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Full text of "Della vita e delle pitture di Bartolomeo Ramenghi detto 2 Bagnacavallo dal nome della patria; memorie raccolte e pubblicate per cura di Domenico Vaccolini"

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Vaccolini, Domenico 

Della vita e delle 
pitture di Bartolomeo 



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WÈtiS&fS^ 



E DELLE PITTURE 



DI 



DETTO IL BAGNACAVALLO 
DJL NOME DELLA FAXRIA 

MEMORIE 

BACCOLTE E PUBBLICATE PER CURA 

DI DOMENICO VACCOLINI 

BAGWACATALLESE 




LIJGO 4855 

PER VINCENZO MELANDRI. 



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AL CHIARISSIMO 

DON GIUSEPPE TARO]\I 

BAGNAGAVALLESE 
CHE LA PATRIA BIBLIOTECA 
HA CRESCIUTO DI OPERE E DI FAVORI 
CON LARGHEZZA SOPRA OGNI ESEMPIO 
QUESTE MEMORIE 
DI DOMESTICA GLORIA 
IN SEGNO DI STIMA E GRATITUDINE 
DOMENICO VACCOLINI 
DA DONA DEDICA 



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L^ EDITORE 



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U SCI in Bologna nel 1 834 P^ cura, e con note di Gae^ 
tano Giordani una Lettera di Giampietro Cavazzoni Za- 
netti, da premettersi alle Vite inedite de' Pittori e Scul- 
tori ferraresi scritte già da Girolamo BarufFaldi seniore : 
delle quali e di un abbozzo di quelle de' Pittori della 
Bassa Romagna tocca il Lanzi nella Storia Pittorica 
( V. 320 ) , Indi si è veduto nel Giornale di Belle Arti 
di Roma intitolato il Tiberino -venire in luce la serie di 
quelle vite con una Introduzione pur diversa dall' altra , 
che in forma di Discorso Preliminare comparve in Vene- 
zia nel 1829 per cura dell' Ab. Pietro Bettio biblioteca- 
rio della Marciana: e non dee far meraviglia una siffat- 
ta diversità; dacché più sono, e non in tutto concordi i 
manoscritti di tali vite. Ora io mi sono proposto di dar- 
ne questa vita di Bartolomeo Ramenghi seniore, detto il 
Baguacavallo, sopra il più finito dei due autografi ( l'uno 
del 1702, e r altro del 1710), che trovansi in quel te- 
soro della Biblioteca di S. E. il signor conte Costabilidi 
Ferrara: il quale a preghiere di un mio amorevole ha 
consentito generosamente di lasciarne trar copia . E co- 
munque r originale stesso trovisi postillato a penna da 
Gio: Andrea Barotti , ho creduto di aggiungere quanto 
potei raccogliere e parvemi da ricordare intorno al degno 
pittore , lume principalissimo sì della patria , il cui nome 
illustrò , sì della Scuola Bolognese , cui egli il primo po- 
se allo specchio dell' unico Rafaello, accoppiandovi singo- 
larmente vivezza di colorito quasi veneziano . E perchè 
non egli solo , ma ben altri [de' Ramenghi ebbero grido 
nella pittura ho creduto di non tacere affatto di essi; 



rimettendo ad altro tempo il parlarne , se fia possibile , 
distesamente e con più sicuro giudizio : il che sarà buo- 
no ; tanto più che parrai vederli malamente confusi d'or- 
dinario col vecchio, il quale per verità è come mia 
stella di prima grandezza rispetto alle minori ; ma non 
toglie ad essi ogni splendore , e vuole ad ogni modo 
esserne distinto . Del resto io lascio agli intelligenti di 
por gli occhi in questo cielo, e di notarne non pure le 
belle cose; ma le vere: a me, che ho la vista corta 
d' una spanna , basta dar loro occasione di osservare più 
attentamente . E mi sarà perdonato in grazia de' Ra- 
menghi: ai quali sì per la patria comune; sì per abita- 
re in Bagnacavallo i resti della casa , che si crede già 
loro^ io porto amore grande; non tanto però, die più 
non ami il bello ed il vero. Perchè di essi parlando ho 
riferito volentieri , meglio che i miei , i giudizj di que' 
generosi che sentono bene innanzi in queste materie . 



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VITA 

DI BARTOLOMEO RAMENGHI 

DI BAGNAGAVALLO 

trascrìtta e fedelmente copiata dalV esemplare 
autografo del Baruffaldi Girolamo seniore scritto 
dallo stesso autore nelV anno 1710, esistente nella 
Costabiliana . 



N. B. Tale esemplare fu portato a Roma nel 
171 1, e riportato a Ferrara nel l'jzo: è postillato 
a penna da Gio: Andrea Baratti. S. E. il signor 
conte Costabili di Ferrara ha consentito di darne 
copia: di che siano grazie a lui siccome a tutti 
que" generosi^ che hanno fornito materiali per que- 
ste Memorie . 



fi 



BAUTOLOMEO RAMENGHI 

ED ALTRI PITTORI 

di Bagnacavallo. 



JJagnacavallo , (letto dai latini Castrum Ti- 
herlacum j è un grosso castello della Romagna , 
molto bello popolato ricco e di civil comunanza, 
di territorio abbondantissimo e delizioso, lontano 
34 miglia dalla città di Ferrara, sotto al cui 
ducato e legazione soggiace (a). I suoi abitan- 
ti si sono segnalati in ogni genere di applica- 
zione , e tanto nelle lettere hanno dimostrata 
eccellenza, quanto nell'arme, per la nativa au- 
dacia loro, hanno palesato valore con gli uomini 
resi famosi nell' uno e nell' altro esercizio . 

Fra di questi segnalossi nel nobile studio del- 
la Pittura Bartolomeo Ramenghi, pittore di gran 
rinomanza, di cui siamo ora per diffusamente 
trattare, restituendolo alla sua vera matrice 
Ferrara . 

Per iscrivere però la di lui vita devo di ne- i^yS 
cessità entrare in mezzo ad una robusta que- 
stione insorta su quest' artefice fra due scritto- 
ri di grido, Giorgio Vasari ed il conte Carlo p 3 y*^ j 
Cesare Malvasia. Il primo ( che per vero dire 
riguardandosi al nobile istituto che prese merita 
molta lode ) non contento di rapportare ciò che 
di Bartolomeo trovò scritto , più oltre s' avanza Borghini 
esponendo alla luce nuove opere, e non esce in L. 3. 438. 
tanta espressione di lode quanta sia bastevole a 
coprire il basso concetto che tiene d'esso lui in 
Varii tratti della sua penna , e mostra che il far- 
ne particolare memoria sia stata pura necessità 
della sua impresa, non volontà d'esaltarlo, che 
per altro, per quanto può, lo tiene come oppresso, 



e giunge sino a difformarlo nelle sembianze, quan- 
do ci pone sotto degli occhi il suo ritratto cari- 
cato a dismisura sul modello della fisonomia di 
Satiro o di Capro : del che tanto dolevasi Sci- 
pione suo nipote (b). 
Malvas. Per lo contrario il co. Malvasia scrittore mol- 
P.a. 1 33. to avvertito, non meno che diligente, mosso 
dall' amore della patria a porre alla vista del 
mondo le virtù de' suoi valorosi concittadini in 
pittura, abbastanza ricreduto della poca amore- 
volezza, con che il Vasari tratta i pittori tutti 
dalli Toscani in poi, si pone in guardia , ripara 
e ributta i colpi dell' avversario con formolo 
tanto più vere quanto discrete e conchiude es- 
C. i4o ^^^ grande 1' obbligo , che devesi a Bartolomeo , 
per aver sostenuto massimamente in Bologna e 
rinnovata una Scuola a nessun' altra inferiore , 
quando produr seppe soggetti , che giunsero a 
dipingere gli Escuriali ad un Filippo Secondo ^i 
Fontaneblò ad un Francesco Primo, e por le 
mani nelle Pontifìcie ^Sale , e tirar stipendj da 
un Leone Undecime, da un Giulio Terzo e si- 
mili , .5enza la lunga serie di Pittori , che ci ha 
tramandati sin all' ultimo di questa famiglia 
Ramenghi . 

In un contrasto sì lungo a me non tocca d'en- 
trare per terzo ^ comecché potrebbe la mia de- 
cisione sembrare men giusta trattandosi d' un 
Ferrarese : essendo però mia intenzione di tesse- 
re la di lui Vita , farò sì che dagli accennati 
Autori e dalle loro proposizioni ne risulti un' e- 
' stratto , e con questo dar conto delle azioni e 

delle opere di lui con quello di più, che in al- 
tre scritture potrò aver rinvenuto a profitto del- 
l' opera mia . 
1484 Nacque adunque Bartoiomeo Ramenghi nel 
castello di Bagnacavalio 1' anno dell' umana re- 
denzione 1484. da Gio: Battista onorato mer- 
cante , ed avendo sortito dalla natura un viva- 
cissimo ingegno, a due cose segnatamente ne' suoi 
primi anni appigliossi , cioè allo studio di ma- 
neggiar r arme , ed a quello di trattare i peu- 



nelli . Un incontro funesto , eh' egli ebbe con 
un suo nemico, da cui rimase mortalmente fe- 
rito, gli fé' per voto abbandonare la spada, e 
r arcobugio ed insieme la patria , per noa aver 
tutto giorno dinanzi agli occhi il nemico , la- 
sciandone appeso il voto all' Iinagine di S. An- 
tonio di Padova ;, sotto di cui stavano scritte 
queste parole . 

Arma dedìt Genius^ sed mors minitatur ab hoHe: 

Anton II Cljpeo Vita tiietur. Amen. 

Addìo Patria 

BARTOLOMEO RAMENGO mccccciu i5o3 

per grazia ricevuta . 

Neil' età pertanto di diecinove anni abbando- 
nò il Ramenghi la Patria, e pertossi a Bologna 
con non altro capitale che di alcuni primi prin- 
cipj di pittura , appresi più dal vedere 1' opere 
altrui che dalli documenti di alcuno . Ma il suo 
genio che lo moveva grandemente a cercare in 
quella professione il buon gusto gli procacciò 
bene in Bologna modo, ed occasione d'approfit- 
tarsi sotto que' valenti maestri^ e particolar- 
mente del Francia . 

Sparsasi dopo alcuni anni la fama del gran 
Raffaello d'Urbino, che in Roma allora col suo 
pennello a sé traeva l' universal meraviglia, tan- 
to ebbe di forza nell' animo di Bartolomeo , che 
in breve spazio di tempo a Roma portossi per 
considerare da vicino la eccellenza delle opere 
di sì rinomato maestro. Colà pervenuto, ve- 
dendo ancora di più di quello che n' esponeva 
la fama, pensò poter molto giovare al suo pro- 
fitto il fermarvisi per qualche tempo non già per 
emularlo come vuole il Vasari, poiché non giun- 
geva a tanto quantunque nella sua prima ma- 
niera fosse maestro ; ma per apprendere i docu- 
menti migliori di quell'artefice insigne , e ritor- 
narsene indi a Bologna ricco di quella tanto lo- 
data maniera . 

La sua dimora in Roma servigli appunto per 



IO 

quel fine , eh' egli s' avea stabilito nell' animo , 
fabbricandosi un buon capitale per uscir poi fuo- 
ri con opere degne di lode. Nessun' opera la- 
sciò egli colà esposta alla pubblica veduta sì per 
non avere egli necessità di guadagno , vivendo 
ancora suo padre che lo assisteva col denaro, 
come perchè misurava le sue forze; e non ardi- 
, va d' alzarsi tant' alto a fronte di quel gran 
■ maestro. E quantunque il Vasari gli attribui- 
sca non so qual opera nella chiesa della Pace 
di Roma, riuscitagli di non molta estimazione, 
Malvas. per quanto scrive : trovandolo io contraddetto 
P. a. 189. dal Malvasia, e non mentovato dall'abate Ti ti 
Titi nel- nelle Pitture di Roma, ho giusta ragione di nep- 
la Pace, pur anch' io farne menzione , e di crederla per 
i motivi già detti una solenne impostura (e) . 
Che se pure per esser ciò parimente notato dal 
Borgh. Borghini fosse mai vero , mi varrà per difesa il 
L. 3. 438. dire : che tutti li principj , se devono aver gra- 
dazione, conviene che sieno deboli; non salendo- 
si al sommo d' alcuna scienza così di repente. 

Imbevuto pertanto di molte belle parti , che 
fra le altre fiorivano nell' Urbinate, rivolse il 
viaggio a Bologna . Quivi nuovamente fermatosi 
si lasciò in un subito uscir dalle mani alcune 
operette lavorate sul gusto di Raffaele, della cui 
maniera in queste parti egli fui! primo propaga- 
tore . Quindi siccome è vero, che le opere di 
buon taglio incontravano sempre nel genio de' più 
intendenti, per que' pochi saggi da esso lui da- 
ti, gli furono dai Bolognesi incaricate varie 0- 
pere di maggior conto . 
Scandii Furono le prime in San Petronio nella cap- 
i4a. pella della Pace , che allora tutta dipingevasi . 
Ivi espresse 1' Annunciazione di Maria Vergine, 
la Natività di Gesù Cristo, e l'Adorazione de' 
Magi a concorrenza d' altri pittori scolari del 
Francia : e quantunque fossero tali opere fatte 
con tutta r accuratezza possibile a riguardo del- 
l' emulazione ; non riuscirono però mai con tanto 
vantaggio, quanto quelle tante Storie del Te- 
stamento Nuovo da esso lui in compagnia di 



li 

maestro Biagio Puppino colorite nella Chiesa di 
S. Michele in Boseo eoa miglior invenzione, di- 
segno, e giustezza. Delle quali cose oggidì non 
apparisce vestigio per la riduzione di detti Al- 
tari all' architettura moderna . 

