
„ fetie da Regno • Et fe arricoidaje di <fA(to 
„ Rvgiero , che era ^ccirillo idi iiave .ajaoi « & 
„ fe vokaje a Donatkllo , cbe veoia cm i^$o , 
„ & le di(se: i€ me abi^/isfano quiiii dviitc^mm 
^, /?/f^iJ/ : va Dwtatitllo , CJ^* farzaH di: satva* 

che !n certa colbzione di fcrittori nofhri , <1^ 
ne' pafsati anni tnttupisefe di pubbiieas^ ii liiira^ 
jo Giovanni <Gravier at Tomo XL db 'hnfyscix^ 
qoefia Cfonica ;gi2t pubbiicata ;da1 .Mmratort* , e 
all* editore venne in capo di mutarne il Jin* 
guaggio, e I'ortografk, Chi sa quanto merito 
avrik creduto acquiilaisi prefso Dio , o pre4so*4l 
tnonda per. aver gratnuumente linegata » patria, 
e ia veritii ^ . ^ , . • i . r: 

(1) QneSa dennenza* tfi pafola e ttitte le 
Ale consimSi'ne' tihri ameriori at xybot* troVasi 
iempre fcritta coll' aio -contao , cerffuo , \iarricQt' 
siao e&T^.Queda fcda mntazione 'd^*onogncfia 
abbiam noi'creduta necefsaria difare'daH^izitsn 
del Moratort , perch^ stam perfuasif che* la tlM>- 
derna manieta cti ieriver aJB tende megUa tl 
Itiono della pronnnzia , ia quale andie in q[u4' 
tempi era simtle' aH' satnoie'. ' /' 



i « » », 



52 D I A L E T T O 

^ rf f «#7/0 jigliuh » Et Donatiello fe voltajt 
^ a fcd|>i2z«60Uo (i') fc 4niyaf€ a Venofa alle 
y^ ocfo" ore , fc parlaje a lo CafltUano :; & a 
^, ouille p«ato proprio ptgliaiQ lo figltulo^ & 
li tno a qnaianta AuguOdi , & un poco-de 
^, certa altra moneta, & ufcio dalla Porta ffiui- 
^y rvLy fftiza che b fapefse •auflo de~li compa- 
„ gnf ; & mBtaie fobitoJi vaAiti a lo figliiriQ, 
^ & ad I&o , .& €on uii cavailo de vettara cqa 
4, tin facco di amaadole fopn pigiiaro la via 
^, larga , ftlkMitanandofe iempre da dove pptea 
,i^y efsere canofdmo • JEt in cinque jorni amvaro 
yy alia Valle 3eneventana a Gefualdo , dove 
^ (tava Mefe/ Dolfo de Gefualdo Zio camaie 
,yy di quillo figliulo ; & come lo vidde, difse a 
^ Ponattello : Vatte con Dio : s»tito Jevmnil- 
iy lo dt •/« Ct^sa .; che nin^ iMgiio perdere la 
^ robba mia ffr "Casa Saft^ivepino* Et Dbna- 
jfy tiello ft avviaje fubtto per porurloa Celano^ 
y 9 dove era la ConteiTa Maria Polifena foroK 
^ lie lo. ditto Jyleir* Aimario ile Sanfeverino ; 

d(2) 11 bravo ^P. PapebrocUo , che ^ il 

primo a pubblicare quefti Diurnali , ma da fai 

tradotti in latino ,410q intendendo troppo il no- i 

^ro lingaaggio, piglib qui im granchto a .fisogot* ) 

Credette ScapiczacuolIOtUn nome di luogo ^ € 

tradafse Dons^tUus ivit Spezzaroluin . Rin^- 

r^eiamoio d' aver acricchtta la >aQllra Geografia , 

«ia avvertiamolo , che fe ScapizziacnoHo ^ae 

4in luqgQ^ non (aiel^ \pxi oTcurer. vUlaggio ; . 

lasefabe jm Cutadone , tanta i la gente , che / 

cQntinuamente vi t cotfa y e vt corre^ ' < 



N i! PO'LET A N O* yr 

i^ & facea poeo viaggto lo jorho pef non Hrac* 

,, qmre lb fignuld% £t come ft ^ea notte ,. 

„ lo ponieva fopra To Cavallo*. Et come fo a- 

jy ]a:*Tavernia de MbrconeiHe (^i), venne ad aU 

^ foggiare P Aitiprete i^ Benevento i e ftmpre 

,, t<?f)ne menft , quando- lo figiiulo mangiava aU 

y, la tavola delli feitfigli , che pare^' , che lo 

^ sfidaiTe; £^ mangiava aflai delkato r & con' 

jy ditto, che andava con vefiiti triftr, & flrac- 

^, cfati > parea fern pre , che lo figliuto moHrafa^ 

,y fe gentilit^. Et domandaje a Dbnariello^'che 

^ I'^er^ quillb iigliolo , & I>onstieir0- re(pofe , 

•,) che P erd figlio . Et T Arci^rete rifpofe s 

,^ Noft t^ assomtglia niente^ Et'effo repHcb': 

y, I^orze mog/ierema vm ovarii gabbato-. El 

hy poi le fece granne mterrogazioni ; & qultido 

,) andaje a la camera'* a dbrmire^intefe Odna- 

,1 tiello che I'Arciprere trar f^ pariavS( di quifto 

y^.^Bgliulo. Et DonatieHd'appe paiira^, eke- -non 

^, lo facefle pigliare . Et cosl a Dio « & alia 

yy vtntura entraje niella Camera , & fe li ingi- 

,y nocch'iaje a pede a 16 l^to , 4ldve ftava coiv 

^ cato PArdprete, & le diff^ in^oonfeffe tifttto 

,, To fattos epr^ielo per amor dl IXd ^ cbc 

,, volefle ponere in (alva ipiillo poveA>*i^liulo. 

,, £' Arciprete fe diiTe : N&n dic&re' nhmt m 

yy nullo c bitty e sti di baono miimo\ Et 16 

yj fece ponere ftpra lo carriaggio , & venne 

^ iflb ala via de Celano , & lo appfefentaie 

yy falvo alia ^etta Conftfiay &^os> K^pai&*« 

2^ Et %tiando la Conte(& lb vedde coil nnccia^ 

e i „ to 



(x) Oggi la Tav«nia di £|moiio. 



J4 p I A L E T T O 

„ to, fcappaje a chlagnere , cha lo faavea (k* 
,) puto otto JG^ni innante de la rotta- ^ & lo 
^ tece recreare » & ponere fiibito in ordme • Ec 
f% perch^ era una fagace fen^na , lo maiidb fu- 
^ oita con auattordki' cavalli a trovare lo Pa* 
» pa y perche Cafa Sanfeverino era data ftrntta 
„ pes tenere U parte de la Santa Eccl^a • Et 
^ nee lo mandaje aflat raccomandato j & lo 
9, Papa ne haveya afsai piatate- , & ordinaje ,. 
9, che fe defsero mille Fiorini lo anno a Do- 
), natiella per lo governo fuo. Pol da 1^ a dui 
), annl morl la Contefsa di Celano ^ & lafsaje 
iy ventiquattro roilia Fierint- alio dettot Mefs* 
fy Rugiera • £t poi Ja Papa dui annt innante j 
« che motifseL l^ Imperatore Federico , H <fette 
)} per mogliere la Socore del Conte 61 Fiefco » 
19b & alloia le dette mille ofize d^ oro per fulv 
jy^ venztonrt e- per maoteQere 11 forafclti di Na* 
polt, & de lo Regno, che tutti iecero capo 
^ a Mefs«. Rugiero , che era fatto «no bello. 
i» gio.?ane , e defpuoflo •. E tutta queilo ,. come 
n- ? aggio fcritto , me T avea contata DonatieU 
^ lo de Stafio de'Matera , che a Id pcefente- 
^ Rl coa lo detta Mef& Ungiero. de Sanfeve- 
„ rino ^ *'- ; - 

Sogg$Hng*rim(^ a^ fuesto. cttrioso pasfo^ u^ al* 
tto fratso. ddiP amia 11^8: 

J, La notte de li if* dt Marzo a lUrletta 
9, nee iotravenne uno grande cafo . Fu' trovato 
i^dali. frati dcL unaZitetta (i> cosi bella ^, 

,^ quan- 

(i) Zittila^ dinotava^ allora una donna 
giovane , opgt; diactfa pfecifamente una donzel- 
& non manta^ .. 



N A P'O L'E t^ A K Q. jy 

^ c}iiinto fia in tutta Barietta , Mefs. Aihelie 
,, de MoJifiO Cameriere «de Re Manfredo , che 
^y (lava a lo lietto coti ciiella.* Zitella , & era 
^ vacanda (i); & fo* retenitto ;- & a chella 
„ pra ciiiamar0 jo juQmercr, & fe^ portata pre- 
„ fone. Et la mattinal' venente Jo patre% t U 
yj fiati ieroa fare querela a lo- RV ',- & lo Rb 
^, ordenaie,^ che Mefs. Amelio fe^ pigliafse per 
„ tn<^tere l» Zirella : -Et Meftw AaieKo man- 
',, <bje a &reIo fapere a lo- Cottte de Nfoli/io ,. 
„ die 1* erar^a ; & lo Conte li mandaje a di* 
,, cere ^ che^ per nulla itianera la pigliafse • £t 
„ M^fs^ Amelio fe cotltentaje de darele ducento 
J, onze de dote ,. & altretante ne le pag&va lo 
yy C(mt&« £c lo patrev& li frati de la Zirella 
„ fe di fariano contedUti , percbi eratio de li 
J, diik poverl , & bafcta'^ conditfon<i de tdtta 
',, Bartecta*. Ma fo Rb difse , cba noii^ volea 6^ 
„ re perdere la venturii a chelh Zitella /^Ml' 
'„ per la bellezza^ foa fe l'ha\^a procaccfalar t 
„ Et cosi: Mefe. Anaelio' per non ftare ch\h 
^ prefone , poich^ Tidd^ lo animo dellbefato de 
„ lo.Ri j^fela fpofaje ; & lo Rt fece fare la 
,, fbfta , & difse a^ Mefs; Amelio , che era cosi 
^ btton Givikifero mhy coming ptlm^ ; & cha 
„ le femmene fongo fa^chi' ; & c4^^ tnttr H figii, 
„ che naftentf per amore ^rtefcOno homfni gran- 
,, di. Et li' donaje Alvarpne in Capitanata. Ma^- 
„ eon tutta queilo <e difse , cbe lo Conte d^ 

C 4/ „ Mo-' 



Irgtii'i' 11 - I 11 • ■<» 



(i) y^amid t voce' propria dtel dialetto 
f ugliefe , n% la ufano i Napoletani • DIaota 
ina dOAoa aoh marltata •- 



N 






S* 1^1 ALETTO 

^ Moltfo , ne (lette forte cornicciato. Ee b K^ 

y, per chiflo atto giufifieo , ne fb afsat ben vd- 

- ^ luio,/& jmadiiaamente da ie fcmmene • Et 

„ da r oia innant^ tniti li Cortjgtanl de Ip 

\, R^ tennero la bcacbetu kgata a fette no- 

M de€be« 

Da oiieftt faggi pub argotncntarfi qsanto fJu 
lebbe da defiderarfi, cfae d difotterraue dal fim>- 
do di qtialche biblioteca akun tAftnuTcnlto xne* 
na danneggiato y e mancheyole di cosl prezioro 
jnoDumeato » Intanto n^ il Muratoti yiA vema 
altia erudko ha mefso in dubbia d^ efser qnefta 
la pill ajEitica cionka ItaTtana , e (ode li ^iit 
antica profa. 

Or prima dl pa^r inaanzi a eontlniiac la 

ftoria del noHro dialetto ei fia kcita il dire ^ 

chf^ febbeae I'averlo noi aCserito. ceme il priraa- 

^genixo^-e il (uit andca tragli Italiani fia co(a 

^0mtQ chiara per fe flefsa e tanta evidente , che 

.dtt niuno cbe ha fior dl fenno dovrebbe efsercl 

contraflata , pure dubitlame tanto delta gentralr 

preyenzione. conrraria al iioAfo dialetto^ y in cui 

jnoki vivoQo , cfae non vogUanao in tQt;^ tra» 

pafsarlo fenza addurae alcunapiuova. Ed ^fsen- 

do r- imprefa iacUe , folo cL contemeremo acr 

c^nname le princ^paU ^ 

Niona cofa & piti ficuca quanto»cIie efsendosT 
tttcra la lingua nioderna Iraliaoa generata d^lla 
corruzione deli' antica Latina , quel diaJetta ha 
- da tenerfi per il piu antico « che fi ofserverl 
difcoftarfi meno dalla fua maidfe lingua Ga per 
h maggibr ^uantiti^ di voci ^. che ne ritenga^ , 
fia per la minoc alterazione neUa inf!e(]^one , 
a pronunzia di quelle , ciie dal latipp fon deri> 
vaic r « che inconuandoJS: egjy^lmenta nel Nap 



N A P d t E r A N O. if 

pblit^QO, e nel Tofcano , veggotiO net T^fcsL^ 
ho difcoflatfi pih dalla loto originarfft voce • 
Percidcch^ e&endd^ natural cofa ,>« coftante , che^ 
tdtt^ le alter&zioni yadanfi gradatamente e qiiast^ 
impercettibiloaentc facendo', qifamo ^ minore la^ 
corruztone ^r tantcv indubiutamente lA da efser 
Utaggibre rantichirS. Ot> chi noft fente'coYllo^ 
ftefn'orecchi^ cbe k parole Napoletane €his$9 
e cj(i7/0 fi Kollario nietio delie Lactne /x/^, oi 
iV/f, che non fe ne fcoftano le Toftane quesBP 
c quegUT Dunque indubitatamente 'lur dovuto 
prima* diffi chisto^ chitlo ( che fecondp I*brtbM 
grafia di tre o qnattm fecolt & trofafi^'jrciillp^ 
quisttr^ quifto\^ poi cre&iuta Ri|IterazlNie (i"^' 
vennto a dlr questi ^ qUffgli ,' €hi non ^ede ," 
che tl n^€^ irerbo Napoletano diatre' non' ha^ 
xnuta^ione dal Latino s^con»e io ha-ii Y^cfcaiio* 
dire? Chi negberd , c6e' I& noffre vocvpatrt ,< 
if»/Yf i'r , /rif r^ , • sore , nepote; cr>nsobfino> uioaano * 
afsat: piii if Latino , clve non> Ih Tofcant padre^* 
madre , fratelld, (breit^a , nipotev cugino* Nor- 
Aciamo s^crm quelia , che t Totcanl dicono fuo- 
cera ^ (jiiaiito I la noftra idlefliohe |^it victda^ 
alia latina locrusl Facci0\ saccio^j ^ig'^ ^* ^^ 
cpftafio alie latlne /iir;o* , sapio-', haheo- a6ai> 
«i^, che noK* leTofcane voci ft , sa , ho •.- 
Noi dieiamo simiko ; i> Tofcanl dicono fiaffu> v» 
il Latino i sii^s. Diciansd rent^ veni^ com^- 
ne^ accoftandoci al Latino unet , venh^j c^tw^'- 
nhy e non gtl rteifr , ^ viene^convlene.' Di'eiam*' 
fiie-yimiejCQtm'i iMti fiUy niwi, r^noftdU* 
eiamX!!, oome i Tofcani , iiele , miele. I^iBi^d^^ 
hofti^smA^\ rd)»i9'C0iifertandd ifi'tmto la pro*- 
nonzta ' atittca Latina , * e non alteranddia , comt«^ 
|«Tofi:a&if)isi bttoaai fi^>nav tiioaa. Sitfiuno^ 



y8 DLA L1S,VT Q 

ditto^ y sstrhtOf &c* come i Lattni diSuij stri* 
Sus ^ m^Btre i< Tofcani dicoha detto , ftretta 
&c. Anderemma air iQfinita a voler enumeirarer 
tutte le w^tjoXt no(lre,.che confervana infl^flioiiBf 
pill accoUaate sila Latina «. 

Egu^mente ahbUm confervatl fciolti alcisol 
fUttonght , chr ji Tofcani han riflrettt ad una. 
tocaje . Diciaav> lahdare ^ e aon lodare, frau^ 
S^Ke- , .e n<»iT frodare , ed ia ul gutfa coBfi^rvia*^ 
BX) pill U LattnlAno •• ^ 

In fine della continaa permiitazione fatta pri-- 
^mi da' Greet » indi da' Latin! ,, e finalmente da^ 
'i^tr^lla k-y trhu vi fono tanti efempi nelle 
tiPziook latine a cominciar fin dai.l|uarto feco- 
lov chr o^ni aoma leggitrmente ini^ata in que* 
ftt ftudi ci: difp^nleri daii^addurne lunghe pruo- 
ve.» Ci> bailer^ rinxandare i noflri lettori alia 
Diffettaztone XXXIX. deil' origine detia lingua 
Italiana det Muraton ^ che rapporta Tequivoca 
curibfa prefo dalP Andrea Alciaro fulla P^ola 
BJBO, cbeegtl non f^ppe riconofcere efler^ ia 

Scoia larina VU^O in una ifcrizioneefiflente in 
ilano* il Muratori avverte ,. cbe^ quefta mu- 
tazion di lettere- provveniva dal pronuo^arfi giL 
atcnne p4rolie sec<mdo^ il costume Nat o let am ^ 
E piire quell' ircrizione.y.ed alcre moid^me fi« 
mili y chft ft fbna incontnate^ e falle iapidt , e 
fi^verri delid Qitecombe. non--fopo pofterioti al 
V.'ftGolo-. 

' Clie ft alia pni0T» In- &vor AAV antichiti 
Mt tioftro diaktto nafcente dal la maggioc coo^ 
femiitS coUa pronunzia hthia , fi o^unger^ i^ 
ahra df fion: mino» pcfo dolla noaggiot quantiti 
tK parolie Urine tra noi confervate ^ .ciie nel no- 
itoor Vocabokiia fi oi&cvesaiuMl ^ ctBTceri la 



N AP 6XET A fJO. . jr 
ftrza ddla dimoftrazidiie IP tffert qdsfio cofnr 
il meno conott^, cos)'tl pi]!t am!co'de*dUletti. 
• - Ma fa fAU forte pruova%:^a (^^i^^ noftro , fi 
tiarrSL daila graiKlilJitna quantita di parole / che 
nei- nafcete^ daiia^ noflra- lingua* fr ufarono da 
^e' fcrittotr d' ogni provincia d' Italia , che fo- 
no ftatt canonizzati' per te(H' delta- lingua gene« 
rale, e ch& jtian (riatio,- e deftraniente^ efputft 
da*To(cani ( che miravano a convertir il hto 
iHaletto ia lingua generalej'fona reflate foltan^ 
to tra noi'. "- 

II teiler tiir catalogo dfttttterfarebbe immen* 
foy e riflucchevole ia^oro ;- tna ba(li>'darne attf" 
faggio in nrr brcve cataloga d1 uii" centinajo di* 
voci ufatc nelle opefe dt Fra Gulttone d'Arez- 
EO » di Ser Bfufietto^ Latini, deb Volgarizzamen- 
to della Tavola de?Gradi-di S. Gregorio , nel- 
h Rime amichd publicate dall' Atlacci , ^^ ^' 
altri antichi Scrlttorl.' 

Abbisognosoi ihcontrafi nef Vblgarizzamento de*' 

Gradi di S. Girolamo . ' 
Ace at t aire, in fcnfo di cotnprare. nelle novelle* 

antiche /^.izp* : Maestri Alberto gli /* aveu 

0ccattato\ 
Afiiggere, nelle novellc*^ anticBe p; 65; . ' 
Ahate . per etade\ in» Fra. Gulttoae d*. Arezio-^ 

Ictt. 2- ' \ . ' 

AUtfo. per eletto'S In, Dante da Majano Rime 

ant. p. '72. AUtto Imperatore* 
Alifante. nelle Ilettere di Fra Gulttone; 
A^osffav/t, nello fteflS •• 
Aisenigpiff. iirt Volg^ de' Gftdf di' S. Gir. 
Astufare • per fmorzare / in Tonfmafo de'Sftxa^ 

<di MefTm^ Race., deir Allacci c; 527; 

C 6 C)6^ 



s' 



^ BI A-^LJST TO? 

'Cosi J9nza feut^'um gr^m focu • 

^cidere».. f^tllt rime di CiuIO'cU Camo if piii- 
autico de' poettf luliani, che ai credare dell^ 
AUacci! fibrl neL i^ip^v ed U 6ui*iioine cgli 
avrebbe fcritto piti conettam«nte chiamandola 
Ciulo> d? Alcamo ^ chet era la fua patria • 

4uciei/Q « in Fia Guittone. lett ^ 

Autare • per AJtaie .. Francefco^ die Butt com* 
mento fopfa. DanU Puig. Saefi^io. dell^Aa^ 
iate . 

Autez%a ^ In- Fia- Gvlttona ltttv6«. dove il dot* 
tiflinio fuo commentatore Monf. Giovanni 
Bottarl alla» nora 149* non Udegnb dear due 
Ittogbi. d^ giaziofo poema della* Ciuccride di 
Nicolb Lombardi in con&i&a di quaft^ voci 
Mutezs^a , e autQ . 

4tuxo, lu. Fra Guiuone. :. Af^resta^i l^ sttirMi 

Auzare. Nellb fteflb . 

Bate . per vale. Ciofa da Camo Rimt antichr 
Cart. 4i h, Nientv m^^ u kalt-^ 

Bascio • In Puciantone Martciio canzone ^yi 

Bvgih* per> voglio.in Ctulo da Camo** 

S^jfru^ per far votOv.. Im turn, gli^intichi fcriti^ 
tori f e padri della lingoa , neila qual voce- 
fi fcorg^ la murazionc: della u in ^« ^ 

BUiffa. per bueia:. m* Foigore, da S*.Geinuiia» 
no Race deJr'AIIacci c. jzo^. 

Fratj fMft. v*'sttia mM€^ nk Monsstur^ r 
Lajjau predicar ai Frati pazzi 
Cbl Aaanoi^ tfoppo bmseiifj t poca vero^ •• 
r net Volg. della. Tav« de' Gradi dc. &. Gti^ 

€amp^rt^-. per fivefer. in Cii^'da^Pific^JLao:^' 
Ml! AUacci^ c. a.79>. 



y 



N A P O t fi T A N Q. « 

On^V^. per cambfatrc . lii BacciaroM diMef^ 

fer Bacoae da* PIfa . 
€jmgh'. frafib Io*flto(R>'. Jb c*ngh' d^ essa • 
Gsftpfcenza . in Me(fer Caecia* da Caftello nel 
Cod; Vatic* ^14. Catt. top* Cie ds 4$ vit' 
th s^mnta csn^scenza » 
9/i • Gil anticht accorgendofi ,. che la voce* 
_. JRaiianaqa^, pronnncfavafi con una cerca 
forza ttia^iore , ne mutarono T ortografia » 
«i alemu' (' corne- Fra Gutrtone ) fcriflera 
Cik , altri (cnXkxot Z^. 1^ niodemrNapoieta- 
ni^ fertVafno rri*. Mk« It prominzia fi ?ede^ 
efler data fitniie • 
Chiang '. per planer^* iw Tommafo de^ SaxO' da^^ 

Meflxha « 
C^/j^. Ciulo da Camo Rim. Antic, c, 4ir« 

piSf Sells donnm dl me tr^verai - 
Como. per come, in Guido Giodice Riine an- 
ticbe., e in^Ctido da Canid c. 40^. Come tJ 
J9pp9' &ona la veriutie . 
Creo. per credo. Pietro; diblle Vigne cod: V«^ 

tic. J 259. E^ ^sndo to creo fosMre . 
DUc/prina . in Fra Guittone . 
Ensemora . pefi ihfieme ^ Fra- Jacoj^ne^ da' Todi. ' 
Aitne ^** 
Chi ensemora faltuH 
Nsemors ha da f9mart\ 
Ba)t . per. &i . in R Giirtfone', 
Faite • per fate , che i Napolelaiii dicono fkci- 
tej colle fteffe letrere- de^ Latioiv ma con di- 
verfa^- profotiia • nelte fleflb' Fra* Guittone., 
Vaglia. in Ciub da Camo c. 415^. farncafa-' 

tlia. Dal Franc^fe Sanz Faul$t , che G|[(i 
Toicani^dkoiiafenxa &l]p^ 



^' \ Dl hL ETTO ; ^ 

F€7HUoSia FolciaUliteri deVFolcalchlerttSftttriS^. 
Ae fiorl nel i2«»; fecoade 1*. AUa«ctc. 9iz^ 
Ben i^eda^ cb* ^~ fff^j^jor^t i^^mf(timiK9mit^ 
E' lo meo mslm nen pi^ik contjtrwm 
Farnuto . p«f finito « in CtulJo ds Catno • ' ' 
Bel/a da quilU jorno S9n9 fanmta • 
' TjtageHar4\ In Fra Gmttone «- 
Ireve. per febre •- iti. Fca Jacopone^ da Todl' 

Rime ^u- 
Tmf^ per fu • Ufi^tUfina 4k tutti gtr aittichi' 
fcri'ttor^ y I quail nfillai toco oriogr;i&i tion: 
\^ cfpreiTero la / ,(<:lie fi iftHmezlava* in qpelH dit- 
tonghi' ae y of , ue • O^gi i Mapoi^anji fcri- 
von0 fuje I perch^ cosl pronunziano .^ 
Gov ho. per gomito . Francelco Bati>Ihf. Ct 4*' 
Crqli'a. Hi Bfa GmttOde «- 
Imprometf. per pcometto* m Cialo' daXamo^ 
c. 455; ^ * 

Qu4si9 b^ $* imprvmstt&i t sanzd fagiia; 
introppecare . ber inciampare • m Gilio LellL 
Race- dell' Allacei . c« J54» 

Pf rbi // ptego\ cht pi^ n^n c* intt^ppecte •- 
Inviz^are^ in- Fra. Guittone * 
/f^an^o.. per/apfkndovin Fra Guittone« 
J^r^ . per eri^.. in^ Fra^ Giordano da ^ipalta •- 
Jodice . in Fra Jacopc^ FaffiLvaoci mt 
Jodicio . in Franco 'Sacchettr.' 
J^ja. in fenfo di jpiaicer fi^yolo. tiLFnt Gniii^ 
rone^ 

DL vsne iec>olarf /•/# . 
Jorntf, in Set Vaani d'Arezzor '^ /» travaglU' 
V^' siia^oitie ,1 r ^or^o • Ed oflervafono il 
Taflbni , iL Redi , e il Mtna^io , clie cosl 
'iuxSQii} quefta floce^ i piil tnttcbi pwti Ita- 
lia- 



N A f Ol, 9 T A N O. -6i 

liatn>€OBii Cui^a d^Camo/y. Fra^.Giuttaxie , 

, td akri, ., 

Joshra . in Franco Sacchettw- 
Juramenta,/m Fra Goittoxie. 
Loceo • per fciocco, ignorante. Rim« ant* delP' 
AUac* c« 141* Lo^ra saresfi-^, e foi i* alhu 
tsraro. - 
L/ocA\ jxt qxxm. in* Fra GuittcM piu volte ^ 
Nel Teforetto di Se&JIkuiytia Latini • 
Ci mistii legpali- 

Per moJirare alia gtnU' 
Che lacm si^ fijtato; 
La. Terra ^ 4 terminata. 
l^ Boccaccio nella Piftola N>apol«4. ttalle Pr^- 
fe anrictifi c. ^05^- Loco^. tti Abkat^. Janm 
Boccaccio .- 
Mdlestra ^ ia Fra. Guittone %, ^ In «ltri autori 

amichi*. , , 

Mog/der^-. nAW Tav. de' ^radL di. S»^ Gir. , e 

• in altri ^ 
Mulpiplicl^* neira^Storla diBarlaauo e Giofafat- 
Nabijskt^ • per innabifsato • 4^ .Meo Abhraccia^ 

vacca Caaz. a c* 77. deUe sip»«. a|3f idle • 
V^te . pei; .tttaaptl . in^ Fra I:acap»^ da.Tudi 
ICinre •- ^ 

Nantl^osto « nello flefso «. Nat9tiffost9 il m% va^ 

NegrigMttr. m Fm GiiittOflSe:^ 

Notrict ^ nelle novtUe Anticlie, 

D6br$g^iif ^ nel Vol^xisEU de* $crmM& di S^ 

Patremo » ^ PairftQ « in Ciolp. da CaiB» . 
PiHrijai9^ in Daotft da llAajMQO iUxne aor«.Ptf ;• 



«4 D tAEETTd 

CAf ntflt* momtni ne pvtt parefMre • 
fep* in Fra }acopone daTodi. Ma ctm^ftH'' 

PiatQso . i^> Gnido ' Civateantl Softttt! • 
Prerjar-'. per fttgio, fir Mazzeo-da Mtflftna Race; 

Aliacci'c* 4S5; 
Preife • per Prete • Nm dkiamo^ PrtveH • ia* 

Pr. GmttOHe . 
Pubrico'. in-Pta^Guikane'.' 
Quisto. la Ctnlo da Camd. 
Redutto • nd Petrarca , e in Fra Gtthtone; 
Refentere* in Ciul6 da Catno Rime Ant. c.40j^ 

Gknrditi bells pur dt repenttrt^. 
Resposto . in Fra Gmttone left; 2; 
Rftrinf^\ ist\l6 (it{h\ 

Riscua • per rinfciu • m Franoefcd' da' Batbet- 

rin^ • 

" O^attnosa rhtii's '• 
Sajetta* in Fra Guittone lett. a; 
Sarraggio. neile Rinre Ant. det Cod. Vattai;« 

579J. 

Sisnoscente , in Meo Abbtacciavd6c|i''Ritne • 

S^e Is^gih^te^ villain , e ttsn^seentt'. 
SStara-, nef Volg: deNli Tar. de*Gr. di S. Gift 
Semontart • In Fra Guittcme lett. ^ 
SemmofNh^-in^Voiffft^ da & Geniniafio Rime-' 

Ant. 
//* Lamtdi pan tspo de stmrnana-^ 
Simprice . ntel Vol|. delta Tav. de* Gn 
5%>f/r»0 .'per fefttonb; in'' Fra* Guilt, lett. }• 
'Sp¥^dH^\ iiell^'(le(ftl 
i'lfo//. nel Vdg. della Tav. de'Gradi; Le SU0J^ 

immfkfay e coti'moice altt« volte* 
i'^^^^'t-iavLnigi-Pdtci MQ4|;ante maggiofe* 

Tt4h 



NAPOLETANO. ^ 

Ttadttt^^ 1A( Bbodo Boi»dii • Race. AUacc. o. 

Trwamhmi tfndut^i^ 
Trairt. p«r trarre. xn Fm Gaktcmr. 

Fko « in Giovanni Gindice Rim. Ant*All'Aiha 

C. 421. 

VkstJ^. per baila .^ in Fra*Gio^no Pred. fim^ 
lamtme vasta. Mi die ^ ed IB Franc. Bud 
Inf. c. 11^ 

N9H' vasta nser fartiu da €9ttoTo • 

V$^. nell* Impcrator Federico Rime mckiie . t 
tfeo If stmbianti , e nelle rime del Re Enfi0 
fuo figlio. Del nuo senuT' new t«e» 

Knciun • in Fra Guitt. 1. ia« 

Voleno ^ per vogliona .. neUa Tay; <fe*'Gr«< <& SL 
Gir; 

V^he-* per voIIc-. % nfitatiflimo dah Pfiiarcr ,^ 
da Fazio degli Uberti^e da tntti gli antichV 
ancorch^ oggi fi riguardi come ercor di litt^ . 
goa. 

Zoi. per qul^ • ifr^ Ceccor tli Mefl^. Angioiieri ^ 
e in Francefco Barberini cos), troyafirfcrino* 
in zJt ^ e in l^ . Vedafi cipcchi & ixa/pk ab^ 
Uiam. detto alla^ voce vi* 

AU)iamd ractolte dal vaflo finolo' di tamf^ 
£:rittori antichi guefte voci , non per altra ca^ 
gione-, chepepmr cono&ere qaanto erano ge* 
neraii y e fpafi in tatta Italia., e da tntti i poe- 
ti ,.e profaiori adoperati ii nofirt* idiorifflu > e^ 
non )b gtsk- che. per raccoglier cosi poclie^ vod- * 
avelfimodoviito fndare a crivellare tutteie poet> 
fie di coftoro-, Del che fe taluno- aocor dutxti^ 
fit ^ potrL difingannarfene vedendo quanta Ire- 

foea* 



m • il) rut ETT q 

qoenttmente ^ e in chv^tgian cdpiadxTctiho <fi 
quefll antichi le adopera. Diatnone un efempio 
edraendo foltanto queife i cht V ifioontrano nel- 
k poche rime vftrk di fonettt , e canzoni cR 
Dante Alighieri ^ il quale iodabttatamente nctt 
tMV fra nmv •* 

Ufa" Dante fpeflb P articoto /i iff veoer d^/Y, 
4rcendo /o mtndo , /n mnpio ,. /d V/io ^. /d j^^ 
ftitcerr^ id cme C^r^ U& vene^ c<mro»n9 y av- 
vene\ tene\ sostene ^ per vie'ne ^. convieoe |. av- 
viene y ttcne -, fbOiene ; crrjtrr , cridtutM , Ao- 
'%i0y.k99€^^ maitroy saccio , sacciott ,. fac^i^ , 

f2i, vertH$^ y-fttuts'^ fertm^^ canc/puto y v^ 
stutry benegna ,. iaudvre' ^ proveJvnza' , r#wi- 
JVMt^\ \fhaa ^penta ^ def^ntSy. C07iduce¥e , iff- 
ferf, corcare\f lassare\y.inforcare^ ^c: Ufa r/* 
imitfnt^.y di^ientk per rihicoho y^dioonO'^ ^irr^ , 
impif pei^ ineffo\ impiccatd'. Ufa- infine v«^« 
yer iredav Msnmlnra per raflbtnigiio « jfi^ pec 

J[ueftav appojatff per appoggiare ,. stutarr per 
imrtare > ^Mpmre \n wnfo di vivere , #» r/V^ 
j)er ca ridi% ^ter per Totev chiama m voi per 
•diiaiiia tol, n/i/Za per niuno , cers per ciem , ed 
alt re infleflioni a parole oggi ttmenoftre^eche 
i Tofcant sfiiggonp dk ufare.- 
' fiaftina qneAi faggi per qutete dell' antmk dt 
^e' noftri coneittadim , che 6 nunmaricano t 

rngona fuUa Kngua, cbe parlano . Diajfi ioro 
gnatar imova', ch' eflTparbno afllai miglior ha- 
^ Jiatio J cbe per ventafa noa $>' Vmagtiiavano • Veg« 
flMo , che pomano iir certomodoancheeflfidire 
pnmus Troes , fntntxio Italiani • Erano i noflri 
modi di pronimmie nos difdegnati allora , anzi 



NAPOtS^TANO. *f 

vesvrati eome t prtmi > « i piii antichi ^ Se ora 
non lo fdne pitt^ 

Peccaco e noftro ^ e oom naturaf cofa • 
L' aver noi negtena di> fcrivcre nei noflro duk 
letto ; P efferci umcameptft: <H:cupau dal decimo* 
terzo fecolo fino al decimofefh) a a* fcrivere ift 
latino , o %A imitare i Tefcani , ct ha fatti de- 
guiere da quel primato ^ at quale^ ae' tempi di 
Dante ( come di fopr» abbiam rapportato ) fen*- 
tKavamo fffere i piii viciof. Onda veniie avcrif* 
ficarfi intieramente cioccb^ di noi prefaggendo ^ 
e guafi profetizzanda caoti> il Pet^aica^ allorcMii 
dUfe:^ 

• •••••• .E i SiciliaaiV ' 

Che fiiroa^ priroiyeqHivi ^ran da fezzo* (i)> 
...Ora coatiauando ia. narrazione. delta varia fosr 
tuna, del nodra dialf tea diremo , die dopo Mat> 
teo Spinello n^a troviatno altro fcrittor noftto. 
in e(fo fino al cteditto Gtovamri Villaoi aittoce 
4tlh CrQmica. di P arieno^t f^cbt^ axtiysL fine al 
pfincipj: del> ij^^a^ 

Ma chi ci potreU>e perdonare ,. e qoali olo* 
canlti y & vittime ei ^potrebbero efpiare agli oa« 
cki di mokr, fe noi trapadbflimo, fenza ram- 
QiedcarU>, b Pifbla iii lioguar Napoletana dell*' 
ionmettale Giovanni- Boccaccio ?' Tutti' i Cm* 
icaoti , de^ q|iiali ( cbi ii' ciederia ) Napoli ha: 
abbondato piii y che Firente ifle(& ».^vfan per fer« 



'¥ " ■ 



*(i)r Qnalchot altro efempia di parole , che. 
fiitotio un^ tempo generali Italiane , ed ora fono* 
ndotM a (blr idioti&nL aoftri ^ s' i&contrer^ net^ 
Vocabotatio «. 



it D I A L E T T O ; 

no, eke Penore fatto da nn Bocc^cio at n0itro 
ilialetto fia tale e tanto , che laifomigli alia fa<^ 
V0I0& preghieia di* S. Gregorio per F antma del 
Atfinato Ttajano v e fdlo fufftaghi a liberar dall' 
sbomimo tt iiofhra dtaletto , ed innalMrlO' ftHe 
ftcJfe, 

Dirancr adonqoe , cbe H Boccaccio: dhnorandb 
Jn^NapoIi) meiitre sn^ di not tegnava Giovannar 
I. y verfo V anno f^49* toII^ per ptacevole2»i 
itrivere a nome di Giaonetto di Pkrife a- Frait^ 
eefco de' Bardi in quel volgar dtaiette noftro- $ 
del .IjQale per efieno^ dd my lungo foggiorno 
qjAy e di qnello, che prima avea fat^o in Si- 
itilia, dove and5 a fltidiAr la' lingua Greca ,• ave- 
va apptefe molte voei , r ffKrfte- ftafi . Ma fic- 
come anche oggi avvenebbe a qtialanque To- 
icano, cbe d^orando< rr» not* sr voleffse mettef* 
te a fcriver in Napoietano C dlalettc^* tamo dif- 
&4le'} che-gU Qiem no^lri" qoasi mat non has 
iaputo fcrivere correttametite" ) , avveime^ ehe 
egli ingannato dalle analogie coAimife inninne^ 
rabili piteioK error! sia neli^ inMflione , che det- 
te alle noftre voci^ earicandola^foverchio , ^ 
jid]^ aver traveftite in Naproietmid motte vocf , 
e frasr non noftre^, o-fioa!mente nefl* AVer era* 
duro do^/^rsi fcoflar fempre dal (m Tofcanaav> 
cbe quando non si d6vevat. In oltre confiife le 
pronunzie de' due dtaletti Sictliano , e noftro ^ 
e volendo fcrivere in caricatura sfbrzb foverchio' 
1 fuoni dcMe parole . Ni si cieda , che forfe i 
Kapoletani in qiiet^ temper pxrhrseTb con qoelfai 
caricatura , che egliufa in quefla lettera*, per- 
ch^ oltre at confrontp con altri fcritti^ vtcini a 
^el tempo de' vert nasionali j ogni piccola pra- 
tica y cbe si abbU d^li abbagji , in curiociam- 



N A POL ETA MO. 69 
pano anclie o^gi gli ftraiueri, fe voglioti icrive. 
le h parlare in Napoletano^ palefa fnbito quali 
•iaao in qnefta lectera gli errori delk flraniero 
Icrittore , e xpalk le variety , ctie veraroence in 
quattro fecoli ha potato fofirire il dialetto . Mol- 
to pib cUari fono poi per not moltiffimi errori 
ejc* copifti y e ferfe dell' ^itore , come avviene 
fenpre;, ailorchk ^ copia o si flampa in una liA* 
gtia ignota . 

I^ot per venerazione al aomt di tanto fcrit- 
tore , e perch^ tn fe fteilb considerate i qnefto 
«n preziofo monnmento per noi , abbiatn ere* 
4litto pregio dell' opera primieramemie rapportar- 
lo tale <;^e si tiova ibofrettamente ^oipato 
nell' edksione di Fireoze , ed in confriNVD met- 
teve la. correzione non fdo di tntti gli errori di 
fcrittora y cbe indobitatamente vi fono fcorsi per 
abbaglto de^ co{Mi , o ciell'^ditore , ma anche 
la cortezioae «li tutte quelle .caricature 4i ^pro. 
nanzia , e lii lingua , che vi commife M ooc' 
«accio per inefpertezza del vero dialetto . Ma 
lafcereigp esillere quelle maniere di dire , e quel- 
le parole non mat (late noftre , ma tutte To- 
fcane > che vl si vaggono intrufa • Avrenima 
ibverchio alterato il Teflo , fe anche auefle avef- 
»mo volute corriggete « Ben peri> jomt note le 
avvertiretno , ed inoltie rifchiareremo ciocchib per 
h mutaziooa Atf tesioi 9 # de' coitwni e u^^^cstt* 
to ofciiro • Indi j>er far comprendere quale sia la 
mutazione t di ortogNifia , ,e di lingua > che ia 
quefti quatrro fecoii na avuta il dialetto , la ri- 
Mrremo nel Napoietanp oggi corrente to^lien- 
done qnalirnqoe oaibaafQio , e. si vedr4 tubito 
qoutto dtvif Hi. chitai » «d itttelligibile a ciafcuho 



•• / 



7d U I A L E TT O . 

una epiAoIa ftata fimnra quasi iDdlfclGrabUe 
fkfli noilri nazionali • 

Ad Francifco deU! Basde • 



Secondo si legge fteli^ 
edizione di Fii«nze 
del 172J. per Tarti- 
ni , e Franchi in 4. 

Taccimote adiaiqiia ^ 
caro frattello » a tape- 
f i , cba lo primo inor- 
1)0 de ^o tneCe de De^ 
ciembflr Machinti fil> 
liaa 5 e appc ano (1) 
biello figuo niafciilo , 
cha Dio nee lo garde , 
« ti dea (2) bita a 
tiempo s e a biegli a»»i* 



Correzione fecondo V 
ortografia, c b vera 
lingua di quel tem^ 
po« 

rr I r^^ /o primo fUBt^ 
no dt S4Q mese ^ De^ 
cembro Mace hint i fil'^ 
iiaQ f oppe uno Ml'^ 
figlio tnascolo ^ chd 
Dio me- lo guMnde , e 
U dia vita a tiempo.^ 
t 4r bM^ annt • JE per 

^ ni. 



\ 



-«*• 



■^. f i>. *»■ 



Boccaccio . I Napoleytani £c6tio €4ippiiil6 yohiil'- 
U , cerwilo &c« »ef^ Csq^pello', . Aneiio ^ Cer* 
veilo ; dunque cre&ue , €he> dicefsei^ biello per 
belJo , e r Wa&t^ . ila^ ^Keat^ .fino a xxk 
¥olte ^ueA^alxMgiip'iieIl*atto^^ chle diie:aitt)tf 
volte ia qodlla Fett^i^iui decte i^/^fenzaj ser- 
rate-. . . • • • 
' • (a) SirVir. Ancoffcb^ i Napoiftaiii ptnmid- 
Ao fpeflTiflimo iV in ^, aome^abblam ptii voit» 
detto dt fopra 3,cib*^i la ^ei^4nt«arti-"Casi fo- 
N ) e con certe regoie y conrro le quxlt ha pec- 

cato 



N A PO L B T A 1* p. ft 

hi . E per chillo , cha ^AeUo eJbjf W« dhe la 

'nde dice la ttiitnma^ mammana^ cha lo le* 

na » cha lo levao (3) , n)ao , mll^ ancucciatut^ 

fietP aticoccta (4) nitto to s* assom'tglia aUq 

s^ afsomiglia aDu pate • patre . E per Dio ere- 

^^% V^.* .11*1 \f* > J *• 

ca- 
pa. 



£ par DiO credamolil- 4imoio , ris »^^ < 
lo ; cha 'iKfe dice lu h patino , cha la 



cato almeno fino a diect volte il Boccaccio in 
qaefta Epiflola. Qo) dovea fcrlver iftta , non 
bita. AI vcrfo j6. dovea {cnvtx venire scaja , 
e non. benire. h\ verfo 4^. dovea fcriver voglio 
dicere^ e non buoglio .dicere. Al verfo 72. do- 
vea fcriver avissevQ rueSutOj e non aptfsovi be^ 
dnto • Al verfo loj. ^vea fcriver 'scrrvfte , e 
non fcribere. AI verfo ija. <lovea fcriver scri* 
vece/Ioy e non fcribelillo ; ^1 tverfo ig6. dovea 
fcriver vedere , e ;non bedere . Al verfo 146. 
dovea fcriver tveamoti ^ e non beamoti .Al verfo 
147. dovea fcriver Vernacchia , e non Bernsic* 
cbia • Per contrario ha mefso I' u dove dovea 
metter W h. Cosl .nel verfo 12?* ha detto /ht 
in vece di dir abbe • 

* {5) fiv^f , iievare > afato da* Tofcani in 
fenfo del raccoglier il bambino : noi diciamo 

Eigllare . Ma attempt cH Giovanna L \ pofH^ 
lie , che ufaflimo la ftefsa voce de' ' ofcani : e 
perb anche pili facile , che sia un Tofcanifmo 
del Boccacio . * 

(4) Aneucvta • E' voce oggi tanto difofa- 
te', cne caderebbe dubbio fe mat Fabbiamoavu- 
ta« Vedesi, che il Boccaccio Ptifa in fenfo 4x 
fsfttlbzze • 



7*, DIALIITTO 

patino I cha k ^aoo- »0Jice ,. r4^ ifi t '^^^ 

Ice , cha d'> l>onajf>ar> perzi^^* Ob biva^io^ 

zona ^ O biro Dio , ck4i nde j»b/tf$9 jtbtao 

cha 'nde apifse (5) apii- un4> Madama ia Reu 

to UDO Madama (fi) la na nostra ! Acca fw^td 

Xeina (7) nuoflra .! Ac- eha nde faceriam tut^ 

CO fefta , cha 'nde 61- // t^r P /mtore sujo \ 

^eramo tutti per I* amo- \Ah macart Dio stat% 

re fuojo ! Ah macari jice foui tando ^^ch^ 

Dio Aato 'nci fofli ki- abusevo aiuto cbiilo 
tanto , ch' apifsovo apu- 



(5) ApUsi ^uto . G>ndinili rancatuce di 
pronunzia non le ^bianu) mai avute, Solamen- 
te negli Sciittori veramente noftri di queltem* 
po si trova Mbuto in. vec^ di avuto • 

(6) Madama . Dal momento , che gli An- 
gioini peryennero al Trono di Pugila, e di Si* 
cilia, alie Regine , ed alie fpie Principefse del 
fangue Reale d dette coftantemente il titolo di 
Madama, r\\ niai gli fcritlori jdi quel tempo qa* 
/oirarono di idarlo ad cifse . 

(7) Nuostra . L' analogia 'induce fiempre in 
tmovi abbagii il Boccaccio . Nuostro in vece di 
nodro dicono i Napatetani nel maficolino , soa 
poi nel femminino dicono nostra \ A buonron- 
to quattro volte in CQsi coita lettera ha com« 
mefso qaedo fallo^ a jcui ba iggiunto d* aver 
fcritto ciAosa in vece di c^fa , tuQtcia in vece 
di torcia , pruoprio in vece di proprlo , fuocm* 
$e in vece di jocate ^^hupgltQ in vece di voglio » 
credendo accofiam al fvono della ixoftrapionua- 

sta, 



N A* P O L E T A N O. n 

Uk chiUo (8) chUCfte pi^tre i'nchieita , c^n?, 
in chiocia I «oin' av' io sfbii* io^ mtdem^ ! E 
mo4^veinmQ J £ (acci , sacce ^ cba quando ap^ 
cha jqaalk appe fiUiata /^^ filliaso Machimt » 
NIaciunti (9) , a cuor- a cuorpo li compart U 
po li compari lie puin- maadaro Id chit* bilh 
daro .lo chiu,beIIo puor- puorco^ ebu bedissev 
ca , cha btdifsovo iiigi- ingimai , ^. manduc^O' 
mai , e mandichaosillo jf/o ^«r/o , eJka nee U 
tiuta ; cha 'ocelle puoz« /n^ii , j/. buoje su , 
za, (i buoi tti 9 benire ventre scajs^ cha schit* 
Ccaja (to) , cha fduuo 

taa- 



:^ 



ala , dalla qnale. (i % anzi fcoftato , ed e cadut<| 
nell' acci^mo SicUiano , o Calabrefe • 

(8) Chiacere* Aache qui fii iDgatHiatp dalP 
analogia • Siccome i Napoletani dicona c/&/^ , 
cito^ere J chianu in. vece di piii t piovere^l pia- 
jom^ cosi egU fcr^dette daver dtr^^/tfC^r^i'i cam- 
bio 4x piacere , • fiiia a fei volte feplicb quefta 
grofTo crtcre. . * 

\^) A cuorpQ • Conffpondcva at Tofcana 
di .battiD • Era una mauicia di dire prefa dat 
France^, ^Horcbi i Sovraot di quetla nazione 
jQfgnaado tra aat aveanci introaottt ael lioi 
guag^ nM>lte parole di quella Ungita , t7fan6 
ai&i I Ifvuicefi la vpat ecmp^ « aioendo beak 
9^p , d* $m €9Mp J a C9UP 4Mr <^r. Qgg1 % at 
ferio dirufaco queAo moao di dire ^ cuorpo pet 
dtnour (iibito. 