Sta del suo nella cappella Banzi in S. Stefa- 
no parimenti di Bologna ( perchè ivi per lo più 
visse , e morì ) 1' Adorazione de' Magi e il Pre- 
sepe fatto a secco . Nella cappella Gotardi in 
S. Maria Maggiore una S. Anna a fresco , e in 
S. Vitale le tanto belle Istorie eziandio a fre-Malvas. 
sco nella cappella dell' Imagine di M. V. eprin- ^j""''® 
cipalmente la visita della Beata V. a S. Elisa- ^i^ ^"*- 
betta fatta a concorrenza di Jacopo Francia : e 
quantunque egli fosse imitatore del gran Raf- 
faello, nel Profeta colà in prima vista dipinto 
cercò il terribile di Michelagnolo . Soleva però 
dire in istudiando su la maniera dell' Urbinate 
(( essere pazzia non meno che temerità il cer- Malvas. 
« car oltre a quel grand' uomo ^ e da' suoi f-P-ai3q. 
« narrivahili pensieri allontanarsi . » Quindi ^^^^^~ 
fisso e stabile su quel gusto sempre lavorò, e ^^^ ^"• 
come non giunse alla giustezza di quelli , lo po- 
tè ben superare in un certo morbido, e carnoso 
lombardo, che in Raffaele restò solo da deside- 
rarsi. Questo (vaglia la verità) non èmiopre-p , o- 
ciso concetto: il co. Malvasia ebbe fondamento ' ' ^* 
d'uscire in tale proposizione , e quantunque ella 
venga riputata paradosso , ed arditezza dal ca- 
nonico Vincenzo Vittoria _, che ultimamente ha Vittoria 
pubblicate alcune diligenti osservazioni sopra il Oss. 
libro della Felsina Pittrice per difesa del Raffael- Lett. a. 
lo d'Urbino, de'Garacci, e della loro Scuola ,*^'*^- ^7- 
non monta ciò a discredito di quel gran mae- 
stro, né ciò vien fatto per torre la tavolozza ed 
i pennelli di mano a Raffaello , ed annullare li 
suoi dipinti , come si vuol credere dal Vittoria . 
Le difese della Felsina Pittrice sono già con 
molto valore state fatte da Giovan Pietro Ca- 
vazzoni Zanetti pittore in alcune Lettere Fami- Zanetti 
gliari, guari non è date alle stampe : e in ordi-Lett.a.ay 
ne al Bagnacavallo , ed a ciò che di lui si dice 



dal Malvasia, ben comprendesi , che ciò tocca 

solamente la mancanza della pastosità in un per 

così per- g^j-j-Q gQg^j perfetto pittore: e l'esser egli stato 

tetto P>t-superato in ciò da qualche artefice anco di riga 

/^- ^o'non molto sublime, non fa che questi sia più 

come /u^minente di lui: né con ciò pensò giammai il 

ila/^ae/ZoMalvasia d' eguagliare non che di far maggiore 

L' Edi- a quel grand' uomo il Ramenghi , in cui singo- 

tore . larmente spicca la pastosità per cosa non molto 

agli altri comune. 

Era in pregio per altri titoli il suo modo d'o- 
perare: la sua maniera grandiosa, e la tinta 
dolce e soave al pari d'ogni altra piacque molto 
■^^]y a Lodovico Caracci: le sue Madonne trassero 
Pitt. j8. ammirazione da Guido Reni, e dall'Albani; sul- 
le quali non isdegnarono di studiare: e molte di 
esse ricopiate da sì valorosi pennelli si conser- 
vano in Bologna con questo vanto, che li detti 
Malv. grandi uomini si pregiavano d' aver saputo ri- 
'•^' ^4o- trovare le sue graziose idee, ed arrivare ad imi- 
tare i suoi bei bambini : de' quali asserivano 
nessun altro maestro (per grande eie sia stato) 
averli mai per 1' addietro così carnosi e teneri 
saputi formare. 

E perchè Bartolomeo era molto eccellente nel- 
le cose a fresco, costumandosi allora più che 
P^-53» mai tal modo di operare, dipinse nella Residen- 
^^ za della Compagnia del Baraccano Cristo por- 
tante la Croce, la Crocefissione , e la Deposi- 
Bagnac. ^Jone . Dopo non molto tempo nell' atrio della 

dipinse li j^^^;|-^^ fj; S ^if^ì-,i,n Ronra il Dpnnsitn Rprna- 
Q uà aro 



Basilica di S. Stefano sopra il Deposito Becca- 
ne-'cap'- ^^^^^ espresse la Beata Vergine coronata dal Di- 
pucciniavino Figlio così bella, ed avvenente, che move 
mano si- ammirazione. Ma singolarmente fece spiccare il 
nistra SUO valore nella Madoima col Figlio in collo e 
i53gperS. Gio: Battista fanciullo, ch'era la cosa dilet- 
Lire 35. ta di Guido nel Cantone dell' antica casa de' 
Serafini . 

Ad oglio eziandio lasciò vedere (juanto fosse 
eccellente con fare in S. Pietro neir anno iSaa. 
la Tavola del Crocefisso con la Maddalena a pie- 
di: fa questo quadro donato alli Canonici di S. 



i3 

Pietro , e eia questi fu già collocato nella Cap- 
pella della Sagrestia con i| suo nome ed anno, in 
cui lo dipinse, a lettere d'oro, che dicono): 

Bartliolom. Ramen. Bagnacaval. f. mdxxii. '^** 

Altra Tavola ad oglio parimenti si vede nella 
Chiesa delle Monache di S. Maria Maddalena 
alt' altare Guerini rappresentante la Natività di 
Nostro Signore. 

Colorì pure a tempra nella Chiesa di S. Da- 
miano all' aitar maggiore li Santi Titolari . Nel- 
la Chiesa di Santa Maria Nuova la meraviglio- 
sa Adorazione de' Re Magi, che da altri è at- 
tribuita a Biagio Puppini . Nella Chiesa de' Put- 
ti della Maddalena la così gentile ed anìorosa 
Tavolina della Beata Vergine posta in mezzo fra 
li Santi Rocco, e Sebastiano. Finalmente le 
tante opere private nelle case di Bologna , in 
qualcheduna di Ferrara, ed in tanti palagi di 
Roma come in quelli de'Ginetti, Spada, e Sac- 
chetti . Le tante nella villa Ludovisi , ne' ca- 
merini del Marchese Giustiniani, ed in moltis- 
simi altri luoghi , come per non dilungarmi e ri- 
petere tediosamente ciò che da altri fu detto, 
si può ampiamente vedere notato ne' libri già di 
sopra accennati, i quali diffusamente trattano 
del Ramenghi . 

Rimase egli, dacché morì suo padre, povero 
di fortune; perchè ciò che a lui proveniva d'u- 
tilità era stabilito sul puro raggiro di mercanzia 
che con la di lui morte cessò . Ciò non ostante 
fu industrioso a mantenersi col vantaggio della 
sua virtù , quantunque invidiata a sommo gra- 
do , e dichiarata dal Vasari piena di superbia , 
e di fumo . 

Pervenuto poscia air anno i542- cinquantesi- i54a 
mo ottavo dell' età sua , soffocato da un impe- 
tuoso vomito di sangue lasciò di vivere nel me- 
se d' Agosto in Bologna, dove s' era con le sue 
fatiche reso immortale, con inoltre il bel fregio 
d' aver lasciato discepoli famosissimi , che pose- 
ro le mani in opere di gran conseguenza ad i- 
stanza d' eccelsi Principi , siccome abbiamo espo- 



^ .... 

sto nel principio di questa vita . (A) 

Fra gli altri ebbe un iìglio nomato Qio: Bat- 
tista di cui si vedono molte pitture in Roma 
nella gran Sala della Cancelleria dipinta per a- 
juto di suo Padre (e) in cento giorni, onorato 
dall'egregio bulino d'Agostino Caracci: il qua- 

Vasar. ^6 intagliò una delle di lui più belle opere della 
P. 3. più forte maniera. Nella Chiesa delle Grazie 

Giorg. in Bologna ovvi un di lui bellissimo Crocefisso 

Vasar. tanto lodato dal Cavazzoni, ed in quella degli 
Malvas. Angioli la non mai abbastanza encomiata Tavo- 

i\\ '1-''^* ^^ ^- P''i"^o Apostolo. Aiutò eziandio a cora- 
^fi* ' piere i lavori del Primaticcio, e del Rosso nelle 
Gallerie di Francia . Fu con espressa memoria 
ascritto al novero de' Pittori Bolognesi^ per aver 
prestato somma ragguardevole di denaro a quel- 
r Accademia per la lite contro le quattro x4rti : 
e però fu eletto de' trenta del Consiglio, dichia- 
rato stimatore pubblico, e finalmente creato Mae- 
stro di quella Compagnia 1' anno iSvS. (f) . 

Scipione eziandio di detto Gio: Battista fu 
Pittore non meno che Scipione, fratello di Bar- 
tolomeo ; ma non salirono al credito del vecchio. 
Quest' ultimo valse però molto nella quadratu- 
ra , ed unitosi col Pisanelli ornò molti Palagi di 
Bologna . 

Finalmente nacque Bartolomeo detto il ju- 
niore da Sci|)ione fratello di Bartolomeo , di cui 
abbiamo esposta la vita. Questi abbandonatala 
patria fermossi a Bologna , e fu aggregato alla 
Compagnia de' Pittori 1' anno i578. La sua fa- 
miglia però non molto propagossi ; ma restò e- 
stiuta, né ebbe altri personaggi che questi , da 
me per più cliiarezza distinti secondo la loro 
discendenza . 



GÌO: BATTISTA RAMENGHI 

mercante da Baenacavalk). 



Bartolomeo 
celebre pittore 



Glo: Battista 



Scipione 



Scipione 



Bartolomeo 



Gio: Battista 



NOTE DELL' EDITORE 

(a) Ora Bagnacavallo è Città per Breve di Leone XII. dei 
x6. Settembre 1828. 

(b) „ I ritratti aggiunti alle vite del "Vasari furono rica- 
„ vati dagli originali dipinti in qua e in là e disegnati da- 
,, gli scolari di Giorgio Vasari, e pochissimi ne fece da sé., 
„ anzi il Baldinucci Dee. 4- del Seo. 4. dice che non ne 
,, fece nessuno , e furono intagliati da Crlstofano Coriolano 
„ bolognese „ Estratto da una nota dell' Edizione di Roma 
riportata nelV edizione delle vite del Vasari de" Classici Ita- 
liani Voi. IX. a88. 

(e) „ Qui scambia il Vasari (e con lui il Borghini), per- 
„ che il Bagnacavallo dipinse nella Cappella della Pace m 
„ S. Petronio di Bologna, e non nella Chiesa della Pace di 
„ Roma ,, Nota dell' Edizione di Roma alle Vite del Va- 
sari, Classici Ital. IX. 289. 

(d) Nella Serie degli Uomini i pili Illustri nella Pittura ec. 
(Firenze 1772) è l'Elogio del Ramenghi, di cui si dice 
aver rinnovata e sostenuta in Bologna una scuola, che noti 
era inferiore ad alcun' altra nel merito e nella copia degli 
uomini illustri nelle belle Arti: si aggiunge, che desso eb- 
be nel dipingere una maniera molto dolce e sicura e assai 
unita di disegno e di colorito , e fii uno dei primi a rap- 
presentare i puttini vivi e carnosi , nel che fu di poi inni- 



fi 

tato dai più valenti artefici. (Tom. V, pag. iZ*).) 

(e) Credo debba dire in ajuto del Vasari, come dice il 
Lanzi, e con lui il Ticozzi , 

(f) ,, Gio. Battista servi d' ajuto al padre nel fare 

„ diverse opere, tra le quali un Crocifisso nella Chiesa delle 
,, Grazie^ e parimenti un altro a tempera in quella di S. 
,, Damiano. Si vede aacora di suo nella Chiesa degli An- 
„ gioii una bella tavola nell' altare di S. Paolo, e finalmen- 
„ te in S. Maria del Mosello fuori di Porta Stiera maggio- 
,, re una tavola rappresentante il martirio di S. Cleto „ . 
(Serie citata nella nota precedente , Tom V. p. o.lìf\. ) 



ì-ib .IL 






ESTllATTO 

Dalle Opere dì Filippo Baldinucci Voi. vii. 
p. 3i7 Ediz. de' Classici {Milano 1811.) 

Bartolomeo Raminghi 

pittore bolognese detto il Bagnacavallo discepolo 

di Raffaello da Urbino ^ fioriva nel i535. 



? 



(( Questo pittore , che per 1' antica origine, che ebbero 
gli avi suoi dal castello di Bagnacavallo, fu comunemen- 
te detto il Bagnacavallo da giovanetto sotto la disciplina 
di Francesco Francia fu molto studioso dell' arte del di- 
segno, onde riuscì assai ragionevol maestro, anche avan- 
ti al tempo eh' egli in Roma si ponesse a stare con Raf- 
faello da Urbino . Non è fra gli autori , che ne scrivono, 
chi non lo metta fra discepoli di Raffaello ; conciossiaco- 
saché egli sentendo il grido che per tutto il mondo cor- 
reva di quel nuovo Apelle , desideroso di iarsi perfetto 
nell'arte, si portò a Roma, e ad esso accostandosi ne 
riportò una maniera molto dolce , franca , e di buon di- 
segno : e da indi in poi tale sempre se la mantenne, 
procurando al possibile di accostarsi al modo dello stesso 
Raffaello. Tornatosene a Bologna dipinse nella Chiesa 
di S. Petronio, a concorrenza di Girolamo da Cotignola , 
d' Innocenzio da 'Imola , e di maestro Amico , alcune 
storie della vita di Cristo , e di Maria Vergine, e a San 
Michele in Bosco dipinse pure la cappella di Rammaz- 
zotto, capo di parte. In Romagna ne colorì una simile 
(i). Nella chiesa di. S. Jacopo fece una tavola perines- 
ser Annibale del Corello , nella quale figurò la Crocifis- 
sione di Cristo con gran numero di figure , e nel mezzo 
tondo di sopra rappresentò il Sagrificio d' Abramo . Nel- 
la chiesa de' monaci camaldolesi dipinse la tavola 

de' Santi Titolari di quella .Chiesa , che si vede nella 
prospettiva del coro : e nella Confraternita di Santa Ma- 

(i) A questo luogo il Vasari spfj^uito dal Borglilni dice : 
„ dipinse Bartolomeo a fresco la cappella di Ramazzotto , 
,, capo di parte in Romagna. „ Nota delV Editore. 

il 



1« 
ria del Baracano tre quadri a frp<jpn ^^' ^^ 
sento tre Misteri della Passione d^?'<;-' '^"''^ /•^PP'*' 
tar della Croce, ^la Crocii^ss^e e fa^'^n^ -^ ^ ^^. 
medesimo. Nella mentovata Gh. sa d' sfnTt' ^ 
luogo della miracolosa immagine deUaM'dnn^^^^^^^^ 
ce, per abbellimento del quale m^If! .^/"V""^ ?ei a f . 
che fossero in Bologna ne 'Tmpit Vesto & 
cero opere a fresco, e furono Amie? X^ert „i ''fiia!, 
Puppim Jacopo Francia, Girolamo da T?ev o e '1 rf 
stro Bartolommeo, il quale vi colorì 1' A^^ •' ^ , 
Maria Vergine, e la Natfvilà divisto :"r' ^ 

furono l'opere che fece nella CtàdB;i; " ' ™°'*'^^''» 
ritorio il Uacavallo, e per m^hi'^Spr rsLu^, 
d I aha, che lunga cosa sarebbe il far T'tnn/^ 
ticolar menzione, perchè fra pilori d suo t mpo'"! 
egli m que a città riputato eccellentissimo, nonTenz 
invidia 4egli altri, e particolarmente di maestro A^^^' 
Aspertini. Merita questo pittore mouà lode partitoT r 

rn%tii:'d' if- ^^^^^^^P^^^'^rl^i^x::- 

re a quella d altri maestri de' suoi tempi, avendo d-^tc 
loro gran tenerezza e grazia, onde tanto quelle, che aù? 
sti, son poi state copiate per studio da/^li olt! • ^ 
rissimi artefici di quSla C^ttà e Cut' Ke^ f ra""f± 
affermare d' aver tolto la bella morbidezza, ola qu e 
egli coloriva 3 bambini,, dall'opere di lui. Finaliste 
essendo egli pervenuto all'età di cinquantotto ann ^n^^e! 
"fi Tj'^' ^} valentuomo, e di persona d' ottima vi 
ta e costumi fu sopraggiunto dalla morte. Molti au- 
tori hanno scritto di questo veramente degno nrofessose 

iviasmi, ed m ultimo un altro moderno autore (i). 



(i) il Malvasia: Nota dell' EJit. 



ESTRATTO 

dalV Orazione del Canonico Filippo Schiassi, 
Delle lodi della Scuola Bolognese ^ recitata 
li 4 Maggio 1791. ( Bologna tip. del Sassi 
i83o ). 

„ . . . . io non dubito di sostenere che i nostri Mae- 
stri come furono tra' primi dopo i tempi barbarici a ri- 
chiamare le Belle Arti ad onore , così tra' primi pur fu- 
rono, fora' anclie i soli, a rinnovare venuta meno, e 
presso che perduta nelle altre Scuole Ja gloria ( pag. 
9. ) . . . . Vedete qual si palesi ben tosto Bartolomeo Ra- 
menghi maestro non solamente di colorire, come disse 
già l'Algarotti, con pennello quasi veneziano forme 
romane^ ma di animare il primo così ritondi puttini,che 
di studiarli poi non isdeguiiio l'Albani, e Guido ( pag. 
16. 17.).... Giugae il Primaticcio in Francia, e su- 
periore a Francesi, e ad Italiani, rifa del Rosso Fioren- 
tino le Opere , costretto a cedere al confronto di quel 
pennello, che alla correzione d'Innocenzo aggiunge ilj co- 
lorito del Ramenghi, e all' una, e all' altro accoppia co- 
tanto scelta erudizione , che io direi sin d' allora per lui 
segnata la strada a'Pussini, e a' Bordoni. In Ispagna 
giugno il Tibaldi ; e non rci^i^endo al paragone di quella 
sì ben temperata terribilità il Gangiaso Genovese, e Io 
Zuccaro d' Urbino corrono la sorte del Rossa. Così due 
Bolognesi , 1' uno in Fontenblò , 1' altro nell' Escuriale a 
due de' più gran Regni dimostrano i primi, qual sia l'i- 
taliano più fino gusto, e la più bella idea della Pittura 
(pag. 18. 19.) n 

ESTRATTO 

Dalla Storia Pittorica dell' Italia delV ab. 
Luigi Lanzi, Scuola Romana, Epoca II. 
tom. II. pag. 98. 

(( Bartolomeo Ramenghi, altramente detto il Bagnaca- 
vallo , e dal Vasari nominato il Bologna , è compreso nel 
catalogo di quegli che lavorarono nella Loggia 3 non però 



ao 



se ne addita in Roma lavoro certo ; così di Biagio Pupni- 
ni bolognese , con cui poi si unì a dipingere in Bologna . 
Il Vasari non fu prodigo di lodi verso il primo , e scris- 
se con vero biasimo del secondo . Del merito loro scri- 
veremo fra bolognesi, ai quali il Bagnacavallo fu il pri- 
mo apportatore di nuovo , e migliore stile . m 

Idem — Scuola Bolognese Ep. II. Tom. V. pag. 41, 

« Il primo dunque a recar nuovo stile in Bologna, ed 
a propagarvelo fu il Bagnacavallo, che in Roma avea 
praticato con Raffaello , e certamente non senza prò. Non 
ebbe fondo di disegno quanto Giulio Ferino ; ma si 
appressò a questi e gli pareggiò forse nel gusto del co- 
lorito ; e nella grazia de' volti , almen fanciulleschi , gli 
superò. Nel comporre assai diferì a Raffaello; come si 
può osservare nella celebre disputa di S. Agostino agli 
Scopetini , ove si riveggon le massime della scuola di 
Atene e di altre copiose e nobili invenzioni del Sanzio . 
Che anzi ne' soggetti da lui trattati , spesso il Bagnaca- 
vallo contentossi di esserne mero copista , dicendo esser 
pazzìa di presumere di far meglio : nel che parmi che 
seguisse il parer del Vida e di altri poeti del suo seco- 
lo , che ne' lor libri inserirono squarci di Virgilio, perchè 
disperavano di superarli . Questa sua massima che , pfer 
quanto abbia del vero , apre una porta spaziosa al pla- 
gio , ed all' ozio , gli pregiudicò |probabilmente presso il 
Vasari ; che gli dà lode piuttosto di buon pratico, che di 
maestro fondato nelle teorie dell' Arte . Ma egli ha fat- 
te pitture di sua invenzione a S. Michele in Bosco, a S. 
Martmo, a S. Maria Maggiore, che lo assolvono di tal 
taccia : né , credo , i Caracci e 1' Albano e Guido avria- 
no con tanto studio copiate le sue opere e imitatele an- 
cora , se non vi avessero trovata mano maestra. 

Ebbe il Bagnacavallo un figlio per nome Gio: Battista, 
che servi di ajuto al Vasari nel palazzo della cancelleria 
di Roma , e al Primaticcio nella corte di Francia. Lasciò 
anche di sua invenzione varie opere in Bologna; più con- 
formi , se mal non giudico, alla decadenza del suo teia- 
jx) , che agli esempj del padre. Oltre il figlio dee (|i]ì 
conoscersi il compagno del Bagnacavallo, chiamato Biagio 
Puppini ec. f( 



ai 

Idem. Ivi pag. 63. 

u ( Gìo: Battista Cremonini ) ebbe per compagno Bar- 
tolomeo Ramenghi cugino di Gio: Battista : con cui vis- 
se anco Scipione Ramenghi figlio di Gio: Battista mede- 
simo ; r uno e 1' altro ornatisti applauditi in quella sta- 
gione . 

Idem . Indice . Tom VI. pag. 47. e raS. 

Cremonini Gio: Battista da Cento M. 1610. Malvasìa. 
V. 6i. 

Ramenghi Bartolomeo detto il Bagnacavallo n. in Bo- 
logna nel 1493 m. nel i55i. Guida di Bologna ;o piut- 
tosto n. in Bagnacavallo 14^4 m. 1542,. B ara ff aldi ; e 
ne produce documenti. IL 98. V. 41- 

~ Gio: Battista suo figlio m. 9. novembre ,1601, Vi 
fu un altro Gio: Battista Ramenghi figlio di Bartolomeo 
juniore che operava nel 161 5. Ofetti Memorie. Ivi. 

~ Bartolomeo e Scipione. Malvasia V. 6a. (i) ^ì* 

SCUOLA BOLOGNESE . 

„ Gu^to grande di disegnare formato sull' antico e sul- 
la bella natura, colori naturali, contorni fluidi, ricca di- 
sposizione, tocco nobile e grazioso. Questa scuola si è 
formata prendendo il migliore dalle altre, ed ebbe il me- 
rito di far argine al manierato, che in sul declinare del 
16. Secolo dominava in Italia. )> 



{i) Nota deir Editore. Può vedersi anche Stefano Tìcozzi 
nel Dizionariojde' Pittori alla voce Ramenghi: poco più, poco 
meno egli ha copiato il Lanzi : e pone in fine avvertimenti 
presi dai saggio Pittorico di Michelangelo Prunetti , de' qua- 
li è questo intorno alla Scuola Bolognese, la cui lode tor- 
na eziandio a lode del Ramenghi, che ne fu tanta parte. 



ut 



ESTRATTO 

Dalle Lettere sopra la Pittura del e. Algarotti. 

« Bologna 7. Aprile 1761. — Del Bagnacavallo darà 
bastante idea all' amico suo la sacristia di S. Michele in 
Bosco , dove con pennello quasi veneziano ha preso a co- 
lorire forme romane . Ma sopra tutto di tal maestro de- 
gna è di considerazione una Madonna a fresco col put- 
tino in braccio, e un san Giovannino a' piedi , che ve- 
desi nella piazza di S. Domenico; la qual pittura era 
molto studiata da Guido . w 

« Venezia 18. Maggio 1766. — Non mi è senza dub- 
bio caduta dalla memoria la bella sacristia di S. Miche- 
le in Bosco, che voi (i) adducete come esempio di cosa 
convenientemente pitturata. Io mi ricordo a maraviglia, 
come la quadratura che ivi è dipinta a chiaro scuro mo- 
stra una bella fabbrica , che forma ed orna a dovere le 
muraglie di essa sacristia , e regge con bel garbo la 
volta . Molto ben intesi altresì sono i nicchioni, che cam- 
peggiano tra le colonne di uno de' lati, e rispondono alle 
finestre che sono in faccia:, e il tutto mi parrebbe senfa 
eccezione, se le figure che' sono in essi nicchioni fossero 
dipinte a chiaroscuro; che in tal caso mostreriano d' esK 
$ere altrettante statue nicchiate là entro. Ma l' esser co- 
lorite e il mostrar d'esser persone vive dee offendere nri 
tal poco coloro che cercano il perchè in ogni cosa. L' er- 
rore per altro è da perdonarsi più |al Bagnacavallo, che 
non si farebbe a parecchj altri pittori della vostra scuo- 
la . Egli valeva assai più nel colorito che nel disegno : e 
come egli nel colorir quelle figure mostrò la cosa, in che 
conoscevasi più valente , trovò anche il modo di meno 
offendere il giudizio altrui, soddisfacendo maggiormente 
all' occhio , (( 

(( Venezia 16. Maggio 1744. ~ Quel S. Cristoforo di 
Pietro Leonori che giganteggia in S. Petronio a rincontro 
delle piccioline figure dipintevi da Buffalmacco; e forse 
anche la Cappella della Pace pitturata dal Bagnacavallo 
a concorrenza d' Innocenzo da Imola , del Cotignola , e 
d' altii Scolari del Francia ; io le veggo , il mio caro si- 

(1) Scrive a Giampietro Zaootti a Bologiu, 



23 

gnor Dottore (i), per un bel di dì festa messe a bian- 
co da qualche bravo maestro di Como . Non ci è che 
lei che ne preservi in qualche maniera le cose antiche, 
trasportandole ricopiate nel suo museo. (( 

ESTRATTO 

Dalla Guida per la Città di Bologna 
di Girolamo Bianconi^ edizione del i835. 

In. S. Pietro nella Sagrestia il Crocifisso con a pag. 3 
la Maddalena a piedi e Santi laterali è di Bar- 
tolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo . 

Nella Chiesa de' Ss. Vitale ed Agricola nel- a pag. 3a 
la Cappella architettata di Gaspare Nadi di qua 
e di là sono dipinte due grandi storie recente-' 
mente restaurate l' una da Giacomo Francia fi- 
glio di Francesco e rappresentante la Natività 
del Signore , e 1' altra la visita della B. V. a S. 
Elisabetta del Bagnacavallo . 

In S. Giacomo Maggiore... li dipìnti ne' ton- a pag. 33 
di centrali alle vele delle volte sono del Bagna- 
cavallo . 

Nella Dogana., una volta Chiesa di S. Fran- a pag. 55 
Cesco ^ il Padre Eterno dipinto, che sembra del 
Bagnacavallo . 

Al Santissimo Sahatore nella libreria, ora*P*6'^9 
ridotta a caserma , si vede una grandiosa pittu- ' 

ra del Bagnacavallo e del Pappini uniti . 

Al Collegio di Spagna nel loggiato superiore a pag. 74 
fu dal Bagnacavallo a parere degl' intendenti di- 
pinto il grazioso fresco rappresentante la B. V. 
col Bambino in atto di vezzeggiarlo , S. Elisa- 
betta , S. Giovanni , S. Giuseppe , e nella parte 
superiore un Angelo che sparge fiori , invenzio-^ 
ne non dissimile ad una di Raffaello ec 

In S. Domenico il risanato dai Ss. Cosma e a pag. 90 
Damiano, sopravi la B. V. a tempera sulla te- 
la , è del Ramenghi ; ma ritoccato e quasi del 
tutto rifatto da Gaetano Ferrantìnij ed era nel- 

(1) Scrive a Jacopo Bartolomeo Beccari a Bologna. 



la Sagrestia de' Ss. Cosma e Damiano. 
» pag. 9» Neil' uscire da questo Convento si volti a ma- 
no sinistra lungo il portico , ed allo scendere 
nella via di S. Domenico presso che in faccia si 
osserverà nell'Angolo la B. V. col puttino, e S. 
Giovanni di Bartolomeo Ramenghi detto il Ba- 
gnacavallo, opera prediletta da Guido. 
■ pag. 100 In S. Petronio nella, prima Cappella il fron- 
tale che la copre con musicale concerto d' An- 
geli è di Giacomo Francia unico avanzo della 
concorrenza tanto lodata dagli autori fra gli sco- 
lari del morto Francia ed il Bagnacavallo . 
a pag. 103 All' Altare de' Ss. Lorenzo ed Erasmo il di- 
pinto attorno è circa la Quadratura di France- 
sco Ramenghi colla direzione del Bonetti, e cir- 
ca le figure di Luigi Tadolini . 
apag.iSa Nei Servi la SS. Annunziata è bell'opera di 
Innocenzo da Imola, i freschi sopra ed attorno 
sono di Bartolomeo Ramenghi 3 ma ritoccati da 
Niccolò Bertuzzi , 
«pag.i4a In S. Stefano nel Depositq Beccadelli si ve- 
de la SS. Madre coronata dal Figlio, pittura a 
fresco del Bagnacavallo . 
apag.iói Sobborghi. Nella. Misericordia una SS. An- 
nunziata^ è di Passerotto Passerotti sebbene dal- 
l' autore del Dizionario corografico d' Italia si di- 
c^ essere del Ramenghi . 
apag.i6a Ivi la B. V. col puttino coronata da due An- 
geli e i Ss. Francesco e Monica con un Dotto- 
re , moglie e figlio ritratti sono del Ramenghi j 
ma il Dizionario suddetto j la dice del Puppini. 
a pag. 170 In S. Michele in Bosco il Crocifisso di ri- 
lievo è antichissimo;, e il Dio Padre, e i Profe- 
ti laterali nel volto a fresco sono reliquie delle 
pitture che erano nella Cappella tutta dipinta a 
fresco dal Ramenghi, prima che fosse jimoder- 
nata . 
apag.iya JVella Sagrestia i gran Santi a fresco e la 
Trasfigurazione , copia in parte dalla famosissi- 
ma di Raffaello, sono pregiate pitture del Ba- 
gnacavallo . 
apag,i85 Agli Scalzi nel volto della Chiesa i quattro 



ft5 

Dottori, ed i quattro Evangelisti « fresco sono 
del Pappini , e del Bagnacavallo . 