(icQ ScaJM^ Corrotto dal latioa scabies • 

O^ voce^ difafata a&ttQ. . Ma non ^ mutata 

' iropreca 2}one gtocofa . che qui vJk U Boccaccio. 

Dial.Nsf. ^ gja^. 



V 



74 ti ALurrty 

tanfUlo non ce de tnan- tt tamitlo -non tt ndit 

i!ao « '£ dat>poi iti) ikandao • B dmppBi "aU 

arquanCi iilomi le&ci* quMni fttvmf h* fm^ 

ihobatiggtare^ porta va-' 7)*9 iaftiggiare^^ e pM^ 

Job fnammana tncom-\ rWo la mtunmana /«. 

bogliato hi deOo {^tij ccmhogUato indeio C^ 

Ciprefe JSl Btdatfainti 3^ ptett di Mackinfi im 



giacch^ \ uftratiflimo ancor 0^1 it dire u 
g4f la zella 'y e prende ortgfne s> fatta impiecth 
jslone fin ia^KomsLm. Occupet exnemtim scaiies^ 
Kliflc Orazio. 

(11) Arquarai ^ ^rcuna^ levao , bi^n mi 

ciene , tin ml poterana , ^#V» se^ ft "ekiaet ^ r«» 

iiihyhtio txttti Tofcanifmt pretti , che foap* 

f»ano at Boccaccb ^ « trafpalono <K fetto a que- 

ifta vefte sforzata di pronanzia Napolccami ^ did 

,egli fi ftudlb d' imitare • Bfogaa conlefiMo « 

ftvea appVefa taluna voce, e frafe miftra , «a 

iapeva pochiflimo il dialetto tiktto • 11 faperben 

lioa lingua non natla , \, una imprefa all&t pi& 

^ dara , cne non pare. Tito Livio ifteflb peccb^ al 

tfr drPoiIione, ail^atavinitl.' Rouflean, r^Idqiien^ 

ttflimp Rouflfeati peceiai <B GinevritJi , c it gdm 

Boo^cio j|)eccb* di Tdfc^df^, quandb' voile kiSv 

y^r m NapoJetano/ 

.4 fa) JQipresr: Pkrd1a*oggi ig&o!HK^ar. Ve^ 
^^fi aver mnotato cioccfi^ (fhtamafi 'tfa not rdi- 
trhllo^ e 434* Tdfcani coltriCella ^ ftelia quaite fi 
«avvQigono i bambini di fopra le firfce • Pare 
crediSue^effer derivata quefta Voce* dk Cipro ifo- 
Ij>^ in qoel tempo nobitiflitna -^ ^'dovtzio^ , trat- 
u i|ttale, e Napoii ecCvi grandtdtma.corrifpoii-^ 
• - "V * • • den*' 



N A P O.L EX A.N O. 75 

IK 9hiI(o. deUo. (ij) chillo de €amMiot9 

*iiitellofo inforrato di inforraio de varo^' non 

iraro : noh X^co , f€ saccl4i se te s* atrecot^ 

te €* arrecoida , qual da fuallsso vogUx> di* 

ifTo buogllo dkere co • <evt to , E J a. Squat" 

E Ja.^Squarciotie yot* <'tone pwttaa la totcU: 

tao la tuorcia allqiiiata allumata chUna cbiena 

chieqa c.hiena de carii- de carline y e foronci 
i^ (14) i ^ forononci 



COiQ* 






dcnza di commercio . Setto quefia Regina Gio« 
Tanna L ^ilorch^ nel i^4j. iiivvi una gran tem« 
l^a defcrUta dal Petrarca , .e pot da Angelo di 
uo&a,n^, perirono nel porto di Napoli tre ga« 
l^e^ cbe erano venute da Cipro , e (tavano fol 
pudto di toruarvL, e nel IJ72. arrivb in Na- 
poli lo fte^To Re cG Cipro, e fu dalla fuddetta 
^eaina a 1ml congiunta di fangue , di nazione , 
e (u alleanza amprevolmente accoltp • Sicch^ 
dfil lavorarfi forfe si fatta HofTa di fera in' Ci-< 
pro^ paefe abboQdaatilTiiiio di ottim# (ete, pot^ 
formarfi la voce Ciprese . L' ufo confervato fino 
al dJ d' oggi i , cbe quefto cotriello , in cui fi 
mandanO i bambini ravvoiti a bactezzare , fia 
ricchidlmo , oQde i chc, alia gente povera gfi 
fornifce la Heffa levatrice^ che ne tiene a ta| 
$&,wy 0^' fijpetbaniente nj^ainati , e gallonati • - 

(12) Dell^ ^maelloso ,[ Non formando al« 
cun fcnto si fatte voci, le crediamo error d} co« 
plljii , e che dobba leggerH de Camhelioto , 

\i^) Chtena de carline* In que' fecoU dt 
fervocofa divpzigne per. render pfli prezioG 1 ce* 
tei. o&ru 9i{^ Cbkie jS.ioIev.anQ arriccbiie a)a 

■ ^ ^ : moi: 



7t ^ DI AI-.E TTO 

coxUpari (t j) J^nnello c»mpari jMnnefto tat" 

Borzaro , Colia S(?oh- /iro, CotaScmtgiari^ 

giario,, Turcijle Parce- Turcllth * Varcetano , 

tano ^EranziilQ Scbioc- Tt^vnMlo Schioccmftt- 

caprete , (i 6) Sei:ilIo u ^ ,$am(1o 'Scp»z*4^* 

Sponz^oco , e Martjjc- co ; jp MartMceeUo Or- 

cf Ho Orcano perzl j e rano pefzl} e non sac- 

Don faceio ^pianta delli cio quanta He It mcttta 

ic^llio mfUib de Na- melno de j^apoU p E 

pole 1 E ghironci in jgiieronci inciieua^cn 

;clu€ita ^n ;ipfi (17) ^ 

Ma- 



mioht mOnete inzeppate ilelb cera* Ora die 1a 
pietk jt raflfrecUata di molto , altrq non % refb- 
to , fe . non che la memoria di tal nfo ridotto 
i^lld ini^inatiire , e inargentatore de'cerei , che 
ff ofTrono alf altare , e fu* quali £ latino va- 
ti ornamenti d* mtagli , ove potrd^bero affig- 
gerfiviDonete ;.ma i cariini non ^ ii veggonA 

piu • ♦ 

(15) Tutfi queftl nomi , e eognotni 6att , 
e {Irani gli ha accozzati il ^ccacdo per dat 
&ggio deile carijpature del dialetio; ma non fond 
^ognomi di famiglie nobili , che abbiano efiftito 
in veruoa deRe npQte Piazze • Eiano cognonn 
.popplari • . . . 

(^ 6) 'SefriMo. 'Tkit leggerfi Sarfi!Io . San9 
^ abtn-eviatura del nome di Baldafiarto confenrata 
a'ncor oggi in taluna famtgiia • Non fopo mohi 
anni, che ^ motto D. Sarro d^Afflitto'.'^mage- 
neralmente \ dffofata . 

(17) Parimente n^nomi di (\pMe donne 
vrite moltcar la caricatura . Catelh k nome del 

Satt« 



Mar^b- Cacdapulce^ , ifjJ MtnUm Caccis* 
Oitella. Saccati ^ Zita fuLce^QateiUSaccoti^ 
Ciibuof^ ,. e Rudetola Zits CuUiess^ e^Rn* 
de Puona nuova ,. c- detola de Potim^wyoa-^ 
tutte chille zittelle del- •# tutn citlUrzinlU de 
ja.chiazza nuoflm(i8)« la citazza^ n^rtrtu. ST 
£ . piioforool i DCHiw Aai- fosoiumli nwm Anto^ 
, Uvuello. ^ ad onore de ^nUlh W enwfe de Santa 
Santo Antuono ,, cha AnuumocianetUgHor^ 
'iice lo garde .. £ s' <& . F x/ svwovl V9* 
apiflbvi bedt^o quanta duta ^a^ta b^lh' de 
^Ua de Nido ,^ e de Nido.^. e>^ d^ Qapi^anm 
Capovana perzl^ e del- perzX , e d&llr c&iaz^ 
le chiazzt beaoDoo a viswim akesetaetia^ 
befetare la feta (i^) , gHatuii y pe cUrtB fi 
. pe ciertQ' ti Appevtina- ,^pive~ maravilUati^ . 
lavUUato • Bi^a n^i te- ^ Bene me tent ^ wa^nt^' m 
M , quant* a>> menit » . nteme ^^ chiH 3e ciem6 
fAih de ciento cteo , eeee^ che fgis^eeo e^lh. 



' ■ " ■ ■ a I ■ ' I » | >| ^ 11 II ii m III {\' 



Salim TiiMlare (fa* Caikllama» di Seabia , ed V 
ancour Qfttaliflimd • Z/V^ % la a{)bre\dMiira del 
some di Brtgida-^ dtfii&ta^iii tstto-. Qo^ di ^^ 

(i 8) eilazU . Cbiazza ^ e Sedlle fono fi. ' 
Mouni tra ner, cosi^ x^nvm sa . 

(19) Feta\ latimrmo, che fleatiamo^icm- 
4«« eflcse Qoat mxo ruA nofiro dialetta. 

(ao) Zeppe erfai^eUau , Nome di cofa^ilDii 
Mitiip^nte aU' acconciatma dcile te{!e di allota . 
Pare che abbia dinouto q^eUafeezied'orQameR* 
» di tofta fciuacciMo cbe fi v4e efptcOb 001)5 



y 



i% ©t A tittd 

^ppe^rttffMife,,ecot- 2:epte ert imitate , ^ 

«le maneeangiane (21) cvilemdnecaHgiMnecbh* 

thkfte *c peme , e tf w rff /?f r»r , r </* w 

attro fDedlefnniO ^ cha medemo , Ci&tf «f^^ ^m 

'hde fia taucfeita ditIM iaadato chithDio ^ci^ 

©CO , . clla le ctead . fo rrr/^o • Acca stav^" 

Acco' fta^Mio biellc ! »a ir//e f Uno^arstvho 

Ufio paravtfe pmoprTo ptoprio parze cAiih 

parze crhltlo jnotDo ia [fU9rn6 la chtazta nsh 

chia?2a niiodra . Qnant' stri. Qjtan^ 4 Machine' 

a Machititi bona fta , ti b^na sta , & aik^ 

ft laUetafi iiK>ko tiello ^rdse ypolt^ ik lofigtf^ 

Cglio : fton p6 ^nanto »•« /y<^ tanta ^mco jaee 

/awco jac^ alio hctto , ulU tietto , tomofigliig^ 

tom« feta cid* i • Apinf ht tha'd^ ^ . AvimnMe^ 

'ZQQtje atscera a diccrc aneota a Jk$re arcun^ 

•ETCtma CUO& ,' ft 'chh- 'casa , sf pta^e a ttm • 

€c a ten(i(ll.) * Loca Loco da Abiat$ fot, 

An At>tate Ja; Bdtcac- BoUactio ctmo^ saitUf 

C1O) como fai tu : e r nttf fvfdrnD n^' nntte- 

wksi joiirno , nl aottt perz^fascbittockascfi* 

perzl fa fchitto cha. vrrci • Aggiodilh din^- 

fcribeit* AgHnlitte tfit* . ^ 






4ipi'ntu!e ^egli abiri di qwd tciBpo^; Vtdi alWi- 
taWllarid la yoifce gf/fa/e . 

(21) Maffttangiam . Mimchie gfindi' ^ip^lh 
t^ , come allora- te tifevanti fe dontie ,. c-^reftau^ 
in ufo lict veftimefltb dillte tloftre cotitadind ije- 

(i2? le^ro ^ frcr inrijperteizA ctel (Raf^ttb^ It' 
Bbccaccfo i»6 ia voce toco^ che clxnotacKvlB'pef 
•ta«ca^^... ' ' - 



N 4k^ PfO L, 

%p, (U\JbLtt. y _Jk . foot 

Wfii^ bolnto iacagnane 

Qcx iflb buono uomo • 

ChlHo fe Ja ude >. c 

4icei];i^ : iiglia meo i 

ha (JHcdate », Sa (i^) 

]4i0Gcate alia fcHoIa c(^ 

li zitelli, clu eo iac* 

^o chi^ pe vokr^ 

adUceid (24) • E chU- 

lo ^ me dice Judice Ba- 

lUlo (2$) y c^a iffo fa- 

pe t quanta la dema- 

|i^ , e cbib cha non 

frppe (%£)^ Scacciiiopa* 

le <U ^ttsriento . Ngn 

laccia pecchene fe la 



ynlut% in^ffy^re Cft 
chisso , buqno uomo • 
Cail^ se ia tjde edll 

2iceiate , ^4; JAcatf aU 
seals C9 li Ziteilt^ 
eba 90 facet c$esso Pf 
voUu adiscere . l£ chU 
hy mi dicejufiice Bkr 
rilla y cha issp sapw 
tj^anf la dimmlo , r 
^hi^ chm nomseffff Sca^ 
^InofoU di S^»rrientd v 
iba saceio-'J^ccheniU 



.1 



4^: 



"«■<!•*■ 



tttmm^> 



(^) /W4|t • Doyea dir iocA^t c non iiOK^a. 
li^, mft I'tnganab U y^deccine fi diise dii^ertlu,, 

<a4) A4isuu » Altro latyiUi^a 1 cSe pop 
yafc abbia mat pototo «l!er ^rol^ noftra*. \ 

(25) Judict Bi^rriUo* Qigvannt Barite d%ui' 
nobile femiglia noilra vcnaca con gli Aogioni^. 
.«d. afcciita alia Piazza di CapuanamgrandliSlipd 
anptico del Petrarca , e del BDccaccie , e fuqua^ 
gU ^cbe il Re Rpbesio oiaoidb come fuo Atn- 
pafciaiDre iti Roma ad ailiiiere alia coffoaazioa- 
P0»(ipi det Petrasca. ^, 

(ft6> 5«4^ia<»^i«^ • Nohw fiivolofi'^d^^im 
Mdco i^M^ ctbbra im^ Somadi^ al {/am daL 

Harliari n Jf^^Sfllfrilimit ■ . 



V 



i 

ti .^ DI A LETT O 

h cMh 1 -na pe t« fa eherro ; mm ft id 

(27) Dottna da pede Madcnna defedogrvtm 

IQtto pefamende. Non »a peramtnde non pozz^ 

pil02zo chiti J ma , ma- cAth : ma male me *nd€ 

tt* me 'tide fape . Ben^ sape • Bene^ le perz^me 

mi le |$0fonc potteri me pctej^riano dicete | 

ilicerey tape elia 'kicta tum che ^ncr arcBefm* 

cbefikre a chefto h Di- re a desto > Drcotridoz 

cotillo : (ai ,. ca l*amo sat cm /** ^iwo amtnt'de 

qiiant^ a patre : oon patte* Nonw^ewtmin 

Dolferfe in de V abenif> de P abbenisre ar€unm 

k arcana ctiofa , cha cosa , cha spiacesse sd 

Ibhiac6fie ad i(fo y tied* r/;r« , lietP a me mede^ 

a mene medtemmo . Se mo • Se pfitce a tefm 

chiace a tenc , fctjbe- sctivelilh , r riM««* 

uBo , e laccovuuulace^ m^andace se nr ^/tfrr « 



■• 



(27) La Donna da pede ror^o • L** igiiofauv^ 
m de* copifti ha frffate qoefte pMok . Deve I^eg- 
.j^rH la Madonna de Pedegrotta- . Quefta ioiav 
sine efidente a pii.delki tamofa Giotn^di Poz^- 
zuolt'onqiratar iinr dal duodecimo fecolo d? ana 
CappeKuccia con un benefiziat^^ che la • fervb' 
vii , era andata in dimenttcansa , aHorcbb^attem« 
pi apputtto di Gioiranna (. fe ne rtaccefe {a de- 
"vozione, e net 1J52. fi terminb la eoHruzione 
jSf ana Gbiefa , e d' una Ganonica di Latevan^n- 
fi , che la fervono anche ora » St comincift 
adunqae a giurar per cffa .* il' che ora tfien fi 
fr pill > perch^ 11 popolo glurar per la Madoti* 
isa de to Otrmine, (Vanie* fa devK>'£ionfr femma- 
menfe ^tefeiutia^ wtfi^ quefta -ahr» im^gineyche^^^ 
pd qjoacttere popolaz^ del MeicaCQ ^ * . 



# 



Sk H cUac^ f a niio(iia' tmosf^a ' compare P/V* 

cooipatfe Pttttrd da Lu-- ito ^u LMag»aMo\ ^hm 

canaian^fXha llii>piioa&- ilo fossfi:,0im9 %fedefe at* 

»4taino bed^rt alia bo^^ /» vof^ia sojs ^Volinf^ 

glU fiiott «,' IblioHnoci* m^eif sftuMtt cba^ nam" 

ftiifare-, cha trnon'po- te fotiemo chiU .tos$9 

tiwno thXii tofto (cri^ scrtv^tt^ ebl**appemQ 0^ 



bere , cb' appimisd a fart f$no foco de chil^ 
fate iinav(28) pieca d*-, U fafto j cir iais' turn. 
chillo fatt^ ^(ajetll-' Bent st tt. piaee coxa' 
ne • Bkttjx it tt cbia^ sctivencelto^ t veammo^- 
09 (^9)> GotiUe (^) a ins^rum 4 Im chiaz* 
fcrivinccUo « e beatno* 



ti iti£i^»ta 9lla<:hkuaia: 



fr fiMO^i 



(iS) P/^^^; Voce totta Sici(iana , p Cak- 
br«^ ditiotant€ poco • Moitiflkai idtotirmt Sict-- 
liaoi faairrttiiii mqoefia letrera ilBoccaoGio, cch 
»€ U pottery li^ puGZziMrtm y.to , pfccs^y Utor* 
€iay cuosa&c* 

, (tp) Se-ii cHaee, Fino a cihque volte ha^ 
seplicate in poche rigbe- ie- irafi, x^ n pJaet ^.si' 
%(Hof9 tw Crc: il Boccacio . Quelle maniere gen* 
till di'dire 1^ avevamo alfora nol contracte da'' 
J^ce(r, cbe d dominaiiano • 0.iiella Na^ione^ 
natHcalMiente obbligaoie mettr il si vous pjsii- 
•a qualanqoe propofito* ,..e fino ad m cariie* 
Itct y che averse ad impiccar taluno, gli direbbe: 
Mn.isUitr' /A fauiy qnt /ttV9HS p/tn4t , ^ if voitS' 

(^) CMli^ . Svifatttra della voce Tolcaar 
,#»vir//^, che noii^fii^maL ooftca-: coififooode al- 
a4sqf$i4^m 



titt^ftm (ji). Loco #i •ftn «wfr<t * £d^«^ jfiS^ 
Zita fiemaefait , cbsi ftl ^r^ Wemac&tia.^ tUmr 
trifta (|^) pe r«n«> E '5ifid ttispa p9/^i^\\lB" 

a fia SediU , che repHcartunente fi noniinai^cr^. 
diamo che abbia aa ititcnderfi "R tiofh^ SaEfflr 
di Porto .* M^rf recjnto diefsorera il qaattiere , 
c;b« aUbitt diceyafi I^ggi» de' Piorei^diil , e T" 
antica loro Cliiefa d^ea^ a S^ Ghnranni tx^ 
poco difcofta' dalla C^iefa , e- Convento die' Do- 
yenicani di S. Pietro Martire. Oggt % diflnir. 
' ta> dofiovche dalla generofitl detia famigH^ dc*' 
Medid fr fabricata- qii^Ua che oggi efifli , ccfc 
i' anche efta fotto* I' mvoeaziorie di S. Gtevan- 
ni . In' quel quarter* di K)rto aWtb.Jf BOccac^ 
do .. 1! -Petrarca avea aiteggiato d^ntro lo ftefso^ 
GonvejRto di- S. Pietco Martire 4^^ 

(it!) St^ trista.; E*'mani*ra' nofira^ di: dire- 
• p«r (Hnotaire lo fer 'grai^emente faifermo , ^ vi- 
cino a mortre. Qiii. pare che indicbi to (l^kr radt* 
a per amore .. 
' (Jolf Anciie il gibrfio cR quefta data pare ^ 
•dire abbia- due alfafioni di fcher'zo ; P irnb ftif 
'ttome d' Atii^Ho , o AgrieHd, the a fentifhi* 
dar ad aomo ragionevole, per di! non vi \ abr^ 
tuatb, di taiap.^3^ rid^re <^ttto fe fi fentilR ^tt: 
il noii>e d' ahrb ammal bruta • L*^ altro i , che 
qucfto Santo i particolarmentettirelaredelledon* 
fte grkvide , tHt*\attiQmi n^tl^ aceioccht !|aa 
Ub«mi dalla gjobba.. ^ ^ ^ - 



CeiUtM. - I X>tUi4ini 
nfe (fs) itlh KaoC' Roec'*., {Ai^ 



(J<5). 



& Oat 



if^) Jmmttm.. E^ cosi cHaro , che U i^- 
•ttia^e fcritu a liome d'lin nomo^.e. i^n §i^ 
^ifiiai^ donaa^y che non pub duUcarfi dell^ crspr 

4t'coptiii., i^accbV replicjitaBiente.' fi dice /'«' 

m04hn»\ t it (ots% iktD l6 fcriverste donors 
jrfavea dirfi^^ f« ms^^hm ; fi & dal Boccaccicn 4^- 

fe silo icrivcnse figfio rmo %^s aUk xfit^/v ,^« 
.liii.cW ram fK>fi6a^ dirfi ad una dooiui * v £ purt 

ii Biioiont erudito diUgtotiflimo: us6 «uit» o(ipi« 

fsmzi ail Mby icdf ^Ua letcera: , cbe ktfsfi^ 
'inamc4a (nee icrttu a name d''ttaa|;fitfUdoa{ia'' 

afnka 4el Boccaccio , e del Bs^rdK ^ 

(^5) PW#r^ cogRoine d^iHia <dMiigUa^QP-< 
-•ffra noMiffima, dells^qnale & tfova mwnont- 
. fin dai tempos deiie Cracfate neiia perfotiiMdi' 
M. Rogyeco dt Parifr Signore di CafMludie 

delli Scbiavi »^ delk Piem di Nfiiote CorxU 

- -kifx, clmretfrl fefvkia>d' wmfn»^4' arme tOTiKA^ 
Givcitfut ift»;apii0ra Rana^ 118^4^ Oj^t no^ V 

• afcril^ «l(o Sia^«r dt Napoli,aveiidoiafoi^l#4di^ 

- foffiioriat aelbr C^pttab ^ ma cib neii ntditiil* 
> iMttKe^piiBtaila^gibria, d lanobtHt.. : 

< (26) Qoantinique qn^la Pii^Ia mm p^n^ 

diU'ca amo> latettera^xron dii il Boocftoci<»,l^' 
aeeonpagiib', tndirizzata a Fiaoeefe* di- MeAer 
Alttemdro ;de^ Bacdi Mereacicie fbrniliao -aU^ 
. ^tkt a Gaeta , puUicau per da* ;p9itiia irolta ^an ' 
,- ilft«saiUiiMi> l]|f«^ flMitotatfi^: £i4sg^smi§&m di^ 



Dsbttmo^ 9tfL la traduzione di QV^A^ nMnomnr- 
*da Eptftjola nd liagidiggio , e ncu' mogcafiitcoD- 



SBnte. 



iti k^BiU ,. «• vhtuM ihgtgm mtfOvamsfmh rac» 
fioM ( in FldteiVzft ^pfefso U' Dom it$mi - m 
4.) fi rrevft fegmta:- Di Na|»<^ alii XV* Ma^ggifk 
MGCCXLIX. In> efsa ecco ^uel che fe at di. 
«e . ^ peVth^ fovse <U qufsty emt lifti rfpvi$d:^ 
ei(j^ ckie »i aUegrimoy e noft QJfendomo , nom s^ 

' h y t^ n^nsiimtno' leggitri , ma pure p^ u«m: 
w/td 4ttto^s- pQtete date iu(ig» agli mmtripem* 
4ifm , ptr U pfestnte deftera^ $t me mandiamoi 
iV ^uale n^fernUni pllk- asu^ $ «08v«Mr»iir ti' 
freghiamo ton fueUo oftime leggiUy.cJhe iw pv 
miperto di nod ntedesimi Pi scnmHone •. " 

(A) Aiiton Maria Bi Bool 9. che fii. H pri« 
'mm a pub! tear quefla PU!oia Napoiefana> ^ dicr 
41 e^r5 f ejrvito di txt cocKci Mane&nttt: y iioo> 
sella Lattronziana Bkaco 42^ ood, ro» , ifaitro 

- M^ ft«fta Banco 4^ cod. ad., il wum, ddi' A- 

' biite An^r Maria ."^alvini , U: Goace kfattcoo- 

'«iielli^, oltm^ ajl. dne^ eodici' dWhk LaAi»im|ffa, ct- 
ta^^Ache i docHci deli» Rkcvdiaaa BancQ O* 
If. num. k6 m 4* H. IIL aum. ^xw in foU^.. 

Ill; iimi. 4$^ , a 416^ in fbi. A noi > maocato^ 
il tempo 'di^' p8e|;ar quaicli0» amico emdlto.taFi« 

, ie»et di> far il confconro delk varianii )ir40m.di 
fliefli'c^odki y «d^ «mend^ cosl> i molti ecciaride^ 

xaDy{iBI\ Ma non maqcJier^^ chi. potrl <va* ^^d ». 

^ Wuk Micfli fiicc aiko^ «»a«QdQk guic^ daUa .«iwr. 



A. Ftmiioi de. U. B«nl«^ 



•^ « 



rr- Cii l^'primo* ittotn^ di sto most iU Dfcem" 
ire. MaciJfrtf p^is^e f 0fpi na Mlo figliV 

f$n0'jike Jm mmmMna j che I0 pigU^^ 1 nelia 
wpattzii^^ ^M0tQ J? assvmigUa m li psirf • M p0 
LUo' credimm^U , €M nee dicf U pmiino , ehe 



nziom> die iioi fiilia pr«tica, die abbiamodel . 
noftm natural dialetto a&unp qui imprersa . la- 
taiita fe a ttitno pUceri iniprender quefta ri- 
eerea, Jo pceghiai»» 4' oAerspar fe 11 nome dell' 
•imna« della'^ l^aEH. Mafibinti non contenefse* 
qiialdie eiror de^copifif > CertatnenKe qoefta vo« 
Oe 11011 mat ititefii non (ecma fenib in niunalin. 
goa . Noi fofpettbmo, che debba leg:*ei& hit* 
cAmtt ». parola FmnOBfe , ed. eptieto, cbe aocite 
€mi d4i qveli» Mazkuie. pes: vrzzo. (i di aile 
fitficinUe hirhetre ,.-:«., amabiiaie^ie difpettofe • 
%AblMMiclBwaOo If France^ ne'tetnpi dti Bocaiccto 
frftnoi-aUor quanib Ja. Pfc^ren^a erafottopi^ 
ai nedvi Soyrani ^ ed. il ^tiacttere^ incui abitava* 
^D» yit^\%xm aUa Loggia da' Ftorentioi ^ oeii* 
ilerva ancar aggt ii nocns di Chia^za Franaefe . 
fiedilS^ a£sat oicdibile , ohe il Boccaccio e il 
Sigk FranMco dt'. Bardi s' totendeisero di %iaal 
ttBibU ^00114 wlateo folto que (to fopraoooaie* 



ckit Tp^gvnst snmto mo ifsdama ts Ktgiim^ 
nostral Atetkt fm^'-ci^ wim fidkniamn itu^ 
te pe P ammart sujo- I Ai mscsra Di9 sts^9 
-'mce ftisse tm fami9^ tie -4n>Mfit$€im 4m9itm'€kil' 
io ptMcere ne^tttrm , $ 9 um^ ^9 h mtdenmm V 

- 'E sacse cu quamnr dppe figtiMio MacJUnti^ tie 

' tona It ccmparf i^ mamtar^tf^ h ciik Mfff-' 
^fk^rcoy €bt bf^istt^f^ matt ^ e S9 k mj^fmmt' 

- fHHo y €w net U potza y ai vmf0 Mi-v tMtriir ^' 



^zeHai tu scintt tantHh vn et ne 
E doj» wnt-'jUfimt U fettmi^ vst$efmr^ , r' 

tfirtmfeh U'mammartiig twtM^gUmm inf m 4q^ 
Ciprefe dt Machinti , inu a no cMU de esm* 

\mellono nfotato de pelh de vari»* A'p» succi^ 
si te P Mlhcuvrde , fumk ^ elnti^^ -tie i^gHo 
dietre io • Efiuhfire Sfetai^ciwie fonafeid Mr- 

furonce comprre''CiKmmeUo^ Bkfzmro,, QeiM. 

Sconciario y TmrcMo '' Fsneemto ^ frmetillo 

Schiocc^ptete , SarriUe Scond^jttoeo , e Mkr^- 

Uiccietio Orcuno y e g&ermece*nciiefe$M eo i$si 

MartelU CaeciapmUeee , Caeelim S^c0s , 2S^ 

tM QuhitosMy e Ritdeeolw^de Fottm Neftfs , # 

• tjme eke lie EueUe de 'Iit44fia9»e mstne , . r 

' ie poiero mmme AmomeHo^ oneve de Sioto^ 

. Amtetonotf do mg0 h mnaede * M n suuse^o 

veduto qMtm$M Mh de- Nfdo^ e CafAmim p^^ 

^ Zt 1 '^'deh eki^aesisk vonme^ 4e boset*re is fi* 



^liaeM rpe cierf^ «* aV4flrri^e mmravi^mtm • 
.'Mbi me.'feitey yMJM* m inem ^ viA de^ceemo^^ 

creo tcd^ fpjseeo coite Zappe' Ettivelfatr , # rW/e 

. M^necatsgiane cHeene de perm ^ e e^'aeo mde* 

\ u/k/nacnee^ ebe no sis. iasidMo MUo^ Bio , 

«rif Je criofo. AeteUa soeetmno teitoi No fim^ 

f4§^iso ^rofrie parze ehillo ju^mo^ In t^m$L\f 

no- 



ftnc^ m h Kim , cmmuf'tf f^frmA cie JT ^ , 

«/o, eommo safe tu , me h jt^m<>jni ianot^ 
^1^ fkrxlfa^ itchhkty'f9if9'i ^*r serivtre . Nee ./•* 

* tiggk> dift^: ihPh" v^t^y e me sh-vofufo ncagna* 
ft C6 citfT9^ iti'skchm. Isf& H'lof Tide , c me 
JH^ j%f^ **^^ *^ ^^ctitf^ , v^ focs a U SC0' 

' ht r^Jt'fi^l^uie\ed h fa€cio chesso pe voli' 
imp or ah \ & h'J^de^ BarrHe^fme dice ^ ca 
CwrSff'sape /i'ili de h dirmmmio , e ch'tt r«- 
no^^veppt fbatcintpoh df Sarrrento . Non sac* 
' ch fectM f2 acctrnf'^' fna p^ la< Ma Joan a dt 
^^Mtgrtma\ ,m€'^ d^sfiac^ nm po^cAdicSiUx 
ina Wrale^'mt-rme-hepei ¥ h vtro ^ci'e quae* 
*** el^e ptfl^ma ine tdttkrrit ditere tu the nc'' 'a}e 
' tJSefair d. ct^ssM mi $t fo dico . Taje ca T 
•* ^^mrhv c^mtUr fktre . ^^ vtma ycBe te ntra^ 
•' WTferte qftart1tf9' ^^ , cht tpiacesse ' d isso ^ e 
' 4: me medem^ . Si frtgct- a ttm , scrivenceilo \ 

* e ¥dC9mkrmmey si U fiacty a t§ ,c9inpare nno- 
' j9r&'Piftro^d4r L»ca^a7^9^ eht ihpozza'mmo 
'^^tfdhip tnmm dfsidera. ifsoi- • S^cusatence pa 

'^(fff'^pi^fm strivm ftimd , ich'^ebiemo da 
^^fkte^m focff' dw chilf^ faftp^ycie saje tu. , 57 
^lf'tfCto¥¥t ifuaccihi^^ayscrivtnn 
mo» 'dedere niiwrnto 'a- ia cbiazza nostra ; 

* f!ek sfa Hit a y^Ynaeeifiay che ha tristape te. 
^B gbv^rnate . A fiapoi^ li^ ju^rnadf S'afit^\ 
^ jf^ielhf ^ ' r . , 

^l^ti fifolt Ciannett9 de Far/se de fa Rocca .^ 



AlMamo refp qi^Ji triViifo At gfak».MM^ , 

'di^tivertnza , - <4ie do^jGevaoii^^ wP^ B^^ccaifid^ 

fcrtvent« ia.Ntpoiti&JUNiO^.ina (m&L abrf li jia(- 

~ ztalit^ • Ora ripiglieiieiw ,1 yioterrotfe^- ££cmf6' 

detla^Crookavft-Paittnqg^ art noftm GiavAniu' 

ViHani, .. ..:... v 

II Tafim al'Tom..3^jfifig. t$i, ttrithcom oobY 
W>ca eratter^a <ii critica r articola^cfi' quffto 
f^ritf6re ^ cli& ci-obbligd-a. nofO wnfaHbLtlo^fexxiaL 
CDrreg^eme gll afahagli<; EgliVcredttte e&ce fti« 
ta fcritta. quefla . Cronica verfa I* warn - 1 ^6m» , e 
ixoa avverti-, cbe al'cap. v^:^ M tib. !• » ael 
ouale (^aefto credulb, e iayoiorc^'CcQatAa^ifbn- 
chtdreil |)peta Viigliiock URvgiiMco di.^ftni 
alfora atfai ceiebre , xbe &cevafi in usa ampliA 
fima ftfadi enHente ancor «fgl non IbnUiui^al' 
Caftello di Capiiaa&> e detta a- Carbonara , di- 
ce cOslV Eibebie prhtcipiQ -io *^i&o jpcq da/9 
iHenare di Is citrangolt^ , . 4 U^ e^U da fh 
smcMss^ U m$n0re it le preu » ^ /^ ^ mae^ 
ff y ma stavan9 eoi' capo- C9pef$6^ con- iseimt^ 
ti , & ermi di cotta • E/ rfr p\ fiUnmwi V9n» 
ne al ttmpb di anni MCCCLXXX y €&r fuil* 
li ^ chenze jocSlv^no noH'Okitmnfw^ c6a, Jt or* 
mav^no de tutie armi ^ infimiti C9 m mmrriuh 
no, &'^ €Aiama0o Qa^mara-^.in mi f^kti U» 
fiv'se soUyaiH^ ggnare U bfs^h ffmn9'yji w&m^ 
dnzjt. Non ayy^tl parimente al capa^qoaMi- 
nfimo di^ likj; , . Ret quale i|, leggr Pircb^ h* 
nanci y c^c scampisse- »no mase di ffb^ dMa 
m^rte di /i-Ri- Lovisey^mori^ /o^'£Fo Atfr J* 
sfr L&visi y h qaaU fr aMrrato in 119 lii Mc* 
clisia de SamBa Croee dt Nap^li dt li Otii- 
ni de U Minwri yOs- remas$ di- ip9 MesHf 
%QWsi U' spettabilt M»suu Car^U df D'f- 



N AFOl:ETi|ltO. te 

Siciiim^.Hon ariKftrtliii fine , cht in. qneftt 
Crookhe no*, fi pitfia 4elb mojte cWla RegiM 
GiavMioa L , ch« icgul^ io iBaggio dell^ aaao 
SfSit V A^ ^' np|Mna j*. vtnnta dl Loigi df 
Aofi^b in foceocio di leL,. cbt. frguV at pi&a* 
dpidi^qoelP anno ifteflb 1^82. , anao id c«l 
Caria IIL <&. Duiazao avara. aflfuatft^^ tl titol^ 

Cba dirono pcu dblF^ incifdibik cootiadizia* 
jw-9 coUa ysule » dopo avei docta » die qnefia 
Crooica fiaifcc. nel x^6o. «. ae. fit aacoie Gio- 
vaitni R«cnbo> ^ detto ViUaoi V che moil oA 
i^iiUf hamdo appase da una ilcrizione Upfai* 
arale ^ clie mm. nuIa Ciiiefii dt Sr DosMiikf 
Ma§|^oie7 

NcM ioclititaiiio af Aadnitii^ d^ P. AgaeUt 
Rugriero dt Sakrno , e di altri fcrittoii rappoi* 
tatrdal Topp » t quali ^citdono autora di qne- 
fta Cronica on BurtolonMO Caiacciolp ,. o p^ 
flMglio cfice CMa&, Ginrcconfalo , fentfati fall^ 
•wnoriti d^ ua aiiaiiofciitto di qcKfia Cronica ., 
nal ^nala fLkggiva: LmsopradiAa hrevginf^t^ 
m^ione tnaSa Jm div€PJ9 ttmscbe , chf pvt^n^ 
w nostra Sigmor§ \{tft L«|/j« Av n^^stro /erfelism 

rrfa 9 Csivaliere de NapoU • Crediamo adiin<]||^ 
che ignoraodofi il vero-nome dello fcmtore , fii 
quaffii Croaica chiamal^ di* Giovanni Viliani ^ 
giacch^ U anioce di e/Ta akm non ftise , che co« 

E'are (^uanto>paA datl'tiUucia di.Giovanni> VU^ 
ni Fiorentttio- 
c(.ChecchV (Mi del vtfra home dMia. icritl^M » 
^ueQa- 6coaica^;'Che rido^ia pxtma volu la In* 
<$ dfllarftampe neK js^4« accaviju^wM 4^«na 



k qm\^ fotft Jb 4if 4h;«rfo, « pSi aattco fcfit^ 
lert y cerm > chr lo ffik dtUa awk&aa noa 
t 4i rania fow ftki ti ^ e pmdi- 1 qiuuito ^Mtto 
jklld SpifiAo . Il* ctoniQa. (moaio il gi^o- ai 
Ci6niindat<y i^^ foo teo^ ^ focaBaisdo& & ^aruK 
«M ci^|»tiai , e dkfctametnt , i4 iiiefcfaiar itum* 
tfieratbilr Idiifiifmi , i <piali •videnitnaeflte . boa 
erano ufuali a4 volgar dtaletto , ma (onmvsam 
^fla Kng^a mbite v « coitA ^ in* oil fi icrive* 
M • Rimarcfaevaie ifh cfae vi $* iaconttiao- joem. 
pocht FfancefifiBl o^i iBfvrfati afl&tto , e clit 
itiora il ttoOrotr ttngoaggia a?ta , coorratit daik 
#ettiienti2Sone co* Franceft, ivgnaiMb tra nd^ la 
fkiea d* An^ 4e' Gemi dr PsovenM • CosJh vi 
fi vede ufata la v<K:e osiifri per dinefin: abitfti> 
ftione ; (bl Kanceit Jh^si^t^ dke oggt icdvefi 
^$i»et f le vod neptests , refiUu per* dinotarri* 
tefica y ricer6aiit y di^ Ftaacefi r^mite , r#jiw%. 
fd altrei. 

l^er dare im &Mio deUa ftila £ «e(b ei» 
jiMla , nan meii.^ cte drtia tm iBCfedifaile cnto* 
«lillr*3^ fcempiaggtm , td igiMfmiiardella.ftm»a •». 
•tfea ) fapporteremo fnl i capitoU 17. , iS« , 
l|p#^ t ao. 4ei iibro primofdovt fi defcrivoiiQ i 
Hhonefiz) ^ ciie per Aitr JBagica \kffi» Stok $1 
Mi^etaid. 

»•• 

Come PhgiU^' f&f i^ pisesn^kKKM dtfi 

» 
fithiHan' ih ttati U 9uti »w p^ $Mert , »»> 



* tff de la Gfrgka. ht ntl $empo fUMndo OB^ 
^wmo mrdhtMo MmretfU9 Diu:4 (i&' It ffap^htm^ 
ni , in net $emp4 M ipuU Hf «r^//» , usend^ 
Coifsitisrit^ • & quasi ReSore stt^ , • v#ra 
Mmstrmj {\yi9ki tiaH& f^ate , O Stftifmi^ 
lit h Mute ctiamato Wit^itio Maft tMom , jr 
fsnm^ ftA9 h ehiavithe s$tf» tetra , awJu^i 
rsvrf# W M4P9 • £ // j^msx pHtfM c^ ii rwit 
WWiff i^ tfctfHf'per diifftse wr ; f^ tm icttih 
smijicin c^ngngMt in $m9 ah^nfmHtfiU^ti^^ 
jmi9B £•' Fi9if0 it QSmwliafta , -twfrfim w It 
fmume jmili€0 faSt , & 'HiifintN in w Is di* 
A# <2ink ptr U SMfacit^ dil anal MatCfih , 
e per prigarie del diSo l^irgiti^ , OOawan^' 
Tiiamb Ni^oH Bmnm de Wftmm CM^ ^ff^ 

\ CMr 



t*iHm^m>mmi I ■ ill, jM II 



(i) t fordttsatfiA (tenet, fia i|«afi qwfl» 

«tm!^t« feggiomMo Vff|^It« iitf^ twiipo ior 

llapctl^ « FiVMci eattpete foiSeoi|[iM^ Pit 

iM llaM III Adgttito ia<C9fidMa d«IP^chicazioiiC( 

'dl' iftr«»!tofle iel gio«atit MavctMo figUo ddl» 

4ul figfift, e datPanr# deftsmto alf Impcfo , le^ 

fcHmMn-a inortt b0a PaVtIfe itpifo; e PcOati^ 

in6iie a gam preg^te^ le CkA amiebe , e te 

'^lonle <fe^Rd^aiii di iititt gU cmofL Alle lo- 

*«() magiftratiire^ Men ni^oDF t, ^a% etovatte 

Matc6lk>/ i^he isA CeiWri Cafo , • -Loeio pttr 

.ftr biacere ad Aaguftb ; t^tm pottk Iftgger^ 

ft fie''C%MtaO^ nfiim dcH' €f<NKtM3ki Cardinat; 

(z). La fcoacia t %sefBoQe di <tueAor Iiidgp.* 



. ■ • • ••,... . ■ 

Cum VSmitf* fitjme m^igiea Irvt Ia^mm^ 

it iff ifmi unnpo ci ^ra grUu^ Jkaiundams^ 4p 

^ il.W C^usdim y,se fo pet 4»u dr PG- 
gromattzia Mts tmscm 4^ oro ^ & fHla futgiu^ 
90 ffot^n. qu^m^- sma. tana sono- ctrti pon£U 

• • • • • , - . 

fion ^ tutta colpA del Mvero. Mftfio oooiftik-* 

•Striva da qu^ir oicttrimmo non men , che &- 

siofO' pafTo di $aiiao at Ub. xi. in cot (v i^[gB: 

Sutth^mfmm^ • V • • qf$4im^ .Auguuus Ne^^oJiii^ 

ftse nH»m90 : paffi>i m- qiMk-Maftno* i. noAd era" 

.did^ fudato laq(p^neflte invaiio a ttovarvi na 

/4»ni9 ri^onevole , feoaa avvtde.rfi > che tutli 1 

. «ntipil«roii di gr^ndi opeve. , di Lt(^ ^ <fiL 

^Trattati Unive^t inciaiiMiitQo in anQti^ ed^r 

;fli acfaallf EncieiopediAi ^^cbe- a paier wil» 

.'vaglion piik di Soltao > nm^ baa potoco ei^n- 

^ d^ ineiansfNUf^a dire, eke Paleriao ora^ hbs 

citt^ didrutca^ e pnnder akri abhagU non im* 

jBori. QuefWImpecoabili^ degli amichr , dbe 

gratuitanremre ci abWain> ficcau. m capo » qh 

.fttatico ii|ehV>firo 'ci ha. &ttQ raalameoce l^fionu 

«^ iChe fm ILaf^ft? a^^tflfe. coau&^ko a 6r 

iira» la noftte nmra S.«n iitco ^ d^ ntev^ 

da. una aatica ifcxiaKiooa iij^goKtata^iU* mAa 



N A POLE T A KO. ^5 

de stelU , cbe fer la effiejtcia , O i/htli ds la 
SHUU mosca ^^Sufie It ^osciat create in he la 
ilita fiiggevano , secbndo cbe Aiexandro dice in 
n» la sua apera^ che egli vide la prediSla in 
una fmeftra del Canello de Capuana ^^if Cer^ 
vast in ne la sfta Cremca,, 'ta auale seimitO" 
la li Misponii 'fmperiali ^ proia ^uesta c^sa 
futs^ kfata cost , Qa pTr la'diSa mosca levata 
da qnilh ioco.^ ^ port at a al Cattfih di Ci^ 
csla ^ :U jp{sfdh ia virtHte (i). 



t^) Efifte ancor oggi «n loogo nel Regno 
detto Caflel Cicada : ma che fofseu quefU nib* 
fca d'oro efiftente nel Caftel Capinno , e chi 
&no quefli antori dal cronlfta dtati, Alffsanitro, 
• Gervafio abtore de* Refponfi Imperi^tli , meri- 
terebbe ^efser ricercam dagK annattort delle cofc 
Boftre. Noi fai crediamo qnalche fibula d' oro 
aritica, alia quale erafi data si fttta figura/ap- 
partefiiBt^ a ricco peifbna^o , etrovata jfca* 
;raEnd<^ 1 che di* noftri Re Ci confervava ^some 
l^gevole monumento • L' nfo di dar k iigara 
di a^4 di mofche. di efcale alte fibole » du- 
nto anche «e^bam- tempi , fi rifeva-daila torn* 
ba di Chilpetico difottcttata non *b gran . tern* 
po ndle Piandre, aeiia qivile meM ornamenti 
d'oro in fonna di api fi trovarono , che oggi 
tionfervanfi nd Miifeo dri Re <CrtftianiiIimo : e 
non k mancato un entdito'^rancefe , che ha 
•reduYOs che i fimofi Ftemrt de Lis , cbe oggi 
co(^nit&ono/!a gtofioia atnte df qne' Sovrahi « 
Ibrono dappf^a figUfe d* aai , o di cicala , cbe 
wdamcmie 1mo»» 4i «mflini aitefict , omeflb 

a ro- 



^4 I ilLJEX.T a 

Come per incanto levh le sanf^utsugUe dc Pmc- 
qi4a dc Napoli^ Cap. ^IX% 

Fi eziandui f^9 una tixt4 - sanginasugA di 
9X0 formats sjui cert a consteUatiom ^ l4 ^uh 
U f^ gtSata in del pr^undo de Pozzo Mtam* 
CO , per l4t e^cacii$ ^ & vinU df La ^tuiie le 
eanguesuche futons Qoc^iate de t^ Qiti de Na* 
poli y le yuale ce t^bfu^avam iV S^^^ fumn-" 
tJlJife , & come mo mawjestamente net vidimo^ 
operante la divina gratia ^ senza la quale note 
4e pV fare nii^na cm a perfeffa ^ lapreaiSagra^ 
tia , O* yirtU dmra p$r fino al di d" hog^i^ dr' 
durera in eterno . , 

Come fi urn QgiuUlo ^i cetfa cosulUtione^ 
cbe sanava ie i^firmiti ie tiCaval^ . 

Anehe fl foi^i4re un Cavallo de met^ll^ 
eub certa coiutell4tione de itelle ^ ^he per /«. 



lUr 



•«^ 



a rovefcio hanop. prefa ^|cui-<bttnA'fisu£a di fiar« 
poco per alti» raflbrpigliaate alU ve{:9^ forma d||. 
f iglio • Cdsl v^, ichfic^andb. iJL tempo con V uo^ 
mo ^ e 1' Qomo colla fa^ poQerit^ » 

(i) Di ^oefto Cok^aie Civallo efifte a^. 
^he ora la &iperba teila infieme con altxe pre* 

Sfvoli annchitk oel oataxzo ^fiq^to a' tempi^ 
i Feniiiiaiid(^ h daDioqi^e CaQiia Comn di 
MadaUmi i o|gi dipf^m^^^ 9A Parutcfpi 4i Co^ 

1 . le 



N ik FOLBT AM O. 