A'' Ss. Cosma e Damiano, i Ss. occupati diapag.i88. 
una guarigione miracolosa era lavoro di Bartolomeo 
Ramenghi, poi rifatto da Gaetano Ferattini. 



ESTRATTO 

Dal Catalogo dei Quadri che si conservano 
nella Pinacoteca della pontificia Accademia 
delle htlle Arti in Bologna di Gaetano Gior- 
dani , edizione del iSag. a pag. 96. 97. 
RAMENGHI BARTOLOMEO 
detto il Bagnacavallo . 

La Vergine seduta mira il Bambino Gesù, che i33. 
in piedi su d' una culla appoggiandosi alle di 
Lei ginocchia, allunga innanzi le braccia onde 
pigliare alcuni fiori da S. Gioseffo , che è all' in- 
contro inginocchiato . Dintorno ad essi stanno li 
Ss. Paolo Apostolo , Benedetto Abbate , e Ma- 
ria Maddalena . Alla destra del quadro vedon- 
si in alto piccole figure esprimenti la Vergine a 
sedere filando ^ il Bambino Gesù nel suolo gia- 
cente in culla, due Donne ossequiose, e sopra 
ad esse un Angelo nelle nubi ; nel davanti S. 
Gioseffo che esercita 1' arte di legnajuolo • 

Questa pittura in tavola si numera fra quel- 
le, in cui r Autore non solo si propose d'imi- 
tare Raffaello , ma ancora di copiarlo in mol- 
te parti : merita però non poche lodi . Era 
nella Chiesa della Maddalena di Galliera al- 
la cappella Guerini; dipoi nelV Istituto delle 
Scienze, già dono di Monsignore Zambeccarì. 

Nota deli' Editore . 

Questo Quadro fu disegnato da F. Rosaspi- 
na , ed inciso da G. Asioli . 



a6 

Ivi a pag. 149. 
aiSr Lo Sposalizio della Madonna. 

Lunetta con tre mezze figure henissimo con-f 
servate , e provenienti dalla Scuola del Fran- 
cia, e forse di uno dei fratelli Cotignola, o 
del Bagnacavallo . 

Ivi a pag. i3o. 

Tibaldi Pellegrino . 

Nato in Bologna nel 1607 Fu scolare del 

Bagnacavallo, di Pierin del Vaga, di altri, e 
forse da Michelangelo ia Roma ebbe consigli e 
precetti . . . Può dirsi che allievi di lui furono 
tutti i pittori di Bologna , di Milano , e della 
Spagna , che vissero nel suo tempo . In Milano 
morì ricchissimo nel iSgi. 

:f94. Lo Sposalizio di S. Caterina ec 

Poche opere di lui abbiamo ad olio ; questa al 
parere di molti adorna di non poche bellezze 
sente nel colore la maniera del Bagnacavallo . 
Ivi a pag. 148. 
g^j^ La Vergine con due Angeli, che le tengono il 

manto aperto , sotto a cui alquante persone de- 
vote sono genuflesse . Sopra il di Lei capo due 
Angioletti sostengono la corona reale . 

Tavola tenuta da alcuni del Bagnacavallo, 
da altri del Francuccl . Era in una Chiesa 
presso la città d' Imola . 



ESTRATTO 

Da lettera data da Faenza a6 Giugno i835 

„ In questa Pinacoteca evvi un dipinto in tavola del 
Ramenghi detto il Bagnacavallo delT altezza circa due 
palmi e mezzo . Rappresenta la B. V. . Gesù Bambino , 
s. Giuseppe, e s. Caterina, che riceve l'anello dal Barn- 



rfxs;fasigmmw 



^1 

bino. Questa pittura attualmente e in cattivo stato (i). 
Sono alcuni anni , che il Sig, conte Nicola Biancoli Bor- 
ghi vendette a certi mercanti forestieri un bellissimo 
Ramenghi, che rappresentava la Beata Vergine in piedi 
col bambino, e nuli' altro. Una sola volta lo vidi, e mi 
sorprese altamente che 1' ho avanti degli occhi . Era con- 
servatissimo sebbene in tavola. Nel Duomo d'Imola mi 
fu mostrato nell' altare contiguo alla gradinata che con- 
duce alla Sagrestia de' Canonici un' Ancona assai gran- 
de , lavoro del Bagnacavallo ; ma il colorito è cresciuto 
talmente ^ che poco si scorge il dipinto « 






i99 



PITTURE 

dei Ramenghi in Bagnacavallo osservate da A. Moni 



I. Nella Chiesa della B. V. della Pace nel Coro dal 
Iato dell'Epistola vi è un quadro alto palmi roni. i.S 
largo 8. a e mezzo compresi i riquadri delle storiette, di 
cui parleremo, i quali sono alti p. a, larghi i. ^ e 
mezzo. Esisteva nella chiesa del Rosario all' Aitar mag- 
giore, la qual chiesa fu demolita nel i8i5, o in quel 
torno . 

La Madonna , che siede maestosamente sulle nubi , 
tiene colla sinistra varj rosarj , e colla destra il bambino 
Gesù, che va spargendo rose. Due angioletti aventi in 
nna mano rosarj vibrati in aria tengono coli' altra una 
corona d' oro sul capo della Vergine. Nel piano del qua- 
dro s. Domenico e s. Orsola regina e martire , ambi gi- 
nocchioni . A destra di chi guarda s. Rosa in piedi in 
atto divoto, accanto alla quale una santa martire cori 
una freccia in mano , forse una delle seguaci di sant' 
Orsola. A sinistra s. Tommaso e s. Pio V. pontefice. 
Più sotto in una dipinta cartella della larghezza del qua- 
dro è questa iscrizione : 

(i) Nota dell' Editore . Forse il Tihaldl, che tanto aprf 
prese dal Ramenghi e tanto insegnò poscia ai contepippra- 
nel tolse da questo quadro del maestro di che far .bélJ^ JiJ^ 
suo sopra lo stesso argomento^ che tJ0va8>i, come è dt^t^lju 
innanzi, nella Pinacoteca di Bologna. 



a8 

DVM TIBI NOS HVMILES 

SAGROS LARGIMVR HONORES 

ASPIRA PREGIBVS VIRGO BEATA PUS 

Giambattista Ramenghi detto il Bagnaca- 

vallo dip. Anno i585. 

, Intorno al quadro principale sono i5 piccoli riquadri 

divisi in cornicette dorate contenenti i Misteri con que- 

st' ordine . 

Cominciando di sotto a sinistra di chi guarda i la SS. 
Nunziata; a T incontro con s. Elisabetta ; 3 la nascita 
del Redentore ; 4 1^ presentazione al tempio; 5 Gesù di- 
sputante fra i dottori ; 6 Gesù nell' orto ; 7 la llagella- 
zione; 8 la coronazione di spine; 9 Gesù portante la cro- 
ce; 10 Gesù crocifisso; 11 la Risurrezione; la l'Ascen- 
sione; i3 M. V. nel cenacolo cogli Apostoli; 14 M, V. 
assunta al cielo; i5 in mezzo alla SS. Triade M. V. in- 
coronata dal Salvatore e Padre Eterno. 

Meritano particolare attenzione il a 3 e 4 ^on che il 
Y 8 9 ed il i5 di questi Mister]. 

Il colorito del quadro è gajo e delicato e molto armo- 
nioso ali* occhio pel suo perfetto accordo: è naturale la 
mossa di ciascuna figura, com' è naturale e giusta 1' e- 
spressione; non vi ha però gran forza di chiaroscuro, es- 
sendo un quadro di genere delicato e fino singolarmente 
nelle storiette de' riquadri rappresentate con elegantissi- 
me figurine ben disegnate e meglio composte e dipinte , 
che a contemplarle è una ^consolazione : ognuno di questi 
riquadri compor potrebbe un quadro separato di quel ge- 
nere , che si dice prezioso . 

Vi ha chi pensa, che in questa bell'opera di Giam- 
battista ponesse le mani , almeno ne' Misteri , suo padre 
Bartolomeo seniore; apparendo qualche divario di stile; 
ma la morte di Bartolomeo fu del iS4a secondo il Ba- 
Tuffaldi, e del i55i secondo altri , e l' epoca segnata 
nel quadro è del i585, e combina col tempo, che fu 
fabbricata la chiesa del Rosario , di cui pose la prima 
pietra il 6. Giugno jò^S monsignor Giambattista Sighi- 
celli vescovo di Faenza . 

È probabile , che dello stesso Giambattista Ramenghi 
fossero i Mister] dipinti a fresco nelT Oratorio annesso 
alla Chiesa del Rosario . Alcuni frammenti salvati dalla 



wm 



39 
demolizione ( che seguì poco dopo a quella della chiesa) 
vedoasi ancora in una parete nel cortile della Gasa Mo- 
ni e sono la SS. Nunziata, 1' incontro con jS. Elisabetta, 
la nascita , la presentazione , e la disputa : da essi si 
scorge che quella beli' opera era stata barbaramerite ri- 
toccata prima del 1796 da mano inesperta. Ogni qua- 
dretto era di altezza p. 5 e mezzo di larghezza 4* ^^• 
Tra le due finestre dell' Oratorio era dipinta a buon 
fresco la coronazione di M. V. di figure quasi al vero, e 
in quel luogo era l'altare: nell'Oratorio adunavansi i 
Confratelli a recitare 1' ufficio della B. V. 

II. Nella Insigne Collegiata di S. Michele un dipinto 
in tavola alto p. io. 3, largo 7. 

Gesù Redentore siede dignitoso sulle nubi , tenendo 
col braccio sinistro una gran croce : ha l' altro braccio 
alzato ed aperta la mano tal che sembra mostrare la pia- 
ga fatta nella palma : a destra ed a sinistra due angiolet- 
ti con calici raccolgono il sangue della mano sinistra e 
del costato. Nel davanti del qnadro alla destra di chi 
guarda sta S. Pietro con un libro e chiave nelle mani: 
a lui dappresso S. Bernardino, che colla sinistra tiene 
un libro indicandolo colla destra . Alla sinistra di chi 
guarda S. Michele Arcangelo tiene colla destra la lan- 
cia , e colla manca la bilancia , entro i piatti della qua- 
le due anime ; una dannata va al fondo graffiandosi gli 
occhi ; r altra s' innalza piegando le mani al cielo come 
per ringraziarlo . A piedi dell' Arcangelo il Demonio im- 
pugna il tridente, e pare voglia scagliarsi a prendere 
r anima dannata , che trabocca nella bilancia . L' Ar- 
cangelo è cinto di ferrea corazza ed ippogrifi e rabeschi 
d' oro : sotto ha la tunica fino al ginocchio, ed alle gam- 
be i calzari coturni . Allato è S. Giovanni il precur- 
sore tenente colla destra una croce di canna ed un car- 
tello ove sta scritto Ecce- Agn-ls -Dei : colla sinistra 
accenna il Salvatore nelle nubi. H fondo del [quadro è 
una campagna montuosa j indi una vasta pianura, dove 
alcuni casolari e truppe di figure a cavallo . 

Air estremità a piedi della veste di S. Pietro è ,un 
bordo figurato d' oro con ornamento a lettere greche del 
tempo primitivo della pittura in Italia . 

ISHZM-^^PPAKrH^H r^ 



Questo quadro è una delle più belle opere di Barto- 
lomeo Seniore sullo stile del Francia . L' assieme giusto, 
la mossa , e P appropriato carattere delle ligure lo rac- 
comandano: belli sono i partiti de' panneggiamenti de' 
santi situati nel piano del quadro, belle ed espressive 
le loro teste, e ben disegnate e dipinte le loro estremi-, j 
tà • La composizione avvisa la maniera del Francia, pri-, 
mo maestro del Ramenghi; figure dritte, isolate; esse 
formano come semicircolo : il disegno è bellissimo , sin- 
golarmente nel nudo di S. Giovanni . 

III. Neil' antica Chiesa di S. Pietro in Sylvis è all' 
Aitar maggiore in una grossa tavola un dipinto alto p. 
8. 9. largo 6, e più sotto altri tre quadretti . 

I laterali posti nella facciata del piedestallo , che for- 
ma la pilastrata della cornice, sono alti p. i. 9. larghi 
I. a; quello di mezzo, alto egualmente, è largo quanto 
il quadro grande . Nel timpano del frontispizio è dipin- 
to il Padre Eterno assai ritoccato . 

Siede sulle nubi la B. V. tenendo in braccio il divin 
pargoletto, il quale poggia la sinistra mano sur un glo- 
bo dando colla destra la benedizione: angioletti e serafi- 
ni formano intorno una corona di gloria, altro angioletto 
al di sotto è in atto di sostenere i piedi della Vergine 
suonando un mandolino . 

Nel piano del quadro sono i due Apostoli , S. Paolo a 
destra di chi guarda appoggiato alla spada, e S. Pietro 
a sinistra colle chiavi nelle mani: in mezzo a loro un 
graziosissimo angioletto sedente con tavoletta in mano , 
ove in tre righe distiate sono scritte lettere ebraiclie . 






Il fondo del quadro è una campagna , e in distanza 
un' antica Chiesa latina, donde escono a cavallo di mu- 
le varj cardinali co' loro palafrenieri accompagnati da 
truppa svizzera : dalla parte di S. Paolo sono due pie- 



5r' 
tlestalli e loro colonne ^ in una delie qtìali è scritto 
MDXL. 