< . ii 'iiwn Jitria dil qi»Mlt QavaJU ie'%i99firmitatg, 
^baoiaum fimtdi^ di wankta :. U fm^U CavaJ- 
im k hUnistMYchi de la Qkd de Napoii i^' 
nftndQ di eib gramde da 1^9 ^ the nan ha-uian\ 
gHad>agm^ -s U cm9 dc li Qavulli infirmi , si 
andjiro HUM no9e , O perfurar6i9 in v^^ntr^ , 
da ^ dit fM^le fttcmsi^m j ^ r^Sura ^ U 

Ic 4t NeRme trecta ds* Naptltttm a queflo Ini- 

KfttlMe , cha tante fi Mmo sieiia Qampsm^ 
iee i che poi o per kigiuria del tempo , .^ 
piiutoOo per odiofidt flel nome di eos) fcUg^ 
mto Principe battata gill giacque molti fecoli a 
piedi del fuo piediflallo in oael liiogo , ove o^ 
^ i b pteeela piasfM-laferaie al Ducmo, nella 
q^te evvi efttta na' aneica cohmna gnailata da 
laftoreggiaad Innanientt dal Cavalier Cofim^ 
Faazaga . La ftvoletta de^ inamfcalcki , che per 
^ft nigger -I* tacattfafime i' avtfsero rot ta , e ona 
copia di ^aell^ aitra par no^ favaia , cha i 
medici delia Scaola Salemitana avefsero rotte I# 
ifciiaiont dt' bagni di HBaja , medtante- le qoali 
ogni •malato leggeva I^el&cadia de' bagni , gH 
piwiideva , e tifpamtaiia di pagar il medico . . I 
mdAfi'frannHBi di taoto metalio tavoaiiaron^ 
Carlos 1.9 cha edi6c2> I'atdtaie oofiio Duomo ^ 
a vi leeeil Catnpamle) a tenrttfentper le cani* 
pana^'e caii rifparmiaf Ja cotnpcad* altrobron* 
10 • Are^che sia Aato uaa fpe/ie di fa to di 
afpiadane, clia ii metalio ^lle ilanie del pri^ 
AM> perfectttei; dc^Ctifliaai abUa per locre ieivi^ 
t» atf osi- teri criftiani* Andke a dl noOrimolr. 
to aaetallo della (|ttMlri§i ^ Hfaomc, fehiaqriat 

ta. 



«i 



9t Of A LETTO 

tmo a la t^sttu$tMnf de U camftaiu de /« 
mafOKff Ecc/esia ^df Napoii in tteiJ^ dnm9 
1^22. { I ). , // qnaie cav^U 41 sta^a guar* 
dato tt la Com d0 Im ftediS^ l^celnim Wr 
Nap^h . 

Gli atKii , eke fci>ffCai« .^Ua mofte di Cail4i 
di Durazzo a qiielU delta Regina Giovanna II. 
non ct prefenrano altri monntnenri del dialetto, 
fe non quaicbe Cronka, che ancor glace quad 
fepolta , e tnamifcfitta , come.Jb queUa di Notat 
Rugg'tero Pappatif^i^, o qnakkeci^tsi fcmta ia 
volgare da rinventrfi per cafo traUe ptuastioiie 
fchede di a^cbivj , « iie'f»eMOGoiU dioataj, o 



^^mf4m 



ta , e bfrtntiitnam , ehe era fai Teatro 
tienfe, fu convertho a far la fianf^ delia CoDce- 
done;^ e i candeiabri delU Cappella dcUa Real 
Villa di Portici : e paiimeiue di fMiiaqnadfiga 
fi fon falvati Hn fat cava(k>, h telle -^^^li ahit 
tre , ed alcuni framtnenri del ceccfaio . 

<[) Bfl^tohmieo Gkioccarello , che dopo il 
T4>ppi 9 -e il Nicodrmi d^ftefis an affid f^ ac* 
oirato catalog^ .degii illirflri fcrittori tio&A^ par- 
kndo di quefta Cronica » fiiTa beBifiiiDO it tem^ 
poy in cut ferniiiia y noi falPaatCMPe di efla non 
entra in vera&a difettfllioDe crttica , e I* atf ribtti* 
fee ad ufi Giovanni Viliani. EfiQe ongi I'aiKCN 
grafo Manafcricto di queft'opera del Chi«cparelli» 
cbe ia morce delPaittote fegmt« nella faovoia pe> 
ile del 1647. impedl ik pwblicare » in pocere del 
Sig. Duca delta Tont Filomarim 1 dalia Oil gea- 
tilexKa d \ ftiio comanicalo* 



NilPOLETAMo/ ^ 
in ^uakhe (tfpctffio . Ma ancor regnava ^nto 
in tntd gii atti pflblkt di legiskzione , xioa 
lBi«] cbe iiagli atti ciMli , e giuridici ii iatioo» 
cfae fi f^nta moltifGmfli a lincontiar ik^auneiito 
di /crtttiira Tolgare ; ^ 

Pervetifie finalmente al Tiono per too k! t tut is 
I^tiim dritti di ^uitica Aiccefflbne da Codanza 
Sveva , dVadorione delU Regina Giovanoa 11^ 
edi conquifla contro ^It Aogioinivilma^gnanimo 
Alfonk) d' Aragona y prindpe it piu detto , il 
piii, faggio , il piu glortoib di quanti awano fm 
a .quel tempo regnato tra noi . EgLi fu il rtfto- 
satoro di quefto Regno ilato Cesipre tnfelicemea- 
te feodb^ e ^battulo per plii^ d'ua fecolo dalle 
pallioni , e'.dalia ambizione ^eile due Regine ^ 
e 'de* ntsmerofi Reatr d'Angib^ totti egnal^ente 
fuperftizioB , intriganti^ irrequieti , e difToIttti «. 
21 'fifteiQa''dieIia legfsiaztone deHe finanze , che 
dtica aocor tea noi , prende' la fua .orifuoe da 
qoeAo iaggio Monarca. TralJe magnanim* fue 
cuie convieo contare la .regpiar convoTazione 
de' Parlamf nti , augoila afsembiea xappref titante 
}a Ngzioqe , e degno orgaoo per efpriinere , e 
conteftare i' amore , la fede , la volontaria con* 
corrocza di efsa( ai bift>gAtr deilo fiato ^ ed ai 
iM>Iert del Monarca^ 

.Pieno Alfonfo di grandiofe idee ,^ conofcen* 
dD quanto 1' ufo d* un proprio , e particoi^r Um- 
guaggio gtovi a tricar ne' nofhi caori^uel no- 
bble ienttmento di onor. oazigoale ., e dVattacca- 
tnento alia patria^ da cui ptovieae 4>gfii virtk 
terteoa, deliberb^ che meila da pane la corrot* 
ta , e (Iraziata iatina lingua , di cui fitio allora 
eraJS ^tto ufo , ed abbandotiaro del pari il To« 
fcaao dialatto t comt non aoflcc^ s' .inoalzafse it 
Dial.Viif. E vol- 



f% DI ALE T T O 

volgaor Puglitfe ( oggi c&iamato Napidet«na ) 
ad cffer k lin^a nobile dellk Niiaiiont. Lt kg* 
gi J It grazie, e i ftiyik^iyh arrloght del So-* 
vfaao aUvt'Naztoiie, .cgti ^^Knagj^* (Ula Nazto* 
h^ al Sovrano y i giurametitl; di iedeit^, gli on 
Atii , j Yifcrkti y .e que' , die oggi chiamiiino 
difpacdi 9 -tntco in &ie c^ntl fik gramledeile co^ 
fc nrnane , a coi le parole fi adoF{>eRmo , vtlit 
che nel voigare Napoietano -^oSe <concepifa , e 
diflefo ; e cos) >^ fatto . iBen ^ ver6 per6 , cbai 
awvezzi infipitafliente 'gli wmini At iette» , t 
^^iirifperiti/, € i inagiftmi a quel X^uiato cotren- 
te , che iino altera vntcamente aveajio vbto , fi 
ritroYb quefto nuord tinguaggio .enomiemctiw 
xipieDO, e intarfiato di tadni6ni . 

IlprH»o e^empio di quefto Hnndilzaiadnto del 
noftro voigare H lia dagu attt del fempre memo- 
labile Parlamento celebrato iiella 'Chiefa di S. 
Loreazo.di ^apoli .<iiel Febbra;o del 1442. Pe- 
tri cfafcimo •pflervatgli nella cQliezione de'nofht 
privitegi , capiurii , e grazie , dove "feno tuttt a 
difliro infeiitf. Noi per iii^ie delb lliic' di effi 
ci conttfnteretno rapportar qu) la conclufionedei 
giuramento dr fed^ita preftato in quel Parlamen* 
fo al jliglio laaturale cfel Re., clie fn chiefto per 
Duca di Calabria, e fuccellbr ^lel ^rono dalia 
Nazi^ne*- jAd voi ^urtcie Illuurhsimo Signor 
D^n ^errand$ Duca de Qaiabria^ & geffersU 
Locoh^enfe da m7> como ad Signor nartro j & 
frimogenito 6ered0 sucusswe , ^^ future Rt 
da kora fer tandm ^ c$oe daph de; li felici d^ 
dei diSU S<efenissimo Signer R^ vnsno Pstre 1 
jdnto vmmalli , & 'hnomini digii^ aha fidedit^i 
iigio J ^ homagio from&Himo ad vai co*tra 
^gni fHtsma ; £e parole f^, ml^ tmido , te Ik 

•' . * * . i in* 



MAPOLETA^NO* fp 

2)^$[e^oni ,de* verbi sJmo , promett:mq palef^tid 
^uel dialetto fteffp , che pggi comunemente *tra' 
1:191 fi parla.' nt copviene arreftaffi aila di^^fa 
of^ografia y eflendo noto ai dotti V che gti fteHt 
pante • Petrarca , e Boccaccio ^ padri delfa^ ele« 
s^n^ Ifaliana . n^ ufarono una diveriifHina dai 
luono yer^Q d^llc parole , « plena di htmifmi , 
iiriyendo es^perientia^ f^Bo ^ dpSo^ p* , cd in- 
^nice altre parofe fcritte con una durezza ^ €h« 
poi tutta difpariva nella pronunzia . 
Semplicita grande far^bbe il creJ'ere , c|ie que. 

t) lingjuag^lo ufato negll atti pubblici della 
azione, e del Re, jion Ip tuffe^ftato i)ef al* 
tro , che per ignoranza della buona linsua Ita^* 
liana . Chi pub ignorare la vaQa erudizTone del 
Re Aifonfo , e del fuo mimflro Antonio Secca- 
delli Panoraiita , e dl tanpi ijobiliffimi inge^i , 
che cohivarono il Latino, e ? elegante Italiano 
nella corte di Jul , e di Ferrante fuo figlio i 
Jerafino Acjuilano',, e Antonio Tibaldeo fioriro- 
ao in quel tempo tra noi . Ma pet termirjarc 
fl difinganno , Tappdrtercmq un' ordinanza , cht 

Joi diremmo oggi Dlfpaccio , del Re Aifonfo 
L deir anno 1494. ' * 

„ Xa ditu JVlajefti per comodifl tanto,pil- 
^ blifa, qpanto particolare , bsneficio de la fa* 
J,, Cif^ , &Xritatini dp Napoli , & anco pefc 
„ commociitX d^ majore ppportu,nita de 11 con- 
j, fjuenti , jtermettc , ordina ^ ■& ^difpone !e: iff- 
.„ fra ferine cofe, cio^ . ' . 

* „ In piimis , che fia lecito ad ognfe perfona^ 
41 quale tene , & poflede terrltorlj in Ip thnto- 
^^ yio de la diaa Cita de Napo^jS in le co- 
^, .ftere-:, & valuni de Chiaiiup ,'*& "iri'li val- 
;*,'luni dji .Duarto , & in k felve de Marigia* 
I ' ^' ■ ' ^ ■ T? ^■' * ■ ' .:riel. 



4 
* 



too DIAXETTO 

,, sella, Maiano, & de Santo ]tiliano^ .&1ti 
^ aualfevole altfojoco .it 1o territorio deia 
>,, oitta Citi de NapoU fe poflb tagliare, coUU 
,,, YSLXt , & pafcnlare cum aQimali ad arbitrio ^ 
.4, bei;ie|iIa(4to , & volunti de 11 patroni de dint 
^„ terreni,, p.erch^ dttta MajeA^ vole, .& dona 
.„ licentia , & omne Derfona fe pofta gaudere 
„.valei£ de lo fuo, reiervando , & exceptnandd 
), folamente , che nulla perfo^a , Ac ^ualfevo- 
,, glU fiato, grado, & condirione fe fia, pofsa^. 
^ n% debbia ire ad cacza de antmali fatvagine ^ 
tfi pigHare flame , nh fafani in io territorio die 
P la Cit^ de N.apoIi .« a la pena de flare in 
^ gal^ia ad atbitrio de diAa MajeftI ; impeit^ 
J, fia i^ito ad ciafcui^o andare ad cacza de le- 
^, paif , & de .Yolpe ,. Refenrafe etianfi di£fai 
4, M^jell^,, ^he^ulhi perfona pofsa , tA debbin 
4, andajre ad -tagliare , ni pafcniare foy ammalit 
4, n^ colttvare in li monfi de li Stroni con K 
«, Talliioif &. pendente de la Sulfatara j ne K 
9, monti de ^H Se^pi 9 ^uali fotio refervati , tf, 
^,, fe rifervano per lo piacere, folaczo de lacac^ 
^ de la dida Majefl^ , a la pena de dece on^e 
jg, per jpno per volta da applicarfe a lo Regto 
^, Fifco • Guard#fe gwalfevogUa petfona de ure 
^ lo contrario de quanto fe contene in lo pre-. 
jf fente ,bando • I>at. in Caftello Vqvo Neapod 
^, XV« Febma^i 14^4. "Jo. Pont. 

Chi potr^ perfuftderfiy che Piliuftre , il dotttC 
.fimo^J' elegandflimo Giovanni Poiitano , die 
Xcrifse.,.^ firmb quefto <Sfpacdo,«on iapelTefcri^ 
vere Jtaliano megtio che cod? Chi potri cre« 
^derlo.di un amico, e d* un conipagno di ]ace« 
CO ^AfHiazzaro , ed in quegli aniit appotitx>,die 
coOtti icii^eva qwtW incomparabik AfcacKa , le 

cri 



N ik P O L 6 T A If O. ixa 
eA fKN>reL. noB^ hao tro vato poi fca tottr gl' in-^ 
g^ni ToTcaoi , t Italhwi cbl^ potefl«. ttgiugHar* 
)t neU^elegnnza , melle grazie , n6lia>mvita? 

Ccedast adunqae , che if dialetto Napoletano - 
fb confecrata da^ noftri Re Acagonefi agli atti 
pnbUkt y e allalegislazicMie ttnicamenle per d«» 
,«ero della Nazione , e perch^ non fi credeva 
allora , cl^e davefse. antepor&gli il TofcaQO ; 
.jn» noiv gia percb^ mancafse ohi potefTe-fcHve^ 
re net dialetto Tofcano . Cib. Ha conferma dal 
Yederfi , che-coflaatj&mente (Tfofliene il- noflso 
4}aletto per eeato , e dodici anni « quant i m' 
fcorfero dal i442« iiiio alij^ in tmtl i fe* 

Kenti ani«- . ' , ^ 

rlamento celebrate in S. Ijoifenso nelf anii0' 
> H^' fotto AHonJfa I. 
.Gr«2ie cbiefie dalla Citti^-di Napolf nfel i4ff.i 

anoo delta coronazione di Fecdinando 1* 
Giazie cbiefte dalla Ctui-di Nagpit all> idefia. 

Re nel i^' 
GtaiEie ctiieAe dalla CuA di Napolf alt' Ifleffo 

IC# oel 1466. 
Grazie-cMeOi dalla Cittl dirKapofi^neU' anriii 

Grazie cidelte dafla Citt4 di Napoli ariUFw. 

diQando 11; d^/AragjHia.nel li^pj. 
Gra/ie ^hiefte dalla Cin^di Napoli , nnita-al 

fiaronaggio del FLegiio, al Re Fedefico d'Aca- 

gona nel i4p6. 

€ra2ie €biefte al Graa^pitanp daUa-Citt^dl 

Napoiivnel 150^. 
firazte ohiefta dalla .Citt^ di I^apaU aURa Fec<» 

iKoando il Oktdlico nel 1 505. 
Bariaaaento celebrato in Napoli nel if^f^. 
SttibiiMttto cekiM^o in NappU nel 1508^ 



1^ Dt A tEf f O 

apitoli del Ben viverfe publtcati nel- 150^. '^ 
razft chiefte dalla Citt^ di Napoli nel i^iiH 
irlamenio convocato in Napoli dal Carchnal 
Colonna. ncl 15^2. 
onativo fatto da* Birohi ncl i5jj» 
arffimento deilo flefso anno, nti quale is hottit 
deir Imperator Carlo V. , che vi ftt ptefetit*, 
fi^ parl^ alia Nazione in lingua Napoletana. 
arlafmenTb celebrata in Napoli *dal Ytc^r)^ 41 
Toledo nel ij^8. 

arlamento convocato in Napoli nel i$40b 
razie chiefte all' Imperatot Carlo V. in Bra^^ 
xelles nef if5«^^ * 

la tutti i quail atti non fi (copre la minfnlft. 
tterazione dHittguaggio. ' ' ^ 
Cbe la libgqa^ che ush la CanceUenH'^ 4^ Rei 
ragpneii in qtiel tempa y fafse egnafthentir nit 
)Igare cfialetto , ne fannd chlar^ t^imodHnza 
fette^ dl oorrifpondenza poiitica » & to iftiii* 
oni pubbltcate da Qttavio' Ail^ina dtetrt^-aile 
lorie di Gtov^nm- Albino, iri Na{)6!r tfS^. 
refso it Cacchio «. Ne fanno fe& ^gtn^mente I 
apitdli de^ Beit vtve^e ( fpt^iit dl leggi" iftWdl* 
pall ) fatti in que* tempi diflendere- '^foi inoU 
(tihil^ irtiiy^rri^^ ctel Kegno , ed apptt)V«ti fltt' 
•ro Baront V di6 fi davan ark di SbvraHf^ exhe 
iflbfto mlEinofcriiti ife*^noftrl archivr, « fiqfll 
itichl proc^^- • 

Se iL coragioTo atto del Re Alfonfe d*J<lnaU' 
[f^ iV itofko dililelto ad^elser II linguaggio ^t 
)vrano , e dell^ afsernblee- detta Naziorn© Vofse- 
ttfi^TejCOniJsddk'da* pfiif nobilL ingegnl M ila 
nipo, certamente ne avt^be cft^iata la ibrta^ 
L : dappotcb% > foot di^ dttbUO) che fono i %- 
imi f gii cfeganti, I deHctti tercet ri<«pM^Ai;,. 

V ' che. 



•bt A^4umlimi9aKia od? taoti dtlU; %ooL cu 
%Qii»iiaut liagua.^ le ^U pec l6ro natora , e 
Mr* ic Kefls- non. fofio tnai ne belie ^ ni brotteii 
nb ^ci, liii aSpsttamto (da* non potet' efser 
viiile datt' abimcliiae 9. che ce le renda fjmte,^ e 

- Mft PAccadAma celebre fohdatv da Giovaniti 

ifcntaao , in cttl 1 piii dotti uomini d'^allora fi 

ase^agaroRO , non fecondb le mir^di quel So* 

vrano , e del' fuo figlib Ferdkando • II Sannasi- 

sar^ , Gio: Francefco Caracciolo, autore df de* 

Jfeast^me rime ^ U Cariteo fe^etario- di^Fedt- 

.»ca d' Aragona^ ed altrl coltivaroifoutticanieii- 

le tspktl dialettoc flefso , che enr natc^*^ pei^ ceisL 

4m fotto la penna del Petrarca , e del Boccae* 

do; e quindi avvefme , 'che ^ ARgtio di Gdu 

ifiaMo , n% il Brittonio , il Tanfilio , TEpicuro, 

il vSummontev il Rota,*il Meo y V Eqmcola , 

tit altri , the poi nella^ foflegnente eti fiorirona 

< ft} gran copla, coltivafsero ii noflro dtaletto . So* 

'\o Francefco dehTii'ppOyGiureconfulfa Napol^- 

tano, osb ^iver in e^a^^Ia^ £ivolofa' vita d'£ft« 

po larirta y ed italiana , yiU quale fufHegiiOiK) 

le tradozioni? tft pro& , e^ alcuni ^commenrarj 

indraii , e iftorict fotnra fefsantafei fatole , ed 

«pologbi di Efopo> aa toi mefli in verfi tatini- 

€on baftante elegacza (x) • « 

E 4. la-- 



"f^H^umm^mm^mtt^mmmm^m 



(i) Qutfl'^opeta divenutai^ 'rara'a fegtio , 
the forfe non altro* efemplare ne efifte , cfle 
qjiello della fcelra^ e copiofa Ubrerta det Mat- 
Aefe di Salza Berfo , per efietto della gentikz- 
ta di Itti « che ce 1' haxomnnfc^U ,. t* vemita 



ji#4 BIAL^TTO 

Lo ttiW 6i Im. > da cbumarfi jpimtoOo on 
comone , e culta Italiana , qinte da' doeti fi 
nariava ib Napoli , che noin im fMiro. e precf a 
idtotifmo • M fi fcorgono percib m^ti laenufmi 
si nelfe vecl, come ioMt coAioziom drfic tmtk 
Rimarchevoie pot % il vedere y che noa pcv 
ifcherza, c per afiettar lepidrz^a ufa ti paitico- 
kri voci i ed efpreffioni del fna dialeito , nm 
folo perchi non credeva > cbs fefsero da abboffb- 
tiffi , e pofjpoiG, alle Toftane • 

Dafemo pev faggto dello ftUe di qneJlo lerit- 
tore la breve (jpnegazione , che ia deiia Favofia 
XXVIL , Delia quale fi defcrive la nafcka del 
fbrcto dat parto deila montagna efprefla 4eHot« 
nente daOrazio col fbio vefToc FartmiaiSmmm* 



^*B* •HM»ai«ia 



alia, noftrar conofcenza'. W dedicata- aJ Onoratm^ 
Caetano- Conte di- Fondi, Gcan Protonotario del 
Kegno . £' imprefea* ti> fogHo piccolo di beiltA 
£nia carta , e di afsai bet caractere-, Dia con in* 
nunaerabiU error! d' impreffiooe , arricchita dt 
fiampe la legno curiofilfinie , e nel 6ne vi & 
i^g^e- ' 'Ersmcisici Tnppi Papihcnopei utriusque 
furts dJsertissimt , studtosiuimiqifUf in vitam 
^snpifabulatori*^ lapidissIrajphilosopiiq\ cla» 
risstmi traduSiio ntaterno sermone fiaelissima ^ 
. & in f abut as alhgori^: cum* exswpiis. aetiquit 
modem isque finiuftt fe lie iter, hj^rosstt Neapo^ 
li suk Ftrdiiyindc Ili^strisslmo Sapientissimo 
atqne fiistissimo in SHciliaRsgno. Ti^iumphst^ 
Ure . Sub anno Domini MQCCQLXXW. Die 
Xm^mtmii Ffbtuuxii .. 



»^A P'O LE t AN a Ids 

"Efa td^^fe¥fa intotz^a^ (j) & coff gran ro* 
f/^re geme\ & queilo gt?mifO donu gtande stu* 
f^ore 4td^ masctHi ^ O' ^femeifeipensanOd ^ che Im 
terra havf^se adparPurht quahbe eosa de sm* 
fore y& cmst crescendo la terra mostr\ im^- 
$erriblU'mostro\ la geme teme \ &' cen groft-^ 
disitmap^aura se dertassaao (2) dial loca per 
Umore y cbe horoeam de stare vtcino : tey^^ ^in 
riso ^uil/9 ppande timore , ferch^^welU hco 
c»is^ (y) ab^Btato part del ^taeo sorecs- • Pawze' 
eUla gente uno^ joa^^vedendo Upiczolor animate f.. 
dove prime- facea allaro granae timore {^ ^ 

Or mnalzato a^qneil'auge il noftfo dialetto, 
cbe neU'jepererdi erwltzidne , e di maiiale ^ 
rt^^v:i adaperato, nmi^far^>GertaiiMat^ pot me- 
xavtglia ,-cln uon&ini defiderofi di wSmfervare . la- 
istmoria dis' ntti a^^yenuti alP cti"^ loro ft -fofte* 
ftt mtflt-fa ierivev i»^ riso per pitcer l#ri> ^- e 

Ki \x . fea* 

\ - 

(x) Imorxata , goiifialsi b^ ventre ; 

(2) Derrass4m9 , (ccAaiio : Of^i direiiimo 
mfassaW9*, 

(j) A6o€tat» » gQnfiMo d»4 vinta . 

(4) II fopracitato CiiioccareiU nel (w»4U 
Iva de^ »o(hJ lUuftri* ferhtofi: d4 notim dp 
foeft'dpeia de^ Tttpp9.< Ecc^.h^fiMi parott:^- 
^epi fnefoe- faiuUe^ Tmfpm ir-e Latfna^ i>^ 
Italiean^i matemmn lingmam vertiP' ^ de SM 
efuoque adfiden*^ Trvpo^igm , Allegotiam ^ 
JiHagogem^ atfue- esOmpla ^ see^exemphs confirm- 
mationemem* vetttstis' ^ ac recemior(t$$3 9empfe^ 
fibus desampra^ qaa o$nma ememsa sunt two* 
ffili Ai^a^ u^jg^ s^ emdem^iM^mn Riassen* 



• ie($v > p:t A t E T T O • 

. &iKea: DMifiero di pubUearie^alcase Ccibmetette.. 
Ne. efide wait tii qaafclie bibifoteca di Nocar 

t Ril^ierOi PappanCogn^r^ delU quale non ci fiam^ 
fOt4Kr preewaR ^lenimeno. ia vedata ^ poich^ i 

' cuflbdtdt efse, (ioiilr ag{i* eunucbl de^ferragli 
witi toc£aiT6 i libri' , n^ vogiiona^ ebe attri gitt 
tciscfal.. Di doe alt re Cconiche L* una di Liicio> 
Qurdamo^ i^altra di Antonio Gbniger, ambedue 
Leec^^<< /critte nei diatettb' di qjueilk proviiH 

1 'Cta^, fiam ibbftsri aiWdiHgeDza,,.erfidizione, e* 

. 'Hero amW deila {latrta: del^ fit Giambetardtfio- 
Tafuri , ti^averle il prima pabWicate.. 

. ' Lncib Gkidamo di Galiipoli. nacque neli' anno* 

" ^4.^9; Scnfse delle cefe accadute ml f^o tempo^ 
<no aliranno 1484. I fuM. Dtarii foiona pabbli. 

' catr .per bi prim» volta; dar Bernardino Tafiirl 
in finetiel Tomo Jli.^ deikifaBL Scotia Iett«ra- 

: ria ^.^a '»ef& <ipprendiatiio ^ che 76t' in: Roma in 

• Jtempo diel Giubifeo /del- 1-450* » e nel' 14^5. fi. 

portb in Lecce in qwalita di Sihdaco a^ preftare- 

4n-noane 4t quel pubblieo tieiuramento di fe- 

delt^ af Re Fetdinando L d' Afagifna' . Nel 

'. ' )'48i. ificervenitt al campo deglL Aragonefi con. 

• tro i Turchi fotto k citta d"^ Otraino^ Fisal- 
mente ctf^ dt-v£wr^> cotne* fr rcputar , dopO' 

• 'i'mibnnsatd^AUsiifo. IS. Re di NapoU. 

- b * AntoneUb Gon^gier autoire* d' una Cronicar *1- 
-^ai^^fttr^pv^Iidaai ptr i^yiinia volb da Bmmr-* 
^^dmo^^iTafui^ in tee tfeilo Tcftap VIIL delia ^ua 
^•^^tona.^on alcune annotazioni . La Cronica co- 
: mnd^d^i ^^yfd' il Padre AnCQiiiiob SeariilO' 
*^<ddiki Compa^iijv di-GesHt ti&>ft patoia^ nelP in- 
*»^c# degK* fcrif^corr citatt> fte4k>: ¥ita.xii S. Irene " 
'^m'k\ kf^mi^' viod^^L „ -A^roncsilo Confer gen- 
*%^ H)ii(MM»'Uu^0Nfc<4ii» wm^JZmkstfChk fa. dall^ 

»* •• ^f Jill*' 



ii.%P 6lit A NO; , id!f' 
V'^ffO del Signore ij75». fino af lyii* SI coflr- 
„ iMva ms- pt^feo^ del Signor Cotite D» Vitto- 
,} rio l>rfoHi 

• * Dr quefte due Gronfehe' nort" rapoorteremb\ 
luogfai per dar idea.^ dell© ftile , eflendo cffe 
•fcritie^nel dialettO' Leccefc , die in quel tempo- 

raffdnJTgHava aflat pih al Sirflian^, e al Cata- 
brefe ^^cfae- tion al dialetto PugHtffe , o fidr Ni- 
^poieKLnd. ' • • /r 

• Giuliaho Paffero SetaJQ:lb avendo, come eglii 
iiaita', trovatoda'fuol antenati tiotato fcrevt- 
inente qualche avvenimento de* foro tempi , 'i** 
iflvogl5b di cominuarne la^uartaLzione' pHi diffii- 
faijfiehte , fcriverjdo'ctocc^e avvenne* alPct^t hi;- 
tmief tenne a 4are tina Cromca* curfbra^chc^^Sjfc* 
gtl ultiaii anni dtl''Regfif>' drFertantei' it^Vfct- 
chio' arrlVft; ali?'-anha 1 5 16. Riraane ancota mi- 
liofcritta , t' nol ne abbfamo^'avuto iti* mittio m- 
efehWHfte Affii accuratamehte' trafcrftto',.^ ^t^. 
flniTO- da Ihndcen^cr Fuidoro- pm di cenfo ai^ 
ia y e^ confrontato coll'^briginale , che^ cbnfetva^ 
^aff'pfcflroG&tnbattifla fiolvito.- E^wege^le- 
la Templicit^ , eveiftctti i^ quefto Cronifta . * 
Kifectm^ al'lingirnggraj ^egli? ufa qaeUd , dit'h 

^Tirt/f cdhiJfetrtWi duiti* ^nor* u^Ti^no^ co^Vfea:*i 
a0ettaz!on* ^'come^reh'ia:f5hj&efcen«a. Seg\iendfi 
^'"rtWlta*«&'<li*'dai^ un (aggto" delte^^ ftile di 
•QBeRF ifoM jSriiin' - fcrJttoff' ,^ rapportefefnd-' trti^ 
•paffb tratri da quefta Cronica^ ^ \ e Fedelmfeate 
tr^fWIttO'Cbte ftfffa ortOfflrafii dei'manofcritto • ^ 
' 'Afir^^i' (^^A^(mo>-\^to\ dr Dbmenica in /#• 
jSf&^/rx/^iVo''- di''Shi0n MaVtd- 'de' h QmmhM 

hnt^'anditva ykmfo" dM^^tiitSho^ dVSaniM 
Mtrr^ ^ U dratiff, Id"' iu'^f^ -vtnrk'liA^'tif^ 

• • E 6 '^^t:- 



Messa ^J2h djettO' MiHsa durava tr9 hof0, d^Ath- 
VJologtB , che ft ante se dic^va set Mtssr da af.^ 
tri Fratl ,« cb^ non.^ In si$a ^ & dapo deHa 
Messa s^ sfOfUay^ ^ & ^ n^- tntr^wa-nell^ 
Capitoh , & al, Claustro , . O U- ixsnev^am 
,tanti infermi de mall Fr^aaz^si ^ ^ de piU ^ 
& divetsi maliiy &, la , d^tt^k^ Mf^tea Tton face^ 
%^ altro io iiccttva con * la Ungua UtntQ de 
Aomlm y come derdontte in qmlsivfiglia pmrtt 
de la persona ; in fine era tanto fofoncorMk 
de le genti tapto HapoletaniyComo Fi^astieri^ 
che era co^a st upend a ^ (2t certfi* chv nm vedeh' 
va fuel la, che detto Ffote Ikeava con la hn>^ 
^ff 'y Wkn U pHt^ credere y, Oi'fufto Lo su9- tner 
f scare- era. con Iji. lengua tanto ferite^^ com^ 
fiagke de male Franzjese-^ coma.piaighe d* oc^^ 
-eJ^^ .comosde membri deshonesti ^^uito cwnpet* 
iiava. con, la. bocca^ Qx> lingua;, 'mat sfne^a ^ 
3t. »o» ekis se la ijtghJotteva ., . la ^afe eda ae^ 
e^s molte. aborrevole a vedexe : dicA , che ve* 
dendo qsiello che leccu in secreto.' ^ -non ci c 
€0re f cht l^pQtesee comport are <^ che- non se 
centurbasse yO' de, non %HUassefer la^ bocca* 
£lue^p asto nm. se rieoe4a< mar essen tdetmr 
tatftOLtn, Crisis anita.^ come in, Pitganha., 

. Air i(Ursa^Cpoica de' lU Angqg^. caoviffr 
Jiportart Lfirimi cotnponiiBemi in. veriL nd so- 
ilrodidlettQ, che (lefWi ^nfervail fioQ a not. 
rnundiamoxdn-e degU Epici',,.e dt* DramiBatid; 
l^rchK riguardo aLLivkl % aSai VAriiunile., cIm. 
fiulche caos^oQeita^ finr dall^h j^h. remoca.anticfai- 
Minmanga ancai:a< tra^^n^^^ che H volfj^ cao- 
tA,,oornt inapprefsQ' diriiDo* Ma rifpetta ai' 
IkaonnaiEidk fitfoiia ISovrani. Aiagpo^fi imgli . 



x- 



N A P O t E T A K O; p»^ 
tfo rprimi m tutta I'Europa, e ntbha btun* 

- zl lA qtiel tempo, f che volgarmente fi<cred« dft 
ooloro 9 die dal Mt> Sig. die Voltaire fi lafcia- 

^ no iftrulre ^ e. giiicUre ,< pertfarono di dare nelh 
lofo Cone fpettacoU Teatra^r, ed« itr muiica^ » 
che chianuroqG' Rirfe ». Sotto qne(b nome noa 
ibk>s* ititefero i. DFaiaori giocofi ,. ma aixihe 

'qiieglt:di argomento ewco^ Tale ^ la Farfa , 
chei'dovV comporre il SamMiAzafo perrapprefen- 
tarfi.nella Sala di Caftel Capwno ai? 4.* Marao 
del 1492^ folieonizscaiidofi dal Doca di Calabria 
Alfenlb lav vtttoria onenitta d^'CaAigliani con* 
tt-o Tv Mori <fi Granara . Fu qiie&a Faria fciitaa 
in parifstmo baliano » e rimeggtata d' una ina- 

fiiera auova .(i)*' - ^ . ; 

Ad imiu^ioiie > <K^ e&'a Alitonlo Casacciolo 
IP^a^^.di.ctti.non. .(apptama altfo the queflo 
mdo nome^ compofe* per div«rcin»ento di quel- 
la. oiagnifica Corte. altre Farfe .comiche , e gio- 
•ofe nel diaietto Napoi«^ano corr^nte allora . 
lEsb. la flefsa hizarriflima foggia dt rkxuire del 

San- 

■ '■ ^ » 

« • - ^ * * 

(1) £<so CAme comincia la.Saf& dll Saa- 
inzzaro . 

Fugf^is fiiggl d^Ientd y 
Non veder 7a fuagepte • foggiogam; ' 
Npn veder mb pr^ata, - faggt lafTo ^ 
A che pur lermi iI|>afso ? - il Ciel ti cacciay 
Eortoru tl imnaccia.,:. • Ahl fvennimro, • 
Iia&a.correre.y fiuo * - Un tempo aveftb 
Tuno quel' che voiefii, - e con diletto ^ 
Ti chiamafti A^ametto '. - or t^^iafegmp 
£attii;a>a tl» veiyogpa 



• »-• • w»- 



e«io Dr<ALETT.6 ' 

.Samidzsflaro , la ouale pub inrvteriri^ rtftsaTdafS'^ 
^tcne una .primma di ijtiel' cnKfeliflimo verfo^ 

Marreliiana, cbe i^etlt noftra tia vidtito nafcc* 
. '!« per aumento delle Te^mvIl^afiflSzioni , e delie 
f erecchie deglt uditori . • II tnanofcrirta- anioo , 
«cbe^ct ha cpnArvate quefte Kar(e' del Catftcclo- 
^Jo, ^^ ^ i)€i piibMlcfttchne*'voIiiinlS che ci 
, prep^B'tamd a. far fegitivt ai'pre^tite,^ fe 6 pd- 

ftr^ efeaginte^4a ntm^a. Hel p^isef^i&re v <^b« A- 
KtawOi. nm\9(irseigtieG(rhK> di <omiinicarlo . lR«r 
I tattto raf^rrettme q«i fok^pociii vetfi d* una 

fcena per dar iiea fton meno del Ihguaggie ^^ 
>^« diihi mameta dl rimare in efsa. ttfata*- 

Matalena . Sera me dhse^ Rosk m/u vkina ^' 
* >r -O* tu dA UtrP wfatina te sposastc r ^ 
< \ ^ Pmrci^non mv 9Mff9iastirif etmvrtafty * 

•Qa te ve*evs-'a'ferer c^i^pagnia^* ' 
■La Zita»*' Aii swte'tdrd Tkia\ non ?, ;x«» i?^r^ 
' Cride' Qa 'teifz,^^ te maje h faces svj \ • 
C<fe »;9^MM^^ wf kfenesse la qi»arfann ; ' ' 
.,^ , Tuna quest a- semmana- ^ b^ lo vero y. 
Ca nee tengo fencer o ds lofare ; 
- Ma nojt ^orria -pigiraf^ pe marito 
Se ny'fhmrrVWti^'4e^Bmin4i ^ 

Incitatov come S-c»<ibilr ^att''efetm»o dr 
AnfcmioCara^cto)o ,~ Jo Aefeb graii Sanimzzaro- 
( 1^' maggbr^ gk>m d«Ua »ne(lrft patriaO »o*n: 
, i degn& impiegar \a fva penna xmA dial^o na- 
tio . .ItD €00' fcri&e' una^ fpezla di farfa fntitoiara 
4i <^//o»i«!« V vocr Napelefaffi y^-cfec' cori|irpon- 
<Ie «ila TofcRna-GkimhoIoY del qoa"R; Ciovan' 
Ai^iAa, Qrifpo aeHa ttta^^dt Sarm^zlarp paria 
#0^1:. „, Ni jjur ^)ft^ fitt#r^a»ttto"«%t1Sfap(rti 

fra 



V 



N A T»-« L 1 r AN O. tit 
^^ fra gK altti (wh emufkonimefm «iii» \ Aetso 
•.), dftl volg6 dt efsft: Citti^ >. GlionMco > non^ 
.i> c^fiveniente aU' opera* ,. in «« fi tactoigoiio 
^ ttttfe fei>tenzj^ , e voei #ofife cM^ parIaT« anti^ 
„ CO Nkpote^^hio^, eon xtigrefliom mofto ridico- 

- y, 1« ,, fegni noil ofewl tiella fetHitk ileUHnge- 
y» gwovitlefsoAPoeta' „• Oolle qasii parole b. 
fcU-tmckibbtail Orii^i fettoriv;^ lo-GKotrie- 

, 10 d^l^ Sanimzzidfb. avefir «dv tosomarfi tra 1e 
'Mefie. liricfaV, •« Diriniiiibiche^', t>vvW3( tvalle 
Drannnaticfit^ Ma U ChioccanUo nella. fopr«c^ 
eit^tfa epc^a^ msnoferina fn& chtacaimiMsparlan. 

' donr >. ^ togBr -dartigni ftabWeiar ,^ fcf ivendo 
coslr Clgrminm ^ua^et munWTnk iingim^ t^c tiuii 

|w//w*f/>, iSr ebww//^* hco: mient Mggi , Ikc 

Dattna.»ta, ciii OS>«aflllirtilRiC9hi<l Volpe* 

appofe alia tarfa Tofcana del Sannazzaroy part , 
' i^iie^ fi irada kr oaitipfindvcif v -^^ > 'M fofsero 
fiatjt: cM'^'chiaEtliaHa- tioArcy Matter lEgVzi^ liiAe- 
jBi0f dmif<ijBriIa fktfk manilate^ copte imnoTcrit- 
te;aatbe d^ihi^CiK^itftm^, tf <<te^l«r «|tre *<>M:e 
. Dfttnimancfe d^r Saiifws^m ! rmtt dgU ere<fette' 
h^fkfkhmnoo ^utiMcarlev ^tega^^fiv che a. 
im^pateva,^ che tA iitiicomponimtntt rrefboncr 
,,. poed-^«iorevx>it air '\br0 aiftoft', - i ^aJF certa- 
in #^cnte- tioh gli fectfro>pert^afglr lodr, o per 
f^ pubblieaf^tt' f tiia ad iftan^^a A fignort > tf di 
^ Rxnkl. > dettaiidoglh in ifttte 'ttmiJe, e j)opaia- 
» .^ trv C' nijtt^'djtafiddfi'molh) 4fi lirftargH , o di 
• ,, ripAiWrgli*. ©i falmanlera rtt '^bMamo aktmi 
,^»alm'd8l'a8d#gmo iMKoref {>r^0ii'<li noi^s **>a 



• « I 



i« / tii KtETTO 

y^-ffmiaino bene di fopprimergli; per noif &r 

l„ tDrto con (bverchia dlligen'^a' alia fama ill 
yr {K>eta si grande ycliememre vtveva , > em ces* 
I, fore feverifSmo delte foe cofe,.. cmn^^ €a(l»- 
^ me degli umitifriyefaaientr dotti v 

010 gliel perdbm, fejmr lo meritav -d^avtr 
oredntoy clie on^Napoletane^ commetteise lift de*. 
Ibto inef^mbile a fciiver nA foo lingiiaggio • 
Q.iiant0 .ptb gioAanientei'ain'efabc opiuaco if Gb: 
Aarofria V^lpe a cmder degno 4^ efserct confer*, 
vato ii {»li anrieo monumento deUa coimnedla 
bafia rimeta*,.e melSa in moficsr^. rhtanto con 
^uefta fua omlI Unnaag^ntta • ritroik' fiamo eta 
Hoi neila* cmdele incevrezza ) e nel palpho, che 

.ftu'fe lo GlieaMft> delSanoazcaro fiafi fotalmen- 
:«r pcrdato • Ger^ Ib^che-per meAte tkmck^4M 
hoi fiiHtne, aon* ci i^fitiora^riafetiito dVotttr- 
jarlo • Se avrtmo tafi^> Tone j ' ficnmitfiiev If 
pubbliclieremo , e l^illuflrereiiia* Nonjmb 
c6ciiie imoA , eteadd patto £ yie^ 61k* 

, iagegno. 

Perd||ri ropfoprj.Re, atidb eccIifsaadoS ogat 
fioflra gforia, coffieeia^natitrale H immaglotr- 

. to*. Gl» ameai ftudi itidivifibith oompagyii delt' 
opuUnsai^ e c^Ua* feliett^ decadd^ro , e^ ibtto il 
ef|Klele,.e». lingo governor* di D. Pittro *df Tole* 
dO) la naaione pionibb nel lanmore^ dtli' 4vvi- 

9 Umento, e<d* nnaibrzattflapilKti »« Atmaftro 
felo alciifli'poreati- Baroni , che^ contifraaroiio 

. ad ifpiracqaalcbe debole-fofiie dt^Tiia alk Ift- 
ttre, ed ei^me mecenati % Tra tfR fi dtiVinfaro 
f|I Avalos' Marcbefi del Vafto^i^ e di Pafeora.^ 

Il^Cont^ Mazxnccbelli nel1» ^rand* opera * 
che i^H»Lprefe,<della notiz'ia di tarn gU Scrittorl 
kaliaoi '^xs^gffmik^ -, che Gitoianio firittomo .da 



\ 



Sd^ftim Poeitft illuftte liorito del i^o., • 
dir fc§nir»^ indliriribiie del' gni«i Marcktie <B 
Pdctra. Fcaacefco- Ftrraate* d^Avalot , k>« mobm^ 
fo^hf «nclie naglt efeKiti » € in tutte It fiit 
imrefe^appsurecciitaco noo mcnQ at coabatteic^ 
che^ftlld KliircM, e all' adubur^,. avrfw in Mt 
.dak fnide&no compofto m- P^emctte^ to^IXatel^ 
to .Ni^etRn^\ del qiisiie d^ la ftgHaBt& noti»* 
lia : ,v U Ttiunfo d^ lo Britonid, ae lo qoab 
,ys Panbenope Strena narra*, e canta gli gbriofi 
^. gefti de to gs an Marchafe du Pefcara^ ^ terzU 
,^ne ki Dial^to Ns^litanp^^* Quefto Triqiafa 
^ fi coolervavik mss. in FicMza m1 cod« pay. 
yi num. ri« delta libreria Gaddi ; i oodi m^ 
^.deUa'<}«i!c conrperati dal^Gmn-Dttca^Fnutice* 
,, fee I^Imperatote fonp pafkti )' armor 17^5* 
y, par regsrio dl aTsa Sayjraao neIia.Libreria taa^ 
1^,. reiiztana>.|9 •- 

Noiabbiaino Imptagata P'oparsi' y^ e & dilU 
gciite cnra d' ano cb'piii dotti aomini diTofcsh 
aa 9. delta mil' amiclzia ci gtoriamo*, per rtn* 
venife quefto Pbemetto del Brittomo ,. ehe. fa- 
rebb# a vei0» dice pregevoliffifno per net. : nia 
•gtii dtiigHiza,.ed egni ricerca i. ilata^ vana* 
II Codie^' citaiodal Conte Mazzuccbelll efifle, 
• contiena. Poefie Italiaue ^ ma feno^ rime de' 
9o^i:del fecolo XIV. , c iM>n<^dei X^VI. giac« 
ahV.in tefta^'detla pag. 2. vi< liJegge a chiut 




He terzlne : ma la co(a d rende. pocd. credibile ^ 
percll^ 1-' idtimo raccoglicore de' manofcrUtt 
deIJa Gaddiana fu Angelo GaJdi. aateriore. all* 
cri d^ Bristotii4«» Le riccrchc; fi fon frice no» 



tn W) t A E « T f o : 

ibid nt\l$L Migiiabecdiiafla , dove orm «M#u4 
Coditt eifato ilxl MnvzoechelH pafsato od d» 
fH iieUa claftB VIL (#IM tt num. 7»j*^) am f 
Ch^ iiiciit fttte ntlla LxmmznM y # non-^rif 
«^'«t)<tfo(criifii, wm ne^voMn mmpfttidi ash 
ibeA]« qvcAt 4r>B|^ Ufaicfie r fwto i ttam f»- 
Ym ^ Mm ntmip^tLmm fitb iikhrrci ^ esteem ^ 
cte il cii%Kiiridid9e Miizzucchellr fi alMi ioi- 
tnagtnftto tin poenrwtta noil imi efiftiid . Ct«4ia- 
IDO Mtaatcr, obe «qiiivocaiNb «el ottare U top- 
go i- deve dinrrenticato gtace ,. cr n' a^a &tta 
^marrrre la nacck «. Invitiam^ dHiiqiie tiittt gli 
•uyintitielic afnet)^ lettere ( fcpposis «fifioM 
«tm(k)ra in quefta etl , in en! la nKxfe fi ^ rl« 
'^«lfa verfe cettr. ihidi credit ]»i& villi ^, pcr- 
»tb£ fono pill ofeuri »'« piil tedioifr):'a ciceicar- 

not penfiero di pubblicarlo , ed iilufttarl^ • 

Dal "Trioai^ dbl SrinoBro^ fina alle po^fie 
'ifet Baiilr, e ^l CotteTe , per lb fpascio qasii 

di uA' fecolO) tioi -non troviatnO' aim poefifi tid 
* diaj^lto patriot ft non ft qiialche breve canvK 
^ii^tta^ delie qaaii ci han .conlemtn^ vtwrtKoaz , 
' aeoennaftidotie i foR teHl ir^zialiV il itAlt ^ H 

il^Qotteky cb9 le amnwatiimQ\ cotne rigtntthte 
' per molto anticbe all';«t^ Iofo .^ Not p*r nuUa 
ort^afciar^ cKquantor concerns I'lftoria oel noftro 
< iliatetro tion le: trapalseremo del tucto • Ectone: 

bk'irili. deikara^/e la ptU ing«|^fa«^ 

't* VorrUy che fi>ss* $0 csa^fa , <W velitsi^ 
^^ A St a ftnesta a dirft nu pmroia , 

Ma mm eke me mettisse w nM gaj^lsm 
E tu da dinto sub bet cbiammMssty 
¥iene. Mamttn mitt > dek viem^ C^/m > . 
'-' Ms 



N«f •&! T AN O. tif 

Ma If on che me mettisse a na gajola • 
lEd /a veftesse y ihomm^ t^twmansst , 
Commi* era primmc ^ m te, Prory^^e sola ^ 
Ma non c(>^m^ mmiss^^^i^ gaioia . 
IE po tornasse a lo> iMM.siwia ^ga^ta , 
Che me ne scesse pe. la. caf^arjiu^^ > 
Ma cbe na cos a- me venesse^-Jaua ^ r 

Delia feguente non ^i ^haeno:. lafciaxa notizia. 
it Bafile, ed il Ck>rtefe,f« a^n^chft dcUar^inuL 
flro& • » 

IL A la rota , a la r^a. 
Mastr* ,A»geiB ete foea^^ 
Nee joe a J a 2ha , 
E Madanftna Mavgath^u « 

I verff;i cbe. fu^^cgntvano ^ jnanoano » . ma ci; 
fembra canzone antica afsai , - e fatta ne' tempi 
tkl- fte Ckcfo IlL -di Diirazsso ^ e della Ra^na 
•I rfa g yl ter i t a f 4' ha%i^* &i cantava* hftliando- oael* 
ia Ipezte di 'daiisEe m giro ^ che i Fmocefi. <uc0< 
fiO' Jlimrjfejf-) e Branh^y LTofcani caTQle\ ^i 
k c\al8aatnmm'Ba»^e, Atlcbe* gli- aofticbi Fcaa* 
ttk drpan^.de^l aatkfai. ItaliaDfr ufitf 000 oantar 
qualchfr canzonetta nelP' att<^ dr fer quefla dan« 
za ailegra , e femplicr , e di cosl xemota anti* 
chit^ V che ufiilr at piiflnl tenifH; de'Grec}^ e- 
de' Romani » £' celebMa .la- casvoiie; fra efli per 
accompagnar ^uefll Br^T^ks- , ciie covnincia ^ 
Quandi Mir.on voult^t dancer ^^^ 

Parimente hanno- fervid le due fuSegoenti 
canzonetta ad^ accompagnat C9\ caom^ le lietei 
carole ,. , . 



%i6 ©lltETT^ 

Hf. Jejte ftsce 5^/r, 
YcajentM Mpera$9fti 

CAe vuU' qHMitoeitnt^ > 
Citnto cmfftanta^ 
Tmtnt Jm nvttt csma^, 
Csnta viols , 
Lo masto de scoia-i. 

Ca scetme Mssto Thst9 

Co lanZe^ e co Jf^r 

Dm P aucielU^aeeompMgrm^im' 

fona sona ztnnpogneUa^ ^ 

€a t* MCCdtf^ h$ goftneUm^ 

Ls gonneila de scarlaio ; 

Si non XKOIHL) te rmnfo Ar. tap^ 

Malgfadd cHelh qoefta can»>tiettai , dbe «ii^ 
mxt oggi i fkncinlli-cantaiiai vi s' incontri fill 
riniia , cbe ragtone ,. Ti cmfpavt t>trb qodP to- 
nodente ailigfia, che- ffefp»va m ^ at^ ftcoit ^osxi, 
ma non (kt tone tnfeiicL La cradkmo d«5tenipi 
di Federica 11. Impamtovrv Eecoa^ mi aUia 
dello ftefib calibn^ .^' 

Vf . Non eSiovert mmcBivmH^f. 
Qayoglio ite a m9%t9f9^ 
A movere lo-gran9> 
D9 Masfo GiKiiano'^m 
Mast& Gimliano 
Preitame na lanzSj 
Qm vogiio in Nfrafni»yt 



1^ A^OLBT AfjIO. ur 

Dove uta Madsmms Lmcia.. 



-ti femfara cfier del tempo de' Re Ati« 
gioim , ai viaggi de' qnali in Proveaza^, ed k 
Lotnbardta par chc ii ailiida^ 

V. Frusie t€M Mafg^rhMa^ 

da u troppo samnalosa^ 
Che fit fgni foca c^sm 
Tu vuofe nnanxie la gwmeUa^ 
Trusie ee^ Margafitelia • 

Di qiiefla % diffieiltffiino a fiftur V epoca ^ 
giaccii^ -le Maraarittlle , die fnbito chieggan 
eonnelle , fooo .mte in ogni jeti €|pialm«fiu ab^ 
bondand • ' 

VI. Simmo ti foveti felUgrini ee* 

Qodla canzone la tradizione coftante tra not 
r attrByntfce alio fteffo Sannazzaro , volendo^ , 
che in efsa abbia &na allniione alle fventurt 
della naztone d' aver perdnti i fnoi.Sovrani . A 
tempo ddh'Corftfe fegstva a cantarfi da^ragazzi 
del vol go ) e vi ^ qoalch^ vecckio am:6r vi-^ 
venre , che fi ricorda averia neila fna glavinez- 
za inrefa cantare • J^^ not non.i rtnfeiro fin^ra 
dtfocterrarla dalP obblio. 

VIL Dwna pocca me lasse ta 

S'iat in vita mtn vogii^ ciih H» 

VIIL Apfitt sprite p9r$$' 
A pevep^ WmeemM 



lit ' B I A tE^TTQ r 

' Queda canzooe (i caiMi^. ^Q(Nf .Aggl fi|cendo 
un giuoco, in cui tutii ^. t^ilg^BO g^r ifiano 
girando in cerchio , e lafciando uno in mezzo , 
il quale deve tentar di foftppsMfc s paff^aiMk) f<tfto 
fe btaccia di uluna d4 queite c^pie .. Dopo 
cantaxi i fopraddeai \%i^ (la.4:sali4. | ^be fi^ in 
mezzo , il coro aha ^nanto piu pub le brac« 
cia , ma fenza difgiao^^r le mani ^ e |fi^|tfa^ 

Jjt forte stannp dfpertt 

Si Fafcans vqU fntr^rc » ^ 

Se in quel momento a chi (la in mezzo rie- 
Ice ibggire per uv di i^W' v^rp^i pR9Ci^ clie lo 
•rrelHno Ic oraccia GonginQ^e , e^ pri;i$icf<»^ente 
4i abbaflaoo ad attrayeriacgHflJQi^ vince , ^tri- 
^menti torna dentro , e fi continoa il ^g^ioco • 
Ci pare giuoco antichiflimo • 11 nome di FaU 
cone fi da a. que) ili soef z^ »: ^q^ .A^ l^efee io* 
^bittfo in una gabbia • 

JX. Crnnpa Basih , xh /f/V Aftff e 1^^ ? 

Saiutame ne />oce /^ cpmmi^f • 

Perns Bjejale ee* 
<X. J? /e braeie de h mi$ ieff0 

Se vonno ve , • xv/fveiy t 

E boiiteveIi£ .ascA$$st^ 
A. . 0:belU fe., . femmeng ^^ 

Quefla fi canta ancor oggi . 

XL Auza mamz^m, e dd la mm^ a-O^m , 

Cola se ncticca , M 49n0 ia wpls eCm . 
XII, Parzonar^lia mia. p^wmmnliif *f> 

XIIL 



N Jl 7 L e T A 9 O. M9 

XilT. Revttfioh ktis Rtn^innlo ^ '*' * ' 

XIV. Aggto raputo €a si miiatella $c. " '• 
XV» ^uanno p0mco a h tiempo pass4to ft* 

XVI. Dirnm* anfore t qtuinn^ maje «A 

XVII. La fpimma mota ti^ io w* ^ 

XVIII. Tu s} df T^9cchia^ ed U d^ Pstitarvltk 

XIX. Tanto me dist» €o sto aasci ncnio 
Pe^-nfi ea m^ f^istt starnufare f^. 

Ecco mtti i verfi miztali dvlk canzone ant u 
the ra^imentate dal Bafiie , o dal CorteTe ia 
iiiift &» lettera gteccfa , cbe porta la ckta del 
1614. Di nitLm, \ ilato pofljbile a noi ritrovar 
la copta iotiera , tanto ]b la ^fopina ioddlen-za , 
the verfo ognt mtmoria patria )t data , e dura 
fp^'^fioi. E pel ofiamo comparard ai Tofcani i 
Avremo eguale Ingegno , eguale fptrito , s^ accor- 
di ; ma eiTi hanno maggior zelo per la gloria 
della patria, >e maggior cura a £ir vaiere, edar 
rilflko a qaahiique coSz lofo • 

Ora riptgiiando H dtftorfo de* motiiimenti in 
pr&fa del ^eciitiofefld ^fecoio reftatid , abbiam 
detto di fopra a^lla pag. ici. , che fin ali^ anno 
1554. confervb la Nazlone il coHame di richie- 
der le grazle de^ Par lamenti al ftfo Sovtano nel 
fttO d^^ett&'Correme , che era on Napoietano ^ 
jna pntgato daltt patolt laide , e goffe , e 4all« 
ftafi detia ^leba^ia . 

In qaelP anno Frate Hteronimo firipanno 
Agoffiniano nato GentiiuoiBO Napofetano , pot 
divennto flmofe Cardinale, ed ancbe pili famo* 
ib legato '^er'l%ntefic« al Concilio dl Trento , 
troyandofl deAtnato AmbafeiatOra deHl Citti A 
NifpAit ad andare ^ Britfelles per negoziaire , % 

con- 



ftM 91 A LET''*® 

^u^fgAnfi coflse fotcvftnfi, qtwlle trnfin^j^ cd la- 
fi^ Giadle y 4:ht o&vanfi date in compeoTo de- 
fli tm^afi , e fempie leplkaft d^saiivi , pmsb 
M ahkandonare it dialetto nofiro , je dlfteocterfe 
in un a&i mediocie ^ • fcorretto Tofcano . Noa 
attriy ciie nn Frate poc^v* eCfere tamo fconofeeate 
Sglio dell* pattia , che pcefefifle aU^ oqor di eflla 
la fua mefcaitia gloaiioia . - 

Intaotd Quefta mutaxious operb , cbe icom- 
parve per lempre il dialetto noAro dagli attt 
publici della Nazione • Gi^ pociii anni pnma 
erafi flbandito dalla Caiicellaria d^ un Sovrans 
firanieDO , cfae vi fofHtul la fua lingi^ Spagnao* 
la , volendo per maiHina di fua politica render- 
la ia Ikigua ttniverfale deli' ioimeafa fua domU 
nazione • Da quefto temio in. poi xadde 11 dia. 
jetto nofiro Defi'oblio dejl' ahjezione , equtlcyii 
fii peggio aflaio irovoiH confinato aila (eU ofce* 
aa fcnrrilit^. 

In xano ii cerckcrebbero aduoque dalta meti 
del decimofefto fecolo finp at jprtfenee componi* 
ittentt ui in profa , v!h in verio dt foggetto o 
ferto, o altnino indififerente (criut nel diaietto 
Napoletano. Tutti non 1' hanno ngnaidato , 
che come unitamente atto a promnovexs il rifo 
(CoUe bufianefche , e baHUffime lefMdezze « 

Eccoci di^qu£ all' epoca della maggiore alte- 
razione del softra dialetto avvemifa ne' priocipj 
del decimofettimo fecolo . Alcea^ooe ule , e 
tanta, che turn S^marsL V hanno confnb colla #ia- 
fcenza di eflb , e degU fcrittori ,fuoi i ccedendofi 
generalffientc eflere uari i pilv anticht fcrUtori 
nel i^lgare Napoletana GiaaabMifta JSafile , e 
Giiilio CeAce Coctele^ 



N A P O L JE T A N O. ux 

Giovan* Baitiih Bafile Cavaliere , Conte^ di 

TorrOQe, e Conte Palartno , e Gentiluosno al 

fetvizio di Ferdinando' Duca di Mantova fu uo- 

mo di qualche Ictteratura , e .mediocre poeta 

Italiano (i) , di cui parlaiwrll Toppi nella Bi- 

blioteca N^poleuoa a carte i|*. , il Nicodemt 

quelle addizioni a carte iix., il Cwfcimbeni nel 

sjoL V, della Storla defla volgar poefia a carte 

1.45. ,.il P. Quadrio nel vol. I. a carte i ;^. , 

il Mazzpcchelli , cd altri . A coflui difgraziara; 

xnente pec noi (r€nne ilcapriccJo di contraffare 

i' incomparabile Decamerone di Giovanqi Boc- 

cac- 



(1) II Cavalier Bafile oltre ie fopraddette 

SnalkSL 9 ebbe Tonore d*efler afcrltto all' Acca- 
emia degl' lacogniti di Venezia . Pubblicb pur 
•il Teagenf , Poenia in 8. rima Itali^oa (lampa- 
to in Roma Jie{ 16^7, in 4. Le» time del Bem- 
bo , Cafa, e Guidiccioni rifcontcate , « rlcorret* 
te fn de'migliori orbinali, in 8. Napoli 1617. 

Kit CoAaatino Vitale ; e fiaalmente it. odi 
apoli z4a7. per Gio: Domenico Roncagltob*^ 
B' da fupponT,. che ful di con^i Pentamerone 
avelb mod^Iato, e layorato- it fuo fatnoTo Mal« 
. ooantile racquiftato ]U>renzo lappi : a tal lavo* 
ro fe k note Paolo Minacci ; ppexa oggi rar^ 
la di ciii edizionc fn £itta nel ^6JS. in 4* in 
Fitenze*. Di qnefto Hoilro Patrio Scrittore leg- 
lefi I'Elogio, e ritrattp nel I ^ opera intitolata : 
£fogf degli Aecademhi Incogniti pubblicclta in 
Venezia in 4. II Crefcimbenej e U Mazzucchelli 
ne fan pur onorata meozioue fr^* fcrit'tori Ita- 
liaiii • Ah^Mli* 

DiaLNap^ ' F 



m DIALETTO 

iaccio , e coinpofe on Pentamerone , da lot !n- 
titolato lb Cunto dt It Cunte net dtaletto Na- 
poletano , e cos) di venire tl Boccaccio, o iia il 
Tefto di eflb • A tanta imprefa mancavangli in- 
tieraiAente i talenti per e^airla • Priyo vaxau 
to e di gcnio elevate, e di filofbfia y e dt' hYu 
cttl d'invenzione^ e di ricchezza di cogoiztoni 
a potere immagitiare , o adornare novelfe gia^ 
^iofe , o interenanti , o tragiche , ^ lepide , O 
morafi , a!tro non feppe penfare , che d' accoz* 
zare Raccoati di Fate^ e delP Oreo cosl infijpr* 
di , moftniofi^ e {bond , die gU ftefli Arabi 
londatori di queAo depravatiflSmo gnflo fi fareb- 
;bero arrofliti fd^ avetgli immaginati^ 

Alia ftupidit^ deli' invenzione corrifponde ti 
moftruofiti delio fiile • Prefifl^ di contraffiire 
il Boccaccio , non 6>lo ne ioiita fervilmente fe 
introduzioni ,- e le concladoni delte nOvelle , t 
delle gioraate J ma ne imita 'fpeflb il contenio 
de^periodi , e talvotta la fintaffi • Or «n Mrio* 
do fullo fiile dd Boccacio meflb in .ba(&1uno 
Napoletano , ed agginntavi ad arte la pili lai- 
da , e forzata caricatnra , diviene eofa cosl nan- 
^eofa , che ^ impoflibile leggerlo anclie a Aoma- 
'CO digitino^ e non vomitare • Ma outdo non 
gli bafta : volendo effer gra^ofo, t nr xidere'^ 
« non avendo alcnn talento a cib fere ^ in iub- 
*fo deil« vere lepidezze , fi avvale umcamentt 
ai quelle metaforacc^, di 'que^ traslati ,* <ll ^uc' 
bifticci, e contrapoilij de* quali fl fuo infelice 
fecolo eflendb ftato tutto inondaro , pub perb 
dirfi con veriti , ctie venin fcrirrore ne facefle 
xnaggiore fcempio di !ni . Per dir* che appaiVe 
11 giorno , ecco per efempio' Ja faa ihaniera tral- 
le xBo^e di defcjiverlo. La ncHf ^n, 4Fyi[ttfat» 

$4 



- N A P O L E T A^N O, tt| 

fit jjutiid'a U ma^fJMoiey mt P m^ih, e b^ 

tm€VogliHt»o It M^ nctnah tie' ii 'Crepusciyii da h 

OWo • Oppor qu%' altn . Subeto ehe lo Soh 

cvmrn^ a Miedec^ kcenzisfe da io spetaU d§ 

lo Chlo tutte le sttlU • Vuol indicar ia notte* 

Esstndo la terf^ copert0 dc lutto pe PasseqtU^ 

de /« SoU» Vooi defcriv«re «n nobil fonte. Nm 

font ana , cAfi pe vederese dinto a no 'cwmmenak 

U Je porftdo^ ciiagneva a la^rems de eristaU 

lo, 0{^r qudl' alt ro ancfae {Nu infoftribiie con'* 

eetto • Na gran fomana Mono de seoia de li 

ter^euume , cAe le mmes^ava ogne fhiuomo df 

mwrnonfare % Vuoi efprimere una malartia mor- 

tale » Steite mpizz^ a sAailare li fan gone del^ 

arma a la doana de la mone • Vuoi indicare 

wi afflizidne da tnorite. Dare tmoh a lo farcont 

dell* arma dereto a la quaglia de lo dolore • 

Ma chi ^ fida rapportarne di piil? Tufto U lU 

bro ^ cos) : D^ ii dl mai il cafo , che* egU fi 

fappla contend^; a dir q»aianqiae cofa in ana^ 

matiiera femplke , e^ vera . Dove git mancano 

le metafote , comiDciano i biflicci , e tr contrap" 

pofti tali da rivoltare io flomaco piii aggiierrit» 

al guflo ;cattiYO • 

II feio pDegio danque del Bafiie fi rtftiinge 
atr aver e^li avottt h pih incredibile , e tninuta 
contezza dt tutre le voci , de' provetbj , de^ mo** 
di di dire , e delie efprefTiom itrane , e bizzarr* 
niate dal vbif^ • $e avefTe confiitriara tutta la 
vita ne' chiafli, e nelle^ taverne, non ne poteva 
apprendere dippiti . II Aio Cunto de ii Cunts 
bafla folo a iormarne il con^iuto vocaboiario • 
Ma egU ira tantsa brama di odentare filfatta 
fcienza , che cbn una riflucchevotc afiafica repe- 
tiziofie fn£ka^uame parole maij o lifptiifRaA 

F i ' gli 



%t^ 11) I A L E T T O . 

git fembrino finoitimc i' wia dopo Pahriit ad 

^ ogni paflo : ondearvtene , che voiendo' moftrar 
b -ficchezza del dia]etn>^ fpefliflElaio cc^lioca &or 
di luogo •f>arok , c frafi ^ die mm hanno •qud 
fenfov^n cm q^ii h iraptcgarSicchVinalgtaaoil 
fno iapere U Itbro ^ fczitta in un dial^tfio caato 

. achilterato « e ^kno d'iercori ^ die fpefib ipQ(reb> 
ke rinegarn da noi • 

In&tti i ^ande il nnmera drile^ par^ Te- 
fcane ^ che egH ha ftirzate, e contotte &IIa{>ro« 
Mnzia^Boftra^ q«ani»nqiie, da noi noti maiado- 

rate . IncrcdilHle jb p<H a veder io fiudto y e 
6ttca y che & a son uijir mai quelle voci 
pmre Icaliane , ch^ ii^ gran copia abbiamo , ed 
vfuatmente adoperuumo , e foihtuirci o le pih 
tancide , o le fM bide della in&na plebe , fo- 
. lo peicii% vii fcofiano datb lingua generab Ita- 

Chi mm avdse mai avuto per le mani tl 
Pentamerone del Bafile^ fbrmifi un' idea di che 
'vUbna'', e "fcoucia cofa po^ rifuitare dall' ac- 
xozzameftto di mbflmouti , e ne far^ una tal 
^ab idea . Ma non la fari compiuta , poichfc 
per iflancbezza abbiam trabfciato di aggilingere 
dtTY bbfimi dell' opera • h/U non tacerenio , che 
I* antore per renderfi lepida non s' afteKne dalb 
pitl grofsobne ofceniti , rib dalb imiDagini pik 
Icfaifob • 

Quefia k la giufta idea ^ che. cimvien forflnacfi 
del fatab libro , cagi<m primatia non folo delb 
^eturpasioniK del Dofiro aiaJetto , ma della to* 
JUtb corruztone d<t'no(lri eoAumi * Ni vi (ia 
chi s' irtiuca a credere » che gU sotnini prepoiU 
allora at gofemo politico, ir religiofe, per fa- 
i# €&m di fii|iina:,Aegl|genca io la&iaksero cor- 
^ re- 



N A F O L E T A N a isf 

ten , e cdte* coftaiitr ApfviMfariow n^ ahbtan^ 
autorizaace Je nmnetofe rtftampe ,» e frttole fcif- 
vire fotto Ijpazic didtventmenta ^d una oacok 
ta , ma potewifRna iofluenza fuU^ edncazioDt 
delUr gieventU :* ma tengall p» ftrma, ciie una 
aboimnevole political l^ me rigvardare come 
tftruncnto attifliiiio a cendvnt la Naiuooa all' 
a^Tviitniciito » e alia (faipidki ^ Coo il &tto coa^ 
ctme fi pifparava quel tec reoo , ovc f%^ ^^ 
£ir forfieie ie veknofe pUiKe'<lef dcfpocifmoT^r 
della »perftmone :. e quindi i fiadrt Cafaliccht , 
ed aitri non meno venerati Midioiiavi delta Com- 
pa;gisiaL ii Gesk non isdegoarono paldarfi ceufori, 
cd appiopvacori dl opeie oos^ piene di fckifezze 
ftomacole.** . 

Nel ftto Pentanneroiie avea il Barley contrary 
frceodo il Bocca^io, tenninata ogni gioniata con 
pocfie.in ibrma di dialoghi da^ id' denominase 
fegloghe. Ad imitazione di quelle, ne^ compofe 
«lnt Qove, che mibUcb fbtto ii titolo di Mm- 
^# Nspelefotie. Di etse fonnifi a qn dtprefso lo 
ttebo concetto , cbe^ delle fiie pr<^e abbiam da. 
to t' ft Boneh^ Jo- ible* ( fttfomeno maraviglio. 
to 9 na eofliaate in tmtt gK fetittori* del aoflm 
diiJetto . V beaclA ftretto dal^ami del^ vetfo^^e 
deUa rima> % infiitftaineate )Ak natmale ^ e fi. 
anile al patlar orcfinario , cW nan lo\ neUe 
foe piofe • 

Centempoianeo del Ba£le , qiiantHiiq«e al« 
qpianto pib-^vaiig., e fno gnode- amico , « 
eompagpo adle aceadeime i e net gtaece dt ap^ 
AUouaotti J 6k Gittlio Cdave Coitefe . Ma deii* 
kigegno 9 e delle pr(idi»ioni di eiio . debbiam , 
fer aon &r oiita»at veto, pronmmac tntt^ al« 
HEO f^ndiUio. dir^lHl ftyeco (tea ouim «i Bafi^ 



ii4 • t>I Al/BT-P^O 
it . Pal\ Conefe vomo di McifCimo taieam « 
delicato po0ta « dorato dt fififfHnsa gafto fianna^ 
k a fegna, che nt quetlo dfpravaio del fiiofe-^ 
coio V tii 11 cattivo efetnpio del f«o compagno^ 
n^ P tnfettce flat^ delle lett^te ndlla foa Ihitdil 
pofettero conomptirlo in tutlo'. Solo gli nocmft 
il cotttaaito dd Baiile a fargK foeglieie perdi*- 
fctm noftro tl plii caricaro, e hafiMi « e mtiib^ 
che nfa P infima pfebe ; «1 a nod hm aAeneray 
^llStnro fi farebbe convenuto » dal voler trarre 3 
jifo ctelie iotznre dt cofe o flottiachevoli , i^ 
iKfonefte • Ebbe perb afsad maggjor eotitinenza 
anche in cib : «d inoltve > cccacto akime tai 
kttire fimtafiieke , r bariefche , gIm fiell» j»f- 
na gtoventii indirizzb al Bafile , e iieti«^ qw> 
Indefameiite Mmicb ^ ogli fi fbrmb «no fitte n^ 
Yerfi nmo ftto , «d orifpiiale « e, generatitte^ 
parlando^afsai coffibntie al pretto^eptfo <Daht« 
to (ielf volgo Qofko <a^ ^ 



■*— i— <Wiihi1W— *fc>i—.^lfaw«i 1 ii<w II1**M»»>M— i 



« (»> It Cbltffe neHa (aa {;tt»<f«iifl!r onom^* 
'tamente fti impi^gato nblla Coree di Fardiii^l^ 
diy. dtf'lyftNiM Gran D«ea dtTofemi , dal fMlfr 
»1 par dte da tttnf i b*teratt Fiot^ntint fa m^ 
to ftimcto V • p» i nod fitoi tiaUnci 4u afCFitib 
air Accaoemia deUa Crafta • In occaficme deNr 
ttozae d|l Gran Doca c0tt Matla Maddaiena 
^ Avftiia^ cmafuk varia fcfitt ri«aer S' in^a^l 
in tal ftatitnipD d^wia dama di <ona, cm ma- 
'niMaaa la Cm rndhNueione , a mal 4 mn(m ^ 
.m^ iHmb ritkarfr in quafla ffta pairia, dkb^nt 
c#b rincrvlcimento dal detro Gran Doca , it 
fpade vcdttw U di M iiibl|||l<me §ii «i lim- 

za 



• N A P a L E T A N O. iij 
-D^pprima fcrifse la Rasa , Favola bofcherec- 
cla, iniUando P Aminta def Tafso > ecf altre dS 
Quel tempo i e (ebbene fi fcorgano anclit in que* 
Ita i viz) , e |^in[|erfezioni regnan(t fal Ttfa^ 
tro Italtano der decitnofefto fecolo » non ^ dU 
rpreggevole Dramma , ni inferior^ ai pili faml* 
^rati di queir et#L • > 

Ma i quattro PoemettI fuoi tn ottava rima fo- 
lio di |;ran lunga faperiori al I^amma , e tra 
'^ffi i due intitolati la Vajasseide ^ e il Micca 
Fasxato^ abbiaxn il cor^ggio di comparargli alia 
Sccchia Rapita , non che al Malmaxitile , ed 

E 4a a 



tm** 



*2Ea ricolmandolo di onori, eJairivato ip Na- 

.poll , «1 dir dl Bartplomeo Zitq ^ o fia il Tar- 

.oacbo nelle not^ alia ^aja^&ide' y^^/^9%' <it* 

venne il gran confidcnte del Vicer^ di^ quel 




^Uloca in H^Rtova • OfiopertiHra rifco(re deal! 
JttOD t com^ rikvdili da* di fiii noemi . II Bafik 
ja una deUc fur odi pag. $7, 0tce cWaranientc, 
"die '1 Comfe fta il p^ caro- ed ononis fua 
4unico , c con maraviglu di tntci niollf6 grao'^ 
Aizssa df in^ epio nelk piccioiezza del corpo , 
•rkdnaaa di vircb nelle poverc^ di fortima., 1^ 
amnKinaiid cK lamto nella brevid ddla vita • 
. Nel ViaggfQ di VmnassQi ctn feiice defcrizio- 
tit enttncia i\ dotto alitor e i fiivori rifcoflS dal 
Gian Dtica di Tolcana , dal Onca di Maotova ^ 
fbl Vicerk Conte di Lemoe ^ • dal fiBateUci dl 
A CoDU in IX^mxk. 4i 



' ut ^ t) t A L K T T O 

^ quatnl altri Poemettl barlefchi oetebri abKa* 
]io e la. Italia ^ e.la Francla, e 1* Inghilterra • 
$omma naturale2za negU avvenupeiiti , e neHe 
defcdzioni , facezie ingegnofe , jfktiz , e vjuiet^ 
-41 Hil^ y feRcit^ di cl^reffioni , e di tnetafore , 
tutto m fine quekhi ift s! fatti Pocmi fi rrchie- 
d« ( all' mfuori deU'eccefUva bafsezza del lin* 
goaggio , e d«I foggetto ^ che abbiam cK fopm 
gia, bia(imat6 ), afficurano al Cortefe la gloria 
di pritSo Poeta noflro , gluftificano le nnrne- 
lofe nftamt)e \ e gli prefaggtfcono I* immor* 
taliti . . - 

Non corrifpondd alia betlezza, e I^Udria de' 
Foemi un fuo toman^tto in prof a intitblatoLf 

- Travagliuse Amure de Ci»tpo , e Fema , *clle 

egU fecc ad imkazwwft de* rotmnzi Gred. cH 

AchilleJTatio , Scnofonte Efefia, Longa Sofi- 

iU , Eliftazio , ^ di altri j da* qtiaH tdlfe ancl» 

qualclie avvenim«nto i QttanttitMjuc lo ftile deU 

ia fua prola non aUna tutti i nzj dd Ventame* 

^ofie , ha .perb fempi* qu<^ dl non efsere i^ 

p«r 1c parole', nb per lo. 11116 fafsdrntgtianM al 

uaturale HagQaggkK noAro i -e d' efsere nieat» 

meno del- fuo coetaneo ftifite • forzatd ^ affi(ttsi>* 

tiffiino > e ftiFacchitto per ma) inim iifipe- 

gno^^i faflo parer iein|^ dmrfo dal cofswie 

fesliana . 

Ftt breviflfinla la vita di quefta eleirato - lage- 
gQOr, rilevandofi dal alcum verfi ^ cbe pr^c«dot^ 
j» fraduzione del Paflor Fido in Napoferatio filt* 
ta da I>)iiiemco Bkfite, che al i6z9. tl Cottefe 
en %\^ morto . Ogni attra circ^anzadelb vita 
& lui ^ reftata fi^oita ndlle tenebre deit* oUio. 
Uoe^iBQka dopo V«t^ del Bafile, e del Corttft 



f- 



If*A POL E t A M a n^ 
fioiT trk ool Filippo Sgratt^illio , d eui veniilh 
mo a radtmafe (j*) • , 

Se H matetto bafso Plapoletano riconofce nel 
Bs^Sfe il foQ Boccaccio ; 0* nef Cofttefe- ii ftfo 
Dante, con }a fiefta dHpro|X>rziDnt po^ ricono- 
icere in FiEppo Sgnitten<!io U fno Pettanrs*, 
* Scvunci 1' ombre onorae« di^ ^fli gian iumi 
deila poefia Tofcana , che colle ioTo pradnzioiit 
feceio gloria alP intelletto umano ; nb credano ,< 
elie noi gi'itrfuktsmq con oosl fconci<r- paralle- 
to • Gil ognun vedfe tbtto- qnal afpetro tioi gii 
compariamo . FilippaSgAiftendia'fiactjveiaSGa- 
tkto piccolo Inogo uto , ove fi fcafava* il fiooie 
Sanio da- cM veieva ai^ir ^ Nocera • Intiera- 
« melife ^t igneta ognt alna* circofianza dt Ivn* | 
'aiizi egli V ikiifo ^ dte qnefio cOgiiama Sgmt- 

' I Jj ' Ml.- 



*■ 



mgrd^m^mt^i^it0i^tam^H^tm^m^^^^ti^mtmmmmtmmAm0^mi^mAtmmilb^^ 



0) Francefce Brizatio 4% a^fe fofto ir 

iiome di Fliippo'Sgmttendio , mcum pabbiicb 

• In Tioxba a taccone , e fa 1 primo a' dar faott 

Qn graziofo Ditsrambo , che % I'ttldma* dt M 

atoipofi2^&, ctoV ia^corda pi che' incomiacia: 

Chi wdlfT V to si^we^^ 

^Qaeila opera fii ilSlffipatt tii q«efb CSapitalo' nel 
•^1646. rfirtal modelto il »||not Redi imM 

anni dopo^ archftat^ il* fnd 0^1 fanto rindmatb 
-Bmcc^ sn Td^amtyCota$ da|le proprie note itiv 
'appone . Tiaddrfse pufs I'Oilflea d^ OHiero ri^I 

aoRro patrfe i^lenb Napoletano , e-'ptibbKc2i 
^ftia opfcrif itttitolktk VanncM Srcuiaw>\ Na% 

poli 96«9« In 4. rt tOfUi Memorie degii ScdXk 

«»i NajpM^M^a.fiiagio AkiaMtti acr A^ ^ ^ 



«^ D. I A L E T T O 

temfid i.^ntot < capricctofa , cd ^noriavio iF 

vero Y ch' egli portb* • PubUico I fnor verfi nst 

%^4^ Se fi% nelk fanguinore livoloztom det 

. AiflfguaiM anno rtmaro cfiinto^ ^ o aveft pit>- 

faitigata la vka fiW ^^ diflracgkrict peftitenea- 

. del 1^5 6«u, ei > ignetet ^ ifoQn ▼eoftrlo jriu 

Bomihata dloye la puMJ i caziont del Aia Can^o^. 

niatv c' Hiduct- ft,.«iedw«: , c1m» ahbt} avatsk bre*^ 

. f ifltsna vita «. 

L» Sgmtltodio €b^ Ta fttfla biwia dt gIort» 
del Bafile ,, vale a dife di yoler divtfiire t( poeu 
Xtrtco del cTiatetto^i in» wk liiico; foaimamcnte 
hilkLf e bttrlefca^' ^ 

Scfife .f>fF Eieii» d»r, fue CamMtew tatit^ 
bt« /i» Ti9r^» a Taccwf. ( coiaa la Laiica de^ 
9etrarc» > «oa doima^ clMt chiainb Cepca ; e- 
Mi^ fole in rime I4 ceiebrb* vivent^ ^ ma la. 
pianle defunta. .. Scopreft perb cfaiaramence tfkr 
m tatte fiata^ e<-cbimerica queflo (bggttta, Kh 
lei Tola,/ ma vftrie- danne ancora fntte imagi* 
itttie ebbe pet rpggetta d'altri fMeffti • Molfe 
altftt Hme |iot cosl di ^netti:, coii»d>caiizoii& 
motb fooo* di Soggett(>«.amaK>ra» 

Non v^% mal Att<^ forfe poet». piii difigoate- 
dL -cofhil... Sola^^^ caftatjite* ,. ed • upifpnne net 
pregia delta purit^ y. ed eiatte2Z» M dUletto y 
Bella quala ha, Aipeiata tiiiii» po|MKfofi. ficwa-^ 
■SMiice pHndeB pee il vVtro; tefto» d^ eflb • Umf 
•giam pane delle^ rimer foe V^ non> dii^n&^H nM* 
diocre,. ma cattivar; 4»olce ve ne fooD ii^ette 
dal; corrotto. ^ ^ &1A gullo del fua fec^la^ cbr 
corfe dieiro a^gnioclii di. pwole , tf^lHfHecitai 
c^aceetl btaucartameiite l^rmif » ij(nMppalatl » 
MoltyRmt iono deturpaiit dl^ {Ioq»qo&, e febU 
fife itaagjai dl tfccewiHi , q dt.j0Hj0fi> nr- 

or 



JT A 1^ O 1- E /r A N O. 'i}i 
tt aflki (Mil a naufett-e , cHt a &r tidere. Que- 
Ao abominevole gpflo introdofto dal Bafile , e 
peipemata in tuttl gli fcrittori pofteriori , ^n- 

ha 6naiiB«Dtt iaoiidata , e ioggtogau in* tutto- 
ill eggi la fceoa del Teama comicqf' naicionale* 
Vediaiao mA lappiiefeiltarfi Drainoit f. cht ^o^ 
la ogai. (cena ana bm interrotla fine di fayU^ 
dczair -di fterquilinio , di fcherzi di cloadit 9 e 
di (all efcitmentizj : r la .nfttione mtera t ^ '^^ 
frill .fieria e coflomata gtnte n fi -^^ avvez-za^ 
tanto , cb« non ne fence pi& la fchifezz^^ Sk** 
cb^ jKMi ^ rimprovero quefto da iax& partico* 
larmente BllO'Sf^teoiia ;>miiimn^ 9^temporiif^ 
Mtm kwmkis. ... ' 

Mr in mrzzo- a lanti diftctv e tanta ^fisgua- 
glianzr s^mnaiza ^ueAo poata iinprov?ifM)&nte~ 
talvqlta con tale'o (ublitQici, o grazia , o e*^ 
nergia dt«oticeliiy.« felicUi d'afjprefltoni', che 
ibrprende*, e & conofcere, cKa s' ogir avefle a- 
VQta pib' contmenaa , e fienr ndTcam^M ,. 
avrdbbe egitagliatr \ mag|pbri paeii ilVsgnl eti) 
e d' Qgni nazione • Parri ardita ^^ e mfpottata 
da cieca neftra jiaffione -^pefta Ibde, cbe -ool qui 
diamo^ alio Sgrurtehdio ; onde aifincbii poflk^il 
lettpre da pcr^ fe giodicarne , ^flbndii 1', opeta* 
deUa TUf^' a T^^««^' div^siuca mddSbaa t, e 
da pocbi(!ui^ conolctnoir} rappontrtmo diiitrfo- 
fittti di itti tra quegli , ne' qoali- piangeTa 1# 
morte di Ceccas cif una od^ Saffica snua daa- 
Aa tktta P Intncciata , e eiaficnao poctL 
'It* fc naApe todt. fona«<agi»at(^« 



F « 






ij2? D 1 A L E T T O 

In mom dl Qtccsu 

' ' De m^rtt ^ 4v9 ann$gf0cMo^ • mamt ^ 
La sgtafa «e sotci^je- da Vi» fignatMm 

La- grazMj U- kettevcm , * h sinumn^l:. 
^ 'Ma 'fnceia quawto vVy ca da s$o. cort^ 

N93 nf ha scranatra maje ssa cecafa* 
Suh na 4ota Ht mortt fuofi fiaw 

Pe *JCacJt ebilh nomme^j r datie- io^tm 

Sta sfmrtunata wta ncsrfeccioH* (ft) . 
tda che } A dispietio fufc int9^ a la fiufm 

'La' Mia f^mma loja mom «r Pb> ihttM. 

Tn ^mm* a eanai spclUcaag t osis ^ 

» 

* ^ Alir» fullo ilrib* IbggcttOk 

< Ab' Ml7i C9€cm mia^y dove^ si gbiuia^f 
E comme seifza. me tt /' a ft stignaUkt . 
Vi St* arma^ ca f^ascwtu- i .sfenua.f, 
E ' de- veaipe a t9 siaee aliamafa • 
E'^mS a^U Qamf Alise- st^ft' sedutOj, 
Jtecordate da ms : n^ essers. sgr^tOAm 
V Ma Jtimb ca si ps Lste xr poiiafa ^^ 
' ' 3^ atma da Ia vttmofia t* i i^f$(ta • 

*<r»—i ^ —III* I I ^**—*i^i I iiiii^— ii^i^ ■ ^ ^■■■■■■■■p II n ,■ MM 1^ 

<r) Spremmentata^ iprcfmifat, diflPe^Gftta.. 

(2) Nr^rraoirifrr:^ nixyolg^rc^/iflgarbqglia^ 

tr- Qui dlnota , che la morte di Cecca avca 

lefo tormentofo ,, cd. infelke la: ftam« detta. yni^ 
^ p6cta^ 






N A ro t B T A N O. ljs: 
Vide Ho tifiantQ mio ciommi e a sMuziio ; « 

£ vids ogif uocchio mio cb* ^ fat to puzZBt 
Ma tu de sse MP arme co la irubba 
Sfftza penzarf m me , che paro snttZfiio^ 
Tee lia'ff tf. piiliisgasso.^ e f^ cstniia.. (a) 

Se cfit Fntencfe a fotido il £aI«tto^ e non fi* 
bfcia fediKredaila pfevenKioDecoiitro i faont 
flal aoAro. lingnawo « non trova in quefU doe 
iboettl tanraf ¥mS. dl penHeri , tanta^ tenere^za 
d? a^ti ,. taneo adore dx pafli^ni j qiianto ne' 
ptti belli del Petraica; not ci confeflercuno inca^^ 
paci di giodicare di venma poefia . . 

Pafltanio^all'ode Saffica compofla dalloSyut- 
t'^ndio per accompagiuurr cdT canto qnella fpczie 
dl anti<uufliiaa. dansa Ffrrtcacpafe^vau. daloo- 
ftro popoto , che la balla anche oggi colle fpa« 
de nude, in mamo , ov.^Mrd^ in;* ^^^ ^^^ €^« con 
alcarn baibni iDghiitandati, di, fiatv (o(lttuiti» ak 
la. fpade ,. per evitar qoalche (iniflro cafo , onde 
ha prefo il noma d' Imperucata . Comunemen* 
ta perb dicefi. Inirezs^afa.^ ed uTa* It. popolo nei 
Carnevale mafcherarfi fbrmando qualcbe cooip^ 
1^: di/pexiboe. , cd andarla a ballare fotto le 

fine*- 



■kni«Mataiii«^H«*«k»Mia*««MM*»,>^ 



T" 



(i) Strui&0 \ ia vece^di Ji^r^^,. a, coti 
aq>pfeiro nuktu )u in vece dl £f<c^4k. 

refca aiTai ufitau in qu^l lempo • Ad e£» im 
Itt^t^nte. ft oiqderne* coati^dfuwe. xec^ecTdagS 
Iflgiefr ina cq\ npore'^xhe 4ffl^ iM Jkeya •^ 



i?4 Dl ALETT«r 

fineilre 4dk amaad , e pb conrnonneiile lbr» 
fo qocUe cie'Sigioori, che qaiadi gtctitio qaal» 
die deiuro per maocui at daoztfori , e ai* khuu 
ten. . 

Qoeft* ode lu il pr^b d*elerr k mb aan- 
ca (xto Safiea « che fiafi compoda nelie fingqe 
volgari , per quanto ^ a noi noip • Ha I' altio 
di ffiBiaftmre , ch<$ il netra-Saifico, fi quale nel 
Tbfcanb non da qaai Ahmid-^ fi eadenza , ne 
tende net dialetto Napobtano t^itto qoaato nel 
Larido. Ha in 6at M iiregio«d* averci &tti av- 
vedeie , cbe talvpe delfe odl Saffiche d'Oraaio f, 
qiiali foio quefle tcr 

Fautte Kfmpkannn fiigifntum mmnor &c- 
Monfrum CHstos nemorumqHe virga ^c^ 
Q Venus. Regina Gnidi Faptique &.c^. 



biafitnate da* antic! dl qnefto gcandifnmo poeti, 
come fbvercbio bievi ,, infipide , e quafi fenza 
U>g^%etto , ad aitro bor" (ervirono , cbe ad eiTer 
cantace come acconpagnamisfHo di GueHe dan-^y 
che fecero una parte eilettdale deidi antkbi 6^ 

ACEC* 



(i)> 1-^Ode jdi del Lib. L t> Vtnvr ©r. 
fii fiifta peraccotnpa^rla eafitandola col Je dan- 
ze in atto di ibUenmzjsad! con Iteti faerife) la 
Dedica^idoe. deila. cafiu novaioente edincoa d& 
Gticem • ' « : 

UOde aa. del Lihr III. * Mmfiium tMst^i 
^. ^^ininente«4ttta per le daiue^ , e facrifi^ 
aiebaa doqufti^afliem; '4k' QmsAb > aUoicM 

£09- 



Jsi-0 f O *. By AN Ot ijs 

A CECCA ' 

La Ntrecciata*. 

Or a su MMStf Vfccocf allestute ^ 

E ffea vp/immo conere^ 9 f^ Janz^ t 
. Vuje mi sonanna cefolh^ « liufe 

C^cca mia eara'^affactiatc ds 4/oeo ^ 
E st{i THrecciata tinnneM^JU btlla. 
Vidk '^0 poc9h 
Mk fuecca comm& zompo , r cwnme sau$^- 
De chisfo csl'dscion^ ad ognt tnllo ^ . 
Qfo^ faccio zump$ miezo rni^iio ad aupc^ 
CJbii d$ f99 gri/U ^ 

• 0^ 



•m 



^^t 



cdnftgrSi ui> Plnor accapto alUu . foa Villa , clir 
&Gcva ombra all^ mcdefima^ed imulzavri fotta^ 
mv. ni{tic(> aUarf V 

Fmalhiente V Ode. j S^ itlUx (Ufsa Lib. III.. 
iTaiMe sihjafum 0*^. fijrcertazoentft cantata «.c^ 
danzata Jiet; fon^nqizzare Ok-a^ipvcoa iagre , e 
nsftiche: ftRt i£ j^ofleflbf prefo dell^^ big^ Vilja ^ 
r coiife|rarIk> ar SilveffrL Kunu ,.i;ooier tutelar! ^ 
Pare , che itiima fihora abbia-. ve<futo cork pre* 
ctfione 1' oggettior, a c& fiiroa ftii&ihat^ le fiad- 
4^te Odi', delfe aoali J)r diir paioe: j>m^ i^ 
yunt9* fona breviiutne ,. pexcl^ ..ripatevanit pi|^ 
yoltt da capov comt^oaiido ji t^^ fulia 0^ 
j4|f;f^Mrile!Fran9e&^ . ^ 

-^•*»» ».'#*. .• *4 ft. 

-.5 






rf6 Bf T A t 1 T T <r 

Oi che gran, sante Jdtneco mo facets 

Ciardsttto Mttu&mo rociola ^ e se sv9tky^ 
L9 moccati^ro Tanrara me dac9 
Pe fa la rota . 
Cie scAiassii de ZHWcole fa Finfa ; 
Comme se meve teseca Justina^ 
Ma chtlSt ^e ceme , ^ cetola sta Nsrjfi^ 
Dico 'M^srffZf , 
StUnne sta mane \ scetoVa sta ^ gamma ; 
Fa repobine ^ e wirate a /i mpteisa 
Wna a te dicer fienteme Mudamma ' 
Voccra de sguessa'. . ' ' " 

9rA lassammofettole^ rtwaglh^ 
Giuvene , e Ninfe ,' e nzemm6ra pfgli/rt^ ' 
Co /i cH^iftiSetfe ^ scistiele y e-'sonagfie- 
Kude H' spadk'y ' 

Gh brave affe ! ie truono cd Vrfo jommo : 
Passa tH'priesto Mineco da setta ; 
Shane stf piede Tentaro , e naie ntrammie 
Tutt^a na traftH.' ' " 

©i Mia cJh'ermal^secohi fn& atttiorno^, * 
Priesto Ciarduih vetMfte^da ccane ;: 
Et^d mevuoje rompere tfo cfforno^, ' 

Ana siemahe% 
0nf'su Sasti ^ stemvate^ sn juoco y * ' 

* Sta tutto ciesse i gloria de CeceM^ 
Cecca/di sii^'armu )^iaccela de fuec^^ ' * ' 

• 

Scmbrscf, cfie poclfe 6oe(le in qualunqitt Hff* 
gin pofllino ^ditarfi, iteita qoali il granprecer- 
*o ut piBitrapxfesiS'trir vt^igaLCi adempiuW Jl 
jJkrr, clle'*ir^qHeflli ^cMfma Ote . • 

Mx baftt quaiito finota ne-aBMam^ dmd'jfA: 

sm fiua foaofttttt- no qjv^ ignono noftvo fcrit- 

tortu 



- N A >*t ET A up. f}y 
fore « Le driSHnhi itlip popolari rlvohniMi 
del z($47. , e P altra fiolto ptfa ttrribik delts 
peftilenza del 16^6. tmpofero fUeaeio aHe niN 
le , e cktuflero at psilpiti delP ^gonU quefia^ 
fvenmrato paefe • Ma la fbnsa della ^ faa feltoa 
natvfa lb itchiamb', a difptteo d^uno feiopeiif 
to Viceregnate g^vtrno, e lo fdftenne i» vita. 
Anzt ( quel che rinfd a> totti portnci^ ) eoo^ 
pavve do|30 la peftilenza tants- inafocttaio iiii^ 
10 , (ftrvtzia , e feflo-^ die ne fit fcoffo Itogegoo 
mecKocre <U Giambattifta Valentino (4> a. kA 
vere sir quefto fo^getto monele' iia breve poo* 
metto/'cfte imitolb- Napch scmtntfkm^ dopm 
la- ftstt ^ ed indi aim jxMsmetti intitolati U 
MezZ0 Qanha ^ to VaschlU diW Arbmuia p 
U'CfCMla Napohtana &c. tntti biafimand r 
org ogRo' , k poiiipe y. la lepttitina gaarigiofie 
della fna patna , che ^gK ^ftglltndo tl lingOMfg^ 
gto'de'GoUitortl dri- fuo tempo, ri goyd b cmm 
un mak da predicarvi , ed inVeirvi contro » 
Ma nelle foe compofizuHU nlente altro di pots 
ticD- fi ravvtia, tmHt la- fimo^^ e il naatro • Sor 
no ficnnunente* le pih tofelici 4et iMffaro dialeN 
CO • Molco divemmeote dobbiam parlar^ dal 
lOfeOietto V Agnano iigknjMto , del . qpah 

* Ao- 



C4) GtambattfOa VareDtino> fcriyatio di 
piofefiione fti iigiio di Andtto. dodor di L^gp^ 
aKtava alia Dachefca : ftanspb h Ceca/4 nt I 
i^/^.. prefso Lucaiitlonio Ftttoo 9 e la dedic6 a! 
Prlneipe d' AjtrelHno di loi Mecenote ^ e fe t* 
rioeto degli* lUuftfL noftri Nlt{ii»lttam dl allor^. 
aeUa GaUena. li" AfoUo ^Af . 



f jt » I A L B T T Q 

Anink PctfEnccio ($) , e Far<U)Ia SicHiatui vlp 
tente tra noi ci ariicchl , e che quamtiiD* 
fae nen fia. un j)e{fttto layoro ^ ^ pterb pk* 
fto di molti pregl ^ t cU aoa v^dgiri pocucbe 

'- Tunanaib Pcrrone i il folo^* cha nal 1684* 
imitando t Cirnti del Bafila, ne pabltcb eiaqua 
flim (noi in piafa, us jchko meno fciapin di 
^«egb, ma ne^iaf degni at graiida a(>pUBio ^4)* 
f CofiTomava qaafi nello ftelsa tempo Gabnele 
JFaiamx h foa vita a coRd|ii:re a perfin:ione la 
tiaduzieiie delU Cemfalemme Lifaemfa , che 
•imaio.daila liberaftt^^ t dal mio tievato M 
fran Fraacerco d' Andrea ptibiii«> oe) i69f. con 
^iiaiita magntficanaa «ta capace h s»ttn arte 
TiiH^nifica alioia,~e.fa qmadi U {Kimo Ubn^ 
4ef noftro dialctfo , cbe CQtMati(se noa, viUaoa- 
IpMitte fbunpato • Usb il FaiaoQ ^goi sf^no dd 
«te> talofllo per prodiirie im cupo d'opeiai) aa^ 

a ti9^ 

<5^ Andrea Femipd^ fa GnuaeoaTvltf^ 

fMermitano : di hii formb alto elo^ GiactW» 

*dianu ne^i elegi 'digli Accademici dt IbsA- 

-«o dettl gli Spmsier^ti , de' qaaii egli fa uqa 

Veggafi Mongitore della Biblioteca Scola toin*. 

|. if. 