Il quadrettino del piedestallo a sinistra di chi gnàrda 
ha dipinto l' Angelo Nunziante , e quello a destra la SS. 
Nunziata in atto di leggere attentamente . Nella • storia 
di mezzo a sinistra è 1' x\ngelo , che liberò Pietro dal 
carcere j a destra Pietro inginocchiato avanti a Gesù;^ e 
nel mezzo Gesù con bandiera in mano in atto di chia- 
mar Pietro ali' Apostolato nel mentre questi scende ti- 
moroso dalla sua barchetta . 

Direi questa opera di Giambattista Raménghi ajutato 
dai padre, del quale forse sono interamente le storiette 
nel peduccio, massime quella di mezzo. La testa della 
Vergine è di una celeste bellezza, e ne ammiri 1' ele-^ 
gantissima acconciatura: la grazia del pargoletto e degli 
angioletti t'incantano, e lodi il tutto dipinto con vaghis- 
sime tinte e pastosità di colorito congiunto a grande fi- 
nezza . 

Per consimili pregi ti è caro il puttino seduto in ter- 
ra sul piano del quadro in mezzo ai Ss. Pietro e Paolo: 
le quali due ultime figure spiccano non ostante il catti- 
vo ristauro di esse specialmente nelle teste, e nei pan- 
neggiamenti . 

Nelle storiette maestoso è s. Pietro uscente dal carce- 
re , e di bellezza celeste è 1' Angelo , che gli accenna 
la via. Bella altresì è la storietta dimezzo: Gesù chia- 
ma Pietro, il quale appoggiato alla punta della sua ar- 
cuata barchetta sta per discendere nell' acqua : egli ha 
messo giù nell' infido elemento il piede sinistro , e si 
arretra in modo sì naturale , che agli atti e più al viso 
mostra il timore di annegarsi e il desiderio di ubbidire 
all'invito: sonovi altri tre pescatori, de' quali è a no- 
tare uno che dà de' remi , per accostarsi alla riva , 1' al- 
tro sta tirando una rete . 

Colorito espressione finezza di disegno, tutto ammiri 
in questo quadro , e senti all' animo consolazione nel 
contemplarlo , e sei mosso a devozione . 

IV. Nella Chiesa di S. Francesco nella prima cappel- 
la a sinistra di chi entra è un quadro alto p. io. 3, 
largo 6. 9, che era una volta nella chiesa della Confra- 
ternita di S. Sebastiano ora demolita . 

La B. Y. siede maestosa in trono apparato di ricco 



3h.- 
d9àppó tutto ricamato a colori: si ascende al trono pei 
tre gradini di marmo. La Vergine vólto il capo alla de- 
stra poggia la roano sul lato sporgente del trono , e tie- 
ne colla sinistra il bambino , che è in atto di benedire : 
alla destra di Lei è s. Giuseppe appoggiato con un go- 
mito alla base di una colonna indicando colla sinistra 
mano S. Sebastiano posto nel dinanzi del quadro. Quat- 
tro angioletti al di sopra della Vergine portano e solle- 
vano un panno , il quale lascia cosi scoperta nell' inter- 
colonnio una vasta campagna . 

Nel piano del quadro alla tua destra vedi S. Rocco, 
che toccasi le piaghe: è in ginocchio sull' ultimo gradino 
del trono e guarda la Vergine : lo conosci alle vesti da 
pellegrino ;, al bordone a cui si appoggia , al fido cane 
che gli vedi a sinistra . 

Alla tua destra vedi S. Sebastiano sedente su di un 
tronco e legato ad un ramo che sporge da quello: guar- 
da la Vergine e cerca colla destra mano sollevare al- 
quanto il piagato suo corpo ferito da molte freccio: ap- 
piedi ha vesti militari ^ ed elmo di ferro con aurei ador- 
namenti . 

La grandiosità del disegno , le piazze larghe spaziose 
del chiaroscuro , il contrapposto , il contrasto e 1' effetto 
totale del quadro , oltre la ben intesa composizione , av- 
visano r ultima maniera di Bartolomeo seniore : confer- 
mano ciò le mosse dei quattro angioletti e i ben intesi 
scorci. Bella e maestosa è la B. V., parlante la testa 
di S. Giuseppe , espressive quelle dei Ss. Rocco e Se- 
bastiano^ ciie mostrano sopportare i mali loro con rasse- 
gnazione e coraggio . 

Questo quadro reso alquanto tetro per le ingiurie del 
tempo avrebbe bisogno di qualche ragionevole ripuli- 
mento . 

V. Nella stanza d' ingresso all' Archivio Notarile di 
ragione del Comune v' è un dipinto in muro , alto p. 6. 
7, e mezzo largo 4- 8. 

Gesù crocifisso e spirante in mezzo a due Angioletti 
posti sulle nubi , i quali raccolgono in calici il sangue 
che cade dalle sante piaghe. Appiedi la Maddalena gi- 
nocchioni e piangente abbraccia la croce cogli occhi fìssi 
nel Redentore . 
' Il dipinto per essere a tempera è di un tuono vigoroso 



_^3 

è gajo per quanto porta il soggetto. Bello e ben dipinto 
è il corpo ignudo di Gesù , espressiva affettuosa e ben 
panneggiata la Maddalena, ed i mesti Angioletti grazio- 
samente mossi . Forse è una prima opera di Bartolo- 



meo seniore . 



LA CENA ^m^ 

Vi Bartolomeo Ramenghi seniore 

detto il Bagnacavallo 
descritta da Domenico Vaccoìini . 

« Vedete qual si palesi ben tosto Bartolomeo Ramen- 
« ghi maestro non solamente di colorire , come disse già 
(( i' Algarotti , con pennello quasi veneziano forme ro- 
H mane; ma di animare il primo così ritondi puttini, 
« che di studiarli poi non isdegnino 1' Albani e Guido. « 
Così quel chiaro spirito del canonico Filippo Schiassi 
toccando le lodi della scuola bolognese (i^ accennava 
l'insigne dipintore, che dal nome della patria fu detto 
Bagnacai>allo. Desso fiorì in quel secolo beato, che 
produsse i miracoli delle arti , e la non lunga vita di 
anni 58 ( perocché nato del 1484 mancò, secondo il Ba- 
ruffaldi, del 1^-2) gli valse tanto, che potè accostarsi 
in fine alla eletta maniera di Raffaello . Per tacere de' 
suoi begli affreschi, che al dire del Malvasia sono una 
meraviglia per la pastosità e forza del colorito, chi non 
sa che il suo quadro Jella S. Famiglia n^lla pinacoteca 
di Bologna non perde tuttora al confronto della 9. Ce- 
cilia dell' Urbinate , e fu degno che F,. Rosaspina con 
amore lo disegnasrse ^ G. Asioli lo incidesse? Ma quella 
lode, che invidia mal giudizio una volta gli negò; an- 
zi che scemare col tempo, si fa sempre più bella: evie- 
ne oggi sfolgorantissima per la scoverta del suo prezioso 
dipinto rappresentante la Cena degli Apostoli : del qua- 
le ogni gentile persona viene cercando con desiderio o le 
glorie le sventure, e noi siamo qurà dirne brevemen- 

(1) Orazione recitata li 4 Maggio 179», Bologna stamp. 
Sassi i83o, a pag. 16. 

O 



^4 

te e con verità quel tanto che ne sappiamo . 

Uno di voi e per tradirmi , ecco le parole proferite 
da Gesù Cristo , che siede maestoso in mezzo agli Apo- 
stoli : uno di voi è perHradirmi : queste parole dette a 
tali e da tale eccitano in tutti gli astanti o confusione o 
meraviglia; ei le pron^incia con quella fermezza, che pro- 
viene da certa scienza delle cose future : né la trista 
condizione di dovere aprire questo gran vero ai convita- 
ti Discepoli nulla gli scema di quel «livino, che lo fa 
superiore a tutti gli avvenimenti già preveduti di sua 
acerbissima passione : proferendo quelle parole ei volta 
l'occhio a sinistra dalla parte del traditore. Pietro, che 
siede il primo alla manca di Gesù, veggendo rivolto 
verso di sé lo sguardo del divino Maestro, si fissa ra- 
pido sopra di lui con una fierezza sua propria, e col ge- 
"itò della destra mano bene esprime come egli senta nel- 
r anima quelle terribili parole: ha un espressione assai 
viva accresciuta dall' arrossire del volto, con che dà se- 
gno dello zelo che lo anima in difesa del divino Maestro- 
Giacobbe il maggiore viene secondo dal lato, ove Cristo 
getta lo sguardo: egli si alza precipitoso, e con una ma- 
no al petto indicando la purezza della sua anima guai*.- 
da fisso il Redentore come dicendo . sé non essere capa- 
ce di tanto tradimento , coli' altra mano f che è la sini- 
stra ) si porge in tale atto, che lui diresti accorto delle 
male iritenzioni del traditore, perocché accenna a Giuda, 
il quale gli sta allato. Questi, che terzo siede alla man- 
òà del Redentore , mostra aver comprese le parole pro- 
fetiche ; perchè rimane stupido di maraviglia, a cui pa- 
re' succedano tosto vergogna e terrore, coprendosi il sub 
voltò di quel tetro pallore, che annunzia il tradimento. 
Seguono Taddeo Simone Bartolomeo : il primo de' quali 
spinge tutto mesto e pensoso la testa verso il mezzo del 
quadro, e mostra aver he^n comprese le terribili parole; 
il secondo piega le mani come in segno di sua innocen- 
za , e Vi>lto all' ultimo che gli siede da costa cerca qua- 
si nel volto di lui che mai sia per accadere : il terzo è 
un vecchio venerando, che ben informato dal vicino del- 
la fatta profezia protende il braccio e la mano sinistra 
in segno di altisslina meraviglia. ' ' ' ' : 

Js\\a. destra di Gesù Cristo siede il benamato Giovan- 
na :' pallido il voltò spiratìtt ingenuità e in aria di prò- 



35 

fondo dolore rivolta pure con grazia la testa dalla parte 
opposta a Gesù , fissi gli occhi a terra e piegate le ma- 
ni. Filippo venerando vecchio, che siede appresso, posa 
la mano sulla spalla del giovinetto Apostolo non già per 
cercare in lui un' appoggiò all' età mal ferma; ma come 
per renderlo certo die pur troppo vi sono al mondo de' 
tristi capaci di tanto^, e lo manifesta con inovimenti d'in- 
tenso dolore . Siegue a destra Giocobbe il minore tutto 
rivolto verso il divino Maestro con ambe mani al petto 
quali a significare la purezza della sua anima, e l'af- 
fezione al Salvatore. Ultiuìi siedono Matteo x\ndrea Tom- 
maso, i quali formano tra loro come un dialogo: diresti 
che Tommaso 11 più lontano a Gesù chiegga pur spiega- 
zione delle non ben comprese parole, Matteo a lui ri- 
volto indica colle mani il divino Maestro e non fa che 
ripetere quelle parole medesime, Andrea in mezzo a lo-» 
ro si arretra per meraviglia piegando con forza le mani 
e levando gli occhi al cielo come per chiamarlo a testi- 
monio di sua innocenza . 

Questo quadro per voce degt' intelligenti può dirsi un 
capo d' opera di espressione : il disegno è puro , le pie- 
ghe sono belle naturali , non dure , non manierate ; ma 
eleganti e ben intese : e vi ammiri la imitazione del me- 
glio di Raffaello . Il dipinto è vigoroso , armonico , so- 
stenuto , e pieno di quella vaghezza di colorito,, che for- 
ma la più degna lode j anzi il carattere del Ramenghi . 
Gli accessori sono condotti con pennellate risolute e con 
quella apparente negligenza , che influisce a rendere più 
finito il restante del quadro , ed a farne spiccare le mor- 
bide carnagioni : la mensa è coperta di un bianco tap- 
peto con bordo al disotto a varj lavori intessuto e con 
alta fraiigia : il contorno del quadro è terminato da una 
cornice a chiaro e scuro di colore rossastro, che porgesi 
ornata di varj lavori. Tutta la tela, dipinta ad olio, 
ha palmi romani 33. di lunghezza, ii. di altezza. 

Ognuno che intenda le belle cose vorrebbe vedere un 
dipinto, che onora la scuola bolognese, anzi l'Italia. 
Ma che ? il tempo e la fortuna insieme congiurati gua,T 
starono il capo lavoro di Leonardo: e questo di Barto- 
lomeo provò anch' esso le sue vicende. Prima è da por- 
re l'oscurità in cui giacque, e il mal governo che ne 
fu fatto sino dall' Anno 1828 ;, in che fu scoperta quel- 



36 
la meraviglia . Una tela rotolata e alquanto lacera sta- 
vasi appesa in Bologna a polverosa parete nel magazzi- 
no di un negoziante di quadri : la vide il generale In- 
glese Gian Parkc, che era di passaggio, proveniente dal- 
la legazione di Napoli , e volle osservarla . Perchè fat- 
tala svolgere, e postivi sopra gli occhi acutissimi si ac- 
corse della mano maestra, e comprò agevolmente il qua- 
dro a brevi contanti ; ma trovandolo offeso , siccome è 
detto, pensò a farlo ristaurare dal chiaro professor G niz- 
zardi bolognese , che potè tenerlo esposto alquanti mesi, 
perchè fosse ammirato da tutti prima di essere traspor- 
tato in Inghilterra, quasi diremmo 

(( Non per elez'ion ; ma per destino. 

Di che fatto accorto il degnissimo sig. cavaliere Filippo- 
conte Folicaldi^ a quel tempo gonfaloniere di Bagnaca- 
vallo , intelligente com' è di siffatte preziosità , e tenero 
di tutto che onora la patria cercò ogni modo di conser- 
vare tra noi quella rara pittura di un illustre concitta- 
dino: e quando altro non si poteva die commissione ad 
Antonio Moni, il quale con pensione del Comune appli- 
cava allora in Bologna a studio di Belle Arti , che ne 
traesse tosto il disegno : e a colmo di onore volle collo- 
cato il disegno stesso nel palazzo del Comune in Bagna- 
cavallo nella stanza appunto dove siede il Magistrato: 
ivi conservasi come prezioso monumento, (i) 

Notizie avute da Ferrara per favore 
del eh. Monsignor e. Agostino Peruzzi 

Estratto di lettera 9 Agosto i835 del sig. marchese 
G. B. Canonici. « Esiste nell' avanzo della B accolta de' 
H Quadri di famiglia la tavola inrlicata dal Baruffaldi .... 
« tra gì' inventar] di casa: fra quali lo stampato nel i63a 
« dopo la morte di Canonici Roberto II. collettore anche 
« della succitata Raccolta: è questa tavola qualificata 
W siccome opera del Bagnacavallo ... la pittura è bella, 
« ed ha del Guercinesco della prima maniera . h 

(l) Questo articolo apparve prima nel giornale Srientìliro 
Letterario di Perugia, febbrajo e mar/,o i83r> ; inrii nel Ti- 
berino di Roma i. Luglio i835. 