{6) Ld VosillHttsits fa opera di M011&* 
'gaor Pompeo Samellt VefiwiKi di Kiceglks ; co- 
me dal GraMna Bedi Eiogj accademki , giacl^ 
ancbe egH (a anoUata aifa Accademia di RoC. 
fano) V. ilSofia fopiacceimatD, ed aitri da qaefto 
€ltat( , eflendo il SaroelU baa noco pet le te 
aon peclie opera # A^ 



N A POLE T a NO. ff^ 
mtWfBfe perteiom xxmmt«tt afpifstiid »r« 
Temw , cfae riguardattdb la fua fadqa CQm« una 
leMe tntdozione , rima» (pperata da ^olla d«iP 
Eoeide dal Padie Mkda Stcgit«ta ', ehe iodi m 
nan molro comparv« ; ..rignftrdandola come, bi^ 
Sana, e bptdo traveflinm^to ^ hi gran Iimgii. 
Ttato da quello de'^fei (iritifti liihrl d' Omera dl 
Kiedb Capa&o . La fifem&Iraune Liberara ri*. 
asana in qoeiJa Itivsa di merza ^ che ptidt i 
yngft deiPana co&y e deli'altfa. la altrc mas*- 
ca di jpurir^ U Kagtiaggto , e.quella oftentazi^ 
lie ddilo nccheaaM di vocaboli mopri al dialea* 
to , che fpete vi fi vonsfabe mtit nafee ftmpm 
IHraccfasata, cd alffittaas » 

Con qiM^ fcrittM fr gsuofii^'alla fine del ft. 
;jeola- XV tL U ^\k meiaoiabile nella ftpna deljb 
noftre fcUgsit/^Conparvt al find B«f cainincu|«i 
ft ahi dido^efimo qtiri pril^ albofe dl rifor- 
gioiciito » c&e pm indimmo feUccxnente a graft 
INiHt svanzarfi ,. • che ^a o ft foftiene flabik i 
. o mm delP imotto £' afcitf a^.^ 
' DBmemco AloWa fXSftgaeio Caroprefe , Fratt<» 
cefea Vatktta, Gregono tMine^Bi»gh Tioi* 
ft» Biagto Garafaio ,- Carta Majelfo , ^tcaib* 
Awnta f Ckniihiio Falcone , «1 indt a pochi 
«fHn Mattco Egi^ia^ Nicoib Capafio, Aleffio* 
Ma^ezodcU, Francefca PratiUd « Antonio di Fli- 
Ico y Fiante(co GalAippa , Ntcotb Ardoino ri-^ 
IbrarcMio gli Audi deilo dottd liagve , dell' etiu 
dtauooe « c delt' antichiii • Bartolotneo Intteri, 
ttm qnantuBcpie nato iA Tofcana conteremo tra^ 
noBSi^ giacA^ con boi fismpvavlfie , Giactnta 
di Critb&ra, Vitafir Giordana , • qiialche al- 
aeo a(pnisEmo H vaceoitata fina aliotti dhittfov 
alle icienae geometrichei^e matamatiche. Gianv 
^ bat. 



I4« t> r A L E T T O ' 

battifli Vica usb tentaie it gvado del bi^'O' ne^ 
taMci^ y e febbene vt cadefse d^ticra y fervl dt 
polite a ptii felice fm&tare fnllo fpirito delle 
fepgi deik Naziom. Alefsandto. Rtccatdi , e 
Pi€tr0 Gianoone fotticr gti anfpici dell' itamof* 
tale GaAtano Argento nvenAkatono* i dritd 
delta fmembraca' regalia. Gtfflanttno Grinalcfi 
€omba^y e dtbeilb (ott0 nooie delL'AlednD^S 
<PtKpa(«tifiiio» e i fuot faoatici ^ e ancor p^ 
tenti feguaci. Fiod la fag^a teorU mffuca 
colfivata dal Capoa ^ dal Toszi , ^^ CirUIo^ 
t dal Criieeimo • Tam. gU ameni ft«di di poe- 
Aft t « d* eloqomiza parvcro riforger na ii^i foi- 
tb le penne di Serafino Hkml , AgoiHno 
ArianO) Agnello Spagouob , KiooRi Fidco , 
Savmo: RanxQti , Gieacchiiia Paeu , Antonb 
Muftettofti t GioHo Acdaacr, Aatmkr Morlaa- 
do , • degii altri di hpm lamineBCatt ^ oeott 
nel tempo medtfimoi GkwvviceiixQ Gravtiia , 
CeIe<Hno'Galiam,il Padre de BArOyMonfigiior 
Majello , Bernardo Lama ^ Idavcello Cufano t 
Francefco Garacctolo Ibflenevaao nelie Univerfi- 
ik di Roma, di Piia» « d^ Torino la glocia di 
qoefia patrta. .. ' - 

Alle sbiendote di qat^ tmova loce dL feiiii- 
7ty% Jii fiipere la Nadooe vtda coir altr'oEchio 
fe nef&, e n' arrafii- .. Per la conneiHont gU 
formata nelle idee ^ e dtvetiuta impoffibile a 
fiaccave , fii il /ao ftdffo linguai^ie qaello , che 
ma^toimente la percof&., e la ricoprl.d' omi« 
liazione , e d^ loCfore. Qiiafi fi veigognb d' zvn 
parkto • Msk non fagul a sV &tto* rincreTclmci- 
to la nataral riiblazione d'emendafe, e pirgaie 
il: (iio dialetts » Ha & p^ m altn. noa tne- 



K A P O L E T A N a ^41" 

fttana , cbt dUpenta. Si rifolv^ untiiifli^ 
ntt di rinegark), abbonirlo , deridcrlo : e co* 
si per flimolo d' onore ( cofa incredibile ) -ytth 
x» la Nazione tutta a metttrfi a fchernite , e 
viUpeodcre fe ftdTa • Ako mancb , che Aon re- 
Haflb xnutola in tntto ^ Ma per non perder U 
maf^or cofitrafli^o ^ll^nomo, qnal'^ la favcl- 
la , fa rifolulo abbracciar con fervore non gU 
il comutie Italsano , ma U pretto iliin^ato tdio- ^ 
ti(mo Tofcano • Si ^ero venk a 4uria di Tx>* 
fcatiia I'^dizioni dtgli aatori fcfi facri nelU 
lifigna dalla indeclinabila fenteiwa della Crafea, 
{% ne riftaniparoQo qui moIttAhni ; s' apprdero 
qnafi a mentc • Tmti £ 4ectero a rivoitar vo* 
cabolarj , grammatich^ ^ r^ie di ben parlar 
.Tofcano* Miccolb Amenta uifiem conaitripob* 
blicarono volumi sn qualunique minnzia grand- 
nurticaie Toftana , I noftri dotti non s* occti- 
pasona^nafi in altra. Divenncro argmifTimi , e 
iinuHizzantiflfimi parolai « E quafi in efpiazioae 
del Bo(bo IiiTigo ptccato , & avidamente tmprc- 
fo a parlac , e fcriver nel pib ricercato fevellar ^ 
Fiorencino « Come fnonaffero bene dentro U 
bocclu^ Dorichc Napoletane i motti , le c^lie , 
i xibobolt t le face^ne , i gorgheggi , e tutti •{ 
vezzt di Mercato Vccchio, pSb ciafcuno imagi- 
mrfelo • Ma non fin) qnl- la faccenda . Tutte 
ie voci rancido , dif uiate , e morte di Danc^ , 
del Pafbvanti , de' due Guidi , e di Ftme Ca- 
▼aica ritornarono in vipt , e yennero come om- 
bre 4i Vairipirx a fpaventarci . Mifie, « confafe 
inGeme colle grazie del Burdiielio , e de^ Ganti 
di Cecco da Varlungo , aggtuntovt il latinizzan* 
tc, e dlfti&co giso 4t peciodo Boaaccefto> ft»- 



«4ft Dl A LET TO 

aiarono tm accoz2ametitxi> ^ til ilrano « c 
Aruofo affici di quahinque note «imca 9^(^^ 
gine • Le orecchxe ne futono prefibch^ inipia* 
gate. AlefTaQclro Riccaixii , Niccotb Ainentm, 
« \o fteflb doltD Mmao Eguoo detvrparono 
con si cnidele ftile le ioro operr ^ 11 RiccarcB 
ginnfe fino* a tUvenirne lidicQio « Ma tatd gli 
ttomihi dt lettere noflri aei pinctpki ilei oorreOi> 
te fecoio , quale pib ^ q«ale meno , fiiad tinti 
iietla ftefla macohia , e iopratntto ae ceftaiono , 
« oe cefiano ancora (porcate le Aiiegacioot 6k 
leitfi con in&mia dd noftsoFcMfO tanto nuisgio*- 
R y qoantocbi ne^ (critti , da' oiiali dtpeade or 
la vita , or la iomtna de* oittaatai ii dovrdibe 
hr pompadl Ragian l^ffJky e non di tancidt 
parole • Ecoo a d|t ci coodofle U nollfo tanto 
rawedimento • ^ - 

Intanta il ivolgar Napbktano vefib qval era 
prima ntetiie fih fcoktvato ^ nietite mmrgajto o 
dalle laidesece,o. dalle. goAggini • Soto avvcii- 
oe per effetto generale 'del migliocato gaflo ^ 
che compartflero in 4fo nel 1724. il pOenoetto 
delta Cincceidd di Nicoib Loaibardo Javoro cp- 
si graziofo y e iinito in ogni foa parre , che 
.{ tolti i difetti genemli del dialetto di ibpra 
4iccennati ) pub riguaidarfi come ]a plii b^ia- 

tiroduzioae tralle noflte 9 ^ compatai^ ^Ite piii 
epide di qoalimque Nazione ; e le poefie Na^ 
•poletane del Capaflb , fcrttte teal i^zq, , e il 
17^4. con quanta m^n^or vivacitJt cr ingegno , 
fale acutiflimo , e tepioezza vera fi po0a in fo- 
i^iglianri opere d^fiderare , 

Dopo la morte del Capaflb non altfO , cha 
4m mefcldnifliflii jbo&A Fi^renfi Bia^ Valenti. 

no 



N A POLET AlU O. i^ 

i%D (8) > e Nnnzkoite Pagano fec«ro companiv , 
certi inmlfi pocmt moiali , i' uno nei* 1746. , t' 
altro nel 'X749* N^ dopo qoefto altro poema fc 
vfcito in luce. 

Ma tl dialetto ii h ftpcrta nn ah a vafia por- - 
ta in qoefto corrente fecoto • Itiusndi^mo parki- 
re deiia ^cena Comica , deUa ^nale fii pr^fTo^ 
ch% impadronito • ^ v 

Fin da! prindpio dd didaffettefimo fecotd 
GiatnbattSla deila Piorta avaa ntlU foe Cofnme* 
die comkiciata ad bttrodorre ia IHute del Na- 
poletano* II Coiteft (*) il ptkno avea fctitta ona 

Fa- 



^) ' Bia^o Valenttee fii «n feite laico de* 
Minori 0(iservanti , per lo fpa^ dt tnbtti anrfi 
iinptegato da* fooi foperiori a far la qoaftoa pel 
fuo Moniilero dt Monte Calvafio con tal occa- , 
fione trattando con ogni forta di perfene , e 
iiotando i coftomi M foo tempo compofe la 
FuorfeceyOf^TZ di molta critica ripiena,ma da' 
Revifori di allora mutitata di iholto. Compoft 
anche on pte^iofo poemetto detto ie Rffettorh 
de 4i Muonece J' ch% con altre foe conipo(]Ztoni 
leftb MSw Fo afcritto alia Accademia <lcl Por- 
dco defla Stadera , e pobbiicb il Mai etnsigUa* 
to owero il Conte if^, Giroi4mo opeti tragrcO- 
eroica in li. Napoli ly^-o. dedicara a D. Gior 
Colombo ; preceaono quefla opera aicune aln^e * 
fue coinpofizioni poeticiie in iingoa Napoietitna; 
e itiorl in eti moko avanzata in NapoH foa 
patria . if . • ' 

-(•) Nota la xrontra^zloile : II Coftese H 
frimo avejg scrmo Hffa Vhv^Im 4Ht$0t Nafoh- . 



t44 DIALETTO 

Favola totta f^apoletaiia , Pochifimi anni dopo 
Domeaico Bafile cl avea dato U Paftor Fido 
Cradotto in bafso Napaletano : . Otta\io d' Ifa 
feguttando I'cfempio della Porta avea iatta ea- 
trare anche ^so nelle - foe commedie qiiakhe 
Parte Btiffii in Napoletaoo • Su qudlt e&mpj 
totte le coounedie ^ e i dramml «aon folo di 
fo^gctto pro&no , ma anche i (agri non sneno 
in profa , cbe in verfo, de'quali abbopdb im- 
tDenfamenCe quel fecolo , fr trovarono iotarCati 
di parti Mapolitane mifie coUe Tofcane • Le 
commedie del Of(oa , e A^ Amenta fiirouo 
parimente fcritte con quefio mefcolame^to di- 
venuto tanto grato alia Nazione , che non fe 
ne potette difcoftate.ni Domeaico Bacone Mar- 
chefe di Livtri (ojadatore d* un nuoyo, «d in* 
gegnofiflSoio gu(lo di fcene, e d' aziom comtcai 
ti^ qoa^tl dopo lui tra noi fono ilati , ciie ab» 
i>ian fcritte commedie in profa » 

.t>alla profa fi pafsb al verfo, ed alia mn(ica« 
Sono ormai ptU di feftanta anni , che in due i^") 
Teatci cti NapoU s' introdofserQ i Dramtni in 
mnHca buffi • Qaefli dapprima furon uitieramen- 
le N3poIetani , gi^ccii^ il foggetto £ traeya 

Urn* 



% m "« ■» 



fana : gt^ fi sa y cbe xA ^\^ola ^ in vecfo • 
Siegus i' Aotore : Dalla frosm si passb al 
Vffrja, LavazxMlin 

(^) Efand tre , ciob yi era quello delU 
f-acn \^ O'del vicolo delta Lava: antu nel gra(i 
Teatro di S. Bartolomeo fi rapprefentavano gl* 
interHiezzi' buffi per mu^ ; un cil Teuio lfai« 
▼a in piedi selt ijj j« L* 



«* 



N A POLE T A U O. 145 

fempre da perronaggt dell'hifiiiia pkbe • Ma <iiv 

pocKi vi $' introdufse la coinmedia cittadlaefca^' 

fono mM de' due dialetti ^, rifervandon perik 

fempre al Napoletano le parti J)ufie, ,je tidicote 

cosl d^ uotnini., conDe di donne . Pli^ centitiaja 

di Commedie «d in profa^ ed in verfe abbiamo 

fin ora fcrUee in Qoedo fliie billngue . Le Tcrit- 

te in profa , tralTe quali Ii didinguono i}uelle 

di Giufepjpie Cinll<) , fono gencraliftente jmlan- 

do pieiie di vivaclffimi concetti , e iR aig^te 

iepidezze ; ma peccano ttute -nslf intrtgo ., che 

% iempre ecceflivamente forzato^ «d invefffimt* 

le • Quefto dlfetto introdotto tra .noi da&^'Ameti- 

ta , e dal Coo emulo Andcea Sdv^dere ,^ fu ac^' 

frefciuro , e nrni corrette dal Marchefe di liive'* 

iri , c dagli aHieui lii efso ., ed ^ora; "% crfefctuto. / 

4ul un eccefso infopportabile . T o f(e&a, e forfe 

.peggio h avvenutD ne' Drammi cohfecrati atla 

mufica. In pochlflfimi di effi , clie furono pro- 

^luzioni degP ingegni dd Trincfeera^ del Federi- 

ci y e di Antonio Calotdba trovatifi pfsefvate te 

regole Drammatiche almeno nel pih efsenziale^. 

ma in tatti g'U airri in mezzo ad mi continiu« 

to ddiranre difordine d^ intceccio , di finzion\ 

inverifimili ^ d* afsarditl ^ « del catpeAamenta 

di tutte h Tegdie dell' arte , nncontranfi qnk t'" 

U bizzarne^ e b^Hezze di fefici efprefSonl fpar^ 

fe o in qualc%e fcena , o in quatclre Arietta ^ 

che meriterebbero perci^ efser falvate dall' obli^ 

too eftrarle^ e ftaccarle filall' infelice-, e fconci^ 

'Dramma, in cai trovarrii tncadrate. 

Noi non daretno ora ii catalpgd di quefl'*al« 

tia vaftlflima jparte d^ opere appATtenenti al no* 

llro dtaletto y si perch^ uoi^ ryt' abWanfio- &rma* 

-fA perancfbe tantai raccoita ^ia poterjw publicjff 

DimkN^. ii una 



ii i i^^ 



•w^ 



i4« . DIAL ET TcO 
una hotizia prefsoch^ compita ; $1 p^rch^ fap< 
pjamo efferfine da pili annl occupaito il. Sig. 
Pietfo di Napoli Signorelll , .a ciii non ^voglia- 
mo preoQcu^re la gi^ forf& : fatta fatica , e la 
gloria di pfubblicare la ftprla del Teatro Napo- 
letano. . 
EgiMlmente ci aTlerremo per ora d*il dkt qui 

"la notizia d'una valla clafTe. di no'ftrepoefie u- 

- riche, quali.fono i noftri Caati Carnefcialefchi. 

Qgntin tra npi $a^ che in occafibne .di quelle 

pQpolari fefie.,. ch^ chiamanfi Cpcca^ne , e the 

per molt^ anni furono date in iorma dt akiffi- 

.41U Carri giiarniti di comeftiblti di varie fard 

^da faccheggi^rfi y (i jnfa dar alle Qampe com^o- 
i^imenti lirici.di vafia fpezte efprtmenti la p«- 
blica allegrezza^.e felicita, e dedinati ad oifere 
prcfentati ua tempo ai Vicerb , ora ai SavranL 

-T ra quefti j?oji pub .i^egarfi efferfene piii Volte 
incQQtrdti (aluql fingo.iarjiieiite grazioH , e pieni 
di poetico c4priccio. La collezione, e la fpelta 
di efn avrebbe meritata la cnra di chi folle Jbi- 
to arnanje dcTfe.memorie patrie affai piii., chc* 
non 1' ban . meritata quegli Infipi^i Cahti.Carne- 
{cialefchi .da' Tofcani con tanto zelofalv^ti dalt^ 
oblio. Ma il cercheri forfe invano nomo tia 
noi I che tn quefta par|e abbia emuUti i Tofa* 

.ni«. Forfe ja fatiga di quelle poetiche produzio* 
ai ; i ormsd ^perdma ;per fempte . . Se ' a quefta 
^pflra voce , e fgtido ^'rifvegliera taliino , ctui 
pofTegga qualclie colleziQfle^ di s\ fatte pcefie , 
o .ci pofla indicar chi t^abbja > non mancnereme 
noi di tramandarqe la notizia alia pofleriti., -&- 
C^ndpiie ^na fcelta ^ e pubj^licandble .unite in 
W yoluci^tto jcoji.^qualcne. tifchrarimento do- 

ricp . ■ ;. ' , ^ ..\. • 

Po- 






N A P O LE T A NO. 147 
Potri ciafctmo tfferfi gi^ avvifto, che noi ci 
£amo retigioTamente &(lem2t'r , dai notfitnare ve- 
runo degli fcritton net noflro Ciialetto cosl dram- 
maticl come lirici ancor viventi . Sonovene opii 
pocht . D' efli ^iudichera la pofterita palefemexi* 
te , come ne hi gt^ giudicato fotto voce V et^ 
xrorrente • Parlar di viventi ancorcK^ in lode 
fenza avernegU prevenutired ottenutone il con- 
fenfo % fern pre un mancar al dovere piu facro 
^eiia fociet^ ) qual*^ quetlo di rifpetrare falrrui 
Ubetra. Impeto d' una orgo^Uofa flupidit^ ka 
fola potuto c(&r^ I' erlggerfi da per fe fkfTo in 
pefatcrre d^' fiioi ^oncittadlni , e coetanet > e U 
metterfi a defcrivergli, difirtirgli, e valiitafgUj 
come un apprezzatore farebbe d' una razza d£ 
cav.alU , o d' u«i earov^na' di oaifi . 



i" , . 






' I 



/ 






Q % ^^ CA-' 



xnt 13 I A LET TO 

C i^ T A f, O <i O 

De^li JC/htorl del' boJfSO diaietto Nappittj^^ 
no'i^) inprnfa^ ed in rima « 



L PENTAMERONE del CavdUr Qrum. 

battista BasiU , ^ovvero lo Cunta de M 

Cuniey Tratteaemiemt^ de.li pHcefilh dt Cut' 

-nalesi^ AkiatUith ( \ nome anagfamjOMtko 

M GiamJiattifta Bafile }» 



1 






(*) Dal March. Salviati fi Klftgna il ter* 
zo Ittogo tra' Dialctti Italian! al Napoleratio ,^ 
tio% dopo il Fiorentino , ed il Romano • L. 

(«*) Vedi 1^. G. S. de Jm Porta ^ cfce 
qui manca : 

Paiiniiotfo Na]ioIitaDO j nella Comedia del 
B^RO dt G. S. de la Porta . Viteibo 
per Girolaino' Difcepoio 1607. 

Scarfuoglk) Nap^Utaoo , net CLEOMENE 
ili CTaudio OttaveUo • Nap. 1708 nelU 
Stamp, di Gio; Francie&o Faci • 

IPtttte ik]« in proGi • 

LO FUNNACO REVOTAT© Comriiea. 
dea pe. mufeca • A Napolt 1720 ^e ven- 
ne da ii Abri a S. Biife a U LHirare. 

LO CASTIELLOSACCHEATO. liapo- 
le i7%6m come (bpra • 

: LA 



II Nifcodeml cita , comt prima edMone^ dl 
qDeil' OpLera, una del 1627. per Ottavio Behiae* 
uo 111 12. , ma qH6fta c la fecondr , c forf^^ 
ancHe fa teraa , poichJr iti quell** aitno eta di" 
gii* morta il fuo^ autdte . It Sffe^zilccheirt nr 
cita due abre pofteriori del 1644., r dei>645* 
pfer Camiiro Cajvallo ; ma quefta e iina fol* 
ediziooe. Ne cita fiijalmente uaa del 167^^, in 
Roxiia', chi5' tron Ba mai cfiftito'. 

FuHHampatu qucft' Opera da A^ttmio Br 

Rfbn' nel 1674. in 12. , r dedicata a! Dottor 

PLetro EiTiilio Guafchi aHora Eletto delPopo- 

lb , che pm: morl ConfigKere ; £hbe ctira dt 

'qwefta- edtzipne Tomafo Petrone aatdre ' del I a 

yoselteci^ejata^yydntviptemik urt' avvifo ai 

Tettort ifi profa Napcfletana, in ctii vanta avet 

corretti gl*infimti errori , cfeP erafio "neUe pr*. 

redenri edbioni^ . Ma matgrado ci^ i fcorfet- 

ttflima anche qoefla edSiant . VI fr-Vede ag- 

fiiaot^ uh aflal cattiyo fonetto , iV cui a^tore 

LA MBROGLIA SCOPEilTAi Ns^e . 
1732; come fopra. i 

"fiitte tfe fenta notne delP Aatore , fe nbti 
che neila 1>dica fsttat delU - p:mi al 
Caidinaleve VictfrJi^ Woffango Aniifoalifc j 
de Schrarrettitech , leggefi fottqffcjiiro F<?- / 

IA'MAl«r?A^ OE CHIAJA- de Bemsftloj 
^addumene* Napoli appreflp D. Nicotaj ^ 
Barritio 1731. £• 

(*) yautofe i PompiJO^ JraroelK . V«U 

f^ x^« e carr^, L. 

I 

■ 1 



i|^ D I A L E T Tip . 

iG( nafooad^ fotto quefte ' imziali M. R* S« 'P« 
p^r efortare i I^ttort a guilar il Kbro . 

Nei 1714. > e di nuovo nel I7?2. loftampa- 
tore Micbele Lulgl Muzio riftampb due volte 

Jiiefl^ Opera fuir ^dizlone del 1^4. , e que-^ 
e eai?;ici}i del k7i4. , C; del 1722. fono Ic: 
mono fcocretie di tDtt« 1 e le piU facili a tro. 

,11 foggetto di queflo tibro fono cinqnatita 
Kicconti , cAe in cinque giornate Q.fingononar- 
x^ti pet divertire una fcliiava irota divecoc^. 
per inganno Reglna , e piena di capncci , Cf 
voglie, e; coti' ultioiQ racconto (i foopre t' iiv 
ganno di ef{a , e ne riceve. il gaAigo • Le nar« 
ratrici.foDO Zeza icioffata ^ (Secca stwta^ Afii- 
mca vfizsoolfijfa , Tolla nasuta , Vopa scarlet^ 
Ijita,^ Antonella v/rusir^ ) CinUa mouu^ ^ 
IPaoIa s^argiata , Ciomm^ella ze^io'sa , e /4- 
cfiva jquac^uar^ifa . QueQi fpli nomi ^ ^ io- 
pranno.fni q fen^l^ranp baflanrifntl^i a oar idea 
del gu,fto , cte.. regna \$i tutta 1* Opera , oade 
Q aftemmo..dAl dirae di Diitr« 

L£ MUSE NAPQLEfTANE Epoche^ ^ 
CiAnrfo/esfO 4^a$tHtis : ( Giambajtriiui BaiCiltj*.. 

La prima edizione Vdei ii^^j-> ^ ^^^^^ P^^- 
^ione ir dke ,.: cht da piii anm era morfb ilr 
Cartel, di cui ir citano akuoi'verfl'ia^U'egloga>« 
fefta . Fu rifiampata nel i^j547. P^^ C^iHo Ca^ 
'valli : di nuove dehij(^69. per 610: Francefcou 
t^aci : per la terza volta net 1^78. per Fran- 
cefco Mafsaro ht-s. , che t men btottji delle 
prece^ilenti • Fu dedicate al' Sig. Francefco Mor^- 
tiecorvino . Awene due altte ia i£» del 170^ 
per Gi^ioto Mttlkq^o , & del 17x5^. per Gio« 
i^anni Patmicxo..^ 



NAFOLETANO. iji 
~^ QueOe egt^e , giacchi c«sl all' antoie siac- 
que chkfnark> non fon ftltra^ che nove dialog 
ghi in verfi di difegiule mifiHa . L' E^loga 

t^rima i Clio, ovvero if Smargiasst y cd intei> 
oquifcono Cienzo ,. Mafe , e Ciullo » cbe rifsr- 
no tra loro , e fi sfklano a duello per cagtott 

La leconda Euterpe , ovvew) la Cortisclana^. 
\ dialogQ tra Antoniello' , e Giangrazio , a cut 
Antoniello^ vuol periuadeie a diilaccarli dalle 
donne di cattiva vita . 

La terza Talia , ovvero lo Cerpiglio . Rien- 
.zo interloeoiore' efagera a Peppo j pregi dtl* 
il% in quel te«i£p cekberrima taverna del Cer* 
rigHo% 

La quaita Melpomene^' oTvero U Tonnachl^ 
tv^ dtalogo tra Pafcado^a^Cdofpizia, e Mai?* 
chionoe , che riflano eome fogliooo far tra Idro 
le dbnne viliflitBe de'.chiail!; 

La qmnfa Tcrpficore, -ovvero la Ztt^f Koft* 
ifialbgo tra MafiUo ,. Petriiloi e Lell0| che-c* 
faltano i pregi d' una giovatfie fpofa • 

La/efta Eralo .,. otVetd to Giovane Nzoroi 
tiro- \ queila voce . iniDtto barbara , e cteata^ 
'ftdl' analbgia latina dal Bkfiiei e dovea dipotare 
chi ^ deflinato ad ammogliarfii ) . E' dialoflo 
tra Pacrone , e Cuofenio fo' placm , c fii' (bf^ 
guftt <lel matrimonion 

La fettima Polinnia, ovvero lo Vi^c^iio^B^ 
nammotatQ , dialogo tm Millo , Pizo 9 e Am* 
bruofo, nel nqpde-Millo , e Pizo VlHrflebbera^ 
difTuadere il vecchio Ambniofo dal penfare piti 
aUe nozze^. ed' a^U amorti. 

L' ottava Urania « owero lo Sfuorgio . Par* 
lano NardtUoi e Mkcantonio biafinumdoii luflb* 

G 4; L» 



V 



"*"f^ 



tji DI AL E Tt d 

La 9ona Callk>{>e , ovibera U M^ica • Si 
^faltaoo i pregt dtHa Tnu(ica< tra< f^'^ifiterlocoto* 
ri MiGco , Tirta ^ e Ciullo . 

Di GIULIO CESARrE COR.TESE (»), map. 
gtado che in lul riconofciamo 11 maggior poet» 
del dialetta noftro , ci' b- tgnoto ogni avvem- 
ii^€LntQ.deHa vita,.. p4re.dalk fteogcrc^ che 

j • - - 

I (») Edizioni ddler opeie dt Gitilib eeCue^ 

• Cortefe: 

LA ROSA. N^poK per Domtntco di Feiu. 
mtite Maccarano f4zi» e-di uuovd rUtampata* 
per Ottavio Beitrano I^JS* 

Vf AGGIO* EH PMtl^ASOn In Venezia ^ 
a NiapoU per Ottavio Beltrand i^j5. ^ro^ni*. 
i;/iv rLo'Potta'a^li Leietnre • 'Nor ^ pofTibile-, 
che auarche travo ruttO' . . • t finisce dfcendo^ 
che aovea^rkornaTe da Smirnt , e • da* MuDtora*. 
Seguita b dedka. a« D. Dieg6 di^N&adoza hi 
lingua Tofcana.. 

CIULLO«, e PBRNA.. la^ NapoU- U;/^ 
H appreflb Ottavto^ Beltrand. 

MICCOi PASSARO^. hi NapoU- per Ot- 
tavio- Beitrano^ r6^8. 

LA VA^JASSmoe di'G. G. Cortefe: IL 
PASTOR SEBETD, coii gli afgomenti,ed ai- 
mne pn^fe dh Gian* Alefio' Abbattttti&.* NappM^ 
ger Ottavio Beitrano^ 1^7. .r 

Lo. Stampatore alK Leggetitfe.- 

L' Auror6 aUl L^ggetnre • 

Aile Damme Sctorefitine.': Smett^ ., Aggb 
^ora. ca (le Damecelie ec. 

iL $ie(U edizione del i^^7»- fono umiede- 



.• 



WA^PO^LE:t A N^O* If} 
egll vcrfo Pknno i6i^,^C^ andato a^Cbfenzft* 
a t^ntar faa forcaaa, e «♦' difgunatofie Irgji at 
pQcO ne ritoraaffl . Neita traduzione* del Pa** 
ftor Fidp di Doitienico Baffle al prindpio fi^ 
leggeruiY hreviflfirao madrigale a nome di l^t- 
tia Bftsfte Tpaiite diefsoDomenica ,^ in- cut A^ 
dkc cosi r • 

' ' - <• . 

Cama' Bltsili figUoj- 

XSif stngbe bfniditto a braccia st^StV 

Qantacasuhr'^^y ne »c*^ Corttse. 

Eflenddf' pofebltcari qtteftk trarfa^iond tiel Gett^* 
najo del i62S< dovrebbr ctedersi ; cfae ner 1627/ 
feffe g^ tnaocatd di^vtta il Cerc^fe • Ma' cih" 
comrafU ^ coil quel yciid it Topp dice > ctre it 
Rocnanz6 degK Amort dt CiuIIo^^ e Perna ira 
ftato ia' prima voltsk pvMicAto^-^edimpvtffontl^ 
16^2., ed i4 po^meno H Mieca Pafaro fia (bt- 
to imprefso Fa prima vblta nd'i-ftjJr'PcrifcioA 
^{hi^revil-Bodo <X)Tr»bbe ditfij octi« qMfte noa* 

- ■■ . • .. .I?.-*-, A :itn ••■.,.. ti *■ I I*'; ■• la-r^^ ji ■ Tn 111 I'll "■'• 



Itrtcre j cioi a Nbtaro'CoU Mw^ Zara*^ 11. a/- 
MefTer Uhecoin verfo , ed in prafa ^ III. all** 
Uneccr-'ftijHntoeggiante^, chtf^pb-'rooipere n&b&i^ 
chiero co k Mufe , e a-lo fettem^ gnaDeto c^ 
McffetiB ^ - *** 

E' falfa Jiinqae* , chli xiel" 16^^^ Ortavio' 
Beltranp rkbimpb egjidthetit^s tittte le Opere del 
Corttfe-, ficcoiTic fraacameiit* fi afserifce alU 
160, La lett^ra (et^ulUt aMeiser Uneco V 
\2<^ tion gl^ di cata 5^.iicl7acck)Ii , comt' 
vuolc r Atttor^P' piig,; I j## Liie' : 







154^ DI A LETTta 

fiana h prime* adl^btii , o che fiaao optte poi. 
ftasar ^ BM i^ priHia*^ pi& vcfifimiit . Nieme. 
dufiqiie poieado noi- dire delb <fi l9t vtU, p^U** 
fiftinO' aUe openr <M afiedefiaia ., 

Ahbuuno dei'Coitefe aicnae letfieie ia pfoia^ 
od in verfi deiriaiiDO i/Sio. , e dd i^44«) cher 
fembrano efsere ie prime produzioai di qnti ft^ 
- Qondo ) ft inzzarro tt]ge§no »^ 

La prima h rndirizzata a Misur Uhsco jfoU 
to il qml ntbmt ( ferfe Accademico ) incemfej; 
i4: Cavsaticx GiamlMtiila Bafile fua giande ami- 
eo • Porta qiiefla compofnaone dt- circa cinquai>« 
ta (^) sdroceioti U^data diTrocchi^(fQQgodove. 
forfe ihCowefe viHeggiaiya:)' de*ij. Oti(rf>re* 
del ifis^, PtDge raitegrarfi coII'amiGO delJa ri<« 
felvzione di liiir di prtnder mogjUe^^ e d^a^imr 
fcelta Cecea y dtWe teHrzzc , e pre^ d^lla ^ua« 
k'faittaa defcrizione iroaic^^^ & per-contrappo- 
fit. /Vcfibfi , cite. il'Cortcfe imit^var allora iU 
fuo amtco fiafile , non facendo aUro^ eke fnoc- 
ciolareprovvrbi , epiceti., 1e fr^fi da diinofiraif 
' Pimmenra* abbondanza del dialeito , come il 
Bafiie aveva fairo .^ In (piefla epiftok fi deno- 
minsL JtkCJbUfepj e ferfe era il fuo nome Ac- 
eadeaoico i^*).. Allo.ftli(&> tndirizzb una tettera vat* 
profa dall^ CalabrievcHe porta ll datadiMar^ 
za t>i6%4n.i e- coniiene una bei'M&a deicrizioae- 
fkdit fua poea fbittuja.!. 

Alio Qt&o ,. deDominandpIo M i/he^ seisms 

meg- ' 

' i^) • l\ luntie Accademico 4elCdrte(e emr 



N A P O t E T A tr O. n^$^ 

M$$ggii$9ite , cie p^ rempei/^ no becihimto ra /r 
«MM^ ,..ed aUu4endo forfe aile Mufe Napotett- 
ne «ol]^>ofte did BIfile , indinz^b un' altra liau-* 
S2« , e gi^fa lettera coUa daU de'' ao, Mag- 
gjo ]:^i4j^<ialle CaUbtie . Itreflla fi finge na^ 
bizaacio racconto^ del poco ftlice accoglimento 
iiicootsato €(^b una donna , a cuf avca (jpiegato 
il! fuo anu»:€ • In qoefta fi iirnii col nome dtl-- 

Abbiatno «iq' altra Uttera df eflb'paria3eiil(r 
fcritu net Marzo del tii^ in prpfa con . «r' 
iiofiietto , e ua madcigaie inferitoyi , la quale V* 
iodrizzata^ /o S'enimv g/fnet^ de S^sero^z^ 
fruttmo CfitnaU y Jo ccbih stfitto pafent^ che 
-:s^iue a CojtnZ4f-\ A cbi fia indirifiata non fa-^ 
.pscitono ipdovinarlo .^ if foggetta fono le era- 
.-delt^ d9l& ftia atname y che 1q ban ridotto ar 
vo&rfi^per ^idirperazione uccidor^ . I0 efla toirQa;' 
a' diiSms^i lo Qhiaft0\^ 

FiAalmipnte abtMamo una lettera ta yerfo fcfiut^ 
eielo a ft2t>r. Cola Maria 2ar^ in lifpoila ad* 
una del medeffn^o |^.ctie>iacomincitfva: Quann9^ 
mm^no^. mt tuenne eMla^ eh&Ueta &^. Qvefta- 
Breve oompofizione di foil quaranu ferft por^a 
Ift^data^delr^ultiniO'^^deU' anno tti^?^} ,. 

Turte le fopraddette lettete non fiirono iikte 
alle Aampe aliora , ma foltanto quando fuiFOi^^ 
pobbMcati t fuoi ppemi . ^ 

— ^MM-^f I* III! m m ' tm ■ * ii I ■— ' ■■iti i i i ■ ■ i m i ■ iiy i i i ■ i , ,p>m 

^y (Joefta lettera nelia ediztone^della Fa- 
)ass9id^ 6tta in N^yoli per Otravio BeUrana^ 
v$^jk km U i^ino htofj^ y (efaitt dalle fo|«u^ 



%^4 D r A t E T t a 

LA* ROSA, QMfeta.' FcselUcl^sfif'irKibqws 
«tti , e con fette interloccKori'. II Cort^fe- net 
pubblicarla dedicollaa D: Tiberie Glfaia Prin- 
cipe di' BKigfiana , «'de SciRa • La^ dedlca -i 
fie' ^5. Otrobre i62>. Qodfto poema , che-dt 
moiro non c0de*al fue DiodelFe. il^Mlor Fido 
del Guarifti; V la prima cofa tratte prodozioni 
del diatetto- pat-rW^ cht- moftib qottnte ial^befi ' 
potuta innalzarlo a miglior fenilnaBaa . Vi fooQ- 
Jeene tenere<>, e^dftlfcafie :vi fdno peazt di dia— 
iigo ^decenti- , e^natuniK ;-ina«la maledetca vo^ 
g\h dt renderk bernefea , e lepkla* a di(pett» 
del foggettd ptuftoHo mgieo , gaafta iii<tot 
blslleicze-, e4e fa fpefib cadere nel <atti?D ^^iip 
fk) . Soaovi ancke noa pocbe ofeenkik ^. ( cie— 
dure ill' quek tcnifH) kpidezzt ) dalle -anidi^y. 
iCOiih' 'V note , non h neppup efeatft il mnofo* 
P^(K>r Fid#. Malgfado quef^t diftttt^ la RofJu 
dbbd grande applaufo. neU:t> RepubMica deUe^ 
tettere. Giinviticeiizo Gcavina tieUa fiia Ragion« 
Poetica aJ iibro it* cap. XVII.. parlando di.-. 

' queflb ., :{h fa-^a dire • ,, .M4 niuso* megito , cbe : 
,) il Co«tere 'it)ella.Napoletaiia.Ro(av^ il Bu*- 
^ i^arFQiir itella Tancia ban vfaputO' rapprefemare - 
,^ icaiacreri donudinefcbi , « leitdew al viu0 

' )^ i tdftoitiL dt» fimit^ gen«; .neli' 'otdktina^ d-' im-: 

Conf^rvkndo cosV vamaggipHi epinioDe^ nan. 
Vmeraviglia,,.. ch^ Gi Hata pih volte ncttata: 
da compagnie&r di dilettaiHtr •. Dopa> la- primat 
"edizionetn izr peisDomenico^t-lWaiite Mae- 
carano-nei i62it fe nei- fece • altra iaxNapoli} 
piinrnenfe in ' 1 2.^ per Occavio • Bditrano < cal 
^^i%*'9v % cKiWovo. ptt Camlk Gavalla n^l 



N A^PO^L ETA n O. 1^7 

MICCO MSSARO * NnammdratQ poems E^ 

roico in d!e«i*Ca<iti In pttsrva rima • Ha que^ 

Ho genrtUlItmo pdemetto per fuo Eroe un^uofc 

mo delU' plebe gran fpackcdno ,- masr piittt(»fto 

poltrone , cht frarralla per foUatO' volontaria 

in occafione , che fi fe leva di poche truppe 

controa banditif cbe infedavano gli Abruzzi , 

e fiirono .ana deile noftre inaggiori calamity in 

quel tempo « • Abbandona percib Micco IX fua 

innamoKiUk Nom , h qml» fptnta da cfcca pa& 

fione io^fi^iue fino air Aquila , nel qaal luogo 

dopo vari accidetiri fiegnon le lora ne2%e • 

LA^ VAJASSEIDE (*)'poemeno m cinque 
eanti in ottava rfma , in .cm (i~ defcrivono i cc^ 
ftumt , e- gL' intrighi amorofi deile fantefche 
Napolerane gf^ndifmni , e genera U in quel tenv 
fo y in tm unita aduna grofTolana , e fpe(f« 
matcherata di^razlone regnb ' tra^* not : una feni- 
ma rilafciatezia^ di coftumt . A* quefto^ genttit 
poemetto mife gti lrgome«ti , e una premionc 
I' amk^ del Cortefe Gitmbattina BaiUe , e pa- 
isxnente s> anoga la*^ dcdica'di elTb fatra A h 
Mte d^U, vUntf- in pm£r y »a <]alla ftHe di. 
Ycrfiffimo darqueUadel Ba&U / ed URiforme-a 
.. 'iiueUo deile profe del^Gorrelefr riconoftr effe- 
te egl< ftefso ftatO' I' sutore^ di qmetiia dedica^^, 
ehe i^piena di graziofe^allafiem.^ 

Precedoiio al poema due fenettt , e. trr m;|L 
dhrigati',. cbe.fi nngono compofti da aicuni A<n 
oadenucL in lode delV. a«toie ». L nomi . de^ nie- 



^— TTT* . " ' ' -■ - - - I - ■ lit T '•; a 

. (*) Vcdi la jHiova. edizione a>n ' le ag- 
g^te -xli fiaaolomeo ZUa^ detcdil Tardacintii 



•^•^mm^mrmm 



WW^ 



deftaii (6ns> Lo Smttfla Aecsdemico PMeiShu- 
no y Lo Sgutita Accddemieo SmMtrtcnlmo^ £#> 
CMtammsrQ Accadimic^ CSkirff • Not noir 
avTerttamo eib ^ fe noo pec HmoSmit miamo 
in-i^l ten^ fi fofk gii comiaciato ao afans 
£ire de'fopouiiioiiii accadenrici , cd a mettete 
in deri&ne owlle tante Academic , ch' cfsuao^ 
pullulate in itaiia. 

LI TRAVAGUUSE AAAJJIE D£ CIUL* 
LO , £ PERNA RomanzD.in paofa dsvtfo itt- 
otw btevt IBiri , ne^qnali'fi defcriyooo le fiia- 
ne dt(avventare di qaetK' due amami , .eke ^» 
oalmente gtuagooo a Heto fine per efietto della 
ciemenza i* un Gran Daca di Toftam •- 

LO CERRIGLIO INGANTATO Pomim 
Erotco in fette canC in <Miava riina • - Qoefto 
poemetto a <^&renza degli* altri c* pierto di tiaa- 
tomaazioni , lucantefinii , ed altii avvenimentt< 
jmpoflibili ; xna 1' astore fe ne &r9e iDgegnOi>^ 
' i^mente per tlaie con cib una fav^atoia 4>nffifle 
cd aticune anticfale (bktue , e monumenti celebir 
fTal noftro popolo., quali erano le- quattro fia- 
tue del Molo , ana Uataa dt donna alia fptag* 
^ta di S. Lucia ^ la Coccovaia dt Puorto , l** 
Atlaate della fontana del Penmno , il Nertna^ 
delU ibntana Medina , ed alcnne altre . 

VIAGGIO DE PARNASO. £' anehe ^. 
fid unrpoemettD di Mte oaatt in €>ttava nma 
iimo fondato fo qoell'alleforia , della qnahe 
Trajano Boccalim pacbi. anni prihia avea dato 
Fefenrpio , e la moda • In una prefazione in 
profa , che precede a qneftb poenretco } nella 
Guale il Coftefe fi giiamiica d' eflerfi dato^-a 
icrivere nel'dialetto Ni^poletano, accenna, cfie 
afea gii cgaipiAo il CerngUo, anaidie avea 

dig- 



,N A P O L E T AN O. ifj^ 

diggi^ icritte cinque opere . Skcbh queAa % ia 

quinta f|ia produzione in v«rfo« Not pofledia- 

mo la pcima edl^tons: di efTa dedicata a D. 

Die^ de Mtnde^za , a cut dic€ aver pen&to 

dedicate queflo qntnto (cherzo del la fua tnufa-. 

Napolitana. La. dedica porta la data de'z.Set* 

tembrc 1-621. , e da quefta data riman dectfo ,. 

clve in quell' anniivavea gi^L ii Cortefe compo« 

flo qjuantodt lui ci ^ reuato in verfo > e (olo 

\l romanzetto depit Atpori di Clullo ^ e Perna- 

potidabe efsete di au^lche anno pofleriore • 

II Toqptpi ixiette U (egnenti date all^ prime 

edlxioni dife* poemi del Cortefe • La Rofa per> 

Ferrante Miiccaiano i^ai; in^ 12. Viaggio di 

Paroafo per Nicola Mifucim ]n52ipv in 12. La 

Vaiaflfeide per Ottavio Beltrano 1623. iniA.(^ 

Li TravajHttfe Anunure de Ciullo e Perna per 

lo ftefl^^ i^^J7* in^X2« U Micco PaiTarc per Id- 

&«r$o xil?f« iii<i2^. U'Cerri^lio ihcantato ii* 

u> in }uce ptr U> A^ademico Nipotecano det« 

to to Sviato per CamiDo Cavailo 1.645. ^ 

12. E' fiior di dubbiQ ^, che di qiieAo poemetto 

quefla & la pirinia edioDEiie , perch^ moiti atini 

tra corlb manofcritia ^cbe dopo la morte dell'' 

amore • Hfognerthbe^ dtmqne peniiire , ^he ie 

ttiimm degU aitri ppenf^jtti; poHeriori al i6ii2>. 

o non fono le pfime^^ o, i^inp anuche efTe pa> 

ftume • Ma la uoftra x^ione (Jl , tche jiel (ud^ 

dette anno i4tL P^rmnte 'KfucsLx^LXio le 4m^ 

^^{k ttttte eccetto il Cc^ri|;}io ; cbft oel 1675; 

(^ FotCb dal X'^Sipi '^ OS vijije va? ftHr» 



t66^ '. • iri ACgrTor 

Ottavlb EeltraDo le riftatnpb egualmente ttxnt*; 
e cBe fiano ^rronee le dare mefle dal 7\>p{>i : 
cbe .finaitnente anche tuae le (lampb CamiHo' 
Cavall0 net 1644., e i.^45* nnitamente al Cec-- 
riglio, e not p^crediamo auefSterza^edtzione • 
La quaru fembr^ ^(ler ftata qlleiU* fitta da- 
Tluvello^de Bonis ipl i666»j4 iftanza d'Acirts^ 
no Sctiltore all' infegna di % Marco- , ed % la 
piu bellii , ed elegante di tntte , tna b^ refa 
lomnumente rara . Una contrafkzione* di efla 
portante la ft^ffa data d'lanno, ma fenza nome 
di namparore, V ftata fitta ne'principj dt qnefto 
(ecoto , e VI fi legge nel frontifpizto P enorme' 
.efagerazlone , che fiar Ea dechnaquinta edizio- 
ne . Fu fiitta da*'ftatclK Mirzio .ftaroparori . 
Non V tnolto rara\ ed'% afsai corretta , ma di 
gran lunga meno beifa* ^\Ti venr , cb^ net 
it66. d avea datsf it de Bonis . . « « 

IL PASTOR FIDO iv lingua Napoiefana 
eft Domenico Rasih\- In Napoli* per £|^dio* 
Eongd 162 J, iff 111; " 

Queft'^unica edizibne hi avotaquefFa tradoJ 
•zione, o per m^gito dire tfaveftiniento del Pa- 
ffor t\ia\ QWndi V ditenuta* rariffinia . FiT 
dall'Autorre dedicata'^' // ^uatto di h Muohj 
famofe ftatue d* mia noftfa fontana por trafpor- 
tata in I^agna sf^fervire aitt deli/ic deHa* villas 
JPtfeale dtlfa Oafa d^rCaftipo^pf^flb Midrid. 

L* AuYote annanzia di tener pronirfier iflsutt'' 
ipareje-fegaenti-altse Opere: 

JoDottote-Mli spir^pqtiUl' 

/' Ospitale di li pazze • 

4«r" Citsa de la gnorimzik . ' ^ 

UDeffnziont 4c-ii^Vi9$9 fiipoHtMHt ' ^6^^ 

m 



in 'Titafan^ 9occaUjto , f Gin 170 CeMff C^f- 
fa^M^e itnanze ad' Apolh • Noi fin' oa noA 
abbiamo avata fotc6 gli occhi vemna di effe-^ 
•d ignoriama fe fiirono pubblicatt* 

XI trairefttmento del Pador Ftdo \ poco ftl|» 
ee^^ e peeca fovercUo d'efcnritjk • Vis'incaiK 
tnt' nccnezza di frafi , e vocaboK nofki , ma 
fcoiiciamente iaipiegatt. L'edkione ^ fcerret* 
tiflima • Pn tatfo non ct oiaravigliamo , che a 
jiiuxio fia venuta in ment^ \\ riftamparlo (r)<» 

LA TIORBA A TACCONE iU Telipf 
SgrHttendi9^ di ScafaPo^m 

II Nicodemt ne cita , come prima edizione , 
una det 1646* per Camillo Cavallo in $• Ev- 
¥ene un altra del X7«|* per Giacinto Mufitana 
in 8. fcorrdttiffima , e ormtifniDa qjaanto fi pof- 
& immagitiait^. Foife non vene tono altrepo- 
fleriori y t>Dde i j che V libro divenuto raro • 
Quefla Canzomere- ^ diviib in dieci parti dall* 
autore cbiamate Corde feguitando la naetafora 
diella Tiorbi • Le fef priiike dl eflb fono di fo« 
netti ; le quattro faffiegnenti di cabzoni di varia 
matra. I <jiiattro prkni 13>ri« di fonetti* fono* 

eer la ms^ggior parte ful fuo amoit per Cecca^ 
3ncb% ve ne fiano indirizzati ad altre donne t 
Nel quinto fono i pianti per la morte di Cec« 
CL. II feftoJibro (i. compone di fonetti ,. che 

fi 

- —■ — _ ■- . ■ — ^ — 

^i)< Nella nofira prefente riftampa % (lata 
una ^ opera corretta at molto dal nodlpo cok 
to cittadino ^ e B. Profe&ore di Greco F»M.F* 
H quale- vi h% ancbchaggmnto-U Prologo, pie» 
iizien^y.&c*. 



1^1 » I A t E f T O 

Si fifigono fcriiti air autore Aslt va^i Aceademlct 

fuoi amici in: lode fua y e fe jrifpofte. di lui per 

. U OeiTe rime o iK>ci » Sa]:d>be difiicile il deci- 

dere fe trairinfinlto ftuolo 4ell& Accacfemie tot- 

4e eBmereVcfae feno. nate , « morte raptdamen* 

.te tra noi, ve ne fiano Qafe q^ nq talune di 

quelle qui nomlhate • Ad ogni modo per q^x^ 

iunqae ufo potefse occorrerne^. non.farst iounfe 

lapportav qui t noioi e degti Accademici ,. e 

delld Accadetnie , che fmo I fegaentif 

< 

fo Smenchia Accademeco Cest^ne-m 
, ^ lo Sfecbieebia Accademeco Sciauratx>'. 

to Qatafchio Accademeco SparnocclHa^*- 

io ^iozzo Accademeco- Marfuso • 

Jo Sgfitessa Accademeco Vofmno .. 
' lo Smorfis Accademeco Sd^Uemcato • 

h ¥ri43ciainponta Accademeco SperdutO'^ 

lo Nasercbia Accademeco Mocatso • 

/' Anciiow Accademeco X^etrui^. 

to Sciacfuettd Accademeco Trincie Tnmh 
che-', « 

lo S^menciieiechia Accademeco Bestiatt:^ 
lo Caeammaro Accademoco C^sffnera • 
[o Caccialapascere Accademeco Borciiacc^ 
lo Pantacvita Accademeco Sgargiaso • 
lo ScMdeo Acc4dp»eco Maccatjane^ 



i\. 



GIAMBATTISTA VALENTINO fa attt» 
fe di yarj poemettt*. 

N A Pole SCONXflAFATTO DOPO LA 
PEST£ Poemetco in ottava rima di circa dV' 
gento ottava dedkato a D. Di^o da Soria Mar- 
cbefe di CrifjjMnOy e Reggente di Vicaria. L;^ 
prima edizione i del 1665. in 8. Ve n'b wu 

ft- 



N A * O li E T A N O. i6i 

feconda del ^75^. prefsa Oinoiaio. Migliaccio 

La MEZZA CANNA poema parlmente in 
Qttava rkia, dWifo In qoattro canti , da tei 
chiaixiati Palmi per (ontinuare la n^et^fora Mr 
la ikf^^:^^ canna^ di 14S. ftanse ognt canto t 
eccetto I'^ nbimo , che \ dt 1$^. in forma di 
diatoco y ' tra yh0o , e Titta ; /' * 

JLO V ASCIEttO DE L' ARBASCIA poc- 
metto, che ferve di PfQemia alia Mezzacatu 
na (K 19 ». ftaQze .^ ConiDarve in luce la^ pri- 
ma vofta in NapoU per XiUcantonio di Fsfto 
»el i,665j> in- 8. , dedicate a D. Gabriefe d' A- 
cugna Teiierite Generale dell^'Artiglierla . Vi V 
Una'prefazione ai lectori in profa Napoletana ,/ 
e {^\ fonetti padmente in dialetto NapaktanOy. 
.conipofti da Doniet^ico Notamicvla , Antonia 
Mariconda , Giufeppe Panzera , e Donienic(h 
Manfrella • Efsendo divenuto raro qaefto poe> 
xn^, fa rilVaippatc njel 1752. pnefso valiero ia 
12. di bruttiflTima edizieine , e fenza i fuddetti 

LA CECALA NAPOLETANA Poema m 
ottava ritna contenente LA DEFESA JDELLiW 
MEZZA CANNA » di ffanze 101. 

LO COMMANNO D' APOLLO di (law* 

LA^GALLERIA SECRETA D' APOLLQr 
$ /lanze :^ei« 

Bella Q^tcaU QQn pof$iatp dir icon certezza 
quate fia iUta la prima edizione , non avendoia 
fnai pomu inconnaise > ma \ anteriore air an- 
no 1673. \ glacch^ il Perracci0 nel fuo poema 
ne fa menzipne, come alParticpIo dAV Agn^m^ 
^ffmmf^ piU. fotto r^pport^mo. La feconda 

edU 






j^4 . DlAtETTO 
cdi/ione ^ fatta per GianlMfr, e Ketro Bito- 
t^o nfrl 1^97* in S. . Fv dt naovo riftampata 
poi ^ Domenico Raillarj-net 172a. in rzm 

Ke^la prima fian'/a del poema intitolato h 
Fascielh de P Arffaseis il Vafentino dice d* 
aver compoHo in verfi fdmccioii la' d'eferizione 
deIla*P£j/£.. Quefio poemetto;, ekeiarebbe il 
piu ctiriofo di mtti, non ci iT fin ora capitato 
IbttO'gli occiii' pet qoalunqiie ricetcafe iirfia 
potuta fare* 

Fit 11 Valentino di quel^ ceto' dT perfbne , 

die'^'altsra dicevanfi Cappe*nere , che cooiprett- 

ficvsc gli Scrivani , e Maefht d'atti 9 i Notari , 

e i 'ft^coratori . Pare che egii fitfse Scriva- 

' no% tna non fiippiattso di qufid Tribunalir. £' 

perb verifimile, che lo firfse delta Vicati^. 

Il'foggetto di tntti qtiefti ftioi poemi %f fenf* 

i>Te lb flefso y cibl H voler bianmare Haccre* 
cinTento del Inf^o , e fii rifa(ciatez2a det c(h 
r {Imne deli'et^ fua^r folito fc^getto d^li nomini 
di ntediocre'' eleva^ione d'*ingegno > cfie cos! 
, cavano qoakbe. ^omM^ ^alT* loro edificante 
mordacita • 

NeNa ftanza 100 delfii difefa d'elTa Mezzi 
* Canna s' incontrano i feguemi verfi ^ 

LU Qtra lo- Ceruse , e Cicco Gfusto 
Vidiette pUro Tittd Sreazzano y 
Cie devano ad Apollo spasso , r gmsto 
Ca lo hello parla Napotetuna'. 

Di qucfti due noflri ferittori' Francefca Gio- 
ftov r Giambattifia Brcaz/ano non abhSamo po- 
tuto rihtracciare nfe le Opere, ni ventna noti- 
'^a-/ f non ce ne mcravigUamo,.ft fi confiders 



WAPQLETANO, t6i 
il dtfpteztzo, e Tabbimdono , in cm 6a.ora.^ 
llato il nofkto dialeno. (i) 

L' AGNANO ZEFFONNATO /x^iw^r^w- 

ifo Mt Andftia Verruccio dedccoPQ a hLiustriS' 

sen9» S^egnort D. Pietro V'aloimmera , 9 V^Ia- 

s€^ 9 Vtdeton de U Galere de NapoU, la 

Napoli per Gunfrancefeo Paci 1673. Ad iflon- 

2UI di Francefco Mafearo in 8o, ., 

Andrea Perniccio e Fardelln erafi fatto .co« 

nofcere 6n dalla fna prima ^ioventu per potta , • 

fcrivendo IxSf^liJd^ura Vendtcata^ Melodramma 

pofto in x¥>te dal Sig. Francefco Provenzale 

maeftro di Cappella ddia Citt^ di Napoli per 

Cadio Porfile 1.674. e cantata nel la Sala de^VI- 

cer^. , dove comlQclarono i jsof^ri l^ettacdt ma- 

fici prima \ii cpftrairfi il TeatJfo detto iii $• 

l^arrolbdimeo.. 

Di qo^fto Andrea Percuccto attro non fap- 
pUmo ) & nOB che nacqne in Sicilia , come 
u ricava ^a «n ibnetto in lode del medefinio, 
in cui (i leggono i feguenti ver(i : A 

E A Tinacria al patrio tno confine 
Per tt s' accrefceranno aurei fplendori • 

Vifse pieib qualche tempo in Napoli j ji feb* 

be- 



(2) Tina Breazzano in occafione del ter- 
tlbile incendio del Vefuvio pubblicb tin poema 
,intitolatO Baceo Mrraggiaio contra {Korean , 
11 Vesmiio fulmltumtt , ed. / prieghi di P*^jp- 
ttnott dursmtt ^P Jncmfdh .deii^ju tiUti i»^ 
«. Nap. i6iM. , . . 






x«6 D 1 A L E t t O 

bene tsoii fappiamo con certez-^a quarprofefeio- 
ne efercttafse y dalla perfona ^ a cui dedica il 
feo poema, andiamo a fofptttare , che avefse 
qualche picciolo impiego nella marinA} %anto 
piu , che nelia prefaziont^ egli (Kc^ , che abfta- 
va prefTo al Porto. * 

Quefto poema V in ottava rifna, divtfo in fei 
canti , preceduro da un-dffcorfo alLettore in 
profa parimente in diitletto Napoletano .Tn ol- 
tre vi s' incontrano al prinCtpio otto fonetti , 
fette de* qaali in dialetto f^apbfetaiio^ in lode 
delt' autore conipoftt da^ feguenti fiioi amici A< 
tiello Giannino , 1' Abbate Lodovico di Tora- 
tnafo , Brnno di Brnnb , Francefco Balzano , 
Giulio Guerra, Domenico Pijnataro, i^ Abbate 
Fiiippo Gammardella . 

Comparve in luce la prima volria nel fuddeN 
to anno 167s. colfe debitt approvaifoni ,. ed i 
notabile , che tino de' revritbrf fu ii ?• Carlo 
CafaliccHlo Gefuita famofo tia noi per fama di 
vera 9 o di creduta fantita . 

L' edizlone i tanto fcorretta , quanto brutta • 
P verifiniile , che la povertl , in cui viffe 1* 
autore, hon gli permife pobblicare il fuO poe- 
ma in miglior forma • Ignortamo fe dopo que- 
fta edizione ,' che abbramo avora fotto glioc- 
chi , fe ne fiano fatre altre i ma crediamo che 
nb , ftante 1' effer divemito rariffimo . Noi ci 
preBggiamo di riftamparto , fe dal pubblico , da 
cui folo rafpettiamo , ce ne verri dato V in- 
coraggimento , e la forza . Certamente non me- 
rita cjuefto graziofd poema di cader\netr obliov 
^anzi ^ da annoveraffi tra ppiti diftinti , c pTC- 
gevoli del noftro SBi£'etto , o ik rignardi la ric- 
chezza della fantafia, o la felice iffvenzione del- 

r 



N A P O t E t A N O. , i^t 
r Artofto , del Tafko ,, e fopfattutto dellk Sec- 
chia Kapha del Tafsooe, che fernbra efser quel- 
le , che piii d' Qgn* altro ^a prefo ad imitare . 

II foggetto % fondato fopra un' anticliif- 
(ima tradizione del hoOrp volgo , it qifate % 
perfuafo, che nel Inogo, ove oggi i i\ fudd^tto 
Lago d'Agnauio, vi fofse (lata una citta ingo- 
jata poi da una fubitanea eruzione t tfadi7ione, 
che qoantunque non appoggiata fopra verun £• 
euro nionumento (^orico j non itierita un afso- 
lura difprezzo* Ma .d! quefto non % qui luog9 
da ragionare. 

Net Canto quarto 1' autore finge efsier il fuo 
Eroe Tartarone capitato alP ifola delta Virrii , 
dove vede le ombre de' grandr , e vtrtubfi uo- 
mini defunti . Con qudlA occafione dbpo enu- 
meratt molti illufhi poeti Tofcani , e Iraiiani , 
s' Introduce a parlare de* poeti del fioilro dia- 
latto\ Crediamo tibn inutne rapportar qu) qitan- 
to.ne dice, come confacente ad illuflrare la'fto- 
ria letteraria di efso . 

P* ogne ienguaggto poete' nce stani^Oy 

Ch^hanno'avutocommefcid co te mus&^ 
Disse la Fata ; ma chisie sarranno 
Da lo bell^ uovo de Napote schiuse , 
Ot^ CO la propria lenguH patldraYino'y 
E sarranno co essa prole! ule . 
Chisto primmb sarrk Ciullo Cortefe', 
Qh* onorrard de foglid ' lo pajese • 
Chisto cantahnd co no doce caff to 

De Micco , Ciullo , e Kaft It trommisnte y 
^ De lo Cerriglio Wfiitnuso ncaJitOj 
' E //r Parnaib tajgroleia sbren9fente\ 
' ' De fe Bajafte pb'sonamo 't^ntQ\ "* 

De 



ii» 01 A I. ETT O 

Dt Marrtme sarra Luocoteaente «>. 
Dice /© scritto : pe ^sfo Gtulio e bona 
E dt lautQ , e 1^ f^g^^^ ^^ corona ^ 

f /' Ahbattmo .tf cJkillo t tempo stisso 
E nprxtsa^ e a rimma cs^x^xxi gran cose^ 
Tjinto , ci^ Apollo restatinone ammissOf 
No chirchiq ncapo le {am a de rose, 
E pe groleja sgja vaita ca is so 
C*intanno co le. Miife ieUe xosfi ,- 
Vjutrj^ fare , cJ>e sia co muodo xjtro 
^' Alecqna porzt h Lavenaro . 
E n^ Auto naegno da Scafato asciuto 
SoHarra na Tiorba cccossi do^e ^ 
Che Napole restantio ascevoluto 
U ciiammarrJ gr^nn^himrmM biva yoet. 
Ma »' ai^to , da ia morie oimmi fernt^ 
A lo nteslio canxJ .moreut jrf^ce^ 
Tamo coe le P^dak leberate 
MoratKanno nfegUanza , ma seccafe • 
CJhiUo f cSe V/i tu vide ^ Valentino , 
Che de li tiempe SHoie dice grit niAlt » 
Scontrafatta la pktnafpe desttno 
Derr^ da p\ , (b* ^ sta$a fi9 Speiah* 

, Da ph d^arraggiay e de despiette cbin^ 

' Vencjsnno a Jo cant are le Cec^le , 
Co c hell a Mfzzacanna , ch* ha zeccata 
J a a U Baggianaria ;»# mazxejat^ 

Non mancarranna nciegne fmo apprWsso , 
Che non facenno chtU It pappagalle 
A chi Febo la cetola .ia^ conciesio, 
Mmitarranno le Muse a nuove abbalU* 
Net St a ^uarcuno , che morerr^ cicsso 
Sulc contra Doana hav'enno batle^ 
Masts ta jffi , che durano le tr^pcle 
Non manc4rranno maje Potte s tiapole* 

Dal 



N A P O L E T A N O. %6p 

Dal qoal luoge rjtfagg^iiamo la notim d'effer- 
vi flaur nel noftro diaktto un poema intltolato 
h VaduU Liberate , <:he I' autore prevenato 
da immatura . morte non giunfe /a campirc • Chi 
iia poi qoeli' altro poeta del fuo teinpo' y che 
compoffii icrittr fatinci , ed opere ofcene , che 
il Perniccio percib chiama Balle contra Doatts 
'£on poiTiam dirlo accertatamente • 

LA MALA TI A D' APOLLO Idillio dellp. 
ilefso « Va imprefso dieiro al poema^eirAgna- 
no ZefTonnato \ E' nn ingegaofo Idillio ,' in cA 
ii 6|ig8 Apollo divenuto emiofo pec efTetto de^ 
uncori, che gli cagionano non meno i cattlvi 
poeti , che la cattiva forte toro • 

LA POSILLECtLEATA Je Masilh^ReppM^ 
-ffe de^Gnanipale ( nel 1634. ). Tommafo Per- 
rone di Polignano (*) e il vero nome di qiieflo 
icrittpre . Fu, egli un avvocato di qualche mfe- 
xito • Ainb il; dialetto patrio > e per cura di 
lot &Tono ri{Vampati il CorteTe ., if Eafile , ^ 
qualche ^Itco jioitro iibro ., a' qnall aggtunfe- 
dediche , o piefazioni fue , .Finalmente voile 
anch'.egli fcrivere , e produce queft' opercjtta ^m 
profa , della quale ecco il foggetto . Finge , \ 

che ai 26. LugUo deir.amio 1684. epll We 
andato la mattlna.a tiovar un fuo amiQo., che 
dfiUziavafi a Pofilipo . Defcriv* il pranzo in 
magro;, che vi ebl)e , .ed k, rimarchevole , the 
4n niente trovafi fiuora mutato quello , che la 
^noRra cittadinanza ufa al prefente . Defcrive 
ia ftrana voracid^ e ioquacici d' ^n medico^ 

DiaU Nap* H . a cut - 



<*} V^dl^pag. ij8. not. (6).* 



170 O t A tETTC 

a cui dl nome M^rchionne , -che fcMJvftvvetihe . 
Dopo definate efcbno fuori d'* una toggia ^ ed 
ivi qnsrttro fanckflle della cohtadina del luo- 
go , chiamatc Cecca , ToHa , Popa , <c CialLe- 
tetia, e la lor ?madre Ciannii, jdopa aver canm- 
re alcYine eanzonette ^ per pstfisar il tempo^con- 
tano cinque Novelle fulto ftite di quelle delld 
Cunto de U Cunte ^ o fia deile Novelle An* 
be ) e Perfiane • I titoli delfe Novelle foAo U 
-Vi'et^ remunerata ^ Ja Yajassa fedele , Ja 
Ngaftnatrice ngannata , Ja Gailengtla , la Ca- 
po ^ e la Coda . Indi termtna la giomata coUa 
Dreve defcrrzione della ufdta folienne per ma- 
re, e del fuoco d*artifizio ,xclie 11 Viceii ven- 
ule a godereln ^uella fpiaggia* 

La prima edizione , <:he i dello ftefso anno 
1684., efsendt^ <iivenuta Tarifllma, ne! 1751 Cii- 
fto&ro Migiiaccio tie <fece iun* altra in octavo 
di pagine 226. , vcd t: quetla , che afabiam ibtto 
gl; occfai , non efsendoci duf^to ( tanto > l*ab- 
bandono tra npi delle ccfe patrie ) poter ofser- 
var la prima « In efsa precede an avvifo ai let- 
tori parimente in Napoletaho , ed una lettera 
nello (lefso dialetto , che aj Perrone icrive 
Eugenio Defviati ( tiome veriiimilmcnte ana- 
grammatico \ 9 e cne fi. qualifica Accademeco 
Sgargiato • tVolentieri daremmo ai lioftri Ictto- 
ri qualche notizia jdi quelK antichi Accademici 
Sgargiati , fe pur efifletteto ; ma nulla «e ab- 
biam poturo rinvenrre • Non ci xincrefce in- 
;ranro,<he \ina Accademia di cosl itial auguriofo 
nome lia andara a dJ^unirfi , ^ ^deremmoi che 
non f] facefse riforgere a tiuova vita . 

Q^eHe cinque novelle , phe coflitulfcono mt- 
ta ia fuddetu fosiihcheata'^'Vitn folo banna 

qittl- 



H A P O E T A N O. ,71 

^ualdie meritp per ia felicit^ delU ramanzeK:iie 
Invenziani , ma fono ^pregevoli , perclalb ia «&e 
<:etc6 raatore4i confervare la memoria d' iU 
Qini antichi monnmenti della noftra Citt^ 4ii- 
venmi quafi facq ^er jioi ., quali iboo il Gi- 
gante di Pal^^^o. « io C^vallo d' Avriirxto d^l 
Palazzo di Colubrapo , 'I9, Coccovaja de PufK- 
to , la Venere glactnte della Fontanel ^el largo 
del Caftello , cbe ii dice ekct vna infclice co« 
pia di quella , <he di li rapica Ta majidata'ia 
irpagna,., h flajtua d' Atiante alia F(^mana,djeU 
ia Sellaiia , le due Aatue delta prima Fontana 
di Chisu^ <mi diAniKe , ii Quatto de lo Muo- 
lo iioblliflime ^fciilture di Giovanni di Nola^ 
che r{|pprel«otavaQo 'quamo Tritoui buttaati 
tcque ., am di 1^ Tapite^ « trafporrate /in ICp^- 
gna daf Viceri 6. Pietfo d' Aragona , dove 
il Gemelii ne' -fuoi 'viaggi <i' £uiepa V ani)o 
i6]{S. dice averle ^edme fituate \n un fbnte 
della villa &eale detta la Cafa 4d Canipa , 
perdita che ha lafciata sterna 'ncordaa^a , e 
famoaarico^e'cnori de' ^Naijoletani « Infine >vi 
fi rammenuno ie ftatue Sella Facciata, de' Re;^;; 
fludj , la flatwt del l^ettimo di Foiua^a .IVfe- 
dina « ed altre ^ ^le qiiali tvtte fi d^. una' &. 
voIo£i origtne tratia da' fatti della novella id^f- 
^a^^r I'eleganza del dialetto ^ d;v aonovei»r« 
fl'flPniiglion noflri fcriftori . 
•40 TASSO4NAPOLEIA1^0 ,^oeia Ce^ 
^Milemme ILihberdta 4ie io siq Tor qua fo Tas^ 
'0 votata a llengua nosta id a Crabi$le Tasan% 
^f St a Cetate j e dda io stisso 4f^resentata » 
ria hlosirissema Noie/f^ Nnapoietkna . ^NapoJ^ 
^9 i^j^ jifriJ9 x6^fi. a la stamparia deJscovQ 



< y III ■■ 



•f 71 D I A L E T T O 

Raillardo co llecierrzia de It SofffeiMfi j e 
ypTtvckgio in fclk) . 

Comparve la prima Vdltai in luce quefta pre- 
gevole , e <:elArata versione dd Tateo eel le- 
4lo « frontt anicchka di belli -lami , «d;^ I'e- 
^izione magDifica , c fonmofa at fommo , per 
/iqnanto 1* iimlickk dell* arte tipografka in quel 
tempo tim net lo potetfe permetteie • 

IV d 170^. tyfkhele Lutgi Muzio k riihm- 
^h in 12. feoza' tl tefto Itatiano , e con 'inata- 
zione d'ortografia (1) Kiglienddquella caricatiffi- 
ins^, e qoafi mofinidfa , che avea vc^ta inyen- 
tare il Fafano per fovefdiia liceiaeatezza . De- 
^dicb qvefla edinone alia bmob, Awora Sanfe- 
merino Dnchefla di Laurenzano con dadica aa- 
ch^ eflafcritta , ma affid infipidamente , nei 
-dialetto noftro . -L'tdlzionQ i bfntta , bencift 
^ffabiliisente corretta . 

£bbe H Fafano intrinfeca , e non mai inter- 

focta amieilia colt'illunre-noflfo oiatore Ciccio 

d' Andrea • Con kit ebbe occafione dt frr «n 

Ttaggie per Italia , e t:osl avvetme , ohe (ufse 

ccnofetnto dal cdebre FraiKefeo Redi , -che ne 

ftce fcherzofa , ed amidievole inenzione-n^I fno 

' Ditirambo , iritroducendo Bacco a biaHmare , e 

"^en a loito^ i' afprinio d' Avc^ y del q^al ti- 

^«o dice cosi : m^ 

•E &bbert Ciccio d' Andrea ^ 

*Con amabile ^rezza , 



<i) V\ ^ancbe iiiuta;£Tene di< alcune'Otta- 
te , /pe^iaioMnte nei priino Canto . ^ 



W A P O L E r A N a 171 
Con terribtledoltezza 
Qriebrarmi i|n d^ voted* 
Quel d'Averfa acido afprino, 
Che non sb s^l ac«to , o vinot, 
HEgIt a. NapoH fel bcva 
Bti fup«rbo Fafano m compagiria «^ 

Qiitllo* epitetb , che fembra ingiuriofo, noti in 
altra cagione , fe ooo che Teflere flata U Fai» 
fiiOO nataiiralftieiKe aftemno dal xriao , oode m 
ibetto a Bacco eia un foperbd difprezzatore dcF 
doni fuoi. Non fu ii Fafano ingi^o air amo» 
levolezza delP liiuQre amico Redi , e trovb oc« 
cafione d' inferirne ' il nome . nella fua tradm 
aione delL' ottaya 3.-1.. del Canto 14* y che co- 
vineiar 

Ei molto per fe vede, 9 tmltc vMk^- 
Del pr^veduta voflro alto viag^io ' . 

eb» tradtiA coeir 

S neparUjemo 0na}9 dt ito v^gggh- 
Na'vota^ nziirm 



« • • 



N^ del folo Hffdr, mn d' airrf ?ft|siit* tiominC 
fuoi amici o protettori trovb con poetica de> 
ftrezza il Fmno-^aiodd da^ iar. mep/ioni id 
qoella fua traduzione , auali furono il gii no» 
minato Franeefco d' Andrea , il Byfarcnefe di 
Tonecdfo Carlo Andrea Caracciolo , Gerommo 
della Cortv celebre neUa fdMcma, Emanuel 
Cara& , Qttavlor Caracciolo y Ifr.Oiicheffle tK 
IfaddaJom^ e d' Andria , i neficl GktTep^ 

G 2 D(«. 



174: , D I ALE TTO ^ 

DonzelU ^ e, Mazio Froiida ^^ Loca Giofdano 
ccjebre dipimore-, ed akrr.. 

Per. render pb comptttta la^ fo^ £itiga » e^ 
render, ta^ ^tiSMittizton^- piil intelligibtle. al poco 
verfati nel dialetto imagmbt andar metteodo la 
fplega dl-takuMb vocl y o frafi: jnli; dif&ili in 
bafso a> fornix di note »^ Ma fti;. cosl infelice , 
cBei fpei&S f{He^ le v^l piit facUt ad ilKtovi- 
«afe> e tcapa^. le^ piir ofcvre ; vsort: du radQ> 
Ihimbib la giulk} fpiega ^. din c^iia& vemna .fia 
fcife , o voce, indagb. V etimotogia- , o T origt*- 
ne ,. e infine - fui iHmato^ cosX inutite si (atto 
eommento-, che. neila*. edizidne^- del* M&zio ne^ 
Al lotto , e 6^re0b^ (i) 
' Daefi^ per]^ rigiwrdarev que(l6 . qiumtunqne iiii><- 
periettiflimo. commento > a fpiegaziOne^ cte. vo* 
glia cliiamarfi-^. come- il^ pritno> tentarivo dt: 

2uel ^Vlxcaboiano- del^ dtatetto-,. cbe^ oatr aSbiam 
oi intrapreib a^ pii^ cotApimsameote' piAblicare. 
De' pregi , e de^di^ettt della tnduzione det 
Fafano •, e delll. ortograGa^ ufata-. inr,,efl^ awft* 
da di fopnix ragiOnata^ non* (hren% qvl a> repK* 
c|ido>. Cii baftk cib:. cheL iier abbta»v dktto , e- 
fold ^aj^i^ogeiem^ f . cher trafpare- iiu tltto il> 
fuo lavoro' averlov eglt: £0»rgw» (mco^ prodot^ 
to , e coa. immenfa. cura f^ e> faftidio. Iinwto ,.. 
11^ ?i(Mtitt^ 1^ qukot(l^ §iieIo< p^naiireta I ttitnti 
filoiv^ * 
i . y £N£ID££ DE VIRGILIOi MARONE: 

* . * 

( t ) Bifo^sBir; vedM^ r ^ ieggarto per- tt* 
ikr» ft. 1^ Autorcb dkr. iL vera*^, a pLtttt^ ^oU'pe^ 
ilii^Jba.ia;,bocGk» « 



/ 

N Af POLET-A'N»0. i;j, 
tmUpiOfttMz in ottaim rima Napoletawi del Sig. 
Giancola Sitillo . In Napoir i6p^ preflb Do- 
totaico Antonio- Pairinb/ tomi' 2. in ii. col 
tcAo latina ar fronte ,, e con* belle figpie ia ra» 
me al principio d'cq^oi libro. 

Sotto qnelto nome anagvammattco fi narcofe 
y P* Nkota Stigliola. Gefuita « it quaU negll 
asm* flier (;bveniU' intraprefe qurda- fiitica in* 
coeaggUovt ( iQomc ci fa fapere V e£rore Pai<^ 
lino ) da Gabrie(e Fafano , cbe vide it maoo* 
fcritto^ piioia dt morire . II J^iro h dedicato ^' 
SignoFi' Eletti della Cmi di quell' anna ; 

Alia fine deU'^opera (i trova> aggtunto' un ca* 
triogo dt circa qnattroceatO' pacole del dialetto 
Ks^letano- f{riegate in^ Italiano , tMt I coslmal. 
fatto e per la fceita delie voci' , e pec- la m^- 
Mra di fpicgarle , e -pet lo* fcarfo^ nntnera rap^ 

rrtlrosir, dhe noo (e ne pub lodar altto ,Hiht 
buona tntenzione , Quefio catalogo > e qiteli* 
noorelle della prima; edizion del Fafano » fono 
i foil due tetttadyl fatti finoia -deboliaente per 
4kcilitar* L* tmelligraaa deLnofira^ diaktta agli 

Qoefia eradmione ntit - Ik avvia^ pttflnbEiDi 
^iztofie.^ e peidb I dtvenma afti raea.,.^ Hi 
mm: iajpicflnna iecUere k mentis :«im; nftamM , 
• nb^efliRido nel gmi»-<li qneltrc^ mtwi- 
.^iri ^ che folevano ufciit^ dalle fcuoir de'Gefni- 
ti , nelie (juatfancbe Tpib grandting^ni era 
no annodati da faafe^ (afee , e legatme v cbe 
ferdeiranofl:bckr^1a.*rubtimtti, rori^nalia , 
b fi manierairatio^ tuftr < A» M. D. G. lobMi 
Cimofe di quelR Ififhttcr ,. che peicib «mae 
%i«iU )Mft Mocb de* GdUtt, qwmftttnqm efE 



t76 DIALETTO 

dtCeflero cKe doveamo Imerpnurfi AJ Maj&Mn 

Dei Glorianf^ 

Pub dirfi m lode delC opera , che la tradn- 
wone ^ ledete , e cbe vi b ^fsem on' a^nen** 
za daila deriflone-, e dal nenreiUmento per qoaa*> 
to pub permettefia T infrafirera di trafportart 
tin noUufGino e qaafii dmno brinore in m 
dialetto bafso e ftnmmelco. In htafimo p«b di&> 
£ efsenri peca. ricchezza dh Inigaa y ntmia eaer- 

g'^a, ninoa bizzarria d'ingegno , e cbe in fo* 
in2a queftft tra4pmone nb tnaalza la meatt 
del lettore co)t« ruUtmiti , nt la diTerte coUt 
tepidezze . (i) 

DELLE CENTURIE POETICHE di F«r» 
dinando Boctofi. Centuria piacevole • NapoK 
X7i4i piefso* Paolo^ Sevemir iti s. 

S* incontmno' in qnefia-nccolta di potfienPt» 
IDtto fonettl. e fei nMdrigali in Mngna Napc^ 
fctana piecednd da. un prelodia tn^proTa • Soo^ 

C^fii. ionetci dt vana argomenco « ed appari* 
no cominciati a- fare fin dal ri^o. 
Nion» ttotim poflSam dsuee^ di qnefto knw> 
re*. Rifpecto al nierito delie poeGe francameolt 
iditufBa e&er mttti cattive^ eodatto due. fonenl , 
the fono il 51. , e il 75. ; cbe avendo-qvalche 
nerito abbiam rifoluto^ ftMr dairobli»,ed.iii^ 
fmA* nCL jwCboo fpicilepo ^ taaro>ptb t-cbe qui* 



(i) L'^aftio dtirAkooe conno rKfimio 
Lo]^ita gli fa dire untse cofe , na V opinion 
coRMmcr de' dotti , e vemaieiite intellignui di 
qoefto dndecto ^ tiitia diyeifiL5.a bUognaicgges- 
w per perfva^erfi^lbiVera » 



. N ik P^OLE T AW a. trr 

far' t p gfa h divemiu cq6^ rara* cfe (orftnottoft 
efitte. ora. altro efeiipUirp cbe queftci y cbe alh^ 

i^A SPdRCHlA DE LO-BSNE, #^j^^', 

Napoli 171^. , « dt Duova nel i72o..pcefl(l' 
Muyio lA i^. iK j^af.' ^6^ 

Santo^ VilUna (che to ariagramrnfi oecviv 
tk ) ^ P autore cU cpiefto ziim medtocie fO%m 
metiQ ift oct^rvit rina, dtvlib in pnqfie caati y 
«t cb» alcie iioit ^^ontUn^ t cJie ooa perpatiMii 
deotama'/iDaa contro^ tl lii^ crefdnto u^ Hvffih 
U V <^^ Av#a a dir deli^'ftiirore diArutt« •// -gn^ 
Me 4/W^ picciitz»f , cloccti);. nrt diaietto fNi< 
tftio ^It lia* cndnto je^rimect colIepa<oleX/>4fV 
rfr^ ^li^ iW ire^. £^ il ^ma pcaeadoco 'd% 
Sfia introdazipne parment^ in ¥«r&9^ a. da ii«ia^ 
fiooettt^ ia locU dell' atitogre r i^di Fian^ft^ 
Mct2'zacapQ^^x;be fi qnaltftea/rri* H S.iJni^lffti' 
dm l^ Mamtr^fhio diu^, l\A9^ifT4t ^. I'TalllO' 

£^ libr^^- larifJifBO acMi anpeada avunr poflccio! 
ri' rtfiampa , t^ ineriiav^ simple eflendQ povai^ 
*di penfiert-yd' oro^ineBtl po^ici- , d^loagiai ^r 
dt ai^vaniine^l , a di j^aiiro cdftiiinfc^ una yi^ 
19 belies^ pofiica « ; S* ancb^ . aff^ figorEitIt' 
H^Ila iingv^^ e'd jin bnmifft , e per la itt^iK^ria^^ 
fip^r (osi^Me; 4a iQ^itarfi iofieiaa .foMfK open 
deVValeatlDi .. ^ . , 

. LA CmCCElDEy pnn USfiggUdt li 
Qh*0€9' cimsafvata Faemmn Ai^t^fe^s •< Napoll' 
I7a6» par GenmKa Mario in quarter pafj. a^ 

iL.'a«tore piende: il noma d' Arnoldo Colom- 
bLoalla dedica fatca di que(to potma al Prin- 

H- 1 c£> 



178^ frP/fLE'TTO * 

d^ di' Britedere. D^. FVMe«fto^ M*ri& Cin&««. 

Fu qiRftt* an dotto-,.r*virtilofo^ilVv<8ic»Rx», ^ft- 
pjDuavviatofi'netft «nagM!liitftre<^previteialtiiHi- 
rfwil «74y«> Ca^h dt> RMta> nelP'Udienn Iti 

Ilipoema ^'precedotb?* di^ Uttv^ mftsHdne iii 
vkrfocfcifti<ic!«to ^, ift cui racCotMir P'oecftfione 
aMtavsdi- c68i(lorlo . Siigue- ifidt il poatna mt^ 
%o«R#tdkt> Canri, da)i* '4im6te« cfiSftm^n - sMfrif 
mmr^ in* cma^^vimau Vttun&ibm' itteompor* 
l»ftfia'€<pK.^€|}6l ^ * N^a prhnairara* ^dl' «tiM 
1714.* vai^*^ iWrtict' uc^mtnlr di>^ let tcfrtwilteggia* 
¥tii(>. Ml^ -Aretmila> ed ^ddii«v»<iri 4A; £m «eMa 
¥ilht; di^ GaKMifSy . da.« Atfirriis telebl^e* «D«fiao • dt . 
^htttnpo^^ e^ fmdre.' di;cCifimiixr>de Al^eiia 
aoli men- de^iMdur^ fi wi afe nk-^ medidiia ^ , e « dt : 

^Mma^aftef;^: ai^V«fed«ata^d^fA^fm',. «bN«' 
nW^ Yr gsftft- htH|io- , . cte > '*i^ ina»c«!«»-'£ vita ♦. . 
Vtmift aHqflailii'd<om^ '^a^MgHi'icdmiJMgiiia It 
pcRfitgre di ; fri khtf»< >i ia->Atca<fefft!a^, . e^di^noiDK 
iMitk l^>«^rMl«miGd^. U^li^Aiini, petdkttfStikto- 
Alidftfneiiit&ift dl 'Cfl^a- doveaAtlT^iie il- edebirar - k 
I^Yie^di-qtiefto fem}>re^trttll v> <<^nipTtt^iHp^^ 
HBtiirmle.^ Ne> cna^mr; il^ Prefid^tei o fi^ Pri»' 
^H^y iLScgf<et«fe>; i Sbcr ,. |jK>Oiiorar; 4 . II 
camineidreno^'it^ feg^llht*wd#iafi^ 4 ^"riufciromi^ 
i40d^ ^ '>K>^ -^iMr infiftT; . I«ivftilt<r ad '>fli^ 
tnembro d'efla il^LombkrddAaildrgtdVane^coill^ 
jioftr in* bt^vinffmo tempo-, .e i^tto- Ifrvari^ ada^ 
«tanze i canH^deilk dueceides eh'eHrivifdti'ap^ 
ftkMditMntr Aftmo alie* prbnHire di-tiitri datil 
'AM' fiaxzi^ji . Noil altta , .. che qitefta edizione 






« s. 



Il A* KO L E TAW O. ifp 
$SSt h^UtLioB. efifte , . nm* ma-4 ftnc4f diyeaiit 

fbpta alia pag.. 141. Ma wm^jam abbiaaio ab*- 
wftajQ«|l« dhttte • Nk abbaftansa'pocctbbeft'loda- 
fe , 4mde ' mtsii^ ^ taotr > cha^ dime pooa • - 

POeSI E' DIVERSE ^- GtaCbno' Antonio 
Paknieii- Ai liapafi Accadcmico" SttHato: divifii 
inquaitto>*{iam.' Ia^l)la|K>liU7;i^« piraflb S&(r 
4kiio«tiyMia€e.ki-t*« > k..; 

Nelia - ttrzr fUriee dt jqutfia colTafiaiiD dt poefii 
^InaaviciaM d«ltd.*fefwrti v utv^ madtigalefy iwi 
tott^ia in varfi) e:qiiWro<cartrili petU'Quatri^' 
flit 4e^' Garaavak dttt^aaoo^ ^714 • -vtoi- in ii» 
f«a> N applet anar. - . 1 

' Po^^|»fAo^ibittore>Ca|»Ma-di Stfada d^Ua/ 
fciftmXIto^ , .Stt w a M'ic <*^taauiia daU* Am de^ 
fliiOrdki: ', «Wie ^ia: Afta^ coa^ figHo-^ . - Noi « 

fflfr^dbiD ^dgQatdarfi-^come 4^<M|p^ ^ <> .ad it 
4iililift<F!vi''fi'tr(il»aimiai»^oaa; haraulte^'^piricV^ 
fibiio I'ifapttiii dlivavb^Mu^ ed indini^r 

zati a' ftiot amlcl, qaali' farono-' Ntcoia'Coor 
cer^ffa :likltlciiani di' l^hMi ', Ignaaia Maaci- 
hi: liiorto GbniigMene ; Ftlippo * Gugliehaaccii « ^ 
T ormm i fo iR^bkmv^ GUnibatttfla^ Pairaoe , al^ 

«^^ NICOLO> CAPASSa'^nacque in Grumo' nel* 
1671.' Mori in Napoll^ Prinaario* Profeflbre di 
Leg^^-ntlfft Unnrermi Rei^-i745.'f coffieft-^-Ma- 

iM(^ta'*dallaiyfta.dr*hu V clie>iMi> fuo ' grainde e 
ben^dagno^ avMco^inMi nair.'edtietoQe - delle ^ ri^ - 
rte-^poeliedi'eflb^cbe neLi76i; ftiono pabUifk 
Hne<fnr^un«:vokiqfie'tn 4Apre(lb SinMie;.Inqiia>- 
ftiiectt^i^ » «lie4r beUc per Ja aartil ^. a i cak^ 

H ^ rat. 



.1 

N. 



i«o v I ALE irro • 

ratteri , gii editori tenMvoao dar i» fpiofl dfalh 
ptii difficiii parole o frafi del dialetto , ma pfeft^ 
ft nc /vogKareno Ij^emeotm datk fapghe^za, e 
^alla dUficolid' daH' imprefa. . . 

Quete- fltopendo , t eievaclfnnae> n^efso coK 
tivb con- parttcolar* genio ii fiia tiatliiaie dialed 
fo Nemic<^ d'egnt .oelebrit^. noa volte, in vita 
fea nu]4%i pubiicate n2 dl feiiai jA iS gtocoTo*,. 
1^ di (atffioKHr'fe il ec€tttyiiio. ^i|iik jMMUOSi^ 
mi fonem Tofcani , ch« qaafi t&a .isal gmcto 
Wfetiron^ m lace> nent- vadiotte %!» m^l ttm^ 

&. Ma dopot'la fiia tnorta & Emi (MWacati:. nai 
ckuo votiiiTie una catnpofizpM attl€ai4» 

'wfoldhiertolo c^ntro Giao VinoaottO^ Qravtna^ 
per confutare le idee del Gravina Mh- Tts^ 
AsL ItaRaaa , &i fimetti ^ e: tie compofiyioti i& 
»accar6n]co Lnitm Napntomc V ^ finalawace 
a fat priiiit iikrty • parr a ddb &iyina^ilell^//i>r 

^dEf' i/''0»9i#ra«rTivoltad io fingoi^^ Ndipolar^pA • 
Hitnangofio^ ampra maaiorcrku. Guea cwa yen^ 
ms d'aitrr 'fbdtfd , jckgsUIkmr^^ vedier I%}«ee ». 
e die nc& d pvopoiiklmo* od^oHAm^ffiales^^ 
pvbblitate. (i) ' 

La compafizfone ooMfo Qtmiam Hi fefticanei 
»7#;> anfio/iiT csi^venfie ik Craving m Napo* 
la. 11 hlboCtromco df Ci^i«^is^Jfhti J bw iiif 2f 
ieU'anna 17x^9 e I'aluo d» Disgrmiu 3Ufmi 

^M*— > * 'I r I n , . .If. I I iii i ii i»^i|i n il II wi<ri >■ ■ iM— If 

(i> I foMttr, ei aftrr cMtpafiaMH i«a» 

Ate di tal aiitotr , a ^praUmettie ia |KICd ca^ 

^ fono moitiflmie , e mm fold a«v ^coi^e fi 

«a<ln\ dr baava' dsfP edi;eione .^ eoouticaataiie 

^ Carlos ifMnife ^ altuo^vc 4a «»L Mm^j <\ 



N A Pro L E:T^A NO. ^9^ 
i/t fritO' veiib V axiiio 17^0. Tra qne^ aijpo , e^ 

a mitura , eke avanzava , andsva Kautore a leg^. 

ff la ia ktk oeUa G0nv«rfaftone, di IX M^f to 
Maia, CoaBglt^ Cafpruata dolLa JVicatia , 
che fii6cni0 c^^ pocHr fcelUdimi ^amici fe nf de* 
U'/tarono.' I f9fietti baaop varia epoca dl tem* 
lie. Tigtt perb^tra. iL 17X^.0 ti 17^0*, etvttl 
fa^Ao.taamd.f, &b^qe m^iti di q^eftt farono (& 
M^la (atka fel^r^wole , die.noii.AiQl ,||iiaaarft 
t^^a9iiici2ia .- : . ' •-. ;, .. » , . 

jU traveftbnenfa ^' pmera j^i^ A^^o^f^ d^ 
fbperiore a qaanti m Smil genere di fcherzt ^ 

LA VIQILEIDA SPARTUTA. tr* BuJ^.a^ 

r£* queffai^ qh Ubi:iccuia in 12, di xeiv paf^oe 
fenyii oaa^^di luoga, 1^ <^ /t^po>, (ebbetieuQi^ 
y % <4a dut^as»}Che Q^ iWi|fK^ ia Napoli- ^ a 
pi^ ouanto De po^md pong^tttirare ,. )^ ameria- 
2^ all* anno ftjijo*. Cofuitiui ,, cjopo quattro Tch 
atttl preKmin^ri, 4^. (M^til dcnomlnati Butfi vi? 
j^. aitri denomuiatL Ver^iac^hi (^ vedaii al V(it 
cabotarto il significato di queAa due voci ) . Tut'^ 
ir i feneui4piM ^ilWi f vttJipeiaye na poeta , 
^ n» r autore^ eon altrt Giai amici ii ^redevaf 
j^ efa^e^ iku kmltatl jcoa ou jTonettax ^,, co; 

TIhm' Mhs%^ h f$fm ^/i Mm scU^ , . ^ 

die ia -^u^a libretto % rapportata alia pag. f r 

Dal tttalp di Viol^idft dato a. quefia raccoU 

ta di iba^i. fatirid f;i(uLu i die colut , ^oatcc^ 

cat &rQiJO.^i|ti^ft>rsc oijCOgBome Viola-; ma 



k c<»Ki)M>iHi ua Comfedu pet erser tiMfft iiic 

* fhm crcdiirmo , ctntvi sfe j^M altfa «<ii£to«^ 
«e*^dt^qiie(to Canzooieit^ fat Wbo , i»t veramcff- 
tt la^ meritava, ' cfsendo* aftat* m^atocr? q^efii fii- 
^fi per ngnardcrai' ^jemi^rF , o- alia* nortti 
itik fmnMgim '. Maifteilte si- pttb" dire,, che 
fctic* TcrlAr coh baftaftte'pimtS: #1 dtyhtd-, c con 
Accherifo ^K^^n^fe'^taie' da fttptfMft 'k* dilKcota 
%l delle ftrane,.e;difficiU riifie, chc «it^ ailto^ 
k piacfaoe'dt 4r. cidcrc itii qixfte Tvie/cdm 

LA. FUORFECE ', ' oitver^ ^ Omrne^pnfMt^ 
HJiditcfquMtre de in Ga/l&rra i^* Ap^fU . 
Op^rr de traib Vahmhid'/f^dll^fer ¥rti9^ 
Moscai I74». /» . 8. . df>frtgy4^\).* - ' ^' ''^ "* ' 

• •QaWd* !irittore'cl-T»feiri''ftdrs6 Ta6e« ',- ^h^ 
Aasque'^ner i^«t. ; e feBbcne-Hrffa ci-iBbadtfla 
pro4i(R6ti« c*e ^t*Wifh&\ jjart^i cfe-'Sra'/fti^^ 
deginhnitoietablirtibfW jStwist^i'^a'ftjtuhai 
e poco 'grid6 * Era. figKo dt^ ufraltroviBBgi6 Vi* 
fcntiiK) nipotc dcrGiamfiattHfc'Valerrtfno'attt^i 
re> della.Mezzacanna'; dLcuL^M>iam pattato tf 
fdpra .i - '•:;..»■»■?. 