Io noto clie il BarutlaUi nell' esemplare autograi» esi- 
stente nella Costabiliana , già scritto da esso nel 17052,6 
chiamato primo abbozzo della vita del Ramenghi dice al 
proposito : (( Si conserva in Ferrara un suo quadro tra 
(( gli altri in casa Canonici , dove viene rappresentata 
« Maria Vergine col figlio in braccio , che sta in atto di 
« benedire , e nell' altra mano tiene il mondo con S. Giu-j, 
u seppe e S. Gio. Battista. y^ 

Estratto di altra lettera scritta dall' egregio sig. Don 
Giuseppe Antonelli vice bibliotecario al prelodato monsi- 
gnore . 

(( .... Ho ritardato a servirla , perchè ho voluto assi- 
(( curarmi se alcuna pittura del Bagnacavallo esistesse 
« nei luoghi pubblici di questa nostra città : le mie ìn- 
(( dagini sono state infruttuose e nemmeno ho potuto ri- 
(( levare dove sia andata la bella tavola a tempra , che 
(( esisteva nella chiesa di questi pp. Cappuccini, la qua^ 
(( le rappresentava la Vergine in trono formato di bassi 
(( rilievi ed intagli così travagliati^ al dire de' nostri scrit- 
(( tori , ed accordati , che sembrano di rilievo : attorniata 
(( da varj santi d' un colorito così caldo e bello che in- 
(( cantava . Onde servirla alla meglio che fosse possibile 
(( sono passato nella galleria Costabili, sapendo quivi es- 
(( servi due dipinture del nostro Bagnacavallo , le osser- 
u vai e verificai col confronto delle da me vedute in Bo- 
f( legna essere di quel dipintore , e di più me ne feci 
(( persuaso esaminando attentamente quel buon gusto dei 
(( colorito tutto proprio del Bagnacavallo, e la grazia de' 
(( volti fanciulleschi : e dilFatti nel primo eh' è una pic- 
(( cola tavola alta oncie i5 e larga io , in cui vedesi la 
(( B. V. col bambino fra le braccia , ed a sinistra il pic- 
(( colo S. Giovanni, come potrebbero essere meglio effi- 
(( giati i volti di que' due bambini? Al gusto del colo- 
(( rito unisce un non so che di bello pittorico , che non 
(( si può fare a meno di ammirare con sorpresa . Il se- 
(( condo è una tavola trasversale larga circa 20 oncie ed 
« alta 12, che se non fosse stata alquanto ritoccata me- 
(( riterebbe il primo posto: ha questa nel mezzo la B.V. 
f( col bambino appoggiato al ginocchio sinistro, a dritta 
<( S. Giusepjie, a sinistra S. Anna, e nell'angolo S. Gio. 
(( fanciullo che tiene il braccio sopra la testa dell'agnel- 
(( lo . In questa tavoletta alle graziose tinte ed alle belle 



38 
« pieghe del manto della B. V. e del S. Giuseppe uni- 
« sce bellissimi gruppi di prospettiva e di paesaggio . Il 
« primo di essi esisteva per lo addietro nella cappella do-" 
(( mestica di casa Borsari, ed il secondo nella galleria 
« Agnelli . 

(( Perdoni se sono scarse le notizie che le comunico ; 
U ma di più non mi è stato possibile raccogliere. Aggra- 
n direi sommamente, se il eh. di lei corrispondente nel 
(( ricordare i suddetti due dipinti volesse encomiare la 
a magnifica Galleria Costabdiana ricca di circa 5oo Ta- 
(( vole dipinte , uscite per la maggior parte dalla scuola 
({ ferrarese : né solo ferrarese si può dire questa Raccol- 
(( ta, mentre ammirasi e Giulio Romano, e i Caracci , e 
(( Correggio , e Paris da Pordenone , e Tintoretto, e Gni- 
(i do , e Palma il vecchio , senza annoverare tant' altri . 

H Se in qualche altra cosa potessi servirla, benché 
(( 1' ultimo fra quelli che attendono allo studio della pa- 
a tria filologia ec. 



ESTRATTO 

JDa lettera data da Lugo li m. Agosto i835. 

daW egregio Sig. Francesco Capozzi 

e da altra del i8. Settembre. 

.^ « In Lugo del Ramenghi è un dipinto sul legno di 
« piccola dimensione ottangolare esistente nella Chiesuo- 
« la del Corpus Domini , rappresentante un Dio Padre 
« con ai lati due Angioletti , tutte mezze figure . Esso 
<( è a dirsi assai bello e per la dignitosa espressione dei 
C( volti, e per la vivezza del colorito, e per la precisione 
C( e finitezza del disegno e delle parti . Vennegli fatto un 
(( buco in mezzo, credo dall' ignoranza del custode^ per- 
« che, standosi anticamente sul Cielo della Chiesa^ vi si 
(( volle far passare una catena da lampada . (( 

Ho veduto io stesso questo dipinto, e parmi sia da rin- 
graziare chi si è preso cura di conservarlo così com' è 
tra tante vicende , che ai posteri parranno incredibili j 
ma più è da ringraziare S. E. il Sig. conte Michele Bo- 
lis cav. commendatole dell'insigne militar ordine di s. 
Stefano in Toscana, e Ciambellano attuale di Sua Maestà 



^9 
I. R. A. peroccliè nella sua galleria conserva sei quadri sul 

legno di piccola dimensione rappresentanti la Storia di 

Giuseppe Ebreo: degno lavoro del Ramenghi. 

^«^ ,ìi 

DIPmTO "* 

Di Bartolomeo Ramenghi seniore, che trovasi 
in Cotignola in Casa Je' signori Don Barto- 
lomeo e Giuseppe fratelli Mìnguzzi , di loro 
proprietà^ osservato dal Sig. Arciprete G. 
Albani 

Sposalizio di S. Caterina. 

La B. Vergine con grande maestà tiene sulle ginoc- 
chia il Bambino Gesù . A destra S. Giuseppe resta al-' 
l' indietro , coperto dal corpo della B. V. ad eccezione 
della testa e spalle, e di una mano, che egli ha posata 
sul petto : ivi più al basso è un San Giovannino, che 
guarda al Bambino . A sinistra S. Caterina ha in capo 
un turbantino o corona coperta di perle : altre perle vedi 
sull'orlo dell'abito, che a lei stringe il petto sotto il 
collo : dessa ha in dito 1' anello di sposa avuto dal Bam- 
bino . È da ammirare la vivezza del colorito , e la bel- 
lezza massimamente del Bambino e del S. Giovannino. 

Il Quadro è dipinto in tavola , e ritiene la cornice di 
legno di gusto antico. È alto p. r. 3. 5, e largo a. 
8. e mezzo . 



a 



Notizie avute da Bologna dall' erudito Sig, 
Gaetano Giordani per favore del eh. Sig, if 
Avvocato L. G. Ferrucci nell'Agosto i835, 

NOTE 

Alla Vita di Bartolomeo Ramenghi seniore . 

Vasari Vite edizione de' Classici di Milano voi. 9. 
pag. 387 e segg. pag 289. nota i. dell'edizione di Ro- 



^ 



4a 

ma: si osserva qhe forse il Vasari intese di toccare, co- 
me il Bagnacavallo sendosi portato a Roma e adoperato 
ia lavori del divino Urbinate ( che tanto valevasi de' suoi 
scolari ) facesse qualche pittura con altri giovani appren- 
disti nella Chiesa di S. Maria della Pace di Roma : e 
ciò prima che egli venisse ad eseguire le pitture nella 
cappella di S. Maria della Pace in Bologna. « Cosi il 
(( Giordani ; altri sono di contrario parere , come ho no- 
U tato nella vita del P.amenghi a suo luogo . Aggiungo , 
C( che nell' Istoria della Vita e delle Opere di Raffaello 
« Sanzio di Quatreraère de Quincy tradotta da France- 
« SCO Longhena (Milano 1829. pag. 5o4. ) leggesi u: 
« Bagnacavallo , il cui nome è Bartolomeo Ramenghi , 
« viene annoverato fra quelli , che furono impiegati nel- 
« le pitture della galleria delle Logge w . Io non posso 
(( accertar nulla sul particolare ; se non che mi nota in 
« una lettera del i3. Agosto i835 l'egregio ed onorevo- 
(( le amico sig. professore Salvator Betti segretario del- 
i( r Accademia di S. Luca quanto segue u . Godo , che 
u prendiate a scrivere dei due Ramenghi. D'opere pub- 
(i bliche non abbiamo in Roma alcuna cosa di loro, co- 
U me mi ha assicurato il marchese Melchiorri , che ha 
i( fatto l' ultima Guida . Cercherò di sapere se ve ne 
« siano nelle tante Gallerie particolari, e ve ne scrive- 
« rò «. Del resto veggasi la vita scritta dal Baruffaldi, 
« che ho riferita innanzi . » 

pag. ago. La pittura nella Cappella di S. Maria del- 
la Pace in Bologna nota il Malvasia ( Pitt. di Bologna 
1686. ) che era un' adorazione de' Magi fatta fare da 
uno della nob. famiglia Eottrigari, e Giampietro Zanotti 
(Pitt. di Bologna iy3a. ) con rammarico esclama: nul- 
la serve il narrare il valore delle operazioni, che qui fu- 
rono fatte ; dacché più non sono : e hanno potuto gì' im- 
bianchitori coprirle di calce. Ora unico avanzo, che vi 
rimane, è un frontale dipinto da Giacomo Francia ( Gui- 
da di Bologna i83o ). 

pag. 291. Jl Refettorio, la Libreria de' Canonici di S. 
Salvatore è messo ad uso di caserma di Soldati : le pit- 
ture però dopo aver sofferto moki guasti verniero non è 
molto riparate da un muro , che le difende con bastevo- 
le spàzio da poterle ancora vedere . Queste pitture ed 
altre del Bagnacavallo sono descritte dal p. Tronibelli 



4* 

/ Memorie di S. Maria di Reno pag. 96. e segg. ) . 
ivi I tondi ia fresco sotto la volta del palazzo del 
Podestà non si vedono più : anche a (juestj fu dato il 

*1vi Da Pietro Fancelli accademico di Bologna fu di 
recente ripulita e ristaurata la pittura della Visitazione, 
così figurata . Le Ss. Cognate si abbracciano affettuosa- 
mente: la testa della Madonna spira un ana di mode- 
stia, quella di S. Elisabetta rispetto ed amore. Dal la- 
to di questa i due Ss. Vecchi parlano insieme. Dinanzi 
ad essi sta seduto sul suolo il Profeta Geremia che so- 
stiene una tavoletta, nella quale è un' iscrizione, che 
indica il Mistero. Dal lato opposto uomo e donna ri- 
tratti genuflessi e devotamente sono 1 committenti della 
pittura : in disparte due uomini . Il fondo viene forma- 
to da una veduta di paese , con fabbriche , e special- 
mente di architetture da un lato con una scala, ne cui 
gradini vedonsi varie figure. Lo Spinto Santo m torma 
di colomba in mezzo a' Serafini in uno splendore di glo- 
ria . Figure al naturale di bellissimo colore, di stile lar- 
go raffaellesco. „ r^^ • j »c 

Per le pitture del Bagnacavallo nella Chiesa de Servi 
fa pubblicato in occasione del ristauro di una Cappella 
il Disegno sopra i celebri due antichi professori in 
pittura Innocenzo da Imola e Bartolomeo da Bagna-^ 
camallo (Bologna 1774. in 8.)= è del canonico Luigi 
Crespi . Sonovi le Vite dei due celebri dipintori , e del 
Bagnacavallo si dice a pag. aS. : La marnerà di questo 
valentuomo , grandiosa , calda e soave fu mo to ammira- 
ta dai Caracci dal Reni e dall' Albani, che la studiaro- 
no diligentemente e si pregiarono di averne ricavate le 
loro graziose idee, i suoi carnosi e ricciuti bambini ed U 
calore dell'impasto.... dirò bene che il Ramenghi e «ta- 
to particolarmente un celebre frescante , cui non so che 
altri lo abbia uguagliato nell'altezza e caler del impa- 
sto .. . Sopra la tavola della SS. Nunziata dell imolese 
rappresentò il Bagnacavallo una bella gloria di molti An- 
gioli sulle nuvole suonanti diversi strumenti : vedesi di- 
pinta sul lunettoue soprapposto alla predetta tavola con 
in' altezza di colore inarrivabile : e che pure nelle parti 
laterali della Cappella dipinse varj Angioletti , con bella 
e soda architettura: e dalla parte del Vangelo un san 



"i^- ^Jtf^t^ 



4^ 

Nicolò da Bari al naturale: e dall' opposta parte un S. 
Antonio abate, il tutto ridonato al primiero stato dalla 
diligenza e maestria di Nicola Bertuzzi figurista, ed An- 
tonio Bonetti quadraturista : Con pace del Crespi h sog- 
giunge il Giordani » questi due ultimi Artisti erano me- 
diocri , e ben anche oggi si conosce, che posero mano in 
preziosissime pitture, le quali meglio potevansi ristaura- 
re • Pazienza se al tempo solo del Crespi si fosse tenu- 
ta la barbara usanza di commettere i ristauri delle cose 
belle a chi forse è indegno di neppur guardarle; ma il 
peggio sta che pur oggi nelle principali città d' Italia si 
cornmettono orrendi guasti agli oggetti più ragguarde- 
voli in onta delle sovrane provvide disposizioni , che ciò 
vietano. 

pag. 292. A S. Michele in Bosco dipinse il Ramenghi 
nella prima cappella un Padre Eterno e due Profeti. Om- 
mette il Vasari le pitture clie il Bagnacavallo fece per 
U Sagrestia di S. Michele in Bosco. 

f Malvasia Fcls. voi, i. pag. iSg. ) 
ivi. Pei dipinti del Ramenglii in S. Stefano, leggasi 
ivi il Malvasia, La Circoncisione colorita per 8. Giaco- 
mo più non si vede. 

Nel Ms. Lamo intitolato Graticola delle pitture di 
Bologna ( che tra non inolto vedrà la luce con note del 
Giordani) si legge : A fresco sul muro la Circoncisione 
che fece fare messer Annibale dal Coltello bolognese pro- 
curatore a Bartolomeo Bagnacavallo , opera rara , V anno 
MDxvi: Bravi sino al ivSa, e nel libro ( Pitt. di Bo^ 
lognai'jeS J sì nota che vi fu sostituito un quadro di 
Antonio Rossi , mediocre pittore , rappresentante li Ss. 
Agostino e Monaca, che tuttora esiste. 