/ Gomicrie jriibro tinr^e^ca tt WfncdoH 'alP' 
%vocaM> D.* Ginfeppcr^Cctcfe Lucerino ,^lfe*«gf? 

fmta-quaI'|n'andfflh^o^effctraggt6V^<* ^Wa oil 
prowzionc. si raccomaiida:^ Ondc^feijrprep^ «^ 

v^fstT^e^qtieTlo *fcfitfotc\ cic nori' la *fe- riicnt« 
mtgHbre iir Parnafsio ;.Iij ;fttti pofl&m frahcsmtcn- 
le dire <fser qnefti t! pcsgiofpacta^^ Hoftrr, 
mrfncando ■ nonch^' d* bgnr arte*; elefeirik , fepta- 
«a:S ractwnc poetic , i&ateiilthe<p#fflMRfR6wHI 
*- mi' 



f9^!mz* tf e'^^tti ^ tielU' {fhi(ti^za« deUc : ritne , t 
nriii «r:itr0t^ 4d' liii^*ggtd ; Solo <Uiiioftra una 

vnTfeggiare*.. 

I%p»^ 4ar di^^* viifl» uQi .fpeift d* av^tfti at? 
lettotes.ncte ia veili . ^g» Ibdi «n tttgaa*.' 
tiiB^ . epij^mma* htlnfi del tivmte* Abasie D; 
Fiilpp^dl Mtottf(»4<iio«amic^ ,- che- ^Id foio^ 
pteochif m«i» ^)'- libm V . fncotmsA tni^ vxi f(K 
mfltoi d^ D^ccr P;> lPa%ahr loeebelir in ' -lade 
M^|Kitt^, e tvr aftri ^otMffli .,« clie- e^: iingff 
tttti^ Itti. dai fiK)' frftttello^ ^ «lal a^^oft . /iSuc* 
ceft-im^af«^4lE«vt'f^«i0^diipoefia imitelato/^' 
Spii^ie dl ?<««r(i: ^inegual^ mKm-. Fmalmenttf - 
<npa mr'^roeiim m^ t«rA^» Mlliariido vicne ilf 
Taglio'primo^delU Fuorfece in pag/ 17a.' totto* 
m,rdfucctoliS che non- V altto fe non una infiw 
|^ifnmav«^o«(Snnt3&4didbi«Mao^^ K^mtta. i^. 

ir Taglio 4ebeiidb 4(lii dtt»rrniha^ ^«d' in:< 
dia4«ffi»^titt^ilni«0eKf4r£%^«Ot^ {>.« 3^1^ 9 e; 
D.' Mdsoftey o fia D^^ Tammafo fdo amico , ed' 
¥. 4Wife tn ffiSefci'eantf V cte ftmo* i 's£cci^Quadci 
delta GalUria d'A^Ib , ted^ hMso i liegurntl 

i'^^tit^ce- in^qv^Ai ^condM |>arte^ ai»gridBir rontra 
l^maiti e'cRfetffi del'^ feoMir^. Reftaicciti€luia 
i^^m cofi^ite pveitiM^t i»'i!«rfo^riicdol6',^^^^ 

Salt ii pnmo) ciKi «gti'^ ha 40ifMbiroiXbtP^r;?o^ 
//« FM^ffr^:v led ^^^I'tnena'^opiro'^di tun^^ 
4<lferive (»n 8aip«imi6:p«irtlco^^te in«^ 

>QWittMa:4ituttiwfcKchhliillii Mf tag. 4i». dadk» 

daiie: 



»»4 »>AtEYTO^ ^ 

delle fue poefie . L' srttrO' ttititplat* Ulnmsit 4 
Vita -y e D&fgrmzif dk BtMSt Vahtffifi* ^ in fi* 
iliicchevcrie wimftflb dt fftvoMe. awtntnre § € ^ 
favventure • 

' Sebbene quefto libco noii' abbia amta attra 
eJiztOQa , oon t de' pifa ran ; e forfe perc^cbV 
b^ poco ftDaltimenco . Not itialgrado if male ). 
die dt queflo infelice poeta abbUtixi' doviilo di* 
w ) (iamo ftati «bbii|^ad a tlttne qvakhe vef* 
to per fare aatoiit^ m qpSklAe paLXcim « o moda* 
|KOverbialt y e noin pwiam riegaif , cheio mea- 
ae all' intinira bonra , ^i- fia fcappattf^ befich^ A 
laro qualche vttfo^ a qoakha iooncetto non In- 
frlice . RitnarcbectRMi tra ^ akri qiiefta gtu* 
ftinRma critka , ebi; feipt- della softra ftsada dl 
Tpkto^ 

0^;>?<f Palazzo stM mmiezo juitfit chi4l%»cify 

LE BBJNTE ROTOLA DE LO VALAK- 
ZONE, azz^ Commiento ne^a a te bimt 
n^^armfi. 4^ la^ CAiazza jh h €ampifont • d 
NapoU 17461 P^ Qiifwfrmtasic Pau in 8. 

. Qa^ffat. conpoii^oae poaiica 'di venra bievif' 
Cmi Canci ^.QMtcal»'X* /a ¥amin»i^ > ^ .^<* 
Zelicntr SoppM§rW9 4^ l^ StaUt^ dm Jkiiu^ 
%io ArzMra^. Donato Coabo^ki im fii^ arvife 
al bttore ci ft fapera eflkfi niiiaoAo ^fetto i^iie- 
fio noine ,Accadeiiiico I'^^niiicaii Napoletaaa 
Nunziante^rPagana. Fn quadi na aoftro Farcn- 
U <ii poca fiMTtuna, e poco gfido »> ciw 6 datta 

a ^Qkkvm |i imAio i&»ltfto> tJkMf i» iKt».«%* 

.'■v.. tie 



N A P tfLET A N O. ^ 1S5 
Tie poifie , cd accioccb^ 4k pofTa ca|»re tl titolo 
delU chiatza raiBtneatata di fopn coavieQ iaperet 
che iior) r^aH i7;o«, e i) 17^0. in Napoiinna 
Accademia di amene lenere, che fi adwiava in 
cafa deli^ avvocato Girelamb Moran^ • IXventie 
casl numerofa , cht f<ttt» tl Sindicato di Unfrt- 
do { nome Accademico del : P. Gaetano Cape** 
ee , oggi ArcivefiM>vo di Ttxm ) g^onfe ad tU 
fere dt 450. fori; c aon pub di&urfi eflcnri 
ftad c»mprefi qnafi imti t pHt cuiti iiomtiii » 
che ibflero allora^tm noi • Ma n^ il vailo nu*' 
meto , lit ia fcelta qoalit^ de' ibggettt potetcer0 
feftftere a quella natocale, e quafi iisitale avver- 
£one ds'^apoletani verfo le Accademie , \% 
Biodada renderia o utile, 4) conTiftente • Inp»> 
cbi anni fi disiece a fegno , che noti ne ttfXb 
nemorfa , nl trac^ia ; e talunt de' membri' di 
elTa ancoc vivemt fi rtcordaiw come per fogn^ 
d^cflervi ftati aggr^ti. Aveaso affiinto il4ioiiii 
di Cavalieri del Portico delia Statera ^ e Portico 
ad imitazione delPantica Stoa fi cbianiava que* 
fla Accademia • Eranfi git ftefS Soc j fiormite 
venti leggi Accademiche non fi te a qnak ogv 
gettOy perch^ in'verttiir altfo efle nonconteng^ 
no, che le g^oerali maflum del la booiia mora- 
le; code non- paievaf cii«& avefsevo a conirerti^ 
in particoUuri Aatuti d^ una Acca<k»ia dt lettera- 
ti . Checchefiafi dt cib » il I^tgano alludeodo ail* 
embiema.dell' Accademia^ cb' era * la Stateta \ 
chiamb qnefle venti regok vinteR^o4»y^xk9Sic. 
t\it in quefte fiifse diviTa tutta 1' aAa delta Sta. 
dera» QueAa \ T outline di eo^ btz2arro>«ftm- 
00 titolo. 

Avea U Pagaoo jma^ cosl grott«fca., e lepida 
%ira^ la voce tanto caricaUi la decUoM^ioae 



x«6 ^ DIVILETTO^ / 
unta pticinrileica', che eta. impofl^ile ittttirli* 
reciiare > e aon^ riderev Giafl»',> pafftto , cea 
fopraccigiia ntre y bocca^ larga , picuccaaul pet* 
tifiata, e florta, abit<y!' mal concia ^ chiiui^ar 
ft Iq rtcorda pfob' cmiteftare ^ che portava fcntm 
io vsfo P ilartd,, e la buibncria • QoitxiLavveqh 
Bt 9 che ae^ recitar e^l in dafcuna^ AcGa^mioa 
adunaitza^ im& di qvefii lirevi canti' di Iin deno- 
mmmt Rmtoli incontr& ^-andiflSmo awlanfo , e' 
ftt ia delizia di* tmtt ^If &oItatorr • Ma^ fpar- 
,veTO tvxV t: pcegt.' delle fae^ pdefie- , alloarche fi 
ttdcTOt trnptefle >. €-43cm pitr da^ loi^ reci'tate • 
Infatti^fona da ooiitar& nalle piu debolr prodv* 
sieni del noftftb dialett0 e rifpetto at penfieii « 
€ riguaida alto flite. egoalffiente. faervaia , € 
fcofrettcr.* v 

: BATRACOMIOifACHIAI>'CHd£Ra,ii^ 

0i€9 df Jo sfisso autft * Jt- Nnaftoli 1747. fi 

^CianfrMnfeit/^ Pact •' 

Qoefta traduziooe divifa mr tir brevi caittL 

t«ar dadicatftf u^i^/ Quatta jk t^ Muolar^ e^o»- 
Mrv# accompMi^aca dar* varie - compdfoiom di 
Mf«ra«t noftrl in. lode delPautort, trailer qu- 
it Ti fimo diift fontttf wb^ iL Gtovaaink CaniH* 

•gnav t' altffr detlo.. fteAa avtont iti^ dialitm Ifa- 
{»^ltftiiio ;> Vw incibto iP Pa^piio , ed:>^ ancA«. in 

tirtw ajtttatO' daU^ iUoftre^ 00^10^ Proltlsor di 
tttftt Gteclitr. Giacono* Ifiurtoreltt' a< fiur qi»> 
Aa tracNisfone » che pttdUti non ^ in mttO' pd* 
-Aft di' t>regio» Pfcfaicipaliiitate' vtr fi putt Ma- 
f«. i^ Mkitll , €on tm' fon tra^KMtatt' net hd* 
firo'dkletto i iiotni; proprj ingegnofamente di^ 
li al* fesci^^ ad: A- nmoecM. <tatl* antiot^i poet?i 



N A POL E T A If O. i9f 

%A FENIZIA ckeUeta, VtMggecoimts dtlh 
siesso .HwgoM ij^pi. peer FfftnCefea Ricciardi. 
ia 8.. . - 

Qiiefla tragicomedia % timr imttazHine' della*. 
Rolk del Cottdfe^ tna con caiailrafe tragtca , e 
funeOanrc . £^ dedicata Alia C9p4. tk Ndpolt 
fraxnmenta di .f6it«a coio&ale atittca &tiani fopm 
m piedeftalio troti^^ tcingi dalla Chiola dt & EU* 
gio , e* fdggeft^ df varie Teppidczze del noflro ?cri« 
go . SuiTiegixmo bJAx tragiconxedia^ noi^e foneitL 
pariimin& ixi dialetto NapoIetaiiQ mtti in Icxle 
dUlP ai]tor& campofir da' fegnniti faoi amiciGiaim 
tatttfta dilla. Spina ^ Maria Viveftrzio di liiiiiiot 

Site-, Satnrniiio della Spina ^ Vlnceiizo' Pka^ i 
Satfee delll; Franciy Giovamit; Ldciiia, e GltK 
▼auniClTBlpaignau ' 

Nerpoema di fopra rammentato de U Bin$§- 
9mt9l4 ii^t9 Vdijmzohf\ tl Pagano alcanrnpn- 
flw , « ar cttntiy iecondo ci fa fapete , che aveft^ 
di fii coiftfNrflOL wr pOemettO"^ ^ufU- Antichitim 
diila C094^ iA im> altra ihtitoiHto LA MOR« 
TELLto iy3dR20LONE $ m4 noi . non abi»am* 
pbtmo rinvenife* n^ i^ uno^ , nl!^ T altro , anzi 
dfibitiama fe qaeUo delie antic4itti^ del la Cava. 
iMiia iBat7?ediit».1^4tt€ek4etU Aampe ^ e per- 
cib: fldiif poffiink dame:. ^«nti^.. £.«► Morulas d^' 
OfsA/o^^.ci^VteneratktBMrato eiseor.data^ impref- 
fit', Rfa qvantila^ut cosf brevt tempOi.fiafcoEfo^ 
tt&i fioQ ittL iMiiain^ fHmtei inoMttkLveeao^reiii^ 

Pe^ 

(1) £''pcir oMavijiKa:;^ e6ettd«» ma* tJil- 
ogera. cosl. ovvia >. che appena. ch yMpc^ia Mi* 



x89 1> I A L E T T C> 

Per naila tralafciare ii ({iianto r^ttftrda Isl Hot 
ria del.fiofhp dialetto imuaaio a aire , che fiilla 
fine dello fcorfo fecolo comparve la luce an It- 
briccina eel fegoente^titoto 

L' ECCELLENZA DELLA LINGDA NA- 
POLETANA eon la maggioranza aHtf Tosca* 
na . Frohlema del Signor Vartenis' Ti>sc9 Ac* 
cademico Lunatica . Qoetto libriccino dtvenu- 
ta raro (r), e vcnctido rtcercato da clii ne cono« 
fceva t{ folo tttelo , ebe motto promette, it lu 
brajo Raffitele Gefsari petisb ne^ 1754*^ ^rlo ri- 
flampare da Catello Longobardo , e Felice dc 
Santis iir la. di pag. i/\f9. , e dedicarto al 
Preiidente Matteo di Sama uomo , di cai con« 
ferviamo grat» raemoria per 1' amore , <lie dt- 

Coftrb verfo i Ubri , e verip gli i;M>a3tui di lec* 
re . ; - 

• Non poteva una cattiva caafa • into ni w i ti a vn 
peggior cUfenfore • Non b &^e knagfattcfr , c«* 
ine non % poflibUe con parole ofpnnieia wo a 
che grado di feempiag^me gianga faefto fcrit- 
torey che fi nufcbec^ lotta U lum tffiant dl 



tmammmmmm^mmmiiltmmmmkmmmi0t0wm^'mim^ 



Ana di riftamparla, che ce ne fiaon ptafeoiatt 
aUl cope • La prima cdi-zione h (atu da Agno- 
10 Vocol» nel 1748. ia S. « dedicata a lo Gia- 
gante de Maaaa : ed ebke per Re?Mbii Barto- 
lomeo Amorofo , e Giacomo MarroiaUt .. 

(1) Niente a8atto taro , aitri forfe peccbi ** 
non yeoduto daUo Stampatore> o daH'aiicose , 
pel dUai Boco merito , fi trova furihaeme ^ e 
queOa vofta eldie la ccWca dtH'aatota aaa I 



- NAFOLETANO. i8p 
Fftrtenio Tofco alktdehdo a Partenope , e alia 
Tofcana . Egualmente tgnaro e del la lingua To- 
fcana, che impwk a degradare, e dellci (leffdruo 
diaktro , ch< eercava innalzaie , ignor^intrfRmo 
poi di t«tto, &Ifi» na* raziocihj ^ infiptdo ne' 
concetti , arfifa a ggdo tale di fconcezza , e 
d'^nitl ) che ferfe per quefto folo merita I'sd- 
trui curiofit^ « Not per dame ana breve idea ne 
raoptfrtereHio nna cofa Ibia traile mirile , cheaf- 
fitneila. Ceiebra alcuni provetbi dlel nofiro dia- 
• lettOf come argvti^mi . Tra efli rapporta il k- 
guecite alia pag. -iw. Non ic# pb ofuere griecs , 
t cafptcca \ (i^etto proverbio, cbe indica non 
pot^n aver d«e cofe nel tempo (leflb, trae la 
fita ori^ine dalta cultura nfata nelle paludi 4a* 
ccRitorm di Napeii ^ nelle quaH coltivandofi oon 
iMko cdnciine ad ufo d*'orti i ca?di cappucci, 
. vfiratiffima ^ e ^raditiffiina mineftra de' Napole- 
tani , quelle viti , che anitamence vi fi alleva- 
DO, pirodiicono peflimo vino , laddove quelle ter- 
re non motto di Ul lontane , cbe producono il 
generofo , e celebrato vin greco, fi lafciano fee- 
che i e noQ it^afsate , ti^ vi fi coltivano di 
iotto piante orteafi • X^nttf h ehtaro' , tamo i 
poco ingegoofo «) teto provtfbio • ^Or .t^miA 
che nt dice tl Partenio • Primieramenie egii 
fvifa H ivroverbio rappottaildolo cos): nM leph 
tpuere gthco ^ e capfuccio ; poi eccone il fuo 
^commenio ,, ikl &ec vin generefo bifogna efser 
,) temperato , peichi c<^ bar troppo greco ii ac« 
„ cende U fangae , ed fa vemr la iebre bHbgna 
„ veader tap ora ancke il capjMiccio at medic^^ 
i^«d a medicine par curarfi ^ 
^. • • • Quis ttUia fanda 

i:emter» m lactyHh } 

Tut- 



^fd t) f A L E T T 

Tiitt4i il fetlo> cosl , t ferfe f^gio 7 che ccSL 
Per Qon racere la Aoftia ^ptrnmie AtU' argb- 
memo del libro dkuRko , icbe -fe il Parttnio 
avefTe mprt(o ad timateare iJ baflo Noj^Ietabo 
fal goflfor, e contadmeico Fiosootino , avreUbc 
fopn piti «ftnt^^i<i(0 temcio orimbattuto , ^ 
ftvrebbe avuto {>«r ^ft gH mS jpadi:! della lisg^ 
Tofcana y ehe tutti eonccMrdetof n^e io fcherniro. 
tio « Ma ofare , t^ome edi ia , # eAoUti? U Udo 
Napoietaoo fiiUa ^efla degas te, e nobile lingiia 
Totcana % itn delirio di {)reliBn9UiOiie A<xnacofo . 
Meglio avrdbb» egji fitto « contenradi d^ a¥ver- 
tire, che pe£ folo deAuio dipropizlefWlieiiie*- 
tre godette la Tofomia V knmofiale ^amigUa de^ 
Medici , e .le Aceadcmie deila Crufca, e dePCi* 
jnento da effi fiixidate , iiQi in gnel -tempa m^ 
defimo per traverfia id' avverfo Mo avevaiM a 
fopportara Vker^ » e i^efniti . CompiafigivtfMy^ 
.a»a iioa infuldAflia* 

Non & pub fiur a^ena di aggtvi>8^^ ^ ^ve- 
fK aim rbiamati Autoci, g)k hanao Hlufliafia 
ilNapoielanocKalcttOye rwita li ptifBO loogf^ 
H gran Fildbib, # Poeta Toirquato TaCsb, gia- 
cb^ eglinon ehbt rmile di fcriVefe l^)M)letaao 
Delia foa Ct»)e4ia inmokta Vi* imrighi d^ a* 
more J nella ^usde tntrodaee wi attare detto 
Gialloile ^ the paria nel dtaietto Napoletano • 
£ bencb^ tal opara da aknnt fi negld ^ >cbe Ha 
del ^aQo ; pur 11 Signa#eUi lo mrina conuo 
di loro ; vcdt la Storia de' Ftatri ^o>tiiȣ, pag-ass* 
ella fu ftampata in Viteiba per Girolamo Difce- 
polo nel i($o4. ' 

■Ca- 



X N A 1^ O L E T A N O. «»s 

Camifio Pofzio rinomixe J Homo oompt^c 
va Poemetto in lingm Napbl^ana dctto gii 
bagni d^lsca^ quale non per anche % ihto pttb^ 
btic&to J vcdi il fuo eUigio preffo il Sor^a • 

Frsncefco Seraaedo Cdenthio traduife in #• 
lima Napoktaoa il 4. libro delle Eneide di 
Virgilio troi tefto latino a fronts 8, Napoli 
i64io. ff t^ Inandio Ml Mon$€ Vestintio^. N2^. 
1632. 

Giulio Cefare Capaccto nel fvo libro intttoli- 
to il Torastivre impie^b le prtme pagine dt 
tal opera net tilevare 1 pregi del Jiodro dia« 
ktto , t di^ 1' ettfliblogia sdi moltUTtoii voea- 
bdi derivanti dal Greco i febbene mm molco 
feliceoieiite : yedi Sork nelle AibmotiedqglU^o- 
fici «c. 

. Giacomo Caftelli piM^Ikib le ori^i ^lla 
lingua Napoletana 4. Nap. vedi Vt^ cimo Sorla 
nelle fue Memorie ,. e Giuftiniano Memorie dc* 
Saittori Legal! • "^ 

II Cavalier Lionardo Salvitti neglt Avverti- 
menti della lingua^ -traduflb una Novella del 
Boccaccio kitiftti i (Kaletri d'Icalia,ov< aiTegna 
il fecondo luogo aUa tiaduzione fiutia nel ^• 
letio Napoletano da lui Iflefso; 

Fenice Giotgio Napoletano piibblicb h Struf* 
pio della m9ntag9$a de Somma 4. Nap. i^^^'i 

tficctola opera ma ben ifcrifta in iingoa Napo- 
etaua , ea in verfo dt vario metrp • 

La Cronica di Ruggicro Pappiinfogna , ed i 
notatneiiti di fNonino di Sar^o Icrittt nel dia« 
Into Napoleranb fntono pubblicati da Sigifmon- 
^ Skola nella t. parte drib Vita di S. Afpre- 
no 4. Nap. i6pp. • 
La Cvoaica 4i Giuiiaiio Pafsaro « corred^ta 

di 



tfi /DI A L 1 T TO ; 

ik BMfazkme , t note del Sig. D. MicMe Vec« 
citiont oggt degtio Prefidente di. Camera, fa pab- 
Ukata nel 17S5. da Vincipnzo Akobelli . 

D« AMTio Pelliccia publicii nel pcimo tomo 
altfe Cronlche la tingua Naj^oiefuna > e pioptia- 
mente nella raccolta de' Diari 5 e Croniche ao* 
^he Oampate, In :NapoU da Bernatdo Perget • 
Vedi la Prefaziooe d^ve 4^ ^j^gio degli Auto- 
Xt da lui pubUicati , « del DiiSetto NappIetaQO 
^la pag. a^. e (eguentt, , 

Giovanni Albino riRomato Autort compofe 
an opera int. D« Gfs$is R^gum Neapoiitanoruw 
ah Aragotfia , pfefso la quale vi foEO molfe 
fue lettere , come anphe di Gioviniaoo Ik>mano 
cekberaoio fcritooce y .tufte nel qo(Ik;o dialette^ 
vedi il Topbii^^e Nicodemi nella Biblioteca Na- 
• poletana: , 41 TAkOii ne'Scrhton tJaf^Ietani, f 
'1 Soria, cNe di queiU due fi&Ilmi ingegni & 
4>norata nMHizwne. 

Le rinomate ottave di Bernardino Mofico , 
tanto «ncoaiiate dfti Conefe con akre anticbe , 
e modeme fc^te pdefie , itltimameiite dal Sig. 
Porcelli fono flate jHiblicate > carnVmche ieope- 
re di Giovanni di Antonio : e D. Carlo Mdr- 
mile nel 1784 p^blicb a. librtideUe F ovale di 
Fedro , tradotto con r^itn di pregio i|el noftro 
dialetto : opera nel /uo genere fiogolare ; «d 
attualmente ^ impegato nel dare alia lace tut- 
ti i fonerti ed altte compdizioni del celebre 
Nicola Capafsi jcon fue note . , 

LatMorteila d^ Orzoloae j ckt mainoiicad- 
de fotto gli occhi del Signor Gfliani , ii ti»va 
"Si gi^ riflampate nella piefeace raccolta ana 
colla Fenizia tragtcomedia dello flefso autore* 

Ma cbi vorrem aamerare tutti gU Saitto- 

xi 






if 



knno , o- ftuipiK^ debe amMf- loi _ ^ 

•trfi Vincenxv OMp* ; GIsniMiV GiddT; U fi»v 
AUuc^ Gillbmi; il dkoftnl Nbait O? FnaM> 
feo Muxardla FaruvfKaad*' feVMbUkaiD ta 
tn(}B£i6netdiB4'BKracDiiiioiMcU»- la «.' iAm» 

■one- Mtt /ttttr4m'ia'lati 
liMM c9lb»v(c(iM*'.l4ti 

a' wt ^JKtivm^ Pimm • 
h^mn^ meiti. vmnf . « 
pena di inslU' cmdizion 



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WauJentem pttTvhffif iodMliHf-^ fi^^tmrtum^ 

ttosft. fib. I. ^Mlt« 1^ 






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CiiMCciil* , o euro I« ReggUii die li 



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Jla-l\Mdlict «v o vcio l^Ommo prattNO^ 
.f m- &i<Nsm va»w d« la GalU|i^ IT 
i^ioUio de liMd VAUMTINtf^. ' _ 



life pitvfc Tifpaifc l^jalpMliUb «i <?!«•*- 
CQtAk SitiUO .. 

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acherdikllieoLorCAfAisOi 

la. Malaria d^ Apdltd^ I^o^^ d' ANOAlAi 

Pkrhuccio*. ' ' ^ 



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Ih^ Chiitiakde lot Cimpejonew e^ 
bu B^tracoQiiiipiMcliiiH ^ C>|Kr<>> azzoft- 
k. Vttttfilia^ ntra^ lee Rinonchie f t Hi 






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Hi Moflfibh 4f OiK»l«Nit« l^fflima- Anr^ira^^ 

•li^ Faibia^ Tfaggedia. del fli^csimo • . 

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aacchiet peti chi se P ha>.- tnmeretate | f o^ 



S L pwij i i i U - ' frtit ift b^ 4& fcagn lib. 

poietaiiMie UOOY* Amtonio PAmttRo. 

tft toNlKcheijitt'dv ilA«iLL9 fMnfioM 



a t' - 



TOMO xm 



• * 



^ lo MaaeBtediio AP^^hko^ Asitefato • 
R€patriato*vib^ilMnmomo^]MKim eroH 
ci . La Scola CaykvoQi , e U Scoki OX'^ 

' iiaI6sca. I^ Sbiatftmdm M|Ma>«o'v^^ ' 



« ti. 



i -. . L% 



Txmo IBS*, xnv^ 

./ A. n •-.*. w f 

^'^Alluccatte'de CdtA^<^MHl»»«. Sbnmta 
ncopp' a lo Veitiacchio « ef akfe- {KMia 
4i NfCOLO' (^F4tt6 . Poetie dr Autori 
SRceni . Lo^Calatcfo^ i'Khromo Vil- 
AANi. Lo Caolstiale A Tmh Gafas- 
iK> . Caiiiientd 'dR^* fiklofcfiio i lwaiuiil 
Poesie dF varj^Adtoriu'tiiiifc tt^gi^a- 
fia , la Canibba , Soniette t Ga«iMfeI^ 
Kt f*'allr9. 

JBa Batraconmibfiiactila* d^dobro • attana 
h gutrra^ntni le Ranonchie^ a* U So* 
me di'7aAf«C£Sta'^ MJ^lUAESticstt^'Eilk 



•«*» 






ta 'n ImtM' NapolMaaa del iBadttiMO' 



TQMa xscvL xjnrit 

VooAoItricr deBe farel* del dialetto^ 1h^ 

£dIeutio f cha- |uft: si- tcostano dal dii-^ 
tto Toscaoo't aon alcuna ricerche ati-> 
mologicbe 5ulie medesime, opera pottm** 
ma dal Contigi D. FfiaoiKANOO Gaua^ 
M t atimemac^ nombilmente da Fram- 
eiscot MAuaaELLA»rFAiubo f ad agp 
giuntOTii TEccelleiiza cfella linffaa Mafo»» 
ktaaa dl PAaT£Mra Tosco •• 

T Q M. ti^ SXVHE 

BiMHatetto I^poleiaBO (kimtiniiao Cbir^ 
ugUere Gauanl^ cdbioae accrwciuta 



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VERNACCHIO 



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DCALETTO KAPOLETAHO,^ 



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No pernacchib fiieme 
Wt ^caneca la 'Hfrnt^a 9 e staU cga^. 
Sgimt ConL ViL « Bafcandlo TsaoM 



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A XO *SI ABB. STRUKZIIliO 



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XO DOX«OJL«^ 






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'lif' 



>.uie che cq la %iwiw" voftji j|«c« 
da ii Na&tnuQ^ a, lo culo de^lo 
HQunno* Yri»dr,.<hs JBte'jaqcofs^ do- 
^e -^ ai«epcttft) f, che , tvei^^jpotitij 
chifttnm^ ia icaoie||icQo 4^ l&coin« 
mercaziaoe : vi^je.^ 4 S»ijfQ;|ijJ£l 
mio , ch? ao^hite la Vocca; 4e ?>^tr 
te U letterommeche'.de §0|>aj^il8^ 
vui« che avice. no qgi^gQo taiW 
j^mmufo^ : e na tiiarn|j;>n!i «c^prsV 

A 2 graa- 



gMane, che ccierto avarritq coii- 
tate yy U mmofche 'n Puglia ^ e U 
vruoccole a Puerto ^ , date prc- 
viu vpfta n' occhlatella afta chel- 
Jeta^ che v* arrec^mmanno ; pocca 
^ aggio fatca pe io hbene de lo 
Dialetto naefto flropphto da quat- 
to (ciaddeje . Chide (e fo ppuofte 
^igoamafcioDe > e credeho de fa li 
iDafte :; ma h mettarriflfe no pa- 
narieUo fhino de Iciofcele a la 
Jtn^no maneit , e pe T autiaim- 
tifella* Je iFarrifse portk da la Ta- 
;^% a h fcola go k capo fatta a 
4:rezzelle , co k) cauzon^ ipaccato 
arretp^, ^ co !a pettolella da fora. 
Nfr utta io-'fongo no Cottiaeore , 
ma faccio lo Dottore Boldgaefe lo 
Carneyale, € po trattapnofe de ia 
lerigua iiapoletiiiaf , uoe poz2o me* 
glio parlk io , <:a fti quarto caca* 
puronette , die bonno roettcrc Y 
alTila a le €cetfole « Scu&teme > fe 



non vt f aggia manntfra prittaib 
ft9 jo ja ^ pocca nc' a ve corpa np 
cierto Annettapuorto ^ che mme 
decette ^ da parte vofh ^^ ca vuje 
non ce avivevo sfizio ; ma . tno ^, 
ch'aggio faputo lo ccootrafio y F 
aggto ilampata nnitto nfatm^v er 
ve oe faccid no rialo > e (i^a ^ 
cofa da paro vuofto , ptgliatene 
lo -bttod aaemo ) e deeite- cofiim^a: 
tdiillo: V \ ,/ 

Iio mafiB ^ che iilmr A oto ii^«alicella «t 
No juonio me darvi cchH^ de- us^^vd^ 



ki 



ft t PRS 



*4)H4^1«^IHIJ^»- 



BtE;5AvZ:IiOiN.E. 



\j[ . mpraa^ de-NapoU. lujSgarirajtf t^t^ 
'^ut^derpallm, ;; poGcct^nc\aveya:da^^jneftere - 
HO, peegrMtf cO . ccienfo^ pecoMle : apppt^so^ , 
<- scriPerece* stxk^ mutto^ ntosccmtse • ^ 

E : quel ;che.faia, prima.; t^ltrejanno*. 

Sijvaje, fuiBota^pe.-Ndpoley,, pudlvtJi 
la, vereti y^ chet t\aggip^ ditto • . N^o.pitto^ 
Tfi^Jeir Aria. Cat alanUi mettistnra' no quatro - 
mmifzoi a- iat viojiCo. no^mellone/pittato* 
Tusso^ russo . . Vent: uno.y ^ e se - ncantct, p ^ 
tfippftcrn^'autro^: se> metter a^ tenl *meaterf , 
^,^ ntra - miezoi quarto i <f' era ^ s\ accoectuano » 
€glUit\ dcj miller <o. la^ vocca^ aptrta^^ nfacda^ 



^f^ Ifi ^af^ifff ifmm ^^i^\- Si guar^, 

^W qfitm ^(9^ fj .^ n^pripfff^ <r nant^q^ 

mimfaHcM^:Wieirifyiarri malfi^ di/\t9^ a af 

^!0^\ih ft^ik^er^i^' ^f^^'v A lo\d4r 
ce a la Signora-y. Ia;^9(i^:.^o^j^^^^ 

dintp a:l6i barchetto^ la: sera^\, U *^ patute 

se* taggliotteno y & beccote^ lit^Mbrossirio^ 

gnato yrsenza' jy cht" ti'avesseno^ lettanOr 

virgola : Si ^ po: se ne dice • bene ' a lo prin- 

cipio , terratienete ', se fanno na faccia de 

p>unia> pe: lo^ defennere j, e' fosse perzT na 

scommoneca^.* Luposesto^ irfraveca : laDia-^ 

ietto Napoletana i no libro y . che^ addon-^ 

cAi vaie: sienter di \ jesce - beltezzetutene \ e ' 

tomme fosse la^ cartella de pasca ', t^ad^ 

demmanneno' subbetOy, si- te F haie ' piglia^ 

to .^ lo mo T ag^o: letto , e fuorze sarri 

no^ librae curiuso ' > * ^ ' fati apposta pe th 

mmlede h' gente ;> ma pe^ lo^ Dialetto' 

fuiosto i no libro y che • non ba na cufece , . 

e: noH^ sacdo pecchy V hannQ^ d^? porta 

Ai 4- S^ro^ 



_ < 



Wtprotiinme i Puorze Hahri fe €ciirik 
ferzune , cht^ trattamtese di (A malt Je 
' to pros^wio y ogne cacaiH^ adiUventa zuc^ 
euro a Uengua loro^- maio-agipo^vobtto 
vejy se mme poteva mpetz^ mmiezo a 
lb follhy e mme party tk nee aggio asath 
to lo htoco mio. PeSte* vuje' mo , leg*' 
geture^ mieje-^ se co sti searr^une ^ ag^ 
gio serine pozzo ghi echiit' nmmze-z e d- 
mme Jeeite^ Am ^ h suihi^. me^ nig^ 
tfa^chh^^f: s^agii^\: 






r 



J 



CA- 






V 



^H^4f5C**?eift^^5f5^' 



PAP O I» 

S? A^NANO PAMPUGEIE •^ 



A Venno pigliitd fa piittetie^ d^ laftf 
/j9( pe ccardt sto Dialetto aggio ac-- 
•*^*^*'^ commcnzato da la pxc&ziotfe \ ^ 
m* aggib fatto fi& riso* a s^biattariello ^ 
qiianno aggio letto , ca sto libro h stat^ 
ftitio^da cinco ff^rz^itie'f e nio so relate 
quatto , pocca uno se n^'h muono • Lo'^ 
Sigxiore V a]{gia ngroh'a 9 

Mmrtt cor miioruy t bhe co^H vihv 

So mmeglib mo ^ che so quatto ^ pbc^a? 
Ussanno sea H quatto de I6 mtfolo; quatto - 
soli piede de To ciuccioV qnatto p^rtano* 
16 tadto , a If quatto de jenitaro ,- t At 
settembre se paga* lo pesone s a^ li cjuattO 
d&' maggto se paga e'sesfratta : a h pec- 
cerille proffidiuse 9 a ?i ncoccieise', e ^\i'^ 
bVuttune , se le daitho^ quatto s^oppole ' v 
l^ianb catict) e quano paccare*; si itft< 

A S- W*- 



10, La%VERyACCHIO. 

cosa,. fton. ba . tucntc v sc : dice. ca. va quat— 
to prubbsLche ; . e.-HtitannpseL dje. t»bbaria 
no-,caf^ne.se^^ce^o.quatto^ cbiacdTiere a. 
la pa jes^no : niomuia^ si va je troy anno « . 
no nc! &>tio^nuinipera'Cchiil..scomfivuj}eca- 
to di chiuP 1 Ora^ sti : qusitto > che; l^inno 
scritto Jq. Diaktio se fann. a^chiamm^ Ac- 
cadem^TijMse,^amink:e^ d^Ja,P.a|ria:'> e;.ayeiino-» 
pupsio.- l\ aurecchie! pele ppeftose^aggio . 
f^pplo li nQmrne- Iqco. .Eccple. cck,. 

JmnfrfemmenicUo • 

Notdspuiolvne.lo.;CidQfQ\ 
;, ^ VMva^:Vt9ttU/i-ommo, 



H I I m ■ I J II I ' l Bfi II I , - 



•I ■fW^y— *»»wHP»i»»^»»— <»IHi^»iWi*»- 



c: A- P' o*i p.:. 

J-«'^A lo > Dialetto>D6rico ',. Aliffe' uicco , 

^leffe^f abbr^JQ statmo ;dinto<>^ a la Capitolp * 

ide tia ..pi:aiumsiavjnQsta.'t- eomme.li liiui{«-' 

ttellen. e. li pfsidle^ditito ■.- a 1q paaUccio t • 

cbe sobuone ad' a^gjtuogiierele..' graiia t 

> pa^i son »8e fa4uip . tivsustaoza ^ • < Lo- ffbrte . 

, st|^ a If ^ r F^oie^ pe prpiiJODtia ' : e . cca . nee 

^.ao Cias%d9.^ui>w>^/e aizd:VS.. Aon &- 



/ « 



lo Vehnacchio;- ir 

CJ«idV0iItfr6ca i smvo>^rtmmo46 pgila:ofe 
voste \ e pe le- ghiarrimmo pesa^no*' 

La l\ 4he sta^siisi^guha' o'd4U4 i' s o 
ddlla i t^ 0rd4lIa'i:si€otfV€fte' sempre in 
u f iwwe rntux^ pcrtnil^a -, auian per al^ 
X^tv a^ csu^iW par- caliare , sbauiar£. per 
sbal^are "^^ caudo * ptr caldo * ^ caudara - per 
caUaJ€^ smuio^^ p£risdalto ec. Vuje mo 
site j^'omihai^grajim^ sapite la leccase la 
mecca ; ma'computkemei si ve iko chel-- 
lo 9 cbe^ diceva.^ chiRc^-xift.rO'^GiQto > > . 

jCM sjtennert sc vMe^ 

ikhyt 4e chiUo fk*i luongo 16- Un^^e » * 

Mosia ipnmmo - li fjede « ; e po lo^i cuUy '^' 

VS.^ noo^^uld non; sapitA ; la') ttngtia^f ■ tua^ 
cot^pqo. nae vaiiie^di le rrcgofe; v e sea- - 
tite m6 ^bc'T^ mravcne^. Nuie declmmo'' 
sduouto^^ h nosdouto ; : e si ^ fosse* vera 
Ul^ pegak' vosta^ no ^ppvero frostiero volen- 
no-dicere a lengua-^nosta^^^'/i^ifo; iniul^^' 
€oltre^ sepeliura %'Volta'^ tenenno nnana* 
avlt'ttoeciue £he1U regola: vosia'che sem*« 
pro^ la I}sms£^ua:tdalld d^ f ,- ^'jji?^*- 
perttst id' u ; dicialri^ g0udaif>; eputre , f»r 
nuuto 5 sepoueura ; ^(Tarj , « de sta mane- 
rat fairrj ridcre lt'ra\M>rte'i pocca's'^ba da^ 
dicere*: surdata\ coutra; nnurdo ; sehetura,' 
wrjV^cientQ; autreicose simmele , chetye * 

A> <• '^ fati-- 



/ 



i 

fenfiov a^ bed! ca^ ^ eccenidne f cchfA de 
h rcgola. ^ > 

No pfiWTiHo- ccliiu ^nnante dccite : si 
ilct Itf'toglio ^ e nan si dicida bogticf*; mai 
ti masto^ nchiastp mto ; nc9 vo \o jodizio 
a ste ccose-* Sidnie a me: si- uno dicesstt 
no passa* 1' Abbate Strunrille s' ha^da r&- 
aponnere Is - kogUo • vedi : si< nantro dtce^ ^ 
mo passa no mieco co lo' cantuscio<» pu&* 
xise. responm lo^vof^io^ vedi; ma sr quar- 
auno dece«st I'^Abbate Surunti*lib< am pigik 
ao mntommero , tanno s'ha da responner& 
h voglio vedi\ chc- segnifeca- vogiio v.edi: 
ata co9«k . Addonca viije sK>ti» sapHe la Jea'^ 
gua «. e.. lo* fTaciie ppral abtdi co^chellai 
fran senteniia cbe stace a la fine de lo^ 
. p^cafreoo^tr. Qiiesio bam- percompfiniirc 
t impo^sihiiitd di inr regole in una cosa>y 
ihli t\Hta^^ftttO' a stma^ne deUcatissh 
ma neU\ udko s St«nnite n* autro « paroAO' 
l; aurecchie » e sentat rite subbaio la ra- 
^ola ; e lieccola^ eoi. i 

Qiianno l^anioobio. se- refercscc a Ja» 
aosa nt>min6nata nnanze ^ comme a di«r 
StruBzUIo i scignOi o ^a mtcco', s%a: da. | 
A\lo vQglioi qixBkwao lo stisao articulo $•« 
Snifeca negqzio , o^ la cosa ncennerale;t 
tonna s& dke la bogiio^* comme' avimmO' 
fihro de StrunziUo > cbe piglia lo ramooH 
tnWp.. L' ariiculc pjrularo quaniu)'^ so aa- 
^ciisatiye. acippe fanno addevejiii i lo a 

Aitrl 



AccossI decimmo sempe lo hoglio vtdi . 
Qu!knnb -li'-Verb* fc^te ; vc6 •, >tf#^ ve^9 
^c. vkimo^ solfT ,' rfcsta: setfepfe l^li j^rpa 'se 
se le mette nnante na cosella , sempe V u 
addel^ehta i. A^d'ssi decimn^ i e itfgSoni 
lay ^e ie^Uynon beriga $ p^'Beii t a 6»i 
fcgola 4icer sti fi'a(^ctzdone9 ^d^'^i'Cfoamitt 
nft»B^ * a^* sti ver^e se metteod le - ppscti^ 
4elle''if{ t <> #€r'cMim^*a dicece ^^^iScwsit^ 

tiUte' 4e6ke : cost 'S(^lvcuma var^ y ^ m0i% 
harta 9 ferehi it Nafolaatio dite. st>ltanta^ 
var€a ^ id ha Id^iac^ m* Toacani'il dir bar^. 
ca . Lo 'Napoleutno ^lanno h ;ima la. chian^ 
mtf Vilirrtfs ma qnaniio^sbiigo^cciii^ d-iiua, 
e i\c^ uleue tm^nte - 1^ Buiccrlo ^ dicei k 
^Jdr^^'-'^c; "Stmhiilb) caso^rinio > pe^^r^ 
f ^ • la letifda ^aosta n^e ^trdiTooc .lazx^ffe 1 df 
i& mercato , ^evnoh ^fijosce ^ <^fe.'bwin^ 
f>« li Ikrichelte allttf^Qiio sorbeitei e gbid(-t 
tanno ledchiette fe ffa rtdefe k «bri£e<« » 
^ ji^-'tiedi ck^siie ':juto a Chkmzo: padl«a> 
mo -d^^te^^ccoiMl iiosie j, vieut i/;^di lakhio^ 
M cbe faolte alo Cbftesei chei cfajs^mmft 
4o f^parli niiottar 4f2^27imx> > 1< xhiantufo x 
%C€0*c^ duello, ^ihe decite^vuie iroiii/rfir 
^ssima metdf&m Mmparandph a qudyfrutr 
4A folfUitt €^' succuUntly ihc riempiono 2^ 












1^ M ViR}IA<QBi9b 

. Trippa 4s u»»: sapaie .e iche m^ ? 

jmm ila It foitie ; fQC» ^^^MO U irr^oc-. 

.^iTM V «i jchiaAwnatto Jiiajaiach^ re;«^.UiH> 
tttte^ Onne §so. j&a&fo da ;li ^CMitn f(i«L ftQ 
jcapetote dd aejc ^rotola* a « u«p dtcaeat 
fifxoea ^imtma % «da jtiapQletaAOt^e^ )^ 
pole , e no de Pug^ia « fecaeimola aa sgiiaa* 
4» Id pigfiarria pe faeohcskcQct a le^ d€« 
atmia^^ hk^ aii bl^ 4iifc J^t sii rbar^ara^ 
Avite fi(tta tta iialla acopecta pa^ U poar» 
Id mio^e.9 pQcca^ tucte cantano ^ ^n> nona 
Viane I aia ne aice scutdato jo omi^gUo > 
abafe m tultea iiapok sinuQP pa nnatuw 
j>o]tca]ielle* O^^^uagUonexitianiio^o pu« 
iH ^ sa .matte sa camaiisa 4ai^^4oBga « 
e faceimo 4o)a pertosa ^ .410 schiacco da 
aartat CO aa poco de aputazaa aa Faaatec- 
.ca tifronte ^ a< dke ca fa pokoeaitUa.: . ff 
$fimjt^ HO 4>ecaeriilo xha icbiagna $ h 
^ajassa. > o Jo xsaiato figne da pl^i. 00 
achiliacQlo » e diiUa le £1 nmtio nfittta 
;na' crepata .da J^isa : ognuno 9 ^e ta vd 
Ulcere tia rCQsa 9 aocosuneoia decanno ^ mo 
te faccio ridere : ae vadiiamo. V omaab 
a^o , lo chiammammo luango ciavano , 
fteitaca 9 scala <de yenuegna * o tcinne da 

aa- 



ssvaib 9\^\9i; la Tedimmai oufU) e'sioto: > 

filuzKoiie tte fescena' 9 ^i pichilla, StrutntUci^ 
o fcisfcamaurieUo 9 e si ^^ curto e tfaianov 
liltov'tftppero'^^ votta» vMtaueiki d'alict 
ealatet o ciccillo ncoppa a ia;vbiiaf t-M 
t^iB^ Jo acatttdb > I9 chiftminammo strum- 
«Bol0 n tre sppizie , sconciglio > ^ poda lo 

S*»imDt^.; Ktomma si vaje ^bflBino l»ioiHi. 
: eisitgr^ nuie aocre^. paipoiecaiie . simmd 
cbhiA fortate a £a Ji biTflFune ^^ica 11 paeM» 
'•• Avite ditto |»enl H 'Nip^^ktano ^ e U 
Jk^lKffe paflan9 a un M pr€S3o lostmso 
fHatettc ^ la siesse tanto lontano^ ia' capo 
^6m> lb .iQiiollo > ca atarrisse frisco da vero \ 
OrtJI fa na cosa, si Stramillo mto : vat<f 
sarnie ailo matttraschio ^ parlpi pugliese » 
a i^ei'dh ca si napoletano^ e bl cha t«suc<- 
€6d8^ Te bietcono lo vicalU per HT arma 

. Voleimo mettere a V aonore & lo mun* 
*mo 4a lengua nosta nee facite tecet^ fi*^ 
w^rbe air^usonapoleeam ^ e senza fa no 
tot6< labbrecaa&o tutro chelld 9 ch^ avite 
actiftOf) line ^ceglio lo' cchi^ faudeante^ 

io amo 1 tu ame , chHlo ama 
Amavo \ amafe , amdva 9 
' Amavamo y amav4te , dmav^ino • - ^ 

Oui^to C€hi(^ beo ,' ^h4A m^addoiio^> «i 
k . AS pe 



pr to'^DIatettc nuosio • $rate pvopid- jiicio.1 

ddecimmo iiu}^? iq^mmoj ta ammci^AiUo 
mmma^ io MmmMv4 , ui Mimmave , diiUo am^ 
mav^y Vujt ammavitno , ^uje ammav^fm y 
tkilk '^mmav0fio.4C. V • o ^:. . 