Non avvi più la tavola a tempera, che era nella chie- 
sa della Misericordia . 

Il disegno della Disputa di Gesù si trova notato nel- 
la descrlz. de' quadri del ducale appari, di Modena 
1787. ove a pag. 78. si dice condotto a penna ed acque- 
rello in foglio per l' impiedi. 

Che Amico Aspertini fosse uomo strano e bizzarro , e 
come il martello degli artisti al suo tempo, è provato 
altresì nella vita di Properzia de' Rossi, famosa scultrice: 
della quale scrisse non ha molto con eleganza anche il 
eolite Saffi di Forlì . 



• . . . . 43 

Malvasìa^ Fehìna Pittrice voi. i.. ( Bologna 1678 j 

pag. iSg. I Santi dipinti dal Baguacavallo nella Sa- 
grestia di s. Michele in Bosco sono di uno stile vera- 
mente grandioso ^ con caratteri di teste gravi e dignito- 
se. La copia della Trasfigurazione di RaUaello è rap- 
presentata pel traverso , allargando proporzionalmente: le 
figure in tutta la composizione . 11 colore è gajo, fresco^ 
bello , e tale che sente non tanto della scuola romana ; 
quanto della firentina , specialmente della maniera di fra 
Bartolomeo , e di Andrea del Sarto . 

ivi Nella Cappella della Pace in s. Petronio di Bo- 
logna e non nella Chiesa della Pace di Roma . Vedi 
sopra la nota prima al Vasari , e si avverta che quanto 
fu in costui lo studio di abbassare gli artisti non firen- 
tinÌ3 altrettanto fu lo studio del Malvasia nel contraddir- 
gli : mancando così ambidue all' esattezza della storia ;' 
ma erano uomini, e condiscendevano troppo all'amore 
non dirò di patria ; ma di municipio ! 

ivi . Le pitture del Baguacavallo nella cappella Banzi 
in s. Stefano sono notate sino al 17852, : eranvi pure nel 
1747. ( Petracchi, della Basilica di S. Stefano, Bolo- 
gna 1747- ^^ 4- I"^S- ^^7 ) Invece delle suddette il Za- 
netti ( Pitture di Bologna 4- ediz. lyóó ) nota il di- 
pinto di tutta la cappella di Mauro Tesi, bravo quadra-» 
tista , che altrove poteva far mostra di sua bravura e 
non qui a distruggere le opere del Ramenghi. ' 

La pittura del Bagnacavallo in S. Maria Maggiore fi- 
gurava S. Anna la Vergine il Bambino ed i Ss. Giusep- 
pe e Gio. Battista: nei peducci vedeansi le armi genti- 
lizie di Folco di Cristoforo Gretti e di Camilla dalla Tor- 
re lucchese, sua moglie: che quali compadroni della cap-- 
pella la fecero dipingere nel i5i8. Per essere la pittura 
affatto minata , il cav. Luigi conte Salina avv. di chia- 
ro nome divenuto proprietario dell' Altare vi fece porre' 
un quadro con S. Anna e la Vergine fanciulla, dipinto 
di Pietro Fancelli prelodato. 

pag. 140. Non veggonsi più le, pitture nella Residenjza 
della Compagnia del Baraccano. È da modificare nel re-i 
sto V espressione del pia bravo colorito ec. , questo fre- 
sco ha molto sofferto , e minaccia di perdersi esposto* 
com' è a tutte le intemperie . Figure metà del naturale.' 

ivi . Non si sa dove sia stato portato il Crocefisso J^ 



44 

che era nella chiesa dell' Ospitale della Morte . La ta- 
vola della Natività di Cristo, che era jielle MM. di S. 
M. Maddalena trovasi nel magazzeno dell' Accademia di 
Belle Arti aspettando una mano pietosa, che lo ristauri. 

Non trovansi più le pitture, che ornavano la chiesa di 
S. Damiano e di S. Maria Nuova. La tavolina, che tutt' 
ora è nella chiesa de' Putti della Maddalena non pare 
meriti gli epiteti di cosi gentile ed amorosa : ha però 
patito assai , La Tavola in S. Donino, chiesa ad un mi- 
glio da Bologna, rappresenta la B. V. sulle nuvole col 
Bambino in grembo, che poppa la sinistra mammella; se- 
rafini in gloria : al di sotto in piedi S. Donino martire , 
S. Paolo Apostolo, S. Donato Vescovo , S, Pancrazio , e 
S. Apollonia . La testa della Vergine, è gentile , raffael- 
lesca ; dignitosa e nobile quella di S. Paolo : in quella 
di S. Pancrazio forse è effigiato il committente. E pari- 
menti raffaellizza la S. Apollonia : le figure metà del 
vero : sotto è 1' epigrafe Hannibal Gozzadinus Qhservari'-' 
tia erga isfos obtidit octohre iSgió. 

Bariiffuldi Vita del Bagnacavallo Ms. 

Dove ricorda , che il Ramenghi ha sue tavole in Fer- 
rara si noti , che nella chiesa di S. Maurelio o de' Cap- 
puccini pendente al muro non lungi dalla porta stava un 
quadro esprimente M. V. con diversi Santi Vedi le No- 
tizie avute da Ferrara ; non che le Guide del Barot-^ 
ti 1770 pag. 76 j e del Frizzi 1787 pag, 65. 

OSSERVAZSOr^I 

I biografi precitati non hanno ricordato altre Tavole 
del Bagnacavallo , che egli lasciò in Bologna. 

II Masini ( -Agg- alla Bologna Perlustrata , Bolo- 
gna 1670 pag, 44- ) ricorda nella chiesa di S. Domeni- 
co un S. Vincenzo dipinto dal Bagnacavallo . 

Il Zanti ( Nomi delle strade di Bologna, i583 j 
nota nell' ospitale della Morte una tavola con la Visita- 
zione della Madonna di mano del Bagnacavallo, vecchio 
pittore , bella opera e degna di considerazione . 

Il Crespi ( Lett. piti. voi. 'j) descrive una tavola, che 
orna la galleria Hercolani di Bologna , e 1' attribuisce al 
Bagnacavallo . Il Calvi detto il Sordino nella Illustrazio- 
ne di quella galleria ( Prose e Versi ec. ) V attribuisce 



45 
a fr. Sebastiano «3aÌ Piombo. Il Giordani in una Lette- 
ra al prof. O. I. Montanari ( Poesie e Prose ec. Bolo- 
gna i835 Voi. I.pag. 209; la tiene opera di Sigismon- 
do Foschi da Faenza . 

Lo stesso Giordani ( Cenni Storici del Collegio Mag- 
giore de' Nobili Spagnoli in Bologna 1 833 ^ descrive 
una pittnra a fresco eseguita nel i5a4 che dagl' intelli- 
genti si giudica opera bellissima di Bartolomeo Ramen- 
ghi detto il Bagnacavallo . Prese egli a soggetto la S. 
Famiglia con Angioli, che spargono fiori, imitando quel- 
la dipinta da Ratlaello per Francesco L , la quale ador- 
na il r. museo di Parigi; se non che aggiunse da Unia- 
te r effigie del Cardinale Egidio Albornozzo ginocchioni 
in attitudine la piii divota . Vuoisi lodare pel colorito 
carnoso e di bello impasto, e per la grazia ed avvenen- 
za, ciie sparse nei volti. " ;^ 

Bartoli Francesco Y PiZ/wre- ec. della Città dì Rovhi 
go , Venezia 1793. in 8. pag. 180. ^ segna in Casa 
Campanari unaS. Caterina V. e M. in atto di voler 
leggere un libro, che tiene aperto tra le mani: opera 
dipinta in tavola di vaghissimo colore ed assai ben con- 
servata , che credesi di Bartolomeo Ramenghi . 

Il medesimo ( i^i pag agS. ) accenna la vita di que-^ 
sto pittore , correggendo gli errori di tempo circa la mor- 
te di lui , e notando pure V abbaglio del Coleti ( Noti-^ 
zie istoriche di S. Pietro in Srlvis di Bagnacavallo). 
Ne' Mss. Gretti Marcello ( Notizie de' professori deU 
le Arti del Disegno ) rilevasi, che in S. Biagio di Bo-^ 
logna erano pitture del Bagnacavallo, come dal seguen- 
te" documento (( 1735. adì i3 dicembre. Contratto o In- 
« strumento di convenzione per vendita di una tavola del 
({ Bagnacavallo, comperata dall' Ab. Branchetti ( racco- 
<( glitore e negoziante di quadri )' è venduta dal sig. 
(( Valerio Boschi camerlengo del venerabile Ospedale di 
(( S. Biagio: la qual tavola era nel refettorio, e rappre- 
« sentante la B. V. col Bambino Gesù, li Ss. Pietro e 
« Paolo, S. Petronio, ed altro Santo: figure tutte al 
(( vero . Con sopra un semicircolo rappresentante lo Spo- 
(( salizio di M. V. mezze figure, e per tale compera il 
a Branchetti oltre al dare il prezzo di ^ 3ooo dà un 
(( altro quadro in cambio, che figura l'Annunziata di-»- 
(i pinta dal Mastelletta . « Forse questa tavola è la mg- 



4^ 

desima così notata nell' Abregé de la vie de peinfres 
doni les tahleaux composent la Calerle electorale de 
Dresde 1782 pag. 38 N. SSy. u La Vierge avec TEn- 
(( fant Jesus dans la gioire. Au bas s. Pierre et s. Paul, 
« s. .Dominique , et S. Antoine . Sur bois de 8 pieds 

(( IO— pouces de haut: 7 pieds 4 pouces de large. » 

_ Nella Guida per le Gallerie de" Quadri del Museo 
rs., Borbonico , Napoli i83i pag. io3 notasi una S. Fa- 
miglia del Bagnacavallo . 

. .^ella Nota delle Pitture esposte per gli addobbi del 
Corpus Domini della parrocchia de' Servi in Bologna 
nel 1822, eravi una S. F^amiglia del Bagnacavallo di pro- 
prietà della n. Famiglia Coati-Castelli. 

Nel i8a3 per l'apparato della parrocchia di S. Dome- 
nico una Immacolata Concezione del Bagnacavallo spet- 
t^^nte alla n. famiglia Ratta. 

g.Nel i8a6 per 1' apparato di S. Giuliano, sotto il Por- 
tico del Conservatorio delle Putte del Baraccano, una B, 
Yf col Bambino del Bagnacavallo, spettante al sig. Lui- 
gi jRi zzi. 

Nel 1834 per 1' apparato di S. Gio. in Monte sotto il 
portico della società del. Casino una s. Famiglia del Ba- 
gnapavallo , proprietà del march. Guido Taddeo Pepo- 
U. Il litratto di Martino Lutero , la testa anzi mezza, 
figura del Dio Padre a braccia aperte spettavano alla 
Galleria Hercolani : della quale pur notasi un Crocefisso 
cf}n la Maddalena ed altre figure simboliche dipinte dai 
Bagnacavallo. , 

..,;.|Jn quadro con S. Agnese e due Santi venne acqul- 
pl^to in Bologna da certo Sig. Cartoni romano negozian- 
te! di quadri. Eccone la descrizione nel Catalogo della 
Galleria di Berlino ( i8a6. e. 69 ): sotto un padiglione 
c|ie forma un trono vedesi S, Agnese seduta sulle nuvo- 
le, a mano destra S. Petronio vescovo di Bologna col 
modello della città nelle mani , a sinistra S- Lodovico : 
fondo un paese : quadro in tela . 

_,, Una B. V. col Bambino e S. Giovanni nella, n. Casa 
Mài vezzi -Campeggi. , ,, 

Un'altra tavola con la S. Famiglia, e S^,, Francesco 
presso il Sig. Franchini negoziante di quadri, che tut- 
iora la conserva . 



Al 

Nella Galleria del e. Gio; Battista Gostabill di Ferra- 
ra una B. V. col Bambino , piccola tavola del Bagnaca- 
vallo. Ed altra tavola per traverso rappreàentante la S. 
Famiglia con S. Anna.^ 

Vedi oltre gli Autori citati qua ^ e la in queste Me- 
morie Mìttarelli de Litteratura faventinorum pag. i56: 
Zani Enciclopedia di belle arti agli articoli Ramenghi 
e Bagnaca^allo , e nel voi. io nota 36 lettera C pag. 
276 Zanotti Storia dell' Accademia Clementina : Guida 
di Bologna del 1782, ed altra del 1686; dove ponno 
trovarsi notizie di altre opere del [Bagnacavallo ^ di cui 
ignorasi ora 1' esistenza . 

Collezione d' Epli^rafi inedite { Liigo 1829 a pag. 3a , 
86): Giornale Arcadico VoL i38 pag. 338: e per ta^ 
cere di altri, PepoU Prose Voi. I. Ginevra i83o , dove 
nel Discorso accademico delle lodi della scuola bolognese 
di Pittura a pag. 2.2, dice „ Era il Ramenghi preso così 
5, forte a quel beato senno del Sanzio , cbe n' emulò il 
„ colorire , cercò vincerlo nel dipingere la morbidezza 
,, delle carnagioni pienotte e delicate de' fanciulletti, 'e 
.-talvolta le quasi intere invenzioni ne ritrattò. Co- 
:^» tanto egli aveva piena la mente di quell'unità, sime- 
■jj, tria, dignità, ed ogni meraviglia che sciirgonsi nelle 
j^ pitture di quel da Urbino! „ , ^^ 

, . - . ^ «sA. 



mSEGM 

tratti dalla g-z« Sacrestia di S. Michele m'' 
Bosco ed altri in Bologna per opera di Antonio, , ' ■■ 

3Ioni hagnacavaltese. • > |,j 

Quel saggio pensiero, che consigliaTa nel 18128 di le- 
,vare il disegno della Gena di Bartolomeo Ramenghi se- 
niore per conservarne alla patria la memoria: quello stes- 
:sq indueeva il magistrato della città .di Bagnacarallo a 
commettere al Moni , che proseguiva lo studio di belle 
arti con pensione del Comune , di trarre i disegni delle 
Opere inedite del Ramenghi, e prima dei dipinti a buon 
fresco della già sacrestia di s. Michele in Bosco tanto 
lodati singolarmente dal Malvasia nella Felsina Pittrice. 