Si leggsssevo li^fibpe mi08Ceve^BfaiKatt<r 
tiie k TiOibQi a taeconen^'che c^niw f^bond 
.b cbrammacckfda^89ro ./irjfa. d^IofiQiaktf 
CO Bu^sta^ ^jtooi* pig^tards$€vo^ tanto opisso 
;«ka)aop.. ^fiiifrutto . ye' volite 'fa- tosst^ &b\^ 
ecose no9t& xo « li ' librette ^eti! iiaspens «* Jtofs 
&'; ma cheste. so tta&ta. loatassQ mpe^ce^* 
cate; sensa potereoe trogKi io capo y. e da 
jquarGbe tieitipo »m cci sua' hamu> ^^itto 
fesdere la mammoria ile k> • lielb parli asi-^ 
|)olstatt0 , .pocf a na> mmi^ca f esca .de «»* 
-poietatio %' e de tosco Jtrrobaio ; e ai'ane 
iiev^ le pportane « comm' a ddicei'e i^tfii/- 
Ura , pesciaija , e mmerda , mmocca a !<»• 
ro n6 oce truove nieate cchid . ^ Ogtie re- 
(gola tMe. i'accezione *' Tftui Lorenzo f e 
Peppo Palofloma so Isoiiue assaie keae da 
Febo * No. ve dico nie«te de lo Vef bo^iia* 
n^ir; pocca £ b ve^o <» ^ .(iem n#]io^» 
tane lo ddlceno ; ma vu6 sap^ chi so sti 
qualisse ? -ChHle cbe la fo^ta .se mett^^no 
la perucca ^ pie par^ galati|ttgoininen^ , e 
diceno io /ni mangi^ » V^i l>enutQ Qcapo 
de fa Io retratto de Io Napoletato che 
fwria ii£Ki«»>« ^v<t^ dim -^^o^&l ij 4U0t4 






4ii€ ii%e • Le fartle'stj^ nffSllimo , V fafb^ 
no gfupfo^ sulUiilngua • S* a/ura c^^^esti r 
cif <xnni% co^^mon.Ogrti nfembw% ogni pd9^ 
t$ i in- t^mm&ni^he , e worreUi^ effriintre r 
Ma 8V"U#cieiljtia Vi»sta'«bkt6 '&^td retrat*^ 
il^ spei^ecatb/de Tari&gife* , ^^^A^ re me^ 
tite la lenta, -(^nosciatilt^' ;<Ni}ft'^rzl > C8< 

Avke ditto- , ca fo Nafjcrfefahd pe fi 
»t€S§a caysa htr Uventitti It ^ti chilUto , 
^€lUu -i jiPfi sa-ccio che , comnit' se chtafrt^ 

•ar^ )' autre TaKsite hatino ir dtisse terMcf^ 
it« 'a muod^ ;lloF0* *; e 1i VetieaMt- nfirb^ 17 
%\Kre Jbanno pforzi lar5jr«i»^tV.-'^^'' • * 
•Parlanno de; T-^^rUtfii de lt»gtft\Ie ddei 
citb gridi»^ f dgn&^ jFf&rt: iwo ftefiire qUasl 
ntm 4i^mtm0 noi^ Vffarola pngdre \ : 'A%^ 
Mhk • ' Avimiiio pHgafiU c f^JMH- > m 
fre{iiY»^gtitftca faeinltno^^fkstt ^ dte'ttti*^ 

Veske pigliate coller^ co \o Fkfeanis^^ 
c lo Lommardo « ch'hanno scritto cc4 
Ibeiivcy eche cehmmmanno ee« La ttroppo 
k troppo ; ma vujjb 9 che bolite lev^ de 
peccato lo dialetto nuosto , patice de le^^ 
sena, a^rrassosia • Li Taliane parlano' cosn«* 
toe scriveRO , e perx6' s^ have ' da dare 
%Q4ccosa ft la suono de le ^parole • Lo 

A 9 To^ 



£. i )E(^i 1 M ^ i^o^a^iia < d** uaa njinera T f ^. 
dc^erenwi T avMiii»o .da .& , vtAh . pure co^ 

te .8€^>paiia Ittorw, qiii> mmoU f ^iuuum^ 
tddoppejanQ; le ccoflzoQante ^, 

Facenno no prociesso a la Fasano, c^h# 
iveva scrhto bima sciacca , y^^nio iir^ 
la twa Jlac^ ^ avite * ditto uUcca : ^ Icr 
M|4^ ftnpM M vift^ sdaccart > < iiaioi- 
<4 pera4f^ . Sa . Ah)>ate Struniillo iiU9 t . ia 
]MR. 8ac€iQ comprenvere conme 9vit€ ii4 
i»lUti$ a^cpsslL ^09t$i ^ :che ve mcttite ^ 
Barl^r4«fi9Mlo » cho^ non sapice • Iio ver* 
w^ $dU€can siji pe irompet e la caijpa » «^ 
(fame ifc^. sAQgo t e^ so p6 f4fainerc % 
|K)ocar to poercuotere po eue- pimio # 6^ 
MRU » po^sct^ te&ga»da # iMif€caM:» 
9M:arAf i^imenKi , •GoppoJ*.* are€aMM»> 
•if Qtiifto^ % tkuteimot t ^oln. « vaaiaia^. 
vmogiiola >flidigMM.f huiMir aUVuM^ 



9 



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£0 ^^MMciBtiec I*. 



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^H*^ at^s^tto f Kf& ctiiaccfaiaitiansajf • e ()^ 



* • » ' • J 

< I , . " « ■ 5 • e .'V" 



*« fei«e stafoh^rzrSiiUwaMffldia^k^tse^ 

^ tip dfe tictf vd^ Mco fft Mpa|»«dxR*it 

^ieit^r^wmecfie &t m pajear «lM•l<l^ ;^ iaiiiti^ 

mo qiiaae tuM tett«mmib«efi0 derganmt> 

e d*t0nace de libit « A U ihiu Casltoie 

'|ta»tatiB «vfi|iteio ife^to> ca1^&%ate1^rua^ 

aHlo se have cfrltoMda' Hl k ^ainnUUka 

Nafpbieiank « weini cht m§ wptsm tpi^ 

^occii ; itta a sM tapii^fo edt iV ve ttlw 

taj^gior «^ fceai > ti fiiifHi lir MVHa d» >b 

'«iarvixz6 ^ pocc^ isst) Stfttd k4te "catiklo^^ 

lo ]»sco« aad6 i ntai^plto; e taitokSahf^ 

le inulto e preautto ch'% to Vero Ai^tb^t 

th^aggb ditto Ae la itipreaa 'St l^H^pi^J 

' I>o si Sthiniflld ava din6 ca^ lo fX^dA* 

to tluosto « nato da^ R Ldngd¥s^'m 

da quanmr fbntur|end b l>u^af o di& 'V^tl- 

Viafato: e a ^' autra 'tnrrte difc* ta » Wt 

Im6^^ Qooito^ e cfiilio d« Pt^rilsy^ 



una cost • Ma quanno U Longoyarde fim^ 
ftisLJeno \^ ^cato de VenevitsM , l*«|!0^ 

/ le e Ik Piiglia restajeno pe n' autra piez- 

i _ xo ^ e che^ |iieiiof* )\sot|o %li Girece ; 

! addoaca k> Dialeuo nuosto nascetto. da 

ciarte gemte V die. tiMi ^icec^oscevan^ 

f Btatico pe prossemo • Have dkta Id si 

- SiftmiUfo >peitt ta Uo: S^lfOHo woato ^ 

I 4b cebfi^ arnica 4e nitte ll' autre dialeue 

I ^liam r «» & LoQgpvapde. primo d^ VW|I 

<a BMcvitoiqfietif ra |t jLomimcdlar « . e U 

; ficmgCMfiirder ia€etter4» wsceie. la^ Iel»ga.Ypr^ 

'fatie t^^ adtaica R- aiilfie dukue fcre^primr 

««e lie iDi>«iaQst%/ . 1^ & %.bedt eji kr 

v£aieito owosto . i . cipfii^ fmicp-db mue 

' lldre*. fatta. I9 * si >ScrHii^la »a lista de p^ 

•irola t chc se «as$otnin«gHana a le. Uatine^ t 

4di{7{<>t $ j^ttpf ytm >, i«iie» #0194 , ^r£r/^ |. 

MWHtfi^Mo^. s^ma ec. ini U'a(Ure^,xlialet- 

te, ^,^4|iik 4e Wtcj kx tosco have ^:a'\ 

i.mfOt^ Pico§,r- ^^' r jed ave ^er^ |£a<:c/>.t 

rip^V/vWwf , ywj, .wwwr , epn^ £c. J. ad- 

4oaca a4*^surgti|iiiieiftOr (j|e $irunzillp nob 

.ba^iia Ctt&c^^ o U'^auue sa cchiii am>-: 

che. de la impsto r All* luemo (a a' autu 

list^ ^ pl^;o|| » che. i$«a dtce^ ca $a Je 

.|Mi€|s;^ ^/ ^. c;|. M* futre^ aaturf s^.T. aana 

iftfoib^^i ;: i?jn^r£* caiwjnW ., ci lalpft- 

.jyai^.ti^ta na ^Qopa ^e|u ..&(ejpati. da.ltiui(e 

.B\ a We. Jfaliiwie> Qra , parlaoiiQse* d* amuce 

{l|4ii9Aa ;tt jraoiiiie &m^ , cteiuane f e to 



rtlilS ^^iflco : lb Citflfo- a^ Af^mirV^cfle : 

efeiorttte ^-lo r 197 t^ !c pptimtn^ camutie 

ftlrno' s^rtt^e tii GecMfa, t $i: fora de chflib 

jmfBse scrcvevanaH' aiirt-c' r^ dicevat ct^ 

fmni; screvevatio % cecHiaho; llattaimose 

|«>*dc froitiere ♦ che dfcevand te |)parofe* 

i3fb«fer;b s6 have da ci^edefe, crli haj>o* * 

letai^tg fijttera' a 1o pakse ffenr, o, cfiilfer' 

ywtttdro' tci , t> fi liBre ntiostc st jpar-^ ' 

gJKfte^o*primra^/dfel^aulVe^ pe lofrtunno v 

Vz vfa cAWi secura so tr libre; e comtae 

II dciciHine fufno cchiJ^ ptieste a ^re)6 }^ 

ptnb avimtiio' da- dkere;«ar'ehiilb^ staco*'^ 

!b' pialeitb lo cchiiV ahtrccr, e dfe sroseti-* 

tBih^entb '4^ te Daut^- , ♦ e'tutte ¥ anttt c*' 

Mn'h^ UrcHtta \k storia '4^ ^ k^j^uar talia^^ 

Da*. Ora immc pare, a me'^ ^he^iia pec-*'- 

C^iWo ¥criytr\t\6' fSjH 'sprcpuoietej', p«n^ rO"^ 

ftrriamy ghh a* caValW 1 pocca* lo siopie**-. 

c!iid rompfe la copierchib ; e Ac'aYimtacr^ 

da sti zitte avehnole dhte TAbbate Sityni-** 

2f!!o f^ AiTlhiice mieje chfstfe so capctfttie ; 

so-cciffaVe , to tunrie ,Sb ballfene-, so ^*^' 

pcnnuglfc * V e*^ p^'^nort- fiarfi soita** mkfa-' 

rt>*, so bi^stiirfetfete , i^e'pele ddkere^ fV* 
^i*mpa%' ntr vofintf ehelle^ doje cose ^ cbe^ 
v^*aggib ditto*, lofc^ fiiiatecWatc^ti^aj^ , S^ 
pi5ca- vregogna* Marammo cchifinne nan-' 
tt". A lo tiempo" de H tongovarde' tr 
paiffa var gi3 napoletano : Matt&o Spenietlo' 
scre*ietto^kiOtti> f fegua tit>mi P Aragu- 
**^ A' XI ni- 



ktio nuostfif • Lo, ^utt^iuUo, h W ye^^. 

pvplq ^ if sUo Ugfslat^ dc Ungua^i ^ 
Cjb^^te sp warole de T Abbate. Scrutkiiilo »-. 
ie si a. li urfkllunet< nee fosse gabbeHa V 
SC9 s^varnanp volute. terecchette j^a.C^^: 
epsiro Rermulo pc la pag^ • Ma', tepiow^cv 
pede a k) sioRO . Tra ttaonose^ de IW leii««< 
gua. taliana «, la puopolo no nc^emrai poc«^ 
ca. nee Yi h conseose deiruonuwne ad* 
dotie: ttauannose de dialettet lo puopoFo^ 
n^i'lapattoaf. Mar qualisso la puopola 
'inuorto 1 o 16 vivo? , Si k lo miiorto ; i<^ 
iQrno addeimnann^: e Torpuopoto de Fe-^ 
derico, aecunno.* e de f<4an(rede $ o de lit/ 
b^aedeu^arma de l^oiua i Sarria ciwuao, 
00 Napoletano* » cbe soieVciine a k> |ttoi> 
apt d' oje decesse co Maueo %)eiuello t, 
i;^ C4iii Sanstfeiino ua^ staU'^mua jjer^ 
K/i^^ It ftart4 it la Santa Ecdcsia • Sar«%. 
cia ciuiuso pqxzl se screvesse ca Axbtxn- 
eecunpo ; Ma IkiiA ^i omaa pnitmta u» 
nijiila fwonA ie ^iifitsepof^ia uam at siat 
pqssa 9 ni itbbia Mi^rt a fooffi u* I» 
aeo mo % si Sirutiiillo ibio f cbe lo piUK 
pola tig^^ior it^ Ung/^asK ^ lo paopola, 
v.lvo,, e tio lo iimoito.. ^ gU ck' I che^ 
tt^ 9 ammafara co Fedeticp « e co Fonze «, 
ci atodeamQio lo puopolo napijta . Ma aia . 
tCQgo. u^^mQ^0ilifi.^ 1.4 «I|:)bq1o. II99^ 

cfci 



•0* VklMMSdllOii ^ 

d^* k T Htm iO" N snercance > nfl 1r ^otciH 
re 4 ttS fi prievet^ « tiS^ fi mredece t n& li 
coiare r e mmance V afteKiane ; pocc» 
tiitte cftisre ftimtf nat'^ romescli' pesca de 
MapoletanOy e ie ta$GO, eh' i no strev^ 

n^h deciiao,* c^e non te ^ica hfami^ir 
Wt ftnlUb urt frita/Hb^ « ^ m^ St>dt r e 'IT 
fiO Vofinte va a i» pochiareHa^ sojia ^'IH^ 
aSkt c^ V Kate poitita »a xfevdia^ ml ^ 
Men to RHn^nco if surdate^ pocca^sa ogn# 
iotdti ^ letignt IT dtctao 4r^r^#' t i«a1^ 

fettirik famtrio- feeemio ii cof^e/^cpM^ 
|iolo mio^o teraici a^ fi ferenar^if t ilaga 
genar^^ « li piiciavinole » Ir n[iercia)i»Dto>f 
It clif^thcHi^re^ i « ti latxiwlie • Vh chJate 
t^arliiiio aAcor* I» lengfoa de H^ ^ave^ Ikn^ 
i«^9 zb€ <ti To ^nipa d^ Id Sgrutieadib y 
tfdd^^a I» meglfo cosftvtli' aje ditto if €i 
l(f ^^^ttftdSo t a ft^ ttsto M Oiakttd 
Nipofet^# . Ma dieroki adiisi)^^ ca li vit 
I^^^tr6s^ •' SI lo Sgrmtcttdio>^ Id tieato t 
^ Cprttse ^ e- k> K^ile hon so copercit^ 
# |«rz6 AeceAno tu bferie de «(no', e dts* 
aemio peste deiraiilri^ duje «' fa]e a^ Uedl 
ea' per la^ kn^aa nosta vu6 fmsnk pe Cd-* 
miiio f to^ si no beftb Cetatiiio db Sdr<^ 
damot i^' iiMf itnto h lo tiempo tttio>* 



*>i ; l ili Jii i ! fc H » ^ II m i l ■ wl H i.li i i r i i^i. ' i a 4 W— JU^-— — i^ 
X. • ■ * * • ' '••■*>. 

r . .CAP' Q^ ♦ly'. '• 

. dbi k> m^i^uio h Ja. miila Jetigua • Che^ 
aUv5pefiOi^.f$>ium*a^ suglia ^ acippa coiaia-' 
• ten^lia^,. ,tdgU» comiti' a ftuoilece »^ e 
)lia€ca. «09ifli^a. ra&ulo'4 a pe bbed^ si k 
\p yoitl* aiftb0^c>§nt'ie)prQ k>. mmale , cha; 
d^. f ^A]s4»i»^ Str^azillo da. lo Ba^Ue ^ 
•; lo i|p4^9FT# i«ha 0a ildlR amra S^ritturr 

; i^ QiTali^^ Sfsile aA^^ ;kcd^, b manif 
sta^ ^< TAbbat^' StfiMHilto ,: |K>cca. non ac*^ 
malet Qhe noa'aiggia &uo lo Basile. , ita 
iianefa tal»» ehf oie pefa^t ^ uoq ad^ 
4W!Mlii3M^e,^hh ha- &tto da^y^etor ^ h^ 
fO; tg^to> 4a vocca r^iponnaria^ubb^ovr 
fofBas^I^. .£ pa bed^ ^a .i^h^j^gliata- 
;H^V;Uori.o^,.'v^d:i^^ preTiU' ^osta €omfn» 
t€\PMh,'A(y Ba«ile have a.vuta fa piUim* 
ifeMiie t minuta. coac^^ne? di tutu Uv(fdi. 
itk' provxrkjydf^* fficii di. dir^ t e ieWespftsn 
^»o^ strafic < hlifarre usaie doT^j^olgQ,..^ 
tU siipffiufw^ dc ,lf c\ime hastdf^wl^ a for** 
marne^ it compiuto^ vocabolario . Lo Oiatet* 

tp 9 <Bco 19. , i la« kogiia de la Puoppla y 






a«l)4«l ntfgosc^ ad4o9«a J» .&%ii|^4pH)a« 

UB, nasc^ da la voacac aiesaa di Sti iiAziUoiJ 
1119^ statte a, sai\tl i^spissinimfi^j^oTlooa fuftt^ 

quel sMSo^t in cul $gli It impiega^ 9^e«f^ 
i90.cfa«k bo dicar^J? V^idV. ca la mala Icn^^^ 

pe I'Airfagg^ ^sdf ^^lijaci^ppptto ajpj 
Basile 9 lo si Strunzillo non se pigUa scuor^ 
v^,i9^9/L cpnir^d^iofte accost spvfq^ata. 
Secutiammo • Altro non qtppi gipsare « 
che i 0Lcco\\aTt Kacconti ii Fare , e delV 
4W?..Un^/9a yeU'pij^^ oa yacca 1^ cbe^ 
ttcamiQ . a'allt^ca v& da i^uiay e; ^nce- ftore-i 
Tet(e soitp ,, i^< gfistikus, nop €i$r^^pmafi\^ 
dum. Ma si Strm^illo. {pia^rr si. b Diglbo* 
to miosto ^ ia^ lengua 4^/ vblgo » volen- 
nose la ao Pfntamerom a^ lingua nosta.y, 
8' baono . da acco^chiii Zcyz sciojfata , Oe^ 
e^^Suana > ^ ittnf^a yoviolosa ec comme , 
faf^ue ,lo B^ile^ n, e^lLcuate dc cheste ,si«'^ 
^rel|eir haQno'd^. essejie V uovco , .e leC 
i&te.-j.. Si vuje fusseyo' ,1^0: sfeUnza p?irQ' 
90iio t si.gbiaseyo qua Bouua £1 na |pca- 
ta i la mmorra dime a la taverns r avsr- 
cis^evo ..yeduto t ca^ 1!; «6ko » e le ffate so 
gpuntf .d|^ stpru^iie IbvP^poIa.. lace sot* 




tt u n0n Tt dftttii<y ifii' ^mdftM^ li^ 
diibcc* . AddMea 4d- Ba6ili^ scicdcehiaii'^' 
8P9f Jttfa^ Ceeai « r Menem: itpff jinfela r 
f^ceii #ceuM ti peiM^i|gi» pr^pie #« pir# 

hetvt^ dialem ertiidttYl^ ^t! m ftte <^ if tficN^ 
Gtp^}^ dd to •i^ Arnfo^t eke ifocciM^ 

tKmfie mtium 0»» «* IJifMcur 

» i- 

e iamme % frntftct tHeib , die 1? qiMrt^ 
tO'^diir ^rtc de Pamaso cMintimna ^sttH 
flrr. NCa mo lb Bhsite si tt lengiia cdiiii^ 
d^ tcitte t a ' aire jbditiiy « e canbscentiV 
ddil'^rte sofii . Jammo nttatfee'^ YcienM^ 
€$ser' graifosp r far HHire , ram a¥eitdd^ 
edcan iuteni(h a eiif^faftt bi tctogo^JkUe v^ 
PS UfUeixe si* AfvtH if ^lU mtmpt^^cei' 
di quei trasBtti\ (tt'fUet Kstied^ e cdmr» 
jwrrf^, ie^quM' U^ mu9> infelict sHolo essen^ 
d& stattF Htifa ikpniaio , fttif dirsi em 9e^ 
riti\ the vemtio'^HfieiKfm y ne fheeeei nUfg^ 
gfofc seem f to dtlui. Id mo rotth i (!h«^ 
aatzetasse lo Basife pe if witapere 4i turi^^^ 
r^pr 1^ a«»macc^ Hi mdrfimte « ^ Kb- pzsB0 
m* pasyo dilsr fSe&im^* Jltttftino & tit^ 
Kadi « ddie eosirt t^ U* jrattb db^ fmrl^ 



pisseva eupscere. t Yed^nisifv^^ «: ca «C|ftj^ 
aouiaiBp pa Hfiaittra lo lanuitafort yut^hi* ' 
Mkte.v<pocca imto-lo jucnm^ v.aiin0-«ii«l*i 
koAo cp^M* MNtfo*^ « ao CMtagjiei f||bf «^ 
oaift » 4:^1^4 , d^i^^ f jMT s$icd«3 , iww . 

Mfr^> * e« sa iciiitcaUr s teatarca je i no iMr t 
ter<Hif « cbe t» di wo^Mn^ jfnmHet di^Hh 
a^M Jttoiiikti^ e ba (^ oo^ acbialEBh • (^^ 
piglia aaao^ vocca.« » rrecchie^; seman-ajt: 

III ffMiffmr f4iw ;, 9 ba dt:«# peta^i^ jitl 
rvotolo nikQsue , <4i ba, icooillli^ f^i^m^ 
isfiKM iGk metafeaqfc ga^^m^.^rskiaialatef 
M tr aiur^ fiauune. i /laa. spe, mpu^ * 8ii> 
iipl|e <i bcnia . /£ cheats yuf&ifade fm ituuo 
la xuiimoV pocca Ii iMiVf 4ec|r?i^a«tVii«; 

imnponiu-di^ ijc^r.^ .^ ai imo^ fi^cciipe /ai 

acarese » &ca> £»^a.;vci)}^ bi y^^.Kn^cia • - 
La Basils addoiica & p' oaspa {d^ px^v^ ,, 

rcca aapatt - & 1^ ^netiatto^ agaG^QeaMt 4m 
luuairiiBc^ niM>aM^ • 

Be b giistaT Rmpia <tor b- finsila a'hac di^ 
conzyrdi cV zy^.^ia^ epjqi^c^e'* rV 

X«fiB^4,f i9/Jt4i«iiiii»«\ii; H VMipi ia»^ 



a^ lS ▼HkNAcGHia ' 

ft <^k>fini» pe bia de chiaebhWre VVS. noit ' 
ssff^ V ca lb BisisDe stfsso' fice fe^nnote a- 
loflBembo^ e a lb Cksaf ,'e ikcetfe'statiipjt 
OaiUczo di$ Ttirsia* F Ve'pare the tio Se^ 
ceftti^ia ncom^so' pd^eva- av6 ^sto a ta«-' 
le^cloni'de libre? Otre ;a:dics«o-isso fe^ - 
ctfcel^ fta^ehe / ch*'ft ^ ho^^pbemma 'ar- 
roto^ V 'lil qtittle 1 (feffereifle ste^aie'^pe' lo- 
fflte da' lb cuim>)!^U cumfe;'e IcMiuu-' 
•#'l4apdtetane isMgd' steiizk le metaforac-* 
ci> e li Wsticce e |)asticce ^^ che jghiate 
ointttfiMb;^ £r^ pertA^ parfe«itr6 9» la Ba»te' 
liTfaMVi0' ii V6cca'C6lPacqiYaldb;s^}tir# ^'• 
|IK5oa lb n'omtno aiddbtfb; e'famtnasb ^ ' 
fe^i Jfr lb €aAm dte U cunte Jf^a^ccnti- ^ 
s«i sA^thftoS nce^ii lb' ppcpdfhft*. 
< Hi Napolctkne n lb tteinpo *iij6 ^atio 
}ttl^ 'n patzia f^ IKdb^ cose : pe- parlSir tb-* 
SCO ; 9 pe caetti* coiiciette nuove pe ' ffir * 
rt^Sl «tbf^fentt Ift gtnte.' £o B)is.ttr> e 
lo CbrtbiSb' '^^^(5ok:c)ifkjlnp iiteR&ni y e* 
fecew) ' ap stf qutftilse ni soaaA ^e toft^ca* 
li* Y!0n^ e ia pro^ i 1^ e tornassero a* lo- 
fmnao • n^ atttra vcta pb ^#a* n* autra soitata 
air anime sensibili j aW umat^tct fensatriecy 
aitarcMvh^ i&lV umina ragipnt , alio see-' 
t^ df^ Hcoli , M' ^mt^sfera: ielf idee , ' alW 
s^ilupft y a^rapfmi' , dSJt faMpni inv^tr^* 



\ 



m i .^ cmtris > all^ gimii4i^pMe de' $imi , 
€ alVimmaguH fienc'ii €U0m\ Ma cbi lo 
•sjl ? ttempo t. e hmia Biienaiast . % %i % 
SftumillO fnio > «oo <. aviisay^^ le . J^9tteBt 
a ir uQcchie ^ vedarrissevo vuk^^peni .la 
irerdate V fibe Qte* Cami^; poc^a. to G^Heaa 
a. K>;jcaaio i^aitta d^. lo« ^raaaoi^o no 
foliecen«lU ^ cbe^ fa .Ipvpr^aaa a mi coof 
SEipddia , a .dke Mip&») l 

Ca CO sti mime vogliove sballarc 

x J^%qHmk^f^i^inU cof^^iahr di^lonctf 

. Foma rch^: aiguMft nee simm^ acco^, 
* ckioii ^ 



i^fimii^mmtfmm^atmmmmtmm^ 



'i! 



(i) Vedite , fi Strun^illo mio , fi (to tt 
tolo d' krirsggiare )t buonc^ pe P'accadef meca 



taut qnatto jettano fele pe hootk p fenza d) 
taaadoBiema da (a 'peeatesr* vafti v* oki tenta 
tele forte da Buiacxa » cba fpeiciarriaiio »* aB« 



ft so iRmi jc66i0( 

' ^ ' $Jd T»c<^^ fAtdtar iinmc mcuue f 

i^iaiUMer miu9$t& U plearo pom 9 
' i - - n'filnm> ^terr m^io ^fcar U d§lt» * 
Or atiendeae , !<► mi '¥t'^ i^fM^pajglfa^^ 

em HhfraOoH t^enMtSi MA, 

Chi lice ca to wma kaf$ U cruoscli^ 

- Sieme ik btocca f • ti^n^amn tuosdu 
Chiamman fmno . e hmopecm hmaft 

Chi taria sia mammana ie to s^U9 
-'Jt tf autm scdppa cA la nevt i \€Ua%, 
ChiM nnt fise noipa a & colUmt 



*f^ .« 



Ck% diM 10 flia t to Cortete amtoin^ atth 



Kkico lcoi;p«f«to it la fiasild v fl^irilmr- 
fia £itto tio vernacctifo »ccos8i.ma)auco> 
Mi n6 r avarria puotto a> la beriina iifaic-* 
eta a tutta lo muiiiio dinui a chitto stia« 
ao poemma t a(U6 iice ca at^^ma^tiaot 

■ - I • I * ** 

< I • • * . 

• La coflcmstohe doac» if ca tt'Tttotchtf-i 

• K Maritime lUTano ciiiMi^ a caM t 
gactt CO ia Bas}Ie t,^ a. 4>e b^XIoitftei « > 
ahiste se mesero nchietia a dellegglar^a- .^ 
St po lo Basile noa aveva 4^un tutento a 
§ar riditft , noB- «o p a c it Pii a ^ y' po c^a ^«ia»» 
no mo era yhf^n facfpa* ridoNr ^ ccrapa^ 
fifloglia chi li> irtdtrw , astentoo no paDte^ 
chio , bnntolMb n&ccia , co U' uocchji^ 
a bozzole^ e teneva m voce ite cantariet 
Ib^ fC4s$ato J,, cV a :^enticela schit^o ^ $p 
$^ potavaaoi trasl tmi^ /K Peleoqiaelk aa 
Ie> muRiy> ; ma CO , m^. Ur k accosi^igHH 
Mata » ta BfabrntmUif . A .chmo tippo de 
la-Cimta de U cume « e uesciuao If »* 
w dte^ ca a* i aitttfiiceiiaio dinto! a hi 
tela 0>» 

4 
■ 

J.1 \,it) XkB mmm 4 Safantae. Jfofa ) Mm 



]0r Lo fteNAceanu 

..fiaHlr mo ciietu aoitft bocta ; cb' ^ IT 

iitema * e hi- sr no aje da dicete 9 appHa 
ca cicc fibcda r ungusi per fcrmo^ eke una 
giamntvaU foliiim Iq fea nguardare o^ 
tUii$tmmcm0 titksimo^ a^xondwre la na^ 
\ionc alt awSimento , e alia siupditd J 
Con sLfatto concimi si preparava quel ur^ 
temO' '\" mye sh wahtda farsorgert k v^leno^ 
se piantc iet desporismo • Mamma mia f 
Si &ffomiUo mio y vu)e ptgliate .( cor He* 
veienaia ) I0 piaeto pt pomrnarik .. &o 
•4(rai\ aaale cha ftcette la> Cttota de li cua* 

♦ •- . '•?£..--'• " •• ' - ta 

Qtme ,' mfv^ro traiiwnemiento JfU. picewirHU 

\,£mnpostQ al moda di farlar^ Vdy^leta^if , dal 

quale trasse ahum beliissime liovsUe',0 mes^ 

Site in rima^ n9 ad<^a6 vagamenu i)- su9^ Pmt 

ma . Vide lo Bafdiniicci , che fcrcVette la viisn 

Ve \o Lfppf. Ora cli!Ilo^ctila4nft nctinteB££<- 

USSEME I^Dt^hLB'i * tevatote Rbfl e* 

-fiopdikd tia tt AceitHfli', e dSze Ip conto dir 

-K ciipqr a tnVaxmnko^flijd : l6Ltppt jm mdtfA 

. vdigam$tae si $u(^,pQgmtty^ la canto de ILcai- 

•e % no Ubco- nzbeto a- c^itio dc vnammeoa- 

rie ? Si ^minziuo mio , o tQ parlr pe wp* 

dia , o farrl lo veio y^ ca pe fcrivefe *li6re a 

fo itorno d^'oie noe vonao" cMaccUare aflaie r 

e poca vtegogna • Tu Aciarraje ca fo libio 

• siHo-ia-l'JMBO^-adtfatiato^ima, e4a-teiefjpaB« 
%aaM tear timair ochUk oa iMNiia 11^ ^ ca aa 
'.tnaflatitikiw .* >*^. -•. w/- ^ ••. -' i ^ 



• . r%,- 



dcacdo^Q' & chitte V e^^ ave^Mttb^Mil- 
att ftn cacarra a iiMciuild. I/noreo /^^'fe 
4dtee inatico la fOievati^ f3^'^; » pocca tcrtie 
4i' romance -Q^ «raiio chine '^ e" f Arlosfor , 
^:^tp[ BojaUo ec 4e <dcoiita»o<^aasa|e ccYiih 
grosse ; N& lo cunto de H cunte se<'$i^i«- 
^ava^ia ki ^cofo ii>)e^'Ja Ma)e$iia cb m^n*< 
dione^d ^|abb4(fi ^letferHle ^ ^f'lt pectd^ 
iNoUaiwazft'farete fefsm ^tltreMibre*, d^i^me 
f)arei ca <pe la . stapedeiiSl ^ '^ 'Niitio^ lo 
iiEirt|«» )b! Qoimarki a lo 4mo ;. pdcca Nsipo*' 
jeida tanno. nfi a^ m6 i ghmta amit$anne 
tempe cgmrn' a lo mare pe lo 9dapl ^ 
Kfrutto V uommene addotte foro tanta e 
tftak :4ftp6 tl' isso^^^rvche \)e»4e'^^diit& nee 
nmmm. no ^ttcolo^.fe. lo. despmi&mo arras- 
sosla 9 noil saccio .ved& x:omme lo Cuiito 
de li xunte ne ngrassa^je le^rra^eche . O 
16 m^ aggio, caudate IVuocchie m la mmer- 
ta 9 nou potenno vedi nascere lo'despo- 
tismo. .da la testa de vasinkola i *e da la 
scbiMa Sanaeioa; o Toje, stStruiuM^ mio, 
avjte pigliate papeia daio>fieto .» > e^ site 
juto^1dlIllo a\la mectt.^trji^ a dies^i din* 
to a la pretazioae avite ditto vu}e r Ecco 
V'OrriUU « e fur nopfo. verace ritratw t 
eompendh di iana la nostra htmia c do^ 
len$<dstpH(i comindar dal 15^02 ( beUe 
pav<4#:!'J ^itvminsre aLij^^.. Orz si iu 
dsimifi ^Wfiw cara scpmixMnsaita aesaie pcim^ 
// - ma 



f ei x6 pe ikere $ti ^Macomie nea vo n» 
4nQ»fli«CQ ( pC' aereyiiMie de la leagpui 
TOMa ottoccnusta ) aggiiifrUo. a le coo- 
iradeuiiiM « e a io maalei^ I<i proa^ 



> i Vi <: » 



V 






Lo CoMte ]>e ddltf a viisat^: eja nm 
franii' oaimo ;. ma piiri^ lo rfittife ^^aii pa 
la tiaiilaft ^Ja ^Sgraite^id i.ia:iitato da 
la IcBgua :M^<46taaa ; ma.pa faedisicUf 
mo k tt09fio pe lidieata ymosm .^ hesoga4 
iejere ciena vtdcze de k Tdatia caanoa 
f aYM soitia vnj/^ , 

tk mon^ ftLvt' anke^t^ga^ > ok «aK>i« ^i 
fa$SM 

J J • • • ••>•'«« » •••(! "«'■«' 

t*. Ah 4>ella dcca mia, 4ofe 'Si ^ium^ ' * 
Si jg(rm€ ia la mxmwA £ i i^um^ ' 

Dtnto a setta>vierze nee Mano aito ar-^ 
rure ; pocca ae sesive ammorc e ad tfflmii^ 
ae '6crive aimmene ^.Mimmi, a t^ aimine \ 
uimi . Se scrive •dtsfitt$Q , a iM iispimt^i 
a; lo' tiasto diaa iwa^^a na ^dta^t^aa s<)ri** 
L" va 



.iscndio ave ditto bdla Ctua mia « e n6 
"^A hiiU Ceccamia<^\ Have..6crutQ .mam^ 
mofid » e n6 memoria i « luito |a .vitrio 

Si' 4f4ifa da Jj^:mmsM^A 1' i s^uta 



r ' 



Vuje ai ^truntillo mio Vavkc^. qr^a^ ca 
de tta manera nc* era no p^. ii^^Ko , e 
ayite lattQ if<jfiixtf ^- (h' i fvoh 4^ tre 
sillabe , ma at maato figrmmo inio si sa* 
{ivevo f ca mammma p^ <;G^ta]:c6e^.9uar« 
che Jx>ui *n .po^sia>|)e .^a^o aiUabe s 4iou 
avarrisseve fatto lo correttorc de atampa 
ft rrUeQO id* aiibuaca^ye t^. sguttsa ^ rl^ 
id. giisia da la ^poesia ru^x,t\ ni^ j/i/e pyoo 

Tiorba 9 avariia scritta (bella lielU (caAr 
zona ., . 

ad46 «ia^iu> ; cmiio «o«e beUa »; « srfcf 
i' aum $e Ifgg^ 



1 



i.0 jsbrAfmore 

CMnjiereSvoUi^cra . ,. . ; 



fa '- 

^ » \ * * 



to ^ftJttifA^tfld. 

Oeccd ndd -" ■ '^ - * 

Ca non dkdla ioif /«*:••• 
O Lucia ^ iBth Lucid' 

Lucia y Lucia mia 

Stiennete , acfonate^ nxiccate ccdz 
'•' 'Vide fi&'^re cet'rMt ; ^^cct-ipiaj^a 

Auxa sso fide t ca lompo , canaii^^ 

- Zomfamd s& . -^^ '^ , .^ -• ' ' ^' 
Veeco tOK saut^i ca ^k^'iCH xompo i 
Nnante , che scomp^ 
\ Zompa Lucia , ^clf Alian\6 io da cci 
T'ubka\ i:aiubia^i t'^naniand cc. 



-») 



tt^ ccMnetft psrette acdosi) betia a lo Re^ 
ijtf^i ^ediias* «e la- pigliatt peseta pcstt- 
la V' ^''Jn^nipc^zza^ dihto a lo Tirkambl^ 

SUfJO -r ■ * *' ' ' - w 

Ecco cck che segnefeca lo libro nieto- 
lato Diatetto Napolaano • £ na gramma- 
teca fatta da iiRo.5 'clie'ifofi'* 9^ receti It 
verbe « no ntenne le pparole noste « ^ no 
id'^sa'scri^^Fe: -i ito li vro ^ chine^ de titm^ 
tiaddezziune ; e pe la ddttrlna ad*ognt 
passo piglia la cepolla , e qerte bote Ak 
de musso 'n terra tunno <le paUa . E si la 
valanza no sceone ancora r tniettece n' au- 
ta j^nta . Ate ditto ca la ntrezzata de 
lo Sg»ittendio i t ode safica la pih ami-^ 
£4 » 4hc 4iasi compost a neUe iingui folga^ 



irr. L^ Sgruttendio stampaje It vierze &uo«» 
yiii Rr iS/^&\ e a lo i66s* Giannnattbu 
Cdstttuo avea fatto gii o'ode Zaffia isso 
pen) . Vidaio Creseimbem /i9. x. C^r. 7 s* 
Avue ditto ca la Posiliecheata 4 de Tom^ 
snjiso ParroKe ; e^ chetia* h At Pdmpneo Sai^ 
nein ; ma lo bellb de sta papara & ca I'ait* 
mre se- fegneite Id uommer^cbiamiiUnnose 
Ma^Ilo I^eppofie ; l^oje decesil^o , ^il£25i1- 
la /^ nmse , mast f^ Tammase * Reppt^rfe 
fo fa Perront ; e/ya V autan $e Mmomav^ 
Tammaso Perrotu . Si Abbate mio , vuje 
pasnte a< piede cfaiuppe Fra Rmardo cte 
k> Boccaccio pe la ^iea , «- chi sa se to 
fassate posaU* a^ tagliil tviema a [4 e^ri^ 

- ' - '> , 'I •• • / 



» » 






«» 



^i- V leiiVxam^tBia i 



fmm m ii^ti^^^^ 



ia le ttorie u9i^ - jur'.seuiiialeuo-'tanio de 
r Abbatfii Stfiuidyo v«ch' ^timto 'gakaiom'- 
«nov« sarf^'cresckto^ a <paafche'S6mflle»-• 
JlaHa>» mft.lVam«e^^Ac«adt«ime€oi«fn<nice' 
4^ U ^i^tria fi^^ghitttt * a4a.«tM|^N * e t? * 
ciclo sa si teoevano To trizzb *, o • parui«* ■ 
vanix. Iq. barretiino ,- $ii avevano^la •■ ma- - 
renna' a-la casa \ o a! accaitay ana' treccal- 
le d* alieste a lo pdtecaro . Coimue \ par- 
lano de le paazieide li 'peccerille % c na» 
iic&.dantio-'de.musso?.par]ano'de le ccan- 
zune, e n6 a'annevihaoa-una ?: E chillo • 
pavero^StruQzilld $-ha dafa porti 'li voc-' 
ca a la geme^pe^ccausalloro ? Ma jam- 
mace^ faeenno^ lU cuote; nuoste • ^ 



MM"— *i«M«f«MMM>BW»«»MiaN>M>*MM*l*W>a9«a«MtMh|MM«ii^M 



(x)^ JtMco :de : U' zeppoisffJ 



^^i0t^'' efffifinf ia tra4iv<>np: cmamt tra 
not I atlribuisce^al Sanna{iair^:t voUndosu 
cht' inr- cssai abbloj [au^ allusione^ alU sven* . 

ne de la Capa d*. /aoaa t . ^ ^cQOiJPtma ^ 

♦ 

1^ pare, operas de. la SiuMzuio eh«sl« <^ 
£1 capo Ghesta t o i )^U ^ de ^uo^a / 
fioppo^ d'/avere/. scritte li capovierze de 
.quatta canionceiieL: d^cim i-E^^co^mtt^ i ver-- 
jL iaipaU:dfilU:wV[<inl^4niiA^ -. r^mmema^ 
ic^daLBmiUf € 4al XjW^.^ ^^ M^' Q^tre a 
cbeste. nee. so^ U'. amre > . ch4 jinommetia 
itfasilla Repppnc ^ ^ ch^&..nt^.sci. li capo^- 
vicnc:; 

I; O fuanta: v(^4 to ^?/» : «r Z<> tario ^ 
JevAmiJt:4^^pafim^(Q tuma. iq^elU , 
X. ChLf.h4^J<^^o:^m\i4l<^A^afm^te . 
3 Apremebenemioicaisimmosmc.^ 

4:JiiD^' miiX' dd.dQnm '^ sddkto^^* * 

nglle ». J , , i . ^ 



40 toWEMkCdStbl 

Dhiietto , e \o stputo de le ccoseile fioscct 
abbesognava , che ve Pavissevo sentuta 
CO le cciantelle , e co le ffbmiacchece % t- 
ftO M* eflillo' sftlkntS de Vavk ve^tuta 
rnnina , che tucco se troccolept quanno* 
parta * e se fa .eerie resatelle jeneche jet<« 
teehe pe ppati' ommo isso perii . Avarris** 
sevo saputo aceossl V autre cantune no$t^< 
ebe ss6 cchidamiche de lo^pippoa iForw 
^la • Eeco' li' eapovienee 

T MiitXXoa tb mare f nata na scarola' 

Li turchi se tin fbtano 4 tressette. 
% Lamia Si^nara' i guappa\ e cignb 

spuru , 
- Jlf&ro' i" pit mfnent si mme' move 

guerra . ^ 
J Tttfre /o ssanno ca so sjpo/etattf ; 

0'gniino<, cKe srguardh la mogliera*- 
4' 5^ tu sapiste cKcllb cat s:ac€ io ♦ 
ife mme fkrrisu Actio cHe mmefaje. 



Vuje, si tHrunlilfb' fltib , site a^grazeato^e 
ifte' ficite Tidete sempe cMt bolite -; ma 
cicrte bote vuje non vorrite , e nnuje rc- 
dimmo porzt^; cdmfne Vt ottal^eiie qtianno 
ftce^ dkitft chiBe- ifiette* 

A- 



10) TEi^Accm^* 

Jtsci , ftscM y Sole , 
Sttifent€ mftratore 

CHt vale ptstttocUnto ; 



z' 



% tcrevite ca &ta auiioae serrera ad #^ 
£6mpagnaf It (ut4 ^role • Non aaccio ehe 
aarole e scaroia «iaa;e mte contanno > e 
se ve4e projl^rio ca site Napoletano dePiv* 
^lia • La rtfraft uoste^ so Ja taraotdla r 9 
nee st^ na canzona 9 cbc aa canta da xS» 
lo manao & muimo 1 t accoaunenza ao* 

cossi . ' V. 

Q2/4011* 0Hdtd$» hlha Hi iofe sorH 

I.a canzoncalfaiL 

fescci fes€9 sHi iStannidkr( nd «ai^ 
knta ) mperatore se canta da li peccaiil^ 
Ir senta abbailo t.quaniitf^^.male tiempo » 
e i^ aria sti litroyolau .. £ ciema^ ailbe 
canzoncelle se cancauo da li giiagliqa^ 
aenza le lieu carUe. AccossI quaiiQO Tt^ 
dooo na matmta* .ea&tano^ pmak . 



Ie4ce ^ ;esce corna . o. . 



^S 






I •• ^ ^^ 



4» iAytfh:im^f^m9(i 

SL &l addorme. lo^ pede » cantano^ 

k 

ft •■ 

Scaaseeta ped^: . 
Sii vedeno uno^ .ca^ R iu^ifift. rmu<r. » lao^ 

• I . ... 

■ ■ -^ . ■' * . . > ' » 

Kmsfy; smssacmah fikr 
5ca{{tf/o ' vlnnc fec9ttt: e or. : * 

f E^ quatttO'* pazzerao^ ^ - ' teneno ' na'xaiicQiutt 
•piAi ogQQ faziia^ Itoro v: Si. (ivmo^ la^ idea t^ 



. < 



Quank-h notte se^ nne ^ene , 
]^4^ tit* fl^fdi:S$mWlitU. i9iia^ 



i 



St: jocauo a scarreca vamle.^. a. a, t|mme. 
tumme, tonupai oaQ^ano , 

Scarreca: la. vwa rr 
Hifipirikino 9 ^ 



fa* Iftj GramnMMIu il. ip Pitweoario. , ^c 
«ieat!aMtra^c€.^e^4a k, Itjogn^i oo^ta;^ ( oo- 

q\^af Qlin^^^pa^rif nQO' 4^^ \^. Qi^lcitti) ^ nuosto 






1 



- 

I ' 

I 



SCOM- 



'4k MKs ftkffktemai 

Seo DtPE TU R.A.. 

Ora Stntetillo mio j;Mitton€enQe pa^ 
itWdi paleHa a ie eesm* ootcer e- no ire 
fegliate coUera «i aggto patziato' eottrop* 
Ifo confedenxia : mo nee V6 , nte ayite 
corpa Vttje; pocea si ve stissavo alagra^ 
do VQosm r aon pegikissevo la nzirrik 
comm* a eriatura « io y' avarrta respeuato* 
• basate \t fnmwe ; pocca lassaimo Ie 
ppazzi^f n'ommo cchid ad^otto « 8pere«« 
%^6 9 e a|[graaeatO d^ yaje fien sr txo^ 
va ; Ma' chr se cdrca co li pecceriile % 
cacato %t w%t* Se to fease pare vuosto ^ 
ve darria bO' cpnsiigliD t xoi' scioglite %t 
accademmia db IV ammtce d^ la patiia ; 
pocca' ponno^ dl- fuofio migro* fame ^ 
sonna * e po* vfijtf avite paura , ciie tot- 
iiassero a lo' munno V accademniece sgar- 
gtatet e io aggio paQra^ die so* tomate 
gift > e aongo sii qitatc^ ^cademmece 
viioftte I che no nee. vedeho proteia* N&at- 
to V'banno' fatto stampft no lH>ro ^ ch' h 
na aciaveca , e ace so unt'arrure db static 
pa 9 e d' ortc^rafia $ che si non se cano<« 
scessero Ie pperaone- « potarriamo di ca 
eciaano contraficite fo- stifo de E)onno Nu- 
ftio Galeou t nee reftnnite poco de k> 
buosto<« e ve scostate poco da Io nnam-^ 
lala*. Scale ve booito r aUecordaceye ct si- 
te^ 



' \ •■ :^:V£iiMA€€llfO';' • ^ ' If 

tt cmm^ V f iftettite ^diziQ,4«« si no V| 
site qpjftSMtO'a.mdefe co sta ckdieta , agf* 
giatece pacienzia; Me so spremuto quan*- 
to aggio {»otitt<>.4 majo 6|:iis<^ m' addo* 
no V ca non^kfngo tamo J^iffbuo , q^tn^ 
to she Y- S.i Si quarc^ bota .so gbiu'- 
to pe jre celled , « y* aggio sceccato ^ 
sion qre^ite ca'v* aggio vomto iHs^dere lo 
cespetto 9 pocca vtrje sarrite ^i^)^ lo ma^. 
stb mio t e da scdlatielio ^osto craje 
faccio dicere ca se )>raibesc||^to libretieU 
lo J pe tme Tetmere cchii!^ ^Issaie ^ comon^ 
avite fane vde co loMkLKITOhA.- 
POLETANO. 



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