Que' dipinti sono quasi perduti , dacché fu fatta servire 
nna gran porzione del locale ad uso di magazzino della 
paglia dei detenuti nelle prigioni . Ma come accostarsi 
a que' dipinti , se il sito era tutto chiuso, e mgresso 
non vi avea fuorché per una finestra ad uso proprio di 
fenile? Il Moni non si smarrì; che amore di Patria e 
delle arti lo confortava : ricorse all' eminentissimo legato 
di Bologna, il quale generoso com' era ordinò tosto, che 
tutto fosse aperto all' intendimento del supplicante . E 
il Moni venne disegnando di que' dipinti aa. pezzi , che 

sono i seguenti. i- , o- q 

I. S. Girolamo cardinale a. S. Bernardino da biena 6. s. 
Benedetto patriarca 4. S* Scolastica monaca 5. S. Ago- 
stino vescovo 6. S. Petronio vescovo 7. S. Gregorio papa 
8 s Placido martire 9. S. Gio: Battista io. S. Michele 
Arcangelo 11. e la. due abati Olivetani, il nome de 
quali è cancellato . Queste figure sono dipinte lateral- 
mente nelle pareti della sacrestia dell' altezza di circa 

palmi r. 10. »,.,.. ., 

Nel soffitto in quattro ottagoni sonò dipmti 1 quattro 
Evangelisti S. Marco, S. Matteo, S. Luca, S. Giovan- 
ni : in altri quattro ottagoni sono Con di Angeli . Ui 
questi ottagoni alti e larghi p. 7. il Mom ha levato m 
gran parte i disegni: cioè de' 4. EvangehsM e a. Lori di 
Angeli; mentre gli altri due sono quasi affatto deperiti, 
essendo caduto alcun pezzo di soffitta . Nel bel mezzo 
di essa, evvi ancora in una figura ettagona dipinto il 

Padre Eterno. . , „, , 

Il Moni ha condotto i sopraddetti disegni dell altez- 
za di palmi I, e qualche oncia 5 né qui si è arrestato. 

Di facciata all' altare della sagrestia sopra^ la porta 
d' ingresso é dipinta pure a buon fresco la Trasfigura- 
zione tratta dalla celebre del Sanzio; ma ridotta in altra 
-fórma: T altezza del dipinto è p. ao, la larghezza 3a; 
il disegno del Moni è alto p. i. 6, largo p. a. r. Oltre 
il qual disegno, che mostra in complesso la composizi«>- 
iie , egli ne ha dato altri tre , che in figure pm grandi 
e in pezzi separati mostrano il medesimo quadro . _ 

Il Moni mandò inoltre al Comune i disegni di altri 
due dipinti dello stesso Ramenghi: uno esistente nel ma- 
gazzino de' quadri dell'Accademia di Belle Arti dipinto 
a tempera in tela ( una volta nella chiesa della Miseri- 



49 
cordia ) rappresenta S. Nicolò da Tolentino, S. Caterina, 
S. Rocco , e a destra di chi guarda una donna in atto di 
adorazione, forse la committente del quadro. Il dipinto 
è alto p. 9. 4- ^ mezzo, largo 7. io e mezzo r il dise- 
gno è alto p. I. 4' l^J'go I. I- e mezzo. L'altro è il 
bel dipinto in tavola sullo stile del Francia, ora esisten- 
te nella sacrestia di S. Pietro, alto p. i3 . largo 6. io e 
mezzo: è un Crocefisso con appiedi la Maddalena, che 
abbraccia la Croce; a destra di chi guarda è S. Giaco- 
mo , ed un altro Santo a sinistra ambo in piedi : di qua 
e di là dalla Croce due Angioletti in aria in adorazione. 
Il disegno è alto p. i. 6., largo oncie 9, e mezzo: lo 
condusse il Moni nel 1829 quando l'eminentissimo Opiz- 
zoni Arcivescovo, benemerito delle Belle Arti;, lo fece 
ristaurare al professor Guizzardi . 

Degno pensiero di patria carità 'sarebbe il faie incide- 
re sopra i disegni del Moni i bei dipinti del Bagnaca- 
vallo , che tolse il nome dalla patria e a lei lo ha reso 
ancora più illustre. 



ESTRATTO 

Da lettera dì Macerata 9. settembre i835, 
di S. E. il marchese Amico caif. Ricci . 

„ Nel ringraziarla della bellissima traduzione delle e- 
(( gloghe di Virgilio, che ha avuto la bontà d'inviarmi , 
(( debbo soggiungerle , che nulla m' avvenne di trovare 
(( nella Provincia della Marca , cui potessi attribuire al 
(( suo Ramenghi , e se qualche analogia a quel purgatis- 
(( simo stile scoprii in alcun nostro artefice lo supposi 
(( provenire dal lungo restarsi in questi luoghi dei Coda 
(( da Rimino da Ferrara , i quali essendo a mio pare- 
u re discepoli del Ramenghi divulgarono quelle maniere 
(( nella Marca . Tutto questo già esposi nel secondo vo- 
ce lume delle mie Memorie delle arti , e degli artisti 
U della Marca d' Ancona alle pag. 99. io3. icB. 

« Ella che si occupa lodevolmente di scrivere la vita 
(( di questo pittore avrà anche luogo a meglio conoscere 
rt se la mia conghiettura abbia fondamento . » 

à 



56 

ESTRATTO 

Da lettera (V Imola a4- Settembre 1 835. 
del eh. e. Tiberio Papotti avocato . 

f( Vi dico óra del quadro del Ramenghi, che ho 

(( finalmente visto . Il quadro è in tavola dì molta gros- 
(( sezza , e fu ( credo fatalmente ) restaurato . Sono in 
ii esso i dodici Apostoli, i quali circondano il sepolcro 
« della Vergine aperto , e l' un di loro vi posa sopra una 
ii mano. Gli altri stanno attoniti, quali mirando come 
« egli sia vuoto contro la loro aspettativa , quali al ve- 
r^ dare la Vergine Assùnta , che si mostra alla sommità 
(( del quadro con al lato sinistro di prospetto quattro 
(( Angeli alati , ài destro cinque ■■, ed è sostenuta da al- 
ce tri tre piccoli Angioletti divinamente dipinti. Muove 
ii il Giordani dubbio, che il quadro non sia di Bagna- 
« cavallo ; il Giordani ( Gaetano ) che a Bologna scrive 
i{ di belle arti (i). .. n 



, (i) Vedi Giordani Gaetano Lettera, di risposta al eh. prof. 
Ù. I. Montanari per dall' Olmo e Tiocchi , Bologna 1 835. , 
dove il quadro dell' Assunta è attribuito a Prospero Fon- 
tana scolaro d' Innocenzo da Imola , e parlando di Sigis- 
mondo Foschi pittore faentino del 5oo. e precisamente di 
una tavola di lui esistente nella quadreria Hercolani in Bo- 
logna si dice „ il colore è prossimano alla pastosità alla lin- 
5, dura alla morbidezza, che notasi ne' quadri del ravenna- 
j, té Lnca Longhi , di Bartolomeo Ramenghi da Bagna- 
„ cavallo, e di altri pittori derivati dalla Scuola del divino 
„ Urbinate , i quali nel torno di tempo , di che parliamo , 
j, ebbero pure in mira la bella e pulita maniera^ che usa- 
„ vasi dà!' iiorentini maestri . j, 
Nota dell' Editore . 



5i 
LETTERA DATA DA ROMA 

Fuori -r Al chiarissimo sig. prof. Domenico Faccolinl 

Bagnac avallo: 

Entro ~ Mio caro amico , 

Roma 17 Novembre i835. 

<( xja cortesia del sig. cav. d. Vincenzo Colonna mi ha 
(( fatto jeri con ogni maggiore libertà osservare i dipinti 
H che ornano la galleria della casa. Erano meco, oltre 
(( il prefato signore, anche i chiarissimi prof. Tommaso 
« Minardi e marchese Giuseppe Melchiorri . Abbiamo 
<{ chiesto subito del quadro che si suppone del Bagnaca- 
(( vallo : e ce n' è stato mostrato uno , che nell' antico 
({ catalogo stampato è descritto così : N. 780. Un qua- 
({ dro in tavola di a. e mezzo, e 5, per traverso . Di- 
K verse figure a cavallo , sia una battaglia . Ma- 
il niera di Baldassar Peruzzi. Chi battezzollo per 0- 
(( pera del Bagnacavallo fu il rinomato restauratore di 
({ quadri Palmaroli . Ma il prof. Minardi non oserebbe 
<( afferrnarlo : solo potendo assicurare 'che assolutamente 
(( non è cosa di Baldassar Peruzzi. Che sia nondimeno 
« della scuola di Raffaello, sembra fuori di dubbio: scor- 
(( gendovisi chiaramente la mano di uno di quelli che 
(( dipinsero alle logge , e che si tennero alla maniera di 
(( Giulio e di Polidoro . Altro non saprei dirvi, mio ca- 
(( ro amico : perciocché infine il quadro non è altro chq 
« una specie di abbozzo , piuttosto una parte di un 
(( più lungo fregio in tavola , con piccole figure, bellissi- 
(( me arie di teste, ma cavalli con gambe pessime. 

(( Sicché sembra che finora abbia ragione il Lanzi , 
(( quando disse che in Roma non può additarsi alcun la- 
re vero certo del grande Ramenghi, essendo stato il fi- 
fe gliuolo di lui Giambattista quegli che ajutò il Vasari 
(i nel dipingere il Palazzo della Cancelleria . 

(( Amatemi come vi amo: comandatemi, e credetemi 
(( sempre con tutta V affezione del cuore 



nffrho Amico vero 
Salvatore Beiti. 



L^ EDITORE 



JVingrazio prima que' cortesissimi , che uaimo posto 
con amore gli occhi su queste carte : ad essi appunto ri- 
volgo le mie parole . 

Non è da porre in dubbio la patria di Bartolomeo Ra- 
menghi seniore , la quale fu certamente Bagnacavallo . 
Bologna ha il vanto di averlo educato alla pittura sotto 
il Francia ; onde la sua prima maniera : e Roma ha 
quello di averlo perfezionato alla scuola di Raffaello; on- 
de la sua seconda e più eletta maniera , Bologna poi 
(alla quale tornando dal Vaticano ei mostrò prima il bel- 
lo stile dell' Urbinate , e in che e come si potesse ren- 
der migliore ) è a lodarsi di avere fornito all' ottimo di- 
pintore un largo campo a produrre le sue opere, pe' bei 
puttini e per vivezza di colorito tuttora lamose : delle 
quali ne sono ite a Loudra a Dresda a Berlino per tace- 
re di altre città, massime in Italia, le quali si pregia- 
no dei dipinti del Ramenghi . Né sia alcuno , il quale 
osi far colpa a tanto maestro di avere predicata al suo 
tempo l'imitazione dell'Urbinate, come altri in poesia 
predicò già quella del gentilissimo Petrarca : egli del pa- 
ri con antica malizia onesta cliiedeva moltissimo per 
ottener qualche cosa . E qual più degno modello alle 
beate arti poteva proporre ? Né già si contentò egli di 
copiare servilmente i miracoli del Sanzio: ne è prova tra 
le altre quel Profeta rammentato dal Baruffaldi,, nel qua- 
le ei cercò il terribile di Michelangelo , che è come il 
Dante della pittura: né comportò d'impiegare la sua ar- 
te quasi celeste nelle favole del Gentilesimo; ma tutta 
la volle rivolta alla santità della vera Religione . 

E si noti non essere il Ramenghi sfuggito e vivo e 
morto all' invidia , come è destino de' grandi uomini ; ma 
il tempo che giudica, e pone ciascuno al suo posto, lo 
assolve ; anzi lo esalta come maestro e padre, donde una 
bella famiglia di abili dipintori si stese non pure in Ita- 
lia ; ma in Francia e in Ispagna . Il die è segno di ve- 
ro merito. 



53 
Del resto io ho voluto riferire imparzialmente di lui il 
prò ed il contro , secondo mi è avvenuto di trovare nei 
libri e nelle memorie , che generosi spiriti ( ai quali so 
grado e grazia ) mi hanno gentilmente somministrato . 
E lascio ai savj il giudicare . In quanto a me non mi 
avviso di avere fatto ancora abbastanza : so che manca- 
no assai cose ad onore del Ramenghi. Ma se altri miei 
amorevoli mi daranno le notizie , che mi hanno promes- 
so , io darò il seguito di queste Memorie : e aggiungerò 
e correggerò quanto fosse pure da aggiungere o da cor- 
reggere . Che se alcuno di [me più valente si moverà 
dopo a scrivere de' Ramenghi , o se alcuno de' miei be- 
namati concittadini singolarmente si darà con quello ze- 
lo e successo di Bartolomeo alla pittura: io sarò lietissi- 
mo, e mi parrà avere raccolto alcun frutto di questa 
mia fatica qualunque siasi, che dono alla Patria carissi- 
ma e alla gloria delle Arti. 



54 

INDICE 



L'Editore (prefazione) ....... pag. 3 

fita di Bartolomeo Ramenghi del Baruffaldi . „ 5 

Note deir Editore „ i5 

JEstratto dalle Qpere del Baldinucci . . . . ^5 17 

dall'Orazione dello Schiassi .... ,j 19 
dalla Storia Pittorica del Lanzi , ed 

altri 5> i"^ 

— dalle Lettere delV Algarotti ..,.,, aa 
dalla nuova Guida di Girolamo Bian- 
coni 3^ ^3 

Dal Catalogo^ di Gaetano Giordani . „ a5 

da Lettera di Faenza „ a(^ 

Pitture de"" Ramenghi in Bagnacavallo . . . 55 27 

La Cena di Bartolomeo Ramenghi descritta . „ 33 

Notizie a<j>ute da Ferrara j^ 36 

Dipinti in Lago e Cotignola ^^38 

Notizie avute da Bologna con note al Vasari, 

al Malvasia, al Baruffaldi . . . . jj 39 
Disegni tratti dalla già Sacrestia di S, Mi- 
chele in Bosco 33 4? 

Estratto da Lettera di Macerata 3. 49 

— da Lettera d' Imola 33 «^o 

Lettera di Roma 5^ ^i 

L' Editore ( conclusione ) 53 ^^ 



Lugi die a4 Nòveembrìs i835. 

Imprimatur 

JFV. Franciscus Gaude O. P. Vie. S. 0> 

Lugi a5 dicto i83S. 
Imprimatur 
A. M azzanni Vie. Fo. 

Si permette la stampa 
T. Cav. Pauliicci Goi>. Distret. 



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ND Vaccolini, Domenico 

623 Della vita e delle pittu 

R25V3 di Bartolomeo